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SPAZIO E TEMPO PREMESSE ED

ESSENZE DEL GIOCO DI SQUADRA

Costruire il percorso di costruzione del gioco di squadra attraverso
le categorie di spazio e tempo individuali significa mettere al centro
del processo dell’allenamento calcistico il giocatore inteso nella sua
accezione più ampia di “ Unità Significativa “, cioè come colui che
nella data situazione agisce e si muove in maniera originale e
personale ed in piena autonomia in base a ciò che vede,
percepisce, conosce ed interpreta attimo per attimo per assumere
una decisione consapevole.
Egli per affrontare e risolvere compiti tattico-strategici in modo
efficace deve essere continuamente ed in modo mirato sollecitato
dal punto di vista senso-percettivo,attenzionale e di concentrazione.
Senza scendere qui troppo nei dettagli ( per soddisfare tali esigenze
si rimanda alla lettura della tesi di fine corso master 2010 di mister
Di Pasquale pubblicata sul sito del settore tecnico della F.I.G.C. ),
procediamo a comprendere le definizioni delle capacità prima
menzionate:
- Sensazione = capacità dei nostri organi di senso ( tutti ) di
stabilire un rapporto con l’ambiente circostante;
- Percezione = capacità della nostra mente di dare un significato
alle sensazioni ( utilizzo prioritario della memoria a breve
termine );
- Attenzione = capacità della nostra mente di catalogare le
percezioni utilizzando la memoria a lungo termine ( i vissuti );
- Concentrazione = capacità della nostra mente di selezionare
il/i dettaglio/i che sono funzionali alla decisione del momento.

Vediamo adesso con l’aiuto di due schede cosa implica tutto questo
dal punto di vista dell’apprendimento calcistico e tattico – strategico.
Sussidi multimediali Capacità motorie

Stili cognitivi Motivazione

Transfert positivi
Emozioni
Apprendimento
Calcistico
Stili di
insegnamento
Zone di sviluppo
prossimale
Compiti e funzioni
Esperienze
pregresse

un approccio complesso
che prende le distanze da una :

• Didattica trasmissiva e direttiva;
• Apprendimento lineare e sequenziale;
• Verifica “oggettiva”;
• Allenamento analitico e frazionato;
• Conoscenza come rispecchiamento oggettivo della realtà;
• Apprendimento come semplice acquisizione quantitativa di
informazioni .

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Attenzione selettiva Orientamento dell’attenzione
Ad esempio: ignorare il concerto Ad esempio: un giocatore che
di fischi del pubblico avversario si trova dall’altra parte del campo
prima dell’esecuzione di un calcio di gioco alzando il braccio segnala
d’angolo per inviare in modo la sua disponibilità a ricevere
preciso il pallone al giocatore il passaggio, per cui il giocatore
che colpisce meglio di testa in possesso del pallone dirige
il suo focus attentivo su di esso
per eseguire un passaggio lungo

Fasi finali del processo
elaborativo/decisionale
Tattico- strategico

Attenzione distribuita Concentrazione
Ad esempio: copertura
Ad esempio:
della palla mentre si esplora
fissare il pallone in un passaggio
il campo di gioco per cercare
da 60 m per stopparlo al volo
il compagno smarcato
e poi giocarlo

LA SEDUTA DI ALLENAMENTO SECONDO
LA METODOLOGIA OPERATIVA
E’ costituita in 4 fasi di lavoro:

- 1^ fase : categorie di spazio e di tempo universali e necessarie
PERCEZIONE ED ORIENTAMENTO SPAZIO-TEMPO:
( apprezzamento delle distanze, parabole, velocità, traiettoria,
numero di tocchi, contromovimenti ecc. )
Tutta la squadra
- 2^ fase : categorie di spazio e tempo in situazione
Contesto di catena e di reparto
- 3^ fase : categorie di spazio e tempo per funzione
Riferiti al ruolo ed a compiti specifici
- 4^ fase : categoria di sistema
Nel proprio sistema di gioco ed in riferimento alla gara.

Nel corso di queste quattro fasi si costruisce il progetto tattico
dando significato comune ai vari e diversi segnali visivi che
diventano condivisi grazie al rispetto delle regole di gioco.
E’ qui che prendono sostanza le entità di spazio e di tempo, qui
diventano schemi ( applicazione pratica ) le idee ed i concetti di
gioco.
Qui vengono gerarchizzati e contestualizzati i movimenti, i
passaggi, le finte, vari e combinati e messi in rete affinché in

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quell’ attimo, in quella circostanza ed in quella momentanea
situazione si sia capaci di “ rubare “ tempo e spazio
all’avversario nelle fasi di gioco e nelle transizioni.

