CLUB DELLE FATTORIE

La Cornucopia s.n.c. - 53026 Pienza (SI) Via Pian del Mandorlo, 2 Tel-Fax 0578/748.491 - 0578/070.160 info@clubdellefattorie.com www.clubdellefattorie.com

N. 1 gennaio 2011

Celebrare otto lustri di attività proprio in occasione dei 150 anni dell’Italia, sembra fatto apposta per mettere in secondo piano una data così importante. Eppure noi festeggeremo i nostri quarant’anni con molta più allegria di quanta non ne dedicheremo ai festeggiamenti di un Paese del quale siamo da sempre innamorati delusi. Il Club delle fattorie prese le mosse da Pienza nel lontano1971 quando Sandro Morriconi ebbe l’idea di proporre agli italiani abitanti in città di fare un tuffo nelle nostre campagne per riscoprire quei prodotti artigianali italiani che la società industriale, in poco più di 20 anni, aveva messo da parte in favore delle produzioni di massa. È stata, ed è, una dura battaglia per la qualità dell’ alimentazione da cui non vorremmo ritrarci, anche se l’Europa – venduta dai suoi governanti, con la complicità di tutte le forze sociali, ad una ristretta cerchia di multinazionali mangia tutto – non presenta certo condizioni tali da far presagire un allegro futuro per le piccole aziende. Un innato scetticismo e l’esperienza maturata con l’età, non ci aiutano poi ad essere troppo ottimisti e verrebbe da dire: “non ci resta che bere”.Ma per passare dalle parole ai fatti e iniziare l’anno in allegria, festeggiando con voi il nostro 40° anniversario, offriamo in omaggio a tutti i nostri soci che ci faranno un ordine entro il 15 Marzo, una bottiglia di deTarczal brut commemorativa dell’evento. È lo splendido vino, degno dei migliori Champagne, con il quale abbiamo brindato al nuovo anno e ora desideriamo condividere con voi questa circostanza beneaugurante. Buon compleanno all’Italia e buon anno a tutti!

CIN CIN AL 2011

TEGGIOLO
Molti ricorderanno gli anni 80, il tempo felice del vino di qualità a prezzi ancora abbordabili, quando una magnum di Chianti Boscarelli costava 6.000 lire. Quello stesso vino venne utilizzato poi per produrre bottiglie che costano oggi 30/40 euro. Oggi si presenta però l’occasione per rinverdire quei fasti. La crisi in corso ha fatto rinsavire molte persone che qualche tempo fa erano disposte ad impegnare i gioielli di famiglia per una bottiglia di vino. Il calo della domanda di prodotti di medio/alto livello, provocato dall’effettivo impoverimento di larghi strati sociali, fa si che le grandi aziende, quelle che hanno vaste reti distributive, se la cavino ancora abbastanza bene, ma per i piccoli produttori la musica è diversa. Il vino comincia a sostare troppo nelle cantine. Si presenta l’occasione di fare eccellenti acquisti senza prendere per il collo i vignaioli, cioè senza correre il rischio di sofisticazioni, dovute alla caduta dei profitti (vedi scandalo metanolo 1985). Abbiamo quindi suggerito ad alcuni produttori - dei quali abbiamo accertato il livello di serietà e le capacità tecniche - di imbottigliare parte della loro produzione in magnum da un litro e mezzo, come avveniva per il Chianti Boscarelli. La proposta che vi facciamo oggi è quella del Teggiolo, un Sangiovese della Maremma Toscana IGT del 2007, proveniente da una zona DOC di alto pregio, fermentato nel legno, in tini da 4 hl e che ha subito un anno di invecchiamento. Il prezzo è stato fissato a e 9.90 per una magnum da 1.5 litri. A seconda della quantità che deciderete di acquistarne (sempre in cartoni di 9 magnum da 1,5 lt.) il prezzo scenderà secondo la tabella riportata sotto 1 cartone euro 89,10 (= 9,90 euro a magnum) 2 cartoni euro 160,20 (= 8,90 euro a magnum) 3 cartoni euro 226,80 (= 8,40 euro a magnum) 4 cartoni euro 284,40 (= 7,90 euro a magnum)

AL PASSO
Pier Luigi Tolaini è uno straordinario self-made man poco più che settantenne, che emana quella carica di umana simpatia che possiedono solo i bambini e le persone dotate di grande semplicità. Partito diciottenne dalla natia Garfagnana dove la sua famiglia contadina viveva col poco consentito dal fazzoletto di terra posseduto, sbarcò in Canada (dove già suo padre aveva tentato la fortuna senza successo) e sobbarcandosi ad un duro lavoro è riuscito col tempo a creare un’azienda di trasporti che oggi figura tra le prime cinquanta del settore nel continente americano ed è la n° 1 dei trasporti refrigerati. Innamorato da sempre della terra, ha deciso di investire i suoi risparmi in un’azienda vinicola in Toscana che, con cura meticolosa, ha scelto sulle colline del Chianti classico, tra Vagliagli e Castelnuovo Berardenga. Avvalendosi della consulenza di Michel Rolland, considerato il massimo esperto vinicolo della zona di Bordeaux, a partire dal 2000 ha impiantato degli splendidi vigneti ad altissima densità (fino a 11.000 piante/ettaro) e, appena possibile, ha cominciato a vinificare per crearsi quell’esperienza che lo ha portato, nel giro di pochi anni, a raggiungere risultati di grande rilievo e che esprimono un perfetto bilanciamento tra il vecchio della tradizione toscana e il nuovo dell’enologia

