COMUNE DI LARCIANO

Medaglia d’Oro al Merito Civile

Periodico d’informazione dell’ Istituto “FERRUCCI” di Larciano Fondato da A.Disperati Diretto da Criachi, Innocenti, Mori

Marzo 2011

Anno XXV N. 5

Ciao Ragazzi !
Il giorno 16-03-11 noi ragazzi del CCR insieme a tutta la scuola media e alle autorità competenti abbiamo festeggiato il 150° anniversario dell’UNITA’ D’ITALIA nella Sala Progresso . La cerimonia è cominciata con il canto dell’inno nazionale, davvero molto emozionante e coinvolgente. Il sindaco e l’assessore alla cultura Marzio Bracciotti hanno introdotto la festa, salutando l’assemblea e spiegando il significato attuale di questa ricorrenza. Noi del CCR abbiamo presentato le immagini e le parole chiave dell’inno di Mameli in modo che tutti potessero capirne il messaggio centrale .Il prof. Giampieri è intervenuto per illustrare la figura del garibaldino larcianese Luigi Spinelli che è morto ventenne sacrificando la sua vita per la patria. Il prof. Fabio Giannelli ha illustrato l’importanza del medico Paolo Pucci il quale è famoso per i suoi studi psichiatrici sulla nevrosi da guerra e per aver partecipato alla battaglia di Adua nel 1896. Molto interessante l’intervento dell’architetto Neri il quale ha presentato il plastico di Larciano Castello, realizzato insieme alla proloco. La mattinata si è conclusa con l’inno nazionale completo cantato sotto la direzione sapiente del prof. Carlo Sevieri.

Fare gli italiani! Quando dovevamo inviare il programma per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, e scegliere un titolo per la manifestazione, questa parte della famosa frase di Massimo d’Azeglio è la prima che mi venne in mente, con l’aggiunta del punto esclamativo per dare un suono imperativo, un ordine, ma un ordine particolare. Per me, che ho frequentato la scuola primaria e secondaria in un periodo storico nel quale, lo studio dal risorgimento alla seconda guerra mondiale veniva tralasciato, l’Unità d’Italia è sempre stato un argomento denso di domande e interrogativi: perché si chiama Italia? Perché si sentivano uno stato unico? Perché questa necessità di liberarsi unendosi? Praticamente ho vissuto la nascita del nostro stato sulle pagine della letteratura italiana, non su quelle di storia. E forse non è stato un male. Leggendo Dante, Machiavelli, Guicciardini, Foscolo, Leopardi , intuendo il loro slancio, potevo quindi domandarmi perché non fosse sempre stata una nazione unita. Abbiamo una cultura antichissima, ma uno stato unitario giovane ed una democrazia giovanissima. Ecco che diventa essenziale ripeterci quotidianamente l’ordine, di fare gli italiani! Rivolgendolo a noi stessi, ai nostri comportamenti, ai nostri pensieri, noi dobbiamo fare gli italiani affinché tutti lo siano. A questo punto, ritorna la domanda che mi facevo da ragazzo: perché l’Italia è uno stato unico? La storia che studiavo parlava di guerre, ducati, dominazioni francesi e spagnole, perché l’esigenza di creare l’Italia?

Per trovare una risposta, di solito è sufficiente fare il semplice gesto di unire i punti: eroi risorgimentali che giovanissimi scelgono di morire per un ideale romantico, partigiani della resistenza che giovanissimi lottano per un ideale di libertà e democrazia, giovani studenti che protestano per sognare un futuro migliore. Come denominare tutto ciò, se non con l’opera di Verdi , “La forza del destino”. I giovani italiani, costretti da sempre a lottare contro qualcuno o qualcosa che permetta loro di poter pensare: “domani sarà migliore di oggi”, che “divisi non andremo da nessuna parte”, che l’unione pur nelle diversità esistenti, ha prodotto secoli di storia, cultura e tradizioni ineguagliate nel mondo. Quindi ha ragione chi sostiene che gli italiani sono sempre esistiti, anche prima dell’Unità, nella solidarietà, nella cultura, e in tutte quelle particolarità che altri, spesso all’estero, debbono ricordarci e farci notare. Rileggendo le cose scritte, mi rendo conto di aver utilizzato gli argomenti in modo sincopato, tipo jazz, ma va bene così, riflette la nostra storia, fatta di grandi accelerazioni e improvvisi rallentamenti. Mi vengono in mente la parole di Danilo Dolci, “ciascuno cresce solo se sognato”, così è stato, e così deve essere la nostra storia, se riusciremo ad avere nel cassetto un sogno per il futuro, riusciremo a crescere come Stato, come cittadini. Ecco svelato il segreto dell’imperativo iniziale, sfruttare le nostre differenze e i nostri confronti, facendone un momento di crescita, mentre quando dall’esterno ci osservano, stare uniti e fare sistema: sarebbe un paese bellissimo, ma soprattutto, di questo ne sono sicuro, costruiremo un paese meraviglioso. Marzio Bracciotti Assessore alla Cultura

