libro_tecnologie materiali poveri

TECNOLOGIE PER TUTTI

Soluzioni semplici e a basso costo per l’habitat

Scuola di specializzazione in “Tecnologia, architettura e città nei Paesi in via di sviluppo” del Politecnico di Torino Servizio Diocesano Terzo Mondo - Torino

TECNOLOGIE PER TUTTI
Soluzioni semplici e a basso costo per l’habitat

a cura di Massimo Foti

Scuola di specializzazione in “Tecnologia, architettura e città nei Paesi in via di sviluppo” del Politecnico di Torino Servizio Diocesano Terzo Mondo - Torino

I disegni sono di Nancy Camacho Le ricerche su Internet e le schede dei siti sono di Valeria Rocco

Il disegno in copertina rappresenta la preparazione manuale dei blocchi di cui si parla nel paragrafo: “Parete in blocchi ventilati”

Il contenuto di questo libretto è anche presente sul sito Internet: www.sdtm.it

© marzo 2003, Scuola di specializzazione in “Tecnologia architettura e città nei Paesi in via di sviluppo” del Politecnico di Torino e Servizio Diocesano Terzo Mondo di Torino. Tutti i diritti sono riservati. Sono consentite fotocopie per uso personale di operatori volontari. Sono auspicate la diffusione fuori dall’Italia e le traduzioni in altre lingue: gli interessati dovranno tuttavia richiedere espressa concessione dei diritti d’autore, dal momento che il loro corrispettivo è destinato a progetti di sviluppo nei Paesi poveri

Scuola di specializzazione in “Tecnologia, architettura e città nei Paesi in via di sviluppo” del Politecnico di Torino Via P.A. Mattioli, 39 - 10125 Torino tel: 011.5646439 - fax: 011.5646442 e-mail: scuolapvs@polito.it Servizio Diocesano Terzo Mondo - Torino Via Arcivescovado, 12 - 10121 Torino tel e fax: 011.5156225 e-mail: servdioctm@tiscalinet.it

Ma questo non basta: occorre permeare le istituzioni di una sensibilità ai problemi del Terzo Mondo. delle periferie dove la solidarietà ci spinge. Poiché vediamo bene che gli interessi che muovono quei personaggi si antepongono alla preoccupazione per i popoli e per il loro benessere. Progettare invece qualche micro-intervento. abbandono. verificare e implementare le opere avviate costituiscono la possibilità della gente comune di “fare” qualcosa di concreto. vorremmo qui citare l’amico Giorgio Ceragioli. È così che una preoccupazione costante del Servizio diocesano terzo mondo è quella di uscire dalla ripetitività di certi giudizi sull’ingiustizia nel mondo per dare vita a “progetti di auto-sviluppo” fra i poveri della terra. Progettare ciò che compete alla sfera tipica delle istituzioni. In altri termini. se uno slogan. Antonio Labanca Incaricato del Servizio diocesano terzo mondo . violenza. e soprattutto di stimolare una controtendenza all’impoverimento del Sud del pianeta.PRESENTAZIONE L’opera di informazione e di sensibilizzazione non avrebbe senso se non si muovesse in una logica di affermazione di pensieri e di strumenti che diano corso e continuità alle intuizioni più alte. preoccuparsi del suo finanziamento. Siamo felici di trovarci in questo punto dove si raccordano volontariato. antica tradizione di fraternità cristiana. occorre che chi li pronuncia abbia almeno la preoccupazione di misurarsi con la realtà del “dopo”. Per questa ragione ci appaiono preziose le realtà come quella della Scuola di specializzazione in “tecnologia. stabilire rapporti con i referenti. che da anni hanno dato vita a processi di “trasmissione dei saperi”. L’equivalente in economia di quella che si chiama “diplomazia dal basso” nelle relazioni fra gli Stati. che fu contemporaneamente “padre” di questo nostro Servizio e di quella Scuola con cui oggi volentieri e soddisfatti collaboriamo. non vi sia altra soluzione che sperare che i potenti decidano politiche che contrastino siccità. come la Regione Piemonte. siano esse culturali. nasce uno strumento (questo fascicolo) che aiuterà a progettare meglio e più convenientemente delle “soluzioni” per le necessità dei villaggi. E ci rendiamo conto che stiamo raccogliendo i frutti di chi ha seminato prima di noi. Non è solo questione di trovare qualche risorsa finanziaria in più o maggiore visibilità per i progetti. Ma di progettare altro. economiche. o a causa di una delle innumerevoli guerre. a lungo. Sarebbe una condanna alla frustrazione della nostra opinione pubblica scoprire che dopo gli allarmi e gli appelli – sempre più appannaggio dei grandi nomi dello spettacolo – per chi muore di fame. E se questo si raccorda con le istituzioni politiche. politiche. acquista una valenza ancora più forte. di malattie. se una proposta sono fondati su un atteggiamento serio. cogliere i segnali che da quelle stesse emanano nei confronti della cooperazione internazionale. centri di eccellenza scientifica. Da questo sforzo congiunto. se un auspicio. architettura e città nei Paesi in via di sviluppo” che costituiscono la traduzione nell’ordinario di un percorso di formazione che tutti possiamo auspicare per chi opera nelle aree povere del pianeta. a questo scopo: su tutti. strategia di nuove relazioni istituzionali.

a un nuovo duro colonialismo tecnologico. a volte anche molto semplici. per l’habitat. nei paesi del Terzo Mondo ha bisogno di casa. un testo sistematico. è volerlo condannare. le tecnologie sanitarie. come si è detto. ma le tecnologie “sottovoce”. 1 .… D’altronde lo sviluppo del Terzo Mondo serve anche a noi e all’umanità intera. alla chimica fine. ben più gravi dell’attuale terrorismo. dall’altro questi ultimi temi restano al di fuori della competenza di chi ha curato queste breve note. consciamente o meno fa lo stesso. ma utilizzando mezzi e materiali locali. sarebbe teorizzare e attuare nuovi ghetti. temi che riguardano l’habitat. attingere a questa ricchezza dell’umanità che gli strumenti scientifici . allo sviluppo: perché tutti possano. più produttiva la vita a tante persone che sono in paesi poveri. culturale. ma neanche un breve manuale. alle sue più elementari necessità. ecc……. Tecnologie che possono rendere più facile. E non si dica che questo è imposizione culturale. nuovo colonialismo culturale e tecnologico. economico e forse anche politico. per mantenere o conquistare posizioni di denaro o di potere. di acqua. di fonti di energia. in particolare tecnologico. di mezzi di trasporto. nuovi razzismi pericolosissimi”. Ma da un lato.” La gente. Sarebbe certo molto utile accennare ad altre cose: le tecnologie per l’agricoltura o per la zootecnia. Il non mettere a disposizione del Sud questi strumenti sarebbe nuovo colonialismo. necessaria. se c’è la volontà di ricorrere a conoscenze nuove. Ha scritto Giorgio Ceragioli: “Oggi la tecnologia è più che mai utile.fatti con la tecnologia . al servizio del consumismo o della complicazione. quindi. oltre che per costruire basi materiali che potrebbero (se ben utilizzate e se non sommerse dall’attivismo fine a se stesso) essere condizione utile per una vita spirituale e culturale più serena e approfondita. di alcuni suggerimenti. Serve anche a noi perché evita che si crei una frattura profonda fra un venti per cento di umanità ricca e un ottanta per cento di umanità povera: ottanta per cento che potrebbe essere condotto dalla disperazione a usare mezzi estremi. si allargherebbe troppo il discorso. quelle che hanno bisogno sempre di andare avanti. le più incisive. di cibo. per cercare di offrire qualche spunto a chi lavora direttamente o indirettamente proprio per la gente del Terzo Mondo. se lo vogliono. che cercano di richiamare l’attenzione sul fatto che esistono “altre” tecnologie. Non. le tecnologie un po’ “gridate”. quelle che guardano innanzitutto all’uomo. E parlare di aiuti contro la fame nel Terzo Mondo senza parlare di lotta per il suo sviluppo. nazionale…. E’ proprio su tali temi. naturalmente.INTRODUZIONE Questo fascicolo non vuole essere. ecc. che si articola questa pubblicazione. Ha scritto ancora Ceragioli: “Lo sviluppo del Sud è necessario ed è necessario che questo sviluppo usi le tecnologie avanzatissime.mettono loro a disposizione. Esso contiene la raccolta di alcune informazioni. che riguardano argomenti nei campi progettuali e tecnici. di lavoro. quelle a maggiore rendimento dalla telematica all’elettronica.

Seguono poi cinque capitoli rispettivamente sulle: tecnologie per l’acqua e per l’igiene. si trova un elenco commentato di siti internet. non si ferma presto. che la tecnologia cresciuta in seguito alla rivoluzione industriale la si può definire “una certa tecnologia” e non “la tecnologia” in generale. se si sa intendere nel modo giusto: All’inizio del fascicolo si è voluto mettere un capitolo proprio per presentare le “tecnologie ibridate” e. già soggetti a varie forme di ibridazione. per l’edilizia. utilizzabili soprattutto in edilizia. ma che bisogna. per i trasporti. dopo di questo. un capitolo che propone tre esempi relativi a materiali semplici. per la vita quotidiana. che la tecnologia messa a punto nei paesi sviluppati non è in genere adeguata alle esigenze dei paesi sottosviluppati. a volte. In ogni caso. Ricordandosi. concetto che può aiutare. idee da approfondire. il bambù. sui quali è possibile trovare notizie ed orientamenti per approfondire. ma soprattutto da cominciare ad applicare. che tali paesi non debbono necessariamente ripercorrere l’identico cammino delle società sviluppate. ma possono essere chiamati a trovare nuove vie. spunti per chi vuole cominciare a riflettere sui problemi. i materiali compositi. A conclusione. per l’energia. che la scienza e la tecnologia da sole non bastano. comunque. sempre. ma ha la costanza di esplorarlo a fondo. In essi vi sono anche esempi. è possibile che trovi delle sorprese. ma suscettibili di essere ancora più ampiamente ibridati: la terra. Questi siti potranno dare un contributo significativo a chi sa sfruttarli: se chi apre un sito. puntare allo sviluppo integrale dell’uomo.È sulla unione delle tecnologie locali e tradizionali con le tecnologie più recenti delle società sviluppate che può maturare il concetto di “tecnologia ibridata”. da sviluppare. Massimo Foti 2 . è anche lì che bisogna imparare a cercare per conoscere meglio le tecnologie “semplici ed a basso costo” e le applicazioni che eventualmente ne sono già state fatte.

purché innestata in un’altra a formare una nuova specie tecnologica. lo sviluppo in un settore e da questo generare lo sviluppo culturale che potrebbe permettere di uscire dal divario che investe questi paesi. Sarebbe anche questo un risultato bello e molto importante” (1). e non solo con aiuti economici o appoggio politico: approfondire il nostro mestiere per cercare “tecnologie ibride” utili al Terzo Mondo nell’edilizia. anche quando non serve. il concetto di ibridazione potrebbe comprendere aree molto più vaste. all’uso spregiudicato di qualsiasi materiale. là dove si costruisce la casa. in ogni tipo di lavoro: e. fuori da schemi precostituiti. proprio nella commistione di cose e tecniche diverse. qualunque tecnologia. Ma.LE TECNOLOGIE IBRIDATE “Ebbene. unire mattoni di fango messi su da contadini inesperti e apparecchi informatici che ne controllano le qualità sul posto. e “tecnologie avanzate” fortemente scientificizzate. controllo) che sull’”hard” (oggetti e materiali). programmazione. oggi. per la nostra società. analisi. trovata qualche idea semplice e utile. cioè dell’uso di conoscenze scientifiche e tecniche per migliorare le caratteristiche di una tecnologia povera. per le nostre famiglie e per farci uscire dal consumismo ottuso che chiede sempre. può innescare. direttamente. “Le tecnologie povere (comunemente chiamate tecnologie tradizionali o locali) contengono in qualche modo. nell’insegnamento. per raggiungere questo obiettivo è necessario usare “tecnologie avanzate”. sono prodotti riproducibili in serie a prezzi relativamente bassi la cui incisività si basa più sul “soft” (studio. degli organismi di volontariato perché la sperimentino con le popolazioni interessate. la strategia principe dell’ibridazione è certamente quella di evidenziare il lato “soft” della tecnologia. col nostro lavoro. In effetti. il presupposto dell’ibridazione tecnologica. ad esempio. nell’agricoltura. Come già asserito. nella capacità e disponibilità culturale al cambiamento. Stabilito che. per una vita che possa utilizzare tutte le potenzialità che Dio ha messo a disposizione dell’umanità. ma per raggiungere quelle soglie di sviluppo indispensabili. Per “tecnologie ibridate” si intende la profonda commistione tra tecnologie povere. nella meccanica. nella capacità di piegare ai propri obiettivi oggetti nati per scopi totalmente diversi. metterla a disposizione. il prodotto più caro. le conoscenze scientifiche e tecniche sono proprie del mondo industrializzato e spetta a questo il compito di renderle disponi3 . nella medicina. è una forma di “ibridazione tecnologica” di cose vecchissime e poverissime con cose nuove e scientificizzate: è l’incontro di civiltà per risolvere i problemi dei “più poveri”. come precedentemente definite. come un processo ciclico. Esse sono tecnologie tipiche della fase postindustriale. nella tipografia. anche. “Più poveri” che hanno bisogno di usare tutta l’esperienza dei secoli ma anche tutta la tecnologia e la scienza del presente: non per competere nella dannata corsa ai consumi. Anche noi abbiamo una qualche possibilità concreta di aiutare. un modo appropriato di agire è quello di migliorare le tecnologie tradizionali. nei lavori casalinghi. L’apporto tecnologico che possiamo dare ai Paesi in via di sviluppo. la qualità migliore. E chissà che qualcosa non serva.

attuabili utilizzando direttamente prodotti tecnologici”. deve avvenire. un trasferimento di informazioni. che pongano gli intellettuali e i tecnici di questi paesi in grado di poter scegliere e creare le soluzioni migliori per il proprio fabbisogno. anche nella sua concretezza tecnologica. intervento per intervento. (2) 4 . il senso di sfruttamento che potrebbe caratterizzare questo periodo di passaggio. Il trasferimento di conoscenze porta a ridurre e tende a togliere dalle mani del mondo industrializzato il potere che ha a disposizione sulla scena del mondo e che perciò porterà certamente a critiche e incomprensioni. soluzione per soluzione. dovranno fare in modo che queste siano distribuite equamente fra le popolazioni sottosviluppate e nel contempo limitare la contrapposizione. porta un contributo preciso e stimolante. In questo senso l’ibridazione.bili per lo sviluppo futuro del Terzo Mondo. Se si insiste sugli interventi “soft” per l’ibridazione non si disdegnano tuttavia gli interventi “hard”. ma che è del tutto legittimo se si crede veramente nella solidarietà. Gli organismi preposti al trasferimento di informazioni. cioè. quanto maggiore è il suo contenuto “soft”.

Tecnologie ibridate con fibre vegetali e resine per abitazioni a basso costo nei PVS. Ibridazione tecnologica: nuova frontiera. permettendo poi un veloce montaggio. facilmente lavorabile e trasportabile. Il bambù si può considerare. il quale sta tornando alla ribalta per una serie di motivi: esso cresce in moltissimi paesi. Per questo ad un certo punto si è cominciato a considerare il bambù un materiale dei poveri e. da cercare di non usare. è un materiale maneggevole. totalmente impiegabile (le foglie sono spesso utilizzate come mangime). in Africa e. in modo particolare. rispetto alle costruzioni realizzate con i materiali nuovi. 1983. 5 . I lati negativi dipendono principalmente dalla necessità di doverlo proteggere contro l’umidità e gli insetti. ha un po’ ridimensionato l’importanza del bambù. Con il trascorrere del tempo. il cemento e così via. quelle in bambù sono caratterizzate da una vita relativamente breve. (2) dalla tesi di laurea di: Lumbaca Giuseppe Antonio.Facoltà di Architettura di Torino). Grazie all’esperienza ed alla ricerca scientifica. per questo motivo. così. a ciò si aggiunga il fatto che. i problemi legati all’uso di questo materiale possono essere in gran parte attenuati. 3. però. ha una storia antica in quei paesi in cui cresce in abbondanza (nel Sud America. si sta assistendo ad un rinnovo dell’interesse nei confronti di questo materiale.ssa Nuccia Comoglio Maritano . l’uso di nuovi materiali. su “Progetto”. (relatore: prof. un materiale che già da tempo è soggetto a ibridazione tecnologica ed è suscettibile di esserlo ancora di più prossimamente: la durata del bambù è (1) da: Ceragioli Giorgio. attraverso la prevenzione e l’applicazione di misure specifiche. Negli ultimi decenni però. quali l’acciaio. come materiale da costruzione. inoltre. Il bambù è un materiale leggero che può essere lavorato con semplici strumenti da un uomo solo. Luppino Davide. discussa nel febbraio 2001.TRE ESEMPI DI MATERIALI IBRIDATI Il bambù L’uso del bambù. nel Sud-est asiatico). si adatta bene ad una prefabbricazione di elementi da costruzione. n.

che fungono da irrigidimento delle fibre verticali delle piante. 6 . il bambù offre una resistenza e allo stesso tempo una flessibilità tali da renderlo materiale molto adatto alla realizzazione di costruzioni in zone sismiche. in aggiunta a tutto ciò. più di un metro all’anno). con passerelle. alcune specie raggiungono anche i 35 m di altezza: la crescita rapida della piante rende alta la sua rinnovabilità. sono stati proposti in tanti esempi di progettazione usi strutturali di esso interessanti. inoltre.stata migliorata con trattamenti chimici speciali. sono state fatte numerose ricerche di laboratorio. Il bambù è una pianta a crescita abbastanza veloce (in media. Buona parte della domanda relativa al bambù può. Poiché il bambù è un materiale naturale e disponibile in grande quantità. Ma il bambù si presta a numerosi impieghi. si tradurrebbe in un risparmio di denaro. non solamente nel campo delle costruzioni. la diffusione del suo sfruttamento non provocherebbe sicuramente i danni ecologici causati dalla deforestazione che sta avendo luogo in diverse zone del nostro pianeta. essere soddisfatta attraverso la coltivazione della pianta praticata dagli stessi utilizzatori. Il legno cilindrico del bambù è diviso ad intervalli da nodi (in cui si sviluppano rami e foglie). infatti. i vantaggi di usare il bambù come materiale da costruzione e per tante altre destinazioni sono evidenti. il bambù è un materiale economico e la sua più ampia utilizzazione. si sono sperimentati usi diversi e innovativi. soprattutto nel campo delle costruzioni. recinti e passaggi realizzati in bambù Grazie alla sua grande disponibilità. che è dovuta spesso all’elevata richiesta di legno. Campo giochi.

