LA LEZIONE

un atto unico di

E. Ionesco

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(Studio del professore. La stanza però è adibita anche a sala da pranzo. A sinistra, una porta che dà sulle scale del casamento; a destra, in fondo, un'altra porta immette in un corridoio dell'appartamento. In fondo, un pò sulla sinistra, una finestra, non molto grande, con modeste tendine; sul davanzale della finestra alcuni banali vasi di fiori. Si devono scorgere, in lontananza, tetti rossi di case piuttosto basse: la cittadina. Il cielo è di un azzurro grigio. Sulla destra della scena, una rustica credenza. In mezzo alla stanza, una tavola che serve anche da scrivania. Tre sedie attorno alla tavola; altre ai due lati della finestra. Tappezzeria chiara. Alcuni ripiani con fiori. Quando si apre il sipario, la scena è vuota, lo rimarrà un lungo momento. Poi si ode il campanello della porta d'ingresso). VOCE DELLA GOVERNANTE (dietro le quinte) : Sì. Vengo, vengo subito. (Dopo un attimo, la governante, che evidentemente ha sceso di corsa alcuni scalini, compare. È una donna robusta, tra i 40 ed i 50 anni, faccia rossa, cuffia contadinesca in testa). GOVERNANTE (entra come un colpo di vento, fa sbattere dietro di sè la porta di destra, si asciuga le mani nel grembiule, sempre correndo verso la porta d'ingresso. In questo mentre si ode un secondo colpo di campanello) : Un pò di pazienza. Arrivo. (Apre la porta. Compare la giovane allieva: 18 anni. Grembiule grigio, collettino bianco, cartella sotto il braccio) Buongiorno, signorina. L'ALLIEVA : Buongiorno, signora. Il professore è in casa? GOVERNANTE : Viene per la lezione? L'ALLIEVA : Sì, signora. GOVERNANTE : Il professore l'aspetta. Si accomodi un istante; vado ad avvisarlo. L'ALLIEVA : Grazie, signora. (Siede presso il tavolo, di fronte al pubblico: alla sua sinistra c'è la porta d'ingresso, alle sue spalle l'altra porta, dalla quale, sempre in gran fretta , esce la governante). GOVERNANTE : Professore, scenda, per favore l'allieva è arrivata. VOCE DEL PROFESSORE : Grazie. Scendo.... tra 2 minuti.....(La governante è uscita. L'allieva, piedi sotto la sedia, cartella sulle ginocchia, aspetta compunta. Di lì
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a un momento, senza fare alcun rumore, entra dalla destra il professore. Cammina guardingo, sulla punta dei piedi. È un ometto insignificante, un povero diavolo sbiadito. Durante il corso dell'azione però egli perderà gradualmente la sua timidezza. I lucciconi lubrici dei suoi occhi finiranno per diventare una fiamma divorante, ininterrotta; d'apparenza più che inoffensiva al principio dell'atto, egli diventerà sempre più sicuro di sé, nervoso, aggressivo, dominatore, tanto da giocarsi a suo piacere l'allieva, diventata, nelle sue mani, una povera cosa. Alle spalle dell'allieva) Buongiorno, signorina.... È lei la nuova allieva, nevvero? L'ALLIEVA : (si volta vivacemente, aria disinvolta da ragazza di mondo: si alza, va incontro al professore, gli tende la mano) : Sì, professore, buongiorno professore. Vede che sono puntuale. Non ho voluto essere in ritardo. IL PROFESSORE : Molto bene, signorina. Grazie, ma non era il caso di correre. Io non so come scusarmi d'averla fatta aspettare.... Stavo terminando, precisamente...... insomma.... Le domando scusa.... Lei mi scuserà.... L'ALLIEVA : Non è il caso, professore, una cosa da nulla, professore. IL PROFESSORE : Mille scuse... Ha avuto difficoltà a trovare la casa? L'ALLIEVA : Niente affatto. E ad ogni modo ho domandato. Tutti la conoscono nel quartiere. IL PROFESSORE : Sono 30 anni che abito in questa città, lei è nuova del posto, invece. Come lo trova? L'ALLIEVA : Niente male, cittadina graziosa, simpatica, un grazioso parco, un pensionato, un vescovo, bei negozi, strade, viali.... IL PROFESSORE : Verissimo, signorina. A me però piacerebbe vivere altrove. A Parigi, o almeno a Bordeaux. L'ALLIEVA : Le piace Bordeaux? IL PROFESSORE : Non so. Non la conosco. L'ALLIEVA : Conoscerà Parigi. IL PROFESSORE : Nemmeno, signorina, ma, se me lo permette, saprebbe dirmi: Parigi è il capoluogo della..... signorina?
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e poi l'estate.... Non bisogna perdersi d'animo. non è mica facile. L'ALLIEVA : La neve cade d'inverno. signorina. Tutte le mie felicitazioni. euh.L'ALLIEVA : (pensa un momento. Euh. eh... sembra anche istruita e direi che abbia buona memoria. professore? IL PROFESSORE : Sicuro. ad occhi chiusi. signorina... Ad ogni modo va già abbastanza bene. vedrà che riuscirà. Come me. IL PROFESSORE : Mi scusi.. signorina. insomma non troppo brutto... IL PROFESSORE : Comincia con "au".. molto bene. euh. signorina. poi felice di saperlo) : Parigi è il capoluogo della. Sono persuaso che lei sarà una brava allieva... IL PROFESSORE : Non si può essere sicuri di niente. Euh. Ma riuscirò.. Lei riuscirà a conoscere bene tutte le stagioni... Benchè. Con pazienza.. trovo qualche difficoltà ad impararli. Non piove e neppure nevica.... la prima... bene. Lei è intelligente.Francia? IL PROFESSORE : Certamente.vera. L'ALLIEVA : Oh son ben lontana dal conoscerli tutti. nevvero... signorina.. L'ALLIEVA : Ah..... Le altre tre sono. piano piano.. Mi scusi.... L'inverno è una delle 4 stagioni. L'ALLIEVA : Sono brava. volevo appunto dirle. sì. Farà progressi.. L'ALLIEVA : Indubbiamente. bravissima.. Lei però mi insegna che ci si può aspettare di tutto..... a questo mondo... come automobile. visto che siamo d'estate. IL PROFESSORE : Ottima risposta.. professore. signorina..Bel tempo oggi.. Lei ha la geografia nazionale sulla punta delle manine. 4 ... o per meglio dire.. L'ALLIEVA : Sarebbe piuttosto strano.... Capoluoghi compresi.. IL PROFESSORE : Sì? L'ALLIEVA :.... o quasi.. è l'essenziale... signorina. IL PROFESSORE : Un poco alla volta riuscirà. professore. veramente ottima..... l'autunno.

5 . hanno perfettamente ragione.. Fra 3 settimane. Ritengo che una semplice cultura generale. sono fortunata. mi piacerebbe tanto. signorina. Oh.. riuscirà. al primo concorso di libera docenza. o filosofia normale? L'ALLIEVA : I miei genitori desidererebbero. mi congratulo sinceramente. IL PROFESSORE : Lei ha già la maturità. Cercheremo.L'ALLIEVA : È difficile. di fare del nostro meglio. Vogliono che mi specializzi. non dubiti. signorina. scusi. professore. persino troppo matura per la sua età. anche solida. professore.. I miei genitori desiderano che io approfondisca la mia cultura. Lei deve proseguire gli sutdi. L'ALLIEVA . desidererebbero che io presentassi la libera docenza totale. E quale libera docenza intende presentare? Scienze materiali. ho la maturità scientifica e letteraria.. IL PROFESSORE : I suoi genitori. La vita contemporanea è diventata terribilmente complessa. ma è necessario. I miei genitori hanno molti mezzi. L'ALLIEVA : È incredibilmente complicata. Non abbiamo tempo da sprecare.. IL PROFESSORE : Perché mai? Basta un piccolo sforzo di volontà. L'ALLIEVA : Oh. se lei me lo permette.Lei ha del fegato. IL PROFESSORE : Oh. IL PROFESSORE : Allora. IL PROFESSORE : La libera docenza totale?. signorina. L'ALLIEVA : Il più presto possibile. signorina. io sarei del parere che ci si debba mettere al lavoro. Del resto lei è già considerevolmente dotta. lei è davvero molto matura. Ho un'insaziabile sete di sapere.. Essi potranno aiutarmi a lavorare. Vedrà. Mi scusi se glielo dico.. a seguire degli studi molto superiori. professore. se non sono indiscreto? L'ALLIEVA : Sì. In così tenera età. se lei ritiene la cosa possibile in così breve tempo. non sia sufficiente nella nostra epoca. IL PROFESSORE : E lei vorrebbe presentarsi.

