EDO ERGO SUM

IL MIO PRIMO CONTEST
01/03/2010

http://www.cooking-elena.blogspot.com/

Edo ergo sum. Raccolta di ricette a tema su libera partecipazione organizzato da Cooking Elena 2011- diritti riservati

Elenco dei partecipanti
A cena da Dorris con tenerezze al nero d'avola A tutta cucina con cannoli al cacao e noci Agrodolce con babà napoletano Angolo cottura con fagottino bigusto Anny's kitchen con torta tenerina Aria in cucina con la mia crostata - ricetta di famiglia Arte in cucina con rustico di broccoli e salsiccia Burro e miele con gamberi con mango e taccole... e un mondo in regalo Buhbuhbutter con muffin arancia e cioccolato Chez Denci con frase di... Walt Whitman!!! Come si fa a con polpette con salsa di piselli Cook zone con tortino al cioccolato con cuore morbido Cooking elena con mele della concordia (fuori concorso) Cooking Planner con ricordi di infanzia Dolce passatempo con krem a la krem Dolce tè con la mia crostata di ciliegie Dolci bontà con pan di spagna all'ananas Dolci passioni e non solo con pomodorini al bicchiere e crostini mediorientali Dolci e pasticci di una zerofolle in cucina con gnocchetti tirolesi con polpette Dolci pensieri con torta di ricotta con tronchetti di nocciola e cioccolato Essenza di cannella con la mia prima setteveli Essenza in cucina con essere o.. non essere Il giardino dei sapori e dei colori con gubana e treccia russa In cucina con Roberta con bucatini alla matriciana Japan the Wonderland con sakura mocha Il gamberetto con la lagana e ceci di nonno Ciccio Il pomodorosso con caprese al cioccolato fondente Il ricettario di Cinzia con Risotto al latte e canella o erba cipollina? La banda dei broccoli con l'importante è partecipare insalata di ... La cucina come non l'avete mai vista con l'effetto del mare La cucina di Tatina con risotto ai funghi La Ginestra e il mare pignolata al mandarino

La giostra della vita con gamberi flambati La pappa al pomodoro con la pappa al pomodoro La voglia matta con risotto spumeggiante Mamma in pentola con le crespelle più preziose sul piatto del contest Mamma papera's blog con vellutata di scampi Michelangelo in the kitchen con fish for life - salmon mousse Montagne di biscotti con gelee My Ruddy Kitchen con patate alla paracula Note di cioccolato con bocconcini di maiale al latte Olio e aceto con la mia prima volta - il crumble Olio, sale e Cincy con frittata di patate Pagnottina con gnocchetto di zucca, alla panna, noci e salvia Paolina dolcemente con spaghetti con uova di lappano Pecorella di marzapane con cuor di cioccolato con ganache al fondente Pentole e allegria con lasagna supervelocissima senza besciamella Poveri ma belli e buoni con sushi mediterraneo di palamita Profumi e sapori con doppia ricetta per una colazione sprint Puffin in cucina e non solo con soffice soffice come una nuvola Saparunda's kitchen con crema di piselli e taleggio Sciroppo di mirtilli e piccoli equilibri con fagottino di radicchio di Chioggia con farro, speck e scamorza affumicata Sfizi e pasticci con pacchettini di prosciutto Solo per gusto con strudel di pesce Su le maniche con trofie al pesto di rucola Tagli e intagli con Rose di patata quarantina al burro aromatico di rosa e lavanda Una cena con Enrica con io sono spaghetti al pomodoro Vaniglia, zenzero e cannella con ciocco-lino cuore a sorpresa Zibaldone culinario con pasticcini alla frutta White Dark Milk Chocolate con riso cantonese alla Marzia

TENEREZZE AL NERO D’AVOLA
Questa è la ricetta con cui partecipo al contest “Edo ergo sum” di Cooking Elena. Lo scopo del contest è quello di trovare una ricetta che ci descriva. Io ho scelto le tenerezze al nero d’Avola perché penso che mi rappresenti al meglio. La carne è tenerissima ma la glassa al vino ha un gusto molto deciso e poi è un vino siciliano. Si, sono proprio io, tenera ma decisa e cresciuta sotto il meraviglioso sole siciliano!

Ingredienti per 4 persone
500g di polpa di vitello tenerissima (o di manzo) 1l di vino rosso(nero d’Avola) 1l di brodo vegetale 1 cipolla 1 carota Un paio di foglie d’alloro Pepe nero in grani 2 cucchiaini di fruminia (o farina 00) q.b di olio e sale

Procedimento
Sbucciate la cipolla e tagliatela in quattro, pulite la carota e tagliatela in pezzi grossi. Adesso preparate un marinatura fatta con il vino ,la cipolla ,la carota,la carne,le foglie d’alloro e qualche grano di pepe, coprite con pellicola il contenitore e lasciate riposare un paio d’ore. Togliete la carne e le verdure dalla marinatura e mettetele in una casseruola con un filo d’olio, fate sigillare bene la carne a fuoco alto da tutti i lati poi salate e coprite il tutto con il brodo (potete anche utilizzare un comune brodo fatto con il dado). Abbassate la fiamma e cuocete un paio d’ore o almeno fino a quando il brodo si sarà ristretto e la carne risulterà molto cotta. Preparate la glassa usando metà del vino (altrimenti ne verrebbe troppa!) .Mettete il vino in un pentolino, portatelo a ebollizione a fuoco dolce in modo che evapori parte dell’alcool e lasciate sobollire per 5 minuti poi unite la frumina (ma prima scioglietela in un po’ di vino) e aspettate che si addensi. Componete il piatto adagiando i bocconcini di carne su un letto di glassa e finendo con una macinate di pepe fresco.

http://acenadadorris.blogspot.com/2011/02/tenerezze-al-nero-davola.html

CANNOLI AL CACAO E NOCI
Pensa che questa ricetta la faccio settimanalmente ai miei golosi, e non l'ho mai pubblicata, perchè mi sembrava banale. Quando ho letto del tuo contest mi sono detta, perchè no, in fondo questa forse mi rappresenta più di ogni altra!

Ingredienti
300g pasta sfoglia rettangolare 500ml latte 150g zucchero 40g farina 40g cacao amaro in polvere 1 bustina di vanillina 40g noci tritate grossolanamente 150g panna montata 2 cucchiai zucchero di canna latte

Procedimento
Tagliare la pasta sfoglia in tante strisce larghe 1cm, arrotolarle intorno ai tubi di latta ben imburrati per cannoli, adagiarli su una teglia rivestita di cartaforno, spennellare con il latte e cospargere con lo zucchero di canna; far cuocere i cannoli in forno già caldo a 200° per 20 minuti, finchè saranno dorati. Lasciarli raffreddare, quindi delicatamente togliere i tubi di latta. Setacciare la farina con il cacao e la vanillina, unirvi lo zucchero, diluire a filo con

il latte, sbattendo bene, per evitare la formazione di grumi. Cuocere la crema a fuoco moderato, sempre mescolando, facendo calcolando 3 minuti, dal momento che addensa. Lasciar raffreddare la crema mescolando spesso, quindi metterla in frigor per 2 ore; unire alla crema la panna e le noci, quindi farcire con una tasca da pasticciere i cannoli.

http://atuttacucina.blogspot.com/2010/12/cannoli-al-cacao-e-noci.html

BABÀ NAPOLETANO
Venendo a conoscenza delle origini polacche di questo dolce rimango assai meravigliata, ma non alquanto sorpresa nel sentire le sue origini nobiliari. Re Stanislao Leszczinski, re polacco della prima decade del '700 è l'inventore di tale prelibatezza, come sempre, tutto pare accadere per pura e fortunata coincidenza che fà si che una pasta lievitata incontri il rum per dare vita al babà. Per strani e lunghi percorsi, arriva a Napoli e ivi permane, vive e gioisce fino ai tempi nostri. Che le maggiori scoperte e invenzioni siano legate alla fortuna e al caso, è risaputo. Che gli uomini di talento trovano delle soluzioni e i geni scoprono i problemi, anche. E che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere occhi nuovi; quindi ciò significa che il mio viaggio non consiste nel cercare piatti elaborati, sofisticati, macrobiotici o molecolari, ma di (ri)scoprire i piatti della nostra tradizione.

Ingredienti per i babà
300g di Farina tipo Manitoba 50g di zucchero 4uova 100g di burro 1 cubetto di lievito di birra 1 pizzico di sale

Ingredienti per lo sciroppo
600g di acqua 300g di zucchero 300g di rum

Procedimento
Versare tutti gli ingredienti nell'impastatrice aggiungendo solo alla fine le uova uno alla volta. Impastare a lungo fin quando non sarà incordato. Posizionare l'impasto in un recipiente infarinato e riporlo in un luogo tiepido fin quando l'impasto non sarà raddoppiato di volume. A questo punto sgonfiare leggermente l'impasto e formare delle piccole palline che andranno poi posizionate nei stampini (circa 50 nel caso dei babà mignon) che precedentemente avremo imburrato e infarinato. Ora bisogna attendere un altro paio di orette, in modo che la pasta lieviti di nuovo fino a raddoppiare il volume. Ed ora infornare a 180°C per 15-18 minuti. Lasciar raffreddare e toglierli dallo stampino. Preparare lo sciroppo. In una casseruola riscaldare l'acqua con lo zucchero fino al completo scioglimento e quando il composto sarà raffreddato aggiungere il rum. Immergere i babà in modo che possano impregnarsi di sciroppo, scolare leggermente e posizionarli su un piatto da portata. Filtrare sciroppo rimasto e metterlo in una bottiglina in modo da poter irrorare i babà prima di essere serviti. http://blog-agrodolce.blogspot.com/2010/12/baba-napoletano.html

FAGOTTINO BIGUSTO
E'da quando ho visto questo contest che penso a quale frase,poesia o verso possa essere un po'come il mio biglietto da visita...amo Saffo'..il ricordo che mi lega ai miei studi..sono cresciuta con le letture di Neruda, mi sono innamorata sui versi di Nazim Hikmet..mica facile scegliere quello in cui mi rivedo,c'e' un pezzetto di me in parecchie poesie !!! Alla fine l'ha spuntata questa,che non e'di un poeta,ma di un giovane presentatore-autore-scrittorecomico italiano,che mi diverte e mi rilassa leggere,e che e'pure "sapuriticchio"cosa che non guasta mai!! "Voglio lasciarmi andare, voglio di piu'per me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto" (Fabio Volo) Passiamo alla ricetta che mi rappresenta meglio,sono una golosona quindi dolce ovviamente!!! Semplice,alla mano,e sopratutto che nasconde grandi sorprese all'interno!! Fagottino bigusto,perche'due e'meglio che uan!!

Ingredienti
1 rotolo pasta sfoglia 1 tavoletta di cioccolato bianco nutella

Procedimento
Come potete intuire la preparazione e'facilissima!!! Tagliamo in grossi quadrati la pasta sfoglia, spalmiamo al centro la crema e sopra mettiamo una striscia di cioccolato bianco. Chiudiamo a portafoglio i fagottini ed inforniamo a 180°per 20 minuti. Decoriamo con nutella e cioccolato bianco fuso.

http://angolocottura.blogspot.com/2011/02/fagottino-bigustoperchedue-emeglio-che.html

TORTA TENERINA
Questo è il mio cavallo di battaglia..di una facilità disarmante,è il dolce che potrei fare ad occhi chiusi,ma è anche quello in cui metto più amore,con cui mi sento più i sintonia,forse perchè lo faccio sempre e solo per le persone che mi stanno più a cuore.. il mio futuro marito la adora e me la chiede sempre,se facciamo una cena vuole sempre questa..questo mi ricorda il sonetto di Shakespeare che più amo e che più rappresenta la nostra storia d'amore lontano: "così per la tua immagine o per il mio amore,tu lontano sei sempre in me presente;perchè non puoi andare oltre i miei pensieri,e sempre io son con loro e essi son con te[..]"

Ingredienti
200 gr di cioccolato fondente (io mi trovo benissimo anche con le semplici stecche della Coop!) 200 gr di burro 200 gr di zucchero 3 uova 1 bustina di vanillina 3 cucchiai di farina

Procedimento
sciogliamo il cioccolato con il burro (io lo faccio sempre al microonde). lasciamo raffreddare un po' e aggiungiamo 3 tuorli,mescoliamo con cura. Aggiungiamo lo zucchero,mescoliamo bene e la farina,la vanillina,mescolando sempre ad ogni aggiunta. Montiamo a neve ferma i tuorli e li aggiungiamo delicatamente al composto. foderiamo una pirofila e via in forno per 25 minuti a 200°. Lasciamo raffreddare e disponiamo in frigo per almeno 2 ore prima di servire.. essendo un dolce sostanzioso vi consiglio di servirlo tagliando a cubetti,darà l'idea di un cioccolatino e non risulterà troppo pesante..

http://annykitchen-annalisa.blogspot.com/2010/11/torta-tenerina.html

LA MIA CROSTATA
Questo è il mio cavallo di battaglia. La torta che mi salva sempre quando ho un invito improvviso, quando voglio fare un regalo all'ultimo momento, e soprattutto quando non posso permettermi di fare brutta figura. La torta che sa di casa e piace a grandi e bambini. Quella che va bene a colazione, merenda, dopo cena, mettendo tutti d'accordo. La ricetta è della mia nonna paterna, quella che aveva un forno da cui uscivano tante cose buone e che mi ha trasmesso l'amore per la cucina...forse solo quello. E' la prima torta che ho imparato a fare. Questa torta, nel bene e nel male, profuma della mia turbolenta infanzia, ed è un pezzo di me, forse proprio come me: genuina, semplice, non troppo perfetta...un convivere della croccantezza del guscio esterno in cui spesso mi nascondo e del cuore morbido e zuccheroso della confettura che tra l'altro è in assoluto il mio cibo preferito e in cui mi riconosco. Lascio al web la ricetta di cui sono più gelosa e la frase che più ha rappresentato un momento cruciale della mia vita:

"E venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare." Anais Nin Ecco, ora sapete anche perchè mia figlia si chiama Anais! ora, però, passiamo alla ricetta....

Ingredienti
1 hg di burro 1 hg di zucchero 1 uovo 1 tuorlo 2 cucchiaini di lievito 250 gr di farina antigrumi Molino Spadoni 1 vasetto di Fiordifrutta alle more

Procedimento
Impastare il burro con lo zucchero semolato, aggiungere un uovo, un tuorlo e la farina con il lievito a poco a poco aiutandosi con un cucchiaio di legno e successivamente con le mani. Non ho mai fatto riposare questa frolla, ma l'ho sempre stesa subito in uno stampo imburrato ed infarinato per crostata. Con questo modello Guardini avrete un risultato perfetto e semplice da realizzare, in quanto il fondo si solleva pemettendovi di servire la torta direttamente sulla base dello stampo e sformarla senza difficoltà. Dividere la frolla in 2 parti: 2/3 per ricoprire la base e i bordi dello stampo, 1/3 per le striscioline e i decori finali. Splamare la frolla di confettura, io quando non ho (come oggi!) quella fatta in casa scelgo Fiordifrutta Rigoni e vado sul sicuro, è biologica e con un gusto puro di frutta assicurato! Questa Fiordifrutta alle more di rovo è veramente un piacere per il palato, con un buon gusto equilibrato, dal colore intenso. Decorare a piacere con le striscioline, io le lascio irregolari per scelta ma potreste anche stenderle e tagliarle con un tagliapasta. Cuocere in forno a 180° per 30-35 minuti in modalità ventilata. Sfornare, lasciare raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo.

http://ariaincucina.blogspot.com/2011/02/la-mia-crostata-ricetta-di-famiglia.html

RUSTICO BROCCOLI E SALSICCIA
Per il contest di Elena si doveva preparare qualcosa che rispecchiasse il proprio carattere.. che ci identificasse in un certo senso,un po’ per capire, “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” , come siamo o chi siamo, per conoscerci un po’ meglio.. una bella idea no? Non ho avuto tempo di preparare una cosa particolare, ma poi pensando e ripensando mi sono resa conto che il mio blog rispecchia il mio carattere, cioè quello che preparo è ciò che, al 90% mi piace di più! Salato e dolce! Prediligo il salato.. Nata sotto il segno dei Pesci, esattamente il compleanno 3 giorni fa!Pesciolina DOC! Per chi conosce le caratteristiche del segno, sa bene che è una persona dolce, buona, generosa, sempre pronta ad aiutare gli altri… ehehe, quanti autocomplimenti! ma con una doppia personalità! Indecisa su tutto! Forte e debole nello stesso tempo! O bianco o nero, o 1 o 90 come dice mio marito! Non conosco proprio le vie di mezzo! Anche con il cibo, o dolce o salato! Sono a periodi! Come la luna! Per cui ho deciso di partecipare con questa ricetta già postata del rustico broccoli e salsiccia.. perchè? Perchè c’è il rustico, che io adoro, delle salsicce! Il salato! La sfoglia.. ma il dolce dei broccoli e dei funghi! Quale piatto migliore che esprimesse la mia personalità? Non ne vedo altri! E’ perfetta!

Ingredienti
Un rotolo di pasta sfoglia mezzo chilo di salsicce cervellate tacchino o maiale un mazzetto di broccoli 60 grammi circa di funghi misti 2 cucchiai di panna da cucina scamorza q.b.

Procedimento
Cuocere la salsiccia, lessare i broccoli e a parte cuocere i funghi in un padellino con un goccio di olio chiuso con un coperchio. Quando è tutto pronto, stendere la sfoglia in una tortiera sistemare la crema di broccoli, poi la salsiccia e mettere dei pezzi di scamorza tutto intorno al bordo e qualche pezzetto infilatelo nei giri di salsiccia. Tipiegare il bordo e infornare in forno caldo a 220 gradi per circa 20 minuti.. Bon appétit.

http://www.vickyart.it/arte-in-cucina/2011/02/27/nata-sotto-il-segno-dei-pesci/

GAMBERI CON MANGO E TACCOLE...E UN MONDO IN REGALO
"Nascere è come ricevere un mondo intero in regalo..." Jostein Gaarder Ho la fortuna di non aver mai perso quella capacità di meravigliarsi del mondo propria dei bambini. Dev'essere probabilmente perchè quella parte infantile, quel bambino che vive in me, non è mai cresciuto, o meglio, non gli ho mai permesso di crescere. Mi meravigliano ancora la neve che scende in silenzio, lo scricchiolio delle foglie secche sotto i piedi, i primi germogli della primavera, un bocciolo di rosa bagnato di rugiada in un mattino nebbioso. Quando sono nata, ho ricevuto il mondo intero in regalo da Colui che lo ha creato. L'ho scartato pian piano, e continuo a farlo, per conoscerlo a fondo, viverlo, respirarlo, trasformarlo in parole. Questo mondo che mi appartiene, vorrei scriverlo in tanti modi differenti come paesaggi che ci tiene in serbo e assaggiarlo come una sfera di cioccolato che ha prima uno e poi altri milioni di sapori differenti. Lo afferro, stretto fra le mani, con i suoi profumi, colori vivaci o sfumati...parlo del mondo, racconto le storie che lui mi narra in sussurri, lo aspiro, lo assaporo. Metto insieme vari pezzi di origine diversa che danno vita a gusti nuovi, a sconosciute sensazioni, e io stessa sono parte di questo gioco, di questo girotondo intorno al mondo che ormai è la mia vita e ogni luogo camminato, ogni persona incontrata hanno emanato un'essenza che ho assorbito e fatta un po' mia, e che cerco di condividere offrendo un pezzo di questo regalo anche agli altri. Questo mondo che il Creatore mi ha donato alla nascita continua a stupirmi con i suoi piccoli e grandi miracoli, riflessi, luci e passre di stagioni.

