Periodico d’informazione degli Amici della Bici Corrado Ponzanelli di Brescia - FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta

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www.amicidellabicibrescia.it info@amicidellabicibrescia.it www.fab-onlus.it
parole in movimento
PROGETTO GRAFÌCO E ÌMPAGÌNAZÌONE ÌN PROPRÌO DÌ MASSÌMO BRAGHÌNÌ
Ho accettato con un entusiasmo sincero l’invito degli
Amici della bici di Brescia a frmare come responsabile Le
Biciclettere, periodico destinato a tutti coloro – me compre-
so – che nella nostra città
utilizzano, o potrebbero
utilizzare la bicicletta.
Sono un giornalista del
quotidiano Bresciaoggi e da cinque anni mi occupo in preva-
lenza di tematiche ambientali: inquinamento industriale, da
traffco, nuovi progetti impattanti per il nostro territorio (la
centrale di Offaga ma anche impianti per lo smaltimento di
rifuti pericolosi e speciali), le contraddizioni dell’agricoltura
intensiva… Capitoli che contribuiscono al continuo peggio-
ramento della qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo. Pur-
troppo viviamo in una delle province più inquinate d’Europa.
Una provincia che però è leader italiana nella produzione di
acciaio, ma anche di latte, carne suina, polli e tacchini e…
rifuti industriali. «Non si può arrestare il progresso»: una af-
fermazione retorica sentita troppo spesso. Una affermazione
che non tiene conto di una variabile fondamentale: il pro-
gresso industriale ed economico deve essere accompagnato
da tecnologie, comportamenti e stili di vita sostenibili. Un
esempio? Recarsi in uffcio in bicicletta.
In un’epoca dove la tecnologia permette di essere applicata
a tutta una serie di fonti inquinanti (dalle aziende alle auto-
vetture), dove una nuova coscienza ambientale pare avanzare
meno timidamente che in passato (mai come oggi nella no-
stra provincia si registra un numero così elevato di comitati
ambientalisti), dove si inizia a parlare di «decrescita felice»
e di affrancamento dalla logica della bulimia consumista,
anche la decisione di inforcare la bicicletta per recarsi al
lavoro, per andare dal panettiere, o in videoteca a conse-
gnare un flm, è un gesto di un’importanza capitale per il
nostro ambiente.
Ogni chilometro percorso in automobile mediamente co-
sta all’atmosfera ben 162 grammi di CO
2
(anche se certi
Suv o macchine sportive arrivano ad emettere 400-500
grammi/km): in una città come Brescia, che sfora per
circa 60 giorni l’anno il limite di tolleranza per le pol-
veri sottili (50microgrammi/metro cubo), è facile capire
quale sia l’importanza dei ciclisti. In epoca di trigliceridi,
colesterolo alle stelle, malattie cardiovascolari, usare la
bici non giova solo alla salute del pianeta ma anche alla
nostra.
Purtroppo Brescia, ha una percentuale di amanti del peda-
le tra le più basse d’Italia: solo il 5% della popolazione infor-
ca con una certa quotidianità la propria bici. A Bolzano e a
Ferrara la percentuale è 6 volte maggiore. Mi si dirà: Brescia
non è una città a misura di pedale, troppo traffco, troppi pe-
ricoli. Questo è vero. Basta contare il numero degli incidenti
stradali dove sono rimasti coinvolti ciclisti, spesso con esiti
estremi. Una incidentalità che dovrebbe spronare l’ammini-
strazione comunale ad aumentare le piste ciclabili e la sicu-
rezza dei ciclisti (anche se molto è stato già fatto in questo
senso dalla Giunta Corsini, in particolare grazie all’assessore
all’Ambiente E. Brunelli) ma pongono innanzi tutto un in-
quietante interrogativo: la considerazione degli automobilisti
bresciani nei confronti dei ciclisti è davvero scarsa. Un fatto
di cultura. Le cose cambieranno certamente se aumenteranno
il numero degli amanti del pedale: quando ad ogni incrocio
semaforico, nel centro storico, lungo le strade a scorrimento
veloce troveremo decine di biciclette, di conseguenza anche
negli automobilisti crescerà la soglia d’attenzione nei con-
fronti di tutte le due ruote. Ma il cuore del problema è anche
altrove: la bici non è usata per pigrizia, per conformismo,
per sudditanza mentale nei confronti dei simboli del benes-
sere: l’auto innanzi tutto. Meglio sorbirsi 20 minuti di coda
uscendo dal lavoro per andare in palestra, anziché inforcare
quotidianamente la propria bicicletta, con il vantaggio di ri-
sparmiare qualche centinaio di euro in benzina e in ftness
abbonamenti. Se questo periodico e le sue argomentazioni
riusciranno a far inforcare la bicicletta anche a un solo bre-
sciano, avrà centrato il suo obbiettivo.
Pietro Gorlani
Le Biciclettere, strumento di comunicazione
periodico degli Amici della Bici Corrado Ponzanelli
FIAB / UISP di Brescia
Editoriale
numero zero
novembre 2007
Cari Soci e simpatizzanti, l’anno che
volge al termine è stato ricco di avveni-
menti portatori di numerose e grandi
soddisfazioni per gli Amici della bici.
