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Secondo anno di prove agronomiche
Diverse varietà e ibridi di frumento, mais e soia seminati su minima lavorazione e su sodo
n di Roberto Bartolini

L

a quarta edizione della manifestazione Agricoltura Blu in Campo coincide con il secondo anno della sperimentazione agronomica su frumento, mais e soia condotta dall’equipe di Luigi Sartori dell’Università di Padova con il supporto di Lorenzo Benvenuti che si è posta sin dal primo anno l’obiettivo di far vedere ad agricoltori, tecnici e contoterzisti i risultati delle tecniche conservative sulle colture. Il piano delle semine prevede che su circa quindici ettari messi a disposizione da Veneto Agri­ coltura vengano seminate più varietà sia su terreno a minima lavorazione sia su terreno a sodo. La prima parte della sperimen­ tazione prevede un piano operativo di tre anni, periodo minimo di tempo per allenare il terreno ai nuovi input colturali e che permette di effettuare una rotazione tra le colture facendo sì che su ogni campo venga riprodotta sempre la medesima tecnica di lavorazione.

finale superiore di 100 euro/ha. Le maggiori produzioni di gra­ nella sono da imputare in gran parte alla tesaurizzazione del­ l’umidità che invece sul terreno lavorato evapora attraverso le crepacciature profonde in un regime colturale che nell’azienda Sasse Rami non prevede irrigazioni di soccorso. La soia risponde bene all’agricoltura conservativa, con produzioni medie in regi­ me asciutto di circa 42 q/ha e un leggero vantaggio della minima lavorazione sul sodo dovuta in questo caso ad una forte infesta­ zione di malerbe non perfettamente controllate.

La raccolta dei dati in campo
Per ogni sistema di lavorazione anche quest’anno l’Università di Padova rileverà i principali parametri relativi al suolo, alle mac­ chine e alla coltura. Prima di ciascuna lavorazione e in corrispondenza di ogni inter­ vento, vengono prelevati campioni per l’analisi dell’umidità, della densità e della resistenza alla penetrazione del terreno. Durante le operazioni vengono rilevate le caratteristiche funzio­ nali delle macchine come tempi di lavoro, velocità, larghezza di lavoro e profondità oltre ai consumi di combustibile, nonché la capacità di interramento dei residui per le attrezzature e le semi­ natrici. La capacità di interramento si calcola attraverso il rap­ porto tra entità dei residui interrati e quella presente prima della lavorazione. L’entità dei residui in percentuale viene misurata con il metodo fotografico conteggiando il numero di intersezioni dei nodi di una griglia con il residuo. Questo valore è importante per avere un’idea della capacità “conservativa” della lavorazio­ ne in quanto i residui in superficie svolgono un ruolo fondamen­ tale per prevenire l’erosione. Per ogni varietà e per ogni ibrido sono previste le seguenti rilevazioni: 1) densità teorica di semina; 2) velocità di emergenza; 3) investi­ mento alla raccolta; 4) produzione ed umidità della granella, paglia e pianta. I percorsi agronomici applicati alle diverse parcelle delle tre colture sono stati stabiliti di comune accordo tra il comitato tecnico di Aigacos, la direzione tecnica dell’azienda Sasse Rami e le tre società partners del progetto e cioè Bayer per le parcelle a mais, Basf per le parcelle a soia e Compo che ha provveduto al piano di fertilizzazione di tutte e tre le colture. Il frumento è stato trattato secondo le consuetudini aziendali.

I risultati del primo anno di prove
Già le indicazioni del primo anno di sperimentazione forniscono alcune conferme. Per il frumento la produzione ad ettaro tra le due tecniche rimane invariata, 58,3 q/ha su minima lavorazione e 58,9 q/ha su sodo, ma grazie a quest’ultimo il reddito lordo risulta superiore di circa 120 euro/ha in virtù della riduzione dei consumi di gasolio e della semplificazione del parco trattori e attrezzature. Le varietà di frumento testate sembrano avvantag­ giarsi dal cambio di gestione del terreno a favore del sodo, fornendo risultati produttivi sempre superiori rispetto alle par­ celle lavorate. Anche per il mais il primo anno di sperimentazione conferma che il sodo prevale sulla minima lavorazione con una produzio­ ne media di 90,7 q/ha contro 87,9 q/ha con un reddito lordo

Frumento
L’autunno 2006 è stato caratterizzato da un andamento climatico favorevole con giornate miti e non piovose che hanno permesso di lavorare con il terreno in tempera. Va sottolineato che le nebbie persistenti dei giorni precedenti alla semina abbiano reso lo strato superficiale del terreno molto umido e quindi colloso.

5 Ecco come si presentava una parcelle di frumento il 12 giugno 2007.

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5 Due immagini scattate l’8 maggio 2007. A sinistra il mais su minima lavorazione e a destra su una parcella a sodo.

Nelle parcelle a minima lavorazione il terreno tendeva ad asciu­ garsi e l’emergenza del frumento è risultata scalare anche se a fine novembre l’emergenza era completata. Sul sodo l’emergen­ za è risultata più uniforme e rapida grazie alla maggior quantità di umidità residua nel terreno. Fino al mese di marzo c’è stata scarsità di piogge e le prime precipitazioni importanti si sono verificate a fine marzo mentre per tutto il mese di aprile non è mai piovuto. Poi nel mese di maggio e giugno ci sono stati abbondanti precipitazioni tanto che in una ventina di giorni sono caduti a Sasse Rami oltre 150 mm di pioggia. Attrezzature. Le semine delle parcelle a minima lavorazione sono state effettuate il 26 di ottobre con la combinata Amazone AD 302 con erpice rotante KG direttamente sui residui dal mo­ mento che questo attrezzo è capace di lavorare anche in condizio­ ni particolarmente difficili preparando un buon letto di semina e semplificando il compito degli assolcatori. La sagoma del dente di questo erpice rotante e le dimensioni del rotore hanno permesso di operare a velocità sostenuta e di gestire in maniera ottimale il residuo colturale. La seminatrice, meccanica e dotata di riduttore a variazione continua che consente di dosare il seme da 1 a 400 kg/ha è stata tarata a 220 kg/ha con una distanza tra le file di 12,5 cm. La tramoggia ha una capacità pari a 1500 l facilmente accessibile dalla pedana di carico ed è protetta da griglie di sicurezza che