Alzo gli occhi verso il cielo, delicatamente azzurro stamattina e Lo ringrazio, come tutti i giorni. Posseggo un universo in cui le differenze e i colori si tendono la mano e si scambiano d'essenza, dando di sé gli uni agli altri, come in cucina, dove una cipolla francese, dei gamberi indonesiani, delle taccole cinesi e un mango africano, pacificamente riuniti, hanno formato un equilibrato e delicato piatto orientale.

Ingredienti per 4 persone
400 gr di gamberi puliti e sgusciati 2 cucchiai d'olio di arachidi 2O gr di zenzero grattuggiato 1 cipolla tagliata prima a metà, poi a fette 300 gr di taccole 1 mango grande e maturo, affettato 2 cucchiai di salsa di soia1 vasetto di Fiordifrutta alle more

Procedimento
In un wok, scaldare l'olio e far soffriggere la cipolla e lo zenzero. Quando la cipolla sarà diventata semi trasparente, aggiungere i gamberi e farli rosolare muovendoli costantemente durante circa due minuti o fino a che i gamberi saranno diventati rosa. Aggiungere le taccole e cuocere ancora qualche minuto, fino a che saranno tenere. Mischiare le fette di mango e la salsa di soia, cuocere durante un altro minuto e servire immediatamente.

http://burro-e-miele.blogspot.com/2011/02/gamberi-con-mango-e-taccolee-un-mondo.html

MUFFINS ARANCIA & CIOCCOLATO
La frase che più mi rappresenta: “Sometimes I pretend to be normal, but it gets boring. So I go back to being me” “A volte aspiro ad essere normale, ma diventa noioso. Così torno ad essere me” Mai stata una di quelle pecore che segue il gregge, magari a volte una pecora nera. Di tanto in tanto provo, cerco di omologarmi, per esigenze, per essere accomodante, per curiosità, ma proprio "un ce la fò!"...proprio come questi muffins non muffins!

Ingredienti per 10 muffin
250 gr di farina 150 gr di zucchero 100 gr di burro 2 uova 1 bustina di lievito per dolci 2 arance non trattate (il succo) 1 cucchiaio di olio di girasole 1 cucchiaino di cannella in polvere 100 gr di scaglie di cioccolato fondente

Procedimento
Lavorate a crema il burro ammorbidito e lo zucchero. Unite le uova, poi la farina ed il succo d’arancia. Mescolate, aggiungete l’olio, la cannella, il lievito e, alla fine il cioccolato. Versate il composto negli stampini imburrati e infarinati (io ho usato un goccio d’olio perché ho usato gli stampini di silicone). Infornate nel forno preriscaldato a 180° e cuocete per 30 minuti. Fate intiepidire e sformate. Servite spolverizzando con un po’ di zucchero a velo o cannella.

http://buhbuhbutter.blogspot.com/2011/02/muffins-arancia-cioccolato.html

RICOTTA AL FORNO
"La semplicità è la gloria dell'espressione"... frase nella quale mi rispecchio moltissimo; mi piacciono davvero poco fronzoli ed orpelli di tutti i generi ed in tutti i campi; semplicità che non deve però essere intesa come sciatteria o minimalismo... al contrario sono sempre alla ricerca del particolare ma senza eccedere nell'eccentricità; sperando ovviamente di esserne davvero capace nel provarci e/o nel riuscirci. "Edo ergo sum" il contest di Cooking Elena cui partecipo con questa ricetta... perché mi rappresenta davvero tanto. "Penso dunque esisto" e lo faccio come detto prima con semplicità; a questo aggiungiamo che mi piacciono molto i limoni, dato che il loro colore ma soprattutto il loro odore secondo me è il profumo che ha il sole; uniamo delle sfumature di blu per ricreare il mare; il cielo ed il gioco è fatto... sono io con i miei colori preferiti specie se abbinati insieme e tra gli elementi naturali che più di altri mi fanno sentire a mio completo agio; me stessa.

Ingredienti per 2 persone
200 gr. di ricotta un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva il succo di 1 o 2 limoni (dipende da quanto sono succosi) 2 fette di pancarré sale peperoncino rosmarino q.b.

Procedimento
Fare un'emulsionare con l'olio; il succo del o dei limoni; il sale ed il peperoncino. Usarne un po' per lavorare la ricotta che non deve proprio essere ridotta in crema, mentre con quella rimasta bagnare il fondo e le pareti di 2 stampini in alluminio usa e getta. Mettete un po' di rosmarino nello stampino e poi con un cucchiaio posizionate la ricotta, schiacciandola non eccessivamente. Togliete la crosta laterale alle fette di pancarré ed inumiditele con un po' di liquido; usatele per tappare il vostro composto. In forno caldo a 220° per almeno 1/2 ora. Sformate e servite, spolverandole con altro rosmarino se volete. http://chezdenci.blogspot.com/2011/01/frase-di-walt-whitman.html

POLPETTE CON SALSA DI PISELLI
Questo piatto, semplice e veloce da fare, in un certo senso mi rappresenta, fare svelti e senza tante menate!

Ingredienti per 4 persone
300 grammi carne trita di manza 150 grammi di salsiccia di maiale 70 grammi di piselli 50 grammi di mascarpone sale pepe peperoncino formaggio grana 3 cucchiai 1 uovo intero pane gratuggiato

Procedimento
Mescolate bene la carne macinata di manzo e la salsiccia (io li frullo insieme), aggiungete l'uovo, il formaggio gratuggiato, sale, pepe, peperoncino se vi piace, se l'impasto fosse troppo molle aggiungete un cucchiaio di pan grattato, formate delle palline, passatele nel pan grattato e cuocetele in una padella antiaderente con poco olio. Intanto prendete i piselli precedentemente lessati, frullateli insieme al mascarpone. Decorate il piatto a piacere, potete mettere la crema di piselli in una tasca da pasticcere e divertirvi a inventare qualche decorazione.

http://mammahelp.blogspot.com/2011/02/come-si-fanno-le-polpette.html

TORTINO AL CIOCCOLATO CON CUORE MORBIDO
Il contest prevede una ricetta che rappresenti noi stessi. Ho scelto il tortino al cioccolato dal cuore morbido perché credo che rappresenti in pieno la mia personalità. In primo luogo, il cioccolato: dicono che chi ami ogni tipo di cioccolato sia una persona capace di adattarsi ad ogni situazione, riuscendo a destreggiarsi anche in situazioni fuori dal comune, sempre pronto ad aiutare e collaborare con gli altri (aggiungerei, con la ristretta cerchia di affetti). In secondo luogo, così come il tortino, sono dura fuori o, meglio, severa, a volte un po' rigida, rigorosa (soprattutto in quello che faccio quotidianamente, degli obiettivi che mi prefiggo), ma poi dentro sono "morbida" come il cioccolato fuso che si espande dal centro del tortino :P dolce, umile e carezzevole... Ma solo per chi merita :)

Ingredienti per6 tortini
260 gr di cioccolato fondente 50 gr di farina 00 2 uova intere 2 tuorli 200 gr di burro 100 gr di zucchero burro per ungere gli stampini cacao amaro in polvere per infarinare zucchero a velo

Procedimento
Mettete in un tegame il cioccolato spezzettato con il burro e fate sciogliere a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto. Intanto imburrate e "infarinate" gli stampini con il cacao amaro. Poi, in una terrina sbattete le uova con lo zucchero e lavorate velocemente il composto cercando di non incorporarvi troppa aria. Una volta che il cioccolato sarà fuso amalgamatelo a filo al composto di uova e zucchero. Poi aggiungete la farina setacciata e amalgamate per bene il composto. Riempite gli stampini con il composto (non più di 3/4) e mettete in forno a 180° per 8-10 minuti. Regolatevi, come sempre, in base al vostro forno. Vi consiglio di fare la prova con un tortino per testare la cottura.

http://cook-zone.blogspot.com/2011/02/tortino-al-cioccolato-dal-cuore-morbido.html

MELE DELLA CONCORDIA
A differenza della mitologica mela della discordia, gettata sul banchetto degli Dei per seminare zizzanie, la mela che io porto in tavola mette d’accordo tutti! Quando si arriva a fine pasto, infatti, spesso i commensali dibattono sulle portate di chiusura: prima il dolce o la frutta? Questo dessert di frutta, preparato con le mele di stagione e servito in maniera golosa con una pallina di gelato o crema, a seconda dei gusti, non lascia nessuno scontento. Con questa ricetta partecipo (fuori concorso) al mio primo contest "edo ergo sum". La ricetta e la prefazione sono una piccola descrizione della mia indole tranquilla e accondiscendente. Sono una persona abbastanza tollerante e cerco, nei limiti del possibile e nel rispetto delle posizioni, di ascoltare e mettere d'accordo un po' tutti. "prima di non essere d'accordo, prova ad ascoltare un po' di più" (Irene Grandi).

Ingredienti per 4 persone
4 grosse mele per dolci 2 cucchiai di zucchero di canna 1 cucchiaio di marmellata di arancia 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere 6 amaretti sbriciolati 16 chiodi di garofano 4 cucchiai di brandy 1 noce di burro il succo di 1 arancia e la scorza grattugiata crema pasticcera o panna o gelato alla vaniglia

Procedimento
Elimina il torsolo dalle mele con un levatorsoli senza forare la base del frutto. Preriscalda il forno a 180°. Incidi la buccia delle mele in modo che si spacchi facilmente durante la cottura. In una ciotola mescola lo zucchero, la scorza e il succo dell’arancia, la marmellata, gli amaretti, lo zenzero, il brandy e con questo composto farcisci la cavità delle mele. Infila 4 chiodi di garofano su ognuna e trasferiscile in una teglia piccola che le contenga senza lasciare spazio. Disponi su ogni mela un pezzettino di burro e cospargile con zucchero di canna e un po’ di brandy. Fai cuocere per 50 minuti e al momento di servire, disponile su piatti individuali irrorandole con il succo di cottura e mettendo accanto un cucchiaio di crema pasticcera o panna o gelato.

http://cooking-elena.blogspot.com/2010/12/mele-della-concordia-per-il-mio-primo.html

CANNOLO DI FROLLA AL CACAO CON CREMA PASTICCERA AL BURRO
Ognuno di noi ha dei piatti, dei cibi o dei dolci che hanno un significato particolare, vuoi perchè sono legati ad un ricordo o ad un periodo vuoi perchè li trovi solo in un luogo e in nessun altro.Per me, un dolce legato all’infanzia è questo cannolo di frolla al cacao. In realtà, non vale solo per me perchè era la merenda tipica di mio padre e i suoi fratelli, dato che il dolce in questione si trova, tutt’ora, in un bar del Corso Centrale del nostro paese di origine, Sapri. Mi fa tenerezza sentire i ricordi di mio padre e di mio zio che, quando avevano le lire sufficienti, si compravano questo “spuntino” fuori pasto (diciamolo, non del tutto dietetico!) considerando che è una cosa che ho fatto (e faccio) anche io! Quando d’estate eravamo tutti insieme e arrivava a tavola il vassoio incartato con la carta bianca dalle scritte verdi, già sapevo quale sarebbe stata la scena all’apertura: lo sguardo andava ai cannoli di frolla al cacao e i massimi estimatori di questa pasta (mio zio, mia cugina ed io), dopo aver verificato il numero esatto di pezzi presenti, valutavano se poter star tranquilli o se ingaggiare una dura lotta psicologica per ottenere il permesso di scegliere per primi. Ho quindi deciso di ovviare al problema e di tentare di ripetere a casa gli oggetti del contendere!

Ne sono soddisfatta e ho deciso di condividere il risultato!

Ingredienti per la frolla al cacao
430 gr di farina 00 30 gr di cacao amaro 200 gr di strutto 100 gr di zucchero 3 cucchiai di acqua fredda 1 uovo 1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema
4 tuorli mezzo litro di latte 125 gr di zucchero 50 gr di farina 00 250 gr di burro

Ingredienti per la glassatura
100 gr di cioccolato fondente (io ho usato quello al 60%)

Procedimento
Nella planetaria, impastare lo strutto con lo zucchero (lo strutto dà una particolare morbidezza alla frolla), aggiungere l’uovo, il sale e l’acqua fredda e infine la farina. Mettere a riposare in frigo per almeno 2-3 ore. Se non avete la planetaria va benissimo anche fatto a mano. Per cuocere i cannoli, sono indispensabili i cannelli per dare la forma. Si trovano facilmente nei casalinghi o nei negozi specializzati per feste. Dopo il riposo in frigo, stendere la frolla a crica 4 mm e tagliarla in quadrati di 10 x 10 cm. Spennellare i cannelli con del burro fuso e avvolgervi un quadrato di frolla sopra. Far cuocere a 180° per 15-20 minuti (dipende dal vostro forno). Per la glassatura al cioccolato fondente, basta semplicemente far fondere a bagno maria il cioccolato, prendere il cannolo ormai freddo alle estremità della base e immergerlo per qualche secondo nel cioccolato. Voltarlo in verticale per far scolare bene il cioccolato ed evitare che si

creino delle gocce che crerebbero delle sbavature nella glassatura una volta posato il cannolo su un vassoio a freddare. Con questa dose ho ottenuto 14 cannoli. Preparare la crema pasticcera: sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere la farina setacciata. versare a filo il latte scaldato e cuocere a fuoco basso fino a cottura. Far raffreddare la crema. Montare con lo sbattitore il burro a pomata, fino a renderlo cremoso e ben amalgamabile e aggiungerlo alla crema. Farcire i cannoli usando una sac-a-poche. Per dovere di cronaca, ho farcito metà cannoli con la crema pasticcera al burro (quella originale) e metà con crema chantilly (per spirito di innovazione: non erano affatto male!).

http://www.cookingplanner.it/2011/01/cannolo-di-frolla-al-cacao/

KREM A LA KREM
Oggi è tempo di confessioni Mi ricordo quando ero' ragazzina e andavo a scuola,con i soldini per la merenda,il più delle volte entravo in una pasticceria e mi compravo una pasta...con crema..piu' crema aveva piu' piaceva a me,non importava se cioccolato o vaniglia..bisognava essere cremosa,sciogliersi in bocca...a me cosi piacciono i dolci,cremosi come quello che vi presento oggi...quando mangio un pezzo,mi sento al..settimo cielo;Per partecipare al contest di Elena ho scelto questo dolce,che mi rappresenta tanto,lo so che non è la cosa piu' sana del mondo... Questa sono io,datemi una pasta cremosa e io mi sciolgo tutta ...

Ingredienti per la base
6 uova 6 cucchiai zucchero 1 bustina Creme Ole' di cioccolata

Ingredienti per la crema
220ml latte fresco 200ml panna fresca 1 bustina Creme Ole' alla vaniglia

Ingredienti per la glassa
100gr cioccolata 50gr burro 100 ml panna fresca 2cucchiai brandy-io ho omesso

Procedimento
Separiamo i tuorli dal albume che sbattiamo con lo zucchero fino a fare diventare schiumosi come per le meringhe;aggiungiamo anche i tuorli uno ad uno,continuando a sbattere dopo ognuno e aggiungiamo anche la busta di Cream Ole,mescoliamo ancora un po' finché l'impasto diventa omogeneo. Versiamo in una teglia-la mia aveva22x30cm e facciamo cuocere nel forno gia' caldo per 25minuti cca. Nel frattempo prepariamo la crema mettendo in un vaso la pana,il latte e aggiungendo la polvere di crema alla vaniglia,mixiamo bene un paio di minuti e stendiamo la crema sulla base quando è gia' raffreddata; Prepariamo la glassa mettendo in un pentolino il cioccolato insieme agli altri ingredienti,mescoliamo e quando è tutto sciolto togliamo dal fuoco Una volta portata alla temperatura ambiente la glassa va stesa sul dolce che mettiamo per 2-3 ore nel frigorifero e poi taglieremo a quadretti

Purtroppo questa volta ho avuto problemi con la glassa,non avendo la quantita' giusta di cioccolato,ho aggiunto la glassa pronta..quella che si trova in buste e che bisogna sciogliere...insieme agli altri ingredienti..mi ha rovinato l'estetica P.S. non pensate che la base è rimasta dura(ha una parte piu' scura-come quando il dolce non viene bene) anzi,non so,cosi si crea ogni volta,pero' vi assicuro che senza bagnare per niente questo dolce è di una scioglievolezza unica

http://dolcepassatempo.blogspot.com/2011/02/krem-la-krem.html

LA MIA CROSTATA DI CILIEGIE
Eccomi quà.nel mio ormai quasi-nuovo blog ...a riscaldare dolcemente il mio cantuccio,che non profuma quasi più di appartamento nuovo,ma comincia ad emanare una calda fragranza di vaniglia!Adoro l'odore degli oggetti appena scartati,come un buon libro che sà di carta fresca appena stampata,... ma li adoro ancor di più quando cominciano ad assorbire l'aroma confortevole della mia vita!...Sia questo il profumo del mare che porto sempre nel cuor o quello dolciastro- affumicato delle bucce di mandarino che si scaldano nel caminetto acceso! La ricetta che condivido con voi oggi ,ha per me un significato importantissimo,sia perchè è la prima che posto nel mio blog che non parli della (mia pur amatissima) pasta di zucchero...ma soprattutto perchè è la prima MIA RICETTA PERSONALE...la prima cioè che ho realizzato sperimentando e sperimentando e sperimentando,fino a raggiungere quello che secondo me è il concerto di sapori migliore in assoluto (escludendo quelli che "cantano" a suon di cioccolato,ovvio=)!Realizzata pensando alle ciliegie che ogni anno pennellano di rosso le mie colline...sono pronta per condividerla con voi!

Ingredienti
250 gr di marmellata di ciliegie (io uso quella del nostro agriturismo...e quindi con le nostre ciliegie,non è assolutamente stucchevole e vi consiglio di scieglierne una simile perchè altrimenti il rischio è la troppa dolcezza finale!!). Per la frolla:(presa qui tra questi tesori di Cristina,ma da me modificata)250 gr di farina ,150 di burro a pomata ,85gr di zucchero,3 tuorli di uova grandi,un cucchiaio di essenza di vaniglia,un pizzico di sale...(preferibilmente anche le uova come il burro: a temperatura ambiente!)se la faccio per me...ci aggiungo1\2 cucchiaino di cannella e noce moscata!altrimenti le potete tranquillamente omettere. Per il "coperchio":175 gr di farina di mandorle,100 gr di zucchero a velo,2 albumi d'uova grandi!

