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Il Quirinale ammette l’esistenza delle scie chimiche


Posted by pensandolibero On ottobre - 22 - 2010

Guardate un poco cosa scrive un rappresentante del Quirinale, rispondendo alla missiva inviata al presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano da una cittadina preoccupata, ammettendo di fatto l’operazione di
irrorazione velenosa delle scie chimiche (fare click sull’immagine per vedere ingrandita la scansione del
documento originale).

Segretariato generale della Presidenza della


Repubblica

Ufficio per gli Affari militari e Segreteria del


Consiglio supremo di Difesa Roma
Gentile signora ***,

mi riferisco alla Sua lettera del 31 marzo 2010, fatta


pervenire all’indirizzo del Capo dello stato. Nel
merito di quanto prospettato, pur comprendendo le
motivazioni ed il coinvolgimento morale ed emotivo
che hanno originato la Sua istanza, devo mio
malgrado informarLa che risulta impossibile
intervenire su materie regolate da specifiche
disposizioni di legge, la cui applicazione spetta ai
competenti ministeri e su cui la Presidenza della
Repubblica non può in alcun modo intervenire.
Premesso quanto sopra, La informo che la Sua
istanza è stata nuovamente portata all’attenzione
del competente Ministero della Difesa, per un
sollecito esaustivo diretto riscontro.
Rammaricato di non poterLe fornire migliore
risposta, Le invio i miei più cordiali saluti.
L’assistente militare per l’Aeronautica
Firma illegibile

Più chiaro di così? Possiamo concordare con quanto si legge sul sito tankerenemy la risposta è di fatto
un’ammissione che è in atto una gigantesca operazione di natura strategico-militare. L’assistente
militare per l’Aeronautica, infatti, non nega che il problema sussiste, bensì cita non meglio precisate
“disposizioni di legge” (veniamo avvelenati in ottemperanza alla normativa vigente), demandando (non a
caso) al Ministero della Difesa (!) una replica più esauriente. Nella risposta quindi non si tenta neppure di
confutare o ridimensionare la circostanziata denuncia della scrivente sulle scie chimiche: siamo al cospetto
di un riconoscimento ufficiale, né più né meno.

Del resto un’altra prova ancora più evidente della realtà del fenomeno delle scie chimiche purtroppo è stata
mostrata dal cielo di ieri, azzurro in origine e poi diventato bianco a causa del passaggio di decine di aerei con
scia bianca al seguito. Quanto osservato da me in Lombardia concorda con quanto mi riferisce un amico in
Sicilia, dove l’attacco al cielo si è compiuto sul far dell’alba. D’altronde nei commenti all’ultimo articolo di
tankerenemy si legge si simili operazioni compiute in altre parti d’Italia (in particolare a Modena e sulla
Liguria).
Ieri, dopo giorni in cui le scie chimiche venivano irrorate quasi esclusivamente di notte o dietro le nuvole, gli
avvelenatori si sono mossi allo scoperto, per qualche motivo tattico/strategico, militare e/o di controllo
climatico a noi ignoto (non certo a fin di bene, altrimenti tali azioni sarebbe rese pubbliche); in effetti
qualche tempo dopo la copertura totale ad opera delle scie che si intersecano si espandono e si
sovrappongono, spesso arrivano delle nuvole.

Qui di seguito il testo della lettera inviata al Presidente della Repubblica che è stata all’origine di tale
ammissione.