4 FRUMENTO: LA CONCIA REAL GETA 3
Irrorato sul seme dalle società sementiere con apposite attrezzature per la concia industriale, Real Geta agisce per contatto e per via sistemica. Penetra nel seme e viene assorbito dalla pianta, esplicando un’azione fungitossica che interferisce nel processo di sintesi dell’ergosterolo dei vari patogeni assicu­ rando un’attività preventiva sino alla fase di botticella­spigatura. Grazie alla elevata stabilità e persistenza biologica del prodotto abbinata al suo forte adsorbimene colloidale, la zona del terreno esplorata dalle prime radici dei cereali, oltre ad essere bonificata dalla presenza di patogeni, funge anche da riserva di materia attiva, che viene successivamente assorbita e ridistribuita nelle piante durante il ciclo vegetativo. Le piante di frumento prove­ nienti da seme conciato con Real Geta si presentano nella fase botticella­spigatura in buone condizioni fitosanitarie, con un apparato fogliare di un verde più intenso e una migliore unifor­ mità di spighe. Da questo momento in poi è opportuno prosegui­ re nella difesa della pianta per controllare eventuali attacchi di ruggine bruna e per contenere la fusariosi della spiga che possono produrre la formazione di micotossine.

evitano l’introduzione di materiali estranei. Il copriseme, grazie al comando centralizzato e alle molle indipendenti si è adattato alle condizioni del terreno e ha garantito la copertura uniforme del seme senza il rischio di intasamenti. La semina dei campi a sodo è avvenuta il 27 ottobre con la seminatrice Bertini 22000 della larghezza di 3,0 metri. Grazie alla sua polivalenza la macchina è stata utilizzata nella versione per la semina a righe ossia con selezione volumetrica del seme e distanza tra le file pari a 18,75 cm. La seminatrice si è disimpegnata bene nonostante la presenza dei residui colturali della soia e, soprattutto, nonostante il terre­ no molto umido in superficie. Ciò grazie alla particolare confor­ mazione delle unità di semina, collegate singolarmente al telaio attraverso il sistema a parallelogramma e formate da organi per la preparazione del terreno, la deposizione del seme e il ricopri­ mento del solco. Gli assolcatori di questa macchina sono a dop­ pio disco a “V” stretta affiancati da una coppia di ruote metalli­ che di profondità e seguiti da un deflettore di materiale plastico per assicurare meglio il seme al terreno nella fase di caduta. L’apparato per la chiusura del solco consta di una coppia di ruote metalliche di minor diametro a bordo stellato e leggermente divaricate anteriormente. Concimazione. La società Compo ipotizzando una produzione di 6,5 t/ha e sfruttando le caratteristiche dell’inibitore della nitri­ ficazione 3,4 DMPP ha effettuato la fertilizzazione con un’unica applicazione di Entec 26, distribuendo 156 kg/ha di solo azoto (corrispondente a 6 q/ha di prodotto commerciale) nella fase di fine accestimento­inizio viraggio della coltura, senza alcuna con­ cimazione successiva. Trattamenti. Il diserbo è stato affidato al Granstar SX, alla dose di 20 g/ha con aggiunta di adesivante. Il seme di frumento di tutte le varietà in prova era trattato con Real Geta primo ed unico fungicida sistemico che assicura la protezione del seme nei con­ fronti dei più pericolosi patogeni sino alla fase di botticella­spi­ gatura. A completamento della sua azione, è stato fatto un tratta­ mento fungicida con la miscela Amistar+Folicur. Per il tratta­ mento insetticida è stato distribuito Karate.

Mais
La coltura sulle parcelle a minima e a sodo, è stata seminata il 13 aprile con precessione frumento con condizioni pedologiche buone: il terreno mostrava una buona portanza, la superficie si presentava secca ma a già due centimetri di profondità lo stato idrico era tale da garantire il rigonfiamento del seme. Lo strato di

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zioni che ha seguito le semine e degli attacchi dell’avifauna che ha penalizzato l’investimento finale. Attrezzature. La semina del mais sulle parcelle a minima lavora­ zione è stata effettuata dalla seminatrice di precisione pneumati­ ca Matermacc su terreno in buone condizioni lavorato superfi­ cialmente con l’erpice rotante. La seminatrice Matermacc a sei file a 75 cm è dotata di assolcatore a doppio disco per la deposi­ zione del seme e di due ruotedi profondità gommate su ciascun elemento di semina per garantire la precisione nella deposizione. In prova è stato utilizzato lo spargizolle anteriore all’assolcatore per liberare la linea di semina da eventuali residui o zolle grosse, mentre posteriormente i due chiudisolco gommati, inclinati ri­ spetto alla verticale e regolabili meccanicamente, hanno operato una perfetta chiusura del solco. Il terreno si presentava più umido di quello a sodo e più caldo. Le parcelle a sodo sono state seminate con la Sigma 2000 seminatrice pneumatica di precisio­ ne molto adattabile, nella versione a quattro file con distanza di 75 cm. L’elemento di semina di questa macchina è composto da tre gruppi di organi. Il primo anteriore, è caratterizzato da due dischi a stella inclinati rispetto alla direzione di marcia che hanno la funzione di spostare il residuo colturale ai lati della linea di semina. Al centro, tra le due stelle, è presente un disco ondulato di grande diametro che opera una lavorazione superficiale lungo la linea di semina. L’assolcatore è costituito da due dischi lisci di grande diametro e leggermente divaricati tra loro e muniti di ruote di profondità in gomma centrate sulla linea di caduta del seme. Dopo la deposizione del seme e prima del chiudisolco si