allo scopo di poterne ricavare direttive per il futuro.. Non domando di meglio. Come stiamo a percezione della pluralità? L'ALLIEVA : Così così. signorina.. L'ALLIEVA : Oh.. di profilo rispetto alla sala) Così. Siamo a posto. E lei.. non domando di meglio. ed è un metodo piuttosto che una scienza. permette.. IL PROFESSORE : Bene.. professore. Anzi la prego. possiamo cominciare? L'ALLIEVA : Certo. È anche una terapeutica. IL PROFESSORE : È una scienza molto nuova.. signorina. ho tutto l'occorrente. 6 . ho trovato il piatto. La governante si dirige verso la credenza. signorina. un gesto che egli reprime) Ah. IL PROFESSORE : A mia disposizione? (Scintilla negli occhi. vuole che facciamo un pò di aritmetica. Certamente. Allora... sono a sua disposizione.. professore. noi. allora.. (Alla governante) Maria. che io mi segga davanti a lei? L'ALLIEVA : Certamente.. se non le dispiace. professore.. io comincerò col fare un esame generale delle sue condizioni passate e presenti. IL PROFESSORE : Si spicci dunque. me ne vado. piuttosto vaga. (Si frega le mani. Beninteso. alla tavola. IL PROFESSORE : Se è d'accordo. IL PROFESSORE : Benissimo. se non le dispiace.. subito spenta. Ora vedremo.. cerca qualcosa... professore.. professore. Non son altro che il suo servitore. noi.. IL PROFESSORE : Mille grazie.. una scienza moderna. di grazia. La prego. signorina.... Dunque. si attarda) Signorina. là. se non ci vede inconvenienti..L'ALLIEVA : Al contrario. Ha i suoi libri e i suoi quaderni? L'ALLIEVA : (tirando fuori quaderni e libri dalla cartella) : Sì. io sono a sua disposizione. signore. professore. ne ha ancora per molto? LA GOVERNANTE : No. La governante entra e ciò pare che irriti il professore. per essere esatti.. (Si seggono l'uno in faccia all'altra. L'ALLIEVA : Certamente.. IL PROFESSORE : Posso proporle di sedersi... Vada in cucina.

L'ALLIEVA : La seguo. IL PROFESSORE : Non alla mia età. IL PROFESSORE : Bene. Aritmetichiamo un pò. L'ama molto. professore. L'ALLIEVA : Per nulla. Teme per la mia salute. L'ALLIEVA : (apprezzando la battuta di spirito) Come lei. Fino a prova contraria so come ci si comporta... signore. che innervosisce. IL PROFESSORE : Quanto fa 1+1? L'ALLIEVA : 1+1 fa 2 7 . Ritorniamo alla nostra aritmetica. professore. signore. L'ALLIEVA : Molto volentieri. per questa stupida interruzione.. L'aritmetica è una cosa che stanca. IL PRPFESSORE : Andiamo. quella donna è devota. IL PROFESSORE : (spiritoso) : Rimanendo seduta. professore. Maria. signore. il tuo posto invece non è qui. Vado. LA GOVERNANTE : È questo il punto. LA GOVERNANTE : Come il signore comanda (Esce). le raccomando la calma..LA GOVERNANTE : Sì. (Finta uscita della governante) Mi scusi.. Non è il caso di preoccuparsi. E poi di che t'impicci? Sono affari miei. E me ne intendo. professore. Scusi quella donna... ad ogni modo non dica che non l'ho avvertita. La sua paura è sciocca. ma. Sono rari i buoni domestici. signore. IL PROFESSORE : Mi scusi. attenzione. IL PROFESSORE : Non ammetto insinuazioni. Sono abbastanza vecchio. dica pure. professore.. IL PROFESSORE : Non so che farmene dei tuoi consigli. signorina. ma le pare. che ha sempre paura che io mi stanchi. L'ALLIEVA : Oh. LA GOVERNANTE : Si dice sempre così. IL PROFESSORE : Non le dispiacerebbe dirmi. non sia ridicola. LA GOVERNANTE : Bene. Farebbe meglio a non cominciare dall'aritmetica con la signorina. IL PROFESSORE : Sì. però esagera.

7+1? L'ALLIEVA : 8 ter.. IL PROFESSORE : 7+1? L'ALLIEVA : 8 bis. Lei è squisita. Otterrà facilmente la libera docenza totale.4-3? IL PROFESSORE : Sì. IL PROFESSORE : Eccellente risposta.7? 8 . signorina.. IL PROFESSORE : Stupendamente. quanto fa 43? L'ALLIEVA : 4-3?. Vale a dire: tolga 3 da 4.. magnifico! Lei mi sembra molto ferrata. L'ALLIEVA : Fa. Soprattutto perché me lo dice lei. magnifico. IL PROFESSORE : 6+1? L'ALLIEVA : 7. IL PROFESSORE : 7+1? L'ALLIEVA : 8. Ora proviamo la sottrazione. Brava. IL PROFESSORE : Magnifico. se non è troppo stanca. Mi dica. IL PROFESSORE : Facciamo un passo avanti: quanto fa 2+1? L'ALLIEVA : 3. Felicitazioni calorose. signorina. L'ALLIEVA : Ne sono felice. IL PROFESSORE : 5+1? L'ALLIEVA : 6.IL PROFESSORE : (stupito della sapienza dell'allieva) Magnifico. E talvolta 9. IL PROFESSORE : 4+1? L'ALLIEVA : 5. 7+1? L'ALLIEVA : 8 quater.. IL PROFESSORE : 3+1? L'ALLIEVA : 4.

Bisogna sapersi moderare. bisogna sottrarre... Nei numeri più grandi ci sono più unità che non nei piccoli. e poi dopo il 2. No. L'ALLIEVA : 1.. L'ALLIEVA : 4? IL PROFESSORE : No.. Quanto?.. c'è il 3...4-3.... eh. L'ALLIEVA : 4-3.. 3 o 4? Qual è il più grande? Il più grande fra 3 o 4? In che senso il più grande? IL PROFESSORE : Esistono dei numeri più piccoli e degli altri più grandi. non ci siamo.... 1...sì.. IL PROFESSORE : È sufficiente.....2..... qual è il più grande' 3 o 4? L'ALLIEVA : Euh. IL PROFESSORE : Lei sa contare. IL PROFESSORE : 4-3 fanno. allora.. dunque. debbo dirle.. L'ALLIEVA : . IL PROFESSORE : Alt...2. sbagliato. IL PROFESSORE : Neppure. signorina.. Lei si confonde: 4+3 fanno 7.... no. Conti. che non nei piccoli numeri' 9 ... Cerchiamo di dedurlo assieme. signorina. 4-3 non fa 7. Quanto?. L'ALLIEVA : Allora mettiamo fino a 16... fino all'infinito. Vuole contare? L'ALLIEVA : Sì.. IL PROFESSORE : Impossibile. signorina.4-3? Non farebbe mica 10.. L'ALLIEVA : (sforzandosi di capire) : Sì.. L'ALLIEVA : 3. Non si tratta d'indovinare. Adesso non si tratta più di addizionare... signorina. signorina. bisogna ragionare. per caso? IL PROFESSORE : Oh no! Certamente no. per favore. nevvero? Fino a quanto sa contare? L'ALLIEVA : Io posso contare.. Signore.4.4-3 non fanno 7. Pardon..IL PROFESSORE : Mi scusi di vedermi obbligato a contraddirla. Mi scusi tanto....