IL PROCESSO DELLA SCELTA TATTICA CONSAPEVOLE

Siamo in una situazione di possesso: la palla gira sul lato destro,mentre
sul secondo palo l’attaccante centrale a seguito di un contromovimento
ad uscire si accentra, provocando una reazione errata del difensore.
L’attaccante laterale destro vede il“buco”, si inserisce, riceve e tira a
rimbalzo sul primo palo.
Cosa è successo?
L’attaccante è stato in grado di:
1 RICONOSCERE
L’errore avversario
- Fase sensoriale -
PERCEZIONE DELLA SITUAZIONE
2 COMPRENDERE
Che tal errore gli avrebbe permesso una facile conclusione
- Fase discriminatoria -
CONFRONTO E ANALISI MENTALE DELLA SITUAZIONE
3 SCEGLIERE
Il gesto tecnico da utilizzare per concludere con efficacia l’azione.
- Fase combinatoria -
COSTRUZIONE DI UN PIANO D’AZIONE
4 ESEGUIRE
Con tempestività il gesto tecnico scelto.
- Fase operativa -
TRASFORMAZIONE IN AZIONE
5 VALUTARE
Il risultato dell’azione
Tante volte, invece, vediamo l’attaccante quasi sorpreso nel ricevere la
palla, …ammesso che si sia accorto dell’occasione favorevole!
A fine partita sarà capitato a tutti di chiedere a un giocatore:
“ ma l’hai visto il buco? ”
E sentirsi rispondere: ” quale buco? Quando? ”
O, in alternativa: ” quando è partito il cross non c’era nessun buco! ”.
In un attimo sfuma la possibilità di utilizzare il vantaggio che la squadra
ha accumulato sull’avversario, semplicemente perché il giocatore
commette l’errore tattico più grave: non saper leggere la situazione che
si stava verificando.

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Questo accade spesso perché vi è la mancanza d’abitudine all’utilizzo
della visione periferica, un basso livello di conoscenze tattiche
preesistenti (esperienza), i n a d e g u a t a capacità di
anticipazione, che non permettono l’elaborazione, da parte del giocatore
dei primi 3 punti precedentemente descritti,
(Riconoscere – Comprendere - Scegliere) quando costui non è ancora in
possesso di palla

I più comuni tipi di errore che il calciatore compie in partita sono:
• errori del comportamento tattico (realizzazione di risposte non
adeguate),
• errori di orientamento spazio-temporali (ad esempio nella
valutazione della traiettoria della palla),
• errori tecnici,
• errori nell'ampiezza dell'attenzione diffuso e selettiva,
• errori nella scelta del tempo per la risposta

La correzione degli errori dipende dal tipo di errore e dalle sue cause.
Errori attentivi devono essere corretti cercando uno stile attentivo
adeguato e lavorando in modo da poterlo mantenere in condizioni di
disagio. Da quanto detto risulta evidente che oltre ad un allenamento
fisico occorre un allenamento mentale che non riguarda solo la
preparazione ad affrontare nel modo migliore la gara dal punto di vista
psicologico, ma coinvolge anche il modo e le capacità di ragionamento
dell'atleta. E' perciò opportuno educare gli atleti a ragionare su quello
che fanno richiedendo loro il massimo impegno attentivo, ponendo
distrattori o impegnandoli in compiti multipli.
Quindi bisogna mettere l’atleta nella condizione di saper riconoscere le
situazioni da risolvere ed essere in grado di progettare un opportuno
piano d’azione.
La mia idea di partenza è di educare l’atleta ad utilizzare la visione
periferica e l’anticipazione per migliorare il proprio senso tattico, il
bagaglio di tattica individuale, la visione di gioco.
Vogliamo calciatori che giochino con la testa alta, che sappiano prima
quello che sta per accadere. Perché hanno già in testa, mentre ricevono,
tutti i parametri di quello che sta accadendo: dove mi trovo, dove si trova
la palla, dov’è il mio difensore e cosa sta accadendo intorno a me.
Questo discorso vale per le situazioni d’attacco come per quelle di
difesa.
In questa azione formativa l’allenatore deve utilizzare tutti i tipi di
comunicazione ed avvalersi di tutti gli strumenti, non ultimi quelli
multimediali.