Ciò che segue non intende essere un
ricapitolo cronologico di tutti gli even-
ti bensì una traccia per evidenziare gli
ambiti principali in cui l’associazione
si è mossa. Le attività iniziano con la
presentazione di un nutrito programma
eventi e gite. In inverno, sfruttando in
particolare le giornate di blocco del traf-
fco e festa cittadina, si cura soprattutto
la promozione dell’associazione con i
numerosi banchetti e attività del gruppo
promo. L’Associazione è attiva su ogni
fronte; eventi come Tutta mia la città,
di grande impatto e portati in evidenza
da un notevole lavoro comunicativo,
richiamano l’attenzione della Fiab e di
varie altre associazioni verso gli Amici
della bici Corrado Ponzanelli. Veniamo
invitati a due trasmissioni televisive di
Punto TV su temi riguardanti la mobilità
locale. Con il Comune presentiamo i dati
relativi al Censimento dei ciclisti 2006,
impegnandoci a ripetere la rilevazione; i
giornali danno spazio più volte alle no-
stre iniziative e vengono inviate lettere
per commentare i fatti di cronaca.
Con le serate culturali abbiamo tratta-
to diversi argomenti, sugli aspetti più
tecnici della manutenzione del mezzo,
sull’evoluzione della mobilità in Italia,
ad aspetti tecnico-scientifci delle reti
ciclabili, spaziando attraverso accatti-
vanti viaggi sino alle presentazioni delle
realtà del nostro territorio curate dall’in-
sostituibile arch. Dezio Paoletti, ormai
una colonna portante della nostra Asso-
ciazione.
La prima vera gita scatta a
metà marzo con gli AdB di
Verona coi quali siamo sempre
in stretto contatto. Da questa
data, ogni domenica è un susseguirsi di
gite ed eventi, ognuna diversa ma carat-
terizzate da una consistente ed allegra
partecipazione. Alla Brescia-Desenzano
partecipano personaggi di primo piano
della Fiab, un nome tra tutti Gigi Ric-
cardi. Il resoconto della giornata vede
circa 400 ciclisti in sella ed è rilanciato
dal sito www.fab-onlus.it.
Il numero dei soci a fne aprile è già con-
sistente: circa 260 mentre a fne giugno
supererà l’anno precedente (385) per ta-
gliare il traguardo dei 400 a fne luglio.
Gli AdB vengono invitati a prendere par-
te a manifestazioni come la Festa delle
associazioni al Parco Castelli, fornendo
volontari oltre che alla funzione di pro-
mozione, anche come aiuto concreto al
raduno.
Gli Happy Bike Hour (HBH) imper-
versano in città dimostrando ai citta-
dini e agli automobilisti come la bi-
cicletta può concretamente essere un
mezzo alternativo in ambito urbano.
A luglio l’importante rinnovo della
convenzione che permetterà all’uf-
fcio PiùBici di proseguire l’attività
per ulteriori due anni.
Si collabora con le Circoscrizioni e
con diversi comuni, organizzando
biciclettate per promuovere nuove
piste ciclabili o per evidenziare pro-
getti di sviluppo sostenibile; i contatti
con la Fiab diventano più assidui e arriva
la richiesta, graditissima,
di organizzare la Assem-
blea Nazionale 2008 dei
delegati di tutta Italia.
L’Associazione porta a
compimento, in collabo-
razione col Comune, gli
eventi della Settimana
europea della mobilità
sostenibile/Lombardia in
bici; collabora alla realiz-
zazione della manifesta-
zione degli studenti del
Liceo scientifco Copernico: centinaia di
ragazzi partecipano ad una intensa gior-
nata in bicicletta, completata da dibatti-
ti e happening musicali; con oltre venti
volontari, ripetiamo il Censimento della
popolazione ciclistica a Brescia.
Il nostro sito è costantemente aggiornato
e sempre ricco di informazioni e notizie
viene visto da sempre più visitatori.
Nel frattempo fervono i preparativi per
Paciclica 2007, la spedizione coordinata
anche quest’anno da Massimo Braghi-
ni che porterà un nutrito gruppo di soci
Fiab (non solo di Brescia) a Perugia per
la Marcia Perugia-Assisi ai primi di ot-
tobre. Sarà un successo che andrà ben
oltre le aspettative, con circa 40 parte-
cipanti arrivati a destinazione. Anche i
media nazionali si interessano a Pacicli-
ca e arriva anche la comunicazione Fiab
che la manifestazione nel 2009 sarà or-
ganizzata a livello nazionale.
Per l’immediato futuro, abbiamo ot-
tenuto dal Comune di indicarci il loro
programma per lo sviluppo della mobi-
lità sostenibile e ciclistica in particolare:
verrà estesa a tutti gli utenti la possibilità
di segnalare problemi ed inconvenienti,
investendo l’uffcio PiùBici di rinnovata
importanza. Verrà aperto un C/C, dando
più autonomia all’Associazione e per-
mettendo un tesseramento più agevole.
Verranno approfonditi nuovi contatti per
dare sempre maggiore spessore e visibi-
lità agli Amici della bici. Altri importan-
ti progetti si stanno sviluppando.
Ringrazio fortemente coloro che han-
no prestato il proprio aiuto e invito chi
ha veramente a cuore l’Associazione di
continuare a proporsi fornendo il proprio
indispensabile contributo.