Si tratta però di altre unità. capisco. Supponiamo però. no. le somme. esistono le quantità. È una storia che ci porterebbe troppo lontano: le basti sapere che non esistono soltanto i numeri. come le prugne.. i vagoni. non c'è assolutamente niente fra 3 e 4. professore. di non avere che numeri eguali: i più grandi saranno quelli che conterranno il maggior numero di unità eguali.... L'ALLIEVA : Quello che ne conterà di più sarà il più grande? Ah. IL PROFESSORE : Che cos'è 4? Più grande o più piccolo di 3? L'ALLIEVA : Più piccolo. L'ALLIEVA : In questi casi i numeri piccoli possono essere più grandi di quelli grandi? IL PROFESSORE : Sorvoliamo. delle quantità di cose.. Vedremo più tardi le conclusioni generali. professore.. ecc. Riprendiamo il nostro esempio e ragioniamo sul caso particolare. L'ALLIEVA : Allora. è 4. per facilitare il nostro compito. Che cosa intende per numero più grande? Quello meno piccolo dell'altro? IL PROFESSORE : Certamente. 10 . professore: lei identifica la qualità con la quantità. troppo tecnica. ciascuno con un numero sempre uguale d'unità. più grande.. O tra 4 e 3. signorina.. le grane e i granellini. IL PROFESSORE : Enunciazione troppo teorica. signorina. Dati i numeri 3 e 4 . Lei non deve preoccuparsi di queste cose. E adesso mi dica: quante unità ci sono tra 3 e 4?. le oche.IL PROFESSORE : A meno che i piccoli abbiano delle unità più piccole. esistono i gruppi. quale dei due sarà il più grande: il numero più grande o il numero più piccolo? L'ALLIEVA : Scusi. se preferisce? L'ALLIEVA : Non ci sono unità fra 3 e 4. ecc. Il 4 viene immediatamente dopo il 3..... esistono anche le grandezze. Lei mi ha capito alla perfezione. allora può darsi il caso che vi siano più unità nei numeri piccoli che in quelli grandi. IL PROFESSORE : Magnifica risposta. Se esse sono piccolissime.

). Non sono stato abbastanza chiaro. È senza dubbio colpa mia. infatti è proprio per la ragione che non me ne ha strappato nessuno che adesso me ne resta 1. alcun altro oggetto di cui si parla. assolutamente. scriverà su una lavagna inesistente con un gesso inesistente. 4+1 faranno 5. io non ne avrei più. Ecco qui 3 fiammiferi. IL PROFESSORE : Torniamo ai nostri fiammiferi. d'altronde. professore. Non so. Dunque? L'ALLIEVA : Non ce la faccio. L'ALLIEVA : 5. Lei ha la tendenza a sommare. rifletta.. Se lei avesse 2 nasi e io gliene avessi strappato 1. IL PROFESSORE : Lei non ha capito il mio esempio. professore. professore. ne tolgo 1.IL PROFESSORE : Non mi sono spiegato. IL PROFESSORE : Come nessuno? L'ALLIEVA : Sì. Guardi bene. Ne tolgo 1. È il progresso. e poi? 11 . L'ALLIEVA : Sì.. lo ammetto.. IL PROFESSORE : Prendiamo degli esempi più facili. la civiltà. L'ALLIEVA : No. Supponga di avere una sola orecchia. Me bisogna anche sottrarre. È la scienza. IL PROFESSORE : Coraggio. il professore si alzerà dal tavolo.. ce ne sono 4. professore. IL PROFESSORE : Niente affatto. È la vita. ecc. quanto ne restano? (Non si vedono i fiammiferi né. occorre anche disintegrare. non ne rimangono più che. L'ALLIEVA : Sì. Ne abbiamo dunque 4. IL PROFESSORE : Proviamo con un esempio. Ad ogni modo lei è sufficientemente istruita per poter fare lo sforzo intellettuale necessario a capire. Se 3+1 fanno 4. Non basta integrare. la colpa è mia. È la filosofia.. Non è facile. Ed eccone ancora uno che fa 4. Lo vede bene che sono 4. L'ALLIEVA : Non lo so. Se lei me l'avesse strappato. quanti gliene resterebbero adesso? L'ALLIEVA : Nessuno.

. Benissimo.. IL PROFESSORE : Faccia attenzione.. gliene prendo una. L'ALLIEVA : 2.. Non ci siamo. IL PROFESSORE : Gliene mangio una.. IL PROFESSORE : No. una.. lei ha. IL PROFESSORE : Una. professore. L'ALLIEVA : 2.. Vi restano. L'ALLIEVA : Dieci dita IL PROFESSORE : Se le piace.. No. Io gliene aggiungo ancora una. 12 . IL PROFESSORE : Bene.Quante orecchie? L'ALLIEVA : 2. L'ALLIEVA : 2. IL PROFESSORE : Bene.. L'ALLIEVA : 2. IL PROFESSORE : No. quante restano? L'ALLIEVA : 2. L'ALLIEVA : 2.. IL PROFESSORE : Una. L'ALLIEVA : 2.. Ne tolgo ancora una..IL PROFESSORE : Io gliene aggiungo una: quante ne avrebbe? L'ALLIEVA : 2.. IL PROFESSORE : Lei ha. lei ha. Lei dunque ha dieci dita. Quante ne avrebbe? L'ALLIEVA : Tre orecchie... Ne ha 2.. quante gliene restano? L'ALLIEVA : 2. IL PROFESSORE : Una. L'esempio non è . IL PROFESSORE : Gliene tolgo una. la mangio. L'ALLIEVA : Sì. non è convincente. IL PROFESSORE : Una. IL PROFESSORE : Una.

. professore. per la sottrazione. Insomma. là tre bastoni.. sono elementi della numerazione. quattro bastoni e cinque bastoni sono dei numeri. professore. IL PROFESSORE : Tutto in una volta.. professore... IL PROFESSORE : Allora... che ne aveva 5. ciascun bastone è un'unità. 4. dei bastoni. a conti fatti.. IL PROFESSORE : Quante ne avrebbe. O numeri. Vede.L'ALLIEVA : Sì. L'ALLIEVA : Sì. signorina. il numero 3. Elementi.. poi due bastoni. conti servendosi di questi elementi. 2.. IL PROFESSORE : Neanche per sogno. L'ALLIEVA : Sì.addizioni e sottragga. IL PROFESSORE : Cambiamo metodo. L'ALLIEVA : L'ALLIEVA : Io non ne ho 5.. professore.. poi quattro bastoni sotto i quali fa il numero 4). poi. adesso la faccio capire (Il professore si mette a scrivere ad una lavagna immaginaria. 13 . se ne avesse cinque? L'ALLIEVA : Dieci. Qui c'è un bastone. signorina. professore.. due bastoni. 1. Attenzione. cifre. Limitiamoci ai numeri da 1 a 5. L'ALLIEVA : Mi ha detto adesso che ne ho 10.. poi quattro bastoni. IL PROFESSORE : Sono bastoni.. ancora più in basso. L'ALLIEVA : L'ALLIEVA : Sì. professore. là ci sono due bastoni.. Che cosa ho detto? L'ALLIEVA : «Un'unità. Un bastone. per favore. 5. (Fa l'atto di disegnare sulla lavagna un bastone. Grazie. signorina. signorina. unità e numeri. di scriverci sotto il numero 1.. IL PROFESSORE : Se le dico di no. Quando si contano dei bastoni. signorina. Bene. sotto i quali fa il numero 2. IL PROFESSORE : Le ho detto anche. tutta l'aritmetica è lì. professore. che sono bastoni. Che cosa ho detto?» IL PROFESSORE : O cifre. subito dopo. ne ho 10. professore.. tre bastoni. 3.. che si volta per guardare) Vede. signorina. L'ALLIEVA : Sì. L'avvicina all'allieva. poi cinque bastoni...