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ANDIAMO NEL DETTAGLIO

Analizziamo il comportamento dell’atleta in una situazione di gioco. Di
fronte alle differenti soluzioni per arrivare a compiere l’azione l’atleta
potrebbe reagire con comportamenti variabili:
1. Può incorrere in un errore di percezione se per esempio effettua un
passaggio senza accorgersi dello spostamento di un avversario che
intercetta la palla: non ha captato uno stimolo che avrebbe cambiato la
sua decisione.
2. Può commettere un errore di valutazione se, rimanendo nell’esempio
di cui sopra, pur essendosi accorto dello spostamento dell’avversario
(percezione corretta) effettua ugualmente il passaggio.
3. L’atleta può aver percepito e valutato correttamente, effettua la scelta
giusta ma sbaglia perchè commette un errore di esecuzione, attraverso
una risposta muscolare non adeguata.
4. Infine se percezione, valutazione e esecuzione sono corretti, saremo
di fronte ad un’azione che avrà un’alta probabilità di successo.

CONSIDERAZIONI E SUGGERIMENTI:

Quando un nostro atleta sbaglia una scelta tattica qual è il nostro
atteggiamento?
1) ci chiediamo se ha commesso un errore di percezione? Di
valutazione? Di esecuzione? O, per concludere con un aspetto
importante, tutto è andato bene ma l’avversario è stato semplicemente
più bravo?
2) Siamo pronti a dare i giusti correttivi in funzione dell’origine del
problema?
3) Siamo capaci di prevenire il problema attraverso un’adeguata
formazione tecnico-tattica?
Credo sia veramente importante saper individuare l’origine dell’errore per
poterlo correggere con i giusti mezzi: da un tiro tecnicamente e
tatticamente ben selezionato si può concludere positivamente sulle
qualità tattiche del giocatore osservato.
Al contrario, un rimprovero per il risultato negativo dell’ azione (che è la
somma di più componenti, come abbiamo visto) non permette
all’allenatore di individuarne la vera causa, né all’atleta di cogliere
l’importanza e la correttezza dei propri processi mentali.
Dobbiamo prestare attenzione a come proponiamo gli esercizi, anche i
più semplici, per evitare una standardizzazione dei gesti e dell’impegno
psichico, ed impedirne il conseguente scadimento qualitativo.
Occorre poi nel presentare una “situazione tattica” che gli atleti siano
dapprima lasciati liberi di utilizzare le tecniche apprese per risolvere il

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problema posto, in modo da permettere loro di “vivere la situazione”, di
comprenderla.
In questa fase l’allenatore, anziché dirigere, dovrà saper interagire
evidenziando le scelte corrette, o, nel caso non ne apparissero, aiutando
gli atleti ad avvicinarsi alle soluzioni corrette, per esempio ponendo
l’attenzione su alcuni dettagli, la posizione del difensore, lo spazio più
ampio, spiegando cosa guardare, etc.etc.
In questo modo, ci assicuriamo un continuo stimolo della capacità di
anticipazione e della creatività, oltre alla capacità di risolvere problemi
tattici.
In sostanza permettiamo al giocatore di imparare a giocare e non solo ad
eseguire.
ALLENARE IL PROCESSO DELL’ATTENZIONE
b
a

1 2
b

2

1

Figura 8
Due centrocampisti si scambiano la palla ad un tocco.Al comando del tecnico colui che sta
ricevendo effettua un controllo orientato e serve nello spazio uno dei due attaccanti esterni
che si muovono in maniera imprevista.
A seconda di quale attaccante parte il centrocampista dovrà scegliere il piede ed adeguare
anche il tipo di passaggio:
- nella situazione in cui dovesse partire per prima l’attaccante più decentrato esegue un
passaggio in ampiezza( 1 ) con il sinistro;
- se invece parte l’attaccante più vicino lo serve in profondità ( 2 ) utilizzando il piede destro.
( esegue il giocatore rosso )
Variante: il centrocampista gioca dove vede.
Nel caso in cui dovesse essere impegnato il giocatore giallo i piedi si invertono.
Dalla figura si evince che i giocatori senza palla prima di effettuare lo scatto ( b ) eseguono un
contromovimento ( a ) quando il centrocampista effettua un controllo
orientato che precede il passaggio ( b ).
Di questo parleremo nella seconda parte dell’articolo dove affronteremo nel dettaglio i tempi
di gioco e della necessità di introdurre nella legenda tre nuovi simboli che evidenzieranno 3
azioni fondamentali:
- la ricezione;
- la guida della palla;
- il controllo orientato.
Raffaele Di Pasquale7
Allenatore professionista di prima categoria
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