5 Il mais su sodo alla data del 23 maggio 2007.

terreno interessato dagli organi della seminatrice era prossimo allo stato di tempera; ciò ha evitato quei problemi di adesività del terreno agli organi lavoranti o di non perfetta chiusura del solco che si possono manifestare quando il contenuto d’acqua porta il terreno allo stato plastico. Anche le condizioni atmosferiche era­ no favorevoli con cielo sereno e temperature sopra la media. Nonostante questo buon avvio per l’emergenza completa del mais si è dovuto attendere la fine del mese di maggio con le piante allo stadio di due­quattro foglie. Le aree dove l’emergenza è stata disforme ricadono principalmente nelle parcelle non lavo­ rate a causa, forse, di una non perfetta regolazione della macchi­ na e più probabilmente del caldo eccessivo con scarse precipita­

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5 Particolare dell’azione di richiamo di Merlin Expert su abutilon.

5 Soia su terreno a minima lavorazione prima dell’intervento di diserbo.

trova un organo a dischi convessi che taglia e sminuzza il terreno in prossimità del solco di semina per favorire il chiudisolco qualora il terreno si presentasse troppo tenace. Infine troviamo i due dischi chiudisolco in gomma che coprono il seme. Concimazione. In questo caso i tecnici di Compo hanno previsto una produzione di 100 q/ha di granella secca e si sono distribuiti 239 kg/ha di azoto con due applicazioni (alla semina 78 kg/ha ed in copertura alla V foglia 161 kg/ha), fosforo in ragione di 60 kg/ha alla semina e potassio alla dose di 120 kg/ha sempre alla semina. Anche in questo caso si è impiegato azoto stabilizzato

con l’inibitore della nitrificazione 3,4 DMPP ed in particolare Entec 13­10­20 alla dose di 6 q/ha alla semina ed Entec 46 (urea con inibitore della nitrificazione) alla dose di 3,5 q/ha nello stadio di V foglia (copertura). Trattamenti. Anche quest’anno è stata adottata una strategia diversa sulle due tesi, a minima e a sodo, perché ci si è trovati di fronte a due letti di semina differenti, con e senza residui coltura­ li, e con diverse situazioni di infestazione iniziale. Infatti sulla tesi a minima, prima della semina è stata effettuata una lavora­ zione superficiale che oltre a preparare il letto di semina ha

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eliminato le infestanti presenti, mentre sul sodo è stato distribui­ to un erbicida totale, glifosate, che ha eliminato le infestanti nate nel periodo autunno invernale dopo la trebbiatura della soia costituite principalmente da Convolvulus arvensis, papavero e veronica. Su terreno a minima lavorazione. La semina del mais è stata effettuata il 12 aprile e il medesimo giorno è stata distribuita la miscela Merlin Expert a 1,5 l/ha + un prodotto commerciale a base di acetochlor e terbutilazina a 4 l/ha. Le emergenze sono state buone ed uniformi. Non si sono verificate precipitazioni fino al 5 maggio ma nel frattempo si sono sviluppati giavone e abutilon. Proprio le piogge tra il 5 e il 6 maggio ( circa 60 mm) hanno riattivato i prodotti residuali distribuiti che tuttavia non hanno permesso una totale devitalizzazione delle piante più sviluppate di abutilon. Questa serie di fattori, unita alla nascita di numerose piante di sorghum da rizoma hanno consigliato un secondo intervento in post­emergenza, il giorno 21/5 ( su mini­ ma) e il giorno 23/5 ( su sodo) con Equip a 2,5 l/ha + Dicamba a 0,6 l/ha per devitalizzare le piante di sorghetta e le scarse nascite di abutilon sopravvissute all’azione di richiamo esercitata da Merlin Expert. La situazione dei campi a metà giugno con il mais perfettamente “in corsa” era molto buona, con campi puliti da

5 Ecco il mais al 12 di giugno. In primo piano la striscia di terreno che rappresenta il testimone non trattato. Più avanti si nota l’ottima pulizia dell’interfila a seguito del diserbo adottato.