Grazie a tutti.
il presidente Mario Leoni
2
info@amicidellabicibrescia.it
il 2007
il 2007 con gli Amici della bici
Corrado Ponzanelli
1
a
Parte
Che la
biciclet-
ta possa
e s s e r e
i nseri t a
a pieno
titolo nei
successi della catena evolutiva dell’umanità lo aveva eviden-
ziato il nostro indimenticabile Corrado. Genialmente e cre-
ativamente aveva illustrato, in sintetici fotogrammi, due mi-
lioni di vita terrestre. Poi, passato poco più di un secolo dal
suo ultimo fotogramma, cosa è successo da quando l’erede
diretto dell’homo sapiens sapiens ha iniziato ad appoggiare
il popò sulla sella per stare comodo a trasmettere la propul-
sione orizzontale? Sono accadute sostanziali trasformazioni
culturali e... (è una lunga storia: continua su Le Biciclettere
n°1)
arch. Dezio Paoletti
piubiciabrescia@comune.brescia.it 3
Lo sportello informativo Più bici a
Brescia di piazza Loggia, 6, aperto dal
mese di ottobre 2005 ogni giovedì po-
meriggio ed i sabati mattina, è uno dei
fatti nuovi nella politica di promozio-
ne della mobilità ciclistica. Fortemente
voluto dall’assessore all’ambiente Et-
tore Brunelli, Più Bici è sorto, nell’ot-
tica della sussidiarietà, proprio da una
convenzione tra gli AdB e l’Assessora-
to all’Ambiente.
In questi due anni di esistenza i volonta-
ri allo sportello hanno potuto constata-
re, attraverso il contatto con i cittadini,
quanta richiesta di mobilità alternativa
ci sia in città e in provincia.
Siamo convinti che la domanda di ser-
vizi per facilitare chi usa (o vorrebbe)
usare la bicicletta con assiduità abbia
un potenziale di crescita enorme.
Ciò che si chiede agli enti preposti −
abbiamo constatato − è di rendere più
sicuri e piacevoli i percorsi, di dotare la
città di una capillare offerta di parcheg-
gi e di garantire una segnaletica appro-
priata a percorsi ben defniti.
Una cura assidua alla manutenzione or-
dinaria, come la pulizia, e straordinaria
come il rifacimento della segnaletica
orizzontale. Lo sportello porta le ri-
chieste all’attenzione dell’Assessorato
e per suo conto monitora periodica-
mente il loro adempimento.
azione! La ProPaganda «suL camPo»
Per una PoLitica Pro-bicicLetta
L’Happy bike hour e la collaborazione
con gli studenti-ciclisti del Liceo Co-
pernico di Brescia.
Oltre la semplice attività di sportello
informativo «più bici a Brescia» si è
speso nella promozione
di manifestazioni e sit-
in in bicicletta. L’Happy
bike hour, l’aperitivo in
bicicletta, a cadenza mensile, pur in
una cornice giocosa e scanzonata, in-
tende richiamare l’attenzione, di am-
ministratori utenti della strada verso la
sicurezza dei ciclisti urbani.
Ogni appuntamento ha un tema pri-
vilegiato (difesa delle Ztl, rifessione
sul rischio velocità, inquinamento da
traffco dell’aria, occupazione abusiva
delle piste ciclabili...). Su questi temi
si è sviluppata una forte collaborazione
con il Meetup di Brescia degli Amici di
Beppe Grillo.
Ulteriore signifcativo incontro, di par-
ticolare valore, è quello con i ragazzi
del Liceo scientifco Copernico. Il pri-
mo contatto risale a più di un anno e
mezzo fa quando, per la
preparazione di una ma-
nifestazione in bicicletta
alcuni studenti dell’Istitu-
to, raccolti nel gruppo By
Bike, chiesero agli Amici
della bici consigli e assi-
stenza per la buona riuscita
dell’evento.
Organizzare una manife-
stazione in bicicletta ben
strutturata non è infatti
cosa semplice: c’è da av-
visare le autorità per la
scorta su strada, stipulare
una copertura assicurativa
per i partecipanti, curare i comunicati
stampa, preparare volantini. Inoltre,
nel caso specifco, c’era da noleggia-
re le bombole di elio per i palloncini
e, non ultimo, da reperire biciclette per
gli studenti desiderosi di partecipare
ma sprovvisti del mezzo a due ruote.
Con il supporto degli AdB Brescia la
manifestazione ha avuto un’ottima ri-
uscita, sia per numero di studenti coin-
volti che per interesse suscitato nei cit-
tadini.
Le iniziative congiunte e «sul campo»
si sono ripetute fno all’ultima in ordine
di tempo, la grande manifestazione di
sabato 22 settembre di quest’anno, in
occasione della Settimana europea del-
la mobilità sostenibile, a conferma del-
la profcua collaborazione con questi
ragazzi la cui intraprendenza ha stupito
gli stessi Amici della bici.
