LEZIONI PRATICHE NELLO YOGA

Di SRI SWAMI SIVANANDA

A DIVINE LIFE SOCIETY PUBLICATION

Traduzione della edizione web di libera lettura “Practical Lessons in Yoga”, disponibile su http:// www.SivanandaDlshq.org. Il presente manoscritto viene pubblicato gratuitamente, fino all’eventuale edizione italiana. Tutti i Diritti riservati Divine Life Society, Rishikesh. Eighth Edition: 1997 (Copies 6,000) World Wide Web (WWW) Edition: 2001 Traduzione in Italiano: 2010 WWW site: /

This WWW reprint is for free distribution

© The Divine Life Trust Society

ISBN 81-7052-010-X

Published By THE DIVINE LIFE SOCIETY P.O. SHIVANANDANAGAR—249 192 Distt. Tehri-Garhwal, Uttaranchal, Himalayas, India.

Traduzione in Italiano a cura di Ayurveda International Academy via Burchiello 2/R, 50124 Firenze

AGLI STUDENTI DI YOGA IN ORIENTE E IN OCCIDENTE

NOTA DELL’EDITORE
Sua Santità Sri Swami Sivananda Saraswati è un ornamento non solo per le gloriose Himalaya e per l’India, ma per il mondo intero. Dalle fresche alture del suo Ashram Himalayano, “Ananda Kutir” il grande Yogi si erse come una potente dinamo irradiante Amore Divino, Gioia e Pace su milioni di cuori feriti in tutto il mondo; uno Yogi che brilla come una luminosa stella polare nel firmamento spirituale dell’universo, che guida lo stanco e agitato viaggiatore verso il paradiso di Pace, Beatitudine e Conoscenza. Come grande santo e filosofo, la sua purezza senza macchia, la santità della sua vita, i suoi magnetici e voluminosi scritti non hanno avuto pari; egli non è semplicemente stato un eminente e popolare autore di temi concernenti la filosofia e la religione Hindu, ma una vera autorità in queste materie. Egli era non solo un uomo di lettere e di vasta erudizione, ma anche uno che aveva pienamente realizzato, nel corso di uno strenuo sforzo durato più di quindici anni di intenso distacco e rigorose austerità nelle sacre regioni dell’Himalaya, i benefici incalcolabili delle pratiche Yoga. Inoltre, i suoi inestimabili scritti, per mezzo di alcuni quotidiani, riviste e giornali influenti e largamente conosciuti non solo in India ma anche all’estero e in America uniti alla sua stessa unica e potente personalità e realizzazione gli hanno valso un invidiabile posto d’onore in ogni casa indiana incline alla spiritualità, alla religione e alla filosofia. Infatti, se l’India politica dei nostri giorni può andare fiera almeno di un Gandhi, l’India spirituale può essere fiera di almeno uno Sivananda! L’obiettivo con cui questo libro è pubblicato è duplice. Anno dopo anno un numero crescente di Europei e Americani, donne e uomini, vengono in India per imparare e per praticare lo Yoga sotto la guida di un Adepto. Nel corso dei loro infiniti peregrinaggi alla ricerca di un tale Adepto nello Yoga, queste persone non hanno altra alternativa se non rivolgersi all’Ashram Himalayano di Swami Sivananda. Ma Sfortunatamente, a causa di svariati motivi, questi viaggiatori non possono rimanere a lungo in questo paese. Tornano a casa avendo imparato qualcosa qui e qualcosa lì, in maniera frammentaria, spesso senza portare con sé niente appreso da un solo vero Yogi, il quale è l’unico che si potrebbe dire essere di qualche solida e pratica utilità per loro. Gli Occidentali interessati in pratiche Yoga devono allora rivolgersi ai libri e ad altra letteratura sulla materia, che o risulta per loro o, molto frequentemente, che è stata scritta da persone il cui obbiettivo nello scrivere libri era, nel novantanove per cento dei casi, di dimostrare la propria erudizione piuttosto che di insegnare lo Yoga rendendo la materia di facile approccio e interessante per il pubblico. Questa è la differenza tra i libri scritti dalla maggior parte degli autori e Swami Sivananda. Inoltre, diversamente da molti altri, Swami Sivananda Saraswati era uno Yogi pratico, che realizzò appieno i frutti dello Yoga, ed era pertanto al massimo grado adatto a scrivere libri sulla materia della sua stessa esperienza pratica personale, Il presente libro è stato specificamente disegnato dall’autore tenendo a mente le necessità degli studenti di Yoga in Europa e America, che hanno bisogno di una presentazione pratica ma non tecnica alla materia in un linguaggio accessibile al principiante sul cammino. Ci auguriamo che questo libro serva pienamente questo scopo supremamente sacro. Possano le costanti benedizioni di Swami Sivananda piovere profusamente sulle teste di tutti i lettori a Est e a Ovest, e ancora di più su quelli che vivono a Nord e a Sud, e condurli al Satchidananda che ognuno in verità sta cercando.

THE DIVINE LIFE SOCIETY

I

NOTE SULLA TRADUZIONE
Omaggi al Guru Om omaggi al Guru che siede in silenzio nella camera del cuore. Lezioni Pratiche nello Yoga: un capolavoro per ogni libreria Caro lettore, come scoprirai, questo testo è un capolavoro nel suo genere, degno di comparire tra i grandi classici dello Yoga o tra i più moderni trattati redatti dai grandi maestri contemporanei. Il livello nel quale la materia viene affrontata consente, a chi è alle prime armi come a chi è avanzato nello Yoga, una sicura e sostanziale evoluzione. La sequenza di Rishikesh : il guadagno “minore” Grazie alle tabelle “Corso di Yoga”, riportate alla fine del libro, e alla dettagliata descrizione delle singole Asana, anche l’Hatha Yogi poco interessato alla filosofia troverà molto utile questo testo. Infatti, la serie di Rishikesh, come viene ormai chiamata la serie di Asana proposte in questo trattato è una serie semplice, ripetitiva, ma estremamente benefica che ha ormai letteralmente conquistato il mondo, essendo il nucleo proposto da tantissime scuole di Yoga moderne. Ben quattro esercizi su otto tonificano vigorosamente i muscoli dorsali, garantendo un’efficacissimo strumento contro il mal di schiena di tipo degenerativo. Le controposizioni di queste asana invece stirano i muscoli della schiena e sciolgono i dolori dorsali e lombari dovuti alle contratture muscolari. Mayurasana e le posizioni “pancia a terra” alternativamente attivano gli addominali e li stirano, esercitano notevole pressione sugli organi della cavità addominale; così li tonificano, migliorando l’attività epatica, pancreatica e di tutto il tratto gastrointestinale. Emorroidi di primo grado scompariranno completamente mentre quelle di grado superiore regrediranno. Colite e sindrome premestruale possono essere completamente annientate dalla pratica di Sirsasana, Sarvanghasana, Matsyasana e Paschimottanasa. Le posizioni di flessione e di stiramento del collo attivano la tiroide i cui ormoni sono indispensabili per lo stato di attenzione, per lo sviluppo dell’intelligenza nel bambino, per regolare l’attività energetica di tutte le cellule dell’organismo e per la corretta calcificazione delle ossa. Le posizioni di flessione all’indietro stimolano le surrenali e sono considerate attivanti per il metabolismo di tutto l’organismo. Le posizioni a testa in giù sono considerate una panacea per il cuore e la circolazione, per la capacità di concentrazione, per l’appropriato stato di distensione mentale che è necessario ad un elevanto rendimento intellettuale. Gli esercizi di Pranayama non richiedono introduzione ma uno studio diretto. Nauli e Bhastrika, invece meritano una speciale menzione per l’attivazione vigorosa determinata dalla contrazione massimale della parete addominale a beneficio di tutti gli organi addominali. La serie di Rishikesh è stata sapientemente composta da Swami Sivananda, che prima del vestito arancione ha indossato con successo strepitoso quello del medico Ayurvedico, al fine di tonificare tutti i muscoli del corpo, sciogliere le tensioni lungo le catene cinetiche, modulare l’attività cerebrale, stimolare il sistema endocrino e tutti gli organi addominali. Note sulla traduzione Nella traduzione, la fedeltà allo stile di Swami Sivananda ha prevalso sulla forma stilistica. Così, frequentemente, nel corso di articolati periodi espressi in un determinato tempo, come il congiuntivo o il futuro,si passa a improvvise subordinate riportate nel tempo presente. Ad esempio: Perfino se i piaceri del mondo fossero goduti al massimo livello consentito dalla loro natura, II

perfino se fossero intensi, vari, e ininterrotti al massimo grado possibile, ancora la vecchiaia in tutta le sua forma insidiosa lo minaccia di morte e distruzione. Oppure se solo cercherai .... puoi avere... Swamiji ha spesso fatto uso di simili fluttuazioni temporali. In questo modo può comunicare con maggior enfasi l’idea che “anche se fosse, la verità è”. Nelle traduzioni degli inni, il traduttore ha scelto di esprimere quasi sempre il soggetto, incorrendo nell’inevitabile ripetizione dei pronomi personali;come in Tu sei..., Tu sei..., Tu hai.... In fine, laddove la forza compositiva lo ha richiesto, l’ordine sintattico non è stato alterato, producendo sentenze di imperfetta armonia semantica, punteggiatura temeraria, ma cariche di originale forza espressiva. brahmachari Mahadeva Firenze, Ottobre 2010

PREFAZIONE
Questo libro intitolato “Lezioni Pratiche nello Yoga” consiste di dodici facili e interessanti lezioni. La Prima Lezione tratta lo Yoga e i suoi Obiettivi. La Seconda Lezione affronta la Yoga Sadhana, ovvero la pratica dello Yoga, e contiene una chiara e lucida descrizione dei quattro cammini importanti: Karma Yoga, Bhakti Yoga, Raja Yoga e Jnana Yoga. Ognuno può facilmente scegliere per sé un cammino secondo il suo gusto,temperamento e capacità personale grazie ad un accurato studio di questa Lezione. Sono fermamente convinto che nessuno desideroso di diventare un perfetto Yogi può realizzare il suo desiderio se non comincia le sue pratiche Yogiche con il Karma Yoga, che vuol dire agire al fine dell’azione stessa, senza l’idea di essere l’agente e senza aspettative verso i frutti dell’azione. Ho anche coincisamente menzionato le altre varie forme di Yoga, come l’Hatha Yoga, il Mantra Yoga e il Kundalini Yoga. Nella Terza Lezione, sulla Disciplina Yogica, ho chiaramente ed espressamente dichiarato che la pratica dello Yoga è radicata nella coltivazione di virtù e nella eradicazione delle qualità negative, e ho anche esposto in dettaglio quali virtù dovrebbero per necessità essere coltivate e quali vizi devono essere eradicati e tramite quali mezzi. La Dieta Yogica rappresenta il soggetto della Quarta Lezione. Bisognerebbe tenere nitidamente in mente che la mente è fatta delle particelle sottili del cibo che mangiamo, e che siamo quello che mangiamo. Se lo studente Yoga neofita desidera deporre delle ferme, sicure, concrete fondamenta nella sua pratica, dovrebbe fare attenzione a mangiare solo quel cibo che conduce al suo avanzamento spirituale e al suo progresso, evitando tutto il resto. Inoltre è fornita una lista dei vari articoli della dieta prescritti e proibiti. Nella Quinta Lezione ho avuto cura di riunire tutti gli ostacoli che l’aspirante può incontrare sulla strada insieme a tutti i vari mezzi per superarli. Consiglio fortemente allo studente di leggere e rileggere questa Lezione un buon numero di volte in modo che possa essere cauto al momento della tentazione. Successivamente, nella sesta lezione, ho trattato le Yogasana ovvero le posizioni Yoga. E’ necessario per il futuro Yogi mantenere un corpo e una mente sani e vigorosi per raggiungere il successo nella sua impresa; affinché possa raggiungere questo obbiettivo, un numero di sempici e facili esercizi, fisici e di conseguenza mentali, è stato prescritto. Questi esercizi erano praticati dagli Yogi e dai Rishi dei tempi antichi e sono ancora praticati in India e in altre nazioni con risultati sorprendenti. III

La Settima Lezione tratta il Pranayama ovvero la regolazione del respiro. Esercizi semplici e pratici sono stati prescritti per regolare e controllare del respiro, cosa che risulterà in fine nel controllo della mente. Questi esercizi di controllo del respiro non servono semplicemente ad aumentare la salute e il controllo della mente ma giocano un ruolo vitale nell’assicurare un corpo sano. Lo studente di Pranayama che ottiene la perfezione in esso svilupperà numerosi poteri psichici. Regolare il respiro e controllare la mente conducono alla concentrazione. Così, la concentrazione è l’argomento della lezione successiva. Ho trattato estesamente la natura della mente e i metodi tramite i quali può venire controllata. Alcuni esercizi pratici vengono qui dati per raggiungere il successo nella concentrazione. La Nona Lezione tratta della Meditazione perché il frutto della concentrazione è la meditazione. Un buon numero di facili e interessanti esercizi è stato prescritto. Il frutto della meditazione è il Samadhi e questo forma la materia oggetto della prossima lezione. Samadhi è lo stato di supercoscienza dove lo Yogi riceve conoscenza superintuitiva o supersensoriale e beatitudine supersensoriale. In Samadhi lo Yogi è in comunione con il Signore e gode l’Assoluta Indipendenza. Adesso ha raggiunto l’Obbiettivo. Nell’Undicesima Lezione ho trattato il Potere Serpentino ovvero la potente Forza primevea sottostante a tutta la materia organica e inorganica. Questa forza è in uno stato dormiente e dorme di un sonno profondo in quasi ogni persona nel basale Muladhara Chakra. Quando questa Forza dormiente è destata all’azione, perfora ascendendo i vari centri di energia spirituale del corpo umano e raggiunge la sommità del capo ovvero il Sahasrara Chakra dove Lei si unisce al Suo Consorte, il Signore Shiva. Solo quello Yogi che ha portato la dormiente Kundalini al Sahasrara Chakra e l’ha unita col Signore Shiva ha raggiunto l’obbiettivo, non altri. Il processo tramite il quale questo Potere dormiente può essere destato all’azione e portato alla sommità del capo è stato descritto con bellissime illustrazioni. Lo Yogi che ha avuto successo nel raggiungere questa unione diventa il Signore di tutti i poteri e della conoscenza. Nell’ultima Lezione sulle Vibrazioni Spirituali e sull’Aura ho esposto il significato di quello che vibrazione e aura significano e vari mezzi per produrre vibrazioni di amore, gioia, pace, misericordia, simpatia e purezza e come sviluppare l’aura spirituale. Ho anche trattato in breve di come l’aura umana abbia vari colori secondo la crescita e lo sviluppo fisico, mentale, morale e spirituale di una persona e di come ogni colore possieda il suo proprio significato . Colui che vorrebbe diventare uno Yogi dovrebbe far svanire tutti gli altri colori e sviluppare la particolare aura spirituale, il colore della quale è giallo. Al termine del libro sono stati aggiunti una Appendice e un Glossario di termini Sanscriti. Nell’Appendice I è stata stesa una routine giornaliera per gli aspiranti: una per il principiante, una per lo studente intermedio e una terza per lo Yogi avanzato. Credo che se una simile routine è programmata secondo le proprie necessità e la propria convenienza e poi è seguita regolarmente e sistematicamnte niente si frapporrà sulla via dell’aspirante Yogi dal raggiungere il successo nello Yoga. Inoltre, si dovrebbe mantenere un Diario Spirituale simile a quello fornito nell’ Appendice, realizzando l’importanza e i benefici di tale disciplina. Nell’Appendice II è anche stato aggiunto un interessante articolo su Yoga e Scienze nella convinzione che sarà letto con considerevole interesse. Mi appello agli studenti di Yoga in Oriente e in Occidente affinchè inizino a fare qualche pratica spirituale e Yogica con serietà e sincerità, dopo aver digerito e assimilato le verità e gli ideali qui inculcati; spero che saranno immensamente beneficiati da questo libro. Sivananda IV