4 ENTEC: I VANTAGGI NELL’IMPIEGO DI AZOTO STABILIZZATO 3
I fertilizzanti stabilizzati linea Entec (COMPO) sono concimi a base di azoto nitrificabile sotto forma di ammonio e diffe­ riscono dai concimi azotati tradizionali in quanto contengono una sostanza che inibi­ sce la nitrificazione (inibitore della nitrifica­ zione) rallentando la trasformazione natu­ rale dell’azoto ammoniacale ad azoto nitri­ co, con un’azione selettiva sull’attività dei batteri nitrificanti (Nitrosomonas), per un periodo di tempo di almeno 4­8 settimane. Si sfruttano pertanto le caratteristiche dell’azoto ammoniacale, difficilmente dila­ vato dal terreno anche dopo abbondanti precipitazioni che rimane così a disposizio­ ne delle colture mentre nei concimi non stabilizzati si trasforma velocemente in azoto nitrico, dilavato facilmente in profon­ dità con rilevante impatto ambientale. L’impiego di azoto stabilizzato fornisce quindi vantaggi per l’agricoltura e per l’am­ biente: apporto della forma nitrico tramite la lenta trasformazione da ammoniacale in modo regolare e continuo; quantità più adeguate alle effettive necessità o alle ca­ pacità di assorbimento delle piante; ridu­ zione degli apporti. L’inibitore della nitrificazione di Compo, il 3,4 Dimetilpirazolofosfato, è una sostan­ za chimica inserita nella normativa fertiliz­ zanti italiana, ad attività inibente selettiva sulla microflora del terreno predisposta alla trasformazione dell’ammonio in azoto nitri­ co, con grande valenza ambientale. Questo inibitore ha anche un effetto di acidificazio­ ne della rizosfera con conseguente benefi­ co effetto sull’assorbimento di altri ele­ menti nutritivi. L’azione dell’inibitore con­ sente di ridurre le quantità di azoto immesse nell’ambiente per dilavamento e gassificazione. Le caratteristiche chimiche ed ecotossicologiche del 3,4 Dimetilpirazo­ lofosfato rispettano i rigidi criteri delle nor­ me CE per l’immissione in commercio di nuove sostanze chimiche, e le quantità im­ piegate per indurre l’inibizione sono assai ridotte (0,5­2,0% dell’azoto nitrificabile). Le esperienze di campo ottenute in Ita­ lia con la linea Entec hanno in questi anni confermato i positivi risultati delle prove ufficiali presenti nel ricco dossier scientifi­ co che hanno consentito di elaborare nuove tecniche di concimazione sulle colture estensive ed intensive. L’inibitore consente inoltre di migliorare la tecnica colturale, laddove riducendo il numero delle applicazioni fertilizzanti si modificano le tradizionali epoche d’appli­ cazione, e di diminuire il numero dei pas­ saggi in campo o gli interventi fertirrigui, elementi che oggi possono determinare l’abbattimento dei costi per l’applicazione dei mezzi tecnici, obiettivo spesso ricerca­ to nella moderna agricoltura. La gamma Entec Entec® è una gamma di concimi mine­ rali ad elevato contenuto di azoto ammo­ niacale o ureico stabilizzato con l’inibitore della nitrificazione 3,4 DMPP, per ottenere una migliore efficienza fertilizzante, dispo­ nibile in diverse formulazioni: granulare, microcristallina idrosolubile e liquida. La linea granulare comprende concimi azotati ­ Entec 26 e Entec 46 ­, concimi azoto fosfatici ­ Entec 25­15 ­, concimi NPK ­ Entec 13­10­20, Entec 14­7­17+2 ed En­ tec 20­10­10. Sono prodotti per l’applica­ zione di pieno campo o localizzata su semi­ nativi e ortive, in presemina o copertura. La linea idrosolubile ­ Entec solub 21, Entec solub 14­48 e Entec solub 20­5­10 – è invece stata studiata per tutte le colture in pien’aria o sotto serra dotate di impianto di fertirrigazione. La linea liquida, infine, ­ Entec Fluid 28 e Entec Liquid – ha triplice valenza: per l’applicazione in pieno campo, in fertirriga­ zione e fogliare sui cereali. Accanto alla gamma Entec® si è svilup­ pata anche una linea di concimi granulari con il marchio commerciale Novammon® che sempre utilizzando il 3,4 DMPP ha permesso di ampliare ulteriormente i titoli a disposizione degli agricoltori; in partico­ lare con la creazione di concimi azoto­po­ tassici non presenti nella originaria gamma Entec®. Ciascuna linea presenta prodotti estre­ mamente flessibili che hanno modificato completamente la tecnica colturale tradi­ zionale: ad esempio nei cereali autunno vernini consentono di effettuare una sola concimazione in copertura, nel mais alla semina per i cicli medio precoci e sempre nella stessa epoca in risaia con particolari vantaggi nei terreni molto sciolti; allo stes­ so modo consentono di cambiare la gestio­ ne dell’azoto in frutticoltura con una fertir­ rigazione agronomicamente sostenibile ed ecocompatibile.

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infestanti, che invece avevano invaso il mais nel testimone non Merlin Expert Equip trattato, segnale della buona ef­ Graminicida di post emergenza della famiglia Nuovo erbicida liquido di pre­emergenza a ba­ ficacia e selettività dei prodotti delle solfoniluree, si caratterizza per la sua elevata se di isoxaflutole in formulazione liquida, che facili­ utilizzati. Il secondo trattamen­ efficacia contro le principali graminacee e alcune ta l’applicazione del dosaggio su qualsiasi tipo di to erbicida è stato eseguito su importanti infestanti a foglie larghe, quali amaranto, terreno, anche il più sciolto. Merlin Expert è effica­ minima lavorazione il 21/5 con solanum nigrum e abutilon. ce nei confronti delle dicotiledoni di difficile con­ il mais a 6­7 foglie. Con il suo meccanismo di azione blocca la trollo come abutilon, amaranto, farinello, erba mo­ Su terreno a sodo. Su queste sintesi degli aminoacidi delle infestanti, interrom­ rella, persicaria, galinsoga, porcellana, stramonio pendo la formazione delle proteine essenziali allo e sorghetta da seme, e risulta ideale per essere parcelle il 24/5 è stato eseguito sviluppo delle cellule e portando così alla rapida miscelato con partner erbicidi a spettro comple­ un unico trattamento con Equip devitalizzazione della pianta. L’efficacia erbicida si mentare. Una volta in botte con l’agitatore in e Dicamba alle stesse dosi distri­ manifesta nel giro di pochi giorni con l’arresto della funzione, il nuovo erbicida si omogeneizza in pochi buite per la minima lavorazio­ crescita e della competizione verso la coltura princi­ istanti con l’acqua e con gli altri erbicidi. Con Merlin ne. Il trattamento è stato esegui­ pale ed in seguito ad arrossamenti o ingiallimenti Expert sono sufficienti precipitazioni limitate (15 to con mais a 4­5 foglie che pre­ dell’apparato fogliare. mm) per riattivare l’erbicida anche su infestanti Nell’arco di 15­20 giorni le infestanti risultano eventualmente già emerse. Questa caratteristica sentava emergenze assai scalari completamente controllate e sono sufficienti appe­ garantisce in generale un controllo ottimale fino a 4 e diffusa presenza di giavoni e na due ore affinché il prodotto sia completamente settimane dall’applicazione e, nel caso di infestanti senecium vulgare, una compo­ assorbito. molto sensibili come abutilon ed erba morella, fino sita abbastanza rara sul mais, Equip si utilizza alla dose di 2,5 l/ha in post a sei settimane. Si impiega alla dose di 1,2­1,7 l/ha con portamento basso non oltre emergenza della coltura e delle infestanti, con mais in funzione della natura del terreno, del tipo e della dallo stadio di 2 foglie sino allo stadio di 8 foglie. presenza di flora infestante. i 15 cm, ma ben presente sui ter­ reni di Sasse Rami, e più scarsa di chenopodium e abutilon. Sul alte temperature del mese di maggio hanno consigliato di ese­ sodo, l’effetto pacciamante degli stocchi di soia ha però ridotto la guire il trattamento di mattina, momento in cui le piante manife­ nascita delle infestanti a causa anche della scarsa piovosità. Un stano una maggiore attività fisiologica e danno modo all’erbicida solo intervento in post nelle condizioni particolari dell’anno con sistemico di esplicare al massimo livello la sua efficacia. scarsa infestazione, è sufficiente per tenere a bada le infestanti. Le