più avanzata. Fedeli al nostro agire, che pretende di giudicare ogni azienda dal suo prodotto base, tra i suoi vini – tutti meravigliosamente complessi, maturi e pieni di estratto abbiamo scelto “al passo”, IGT di Toscana, assemblaggio di sangiovese (85%) e merlot (15%). Il vino invecchia circa 12/16 mesi in barriques e dopo l’imbottigliamento senza filtrazione, si affina per altri 12 mesi in bottiglia. Questo “al passo” del 2007 offre una meravigliosa espressione di ciliegia nera matura, prugna e mora, cui fa seguito il sentore speziato del rovere con spunti di cioccolato. Il sangiovese esprime il suo carattere e il suo nerbo, bilanciato con la rotondità e il corpo succulento del merlot. Il vino si presenta intenso, fruttato con sentori speziati; al palato è di media struttura con frutta matura e fresca acidità. La purezza del frutto e le note varietali sono la testimonianza delle cure meticolose che gli ha dedicato un winemaker del calibro di Michel Rolland. Ne suggeriamo l’abbinamento con primi di pasta elaborati, carni rosse arrostite, grigliate o in salsa, formaggi stagionati. Un vino in stile moderno che fa da contraltare al Borro del Diavolo presentatovi l’anno scorso. Un’occasione per un confronto appassionante tra vecchia e nuova enologia.

VINI ROSSI
SYRAH
L'azienda agricola Amerighi nasce dal desiderio di riuscire a produrre un grande Syrah attraverso la tradizione contadina di famiglia, la passione, la conoscenza del vino e la pratica della biodinamica. Per raggiungere questo obiettivo Stefano Amerighi ha identificato una zona del chiuso di Cortona denominata Poggiobello di Farneta e, all'interno di essa, due colline esposte a sud, sud-ovest. L'uva, dopo la diraspatura, viene in parte lasciata a chicco intero e in parte leggermente pigiata con i piedi e messa a mano in piccoli tinelli di cemento senza l'uso di pompe. La fermentazione è spontanea senza lieviti selezionati, senza anidride solforosa né controllo della temperatura. L'affinamento avviene in legni e cemento per 14 mesi, e il vino viene imbottigliato senza filtrazione o stabilizzazione. Il vino che ne deriva ha colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, si apre al naso con fresche note di frutta a bacca rossa come ribes e mirtilli, spiegando il suo ventaglio aromatico a sentori di spezie, dal pepe nero alla liquirizia con lievi accenni di rabarbaro e note balsamiche. Il palato è appagato da una trama tannica equilibrata e piacevolmente vellutata, gradevole la rispondenza aromatica che in bocca si chiude con equilibrata speziatura. Di corpo è discretamente sapido e dona un finale di bocca persistente e varietale. Un vino di sicura personalità e fedele al suo terroir che lascia intravedere la sua predisposizione a lungo invecchiamento. Da abbinare a carni succose ed aromatiche come la cacciagione o il patè di fegato. Ottimo su formaggi a pasta fresca. In arrivo l’annata 2008 che supera le precedenti.

BOLGHERI
L’azienda dei Guicciardini Strozzi - che vanta oltre 1000 anni di storia - oggi con i suoi circa 100 ettari di vigneti, si colloca al primo posto tra le aziende del territorio di San Gimignano, continuando e potenziando una tradizione mai interrotta nella produzione di vini di pregio. Ma Cusona non è più l’unica azienda dei Guicciardini Strozzi: da alcuni anni il desiderio di cimentarsi in nuove iniziative, vederle nascere, crescere, affermarsi, ha portato a nuovi investimenti in Maremma e a Pantelleria. Il risultato più brillante conseguito finora, con questo nuovo fervore di iniziative è a nostro avviso ”Ocra”, un Bolgheri Doc proveniente dalla Tenuta Le Pavoniere. Ocra, “il sangue della terra”, nasce in un territorio che gode di un microclima eccezionale per la coltivazione della vite: vinificato in impianti modernissimi e all’avanguardia è vino asciutto con tannini morbidi e avvolgenti. Derivato da un uvaggio di cabernet sauvignon, syrah e merlot, un classico per la zona - si affina per 12 mesi in barrique. Ha colore rosso rubino profondo; profumi con lunghi sentori di mora e mirtillo, con leggeri riferimenti di cuoio. Di sapore è fine, sapido, caldo. Gli abbinamenti consigliati sono: arrosti di carne rossa, cacciagione, salumi e formaggi di media e alta stagionatura. Servitelo a 18°/19°C. Particolare non indifferente: il prezzo veramente interessante per il livello qualitativo del vino, che presenta inoltre un’eccellente bevibilità. cloni selezionati di sangiovese. L’esposizione è in direzione sud/sud-ovest. Le piante, che hanno una densità per ettaro di 3000 ceppi, sono allevate principalmente a cordone speronato. Il terreno, calcareo, ha una composizione sciolta, quasi sabbiosa, con sassi piccoli e spezzettati. La maturazione avviene in genere più tardi che negli altri vigneti dell’azienda e i vini risultano

La Casina Girasole
Indicazione Geografica Tipica
Podere Il Palazzino

Toscana

Imbottigliato all’origine dai viticoltori Alessandro e Andrea Sderci nel Podere Il Palazzino Monti in Chianti - Italia

2007

freschi, fruttati, meno strutturati che nelle altre vigne, ma molto piacevoli anche da giovani, per la loro armonia e sapidità. L’utilizzo di acciaio inox per la fermentazione e l’affinamento è orientato a mantenere intatte queste caratteristiche. La produzione annua si aggira sulle 6.000 bottiglie con la denominazione Colli della Toscana Centrale I.G.T. In questo vino confluiscono anche le uve delle prime vendemmie provenienti dagli altri vigneti rinnovati, quando ancora non hanno raggiunto un equilibrio e una maturità adeguati per la produzione di un grande Chianti Classico.