LA PREGHIERA UNIVERSALE
Tu sei, o Signore! Il Creatore di questo universo. Tu sei il protettore di questo mondo. Tu sei nell’erba e nella rosa. Tu sei nel sole e nelle stelle. Saluti a Te, O Distruttore del ciclo di nascite e morti! Saluti a Te, che doni Beatitudine e immortalità! O dolce Signore! Possa io essere libero dai legami della Morte. Mai possa io dimenticare la mia natura immortale. Possa io essere in grado di guardare ogni cosa con visione equanime. Possa io raggiungere il Seggio Supremo del Brahman. Possa io essere libero da impurità e dal peccato. Possa io conoscere la mia vera natura essenziale. Adorazione all’Essere Supremo che vive nel cuore di tutti gli esseri, che è nel fuoco e nell’acqua e che è nelle piante, erba, alberi, che si trova in pietre, mattoni e barre di ferro e che ha pervaso l’intero universo. Mi inchino a Te, o Segreto dei segreti! O Abitante dei nostri cuori! Mi inchino a Te, o Silente Testimone di tutte le attività di tutte le menti! Mi inchino a Te, o Sovrano Interiore di tutti gli esseri! Mi inchino a te, o Anima-filo che connetti tutti gli esseri, che pervadi e permei e interpenetri tutte le cose di questo universo! Saluti a Te, il Signore Supremo. Tu sei senza inizio e senza fine. Tu sei il fiore; Tu sei l’ape; Tu sei la donna; Tu sei l’uomo, Tu sei il mare; Tu sei le onde; Tu sei l’anziano che cammina traballando con il bastone; Tu sei il santo; e tu sei il furfante. Tu sei Luce Divina. Tu sei Luce di Conoscenza. Tu sei Colui che disperde l’oscurità. Tu sei il supremo Guru. Tu sei aldilà della portata della mente e del linguaggio. Tu sei oltre qualsiasi tipo di limitazione. Tu sei la Superanima. Tu sei il Sé di questo universo. Tu sei Autoluminoso. Senza parti, senza azioni, senza membra, senza la minima macchia di errore, senza nascita nè morte. Tu sei Padre, Madre, Fratello, Amico, Guru Parente e unico Rifugio. Tu sei l’incarnazione di Pace. Beatitudine, Conoscenza, Potenza, Forza e Bellezza. O Signore misericordioso! Attraverso la tua grazia, possa io realizzare la verità. Possa io intrattenere sempre pensieri sublimi. Possa io realizzare me stesso come Luce Divina. Possa io contemplare l’uno Sè immortale in tutti gli esseri. Possa io realizzare il Brahman con intelletto puro. Possa quella Luce tra le luci guidarmi sempre. Pulisca la mia mente da ogni impurità. Possa Egli ispirarmi. Possa Egli conferirmi Potenza, Coraggio e Forza. Rimuova Egli il velo nella mente. Possa Egli rimuovere tutti gli ostacoli nel Cammino Spirituale. Possa Egli rendere la mia vita felice e fruttuosa. Mi inchino a te, o Signore dei signori, O Dio degli Dei, O Deva dei Deva, O Brahman delle Upanishad, il Supporto di Maya e di Isvara, il Ponte Supremo per l’Immortalità! Om Pace! Pace! Pace!

V

INTRODUZIONE
La Religione del Vedanta e dello Yoga si erge come una brillante stella cometa per lo studente della Filosofia Yoga e dell’Occultismo, invitandolo nel misterioso mondo sconosciuto che entusiasticamente egli desidera esplorare, e incoraggiandolo a marciare avanti, fino a che lo stadio sia raggiunto nel quale tutti i poteri cari ad ogni cuore umano giacciono ai suoi ordini, e tutte le attrazioni terrene cessano di influenzarlo. Il fatto che ogni essere vivente lotti per ottenere la felicità è una verità, ma la felicità che raggiunge tramite le proprie azioni, per la sua più profonda insoddisfazione e sofferenza, scopre essere solo di durata limitata. Le gioie dei sensi sono transienti, e i sensi stessi sono logorati dall’eccessivo godimento. Inoltre, il peccato generalmente accompagna questi godimenti e rende l’essere vivente infelice al di là di ogni paragone. Perfino se i piaceri del mondo fossero goduti al massimo livello consentito dalla loro natura, perfino se fossero intensi, vari, e ininterrotti al massimo grado possibile, ancora la vecchiaia in tutta le sua forma insidiosa lo minaccia di morte e distruzione. Si dovrebbe ricordare che perfino i piaceri del paradiso stesso non sono in realtà più invidiabili di questi piaceri dei sensi; sono della stessa natura sebbene meno misti (alla sofferenza n.d.r.) e più duraturi. Inoltre anch’essi finiscono perché sono acquisiti tramite le azioni; e come le azioni sono finite anche il loro effetto deve essere finito. In una parola, c’è necessariamente una fine a questi piaceri. O ometto di poca fede! Perchè vuoi vanamente faticare per i piaceri, che sai non poterti soddisfare oltre il momento di godimento? Cerca la felicità immutabile, infinita e suprema che deve venire da un Essere nel quale non c’è cambiamento. Cerca e trova un tale Essere, e se solo avrai successo nella tua ricerca, allora puoi ottenere pura felicità da Lui. Tutte le grandi religioni del mondo proclamano con voce unanime che c’è Un Essere, proprio come è stato detto. Questo Essere, credimi, non è molto lontano da te. Anzi, ti è piuttosto vicino. Risiede nel tuo Tempio Corporeo, nei recessi più profondi del tuo cuore. E’ il Testimone silenzioso della tua mente, l’Osservatore di tutte le attività del tuo intelletto. E’ l’Essere Supremo delle Scritture, così altamente elogiato da Santi. Saggi, Yogi, Filosofi e Profeti. Questo Essere può essere realizzato da tutti tramite la pratica dello Yoga. E’ un fatto assodato che un qualsiasi numero di zeri non ha valore intrinseco a meno che il numero 1 non venga posizionato prima degli zeri. Allo stesso modo la ricchezza di tutti e tre i mondi non vale niente se non conduci una vita spirituale, se non cerchi di acquisire Ricchezza Spirituale, se non ti sforzi per ottenere la Realizzazione del Sè. Dovrai vivere nell’Anima o Sè interiore. Dovrai aggiungere Atman alla vita qua. Questo è il motivo per cui il Signore Gesù ha detto:”Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più”. Ognuno di voi è una potenza in sé. Tu puoi influenzare gli altri. Puoi irradiare Gioia e Pace su milioni di milioni di persone, lontane e vicine. Puoi elevare gli altri persino da una grande distanza. Puoi trasmettere i tuoi potenti, elevanti per l’anima, e benefici pensieri agli altri, perché tu sei un immagine di Dio, macché, sei Dio Stesso nel momento in cui il velo di ignoranza che ti avvolge è strappato via. Questo mondo è una grande scuola. Questo mondo serve per la tua educazione. Ogni giorni impari numerose preziose lezioni. Se sei sufficientemente saggio da trarre il massimo vantaggio da tutte queste opportunità nello spirito dello Yoga, le tue capacità e la tua forza di volontà si espanderanno a un incredibile grado. Crescerai. Evolverai. Ci sarà uno sviluppo integrale. Marcerai diritto innanzi verso il goal. Tutti i veli cadranno, uno dopo l’altro. Tutte le limitazioni e le barriere saranno annichilite. Tutte le catene cadranno in pezzi. Riceverai sempre più Luce Divina, Conoscenza, Purezza, Pace e Forza Spirituale. VI

Tu sei l’artefice del tuo destino. Tu stesso hai creato tutto questo. Tu stesso sei interamente responsabile per questo. Tu sei l’architetto delle tue stesse gioie e dei tuoi dolori. Proprio come il ragno o il baco da seta tessono una rete o un bozzolo per la loro stessa distruzione, così anche tu hai creato questa gabbia di carne tramite le tue stesse azioni, attrazioni, repulsioni e falso egoismo. Sei diventato lo schiavo della carne, schiavo del tuo corpo e della tua mente, schiavo di desideri innumerevoli. Sei affondato nei pantani della più profonda ignoranza. Non piangere, bambino mio! Non dare adito alla sofferenza! Un glorioso, brillante futuro ti attende! Sforzati di uscire da questa gabbia di illusione proprio adesso, in questo preciso secondo. Se il tuo tentativo è onesto e sincero, se ti sforzi con tutta la tua forza e intendi raggiungere l’obbiettivo, allora grazie alla pronta Grazia del Signore disperderai queste nuvole scure di ignoranza e brillerai nei tuoi veri colori, nella tua nativa gloria originale. Respingi l’idea erronea: “io sono il corpo”. Sviluppa la consapevolezza e la realizzazione del vero “io” dentro di te. Questo vero “io” è Sat-Chit-Ananda o Atman o Sè, la Coscienza Unica comune, il filo spirituale che collega tutti i cuori. Destati alla consapevole realizzazione della tua attuale unità con il Supremo Sè. Pensa al Sè continuamente. Come dice Tennyson: “Che la tua voce si alzi per me come una fontana notte e giorno.” Questa è la vera pratica spirituale (Brahma-abhyasa). Questo ti condurrà nel tempo alla realizzazione del Sè. Che la lotta sia accesa. Che il tuo sforzo sia sincero. Che il tuo motivo sia puro. Deve esserci disciplina di ferro, determinazione di ferro, volontà di ferro e Sadhana (pratica spirituale) di ferro. Non ci saranno difficoltà nell’ottenere la beatitudine finale della vita-una vita sublime nella sua natura, risplendente di luce spirituale, radiante splendore, vibrante di estasi e piena di Pace. Mere concezioni intellettuali di questo senso di unità non serviranno al tuo scopo. Devi veramente sentire ed esperire la verità dello stesso tramite l’intuizione. Devi diventare pienamente consapevole del Vero Sè, la base o substrato o fondamento di questo mondo, corpo, mente, Prana e sensi. Devi entrare in una coscienza in cui la realizzazione diventa parte integrante della tua vita quotidiana. Devi vivere questa ideale vita spirituale ogni giorno. Che i tuoi vicini sentano effettivamente come sei un essere interamente cambiato -un superman. Che odorino la Fragranza Divina da te. Uno Yogi completamente sviluppato non può mai essere nascosto. Proprio come fumi fragranti emanano dai bastoncini di incenso, così, dolce fragranza spirituale emanerà dal tuo corpo nel momento in cui raggiungerai la perfezione nello Yoga, perfino se ti fossi chiuso in una caverna nelle remote Himalaya. Uno Yoga-Bhrashta (uno che è caduto dalle pratiche Yogiche), che ha fatto rigorosa pratica spirituale nella sua vita precedente, ma che non è stato in grado di raggiungere la realizzazione del Sè per una causa o per l’altra, ottiene la realizzazione del Sè in un batter d’occhio. Egli è un adepto nato. Egli non compie alcuna pratica spirituale. Non ha un precettore spirituale (Guru). Ha avuto la su iniziazione nella vita precedente. Ashtavakra e Rishi Vamadeva, i due Yoga-Bhrashta dei tempi antichi, ottennero la Conoscenza del Se ancora mentre erano nel grembo delle loro madri. Jnanadeva di Alandi (un posto vicino a Pune, India), autore della Jnanesvari-Gita, era un adepto nato. Ancora fanciullo esibiva già numerose Siddhi (poteri psichici). Toccò un bufalo e il bufalo ripeté i Veda. Creò fuoco dalla sua schiena e sua sorella poté cucinarvi sopra il pane. Ma tali esempi sono molto rari. La maggior parte delle persone deve fare intensa Sadhana prima di poter raggiungere la realizzazione del Sè. Gli Sastra Hindu asseriscono con enfasi stupefacente: “Questo mondo di nomi e forme è irreale: Dio solo è Reale.” Gli oggetti che l’uomo del mondo considera preziosi vengono ignorati da uno VII

Yogi, che li considera privi di alcun valore. Questo mondo, con tutti i suoi variegati piaceri, i suoi dolori, le sue gioie, le sue sofferenze, i suoi fiumi, le sue montagne, cielo, sole luna e stelle; coi suoi duchi e i suoi mendicanti, esiste solo per fare sì che i frammenti dell’Unico Sè incarnato in così tante forme possano riguadagnare la loro perduta Divina Coscienza e realizzare la vera gloria originale e manifestare i poteri del Sè attraverso la materia che li riveste. Non esiste niente di simile alla materia inanimata. C’è vita in ogni cosa. La vita è coinvolta in un pezzo di pietra. La materia è vibrante di vita. Questo è stato conclusivamente provato dalla scienza moderna. Sorridi ai fiori e all’erba verde. Gioca con le farfalle e coi cobra. Stringi la mano a felci, cespugli soffioni e germogli. Parla all’arcobaleno, al vento, alle stelle e al sole. Conversa con torrenti, correnti, e con le onde turbinose del mare. Lasciati tenere compagnia dal tuo bastone da cammino e godi della sua dolce compagnia. Sviluppa amicizia verso tutti i tuoi vicini, cani, gatti, mucche, esseri umani, alberi; nei fatti, con tutte la creazione della natura. Allora avrai un ampia, perfetta, ricca piena vita. Allora realizzerai Dio. Allora raggiungerai il successo nello Yoga. Questo stato può a malapena essere descritto in parole finite. Dovrebbe essere avvertito e ne dovresti fare esperienza svelando la divinità interiore. Questo incredibile svolgimento dalla pietra a Dio passa attraverso milioni di anni, attraverso eoni di tempo. Ma nell’individuo questo spiegamento avviene più rapidamente e velocemente con tutta la forza del del suo passato dietro di esso. Queste forze che si manifestano e si svelano in evoluzione sono cumulative nella loro potenza. Incarnate nella pietra, nel mondo minerale, crescono ed espongono un pochino più di forza; così nel mondo minerale adempiono a questo spiegamento. Quindi diventano troppo forti per il minerale e continuano a fare pressione fino ad arrivare nel mondo vegetale. Là esse svelano sempre più la loro divinità, fino a diventare troppo potenti per il vegetale, e diventano quindi animali. Espandendosi all’interno e acquistando esperienza dall’animale, di nuovo superano i limiti dell’animale e compaiono come essere umano. Nell’essere umano esse continuano a crescere per, e ad accumularsi con, forza sempre crescente; esercitando una pressione sempre maggiore contro la barriera, e poi, fuori dall’essere umano, esse spingono nel superumano. Quest’ultimo processo di evoluzione è chiamato Yoga. Per questo, Yoga, quando è definitivamente iniziato, non è qualcosa di nuovo, come spesso si immagina. Se cominci a vedere lo Yoga in questa luce, allora questo Yoga che sembrava così esotico e così strano apparirà indossare un volto familiare, e arriverà a te in maniera tutt’altro che strana. Non sembrerà così strano che dall’uomo tu debba passare al superuomo, dalla mortalità all’immortalità, ed entrare una regione dove la divinità diventa manifesta. Quando cominci ad apprendere che c’è un Sè in tutti questi nomi e queste forme, che Lui è lo stesso in un re o in un popolano, in un uccello o in una bestia, in un uomo o in una donna, in una pietra o in un pezzo di legno, e che tutti i poteri che vedi nel mondo sono latenti nelle sostanze “inorganiche”, che questo Sè è sempre lo stesso, e che non c’è né aumento né diminuzione nel Sé, allora lo Yoga diverrà una possibile conquista. In fatti hai già praticato lo Yoga, consciamente o inconsciamente, nelle tue vite precedenti, e questo è un punto di vitale importanza che non dovrebbe essere perso di vista. Tutto quello che devi fare ora è dare un potente momentum per accellerare il processo dello spiegamento della divinità e ottenere il Più Alto Traguardo della Vita — Perfezine, Pace, Gioia, Immortalità e Felicità. In questo libro ho dato definite linee-guida per ottenere vero successo nello Yoga. Puoi anche ottenere felicità, popolarità, nome, fama, potenza, ricchezze, distinzione sociale e prorompente successo a trecentosessanta gradi in tutte le tue imprese a un livello che non stupirà solo te stesso ma tutti gli altri che verranno in contatto con te. Questo volume contiene l’essenza distillata di anni di ricerca estesa ed esperienza personale. Ti assicuro che sarai pienamente in grado di realizzare in pieno i benefici delle pratiche yogiche grazie all’unico aiuto di questo solo libro. Non si dovrebbe tardare nemmeno di un momento. Stai diventando sempre più vecchio di ora in ora. Tre cose VIII