recinzioni. rinforzi per gettate di calcestruzzo e terra stabilizzata Il bambù può Parete in liste di bambù in prospetto e in pianta 7 . tra l’altro. tegole.tre anni. La sezione anulare trasversale presenta un diaframma indurito a distanza costante (tra i 30 e i 40 cm). infissi. il bambù dovrebbe essere raccolto durante la stagione secca). Il bambù in campo edilizio è impiegato per la realizzazione di strutture portanti e secondarie. progettato da Simon Velez Il bambù è caratterizzato da uno strato esterno duro e robusto. se tagliato correttamente e trattato. pilastri. scale e impalcature. arredamenti. Il legno di bambù non trattato resiste per due . per travi. il bambù maturo (almeno 5 anni di vita) resiste molto più di quello giovane. pavimenti. mentre l’interno cavo si presenta costituito da due strati fibrosi. gli attacchi di funghi ed insetti aumentano in modo proporzionale alla presenza di umidità (perciò. pareti. Il problema dell’assorbimento dell’acqua è il principale fattore della sua deperibilità. gronde. almeno quattro volte tanto.Mercato coperto in bambù. tubature. che contribuisce alla resistenza della canna agli sforzi di taglio.

ecc. permette di perseguire contemporaneamente lo sfruttamento di una risorsa locale e una facile formazione di tecnici e artigiani. o di una sega. torchiasse.consentire molte altre nuove applicazioni. La lavorazione del bambù non richiede l’uso di particolari utensili: in genere è sufficiente l’impiego di un coltello con una lunga lama robusta. Il bambù può essere impiegato a sezioni intere o a sezioni divise. Mediane l’uso di un comune “coltellaccio” è possibile ottenere qualsiasi forma e tipo di giunto necessario alla realizzazione di una struttura. mattoni a freddo. oltre a tutta una serie di tecniche miste. Come si può notare. considerando anche che esso può essere usato in strisce o per fare stuoie (pareti). caratteristiche acustiche. La tecnica che si è perfezionata molto attraverso le ricerche recenti è quella dell’uso della terra in blocchi compressi con presse a funzionamento manuale. in quanto le sottili pareti del bambù devono essere lavorate in modo estremamente accurato al fine di realizzare strutture stabili e giunti di particolare precisione. si tratta degli stessi strumenti usati per tagliarlo nella fase della raccolta. a becco di flauto. caratteristiche termiche. ad angolo variabile. frutto di conoscenze fisiche e chimiche aggiornate. La disponibilità di un utensile appuntito e tagliente è di fondamentale importanza. dilatazione termica. a sella lama appuntita è possibile creare fori di diverso diametro e giunti perfetti. con due orecchie. in quanto con un po’ di pratica e con una Tipi di intagli per realizzare giunti tra canne di bambù: con una orecchia. La terra Il recupero della tecnologia tradizionale della costruzione in terra. Sono molte le ricerche e le prove che negli anni recenti sono state effettuate e hanno dato un’idea dell’adattabilità tecnica del materiale: resistenza alla compressione. La sezione intera è quella maggiormente impiegata. soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Una caratteristica delle costruzioni in terra è la varietà delle sua messa in opera: pisè. Le costruzioni in terra presentano un alto interesse ecologico. Se usate in certi paesi sono sicuramente “appropriabili” sia perché le case in terra sono molte numerose. resistenza alla compressione umida. resistenza alla trazione. La terra viene in genere additivata di cemento o di altre sostanze È necessaria una conoscenza preliminare del terreno che si vuole impiegare. permeabilità. sia perché la tecnica costruttiva può essere controllata facilmente dalla popolazione. È una tecnologia chiaramente “ibridata”. Il riconosci8 .

la resistenza strutturale. . d’altra parte. Uno dei limiti specifici dell’uso della terra stabilizzata con cemento è costituito. anche con due elementi orizzontali posti sui due lati della canna verticale mento del suolo avviene con il prelevamento di una quantità sufficienti di campioni di ciascuno dei suoli incontrati. i vari tipi di suolo verranno messi in sacchi sigillati dove verrà indicato il luogo e la profondità di prelevamento. sono costituite da fibre ottenute per trafilatura e sono presenti nel polimero (matrice) con una proporzione che. Le inclusioni di rinforzo che.la stabilizzazione del conglomerato terroso. dal costo del legante spesso commercializzato in qualche paese in via di sviluppo anche a cinque-sei volte il prezzo del mercato mondiale. cementizio. Le tecniche costruttive contemporanee in blocchi di terra stabilizzata. In questi materiali si riescono a fare agire insieme le proprietà del polimero e quelle delle 9 . il paragrafo “Costruire in blocchi di terra”. costituiscono in genere la rielaborazione delle tecniche tradizionali autoctone o coloniali con tre obiettivi fondamentali: . nella quasi totalità dei casi. titanio. tungsteno). Un campo molto noto di materiali compositi è quello delle materie plastiche rinforzate. la matrice e i materiali di rinforzo. che sono costituite da polimeri nei quali si introducono inclusioni di varia morfologia e dimensione.l’unificazione dimensionale. Di ogni campione viene fatto un inventario. in seguito. Le matrici possono essere di diversi tipi: metallica (a base di rame. che hanno la funzione di rendere più resistente (a volte notevolmente) l’altro materiale. a seconda dei tipi del materiale. ceramico. può arrivare sino al 50-60%. zirconio. . I materiali compositi Esiste una classe di materiali che vengono chiamati “materiali compositi”.Giunto a sella tra due canne di bambù in prospetto e in pianta. magnesio. Come esempio significativo di applicazione di questa tecnica si veda. questi materiali sono costituiti fondamentalmente da due componenti. Il giunto è realizzabile. con la stessa tecnica.

Il tipo di matrice che si è preferito usare è stato il gesso. utilizzando materiali facilmente reperibili ed a basso costo. però.fibre. che possono integrarli variamente fra loro. Ma il suo impiego può avvenire proficuamente. man mano che la sua esperienza crescerà. In ogni caso è importante che. In linea generale. da circa 20 anni presso la Facoltà di Architettura di Torino.. È chiaro che i tipi degli elementi. Il maturare dell’edilizia a basso costo o a bassissimo costo nei Paesi in via di sviluppo passa attraverso la soluzione di alcuni problemi centrali: la possibilità di realizzare solai resistenti. venendo il loro uso lasciato libero ai progettisti e ai costruttori. siano sfruttate al meglio. secondo le necessità specifiche. Si deve ancora osservare che può esservi un problema di durata nel tempo dei componenti in gesso-sisal. di volta in volta. Sull’argomento sono state sviluppate anche molte tesi di laurea. la possibilità di elementi di struttura per le coperture. in alcune ricerche sono state utilizzate le fibre di sisal. sono state condotte numerose ricerche per studiare materiali compositi per l’edilizia. ecc. l’efficienza dei materiali oriz10 . ad una prefabbricazione alla buona di pezzi utilizzabili facilmente anche in una costruzione di tipo tradizionale. La caratteristiche di resistenza del materiale gesso-sisal dipendono molto dall’esperienza di chi lo prepara e dall’accuratezza dell’esecuzione. Roberto Mattone e dal prof. Il materiale composito gesso-sisal ha caratteristiche di grande plasticità nel getto. Quest’ultima ha la funzione di determinare la forma del manufatto e di trasmettere gli sforzi alle fibre. che è possibile progettare con il materiale gesso-sisal. Per documentare meglio queste esperienze ci si soffermerà ora a descrivere più dettagliatamente il materiale composito gesso-sisal. Le prime esperienze sono state condotte dal prof. si può dire che questo materiale composito può essere preparato nelle condizioni migliori possibili ricorrendo alla prefabbricazione dei componenti da usare poi nella costruzione edilizia. sono molti. mantenendo in parte quelle proprie del gesso. costituite da materiali con caratteristiche di resistenza e di rigidezza meccaniche in genere molto superiori rispetto a quelle della matrice. può provare a studiare componenti diversi. ai quali è richiesta una funzione portante. nei Paesi in via di sviluppo. mentre per il rinforzo ci si è rivolti soprattutto alle fibre vegetali. questi componenti risulteranno sempre più rispondenti a casi specifici. vengano compiute attente verifiche statiche preliminari su campioni dei componenti che si stanno preparando. Qui si pensa. e i prototipi di componenti progettati sono stati via via sottoposti a numerose prove di laboratorio. di volta in volta. con risultati interessanti. Nella prefabbricazione vi è la necessità di dover usare casseforme preparate con accuratezza. per ottenere misure controllate: vi è la facilità di fare elementi con forme particolari. in altre le fibre di cocco. di elasticità. Assumendo i principi che sono alla base dei “materiali compositi”. Ogni progettista. Giorgio Ceragioli. solo nei casi in cui le sue doti di resistenza.

realizzati con maggiore accuratezza. anzi. Nei Paesi in via di sviluppo vi sono. Nell’edilizia dei paesi sviluppati questi problemi. arrivare ad ottenere elementi di qualità più costante.zontali quali le travi. Le condizioni di impiego alle quali si pensa sono quelle dell’autocostruzione: non solo l’autocostruzione degli edifici (cioè. dotate di modeste attrezzature. con l’utilizzo del gesso-sisal si trova in questo testo più avanti nel paragrafo intitolato: “Elementi di volte in gesso e fibre vegetali”. non esclude che i componenti in gesso-sisal possano essere preparati in piccole fabbriche locali. la messa in opera dei pezzi già prodotti). dal loro costo. dall’essenza di muratori capaci di impiegarli bene. invece. l’acciaio o il legno offrono risposte diverse ed efficienti. problemi derivanti dalla scarsità di questi prodotti. non esistono perché il cemento armato. Questo naturalmente. ma anche l’autocostruzione dei componenti stessi. gli architravi. come si sa. qui si potrebbe. Un esempio di sviluppo dei componenti. 11 .

Apparecchiatura rudimentale per sollevare l’acqua. L’acqua non potabile.TECNOLOGIE PER L’ACQUA E PER L’IGIENE L’acqua L’acqua è la priorità fondamentale per consentire ogni forma di vita sul nostro pianeta. di buona salute. spostando il peso del corpo avanti ed indietro. in questi ultimi decenni. di agricoltura. si deve raggiungere l’obiettivo di dotare ogni uomo e ogni collettività umana di acqua sufficiente. agendo su un tronco che funziona come leva. quindi. La situazione viene resa più drammatica dal conseguente decremento della produzione agricola media annua. i pozzi vuoti. di vita? Ma un elemento così prezioso deve essere distribuito grazie a soluzioni appropriate e con la garanzia della potabilità. che si vanno accentuando. Senza acqua pulita come si può parlare di igiene. di bestiame. Senza acqua come si può parlare di irrigazione. è pericolosa sia per gli uomini che per gli animali. l’assenza prolungata delle piogge. è sempre più al centro dell’attenzione mondiale per la sua non omogenea distribuzione ed ancor di più per la sua frequente scarsa disponibilità. cioè sporca. di vita? L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 80% delle malattie che imperversano 12 . Tale bene prezioso. i bacini asciutti. la loro limitata e disordinata caduta hanno causato crisi agricole ed alimentari di grandi dimensioni. In primo luogo. e anche dal fatto che alcune regioni sono sottoposte al progressivo fenomeno della desertificazione. su una scaletta incavata sul tronco Quante persone sono morte a causa delle varie siccità degli ultimi anni? La carenza d’acqua.

altrimenti si ha un cattivo uso di un bene raggiunto con enormi difficoltà e spesa. 13 . Serbatoio di raccolta dell’acqua in ferrocemento Serbatoio interrato per la raccolta dell’acqua con muratura e volta in mattoni. si riportano qui alcune brevi note e disegni tratti da quella tesi. nello Sri Lanka Una proposta: il “point d’eau communautaire” per il Burkina Faso Nell’anno accademico 1999-2000. Nuccia Comoglio Maritano .sulla terra siano causate dall’acqua! É importante che anche l’acqua sia gestita in un modo ordinato. Per l’originalità dell’impostazione.Facoltà di Architettura di Torino). Paolo Dughera ha discusso la propria tesi di laurea dal titolo “L’infrastruttura idraulica integrata nel territorio e nelle strutture abitative nelle aree rurali del Burkina Faso” (relatore: prof.

Il serbatoio. la portata del pozzo da 10 mc/h al fine di consentire una maggiore generalizzazione della soluzione. Nelle immediate vicinanze della perforazione viene prevista la realizzazione di un serbatoio di accumulo in cemento armato. quanto piuttosto di una soluzione (che prende le mosse dal Point d’Eau Autonome -PEA) “intermedia”. a metà strada fra i PEA ed i MAEP (Mini Adduction en Eau Potable). con una capacità di 72 mc. pertanto di 60 m. al fine di isolarlo termicamente e mantenere bassa la temperatura dell’acqua estratta e contenuta al suo interno. virtualmente. così configurato. Il serbatoio è ricoperto da uno strato di terreno contenuto da muri in blocchi di laterite. Per offrire un termine di paragone si è assunto come modello l’acquedotto realizzato a Canoro (Burkina Faso). attrezzato per la parte di estrazione con un’elettropompa sommersa alimentata da una batteria di pannelli solari e con la disponibilità di un generatore elettrico diesel di emergenza. ha la funzione di accumulo energetico e permette di estrarre l’acqua sfruttando l’energia solare prodotta dai pannelli fotovoltaici quando questa è dis- Schema idraulico dell’impianto 14 .Si tratta di un progetto di sfruttamento di un pozzo trivellato. Non si tratta di una proposta alternativa. di dimensioni interne di 6x4 m e con altezza utile di 3 m. la profondità della falda a 40 m e la portata di 54 mc/h. Viene anche munito di passo d’uomo coperto per consentire la pulizia periodica della vasca. riducendo però. anche in presenza di falde meno abbondanti di quella realmente intercettata a Canoro. La profondità di trivellazione si suppone.

questo luogo diventa la zona di attesa. è dotata di una canaletta di raccolta che convoglia le acque di scolo all’interno di un abbeveratoio per gli animali utilizzati per il traino dei carretti. analoghi a quelli che alimentano l’estrazione dell’impianto di Canoro. evitando così l’utilizzo di batterie di accumulo dell’energia prodotta.17. più facile da lavare e tenere pulita. costituita da 8 rubinetti installati su una tubazione di adduzione metallica da 1” _ nella parte emergenti e da 2” in polietilene per il tratto interrato. le batterie. di incontro.Punto d’acqua comunitario .4 V.Planimetria generale ponibile. da utilizzare in caso di malfunzionamento o manutenzione dell’impianto solare. Accanto alla piattaforma viene costruito un “apatan”. coperto con una falda inclinata che alloggia una batteria di 18 pannelli fotovoltaici da 85 W . Lungo il perimetro viene realizzata una seduta. minimizza gli sprechi e consente di ridurre notevolmente il rischio di inquinamento durante la fase di prelievo. implicando costi di gestioni elevati. 15 . La piattaforma in cemento lisciato. infatti sono la componente più delicata e difficile da gestire e necessitano di un ricambio piuttosto frequente (circa ogni 3 anni). una struttura a pianta circolare di 10 m di diametro. in cui sono posizionati il pozzo ed il serbatoio. coperta con un tetto conico in paglia sorretto da una struttura leggera in reticolare metallico. Nello stesso perimetro recintato. Questa soluzione di distribuzione multipla offre la possibilità di servire contemporaneamente più utenti. All’interno viene alloggiato un gruppo elettrogeno di emergenza. è prevista la costruzione di un piccolo fabbricato rettangolare di 4 x 2 m. In posizione adiacente al serbatoio viene realizzata la piattaforma di distribuzione. alimentato a gasolio.

al di sopra del pozzo trivellato.predisposizione di un impianto sonoro per l’ascolto della radio. un semplice manufatto in legno a base esagonale. . ma anche per il gioco dei bambini. questo permet 16 . dotato di videoregistratore e di antenna a parabola. Si può prevedere l’installazione di ulteriori attrezzature complementari che forniscono “prestazioni trascinate” e. ma soprattutto permettono di trasmettere alcune semplici norme igieniche da rispettare per non compromettere la qualità dell’acqua attinta. Sezione trasversale A . È importante.impianto televisivo.A Una seconda zona. aprono nuove possibilità per il futuro: . attrezzata con pannelli illustrativi che mostrano la struttura dell’impianto. assume la funzione di luogo per la rappresentazione. ma utili per gli aspetti formativi e l’emancipazione sociale e culturale di tutta la popolazione.Secondo lo stesso principio. diventando centro visivo e di riferimento. configurata come una gradinata. per evitare il diffondersi di malattie legate all’acqua. eretto ad indicare in modo evidente il punto in cui viene estratta l’acqua. per le conferenze. anche da lontano. la “piramide”. L’attenzione educativa è quella che ha portato a introdurre altri due elementi non strettamente legati alle infrastruttura idraulica. per sollecitare un sempre maggior utilizzo di fonti d’acqua sicure. sempre molto coinvolti nel servizio dell’approvvigionamento idrico e per la musica. oltre ad aumentare la qualità globale del servizio offerto. Si tratta di una piccola zona espositiva. componente insostituibile di aggregazione sociale. per consenti re la visione di casette registrate e di canali televisivi e internazionali. infatti. evidenziare e non nascondere il pozzo elemento cardine di tutta la struttura. fornendogli una posizione centrale. si pensa di costruire.