Marzo 2011

Anno XXV N. 5

Vita Scolastica

Da questo mese abbiamo pensato di intervistare i consiglieri del Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) della Teen Coop in modo da far conoscere a tutti i soci come si svolge la “dura vita” del consigliere!!!! Giulio Tesi si è improvvisato giornalista ed ha intervistato i primi quattro consiglieri: Tesi: Come ti trovi con i compagni della Teen Coop? M.G. Meozzi: Bene perchè sono tutti molto socievoli e disponibili ad aiutarti! C.Massaro: Mi trovo molto bene perchè ho fatto nuove amicizie e penso che la Teen Coop sia anche un modo per stare insieme lavorando divertendosi A. Abbruzzese: Mi trovo molto bene, siamo in perfetta sintonia D. Bindi: Mi trovo molto bene, posso dire che c'è un legame che ci tiene uniti e, tra l'altro, questo è un obiettivo della cooperativa Tesi: Di che cosa discutete durante le riunioni? M.G. Meozzi: Di progetti scolastici, delle attività che dobbiamo svolgere durante l'anno per contribuire all'acquisto di materiali per la scuola e per altri enti. C. Massaro: Discutiamo dei progetti da attuare in molto piacere perchè possiamo, divertendoci, coinvolgere tutta la scuola

A. Abbruzzese: Delle varie iniziative da attuare in quel periodo e inoltre approviamo verbali, facciamo bilanci. D. Bindi: Scrivo l'ordine del giorno, ossia tutte le iniziative che dobbiamo discutere in C.d.A. Tesi: Chi convoca le riunioni? M.G. Meozzi: Il Presidente in accordo con le tutor C. Massaro: Il Presidente in accordo con le tutor A. Abbruzzese: Il Presidente con l'aiuto delle tutor D. Bindi: Io, in accordo con le tutor Tesi: Qual è il tuo ruolo nella Teen Coop? M.G. Meozzi: Mi occupo di alcuni progetti a livello organizzativo come la cena multietnica e il donacibo per i nostri amici a 4zampe, che si è appena concluso C. Massaro: sono uno dei due cassieri previsti: amministro i soldi che raccogliamo con le nostre attività, i nostri grandi successi. A. Abbruzzese: Aiuto il Presidente e lo sostituisco quando è assente D. Bindi: Sono il Presidente, in pratica decido con i consiglieri le attività , coordino il consiglio e convoco le riunioni.

Martedì 15 marzo noi ragazzi della 2^A della secondaria siamo andati a visitare la Ludoteca Scientifica a Pisa. E ‘ stato tutto divertente a partire dal viaggio! Infatti siamo andati in treno con cambio a Lucca sia all’andata che al ritorno! A Pisa ci siamo diretti verso la famosa Piazza dei Miracoli dove abbiamo visto la Torre Pendente… che per fortuna è sempre lì! Ma la Ludoteca ci attendeva! Ci siamo di nuovo messi in cammino e, arrivati all’Istituto Superiore L. da Vinci, abbiamo formato tre gruppi , ciascuno con una guida… giovane, infatti si trattava di laureandi della Facoltà di Fisica. Siamo passati dalla stanza dell’elettricità e magnetismo a quella dei pendoli, dal suono alla gravità… E’ stato un modo per scoprire la realtà che ci circonda in maniera scientifica e divertente.

Ad ogni nostro perché seguiva una risposta verificata dagli esperimenti. Pendolo caotico deterministico, Biglie di Newton, Termometro di Galileo, Caduta dei gravi, Fibre ottiche , Sfera al plasma, Paradosso meccanico...non hanno più segreti per noi! Non volevamo venire via perché tutto era troppo interessante e curioso; ma anche le cose belle finiscono, il treno ci aspettava... e che treno! Bipiano e noi naturalmente siamo andati al secondo ..piano! Alle 14, puntualissimi, ci aspettavano i nostri genitori con i quali siamo rientrati a casa.

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Anno XXV N. 5

Cari Ragazzi e Ragazze, molte delle vostre domande riguardano le vostre emozioni e sensazioni. "Perchè mi emoziono facilmente? Perchè mi vergogno delle mie emozioni? Come faccio a farmi passare la paura del buio? Come faccio a non essere timida con tutti? Come posso riuscire a combattere la gelosia? Ho paura ad esprimere i miei sentimenti. Ho paura ad esprimere ciò di cui ho bisogno. Ho paura di parlare in pubblico. Arrossisco facilmente quando......Mi sento a disagio quando ........." Questi interrogativi e paure nascono da un gran voglia di crescere e di crescere bene, in armonia con sè e con gli altri. E alla base di tutto c'è la percezione che voi avete di voi stessi e l'immagine che gli altri vi rimandono. E' come se vi guardaste allo specchio e vi domandaste "cosa penso di me?" "come mi vedono gli altri?" L' autostima è un bisogno fondamentale dell'essere umano. L’autostima si può definire un’esperienza soggettiva e stabile di valutazione positiva del proprio valore basata sulla considerazione che si ha di sé. Essa rappresenta un elemento essenziale poiché consente un riconoscimento adeguato delle proprie risorse e qualità. Stimarsi vuol dire avere fiducia nelle proprie capacità di pensare e superare le sfide fondamentali della vita, avere fiducia nel proprio diritto di affermare le vostre necessità e desideri, avere fiducia nel proprio diritto al successo e alla felicità, accompagnati dalla sensazione di valere e di meritare tutto questo. L’incapacità di esprimere i propri sentimenti è un altro aspetto importante da considerare in relazione ad una bassa autostima.