veramente rare, che provengono dalla grazia di Dio, sono: una nascita umana, il desiderio per la liberazione e le cure e la protezione di un Saggio perfezionato. L’uomo che, avendo in qualche modo ottenuto una nascita umana, con un un corpo maschile e la possibilità di padroneggiare le scritture è sufficientemente sciocco da non sforzarsi nella realizzazione del Sé veramente commette suicidio, perché uccide sé stesso aggrappandosi a cose irreali. Lasciami suonare il campanello d’allarme qui: potresti non ricevere nuovamente questa rara nascita umana. Affrettati finché il sole brilla. Recati alla Fonte Suprema di Dio e bevi profondamente dal Nettare dell’Immortalità. Possa il Signore Krishna, il Signore degli Yogi, il Grande Maestro, far piovere le sue più scelte benedizioni su tutti voi e possa darvi una bella spinta sul Sentiero della Spiritualità. Questa è la mia fervente preghiera!

IX

INDICE
Nota dell’editore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .I Note sulla traduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .II La Preghiera Universale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . V Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .VI LEZIONI I. Lo Yoga e i suoi Obiettivi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 II. Yoga Sadhana. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 III. Disciplina Yogica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 IV. Dieta Yogica V. Ostacoli nello Yoga VI. Yoga-Asana VII.Pranayama VIII.Concentrazione IX.Meditazione X. Samadhi XI.Il Potere Serpentino XII.Vibrazioni Spirituali e Aura

APPENDICE I Routine Giornaliera per Aspiranti APPENDICE II Yoga e Scienza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Glossary. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Lezione I

LO YOGA E I SUOI OBIETTIVI
La filosofia Yoga è uno dei sei sistemi della Filosofia Hindu che esiste in India. Diversamente da molte altre filosofie di questo mondo, è una filosofia interamente pratica. Lo Yoga è una scienza esatta basata su certe Leggi Immutabili della Natura. E’ ben nota a persone di tutte le nazioni del mondo interessate alo studio della civilizzazione e della cultura orientale, ed è considerata con stupore e reverenza in quanto contiene le chiavi di volta che aprono i reami della Pace, della Beatitudine, del Mistero e del Miracolo. Perfino i filosofi Occidentali trovarono sollievo e pace in questa Scienza Divina. Gesù Cristo stesso era uno Yogi di ordine superiore, un vero Raja Yogi. Il fondatore della filosofia Yoga fu Patanjali Maharishi, che non fu solo un Filosofo e uno Yogi ma anche un medico. Si dice che abbia vissuto trecento anni prima di Gesù Cristo. Patanjali definisce lo Yoga come la sospensione di tutte le funzioni mentali. Come tale, qualsiasi libro sullo Yoga che non tratti questi tre aspetti, e cioè: la mente, le sue funzioni, e il metodo per sospenderle, può essere in sicurezza messo da parte come non affidabile e incompleto. La parola Yoga viene dal sanscrito “Yuj”, che significa “unire”. Yoga è la scienza che ci insegna il metodo di unire l’anima individuale con l’Anima Suprema. E’ la fusione della volontà individuale con la Volontà Universale. Yoga è quell’inibizione delle funzioni della mente che conduce alla dimora definitiva dell’anima nella sua stessa vera natura di Gloria Divina e Divino Splendore. E’ il processo tramite il quale lo Yogi stabilisce l’identità dell’anima individuale con quella della Superanima. In altre parole, l’anima umana è portata alla comunione cosciente con Dio. Lo Yoga è la Scienza delle scienze che sgroviglia l’anima individuale dal mondo fenomenico degli oggetti dei sensi e la connette all’Assoluto, i cui attributi sono: Infinita Beatitudine, Suprema Pace, Conoscenza Infinita e gioia ininterrotta. Lo Yoga è quello stato di pace assoluta nel quale non c’è né immaginazione né pensiero. Lo Yoga è il controllo della mente e delle sue modificazioni. Lo Yoga ci insegna come controllare la mente per raggiungere la liberazione. Ci insegna come trasmutare la natura non rigenerata per raggiungere lo stato di Divinità. E’ la completa soppressione della trasformazione della mente in oggetti, pensieri, ecc. Lo Yoga uccide qualsiasi sorta di dolore, miseria e tribolazioni. Vi dà la libertà dai cicli di nascita e morte, e dai loro concomitanti mali di malattia, vecchiaia, ecc.. e conferisce su tutti voi i Poteri Divini e la liberazione finale tramite la coscienza superintuitiva. La parola Yoga si può inoltre applicare nel suo senso secondario ai fattori dello Yoga, cioè addestramento di sé stessi, allo studio, alle differenti azioni e pratiche che costituiscono lo Yoga; perchè conducendo al completamento dello Yoga, come tali indirettamente conducono all’emancipazione. L’Unione con Dio è il goal della vita umana e questo dovrebbe diventare il metro di paragone di tutte le imprese umane. Questo è tutto l’essere e tutto il fine dell’esistenza. Equanimità è Yoga. Serenità è Yoga. Destrezza nell’azione è Yoga. Controllo della mente e dei sensi è Yoga. Nella vita, ogni cosa tramite la quale il meglio e il superlativo può essere raggiunto è anche Yoga. Lo Yoga, così, è onnicomprensivo, onnipervadente, universale nella sua applicazione, e conduce allo sviluppo a tutto tondo di corpo, mente e anima. L’obbiettivo dello Yoga è indebolire quelle che sono chiamate le cinque afflizioni. Le cinque afflizioni sono Ignoranza, Egoismo, Attrazione, Repulsione e l’istinto di autopreservazione (o attacc 14amento alla vita del corpo). L’Ignoranza è il suolo fertile che produce un abbondante messe di tutto il resto. E’ solo in conseguenza dell’ignoranza che l’egoismo si è manifestato. Ovunque ci sia

egoismo, là invariabilmente esistono attrazione, repulsione e il resto, fianco a fianco. L’attaccamento alla vita del corpo o paura della morte nasce unicamente dalle attrazioni. Non è altro che attaccamento. L’Egoismo è una speciale forma di ignoranza. La mente si attacca ovunque ci sia piacere. Se alla mente piace il melograno, si attacca a questo frutto, poichè deriva piacere dal mangiarlo. La mente corre dietro a cose a cui sono state associate esperienze gradevoli nel passato. Questo è l’attaccamento (attrazione). La mente fugge dagli oggetti che le hanno causato dolore. Questa è repulsione. Questi sono tutti i difetti dell’uomo. Il mondo non può mai ferirti. I cinque elementi sono i tuoi migliori insegnanti. Ti aiutano in una varietà di modi. Le cose create dal Signore sono tutte benefiche. E’ solo la creazione umana che porta miseria e sofferenza. Le cinque afflizioni ti legano agli oggetti esteriori e ti riducono a una pietosa schiavitù. Queste afflizioni rimangono come tendenze anche mentre non sono operative. Queste afflizioni e tendenze possono essere attenuate da una disciplina Yogica. A causa dell’ignoranza hai dimenticato la tua primitiva Gloria Divina. A causa di questo male non sei in grado di ricordare il tuo antico status di Divino né la tua originale natura: immortale, beata, divina. L’Ignoranza è la causa alla radice dell’egoismo, dell’attrazione, della repulsione e di tutto il resto.Queste cinque afflizioni sono un grande impedimento per lo Yoga. Si ergono come ostacoli sul cammino verso la realizzazione del Sè. Le cinque afflizioni rimangono in uno stato dormiente, attenuato, sopraffatto o pienamente sviluppato. Quando il marito comincia a litigare con sua moglie, il suo amore per lei diventa dormiente e lui dimostra repulsione nei confronti di lei per un certo periodo. In uno studente Yogico queste afflizioni vengono assottigliate e attenuate dalla forza spirituale delle sue pratiche Yogiche. Tuttavia persistono in uno stato sottile. Non possono creare alcun disordine. Sono come un cobra le cui zanne velenose siano state estratte dall’incantatore di serpenti. Lo stato sopraffatto è quello stato in cui una serie di impressioni è frenata per un certo intervallo di tempo da un’altra potente serie di impressioni. Quando la causa della soppressione è rimossa, esse si manifestano di nuovo. In un uomo mondano con passioni e appetiti queste possono essere osservate mentre operano a pieno regime. Ma in uno Yogi pienamente sviluppato queste impressioni e afflizioni sono bruciate in toto. A causa dell’ignoranza hai confuso il corpo fisico con il Sé e questo è tutto il tuo sbaglio. Ma è uno sbaglio veramente serio. Cambiando la tua attitudine mentale, purificando il tuo cuore e il tuo intelletto, puoi ottenere la Conoscenza del Sè. Mente, Prana, corpo e sensi sono tutti solamente strumenti. Il vero Testimone è il Sè, che è puro, immutevole, eterno, luminoso in se stesso, esistente in se stesso, contenuto in se stesso, infinito e immortale. Quando cominci ad identificarti con questo Sè immortale e onnipervadente, tutte le miserie della vita cesseranno. Attrazioni e repulsioni sono le cause che portano a compiere azioni buone o cattive. Azioni buone e cattive portano piacere e dolore. Così il ciclo delle rinascite è mantenuto da tempo immemore tramite la ruota a sei raggi delle Attrazioni, Repulsioni, Virtù, Vizio, Piacere e Dolore. Lo studente Yogico dovrebbe innanzitutto cercare di indebolire queste cinque afflizioni. Tre pratiche sono prescritte per questo proposito. Esse sono: Austerità (Tapas), Studio delle Scritture (Svadhyaya) e la Resa alla Volontà del Signore (Isvara-pranidhana). Il praticante dovrebbe avere intensa fede nell’efficacia delle sue pratiche. Allora l’energia per perseverare nelle pratiche si manifesterà spontaneamente. Allora sorgerà la vera memoria. Quando c’è memoria, allora non c’è difficoltà nel praticare la concentrazione. Se c’è concentrazione, sorgerà la discriminazione. Ecco perché Patanjali dice:”Il Samadhi è il frutto di fede, energia, memoria, concentrazione e

discriminazione.” Per questo, per raggiungere il successo nella concentrazione, nella meditazione, e nella pratica dello Yoga, devi avere una pazienza tremenda, una volontà tremenda e una tremenda perseveranza. Tuffati nella concentrazione. Immergi la mente nell’unica idea di Dio e di Dio solo. Che la mente vi sia completamente assorbita. Dimentica il resto. Che l’intero corpo, muscoli, tessuti, nervi, cellule e cervello siano colmati dall’unica idea di Dio. Questa è la via del successo. Grandi saggi e santi dei tempi antichi hanno praticato lo Yoga solo in questo modo. Lavora duro. Raggiungerai l’obbiettivo. Diverrai inoltre un grande santo. Qualsiasi cosa sia stata raggiunta da uno, può essere raggiunta anche dagli altri. Questa è la Legge.

Il prossimo capitolo, sarà disponibile entro la fine di Febbraio dove hai trovato il precedente oppure su www.aiapoojaprogram.blogspot.com. Hari Om.

Lezione II

YOGA SADHANA
Sadhana significa: qualsiasi pratica spirituale che aiuti l’aspirante a realizzare Dio. E’ un mezzo per raggiungere il fine della vita. Senza Sadhana nessuno può raggiungere questo fine. La Sadhana varia secondo le attitudini, il temperamento e le capacità individuali. Puoi realizzare lo scopo della vita tramite quattro diversi sentieri. Proprio come uno stesso impermeabile non avrà la taglia giusta sia per il signor John che per il signor Smith, per il signor William e il signor Dick, uno stesso cammino non sarà adatto a ogni persona. Questi quattro cammini conducono allo stesso obbiettivo, cioè al raggiungimento della Realtà Ultima. Le strade sono diverse ma la destinazione è la stessa. Il Signore Krishna dice ad Arjuna: “In qualunque modo Mi si avvicini, in quello stesso modo io ricompenso, perché il cammino che si intraprende da ogni direzione, o Partha, è Mio.” I quattro cammini sono: il cammino del lavoro (Karma-Yoga), il cammino della devozione (Bhakti-Yoga), il cammino del controllo psichico (Raja-Yoga) e il cammino dell’autoanalisi e della conoscenza (Jnana-Yoga). Questa non è una divisione rigida. Non esiste una linea di demarcazione tra l’una e l’altra. Un cammino non esclude l’altro. Per esempio, il Karma Yoga è appropriato per un uomo dal temperamento attivo; Bhakti-Yoga per un uomo dal temperamento emozionale, Raja-Yoga per un uomo dal temperamento mistico e il cammino del Jnana Yoga o Vedanta per un uomo di volontà o di ragione. Ogni cammino si fonde negli altri. In ultimo, tutti convergono e diventano uno. Così è difficile dire dove finisce il Raja Yoga e dove inizia il Jnana Yoga. Alla lunga, tutti gli aspiranti sui diversi cammini si incontrano su una piattaforma comune. La religione deve educare e sviluppare l’intero individuo - testa, cuore e mani. Solo allora ci sarà perfezione. Uno sviluppo unidirezionale non è consigliabile. I quattro cammini, ben lungi dall’essere antagonisti gli uni degli altri, indicano che i diversi metodi del Sistema Yoga sono in assoluta armonia reciproca. il Karma Yoga conduce al Bhakti Yoga, che a sua volta porta al Raja Yoga. Raja Yoga produce Jnana. La Devozione Suprema non è nient’altro che Jnana. Bhakti, si dovrebbe tenere a mente, non è divorziata da Jnana. Al contrario, Jnana intensifica Bhakti. Karma Yoga rimuove i sobbalzi della mente, Raja Yoga rinsalda la mente e Jnana Yoga rimuove il velo dell’ignoranza e porta alla Conoscenza del Sè. Ogni Yoga è il compimento del precedente. Così Bhakti è il compimento di Karma, mentre il Raja Yoga lo è della Bhakti e Jnana lo è di tutti i precedenti tre. La pratica del Karma Yoga prepara l’aspirante alla ricezione della conoscenza del Sè. Lo plasma in un vero Adhikari (aspirante) per lo studio del Vedanta. Persone ignoranti saltano subito al Jnana Yoga senza nessun preliminare allenamento nel Karma Yoga. Ecco perchè falliscono miseramente nel realizzare la Verità. Le impurità sono ancora in agguato nelle loro menti. La mente è piena di attrazioni e repulsioni. Essi parlano e basta di Brahman o Dio. Essi indulgono in ogni sorta di inutile discussione, vano dibattito e in sterili, infinite, controversie. La loro filosofia si trova solo sulle loro labbra. In altre parole sono Vedantici-leporini. Quello che realmente si vuole è Vedanta pratico tramite incessante servizio disinteressato. Coloro che seguono il cammino del Karma Yoga dovrebbero lavorare per amore del lavoro, senza nessun altro motivo. Due sono i requisiti indispensabili nella pratica del Karma Yoga. Un Karma Yogi dovrebbe avere estremo non-attaccamento per i frutti del suo lavoro e secondo, dovrebbe dedicare tutte le sue azioni all’altare di Dio con il sentimento di Isvarapranidhana (resa al Signore). 4