IL PROFESSORE : Mi stia a sentire.164..(borbotta intelligibilmente) quintilioni. 19 quintilioni 390 14 .. L'ALLIEVA : No...L'ALLIEVA : (come per imprimerselo nella memoria) I bastoni dunque sono delle cifre e i numeri delle unità? IL PROFESSORE : Hum. L'ALLIEVA : E perché mai. signorina.e questo è il meno che si richieda ad un ingegnere medio . calcola mentalmente) Sì... signorina.quanto fanno.508? L'ALLIEVA : (molto rapidamente) Fanno 19 quintilioni 390 quadrilioni 2 trilioni 844... IL PROFESSORE : (stupito) No...330.. e due cifre da 4 numeri. L'ALLIEVA : Perché... moltiplicati per 5. 508.trilioni. ma è possibile sottrarre 2 due da 3 tre.162..994. signorina. signorina..164. 3.. quadrilioni. questi archetipi aritmetici... professore? Gli uni non sono gli altri? IL PROFESSORE : È così. a calcolare a mente quanto fanno . Lo si ha o non lo si ha.il prodotto è giusto. senza aver convenientemente approfondito gli elementi primari. professore? IL PROFESSORE : Perché no. E allora? L'ALLIEVA : Si possono sottrarre 2 unità da 3 unità..evidentemente..508. molto astratte.219. se lei non riesce a capire profondamente questi principi. L'ALLIEVA : Tanto peggio.. Non mi pare... in un certo senso.219. Deve fare quadrilioni 2 trilioni 844. IL PROFESSORE : (sempre più stupito.755. ad esempio. Mi rendo conto che non sono cose facili. lei non riuscirà mai a svolgere decentemente un lavoro da politecnico. E meno ancora potrà essere incaricata di tenere dei corsi alla scuola Politecnica. e tre numeri da una unità? IL PROFESSORE : No.251.Ma come potrebbe riuscire. né all'asilo superiore. Ma è una cosa che non si spiega. sono molto.509. Si capisce per ragionamento matematico interiore.ha ragione.....

(all'allieva) Cercheremo di prepararla. e non mi feliciterò con lei. 15 . LA GOVERNANTE : (entrando) Hum. Maria. hum. Alle tue pentole. peccato. su.508 (stupito) Ma come lo sa lei. L'ALLIEVA : Sì. professore. L'ALLIEVA : No. IL PROFESSORE : Io temo che lei non sia in grado di presentarsi al concorso del dottorato totale. Su.. se non conosce i principi del ragionamento aritmetico? L'ALLIEVA : È semplicissimo. L'ALLIEVA : Sì. che lei sia tanto poco ferrata in matematica.. LA GOVERNANTE : (tirandolo per la manica) Signore. ciò che conta . signore.eccellente in altri campi . signore. professore. milioni..(distintamente) 164. almeno.. IL PROFESSORE : Ameno che lei. Perciò io non sono affatto contento. in matematica e in modo specialissimo in aritmetica.. Solo attraverso un ragionamento matematico induttivo e deduttivo contemporaneamente lei avrebbe dovuto trovare il risultato. professore. L'ALLIEVA : Ci sono riuscita lo stesso.miliardi. Via. signorina... In cucina. IL PROFESSORE : Ma sono infiniti. ho imparato a memoria tutti i risultati possibili di tutte le moltiplicazioni possibili. (alla governante) Ma lasciami stare.ciò che conta è soprattutto comprendere. al dottorato parziale. signorina..giacché in aritmetica bisogna sempre contare ..... In che cosa ficchi il tuo naso. IL PROFESSORE : Questa è bella! Ad ogni modo lei mi permetterà di confessarle che tutto ciò non mi soddisfa.. La matematica è nemica mortale della memoria . Non ci siamo del tutto. IL PROFESSORE : (senza udirla) È peccato.ma nefasta aritmeticamente parlando. IL PROFESSORE : Per il momento non insistiamo e passiamo ad un altro genere di esercizi. come ogni altro risultato. Sapendo di non potermi fidare del mio ragionamento.

LA GOVERNANTE : No. IL PROFESSORE : Maria.. L'ALLIEVA : Sì. Dopo però non mi dica che non l'ho avvertito. l'allieva lo segue con gli occhi ed incontra. bene. L'ALLIEVA : Scusi. LA GOVERNANTE : Sì.(Si alza.. professore. LA GOVERNANTE : Bene. signorina. La filologia conduce al peggio. signore. di tanto in tanto. signore.spagnole. oh. IL PROFESSORE : Io la prego di ascoltare con la più grande attenzione la mia lezione...È meglio di no. professore. Maria. Come vuole lei. IL PROFESSORE :...LA GOVERNANTE : Signore. le mani dietro la schiena. la filologia conduce al peggio. L'ALLIEVA : Sì. professore.... soprattutto non della filologia.i fondamenti della linguistica e della filologia comparata. professore.In virtù della quale. Fuori.. professore.. lei potrà acquisire le nozioni fondamentali della filologia linguistica e comparata delle lingue neo. no. (lo tira per la manica) (alla governante) Ma smettila.. se ci tiene davvero a presentare il dottorato parziale. IL PROFESSORE :. IL PROFESSORE : Sono maggiorenne.. adesso esageri.. LA GOVERNANTE : Signore. in mezzo alla stanza o accanto all'allieva e accompagna le parole con un gesto della mano senza accalorarsi. IL PROFESSORE : Al... L'ALLIEVA : Sì. una 16 . una certa difficoltà a seguirlo. (batte le mani) IL PROFESSORE : (con autorità) Silenzio. insomma. peggio? (sorridendo un pò stupidamente) Questa è bella.. in 15 minuti. in quanto essa deve voltare molto la testa. si ferma. Silenzio. L'ALLIEVA : Sì. a tratti. professore. passeggia per la stanza. signore. Che modi sono questi? (all'allieva) Dovrò insegnarle. (esce) IL PROFESSORE : Proseguiamo. (alla governante) È troppo.

e che. professore. il portoghese. in virtù di quei tratti distintivi di cui ho parlato. dico. Può prendere nota. e anche.spagnole tra loro e i loro idiomi dagli altri gruppi di lingue austriache e neo. il turco stesso. Sìììììì. le differenzia profondamente.. che lo spagnolo è la lingua madre da cui sono nate tutte le lingue neospagnole.. professore. fra cui lo spagnolo. in quanto la Turchia è vicina alla Grecia e la Grecia più prossima alla Turchia di quanto non lo siamo noi due: questa non è altro che la dimostrazione di una legga linguistica molto importante. svizzero andorrano. monegasco. no di più. L'ALLIEVA : Oh. L'ALLIEVA : (dispiaciuta.. L'ALLIEVA : (con voce spenta) Sì.a meno che non ci si torni mai più. il latino.. sedotta) Oh. prova assolutamente irrefutabile della straordinaria rassomiglianza che rende incontestabile la loro origine comune.spagnole tra loro. fatto d'altronde perfettamente logico. sì. IL PROFESSORE : Ciò che distingue le lingue neo. professore.. signorina.austriache o asburgiche.. la quale fa sì che a malapena possano essere distinte l'una dall'altra. Tanto meglio. al contempo. come pure dai gruppi esperantista. le quali ad ogni modo si può pervenire a distinguere i loro caratteri distintivi. secondo la quale: geografia e filologia sono sorelle gemelle... IL PROFESSORE : Non indugiamo però sui concetti generali. professore. oppure ancora dai gruppi di lingue diplomatiche e tecniche. l'italiano.spagnolo. lo spagnolo e il neo. IL PROFESSORE : Non si preoccupi. signorina. IL PROFESSORE : Queste cose han l'aria d'interessarla. L'ALLIEVA : Ooooh. Chi potrebbe dirlo? L'ALLIEVA : (incantata.. benché più vicino al greco. parlo delle lingue neo. il francese.. il sardo. è la loro rassomiglianza impressionante. Bisogna dunque sapere. professore. essa si volta completamente). il rumeno. per certi aspetti. signorina. elvetico. tanto meglio.o due volte. Ci ritorneremo più tardi. sì. nonostante tutto) Oh. 17 .

