Giordano Bruno

II primo libro della

CLA VIS MAGNA
OVVBRO IL TRAlTATO SULIlINTBLLIGBNZAARTn1ICIALB
TnuluzUme, introduzUme e rwte di ClIuulio D'Antonio

.

Di Renzo Editore

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Introduzione
Pre/ationeddTnadunore
E II proposito della nostra Inlrodu1Jone~ quanta mai ambizioso: dimostrare che I'opera capitale di Bruno, la Clavis Magna, ~ stata scritta e si trova in nostre mani, ribaltando in tal modo Ie convinzioni che filosofi del rango di Giovanni Gentile hanno contribuito ad arrennarsi tra gli studiosi. In secondo luogo dimostriamo che I'opera qui identificata e presentata come Clavis Magna, non ~ mai stata riconosciuta per tale perehe classificata entro la ristrettissima categoria della mnemotecnica, mentre ~ un vero e proprio manuale di avviamenlo aU'arte di pensare. Per spiegare cosa si intenda per arte di pensare diciamo sub ito che, come la mnemotecnica conferisce a chi la pratichi una memoria artificiale straordinariamente potente, grazie alia quale ai nostri giomi una persona normale ~ in grado di ricordare per esempio un intero elenco teleronico con nomi, indirizzi e numeri di telefono, can esattezza e precisione, cosf I' arte delpensare, che si avvale di una tecnica di memoria opportunamente adattata a questo fine piu vasto, mette in grado I'uomo media di imparare, ricordare e utilizzare ereativamente tuue Ie sue conoscenze impiegando la totalitl delle sue capacitl e non solo una parte limitata. Gil Platone1 vi aecenna quando affenna che il dubbio e la confusione derivano dall'ignoranza dell'arte di pensare, "alcuno, non avendo I'arte di pensare, crede vera un ragionamento e poco di poi gli par falso (e a volte ~ falso, a volte no), e cotesto caso gli avvenga pili di una fiata; alia fine, 'e non crede piu a nulla: e specialmente quelli che sono usati di ragionar d'ogni cosa pro e contro, i quali, tu 10 sai, all'ultimo si credono d'esser divenuti sapientissimi e d'aver solo essi inteso che non ci ~ al mondo alcuna cosa ne alcuno ragionamenlo schietto e durabile, rna che tutto, come nell'Euripo, si volge su e giu, in nessun luogo e in nessun momemo di ora riposando. Non ~ adunque cosa miserabile che avendovi de' ragionamenti veri e saldi, facili a intendere, per averne egli sentito di quelli che a volte gli parvero veri e a volta no, in cambio d'accagionar se e il suo diretto di arte, gitti fmalmente volentieri da se la colpa sopra ai ragionamcnti medesimi, e passi tutto I'altro tempo di sua vita odianPlatone. Fedon~. XXXIX pag. 119· PDltone, Dlalo,hJ. Torino 1976 7

.~. BIB. LETTER GIURISPR.HI
3L. 13.T.008. 012 1793958 FILOSOFIA

Inlrodllz}one

doli e vituperandoli e s6 privando deUa cognizione dei veraci enti" . Come I'antichitl aveva consegnato all 'uomo la memoria arlificiale, eosl Bruno con questa libro consegnava aU'umanitll' lntelligenza Artificiale, che non ha bisogno di macchine elettroniche, ma impiega direuamente quel computer meraviglioso e potentissimo che ~ il cervello umano, utilizzato d'abitudine come un registratore che ripete solo poche sciocche canzoncine. Paolo Rossi 1 a proposito di Bruno ha parlato di "Iogica fantastica", coglicndo solo un aspetto parziale del pensiero bruniano: la logica bruniana ~ fantastica nel senso cbe si avvale nel suo dispiegarsi della fantasia, ma questa "Iogica" , questo pensiero, ~ integrate in un sistema di memoria fantastica, per giungere a formulare teorie che invece di essere "fantasliche" 0 fantasiose sono val ide interpreaazioni della realtl, ci~ in qualche modo "scientifiche", perch6 verificabili nella loro congruitl con it reale datI' esperimento e daUa lora non contraddittorietl interna. L'impiego a scopi utilitaristici della fantasia invece che ai noti scopi ludici deUa creazione artistica, non pub non suonare ereticale aU'orecchio di chi e abituato a defmire "fantasia" cio che non ha riseontro nella realtl, semplice e arbitrario pano della mente individuale. Eppure gia Aristotele aveva ammonito i suoi contemporanei che ogni forma di pensiero ~ fantasia, anche i1 pensiero scientifico. "La rnappa non ~ i1 territorio ..2, ammonisce it Bateson. E aUora, perch6 non prendere alto coraggiosamcnte di questa fatto e passare all'impiego cosciente e deliberato di tale facoltl deUa mente umana, dopo averla educata a lavorare non contro la razionalitl rna in accordo con essa? Ovviamente ci rendiamo conto della necessitl di addurre prove a sostegno di questa interpretazione, e quindi dobbiamo trovare una risposta a11'obiezione phi spontanea e naturale che sorge davanti aUa tesi prospettata: se Bruno ha davvero scopeno I';ntell;genz,a artificiale, 0 arte d; pensare, perch6 non I'ha detto esplicitamente, ed ha invece ocx:ultatotale invenzione lasciando credere che si trattasse di semplice mnemotecnica, di "logica fantastica" 0 quant 'a)IrO? La lettura diretta del testo della Clavis MagDa induce disorientamento piuttosto che schiarire le idee allettore, e cio non avviene a caso, visto che, come tomeremo a dire piu avanti, I'AUlore non intendeva esporre tutta la sua dottrina Delle pagine di un testo che sarebbe andato Delle mani di chiunque, ma si ripromeneva di risvegliare la curiositl dei contemporanei percheSquesti poi si
P.Rossi, ClIMs Universal;', Aft; mnemonichu logiCd combillDloria dIJ LIlllo a uibniz, Milan~Napoli MCMLX G. Bateson, Verso un 'ecolo,la della mente, Milano 1990

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rivolgessero personal mente a lui per ricevere it suo insegnamento. Poich6 molti passaggi della sua ane sono stati taciuti e possono venir ricostruiti solo induuivamente, dobbiamo ritenere che con la sua morte sia seemparsa anche la possibilitl di realizzare quello che era stato il suo sogno? No, perch6 come Bruno godeva di una condizione privilegiata rispetto a Platone ed Aristotele in quanto si poteva avvalere di tune Ie conoseenze sviluppatesi s~ccessiv~mente a loro, cosf noi OUi siamo in grado di comprendere it pensiero bruniano facepdo uso delle scoperte effettuate in panicolare in quest'ultimo secolo.Non si tratta percio di riesumare un'opera dal1·oblio del tempo, bensf di riprendere it discorso sull'lntelligenza Artificiale che solo ai giorni nostri puo finalmente essere avviato grazie alIa quantitl e alia qualitl delle conoseenze acquisite. Le parole di Bruno "espJoriamo (quest; principl) per un impiego cosf vasto che se ne possano avvalere scienziati, poeti, oratori, fisici, astronomi, indovini, meccanici, teorici, insomma tutti e in tutti i modi" suonano oggi come una promessa profetica rivolta all'umanitl del terzo millennio piuttosto che ai nostri contemporanei stessi. La mente umana puo essere considerata come il computer pili sofisticato che si possa immaginare, in grado di memorizzare una incredibile quantitl di dati e processarli con una rapiditl e precisione non inferiore a quella delle maechine, e soprattutto ~ capace di creare; percM dunque non cominciare a studiare sull'esempio bruniano il software per la nostra mente aI fine di utilizzare al meglio Ie sue infinite abilitl? A differenza degli altri fllosofi Bruno indaga "come" si peusa invece che it "cosa" , al posto di fomirci del cibo pre-digerito ci adatta la dentiera per masticarlo da nol, e neU'aver interpretato questa necessitl storiea sta la sua autentica grandezza di Maestro del terzo millennio, non di vecchio fllosofo caduto vitlima delltlnquisizione. Dando prova di una sensibilitA psicologica largamente in anticipo sui tempi, Bruno aveva saputo cogliere I'affermarsi di una nuova Sofistica che, aI pari deU'antica, sosteneva it primato della ragione diseorsiva negando di fatto l'esistenza stessa deU'intelletto, obiettivo cui la ritlessione filosofica classica e poi medievale aveva teso, Novello Platone, Bruno inmca la strada del risveglio dell'intelletto, non solo, ma, a differenza dei suoi predecessori, fornisce al contempo tuUe Ie informazioni necessarie al cammino. Ma non esiste solo la possibilitl di ritrovare I'arte del pensare bruniana: oggi ne abbiamo bisogno proprio nel campo della ricerca scientifica, infatti gil da a1cuni anni gli scienziati hanno manifestato la necessitA di adottare nuovi modelli di pensiero, visto che quelJi su cui la scieilza occidentale si era basata avevano onnai
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Introt/lIllone

esaurito la loro carica euristica, e cos( Heisemberg I, per esempio, ha sottolineato il ruolo del pensiero buddista nella elaborazione della leoria dei "quanti ", Forse e venuto iI momento di compiere una rivoluzione radicale nel nostro modo di pensare, abbandonando Ie prevenzioni e Ie pregiudiziali ereditate dalla Controriforma e rivalutando la fantasia come madre del pensiero. Anzi, e giunto addirittura il tempo di impiegare tale facolti coscientemente e deli- . beratamente per liberare iI nostro pensiero dagli impacci e dalle sovrastrutture che 10 immobilizzano, e il Maestro che ci pUGguidare in tale impresa e Giordano Bruno. Elenco deUe abbreviationi AM An Memoriae CC Can/us Circaeus DU DeUmbmMMrom CM Clavis Magna D1SEIC De Imaginum, Signorom et Idearum Composilione DA De Anima di Aristolele DMR Della Memoria e della Reminiscenz.a, Aristotele STM Summa Tenninorum Melaphisicorum AvvertellZQ: Ie citazioni dagli allri scritti latini di Giordano Bruno riportano la pagina secondo l'edizione citata nella bibliografia. Ringraliamenti Un doveroso ringraziamento va alia professoressa Maria Semproni che ha collaborato alia traduzione dal lalino, un ciao invece a Paola, a Bozena e a Bruno.
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Capitolo I

LA eLA VIS MAGNA E IL DE IMAGINUM
1. II Mulero deUa Clavis Magna

II mistero aurae, affascina, e una sfida che la nostra intelligenza deve vincere per affermare il suo acume, ma sopraltutto per rendere omaggio alia veriti che nel mistero si cela. Come it fascino di una bella donna si fonda sulla sua irraggiungibiliti, che perc, se tale veramenle fosse, andrebbe a negare proprio la natura di bella donna, perehe, non essendo godibite per nessuno, non sarcbbe una bella donn!" ma una bella statua, una bella santa 0 qualsiasi altra cosa improponibile come oggeuo di desiderio, cosl it mistero, 1'enigma , esiste per essere violato, e proprio nella sua violazione consiste la vittoria della vcrila che esso nasconde, come nel finale concedersi della donna sta il fine della sua bellezza, altrimenti identica ad un'assoluta bruttezza. II mistero cela dunque un enigma, doe una slnlttura Ie cui forme apparenti portano fuori strada, e la sfida consiste nel riconoscere Ie funzioni della Strultura aldila delle apparenze. Questo riconoscimento pUG aver luogo solo uscendo dal contesto in cui I'enigma viene enunciato,lasciando la mente libera di identificare la siluazione in cui quella particolare slrultura si manifesta. A questa proposito i modemi psicologi parlano di pensiero lateralet, come una prestazione eccezionale della mente razionale; Bruno e tutti i grandi pensatori a lui precedenti parlano invece di intelletto, come della facolti che permelle di cogliere l'interpretazione di una realtA non in maniera discorsiva ma intuitiva e totalizzante, II mistero inoltre, come la bellezza, cosliluisce una sfida e fa nascere il sentimento dell'orgoglio e il desiderio del possesso, come ben sanna i maghi della odiema pubblicitl. Ecco perche Bruno se ne avvale in larga misura per tentare di auirare come discepoli Ie menti migliori del suo tempo, che noo dovevano certo abboodare, vista la sorte che gli venne poi riservata. Ma i tempi cambiano e la conoscenza umana si accresce in continuazione nooostante l'ottusitA delle classi dominanli, che, come il Parclol ebbe a riconoscere, sono costituzionalmenle formate da soggetti legati a forme di pensiero superate.
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W.HeiJenberg, FisiCile Fllosofla, IIlin,uagglo unumo del'" scielllll. Milano 1974

Edward de Bono. II pensiero "'tertlle, Milano. 1981 Vilfrcdo Pareto, Forma ed Equillbrlo Sociale. Bologna 1959

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Inlrodlldon,

Ctlpltolo I

2. E possibile che la CltJvis Magna non sia nud slata
talmarrita?

ICrilla

oppure sia anda-

Possiamo cosl proporci di affrontare it mistero di questa testo mai scritto oppure forse andato perdutol, chissl, rna racchiudente quali segreti? Magia stellare, azzarda la biillante studiosa britannica2, oppure chissl quali terribili formule di magia nera. Visto che non ne sappiamo nulla qualsiasi fantasia e possibile e, come si suol dire, chi phl ne ha pill ne metta.
La doppia ipotesi che la C/Qvis Magna non sia stata mai composta 0 sia andata perduta presenta indubbiamente il vantaggio pratico di esimerci dal faticoso compito di cercaria, ma non ~ certo corretto metodologicamente, visto che I'opera ·~all'originedj tutte Ie invemionr cap.v. pal. 103, AM, ed "l dedicata aU'invenz.ione ollremodo fertile (deU'arte di pensare) ".

aumentare se ci ponessimo Ie seguenti domande: 1) ~ verosimite che qualcuno affidi la sua fama a un lavoro mai compiut012) E se quell'opera ~ tanto preziosa, e mai possibile che I'autore non Ii sia cautelato contro il rischio che andasse perduta? Proviamo allora ad andare per ordine cd esaminiamo per prima I'ipotesi deUa mancata composizione della Clavis Magna: a parte I'assenza di questo titolo dalla bibliografia bruniana. non possediamo alcun indizio the l'opera non lia mai stata seritta, mentre Ie nwnerose cilaZioni e richiami dell'Arte della Memoria, e del Canto Circeo fanno pensarc it contrario. Tali richiami vengoDo effettuati perch~ "non sempre ~ giuslo che il ricercatore lrasmetta i principi dell'arte ad una disciplina subaltema" pal. 7 AM, ci~ ai lavori di carattere generale spetta di trattare i principi generali, meotre a quelIi specialistici (in questa caso si tralta di uno scrillo suUa tecnica della mem0ria) va riservata I'esposizione delle leggi di pill ristretta applicazione limitandosi 10 scrittore, ove necessario, a richiamare quanta sia stato gil espoSIO negli altri. E questo e gil di per s~ un valida indizio contro I'ipotesi'che sliamo considerando: la Clavis Magna deve essere stala composta perche rappresenta I'opera di caratterc generate nella quale sana contenuti i priaclpi generali. ' Inoltre la semplice leltura delle citazioni sparse nell' Arte della Memoria e Del Canto Circeo ci fomiscc una quantilA di elem~ntiulili per farci'un'idea.4ei temi trattati nella Clavis Magna, i quali, come si pub facibitente inlDite, Ion" tun! direuamente coUepd con I'arte della, melBQDa eli cui i due testi a noscre mani Ii occupano. ,,;: : ' -..: ", ," Certamente non'~ facile preleDdere di credere ~he un libro di cui l'autore la tanto diffusamente indicandone II cootenuto anche rispetto a mold dctCB&li non sia mai stato scritto, N~ si vorrA addurre pre~to per la mancata~po-, sizione dellibro iItimon: eli essere imparl al compito, Bruno noD si scntc Weriore a DCSSUDO dei mosoti del passato e ~tra eli saper ~ qualsiasj, tema con padronanza dei conceUi relativi e Sconccr1aDte i)kegiudil8lQZa nell'impiego dei termini tecnici, Infine, rna non da ultimo, ricorderemo che Bruno ~ indubbiamente un mODista I, come ~ dimostrato datla sua dottrina della coinddentia Opposilorum, nella quale il minima e iI massimo coincidono. Le interpretazioDi aUUalmente pill accreditate invece ce 10presentano come un pensatore eccentrico e disordi-

Bruno stesso poi Ie affida ogni speranza di fama immortale: ·LtJforma esteriore e lafigura dell'invenlore della Cklvis Magna Iram;le l'arte viene affidata alla dura pietra, 0 al diamante. "Cap. VI, Pal. SB, AM, e non a torte perche ·contiene tutte le operOl.ioni tecniche dell'allima, sia queUe della memoria che Ie allre ." Cap. XV, Pal. 64. E nel Cantus Circaeus prccisa: •... la Clavis Magna che tralta dell'invenzione e del giudizio delle scieme e della titemione e jiss(ll.ione arcana If, Par: VI, Pal. 232.3 ,, . D'mistero poi sarebbe antora pill fitto e la nostra perplessilA non potrebbe che .... .
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,P. RoSsi, op. cIt,,ag. 110: "la perclUti Clavis Mllna"

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F.A. Y'tftJ, L 'aM tkIItJ Torino 1m, pal. 194: "PN volte, aelle a_mbre, Bruno rkdnta IDII sua opera cblamata CIa\!is Mapa. chc 0 DOIlt eslstila, 0 DQR ei t giunta. La ClaYis Magna polrebbe aver spIegaao iI modo dI usaro Ie nIOle lulliaDe come sconliuro per radunare IU spiriti dell'uia. Proprio come 'trasforma ic Immagini dell'ane cJassica della memoria In Immalbli malichc delle stell.; ita lllilluare per rlUiungcre ilmoudoc:elcs1e,' COllie ruOle lullianc I0I1O trasro~te',lJl 'Cabala prauca', . ,dot in ICOft8Iuri per raaluaacre, dllA clalle II;dJe, dcmonI 0 aag.... ~ .' ., M. Ciliberto, Giordll1rD Bnmo, Laterza ,990, pag. 279: -AjOsto '~8, compoDe, . probabi1Jacole, 11ft IraIWO lIUICIIIOIeCIIihdliallo, rimuto iDediIo • smarrito, Ia CJavis
Map". " V. SpampanalO, ViIG di GlortIanD Bnmo. Messina 1921, pal. 306 noca 2: "Nd De Umbris Idcarum il Bruno non sollamo ella la Clavis Magna (pag. 64), rna lOCca del suo contem11O (pall. 67 e 87), se ae dice aulOre (pal. B9), e ne va altero (pal. SBe 59), quantunque sembri che non I'abbla cia.. aile stampe (Cantua Circuus pal. 232). Docc, Vcncli, doc. lX, e. 10." La concIusionc dcUo Spampanato t quanlO mcno affretlala. polchf nei Doc:umemi VcncIi dtali scmp1icemen1e non .1 fa CCIUlO della CJaYis Magna, mentre nd CanIUS Cireacus sllimita ad affennare quamo segue: "•.• de /psis ,nlm consid,rtIIfUIS ill Ubro OtJVis MGgna" qui ,sf de IIIVlllllo"" & Iud/do sd,,,tlarum, & dt GmJlUI reltlltiont &

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lWont." 11

"Die Frankfurter Schriftcn Giordano Bnmos unci ihre Voraussetzuqcn" Harauslelebcn von Klaus Helpcke, Wolrlang Neuser und Herhard Wicltc, Wei=im 1991, pal. 17· ... einem Streben nach Blnbclt von Mensch und Well". 13

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Ctrplloln I

nato che passa disinvoltamente dalla metafisica alia mnemotecnica dalla ma. ' gla alia matematica ecc., senza curarsi di dare alcuna sistemalicira aile sue intuizioni pili geniali, come quella degli infiniti mondi che solo in tempi recentissimi I'uomo e riuscito ad accettare. Cere are il centro del pensiero bruniano dunque e impegnarsi nell'opera di ricerca della Clav;s Magna della sua fllosofia, e al tempo stesso di una visione del mondo trasfigurante una infinita moltepliciradi impressioni in ordinata successione di dati componenti un tulto unico. Ma abbiamo una dichiarazione precisa dello stesso Bruno, contenuta nella Explieatio 30 Sigillorum, che ci costrioge ad ammeUere che l'opera e stata composta: nelle ultime righe infani Bruno definisce il Sigillus Sigillorum come uno dei volumi della Clavis Magna. Dunque la Clovis Magna esiste, almeno in parte, almena il secondo volume e sicuramente in nostre mani, anche se con un titolo diverso, ed allora ci si PUQ ragionevolmente aspettare di trovare anche il primo.
3. L 'equivoco del nome

che, converra condurre un'indagine Ira Ie opere bruniane in nostro possesso con la fondata speranza di individuare il tilolo sotto cui l'opera si nasconde. Immediatamente si fa avanti il problema deU'epoca in cui e stata stampata ;poich~ sappiamo che la Clavis Magna deve essere stata composta a Tolosa, citra in cui Bruno si trovava tra i11581 e 1582 percommentare il De Anima di Aristolele, ma non abbiamo notizia di opere precedenti il De Umbris e il Cantus Cireaeus. Ammesso dunque che sia stata stampata alcuni anni dopo la data dell' etfettlva composizione, vorremmo sapere perche la pubblicazione sia avvenuta in un momento successivo rispetto aile altre opere che trattano argomenti affini e abbisognano della sua introduzione per essere comprese. In buona sostanza potremmo anche riassumere la questione in un solo interrogativo: perche Bruno non si curava di essere capito? Lasciamo per un attimo in sospeso il discorso sulla Clovis Magna e, come avviene nei romanzi polizieschl, proviamo a fare un passo indietro per inquadrare la figura dell 'uomo Bruno.
4. La figura di Bruno

Tuttavia la constatazione che una parte della Clavis Magna porta un nome diverso da quello con cui e stata stampata, ci induce a formulare un' ipotesi nuova: la denominazione Clovis Magna potrebbe non essere un titolo, rna piuttosto un appellativo generico indicanle il ruolo dellibro rispetto aile altre opere. La funzione propedeutica dell'opera spiega anche I'incertezza riguardante il numero preciso dei volumi che la compongono, inizialmente uno solo, come appare dalle numerose citazioni del De Umbris e del Cantus Circaeus, poi invece almeno due, 0 piu, secondo l'affermazione sopra ricordata. Del resto questa fatto di chiamare un'opera con un nome diverso dal titolo sotto cui e stata pubblicata non e un episodio isolato, infaui il Cantus Circaeus e anche chiamato Ars Reminiscendi (es. E.30 S. pag.135) e non pochi dubbi esistono sui fatto che il De Umbris e I'Ars Memoriae si possano considerare due opere separate, per almeno tre ordini di motivi: I) l'Ars Memoriae e priva di dedica e di introduzione, 2) I'Errata corrige al De Umbris Idearum e dedicate invece all' Ars Memoriae, 3) I' Ars Memoriae viene citato come De umbris Idearum (es. DISEIC, pag.97). E tuttavia il richiamo che troviamo nella Explicatio 30 Sigillorum, pag.146, ci induce a ritenere che si tratti di due opere ben distinte, visto che afferma: ".. l'ho in gran parte insegnato nell'Ars Memoriae che segue it De Umbtis", A questa punlo abbiamo raccolto sufficienti indizi a favore deUacomposizione della Clavis Magna, ma prima di prendere in seria considerazione I'ipotesi che sia rimasta inedita, e quindi sia stata smarrita, fatto che ci costringerebbe a indirizzare la nostra ricerca Ira polverosi c improbabili fondi delle bibliotc14

Bruno possiedc un'altissirna stima di e, eeco come si presenta nella prefazione all'Explieatio 30 Sigillorum: "Filoteo Giordano Bruno Nolanol, dottore di una teologia astratta, professore di una sapiellltl purissima ed innocua, noto nelle migliori aecademie europee, filosofo di gran seguito, ticevuto onorevolmente ovunque, straniero in nessun luogo, se nonfra i barbari e gli igllobili, risveglialore delle anime donniellti, domatore dell 'illielligenza presuntuosa e recalcitrame, proclamatore di una filosofia universale, ehe non preferisce gli Italiani ai Britalrni, i masehi alle/enunine, le teste mitrate a quelle coronate, gli 1I0mini di toga a quelli d'arme, coloro che portano it saio a quel/i die lion 10 POrtOlIO, ma pre/erisee colui die e pill temperante,pill civile, piri leale e pill capace; cne non prende in eonsideraziolle la testa unta, la fronte segnata, le mani tavate, il pene circondso, ma (e eio permeue di conoseere I'uomo dal viso) la cultura della mente e dell 'anima. Che e odiato dai propagatori di idiolie e dagU ipoeriti, ma ricereato dagli onesti e dagli studiosi, e il clli gellio e app/Qudito da; pill nobill ... " Una bella lezione di sprezzatura degna di un signore rinaseimentale da parte di un uomo che se un tempo era stalo frate non portava traccia aleuna di falsa
Nolanus, termine di cui 8IUno andava fiero, ha un duplice significalO, cia Nola, la sua citlA nallle, rna anchc e soprattuito cia nola, ae=campanella, percle) nelano slgnina sc:ampanellatore, 0 rlsvegliatore degli animi dormienll.

IS

umillA, rna sostituiva I'ipocrisia delle convenzioni sociali con I'intransigente orgogliosa affennazione del proprio valorel ·11nostro ingegno non e tale da stlllini vincolato ad una determilllJla correme jilosojica alIru; nl da dispreu.are in toto un qualunque indiriu.o jilosojico. In veritd non c 'e nessuno che non teniamo in gran conto tra coloro che basandosl sui proprio ingegno per contempltue le cose hanno edijicaJo qualcosa con arte e metot!o. Non trascuriamo i misteri del Pitagorid, non sminuiamo Ia/ede de; Platonici nl dispreu.iamo i ragiolUUllentidei PeripaJetid,jin Ioddove hanno un/ondamento reate. • DU Pas.II, infatti "l'officina del solo Platone e del solo Aristotele non basterd a chi tenti imprese maggiori di allre scopene", DU Pas.12. Imprese maggiori di queUe compiute dai pig grandi mosofi di tutti i tempi!
ed

per la puLralione del CUD", E guardar, te d,1o silmdoso dl subUme sp/endo", "cllnando , pitgQIIdo il capo inslabilt su enlrambi gil omeri , il volta inclinoto sui peno; languiscono It deboll ganrbe e II buslO Incurvato , ne.ssun coll/orto d,1Ia vita prende gil arti non pia vigorosi" ,... 130 CM.

Beco perehe non si perita di attaccare perfino Aristotele, it quale, ·spinto dtUdimoslrala", Questa disinvoltura nei eonfronti delle autoritl tradizionali viene giustificata peraltro ne 1A Cena delle Ceneri, dial. I. pag.39. poicM "noi siamo pia vecchi ed abbiamo pia lunga eta che inostri predecessoti pertanto s; devono rispettare pia le idee nuove che queUe antic he, in quanto i modemi possiedona un 'esperiem» che essi non avevano", e inoltre "se le idee antiche sono vere in quanto tali, allora dovevano essere false quando jurono /ormulate. " E ancora: "tra Ie specie dellajilosofta, quella e la meglior, che pili comoda e altamente effetlUllla per/roon de I'intelletto umano, ed e pili corrispondente alia verila della natura, e quanto sta possibile (ei renda) cooperatori di quella ". Pas. 277 Dial. II. De la Causa.Ounque anche i1 falto di essersi cimentato su un argomento pig nobile - i1 perfezionamento deU'intelletro - gli conferisce un rango superiore a queUo dei filosofi del passato.
la verila anche se non da una conoscefllQ certa e da una ragione Pag. 63 CM. fa un'affermazione di cui il nostro intende servirsi.

5, Le aspirazionl accademiche di Bruno Bruno si propone di insegnare I'arte di pensare, (AM) che non pul» essere appresa dai libri, ma deve essere trasmessa direuamente da maestro a discepo10, per questa occorre una seuola. Ecco pen:h~ serive senza dire troppo e si adatta a cercare la protezione dei potenti come iI re di Francia e la regina d'Inghilterra che avrebbero potuto dargli i mezzi per realizzare il suo sogno. Oi qui Ie oscuritl volute nella slile spesso affrettato, quasi rozzo e maldestro, mentre a volte diventa cos( nobile ed alto da gareggiare con Lucrezio:
"Qui una vecchina t/QUa schiena CUrvtl, volto SlWro, occhi incaWlti, non molto presenle a sl nell 'animo, slracarica d'annl che bussa alia silellliosa porta dello nera DiI, con animo timoroso, 10spirito depruso, lemembra rone, 10 stOtnlJCO digiuno,"animo Ionguldo, scuotendo tutti gli am
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Aleune opere laline pig che libri veri e propri sono dei proclami lanciati ai pctenti e ai dotti percM si accorgano di lui, sono il pegno di un talento, non possono e non vogliono sostituire I'insegnamento diretto. L' Aquilecchia ha acutamente notato (Nota introduttiva a Praelecliones Geometricae pag.XVI) che fino alia fine ",.. vengono con/ermale Ie aspirazioni accademiche di Bruno, sempre alia ticerca di un mea», ollre che eli sostentamemo, di difJusione autorevote deUe sue dollrine". .Noi aggiungeremmo che la sua vera aspirazione fu di creare it nuovo Ales- _ sandra Magno, come Aristotele aveva creato quello dell'anlichitl, non altri pedanti, grammatici, che sanno ripetere a proposilO e a sproposito Ie idee altrui, rna uomini capaci di creare le opinioni proprie ulilizzando consciamente Ie proprie facoll! mentali. Questo spiega, Ira l'altro, il netto contrasto tra la buona redazione dei dialoghi italiani e dei poemi francofortesi concepiti per la leuura e la scarsa auenzione per i volumi che andava pubblicando suUa psieologia, it soggetto deU'invenzione di cui andava fiero e sulla quale poggiava il senso della sua grandezza, proclami che il suo fedele discepolo scriveva mentre egli "Rillo SU WI solo piede, al tempo stesso pensava e denava; a malopena seguito dalla penna; tanto erajubnineo II suo ingegno. cosi grande era la pOlefllQ della sua mente!" Prer. STM. N~ si curava minimamente di correggere errori di qualsiasi genere, meno si fosse capito di preciso, maggiori sarebbero state Ie possibilita di essere richieslo di spiegare la sua invenzione di persona. Infatti nelle opere laline Bruno spesso ripete che ·una sola cosa i difficile, che qualcuno possa capire queste cose da solo. Tutti eapiranno dtU maestro, il che ceno non deriva dal/allo che aspiriama alle difficolld, ma dalla novild della cosa e dalta riccheu.a dei tennin;", cc, Pag.21S, ed aggiunge una spiegazione dell'atteggiamento retkente: "Platone in/attl esona nell'Butidemo a che te conoscenze pia soleMi e arcane siano trallenule dai jilosoft presso di sl e vengano comunicate soltanto ai pochi ehe ne sono degni. In/alIi dice che I'acqua si compra a preu.o bassissimo, benchl sia ta pili predosa di tulte Ie . cose. Lo slesso /acciamo noi coi nostri amici, e anche pili altentamente, polchi siamo costretti da una siluazione pia pressante di queUa da cui Platone era guidato. " La situazione pig pressante era quella di indigenza cd aseurilA
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Infroduzlont!

CtJpI,olo I

in cui il Nostro versava, mentre Platone pubblice Ie proprie opere quando godeva gia del prestlgio di una scuola famosa in lUllOil Mondo ellenico.
La sua condizione esislenziale 10portava ad idenlificarsi con Prometeo "che avendo procurato agli uomini il fuoco degli dei, incorse nella loro ira". Gli dei dei quaJi Bruno temeva I'ira erano sia i potentati del tempo, sia I'invidia, I'ignoranza e il pregiudizio che dominavano Ie menti degli uomini in generaIe: due categorie di nemici potentissimi. Cosi, non potendo sottrarsi al compito di diwlgare il suo insegnamenlo con 10scrivere, si esprime in modo che "forse nessuno capira tuuo con tulle te implicll4ioni, a meno che s; ilIuda. Nessuno tUllavia restera/rustrato dalla scelto a meno che sia cieco" (CM, Pag. 53), e poi ammette francamente: "sebbene noi non scriviamo cost da volere 0 anche potere essere compresi do tutti e su ogn; coso, tultavia non c'~ nessuno a cui non possiamo giovare moltissimo e ill qua/coso and are a genio, secondo Ie esigenze di qualsiasi disciplina di Cll; egli si occupi ", (CM, Pag. 122). D'altra parte "aile persone d; gen;o basta 1'0ver mostrato qui illuogo e se ora non spieghiamo quamo basta, forse rispetto alluogo abbiamo espresso pili di quamo ~ suj]iciente. A 1I0iill/alti 11011 speua pensare a tutti rna a pochi (perche ne siano grati) ". Pag. 87 AM. (Quella gratimdine che vanamente sperb di poter suscitare in lUttiquei potenti che 10ebbero aile loro corti senza vederlo per queUo che era, I'araldo della scienza dell'umanita futura, non un mago dei tanti ehe sapevano riempire di stupore Ie corti del tempo con Ie loro ciarlatanerie.) Ovviamente Bruno era conscio della necessita di mantenere it riserbo su aleune parti della sua dottrina anche a causa dell'ignoranza del tempo, infatti: "Se volessimo divulgare dettagliatamente tulle queste cose lntraprenderemma . un'impresa grandissirna e difficile da comunicare; soprallullo perche di quesu tempi veda pochissimi veriftlosoji" tale condona "disturberebbe moltissimi, senza parlare poi d; alcun; nom; nuovi che le nuove ;nvenz;on; e le considerll4ion; relative es;gono", Pag. 5 AM.

6. L 'argomellto delhz Clavis Maglla Tomiamo ora al mistero della Clavis Magna e la risposta alia domanda perche sia stata pubblicata tardi e sono un titolo diverse diventa ovvia: non voleva svilire iI suo insegnamento divulgandolo tramite i libri, pereib pubblico per prime Ie parti ullime del suo pensiero, che Ie persone colte del tempo potevano apprezzare in quanto assimilabili a SlUdi di nmemotecnica, e solo quando i tempi volgevano al peggio con la sua imminente cacciata da Francoforte dette alia stampa la Clavis Magna, col titolo pili semplice possibile, rna tale da mettere in guardia 10slUdioso che si avvicini con la prudenza neeessa18

ria: "La compositione delle immagini. dei simboli e delle idee per ogni genere di invenzioni, disposizioni e memoria". II titolo medesimo richiama la definizione gil citata: "La ClLJvisMagna ... trona dell'invenvone e del giudivo delle sciem« e della ruenzione ejissaziolie arcana ", CC Pag. 232 Par. VI, in altre parole promette il modo di strutlUrare i contenuti della nostra mente, appunto Ie immagini i simboli e Ie idee in maniera da creare qualsiasi invenzione, sviluppare qualsiasi teoria, rieordare qualsiasi quantita di dati. Cos'altro pub essere la Clavis Magna se non la dottrina riguardanle il modo di strutlUrare Ie immagini che impieghiamo per pensare? Un'ulteriore prova del fatto che il De Imaginum ~ state composto prima del De wnbris e del Cantus Circaeus sta nell'affermazione che troviamo proprio ~. nelle prime righe di quella che dovrebbe essere I'epistola dedicatoria, egli dice infaui che si tratta dell' "unica delle eminenti proli del (suo) ;lIgegllo gid conceplta e /issata per iscritto .. parole che davvero risuonerebbero incomprensibili se fossero Slate vergate praticamente a conclusione della sua attivila di scriuore. Non mancano neppure altri argomenti interni a sostegno di quest'ipotesi: I) II fauo che i loci di cui parla sono ancora dei loci immobili, quadrangolari, e pertanto tali da precedere I'esposizione dei loci mobili circolari dell' AM e del cc; 2) II fatto che quest'opera che sembra dedicata alia memoria ha una parte introduttiva piuttosto sviluppata nella quale vengono esposti principi di carattere generale, come la teoria dei tre mondi, della luee e degli enti; 3) L'intero lerzo libro inoltre ~ dedicato ai sigilli, che eostituiscono ll trait d',m;on con la materia del secondo libro della Oavis Magna gii ricordato, il Sigillus Sigillorum; 4) Le opere che hanno per oggetto la tecnica della memoria devono essere 10gicamenle precedute da un testa che tratti delle inunagini e della fantasia, elementi essenziali di quest'arte sia presso gli antichi che per Bruno; 5) Ad abundantiam, aggiungiamo che, trattandosi den-opera tolosana, ed ~ note che a Tolosa Bruno commentb it De Anima di AriSlotele, esiste un chiaro collegamento tra la Clavis Magna e iI De Anima. Tutta la prima sezione del De Imaginum ~ dedicala alia studio della psiche in generale, e Aristotele vi viene citato due volle: "II nostro ;IItendere (cioe Ie operazioni della nostra intelligenza) 0 e/anlasia 0 non si tid senza/antasia" (CM, Pag. 52), e ancora subito dopo "Non intendiamo se non osserviamo i/antasmi". Ma non basta, dalle note in calce aile prime pagine della CM si pub rilevare come esse siano una
19

~i~ di riassunto dei temi del De Anima aristotelico, mentre I'argomento ~nnclpale del testo bnmiano riguarda I'impiego della fantasia sotto forma di Immagini, .0 fantasmi, cui Aristotele fa spesso riferimento senza poteme dare una trattazione ~ompletaper~M ~ materia dell'arte del pensare, quell'aspetto ollremodo prezioso del suo msegnamenlo che poteva venire OrferlOsolo a pers?oaJitl eccezjo~1i come it giovane figlio di Filippo, re di Macedonia, colul che doveva dlVentare Alessandro Magno. IIconcetto stesso di anima ~niversale intesa come luce diffusa ovunque e permeante tutta la reall1 ~memato dai commentatori arabi di Aristotele Averroe ed Avicenna in primo luogo. '

AM, PAG. 67: I soggetli: ·Percit> iI primo soggetto i 10 spozJo tecnico, UtIlI lOna predisposla nellafacoltdfantastica, dissemilUlla di ogm spede di ricettacoli che vi sono a,Olulllpassando dalle jinestre tkll'anlma. t distlnta in dl· verse pani e tromen« tulle Ie case viste e udite ricevendole secondo un proprio ordine e come all 'anima aggrada. E questa dejinizione rigUQrda II soggello comune delleforme comum secondo l'arte comune che dall'antichlld i stala riponata jino a noi.

1. Concon/anr.e ITa citadoni e tuto
Ma non ,~asta.poter.affennare the il DISEJC e stato composto prima delle altre opere, J ldenu~~~ne ~on la Clavis Magna sarA sicura solo quando avremo dlmostralo che I nchlaml del De Umbris e del Cantus Circaeus si adaltano al De lmaginum.
AM, PAG: 62: Nel !/~ro de/~ .Oavis "!agna hai 12soggeni di involucri: specie, forme, s~mu~a,!,: Immagln., spettn, esemplari, vestigia, indi1i, segni, note, carauen e s.g.,I,. CM, PAG. 59: V, anche pag. 204 Sigillus Sigillorum: Species figurae Simulacra, Similitudines, Imagines, Spectra, Exemplaria Indicia Sip Notae Characleres, Sigilli : ' , , AM, PAG. 64. CAP. XV: rlctJrdoll die in quest'arte:um possono warsi altri meui per conseguire II suo jine, che le cose sensibili, jigurate e determinate per lempo e per luogo, come abblamo palesalo che avviene in tulle Ie altre operazioni leen/che dell 'anima (v. primo volume tklla Clavis Magna). . CM, PAG. 116: cap.XVI, n sezione CM, PAG. 118: cap. U sezione, tulia CM, PAG. 78: cap. I, D sezione, tutto

II primo soggetlo tUlla~a deriva do; princ/pl della Claws Magna: II caos del· lafantasia sl PuO trauare in modo tale che ta potetlZJl cogltativa, bi/andando Ie cose visle e udlte. put>avanzare in UtIlI rappresenlQl;One cos( ordllUlla che con le sue membra prime e Ie sue ultime pani i in grado di partorire con gran· de feconditd epresemare le cose stesse percepite con le orecchie e con gli occhi come se ogm volta ;ncontrasse 10spetlacolo di un nuovo albero 0 animale omondo.

Non altriment; tale caos sembra comportarsi di una nube spinta do venli estemi, che per I different; e contraslanli impulsi e capace di assumere tuue le injinite jigure delle specie. Cenamente quanlo questo soggetto siafecondo e nobile. si puO giudicare meglio con 10 stessa esperiefIUI che con quais/os; ragionamento. TUltavia chi avrd pOIUIO penetrare ta Clam Magna indaghi, infatti non a tutti e concesso di penelrare quesla Corinto. •
CM, PAG. 77:

cap. D, D sezio~e

xvn.

AM,.PAG.70, CAP, VI: Unisd I Iuo,hi comunl ai Iuoghl co~~ I meno comuni ai meno comuni, I propri ai proprio I piUpropri e gil individuali aI plaproprl e agli individuali. Ora puo; renderti conto che non solo sarai libero da ogni paura dell'oblio, ma diventerai pili p'ronto e pill s/curo nel dipingere e rapprtsentare per!ettamente come pure hell'ordinaTe e llel rlceraue II metodo de; metodi. E hai questo a suo modo nelle radid del primo libro della Clavis Magna. '. ~ '. :

pe,nanlo i op!,onuno premeuere Ire considerQlionl alia pane prauca d~quest one. ~ p'}ma indoga chi e quail devono essere i soggett;. La sec~nda tnsegna qUQI,e di che maniera slana leforme do apprestare. La ter~ !nsegna ~ ada_lIare ~trumenJo. merzo tramlte II quate I 'anima opera plU svella. DI tutti quesli st i lTtJttato In modo dettagllato ed approfondilo nel primo Ilbro della Clavis Magna. v. immagini, loci e quant'altro, sia nel primo che nel secondo libra.
AM, ~AG••67:

'?

!'

cap. XIV: la fJSSazionedelle specie con la catena. AM, PAG,I87, CAP. II: Abbiamo trovato infatti un melodo per unire i singoli soggetti tra di loro mantenendo inlegre Ie estremild di dascuno, ed anche in maggior numero, e pia a IuRgo, come si put>vedere negli araml della Clavis Magna. CM, PAG. 114: cap. XV, tullO CM, PAG. 118: cap. XVD, tuUo
CM, PAG. 114:

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",
.)

21

CApltolo/

AM, PAG. 76, CAP.XIII: Quanto sia grande in genere la forza delle impression; e quali siano; modi di provocarle, di mantenerle e di variarle viene spiegato chiaramente nella Clavis Maglra v. I e II libro

Magna (poicM quella e I'origine di tuue te invendoni) e, q~elll che che ci SOllOsembrati pill ulili Ii spieghiamo diversamente secondo II luogo. Per la giustapposizione dei termini v. I libro sezione II,
La definizione di origine di tulle Ie invenzioni applicata alia Clavis Magna ~ ripresa da pag. 65 della stesso libro in cui, cap.XVI affenna:. ·E~co fermi

si chiama adiectum 0forma in questa senso cio che viene applicato ad un soggello fisico tecnico 0fantastico. con una ingegnosa prepara1.ione del pensiero per presentare, raffigurare, annotare 0 indicare qualcosa da esprimere 0 signlficare a somiglianr.a della scrittura e della pittura. Questo sistema riguarda leforme comuni Iramandate dall'antiehitdjilro al glomi nostn. IAfonna invece si ricava come dalle radici della Clavis Magna: t stato resa nolo e spiegalo l'ordine delle specie pensabili nelle statue, 0 microcosma, 0 disposlo general mente in altra architeuura per annotare mentalmente qualsiasi altro discorso 0 per raffigurare qualcosa deducendolo dall'lnjilrito spalio della fantasia che ammette ogni metamorfosi. CM, PAG. 80: cap. V, II sezione AM, PAG.87, CAP. IV. Cosf abblamo ;nventato un 'anefacile con la quale plasmiamo le cose udite 0 vtste con numeri convenient; al suo genere, COli 10 stesso ordine dei numeri, poi concepiamo l'ordine della cosa senma in modo che sapendo comare mouo facilmente impariamo a ricordarli. Sulla formazione dei numeri allraverso ogni cosa c 'e qualcosa di nostro presso poch,.. E la sua teoria sta nei libri della Clavis Magna dove si traua del numeri semlmatematici. III libro, numeratore, altro sistema CC, PAG.232, PAR. VI. Non Iocca a questo lavoro trattare de; luoghi verbali positivi e non pOlrebbero essere trauat; se non abusivamente da parte di quest'arte, in/alii Ii consideriamo nellibro della Clavis Magna ehe traua dell 'invemione e del giudhio delle scienze e della ritenzione e jissazione arcana. IA Clavis Magna Iratta in/alii dell'invenzione e del g;udi1.;o delle scienze (d;sposi1.ione) e della titemione efissasione arcana (memoria). Iluoghi verbali positivi sono trattat; nel I libro, cubili dei concinemi e assonanti. cc, PAG.241, CAP. XXX, PAR. II. Dall'agente I'atto 0 l'adone, come dalladro il furto. Se alcunllUilavia ;mmaglneranno altti modi oure quelli eleneau, Ii rilengano IUlli;nelusi e riducibili a questl daI momento che sono stali ridottl da una perfelta numerazione e eonsiderazione a tale numero, come appare chiaro a quanti conoscono bene la tecnica della Clavis Magna. CM, PAG. 80: cap. VIII, II sezione AM, PAG.l03, CAP.V: 7i si potranno presentare innumerevoli modi in cui pill tenn;n; si gluslappongono, purchl ti sia impraliehilo nell'uso della Clavis
CM, PAG. 180: 22

AM, PAG. 77, CAP. 1.lnvece

osiamo aJlennare che qualunque cosa su q~esto arg.omento g,l, antlCh,. ~ pensato, insegnato e ordinato (per quanto nsulla sp,e~a~o ne, lora scnt!' perveil Ill; in nostre mani), non ~ w,a parte eire si armonuu con la nostra ,"venzione oltremodo fenue cui e dedicato illibro Clavis Magna ",

Dunque la Clavis Magna sarebbe accostabile da un certo pu~to di vis~ ~per quanto errato- ai lavori classici in lema di memoria, mentre In realtA S!d~fferenzia nettamente per la sostanziale novitAdell'argomento, ~he non ~I~mltato alia memoria, ma sviluppa invece iI tema del nuo~o modo dl pensare~ II lema deU'Intelligenza Artificiale, cloe I'intelligenza svmcolata ~Ia ~asual!tAdelle sue manifestazioni e voluta, e il caso di dire programmata, an VIS~di prestazioni inimmaginabili per I'intclligenza naturale. La ~perta brumana pertanto c paragonabile solo alia scopcrta di un nuovo contmente, e la su~ figura pub essere avvicinata solo a quella di Colombo (IA Cena delle cenen, pag, 31). Infine, se questa e la Clavis Magna per accedere alia conos~nza, do,:remmo poterla impiegare anche per interpretare Ie altre opere b~.lanc, che.m qualche maniera Ie sono legate, basti pensare a tulle Ie traltazrom geometr1c~e c~e incontriamo neUe altre opere latine, e negli stessi poemi ~ncof~rtesl, gla tradotti in italiano, ma impossibili da intendere a fonda se Sl prescmde dalla conoscenza degli aui. A questo punte, riteniamo di aver dimostrato a sufficienza ~he la ~avis Magna si identifica col De lmaginum Compositione e ~ncludwno dlcendo ch~ nonostante tullO, ~ parzialmente vero che la ClaVl~ ~a~na non ~ stata DW scritta: non fu mai scritta nei termini che alcuni studiosi SI ~tte.rebbero sulla base deU'idea suggestiva e fantasiosa di Bruno, mage nnasclme~tale ~ol mantello scuro cosparso di stelle, it copricapo a cono e la bacchetta dl n?Cclo10, Non e stata mai scritta da Bruno I'opera di "magia stellarc" colma dl tenebrosi scongiuri e di oceulte "operazioni magiche"., .lUtto q~esto f~ceva pane del bagaglio culturale deU'intellighenzia dell"lnghllte~ ehsabettiana ~ra impaniata nell'abbraccio degli ultimi fantasmi del Medloevo. non ~ell. uom~ che apriva all'umanita una nuova era consegnandole it sogno e la mtssione di realizzare I'intelligenza artificiale. In relazione a questa scoperta possiamo comprendere che no~ sono,certo eecessive le pagine che Bruno dedica a magnificare la sua lnvenzlone, per

esempio nel dialogo primo de La Cena delle Ceneri, quando arriva ad affermare che se Apelle, Fidia, Teseo, Colombo vengono tanto esaltati per Ie lora realizzazioni cosa ".. de' farsi di questo che ha trovato il modo di montare al cielo, discorrere la circonferelll.a de Ie steUe, iasciarsi a le spalli la convessa superjicie deljirmamento? "Infiniti danni sono derivati all'umanitA dalle loro opere, assieme agli innegabili vantaggi, mentre "il Nolano per caggionar effelli al tuuo contrari, ha disc;olto I 'animo umano e la cognizione, che era rinchiusa ne I'art;ss;mo carcere de I 'aria.lurbulenlO ", cio~ nella fantasia, ..cosst al cospelto d'ogn; sensa e raggione, co' Lachiave di solemssima inquisizione aperti que' chiostri de IIJ verita, che 00 noi aprir si posseano, nudata ta ricopena e velata natura, ha donali gli oechi a Ie lalpe, illuminati i ciechi ehe non posseano jissar gli occhi e mirar I'imagin sua in tanti speechi che 00 ogni lato gli s'opponeno, sciolla ~ lingua a' muti ehe non sopeano e non ardivana esplicar gl'intricali senliinenti, risaldati l zoppi che non valean far quel progresso col spina ehe non put>far I'ignobile e dissolulo composto, Ie rende non meno presenti che s;fussero proprii abilalo,; del sole, de Laluna ed ailri nomati astti, dimostra quanlo siino simili 0 dissimili, maggiori 0 peggiori que; corpi che veggiamo lomano a que/Lo che n'~ appresso ed a cui siamo uniti, en 'apre gli occhi a veder questa nume, questa nostra madre, che nel suo dorsa ne alimenta e ne numsce, dopo aveme produlli 001 suo grembo, al qual di nuovo sempre ne riaccoglle, e non pensar oltre Ie; essere un corpo senza alma e vita, ed anche feccia Ira le suslatlle corporali. " . Capiamo onnai che non si tratta di una valutazione esagerata dell'imponanza di qualche libro di metafisica e mnemotecnica, ma dell'allusione alia grande scoperta di cui non puc>parJare apertamente perch6 "non fa per le spalli di qualsivoglia questa soma, ma per quelli ehe possono portarLa ... ", pag. 36. Questa conoscenza tuttavia non ~ riservata solo a rari fortunati, ~ aperta a coloro ·che non per inabilild di naturale impolenza, 0perprivazion d'ingegno e di disciplina, ma sol per non awertire e non considerare son chiamati orbi,' il che awiene per la privazion de l'auo solo, e non de la faeultd ancora. ",
pag.37.