Il non attaccamento porta libertà e immortalità. Attaccamento è morte. Non attaccamento è vita eterna. Il non attaccamento rende un uomo assolutamente impavido. Quando così consacri tutte le tue azioni a Dio, svilupperai naturalmente devozione verso di Lui, e più grande è la devozione più vicino sei al Signore. Lentamente comincerai ad avvertire che Dio lavora direttamente attraverso il tuo corpo e i tuoi sensi. Adesso non farai più fatica nel compiere il tuo lavoro. Il pesante fardello che sentivi precedentemente a causa del tuo falso egoismo è adesso scomparso dalla vista, per non tornare mai più. La dottrina del Karma Yoga1 forma una parte integrale del Vedanta. Espone il rebus della vita e l’enigma dell’universo. Porta sollievo, soddisfazione e felicità a tutti. E’ una verità autoevidente. Fortunatamente anche gli occidentali hanno cominciato a coglierne l’importanza e la veracità. Non hanno altra alternativa. Ogni uomo o donna sensibile dovrà accettarlo. “Ciò che semini raccogli” mantiene la sua validità non solo sul piano fisico ma anche nel mondo morale. Ogni tuo pensiero ed ogni tua azione generano in te delle tendenze che influenzeranno la tua vita attuale e futura. Se compi buone azioni in uno spirito disinteressato ti librerai alto in regioni di pace e beatitudine. Karma Yoga è il gradino più basso nella scala spirituale ma ci eleva sù, verso altezze ineffabili. Distrugge l’orgoglio, l’egoismo e l’egocentrismo. Aiuta la crescita e l’evoluzione. Ogni lavoro è un misto di bene e di male. Questo nostro mondo è un piano relativo (di esistenza). Per questo ti devi sforzare di compiere azioni che possano produrre il massimo bene e il minimo male. Se conosci il segreto del lavoro, la tecnica del Karma Yoga, sarai assolutamente libero dalle insidie del Karma. Il segreto è lavorare senza attaccamento e senza egoismo. L’insegnamento centrale della Bhagavad Gita e dello Yoga Vashista è il non attaccamento al lavoro. “O Arjuna, lavora senza sosta. Il tuo dovere è lavorare sempre. Ma non ti aspettare i risultati. Il destino dell’uomo che ambisce ai risultati del proprio lavoro è penoso. Egli è l’uomo più miserevole del mondo.” Generalmente le persone hanno svariati motivi per i quali lavorano. Alcuni lavorano in società per aumentare il proprio prestigio e la propri fama, alcuni per denaro, alcuni per ricevere potere e un elevata posizione, e alcuni per ottenere godimenti in paradiso. Alcuni costruiscono templi e chiese con l’idea che i loro peccati saranno lavati via. Alcuni effettuano sacrifici per ottenere figli. Alcuni scavano pozzi e cisterne così che i loro nomi siano ricordati perfino dopo la loro morte. Alcuni allestiscono giardini e parchi pubblici con l’idea che godranno di tali amabili parchi e giardini in cielo. Alcuni effettuano atti di carità con l’idea di rinascere nella casa di un Henry Ford o di un Rockerfeller nella prossima vita. Il più grande servizio che uno può rendere all’altro è impartire la Conoscenza del Sè. L’aiuto spirituale è il più alto di tutti. La causa alla radice di ogni sofferenza è unicamente l’ignoranza (Avidya). Taglia il nodo dell’ignoranza e bevi la dolce Beatitudine Nirvanica. Quel saggio che prova a rimuovere l’ignoranza degli uomini è il più grande benefattore nel mondo. Se elimini la fame dell’uomo, si tratta dopotutto di un aiuto fisico temporaneo. E’ una rimozione di necessità fisiche che dura per tre o quattro ore. Dopodiché nuovamente la fame si manifesta. L’uomo rimane nello stesso miserabile stato. Così è possibile concludere con sicurezza che costruire ospedali, dharmasalas o dispensari per la distribuzione gratuita di cibo, abiti, ecc... non è la forma più alta di aiuto, nonostante siano assolutamente necessari. Dico che questo non è il più alto tipo di aiuto perché mi chiedo: quanto a lungo può durare tutto questo? Le miserie devono essere eradicate una volta per tutte, definitivamente. Il mondo rimarrà nello stesso stato miserabile perfino se tu costruissi milioni di ospedali e di mense gratuite. C’è qualcosa che può porre fine a tutte queste miserie, sofferenze, preoccupazioni e ansietà; quel qualcosa è la Conoscenza del Sè.

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Per particolari dettagliati vdi il mio libro: Practice of Karma Yoga

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Bhakti-Yoga2 è il cammino della devozione ovvero dell’amore; è adatto per quelle persone dotate di temperamento devozionale o nelle quali l’elemento di amore è predominante. Le donne sono adatte a questo cammino, perché nutrire sentimenti di affezionata attenzione predomina in esse. Generalmente c’è una combinazione di temperamento devozionale e di temperamento intellettuale in ogni persona. Per questo motivo il Bhakti Yoga è accessibile a una vasta maggioranza della popolazione. Nel Bhakti-Yoga il devoto compie una assoluta resa di sé stesso, senza alcuna riserva. Egli dipende dal Signore per qualsiasi cosa. E’ estremamente umile e gentile. Il devoto del Signore sviluppa la devozione verso Dio gradualmente fino a un livello elevatissimo tramite la ripetizione del Nome di Dio, lo studio delle Sacre Scritture e la pratica dei nove metodi della devozione. Ascoltare il Nome del Signore, cantare le Sue Glorie, ricordare la Sua presenza, servire i Suoi Piedi di Loto, adorarLo, prostrarsi di fronte a Lui, prendersi cura di Lui, amarLo come un Amico, e abbandonare sé stessi interamente a Lui rappresentano i nove metodi della devozione. Il devoto praticherà austerità, pregerà con frequenza Dio e gli offrirà adorazione mentale. Il devoto servirà il suo prossimo realizzando che il Signore risiede nel cuore di Tutti. Questa è la Sadhana per coloro che desiderano calcare il cammino dello Yoga della devozione. Sri Sankara, il grande Advaita Jnani era un grande Bhakta del Signore Hari, Hara e della Devi. Jnanadeva di Aladi, un grande Yogi del passato, era un Bhakta del Signore Krishna. Ramakrishna Paramahamsa adorava Kali e ottenne Jnana tramite Totapuri Swami, il suo Advaita Guru. Appaya Dikshitacharya, un famoso Jnani del Sud India, autore del “Siddhanta Lesha” e di altri monumentali lavori sul Vedanta era un devoto del Signore Shiva. E’ evidente, quindi, che Bhakti può essere combinata con gran vantaggio a Jnana. Bhakti è il mezzo per raggiungere il fine. Conferisce purezza mentale e rimuove le oscillazioni della mente (Vikshepa). Sakama Bhakti (devozione con aspettativa) porta il devoto nello Svarga, mentre Nishkama Bhakti (devozione senza aspettativa) porta purezza mentale e Jnana. Una vita senza amore per Dio è praticamente morte. Non esiste potenza superiore all’amore. Puoi vincere i cuori degli altri unicamente tramite l’amore. Puoi vincere i tuoi nemici tramite il solo amore. Puoi domare animali selvaggi unicamente tramite l’amore. La gloria dell’amore è ineffabile. Il suo splendore è indescrivibile. Il potere dell’amore è inimmaginabile. La vera religione non consiste in osservanze rituali, abluzioni e pellegrinaggi ma nell’amare tutti. L’Amore Cosmico include tutto, abbraccia tutto. Alla presenza del puro amore tutte le distinzioni e le differenze, ogni odio, gelosia ed egoismo sono dispersi come le tenebre sono disperse dai raggi penetranti del sole mattutino. Non esiste religione più elevata dell’amore. Non esiste conoscenza più elevata dell’Amore. Non esiste tesoro più elevato dell’Amore, perchè l’Amore è Verità, l’Amore è Dio. Questo mondo è sorto dall’Amore, esiste nell’Amore, e in ultimo si dissolverà nell’Amore. Un cuore senza amore è un deserto senza acqua. Dio è un oceano di Amore. In ogni angolo della Sua creazione è ampiamente evidente il Suo sconfinato Amore per i Suoi bambini. E’ così facile parlare di Amore Universale, ma quando arrivi all’applicazione pratica manifesti segni di fallimento. Se il Signor John parla male di te e usa parole dure, ti sbilanci istantaneamente. Ti irriti, mostri il tuo volto adirato e lo ripaghi con la stessa moneta. Non desideri privarti dei tuoi beni, quando vedi persone in difficoltà. Un uomo che sta lottando per sviluppare Amore Cosmico e per realizzare Lui tramite l’Amore non può tenere niente per sé stesso in più di quello di cui veramente ha bisogno per vivere serenamente. Egli sacrificherà volontariamente perfino quel poco per servire una persona bisognosa, e si sottoporrà al digiuno con grande piacere. Gioirà al pensiero che il Signore gli ha dato una magnifica opportunità di servirLo. Le persone generalmente parlano di

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Per maggiori dettagli vedi il mio libro: Pratica del Bhakti Yoga

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AmoreUniversale ma sono molto taccagne nell’agire. Sventolano simpatia-leporina e amoreleporino in vane parole. Questo non è niente di meno che ipocrisia. Coloro che parlano di Amore Universale dovrebbero sforzarsi di sviluppare varie buone qualità. Essi dovrebbero servire l’umanità giorno e notte con spirito disinteressato per molti anni. Devono essere preparati sopportare quietamente gli insulti e le ingiurie. Solo allora esisterà una prospettiva di sviluppare Amore Cosmico. Altrimenti è tutto un vano, arzigogolato, chiacchierare; mero pigro gossip. I santi, veggenti e profeti del mondo hanno parlato dell’Amore come il fine e lo scopo della vita. Il Signore Krishna ha predicato l’amore con il suo flauto. Il Signore Buddha era un oceano di Amore. Rinunciò al Suo corpo per appagare la fame di un cucciolo di tigre. Re Sibi donò la carne del suo petto in quantità pari a quella di un piccione per soddisfare l’appetito di un falco. Il Signore Rama visse una vita d’Amore e mostrò Amore fin nella più piccola delle sue attività. Il Signore Gesù stesso predicò e praticò l’Amore nella più completa forma. O caro bambino dell’Amore! Attingi ispirazione dai loro insegnamenti e calca il cammino dell’Amore. RicordaLo. Avverti la Sua presenza ovunque. ContemplaLo in ogni volto, in ogni oggetto, in ogni movimento, in ogni sentimento, in ogni azione. Medita sulla sua forma con devozione unintenzionale. Diventa un devoto del Signore senza pari in questa stessa vita, anzi, in questo stesso secondo. Lo studente che percorre il cammino del Raja-Yoga3 deve ascendere la Scala Spirituale passo dopo passo, stadio dopo stadio. Esistono otto gradini nel del Raja Yoga; Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi. Praticando Yama e Niyama all’inizio lo studente ottiene un addestramento etico e la purificazione della mente. Sviluppando l’amicizia, la misericordia e la compiacenza distrugge l’odio, la gelosia e la crudeltà di cuore e perciò ottiene serenità mentale. Praticando le Asana egli stabilizza la sua postura e conquista il perfetto controllo sul corpo e la sua padronanza. Quindi pratica Pranayama per arrestare le fluttuazioni della mente e distruggere Rajas (passione) e Tamas (inerzia). Il suo corpo diventa leggero ed elastico. Tramite la pratica del Pratyahara (distacco degli Indrya o sensi dagli oggetti dei sensi) egli acquista forza e pace mentale. Adesso è pronto per la concentrazione che arriva spontaneamente. Pratica meditazione ed entra in Samadhi. Attraverso la pratica combinata di concentrazione, meditazione e Samadhi (Samyama Yogico) riceve varie Siddhi (poteri). Concentrandosi sui sensi, egoismo, mente ecc., va incontro a vari altri poteri ed esperienze. Adesso vede senza occhi, assapora senza lingua, ode senza orecchie, odora senza naso, e sente senza pelle. Può fare miracoli. Semplicemente vuole e tutto viene in essere. Coloro che seguono il cammino del Jnana-Yoga4 o Vedanta dovrebbero in primo luogo acquisire i quattro mezzi di salvezza; Viveka, Vairagya, Shat-Sampatti e Mumukshutva. Viveka è la discriminazione tra il Reale e l’irreale. Vairagya è l’indifferenza agli oggetti dei sensi adesso e poi. Shat-Sampat è la sestuplice virtù; Sama (calma mentale), Dama (disciplina dei sensi), Uparati (sazietà), Titiksha (potere di sopportazione), Sraddha (fede) e Samadhana (mente unintenzionale). Mumukshutva è l’intensa aspirazione verso la liberazione. Successivamente dovrebbero avvicinare un Brahma-Nishta Guru (uno che è stabilito in Brahman o Dio), che ha pienamente realizzato il Supremo Se e ascoltare le Scritture direttamente dalla sua bocca. Dovrebbero quindi riflettere e meditare su quello che hanno udito ed ottenere la realizzazione del Sè. Adesso il jnani esclama in gioia esuberante:”Solo l’Atman esiste, Uno senza secondo. Atman o il Sè è l’unica Realtà. Io sono
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Per maggiori informazioni vedi il mio libro: Raja-Yoga Per maggiori informazini vedi il mio libro: Vedanta in Daily Life