Al Presidente della Repubblica


Giorgio Napolitano
Illustrissimo Signor Presidente,
nel discorso augurale dell’anno passato, Lei ci ha invitati a non avere paura se non della paura
stessa. Ci ha invitati a guardare in faccia la realtà, a parlare il linguaggio della verità che non
induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio, determinazione e lungimiranza.
Ha detto, altresì, che non dobbiamo esitare ad affrontare decisamente le debolezze del nostro
sistema, le insufficienze e i problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo, guardando
all’assetto delle nostre istituzioni, al modo di essere della pubblica amministrazione, al modo
di operare della giustizia. La mia lettera, Signor Presidente, è la messa in atto del Suo
gentilissimo invito.
Già tempo fa, precisamente nel mese di novembre 2008 e successivamente nel febbraio 2009,
Lei ha ricevuto da parte mia due lettere per conoscenza, lettere inviate al Ministro della Difesa
Ignazio La Russa.
Non avendo la questione trovato una soluzione, mi rivolgo a Lei personalmente,
ringraziandoLa fin d’ora per l’attenzione che vorrà gentilmente porre alla vicenda.
Da moltissimo tempo la valle in cui abito è sorvolata costantemente da velivoli non
identificati. Vivo a (omissis) nei pressi di (omissis) Nel corso del giorno, vediamo e udiamo il
rombo di decine e decine di aerei. Il traffico prosegue ininterrotto nelle ore notturne. Il mio
paese non è situato nei pressi di un aeroporto. In tal modo la questione si complica e si
ammanta di una patina di mistero. Non sono aerei di linea, né civili, né commerciali. Secondo
i responsabili dell’aeroporto di Pescara, nonché dell’Enac e dell’Enav, la zona è attraversata
solo da un paio di aerovie, le quali, fra l’altro, devono essere autorizzate. Questi aerei volano a
bassa quota: possiamo distinguerne forma, colore (sono bianchi, assolutamente anonimi),
udirne il rombo. Spesso volano a distanze ravvicinate, sovente s’incrociano, effettuano strane
“inversioni a U”, formando dei cerchi o dei reticolati (sicuramente gli aerei civili o
commerciali non effettuerebbero inversioni di direzione, se non in casi eccezionali!). Essi,
inoltre, rilasciano una scia molto densa che nel corso delle ore, unita alle altre, copre il cielo e
lo vela; successivamente le velature diventano nuvole, come da foto allegate. Eppure, secondo
quanto affermato da uno studio che mi è stato inviato dalla stessa Aeronautica Militare, le
scie dovrebbero verificarsi soltanto oltre gli 8.000 metri, mentre questi aerei volano
chiaramente a quote inferiori.
Il Ministro La Russa dice non trattarsi di velivoli militari, poiché gli aerei che sorvolano la
zona di Sulmona si spingono oltre gli 8.000 metri, mentre quelli da me citati volano
generalmente a quote inferiori, sopra le nostre case, sopra le teste di ignari cittadini.