4 MAIS: LA LINEA BAYERCROPSCIENCE PER IL DISERBO 3

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Soia
La coltura è stata seminata su tutte le parcelle l’11 maggio con un terreno in tempera e fresco. La semina della soia su terreno sodo, come del resto era accaduto con il mais, è avvenuta su parcelle che sono rimaste incolte dal momento dell’ultima raccolta e quindi si è reso necessario un primo intervento di diserbo realiz­ zato pochi giorni prima della semina con Roundup, reiterato solo sugli appezzamenti dedicati alla semina su sodo della soia, da un ulteriore diserbo l’8 maggio. L’inverno mite e la primavera calda hanno favorito lo sviluppo della flora infestante, particolarmente tenace in alcune aree del campo, caratterizzata da una recrude­ scenza del sorgo nato da rizoma dopo il primo intervento di diserbo. Le nascite sono risultate scalari con l’accentuazione del fenome­ no sulle parcelle a sodo. Attrezzature. Per la semina su minima lavorazione, su terreno lavorato dall’erpice rotante, è stata utilizzata la seminatrice aziendale Matermacc mentre sulle parcelle a sodo è stata utiliz­ zata la seminatrice Baumer­Combi 6­21 importata dall’Argenti­ na e da quest’anno sul mercato italiano. L’elemento di semina di questa attrezzatura è composto da due dischi assolcatori, entrambi di grande diametro, dei quali uno liscio ed uno dentato molto aggressivo sul residuo colturale. I denti di questo infatti, sporgono rispetto al dente liscio. Poste­ riormente l’organo chiudisolco agisce mediante due ruotine in acciaio disposte in modo asimmetrico. Creano in pratica una fascia lavorata sopra la linea di deposizione del seme. Questo

5 Soia seminata su sodo prima dell’intervento di diserbo.

allestimento è stato progettato per i terrenio fortemente argillosi e non è comunque l’unica soluzione proposta per il nostro paese. Concimazione. A Sasse Rami la soia può fornire ottime produ­ zioni e, per questo motivo, anche se la pianta dispone di azotofis­ satori, è opportuno apportare un minimo di elementi nutritivi. Si è pertanto deciso di distribuire in fase di semina un concime complesso contenente azoto stabilizzato, Entec 13­10­20 alla dose di 3 q/ha apportando 30 kg/ha di azoto, 30 kg/ha di fosforo e 6° kg/ha di potassio. Trattamenti. Per la soia, a differenza di quanto effettuato lo scorso anno, Basf ha previsto una strategia basata su un singolo interven­ to nella tesi con minima lavorazione mentre su sodo si è optato per

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4 LE VARIETÀ DI SOIA 3
DEKABIG (Asgrow­Monsanto) Si tratta di una varietà del gruppo 1+, dalla taglia medio­alta e dall’ilo marrone. È la varie­ tà più coltivata in Italia e in Europa, dicono in Monsanto, e deve la sua produttività all’eleva­ ta fertilità e sanità della pianta, alla dimensio­ ne del seme e alla maturazione molto uniforme. La pianta è dotata di uno stelo sano e robusto, che le conferisce un’elevata stabilità fino alla raccolta. È adatta anche alla semina con interfila larga (60­75 cm) e viene particolarmente indicata per la semina su sodo. raccolte tempestive con granella sana e asciutta. È una varietà molto produttiva, adattabile e duttile, che utilizza nelle semine in primo raccolto in tutti gli areali di coltivazione della soia. Investi­ mento consigliato: primo raccolto 35­40 piante/mq; secondo raccolto 40­45 piante/mq.

PR92B63 (Pioneer) PR92B63 è una varietà appartenente al gruppo di maturità 1+ che si è distinta negli ultimi anni per aver raggiunto le massime punte produttive, manifestando in molti ambienti una tolleranza assoluta agli stress ambientali e confermando la spiccata adat­ tabilità ai terreni pesanti. Il ciclo medio­tar­ divo consente un’efficace differenziazione delle fioritu­ re all’interno dei piani di se­ mina e la diluizione dei rischi legati all’andamento stagio­ nale. Per il buon vigore di partenza e la rapidità di svi­ luppo nelle fasi iniziali è particolarmente adatta nelle semine su sodo. PR92B63 si caratterizza, inoltre, per l’ele­ vata sanità dello stelo e la tolleranza di campo a Phytophthora spp. La pianta ha un ottimo grado di ramifi­ cazione e pertanto è in grado di assicurare una copertura ideale anche agli investimenti più contenuti. Gli investimenti consigliati vanno dalle 30 alle 35 piante/mq. PACIFIC (Sis) Si tratta di una varietà del gruppo 1, a sviluppo semi­determinato di ta­ glia contenuta, con rapida capacità di defogliazione e stelo sano e robu­ sto. Presenta internodi corti con palchi numerosi ricchi di baccelli fertili. La pianta presenta una buona tolleranza all’allettamento e alle numerose malattie fungi­ ne. Pacific è molto veloce nella defogliazione, permettendo