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Brahman (Aham Brahma Asmi). Io sono Shiva (Shivoham). Io sono lui (Shivoham). Così, l’anima liberata vede il Sè in tutti gli esseri e tutti gli esseri nel Sè. Ci sono altre tre forme di Yoga oltre a quelle sopra menzionate. Queste sono: Hatha Yoga, Mantra Yoga e Laya Yoga o Kundalini Yoga. L’Hatha Yoga concerne il corpo fisico, le Asana, Bandha, Mudra, il voto di silenzio, il fissare lo sguardo, guardare il cristallo, rimanere su una gamba sola, ecc. L’Hatha Yoga non è separato dal Raja Yoga. Prepara lo studente a impegnarsi nel Raja Yoga. Hatha Yoga e Raja Yoga sono, pertanto, ciascuna la necessaria controparte dell’altra. Nessun può diventare uno Yogi di ordine perfetto senza una chiara conoscenza della pratica dei due Yoga. Il Raja Yoga inizia laddove l’Hatha Yoga propriamente praticato termina. Un Hatha Yogi comincia la sua Sadhana col suo corpo & Prana (respiro); un Raja Yoghi con la sua mente. Uno Hatha Yogi riceve diversi poteri quando la potente Kundalini Shakti raggiunge il Sahasrara Chakra (sito a livello della sommità del capo); un Raja Yogi ottiene poteri psichici dalla combinazione nello stesso momento delle pratiche di concentrazione, meditazione e Samadhi. Il Mantra Yoga concerne la recitazione di certi mantra (parole sacre alle quali sono ascritti determinati poteri) come Om Namo Narayanaya, Om Namo Bhagavate e Om Namah Sivaya. Laya Yoga è Kundalini Yoga. Concentrarsi sul suono emanato dal loto del cuore è Laya Yoga. Laya è dissoluzione. La mente si dissolve in Dio proprio come un cubetto di ghiaccio nella nell’acqua gasata. Uno Jnana Yogi può praticare la sua Sadhana perfino mentre cammina, mangia, o parla. Non necessita di alcuna Asana o stanza. Ma un Raja Yogi ha bisogno di una stanza e di un Asana per la sua pratica. Un Jnana Yogi è sempre in Samadhi. Non è influenzato da Maya ovvero l’illusione. Non esiste “in Samadhi” e “fuori dal Samadhi” per un Jnani, mentre uno Yogi è influenzato da Maya quando scende dal suo Samadhi. E‘ un po’ come se il Raja Yogi tappasse la sua mente tramite lo sforzo, proprio come chiudi una bottiglia con un tappo di sughero, e così cessasse ogni attività mentale. Egli cerca di rendere vuota la propria mente. Rimane come un silente testimone di tutte le attività della sua mente e del suo intelletto. Un Raja Yogi comincia le sue pratiche con la mente.Uno Jnana Yogi comincia le sue pratiche con la volontà e la ragione. Un Karma Yogi si impegna nel servizio disinteressato per uccidere il suo piccolo sé. Un Bhakta, ovvero un devoto del Signore pratica la resa di sé stesso per annientare il suo egoismo. Uno Jnani pratica l’autodiniego. I metodi sono differenti ma tutti mirano a distruggere questo piccolo autoarrogante “io”; la causa radice del legame e della sofferenza. Karma Yoga prepara la mente per la ricezione di Luce e Conoscenza. Espande il cuore ad infinitum. Distrugge tutte le barriere che si ergono sulla via dell’unità e dell’unicità. Bhakti e meditazione: anche loro sono Karma mentali. Non può esserci Jnana senza Yoga. Il frutto della Bhakti è Jnana. Hai compreso adesso la natura dei quattro Yoga e le loro interrelazioni? C’è un verso Sanscrito il senso del quale, in breve, è il seguente: “Gli Sastras sono infiniti; c’è molto da imparare; il tempo è breve; gli ostacoli sono numerosi; ciò che costituisce l’essenza dovrebbe essere afferrato proprio come fa il cigno nel caso del latte mischiato all’acqua”. Per questo desidero che tu inizi a fare una pratica spirituale, di un tipo di o di un’altro, e realizzi l’obbiettivo della vita e giustifichi la tua esistenza davanti al Signore nel “Giorno del Giudizio” 5a

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Vedi lezione XI

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Lezione III

DISCIPLINA YOGICA6
Lo Yoga è radicato nella virtù. La disciplina etica è indispensabile per il successo nello Yoga. Disciplina etica significa adottare la giusta condotta di vita. Le due colonne portanti morali dello Yoga sono Yama e Niyama, che l’aspirante deve praticare nella sua vita quotidiana. Essi corrispondono approssimativamente ai dieci comandamenti del Signore Gesù o al nobile ottuplice cammino del Signore Buddha. Non violenza (Ahimsa), verità (Satyam), non rubare (Asteya), continenza (Brahmacharya) e non bramosia (Aparigraha) sono le parti che compongono Yama. Purificazione interiore ed esteriore (Saucha), accontentamento (Santosha), austerità (Tapas), studio di libri religiosi e filosofici (Svadhyaya) e resa al Signore (Isvara Pranidhana) rientrano in Niyama. La pratica di Yama e Niyama sradicherà tutte le impurità della mente. In verità, Yama e Niyama sono le pietre miliari della filosofia Yoga. Tra tutte le virtù la posizione di preminenza è data all’astenersi dal provocare sofferenza nei confronti di ogni essere vivente (Ahimsa). Dev’esserci non violenza in pensieri, parole ed azioni. La non violenza è messa per prima perché è la fonte delle successive nove. La pratica dell’amore universale o della fratellanza tra gli uomini non è altro che non violenza messa in pratica. Colui che pratica la non violenza otterrà rapidi successi nello Yoga. Il praticante deve abbandonare perfino le parole dure e gli sguardi non gentili. Deve mostrare benevolenza e amicizia verso tutti. Deve rispettare la vita. Deve ricordare che il Sè comune dimora nel cuore di tutti gli esseri. La verità (Satyam) viene subito dopo, nell’ordine degli Yama. Il pensiero deve rispecchiare la parola, e la parola l’azione. Questa è verità. Queste virtù sono alla portata soltanto delle persone non egoiste. La verità può a mala pena emergere, a meno che non vi sia un motivo puro dietro ogni azione. Le parole di uno Yogi devono essere una benedizione per gli altri. Quindi viene il non rubare (Asteya). Devi essere soddisfatto con quello che ottiene tramite mezzi onesti. La legge del Karma è inesorabile. Dovrai soffrire per ogni tua azione sbagliata. Azione e reazione sono eguali e opposte. Ammassare ricchezze è vero furto. L’intera ricchezza di tutti e tre i mondi appartiene al Signore. Sei soltanto un custode della sua ricchezza. Devi dividere volontariamente ciò che hai con tutti e donarlo in carità. La quarta virtù è la pratica del celibato. Quella porzione dell’energia umana che è espressa nell’unione sessuale, quando controllata, viene trasmutata in una speciale forma di energia spirituale chiamata Ojas-Sakti, ed è accumulata nel cervello. Se pratichi lo Yoga ed allo stesso tempo conduci una vita impura, voluttuosa e immoderata, come puoi aspettarti progressi nello Yoga? Tutti i grandi giganti spirituali del mondo hanno praticato il celibato; e questa è la ragione per cui potevano scuotere ed elettrizzare il mondo intero tramite il potere della speciale energia spirituale che avevano accumulato nei loro cervelli. Uno Yogi abbondantemente dotato di questa energia fa pendere il pubblico dalle sue labbra e lo influenza come un monarca influenza il suo dominio. C’è un particolare charme nel suo sorriso e potere nelle parole che emanano dal suo cuore. Egli produce un’impressione molto profonda nelle menti di coloro coi quali viene a contatto. I capofamiglia sono autorizzati a visitare le proprie mogli una volta al mese al momento appropriato, senza l’idea del godimento sessuale ma per la perpetuazione della progenie. Se questa regola è osservata, allora equivale alla pratica del celibato. Tali persone osservanti di questa regola sono anch’esse Brahmachari. Non appena il figlio è nato, la moglie diventa la madre, perchè il
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Da una lezione di Swamy Sivananda tenuta nella Hallet Hall, Gaya, 3 Marzo 1937. 9

padre stesso è nato nella forma di un figlio. Un figlio non è altro che l’energia modificata del padre. Brahmacharya è la base per acquisire l’immortalità. Brahmacharya porta il progresso materiale e l’avanzamento psichico. Brahmachrya è il substrato per una vita nell’Atman. E’ una potente arma per muovere una inflessibile guerra contro i mostri interiori - passione, avidità, rabbia, miseria, ipocrisia ecc. Contribuisce alla gioia perenne e all’ininterrotta beatitudine che non può mai decadere. Conferisce energia tremenda, mente chiara, gigante forza di volontà, fiera comprensione, memoria ritentiva e potere di inquisizione (Vichara Sakti). E’ tramite il Brahmacharya e solo tramite il Brahmcharya che puoi ottenere l’avanzamento fisico, mentale, morale e spirituale. Ciò che si vuole è controllo e non la soppressione del desiderio sessuale. Nel controllo nessun pensiero sessuale sorgerà nella mente. C’è perfetta sublimazione dell’energia sessuale. Ma nella soppressione l’Aspirante non è al sicuro. Ci sono pensieri sessuali. Quando si presentano circostanze favorevoli i desideri repressi si ripresentano con forza e spirito di vendetta raddoppiati e si corre il rischio di una misera caduta. Bisognerebbe stare molto attenti. Dopo aver descritto tutti i segreti del sistema medico Ayurvedico ai suoi discepoli, a Dhavantari fu chiesto quale fosse la nota chiave di questa scienza. Il maestro rispose: “Vi dico che Brahmacharya è in verità un prezioso gioiello; è la più efficace medicina, vero nettare, che distrugge la malattia, il decadimento e la morte. Per ottenere pace, brillantezza, memoria, conoscenza, salute, realizzazione del Sè, uno dovrebbe osservare il Brahmacharya come il più alto dovere. Brahmacharya è la più alta conoscenza; Brahmacharya è la più potente forza. Veramente questo Atman è della natura del Brahmacharya, e nel Brahmacharya risiede. Salutando Brahmacharya per primo, i casi per i quali non c’è cura io curo. Sì, Brahmacharya può cancellare tutti i segni di cattivo auspicio”. Ciò che si vuole è profonda vita interiore. Silenziare i pensieri ribollenti. Tenere le mente fresca e calma. Apriti ad una più elevata coscienza spirituale. Avverti la Presenza Divina e la Guida Divina. Fissa la tua mente ai Piedi di Loto del Signore. Diventa come un bambino. ParlaGli liberamente. Diventa assolutamente candido. Non nascondere cattivi pensieri. Non lo puoi fare, perché Egli è il Governante Interiore (Antaryamin). Egli osserva tutti i tuoi pensieri. Prega per ottenere Misericordia, Purezza, Forza, Pace e Conoscenza. Sicuramente ti saranno dati. Sarai stabilito nel Brahmacharya. Uno studente Yogico dovrebbe astenersi dalla cupidigia. Non dovrebbe ricevere regali lussuosi da nessuno. I doni influenzano la mente di chi li riceve. Queste cinque virtù devono essere praticate in pensieri, parole e azioni, perché non sono semplicemente restrizioni ma veri cambiamenti del carattere, che implicano purezza e forza interiore. Oltre a queste, l’aspirante Yogi dovrebbe anche praticare alcune altre virtù quali: la pulizia del corpo e della mente, l’accontentamento, l’austerità, lo studio di libri religiosi e filosofici e la resa al volere di Dio. Accontentamento non significa soddisfazione, ma volontà di accettare le cose come sono e di viverle al meglio. Austerità come i digiuni occasionali e l’osservanza del silenzio aumentano il potere di tolleranza. Resa al volere di Dio è il considerare ogni lavoro come quello del Signore Supremo, rinunciando a ogni pretesa verso i suoi frutti. Lo studio dei libri religiosi riempie la mente di pietà e di purezza. Una tal rigorosa disciplina etica porta una sensazione di libertà e di elevazione morale. Quando sei sufficientemente avanzato nelle pratiche sopra menzionate, puoi affrontare ogni tentazione chiamando in aiuto puri e pacificanti pensieri. Due cose sono necessarie per ottenere il successo nel controllo mentale: pratica (Abhyasa) e distacco (Vairagya). Devi sforzarti al livello estremo delle tue forze di liberarti da tutti i desideri verso ogni piacere, visto o non visto; questo distacco può essere ottenuto tramite la percezione costante dei mali che vi

