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Simone Martini

Nasce a Siena nel 1284 e muore ad Avignone nel 1344.


Porta l' arte italiana all' estero e viceversa.
Lavora presso la corte papale di Avignone.
Dipinge la Madonna in trono con santi (la Maestà).
L' opera, datata 1315 si trova nel Palazzo Pubblico di Siena.
Si vede l' influenza gotica francese, giunta in Italia tramite l' oreficeria, la scultura e la miniatura.
Ci sono novità di tipo iconografico, stilistico e tecnico.
Sono presenti materiali eterogenei, come carta per cartigli, vetro per il fermaglio e parti metalliche.
Ci sono anche parti in stucco e punzonature in oro zecchino, di cui Simone è inventore.
Dopo che il battiloro fissa l' oro sull' opera, Simone lo fora e lo decora.
Sperimenta anche la pastiglia, un impasto a rilievo in gesso e colla funzionale alla decorazione.
E' un' operazione anche concettuale che innesca una sottile ambiguità tra realtà e finzione.
La bidimensionalità si scontra con un' altra dimensione.
C' è una struttura a baldacchino, con una nuova spazialità, simile a quella di Giotto.
Il baldacchino offre l' esatta visione di questa spazialità, chiude e inquadra la composizione.
Maria è seduta su di un trono di forme gotiche e circondata da santi.
La spalliera è definita tramite trifore, finestre a tre luci che suggeriscono la linea falcata.
Il clima è tra sacro e profano, come quello della corte gotica.
Martini ha uno stile maturo: linearismo fluente, colorito tenue e passaggi di luce tra le componenti.
Ha un significato civico e richiama al buon governo anche tramite iscrizioni.
L' opera più famosa di Martini è l' Annunciazione, del 1333.
Ora è conservata agli Uffizi, ma fu commissionata per il duomo di Siena.
Fu realizzata con la collaborazione di Lippo Memmi.
Segna un punto di svolta.
E' un grande ricamo dorato in cui si inseriscono frammenti di natura morta molto moderni.
C' è la figura sfolgorante dell' angelo, con il manto sollevato elegantemente dal vento.
Porta un ramoscello d' olivo, le sue ali sono tipiche gotiche.
La composizione è bidimensionale.
Maria, ritratta ancora sul trono, ha un' espressione innovativa, piena di timore.
Simone conosce Petrarca alla corte avignonese.
Come Petrarca nella letteratura, Martini nell' arte riporta elementi classicheggianti.
Petrarca ricorda l' artista nelle sue opere.
Il poeta chiama Simone nel 1338 a decorare il frontespizio del Codice, opera virgiliana.
Simone usa l' acquerello quasi monocromo per rappresentare l' Allegoria Virgiliana.
C' è un impianto rimico e la ricerca dell' armonia.
E' presente l' influenza della miniatura francese.
E' raffigurato Servio, il commentatore dell' opera che ne svela i significati.
Sono raffigurati un guerriero (Eneide), un pastore (Bucoliche) e un contadino (Georgiche).

Pietro e Ambrogio Lorenzetti


Nel Trecento i centri artistici italiani più importanti sono Firenze e Siena.
Siena è legata alla sua forte tradizione bizantina.
Tipica di Siena è la fierezza civica.
La sua popolazione nel 1348 fu decimata dalla peste.
Furono interrotti i lavori del Duomo, tipico esempio di progetto mai realizzato.
Quelle che dovrebbero essere navate sono portici.
In questo contesto nascono e crescono Martini e i Lorenzetti.
Questi sono due artisti fratelli che si inseriscono nella pittura senese del Trecento.
Pietro è nato nel 1280, il fratello un decennio dopo.
Scompaiono con la peste del 1348.
Pietro ha una formazione sulla scia della lezione di Duccio sulla spazialità giottesca.
Ha dei contatti con la scultura espressionistica di Giovanni Pisano.
Ambrogio è legato al contesto fiorentino.
Ricerca la spazialità di Giotto e la monumentalità di Arnolfo di Cambio.
Non è presente nella sua arte la rielaborazione di Duccio.
Negli anni Venti si alterna tra Firenze e Siena, dove dipinge con il fratello.
Ha un interesse verso il paesaggio e la natura, del tutto inedito per quest' epoca.
Negli anni Trenta dipinge a Siena con il fratello opere di piccola dimensione.
Quando Martini si trasferisce ad Avignone ha le committenze più importanti.
La sua opera più celebre è il ciclo con le Allegorie del Buono e Cattivo Governo.
E' datato 1338/1339 e si trova nella Sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena.
L' Allegoria del Buon Governo è personificata dalla Giustizia istruita dalla Sapienza.
Il Vegliardo rappresenta il Comune di Siena e occupa la parete centrale.
L' opera nel suo insieme ha una forte connotazione filosofica.
Nella parete a destra ci son gli effetti del buon Governo, dominati dalla figura alata della Sicurezza.
La città è pulita, operai stanno costruendo un edificio, le persone ballano.
Oltre le mura c' è una campagna coltivata e curata.
Ambrogio è uno degli artisti precursori del linguaggio moderno della pittura e del Rinascimento.