Una bassa stima di sè è correlata alla rinuncia, all'irrazionalità, alla rigidità, alla paura di ciò che è nuovo e diverso, ad essere sempre sulla difensiva. Quando l'autostima è bassa, anche la capacità di recupero difronte alle avversità della vita è molto minore. La frase che vi ripeterete più o meno consapevolmente sarà "IO NON MERITO QUESTO" Quando la persona ha una scarsa stima di sé, rivela un senso di inadeguatezza di fronte alle sfide basilari della vita. Infatti chi ha un’immagine negativa di sé non è in grado di agire in modo efficiente, razionale e non utilizza nel modo migliore le sue potenzialità. Chi non si valuta positivamente tende a impegnarsi poco e a non persistere nei propri sforzi così da aumentare le probabilità di insuccesso. Dall’insuccesso il soggetto riceverà conferme delle proprie autovalutazioni negative con il risultato di una ulteriore diminuzione dell’autostima.

Mi rendo conto che l'argomento è più ampio e complesso e forse troveremo un altro spazio per approfondirlo.

A cuore aperto,

Noemi Sembranti

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Anno XXV N. 5

L'alcol alimentare (alcol etilico o etanolo) presente in diversa concentrazione nelle bevande alcoliche è una sostanza che deriva dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nella frutta (i.e. il vino) oppure degli amidi di cui sono ricchi cereali (i.e. la birra) e tuberi. L’alcol possiede un proprio valore energetico (7 kcal per g) ma non può essere considerato un nutriente come i carboidrati, le proteine o i grassi; le calorie sviluppate dall’alcol vengono in gran parte disperse dall’organismo sotto forma di calore, non è indispensabile all’organismo e può essere invece fonte di danno per le cellule di molti organi, tra cui il fegato e il sistema nervoso. E’ quindi una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con una capacità di indurre dipendenza, come le sostanze o droghe illegali. Un bicchiere di vino (125 ml), una birra (330ml) oppure un bicchiere di superalcolico (40ml) contengono la stessa quantità di alcol pari a circa 12 grammi. La quantità considerata a basso rischio per l’uomo è 20-40 grammi (2-3 bicchieri al giorno) e per la donna 10-20 grammi (1-2 bicchieri al giorno). Studi recenti indicano che l’ età di avvio al consumo alcolico in Italia è la più bassa di tutta l’ Europa: 12 anni circa. Prima dei 15 anni però, l’apparato digerente non ha completato la maturazione di quel sistema di sostanze che permettono di trasformare l’ alcol ingerito ed è quindi inevitabile che qualsiasi bevanda alcolica consumata prima dei 16 anni, esponga l’organismo a un maggior rischio di danno. Il sistema di smaltimento dell’ alcol è inoltre differente per i due sessi in quanto, l’organismo femminile è dotato di un sistema capace di eliminare la metà dell’ alcol ingerito rispetto a quanto avviene per i maschi. Da questo ne deriva che le donne sono più vulnerabili e che sperimentano gli effetti negativi dell’ alcol con la metà delle quantità ingerite dagli uomini. L’alcol è inoltre oggetto di luoghi comuni che non

coincidono con evidenze scientifiche, come ad esempio: L’alcol aiuta la digestione:non è vero! la rallenta e determina un alterato svuotamento gastrico Il vino fa buon sangue:non è vero! è responsabile di varie forme di anemia e di un aumento dei grassi nel sangue Le bevande alcoliche sono dissetanti:non è vero! disidratano, fanno urinare di più e aumentano la sensazione di sete L’alcol dà calore:non è vero! la dilatazione iniziale dei vasi sanguigni produce una momentanea sensazione di calore e successivamente aumenta la dispersione di calore con il rischio di assideramento L’alcol aiuta a riprendersi da uno shock:non è vero! la dilatazione dei vasi capillari determina un minor flusso di sangue, soprattutto al cervello L’alcol dà forza:non è vero! è un sedativo e produce una diminuzione del senso di affaticamento e della percezione del dolore L’alcol rende sicuri:non è vero! disinibisce, eccita e aumenta il senso di socializzazione ma superata la fase euforica, può agire come un potente depressivo. Inoltre la “sicurezza” svincolata dal pieno controllo del comportamento può essere fonte di danno per se stessi e per gli altri. Ricorda: bere non serve a dimostrare o ad affermare la propria superiorità, non serve a sentirsi più sicuri, più loquaci per facilitare le relazioni interpersonali, non serve per apparire più emancipati e più trendy per essere più facilmente accettati dal gruppo, al contrario smentisce e conferma una intrinseca, individuale debolezza e incapacità di proporre ed affermare sé stessi come individui dotati di una indipendente capacità di giudizio.