si trovano. Il distacco è la rinuncia all’ottenimento. E’ l’avversione al godimento sensuale ora e poi. Il distacco o l’impassibilità è di due tipi; inferiore e superiore. Vijnana Bhikshu distingue i tipi superiore e inferiore di Vairagya nel seguente modo: “La seconda è una repulsione verso le buone cose della vita, ora e poi, causata dall’esperienza che esse non possono essere acquisite o preservate senza grandi difficoltà mentre la loro perdita causa dolore e che la ricerca (di questi piaceri) non è mai libera da sentimenti egoistici. La prima, invece, è basta sulla chiara percezione della differenza esistente tra l’intelligenza e l’oggetto che appare nella sua luce.” Ci sono vari stadi di distacco. La determinazione di astenersi dal godere degli oggetti sensuali rappresenta il primo stadio. Nel secondo stadio, alcuni oggetti perdono il loro charme nei confronti dell’aspirante spirituale mentre egli cerca di distruggere anche le rimanenti attrazioni. Nel terzo stadio i sensi sono controllati, ma una vaga nostalgia per i piaceri sensuali permane nella mente. Nel quarto, l’aspirante perde completamente ogni interesse di sorta negli oggetti esterni. Lo stadio finale è lo stato della più elevata assenza di desiderio. E’ questo tipo di distacco che conferisce allo Yogi tutti i tipi di poteri psichici come l’Onniscienza ecc.. E’ tramite la pratica è il distacco che la fuga del pensiero verso gli oggetti esterni può essere controllato. La mera indifferenza non servirà allo scopo. Anche la pratica è necessaria. Ricordare sempre Dio; anche questo è pratica. Il Signore Krishna dice ad Arjuna riferendosi alla pratica di controllare la mente: “ Abbandonando senza riserva ogni desiderio nato dall’immaginazione della mente, piegando verso l’interno gli aggregati dei sensi da ogni lato, gradualmente che ottenga tranquillità per mezzo della Ragione governata dalla stabilità; avendo reso il Sè la dimora della mente, che egli non pensi a niente. Tanto la mente instabile e vacillante si allontana all’esterno quanto, conducendola indietro, la porti egli sotto il controllo del Sè”. (Bhagavad Gita: VI-21,25,26). Il suono e altri oggetti fanno vagabondare la mente lontano. La mente è trascinata verso gli oggetti esterni dalla forza del desiderio. Convincendosi dell’illusorietà degli oggetti dei sensi tramite un indagine sulla loro natura e coltivando indifferenza verso gli oggetti mondani, la mente può essere controllata e riportata al Sè per dimorarvi finalmente. In virtù di questa pratica dello Yoga, la mente dello Yogi raggiunge la pace nel Sè. La pratica consiste nella costante ripetizione della stessa idea o pensiero a proposito di qualsiasi oggetto. Tramite la riflessione costante e l’esercizio della forza di volontà, si dovrebbero dare impressioni alla mente subconscia di non cercare piaceri nel mutevole mondo fuori, ma in quello immutabile dentro. Dovresti esercitare la massima vigilanza per afferrare le opportunità, quando la mente si sofferma sugli oggetti dei sensi, per suggerirle nuovi significati ed interpretazioni e farle così cambiare la sua attitudine nei loro confronti in vista della sua definitiva ritirata da essi. Questo è chiamato pratica. La caratteristica principale della mente nello stato di veglia è di avere qualche oggetto su cui soffermarsi. Non può mai rimanere bianca. Può concentrarsi su un oggetto alla volta. Cambia costantemente i suoi obiettivi e così è agitata. E’ impetuosa, forte e difficile da piegare. E’ difficile da piegare tanto quanto il vento. Questo è il motivo per cui Maharishi Patanjali dice che la pratica deve essere stabile e continua e che si deve estendere lungo un considerevole arco di tempo, e che deve essere intrapresa con fede perfetta nei suoi rigeneranti e elevanti poteri. Non devi mostrare alcun sintomo di pigrizia in nessuno stadio della pratica. Il controllo non viene in un giorno ma nel corso di una lunga e continua pratica sostenuta da zelo ed entusiasmo. Il progresso nello Yoga può essere solo graduale. Molte persone abbandonano la pratica della concentrazione dopo un certo tempo, quando non vedono alcuna prospettiva tangibile di ottenere poteri psichici. Diventano impazienti. Fanno poco e si aspettano tanto. Questo è male. Condurre una qualsiasi pratica a spizzichi e bocconi non porterà il frutto desiderato. L’esperienza diretta è il goal della vita. Nonostante lo sforzo o la pratica siano dolorosi all’inizio, essi porteranno Suprema Gioia alla fine. Il Signore Krishna dice ad Arjuna: “La Suprema Gioia appartiene a questo
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Yogi, la cui mente è calma, la cui natura passionale è controllata, che è senza macchia, e che è della natura dell’eterno.” (Bhagavad-Gita: Ch. VI-27). Controlla i tuoi sensi. Calma la mente. Arresta il ribollire dei pensieri. Fissa la mente nel loto del cuore. Concentrati. Medita. RealizzaLo intuitivamente in questo stesso secondo e godi la Beatitudine del Sé. Abbi ferma e incrollabile fede nell’esistenza di Dio, il supremo, immortale, Principio intelligente o Essenza o Substrato che esiste nei tre periodi del tempo - passato, presente e futuro. Egli non possiede inizio, mezzo né fine. Egli è Sat-Chit-Ananda (Assoluta Esistenza, Assoluta Conoscenza, Assoluta Beatitudine). O uomo ignorante! Perchè cerchi vanamente la felicità nei deperibili oggetti esterni del mondo condizionato da tempo, spazio e causa? Non hai pace mentale. I tuoi desideri non sono mai pienamente gratificati. Puoi ammassare ricchezze sconfinate, concepire meravigliosi bambini, guadagnare titoli, onori, nome, fama, potere, notorietà e tutto ciò che vuoi, e ciò nonostante la tua mente è irrequieta. Non possiedi alcuna reale, duratura felicità. Per tanto non dimenticare mai da questo momento in poi che questa sensazione di pienezza o di eterna soddisfazione può essere ottenuta in Dio realizzandoLo tramite la costante pratica dell’auto-controllo, purezza, concentrazione, meditazione e pratica dello Yoga. Vi è irrequietezza ovunque. Egoismo, avidità, gelosia e lussuria compiono un inimmaginabile scempio in ogni cuore. Lotte, schermaglie, infimi litigi stanno inquinando l’atmosfera del mondo e stanno creando discordia, disarmonia e confusione. La sirena è suonata e gli eserciti marciano verso il campo di battaglia per distruggere i nemici. Una nazione muove guerra ad un’altra nazione per acquisire maggiori domini e potere. Fianco a fianco di queste sanguinose guerre, anche il movimento per l’armonia e la pace sta lavorando, per l’eradicazione della più grave ignoranza, che è la causa alla radice di tutte le sofferenze umane, e per la disseminazione della Conoscenza Divina. La più grande necessità del mondo d’oggi è il messaggio dell’amore. Accendi la luce dell’amore per primo nel tuo stesso cuore. Ama tutti. Includi tutte le creature nel caldo abbraccio del tuo amore. Le nazioni possono essere unite solo attraverso l’amore puro. Si può porre fine alle guerre mondiali solo tramite l’amore. La Lega delle Nazioni non può fare molto. L’amore è una misteriosa colla divina che unisce il cuore di tutti. E’ un balsamo magico di elevatissima potenza. Carica ogni azione con puro amore. Uccidi la falsità, la bramosia, la disonestà e l’egoismo. E’ estremamente crudele togliere la vita agli altri usando gas velenosi. Questo è un crimine capitale. Lo scienziato che produce il gas in laboratorio non può fuggire senza essere punito per questo crimine dal grande Signore. Non dimenticare il Giorno del Giudizio. Cosa direte al Signore, o voi mortali, che correte dietro il potere, i dominii e le ricchezze? Abbi una coscienza pulita e puro amore. Veramente entrerai nel Regno di Dio. Com’è misterioso l’universo! Come sono misteriose le azioni silenziose del Potere invisibile, che spinge da un lato persone passionali a muovere guerra e dall’altro persone pie a disseminare Conoscenza Divina e portare pace e felicità alla sofferente umanità intera! Il desiderio è il vero nemico della pace. L’inquietudine è alimentata dal desiderio come il fuoco è alimentato dall’olio. Nello Yoga Vasishtha troverai il Saggio Vasishtha dire al suo regale discepolo Rama: “ O migliore tra gli intelletti! L’obliterazione del desiderio latente, la Gnosi, e la dissoluzione della mente, se tentate simultaneamente per un sufficiente lasso di tempo, conferiscono i frutti desiderati”. Anche il Signore Krishna dice al suo discepolo regale Arjuna, sul campo di battaglia Kurukshetra: “E’ il desiderio, è l’ira, nato dalla qualità della mobilità; che tutto consuma, che tutto inquina; conosci questo come il nostro nemico, qui, sulla terra. Come una fiamma è avvolta dal
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fumo, come uno specchio è ricoperto di polvere, un embrione dall’amnios; così vi è avvolta la saggezza. Avvolta è la saggezza da questo costante nemico del saggio nella forma di desiderio che è insaziabile come una fiamma. Dominando per primi i sensi, annienta tu, dalle armi potenti, il nemico nella forma del desiderio, distruttivo di saggezza e conoscenza.” Swami Vidyaranya Sarasvati, il rinomato autore di “Panchadasi” and “Jivanmukti-Viveka” dice: “Fintantoché questi tre (obliterazione del desiderio latente, Gnosi e dissoluzione della mente) non sono propriamente tentati ripetutamente, lo stato di Jivanmukti (liberazione in questa vita) non può essere realizzato, perfino dopo centinaia di anni. Quando la mente è dissolta, e non c’è sensazione di alcuna causa esteriore che può pienamente destare le impressioni mentali, il desiderio latente svanisce. Quando il desiderio latente svanisce, e non rimane alcuna causa per quel funzionamento della mente che chiamiamo lussuria, rabbia, ecc, anche la mente è dissolta. Quando la mente è annientata, sorgerà la Gnosi. Le Scritture Hindu sostengono: “Solo la mente è, per l’uomo, la causa della schiavitù o della liberazione; persa nei godimenti, conduce a schiavitù; liberata da ogni scopo, conduce alla liberazione. Poiché la mente liberata da ogni scopo conduce alla liberazione, colui che desidera la liberazione o il successo nel cammino dello Yoga deve sempre cercare di spazzare via lo scopo dal piano della mente. Quando ogni connessione con gli oggetti dei sensi è stata recisa dalla mente, e questa viene confinata nella luce del cuore, essa finalmente si trova nell’Estasi, e si dice che abbia raggiunto il punto culminante. Bisognerebbe prevenire la mente dal funzionare fino a che la sua dissoluzione nel cuore non sia avvenuta; questa è Gnosi, questa è concentrazione; il resto è mera logomachia. Si potrebbe descrivere il desiderio come la bramosia per le cose; che sviluppa una tale padronanza sulla mente da precludere perfino indagini sugli antecedenti delle cose desiderate e sulle loro conseguenze. L’uomo diventa immediatamente ciò in cui si identifica per forza del potente e profondo attaccamento, e perde memoria di qualsiasi altra cosa nell’atto di esaudire il suo desiderio. Così, l’uomo, sottomesso dal desiderio, puntando gli occhi e da ogni parte e su ogni oggetto, viene illuso dalla convinzione che si tratti di cose vere. A causa della perdita di controllo l’uomo percepisce attraverso occhi annebbiati in questo modo allucinato, come una persona sotto l’influenza di un forte intossicante. Come pensi, così diventi. Pensa di essere un giudice della Corte Suprema; giudice della Corte Suprema diverrai. Pensa di essere il monarca del mondo intero; il monarca del mondo intero diverrai. Pensa che sei un grande insegnante; un grande insegnante diverrai. Pensa di essere povero e debole; povero e debole diverrai. Pensa di essere Dio, o l’Atman o Brahman; Dio, Atman o Brahman diverrai. L’intero universo è dominato da questa meravigliosa Legge della Natura. Pensa sempre correttamente e agisci correttamente. Non tentare mai di arraffare la proprietà degli altri. Non invidiare mai i tuoi vicini. Coltiva pensieri nobili e sublimi. Abbi autostima suprema e coraggio. Qualunque cosa tu faccia, fallo con la volontà di riuscire. Avrai successo sempre, in tutte le tue imprese. Il successo è tuo. Non conoscerai fallimento. Questo è il segreto Sovrano. Medita su questo Segreto giornalmente nella mattina per un po’ e godi della Beatitudine del Sè. Nei Vishnupurana troverai: “Se lo sciocco illuso ama il corpo, un mero ammasso di carne, sangue, pus, feci, urine, muscoli, grasso e ossa, veramente sta amando l’inferno stesso! Per colui che non è disgustato dell’offensiva puzza del suo stesso corpo, quale ulteriore argomentazione si può addurre in favore del distacco?” E’ un fatto ben noto che il godimento non può soddisfare il desiderio. Al contrario, peggiora il desiderio e rende l’uomo ancora più irrequieto. La causa alla radice di tutte le sofferenze e le
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miserie umane è l’anelare ai piaceri mondani. Più sei attratto da questi piaceri sensuali più sei infelice. I desideri crescono anche quando non vengono esauditi. Non potrai mai essere felice fintantoché esiste in te l’anelito per i piaceri. Il desiderio nasce dall’ignoranza (Avidya). L’attaccamento, l’anelare e il preferire sono i componenti del desiderio. Non adoperarti per esaudire i desideri. Fai del tuo meglio per cercare di ridurre i tuoi desideri. Ritira il carburante della gratificazione. Allora il fuoco del desiderio si estinguerà da sé. Proprio come la lampada senza ghi si spegne quando il ghi non vi viene più riversato, così il fuoco del desiderio morirà quando il carburante della gratificazione non vi verrà più riversato. Se l’attaccamento è sradicato, allora l’anelito e la preferenza verso gli oggetti moriranno da sé. L’uomo commette vari tipi di peccati e ferisce gli altri quando si sforza di ottenere l’oggetto desiderato. Egli deve cogliere il frutto delle sue azioni; per questo è trascinato ancora e ancora in questo cerchio di nascite e morti. Se aumenti di un oggetto la lista dei tuoi possedimenti o aspettative, anche il desiderio aumenta dieci volte. Più oggetti mondani possiedi, più distante sei da Dio. La tua mente starà costantemente pensando e pianificando su come ottenere e proteggere gli oggetti desiderati, come guadagnare tonnellate di soldi e metterli al sicuro. Se l’oggetto acquisito viene perduto, la tua mente ne viene completamente scossa. Preoccupazioni, tensioni, ansietà e ogni sorta di tormento mentale aumenta con l’acquisizione degli oggetti. Indubbiamente è doloroso guadagnare soldi. E’ ancora più doloroso tenere i soldi che si sono guadagnati. E’ perfino più doloroso quando i soldi si riducono. Ed è estremamente doloroso, se tutti soldi vengono persi. I soldi sono la dimora di ogni sorta di dolore. Questo è il motivo per cui in India un Sadhu o un Sannyasin non possiede niente. Nella sua grande visione, non possiede neanche il suo corpo. Egli costantemente ripete: “Il corpo non è mio; io non sono corpo.” Un vero Sannyasin è colui che sente: “sono senza corpo.” Questi Sannyasin conducono una vita di perfetta equanimità e spietata rinuncia. La rinuncia porta con sé Pace suprema. E’ molto difficile divenire assolutamente privi di desideri. Soltanto un saggio liberato o uno Yogi pienamente sviluppato è completamente libero dalle tracce del desiderio, perchè ha completamente annichilito la mente e gode della Beatitudine suprema del Sè interiore. Come può sorgere il desiderio in colui che è immerso nell’oceano di Beatitudine Divina? Un neofita sul sentiero spirituale dovrebbe intrattenere nobili desideri. Dovrebbe impegnarsi in azioni virtuose e sviluppare un desiderio intenso di liberazione. Al fine di raggiungere il suo scopo dovrebbe studiare le Sacre Scritture regolarmente e sistematicamente. Dovrebbe mettersi in condizione di godere della compagnia dei saggi. Dovrebbe praticare la giusta condotta, il giusto pensiero, il giusto parlare e la giusta azione. Dovrebbe regolarmente praticare la meditazione. Poco a poco tutti i vecchi viziosi desideri e gli aneliti sensuali e le propensità malvagie svaniranno. O Saumya! Conduci una vita di puro accontentamento. L’accontentamento è la beatitudine della vita. La fresca acqua nettarea dell’accontentamento estinguerà velocemente il fuoco del desiderio. L’accontentamento è la sentinella capo che vigila senza tregua sul dominio di Pace del Regno di Dio. I vecchi desideri sottomessi ricorrono, persistono e resistono. Essi proclamano: “ O uomo ingrato! Mi hai dato rifugio nella tua mente per tutto il tempo. Hai goduto di vari oggetti nel mondo unicamente tramite me. Se non ci fosse il desiderio di mangiare e di bere, come potresti godere del cibo e delle bevande? Se non ci fosse desiderio di rapporto sessuale, come potresti godere di una donna? Perchè sei così crudele nei miei confronti adesso? Ho ogni diritto di vivere in questa dimora della tua mente. Fai quel che ti pare.” Ma non dovresti lasciarti minimamente scoraggiare da queste minacce. Tutti i desideri saranno gradualmente assottigliati tramite la meditazione e lo Yoga. Alla
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fine periranno in toto al di là di ogni possibile resurrezione. Una mente forte ha influenza su una mente debole. La mente influenza il corpo fisico. La mente agisce sulla materia. La mente porta la schiavitù. La mente porta la liberazione. La mente è il diavolo. La mente è il tuo miglior amico. La mente è il tuo Guru (Precettore Spirituale). Dovrai domare la tua mente. Dovrai disciplinare la tua mente. Dovrai controllare la tua mente. Ecco quello che devi fare. Studia le tue sensazioni e le tue emozioni. Separati da queste sensazioni ed emozioni. Analizzale. Dissezionale. Non identificarti con queste sensazioni ed emozioni. Separati da queste sensazioni ed emozioni. Ergiti come un silente testimone. L’identificazione con queste sensazioni e queste emozioni è la causa della schiavitù e della miseria. La rabbia è una modificazione del desiderio nella mente. Non esiste modificazione del Se, il vero “io” o Atman. Un uomo mondano si identifica con la rabbia e così diviene miserabile. Questa è solo ignoranza. Il corpo e la mente sono tuoi strumenti di crescita ed evoluzione. Identificati col grande “io” infinito utilizzando questi due strumenti e diventa il padrone della tua mente e del tuo corpo. Sei tu il pilota di questa turbina - corpo e mente. Rivendica il tuo diritto di nascita e sii libero, bambino mio. Comprendi i trucchi di questa mente dispettosa. Ha giocato con te già abbastanza. Sviluppa la completa padronanza su di essa. Puoi farlo facilmente tramite la pratica dello Yoga. Osserva e frantuma e spezza i pensieri non appena essi emergono dalla mente. Uccidili: morti all’istante. Se lo trovi difficile, diventa indifferente; non dar loro attenzione. Consenti loro di assumere la propria forma. Presto moriranno da soli. Oppure puoi a volte frantumare i pensieri e quando ti stanchi di farlo puoi adottare il metodo di rimanere indifferente. L’ultimo metodo è più facile. Se leghi una scimmia a un palo, diverrà ancora più turbolenta, se invece le consenti di vagare secondo la sua volontà e piacere non sarà così turbolenta. Perciò vari tipi di cattivi pensieri entrano nella mente dei neofiti quando praticano la concentrazione. Ma non devono allarmarsi inutilmente. Se trovi difficile concentrare la mente in un punto, permettile di saltellare per un po’ come una scimmia. Non lottare con la mente. Si stancherà velocemente e allora attenderà obbediente i tuoi ordini. Adesso la puoi controllare facilmente. Liberati dalla tirannia della mente. Ti ha tormentato spietatamente per lungo tempo. Le hai permesso di indulgere nei piaceri sensuali e di fare come voleva. Adesso è giunto il tempo di domarla proprio come domeresti un cavallo selvaggio. Sii paziente e perseverante. Pratica quotidianamente il non pensiero o l’inibizione dei pensieri. L’impresa potrebbe essere difficile all’inizio. Sarà in realtà disgustosa e stancante, ma la ricompensa è grande. Coglierai Immortalità, Gioia Suprema Pace Eterna e Infinita Beatitudine. Perciò, pratica diligentemente nella completa sincerità. Ne vale la pena. Stai allerta. Se sei sincero nel tuo desiderio e forte nella tua decisione niente sotto il sole è impossibile da raggiungere. Niente può ostacolare la tua strada. Se fallisci nel tentativo, non essere scoraggiato. Ricorda la storia mozzafiato della terribile lotta tra Ercole e il gigante prodigioso. Nel corso dei suoi viaggi in cerca di avventure, Ercole si imbattè in un mostro che era stato così meravigliosamente creato dalla natura che ogni volta che toccava terra diventava dieci volte più forte. Ricordando dentro di te questo episodio otterrai forza interiore e coraggio. Sei destinato al successo. Realizza che non sei né corpo né mente, che non eri mai nato né che mai morirai, che sei invincibile, che niente al mondo può ferirti, che sei il Sole attorno al quale ruota l’intero universo. L’intera conoscenza è custodita nelle camere del tuo cuore. Procurati le chiavi e dischiudi le porte della Conoscenza. Lo Yoga è la Chiave. Otterrai pace inalterabile, meraviglioso autocontrollo e tremenda forza di volontà. Guarda! Là sulle rive del sacro Gange a Rishikesh, Himalaya, un Saggio, un Paramahamsa Sannyasin di ottanta estati, dai lustri occhi, volto sereno, personalità magnetica, chiara carnagione siede coperto unicamente da un perizoma. Dietro di lui c’è una piccola capanna di paglia sotto un
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albero. Nella capanna troverai una piccolo orcio (Kamandalu) per l’acqua e un bastone comune. Questi sono tutti i suoi effetti personali. Egli siede sempre là, in un sentimento di contemplazione. Non parla mai, né ride, ma occasionalmente annuisce con la sua testa rotonda e sorride gentilmente. Non si muove mai dal posto. Non è influenzato dal caldo dell’estate o dal freddo pungente dell’inverno. Non usa mai coperte, no, nemmeno d’inverno. Che meravigliosa resistenza! Egli vive solo di un po’ di latte e frutta. Il suo cuore è pieno di purezza, misericordia, compassione, simpatia e amore! Persone provenienti da varie parti del paese accorrono a lui a centinaia e a migliaia in stagione e fuori stagione con fiori e frutti nelle loro mani, si prostrano ai suoi Santi Piedi, lo adorano con le loro offerte e lasciano il posto con le sue pronte benedizioni. Non parla mai, ma tutti i dubbi sono chiariti meramente dalla sua presenza. Le persone dimenticano il mondo, le loro famiglie, i loro figli. Esse si bagnano nella sua aura magnetica. Tale è la benigna influenza di un saggio liberato che è veramente un faro per il mondo intero. Adesso c’è un uomo che vive nella più caotica parte della città. Guadagna un grasso salario. Spende la metà del suo introito nel gioco d’azzardo e nel bere. L’altra metà se ne va in cinema e prostitute. Mangia pesce, carne e fuma molto. Ogni mese contrae debiti e trova sempre più difficile andare in pari. Non apprezza i saggi e i santi. Non ha fede in Dio o nelle scritture. E’ molto crudele. Frequenta sale da ballo e teatri, va a letto ale 2 del mattino e si alza alle 9. Dimostra un volto rovinato dalle preoccupazioni perfino nonostante appaia in costosi abiti di seta. E’ sempre tetro e depresso. Il suo cuore è riempito di lussuria, rabbia, avidità, vanità, ipocrisia ed egoismo. Compara per un momento la vita di quest’uomo con quella del magnanimo saggio dell’Himalaya! Sono poli opposti. L’uno è un uomo di Dio, l’altro è un uomo-bruto. Ma se l’uomo-bruto cerca la compagnia dell’uomo di Dio si libererà senz’altro delle sue vecchie sporche abitudini. Proprio come il ferro è trasformato in oro dal contatto con la pietra filosofale, così il bruto verrà radicalmente cambiato in un vero santo poco a poco dal costante contatto con uno Yogi sviluppato. Mio buon amico! Annienta questo serpente dell’ignoranza senza pietà. Acquisisci Conoscenza del Sé: questo porterà la tua Libertà o Liberazione. L’ignoranza è il tuo nemico più letale. Ha saccheggiato il Gioiello di Saggezza per lunghe ere. Ergiti al di sopra delle tentazioni di questo piccolo mondo. Questo mondo è uno show di cinque minuti diretto dal giocoliere Maya, la mente. Attenzione. Non lasciarti intrappolare. Soldi, donne, potere, nome, fama-queste sono le esche viventi di Maya. Coloro che non sono caduti vittima di queste esche illusorie giungeranno sicuramente all’altra sponda di immortalità e assenza di paura- la riva al di là delle tenebre dove è gioia perenne ed eterna luce. Raggiungi questa riva per mezzo di lotta infaticabile, rigida disciplina e rigorosa pratica dello Yoga. Dalla condizione della tua mente, dai tuoi sentimenti e condotta, puoi ben comprendere la natura delle tue azioni nelle tue vite precedenti e puoi annullare o neutralizzare gli effetti di cattive azioni compiendo buone azioni, Tapas, disciplina e meditazione. Cerca di condurre una vita di nonattaccamento. Disciplina la tua mente con attenzione. Nessuno è libero da dolori, malattie, problemi, difficoltà. Dovrai riposare nella tua natura divina. Solo allora attrarrai la forza per affrontare le difficoltà della vita. Solo allora avrai una mente bilanciata. Solo allora non sarai affetto dalle morbili influenze esterne e da vibrazioni discordanti. Meditare regolarmente nel mattino ti conferirà nuova forza e vita interiore di gioia e beatitudine. Pratica la meditazione. Avverti questa gioia e beatitudine nonostante le tue condizioni tempestose e le circostanze avverse. Gradualmente crescerai spiritualmente. Otterrai l’autorealizzazione. Abbandona questa politica mangia-bevi-e-sii-felice. Guarda sempre in alto e in avanti. Abbi un ideale di fronte a te. Vivi alla sua altezza ad ogni costo. Puoi diventare grande come chiunque altro. Abbandona questo complesso di inferiorità. Abbandona anche il complesso di superiorità. L’idea di inferiorità e quella di superiorità sono nate dall’ignoranza. Il complesso di inferiorità genererà timori. Il complesso di superiorità genererà orgoglio e vanità. Accendi l’interruttore della Luce
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eterna nelle camere più profonde del tuo cuore. Mantieni la Fiamma Divina, che bruci stabilmente. Nutrila regolarmente. Lanciati anima e corpo in pratiche spirituali. Non sprecare un singolo minuto. Sii persistente e metodico nella tua sadhana. Schiera abilmente e con potenza tutte le tue forze proprio come il Generale Supremo dell’esercito schiera gli eserciti sul campo di battaglia. Tutte le miserie si scioglieranno via presto. Brillerai come un glorioso jivanmukta nella più elevata realizzazione. Tutte le sensazioni di separazione, distinzione, dualità e differenza svaniranno dalla tua vista. Sentirai unione e unità ovunque. Sentirai che non esiste nient’altro che Brahman o Dio. Con quale magnanima visione sei benedetto. Quale stato esaltato, quale sublime, stupenda , elevante esperienza sarà tua! Sarai intontito. Questo stato è indescrivibile. Ne devi fare esperienza tramite diretta percezione interiore. Pratica giornalmente l’introspezione ed esamina i vari angoli e anfratti del tuo cuore. La mente è molto diplomatica e ingannevole. L’ego terrà molti desideri da parte, in attesa di una segreta gratificazione. Molti desideri si acquatteranno nella tua mente. E’ difficile individuarne la presenza. Aspiranti gonfi di erudizione scolare e qualche potere (Siddhi) non possono rintracciare la presenza di queste correnti sotterranee di desiderio nelle loro menti. Si atteggiano a grandi Yogi, fanno lezioni in diversi luoghi del mondo, costruiscono Ashram e fanno discepoli donne. Ciononostante, si dovrebbe ammettere, i loro discorsi non producono alcuna profonda impressione nella mente di chi li ascolta. Questi discorsi sono come pallottole vuote. I desideri segreti attaccano lo studente di Yoga senza pietà, ogniqualvolta un’occasione adeguata si presenta, e distruggono tutte le sue nobili qualità e i suoi sublimi ideali. Essi balzano sullo studente di Yoga con tale vendetta e raddoppiato vigore che portano senza speranza una caduta che non ha paralleli. Coloro che hanno un puro, sottile, intelletto, che ricordano Dio sempre, che sono assetati della comunione con Lui, che praticano giornalmente l’introspezione, l’autoanalisi e la meditazione, saranno capaci di individuare la presenza di desideri in agguato, non altri. Colui che ha abbandonato ogni desiderio, che è libero da ogni aspettativa, attiene infinita pace. Egli gode della suprema felicità. Meno sono i desideri, maggiore è la felicità. Quello Yogi senza desideri che vaga per il mondo con solo un perizoma e una coperta è l’uomo più felice nei tre mondi. L’egoismo è un attributo negativo della mente inferiore. E’ una modificazione del desiderio che emerge in una mente piena di passione. E’ il primogenito dell’ignoranza o della non discriminazione. E’ il più grande ostacolo nel cammino dello Yoga. E’ il calvario della vita. Contrae il cuore all’infinito e identifica l’idea di separazione dagli altri. L’egoismo va mano nella mano con l’ipocrisia, la vanità, la miseria, l’imbroglio, la disonestà e l’orgoglio. Come eradicare questo egoismo? La risposta è piuttosto semplice. Servizio disinteressato in una forma o nell’altra, coltivare le qualità delle virtù opposte quali nobiltà, magnanimità, essere disinteressati, integrità, generosità, natura caritatevole, pietà e amore universale-tutte queste lastricheranno una lunga via nell’eradicazione della malattia critica, il nemico mortale della pace e dello Yoga. Il positivo è più potente del negativo. Questo è un detto infallibile nello Yoga. Per riassumere i fondamentali requisiti per la pratica dello Yoga: dovresti essere assolutamente senza paura, avere cura di ogni creatura che respira, rispetto per la verità, continenza, dovresti non essere avido, vivere una vita di accontentamento, austerità, senza rabbia né ipocrisia. L’eccellenza morale non è il goal finale della vita ma è solo un mezzo per quel fine. Quando uno Yogi è stabilito in queste virtù, ottiene alcuni poteri come l’efficacia della parola, l’arrivo non ricercato di ricchezze, il vigore nel corpo e e nella mente, la partecipazione chiara e lucida agli eventi della vita, chiarezza di pensiero, fermezza dell’attenzione, controllo dei sensi, gioia immensa ed intuizione. Amato Sè immortale. Osserva il voto del silenzio. Mantieni la mente pienamente occupata. Siedi nella tua Asana preferita e pratica regolarmente meditazione. Canta i Nomi del Signore. Gira i grani (del rosario). Studia le scritture. Pratica il celibato o sii molto, molto moderato nell’atto sessuale.

