ESERCIZI SVOLTI

DI

ELETTROTECNICA






Prof. Ing. G. Acciani

Dott. Ing. G. Fornarelli

Dott. Ing. G. Brunetti








CAPITOLO 1



Esercizi sulle leggi di Kirchhoff



Esercizio n°1.1……………………………………………….pag. 2
Esercizio n°1.2……………………………………………….pag. 10
Esercizio n°1.3……………………………………………….pag. 12
Esercizio n°1.4……………………………………………….pag. 14
Esercizio n°1.5……………………………………………….pag. 15
Esercizio n°1.6……………………………………………….pag. 16
Esercizio n°1.7……………………………………………….pag. 18
Esercizio n°1.8……………………………………………….pag. 23
Esercizio n°1.9……………………………………………….pag. 25
















Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

2
f e d
a b c
i2
f
i3
e d
i6
a
i4
i5 i1 b
i7
c




Esercizio n°1.1
Scrivere tutte le possibili leggi di Kirchhoff delle correnti per il circuito indicato in figura,
fissando due diversi sistemi di riferimento.










E’ possibile enunciare la LKC in diversi modi equivalenti. Un primo modo di enunciare la
legge è il seguente:

La somma algebrica delle correnti entranti in un nodo è istante per istante nulla:


= ±
k
k
t i 0 ) (

dove il segno + vale per le correnti entranti e il segno – per quelle uscenti dal nodo.


• Si fissi il sistema di riferimento per le correnti indicato in figura:











Scriviamo la L.K.C. per ciascun nodo:


nodo a: 0
2 1
= + i i

nodo b: 0
5 4 1
= + + i i i




Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

3
i4
b
f
i3
e
i2
a i1
d
i6
c i5
i7




nodo c: 0
7 5
= + i i

nodo d: 0
7 6
= − i i

nodo e: 0
6 3 4
= − − i i i

nodo f: 0
2 3
= − i i

Cambiando di segno tutti i termini delle equazioni otteniamo le L.K.C. nella seconda
formulazione:

La somma algebrica delle correnti uscenti da un nodo è istante per istante nulla:


= ±
k
k
t i 0 ) (

dove il segno + vale per le correnti uscenti e il segno – per quelle entranti nel nodo.

A partire dalle equazioni scritte, portando a secondo membro le correnti uscenti dal nodo
(quelle di segno negativo) otteniamo le LKC nella terza formulazione:

La somma delle correnti in ingresso deve essere uguale istante per istante alla somma delle
correnti in uscita


• Si fissi un secondo sistema di riferimento:











Scriviamo la LKC in ciascun nodo utilizzando la prima formulazione della legge:


nodo a: 0
1 2
= − i i





Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

4




nodo b: 0
5 4 1
= − − i i i

nodo c: 0
7 5
= − i i

nodo d: 0
7 6
= + i i

nodo e: 0
6 3 4
= − + i i i

nodo f: 0
2 3
= − − i i

Stesse considerazioni per quanto riguarda le altre possibili formulazioni della LKC.
Torniamo al primo sistema di riferimento che abbiamo fissato per le correnti e costruiamo il
grafo orientato associato al circuito, ottenuto sostituendo a ciascun bipolo un segmento
orientato il cui verso coincide con quello della corrente fissata nel bipolo corrispondente:


2
f
a
7 4
3
e d
6
1 5 b c



Si possono riscrivere le L.K.C. direttamente sulla base del grafo, a conferma che si tratta
di leggi che dipendono non dal tipo di componenti ma da come questi sono interconessi
tra loro, cioè dalla topologia del circuito.

nodo a: 0
2 1
= + i i

nodo b: 0
5 4 1
= + + i i i

nodo c: 0
7 5
= + i i

nodo d: 0
7 6
= − i i

nodo e: 0
6 3 4
= − − i i i





Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

5




nodo f: 0
2 3
= − i i

Si può verificare che queste equazioni di equilibrio non sono linearmente indipendenti,
infatti sommandole membro a membro si ottiene la seguente equazione:

0 2 2 2
5 4 1 5 4 1
= + + = + + i i i i i i

che è la L.K.C. al nodo b. In altre parole possiamo dire che l’equazione di equilibrio al
nodo b è combinazione lineare delle equazioni agli altri nodi.
In effetti un importante teorema afferma quanto segue:

Dato un circuito a cui sia associato un grafo connesso con n nodi e b lati, il numero delle
equazioni di equilibrio delle correnti fra loro indipendenti è pari a n-1

Nel nostro caso abbiamo n = 6, per cui sono 5 le equazioni di equilibrio delle correnti
linearmente indipendenti. Queste si ottengono facendo riferimento agli insiemi di taglio
fondamentali, che sono insiemi di taglio costituiti da un solo ramo di albero e da corde.
Scegliamo dunque un albero per il nostro grafo (subgrafo connesso contenente tutti i nodi
del grafo di partenza e non contenente maglie):

f
2
a
3
e
1
4
5 b
d
6
7
c

dove abbiamo tratteggiato le corde del coalbero.
Individuiamo gli insiemi di taglio fondamentali utilizzando le superfici gaussiane: queste
devono tagliare i lati del grafo una volta sola e tali lati devono essere costituiti da un solo
ramo di albero e da corde (quindi se ne possono individuare n-1, pari al numero dei rami
dell’albero):


f
2
a
3
e
1
4
5 b
d
6
7
c

Σ
1
Σ
2
Σ
3
Σ
4
Σ
5
Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

6




Gli insiemi di taglio fondamentali sono quindi dati da:


{1,2} {1,3} {1,4,5} {5,6} {5,7}


Per ricavare le equazioni di equilibrio delle correnti linearmente indipendenti, andiamo ad
applicare la L.K.C. alle superfici gaussiane che individuano i cinque insiemi di taglio
fondamentali. Infatti un altro modo più generale di esprimere la LKC consiste nel definire
una superficie gaussiana (superficie chiusa) ed una convenzione per le correnti:

La somma algebrica di tutte le correnti che fuoriescono dalla (o entrano nella) superficie
gaussiana è istante per istante nulla

Considerando positive le correnti entranti e negative quelle uscenti dalla superficie
gaussiana, possiamo scrivere le seguenti L.K.C.:


superficie Σ
1
: 0
2 1
= + i i

superficie Σ
2
: 0
3 1
= + i i

superficie Σ
3
0
5 4 1
= − − − i i i ⇒ 0
5 4 1
= + + i i i

superficie Σ
4
0
6 5
= + i i

superficie Σ
5
0
7 5
= + i i


Ripetiamo il procedimento visto scegliendo un altro albero:


f e
3
2
a
4
1 b 5
d
6
7
c


Σ
1
Σ
2
Σ
3
Σ
4
Σ
5
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

7




Gli insiemi di taglio fondamentali sono dati da:


{2,3} {1,3} {3,4,6} {5,6} {6,7}


Scriviamo ora le L.K.C. alle superfici gaussiane che individuano gli insiemi di taglio
fondamentali:


superficie Σ
1
: 0
2 3
= − i i

superficie Σ
2
: 0
3 1
= + i i

superficie Σ
3
0
6 3 4
= − − i i i

superficie Σ
4
0
6 5
= + i i

superficie Σ
5
0
7 6
= − i i

Otteniamo un altro sistema di equazioni di equilibrio equivalente al primo. Se infatti
realizziamo le seguenti sostituzioni:


superficie Σ
1
: 0
2 3
= − i i ⇒ 0
2 1
= + i i

superficie Σ
2
: 0
3 1
= + i i ⇒
3 1
i i − = ⇒ 0
3 1
= + i i

superficie Σ
3
0
6 3 4
= − − i i i ⇒ 0
5 1 4
= + + i i i

superficie Σ
4
0
6 5
= + i i ⇒
6 5
i i − = ⇒ 0
6 5
= + i i

superficie Σ
5
0
7 6
= − i i ⇒ 0
7 5
= + i i


otteniamo nuovamente il sistema di equazioni trovato con il primo albero che abbiamo
scelto. Quanto detto vale per tutti gli alberi che si possono individuare nel grafo associato
al circuito: i corrispondenti sistemi di equazioni di equilibrio delle correnti sono tutti
equivalenti tra loro.





Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

8




Si può infine controllare che per il circuito nella figura in basso le equazioni di equilibrio ai
nodi coincidono con quelle ottenute per una particolare scelta dell’albero.


i3
a
i5 i4
d
i1 i2 b c



Scriviamo le LKC ai nodi:


nodo a: 0
3 1
= + i i

nodo b: 0
4 2 1
= + + i i i

nodo c: 0
2 5
= + i i

nodo d: 0
5 3 4
= − − i i i




Disegnamo il grafo del circuito e scegliamo un albero:















3
a
4
d
5
1 2 b c
4
d
3
a b
1 2
5
c
Σ
1
Σ
2
Σ
3
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9




Gli insiemi di taglio fondamentali sono dati da:


{1,3} {2,5} {1,2,4}


Scriviamo ora le L.K.C. alle superfici gaussiane che individuano gli insiemi di taglio
fondamentali:


superficie Σ
1
: 0
3 1
= + i i

superficie Σ
2
: 0
2 5
= + i i

superficie Σ
3
0
4 2 1
= − − − i i i ⇒ 0
4 2 1
= + + i i i































Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

10




Esercizio n°1.2
Scrivere tutte le possibili LKC per il circuito in figura considerando due diverse convenzioni
per le LKC.

e
c
a b
d


Si fissi un sistema di riferimento per le correnti:

i7
e
i6
c
i1 a
i2
i3 b
i4
i5
d


Assumiamo la convenzione secondo cui sono positive le correnti entranti nei nodi,
negative quelle uscenti. Otteniamo il seguente sistema di equazioni (la somma algebrica
delle correnti entranti in un nodo è istante per istante nulla):


nodo a: 0
1 2
= − i i

nodo b: 0
3 4 1
= − − i i i

nodo c: 0
6 5 4
= − + i i i (*)

nodo d: 0
5 7 3
= − + i i i

nodo e: 0
7 2 6
= − − i i i

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

11




Assumiamo ora la convenzione secondo cui sono positive le correnti uscenti dal nodo e
negative quelle entranti (la somma algebrica delle correnti uscenti da un nodo è istante per
istante nulla). Otteniamo il seguente sistema di equazioni:


nodo a: 0
1 2
= + − i i

nodo b: 0
3 4 1
= + + − i i i

nodo c: 0
6 5 4
= + − − i i i (**)

nodo d: 0
5 7 3
= + − − i i i

nodo e: 0
7 2 6
= + + − i i i


Il sistema (**) può essere ottenuto dal sistema (*) moltiplicando ogni equazione per -1. I
due sistemi sono quindi equivalenti, cioè ammettono la stessa soluzione. Ciò è necessario
in quanto i due sistemi descrivono lo stesso circuito con lo stesso sistema di riferimento
delle correnti (è cambiata la convenzione sui segni delle correnti ma non il sistema di
riferimento).

























Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

12




Esercizio n°1.3
Dato il circuito in figura, dimostrare che è
b a
i i = .


N
4
ib
2 3
ia
1



Fissiamo un sistema di riferimento per le correnti:


1
4
3 2
N
ia
ib
i2
i1
i5
i4
i3



Scriviamo la LKC in corrispondenza di ciascun nodo assumendo positive le correnti
uscenti da un nodo (la somma algebrica delle correnti uscenti da un nodo è istante per
istante nulla).


nodo 1: 0
2 1
= + + − i i i
a





Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

13




nodo 2: 0
4 3 1
= − + − i i i

nodo 3: 0
5 3 2
= + − − i i i

nodo 4: 0
5 4
= − + i i i
b



Sommando membro a membro le equazioni del sistema si ha:

0 = + −
b a
i i ⇒
b a
i i =

Un altro modo più generale di esprimere la LKC consiste nel definire una superficie
gaussiana (superficie chiusa) ed una convenzione per le correnti:

La somma algebrica di tutte le correnti che fuoriescono dalla (o entrano nella) superficie
gaussiana è istante per istante nulla

Fissiamo una superficie gaussiana come quella indicata in figura e assumiamo come
positive le correnti entranti nella superficie:



1
4
3 2
N
ia
ib
i2
i1
i5
i4
i3
Σ


Le sole correnti che attraversano le gaussiana sono i
a
e i
b
per cui possiamo scrivere
con la convenzione delle correnti positive entranti nella superficie Σ :

0 = −
b a
i i ⇒
b a
i i =





Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

14
e c
f
d
a b




Esercizio n°1.4
Dato il circuito in figura, ricavare le correnti i
1
e i
2
.






i
3
= 4 A

i
4
= 1 A

i
5
= 3 A








Con il fissato sistema di riferimento per le correnti, scriviamo le LKC nei nodi a e d
(occorrono due equazioni ):


nodo a:
3 5 2
i i i = +

nodo d:
1 2 5 4
i i i i = + +


Si tratta di un sistema di due equazioni nelle due incognite i
1
e i
2
, che possiamo risolvere
col metodo di sostituzione:


4 3
2
= + i
⇒ 1
2
= i A , 5
1
= i A

1 2
3 1 i i = + +









i
1
i
2
i
3
i
4
i
5
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

15




Esercizio n°1.5
Dato il circuito in figura, ricavare la corrente i.





Applicando la LKC all’unico nodo presente otteniamo:

0 = − − i i i
B A
⇒ A i i i
B A
2 3 1 − = − = − =


























i
A
i
B
i

i
A
= 1A

i
B
= 3A

Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

16




Esercizio n°1.6
Dato il circuito in figura:


C A
E D
4
3
B
1 2


scrivere tutte le possibili LKT, avendo fissato un sistema di riferimento per le tensioni di
lato e il verso di percorrenza delle maglie.
Successivamente si valutino le tensioni v
B
e v
E
, nel caso in cui v
A
= 2V, v
C
= 5V, v
D
= 4V.

Fissiamo un sistema di riferimento per le tensioni di lato come indicato in figura:


C A
E D
4
3
B
1 2


e disegnamo le diverse maglie che si possono individuare nel circuito, per ciascuna delle
quali fissiamo arbitrariamente un verso di percorrenza:



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

17




















maglia 1 maglia 2 maglia 3


Scriviamo la LKT per ciascuna maglia (la somma algebrica delle tensioni di lato è nulla istante
per istante):

maglia 1: 0 = + − − −
D C B A
v v v v

maglia 2: 0 = + + −
B C E A
v v v v

maglia 3: 0 = −
E D
v v

A questo punto sostituiamo i valori delle tensioni date per ricavare quelli delle tensioni
incognite:

0 4 5 2 = + − − −
B
v
V v
B
3 − =
0 5 2 = + + −
B E
v v ⇒
V v
E
4 =
0 4 = −
E
v









2
C A
D
4
1
B
3
2
C A
4
1
B
E
3
4
D E
3
Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

18




Esercizio n°1.7
Dato il circuito in figura:



6 1
F
5 4
2
G
A
H
D
E
3
B
C



scrivere tutte le possibili LKT, avendo fissato un sistema di riferimento per le tensioni di
lato e il verso di percorrenza delle maglie.
Successivamente si valutino le tensioni v
D
, v
G
e v
H
nel caso in cui v
A
= 4V, v
B
= 4kV, v
C

= 8mV, v
E
= 10kV, v
F
= 7V

Fissiamo un sistema di riferimento per le tensioni di lato come indicato in figura:


6 1
F
5 4
2
G
A
H
D
E
3
B
C


e disegnamo le diverse maglie che si possono individuare nel circuito, per ciascuna delle
quali fissiamo arbitrariamente un verso di percorrenza:



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

19
3
G
6
5
F
4
E
G
6
2
B
D
1
A
B
B G
H
5
2
2
D
A
6 1
C
1
5
F
4
E
3
1
A C
5
H
G
6
A
2 D
3
1
C
B E H
4 5
3
F
5
H
F
4
E
2 3
2 D
1
3
C












maglia 2 maglia 3




maglia 1 maglia 4














maglia 5 maglia 6














maglia 7



Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

20




Scriviamo la LKT per ciascuna maglia (la somma algebrica delle tensioni di lato è nulla istante
per istante):


maglia 1: 0 = + + + −
G H B A
v v v v

maglia 2: 0 = + + −
D C B
v v v

maglia 3: 0 = − + + −
H F E D
v v v v

maglia 4: 0 = − + + + −
H F E C B
v v v v v

maglia 5: 0 = + + + − + −
G F E D B A
v v v v v v

maglia 6: 0 = + + + + −
G H D C A
v v v v v

maglia 7: 0 = + + + + −
G F E C A
v v v v v


A questo punto per determinare le incognite v
D
, v
G
, v
H
, scegliamo tre equazioni del
sistema contenenti le suddette incognite, ad esempio la prima, la seconda e la quarta.


0 = + + + −
G H B A
v v v v 0 4000 4 = + + + −
G H
v v

0 = + + −
D C B
v v v ⇒ 0 008 . 0 4000 = + + −
D
v

0 = − + + + −
H F E C B
v v v v v 0 7 10000 008 . 0 4000 = − + + + −
H
v


da cui:

V v
H
008 . 6007 =

V v
D
992 . 3999 =

V v
G
008 . 10003 − =






Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

21




Si noti che il numero delle equazioni linearmente indipendenti ottenute applicando la LKT
alle varie maglie è pari a:

3 1 = + − n b


essendo b = numero di lati = 8 ed n = numero di nodi = 6. Ciò significa che 4 equazioni
possono ottenersi come combinazione lineare delle tre equazioni linearmente indipendenti
che abbiamo scelto (o comunque di una qualsiasi terna di equazioni linearmente
indipendenti). Le equazioni di equilibrio delle tensioni si ottengono facendo riferimento alle
maglie fondamentali, che sono maglie costituite da una sola corda di coalbero e da rami di
albero.
Disegnamo quindi il grafo associato al circuito e scegliamo un albero:
















e individuiamo le maglie fondamentali:


{A,B,H,G} {B,C,D} {B,C,E,F,H}


Per ricavare le equazioni di equilibrio delle tensioni linearmente indipendenti, andiamo ad
applicare la L.K.T. alle maglie fondamentali:


maglia {A,B,H,G}: 0 = + + + −
G H B A
v v v v

maglia {B,C,D}: 0 = + + −
D C B
v v v

maglia {B,C,E,F,H} 0 = − + + + −
H F E C B
v v v v v


A
G
6
E
5
F
4
C
H
2
B
D
3
1
G
5
F
H
4
E
6
A
1
2
D
B
3
C
Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

22




Ripetiamo il procedimento visto scegliendo un altro albero:














Individuiamo le maglie fondamentali:


{A,C,D,H,G} {B,C,D} {D,E,F,H}


e scriviamo le L.K.T.:


maglia {A,C,D,H,G}: 0 = + + + + −
G H D C A
v v v v v

maglia {B,C,D}: 0 = + + −
D C B
v v v

maglia {D,E,F,H} 0 = − + + −
H F E D
v v v v


Abbiamo così ottenuto un altro sistema di equazioni di equilibrio equivalente al primo. Se
infatti realizziamo le seguenti sostituzioni:


0 = + + + + −
G H D C A
v v v v v ⇒ 0 = + + + −
G H B A
v v v v

0 = + + −
D C B
v v v ⇒
D C B
v v v + = ⇒
C B D
v v v − =

0 = − + + −
H F E D
v v v v ⇒ 0 = − + + + −
H F E C B
v v v v v





A
G
6
E
3
D
2
5
F
4
H
B
1
C
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

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Esercizio n°1.8
Dato il circuito in figura:


E
H
B
C
A
1 2
D
F
5
G
4
3


e fissato il nodo 5 come riferimento, si scrivano le tensioni di lato in funzione delle tensioni
nodali riferite al nodo 5. Si valutino inoltre le tensioni di lato sapendo che e
1
= 4V, e
2
= 5V,
e
3
= 8V, e
4
= 10V, e
5
= 0V.

Per tensione nodale di un nodo si intende la tensione nodo-nodo tra il nodo in questione e
quello di riferimento.
Fissiamo un sistema di riferimento per le tensioni di lato come indicato in figura:


E
H
B
C
A
1 2
D
F
5
G
4
3



Si può dimostrare infatti che la tensione tra una generica coppia di nodi k e j del circuito e
pari alla differenza delle rispettive tensioni nodali:



Capitolo 1 – Esercizi sulle leggi di Kirchhoff

24




j k kj
e e v − =

In particolare quindi anche la tensione di lato, che è una tensione nodo-nodo tra il nodo
supposto a tensione maggiore (+) e l’altro, si può esprimere in funzione delle tensioni
nodali dei nodi che rappresentano i vertici del lato.