MONTALCINO BRUNELLO E ROSSO
Carattere e prestigio per questi vini dell’azienda Fanti, che si segnala per una produzione in costante crescita qualitativa. La parte viticola dell’azienda si sviluppa nell'anfiteatro di colline perfettamente esposto a sud di Castelnuovo dell'Abate, in altitudine fra 350-430 mt. s.l.m., una parte proprio vicino alla stupenda basilica Romanica di Sant'Antimo e gli altri vigneti nella parte di colline che digrada da Castelnuovo dell'Abate verso l'Orcia. Il terreno è ricco di scheletro con formazione stratificata di "galestro". Il clima è particolarmente favorevole alla produzione di vini di corpo e nello stesso tempo di eleganza, per la forte solarità durante il giorno, grazie alla conformazione delle colline dove sono situati i vigneti, ed un buono sbalzo termico nella notte, per i venti freschi provenienti dal vicin o

MORELLINO DI SCANSANO
Il Morellino di Scansano Motta, prodotto con uve sangiovese e ciliegiolo, ha un colore rosso rubino mediamente carico.Al naso appare fruttato, con toni di ciliegia e mora e una piacevole sottolineatura di spezie ed erbe di sottobosco. Al palato è fitto, di buon corpo ed equilibrata acidità, con tannini percepibili ma controllati. Buona la persistenza, affidata alle sensazioni fruttate e speziate avvertite al naso. Chiude con retrogusto leggermente amarognolo. È da servire a 16/18°. La pienezza del corpo, unitamente alla buona ampiezza dei suoi aromi rende questo Morellino ottimo per i piatti tipici della cucina locale: dalle zuppe toscane agli arrosti di carne rossa, alle pappardelle al ragù di cinghiale, formaggi pecorini di media stagionatura e ai piatti di carne in genere.

MONTECUCCO
La costituzione dell’azienda il Civettaio risale al 1998 per mano di Gregorio de Tarczal, con l’obiettivo di dar vita ad una piccola realtà produttiva dove, sfruttando con sistema di coltivazione biologica le caratteristiche del clima e del territorio, si riuscisse a realizzare una viticoltura ecosostenibile, rappresentativa della tradizione maremmana. Il Civettaio è un vino semplice e diretto dove il sangiovese in purezza dimostra tutte le sue qualità di gioventù. Se mi permettete un parere del tutto personale, questo vino e il Chianti riserva Borro del Diavolo che tanto successo sta riscuotendo, sono i due paradigmi del sangiovese. Il Civettaio lo è del sangiovese giovane, fresco, fruttato non appesantito dal legno. Il Borro del Diavolo del sangiovese raccolto a maturazione avanzata e invecchiato in cantina con sapienza ma senza strafare, lasciando fare la natura. Se il Borro del Diavolo è vino adatto a carni, cacciagione e meditazione questo Civettaio è vino da tutto pasto o per le merende a base di salumi.

LA CASINA GIRASOLE
La Casina Girasole è un vigneto di circa due ettari situato vicino a San Martino al Vento, nei pressi di Monti, uno dei paesi più “fortunati” del Chianti. La vigna è stata piantata agli inizi degli anni ’70 ma negli ultimi anni è stata completamente rinnovata innestando sui vecchi ceppi

Monte Amiata. Per queste bottiglie prestigiose e raffinate c’è la possibilità di personalizzare l’eti-

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VINI BIANCHI
SAUVIGNON COLLIO
chetta con il nome del destinatario: un’idea eccezionale per fare un regalo straordinario ad un prezzo equilibrato. Quest’anno ci sono la vendemmia 2004 del Brunello e il Rosso 2008. Questo Rosso è un vino in costante crescita qualitativa: colore rosso rubino violaceo cupo ed intenso con tonalità rosso rubino; profumo dolce, ampio, fine molto intenso e fruttato, con lievi note di rovere; sapore morbido, voluminoso, largo con tannino dolce a media densità in grande equilibrio con l'acidità; retrogusto fruttato dolce e persistente. Perfetto con tutti i primi piatti e con i piatti di carne in genere.

Il Sauvignon, il cui primo significato è “pianta selvatica”, è originario della zona della Gironda. In Italia viene coltivato da quasi due secoli, e ne è particolarmente apprezzata la produzione friulana dove i risultati migliori si realizzano nelle zone collinari: qui il vitigno acquista una personalità sua propria, diversa da quella delle altre zone d’Italia. Da un "vigneto giardino" allevato alla francese di circa 12 ettari, in gran parte a bacca bianca, come si conviene in Collio, Mauro Drius ottiene una varietà di vini tutti di altissimo livello, da

luogo su lievito fine per 6 mesi; il vino è stato imbottigliato a febbraio. Il Terlaner 2009 ha colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli; il profumo ha buona complessità con sentori floreali e di frutta (tropicale e mele); il sapore è asciutto, armonico, morbido ed elegante con lunga persistenza. Il vino si conserverà per 3-5 anni. Servitelo a 10-12°C su crêpes salate, fettuccine all’Alfredo, spaghetti alla carbonara.

