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L’ EDUCAZIONE DEI TEMPI GIOCHI SECONDO LA METODOLOGIA OPERATIVA

CON APPROCCIO ANTIAUTORITARIO E NON DIRETTIVO


Si tratta di un nuovo e diverso punto di vista del processo di insegnamento-apprendimento
assumendo la convinzione, che è la matrice della mia filosofia di lavoro, di riconoscersi in quello
che fa riferimento alla Scuola Operativa Italiana, la quale a mio parere riesce a coniugare in modo
efficace tutti i filoni che essenzialmente si richiamano al cognitivismo facendo compiere a tale
indirizzo un notevole passo in avanti in termini didattici ed educativi.
Tra le tante, per alcune intuizioni fondamentali:
- abbandono della visione manichea che molti danni ha procurato e continua a procurare alla
formazione ed alla educazione nei vari campi di intervento;
- presa di distanza da tutti coloro che ritengono la propria teoria, la propria didattica, il proprio
metodo( sic!) superiori agli altri;
- rispetto ed attenzione per le teorie dell’apprendimento collaborativo e cooperativo;
- utilizzo di tutte le strategie attive che mettono al centro del processo di insegnamento colui che
apprende;
- perseguimento della strada dell'apprendimento significativo;
- educazione e valorizzazione della esperienza e sperimentazione individuali;
- adozione nella prassi operativa del modello della ricerca e della scoperta guidata.
Il tutto per arrivare ad apprendimenti consapevoli, flessibili ed intelligenti ( nell'accezione più
ampia del termine dove per intelligenza si definisce la capacità di risolvere un problema in modo
economico, produttivo ed efficace, cioè mi deve costare poco, mi deve far compiere un passo in
avanti, mi deve dare un vantaggio).
Ora quando è che si verificano queste condizioni?
Si riscontrano ogni qualvolta, posto di fronte a quel tipo di problema io sono in grado, in questo
caso trattandosi di gioco di squadra, attraverso l’acquisizione di regole condivise, di trovare la
soluzione.
Quale la differenza con il metodo tradizionale?
E' che con questa metodologia la soluzione del problema non è data aprioristicamente dall'allenatore
ma promossa e sollecitata attraverso l'educazione del cosiddetto processo di costruzione della
conoscenza, che tiene conto di come funziona ed opera la mente nei suoi aspetti percettivi,
attenzionali, di concentrazione e di memoria.
In questa ottica l'allenamento viene organizzato attraverso modalità ed intervento del tutto nuove.
Attenzione però a non cadere nell'equivoco che spesso accomuna coloro che ne hanno una
conoscenza superficiale; qui non si sostiene di ricondurre il tutto alla improvvisazione e alla
estemporaneità tout court.
Niente affatto! L'obiettivo comunque rimane ed è quello di mettere in campo una squadra
organizzata(dove tutti e ciascuno sanno e sono in grado di compiere scelte adeguate alla situazione,
al contesto ed al tipo di avversario sempre e comunque nelle due fasi di gioco e nelle transizioni),
con la metodologia operativa cambiano il processo e le modalità di acquisizione dei cosiddetti
automatismi che con questa teoria non vengono visti in maniera isolata ma organizzati in
modo gerarchico ( le categorie) facendo ossequio a quella visione dinamica della gara:
cioè,interazione varia e continua delle fasi di gioco, utilizzo e sviluppo dei relativi principi, ed
infine, capacità di far fronte, gestire e superare l'imprevisto.
E tale capacità sarà tanto più evoluta perchè nel processo di allenamento è stata continuamente
sollecitata e messa alla prova ( Accame ).
Circa poi al ruolo dell'allenatore ritengo che operando in questo modo non viene affatto
sminuito,anzi viene ad assumere un ruolo molto significativo quello cioè, e questo lo dico con
cognizione di causa, di colui che alla luce delle sue competenze ti porta in modo non traumatico e
ripetitivo ad impadronirti, attraverso lo stimolo, il consiglio e l'incoraggiamento, di maggiori
dettagli per affrontare la gara in modo cosciente e consapevole.
Me ne guarderei bene dal sostenere la tesi: andiamo in campo e vediamo che succede.

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L'allenatore capace è colui che ha la risposta a tutti i problemi, lui sa e conosce ciò che è meglio
fare in quella precisa e determinata situazione, questo è evidente.
La differenza sta nel fatto che sceglie un'altra strada:
quella della partecipazione attiva e costruttiva, e siccome questa idea spesso rimane solo a titolo di
affermazione,se vogliamo educare il calciatore ad essere protagonista, poichè è lui che decide cosa
fare e come fare, in base a quanto avverte, capisce e conosce ( Ferrari ) dobbiamo fare in modo che
questa capacità sia sempre promossa e sollecitata.
Ciò perchè il calciatore moderno è colui che mostra quella flessibilità in relazione alle variabili
delle situazioni ed in base alle ipotesi previsionali dei soggetti coinvolti nell’azione stessa.
E questo lo si può ottenere se costui diventerà abile a cogliere le informazioni necessarie a sostenere
i suoi processi decisionali padroneggiando i costrutti di spazio e tempo.