Possiamo quindi scrivere le seguenti relazioni:


1 5 1
e e e v
A
= − =
4 5 4
e e e v
E
= − =


1 2
e e v
B
− =
4 3
e e v
F
− =


2 5 2
e e e v
C
= − =
4 3
e e v
G
− =


2 3
e e v
D
− =
4 5 4
e e e v
F
= − =


Sostituendo i valori dati otteniamo:


V e e v
A
4
5 1
= − = V e e e v
E
10
4 5 4
= = − =

V e e v
B
1 4 5
1 2
= − = − = V e e v
F
2 10 8
4 3
− = − = − =

V e e e v
C
5
2 5 2
= = − = V e e v
G
2 10 8
4 3
− = − = − =

V e e v
D
3 5 8
2 3
= − = − = V e e e v
F
10
4 5 4
= = − =
















Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

25




Esercizio n°1.9
Dato il circuito in figura:

e
c
d
a b
T
2
4 5
1
3


determinare la tensione punto-punto tra i nodi b e d quando l’interruttore T è aperto.
A tale scopo enunciamo la L.K.T. relativamente ad una sequenza chiusa di nodi:

Per ogni circuito concentrato connesso, lungo una qualsiasi sequenza chiusa di nodi, in ogni
istante t, la somma delle tensioni punto-punto (prese nello stesso ordine della sequenza di nodi) è
uguale a zero

Impostiamo allora la L.K.T. alla sequenza chiusa di nodi a-b-d-c-a:


0 = + + +
ca dc bd ab
v v v v


A questo punto esprimiamo le tensioni punto punto in funzione delle tensioni di lato note:


1
v v
ab
=
3
v v
dc
− =
2
v v
ca
− =


e sostituiamo il tutto all’interno dell’equazione di equilibrio:

V v v v v v v v
ca dc ab bd
3 4 2 3
2 3 1
= + + − = + + − = − − − =
v
1
= 3V

v
2
= 2V

v
3
= 4V




CAPITOLO 2



Esercizi sulle potenze



Esercizio n°2.1……………………………………………….pag. 27
Esercizio n°2.2……………………………………………….pag. 28
Esercizio n°2.3……………………………………………….pag. 29
Esercizio n°2.4……………………………………………….pag. 34
Esercizio n°2.5……………………………………………….pag. 36
Esercizio n°2.6……………………………………………….pag. 39


















Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

27




Esercizio n°2.1
Dato il bipolo in figura:


v(t)
i(t)



in cui abbiamo fissato la convenzione dell’utilizzatore, calcolare la potenza istantanea
assorbita nei seguenti casi:

1) V t v 2 ) ( = A t i 2 ) ( =

2) V t v 2 ) ( = A t i 3 ) ( − =

3) V t v 9 ) ( − = A t i 1 ) ( =

Si ha:


1) 0 4 2 2 ) ( ) ( ) ( > = ⋅ = ⋅ = W A V t i t v t p ⇒ potenza assorbita

2) 0 6 ) 3 ( 2 ) ( ) ( ) ( < − = − ⋅ = ⋅ = W A V t i t v t p ⇒ potenza erogata

3) 0 9 1 9 ) ( ) ( ) ( > − = ⋅ − = ⋅ = W A V t i t v t p ⇒ potenza erogata















Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

28




Esercizio n°2.2
Dato il circuito in figura:


B
A



stabilire se i bipoli A e B assorbono o erogano potenza.

Osserviamo che per il bipolo A è stata adottata la convenzione dell’utilizzatore (corrente
entrante nel morsetto positivo), mentre per il bipolo B quella del generatore (corrente
uscente dal morsetto positivo).
Si ha:

A) 0 16 4 4 > = ⋅ = ⋅ = W A V i v p
A A
⇒ potenza assorbita

B) 0 32 4 8 > = ⋅ = ⋅ = W A V i v p
B B
⇒ potenza erogata






















i
v
A
v
B
i = 4A

v
A
= 4V

v
B
= 8V

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

29




Esercizio n°2.3
Dato il circuito in figura:


E C
3 4
2 1
A
D B



determinare la potenza assorbita da ciascun elemento e verificare la conservazione della
potenza.

La somma algebrica delle potenze assorbite da tutti gli elementi di un circuito è nulla in ogni
istante.

In primo luogo determiniamo le tensioni ai capi dei bipoli A e D scrivendo le LKT alle
maglie DCB e ADE poi. A tale scopo fissiamo delle polarità di riferimento per le tensioni
incognite e dei versi di percorrenza delle maglie:


E C
3 4
2 1
A
D B




maglia DCB: 0 = − −
D C B
v v v ⇒ V v v v
C B D
3 5 2 − = − = − =

maglia ADE: 0 = + +
E D A
v v v ⇒ V v v v
E D A
8
15
8
9
3 = − = − − =




v
B
= 2V

v
C
= 5V

v
E
= 9/8V

i
A
= 8A

i
B
= 1A
i
A
i
B
v
B
= 2V

v
C
= 5V

v
E
= 9/8V

i
A
= 8A

i
B
= 1A
i
A

i
B
+
_
+ -
Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

30




A questo punto determiniamo le correnti nei rami del circuito in cui non sono note, avendo
fissato arbitrariamente dei versi di riferimento:



E C
3 4
2 1
A
D B



nodo 1: A i i
A E
8 = =

nodo 2:
B D A
i i i + = ⇒ A i i i
B A D
7 1 8 = − = − =

nodo 4: A i i
B C
1 = =

Note le correnti e le tensioni ai capi di ciascun elemento, possiamo valutare la potenza
assorbita da ciascuno di essi:

elemento A (convenzione utilizzatore): 0 15 8
8
15
> = ⋅ = ⋅ = W i v p
A A A
⇒ assorbita
elemento B (convenzione utilizzatore): 0 2 1 2 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
B B B
⇒ assorbita

elemento C (convenzione generatore): 0 5 1 5 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
B C C
⇒ erogata

elemento D (convenzione utilizzatore): 0 21 7 3 < − = ⋅ − = ⋅ = W i v p
D D D
⇒ erogata

elemento E (convenzione utilizzatore): 0 9 8
8
9
> = ⋅ = ⋅ = W i v p
A E E
⇒ assorbita

A questo punto per verificare la conservazione della potenza sommiamo tutte le potenze
calcolate. A tale scopo assicuriamoci che per ogni elemento sia stata adottata la stessa
convenzione. Notiamo che per tutti gli elementi è stata fissata la convenzione
dell’utilizzatore eccetto che per l’elemento C, per il quale è stata fissata quella del
generatore. E’ necessario allora riportare la potenza calcolata per questo elemento alla
convenzione dell’utilizzatore e per far ciò bisogna cambiare il segno della potenza p
C
(con



v
B
= 2V

v
C
= 5V

v
E
= 9/8V

i
A
= 8A

i
B
= 1A
i
A

i
B
+
_
+ -
i
E i
C
i
D
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

31




la convenzione dell’utilizzatore una potenza erogata è negativa).
A questo punto si ha:

0 9 21 5 2 15 = + − − + = + + + +
E D C B A
p p p p p

In alternativa possiamo verificare l’equilibrio tra potenza assorbita e potenza erogata, a
prescindere dai segni e dalle convenzioni:

W p
assorbita
26 9 2 15 = + + =

W p
erogata
26 21 15 = + =

Poniamo in forma vettoriale le tensioni e le correnti del circuito che soddisfano le L.K.:

T
E D C B A
v v v v v v ) , , , , ( = ⇒ vettore delle tensioni che soddisfano la LKT

T
E D C B A
i i i i i i ) , , , , ( = ⇒ vettore delle correnti che soddisfano la LKC

Sostituiamo i valori:
)
8
9
, 3 , 5 , 2 ,
8
15
( − − = v

) 8 , 7 , 1 , 1 , 8 ( = i

in cui per l’elemento C abbiamo scambiato la polarità della tensione, e quindi abbiamo
invertito il segno, per riportarlo alla convenzione dell’utilizzatore (avremmo potuto in
alternativa invertire il verso della corrente i
C
).
Se moltiplichiamo scalarmente i due vettori otteniamo:

0 9 21 5 2 15 = + − − + = ∑ = ×
i
i i
i v i v

e questo risultato corrisponde alla conservazione della potenza verificata sopra.
Siano ora
/
v e
/
i :

) , , , , (
/ / / / /
/
E D C B A
v v v v v v =

) , , , , (
/ / / / /
/
E D C B A
i i i i i i =

insiemi di tensioni e di correnti che soddisfano alle LK per il circuito di sopra:




Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

32





E C
3 4
2 1
A
D B





Moltiplicando scalarmente i due vettori dopo aver invertito la polarita (e quindi il segno)
della tensione v
C
, otteniamo:

0 48 2 12 18 40
/ /
/ /
= − + − + = ∑ = ×
i
i i
i v i v

e questo risultato corrisponde alla conservazione della potenza.
Proviamo ora a realizzare un prodotto incrociato tra i due insiemi:

{ }
)
`
¹
¹
´
¦
− − = ) 8 , 7 , 1 , 1 , 8 ( ),
8
9
, 3 , 5 , 2 ,
8
15
( , i v e { } { } ) 4 , 1 , 3 , 3 , 4 ( ), 12 , 2 , 4 , 6 , 10 ( ,
/
/
− − = i v

cioè moltiplichiamo scalarmente il vettore delle tensioni di un insieme per il vettore delle
correnti dell’altro insieme e viceversa. Otteniamo il seguente risultato:

0
2
9
3 15 6
2
15
/
/
= + − − + = ∑ = ×
i
i i
i v i v

0 96 14 4 6 80
/
/
= − + − + = ∑ = ×
i
i i
i v i v

che corrisponde a quanto enunciato dal teorema di Tellegen:

Dato un circuito arbitrario connesso con b lati ed n nodi, si indichi con:

) ,..., , (
2 1 b
i i i i =

un qualsiasi insieme di correnti di lato che soddisfino tutti i vincoli imposti dalla LKC e con

) ,..., , (
2 1 b
v v v v =

v
/
A
= 10V i
/
A
= 4A

v
/
B
= 6V i
/
B
= 3A

v
/
C
= 4V i
/
C
= 3A

v
/
D
= 2V i
/
D
= 1A

v
/
E
= -12V i
/
E
= 4A
i
A

i
B
+
_
+ -
i
E i
C
i
D
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

33




un qualsiasi insieme di tensioni di lato che soddisfino tutti i vincoli imposti dalla LKT.
Allora risulta che:

0 = ∑ = ×
i
i i
i v i v










































Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

34




Esercizio n°2.4
Dato il circuito in figura:


4 3
C
E
D B
1
A
2



calcolare la tensione v
E
e la corrente i
E
e verificare la conservazione della potenza.

Calcoliamo la tensione v
E
scrivendo la LKT alla maglia CDE:


maglia CDE: 0 = − +
C E D
v v v ⇒ V v v v
D C E
3 1 4 = − = − =


Calcoliamo la corrente i
E
scrivendo la LKC al nodo 4:


nodo 4:
E
B
B
E A C
i
v
p
i i i + = + = ⇒
C
B
B
E
i
v
p
i + − =


Calcoliamo la tensione v
B
scrivendo la LKT alla maglia ABE:


maglia ABE: 0 = − +
E B A
v v v ⇒ V v v v
A E B
2 1 3 = − = − =


A questo punto possiamo calcolare il valore di i
E
:

A i
v
p
i
C
B
B
E
2 4
2
4
= + − = + − =




v
A
= 1V

v
C
= 4V

v
D
= 1V

p
B
= 4W

i
C
= 4A
i
A
i
C
i
E
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

35




mentre è evidentemente:

A
v
p
i
B
B
A
2
2
4
= = =

Note le correnti e le tensioni ai capi di ciascun elemento, possiamo valutare la potenza
assorbita da ciascuno di essi:
elemento A (convenzione utilizzatore): 0 2 2 1 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
A A A
⇒ assorbita

elemento B (convenzione utilizzatore): 0 4 2 2 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
A B B
⇒ assorbita

elemento C (convenzione generatore): 0 16 4 4 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
C C C
⇒ erogata

elemento D (convenzione utilizzatore): 0 4 4 1 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
C D D
⇒ assorbita

elemento E (convenzione utilizzatore): 0 6 2 3 > = ⋅ = ⋅ = W i v p
E E E
⇒ assorbita


Riportiamo la potenza dell’elemento C alla convenzione dell’utilizzatore (cambiando
semplicemente il segno) e sommiamo i contributi dei diversi elementi:


0 6 4 16 4 2 = + + − + = + + + +
E D C B A
p p p p p


verificando così la conservazione della potenza.



















Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

36




Esercizio n°2.5
La corrente e la tensione in un bipolo variano nel tempo come indicato in figura:



Tracciare la potenza fornita al bipolo per t > 0. Qual è l’energia totale fornita al bipolo tra
t=0s e t=25s? Il bipolo utilizza la convenzione degli utilizzatori.

La potenza istantanea p(t) è definita come il prodotto dei valori delle tensione e della
corrente all’istante t:
) ( ) ( ) ( t i t v t p =

In primo luogo determiniamo le espressioni analitiche delle diverse rette che costituiscono
l’andamento di v e di i:

10 0 ≤ ≤ t ⇒ 30 ) ( = t v t t i 2 ) ( = ⇒ t t p 60 ) ( =

15 10 ≤ ≤ t ⇒ 80 5 ) ( + − = t t v t t i 2 ) ( = ⇒ t t t p 160 10 ) (
2
+ − =

25 15 ≤ ≤ t ⇒ 5 ) ( = t v 75 3 ) ( + − = t t i ⇒ 375 15 ) ( + − = t t p



t(s)
t(s)
v [V]
i [A]
0 10 15 25
0 10 15 25
5
30
30
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

37




Calcoliamo i valori della potenza agli estremi di ciascun intervallo di tempo:

W p 0 ) 0 ( = W p 600 ) 10 ( =

W p 150 15 160 ) 15 ( 10 ) 15 (
2
= ⋅ + ⋅ − = W p 0 375 25 15 ) 25 ( = + ⋅ − =
A questo punto possiamo determinare l’andamento della potenza in tutto l’intervallo [0;25]:







L’energia scambiata da un bipolo in un intervallo di osservazione ) , (
1 0
t t vale:

( )
∫ ∫
⋅ = =
1
0
1
0
) ( ) ( ) ( ,
1 0
t
t
t
t
dt t i t v dt t p t t w

Nel nostro caso abbiamo quindi:

( )

+

+

=

=
25
15
15
10
10
0
25
0
) ( ) ( ) ( ) ( 25 , 0 dt t p dt t p dt t p dt t p w
da cui:

( )

+ − +

+ − +

=
25
15
15
10
2 10
0
) 375 15 ( ) 160 10 ( 60 25 , 0 dt t dt t t tdt w

t
p(t)
Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

38




( )

+



+



=
25
15
25
15
15
10
15
10
2 10
0
375 15 160 10 60 25 , 0 dt tdt tdt dt t tdt w


( )
25
15
25
15
2
15
10
2
15
10
3
10
0
2
] [ 375
2
15
2
160
3
10
2
60 25 , 0 t
t t t t
w +

+

=


In definitiva:

( ) ] 15 25 [ 375
2
) 15 (
2
) 25 (
15
2
) 10 (
2
) 15 (
160
3
) 10 (
3
) 15 (
10
2
) 10 (
60 25 , 0
2 2 2 2 3 3 2
− +

− −

− +

− −

= w


( ) 3750
2
225 625
15
2
100 225
160
3
1000 ) 3375 (
10 3000 25 , 0 +



+


− = w


( ) | | 3750 200 15
2
125
160
3
2375
10 3000 25 , 0 + −

+

− = w


( ) | | | | 3750 200 15 125 80
3
2375
10 3000 25 , 0 + − +

− = w


( ) J w 3 . 5833
3
2375
10 13750 3750 3000 10000
3
2375
10 3000 25 , 0 =

− = + − +

− =

Tale energia è pari all’area sottesa dalla curva della potenza sull’asse dei tempi. Poiché
stiamo adottando la convenzione dell’utilizzatore possiamo dire che in ogni istante di
tempo t ∈ [0;25] il nostro componente sta assorbendo potenza perché è sempre:

0 ) ( ≥ t p

L’energia complessivamente assorbita vale allora 5833 J.






Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

39




Esercizio n°2.6
Un bipolo è collegato ad un generatore di corrente i avente la seguente forma d’onda:

















La corrispondente tensione ha la forma d’onda indicata sopra. Determinare la potenza p(t)
e l’energia w(t) assorbita dal bipolo. Tracciare il grafico di p(t) e w(t).

In primo luogo determiniamo le espressioni analitiche delle diverse rette che costituiscono
l’andamento di v e di i:


5 . 0 0 ≤ ≤ t ⇒ t t v 6 ) ( = 1 ) ( = t i ⇒ t t p 6 ) ( =

1 5 . 0 ≤ ≤ t ⇒ 6 6 ) ( + − = t t v 1 ) ( = t i ⇒ 6 6 ) ( + − = t t p

2 1 ≤ ≤ t ⇒ 0 ) ( = t v 2 ) ( + − = t t i ⇒ 0 ) ( = t p


L’andamento della potenza istantanea è allora dato da:






t(s)
v [V]
i [A]
0 1 2
t(s)
0 1 2
i
+
v
-
1
3
Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

40









ed è identico a quello della tensione.
Calcoliamo l’andamento dell’energia w(t) a partire da quello della potenza istantanea,
essendo:

dt
t dw
t p
) (
) ( = ⇒

=
∞ −
t
d p t w τ τ ) ( ) (

Se supponiamo che la potenza è nulla fino all’istante 0 possiamo scrivere:




+

=
∞ −
t
d d
0
0
6 0 τ τ τ 5 . 0 0 ≤ ≤ t

) (t w

+ − +

+

=
∞ −
t
d d d
5 . 0
5 . 0
0
0
) 6 6 ( 6 0 τ τ τ τ τ 1 5 . 0 ≤ ≤ t


+

+ − +

+

=
∞ −
t
d d d d
1
1
5 . 0
5 . 0
0
0
0 ) 6 6 ( 6 0 τ τ τ τ τ τ 2 1 ≤ ≤ t


Si ha quindi:

2
3t = 5 . 0 0 ≤ ≤ t

) (t w

+

− =
t t
d d t
5 . 0 5 . 0
5 . 0
0
2
6 6 ] 3 [ τ τ τ 1 5 . 0 ≤ ≤ t

0 6 6 ] 3 [
1
5 . 0
1
5 . 0
5 . 0
0
2
+

+

− = τ τ τ d d t 2 1 ≤ ≤ t




p [W]
t(s)
0 1 2
3
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

41






2
3t = 5 . 0 0 ≤ ≤ t

) (t w 3 6 ] 3 [
4
3
5 . 0
2
− + − = t t
t
1 5 . 0 ≤ ≤ t

) 5 . 0 1 ( 6 ] 3 [
4
3
1
5 . 0
2
− + − = t 2 1 ≤ ≤ t


In definitiva:


2
3t = 5 . 0 0 ≤ ≤ t

) (t w 3 6 ]
4
3
3 [
4
3
2
− + − − = t t 1 5 . 0 ≤ ≤ t

) 5 . 0 1 ( 6 ]
4
3
3 [
4
3
− + − − = 2 1 ≤ ≤ t




In definitiva:


2
3t = 5 . 0 0 ≤ ≤ t

) (t w
2
3
6 3
2
− + − = t t 1 5 . 0 ≤ ≤ t

2
3
3 6
4
3
3
4
3
= − + + − = 2 1 ≤ ≤ t


Calcoliamo i valori dell’energia agli estremi di ciascun intervallo di tempo:

J w 0 ) 0 ( = J w 75 . 0 ) 5 . 0 ( = 5 . 1 ) 1 ( = w

A questo punto possiamo determinare l’andamento dell’energia nell’intervallo [0;2]:



Capitolo 2 – Esercizi sulle potenze

42





































CAPITOLO 3



Esercizi sui circuiti resistivi



Esercizio n°1.1…………………………..…………………….pag. 44
Esercizio n°1.2……………………………………..………….pag. 48
Esercizio n°1.3……………………………………..………….pag. 51
Esercizio n°1.4……………………………………..………….pag. 54
Esercizio n°1.5………………………………………..……….pag. 56
Esercizio n°1.6………………………………………..……….pag. 58
Esercizio n°1.7…………………………………………..…….pag. 60
Esercizio n°1.8………………………………………..……….pag. 62
Esercizio n°1.9……………………………………………..….pag. 64
Esercizio n°1.10……………………………………………….pag. 66
Esercizio n°1.11……………………………………………….pag. 67
Esercizio n°1.12……………………………………………….pag. 69
Esercizio n°1.13……………………………………………….pag. 71
Esercizio n°1.14……………………………………………….pag. 72
Esercizio n°1.15……………………………………………….pag. 73
Esercizio n°1.16……………………………………………….pag. 76
Esercizio n°1.17……………………………………………….pag. 78
Esercizio n°1.18……………………………………………….pag. 80
Esercizio n°1.19……………………………………………….pag. 82





Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

44




Esercizio n°3.1
Risolvere il circuito in figura:


1
2
3
4

(1)

Risolvere un circuito significa in generale determinare tensioni e correnti in tutti i lati del
circuito.
Trasformiamo in stella il triangolo 1-2-3:


4
2
1 3

(2)






R
13
R
12
R
23
I

I
2
I
3
I
1
I
4
I
5
v
1
v
3
v
2
v
4
v
5
E

E

= 120V
R
12
= 10Ω
R
23
= 15Ω

R
13
= 25Ω

R
4
= 5Ω

R
5
= 1Ω


E

R
1
O

R
2
R
4
R
5
R
3
I
5
I
4
I

R
4
R
5
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

45




dove è:

Ω = =
+ +

=
+ +

= 5
50
250
15 25 10
25 10
23 13 12
13 12
1
R R R
R R
R

Ω = =
+ +

=
+ +

= 3
50
150
15 25 10
15 10
23 13 12
23 12
2
R R R
R R
R

Ω = =
+ +

=
+ +

= 5 . 7
50
375
15 25 10
15 25
23 13 12
23 13
3
R R R
R R
R


Riduciamo opportunamente il circuito considerando le serie R
2
, R
4
ed R
3
, R
5
:



(3)

Ω = + = + = 4 1 3
5 2 25
R R R Ω = + = + = 5 . 12 5 5 . 7
4 3 34
R R R


Infine giungiamo ad una configurazione di questo tipo:



(4)
in cui è:
Ω = + =
+

+ =
+

+ = 03 . 8
5 . 16
50
5
5 . 12 4
5 . 12 4
5
34 25
34 25
1
R R
R R
R R
eq






E

R
1
I

R
25 R
34
I
5 I
4
E

R
eq
I

O

Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

46




Calcoliamo la corrente I:

A
V
R
E
I
eq
94 . 14
03 . 8
120
=

= =

A questo punto, procedendo a ritroso nelle diverse configurazioni ottenute, determiniamo
correnti e tensioni nei diversi lati del circuito.
Determiniamo I
5
ed I
4
applicando il partitore di tensione e la LKC al nodo O della
configurazione circuitale e (3):

A
R R
R
I I 32 . 11
4 5 . 12
5 . 12
94 . 14
34 25
34
5
=
+
⋅ =
+
⋅ =

4 5
I I I + = ⇒ A I I I 62 . 3 32 . 11 94 . 14
5 4
= − = − =


Determiniamo ora le correnti all’interno del triangolo della configurazione di partenza. A
tale scopo impostiamo le L.K.C. ai nodi 1,2,3:


2 1
I I I + = 94 . 14
2 1
= + I I

3 1 5
I I I + = ⇒ 32 . 11
3 1
= + I I

4 3 2
I I I + = 62 . 3
3 2
= − I I


queste relazioni non sono indipendenti tra loro perchè la terza si ottiene sottraendo
membro a membro la prima e la seconda.
E’ necessario quindi cercare una terza relazione; questa ci è fornita dalla L.K.T. applicata
al triangolo della configurazione di partenza:

0
1 3 2
= − + v v v ⇒ 0
1 12 3 23 2 13
= − + I R I R I R

Il sistema risolutivo diviene quindi:


94 . 14
2 1
= + I I

32 . 11
3 1
= + I I

0
1 12 3 23 2 13
= − + I R I R I R



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

47




e conduce ai seguenti risultati:

A I 87 . 10
1
=

A I 074 . 4
2
=

A I 454 . 0
3
=

Note tutte le correnti nei lati del circuito, possiamo determinarne le relative tensioni:


V I R V 7 . 108 87 . 10 10
1 12 1
= ⋅ = =

V I R V 85 . 101 074 . 4 25
2 13 2
= ⋅ = =

V I R V 81 . 6 454 . 0 15
3 23 3
= ⋅ = =

V I R V 1 . 18 62 . 3 5
4 4 4
= ⋅ = =

V I R V 32 . 11 32 . 11 1
5 5 5
= ⋅ = =

























Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

48




Esercizio n°3.2
Dato il circuito in figura:




determinare i e v.