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Anno XXV N. 5

terminata un'altra mission della Teen Coop. I soci e gli alunni delle clasprime si sono dati da fare ed hanno riempito le scatole delle rispettive classi con vari alimenti e oggetti. Nello specifico saranno consegnati la Responsabile del canile: 5 salsicciotti 79 barattoli cibo per cani 12 barattoli cibo per gatti 26 sacchi croccantini per cani 3 confezioni croccantini per gatti 1 brandina 1 borsa trasporto cane di piccola taglia 12 sacchi di riso per animali Grazie a tutti!!!!! Ringraziamo tutti per averci dato una mano....anzi una zampa... in questa nostra attività!!!!

E' si al-

Martedì 22 Febbraio abbiamo incontrato a scuola il Dott. Breschi della Confcooperative di Lucca. E' stato un incontro molto lungo (a tratti un pò complicato ) ma i consiglieri del C.d.A. ce l'hanno fatta!!!! Ci sono comportati in maniera impeccabile!!! Risultato della revisione: siamo stati promossi a pieni voti nella parte operativa e rimandati a Settembre in quella formale! Vi chiederete: ma cosa si intende per formale? Nella gestione di una cooperativa oltre gli aspetti organizzativi e operativi, è necessario tenere aggiornati una serie di documenti: verbali c.d.a. e assemblea dei soci, regolamento interno, statuto, atto costitutivo, etc.... Il giorno successivo ne abbiamo parlato con le nostre tutor che ci hanno sollevato il morale: non avevamo preso bene alcune parole del Dott. Breschi, pensavamo di aver fatto un brutto lavoro e considerato l'impegno che i cassieri, segretari, presidente e vicepresidente, insomma tutti i consiglieri, ci mettono, ci eravamo un pò depressi!!! Ma considerando che il tempo che dedichiamo alla teencoop è

interamente assorbito dall'organizzazione delle attività, abbiamo effettivamente omesso alcuni aspetti burocratici. Come abbiamo sottolineato al Dott. Breschi il tempo che noi ragazzi impieghiamo nella teen coop (in orario extrascolastico e talvolta scolastico) è molto, considerando che prima di tutto per noi c'è e ci deve essere la scuola!!!!! Quindi molto spesso abbiamo dovuto fare delle scelte e far passare in secondo piano alcuni aspetti amministrativi per far sì che potessimo raggiungere gli obiettivi didattici e sociali che ci siamo prefissati. Con ciò, come ci ha spiegato il Dott. Breschi, nelle vere cooperative tutto è importante allo stesso livello!!! E noi concordiamo in pieno con le sue parole e ne faremo sicuramente tesoro quando da “grandi” avremo una nostra attività... ma per ora continueremo a "lavorare" come abbiamo fatto, facendo sì più attenzione anche alla parte formale, ma ricordandoci che siamo una simulazione di cooperativa e come tale qualche errore lo possiamo commettere!!!!

Il C.d.A. della Teen Coop ringrazia il socio Davide Masi per il progetto che ci ha presentato. In pratica ha proposto una sorta di “Ferrucci's Got Talent – i talenti della musica” : i partecipanti si esibiscono davanti una giuria di esperti in modo da decretare il vincitore. Purtroppo non sarà possibile attivare questo interessante progetto visti i tempi ristretti, ma come abbiamo già comunicato a Davide, ne terremo di conto per il prossimo anno e lui sarà invitato come giurato. Invitiamo nuovamente i soci della Teen Coop a proporre nuove idee per il prossimo esercizio sociale che potrete consegnare al Presidente Davide Bindi o al Vice presidente Alessio Abbruzzese.

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Anno XXV N. 5

Vita Scolastica

L'Istituto Comprensivo Francesco Ferrucci di Larciano ha vinto il bando per un nuovo progetto europeo Comenius dal titolo E.C.O.G.A.I.A. (Educare alla Costruzione e gestione attiva dell'ambiente), all'interno del quale noi alunni del CCR stiamo analizzando la crisi in atto. Secondo il nostro punto di vista questo momento di difficoltà potrebbe diventare un'opportunità positiva per riflettere sui comportamenti e modificare il modo di pensare e di vivere che riteniamo sia poco sostenibile. Se, infatti, lo stile di vita dell’ Occidente fosse esteso all’umanità intera, ci vorrebbero cinque pianeti come la Terra per avere le risorse necessarie e per smaltirne i rifiuti. Anche noi ragazzi siamo dei consumatori poco attenti e, pertanto, corresponsabili della situazione attuale di degrado ambientale e di crisi economica: compriamo, cioè, molto di più di quanto abbiamo bisogno. Per renderci conto dello spreco, basta guardare nei nostri armadi, nei nostri frigoriferi, nelle nostre pattumiere… Dentro di noi, però, c’è anche l’aspirazione a un mondo più giusto e solidale, più rispettoso dell'ambiente.“Noi dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere negli altri e nel mondo”, ci suggerirebbe Ghandi che di queste cose se ne intendeva.