Procedimento
Mettete il burro e lo zucchero in una capiente ciotola con le uova e la vaniglia,e impastate con le dita della manina come fosse un pennellone che miscela XD!Aggiungete tutta la farina e fate un panetto!Impellicoliamo e teniamo al fresco in frigo per un'oretta!(questa la potete pure congelarrrr)! Passata l'ora stendetela in una teglia da crostata Lasciando un paio di cm dal bordo,bucherellate con i rebbi della forchetta e distribuitevi sopra la marmellata... mettere ora il tutto da parte! Prepariamo l'impasto per il coperchio croccante sbattendo a neve gli albumi con un pizzico di sale,aggiungere alla farina di mandorle, precedentemente miscelata allo zucchero a velo, gli albumi a cucchiaiate e mescolate con la mano

delicatamente!(voi potete naturalmente usare una spatola..ma io,se non immergo bene le mani in pasta,non son felice,ecco!) adesso accendete il forno a 170° stabile! Riempite una sac a poche con l'impasto ottenuto e montata una bocchetta grossa ,scanalata o liscia, iniziamo con il ricoprire la crostata. Consiglio di non fare una decorazione complicata ma di fare delle semplici linee (a raggiera convergenti al centro se la teglia è tonda, parallele ortogonali se rettangolare) questo perchè a fine cottura,il coperchio farà una deliziosa crosticina sopra il morbidissimo e profumato ripieno,quindi le strisce diritte vi aiuteranno nel porzionamento!!! Ecco... adesso quello che mi ha dato un pò di problemi durante l'elaborazione della ricetta... La cottura!...E' complicatuccia perchè dobbiamo ottenere che la frolla si cuocia bene e che il coperchio faccia lo stesso rimanendo cmq bello morbido....Come fare?...Ecco che spiego nel dettaglio:inforniamo per i primi 15 minuti nel secondo ripiano dall'alto,poi spostiamo per altri 15 nel secondo dal basso ed ora continuiamo per una decina di minuti al centro(la potremmo pure chiamare la crostata"politically correct" )...certo si potrebbe fare la cottura in bianco e poi aggiungere il resto...ma la sublime fusione non sarebbe perfetta!...Ma voi provate la cottura che preferite e poi fatemi saper!!! A presto E CHE LO ZUCCHERO SIA CON VOI!!!

http://dolcete.blogspot.com/2011/02/la-mia-crostata-di-ciliegie.html

PAN DI SPAGNA ALL’ANANAS
Ultimamente, grazie, ahimè, al tanto tempo libero a disposizione, consulto svariati blog e libri sui dolci..prendo appunti, faccio modifiche..sembra quasi che sto preparando l'esame di maturità!!!! Così in questi giorni, ho fatto parecchie scoperte e fatto quindi una luuuuunga lista di manicaretti da preparare che oltre a deliziarmi tengono alto il morale, perchè come disse Anthelme Brillat-SavarinQuesta torta era la prima in lista..e nasce da una ricetta presa dal libro "Benvenuti nella mia cucina" e qualche personale modifica. "La scoperta di un nuovo piatto rende un uomo molto più felice della scoperta di una stella. "

Ingredienti
4 uova intere (pesarle con il guscio) farina (la stessa quantità delle uova pesate) zucchero (la stessa quantità delle uova pesate) burro (la stessa quantità delle uova pesate) a temperatura ambiente 1 bustina di vanillina 1 bustina di lievito ananas sciroppata (una confezione) zucchero a velo q.b.

Procedimento
Impastare tutti gli ingredienti; stendere il composto su una teglia ricoperta da carta da forno; adagiarvi, pressando leggermente verso il fondo, le fette d'ananas; cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti; lasciare raffreddare e cospargere di zucchero a velo.

http://dolciperpassione.blogspot.com/2010/12/pan-di-spagna-allananas.html

POMODORINI AL BICCHIERE CON CROSTINI MEDIORIENTALI
La felicita' e' nelle piccole e semplici cose"

Ingredienti
3 pomodori 200 gr.di tonno sott'olio 1 zucchina media 1 spicchio d'aglio 2 cucchiai di olio d'oliva extravergine 1 cucchiao di crema di olive nere 3 cucchiai di lamelle di mandorle prezzemolo peperoncino sale e pepe

Procedimento
Tagliare a cubettini sottili la zucchina,rosolarli velocemente in due cucchiai d'olio,con un pizzico di sale e uno di peperoncino ,dopo di che aggiungere il tonno sbriciolato.A questo punto riempire il bicchiere con uno strato di zucchine e tonno,uno strato di pomodoro al naturale ,mezzo cucchiaino di crema di olive nere,fatta semplicemente,frullando 2 cucchiai di olive nere con 1 cucchiaio d'olio,un pizzico di prezzemolo e finire con una manciata di lamelle di mandorle tostate.Guarnire con foglioline di basilico. Per quanto riguarda i crostini,sono delle baguette condite con la crema di melanzana "Baba Ganoush"una salsa mediorientale molto nota ,che si presta per essere spalmata su crostini.Si fa cosi':si prende una melanzana intera la si bucherella in alcuni punti,e si mette in forno a 200 ° per 45-50 min.dopodiche' si prende la melanzana si spella e la polpa si schiaccia e si condisce con due cucchiai d'olio,un pizzico di sale ,mezzo cucchiaino di aglio in polvere,e due cucchiai di succo di limone. http://dolciperpassione.blogspot.com/2010/12/pan-di-spagna-allananas.html

TORTA DI RICOTTA CON TOCCHETTI DI NOCCIOLE E CIOCCOLATO
Un “Dolcepensiero” da portare alle amiche… infatti questa torta non l’ho potuta fotografare tagliata perchè appunto l’ho regalata a delle mie amiche per una leggera e calda pausa te. E’ una torta che conforta non solo la pancia ma anche l’anima, visto il freddo… morbida per la presenza della ricotta, dolce per il cioccolato e le nocciole. Tutte particolarità che spesso mi contraddistinguono: il conforto come quello che cerco sempre di dare alle persone che più amo nella mia vita soprattutto quando ne hanno bisogno nel caso di mio marito quando il lavoro a volte non prende la piega giusta e lavorando in proprio questo è un pensiero se non fisso… quasi! al mio piccolo che pur avendo solo quasi 5 anni, a volte anche le sue giornate sanno essere dure e infine ai miei genitori che senza di loro non sarei la persona tanto per bene che ora mi vanto di essere… quindi ora che sono in pensione e mio padre varcherà fra poco gli 80 anni, è doveroso ridare tutto il conforto che loro stessi hanno sempre propinato a me nei miei momenti difficili soprattutto per la scalata alla carriera… e non solo a loro, perchè fortunatamente sono colma di affetto e amicizia. Sono morbida, ebbene si e non solo di carattere ma anche fisicamente, quei chiletti in più danno questo effetto “morbidoso”, giusto giusto per coccolare i miei uomini!!! Sono bianca come la ricotta: mannaggia alla pelle delicata, non riesco neanche a raccontare una bugia che divento rossa come un peperone. Dolce… si perlopiù lo sono anche se la vita di tutti i giorni a volte ti inacidisce un po’: fortuna mia che mi passa presto! Insomma non sarò una torta, non sarò perfetta come la sua rotondità, ma sono gonfia e ben lievitata di amore… tanto ne do’, buona parte me ne ritorna e se non subito con il tempo tutte le conquiste vengono premiate!!! e poi quando tagli una torta come la tagli??? con un GROSSO SORRISO SULLE LABBRA PERCHE’ POI IO SONO SERENA DI NOME E DI FATTO!

Ingredienti
200 grammi di ricotta 80 grammi di nocciole sgusciate 100 grammi di cioccolato fondente 200 grammi di farina 00 200 grammi di zucchero 8 grammi di zucchero vanigliato 75 grammi di burro leggermente salato 3 uova 1 bustina di lievito per dolci sale latte q.b.

Procedimento
Mescolare nella planetaria il burro sciolto a bagnomaria con le uova, un pizzico di sale e gli zuccheri. In una ciotola schiacciare la ricotta con una forchetta e unirla poi al composto. Proseguire aggiungendo la farina setacciata con il lievito e far impastare fino ad avere un bel composto omogeneo. Tagliare a pezzetti il cioccolato mentre le nocciole vanno tritate grossolanamente in bei tocchetti. Unire entrambi all’impasto e se risulta troppo denso, unire del latte (poco alla volta). Versare l’impasto in uno stampo imburrato ed infarinato, metterlo in forno già caldo per 40-45 minuti a 180°C.

http://dolcipensieri.wordpress.com/2011/01/13/torta-di-ricotta-con-tocchetti-di-nocciole-e-cioccolato-didolcipensieri/

LA MIA PRIMA SETTEVELI
Adesso, ovviamente mi tocca spiegarne la motivazione, che oltre al banalissimo particolare "mi piace", nasconde aspetti che vanno oltre. Quali?Certo quali! Tanto per iniziare è un dolce e io per certi versi lo sono, ma con moderazione. E' a strati, e io ho diverse sfaccettature, attention please a non confondere con "tante facce", perchè una ne ho e mi basta. Per sfaccettature mi riferisco ai diversi aspetti del mio carattere, che possono essere tanto belli quanto brutti. Che devo elencarli? A posto siamo!^__^ Sensibilità a mille, piango persino innanzi alla pubblicità Romanticona, troppo. Sognatrice, a volte questo mi pesa un tantino, lo scontro con la realtà del tutto differente, mi manda in titlt. Sbalzi di umore incredibili, ho la capacità di passare dall'euforia alla tristezza in un nano secondo. Tendenza a difendere il più debole. Ottimista, cerco di ricordarmelo soprattutto quando mi scordo di esserlo. Confusionaria, ebbè qui ci vorrebbe mio marito...ahahah. Ebbene si ho la mente sempre colma di idee, pensieri, progetti, vorrei far questo e anche quello...mi fermo che è meglio. Pungente e aggressiva, come arma di difesa. Potrei star qui ore a parlare del mio carattere, ma vi risparmio, d'altra parte gli starti sono sette. Interessantissimo contest, vi invito a partecipare, se non l'avete ancora fatto.

Ingredienti per PAN DI SPAGNA AL CIOCCOLATO FONDENTE DI LUCA MANNORI
g. 125 Burro pomata g. 85 Zucchero a velo g. 100 Tuorli g. 140 Cioccolato fondente al 70% g. 250 Albumi g. 95 Zucchero g. 12 Farina 0 (facoltativa)

Procedimento
Montiamo a crema il burro assieme allo zucchero, incorporiamo i tuorli poco alla volta, e inseriamo per ultimo il cioccolato fuso a 40°C. Aggiungiamo l'eventuale farina setacciata, montiamo gli albumi assieme allo zucchero ed uniamo delicatamente le due masse. Spianiamore con l'aiuto della spatola, fermiamo con barrette in alluminio leggermente unte, cuociamo a 170°C per circa 20 minuti, valvola aperta. N.b. Noi abbiamo usato una teglia di dimenzioni 33 x 43x 1,5 ed abbiamo ricavato complessivamente n. 4 cerchi di diametro 16, quello che è rimasto lo abbiamo mangiato con la bavarese, una leccornia.

Ingredienti per DISCO DI PRALINATO AL MAIS SOFFIATO
g. 50 Cioccolato al latte g. 10 Burro pomata g. 25 Pasta di nocciole g. 50 Mais soffiato glassato

Procedimento
Temperiamo il cioccolato ed agggiungere il burro pomata, la pasta di nocciole e infine il mais. Misceliamo bene, stendiamo tra due fogli di carta forno e ricaviamo i 2 dischi. Procuriamoci un cerchio da 16cm. e montiamo: disco di pan di spagna, croccate, bavarese, disco di cioccolato, bavarese. Copriamo e riponiamo in frezeer. Qui abbiamo dimenticato di fare la foto quando abbiamo riempito il cerchio con la bavarese di nocciola e riposta in freezer. Temperiamo del cioccolato e prepariamo un disco di cioccolata molto sottile che collocheremo tra uno strato e l'altro di bavarese.

Ingredienti per BAVARESE ALLE NOCCIOLE
g. 500 Latte g. 90 Zucchero g. 150 Tuorli g. 90 Zucchero g. 8 Colla di pesce g. 120 Pasta di nocciole g. 500 Panna semimontata

Procedimento
Bollire il latte con lo zucchero, aggiungere i tuorli precedentemente montati con lo zucchero e cuocere fino a raggiungere una temp. di 85°. Togliere dal fuoco , unire la pasta di nocciole , la colla di pesce (precedentemente ammollata ed intiepidita in un po' di panna) e filtrare il tutto con un colino cinese. Raffreddare velocemente ed incorporare la panna semimontata.

Ingredienti per Mousse al cioccolato fondente di Luca Mannori
g. 200 Tuorli g. 180 Acqua g. 30 Glucosio g. 40 Latte magro in polvere g. 400 Cioccolato fondente al 66% g. 700 Panna fresca al 35%m.g.

Procedimento
Sciogliere il latte in polvere nell'acqua, aggiungere il glucosio, i tuorli, e cuocere come una normale crema a circa 85°C. Passare al colino cinese e montare in planetaria fino a completo raffreddamento. Sciogliere il ciocccolato fondente a 45°C, aggiungere una parte di panna e realizzare l'emulsione, all'occorrenza riscaldare al microonde. Unire delicatamente senza smontare la massa montata, alternandola con la panna semidensa. Uniformare bene il tutto e colare immediatamente. Iniziamo il montaggio: Dopo avere posizionato la mousse di cioccolato amaro, all’interno del cerchio di 18cm collochiamo al centro il tortino precedentemente composto,(pan di spagna,disco di croccante, bavarese di nocciole velo di cioccolato, e bavarese di nocciole), livelliamo fino al bordo e poniamo in frizeer per alcune ore. Mentre aspettiamo che la torta raggiunge la temperatura in frezeertemperiamo del cioccolato, e prepariamo le guarnizioni. Proseguiamo nella preparazione della glassa di copertura

Ingredienti per GLASSA A SPECCHIO di Faggiotto
Acqua 350 g Panna 300 g Zucchero 450 g Cacao 150 g. Colla di pesce 15 g.

Procedimento
Portiamo ad ebollizione acqua, panna, zucchero e cacao e facciamo bollire per 8/10 minuti, arrivando a 103/104°c. Facciamo raffreddare fino ad una temperatura di 50°c. Uniamo la colla di pesce, precedentemente ammorbidita in acqua fredda. Utilizziamo a temperatura di 35°.

http://essenzadicannella.blogspot.com/2010/06/la-mia-prima-setteveli.html

GNOCCHETTI TIROLESI CON POLPETTE
"Una cucina così povera ma sincera" L'Italiana" Renato Zero Buon Pomeriggio a tutti!! Martedì sono andata a fare la spesa con una mia amica, tra una chiacchiera e l'altra vedo che prende dei gnocchetti tirolesi....io neanche li conoscevo e lì per lì mi sono ricordata Mafalda di fronte a quel piatto....ahhahaahahahhaha la mia amica vedendo la mia faccia,hihi mi ha detto che sono buonissimi, se non li assaggiavo come facevo a saperlo?? Aveva ragione....mi ha convinto a prenderli ero proprio curiosa di assaggiarli, lei mi ha detto che sono buoni anche cucinati semplicemente con burro e salvia, sono veloci o si lessano tre minuti ,oppure cuocere direttamente in padella ! Tornata a casa faccio un bel sugo di ragù con la salsiccia .. e le polpette. Per fare le polpette metto di tutto ,carne macinata, macinato di maiale, patata lessa pane ammollato nel latte, aglio tritato , uovo, formaggio , pepe, insaporitore per carni , prezzemolo, dado che trovate qui fatto in casa,mortadella, tutto quello che mettete è tutto buono ! Le ho fatte piccoline più sfiziose cotte al forno e poi messe ad insaporire nel sugo! Ho preferito cuocere gli gnocchetti in acqua bollente per tre minuti , li ho scolati , ho messo il sugo con le polpette parmigiano e ho portato a tavola....mio marito si credeva che fossero fagiolini hihih Gli sono piaciuti tantissimo e anche a me!!! li ho provati anche con burro e salvia,direttamente in padella,come mi aveva detto la mia amica , ma così col sugo bello condito sono più buoni!! Grazie tesoro di avermeli fatti conoscere!!

http://dolcifolliedianna.blogspot.com/2011/02/gnocchetti-tirolesi-con-polpette.html

“ESSEERE O NON ESSERE”
... questo è il dilemma. Ma io la mia scelta l'ho fatta: Essere! Qualcuno giustamente dirà "tsé, 'na parola!" E in una parola non si potrebbe spiegare cosa significa, per questo accolgo il tema del contest di Elena, Edo ergo sum! e lo uso per abbreviare la risposta: una ricetta che mi rappresenta, ce l'ho! Una di quelle di vecchissima data, che in altri tempi ho fatto mia, la modifico un poco, giusto quel tanto perché possa rispecchiarmi meglio, considerando che sono passati tanti anni e che anch'io sono un poco cambiata! Si tratta del mio buon vecchio Soufflé di patate, che per l'occasione ho rivisitato ed arricchito. Ho aggiunto qualche ingrediente a quelli di base, ho fatto una o due sostituzioni ed ho messo una punta di colore, perché cammin facendo la stessa cosa, in effetti, è accaduta anche a me: la base costituita dalle patate, è stata arricchita con del topinambur, un gusto decisamente più ricercato, perché la vita porta dentro di noi le sue novità, a volte gioiose ed altre volte dolorose e quando esse entrano definitivamente a far parte di noi, la loro particolarità ci rende più solidi, pieni e ricchi dentro, unici. Quando anni fa ci mettevo il formaggio, sceglievo la mozzarella, ero giovane ed inconsapevole, invece oggi scelgo la scamorza, trovo che abbia più personalità... e la prediligo affumicata, perché il sapore denso del fumo ha in sé un sentore di forza. Il prosciutto è rimasto tale, lo trovo un classico "comfort", dà quella sicurezza che si sente volentieri cammin facendo... E una nota di colore, non trovate che ci stia anche bene? Un bel rosso. Ricorda l'amore, che con la sua presenza basta da solo a portare un sorriso anche nei momenti più difficili. Nella mia vita ce n'è molto! Infine, ma non meno importante, ora che sono cresciuta, che sono grande, il fuoco sacro dell' Essenza si fa sentire, quindi nel mio piatto ci sta anche bene un'erba aromatica, perché a

saperle usare, nei cibi come nella vita, esse rendono le cose più frizzanti e particolari... Ed ecco l'ultima versione del mio Soufflé di patate. Trovo che mi rappresenti bene, perché oggi è così che io mi sento: solida, semplice ai limiti del rustico, ma con quel che di ricercato, un po' di quel fumo che ha reso il mio percorso difficile, ma mi ha reso anche molto forte, con quel pizzico di allegria che mi permette di "Essere" nelle gioie e nelle difficoltà... ...e brindo insieme a Shakespeare!