PODERE SASSAIE
La Toscana, nonostante abbia ottenuto la prima DOCG italiana per la Vernaccia di San Gimignano, non passa, giustamente, per una terra vinicola che produce grandi vini bianchi. La vecchia tradizione del trebbiano, tutta votata alla quantità, non ha consentito fino a poco tempo fa lo sviluppo di una enologia che identificasse i vitigni più adatti al carattere dei nostri terreni, con la sola eccezione del Vermentino che sta riscuotendo un crescente successo, soprattutto ma non solo, nell’areale tirrenico. Ma noi, questa volta, vogliamo parlarvi di un vino molto particolare: il Podere Sassaie 2009 dell’azienda Petreto, le cui vigne, poco distanti dalle sponde dell’Arno, sono impiantate su un terreno costituito da alberese, un calcare marnoso con alto contenuto di carbonato di calcio che rassomiglia a quello delle Graves, sulle rive della Garonna. Quello dove nascono i Sauternes, tanto per intenderci. Prodotto con 30% di uve sauvignon

BONARDA
I vini dell’Oltrepò sono semplici e immediati ma possono raggiungere però alti livelli qualitativi, come quelli di Gianmaria e Marco Vercesi. I due fratelli hanno dedicato grandi sforzi a questo vitigno locale riuscendo a ricavarne una “vivace” Bonarda Luogo della Milla. Colore violaceo intenso, spuma misurata e gradevole, bouquet fruttato quant’altri mai, sapore netto e deciso. Sarà compagno irrinunciabile per merende a base di pane e salame e piacevolissimo accompagnamento di primi piatti a base di carne o di fritti misti.

voi già ben conosciuti. Quest’anno abbiamo scelto un Sauvignon di cui Mauro e la sua famiglia propongono una versione che incanterà chi ama i vini fatti per essere bevuti sino all’ultimo goccio, senza troppe chiacchiere di contorno. Di colore giallo paglierino con sfumature verdi, al naso denota fantastiche, intense ed eleganti note vegetali e floreali quali la salvia, il peperone fresco, i fiori d’acacia ed il pompelmo. Al palato dimostra una freschezza e una sapidità che si sposano splendidamente. Strutturato ed equilibrato, morbido con buon estratto, dal finale lungo, questo è un vino che “sa di se stesso”.Splendido come aperitivo si accompagnerà bene anche a risotti e frittatine con verdure.

TERLANER MONTEPULCIANO NOBILE E ROSSO
Posizionata nella zona di Valiano, geograficamente separata da Montepulciano dalla Val di Chiana, la fattoria di Palazzo Vecchio si trova a 350 mt. di altezza con una splendida vista a 360° che abbraccia contemporaneamente Montepulciano e Cortona. La sua particolare posizione collinare offre ai vigneti che la circondano un clima ventilato, naturale difesa dalle aggressioni batteriche e quindi adatto alla coltivazione della vite. Attualmente l’azienda, che si compone di circa 85 ettari, ne ha 25 impiantati a vigneto e destinati unicamente alla produzione di Vino Nobile di Montepulciano e Rosso di Montepulciano dei quali, trascorsi i canonici 15 anni per farsi la necessaria esperienza, è considerata oggi uno dei produttori più qualificati. I vini di Palazzo Vecchio hanno corpo ed eleganza, profumi e persistenza aromatica che denotano lo stile cercato e voluto dai proprietari con anni di affinamento colturale e delle tecniche di cantina. I vini si caratterizzano anche per l’eccellente rapporto qualità/prezzo Il Terlaner della Cantina di Terlano è uno splendido bianco che da anni avevamo in mente di proporvi per le sue caratteristiche di profumo, struttura e longevità. Nella regione di Terlano infatti i vigneti crescono su terreni porfirici dalla peculiare colorazione rossastra. Le particolari caratteristiche di tali terreni, con il loro alto contenuto di minerali, conferiscono un’impronta decisiva ai vini di Terlano, contribuendo alla loro straordinaria longevità. I vigneti si estendono sulle dolci pendici delle colline del Monte Tschöggel. Infine il clima mite favorisce una perfetta maturazione delle uve donando al vino un sapore particolare. L’uvaggio è composto da 60% di pinot bianco, 30% di chardonnay e 10% di sauvignon blanc. La fermentazione avviene in recipienti d’acciaio inossidabile a temperatura controllata; la maturazione ha

blanc, 15% sauvignon gris, 35% semillon e per il restante 20% con riesling, moscato giallo e chenin blanc, questo vino ha un carattere deciso e particolare. Proprio come i bianchi secchi delle Graves, derivati dalle stesse uve, questo vino spicca per le sue decise note minerali. A queste caratteristiche contribuiscono innanzitutto il terreno, ben drenato ed impoverito, e i due sauvignon: in particolare il raro sauvignon grigio con il suo pieno aroma di frutta, più denso e più ricco dell’omonimo bianco. Il semillon conferisce invece rotondità e finezza; gli altri vitigni apportano morbidezza, eleganza e ulteriori profumi. Il vino ha vivacità e corpo pieno e sarà una vera sorpresa, gradita soprattutto da coloro che amano il carattere decisamente asciutto dei bianchi secchi delle Graves. Se dovessi suggerirvene un accostamento gastronomico direi capesante alla griglia, ma avete esperienza a sufficienza per decidere da soli. A Petreto, visto che anche climaticamente la zona è simile a quella delle Graves, si produce, con le stesse uve, anche un Pourriture Noble di tutto rispetto. Potete metterlo a confronto con il Calcaia in una competizione immaginaria tra sponde dell’Arno e del Tevere.