Minervini è uno specialista della Scuola. tuttavia significherebbe. la più complessa ma anche la più carica di tensione innovativa: dotare l’intera struttura di una postazione di lavoro informatizzata.I. che ha lavorato negli ultimi anni in tante Il principio della latrina V. 1997).un telefono cellulare satellitare con cavo di connessione con il modem.un personal computer di tipo portatile.P. soprattutto per quel che riguarda il mantenimento dell’attrezzatura e i costi relativi al collegamento telefonico satellitare. e a tutta la popolazione del villaggio di fruire di uno strumento fortemente innovativo per la gestione del punto d’acqua e per lo scambio di informazioni. che ha come titolo “Sistemi di evacuazione e smaltimento di rifiuti organici nei PVS” (Torino. . L’attrezzatura base dovrebbero comprendere: . . a disposizione di tutto il villaggio. senza dubbio. lezioni scolastiche. . c’è un’ultima possibilità. attraverso un tubo bloccato all’estremità da una rete a maglia stretta che impedisce la fuoriuscita delle mosche 17 . Lo smaltimento dei rifiuti organici Tra le pubblicazioni della Scuola PVS vi è un libretto. un’apertura ad ampio raggio e consentirebbe al “Comitato di gestione”. (Ventilated Improved PIT.una stampante. Infine.terebbe di diffondere programmi di informazione. conferenze. in primo luogo.un gruppo di continuità. . affidata al “Comitato di gestione”.un modem. Questa soluzione non è priva di difficoltà. scritto da Corrado Minervini.un carica-batterie e batterie di riserva. facendo realmente diventare il televisore un grande strumento formativo. .Latrine) consiste nel creare un flusso d’aria dalla camera di raccolta dei rifiuti verso l’esterno.

zone di guerra. risulterebbe ben giustificata la scelta di un sistema off-site come la fognatura leggera. È evidente che in una situazione di emergenza la scelta on-site prevale su quella off-site. a nulla o ridotta quantità di acqua. la seconda.I. del titolo di proprietà o del possesso del terreno. rispettivamente. alle possibilità di miglioramento delle condizioni di benessere. Pozzo nero o a perdere. mentre l’opzione secco-umido è relativa alle specifiche caratteristiche del suolo. Dal libretto. seppure tecnicamente complesso. vi è poi la distinzione tra sistemi umidi e sistemi secchi. A fronte invece di una situazione di quartiere già consolidata dal punto di vista del regime dei suoli. dei manufatti edilizi che vi esistono. a trincea . ad esempio.P.situazioni calde nel mondo (campi profughi. il sistema di evacuazione e di smaltimento on-site è eventualmente migliorabile. alle capacità di lavorare in gruppo. a seconda che si preveda. La prima distinzione porta a riflessioni di tipo essenzialmente socio-economico in merito. Processo costruttivo di latrine V. sono tratte le brevi note e le figure che seguono. si bassa su analisi geologiche ed antropologiche-culturali. frutto di un’esperienza diretta. l’uso o meno di acqua. naturalmente. alle capacità di investimenti dei singoli nuclei familiari. ecc). 18 . appare chiaro che la scelta ricadrebbe su di un sistema on-site.Sezione ed assonometria Se nella situazione precedente non dovessero sussistere opportune condizioni economiche finanziarie per un investimento produttivo. I sistemi di evacuazione e smaltimento hanno una prima distinzione in funzione dell’ubicazione (on-site/off-site).

Tavola sinottica dei sistemi di evacuazione e smaltimento dei rifiuti organici 19 .

20 .I. le organizzazioni internazionali e quelle non governativa nei Paesi in via di sviluppo consigliano l’uso delle “latrine migliorate e ventilate” (in inglese V. intuitivamente semplice. la camera di raccolta con l’esterno. consistente nel coprire il foro della piastra per evitare la fuoriuscita di roditori e scarafaggi non risolve il problema delle mosche in quanto il foro in certi momenti resta aperto. Il secondo tipo consiste. dove è posta la trappola in cui rimarrebbero imprigionate. la seconda inventa una trappola per mosche mettendo in comunicazione.P. .Per ridurre le catene di trasmissione di malattie infettive attraverso l’inquinamento dei campi o delle falde o attraverso le mosche o altri vettore le soluzioni possono essere due. ma non crea ventilazione naturale. Le mosche sono attratte solo dalla luce che filtra da una delle estremità del tubo di ventilazione. La prima. impedisca la fuoriuscita delle mosche. sia per le garanzie sanitarie che esse offrono sia per la semplicità dell’espediente usato. pur ventilando la camera di raccolta. le soluzioni a questo proposito sono ancora due. Questa latrina viene chiamata “latrina migliorata e ventilata”. invece.Ventilated Improved Pit-latrine). La prima fa uso di un sifone idraulico. La trappola funziona chiudendo l’estremità del tubo emergente dalla camera di raccolta. con una rete a maglia fitta che impedisce alle mosche di fuoriuscirne. per il tramite di un tubo. nel creare un espediente che.

per ottenere energia idroelettrica 21 . del vento.TECNOLOGIE PER L’ENERGIA Le energie alternative Con il termine energia solare si indica l’energia proveniente dal sole che investe direttamente la terra e tutte quelle forme di energia che da esso derivano: l’energia idroelettrica. La maggior parte degli elementi che compongono questa macchina possono essere costruiti localmente Piccoli impianti possono essere localizzati. delle onde e delle correnti marine. Giacché i muscoli delle gambe sono più forti dei muscoli delle braccia. delle biomasse. è meno faticoso servirsi di quelle per pompare l’acqua da un pozzo. dove è possibile.

A differenza dei combustibili fossili e di quelli nucleari. L’energia tratta dalle moderne fonti di energia rinnovabile rappresenta oggi circa il 4. è necessario compiere analisi e studi più complessi e un riesame critico degli attuali modelli di sviluppo sia sociali che economici. anche se non le possono sostituire completamente a causa dello loro fornitura discontinua.Queste fonti di energia sono comunemente indicate con il nome di fonti di energie rinnovabili. quella geotermica ed in parte quella della biomassa vengono sfruttate in modo significativo con tecnologie considerate già efficienti. Se si vuole che l’energia “alternativa” contribuisca in modo razionale e concreto al fabbisogno energetico. Sono. Nei Paesi in via di sviluppo. Oggi solo l’energia idroelettrica. queste forme di energia possono essere considerate virtualmente inesauribili in quanto legate al ciclo solare. presente in modo concentrata in alcuni strati profondi della crosta terreste e l’energia dissipata sulle coste dalle maree. le potenzialità di apporto di tali fonti 22 . Applicazione dell’energia eolica nei Paesi in via di sviluppo L’accentuarsi del problema energetico su scala mondiale ripropone in termini più impegnativi la necessità dell’utilizzazione delle fonti alternative di energia. destinati ad esaurirsi prima o poi. inoltre.5% del totale dell’energia prodotta. Il flusso dell’energia rinnovabile sulla terra è tendenzialmente pari al flusso di energia dovuto alla radiazione solare. Le fonti rinnovabili si inseriscono a pieno titolo accanto alle energie convenzionali. considerate energie rinnovabili: l’energia geotermica. però.

aggiungendo alcune note. Su queste tre fonti di energia sembra. Sistema di sollevamento dell’acqua per un villaggio e per l’irrigazione. Una cella fotovoltaica esposta alla luce solare si comporta come un generatore di corrente. L’impatto ambientale di un impianto durante il suo esercizio trentennale è nullo poiché non produce rumore e inquinamento. si pensa che un apporto significativo ai problemi energetici dei Paesi in via di sviluppo possa essere offerto già oggi dall’eolico. La tipica cella fotovoltaica è costituita da una sottile fetta di silicio mono o policristallino. con buona efficienza di conversione rispetto alle altre energie rinnovabili.sono notevoli ed indispensabili in molte situazioni. nello spessore della cella si distinguono due strati semiconduttori: uno strato superiore molto sottile ed un secondo strato in cui viene principalmente assorbita la luce incidente. La cella fotovoltaica è un dispositivo che esposto al sole è capace di riconvertire direttamente la radiazione solare in energia elettrica. si deve tener conto. a tempi non lunghi dal fotovoltaico. Il fotovoltaico Le celle solari fotovoltaiche sono semiconduttori al silicio simili ai chip usati nei computer. a volte autocostruiti dagli abitanti stessi. In pratica una cella fotovoltaica si comporta come una minibatteria. del fatto che esistono innumerevoli comunità isolate non collegabili alle reti dell’energie elettrica o difficilmente rifornibili di combustibili tradizionali. Si può definire sistema fotovoltaico l’insieme delle apparecchiature che permettono la trasformazione dell’energia solare in energia elettrica. Alcune delle energie rinnovabili possono essere sfruttate anche in piccoli impianti. pertanto. e trasformano direttamente la luce solare in elettricità senza bisogno di generatori e turbine. funzionante con pannelli fotovoltaici (a sinistra nella figura) 23 . utile qui soffermarsi in particolare. e con certe attenzioni dalle biomasse. In particolare. inoltre.

che vengono invece utilizzati per l’alimentazione di utenze isolate dalla rete di distribuzione e il cui collegamento ad esso risulta oneroso da un punto di vista economico o difficoltoso. L’interesse del fotovoltaico sta nella sua crescente diffusione e contemporanea riduzione dei costi: in prospettiva quindi il suo uso per i Paesi in via di sviluppo è veramente promettente. con un accesso difficile e distanti dalla rete elettrica. In vari paesi dell’Africa vi sono esperienze di progetti che fanno uso del fotovoltaico. potrebbero incoraggiare la diffusione di questa tecnologia. Perciò l’investimento è proibitivo quando si ha a che fare con piccoli insediamenti rurali molto dispersi nel territorio. che possono produrre energia in vari modi e a costi contenuti. Bisogna ricordare. che ha portato all’uso del fotovoltaico per il pompaggio dell’acqua dei pozzi (alcune migliaia). Le biomasse Sono biomasse la legna ed i vegetali. è un programma (Mali Aqua Viva) sviluppato in Mali. Lo sfruttamento delle biomasse con24 . assai controllabili in grado di alimentare un modesto elettrodomestico. i biocarburanti liquidi e il biogas. interessante. però. L’esperienza dimostra che questa tecnologia è adatta alle necessità del mondo rurale dei paesi poveri e che il suo sviluppo è destinato ad ampliarsi. Così si rende particolarmente interessante l’alternativa fotovoltaica. qualche lampadina o piccole attrezzature. La distribuzione di energia elettrica per le aree rurale dei Paesi in via di sviluppo è in genere veramente dispendiosa.Si possono avere: impianti senza accumulo. Questa fonte si rivelerà fondamentale per quei Paesi in via di sviluppo che sono poveri di risorse energetiche. tanto più quanto i prodotti si adatteranno a questi bisogni. compatibili con il reddito delle famiglie. impianti con accumulo. ma l’impianto necessita di altrettanto spazio da destinare ai servizi. che vengono normalmente utilizzati per fornire energia ad una rete elettrica già alimentata da generatori convenzionali. gli scarti di prodotti agricoli e di lavorazione di prodotti alimentari. che le superfici impegnate sono notevoli: per produrre 100 kWh/a le fotocellule occupano un metro quadro di superficie. Ma i bisogni delle popolazioni non si limitano al problema dell’acqua. l’investimento iniziale per l’acquisto di un sistema fotovoltaico individuale o di gruppo è praticamente insostenibile dalla grande maggioranza delle famiglie che vivono in queste aree. che però consuma carburante e produce inquinamento. Adeguati programmi di aiuto finanziario. Con un ettaro di pannelli si può produrre un milione di kWh/a. Essi sono arrivati alla produzione di 1500 MW nell’anno 2000 a costo di 5-6 cent per kWh/a. ma ricchi di sole. Gli Stati Uniti sono i leader nelle applicazioni del fotovoltaico per usi civili. le possibilità dell’energia solare fotovoltaica però sono immense. con famiglie di basso reddito e con bassi consumi di energia. Dove è necessario. per adesso. Ma. i reflui zootecnici e agroindustriali. La stessa energia verrebbe fornita da un generatore di 200 kW. si possono istallare piccole unità di produzione. ad esempio. La quantità mondiale di moduli venduti è in crescita e negli ultimi dieci anni è aumentata di quattro volte. comportando spesso costi più alti dei costi di produzione.

Per le biomasse si può incoraggiare lo smaltimento differenziato. In concreto. Bisogna. È bene ricordare che il vento è una fonte di energia estremamente variabile e in genere non é disponibile in modo continuativo e costante. evitando anche di inquinare. perché questo contribuisce fortemente alla deforestazione. ridurre l’uso indiscriminato della legna come combustibile. con un ricoprimento esterno in terra e foglie La biomassa ricavata da milioni di ettari di superficie agricola e da residui forestali e dalla lavorazione del legno (scarti di segheria. invece. Se la velocità del vento è < di 6 m/s. Le sostanze organiche presenti nei reflui urbani e nel letame degli allevamenti di animali potrebbero diventare. La legna attualmente nel mondo provvede al 14% della domanda urbana di energia domestica e nei Paesi in via di sviluppo al 25-90%. utilizzato per pompare acqua o compiere un lavoro meccanico. con la produzione di metano da utilizzare in loco per le esigenze produttive o familiari. nel caso di un mulino a vento.tribuisce sia a rimuovere uno scarto inutilizzato. la produzione di energia elettrica con un rotore ad elica (come con qualsiasi tipo di rotore). sarà sicu25 . si possono anche convertire energeticamente dei sottoprodotti agro-alimentari con la decomposizione anaerobica. le perdite saranno di gran lunga inferiori rispetto ad un sistema che utilizzi il vento per produrre energia elettrica. Dal biogas si potrebbe ricavare qualche unità percentuale del fabbisogno energetico di ogni paese. di piante come il ricino e il carciofo selvatico (hanno un’alta resa pur occupando colture marginali e impiegando pochissima acqua) e ottenere così biomassa da utilizzare a fini energetici. con la fermentazione. ma anche incrementare la produzione in regioni dove è difficile avere altre colture. L’energia eolica si presenta come una forma di energia meccanica. sia a produrre energia (prevalentemente termica). Dovrà però essere anche resa più efficiente la combustione al fine di diminuire l’emissione di anidride carbonica. L’eolico La quantità di energia pulita derivante dal vento è in espansione in tutto il mondo. però. segatura) è da sfruttare bene. un’utile fonte di energia. Metodo tradizionale per la preparazione del carbone da legna. e potrebbe coprire una parte della domanda di energia. senza incrementare il consumo di combustibili fossili. corteccia.

animazione sociale. micro-finanza. Guinea Bissau. 26 . 25 in Tanzania. Tanzania. 45 in Etiopia. Burundi. Mali. Se invece il luogo è sufficientemente ventoso (> 10 m/s). giustizia e pace.000 persone: 120 in Senegal. qualsiasi tipo di macchina eolica potrà essere installato proficuamente. per produrre elettricità da utilizzare per apparecchiature in cui essa è insostituibile. cui si aggiungono azioni di urgenza in situazioni di crisi. In venti anni sono circa 240 le pompe eoliche installate. La LVIA e le “eoliane” realizzate in Africa La LVIA è un’associazione impegnata da oltre 35 anni sul fronte della diffusione e promozione di iniziative di solidarietà. Etiopia. Oggi la LVIA ha attivi programmi in Albania. sanitario. a beneficio di oltre 200. Per rispondere al bisogno di acqua dei Paesi del Sahel colpiti da crescenti siccità. impegnati nella realizzazione dei progetti di cooperazione. I volontari. 15 in Guinea Bissau 15 in Gambia. ambientale. Ma non solo: potrà essere interessante utilizzare un tipo di rotore per usi specifici a basso contenuto energetico e utilizzare un generatore ad elica più efficiente. 20 in Mali. Burkina Faso. garantiscono lo svolgimento delle attività con la collaborazione dei partner locali e nel pieno rispetto dei Piani di Sviluppo dei vari Paesi. I principali ambiti di azione sono: approvvigionamento idrico. Kenya. la LVIA ha iniziato ad acquistare pompe eoliche da una piccola azienda italiana e ad installarle in Senegal. a partire dal 1980. formazione professionale.Campo con rotori eolici ramente antieconomica perché la quantità prodotta sarà molto bassa. Senegal. Malawi. agricolo.

a seconda della profondità di pescaggio dell’acqua. che viene trasmesso ad una pompa immersa di diametro oscillante tra 60 ed i 105 mm. A metà degli anni ottanta si è avviata in Senegal un’officina che ha iniziato a produrre alcune parti delle pompe e a garantire la manutenzione di quelle installate. In condizioni medie di brezza ventosa (3-5 m/s) l’approvvigionamento di acqua garantito è di 30-35 mc. largamente sufficiente ai villaggi che hanno una popolazione media di 800-1000 abitanti. Dopo un paio di La gente attinge l’acqua sollevata attraverso una pompa eolica 27 . I pozzi a scavo o le trivellazioni su cui sono installate le pompe hanno una profondità che varia tra i 15-20 ed i 65-70 metri. Un sistema biella-manovella converte il moto rotatorio. e sono poste su di un traliccio di 16 m di altezza.Eoliana installata a cura della LVIA Le pompe eoliche utilizzate hanno un diametro delle pale di 6 metri.

se opportunamente presentata tramite incontri. A prova del favore incontrato dal mulino a vento nelle comunità rurali. L’installazione di una pompa eoliana viene proceduta da un importante lavoro di animazione che ha lo scopo di avviare il villaggio ad una corretta gestione della macchina. la pompa a distanza di anni si mantiene in buone condizioni. Nell’officina meccanica di Thiès si è ormai innescato il famoso processo della cooperazione “sud-sud” Nel 2000. l’installazione dell’impianto è non solo accettata ma richiesta. non disturba e destabilizza l’ambiente. Con una buona manutenzione ordinaria ed interventi di sostituzione delle parti usurabili. su vecchi pozzi esistenti dove l’acqua era da sempre esposta all’inquinamento quotidiano. e di riverniciatura ogni 4-5 anni. Il costo medio annuo di tale manutenzione oscilla tra i 400 ed i 600 euro. Si è raggiunto nel progetto della LVIA. Si costituisce un comitato di gestione che deve occuparsi della piccola manutenzione ordinaria e della raccolta delle quote che gli utenti versano. tale impianto sarà destinato a servire almeno 400-500 persone. Dal 1993 la LVIA ha lasciato l’installazione e la gestione delle pompe eoliche ad una cooperativa locale costituita dagli ex dipendenti. a seconda della profondità del pozzo (la maggiore profondità aumenta lo sforzo e quindi l’usura delle parti meccaniche). si deve ancora citare la buona partecipazione della gente e la richiesta di interventi per installarne altri.anni la produzione è stata fatta interamente in loco per le pompe installate non solo in Senegal ma anche nei Paesi confinanti. Affinché un impianto di pompaggio dell’acqua sia ammortizzato sai suoi fruitori.200. nell’apertura sono stai collocati i mulini a vento. l’obiettivo “made in Africa”. che ha permesso di verificare la validità nel tempo e l’attualità della tecnologia impiegata. riunioni illustrative. Fasi di costruzione del traliccio L’introduzione di questa tecnologia nuova in un villaggio rurale. fino ad un massimo di 1. rendendo la pompa molto competitiva come costo pro-capite dell’acqua per comunità rurali di dimensioni medio-piccole. e discussioni nel villaggio stesso. Spesso. a venti anni dall’installazione delle prime pompe. è stata condotta una valutazione del loro funzionamento. 28 . come i cuscinetti a sfera.

costrette a vivere in alloggi di poche decine di metri quadrati. attraversati da strade (spesso semplici sentieri) mal tracciate. nei Paesi in via di sviluppo questa situazione è molto più difficile da risolvere. le bidonvilles o gli squatter settlements dell’Africa. Nel mondo. La popolazione emigrata dalle campagne spesso viene considerata un elemento “estraneo” alla città. dello scarso interesse dell’iniziativa privata ad impegnarsi in questo campo. In queste realtà a volte si trovano famiglie di dieci o più persone. gente che non conosce altro modo di abitare. In molti casi si tratta già della seconda o terza generazione che ci sta. vendere o dove si fa perfino a turno per dormire. della poca esperienza ad associarsi in cooperative. qualche volta la maggioranza. dove lo spazio interno serve contemporaneamente per cucinare. sono luoghi in cui vive una parte significativa della popolazione urbana. Ogni grande città è circondata da quartieri costruiti illegalmente. nelle periferie (ma a volte anche in zone centrali delle città). che ad ogni stagione delle piogge si trasformano in fiumi di fango. le favelas brasiliane. con abitazioni spesso fatte di materiali recuperati un po’ ovunque. lavare. a causa della limitate capacità di programmazione e di finanziamento degli enti pubblici. quello della casa e dei servizi è uno dei più difficili. i conventillos o le villas miserias dell’America latina. lavorare. Questo modo di abitare a volte interessa anche i ceti medi. le città perciò tendono a non occuparsene. al cui sviluppo si pensa possa contribuire poco o niente. a causa dell’inefficienza dell’assistenza pubblica. Recinzione in canne di bambù intrecciate 29 . a causa della scarsità di reddito delle famiglie.TECNOLOGIE PER L’EDILIZIA La casa Tra i molti problemi derivanti dalla rapida urbanizzazione dei Paesi in via di sviluppo. sono centinaia e centinaia di milioni le persone che si trovano a dover affrontare il problema della casa con notevole difficoltà. Privi di servizi.