Ingredienti
300 gr. patate 200 gr. topinambur 3 fette prosciutto cotto 50 gr. scamorza affumicata 4 o 5 pomodorini secchi 1 uovo timo fresco a piacere una grattata di parmigiano sale, pepe

Procedimento
Mettete il burro e lo zucchero in una capiente ciotola con le uova e la vaniglia,e impastate con le dita della manina Cuocere al vapore le patate ed il topinambur, pelati ed a pezzetti tranne due patatine, da lasciare intere. Ancora caldi, schiacciarli con una forchetta, tranne le due patate intere che vanno affettate. Disporre il composto schiacciato sul fondo di una teglia foderata di carta-forno, disporvi sopra un trito composto da scamorza, prosciutto, timo e pomodorini. Chiudere con uno strato di patate affettate messe ordinatamente, irrorare con l'uovo battuto ed una spolverata di parmigiano o anche del pecorino. Infornare a 180 gr. ventilato per 25 minuti.

http://essenzaincucina.blogspot.com/2011/02/essere-o-non-essere.html

GUBANA E TRECCIA RUSSA
...."Ci sono vari cibi che potrebbero rappresentarmi, ma non c'è nulla che possa competere con la magia del lievito e quindi dei lievitati! La mia fantasia è sempre in guardia, pronta a captare e ad esplorare altri orizzonti, come un buon lievito sempre attivo, pronto ad essere impastato con diversi ingredienti ed idee per sfornare ininterrottamente nuovi sapori. Creo seguendo l'istinto, rivolta al futuro ma sempre secondo tradizione, perché nel mio essere racchiudo uno scrigno di ricordi, emozioni, sapori, colori...genuini, della terra. Amo i colori caldi, i profumi d'Oriente, i frutti accarezzati dal sole, raccolti quando stagione matura e riposti con cura, per dar gioia anche d'inverno! E poi incontro sempre lei... un soffio di inebriante cannella! Una gubana è perfetta per me."

Ingredienti per la gubana
10-20gr di lievito di birra (io ne ho messo circa 18 gr) 200ml di latte 90gr di zucchero (io ho messo quello aromatizzato alla vaniglia) 90gr di burro 2 uova intere medie 550 gr circa di manitoba 1 cucchiaino raso di sale

Ingredienti per il ripieno
50 gr di uvetta meno di ¼ di bicchiere di grappa e poi latte fino all'orlo (io ho usato una grappa molto aromatizzata che qui chiamano Tsipouro) 150 gr di noci 150 gr di mandorle 3 fichi secchi 3-4 albicocche secche 50 gr di biscotti secchi ( non avevo amaretti, non li ho mai trovati qui!) 40 gr di zucchero (aromatizzato alla vaniglia) ½ cucchiaino di cannella ½ di noce moscata buccia grattugiata di un'arancia

Procedimento
Sciogliere il lievito nel latte tenuto a temperatura ambiente, aggiungere la farina (prendendola dai 550 gr della ricetta) mescolando con la frusta, fino ad ottenere una crema densa. Spolverare con un po' di farina bianca circa mezzo centimetro e poi lasciar lievitare. Il lievitino sarà pronto quando in superficie si formeranno delle crepe da cui uscirà la cremina sottostante come un vulcano...dice Manu ed io confermo! Quando questo avviene è pronto, quindi aggiungete un po' alla volta tutti gli altri ingredienti, aiutandovi con una spatola e lavorate bene l'impasto, o fate lavorare la planetaria, fino a formare una bella palla soffice, ma non appiccicosa che poi metterete a lievitare in una terrina capiente, coperta con la pellicola trasparente. Nel frattempo preparare il ripieno. Tritare i biscotti, la frutta secca aggiungere l'uvetta lavata ed asciugata, gli aromi, lo zucchero e bagnare con il latte e la grappa. Amalgamare bene. Quando l'impasto è ben lievitato, rovesciarlo sulla spianatoia infarinata o per chi è senza come me, sopra un canovaccio, sempre infarinato. Tirare a sfoglia non troppo fine, senza lavorare molto l'impasto, con il matterello e quindi spalmare il ripieno. Se risulta troppo difficile distribuirlo, bagnatevi leggermente le mani. A questo punto arrotolare su se stesso e chiuderlo a chiocciola. Disporre la gubana sopra la carta da forno e rimettere a lievitare in luogo tiepido per circa un'altra ora, sempre coperta. Pennellare con uovo e latte. Infornare a 180° per 20 minuti poi a 170° coperto con carta da forno per circa altri 20 minuti. UNA NOTA: Con questo impasto ho fatto una sola gubana ma è diventata davvero enorme! Perciò il mio parere è di farne due con queste dosi. Se decidete di seguire questo consiglio attenzione a non cucinarle troppo, caso mai diminuite un po' il tempo di cottura.

http://ilgiardinodeisaporiedeicolori.blogspot.com/2011/01/gubana-e-treccia-russa.html

BUCATINI ALL’AMATRICIANA
Cari amici, pubblico una ricetta in romanesco alla quale sono molto affezionata, dal momento che è entrata a far parte di uno dei libri di cucina che ho scritto su Roma, pubblicato alcuni anni fà. Aldo Fabrizi, è stato un grande attore, ma anche un grande cuoco ed ha celebrato la cucina romana con dei versi ricchi di poesia.

Procedimento
Soffriggete in padella (1) staggionata, cipolla, ojo, zenzero infocato, mezz’etto de guanciale affumicato e mezzo de pancetta arotolata. Ar punto che ‘sta robba è rosolata, schizzatela d’aceto profumato e a fiamma viva, quanno è svaporato, mettete la conserva concentrata. Appresso er dado che jè dà sapore, li pommidori freschi San Marzano, (2) co’ un ciuffo de basilico pe’ odore. E ammalappena er sugo fa l’occhietti, assieme a pecorino e parmigiano, conditece de prescia li spaghetti. (3).

http://incucinaconroberta.blogspot.com/2010/12/bucatini-allamatriciana.html

SAKURA MOCHI
Tempo fa sono andata a casa di una mia amica giapponese. Ci siamo ritrovate per fare due chiacchiere e lei mi ha accolto in pieno stile giapponese, ovvero sia con un bel vassoio di dolcetti e un buon thè sencha fumante... Tra tutto quel bendidio di pasticceria ce n'era uno che mi ha attirata particolarmente. Era rosa e avvolto in una foglia di ciliegio: il sakura mochi 桜餅. L'ho assaggiato subito e mi ha fatto una strana impressione... non era propriamente dolce, ma non era nemmeno salato! O.o Ho chiesto alla mia amica che cosa fosse e lei mi ha spiegato che era un dolcetto di riso farcito con anko e avvolto in una foglia in salamoia. Ecco spiegato quel pizzicorino sulla lingua che mi aveva lasciato perplessa! XD Mi sono riproposta tante volte di provare a fare i sakura mochi ma non trovavo mai gli ingredienti o una ricetta che mi convincesse. Allora ho chiesto alla mia amica qualche ragguaglio e lei mi ha pazientemente spiegato come fare questa delizia a casa...^^ Alla fine, sono riuscita a ricreare il dolce che per me è l'emblema della pasticceria giapponese. Tra l'altro, ho scoperto che esistono due tipi di sakura mochi: quelli del Kantō e quelli del Kansai. Nell'est del Giappone si usa fare questi mochi con la shiratama-ko 白玉粉, cioè la farina di riso glutinoso.solo a portare un sorriso anche nei momenti più difficili. Nella mia vita ce n'è molto! Nell'ovest, invece, si usa il dōmyōji-ko 道明寺粉, un altro tipo di farina di riso. Io ho scelto di fare i sakura mochi in Kansai style! ^^ Forse mi basta davvero poco per essere felice, però il poter gustare nuovamente questo dolce mi ha commossa. Non credevo di riuscire a farcela, visto che mi sono dovuta arrangiare con i pochi ingredienti a disposizione! Purtroppo i vari ingredienti sono introvabili qui a Torino e quindi è stata davvero una faticaccia adattare la ricetta alle mie modeste possibilità. Il risultato è quanto di più vicino ci sia ai sakura mochi originali. Il colore dovrebbe essere rosa ma non avevo voglia di comprare il colorante e così li ho lasciati al naturale... anche perchè l'alternativa era usare l'alchermes, che avrebbe stravolto il gusto del dolce!

Ingredienti
50 foglie di ciliegio grandi 5 cl acqua tiepida 25g sale 190g riso glutinoso (mochigome) anko q.b. 1 cuccchiaio di zucchero 1 cucchiaino di salesale, pepe

Procedimento
Lavare le foglie e sbollentarle qualche secondo nell'acqua bollente. Metterle subito a raffreddare in una ciotola di acqua fredda e raggrupparle in mazzetti da 10. Marinarle nella salamoia per 2 o 3 giorni e quindi scolarle bene e metterle in freezer. Si conservano bene per almeno 1 anno ma vanno maneggiate con cura se no si rompono con facilità. Lavare il riso più volte e metterlo a bagno almeno per 6 ore. Sgocciolarlo e prendere un panno di cotone tipo quelli per avvolgere il formaggio. Questi panni li usavano le nostre nonne una volta e magari qualcuno di voi li ha conservati. Altrimenti potete usare uno straccio purchè di cotone sottile e pulito ovviamente. Inumidire il panno e porlo in una vaporiera o in uno scolapasta di metallo. Mettere all'interno del panno il riso facendo una fontana al centro del riso larga 5cm. Coprire il riso interamente col panno facendo un bel fagotto. Mettere lo scolapasta sopra una pentola alta e stretta colma di acqua bollente, coprire con un coperchio e cuocere 60 minuti. Ogni 15 minuti bagnare il riso con 250 ml di acqua ogni volta facendo bene attenzione a irrorarlo tutto. Per compiere questa operazione è necessario che la pentola sia stretta e non troppo piena d'acqua se no si rischia di bagnare il fornello. Badate, quindi, che i fori dello scolapasta siano compresi entro il bordo della pentola sottostante! Scolare il riso e metterlo in una ciotola una volta freddo con lo zucchero e il sale e mescolare. A questo punto bisogna trasformare il riso in una pappetta. Potete pestarlo in un mortaio o triturarlo con la mezzaluna. Mettere il riso su un foglio di carta forno e preparare una ciotola colma d'acqua. Fare 7 palline di anko piccole e metterle su un piattino. Inumidirsi bene le mani e prendere un pò di riso. Mi raccomando, non dimenticatevi questo passaggio perchè il riso è appiccicosissimo e gli fà un baffo persino all'attack! ;) Mettere al centro del riso l'anko e chiudere con altro riso la pallina. Arrotolare sulla pallina di riso la foglia di ciliegio e mettere da parte su un altro foglio di carta forno. Mettere subito in frigo i sakura mochi una volta preparati! Il gusto dei sakura mochi è davvero particolare e non saprei descriverlo... dovete provarli per capire. Sicuramente sono molto distanti dal nostro gusto occidentale non solo per la presenza dell'anko, ma soprattutto per il gusto dolce-salato del riso e della foglia di ciliegio. Per quanto mi riguarda, la fatica della preparazione mi ha ricompensata largamente. Fatemi sapere se vi sono piaciuti!

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LA LAGANA E I CECI DI NONNO CICCIO
Quando ho letto il regolamento del contest di Cooking Elena, Edo Ergo Sum, mi ha subito affascinato l'idea di dover trovare una frase, un modo di dire, un'aforisma che mi rappresentasse; quando penso ad una frase che mi caratterizza mi ritornano sempre in mente alcuni episodi che, come corsi e ricorsi storici, si sono verificati in diversi momenti della mia vita. Il primo risale a quando avevo circa 18 anni: stavo tornando a casa e una signora sul pullman mi chiede se ho 100 lire per finire di pagare il biglietto, gliele do e quando l'autista le domanda se è riuscita a trovare i soldi lei risponde "Sì me le ha date il bambino". Il bambino?? Vabbè che avevo i capelli corti, molto corti, che avevo un cappellino in testa, che dimostravo un po' meno dei miei anni ma addirittura un bambino... vabbè... Per il secondo, invece, bisogna ritornare indietro di circa 12 anni: avevo vent'anni e mi stavo recando da mia nonna e, mentre aspettavo il pullman per arrivare nel paesino di montagna in cui vive, un salumiere mi vede e mi dice "Ma tu non dovresti essere a scuola??"... e due... e stavolta niente capelli corti, niente cappellino in testa... va bene... Ma l'ultimo è stato di sicuro il più "gratificante": studio del medico di famiglia, in sala d'attesa si parla del più e del meno, giusto per far passare il tempo, quando una signora mi dice "Che tu mica hai la patente? Chè sei piccola..." (tutto in calabrese stretto, naturalmente)... L'ho ringraziata e le ho spiegato che l'età della patente l'avevo superata ormai da 14 anni; la signora doveva avere sicuramente dei "gravi" problemi di vista ;) Anche se con l'avanzare dell'età dimostrare un po' meno dei miei anni mi fa gongolare un po', non è stato bello quando il medico non mi guardava neanche in faccia e non mi dava retta quando gli facevo delle domande sull'intervento appena subito da mia madre ma si rivolgeva solo a lei, ancora intontita dall'anestesia :( La frase quindi che mi sento dire da una vita è "non dimostri l'età che hai..." e vi assicuro che non sempre fa piacere. E come questa frase, c'è anche un piatto che mi accompagna da sempre: la lagana e ceci di mio nonno. Mio nonno, un grande uomo, un artista, un nonno dolcissimo e premuroso scomparso troppo presto, era una persona meravigliosa: la voglia di creare, che era evidente nei suoi quadri, si percepiva anche nei suoi piatti.

Quando andavamo a trovarlo e vedevamo la lagana stesa e tagliata grossolanamente sul tavolo in marmo della cucina, sapevamo che avremmo gustato un piatto unico, cucinato con passione e con premura.

La pasta era fatta in casa (con la farina del mulino), i ceci quelli delle contadine che abitavano lì vicino e lo stesso si poteva dire dei pomodori: insomma, un piatto salutare e speciale, un piatto senza tempo che mi riporta agli anni in cui eravamo insieme, gli anni in cui mi sedevo vicino a lui sulla poltrona e dandogli un bacio sentivo la sua barba (quella di qualche giorno) che pungeva. Mio nonno è scomparso 18 anni fa, io ero poco più che una bambina, ma se chiudo gli occhi e ripenso a lui sento ancora la sua barba che punge sulle mie labbra. nb: la ricetta è una mia rielaborazione... in effetti non conosco le dosi perchè nonno era uno di quelli, come me, che cucinava da solo e ti faceva trovare tutto pronto... ;)

Ingredienti per 2 persone
75g di semola di grano duro 100g di farina 00 1 uovo 1 cucchiaio di olio 1 pizzico di sale 60g di cipolla 20g di olio evo 100g di acqua 1 barattolo di ceci

Ingredienti per il sugo
20g di pelati 2 cucchiaini di pepe calabrese dolce sale prezzemolo se piace

Procedimento
Sistemare a fontana le due farine setacciate con il sale e al centro l'uovo e l'olio; amalgamate gli ingredienti e impastate fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo. Formate una palla con l'impasto ottenuto, avvolgetela con della pellicola e fatela riposare in frigo per mezz'ora. Stendete l'impasto con la nonna papera (io quella della marcato a spessore 6) ed ottenete con una rotella dentellata tante strisce di 7-8cm di altezza e 2-3 di larghezza. Se avete abbbastanza dimestichezza con il mattarello, stendete la sfoglia a mano: non c'è paragone! La pasta è più ruvida e assorbe meglio il condimento. In una padella antiaderente fate imbiondire la cipolla con l'olio evo, aggiungete i ceci, i pelati, l'acqua e il pepe rosso. Salate e fate cuocere a fuoco moderato per circa 10 minuti. Cuocete la lagana in abbondante acqua salata, nella quale avrete aggiunto 1 cucchiaio di olio evo, per circa 5 minuti (vi consiglio cmq di assaggiarla perchè il tempo di cottura varia a seconda dello spessore della pasta). Scolatela con una schiumaiola e unitela ai ceci. Fate insaporire a fuoco basso per circa 5 minuti, spegnete e lasciate riposare per almeno 10 minuti. Detto in calabrese "s'adda 'ntufa'!!" Servite, se vi piace, con una spolverata di prezzemolo tritato. Buon Appetito!

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CAPRESE AL CIOCCOLATO FONDENTE
Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi le tue calzette rosse e l'innocenza sulle gote tue due arance ancor più rosse.. ..Dove sei stata cos'hai fatto mai? Una donna, donna dimmi cosa vuol dir sono una donna ormai. ..di che colore sono gli occhi tuoi se me lo chiedi non rispondo..

Avete riconsciuto i pezzetti di canzone che ho scritto all'inizio del post? Ma come no? E' La Canzone del Sole di Lucio Battisti! E' la mia canzone preferita..o meglio è una canzone che amo e odio..un po come il giorno del mio compleanno..odiavo quando me la cantavano perchè sembrava parlasse proprio di me..con le trecci e le calze rosse (si per anni ho messo calze rosse..)..poi l'ho amata perchè mi ricorda una persona che non c'è più, una persona splendida che era e sarà per sempre nel mio cuore. Chiudete gli occhi e ascoltatela..vi racconterà qualcosa di me.. E con la torta del mio comleanno che mi assomiglia tanto perchè da fuori non si capisce cosa ci sia dentro..e questi stralci di questa bellissima canzone che partecipo a questo contest.