IL PROFESSORE : I suoni. affinché non cadano nelle orecchie dei sordi.. ossia raggruppamenti più o meno vasti. «papà».. Così facendo.. associata a quella delle corde vocali. L'ALLIEVA :. L'ALLIEVA : Fonemi.. così. Resti seduta. le quali finiscono sempre per soccombere.. «Eureka». IL PROFESSORE : Mi ha tolto la parola di bocca. piuttosto. guardi.. appesantite dal loro senso. parole.. caso mai frasi. Sì. signorina... faccia attenzione:«Lapilla». Se lei emette più suoni ad una velocità accelerata. i suoni gonfi d'aria calda più leggera dell'aria circostante volteggiano. professore. 18 . quando lei decide di articolare.e questo è un altro principio fondamentale. nella misura del possibile. devono essere acchiappati al volo per le ali... formando perciò sillabe. professore fino all'ora della mia morte. che sono dei veri abissi. professore.... Ascolti.. ogni lingua non è insomma che un linguaggio. badi bene e se ne ricordi fino all'ora della sua morte.IL PROFESSORE : Ogni lingua. In questo modo. vale a dire che essa si compone di suoni... questi si accavalleranno automaticamente gli uni sugli altri... IL PROFESSORE : Stia zitta. professore. crollare. L'ALLIEVA : Bene. IL PROFESSORE :. volteggiano senza più correre il rischio di cadere nelle orecchie dei sordi. è consigliabile.nelle orecchie dei sordi.. di sollevarsi sulla punta dei piedi. le tombe della sonorità. o. di alzare al massimo il collo e il mento. «Trafalgar». Cadono soltanto le parole soggette ad un significato. lei.. L'ALLIEVA : Sì.. vede?.. sì. Non sfoggi però il suo sapere.E di emettere i suoni molto forti e con tutta la forza dei polmoni. e. ma appunto per questo capaci di mantenersi senza pericolo a considerevoli altezze aeree. professore. signorina..Sì. associazioni squisitamente irrazionali di suoni esenti da ogni significato. non mi interrompa.. «papì». L'ALLIEVA : Oh. Di conseguenza.

la bocca. sappia che non c'è altro modo che espellere aria dai polmoni. le orecchie. vibrano. e poi. palatali ed altre.Finalmente le parole escono attraverso il naso.. professore. ora amare o violente. le D delle T. signorina. dentali. s'agitano. palato.nella peggiore delle confusioni. maestoso. Le F diventano in questi casi delle V.. come negli esempi che segnalo: tre ore. Grazie alla scienza. i suoni e tutto il resto. ho mal di denti. IL PROFESSORE : Riassumiamo: per imparare a pronunciare occorrono anni e anni. artifici sonori. noi possiamo riuscire in pochi minuti. Così. il galletto al vino... o stropicciano.di fasci. Per fare dunque uscire le parole. o zufolano. zufolano mettendo in movimento ugola.. lingua. la voce. i bambini. però non mi interrompa..labbra. L'ALLIEVA : (che ha l'aria di soffrire sempre più) Sì. tirandosi dietro tutti gli organi che abbiamo nominato. IL PROFESSORE : Richiamo di sfuggita la sua attenzione sulle consonanti che cambiano natura negli incontri.. o grattano. sulle corde vocali. denti. di fiori diversissimi.IL PROFESSORE : Evidentemente. 19 . ora carezzevoli. le quali. vibrano.. e viceversa. le G delle K. subitamente come arpe o fronde sotto il vento. estirpati in un volo poderoso. L'ALLIEVA : Ho mal di denti.. IL PROFESSORE :.(l'allieva assume improvvisamente un aspetto sofferente) Che cosa le succede adesso? L'ALLIEVA : Ho mal di denti. Per così poco non ci fermeremo. professore. dunque. ecco la notte. L'ALLIEVA : Sì. IL PROFESSORE : Proseguiamo. o soffiano. fremono. il quale altro non è se non ciò che si chiama impropriamente. occlusive. l'era nuova... poi farla passare delicatamente. L'ALLIEVA : Ho mal di denti. Proseguiamo.. IL PROFESSORE : Non importa.. professore.O per scoppiare come palloni. sì che le sfiori. L'ALLIEVA : Sì.. modulantesi in canto ovvero metamorfosantesi in terribile uragano sinfonico con tutto un corteggio. labiali..

fon. IL PROFESSORE : (cambiando bruscamente tono. A questo proposito. io non berrò dalla tua acqua. Così. come è giusto. che aveva un difetto di pronuncia assai grave: non poteva pronunciare la lettera F. sicché nessuno se ne accorgeva. Egli però aveva la fortuna di poter nascondere molto bene i suoi difetti. tutte le radici.sono sempre uguali.. Le differenze non sono affatto percepibili da persone inesperte. mi permetta. esse sono parenti così strette le une delle altre. Pronunciava figlia invece di figlia. il suo viso si addolcisce. al reggimento. Quindi invece di: fontana. Filippo invece di Filippo. proseguiamo. Avevo. fifì. E perciò è anche estremamente utile pronunciare correttamente evitando gli errori di pronuncia. Gérard de Nerval e non. febbraio invece di febbraio. Facevo il servizio militare. La pronuncia vale di per se stessa una lingua. L'ALLIEVA : Ah. Ero ancora un giovinetto. fattoria invece di fattoria. invece di F. Firminio invece di Firminio. sì'? Ho mal di denti. tutti i prefissi. L'ALLIEVA : Sì.. si riprenderà ben presto). tutti i vocaboli di queste lingue. fafà. fon. aprile. aprile invece di marzo.spagnole. In quanto alle lingue neo.. ciò che differenzia tutte queste lingue fra loro. (Leggera distensione. fafà invece di fifì. come tutte le desinenze. L'ALLIEVA : Le radici delle parole sono quadrate? 20 . con voce dura) Proseguiamo. visconte.. Esse d'altronde hanno una stessa madre: la spagnola. eccetera invece di eccetera. egli diceva: fontana. che le si possono considerare vere cugine prime. eccetera.. e così via. ficca il naso nelle tue faccende invece di ficca il naso nelle tue faccende. marzo. Una brutta pronuncia può giocare dei brutti scherzi. quasi un bambino. io non berrò alla tua acqua. di rievocare un ricordo personale. IL PROFESSORE : Proseguiamo. Gérard de Nerval. Stabiliamo anzitutto le somiglianze al fine di meglio cogliere. tutti i suffissi.IL PROFESSORE : Proseguiamo.. fra parentesi. fagioli invece di fagioli. il professore si abbandona per un momento ai suoi ricordi. grazie a certe maschere. farragine invece di farragine. diceva F. Perciò è tanto difficile distinguerle fra di loro. un compagno. Mirabeau invece di Mirabeau. in seguito. Ho mal di denti.

sì.. ma per tutte le parole possibili. sempre la stessa parola. sfrontato. L'ALLIEVA : Ho mal di denti. Si rifiutano. lo stesso suffisso. né in neo. prenda la parole "fronte".spagnolo.. Sono chiamati così in quanto non cambiano. Presto.. Ed è sempre così per tutte le parole. Prenda la parola "fronte". Ho detto "proseguiamo". queste parole vogliono dire la stessa cosa? Ho mal di denti. L'ALLIEVA : Con che cosa debbo prenderla? IL PROFESSORE : Con quello che vuole. né in spagnolo.. IL PROFESSORE : Proseguiamo. 21 . né in sardo. "Ispizio" è in suffisso e " s" è un prefisso. né in rumeno. IL PROFESSORE : Proseguiamo. vero? L'ALLIEVA : Ah. la stessa composizione. E lo è anche in sfrontato.. signorina. allo stesso modo niente riesce a farli cambiare né in latino. L'ALLIEVA : In tutte le lingue. D'altronde. IL PROFESSORE : IL PROFESSORE : La parola "fronte" è radice in frontespizio. in tutte le lingue enumerate. lo stesso prefisso. IL PROFESSORE : Proseguiamo.. I miei denti.IL PROFESSORE : Quadrate o cubiche.. Ci sono. frontespizio. né in orientale: fronte. spero che lei se ne sia accorta. L'ha presa? L'ALLIEVA : Sì. purché la prenda. Così per darle un esempio che non è altro che un'illustrazione. Ebbene. né in italiano. né in portoghese. IL PROFESSORE : Assolutamente. la stessa struttura sonora non soltanto per questa parola.. L'ALLIEVA : Ho il mal di denti. Questi prefissi sono d'origine spagnola. IL PROFESSORE : Proseguiamo. ma non m'interrompa. Ad ogni modo lei avrà sempre lo stesso significato. si tratta più di una nozione che di una parola. L'ALLIEVA : Ho il mal di denti. A seconda. i miei denti. Lei ha potuto anche notare che non sono cambiati neppure nella nostra lingua. che mal di denti. invariabilmente con la sua radice.