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE
Il Verdicchio è uno dei migliori vini da pesce del mondo e questo ne è un ottimo esempio. Proviene dai Castelli di Jesi ed è coltivato su terreni misti, tendenti all’argilloso, nel comune di Morro d’Alba, più noto come zona di produzione del Lacrima. Prodotto con 100% di uve verdicchio, viene vendemmiato a mano a fine Settembre e vinificato in bianco con lunga permanenza sulle fecce nobili del vino. Matura poi in serbatoi di acciaio inox. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e profumo di acacia, ginestra e fiori di campo, ha sapore asciutto, sapido e fresco con retrogusto leggermente amarognolo. Andrà servito a una temperatura di 12-14°C su antipasti, primi, pesce e carni bianche. Ottimo sui pomodori al riso.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO
Questa Vernaccia Le Calcinaie 2009 di Simone Santini proviene al 100% da uve vernaccia di produzione biologica. Di profumo intenso e persistente con sentori di agrumi e note floreali di tiglio e gelsomino, ha sapore caldo e sapido con intense note minerali e tipico retrogusto ammandorlato. Fresca e piacevole, subirà bene anche un moderato invecchiamento. Adatta con frutti di mare, risotti alla marinara, spaghetti al sugo di pesce, fritti misti di mare e di verdure, insalate di funghi, frittate, gamberi o scampi bolliti, pesci al cartoccio, salmone affumicato. La numero 1 dei nostri giorni per rapporto qualità/prezzo.

PINOT GRIGIO
Il Pinot grigio è stato per anni uno dei vini più "alla moda" della produzione italiana. La sua diffusione aprì la strada alla produzione di grandi vini fruttati, profumati e ben strutturati, in particolare in Alto Adige, nel Collio e nei Colli Orientali del Friuli. È una varietà senz’altro internazionale, che ha però trovato in Friuli una delle sue terre d’elezione grazie ad alcuni produttori qualificati – tra i quali Dorigo - che hanno saputo intravvederne le potenzialità. In poche altre regioni al mondo questo vino riesce a coniugare freschezza, corposità ed aromaticità in modo così completo, mentre altrove risulta solo delicato e fragrante, morbido e floreale con un leggero tocco citrino. Per salvaguardare il suo straordinario patrimonio aromatico l’azienda dei Dorigo lo vinifica in acciaio a temperatura controllata e lo lascia anche 7/8 mesi sulle fecce nobili per consentirgli di acquisire in pieno le sue caratteristiche note minerali e territoriali. Di colore giallo paglierino chiaro, con profumo elegante ed intenso, con evidenti note di frutta esotica tra cui spicca la banana con sentori di ananas e pera williams, ha sapore pieno e vellutato, molto elegante e mediamente corposo, sapido con retrogusto largo e persistente, supportato da una gradevole freschezza che conferisce al vino pieno carattere. Servito a 12°C, in piena gioventù, accompagnerà ottimamente antipasti, minestre asciutte e brodi, piatti a base di uova, pesci al forno e carni bianche. Sarà splendido anche come aperitivo. Non ve lo lasciate scappare: raramente un vino mi ha così inebriato con i suoi profumi.

MUELLER THURGAU
Questo Mueller Thurgau ce lo siamo andato a cercare in Val di Cembra, sulle colline a est di San Michele all’Adige dove, per via dell’altezza superiore ai 500 metri slm, il vino ha il suo più idoneo areale di produzione. La vendemmia

Dopo essere stato per oltre un secolo la bandiera del vino italiano nel mondo il Chianti, nei primi anni 70, cedette questo primato al Brunello di Montalcino. Poi è iniziata una lenta risalita che ha portato le realizzazioni di alcuni produttori a rivaleggiare con i più rinomati vini d’Italia. L’anno scorso vi abbiamo presentato la riserva 2006 del Borro del Diavolo della fattoria Ormanni. Ora della stessa fattoria e della stessa mano enologica, quella eccelsa di Giulio Gambelli, abbiamo il Chianti base del 2007, che alcuni di voi hanno già apprezzato per la grande bevibilità. Accanto al Chianti, Giulio Gambelli ci presenta lo Julius del 2004, uno splendido uvaggio di sangiovese, merlot e syrah. Il risultato è sorprendente: il merlot conferisce morbidezza ed il syrah la speziatura, ma la base è inequivocabilmente sangiovese, non rovinata dal passaggio nel legno che conferisce il giusto equilibrio. È uno dei migliori Super Tuscan sul mercato e il prezzo, per un vino di questa categoria, è addirittura strepitoso.