Ingredienti per 8 persone
100 gr di olio evo 120 gr di zucchero a velo (io 60 gr) 100 gr di mandorle pelate 180 gr di cioccolato bianco (io cioccolato al 70%) 30 gr di scorzette di limone candite (io ho usato scorzette di arancio) 1/2 baccello di vaniglia 1 limone 250 gr di uova (5) 60 gr di zucchero (io 120 gr) 50 gr di fecola 5 gr di lievito per dolci

Procedimento
Se le vostre mandorle non sono pelate basta immergerle per 30 secondi in acqua bollente e poi subito scolarle e pelarle. Sarà facilissimo. Asciugatele e mettetele su una teglia e poi in forno a temperatura bassa per farle asciugare. Non esagerate o perderanno il loro aroma! Tagliate prima le mandorle al coltello e poi frullatele finemente insieme con lo zucchero a velo e i semini della vaniglia. Io personalmente preferisco lasciare 1/3 delle mandorle leggermente più spesse, mentre le altre le riduco a farina. Unite lo zucchero a velo e i semini solo dopo aver frullato altrimenti lo zucchero si scalderà! Tagliate finemente al coltello il cioccolato o se preferite grattugiatelo. Montate le uova fino al triplicare del loro volume (circa 15 minuti alla massima potenza). In una ciotola capiente setacciate la fecola con il lievito. Unite le mandorle e lo zucchero semolato, le scorzette tritate e la scorza del limone, il cioccolato tritato. Infine unite l’olio e le uova. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti. Oliate e infarinate con la fecola uno stampo di 22 cm di diametro. Versatevi l’impasto. Sbattete un po lo stampo sul piano di lavoro per evitare il formarsi di buchi d’aria e con un coltello create dei cerchi nell’impasto per evitare l’effetto vulcano. Infornate a 200 ° per 5 minuti e poi continuate la cottura per 45 minuti a 160°. Fate la prova stecchino e se il dolce dovesse esser crudo al centro basta lasciarlo in forno acceso e ventilato ma aperto per 5 minuti. Sfornate il dolce e capovolgetelo nello stampo. Fate raffreddare completamente (io una notte). Per rivestire la torta ho utilizzato il fondente di zucchero pronto della Decora. Io mi ci trovo bene, è pronta, facile da usare e non ha un costo esagerato. L’unica accortezza è quella di stendere il fondente abbastanza sottile in modo da non creare una torta eccessivamente dolce. Inoltre abbiate cura di tenere sempre il piano di lavoro ben pulito altrimenti il vostro fondente si macchierà (cosa che è successa in parte a me). Con una confezione son riuscita a rivestire la torta e a fare tutte le decorazioni e me n’è avanzata ancora un pochino. Ho colorato la pasta con il colorante in gel della Decora rosa. Inoltre la torta è stata spennellata con un velo di marmellata di arancia riscaldata leggermente in modo da far aderire meglio il fondente. La cosa bella del fondente è che una volta servita la torta i commensali possono eliminarlo con facilità se dovessero trovarlo eccessivamente dolce. Attorno alla torta in una foto si vedono dei biscottini..sono i lebkuchen..ricetta presa dal libro di Sigrid Regali Golosi (pagina 56)..ne ho ricevuti ben 2 copie!! Si vede che ne parlavo in continuazione!! Devo dire che i biscotti il giorno dopo migliorano..però li trovo un po troppo croccanti ma con la glassa sopra si ammorbidiscono..quindi voi mettetela o vi spaccherete i denti! Purtroppo nn ho fotografato l’intera produzione..erano tantissimi e carinissimi..alcuni li ho fatti con degli stampini della Guardini che ho trovato a pochissimo (circa 3 euro) e he trovo ottimi, anche perchè son infilati in un anello e quindi son super comodi da mettere in ordine! Beh, spero vi sia piaciuta e se volete raccontatemi cosa fate il giorno del vostro compleanno, se avete qualche abitudine o tradizione!

http://ilpomodorosso.blogspot.com/2011/01/caprese-cioccolato-compleanno-fondente.html

RISOTTO AL LATTE E CANNELLA O ERBA CIPOLLINA?
Ieri volevo innaugurare la mia nuova pentola Kit-Zen di cui vi ho parlato e come se non con uno dei miei risotti preferiti? Si il risotto al latte, che è salato e cremosissimo, certamente non leggero ma del resto era Domenica… Uno dei pregi di questo risotto è che è molto neutro e quindi versatile basta aggiungerci un piccolo ingrediente tipo una spezia e questa viene esaltata in maniera incredibile… Io ci avevo pensato bene e avevo scelto la vaniglia, mi piace tantissimo e secondo me sta’ benissimo anche in preparazioni salate!!! Ma poi quando spiego a mio marito la meravigliosa ricetta che ho pensato mi guarda un po’ così e mi dice “proprio la vaniglia???”, non mi sono persa d’animo, ma la vaniglia va aggiunta in cottura…Allora ho scelto due ingredienti che potevano essere aggiunti dopo la cottura, erba cipollina per lui e cannella per me!!! Fantastici entrambi. Felici entrambi. “Ma io mi sento come Wil Coyote Che cade ma non molla mai Che fa progetti strampalati e troppo complicati E quel Bip Bip lui non lo prenderà mai Ma siamo tutti come Wil Coyote Che ci ficchiamo sempre nei guai Ci può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso Ma noi non ci arrenderemo mai.” Eugenio Finardi

Ingredienti
320gr di riso carnairoli 1 cucchiaio di burro 1 scalogno 500gr di latte intero 4 cucchiai di Parmigiano grattugiato 1 ciuffetto di erba cipollina cannella in polvere

Procedimento
Tagliate lo scalogno a fettine sottilissime, fatelo rosolare con i cucchiaio di burro nel vostro tegame, aggiungete il riso e lasciatelo tostare per qualche minuto. Aggiungete un poco di latte a temperatura ambiente, un pizzicone di sale e continuate la cottura del risotto con il latte. Quando finisce il latte cominciate ad aggiungere il brodo, fino a che il riso sarà cotto. Aggiustate di sale e aggiungete il Parmigiano grattugiato. Coprite il risotto e lasciatelo riposare alcuni minuti. Potete consumarlo così, oppure aggiungere erba cipollina tagliata al momento o un spolverizzata di cannella macinata. http://japanthewonderland.blogspot.com/2010/07/sakura-mochi.html

INSALATA DI COCOMERO E FETA
Non siamo competitivi. Non lo siamo mai stati e forse non lo saremo mai (certo mai dire mai). Forse non ce ne dovremmo vantare sentendoci dei giovani crociati contro la società consumistica e fortemente competitiva, forse ce ne dovremmo crucciare, forse è solo segno di paura, del terrore di non riuscire. Saranno mille i motivi, giusti o sbagliati, ma il risultato è sempre lo stesso: non siamo competitivi e ci piace tanto partecipare. Ci piace curiosare, prendere le cose così come viene, tentare, provare e se poi non va bene fa niente.. Questo preambolo è per la salata di feta versione simil light. Siete mai stati a Tessalonica? No? Beh se potete passateci, è una meravigliosa cittadona con un bel centro storico per perdersi, il profumo del mare per ritemprarsi, una vivace vita adatta a tutti. Viali e viali di negozi, piazzette contorniate da chiesette, archi; metallari, famigliole e radical chic che scivolano attraverso la varia offerta di bar, locali e bancarelle. Insomma le low cost ci arrivano, la città vi aspetta. E vi aspetta anche il ventre caldo di Tessalonica: le pignatte sbuffanti, le braci ardenti, le taverne, i fast food e i ristorantini. Noi vi consigliamo Dore Zithos, un delizioso ristorante dall'atmosfera anni '20 da cui si può ammirare la Torre Bianca e sentire il profumo del mare. Il menù è ricchissimo e ci ha intrigato tantissimo, così vi riproponiamo una delle ricette provate.

La classica insalata greca prevede fete, olive (greche), peperoni, cipolla cruda, citrioli, pomodori a go go. La rivisitazione che abbiamo testato era con cocomero, olive greche, rucola, cipolle cotte (che tirano fuori la loro dolcezza) e crema di feta. Ritornati volevamo far riprovare alle nostre papille gustative questa ebrezza, ma abbiamo solo partecipato...non abbiamo vinto, fa nulla. Il risultato con tutta onestà è stato buono, ma non paragonabile all'originale. Certo la colpa non è solo nostra, ma della base della buona cucina: gli ingredienti. Forse con gli ingredienti originali sarebbe venuta meglio, comunque ve la proponiamo e saremmo felici se ci suggeriste nuove versioni.

Ingredienti rigorosamente ad occhio
Cocomero Olve (di Gaeta in mancanza delle greche) feta prezzemolo cipolla rucola

Procedimento

Tagliate la cipolla a rondelle e cuocetela (noi l'abbiamo stufata). Quando la cipolla sarà pronta scolatela e poggiate le rondelle su un letto di rucola. Ora potete aggiungere il cocomero tagliato a cubetti e le olive (possibilmente greche). A questo punto si può preparare la crema di feta. Mettete in una ciotola il formaggio tagliato a cubetti, aggiungete un pochino d'acqua, un'inezia di olio e del prezzemolo sminuzzato e poi via con il frullatore ad immersione finchè la crema sarà pronta. Il supermercato sotto casa non aveva lo yogurt greco, ma se ci fosse stato avremmo usato al posto di acqua e olio.

http://labandadeibroccoli.blogspot.com/2010/09/limportante-e-partecipareinsalata-di.html

L’EFFETTO DEL MARE
Il mare concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni… (C. Colombo) Questa è senz’altro una delle frasi che più mi colpisce, la si attribuisce a Cristoforo Colombo e l’ho fatta mia perchè come Colombo, che credeva nelle enormi possibilità che il mare aveva da offrire nella sua immensa vastità, anche io guardando l’orizzonte che sembra non terminare mai mi perdo nella sua immensità, e quest’oblio che provo mi rilassa e mi porta lontano dai problemi della vita. Il mare mi dona la calma e la serenità, potrei stare a guardarlo per ore e non stancarmene mai, adoro il rumore della risacca ed il frastuono delle onde sugli scogli. Una cosa è certa difficilmente potrei vivere lontano dal mare, i miei occhi sono abituati ad avere orizzonti infiniti,il mio corpo ha bisogno di spazio ed il mare da un lato traccia un limite invalicabile ma dall’altro segna la fine del cemento e delle opere umane riportando il tutto ad una dimensione naturale, essere circondato solo da cemento e terra mi opprimerebbe ne sono certo. La ricetta di oggi rappresenta ciò che ero ma anche ciò che sono diventato. La ricetta in se non è legata al passato ma i gamberi lo sono, come saprete molti anni fa odiavo i gamberi al punto da non poterli neanche guardare, poi fra noi è scoppiato l’amore ed oggi non riesco a farne a meno. La disposizione nel piatto non è casuale rappresenta il mio carattere posato e razionale, ma anche ciò che ancora vorrei diventare ovvero più stabile alle intemperie della vita. Infine c’è il prezzemolo messo a mo’ di albero a rappresentare il legame che ho con la mia terra e l’attaccamento alla natura.

Ingredienti
8 gamberi del mediterraneo 350 gr. di passato di pomodoro (2 pomodori maturi grandi) 1 cipolla capperi olive nere vino bianco timo sale pepe prezzemolo

Procedimento
Sgusciare i gamberi eliminando il carapace e lasciando le teste attaccate al corpo. Bollire i gusci ottenuti in poca acqua per circa 10 minuti in modo da ottenere un fumetto da utilizzare in fase di cottura! Nel frattempo soffriggere la cipolla tritata finemente in poco olio ed una volta imbiondita aggiungere i gamberi. Dopo alcuni minuti aggiungere il vino bianco e sfumare a fuoco molto vivo, quindi aggiungere il passato di pomodoro e parte del fumetto. Se durante la cottura il sugo dovesse risultare troppo secco prima che i gamberi siano cotti aggiungere un po’ di fumetto. Quando i gamberi risulteranno cotti (attendere ancora qualche istante se il sugo dovesse risultare troppo liquido e poco incline a restare attaccato al corpo dei gamberi) aggiungere il prezzemolo tritato ed impiattare. Buon Appetito!!

http://www.cucinacasa.altervista.org/secondi-piatti/leffetto-del-mare.html

RISOTTO AI FUNGHI
Il risotto ai funghi è il mio piatto preferito, ed è anche la prima ricetta che ho imparato a cucinare da sola (ero poco più che bambina!). Se mi chiedessero: "Se tu fossi una ricetta?" risponderei senza esitazione risotto ai funghi! :-) Mi piace con i funghi freschi e con quelli secchi, con i porcini o con gli champignon, con i chiodini o con un misto di funghi…insomma, mi piace tantissimo in tutti i modi! :D

Ingredienti
- 500 g. di funghi freschi (io questa volta ho usato cremini e chiodini) - 320 g. di riso (considero sempre 80 g. a persona, sia riso che pasta) - qualche ricciolo di burro - olio extra vergine di oliva - brodo vegetale - parmigiano grattugiato - prezzemolo tritato - vino bianco - sale

Procedimento
Preparate del brodo vegetale (circa 1 litro). Pulite i funghi togliendo la parte terrosa del gambo e pulendo con carta da cucina leggermente inumidita le cappelle. Staccate i gambi dalle cappelle e tagliateli a fette. In un tegame capiente versate qualche cucchiaio di olio (se vi piace fate soffriggere la cipolla, io non la mangio), fatelo scaldare e unite i funghi. Dopo qualche minuto aggiungete Il riso, facendolo tostare per un minuto e spruzzate con il vino, lasciando evaporare. Aggiungete un mestolo di brodo e fate cuocere a fuoco medio; quando notate che il brodo sta per asciugarsi, aggiungete un altro mestolo di brodo e mescolate, così via via fino alla cottura, controllando se manca di sale. Appena il riso sarà cotto, spegnete il fuoco e aggiungete una manciata di prezzemolo tritato, qualche cucchiaino di parmigiano e qualche ricciolo di burro. Mescolate bene e lasciate mantecare un minuto. Il riso è pronto per essere gustato! ;-)

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PIGNOLATA AL MANDARINO
L'ultima volta che ho mangiato questi dolci avevo diciasette anni...una vita fa! Per chi è interessato solo alla ricetta, salti direttamente alla fine del post, che vi annuncio probabilmente lunghetto. Adesso seguitemi e anche se oggi c'è un freddo pazzesco, immaginatevi un fine luglio tanto caldo da togliere il fiato, una bimba di nove anni correre tra filari e filari di piccole piantine di pomodori in lontananza la voce tremula e buona di una donna chiama la bambinetta. Girasoli messi al sole a seccare, pomodori spaccati a metà e coperti di sale riempiono l'aria di un profumo meraviglioso.... Ginestrina è contenta, non sa perchè le viene da ridere, non le era mai successo prima, ridere così senza motivo, in quel paese è tutto diverso da casa sua, può correre senza preoccuparsi delle macchine, di sudare o di sporcarsi... può mangiare lì in mezzo alle piante e nessuno le dice di stare seduta...e può ridere tanto per il gusto di ridere e nessuno lo trova strano! Ginestra guarda in sù, un cielo tanto azzurro e grande sembra quasi raccogliere tutto quello che la circonda, per la prima volta si sente libera anche se non comprende esattamente quella sensazione, ma non se ne cura e segue l'istinto, impara a mangiare i semini di girasole, strappandoli uno ad uno e spaccandoli con i denti...e i pomodorini, mentre corre li strappa e infila in bocca, come sono dissetanti!La sera si ritorna a casa della zia e prima di cena si gioca un poco a nascondino, ma non come in città, non ci si nasconde in casa, c'è il quartiere a disposizione, dal benzinaio alla bottega della zia, dalla chiesa alla pasticceria, e tutto un campo giochi, e si gioca tutti insieme dai cinque ai sedici anni! Dopo cena la zia tira fuori la "pignolata" fatta apposta per la nipote di città "perchè poi chissà quando ti ricapita di mangiarla". Le palline dolci vanno giù una dopo l'altra, non si riesce a smettere di mangiarle... Ieri friggevo con un nodo in gola per la commozione, quanti anni sono passati, non c'è più quella campagna, non c'è più quella zia,

talmente cara che in uno dei periodi più bui della mia vita si fece un viaggio fino a casa mia per portarmi la sua pignolata, per dirmi con ogni piccolo biscottino, vedrai che passerà, che la vita va avanti. Ventanni fa. Ieri ho impastato con le mie nanocuoche, entrambe hanno fatto palline e palline, e una volta fritte e caramellate si sono divertite a riempirle di codette colorate. Il groppo in gola si è sciolto, perchè è bello avere bei ricordi ma bisogna ricordarsi di vivere il presente, soprattutto adesso che si stanno formando ricordi nella testolina di altre bimbette

Ingredienti
250 gr. di farina 00 250 gr di semola di grano duro 4 uova la buccia grattuggiata di un mandarino non trattato (del mio alberello) mezzo bicchiere di mandarinetto 2 cucchiai d'olio d'oliva 1 cucchiaio di marmellata di mandarini possibilmente homemade 2 cucchiai di zucchero semolato 250 gr di miele di zagara. olio per friggere. zuccherini colorati per decorare chocaviar per decorare

Procedimento
Lavorate le farine con le uova, la buccia del mandarino, il liquore e l'olio. Formate un bel panetto morbido e lasciate riposare un oretta. Prelevate poi dal panetto l'impasto poco alla volta, sul tavolo infarinato con la semola, formate un cordoncino dello spessore di un dito. Tagliate obliquamente tanti piccoli gnognetti, e nel caso abbiate bambini, lasciate che formino con l'impasto tante piccole palline, friggete in abbondante olio caldo le vostre "palline", poche per volta, vedrete che si gonfieranno durante la cottura. Una volta dorate, aiutandovi con una schiumarola, lasciatele sulla carta forno a perdere l'eccesso d'olio. In una capace padella mettete 2 cucchiai d'acqua, 2 di zucchero, la marmellata che dovrà essere del tipo senza buccia e il miele, non appena il composto si sarà liquefatto amalgamatelo insieme agli gnocchetti fritti, caramellateli facendo attenzione a non far bruciare il miele! A questo punto, spegnete il fuoco e versate, aiutandovi con un cucchiaio, in vari pirottini di carta la pignolata, oppure versatela tutta su un piatto di portata, bagnatevi le mani e compattate tutte le palline insieme. Successivamente decorate con zuccherini colorati, anicini e diavoletti. Ho decorato la pignolata dei pirottini con il chocaviar, e la pignolata sul piatto di portata l'ho lasciata decorare alle bambine con gli anicini e i classici zuccherini colorati. La presenza del mandarino, frutto che adoro, non ha fatto altro che migliorare l'aroma e il sapore dei biscottini. Ovviamente non deve predominare il mandarino, ma, vi accorgerete che le note dolci e profumate del miele di zagara si sposano perfettamente alla discreta presenza del mandarino.

RICETTA DELLA ZIA ANGELINA 500 gr. di semola di grano duro 5 uova una manciata di zucchero un pizzico di sale miele

http://laginestraeilmare.blogspot.com/2011/02/pignolata-al-mandarino.html

GAMBERI FLAMBATI
... mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità (II Pietro 1, 5 e ss.).

Ingredienti
500 gr di gamberi 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva 2 spicchi di aglio un cucchiaio di prezzemolo tritato un bicchierino di brandy sale,pepe

Procedimento
pulire i gamberi lavarli e asciugarli, mettere nella padella l'olio e gli spicchi d'aglio schiacciati fate appena dorare e toglieteli. Mettere ora i gamberi e farli cuocere a fuoco medio 5 minuti per parte, salate e pepate a piacere ,mettete ora il prezzemolo e quindi il bicchierino di brandy , fate scaldare inclinando leggermente la padella fino a far fare la fiamma, quindi spegnere il fuoco e servire .

http://franca-lagiostradellavita.blogspot.com/2010/12/gamberi-flambati.html

LA PAPPA AL POMODORO
Non potevo che esordire come primo post con la ricetta della Pappa al Pomodoro che ha dato nome al mio blog. Si tratta di una ricetta semplice nella preparazione e nei suoi ingredienti ma che riscuote un gran successo sia dai bambini che dai più grandi. La pappa al pomodoro, preparazione tradizionale toscana, è un piatto tipico della cultura contadina: veniva infatti preparato dalle massaie con il pane avanzato per evitare che andasse sprecato. Conosciuta in tutta Italia, negli anni sessanta la pappa al pomodoro fu anche protagonista della canzone “Viva la pappa col pomodoro” cantata da Rita Pavone che la rese famosa. La cucina toscana è una cucina sobria mai eccessivamente elaborata basata su alimenti molto poveri ma saporiti e genuini; infatti il carattere dominante della nostra cucina è certamente la semplicità. Semplicità però più apparente che reale, in quanto ogni pietanza è fatta di dosi ben equilibrate, mai ispirata dalla fretta, ma da una paziente attenzione alla scelta ed all'amalgamarsi degli ingredienti. La semplicità dei piatti è legata alla storia territoriale. Le condizioni di vita difficili imposero infatti alla persone di preferire l'utilizzo di alimenti poveri come il pane che è presente sotto mille forme e sapori in tutta la Toscana dal filone senza sale ai crostini, dai panini alla schiacciata. Anche l'assenza di sale, un tempo troppo costoso, rappresenta l'aspetto tipico di semplicità e di povertà che un tempo caratterizzava la cucina di questo territorio. Ed è proprio con il pane che nascono numerose ricette toscane

come la Panzanella, la Ribollita e la Pappa al Pomodoro che più di ogni altra incorpora pienamente il dna toscano.Ecco perchè la scelta de "La pappa al pomodoro" come titolo del blog, come primo post e prima ricetta. Curiosità: Lo sapevate che il pomodoro fu introdotto in Europa dagli spagnoli nel XVI secolo come pianta ornamentale non commestibile? Curioso no visto il grande utilizzo che ha adesso il pomodoro!?