In primo luogo stabiliamo un sistema di riferimento per le tensioni e per le correnti nei lati
in cui questo non è indicato dalla traccia:




Impostiamo la L.K.C. al nodo b:

2 1
I i I + = ⇒
2 1
I I i − = (1)

Per determinare la corrente I
1
applichiamo la L.K.T alla prima maglia:

0
1
= − E V ⇒
1 1 1
I R E V = = ⇒
1
1
R
E
I =

Per determinare la corrente I
2
applichiamo la L.K.C al nodo c:

0
2
= + I I ⇒ I I − =
2


Sostituendo le espressioni delle correnti I
1
e I
2
nella (1) otteniamo:


A I
R
E
I I i 11 2
2
18
1
2 1
= + = + = − =



R
1
I

E

R
2
i

+
v
_

E

= 18V
R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω

I

= 2A


a

b

c

d

R
1
I

E

R
2
i

+
v
_

a

b

c

d

+ − + −
I
1 I
2
V
1 V
2
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

49




La tensione v è la tensione ai capi del generatore di corrente che può essere determinata
applicando la L.K.T. alla seconda maglia del circuito:

0
2
= + v V ⇒ V I R I R V v 8 2 4
2 2 2 2
= ⋅ = = − = − =
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

50



















































Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

51




Esercizio n°3.3
Dato il circuito in figura:



determinare le tensioni v
ac
e v
bd
.
In primo luogo stabiliamo un sistema di riferimento per le tensioni e per le correnti nei lati
in cui questo non è indicato dalla traccia:




Per ricavare le tensioni v
ac
e v
bd
è necessario determinare le cadute sui resistori R
1
e
R
2
, per cui il primo passo nella risoluzione di questo circuito consiste nel determinare le
correnti I
1
e I
2
nei due resistori.
Applicando la L.K.C. al nodo b si ricava evidentemente I I I = =
2 1
. Impostiamo ora la
L.K.T per l’unica maglia del circuito:

0
1 2 2 1
= − + + E E I R I R
da cui ricaviamo:
A
R R
E E
I
3
2
4 2
8 12
2 1
2 1
=
+

=
+

=

A questo punto possiamo calcolare v
ac
:

V I R I R v
ac
4
3
2
) 4 2 (
2 1
= ⋅ + = + =





R
1
E
1
a

E
2
+
v
bd
_

b
c

d

+

R
2
v
ac
E
1
= 12V
E
2


= 8V
R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω


R
1
E
1
a

E
2
+
v
bd
_

b
c

d

+

R
2
v
ac
+ − + − I
1
I
2
V
1 V
2
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

52




e anche v
bd
applicando la L.K.T. alla sequenza chiusa di nodi b-c-d:

A E I R v
bd
67 . 10
3
32
8
3
2
4
2 2
= = + ⋅ = + =
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

53



















































Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

54




Esercizio n°3.4
Dato il circuito in figura:






determinare il valore di R per cui è A i 5 = e V v 10 = .

In primo luogo stabiliamo un sistema di riferimento per le tensioni e per le correnti nei lati
in cui questo non è indicato dalla traccia:





Applichiamo la L.K.T. all’unica maglia del circuito:

0
2 2 1 1
= + + + + − E V V V E
R
⇒ 0
2 2 1 1
= + + + + − E i R Ri i R E

da cui:

i R E E i R Ri
1 1 2 2
− + − − =

Ω = =
⋅ − + − ⋅ −
=
− + − −
= 2 . 0
5
1
5
5 1 . 0 12 9 5 3 . 0
1 1 2 2
i
i R E E i R
R

Calcoliamo ora il valore di R tale che è V v 10 = . A tale scopo impostiamo le L.K.T alle
sequenze di nodi c-d-e-c e c-b-a-e-c:





E
1
a

+
v

_

+ −
E
2
b

c

d

e

i

R
1
V
1
R
2
R

E
1
= 12V
E
2


= 9V
R
1
= 0.1Ω
R
2
= 0.3Ω


E
1
a

+
v

_

E
2
b

c

d

e

i

R
1
R
2
R

+ − + −
V
1
V
2
V
R
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

55



0 = + +
ec de cd
V V V

0 = + + +
ec ae ba cb
V V V V

Sostituiamo le tensioni di lato alle tensioni nodo-nodo:

0
2 2
= − + v E V

0
1 1
= − + − − v E V V
R


da cui:
0
2 2
= − + v E i R

0
1 1
= − + − − v E i R Ri

da cui:
2
2
R
E v
i

=

v E i R Ri − + − =
1 1

e quindi:


Ω =

− +


=

− +


= 5 . 0
3 . 0
9 10
10 12
3 . 0
9 10
1 . 0
2
2
1
2
2
1
R
E v
v E
R
E v
R
R


















Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

56




Esercizio n°3.5
Dato il circuito in figura:





determinare le tensioni V
1
, V
2
, V
3
.

Per ricavare le tensioni ai capi di ciascun resistore possiamo seguire due strade. La prima
consiste nell’applicare il partitore di tensione alla serie R
1
- R
2
- R
3
:

V
R R R
R
E V 18
12
216
4 2 6
6
36
3 2 1
1
1
= =
+ +
=
+ +
=

V
R R R
R
E V 6
12
72
4 2 6
2
36
3 2 1
2
2
= =
+ +
=
+ +
=

V
R R R
R
E V 12
12
144
4 2 6
4
36
3 2 1
3
3
= =
+ +
=
+ +
=

In alternativa possiamo applicare la L.K.T. all’unica maglia del circuito, ricavare il valore
della corrente comune e determinare così le cadute su ciascun resistore. A tale scopo
fissiamo un riferimento per la corrente:




E

a

R
1
R
2
R
3
b

c
d

+ −
V
1
V
3
+ −
+

V
2
E

= 36V
R
1


= 6Ω
R
2
= 2Ω
R
3
= 4Ω

E

a

R
1
R
2
R
3
b

c
d

+ −
V
1
V
3
+ −
+

V
2
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

57




Impostiamo la L.K.T. all’unica maglia del circuito:

0
3 2 1
= − + + E V V V
da cui:
0
3 2 1
= − + + E I R I R I R

A
R R R
E
I 3
4 2 6
36
3 2 1
=
+ +
=
+ +
=

A questo punto calcoliamo le cadute di tensione ai capi di ciascun resistore:

A I R V 18 3 6
1 1
= ⋅ = =

A I R V 6 3 2
2 2
= ⋅ = =

A I R V 12 3 4
3 3
= ⋅ = =





























Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

58




Esercizio n°3.6
Dato il circuito in figura:






determinare le correnti I
1
, I
2
, I
3
.

Per ricavare le correnti su ciascun resistore possiamo seguire due strade. La prima
consiste nell’applicare il partitore di corrente al parallelo R
1
- R
2
- R
3
:


A
R R R
R
I
G G G
G
I I 4
7
8
2
1
7
8
7
2
1
7
8
1 2 4
2
1
7
8
1
4
1
2
1
2
1
7
1 1 1
1
3 2 1
1
3 2 1
1
1
= ⋅ = =
+ +
=
+ +
=
+ +
=
+ +
=

A
R R R
R
I
G G G
G
I I 2
7
8
4
1
7
8
7
4
1
7
8
1 2 4
4
1
7
8
1
4
1
2
1
4
1
7
1 1 1
1
3 2 1
2
3 2 1
2
2
= ⋅ = =
+ +
=
+ +
=
+ +
=
+ +
=

A
R R R
R
I
G G G
G
I I 1
7
8
8
1
7
8
7
8
1
7
8
1 2 4
8
1
7
8
1
4
1
2
1
8
1
7
1 1 1
1
3 2 1
3
3 2 1
3
3
= ⋅ = =
+ +
=
+ +
=
+ +
=
+ +
=


In alternativa possiamo applicare la L.K.C. al nodo a, ricavare il valore della tensione
comune e determinare così le correnti su ciascun resistore. A tale scopo fissiamo un
sistema di riferimento per le tensioni:




R
1
R
2
R
3
I
1 I
2 I
3
a

b

I

I

= 7A
R
1


= 2Ω
R
2
= 4Ω
R
3
= 8Ω

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

59







Impostiamo la L.K.C. al nodo a:

0
3 2 1
= − + + I I I I

avendo considerato positive le correnti uscenti dal nodo.
Si ha:
0
3
3
2
2
1
1
= − + + I
R
V
R
V
R
V


Essendo i resistori in parallelo, su di essi insiste la stessa tensione:

V V V V = = =
3 2 1


per cui si ha:
0
3 2 1
= − + + I
R
V
R
V
R
V

da cui:
V
R R R
I
V 8
7
8
7
8
7
7
8
1 2 4
7
8
1
4
1
2
1
7
1 1 1
3 2 1
= = =
+ +
=
+ +
=
+ +
=

A questo punto calcoliamo le correnti in ciascun resistore ciascun resistore:

A
R
V
I 4
2
8
1
1
= = =

A
R
V
I 2
4
8
2
2
= = =

A
R
V
I 1
8
8
3
3
= = =
ottenendo lo stesso risultato.
R
1
R
2
R
3
I
1 I
2 I
3
a

b

I


+

+

+
V
1
V
2
V
3
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

60




Esercizio n°3.7
Dato il circuito in figura:







ricavare v per t < 0 e per t > 0.

Ad interruttore aperto (t < 0) la tensione ai capi del generatore di corrente è pari alla
caduta sul resistore R
1
, il quale viene attraversato da tutta la corrente I del generatore.
La caduta su R
2
è invece nulla perché esso non viene attraversato da corrente.
Fissando un riferimento per tensioni e correnti laddove non viene indicato dalla traccia:







possiamo scrivere (L.K.T.):


V A mA k I R V v 12 006 . 0 2000 6 2
1 1
= ⋅ Ω = ⋅ Ω = = = (t < 0)




R
1
a

I

R
2
b

t = 0

+
v
_

I

= 6mA
R
1


= 2kΩ
R
2
= 4kΩ

R
1
a

I

R
2
b

t < 0

+
v
_


+
I
1
V
1
+
V
2

I
2
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

61




Ad interruttore aperto (t > 0) la tensione ai capi del generatore di corrente è ancora pari
alla caduta sul resistore R
1
, il quale viene attraversato da una parte della corrente I del
generatore secondo la regola del partitore di corrente:






A
R R
R
I
G G
G
I I 004 . 0
00075 . 0
0005 . 0
006 . 0
00025 . 0 0005 . 0
0005 . 0
006 . 0
4000
1
2000
1
2000
1
006 . 0
1 1
1
2 1
1
2 1
1
1
= =
+
=
+
=
+
=
+
=

A questo punto la tensione ai capi del generatore è immediatamente determinata:


V A I R V v 8 004 . 0 2000
1 1 1
= ⋅ Ω = = = (t > 0)


Osserviamo che la tensione ai capi del generatore è anche uguale a quella che insiste sul
resistore R
2
(i tre componenti sono in parallelo tra loro), per cui si può in alternativa
valutare la corrente I
2
impostando ancora una volta il partitore di corrente:

A
R R
R
I
G G
G
I I 002 . 0
00075 . 0
00025 . 0
006 . 0
00025 . 0 0005 . 0
00025 . 0
006 . 0
4000
1
2000
1
4000
1
006 . 0
1 1
1
2 1
2
2 1
2
2
= =
+
=
+
=
+
=
+
=


e calcolare la caduta di tensione sul resistore R
2
:


V A I R V v 8 002 . 0 4000
2 2 2
= ⋅ Ω = = = (t > 0)



R
1
a

I

R
2
b

t > 0

+
v
_


+
I
1
V
1
+
V
2

I
2
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

62




Esercizio n°3.8
Dato il circuito in figura:



ricavare le tensioni v
ac
e v
cb
.

In primo luogo stabiliamo un sistema di riferimento per le tensioni e per le correnti nei lati
in cui questo non è indicato dalla traccia:





Calcoliamo la corrente I
1
applicando il partitore di corrente al parallelo R
1
– R
2
:

A
R R
R
I
G G
G
I I 002 . 0
5 . 7
5
10 30
10 5 . 2 10 5
10 5
10 30
4000
1
2000
1
2000
1
003 . 0
1 1
1
4
4 4
4
4
2 1
1
2 1
1
1
= ⋅ =
⋅ + ⋅

⋅ =
+
=
+
=
+
=

− −




R
1
I

R
2
R
3
R
4
I
1
I
3
a

b

c

d

I

= 3mA
R
1


= 2kΩ
R
2
= 4kΩ
R
3
= 10kΩ

R
4
= 2kΩ

R
1
I

R
2
R
3
R
4
I
1
I
3
a

b

c

d

I

= 3mA
R
1


= 2kΩ
R
2
= 4kΩ
R
3
= 10kΩ

R
4
= 2kΩ

I
2
I
4
+

+

+

+

V
1 V
2
V
3
V
4
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

63




In questo modo la tensione v
ac
è data da:

V A I R V v
ac
4 002 . 0 2000
1 1 1
= ⋅ Ω = = =

La stessa corrente I attraversa il parallelo R
3
– R
4
(è come se si avesse la serie dei
paralleli R
1
– R
2
e R
3
– R
4
) per cui possiamo applicare il partitore di corrente anche al
parallelo R
3
– R
4
per calcolare la corrente I
3
:

A
R R
R
I
G G
G
I I 0005 . 0
6
1
10 30
10 5 10 1
10 1
10 30
2000
1
10000
1
10000
1
003 . 0
1 1
1
4
4 4
4
4
4 3
3
4 3
3
3
= ⋅ =
⋅ + ⋅

⋅ =
+
=
+
=
+
=

− −




La tensione v
cb
è quindi data da:

V A I R V v
cb
5 0005 . 0 10000
3 3 3
= ⋅ Ω = = =

Calcoliamo ora la corrente nel cortocircuito. A tale scopo applichiamo la L.K.C. al nodo c:

cc
I I I + =
3 1
⇒ mA mA mA I I I
cc
5 . 1 5 . 0 2
3 1
= − = − =

avendo fissato come verso di riferimento di I
cc
quello che va dal nodo c al nodo d.























Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

64




Esercizio n°3.9
Dato il circuito in figura:




calcolare la resistenza alla porta a-b.

Il cortocircuito si può assimilare ad un resistore di resistenza nulla (e conduttanza infinita).
Il parallelo tra un resistore (in generale di un qualsiasi componente) ed un cortocircuito è
ancora un cortocircuito. Per questo motivo la resistenza alla porta a-b è nulla.




Dato il circuito in figura:





calcolare la resistenza alla porta a-b.

Il circuito aperto si può assimilare ad un resistore di resistenza infinita (e conduttanza
nulla). La serie tra un resistore (in generale di un qualsiasi componente) ed un circuito
aperto è ancora un circuito aperto. Per questo motivo la resistenza alla porta a-b è pari a
R.


R

a

b

R

a

b

R

R

R

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

65




Dato il circuito in figura:




calcolare la resistenza alla porta a-b.

La resistenza alla porta a-b è pari a R per le stesse ragioni esposte nell’esercizio
precedente.




Dato il circuito in figura:





calcolare la resistenza alla porta a-b.
La resistenza alla porta a-b è nulla perché il parallelo tra un cortocircuito e un resistore (la
serie delle due R ) è ancora un cortocircuito.








a

b

R

R

a

b

R

R

Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

66




Esercizio n°3.10
Dato il circuito in figura:





calcolare la resistenza equivalente tra a e b.

Il circuito può essere modificato nel seguente modo:



e infine, effettuando il parallelo tra i resistori di resistenza 2R:





R R R R R
eq
1
2
2
2
1
2
1 1
= = + =

R R
eq
=




a

b

R
R

R
R

2R

2R

a

b

R
eq
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

67




Esercizio n°11
Dato il circuito in figura:







calcolare la resistenza equivalente tra a e b.


Riduciamo il circuito partendo dalla serie R
2
R
3
R
7
:







Ω = + + = + + = 9 3 4 2
7 3 2 237
R R R R







R
1 a

b

R
2 R
3
R
5
R
6 R
7
R
4
R
1
= 0.25Ω
R
2
= 2Ω
R
3
= 4Ω

R
4
= 3Ω

R
5
= 2.5Ω

R
6
= 2.5Ω

R
7
= 3Ω

R
1 a

b

R
237
R
5
R
6
R
4
R
1
= 0.25Ω
R
4
= 3Ω

R
5
= 2.5Ω

R
6
= 2.5Ω

R
237
= 9Ω


Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

68




Realizziamo il parallelo R
4
R
237
:









9
4
9
3 1
3
1
9
1 1 1 1
4 237 2347
=
+
= + = + =
R R R
25 . 2
2347
= R


A questo punto possiamo determinare la resistenza equivalente effettuando la serie dei
resistori R
1
R
5
R
6
R
2347
:


Ω = + + + = + + + = 5 . 7 25 . 2 5 . 2 5 . 2 25 . 0
2347 6 5 1
R R R R R
eq





















R
1 a

b

R
2347
R
5
R
6
R
1


= 0.25Ω
R
5
= 2.5Ω

R
6
= 2.5Ω

R
2347
= 4/9Ω


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

69




Esercizio n°3.12
Dato il circuito in figura:





ricavare la potenza dissipata nei resistori e la potenza erogata da ciascun generatore.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:





Calcoliamo la potenza dissipata sul resistore R
1
:

2
1 1 1 R
I R P =

A tale scopo impostiamo la L.K.C. al nodo c:

0
1 1 2
= − −
R
I I I ⇒ A I I I
R
2 2 4
1 2 1
= − = − =

Si ha quindi:
W I R P
R
60 4 15
2
1 1 1
= ⋅ = =

Calcoliamo la potenza dissipata sul resistore R
2
:



R
1
R
2
E
1
E
2
I
1 I
2
R
1


= 15Ω
R
2
= 20Ω

E
1
= 30V

E
2
= 10V

I
1
= 2A

I
2
= 4A



R
1
R
2
E
1
E
2
I
1 I
2
R
1


= 15Ω
R
2
= 20Ω

E
1
= 30V

E
2
= 10V

I
1
= 2A

I
2
= 4A

+
+


V
2
V
1
I
R1
I
R2
I
g
a

b
c
d

e

a

b

c
d

e

+ +
− −
V
g1 V
g2
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

70



2
2
2 2
2 2 2
R
V
I R P
R
= =

A tale scopo impostiamo la L.K.T. alla maglia contenente i due generatori di tensione:

0
2 2 1
= − − V E E ⇒ V E E V 20 10 30
2 1 2
= − = − =

Si ha quindi:
W
R
V
I R P
R
20
20
400
2
2
2 2
2 2 2
= = = =

Calcoliamo ora la potenza erogata dai generatori di corrente. A tale scopo calcoliamo V
g1

e V
g2
applicando la L.K.T alla maglia centrale:

V V I R V V V V
R g g
50 20 2 15
2 1 1 2 1 2 1
= + ⋅ = + = + = =
Si ha quindi:

generatore I
1
: W I V P
g I
100 2 50
1 1 1
= ⋅ = =

generatore I
2
: W I V P
g I
200 4 50
2 2 2
= ⋅ = =

Per il generatore I
1
abbiamo considerato la convenzione dell’utilizzatore e P
I1
> 0 vuol
dire che il generatore sta assorbendo potenza.
Per il generatore I
2
abbiamo considerato la convenzione del generatore e P
I2
> 0 vuol
dire che il suddetto generatore sta erogando una potenza di 200W.
Calcoliamo ora la potenza erogata dai generatori di tensione. A tale scopo dobbiamo
calcolare la corrente I
g
applicando la L.K.C. al nodo c:

g R R
I I I + =
2 1
⇒ A
R
V
I I I I
R R R g
1
20
20
2
2
2
1 2 1
= − = − = − =

generatore E
1
: W I E P
g E
30 1 30
1 1
= ⋅ = =

generatore E
2
: W I E P
g E
10 1 10
2 2
= ⋅ = =

Per il generatore E
1
abbiamo considerato la convenzione dell’utilizzatore e P
E1
> 0 vuol
dire che il generatore sta assorbendo potenza. Per il generatore E
2
abbiamo considerato
la convenzione del generatore e P
E2
> 0 vuol dire che il suddetto generatore sta erogando
una potenza di 10W.





Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

71




Esercizio n°3.13
Dato il circuito in figura:




ricavare la corrente I
1
.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:





Come primo passo impostiamo la L.K.C. al nodo a (positive le correnti entranti):

0 2 3
2 1 2 1 1
= − + = − + − I I I I I I I

In questa equazione di equilibrio ci sono due incognite, per cui occorre un’altra relazione.
Questa la otteniamo osservando che
2 1
V V = :
2 2 1 1
I R I R = ⇒
2
1 1
2
R
I R
I =
Sostituiamo nella prima relazione e otteniamo:

0 2
2
1 1
1
= − +
R
I R
I I ⇒ A
R
R
I
I 67 . 6
2
6
3
10
2
2
1
1
− =

=

=
R
1
R
2
I

a

b

I
1
3I
1
R
1


= 3Ω
R
2
= 6Ω

I

= 10A



R
1
R
2
I

a

b

I
1
3I
1
R
1


= 3Ω
R
2
= 6Ω

I

= 10A



+

+

V
1 V
2
I
2
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

72




Esercizio n°3.14
Dato il circuito in figura:






ricavare la tensione V.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:





Il dato R
1
è in realtà superfluo perché è sufficiente conoscere la tensione ai capi di R
1

che è pari a quella del generatore E.
A questo punto per calcolare la tensione V possiamo applicare il partitore di tensione alla
serie R
2
– R
3
:

V
R R
R
E V 12
15
6
30
9 6
6
30
3 2
3
= =
+
=
+
=







R
1
E

b

+

R
2
R
3
V

c

a

R
1
= 7Ω
R
2
= 9Ω

R
3
= 6Ω
E



= 30V



R
1
E

b

+

R
2
R
3
V

c

a

R
1
= 7Ω
R
2
= 9Ω

R
3
= 6Ω
E



= 30V



+
+


V
2
V
1
I
1
I
2
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

73




Esercizio n°3.15
Dato il circuito in figura:







ricavare la tensione V e la corrente I.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:







Per calcolare la tensione V riduciamo il circuito di partenza nel seguente modo:

SERIE R
5
R
6








R
1
a

b

c

d

e

R
2
R
3
R
4
R
5
R
6
+

V

E

I

R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω

R
3
= 2Ω
R
4


= 4Ω
R
5
= 2Ω

R
6
= 2Ω
E



= 50V


R
1
a

b

c

d

e

R
2
R
3
R
4
R
5
R
6
+

V

E

I

R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω

R
3
= 2Ω
R
4


= 4Ω
R
5
= 2Ω

R
6
= 2Ω
E



= 50V


+

+

+ − +
+


a

b

c

e

R
2
R
3
R
4 R
56
+

V

E

I

R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω

R
3
= 2Ω
R
4


= 4Ω
R
56
= 4Ω

E



= 50V



+

+

+ − + −
R
1
I
1
I
2
I
3 I
5
I
6
I
1
I
2
I
3
I
5
Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

74



Ω = + = + = 4 2 2
6 5 56
R R R

PARALLELO R
56
R
4






Ω =
+

=
+

= 2
4 4
4 4
4 56
4 56
456
R R
R R
R

SERIE R
456
R
3






Ω = + = + = 4 2 2
456 3 3456
R R R

PARALLELO R
3456
R
2






Ω =
+

=
+

= 2
4 4
4 4
2 3456
2 3456
23456
R R
R R
R


a

b

c

e

R
2
R
3
R
456
+

V

E

R
1


= 2Ω
R
2
= 4Ω

R
3
= 2Ω
R
456


= 2Ω
E



= 50V



+

+ − + −
a

b

e

R
2 R
3456
+

V

E

R
1


= 2Ω
R
2
= 4Ω

R
3456


= 4Ω
E



= 50V

+

+ −
a

b

e

R
23456
+

V

E

R
1


= 2Ω
R
23456


= 2Ω
E



= 50V


+ −
R
1
R
1
R
1
I
1
I
2
I
3
I
1
I
2 I
3
I
1
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

75




A questo punto calcoliamo V applicando il partitore di tensione alla serie R
23456
R
1
:

V
R R
R
E V 25
2 2
2
50
1 23456
23456
=
+
=
+
=

Determiniamo la corrente I
1
:

A
R R
E
I 5 . 12
2 2
50
1 23456
1
=
+
=
+
=

Determiniamo la corrente I
3
applicando il partitore di corrente al parallelo R
3456
R
2
:

A
R R
R
I I 25 . 6
4 4
4
5 . 12
2 3456
2
1 3
=
+
=
+
=

Determiniamo infine la corrente I applicando il partitore di corrente al parallelo R
56
R
4:

A
R R
R
I I 125 . 3
4 4
4
25 . 6
4 56
56
3
=
+
=
+
=


























Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

76



Esercizio n°3.16
Dato il circuito in figura:





determinare la corrente I.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:





Il circuito si risolve impostando le L.K.C. ai nodi b e c e la L.K.T alla maglia contenente i
resistori e il generatore di tensione:


2 1 2 1
I I I I
R R
+ = +


2 2
I I I
R
+ =

E I R I R I R
R R
+ + =
3 2 2 1 1



Otteniamo così un sistema di tre equazioni nelle tre incognite I
R1
, I
R2
, I




a

+

R
1
R
2
R
3
b

c
d

e

I
1
I
2
I

a

+

R
1
R
2
R
3
b

c
d

e

I
1
I
2
I

− +
I
R1
I
R2
E

E

R
1


= 10Ω
R
2
= 6Ω

R
3


= 24Ω
E



= 10V

I
1
= 2A

I
2
= 2A

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

77




Esplicitiamo le prime due equazioni in funzione di I
R2
:


2 1 2 1
I I I I
R R
+ + − =


2 2
I I I
R
− =

0 ) ( ) (
2 2 3 2 2 2 1 2 1
= − − − − + + − E I I R I R I I I R
R R R



Dalla terza equazione calcoliamo la I
R2
:


0
2 3 2 3 2 2 2 1 1 1 2 1
= − + − − + + − E I R I R I R I R I R I R
R R R


E I R I R I R I R I R I R
R R R
− + + = + +
2 3 2 1 1 1 2 3 2 2 2 1


A
R R R
E I R I R I R
I
R
95 . 1
40
78
24 6 10
10 2 24 2 10 2 10
3 2 1
2 3 2 1 1 1
2
= =
+ +
− ⋅ + ⋅ + ⋅
=
+ +
− + +
=


Possiamo calcolare la corrente incognita utilizzando la seconda equazione:


mA A I I I
R
50 05 . 0 2 95 . 1
2 2
− = − = − = − =




















Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

78




Esercizio n°3.17
Dato il circuito in figura:







calcolare la tensione del nodo b.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:






Il circuito si risolve impostando la L.K.C. al nodo b e la L.K.T alla maglia contenente il
generatore di tensione:


2 1 1
5 I I I = +


2 2 1 1
I R I R E + =


Si ha:


a

R
1
I
1
b

r

5I
1
E

R
2

+
+ −
V
2
a

R
1
I
1
b

r

5I
1
E

R
2

+
V
2
I
2
V
1
R
1


= 4kΩ
R
2
= 2kΩ

E



= 2V

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

79




2 1 1
5 I I I = +
2 1
6 I I =


2 2 1 1
I R I R E + =
1 2 1 1
6 I R I R E + =


da cui:

A
V
R R
E
I
4
2 1
1
10 25 . 1
12000 4000
2
6

⋅ =
Ω + Ω
=
+
=

A A I I 75 . 0 10 5 . 7 6
4
1 2
= ⋅ = =




A questo punto la tensione del nodo b è data da:


V A I R V V
br
5 . 1 10 5 . 7 2000
4
2 2 2
= ⋅ ⋅ Ω = = =






























Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

80



Esercizio n°3.18
Dato il circuito in figura:







calcolare le correnti I
1
, I
2
, I
3
e la tensione V
3
.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:







Anche in questo caso dobbiamo impostare un sistema di quattro equazioni in quattro
incognite costituito da equazioni di equilibrio delle tensioni e delle correnti.


L.K.C. nodo a:
2 1 3
I I I + =

L.K.C. nodo b:
2 2 4
2I I I + =


a

R
1
2I
2 E

I
2
I
3
R
2
R
3
R
4
− +
b

c

d

R
1


= 6Ω
R
2
= 3Ω

R
3


= 4Ω
R
4
= 6Ω

E



= 12V

V
3
a

R
1
2I
2 E

I
2
I
3
R
2
R
4
R
3
− +
b

c

d

V
4
− +
− +
+

V
3
V
2
V
1
I
4
I
1
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

81



L.K.T. maglia R
2
– R
3
– R
4
: E V V V + + =
4 2 3
⇒ E I R I R I R + + =
4 4 2 2 3 3


L.K.T. maglia R
1
– R
2
– R
4
:
4 2 1
V V V + = ⇒
4 4 2 2 1 1
I R I R I R + =


Si ha quindi il sistema:


0
3 2 1
= − + I I I 0
3 2 1
= − + I I I

0 3
4 2
= − I I 0 3
4 2
= − I I

E I R I R I R = − + −
4 4 3 3 2 2
E I I I = − + −
4 3 2
6 4 3

0
4 4 2 2 1 1
= − − I R I R I R 0 6 3 6
4 2 1
= − − I I I



che è lineare di quattro equazioni nelle quattro incognite I
1
, I
2
, I
3
, I
4
.
Risolvendo il sistema si ricavano i seguenti risultati:


A I 14
1
− = A I 4
2
− = A I 18
3
− = A I 12
4
− =

Possiamo ricavare la tensione V
3
:


V I R V 72 ) 18 ( 4
3 3 3
− = − ⋅ = =

















Capitolo 3 – Esercizi sui circuiti resistivi

82



Esercizio n°3.19
Dato il circuito in figura:







calcolare le correnti I
1
e I
g
.

Fissiamo un riferimento per le correnti e le tensioni nei lati in cui questo non è indicato
dalla traccia:





Impostiamo le seguenti leggi di equilibrio delle tensioni e delle correnti:


L.K.C. nodo b:
2 3
I I I + =

L.K.C. nodo c:
1 3
I I I
g
+ =





a

R
1
c

d

− +
E
1
V
1
I
1
b

R
2
I
g 4I
1
I

R
1


= 4Ω
R
2
= 2Ω

E
1


= 10V
E
2
= 12V

I



= 0.5A
E
2
a

R
1
c

d

E
1
I
1
b

R
2
I
g 4I
1
I

E
2
− +
V
2
I
2
I
3
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

83



L.K.T. maglia E
1
- R
1
- E
2
:
2 1 1
E V E + =

L.K.T. maglia E
1
- R
2
- E
2
: 0 4
2 1 2 1
= + − + − E I V E

Si ha quindi il seguente sistema


2 3
I I I + = ⇒ I I I = −
2 3
⇒ 5 . 0
3 2
= + − I I

1 3
I I I
g
+ = ⇒ 0
3 1
= − +
g
I I I ⇒ 0
3 1
= − +
g
I I I

2 1 1
E V E + = ⇒ 2
2 1 1
− = − = E E V ⇒ 2 4
1
− = I

0 4
2 1 2 1
= + − + − E I V E ⇒
2 1 2 2 1
4 E E I R I − = + − ⇒ 2 2 4
2 1
− = + − I I


che è lineare di quattro equazioni nelle quattro incognite I
1
, I
2
, I
3
, I
g
.
Risolvendo il sistema si ricavano i seguenti risultati:


A I 5 . 0
1
− = A I 2
2
− = A I 5 . 1
3
− = A I
g
2 − =





























CAPITOLO 4



Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton



Esercizio n°4.1……………………………………………….pag. 85
Esercizio n°4.2……………………………………………….pag. 89
Esercizio n°4.3……………………………………………….pag. 91
Esercizio n°4.4……………………………………………….pag. 95
Esercizio n°4.5……………………………………………….pag. 98
Esercizio n°4.6……………………………………………….pag. 100

















Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

85



Esercizio n°4.1
Determinare la corrente I
x
utilizzando il Teorema di Norton.







Poiché siamo interessati a conoscere la corrente I
x
che scorre nel resistore R
2
, si può
semplificare il circuito calcolando l’equivalente di Norton alla porta a-b indicata in figura:






Per determinare la resistenza equivalente di Norton R
n
passiviamo il circuito e otteniamo



R
1
R
2
R
3
R
4
E

I

I
x
R
1
a

R
3
R
4
E

I

b

E


= 5V
I = 10mA
R
1
= 5kΩ
R
2
= 5kΩ

R
3
= 7kΩ

R
4
= 3kΩ

Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

86



il circuito in basso:




I due resistori R
3
ed R
4
sono evidentemente in serie; il resistore equivalente R
s
ha valore:

3 4
10
s
R R R k = + = Ω

mentre R
s
ed R
1
sono in parallelo, il resistore equivalente R
N
vale:

1
1
3.33
s
N
s
R R
R k
R R
= = Ω
+


Per valutare la corrente I
N
del generatore equivalente di Norton dobbiamo calcolare,
secondo la definizione, la corrente di corto circuito alla porta a-b; pertanto dobbiamo
utilizzare il circuito nella figura in basso:




R
1
R
3
R
4
R
1
a

R
3
R
4
E

I

b

I
N
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

87



Per il calcolo di I
N
utilizziamo il teorema di sovrapposizione degli effetti, passivando prima
il generatore di corrente e poi quello di tensione. Otteniamo quindi i due circuiti in figura:


















Chiamiamo
/
N
I il contributo fornito dal generatore di tensione. La corrente
/
N
I può essere
ottenuta considerando che i resistori R
3
ed R
4
sono cortocircuitati. Pertanto si ha:


/
1
1
N
V
I mA
R
= =

Chiamiamo
//
N
I il contributo fornito dal generatore di corrente. Poiché il resistore R
1
è
cortocircuitato, esso non assorbe corrente. Quindi la corrente
//
N
I è la corrente che
attraversa il resistore R
3
. Utilizziamo quindi il partitore di corrente per calcolare
//
N
I .

// 4
3 4
3
N
R
I I mA
R R
= =
+


In definitiva, la corrente del generatore equivalente di Norton è:

/ //
4
N N N
I I I mA = + =


Ottenuto il circuito equivalente di Norton, questo può sostituire il circuito originario visto
alla porta a-b e si ha:




R
1
a

R
3
R
4
E

b

I
N
R
1
a

R
3
R
4
I

b

I
N
Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

88






Applicando ancora una volta il partitore di corrente, otteniamo la corrente desiderata I
x
:


2
1.6
N
x N
N
R
I I mA
R R
= =
+























R
N
R
2 I
N
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

89




Esercizio n°4.2
Considerato il circuito in figura, determinare l’equivalente di Thevenin alla porta a – b.







Calcoliamo per prima la resistenza equivalente di Thevenin R
TH
. Essa è la resistenza
equivalente vista alla porta a-b quando il circuito è passivato. Quindi per calcolarla si deve
considerare il circuito nella figura in basso:






In questo circuito il resistore R
1
è cortocircuitato, perciò non da contributo alla resistenza
equivalente, mentre il resistore R
3
si trova tra i nodi a e b. R
TH
è data dal resistore
equivalente del parallelo tra R
3
ed R
2
, quindi si ha:


2 3
2 3
1.6
TH
R R
R
R R
= = Ω
+


R
1
E

R
2
R
3
a

b

E


= 1V
R
1
= 10Ω
R
2
= 8Ω

R
3
= 2Ω

R
1

R
2
a


b

R
3
Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

90



La tensione del generatore equivalente di Thevenin è quella vista alla porta a-b quando
questa è a vuoto, pertanto non ci restare che determinare la tensione V
ab
del circuito
iniziale. Per fare questo usiamo il partitore di tensione, infatti se la porta a-b è a vuoto i
resistori R
1
ed R
3
sono in serie.

3
2 3
3
TH ab
R
V V E V
R R
= = =
+









































Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

91




Esercizio n°4.3
Considerato il circuito in figura, determinare l’equivalente di Thevenin alla porta a – b.





Calcoliamo per prima la resistenza equivalente di Thevenin R
TH
. Essa è la resistenza
equivalente vista alla porta a-b quando il circuito è passivato. Quindi per calcolarla si deve
considerare il circuito nella figura in basso:





In questo circuito i resistori R
2
ed R
3
sono in serie; il resistore equivalente vale:

2 3
13
s
R R R = + = Ω

Il resistore equivalente R
s
è in parallelo col resistore R
1
, pertanto il valore del resistore




R
1
E

R
2
R
3
a

b

E


= 5V
I = 1A
R
1
= 2Ω
R
2
= 8Ω

R
3
= 5Ω


I

R
1
R
2
R
3
a

b

Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

92



equivalente di Thevenin è:

1
1
1.74
s
TH
s
R R
R
R R
= = Ω
+


Calcoliamo ora la tensione del generatore equivalente di Thevenin; per semplificare i
calcoli è possibile utilizzare il teorema di sovrapposizione degli effetti. A tal scopo
passiviamo il generatore di corrente e valutiamo il contributo
/
TH
V alla tensione equivalente
di Thevenin fornito dal solo generatore di tensione. Il circuito da considerare è il seguente:






I resistori R
1
ed R
3
sono in serie; il resistore equivalente alla serie R
s
è a sua volta in
parallelo ad R
1
. Si ottengono pertanto i seguenti circuiti:



















R
1
E

R
2
R
3
a

b

R
1
E

R
s
a

b

R
p
E

a

b

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

93



Il contributo
/
TH
V alla tensione equivalente di Thevenin fornito dal solo generatore di
tensione è evidentemente dato da:

/
5
TH
V E V = =

Valutiamo ora il contributo dovuto al solo generatore di corrente. Passiviamo il generatore
di tensione e otteniamo il seguente circuito:






La V
ab
è uguale alla tensione sul resistore R
1
; questa è:

1 1 1 ab
V V R I = =

quindi il nostro obiettivo è quello di calcolare la corrente I
1
.
I due resistori R
1
ed R
2
sono in serie, pertanto si può considerare il circuito equivalente:





R
1
R
2
R
3
a

b

I

R
e
R
3
I

I
1
I
1
Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

94



in cui è:
1 2
10
e
R R R = + = Ω


Applichiamo il partitore di corrente per calcolare la corrente nel resistore R
e
:

3
1
3
0.33
e
R
I I A
R R
= =
+


Facendo riferimento al circuito iniziale che riportiamo in basso:




si ha:

//
1 1 1
0.66
TH ab
V V V R I V = = = =

In definitiva la tensione equivalente di Thevenin è uguale a:


/ //
5 0.66 5.66
TH TH TH
V V V V = + = + =













R
1
R
2
R
3
a

b

I

I
1
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

95




Esercizio n°4.4
Considerato il circuito in figura, determinare l’equivalente di Norton in funzione di V
s
alla
porta a – b.





Calcoliamo la corrente del generatore equivalente di Norton. Essa è la corrente di
cortocircuito alla porta a-b. Il circuito da considerare è allora il seguente:





Poiché il resistore R
4
è cortocircuitato risulta:

100
cc g
I I I = − = −

Per calcolare la corrente I facciamo riferimento alla sola parte di sinistra del circuito.
Notiamo che i resistori R
2
ed R
3
sono in parallelo, per cui otteniamo il seguente circuito
equivalente:




I
g
= 100I

R
1
= 1kΩ
R
2
= 4kΩ

R
3
= 2kΩ

R
4
= 3kΩ


R
1
I

R
2
R
3
R
4
I
g
V
s

a

b

I

R
2
R
4
I
g
V
s

I
cc
R
1 R
3
R
p
R
4 I
g
V
s

I
cc
R
1
+
V
p
_
Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

96



dove è:

2 3
2 3
4
3
p
R R
R k
R R
= = Ω
+


Col partitore di tensione calcoliamo la tensione V
p
:

1
4
7
p
p s s
p
R
V V V
R R
= =
+


Poiché V
p
è anche la tensione ai capi di R
2
ed R
3
, la corrente I può essere calcolata
come:

3
2
7
p
s
V
I V
R
= =

In questo modo la corrente del generatore equivalente di Norton è data da:

200
100
7
N cc s
I I I V A = = − = −

Calcoliamo ora la resistenza equivalente di Norton. In questo caso nel circuito è presente
un generatore pilotato, pertanto uno dei possibili modi per calcolare la resistenza R
N
è
quello di ottenerla come rapporto tra la tensione a vuoto alla porta a-b e la corrente di
corto circuto alla stessa porta. Ovviamente la corrente di corto circuito è già stata calcolata
poiché essa coincide con la corrente di Norton. Dobbiamo quindi calcolare la tensione V
ab

facendo riferimento al circuito riportato in basso con la porta a-b a vuoto.






4 4 4 4
100
ab g
V R I R I R I = = − = −




R
1
I

R
2
R
3
R
4
I
g
V
s

a

b

I
4
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

97



Sostituendo il valore di I calcolato in precedenza si ha:

5
6
10
7
ab s
V V V = −
In definitiva:

3
ab
N
cc
V
R k
I
= = Ω







































Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

98




Esercizio n°4.5
Considerato il circuito in figura, determinare l’equivalente di Thevenin alla porta a – b.






Calcoliamo la tensione del generatore equivalente di Thevenin. Questa è data dalla
tensione su R
2
. Per calcolare tale tensione utilizziamo le leggi di Kirchhoff. Applicando la
LKT alla maglia costituita dal generatore E e dai resistori R
1
ed R
2
, otteniamo:

1 2 2
E R I R I = +

Applicando la LKC al nodo a:

2 g
I I I = +

A questo punto:

1 2 1 2
( ) 10
g
E R I R I I R I R I = + + = +

avendo utilizzato la relazione di lato del generatore pilotato.
Ricavando la corrente I dall’equazione precedente abbiamo:

2 2 2 2 2 2
1 2
( ) 10 10 5
10
TH ab g
E
V V V R I R I I R I R V
R R
= = = = + = = =
+


Calcoliamo ora la resistenza equivalente di Thevenin. A causa della presenza del
generatore pilotato, calcoliamo R
TH
come rapporto tra la tensione a vuoto alla porta a-b e
la corrente di corto circuito alla stessa porta. La tensione a vuoto è già nota perché
coincide con la tensione del generatore di Thevenin. Dobbiamo quindi calcolare la
corrente di corto circuito alla porta a-b utilizzando il circuito sotto riportato:



R
1
I
g
a

b

R
2
E

I

E = 10V

I
g
= 9I

R
1
= 100Ω

R
2
= 10Ω


I
2
a

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

99








Per la LKC al nodo a :

10
cc g
I I I I = + =

infatti il resistore R
2
, essendo cortocircuitato, ha una corrente nulla.
A questo punto è necessario calcolare la corrente I, essa è diversa da quella calcolata nel
caso precedente poiché è mutata la topologia del circuito. Applicando la LKT alla maglia
costituita da E ed R
1
si ha:

1
1
10
E
I A
R
= =

pertanto:
10 1
cc
I I A = =

e in definitiva:
5
ab
TH
cc
V
R
I
= = Ω















R
1
I
g
R
2
E

I

I
cc
a

Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

100




Esercizio n°4.6
Per il circuito in figura determinare per quale valore di R la corrente I
b
è uguale a 1mA.