GESTIONE DELLO SPAZIO:


è estremamente importante nei giochi d’invasione quale è il calcio poiché consente al giocatore
nelle fasi di gioco di intervenire sullo spazio dell’avversario.
Lo spazio viene classificato, secondo Ceciliani, in cinque categorie fondamentali:
- spazio tecnico, distanza minima tra difensore ed attaccante;
- spazio tattico, è quello che si crea nella difesa a seguito dei movimenti organizzati degli
attaccanti;
- spazio proiettivo, è quello che il calciatore prevede di utilizzare;
- spazio dinamico, spazio che si restringe e si allarga a seconda delle circostanze;
- spazio topologico, spazio che l’avversario delimita con il suo corpo.
Per quanto mi riguarda, ed in ossequio al principio metodologico di rendere le esercitazioni fedeli
alle reali situazioni, ritengo che le esercitazioni debbano essere svolte sempre in uno spazio
rettangolare perché così si consolidano e si affinano i parametri spazio-temporali dell’ambiente di
gara.

GESTIONE DEL TEMPO:


l’adeguatezza delle risposte motorie e tecniche dipendono dalla capacità di controllare e organizzare
i movimenti attraverso la regolazione dei parametri temporali: velocità, ritmo esecutivo, ampiezza
dei gesti, impulsi di forza. Le variazioni poi delle situazioni prodotte dalle azioni degli avversari e
dei compagni di squadra possono richiedere degli aggiustamenti temporali dei movimenti attraverso
l’anticipo o il posticipo delle risposte, l’accelerazione o il rallentamento dei gesti, la modificazione
del ritmo esecutivo. Il calciatore poi può anche modificare le caratteristiche temporali di un gesto
tecnico indipendentemente dalle iniziative degli altri giocatori, come nel caso delle finte per
sfruttare momentaneamente il vantaggio temporale che si viene a creare.
Siccome l’essenza del gioco del calcio è rappresentata dalla continua ricerca di soluzioni ai
problemi che si presentano durante le azioni di gioco e di cui non è possibile prevederne la
successione, la complessità e neppure la frequenza con la quale si manifestano diviene necessario
l’efficienza delle capacità di percezione, analisi, elaborazione e selezione delle risposte per
strutturare un adeguato piano d’azione.
Queste vengono fortemente sollecitate in situazioni dinamiche, di gioco,collettive e con
caratteristiche simili a quelle reali di competizione.
L’intervento educativo deve essere pertanto diversificato e la complessità delle proposte operative
deve tener conto delle caratteristiche dei soggetti a cui sono indirizzate a seconda che si tratti di
bambini, adolescenti, principianti o atleti esperti.
Siccome il cuore della proposta è l’educazione e l’affinamento delle categorie di tempo e spazio
ho avvertito la necessità di designare con relativa simbologia la ricezione, la guida della palla e il
controllo orientato che sono le azioni che concorrono a dare “i tempi di gioco “:
- ricezione: una linea continua sottolineata senza indicatore di direzione;

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- guida della palla: una linea curvilinea più ampia del simbolo del dribbling;
- controllo orientato: un arco di cerchio con indicatore.
Per un approfondimento e sviluppo degli argomenti trattati si rimanda a successivi articoli.

ESERCITAZIONE SUL TEMPO PER GLI ATTACCANTI

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Fig. 1
Due calciatori si trasmettono la palla nella
d zona mediana del campo ( tempi a e b ),
mentre l’attaccante staziona largo a tre quarti
b campo.
c
Al comando quello posto di spalle effettua
a un controllo orientato ( tempo c ) e serve in
d
profondità l’attaccante ( tempo d ), il quale a
seguito di un contromovimento ( tempo c )
effettua un taglio ad entrare ( tempo d ).
Variante: in questo caso ad effettuare il
passaggio è l’altro calciatore coi tempi di
gioco della figura 2.

Fig.2
b Descrizione: 3 passa la palla al compagno
( tempo a ) che gliela ritorna, nel tempo
trasmissione ( tempo b) l’attaccante compie il
c contromovimento ( tempo b ) e sul passaggio
b ( tempo c ) attacca lo spazio in profondità
( tempo c ).
3 Come si evince in questa situazione si
c a guadagna un tempo di gioco.
Esecuzione complessa: la palla la possono
passare indistintamente i due calciatori i quali
in maniera imprevista ed a seguito della
segnalazione del tecnico servono l’attaccante il
quale deve adattare i tempi di gioco al tipo di
esecuzione.
Infatti, se a mettere la palla nello spazio
( tempo b ) sarà il giocatore posto di spalle, e
questi lo potrà fare a seguito di un controllo
orientato ( tempo a ) , l’attaccante sul controllo
esegue un contromovimento ( tempo a ) e sul
passaggio attacca lo spazio ( tempo b ) ( fig.3 )

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ESERCITAZIONE SULLO SPAZIO
Fig.4
Tre giocatori si passano la palla ad un tocco disposti come
nella figura a lato.
a Come si vede due giocatori sono rivolti fronte al gioco, un
a terzo è invece di spalle.
Quasi nei pressi del fondo del rettangolo sono poste una
a b per lato due porticine.
Dietro ed al centro dello spazio che divide le due porte
staziona un quarto giocatore.
b L’esercitazione si svolge in questo modo:
al comando dell’allenatore uno dei due giocatori che in
quel momento sta per ricevere la palla effettua un
b controllo orientato nella direzione opposta a quella dove
nello stesso istante si sta dirigendo il quarto giocatore. Il
giocatore di spalle avendo preso visione della direzione
del controllo, dopo un movimento corto-lungo attacca la
porticina corrispondente al controllo. ( se il giocatore
controlla verso dx. egli attacca la porticina alla sua sx. e
viceversa ).
Tempi di gioco:
giocatore di fronte: controllo orientato ( a ), passaggio (b);
giocatore di spalle: corto ( a ), lungo ( b );
giocatore dietro alle porticine: controllo orientato del
giocatore si dirige verso una delle due porte ( a ).