Capitola II

AVVJAMENTO ALL'ARTE DJ PENSARE

1. Retorica c1assica e retorica bruniana

venzione, disposizione e memoria" usualmente citato come "La eomposlvo-

"La composizione delle immagini, dei simboii e delle idee per ogm tipo d! ~n-

Poiche tuttavia ci troviamo in condizione di dover attribuire a Giordano Bruno intuizioni che appartengono al patrimonio di conoscenze dell'uomo del Duemila, cercheremo di individuare nei filoni culturaii presenti all'cpoca del Nostro quanto era gil disponibile, visto che evidentemente non poteva aver inventato tutto da solo e deve aver ulilizzalo concetti gil presenti nella cultura del Rinascimento. (v. Appendice II)

ne delle immagini ", viene tradizionalmente catalogato tra Ie opere di mnemotecnica, come se fosse "La eomposizione delle immagini aijini della m~moria OJ; la mancata traduzione dellibro in lingue modeme ha poi contribulto al perdurare dell'errore. Una breve rifiessione sui tennini invenzione, disposizione e memoria presentali insieme, piuttosto, ci dovrebbe mettere suU'avviso e guidarci a pensare alia retonca, visto che questi sono i ire momenti nei quali I'insegnamento di quest'arte tradizionalmente si articola. Nella Rhetorica ad Herennium, (1, 2, 3) I'anonimo autore cosi definisce queste parole: -L'invenlione e la capadld di trovare argomenli veri 0 verosimili, cIu! rendllllo la causa convincente.lA disposizione ll'ordinamen/o e fa dis'ribuzione degli argomenli: usa indica illuogo che aascrmo di usi deve occupare. La menwria lla tenace presenza nel pensiero tkgli argomenli, delle parole e tklla loro disposilione". Se tultavia appare decisamente insurficiente, perch6 parziale, la categoria della mnemotecnica per farvi rientrare quest'opera tulta intera, del blllO fuorviante sarebbe I'attribuzione al genere di sbldi sulla retorica, visto che manca qualsiasi accenno aile lradizionali figure del discorso. "La relorica come e sempre stota trattala l un sistema Q posleriori basalo sull'analisi, mentre prelendedi essere un sislemaaprioriper l'esecuzione dell'opera letteraria".' 1..0 studio di questa disciplina non porta a comporre dei testi letterari, filosofici 0 scientifici, ma solo a un'analisi fine a se stessa di quanto ~ stato creato da altri. Ciononostante ~ anche vero cite 10 studio delle opere dei grandi pensatori e poeti ~utile per apprendere a nostra volta l'arte di cui essi sono stati maestri.
Anton o. Leeman, Ortllionis RlItio, Teorltl e pmtica stilinica filosofi "'tilll, Bolopa 1974, pas. 7

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24

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InlrodIlrJollt

CopitoloJI

Pur essendo vere entrambe Ie affennazioni, e evidente la loro contraddittorieti, che viene a risolversi quando si introduce la distinzione tra pensiero e sua manifestazione. Attraverso 10 studio delle opere altrui e possibile apprendere a seguitare il lora pensiero solo se abbiamo saputo ricreare in noi il movimento originale del pensiero che si vuol prendere a modello: l'imitazione dell'espressione formale si risolve invece in una ridicola parodia. Ecco perche e utile e al tempo stesso inutile 10 studio delle opere altrui. La partita si gioca sui terreno del preconscio e quando i risultati arrivano alia coscienza i giochi sono gil fatti. incandescente che e iI pensiero prima della sua defmizione conscia? Se e vero quanta affenna Aristotele, che il pensare consiste nella giustapposizione 0 conlrapposizione di imrnagini, e possibile impiegare I'attrazione naturale tra figure simili per suggerire alia mente dei modelli ai quali adattare la forma dei pensieri prima che essi siano definiti e per cosf dire cristallizzati? La risposta a queste domande costiluisce la materia dell'arte di pensare, non di quell'arte di esprimersi che e la retorica classica. ;. Bruno insiste ripetutamente sull'antitesi involuto/spiegato, e qi frequente it suo discorso appare involuto, enigmatico addiriltura, ma questo apparente difetto di chiarezza deriva dalla volonti precisa che sia i1lettore in prima persona a riconoscere e a svelare la veriti delle sue parole, non 10 scrittore a fornire una veriti preconfezionata, 0 per meglio dire, pre-digerita. Riteniamo sia questa la correna chiave interpretativa dello stile del discorso bruniano the e maieutico, allusivo e non definitorio, proprio per non correre il rischio di diventare dogmatico e percio morto e sterile. Questo non significa che egli rifiuti i pensicri chiari e distinti che siamo soHti riferire a Cartesio, gli Atri hanno proprio una funzione separatoria dei vari argomenti, di modo che non possano mischiarsi 0 sovrapporsi. Quando Cartesio lodava i pensieri chiari e distinti, Bruno aveva gil provveduto ad insegnare in che modo dovevano venir separati e approfonditi. L'allusiviti e i rinvii a dottrine gil esposte da altri, permette anche di risparmiarsi I'esposizione diretta e completa di tali teorie, senza doverle difendere come vere in s~, ma auribuendo ad esse una validiti puramente funzionale al discorso che viene fatto in quel momento. Non deve pertanto stupire la citazione di filosofi diversissimi che espongono dottrine antitetiche, proprio I'accordo su un punto preciso dimostra che esso e vero indipendentemente dal punto di vista dal quale ci si pone nell'esaminarlo. "Noi non scriviamo in modo da volere 0 anche potere essere compresi da tutti e su ogn; cosa",
26

eM. Pag. 122, rna

evidentemente solo da quanti possiedono i riferimenti culturali necessari. Un grande pensatore non e colui che spalanca Ie porte dell'ignoto perche tutti possano guardarc oltre, a questa categoria appartenevano Blake e Boehme, quelli che noi siamo portati a definire visionari piuttosto che filosofi, it mestiere del filosofo non consiste nel rivelare la sua verita, rna nell' aiutare gli altri a scoprire la propria, il mestiere della levatrice, 10 definiva Socrate, non
dell'architeuo.

E possibile allora adattare i codici usati per I'espressione finita a quel magma

Non e forse vera che la grandezza di un maestro si giudica dalle cose che sanno fare i suoi allievi, i quali costituiscono I'oggetto della sua arte di educatere? E del resto educare non significo forse all'origine "portar fuori", piuuosto che "riempire" come oggi si pretende? Bruno compie la rivoluzione copernicana della retoric)l spostando I'attenziane dal momenta in cui il discorso e formulato a queUo immediatamente precedente alia fonnulazione stessa del pensiero in concetti definiti, e per fare questo pone al centro del sistema la memoria intorno alia quale ruotano Ie altre parti. L';"VCIIZ;OIlC non IIpili uno dei momenti dell'esame stiliSlico, rna diventa I'obiettivo al quale mirano gli sforz! creativi dell'autore, mentre la disposizione e strumentale ad esso. II processo cogitativo propos to da Bruno prende Ie mosse da un dato presente alia ragione, e dalla successiva domanda: cosa conosco intomo a questo argomento? Ad una mente non organizzata, Ie risposte si affoll3Oo creando una certa confusione, Bruno propone invece di fabbricarc coscientemente delle categorie logiche in modo da avere delle precedenze in base alle quali Ie informazioni presenti alia memoria si avvicendano sulla seena della coscienza. Queste categorie sono visualizzate come dei loci di memoria, dai quali si estrae tutto quanto puo servire come materiale grezzo alia costruzione del pensiero.
2. Gli Atli

PoichC tutto prende I'avvio dalla mnemotecnica, notiamo che la differenza pili macroscopica tra la versione classica t e quella bruniana sta nel fatto che quest'ultima utilizza un impianto geometrico e non "reale" come la prima. Si tratta di una scelta che gioca un ruolo importante nel chiarire la visione di quanta viene osservato poiche i rapporti di affinitl e di contrasto tra gli elementi che compongono il quadro vengono significati spazialmente, ponendo la premessa che porta a sviluppare la logica simbolica bruniana e tutta I'arte di pensare.
v. Appendice 27

I"'~

B

COllitull,e 10sviluppo della letter« B della prima jigura.

AtrIo della Basffica

Dprimo atrio, cosf Bruno defioisce i luoghi della memoria, funge da iodice, 0 luogo comune, degli atri particolari e come essi compreode 24 luoghi rappreseolari dalle lettere deU'alrabeto.

AIrio deQ'AIIare Costnlliont dtll'Atrio leeondo It iltl1ll.loni del CtlpltoUIn, IV t V. CoslitulIce 10sviluppo ulleriore della lettem A dellajigum preeedentt.

Coslitulsee to sviluppo della lttttra C dellD prima jigum. Tutti gU allri Atrl costndti con II mtdeslmo criterio.

AtrIo del C8rcere

VQIUIO

28

29

In,roduz/ont

Ctlpl,olo II

Si noti la disposizione delle figure e dei concetti, non giustapposti nel diagramma, ma disposti a contrasto I'uno rispetto all'altro, cost I'altare si contrappone alia basilica, come iI carcere alia domus. Si wole chiaramente evidcnziare Ie differenze tra concetti amni, come altare e basilica, 0 carcere e casa, in modo che siano pili nettamente distinti. La prima figura ordina sono la voce "altare" tutti i luoghi comuni che a lora volta ordinano tutti i luoghi panicolari. Sull' impiego degli Atri come loci della memoria si rimanda all' appendice II. 3. I Cubili Gli atri rivelano la loro utilitAnella memoria delle cose, ma risultano di impiego difficoltoso nel campo della memoria delle parole, per esempio avverbi o aggettivi astratti. Per questo seuore Bruno ha escogitato i "cubili" 0 camere, che completano I'architettura degJi atri, Vengono iIIuslrali due tipi di cubili, uno rettangolare e I'altro composto di triangoli equilateri disposti a formare un quadrato come nella figura di pagina 31. I cubili delle vocaliche sono rettangolari e vengono impiegati per classificare sostantivi, aggettivi ed avverbi secondo la sillaba iniziale delle parole che cominciaoo per vocale. Cosi, iI primo cubile si chiama BAccanJe e contiene Ie parole che iniziano con la prima consoaante, la B, preceduta da una delle cinque vocali, dando cosi AB, EB, IB, OB, UB abstinentia e absolutio, a sinistra in alto, a destra in alto invece obstaculum e oblivium. Nell'esempio sono riportate solo parole che iniziano con AB e OB, rna in seguito verranno fomiti i modelli anche per Ie altre. Abstinenlia (aslinenza) Absolutio (assoluzione) _______ _______ BACCANTE DOLATOR (Tagliapielre ) _______ _______ Obstaculum (ostacolo) Oblivium (oblio)

vengono impiegate in tale posizione. Si viene a formare in tal modo un catalogo di parole di facile consultazione mentale: posta la consonante si sostituiscono velocemente le vocali che precedono e seguono la medesima e si trova la parola che serve, poicM si dispone delle sue prime Ire tenere.

E un gioco e un lavoro che va fauo all'inizio con I'aiuto di un dizionario, ma ~ assai utile per disporre di un'ampia scelta di termini, il che significa, in ultima analisi, di un gran numero di concetti. E interessante notare come I'attenzione viene rivolta esclusivamente al suono della sillaba e non al suo significato, per cui vengono raccolti nello sresso cubile i suoni AB e AD che nella lingua latina indicano due movimenti opposti, I'uno di allontanamento e l'altro di avvicinamento. Ma incontriamo il primo cubile completo con Ie 4 vocali alia parola CUstos, (custode), che dA accusa, accettazione, egestas (Ia "c" viene pronunciata nei dialetti meridionali come una "g") e addirittura il ditlongo "ae", che in latino viene pronunciato "e", vicnc rappresentato dalla parola aegritudo (malattia), rna non manea Ie con icona, heic (qui) e OC con OCcasio e OCcupatio.

Addizione Adolescenza

Idolatria Id~

Figura 1 - CUB1LE DEllA BONTA Un saeerdole vestito di linD me bTUciaineensi colluribolo presso l'allare C"bile delle parole me inivano con la lellera B. Dollrlangolo etnlrale rlcaviamo Ie Ire lettere inivali BAL, BAM. BAN ecc•• el,e possono essere seguite da una delle voeali 0 eonsoMnli dei Iriangoli faterali, a /onnare BAUD, BAMBO ecc.

Sono prese in considerazione solo Ie 12 consonanti che ricorrono al secondo posto nella lingua latina e vengono trascurate invece la H, la Q e la Z the non
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I cubili delle consonantiche, ci~ delle parole the presentano per prima una sillaba che inizia per consonante, hanno forma triangolare e presentano una maggiore complessita perche sono in numero quasi triplo, 30 contro i 12 del primo tipo, sono significati da inunagini complesse, (per esempio Bonitas, la
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IIIII'OduzJone

bonIA~ rappresentata da un sacerdote vestito di lino che brucia incensi col turibolo presso l'altare) che non sappiamo dove collocare, se dentro 10 spazio geomemco 0 fuori della siesso, e Ie infonnazioni suU'impiego di questi cubili sono particolannenle confuse, rna tali comunque da far capire come essi vadana considerati, un vero e proprio software per ricavare dal profondo della menlCIeparole che ci servono, superando iblocchi e Ie resisteoze inconsce. Nel cubile della BontAabbiamo almeno S soggelti ognuno dei quali compie sei tipi di azioni. Questo richiede una chiara definizione del comportamento che si vuole significare, non basta cioo rappresentarsi come bovaro un tipo malvestito emanante cattivo odore, ma occorre per esempio che pascoli Ie mucche, Ie raduni, Ie munga, pulisca Ie stalle, sparga il fieno nella mangiatoia, aiuti Ie muccbe panorienti. Tutto questa avviene nel segno della bonIA, pertanlo Ie azioni del bovaro che ricadano nella calegoria della cauiveria sono escluse, non 10 si immagina n~ mentre scanna un vitello n~ mentre ruba il bestiame degli alm allevatori.

L'impiego dei modelli bnmiani tende a soslituire la fantasia anarc:bica e spesso rivolta alle negativill con una fantasia regolata e positiva. Pertanto non si contemplano azioni moralmente condannabili, rna solo quelle che stimolano al giusto pensare, al giusto parlare e al giusto agire, secondo Ia tecnica della sostituzione ampiamente trattata nello Spaecio della Bestia Trionfante. Con i cubili si entra nel campo della programmazione linguistica, non si tratta pi6 di disporre dei dati della memoria, rna di allargare Ie capacilAespressive e razionalizutrici con l'impiego di un numero adeguato di eoncetti rappresentati dai vocaboli utilizzati. .

Figura 2b - SPIEGAZlONE DEU£ IMMAGINl SENSIBILI CONL'mONE DELLE ALTRE VOCAU

nante.

Figura 2a - CUB/LE DEW BONTA Cubile delle parole me iniliano per vocale e IuInno la B come prima conso-

Ia lel'Zlle quana lenera e le consolUJlJliagli angoU sono te lerzt e quane lellere della parola. Es. ABELE. ABITO, ABORTO, ABISSO e Ie inmunerevoli alIre esillenti 0 creabiU con queslo melodo.

I.e COIISOnanti agli angoli de; IriangoU centrali sono Ie seconde e Ie lerze consonanti della parola da ricordlJre. La VOctJleal centro dei trlangoU IaleraU indica

Dai cubili vengono presi quei soggetci che indicano Ie moDi che hanno luogo negli atri e danno vita cost a racconti fantastici, vere e proprie metaCore di quanto poi dom essere espresso con linguaggio razionale. Secondo la mnemotecnica classica gli am dovrebbero servire come appoggio alia memoria per ricordare faw e nomi, rna possono venire impiegali anebe per ricordare parole astratte come ARTEM, per esempio, perch~ basta leDer presente la lenera corrispondente aU'immagine per trovare come la sequenza aequtJ, carcere, tavecro, thorax, fuoeo. corrisponda alIe lettere a, r, t, e, m, Delcaso del secondo atrio dell'altare, mentre nell'atrio del carcere la sequenza sarllaccio (un uomo con Ie mani legale), salterio, pappagallo, vecchietta,
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IntrodutJone

OIpllolo II

neU'atrio della basilica Ie immagini corrispondenti aile lettere a, r, t, e, m sono invece inferno, piscina, tenne, aunmello e tesoro (v. primo esempio di combinazione). Notiamo che mentre nella costrUzione del primo atrio dell'altare I'est e posto in alto a destra, negli atri seguenti I'est viene spostato in alto a sinistra, e conseguentemente Ie lettere dell'atrio vanno fatte slittare di due posti, come nella figura seguente. Per aggiungere ancora un pizzico di difficollA e di mistero, poi, il Nostro tiene ferme Ie tre immagini in basso a destra deU'elenco e, invece di indicare la M con Ancora, Nube e lArva, usa Fuoco, Vecchielta e Tesoro, lasciandoli nel posto che occupano nell'elenco.

Questi ~rocedimenti sono assai pericolosi da adottare nel campo della moemotec~ca, data che lasciano spazio ad errori ed incertezze, viSta che, per esempio, onem potrebbe essere anche il nome di un luogo e percib Ia mente del moemotecnico potrebbe divagare inutilmente lontano dal suo obiettivo. Bruno non poteva ignorare it falto, ma questo inconveniente per la memoria costituisce la prova che ormai ci si sta allontanando dalla moemotecnica per entrare nell'ambito dell'inlelligenza artificiale. Non la memoria ma l'intuizione entra qui prepotentemente in gioco, con la forza della fantasia poetica, cioe creatrice. Colui cbe si sforza di ricordare ricrea una siluazione 0 una parola, e un artigiano che nella sua bottega ordinata e pulita produce qualcosa di unico e di nuovo, anche se rispeltoso dei modelli tradizionali, non e uno stanco archivista di parole morte. Ma il brano titolato secondo esempio di combinazione tratta anche degli "aggiunti" , appunto immagini di esseri viventi, uomini e animali che si aggirano negli atri e Ii rcndono vivi emotivamente, e sono Ie espressioni verbali 0 verbi. Non ~ arbitrario l'aver accostato I'immagine del cane al tempio e at templare: nella lingua italiana c' e il deuo ..essere come it cane in chiesa" , per intendere la condizione di chi si trovi assolutamente fuori posto e rischia di continuo l'ostililA dei presenti, poiche gli animali vengono scacciati dai luoghi sacri. Quindi mentre it Templare, monaco guerriero che difende illuogo sacro, e collegato altempio per analogia, il cane 10 e per opposizione. n Templare scaccia il cane dunque, ma questo 10 morde, come e nella natura del cane. La scenetta che Bruno ci propone e vivace emotivamente e al tempo stesso spontanea percM liberamente creata dalla fantasia di chi contempli I'immagine descritta. II terzo metodo per la combinazione utilizza i cubiti, sia degli accinenti che dei consonanti. Allora Ie prime sillabe delle due parole ARmigero e TEMperante formano esattamente ARTEM. E una specie di funzionamento trifasico della mente umana cbe nella forma piti semplice pub venir descritlo cosf: una volta percepito un concetto si chiede quale utililA 0 danno ne possano derivare e fa I' elenco dei pro e dei contro. Bruno propone di usare delle immagini per ravvivare il ragionamento facendo in tal modo partecipare Ie emozioni che sono it carburante della fantasia. E. facile notare che questo e iI mondo psichico degli Egiziani, come oggi sappiamo per certo dalle conquiste dell'Egitlologia, ma non era ignoto a Bruno che 10 aveva appreso dalla leltura di Plotino e Giamblico. Certo e esattamente iI processo opposto di quello che oggi viene sollecitato da piti parti incoraggiando I'impiego di un discorso astratto anche laddove it ri35

Figura 3 - CUBTLE DElLA BONTA SECONDO ALTRE CONSONANTI In ogni triangolo doppio sei/orme dell'attlvitd indictJta 0 utensili impiegati.

U secondo tipo di combinazione riguarda Ie sillabe e i suoni delle parole, non piti Ie singole lettere. Cosf, dopo aver memorizzato tutti i luoghi proposti si POSSODO contempJare tutti insieme nei singoli costituenti e datl'atrio dell'altare si estrae la siUaba TRO di trono, mentre datl'atrio delle terme si prende la sillaba TEM di tempio. Basta rovesciare la prima sillaba e si avra ORTEM, facilmente riconoscibile per ARTEM, oppure neU'immagine del tempio che e posta nell'atrio delle tenne si possono porre Ie figure di un cane e di un templare, non inanimati, beninteso, ma un cane che morde it tempi are, allora il suono A della prima parola viene seguilo dal suono R della seconda, e il vocabolo viene completalo dalla prima siUaba della lerza, TEM.
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corso a tennini

CODCreti

sarebbe phi espressivo.

4. Gli Archedpi Nel secondo libro, dopo aver messo ordine nella memoria e nella fantasia, si passa aUa descrizione degli archetipi, da Bruno preseDtati non quali semplici personiticazioni delle emozionl soggenlve, ma soprattutto come strutture emotive della realtA psichica. Gli archetipi bruniani non si possono dermire con una sola parola, a meno di impiegare il nome tradizionale: Giove, Mane. Mercurio eec .. Ma chi 0 cosa ~ Giove? Solo la parola Giove pub fornime it concetto. anzi. Ie iuunagini. perche si tratta di un'entitA molto complessa e ricca di sfaccettature a volte contraddittorie. Giove ~ la Giovialira, ma anche I' Autorira e it Potere, la MagnanimitA, ma anche un sentimento di superiorira che in qualche modo contrasta con I'apparente disponibilira connessa all'idea di Giovialiti. Voler isolare un aspetlo negando gli altri sarebbe arbierario ed ingiusto, oltre che inesatto e pertanto vengono ritiutate Ie etichette 0 precise dermizioni razionalistiche per mantenere intatto il valore simbolico. TUlle Ie cose hanno inizio e fine, quindi ~ corretto metodologicamente partire dal padre degli dei, quel Giove che rappresenta la condizione di benessere e accettazione della realta dalla quale si sviluppano rune Ie situazioni emotive successive. Metafisicamente si pub parlare di gioviale ottimismo con cui il mondo va osservato.
Gi_

TUllOquanto abbiamo visto tinora non sembra aver nulla a che fare con la magia, ma anche volendo insistere in questa ipotesi, non si pub non respingere ogni tentativo di assimilazione alia necromanzia, visto che Ie immagini presentate sono nella stragrande maggioranza armoniose e rasserenanti, pur nella loro capacitA evocativa. Intine Bruno espone il metodo per completare Ie specie, intendendo con questo termine Ie parole che vengoDo rappresentate dalle immagini. In primo luogo si pub collegare un'iuiziale alia fine di una regione, cioe di una terna di inunagini, 0 alia fine di un atrio, utilizzando per esempio la parola A-TE-ne per richiamare TE-be, oppure Dian-A per ricordare Apollo. In secondo luogo si suggerisce di disporre gli atti in serie, di modo che la concatenazione Ii richiami. In terzo luogo si ricorre all'analogia di senso e di funzione. In quarto luogo si impiegano diversi alCabeli. In quinlo Iuogo si fa uso di un racconto che tiene insieme immagini diverse tramite la concatenazione della storia. Intine si puc}"cifrare" a tini mnemonici un'espressione disponendo su pili righe I'immagine di un agente, di un oggetto a lui collegalo e dell' azione relativa, di modo che per es. da BApliz.alor CUm urceo LA val e MIles cum VEXillo sAlTal si ricostruisce BACULA MI VEXA(N)T. Ma la composizione delle parole non avviene solo nel senso delle righe, bens' anche in verticale e diagonate, di modo che poche e semplici immagini possono contenere nelle sillabe che Ie compongoao interi discorsi. Abbiamo in questo modo raggiuDlo I'estremo opposto della simbolizzazione, Ie immagioi sono segni di parole e queste SODO traUlle come cave di materiale, scomposte nelle sillabe costitueDti e impiesate come significanti allo stato puro per signiticati all'origine sconosciuti. B una tecnica crittogratica ben nota aI tempo di Bruno nel campo delle comunicazioni militari e diplomatiche, rna ~ probabiJmente anche un esempio interessante di come dovevano interagire tra di loro Ie immagini degli am e dei cubili. Intine, dopo gli Am, vengono i Campi che sono degli Atri a1largati, nei quali sono elencati 54 termini aventi una qualche relazione logica con it nome del campo. Si tralla di schede con una serie di oggetti, Domi, coneeni da consultare quando si voglia parlare di quel campo: iIre 0 la regaiitA, il sardote 0 la sacralitA.

SaIumo

Cerchio delle figure divine

0 orchttipi

Si noli come la disposizione circolare permeuc la visualizzazione deUe affinitAe opposizioni Ira gli archetipi, ehe non sono considerati come figure sem37

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In.rodutJone

OJpI,olo II

plici ma composte di parti che unite tra di loro in modo diverso danno origine a principi metafisici assolUli, ma pur sempre raffigurabili con elementi degli archetipi. Cosf il Principio ~ composto dagli antecedenti e circostanti di Giove, dai talari di Mercurio e dagli assistenti di Sole; it Mezzo e dato dal pretorio di Giove, dalle ali di Mercurio e da Mercurio operatore, ecc. II secondo libro ~ quello senz'altro pili godibile e accessibile per la finezza psicologica che 10 penetra. L'oggettiv8Z!One .dei fantasm~ pili inquietanti: fame, povertl, malattia, morte, ma anche Ira, nmore, dubbio ece. offrendoci il destro di conlemplarJi nella lora natura intima ci pennette di esorcizzarli e scacciarli dal nostro animo come Perseo fece con la Medusa, tramite 10 specchio. Ecco perche la tristezza e una malattia mortale, proprio perche rifiuta Ie cure che la potrebbero far scomparire, con la guarigione dell'ammalato. "Si ama quando e profuga e abbandonata e odia la gioia e la fugge come genere nemico". (eM, Pa,. 133) Ma assieme alia descrizione della malattia abbiamo anche la cura, che consiste nella sostituzione degJi archetipi negativi con quelli positivi. Cosf la tristezza e "uno spettro avvolto in abito da lutto che nasconde il volto chino sotto la nera ruggine della fronte, lacero, che frusta dei cavalli macilenIi e stanchi i quali trascinano iI carro procedendo con grande lentezza auraverso una palude di salici tramortiti nel fango ripugnante". (eM, Pag. 133)
La ripugnanza che si prova a contemplare

I'affermazione "quali che siano Ie condizioni in cui io mi trovo ad operare riusciro ad affermanni". L 'umore viene quindi controllato tramite queste immagini che con la loro presenza sull' orizzonte della mente, ai confini deU'inconscio, operano silenziosamente per donare tranquillitA, equilibrio ed energia all'operatore, Capiamo ora la divisa bruniana "Triste nell'allegrezza, ilare nella tristezza". Questo e possibile quando si e padroni non solo della propria memoria, rna del proprio mondo psichico tutto intero, comprese Ie cmozioni e gli stati d'animo. E tutto questo viene reso possibite dalle immagini che nella lora oggettivilA ci mostrano come tristezza ed ilaritA si equivalgono essendo ambedue noslre proiezioni mentali, ambedue fantasmi che vivono solo nella nostra mente. II mondo esterno viene riconosciuto per queUo che e veramcnte, una nostra rapprcscntazione, e le nostre rappresentazioni possono veoir poste souo il controllo della nostra volontA, ecco svelato il pensiero di Schopenhauer, rna con qualche secolo di anticipo e con I'impiego di un ragionamento immediatamente trasferibile sui piano psicologico, e non semplicemente filosofico. Soprattutlo va soltolineato il fatto che non vengono messe in gioco le credenze religiose, la chiesa canollea ha l'indubbio merito di aver rispeltato Ie immagini, anzi di averne promosso I'impiego, quindi nel discorso bruniano non si possono trovare pericoli di "cedimenti" a religiooi orientali, al contrario, proprio la consuetudine di frequentazione del mondo delle immagini pennette al cattolico di accettare con maggior facilita Ie tecniche proposte. Ma la contemplazione degli arcbetipi $Volge una funzione importante ancbe nel campo della ragione, difatti Ie condizioni deU'inizio vengono rappresentate dagli antecedenti e circostanti di Giove, dai talari di Mercurio e dagli assistenti di Sole. L'inizio, intesa questa parola nel suo significato assoluto, direi quasi metafisico, infalti, ha bisogno della coincidenza di una pluralilA di faltori favorevoli, perehe possa avere un seguito, che ~ indispensabile per la sua stessa definizione. Altrettanto va delto del mezzo e cosf via per tUlli gli allri 23 concetti assoluli espressi con le Jettere deU'alfabeto (eM, Pa,. 171). Va notate il parallelismo Ira i nomi degli atri e la lista degli attributi che ci viene proposta alia fine del n libro: Altare. Basilica Principio • Mezzo 39

I'imm~gine s~pra d~scritta aiuta la mente distratta ed incena del malato a prendere In considerazione, cosa che non accadrebbe se I'archetipo della sua condizione non gli fosse state prima svelato appieno: "un bambino so di un monte, intorno al monte un fiume, presso it bambino due ragazze e vicino una cap~ c~e allatta" , oppure "Un fanciullo e una fanciulla in grembo alia Fortuna di CUI uno prende la mammella destra e I'altra la sinistra", ece. Le immagini gioviali del bimbo, della fanciuUa, del mont.e, della capra che allalla, richiamano I'idea di protezione, sicurezza, serenata, tutte cose che sono it contrario appunto della tristezza, che e solitudine, incenezza, desolazione ecc. E questo il pill bell' invito che si possa immaginare aI mondo della poesia, della crealivilA deU'autocoscienza, it rifiuto cosciente di queU'incantesimo malvagio che ci impone di vedere il mondo disanimato e ~&!io ~i en~rgie e di valori I'acceltazione gioiosa del mondo qual senza nmptanu per II mondo che p~trebbe essere. Un alto di fiducia ~elle proprie capacita crealiv~ ~he potrebberoessere riassunte nella frase ".0 sono dunque posso e vogho . Non I'accettazione della sconfitta: la situazione e quale gli altri I'hanno creata, ma

e

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Carcere Domus Equleus Fons . Gladio Horoscopo Ignis . Jugum. Lantema Mensa Nido . Ovile . Pabulum Quadriga Reti .. Speeehio Tenne. Veieolo Porta Bivio eli Pitagora Xenium Zelotypiae clavis

Fine . Convenienza Discriminazione Conttarietl Buono e cattivo di natura Conoscenza e veritl Ignoranza e falsitl Volontl e motivazione Amore Dizione Vaniloquio BeDedizione Maledizione Azione Possesso e accaparramenlo Bene fortuna e male Bellezza Grandezza Beatitudine e gloria Esiguitl Durata

dente nel cielo degli archetipi, in strelta somiglianza a quanto accade nella realtl fisica che ~ condizionata da1Iarealtl celeste, come affennano I'astrolo. gia, ma anche I'alchimia e tutte Ie fonne di emetismo.
5.1 SigilU

II.~igi1l~rappre~en~ all' origine it marchio del fabbricante, un disegoo. per 10 pm assll semphce, Impresso su UDa terracolta, the era destinato a richiamare alia mente dell' osservatore una quantitl eli notizie: it nome del fabbricante la cina di provenienza, 1'050 panicolare cui quel tipo di vasa era solitame~te adibito, la forma del vaso, Ie dimensioni. ecc. Bruno attribuisce al termine pen) uo'area semantica piu vasta, esso ~ Ia rappresentazione simOOlicadell'anicolazione di un tipo di ragionamento, it cui modello ~ offeno dall'Apocalisse di Giovanni con i sette sigilli. I sigilli giovannei costituiseono UDa learia di immagioi in movimento rutilaoti di luce, .pervase di voei rombanti, gementi, urlanti, che minacciano, implorano, pauscono, offendono, in una successione onirica eli grande intensitl drammatica, e dimostrano cosf la potenza del sacro quand'csso si mostra all'uomo. Altrettanto accade quando la travolgente forza deUa fantasia si svela alla nostra mente, che De resta affascinata, e tramite la contemplazione dei sigilli viene folgorata da intuizioni inaspettate. La capacitl di sostituire it segno al sOOOOlo, assando dallinguaggio metafop ri~o ~ queUo p.iuprop~amente logico-razionale, ~ gil stata sviluppata sin dai pnnn approccl al pensiero bruniaoo, che in questo campo ha trovato un terreno largamente arato e seminato, se solo pensiamo alla tradizione giudeo-cristiana e agli studi sull'ane sacra che sono arrivati a definire Ie cattedrali del medioevo come "Dibbie di pietra" e a riconoscere neU'iconografia di un chiostro la notazione musicale di un canto religioso. Come Mario Schneider ha dimostrato per Ie immagini OOpresse sulia pietra dei conventi eristiani, che erano degli appoggi per la memoria dei Crati.contenendo esse delle notazioni musicali, cos( i motivi geometrici the omano Ie moschee rappresentano spazialmente il percorso del pensiero che ripete del versetti coranici. Questa affermazione non deve essere intesa come se negasse validitl alia seoperta recente, che alcuni arabeschi contengono la eifra di conoscenze matematiche avanzate, siccM per apprezzare'appieno quel ceno disegno occorrerebbe conoscere approfonditamente la matematica. . eta molta rnatematica anche nella musica di Beethoven, rna qualora si arri41

Anehe se aI momento non siamo in grade di evidenziare i dettagli del collegamento tra le due fasi dell'ane del pensare, possiamo, tuttavia, quantomeno escludere che il secondo libro abbia ache vedere con la mnemolecnica anehe intesa nel senso lato che abbiamo visto nel primo libro. Riteniamo invece di poter affennare che il cielo degli archetipi sia da impiegare come un metalinguaggio, ci~ un modo di parlare sulla sttuttura del eliscorso che viene anicolato tramite gli aui e i cubili mellendone in luce gli aspetti che sono piu immediatamente coUegati con I'inconscio. Questo ci viene suggerito daI cerchio che richiude e limita gli aui e i cubili, la cui presenza va rapportata al cerchio degli archetipi riportato sopra. n pensiero che si svolge negli atri viene guidato da un movimento corrispon40

CtIpII,,/t) II

vasse a riconoscere nella Nona Sinfonia un qualche teorema non ancora noto, non per questo potremmo negare la validill di quanto ben conosciamo, che cioe si tratta, suI piano delle emozioni e dei sentimenti, dell'esaltazione dell'eroismo e della figura di Napoleone. Verill e bellezza sana qualill del divino, I'una nel campo del pensiero e l'altra in queUo delle sensazioni, ma fineM si percepiscono come separate restano velate nella loro essenza divina, solo quando si sente la bellezza della veriIl e la verill della bellezza si e vicini al Vero e aI Bello. Cosf la poesia e piuura, ma anche matematica e diriuo, anatomia e qualsiasi altra forma di conoscenza insieme quando e vera e anche bella perche mostra I'annonia della Datura, specchio della beUezza divina.

Cia ha impedito a quel tempo di riconoscere e diffondere la scoperta bruni an L' impreparazione della coscienza cellettiva a compiere iI saito di qualitA r iCSlodaU'impiego cosciente di luUe Ie facolll della mente umana, L ueggiamento repressivo era sufficiente per assicurare alia classe dominante tutti gli agi immaginabili, le classi inCeriori vivevano nelle tenebre di un'ignoranza totale, la suggeslione della materia incatenava Ie coscienze. Non era necessario sviluppare Ie capacit! intellettive dell'uomo bastava tagliare con la ControriCorma ogni contallO COD forme di pensie~ diverse da quelle autorizzate, ed un conformismo piatto assicurava la parvenza di aeeord~ e annonia necessaria a lranquiUizzare e a far sonnecchiare Ie pigre coscienze dell'epoca. Cuius regio eius religio. II potere politico ed economico si sposava all' autorill religiosa di modo che era necessario attendere Ia Rivo.luaicne francese per affermare il diriuo di ciascuno a pensare liberamente. Ma I'a~ce~to posto ~a! giacobin! 50 m~ggioranza e Iiberta doveva portare poi al totalitarismo socialista e fascista, SI doveva sviluppare i1 capitalismo modemo e insomma si doveva arrivare ai nostri giorni per poter riprendere iIdiscorso iniziato secoli Canei conventi e nei circoli dei dotti sulla necessit! di ampliare Ie capacit! intelleuive dell'uomo per metterlo in grado di utilizzare in misura maggiore quel cervello che impiega a tutt'oggi solo in mi50ra inferiore al 10%. Ache scopo la Natura, Dio 0 il Grande Architelto dell'Universo ci avrebbe formto un organa cosf sovradimensionato rispetto all 'uso che finora ne ~ stato fauo, se non in vista di un suo impiego completo? Oggi la scienza ha raggionto un tale grade di complicazione concettuale che diventa necessario disporre di ~ggi~ri ~paci';l che nel passato, quando bastava aver appreso qualche nozione dl anslotehsmo per credere di essere in grade di spiegare quaIsiasi fenomeno. Perche il fuoco brocia? perch~ ha una virtU ignitiva. E in tempi pili recenti: perchC scoppiano Ie guerre? Perche I'eccesso di produzione costringe icapitalisti a distruggere una parte dei beni per creare altra domanda. Uno state socialista invece non pUDfar guerra se non per difendersi. Poi ci sono ~tate Ie.~erre Ira stati socialisti, ma questa non ha dimostrato nulla, secondo I marxtsn, perche la guerra tra Vietnam e Cina, per es. dipende da on modo erroneo di intendere iI socialismo. L' interpretazione storica del cristianesimo non ~ dissimile: uno Stato formate da cittadini e govemanti crisliani rifiuta la guerra, percM ambedue Ie categori~ di uomini obbediscono all'insegnamento che bisogna amare il proprio nenuco. Le guerre che storicamente si sono verificate tra stati cristiani dimostrano solo che il crislianesimo non e stato applicato correttamenle. Video meliora proboque deteriora sequor. La scissione tra senti mento, pen43

Ma torniamo all'impiego di sigilli per indicare strutture di pensiero. II sigillo entro un atrio 0 gruppo di atri, con il costante collegamento con iI cerchio degli archetipi che indicano il colore 0 limbro emotivo prescelto. Siamo consapevoJi del Cattoche qucsti pochi cenni non esauriscono l'argomento, rna saremmo felici che degli studi finalmenle seri venissero intrapresi sull'arte del pensare del Nostro, ricostruendo nei limiti del possibile i procedimenti da Lui escogitati, ai quaJi allude nelle sue opere latine. Bisogna torturare il testo per costringerlo a raecontare tutto quanlo nasconde, e mentre per esempio, atri e cubili si possono far rientrare gli uni nella memoria delle lettere gli altri delle sillabe e dei suoni e delle parole astratte, i campi restano una parte non completamente riconducibile aUa memoria, ma phi alia creativita spontanea, e pertanto sono pill meritevoli di attenzione perche, tutto sommato, rappresentano una situazione pill "naturale", nel senso che gli spazi chiusi sono meno frequenti in natura che non quelIi aperti e pertanto quando si arriva a poter fare a meno di recinti e barriere nel pensare iI processo cogitativo e veramente libero e quindi maturo. P. Rossi parla di "Iogica fantastica" , dimostrando cosf eli aver intuito i termini del problema rna di non aveme valutato appieno l'importanza, 0 comunque di averla sottovalutata largamente perche I'attenzione del Bruno non si limita alia logica, ia quale resta pur sempre uno strumento della razionalill umana, rna investe la lotalill dell'essere, emozioni, senlimenti, memoria, aneggiaMento verso la vita, visione del mondo, capacill espressive a livello linguislico, crealivill, fantasia, tutte cose che con la logica hanno poco ache vedere. Resta di somma importanza invece I'aver documentato I'esigenza manifestatasi tra il '300 e il '600 di potenziare Ie facolt! mentali dell'individuo auraverso on metodo di memoria.

e dato dal percorso del pensiero

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InlrDduzJon~

OIpllololl

siero ed azione non potrebbe venir nppresentata meglio. Bruno con la sua Clavis Magna ci fomisee la via per meuere ordine nella nostra inlerioriIA e far s( che i valori umanislici presenti nel socialismo e nel crislianesimo abbiano una qualche possibililAdi venire applicali nella realIAstorica che nella sua varieaaed imprevedibilitl richiede la presenza di uomini dotali di capaciIAassai superiori rispello a quelle dimostrate da quanti hanno agito (mora. Per cambiare iI Mondo bisogna prima cambiare noi stessi perche noi siamo i figli e i padri di questa Mondo. Non ~ necessario combattere per affermare Tollennza e Amore, basta essere lOllerantied amabili con gli altri e se ~ vero che bisogna compiere degli sforzi, quesli vanno direlti nel senso di aumentare la chiarezza delle nostre idee, per prima cosa, e poi delle nostre parole e infine delle nostre azioni: i nostri inlerloculori non potranno far altro che conformarsi alia veriIA quando noi per primi siamo riusciti a metteria in atto. A1trimenli anche a noi potrebbe capitare di pronunciare la tragicomica frase "Sii mio fratello 0 Ii uccido", tragica perche troppe vite sana state distrutte nel nome della fntellanza universale, comica perehe il poveretto che la pronunciava non si rendeva conto del fatto che la volonlA omicida non puo mai accompaguarsi al sentimenlo di fratellanza, che ne costituisee I'antitesi. 6. Ricapitoltu.ione 1) Preparazione della memoria artificiale con Atri e Cubili, codificazione e decodificazione, trasformazione da segno a simbolo e viceversa, logica dei contrasti e delle giustapposizioni in una dialettica evolutiva. 2) Riconoscimenlo degli Arehelipi e delle lora funzioni in analogia all'astrologia 3) Catalogo delle differenti forme di pensiero (sigilli) che costituiscono 10 stampo dell'impronta che si wol dare al ngiooamento. Formazione delle immagini mnemoniche che accompagnano parole inusuali I. Sigillo Ordine delle combinazioni Ordine del nggruppamento II. Sigillo NumenlOre, criterio ciassificatore III. SigiUo Esempio di trasformazione del racconto simbolico in IV. Sigillo ngionamento astralto tramite la decodifiea delle immagini proposte da Virgilio nei primi versi dell'Eneide. Signifieativamente ~ litolato Proteo nella casa di Mne44

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mosine, essendo Proteo iI dio che tuHo sapeva e poteva assumere qualsiasi forma, chiara allusione al passaggio da simbolo a segno e viceversa. V. Sigillo Catena Modo di effettuare i collegamenli tra cose falli e persone disparati. VI. Sigillo Modo di sviluppare un discorso a partire da un data semplice VII. Sigillo Combinazioni tta elementi provenienti da diverse linee di pensiero. Avendo eompreso all'incirca iI funzionamento del meccanismo descritto, sorge immediatamente il problema di sapere quali siano i limiti dell'arte bruniana ehe, facendo uso di un numero Iimitato di strumenti, pottebbe non esse-~···--'re in gndo di esaurire I'infinita'variell di pensieri ottenibili "naturalmente" l:io~ senza l'impiego dell'ane di pensare. • La risposta ci viene dagH studi di Propp sulla "morfoiogia della fiaba" , intendendo per fiaba un racconto fisso, e percio possibile oggetto di esame oggettivo, tramandato di generazione in generazione. Ebbene, tutta I'infinita variell di situazioni e determinata da una risttetta serie di funzioni che una ancor phi ristrelta serie di protagonisti incamano. Quando si decodifiehi iI ncconto passando dal piano simbolico a queUo razionale, riportando il personaggio al concetto che esso rappresenta, e si trasformi la funzione in complemento indiretto 0 direuo, secondo Ie regole deU'analisi logica tradizionale, capiamo che non ci sonc limiti aUa variell dei ncconti possibili, beneM si esprimano tutti attraverso un numero Iimitato di forme. Esaltamente come accade per Ie tenere deU'alfabeto che, in numero limitato sono all'origine di una quantitl infinita di parole. Ma se la nostra mente i! gil in grado, pOlenzialmente. di esprimere qualsiasi pensiero, qual ~ la necessill dell'aete di pensare? L'autocoscienza in primo luogo, cioe la necessiIA di essere coscienli di come e cosa pensiamo, in seeondo luogo 1'0pportuniIAdi effettuare coscientemente tulle Ie combinazioni possibili di conceui in vista di una eonclusione non arbitraria.

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Conclusione

Arte di pensare 0 scienza dellibero pensiero? Noi oggi siamo portati a definire scienza cic)che rivesle una qualche dignitl di pensiero sistematico e guardiarno con sospetto il termine arte ehe riserviamo a queUe manifestazioni del10 spirito che rivestono un carattere ludico come Ie arti marziali 0 l'arte della pittura ecc. In considerazione della sisternaticitl dei procedimenti indicati, ehe peraltro sono avallati daUa riOessione filosofica testimoniata non solo nell'ambito delIa civilll europea. rna altresl in culture lontane, siamo tentati di applicare il termine scienza, ma la fedeltl alle seelte espressive dell' Autore e it rispetto per la cultura altuale ci fanno preferire il termine arte, anche perche it pensiero risultante dall'applicazione del metoda bruniano non ~ necessitate nelle sue conclusiom, rna rimane libero di muoversi secondo Ie spinle interiori. La relOricabruniana del pensiero 0 arte del pensare bruniana e anche, rna a questa pun_to direi sopratbltto, una strada verso I'autocoscienza, verso Ia realizzazione del~. Una strada iniziatica, insomma, visto che I'obiettivo e la trasfonnazione radicale del panorama psichico individuate. Ma e possibile una strada wziatica che prescinda dall'miziazione? Non e questa illuogo per discutere it problema ehe e gil stato affrontalO daI Guenon, per esernpio, rna possiamo lUttavia cogliere una qualche affinitl con Ie procedure inizialiche in senso streUo, come quelle ancor oggi pralicate nella Massoneria, consistenli nella pralica del silenzio e della concentrazione. L'arte di pensare e una strada filosofica, laica, priva di apparati cerimoniali e soprallUtto sehiva di ogni intermediario ehe proponga di facilitare I' accesso a stali superiori di coscienza, e si affida solo ad un metodo e aile eapacill individuali di giudizio.

Seconda Parte

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di GIORDANO BRUNO NOLANO

Come comporre immaqini; sim boli ed idee da impiegare in ogni genere di inoenzioni. di strutturazioni e di memoria
Libri Ire
All'Rlustre e generosissimo Signore di Elcovia Giovanni Enrico HainceUium Credete e coplrete Franco/Orte Presso JohDnn Wechel e Pietro Fischer soci
1591

AL NOBIL1SSIMO E lILUSI'RE Sig. Heinrich Heinzell Signore di Elcovia

Giordano Bruno Nolano

L' esempio della tua indole nobilissima, la vivacissirna sublimitl di ingegno e la generosilA della perfeua umanilA, 0 iIIustre Signore Heinzell' , mi provocarono, spinsero e indussero, a perenne testimonianza della mia stima, a partorirti quest'opera che delle eminenti proli del mio ingegno ~ la sola gia concepita e fissata per isentto. Iltema fondamentale riguarda la composizione delle immagini, dei simboli e delle idee, ai fmi della creativitl, dellaslnltturazione "C della memoria. Allora se cic}che espongo, ricerco, esamino, riesco anche a penetrare, definire e sostenere, cosiccM I'impresa sia facile, a tal segno da non poter essere pill facile, sia breve perche non puc}essere pill compendiosa, sia completa perche difficilmente potrebbe essere pill esauriente (0 perlomeno esser ritenuta tale) e su un argomento pill nobile di questo, davvero mi sembrera di aver conseguito un risultato non disprezzabile. L'idea, I'immaginazione, la simulazione, la configurazione, la desigoazione, la notazione sono tulle opere di Dio, della natura e della ragione e per loro analogia la natura annunzia ammirevolmente la divina lZione, immediatamente dopo I'ingegno umano emula I'operazione della natura (quasi tentando anche mete pill alte). Chi non vede con quanta pochi elementi la natura faccia cosf tante cose? Invero non c' ~ nessuno che ignori donde derivi la volontl che variamente dispone, ordina, compone, muove, applica i4 elementi e, cic}che ~stato formato e figurato sotto vari simboli fa passare dall'abisso della potenza alia sublimilA dell'allo. Ma, per Dio immortale, cosa puc}essere pill spontaneo per I'uomo della numerazione11n primo luogo perchcS~ UDO,due, tre, quattro; secondo, percM I'uno non ~ due, due non sono tre, e tre non sono quattro; term percM uno e due sono tre, perchcSuno e tre sono quattro, far questo ~ fare tullO, dire questo ~ dire lUllo, immagioare, significare e ritenere questa fa sf che tuuo quanto si presenta viene percepito, il percepilO compreso, e il compreso ricordata. Tutta questa luee ~ presente, chiara ed esposta alia ROStraintelligenza pill che
OioYaMi Enrico Hainzell, nobile proleSl8nle. amminlstro II chiesa eli Augsburs. ru rinchiuso nelle pria10ni lustrlacbe di suenzbura per ali Iltacchl contro i suol avvenari polhlcl. eYlse e 51rlparo in Syizura dove acqulst6 la slgnoria dl Ellgau nel cantone eli Zuriao. (Spampanato. pag. 4S0)

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la luee del sole possa essere evidente agli occhi estemi; questa infatli sorge e tramonta, e non si mostra tulle Ie volte che ad essa ci volgiamo, I'aUra invece ci ~ pill vicina di noi stessl, ~ tanto presente alia noslra mente che essa stessa ~ mente. Vuoi intanto che dica perche tanto pochi sanno e imparano? Perche, dieo, cio che ~ dentro di noi stimiamo esser lontano di tanto cielo? Perche I'occhio vede Ie altre cose ma non scorge se stesso. Ma qual ~ I'occhio ehe vede Ie altre cose in modo da vedere anche se stesso? Quello che in se vede tut10, e allempo stesso ~ nnto, A quello saremmo simili per naturale sublimill, se potessimo distinguere cia che sta sono la nostra apparenza: come il nostro occhio vedesse se stesso.la nostra mente abbraceerebbe se stessa. Allora poiche sarebbe possibile capire tuuo, non sarebbe difficile pure fare tullo. Ma la natura dei composti e dei corporei non ce 10 permette; infatti la sua sostanza consiSlenel movimento e nella quantill, anche se per se non ~ ne mobile ne quantificabile. Ecco perche, quasi fossimo privi di un fondamento profondo e indivisibile, di noi possiamo vedere nello specchio solo certi accidenti esterni e superficiali (vale a dire il colore e la figura) e l'aspeuo dell'occhio stesso; cosl anche il nostro intelletto non puo vedersi in se stesso ne puo vedere tulle Ie eose in se stesse, rna solo in una certa esteriore apparenza, simulacro, immagine, figura. simbolo. QueslO ~ quanto Aristotele riporta sia stato precedeoternente espresso dagli antichi, e viene capito da poehi neoterici: "Il nostro inteodere (ci~ Ie operazioni del nostro intelletto) 0 ~ fantasia 0 non si dl senza fantasia" , e ancora: uNon intendiamo se non osserviamo i fantasmi". Ecco eio che non comprendiamo nella sua semplicill. essenza e unill. rna in composizione, paragone, pluralill di termini, mediante il discorso e la riflessione. Che se tale ~ il Rostra ingegno. ~ eertamenle neeessario che tali siano Ie sue funzioni. vale a dire che mentre indaga, trova, giudica, dispone. ricorda, non deve divagare fuori dello specchio, ne essere troppo stimolato dalle immagini. Allora se viene presentato uno specchio terse e piano per natura, e grazie all' arte la luee delle leggi ~potente e risplende all' orizzonte del raziocinio, ecco che grazie alia forza derivante dalle immagini chiare e perspicue che vengono avantl in molti generi di atteggiamenti ci dirigeremo a quella somma felicill che ~ degna soprattutto dell·uomo in quanto tale. Pertanto per esporre compiulamente questo insegnamento ho compilato· 3 tlbrio Nel primo SODO contenuli quei principi generali che riguardano diversi modi di significare; parimenti sono spiegale Ie varie maoiere in cui isoggeui vengono preparati e disposti e Ie immagini vengono impresse e dipinle, inolIn latlno compitare signifiea saeehelgiare. OD inlendcva iI contrario: it testo DISBIC ~ slIto fissato in Ire libri che sono serviti da cava da cui estrarre (saccheggiare) maleriale

tre insegnano a costruire oppure diamo bell' e pronli atri e campi di genere diverso; insomma vi si trovano tutte le cose che possono essere dette, sapute e immaginate; tulle Ie arti, Ie lingue, Ie opere e i simboli. Nel secondo Iibro presentiamo Ie immagini dei 12 principi che di tulle Ie cose sono autori, significatori ed elargitori secondi e mediani (sotto l'Unico Ottimo Massimo Ineffabile Infigurabile); e che cosa a ciascuno di lora stia aecanto, stia intorno, giaccia aecanto, inerisca e sia insito esploriamo per un impiego cosf vasto che eruditi, poeti, oratorio fisici, astrologi. indovini, teenici, teorici, insomma tutti in tutti i modi se ne possano avvalere. In questo libro sia chiaro che non vorrei, giocando coi sinonimi, trattare di bagattelle, e offrire abbondanti giochi di parole (con relativa poverll di senso); infatti diverse voci che osservate con occhio di grammatico sono sinonimi, ci significano sempre cose diverse 0 per 10 meno in modo sempre diverso, come proprietario, possessore, signore non sono identici se non per I'ignorante, 10 schiavo e it cavallo; poiche nel consesso della filosofia non possono esistere sinonimi, a meno che non vogliamo comprendervi i filosofi grammalicali di questa seeo10, per i quali e grande onore, disprezzata la proprieta delle parole, acconciando 10 stile a mo' di pappagaUi e di scimmie, emulare Cicerone nelle citazioni scientifiche, ed acquistare tra Ie altre cose la perizia linguistica mesco-,. lando Ie parolette greehe aile latine. Tutti questi, riconosciuti da tali artigli, Ii compuliamo tra i bruti animali, come esseri cui manca molto dell'umano raziocinio, piuttosto che tra gli uomini degoi di un tilOlo roigliore che di rnaestrucolo arrogante e saputello. Nel terzo libro inveee presento Ie immagini di 30 sigilli,le cui figure e spiegazioni ho pubblicato altrove. Con un'attenta lettura uomini disciplinali e dotali di naturale acutezza di ingegno potranno scoprire molte di queste coset poicbe qui non cerco Edipo oppure Tiresia. Invero forse nessuno capirl tullOcon tutte Ie implicazioni.'a meno che si ilIuda. Nessuno tultavia resterl frustrato dalla scelta a meno che sia cieeo. Stammi bene e ama chi ti onora.

per altri voluml, In primo luogo II Slgillus Slglllo1llm.