Per determinare I
b
in modo semplice si può essere determinare l’equivalente di Thevenin
ai capi del resistore R. Consideriamo quindi il circuito in figura:






e determiniamo la tensione a vuoto alla porta a-b. Essa è data dalla tensione ai capi del
resistore R
2
:
2 ab a
V R I =

I
a
si può facilmente ottenere applicando la LKT all’unica maglia che costituisce il circuito:

1 2 1 2
2000
a g a a a a
E R I V R I R I I R I = + + = + +
Quindi I
a
è data da:
1 2
4
2000 3
a
E
I mA
R R
= =
+ +



E = 12V

V
g


= 2000I
a
R
1


= 6kΩ

R
2


= 1kΩ


R
1
R
2
E

R

V
g
I
b
I
a
R
1
R
2
E

V
g
I
a
a

b

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

101




Pertanto la tensione V
ab
è:
2
4
3
TH ab a
V V R I V = = =

Calcoliamo ora la resistenza equivalente di Thevenin R
TH
. Essa può essere calcolata
come rapporto tra la tensione a vuoto alla porta a-b e la corrente di cortocircuito alla
stessa porta. Calcoliamo quindi la corrente di corto circuito utilizzando il circuito in basso:




Il resistore R
2
è cortocircuitato per cui ha corrente nulla. Quindi anche V
g
è nulla perché la
corrente di pilotaggio del generatore è nulla. Inoltre il resistore R
1
è attraversato proprio
dalla corrente I
cc
. Il circuito diventa quindi:




Si ricava immediatamente:
1
2
cc
E
I mA
R
= =

La resistenza di Thevenin è quindi data da:

2
3
ab
TH
cc
V
R k
I
= = Ω


R
1
R
2
E

V
g
I
cc
R
1
E

I
cc
Capitolo 4 – Esercizi sugli equivalenti di Thevenin e Norton

102




Possiamo ora inserire il resistore R alla porta dell’equivalente di Thevenin ottenuto:




Per questo circuito possiamo scrivere la seguente equazione:

TH TH b b
V R I RI = +

da cui ricaviamo il valore del resistore R:

3 3
3
4 2
10 10
2
3 3
10 3
TH TH b
b
V R I
R k
I


− ⋅

= = = Ω


















R
TH
V
TH
I
b
R






CAPITOLO 5



Esercizi sui circuiti dinamici



Esercizio n°5.1……………………………………………….pag. 104
Esercizio n°5.2……………………………………………….pag. 107
Esercizio n°5.3……………………………………………….pag. 111
Esercizio n°5.4……………………………………………….pag. 115
Esercizio n°5.5……………………………………………….pag. 118
Esercizio n°5.6……………………………………………….pag. 121
Esercizio n°5.7……………………………………………….pag. 126
Esercizio n°5.8……………………………………………….pag. 131
















Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

104




Esercizio n°5.1
Nel circuito in figura





l’interruttore rimane in posizione 1 per molto tempo, quindi passa nella posizione 2 in
t=0. Ricavare la corrente i(t) per t > 0.

Con l’interruttore nella posizione 2 viene esclusa la serie del generatore di tensione e del
resistore R
1
, sicchè il circuito che dobbiamo studiare è il seguente:




In primo luogo scriviamo le relazioni di lato dei componenti del circuito:


dt
t di
L t v
t i R t v
L
) (
) (
) ( ) (
2 2
=
=


Applichiamo la LKT all’unica maglia del circuito:

0 ) ( ) (
2
= + t v t v
L




R
1
E

E = 20V
R
1
= 1kΩ
R
2
= 1kΩ

L

= 1H


t = 0
1

2

R
2
L

i(t)

R
2
L

i(t)

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

105




e sostituiamo le relazioni di lato:
0
) (
) (
2
= +
dt
t di
L t i R

Otteniamo un’equazione differenziale del primo ordine a coefficienti costanti omogenea.
L’integrale generale di questa equazione è del tipo:

t
Ae t i
λ
= ) (

in cui λ è la soluzione dell’equazione caratteristica associata all’equazione e A è una
costante legata alle condizioni iniziali del circuito (solo alle condizioni inziali e non
all’ingresso perché in questo caso non c’è azione forzante).
Impostiamo l’equazione caratteristica:

L
R
L R
2
2
0 − = → = + λ λ

Per calcolare il valore della costante A dobbiamo determinare le condizioni iniziali del
circuito, quindi il valore della corrente nell’induttore in t = 0
+
.
Per determinare le condizioni iniziali possiamo riferirici al circuito a regime in t = 0
-
in cui
agli induttori sostituiamo dei cortocircuiti e ai condensatori dei circuiti aperti.
Infatti in un circuito asintoticamente stabile in cui le sorgenti sono di forma d’onda
costante, il regime è costituito da tensioni e correnti di lato di forma d’onda anch’esse
costanti.
Si ha quindi:
aperto circuito
dt
t dv
C t i
ito cortocircu
dt
t di
L t v
C
C
L
L
− → = =
→ = =
0
) (
) (
0
) (
) (


Il circuito in 0
-
è allora il seguente:






E

E = 20V
R
1
= 1kΩ
R
2
= 1kΩ


1

2

L

i(0
-
)
R
1
t = 0
-
R
2
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

106




è evidente che:

) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
2 1
+ −
= =
+
= i i
R R
E
i (continuità della corrente sull’induttore)

A questo punto possiamo scrivere:

2 1
2
) 0 ( ) (
R R
E
A i Ae t i
t
L
R
+
= = → =
+



In definitiva per t > 0 la corrente ha l’andamento descritto dalla seguente equazione:


t
L
R
e
R R
E
t i
2
2 1
) (

+
=

Sostituendo i valori otteniamo:

t t
e e t i
1000 1000
01 . 0
2000
20
) (
− −
= = A



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

107




Esercizio n°5.2
Nel circuito in figura





l’interruttore è chiuso per t < 0 e si apre in t = 0. Calcolare v
C
(t) per t > 0.

Con l’interruttore aperto viene escluso il resistore R
2
sicchè il circuito che dobbiamo
studiare è il seguente:




Scriviamo le relazioni di lato:

dt
t dv
C t i
t i R t v
t i R t v
t i R t v
C
C
) (
) (
) ( ) (
) ( ) (
) ( ) (
4 4 4
3 3 3
1 1 1
=
=
=
=




E

E

= 10V
R
1
= 4Ω
R
2
= 2Ω

R
3
= 6Ω
R
4
= 3Ω

C

= 10uF

R
1
t = 0
R
2
R
3 R
4
C

v
C
(t)

E

E

= 10V
R
1
= 4Ω
R
2
= 2Ω

R
3
= 6Ω
R
4
= 3Ω

C

= 10uF

R
1
R
3 R
4
C

v
C
(t)

i
1
(t)

i
3
(t)

i
C
(t)

i
4
(t)

Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

108




e le LK ai nodi e alle maglie:

) ( ) ( ) (
) ( ) (
) ( ) (
) ( ) ( ) (
4 3
3 1
4
3 1
t v t v t v
E t v t v
t i t i
t i t i t i
C
C
C
+ =
= +
=
+ =

) ( ) ( ) (
) ( ) (
) ( ) (
) ( ) ( ) (
4 4 3 3
3 3 1 1
4
3 1
t i R t v t i R
E t i R t i R
t i t i
t i t i t i
C
C
C
+ =
= +
=
+ =

) ( ) ( ) (
) ( ) ( ) (
) ( ) (
) ( ) ( ) (
4 3 3
3 3 1 3 1
4
3 1
t i R t v t i R
E t i R t i R t i R
t i t i
t i t i t i
C C
C
C
C
+ =
= + +
=
+ =



) ( ) (
) (
) (
) (
4
3 1
1
3
3 1
1
3
t i R t v
R R
t i R E
R
R R
t i R E
t i
C C
C
C
+ =
+

+

=



) ( ) (
) (
4
3 1
1 3
3 1
3
t i R t v
R R
t i R R
R R
E R
C C
C
+ =
+

+



) ( ) (
) (
) ( ) (
3 1
1 3
4
3 1
1 3
4
3 1
3
t i
R R
R R
R t v
R R
t i R R
t i R t v
R R
E R
C C
C
C C
|
|
.
|

\
|
+
+ + =
+
+ + =
+


In definitiva la dinamica del circuito per t > 0 è governata dalla seguente equazione
differenziale:

3 1
3
3 1
1 3
4
) (
) (
R R
E R
t v
dt
t dv
R R
R R
R C
C
C
+
= +
|
|
.
|

\
|
+
+

la cui soluzione è del tipo:

) ( ) ( ) ( t v Ae t v Ae t v
Cs
t
Cs
t
C
+ = + =

τ
λ


in cui il primo termine a secondo membro rappresenta l’integrale generale (la soluzione
dell’omogenea associata), il secondo è l’integrale particolare.
Per ricavare λ consideriamo l’equazione caratteristica:

τ
λ λ
1
10
24
3 10
1 1
0 1
5
3 1
1 3
4
3 1
1 3
4
− =
|
.
|

\
|
+
− =
|
|
.
|

\
|
+
+
− = → = +
|
|
.
|

\
|
+
+

R R
R R
R C
R R
R R
R C


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

109




da cui:
s u τ 54 =

L’integrale particolare rappresenta una delle soluzioni della equazione differenziale e che
può essere cercata nella stessa famiglia di funzioni a cui appartiene l’azione forzante.
Possiamo quindi scrivere:
B Ae t v
t
C
+ =

τ
) (

Per calcolare il valore di B, sostituiamo l’espressione di v
C
(t) nell’equazione differenziale:

V
R R
E R
B
R R
E R
t v
dt
t dv
R R
R R
R C
C
C
6
10
60
) (
) (
3 1
3
3 1
3
3 1
1 3
4
= =
+
= ⇒
+
= +
|
|
.
|

\
|
+
+

A questo punto abbiamo:
6 ) ( + =

τ
t
C
Ae t v

Resta da calcolare la costante A e, a tale scopo esaminiamo la configurazione circuitale
in t = 0
-
:



Scriviamo le LKT (maglia E-R
1
-R
3
, maglia E-R
2
-R
4
, maglia R
3
-R
4
)

2
5
10
) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
1
10
10
) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
4 2
2 2 4 2 2 4 4 2 2 4 2
3 1
1 1 3 1 1 3 3 1 1 3 1
= =
+
= ⇒ + = + = + =
= =
+
= ⇒ + = + = + =
− − − − − − −
− − − − − − −
R R
E
i i R i R i R i R v v E
R R
E
i i R i R i R i R v v E


) 0 ( 0 2 * 3 1 * 6 ) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
2 4 1 3
+ − − −
= = − = − =
C C
v V i R i R v

(continuità della tensione sul condensatore).

E

E

= 10V
R
1
= 4Ω
R
2
= 2Ω

R
3
= 6Ω
R
4
= 3Ω


R
1 R
2
R
3
R
4
v
C
(t)

i
1
(0
-
)
i
3
(0
-
) i
4
(0
-
)
i
2
(0
-
)
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

110




Imponiamo allora che in 0
+
la tensione sul condensatore valga 0V:

6 ) ( + =

τ
t
C
Ae t v



6 0 ) 0 ( + = =
+
A v
C




6 − = A

Si ha quindi:
6 6 ) ( + − =

τ
t
C
e t v

con s u τ 54 = .













Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

111




Esercizio n°5.3
Il circuito in figura





è a regime in t = 0
-
. L’interruttore si chiude in t = 0. Ricavare la tensione v
2
(t) per t > 0.

In primo luogo fissiamo dei riferimenti per le tensioni e le correnti e scriviamo le relazioni di
lato del circuito:





dt
t dv
C t i
t i R t v
t i R t v
t i R t v
C
C
) (
) (
) ( ) (
) ( ) (
) ( ) (
3 3 3
2 2 2
1 1 1
=
=
=
=






t = 0
R
1
v
2
(t)

R
3 R
2
C

t = 0
R
1
v
2
(t)

R
3 R
2
C

E

E

= 14V
R
1
= 4Ω
R
2
= 6Ω

R
3
= 6Ω
C

= 1mF


1

2

3

4

1

2

3

4

E

E

= 14V
R
1
= 4Ω
R
2
= 6Ω

R
3
= 6Ω
C

= 1mF


i
C
(t)

i
2
(t)

i
3
(t)

i
1
(t)

v
C
(t)

Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

112



Consideriamo il circuito per t > 0 e scriviamo le equazioni di equilibrio delle tensioni e
delle correnti:

maglia C R
2
E E t i R t v E t i R t v E t v t v
C C C C
= + → = + → = + ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) (
2 2 2 2

Sostituendo la relazione di lato per la corrente nel condensatore otteniamo:


C R
E
C R
t v
dt
t dv
E
dt
t dv
C R t v E t i R t v
C C C
C C C
2 2
2 2
) ( ) ( ) (
) ( ) ( ) ( = + → = + → = +


che è una equazione differenziale lineare del primo ordine a coefficienti costanti, il cui
integrale generale lo possiamo esprimere nel seguente modo:

) ( ) ( t v Ae t v
Cs
t
C
+ =

τ



come somma dell’integrale generale dell’omogenea associata e di un integrale particolare
della completa.
Per ricavare la costante di tempo τ consideriamo l’equazione caratteristica associata
all’equazione omogenea:


ms C R
C R C R
6 001 . 0 * 6
1 1
0
1
2
2 2
= = = → − = − = → = + τ
τ
λ λ


L’integrale particolare della completa può essere cercato nella famiglia di funzioni a cui
appartiene il termine noto (azione forzante):

B t v
Cs
= ) (

Tale integrale naturalmente soddisfa l’equazione differenziale completa, perciò se
sostituiamo otteniamo:

E B
C R
E
C R
t v
dt
t dv
C C
= → = +
2 2
) ( ) (



La tensione v
C
(t) può essere allora espressa nel seguente modo:

E Ae t v
C R
t
C
+ =

2
) (


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

113




Per ricavare la costante A è necessario calcolare la tensione sul condensatore all’istante
t = 0
+
. A tale scopo consideriamo il circuito a regime in t = 0
-
in cui al condensatore
sostituiamo un circuito aperto.




realizziamo il parallelo tra R
2
ed R
3
:





3
12
36
3 2
3 2
23
= =
+
=
R R
R R
R
V E
R R
R
v v
C
8 14
3 4
4
) 0 ( ) 0 (
23 1
1
1
=
+
=
+
= =
− −



In seguito all’apertura dell’interruttore si ha:


V v v v
C C C
8 ) 0 ( ) 0 ( ) 0 ( = = =
+ −




t = 0
-
R
1
v
C
(0
-
)
R
3 R
2
4

E

E

= 14V
R
1
= 4Ω
R
2
= 6Ω

R
3
= 6Ω

2

3

i
2
(0
-
)

t = 0
-
R
1
v
23
(0
-
)
R
23
4

E

E

= 14V
R
1
= 4Ω
R
23
= 3Ω


2

i
23
(0
-
)
1

1

i
1
(0
-
)

i
3
(0
-
)

i
1
(0
-
)

v
2
(0
-
)
v
3
(0
-
)
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

114



Ricordiamo infatti che la tensione in un condensatore ha una forma d’onda continua se la
corrente è limitata (la corrente è limitata perché non ci sono generatori di corrente
impulsivi né configurazioni circuitali tali da generare fenomeni impulsivi).


A questo punto torniamo alla configurazione circuitale per t > 0 e all’espressione di v
C
(t):

E Ae t v
t
C
+ =

τ
) (

Per ricavare A imponiamo che in 0
+
la tensione valga 8:


6 8 ) 0 ( − = → + = =
+
A E A v
C


Si ha quindi:
E e t v
t
C
+ − =

τ
6 ) (

e:
) ( ) ( ) ( ) (
2 2
t v E t v E t v t v
C C
− = → = +



τ
t
e t v

= 6 ) (
2
con τ = 6 ms


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

115




Esercizio n°5.4
Il circuito in figura:





è a regime in t = 0
-
. La corrente del generatore vale i(t) = 1 mA per t < 0; i(t) = 0 per t > 0.
Ricavare la tensione sul condensatore per t > 0.


Per t > 0 il generatore di corrente è spento, per cui possiamo sostituire ad esso un
circuito aperto e otteniamo il seguente circuito:







Realizziamo la serie dei resistori R
1
ed R
2
:








R
1
C

i

R
1
= 1kΩ
R
2
= 3kΩ

R
3
= 1kΩ
C

= 5uF


1
2

3

R
2
R
3
v
C
(t)

R
1
C

R
1
= 1kΩ
R
2
= 3kΩ

R
3
= 1kΩ
C

= 5uF


1
2

3

R
2
R
3
v
C
(t)

C

R
12
= 4kΩ
R
3
= 1kΩ
C

= 5uF


2

3

R
3 v
C
(t)

R
12
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

116




ed il parallelo tra R
12
ed R
3
:




Ω =
+
=
+
= k
R R
R R
R
5
4
1 4
1 * 4
3 12
3 12


Possiamo scrivere:

dt
t dv
RC t Ri t i R t v t v t v
C
C C C R C
) (
) ( )) ( ( ) ( ) ( ) ( − = − = − = → =
da cui:
0
) (
) ( = +
dt
t dv
RC t v
C
C


che è l’equazione differenziale che governa la dinamica del circuito per t > 0.
E’ una equazione differenziale lineare omogenea del primo ordine, il cui integrale generale
è dato da:

τ
t
C
Ae t v

= ) (

Per ricavare la costante di tempo τ consideriamo l’equazione caratteristica associata:

ms RC
RC RC
4 10 * 5 * 10 *
5
4 1 1
0
1
6 3
= = = → − = − = → = +

τ
τ
λ λ


Per ricavare la costante A è necessario calcolare la tensione sul condensatore all’istante
t = 0
+
. A tale scopo consideriamo il circuito a regime in t = 0
-
in cui al condensatore
sostituiamo un circuito aperto (viene anche realizzato l’eq. di Thevenin di R
1
– i):







C

R

= 4/5 kΩ
C

= 5uF

3

v
C
(t)
R

i
C
(t)

-i
C
(t)

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

117





V E
R R
R
v v
C
5
1
1
1 4
1
) 0 ( ) 0 (
3 12
3
3
− =
+
− =
+
− = =
− −


In seguito all’apertura dell’interruttore si ha:

V v v
C C
5
1
) 0 ( ) 0 ( − = =
+ −

Ricordiamo infatti che la tensione in un condensatore ha una forma d’onda continua se la
corrente è limitata (la corrente è limitata perché non ci sono generatori di corrente
impulsivi né configurazioni circuitali tali da generare fenomeni impulsivi).
A questo punto torniamo alla configurazione circuitale per t > 0 e all’espressione di v
C
(t):

τ
t
C
Ae t v

= ) (

Per ricavare A imponiamo che in 0
+
la tensione valga 1/5:

A v
C
= − =
+
5
1
) 0 (
Si ha quindi:
τ
t
C
e t v

− =
5
1
) ( con τ = 4 ms


R
12
= 4kΩ

R
3
= 1kΩ
E = 1V


1
2

3

R
3
v
C
(0
-
)
E

v
12
(0
-
)
v
3
(0
-
)
i
12
(0
-
)
i
3
(0
-
)
R
12
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

118




Esercizio n°5.5
Il circuito in figura:





è a regime in t = 0
-
. L’interruttore si apre in t = 0. Ricavare i(t) per t > 0.


Scriviamo la LKC al nodo 2:

) ( 3 ) ( 0 ) ( 2 ) ( ) (
1 1
t i t i t i t i t i − = → = + +

e la LKT alla maglia E R
1
L:

E
dt
t di
L t i R E t v t v
L
= − → = −
) (
) ( ) ( ) (
1 1 1


Sostituendo l’espressione di i
1
(t):

E
dt
t di
L t i R = − −
) (
) ( 3
1




L
E
t i
L
R
dt
t di
− = + ) ( 3
) (
1


che è una equazione differenziale lineare del primo ordine a coefficienti costanti, il cui
integrale generale lo possiamo esprimere nel seguente modo:

) ( ) ( t i Ae t i
s
t
+ =

τ






R
1
= 4Ω
i

1
2

R
2
= 4Ω
3

4

2i

E = 12V
L = 1mH

i
1
(t)
v
L
(t)
v
1
(t)
t=0

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

119




come somma dell’integrale generale dell’omogenea associata e di un integrale particolare
della completa.
Per ricavare la costante di tempo τ consideriamo l’equazione caratteristica associata
all’equazione omogenea:


s
R
L
L
R
L
R
u τ
τ
λ λ 3 . 83
4 * 3
001 . 0
3
1 3
0
3
1
1 1
= = = → − = − = → = +


L’integrale particolare della completa può essere cercato nella famiglia di funzioni a cui
appartiene il termine noto (azione forzante):

B t i
s
= ) (

Tale integrale naturalmente soddisfa l’equazione differenziale completa, perciò se
sostituiamo otteniamo:

1
1
3
3
R
E
B
L
E
B
L
R
− = → − =


La corrente i(t) può essere allora espressa nel seguente modo:

1
3
) (
R
E
Ae t i
t
− =

τ



Per ricavare la costante A è necessario calcolare la corrente sull’ induttore all’istante t =
0
+
. A tale scopo consideriamo il circuito a regime in t = 0
-
in cui all’induttore sostituiamo
un cortocircuito.







R
1
= 4Ω
i(0
-
)
1
2

R
2
= 4Ω
3

2i(0
-
) E = 12V

i
1
(0
-
)
v
1
(0
-
)
t > 0

i
2
(0
-
)
v
2
(0
-
)
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

120




Scriviamo la LKC al nodo 2:

) 0 ( 3 ) 0 ( ) 0 ( 0 ) 0 ( ) 0 ( 2 ) 0 ( ) 0 (
2 1 2 1
− − − − − − −
− = → = − + + i i i i i i i

La corrente i
2
(0
-
) è nulla perché il resistore è cortocircuitato (v
2
(0
-
)=0)
Si ha quindi:
) 0 ( 3 ) 0 ( 3
) 0 (
) 0 ( 3 ) 0 (
1 1
1
1
− −

− −
− = ⇒ − = ⇒ − = i
R
E
i
R
v
i i



1
3
) 0 (
R
E
i − =


In seguito all’apertura dell’interruttore si ha:

1
3
) 0 ( ) 0 (
R
E
i i − = =
+ −

Ricordiamo infatti che la corrente in un induttore ha una forma d’onda continua se la
tensione è limitata (la tensione è limitata perché non ci sono generatori di tensione
impulsivi né configurazioni circuitali tali da generare fenomeni impulsivi).