Per tenere dei comportamenti più sostenibili è necessario muoversi partendo, prima di tutto, da se stessi, senza attendere che qualcuno faccia qualcosa al posto nostro e prima di noi... “I care” mi interessa, risponderebbe don Milani, un altro gigante del nostro passato più recente e Francesco Gesualdi, uno dei suoi ragazzi della mitica scuola di Barbiana, ci avverte: “Il mondo attuale siede su due bombe: la crisi ambientale e quella sociale. Per uscirne, occorre imboccare la strada della sobrietà: uno stile di vita - personale e collettivo - più parsimonioso, più pulito, più lento, più inserito nei cicli naturali”. Ma come possiamo fare noi, semplici studenti, per cambiare le regole di questo gioco sbagliato? E' necessario modificare lo “stile di vita”!!!. Imparare la sobrietà come stile di vita significa rimettere al centro dell’economia l’uomo, la responsabilità, il bene comune. Un certo tipo di pubblicità, non si limita a far vendere i prodotti, ma propaganda sogni, illusioni, modelli di vita che per la maggior parte delle persone sono irrealizzabili e, per molti versi, anche poco costruttivi. Insomma, consumando meno e meglio con sobrietà, si guadagna in qualità della vita e si investe sul futuro di tutti:rispetto per le persone e per la Terra, l’habitat umano da conservare, coltivare, custodire e riconsegnare in buono stato a coloro che verranno.. Dante

Bisogna mettere in atto una vera e propria rivoluzione culturale: la natura non va considerata solamente un oggetto, una merce, qualcosa da sfruttare il più possibile per ricavarne soldi anche a costo di depredarla e deturparla; dobbiamo riscoprirla, invece, come Gaia, ossia un grande organismo vivente. La sobrietà parte “dal basso” dalle piccole cose e dovrebbe essere portata avanti a tre livelli: individuale, collettivo e politico. Noi la riassumiamo con 6 R: Rivalutare= ridare importanza alle piccole e semplici cose di tutti i giorni.

Ridistribuire= condividere le cose che abbiamo con gli altri e promuovere una più equa distribuzione dei beni della terra. Rivalorizzare= ritornare in possesso delle tradizioni, gustando il piacere delle attività manuali Risparmiare energia= assumere comportamenti responsabili per far funzionare al meglio gli impianti esistenti, riducendo gli sprechi.

Consumando con sobrietà, meno e meglio, non siamo più consumatori compulsivi di cose che devono essere buttate via in fretta per continuare ad acquistarne sempre di nuoRidurre= limitare i nostri consumi alle cose assenziali, evitando ve, ma in questo modo abbiamo la possibilità di migliorare di acquistare ciò che non è strettamente necessario. la qualità della nostra vita, comprese le relazioni con gli altri,improntate alla cooperazione solidale in modo da Recuperare e Riparare= riutilizzare gli oggetti finché è possibi"vivere semplicemente, perché tutti possano semplicele, acquistando sempre quelli rigenerabili e non usa e getta. mente vivere" (Ghandi)

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gnese "Link". Lo stesso anno partecipa alla compilation Street Flava, di Radio Italia Network, con il brano Vecchio quartiere. Il rapper bolognese può vantare diverse collaborazioni con artisti anche internazionali. Tra le le collaborazioni italiane da ricordare quella condadawd i milanesi Club Dogo, che porta, nel 2004, alla pubblicazione del mixtape PMC VS Club Dogo. Nel 2005 esce Fabiano detto Inoki, secondo album solista di Inoki, contenente pezzi raccolti tra il 2003 e il 2005, seguito a distanza di breve tempo da The Newkingztape mixtape ricco di partecipazioni e composto di ben 29 tracce. Ad ottobre 2006 viene resa nota la firma dell'mc bolognese per Warner Inoki nome d'arte di Fabiano Ballarin, conosciuto an- Music. Poco dopo, comincia a diffondersi in rete la che come Inokines, Inokiness o HipHoperaio (Ostia, 2 versione non definitiva del singolo Sentimento reciottobre 1979) è un rapper, writer e attore italiano. proco all'insaputa dello stesso Inoki, che decide Fabiano Ballarin nasce ad Ostia ma vive i primi anni (probabilmente anche alla luce di questo fatto) di della sua vita a Imperia. A 13 anni, influenzato dal realizzare un video della canzone in questione. Nel padre, amante degli Assalti Frontali, inizia a conoscere febbraio del 2007 esce il quarto album di Inoki, Nobilil rap e nel 1995, trasferitosi a Bologna, inizia a pren- tà di strada, che riscuote successo a livello nazionale, dere confidenza con il panorama musicale locale. Ol- anche grazie all'aiuto dell'emittente televisiva MTV, tre all'aspetto musicale rimane colpito dal lato artisti- che lo elegge "Scommessa MTV del 2007". Il primo co dell'hip hop, il writing e vi si dedica con il nome di singolo estratto è Sentimento Reciproco, come seconEnok. do singolo viene scelto invece Il mio paese se ne freA Bologna conosce il breaker e rapper Gianni KG ed il ga, pezzo in controtendenza rispetto al primo, ma che writer Paniko. Con loro costituisce la Porzione Massic- ottiene lo stesso un buon riscontro dai fans e dalla cia Crew (PMC), collettivo hip hop bolognese che rac- critica. Il 2007 lo vede impegnato nel realizzare un coglie un buon numero di artisti, tra cui gli stessi Inoki programma radio underground, dal nome "Street e Gianni KG.Dopo aver stretto i rapporti con il rapper Kingz", sulle frequenze di Radiocittà Fujiko. Nel 2008 Joe Cassano forma con lui la Flick Flack Mobb. A ditermina il contratto con la Warner. Nel 2009 Inoki ha stanza di poco tempo entrerà anche nella crew Next dato vita a una forte rivalità con il rapper Vacca, comLevel Entertainment del breaker The NextOne. Nel battuta a colpi di dissing sui rispettivi myspace. 1998 partecipa al brano Giorno e notte, con il quale ha la possibilità di farsi notare a livello nazionale. Il brano verrà inserito all'interno dell'LP postumo di Joe, Dio Lodato, ed in Novecinquanta, compilation di Fritz Da Cat del 1999. Lo stesso anno esce Demolizione 1, mixtape della PMC; progetto rintracciabile solo su cassetta. Nel 2001 è la volta di 5° Dan, LP autoprodotto che firma con il nome di Inokines; a gran parte delle canzoni partecipa anche la PMC. Il prodotto riscuote un buon successo underground. Nel 2002 esce il secondo mixtape della PMC, Demolizione 2, registrato nello studio catanese dei Freaktons. Nel 2003 l'mc si occupa dell'organizzazione del 2 The Beat, una torneo di battaglie di freestyle che ha luogo nel locale bolo-

