Mercoledì 3 maggio 2006

Gianni Baratta ha usato un semplice fax per avvertire con una lettera la Fondazione “Arturo Toscanini” delle proprie dimissioni dalla carica di direttore generale della omonima Filarmonica. Il dettaglio, che lascia solo intuire il gelo calato tra l’istituzione e il suo ormai ex dirigente, emerge da uno scarno comunicato dalla Fondazione Toscanini con il quale si dà notizia delle avvenute dimissioni dell’ex sovrintendente. «Il consiglio d’amministrazione della Fondazione - è scritto nelle poche righe a commento della notizia deve osservare come tale iniziativa si colleghi al preciso contesto dei

CRONACA DI PIACENZA
L’ex sovrintendente della Fondazione Toscanini lascia la poltrona di direttore

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Baratta si dimette dalla Filarmonica
gravi accadimenti dei giorni scorsi. Conseguentemente, ribadisce l’intento di proseguire nella proprie attività e la decisione di riservarsi, anche in proposito, le iniziative che si renderanno necessarie a tutela del lavoro, dell’immagine e del prestigio della Fondazione Arturo Toscanini». Una reazione cifrata, ma neppure troppo, quella della Fondazione. I «gravi accadimenti» cui si fa riferimento nel comunicato sono quelli della settimana scorsa, quando la Filarmonica Toscanini ha fatto sapere di aver deciso una vera e propria “scissione” dalla Fondazione. Alla guida della compagine (che si è ribattezzata “Synphonica”) il maestro Lorin Maazel. Ma alla clamorosa separazione, la Fondazione ora collega in modo esplicito l’azione di Baratta. Synphonica, si può leggere tra le righe della nota, adesso sarebbe in tutto e per tutto un nuovo concorrente sul mercato, che potrebbe muoversi in autonomia, rilevare date e concerti che erano nei programmi della Filarmonica espressa dalla Fondazione. Di qui l’esigenza, ribadita nel comunicato da palazzo Marchi, di tutelare «il lavoro, l’immagine e il prestigio» dell’ente.

Giuseppe Baratta, ex direttore generale della Filarmonica Toscanini

D’altro canto, il peso di Baratta era già stato notevolmente ridimensionato dalla riorganizzazione interna alla Fondazione avviata all’inizio dell’anno dal neopresidente Maurizio Roi. Rimosso dalla poltrona di sovrintendente e vero e proprio dominus della Fondazione, Baratta fino al 31 agosto avrebbe dovuto svolgere la mansione di direttore generale della Filarmonica, per poi eventualmente continuare (una volta raggiunti i termini della pensione) come consulente esterno, la propria collaborazione. Una possibilità di convivere che quelle gelide dimissioni via fax ora rendono chiaramente impossibile.

L’intervento riguarda la copertura della Cappella del Duca.«Costi attorno ai 54mila euro» Dovrà pagare anche 150.000 euro

Bancarotta: condanna a tre anni e otto mesi Santa Maria di Campagna, lavori in dirittura d’arrivo per un imprenditore

Ormai pronto il tetto della basilica

Sta per essere completato il secondo intervento di recupero della copertura della basilica di Santa Maria di Campagna. Negli anni passati il Comune (proprietario della chiesa) aveva provveduto a riparare il tetto del santuario, mentre in questi giorni si sta concludendo l’opera di ripristino della copertura della cosiddetta Cappella del Duca - così chiamata, ha ricordato padre Cesare Tinelli, superiore del convento di Santa Maria di Campagna - perché rappresentava l’ingresso secondario al tempio per i Farnese. In dirittura d’arrivo anche i lavori per rimettere a nuovo l’organo del 1823 fabbricato dai Serassi di Bergamo, danneggiato da infiltrazioni. Costo complessivo dell’intervento, come ha anticipato l’assessore ai Lavori pubblici Ignazio Brambati, è di 54mila euro, ed ha previsto il recupero delle travature e delle coperture originali. Il luogo dove sorge la chiesa di Santa Maria di Campagna è storicamente legato ad un momento cruciale nella rinascita dell’Occidente cristiano: il Concilio del 1095, che diede origine al movimento delle Crociate.