Angelo D’Errico
vicepresidente AdB Brescia
Lo sportello PIÙ BICI a Brescia
una voce per il ciclista di tutti i giorni
Happy bike hour estate 2007, sulla destra, con casco e
radiomicrofono, Angelo responsabile di Piubici
Mondo bici
dal Tempo libero al Tempo pieno
Alcuni buoni motivi per utilizzare la bici
per divertirsi, per lavorare e per molteplici
attività della nostra ordinaria quotidianità.
www.noielabicicopernico.tk 4
Da tanti anni insegno al Liceo scientif-
co Copernico di Brescia, ma non avevo
mai pensato di accompagnare gli stu-
denti in gita in bicicletta. Due anni fa ho
cominciato. Inutile dire che le resisten-
ze erano tante: diffcoltà organizzative,
pericolo d’incidenti, stanchezza e scar-
so allenamento dei giovani. Pensandoci
bene però, è più diffcile organizzare
viaggi all’estero con pullman per gli
spostamenti ed è più pericoloso anda-
re sulle strade con gli automezzi che in
bicicletta sulle piste ciclabili. Inoltre ci
si stanca di più restando ore e ore sui
mezzi di trasporto che pedalando in
compagnia. Ma dove si può andare in
gita in bici? Non a Parigi o Barcellona e
nemmeno a Firenze o Roma, ma solo in
posti vicini, scontati e forse privi d’in-
teresse.
Ho provato lo stesso a proporre l’idea
a una classe quarta e siamo andati da
Brescia a Iseo sulla pista ciclabile che
attraversa la Franciacorta e le Torbie-
re sebine. Nulla da organizzare, se non
il punto di ritrovo. Niente agenzie di
viaggio e nessuna spesa. Una giorna-
ta intera a pedalare per più di sessanta
chilometri. E gli studenti? Entusiasti,
anche se stanchi. I luoghi attraversati
erano meno noti di Parigi, proprio per-
ché così vicini e normali. Pochi ci era-
no già stati.
L’anno successivo altra gita in bici lungo
il Mincio: in treno fno a Peschiera del
Garda e poi in sella fno a Mantova
lungo il fume, infne ritorno a Bre-
scia in treno. Studenti contenti ed en-
tusiasti per il cicloturismo. Nessuno
aveva mai
visto il
Mi n c i o:
t r o p p o
vicino! Il
Tevere e
il Tamigi
molto più
noti.
Siamo nel 2006 e un gruppo di stu-
denti della scuola si accorge che an-
dare in bici non è solo un modo per
rispettare l’ambiente, come si spiega
un po’ moralisticamente, ma anche
un modo veloce di muoversi e di-
vertirsi. E così fondano l’asso-
ciazione bybike con sito internet
www.noielabicicopernico.tk
Che cosa possono fare però que-
sti studenti? Si sa, i giovani d’oggi
sono poco interessati a discussioni
inconcludenti stile anni ’70. Nasce
l’idea di sottoporre un questionario
ai compagni di scuola per «meglio
delineare il rapporto esistente fra
studenti del Liceo Copernico e i
mezzi pubblici e per individuare i
motivi che spingono o scoraggiano
gli studenti a recarsi a scuola in bici».
Sono 206 gli alunni intervistati. Mol-
ti vorrebbero venire in bici, ma non si
sentono sicuri. Che fare? Servono piste
ciclabili che dalle diverse zone della
città raggiungano la
scuola. E allora perché
non progettarle? Otti-
ma idea, ma chi pren-
derà in considerazione
l’idea?
Nel frattempo divento
consigliere comunale
dei Verdi a Brescia,
dove anche l’assessore
alla mobilità è un ver-
de e un accanito cicli-
sta, Ettore Brunelli. A
questo punto è facile
informarsi e porre di-
rettamente la doman-
da «se gli studenti
faranno il progetto, il
Comune li aiuterà e lo
metterà poi in pratica?». La risposta è
sì. Quattro classi si mettono al lavo-
ro con due colleghi architetti, Tiziano
Lorandi che conosce bene i problemi
di progettazione urbanistica e Sandro
Gerelli, un artista. Due classi si dedica-
no al progetto tecnico e due classi alla
parte artistica.
Marzo 2007: il progetto è fnito, grazie
anche alla collaborazione dei tecnici
del Comune e in maggio nel palazzo
della Loggia se ne inaugura la mostra.
In autunno cominceranno i lavori per
costruire le piste ciclabili.
Paolo Vitale
Progetti Scuola
studenti, insegnanti e l’assessore Brunelli durante la
mostra allestita in Vanvitelliano
Liceo scientifico Copernico, Brescia
insegnanti e studenti progettano i
percorsi ciclabili per arrivare a scuola
www.paciclica.org paciclica@yahoo.it 5
Ebbi l’idea di Paciclica nel 2003 ri-
leggendo un passo di un discorso
di Corrado Ponzanelli «...ci piace-
rebbe proprio vedere in sella alcuni
personaggi oggi intenti a percuotere
i tamburi della guerra. Chissà: forse
il procedere ad una velocità a mi-
sura d’uomo, tale da consentire di
soffermare lo sguardo sui volti della
gente comune, sui bambini, sui fiori,
sul volo degli uccelli, farebbe capi-
re loro molte cose» tamburi di guer-
ra cui contrapporre una velocità a
misura d’uomo. Avendo intenzione
quell’anno di partecipare alla tra-
dizionale Marcia per la Pace decisi
di prendere alla lettera la visione di
Corrado: andarci in bici, percorren-
do l’intero tragitto da casa e poi, dal
2005, naturalmente in gruppo. E con
un gruppo così eterogeneo – giovani,
anziani, donne – erano aboliti già in
partenza anche i presupposti per la
competizione: non violenti fino in
fondo. Il modo giusto di partecipare
a una manifestazione così simbolica
della nonviolenza, la Marcia di Aldo
Capitini.