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Rubrica dello sport
Ciao, in questo numero vi parleremo della pallavolo. Questo sport, come dicono le ragazze di questa scuola, è molto difficile perché devi essere sempre attento alla palla e devi avere, quindi, grandi riflessi. Nella pallavolo giocano sei ragazzi/e , mentre in panchina ce ne stanno tre. A seconda delle posizioni che tengono nel campo i giocatori prendono i nomi “banda, centrale, opposto”. Le partite della pallavolo non hanno un tempo definito e non sono disputate tutte le domeniche. Per vincere una partita di pallavolo bisogna vincere la maggior parte dei set che sono tre, per vincere un set bisogna arrivare a 25 punti. Adesso passiamo all’intervista di Lucrezia Nardi, una ragazza della nostra scuola che gioca a pallavolo.

1)Perché hai scelto la pallavolo? -Ho scelto questo sport perché quando l’ho provato con la scuola mi è piaciuto. 2)Da quanto tempo lo pratichi? - Questo sport lo pratico da quattro anni. 3) Dove giochi a pallavolo? - Gioco a Monsummano Terme alla palestra. 4)Qual è il tuo numero di maglia? Perché? - 34, perché me lo hanno assegnato però ho notato che mi porta molta fortuna. 5) Quante volte a settimana ti alleni? - 5 volte a settimana, dal lunedì al venerdì. 6)Le partite ci sono tutte le settimane? -No, però ci sono sempre di domenica. 7) Hai un motto? - No, non ho un motto. 8) Hai mai pensato di cambiare squadra? Te lo hanno mai chiesto? -Si, ho avuto molte richieste da parte di altre squadre ma non ho accettato perché mi piace la mia squadra e tutte le mie amiche che ci giocano.

3 -0 per noi!! Marcatori: Brittoli Giovanni 2 goal e Lumeri Marco 1 goal

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Scuola Primaria

Gli alunni delle classi 4^C e 5^C, in questi giorni, hanno parlato tanto dell’ Italia, dell’ unità dell’ Italia e hanno scoperto come quel sentimento patriottico, che ha mosso Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille a morire per l’ Italia , sia ancora vivo. Inoltre hanno scoperto “ strane parole”; di seguito ne evidenziamo alcune attraverso una filastrocca letta insieme: Ester e Giulio, due bimbi fantasiosi, trovano in soffitta dei libri assai curiosi alcuni vecchi e impolverati e dai topi un po’ rosicchiati. Balza ai loro occhi, spalancati ma un po’ stanchi, un volto dalla barba e dai capelli bianchi. Sembra un nonno furbo e intelligente È Giuseppe Verdi, musicista vincente! Cominciano a leggere incantati una storia che li trova appassionati. Il nonno racconta con talento a vera storia del Risorgimento. Ester dice a Giulio:” Stai attento, sai com’ era l’Italia prima del Risorgimento? Sembrava il vestito di Arlecchino, tutto toppe, cucite di fino. Toppe di qua e toppe di là, poco pane, nessuna libertà! Alzava la voce lo straniero usando le bugie a disonor del vero. Per fortuna che c’ eran pensatori, musicisti, poeti, gran scrittori, che voleva l’ Italia indipendente, libera dallo straniero, intelligente. Quanti eroi hanno dato la vita! La storia dice:” A che è servita?”. A rifare l’Italia tutta intera come un vestito nuovo a primavera”. Gli alunni delle classi 4^C e 5^C

Io per un amico darei tutto. Darei il mio cuore, darei la mia anima, darei tutto. Io con un amico volerei, canterei, ballerei, nuoterei, giocherei e farei tutto per lui. Un amico è prezioso solo se gli vuoi bene, un amico è prezioso solo se ci tieni. Un amico è la cosa più bella di tutta la vita. L’amico non ti lascerà mai se ci tieni, se lo tratti bene. L’amico è la cosa più bella e più preziosa. (Francesca Brachino, classe II B)