gialle. Ha fatto il contrario.come si dice nonna....che era a... Sbagliato. Lei s'imbroglia.. L'ALLIEVA :. L'ALLIEVA : In francese? IL PROFESSORE : In francese.in tutte le lingue.. 22 . IL PROFESSORE :.siatico.di denti. L'ALLIEVA : In spagnolo. in neo... ed il neo... io penso: le rose. IL PROFESSORE : No...sarà: le rose di mia nonna sono gialle come mio nonno che era asiatico..spagnolo per lo spagnolo.. proseguiamo egualmente.? IL PROFESSORE : Gialle come mio nonno che era asiatico...Tanto peggio. Lasci stare dunque i suoi denti. L'ALLIEVA : E in neo.. Sbagliato. IL PROFESSORE : Sbagliato. L'ALLIEVA : Ho mal. ha scambiato lo spagnolo per il neo. si dirà in francese.. Ah.spagnolo.no.. L'ALLIEVA : Le rose di mia nonna sono..Proseguiamo. mal di denti.spagnolo.. IL PROFESSORE : Proseguiamo...spagnolo: le rose di mia nonna sono gialle come mio nonno che era asiatico.Ho mal di denti..è il contrario. L'ALLIEVA : Ho mal di denti.. Giacché una stessa nozione s'esprime con un unico e identico vocabolo e i suoi sinonimi. IL PROFESSORE : Benissimo... Sbagliato.. Adesso traduca la stessa frase in spagnolo.... in tutti i paesi.... in francese? IL PROFESSORE : In francese? Nonna..di mia. IL PROFESSORE : No.. L'ALLIEVA : Sono gialle come mio nonno quando andava in collera.. L'ALLIEVA : Ebbene... risponda.... L'ALLIEVA : Ho mal di denti.dovrei dire in francese: le rose di mia nonna sono... in francese si dice proprio "gialle"? IL PROFESSORE : Evidentemente. L'ALLIEVA : Um......

.tiri avanti.. Così semplice. Sono uguaglianze identiche... Attenzione. L'ALLIEVA : E va bene. che le somiglianze sono considerevoli. IL PROFESSORE : Mi ascolta sì o no..sì.. Io le dirò la frase in spagnolo.. L'ALLIEVA : Le. A patto d'avere una certa esperienza. L'ALLIEVA : Professore.. ma. non sono i vocaboli. no.di denti.... IL PROFESSORE :. né il ritmo del linguaggio.. rumeno....... capisce? In sardo "rose". perbacco. L'ALLIEVA : Scusi.. L'ALLIEVA : Mal di denti. Io ho mal di denti..io non colgo la differenza.in spagnolo: le rose di mia nonna sono gialle come mio nonno che era asiatico. che sono assolutamente gli stessi.ciò che le differenzia. IL PROFESSORE : Ciò che differenzia queste lingue....IL PROFESSORE : È lei che m'imbroglia. Coglie le differenze? Traduca adesso in.. qui marca male. signorina? Ah. che non presenta differenze..come si dice in rumeno? IL PROFESSORE : Ma "rose"... un'esperienza tecnica ed una pratica di queste lingue diverse. giacché "rose" è la traduzione in orientale della parola francese "rose" in spagnolo "rose". tanto diverse sebbene non presentino che caratteristiche assolutamente identiche. IL PROFESSORE : Ma no.... Cercherò di darle una chiave... L'ALLIEVA : Proseguiamo..... poi in neo. Lei ripeterà dopo di me. Ah. IL PROFESSORE : Corpo di un can barbone.... Mi ascolti... IL PROFESSORE :. L'ALLIEVA : Non è "rose"? Ah che mal di denti. professore. in latino... né l'intuizione.sì...spagnolo e.mi ascolta? L'ALLIEVA : Ho mal di denti. IL PROFESSORE : Ma se è così semplice. Stia attenta e prenda delle note.. 23 . né la struttura della frase che è dovunque identica.Oh che mal di denti. Ascolti e segua bene. infine. lei mi scoccia. L'ALLIEVA : Ho mal.

L'ALLIEVA : Ah.. ho mal di denti. 24 . diventa in italiano:" la mia patria è. di modo che. L'ALLIEVA : (facendo smorfie) Che cos'è? IL PROFESSORE : È una cosa ineffabile... bisogna studiare.. in cui le parole.IL PROFESSORE : Ciò che le differenzia le une dalle altre.è.. Ma." L'ALLIEVA : La neo. Dicevo dunque: in certe espressioni. per averne. studiare.. dall'altro lato. fondare le nostre teorie su quei casi. è tutto qui. L'espressione orientale: la mia patria è l'Oriente si tradurrà perciò in portoghese: la mia patria è il Portogallo... da un lato.. madre loro. alcuni vocaboli differiscono talmente da una lingua all'altra. L'ALLIEVA : Mal di denti. signorina. con molta fatica e come frutto di una lunghissima esperienza. la lingua è notevolmente più facile da identificare. Le dò un esempio: l'espressione neospagnola celebre a Madrid: "La mia patria è la neo. d'una lingua all'altra. Un ineffabile che non si riesce a percepire se non dopo molto molto tempo.Spagna.. La mia patria è la Francia. IL PROFESSORE : È tanto semplice: alla parola Italia corrisponde in francese la parola Francia.. in questi casi. d'uso corrente. Non mi faccia andare in collera. L'ALLIEVA : Ah? IL PROFESSORE : Sì. differiscono. poiché essi sono per così dire eccezionali. Francia in orientale: Oriente. Non ci sono regole.. "La mia patria è l'Italia" E ora mi dica per pura deduzione come si dice Italia in francese? L'ALLIEVA : Ho mal di denti.. e dalla spagnola.però non possiamo provare. che ne è la traduzione esatta. Oriente in portoghese: Portogallo. sì?. IL PROFESSORE : Non m'interrompa. La mia patria è l'Oriente. Bisogna avere fiuto. professore.Oh. E così via. IL PROFESSORE : Ci sono ad ogni modo alcuni casi ben individuati.. e ancora studiare. IL PROFESSORE : No.. Non risponderei più di me..Spagna".

credendo di parlare rumeno.spagnolo... un francese.(il professore le prende un polso e glielo torce) Ahi! IL PROFESSORE : Queta allora e mosca..nel momento in cui la pronuncia.. signorina.. farcito di vocaboli neo...L'ALLIEVA : Va bene... L'ALLIEVA : Faccia la prova. giacché è sufficiente indovinare quale sia la città cui pensa la persona che pronuncia la frase. Zuccone. IL PROFESSORE : La cosa più........Va bene. IL PROFESSORE : Silenzio.. A maggior ragione. Quando lei sente l'espressione: io abito la capitale. altrimenti. La parola "capitale".Mi segue? L'ALLIEVA : Sì. a seconda delle lingua parlata. di francese....attenzione.. L'ALLIEVA : Oh..? IL PROFESSORE : Non diamoci arie. mentre crede di parlare latino.o lo spagnolo. ad esempio. un rumeno.. la parola capitale non avrà affatto il valore che nel caso in cui un portoghese pronunci la medesima frase: io abito nella capitale. di orientale. in un latino che essi credono 25 . farcito di neo.spagnolo. Capisce? Vuol ripetere? L'ALLIEVA : "....come dire?.. farcito di vocaboli orientali. sa.oppure parla latino.. Porca la miseria.. O le spacco la zucca. Ma cosa vuole di più.Questi però sono i soli esempi precisi che io le possa dare.. Vuol ripetere?" IL PROFESSORE : È nata con la camicia lei. L'ALLIEVA : (piagnucolando) I denti. lei può sapere immediatamente e facilmente se si tratta di spagnolo o di neo.. un neo. un sardo.. I miei denti... Sì.la cosa più paradossale.. Denti. assume significato diverso. cocca...è la parola. un latino. Ho mal. Quando lei sente dire..sì. che certuni. di rumeno.. è che un mucchio di gente che manca assolutamente di cultura parla le diverse lingue..parla le diverse lingue. signorina... Oh.. Cioé: se uno spagnolo dice: Io abito la capitale.....Gente del posto parla lo spagnolo.. credendo di parlare il sardo o lo spagnolo.. parlo con lei.. di latino..Ma io glieli strapperò tutti.spagnoli. (In collera) Ma il colmo si è... i denti..più paradossale. IL PROFESSORE :.Signorina.spagnolo.. Sì.di denti. Denti. Sì. Ancora un esempio.