I lavori di rifacimento al tetto di S.Maria di Campagna e (sopra) una visuale della basilica e padre Cesare Tinelli [Foto Cravedi]

A quell’epoca in quest’area, benché si trovasse fuori dalle mura cittadine, esisteva un santuario dedicato alla Madonna e detto di “Campagnola”. Il luogo era inoltre passaggio obbligato per i pellegrini

in viaggio verso la Terra Santa o verso Roma e rivestiva dunque un chiaro significato simbolico nell’ottica di chi, come lo stesso papa Urbano II che aveva voluto il Concilio, pensava a riunire la cristianità nella grande impresa del-

la riconquista dei luoghi santi. In questa stessa zona, è stato ipotizzata la presenza di un “pozzo”, una tomba sotterranea di cristiani martirizzati durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, alla fine del II secolo.

La chiesa attuale è successiva; fu costruita infatti a partire dal 1522 su progetto di Alessio Tramello, importante architetto piacentino, a cui si deve la realizzazione di altre due chiese di Piacenza, San Sepolcro e San Sisto. In Santa Maria di Campagna Tramello si confronta con un tema fondamentale dell’architettura rinascimentale, il tempio a pianta centrale, trovando una soluzione nel complesso armonica nell’articolazione dei volumi esterni e degli spazi interni, non priva inoltre di idee originali. Lotario Tomba nel 1791 ampliò il coro, già peraltro frutto di un intervento cinquecentesco; tuttavia il Tramello stesso aveva previsto una leggera dissimmetria alla croce greca nel braccio di ponente, per la presenza della cappella dove nel 1531 alla fine dei lavori venne collocata la scultura lignea della Madonna di Campagna, risalente al XIV secolo. La chiesa ebbe il valore di “tempio civico” e svolse la funzione di cappella ducale dei Farnese, e a ciò si devono i riferimenti alla città di Piacenza in alcuni degli affreschi che la decorano, opere giovanili di Gaspare Landi. p.pin

(ferr.) Nuova condanna per presa edile, la “Icf ”. E i giudici, nella sentenza di l’imprenditore Fausto Carrera, accusato di bancarotta frau- ieri, hanno riconosciuto la condolenta in relazione al falli- tinuazione tra i due reati come mento di un’impresa edile di aveva chiesto nella sua arringa cui era legale rappresentante: l’avvocato Luca Caputi, legale dell’imputato. la “Cir”. L’imprenditore doveva riIeri in tribunale i giudici Monica Fagnoni, Roberto Mazza spondere di bancarotta fraudolenta. Secondo l’ace Giuseppe Bersacusa sia nella forma ni hanno inflitto tre documentale che anni e otto mesi al“per distrazione”. In l’imputato. I magisostanza, come ha estrati hanno anche videnziato il pm neldisposto che l’imla sua requisitoria, i prenditore risarcidocumenti contabili sca la procedura del dell’impresa edile fallimento (costituidichiarata fallita ta parte civile e rapnon hanno consentipresentata in udiento di ricostruire la za dall’avvocato contabilità della ditGraziella Mingardi), e disposto una Il pubblico ministero ta. Oltre a ciò, sempre provvisionale (l’acGilberto Casari in base alle indagini conto sul risarcimento disposto dal giudice nel eseguite dalla procura, sarebprocesso penale a favore del bero inoltre “sparite” somme danneggiato), di 150mila euro. per un ammontare di circa Inoltre per il tempo della con- mezzo miliardo delle vecchie lidanna Carrera non potrà inte- re. Il pm ha dunque chiesto una condanna a quattro anni e sei starsi un’azienda. Il pubblico ministero che si è mesi. Queste tesi sono state contraoccupato di entrambe le vicende giudiziarie è Gilberto Ca- state dall’avvocato Caputi nelsari. Nello scorso mese di no- la sua articolata arringa difenvembre l’imprenditore aveva siva. Ma i giudici hanno ritenuto di patteggiato la pena di due anni di reclusione per un’altra ban- condannare l’imprenditore a carotta, quella di un’altra im- tre anni e otto mesi.

Oggi a Bologna la presentazione di un volume

Alternanza tra scuola e lavoro: gli istituti Marconi e Respighi a un convegno di Unioncamere
.LA POLEMICA.