In questi casi l’autocostruzione assume un ruolo preciso. ad una migliore conoscenza dell’edilizia bioclimatica (che senza accrescere i costi. quindi. Già di per sé. che si ha in particolare nelle aree urbane dei Paesi in via di sviluppo. unitamente alla necessità di dilazionare nel tempo anche il minimo esborso. Il “terreno” può essere di proprietà.Case disposte su un pendio. l’eventuale mancanza di familiari in numero sufficiente spinge all’unione di più famiglie. L’autocostruzione Un contributo significativo per garantire un’abitazione alle fasce povere della città dei Paesi di via di sviluppo potrebbe venire da un ricorso più ampio e più ordinato all’autocostruzione. pertanto. La prima fase dell’autocostruzione è quella del reperimento delle risorse necessarie: la forza lavoro viene reclutata in famiglia. sostenute da montanti e diagonali in bambù Un aiuto può. Su questi temi ci si soffermerà. venire dalla possibilità di ricorrere a tecnologie edilizie a basso costo. offrendo alle persone che hanno bisogno di un “tetto dove vivere” un aiuto per realizzarlo. Le ridotte disponibilità finanziarie. danno luogo al fenomeno diffuso internazionalmente dell’insediamento urbano spontaneo in autocostruzione. acquistato o di occupazione abusiva. L’autocostruzione della quale ci si vuole soprattutto interessare è quella che può realmente contribuire a risolvere il grande problema di carenza di abitazioni. l’autocostruzione è una pratica largamente usata da chi vive nelle periferie spontanee delle città dei Paesi in via di sviluppo. 30 . ed è tradizione di lunghissima data per chi vive nelle aree rurali di tali paesi. pensando sempre che un piccolo contributo all’aumento delle conoscenze possa servire a risolvere un pò il problema della casa e dei servizi. può permettere di ottenere condizioni di vita all’interno delle abitazioni più accettabili) e dall’autocostruzione. in questo capitolo.

che essa. In varie parti del mondo. in particolare in Sud America. Solo interventi di grande impegno. almeno in parte risolutivi. Deve trattarsi però. C’è prevenzione perchè si crede che l’autocostruzione possa produrre solo un’architettura spontanea. quella cioè che oltre al lavoro degli autocostruttori. sa che questa è una regola e così in ogni caso specifico analizza con pazienza i vari vincoli che si presentano: per i materiali. un po’ per scarsa informazione sulle possibilità. che applichino le conoscenze tecnologiche adatte. si organizza e sviluppa il progetto di conseguenza. è preparato a questo. potrebbe offrire. d’altra parte. Sulle possibilità che l’autocostruzione può offrire i progettisti hanno. condotti in autocostruzione. prevede in qualche fase la presenza di lavorato31 . lasciato a se stesso. che siano organizzati efficientemente possono tentare di dare un qualche aiuto. sfruttata bene.L’autocostruzione spontanea che riguarda solo i singoli o le famiglie ha scarsa possibilità di confrontarsi con successo con questo problema. In questo quadro l’autocostruzione può avere un suo ruolo preciso. un po’ l’abusivo. Certo. per i costi. ecc. che sola può rendere possibile l’attuazione di interventi. un’informazione molto scarsa. per il sito. di un’autocostruzione della quale è previsto e definito bene il ruolo al momento del progetto. Se tra i progettisti non le si vuole dare una dignità. Si documenta. l’autocostruttore. un riconoscimento preciso è forse un po’ per prevenzione. vi sono esempi di interventi notevoli. al di fuori del rispetto di qualsiasi progetto. cerca di utilizzare senza criterio i materiali che trova. riflette. per il clima. Parete di bambù di contenimento della terra di un pendio Il progettista sa già che deve tenerne conto. per le preesistenze. per i tempi. non può che cercare di arrangiarsi come meglio può: finisce per fare un po’ il clandestino. Naturalmente si tratta di autocostruzione parziale. ne discute. Questo è possibile se si ammette il presupposto che l’autocostruzione è compatibile con una progettazione ben fatta e che si tratta solo di un diverso modo di realizzare gli edifici. applica le sole idee architettoniche che possiede. offrendo una possibilità di impegno alle persone interessate e permettendo così una drastica riduzione dei costi.

ri o di imprese esterne. L’efficacia di tali interventi dipende molto dal fatto che il ruolo dell’autocostruzione è stato previsto fin dall’inizio e che è stato ufficializzato dall’ente che ha promosso l’intervento. L’autocostruizone prevista è strettamente dipendente da un progetto iniziale, viene qui chiamata “autocostruzione coordinata”. Il progetto architettonico, inevitabilmente, risulterà improntato da questa scelta; per essere veramente efficace, però, deve essere integrato da una serie di disegni specifici, finalizzati proprio a rendere possibile l’autocostruizone. Questi disegni vanno preparati in modo da far capire il progetto anche a chi non è molto esperto. Il progetto deve risultare integrato anche da una serie di documenti, che descrivono le linee salienti dell’organizzazione del lavoro che si desidera ottenere. Se si vuole, poi, che l’autocostruzione “coordinata”, di cui si parla abbia una più adeguata comprensione ed una più spedita esecuzione, è necessario che qualcuno più esperto degli autocostruttori, più capace di capire e di seguire il progetto, li assista nel cantiere. Si dà per scontato, cioè, che è necessaria una figura simile ad un capocantiere, che però è bene non chiamare con questo nome, che può ricordare gerarchie e presenze di ruoli specialistici, forse non completamente graditi agli autocostruttori. Essi, comunque, hanno bisogno di un consigliere, di una guida, che si integri pienamente nel loro gruppo. Se vi è un tecnico che con questi fini ed a queste condizioni sia presente a pieno tempo nel cantiere, si dirà che si ha un’autocostruizone “guidata”. Questo elemento di tramite tra il progettista e gli autocostruttori risulta veramente indispensabile. La “guida” non deve naturalmente essere solo un tecnico, non basta che sia uno che crede nell’autocostruzione, ma deve essere anche una persona che crede nel valore umano e sociale del lavoro fatto insieme e in un certo modo, che crede nel valore di un’esperienza vissuta da un gruppo di persone che può diventare molto arricchente per tutti; una persona che sa comunicare con facilità e che sa partecipare alla fatica di tutti, quando è necessario. Una preparazione minima iniziale degli autocostruttori e una loro documentazione successiva sono cose che rientrano nell’interesse di tutti. Se essi sono preparati bene, tra l’altro, i tempi di realizzazione possono diventare molto più rapidi. L’esecuzione di grossi interventi edilizi in autocostruzione può comportare risparmi anche consistenti nei costi: se una piccola parte di quello che si prevede di risparmiare viene investito nella preparazione iniziale e nella documentazione successiva degli autocostruttori, il loro lavoro potrebbe acquistare una diversa efficienza ed è presumibile che alla fine si potrebbero ottenere risparmi ancora maggiori del previsto. Invece, un lavoro affidato in mani di persone non solo inesperte, ma anche non preparate e non informate bene può condurre a risultati disastrosi e può far crescere i costi enormemente.

Costruire con blocchi di terra
Il prof. Roberto Mattone, da più di venti anni, svolge ricerche, prove di laboratorio su applicazioni specifiche di tecnologie ibridate. Ha sviluppato esperienze nel campo dei materiali compositi, dove al gesso sono state unite 32

fibre di sisal o di altri vegetali, progettando poi vari prototipi sottoposti a prove nel laboratorio da lui diretto. Ha sviluppato ricerche nel campo del ferrocemento. Ma in particolare il campo dove ha concentrato di più le sue attenzioni è quello della terra cruda, studiando varie forme di blocchi, da realizzare con prese manuali, ottenendo risultati veramente interessanti. Le sue ricerche non sono rimaste chiuse all’interno del mondo universitario, ma alcuni piccoli quartieri dove sono usati i blocchi di terra ideati da lui stanno venendo su in America Latina, con la sua supervisione. A tutte le ricerche ed attività per i Paesi in via di sviluppo di Roberto Mattone ha sempre lavorato anche l’arch. Gloria Pasero. Entrambi collaborano alle attività della Scuola di specializzazione per i PVS di Torino.

La forma del blocco

La connessione dei blocchi in corrispondenza degli angoli Il corretto approccio al vasto e complesso tema della casa a basso costo nelle aree povere non può prescindere da una attenta valutazione dei processi costruttivi che appartengono alla tradizione, dal rispetto dell’ambiente, dall’impiego di materiali locali. Tra questi ultimi la terra cruda, ampiamente utilizzata in molte regioni come materiale da costruzione, occupa un posto di particolare rilievo. Considerata troppo spesso, da molti, indiscussa - anche se non veritiera - testimonianza di povertà, di emarginazione a livello sia culturale, sia sociale, è invece oggetto, in questi ultimi 33

tempi, di rinnovato interesse ad opera di chi ne ha riscoperto le notevoli potenzialità. Certamente, non è semplice proporre la terra cruda in ambiti in cui, in una situazione di povertà diffusa, l’assenza di manutenzione ha reso fatiscenti e malsane le case di adobe o di taipa: Occorre superare diffidenze ormai radicate, formulare proposte alternative a piccola scala, coinvolgere direttamente i fruitori nel processo produttivo, trasferire competenze, diffondere la cultura del materiale e gettare le basi per una sperimentazione pratica, sentita come traguardo personalmente raggiunto e perciò degno di valorizzazione. In altri termini, occorre promuovere l’autocostruzione assistita a tutti i livelli, dalla produzione dei componenti edilizi fino alla realizzazione dei manufatti. L’ambito di riferimento in cui Roberto Mattone e Gloria Pasero hanno cominciato ad operare dal 1994 è la favela denominata Cuba de Baixo, situata alla periferia di Sapè, nel Nordest del Brasile; le abitazioni in taipa esistenti, prive di manutenzione, presentano una situazione di degrado che le rende irrecuperabili.

Corso di formazione: la realizzazione del blocco Partendo da queste premesse, l’ampia e articolata sperimentazione condotta presso il Laboratorio “Prove materiali e componenti” della Facoltà di Architettura di Torino si è posta come obiettivo quello di proporre un utilizzo della terra cruda innovato sul piano tecnologico, con la finalità di rendere attuale e più efficace l’impiego di questo materiale antico. In questo senso vanno intese le modifiche apportate ad una pressa manuale (la GEO 50 della ditta ALTECH) per riuscire a produrre, con le stesse operazioni con cui vengono prodotti i consueti blocchi parallelepipedi, elementi di forma particolare, dotati di risalti e di riscontri, che si collegano meccanicamente gli uni agli altri per rendere più semplice il processo costruttivo. In questa possibilità, applicata ad una pressa manuale senza penalizzarne il ciclo pro34

Posa in opera del primo corso di blocchi duttivo - e non già nella forma del blocco, di corrente produzione con attrezzature industrializzate - è insito il risultato della ricerca e della innovazione. Blocchi di questo tipo, che vengono posti in opera molto facilmente, con un giunto di malta di ridotto spessore, consentono di realizzare una muratura di buona qualità anche da parte di manodopera non specializzata. Nella favela Cuba de Baixo - così come negli altri contesti in cui essi hanno operato - l’approccio con questo sistema costruttivo si è attuato in due momenti diversi: in un primo tempo, un corso di formazione ha consentito agli abitanti della favela di acquisire le conoscenze tecniche necessarie sull’uso della pressa e sul controllo di qualità dei blocchi (quantitativo di

L’edificio prototipo: il centro comunitario 35

La differenza sta nella manualità delle operazioni. ha un costo molto basso rispetto a quello delle lastre per copertura 36 . a Trinidad (Cuba).… La sperimentazione aveva permesso di verificare che il processo di fabbricazione delle lastre di resina-stuoia è percorribile in autocostruzione. a Godofredo Viana. rapporto tra i singoli componenti per una ottimale stabilizzazione. a Junin de Los Andes. È dunque un processo artigianale con caratteristiche industriali .e perciò un’ibridazione del processo come ibridazione nei materiali – considerando anche che la resina. nato dall’unione di una tecnologia tradizionale. Giorgio Ceragioli . essendo costituito da una serie definita di fasi (organizzabili e ripetibili in sequenza). si è passati alla realizzazione degli edifici. “Scopo della ricerca era di individuare un materiale “ibrido”. in un secondo tempo. che sono in corso di sviluppo: sempre in Brasile. la lavorazione della paglia di riso. organizzazione di un corretto ciclo di curing). pur essendo un materiale di importazione. presenta le stesse caratteristiche di un processo industrializzato.…. Con gradualità. in Argentina e dal giugno scorso. ma. A questa prima esperienza ne sono seguite altre. Lastre di “stuoia-resina” Paola Goiettina aveva discusso una tesi di laurea dal titolo ”Problemi di ibridazione tecnologica” (relatore: prof. completata la produzione dei blocchi. gran parte dei fatiscenti edifici in taipa sono stati demoliti per fare posto ad edifici in blocchi di terra stabilizzata. L’idea di abbinare le stuoie con le resine era poi stato approfondito in altre tesi di laurea. con una tecnologia evoluta basata sull’impiego di resine sintetiche. nel contempo.Facoltà di Architettura di Torino).Case in blocchi di terra stabilizzata nella favela Cuba de Baixo a Sapé materiale necessario.

Le lastre ondulate. rivestimenti. la facilità di realizzazione e di posa in opera unita ad un’estrema leggerezza e alla versatilità di impiego. costituiscono un elemento di grande interesse per le seguenti ragioni: l’enorme diffusione dei prodotti “a lastra ondulata” nei PVS. in modo da permettere impieghi diversi. dove con pochi trattamenti può essere sviluppata la loro coltivazione su terreni marginali e l’estrazione anche con lavorazioni artigianali. partendo da una roccia di facile reperibilità ed agevole estrazione. tramezzi.Lastre ondulate in stuoia-resina per coperture usualmente importate come prodotti finiti. pavimentazioni. 37 . che comportano un basso dispendio energetico. utilizzabili per tamponamenti. possono assumere varie forme e dimensioni.” (3) Elementi di volte in gesso e fibre vegetali “Il gesso costituisce un legante producibile con procedimenti molto semplici. a seconda delle esigenze di applicazione. oltre quella quadrata e rettangolare. ma anche per rivestimenti di facciate. utilizzabili per manti di copertura. È tuttavia necessario prevedere un fissaggio ad una struttura di sostegno disposta ad un interasse massimo di 40 cm. Le lastre piane. Le fibre vegetali rappresentano una risorsa rinnovabile molto diffusa nelle aree tropicali. la razionalità funzionale dell’elemento che acquisisce dalla sua forma più che dal suo spessore. Il composito “resina-stuoia” è stato concepito come elemento realizzabile sotto forma di lastre piane e di lastre ondulate.

si tratta di materiali non nocivi. 38 .spicchi per volte a botte con elementi complementari per la chiusura di testate. integrabili con elementi complementari per coprire piante rettangolari allungate. preparati utilizzando il materiale composito gesso-sisal Gli elementi della volta sono stati progettati e sperimentati secondo due tipologie diversamente finalizzate: . a trattamenti superficiali ed a rinforzi. aggregabili e componibili. Coperture con elementi di volte sottili a padiglione. caratterizzati da basso spessore. autocostruibili.spicchi per volte a padiglione. Scopo della ricerca era di realizzare elementi di copertura a forma di volta. per unità ambientali di piccole dimensioni.L’impiego del gesso e delle fibre vegetali si adatta a diverse forme produttive. basso costo e basso contenuto energetico. grazie alla buona attitudine di questi materiali ad assumere la forma voluta ed alla possibilità di migliorare le caratteristiche dei manufatti tramite il ricorso ad additivi. Inoltre. . da quelle in autocostruzione a quelle a piccola scala industriale.