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eli Giordano Bruno Nolano

Libro sulla
composizione delle
Immaglnl
• • •
aWillustre Giovanni Enrico HRineellio Signore tli Bkwia

Capitolo I

LA LUCE. IL RACGIO E LO SPECCHIO
La parola ente va intesa in tre accezioni: metafisica, fisica e logica in seDSO generale; come tre sono i princfpi di tutto: Dio, la natura e I' arte; e tre sono gli efCetti: divino, naturale e artificiale. Ogni agente costituito di proposito e non per qualche fatalitA deve contenere gil in s~ la specie della cosa da fare. E questa speCie viene correttamente chiamala idea quando precede Ie naturali, Corma od orma delle idee nelle naturali, nelle post-naturali ragione 0 intenzione, che si distingue in prima e seconda, che un tempo eravamo soliti chiamare ombra delle idee. Le idee sono causa delle cose prima delle cose, Ie orme delle idee sono Ie cose stesse 0 nelle eose, Ie ombre delle idee vengono dalle cose stesse 0 dopo Ie cose, tali ombre sono considerate di dignitA tanto minore rispetto alle cose stesse che escono dal grembo della natura, quanto Ie medesime case rispetto a mente, idea e principio effettivo, supematurale, sostantifico, superesseoziaIe. Si distinguono percia gli enli 0 perch~ sana cose, 0 perch~ di quelle sono segni ovvero indicazioni, e questa distinzione ~ quasi la medesima cosa di cia che viene volgarmente detto sostanza e accidente. A questa riguardo noi non abbiamo inteso istituire un metodo per Ie cose bensf per i lora significanti nei quali sana situati i poteri di tulle Ie cose da creare, come sl pua Cacilmente scoprire contemplando anche mediocremente la voce della natura che da ogni parte grida e descrive Ie specie e i caratteri delle cose. Poiche alia specificazione della cosa da creare non sembra contribuire tanto la materia, quanta I'idea e la forma. InCattiin que) principio tulle Ie cose convergono e si unificano, in questa iavece e tramite questa tutte Ie cose si distribuiscono per generi e specie e infine per i propri numeri. Cia appare chiaro dal Cattoche un nutrimento assolutamente identico, nel cane si fa sostanza e seme di cane, nell'uomo di uomo, nella scimmia di scimmia, per I'idea maniCesta, che riconosciamo essere non separata dalle cose rna unitissima aile case stesse.
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Ubro sulla composlt.;ollt delle immagini

CapltolD III

Cosi tutto cia che ha natura di materia prima, media 0 prossima, puo essere specificato, rovesciato, accomodato facendo agire la facolta inventiva 0 memorativa e I'applicazione secondo la condizione della cosa da significare, affincM tullo sia estratto da tuao, tutto sia significato da tutto, e tullO sia contemplato in tullo e, per dirla in breve, tulle Ie cose si comportino per auaccamento come un uno, e l'uno si comporti per capacita rappresentativa come tutte Ie cose, come si mostrera meglio e in modo phi adauo mettendo in pratica Ie regole ehe fomiremo. Di nuovo dunque, tomiamo a parlare di materia e di specie, dopoche abbiamo capito di aver trovato al disopra delta natura un solo ente infinito, per intensita tuuo dovunque e in toto nell' immensita, parimenti davanti agli occhi abbiamo un solo universo per estensione infinito, che e manifesto materialmente ora in queste parti ora in quelte, ora in un posto ora in un altro; e di nuovo le specie della sostanza e quegli accidenti che si trovano realmente nella sostanza; segue I'ordine del mondo mentale, che e fatto a somiglianza di quello naturale del quale e I'ombra, che e immagine del divino di cui e vestigio.

E ammissibile che i loro nomi siano confusi dal volgo ed anche a vo1te usati senza precisione dai pili sapienti non essendo sempre opportuno il rigore dell'espressione, quando it significato delle cose sia certo ed evidc!nte; tuttavia per ora, come abbiamo falto nellibro Le ombre delle Idee, non sara inutile ripeterlo, dislinguiamo questi nomi I Idea, 20rma, 3 ombra, 4 nota,S carattere, 6 segno, 7 sigillo, 8 indizio, 9 figura, 10 simililudine, 11 proporzione, 12 immagine.
Dapprima infatti I'idea vienc propriamente delta forma prima della cosa e qualcosa di metafisico, appunto la specie stessa soprasostanziale del mondo e di queUe cose che sono ne1mondo, che ammettiamo essere tanto pili vero del mondo costituuo Iisicamente, quanta riconosciamo che queste cose namrali e realmente esistenti, s'intende il mondo fisico, sono pili vere deUa somiglianza del mondo, che viene mscritta coi numeri nei sensi intemi, Infatti come Ie nostrc pcrcezioni hanna originc dalle case naturali, (se queste non esistessero nemmeno queUe esisterebbero, come se non esistesse alcun corpo non ci sarebbe nessuna ombra) cosf le stesse case naturali, cloe il mondo fisico, non potrebbc csistere in aleun modo, se queUo metafisico, s'intende I'idea che regge teuo, non preesistesse per alto della mente e volonta divina comunicante se medesima. Dopo l'idea dunque segue it Mondo fisico, che con Zoroastro chiamiamo orma delle idee, quando si arroga peculiarmente iI nome di essenza delle forme. In terzo luogo viene il mondo mentale, s'Intende I'universo presente alI'auenzione, che s'ingrossa can le apparenze staecate dalle cose fisiche, e per il rango minore deU'essenza dista dalla verira ideale pili dell'orma, e percia a pieno diritto viene concepito con la nozione di ombra, e Ie parti del suo insieme vengono generalmente indicate col nome di specie e di generi in senso 10gico. E percic con quelli che filosofeggiano in modo pili sottile e par1ano con proprieta a questi 3 nomi, idea, forma e specie attribuiamo tre significati del tutto diversi.

Capitola II CIO CHE ST A PRESSO LO SPECCHIO E NELLO SPECCHIO
Proponiamo di dedicare tutta la presente indagine a1terzo significato, (il mondo mentale) ehe e come uno specchio vivente, nel quale si trova l'immagine delle cose naturali e l'ombra delle divine. Questo specchio certamente concepisce 1'idea come causa delle cose, appena I'immagine della cosa da fare nelta mente dell' efficiente ne pervade la ragione. Essa concepisce la forma cioe I'apparenza, come la cosa stessa; infatti tutta la sostanza della cosa e riportata a questa, dato che senza materia non esiste fisicamente, se rimaniamo nell'ambito peripatetico. Diversamente giudichiamo se seguiamo i fisici che intendono per materia 1asostanza di tuUe le cose, che da1suo sene e dalle sue viscere estrae Ie forme, come una madre can certe vicissitudini genera, partorisce, accoglie ed anche nasconde la propria prole. Lo specchio della ragione concepisce l'immagine come l'effetto della cosa stessa emanante in qua1che modo daUa superficie della cosa, e da principio infonna senza dubbio la potenza cognitiva con 1aluce dei sensi, subito dopo invece, con la luce raziona1e. In questo specchio, parlando in generale, staono le immagini delle cose e le figure come in una sede propria, dove sono conservate, sono riunite dopa che in altro luogo come da fonti siano state prodotte e propagate.

Capitola III I SIGNIFICA TI DEI VARl TERMINI
Subito dopo, collocandoci in questa term gruppo, conviene impiegare attri termini in accezioni pili specifiche, e chiamare NOTA tullOcia che in qualsivoglia modo dimostra qualcosa per la ragione prima 0 seconda, prossima 0 remota, mediata 0 immediata. CARATrERE: cio che con un certo traUo delle linee 0 posizione dei punti fa coS9

S8

Ub", sulJa COmposWDne dlllt 1mmtJ,InJ

noscere qualcosa, come Ie lettere dell'alfabelO. SEGNO: in qualche modo un genere per blllo cib the significa, sia come idea, ~ sia come onna, sia come ombra sia altrimenti. SIGILLO: che ~ un eerto diminutivo di segno) significa la parte pili notevole ( del segno, 0 il segno preso in modo pili ridouo, come significhiamo con la sola testa 0 con la sola mana I'uomo 0 I'operazione dell'uomo. INDIZIO: ome anche il segno e it sigillo, non ha tanto il compito di rappresenc tare, significare, quanto di accennare, come I'indice non significa 0 connota per ~ la cosa che indica, ma invita 0 spinge soltanto a inblirla 0 vederla. FIGURA:differisce da tutti i preeedenti, perche idee, vestigia e ombre sana correlate sia all'intemo, sia all'estemo delle cose, mentre la figura 10~ solo all'estemo. I La SIMILITUDINE differisce da tutti i predetti, perche non appartiene nepoi cessariamenle alia medesima specie di quelli; poiche I'uomo viene significalo da lettere e caratteri come con segni, indizi, note, non come tramite qualcosa che gli assomiglia: somigliante invero sarAuna piltura 0 una statua 0 una ligura aecolta tramite il senso e conservata nella fantasia. La PROPORZIONE differisce dalla similibldine, perch! questa si intende esistere per sempre tra due termini, eost come se la A ~ una lettera, altrettanto 10~ la B, 0 it mulo somiglia al cavallo; quella invece si intende sempre tra qualtro 0 pili 0 almeno tre termini: siccome c'e I'alfa tra i Greci, cost c'~ la A tra i Latini, dove i termini sono quattro: 1) alfa, 2) greco, 3) A, 4) latino. La proporzione invero ~ evidente almeno fra tre termini, come due sta a quattro, COS( qualtro sta a otto e questi a sedici (qui abbiamo quauro termini: 2, 4,8, 16), oppure come due sta a quauro, cosl quattro ad otto, dove ei sono tre termini, due, qualtro, e otto. L'lMMAGINEinfine differisce dalla similibldine, perch! abbraccia una maggiore energia, enfasi e universalit1; infaUi vale di pili accostarsi all'immagine the alia similitudinc. I'immagine infatti si avvicina all'univocit1 pili della similitudine. Son diversi infatti non solo i sirnili entro il medesimo gruppo ma anche quelli estranci al gruppo. Come I'opera d'arte vien detta simile in qualche modo all'artista, blttavia non secondo la sua immagine, 0 a sua immagine viene delta, SC non sia 0 di genere prossimo 0 della medesima specie.

Copitolo IV OCNI INDICA TORE VA RICHIAMATO ALL J4 TRIO DEL SENSO E AL TRIBUNALE DELLA VISTA
in quest'ane suol essere ehiamalO col nome di immagine, sia Ie note, aia i segni, sia gli indizi, sia eib the pili agevolmente potrebbe essere denominalO in modo diverso, il cbe non manca di un buon motivo, com'~ palese a quanti csaminano la cosa con maggiore diligenza. Questi significanti, infatti, in qualsiasi modo significhino e rappresentino, vengono bltti richiamati e riportali a una forma percepibile al sense, e i generi di blue Ie specie sensibili vengono ricondotti aile visibili, perch! sono fonne molto vivaci ed efficaci; la VJSTA infalli ~ il pili spirituale di tutti i scnsi. II che apparirl chiaro quando esamineremo i gradi coi quali questi si riferiscono ai propri oggeni. II TATTOinfattl con gli organi interni, 0 con gli esterni, percepisce sia gli aderenti che i penetranti, it GUSTO gli aderenti, I'OLFATTOIe esalazioni sparse dai corsolo pi pili 10ntani,I'uDITO quelli di gran lunga pili 10ntani,Ia VISTAinvece comprende all'Istante case lontanissime; e cost tib che abbiamo appreso con questo senso pili facilmente ricbiamiamo e ritcniamo nell'animo con maggiore efficacia che con gli altri, e tramite gli oggeni di questo senso rappresenliamo gli oggelti sia degli altri sensi che di qualsiasi altra facoltl percettiva e conoscitiva, cosf come descriviamo e rivediamo ogni cosa con leuere visibili.
TUllO

Copitolo V L 1MPORTANZA NATURALE. OCCULTA E RAZIONALE DELLE IMMACINI SECONDO TUITE LE ACCEZIONI DI QUESTI TERMINI
Immagini, sigilli e caratteri servono ad agire, percepire e significare secondo natura, scienza occulta 0 ragionamento. Alia natura infani spetta di produrre dalla materia indefinita la specie definita per mezzo dell'idea e della forma presente 0 piunosto insita in essa; per materia indefinita intendo non la prima, a questo proposito, ma la prossima, qual ~ iIcomune nutrimento che si convene in sostanza e seme di una certa specie. Subito dopo simulaeri, immagini e caratteri guidano a produrre con la scienza oceulta e a ottenere molte eose, quando si sia osservato che il mondo ~ tripHceo arehetipico, fisico e umbratile, affinch6 dal primo si permetta la discesa at terzo tramite it medio, e dal term tramite it medio I'ascesa al primo, come dal sole discendiamo alia vista della luee della luna, comunicata alle stelle e all'a61

Nola, carallere. sepo, silillo. e indizio possono essere linec 0 punli, Iulle Ie case che non rinchluclonouno spulo, la filura invece ~qucllacbe deve raechludcre uno spulo.

Ubm mila CDmposizJou d~

Immoglni

Cllpltolo V

ria, e da questa alia luee umbratile, quasi come in uno specchio, nonostante che possa essere immessa anche direttamente dal sole nello specchio, e ritorta indietro dallo specchio al sole con tratto immediato e diretto. Cosl il nostro animo e il nostro senso si procura, ottiene e recepisce le figure protettive immediatamente dal Mondosuperiore, oppure per mezzo di cose naturali e sensibili. Ma, sia che siano di un modo 0 di un altro, non Ie otteniamo e conseguiamo se non concerti segni, archetipi, gesti e, come dicono, consacrazioni. E cosf forme, simulacrie segnacoli sono veicoli e, per cosl dire, vincoli da cui gli inOussicelestisia emanano, procedono e si immetlono nelle cose inferiori, sia da queste sono concepiti, contenuti e conservati. Ometto di traltare pig specificamente affinche non sembri divagare dall'argomento phi del leclto. Voglio tuttavia ricordare una sola cosa, che i pianeti sembrano ricercare aspetli simili nelle cose soggette alia loro influenza, che vanno trattate secondo la teoria e la pratica dei Maghi. La stessa cosa confenna la dottrina dei cabalisti e I'esempio di Mose che, come spinto da una certa qual necessita, per procurarsi il favore di Cerere e di Giove, eresse talvolta un vitello d'oro, come pure per mitigare al tempo stesso la violenza di Marte e di Saturno, diede da adorare un serpente di bronze; e molti altri insegnamenti che appaiono velati e occulti sono da vedere sia nelle sue opere che nei suoi dent, Analogo senso ha quanto si narra di Prometeo, che avendo soltratto a Giove con un vasa di terra la lace ed il fuoco, cioe la scienza e Ie arti, a vantaggio della vita umana Ii trasportO giustamente dal cielo alia terra dove interpretano it milo come sotlrazione della benevolenza oltre al minislero degli dei, per una qualche analogia scoperta, sperimentata e insieme occulta delle forme superiori con la materia inferiore; per cui come sedotte da certe immagini e similitudini discendono comunicando Ie proprie qualila. Aggiungi che come ogni specie si dislinguc dall'altra per un certo aspetto immagine e figura, cost una specie con I'altra concorre, conviene, si immette, si mischia per il medesimo motivo. Inoltre in tuUe qaeste cose si osserva it sito, la struttura e la costituzione adatta a una certa raffigurazione, come la specie del cilindro preode dal cristallo la fonna dell'iride e la dipinge sulla parete opposta, uno specchio concavo quasi raccogliendo in un unico centro i raggi del sole e della luna diffonde pig efficacemente la lora virtU, un foro di forma conoidate riproduee nelle tenebre I'aspetto di ciO che intorno avviene e si muove. Di tanta importanza e la figura. Sopravvengono per essere esaminati i potentissimi effetti delle entiti celesti, che si ritiene derivino virtU, principio e perfezione dalle regioni d'oriente, occidente e meridione. Di qui provengono quelle cose che, circa i punti solstiziali, equinoziali, di mezzogiorno e di mezzanotte, in cui i circoli maggiori si
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inter~ecan~, gli astrologi e gli indovini di ogni genere tengono in massima c0n:'ld~ra~lone. ~~o ~o~de derivan~ quelle croci, quegU incantesimi e iovoC~ZIODI n~1~uadrt~I, slmtlmente quel tempi in cui la luna 0 il sole 0 un certo pianeta Sl dispone m collegamenlo dei 4 angoU convergenti. Per~io con queste figure alcuni si proteggono per difendersi dalle avversita respmgere le contrarieta, conciliarsi i favori delle cose assistenli e superiori' ed altro. ' ~ edi.amo che qU'"!IOaccade a Uvello fisico non viene disprezzato SuI piano divmo; cosf, co~e Sle accennato poco fa, anche suI piano razionale Ie immagini s~mbran_oservire alia rappresentazione della mente, dell'intelletto, della ragsone e IOfine del senso; donde Aristotele dice, spinto dalla veriti anche se non da una conoseenza certa e da una ragione dimostrata: "Occorre che chi vuole sap.ere osservi i fantasmi, e inollre comprenda che 0 e fantasia 0 un certo fan~l1care" . E percie sappiamo di non poter effettuare alcuna operazione conven~en.teall~ nostra natura senza certe forme 0 figure, che vengono estrat!e tramtte I sensi esterni dagli oggetti sensibili per essere collocate e assorbite mternamente, Molli ~ono.gli esempi che potremmo addurre a chiarimento delle conseguenze d~r.lVanuda quanto appena deuo, concludendo induttlvamente e applican~o lIplcamen~, se non temessimo la eensura di eerti superciliosi con la loro Ignoranza pencolosa. Tuttavia ~osleniamo sO.loquanta e stato espresso dai migliori iogegni, che nella lu~e e an ~rt~ sale vigoroso dei principi manifestali risiede una potenza dai molu aspettl. Viceversa anche con quanto stiamo diceodo ci sembra di concludere e dedurre. con troppa superficialiti e brevita da tali principi, quasi trascuran~o la lor~ nnportaaza, come chi discende da un universale pig ampio dellecu~ ~I particolare contro la regola dialettica, che insegna a prendere dal gcnc~e _PIU vicmo, non ~a uno !ontano 0 dal primo una scienza particoiare e la defiruzlone dalla propna specie. Ma a buon intenditor poche parole. Rimane solo che I'inlelligenza si accosti con grande ~olerzia. attenzione, applicazione e aperta dispooibiliti a queUe regole che Sl devon? appreodere per specificare segni ed immagini che sembreranno non solo nguardare tutte Ie operazioni della potenza coooscitiva ed appo~re un gra?~e vantaggio, rna riferirsi anche aile altre operazioni che tuttavla non nomnuamo.

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Ubro suU" composltloltt dtlU lmmtJ,lnJ

CapltolD VIII

Capitolo VI CLASSIFICAZIONE DEllE IMMACINI E DEI SIMBOLI

Capitola VIII MODI DI PRODURHE VAHlE RAFFICURAZIONI E INDICAZIONI
Raffiguriamo dunque qualcosa e 10 descriviamo a11'occhio esterno oppure a quello interiore: I. Da cib che in questa ~ tipico e ne determina I' aspetto, come it serpente daI trallO a spirale 0 dallo svolgimento della linea, I' Ariete a modo suo dalle coma ricurve, i Gemelli da due Iinee uguali unite. il Leone dalla coda sollevata, il Cancro dalle chele; come gli astrologi a partire dagli Egiziani hanno ordinato i caratteri dei segni celesti. 2. Dal significato del gesto, come I'amore da due figure 0 caralleri 0 linee che si abbracciano a vicenda, I'odio con Iinee divergenti, disgiunte e spezzate e cose simiJi che stregoni e negromanti e medici sono soliti osservare e considerano di non poco conto per l'efficacia dei rimedi, come alcuni sempliei purgativi i quali, se vengono presi dopo aver estirpato rami e fronde in alto acquistano la virni di cacciar fuori attraverso Ie vie superiori 0 al contrario attraverso Ie vie inferiori, come sappiamo per esperienza . 3. Secondo it semplice uso costilUiamo qualcosa per mostrare )'intenzione di indicare sia specie visibili che invisibili, a questo genere si rireriscono Ie corone, Ie insegne e determinati sigilli di uomini 0 di diviniti che non emanano da una qualche ragione 0 etimologia 0 natura ana son decretati daI semplice uso. 4. Dalla convenzione che intendiamo diversa dall'uso appunto percM deriva da quaicosa, una convenzione 0 un fallo; come con I'ulivo rappresentiamo la pace, non perch~ I'essenza 0 il significato della pace sia di per s~ nell'olivo rna percM richiamiamo alia mente I'apologo secondo iI quale. per la guem, Nettuno dette in dono agli Ateniesi il cavallo useito dalla terra percossa con il tridente, Minerva trasmise, dopo aver percosso la tem con la propria asta,l'olivo, che ~ stato trasformato in archetipo della pace. almeno percbE veniva distinto in contrapposizione aI simbolo della guerra. S. Dalla somiglianza del destino ovvero della vita; per cui i proteti per calco10, non per follia, tramite I'ordinamento di un solo impero 0 sacerdozio 0 stato, che fior( in altri secoli, esaminano quasi nei suoi ordinamenti un altro Stato e govemo similmente costituiti, e per 10phi ne presagiscono la sorte. Ma in questi talvolta il destino di uno comprende Ie immagini di pill vieende, come la vicenda di Roma non solo comprende rna supera largamente la condizione dei regni babilonesi. persiani e greci; parimenti precede di gran lunga la direzione e Ie pompe degli stati e dei sommi sacerdoli. Invero in tulle Ie cose )' immagine pill generale ed appropriata ~ la costiruzione della vita umana per65

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Capitolo VII LE IMMACINI DELLE COSE
Dalle cose the preesistono in noi deriviamo non solo Ie immagini, ana anche Ie fonne, Ie proprieti ed infine la sleSsa sosraoza delle cose - per quanta sono partecipabili e comunicabili. Cosf dalle cose note ci procacciamo Ie sconosciute seguendo I'argomentazione e ildiscorso. Da queUe gil possedute e raecolte in precedenza conseguiamo quelle che ci mancano e che desideriamo. Cosf come non raccoglie nessuno se non chi abbia seminato, e a chi niente ha, niente sad dato. Percie}dalle immagini fomite 0 preparate Olleniamo sia a1tre immagioi sia cib di cui sana immagioi e simulacri, per composizione, come da pochi precisi elementi si sviluppano innumerevoli composti, per trasmutazione, come lungo una strada diversa daI fuoco 0 daU'acqua 0 dall'aria secondo i gradi di due elementi sono portate in atto tulle Ie specie dei corpi, cosf come per trasfigurazione da un solo pezza di cera possiamo ricavare qualsiasi figura. Come ugualmcote per separazione dallo stesso caos emigrano innumerevoli specie di cose, come per composizione da 4 opposti variamente dosati sana costituite tulle Ie cose. Occorre dunque che preesistano certi principi e semi onde abbia inizio I'infinita moltitudine delle immagini ovvero delle cose da immaginare.
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Ub", mila composlrJont dtll4lmmtJglnl

CDpltolD VIII

cM tuue hanno un debole inizio, un'adolescenza, una durata, un declino e la morte. Ma certi sono cos( faui che appena nati 0 nella stessa adolescenza muoiono escompaiono, certi completano tutti i periodfdella vita, alcuni a somiglianza di eerte specie completano parte di tutte Ie elAnello spazio di pochi anni, e altri invece in tempi phi lunghi, come i cani che invecchiano prima dei cavalli, i cavalli prima degli uomini e gli uomini prima dei cervi. 6. DalI'ana)ogia I'ana)ogo, come dal moto delle case inferiori capiamo I'azione delle case superiori e invisibili, e daI moto delle cose superiori, come da cause, ci ~significato iImota delle cose inferiori; raffiguriamo gli intelligibili dico, tramite Ie sostanze sensibili. 7. Dai concreti l'astratto, come da un quale la qualilA, come dal bianco la bianchezza; e all'inverso dall'astralto il concreto, come dalla bianchezza concepiamo il bianco. 8. Dal relativo it correlativo, come comprendiamo che uno ~ un servo dal padrone posto accanto, 0 padrone dal servo che sopravviene. E in virtU di questa relazione 0 piuuosto confronto possiamo dipingere un gigante su una minuscola pietruzza, allorch~ ad un uomo della grandezza di una mosca si associano molti uomini minuscoli come formiche. 9. Da effetti identici 0 simili abbiamo la ragione di cause simili 0 identiche. 10. Dagli antecedenti, come dalle nubi che sorgono dal mezzogiomo e dalle galline che si rotolano nella polvere presagiamo la pioggia. 11. Dai concomitanti come datla fiamma il fuoco acceso 12. Dai conseguenti, come datla terra bagnata la pioggia. 13. Dagli adiacenti, come intuiamo I'ago, la penna, la mosca e la freccia nel sarto, nello scrinore, nel cadavere e nell'arciere, che muovono meglio il senso. 14. Dal composto sensibile it diviso non sensibile, come daU'animale "anima. IS. Dal diviso manifesto il composto irnmanifesto, come da miele da una parte, e aceto daU'altra, otteniamo il concetto di ossimele. 16. Dai congiunti I'aggiunto, come conosciamo iI malato dal leno in cui giace, I'infermo dal medico curante. 17. Dal tempo il contemporaneo, come datl'uva e dai ftutti I'autunno, dalI'uccisione del maiale I'inverno 0 piultosto it mese. Parimenti: 18. Dallo strumento l'artefiee, come I'astrologo dall'astrolabio tenuto in mano 0 dalla sfera, it contadino dalla zappa 0 dall'aratro. 19. Dall'insegna l'insignito, come dalla chiave Giano, datla falee Satumo, datla spada Marte.
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20. Dall'azione peculiare l'agente 0 dalla sofferenza chi patisce, siccome un cadavere trascinalo dietro it carro di un generate ci guida al ricordo di Ettore, e uno che taglia un nodo con laspada ci ricorda Alessandro che cosi sciolse it node gordiano. 21. Dal collocato illuogo, come da Romano Roma, da Italo Italia; e al contrario dalluogo it collocato, come dalla cassaforte iI tesoro, dalla botte il vino, per s~ non detenninabite. 22. Parimenti daU'wone sensibile I'effetto non sensibile, come datl'adultero con l'adultera I'adulterio, da chi uccide un uomo l'assassinio. 23. Dalla parte iljutto come dalla ruota il carro, da quattro 0 cinque uomini insieme un popolo. 24. Daltuno la parte, come dat eieeo la malattia degli occhi 25. Dal proporzionale il proporzionalo, come dat vasaio che modella la creta e gira la ruota il divino arbitrio e la predestinazione, e il governo delle cose sotto un solo principe tramite un padre di famiglia noto, 26. Tramite il soggello della cosa 0 la proprielA della cosa olleniamo quello che intraprende la cosa stessa 0 la proprielA, come dall'uomo che sappiamo giusto che giudica giustamente ricaviamo quel deuo: il giusto giudicheri it popolo, dall'uomo semplice, sicuro, che non teme nulla, ricaviamo I'altro deuo che suona: chi canunina con semplicilA cammina con fiducia. 27. Da chi puc)dire, it detto, come da quello che era solito versare da bere eerchiamo di ricavare quel detto: chi ha sete venga a me e beva. 28. Dal denominante it denominalo e aI contrario, come dall'uomo forte la forza, datla donna musicista la scienza della musica. 29. Parimenti dal geroglifico it suo significato, come dalle figure it conlenuto di un Iibro, come datla bilancia la giuslizia, datla volpe I'astuzia, daUa testa d'asino I'ignoranza. . 30. Dall' effellOla causa e dalla causa I'effetto, come daUa cosa Caltacon ingegoo I'ingegno e dall'edificio I'architetto e at contrario. 31. Parimenti da una eerta alIusione queUo cui si allude, come da una vecchietta tra due belle adoleseenti I'eclissi e la posizione della terra tra it sole e la luna. 32. Dal contrario it contrario, come quando ironicamente dal ricordo d'un tipo stolto e ineno 0 spregevole cbe per I'occasione chiamiamo sapiente, abile e magnanimo muoviamo alia memoria 0 contemplazione degli opposti, come anche la natura fa meglio derivare i contrari dai contrari e molto spesso opera per antifrasi. Ci sono altri melodi con cui raffigurare e significare certe cose tramite altre;
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Ubro

IIIt1Q

composizlont dtllt Imma,lnl

CapltDIDX

questi criteri pero si riducono a questi come a criteri principaii, persino ad alcuni di questi, in numero piglimitato. A coloro che ne accolgono i modeJli in denagllo 0 in maniera sintetica, cioe sotto la virhi di uno, di due 0 piu modi, accadrl di trovare innumerevoli specie di immagini e di similitudini.
Capitolo IX

ALCUM ALlRIDllTER/ DI RAPPRESENTARE E DEDUBRE LE IMMAClNlSONOCONTENUTI11lA QUEUICHE LA SCRITIURA CiLDEAHA NEL TEMPIODEUANOSlRAMNEMOSINE
Arcane celebri note, 0 Egiuo un tempo sacro, pertasti col colloquio degJi dei e degli uomini, con Ie quali souo la guida della natura, Ie sensazioni possono essere fissate inviolabilmeote e meglio che col vario sense e I'ordine delle nostre. Tramite questi simboli restano accessibili gli antichi misteri, cost come la natura Iimanifesla con i suoi numeri, di qui vennero dinanzi agli occhi degJi uomini gli oracoli degli deL Dunque quando la cosa da rappresentare ha una fi80ra propria, si presenta un carro per il carro e un fuoco per it fuoco; ma quando si indica una forma per se stessa non visibile, si impieghi una sensibililAmigliore e un'abilita maggiore. 2. Ora noterai una cosa diversa col nome simile di una cosa sensibile, infalli la vite richiama alia mente la vita, it cavallo l'equilA. 3. Cose diverse e integre solo per la prima parte, insegnano a raccogiiere da queUe un unico intero, come se un noto prete e Dante, significa predante, l'asino portera anche I'asilo, si presenta rAser assimilato neU'iniziale alI' Asia da trovare, con desinenza dissimile. 4. Ora it tuuo viene deseritto con la parte: certamente il capo marmoreo mi mostra il Capitellum. S. L'abitante dAla patria, perche se un angelo diede I"Anglo, ora 10seesso Britanno visto nota tutta la patria. Gli abiti e I'alleggiamento deUe membra" it saio e iI cappuccio designano la mrca.Febreo e it monaco e I'arabo. Anehe cio che e conseguenza dAil proprio e I' appropriato poieh~ it blasfemo vuol essere descritto con la lingua tagliata. Talvolta segni precursori annunciano it futuro sensibite, come la traccia denuncia la colpa da punire, dall"indizio sensibile il soclo, la danza con I"allo del danzatore. Sono iooltre riferite a determinate cose detenninate insegne, come eolleghiamo Giano alia chiave e Marte alia spada. Indi la stagione adatta riferira determinate circostanze: Aprile vieoe coi fiori, it sordido autunno con Ie uve, I"invemo con Ie nevi.Pestate si arma di ariste. Chi possiede dona quanto possiede, it re il regno, it ricco la forza

delle ricchezze,l'invidioso I'invidia, illegista la legge. E it genere si lege daIIa specie" come talvolla daI bove la bestia. l'ageote porge it noto. che "mone da soJa non darebbe; I'invidioso I"invidia, I'adultero notorio l'adulterio. Un tempo la sagacia dei Greei insegna Ie immagini simboliche da attribuire con aceonce figure aile parole, affineM poi chi Ie tenga preparate non sia impedito nell"agire; e sappiamo che aleuni latini incauti dissentirono, poieh~ ne ignoravano i molivi. Una circostanza data mi varia i nomi e la figura concepita semplifiea ogni composto, persona, verbo, caso, nomero e genere.
CapitoloX

LE IMMAGINI VERBALIOSSIA LE IMMAGINI DELLE PAROLE E DELLE ESPRESSIONI
Per quanta riguarda invece Ie immagini dei suoni e delle parole, a nessuno sfugge che se parole e suoni non ricevono aleuna figura, non si appalesano da s~e come con forme proprie indicatrici delle cose sensibili, forme che non appartengono proprio al gruppo delle immagini rna delle note e dei segni; cia nondimeno tultavia introdueiamo anche il senso di quel nome, che cioe qui non sono delle immagini dalla natura delle case significate ma piuUosto daIIa condizione degli stessi significanli. Infatti non possiamo descrivere tramite i mezzi dell'immaginazione i grafemi e Ie espressioni con segni uguaIi a quelli con i quali Ii disegniamo comodamente sui papiro se non assumiamo Ie forme piu vivaci delle cose sensibili che sono Ie immagini di queUe che esistono in natura 0 si offrono aUo sguardo tramile l'arte; pertanto Ie immagini raccolte vengon? denominate non in riferimento a cia che specificamente significano, ~a per II contesto da cui acquislano significato. Comunque sia infatti,le specte devono essere sempre preparate e finalizzate, in modo tale che come possono essere simboli di questi, cost costituiscano anche i simulacri di queJli presi in sempliciti 0 in composizione. Certuni, per completare la scrittura, hanno immaginato alcuni strumenti e arnesi 0 a volte alcune specie di cose naturali, che sembravano avvieinarsi di piu alia figura dei caratteri, per esempio con la sfera indicavano la lettera 0" con la scala 0 col compasso la A. con la colonna la I, con uno sospeso Ira 2 forehe o con un tripode,la M, e con certe relazioni e costituzioni, unendo una sillaba o un'altra agli adiecla con questa sistema, abbozzavano alia meglio un'espressione parziale 0 eompleta. A queste venivano aggiunte. dopo la nota del semplice nome, Ie differenzedi caso, genere e numero, col contano, col movimenlo 0 coll'indicazione delle
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Ozpllolo XlI

membra, come col capo it caso diretto, con Ie altre membra i casi obJiqui, come con la mano destra il dativo, coi genitali il genitivo, con la bocca il vocativo, con la mano sinistta I'ablativo, con la fernmina il genere femminilc, con persone che agiscono 0 da strumenti aceoppiati it plurale, dallo stare in piedi, appoggiato, genuOesso, seduto, dall'esser girato verso questa 0 quell a parte, daUa presenza di questo 0 quell'animale, dalla caduta, dallo spezzarsi, dalI'incendio, datturbamento, venivano designati i casi, i modi ed i tempi e altre cose di questa genere. Anni fa mi capito cosf di perfezionare quest'arte, poich~ giudicavo incompleto itlavoro svolto secondo gli antichi precetti, per i quali dalla somiglianza deU'iniziale 0 della Onale i nomi si mutavano daUa forma conosciuta a quella nuova. Per la somiglianza infalli deU'iniziale I'asino condueeva alia figura deU'asilo, il generaate alia Genesi, la partoriente ai Paralipomeni, per la somiglianza deUa finale il templum (tempio) alia ccntemplaziene, per somiglianza del corpo 10 speculum (specchio) alia speculazione; per la composizione di parti diverse carne, neve, feci, formavano I'espressione carnefice, cosf per qualcuno iI grana la vile it pero significava gran vituperio. A questo mirano aim accorgimenti che, poich~ non ci servono affatto, preferiamo omenere, come cogliere per metalepsi, divisione, abbreviazione, etimologia, inlerprelazione che, sebbene siano stali trovati utili e per 10 pill molto idonei, sembrano tuttavia richiedere maggiore esercizio, per un impiego davvero efficace, di quelli che consideriamo degni di essere proposti da noi. Pill esauriente, pill ricco e di uso pill sempJiee per molti, ~ iI sistema che tratteremo Deicapitoli seguenti. Riteniamo impossibile che mai possa venirne introdotto uno uguale 0 migliore, giaccM COD meno immagini si avrebbe una operazione pill confusa e meno dislinta, con pill irnmagini invece una fatica ed una esercitazione pill inefficaee, da altre meno adalte sarebbero indolli a interpretazionl erronee; e in virtU loro saranno effettivamente avvantaggiate un maggior numero di arti (che abbiamo spiegato nellibro dei 30 Sigilli). Ma prima di passare ad iIIustrare Ie irnmagini universali, diciamo qualcosa sulla natura di queUe che Ie formano, vivificano, contengono e conducono.

so interne esamini altentamente con proprio ordine, immagiui di misurata grandezza smuovano la forza degli occhi, infaUi la vista lrOppo allargata da un ampio corpo si disperde, mentre cia che ~ bloccato dalla presa dei luoghi come fosse stretto tra Ie tue braccia diventa accessibile ai tuoi desideri. Una po~lazione minuscola da Ie membra di un gigante, iIventilabro il venlo, l'eJmo ell cadavere la mosca. Un portiere variamente restituisce cose vivaci nello stesso ingresso, e una specie robusta non e da umiliare con alcun colore che non sia utile aUa tua fatica, n~ come concepita da una lunga preparazione ma spontanea, affmcM il miscuglio delle specie radunato nella stessa scde non ti sembri troppo confuso, per la qual cosa tu che sci avido sarai deluso miseramente da1 risultalo dell'impegno. La specie umana si presta pill di tutte, naturalmente prende qualunque suumento ed ~ adatta a tutti, sia che vadano adoperati sia afferrati, 0 portati infatti i viventi superano di mol to I'inanimato, e chi sia dotato di ogni aUo deila vita sopravanza it sempJicemenle vivo. Percia bada a non credere di scrivere mentre non scrivi, talvolta la sembianza genata nel WOIO svaniscc, una volta affidata alia natura sia come affidata anche all'arte. Siano giustapposte aile parti del locus Ie pard del riposto, sia il capo presso 10 stipite, tocchi una sola mano la colonna, e cosf la spada scintillante sia agitata intorno, affincM qua sibili e 11 recida. L 'adiectum che ti soccorre in tale uso sollecito coglierai in piena luee, per non lasciar fuggire qualche soggetto dal margine del campo. Non saranno immobili agli occhi g1istessi presenti, invece facciano. turbino, patiscano e vadano. Prudente fuggi Ie molte figure uguaJmenle dotale, e siano vari igestio gli abiti, i VOllidei vari soggetti, e se infine capita di collocare la stessa figura, non corra con gli slessi numeri e con un solo colore, ma sia tipizzata dalla SlrUtlUra del locus, dalla situazione dell'aggiunto. da un assistente diverse secondo Ie differenli condizioni.

CapitoloXI cost ABBIAMO ESPRESSO LE CONDIZIONI PER LE QUALI LE IMMACINI ADERISCONO MECLIO AL SOCCETTO E ALL ·OCCETTO NEL TEMPIO DI MNEMOSINE
La solerzia dad al campo coltivato messe in suceessione, purch~ anche il sen70

Capitolo XII LUCE VEICOLO DELLE IMMACINI
~ luee invero, secondo la definizion~ di quanti sanno vedere pill a fondo, ~ in pnmo lu~go una eerta sostanza, e anzt Mo~ la presentb come la stessa sostan~ prima di cia che esiste in natura, quando la chiama primogenita, dove dislmguendo Ie specie delle creature (che non si dislinguono per it genere degli accidentl rna della sostaDza)non solo la considero sostanza, ma aditirittura la
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prima daI cui essere Ie restanti specie della sostaoza vengono coneepite come accidenti. Infatti sia in quel primo libro di Mo~, sia nel Pimandro di Mercurio, dopo aver postulato quella enorme ombra e Ie tenebre della privazione Dio disse: fiat lux. Percio dall'ineontro di luce e tenebre, come di forma e di materia, secondo i vari gradi e misure degU elementi ehe intervengono nella formazio~e delle differenti cose fecero derivare it numero delle tante specie, nelle qualt e concepita ora pili luce, ora pili ombra. In questo sense la luce invero e uoa certa sostanza in s~ invisibile. diffusa nell'universo. ed insita in tutte Ie parti, che dalla mescolanza colle tenebre e da una determinata associazione e composizione emigra verso la luee sensibile. Percle aleuoi sconsideratame,nte non dislinguono tra la luee primigenia e it sole, doe tra la sostaoza sempbee e quella composta. tra l'opera, dico, del primo e del quano giomo. Da questa luee, che e una eerta sostanza spirituale, mentre oessu~ sol~ risplendente 0 Cuoco0 oggetto estemo informava la potenza dei nostn sensi, fu donata I'aoima, non solo quell a oostra, rna aoche I'uoiversale che si diffoode nell'immensil1. Questa, dico, e quella luce che tramite la vista inunctte nei sensi intemi Ie specie delle cose assenti, tramite la quale anche in sogno vediamo Ie specie e percepiamo Ie figure delle cose sensibili (beoche,. come dicooo i peripatetiei, siano forme conservate neUa potenza del sense mtemo, dopo essere state introdotte dai sensi esterni). Nondimeno tuttavia nessuno pUDnegare che emani quella visibilil1 e sia la presenza che deriva da certi semi di luce non tanto ricewti quanto innatl e insiti neUo spirito animale. Anche percM quando it sole tramonta e da iIluminatore universale estemo po~ via con st i raggi e l'efficacia dei raggi e pare.rilirarsi dall' ?rizzonte~non lascl8 .tra~ nelI'emisfero: se queste ei fossero nmarrebbero impresse In superficle e an una certa condizione pili leggera e fluida. come sperimenliamo Ie tracce del calore. Inoltre e esperienza certissima ehe, quando I'animo e libero dall' azione dei sensi esterni, come nei sogni, Ie specie delle cose visibili si ilI~O in m~ che, benche si sogni, talvolta non ei si accorge assolutamente dl sognare, e Sl viene illuminati da una eerta luee interiore, pili vera persino di queUa esterna.

papiro dipingiamo molte immagini, in una pili grande Ie dipingiamo grandi e scriviamo anche i earatteri. Ma qui e'e una eerta sostanza indivisibite, the concepisee i caratteri e Ie figure sia di molte cose ehe di grandi cose. AI modo che percepiamo lUtta la selva delle cose col centro della pupilla con un solo sguardo indivisibile, e riduciamo e giudichiamo la dimensione propria di eiascuno da un piccolo specchio indivisibile, non meno bene queUa polenZa pili intema e in qualche modo pili spirituale dell'anima che recepisce e compone queste apparenze, che risiede nello spirito fantastieo, va concepita come qualcosa di indivisibile del genere deUa luee, sieehe essa stessa sia luce,la cosa illuminata e l'atto della cosa sensibile e della forma, diversa daUa vista esterna, che viene informata attraverso una luee estranea, percM essa stessa e eontemporaneamenle luce e vedente: in proporzione si distingue anehe la luee del sole da quella della luna, ed infatti questa e visibile come per una luee esterna, quello come per la propria. Infine la vista dell'occhio differisce dalla vista dello spirito interno come uno specehio vedente da uno specchio non vedente, ma solo in quanto e uno specchio ilIuminato e riflettente Ie forme poieh~ rappresenta se stesso ed ~ contemporaneamente luee e spccchio e nel quale oggetto scnsibile e soggctto sensibile sono una sola cosa. Lo spirito interno e un certo mondo e un grembo per cosf dire insaziabile di forme e di specie ehe non solo contienc Ie apparenze delle cose coneepite estemamente secondo la loro grandezza e illoro numero, ma anche con la forza deU'immaginazione aggiunge grandezza a grandezza e numero a numero. E aneora come in oatura da pochi elementi si compongono e si svituppano innumerevoli specie cosf anche ad opera di codesto intrinseco efficiente Ie forme delle specie naturali non solo sono conservate in codesto amplissimo grembo ma invero potranno anehe essere moltiplicate per un aumento smisurato delle innumerevoli immagini da eoncepire, come quando da uomo e eervo, da uomo, cavallo e uecello, immaginiamo centauri alati, esseri razionali alali, e con una simile mescolanza possiamo dedurre infmite case da inoumerevoli, pili abbondantemcnte ehe con Ie poche lettere deU'a1fabeto con Ie quali si compongono Ie espressioni di molte lingue con combinazioni e coordinamenti vari.

Capitolo XlII IL SOCCETTO DELLE IMMACINI
Cenamente non possiamo provare che questa rappresentazione e impressione delle immagini delle eose visibili venga effettuata n~Ua.mente:cosf co~e fae: eiamo sulle eose materiali (appuoto sulle superfici del corpi), dove I corp I maggiori tollerano di pili, i minori invece di meno. Infatti in molta tavola 0
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·Capitolo XIV IL CREATORE DELLE IMMACINI
Penanto e manifesto che eodesta potenza e la creatriee delle immagioi 0 eic) con cui I'anima crea Ie immagini. A questo proposito introdueiamo it parere del pletonico Sinesio it quale eosf si esprime circa il potere della fantasia e del73

Ubro sull4 composilJone deUe ImmtJllnl

10 spirito fantastico: "Durante la veglia chi insegna ~ I'uomo ma mentre egli sogna Dio stesso 10 rende partecipe di s~.. I, cosa che noi accettiamo per conservare la dignili della vita della fantasia. Se infatti ~ un dono beato osservare dentro di noi Dio stesso, certamente percepire tramite la fantasia ~ funzione di una ricerca pili antica e individuale; essa ~ infalti it sensa dei sensi, percbe 10 stesso spirito fantastico ~ sensorio comunissimo e principale corpo dell'anima e questo invero si nasconde e agisce all'interno, ~ un privilegio deu'essere animato e come una rocca (la natura infatti edificb tutta la costruzione del capo intorno al medesimo),I'udito poi e la vista non sono sensi ma strumenti del senso che lavorano per il sensa comune, e per cosl dire portinai e uscieri dell' essere animato che indicano al padrone Ie cose sensibili che si presentano (da cui sana colpiti i sensori esterni). Intanto it sensa intima ~ integra in tulle Ie sue parti; ode infatti con tutlo 10 spirito, vede con tullo, donde distribuisce altre cose ad altri e quasi dal centro verso la circonferenza lanciando d'un solo colpo innumerevoli fili che escono di U come da una radice comune e in cui vengono ricondottl come ad una radice. La chiama primo veicolo dell'anima ameli tra Ie cose temporali e Ie eterne, in cui viviamo per la maggior parte del tempo, ovverosia spirito fantastico; una sola cosa indivisibile fa e riceve tuuo ciC)che riguarda i sensi.

Capitolo XVI I FISSATORI DELLE IMMAGINI
Al modo che Ie forme naturali non esistono senza materia n! possono essere descritte senza alcun soggetto (ogni cosa che entra infatti in una composizione richiede materia e dimensione), e ancora ogni composto esiste in un luogo, dunque con la facolli del senso sia esterno che interno Ie figure non possono venir osservate senza un scggeuo specifieo, vero 0 immaginario che sla, e Ie case composte sia reali sia fantastiche sono osservate solo in determinati luoghi e ricettacoli. I.e lora condizioni. perfmo sostanza, grandezza. qualili. figura, luce sito, relazione, ordine, in cui SODO preset gli intervalli coi quali sono osservate, i numeri con cui sono distribuite, gli adiecta con cui diventano pili forti, Ie anime con cui vengono vivacizzate. sono state spiegate. sia da altri, sia pill ampiamente da noi in altri trattati su questa materia. Ora insisteremo in particolare solo 50 una certa analogia tra le leggi con cui it senso estemo della vista si dirige pill efficacemente verso Ie cose esteme visibili. e Ie regole con cui iI senso interno, appunto la facolli fantastica, tende quasi con identico processo aile specie immaginabili. Per questo da questa genere di osservazioni acconciamo pill sono degli aforismi, alcuni invero suIla natura della vista. altri sulla natura del visibile, altri sulla natura del mezzo ossia della spazio. altri sulla natura del raggio.