Edili, parte oggi la trattativa provinciale
Si apre il confronto tra sindacati e Ance piacentina:interessati 3mila lavoratori
(p.s.) Parte oggi la trattativa per il contratto provinciale degli edili, che riguarda circa tremila lavoratori nel Piacentino. Nella sede di Confindustria inizia il dialogo tra sindacati confederali e Ance (associazione nazionale costruttori edili). La piattaforma integrativa è stata tuttavia già disciplinata dai recenti accordi sul biennio economico siglati a livello nazionale e non dovrebbe costituire motivo di conflitto. «Occorre vedere questo periodo positivo per l’edilizia non come una condizione di normalità ma come una fase eccezionale che è destinata ad avere un calo mette in guardia Pierangelo Bellini, che rappresenta l’Ance piacentina -, mi auguro che il sindacato ne tenga conto». Per il resto, ai costruttori «preme la regolarità contributiva di tutte le società operanti e si punta al rafforzamento di ispezioni sui cantieri». «E’ bene far fronte comune con il sindacato per esempio sull’osservatorio degli appalti pubblici, facendo valere in Provincia gli interessi dei dipendenti e delle imprese sul tema della regolarità contributiva». Verrà affrontato anche l’argomento

Festa della polizia: il Siap per protesta non sarà presente
«In occasione della prossima festa della polizia di Stato il Siap (cioè la sigla sindacale più rappresentativa in sede locale) non sarà presente». Lo annuncia il segretario provinciale Sandro Chiaravalloti precisando che la protesta fa riferimento «alla gestione del questore Innocenti e alle conseguenze che essa ha arrecato all’equilibrio nei rapporti tra il personale della questura. Pur onorando e rispettando quelli che sono i valori rappresentati nella festa della polizia di Stato, noi non parteciperemo ad una celebrazione, certamente importante, ma che da tempo non è più la festa dei poliziotti di questa città. Essere presenti ad una ricorrenza facendo finta che nulla sia accaduto e che tutto vada per il meglio, è un atteggiamento che non trova asilo nella nostra natura».

Oggi (dalle 9) alla sede di Unioncamere Emilia Romagna (in viale Aldo Moro 62a) a Bologna si parla di alternanza scuola-lavoro, un’esperienza documentata in un volume dove trovano posto le sperimentazioni dei nostri istituti Marconi e Respighi riferite al 2004-2005. Nell’anno in corso ai due istituti si sono affiancati il Liceo Gioia e il Romagnosi su questo fronte. Il convegno di Unioncamere fa il punto sulla nuova modalità didattica per arricchire l’offerta formativa attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro. Previsti interventi dell’assessore regionale Mariangela Bastico, di Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere, e di Giampaolo Bergamini, dirigente amministrativo ufficio scolastico regionale. Sono 38 i progetti selezionati, 965 gli studenti accolti in 764 aziende per periodi di apprendimento con esperienze di lavoro. Le Camere di Commercio hanno attivato 9 sportelli, uno per provincia, per informare imprese, scuole e studenti. Confortanti gli esiti di questo primo bilancio.

.ASTENSIONE DAL LAVORO IN VISTA DEL RINNOVO ECONOMICO NAZIONALE .

