You are on page 1of 1

10/04/2011 «Seguite don Puglisi La mafia strada di …

Archivio

LA VISITA IN 250 MILA PER ASCOLTARE BENEDETTO XVI

«Seguite don Puglisi La mafia strada di morte»
Cristiani Si possono definire cristiani quelli che sciolgono un bimbo nell' acido? Qual è il
loro Dio? Monsignor Bertolone, postulatore per don Puglisi Il Papa a Palermo: non
rassegnatevi al male, reagite
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI PALERMO - Mattinata estiva, vento dal largo, sul lungomare sono arrivate più di centomila persone che levano un lungo
applauso a interrompere l' omelia quando Benedetto XVI ricorda che in Sicilia «è sempre germogliato il fiore della santità» anche in mezzo a «difficoltà e
persecuzioni»: e nomina come esempio di fede e coraggio don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio - il quartiere dov' era nato nel ' 37, figlio di un calzolaio e di
una sarta -, il sacerdote che il 15 settembre 1993, nel giorno del suo compleanno, fu assassinato dalla mafia e sorrise al suo killer, «me l' aspettavo», l' uomo
che sarà beato (il processo è in corso) e potrebbe div entare, in senso proprio, il primo «martire» di mafia riconosciuto dalla Chiesa. Benedetto XVI, com' è suo
costume, va al fondo delle cose. La sua condanna della mafia «incompatibile con il Vangelo», nominata due volte assieme all' espressione «criminalità
organizzata», e il suo invito ad av ere coraggio e a non rassegnarsi al male perché «l' empio soccomberà», risalgono all' essenziale della fede: «Ci si deve
vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l' uomo. Ci si deve vergognare del male che si arreca alla comunità civile e religiosa con azioni
che non amano venire alla luce!». Diciassette anni dopo l' anatema contro i mafiosi di Giovanni Paolo II ad Agrigento («Lo dico ai responsabili: convertitevi!
Una volta verrà il giudizio di Dio!»), il suo successore lo sillaba nel pomeriggio, tra le ovazioni dei giovani: «Non cedete alle suggestioni della mafia, che è una
strada di morte, in-com-pa-ti-bi-le con il Vangelo!». Ieri, dopo av er incontrato 250 mila persone tra la messa e i giovani e le vie di Palermo, ormai solo col
seguito sulla strada verso l' aeroporto, ha concluso la visita facendo fermare la sua auto a Capaci: a sorpresa, il Pontefice ha voluto scendere per deporre fiori
e pregare in silenzio dove furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta, «ricordando tutte le vittime della mafia e delle altre forme di
criminalità organizzata», ha fatto sapere la Santa Sede. La mattina aveva esortato i fedeli a guardarsi dalla «tentazione dello scoraggiamento»: la
«rassegnazione» viene «a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare».
T utta l' omelia del Pontefice è stata un invito a «non av er paura», a testimoniare «i valori umani e cristiani», perché la grazia della fede dà «coraggio» e come
una «leva» è «in grado di compiere cose impensabili». Il Papa segue le letture come in una lectio, anche il profeta biblico Abacuc implora Dio «a partire da una
situazione tremenda di violenza, d' iniquità e di oppressione» e la sua visione, dice, offre «uno spaccato» del progetto di Dio nella storia: «l' empio» che «non
agisce secondo Dio», ma conta sulla realtà «fragile» del proprio «potere», infine si «piegherà» ed è «destinato a cadere». Invece «chi è saldamente fondato
sulla fede è capace di portare la forza dirompente del Vangelo». Del resto, al «barbaro assassinio» del parroco di Brancaccio, alla «ricchezza spirituale» del
«buon pastore» che fu «ucciso dalla mafia», alla sua opera di «educazione» dei ragazzi Benedetto XVI è tornato a riferirsi in cattedrale davanti a preti e
religiosi: «Vi esorto a conservare v iva memoria della sua feconda testimonianza sacerdotale e a imitarne l' esempio eroico». E ai ragazzi, di lì a poco, ha citato
tra gli altri pure il modello del giudice Rosario Livatino, anch' egli assassinato dalla mafia e candidato alla beatificazione. Perché «il male fa più rumore», ma
sono questi nomi «la forza, il futuro della Sicilia», ha spiegato ai ragazzi in festa: «Siate alberi che affondano le loro radici nel fiume del bene, non abbiate
paura di contrastare il male!». Gian Guido Vecchi RIPRODUZIONE RISERVAT A **** Wojtyla nel 1993 Giov anni Paolo II ad Agrigento, nel maggio 1993. Fu
durante quella visita in Sicilia che il Papa pronunciò il suo j' accuse antimafia

Vecchi Gian Guido

Pagina 19
(4 ottobr e 2 01 0) - Cor riere della Sera

Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite da RCS attraverso la sezione archivi, spetta in via esclusiva a RCS e sono pertanto vietate la rivendita e la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi modalitá e
forma, dei dati reperibili attraverso questo Servizio. É altresì vietata ogni forma di riutilizzo e riproduzione dei marchi e/o di ogni altro segno distintivo di titolarità di RCS. Chi intendesse util izzare il Servizio
deve limitarsi a farlo per esigenze personali e/o interne alla propria organizzazione.

ANNUNCI PREMIUM PUBLISHER NETWORK

Laurea a Tutte le Età
Hai più di 30 Anni e non sei ancora Laureato? Chiedi Info!
www.cepu.it
Sono mamma di due bambini
Uno è qui accanto a me, l'altro l'ho adottato a distanza.
www.sositalia.it
Pannelli fotovoltaici
Confronta 3 preventivi gratuiti e scegli il migliore in zona
Preventivi-PannelliSolari

…corriere.it/…/Seguite_don_Puglisi_mafi… 1/1