Poteva sembrare una scommessa:
invece il successo della prima spe-
dizione ci ha spinto a ripetere gli
appuntamenti successivi suscitando
l’entusiasmo di amici della bici di
altre città, attirando via via l’interes-
se dei media. L’edizione di quest’an-
no ha avuto uno spazio al Tg3, a
Caterpillar di RAI Radio2 e in tutti
i media locali. È stato un eccellente
spot anche per la federazione Fiab,
oggetto di una cronica disattenzione
da parte dei media nazionali. Come
riconoscimento verso gli AdB Bre-
scia, la Fiab ha deciso che Paciclica
2009 sarà un’iniziativa nazionale e
saremo noi di Brescia i capofila.
Ma un ricono-
scimento dal
valore aggiun-
to pacifismo-
ambientalismo
della nostra Marcia in bici è venu-
to anche dal calore dimostratoci da
comuni cittadini lungo il percorso:
un’immagine su tutte a Mantova
poco dopo la notizia data dal Tg3.
Una quarantina di ragazzini ci vede
transitare proprio all’interno
di un parco. Si dispongono
uno fianco all’altro porgendo
il palmo delle loro mani alle
nostre trasformando il rim-
balzo sonoro in un’incredibi-
le esplosione di gioia; chi vi
scrive si è commosso.
Vedere bandiere della pace
su veicoli a emissione zero di
gas e anche di rumori, a ve-
locità d’uomo, doveva essere
un bel vedere ed è sembrato
il modo più coerente di andare alla
manifestazione indetta dalla Tavola
della Pace.
Del resto a sancire che Pacifismo e
Ambientalismo sono strettamente
connessi è giunto proprio in questo
fine anno di guerra 2007 la motiva-
zione con cui è stato attribuito ad Al
Gore il Nobel per la Pace: per aver
allertato con il suo documentario
choc Una verità scomoda gli effetti
disastrosi, generatori di inevitabili
conflitti, del riscaldamento climati-
co dovuto alle emissioni di CO
2
.
Il Progetto - 37 pedalatori
(di cui 8 donne!) e cinque
addetti all’assistenza. Coin-
volgimento di ben 4 Comu-
ni, due partner sostenibili
come Banca Popolare Etica e
La220. Diretta collaborazio-
ne con Fiab e Uisp più tut-
to il lavoro preparatorio di
mesi, con assemblee affolla-
tissime, affinché ogni tassel-
lo del puzzle si coagulasse: e
qui mi sia concesso un caloroso gra-
zie a Mario Leoni, presidente AdB,
per la concretezza e il fattivo aiuto.
Una menzione particolare anche a
Lisa Mazur, la nostra stilista, per il
design tecnico. In totale abbiamo pe-
dalato Km 504 più 22 a piedi. Quat-
tro indimenticabili intensi giorni
dalla Pianura padana al cuore degli
Appennini nella città di Perugia −
ormai città simbolo della pace e del
dialogo interreligioso. Nella piazza
principale di Perugia il gruppo de-
gli AdB Brescia, assieme agli AdB
Fiab di Roma e Ostia, ha avuto poi
l’ultima dose di omaggi da autorità
politiche e religiose: primo fra tutti
dalla vicepresidente del Parlamento
Europeo l’on. Luisa Morgantini − in-
fine siamo stati accolti da decine di
ragazzi dell’AGESCI sventolanti una
enorme bandiera della pace sotto
cui, uno alla volta, ognuno di noi è
passato in bicicletta.
Concludo con un frammento scritto
da Alberto Nencioni, paciclico ’07:
«...mi ha colpito il senso di aggrega-
zione e lo spirito di gruppo che si è
instaurato tra tutti i partecipanti. In
un mondo dove ormai si parla e si
ragiona in prima persona singolare,
il famoso IO prima di tutto, siamo ri-
usciti a ritagliarci una parentesi dove
l’imperativo era NOI ed è stato com-
movente l’essermi trovato partecipe
di questa comune. Grazie ancora non
tanto per il traguardo ma per il modo
in cui è stato raggiunto.» E infine a
Cinzia Bonizzoli poiché senza il suo
entusiasmo, anzi il suo infinito en-
tusiasmo, Paciclica non sarebbe mai
esistita: grazie Cinzia.
Massimo Braghini
Paciclica
un altro viaggio per un altro mondo possibile
Paciclica
6 www.ecf.com www.fab-onlus.it
Nel programma degli Amici del-
la Bici 2007 c’era una settimana
d’agosto in Olanda. Numero chiuso
per motivi organizzativi a 30 par-
tecipantri (avrebbero voluto venire
molti di più).
Per la preparazione ci siamo divisi i
compiti e gli incarichi: itinerari, ri-
cerca e prenotazione degli alloggi,
noleggio del furgone e dell’autobus
per gli aeroporti, orari dei treni, cas-
siere, infermeria, meccanici, cineo-
peratori.