L’ARTE DI GIULIO GAMBELLI

2009 ha prodotto un vino con grandi profumi, corpo leggero e bella acidità che consentirà a questo Mueller di durare più a lungo del solito e anche di azzardare accostamenti diversi, insoliti. Ricorda i Mueller Thurgau grande novità di oltre 30 anni fa, che di questo vino costituirono la fortuna.

STRUCÀ
L’alternativa quotidiana al Panettone. Lo Strucà è un dolce nuovo, estremamente leggero e digeribile, impastato esclusivamente con olio extravergine d’oliva selezionato tra i migliori d’Italia, farcito con scorze di arancia candite e glassato in superficie. Grazie all’attività degli antiossidanti presenti nell’olio extravergine d’oliva, ha anche proprietà benefiche per il nostro organismo. È adatto ad ogni occasione e per questo disponibile in ogni periodo dell’anno. Il livello qualitativo è assolutamente straordinario.

IL CIOCCOLATO DI ROBERTO CATINARI
Firmate Catinari, proponiamo una serie di delizie che ben rappresentano la genialità di un maestro, il primo che ha portato la Toscana ai vertici della produzione italica, in quello che è stato definito “secondo Rinascimento” del cioccolato. Il Nocciolato è una ruota di finissimo gianduja nella quale sono racchiuse nocciole delle Langhe a lenta tostatura: dedicato a chi ama sentire il crocchiare nelle orecchie mentre i denti sono in gioco e il palato si inonda di dolcezza. Divina sensazione. Ma c’è chi preferisce il tutto morbido, ed ecco i Lingottini di Gianduja, per i quali sembrano perfette le parole del poeta “ e il naufragar m’è dolce in questo mare...” (non suoni irrispettoso verso Leopardi, gran goloso). Eccezionali, le Tavolette fondenti all’80% e al Caffè.

INSOLIA
Prosegue, con questo Insolia di un piccolo qualificatissimo produttore siciliano, la serie dei vini Alfavitis – esclusiva del Club – iniziata lo scorso anno. Il vitigno dell’insolia o inzolia conosciuto anche all’isola d’Elba e al Giglio col nome di ansonica, è uno dei più diffusi vitigni autoctoni siciliani. È stato la colonna portante delle cantine isolane, prima che la Sicilia si affermasse come terra d'elezione dei grandi rossi da uve autoctone e da uve internazionali. Citato già da Plinio con il nome di irziola, detto dal volgo inzolia vranca per distinguerlo dall'inzolia nigra, viene descrtto anche da Cupani (1696) e da Sestini (1760). Alcuni studiosi hanno supposto che la sua origine fosse medio-orientale, ma le numerose ricerche effettuate non hanno avuto, fino ad ora, riscontri positivi. Si può quindi affermare che l'insolia sia un vitigno nato e coltivato in Sicilia. Serve, insieme al grillo e al catarratto alla preparazione di vini secchi da

L’ESCLUSIVA DEL CLUB
matura, per poi evolvere in sentori nitidi di acacia, ginestra e zagara. Rilevanti accenti minerali ne sottolineano il territorio. Al gusto ha sapore suadente, abbastanza sapido e penetrante con buona dotazione alcolica, equilibrata acidità e morbidezza. Per le sue caratteristiche non invadenti e per la magnifica sensazione di freschezza che lascia al palato, è molto indicato come aperitivo a cui abbinare stuzzichini dai sapori accesi o antipasti di pesce. Ma è con i piatti di mare che potrà generare meraviglia: ideale con crostacei, pepata di cozze, ricci di mare e insalata di polpo; bene anche sulle paste, sempre marine o bianche. Per i secondi, privilegia l’intensità dei sapori netti e fragranti delle fritture o la delicatezza e dolcezza di scampi e gamberi. Una ricetta tradizionale particolarmente indicata per l’Insolia: antipasto di sardine marinate con olio extra vergine d’oliva, succo di limone e peperoncino. Per un’ottima degustazione va servito a 12°C. Un vino solare e mediterraneo, di eccellente fattura, fedele alla tradizione eppure moderno e innovativo.

scelte precise: niente veleni sul campo e quindi uve biologiche, derivate da impianti molto fitti con drastici diradamenti; quindi rese molto più basse di quelle consentite, criomacerazione e fermentazione a temperatura controllata per il massimo di estrazione dei profumi; meno di un quarto del normale di anidride solforosa all'imbottigliamento, grazie alla perfetta sanità delle uve.

CILIEGIOLO
È un vino molto somigliante a un Beaujolais: elegante, dal colore rosso rubino carico, con riflessi violacei. Il suo profilo aromatico, avvolto nei primi istanti da una singolare nota torbata, è tutto giocato sul registro della frutta rossa più avvincente: fragola, lampone e, ovviamente, ciliegia. In bocca il vino si presenta morbido e succoso, con un’acidità perfettamente bilanciata al corpo e con un’ottima corrispondenza gusto-olfattiva, con finale leggermente amarognolo. Grazie alla spiccata aromaticità e alla sua struttura, il