dove si presentano periodi con temperature sotto il limite di comfort o in presenza di tempeste di sabbia. Il pannello. così realizzato. Di Vittorio. Il loro assemblaggio non richiede particolari capacità costruttive. La loro forma particolare consente un’ottima ventilazione. Mellino e P. I blocchi possono essere prodotti in autocostruzione sia con casseri artigianali in lamiera sia con blocchiere manuali. garantendo la privacy all’interno dell’abitazione. P .Questa ricerca costituisce lo sviluppo di altre sperimentazioni di elementi di gesso-sisal. secondo necessità. se integrata con pannellini mobili realizzati con un telaietto in legno e con un tamponamento con materiali isolanti (materassini di fibre vegetali o di ovatta sintetica. su guide metalliche posate in corrispondenza del lato inferiore e superiore della parte di muro ventilato. viene collocato. progettati per realizzare pareti traforate per la ventilazione La parete a blocchi ventilati è ottima per i climi caldo-umidi: può rispondere anche alle esigenze dei climi misti. Antonio. che è avvenuto attraverso la realizzazione di prototipi di volte a padiglione e a botte con le tesi di laurea di F.”(4) Parete in blocchi ventilati Una parete o una frazione di parete possono essere realizzate con blocchi ventilati in calcestruzzo. La parete può essere integrata con una rete antizanzara Blocchi in calcestruzzo producibili con una pressa manuale (o con casseri artigianali). per insediamenti di volontari a 39 . Il progetto è di Giorgio Ceragioli e di Nuccia Comoglio. G. come quelli delle imbottiture delle giacche a vento o dei piumini).

ruotanti su un perno che ha sede in un semplice listello di legno ancorato sul lato superiore e su quello inferiore del vano finestra. Qorioley e Jalalaksi. Infissi a pannelli verticali in legno orientabilli L’infisso é costituito da pannelli di legno verticali. Per rendere durevole il semplice meccanismo é opportuno fissare il perno al pannello inserendo una sottile fascia di lamiera metallica. in Somalia. Serramento a lamelle orientabili in legno per dosare la quantità di ventilazione voluta 40 . Il progetto é di Nuccia Comoglio per un centro sociale nel Tamilnadu (India). I pannelli possono essere lasciati al naturale o dipinti con colori chiari.Belet-Wen. E’ adatto a climi caldo-umidi. nell’ambito del programma del Ministero degli Affari Esteri italiano a favore dei rifugiati (1981). Il pannello di legno ruota manualmente e permette di regolare l’ingresso dell’aria e della luce. nell’ambito di un progetto integrato di sviluppo promosso dal CICSENE e cofinanziato dalla Comunità Europea (1986).

oltre che dei dati fisico-tecnici delle strutture. composti con semplici operazioni di saldatura. per quanto possibile. Su questi progetti e sulla loro edificazione è stato impostato un monitoraggio delle fasi di approvvigionamento dei materiali. architettura e città nei Paesi in via di sviluppo”. la tipologia abitativa della zona. Si tratta di un “Laboratorio Habitat”. Proposte di porte rinforzate da fare con profilati e vari tipi di lamiera di acciaio. acustico e illuminotecnico. che intendeva proporre e mettere a confronto diversi modelli di abitazione. Obiettivo del progetto è stato quello di migliorare. appoggiando processi costruttivi avviati da artigiani-muratori locali che utilizzavano già materiali non tradizionalmente usati in passato. all’interno del programma LVIA-CICSENE di case sperimentali a Ziniaré in Burkina Faso 41 . nei primi anni novanta. un confronto con le opinioni dell’utenza e un rivelamento dei dati di comfort termoigrometrico.Laboratorio Habitat a Ziniaré (Burkina Faso) In un progetto curato dalla LVIA con il CICSENE e con la Scuola di specializzazione in “Tecnologia. sono state proposte cinque tipologie di case sperimentali per l’habitat urbano di Ziniaré. progettati da Corrado Minervini.

costruzione tradizionale in banco a pianta rettangolare con copertura in lamiera ondulata. aule di lavoro.costruzione in mattoni in terra stabilizzata. cucina. 4. localizzato a La Paz de Carazo in Nicaragua. . Planimetria della scuola in progetto a La Paz de Carazo in Nicaragua: 1.capanna tradizionale in banco (tipo mossi) con copertura in vegetali. . 2. zona per mangiare. 9.costruzione in blocchi di laterizio. 7. 8. camere. con copertura in tôle back.costruzione in blocchi di calcestruzzo con copertura in tegole di cemento. 3. . 10. 6. aula magna.Le caratteristiche dei cinque prototipi sono: . l’edificio della scuola stessa tende ad essere un esempio che in se stesso propone e rende evidenti le soluzioni costruttive da insegnare. Proposta progettuale per una scuola professionale di tecniche costruttive e di autocostruzione Si vuole presentare brevemente ora un progetto di scuola. a pianta rotonda. presidenza. che sembra interessante perché in esso sono applicate varie tecnologie edilizie a basso costo e diverse soluzioni utili dal punto di vista bioclimatico ed ecologico. . biblioteca. servizi La scuola. progettata in una tesi di laurea. laboratori. con copertura in tegoloni di calcestruzzo. 5. è un centro di formazione per l’edilizia per giovani. segreteria. 42 .

I materiali usati per la costruzione sono la terra (materiale del quale nella zona è fatta la maggior parte delle case). quindi per ragazzi più o meno sui 15 anni. che raggiungono anche i 25 m di altezza. la planimetria e le costruzioni della scuola risultano molto aperte. Tenendo conto del clima. Nel progetto è prevista anche la presenza di un impianto di fitodepurazione e di un sistema fotovoltaico. L’aspetto bioclimatico è stato studiato attentamente per rendere il più confortevole possi43 . La gente in Nicaragua ha una pratica nell’autocostruzione antica e diffusa. la biblioteca come anche le stanze sono chiuse. non solo si imparano le tecnologie. I laboratori sono chiusi. ma un corridoio aperto accompagna la successione delle porte delle camere. che in questo paese sono frequenti. annesso ad essa. La zona è ricca di piante di bambù. sono utilizzati al minimo i materiali “non naturali”. Il dormitorio che accoglie una parte degli studenti è a poca distanza. sono possibili gli allacciamenti per l’acqua. Nella proposta si pensa ad una scuola riconosciuta dallo stato di durata triennale. Per far conoscere le tecnologie “ibridate” e l’autocostruzione. se avesse delle conoscenze più aggiornate sull’argomento. che possono imparare così una professione. Vista assonometrica della scuola professionale dal lato del dormitorio La zona scelta è a metà strada tra la capitale Managua e la seconda città del paese. potrebbe essere utile la diffusione di scuole tecniche come questa. poiché numerose tecnologie costruttive a basso costo si basano sull’impiego di materiali vegetali. ma si sperimenta anche la possibilità di lavorare in autocostruzione. come il cemento (per le fondazioni) e il ferro (per le giunzioni). ma inseriti il più possibile nelle aule. inoltre. Léon. il bambù ed il legno (anch’esso molto usato). da seguire dopo la scuola secondaria. potrebbe usufruire al meglio di soluzioni innovative e difendersi dagli eventi sismici. è previsto. ma la zona per mangiare è aperta. scuole dove si possa insegnare a costruire in modo sostenibile ed economico. per l’elettricità e per il telefono. La cucina è chiusa.Frequentandola. Le aule sono tettoie aperte. un campo sperimentale dove gli allievi stessi imparano a coltivare le piante utili. dove le pareti divisorie si possono spostare secondo quello che serve ai diversi corsi durante l’anno. Il terreno si trova vicino al paese ed è in pendenza. invece.

veramente geniali. recuperarle. se si riesce ad assicurare ad esse un ambiente interno più confortevole. quando si adottano le tecniche costruttive dei Paesi sviluppati. anche qui. tanta gente si sposta nelle grandi periferie urbane. si fa grande spreco di aria condizionata). artigianato. dalla fine dell’800. studiarle e poi integrarle. queste vengono impiegate senza nessuna attenzione al clima (come risultato. come progettare in modo sensato. spesso i climi dei Paesi in via di sviluppo sono poco piacevoli. nei luoghi con climi poco propizi si sono sviluppate tecniche ed accorgimenti per difendersi dal clima o per sfruttarne i vantaggi. rispetto della natura. tecniche costruttive sostenibili. a volte. rispetto per l’ambiente. D’altra parte. L’orientamento generale è nella direzione nord-sud: questo impedisce che la radiazione solare incrementi molto la temperatura ambientale interna. energie alternative. Questa proposta e il progetto sono oggetto della tesi di laurea discussa da Stefano Polo nel dicembre 2002 (relatore prof. attraverso compluvi.bile la scuola. a volte anche parecchio. perfezionarle con le conoscenze scientifiche più aggiornate che si hanno in fatto di progettazione bioclimatica. Molti di questi paesi si trovano in zone climatiche caratterizzate da clima caldo-secco o da clima caldoumido. In realtà. una ibridazione. Non si vuole trattare a lungo questo tema. Si tratta ora di compiere. semplici e chiari. negli ultimi decenni si sono sviluppate varie discipline che studiano il clima. Si sono avuti risultati sorprendenti. importantissima per dare condizioni di vita meglio accettabili dentro gli edifici. Le falde dei tetti. nel tempo. 44 . Cioè. attualità. che vengono studiati e portati come esempio di soluzioni in accordo con il clima. fitodepurazione. partendo dalle tecniche presenti nella tradizione costruttiva dei vari Paesi. le conoscenze di progettazione bioclimatica vengono insegnate in modo organico. ci soffermerà solo a dare qualche spunto utile per rendersi meglio conto della problematica. educazione igienico-sanitaria. Bisogna dire che. costruendosi un’abitazione alla meglio. perché si viva in modo accettabile nelle architetture. Nelle Scuole di architettura o di Ingegneria dei nostri paesi.II Facoltà di Architettura di Torino) La progettazione bioclimatica Si può migliorare. il modo di vivere dentro le costruzioni che si fanno. usando i materiali che trova. coltivazione sia di materiali costruttivi sia di piante alimentari. la situazione è andata via via cambiando. Su questi temi i libri sono molti. anche in presenza di climi difficili. cercando di sfruttare al meglio la ventilazione e nello stesso tempo proteggendo le aule con delle piante di varia altezza. costruzione di ponteggi. Questa sarebbe una vera ibridazione basata soprattutto sulle conoscenze. ecc. Molte di queste soluzioni vengono trascurate. Ma. le varie caratteristiche delle zone climatiche. Massimo Foti . scaricano l’acqua dove inizia un percorso di utilizzazione di essa Nelle aule saranno tenute le lezioni teoriche delle materie che potrebbero essere previste per i corsi di studio: storia.

Nei luoghi caldi (o nei luoghi temperati. ma anche con alberi. cercan- La ventilazione incrociata si ha quando esiste una certa differenza di pressione tra due lati opposti di un determinato ambiente. finestre. con cui si costruisce l’edificio. pareti frangisole.. in modo da evitare che tali superfici aumentino la loro temperatura e trasmettano poi il calore verso l’interno. bloccandola in qualche modo prima che essa vada a colpire le superfici che all’esterno delimitano lo spazio interno da proteggere. vengono usati vari accorgimenti: ombreggiarlo con aggetti. i materiali. oppure di raccogliere. vetri speciali. La radiazione solare può. solai. ma sfruttando in particolare le forme.Il criterio da seguire è comunque quello di sfruttare la metodologia dei “sistemi solari passivi”. d’estate) è importante difendersi dal sole attraverso elementi di ombreggiamento e nello stesso tempo consentire alle brezze fresche o all’aria fresca notturna di penetrare e circolare all’interno degli ambienti. riscaldare i muri. tende. fare circolare le correnti di aria fresca. perché l’effettoserra ne impedisce in gran parte la successiva riemissione verso l’esterno. i pavimenti. ecc. in particolare. cioè sistemi che utilizzano i vari componenti edilizi (muri. naturalmente. senza ricorrere a forme di energia convenzionale (come l’energia elettrica). le tecniche. tetti). dove sono poste le aperture 45 . accumulare e distribuire all’interno dell’edificio l’energia termica solare. con rampicanti. penetrare meglio attraverso le superfici trasparenti. quella di evitare che la radiazione solare riscaldi troppo l’edificio. Per difendere l’edificio. per captare. Sistemi di schermatura La prima strategia da adottare è. i solai e poi restare intrappolata dentro. schermi.

nei climi caldi è l’estrazione del calore attraverso la ventilazione naturale. dove sono sistemate delle aperture. è poi necessario agire anche sull’edificio in quanto tale. Si potranno avere varie soluzioni: la ventilazione incrociata. dovuti alla differenza di temperatura e di pressione 46 . Fondamentale. orientate nella direzione delle brezze dominanti. ibridandole con le conoscenze scientifiche oggi possedute. per una differenza di pressione dovuta all’effetto del vento sulle facciate dell’edificio. Queste soluzioni sono presenti nell’architettura tradizionale dei paesi tropicali fin da tempi antichi. che produce un risultato chiamato effetto camino. l’aspirazione statica oppure le torri del vento. Essa si può ottenere. L’aspirazione statica si verifica quando il vento provoca una differenza di pressione interna. che hanno il compito di incanalare il vento verso le zone basse degli edifici. utilizzando una differenza di temperatura e di pressione dell’aria. scegliendo materiali adeguati (ad esempio. con particolari caratteristiche di isolamento termico) o con colori adatti a respingere la radiazione. in primo luogo. attraverso l’aspirazione generata usando dispositivi situati sulle coperture degli edifici. richiamando aria dalle aperture poste nella parte inferiore. sono vere e proprie piccole torri con delle aperture in sommità. Naturalmente. Nell’effetto camino si determinano movimenti dell’aria.do soprattutto di bloccare la radiazione all’esterno. la loro utilità si moltiplica certamente. La ventilazione naturale si può ottenere anche in un altro modo. La ventilazione incrociata si ottiene quando le aperture di un ambiente sono situare in zone con pressione opposta. poi. Le torri del vento captano e convogliano le brezze estive all’interno di un edificio Le torri del vento.

Questo effetto aumenta con le differenze di temperatura tra l’interno e l’esterno. Si è voluto appena accennare a queste problematiche. sarebbe certo possibile dare agli spazi interni e. con la differenza tra la distanza in altezza tra l’apertura in entrata e quella in uscita. si sono scelti come esemplificazioni argomenti che hanno trovato lunga applicazione nell’architettura dei paesi caldi già da tempi molto antichi (anche se i nomi che vengono dati oggi alle varie soluzioni sono recenti). (3) da: Canavesio Giovanni. 1996. quindi al modo di vivere. Per tenendo conto del cambiamento nei modi di costruire. Torino. (4) da: Canavesio Giovanni. applicando le conoscenze scientifiche e tecnologiche che oggi si hanno. nei materiali. nelle situazioni. un aiuto sostanziale. oppure quando l’area dell’apertura in uscita sia maggiore di quella in entrata. 1996. Torino. Mostra di tecnologie ibridate. 47 . Mostra di tecnologie ibridate.

lampade. saper progettare delle cose con le conoscenze che abbiamo oggi. di materiali. quando l’elemento di confronto sono le tecnologie che per essa si usano nei Paesi sviluppati (ad esempio. lavastoviglie. Quanto al fatto che possa essere giudicato pretenzioso trattare di tecnologia per la vita quotidiana. in base alle nuove conoscenze. in riferimento a tali Paesi. utili. Può avere un senso.). lavatrice. ecc. Generico: perché cosa si può raccontare sulle tecnologie per la vita quotidiana. si ricorda che qui l’obiettivo è proprio di parlare solo di cose semplici. di tradizioni. Progettare. più o meno al limite. ecc.TECNOLOGIE PER LA VITA QUOTIDIANA Come progettare Il titolo del capitolo può apparire o troppo generico o troppo pretenzioso. sapendo di dovere limitarsi in tante cose. è più difficile. considerando la grande varietà di modi di vita. da cui ciascuno può poi trarre spunti e stimoli per realizzare qualcosa di utile. però. Ma proprio per questo dovrebbe essere più stimolante: ci vuole più bravura a lavorare bene su cose difficili. chi progetta con le conoscenze attuali è preparato ad avere presenti gli esempi della produzione industrializzata. arredo a volte elaborato. semplici e a basso costo. fondamentali. quindi. che si hanno nei diversissimi Paesi in via di sviluppo? La risposta è che anche in questo capitolo si seguirà la linea già scelta per gli altri: offrire solo qualche idea sulle possibilità tecnologiche che si hanno oggi. anche trattando di vita quotidiana? Certamente sì: ibridare una tecnologia è in primo luogo saper pensare. ai nuovi modi di lavorare. videoregistratore. ha presente solo un certo tipo di destinatario. perché troppe volte sono proprio queste che mancano. Dove Culla con i sostegni in bambù 48 . frigorifero. In linea generale. giocattoli supertecnologici. in condizioni. computer. parlare di “tecnologie ibridate”.

si insegna oggi a progettare. Ibridare una tecnologia. molto raramente si propongono temi che possono interessare i Paesi poveri. per renderlo più efficiente. Quindi. ecc. Si inizia proponendo qualche elemento recente di arredo. significa anche partire da quello che localmente esiste già. luogo per luogo. ma senza nessuna pretesa di sistematicità o di completezza. infatti. per la forma. per l’impiego che si fa dei materiali. L’arredo Qui verranno presentati alcuni esempi di cose utili. se si vuole ibridare per la vita quotidiana. costruito in bambù. esiste anche il problema di conoscere le realtà per le quali ci si vuole impegnare. però. è veramente geniale. e. quello che si usa tante volte. per migliorarlo. amare queste realtà e le persone che le vivono. che per un verso o per l’altro presentano qualche motivo di interesse. per il modo di utilizzarlo. Poltrona in bambù Letto realizzato con grosse canne di bambù 49 . naturalmente. tra l’altro.

adattandola. componibili ha fatto passi da gigante nei Paesi sviluppati. usando il legno in quantità minori. Spesso il problema è a monte ed è determinante: la carenza di acqua. se è leggero. Per questo si dovrebbe fare qualcosa. letti. molte volte poi. non arriva nelle case. La tecnologia del legno per produrre arredi a basso costo. in bambù esistono da tempo immemorabile Ma oggi anche il bambù può essere lavorato con idee nuove. ecc. Comunque. se costa poco. di una staffa. In certi casi. dove può essere utilizzata bene. possono permettere tante cose diverse. Sul legno il discorso è simile.Sedia in bambù ad incastri Naturalmente in questo campo il bambù ha una tradizione antica e quindi. poltrone. che comunque dovrebbe essere affrontata con l’impegno di tutti. ma quante altre se ne possono fare! L’uso di un collante. si potrebbero anche attrezzare alcuni blocchi per l’igiene. costruendo un arredo più resistente. automontabili. scaffali. non si dice niente di nuovo: sedie. L’igiene L’igiene personale non deve essere una prerogativa di chi vive nei Paesi sviluppati. che prima non erano conosciuti. a volte potrebbe anche essere prodotto sul posto. tavoli. Il suo uso può essere determinante per fare elementi diversi. e quindi si può avere e trasportare facilmente. e può aiutare a risolvere meglio vari problemi. quante cose con esso si sono da sempre autocostruite per la casa. forse. Perché non appropriarsi di questo tipo di esperienza e riproporla. per quanto riguarda gli apparecchi igienici a basso costo da impiegare all’in50 . Il piccolo elemento che ibrida una lavorazione tradizionale del legno può essere anche di importazione. di un giunto. con tecniche nuove. Anche se l’acqua c’è. in punti comunitari di distribuzione dell’acqua. ma se ne capisce l’utilità. Tutti devono avere la possibilità di accedervi. quando le condizioni lo rendono possibile.