L’inizio della pedalata parte subito
dall’aeroporto di Amsterdam (Gian-
ni e Beppe ci hanno raggiunto col
furgone e tutte le bici smontate, Fio-
renza e Maurizio... in bicicletta da
Brescia, 1.300 km in 8 giorni! Cosa
che meriterebbe un racconto a par-
te)... Alle 14 di Lunedì 6 , è iniziata
l’avventura. “Were is the bike-road
for Amsterdam, please?” “Very easy:
follow the signs” - semplice, segui
i cartelli. Ti sembra di essere in un
altro mondo: piste o strade per bici
ovunque, cartellonistica specifica
per le bici, con indicazione delle
destinazioni e delle distanze. In cor-
rispondenza degli incroci più traffi-
cati vi sono sottopassi e svincoli per
bici. I bambini hanno capito subito
che erano in un mondo a misura loro
ed hanno preso la testa del gruppo,
pedalando senza pericoli; ai semafo-
ri Paolo pigiava il pulsante e l’icona
della bici diventava verde.
In realtà non sono solo le bici ad
essere privilegiate, tutti i mezzi di
mobilità hanno pari dignità.
Le barche hanno una rete di
canali a disposizione; quan-
do una barca deve passare,
il semaforo della strada di-
venta rosso, la strada-ponte
levatoio si alza, la barca pas-
sa tranquillamente mentre le auto,
fossero anche 100, aspettano. I treni
sono puntuali al minu-
to, per cui le coinciden-
ze sono date a 5 minuti
tra un treno e l’altro. Per
arrivare ai binari vi sono
ascensori capaci per bici
o carrozzelle. A proposito
di carrozzelle è signifi-
cativo che se ne vedano
tante potendo muoversi
autonomamente su piste
ciclabili che sono lisce,
senza i gradini, buche
ostacoli delle nostre.
Ma torniamo ai magnifici
30: il gruppo era formato da soci dai
7 ai 77 anni di età, che hanno con-
vissuto piacevolmente ed in allegria
per 9 giorni, adattandosi ai piccoli
inconvenienti che possono capitare.
La piacevolezza dello stare insieme
è stata possibile, oltre che per la di-
sponibilità dei singoli, per il modo
stesso del viaggio in bicicletta, che
permette di chiacchierare con tutti,
di vedere insieme le cose, commen-
tarle, viverle, fermandosi quando si
vuole, aiutando chi ha bisogno. Ogni
mattina, dopo la colazione (ma quan-
to mangiano gli Amici della bici?!)
ognuno preparava la bici caricando
le borse, verifi-
cando i pneuma-
tici. Tutti pronti?
Partiamo! Ricor-
dava la partenza
delle carovane
cammelliere o
quella dei carri
alla conquista
del west. E il pa-
esaggio inizia a
scorrere ai nostri
fianchi: i prati,
le casette col tet-
to di paglia, gli
animali, i canali, i boschi, i fiori, le
nuvole. Il viaggio itinerante in bici-
cletta in gruppo è un’esperienza bel-
lissima che tutti dovremmo fare.
L’itinerario scelto ci ha fatto cono-
scere diversi ambienti dell’Olanda:
le città storiche di Delft e Gouda, i
villaggi caratteristici di Monniken-
dam, Marken, Edam. Le dune di
sabbia della costa; l’isola ventosa e
verdissima di Texel; il parco nazio-
nale Hoge Veluwe, con le distese
di erica fiorita a perdita d’occhio, il
museo Kroller Moeller, ove scopri
250 quadri di Van Gogh magnifica-
mente esposti; il villaggio di fiaba di
Ghiethorn, che abbiamo girato sul-
le barchette noleggiate. E ovunque
animali al pascolo: mucche, pecore,
cavalli, asini, oche, cigni (!), persino
struzzi e lama.
L’Olanda è pianeggiante, ma il vento
è forte. Un giorno abbiamo deciso di
percorre tutti la diga di Afsluitdijk:
35 chilometri di rettilineo tra mare
e mare, col vento contrario costante
e inesorabile. Il piccolo Paolo conti-
nuava a chiedere: quando finisce la
salita?
I bambini sono stati meravigliosi e
si sono divertiti un sacco; hanno pe-
dalato sino 100 km in un giorno! (Le
tappe mediamente erano di 40-70
km). La più lunga, facoltativa, dove-
va essere di 130 km, ma il percorso
sulla carta non era veritiero (troppo
lungo spiegare) e alla fine il conteg-
gio dava 170, compensati da una
cena indimenticabile.
Un’esperienza da consigliare e da ri-
petere.