FALANGHINA
La Falanghina produce un vino bianco dal colore giallo paglierino, a volte molto “carico”, dai profumi delicati, con lieve sentore di ginestra, mentre al gusto è sapido, fresco e gradevole, con buona acidità e note fruttate fini e delicate. Questa nota acida gli consente una buona evoluzione nel corso del tempo. Ha un piacevole retrogusto amarognolo che ricorda il melograno. Si abbina bene a tutta la cucina di pesce e a quella vegetariana e, alle carni bianche, a paste con frutti di mare e sughi di verdura e pomodoro, ottimo con la mozzarella di bufala campana e formaggi freschi a pasta morbida. È eccellente servita come aperitivo, a una temperatura di 10° C. La nostra è prodotta in una piccola azienda a conduzione familiare che ha fatto

tavola dal carattere deciso come il Corvo e il Regaleali e partecipa, insieme a questi due, alla composizione del Marsala, gloria della Sicilia vinicola. Ma riscuote anche particolare successo nella vinificazione in purezza. Nella nostra versione dà un vino fine di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. All’olfatto si apre con note intense di frutta a polpa bianca e gialla,

Ciliegiolo AlfaVitis si accompagna con versatilità a diversi tipi di pietanze caratterizzate da ricchezza di profumi e struttura non eccessivamente grassa. Da servire a 16-18°C in calici medi, dopo averlo scaraffato. Piacerà a chi del vino apprezza facilità di beva, sapore fruttato e assenza di ogni pesantezza dovuta all’invecchiamento nel legno.

DUE GRANDI ITALIANI DEL CIOCCOLATO

S

litti è, fra gli artisti del cacao, il numero uno assoluto per i dragées. Lo hanno confermato più volte i premi conquistati in gare e tornei internazionali. Specializzazione delicata, che gli intenditori sanno apprezzare nel profondo, e che brilla nei Grani di Caffè Arabica ricoperti di fondente, nelle confezioni miste di Dragées, con nocciole e mandorle e nello strepitoso Zenzero candito rivestito di cioccolato, proprio da non perdere. Ma il maestro pistoiese, ha altre frecce al suo arco: la Tortina di cioccolato fondente tempestata di mandorle e le superbe Praline, cioccolatini ripieni assortiti,

vera summa di sapori, di aromi, di combinazioni. Per gli amanti del cucchiaio, la Riccosa, crema gianduja in vasetto, a base di nocciole e cioccolato al latte, da spalmare. Gianera è la versione con nocciole e cioccolato fondente. Infine la Nocciolata, crema di nocciole al cacao, che contiene anche nocciole in pezzi.

ne analoga con cioccolato fondente. E non perdetevi le Tavolette, al latte, bitter, extrabitter, che sono quanto di meglio offra il mercato per rapporto qualità/prezzo. Anche quest’anno 3 doviziosi assortimenti di cioccolatini, adatti proprio a tutti i gusti.

V

iene dal Sud, e precisamente dalla pasticceria Maglio di Maglie, lo splendido, originale astuccio in legno di Delicatezze, un assortimento di delizie: caffè, ciliegie, nocciole, mandorle, croccantini...tutti avvolti in una ineffabile crema alle mandorle e rivestiti di un cioccolato fondente, che unisce i mitici Criollo e Forastero. Qualità superlativa anche per il Cremino Papuasia con mandorle e nocciole pralinate, prediletto da chi cerca la dolcezza, ma così originale da aver persuaso anche i meno convinti fautori del cioccolato al latte. Presentiamo anche il Cremino Ecuador, versio-

L’OLIO
La sicurezza di un ottimo Pratomagno la rarità di un Senese d’eccezione In Toscana si produce l’olio migliore d’Italia e perciò del mondo. Sarà che la Toscana è effettivamente trainante, soprattutto all’estero, e non solo per l’olio ma basta guardare il paesaggio dove la presenza degli ulivi è insostituibile nella trama ondulata dei cipressi, dei campi, delle macchie boschive, basta veder lavorare un contadino del Senese, della Maremma, del Chianti o della Lucchesia per sentire e capire che da quegli olivi amorosamente curati con gesti sapienti può venire solo un olio di grande carattere e incantevole armonia. Anzi, olii, perché i terreni e le olive sono diversi, ma sempre di tradizione e qualità superiori. Per averne la prova concreta ecco l’extra vergine del Club delle Fattorie, che nasce dalle colline del Pratomagno e che è un must del nostro Catalogo, perché sa conquistare i palati di chi ama i sapori decisi, ma non troppo invadenti, intensi ma puliti ed equilibrati. Una sicurezza, per noi che lo abbiamo scelto quasi trent’anni fa e per voi che lo avete tante volte confermato. Blasonato e garantito con la Denominazione di Origine Protetta “Terre di Siena”, l’olio extra vergine di Bardi è un prodotto per il quale spendiamo volentieri un aggettivo abusato, riportandolo al suo vero significato: straordinario. Siamo orgogliosi di averlo individuato tra i primi, quando il suo geniale creatore lo aveva appena messo a punto e non aveva ancora vinto premi e allori nelle rassegne italiane, come il Sirena d’oro a Sorrento per la categoria fruttato medio. Poterlo offrire qui, sia pure in quantità molto limitate, è un piacere e un onore. Descriverlo a parole è un esercizio che preferiamo affidare a chi lo proverà. Questo che proponiamo ha quella meravigliosa vitalità che ne fa un’autentica golosità “a crudo”, sul pane della fettunta. Tra qualche mese diventerà più maturo e più armonico, ideale per cucinare e condire. Biologico e non solo in tavola Altra regione a grandissima vocazione olearia, l’Umbria verde è anche argentea di ulivi, che caratterizzano il suo territorio in molte zone, dal lago Trasimeno alle valli al confine con la Sabina. Ecco il Crudigno, un olio biologico, cioè derivato da olive senza concimazioni chimiche né trattamenti anticrittogamici, delicato ma anche pieno nel sapore, capace di trasmettere luce e vita a qualunque cibo, anche al nasello surgelato più spento e al branzino di allevamento più scontato, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo, soprattutto nella confezione in lattina da 5 litri. Per questo potrà essere usato anche per friggere.