«Sciopero riuscito per i lavoratori del legno»
Sciopero riuscito per i lavoratori del legno piacentini, secondo la situazione monitorata dai sindacati, la conferma viene da Paolo Chiappa, segretario provinciale della Fillea Cgil. I sindacati parlano, in via generale nel Paese, di un’adesione dell’80 per cento. La vertenza riguarda circa 300 dipendenti in sede provinciale, collegati in gran parte a tre imprese: Driade di Caorso, Saib di Fossadello e Bosi Compensati di Roncaglia. Il rinnovo contrattuale è però ricondotto ad una trattativa nazionale in cui sono impegnati la Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil. Ieri era prevista l’astensione dal lavoro di otto ore che ha toccato punte tra il 90 e 100 per cento nelle grandi aziende e nei distretti del mobile e del salotto. Hanno incrociato le braccia circa 200.000 addella regolamentazione delle imprese straniere che lavorano in provincia e operano con regole diverse per la tutela dei lavoratori. Nella piattaforma del sindacadetti della grande e piccola industria del settore, occupati in 9mila imprese. La decisione del sindacato è maturata in seguito alla rottura delle trattative con le due controparti Federlegno e Unital Confapi, associazione delle piccole e medie imprese. Fillea, Filca e Feneal reclamano un aumento in busta paga pari ad 83 euro lordi mensili al 3° livello mentre Federlegno ne propone 75, ripartiti in tre tranche. Lo scoglio per gli aumenti contrattuali non è la cifra richiesta dai sindacati, ma la subordinazione del rinnovo a quattro condizioni: il prolungamento della vigenza del contratto nazionale fino a sei mesi oltre la naturale scadenza, 30 giugno 2008, l’erogazione del bonus sotto forma di Edr, cioè elementi distinti dalla retribuzione e quindi non conteggiabili nella paga base e non validi ai fini di Tfr, ferie, straordinari, la rinuncia all’una tantum per la vacanza contrattuale e lo slittamento di cinque mesi dell’entrata in vigore degli incrementi dei parametri, relativi al nuovo inquadramento professionale, che non entrerebbero in vigore dall’1 gennaio 2007, così come prevede il Ccnl, bensì 5 mesi più tardi, quindi dall’1 giugno 2007. Le condizioni di Federlegno, oltre a non essere assolutamente sufficienti a coprire l’aumento del costo della vita, snaturano l’intero impianto contrattuale con una perdita in busta paga stimata nell’ordine dei 500 euro l’anno. Anche per quanto riguarda le medie e piccole imprese, l’Unital Confapi ha offerto una cifra a regime insufficiente e non ben precisata per poter chiudere positivamente il contratto. si, di mensa, di sicurezza sui cantieri. Per il sindacato, il settore è seguito da Luigi Magnani (Feneal Uil), Mario Paolo Carrera (Filt Cisl) e Paolo Chiappa (Fillea Cgil).

to, trovano posto sia gli aumenti economici, previsti nella misura del 3 per cento sulla paga base dal primo luglio - termine entro il quale va siglata l’intesa - corrispondenti a 24 euro e un ulterio-

re incremento del 4 per cento dal 1° settembre 2007, pari a 32 euro, nell’insieme 56 euro per un terzo livello, che corrisponde ad un operaio specializzato. Si parlerà di trasferte, di indennità e rimbor-

Riapre da oggi al Politecnico Corteo da barriera Genova fino alla prefettura.Consegnata una bandiera a lutto al comando dei carabinieri la mostra “Adotta un bastione”
Una fiaccolata per rendere onore ai tre militari italiani caduti in Iraq. E un tricolore segnato a lutto consegnato nelle mani del comandante dei carabinieri di Piacenza, Giovanni Dragotta. I giovani del centro destra piacentino hanno voluto organizzare un’iniziativa che desse voce alla partecipazione solidale della città alla memoria dei tre soldati vittime dell’attentato a Nassiriya. Per l’occasione sono state ben oltre un centinaio le persone che si sono raccolte per seguire la luce delle fiaccole nella serata di lunedì, Primo Maggio. Volutamente, gli organizzatori non hanno voluto imprimere nessun colore politico alla serata dedicata alla memoria dei militari. «È stata una marcia composta, lenta e silenziosa senza bandiere di partito - ha rimarcato l’onorevole di Alleanza Nazionale Tommaso Foti, che ha presenziato alla serata -. L’iniziativa è nata spontaneamente dai ragazzi a ricordo dei caduti in Iraq». La serata ha suscitato una larga e sentita partecipazione. Il corteo è partito intorno alle 20 e 30 da barriera Genova per proseguire in viale Beve-

Una fiaccolata per ricordare i militari caduti a Nassiriya
.AL CIMITERO.

E il Mis ricorda i caduti di Salò
(ma.fe) Per il movimento di estrema destra Mis con Rauti circa 50 persone si sono riunite al cimitero urbano per rendere omaggio ai defunti della Repubblica sociale, ai caduti di tutte le guerre ed ai tre carabinieri rimasti uccisi nel recente nell’attentato di Nassiriya. «In particolare - spiega una nota del movimento - sono stati ricordati i martiri della Rsi uccisi il primo maggio del 1945, a guerra terminata, alla presenza di Gianmaria Bonvicini e Maurizio Callegari che ha rievocato i fatti dell’epoca. Bonvicini ha quindi concluso la prima parte di cerimonia con un discorso che ha reso merito alla spiritualità della commemorazione, e condannava il fatto di sangue. Nella seconda parte cerimoniale, all’interno del cimitero urbano, davanti al sacrario dei caduti di tutte le guerre e per la patria, è stata recitata una poesia in omaggio a tutti i morti nei conflitti armati». Franco Lattanzio e del maresciallo capo Carlo De Trizio. La fiaccolata è stata promossa congiuntamente da Azione Giovani, Forza Italia Giovani, Giovani Padani e Udc Giovani. «Il nostro intento è stato quello di unirci al cordoglio nazionale ha spiegato Sabrina Fummi, responsabile di Azione giovani - Abbiamo voluto far sentire la nostra vicinanza ad un’arma impegnata da sempre nella difesa dei cittadini italiani». La serata è stata aperta a tutti. «Non abbiamo voluto introdurre simboli che potessero legare questa iniziativa ad una determinata circostanza o apparte-