CapitoloXV IL MAGAZZINO DELLE SPECIE E LE SUE PORTE
QueUe apparenze che 10 spirito fantastico raccoglie, abbraccia e compone, direi quasi che Ie digerisce e da loro produce ed estrae Ie cose pensabili, e Ie introduce, innesta, inserisce e sistema nel magazzino della facolli ritentiva (se pure non ~ esso stesso la facolli ritentiva). E di questo magazzino chiavi, portinai 0 porte sono i generi di sentimenti che vengono definiti dall'anima irascibile e concupiscibile, amore e odio, timore e speranza, gioia e tristezza e dalle forme di ammirazione di cui abbiamo trattato pili ampiamente nel libra De umbris Idearum. Donde ~ manifesto iJ motivo per cui certe cose 0 pili volte meditate 0 trovandosi davanti agli occhi della conoscenza vengono impedite di stabilirsi in tale magazzino 0 nel tricHoio della sacra Mnemosine, certe altre invece avendo quasi aperta la porta su una strada in discesa senza volerlo si disperdono e scompaiono.

Capitolo XVII AFORISMI SULLA NATURA DELLA VISTA. DEL VISIBILE. DEL MEZZO E DEL LUOGO
Essendo 10 sguardo semplice 0 compos to. direllO od obliquo. la visione nell'auo deU'immaginazione 0 deUa fantasia ~ tanto pili sicura quanto pili semplice si fa I'intuizione della somiglianza da cogliere.lnfatti 10 spirito e it senso intemo in qualehe modo soffre. e diventa facUmente vittima di una certa confusione, quando coglie una cosa visibile in un'apparenza riDessa e duplice. Ugualmente 10sguardo diretto supera 10 sguardo obliquo: certo iJ raggio visivo lanciato perpendicolarmente al visibile ~ di gran lunga superiore al raggio visivo lancialO obliquamente al visibile. Parimenti la vista semplice coglie Ia verili di eiascuna cosa in una sua prima similitudine. da cui I'apparenza visibile si dirige all'occhio in linea rena. Ugualmente la vista diretta ~ pili forte della obliqua, onde neiratto di fantasticare vale la pena di osservare I'immagine riDessa delle apparenze sia dellaeus, sia del ricettacolo delle immagini. sia della stessa immagine. come perce75

Sinesio, De Imsomnis, UTET Torino

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OIpItolo IV

mentale, e Ie pani generali di questo globo cosf raffigurato composto di terra e di acqua, come di due elementi predominanti nella grande composizione. Scendiamo ai loci peculiari e comuni, nei quali I'operazione pedissequa del senso estemo aiuta la collaborazione del senso intemo; ed a questo scopo oecorre che ci venga in aiuto la distinzione in 30 luogbi comuni per non essere rurbati datla loro mancanza 0 datla loro moltiplicazione, quasi come uno che zoppiCJ per Ie gambe troppo sottili 0 per essere gravato da pin aggiunti di quanti llOssareggere.

CapitoloW UNUMUOEUNOMEDEGUATM
Si costimiscanc 24 atrl secondo it numero delle lettere deU'alfabeto e volendo, si seguano a vicendasecondo l'ordine alfabetico coslcomenelle l~ro sedi si ~ividono in spazi propri secoodo la successione delle lenere, I nomi degli aut sana:

Capitolo III LA FORMA DELL it TRIO
Si pensi dunque l'atrio di forma quadrangolare it cui centro ~ la terra e I'occhio; dei quattro angoli uno sia est, I'opposto ovest e dei restanti due diametralmene opposti uno prende il nome di angolo nord, I'altro di sud. Nei quattto spazi intermedi ossia i lati 0 fianchi, qui si intenda est, qui ovest, qui nord, qui sud. Pertanto ti si costituiscono per prima cosa 8 distinti termini e loci, che due a due si riconoscano collaterali, ci~ destro e sinistto: vale a dire il destro e it sinistro dell' oriente, it destro e it sinistro dell' occidente e cost per gli altti spazi. Parimeoti it destro e it sinistro dell'angolo est, it destro e il sioistro dell'angolo ovest e cosf dei rimaoenti angoli. La forma deU'atrio ~di questo tipo,

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1. Altare

13. Nido

2. Basilica
_.. ... ...
_

14. Ovile 15. Pabulum (foraggio)
16. Quadriga 17. Reli

3. Carcere

4. Domus (cas a) S. Eculeus (puledro)
6. Fonle 7. Gladio

18. Specchio
19. Terme

8. Horoscopo
9. Ignis (fuoco) 10. Jugum (giogo) 11. Lanlema

20. Veicolo 21. Porta (Dalelb)' 22. Bivio di Pitagora Y 23. Xenium (dono ospitale) 24. Zelotypiae clavis (chiave della gelosia)

12. Mensa

Prep~rali ~n cerl~ nume~ di _luog!llcom~ni come sedi, in cui i luogbi propri appatano dlSPOSU un uruco ulenuco ordine con differenze evidenziate. MellD li in ordine i nomi dei luogbi con questo criterio che, dato I'atrio dell'altare dappe~lIo ci sia I'~tare, oeO'angolo est I'altare dell'altare, nell' angol~ ovest !I p~edro ,dell altarc:, I_lCll'angolosud l'icona deU'altare, nell'angoJo nord I oVI~edell altare. Simllmente da te stesso potrai afferrare i nomi dei qualuo (all e delle sedi collaterali che si riferiscono alia denomiDazione dei luogh,i sostan~ivi. Cosf affincht ti basti aver descritto separatamente una sola volta In un auto e aver fissati I'ordine e i nomi dei luoghi sostantivi con un aecorgimeato ulteriore bisogncrl provvedere al numero e alia distrib~one di cit) che poi occorre ai luoghi aggettivi, che vanno pcnsati gli uni dentro gli allri.
Ndr: Dokth, IV leltera dell'alrabeto ebraico, lelt. ·Pona·

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•I

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Stconda,wont

OIpiIoIo VI

Capitoio V DIVISIONE DEI LOCl DI ESSII COMUNI ASSUMONO UNA RELAZIONE QUINTUPLICE CON L 1NGRESSO EST. OVEST. SUD. NORD E MEDIO
Per luoghi comuni qui intendiamo un iosieme eli luogbi particolari coordinati, come ad esempio un solo tempio 0 un solo spazio del tempio, un solo chiostro, il concettacolo di una sola basilica 0 di un grande tricHnio, che potrai intendere distinto nei predetti aDgotie spazi degli angoli e differenze degli spazi. Per luoghi parlicolari souostanti invece inlendiamo I'angolo stesso,la destra e la sinistra slessa dell'angolo, la metAstessa dello spazio laterale 0 qualsivoglia degli altri. E queste parti si presentano come artlcolazioni 0 membra delluogo comune. Per luogo aggeltivo intendiamo qualcosa di animalO 0 di inanimato che si comporti per altro diversamente secondo Ie diverse occasioni, si muova e muova, tino al punto che vivitichi un'immagine 0 una forma e Ie dia forza. Ora restano da destinare ai centri e agli angoU di tutti gli atri i luoghi aggettivi di questo genere.

I. A TRIO DEU ~TARE Acqua Aratro Catena Scrigno Battello Trono Carcere Orcio Sedia Lavacro Lorica Anfora ALTARE Fomace Spada Fuoco Palma Ancora Cano Stalla Messi Fumo Albero Globo Banchetto

_ ........... -

Piscina Reliquie Pantano Figure sinistre Otri SarchieUo Inferno Drago Gio 0

··~/I.ATRIO DEUA-BAS/uCA Terme Sedia Tesoro BASILICA Cammello Faretra Arco Deserto Effigie Delizie Como Insegna Catino Lanterna Larva Feretro

-.-~ .....

Capitolo VI VARIARE I LUOGHI AGGETTIVI DELL j{ TRIO DEll j{LTARE CON LE 5 FORME DELLA QUINTUPLICE SITUAZIONE DELL j{SSISTENTE
Nell'atrio dell'altare, a11'angolo est c'~ I'acqua che scorre, sulla destra un aratro, sulla sinistra una catena. all' angolo ovest c' ~ un albero, sulla destra un ariete, sulla sinistra bancheui. all'angolo sud c'~ un cavallo, sulla destra un'ancora suIla sinistra un carro. all'angolo nord c'~ un careere, sulla destra un gigante. suUasinistra un aedo. Ad est c' ~un lavacro, sulla destra un tiglio, sulla sinistra un' ancora. Ad ovest una fomace, sulla destra una (orca. sulla sinistra un fuoco che si consuma. A sud c'~ un furno, sulla destra Ie biade, suUa sinistra foraggio. A nord c'~ uno scrigno, sulla destra una barca, suUasinistra un trono. FORMA DEU 'ATRIO E NOMI DEI LUOGHI PARTICOLARI Anlolo est nord anaolo nord est imma2ine dell' atrio ovest anlolo sud sud an2010 ovest

III. ATRIO DEL CARCERE Laccio Manette Ci Letame Nevi Pelle d' orso Mani Sporta Ventilabro Pappagallo Salterio Scure CARCERE Sporcizia Rane Vecchietta Ponte Nube Mani 10 Bracciale Quadrante Compasso Vecchio Spettro Fan 0

80

81

Stctmt/IJ sn}ont

IV. ATRIO DOMUS (CASA) Carbone Cenere Otri Crini Civeue Cipresso Orologio Laguna Chiodo Chiave Effigie Cordicelle CASA Amo Gatto Tempio Cane Canestro Idolo Spada Sprone Cane Gatto Vaso Piatto Sacco Seopa Utero Fango Nesso Piombo Panno Peso Pira

VII. ATRIO DEL GUDIO Trireme Mestolo Uma GLADIO Iscrizione Sangue Porta Papiro Piatto Martello Ostrica Mitra Lecytbus Vitc Potatoio Abbattuto

V. ATRIO EQULEI (DEL PULEDRO) Pugnale Pelo SDine Forca Reti Mangime Burro Quadrato Bri21ie Mosche Tela Lancia PULEDRO Ghirlanda Scure Clava Fascia Verga
Piaeato

VIII. ATRIO DEU 'HOROSCOPO Ruota Rastrello Tenaglie Tumul. Vento Otre Cerchio Freno Soada Sede Dcmonio Soecchio OROSCOPO Pozzo Pala Polvere Monte Nume Ralldo Luna Lagunetta
Carro

Legge Libro Pietra Giavellotto Tirso Onica

Boschi Zotro Calamita

VI. ATRIO DELLA FONTE Corvo Como Falce Fieno Zucca Gatto Viscere Orcio Remo
Carro

IX. ATRIO DEL FUOCO (IGNIS) leona Pettine Corazza Morte Magazzino Mucchio Forma
Zecca

Pietra Croce FONTE Mola Ma. ca. Letti21

Gesso Acqua Palma Lardo Lampada Barricata Tromba Brocca Feccia di vino

Mistero Femmina Pano FUOCO Ruscello Selte Palla

Catino

Bicchiere Mistura Cuscino Paglia Giuncbi Lana Precipizio Fossa Sildllo

82

.. .
.,
"

..

83

X. ATRIO DEL GIOGO (JUGUM) Scaturente Pollastro Boccone Eclisse Oca CaUce Botte Poltrona Ramo Gnomone Mucchio Anello GIOOO Seyp. for. Esca Festivi Via Pioggia Buco Frumento Gorgo Tumulo Candelabro Capestro Lira Segala Torrente Pentola Spumante Stoia Rcggiseno Luna Pampino Chiodo

XIII. ATRIO NIDO Fodero Randello Simbolo N1DO Stame Pomice Occbio XIV. ATRIO OViLE Pastorale Mitra CaDDuccio Nascondiglio Uneino Bastoncino Flamine Viscere Gallo Coro Bilancia Soino OVILE Veleno Stuoia Vinaccioti Baechetta Dardo Bersa21io Pece Predizione Mantica Lupo Buca Balestra Mortaio Martello

Lenre

Greppia Tiara Bosco Porta Noce Ineudine

XI. ATRIO DELLA UNI'ERNA Piume Sospeso Padella Sgabello Pesci Lauro Vipera
Aspro

Ninfe Disco Feretro LANTERNA Carena Nido ArosDice XII. ATRIO MENSA

Erinacei

Vetro Lamina F021iolina Edera Torcia Tromba Fulero Volatile Gratieola

xv. ATRIO
Paglia Avena Fave Vello Viscere Peso Pentola Forno Cioolle Porcile Ghiande Corbezzoli Tugurio Stella Sacro Triangolo Spugna
Prezzo

PASCOLO Spogtie Chiocciola TroDco Trave Tridente Stagno Vaglio Tamburo TriDode

Cavolo Statua Sasso Cera Mondo Paletto Voto Orso Miele

Santuario Caccia Vergine MENSA Suburra Saerilegio Trivello

Pinguedine Palo ferrato Maetra PASCOLO From Tortora Biade

84

8S

SrcoruItJ'mont

OJpltolo VI

XVI. ATRIO QUADRIGA Soldi Archetipo RUJu!inoso Supplizio Tumulano Spoglie Porpora Coperta Cadavere di cav. Salice F. di fanciulla Rapa QUAD RIGA Pascolo Fiore Malva XVII. ATRIO REl7 iralcio Piombo Ventilabro Prole Pegno Palla Luce Simulacro Matassa AcquislO Seudotondo Piano RETI Laceio F. di riva Propalline XVIIL ATRIO SPECCHIO Serpente Messe PiDio Elmo Vomere Giogo
Orca

XIX. ATRIO TERME Matrice Scopa Velo Papavero Lira F. della scena Scimmia Fiala Malico Conchiglia Tela Sindone Nido Steli Serpente Pinmide Forea Rota di vasaio Fumo Mantici Avvoltoio TERME Pala Cenere Zolfo Penati Companatico Pira F. di tempio Sentiero Navicclla Medicine Unglienti Brace

xx. ATRIO
Piede di legno Scudo a mczzaluna POlliolo Trincelto Ronca Viola Capo donto Ruota del coniatore Soola del tessitore Spoglie CCSla Canestro Turbine Cerchio Nervi Tappeti Clitella Fune Torchio Otri Botticella

VEICOLO Paniere
Brenta

VECTABULUM Perle Sudario Lacciolo

Paniere Civetta Giglio Loculi Cestella Ortio Corba

XXI. ATRIO DELU PORTA (DALETH) Corona Paniere Testa di leone Colonna Seudo tondo Colla Mano Testa di porco Puina Oracolo Orticello Pentola Ariete Piccone Trave Scudo Buca Giunco Stimolo Cardine Palelto PORTA Titolo losegne Larva Scoria Pupa Distillatore Chiave Catenaccio Catena Uova Rubrica StiUante

Smeraldo Avvelenamento Volume SPECCHIO Spinle Rivello Cestino

Traccia di ruota Bicchiere

86

87

.i

Stronda sniont

Cop'folD VII

XXII. ATRIO DEL BWIO PITAGORICO (y) Scala Piume Cono Materia Sassolini Bastone Cornice Canale CicoRna Mensa Simulacro Tripode BIVtO PIT. Giaciglio Croce Base Lichene Tavolino Tubo Otri Soffiatore Ampolla Anitra Catapulta Caldaia

Capitolo VII UNA POSSIBILE ACGIUNTA A COMPLETAMENTO TERNARIO

DEL

La forma delluogo deve essere tale che Ie sue parti possano bastare per assicurare la simmetria e I'ordine di queUe cose che man mano vengono aggiunte secondo il nostro sistema (noi che rispettiamo it numero tre in tutte Ie cose) affinch~ nell 'atrio predisposto i punti coUegati datla duplice diagonale che va da ambedue gli angoU ad ambedue gli angoU opposli nel mezzo dei quattro intervalli, che son posti ad uguale distanza dal centro e dai quattro angoti. siano conslderati come sedi e adiecta, assegna dunque ai due aggiunti nel centro una sede destra e una sinistra.

XXIII. ATRIO XENIUM (DEI DONI) Catino Cavill Cratere Lauro Mela Fico Paiuolo Graticola Tenulie Noci Castagno Miele DONO Asse Sceltro Spiedo Coltellaecio Chiocciola Secchia Fiori Pietra Troneo Pietra da costruzione Pietruzze Cespuclio

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XXlV. ATRIO ZELOTYPlAE (DElLA GELOSIA) Mandibola Frusta Mercede Galero Travicello Ascia Fossa Perpendicolare Patibolo Lucerna CinlUra Sisdllo CHIA VE DELLA GELOSIA Paura Framea (lancia ted.) Vimini Cateralta Bipenne Fornace Castello Liquefatto Rondine F. di colomba soffio Russo

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I •

Le rimanenti vanno intese come sono nel disegno e nell'ordine del precedente atrio. Ora sappi anche che alcuni termini ripetuti di quando in quando non indicano )'importanza delle identiche figure 0 immagini. E anche da ritenere che it numero di 20 e 60 possa essere comunque sufficiente dopo aver duplicata I'immagine; rna ci ~ piaciuto riempire I'atrioper innumerevoli altri vantaggi. Bisogna ricordare che Ie immagini vanno concatenate tra di lora per evitare la confusione. 89

88

.

)'

OJpII"t" DC

Capitolo VIII L ·ORDINE DELLE SPECIE
Quando avrai fissato i luoghi comuni e quelli particolari sia come ricettacoli sottostanti che come aggeuivi, preparati una serie di fonne efficienti nel medesimo ordine 0 in aItro. Di queste alcune sono adiacenti. vocaliche. aItre invece consonantiche. Aile vocaliche invero bastano 12 giaeigli, per Ie consonantiche invece si richiedono 30 atrii.

Affiizione Affezione Officium (dovere) Offerle Altrui Allezza

_______ _______

Effusione Efficienza

_____

FABBRO

t t

t t

t t

_______ _______

E1ezione Elemento

Capitolo IX 12CUBILI DEllE VOCALICHE
I cubili delle sillabe vocaliche. laddove ci~ la vocale precede la consonante, sono questi: I. della Daccante. 2. del Custode, 3. del (Dolator)Tagliapietre, 4. del Fabbro, S. del (Lusor) Giocatore, 6. del Musicista, 7. del (Nauta) Marinaio, 8. del Pastore, 9. del Re, 10. del Servo, II. del Tiranno, 12. del (Vesliarius) Guardarobiere. La lora forma ~ per alcuni quadrangolare c per altri nccessariamente bi-angolare.
CUBILI DEUE VOCAUCHE

A1leltamenti IIIusione Ambizione Amplesso Immaginazione ImbecillilA Angustia Anlipatia

Lusor G10CATORE Ultio VENDETrA ______ Olfauo

t
_______ _______ MUSICISTA UMILE _______

t

t

Emendazione correzione Emissione

Omen (presagio) Omnipotentia (onnipoleDZa) InanilA Inlenzione

Abstinentia (aslinenza) Absolutio (assoluzione)

_______ _______ BACCANTE DOLATOR (Tagliapietre) _______
_________

Obstaculum (ostacolo) Oblivium (oblio)

______ _______

Addizione Adolescenza Accusa Accettazione lcona Heic (qui)

Idolatria
MQ

Enunciazione Enumeraziooc Apparalo Appetito

Nauta MARlNAIO UNITA ______ Oous (peso) Onore
_ _t-'--

______ _______ CUSTODE _______

Egestas (povena) Aegritudo (indisposizione) Occasiooe Occupazione

______

Ipse (Slesso) Ipbis (lfi, padre eli Evadne)

Auditus (udito) Audacia

PASTORE Vestiarius GUARDAROBIERE _______ Eucrasia Eufortun. buonasorte

91 90

S«onda

sniont

OJpltoloX

Arcano

Argomento RE URGENTE Ira Irritum (nullo) Ascensione Aspeuo SCHIAVO Isle (codesto) Historia (storia) Attenzione Attinenza T1RANNO UtilitA Otium (ozio)

Errore Erudizione

B. BL (scu PL). BR. C. C. (vel OL). CR. CH

M.
N. P. PRo

Ornato Ordinc Esuritio (fame) Essere

D. F (vel PII). FL. FR. O. ON. OR. H. I. L.

Q.
R.

s. SC.
V.

SP. ST.

T. TRYCI DR.

usa

Ostensio (mostra) Osculum (bacio) Elica EtemitA lteratio (ripetizione) Ita (cosO

Ivi B significa BontA, BL blasfema e placito, BR Premio, C causa, CL chiar~~, CR cn:azione CH carita D dubbio F fallacia FL flagella FR frode G g~ola GL g.lona GN cognizione GR grazia H umiltll gioco, L libertl M milizia, N nobllta, P potere Pr prudenza Q quiete, R rigore, S salute, SC scienza, SP spettro, St studio T timore TR tranquillitl V vita.

CapitoloX

JO CUBILI DELLE CONSONANT/CHE
Gli atri del1e consooantiche (dove cioo la consooante precede la vocale) sono costruiti secondo quest'ordine, che il centro del1' atrio mantenga la sua specie, dalla quale si formi il nome e la defmizione dell'atrio. Quattro angoU riportino quattro vocali: 1. a est, 2. a ovest, 3. a sud, 4. a nord; aI centro intine la quinta. Dopo venga disegnalo sia altorno aI centro sia attorno agli angoli uno spazio triangolare dove I'angolo pid lontano dal centro sia delta superiore, dei 2 angoli pid vicini it primo si consideri desire, I'altro sinistro e di questi triangoli uno sia ritenuto includente e I'altro equidistante incluso, affinch! sia Ie sedi sia Ie immagioi si ottengano duplicate.
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U nord.'

dove A ~ it triangolo del1a terra, E it triangolo est, I iItriangolo sud, 0 ovest e
NdR: L'Oricnte ~ ICmpre in allG pen:JI! la mente deve essere voila scmpre verso la lucc del sole, unlca (ollie eli lucc vera.

93

SecondtJ SezioM

OJplloloX/

Per questa forma vengono foggiati dei particolari cubin quadrati che comprendono quattro triangoli negli angoli e un quinto ~uplicato n~1cen~, dov~ it centro di ciascuno indica una consonante con Ie cIRque vocah. Dai 3 angola intemi poi, e dai 3 esterni elistribuiscono quelle consonanti che pili frequentemente seguoDo al secondo e terzo posto dopo la vocale mediana. Le altre poi non hanno bisogno elitale preparazione percM possiamo anche prendere due consonanti doppie (secondo che una stessa fonna si presenti in un modo 0 nelI'altro, per es. seduta 0 eretta) con I'aggiunta di una cosa di un genere 0 di un altro; che se guardiamo intorno vediamo qua e la una bestia che scoma, morde 0 tira calci 0 altro di questa genere.

so di stelle d'oro, che sparge da un canestro la grazia di vari fiori. XIII. Nell'atrio della Gloria un uomo che siede coronato in trono e un vecchio col ginocchio destro piegato gli Iocca 10 seettro. XIV. Nell'atrio della Gnaritas (conoscenzs) un vecchio chiomato, e cantlerizzato dalla molta barba pendente dal mento spiega minutamente da un libro chiuso. XV. Nell' atrio della Grazia tre fanciulle bellissime ornate elighirlande danzano tenendosi per mano. XVI. Nell'atrio della Humilitas (umiltA) un fanciuUo che gioca con una cagnolina. XVII. Nell'atrio del locus (gioco) un erede adolescente balla. XVIII. Nell'atrio della Liberti una eroina a capo scoperto tiene sono i piedi un giogo, una tazza d'argento nella destra e un drago nella sinistra. XIX. Nell'atrio della Milizia un uomo armato porta un vessillo nella sinistra, una spada nella destra. XX. Nell'atrio della Nobilla un uomo appoggiato su uno scudo a sinistra e con la destra alza in alto un elmo aperto. . XXI. Nell' atrio del Potere un re che ha uno scettro nella destra e un libro nella sinistra. XXII. Nell' atrio del Placito un adolescente vestito eliverde che ha a destra una vergine e a sinistra un fanciullello, nudi. XXIII. NeWatrio della Prudenza un vecchio contempla CODuno specchio messo innanzi cia cbe accade a tergo. XXIV. Nell'atrio della Quiete un anziano siede su un Jette d'avorio reggendosi it capo sui gomito. XXV. Nell'atrio del Rigore un uomo cbe ha un libro aperto nella sinistra una fJaccola nella destra, un Degro the porta una scurelo precede. XXVI. Nell'atrio della Salute un fanciuUo che porta acqua e una fanciuUa it fuoco. XXVII. Nell'atrio della Scienza una piramide cbe sostiene suUa cima una fiaccola ardente, che alternativamenle al soffiare del vento ora si accende ora si spegne. XXVIII. NeU'atrio dello Speltro un'entita simile ad un uomo che ha VOIIO e cervice elileone, con Ie coma, con un tridente in mano e guarda intorno con occhi di fuoco. XXIX. NeU'alrio della Studio un adolescente col fianco destro alato che si
95

Capit%X! IMMACINIIMPORTANTI

NEL CENTRO DEI CUBILI MINORI

Non solo per un uso siffatto rna per molti altri e per la meditazione sono state costituite e definite 30 immagini di cia che sta nel centro: I. nell'atrio 0 camera della Bonta ci sia un sacerdote vestito di lino che brucia incensi colturibolo presso I'altare II. nell'atrio della Blasfema (presso I'atrio del placito) al centro un sacerdote con indumenti rossi che cosparge I'altare col sangue della vittima. m. Nell'atrio del Brabium (premio) una meta e sopra quella una collana e una bianca clamide con una frangia dorata IV. Nell'atrio della Causa un fanciullo che abbraccia una fanciuUa nera e formosa. V. Nell'atrio della Chiarezza (presso l'atrio della Gloria) una matrona che porta acqua con la destra e con la sinistra uno specchio. VI. Nell'atrio della Creazione un contadioo che semina VII. Nell'atrio della Carita una fonte the versa acqua tull'intorno. VID. NeU'atrio del Dubbio un giovane con due teste, che tiene in mano una forca sarchiando ora a destra ora a sinistra. IX. Nell'atrio della Fallacia un pontefice che offre la mitra, davanti al quale chi si avvicini cade per terra. X. Nell'atrio del Flagitium (infamia) un vecchio che cade dall'asino. XI. Nell'atrio della Frode una vecchietta che reca con una mana un uncino con I'altra un favo di miele. XII. Nell' atrio della Gioia una fanciulla vestita di un abito verde come cospar94

lancia verso I'alto, mentre ~ impeelito e quasi schiacciato da una roccia legata alia sinistra. XXX. Nell'atrio del Timore una donna pallida, macilenta, va qua ell, tituba, trema e si nasconde in una scalinata aperta. XXXI. Nell'atrio della Tranquillitl un nido di alcioni dal quale si pub osservare intomo I'aspeuo del mare. xxxn. Nell'atrio della Vita un albero carico di frutti regge un tralcio di vile e un fanciullo vi sale.

a ovest dell'isagogico, a sud del baciante (osculans) 0 manifestante (ostendens), a nord dell'usucapiente. XI. In centro di chi solleva (altollens) 0 l'allCla, a est it simulacro dcll'etico, a ovest dell'itinerante, a sud dell'ozioso, a nord di chi porta un utile. XII. In centro chi porta via (auferens) 0 allonlana (avcncns), a est chi (evagina)sguaina 0 evisccra, a ovest I'eieuore, a sud e nord mancano. XIII. In centro il simulacro del1'assioma, a est che spiega, a ovest il simulacro di Issione, a sud c nord mancano.

Capitolo XII . SVILUPPO DELLE IMMACINI SENSIBILIIN PRIMO LUOCO PERL "AZIONEDELLE ALTRE VOCALICHE
Oltre ai loci delle suddette immagini hai di nuovo: J. nel centro chi abstrahe (libera) 0 absolve (scioglie), a~ ~t un ebbro, a ovest un ibis, a sud un o(b)stacolo, a nord un simbolo eli ublqultl. ., n. in altro atrio in centro I'accusatore, a est l'e~lesiastico, a ovest at simulacro elilcaro, a sud un uccisore, a nord un cremo. .. m.ln centro I'avversante, a est it divoratore, a ovest I'idolatra, a sud IIsimulacro di chi odia, a nord (udum)it bagnato. IV. In centro I'afflitto, a est l'efficiente, a ovest il vacuo, a sud (officiosum)il premuroso. .. , V. In centro l'allevatore 0 (alligatore) legatore ~ al sll.nulacro dell altezza~ a est chi eleva 0 elude 0 I'elemosiniere, a ovest l'illuminatore, a sud (ollario) pentolaio 0 olfauorio, a nord l'ultore 0 I'ultimatum. VI. In centro chi stringe in amplesso 0 il simulacro dell'amp!ezza, a est del!'~minenza 0 dell'emittente, a ovest dell'empiente, a sud (orrunante) del vabclnatore 0 di chi omette, a nord dell'umiliante. VII. Incentrodell'annunciatore, a estdell'en~era~re, aovestdell'inseritore a sud del (onerans) caricatore, a nord di chi umsce 0 unge. Vlll, In centro il simulacro di chi appone, a est del (episcopus) vescovo, a ovest it simulacro deU'ipocrisia, a sud di chi oppone, a nord manca. IX. In centro dell'armigero, a est it simulacro dell'errante 0 erigente, a o~est dell'irato 0 dell'irridente, a sud dell'ordinante 0 dell'omante, a nord dell urgente. . X. In centro dell'ascendente 0 dell'aspergente, a est dell'affamato (esunens),
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Capitolo XlII IN SECONDO LUOCO DELLE ALTRE CONSONANT/CHE
Parimcnti nel primo dei cubili minori, dove la Bontl ~ it simulacro per i sensibili, nuovamente nel triangolo centrale comprendi it battezzante 0 iI facchino con sei angolari che cooperano ai suoi ordini, vicino a 6 simboli di facchini che si comportano in modi diversi, ad oriente uno che benedice 0 ~ belligerante, intomo al quale negli angoli dei triangoli sei forme di benedizione 0 circastanze sensibili, sia negli organi, sia negli efficienti, sia in ambedue, a oceldente un bevitore 0 un bibliotecario con diverse azioni e utensili del suo mestiere, a meridione un bovaro 0 pastore 0 bifolco neUa stessa maniera, a oceidente un buccinatore.1n maniera uguale facendo occupare il centro per primo e facendo seguire i rimanenti nelloro ordine agli angoli, si formeranno Ie parti dei cubili restanti. A noi basti fomire it catalogo degli operatori ciascuno dei quali concepisce sei openwoni per volta nella propria ane 0 incarico, ed eventualmente (per un migliore e pili fenile impiego), anche i manovali.
Battezzante Caupona (osteria) Danista (usuraio) Servitore
LiCIO

bclligerante Cerdo (artigiano) Delirus (folie) Festivo Gcometra Erbario Digiunantc

bibliotecario CiarlataDo Diglad.
(spadaccino)

bovaro
Colono Domatore Zappatore Ospite Schcrzantc

buccinatore Custodc Duce Ladro Goloso Umiliatore Giustiziantc

Vasaio Girante Istrionc Incantanlc

Bevente Frombolicrc

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.~conda sWOnt

Copltolo XIII

Laeerante Maeehiante Marinaio Pastore Quadrato Rapitorc Ballerino Tangenle Evacuante Blattario Bra 0 Pra Clavigero Crapulonc Flagcllantc Frangente Oladiatorc Orassatore Placante Praticante Raschiantc Statuario Strangolanle Bancario

Littore Medico l.egante Percuotente Investigatore Rettore Seppellitore Temperante Cacciatore Ble 0 Pie Bre 0 Pre Chierico Cremantc Piangenlc Frenante Oleo Clc Oregario Intrecciantc Pregante Seenieo Stercorario Strenuo Trepidante

Lettore Milite Nidificante Pittore Dormiente Irrigatore Sigillatorc Tinlore Vetraio BhoPh Oro o Pro Clitellario Stacciante Urtante Stropicciante Oli Ori
0 0

Appaltatore Motore Annodante Ponderante Piaeere Rotatorc Sonantc Barbiere Voluttuario Blo
0 Plo

Lussurioso Musieista Nutrice Puerpera Accumulato Rustieo Insuperbente Turbalore Feritorc Blu
0

CAMPO DEL RE
Uncino Cono Fiamma Ammucchiato Cavallo Statua Vi vande Unione Accoppiamento Ganimedc Scroccone Scimunito CaJdaia Stuoia Tiara Corona Alloro Mitra Divinita Regno Impero Duce Compagno Ambasceria Legge Sigillo Scellro Gladio Tromba Verga Vicende Luoghi Satrapo Console Consiglio Segreto Trono Sede Tribunate Scanno Cuscino Tappeto Scrittura Volta Vessillo Bicchiere Corona Camera da letto Mussolina Chiodo Cintura Piume Coma Tridente

Plu

Oruto Clostrario Oracciante Infiorante Chiudente Incrociante Fluttuante Clu

Frondispargente Fruttuario Aggruppamenlo Olu Oro
0 0

Cli Cri

Cro

Oru 0 Cru Pioventc Prudente Scutifero Zelanle
Ammonticchiante

Piegantc Privantc Scindente Stillalore Strigliantc Triturante

Carretliere Rigattiere Donnaiolo Sdcgnato Rcggisenaio Trofeario

Bilanciante

Ciascuno di questi riceve sei differenze che sono richieste nei triangoli gemelli della figura delle camere minori.

98

99

SecondIJ sezJone

Copilolo XIII

CAMPO DEL SACERDOTE
Vittima Piglio Pentacolo Mitra Gemme Reliquie Esorcista Carbonaio Ascensore Sentinella Calendario Lettore Battistero Cortigiana Sopravveste Mantello Piovoso CaIice Protoplaste Patriarca Vescovo Acqua lustrale Aspersorio Turibolo Ineensiere Allarino Statua Demagogo Presbitero Sacrificatorc Custode Sacrestano Cantore Caseua Stoia Manipolo Pialto Cereo Salvietta Artelico Paralisi Itterico Apoplessia Epilessia Incubo Raschiatoio Furore Malinconia Frenesia Mania Delirio Calcolo Idropisia Alopecia Gufo Lebbra Scabbia

CAMPO DElLO STIGE
Fame Sete Vampa Freddo Sudore Tremore Dolore Afflizione Tormento Vessazione Tribolazione Angustie PovertA Timore Tristezza Sospetto Invidia Tedio Emorroide Tabe Cardialgia Nausea Ipocondria Difficoltl di orinare Fervore Demenza Pi lone Gozzoviglia Demoniaco Sincope Oftalmia Sordo Odontalgia Soffocamento Tosse Asma

Presule
Abate Archimandrita Chierico Converso Laico Crocifero Profumo d'incenso Luee Priore Servitore Anacoreta Vicario Curatore Rettore

100

101

Strondn stt.lont Capltolo XIII

CAMPO DELL'ELEMENTO Ambraca. Terebimo (albero) Muschio Amomo (profumo) Mirra Nardo Aria Spirito Fialo Venlo Turbine Tempesta Olio Burro Laue E1isir Sublimato Manna Acqua Neve Birra Miele Zucchero Vino Aceto Cardamomo Fuoco Forno Tuono Fiamma Folgore Lampo Storace Maslice Laudano Balsamo Galbano· Costo! Marmo Selce Cote Portido Alabastro Avorio (ossile Idrargirio Minio Zolfo Bitume Calce Tartaro Gomma Avorio Vetro Pecc
Incenso

CAMPODI
Oro
Argento

pumo
Smeraldo Diamante Carbonchio Perla Lumaca Avorio Biacca Allume Sale Salnilro Inchiostro Buca Portido Corallo Cristallo Onice Gagatcs Ambra

Fonte
Ruscello Sorgcnte Nebbia
Sole

Bronzo Acciaio Piombo Stagno Limatura Gesso Pomice Sasso puntuto Ghiaia Inchiostro Crisocollirio Mercurio Antimonio

Raggio Alone Cometa Luna Iride Brina Rugiada Goccia Pioggia Grandine Ghiaccio

.

Cinabro Magnele Scoria d'argento

Cinabro

Resina eli pianla di Sirla (NdR) 2 Pianla odorosa dell'lndia (NdR)

102

103

Stconda Jtvont

Qlpltolo

KIn

CAMPO DI ZOROASTRO
Gemma del Sole Sagdaml Selenite Siderite Sirteo Telicardios Merope Pelle di cerbiatto Pioggia Stagionale Paneres Peante Galaicos Eroatile Ieracitc Nasamonite Medea Polytrice Infedele Baropteno Tonante Intaccatura Scostumatezza Chlorites Convivente Saurite Leucopetalo Opbicardelo Opalo Telirrizo Adcscatore Ranocchiuto Versamento di bile CMais
2

CAMPO DI GIUNONE E DIANA
Cinghiale Orso Leone Pantera Pinge lena Falco Gufo Gallina Cicogna Colomba Cornacchia Cervo Capra Cerbiatlo Bca:o Cane Daino Pavone Aquila Feniee Picchio marziale Gro Alcione Nibbio Corvo Grifo Smergo Pernice Struzzo PappagaUo AvvollOio Aquila ossifraga Avvoltoio Gallo Cigno Bue Asino Cavallo Mulo Porco Vitello Cotumice Glottis Oltarda Rondine Anatra Oca Elefante Cammello Rmoceronle Bufalo Onagro Unicomo

Celidonia Topuio Eliotropio Efestilc
3

Hammon. cor. Porcheria Lipari Mithrax Tecolito Crini di Venere Zoronitio Smilace Eupetalo Epimela

Draconte
Epimetride Galallile Gasidane Glossopetra Gorgonia

ProCumo Bgiziano (HdR) 1
3

Plein turchina (HdR)

Pietra prezlosa

(NdR)

104

lOS

Stcondll JtVOnt

Cop/folD XIII

CAMPO DEL LARE
Buca Piantalore Potatura Vendemmia Danza Giardino Pane Parcito Pesce Came Cacio FruUo Bifolco Capraio Pecora Cavalla Palafrenierc Maiale Edificio Indoratore Capsarius Cocchio Modellatore Fonditore Vino Dirra Farina Miele Legume Costruttore Vasaio Ferro Scalpellino Stagno Vetraio Tomio
I
:

ATRIO Dr NElTUNO
Oliva Luppolo Pampino Melagrane Arancia Olmo Auriga Fieno Lana Domatore Mungitore Rapitore
Aratore

Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Sentina Acqua Biscotto Briglie Catene Anni Teti Oceano Tritone Proteo Ina Melicerta

Marinaio Chiodo Specchi Canto di vendemmia Vicario Caporematori Scilla Cariddi Sirene Sirte Orione lam Sinfonia Prora Rcmo

Ninfa Nercide Belidi Alcioni Deucalionc Arione Palombaro Corda Velo Pece .Stoppa AnlelUla Luglio Agosto Selccmbre Otlobre Novembre Dicembrc

Seminalore Mietilore Trcbbialura Granaio Strame

Lentro
Elciario Limenarca

106

107

CApitolD XIII

ATRIO DI MERCURIO
Giureconsulto Allore Procuratore Scorta Emissario Vagabondo Indovino Mago Miracolista Grammatico Logodedalo Virello Profeta Entusiasta Sognaton: Chimico Inunagineua Aversificator Faccendiere Giocatore Zeccbiere Guarciarobiere Pagliaeeio Parassita Dialettico Astrologo Geometra Aritmetico Oraton: Poeta Potatore Giocatore Lottatore Ballerino Prestigiatore Funambulo Merciaio Mercante Cigano Usuraio Pentola della fortuna Penitente Marso Ciarlatano Buffone Mirno Istrione Indovino Medico Erborista Panuccbiere Fannacista Ladro Delatore Fionda Pugnale Stiletto Ariele Dardo ,Tribolo Beccaio Flagellatore Polvere pirica Ladrone Rapitore Sicario Lancia Scure Clava Arco Faretra Cintura

CAMPO DI MARTE
Milite Carnefice Chirurgo Veterinario Lanista Gladiatore Duce Guardia Esploralore Segnalatore Alfiere Trombettiere Adeta Pugile Castratore Topicida Scuoiatore Boia Asta Balestra Schioppo Sfera pl. Spada Lancia Ineendiario Loriea Corazza Elmo Cresta Seudo Timpano Tuba Scudo piccolo Flagello Scettro Ronca

108

j'

109

Seconda sn/one

Qrpltolo XIII

CAMPO Dl LUNA Quadrato Lungo Nerboruto Grasso Tcslone Calvo Salice Pioppo Giunchi Lappola Pescatore Bagnante Tintore Impressore Follone Mugnaio Salsamcntario Ostc Frultifero Lana Cuoiaio Vasaio (figulus) Laue Burro Cacio Uva Brace Zucche Naso schiaccialO Labconc Gol050 Gobba Emioso Losco Melone Ciliegia Pira Nespole Coma Sorba Cisposo Fronlone Dentonc 8occonc Pancione Eunuco Can:crc Slalla Sepolcro Patibolo Feretro Colore scuro Ibis
Gufo

CAMPO D/ SATURNO Caprone Negro Cieco
Canute

Vcnefico Negromantc Sega Giudeo Becchino Mcndico Cimitero Abbecedario Chiacchierone Slailiere Mulaltiere Acquisto Profeta di sventurc Porcaio Netlacessi Topo Gatto Rospo

Macilenlo Losco Piombo Zolfo Carbone Cenere Vetro Limatura Lentigginoso Gobba Gambeslorte Scauro Ricurvo Peloso

Barbagianni Ciprcsso Asrodclo Rapa Monaco Ciaballino Sarchiatore Straccivendolo' Furno Pece

Acetosella
Cocomeri Biondo Debole Bianco Balbo Voce nasale Donnaiolo

110
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~conda sn}one

CttpI,,,,,, XIII
CAMPO Dr VENERE
s.

CAMPO Dr CERERE
Pane Aratro Vomere Sliva (manico aratro) Stuoia Crivello Canestro Badile Scapa Ventilabro Ruota Carro a 2 ruote

Ungucnto Pettine Specchio Cintura Braccialetto
Collanine

Fanciulla Fanciullo Meretrice Mezzana Lenone Pronuba Colombe Passeri Satiri Amorini Flora Adone Tricche tracche Soffiacenere Parrucchiere Piuore Pulitore Profumiere

Testuggine maggiore Testuggine minore Pompe (macchine) Spada falcata Lltuol Tibia Depilatore Depilatore (dei Capelli) Colore Baiadera Pastigliere Setaio Protuberanze Aabe Viole Rose Mirto Mandorlo
.

, .,
",
I

Companatico Tavola Pentola Caccabdlus Casscruola
Tripode

Rastro
Rastrello Pala Orzo Tritello Oryza Farina Panico Miglio Zappa Bidente Forca Falce Falceuo Volvolo

Bambola Maestro di canto Tubo Lira Cetra Tartaruga Nacchere Suonatrice di tamburo Gamberi Fistola uterina Campanelli Monocordo

Stanga Unci no Vectis Flagello Spighe Area Granaio Mietitore Mezzadro Agrimensore Pccoraio Pasticcicre

Essedum
Carrozza Giogo Abside Dalteri Nod Nocciolo Castagna Gmanda Pip.

Bastone ricurvo d'auguri (NdR) 112

113

St'f""lIIln .rt'z./""t'

CopiloioXV

Capitolo XIV

LA FISSAZIONE DELLE SPECIE CON LA CATENA
Per conservare senza difficollA quelle specie di luoghi aggeuivi, occorre sfruttare la forza dellaconcatenazione. Poiche, infatti, in mezzo all'atrio delI'altare c'e I'altare stesso coi suoi aggiunti, neU'angolo est da una parte c'c I' aratro appeso ad una catena e dall' altra un vaso di acqua, nell' angelo ovest si leva da un globo terrestre un albero, dal quale pendono deUe vivande, nell'angolo sud c'e un'ancora sopra un carro che sulla destra ha una palma, nell'angolo nord nel carcere sopra uno scanno un barile, a est una corazza viene lavata con un'anfora, adovest in una fornace una spada viene temprata al fuoco, a sud in una staUa messi odorose, a nord in mezzo a una barca c'c una cassetta che fa da base a un trono; cosf capirai come bisogna fare dei rimanenti. Potrai con profitto e facilmente aumentare il numero degli aggiunti di questo tipo fino altermine che Ii sei fissato, come se aggiungi un solo elemento ai singoli termini, questi atri potranno addirittura servirti come campi poiche auorno all'altare ti ridonderanno 32 aggiunti. Di qui non solo puoi avere 30 immagini dei primi composti auorno ad una sola immagine, ma anche (per merito del site e dell'ordine) verranno occupati dei riceuacoli adattissimi aile forme delle altre cose da presentare.

vidui, dove Ie immagini si mescolano con varia aspetto; chi ara un campo nero e sopra 10 scritto vuole scrivere? Ugualmenle fuggi i luoghi bui; infaUi come essi fanno soffrire le stesse luci del senso estemo con un aspetto confuso, pensa che cio puo capitare molto di pili qui dove Ie orme restano schiacciate da una tenue ombra. Ne avranno forza per I'eccessiva luce (Ie luci) rivolte al sole, appunlo come svanira una specie assorbita da un abisso, 0 come un grande splendore offende gli occhi. E queUe di queste cose che sono situate con un ordine continuo, e hanno it compito di fomire la serie per Ie altre, e rappresentano una regola certa per gli altri e una norma per il futuro, siano esse stesse provviste specialmente e in primo luogo di questa luce. Non moltiplicarti le cose da guardare con I'identico aspetto, rna ti si offrano col vollo sempre diverse che la natura attribul aUe cose senza fatiea. Ti siano inoltre fornite a tale condizione che siano disposte ad accoglierc la forma da inserire, non altrimenti che una parete bianca e una tavoletta cerata. Ora poni attenzione che non siano disposte troppo vicino; infatti male potrai distinguere la scrittura se per iI reciproco contatto celino la propria forma Ie parti per il lora numero malamente accessibili a chi guarda. E non stancare la vista come da lantana osservando una cosa dall'alto, non disperderla per una cosa fatta troppo da vicino, perche nessuna piramide c stata introdotta che coUeghi I'oggetto sensibile e la facolta visiva. E nemmeno e stato concesso I'insano arbitrio per cui in questa materia ora ti piaee codesto luogo ora quello e in un'altra Ii disprezzi; poicbC parte di If cio che affidi pili a qaesti, menu a quelli: chiaro che non furono scelti con uguale criterio. E questa operate Ii fa cercarc Ie immagini dove per I'innanzi non ne avcvi sistemata nessuna. Ate, che desideri ricordame molte di cose, converra che ti armi con non pochi di questi e senza badare aUa fatica si cucia carta alia carta e case a case adatte. Esseri animati verranno consegnati a certi aggiunti mobili, poichC la specie sara da prendere secondo il caso dell'aggiunto, giacchC 10 stesso viene esaminato per bene dai vari accorrenti, affinche i latitanti si mostrino. Come primo compito I'aggiunto dia il criterio della successione, e sia una serie continua senza interruzioni. Che anzi in tempi diversi siano scelte regioni diverse, secondo gli spostamenti delle specie per dove vuoi conservarle per un tempo e un uso Iimitato. Ounque

Capitolo XV

LE CONDIZIONI DELLE PARTI DA OSSERVARE NELLE CASE. NEGLI ATR!. NEI CAMPI
Abbiamo cosl illustrate Ie regale dei ricettacoli ricavate da quanto gia divulgato e custodito neltempio <IiMnemosine. Una facolta psichica tiene racchiusi in un sene interne i loro simulacri sensibili che la vista estrasse chiaramente dalle case stesse can una figura immutabile. Mai vasta estensione e adana a inquilini minuseoli, ne i piccoli accolgono cose troppo grosse. Una figura in una sede grande si sperde e scompare, e la vista fugge Ie cose inanimate di piccole proporzioni. Siano tali che comprendano un uomo, che impugnata la spada, agitando Ie braecia, non tocchi nuUa ne in largo ne in alto. II saggio disprezzi l'inaccessibile e cio che c remoto per Ie mani di chi si gira intorno, non ti tentino le sommita del tetto ne Ie cime di una torre posta di fronte, e la finestra che sta lontano e il camino che fuma da lungi. Oisprezza iI boscoso e iI coperto da nebbia e iI formate da innumerevoli indi114

c

liS

Copll"t" XVI

perch~ non riponino una specie rifiutala con decisione recente, dopo 3 giomi Ie richiamino ripulite di cib che ~ stalO respinto. Dunque prepara una figura ben nena dei luoghi prima di affidare altuo campo i semi che Ii proponi di raccogliere. Sia che ~.Ie formi, sia che dopo averle formate Ie ripulisca, procedi da destra verso stmstra come la maggior parte dei popoJi scrive e legge secondo I'ordine naturale, tutti ci giriamo con gesto agevole: iI seminatore, I' aratore il cavaliere, il pugile, il mietitore, i1lanciatore, I'equilibrista. ' In questi, dico, si.richiedono visibilitA certa, colore, ordine, varietA, distanza, g!ande~, s~lezlo~e, numero, distinzione, composizione, purezza, separaz!one, ntenzaone, nesame, familiaritA, accessibilitA, maneggiabilitA, figuraZlone, prospetto, proporzionalitA, vivacitA; e dalle cose suddene si formi 50prattull? una disposizi.one concava e angolare, da cui le cose disposte non possana sciamare 0 svamre. Capitola XVI

LA COMBINAZIONE DELLE SPECIE CIOE LA CONFICURAZIONE DELLE IMMACINI
e preordinate, sana semplici, e ci presentano il dono e I ordine delle tenere: subito da esse viene portata a termine la composizione delle .cosee ~elle .immag~niin.molteplici serie, intrapresa per un uso moltepliceo SI attua mfath dappnma rimanendo in un unico ordine, 0 in secondo tempo vagando ~ttr:a.v~rsodiversi ordini della stesso tipo 0 in terzo tempo prendendo Ie pam plUidonee delle forme dai loro loci. La cosa poi si presenta tale da essere appresa meglio con I'uso che con altri precetti. Primo esempio di combinaz;one Quanto al primo (cio~ che consiste in un solo ordine) formiamo ARTEM sia dall~ parti deU'altare, quando dalla destra dell'angolo est e dalla destra delI'angolo nord e dalla destra dell' oriente dall' est e dalla sinistra dell' ovest viene bagnato dall' acqua che scorre fuori dal carcere il busto che si fonde al fuoco che si consuma; sia dalle pam del carcere dove sara un uomo con Ie mani legale c~e ha un saUerio alia destra e alia sinislra un pappagallo che con iI beeco caeca un occhio a una vecchietta; sia dalle parti della corona (Basilica) quando dall'infemo alia piscina e nell 'inferno presso Ie tenne usciri un cammello che porta un tesoro. Un'indicazione uguale nelle altre.