1 di 2 13/11/2010 12.35
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generalmente a quote inferiori, sopra le nostre case, sopra le teste di ignari cittadini.
E comunque, se trattasi di aerei militari, mi è stato riferito che essi non potrebbero sorvolare
centri abitati.
Si pone allora la domanda: “A chi appartengono questi aerei?”
Nessuno sa chi siano.
Sicuramente l’Italia non avrà concesso ad altri Paesi il permesso di sorvolare i nostri spazi per
scopi imprecisati!
Sembra, invece, che aerei militari stranieri abbiano la libertà di sorvolare i nostri cieli senza
offrire spiegazione alcuna. Lo stesso di Pietro, in relazione a tale argomento, ha riferito, in
una trasmissione televisiva, che “I nostri spazi aerei, i nostri siti marini e terrestri, ancora oggi
sono occupati da realtà militari non italiane. Non è possibile che altri decidano per noi, è una
limitazione di sovranità”.
Nella mia seconda lettera, molto più incisiva e precisa della prima, chiedevo al Ministro La
Russa di avviare un’indagine e di scoprire la natura, la provenienza, lo scopo di questi aerei.
Dal Ministro non sono giunti, purtroppo, chiarimenti. Le allego le lettere, affinché possa farsi
un’idea più esaustiva. Le chiedo, Signor Presidente, di occuparsi della questione, poiché è
inammissibile ed incivile che un territorio sia sorvolato da aerei non identificati, che tali aerei,
con le loro scie, coprano il sole e, infine, che noi cittadini si venga tenuti all’oscuro sugli scopi
di tali attività. Il problema si pone nei seguenti termini: un velivolo rilascia la scia intorno agli
8.000 m. e con determinati valori di temperatura e di umidità. Tali aerei volano a quote più
basse, per cui mi chiedo: “Se ciò che vediamo non è comune condensa, cos’è?”. Ho fatto
analizzare alcuni campioni di cibo del mio orto, ritenuti fino a quel momento biologici. Sono
stati evidenziati valori elevati di alluminio. Le allego il parere di un docente universitario e di
un responsabile dell’Asl.
Anche in altri paesi italiani si vanno riscontrando, specialmente nell’acqua, livelli abnormi di
alluminio, bario e altri metalli tossici. Qui nella valle ormai il clima è determinato dalle scie
degli aerei. Essi generano le nuvole, essi le dissolvono. Non mi sembra faccenda di poco conto,
soprattutto perché ciò accade, ormai, nella totalità del territorio italiano. Di quali
modificazioni climatiche ci parlano i media? Di quelle naturali o di quelle provocate
dall’uomo? Esperimenti di inseminazione delle nubi si svolgevano già negli anni 50 del secolo
scorso.
Esistono centinaia di brevetti riguardanti il controllo climatico. I primi sono vecchi di 80 anni:
1338343 – 1920 – Procedimento ed apparato per la produzione di intense nuvole nebbie o
foschie artificiali [Process And Apparatus For The Production of Intense Artificial Clouds,
Fogs, or Mists]
1619183 – 1927 – Procedimento per la produzione di nuvole di fumo da aerei in movimento
[Process of Producing Smoke Clouds From Moving Aircraft]
1665267 – 1928 – Procedimento per la produzione di nebbia artificiale [Process of Producing
Artificial Fogs]
1957075 – 1934 – Equipaggiamento per l’irrorazione aerea [Airplane Spray Equipment]
2409201 – 1946 – Mistura per la produzione di fumo [Smoke Producing Mixture]
2476171 – 1945 – Generatore di fumo schermante [Smoke Screen Generator]
2550324 – 1951 – Procedimento per il controllo climatico [Process For Controlling Weather]
2582678 – 1952 – Apparato per la disseminazione di materiali dagli aerei [Material
Disseminating Apparatus For Airplanes]
Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, nel 2000 sono state circa 26 le nazioni che
hanno condotto sperimentazioni di alterazione climatica, fra cui l’Italia con il “Progetto
pioggia” della Tecnagro. Mi sorge allora il dubbio che quegli aerei non siano stranieri ma
italiani e che stiano tentando di modificare il clima nella nostra vallata, non solo, dell’Italia
intera.
A tal proposito, nessuno ci ha chiesto il parere; non ho ricordo di un referendum sulle
manipolazioni climatiche.
Dove si è nascosta la corretta informazione nel nostro Paese? C’è poi da considerare il
rovescio della medaglia. I metalli utilizzati per provocare o ridurre le piogge cadono sulle
nostre teste, sui nostri suoli. Chi sta monitorando le conseguenze sulla salute di uomini,
animali, piante? Quei metalli li ritroviamo nel piatto, come si evince dalle analisi allegate. Qui
nella valle c’è stato un aumento di patologie: difficoltà respiratorie, otiti, dolori articolari e
altro ancora. E le conseguenze sull’ambiente? A cosa andiamo incontro? E se gli smottamenti
idrogeologici fossero una conseguenza di tali attività?
Mi auguro vivamente Lei voglia prendere in considerazione la questione ed intervenire. Le
ricordo che alcuni Onorevoli, nonché Ministri, fra cui Di Pietro, Martino, Brandolini, hanno
già presentato interrogazioni parlamentari, alle quali non è stato dato, purtroppo, credito.
E questo mi sconcerta!
Come si può non dar credito all’evidenza? A ciò che persino un bambino vede accadere nei
cieli?
Le allego la documentazione. Le allego altresì alcune foto, da me scattate, che lasciano
intravedere chiaramente la gravità del fenomeno. In attesa, Le rivolgo un cordiale saluto e La
ringrazio nuovamente per la cortese attenzione.
…………., 31 marzo 2010
Lettera firmata

http://scienzamarcia.blogspot.com

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