Altro materiale utile è il cemento rinforzato con una leggera rete di acciaio (il ferrocemento) o anche con materiali vegetali. ci sono varie proposte interessanti. che possono essere destinati ad usi diversi. che può permettere di autocostruire vari apparecchi igienici. Qui si presenta un esempio tratto da un opuscolo del CEPD (Centro de Pesquisos e Desenvolvimento) e dal BNH (Banco Nacional de Habitaçao) del Brasile. anche quando si tratta di interventi di edilizia abitativa di una certa consistenza. che è proprio relativo alla preparazione di un lavello. Il lavello in ferrocemento durante la preparazione 51 . Discorsi simili si possono fare per i lavelli delle cucine. per autocostruirli. dove si prevede un’autocostruzione parziale. da preparare in autocostruzione. Esistono esperienze di elementi realizzati con plastiche rinforzate con fibre.Lavello autocostruibile in ferrocemento terno degli alloggi.

Bisogna concedersi un 52 . Le cucine solari sono diventate in qualche modo una curiosità. Si legge in un sito Internet: “Cuocere con fornelli azionati dal sole è diverso. va al di là di questa breve trattazione. sono in metallo). presentando qualche proposta (trovata sul sito dell’ITDG) per migliorare dei fornelli tradizionali. ma anche per ridurre la quantità di fumo emesso. riducendo l’uso di materiali vegetali per questo fine e dando una discreta efficienza al cucinare. di essere resistenti (ad esempio. o si parla dei metodi scarsamente efficienti che spesso vengono impiegati. una moda anche nei Paesi sviluppati. D’altra parte. anche se non si volesse o potesse ricorrere alle cucine solari. Questi fornelli. Il miglioramento non è pensato solo per consumare meno combustibile. O si parla della grande quantità di legna che viene consumata per fare questo. Le tre cose sono in qualche modo collegabili: l’uso di cucine o di forni solari (da produrre con materiali a basso costo e presenti sul luogo e possibilmente autocostruibili) potrebbe permettere di cucinare senza troppi problemi. Fornelli di cottura migliorati Cucine e forni solari Se si passa alle cucine solari il discorso è ampio e. cercano di accumulare calore in se stessi. che spesso accompagna il cucinare. che annerisce pareti e soffitti e rende meno piacevole la vita sociale. certo. o viene dato un certo rilievo alle varie novità in campo di cucine o di forni solari. di permettere l’uso di diversi combustibili. divertente e proprio ogni piatto che si desidera fare può venire preparato. oltre a ridurre il fumo. è possibile fare qualcosa per migliorare i modi tradizionali di cucinare: e proprio di questo qui si vuole fare un cenno.Le cucine Il problema del cucinare nei Paesi in via di sviluppo è spesso al centro dell’attenzione per vari motivi. di controllare il tiraggio.

cucine a collettori: sono fatte di due parti.co. sono caratterizzate da risultati termici ampiamente divergenti. esse richiedono scarsi interventi da parte dell’utente. ma tenetevi pronti per qualcuno dei cibi più gustosi che potete mai aver assaggiato. spesso con un piano riflettente di cui si può adattare la direzione.cucine a cassetta: sono cassette isolate con una copertura in vetro. La temperatura varia a secondo dell’intensità della radiazione solare e della temperatura 53 . In una giornata soleggiata con cielo limpido.po’ di tempo in più di quello che può essere necessario se si cuoce con il gas o l’elettricità. . un collettore per raccogliere calore ed un piano di cottura per sfruttare il campo. (dal sito: www. esse sono tuttavia molto difficili da costruire. esse possono essere divise in tre tipi: . .solarcookers. ma esplicano un ruolo simile a quello dei forni tradizionali (si possono cuocere pane.Un forno solare deve: . queste attrezzature sono efficienti e fanno uso sia della radiazione solare diffuse che di quella diretta. dove quindi si cuoce bene anche la pizza o il pane. senza consumare combustibile. . sufficienti per cuocere pesce o verdura. è possibile però realizzare forni più elaborati. cucine a collettori Se si vuole fare una classificazione delle cucine solari. la temperatura nei forni più semplici può facilmente arrivare a 85-90°C. che raggiungono temperature più elevate. pesce.trasformare la radiazione solare in calore. pizze.trattenere all’interno la maggior quantità possibile di calore.za) Stanno avendo un grande sviluppo pure i forni solari.raccogliere e indirizzare la radiazione solare. Si può anche preparare il cibo durante il giorno ed averlo ancora caldo la sera. che si basano anch’essi sull’azione dei raggi del sole. ma richiedono attenzione da parte dell’utente per tenerle sempre allineate con i raggi del sole. usando insieme una scatola termica” Le tre tipologie di cucine solari: cucine a cassetta. i fornelli a cassetta sfruttano sia la radiazione solare diretta che quella diffusa. .cucine a concentrazione: concentrano direttamente la radiazione solare sul punto di cottura.) Anche con il più semplice dei forni solari si possono cuocere molti cibi senza fatica. carne. ecc. cucine a concentrazione. esse sono molto efficienti. forniscono buoni risultati.

L’uso efficiente di un forno è semplice: va esposto al sole. che può essere ruotato per meglio far convergere i raggi del sole esterna: per l’uso efficiente di un forno solare è importante la limpidezza del cielo. Sulla scatola è incernierato un coperchio rivestito di materiale riflettente. fumi. Di tanto in tanto si sposta il forno per seguire lo spostamento del sole. eventualmente. ma anche si possono conservare il sangue. i fiori. i vaccini e le medicine negli ambulatori e negli ospedali. il latte. È meglio mettere il cibo in una pentola o in una teglia nera. orientandolo in modo da far entrare la maggior quantità possibile di luce e alzando e abbassando il piano riflettente in modo da aumentare l’irraggiamento (ad esempio. anche per regolare la temperatura all’interno degli edifici Si cerca di ottenere temperature più basse per tanti motivi: si possono conservare meglio la frutta.. la carne. La refrigerazione La refrigerazione gioca un ruolo molto importante nei Paesi in via di sviluppo. polveri che assorbono gli infrarossi solari e ostacolano un buon riscaldamento. le verdure. in genere.Forno solare costituito da una scatola di legno verso l’esterno. da uno strato isolante verso l’interno e da una lastra di vetro che copre la scatola. nero ovviamente (anche perché il calore rilasciato dai cibi appanni meno la faccia interna del vetro del coperchio). 54 . ecc. come nel tipo presentato in figura. è utile coprire questa con un coperchio. in primo luogo per la conservazione di cibo e altro ed. il forno prima e poi vi si mette il cibo e si aspetta che sia cotto. trovato sul sito Internet dell’ITDG) Si lascia scaldare. perché la sua velatura è dovuta a vapore acqueo.

Quest’ultimo campo disciplinare negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante nelle conoscenze acquisite e quindi non dovrebbe essere difficile ottenere buoni risultati. Ma è anche possibile usare il fotovoltaico per attivare processi di refrigerazione. Considerando che nei Paesi in via di sviluppo ci sono vaste aree senza impianti di elettricità (o se ci sono non sono affidabili). In questo caso è previsto uno sfruttamento passivo dell’energia solare La refrigerazione può essere ottenuta anche ricorrendo all’uso di pannelli fotovoltaici Il raffreddamento può essere ottenuto in diversi modi. ecc. 55 . medicine.La refrigerazione di cibi. può essere ottenuta in diversi modi. è necessario ricorrere a metodi alternativi basati soprattutto su uno sfruttamento passivo dell’energia solare.

che viene proposto in figura. con un foglio trasparente sopra e fori in basso per la ventilazione Sempre sfruttando le conoscenze più recenti sull’uso dell’energia solare è possibile progettare vari tipi di essiccatoi. 56 . normalmente. sulla terra). una maggiore igiene. che funziona da collettore. la protezione dalla pioggia ad un costo basso. costituito da un telaio in legno coperto da polietilene trasparente. Essiccatoio per i cibi. Si espongono. vi è un foglio di un materiale di colore nero. ma questo viene fatto senza particolari attenzioni (vengono posati ad essiccare sui tetti. Sul terreno vi è un foglio di materiale dipinto di nero e un appoggio su cui posizionare i cibi Piccolo essiccatoio in legno di dimensioni ridotte.L’essiccamento dei cibi L’essiccamento è un metodo ampiamente usato nei Paesi in via di sviluppo per conservare i cibi. i cibi al sole per farli essiccare. sui quali ci si appoggia. che possono garantire il raggiungimento di una temperatura più alta. sui pavimenti esterni. Il cibo da essiccare viene posto su un piano sollevato dal terreno. Su terreno o su un pavimento. si ha un foglio trasparente di polietilene su un semplice telaio in legno a forma di capanna (il foglio di plastica è bene che sia del tipo che non ingiallisce al sole). Nell’esempio.

Quello presentato nell’altra figura è costituito da una scatola di legno. nell’altra figura c’è una gabbia per polli. il polietilene resta sollevato un po’ dal terreno per permettere una leggera ventilazione. con una forma a capanne accostate. Sono previsti anche dei fori per la ventilazione. ma probabilmente resistente per la sua forma curvata. L’allevamento Sulle gabbie usate per l’allevamento degli animali domestici si presenta qualche cosa di originale. il tutto è coperto da un foglio di polietilene trasparente. Recinto per maiali in bambù Gabbie per polli in bambù. Si vede in una delle figure presentate un recinto per maiali. semplice. ancora questa volta gli esempi che si portano sono fatti in bambù. È possibile costruire anche essiccatoi piccoli. in basso.Sui bordi. in Thailandia 57 . sulla quale si mettono i cibi da essiccare. con uno strato di materiale isolante sotto il piano dove si posano i cibi e con una rete metallica su di esso.

o può servire per impedire la visuale dall’esterno verso l’interno. che sono unite con una cordicella. ma qui non vuole ancora allargare il discorso. da porre alle aperture. Anche per loro si potrebbero realizzare tante cose utili. Tenda a lamelle in bambù Il gioco dei bambini Per chiudere questo capitolo. Nell’esempio che si propone questa tenda è fatta di fascette di bambù. sfruttando qualche tecnologia ibridata. non possiamo dimenticare i bambini. o per farli passare. per difendersi all’interno dai raggi del sole. è molto utile per oscurare. orientandole.Una tenda La vita quotidiana riguarda naturalmente infiniti oggetti o strumenti con i quali abbiamo a che fare giornalmente. che permette di ruotarle. Altalena con il seggiolino in canne di bambù 58 . La tenda a lamelle. Si mostra solo una di queste infinite cose che ci si può trovare a dover usare: una tenda a lamelle.

In essi vi sono passerelle. 59 . scale. capanne. con capanne e scale realizzate in bambù Campo giochi con elementi vari in bambù Qui fermandosi solo al livello del gioco.Campo giochi. ma la strada alla fantasia è aperta: si potrebbero pensare innumerevoli altre forme e attrezzature. si propongono due esempi relativi a campi per il gioco. E ancora per i bambini. Ancora in questi esempi si vede l’uso del bambù. c’è prima un’altalena in cui il seggiolino è fatto in bambù.

per il trasporto animale. due proposte (riprese dal sito dell’ITDG): in un caso è stato inserito un pianale ampio al di sopra della ruota posteriore. collocato sul prolungamento di una normale bicicletta 60 . le linee ferroviarie sono assenti e quando esisteva qualche linea costruita in epoche coloniali. però.TECNOLOGIE PER I TRASPORTI Spostarsi: un problema Il problema dei trasporti nei Paesi in via di sviluppo è certamente impegnativo. in qualche modo. nell’altro sono stati realizzate due basi di appoggio. Pianale di carico (lungo fino a 80 cm). in proposito. possibile percorrerle. ma ci si trova in presenza di piste o di sentieri. Quando si costruiscono strade. di più ampia capacità di carico. con scarsa segnaletica. pensare di agire sui mezzi di trasporto tradizionali. Spesso non vi sono strade vere e proprie. si potrebbero costruire rimorchi con caratteri di maggior leggerezza. è certo quello delle biciclette. esse potrebbero essere facilmente adeguate per trasportare carichi più ingombranti. Come è risaputo. Per aiutare la gente si dovrebbe. molte volte esse sono fatte con scarsa competenza ed i risultati sono in genere poco rassicuranti. Ad esempio. è chiaro che essi possono servire una fascia molto ristretta di popolazione. Intanto. di migliore scorrevolezza. essa o è stata chiusa o oggi è ridotta in condizioni pietose. invece. da sistemare simmetricamente rispetto alla ruota posteriore. Si presentano. per migliorarli anche attraverso una ibridazione tecnologica. Per quanto riguarda i trasporti aerei. Avendo auto adeguate è. Le biciclette Ma un settore dove appaiono esservi ampie possibilità di miglioramento.

sempre per usarli come rimorchi. Rimorchio da collegare ad una bicicletta per il trasporto di persone. la “bambooclette”. merci o animali. Ma. come ad esempio. potrebbero essere costruiti altri mezzi specializzati. È interessante una bicicletta in bambù progettata da un architetto vietnamita. Non si tratta di una semplice provocazione: è un mezzo che è proprio realizzato con la speranza che possa ampiamente diffondersi. Nel 1984 l’architetto vietnamita. Quasar Khanh. piccole ambulanze per il trasporto dei malati. costruito con tubi tagliati e saldati e con una rete metallica a maglie larghe Per portare i bambini sulle bici. potrebbe permettere di trasportare carichi più grandi di merci. da far trainare alle biciclette. reinventò la bicicletta in bambù (ne era 61 . vi sono poi varie possibilità per migliorare la loro sistemazione.Bicicletta con una struttura applicata posteriormente. che regge due piccoli piani di carico disposti simmetricamente ai due lati della ruota posteriore L’uso di rimorchi.

Tutte le singole parti della bicicletta sono prodotte da gruppi familiari.Seggiolino in bambù per il trasporto di bambini in bicicletta (Cina) stata già costruita una in Europa). progettata dall’arch. che lavorano insieme. vietnamita Quasar Khanh Particolare di articolazione della “bambooclette” 62 . Bicicletta in bambù e rattan (bambooclette). Essa è un miscuglio di moderna tecnologia delle biciclette. Per sei anni egli aveva lavorato alla “bambooclette”. Queste parti sono poi assemblate a Saigon (Città di Ho Chi Min).

però. nella versione per uomo e per donna 63 . il disegno di una bicicletta assai rudimentale. da Tino Sana (acquistabile ora in rete). costruita in legno per trasportare qualche sacco. Rudimentale bicicletta in legno usata per il trasporto di sacchi Bicicletta in legno progettata. Ma l’idea di costruire biciclette in legno è stata seguita anche in modo più perfezionato in Europa. da Tino Sana (naturalmente le parti meccaniche sono in metallo). come oggetto d’arte.C’è. poi. Qui si tratta. che si può acquistare in rete. più che altro di un oggetto d’arte in versione per uomo o per donna.

Avere ponti. si potrebbero tentare molti possibili miglioramenti sui mezzi e sulle condizioni di trasporto. sia per arrivare a mezzi più efficienti. il cui cesto può essere realizzato in bambù e con la fune in rattan 64 . sia per rendere più razionale la loro organizzazione Passerella con struttura in bambù in Colombia Teleferica. in autocostruzione. passerelle.Ponti e teleferiche Se si ricorre ad iniziative basate sull’ibridazione tecnologica. Sarebbe certo. e vengono sfruttati anche discretamente. si potrebbero risolvere situazioni di collegamento problematiche. poi. possibile fare molte ricerche sui trasporti via acqua. Questi in genere offrono buone possibilità di spostamento soprattutto in tanti paesi privi di una rete stradale. usando anche materiali vegetali. E così se si riuscisse a migliorare il trasporto via fune. ma si potrebbe fare molto di più. per superare torrenti o fiumi ridurrebbe molte volte le distanze. nei Paesi in via di sviluppo.

Esistono gruppi di associazioni o di centri di ricerca che si tengono informati a vicenda. prendendo come criteri. così. numerosi siti. 54 . i siti trovati sono tanti. Si troveranno. ed una breve descrizione. ma lo scambio resta confinato al loro interno. Si tratta di un po’ meno di trenta siti. Nella ricerca che è stata compiuta per questa pubblicazione. nel settore rurale. coinvolgendo le potenzialità locali. che restano completamente sconosciute. Lavora per e con i Paesi in via di sviluppo perché acquisiscano le conoscenze necessarie allo sviluppo delle loro economie. in genere. I siti sono presentati secondo l’ordine alfabetico del nome dell’ente o dell’associazione che li gestiscono. relative solo ad un aspetto particolare di tecnologie utili per i Paesi in via di sviluppo. Molto spesso. Un modo. consolidati o in fase di avvio. semplici. vi sono esperienze interessanti. individuando alcuni siti. non vengono divulgate su pubblicazioni note e che hanno una distribuzione ampia. facili da applicare anche in autocostruzione. Si è voluto fare una scelta. a volte.fax: +39 2 2552270 e-mail: acra@acra. che contengono molte notizie utili. che essi non fossero siti troppo settoriali. spesso. che potessero rivelarsi utili a chi vuole tenersi aggiornato su questi temi.it Via Breda. anzi. Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina . e-mail. Di ogni sito. vengono dati indirizzo. però su di essi si trovano informazioni specifiche. articolati o elementari. numeri di telefono.ACRA www.acra. Ogni progetto di ACRA nel campo della cooperazione rurale si ispira ad un 65 . che siano in grado di affrontare i problemi alla radice e non solo di tamponare situazioni di emergenza. efficace ed aggiornato per documentarsi su queste tematiche è quello di ricorrere ad Internet. ACRA è inserita in una ambito che la pone in relazione a varie associazioni che perseguono lo stesso obiettivo: lo sviluppo delle comunità mediante l’apporto di competenze tecniche e progettuali. viene segnalata qualche pagina che all’interno del sito sembra offrire qualche interesse. invece. Inoltre. in particolare. che avessero un carattere consolidato. oltre al nome dell’organizzazione che lo cura.ALCUNI SITI INTERNET utili per approfondire e per conoscere altri esempi Le tecnologie a basso costo.it ACRA è una ONG laica che opera nel sud del mondo con programmi di cooperazione allo sviluppo. che sono presentati in questo capitolo.20126 Milano (Italia) tel: +39 2 27000291 . in gran parte in inglese.