DEMETRA (Syngenta Seeds NK) Demetra è una varietà del gruppo 1, ciclo medio, caratterizzata da taglia media e grande vigore inizia­ le. Presenta una elevata attitudine alla rapida defogliazione e una otti­ ma tolleranza all’allettamen­ to. Varietà dalla grande pro­ duttività e dall’ottimo com­ portamento agronomico in campo, Demetra dimostra facilità di trebbiatura anche in condizioni difficili ed è re­ sistente alle principali razze di Phytophtora, mentre è tol­ lerante al cancro dello stelo (Diaporthe spp.). Investimento consigliato: – primo raccolto 44­48 piante/mq; – secondo raccolto 48­52 piante/mq. BRILLANTE ( Syngenta Seeds NK) Brillante è una tra le soie più adatte agli ambienti italiani, e lo dimostrano non solo la buona capacità produttiva ma anche la sua costante diffusione negli anni. Quali sono le sue caratteristiche principali? Il ciclo di maturazione medio e la rapida defogliazione alla maturazione ne permettono la semina in primo e secondo raccolto. Ha un portamento ramificato e questo le consente di essere seminata sia con interfila classica a 45 cm che in coltura a 70 cm, coprendo bene l’interfila. Pur non avendo limitazioni nel­ l’adattabilità ai diversi tipi di terreno, si avvantaggia ulteriormente nei suoli da medio­impasto a pesanti, dove esprime le massime potenzialità produttive. Il seme di Brillante, dotato di ilo bianco, è particolarmente apprezzato nella filiera alimentare.

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4 FRUMENTO: LE VARIETÀ SEMINATE 3
ABATE (Pro.Se.Me) È una novità di Pro.SE.Me per l’areale europeo. Dotato di am­ pia adattabilità, è un frumento caratterizzato da una spiccata resistenza sia al freddo sia alle alte temperature. Resiste al­ l’allettamento e risulta tolleran­ te verso le più importanti ma­ lattie fungine (buona tolleranza a septoria e oidio e ottima a ruggine bruna e gialla), di con­ seguenza consente l’adozione di tecniche di fertilizzazione azotata spinte. Abate si pone ai vertici di produttività con ottimi indici qualitativi. È un frumento tenero alternativo, di porta­ mento semi­eretto, con altezza della pianta medio­bassa e precocità media. La spiga è mutica e il colore della cariosside è rosso chiaro. ALCIONE (Produttori Sementi Bologna) Varietà di frumento tenero dalla richiesta di vernalizzazione elevata, ha una pianta dall’al­ tezza medio­bassa, un buon peso ettolitrico, un colore rosso della granella e un contenuto proteico medio. Ha un poten­ ziale produttivo particolarmen­ te elevato e le caratteristiche reologiche delle sue farine so­ no da ottimo panificabile. La frattura della cariosside è soft. Presenta ottime resistenze a oidio, ruggine bruna, ruggine gialla, freddo e allettamento, buona quella nei confronti della septoriosi. Alcione è adattabile alla coltivazione in tutto il terri­ torio del nord Italia e nelle zone interne del centro. Considerata l’elevata richiesta di vernalizzazio­ ne e l’ottima resistenza al freddo sono consigliate semine in epoca anticipata o normale, sconsigliate semine in epoca tardiva. La dose di semina consigliata è di 500 semi germinabili/m2 (indicati­ vamente 200­220 kg/ha di seme). La dose va opportunamente incrementata in condizioni non ottimali di preparazione del letto di semina o in caso di semina tardiva. BOKARO (Florisem) Bokaro è un grano panificabile di costituzione francese (costituto­ re Florimond Desprez) che deriva dall’incrocio di una Linea FD x Guadalupe. La varietà si adatta perfettamente agli ambienti cerea­ licoli italiani e ha i suoi punti di forza nella elevata produttività, nel buon peso specifico, nell’elevato vigore, nell’ottimo accestimento (molto interessante anche nei casi di semine su minima lavorazio­ ne e nelle coltivazioni a “Low Input”) e nella scarsa sensibilità alla ruggine ruggine bruna e all’oidio. Dal punto di vista della qualità, inoltre, Bokaro è un grano molto apprezzato dai mulini, in quanto è direttamente panificabile con una “elasticità” molto elevata (rap­ porto P/L media­ mente tra 0,4 e 0,6). Il grano tene­ ro Bokaro è da considerare una varietà a semina invernale, con una resistenza al fred­ do molto elevata. La vernalizzazione (fabbisogno in freddo”) è di tipo medio: reagisce bene anche in caso di semine ritardate (novembre­ dicembre). GUARNÌ (Apsov Sementi) Guarnì è un frumento tenero dalla taglia mediobassa, con spiga mu­ tica bianca e granella dal colore rosso chiaro. Si dimostra resistente all’allet­ tamento, al freddo e all’oidio, mo­ deratamente resistente alla ruggi­ ne bruna e alla septoriosi, mode­ ratamente tollerante la fusariosi e moderatamente suscettibile alla ruggine gialla. Il ciclo di spigatura è medio­tardivo, quello di matu­ razione è medio. Come consigli colturali forni­ sce produzioni molto elevate in tutti i terreni, ha un’epoca di se­ mina autunnale normale (con possibili semine precoci) e una densità di semina in condizioni normali di 400­500 semi germi­ nabili a mq (150­ 190 kg/ha). Ri­ chiede un trattamento fungicida in presenza di ruggine gialla e/o forte attacco di ruggine bruna. Elevata produttività e taglia conte­ nuta sono i suoi punti di forza. PALESIO (Sis) Palesio deriva da un originale programma di selezione per il quale si è fatto ricorso alla tecnica dell’elettroforesi delle proteine di riserva, che ha consentito l’ottenimento di un genotipo con miglio­ rate caratteristiche qualitative. La varietà è dotata di spiga bianca ristata, ciclo particolarmente pre­ coce e ottimo peso specifico delle ca­ riossidi. Buono risulta il complesso di resi­ stenze/tolleranze alle principali fitopatie, in particolare alla ruggi­ ne gialla. Considera­ ta la taglia media e il notevole grado di al­ ternatività, sono da sconsigliare le semi­ ne in epoca anticipa­ ta. Palesio si presta, infatti a semine ritardate e di fine inverno. Ha un contenuto proteico superiore al 13% e un indice produttivo di circa 80 q/ha.