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Anno XXV N. 5

☺ Videogiochi ☺

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Spogliato della sua intera confezione, “Limbo” è un puzzle-platform a scorrimento orizzontale minimalista, dove la soluzione del prossimo puzzle ambientale è tutto ciò di cui dovrete preoccuparvi. Comunque sotto la sfuocata patina bianco e nera c’ è molto più di quanto colpisca agli occhi. In questo gioco siamo solo un puntino nero in un mondo che pare appannato come dopo una forte botta in testa, eppure, dietro la cortina il mondo reale c’ è: ne sentiamo i suoni, ne vediamo i contorni, ma non possiamo raggiungerlo. Questo è Limbo, il regno di mezzo, né di qua, né di là. Ci alziamo a fatica, sbattiamo gli occhi, i quali brillano come stelle in un cielo nero e cominciamo la nostra corsa. Qualunque cosa scoprirete del “teme background” narrativo di “Limbo”, pallido e sfuocato proprio come il mondo che raffigura, lo dovrete scoprire e interpretare da soli senza ulteriori aiuti o facilitazioni. Nei panni di un bambino perso in questo misterioso mondo di mezzo sarete chiamati ad avanzare sempre e comunque nel tentativo di trovare risposte, significati e perché. Come in ogni puzzle game che si rispetti, l’ ostacolo è il motore da cui scaturisce l’ azione e ne troverete di ogni tipo e forma: da semplici alture a vasche piene d’ acqua dove, come scoprirete ben presto, il protagonista non può notare, a mostruose minacce in carne ed ossa. Sopravvivere o superarli sarà una questione di pazienza, astuzia e capacità d’ osservazione. Gli sviluppatori si sono spesso divertiti a nascondere negli scenari apparentemente uniformi piccoli indizi di ciò che verrà. Gli strumenti per dominare questo contesto tanto rarefatto sono naturalmente semplicissimi: oltre all’ analogico percorrere e salire le eventuali scale avete solo 2 tasti, ovvero uno dedicato al salto e una altro per le azioni gestuali tra le quali trascinare, spingere oggetti e tirare leve. Controlli tanto semplici e pure sufficienti a dominare un percorso dove logica fisica idraulica ed una buona dose di riflessi rappresentano un kit di sopravvivenza perfetto. Spiegare le meccaniche che si nascondono dietro la soluzione degli enigmi sarebbe un tradimento nei confronti della natura stessa del titolo, il quale deve buona parte del suo fascino proprio all’ ignoto, all’ attesa e alla tensione del prossimo ostacolo. Meglio invece parlare del ritmo molto posato e riflessivo nella prima metà di gioco e suscettibile per qualche complicazione di troppo passato un certo punto del gioco. Per quanto gli sviluppatori si siano prodigati nel mettere in scena un mondo coerente

con le sue semplice e spietate leggi, la progressione di “Limbo” e per la maggior parte legata al famigerato “traial and error”: si tenta, si muore, si riflette, si ritenta e così via. Vi saranno momenti in cui l’ istinto e un po’ di fortuna vi aiuteranno a sopravvivere ad alcuni delle trappole, ma nella maggior parte delle occasioni vi ritroverete a sfruttare l’ ingegneria inversa cercando di capire perché siete morti e come evitarlo idealmente procedendo a ritroso. Questa tendenza, unita a punti di salvataggio molto ravvicinati spezzeranno un po’ troppo il ritmo lento ed ipnotico dell’ incedere, a tratti snaturandolo. E’ un difetto intrinseco con cui si finisce col convivere grazie alla qualità di alcuni puzzle, i quali regaleranno intense soddisfazioni una volta compresi e ridotti. Un discorso tecnico applicato a “Limbo” è senza ombra di dubbio inadeguato. Il lavoro dei ragazzi “Play Dad” è la concretizzazione di un’ idea tanto splendida e geniale la cui realizzazione è altrettanto esile e minimalista: bianco e nero, contorni accennati, sonoro graffiante ed intermittente. Comunque la bellezza sta nei dettagli come ad esempio il movimento dell’ erba al passaggio del bambino, la delicatezza con cui un ragno tesse la tela o il tenero impaurirsi di un animaletto. Piccoli esempi di come la cura particolare possa creare un contesto coerente con se stesso, completo pure nonostante la mancanza di essenza. “Limbo” tuttavia non vive solo di colpo d’ occhio perché c’ è della personalità in alcuni passaggi: un sorriso a volte maligno nascosto tra un puzzle e un altro, un dettaglio celato che ammicca il giocatore, lo trascina dalle solite meccaniche ludiche, e gli fa intravedere il tessuto sottostante. Semplice in maniera disarmante, vuoto ed etereo eppure evocativo, macabro, ma ammiccante. “Limbo” è leggero come un’ idea, corre via in poche ore come il protagonista e lascia un ricordo appannato come la realtà che propone, eppure a tratti si fa adorare e ad altri odiare come i migliori amici. Si regge su gambe apparentemente esili, ma cammina, offrendo un intrattenimento inusuale ed inedito non di meno godibile. Nonostante il prezzo non esattamente economico è un’ esperienza che consigliamo, non fosse altro per dimostrare che siano le idee a mandare avanti l’ industria videoludica per quanto semplici siano. Diamo loro sostegno perché possano moltiplicarsi continuando a farci sognare.