A questo punto torniamo alla configurazione circuitale per t > 0 e all’espressione di i(t):

1
3
) (
R
E
Ae t i
t
− =

τ


Per ricavare A imponiamo che in 0
+
la tensione valga
1
3R
E −

0
3 3
) 0 (
1 1
= → − = − =
+
A
R
E
A
R
E
i
Si ha quindi:
A
R
E
t i 1
3
) (
1
− = − =










Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

121




Esercizio n°5.6
Nel circuito in figura:





la corrente del generatore vale i(t) = 2A per t > 0; i(t) = 0 per t < 0. Le condizioni iniziali
sugli elementi sono i(0) = 0 e v
C
(0) = 4V. Ricavare la corrente i(t) per t > 0.

Sostituiamo al parallelo del generatore e del resistore R
2
l’equivalente di Thevenin:





e realizziamo la serie dei due resistori.
Fissiamo inoltre dei riferimenti per le tensioni e le correnti e scriviamo le relazioni di lato
del circuito:



R
1
C

1

2

R
2
v
C
(t)

3

4

R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω

L

= 0.5H
C

= 0.5F


i(t) = 2 u(t)

i(t)

R
1
C

1

2

R
2
v
C
(t)

3

4

R
1
= 2Ω
R
2
= 4Ω

L

= 0.5H
C

= 0.5F


e(t) = 2R
2
u(t)

i(t)

L

L
5

R

C

1

2

v
C
(t)

3

4

R

= 6Ω

L

= 0.5H
C

= 0.5F


e(t) = 8u(t)

i(t)

L

v
R
(t)

v
L
(t)

i
C
(t)

i
R
(t)

Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

122



dt
t di
L t v
dt
t dv
C t i
t Ri t v
L
C
C
R R
) (
) (
) (
) (
) ( ) (
=
=
=


Scriviamo la LKC:

) ( ) ( ) ( t i t i t i
C R
= =

In questo modo le relazioni di lato diventano:

dt
t di
L t v
dt
t dv
C t i
t Ri t v
L
C
R
) (
) (
) (
) (
) ( ) (
=
=
=


Applichiamo la LKT all’unica maglia del circuito:

) ( 8 ) ( ) ( ) ( ) ( t u t e t v t v t v
C L R
= = + +



8 ) (
) (
) ( = + + t v
dt
t di
L t Ri
C




8 ) (
) ( ) (
2
2
= + + t v
dt
t v d
LC
dt
t dv
RC
C
C C


essendo:
dt
t dv
C t i
C
) (
) ( =

Riordinando otteniamo:

LC
t v
LC dt
t dv
L
R
dt
t v d
C
C C
8
) (
1 ) ( ) (
2
2
= + +




Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

123




equazione differenziale lineare a coefficienti costanti del secondo ordine, il cui integrale
generale lo possiamo esprimere nel seguente modo:

) ( ) ( ) ( t v t v t v
Cs Ch C
+ =

come somma dell’integrale generale dell’omogenea associata ) (t v
Ch
e di un integrale
particolare della completa.
Per determinare l’integrale particolare dell’omogenea associata ricaviamo le frequenze
naturali del circuito s
1
ed s
2
considerando l’equazione caratteristica:

0 ) (
1 ) ( ) (
2
2
= + + t v
LC dt
t dv
L
R
dt
t v d
C
C C




0 2
2
0
2
= + + ω αs s

6
5 . 0 * 2
6
2
= = =
L
R
α 4
5 . 0 * 5 . 0
1 1
2
0
= = =
LC
ω

fattore di smorzamento pulsazione di risonanza



amento sovrasmorz di condizione ⇒ = > 2
0
ω α

32 6
32 6
32 6 4 36 6
2
1 2
0
2
2
1
− − =
+ − =
= ± − = − ± − = − ± − =
s
s
s ω α α

L’integrale particolare della completa può essere cercato nella famiglia di funzioni a cui
appartiene il termine noto (azione forzante):

B t v
Cs
= ) (

Tale integrale naturalmente soddisfa l’equazione differenziale completa, perciò se
sostituiamo otteniamo:

8
8 1
= → = B
LC
B
LC






Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

124



La tensione ) (t v
C
può essere allora espressa nel seguente modo:

8 ) (
2
2
1
1
+ + =
t s t s
C
e K e K t v


Per calcolare le costanti K
1
e K
2
imponiamo le condizioni iniziali:

8 ) (
2
2
1
1
+ + =
t s t s
C
e K e K t v

t s t s C
e s CK e s CK
dt
t dv
C t i
2
2 2
1
1 1
) (
) ( + = =



¹
´
¦
= + − −
− − =

¹
´
¦
= +
− = +

¹
´
¦
= + =
= + + =
0 4
4
0
4
0 ) 0 (
4 8 ) 0 (
2 2 1 2 1
2 1
2 2 1 1
2 1
2 2 1 1
2 1
s K s K s
K K
s K s K
K K
s CK s CK i
K K v
C



¦
¹
¦
´
¦
− + − −
+ −
=

=
− = − − =

¹
´
¦
= − + −
− − =

) 32 6 32 6 (
) 32 6 ( * 4
) (
4
12 . 4 4
0 ) ( 4
4
1 2
1
2
2 1
1 2 2 1
2 1
s s
s
K
K K
s s K s
K K



¦
¦
¹
¦
¦
´
¦
− =

+ −
=
− − = + − − = − − =

¹
´
¦
= − + −
− − =

2
32
12
) 32 2
) 32 4 24
2
32
12
2
32
12
4 4
0 ) ( 4
4
2
2 1
1 2 2 1
2 1
K
K K
s s K s
K K



A questo punto possiamo scrivere:

) ) 32 6 ( 2
32
12
2
1
) 32 6 ( 2
32
12
2
1
) (
2 1 2
2 2
1
1 1
t s t s t s t s
e e e s CK e s CK t i − −
|
|
.
|

\
|
− + + −
|
|
.
|

\
|
− − = + =


) (
32
4
) (
2 1
t s t s
e e t i − =

con 32 6
1
+ − = s e 32 6
2
− − = s .



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

125






Come si può notare la corrente in C tende ad annullarsi perché a regime il condensatore si
comporta come un circuito aperto (il circuito è asintoticamente stabile e la sorgente ha
forma d’onda costante).




















Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

126




Esercizio n°5.7
Nel circuito in figura:





l’interruttore rimane chiuso per molto tempo, quindi si apre in t = 0. Ricavare la corrente
i(t) per t > 0.

Per t > 0 il circuito da studiare è il seguente:





in cui è Ω = + = 8
2 1
R R R .
Come primo passo, scriviamo le relazioni di lato:


dt
t di
L t v
dt
t dv
C t i
t Ri t v
L
L
C
C
R R
) (
) (
) (
) (
) ( ) (
=
=
=


R
1
C

1
2

i(t)

L

3

4

5

6

R
2
R
1
= 6Ω
R
2
= 2Ω
R
3
= 4Ω
L

= 0.25H
C

= 62.5mF
E =12V

E

R
3
R

C

1

2

i(t)

L

3

5

R

= 8Ω
L

= 0.25H
C

= 62.5mF
E =12V


E

v
C
(t)

v
L
(t)

v
R
(t)

i
R
(t)
i
L
(t)

i
C
(t)

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

127




Scriviamo la LKC:

) ( ) ( ) ( ) ( t i t i t i t i
L C R
= = =

In questo modo le relazioni di lato diventano:


dt
t di
L t v
dt
t dv
C t i
t Ri t v
L
C
R
) (
) (
) (
) (
) ( ) (
=
=
=



Applichiamo la LKT all’unica maglia del circuito:


E t v t v t v
C L R
= + + ) ( ) ( ) (



E t v
dt
t di
L t Ri
C
= + + ) (
) (
) (



E t v
dt
t v d
LC
dt
t dv
RC
C
C C
= + + ) (
) ( ) (
2
2


essendo:
dt
t dv
C t i
C
) (
) ( =

Riordinando otteniamo:
LC
E
t v
LC dt
t dv
L
R
dt
t v d
C
C C
= + + ) (
1 ) ( ) (
2
2



equazione differenziale lineare a coefficienti costanti del secondo ordine, il cui integrale
generale lo possiamo esprimere nel seguente modo:

) ( ) ( ) ( t v t v t v
Cs Ch C
+ =


Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

128




come somma dell’integrale generale dell’omogenea associata ) (t v
Ch
e di un integrale
particolare della completa.
Per determinare l’integrale particolare dell’omogenea associata ricaviamo le frequenze
naturali del circuito s
1
ed s
2
considerando l’equazione caratteristica:

0 ) (
1 ) ( ) (
2
2
= + + t v
LC dt
t dv
L
R
dt
t v d
C
C C




0 2
2
0
2
= + + ω αs s

16
25 . 0 * 2
8
2
= = =
L
R
α 64
0625 . 0 * 25 . 0
1 1
2
0
= = =
LC
ω

fattore di smorzamento pulsazione di risonanza



amento sovrasmorz di condizione ⇒ = > 8
0
ω α

192 16
192 16
192 16 64 256 16
2
1 2
0
2
2
1
− − =
+ − =
= ± − = − ± − = − ± − =
s
s
s ω α α

L’integrale particolare della completa può essere cercato nella famiglia di funzioni a cui
appartiene il termine noto (azione forzante):

B t v
Cs
= ) (

Tale integrale naturalmente soddisfa l’equazione differenziale completa, perciò se
sostituiamo otteniamo:

E B
LC
E
B
LC
= → =
1


La tensione ) (t v
C
può essere allora espressa nel seguente modo:

E e K e K t v
t s t s
C
+ + =
2
2
1
1
) (





Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

129




Per calcolare le costanti K
1
e K
2
dobbiamo valutare le condizioni iniziali sulla tensione
del condensatore e sulla corrente dell’induttore.
A tale scopo consideriamo il circuito a regime in 0
-
in cui all’induttore sostituiamo un corto
circuito e al condensatore un circuito aperto:





Si ha:

) 0 ( ) 0 ( 4 ) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
) 0 ( ) 0 ( 1
4 8
12
) 0 (
3 3
3
+ − − −
+ −
= = = = =
= = =
+
=
+
=
C C L C
L L L
v v V i R v v
i i A
R R
E
i


Osservando il circuito il 0
+
possiamo scrivere:

) 0 ( ) 0 (
+ +
=
L
i i

Si ha allora:

E e K e K t v
t s t s
C
+ + =
2
2
1
1
) (

) (
) (
) (
2
2 2
1
1 1
t s t s C
e s K e s K C
dt
t dv
C t i + = =

a cui andiamo ad imporre le condizioni iniziali per calcolare K
1
e K
2
:



¹
´
¦
= + − −
− − =

¹
´
¦
= + − −
− − =

¹
´
¦
+ = =
+ + = =
+
1 8
8
1 ) 8 (
8
1 ) 0 (
12 4 ) 0 (
2 2 1 2
2 1
2 2 1 2
2 1
2 2 1 1
2 1
s CK Cs CK
K K
s CK s K C
K K
s CK s CK i
K K v
C



R

1

i(0
-
)
3

5

6

R

= 8Ω
R
3
= 4Ω
E =12V


E

R
3
v
C
(0
-
)
v
R
(0
-
)
i
3
(0
-
)
i
L
(0
-
)
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

130





¦
¹
¦
´
¦
=
− − −
+ − +
=

+
=
− = − − =
037 . 0
) 1 192 16 ( * 0625 . 0
) 192 16 ( 0625 . 0 * 8 1
) 1 (
8 1
037 . 8 8
2
1
2
2 1
s C
Cs
K
K K



A questo punto possiamo scrivere:


12 037 . 0 037 . 8 ) (
85 . 29 14 . 2
2
2
1
1
+ + − = + + =
− − t t t s t s
C
e e E e K e K t v

t t t s t s
e e e s K e s K C t i
85 . 29 14 . 2
2
2 2
1
1 1
077 . 0 077 . 1 ) ( ) (
− −
− = + =


95 . 28 192 16
14 . 2 192 16
2
1
− = − − =
− = + − =
s
s



Vediamo gli andamenti:


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

131




Esercizio n°5.8
Il circuito in figura:





è a regime in t = 0
-
. In t = 0 l’interruttore si chiude. Ricavare la corrente i(t) per t > 0.

Per t > 0 il circuito da studiare è il seguente:


Scriviamo le relazioni di lato:

dt
t di
L t v
dt
t dv
C t i
t i R t v
L
L
C
C
) (
) (
) (
) (
) ( ) (
2 2 2
=
=
=




R
1
C

1

i(t)

L

E
1
2

3

4

5

R
2
E
2
R
1
= 3Ω
R
2
= 2Ω
L

= 3mH
C

= 1mF
E
1
=10V

E
2
=5V

t = 0
C

1

i(t)

L

E
1
3

5

R
2
R
2
= 2Ω
L

= 3mH
C

= 1mF
E
1
=10V

E
2
=5V


t > 0
E
2
v
2
(t)

v
C
(t)

v
L
(t)

i
2
(t)

i
C
(t)

i
L
(t)

Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

132




Applichiamo la LKT alla maglia più esterna del circuito:

0 ) ( ) (
2 2 1
= + + − − E t v t v E
L

2 1 2 2
) ( ) ( E E t v t i R
L
− = + − (1)

Applichiamo la LKT alla maglia E
1
R
2
C

1 2 2
) ( ) ( E t i R t v
C
+ = (2)


Vediamo le LKC:
) ( ) (
2
t i t i − = (3)

(nodo1) ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( t i t i t i t i t i t i
C L L C
− = ⇒ + = (4)

A questo punto la (1) la possiamo scrivere nel seguente modo tenendo presente la 3:

2 1 2
) (
) ( E E
dt
t di
L t i R
L
− = +

per la (4) possiamo scrivere: ⇓

2 1 2
) ) ( ) ( (
) ( E E
dt
t i t i d
L t i R
C
− =

+



2 1 2
) ( ) (
) ( E E
dt
t di
L
dt
t di
L t i R
C
− = − +



2 1
2
2
2
) ( ) (
) ( E E
dt
t v d
LC
dt
t di
L t i R
C
− = − +


per la (2) (
1 2 1 2 2
) ( ) ( ) ( E t i R E t i R t v
C
+ − = + =


2 1
2
2
2 2
) ( ) (
) ( E E
dt
t i d
LCR
dt
t di
L t i R − = + +




Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

133



2
2 1
2
2
2
) ( ) (
) (
R
E E
dt
t i d
LC
dt
t di
R
L
t i

= + +



2
2 1
2
2
2
) ( ) ( 1 ) (
LCR
E E
LC
t i
dt
t di
CR dt
t i d −
= + +


equazione differenziale lineare a coefficienti costanti del secondo ordine, il cui integrale
generale lo possiamo esprimere nel seguente modo:


) ( ) ( ) ( t i t i t i
s h
+ =

come somma dell’integrale generale dell’omogenea associata e di un integrale particolare
della completa.
Per ricavare le costanti s
1
ed s
2
consideriamo l’equazione caratteristica associata
all’equazione omogenea:

0
) ( ) ( 1 ) (
2
2
2
= + +
LC
t i
dt
t di
CR dt
t i d




0 2
2
0
2
= + + ω αs s



2
1
2
CR
= α
LC
1
2
0
= ω



250
2 * 001 . 0 * 2
1
2
1
2
= = =
CR
α
3
10 1
6
2
0
= =
LC
ω

fattore di smorzamento pulsazione di risonanza



amento sottosmorz di condizione ⇒ <
0
ω α


Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

134



520 250
520 250
3
25 . 81
100 250
3
25 . 81
100 250
3
10
) 250 ( 250
6
2 2
0
2
2
1
j
j
j
j
s
− −
+ −
=
− −
+ −
= − ± − = − ± − = ω α α

Per semplicità poniamo
2 2
0
α ω ω − =
d
:

520 250
520 250
j j
j j
d
d
− − = − −
+ − = + −
ω α
ω α


L’integrale particolare della completa può essere cercato nella famiglia di funzioni a cui
appartiene il termine noto (azione forzante):

B t i
s
= ) (

Tale integrale naturalmente soddisfa l’equazione differenziale completa, perciò se
sostituiamo otteniamo:

2
2 1
2
2 1
1
R
E E
B
LC R
E E
B
LC

= →

=


La corrente ) (t i può essere allora espressa nel seguente modo:

2
2 1
2
2
1
1
) (
R
E E
e K e K t i
t s t s

+ + =



2
2 1 ) (
2
) (
1
) (
R
E E
e K e K t i
t
d
j t
d
j

+ + =
− − + − ω α ω α




2
2 1
2 1
) (
R
E E
e e K e e K t i
t
d
j t t
d
j t

+ + =
− − − ω α ω α




2
2 1
2 1
) ( ) (
R
E E
e K e K e t i
t
d
j t
d
j t

+ + =
− − ω ω α



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

135





2
2 1
2 1
)]} sin( ) [cos( )] sin( ) [cos( { ) (
R
E E
t j t K t j t K e t i
d d d d
t

+ − + + =

ω ω ω ω
α



2
2 1
2 1 2 1
)] sin( ) ( ) cos( ) [( ) (
R
E E
t K K j t K K e t i
d d
t

+ − + + =

ω ω
α


K
1
e K
2
sono due coefficienti complessi e coniugati:

jb a K
jb a K
− =
+ =
2
1

ϕ ρ
ϕ ρ
sin 2 2
cos 2 2
2 1
2 1
j b j K K
a K K
= = −
= = +


Sostituendo otteniamo:

2
2 1
)] sin( sin 2 ) cos( cos 2 [ ) (
R
E E
t t e t i
d d
t

+ − =

ω ϕ ρ ω ϕ ρ
α




2
2 1
) cos( 2 ) (
R
E E
t e t i
d
t

+ + =

ϕ ω ρ
α




2
2 1
) cos( ) (
R
E E
t ke t i
d
t

+ + =

ϕ ω
α


Le costanti k e ϕ le determiniamo imponendo le condizioni iniziali sulla tensione del
condensatore e sulla corrente dell’induttore. A tale scopo consideriamo il circuito in t = 0
-


1

i(0
-
)

E
1
3

5

R
2
R
1
= 3Ω
R
2
= 2Ω
L

= 3mH
C

= 1mF
E
1
=10V

E
2
=5V

t = 0
-
E
2
v
2
(0
-
)

v
C
(0
-
)
i
2
(0
-
)

i
L
(0
-
)
R
1
v
1
(0
-
)

Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

136




Si ha per l’induttore:

) 0 ( ) 0 (
2 1 2 1
− −
+ = + v E E v



) 0 ( ) 0 (
2 2 1 2 1
− −
+ = + i R E E i R
L




) 0 ( ) 0 (
2 1 2 1
− −
− = +
L L
i R E E i R essendo ) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
2
− − −
− = − =
L
i i i


) 0 ( 1
5
5 10
) 0 ( ) 0 (
2 1
2 1 + − −
= =

=
+

= =
L L
i A
R R
E E
i i

e per il condensatore:


) 0 ( ) 0 ( 8 1 * 3 5 ) 0 ( ) 0 (
1 2
+ − −
= = = + = + =
C C L C
v v V i R E v


(continuità della corrente sull’induttore e della tensione sul condensatore).
Considerando il circuito il 0
+
possiamo scrivere (LKT alla maglia E
1
R
2
C):

) 0 ( ) 0 ( ) 0 (
2 1 2 2 1
+ + +
− = + = i R E i R E v
C


da cui ricaviamo il valore di i in 0
+
:

A
R
v E
i
C
1
2
8 10 ) 0 (
) 0 (
2
1
=

=

=
+
+


Dall’ultima condizione iniziale otteniamo:

2
5 10
cos 1 ) 0 ( ) cos( ) (
2
2 1

+ = = ⇒

+ + =
+ −
ϕ ϕ ω
α
k i
R
E E
t ke t i
d
t




2
3
cos − = ϕ k


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

137



Per sfruttare la seconda condizione, osserviamo che:

dt
t dv
C t i t i t i t i
C
C L
) (
) ( ) ( ) ( ) ( − = − = (*)

Essendo:
2
1
2
2 1
) (
) (
) ( ) (
) ( ) (
R
t v E
t i
dt
t di
R
dt
t dv
t i R E t v
C
C
C

=
− =
⇒ − =
otteniamo, sostituendo nell’equazione (*):

dt
t di
C R
R
t v E
t i
C
L
) ( ) (
) (
2
2
1
+

=



C R
t v E
C R
t i
dt
t di
C L
2
2
1
2
) ( ) ( ) ( −
− =

In 0
+
possiamo allora scrivere:


C R C R C R
v E
C R
i
dt
t di
C L
2
2 2
2
2
1
2
2 1 ) 0 ( ) 0 (
0
) (
− =

− =
+ +
+



A questo punto dobbiamo calcolare la derivata della corrente i(t):

2
2 1
) cos( ) (
R
E E
t ke t i
d
t

+ + =

ϕ ω
α




) sin( ) cos(
) (
ϕ ω ω ϕ ω α
α α
+ − + − =
− −
t ke t ke
dt
t di
d
t
d d
t


e imporre che in 0
+
sia uguale a
C R C R
2
2 2
2 1
− :


Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

138


C R
C R
k k
d
2
2
2
2 1
sin cos − = − − ϕ ω ϕ α

Sostituendo
2
3
cos − = ϕ k :