Stia un po' tranquilla....non sono io che debbo presentarmi all'esame del dottorato parziale... sa? Non la finirà così. e costui li capisce come se parlassero la sua lingua. signorina. né di francese. ma di latino alla neo. L'ALLIEVA : Ah. E il francese risponderà. Glielo dico io.... altro che l'istinto per dirla con una parola: è lui che entra in campo a questo punto. è lunedì» e si farà perfettamente capire dallo spagnolo. D'altronde egli crede che lo sia.Procediamo con ordine...Ah. IL PROFESSORE : Invece di guardar volare le mosche... una delle bizzarrie delle natura umana.farebbe meglio di cercar d'essere un po' più attenta. e che si stia parlando in spagnolo.e anche il dottorato totale.l'.Non la finirà così però. io. L'ALLIEVA : Ho mal di denti. un controsenso.... il quale penserà che gli abbiamo risposto in puro spagnolo. mentre io mi cavo l'anima. le persone del popolo si capiscono tra loro? L'ALLIEVA : Me lo domando. dicono:«Oggi è domenica» rivolgendosi ad un francese che non sa una parola di spagnolo...quando invece non si tratta né di spagnolo. parlando.da non confondersi con l'esperienza . oppure credendo di parlare in una lingua in cui invece non parlano.ascolto IL PROFESSORE : Ah.. non agiti le gambe.spagnola. senza sapere che lingua stanno parlando. IL PROFESSORE : Com'è possibile che. le dirò che non c'è niente di meglio della pratica..Non si rende conto che lo faccio per il suo bene? L'ALLIEVA : Ho mal di denti! IL PROFESSORE : Maleducata. Tenterò di insegnarle tutte le traduzioni della parola "coltello" 26 . L'ALLIEVA : Io.. da un bel pezzo.. non è insomma...e il diploma ultra totale... in francese: «No. IL PROFESSORE : Non è altro che una delle inesplicabili curiosità dell'empirismo grossolano del popolo .un paradosso. non batta i piedi. Per imparare a distinguere tutte queste diverse lingue....spagnolo.l'ho già passato .

portoghesi. IL PROFESSORE : Saprò fermarmi in tempo. 27 . La porterà lontano tutto questo. (Esce. Maria. L'ho chiamata perché mi cerchi i coltelli spagnoli. LA GOVERNANTE : Si dice sempre così.sì..spagnoli. IL PROFESSORE : (chiama la governante) . (la governante vuole andarsene) Non se ne vada così . l'aria abbruttita.Guarda un po'. Che significano questi modi? Perché non sei venuta? Quando ti si chiama. neo. L'allieva rimane sola qualche istante. sì o no? (Indicando l'allieva) Capisce niente quella lì. (se ne va). Vorrei vedere però.. schiamazzando. Basterà che lei pronunci la parola coltello in tutte le lingue. Non viene. qua. IL PROFESSORE : Stupidaggini. sardi. si trattiene..Maria. LA GOVERNANTE : (severa) . guardando l'oggetto da molto vicino. È un peccato che non ci sia che questo. signore. ma cercheremo comunque di servircene per tutte le lingue. Orientali. LA GOVERNANTE : Vede? Comincia: è il sintomo. Il professore. lo afferra. un po' sconcertato.. francesi. lo sguardo nel vuoto. L'ALLIEVA : Ho mal di denti. Stupidaggini. intensamente. IL PROFESSORE : Quale sintomo? Si spieghi. LA GOVERNANTE : Il sintomo finale. immaginando che sia della lingua che lei dice. Improvvisamente ricorda) IL PROFESSORE : Ah! (Corre velocemente verso il cassetto. (scatta. Non capisce. rumeni.. che vuol dire? Ho mal di denti. lo brandisce tutto contento) Eccone uno. Stupidaggini. ecco un coltello.Dopo tutto. devi venire. signorina. Il gran sintomo. L'ALLIEVA : Ho mal di denti. vuol protestare. Che vuol dire? L'ALLIEVA : (con voce fiacca) .(Apre la porta a destra) Maria.L'ALLIEVA : Come vuole.. fuori scena) Maria.Maria. latini e spagnoli. Maria. (Entra seguito da Maria) Comando io.. LA GOVERNANTE : Non si metta in questo stato.. pensi a come andrà a finire..Non conti su di me. vi trova un grande coltello invisibile..

. neo. L'ALLIEVA :.. e..... ho mal di testa. IL PROFESSORE : Talvolta. no... allora... IL PROFESSORE :.. spagnolo? IL PROFESSORE : Non importa.. IL PROFESSORE : Adesso te le strappo io.... se proprio ci tiene. disperata.ma non sempre. Coltello. cocca... L'ALLIEVA : Ah.Guardi.. ma si spicci. (brandisce il coltello sotto gli occhi dell'allieva).col.. L'ALLIEVA : Ah.tello.col... estasiata ed esasperata) ..adesso però non abbiamo tempo... le orecchie.Guardi... IL PROFESSORE : Ancora. italiano.IL PROFESSORE : (quasi cantando) ... Adesso ne ho abbastanza. L'ALLIEVA : Col. L'ALLIEVA : No. ironica) È neospagnolo.spagnolo? IL PROFESSORE : Quale neon? L'ALLIEVA : Il neon per illuminazione.Guardi.. L'ALLIEVA : Anche il neon è sempre neo.... L'ALLIEVA : Che lingua è: francese....spagnolo.. ripeta: col.... IL PROFESSORE : Se si vuole. in fretta. ho male dappertutto... Ho male alle orecchie....tello......Allora dica: col come col. E poi che cos'è questa domanda subdola? Come si permette? L'ALLIEVA : (deve essere sempre più stanca.. Oh quant'è stridula..coltello (un istante lucida..Non la riguarda.... tello come tello. così non ti faranno più male..Guardi......Guardi. E poi ho mal di denti. Che voce ha.Ah! 28 .. IL PROFESSORE : Guardi. Dica: col.. piangente. sì.. volta a volta. L'ALLIEVA : Ah....tello...... ho male ai piedi.. Coltello..E guardi intensamente. IL PROFESSORE : Dica: coltello.. L'ALLIEVA : Lei mi fa male anche alle orecchie.è lei che mi fa male..... IL PROFESSORE : (brusco) Coltello..