Negli ultimi decenni del Trecento si assiste alla comparsa del Gotico internazionale o Tardogotico.
Segna il passaggio tra il Gotico maturo e il Rinascimento.
Si sviluppa nel Nord Italia, sotto l' influenza del Nord Europa.
E' il segno di una cultura più ancorata alla realtà.
Le corti italiane settentrionali stringono rapporti politici, quindi culturali, con quelle di tutta Europa.
Si elabora perciò un linguaggio comune, anche se con alcune differenze locali.
La pittura e la miniatura elaborano una linea di contorno sinuosa ed elaborata.
L' atmosfera è rarefatta e antinaturalistica, ma con molti dettagli analitici e naturali.
Le caratteristiche principali sono colori smaltati, profusioni di oro e lacche, punzonature e ramages.
Quest' arte nasce grazie alle premesse della Corte pontificia avignonese.
L' impulso principale è del 1336 di Simone Martini e Matteo Giovannetti.
In Lombardia la miniatura, grazie alle piccole dimensioni, diventa l' arte guida.
L' amore per la descrizione incontra la raffinatezza dell' arte cortese.
La miniatura fa emergere la volontà di riprodurre la natura, fissando modelli figurativi.

Il disegno iniziò ad avere sempre più importanza nella progettazione delle opere.
Non aveva ancora una propria dignità, ma serviva come modello.
Oltre ai disegni sulla superficie dell' opera, nascono i disegni indipendenti in vista del risultato.
Sono realizzati su materiali poco costosi, di piccolo formato, come gli scarti di pergamena.
Durante il Medioevo erano anche usate le antiche tavolette di legno con la cera.
Nel XII secolo si sviluppano le Università, e quindi anche il libro.
Alla fine del XIV secolo compare il disegno contrattuale, lo schema dell' opera da eseguire.
Cennino Cennini scrive il Libro dell' arte nel quale il disegno assume un ruolo importantissimo.
L' allievo deve ricopiare il modello del maestro per sapere poi creare forme autonome e naturali.
In quest' epoca nasce la raccolta dei modelli, che viene tramandata dal maestro alla bottega.
I modelli venivano copiati a mano oppure erano ricalcati.
Questi disegni viaggiano attraverso i libri e quindi l' arte è internazionale.
Il disegno ha come soggetto la natura, in una rappresentazione vera e realistica.
E' molto impiegato nei codici scientifici, come negli Erbari.
Questi sono uno strumento per indagare la natura e acquisire conoscenze da riversare nell' arte.
Nasce una mentalità naturalista e una maggiore libertà dell' artista rispetto al modello.
Lo schizzo si affianca alla ripetizione di modelli, per poi prevalere nei libri di disegni.

In Lombardia e in Emilia si assiste all' emancipazione dai modelli medievali.


Si diffondono i Tacuinia Sanitatis, testi arabi di medicina illustrati.
Giovannino de Grassi è l' architetto del Duomo di Milano alla fine del Trecento.
E' un progettista innovativo, pittore, scultore e miniatore.
La pittura è l' analisi del dato reale.
E' suo il Taccuino dei disegni.
E' un tentativo di autonoma osservazione della natura.
I disegni sono sia suoi, sia dei suoi allievi.
Nelle rappresentazioni, con anche animali fantastici, sono disegnati anche i piccoli particolari.
Gli animali potevano esser osservati dall' artista nel parco dei castelli di Milano e di Pavia.
C' è la preoccupazione di riconoscibilità della specie, come negli erbari.
Ci si svincola dai modelli medievali e si vincolano gli allievi.
Il De Grassi influenza Michelino da Besozzo che influenzerà a sua volta Pisanello.

Le Alpi sin dai primi anni del Quattrocento diventano un crocevia culturale.
I centri artistici alpini principali sono quelli della Savoia, di Saluzzo e di Trento.
Si perde la spazialità di Giotto e di Martini.
L' arte si laicizza e diventa descrittiva.
Si cerca una dimensione magica, ad esempio un tema-topos è la fontana della giovinezza.
La Savoia, grazie a intensi rapporti diplomatici, vive un fiorente momento culturale.
La figura dell' artista diventa internazionale.
In questo contesto si inserisce il Maestro della Manta, autore dell' omonimo castello.
I committenti sono i marchesi di Saluzzo.
C' è un ciclo di affreschi dei Nove Prodi e le Nove Eroine.
Il gusto è cortese, i personaggi sono abbigliati con la moda dell' epoca.
Ci sono larghe campiture di colore smaltato.
Ci sono stemmi araldici, tra figure di cavalieri e dame.
A Trento ci sono opere di artisti tedeschi e del boemo Maestro Venceslao.
Sul finire del Trecento decora la sala della Torre dell' Aquila del Palazzo di Trento.
Sulle pareti son raffigurati i Mesi, divisi da esili colonnine che inquadrano le scene.
Le attività agricole e gli svaghi sono raffigurati con minuzia e con un linguaggio fresco e pacato.
L' arte si riempie di animali, i personaggi sono inseriti nella natura come elementi di quella.

Pisanello
Pisanello (1390-1450-1455) ha origini toscane ed è un rappresentante del Gotico Internazionale.
Ha una vita itinerante e lavora presso le più grandi corti dell' epoca.
E' il modello insuperato del pittore di corte, di quella corte Settentrionale tardogotica.
Si cimenta in generi tradizionali, come il ritratto, che esegue di profilo.
Realizza monete e medaglie di bronzo.
Si avvicina all' antico con una mentalità nuova medievale, libera e sognatrice.
Giunge a Verona da giovanissimo e avviene la sua formazione artistica.
La sua arte ha dei riferimenti a quella lombarda e quella di Gentile da Fabriano.
Il genere della medaglia è reintrodotto da Alberti, Filarete e Pisanello.
Pisanello realizza la prima medaglia per l' impperatore d' oriente Giovanni VIII Paleogo, nel 1438.
Sul fronte c' è il profilo dell' imperatore con una legenda in greco.
Sul retro c' è l' imperatore a cavallo in preghiera ritratto da dietro, con la firma di Pisanello.
Il fronte ricalca la tradizione romana, il retro è una rielaborazione gotica dell' artista.