C R
C R
k
d
2
2
2
2 1
sin
2
3
− = − ϕ ω α

Ricordiamo inoltre che è
2
2
1
CR
= α


C R
C R
k
C R
d
2
2
2 2
2 1
sin
4
3
− = − ϕ ω



0
8
4 sin 4 3
2
2
= − = −
R
k C R
d
ϕ ω



d
C R
k
ω
ϕ
2
4
3
sin =
2
3
cos − = ϕ k


Dividendo membro a membro le due equazioni otteniamo:

d
C R ω
ϕ
2
4
2
tan − =



rad
C R C R
d d
45 . 0 ) 4808 . 0 arctan(
2
1
arctan
2
1
arctan
2 2
− = − =
|
|
.
|

\
|
− =
|
|
.
|

\
|
− =
ω ω
ϕ

mentre è:

67 . 1
cos 2
3
− = − =
ϕ
k



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

139




In definitiva:



5 . 2 ) 45 . 0 520 cos( 67 . 1 ) (
250
+ − − =

t e t i
t








Si supponga ora che sia L = 0.016H

250
2 * 001 . 0 * 2
1
2
1
2
= = =
CR
α 250
1
2
0
= =
LC
ω

fattore di smorzamento pulsazione di risonanza



critico o smorzament di condizione ⇒ =
0
ω α

250
2
0
2
2
1
− = − ± − = ω α α s

L’integrale particolare della completa può essere calcolato come nel caso precedente, per
cui otteniamo:

2
2 1
R
E E
B

=
Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

140



La corrente ) (t i può essere allora espressa nel seguente modo:

2
2 1
2 1
) ( ) (
R
E E
e t K K t i
st

+ + =

Le costanti K
1
e K
2
le determiniamo imponendo le condizioni iniziali sulla tensione del
condensatore e sulla corrente dell’induttore.
Otteniamo come nel caso precedente (il valore di L non influenza il calcolo delle
grandezze nell’istante t=0
+
):

A i
L
1 ) 0 ( =
+
e A i 1 ) 0 ( =
+


e per il condensatore:

V v
C
8 ) 0 ( =
+



Dalla prima condizione iniziale otteniamo:


5 . 1 1 ) 0 (
1
2
2 1
1
− = ⇒ =

+ =
+
K
R
E E
K i
In 0
+
possiamo scrivere ancora una volta:


C R C R C R
v E
C R
i
dt
t di
C L
2
2 2
2
2
1
2
2 1 ) 0 ( ) 0 (
0
) (
− =

− =
+ +
+



A questo punto dobbiamo calcolare la derivata della corrente i(t):


st st
e t K K s e K
dt
t di
) (
) (
2 1 2
+ + =

e imporre che in 0
+
sia uguale a
C R C R
2
2 2
2 1
− :

C R
C R
sK K
2
2
2
1 2
2 1
− = +



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

141



125 5 . 1 * 250 250
2 1
1
2
2
2
2
− = − = − − = sK
C R
C R
K

In definitiva:

5 . 2 ) 125 5 . 1 ( ) (
250
+ − − =
− t
e t t i





Si supponga ora che sia L = 25mH

250
2 * 001 . 0 * 2
1
2
1
2
= = =
CR
α 40000
1
2
0
= =
LC
ω

fattore di smorzamento pulsazione di risonanza



amento sottosmorz di condizione ⇒ = = > 200 40000
0
ω α

400
100
150 250 40000 62500 250
2
1 2
0
2
2
1
− =
− =
= ± − = − ± − = − ± − =
s
s
s ω α α

L’integrale particolare della completa può essere calcolato come nel caso precedente, per
cui otteniamo:
2
2 1
R
E E
B

=



Capitolo 5 – Esercizi sui circuiti dinamici

142




La corrente ) (t i può essere allora espressa nel seguente modo:

2
2 1
2
2
1
1
) (
R
E E
e K e K t i
t s t s

+ + =

Le costanti K
1
e K
2
le determiniamo imponendo le condizioni iniziali sulla tensione del
condensatore e sulla corrente dell’induttore.
Otteniamo come nel caso precedente (il valore di L non influenza il calcolo delle
grandezze nell’istante t=0
+
)
A i
L
1 ) 0 ( =
+
e A i 1 ) 0 ( =
+


e per il condensatore:

V v
C
8 ) 0 ( =
+


Dalla prima condizione iniziale otteniamo:

5 . 1 1 ) 0 (
2 1
2
2 1
2 1
− = + ⇒ =

+ + =
+
K K
R
E E
K K i

Possiamo ancora scrivere:

250
2 1 ) 0 ( ) 0 (
0
) (
2
2 2
2
2
1
2
= − =

− =
+ +
+
C R C R C R
v E
C R
i
dt
t di
C L


A questo punto dobbiamo calcolare la derivata della corrente i(t):

t s t s
e K s e K s
dt
t di
2
2 2
1
1 1
) (
+ =

e imporre che in 0
+
sia uguale a 250 :

250
2 2 1 1
= + K s K s



¹
´
¦
= +
− = +
250
5 . 1
2 2 1 1
2 1
K s K s
K K





Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

143



¹
´
¦
= −
− − =

¹
´
¦
= − +
− − =

¹
´
¦
= − − − −
− − =
100 300
5 . 1
250 400 100 150
5 . 1
250 400 ) 5 . 1 ( 100
5 . 1
2
2 1
2 2
2 1
2 2
2 1
K
K K
K K
K K
K K
K K




¹
´
¦
− =
− =

¹
´
¦
− =
+ − =
3 / 1
6 / 7
3 / 1
3 / 1 2 / 3
2
1
2
1
K
K
K
K

In definitiva:
5 . 2
3
1
6
7
) (
400 100
+ − − =
− − t t
e e t i

























CAPITOLO 6



Esercizi sul regime sinusoidale



Esercizio n°6.1……………………………………………….pag. 145
Esercizio n°6.2……………………………………………….pag. 148
Esercizio n°6.3……………………………………………….pag. 152
Esercizio n°6.4……………………………………………….pag. 157
Esercizio n°6.5……………………………………………….pag. 164
Esercizio n°6.6……………………………………………….pag. 167
Esercizio n°6.7……………………………………………….pag. 168
Esercizio n°6.8……………………………………………….pag. 171
Esercizio n°6.9……………………………………………….pag. 176

















Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

145




Esercizio n°6.1
Nel circuito in figura






determinare i valori di R
2
ed L affinchè il carico assorba la massima potenza attiva.
Determinare inoltre il valore di tale potenza.


Sostituiamo i diversi componenti presenti nel circuito con le relative impedenze:







1 1
R z =


2 2
R z =


C
j z
C
ω
1
− =

L j z
L
ω =



e riduciamo il circuito:



v
s
(t) = cos(1000t)


R
1
= 1kΩ
C = 1uF


R
2
L

R
1
C

v
s
(t) = cos(1000t)


R
1
= 1kΩ
C = 1uF



1
z

C
z

2
z

L
z
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

146








in cui è:

C j
R j
C
R z z z
C S
ω
ω
+ = − = + =
• • •
1 1 1
1 1 1 1 1



C R j
R
z
S
1
1
1 ω +
=





2 2
1
2
2
1 1
1
1
1
1
1 1
1
1 C R
C R j R
C R j
C R j
C R j
R
z
S
ω
ω
ω
ω
ω +

=



+
=






S S S
jX R
C R
C R
j
C R
R
z − =
+

+
=

2 2
1
2
2
1
2 2
1
2
1
1 1 ω
ω
ω




U U L U
jX R L j R z z z + = + = + =
• • •
ω
2 2







v
s
(t) = cos(1000t)


R
1
= 1kΩ
C = 1uF



S
z

U
z
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

147




Il teorema di massimo trasferimento di potenza attiva afferma che, data la porzione di
circuito di sinistra (generatore + impedenza

S
z ) che può essere considerata come
l’equivalente di Thevenin di un circuito più complesso, si ha massima potenza attiva
trasferita dal generatore sull’impedenza

U
z se questa è data da:



=
S U
z z


in cui

S
z è il complesso coniugato di

S
z .
Imponiamo allora che:
S S U U
jX R jX R + = +




2 2
1
2
2
1
2 2
1
2
1
2
1 1 C R
C R
j
C R
R
L j R
ω
ω
ω
ω
+
+
+
= +


Uguagliando le parti reali e quelle immaginarie:

Ω =
+
=
+
= = =

500
) 10 ( ) 10 ( ) 10 ( 1
10
1
2 6 2 3 2 3
3
2 2
1
2
1
2
C R
R
R R R
S U
ω


H L
C R
C R
L X X
S U
5 . 0
) 10 ( ) 10 ( ) 10 ( 1
10 ) 10 (
1
2 6 2 3 2 3
6 2 3
2 2
1
2
2
1
=
+
= ⇒
+
= = =


ω
ω
ω


Calcoliamo ora la potenza attiva trasferita sull’impedenza

U
z .

2
S
u
2
u max
z
V
R I R P |
.
|

\
|
= =
in cui è:

S S S S S S U
R jX R jX R z z z 2 = − + + = + =
• • •

S
R z 2 =


In definitiva:
mW
R
V
R
V
R I R P
S
S
S
S
u u
25 . 0
2000
5 . 0
) 500 ( 4
2
1
4 4
2
2
2
2
2
max
= =
|
.
|

\
|
= = = =
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

148




Esercizio n°6.2
Nel circuito monoporta in figura:







il carico z assorbe una potenza attiva kW 8 . 0 = P , con una corrente A 10 = I e fattore di
potenza induttivo 8 . 0 cos = ϕ . Determinare la potenza in ingresso.

Per risolvere questo esercizio applichiamo il principio di additività delle potenze (teorema
di Boucherot):

La somma geometrica delle potenze complesse fornite da ciascun generatore indipendente al circuito
è pari alla somma geometrica delle potenze complesse assorbite da tutti gli altri elementi del circuito
stesso.

Suddividiamo il circuito in sezioni a partire da sinistra e valutiamo la potenza in
corrispondenza di ciascuna di esse:




R
2
= 3Ω
X
2
= - 4Ω
R
3
= 10Ω
X
3
= 5Ω

R
2
R
3
jX
3
jX
2

z
R
2
= 3Ω
X
2
= - 4Ω
R
3
= 10Ω
X
3
= 5Ω

R
2
R
3
jX
3
jX
2

z
I
I
a
b

c

a
b

c

b I
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

149



In corrispondenza della sezione a-a si ha:


V 100
A 10
A V 1000 ) 600 ( ) 800 (
Var 600 )) 8 . 0 ( tan(arccos 800 )) ( tan(arccos tan
W 800
2 2
2 2
= =
=
= + = + =
= ⋅ = = =
=
a
a
a
a
a a a
a a a
a
I
N
V
I
Q P N
P P Q
P
ϕ ϕ


Sezione b-b:
2
2
2
2
2 2
2
2
2
2
2
2 2
2 2
2
2
2
2
2
2
2
2
2 2 2
1
X R
R
V
X R
R
V
R R
V
R
V
R I R P
a a
R R
R
+
=
+
= = = =

essendo:
2
2
2
2
2
2
2 2
2
2
X R
R
V V
jX R
R
V V
a R
a R
+
= ⇒
+
=

La potenza attiva dissipata su R
2
è data da:

W 1200
16 9
3
10
4
2
=
+
=
R
P

Per quanto riguarda la potenza reattiva sulla reattanza capacitiva:

2
2
2
2
2 2
2
2
2
2
2
2 2
2 2
2
2
2
2
2
2
2
2
2 2 2
1
X R
X
V
X R
X
V
X X
V
X
V
X I X Q
a a
X X
X
+
=
+
= = = =

e quindi:
Var 1600
16 9
4
10
4
2
=
+
=
X
Q Capacitiva

A questo punto calcoliamo la potenza in ingresso alla sezione b-b:

A 36 . 22
100
2236
V 100
A V 2236 ) 1000 ( ) 2000 (
VAR 1000 1600 600
W 2000
2 2
2 2
2
2
= = =
= =
= − + = + =
− = − = + =
= + =
b
b
b
a b
b b b
X a b
R a b
V
N
I
V V
Q P N
Q Q Q
P P P


Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

150



Sezione c-c:

2
3
2
3
3
2
2
3
2
3
2
3
2
3
2
3 3 3
1 1
1
X
G
G
I
X
G
G
I
G
I R P
b b R R
+
=
+
⋅ = =

essendo:
2
3
2
3
3
3
3
3
3
3
1
1
X
G
G
I I
jX
G
G
I I
b R
b R
+
= ⇒
+
=

La potenza attiva dissipata su R
3
è quindi data da:


W 1000
25
1
) 1 . 0 (
1 . 0
) 36 . 22 (
1
2
2
2
3
2
3
3
2
3
=
+
=
+
=
X
G
G
I P
b R



Per quanto riguarda la potenza reattiva sulla reattanza induttiva:

2
3
2
3
3
2
2
3
2
3
2
3
2
3
2
3 3 3
1
1
1
1
X
G
X
I
X
G
X
I X I X Q
b b X X
+
=
+
= =

essendo:

2
3
2
3
3
3
3
3
3
3
1
1
1
1
X
G
X
I I
jX
G
X
I I
b X
b X
+
= ⇒
+
=

e quindi:


VAR 2000
25
1
) 1 . 0 (
5
1
) 36 . 22 (
1
1
2
2
2
3
2
3
3
2
3
=
+
=
+
=
X
G
X
I Q
b X
Induttiva



Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

151



A questo punto calcoliamo la potenza in ingresso alla sezione c-c e quindi al circuito:


V 4 . 141
36 . 22
3162
A 36 . 22
A V 3162 ) 1000 ( ) 3000 (
VAR 1000 2000 1000
W 3000 1000 2000
2 2
2 2
3
3
= = =
= =
= + = + =
= + − = + =
= + = + =
C
C
C
b C
C C C
X b C
R b C
I
N
V
I I
Q P N
Q Q Q
P P P



Tracciamo ora un diagramma qualitativo delle potenze:
























P
a
P
b
P
c
Q
a
Q
b
Q
c
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

152




Esercizio n°6.3
Il circuito in figura:




















è in condizioni di regime sinusoidale. Si determini la potenza attiva dissipata in R
1
.


Calcoliamo i fasori associati alle forme d’onda dei generatori e sostituiamo agli elementi
circuitali le relative impedenze:






v
s1
(t)
v
s1
(t) = 5cos(100t)

v
s2
(t) = 5sin(100t+π/4)

i
s
(t) = 10cos(100t)

R
1
= 2Ω
L
1
= L
2
= 10mH
C
1
= 20mF


A

R
1
v
s2
(t)
i
s
(t)
C
1
L
1
L
2
B


1 L
z

1 R
z

2 L
z

1 C
z
1 S
V
2 S
V
S
I
A

B

Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

153



Ω = =

2
1 1
R z
R
j L j z
L
= =

1 1
ω j L j z
L
= =

2 2
ω
2
1 1
1
1
j
C
j z
C
− = − =

ω



° ∠ = 0
2
5
1 S
V ° − ∠ = 45
2
5
2 S
V ° ∠ = 0
2
10
S
I


in cui:

|
.
|

\
|
− =
|
.
|

\
|
− + =
|
.
|

\
|
+ =
4
100 cos 5
2 4
100 cos 5
4
100 sin 5 ) (
2
π π π π
t t t t v
s



Per determinare la potenza dissipata su R
1
dobbiamo calcolare la corrente in tale ramo. A
tale scopo applichiamo il principio di sovrapposizione degli effetti, passivando in primo
luogo i due generatori di tensione:

















Col partitore di corrente calcoliamo il contributo alla corrente
1 R
I
dovuto al generatore di
corrente:

• •

+
=
1 1
1
1
L R
R
S S R
y y
y
I I









1 L
z

1 R
z

2 L
z

1 C
z S
I
B
A
A
B

1 L
z

1 R
z
S
I

1 2C L
z
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

154




In secondo luogo passiviamo il generatore di corrente ed il generatore di tensione
1 S
V
:





Il contributo alla corrente
1 R
I
dovuto al generatore di tensione
2 S
V
è evidentemente dato
da:
• •
+
=
1 1
2
2 1
L R
S
S R
z z
V
I


Infine calcoliamo il contributo legato al generatore di tensione
1 S
V
:






1 L
z

1 R
z

2 L
z

1 C
z
2 S
V
A

B


1 R
z

2 L
z

1 C
z
1 S
V
A

B


1 L
z
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

155



• •
+
=
1 1
1
1 1
L R
S
S R
z z
V
I



A questo punto possiamo calcolare la corrente
1 R
I
come somma dei tre contributi:


• • • • • •

+

+
+
+
= − + =
1 1
2
1 1
1
1 1
1
2 1 1 1 1 1
L R
S
L R
S
L R
R
S S R S R S R R
z z
V
z z
V
y y
y
I I I I I



Si ha allora:

Ω = =

2
1 1
R z
R
j L j z
L
= =

1 1
ω j L j z
L
= =

2 2
ω
2
1 1
1
1
j
C
j z
C
− = − =

ω



° ∠ = 0
2
5
1 S
V ° − ∠ = 45
2
5
2 S
V ° ∠ = 0
2
10
S
I



° ∠
° − ∠

° ∠
° ∠
+
° − ∠
° ∠
° ∠ =
56 . 26 5
45
2
5
56 . 26 5
0
2
5
43 . 63
2
5
0
2
1
0
2
10
1 R
I



essendo:

° ∠ = + = + = +
• •
56 . 26 5 2
1 1 1 1
j L j R z z
L R
ω


° − ∠ = − = + = +
• •
43 . 63
2
5
2
1 1 1
1 1
1 1
j
L j R
y y
L R
ω



Ancora:

° − ∠ − ° − ∠ + ° ∠ = 56 . 71
10
5
56 . 26
10
5
43 . 63 1
1 R
I




Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

156



Trasformiamo in notazione cartesiana:


+ ° − + ° − + ° + ° = ) 56 . 26 ( sen
10
5
) 56 . 26 cos(
10
5
) 43 . 63 ( sen ) 43 . 63 cos(
1
j j I
R


° ∠ = = ° − ° − − 2 . 51 17 . 2 1.69 + 1.36 ) 56 . 71 ( sen
10
5
) 56 . 71 cos(
10
5
j j


A questo punto possiamo calcolare la potenza attiva dissipata su R
1
:


W 42 . 9 ) 17 . 2 ( 2 I R P
2
2
R1 1 R1
= ⋅ = =

































Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

157




Esercizio n°6.4
Il circuito in figura:




è in condizioni di regime. Determinare:

1) Le tensioni v
1
(t) e v
2
(t) ai terminali dei condensatori C
1
e C
2
.
2) Le potenze istantanee p
1
(t) e p
2
(t) assorbite dai condensatori C
1
e C
2
.

Per risolvere questo esercizio conviene utilizzare ancora una volta il principio di
sovrapposizione degli effetti. In questo caso però gli effetti si dovranno sovrapporre nel
dominio del tempo e non in termini di fasori, giacchè i generatori presenti nel circuito non
sono isofrequenziali.
In primo luogo determiniamo il contributo alle tensioni v
1
(t) e v
2
(t) dovuto al generatore di
tensione. A tale scopo passiviamo il generatore di corrente:




t t v
s
cos 2 10 ) ( =
t t i
s
2 cos 2 10 ) ( =
R
1
= R
2
=1Ω
L
1
= L
2
= 1H
C
1
= C
2
= 1F


v
s1
(t)

R
1
i
s
(t)

L
1
L
2
R
2
C
1
C
2
i
C1
(t)

i
C2
(t)
v
s1
(t)

R
1
L
1
A

C

B

D

C
1
C
2
R
2
L
2
) 1 (
1 C
I
) 1 (
2 C
I
) 1 (
1 C
V
) 1 (
2 C
V
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

158



calcoliamo i fasori associati alle forme d’onda dei generatori e sostituiamo agli elementi
circuitali le relative impedenze:






10 0 10 = ° ∠ =
S
V


Ω = =

1
1 1
R z
R
Ω = =

1
2 2
R z
R


j L j z
v L
= =

1 1
ω j L j z
v L
= =

2 2
ω

j
C
j z
v
C
− = − =

1
1
1
ω
j
C
j z
v
C
− = − =

2
2
1
ω



in cui
v
ω è la pulsazione del generatore di tensione.
Possiamo calcolare il fasore della tensione sul condensatore C
1
col partitore di tensione:


V j
j j
j
z z z
V z
V
C L R
S C
C
° − ∠ = − =
− +

=
+ +
=
• • •

90 10 10
1
10
1 1 1
1 ) 1 (
1



e quello della corrente:

A
j
j
z
V
I
C
C
C
10
10
1
1 ) 1 (
1
=


= =





A

C

B

D


1 R
z

2 C
z
S
V

1 L
z

1 C
z

2 L
z

2 R
z
) 1 (
1 C
I
) 1 (
2 C
I
) 1 (
1 C
V ) 1 (
2 C
V
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

159




Per determinare il fasore della tensione sul condensatore C
2
, realizziamo il parallelo tra le
impedenze

2 R
z
e

2 C
z
:

j
j R
z z z
C R C R
+ = − = + =
• • •
1
1 1 1 1 1
2
2 2 2 2



2 2
1
2
1
1
1
1
1
1
1
2 2
j j
j
j
j j
z
C R
− =

=


+
=
+
=








e applichiamo ancora il partitore di tensione:

V j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
z z
V z
V
L C R
S C R
C
° − ∠ = − =

=



+
|
.
|

\
|

=
+
|
.
|

\
|

=
+ −
|
.
|

\
|

=
+
=
• •

90 10 10
2
1
10
2
2 2
1
2 2
1
2 2
1
10
2 2
1
2 2
1
10
2 2
1
2 2
1
10
2 2
1
2 2 2
2 2 ) 1 (
2


Per il fasore della corrente in C
2
:

A
j
j
z
V
I
C
C
C
10
10
2
) 1 (
2 ) 1 (
2
=


= =



A questo punto antitrasformiamo per ottenere le forme d’onda delle tensioni e delle
correnti sui due condensatori:

t t i A I
t t i A I
t t v V V
t t v V V
C C
C C
C C
C C
cos 2 10 ) ( 10
cos 2 10 ) ( 10
2
cos 2 10 ) ( 90 10
2
cos 2 10 ) ( 90 10
) 1 (
2
) 1 (
2
) 1 (
1
) 1 (
1
) 1 (
2
) 1 (
2
) 1 (
1
) 1 (
1
= ⇒ =
= ⇒ =
|
.
|