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4 GLI IBRIDI DI MAIS IN PROVA 3
ES BRONCA (Apsov Sementi) ES Bronca è un ibrido semplice dentato, classe 600 (130 giorni), di taglia medio­al­ ta, con inserimento della spiga equilibrato. Per la potenzialità produttiva e per la massa vegetante si pro­ pone sia per la produzione di granella che di trinciato tardivo. Le rese in granella sono ai livelli più alti della sua classe e le cariossidi strette consentono una veloce perdita del­ l’umidità. Estremamente regolare nelle di­ verse situazioni pedo­climatiche, dimostra una tolleranza elevata al carbone. Destina­ zione: produzione di granella particolarmen­ te per terreni fertili; produzione di trinciato di 1a e 2a semina; produzione di pastone di granella e integrale. Buona tolleranza per quanto riguarda fusariosi della spiga e dello stocco e stroncamento da piralide, abba­ stanza tollerante per quanto riguarda elmin­ tosporiosi e allettamento. Densità di semina: – granella in terreni fertili o irrigui: 7 pian­ te/mq; – granella in terreni difficili: 6,5 piante/mq – trinciato 1a semina: 7,5 piante/mq – trinciato 2a semina: 7 piante/mq. Riassumendo, le caratteristiche principali riguardano il buon vigore all’emergenza, la tolleranza al freddo e ai disagi iniziali, la sanità della pianta, l’ottima tolleranza al carbone, la qualità del raccolto, la tolleranza a stress estivi, la regolarità nelle rese, la granella sottile e la veloce perdita dell’umidità nella fase di maturazione commerciale. DKC 6309 (Dekalb­Monsanto) Si tratta di un ibrido classe Fao 500 (128 giorni), che coniuga produzioni e peso ettoli­ trico elevati. La spiga ha cariossidi di buone dimensioni, uniformi e colorite, adatte a diversi usi industriali. Dal punto di vista tecnico si presenta come pianta di taglia medioalta dotata di ottimo early vigor e di equilibrata inserzione della spiga, che risulta sempre ben fecondata e con tutolo sottile. La granella è colorita e compatta, con elevato peso ettolitrico. DKC 6309, dicono in casa Monsanto, offre un’ulterio­ re opportunità di reddito all’agricoltore grazie alla qualità della sua granella, che può essere utilizzata con successo per la produzione di hominy e gritz, materie pri­ me semilavorate, per la produzione di alimenti (prodotti da forno, corn flakes, birra ecc.). Agronomicamente viene con­ sigliato per granella­pastone e trinciato in seconda semina, ad alti investimenti, sia in coltura irrigua sia nei terreni con minima disponibilità idrica. Viene inoltre indicato per le semine tempestive e per le tecniche di Agricoltura Blu. Investimento consigliato: – irriguo 7­7,5 piante/mq; – non irriguo 6,5 piante/mq. KARATE (KWS) Si tratta di un ibrido classe 600 (127 giorni) definito in casa KWS “il 600 precoce con rusti­ cità ed elevata spinta produttiva”. Tra le carat­ teristiche principali si segnala l’elevata produ­ zione di granella in ambienti dotati di medio­­ elevata potenzialità, la taglia bassa della pianta con porta­ mento fogliare super­eretto, la resistenza all’allettamento, la bassa umidità alla raccolta (fast dry down) e la buona resistenza alle malattie fo­ gliari. KWS consiglia di colti­ varlo con investimenti medio­­ elevati e di non scendere sotto le 6 piante/mq finali. Inoltre, data la sua flessibilità nelle epoche di semina, si adatta ottimamente alle semine anti­ cipate. Investimento consi­ gliato: 6,5­7,0 piante/mq. PR33T56 (Pioneer) Pioneer ha creato un nuovo gruppo di ri­ cerca impegnato ad applicare le più mo­ derne tecniche di selezione del mais, per sviluppare ibridi dotati di caratteri agrono­ mici superiori. PR33T56 è frutto di questo innovativo programma di miglioramento genetico che ha portato a realizzare una gamma di ibridi di mais Pioneer con carat­ teristiche di forza mai raggiunte prima. Si tratta di ibridi apposi­ tamente studiati per essere più produttivi e più stabili, capaci di garantire altissime prestazioni anche in situazioni estreme, con stress idrico accentuato o in re­ gime di minima lavorazione o non lavorazione. Per questo PR33T56 garantisce alti risultati produttivi in modo costante con ogni livello di fertilità; l’ibrido si segnala in particolare in quelle condizioni agronomiche partico­ larmente difficili, dove lo sviluppo radicale, il vigore di partenza e la resistenza agli stress all’emer­ genza sono indispensabili per il successo della coltura. Stabilità e affidabilità sono quindi i punti di forza di PR33T56, i cui caratteri agronomici più in evidenza sono la massima resistenza agli stress in fase di emergenza, l’ottimo vigore di partenza, il buon apparato radicale, la sanità dello stocco e l’elevata tolle­ ranza nei confronti della piralide. La grande rusticità di questo ibrido e l’ottimo potenziale produttivo sono garanzia di produzio­ ni di grande soddisfazione in tutti gli ambienti. PR33T56 di Pioneer è un classe Fao 500 (127 giorni) indicato per granella e per pastone, con investimenti consigliati di 7,0­ 7,8 piante/mq. ARMONICO (Sis) Armonico è un ibrido classe 550 (127 giorni), caratterizzato da pianta equilibrata, dal vigore ve­ getativo iniziale medio­alto e con inserzione bassa della spiga.