Il radicamento nei territori dei promotori locali fa si che i progetti si innestino sulle specificità del contesto sociale e culturale dell’ area di intervento impedendo il crearsi di uno stato di dipendenza dall’aiuto esterno. della biomassa. Appro-Techno www. del geotermico. Propone sistemi completi di produzione a prezzi competitivi sul mercato soprattutto perché il suo prodotto è indirizzato ai paesi in via di sviluppo.e-mail: artech@glassonline.it/pagine/eas_links. Milano (Italia) tel: +39 02 66302904 . Attraverso articoli dal taglio tecnico-divulgativo garantisce un’informazione puntuale e dettagliata sulle principali realizzazioni e sugli sviluppi della ricerca nel campo dell’eolico. Nel sito vi sono le immagini e i dati tecnici delle varie presse proposte e foto di realizzazioni eseguite utilizzando i loro macchinari.appro-techno. del solare termico.modello operativo ed organizzato tale da promuovere un intervento di tipo strutturale e partecipativo in cui la risorsa umana è una componente fondamentale. del mini-idro. Artech www.com Divisione Energia: www.fax: +39 02 66302914 Divisione Vetro: www. 26 . con una serie di pubblicazioni che si occupano di ambiente. 57 .fax: +32 (0) 60 377887 e-mail: s.artechenergia. vento.it .acra. dell’energia dal mare. di energia pulita e delle fonti rinnovabili e delle loro molteplici possibilità d’impiego e di sviluppo.com Rue de la Rièze. Collabora infatti con vari centri di divulgazione tecnica e scientifica che aiutano i paesi più poveri. “Energie Rinnovabili” si occupa di tutte le fonti pulite e sostenibili che la natura ci offre: sole. del fotovoltaico. terra e acqua.glassonline.com Appro-Techno è una ditta che produce macchinari per la fabbricazione di mattoni in terra cruda. 66 .it La Artech Publishing pubblica riviste nel settore del vetro e dal 2000 alla Divisione Vetro si affianca la Divisione Energia. Le loro macchine di produzione permettono l’uso di una numericamente ridotta forza lavoro qualificata e di una manutenzione facile da fare anche per lavoratori dotati di pochi mezzi. Le loro pubblicazioni comprendono un annuario e diverse riviste: “Energie rinnovabili”. “Energia Solare FV” e “H2 Idrogeno & Celle a Combustibile”. che vanificherebbe i risultati di ogni azione.e-mail: artech@artechenergia. http://www.com .artechenergia.htm In questa pagina vi è un elenco piuttosto articolato delle ONG che si trovano in Italia.it Artech Publishing srl Via Gramsci.B-5660 Cul-des-Sarts (Couvin) (Belgio) tel: +32 (0) 60 377671 .20032 Cormano.deputter@appro-techno. della cogenerazione e dell’architettura solare.

sulla tecnologia sviluppata in tutto il mondo e sull’amministrazione corretta da adottare 67 . che hanno bisogno di informazioni aggiornate e di consulenze sulla fabbricazione.BASIN www. materiali.fax: +49 6196 797352 e-mail: gate-basin@gtz.76532 Baden-Baden (Germania) e-mail: info@bambus. impianti e sistemi per l’utilizzo di tutte le fonti di energia rinnovabile. ricercatori. la descrizione dei vari tipi di bambù esistenti e una galleria d’immagine sulle potenzialità applicative di questa specie. in particolare.de tel: +49 (0) 7221 5074-0 . Sono però riportate le generalità delle organizzazioni che hanno fondato o che sono diventate socie della rete di consulenza Basin con cui collaborano e pubblicano. architetti.de/basin Nel sito non si trovano indicazioni su una possibile sede reale situata in qualche parte del mondo. Tratta di fotovoltaico e delle sue applicazioni. sulle prestazioni e disponibilità delle novità. di sistemi combinati fra fotovoltaico e termico.“Energia Solare FV: tendenze. pianificatori. “H2 Idrogeno & Celle a Combustibile” si occupa in maniera dettagliata ed approfondita dell’idrogeno e delle celle a combustibile. costruttori. prodotti e tecnologie alla luce del sole” è dedicata all’energia solare. Nel sito si trovano indicazioni sugli ultimi numeri delle riveste. è stata creata con lo scopo di fornire indicazioni e consigli sulla tecnologia edilizia appropriata e di attivare collegamenti in tutto il mondo di “know-how” tra organi di governo. rete consultiva di servizio e informazione sulle costruzioni.gtz. Il sito si presenta interamente in lingua tedesca. http://www.fax: +49 (0) 7221 5074-80 Baumschule Eberts è un centro che si occupa della produzione di piante di bambù a livello commerciale: vendono e danno consulenze su come organizzare il proprio giardino. tel: +49 6196 794212 .bambus.php Questa è la pagina principale della galleria di immagini.de Saarstrasse 3-5 .de Basin. Bambus-Centrum Deutschland www. mecenati.bambus. quali l’energia verde. ampio spazio è dedicato inoltre a temi attualissimi. All’interno del sito si trovano. Riportiamo solo la e-mail e i numeri telefonici di Basin riferita all’istituzione GTZ. produttori dei materiali da costruzione. “Energie Rinnovabili Annuario” è un’ annuario dei fornitori di tecnologia. con l’eccezione della parte dedicata agli oggetti realizzati in bambù che è in inglese. e rimandiamo alla schedatura di GTZ per l’indirizzo postale. la mobilità sostenibile e l’idrogeno e le celle a combustibile. Building Advisory Service and Information Network . di impianti e collettori solari.de/infos/1000/indexx. indice ed abstract degli articoli.

sviluppare e promuovere la scienza e la tecnologia delle costruzioni al servizio del proprio paese. la fabbricazione dei mattoni in terra cruda e cotta.Uttranchal (India) tel: +91 1332 72243 .SY20 9AZ (Gran Bretagna) tel: +44 (0)1654 705950 . Il sito. Effettua la ricerca e lo sviluppo su tutte le problematiche legate all’edilizia.fax: +91 1332 72272 / 72543 e-mail: director@cbrimail.cbri. di problemi strutturali e di mitigazione dei disastri. Aiuta le industrie edilizie e dei materiale ad individuare soluzioni attuali. documenti completi. The Centre for Alternative Technology .CBRI www. di rischi d’incendio.org Roorkee . Gli articoli. pubblicazioni pratiche ed informative. nonostante l’articolata ricerca e l’impegno pratico che l’istituto effettua. studi su cementi e calci da costruzione e manuali di carpenteria.Powys .cat. Nel sito si trovano annotazioni bibliografiche sulle pubblicazioni dei soci. dalla studio delle materie prime alla costruzione dei fornaci. servizi educativi per le scuole. Il sito. Il loro pensiero si basa sull’affermazione che la popolazione. francese. in Gran Bretagna. Ogni istituzione riporta le indicazioni della propria home page e dei propri riferimenti geografici. da loro pubblicati e curati.uk Machynlleth . un servizio di consegna di libri ordinabili on line. adatte ed economiche ai problemi di fornitura dei materiali. però.CAT www. la natura e la 68 . riguardano la progettazione e le tecniche costruttive dei tetti. Dalla home page si può accedere.com Il CBRI. dall’utilizzo di materie prime a basso costo alla realizzazione un’edilizia confortevole che rispetti l’ambiente. Central Building Research Institute . potrebbe venire aggiornato ed ampliato. di cui è presente solo la bibliografia e un abstract possono essere ordinati on line. spagnolo ed inglese. provvisto di esempi reali che spiegano le loro ricerche ed idee. all’elenco delle organizzazioni che aderiscono a Basin. le ultime edizioni del bollettino del Basin e informazioni sui progetti migliori che circolano nel sito e dei soci. dalla progettazione alla velocità di costruzione. di risparmio energetico. d’alloggiamento rurale ed urbano. consulenze e corsi formativi. sono presenti come riferimenti bibliografici senza alcuna spiegazione dei contenuti. istituto principale di ricerca sulla costruzione.org. e gli articoli. ma uno stesso articolo può essere presente solo in una delle tre lingue. scaricabili in formato pdf. ha la responsabilità di generare. Sono presenti solo indicazioni molto generali sulle loro attività svolte e in progresso. di efficienza. I loro servizi includono un centro d’accoglienza. Gli articoli sono scritti in diverse lingue. non è particolarmente ricco di informazioni. ciccando sulla scritta “partner” che si trova in alto nella pagina.fax: +44 (0)1654 702782 Il CAT è un’istituzione che cerca di sensibilizzare la gente alle problematiche ambientali.riguardo alle risorse locali.247 667 .

L’intento è quello di esplorare e dimostrare una vasta gamma delle alternative. tra ricercatori. al fine di attivare una rete di conoscenza tecnologica teorica e pratica. delle loro esperienze sul campo. esperienze sul campo per rendere familiari ai diretti interessati tecnologie che stanno emergendo con successo in varie parti del mondo.tecnologia possono convivere con successo se si prova a capire il funzionamento dei processi naturali.htm GPO. utenti di conoscenza scientifica e volontari.np Il CRT/n. Box 5048 . maggiori dettagli. per poi comunicarle alla gente affinché sia essa stessa a portare avanti un cambiamento che rispetti l’ambiente e che di conseguenza possa apportare un miglioramento nel loro sistema di vita. che esistono o che si possono avere. centro per la tecnologia rurale in Nepal.tudelft. quelle di raccolta e smaltimento acque.nl 69 . quali quelle solari. room 5.sg/nepalnet/crt/home. permette di capire come funzionano certe tecnologie e come si possono utilizzare.nl Cicat . invece di dominarli. l’aiuto a sviluppare le potenzialità tecniche e istituzionali dei saperi scientifici per uno sviluppo sostenibile e il supporto e la consulenza nel campo energetico e ambientale. presente in parte nel sito. d’irrigazione.O. Centre for Rural Technology .Box: 3628.cicat. di concimazione e altre studiate apposta per i paesi in via di sviluppo. produce e diffonde le informazioni acquisite dalle proprie esperienze offrendo così un’ampia documentazione.Delft University of Technology .fax: +977 1 257922 e-mail: crt@wlink. I suoi scopi e obiettivi includono: la promozione di tecnologie appropriate che rispondano ai bisogni di base della gente e che generino occasioni di miglioramento della loro qualità di vita e del loro stato economico.panasia. inoltre.DUT Stevinweg 1. eventualmente.P. è un’organizzazione non governativa che offre un servizio di coordinamento.tudelft.fax: +31 15 2781179 e-mail: cicat@cicat. promotori. che grazie alla presenza di immagini.91 . il trasferimento e la trasmissione di informazioni tecniche e di “know-how” sulla produzione. alla pioggia e al vento e costruzioni da loro progettate. Dalla home page si può accedere alla descrizione interattiva del funzionamento di una turbina a vento ciccando su “wind interactive”. Raccoglie. installazione e amministrazione di tecnologie appropriate. generatori che immagazzinano energia grazie al sole.. Nel sito si trovano inoltre i diari. Il CRT/n organizza. ricerche sulle tecnologie indigene con l’intento di renderle più efficaci.CRT/n www.org.com. accompagnate da foto significative. Cicat www. come particolari sistemi di smaltimento delle acque luride. In particolare vengono descritti i progetti che stanno portando avanti con l’indicazione dei responsabili a cui chiedere. a livello regionale. 256819 . Kathmandu (Nepal) tel: +977 1 260165.2600 GA Delft (Olanda) tel: +31 15 2783612 . nazionale e internazionale.

tudelft. ma la versione inglese è in costruzione. accompagnata da una cartografia. http://www. Il sito è interamente in lingua francese. Nel sito viene riportato l’elenco delle loro attività. che contiene una lista completa dei programmi attuati fornendo un elenco di contatti in tutto il mondo. CICAT è responsabile dell’amministrazione e della coordinazione. rimangono dei laboratori di ricerca attivi e in continuo contatto con l’Università.cfm?PageID=1701 A questa pagina si può trovare una descrizione geografica.38092 Villefontaine-CEDEX (Francia) tel: +33 474 954391 .archi. All’interno di un progetto di cooperazione. http://www. al fine di diffondere le potenzialità di tale tecnologia in tutto il mondo. non solo nei Paesi in via di sviluppo.fax: +33 474 956421 e-mail: craterre@club-internet. La ricerca viene associata ad iniziative pratiche aperte ad una vasto pubblico in modo che si possa innescare un processo di divulgazione e interesse negli studi affrontati. a causa delle moderne tecnologie costruttive che sono inaccessibili ad una persona che non sia del mestiere. CRATerre-Ecole d’Architecture de Grenoble www. ma anche in Europa.tudelft. 70 . I progetti affrontati riguardano soprattutto le tecnologie di comunicazione e d’informazione. Per avere maggiori informazioni vengono segnalate le e-mail dei responsabili delle varia iniziative. l’energia e l’ambiente ed i processi di trasformazione urbana.cfm?PageID=1701&alphabet=yes Pagina a cui si accede dalla home page. 53 .fr CRATerre-EAG è un centro internazionale sulle costruzioni in terra cruda e fa parte della sezione di ricerche della Scuola di Architettura di Grenoble. Da molti anni i laboratori di CRATerre-EAG portano avanti un lavoro considerevole sulla formazione scientifica e tecnica riguardo alle costruzione in terra cruda.cicat.CICAT è l’ufficio centrale di collegamento dell’Università di tecnologia di Delft.nl//PenS/index. mentre facoltà o dipartimenti coinvolti sono responsabili del contenuto scientifico. i prodotti finali ottenuti e la ricchezza delle architetture in terra tradizionali che esistono ancora in certi paesi.craterre.cicat. Alcuni progetti.P. L’intento è quello di proporre un’architettura a basso costo energetico.B. dove possibile.fr Maison Levrat (Parc Fallavier) . che fornisce alla propria facoltà e dipartimenti il supporto amministrativo nel campo delle attività di cooperazione di sviluppo con altre facoltà sparse in tutto il mondo. e un’introduzione sui progetti di ricerca che si stanno portando avanti. L’Università offre inoltre corsi di formazione ed aggiornamento sulle tematiche che affronta. Molte pagine che presentano il loro operato sono accompagnate da foto che riproducono le loro esperienze costruttive. la mobilità delle persone e delle merci.nl//PenS/index. delle loro proposte di formazione e di studio. ciccando su “Products & services”. che utilizzi una risorsa naturale locale e che permetta la ricostituzione di un dialogo fra architetto e utente che è andato perdendosi nel tempo.

it Il Forum sui paesi in via di sviluppo è un progetto di ricerca del Dipartimento Interateneo Territorio e della Biblioteca Territorio Ambiente (specializzata in pianificazione per i PVS). l’equità.org Il GRET è un’organizzazione. Rilevante è l’attività svolta nell’esaminare i programmi di sostegno e di sviluppo per rilevarne pregi e debolezze. Nel sito sono presenti le descrizioni dei programmi attivati in tutto il mondo e gli abstract di articoli che trattano diverse tematiche. È un progetto basato sull’uso di Internet. del Politecnico di Torino.Italia tel: +39 11 5647469/6439 . fonti di informazioni sullo sviluppo. La solidarietà. al progresso economico e all’ammodernamento sono i principi su cui si base tutto ilo loro operato. e di facilitare la comunicazione tra di essi.Forum: Habitat nei Paesi in Via di Sviluppo www.gret. uniti all’innovazione tecnologica. intraprende studi. il rispetto inter-culturale. la giustizia sociale. a livello mondiale. Il Forum ha una ricca biblioteca virtuale sull’habitat nei Paesi in via di sviluppo: una collezione di circa 700 links. É divisa in cinque sezioni: know-how (architettura. edilizia. economicamente e socialmente. credito. ambiente. Il loro intento è quello di poter far emergere questi paesi.10125 Torino .GRET www.forumhabitat. senza scopo di lucro. 71 .75010 Paris (Francia) tel: +33 (0) 1 40056161 . organizzazioni. per colmare le forti diseguaglianze che si sono create nel tempo.defilippi@polito. architettura e città nei Paesi in via di sviluppo”.it Facoltà di Architettura . in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in “Tecnologia.fax: +39 11 5646442 e-mail: francesca. partecipazione comunitaria.polito. in particolare l’acqua.fax: +33 (0)1 40056110 e-mail: gret@gret.).Politecnico di Torino Dipartimento interateneo Territorio . dove si possono trovare le informazioni necessarie ad iscriversi alla lista e i suoi archivi on line. istituzioni per la formazione e l’insegnamento. Groupe de recherche et d’échenges technologiques . casa. emergenze e rifugiati. siti di interesse regionale. pianificazione. a sostegno delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. ricerche e analisi. Il Forum gestisce la lista di discussione dev-habitat.org 211-213 rue La Fayette . organizza sessioni e seminari di formazione e addestramento e funge da interfaccia tra tecnici e istituzioni che lavorano per lo sviluppo.c/o biblioteca Territorio Ambiente Viale Mattioli 39 . che possono essere ordinati in forma integrale on line. Si propone di fornire informazioni a ricercatori e a professionisti riguardo all’ambiente costruito nei PVS. ecc. Il GRET offre una vasta gamma di attività: progetta e sostiene i programmi di sviluppo locale.

riparo. al fine di ottenere dei benefici pubblici globali. É nata a seguito della consapevolezza. tra cui. R. China) tel: +86 10 64956961/82 . fornita di molti articoli sulla ricerca.gtz. Per accedere alla ricca biblioteca in rete. che la crescita sociale ed ambientale dei Paesi in via di sviluppo può essere aiutata dall’utilizzo di tecnologie costruttive che impieghino materie prime come il bambù ed il rattan. la conservazione delle foreste tropicali in Indonesia.GTZ www. sviluppo e produzione del bambù e rattan. di facile reperibilità e lavorazione.int Anyuan Building No. In particolare molte popolazioni utilizzano bambù e rattan quotidianamente. I suoi compiti sono la diffusione di conoscenza tecnica. questa operazione comporta un costo non eccessivo. Chaoyang District – Beijing 100101-80 (P. la formazione professionale in Argentina ed i servizi di consulenza ai governi dell’ex Unione Sovietica.int INBAR. cioè specie vegetali locali.INBAR www. è necessario diventare soci dell’organizzazione. Ha più di 130 paesi partner e supporta circa 2700 programmi e progetti per lo sviluppo. è una organizzazione internazionale creata dalla partecipazione di 27 Stati membri delle Nazioni Unite con il quartier generale a Beijing in Cina. Nel sito vi sono indicazioni sul bambù e rattan come specie vegetali e come materie prime ricche di svariate potenzialità.Deutsche Gesellschaft für Technische Zusammenarbeit GmbH . vestiario.Asian Games Village. che negli ultimi anni si è andata affermando. il trasferimento del “know-how” organizzativo e commerciale. 72 .inbar.65760 Eschborn (Germania) tel: +49 (0) 619679-0 .fax: +49 (0) 619679-1115 GTZ è una corporazione gestita dal Governo Federale Tedesco per la cooperazione internazionale. Le motivazioni e gli obiettivi alla base del GTZ sono riassumibili con il concetto di “sviluppo sostenibile”: rafforzare l’auto-iniziativa della gente e delle organizzazioni nei paesi partner senza mettere in pericolo di vita le generazioni future. The International Network for Bamboo and Rattan . il facilitare il dialogo fra le diverse popolazioni e il mediare i conflitti sociali di interesse. come cibo. arredo e altro.fax: +86 10 64956983 e-mail: info@inbar. la prevenzione dell’AIDS nel Kenya.10. I progetti riguardano un’ampia gamma di aree e mansioni tematiche.de Dag-Hammarskjöld-Weg 1-5 . Anhui Beili .