\
|
− = ⇒ ° − ∠ =
|
.
|

\
|
− = ⇒ ° − ∠ =
π
π


A

C

B

D


1 R
z
S
V

1 L
z

1 C
z

2 L
z

2 2C R
z
) 1 (
1 C
I
) 1 (
2 C
I
) 1 (
1 C
V ) 1 (
2 C
V
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

160




Determiniamo ora il contributo alle tensioni v
1
(t) e v
2
(t) dovuto al generatore di corrente.
A tale scopo passiviamo il generatore di tensione:







e sostituiamo agli elementi circuitali le relative impedenze:




i
s
(t)
R
1
L
1
C
1
C
2
R
2
L
2
i
s
(t)
R
1
L
1
C
1
C
2
R
2 L
2

1 R
z
S
I

1 C
z

2 R
z

2 C
z

2 L
z

1 L
z
) 2 (
1 C
I
) 2 (
2 C
I
) 2 (
1 C
V
) 2 (
2 C
V
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

161



10 0 10 = ° ∠ =
S
I


Ω = =

1
1 1
R z
R
Ω = =

1
2 2
R z
R


2
1 1
j L j z
i L
= =

ω 2
2 2
j L j z
i L
= =

ω


2
1
1
1
j
C
j z
i
C
− = − =

ω

2
1
2
2
j
C
j z
i
C
− = − =

ω




Calcoliamo la corrente che fluisce nel ramo di C
1
col partitore di corrente:


A j j
j j
j j
j
j
j
j
j
j
j j
j
j
j
j
j
j
j
j j
j j
j
j j
j
j
j
j
z z z
I
z z
y y
I y
I
L R C
S
R C
L R C
S R C
C
° ∠ = + = + =
+
=
+
=
=
+
+ + −
=


+
+
=
+
+
=
+ − +
+
=
+
+

=
+
+

=

− +

=
+


=
+


=
+
+
+
=
+
=
• • •
• •
• •

69 . 33 09 . 11
13
80
13
120
65
400
65
600
65
400 600
10
65
40 60
10
16 49
32 56 16 28
10
4 7
4 7
4 7
8 4
10
4 7
8 4
10
3 2 6 4
8 4
10
3 2
4 2
2
2
4 2
3 2
10
2
2
) 2 ( 2
2 4
10
2
2
2
1
2
2
10
2
2
2
1
2
1
1
10
2
1
1
1 1
1
1 1 1
1 1
1 1 1
1 1 ) 2 (
1




A questo punto possiamo calcolare il fasore della tensione sul condensatore C
1
,
) 2 (
1 C
V
:


V j j
j
I z V
C C C
° − ∠ = − =
|
.
|

\
|
+ ⋅ − = =

31 . 56 54 . 5
13
60
13
40
13
80
13
120
2
) 2 (
1 1
) 2 (
1



Per calcolare il fasore della tensione sul condensatore C
2
,
2 C
V
, applichiamo nuovamente il
partitore di corrente al parallelo di

2 R
z ,

2 C
z ,

2 L
z
.




Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

162



Possiamo scrivere:

A j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j
j j
I
j
y y y
I y
I
S
L R C
S C
C
° ∠ = + =
+
+
=


+
=
+
=
− −

=
+ −
− =
+ −

=
+ + −

=
+ + −

=
+ +
=
• • •

69 . 33 09 . 11
13
80
13
120
10
9 4
8 12
10
3 2
3 2
3 2
4
10
3 2
4
10
3 2
4
10
2 3
2 2
2
2 3
10
2
2
1 2 4
10
2
2
1
1
2
2
2 2 2
2 ) 2 (
2


da cui:

V j j
j
I z V
C C C
° − ∠ = − =
|
.
|

\
|
+ ⋅ − = =

31 . 56 54 . 5
13
60
13
40
13
80
13
120
2
) 2 (
2 2
) 2 (
2




A questo punto antitrasformiamo per ottenere le forme d’onda delle tensioni sui due
condensatori:

( ) ( )
( ) ( )
( ) ( )
( ) ( ) 58 . 0 2 cos 68 . 15 ) ( 58 . 0 2 cos 2 09 . 11 ) ( 69 . 33 09 . 11
58 . 0 2 cos 68 . 15 ) ( 58 . 0 2 cos 2 09 . 11 ) ( 69 . 33 09 . 11
98 . 0 2 cos 83 . 7 ) ( 98 . 0 2 cos 2 54 . 5 ) ( 31 . 56 54 . 5
98 . 0 2 cos 83 . 7 ) ( 98 . 0 2 cos 2 54 . 5 ) ( 31 . 56 54 . 5
) 2 (
2
) 2 (
2
) 2 (
2
) 2 (
1
) 2 (
1
) 2 (
1
) 2 (
2
) 2 (
2
) 2 (
2
) 2 (
1
) 2 (
1
) 2 (
1
+ = ⇒ + = ⇒ ° ∠ =
+ = ⇒ + = ⇒ ° ∠ =
− = ⇒ − = ⇒ ° − ∠ =
− = ⇒ − = ⇒ ° − ∠ =
t t i t t i A I
t t i t t i A I
t t v t t v V V
t t v t t v V V
C C C
C C C
C C C
C C C



Applichiamo ora il principio di sovrapposizione degli effetti per determinare gli andamenti
di v
1
(t), v
2
(t), i
1
(t) e i
2
(t) :


( )
( )
( )
( ) 58 . 0 2 cos 68 . 15 cos 2 10 ) ( ) ( ) (
58 . 0 2 cos 68 . 15 cos 2 10 ) ( ) ( ) (
98 . 0 2 cos 92 . 3
2
cos 2 10 ) ( ) ( ) (
98 . 0 2 cos 92 . 3
2
cos 2 10 ) ( ) ( ) (
) 2 (
2
) 1 (
2 2
) 2 (
1
) 1 (
1 1
) 2 (
2
) 1 (
2 2
) 2 (
1
) 1 (
1 1
+ + = + =
+ − = + =
− +
|
.
|

\
|
− = + =
− −
|
.
|

\
|
− = + =
t t t i t i t i
t t t i t i t i
t t t v t v t v
t t t v t v t v
C C C
C C C
C C C
C C C
π
π




Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

163






Si tratta di forme d’onda periodiche tuttavia non sinusoidali in quanto costituite da due
componenti di frequenza diversa. A questo punto possiamo determinare gli andamenti
delle potenze istantanee sui condensatori andando a sostituire le relative espressioni di
tensione e corrente:
) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) (
2 2 2 1 1 1
t i t v t p t i t v t p
C C C C C C
⋅ = ⋅ =



Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

164




Esercizio n°6.5
Nel circuito in figura:





determinare I . Determinare inoltre

z
affinchè
V
ed
I
siano in fase.

Per determinare la corrente I riduciamo il circuito alla forma:




in cui è:

C j
L R
L j R
C j
L j R
L j R
L j R j
C
L j R
C
j
L j R
z
eq
ω
ω
ω
ω
ω
ω
ω
ω
ω
ω
ω
+
+

= +


+
= −
+
=

+
+
=
• 2 2 2
1 1 1 1 1



1
2 2 2
6
2 2 2
2 2 2 2 2 2 2 2 2
018 . 0 026 . 0
) 06 . 0 ( ) 314 ( ) 20 (
06 . 0 314
10 20 314
) 06 . 0 ( ) 314 ( ) 20 (
20
1
− −


Ω − =
|
|
.
|

\
|
+

− ⋅ ⋅ +
+
=
=
|
.
|

\
|
+
− +
+
= +
+

= =
j j
L R
L
C j
L R
R
C j
L R
L j R
z
y
eq
eq
ω
ω
ω
ω
ω
ω
ω




z
C

L

R

V
I
C
I
RL
I
V V 100 =
ω = 314 rad/s
R = 20Ω
L

= 60mH
C = 20uF


V
I

eq
z
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

165



A questo punto possiamo determinare la corrente I :
A j j V y I
eq
8 . 1 6 . 2 100 ) 018 . 0 026 . 0 ( − = ⋅ − = =



Disegnamo il diagramma vettoriale del circuito assumendo come vettore di riferimento
quello della corrente nel resistore
R
I
(N.B.: il diagramma non è in scala):





Dal diagramma possiamo osservare che la corrente I è in ritardo di un certo angolo
rispetto alla tensione
V
. Ciò si evince anche dal fatto che l’impedenza

eq
z
:

Ω + =

= =


18 26
018 . 0 026 . 0
1 1
j
j
y
z
eq
eq


ha una reattanza positiva, quindi prevalentemente induttiva.
Affinchè I e
V
siano in fase, l’impedenza

z
deve essere tale che l’impedenza
tot z

,

complessivamente vista alla porta del circuito, sia costituita da sola parte reale:



tot eq tot
G y y y = + =
• • •



L R
I I =
R
V
L
V
C
V V =
C
I
I
V
I

eq
z

z
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

166



Deve essere quindi annullata la parte immaginaria dell’ammettenza
eq
y

(suscettanza):

1
018 . 0 ) 018 . 0 (

Ω = − − = − =
eq
B B ⇒
1
018 . 0


Ω = = j jB y

Si ha quindi:
Ω − = =

5 . 55
1
j
jB
z

che è una reattanza capacitiva.





































Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

167




Esercizio n°6.6
Considerato il circuito:




determinare potenza attiva e reattiva.

Applichiamo semplicemente le formule per il calcolo della potenza attiva e reattiva:

VAR 500 ) 5 ( 20
VAR 125 ) 5 ( 5
W 250 ) 5 ( 10
2 2
2 2
2 2
− = ⋅ − = =
= ⋅ = =
= ⋅ = =
I X Q
I X Q
RI P
C C
L L


da cui:
-375VAR 500 - 125
W 250 ) 5 ( 10
2 2
= =
= ⋅ = =
Q
RI P


In alternativa calcoliamo la potenza complessa:

*
I V N ⋅ =


Determiniamo il fasore della tensione ai capi dell’impedenza:

( ) Ω − = + + =

15 10 j X X j R z
C L


e quindi
VA 375 250 5 5 ) 15 10 (
* *
j j I I z I V jQ P N − = ⋅ ⋅ − = ⋅ = ⋅ = + =



da cui:
-375VAR
W 250
=
=
Q
P

I
C

L

R

A 5 = I
R = 10Ω
X
L
= 5Ω
X
C
= -20Ω


Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

168




Esercizio n°6.7
Il circuito in figura:







si trova in regime sinusoidale. Calcolare la forma d’onda della corrente i(t).


Sostituiamo i diversi componenti presenti nel circuito con le relative impedenze:





R z
R
=

° ∠ = =

90
1 1 1
L L j z
L
ω ω ° ∠ = =

90
2 2 2
L L j z
L
ω ω

° − ∠ = − =

90
1 1
C C
j z
C
ω ω


Riduciamo il circuito realizzando il parallelo delle impedenze
C
j z
C
ω
1
− =

e
1 1
L j z
L
ω =

.


V
C

L
1
R

V 500 = V
R = 100Ω
C = 2uF
L
1
= 0.5H
L
2
= 0.1H
f = 100Hz

L
2
i(t)

V

R
z

1 L
z

C
z
I

2 L
z
p
I
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

169



Si ha:
1
1
2
1
1
1 1 1 1 1
L j
C L
j
C
L j
z z z
C L p
ω
ω ω
ω

= − = + =
• • •

da cui:

C L
L
j z
p
1
2
1
1 ω
ω

=


Il circuito diventa allora:





Con la LKT possiamo calcolare la corrente
p
I
:

• • •
+ +
=
p L R
p
z z z
V
I
2


A questo punto, tornando al circuito di partenza e applicando il partitore di corrente,
possiamo scrivere:
• • •
• •

• •

+ +

+
=
+
=
p L R
C L
L
p
C L
L
z z z
V
z z
z
I
y y
y
I
2
1
1
1
1
1 1
1

Si ha allora:
• • • • •

• • • • •

• • •
• •
• •

+ +

+
=
+ +

+
=
+ +

+
=
p L R C L
C
p L R C L
C
p L R
C L
L C
L
z z z
V
z z
z
z z z
V
z z
z
z z z
V
z z
z z
z
I
2 1 2 1 2
1
1
1
1



V

R
z

p
z

2 L
z
p
I
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

170



e sostituendo le espressioni delle impedenze:

R z
R
=

° ∠ = =

90
1 1 1
L L j z
L
ω ω ° ∠ = =

90
2 2 2
L L j z
L
ω ω

° − ∠ = − =

90
1 1
C C
j z
C
ω ω

C L
L
j z
p
1
2
1
1 ω
ω

=



si ha:
C L
L
j L j R
V
C
j L j
C
j
z z z
V
z z
z
I
p L R C L
C
1
2
1
2 1
2 1
1
1
1
ω
ω
ω
ω
ω
ω

+ +



=
+ +

+
=
• • • • •




C L
L C L L L
j R
V
C L
C L
L C L L L
j R
V
C
C L
j
C
j
I
1
2
1 2 1
3
2 1
2
1
2
1 2 1
3
2 1
2
1
1
1
1
1
1
ω
ω ω ω ω
ω
ω ω ω
ω
ω
ω

+ −
+


=

+ −
+



=




) ( ) 1 (
1 2 1
3
2 1
2
L C L L L j C L R
V
I
ω ω ω ω + − + −
=





] 5 . 0 ) 100 2 ( 10 2 1 . 0 5 . 0 ) 100 2 ( 1 . 0 ) 100 2 [( ] 10 2 5 . 0 ) 100 2 ( 1 [ 100
500
6 3 6 2
⋅ ⋅ + ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ − ⋅ ⋅ + ⋅ ⋅ ⋅ −
=
− −
π π π π j
I



° − ∠ = − = 13 . 80 4 . 1 A 38 . 1 24 . 0 j I



A questo punto antitrasformiamo:


) 4 . 1 2 cos( 2 4 . 1 ) ( − ⋅ = ft t i π

e in definitiva:

) 4 . 1 200 cos( 2 ) ( − = t t i π


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

171




Esercizio n°6.8
Nel circuito in figura:





a

l’impedenza

L
z
rappresenta l’impedenza longitudinale equivalente di una linea bifiliare
alimentata ad un estremo da un generatore di tensione
g
V
, di frequenza f = 50Hz. Il
carico è costituito da una impedenza

z
, che assorbe, alla tensione V = 210V, la potenza
P = 8kW con un cosϕ = 0.6 in ritardo. Determinare:

1) Il valore di
g
V

2) Il valore della capacità C necessario a rifasare il carico con un cosϕ = 0.9 (rit.)
3) Il valore di
V
e quello della potenza attiva alla sezione a dopo il rifasamento.


Per la LKT possiamo scrivere:



+ = + = I z I z V V V
L L g


Il modulo di I lo ricaviamo dalla formula della potenza attiva:

ϕ cos VI P = ⇒ A
V
P
I 5 . 63
6 . 0 210
8000
cos
=

= =
ϕ


inoltre:
° = = 13 . 53 ) 6 . 0 arccos( ϕ





V

L
z
I
g
V

z


Ω + =

3 . 0 2 . 0 j z
L

U
I
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

172




è l’angolo di sfasamento tra il fasore della tensione e quello della corrente. Assumendo la
tensione
V
come fasore di riferimento per gli angoli e tenendo conto che si tratta di un
cosϕ in ritardo, possiamo scrivere:


A 13 . 53 5 . 63 ° − ∠ = − ∠ = ϕ I I

A questo punto l’impedenza

z
è data da:

Ω + = ° ∠ = ° ∠ =
° − ∠
° ∠
= =

64 . 2 98 . 1 13 . 53 30 . 3 13 . 53
13 . 53
0
j
I
V
I
V
I
V
z



Possiamo determinare
g
V
:


( ) ( ) = + = + + + =
|
.
|

\
|
+ =
• •
I j I j j I z z V
L g
94 . 2 18 . 2 64 . 2 98 . 1 3 . 0 2 . 0


° ∠ ≈ ° − ∠ ⋅ ° ∠ = ⋅ ° ∠ = 0 41 . 232 ) 13 . 53 5 . 63 ( ) 44 . 53 66 . 3 ( 44 . 53 66 . 3 I

Disegnamo il diagramma vettoriale:




Bisogna effettuare un rifasamento in modo che l’angolo di sfasamento tra
V
ed
I
si
riduca al valore:

° = = 84 . 25 ) 9 . 0 arccos(
/
ϕ


A tale scopo dobbiamo drenare un’opportuna corrente capacitiva dalla linea, come mostra
il seguente diagramma vettoriale:




ϕ
I
V
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

173








Valutiamo l’impedenza
tot z

, parallelo della reattanza capacitiva con la preesistente
impedenza
Ω + = + =

64 . 2 98 . 1 j jX R z
:


|
.
|

\
|
+
− +
+
= +
+

+
=
= +
+

= +


+
= +
+
= + =

+ =
• • •
2 2 2 2 2 2 2 2
2 2
1 1 1 1 1 1
X R
X
C j
X R
R
C j
X R
X
j
X R
R
C j
X R
jX R
C j
jX R
jX R
jX R
C j
jX R
C j
z
C
j
z ztot
ω ω
ω ω ω ω
ω



da cui:

2
2 2
2
2 2
2 2 2 2
2 2 2 2
1
|
.
|

\
|
+
− +
|
.
|

\
|
+
|
.
|

\
|
+
− −
+
=
|
.
|

\
|
+
− +
+
=

X R
X
C
X R
R
X R
X
C j
X R
R
X R
X
C j
X R
R
ztot
ω
ω
ω



e imponiamo che sia:

2 2
2 2
/
arctan
X R
R
C
X R
X
+

+
=
ω
ϕ




ϕ
U
I
V
I
C
I
/
ϕ
V

L
z
I
g
V

z
C
I
U
I
C
Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

174



R
X R C X
X R
R
X R
X R C X
X R
R
C
X R
X
) (
) (
tan
2 2
2 2
2 2
2 2
2 2
2 2
/
+ −
=
+
+
+ −
=
+

+
=
ω
ω
ω
ϕ



) ( tan
2 2 /
X R C X R + − = ω ϕ



/ 2 2
tan ) ( ϕ ω R X X R C − = +

In definitiva:


F
X R
R X
C
4
2 2 2 2
/
10 92 . 4
] ) 64 . 2 ( ) 98 . 1 [( 314
) 84 . 25 tan( 98 . 1 64 . 2
) (
tan

⋅ =
+ ⋅
⋅ −
=
+

=
ω
ϕ



è il valore della capacità cercato.
In alternativa, lo stesso valore di capacità può essere ricavato in termini di potenze attiva e
reattiva. A tale scopo scriviamo l’espressione della potenza reattiva prima e dopo
l’inserimento del condensatore:


ϕ tan P Q =
/ /
tanϕ P Q Q Q
C
= + =

in cui è:

2
2
2
2
CV
X
V
X
V
X I X Q
C C
C C C C
ω − = =
|
|
.
|

\
|
= =

Sostituiamo questa espressione della potenza reattiva nella precedente equazione:


ϕ ϕ tan tan
/ /
P P Q Q Q
C
− = − =



ϕ ϕ ω tan tan
/ 2
P P CV − = −

da cui possiamo ricavare il valore della capacità:


Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

175



F
V
P P
V
P P
C
4
2
/
2
/
10 92 . 4
)) ( tan(arccos )) ( tan(arccos tan tan

⋅ =

=

=
ω
ϕ ϕ
ω
ϕ ϕ



Calcoliamo ora il nuovo valore della tensione
V
.
Per la LKT possiamo scrivere:

V y z V V y z V I z V
tot
L
tot
L L
g
|
.
|

\
|
+ = + = + =
• • • • •
1


da cui:

° − ∠ =
|
.
|

\
|
+
=
• •
2 54 . 218
1
tot
L
g
y z
V
V


in cui è:

1
2 2 2 2
088 . 0 182 . 0


Ω − =
|
.
|

\
|
+
− +
+
= j
X R
X
C j
X R
R
y
tot
ω


La corrente è invece data da:

A V y I
tot
° − ∠ = =

80 . 27 18 . 44



Infine la potenza attiva:

W VI P 8690 9 . 0 18 . 44 54 . 218 cos
/
= ⋅ ⋅ = = ϕ















Capitolo 6 – Esercizi sul regime sinusoidale

176




Esercizio n°6.9
Il circuito in figura






è in regime sinusoidale. Calcolare il fasore della corrente
2
I
.


La relazione di lato dell’induttore biporta è data da:


¹
´
¦
+ =
+ =
2 2 1 2
2 1 1 1
I L j I M j V
I M j I L j V
ω ω
ω ω

2 2 1 2
2 1 1 1
I jX I jX V
I jX I jX V
M
M
+ =
+ =



Applichiamo la LKT a ciascuna maglia:


¹
´
¦
= +
+ =
0
2
1 1
C
V V
V I R V


e sostituiamo le relazioni di lato:


¹
´
¦
= + +
+ + =
0
2 2 2 1
2 1 1 1
I jX I jX I jX
I jX I jX I R V
C M
M





V
C

R

X
1
X
2
X
M
1
I
2
I
V 100 = V
R = 10Ω
X
C
= -20Ω
X
1
= 50Ω
X
2
= 25Ω
X
M
= 10Ω
Acciani, Fornarelli , Brunetti – Esercizi svolti di Elettrotecnica

177



A questo punto siamo in grado di calcolare il fasore
2
I
.


¹
´
¦
= + +
= + +
0 ) (
) (
2 2 1
2 1 1
I X X j I jX
V I jX I jX R
C M
M




¹
´
¦
= +
= + +
0 5 10
100 10 ) 50 10 (
2 1
2 1
I j I j
I j I j




¦
¹
¦
´
¦
− =
= + +
2 1
2 1
2
1
100 10 ) 50 10 (
I I
I j I j




¦
¦
¹
¦
¦
´
¦
− =
= + + −
2 1
2 2
2
1
100 10
2
1
) 50 10 (
I I
I j I j




¦
¹
¦
´
¦
− =
= − −
2 1
2 2
2
1
100 15 5
I I
I j I


In definitiva:


¦
¹
¦
´
¦
° − ∠ = − =
° − ∠ = + − =
+
− =
56 . 71 16 . 3 3 1
56 . 71 32 . 6 6 2
15 5
100
1
2
j I
j
j
I