Giorgio Guzzoni
il viaggio: l’Olanda
Bici e tulipani
ciclo-viaggio in Olanda
Un importante mezzo di comunicazione dell’Asso-
ciazione è stato svolto in questi ultimi quattro anni
dal nostro sito internet: vi trovate costantemente ag-
giornate le News
(notizie) degli ap-
puntamenti, degli
eventi e informa
sulle più significative notizie riguardo il mondo del ci-
cloambientalismo. Dall’home page di www.amicidella-
bicibrescia.it potete immediatamente trasferirvi in pa-
gine fotografiche e testuali riguardanti le iniziative in
corso o appena terminate: in quattro anni vantiamo un
accesso alle varie photogallery di oltre 68mila contat-
ti. Nel mese di settembre, grazie al viaggio di Gusmeri
(aggiornato quasi quotidianamente) e della spedizione
Paciclica, abbiamo stabilito un piccolo record: oltre
13mila contatti. Un altro enorme volume di lavoro è
svolto dal costante aggiornamento dei soci e simpa-
tizzanti tramite la newsletter alla quale ci si iscrive
scrivendo a info@amicidellabicibrescia.it che settima-
nalmente contatta tutti gli associati dotati di posta elet-
tronica per una puntale informazione sulle iniziative
promosse dall’Associazione e su eventi collaterali di
indiscusso rilievo in ambito cicloambientalista.
Franco Pedrotti e Massimo Braghini
7 www.amicidellabicibrescia.it
A tutti i soci e simpatizzanti
dell’Associazione Amici della bici
Corrado Ponzanelli. Il nostro vul-
canico Massimo, non pago di tutti
gli intrallazzi che coltiva, ha così
inventato anche quella del Gior-
nalino dell’Associazione (credo
comunque che abbia un sosia che
puntualmente lo sostituiusca in
certi impegni ufficiali). Cosa vole-
te che vi dica, dal lontano spazio
interstellare, a 13130 km luce dal
pianeta Brescia? Qui le creature
che incontro non sembrano ostili e
l’aria ha una percentuale di ossige-
no simile alla nostra.
Magari vorreste chiedere se non
sono stanco e se non vorrei ritor-
nare sul mio pianeta... La voglia di
andare avanti, di vedere che cosa
c’è un po’ più in là, è ancora ben
presente. Bisogna però vedere se
la salute non mi abbandonerà e se
la mia navicella, ormai alquanto
sgangherata, per quanto potrà an-
cora volare.
Sto vivendo questa esperienza non
come una sfida o come un’impresa
sportiva; semplicemente affronto
ogni giorno calato nella dimensio-
ne di una persona che ha scelto e
ricercato un proprio stile di vita
(per ora). Non fraintendetemi; non
ho scoperto la felicità (magari) an-
che se il viaggio che sto compien-
do mi fa sentire spesso libero come
una rondine. A volte, sopratutto
quando fatichi come una bestia pe-
dalando controvento oppure se c’è
da alzarsi al mattino
e fuori dalla tenda si
gela, costa un certo
sforzo imporsi di sa-
lire in sella e dire an-
che oggi pedala!
Ricordi particolari? Tanti, soprat-
tutto riguardo le innumerevoli per-
sone che ho incontrato, che molte
volte bene, e qualche volta male,
hanno ospitato o interagito
con questo strano vagabondo
biciclettato.
Maglia nera degli episodi spia-
cevoli come non ricordare la
polizia uzbeka o quel ragazzo
venditore ambulante – sempre
in Uzbekistan – che al mio ri-
fiuto di volermi fermare men-
tre stavo pedalando, mi ha
mollato un calcio nella schie-
na... Ma non dimenticherò
nemmeno l’anziana e occhia-
luta signora di Masshhad in
Iran, una befana buona, che
appena parcheggiata la bici mi of-
fre 3 mele. Io entro in una locanda
a mangiare e dopo 5 minuti la vec-
china si ripresenta con una borsa
piena di frutta e nonostante il mio
insistente e imbarazzato rifiuto,
senza dire una parola me la porge,
mi sorride, con un gesto mi saluta,
esce e se ne va (anche il padrone
della locanda, infine, non mi fa pa-
gare il pranzo).
Tra tutti i biker di varie nazionalità
che ho fino ad ora conosciuto lun-
go il percorso diretto verso oriente,
soltanto in 3 (il mio amico olan-
dese Dick, un signore austriaco ed
io) siamo riusciti a percorrere fisi-
camente metro dopo metro tutto
il tracciato overland. Gli altri, chi
per problemi con i visti, chi per
gravi guasti meccanici, chi sempli-
cemente perché non ne aveva più
voglia, hanno preso la scorciatoia
dell’autobus o addirittura dell’ae-
reo.
In effetti l’Asia è immensa: con-
tinui a macinare chilometri e poi
quando guardi la cartina ti accorgi
di essere avanzato solo di qualche
centimetro. La sola Cina è grande
quanto gli Stati Uniti (ossia 30 vol-
te l’Italia) e la strada da percorrere
sembra non finire mai.
Ora chiudo perché vado a mangia-
re un po’ di trippa verde che qua
gli alieni mangiano sempre. Un
caro saluto a tutto il pianeta Bre-
scia. Ciao!
Francesco Gusmeri
Brescia-Tailandia in bici
Lanzhou,
Regione di Gansu (Cina),
16 novembre 2007
www.amicidellabicibrescia.it
il sito internet
Il giornale degli Amici della bici di Brescia nasce in
un momento maturo della nostra associazione, cresciuta vi-
stosamente negli ultimi anni sia come numero di soci e sim-
patizzanti che
come quantità
e qualità di ini-
ziative. Serve a
questo punto un bel passo avanti nella nostra comunicazione,
non solo quella immediata e obbligata per via elettronica, il
sito Internet aperto al mondo con le foto e i flmati delle cose
fatte e la mail ad uso dei soci con il programma delle cose da
fare. Ora anche il buon vecchio giornale cartaceo.