L’IIRR opera nella ricerca. integrazione ed attenzione alle problematiche umane.ITT www.de Betzdorfer Straße 2 . Institut für Technologie in den Tropen . Il sito è navigabile in lingua inglese o in lingua tedesca. promuove l’espansione della cooperazione scientifica-tecnica a livello internazionale.itt@dvz.fax: +63 (46) 414 2420 e-mail: Information@iirr. che vuole coinvolgere le università. http://www. attraverso un programma che si adatti alle caratteristiche ed alle risorse ambientali riscontrate.fh-koeln.tt. scientifici e finanziari.org Pratima Kale . Tale collaborazione scientifica-tecnica include: progetti di ricerca. Le diverse attività svolte sul campo vengono raccolte e poi pubblicate sotto forma di manuali.de/e/itt/links/index. La strategia perseguita si fonda sui principi di sostenibilità.de (segreteria) .iirr.Silang . 73 .50679 Köln (Deutz) (Germania) tel: +49 (0) 22182752774 . formazione e divulgazione. inoltre collabora con altre organizzazioni mondiali nate per aiutare i paesi più poveri. L’ITT si può considerare come un’interfaccia internazionale.info.de (informazioni sui programmi) L’ITT.Y.Cavite 4118 ( Filippine) tel: +63 (46) 4142417 . assiste i poveri dei centri rurali delle varie parti del mondo con lo scopo di migliorarne la loro qualità di vita.htm Pagina consigliata per la ricchezza dei link proposti che spaziano in tutto il mondo.International Institute of rural Reconstruction .org L’IIRR. James Yen Center . I principali programmi. al fine di creare un’identità di conoscenza indigena e una mano d’opera locale istruita e specializzata. istituto internazionale per la ricostruzione rurale. formando una rete estesa di cooperazione.IIRR www.fax: +49 (0) 22182752736 e-mail: itt@fh-koeln.tt. controllo e valutazione di progetti di sviluppo integrato.fh-koeln. programmi di scambio per ricercatori e studenti. esecuzione. ma gli articoli al suo interno sono solo in tedesco.President . intrapresi dall’Istituto. in grado di acquisire una propria tecnica ed esperienza. istituto per le tecnologie nei tropici. interdisciplinare e interculturale che permette a persone di diverso background tecnico e culturale di venire in contatto.C. riguardano la progettazione. consulenze su temi tecnici. fornendo servizi di trasferimento della ricerca e delle tecnologie.fh-koeln.

dell’energie.org 1717 Massachusetts Ave. Promuove l’evoluzione economica e sociale. dell’estrazione mineraria su scala ridotta e della mitigazione dei disastri.fax: +1 (202) 6678236 e-mail: ia@interaction. foto e disegni accurati.InterAction www. libri e documenti sulle tecnologie appropriate nel campo della produzione alimentare. che permettono una buona comprensione delle tecniche adottate e quindi una possibile riproduzione dell’esperienza proposta.interaction.org.Bourton-on-Dunsmore . che contengono nozioni tecniche. dei processi agricoli. lavora per combattere la povertà. Con più di 160 associati sparsi in ogni paese in via di sviluppo.org The Schumacher Centre for Technology & Development Bourton Hall . soprattutto di sensibilizzazione sulle problematiche sopra citate. che ha il link nell’elenco di voci sulla sinistra. al fine di garantire un accesso alle informazioni tecniche continuo ed aggiornato. 74 . del trasporto. del creare un riparo. ha come obiettivi il dimostrare e promuovere l’uso sostenibile di tecnologia in grado di ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo. delle problematiche legate all’acqua. cura un servizio di informazione molto ricco ed articolato: pubblica periodici.ITDG http://www.. Per accedere direttamente all’elenco degli articoli si deve arrivare al collegamento “Technical Briefs”. si possono ricevere a casa scrivendo il proprio recapito. Nel sito si trovano molti articoli in formato pdf. che si raggiunge aprendo dalla home page la pagina.Rugby . “Technical Information Service”.uk L’ITDG.W. per far avanzare la giustizia sociale e la dignità di base per tutti. ritenendo di fondamentale importanza la possibilità di accedere a conoscenze tecniche. combatte per i diritti dell’uomo e l’uguaglianza. l’esclusione e la sofferenza. DC 20036 (USA) tel: +1 (202) 6678227 . Gli articoli pubblicati. aiuta i rifugiati e le persone bisognose. persegue la protezione dell’ambiente e spinge per ottenere politiche pubbliche più giuste ed efficaci. rapporti. Offre servizi di consulenza. scaricabili gratuitamente. attività di pubblicazione. fornisce assistenza alle popolazioni distrutte dalle guerre.Suite 701 .CV23 9QZ (Gran Bretagna) tel: +44 (0) 1926 634400 .Washington. dello sviluppo della piccola impresa. di formazione e di ricerca. Intermediate Technology Development Group .fax: +44 (0) 1926 634401 e-mail: itdg@itdg. L’ITDG.N.itdg. gruppo di sviluppo sulla tecnologia intermedia.org L’InterAction è un’iniziativa che ha sede negli Stati Uniti d’America: si basa su organizzazioni non governative internazionali umanitarie e di sviluppo..

corsi e attività a cui si può partecipare. energia dal mare). Lifewater Canada www. energia da biomasse. uomini d’affari e molta altra gente con varie abilità e conoscenze teoriche e pratiche.html Via Tommaso Grossi. entrando nel sito della rivista: www. convegni e seminari. progetti. scienziati ambientali. Le tematiche affrontate sono ben articolate e complete e vengono affrontate in modo tecnico. energia eolica. aziende e singoli utenti e monitoraggio dello sviluppo delle tecnologie e delle relative applicazioni nel settore di sua competenza. dell’uso razionale dell’energia e della diffusione delle informazioni del settore.lifewater. ISES ITALIA pubblica periodicamente una newsletter. assistenti tecnici.it e-mail: redazione@ilsolea360gradi. associazione tecnico-scientifica no profit legalmente riconosciuta per la promozione dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili (solare termico. I volontari della Lifewater addestrano la gente dei paesi sottosviluppati a fornirsi di acqua potabile e li dotano dei mezzi necessari a tale scopo. accompagnate dai disegni tecnici.isesitalia. normative. corsi. Si occupa di: promozione e diffusione di informazioni tecniche.it Questa pubblicazione offre un panorama sempre aggiornato su realizzazioni.ilsolea360gradi.it (redazione della newsletter) ISES ITALIA è la sezione italiana dell’International Solar Energy Society. bioclimatica. politiche.International Solar Energy Society . ON . Nel sito si trovano le descrizioni di diversi sistemi tecnologici per l’estrazione dell’acqua. inviata ai soci in forma cartacea o on line e a cui si può accedere liberamente in Internet.P0T 1W0 (Canada) tel/fax: +1 807 6224848 La Lifewater Canada è un’organizzazione no-profit cristiana che si fonda sul desiderio comune di accertarsi che la gente di tutto il mondo abbia accesso a rifornimenti sufficienti di acqua.ca PO Box 44 .Kakabeka Falls. Il loro supporto è economico e tecnico. organizzazioni. formazione tecnica e professionale.00184 Roma (Italia) tel: +39 06 77073610 / 06 77073611 . 6 .ISES ITALIA www. energia idrica.fax: +39 06 77073612 e-mail: info@isesitalia. Fanno parte dell’organizzazione idrogeologi. servizi di assistenza a istituzioni. anche in forma divulgativa.it/homed. solare fotovoltaico. 75 . aspetti economici ed eventi nel settore energie rinnovabili dall’Italia al resto del mondo. cioè di diverse pompe. energia geotermica.

Oltre alle tipologie di cucine che si possono creare in loco con materiali poveri.Sacramento. dimensione e materiale impiegato. come l’ambiente. pianificatori. mettono a disposizione il loro know-how per trovare. Nel sito vengono riportate immagini. schede tecniche ed esempi pratici costruttivi..org La missione della Solar Cookers International è di favorire nei Paesi in via di sviluppo l’utilizzo dell’energia solare sia per cuocere il cibo.fax: +39 79 60291 e-mail: info@nek. Solar Cookers International . venendo così a interconnettere un’ampia gamma di esperienze e conoscenze diversificate che coprono molteplici settori. CA 95814 (USA) tel: +1 916 4554499 . l’energia eolica.solarcookers. tecnici del riscaldamento. cucine solari studiate non solo per la maggioranza dei cibi locali. Attraverso una procedura impostata a lungo termine ed orientata verso la risoluzione dei problemi. se possibile.htm NEK Italia S.SCI www.fax: +1 916 4554498 e-mail: info@solarcookers. soluzioni ai problemi più complessi. vi è anche una carrellata di cosa offre il mercato con i relativi links ai siti delle case produttrici.r. La SCI mette a disposizione esperienza ed esperti per attività di consulenza e di formazione nei seguenti campi: tipi diversi di cucine solari. competenze tecniche per realizzare i progetti delle cucine solari e infine una strategia formativa diffusa che coinvolga attivamente le donne affinché insegnino ad altre. una collaborazione lunga e proficua. La NEK dovrebbe rispondere alla necessità di avere un’informazione interdisciplinare nel risolvere e superare i problemi legati all’ambiente.07020 Aglientu (SS) (Italia) Tel: +39 79 602091 . aiutano i clienti nella realizzazione dei loro progetti cercando di instaurare anche.NEK Umwelttechnik AG www. Stazzu Barranconi .ch (internazionale) I collaboratori dell’azienda NEK Umwelttechnik AG coprono un vasto spettro di conoscenze teoriche ed esperienze pratiche: ingegneri. 76 . la geotermia. esperti ambientalisti. climatologi. sia per la sterilizzazione dell’acqua. Progetti che sono accompagnati da immagini del luogo d’intervento. di modelli diversi di cucine solari per forme.co. economisti.ch/i/index. la tecnica delle costruzione e il risparmio energetico. ma anche utili per la pastorizzazione di latte e acqua. tramite brevi studi preliminari basati su fatti e proposte concettuali. Suite 101 . ecc. quest’ultimo impiego dell’energia solare permette un evidente beneficio per la popolazione e per le condizioni ambientali. ricercatori.l. matematici. la geotecnica. Nel sito si trovano indicazioni sui diversi progetti mondiali a cui hanno collaborato.za 1919 21st St.nek. le scienze d’ingegneria industriale. la tecnologia solare. adattamenti progettuali specifici per il luogo.

Gli articoli contengono gli scopi e i programmi che si vogliono raggiungere ed attuare. per quei paesi che non hanno una fonte di elettricità. www. Gratuitamente si possono leggere gli abstract dei rapporti dei gruppi di lavoro sparsi per il mondo. al fondo di ogni abstract vi sono indicate le generalità.com Sollatek. dei responsabili dei vari progetti. sul funzionamento. sulle potenzialità e sui consumi della lampada. All’interno del sito si possono trovare indicazioni su esperienze di cooperazione e sulle organizzazioni responsabili di tali interventi.fax: +44 1753685306 e-mail: sales@sollatek.ch Skat Foundation e Skat Consulting sono organizzazioni sorelle che perseguono gli stessi scopi: contribuire alla riduzione della povertà e promuovere uno sviluppo sostenibile attraverso sia uno scambio di conoscenze professionali. perenne o costante. Slough SL3 0DX (Gran Bretagna) tel: +44 1753688300 .fax: +41 71 2285455 e-mail: urs. Swiss Centre for Appropriate Technology . prodotta da Sollatek.com Sollatek (UK) Limited Unit 10. è una ditta che si occupa di sistemi di protezione degli impianti elettrici e di sistemi che funzionano ad energia solare. Nel sito GLOWSTAR. sia offrendo servizi di consulenza nei Paesi in via di sviluppo. quali candele e lampade a cherosene. ma non vi sono degli approfondimenti tecnici. Poyle 14 .ch Vadianstrasse 42 .skat. Viene proposta come un’alternativa a basso costo ad un sistema elettrico domestico solare.Newlands Drive. Per accedere ad ulteriori informazioni. pompe di estrazione dell’acqua che funzionano ad energia solare. ad esempio generatori solari di elettricità. 77 . studiata come alternativa ai sistemi di illuminazione. La gamma dei prodotti ad energia solare.Sollatek www.9000 St.sollatek. gestione dell’ambiente e del sapere scientifico. quelle europee e quelle mondiali indirizzate ai paesi in via di sviluppo.Gallen (Svizzera) tel: +41 71 2285454 . riguarda tutte le domande di mercato. come luce di emergenza e come fonte luminosa costante senza alcun costo che può essere caricata in qualunque parte del mondo uno possa essere. Poyle.SKAT www. manutenzione delle architetture e degli insediamenti. si trova una minuziosa descrizione sulle componenti. acquisendo così un’idea generale di cosa stia succedendo.egger@skat.glowstar. Di particolare interesse è la lanterna solare Glowstar.net. Le loro aree di specializzazione sono: approvvigionamento idrico e divulgazione delle norme igieniche. compresa l’e-mail.

A-1400 Vienna (Austria) tel: +43 (1) 26026 . United Nations Industrial Development Organization . http://exchange2. si trovano indicazioni sui programmi di finanziamento e di sviluppo nel settore industriale. All’interno del sito si trovano degli esempi di piatti cucinati con questa tecnologia accompagnati dalla descrizione di cottura che è stata eseguita e dal tempo impiegato. indicazioni su gruppi di promozione di tecnologie e investimenti e i link delle reti internazionali di cooperazione che si interessano alle problematiche dei paesi in via di sviluppo.com/index. Nel sito.IL 60119 (USA) tel: +1 (630) 2087273 .unido. Gli specialisti dell’UNIDO tentano di implementare la competenza nelle strutture locali dei vari paesi al fine di renderli indipendenti nella manutenzione delle proprie industrie. quella finanziaria e quella dedicata a siti ritenuti utili.sunoven.com Gruppo che produce e promuove l’utilizzo delle cucine solari come uso quotidiano. I servizi offerti spaziano da semplici consigli e consulenze legali. Inoltre.org P.Elburn . l’assistenza specialistica offerta costituisce un punto di riferimento nelle problematiche della gestione dei rifiuti industriali.htm A questo indirizzo si possono trovare collegamenti a diverse aree di approfondimento. Box 300 .htm Sun Ovens International Inc.unido.org/unidoex/index1. 39W835 Midan Drive .SUN OVENS www. anche in paesi che non hanno problemi energetici. organizzazione di sviluppo industriale delle Nazioni Unite. 78 .Toll Free: +1 (800) 4087919 . La registrazione al sito è gratuita.org La missione dell’UNIDO. dall’aiutare le sarte ad impiantare una cooperativa tessile. Il tipo di cucine solari che vendono sono prodotti finiti e confezionati. quali: quella tecnologica. le associazioni di affari e le diverse aziende.UNIDO www.fax: +1 (630) 2087386 e-mail: sunovens@execpc. in particolare.o. collaborando con i governi. Per accedere a tali aree è necessario registrarsi al sito.fax: +43 (1) 2692669 e-mail: unido@unido. al mettere a disposizione ingegneri per incrementare le conoscenze globali sui metodi di riduzione dell’effetto serra e dell’inquinamento industriale. è quella di far raggiungere ai paesi in via di sviluppo una crescita industriale sostenibile. al trasmettere tecnologie appropriate da un paese ad un altro.

co.com I disegni delle pagg.bambus. 49.itdg. 64 (primo) sono ripresi dal sito Internet: www. tesi di laurea. 29. 54. elaborandoli poi. disegni.de I disegni delle pagg. ricerche. 57.FONTI DELLE ILLUSTRAZIONI Tutti i disegni contenuti in questa pubblicazione sono di Nancy Camacho.org I disegni delle pagg. I disegni delle pagg. 55. 21. I disegni della pag. 63 (secondo e terzo) sono ripresi dal sito: www. 52.za Il disegno della pag. 56. ISES Italia. 50. 63 (primo) é ripreso dal sito: www.saffron-ventures.solarcookers. 6. siti Internet. i disegni.12. 61 sono ripresi dal sito: www. illustrazioni.netcowork. 59. 53 é ripreso dal sito: www. 46 sono ripresi dal fascicolo di Ferro Patricia.at Il disegno della pag. vengono qui di seguito indicate le fonti dalle quali sono stati ripresi. Per le volte che dal testo non risulta evidente di quale fonte si tratti. 7 (primo). I disegni sono stati ricavati liberamente da fonti diverse: fotografie.bambooclette. 13. 30.it 79 . 23. 31. 1998. 62 (primo). I sistemi di raffrescamento. 26. 62 (secondo e terzo) sono ripresi dal sito: www. 58. 60. 48. 45. trovati su libri.

INDICE Presentazione Introduzione Le “tecnologie ibridate” Tre esempi di materiali già ibridati Tecnologie per l’acqua e per l’igiene Tecnologie per l’energia Tecnologie per l’edilizia Tecnologie per vita quotidiana Tecnologie per i trasporti Alcuni siti internet Fonti delle illustrazioni 1 2 4 6 12 21 29 48 60 65 79 80 .

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful