Le fonti delle norme sociali nell’Islam

Appunti n. 28 del Prof. Amedeo Paolucci www.amedeopaolucci.it Il Corano Per la società islamica il Corano è la diretta e letterale trascrizione della parola di Dio; il testo sacro è forse, il libro più frequentemente letto che sia stato mai scritto. Al Corano e alle norme in esso contenute, tentano di uniformarsi gli ordinamenti giuridici di numerosi stati moderni. Il termine Corano deriva dalla parola Qur'an, che significa recitazione, testo da salmodiare. Esso è composto fra il 610 e il 631 dell'era cristiana, ed è considerato la rivelazione scritta comunicata da Dio al Profeta per mezzo dell'angelo Gabriele. Il Libro Sacro consta di 114 capitoli detti sure di varia lunghezza e, ogni sura, è composta da un certo numero di versetti, di modo che Cor I,13 significa Corano, sura 1, versetto 13. Il testo è un codici civile, penale e religioso che disciplina la società islamica in ogni sua manifestazione. Il messaggio divino fu inizialmente affidato alla memoria dei credenti, successivamente annotato su frammenti di coccio, bacchette di palma e materiali diversi. Solo successivamente la rivelazione fu raccolta in modo sistematico. Ben presto però si dovette constatare che si disponeva di diverse versioni del testo, diverse per piccoli particolari, ma pur sempre versioni difformi. Furono i compagni stessi di Muhammad ad occuparsi della prima collazione e della trasmissione dei versetti. Il terzo califfo, ‘Uthman (570-656), decise di varare un testo unico, una sorta di vulgata per tutti i credenti. L'operazione trovò inizialmente forti resistenze; alcune versioni che il califfo chiedeva di distruggere, si erano affermate in determinate aree (c'era la copia di Basra, quella di Kufa ecc…). Fu formata una commissione di saggi guidata da Zayd ibn Thabit che pervenne a un testo unico e ordinò la distruzione delle versioni difformi. Le sure furono disposte in ordine decrescente per dimensione (salvo qualche eccezione). Le sure si distinguono in meccane e medinesi.

allusioni e parole di significato oscuro. emersero figure esperte proprio in questo difficile lavoro. ben presto. Si affermarono Sette tipi di lettura e. un giovane cugino del Profeta che viene ricordato appunto come come “l'interprete del Corano”. Lo stesso libro sacro invita i fedeli a seguire soprattutto i versetti di chiaro significato e ad evitare fratture nella comunità sull'interpretazione dei versetti ambigui. quando questi goda di un certo prestigio.Ben presto però. Solo ‘Abd al-Malik (685-705) dispose una scrittura più accurata del testo. L'esegesi del testo sacro continuò e. Ma numerosi furono gli approcci esegetici. . la caratteristica della lingua araba (mancanza di vocali e mancanza di segni diacritici). Nei contenuti il Corano mantiene tutta la sua ambiguità con passaggi ellittici. 1144) e quelle di ambiente mistico di scuola Sufi di Sulami (m. Lo storico che ha raccolto gran parte della documentazione esegetica dei primi secoli è Muhammad ibn Garir al-Tabari. 1021). rese possibile la nascita di varianti di lettura del testo. dal nome dei suoi autori. di questi sette trovarono largo seguito quella di Nafi' in Africa settentrionale ad ovest dell'Egitto e quella di ‘Asim nel resto del mondo islamico. L'opera di Tabari resta insuperata per la ricchezza e l'ampiezza delle tematiche affrontate. Un commentario molto usato ancora oggi è quello chiamato “dei sue Gàlal”. La definizione che si diede a questo tipo di esegesi fu “commento basato sull'opinione”. come ad esempio Ibn ‘Abbas. motivata dalla necessità di carattere rituale o giuridico. Nel corso dei secoli si è anche sviluppata una vera e propria scienza sussidiaria. ciascuno rappresentò un vero e proprio genere che va dalla interpretazione puramente razionalista di ambiente mu'tazilita di Al-Zamakhshari (m. come quella “ dell'abrogante e dell'abrogato”. morto nel 923 e autore di una “sintesi delle spiegazioni a commento del Corano” (gami' al-bayan) di trenta volumi. composto nel XV secolo e che si ripropone una spiegazione grammaticale del Corano. Si può dire che quella di ‘Asim si è ormai affermata in maniera universale in tutti i paesi dell'Islam. che tenta (attraverso una precisa ricostruzione cronologica delle rivelazioni) di individuare i versetti abrogati da versetti successivi. Una tradizione esegetica si spinge (senza arrivare al libero esame dei versetti) a dare una certa importanza anche all'opinione personale dell'interprete.

Ciò rese necessario lo sviluppo di una vera e propria scienza (scienza degli uomini) che aveva come scopo la ricostruzione dell'attendibilità dei singoli trasmettitori. La Sunna Sunna significa comportamento. Una celebre tradizione del Profeta afferma: “chiunque reciti il Corano con perizia sarà fra i nobili angeli. poiché gli risulta difficile. alcuni come Abu Hurayra. di tipo ritualistico. Le leggi del tagwid e del tartil sono molto complesse e di solito sconosciute ai più che però. cioè la fattispecie storica che avrebbe generato la rivelazione stessa. non tutti lasciarono testimonianza.Molto popolari sono anche i trattati che cercano di ricostruire la “causa della rivelazione”. sono tenuti a conoscere almeno qualche versetto a memoria del Corano… in lingua araba naturalmente. Una difficile scienza a parte. L'impatto sonoro della parola di Dio sugli ascoltatori viene ulteriormente evidenziato dal tartil. regola di condotta. Con la raccolta dei fatti e dei detti nasce così il hadith. avrà doppia ricompensa ”. si distinsero per il numero di eventi riportati. la salmodia del testo (c'è un grosso dibattito sull'opportunità di abbellire il corano con una voce melodiosa). con fatti inventati e catene di trasmettitori falsificate. letteralmente “notizia”. Furono così classificate le notizie in: • sicure • buone • deboli . Numerosissimi furono coloro che frequentarono o entrarono in qualche modo in diretto contatto con Muhammad. tradizione tramandata dei detti e dei fatti del Profeta. l'insieme delle narrazioni che hanno per protagonista più o meno diretto il Profeta. Per ogni evento distinguiamo: • il fatto vero e proprio chiamato matn • la catena di trasmettitori detta isnad (elenco di nomi a garanzia dell'attendibilità) Ben presto si generarono numerosi falsi per interesse di parte. E chiunque recita il Corano con esitazione. cioè sulla sua corretta recitazione e pronuncia (scienza del tagwid). è quella che si sofferma sulla “ortoepia” del Corano.

le raccolte di: • Bukhari (m. dopo il Corano e la Sunna. Ogni innovazione (bid'a) che si discosta dall'esempio del Profeta viene rigettata. Ben presto. 892) • Nasa'i (m. nacque il problema della loro classificazione. Oggi questa posizione viene sfumata e.a seconda del grado di attendibilità. 888) • Tirmidhi (m. è la terza fonte a cui attingere per ritrovare una guida nel vivere quotidiano. usare le postate). Il pio musulmano trova nella Sunna una guida per ogni fattispecie della quotidianità (etichetta. Inizialmente furono raccolte per autore (musnad). 870) • Muslim (m. man mano che le tradizioni si raccoglievano. La Sunna non si esaurisce nella definizione di norme giuridiche e di precetti rituali. poi per argomento (musannaf). è tuttora dibattuto. il consenso democratico della comunità. Di solito si pensa che sia lecito adottare comportamenti innovativi che non abbiano diretto riferimento alla sfera religiosa (fumare. l'epoca. vietando le innovazioni nelle regole di culto (diffondere il richiamo alla preghiera con un nastro registrato ad esempio). 875) • Abu Da'ud (m. Come si deve intendere tale consenso. Il sunnismo è unanime nell'attribuire un'autorità indiscussa a 5 raccolte di hadith fondamentali. Quanto debba intendersi rigida la regola di rigettare ogni innovazione è oggetto di confronto nella comunità islamica. il ragionamento analogico e lo sforzo interpretativo La igma. 915) La critica occidentale ha inizialmente emantenuto un atteggiamento molto critico sull'attendibilità storica di queste tradizioni. ma include comportamenti morali e sociali. Goldziher e Schacht. bere caffè. Il consenso della comunità. Lammens. hanno sostenuto che il corpus delle narrazioni relative al Profeta sia in realtà una fabbricazione posteriore databile tra la fine del primo e il secondo secolo dell'ègira. viene sostanzialmente retrodatata e il corpus ritenuto più attendibile. costume ecc…). .

La shari'a distingue ogni atto come: • Fard (obbligatorio la cui omissione è punita) • Mandub (raccomandati) • Mubah (indifferente dal punto di vista legale) • Makruh (riprovevole) • Haram (vietato illecito. se il Corano vieta il vino esplicitamente allora vieta tutte le sostanze che provocano ebbrezza). Controversa è la legittimità del consenso tramite silenzio. La legge e le scuole giuridiche: principi generali La grande via o strada maestra (shari'a) è il termine che serve a designare la norma dettata da Dio al suo Profeta e che costituisce la legge cui si deve attenere ogni credente. punibile) . Il qiyas. e in particolare quello dei competenti cui è stata affidata la cura di prendere decisioni in materia giuridica. la disciplina che studia il diritto si sofferma sugli aspetti formali del comportamento umano tralasciando la dimensione interiore. La shari'a vuole ispirarsi al principio di libertà garantendo ad ogni individuo il pieno godimento dei frutti dell'esistenza. ritenuto l'ultima fonte a cui far ricorso.Basta il consenso degli studiosi o dei saggi o bisogna perseguire su un determinato argomento una estesa convergenza di pareri? l'igma è l'accordo di tutti i credenti in generale. Consiste nel decidere su determinate questioni appunto adottando il metodo analogico (Es. Si divide nello studio dei principi e nello studio delle norme positive (queste ultime si distinguono in norme di culto e norme che regolano i rapporti fra gli uomini). E' proprio nell'igtihad che l'islam ha trovato quella duttilità che gli ha permesso di acclimatarsi così facilmente in tutte le latitudini della sua espansione. nel rispetto degli altri e dei diritti divini. Un consenso particolare è quello per analogia (qiyas). Il fiqh. investe in pieno il problema del rapporto fra scrittura e ragione e quanto ragionamento è lecito introdurre in quello sforzo interpretativo (igtihad) che ogni individuo deve compiere nell'elaborazione normativa a favore della comunità e sotto il controllo della comunità stessa. Si distingue da parte dei dotti il consenso tramite parola (che è un consenso esplicito e di principio) e quello tramite atto (desumibile tramite l'analisi di un atto di un dotto).

• la scuola di al-Shafi'i (m. 795) detta scuola malichita.Con il passare del tempo. cercando di conciliare le due posizioni. È l'unica scuola giuridica riconosciuta in Marocco ed Algeria. È tipica del Maghreb. approvazione che da rilievo alla preferenza del singolo dottore (e introduce una importante componente soggettiva nell'esegesi giuridica dei precetti coranici) – è diffusa soprattutto in Turchia.d. Esse sono: • la scuola di Abu Hanifa di Kufa (m. In generale le scuole hanno convissuto piuttosto pacificamente nel sunnismo e i fedeli sono generalmente liberi di scegliere il rito che ritengono più adeguato in ogni circostanza. oltre a considerazioni di tipo legale hanno prodotto anche regolamenti che riguardano la sfera dei rapporti fra il credente e Dio e i principi essenziali del credo. che da grande rilievo alle interpretazioni dei dotti di Medina (è qui che avviene la nascita del concetto di consenso tra i dotti) e alle tradizioni. • la scuola di Anas ibn Malik di Medina (m. Oggi l'influenza delle scuole tende ad essere minore e questo comporta un impoverimento della dialettica interna all'Islam a favore di un sostanziale irrigidimento della dottrina. E' una scuola che fa largo uso dell'esegesi per ragionamento analogico. e di un approccio razionalista. La scuola propugna un ritorno netto alle fonti del Corano e della Sunna per combattere ogni forma di eresia (ultratradizionalismo). madhaib) che. La scuola hanbalita propone un approccio rigido alla dottrina e non riconosce tra le fonti il ragionamento analogico. storicamente si sono delineate 4 scuole giuridiche (madhhab. La scuola introduce anche la c. in Tunisia e Libia. . 855) detta scuola hanbalita di Baghdad. • la scuola di Ahmad ibn Hanbal (m. 820) detta scuola sciafiita si pone a metà strada tra quella hanifita (la speculazione razionalista prima di tutto) e la scuola malichita (prima di tutto la tradizione). 767) e i suoi seguaci detta dunque scuola hanafita.