..... le mie anche. IL PROFESSORE : (cambiando voce) Attenzione.coltello L'ALLIEVA : Coltello..(Sono tutti e due in piedi.. coltello.la mia gola IL PROFESSORE : Coltello.le mie cosce. L'ALLIEVA : Ho male.. malaticcia.il coltello uccide.. quasi fuori di sé... l'assassino e la vittima.. pendono ai due lati della sedia.... guardi (fa come il cucù) coltello. si dirige....col..coltello..coltello.. in una specie di danza della morte. con una carezza.le mie spalle.... I miei seni.. L'ALLIEVA : Coltello..i miei occhi. su una sedia che si trova presso la finestra..coltello...coltello..la mia gola. ma non bisogna esagerare e i passi di danza del professore devono essere appena accennati. le spalle rivolte al pubblico. sì.i miei seni.IL PROFESSORE : Ripeta....... IL PROFESSORE : Coltello... egli colpisce l'allieva morta con un secondo colpo di coltello..i miei seni. in seguito 29 ....pronuncia bene. stregata) Ripeta... (Anche lei grida "aaaah" poi cade.le mie spalle. IL PROFESSORE : (come il cucù) Coltello....... ripeta: coltello..la mia testa... prendi.. L'ALLIEVA : Le mie anche.coltello..... gira attorno all'allieva.il coltello uccide? IL PROFESSORE : (uccide l'allieva con un gran colpo spettacolare di coltello) Aaah. languida... essi gridano "aaah" nel medesimo tempo.. rinculando. IL PROFESSORE : Così.coltello. le gambe. le parti del corpo che nomina)...... L'ALLIEVA : (con voce debole) Sì. dal basso in alto.. lei. dopo il primo colpo di coltello.......ah. il professore resta in piedi.coltello. IL PROFESSORE : Pronunci bene. ho male.. davanti a lei...non mi rompa..il mio ventre. dopo il primo colpo di coltello....coltello.. in faccia al pubblico...... lui brandendo sempre il coltello invisibile.coltello.. l'allieva è scivolata sulla sedia.coltello.le mie braccia.. adesso. in direzione della finestra. in piedi.coltello L'ALLIEVA : Coltello. molto aperte.. col. scivola in posizione impudica.. L'ALLIEVA : Ah.(sfiora con la mano..

stento a respirare. ah.Può andarsene.Ah.. Maria...... Ah. guarda la ragazza....Ti sta bene.... (chiama la governante) Maria.No... si alzi. la sua respirazione si normalizza.. Tutti i giorni.È spaventoso.non vuole andarsene. IL PROFESSORE : Non sono stato io..Ah. mia buona Maria... E adesso? Povero me.non venire.. preso dal panico) Che cosa ho fatto.. LA GOVERNANTE : (molto dura) Lo credo. Sarà ciò che si merita....Mi sono sbagliato. è contento della sua allieva? Ha cavato profitto dalla lezione? IL PROFESSORE : (nasconde il coltello dietro la schiena) Sì. Ahimè.. forse.... è morta... Maria. Non sono stato io.. fortunatamente su una sedia che si trova lì.E tutti i giorni è la stessa musica. tenendo sempre in mano il coltello invisibile di cui non sa più che farsene) Signorina.. vede il cadavere... Si alza. LA GOVERNANTE : (sarcastica) Allora.... Sono stanco.Mi capisci?.... insomma....... Sventura..al quale il professore ha un soprassalto ben visibile in tutto il corpo.. guarda il coltello che ha in mano. la lezione. oggi.. Signorina.. 30 . Maria.finirà per ammalarsi. alla sua età. poi... si asciuga la fronte. severa... Non si vergogna.......lei.... (respira a fatica... LA GOVERNANTE : O il gatto? IL PROFESSORE : Potrebbe darsi. Mariolina.. vieni.pagherà un'altra volta.Maria.ma.(Maria si avvicina..mor-ta. LA GOVERNANTE : Ed è la quarantesima volta. Sfatato.È stato il coltello. senza pronunciare parola..M'ha fatto del bene.Ti assicuro.. Non ho bisogno di te. E non troverà più allieve. Aah. la lezione è finita. Il professore con voce meno sicura) Non ho bisogno dite..lei è ancora qui.....Io non so.Mor-ta. signorina...non sono stato io.... ah.... Maria compare) No.. LA GOVERNANTE : E chi allora? Chi? Io? IL PROFESSORE : Non so. (la porta di destra si apre. (si agita. cade... come svegliandosi.. brontola delle parole incomprensibili.. brontola) Porcacciona.

Brutta vipera.. allora? 31 . mascalzone. il coltello dietro la schiena) Questo non ti riguarda.E che facciamo. LA GOVERNANTE : Se ne pente per lo meno? IL PROFESSORE : Oh. sì. è un buon diavolo. LA GOVERNANTE : Mi fa pena. LA GOVERNANTE : Bugiardo.. Non creda di farmela.. svelto.. IL PROFESSORE : Io avevo capito male.. io. sa. Adesso cercheremo d'aggiustarla. in fondo.. sì. Non volava imparare.. la governante gli afferra il polso al volo. (il professore va a deporlo nel cassetto e ritorna) E dire che io l'avevo avvertito un momento fa: l'aritmetica conduce alla filologia e la filologia conduce al delitto. Era disubbidiente. Non voleva imparare..Scusa. il professore cade sul pavimento a sedere in terra e piagnucola) Vigliacco. glielo torce.IL PROFESSORE : (irritato) Non è colpa mia. LA GOVERNANTE : (lo schiaffeggia ben due volte. Era una cattiva allieva.... (tenta di darle un formidabile colpo di coltello. IL PROFESSORE : Sì. IL PROFESSORE : (si avvicina subdolamente alla governante. IL PROFESSORE : Lei aveva detto "al peggio" LA GOVERNANTE : È così... il professore ha paura di essere ancora schiaffeggiato e si protegge col gomito. il professore lascia cadere per terra la sua arma).. (lo tira su per il colletto. IL PROFESSORE : (singhiozza) Non l'ho fatto apposta ad ucciderla.. Un sapiente come lei non si sbaglia nel senso delle parole. Maria... Ma non ricominci. come i bambini) Vada a rimettere il coltello a posto. raccoglie la papalina e gliela mette in testa.Finirebbe per buscarsi il mal di mare. Ah. LA GOVERNANTE : Sporco bugiardo.. lo giuro.. Far questo a me? Non sono mica una delle sue allieve. lei.. con rumore e forza.... Io credevo che "peggio" fosse una città e che volesse dire che la filologia conducesse alla città di Peggio. fetente.. Maria.

(escono. non avrà nulla da temere.LA GOVERNANTE : La sotterriamo.Se ci domandano cosa c'è dentro? LA GOVERNANTE : Non se ne dia pensiero........ Maria. giacché lei è un po' don. se ha paura si metta questo... così sono tranquillo. arrivo.. (la governante e il professore prendono il corpo dell'allieva.. IL PROFESSORE : Grazie. E adesso forza.Chiamiamo le pompe funebri e il mio innamorato...la gente sarà stupita.. Si ode suonare alla porta di sinistra). l'altra per le gambe. l'apre) Buongiorno. una svastica.naiolo a tempo perso. IL PROFESSORE : Sì.. e si dirigono verso la porta a destra) Attenzione..Figurati... sì. Non bisogna farle male.... Mariolina..Bisognerà ordinare le corone. è abituata. tante grazie.... però.. (forte) Calma.. ad ogni modo. C'è? IL PROFESSORE : Sì.. Maria... D'altronde la gente non ci domanderà niente. A parte) Ha fretta quella là. (la copre) Però rischiamo di farci pizzicare.assieme con le altre 39. don Augusto. Diremo che sono vuote.. (Ella compare come al principio.... La scena rimane vuota per qualche istante.. IL PROFESSORE : Sì.. Secondo colpo di campanello.. le corone. signorina. Signore.. E poi la porteremo via. per esempio) Prenda.... l'uno per le spalle..Tu sei una brava ragazza.. LA GOVERNANTE : A pensarci bene. Lei è la nuova 32 .. se crediamo a ciò che si dice in giro.... LA GOVERNANTE : Non si preoccupi. Maria. IL PROFESSORE : Non troppo care. IL PROFESSORE : Sì. Non val neppure la pena di chiamare Augusto. subito. LA GOVERNANTE : Intesi.. va verso la porta. LA GOVERNANTE : (tira fuori un bracciale recante una insegna.affezzionata..... LA GOVERNANTE : Subito...La copra per lo meno col grembiule.così saranno 40 casse.... (gli attacca il bracciale) Diventa una faccenda politica.... sì..... è oscena.. Mariolina. (Va verso la porta di sinistra....con 40 bare.

Vado ad annunciargli il suo arrivo. FINE La lezione Di Eugene Ionesco 33 .allieva? È venuta per la lezione? Il professore l'aspetta. avanti. Avanti. signorina. Scenderà subito.

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