Nella sua fsicità, con la sua cadenza periodica (possibilmen-
te stagionale) è quel che ci vuole per farci conoscere dai cit-
tadini, farci sentire dagli amministratori e anche raccontarci
a noi stessi.
Dicendo a chiare lettere come gli AdB intendono la bicicletta
e come la vivono nella loro città.
Dal resoconto di un viaggio avventura alla relazione tecnica
su un percorso ciclabile, dalla testimonianza su un’esperien-
za vissuta alla presa di posizione su un provvedimento in
tema di mobilità, il menù del giornale dovrebbe interessare
tutti, ciclisti e non, arricchendosi via via di stimoli idee sug-
gerimenti per contribuire al formarsi di una cultura della bici
come ogni tanto capita di sognare pensando ai famosi paesi
nordici.
Una cultura non ideologica ma razionale basata sulla consa-
pevolezza di quello che la bici può rappresentare per risol-
vere effcacemente problemi individuali e collettivi non solo
in fatto di spostamenti quotidiani, ma di stile di vita in ge-
nerale, di socializzazione, di rapporto con la natura. I tempi
sembrano propizi a un cambio di mentalità in questo senso.
Concetti come mobilità sostenibile e risparmio energetico
entrano pian piano nel lessico comune e anche nella pratica,
con qualche aiutino.
L’urgenza di trovare soluzioni alternative all’auto per spostar-
si può essere la prima spinta a provare la bici, poi possono ve-
nire tanti altri stimoli dall’informazione corrente fno ai con-
tinui appelli a favore dell’esercizio fsico. Il nostro contributo
sarà all’inse-
gna del bici
è bello, sano,
s o p r a t t u t t o
moderno. Per
esempio, sa-
pere quanto
sia adatta la
bici ad appro-
fondire l’ar-
te e la storia
della propria
città magari
accompagnati
da un esperto
d’ eccezi one
come è nelle possibilità degli AdB, può far cambiare pro-
gramma a chi ha solo l’auto nei propri orizzonti domenica-
li. Sapere che c’è un nuovo percorso ciclabile in sicurezza,
testato dai volontari-competenti in materia di AdB, che dal
proprio quartiere di residenza ci porta in uffcio o a scuola
può spingere anche i pigri a provarlo. E per chi crede che
l’uso quotidiano della bici sia sminuente per il proprio status,
sapere che nella patria dei Lord è stato calcolato che il 20%
più ricco pedala il doppio rispetto al 20% più povero, può
indurre qualche dubbio. Anche le notizie dal mondo possono
aiutarci a ragionare “nel nostro piccolo” .
Come il recente Rapporto Onu sul Riscaldamento del Clima
che dà l’allarme per gli effetti disastrosi delle emissioni di
CO
2
o la direttiva Europea che impone ai paesi membri di
ridurre le emissioni del 20% entro 10 anni. Chiunque capi-
sce che si è tutti chiamati a fare il possibile per alleggerire la
propria “impronta ecologica” e la bici è sempre lì a portata
di mano come piccola grande soluzione. Il discorso riguarda
soprattutto le giovani generazioni che, più consapevoli dei
grandi problemi ecologici, sono più facilmente portate alla
coerenza nei propri comportamenti. Il successo di esperien-
ze nate in collaborazione con gli AdB come quella del liceo
Copernico per adattare alla bici la viabilità verso la scuola
e quella delle elementari di Borgosatollo che ha coinvolto
oltre 250 bambini in lezioni di educazione ciclistica, ci dice
la facile presa che può avere la bici fra i giovani. È anche
per questo che il giornale avrà un’attenzione costante sul
mondo della scuola grazie alla collaborazione di studenti e
insegnanti amici.
Quelle amichevoli collaborazioni che anche in altri settori
della società il giornale, già per il solo fatto di esistere saprà
spontaneamente attivare, saranno preziose per farne un vero
e proprio organo di rappresentanza AdB. Nell’insieme do-
vrebbe uscire il ritratto di un’associazione innanzitutto am-
bientalista, fatta di cittadini convinti della convenienza del
mezzo bici per i loro bisogni di spostamento e di svago ma
che ne fanno anche la premessa per un discorso culturale
più ampio che riguarda la qualità della vita e il rispetto della
natura.
Ci fa piacere che Pietro Gorlani abbia preso la responsabilità
del giornale per la sensibilità che gli viene dal seguire nella
cronaca i temi ambientali ma anche perché scrive sotto la
stessa testata che fu del nostro Corrado Ponzanelli, ciclo-am-
bientalista convinto e geniale precursore in fatto di mobilità
sostenibile.
Gino Ferri
www.amicidellabicibrescia.it info@amicidellabicibrescia.it www.fab-onlus.it
Direttore responsabile Pietro Gorlani
Direttore redazione Gino Ferri
Redazione e grafca Massimo Braghini
Presidente Mario Leoni
Associazione ciclcoambientalista bresciana
Amici della bici Corrado Ponzanelli Fiab-Uisp
via Berardo Maggi n°9 Brescia c/o Uisp Circolo Vivicittà
per informazioni scrivete a info@amicidellabicibrescia.it
A cosa serve un giornale
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