Ingredienti
2 spicchi d'aglio olio extra vergine di oliva peperoncino 1 kg di pomodori maturi basilico sale brodo vegetale 8 fette di pane raffermo parmigiano reggiano grattugiato

Procedimento
Far rosolare l'aglio con un pò di olio, aggiungere i pomodori sbucciati e tagliati a pezzetti, un bel po' di basilico, sale, peperoncino e lasciar cuocere per 15 minuti. Unire il brodo e, quando riprende a bollire, versare nella pentola il pane raffermo, sbriciolato piuttosto finemente, e cuocere girando di tanto in tanto fino a quando il pane non sarà diventato una pappa.

http://www.lapappalpomodoro.com/2010/05/la-pappa-al-pomodoro.html

RISOTTO SPUMEGGIANTE
Chi mi conosce un pò sa che sono una donna ottimista e passionale, molto spesso la metà meridionale di me prende il sopravvento e nonostante sia nata e viva da sempre a Trieste, patria della gelida Bora, il mio carattere focoso e spumeggiante si fa notare alla grande,come il sorriso che difficilmente abbandona le mie labbra ma soprattutto i miei occhi ! La frase"Il sorriso dei tuoi occhi", tra l'altro sempre visibile nello header del blog ,fa ormai parte di me come la persona che me l'ha dedicata senza sapere che sarebbe diventato il mio life motive...... Questa ricetta, un semplice risotto al prosciutto arricchito dalla presenza di un eccellente spumante italiano ,andrà bene per tutti quelli che hanno in mente una serata romantica,questo risotto creerà l'atmosfera giusta, il resto però dovete metterlo voi...

Ingredienti
160 gr. di riso carnaroli 1/4 di cipolla 30 gr. di burro 50 gr. di prosciutto cotto 1/2 bicchiere di panna 1 bicchiere di spumante brodo q.b. Parmigiano Reggiano q.b.

Procedimento
Sciogliere il burro in una casseruola(io uso una casseruola di rame e mi trovo benissimo), tritare finemente la cipolla e il prosciutto e aggiungerli al burro. Lasciar cuocere un pochino, non dovrà dorare. Bagnare con lo spumante e aggiungere subito il riso. Mescolare e portare a cottura con i mestoli di brodo caldo. Mantecare alla fine aggiungendo la panna e il parmigiano.

http://chiara-lavogliamatta.blogspot.com/2011/01/risotto-spumeggiante.html

LE CRESPELLE PIU’ PREZIOSE SULPIATTO DEL CONTEST
Con questa ricetta, anzi proprio con tutto il post, vorrei partecipare al contest di Elena Edo ergo sum. Sono giorni che penso e ripenso ad un piatto che mi possa rappresentare a pieno...avevo l'imbarazzo della scelta...ahimè sono golosa di tutto, dal dolce al salato...ma tutte le ricette che mi venivano in mente, non mi soddisfacevano pienamente...non dovevo cercare qualcosa per stupire, ma qualcosa che parlasse di me....semplicemente..in tutti i sensi...Così ho deciso di "riprendermi" queste Crespelle alla Fiorentina, in assoluto il mio piatto preferito (a pari merito con i cannelloni), e oltretutto in un contesto perfetto, quello di un...incontro perfetto, che rafforza ancora di più il significato di....edo ergo sum, anche se per l'occasione, sarebbe stato meglio dire ...no edo, ergo sum....se avrete la pazienza di leggervi il racconto...

Ingredienti
2 cucchiai di farina 1 bicchiere di latte Un pizzico di sale 3 uova burro Per il ripieno: 1 Uovo 250 g. Ricotta 300 g. Spinaci 3 cucchiai parmigiano Noce moscata Sale e pepe Inoltre: 3-4 cucchiai di salsa di pomodoro Parmigiano a piacere besciamella

Procedimento
Preparazione delle crespelle: Sbattete le uova con il sale. Diluite la farina con il latte ed aggiungetela alle uova continuando a sbattere. Fate fondere nella crêpiere una noce di burro e versatevi un mestolo scarso del composto, facendolo cuocere da un lato e dall'altro. Un mio accorgimento: dopo la prima, metto pochissimo burro per le successive crêpes, e, togliendo la padellina dal fuoco, distribuisco bene il composto, per poi rimetterlo a cuocere. Preparazione del ripieno:

Lessare gli spinaci (anche surgelati vanno bene). Scolarli, tritarli e aggiungerli alla ricotta e all’uovo. Unire il parmigiano, la noce moscata a piacere e regolare di sale e pepe. Preparazione delle crespelle: Adagiare al centro di ogni crespella un paio di cucchiai di ripieno e arrotolarle come un cannolo. Disporre le crespelle nella teglia una a fianco all’altra, ricoprirle con la besciamella, macchiarle con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro e cospargerle generosamente di parmigiano. Far gratinare il tutto in forno a 180° per circa 15 minuti e servire in tavola ben calde.

http://mammainpentola.blogspot.com/2010/10/le-crespelle-piu-preziose-sul-piatto.html

VELLUTATA DI SCAMPI
Buona sera carissime amiche, ieri sera è stata una serata fantastica, e come sapete con mio marito abbiamo avuto un po di problemi, però lui ce la sta mettendo tutta per farsi perdonare, infatti ieri mi ha portata dall'estetista per un chek up completo con massaggio finale della durata di tre ore e appena arrivata a casa mi ha fatto trovare un bella sorpresa tutta preparata da lui. Parto con il primo antipasto, perché postarvi tutte le ricette sarebbe un po esagerato e quindi eccovi la prima ricetta. Questa ricetta come tutte le ricette relative ai crostacei le adoro, poiché all'interno di quella corazza esterna di cui sono muniti si trova una carne dolce gustosa e morbida, proprio come me, che nonostante il fatto che possa sembrare una persona forte agli urti, tutto ciò che c'è dentro di me esula dall'essere cosi resistente, come i crostacei anche io sono dolce, tenera e cerco di proteggermi con una forte corazza esterna.

Ingredienti
1KG di scampi cipolla, carota e sedano e porro per soffritto vino bianco brandy pomodoro pepe nero e sale q.b. brodo granulare per pesce olio e burro aglio panna liquida

Procedimento
Preparare un fumetto di pesce: fate soffriggere e rosolare cipolla carota sedano e porro, unire le carcasse degli scampi,

sfumare con un goccio di vino e un goccio di brandy, aggiungere 1-2 cucchiai di concentrato di pomodoro unire grani di pepe nero, salare e aggiungere acqua calda fino a coprire tutto il composto, unire un pizzico di brodo granulare al pesce. Dopo che ha bollito per circa 30-40 minuti (deve ridursi molto!), schiacciare con il cucchiaio i gusci e filtrare tutto. Fate rosolare olio, burro, aglio e aggiungere le code di scampi sgusciati, cuocere per 2-3 minuti. Eliminare l'aglio e bagnare con il vino e il brandy, salare, pepare. Togliere metà scampi e frullare l'altra metà, ottenendo una polpa fine, unire il fumetto filtrato, 10dl di panna liquida fresca, aggiustare con sale e pepe se manca. Tagliare a cubetti gli scampi rimasti interi ed unirli alla crema. accompagnare con dei crostini

http://mammapaperasblog.blogspot.com/2011/02/pesce.html

FISH FOR LIFE – SALMON MOUSSE
There's an old Chinese saying that says; Give a man a fish and you feed him for a day. Teach a man to fish and you feed him for a lifetime. The proverb makes the point succinctly when we learn from each other through our blogs. We cook and eat well and in the process make friends for life. The saying have been updated in so many versions since then and here's one that reads; If you give someone a fish, you feed him for a day. If you teach someone to fish, he'll destroy another aquatic ecosystem or enlighten him further, he'll own a chain of seafood restaurants! Of course, this will not happen with any of the food bloggers, I think. The fish is made with 3 cups of good fish broth and 3 tbsp of agar agar boil until gelatin is completely dissolved. Color 2 tbsp of the gelatin broth to rub into the fins and tail of the fish mold. Cool the mold for a minute and pour the rest of the broth to the brim. Cool in the fridge until firm. Scoop the inside of the fish leaving only a thin skin intact. Then fill the fish mold again with your favorite salmon mousse and put it back in the fridge to firm. I made my mousse with smoked salmon and sour cream with a hint of tabasco. Remember to oil the mold before filling for easy unmolding. Black currants are cut into halves for the eyes. Serve with your favorite crackers or toast.

http://michelangelointhekitchen.blogspot.com/2011/02/fish-for-life-salmon-mousse.html

GELEE
Giracchiando su i blog che seguo sono rimasta colpita da questo contest, mi sono iscritta senza dichiarare la ricetta con cui avrei partecipato, così la blogger che lo gestisce mi ha un po’ redarguito, chiedendomi se avevo capito lo spirito dell’iniziativa….um um l’avevo capito leggendo la prima volta…solo che ero indecisa sulla ricetta che maggiormente mi rappresenta. Parlandone con il mio compagno mi suggeriva il Castagnaccio, io dicevo i Torcetti, invece no, ci sono arrivata solo qualche giorno fa, le Gelee! Già perchè da bambina piccina piccina erano le mie caramelle preferite, potevo mangiarmene un sacchetto in cinque minuti…con somma gioia di mia madre ovviamente! Amo gli agrumi per cui finivo prima quelle all’arancia e limone poi mi mangiavo quelle alla fragola, comunque per non far torto a nessuno le mangiavo tutte e le mangio ancora, amo le caramelle da sempre, vengo redarguita da chiunque per la mia golosità in merito. Anni fa un ‘amica mi fece un complimento e mi dedicò questa canzone: Questa qua è per te e anche se non e` un granché ti volevo solo dire che era qui in fondo a me. E` per te che lo sai di chi sto parlando dai e ti piacerà un minuto e poi te ne scorderai. Perché sei viva viva cosi come sei quanta vita mi hai passato e non la chiedi indietro mai e sei viva viva per quella che sei sempre pronta, sempre ingorda sempre solo come vuoi.... Questa qua e` per te che non ti puoi spegnere non hai mai avuto tempo devi troppo vivere e` per te questa qua per la tua golosità ti strofini contro il mondo tanto il mondo non ti avrà Perché sei viva viva cosi come sei quanta vita hai contagiato

quanta vita brucerai che sei viva viva per quella che sei niente rate, niente sconti solo viva come vuoi.... Questa qua e` per te e non e` niente facile dire quello che non riesco mentre tu vuoi ridere Perché sei viva viva cosi come sei quanta vita mi hai passato e non la chiedi indietro mai perché sei viva viva per quella che sei sempre pronta sempre ingorda sempre viva come vuoi.... Questa qua e` per te che sai sempre scegliere e io invece non ho scelta te la devo scrivere. Viva L.Ligabue

Ingredienti
200 g di zucchero; 12 g di gelatina; 3 cucchiai di succo di pompelmo; 9 cucchiai di succo di limone.

Procedimento
Ammollare la colla di pesce per dieci minuti nell’acqua fredda. Intanto portare ad ebollizione lo zucchero con i due succhi, aspettare che si sciolga completamente lo zucchero e spegnere la fiamma sotto, quindi a fuoco spento aggiungere la colla di pesce ben strizzata, aspettare che si sciolga completamente. E qui viene il bello, già perchè io avevo uno stampo in silicone per cioccolatini (rigorosamente mai usato, ma non ho potuto fare a meno di comprarlo) per cui ho pensato bene di riesumarlo dallo scomparto silicone, una volta riempito avevo ancora una quantità non indifferente di gelatina nella pentola, per cui ho riempito anche degli stampi in porcellana…sto ancora studiando come tirarli fuori senza rompere l’involucro… Quindi se fate queste gelatine fatelo nel silicone, vi appiccicherete tutte le dita per toglierle ma almeno non dovrete pregare il composto di scendere da se. Per finire le gelatine vanno passate nello zucchero, non vi preoccupate su come farete ad appiccicarvi lo zucchero…è facilissimo, basta un piattino con lo zucchero sopra. Per la ricetta ringrazio una ragazza che ha lasciato un commento sul mio blog!

http://montagnedibiscotti.blogspot.com/2011/02/gelee.html

PATATE ALLA PARACULA
Posto questa ricetta per partecipare al contest si Cooking Elena " Edo ergo sum". Il principio del contest è “l'uomo è ciò che mangia” e che la personalità di una persona viene fuori anche da ciò che cucina. E quale ricetta scegliere se non le patatine alla paracula??? Quanto di più semplice la nostra cucina tradizionale può offrirci: patate, olio, sale, pepe e a chi piace anche un po di aglio. Basta tagliare le patate (in 4 parti, in 2 o a fettine come piace a me) lasciando la buccia. Se gli spicchi sono grandi fare degli intagli con un coltellino. Sciacquarle ( o lasciarle a mollo, come si preferisce), asciugarle, metterle in una teglia, insaporirle e infornare.

http://mykitchengate.blogspot.com/2011/01/patate-alla-paracula.html

BOCCONCINI DI MAIALE AL LATTE
Buondì ragazzi, passato bene il fine settimana? La mia domenica è stata davvero da F A V O L A, ma ve la racconterò un'altra volta. Per oggi bisogna che vi accontentiate della piccola Cali, tanto razionale, precisa, organizzata nei minimi dettagli per molti aspetti quanto indecisa e istintiva per altri, in primis tra i fornelli. Questa sono io! Dico pesce e compro carne, penso pasta e cuocio riso, fino all'ultimo momento sempre pronta a cambiare idea, mettere e togliere ingredienti, insomma non proprio "tutta d'un pezzo"! E nemmeno l'arista della mamma...quella che doveva essere l'arista! "Mamy...me la daresti la ricetta dell'arista che è piaciuta tanto all'omo? Si sa mai che mi salti in mente la pazzia di farla!" "Oh quella è facilissima. Fai appena rosolare l'arista nel tegame a fondo spesso con solo un filino d'olio, copri a metà con il latte, metti il coperchio e fai cuocere a fuoco basso basso. E mi raccomando...il sale! Ricordati il sale, non come il tuo solito!!!" "Ahhhh...allora è facile davvero. Ce la potrei fare ^__^ Ma erbe...spezie...che ci metti?" "Niente di niente, latte e basta" "Ma nemmeno uno spicchietto d'aglio, una cipollina...il peperoncinooooooo..." "NO" "Vabbè, se lo dici tu!" Non ce la posso fare, senza niente non ce la posso fare! Un pezzetto di scalogno da far rosolare con la carne, che male potra fare?

E una spolveratina di curry con quella salsina al latte...siiiiì io ce lo vedo. Sarà mica una tragedia! E magari anche due pisellini così c'è pure il contorno...e due carotine per dare colore e che fanno tanto figura...ma sì, con un pochino di prezzemolo...io ce le vedo bene. Sì ma...un pezzo piccolo di arista che non mi avanzi per una settimana 'ndò lo trovo? Ma sai che faccio...bocconcini! Così cuociono pure prima, aggiudicato ^__^ Oooooops...mi sa tanto che la ricetta della mamy me la sono persa per la strada! Forse l'ho ritoccata giusto un filino! Volete sapere come? Ora ve lo racconto ma zitti zitti...non glielo diciamo ;) Cavoli, però il sale ha ragione!!!

Ingredienti
350gr di filetto di maiale o arista 150gr di pisellini surgelati 150gr di carotine baby surgelate 250ml di latte ½ scalogno prezzemolo curry olio evo peperoncino (facoltativo) sale panna liquida

Procedimento
In una padella far rosolare lo scalogno tritato con un cucchiaio di olio, aggiungere i pisellini surgelati, una manciata di prezzemolo tritato e portarli a cottura aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda. A metà unire anche le carotine e regolare di sale. In un tegame scaldare un paio di cucchiai di olio con la cipolla rimasta, aggiungere la carne tagliata a bocconcini e lasciarla rosolare a fuoco vivo da tutte le parti, aggiungere il latte, una generosa spolverata di curry (io anche una punta di peperoncino in polvere), abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 15-20 minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a che il latte sarà ristretto e si sarà formata una salsina cremosa. Regolare di sale. Aggiungere il mix di piselli e carotine, lasciar insaporire tutto insieme per qualche istante e servire.

http://notedicioccolato.blogspot.com/2010/12/tutto-dun-pezzo-forse.html

LA MIA PRIMA VOLTA… IL CRUMBLE
Buongiorno amici, buon martedì, sono qui oggi per raccontarvi della mia nuova avventura, il crumble, dopo averne visto tanti in giro per il web, mi sono decisa e ci ho provato, dopo aver visto tanti capolavori realizzati dalla nostra calimera, tutti ormai la conosciamo, lei che ha le note, quelle dolci, di cioccolato, un esempio lo trovate qui, mi sono detta perchè no, ci provo, così è stato ho cercato di riunire un mix di ingredienti per ottenere un buon piatto, completo e gustoso, spero vi piaccia. Baciiii. "L'unico modo per liberarsi da una tentazione è cederle (O.Wilde)"

Ingredienti per 2 cocotte
1/2 pacco di preparato di polenta ai funghi Molino Rossetto 400 ml di acqua 3 cubetti di spinaci surgelati 1 spicchio d'aglio 5 cucchiai di passata di pomodoto Olio d'oliva Sale Peperoncino 4 fette di sottiletta 1 noce di burro salato 1889

Ingredienti per la copertura
Farina di castagna Erba cipollina 1 noce di burro salato 1889

Procedimento
Preparare la polenta facendo bollire l'acqua in una pentola ampia, al primo bollore versare il preparato e cominciare a mescolare, far cuocere per 5 minuti, affinchè non ci sia più acqua, dopo aver imburrato le cocotte con il burro salata 1889, versare la polenta nelle cocotte e metterla a raffreddare. A parte preparare gli spinaci, in una padella, antiaderente, far cuocere con uno spicchio d'aglio gli spinaci, salare e pepare, a metà cottura aggiungere un filo d'olio e la passata di pomodoro, ultimare la cottura e mettere a raffreddare. Nel frattempo, preparare la copertura unendo la farina di castagne, il burro salato 1889 ed un pizzico di erba cipollina, sbriciolare con le punte delle dita. Riprendere le cocotte, unire uno strato di spinaci, le sottilette a pezzetti e per ultimo la copertura, infornare a 180° per 20 minuti. Servire caldo.

http://olioeaceto.blogspot.com/2011/02/la-mia-prima-voltail-crumble.html

FRITTATA DI PATATE
Girellando nel web, sbirciando un po’ gli altri blog per trovare sempre nuovi spunti per migliorare il mio, ho trovato questo Contest di Cooking Elena, che chiede di esprimere una parte della propria personalità attraverso una ricetta che ci rappresenta. Ci penso un po’ … e poi mi dico “ma io … da cosa posso farmi rappresentare? Cos’è che faccio sempre, che mi caratterizza?” … risposta: io adoro le uova! Ho sempre pensato “meglio un uovo oggi … e pure uno domani!” … bollito, al tegamino, in frittata … quindi se devo eleggere una pietanza come mia rappresentanza devo per forza indicarne una che contenga questo alimento semplice, economico … ma tanto buono!! Insomma, forse in un’altra vita sono stata davvero un ovetto, chi lo sa! E allora ecco qui la ricetta di una frittatina che spesso mi ha salvato pranzi o cene, soprattutto quando la fantasia è poca e la fame … tanta!!