TOSCANA IN TAVOLA
LE ZUPPE
Ogni massaia toscana ha una sua personale interpretazione della Ribollita, piatto povero ma delizioso della tradizione contadina toscana. Si gusta su un letto di pane toscano raffermo, tagliato a fette, aggiungendo pecorino grattugiato, olio extravergine d'oliva, sale e pepe. Ma la ribollita, quella vera, si ottiene mettendo la minestra di pane in una pentola di coccio per un quarto d’ora in forno caldo. Tocco finale, da chef: un filo d’olio d’oliva e cipollotti freschi. La nostra ribollita è una meraviglia del

I SALUMI DI CINTA
LARDO
È un prodotto tipico toscano la cui preparazione deriva da un’antica tradizione. È un tipo di lardo suino preparato con un metodo molto antico e insaporito con sale, pepe, coriandolo, chiodi di garofano, rosmarino, aglio, salvia. Ha un colore bianco-rosato. Ottimo mangiato con fette di pane caldo. gionare per tre mesi. Ha un sapore leggermente diverso rispetto alla pancetta, e una consistenza più dura. Può essere mangiato da solo, ma trova il miglior utilizzo nei sughi, come quello all’amatriciana o alla carbonara.

CAPOCOLLO

PROSCIUTTO

Viene preparato soltanto con cosce fresche di suini allevati in fattoria allo stato semibrado. Il prosciutto viene trattato a secco con poco sale, spezie e pepe. Il colore va dal rosso intenso al rosso chiaro. Ha un sapore deciso, ma con salatura equilibrata che compensa il pane "sciocco" toscano ossia senza sale.

È la versione toscana della coppa. Si prepara con la porzione superiore del collo e parte della spalla del maiale. Viene insaporito con aglio, pepe, sale e semi di finocchio. La stagionatura avviene in locali ben asciutti e areati. La fetta risulta ben omogenea fra la parte magra e grassa. Il sapore e il profumo sono unici. È un salume morbido.

mangiare sano ma con tanto, tantissimo gusto. Oltre alla ribollita abbiamo a disposizione un’eccellente Zuppa di farro e porcini, autentica delizia che conquisterà definitivamente tutti gli appassionati del genere, e una Zuppa di farro, per chi rinuncia ai funghi ma vuole il sapore. Favolosa! Ci sono poi tre minestre una di Ceci, una di Lenticchie ed una di Fagioli. Preparate nel mini laboratorio di una delle pochissime aziende agrituristiche toscane che interpretano correttamente il proprio ruolo, saranno una piacevole sorpresa per chi non ha tempo da dedicare alle lunghe preparazioni. Sono dosi per due persone. Basterà aggiungere ad ogni singolo vasetto versato in pentola una pari quantità d’acqua e completare con della pasta corta. Non manchi un po’ d’olio extra vergine d’oliva a freddo. Il successo è assicurato. E per finire la Zuppa di funghi e l’Acquacotta Anche qui altrettanta acqua, ma stavolta pane raffermo al posto della pasta e poi: subito in tavola! Condite con un filo d’olio extra vergine d’oliva e formaggio a piacere.

I SECONDI
Le ricette di questi piatti appartengono a quella parte della tradizione toscana che rischia di perdersi nella frenesia del mondo moderno. Necessitano tutte di lunghe ore di preparazione e spesso, anche se molto apprezzate, si preferiscono loro ricette più semplici e soprattutto più veloci da preparare. Con questa piccola serie comprendente Stracotto di Chianina, Bocconcini di Cinghiale alle olive e Anatra all’arancia, tutti preparati con grande passione, anche chi ha poco tempo a disposizione potrà permettersi un tuffo nel passato e assaporare piatti ormai praticamente scomparsi non solo dalla cucina di tutti i giorni.

SALAME

FINOCCHIONA

Si produce in tutta la Toscana, anche se la zona tradizionale è quella del Chianti. Insaccato preparato con la spalla e il grasso duro del guanciale e poi aromatizzato con sale, pepe, semi di finocchio, aglio e vino. Ottima come antipasto o con i crostini.

GUANCIALE

Il guanciale è simile alla pancetta come composizione ma è costituito da un taglio ricavato dalla guancia e da parte del collo del maiale. Viene strofinato con sale, ricoperto di pepe e fatto sta-

È il prodotto più noto della salumeria regionale toscana, conosciuto e apprezzato ovunque. Le carni impiegate sono di coscio, rifilatura di coscio, spalla e pancetta con cubetti di lardo che, al taglio, conferiscono il caratteristico aspetto. La carne selezionata viene tagliata a pezzi e messa a riposare in cella frigorifera a 0° per tre giorni, poi viene macinata e conciata con gli aromi e gli altri ingredienti. La stagionatura varia da 80 a 100 giorni, secondo la dimensione ed il peso del salame.