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L’elevato sviluppo fogliare e la particolare disposizione delle fo­ glie favoriscono un’elevata ca­ pacità fotosintetica. La spiga è media, di 18 ranghi di grande uniformità, con granel­ la di tipo dentata dal peso speci­ fico medio. L’elevata produttività in granella e pastone e l’ampia adattabilità sono altre prerogative di Armo­ nico. Produce a livelli ele­ vati indipendentemente dagli ambienti. L’impiego consigliato va dalla gra­ nella al pastone al trin­ ciato. Ha una buona adat­ tabilità a tutti i tipi di ter­ reno (leggeri, di medio impasto e pesanti), così come buona è la tolleranza allo stress idrico. Investimento consigliato: – granella irriguo 7,0 piante/ mq; – granella asciutto 6,5 piante/mq; – trinciato irriguo 7,0 piante/mq; – trinciato asciutto 6,5 piante/mq.

NK FAMOSO (Syngenta Seeds NK) La caratteristica principale di NK FAMOSO è l’eccellente sta­ bilità produttiva in qualsiasi si­ tuazione colturale. Infatti, que­ sto suo punto di forza, già evidente negli ambienti irrigui, è ulteriormente esaltato in condizioni di stress (idrici e calorici). NK FAMOSO è un ibrido ad altissima efficienza fisiologica, di taglia contenuta e con un apparato radicale capace di cresce­ re velocemente e in profondità in qualsiasi condizione di terreno e di lavorazione. La pianta è particolarmente sana e sopporta bene eventuali attacchi di piralide. La maturità di classe 500 di NK FAMOSO (127 gg.), legata al veloce dry down della granella, lo rende ancor più interessante poichè consente di racco­ gliere un prodotto meno umido con minori costi di essiccazione. La grande adattabilità di NK FAMOSO si esprime maggiormente ad elevate densità di semina; pertan­ to si consigliano investi­ menti di 7,5/8 piante/mq.

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il doppio intervento per contrastare più efficacemente le nascite scalari delle infestanti, fenomeno favorito dall’andamento stagio­ nale del 2007. I campi presentavano una forte infestazione di giavone, tipico delle aree della bassa pianura con presenza delle classiche infestanti a foglie larghe (Abutilon t., Solanum n., Chenopo­ dium spp., Amaranthus spp., Polygonum spp.) e presenza di sorghet­ ta da rizoma. La coltura ha mostrato una buona emergenza e un buon sviluppo vegetativo, soprattutto nella tesi a minima lavora­ zione. Sia sul sodo sia sul terreno a minima vengono effettuati trattamenti erbicidi con i medesimi principi attivi con la sola varia­ zione delle dosi di applicazione e della tempistica. Il 6 di giugno è stato effettuato un primo trattamento con la miscela di Tuareg® alla dose di 1 l/ha + Harmony® alla dose di 5 g/ha + Stratos® alla dose di 2 l/ha + Basagran®alla dose di 1 kg/ha su minima lavorazione. Nella tesi seminata su sodo invece vista la forte presenza di giavone e sorghetta e la ritardata emergenza delle dicotiledoni si sono effettuati due interventi, il primo con il graminicida Stra­ tos® alla dose di 2 l/ha, il secondo invece con la miscela di Tuareg® alla dose di 1 l/ha + Basagran® alla dose di 1.1 kg/ha. Le applicazioni su entrambe le tesi (minima lavorazione e sodo) sono state effettuate con coltura allo stadio di 3­6 foglie nel caso del singolo intervento, mentre nel caso del doppio intervento, il primo è stato impiegato allo stadio di 2­3 foglie vere ed il secondo allo stadio di 4­6 foglie vere. La strategia per il controllo delle infestanti su soia proposta da Basf prevede di limitare l'uso di Thifensulfuron a favore di un maggior impiego di Basagran data la migliore selettività del prodotto, il più ampio spettro d’azione

4 SOIA: STRATEGIA BASF PER IL DISERBO 3
Tuareg a base di Imazamox, erbicida ad ampio spettro di azione caratterizzato da una elevata efficacia su amaranto, solano, persicaria, abutilon, crucifere e xanthium particolarmen­ te presenti sui terreni di Sasse Rami. Basagran, a base di bentazone, è un erbicida caratterizzato da una elevata selettività su soia ed un ampio spettro d’azione (amarantacee, chenopodiacee e poligonacee). Appartiene al gruppo di erbicidi che inibiscono il fotosistema quindi con un diverso meccanismo d’azione rispetto agli ALS (strategia anti­­ resistenza). Harmony è una solfonilurea specifica per il controllo del chenopodium. Stratos, graminicida specifico per controllare giavone, digita­ ria, setaria e sorghetta, che si contraddistingue per una elevata selettività sulla coltura, anche in miscela mantiene una elevata efficacia/selettività. Inoltre presenta una elevata velocità di pe­ netrazione nei tessuti delle infestanti.

sulle infestanti allo scopo di massimizzare lo sviluppo della coltura nelle prime fasi (allo stadio 2­4 foglie vere), con risvolti positivi in termini di resa ad ettaro. Senza dimenticare che Basagran, a base di bentazone, è un erbici­ da a diverso meccanismo d’azione dagli ALS (solfoniluree ed imidazolinoni) che consente di avere un’elevata efficacia su eventuali infestanti meno sensibili agli erbicidi ALS stessi met­ tendo in atto una vera strategia anti­resistenza.                             n

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