I;e sp_cciepre-numerate

Sefondo esempio di combinaz;one Quanto al secondo, certo vagando attraverso diversi ordini della stesso genere come daU,altare alia basilica 0 alia fonte 0 allo specchio 0 procedendo da qualunque di questi e di altri ad altri e a questi, per combinare le tenere prendendole dove 0 la vocate precede la consonante 0 nell' altare, nel puledro, nelI'icona, neU'ovile, ed allora Ie immagini sana espresse per la lora condizione assoluta 0 la consonante precede la vocale ed allora 0 questa da sola, 0 dove la figura consiste di due lettere uguali e cosf 0 basterA sol tanto I'immagine delI'atrio col quinteno delle vocali per Ie differcnti regioni del cielo 0 secondo 10 stato del sito 0 secondo la posizione in piedi, seduta, genuflessa, inchinata e prostrata 0 attraverso il collegamento che si riferisce a quelle case che stanno intomo al mezzo 0 al centro, affinch~ quando al centro dell'atrio della casa aderisce I'ovile 0 l'altare 0 altro di questa tipo, 0 accoglie l'uno e I'altro, ci~ sia la differenza propria di quella situazione diversa dell'elemento che ~ nel cegtro, sia daU'aggiunta del suo consimile che ~ nella circonferenza dove verqlenle dopo una vocale si aggiunge un'altra vocale con consonanle 0 2 consOflnti 0 soltanto un'altra vocale. Cib significa che 0 la consonante di mezzo p'f'de alia fine una vocale 0 una vocale con consonanle 0 una liquida con voc"" e consonante. Con alcuni di questi melodi si ~ proweduto datla condizionodeU'atrio fino aile espressioni. Se invero una liquida sta in mezzo tra vocale ~ consoname, cane, cavallo, serpenle, mordente, recalcitrante, ritOrlO, alle ~e agenli 0 aile azioni gli apposili insinueranno il proposito. Se poi dopo la vC?Clleche ~ presso Ie zone esterne viene aggiunta un'altra consonante provveCleraicon i segni delle mutazioni e delle alterazioni di questo genere che si aprano con 12 segni soggetti 0 cireostanti: Con ponar pcsi Frazione Morso. Rottura Col caso Giramento. Oscillazione • Sospensione . . Con la divisione Elevazione Pulsione Turbamento

In quest'ordine dunque completercmo ARTEM in maniera che datl'atrio delI'altare e delle terme possiamo prendere it trono col tempio 0, neltempio in cui un cane morde un Templare.

116

117

Apptndicl
i,

Copitolo XVII

Capitolo XVII

TERZO ESEMPIO DI COMBINAZIONE
Quanta al terzo cenamente vagando attraverso i diversi ordini dei diversi generi hai 12 camere di vocaliche nelle quali la vocale precede la consonante e poi 30 camere di consonantiche in cui Ie patti della composizione vengono ordinate al contrario. Qui dalla esplicazione di immagini sensibili, di alcune immagini consonantiche e di altre vocaliche forma ARTEM I'armigero temperante dal segno che e nel centro del nona consonantico e vocalico nell'angolo del temperante con l'aggiunta di quello che si trova nell'angolo sinistro del triangolo interiore. V' e anche un metodo pili generale col quale le specie vengono ordinate e combinate dove puoi comporre la prima combinazione can un aggettivo la seconda con un agente, la terza con un'azione, la quarta con una specie, la quinta con un cooperante 0 assistente, la sesta con I'intervento dell'assistente.Ia settima con la specie dell'azione e di questi membri se ne prendano 2 0 3 0 tutti secondo I'esigenza della cosa. Per queste operazioni sceglierai con facilita particolari e ben definite membra tra quelle proposte dal duplice ordine delle combinazioni e che abbiamo esposto con carmi nellibro De umbris Idearum e Cantos Circeus in forma di enigma. Capitolo XVIII

Terzo metodo per completare Ie specie E ancora, quando vengano trovati anche i diversi generi dei loci, quali abbiamo chiarito in altri trauati, verbali e semimatemanc], artificiali e naturali, disposti a sensa, nelle parti di un genere, inlendiamo Ie parti di un altro genere Quarto metoda per comptelare Ie specie Per quanto riguarda poi quelle cose che vengono applicate nei loci, bisogna provvedere con alfabeti diversi, affinche, se gli elementi di un primo genere non siano pili numerosi degli elementi del secondo genere ed alcuni elementi del primo genere differiscano dagli elementi del secondo genere, di queste che qui sana diverse, alcune si sostituiscano qui e altre Ii Quimo metoda per comptetare le specie Inline, dopo che hai formate il centro dell'atrio coi suoi angoli e Ie differenze dei lali con i lora collaterali presenti a destra come a sinistra, c'e posto per la concatenazione, per peter guardare le immagini di iuue le cose nei lora propri ordini; tutte infatti sana ricondoue aile iniziali preposte agli atri e di qucsti atri subito dopo i corpi e Ie diverse membra si aprono sotto Ie stesse iniziali con differenti condizioni e aggiunte. Abbiamo rivelato la forma della concatenazione nellibro De 30 Sigillis. E molto agevolmente si vedra se, nella trama di una favela, di una storia 0 di un portento 0 di un edificio, dove siano state distinte le azioni e Ie figure degli elementi insignite e ordinate attraverso le note, dimostriamo la forza e la stabilita della concatenazione affinche sotto I'iniziale di Enea siano aperte ordinatamente molteplici membra susseguenti di genere diverso da quelle portate da lui. Ma cio necessita di una spiegazione, appunto come un certo albero che si allarga in mezzo alia selva.
I. Giununl:
pfC5.~1

PRIMO METODO PER COMPLET ARE LE SPECIE
Per completare Ie specie che occupano gli spazi della sede e il POSIO del locus, basla la definizione a delerminazione con cui viene collegata una iniziale alia fine di una regione 0 della regione di un altro atrio 0 dell'alrio, sicche si intenda quanto collegato 0 attraverso la somiglianza dell'immagine aggettiva 0 per mezzo di un qualche ordine indicatori, secondo il quale una pagina viene cudta a un' altra 0 Ie inlenzioni descritte e dipinte altrove, secondo un cerro indice, vengono aggiunte a queste dipinle e descritte qui. Cosi la porta di Atene aderisee alia porta di Tebe, il tempio di Diana al tempio di Apollo nella maniera piti facile. Secondo metodo per completare Ie specie E ancora i luoghi vengono cuciti ai luoghi quando un atrio succede ordinatamente ad un altro, e quelle cose che sono in un atria a queste che si fermano nell'atrio, sono disposte in una certa qual serie, in modo tale che la ragione della cosa da significare e da richiamare alia vista sia ricercata da tutti.
118

Eul"

,

I

9. Racccmlu delle pc:n:grina7Junl 10. L'amon: di OicSone II. Fuga di Enea

2. Flullua nello lonio
3. Appmda a Carlagine

4. Vime accoJco cia Didone
5. Giunge nel tempio di Giunone

~

12. Mone di Oidone

~

<

13. Sbara

in Sicilia

6. Enlra nella rcggia 7. II hanchc:uo 8. RacconIO della guerra di Troia ~
,

14. Naviga verso Cuma

IS. 1 rcsponsabili della Sibilla
16. Viene ricevulo cia Evandro

119

OJpi,oloXX

Cosi e chiara anche I'immagine della storia, mentre sotto la medesima iniziale daUa stessa con la stessa e intorno alia stessa, con. aggiunte diverse e I'unione .. di significati, saraMO incluse e spiegate tanle altre Immagtm ~ saranno c~mpresi i simboti delle prime combinazioni dagli elementi, dalla reglone e dal suo.

.

K

__________

L

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•••

__

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M

Capitolo XIX FORMA DELLA COMBINAZIONE
Resta da riportare la (orma della combinazione. Ciascuna immagine contenga e riporti in modo chiaro tre tose: I. I' AGENTE, 2.10 STRUMENTO, (o oggelto 0 circostante), 3. I'OPERAZIONE, come quando I'agente mcdcsimo la riporta con Ie sue armi e la sua azione. A Baltezzalore
0

F

B Can la brocca
E

C Lava F Salta I
Pulisce

Soldato G Fabbro
K

Con vcssillo H Con I'ascia
L

"

c

M Taglia Ba eu la Mi vex a(n)t Fa bas purgat Suo fit Su as lau(s) Fa mi pu Mi fa la

Capit%XX L'OPIMONEDIPLATONEQRQt ILDUPUCESENSO INFORMATORE DELL1NTELLICENZA ELiiRMOMA
Comunemenle percepiamo Ie differenze tra Ie specie con l'udilO e soprattullo con la vista. Gli oggetti della vista e dell'udito attraverso il senso esterno e I'opera inlerna dell'immaginazione, ci~ Ie imprcssioni passive e attive, muovono e guidano I'anima, prima a un'imitazione dell'armonia divina, poi alia visione della bellezza degli dei, da osservare come in un'ombra e in uno specchio. Con qucsli due sensi andiamo a caccia di quelle apparenze verso Ie quali siamo presi da quell a folie brama, per cui giustamente ci precipitiamo ad acquisire Ie specie del Mondo intelligibile. Altraverso Ie orecchie il nostro senso piu inlerno viene eccitato ad apprendere Ia musica divina con un eerto sfono difticile e con energia. Costrelti invero dalla potente luce deJJa verial pcrccpiamo una musica triplice proveniente dall'ordine delle cose: la prima e principale nella mente di Dio, la seconda nell'ordine e nel movimento delle cose, la terza in quella rappresentazione che il nostro animo impregna di quegli oggetti, per virlu di quell'armonia di cui prima fruiva, di cui dieo, era parlecipe prima che fosse impedito dalle catene del corpo (secondo la concezione
121

Ciabattino Ivi ABC DEF GHI AHM KHC GE I DHC

Con la forbice Rende Rende Rende Rende Rende Rende Rende

120

StcondIJ sezJone

dei pitagorici e dei platonici). Percio chi fa musica leggera apprezzata dal popolo insiste con suoni di voci vive e strumentali, mentre chi compone quella solenne con un giudizio pili fenno e con I'apporto della ragione intima c ispirato da un certo amato divino e riceve nella mente un mnrimeruo intnso di ambrosia celeste. I'armonia delle cose ad alcuni viene presentata meglio tramite la vista, ad aim invece, per una sorte pili benigna, tramite I'udito. Allrove ho parlato di una certa parentela mirabile che estste Ira i veri poeti, che sono riportati alia medesima categoria dei musici, Ira i veri piuori e i veri filosoti, poiche la mosotia autentica e musica 0 poesia e pittura, la piuura autentica e sia musica chc poesia,la poesia autentica 0 musica una certa qual divina sapienza e pittura. Altrove si e detto che la potenza fantastica I e come un piuore cioe uno the crea intinite immagini, combinando insieme in maniera molteplice Ie cose viste e udite. Invece la fantasia, che regolata dalla guida della ragione, puo essere facilmente riconosciuta da come viene espressa, infatti alia superticie del conceno dimostra sempre I' ordine e il collegamento perfeuo delle parti. Ma abbiamo anche insegnato I'arte, ncll'esposizionc dei 30 Sigilli, che di tutto fa tUllO,anche perche gli ingegni pili allivi, senza conoscere alcuna regola hanno imparalo a unire strettamente anche parole vane, come fanno colora che mettono insieme una confusa accozzaglia di parole apprese dalla bocca dei pazzi can avvenimenti e false storie in modo che mentre altri son ritenuti profeti, essi paiono interpreti di profeti. Cosl Cherinlo trasformo in Sibilla una vergine da lui sedotta portandola a tanta audacia che qualsiasi cosa Ie venisse aile labbra, non solo senza trepidazione, rna anzi con enfatica gravitA blaterava dinanzi alia genie: "Basta che parli - diceva - e profeterai" poi queUo, ripresa la parola, can fronte corrugata, come attonito e comrnosso, sotlevato iI sopracciglio: "0 grande oraeolo, diceva, 0 amrnirevole mistero della voce degli dei!" e sub ito dopo 10 stesso voltagabbana impostore adattava cost bene ogni cosa aile imprese e ai costumi del popolo che ridendo per parte sua della gente, in maniera oltremodo meravigliosa trionfava pili a lungo Ira Ie rimanenti sene di sanguisughe. ADche questa maniera di raftigurare e magislralmente sotistica, ma una moneta di questa tipo non spendibile nel regno della tilosotia. Tuttavia ingegni indisciplinati l'applicheranno ad immagini di saggezza e di oracoli veramente divini dove gli ocehi delle civette non sanno reggere la luce del sale. E sebbene noi non scriviamo cosl da volere 0 anche potere essere compresi da tutti e so ogni cosa, tuttavia non c'e nessuno a cui non possiamo giovare mollissimo e in quatcosa andare a genio, secondo Ie esigenze di quatsiasi disciplina di cui si occupi, se si avvicinerA con tiducia attenta e con tiduciosa attenzione.

di Giordano Bruno Nolano

e

e

Libro secondo sulla
composizione delle

Dove Ii parla delle irnlll"gini dei pri,uipi e per prima di fllelle di Giwe

e

NdR: con questo termine 51intende la fantasia prima della sua cducazionc

122

Cop/tolo I

Capitolo I IMMAGINI DI GlOVE
Appare per primo:
I. Un bambino su di un monte, inlomo al monte un fiume, presso il bambino sono due ragazze e vicino una capra che allatta.

II. Un fanciullo e una fanciulla in grembo alia Fortuna di cui quello prende la mammella destra e questa la sinistra. III. Figure venute daUa regione dei Coribantl che fanno chiasso attomo la culla, con timpani e cimbali. IV. Segue una matrona che porge ad un vecchio antropofago un sasso avvollO in lini che cgli divora dopo averJo preso. V. Un uomo che ha uno scudo ricoperto da una pelle di capra cosparsa di splendenti gocce d'oro, da questa sorgono nubi, dalle quali gocciola la pioggia. VI. Un giovane molto anraente coronate di alloro, che ha nella sinistra una cetra, nella destra i testicoli recisi a qualcuno balla attomo ad una mensa. VD. Tre giganti mostruosi munitl da natura di 300 braccia robustisslme, che hanno 150 scudi ed altrettanle spade, compaiono come guardie altomo ad un grande re (che, sedendo suI trono incorona altri). VIII. Una figura di uomo su un lrono di nube, dalla cui destra esce un grande lampeggiare e schiaccia un gigante col monte che gli ha scagliato. IX. Dalla zona australe viene un re vestito con un mantello celeste in aspetto di zaffiro lucenle che cavalca a spada sguainata un cervo che scuote in lungo e molto in largo Ie coma ramose e splendenti d' oro. dinanzi al quale dispaiono i leoni che divorano cami umane. Indi la figura avanzante d'una virago the ha nella destra un ramo di quercia carico di ghiande. bagliori, subitanei fuochi e turbini d'intomo e tutte Ie veemenze dei venti un fragore lerrificante ed eire di fuoco. Ma Un'assemblea dall'aspello affabile e mitissimo corona un principe.
115

Ubro Strondo sullo composWont dtllt immagini

Cop/tolD III

X. Seguono forme familiari: un'aquila che rapisce un bambino tenuto stretto Ira gli artigli. XI. Una fanciullo nudo che offre una coppa ad un re che abbassa la sinistra verso Ie guance, la destra verso la coppa. XII. Un uomo con la barba che ha coma di ariete, presso iI quaIe ci sono figure di satiro, di toro, di eigne, di cuculo, aspetti in cui Giove veniva onorato presso i Libici.

Capitolo III
A~~rrNTIAaOITANrrCmENTI Procedono dinanzi a Giove Causa, Principio, Inizio, Tentative, Avvio, Via, Vestibolo, Limitare, Ingresso, Adito, Incominciamento, Entrata, ElemenlO Fondamento, Radice, Seme. Circostanti In secondo luogo gli sono intorno Paterniti, Dominazione, Dittatura, Impero, Regno, Principato, Ducaio, Presidenza, Governo, Controllo, Potere, Briglie. Corona del prima ordine In terzo luogo 10coronano Consiglio, Verita, Religiositi, Fede, Integriti, Purezza, Renitudine, Candore, Ingenuita, Sincerita. Ed i loro primi raggruppamenti (come anche dei successivi), quali Veriticonsigliata, pio Consiglio, fedele Rehgiosita, integra Purezza, nobile Fede, reno Impero, ecc, Parimenti i sccondi raggruppamcnti quali SODO vera Sinccrita del Candore, fedcle Veriti del Consiglio, Fede della pietas paterna emilie altri.
La

Capitolo II
ALTREIMMAGINI CHE APPAIONO NEL CAMPO DI GlOVE
La

prima che si dice di Giunone: sette giovineue che staono attomo ad una ranciulla dall'aspetto di maschio, venerabile per illucentissimo chiarore. II. Una vergine che riscalda un cuculo nasccsto (che da una terribile tempesta era volato sui suo seno) III. Un uomo, che accosta un piccino estraneo aile poppe della moglie che dorme, intorno ai quali immagini di vacca e 14 ninfe. La seconda presenta i'immagine di Ebe una fanciulla nata da una lattuga silvestrc che ha una tazza nella destra dinanzi ad un re maestoso con secure e diadema. La terza di un re e giudice che sta per essere immolato dinanzi al popolo, verso il quale avanza un toro dal mare. Indi da un vecchio (che un giovane alato segue pronto a sorvolare il mare souostante) c abbandonata la prigione. La quarta un re che ha una bilancia nella sinistra, nella destra una verga, dinanzi agli occhi delle tavole, La quinta un corpo fiammeggiante in forma di uomo che violenta una vergine, al termine del coito vien fuori un re e mentre di fronte a lui c'c un padre supplice, un esercito numeroso esce da un albero cavo. La sesta un albero maestoso per la superba altezza, che tocca le stelle con I'estrema sommiti e con i rami protesi attorno germoglia dappertUtlo su tutto I'orizzonte, sempre frondoso, verdeggiante, eternamente florido e odoroso, felice per la forza del tronco perennemente solido piantato su radici ferme e vigoroso nei secoli.

corolla del secondo ordine In quarto luogo la corona del secondo ordine: amabile Culto, munifica Gratitudine, Grazia singolare, concorde Tranquilliti, sicura Innocenza, beatificame Liberti, dolce Asilo, Ancora sacra, veloce Assistcnza, utile Protezione, protettiva Custodia, suffragante Patrocinio, favorcvole Tutela. E con esse Attitudine idonea, Accordo armonioso, Accomodamento competente Aggiunta armoniosa, abile Conformiti. Per quinto gli sono dappresso Arbitrio, Discernimento, Scotimento, Spesa, Vaglio, Decisione, Separazione, Transazione, Definizione, Limitazione, Misurazione, Sentenza, Decreto, Statuto, Fissato, Sancito, Santo. E it raggruppamento di questi con quelli che la coronano: Discemimento vero, Scolimento pio, Limitazionc ragionata, raggruppamento coi circostanti, Sentenza moderata, Statuto potente, Spesa paterna.
II Pretorio

Asia"';

AI sesto luogo, If nel pretorio strumenti e mezzi: Livella, Filo a piombo, Statera, Bilancino, Bilancia, Crivello ed altri attrezzi che escono dalle case e dai campi. Nel medesimo luogo anche le forme della irreprensibile Censura, delIa candida Norma, della emendata Revisione, Correzione, Castigo, Punizione, Ragione reggente, Diritto candido, Giustizia vigile.
127

126

Ubro stcondo sIIlla composizJont dtllt immalini
Capito/oW

Destra del carro Per settimo, col carro a deslra: Vita di caserma, Innocenza incorrotta, Integrila ereua, ingenua Purezza, Probita onesta, illibata Santita, generosa Umilta, benigna Clemenza, dolce Amenita, umana Mansuetudine, facile Amicizia, dolce Placabilita, affabile narita, quieta Serenita, arrendevole Dolcezza, blanda Soavita, mile Disposizione del sentimento, placida Moderazione, tacita Sopporlazione, paziente ToUeranza, invitta Tranqulllits, incorrotta Equita d'animo. Sin;slra del carro Per ottavo col carro a sinistra: Superbia lurrita, ardua Altezzosita, Presunzione sfrenata, Sfrenatezza presuntuosa, Orgoglio ambizioso, orgogliosa Ambizione, borioso CipigJio, accigliata Boria ugualmente doppia Crudelta proterva, crudele Protervia, fastidiosa Boria, ventosa Demenza, gonfia Inutilita, imperiosa Vanita, rumorosa Smoderatezza, Indignazione, Cuore gonfio, Pelto turgido, Sommita eretta, Occhi superbi, Bocca magniloquente, Sopracciglia alzate, Ammirazione di s~, Disprezzo degJi altri, Usurpazione, Arroganza ovvero Abuso di queUe cose che assistono Giove e circondano Giove.
ll trono

GlOVE f IUPITER

Capitolo IV

IMMACINI DI SA TURNO
Nel primo si innalza alato, con indosso I'elmo ricoperto da un velo scuro inlorna al quale sta un serpente che si morde la coda, di colore nero, con la bar~a !unga, i lunghi peli delle sopracciglia, rugoso, torvo, feroce, di aspelto terrlblle, zoppicanle, che porta nella sinistra una falee, nella destra un fanlolino che si avvicina alia bocca per divorarlo. Intomo a lui sono accesi molti ceri. Nel secondo it re bifronle, che cioe ha l'altra faccia suUa nuca, placidissimo ed affabile neU'uno e nell'altro volto, che con la destra tiene un bastone e con la sinistra una chiave d'oro, un ramo d'olivo e di fico can tralcio di vile ed inlorna a lui moltissime spighe. ' ~cl I~rzo dal ?arbi~o ~ppariva il volto di un tale, quasi una nube con una spec,ledl vento vlol~nt!sslmo che ,~a suU~ testa due facce, di cui una e d'aquila, I a1tra rostrata slmllmenle all Ippognfo. Anche Ie ginocchia hanno volli e zampe simiIi aile zampe adunche di detti uecelli con Ie unghie ricurve e rapaci. Ha nella mano sinislra un uncino di ferro, nella destra uno seeuro della stessa materia. Nel quarto una vecchietta con un vestilo nero dallungo strascico, che ha nella destra un gufo, e con la sinislra tira con una cordicella un porco, al cui collo un serpente era avvolto a mo' di collana Assislenti a Salurno StaMO in prima fila presso Salumo Vecchiaia annosa, Vetusta carica d'anni debilitata Decrepitezza, Spossatezza, Stanchezza, Lenlezza, Esaurimeoto: Eslenuazione, Macerazione, Carie, Malattia, Tabe, Infermita, Rammolli129

Nel nono. Sui trono sta maesta, Bellezza, Lustro, Preferenza, Prestanza, Onori, Magnificenza, Rispeltabilita, Cospicuita, Splendore, Enfasi, Energia, Prosopopea, Singolarita, Prominenza, Altezza, Ironia, Magnaninrlta, Magnificenza, inclita Celebrita, esimio Decoro, eroica Nobilta, massima Dignila ottima Fama, memorabile Celebrita, illuslrissimo nome, argutissima Fama che si innalza sorge, cerca di raggiungere, Iocca, feriscc, penetra, scinde, vola oltre il cielo e le stelle. In linea rena Per decimo in linea rena sono Palme, Trionfi, Applausi, Ianalzamento, Venerazione, Reverenza, Onore, Culto, Adorazione, Ammirazione, Titolo, Sospetto, Lode, Encomio, Elogio, Inno, VOIO,Offerta, Consacrazione, Sacrificio. E presente quale mi POI~venire incontro in questo tempo e in questa occasione,l'immagine di Giove germanico, re sempre impellicciato a ornamento delIa maesta, can la chioma tagliata in tondo e la barba rasata. Due aquile tirano il suo carro sui quale sono scolpiti due plenett, simboli altribuiligli mentre prende con la mana sinislra una tazza dai coppieri e con la destra tiene uno scettro; dinanzi a lui nienl'affano secondo la consuetudine c'e il famoso Ganimede con la barba (che Erasmo deplora neU'Ospizio).
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Ubro Stcondo sUlia conrposlziont

dtlle linmag;IIi

Copitolo IV

mente, Fragilita, Consumazione, Snervatezza, Debolezza, Bisaecia pesante, Peso morto, Inelinazione eurva, Tremito titubante, Depressione, Putredine e Fetore, Maeerie, Squallore, Sconvenienza, Turpitudine, Miseria, Odiosita Tristezza, Lamento, Balbuzie, Tetraggine, Seontrosita, Severita, Impazienza, Invalidita, Desipienza, Rigidita, Ruga, Mancanzadidenti, Calvizie, Ritegno, Esperienza, Circospezione, favoleggiante Smemoratezza, Memoria ingannevole, Mente delirante, invidiosa Ambizione, ambiziosa Invidia, Orrore, e Ie prime, seconde e terze eomposizioni di queste. Qui una vecchietta con la schiena curva, it volto severo, gli occhi mcavati, non molto presente a se nell'animo, stracarica d'anni che bussa alia silenziosa porta della nera Dite con animo timoroso, 10 spirito depresso, le membra rotte.Io stomaco digiuno, I'animo languido, scuotendo mui gli arti per la pulsazione del cuore. E guardare te cielo silenzioso di sublime splendore, reclinando e piegando il capo instabile su entrambi gli omeri e it volto incHnato sui petto; languono le deboli gambe e il busto incurvato e nessun conforto della vita prende gli arti non pill vigorosi. Immagine di WIIO Avanza un'ombra che credo I'immagine del Lutto, col volto coperto, da cui appaiono distintamente lacrime che scorrono a terra. Le stanno presso Costemazione, Cordoglio, Pianto, Turbamento, Inlelicita, Lagnanza, micidiale Tormento, sinistra Separazione, Fato lamcntevole, qui procede con il mantel10 sciolto I'orrifico Gemito, che colpisce le stelle col triste ululato. Lacera il peuo colpito segna i visi con Ie unghie e strappandosi dalla turpe fronte i capelli ordina aile tristi lagune di echeggiare di grida. Immagine di Affanno Sorgeva di Ii uno spettro con orecchi ed occhi, con le tempie streue, cot visa appuntito, la fronte corrugata, volubilmente triste, ehe si aggira di qua e di la, che Ansieta e Sollecitudine spingono. E la zelante Preoccupazione (penserei), che tormenta it diaframma, vigile, ansiosa, amara, incostante, misera, insonne, che tormenta la mente con mordace e acre rigore e cruccia i petti diffidenti con silenzioso fiato, proprio come it Cuocoavvicinato Iiquefa la cera, anche ipetti aperti aile continue preoccupazioni si liquefanno. Ferendo se stessa agita e squarcia le tempie aile persone quiete e respinge iI consiglio del sonno e della pace. Brucia muovendosi e pill arde quanto pill s'approssima alia fine, e come guarda auentamente uno, trascura moltissimi, vuole tuttavia ogni cosa, ne si distrae con I'animo da Ii per dove si era diretta con I'azione. Vendicatrice degli errori e terribile guardiana
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dell'inferno l'a~itata Erirmi turba i dolci sollievi, beve gli UDlOri del corpo, tormenta col minaccioso arbitrio i sensi pill interni, con frusta nervosa colpisee l'animo malato ed accelera la triste vecchiaia. Sono intorno e si attaccano a lei Im~edimento, Intrigo, Legami, Detenzione, Separazione, Implicazione, Involuzlo~e, .Occupazione, Stordimento, Abbattimento, Riempanemo, Coper~ra, Pinzione, Trinceramento, Sbarramento, Esame, Indebolimento, Angoscia, Acerbo tormento, torbido Pallore, inquicta Impormnita, Dente che morde, rode, ferisce, logora, macera, consuma, Sferza che stimola tormenta, affatica, cruecia, consuma, Nube dei propositi, Yampa degli affanni, Incend~odelle a~sie che ribruciano. La seguono Ambiguita, Dubbio, Studio, Veglia, Bsperienza, Sagacia, Prudenza, Possesso delle cose. Immaglne di Timore Quin~i un'ombra che.ha ali veloci ai piedi, dal VOIIO femmineo, quasi cicca, att~mta, muta, tuua ~Istretta in se stessa, che in fretta gira di qua e di la, dalla CUI bocca fredda usciva una nube che copriva mtto attorno il corpo della misera, la quale, madida di gelido sudore, avendo quasi perduto I'uso della ragion~, turbata e col volto pallido, infilava Ie dita Ira gli irti capelli. Le erano viciOJ Tentennamento, Circonvenzione, Trepidazione, Orrore, Occupazione, Gclo: e lOtte Ie altre molte c~s~ delI'assemblea dell'affanno. Presso queste, dubbla ~sprezza: mrpe Smpldlta, consapevole Silenzio, ansiosa Sospensione, Scotlmento. dl pet~o, Smpore del cuore, Palpitazione dei precordi, sofferente Commozlone di tutto il corpo. Avrei creduto che questa fosse il trepido e bicipite Timore, con l'espressione sospesa ~ sp~ventata, ~on gli occhi attoniti, e che lasciava con-i piedi Ie impronte dl un mcedere mcerto. Infelice e parco fugge ogni eosa di se ne a se stesso s'affida ne sieuro si appoggia agli altri. Pronunzia parole sconnesse e cela i sospiri nel profondo del petto. Sollecito ed allo stesso tempo pigro, spinto si attacca a se stesso mentre dubi!'t, dBper certo il fumr~ e 10 rende stabile. Ondeggiando di qua ~ di lA,si mffa mfine nella scelta peggiore, perche it Timore e un cattivo indovino e eattivo in~erpr~~ d~l~ecose ~riosamente pazzo, perche it fato aiuta gli audaci e respmge I tlmldl. Indeciso guarda allonito ogni cosa attorno a se, in modo da essere ugualm~nte cieco ~erso tutte Ie cose, e pur vedendole mUe non sappia dove portarsi come ospite, non sapendo dominarsi ne muovere Ie membra perche indeciso sopprime alia base le sue fOTZe, pecialmente quando non re: s sta nessuna speranza ne serve l'ira poicbe egli stesso mostra in se sentimenti viii, implora aiuto e mette Ie ali agli affetti dileguantisi, rna all'improvviso non osa fare col eorpo aleun movimento, parla con voce sommessa e sta coi capelli dritti e resta con 10 sguardo roteante, la mente palpita per iIpenoso in131

Lib", secondo sulla composizJ01It delle Immaginl

Ctlpltolo IV

,, .

Ousso e uno sprone crudele gli trapassa il diaframma. U la figura dei Lapiti bloccati da ceppi di piombo sui quaJi incombeva una enonne macigno sospeso a un liIo sottile (di acciaio credo), affincM i terrarizzati non potessero allungare la mano sulle mense apparecchiate. Mentre temono it male da vivi, soffrono i mali della morte, infatti nella morte non c'e niente di male e d'altra parte la potenza stessa della paura e la fama dei dolori tonnentano i miseri. Cosf Ie anime sono tormentate da un fuoco non aeceso in nesson luogo, eppurc ~ I'ignoranza della veriti ehe per prima Ie rende infeliei e il volto nascosto della natura confonde i sensi pigri; slolti fantasmi senza peso agilano intorno Ie menti volubili per la credulita. In una sala sfarzosa non si mangia un eibo sieuro, daU'oro e daU'argento trasuda it veleno mortale; dalla cima del monte i venti e Ie folgori del cielo adirato fanno precipitare l'iIlustre ed augusto palazzo. E la sentinella zelante non fara giacere in un facile sonno, ma la dimora ~ phi sicura senza armi. Una quiete profonda e concessa dal fato aile piccole eose, intendo, Ie grosse querce sono maggiormente oppresse da un vento forte, mentre un ramoscello e squassato da un soffio leggero; certamente per giudizio divino sono forti Ie cose falle con forza e un soggetto potente viene oppresso da una spinta potente. Immagine di Dubbio Nella medesima lila veniva tormentata I'immagine di un uomo legato col braccio e la gamba destra ad una ruota, la gamba ed il braccio sinistro poi ad un' altra, sospeso in aria penzolando ora pili da una parte ora pili dall' altra veniva torturato. D Dobbio giunge bicipite a vie gemelle e numerose e mentre si ferma contemporaneamente si esorta e biasima; suscita e reprime, segue e fugge il senso e parimenti aeceua e respinge la preoccupazione la incalza e I'avversa. Tende e rilassa Ie forze nell 'animo, baiza su e si ferma allerrito da un vano timore, si slancia e si immobilizza sottratta ogni forze all'animo; indeciso si biasima per I'indecisione e continua a dubitare; e diviso in vari pareri e al tempo stesso e tenuto inviluppato. Rivolgendosi in modo incerto, l'anima titubante si volge di qua e di la. Cosf if tessalo perfido Issione a ~ tornando e da sEallontanandosi cambia parere in vario modo. Tenta di cambiare timidamente fuggendo Ie catene, cosf invece ne aggiunge, e si rivolge da un limore dubbioso e da una speranza dubbiosa verso un timore dubbioso e una speranza dubbiosa, contemporaneamente sta e muove passi controvoglia, stordiio desidera volgere indielro i passi affrettandosi con un pigro ritorno e mostrando un volto incerto si aggira da ogni parte, e mentre teme Ie cose lemibili, pensa che niente sia da temere. Se ne lamenta e dubbioso e si rimprovera e si mostra come chi zoppica in parte e e chino daU'una e dall'altra parte, e
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spinto, viene portato in luogo diverso di quello dove misero si sforza di andare e muove a stenlo Ie membra vacillanti per Ie ginocchia roue e appena mosse a stento Ie controlla; a stento si compone e a stento si restituisce a se stesso.lnfin~ precipi.tando si riduce da due a uno e mentre fa cib si pente di farlo e prefenrebbe clb che ha scarlato. Preferirebbe essere infelice con certezza che ~isc:ro ~~ dubbio, e pur rimanendo in altissima condizione si prepara a situaZlODl ostili; come Nerone abbraccia la virtU e Ie varie arti per non essere costreuo ad affrontare la misera fine del liranno sieulo. Immagine di Trislezz.a Avanza da un turbine dense di nero e cine reo fumo uno spettro avvolto in ablto da lutto ehe nasconde il volto chino sotto la nera ruggine della fronte, lacero, che frusta dei cavalli macilenti e stanchi i quali trascinano il carro procedendo con grande lentezza anraverso una palude di salici tramortita nel fango ripugnante. E 10 speltro della tristezza, che fa macerare I'animo sofferente b~ciando it peuo ansioso con una ftamma perpetua, tormentando la mente agltata e turbando il riposo, nelle ore deU'oscuritl aCOiggeI'animo con orribiIi Icmuri e per ehi non e sveglio i sogni sono tali che inutilmente cerca I' oblio nell~ onde del Lete, Tanto miseramente si struggono Ie membra per it dolore eonnnuo, tanto miseramente e vigorosa I'ansiosa preoccupazione che turba I'animo. Mentre un carbone acceso privo di luce assorbe i vapori vitali, allora I'energia del respiro nativo si consuma dentro e la malattia penetra e affretta if tempo di andare all'inferno. Le rughe segnano il volto malalO e I'organismo duol~ per la ~s~ agitazione e una sofferenza violenta perseguita i sensi; l'acre bile brucia II corpo con la dolorosa serpigine. Giace Del sumciume e Ia speranza soccombe tra i pianti al dolore, e illutto wole il conforto del pianlO. II pelt? trafi~lo ~ cento pungi~lioDi nutre pensieri lugubri. E concesso if piacere di alleviare II dolore col Planto. Cosf la vite emette gocce di linfa daI corpo taglialo, cosf per vendicare la sua ferita la sostanza che sgorga attraverso Ie lacrime si consuma colando lentamente. Inrme, abituata ai mali evita i caImanIi amici, e allontana 10sguardo dall'invisa luce del giorno e si ama quand'e profuga e abbandonata; e odia la gioia e Ia fugge come genere nemico. Immog;ne di Fame Sopravviene iI simulacro della Fame, che allatta la Morte lurido nudo macile?to, ~~ilto,. rigido nelle membra tremebonde, dal paliore fu~esto, ~dioso, II CUI ciclopico furore lentamente ne divora gli arti. Oli sono dappresso i compagni Inumanita, Rabbia, Pazzia, Ira, Crudeltl, Furore, Inerzia, Digiuno, Magrezza, Squallore, Deformitl che inasprisce e sfigura e mollissime di quelle cose che si contano nello stesso campo e neU'assemblea di Saturno.
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Lib", ItctHUlO sulIa compolWOM dtllt immtJllni

OJpI.oIolV

Con quella e con gli altri procede rapida Malattia. Marciume avanza con passo lenlo sfinito da Magrezza, logorato da Inerzia, su quellividume sotto la pelle Ie vene souili ed i nervi secchi appa~on~, con i qua: li Ie arterie non sono riportate al lora riuno da nessuna arte di chirurgo e gil occhi languono nascosti negli antri gemelli, e eonsegna al tumulo esan~ue i eadaveri quasi ridoni in cenere. Gli intestini non danno aleun passaggm al cibo, come sabbia giaeciono induriti e sotto la eurva tesa del ventre mert.e sembrano pendere da un sottile tessuto. La pelle riveste, non nasconde la SpIna dorsa le; e infatti da ogni dove accessibile all' occhio appare nelle sue ramose compagini. Un dente morde un dente, e la lingua lambisce labbra d'osso, e la gola ammassa vento nel ventre vuoto, poichC la bile ingrossata nega iconsueti alimenli, per deporre nel tumulo esangue cadaveri consumati. A stento soUeva queUe membra a stento il debole spirito pub averla trasportata; sebbene con nesson peso nessuna massa I'opprima, a stento riesce a tenersi drilta. Per eibo si nutre della propria decomposizione, e reelama questa indigenza e la rinnova in etemo, per vivere della propria morte e della propria polvere, infatli non ingerisce niente dal di fuori e niente caccia fuori. Eterna e potente la dea terribile, mutata la condizione, non sarebbe se stessa, non vivrebbe essa stessa, e it nume non sarebbe felice nel suo ordine. Immagine di Invidia La triste primogenita di Acheronte, che avanza con passo lento ed obliquo e guarda con occhio torvo, suscita dalle narici, dagli occhi e dalla bocca violente tempeste, che si sentono a grande distanza, che non solo distruggono Ie case e le citti, rna sovvertono anche i monti con impetuosa violenza. La sua destra tiene un pungolo con cui per prima colpisce se stessa, la sinistra invece stringe la coda di un orribile serpente, col quale inasprire con maggiore veemenza it suo morso direno al cuore. Le sta vicino e la serve tuua la curia gia vista, e ne riceve forza e favori. Immagine di Olio Viene traue alia vista uno che ha 4 volti di 4 colori in un solo capo: I di veechio decrepito, II di vecchietta; III di morto, IV di uno nascosto da un vela messo sopra, sui peltO ha mani con dita intrecdate. Un mostro scarmigliato, sfrenato, immondo, fiacco, i cui piedi rosica un topo, il cui occhio emette uno stillicidio. Gli sana presso con nomi diversi Lentezza, Tiepiditi, Debolezza, Freddo, Torpore, Demenza, Dilazione, Procrastinazion~, Negligenza: I~erzia, Incuria, Accidia, Ottusiti, pigra Mitezza, Indolenza Imbelle, Apaua utubante e moltissimi altri della curia della vecchiaia.

Immagine di MOTle Un nume alato ed informe veniva fuori agitando una falce che mieteva largamente tutte Ie cose con rap ina velocissima mentre Ie ali nere nascondevano alI'orizzontc sottostante la luce del sole. La precedono tulle e I'accompagnano quasi tutte Ie cose delle con Vecchiaia e Malattia, seguono poi Pallore, Defermill, Miseria, Poverta, Abbandono, Solitudine, LUllO. E cieca, sorda, implaeabile, inesorabile, cosf come sembrava a chi guardava dalla parte sinistra. Al centro, invece e dall'altra parte la precedono Speranza, Alterazione, Mutamento, Corruzione,l'accompagnano Ordine, Legge, Fato, Folle, Movimento, Tumulto, Guerra; la seguono Pace tranquilla Quiete sicura, Generazione iIIustre, Noviti, Consolazione. NalUraliti, e molte Lodi, Letizia, Speranza, e le lora compagne, ma avanzano per un eammino segreto sia perehe visibili a pochi sia perche fuggono il campo e la curia di Satumo. Porta un mantello scuro e una sindone appesa agli omeri sulla quale gocce d'oro cosparse dappertutto simulano una specie di cielo stellato. Dinanzi al suo carro ci sono Ie Ire Parche, riconoscibili dalla nota figura, che svolgono i loro doveri. Immagine dell'Orco S'avanzava in un'immagine oltremodo confusa e mostruosa l'Orco ooniforme e nulliforme, angoscioso ed orrendo invero sotto ogni aspetto. Lo precede il custode portiere dalle 3 teste,l'orribile Cerbero dal triplice latrato, i cui peli sono tutte viperc, gli occhi inestinguibili fiamme, 10accompagna Smisuratezza, Orrore, Mostruositi, Minaecia, Impavidill, Asprezza, Insoonia, Inquieludine, Sorveglianza, la coda di un enorme drago che pereuote quanti si avvicinano, Oagellando invero i sopravvenienti con un crudelissimo colpo di coda, Ii avviluppa e Ii trauiene con un tenacissimo nodo. Seguono Ie Erinni altrimenti delle Furie, oppure Eumenidi, cagne del Tartaro, i cui capelli sono ollremodo sinistri e hanno teste di serpente dall'una e dall'altra parte. Con queste cammina Discordia, Flagello, Lugubriti, Ferocia, Vendetta, e molte altre delle sueleneate, e innumerevoli altri mostri ulili, esseri stigei, acheronliei, fiegetonlici, cocitei, tartarei, erebei, plutonici e persefonei, e figure di demoni e di Lemuri, di Tizio, di Sisifo, di Tantalo, delle Arpie, dei Titani, dei Briarei, delle bestie di Lema, dei Centauri, delle ScilIe e dei Gerioni. Immagine di PoveTla e quelle sulle porte di Esilio Discosto, e quasi non facente parte di nessun gruppo, triste, nuda, secea, fameliea, e serva a tulle Ie sopraddette pestilenze e calamiti osando appena mostrarsi con pudico portamento della persona, era cos Iretta ad andare la Poverti, che prende diversi nomi, i nomi non del tutto volgari di Miseria, Indigen135

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UbrO stanuID suIIIJcompositiont uOt immtJ,inl

OIpitolo V

za, Bisogno, Privazione, Penuria, Nudill, Vedovanza, Mendicill. Oltre Ie suelencate che la circondano e I'assistono in gran numero, I'accompagnano Slerililis, Gracilill, Ristrellezza, Angustia, Afflizione, e Durezza, con i compagni: lacera Esilitl, Dissenso, Cenciosill, Inedia, Fame, con tutta la curia, Sminuzzamenlo, Miserevolezza. Quasi un numerosissimo esercito di diverse specie la cinge e la corona: Abbandono, Disprezzo, Disdegno, Spregio, ViIipendio. Ma a lei pig vicini I'assistono e servono come adulatori, mimi. iIIu· sionisti, segretarl, camerieri, ancelle, lacch~. Difflcolta, Immondizia, Miseria. Abballimento. A\-vilimento. Vergogna. Disperazione. AU'ingresso nnto un corteo di vigili sentinelle: Agitazione, Avviluppamento, Iocroeio, Ventilazione, Agglomerazione, Turbine. Vortice. Gorgo, Tempesta. Confisca. Spoliazione,lnnalzamento incerto, Vagabondaggio, Precipitanone, Sterminio, e i frutti della assemblea di Marte. Aggiungi a questi moltissime cose dai semplici e dai composti degli atri e dal campo di Stige e dal proprio e quasi tullo quanto appartiene alia curia di Satumo. Ma dopo averti descritto un Saturno qualsiasi can la propria curia, per comodilAnon caldeo, egizio, leucadico, latino, 0 Iibico ora invece ti presento quel· 10 che nell'abito e nel volto tu possa riconoscere della stirpe dei Longobardi e che non immeritatamente appare coronato e pig barbuto del figlio Giove, ma incede pili impellicciato del pili giovane Giove (a mio giudizio ha freddo anche per la menomazione, sia perchf sta sotto il Capricomo e I' Acquario, sia perche sfinito per I'ell avanzata).
SATURNO I SATURNUS

Capit% V L 7MMACINE DI MARTE
Si innalza un uomo robusto neU'aspetto, dal colorito collerico e quasi rossorame, ~'aspet~o 0r;nbile. falso, torvo, con occhi di fuoco, bocca leonina. orecchie quasI canine 0 da lupo, coi capelli rilti intorno a nobile omamento della fronte, da cui fuoriescono coma piccole ma dall'aspelto molto forti ed ac~minate quasi di toro pugliese. SuU'elmo porta una testa di Chimera che vo~ta fiamm~, ~ ~e~~, ~ll?~1O. m~I~. spalle largbe. di statura medIOC~,.~I e ~Iedl ~llIosl, di glusta mlSUramvero. largbi e ben formati, rna ~I psu lunghl del giusto (non senza una maggiore energia). Sosliene con la SIOlstra~ ~.ante ~do ~i bronzo massiceio (come sembra). sui quale ~ incisa la !errablle immagme di un drago tricipite e con la punta lunga e quasi adamanllna, che esce dalla fronle, anna in modo pericolosissimo it centro dello scudo; la des~ in~ece, brandisce un gladio splendente che ferisce gli occhi com~ u~ ~aghore d~fuoco. Sta sopra un carro a qualtro ruote lirato da quattro ~~Ierl,. II suo.au~g~ dal ~0110infausto, sanguigno. viperino, una fenunina vlglle, dl colonto hVldo (dlcono Bellona) 10 guida con una sferza di serpenti Ad entramb!~ che stanno invero queUo a poppa, questa a prua del carro, co~ un ~petto plUspaventevole di quanlo possa dirsi, viene aUribuito il significato di una certa violenza fulminea pili che del valore. Seconda i~gine: un lupo precede it earro, ed un re coperto di un abito rosso, che cavalca .. Iupo e sembra avere in mano Ie tavole dena legge quasi spezzate. Te~ imma~ine: un cin~hiale segue il carro ed una ma.uona (non so se sia una n:glna) dall aspeltO eroieo rna anche crudele, vestita di rosso, che non porta DI~nteecceno una verga, con gli occhi chiusl, come sembra, rivolta verso oriente Qu~~: un.amollitudine orribile e dan'aspellO turpe di servi comuti, forsennau, I qua.h. a m?do delle baccanli fanno un lugubre ululato quasi di lupo e com~ bU~1muggascono. hanno denti di cinghiali. unghie di uccelli rapaci e ca?"vora, coma ramose rna non forti. occhi quasi rotondi e oscuri per la poca chlarezza, procedono saltando scompostamente. Astanli S~o presso Marie Ie cose che si trovano alia sinistra di Giove e con esse Ferocia, Crudeill. Ira, Sfrenalezza, Mormorio. Follia, Veemenza torva GravilA, rabbiosa RigidilA. lerribile CrudellA, intrepida Audacia asPra Magnani· mill. al!OCeMinaccia. onnivoro Furore. pugnace. impavida Rigidill. avida Ra~ce~lDe, Ar~ore furente. implacabile Truculenza, crudele RapaeilA. sangUlnana Sevenll. Prodezza dissennata, Cipiglio impavido. fulminea Pazzia,

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Llbro stcondo sulta composiziont dtltt immaglni

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CAp/tolD V

inumana Atrocita, Furia osale, lelo pugnace, bellicosa Durezza, intatta Fermezza, maschia Sorte, ed i contrari di Infermita e Ie moltissime cose che sono misere nella curia di Saturno con I'aspetto di orso brutto per la disonorevole deformita, i peli irti, le unghie acuminate ed ossee, errabondo tra nascondigli di selve e monli selvaggi, che spalanca vaste fauci contro i forti armenti. Virulenta Velenositl, maligna Asprezza, Fiele acre, crudele Turbamento, insidiosa Mordacitl, Malizia indomita, folie Aececamento, empia Veemenza, indomabile Furia, Latrato echeggiante, terribile Muggito, Ruggito orribile, guardinga Perfidia, assillante Turbamento, avvampante Tumulto, molesta Vessazione, aspra Selvatichezza, schiumante, sanguinosa, ingorda, rabbiosa Rapacitl opprimente costringente e inducente altre entiti della curia di Saturno: Soggiogamcnlo. Tensione, Esplosione wlnerante, Percussione, Contrasto can I'aspetto di drago orrendo dalle squame crepitanti, crestato, sibilante terribilmente can fauei trilingui, nerastro per 10scuro rosseggiare, mostruoso per la lunga vorticosita, che piegando )'enorme coda ne erge gli aculei dentati, fa echeggiare la terra battendo la terra con Ie spire e ora con la testa alta di serpente, ora col dorso alato si leva in aria. In esso Gonfiezza scivolosa, nera Tormosita, Morso mortale, MaculositA Gorgonea. Vorticita ricurva, Tramosita falcata. Magia marsica e tessala, sonnifera, mortale e soporifera Ferita, sinuosa Vonicosita. Poi Confusione, Turbamento, gradivo, bistonio, tracio, strimonio, scitonio, Assedio, Confusione, Perturbazione, Infrenamenlo, Mescolanza, Rivolgimento, Strepito, Scotimento di armi, Strepito di tube litui e timpani. Lf I'immagine di un'aquila veloce e tiranna e di un feroce sparviero, predone, rapace, iperboreo, che insegue, afferra, uecide, lacera e divora colombe. Immagine dell 'Ira Si mostra un 'Erinni con un como tortuosamente curvo e ricurvo, che per la rigida lunghezza querulo e duro risuona in modo terrificante. Con lei c'c Sfrontatezza rustica, maligna Audacia, crudele Villania, triste Presagio, tirannica Ferocia, Lugubritl, Pazzia, Furia vendicatrice, crudelta colubrifera che suscita un pianto cocitico, tossico gorgonio; la segue Dissenso, Lite, Scisma, Controversia, Rissa, Diverbio, Alterco, Odio, Invidia, Tradimento. AI cui suono si eccita la bestia che si drizza come ilgrifo iperboreo, si morde Ie labbra, arriecia Ie narici, distorce la bocca, digrigna i denti, stridente Strepito, Ardore infocato. Erinni feroce, crudele, precipitosa, dal volta minaecioso, che impedisce alI'animo di comprendere ilvera ed il buono e da pazza difende la specie concepita. Trascina terribili minaece e col terrore incalza qualsiasi cosa si opponga
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alia rov~na~ subito ~uol nuocere. Non soppona indugi, desidera accelerare i t?"fentl ~e~malann] e Ie morti. Percib ricusa ogni consiglio. Una volta panorata J~ declslone resta fissa nella mente per qualche tempo e corre eccitata dal10s~molo del.s~rdo furore, sfrenata dilania con la bocca fulminea tutto cib che mcontra, lrrata~ corre f~emebonda con yampa bruciante ed agli indecisi rende .fe~e I~mam c?n sta~de fo~ e fa inferocire anche gli imbelli con im~rov~lsa ~Inu,. rende indomito chi prima fu di animo fiacco.I'indolente e 10 stordllO vI~ne lD~ammato da questa, con stimoli foni iI timido e eccitato da questo assdlo furaoso, can stimoli deboli I'audace non supera prove difficili. Le. boc:chesono ~onfie, Ie vene sono nere di sangue cattivo, e gli occhi insangUI~1l c~n raggr che ferisc?DP sprizza~o scintille di fuoco, mota i denti,la schiuma lJ~SO~ la bocca, il cuore funoso imbewto d'ira cova Ie fiamme. Neg~ essa II npo~ ~Ie membra stanche e prende Ie armi per neocere downque II dolore la guidi, qualunque cosa disgraziatamente incontri destina . ram~nte all'ufficio delle armi, cioe tramuta ogni cosa in dardo e spada s~~~ r~b~la ~er?ce fa.volare o~ni ~osa. Mellendole sotto una torcia la rende fu~ente I Brinni dl molli serpenti chiomata, schiava del deforme Erebo, e vergine generata ~alla ~oue~ed empia madre della guerra crudele che COD suoi serpenti i contoru SUSClta sse discordi. n Immag;ne della Guerra Seg~e un '!l0stro infonne, grondante sangue, igneo, tempestoso per il tamulto deglascudl, fos~o, pol,:er~so, lampeggiante in una nuvola di polvere, rilueente neUa selva dei bronzi, ncoperto di una corazza scura del· . tev d I I'· , CUI spetto SI poa a ve ~re so 0 mgeme cresta suU'elmo chiomato, ina, rutilante, diffuso in lungo e an largo, fusugante I'aria con la rapidita del venia. SOltodi lui un cavallo not~vole per I'alta cervice, parimenti per it mantello irsulo, che spira daUe nan fiamme ~ fumo, che colpisce I'aria con calci ferrati e con Ie zampe alal~, corrusche e mfo~at~, che cavalca con galoppo superbo, si opponeva ai frem co~ anela mordaclta an mezzo e dietro aI popolo che non 10faceva passare, quasI un leon~ marmarico, fervido di fulrninea celeritl e alacremente pron~o aUa ~attagh~, e poi viene precipitato da un monte come un fiume che st~arl~a: QUILotta mcerta, irrequieta Battaglia, armisonante Tenzone, Con~llto I.nmterro~to,~aloppo affluente e reOuente, Invasione ciclopica, Vessaz!o?e Impr?Vvlsa, Impetuosa Incursione, imperioso Assalto, micidiali DisordID!,a~mmev~le Cameficina, Campo colorato di rosso sangue esiziale Misena, rmsera Fine, ' ~'e un'i?Jpo~tissima cosa n?ta, cioe un pesantissimo simulacro di Marte di ferro 10 tutto II corpo, che siede per apparire pill grave e pill statuario I~ qual cosa non sembra affatto necessaria se non a prolezione del ferro inte;io139

Ubro secondo sulill compositiOlle delle immaglni

OIpitolt1 VI

reo In veritll'avrei detto un Marte nostrano, se pronto a eombauere con la lunga lancia 0 con 10 schioppo alIa maniera dell'altitonante Giove 0 pronto a morire senza fuggire apparirebbe Marte persiano, greco, romano, come anche nel nostro tempo, il Turco avanzava per trionfare sui popoli con l'elmo,la spada e 10 scudo, non ricoperta rna pili libera la rimanente parte del corpo.
MARTE/MARS

regale, con una veste screziata (come il collo di una colomba), che ha una verga nella destra e una gazza nella sinistra. Attomo a lui confluisce da mezzogiomo una lunga schiera di soldali che una nube biancheggiante scarica. Assistenli a Mercurio it dicitore Oli sono presso in prima fila Pubblicazione, Esposizione, Scoperta, Invenzione, Divulgazione, Segnalazione, Apertura, Svelamenlo, Manifestazione, Propagazione, Dischiusione, Rivelazionc, Promulgazionc, Evidcnza, Sottrazione dal silenzio, Palcosceico, Teatro, Foro, Fama, Infamia, Inelicazione, Ostentazione, Mostra, Dichiarazione, Proelamazione, Allocuzione, Elocuzione, Rammemorazione, Deliberazione, Predicazione, Sfioramento con parole, Accozzamento, Rasentamento, Pcrcezione, Coneisione, Rappresentazione, Orazione, Perorazione, Epilogo, Conclusione, Dissertazione, Disputa, Infrangere la tacitumir1, Canto, Clangore, StrepilO, Risposta, Rombo, Relazione, Collazione, Colloquio, Rampogna, Confabulazione, Dizione, Enunciazione, Affabulazione, Esposizione completa, ScritlUra, PiltUra, Presentazione, Insinuazionc, Volgarizzazione, Palesamento, Spiegazione, Commemorazione, Commcnto, Disceuazionc, Espressione, Relazione, Delueidazione, Schiarimento. In seconda fila istituzione,lstruzione, Erudizione,lnformazione, Esortazione, Ammaestramento, Ammonizione, Predicazione, Indottrinamento, Consiglio, Lezione, Dottrina, Disciplina, Dichiarazione, Descrizione, Pubblicazione, Monumenlo, Annale, Storia, Commento, Esempio, Introduzione, SiIlogizzazione. Prima a destm A destra della terza fila c'~ I'immagine di un ruscello, presso iI quale si trova Orazia, Leggerezza, Fluidir1, CeleritA, Arguzia, vaga Amenitl, dolce VisibilitA,Discorso svolgentesi gioiosamente, Dissertazione, Ricercatezza, Facondia, Arguzia periclea, Eloquio nettareo, Eleganza stillante soavemente, Commozione, Cultura mitigante, Lingua ncstorea, Abbondanza aurea, gradevole Risonanza, Profusione fiorita, artistica Invenzione, mellifluo Decorso, potente Persuasione, blanda Risonanza, leggiadra Allegrezza, Meonica Armania, Canzone pieria, Modulazione febea, Persuasione lusinghevole, Dottrina carezzevole, Colore elegante, Conversazione fiorita, produltiva, ricca e fruttuosa, che gemma, sbocciante, attica, elisia, nettarea, sorridente, reciso Fiore elimele virginale, niveo, morbido, profumato. Mensa in cui Ornato, Opulenza, Abbondanza, Fecondita, Sontuosir1, Rose iblee, EreditA delle Muse, Via del Pamaso, Carme seducente, Incantesimo, Omamento raffinato, AmabilitAlaltea, colta Lucidir1, squisita Eleganza, splendida FertilitA, Lira tracia,
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Capitolo VI L 1MMACINE DI MERCURIO
Segue il simulacro dell'araldo, nunzio, arbitro, del piu attivo di tutti gli dei,le cui immagini sono: , I. un fantolino che una capra allatta mentre giaee sotto una portulaca. II. Un fanciullo che vince Cupido lottando in palestra, ed ~ alato e un gallo 10 segue. m. Un adolescente che serve iI cibo a Giove. IV. Un simulacro che ha la faccia nera da un parte, bianca dati' altra e con questo 10 stesso giovane con i piedi e il petaso alati, che nella destra tiene una verga allomo alIa quale si avvolgono due serpend, che presenta a Caronte una moltitudine di anirne. V. Un uomo the fa a pezzi un mostro che ha 100 occhi e presso di lui una vacca. VI. Un essere con tre teste datle tre regioni, che ha la prima testa simile alIa testa del delfino, la seconda a quella di un cane, la terza poi, quella di mezzo, si avvicina per la somiglianza a quella deU'aquila. VII. Un adoleseente bellissimo in groppa ad un elefante, ornato di un diadema
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Ubro Stcondo sulla composWont dtllt /mnfIJ,lni Cap/toto VI

degna di Arione, di Orfeo, di Clara, di Anfioneo e di Aganippo. Alia sinistra poi del dicitore stanno in primo luogo Garrilo, Nilrilo, Raglio, Muggito, Gagnolio, Chlacchiericcio, Blateramento, Ciarlio, Sci~chezze, Balbettamenli, Pettegolezzi, Cianee, Scurrilitl, Gracidio, Scoppienio, Mormorazioni, Borboltii, Rumoreggiare, Loquacitl di pica, Loquacitl, Garrulita, If il Corvo Apollineo, Moneta di Dodona, Vaso woto risonanle. Ad essi stanno vicini Temeritl sconsiderata, intricata Perplessitl, AnfraltO, Tergiversazloni, Doppiosenso, Mania, cd altre figure di queslO genere, Annebbiamento, Sotterramento profondo, Cecitl iuerica, aspra Nerezza, Neb~lositl picea, Cecitl sbarrata, Opacitl occultante. Lf la statua del Gufo, con lUIIgnavia, Ansietl, Bruttezza, Malaugurio, Ominositl. D. Con I'unione del fantotino e del vecchio rimbeciUito Vagito, Giuoco con le mammelle, Culle. Tale ~ l'archetipo deU'espressione e deU'inlelligenza dei grammalici, che venuta alia luee giace vagendo senza forze in sene aUa cara genitrice grammalica lirando le placide mammeUe della madre, ripelendo Ie tenere parole deUa nutrlee, senza misurare i regali dal prezzo n~ i doni dal peso, esitando sulle deboli ginocchia, non andando intorno (forlunatamente) nel primo luogo deUa sua vita, cui poco ~ sufficiente e molto o~serva, s.ollevando it capo dalla culla aile parole, sporcando neUa culla umlde coltn. III. Quasi la tuba di Marle scotente il cielo col suo muggito chiaro e violento, tuonando altraverso dense nubi, Buccina di Tritone, Percossa, Urto, Movimento, Strepito, Toccamento, SoUecitazione, Trattamento, Esplorazione, Eccitamenlo di Lira, Testuggine, Cetra, Timpano, con voce, arte, destra, plettro. Ancora Ii Dizione da cinghiale, puzzolente, vile, cornuta, setolosa, irsuta, barbosa. U Boato, Tuono, terribile Muggito, Raglio sconvolgente che anerrisce gli stessi Giganli. Rumore Slridente col vero, Stridio sibilante, Clangore, Strepito di cornacchia segno di pioggia, Chiasso di cieale, Lamento di rana, Rovina delle messi, rauco Suono di locusta. IV. Imputazione diffamatoria, Voce trascinante, Detrazione sminuente, Morso maldicente, Rumore sinistro, Calunnia sparsa, Ignominia marcata a fuoco, Onta scagliata, mordaee Vituperazione, Violenza di morso, Gop perseguitante, Delaziene accusante, Lamento incolpante, Alto d'accusa, muta Accusa, Reato predisposto, Querela pemiciosa, Indagine, Fretta, Marchio turpe, Pretesa ostile, Censura ostile, Morso divoranlc, Rostro immerso, Dente Teonino, marchiante, Zanna lacerante, Dilaniamcnto rostrato, Bocca afferrante, Amarezza di bocca, Lingua infclta, Gola contaminantc, Dolositl macchiante, imbraltanle di Fango, sordida Aspersione, Menzogna, Eccitazione, Citazione in giudizio, Testimonianza avversa, Deposizione, Interru142

zione mal~gi~. Lf ':eleno di serpe, ~atriee, Dipsas, Aspide, Idra, Vipera, Ceras!e, dlffuslone dl Tenebre, Maledlzione aggredente, Imprecazioni affalturaDU,Seal~ avvocatesca, Latrato perfido, Traffico di parole, Convivio venale, :resumone me~n~rio, Contestazione, Testimonianza comprata, Monegglo mordace, Agltazlone corrosiva, Aratura aggredente, Turpitudine ~rgogn?sa, Caluf1!1ia sfrontata, Blasfemia persistente. Lf Giardino di discordla~F~lale della nssa, Ambasciatore del dissenso, Apocrifario delle provoC8ZIODI. Aslant; all';ntell1.;one di Mercurio col caduceo I. Ufficio, Incarico, Provincia, Sparta, Parti, Condizione, Debito. Tangenle, Incombente, Cosa, Caso, Stato. II. Convocazione, Citazione, Chiamata, Preeeno, Ingiunzione, Affidamento, Delega, Vel~mento. InlrUSione.Apcrtura di loci, Manico, Finestra, Occasione, Preparazlo~e, SO"!'"inislrazionc, Persuasione, Consultazione, Isligazione.Jstanza, Invito dcll autore, del comandante, Ammonimento Incitamento Induzionc, Esortazione, Decreto, Risoluzione, Costituzione Destinazione' Induzione deU' animo, Deliberazione, ProPOSilO.Mente, M~tabilitl, Com: promesso, ArDato, Impulso. Esca, Allettamento, Accensione Infiammare Concitazione, Stimolazione, Trazione, InOessione lusinghevoie Risveglio' Scossa, Induzione, Seduzione, Leuura intera, Istigazione, Inv~ione cante, Suggestione, Imposizione, Mormorazione, Ispirazione. Di If Sostituzione, Surrogazionc, Subordinazione, Aggiunta, Vice. III. Aspeltativa, Fede, Credenza, Credulitl, Speranza. Cui stan vicino Eliminazione de.llanoia, Sollievo del male, Alleviamento dell'oppressione. Lf it simulacro da Naufrago che agita Ie braccia in mezzo al mare, anche se non gli appaiono spiagge. Di qui I'assistono Afflizione, di If Incertezza, tra Ie due Ansictl, Preoccupmoni, Ansia, e molli esseri della curia di Satumo insonn~ Logorio, Vessazione, Agitazione, Potemica, Affanno, Veglia. Soll~itudine, Premura. IV. Invocazione, Implorazione, Adorazione, Scongiuro, Sollecitazione, Js~. Ad esse Slanno vicino Preghiere sacrifieali. Servilismo. Umittl, Venerazione, S~ssate~. Leuere, Libelli supplici,levare Palme, Occhi, Mani, Bocche, VOCI,Indagane, Richiesta, Domanda, Pelizione. V. Attenzione, Auscultazione, Tensione, Sollevamento della mente Inclina~one, Abilita, Idoneiti, Adattabilitl pronta, Ossequio obbedien~, Obbedienza ottemperante, Ascolto compiaeente, Esecuzione soddisfacente Orecchic spalancato, Occhio attento, Nervi veloci, Mente facile, Animo i~cline, placido, debole, infranto, Spirito vinlo, Volonti spontanea, Flessione, Movi143

toe:

OJpIlolo VI

menlo, AspellO placate, placido, Concc:ssio~e f~vorevole,. Ac~ttazione an: nuenle, non contraria, non dura, e altn ordmau dalla cuna dl Saturno e di Marte.

A Mercurio ehe avQllltl e invade ;1 regno dellriplice

Giove

Presso i c:a1wi Q/QIidi Mercurio Ira quelli che preeedono Giove
Cominciarnento, Esordio, Spiegamenlo di vele, Sciogl~ento di ~i, Adito, Confine, Porta, Guado, Varco, Portone, Battenti, Car~lRe•.Marglne,.A~ ra, Lucifero, Fonte, Scaturiginc, Sorgente, Vene, Serrunag~one, ~emlRano, Seme, Levar dclla lute, Colla, Cuna, Risveglio, Capo, Solllcvo di capo, ~lzarsi da teno, Firenze, Produzione, EsiIO, Eruzione, Esclusione. ~IDne, Partenza, Discesa, Invasione, Assunzione. Aceezlone, Derivazione, Conduzione. Introduzione, Introito, Insinuazione, Avvicinamento, AllontanamenlO, Panenza, Fuga, Escussionc, Inclinazione di occblo, ala. piede, mano, ingegno, Alto anistico, Rilassamento, Disse~cnlo, Apert~, Uscita Ritirata Tradimento Disbrigo, Cessionc, Translto, Abbandono, Uberazi~nc, Dis;ricazionc, S~arcerazione, Emersione, Trionfo, Lancio, Rivolgimenlo, Confronto, Richiamo, Respingimento, Sollevamento.
Le ali di Mercurio

Capitano in primo luogo Direzione, Deviaziooe, Circonlocuzione, Rotcazionet Vollolamenlo, Inflessione, Ripiegamento, Movimento a1ternato, Rivoluzione, Convezione, Regressione, Rimpatrio, Ricorso, Ritorno, Retrocessionet Trasposizione, Rcndita, CicIo, Rivolgimenlo, Reiterazione, Ripetizione, Conversione, Inversione, Catastrofe, In su, In giu,ln avanti, aU'indietro, Destrorso, Sinistrorso, Inlroversionc, Estroversione, Elevato, Imo, Alto, Profondo, Largo. In secondo luogo, Collisione, Dlisione,lrruzione, Impatto, Contorsione, Imbanersi, Intoppo. E con essi, momentaneamenle Temporaneo, Scolo fugaee, varia Incostanza, MobilitA leggera, versatile ScivolositA, versipelle Vacillamento. Lf i simulaeri di Glauco, Euripo, Vertunno, Erisittonio, Proteo, Camaleonle. Con lora Mutameolo, Variazione, Alteritl, Differenza, Conversione, Aversio, Diversione, Trasfigurazione, Trasfonnazione. Metamorfosi. Alterita. In terzo luogo Passaggio, Traduzione, Traspono, Trasloco, Traghettamento, Trasmissione, Promozione. Percorrcnza, Pregressiooe, Trasgressione, Esagerazione, Caducita, Strisciare, Passeggiata, Serpeggiare, Nuotare, Navigare. In quarto luogo, Allontanamento, Astrazione, Diserzione, Rimpatriamcnto, Revocazione, Deposizionc, Deduzione. Cessione, Divisione.
Oechio, verga, mano di Mercurio

Aile ali dai mille colori di Mercurio (poicM variano secondo la varietAdi colore di quelli con cui si associa) Irritazione, Agitazione, Concitazione, SCUDtimento Crollarncnto e Scrollamento, Motteggi, Vanterie, Vibrazione, Turbamenl~, Coslrizionc, Precipitazione, Eccitazione, Incitazione, Percussione, Inquietudine. A questi stanno vicino Tremore, ~rrequietezza! S~lo, Volatili!A, A~~litA,Celerill, Sdrucciolevolezza, Impazlenza, Sollecltazlone, MatuntA, PIUp~to, IndilazionabilitA IrritardabititA, Di If scivolante divagazione, Pervaslone, Rassegna, Devi~ione, Pellegrinaggio, P~r1us~ione, Penetrazion~, Profusione, Promanazione, Prevenzione, InslDUazJonc, Ingresso, SublDgresso, bnmersione, Mescolanza. A questi in secondo luogo stan vicino precipitosa RapiditA, furtiva e fugaee VolalilitA rapida Sollecitudine, Boriositl inconsislenle, Respirazione violenta, rapida' CeleritA, veloce RapiditA, Inc~i~ione sfrenata, i~provvis~ VivacitA,vaga Concitazione, sfrenata Volublhtl, affannosa PlZzia, Spargl!Dcnto acceso, Passaggio strepitante, Tragitto impetuoso. U Vento e figure dl Vento, Cavalli del Sole, trepidante AviditA, irrequieta Sottomissione, alacre Sortita alata Elevatezza svolazzameoto nubivago, Straripamenlo etereo, Percus~ione delle orecchle, Equilibramento del corpo, Affidamenlo aI cielo, Passaggio per aria, Attraversamento sidereo a ouoto.

In cima alia verga di Mercurio c'~ un acchio che indica vigile Sorveglianza, guardinga Considerazione, Operositl accurata. Dove simboleggia insieme viva Lucema, Luee precorrente, Splendore scintiliante, Raggio scintillante, Folgore illuminanle Prontezza insonne, grande Attenzione, Risveglio dei sensi, ordinata Preparazione, frequente Zelo, diligente Considerazione, Riflessione studiosa, attenta Premura, facile Ricercatezza, Preparativo semplice, Istruzione pronta, aUa mano e ordinata, conveoienle, diffusa e pronta atlenzione. Intorno a quella, operosa Diligenza, Ingegoo alato. giusta Tolleranza, Aggiungi frequente Inquietudine, Premura incessante, Ardore resistenle, Assiduitl improba. ~ presenle facile Commercio, incessanle InstancabilitA. ContinuitA ininlerrotta, eelcre Sagacia, sagaee Provvidenza, Veglia ansiosa, Tcnsione degli ecchi, Conlemplazione, Fissazione, Penelrazione direlta, Volto immobile, Mutamento del VOllO, ancio di sguardi da entrambe Ie orbiL te, Introspezione esaminante, Ponderazione scrupolosa, Riassunto, Esame percorrente, Perlustrazione segreta, Regola misurante, Deliberazione meditata, Destinazione equilibrante, AlacritA precipitosa, aeuta Sottigiiezza. versalile Vivacitl. A questa seguono Ie ani, con vitale Presidio di dottrina, Am145

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Cap/IDID VI

ministrazione domesuca, Religione dei templ], Omamento delle case. Aumento delle citti. Bellezza delle eta. Istruziolle degli animi. La bacchelta magica eccita le fonti delle Tespiadi e i Geni, modera le danze, addolcisce gli animi ferini. Con magico incantesimo questo nume immeue il sonno nei nemici degli Arcadi, Menfitico, Menalio. interprele di grandissima astuzia, caccialore di ricchezze, maestro dei ladri; che appena nato, appena ebbe le mani Iibere, sottrasse il giomo stesso le forbicette a Vulcano, il fermaglio dei capelli a Venere.Jo scettro a Giove,l'anello a Giunone; messo degli dei e ouimo interprete. 1.0 riconosce protettore unicamente domestico e a buon dintto il Maestro. Souomaestro, Pedagogo, Preceuore, Preside. Professere, Docente, Educatore, Insegnante, Frontisteriarca cioe che educa la gioventu Eonia, che frena la lussuria della giovinezza, che imbeve Ie menti inesperte con nobile ane, che versa I'acqua pura della sorgente delle Tespiadi, cioc Cameriere di Mercurio, Flautista di Apollo, Maggiordomo di Giove e di Pebo, Tesoriere dei segreti del destine, Interprete della Predestinazione. Fissatore dellibero arbitrio, Genie elena, Riformatore dei secoli, Censore dei prevaricatori, delle leggi, Teca di Mnemosine, Armonia del cora di .Aganippe, Decoro delle so. relle Castalidi, Bellerofonte del branco meduseo, Maestro della sinfonia celeste. Antesignano delle Cariti, Amasio della luce perpetua, Compagno del secolo dei secoli. Mercurio artefice Un vecchio riporta sinistramente Mercurio meccanico, e fa precipitare da un'alta torre un faneiullo che ha un compasso nella mana destra e una sega nella sinistra. Gli sta vicino con i suoi accompagnatori. Invidia. Abilmente un anziano alato 10chiude in una lignea statua cava di toro con una eroina regale. Gli staano intomo Auivita, Studio, Esercizio, Traffico, Operativita, Fare, Motteggio, Uso, Prassi, Fatica, Lavoro, Diligenza, lnsistenza, Sudore, Tensione , Trattazione, Transazione. Esecuzione, Compimento. AdempimenlO, . Incarico, Doveri, Presidio, Progeuo, Fabbricazione, Costruzione, Innalzamento edificante, Collocazione, Edificazione, Generazione, Conclusione, Magisterio. Ministerio, Servizio zelante. Accompagnalori deU 'artejice Ad essi stanno vicini Mano, Piede, Dita, Nervi, Ali. Vela. Cavalli, Remi, Fatica ininlerrolta, e quanlo sta nel caduceo di Mercurio, Ape, Rondine, Formica, Ragno, Castigo, Correzione, Unzione, Cancellazione. Spalmatura. Erasione, Censura, Ricognizione, Emendazione, Lima, Obelo, Stacciatura, Pulitura. Ventilazione, Cultura.

Soccorrono I' artejice Soccorrono poi Ie immagini promiscue dell' Agricoltore intomo la terra, dov'c Aratura, Spaccatura, Fendimenlo. Rivolgimenlo, Solcamento. Rotturat Impastamento, Addomesticamenlo. Scavo. Apertura. Sfregamento. e gli strumenti e Ie opere che si racco1gono da1proprio campo e atrio 0 anche dagli alm. Con quello c'c Graviti. Rigiditi. Durezza, Ze10, Piegamenlo, industria, Sollecitudine. Aviditi. grigia Incu1tura. e altre della curia di Satumo e dal caduceo del proprio nurne. L'accompagna Difficolti. Sudore. Gelo, Vampa. Freddo, Spinositi. Sassositi, Frondositi. pnmosa Spinositi. Densiti di roveto, Pietrositi, Cespugliositi. Ombrositi, Geliditi. Irruzione. Pendenza, Cupezza, Ferinita, Cavemositi. Interruzione, e altre dalle pam convenienti delle curie indicate. Poi aI Marinaio stanno vicino Sollecitudine. Paura, Trepiditi, Ansieti. Errore, Tremito, Gemito, Graviti, Austeriti, Preoccupazione maturante,lmpedimento, Pericolo, Violenza, Rovina, Lacerazione, Eslirpazione con molti che appartengono alia curia di Satumo edell' Agricoltore, Vogare e Solcare. Arte di Mercurio in ospetIo di pescoJore, cacciatore e ucceUatore Appare I'immagine di un adolescente che adesca con un amo adaneo, appare Uecellatore, Cacciatore che tira nasse, transenne, reli e lacci. Intomo a qUeSti stanno Inganno, Fallacia, Dolo, Frode, Astuzia, Impostura, Lusingbe. Circoire, Macchinazione, Furberia, Falsiti, 8elletto, Inganni, Prestigio, Raggiro, Impostura, Burta, Berra, Irrisione, Romphus, Delusione, Implanatio. Cretizatio, Complicazione, Accortezza, Fascinazione, Ammiecamento, abiIe Composizione, scellerata Finzione, clandeslina Falsiti, ingegnoso Delitto, circea Doppiezza, dolosa Pieghevolezza, infida Varieti, Invenzione nascostat Tecnica inventiva. Solerzia accorta, Scaltrezza versipelle, Argulo Inganno, perfida lnvenzlone, punica Perfidia, Enigma beotico, nottuma Milizia. Scelleratezza fumva, Dissimulazione. malvagia, Finzione mascherata. Appaione Tenebre Cimmerie, ombrosa Opaciti, arcano Velamento, misleriosa, miracolosa Vacuiti, Intrigo labirintico, Nodo gordiano, oscura Rozzezza, Tranello nascosto, Devozione templare, Fossa coperta, Buchino nero, Nascondiglio cieco, Caverna segreta, ombrosa Caviti, sassosa Nebulositl, fumosa Confusione. Complicazione involuta, Cripta abbandonala, profondo, silenzioso, nascosto Avvilimento, Precipizio scosceso, Male latebroso.
L 'asino cillenico

n nurne di Mercurio sarebbe, iovero, nullo, se non stesse sopra qualche cavalcatura. L' immagine e la figura dell'animale c nota, e di esso diversi scrissero, ed anche noi ne scrivemmo dettagliatamente. in un'opera che bisogno soppri147

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UbfO s«ONlo SIIllacomposWOM tltllt I_gilli
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Qlpllolo VII

mere, perch~ dispiacque al v!'lgo e non piacque per il suo sense sinistro ai sapienti. Ora ricorderemo solo gli astanti. Le sue qualil3 sono it contrario delle qualil3 di Mercurio, ma poich~ i contrari non esistono senza i contrari e dai contrari i contrari si riconoscono, si alimentano e concorrono nella stesso genere, sarl certo degno e abbastanza opportuno che venga nella Slessa curia a farsi amrnirare in una scena dove, almena per opposte ragioni si abbiano akune quatil3 di Mercurio non nominate e forse innominabili. In quello sono da notare Petie dura, Coda setolosa, Orecchie aguzze, dense, grasse, lunghe, larghe, scrollabili, Piattezza delta fronte, Contrazione, Schiacciamento e Apertura di narici, Denti grossi, filii, quadrati, Mandibola lunga, sporgente, forte, con la QualeSansone pOl~uccidere 1000 Fitistei, (cosa credi, dicevo, avrebbe potuto fare con un asino intero, vero e vivo?), e datia quale scaturirono le acque con cui i popoli erranti poterono ristorarsi, e molte altre cose di cui parlavamo altrove nellibro appropriato, Labbra grosse e ornate di peli assai duri e assai radi, Voce potente che atterrf, vinse e disperse i giganli, cioe i priocipi e i sapieoli di questa mondo (che si erano ribellati contro gli dei); oode non a torte agli astronomi ~ lecito osscrvare il presepio con gli asinelli nella costellazione del Cancro. affinch~ anche con questa aiuto possiamo apprendere che gli dei liberati non sana affatto ingrati. E dunque sana vicinissimi all'asino Vittoria, Trionfo, Onori, Gloria, maesl3, e molte enlil3 della curia di Giove (anzi quasi tulle) solo percM con la maesl3 suprema ~ congiunlo ESaurimenlo, Umill3 e Avvilimenlo, e a causa dell'ossequio degli uomini e per un amore a noi cenamente eonsueto verso tutte Ie villA, VillAtrionfatrice e Ignoranza; forse affincbe quei giganti conoscessero di If da quale malinteso fossero stati confusi, vinti e soppressi. Gli SODO presso dunque (per farla breve) bietolosa OltuSilA, Gravil3 sassosa, plumbea Grossolanil3, tenebrosa OscurilA, Deliberazione nebulosa, ombrosa Comprensione, Squallore piceo, getica Frigidil3, siriana Stupiditl, stolida Indolenza, scarmigliata Tardill, ignava Pigrizia, inerte Torpore, supina Apalia, indolente Accidia, pigra Sotlomissione. Turpe Ragtio, Narice sbuffanle, Labbrosil3 pendula, Tardil3 pecorina, Vociferaziooe rauca, ignorante Rozzezza, infeconda Mostnlosil3, Ebetudine battagliera, agreste Molestia, infelice Presagio, Bruttezza animalesca, Occhio altonito, Testa grossa senza cervelto, Pelto senza euore, Anima insensata, Ragione lOS Ingegno circonciso, Acquisto vuoto. Stanno vicine quelle del ala, Maestro. Intomo stanno Vagabondaggio senza meta, Deviazionescivolante, Delirio esorbitante, Lapsus aberrante, allucinata Credulil3, Visione sognanteoinforme Ludibrio, DilellO ambiguo, Errore urtante, Perdizionc scostante, fanatica Confusione, TemerariclA, Ambagi retrogradi,

"Le orme segnano innumerevoli vie nell'errare". Accudisce Mercurio I'operoso Perseo con I'immagine di un faneiullo dai piedi alali che viene avanli da luoghi solterranei. Indi di un uomo che ha iI capo della Medusa nella sinistra e nella destra una sciabola, dalle gocce che cadono dal capo mozzato, si formano velenosissimi serpenti. Poi segue un eroe astutissimo anche nel presentarsi (credo Utisse), in abbigliamento di mercante che porta una conocchia e altri ornamenli ed utensili femminili ed ha tra questi un arco, una faretra ed una spada. E molte vergini altomo a lui. C'~ anche Mercurio germanico che potresti riconoscere dal suo stesso abito, il cui carro viene lrascinato da due avvoltoi (carro nel quale sono scolpiti due simbali a lui attribuili); ha nella destra uno scettro alato con due serpenti aaorcigliati. Sull' elmo porta la figura di un drago alato (per una solerte vigilanza, credo). La sinistra di Mercurio porta di qua uno Svevo altrettanto ingegnoso dei Tedeschi, piu ciarlone, loquace, garrulo, sofista di tutti, piu lodevole invecea destra per vigorosa facondia, colta eloquenza, sapiente persuasione, e ordinata scrittura,

Capitolo VII

L 1MMAGINE DI PALLADE OSSIA DI MINERVA
Sulla destra di Marte e sulla destra eli Mercurio si inserisce Pallade, i cui simulacri sono: I. Un grande eroe che afferra e inghiotte una femmina incinta it suo capo subito dopo pare gonfiarsi straordinariamenle.
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Ubro secondo sulltl composizlone delle immtl,lni

OIpilo/Q VOl

n. Un vecchio zoppo che staccata la testa di un re con una grande scure, estrae dal suo cerveUo una bellissima vergine. m. Una vergine daU'aspetto guerrieroche ha un'asta nella destra, ai suoi piedi sana avvolti due draghi, alia sinistra poi uno scudo, che porta scolpito it simulacro dell'egida sull'usbergo e sui petto,
Assistenti di Pallade Essa essendo nata dal cervello di Giove, con un destino molto piu difficile che se fosse nata da madre senza padre, ha la maesta di un nume grandemente privilegiato. Le sana dunque presso palese Chiarezza, enfatica Trasparenza, lucida Luminositl, famoso Chiarore, luminoso Splendore, insigne Espressione, provata Dimostrazione, enucleata Evidenza, trasparente Dichiarazione, costante Fluiditl, fluente Manifestazione, palese Spiegazione, Propaganda scoperta, palese Smascheramento, Indagine divulgata. Certezza manifesta sicurezza, aperta Certezza. Li Fulgore del sole meridiano, If il Certo, Calcolato, Fermo, Sano, Proverbio, Adagio. Paremia, Polo, Medio fidio, Ercole, Castore, ugualmente Cosa, Stato, Verita, Candore, Sincerita. Su nuti questi si inserisce Senso, Ragione. InteUeno, e Mente secondo genere e specie. Di If si allontanano Opinabile, Fantasticabile, Immaginabile, Assonnante, Verisimile, Apparente, Creduto, Consueto, volgarmente Ritenulo, un certo Modo di dire. Invece fuggono lontano Adulazione, Approvazione. 8landizia, Lusinghe. Carezze, Scallrezze. e alcune della curia di Mercurio. sopranuno Favola, Finzione, Commento, Invenzione, 8uffoneria, Delirio, 8azzecole. Di If fugge 8aratro, Abisso, Abisso immane, Voragine scoscesa, Oscurita confusa, Nodosita intricata, Fumosita diffusa, ombrosa Cecitl, esangue lnaniti, tortuosa Involuzione, Avvolgimento occultante, Velamento, recondita Opacita, misleriosa PreteslUosita, Abbandono spinoso, ancipite Sospensione, Annuizione, labirintica Multiformita, Sbadataggine inesperta, gregge arcadico. Ancell« di Pallade La bellezza delle ancelle ~ tanto mirabile che non so come iIlustrarla, esse sono Speculazione, Contemplazione, Ingegno, lndagine, Invenzione, Disposizione. Giudizio, Memoria, Considerazione, Meditazione, CoUezione, Comprensione, Discussione, Escussione, Discrezione, Espansione, Ponderatezza, Distinzione, Distribuzione.

Capitolo VIII IMMAGINE DI SOLE OSSIA DI APOLLO
Appare dapprima come pastore di pecore, un bellissimo adolescente con bastone e bisaccia, celebre per il volto radioso. Si dice che Mercurio gli ruhO i buoi al tramonto della stesso giorno in cui nacque; era stato infalli bifolco prima di pascere i buoi presso I'Ameto. Mentre era minacciato perehe restilUisse i buoi gli rub() la faretra. PerciO, per seconda immagine appare Apollo che ride con l'arco senza faretra. Per terzo, un uomo armato di freccia che amMazza un lupo ed un corvo che gli 1/olaattomo. Per quarto, un giovane e bellissimo citaredo, tra i cui capelli sono intrecciate delle cicale ed innanzi al quale un fanciullo viene dilaniato da cani. Per quarto, una vergine indovina su un lripod~ e sotto quello una specie di drago, e presso un vasa pieno di polveri sotto un gmepro e un adolescente nudo coronate d'alloro che suona la lira. Per quinto, un tale che pare un filosofo, ride molto, spreme e mescola it sangue degli uccelli faui a pezzi e 10 porge da bere a chi sta per profetare, credo. Per sesto, una scrofa che ha partorito dieci porcellini, di cui uno nero, tre bianchi, gli altri di colore vario, cd inlorno ad essa due indovini. L'ultima immagine non e familiare: un uomo barbuto e con I'elmo cavalca un leone ed intorno all'elmo una corona d'oro e anche una sindone raggiante, con la coda protesa in lungo. Sopra iI suo elmo un gallo enorme, nolevole per I~t~plice cresta e adorno di tantissimi colori. Lo precede una matrona eleganussnna con uno scettro regale. La sua curia ~ formato di uomini dal corpo che si leva quasi aU'altezza dei giganti. ~ di colore pallido e lUttavia Ie guance sono rosse, intomo ad essi si possono vedere dei bagliori. Sana benefici e benevoli elargiscono oro, earbuncoll, gemme e pietre preziose. Ass;stent; Imomo a lui stanno in primo luogo Possesso, Detenzione, Opulenza facoltosa, ricca Abbondanza, Tesoro accumulato, abbondante Ammasso, Facohosita ridondante, Mezzi immagazzinati, aurea Sostanza, munifica Pompa, magnifica Sonluosita, dolce Conquista, Delizie regali, Fertilitl feconda, Uberta aprica, larga Sufficienza, opima Frullificazione, Irriguita aperta, CullUra fruttuosa, odorosa Fragranza. Stanno intorno in secondo luogo Gregge, Armento, Podere, Casa, Giardino, Vigna, Arbusto, Cerere, Bacco, Pomona, Vertunno, Peculio, Acquisto, Eredila, Dono, Regalo, Onorario con Ie sue specificazioni: Dote, Regali nuziali, Aggiunta, Elargizione, Premio, Mercede, Retribuzione. Poi Tributo, Imposta, Pensione, Salario, Decime, Primizie, Oblazione, Stipendio, Compenso, Retribuzione, Prestito, Pagamenlo, Remissione di debito, Gratifica, RispolSI

ISO

Copltolo VIII Ubro 1«OIIdo suIla compoSWOM delle Immaglnl

sta, Reslituzione, Beneficio con Ie sue specificWoni, Reddito, Prebencla. Con loro Liberalita, profusione, Larghezza, Munificenza, Uberta, Convivialitl, Istruzione agguerrita. Ugualmente Erogazione, Ereditl, Spargimento, Ripanizione, Spartizione, Provvista, Dispensazione, Permesso, Indulgenza, Esibizione, Elargizionc, Distensione, Trasporto, Accumulazione, Incremento, Insaccarncnto, Accatastarnento, Riempimento, Replezione, Completamento, Ingozzamento, Esuberanza, Ridondanza, Uso, Fruuo. Con loro c'e I'immagine del favore e I'albero della protezione che fa ombra piacevolmente e con la chioma ombrosa rinverdisce e allarga i rami proteggendo di sotto armenli e greggi innumerevoli, sui rami invece si trova ogni genere di uecelli diurni. Appare 11coronato di pampini, un uomo panciuto molto grasso, che cammina a falica con respiro difficile, ha come tre menli (eioe giogaie) che non gli permettono di piegare il capo verso il ventre. QuandO cammina due servi 10reggono con le braccia sotto le ascelle. Intorno a lui pigra Molleua, avara Gonflezza, Gravitl piatta, Enfasi ricurva, vorace Malignitl, Miseria sfrontata, Capacitl penzolante, ventosa Aviditl, Solitudine gravida, turgida Profusione, Pigrizia viscerale, pigra Voracill. Davanli a lui una coppa d'oro 0 di metallo ciprio 0 Corinzio, ornata di gemme, di grande capacitl, un coppiere I'avvicina alla sua bocca. La statua di Fonuna, Sorte e Plutone Qui offrivano aUavenerazione la statua della Fortuna, ehe chiamavano regina delle cose, non cieca ma di vista molto aeuta e lungimirante, con occhi per fino sulla nuca. La servono interpreli di tulle Ie lingue; ha cento braccia e con una . sola spinta fa girare contemporaneamente cento ruote grandi e piccole, ciascuna delle quali a motive della diversa grandezza, sembra muoversi a velocitl diversa, liene il mondo nella mano sinistra, nella destra, invece I'urna deUa sorte. Le sta presso un faneiullino dai bei capelli. la cui veste per una metl e nera e steUata, per I'altra bianca. Col tersissimo candore degJi occhi abbaglia la vista, ha gli occhi bendati e ripone alcune delle schede estraue con la sinistra nella mana destra della dea, altre invece con la destra alla sinistra. Aile spalle deUa dea poi, c'e una femmina ehe appare da una parte vecchiere1la e canuta, dall'altra, invece, giovanetla mora e di aspette molto formoso; vicino a lei da una parte c'e una mana di fuoco ehe sostiene una fiaccola, daU'altra c'e uno che offre un ealiee d'argento colmo d'acqua. Da lontano ora la segue ora la precede un uomo zappo ad entrambi i piedi, ma anche alato, (e Plutone, credo) che, correndo a piedi segue Fortuna dove questa cammina, Fortuna invece allontanandosi con un rapidissimo movimento delle ali 10 sovrasta.

Fu .p~ssibi1evederli ospitati presso Apollo, tuttavia sembrano piuuosto serviton di Terra '.Pres~o Sole dunque sono in questa condizione, presso quella invece, sono viveno. ' Bacco peregrina auraverso le curie di Sole, Giove e Cerere Tra il simulacro di Fortuna e iIcarro di Sole gioca e danza ' eelebe mmoper I . . I. be a sua ~era~lg sosa ll~zza, contemplabile tra infanzia ed adolescenza, tutlavia ~n~h egli sembra ubnaco e cornuto, tenero per i1colorito roseo, rna mutevole msieme a questo,. appa~ a volte temerariamente audaee,lussurioso senza pudore, ea. volte mmaceroso per I'aspeuo co11erico, agita con la destra un tirso alia mamera delle sue Baccanti, coronato di pampini e eliolmo 10 segue un leopardo che usa cavalcare baccheggiando quando e stance, ' /mmagine di Esculapio e di Chirone Segue la curia di Esculapio figlio di Apollo. La sua prima immagine e una donna, uceisa da una vergine arciera, posta su un rogo, dal cui utero un giovane col cad~ceo estrae un bambino. La seconda immagine e una capra candida, p,~essodi essa un gua~diano dello stesso gregge, che custodisce la capra e I mfante, dalla cu! testa vsene fuori una fiamma ed intorno al suo viso svolazza ~na cornacchieua, Terza un Centauro, senza dubbio uomo nella parte supe.nore, cavallo nella inferiore che ha in mana una verga e di fronte a lui un fanclUUoche offre erbe,. vicino e posta una eetra . Quarts un uo mo slDgoIar. mente barbuto, ~pp~~glat~ ad un bastone intorno al quale e attorcigliato un serpenl~ a t~ta In gnr, Quinta un vecchio ehe per aver resuscitato un adolescente elilanlato a bastonate iniettandogli 10spirito con una canna e col ·to da una ~olgore scaturente dal cielo. Sesta un vecchio dall'aspetto di filosof~ che sacnfica un ga110ad Esculapio. '

e

c:mc

Aslant; ad Escuillpio Gli.sono presso medi~ S.alute, sperato Medicamento. gradita Guarigione, desldera~ C:ura, ~oavltl nstoratriee, Grazia salutare, eflicace Applicazione. Norma dl Vila: ~Ie~. Conse~azione sieura, Ristoro alleviante, Espulsione del morbo, Ehml~lone dell Infermitl, Assopimento del dolore, Annientamenlo della malalba, Farmaco salvatore Accoglimento rafliorzante , AUSIIO ·1· .S .' peomo, occorso macaon~o, ~pplicazione di antidoto, Espulsione del veleno. Cosl pure matura Perspicacia, vigile Circospezione, Facilitl anificiosa Espern.nento n~n fallaee, Giudizio facile, Regime sicuro. Poi valida Sanitl: S~lut~ Integra. mco~olta Tutela, vitale Alacritl, Salubrill pancratica, PresidiO gtovevole, :"USIlIO,Soccorso, Alleviare, fausta Comoditl, Felicitl prospera, Incolw11Itl fer:ma: v~lenle Salubritl, dolee Soavitl, Condizione mellinua. Molle della curia dl GlOve alle quali si aggiunge lieta Prosperitl, Fortu153

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I.ibro stcondo suUa composWDtIt dtll' lmma,ini

CDp/roloX

na facile, VollOsereno, Leuzia sorridente, Nave con v~nt~ in poppa, Brezza favorevole, Discorso fonunato, Qvazione plaudente. Glubllo.es~1tante, s~rena Alacrill, Esultanza danzanle, giocosa Gesucolazaone, Schlanme~to dl sopracciglia, soave Diffusione, Agitazione tranqui11a, solenne Alacnll. Fuggono Esculapio (! Di If fuggono tetra Durezza, squallida SollecilUdine, odioso .~ento, em:: Invisione, profana AcerbitA,ombrosa Chiusura, S~~lIore stlgl~, ~ motte de la curia di Satumo, freneuca Demenza, esangue Vlgal~: anclp~te Langu~ re terribile Paura, orribile Costemazione, ansiosa Mes~zla, ~gl~ne altonata' Stupore del cuore, malata Palpitazione, crudele Raggaro den ~namo, morbosa Gravill acuta Pestilenza, inene-Tenacia, indecente Impazlenza. Snervamento del 'corpe, Lamento amaro, opprimente ~guor~, Tabe sfinenl~, Affiizione prona,lndebolimento consumanle, Voraclll annaentante, 1~~lllill schiaccianle, Fauca affiiggente, laido Camefice, lug~bre PreclplZlo, Crudeltl fatale, Preoccupazione lutlUosa, dolorosa M?lesua, duro Pallore, avaro Squallore, ferrosa Navicella di Caronte, Tenana Bruttezza, Terrore odioso, Languore non lodevole.

Capitolo X L 1MMACINE DI ARIONE E DI ORFEO
Segue un giovane non brutto che ha il capo coronato di mino e di alloro. Dinanzi gli sta il simulacro venerabile di Giove in aspetto di Sauro, a cui queUo sembra dedicare inni, muovendo Ie dita suUacetra. Tuuo intomo varie specie di fiere e di uccelli, come allraui dalla sua voce e dal suo suono, si vedc Mercurio discendere dall'alto verso di lui ponando la lira. Vicino gli sta Orfeo, il piu bello dei giovani, abbigliato nellc stesso modo, mentre sembrava cite fossero venuti, aUralli dal suo canto, non solo gli animali, tra i quali leoni,tigri, draghi,linci, maanchepiante, rupi e venti. Lo segue J'immagine di un re nerissimo su un trono di pietra nera 0 d'acciaio (non so), ma mirabilmente lucido, e fauo a somiglianza di uno specchio assai terso, che Ita nella destra un rampone dal duplice uncino, nella sinistra invece una sfera che e della stessa materia del trono; di fronte a lui un' immagine simile a quella dcscriua prima afferra per la mano una donna bellissima. Nella stessa fila per terzo torna di nuovo l'immagine di Orfeo, che sta in mezzo tra due gemelli bellissimi e nudi, e, deposta la cetra, prende SOnnO i fiori e le erbe. Verso tra di lui guardano dall'aho Ie Baccanti che hanno in mana iltirso. Sono vicinc Consolazione, Calma, Allettamento, Sollievo, AlIeviamento, Fuga dell'affanno, Diminuzione del dolore, Oblio della preaccupazione, maschio Decaro. Lutto Jugge Arione ed Or/eo Immagine della curia di Satumo, Lutto, Pianto, CompianlO, UlulalO, Gemito, Lamentazione, Strepito, Eiulato, Singhiozzo, con abito discinto e insanguinato, con Ie lacrime che bagnano Ie gote con fiusso abbondante, che colpisee il volto con unghie violente, che strappa peli dalla barba e dal capo, che si strappa la veste sui petto, sparge polvere e cenere sui capo, accende il cielo coi sospiri, ferisce con Ie parole, cade a terra a corpo mono e piegato si copre il voko, e con lui ombre nere e tristi, infausta Nerezza, Squallore inconsolabile, crudele Tenacia, .empia Ferocia, e quasi tutta la curia di Satumo.
Capitola XI

Capitolo IX IMMACINE DI CIRCE
Appare una vergine bellissima, dal cui volto emanan? raggi .dello splen~ore d~ una stella, la cui veste ~ caralterizzata da sette colon. CO? dlv~~e file.di gem me e di pietre. Sulla prora del carro tirato da draghi, c ~ un 1I1U~~gme ella d morte. A destra ha I'aconito, la verbena, ed altre erbe.velenose, a.slDl~trau~ ca: nestro pieno di radiei di vario genere, in grembo, POI, una q~tJll dl ~on ~I (ronde diverse. Nel centro del carro iI simulacro di In?>~umlll, con co oro e assistono Esculapio. Ai lau del carro ci sono due Nereldl c~e racc~lgo~o e~ e pietre dalle acque, ed altre due Ninfe che le raccolgono dai m~n~.e dal ~uml.e da altri luoghi. Seguono it carro diverse specie di animali che Slnbe~e lei,abbaa cosl trasformau da uomini che erano. Poggiata sulla des~ del sedile c e una potentissima bacchetta con la quale si dice che tocchi quelli ~h~ wol~ trasformare, ed accanto ad essa un fannaco che conuene una doicissama mtslUra.