Un momento della fiaccolata per i caduti di Nassiriya [Foto Cravedi]

rora, con una sosta alla caserma dei carabinieri. Qui è stata consegnata al comandante Dragotta la bandiera a lutto, poi il corteo è proseguito alla volta della prefettura, dove nella piazzetta antistante un lungo applauso ha sottolineato il ricordo del capitano Nicola Ciardelli, del maresciallo capo

nenza - ha aggiunto la Fummi -. L’idea è stata quella di stringerci simbolicamente vicino alle famiglie dei ragazzi uccisi e che avevano giurato sulla bandiera italiana». Tra i partecipanti, anche il senatore Massimo Polledri della Lega Nord e numerosi cittadini. «È stato un importante momento di condivisione del dolore nazionale», ha ricordato Elena Morganti, responsabile del settore giovanile dell’Udc. Anche Matteo Lunni, commissario regionale di Forza Italia Giovani, ha preso parte alla fiaccolata e con una nota ha voluto sottolineare il significato della sua presenza. «La partecipazione a questa manifestazione - ha fatto sapere - ha voluto esprimere il mio cordoglio e quello del mio partito nei confronti dei famigliari dei tre militari barbaramente uccisi lo scorso giovedì». Lunni ha espresso solidarietà anche verso i soldati che offrono la vita in nome della pace. «Ai tre militari caduti così come alle altre vittime della lotta al terrorismo, deve andare l’onore e il ringraziamento di tutto il Paese», ha concluso. Ilaria Molinari

Riapre nel chiostro al piano terra del Politecnico la mostra “Adotta un Bastione”, e resterà aperta al pubblico fino all’11 maggio con orario continuato dalle ore 8 alle 20 da lunedì a venerdì e dalle 8 alle 12 nella giornata di sabato. L’esposizione, che dal 3 al 7 dicembre era stata ospitata dalla Cappella Ducale di Palazzo Farnese, propone i lavori realizzati dagli studenti di alcune scuole di Piacenza nell’ambito di un progetto formativo che riguarda la riqualificazione delle mura cinquecentesche della città. In mostra saranno gli studi effettuati nell’anno scolastico 20042005 da alcuni istituti scolastici piacentini sugli antichi bastioni cittadini. Sono coinvolte nel progetto le classi IV D e IV B dell’Istituto tecnico per geometri Tramello (docente: Montani); la IV sperimentale architettura del Liceo artistico Cassinari (docenti: Carra, Martini); la IV Ginn. B e le V Ginn. A e B del Liceo ginnasio Gioia (docenti: Cattadori, Feci, Vignola); la III E del Liceo scientifico Respighi (docenti: Pezzoni, Tirelli); la I E della Scuola media

Faustini-Frank (docente: Dresda); i corsisti della Scuola edile per il progetto "Gemellaggio dei mestieri" di Zenica in Bosnia Erzegovina. Lo studio è promosso dall’amministrazione comunale - Unità di progetto riqualificazione del verde e sistema dei parchi, con la collaborazione di Eugenio Gentile, ex-direttore del Polo di Mantenimento Pesante Nord, Carlo Marini, responsabile dell’ufficio Infoambiente e Claudio Sesenna, presidente dell’associazione Parco delle Mura. L’iniziativa è nata con lo scopo di coinvolgere gli istituti scolastici piacentini in una ricerca storico-artistica sui Bastioni e a sensibilizzarli sul tema della conservazione dei beni culturali. «È stato svolto un lavoro importante e molto partecipato - informa la vicesindaco Anna Maria Fellegara, con delega al recupero delle Mura Farnesiane - voglio perciò ringraziare gli istituti piacentini che hanno aderito e gli esperti che, con competenza e professionalità, hanno reso possibile la buona riuscita del progetto».