Marzo 2011

Anno XXV N. 5

Curiosità ☺
Babau,streghe & company :ecco le paure usate per farsi ubbidire dai bambini.. E la prima “mappa dei mostri”italiana,creata dai lettori. <<Se non la smetti, arriva il Babau>>. Genitori e nonni, quando eravate piccoli, hanno cercato di arginare i vostri capricci evocando il Babau, l’Uomo Nero, il Lupo Cattivo ? Che cos’hanno in comune queste figure? E perché fanno presa sui bambini? <<Usando gli spauracchi, diffusi in tutte le culture, i genitori sfruttano la paura per educare e per controllare il comportamento dei figli>> Un trucco quindi per farsi obbedire e per convincerli a fare ciò che devono. Gli spauracchi funzionano perché sono raffigurazioni di paure che i bimbi hanno già: rappresentano il timore di essere mangiati ma anche la “voglia di aggredire”. C’è anche la paura del buio, timore ancestrale legato ad una situazione in cui non si controllano le minacce. Così, per i più piccoli, l’oscurità si popola di creature mostruose come ad esempio l’Uomo Nero. Vediamo ora quali sono gli spauracchi delle varie regioni italiane. Toscana: Gatto Mammone, Orco, Strega, Uomo nero, Babau, Lupo. Trentino: Bobo Rosso, Babau. Veneto:Mazaròl, Guzamel, Bagalis, Vecia, Uomo Nero, Babao, Bao. Emilia Romagna: Lov(lupo), Vecia de poz(vecchia dei pozzi), Ziribeg. Marche: Gatto Mammone. Abruzzo: Lu Mazzemarelle. Puglia: Lu Laùru, La Manu longa. Campania: Occhi-lustro. Calabria: Pupparone, Lu Cuccu(il gufo) Sicilia: Vecchio col sacco. Sardegna: Sa mamma ‘e su sole, Su Carru ‘e nannai(il carro di nonno).

All'inizio del Cristianesimo, la resurrezione (e quindi la Pasqua) era ricordata ogni domenica. Successivamente, la Chiesa cristiana decise di celebrarla soltanto una volta l'anno, ma non tutti erano concordi per stabilire una stessa data dell'evento. Le controversie terminarono con il concilio di Nicea nel 325 d.C., che affidò alla Chiesa di Alessandria d'Egitto il compito di decidere ogni anno la data. Partendo dalle norme dei concilio di Nicea, per le quali la Pasqua doveva cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera, oggi la data si calcola scientificamente, sulla base dell'equinozio di primavera e della luna piena, utilizzando per il computo il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e resurrezione di Cristo. La data si trova sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile. E' da notare come la data della Pasqua ortodossa non coincida con quella cattolica, perché la Chiesa ortodossa utilizza per il calcolo il calendario giuliano, anziché quello gregoriano. Pertanto, la Pasqua ortodossa cade circa una settimana dopo quella cattolica.

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Marzo 2011

Anno XXV N. 5

☺ Humour ☺
Metti le parole sopra i trattini:
Provincia siciliana ____ I soldati di Cesare _________ Ronzano e pungono _ _ _ Un pesce di mare _____ Liquore simile al Curaçao _________ Giorno di vigilia ______ Monte degli Usa _______ Antica nave _____ Un mare scandinavo _______ Giganteschi camion _ _ _

Barzellette divertenti
“ La differenza tra un paio di scarpe troppo strette e dei parenti vicini??nessuna,tutte e due ti fanno male. “Un tipo alloggia per una notte in una pensione di infimo ordine, al mattino si lamenta con il portiere:pensi che c’ erano un sacco di pulci. Ma scusi non poteva ammazzarle???si l’ho fatto, ma poi sono venuti i parenti al funerale.” “È Pasqua e il maresciallo di Maggio,con sotto braccio un bell’uovo di Pasqua acquistato per la famiglia, va al bar per farsi un bicchierino “un marsala”,per favore!!!ed il barista risponde “All’uovo?”allora il carabiniere risponde “no” allora il carabiniere risponde “no!! A me!!” “Un carabiniere va dall’ edicolaio e dice “E’ uscito Diabolik?e lui “no”! allora il carabiniere urla: “circondate l’ edicola”. “Pierino va dalla mamma e le fa “mamma mamma ho una notizia buona e una cattiva …”inizia da quella buona ,caro!”allora quella buona è che ho preso 10 in calsse!!!”bravissimo!!!!e quella cattiva?”quella cattiva è che non è vero!!!” “Il fratello di Pierino (un nero)va in una cartolibreria “commesso : cosa desidera?” vorrei un pacco di golori!”commesso: “Di Giotto? “nero”: diciotto,diciannove,faccia lei!!!” “Che cosa è una zebra?? Un cavallo evaso dal carcere.” “Ci sono due tartarughe, una tartaruga parla con l’ altra tartaruga e dice: “ciao tarta come va?” L tartaruga risponde: “ perché mi hai chiamato tarta, io mi chiamo Benny.” La tartaruga : “sì, non hai ancora le rughe!”.

Sono stati raccolti per “Cerco un Uovo Amico”a favore della ricerca sul Neuroblastoma Infantile: 1340 euro! Siamo molto generosi oltre che…...golosi!

Stampato a cura e spese del Comune di Larciano

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