L '/MMACINE DI SOLE
L'immagine di Sole (che e chiamato occhio del mondo, lampada, custode vigile, padre, seminatore e salvatore) e un solo acchio lUttovedente, che vede e fa vedere da ogni parte, quasi una sola testa, un solo globo, tutt'occhio; l'alta immagine corporea di Dio, che vede simultaneamente con un solo atto il fumISS

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Ubro "condo sulltJ CompoSWOM thUt ImmD,'nl

OJpiIoloXi

ro il presente eel it passalO.Da lui emana attorno downque la luce, it calore, e una specie di tranquillitl e con essi Generazione, Vila, Conservazione, Moltiplicazione, Propagazione, Fonnazione, Purificazione, Perfezione, Matunzione, Patemiti, benefica Condizione, Moderazione dell'autore, Decoro dell'Universo, SimuJacro della gnnde provvidenza, Chiave delle cose, Mano della natura. Tirano il suo carro due cavalli, uno ~ Lampo che sta a destra mostrandoci il giomo, I'altro Fetonte, che dicono propizio dalla regione occidentale nel mondo per noi inferiore. Gli stanno vicino Ore, che si dice custodiscano i suoi buoi eel armenli, delle quaJi si hanno alcuni nomi greci, Eunomia, Dice, Tallone, Carpo, Irrene, gli aim non si trovano; abbiamo invece tutti i nomi barbari (non so se tramandali dai Caldei). Sono dodici, la prima delle bianche e layn, 2. lanor, 3. Nasnia, 4. Salla, S. Sadelali, 6. Thamur, 7. Oveer, 8. Tanio, 9. Neron, 10. lacon, 11. Abay, 12. Nalalo. Dodici nere delle quaJi la prima ~ Peron, 2. Boro, 3. Tanu, 4. Alir, S. Mamon, 6. Rana, 7. Netos, 8. Tamc, 9. Sassur, 10. Agio, 11. Calema, 12. Salam. Di queste Ie prime si dice che scortino il carro verso it nostro emisfero, le seconde verso I'altro. Ma queUeche per noi sono bianche per gli altri sono nere e queUe che per noi sono nere agli altri appaiono e sono bianche. Presso iltimonc del carro c'c un leone e davanli a qucUo un gallo. Le assiste (a menu che non siano loro Ie assistenti) Tempo, Durata, EtemitA, Perpetuita, Perennitl, Evo,lncessabilitA, Sorgere, Tramonto, Mezzogiomo, Mezzanotte con i suoi collaterali, Giomo, Settimana, Mese, Anno secondo il suo genere e specie, come pure Notte, Giomo, Mattina, Sera, con i loro collaterali, ed anche Presente, PassalO, Futuro e ancon Sempre, Spesso, Talvolta, Ranmente, eel anche Prima, Fratranto, Simulraneamente, Dopo, Iowo, Metl, Fine, Mentre, FincM, Un tempo, Teste, Da molto tempo, Gil, Assolutamente, Maturitl, Imminente, Sovrasrante, Vicino, Lontano, A precipizio, Tosto, Incontanente, Presto, Continuamente, Pronramente, Immediatamente, Celermente, Piu presto, All'isrante, Israntaneamente, IIIico, lIIicet. Con lora CeleritA, Rapiditl, Frena, Corsa, Precipitazione, Ditazione, Procrastinazione, Temporeggiamento, Indugio, Proroga, Rinvio, Sospensione, Ritenzione, Rigetto a dopo, Lentezza, Pigrizia con i suoi asranli satumini, Ritardo, Attesa, Arresto, Temporeggiamento, Ritardo, Durata, Opportunitl, Inopportunitl, Invemo, Eslate, Autuono, Ide, Calende, None, Olimpiadi e Ferle secondo iI genere Festa, e neri e bianchi, fausti e nefasli Iotervalli. Soccorrono queste, NalivitA, Infamia, Puerizia, Adolescenza, Giovcntu, VirilitA, Vecchiaia, Decrepitezza. Sono diverse in situazioni diverse, come anche illoro padre Sole che alcuni indurisce altri arnmorbidisce, non diversamente esse sana (ente e piedipialti

con alcuni, con S invece sono velocissime e dai piedl ala": D· Che aUraaltri · ... ICO verso Ie case d I atumo ,sono lente, per gli atri di Mercurio e di Vencre invece sono trovate ~ure .per I attesa t\ per illoro oggellO fugaci. Ciascuna sembn avere. una c~la~e 10 ~~ perchC hanno altrettante porte celesli e altrettanli sono I genen di venti e dl tempeste. lmmagine di Iride Si presenta con repentino aceorrere una vergine in forma d'Arp·la h di .f: . ·11 G· . ,c e lcono n. accra I euo ., umone e sla una ambasciatrice fedellSS· . H ane IIamano a ima . S,~IStra un cauno. d acqua, nella deslra una brocca colla quale, aceOSlala I l?lboccatu~, allIDge acqua dal fiume, e dietro di s~ un aspersorio al modo del sacerdoll che fanno IUSlrazioni. Non ha il capo eli fanciulla come Ie altre sorelle, m~ quasi di muCC3.L'assistono Ie Ore luminose e Ie oscure II fugo°fioda ogm parte rna ~do ogni tanto Lucina era stala If If per incontrare il ratello, 10 incontre mvero ma solo raramente. E vicino .il simulacro di Sole germanico, coi capelli taglilti in~mo alIa Cronte che quasi toccano Ie sopracciglia, presso i quaJi certamente scopriamo un vasto turbamc~to nie~t'aff~t~o f~lice nonostante II fronte piultosto serena. Pertanto accogh~ molu corugtam della curia di Satumo. Per qual motive sia coronato col ~Iad~ma regal~ ignoro. Secondo il costume suole essere vestilo solo da.raggi e di una f~la con faretn che pende dalle spalle, sorge giovane nuda di augus~ alte~; Invec~ qui siede intrattabile e vestito di doppi panni c~me U? vecchiO. Chi 10descnsse ebbe certo riguardo alia qualitA di questo chma PIUttOStO freddo.
SOLE/SOL

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OJpltolo XII

Capitolo Xli

IMMAGINI DI LUNA
Segue la prima immagine di Luna, una vergine beUissima seduta 50 un carro che e fatto di ebano e ricoperto in gran parte di lamine d'argento, tirato da un bue nero e una muca bianca. Essa stesSa veste ora abili chiari, ora scuri, ora fatli pill di bianco a pill di nero; 50Uafronte ha le coma e, quando esse crescono, prende indumenti scuri, quando decrescono chiari. Come seconda immagine un bel pastore distesO souo un (aggio. Da lui chiamata, una vergine nuda e candida con la (reccia e cornuta scende verso di lui. Ill. Si avvicina un uomo capra a mezzo (10 segue un ariete) che porta della lana bianchissima alla dea. IV. Una vergine levatrice in abbigliamenlO di eaeciatrice, che altre vergini accompagnano come vallette, la maggior parte delle quall discinle geuano la cintura dinanzi ai piedi. V. Una vergine nuda, preccduta da un leopardo con un leone. VI. Non conosciuta, un uomo eoronato con un diadema d'oro, che cavalca un daino, veslito di verde con ornamenti d'argento. La precede un fanciuUo che avanza in mezzo a due ache tenendo nella destra una freecia, la sinistra poi stesa davanti al peltO e vuota. La segue una donna coperta da una sindone biancheggiante, punteggiata di gocce d'oro. C'e anorno una nube gocciolante, souo la quale c 'e una curia bagnata e grassa di enlita lardose, rasate 0 calve. brutte per il muso e Ie zanne di porei, di colore marrone 0 quasi di dense tenebre. Danzano con passi di$Ordinati.
Aslant; d; Luna

menta. Seotimento, AbbauimenlO sr' ... nc, Sequestra, Appartare Sciu io' po ..azlone~ ~reeIPJtazJOne, Devoluziozionc, Profugo, Bandito' TcmPpes'tacesuslone, BsJiJo, ~rosc:rizione, Stermina. Tb ' , ragano, Strepllo Tumult C . zsone, ur amento, Impeto Ventil' C. . ' 0, oneuaso, RiOusso. ,wone, olbslOnc, Esasperazione, FlusConlro la curia di Luna

A questi in immagine di Montc Ru M. annosi, silvestri, altochiomati' PC: assr, Rovere, Quereia. Leccio, di to, radicata Forza curva Du ' SCO~I: stanno contro aderente AttaccamenIn~ggibilila, eont~rta Tenaci:~:r:. ;:ISSOIUbi~ Nodos~ta, Impenetrabitita, gho~ita lemma, Adamantino, Vulcanicrm~, om~aglDe bronzea, IntoreicantJ, perseverante Costanza Perdu 0, ngatura dl catene, Gomene blocrall" ,ranza, rermanenza Fermez.za Imm b' I ., e Icontran della via e del carro di Mcreuno, F'ato, Parca, Natura O' I, . ,0 . Qui 51 agglunge a Costanza, Durata C' . ' 10. Conlinenza, Coibizione ritardante. ' onsJst~~, Imbenza, Permanenza, mento, Freno, Dilazione, Vincol~ B~:, Chr.VJ~tclI~, ~stacolo, lmpediSbarramenlo, Custodia Occupazio~ RI' so, ImlmbJtazl?m. onservazione, C · C. .' ,gore, rogho Rile"";on Ch' ra, C mgere, oercmone Freno Red" I ~..... e, IUsu con Ie quali anche queste s~no tal~olta :t e a cune del~eClrcostanti di Giove, Sincerita, bronzea InOessibilita RigiditA e, c~~.candlda lntegritl, semplice mente marpesio, e dagli avvers;ri delta '::tea, SO~idahA~rezza,CautaMOIO, Varieta, IncoslanZa. ercuno c e 51 oppongono a

C:::~i

CirCoslanti a Luna crescenle

Le stanno presso noltuma TacitumitA, siderea Corona, Candore argenteo, rosea SerenitA, Casco Pallore, broDZeaFulvedine, Tenebre rosseggianti, Semifinitezza divisibile, ombrosa Gioia, torbida Varieti, aureo Candore, Giallo chiaro, incostante Volubiliti, errante Celeriti, Sorgere senescente, Vecchiaia rinascente, inquieta Incostanza, varia lnstabilitl. Poi Fine can le sue specie, estrema Rovina, ultimo Termine, Cardinc, Zappia dell'etll, Sceolo sfmilO, Chiusura della luce, ultima Linea, Annientamento, DistrUzione, Oipartita, e quelle viste sopra nella curia di Satumo, e spetialmente in mano alia Morte. Meta, Termine, Sommita, Traguardo, Catastrofe. Con lora, Abrogazione, Esaltazione, Abolizione, Oecadenza, Abdicazione, Estinzione, Rescissione, Disuso, Desuetudine. Disabitudine, Conwl$O, Rescis$O, Nullo. A questi si aggiunge Estrusione, Eiezione. Ewlsione, Estirpazione, Stomare, Espulsione, Esplosionc, Fischiare, Privazione, Eliminazione, Cassazione, Adempi158

Cireondano Luna con Grandezza e Aument C· .. luppo, Adolescenza Oilazione Est . OJ resclta, Amphficazlone, Svinet Sazieti, Comp~ento, RePlezi::!IO;f~ri:o~~~ouenza, ProduzioSODO elencate intomo ai possessi di S 'I d" IYlta, con queUe che Abisso, Orco, Spro(ondo, con Eccelle: ehl Apollo, ~~'. Pelago, Caos, Esimie!A,Intempcranza, EnonnitA, VastirA .:n,:~D~DZlo.ne, ~mmill, dezza, m modo maggiore Esaustione Lf ~ , , .OlummOSltA, Granmane per la gonfia mole leomaeo' la~(orma del Gigante crudele e im, , mostro rocosameme smoderato Can lora completano la Usta Esagerazi A . . zione, Aggiunta, Unione, Accrescime:::' L:cum~azaon~, Mucchio, Addinei, Legioni, Falangi, Miriadi Esereito Orrib;~S::' Schlcre, Caterve, Cuscosa variell Totalmenle Ass' I ' . 1 I ve, selvosa DensitA, boogoi luogo. ' ,0 utamente,lnumamente, c Moltiplicazione in

IS9

Ubro secondo slIlla composh/one delle Immagini

ClIp/toto XlR

Qrcostant; di Luna decrescente e vane Per arcbetipo di Luna calante e mutante c'e quanto viene simboleggiato mutante come la luna: Volgo, intomo al quale s'aggirano Ignobilti, Incultura, Fallacia, incauta Stupiditi, Incertezza inerte, imperterrita Miseria, indotta Maligniti, profana Demenza, rozza MobilitA, precipitevole AmbiguitA, auonita ImpaviditA, mordaee IniquitA, iniqua BiliositA, fiacca ClamorositA, FutilitAbisognosa, instabile LoquacitA, Sfrontatezza malfida, vana l.eggerezza, ignava TrepiditA, indomita Ineostanza, latrante Imprudenza, pingue RugositA, fessa Crudezza, orrida AusteritA, disadorna Insulsaggine, Gregge ineonsuito, stolida Turba, improba InfedeltA, pessima Bestia, Belva dalle tante teste, Mostro senza nome, Mondo di rifiuti, Insofferente di quanto capita, Afferrante quanlOfugge, Trascurante quanto possiede, Desiderante quanlOnon ba. LI ViltAd'alga, ingrato Disprezzo, disonorata Indegniti, turpe Favola, Condizione disprezzata, Sorte disprezzabile, pusillanime EsilitA, imbelle Angustia, curvo Abbattimento, UmiitAinfranta, Soggezione sonomessa, Abbattimento umile, Infrenamento soUomesso, Disprezzo, Abiezione, Mannello e adoxus Palimphemus. Per mancanza di voce, Borbouio, Mormorazione, Sussurrio, Balbuzie e gli opposti a Mercurio dicitore. Per difetto di espressiviti, efebica FatuitA, Senso povero, insipiente Impotenza, bietolosa Scempiaggine, Delirio, Frenesia, Mente arida, Immaginazione esiliata, rimossa Ragione, Fantasia claudicante, Vaso infranto della Memoria, reminiscenza aprentesi. Per mancanza di arti, Rozzezza da mulattiera, Ignoranza malaugurate, analfabetica, louuosa, inesperta PovertA di mente, Disorientamento ciclopico, Sdegno immotivato. Per mancanza di forze, GracilitA, TenuitA, ImbecillitA, Defezione, Snervamento, Mollezza, Lentezza femminea, Impotenza sessuale, e altre malate dena curia di Satumo. Per mancanza di evidenza, Argomento, Indizio, Scgno, Figura, Documento, Esempio, Tipo, Arguzia, MiracolositA, Divinazione, Prodigio, Profezia. In Germania ho trovato questa figura secondo me non sconveniente. Due vergini tirano un carro poggiato sulle nuvole, iI cui limone ~ I'immagine di un drago orecchiuto, la cui coda ~ ritorta poi in poppa, cosiccM la schiena incavata del drago costituisce 10 seafo del carro. I'immagine ~ ben accostata alia cosa da significare. Le vergini the tirano il carro delle attivitAsignificano disenione, iI drago della dea notturna negoziatrice e viaggiatrice designa la veglia, ~ orecchiuto perche in questa tempo quel senso ~ iI pili perfetto dei vigi160

land,la nube I'umida compless· del . animali umidi, la freccia alia d~::dellaledmpol,lI cancro indica la felicitAdegli to I ea a penetrevolezza del fredd t rno, e gemelle sana vergini perchC la none di per se ~ incapace di gene~a~'-

Capitolo XIII IMMACINE DI VENERE
Terminiamo di gustare la conte I· d zione dell'imma ine d II d mp ~on~ elle sette curie con la contemplache e g e a ea. La pnma unmagine di Venere ~ una (anciuHa gnato~:~g~!~~o!!'~~=~ ~:~:' ~~~:~~~. aU'asciutto si deterge it ba-

n. afire~icoprono con indumenli quella fanciuJIa nuda e ne coronano iJ con Ion pnmaveriJi. capo
Porta :J~:~ol~ an esso 51 cre~e si~o i maJefici di tutti gli incantesimi deriv~d dal bacche~ dal gesu, La segue una vergine indovina che porta una

m. la (anciulla che avanza e dall e sue orme nascono glgJi, rose e viole . ..

~r:~~~~~

IV. AJtem_aliv~ent~ ~ra cigni beJJissimi, ora pacifiche ed amabili J be ora passen assai lascivi liravano un h· I co om , va f~IlOd'amb~; be~ch~ tulli i ;ets::;,::e:~::I::::=: :I~~a e come mtenore, solo queslo viene mosso da tale agile e spontanea fa-

carri::;:

161

OJpllolDXIH

V. Una regina trionfatrice assai maestosa che Ita nella destra uno seeuro sulla cui sommitl c'~ I'immagine del sole, nella sinistra poi.il globo del ~ondo, ch.e riporta l'immagine cesellata di stelle nel c~i centro ~I ~ede ~on chiara precisione la terra con i propri omamenti. Ogm genere di vrvenu sembra applaudirla come un nurnecarissimo a lutti. Nel suo carro si poteva vedere un trofeo nel quale si qualificava anche vlncitrlce delle Parche. VI. Una statua di una donna molto bella sui cui capo c'era il cielo, neUa destra ha un papavero, nella sinistra un melograno. VII. Tre vergini noteveli per la bellezza pili che umana assistono un pastore che ha in mano un porno d'oro. VIII. Un gio~e ucciso da un cinghiale, ehe viene seppellito da Venere tra le lattughe. IX. Un ranciullo nudo insignito solo di raretra ed arco: da tUl!Oil suo corp~ emanano aU'interno raggi luminosi con spontanea soavltl. Eglt e cosi semplice che, secondo la complessione,la natura e l'aspetto di ciascuno, ~ onn~forme e vario pure nell'unitl. Ci inganniamo senza d~b~i~ ritenendo che gh uomini consistano in quell' immagine di uomo con CUI CI 51pres~n~~o. ~crtanto simultaneamente tutte Ie specie della natura, opponendo una slffilhtudme conforme, trafigge con frecce, accende con calore e lega con nodi. Ultima meno ramiliare e un uomo coronato di presenza maestosa, seduto so di un ~ello di aspe~o mitissimo, vestito d'un abito che presenta i colori di quasi tutti i fiori, il quale con la destra trae con ~ una fanciulla nuda, con i~cedere molto grave e venerando, intorno alia fanciulla un coro festoso e tnpudio; dalla regione di occidente con favore di zefiro viene Ia curia della bellaza onniforme.

tl biancheggiante, roseo Candore, Serenitllevigata, Amenitl sonidente, Potell1;3dello sguardo, nitido Decoro, Trasparenza tremolante, Lepiditl amena, IIarltl del volto, Splendore degJi occhi, Meraviglia della bocca, e gli ineffabiIi atteggiamenti di tutte Ie membra. III. Lf Tripudio, Cori, Danza, Balletto, e Ie entitl che stanno intorno i figH della curi~ di Gi~ve e di Sole. Vicino a qaeste placida Prestezza, lieve Agilitl, Approvezione giocosa, Percussione del terrene, Strette di mano, Movimenlo ritmico, Equilibrio corporeo, Rappresentazione di cerchi. IV. Ancora Urisplende Giovinezza, con cui sta libidinosa MoUezza, fragile Pigrizia, imbelle Tenerezza, ardente Sfrenatezza, alacre Fiamma, ignea Docilitl, ingegnosa Oscuritl, docile Audacia, imberbe Formositl intonsa Nitiditl, primaverile Cultura, aurea Vita, Fiore verdeggiante, san'gue boUente. V. Avanza una vergine che accompagnano graziosa Placiditl, incorrotta Pure~, Pudore inviolate, Modestia intemerata, Vollo pudico, Abbassar d'occhi, ingenua Timidezza, SopraccigJia distese, Semplicitllasciva, Decoro tinto, nubile Maturita, Avidila di nozze, Brama d'amplesso. Con quelle Cultura di comari, Ornate roseo, Splendore odoroso, Profumo diffuso, Superbia penzolante, Promessa tortuosa, Trasparenza berenicea. VI. Con quella gioca Amore lascivamente Crudele, occultamente Bruciante, placidamente Socievole, socievolmente Dolce, ingannevolmente Audace, ardentemente Sorridente, dolcemente Malconsigliante, segretamente Vigoroso, occultamentc Unente, potentemente Legante, Ferente profondamente, strettamente Stringente, Ordinante di temere ogni cosa, Costriogente a osare tullo, Lacrimante sospirosamente, Costruttore che irretisce. UTender lacci, Costrizione di peui, Affaticamento di cuori, Getto di Cuochi,Accensione di ossa, Bruciamento di midolle, Vincoli, Ferite, Calori, Ardori, Vampe, Fiamme, Inc.endi, Nervi, Ceppi, Catene, Spiedi, Frecce. U ognuno ~ rerito. turbato. avvmto, preso, rapito, couo, bruciato, indebolito, arrostito, incenerito, dissolto. Poi trionfatrici serpeggiano Ie fiamme. VII. Lf.Primavera fiorita, verdeggiante, gemmata, multicolore, ora con la p0tenza dl Apollo che scaglia frecce e dalle coma taurine, che incanta il clelo e la terra da quei confini spunta, mitiga scioglie, estingue, libera con la dolce brezza di Zefiro Ie violente ire di Aquilone e riscaldato e acceso 10 manda a rapire Orithia. Ecco Elaborazione di abito, vario Intreccio di vimini, gemmea preziositl, Colorazione pitlUrata, serica Sottilitl, Delicatezza scarlatta, Splendore purpureo, Superbia ~'''t~ica, Tinta tiria, .Ubri~catura muricea, Colorito Iibico, Lusso oc, Fasto s1610, Portamento slgnonle. Nesso barbarico, insigne Ve163

Ass;slenl; di Venere

L'assistono: I dolce Unanimitl, placido Consenso, mite Volontl, Unione dei peui, Gioia dei precordi, Aumento dei piccoli, concorde Conformitl. Ugualmente nell'immagine di giardino amena lniguitl,lntreccio protette, feconda Mollezza, Cullo fruuuoso, fiorente Pienezza, rosea PitlUra, Odorositl esalante, deliziosa Gioia, aurea Lusinga, ignava Felicitl, santa Ami~izia, m~te Sinceritl, innocua Genialitl, Alimento delle cose, Nervo delle aru, Sedazione delle controversie, Aumento delle religioni, Estinzione delle inimicizie, Dirimere contese, Anatema delle liti, fine Decoro, Modestia artificiosa, cauta Semplicitl, Omato colto. II. Splendente Venusta, Composizione me~lita, ~rdore s~intilla~t~, Porpo~ splendente, placida Irradiazione, tenera Glocondltl, ,,~sclva faclhta, arden!1 Lusinghe, Sfrontatezza di fiamma, allegro Ardore, vlgtle Incalzare, Cerulei162

OIpilotoXDI

nusta, Ornamentodi profumi, Nastro splendente, S~pravves~ pafi~, Stella~tonia, etereo Decoro, Colomba dionea, Uccello cttereo, All caon!e, ~quala caonia, Giunonia Pittura, Gmia alessicaca. Ugual~ente daUa curia d! Sol~, come Luee pubblica del mondo, come Prole di Ipenone, Decaro degh astn. Dalla curia di Luna Trivia dallo splendore latonigeno, Far~trata, Saettante, minacciosa Cacciatrice, silvestre bellezza, Venusta montanma. U di nuovo Cupido soavemente Feroce, graziosamente lascivo, sfronta~mente Gmioso, Solleticalore crudele, dolce Fcrilore, arden~cmente I~pU~Ico, Scotenle una fiaccola ardente, aeferra gli Assenti, liene I PresenU, auira gli Indecisi, Tutti avviluppa. 1.0 seguono Imene ornato a festa, che presso i ~lami r~ci~ i?canlesi~~, con: nato di atloro e di mirto, ravviva Ie fiamme, umsce gil an!ml, an~ccla. I corp!, custodisce Ieporte con una fiaccola accesa. Lf dentro Lusanghe dabaci, Lasctvia di baci, Anelilo di bad, Lotta di lingue. Qui vedo un pro/analore. che penelra i recimi. clreper un la;c~ e empieta aver toccalo con pro/ano ardire. 0 guardiano l~mp~aClde avvicinati insidiando coi luoi occhi di genio (forse dormrcchrano). palpando Ie lenebre scruli il Juoco di ~ ~~gi. 0 empio. Ia luce. Con piedi soUevali Ii spingi in avantr. rnrquamenle port~o l'assalto vulniJico. Jur!am;ssimo velerano. che ~e e /an~ruUe provarono. che la reverenza del bianco /ondoschrena ha pa~rto. E gratt; tmomo Ie piccole jillestre. 0 scelleralo. qlIa~do non.t e permesso entrare, e cost minacci. IIaturalmenle per mrsurare rn lung~ e in largo IIel tempo in ali I'autunno porta uve mature. !u sal quanle vou« Ii sollecilai con gran preghiere affi~ch~ voieSSI souomelterti aile leggi come il piede, la bocce, Ia lrng~, la mana, le palpebre, gli occhi e i muscoli, membra c~~ ~o rl cap~ per rettore, padre e maestro. Quelli mancano, drat til capb, ma ro ho una cappella, e senstUioni mie e godo di una mente pr%nda, alia qu~Ie gli areani del cervello e del cuore non poss~no resla~e celall, bench~ "ulla la lingua, nulla la voce avara espnm~. Perc," avendo una ragione particolare e come un capo. non des,dero es~ere ~o. pOlendo essere mio, 0 superbo. Perchl come una nave canca d, un peso immane /ende il mare anche con la ~uida di un piccolo limonet cost souo Ia mia guida si muoveranno rl capo e Ie sue membra. U in forma di venticetlo sta Atmosfera primaverile, tenera Lusi.nga, clemente Placiditi, mite Lieviti, gradevole Temperatura, Tepore favomo, Temperan164

za sessuale, Sorriso, Gioconditi spirante, chiara Salubriti, Fischio esperio, zefirea Mollezza, leggero Sussurro.
Lf Odore Pancaio, .P~ofumo fariteo, Fragranza eli mirra, Spirare timbreo, Fumo oronteo, Enusslone coricea, nettarea ~one. Lf giocano insieme Fauni agresti e Satiri danzanti con acre Celeritl, bicorne Rigiditi. petulanle Lascivia, lieta Agitazione del coro, comipede Eccitazione, fu~ace Alacriti, da valli, boschi, monti, selve, pantani, forre, da Lyceo, Menallo, Appennino, Partenio, Arcadia, con ilari, innocue, dolcl, festose, esultanti Napee, che da giardini coltivati, da erbe verdeggianti, prati primaverili offrono fiori, rose. viole, gigli raccolti per pastori e capi di pastori. Soma acidalia Creatriee eligenti, elioneaFecooditi, Formositllucrina, cnidia Composizione, Calore afrodisiaco. Temperatura idalia, Grazia cireniense, Omamento egeo, Decoro palatine, GioconditA lucrina.

Simulacro di Cupido Appare If anche un certo simulacro di Cupido, onniforme e multiformc, in cui vedi qualunque cosa immagini in una luee tenebrosa, qualunque cosa mediti accade, e dove come da un uovo, dalle ali di Zefiro esce un fanciullo elibellezza ammirevole sia per un dio che per gli uomini. Lo segue I'immagine di Sole, Terra, Luna, e il dio ehe ~ come primogenito degli altri che ha tre chiavi in mano, una d'acciaio, I'altra d'argento e la terza d'oro. II Si presenta la statua moltepliee di Cupido inventata da Arcesilao, in cui vari fanciulli alati tirano, muovono, lacerano in vario modo la sopravveste. Destra di Cupido Ll a destra c'~ Concordanza di fatti, Comunlti, Specie, Genere, UnivocitA cui stanno presso Coito, Unione, Inoesto, Accrescimento, Composizione: Co~iugio, Adult~rio, Moechatio, Fomicazione, Conseoso, Assenso, Cospirazsone, Convemenza, Concorso, Amicizia, Necessiti. Familiaritl. Parentela, Co~guineitl, C~mpiacenza, Suffragio, Sottoscrizione, Stipulazione. Pace, Placito, Federazione, Patte, Sorriso, Applauso, Confraternita, SocietA, Sodalizio. Commilitanza, Synfrasi. Aggregazionc, Confronto, Calcolo, Numerazione, Conoumerazione, Coalescenza, Cariti, Compiacimenlo. Poi Casa, Prossimiti, Parentela, Popolo, CittadinaDza, Stato, Impero, Monarchiao Mondo, Coordinazione. Sinistra di Cupido A.sinislra invece c'e Differenza, Diafora, Diastole, Distanza, Discrepanza, Diaframma, Allontanamento, Interenza, Internozione, Discrezione, Discriminazione, Differenza, Intersezione, Scucitura, Separazione, Isolamento,
165

Ubro stcondo sullo compMitiont dt"t lmma,ini

~ i

!

.

Ozpitolo XlV

Distinzione, Distribuzione, DuplicitA, TriplicitA, MolteplicitA, VarietA, Di mohe specie, Appartare, Distaccare, PeculiaritA, Perseita, Assenza, Distanza, Dissimiglianza, DiversitA, AlteritA, Separazione, Sentenza, Anomalia. Di qui Sconvenienza, Dissidenza, Cautela, Astinenza, Separazione, Scioglimento, Districazione, Scollamento, Disaggiogamenlo, Dilatazione, Stomare, Aborrire, Ricusazione, Aggravamemo, Allontanamento, Disislradamento, Esorbitamento, Apostasia, Ripudio, Divorzio, Proscrizione, Espulsione, Relegazione, Dire Addio, Abbandono, Diserzione, Uscita, Squagliamento, Rapimento, Avversione, Maledizione, Abominazione, Rescissione, Esecrazione, Abrogazione, Abolizione, Commozione, Irritazione, Turbamenlo, Scisma, Turba, Tumulto, Impugnazione, Oppugnazione, Espugnazione, Vittoria. Poi segue Disposizione, Unione, Concordanza, e conseguentemente alla destra di Cupido Riflessione. Influsso di Cupido Cupido spinge con queUe che assistono Mercurio col caduceo, i talari e l'occhio. Con loro stanno Ie forme del Gradito, Desiderate, Bramato, di Fame, Sete, Gola, Tendenza, Agognare, Anelare, Impeto, Ardore, Accensione, Preoccupazione torturante, Petto roso, Briga affeltata, Aspettativa eretta, Sanguisuga tormentosa, sf'renata Libidine, insaziabile Malvagitl, Aogoscia tormentosa, Tristezza inquieta, e altri della curia di Satumo: Arbitrio Pruriginoso, VoracitA fissa, Accordo tenace, Voluttl volontaria, Sete tantalea, ImplacabilitA idropica, Erezione sfrenata, Ghiottoneria pressante. Soccorrono Esca ingannevole, Eccitamentopetulante, dolce Istinto, lusinghevole Lenocinio, Fallacia adescatrice, Vela girante, Navigazione congiungente. Applicazione di Cupido Con quelli della curia di Mercurio Cupido adatta i confinanti, sorgendo, suscitando, servendo, con Indagine, Corsa, Senso, Sollecitudine, Veglia, chiamando, interrogando, scuotendo, dirigendo. Poi allarga Reti, Lacci, Ramponi, Uncini, Inquisitore, Predatore, Rapitore in immagine di sparviero forte di artigli e di rostro. Poi c 'c Caccia, Invenzione, Lucro, Oltenimento, Acquisto, Sorteggio, Prelievo, Conseguimento, Preparativo, Concezione, Messe, Pescagione, Fusione, Convezione, Mendicare, Privazione, Raschiare, Inganno, Attingimento, Arpionamento, Detrazione, Scuoiamento, Privazione. E Adito alia curia di Mercurio, di Ladro, di Tagliatore, Circoncisore, Mutilatore, Spogliatore, Borsaiolo, nottivaga Arpia, latebroso Lare, di Uomo di tre leuere. Nonche di chi per una cauiva porta nella curia di Sole ha, possiede, da.

VENERE VENUS
,f

Capitolo XIV IMMAGINI DI TERRA
Si ~vvicina per primo un enorme mostro con occhi dappenutto .a d e n~plendent~ ~er it colore.ce~leo e quasi per una trasparenza e:;~c~~.o~ pe~ I s?p~accigh ~~egglanu come oro che cingono in cerchio gli occhi, Ie l~cl ~ClDtilla~O mlrabdmente dal centro delle orbite, Essendo quello di dimen- . s~omenormi, appare come qualcosa di complelaDtente informe. Cia che tuttavia e por~to nel ~uo seno, facilmenle visibile, e un animate rotondo, che e ricop.erto dl pelle di pantera variamente maculata. Ed i suoi pell, in qualche arte s~levano ~lIa maniera delle chiome delle selve, nella reSlante pane del ~orpo mvece di mare sfolgorante allo splendore del sole. Per secondo, la maestl di Apollo imdiante, che suona la lira e diverse ninfe famose per .u~uale bellezza corrono lntorno, tra Ie quali tulle e lecito contemplarne da vlcm~ una che ora guidando la danza in coro conduce ipropri iri vorticando contmuamente su se stessa con grande rapiditA ora afferrata g man? anche un'altra gira attomo a se slessa retrocedendo' con corsa vel:~~ quasr sulle sue stesse orme, ora con passo pili lento entrambe incitano il citaredo che sta nel mezzo attomo a !C, rnentre Ie altre con percorsi diversi qui e altrove mostreno di comportars] alia stessa maniera In. Una regina note~ole per la statura pili che wnana, intomo al capo della ~uale come corona s IDnalzanodelle torri dispoSle in cerchio e quattro leoni urano un carro ingenle al cui timone c'e una vergine che su~na un limpano. Nella destra ha 10 scettro che non sapresti distinguere se sia di cristallo 0 inve167

166

LIb", sIcondD lulltl compoShJDtlI dIll' ImmtI,ini

ce di argento purissimo, alia cui estremiti c'~ come l'immagine d'oro di un bue, nella sinistra poi che aderisce al grembo, un globo che respira da 24 aperture di cui sembra avere Ie chiavi ciascuna delle Ore che sono piu da vieino al suo servizio; ed aUomo come sacerdoti c'~una Colladi armati (Coribanti dicono), che, coronati di rami di pino, danzando Cannostrepito con strumenti di bronzo. Assislenli a Terra Natura assiste Terra, e Terra dedalea assiste Natura, con lei Matemiti, Concezione, Gestazione, Feconditi, Generazione, Parte, Allattamento, Nutrizione, Alleviamento, Potenza onnidispensatrice, Sufficienza onnidispensiera, con gli antecedenti, circostanti e benigna corona di Oiove, che sono intorno all'occhio di Mercurio e in possesso di Sole, Puerperio, Ostetricia, Nutrizione,lniziazione, Conservazione, Rinnovamento,lnstaurazione, Elementazione, Dominazione, Movimento, Animazione, Inspirazione, Longevitit, e quelIe che si lrovano nella stessa curia con Longeviti, solida Feconditi, Frondositi d'crbe e d'alberi, Parto Cecondo,Vastitl ampia, maesti stellate, cristallino
~~. I

la destra un bidenle di Cerrodi enorme lunghezza con u .. due dent"· n uncmo m mezzo tra i ti I, men~ lIene ne.llasini.stra due chiavi gemelle, con lui sono delle ~~~~ mostruose. Gorgom, Lamie, Arpie, ed altre enliti deU'infemo di SaAncora 1'/tnmQgine di Fortuna E.qui ~ possibile vedere iI simulacro di Fortuna bifrODtetrasponata da una blga eieca; !,!oced.e con essa Smoderalezza, Fugaciti, Errore Ins I Forza,. Fragdui, Blancore, Nerezza, Luce, Tenebre, Ebrieti In' ~~ al~ gli elencate entiti domestiche, che chiaramente si ~o ord~n~della stessa ~u~a. Vagante ~ i1 nume e percic}si puC) sservare in l=~ o c~rJe. nella clasa d! GI.ove~ propizio senza cure, nell'aula di Sole per la religl~ne 0 per a rCCllazlone 0 per Ie ani della medicina press M • am asruzie Curti . I ' 0 ercuno per te n~II'aula di Ered~:n~~ ~aponadi Morso iI marito, la moglie, la venusta, la libidine, nella di u:.::~T~ltravez e Plul~ne per 10 ~frultamento della Terra, ritrovamento di tesori agricmoltu magla, venefici, ' ra,

:'10 '

~~:.a: c!a :::,,~:a~=

II simulacro di Oceano Gli son presso moltissimi Dei, tra i quali primo ~Oceano, nurne importante, il cui capo ~ taurino, mentre Ie altre membra sono simili a quelle dell'uomo, rna di colore ceruleo. Ilcarro ~ totalmente cosparso e ricoperto di perle, tirato da due balene, che emenono dalla bocca onde salate in gran quantiti. Auomo a lui giocano Tritoni, Ino, Melicena, Glauco, di forma semiumana, pesci nella pane inferiore, Nereidi, bellissime ninfe del mare e Phorco da1 corpo mostruoso che cavalca un drago marino, Proteo pastore delle Coche,e i due giovani insigni per la bellezza, Castore e Polluce, Deucalione e Asopo. /mmagini di Nettuno Segue la rnaesti di Nenuno, che non riconosceresti inferiore a Giove per carauere, con gli occhi cerulei, di colorilo medio tra bianco e nero, con barba e capelli neri, che porta nella destra iItridente, nella sinistra una conchiglia, rna dal collo pende la sindone di colore azzurro sospesa in modo tale che potresti anche dire che incede nudo. Tirano iI suo cocchio quattro cavalli rostrati, pesci nella parte inferiore, attorno poi appaiono Scilla, Cariddi, i Ciclopi e innumeri animali daU'aspellO portentoso. Immagini di PIUlone Avanza Plutone che govema la terza pane di questo mondo, nume nero e terribile, it cui cocchio di Cerrotirano due nerissimi destrieri. Egli poi scuote con
168

CapitoloXV

RIEPILOGO E APPLICAZIONE
Abbiamo dunque 12 curie

m.
V.
VII. IX.

I.

XI.

di Giove di Marte di Pallade di Esculapio di Luna di Cupido

di Satumo di Mercurio di Apollo VID. di Sole x. di Venere XII. diTem
lNG/DYE

II. IV. VI.

I. ID. V. VII. IX.

Antecedenti Corona Pretorio Sinistra del cocchio In linea retta

Circostanti Astanti VI. Destra del cocchio VIII. Trono

II.

IV.

169

Llbro

SICOndO

sullo composldo",

dlill

lmma,lnl

CapltolD XVI

INSATURNO
I. III.

INSOLE Lutto Timore Tristezza Morte
I.

V. VII.

Assistenti Affanno Dubbio Fame

II. IV. VI.

IAstaDle I.

II.

IAstante II.

lNLUNA
.~ I,

VIII.

,

IN MARTE
I. III.

I~mnti
Astanti I. Destra Intenzione Ali Caduceo Assistenti all' operatore

II.

IV.

I

rn.
V.

I.

IAslante I. Contrastante

1. Circostante I.

II. IV. VI. INVENERE

Astante II. Contrastante II. Circostante II.

Bestialiti Guerra

I

.

"

!

IN MERCURIO
I. II.

I.

111. V. VII.

IX.
XI.

Astanti II. IV. Sinistra VI. Calzari alati VIII. Occhio x. Operatore XU. Aiutanti

IX.

lU. V. VII.

Concordia Cora danzante Verginiti Tempestivita Cupido

II.

X.

vrn.

IV. VI.

Bellezza Giovinezza Amore Astante Imene

INPAlLADE
I. III.

I. III.

I

lNCUPIDO II.
IV.

Destra Ali

'Sinistra Vola

V.

Assistente Fuggente I. Ancelle

II. IV.

Ritirantesi Fuggente II.
,
'

IN TERRA
I.

IAslanli

II.

ICircostanti

l. III.

I

IN APOUO II. IV. IN ESCUUPIO IAssistente II. DeOusso

Capitolo XVI SI HANNO PARIMENTI SECONDO IL NUMERO DELLE LErTERE CLI A TTRIBUTI DI QUASI TUTTI QUELLI DI CUI t ST ATA PROPOSTA L 1MMACINE 0 IL CONCETTO
A. Principia C. Fine F. Discriminazione G. Buono e cattivo di natura B. Mezzo D. Convenienza F. Contrarieti H. Conoscenza e veriti
171

Assistente I. InOusso

I.
III.

IAstante Arione Can.

II. IV.

IFuggente Marte di Satur.

170

·Ii

CApltolo XVI

I. Ignoranza e falsill L. Amore N. Vaniloquio P. Maledizione R. Possesso e Accapammento T. Bellezza X. Esiguill Z. Durata

K. Volonll e Mot. M.Dizione O. Benedizione Q. Azione S. Bene Forruna e Male V. Grandezza Y. Beatitudine e Gloria

!i ~~Iapio,

specie dell'avere e contrari alIa poverll di Satumo e volo di Cupido Orfeo, Giove, Apollo, Sale, contro Salumo, Marte scomparsa

T. Curia di Venere e di Cupido U. Crescita di Luna e altre cose secondo Ie diverse spec' di d la scie La-II . Ie gran ezza come . nza U4 a casa dl Pallade e di Mercurio ' la ricchezza datIa casa d'I S0Ie e dl Plutone

PRO A. Sono antecedenti e circostanti di Giove, italari di Mercurio, gli astanti di Sole B. Pretorio di Giove, ali di Mercurio, operatore C. Mancanza di Luna, morte di SalOmo, contro assistenti a Sole, avversi e contrastanti di Luna D. Destra di Cupido E. Sinistra di Cupido F. Curia di Marte, di SalOmo, fuggenti di Esculapio, di Arlone, sinistra di Giove G. Esculapio, curia di Mercurio, contrari alia curia di Satumo ed altre specie secondo natura H. Astanti a Giove, corona, occhio di Mercurio, destra di Mercurio, secondo I'ordine H. Pescatore contro, falsill, sinistra di Mercurio I. Dubbi di Satumo contro gli astand a Giove, sinistra di Mercurio, contrari all' occhio contro gli astanti a Pallade, fuggenti primi e secondi defezione delIa luna K. Intenzione, approdo, talari, ali, astanti a Mercurio, volatili L. Cupido, destra e ali di Cupido con il caduceo e I'occbio di Mercurio M. Astanti a Mercurio e destra N. Prima asino cillenio O. Destra di Mercurio P. Prima, seconda, terza, quarta della sinistra di Mercurio Q. Mercurio operatore, con Ie ancelle di PaUade e Ie ali di Mercurio R. Assistenti di Sole primi e secondi, crescita di Luna ed altre cose secondo Ie
172

Trono di Giov~ e cic)che viene daUasua regione e altre specie come nell' eoquente MerCUriO,nel possessore Sole, nella bella Venere Z. Assistenti a Sale secondo Ie specie conlrastanti a Luna Qui mirabi~ente si co~~ngono ~n molleplice varicll mediante Assimilazionc, PJ:opo~lone, OpPOSlzJOne, Modificazione, Distinzione percM 0 ni cosa si pUc)ddlre nnto ed in man!era opposta, arfermalivamenlc'o negativ:menlC sedi l con 0 a cosa 0 sccondo II modo.

~. ~~~~parsa di Luna e condizioni daUa curia di Salumo per Ia soppressione

173

di Giordano Bruno Nolano

Libro terzo sulla composizione delle
Immaglnl

the tmttIJ delle immagini dei 30 sigilli

I

I' ".

,

I

I:

Capitola 1 IMMACINI DEL CAMPO DI ZOROASTRO
Resta in questa terza contemplazione di approfondire maggiormente iparticolari ed invero per prima cosa Ie immagini, non queUe magiche, delle quali qui non trauiamo affauo, rna invece sia quelle adeguate ai nostri disegni, sia quelIe derivanti dai nostri ragionamenti come da principi, sia anche queUe simboliche secondo un modello. APISTO (diffidente) ha un uomo vestito di abiti neri coi capelli rossi Ornato di barba, tiene costantemente it Cuoco in una mano. BAROPTENUS (ricchezza-maro, pia. arom) che ha vesti nere, it peuo macchiato di sangue e ha neve nelle mani, incede suU'acqua. BRONnA (con tuoni-brontiaios) ha Giove che folgora Prometeo. CHEll DONIA (rondineUa,latino-pietra prez. greco) un'adolescente veslito di porpora che ~ cosparsa di macchie nere. CINEDIA (chinaideia scostumatezza Chinaidos pesce Plin.) uno piuttosto vecchio che cavalca un pesce del suo nome sulle onde ed ha la bacchetta degli indovini CHLORITE (pietra prez. Plinio) I'immagine di Circe su di un cocchio di ferro che sventra I'uccello scilla. DRACONTIA (dracontites,pietra del drago- Tolomeo)uno che ha la-testa tagliata di un drago nella sinistra e una gemma nella destra. EUMETRlS (eumetros buona misura) Mercurio 0 Apollo che sta presso una fanciulla che dorme col capo poggiato ad un sasso. Ha una veste di colore tra verde e bianco. GALACTITES (pietra prez. Dlosc.) una donna bianca che aUatta con Ie vesti totalmente bianche. GASlDANE una donna incinta coronata di fiori. GLOSSOPBTRA (pietra prez. Plinio) Filomela che tugge Diana. GORGONIA Litospenno, pianta, lunare, pietra di luna?) Perseo che presentan-

. '.

!: .