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Prendi mandorle e zucchero candito tutti i giorni7. Non consultare i dottori. Allontana la mente dal corpo. Sii sempre allegro. Sorridi, fischietta, ridi, danza in gioia e in estasi. Pensa a Dio e medita su di Lui con vera devozione e sentimento e immergiti in Lui. Questo è il goal della vita. Lo hai raggiunto dopo una lunga e continuata lotta durata alcuni anni con zelo ed entusiasmo. Sei diventato un Jivanmukta (anima liberata in vita). Alleluia, alleluia a te, o mille alleluia, bambino mio.

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Lascia in ammollo dieci-dodici mandorle per una notte. Il giorno dopo pelale e mangiale insieme allo zucchero candito. 17

Lezione IV DIETAYOGICA Una dieta che conduca alla pratica dello Yoga e al progresso spirituale è chiamata dieta Yogica. La dieta ha una connessione intima con la mente. La mente si forma dalla parte più sottile del cibo. Il Saggio Uddalaka così istruisce suo figlio Svetaketu: “Il cibo, quando consumato duventa di tre tipi: la parte grossolana diviene escrementi, quella intermedia carne e quella più fine la mente. Figlio mio, quando il latte irrancidito è frullato, le sue particelle più fini affiorano per formare il burro. Così, bambino mio, quando il cibo è consumato, le sue particelle sottili che affiorano formano la mente. Pertanto in verità la mente è cibo.” Nella Chandogya Upanishad troverai: “Per la purezza del cibo uno purifica la propria natura interiore; attraverso la purificazione della propria natura interiore si acquisisce certamente la memoria del Sè, e tramite l’ottenimento della memoria del Sè, tutti i legami e gli attaccamenti vengono recisi. La dieta è di tre tipi; esiste la dieta Sattvica, la dieta Rajasica e la dieta Tamasica. Latte, farina, mais, cereali, burro, formaggio, patate, miele, datteri, frutta, mandorle e zucchero candito8 sono tutti articoli alimentari Sattvici. Rendono la mente pura e calma. Pesce, uova, carne, sale, chilli e asafetida sono articoli Rajasici. Eccitano la passione. Carne, vino, aglio, cipolla e tabacco sono articoli Tamsici. Riempiono la mente di rabbia, tenebre ed inerzia. Il Signore Krishna dice ad Arjuna: “Il cibo che è caro a ciascuno è di tre tipi. Ascolta le distinzioni tra di essi. Gli Alimenti che aumentano la vitalità, l’energia, il vigore, la salute e la gioia, e che sono deliziosi, delicati, sostanziosi e appetitosi sono cari al puro. Il passionale desidera cibi che sono amari, aspri, salati, eccessivamente piccanti, pungenti, asciutti e brucianti e che producono dolore, sofferenza e malattia. Il cibo stantio, sciapo, putrido e andato a male, i resti e le cose impure sono cari al Tamasico (Bhagavad-Gita. Ch. VII-8, 9, 10). Il cibo gioca un ruolo importante nella meditazione. Cibi diversi producono diversi effetti su differenti compartimenti del cervello. Ai fini della meditazione il cibo dovrebbe essere leggero, nutriente e Sattvico. Latte, frutta, mandorle, burro, zucchero candito, lenticchie verdi, lenticchie Bengali lasciate in ammollo per una notte, pane, ecc, sono tutti di grande aiuto nella meditazione. La Thed (un tipo di radice abbondantemente disponibile nelle regioni Himalayane) è molto Sattvica. Lo zucchero e il tè dovrebbero essere usati con moderazione. E’ meglio, se puoi rinunciarvi completamente. La polvere di ginger può essere mescolata al latte e assunta frequentemente. Gli Yogi indiani amano molto questa bevanda. Un’altro alimento che conferisce salute è il mirobalano della varietà gialla che può essere masticato di quando in quando. Nel Vagabatha è rappresentato come superiore perfino ad una madre premurosa. Si prende cura del corpo meglio di una madre. Una madre si può irritare col suo bambino, a volte, ma il mirobalano mantiene sempre un temperamento equilibrato ed è gioioso ed entusiasta nell’curarsi del benessere degli esseri umani. Preserva il seme e arresta le emissioni notturne. Anche le patate, bollite senza sale o cotte sul fuoco, sono un cibo eccellente per i praticanti. Un principiante deve essere molto attento nello scegliere alimenti di natura Sattvica. Il cibo esercita un’influenza tremendamente vasta sulla mente. Lo puoi vedere palesemente nella vita di ogni giorno. E’ molto difficile controllare la mente dopo un pasto pesante, indigesto e ricco. La mente corre, vaga e salta come una scimmia tutto il tempo. L’alcohol causa una grande eccitazione della mente.