Ingredienti
1 patata grossa o 2 medio/piccole 4 uova 1 cucchiaino di pangrattato 2 cucchiaini di parmigiano grattugiato Sale qb 1 cucchiaino di olio

Procedimento
Sbucciare la patata, tagliarla a piccoli tocchetti e farla bollire per circa 20 minuti in acqua salata. Mettere nel boccale del Bimby le uova, il pangrattato, il parmigiano, l’olio e un pizzico di sale, amalgamare il tutto per 20 secondi a velocità 4. Bagnare e strizzare un foglio di carta forno e rivestire il vassoio del Varoma. Unire al composto che abbiamo frullato le patate lessate, versare il tutto nel vassoio del Varoma, coprire con carta alluminio e coperchio del Varoma. Versale nel boccale 600 ml di acqua, chiudere, posizionare il Varoma e cuocere per 20 minuti, temperatura Varoma, velocità 1. Ovviamente per chi non ha il Bimby la cottura si può fare in padella come una normale frittata, o al forno, per una cottura più light!

http://oliosaleecincy.blogspot.com/2010/12/frittata-di-patate-per-la-serie-il-mio.html

GNOCCHETTO DI ZUCCA ALLA PANNA, NOCI E SALVIA
"Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso" (Dalai Lama) Se non puoi essere una via maestra, sii un sentiero.Se non puoi essere il sole, sii una stella.Sii sempre.... il meglio di ciò che sei.!!!(M. Luther King). Vi piace!! Con un pò d'inventiva e di passione si crea sempre qualcosa di buono. Vi assicuro che erano deliziosi!! Ahimè erano! :(

Ingredienti
@ 300 gr di zucca ridotta in polpa @ 300 gr di farina integrale o qb per impastare @ 125 gr di panna @ Salvia un mazzolino @ 1 cipolla @ 5 noci sgusciate e sminuzzate @ Sale qb @ Olio evo qb @ Parmigiano qb

Procedimento
Impastare in una ciotola la zucca ridotta in purea, dopo averla cotta in forno o in padella. Qui l'ho cotta in padella, aromatizzandola con un pò di cipolla, sale e olio evo. Poi l'ho sminuzzata con una forchetta e ridotta in purea. Quando sarà fredda aggiungere la farina integrale, un pizzico di sale e impastare fino ad ottenerne un'impasto sodo. Formate gli gnocchetti partendo dai rotolini di pasta che poi taglierete in tanti piccoli quadratini di un centimetro, cavate con un dito i quadratini e otterrete lo gnocchetto. In un tegame antiaderente fate appassire un pò di cipolla tagliata sottile sottile, con dell'olio evo, aggiungete la salvia e infine la panna, lasciate amalgamare un minuto e spegnete. Sbollentate gli gnocchetti in abbondante acqua salata e dopo che questi verranno sù, colateli e versateli nella padella con la panna.Saltate 2 minuti e servite con del parmigiano e un pò di noci sminuzzate.

http://pagnottina.blogspot.com/2011/02/gnocchetto-di-zucca-alla-panna-noci-e.html

SPAGHETTI CON UOVA DI LAPPANO
Questi spaghetti son stati preparati dal maritino, che ama particolarmente cucinare tutto ciò che arriva dal mare... Il pesce lappano , così chiamato in molti luoghi della Sicilia occidentale, non è altro che il tordo. Lo stesso piatto è stato preparato in due versioni, con e senza ricotta. Il più buono? Impossibile stabilirlo! "Uno non può pensare bene,amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene " Virginia Wolf

Ingredienti
spaghetti uova di tordo aglio prezzemolo peperoncino olio extravergine d' oliva vino bianco ricotta pepe scorza di limone

Procedimento
Soffriggere in pochissimo olio extravergine d' oliva uno spicchio d' aglio, del prezzemolo, quattro pomodorini spezzettati e due peperoncini interi e dopo qualche minuto aggiungere le uova di pesce, sfumare con vino bianco e spegnere i fuochi. Quando gli spaghetti saranno pronti condirli con il condimento di uova di pesce e spolverizzare con la scorza grattugiata di limone. Se si vuol arricchire il piatto,mentre si cuociono gli spaghetti, preparare 70 g. di ricotta con sale e pepe per poi aggiungerli al condimento e agli spaghetti.

http://www.paolinadolcemente.com/2011/02/spaghetti-con-uova-di-lappano.html

CUOR DI CIOCCOLATO CON GANACHE ALFONDENTE
Così come scrivo in chiosa alla mia ricetta, lasciate riposare in frigorifero prima di gustarla e attenzione, crea assuefazione! Un mare di cioccolata, da leccarsi le dita, da rallegrare la vita in giornate piene di tutto, vuote d’amore. Interagire con il mondo presuppone piccole semplici regole: la buona educazione è tra queste e il saluto non si nega, mai. Da leccarsi le dita, da rallegrare la vita di chi, per irresponsabile scelta, tiene il muso anche davanti ad una mano protesa. Regalerei cioccolata a tutti in questi giorni, reduce dall’aver realizzato che quella buona creanza non si compra in negozi di lusso, che non ci si veste d’orgoglio peccando, che democrazia vuol dire anche parlare e ascoltare, esprimere e manifestare laddove sussiste un disagio. Oggi la gente, quella che frequento per laborioso dovere, ha compreso che quanto ho da dire lo dico, che non mi vesto di ipocrisia e saluto, con una stretta di mano saluto. Comunicare è ricordarsi di salutare, anche se non te lo hanno insegnato. Un cuore di cioccolata, da leccarsi dita e ferita, da rallegrarsi la vita in questa giornata, a chi s’è dimenticato la buona creanza e di triste parvenza ammanta anima sua vestendo a festa la mia. Sono come quella ciliegia spersa in un mare di cioccolata, una nota stonata, il sorriso sul viso anche quando fa freddo, nessuna paura: le rughe d’espressione rendono affascinanti e più vere. Una ciliegia che sa il fatto suo, in un sapore dolce e acido insieme che esprime parere, che sa destreggiarsi tra onde d’umore e di scuro colore. Il cioccolato, affascinante, seducente, crea assuefazione… la ciliegia non mente, può non piacere, ma non si scorda ne smente! E in “edo ergo sum” il Contest di Elena, al quale partecipo con un piacere doppio dettato dall’essere conterranee, ho deciso di presentarmi così: una ciliegia candita!

Ingredienti per la torta
4 Uova 150 g di Zucchero 1 bustina di Vanillina ½ bustina di Lievito per dolci 1 pizzico di Sale 70 g di Farina 00 50 g di Fecola di patate 30 g di Cacao amaro 100 g di granella di pistacchio 100 g di Burro

Ingredienti per il ripieno e la copertura
50 g di Cioccolato Fondente al 75% Venchi 200 g di Cioccolato Fondente al 56% Venchi 200 ml di Panna fresca

Procedimento
Separate i tuorli dagli albumi. Sbattete i tuorli, per montarli a schiuma, con 4 cucchiai di acqua calda e aggiungete gradatamente 100 g zucchero, la vanillina e il pizzico di sale, fino ad ottenere una massa cremosa. Montate a neve ben ferma gli albumi e aggiungete lo zucchero rimasto. Incorporate gli albumi a neve alla crema ottenuta con i tuorli, utilizzando una spatola e tentando, con movimenti decisi dal basso verso l’alto, di non smontare i due composti. In una terrina, a parte, mescolate la farina setacciata alla fecola di patate, al cacao amaro, al lievito e alla granella di pistacchio. Aggiungete le polveri al composto ottenuto con le uova e mescolate per bene senza smontare il tutto. Aggiungete per ultimo il burro liquefatto da freddo o tiepido, non caldo. Imburrate e infarinate uno stampo a cerchio apribile da 26 cm di diametro, trasferite nello stampo il composto e infornate a forno preriscaldato alla temperatura di 175°C per 30 minuti circa. Trascorso questo tempo, controllate la cottura della torta con uno stuzzicadenti e se risulta ben asciutta, sfornatela e lasciatela raffreddare su una gratella. Preparate la ganache al fondente che utilizzerete come copertura: mettete la panna fresca in un pentolino e portate sul fuoco. Intanto spezzettate il vostro cioccolato a tocchetti. Quando la panna arriva a bollore, spegnere il fuoco e immergervi dentro i pezzetto di cioccolato. Lasciate riposare un paio di minuti quindi mescolate la ganache con una frusta a mano o con una spatola fino a completo scioglimento del cioccolato nella panna. Lasciate raffreddare la crema, poi passate in frigorifero per un paio d’ore e se desiderate un effetto più delicato e spumoso, trascorse le due ore potete montare leggermente la crema con una frusta elettrica. A questo punto io ho ritagliato, con apposita forma, la torta a cuore, ma potete tranquillamente lasciarla della forma regalata al dolce dalla teglia usata. Tagliate la torta in due parti. Sullo strato inferiore versate la ganache al fondente, coprite la farcitura con lo strato superiore della torta. Fondete a bagnomaria il cioccolato rimasto e utilizzate questo come copertura del vostro dolce che a questo punto può essere decorato a piacere. Io ho utilizzato ciliegie candite, zuccherini e zucchero di canna. Lasciate riposare in frigorifero prima di gustarla e attenzione, crea assuefazione!

http://pecorelladimarzapane.blogspot.com/2011/02/cuor-di-cioccolato-con-ganache-al.html

LASAGNA SUPERVELOCISSIMA BESCIAMELLA

SENZA

Su questa ricetta, appena la mia collega di ufficio me l'ha descritta, non ho avuto alcun dubbio: era mia!!! La preparazione è veramente super velocissima, soprattutto se utilizzate la sfoglia già pronta. Io ho fatto la brava donnina di casa e ho preparato la pasta in casa, ma è il condimento che è veramente fulmineo!!! Viste l'originalità e la leggerezza rispetto alla versione tradizionale della lasagna, sento che questo è un piatto che mi rappresenta appieno e per questo lo "dono" all'amica Elena del blog Cooking Elena per la sua raccolta Edo ergo sum ^_^

Ingredienti
Per la pasta, se volete prepararla voi: 500 gr farina 0 - 3 uova - sale - acqua tiepida q.b. Per il condimento: asparagi, un mazzo - 2 mozzarelle di bufala (ma la ricetta prevedeva la burrata...!!!!) - Parmigiano

Procedimento
Soffriggere in pochissimo olio extravergine d' oliva uno spicchio d' aglio, del prezzemolo, quattro pomodorini Se fate la pasta da sole, impastate gli ingredienti a fontana (o nella mdp: viene benissimo!!!) e stendetela con la Nonna Papera. Nel frattempo, fate lessare gli asparagi. Scolateli, tagliate le punte che terrete da parte e mettete invece i gambi in una ciotola. Nella stessa ciotola mettete anche la mozzarella, un pizzico di sale e con il mixer a immersione, frullate il tutto. Ne otterrete una crema morbidissima. Adesso, mettete in una pirofila un pò di crema di asparagi, uno strato di pasta, ancora crema. Io, uno strato si e uno no, ci ho spolverato il Parmigiano.

http://pentoleeallegria.blogspot.com/2011/02/lasagne-supervelocissime-senza.html

SUSHI MEDITERRANEO DI PALAMITA
Con questo piatto partecipo al contest di Cooking Elena perchè? perchè questo piatto mi rappresenta per certi aspetti: io sono "da bosco e da riviera", mi piace il rigore e la raffinatezza dello stile minimal, e il sushi ne è un mirabile esempio, ma mi piace anche giocarci e sdrammatizzare con ironia inserendo colore ed elementi rustici, poveri, come verze e bietole. Il mio amore per il mare è nella palamita, la solare mediterraneità nel pomodoro, il riso mi riporta alle mie origini padane, come la verza del resto. Penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro se non la ricetta:

Ingredienti
150 gr di riso basmati o thaibonnet bianco 150 gr di riso venere foglie di bietola e verza in quantità variabili a seconda delle dimensioni (se grandi 5-6 foglie) 200 gr ca di filetto di palamita o tonno precedentemente passato nel freezer per qualche giorno e poi scongelato 4-5 pomodorini ciliegia molto maturi (d'estate ovviamente è tutta un'altra cosa, sono contraria alla verdura non stagionale ma avevo provato lo zabaione d'agrumi e non mi era venuto, dopo tanto lavoro ho optato per questa maionese di pomodori facilissima) due o tre coste di sedano sbollentate una manciata di mandorle zenzero olio evo

Procedimento
Lessare i risi separatamente, lasciarli raffreddare e successivamente farli riposare qualche ora in frigor. Sbollentare le foglie di cavolo verza e di bietola e deporle su un canovaccio per farle asciugare bene. Mettere una pellicola sopra a quelle di verza e appiattirle un po' col mattarello. Su una spianatoia posizionare l'apposito stuoino per arrotolare il sushi, stendere sopra allo stuoino un foglio di pellicola trasparente, adagiarvi le foglie di bietola facendole combaciare l'una con l'altra, disporre lungo un lato uno strato di riso bianco, nel centro posizionare una striscia di palamita/tonno, e lasciare un lato libero, arrotolare il composto partendo dal lato con il riso aiutandosi con lo stuoino e premendo bene per chiudere il cilindro fino ad incontrare il lato libero che sigillerà il rotolo, ritagliare la bietola in eccesso. Tenere il rotolino avvolto nella pellicola in frigor in modo che si compatti bene fino al momento di tagliarlo. Ripetere l'operazione con le foglie di verza e il riso venere.

Per la maionese di pomodoro, mettere dei pomodorini ciliegia spaccati in 4 nel bicchiere del frullatore a immersione e frullare aggiungendo dell'olio a filo come per fare una maionese finchè risulta bella gonfia e spumosa, regolare di sale Per la crema di sedano, frullare le coste di sedano precedentemente sbollentate e private dei filamenti, con mandorle, zenzero fresco grattugiato, olio e sale

http://poverimabelliebuoni.blogspot.com/2011/02/metti-una-sera-cena-unamica-foodblogger.html

PARIGINI
Voglio partecipare al simpatico contest di Elena, perchè la mia NON-colazione rispecchia la mia pigrizia e la mia proverbiale lentezza, della serie "Solo gli ottusi sono brillanti la mattina a colazione" - Oscar Wilde

Ingredienti per 80 biscotti
600 gr farina 00 300 gr burro (l'originale prevede la margarina, ma io ho preferito il burro bavarese) 250 gr zucchero 3 uova 1 bustina di lievito 1 bustina di vanillina (sarebbe meglio usare i semi di vaniglia!) scorza di 1 limone e mezzo grattuggiata

Procedimento
In una ciotola mescolare farina, zucchero, lievito e aromi. Aggiungere il burro freddo tagliato a cubetti e sbriciolarlo con le mani, fino a quando non sarà stato assorbito completamente dalla farina. Aggiungere le uova leggermente sbattute e impastare a mano velocemente. Dividere l'impasto in 10 porzioni e ricavare tanti filoncini, belli cicciotti. Adagiare i filoni in teglia ben distanti tra loro e cuocere a 180° per 9 minuti. Estrarre la teglia dal forno e tagliare i filoncini in senso obliquo, ricavando i biscotti. terminare la cottura per altri 10 minuti circa (o comunque finchè non saranno dorati). Far raffreddare e spolverare con abbondante zucchero a velo.

http://noidueincucina.blogspot.com/2011/01/doppia-ricetta-per-una-colazione-sprint.html

SOFFICE SOFFICE COME UNA NUVOLA
Con questa ricetta partecipo al simpatico ed originale contest di Elena. Perchè proprio con questa? Ehehe...non perché sono tonda e soffice come una brioche, anche se ultimamente ho messo su un paio di kg.....ehehe, ma perché sono simile ad un lievitato che ha bisogno di tempo per essere pronto, non sono una persona “istantanea”, per timidezza e riservatezza non riesco a comunicare immediatamente. Ho bisogno di un tempo, più o meno lungo, per esprimere quella che realmente sono….nel bene e nel male ^_Tra i lievitati mi sento più vicina al panbrioche in quanto è rustico, semplice, poco elaborato e dolce quanto basta, proprio come me ^__^

Ingredienti
200 gr di pasta madre 250 gr di farina manitoba 180 gr di farina 00 100 gr di latte tiepido 125 gr di yougurt bianco intero 3 uova 4 cucchiai di zucchero 60 gr di burro fuso e raffreddato gocce di cioccolato latte per pennellare granella di zucchero

Procedimento
Sciogliere la pasta madre con il latte. Unire le uova, metà dello zucchero e delle farine e impastare con la foglia. Aggiungere poi gradualmente lo yougurt insieme al resto dello zucchero e le farine, lasciandone un cucchiaio per lo spolvero finale. Aggiungere poi il burro fuso e continuamo a impastare fino ad ottenere una massa elastica. Impastare poi con il gancio qualche minuto fino a che l'impasto non risulta lucido e ben legato. Lasciar lievitare fino al raddoppio. Io l'ho lasciato tutta la notte. Riprendere l'impasto e senza schiacciarlo troppo unire le gocce di cioccolato infarinate. Dare la forma e metterlo nella teglia da plum-cake (o qualsiasi altra teglia con bordi alti) imburrato e infarinato. Spennellare con il latte. Lasciar lievitare per almeno 3 ore e poi spennellare di nuvo con delicatezza con il latte e spolverare con granella di zucchero. Infornare nel forno preriscaldato a 180°C per 35-40 minuti. Controllare la superficie che non diventi troppo scura. Sfornare, lasciar raffreddare....

http://puffinincucina.blogspot.com/2011/02/soffice-sofficecome-una-nuvola.html

CREMA DI PISELLI E TALLEGGIO
Oggi ho messo nome, cognome e numero di matricola alla mia (doppia) condanna a morte. Mi sono iscritta a due esami. Per il terzo c'è ancora tempo. Nel frattempo mi è presa l'influenza, ma non mi sono buttata giù. Anzi! Fortunatamente non avevo la febbre altissima e ho potuto continuare tranquillamente a studiare (e ad andare a lezione!!!). Non prendetemi per pazza, per me frequentare (e studiare) è fondamentale. Stare tutto il giorno sul letto è peggio di una tortura! Arrivo la sera che sono esausta, studio fino a tardi... purtroppo DEVO, gli esami non si fanno da soli e la mattina sono a lezione. Comunque, in linea con la dieta e con l'influenza, domenica volevo cucinare qualcosa di leggero. Apro il frigo: vuoto. A parte un piccolo pezzetto di taleggio che reclamava di essere usato perché si sentiva troppo solo. Apro il freezer, sperando di trovare qualcosa. In effetti è pieno: carne, pesce, verdure dell'orto di Penghi e, tra queste, una bustina di pisellini. Penso. Ripenso. Sto cinque minuti immobile. L'influenza mi ha rallentanto un po'. Poi l'illuminazione, faccio una crema di piselli, ci metto qualche dadino di taleggio, un filo d'olio e qualche seme si coriandolo, così, tanto per dare un tocco in più. Il brodo vegetale ce l'avevo, preparato la sera prima per una semplice minestrina, con sedano, carota, cipolla, patata, chiodi di garofano e una zucchina. Devo dire che mi ha stupito, non pensavo venisse così buono! Assolutamente da rifare, aspettando la primavera per cucinarlo con i pisellini freschi...

Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell'anima, di abbandonarsi all'immaginazione, alla bellezza e al mistero dell'invenzione letteraria. Tratto da "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón

Ingredienti
450 g di pisellini surgelati 1 pezzetto di taleggio 2 patate medie olio extravergine d'oliva 1 cipolla rossa 1 piccola carota un goccio di vino bianco secco 1/2 litro circa di brodo vegetale sale q.b. qualche seme di coriandolo

Procedimento
Tagliare a cubetti le patate. Tritare la cipolla e la carota e farle stufare con dell'olio extravergine e il vino bianco. Aggiungere le patate, salare, far insaporire e lasciar cuocere per qualche minuto. Aggiungere 1-2 mestoli di brodo, ricoprire e lasciar cuocere per circa cinque minuti. Aggiungere i pisellini, girare e lasciarli insaporire. Ricoprire con il brodo rimasto. Salare se occorre. Lasciar cuocere per 15-20 minuti o fino a quando i pisellini non si siano cotti. Tagliare il taleggio a dadini e rompere leggermente i semi di coriandolo. Passare i pisellini al minipimer e servire la crema caldissima con un filo d'olio, i dadini di taleggio e i semi di coriandolo passati al mortaio. Appena girerete la crema, il taleggio si scioglierà...diventando un po' filante, una goduria!!

http://saparunda.blogspot.com/2011/01/crema-di-piselli-e-taleggio.html

FAGOTTINO DI RADICCHIO DI CHIOGGIA CON FARRO, SPECK E SCAMORZA AFFUMICATA
Con questa ricetta partecipo al mio primo contest Edo ergo sum di Elena. Trovo che questo piatto mi corrisponda per il contrasto tra fuori e dentro dei sapori: amarognolo del radicchio, la durezza del farro ed il sapore sapido ed aromatico dello speck e del formaggio. Si sposa bene con la frase di Roberto Benigni tratta dal film La tigre e la neve. La poesia non è fuori, è dentro! Cos'è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola! Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere!

Ingredienti
8 foglie di radicchio di Chioggia 100 g di farro perlato 50 g di scamorza o provola affumicata 2 fette di speck olio extra vergine di oliva sale pepe

Procedimento
Si fanno sbollentare per qualche minuto le foglie di radicchio di Chioggia in acqua bollente. In una pentola si versa il farro perlato e si ricopre con acqua fredda che dovrà essere di uno o due cm sopra il livello del farro. Si fa cuocere per 10 minuti circa, il farro dovrà essere al dente, si scola e si lascia ad asciugare nello scolapasta. In una ciotola si versa il farro, s’irrora con olio extra vergine di oliva, si sala e si pepa, si aggiunge lo speck e la scamorza tagliata a listarelle. Si prende la vaschetta di alluminio di una porzione, si ricopre con la carta forno, si fodera con sei foglie di radicchio di Chioggia, si versa il farro condito e si ricopre con le restanti foglie. Si informa a 180° per 20-30 minuti. Una volta cotto si lascia intiepidire per alcuni minuti e si rivolta su un piatto da portata e si serve.

http://sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.com/2011/02/fagottino-di-radicchio-di-chioggia-con.html

PACCHETTINI DI PROSCIUTTO
Girellando tra i vari blog, ho visto questo contest di Elena e, letto di cosa si trattava, mi sono subito chiesta: Qual è la ricetta che mi rappresenta meglio? La cosa che in cucina mi piace fare di più? Ma senza ombra di dubbio i finger food!!! Elena chiede anche una frase che ci rappresenti e dato che per fare questi stuzzichini, e in generale in cucina, ci vuole molta pazienza, mi piace citare Benjamin Franklin: “Chi ha pazienza può ottenere ciò che vuole”.

Ingredienti per 8 pacchettini
8 fette di prosciutto crudo 150 gr: di caprino 80 gr: di formaggio morbido tipo philadelfia 30 gr. di Emmental grattugiato Qualche fetta di salamino 10 olive verdi 1 ciuffetto di maggiorana 2 foglie di porro per legare

Procedimento
Si fanno sbollentare per qualche minuto le foglie di radicchio di Chioggia in acqua bollente. Tagliare il salame a dadini molto piccoli e tritare le olive. In una ciotola unire il caprino, il philadelfia e l’emmental grattugiato, amalgamare bene i formaggi quindi unire il trito di olive, la maggiorana anch’essa tritata e il salame, aggiustare di sale e pepe. Mescolare molto bene per amalgamare il tutto. Farcire con il composto ottenuto le fette di prosciutto e chiuderle a pacchettino. Sbollentare le foglie di porro per 1-2 minuti, passarle subito nell’acqua fredda per fermare il colore, tagliarle a striscioline e legare i pacchettini come un pacco regalo.

http://sfiziepasticci.blogspot.com/2011/01/pacchettini-di-prosciutto.html

STRUDEL DI PESCE
C'è chi quando va al ristorante, e mangia qualcosa di sorprendente, cerca di convincere lo chef a cedere la ricetta, io no. Anzi. Suppongo che questo dipende da fatto che sono una ingegnera. Un ingegnere (e una ingegnera a maggior ragione), non legge mai il libretto delle istruzioni, un ingegnere sa già come funziona. In quanto ingegnere. Pertanto a causa di questa presunzione "di categoria" la sottoscritta al ristorante non chiede MAI la ricetta, ma studia, e seziona il piatto, per poi tornare a casa e iniziare un opera di "reverse engineering" che di solito conta più di un tentativo, ma che alla fine mediamente porta al risultato sperato...o comunque ad una sua buona approssimazione :) Questa è una delle mie opere di reverse engineering o ingegneria inversa che dir si voglia più riuscite. La potete fare con qualsiasi tipo di pesce a filetti, pesce azzurro, trota salmonata...stavolta ad esempio è stato il turno dei filetti di gallinella.

Ingredienti
400 gr di filetti di gallinella ( ma potete usare qualsiasi tipo di pesce a filetti) 1 patata media 2 carote 4-5 zucchine piccole 3-4 rondelle di porro 1 spicchio di aglio 1 confezione di pasta sfoglia 1/2 bicchiere di vino 1 cucchiaio di uvetta 1 cucchiaio di pinoli

Procedimento
Pulite e tagliate a julienne la patate e le carote. Lavate le zucchine e dividetele in 4 longitudinalmente, elimate il più possibile la parte bianca e tagliatele a pezzettini. Mettete l'olio in una padella e fate dorare l'aglio, toglietelo e mettete tutte le verdure, sfumate con il vino biamco e fate evaporare, infine unite l'uvetta e i pinoli e salate. Private i filetti della pelle. Srotolate la pasta sfoglia e dividetela in 4 spicchi e bucherellate con una forchetta. Dividete i filetti sui 4 spicchi e salateli. Ricopriteli con le verdure e chiudete formando dei fagottini.

http://solopergusto.myblog.it/archive/2011/02/07/temp-15c12aa65d627d96f840bd9e3c486dd0.html

TROFIE AL PESTO DI RUCOLA
“È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.” William Shakespeare La ricetta per il pesto è di solito piuttosto semplice, questa lo è anche di più perchè togliendo il basilico non si ha neanche il problema dell’ossidazione delle foglie. In ogni caso il procedimento è lo stesso e il gusto è decisamente buono. Una variante ad un classico che non perde mai il suo fascino. Anche questo è un piatto che abbiamo fatto per la cena del compleanno della nostra mamma consapevoli che a casa nostra la pasta è un piatto davvero fondamentale, ecco spiegate le porzioni abbondanti!! E con questo bel primo partecipiamo al contest Edo Ergo Sum di Cookin Elena

Ingredienti
1 kg e 200 gr di trofie fresche 3 mazzetti di rucola 100 gr di parmigiano grattugiato 1 manciata di pistacchi non salati 1 manciata di pinoli sale pepe una spruzzata di vino bianco olio extra vergine d’oliva qb

Procedimento
Mentre aspettavano che bollisse l’acqua per la pasta abbiamo messo la rucola, il formaggio, i pinoli, i pistacchi, il sale, il pepe e il vino bianco nel frullatore con il bicchiere grande. Abbiamo cominciato a frullare aggiungendo l’olio a filo dall’apertura superiore fino ad ottenere un buon composto fluido ed omogeneo. Abbiamo cotto la pasta lasciandola al dente e l’abbiamo mantecata in una grande padella con il pesto e un po’ di acqua di cottura della pasta. Una volta impiattate le trofie abbiamo distribuito sulla superficie delle scaglie di parmigiano.

http://www.sulemaniche.it/trofie-al-pesto-di-rucola/02/2011/

ROSE DI PAPATE QUARANTINA AL BURRO AROMATICO DI ROSA E LAVANDA
Una delle cose che mi diverte di più, quando la notte la mia schiena non mi permette di dormire, è piazzarmi al computer e cominciare a cliccare a casaccio sulla scritta "blog successivo"...un giochino al quale non so resistere! Piccola notazione: ho notato durante questo zampettare scoordinato che esistono un'infinità di blogs promossi da parrocchie ed associazioni religiose.....veramente tantissimi....chi se lo aspettava!! Ciò detto, qualche giorno fa mi è capitato di scoprire il blog di Cooking Elena e al di là del volto simpaticissimo di Elena e della sua presentazione intelligente mi è piaciuto molto il contest che ci ha proposto EDO ERGO SUM! E' possibile partecipare con qualsiasi ricetta, anche già postata, anche semplicissima purchè realmente "dica" qualcosa di noi, ci rappresenti......ci dipinga. Per me è stato impossibile non rimanerne affascinata ed è stato altrettanto automatico scegliere il piatto. Rose di patata quarantina al burro aromatico di rosa e lavanda. Le patate sono le nostre, quelle delle valli del genovesato, le quarantine a pasta bianca,tutelate da un consorzio che ne garantisce la qualità e la provenienza.... il produttore è addirittura chiamato a firmare ogni singolo sacchetto prima che sia messo in vendita....fate un po' voi! Ad un prodotto che parla della mia terra ho legato un gesto che racconta del mio lavoro, l'intaglio vegetale, ed il legame con un Paese molto lontano, la Thailandia, alla quale io sono

legata da ricordi professionali ed umani .......il che poi è in questo caso la stessa cosa. La ricetta è proprio semplice, ogni commensale avrà il piacere di veder sbocciare sul piatto una rosa intagliata, cucinata come sempre al vapore( ebbene sì, chi mi segue sa che questo fiore fa da tempo parte dei miei antipasti....ma lo scopo non è essere originale, è essere se stessi!!), la rosa sarà servita con un burro ricomposto ottenuto dal burro stesso, fiocchi di sale,petali di rosa, lavanda e gemme di rosmarino....anche questi fiori parlano di me e con me, sono le piante del mio giardino, le meraviglie che mi circondano e che mi fanno compagnia giorno dopo giorno.

http://fabianadelnero.blogspot.com/2011/02/edo-ergo-sum.html

IO SONO SPAGHETTI AL POMODORO
Se devo scegliere un piatto che mi rappresenta, non ho dubbi: spaghetti al pomodoro fresco. Pochi semplici ingredienti, spaghetti, aglio, olio e.v.o., basilico e pomodorini freschi. I sapori schietti e decisidi di questi ingredienti si uniscono dando vita ad una poesia, non c’è niente di così semplice e assoluto come gli spaghetti al pomodoro fresco. Sfortunatamente non siamo in stagione. Non posso usare i pomodori della Rita che colgo personalmente dalla pianta e che emanano un odore intenso che sa di sole; mi accontento di un grappolo di ciliegini a scopo dimostrativo ma vi consiglio di provare questo piatto in stagione, quando il pomodoro offre il meglio di se (e questo vale anche per il basilico!).

Ingredienti
180 g di spaghetti 1 grappolo di pomodori ciliegini 1 spicchio d’aglio olio e.v.o. qualche foglia di basilico sale grosso

Procedimento
Pulite e tagliate a julienne la patate e le carote. Lavate le zucchine e dividetele in 4 longitudinalmente, elimate il più In una pentola capiente cuocere gli spaghetti al dente, in acqua salata. In una padella antiaderente mettere l’olio, uno spicchio d’aglio tagliato a metà, i pomodorini tagliati in quattro spicchi e pochissimo sale grosso. Far cuocere lentamente per una decina di minuti. Scolare gli spaghetti e versalvi nella padella girandoli con un mestolo di legno in modo da amalgamarli bene con il sugo, aggiungere un filo d’olio a crudo e qualche foglia di basilico e… gustatevi questo meraviglioso spaghettino appena fatto!

http://www.unacenaconenrica.com/2011/02/21/io-sono-spaghetti-al-pomodoro/

CIOCCO-LINO CUORE A SORPRESA
"Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto." Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825

Ingredienti
25 gr di semolino Molino Chiavazza 100 ml di latte (io di soia) 1 cucchiaio di zucchero liquido 2 quadratini di cioccolato fondente 2 quadratini di cioccolato bianco un pizzico di cannella in polvere

Procedimento
Portare ad ebollizione il latte con lo zucchero. Versare a pioggia il semolino e cuocere mescolando con una frusta per qualche minuto. Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato fondente. Mescolare con un cucchiaio finché non si sarà sciolto e amalgamato perfetteamente. Versare metà del composto in uno stampo per budini in silicone, pressare bene e aggiungere due quadrotti di cioccolato bianco al centro. Chiudere con il composto rimanente, pressare bene e lasciare raffreddare. Prima di servire sformare il ciocco-lino, passarlo 10 secondi al microonde e guarnire con cioccolato fondente fuso. Golosissimo!

http://vanigliazenzeroecannella.blogspot.com/2011/02/ciocco-lino-cuore-sorpresa.html

PASTICCINI ALLA FRUTTA
Questi pasticcini sono delle classiche tortine preparate con due diverse creme e decorate con tanta frutta fresca..... Già, dopo aver tanto pensato al contest di Elena e in quale piatto mi identifico meglio, ho deciso, questi dolcetti, preparati quest'estate ma mai pubblicati, descrivono almeno in parte il mio carattere! Sono sempre in difficoltà quando devo parlare di me stessa, immaginatevi se poi lo devo devo scrivere! Così, inizierò con la descrizione del piatto....colorato, dolce ma anche aspro, con tanta frutta di stagione e, particolare importante, ogni pasticcino può essere diverso dall'altro. Ora passiamo a me: penso di essere una persona solare, allegra e per questo adoro i colori, soprattutto quelli forti, mi piace cambiare e rinnovare (almeno quello che si può!), sono dolce e carina ma a volte in certe situazioni, capita che il pH si abbassi e inevitabilmente inacidisco come una vecchia zitella!!!! In questi dolcetti troviamo i colori, la variabilità (utilizzo di frutta diversa), la dolcezza e l'acidità (lemon curd!)

Ingredienti
pasta frolla crema pasticcera lemon curd frutta fresca (in questo caso mirtilli, lamponi, albicocche) gelatina (a piacere, è consigliata se non li consumate in giornata)

Procedimento
Prima di tutto preparare la frolla (come da ricetta) e farla riposare in frigo per almeno un'ora. Nel frattempo preparare la crema pasticcera, coprirla ancora calda con la pellicola in modo da evitare la formazione della pellicina. Preparare il lemon curd (come descritto nel link). Utilizzando le formine preparare le tartellette di frolla, forarle con una forchetta e cuocere in forno caldo per 10-15 minuti a 180°C. Dopo che tutte queste preparazioni si sono raffreddate, si procede all'assemblaggio. Farcire con le tartellette per metà con la crema pasticcera e l'altra metà con il lemon curd, poi decorare con la frutta, dando sfogo alla creatività.E' possibile ricoprire i pasticcini con la gelatina per dolci (ci sono i preparati in vendita, facili da preparare) con l'aiuto di un pennello in modo da non esagerare sul quantitativo,ma proteggendo la frutta dall'ossidazione dell'aria. E' consigliato questo passaggio se i pasticcini non vengono subito consumati!

http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2011/02/pasticcini-alla-frutta.html

RISO CANTONESE ALLA MARZIA
Ni hao!! Come avrete capito sono l'esperta di piatti orientali, Marzia (non Marco o March come traduce il traduttore di google, il mio nome è M-A-R-Z-I-A!!!). Oggi vi propongo il mio piatto top, quello che cucino spesso alle cene e spopola sempre...il mio riso cantonese.

Ingredienti
300 gr di riso (va benissimo il riso normale, tipo Gallo o Flora) pisellini freschi o surgelati cubetti di prosciutto cotto o petto di pollo tagliato a cubetti 2 uova mezza cipolla salsa di soia

Procedimento
Mettete sul fuoco una pentola d'acqua, salate appena arriva a ebollizione e cuocete il riso per il tempo di cottura scritto sulla scatola. Nel frattempo preparate il condimento. Sbattete le uova in una piccola scodella aggiungendo un goccio di salsa di soia. Fate scaldare un goccio d'olio in una padella abbastanza larga. Provate se l'olio è abbastanza caldo buttando un pochino d'uovo nella padella con la punta della forchetta. Se l'uovo si solidifica quasi subito è pronto, quindi potete buttare tutto l'uovo sbattuto. Fate cuocere la vostra frittata a fuoco medio, e giratela. Una volta cotta da entrambi i lati, toglietela dal fuoco, posizionatela su un piatto e tagliatela a quadratini. Tagliate la cipolla, anche grossolanamente, e il pollo a cubetti (se avete deciso di usare il pollo). In un wok fate scaldare un goccio d'olio e un goccio di salsa di soia. Buttate la cipolla e fatela dorare. Appena è dorata aggiungete il pollo (o il prosciutto) e fate saltare un pochino. Appena il pollo è cotto aggiungete i pisellini (ancora surgelati) e fate andare finchè non sono cotti. Aggiustate di sale con la salsa di soia. La frittata tagliata a quadratini va aggiunta quasi a fine cottura, dato che è gia cotta. Una volta scolato il riso, aggiungetelo nel wok, alzate la fiamma, aggiungete un pò d'olio e salsa di soia, e mescolate bene il riso con il condimento, facendola andare per un minuto circa. Spegnete il fuoco e il vostro riso cantonese è pronto! :) Piccolo suggerimento: il riso cantonese è buonissimo anche freddo! Il mio consiglio è farne un pò di più per cena e conservarlo in un tupperware per mangiarlo a pranzo a lavoro o all'università! Proprio come farò io oggi.. :) http://whitedarkmilkchocolate.blogspot.com/2010/10/riso-cantonese-alla-marzia.html