177

Ubro Itno SIIIID comporizjont dtllt I_Bini

CtIplU110III

do il capo della Medusa trasfonna gli uomini in sassi. (girasole, elilropio, pietra prez. )un bambino che ha icapelli rossi e guarda it sole solto una mussolina verde. Inlomo a lui nubi.
EUOTROPIO EFESmE

A C E GIL
8 D P H K M

NPRTX

(piel. prez. plinio)una fanciulla candida con sopravveste nera coronata con un cerchio d'oro, che con la destra spegne la fiamma del fuoco con l'acqua, invece nella sinistra porta uno specchio. AMMONITE un giovane veslito di giallo con coma d'ariete, che donne souo l'alloro. IENIA un giovane che tiene una bacchelta nella destra, e volge I'occhio al muso di una bestia. Sopra iI suo capo sta un corvo. LIPARIS una fernmina odorosa, al cui profumo accorrono fonne di bestie. MITRAX (diadema) l'effigie di Venere 0 di Flora in un campo multicolore. MEROCfES un pastore che bagna it viso di latte. NEBRIDE pietra prez. nebrite porta l'immagine di Dacco. Ha la stessa figura di Brontia. OIUTE una salamandra nel fuoco. PANERES un'immagine di Venere. PEANTE una figura di Lucina che sostiene una partoriente. ALECTORIUS un soldato che sventra un gal10. Chi avrl conosciuro il crilerio secondo it quale queste gemme vengono raffigurate da quanlO deuo nel primo libro, non ignored come Ie altre vengono simboleggiale con proprie immagini.

o
Q

s
V

Z

Capitolo III
IMMACINE DEL SECONDO SICILLO. VESSILLO
Qui un ordine in due dimensioni

Capitolo II
IMMACINE DEL PRIMO SICILLO. ABACO DI THEUT Qui un ordine secondo una sola dimensione. Imparate, voi che avete iIcompito di insegnare, e per primo volgete allenti gli occhi a questa tavola, componendo la cui serie, dando 0 prendendo 0 intervenendo coi fani 0 assislendo all'esercizio, secondo il desiderio nODsam per niente deluso a chiedere.indietro i semi che una mano provvida sparse in un campo VUOlO.L' agricoltore ~ rappresentato con rastrello, aratro, falce e zappa, 10 segue iI bovaro come con zelo partecipe, e con mano ad uncino il capraio. Affreltali direttore, etologo, fomaio, gastronomo impiegato, kerubino,liutaio, monaco, e norcino, oste, palombaro, questore, rompiballe, sibilla, tondente tintore tcntante vinaio.
178

Di qui ti vcngano incontro SOIlO duei elencati in un certo ordine Ie centurie collocate e di cose e di uomini che ~ possibile ti siano note seoza la presenza della figura. Prenderai un contadino nolano, napoletano, romano, veneto di diversa regione, subilO dopo assocerai loro affini e consimili. Situandoli ricordati anche di conservare it numero pari e, se I'avrai conservalO, poi tomerai 0 lenore. E lecito meUere insieme tulli i nomi possibili con ogni cosa secondo la funzione e qualsiasi cosa la natura richieda. Quando 10richiami non ti soccorra un soldato inerme, e turbando gli aim non corra qua e 11inulilmente, il ricco aspetto della natura giunge in modo mirabile, sottomette ogni cosa e tullO, «lA, completa ed ordina in modo adatto. Cos, i diversi tipi di uomini manifestano varie specie di esseri animati, gli esseri animati palesano le abitudini della pianta e la pianta porta quelle della pietra, infme tulle Ie cose SODO in ogni cosa. Affinch~ i vessilli numerati riportino facilmenle I'innumerevole e tu possa ridurre Ie migliaia a sole centinaia, e infine tante classi siano valide dieei alia volta sotto un principe, e da ultimo confessino la Monade madre di lUtto: tulle Ie cose appunlo sono una sola cosa e in veritllUlto ~ in uno. Ma non lodiamo la Monade per questa funzione, percM la serie e I'ordine richiedono it numero.
179

Ubro 'tno mila composizlont dtllt Immaglnl

Cop/,%lV

A
B
C

B

C

A
B

B

D E F G H

C D
E F
G

A
B

D C B A
B

E

c
B

D

F E D C
B

G F E
D

H

I
H G

K

L
K

G F E
D

I
H G

C
D

C
D E

A
B

A
B
C

C A B C
B

E G
F H I K

C
D

C
B

F E
D

I
H
G

M L
K

A/lro sistema Oppure ti c.ons~rveranno qualsiasi altro numero con un segno, se interverranno cento tnpodi e mens~ emelle di varia materia, di vario ordine, grandezza, peso e .Iuo~o, come un trlpode ~ un mulo zoppo, e chi ~ appoggiato a un bastone senile, II che dl un patibolo dalla triplice colonna, parimenti vanno costimite di ~ateri~ Ie varianti al soggetto, all'oggetto, all'astante, e all'accompagna!o~e; mfatU daUa spada appesa dieo d'aceiaio la colonna (NdT, calibea dai Cahb~, popolo d~l Pqnto ~amoso per I'acciaio). n legno ~ iI primo articolo, il fen:o IIseco~do, .I1te~ Slnota dall'argento e iI quarto dalJ'oro, indi assistano altri soggettl agli altrl da portare. Note dell'archet;po
I

I
K

H

F
G H I

L M

I
K

E F
G H

A
B

D

E
F

L

G

D E F

C D
E

C B A
B

F E
D

I
H G

F
E D

C

C
D

A B C

B

C B A
B

F E
D

C
B

A

Capit%W

A FANCIULLO
XI

II

B

ill

C FEMMINA
XIII

TERZO SICILLO NUMERATORE
Sopravviene n Numeratore perenne che aggiunge con abbondanza all'adiecto e molte moltiplica, che varia una sola specie in mille forme come una sola specie ~ dedotla per tutti i numeri. Cosf giungono Ie migliaia mescolate con i primi semplici, come la monade nella diade, nella lriade e nella tetrade ;di If i due nella monade, nella made, nella tetrade e nella pentade ed oltre, dove in perpetuo avanza una nuova figura da guardare. Infatti iI numero include abbraccia completa hlUo affinch~ con i numeri siano notate hltte Ie specie delle cose, e crescendo la Monade con i propri passi annulli la fatiea e la preoccupazione di richiedere indietro inutilmente la cosa. Euclide considera i generi degli uomini a 15per volta. Poi con idonea assegnazione presenteranno l'indice degli articoli coi restanti che completano il numero con Ie forme altribuite. dai medesimi ooi uomo felice stolto
II X

FANCIULLA
XII

D

E FORCA

F

COLONNA

TRIPODE

el
G

ell
H BATTE
Mil

eUI
I SIEDE

ROVESCIA
MI

K

L BUE

MUI
M VECCHlETTA

faneiulli
L

adolescenti
LX

xx

CANE e faneiulle
LXX LXXX

XXX

XL

vecchio I!.rande ridieolo
ill

xe D

c

brutto cieco e oaziente
IV

bello casto
I di V

ee

eee

e misero saeiente

eeee

De

Dee

Viene i~ aiuto.a questo sigillo I'immagine di un compositore 0 combinatore. percM II fanciullo seduto presso una vecchietta ~ l'inunagine del numero 1107 MCV~I, una donna che percuote un cane 1105 se guardi alia forma del numero se mvece guardi la materia il fanciullo seduto presso la vecchia dl CCIIMI, la donna che percuote il cane CCIIMI.

aui 1 colonna
VI

forcella
180

e trioode

sedia

semente

e laccio

181

Capitolo V

ARCHETIPO
It L N

finche Ie non numerate conoscano il proprio capo e luogo; e infalli chi ~ distrano da un duplice oggetto va errando. Proteo nella casa di Pallade dove e Gorgia Cos, dimostrano che il mondo ~etemo I. Ie ARM. agitate da una mano potente II. e di chi risparmia Ie FORZE e quella III. serie mirabile dell' ARMONIA IV. ~ il CANTO del poeta, V. e perche nessuna guerra CIVILE che disturba tanto la pace perenne e imminente. V. PRIMA ~ inoltre la potestA eccelsa senza limiti per cui ~ vigoroso e resiste il fatto e nulla contrasta un'impresa immensa. VI cia che viene dalla sua DOCCA Ie cui parole restano e duranD nei secoli con sorte uguale. VII. Penso che sia degno perche il REGNO ~ suo ed ~ un indizio di bontA e da vedere come alto onore il tempio cos, sono l'aspetto corporeo. VIII. Inoltre .Dondel lUna ~ soggetto at PATO, qualsiasi cosa non ~ soggetta solo al propno ma anche ad elementi casua1i. IX. Che inoltre qualsiasi cosa perisee era costituita da elementi FUGGEVOLI che percib scorrono verso altre spiagge. Ma poi chi potrebbe dire altre spiagge fuori della totalitA?Dove si rifugera il tuno 0 Ie parti quando nativo efOuirAfuori di qui e pellegrino afOuirA da quell' altra parte? Conviene che i eontrari rimangano nella stessa eternitA, e infatti d'altra parte il pieno e contrario del nulla e del vuoto. X. poi se viene la morte, 0 viene da una REGIONE estema, e non pua accadere, come ora mostreremo. E non temo I'intemo, perche in principio sta la natura attiva di mente potente, ~ anehe pronta I'energia della potenza della materia,e tutto cingono di confini: e niente esce fuori dal proprio ordine (SPIAGGE) ma come tutti i flumi tendono al mare, per ritomare tutti anche dalle profonditA,e sono vigorosi in un circuito etemo, e niente di cia che vedi viene annieDtato,e tutte Ie cose riassumono alia fine la propria Massa; perehe se la potenza contraria viene a mancare, il singolo non manea di alcun nutrimento e viene quindi mutalo nella namra del suo opposto. Cosf riprislinale le cose defunte lomano a novella corso. Percia nulla muore benehe cos, i MOLTI si agitino,come ti confermano i ragionamenti di Pitagora e di Salomone. XI. Benche dappertutto la forza dei principi e delle cose sia sufficiente, essi permangono inalterati, perche vediamo Ie (TERRE) star ferme come stavano un tempo. Nulla VlENE SCAGUATO morto in spazi vuoti, che subito non ritomi all'ordine potente che 10riscalta, benche ci sia ignoto Colui che si eleva con mutevole VOllO, cib che in ALTO e avviene. Proteo ~ lrasformabile con la stessa materia lotalmente soggetta in tutte Ie immagini e simililUdini, con le quali successivamente tulte Ie cose possiamo costituire, ordinare, riassumere e disperdere, al modo stesso che con la cera creiamo tutte Ie figure e immagini delle cose sensibili, e poi i simholi di tulle le intelligibili. Ora sperimentiamolo in ipotesi, benche mi sembri piuttosto 183

A

B

c

Capitolo V IV SICILLO. PROTEO NELLA CASA DI MNEMOSINE Conosci gil Proteo at quale ~ state concesso di poter mostrare qualsiasi forma e da tutte mostra ogni cosa, infatti ai miei sensi, imita ogni cosa con gesti e parole (sebbene suoni stonato vario e strano), per sostituirla coi propri segni e numeri. Presentandosi i primi versi del famoso Marone definisco con questi simboli iI senso da ricavare. Ed ecco Annato, Uomo, Cantante, Primo ed Orante, Italico, Fato, Profugo, Lavinia, Vento, Litoraneo, Molto, Da terra, Sbalzato ed Alto mi danno MATERIA perch! la Falange ~ armata di ferro; FORMA ed infatti il pittore dipinge I'uomo su tela bianca. Ed infatti il Marso the canta al sordo richiama alia mente PRIVAZIONE. (principe) perche primeggia, EFFICIENT! vedo. E FINE quando I'orante si alza e va via. (italo)It talus va il tallone saltando di qui MOTO (fali) imbelli, e TEMPO dl illocus (profugo). (Lavinia) femmina, INANE. (Lido) limitante INFINITO. Qui perchC (molto) preme PRIN· CIPIO. (Terre) che tanto s'estendono CAUSA. Sballottato e il grande elemento del mare FORTUNA e CASO. Percia queste cose che sono lontane dai sensi ~i capace di raccogliere con solerzia sotto I'immagine sensibile. Mentre pere colleghi Ie cose tra di loro bada che ciascuna venga riferita a classi precise, af182

difficile. E stabilito dalla nostra mente che si debba ragionare dell' etemiti del mondo. Oevo prendere i medi tramite i quaU dal soggetto MONDO si concluda questo predicato ETERNITA. econdo I'uso di Proteo prendo Ie parti 0 espresS sioni semplici del poema famosissimo e conosciutissimo e li trasformerb in altrettanti termini medi coi quali raccogliero tanti argomenti sull'oggetto proposto. Questi sono: Le armi, e l'uomo, como, di Troia, che primo, dDllefoci, in Italia, venne, per destino, profugo, e Ie lavinie, spiagge, mollo, egl; dalle terre, gellato, e in auo. Primo, dalle armi che significano potenza e strumenti che durano all'infinito, concludo che il mondo ~ etemo. D. Dall'uomo cooservare a1I'infamto un'azione potente m. Dal canto che riporta I'armonia delle cose e il bilanciamenlo indissolubile e opportunamente duraturo che persiste nei mutamenti e nelle vicissitudini. IV. Dalla cittl, che indica it govemo del mondo (infatti nulla si oppone) vicino alia rovina e la fine; non sono infatti contrarie al mondo Ie cose che sono eontrarie nel mondo, perche sono parti e membra del mondo. V. Dalla priorita di chi agisce e conserva sempre, in verita il primo efficiente ehe ne ~ la causa immediata, occorre che esista I'etemo efficiente perche it principialo non puc}essere efficiente se non da un a1tro principio antecedente ehe ne costituisca il vero principio. Ese occorre fermarsi nel primo di cui non c'e antecedente, occorre che 10 stesso sia del lutto dove Donc'~ atcuncM precedente e sia sempre la causa che toho I'inwo non sia principio. Dunque l'uoiverso causato acoompagna necessariamente nella durata la causa universale. VI. Daile bocche (per la somiglianza della parola ~ lecito che sia I' intermediario anche dalla cosa significata, che non trascureremo a lungo) perche la parela della bocca divina cina I'opera di Dio,l'effeno dell'Onnipotente resta eterno; essendo infatti sommamente vera e assai buona, ~ assai logico che sia, assai illogico che non sia. VII. Oall'Italia (che trasformo in un regno 0 regione), che ~ regione, luogo, temple nel quale si loda si venera e si onora la maesti suprema. Dio cesserebbe di essere padre, re, padrone, provvidenza, govemo, ottimiti, se cic}non fosse bene, regno, tempio. Come dunque Egli ~ da magmficare in etemo, cos, l'Italia eternamente deve magnificare, lodare e narrare la sua gloria. VIII. Dal fato perche sopra I'universo, che ~ tuno il corpo della natura, non esiste necessita ma la stessa natura ~ la necessiti stessa, L'universo infatti n~ pub essere mosso n6 puc}essere alterate rna movimento e alterazione sono nell'universo (e di conseguenza it fato) ci~ di quelle cose che sono in esso e di
184

~sso..Parim~nti ogni corruzione ~ un qualche ripristino degli elementi, questa mfatu non Sl accorda n6 con I'universo n6 con noi. I~ ..Dall :anda~ rami~go e dallo sradicamento di cia che si dissolve, che ~ possibile ?el parucolan, come nelle stelle e specialmente per la terra, nell'universo mvece non c'e luogo dove si framrnenti al difuori delle sue parti. X. !-lalla sp~ag~i~,ap~unto in quel certo termine dove Ie cose si ripiegano verso I lor~ ~nncl~1 ~ dl nuovo vengono ristabilite negli elementi per fare una compoSlzlone slm~le. Dunque ~utamento, non vera fine delle cose. Come Ie onde del mare fluiscono aile splagge cosf dallo spiagge rifluiscono. XI. Dalla m~ltitudine del formatori che passano oltre, la cui materia e SOSlanza vera ~ umca e permanente. ~. D~lIe terre secon~o il detto: "una generazione passa e una generazione viene, I~vece la terra nman~ i~ etemo" cio~ i particolari composti mutano e Ie figure Sl muovono, la specie mvece e la sostanza rimangono invariabili. XIII. Dallancio, per cui nulla sembra saltar via dal corpo della terra, perche il maa:esem~ra essere sempre tanto quanto fu e cia che si toglie da un luogo si aggnmge In un altro. XIV. Dall'altezza della causa principale. Non c'~ infaui causa superiore che pos~a alterare e vanificare cia che essa stessa volle, e cia che questa non pua ordinare a se stess:-: quasi sapendo ora diversamente 0 meglio e pili chiaramente 0 ess~nd? pm 0 meno forte, sicch~ cia che un tempo ordina che fosse buono ora gludlcasse non essere buono. Ne deriva che Ie parti sono eteme e mutano nell' aspetto, non nella sostanza. Infatli una rnedesima cosa invero ~ in ttltlO aequa, va~re fiamma aria, aria e aria, fiamma, vapore e aequa. N6 una ~onna ha ~~Iore fo~ dell'altra 0 una condizione pili imponante. Se infaui II fuoco sciogliesse ogm cosa, essendo a sua volta dissolubile per mancanza di alimento, ~essere~be di eS.istereoltre, e cosf spento di nuovo si sviluppera e se vlene ~utrllo dall ~ccresclmento (come pub essere nutrilO) di nuovo nasce iI fuoco tI quale pe~ iI falto stesso che divora ogni cosa, a sua volta restituisce quelle cose medesime spegnendosi solto tutte (quasi comandando alto su tutti). La serie stessa dei termini senza dubbio ci mostrera con altrettanti mezzi ch ·1 ~o~do (preso in altr~ significato) ~ corrultibile come la terra e la luna che :~i dlsttngulamo dall 'uruverso. Primo per Ie anni cioe per i mezzi variabili di cui COOSlano. Sec~ndo,per Ie f~rze della causa particolare e immediata che sono finite come ~fmlto I effetto, II soggeuo e.la potenza del soggetto, infalti la materia,la forma.e la forza della terra ~ fimta, la qualiti ~ variabile, la composizione dissolubtle.
ISS

Libro UnD SIIII4Icmrrpo.rizJollt dtlle Inrma,ittl

Terzo, per la sua simmetria e proporzione alterabili, perch~ non produce tali esseri viventi come una volta. Ossia dal canto dei profeti: "muovero cielo e terra" ci~ mutero "un giomo solo consegnera aUa rovina la terra e it cielo" . Quarto per la discordanza dei membri di questa stato. Quinto, perch~ it suo efficiente, conservante e formante e secondario e dipendente, non principale. Sesto, perche ha al difuori di s~ bocche aIle quali si rivolgono e dalle quaU riconoscono la dipendenza. Settimo per it mutamento della sovranill che sta nel potere delle forme; essendo infalti della stessa materia it sole e la terra e appartenendo allo stesso genere di principi, possono scambiarsi Ie funzioni, senza mutarsi. (Gurdjeffi) Ottavo per it fato a cui i singoli soggiacciono. Nono per it possibile deflusso delle parti profughe perche possono spargersi altrove nel campo etereo e stare ferme, andar via e tornare. Decimo (conseguentemenle al nono) perche il mondo particolare non necessariamente trattiene le parti dentro al suo insieme, anche se il mare contiene Ie stesse acque Ira le spiagge medesime. Undicesimo dalla varieta e moltitudine delle sorti da cui viene colpito ogni corruttibile. Dodicesimo per Ia condizione sempre variabile delle parti da cui dipende anche it rinnovamento di tutlO. Tredicesimo percM come e mobile rispetto alluogo. cosl anche secondo le condizioni delle alterazioni che conseguono al movimenlo locale; infatti questo mondo puo comportarsi diversamente nei riguardi del sole e degli altri e gli altri verso di esso woi per it sito, woi per la funzione. Quattordicesimo perche e qualcosa di inferiore, dipendente, bisognevole, soltomesso. Cosf di seguito bisogna fare con gli altri termini e medi i quali si presentano sf ma non nello stesso ordine e con la stessa sorte. Cbiunque puo constatare la facilill della cosa piuuosto che imitarla per mancanza deU'arte argomentativa e della sua invenzione. a cui portiamo aiuto in un solo capitola della Lampada Logica. E dunque provato come Proteo si trasformi in tutte Ie immagini significative e rappresentabili sia dei sensibili che dei non sensibili. Con questo sigillo abbiamo giovato anche all' arte lulliana, e abbiamo liberato dal disprezzo quel genere di invenzione divina e naturale che vola alto con ali proprie.
186

Capitola VI
V. SICILLO. CATENA

Ogni volta che nell'ordine della natura saranno riportate . legale, la nostra catena serve a legarle saldamente Qu" ~~ Jncoe~nti non Ie membra pellegrine cosf si toceano s'annodan' ,.110 a~ ove 51 travano cerchi che afferrando la t .' 0, s tntrecctano a vicenda in

r.:i~=~~';"'fuo-:anc~o~= =-dal~=;=i~~:
~1I:

. e cose altraverso una sola. Gli enti si susse passo sicuro come la linea che pende dall'alt del . I guono con mana di Giove lancia cd il famoso cieco o:ero '::: ~:ostra la ~en~ ~e I.a .supenore e a me della superna concorre in un solo punto n ce h' dei segn~per te ob.liquo, quale e immaginalo nell' alta orbita del fi~ame: 10 et
:ol~'dereo) -:nsplendendo nel campo celeste <01112 figure abbraccia~:::i :~~ra m gr~lnde ordine. ~ui una bestia dal vello dorato cerca un toro

?!:~i;~':~:'~=:':='=i~=
coma,
I

;=':;:=~I~=:'i1~:~u':,~~~I::
dl corsa.e obhquamente affronta Ie villose fauci del Leone i~:!~~ :~:~ando un rugguo feroce brama sbranare violenlo la razia Vir .'. m con fugge e la Bilancia le ~ di aiuto Intanto g .gmea, la cerea, quella e zi~to e il pungiglione ricurvo 10 ferisce, i::aI~~~~I::d~: d~sgraIDlra altenta frecce contra I'ispido Ca ricomo che ., ancla con to tra Ie onde salate. Perele l'ArietePche "I pnmo ne a esca per I Pesci. ~'I . perlaf1fentaslg~acapofil-

portatore dl Europa gonfio d'ira s·

.,

:'::f

PRIMA NOTA DELLA CATENA PER LE IMMAGINI DI COSE AB. ABC. AAD. ADD. ADA. BC. DCD. DAC. BCC. DCD. CD. CDE. CAD. COD. CDC. DE. DEF. OAF. DEE. OED.

187

Ubro Itrt.tJ sullo composW,,1It dtllt lmmagini

OJpboio VII

SECONDA PER LE IMMAGINI DEI NUMERI
1. 2. I. 2. 3. 1. 1. 2. 1. 2. 1. I. 3.

2. 3. 2.3.4. 2. 1. 3. 2.3.2.
3. S.

3.4.
4. S. 6.

4. S. S. 6.7.

3. 1. 4. 3. 4. 3.
S.7.

4. I. S.
4. S. 4.

prole delle piante. Di qui proviene la specie famosissima del grande bosco, cia quest'albero una voila Lullo colse fruw di tuU'altro genere percM vide 10scibile nelle membra del bosco. Radice ~ la potenza dei sensi, infalli specie per noi e anche fede interiore. Riponiamo iI problema ad un tronco gemello, come queUo, dei quali uno si dissolva in cenere al severo fuoco della ragione, e I'ahro fiorisca con nutrimenlo adauo. Raimondo Lullo pubblioo illibro ..Dell' albero della scienza" che ~essenziale nel suo genere per I'invenzione e I'ordine.
F FEF FEDEF FEDCDEF FEDCBCDE DCBAB B

7. 9. 8.10.

2.4.

4.6.

6.8.

Se i numeri sono slali nffigunti secondo la luee e la potenza d.el III sigillo, non solo ti dunno perfeltamente come spe~hi d.i~ e IInma~ma de.llecose e dei sensi e dei segni, ma anche con vario ordme daconcatenazaone diverranao concettacoli perpetui delle cose. Qui mi si presenla quello che ~ da aggiungere al secon~o. si~iIIo, se i si~bol~ delle parole debbano essere numeri. II10ro ci~olo, 0 dlsu~zaone delle dlla, 51 completi nelle mani e nei piedi per ~portare II carattere di 20 forme e altrettanti generi della materia.

FJE

F

Capitolo VII SESTO SICIUO L"ALBERO
Le cui radici e il tronco riportano tramite la catena e co~ il ram~ si m~ll~plica: no subito nella medesima serie. Come infatli con la salita e la .da~cesaIVI cogl~ i singoli, qui Ii volgerai anche a destra e a sinistra, affinch~ ~ ~av~nganonoll la corteccia e iI midollo e prendeni it dentro, iI fuori,t'~~anu ~ II dle~, !a~d· il troneo il ramo it ramoscello,la fronda, i semi, I fion. Percla dl~bnlee, " A'I . lZIO.C he Cresce e• la ncca gui laI figon che sorge nella piramide donde ~ I glu d" • intenzione; qual5iasi cosa infatti vorni comprendere daa mon~menlt ~Itrul e dal tuo lume e che con giusto ordine gia cercate siano dale o.siano cha~ale per esaminarle, vogliamo che siano richiamale alla norma da quesla paanla. Qui sono Ie radici che derivano dall' origine prima, dico principio, fondam~n10,causa ed elemento. Riporta al tronco tullO.qu:mto ~ esse~ e~ essere, ~Iano vari i rami dell'influsso, significhino i fion gil onon della Vl~, adalla I e~fetto ai fruui mentre Ie fronde che rianimano ed omano stanno mlorno. POI, protese Ie ndici intorno, di uno solo faccia crescere inlorno, dappenuuo, la
188

+
Le cose considente in esso e I'ordine della dottrina con Ie sue definizioni secondo I'ingiurioso giudizio del suo lempo sono futili e vane, ma quella forma che riguarda la sostanza dell'invenzione. compresa da pochi, ~ certamente laic da farmi ritenere che gli sia slala ispirala divinamenle. Diffcrisce da essa il nostro albero, perche questo ~ solido, quello ~ piano, appunto come la piramide differisce daI triangolo, un corpo solido da una superficie piana. Percia quello apre la via dell'invenzione in alto e in largo, questo invece anche per il molleplice profondo. Pertanto se quello e padre queslo invece figlio per cia che riguarda I'opera deWinvenzione formaJe; infatli non seguiamo affatto Lullo, in maleria di scienze speculative. Per quanta attiene invece a certe altre potenze inteUellive deU'anima. questo albero ~di tull'altro genere e ad esso appare chiaro che certamente Lullo neppure pensasse.
Quadralo e cerchio concelllrico raggialo

seno I'ombn del nostro albero sia compreso il eerchio concentrico raggiato la cui figun ~ un circolo prima diviso in 2 parti come in A e B, poi ogouna di quelle in 2 altre come A in C e D, nuovamenle C emigra nelle due E ed F, e
189

Ubro Itrzp sull4

COmpositJOM

dtllt ImmtJgini CopltololX

cost di seguito; dove, come iIramo A cresce conlinuamente e si aUarga con la divisione in 2 membri, cos( anche B, per cui la figura crescera in cerchio fino aile estreme differenze. La figura sua propria ~ rappresentata da quanto delto nel DE MINIMO e si chiama GIARDINO 0 VESSILLO DEL SOLE. Cosl madre natura procede per separazione del proprio dualismo; due sono infatli i primi contrari dalla cui fonte scaturiscono i prossimi due, luce e tenebre, freddo e caldo, di qui poi spesso e sottile; indi dalle loro connessioni e insieme nel cicio dell'involuzione sorgono sempre differenze delle cose. Differisce dall'albero, perehe questa figura ~ piana, chiusa e rotonda, quella invece ~ solida con un confine non regolare n~ definito. II quadrato concentrico invece per primo prende quattro termini attorno ad uno, per secondo quattro secondi termini attomo a ciascuno di quelli, per terZOo quattro altri terzi termini attomo a ciascuno dei quattro secondi. Come attorno al sole quattro sono i corpi della luna, di cui uno splendente ha fama dal sorgere purpureo, un altro dalla regione dove it sole nasconde il capo nelle onde, questo, dove it sole tramontato raccoglie Ie onde corte, I'ullimo ~ ai confini di fronte all'orsa di Erymanlide; quindi la sorella rivale dello splendente Febo dispone quattro stelle e Ie sue circostanti nello stesso ordine in forma di occhio di basilisco e di giovenco; intanto qualsiasi cosa si sottomoltiplica con segni doppi, come si fortifica sempre adeguatamente con altrettanti conformi, come ciascuna ha la sua causa quadruplice. Subito dopo ognuna di esse prende 4 valenze: divina, fisica, logica e la propria Matesi. E prima c'~ iI primo che ~ termine, nascita, origine; 10 segue il medio, ci~ azione, movimento e strada, poi ~ necessaria quasi una fine 0 termine in cui 10 segue la concezione delle cose che forma la mente. E quelle che prendono a modo lora le predette, non rifiutano a se stesse n~ aile altre mille ulteriori quaterne.

~~cuno ~i loro perehe dalle parti semplici si (ormi ogni cosa, ormaZione 0 raffigurazione se deri dall ' menti, avvernl con minore di~ . va. e ~f1me combinazioni degli eleimmagini (cioe mol to numerose)~:~:~ ma rJchle~e un ~aggiore apparato di m~re coi primi elementi, la divisione ~:e ,<comelD~egDlamoqui) si deve (ormanore apparato. Potrai (acilme te 0 I? ma~glore, ma si compie con un tale luttavia da premiere per Cal n ra~~here ~ter:nuni dagli am, in modo per I'aspeuo e definili 50110 '~II' ncano t~, lpo,. !Iresla e altri, quelJi a te noti . ... ml c compUI. T/PO DEU 'IMPRESA
I

Apollo Venere
VI

II

Corona to Avvolta la Base Ie Erbe
VII

di Alloro d'una nube
VIII

m

IV

Cavalca Adorna
IX

V

X del Padiglione del Soldato Infocata del Giardino della Ver2ine Strappate Cos( II allesural una mensa Iun a il d . dei quali prende una specie di : .dOPP~o della larghezza, di 20 numi ogouno denli poi siano tali che possano ~:l enu se~ndo la forma descritta, Gli acelIa ~tura, ma dell'immagine da SUSc::::po~1 con ~tti, non in con(ormitA delqua, che VenerecdApoliopossan reo .pregl,O~ell'operazione in(alti ~ Didi tutti gli altri con circostanze° sd~stenere I vessilh, strumenti ed operazio, rverse, Per la prep~razione ed il significato degli accide . . a1trettantelmmagini (onnale (nel modo . . vnllo basta ncordare venti loci con m CUI enere ~ formata con Apollo).

Rovesciante Drucanle

un Leone una Capra

Capitolo VIII SETTIMO SICILLO. CHI VESTE
Daro dieci atri a loro volta distinti in vari ordini di luoghi e ornati di diverse figure. Qui porro gli uomini, U i vessilli degli uomini; altrove sono gli strumenli da collegare can Ie mani sinistre, al colla, al petto e alia schicna, comunque tangibili, collochero poi i segni delle operazioni in altre sedi. Stando cost presenti il sito, illocus e il possessore assegnera piu agevolmente anche i suoi casi numerali. Di qui prendi gli elementi con cui e coslituita ogni cosa e Ii presenteranno riempiti dei propri numeri. Basta che siano assegnati venti pet
190

Capi/olo IX OTTA VO SICILLO. ORIZZONTE
un gluslo rlconoscimento, siano alri ra ' a CU.1 ne aggaunge una sola per se me~ ai q.uali si veda il titolo della co~i~~ntat~ con .una ~gura,quadrata, in

Sem~ai v~ngono riunite venti sedi alia volta.

.

yano del CicIo. Ecco il Leone emelle la '. e ec eggl vane VOCI dal cardine flma ~oce perch~ guarda aU'oriente Ja seconda dalla regione di mezzo e I ~II'antro di Teli copre il carro aure: rna voce f1mbomba per dove Ia porpora dirrerentemente dalle altre. Cogli i se ni g:arda~d? Boote.la quinta ruggisce Yentanoconsoni. Dopo di cia g c .e avvlClnandosl alia loro voce diper ognuno Clsaranno cinque spiriti presso cia-

nf

191

Ub", '~I'%D mila composizJon~ dtll~ imma,lnI

CApit%X

scuna delle canque p arti , quali nessun incantesimo di maghi possa disperdere , con il genere quinario della celebre arte, BV Albero
I

come aiulo 0 quale teslimone impolente. Bada inoltre che non ci siano molli senza connessione, a(fmch~ iI gesto dell 'altro proccda da queUo di questo e gli atti si seguano con vicendevole considerazione. .

BR Mensa
II

C Focolare
III

CR Statua
IV

D

F Fossa VI
M

Incudine
V L

FR Tribunale
VII

CtJpilOlo X NONO SICILLO. L "ACRICOLTORE
VogUoche un a8l'icoltore presieda ciascun campo e aUomo a lui gli slnunenli creino una trincea per un usa molteplice. I compili del tessitore sono molli e molti gli strumenli, molli del fabbro, molti del calzolaio. Per questo la casa sia divisa fra tre 0 qualtro servitori di genere UguaJe 0 diverso, con Cui riponi integralmente un'unica forma qualsiasi. Ogni ventuno slrUmenli significhino altrettanti che ho chiamato consoni, e riportino cinque suoni per una quintuplice sene, anche la materia si soUOponga ad altrettante fonne. Poscia osserva cosa faccia, verso dove (quo versus queisque relalis) e a quali riferiti. Ed infatti 10 spirito prende ogni cosa di questo genere ed arreca qualsiasi cosa to chieda per comodili. Convcrte tuuo ciO che capita, lira foori tulto quello che ha dentro, poichcSvi ~ contenuto un duplice microcosmo. n creatore del mondo e qualsiasi cosa formabile da lui, 0 che sia attivo 0 che sia passivo 0 che sia mediatore, il TrismegislO una volta 10 definf un grande prodigio. Sicomprende che ciascuno contiene nel cubile una soJa officina di quattro lati con I'operalore, con gli strumenti preparati ed ordinali al POSloloro. Per un aumero di trcnta vocaJiche e di dodici consonantiche siano creati qDarantadue cubili tutti propri 0 appropriati ai singoJi; infalti non tuUe Je ani prendono per ~ opere e strumenti cosf molteplici. A questo scopo ti verranno in aiuto quelle case che i campi e gli atrii racchiudono e che possono con faciJitAessere riunireoVedi I'atrio deU'agricoltore. Sepure mancassi di numerose sedi potrai luttavia servini dei medesimi operarori e delle medesime officine; ma guardati daJJa somiglianza delle case e delle opere. Le medesime officine abbiano dunque altrove un altro Sole. Questo sigillo fa in modo che quando Ie parole sono numerate. come mezzi di argomentazioni e un qualsiasi catalogo, in qualsiasi lingua risuoni, possano faeilmente essere Jetti sulle tabeJJe numerate. I quindici campi che hai possoDO servire a due presidio fino ad un numero di tre generi; se nel campo se ne prendono sei centrali 0 di destra 0 altra duplice forma e criterio si riducano a due. L 'anigiano che Sta in piedi 0 siede noterA poi Ia consonante Prccedcnte 0 Ia seguente neUe combinazioni del duplice clemento. Puoi provvedere ai rimanenli qui ed altrove in modo confonne.

G
Fom,

GR Letto
IX

H Sbarra X Q Stalla XVII

I XI R Trave XVIII

N Sasso
XIV TR

Incudine Piramide XII S
Carro

Ruota XIII T XX

VIII P Fonte XV

PR Pozza XVI

Barchetta Sepolcro XXI
, ,

XIX

, , , rvo consone e SOCIO, el quail Clascu d Inoltre ciascuno abbla altn, ~gllo ~d~I' ~e avra per se singolarili e caraueno mentre andra verso i gesu cern e ada ~ iungere infatli LMNRST voristlche, con Ie quali viene notata la parte sol::ngolo q~alsiasi dunque abbia oste di frequente, un , ri gJiono esserearfincM alia fine npongano d0did adiecti, come la matena ne _ , due laterali, comp chiede allrettanti 0 phi,

-

I

~.

1

!

1

7

.1

, 'I umero quando non si presentano InMa ache scopo aum~n~re in:':I~~:;t~~t:remo dunque tra di esse qu~ll~ ~. sieme tulle Ie cose nchleste 'D eUi Ie specie triplici daranno I Slgru~cie che non sono molto ~requenu, a qui d tra e la sinistra, e guardando In cati con tripli~ disti~one, dove s~:o :an~o sana perfeuameme di~poSIC ,e alto 0 (se VUOI) ure an basso, Ques ,q rso tutti gli sbocchi: niente Impedlp b't potranno tulle correre ve nle contenute, su I 0 f in pill luoghi contemporaneame see che Ie stesse possano essere P=a~levenirguardaledami~liaiaaffinchf perche Ie forme possono essere :re IUlleIe funzioni, Intendo dire che a~ un_o ciascuna possa finalmenle he ~ appropna, bil aauau, quando sono due gil ani' ' '0 acqui ne da tutU' solo diventa propno CI esst. danno qua ltro voci, tre se assiste un solo agemc 0 giani in un solo campo, c
192

193

Capitolo Xl SICILLO X CIELO
Perche tu possa descrivere i recinti del profondo fiammeggiante, la serie dene forme e tenu13ferma con codesto sistema neUe pam proprie; se per caso ossem il tutto in due grandi cerchi, che hanno da ogni parte un angol0 reno, che sorge quadruplice dal cardine gemino, di Il, risoha ogni cosa anche nelle pani gemene dei quadranti, diverrl phi spedita questa facoltl. lnfatti quanto queto st'opera sarl divisa in piti parti tanto correrl olue sicura e piuttos velece. Poi se un solo orizzonte sad scisso in sei triangoli ed in altrettante parti e diviso il secondo, e l'orlo costituisca il confine delle basi della terra, il venice (che e il punto centrale) sad illoro termine comune. Rac:coglipoi Ie seste parti in una determinata regione sensibile e racchiudi Ie figure ed i numeri piu vieino allato. Una sola casa puo comprendere il tullO. I nomi delle parti del cielo sono triangolo dell' oriente, la cui cusp ide e anche il punto comune agli altri 5 triangoli, sui venice (punto che gli arabi chiamano zenith e I'opposto ad esso nadir); un lato poi sia come un arco daI punto stesso fino aI punto dove I'eclittica taglia l'orizzonte, la base dal punto stesso finoal punto dove termina la sesta parte dena linea dell' orizzonte, l'ultimo lato 10 intendo come punto verticale da questo termine allo zenith. Cos( mi dividero il cielo in dodici parti, come un luogo particolare. Ma a questo si conti it nostro semplicissimo triangolo che abbiamo costrUilO.Per una raffigurazione generale, invece, si prendono i termini comuni dei dodici segni, presso i poli dello zodiaco e la linea eclittica 0 presso i poli del mondo e la linea equinoziale.

pili compagni, senza interruzioni finche av . . . ad un numero col quale ti siano ' ral nchl~at? tulle queste figure rappresentate Ie specie mdagate.

Capitolo XlII XII SICILLO.INTERPRET;'

t

.j

Come interprcte costituiro 22 atril bili adattati aile parti, in cui sar~~~:;?I~ .che comp~endan~ altrettanti cutUlteIe cose che constano di una tri I. UlUldU. van cultorl, saranno date come pice ra Ice.
122 Atri

Gli atri sono Piramide, Fonte Bosco o . Po~, Pinnacolo, Mensa, La;acro Pi::: , POrtiCO,Al13re Antro, Falc:e, tono, Area, Colonna, Fiume Vessillo C g:~, .Sede, Fornace, OsservaI 22 Cubili ,. or a, npta e Sepolcro. N~i qu~1i~vrai Cubili della medesima forma . dal van pnncipi, natural mente renderai ' un .solo ord~ne sarl osservato nome dell'atrio come dopo la C~Pta ve~ili~o;:e pnmo Cublle quello ch~ ha il de, quarta la Fonte e cost avanti Cost . pol~ro, terza succede la Piramiatri a cui sono donate Ie anim d~1I COnsISt?~O ordine vario e identico gli In tatore, Soldato Amatore S:h· a ~o13conuuva: Calzolaio, Pescatore Lot8 lOCO, Pittore. Navigante Ortol ft I ,Iacclatore B 'b. Mercante '. 1iessttore, Cocchiere, . • more, Doratore, Tintore Liuore 'Pugil a~ ar tere, Osterla, Buffone, vignaiolo Ieben note 22 scaie, ed o~nuna essem:~~ ~ua~ta ~ comoda e cons13del: compongo quegli spazi souo un princi ISUntaIn altrettanti gradini; come giunto, ti danno tre radici ciascuno. ~~=po~ :-tl~m~~, e da un altro agduemense, misurando il dcstro e unendo iI ~~ SI851pnnclpe dunque stendi qua ti rended nota ogni cosa Pe . dSlnlstro,I'angoIOcondisc:esaobli. . r pnmo unque si osse ·1 (j per secon d0 II Campo direttamente in su . . • rva I ovematore e della medesima scala la cosa st h. e In gtu, In un detenninato spazio forse a sinistra Oi qui a te cheessa c ,e viene data come assegnata a destra 0 ralmente in ai~to tulle Ie cose fi:d~t~Sa faccia il vincitore verranno natu: come tutti i simulacri mescol~tl·c gl e I?veodc~ Fornace della Colonna nella I' . on van n I e loci mostre • cosa occassone presenta. E i segni dei se . da . ranno qualsiasi pos!Oe ~vanti al vestibolo facilmente p rvl d sl.stemare al qeanoe aI quinto cuna sentimenti 0 forme se r n eau, possono essere mdicati alcampo, vedrai gli atri che ':et!ramo II Calzol~io viene mosso dal proprio porti, faccia, sia trovato. pe de quale cublie e che cosa vi costituisca,
0

:i

Capitolo XII SICILLO XI. L 'ORBITA DEL CIELO
L'orbita del cielo descrive, a Dio piacendo, otto eerchi, che facilmente saranno divisi in dodici parti ciascuno, e riporteranno altrettanti segni del cielo in vario ordine. Oal centro un raggio distinto in ouo parti, nelle quali (come it volgo), descrivo sette pianeti, tutti 0 quasi; aperta la serie viene mostrato come il circuito del raggio dia sempre queste membra variamente formate che si succedono in eterno. Quando sarl terminalo it primo circuito del raggio eli nuOVO primo divenga ultimo e in alto porterai codesto loco che era pili $Ottoil messo a tutti e d'ora in poi il raggio gired in tondo per un secondo sorteggio, cui cosl succ:edaun terzo fmo al settimo. Dopo di cia, la variazione che e stall operata con un solo membro proceda secondo it primo sorteggio coi vicini gemelli. Presto da uno interposto si accompagneranno due, di Uci sia I' andalea

0

~

II quadrato ABCD

c una

figura di 22 atn, secondo il numero delle leuere . I
19S

194

OIpltoID XIV

dell'atrabeto degli Ebrei. Da A fino a B per i~lata C, ~me i nomi dei ~2:~ discendo dalle case che constano ognuna dl altrettanb).; da..A verso , ( D in altezza ci sono i nomi delle singole case degh attu: da A verso D, :e;~er;o C per traverso, c'~ la discesa dei gradi lungo la dlagonale.
8 A 2 3 4 S 6 7. B. 9. 10. 11. 12. 13. 14. IS. 16. 17. 18. 19.20.21. 22. 1. 3' 4' S' 6' ,. B 9. 10.11. 12. 13. 14. IS. 16.17. 18. 19.20.21. 22.1. 6: 7: 8: 9: 10.11.12.13. 14. IS. 16. 17. 18. 19.20.21. 22.1.

XIII Sigillo. Princip; 1.0 zodiaco ha dodici cubili, ogouno dei quali ~ caratterizzato dalla variell delle cose, perche comprendono Ie membra distinte e ordinate dei dodici atrii a campi. Saturno nel suo continuo girovagare, facendo, sopportando, dando, ricevendo, interessato in un modo a nell'altto, ti indicherl coi suoi casi e i suoi accidenti la sua natura, ora avanzando da solo, ora con Giove, ora can altri singoli 0 in gruppo. XIV S;gillo. La mota dellafortuna Ci sono 4 giocatori. a ciascuno dei quali attribuisco un campo coi semi scelti dai granai degli atri 0 cubili.1I primo ha il campo A, il secondo il campo B, it terzo C, il quarto D. II primo da stolto; stolto percib occuped la sede del primo campo. II secondo da cavaliere; cavaliere riceved la prima sede del secondo campo. II term dl pomefice, il quarto dl morte, angelo, reo Dado XV II re 10 incorona, it ponteflce 10 unge, il cavaliere 10 assale, la mane 10 uecide. Pertanto, pur rimanendo nella stesso vestigio, indiched ogni cosa, disposto nei diversi casi. Campo Circeo XVI Ci sono quattro qualitl AEIO, deUe quali quattro sono Ie possibili combinazionl elementari: AI caldo e umido, AO caldo e secco, EI freddo e umido, EO freddo e secco. Per questi ci sono quattro campi. Vi sono inoltre diversi gradi di qualitl. Per questi dunque in eiascuno dei campi vi sono diversi atri, e negli atri, secondo it proprio ordine, diversi eubiti nei quali ti apparid l'immagine di qualsiasi cosa. E non ~ possibile 0 facile che possa pensare di aver visto altrove quello che aVd guardato attentamente in un luogo (con applicazione dell' opera intendo). Cos, provvedero a riportare i restanti generi delle cose da enumerare aile proprie classi.
la casa di Esculapio. XVII s;g;Uo

:: 4: 5:
4. S.

!:

7. 9. 11. 3
1.

S. 6. ~. 7.
~: :.

4. S. 6. IS.

~.

. 10. 10. II. II. 12. 12.13. 13.14. 14. IS.

n.

7. 19. 21.
1. L

9. 10.

11.

12. 13. 14. 15.16. IS. 16.17. 16. 17.18. 17. lB. 19. 18. 19.20. 19. 20.21. 20. ~1. 22. 122. 1. 2. 3. 4. S. 6. 7. 8. 9. 10.11. 12.13.14. IS. 16. 17. ta, 19.20.21. D

c

CapitoloXN

COMPENDIO DEI RIMANENTI SIGILLI

Chi avd avuto esperienza dei sigilli ilIustrati, anche da solo pori Frvenire : ritrovamento ed alla comprensione dei rimanenli per I'una 0 p~r 1 altt; stra anche se sad fomito di un ingegno anche mediocre). No~.~ II caso unque, ~he ci preoccupiamo di spiegare gli altri con maggiore dlhgenza.

Vi ~ un atrio che ~ della volgarmente vestibolo dell'inferno, dove abitano i pallidi morbi e si riconoscono assai faeilmente per i loro aspetti e ordini. Altrove ci sono mense, orti, astueci, officine, broccbe, di eibi, di erbe, di legumi. di pietre, di suecbi, di radici, di sostanze semplici e di misture da cui allingono condotti per mana tramite Esculapio. Nomenclatore. XVIII sigillo L'sbito, iI caso, 10 strumento,ltazione, e Ie circostanze attribuite a ciascuno, con gli abiti simbolizzati degli elementi e delle combinazioni daranno it pro197

196

Ubro t~17I1suUa CDmposWorat d~lle lJnmtJ,ini

OJpltolo XIV

prio nome agli esterni. La storia. XIX sigillo. ti in ordine i principi. Traendo di U Plutarco, in un solo suo atno vede eolloca ornato ed ordinatissimo ed inseognuno di essi Ii spinge attrav~rso un :~poproprio ordine. Chi non vede quangna a ciascuno a toccare le paru secon 0 I ..,? to variamente possono essere apportate Ie vanazion .. Legge . XX sigillo .' . . . I odo i libri sotto il volume I uto rI so tto . liI Forse che non apprenderal an ta m .. rafi? brio le leggi sotto i titoli, e sotto Ie legSl1 lora parag Fisica. XXI sigillo hi' postaSi che, comportanPer i libri di Ippocratc: fino ~d un ce~o n:,~~~~ n~nep~ssano fare con faciliti? dosi a favore dell' ordane del soggetll, co Geometra. XX_" sig~"~ .. vecchio che significa triangolo, i geHo le note del tenmm semphci co~ un . u ua lianza cd nitre cosc che non melli che significano parallcle. la.b"~ncl3 :no ~o~po~ti gli elementi che ensono motte conformi aile altre. 01 qUIveng trano in 1S ordini. XXIII sigillo. Tempo della voce la media un'altra, la finale un'altra. CiaLa vocale chhep4recedel.heal?:g~:2 lati . vi sono 12 elementi: scuna casa a ango I '
8 F M R

xxv sigillo.

liladro tlladro guarda palesemente a dieci differenze: A parte tuUO, 8 grande piccolo, C singolo duplice, D alto basso, E avanti dietro, F destro sinistro, G interno esterno, H retto obliquo, Ilento veloce, K principio fine, L medio estremo, M perfeuo imperfetto.

XXVI sigillo. II complice delladro II compare delladro ha sui capo e almeno nelle mani dei segni indicatori, A occhi, 8 palpebre, C bocca, D mano destra, E sinistra, F frente, G gota, H orecchio destro, I sinistro, K capelli, L mento M nelle mani ha il numero, l'intreccio,la separazione,l'unirsi delle dita. Ugualmente nelle diverse parti del viso al semplice tatto al grattare e allo strofinamento. La bocca tossisce, alita, sputa, ride, si allarga, si contrae, si apre. Lc sopracciglia e gli occhi hanno i lora movimenti, la varieta; di un solo soggello unendosi con la varieta di un solo secondo soggetto in maniera singola non e certamente che non possa completare qualcbe numero. Beda divulgo un sistema che chiarisce lutte Ie differCl11.c numeri nelle dila e nelle falangi. Ma il nostro ladro chiarisce dei laDtopili faeilmente tutte Ie intenzioni e quelle che sono a lui pili vicino ( in mezzo alia turba nessuno essendo consapevole se non iI complice dello stesso), XXVII sigillo. Retore tl retore entra nella curia dei dodici principi, munito di 24 attributi, affinch6 tutti quelli siano assisle~li in un lriplice genere di lavoro. Certamente nel giudwale primo principe e Giove, nel deliberativo Sole, nel dimostrativo Pallade. 1..0 aiutano altri sigilli e soprattutti forse Agricola. Presbiter», XXVIII sigillo Si arricchisce il presbitero nel campo della generante, della panorieme, morente, di chi leva, giudica, del ret di chi numera, sopporta, del citarista, del sapleate, di cupido, del profeta, indovino, anore tragico, fanciullo, bue, aquila,leone, del Romano, Giudeo, dell'agente e di altri. Ognuno dei quali vagando attraverso i cemo cubili non c'e niente che Catena e Theuti non possano completare con l'intervenlO dell' Abaco. Composilore. XXIX sigillo Polihystore, cioe il grammatico, se polesse partare agevolmente in latino 0, con maggiore e pili raro dilello in greco, puo, essendo dotto, deliberare su tutle Ie questioni poste nella controversia e nella disputa. Insegnera poi senza sbagliare i generi dei nomi 0 nello spazio di due ore in modo perfetto nelle tre classi del sole, della luna e del cielo; naturalmente del maschio della femmina e del neutro; avendo lasciato il genere comune universale agli ingressi e
199

C
D

G
L

N
P

S
T

. d . va ano verso ognuna delle parti delle Attraverso Ie ca~e canq~e antece enu I ~anocon le proprie differenze e casi case cinque mediane, canque che comx eltri piace da uno 0 pili sigilli. aiutati da Catena, Numeratore e se a a

XXN sigillo. II padre del Lodro

. 8 ualitl C locus D Sito E movimcnPadre delladro e il popolo: A;r:r~ltl'm: I contrarieta, K abit~, L privazioto, F tempo, G concorda~, I e~ e' P assione. Si unisca un elemenlo ne, M consegna, N accettazlo~~, 0 az~~~~ li~e ed avrai i genitori di quei secon gli altri ed ogn~o. co~ NUllO ~o e mu'nagini. Nella quantita cogli il gni al posto di quel" dl CUI non Puol~.~~~r iaro e 10 scuro, e negli altri asirai h numero e Ia grandezza, nella qua lid I C I nello stesso modo.

fe

198

nen'atrio, dinanzi aile pone. Peregrinando nelle patti delle proprie classi tro: veranno una moltitudine di immagini (che sono rappres~ta.te nel vol~ d! queUievidenti). Per la coniugazione ~~iver~i ha quauro ~trll ~I complessl e dl altrettante eccezioni, che vengono vlvllicau dalle propne anlme e che altrettanto animati percorrono sotto la guida di Cate~ante 0 ~eut. c::on la ~tessa ane soccorrecl gli altri suoi, perclle possa tennmare facUmente lD un gtorno db che altri non oserebbero garantire in un anno (anche lavorando con molto sforza).

INDICE DEI CAPITOLI DI OUESTI J LIBRI

XXX sigillo. Combi1Ullore

E quale pub essere it modo delle inve~i~ni in quc:sto~d in s~iIi ed, in tutti i generi, dove la forma, la materia, la VIrtU, la media" I ~perazlone, I.err~tto e la flOedi un solo sigiJIosi incontrino e proce~o co~ dlv~r~ ~?rdlttaZJone, con i medesimi, e simiJi, i diversi ed i contran degh altn Sigilli?

Ubroprimo Cap. 1- La lace, iI raggio, 10 specchio Cap. II • Cib ebe Sla presso 10specchio e nello specdtio Cap. III • I significali dei vari lermini Cap. IV· 0sni iodicatore va ric:hiamato all'atrio del seuso e al tribuDale della visla Cap. V - L'imponanza nalurale, occuIla e razionale delle ilmnagioi secondo tulle Ie ac:c:ezionieli questi termini Cap. VI- Classificazione delle immagini e dei simboli Cap. VII • Lc immagini delle cose Cap. VIII - Modi di produrre varie raffigurazioni e iodicazioni Cap. IX • Alc:uni allri criterl eli rappresentarc e dedurre le immagilai sana eontenuli Ira queJli che la scrittura caldea ha ncl tempio della nostra Mnemosine Cap X - Lc immagini verbali ossia Ie immagloj delle parole e delle cspressioni Cap. XI - Cosf abbiamo espresso Ie condizioni per Ie quali Ie immagioi aderisc:ono meglio aI soggello e all'oggello oel tempio di Moemosinc Cap. XII • Lace veieolc delle immagioi Cap. XIII· II soggello delle immagini Cap. XIV • II ereatere delle immagioi Cap. XV - II tnagazzino delle specie e le sue porte Cap. XVI - I fassatori delle immagioi Cap. XV" • Arorismi sulla natura della visla, del visibile, del mezzo e delluogo Seconda sezione· Iluoghi" I"ordine, il caos, la c:oordinazione, la composiziooc iI eompletamento e Ia ditinziooe delle specie " Cap. I • Illoc:us in generale Cap. II - I loci delle specie Cap. III - La rorma dell'atrio Cap. IV -II numero e iI nome degli atri Cap. V - Divisione dei loci, di essi i comuni assumono una relazione quintuplic:c con l'ingresso est, evest, sud, nord e medio Cap. VI - Varian: i luoghi aggettivi dell'atrio dell"altare con le S rorme della quinlUplic:csituazione dell'assistente Cap. VII • Una possibile aggiunla a complelamenlO del ternarlo Cap. VIII- L'ordine delle specie Cap. IX - 12 cubili delle voeallche 101

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Cap. X - 30 cubili delle consonantiche Cap. XI - Immagini importanti nel ccntro dei cubili minori Cap. XII - Sviluppo delle immagini sensibili in primo luogo per I'wone delle altre vocaJichc Cap. XIII - In secondo luogo delle altre consonantiche Cap. XIV - La fissazionc delle specie con la catena Cap. XV - Lc condizioni delle pam da osscrvarc neUe case, negli atri, nei campi Cap. XVI - La combinazione delle specie ci~ la configurazione delle immagini Cap. XVII - Term csempio di combinazione Cap. XVIU - Primo metoda per completare Ie specie Cap. XIX - Forma della combinazionc Cap. XX - L'opinione di Platone circa iI duplicc senso informatore dell'intelligenza e I'armonia Ubro secondo - dove sl parla delle immagini dei principi e per prima di quelle dl Glove Cap. I-Immaginl di Oiove Cap. II - A1trc immagini che appaiono ncl campo di Giove Cap. III - Assistenti a Oiove. Antecedenti Cap. IV -Immagini d1Saturno Cap. V - L'immaginc eli Marte Cap. VI- L'immagine di Mercurio Cap. VII- L'immaginc di Pallade ossia eli Minerva Cap. VIII - Immagine di Sole ossia di Apollo Cap. IX - Immagine d1Circe Cap. X - L'immaginc eli Arionc e di Orfeo Cap. XI- L'immagine di Sole Cap. XII - Immagini eli Luna Cap. XIII - Immagine di Venere Cap. XIV - Immagini di Terra Cap. XV - Ricpilogo e applicazionc Cap. XVI- Si hanno parimenti secondo iI numcro delle lettcre gli attributi di quasi tutti quelli di cui ~ stata proposta I'immagioc 0 II concctto Ubro terzo - che tralla delle immagini dei 30 Sigilli Cap. I - Jmmagini del campo di Zoroastro Cap. II - Immagine del primo sigillo. Abaca di Theut Cap. III -Immagioe del secondo sigillo. Vessillo Cap. IV - Terzo sigillo numeralore Cap. V - IV sigillo - Proteo nella casa di Mnemosine Cap. VI - V sigillo catena Cap. VII - Seslo sigillo. L'albero 202

Cap. vm - Settimo sigiJJo C . g:P. IX - OUavo sigillo hi Vcste p. X - Nono sigillo n~nlc Cap. XI - Sigillo X C·. agncoltore Ca Xl .. . lelo p. I - Slglllo XI L' . Cap. XIII _ XlJ sigm· ,:rblfa del cieJo Cap. XIV - Com d~· lcrprete pen 10 dei rimanen.i sigilli

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Appendici