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Lascia dieci o dodici mandorle in ammollo in acqua fredda per una notte. Il giorno dopo sbucciale e mangiale con lo zucchero candito.

Evoluzione è meglio di rivoluzione. Non dovresti fare cambiamenti improvvisi, in niente, particolarmente in tutto quanto riguarda il cibo e le bevande. Che il cambiamento sia lento e graduale. Il sistema dovrebbe abituarvisi senza problemi. Natur non agit per saltum (la natura non si muove tramite salti). Il cibo è solo una massa di energia. Anche l’acqua e l’aria forniscono energia al corpo. Puoi vivere senza cibo per molti giorni, ma non puoi vivere senz’aria nemmeno per pochi minuti. L’ossigeno è perfino più importante. Ciò che è necessario per nutrire il corpo è l’energia. Se puoi fornire questa energia tramite altri mezzi, puoi fare interamente a meno del cibo. Gli Yogi vivono senza cibo bevendo nettare. Il nettare scorre attraverso un buco nel palato. Gocciolando nutre il corpo. Uno Jnani può attingere energia direttamente dalla sua pura, irresistibile volontà e sostenere il corpo senza alcun tipo di cibo. Se conosci il processo del trarre energia dall’Energia Cosmica, allora puoi mantenere il corpo indefinitivamente a lungo e puoi completamente rinunciare al cibo. Il cibo è di quattro tipi. Ci sono liquidi che sono bevuti, solidi che sono polverizzati dai denti e mangiati, ci sono semi-solidi che sono assimilati leccandoli e ci sono generi alimentari soffici che sono ingoiati senza essere masticati. Tutti gli articoli alimentari dovrebbero essere completamente masticati nella bocca fino ad essere ridotti a liquidi prima di essere ingoiati. Solo allora possono essere prontamente digeriti, assorbiti ed assimilati dal sistema. La dieta dovrebbe essere tale da consentire di mantenere l’efficienza fisica e la buona salute. Il benessere dell’individuo dipende da una perfetta alimentazione più di qualsiasi altra cosa. Vari tipi di malattie intestinali, aumentata suscettibilità alle malattie infettive, carenza di vitalità e di potere di resistenza, rachitismo, scorbuto, anemia o povertà del sangue, beriberi ecc., sono dovute a un’alimentazione errata. Bisognerebbe ricordare che non è tanto il clima che gioca un ruolo chiave nel produrre un corpo sano e forte o uno debole afflitto da un esercito di malattie, ma è il cibo. Un’apprezzabile conoscenza della scienza della dietetica è indispensabile per tutti, specialmente per gli aspiranti spirituali, per mantenere l’efficienza fisica e la buona salute. Gli aspiranti dovrebbero essere in grado di allestire una dieta economica e bilanciata servendosi solo di certi articoli alimentari. Ciò che è necessario è una dieta ben bilanciata, non una dieta ricca. Una dieta ricca produce malattie del fegato, reni e pancreas. Una dieta bilanciata aiuta un uomo a crescere, a compiere più lavoro, aumenta il suo peso corporeo e mantiene elevate l’efficienza e la stamina insieme ad un alto standard di energia e vigore. Sei quello che mangi. Dove possono i Sannyasi in India, vivendo di carità pubblica, accedere ad una dieta ben bilanciata? Ci sono giorni in cui ricevono solo cose pungenti, altri in cui ricevono solo dolci, e in altri ancora solo cose acide. Ma sono in grado di ricevere l’energia necessaria attraverso il potere della meditazione. Questo sistema Yogico unico è sconosciuto alla professione medica e agli scienziati. Ogniqualvolta la mente è concentrata, un’onda divina bagna tuti i tessuti con un elisir divino. Tutte le cellule vengono rinnovate e vivificate. I ghiottoni e gli epicurei non possono neanche sognare di avere successo nello Yoga. Colui che assume una dieta moderata, che ha regolato la sua dieta, può diventare uno Yogi, non altri. Questa è la ragione per la quale il Signore Krishna dice: “ Veramente lo Yoga non è per colui che mangia troppo, né per colui che si astiene dal cibo all’eccesso, non è per colui che dorme troppo, né per colui che è sempre desto, O Arjuna! Lo Yoga estingue ogni dolore per colui che è regolato nel mangiare e nel divertirsi, regolato nell’agire, regolato nel dormire e nel vegliare.”(Bhagavad-Gita: Ch. VI-16-17). Perciò mangia del cibo che sia gradevole e dolce fino a riempire metà dello stomaco; riempi un quarto dello stomaco con acqua e lascia il rimanente quarto vuoto per l’espansione dei gas. Offri l’atto di mangiare al Signore. Questa è la dieta moderata. Tutti gli alimenti putridi, stantii, decomposti, sporchi, cotti due volte, vecchi di un giorno, dovrebbero essere abbandonati. La dieta dovrebbe essere fresca, semplice, leggera, dal sapore

delicato, salubre, facilmente digeribile e nutriente. Colui che vive per mangiare è un peccatore, ma colui che mangia per vivere è veramente un santo. Nella Shiva Samitha è scritto: “Lo Yoga non dovrebbe essere praticato immediatamente dopo un pasto, nemmeno se si è molto affamati; prima di iniziare la pratica del latte e burro possono essere assunti”. Nella Yoga Tattva Upanishad troverai: “L’esperto nello Yoga dovrebbe abbandonare gli elementi di ostacolo alla pratica. Dovrebbe rinunciare a sale, mostarda, alimenti acidi, piccanti, pungenti o mari, asafetida, donne, emaciare il corpo attraverso i digiuni, ecc. Nei periodi iniziali della pratica è prescritto cibo a base di latte e ghi, insieme a cibo ottenuto dalla farina, germogli e riso rosso;si dice che questa dieta favorisca il progresso. Dopo, l’aspirante diviene capace di trattenere il respiro quanto vuole. Tramite questa ritenzione del respiro a volontà, Kevala-Kumbhaka (cessazione del respiro senza inalazione nè esalazione) è ottenuta. Per colui che ha ottenuto Kevala-Kumbhaka, e si è così liberato dall’inalazione e dall’esalazione non vi è più nulla di irraggiungibile nei tre mondi.” Nella Bhikshuka Upanishad troverai : “Paramahamsa come Samavartaka, Aruni, Svetaketu, Jada Bharata, Dattatreya, Suka, Vamadeva, Haritaki e altri, mangiavano otto bocconi e si sforzavano di raggiungere Moksha unicamente tramite il cammino dello Yoga”. Manu, Gesù e Buddha esortavano le persone a trattenersi dall’usare liquori, intossicanti e droghe, poichè essi sono deleteri nei loro effetti. Non è possibile alcun progresso spirituale senza abbandonarli. La maggior parte delle persone si scava la fossa coi propri denti. Nessun riposo è mai dato allo stomaco. Dopotutto, l’uomo ha bisogno di molto poco su questa terra d’abbondanza - qualche fetta di pane, un pò di burro e dell’acqua fresca. Questo sarà ampiamente sufficiente a mantenere la vita. Le persone, al contrario, soffocano il proprio stomaco con ogni sorta di cose, commestibili o immangiabili, a causa della forza dell’abitudine perfino quando non hanno appetito. Questo è molto male. Tutte le malattie nascono dal sovraccarico dello stomaco. La fame è la salsa migliore. Se c’è fame, il cibo può essere ben digerito. Se nn hai appetito, non prendere niente. Che lo stomaco si prenda una piena vacanza. Una varietà di piatti congestiona lo stomaco, induce un appetito capriccioso e rende la lingua fastidiosa. Diventa difficile allora soddisfare la lingua. Pertanto, controlla la lingua per prima: allora tutti gli altri sensi potranno essere facilmente controllati. L’uomo ha inventato così tanti tipi di piatti solo per soddisfare il suo palato, e ha reso la vita complessa e miserabile. Chiama sé stesso un uomo civilizzato quando in realtà è ignorante e allucinato dai sensi. La sua mente si agita quando non può ottenere le sue pietanze abituali in un posto nuovo. E’ vera forza questa? E’ diventato uno schiavo assoluto della sua lingua. Questo è veramente deplorevole. Sii naturale e semplice nel mangiare e nel bere. Moderazione è Yoga. Mangia per vivere e non vivere per mangiare. Segui questa regola d’oro e sii felice. Puoi dedicare più tempo alle pratiche Yoga. Uno studente Yogico che spende il suo tempo completamente in pura meditazione necessita di pochissimo cibo. Una misura, una misura e mezza di latte al giorno e della frutta saranno sufficienti. Ma uno Yogi che ascende la piattaforma del lavoro attivo e vigoroso necessita di abbondante cibo nutriente. La dieta vegetariana è stata acclamata come la più conduciva all’avanzamento spirituale e psichico. E’ stato scoperto che lacarne aumenta le passioni animali e diminuisce le capacità intellettuali. Mentre è vero che le nazioni mangiatrici di carne sono fisicamente attive e forti, altrettanto non si può dire dei loro progressi spirituali. La carne non è per niente necessaria per mantenere salute

perfetta, vigore e vitalità. Al contrario è altamente deleteria per la salute. Porta con sé una schiera di malattie come i vermi intestinali, albuminuria e altre malattie renali. Uccidere animali per ottenerne cibo è un grande peccato. Anziché uccidere l’egoismo e l’idea di “mio”, persone ignoranti uccidono animali innocenti sotto il pretesto del sacrificio alla dea, ma in realtà mirano ad appagare la loro propria lingua o palato. Cge orribili crimini disumani vengono commessi nel nome di Dio e della Religione! Ahimsa (non violenza) è la prima virtù che un aspirante spirituale dovrebbe cercare di possedere. Si dovrebbe riverire la vita. Il Signore Gesù disse: “Benedetti sono i misericordiosi, perchè otterranno misericordia.” Mahavira ha gridato, con voce simile a una tromba:”Tratta ogni essere vivente come te stesso e non fare del male a nessuno.” La legge del Karma è inesorabile, inflessibile, immutabile. Il dolore che infliggi a qualcun’altro rimbalzerà sicuramente su di te e la felicità che irradi tornerà indietro aumentando la tua felicità. Colui che conosce questa legge non ferirà nessuno. Mangiare carne e l’alcolismo sono strettamente alleati. Il desiderio irresistibile di liquore muore di morte naturale quando la carne viene esclusa dalla dieta. Anche il controllo delle nascite è molto difficile nel caso di di coloro che assumono carne. Per loro il controllo della mente è quasi impossibile. Osserva come la tigre mangiatrice di carne e la mucca o l’elefante che vivono di erba verde sono poli opposti. L’una è selvaggia e feroce, gli altri sono calmi e pacifici. La carne ha una influenza diretta sui diversi compartimenti del cervello. Il primo e più importante passo nell’avanzamento spirituale di un aspirante è la rinuncia alla carne. La Luce Divina non discenderà, se lo stomaco è carico di carne. Nelle nazioni forti mangiatrici di carne la mortalità per cancro è molto alta. I Vegetariani si mantengono in buona salute fino all’età anziana. Anche in Occidente i dottori negli ospedali mettono i pazienti in ragime di dieta vegetariana. La convalescenza così è veloce. E’ un segnale incoraggiante vedere che almeno in alcuni paesi Europei stanno spuntando hotel vegetariani in numero incredibile, e non è troppo aspettarsi che nel corso di una decade o due gli Occidentali diventeranno una razza di perosne piuttosto diversa in fatto di cibo, abbigliamento, maniere, abitudini e costumi sociali. Pitagora sembra protestare amaramente quando dice: “Attenti, o mortali, dall’insozzare i vostri corpi con cibo peccaminoso. Vi sono cereali, vi sono frutti che piegano i loro rami dal loro peso, e lussureggiante uva sulle viti. Vi sono dolci vegetali ed erbe che il fuoco può rendere gradevoli e soffici. Nè ti sono negati latte, né miele, fragranza dell’aroma del fiore di timo. La terra prosperosa ti offre un abbondanza di cibo puro e fornisce pasti ottenibili senza il massacro e lo spargimento di sangue. Digiunare è proibito ai praticanti dello Yoga perchè produce debolezza. Ma un digiuno moderato occasionale è altamente benefico. Questo ripara il sistema interamente, dà pace allo stomaco e agli intestini ed elimina l’acido urico. Gli studenti Yoga possono prendere un pasto intero alle 11, una tazza di latte caldo al mattino e mezza misura di latte o un pò di banane cotte (o arance o mele) alla sera con gran vantaggio. Il pasto notturno dovrebbe essere molto leggero. Se lo stomaco è sovraccaricato, sopravverrà il sonno e poiché troppo sonno è dannoso alle pratiche Yogiche non è possibile fare alcun reale progresso nel cammino dello Yoga. Perciò una dieta che consiste di solo latte e frutta è uno splendido menù per tutti i praticanti. Gli aspiranti dovrebbere evitare tutti i narcotici, caffè, tè, alcol e fumo, che stimolano i sensi. I nostri sensi sono comparati a cavalli irrequieti, e diventano incontrollabili tramite l’assunzione di narcotici. Dovresti controllarli astenendoti dall’assumere narcotici. Siamo tutti più o meno schiavi dei nostri sensi e i sensi, a loro volta, sono schiavi dei narcotici. Se veramente desideri intensamente la perfezione, il controllo della mente e il successo nello Yoga, evita questi narcotici con ogni mezzo possibile.

Bolli mezza misura di latte insieme a del riso bollito, ghi e zucchero. Questo è chiamato Charu. E’ un cibo eccellente per i praticanti dello Yoga. Questo è per cena. Mezza misura di latte e qualche frutto saranno sufficienti per la notte. Prova questa prescrizione e dimmi dei benefici che ne hai tratto nella tua Sadhana. Il latte non dovrebbe essere bollito troppo. Dovrebbe essere rimosso dal fuoco nel momento in cui il punto di bollitura è raggiunto. L’eccessiva bollitura distrugge tutti i principi nutrienti e le vitamine e rende il latte non adatto al consumo. Il latte è un cibo ideale per gli aspiranti. E’ un alimento perfetto in se. La dieta a base di frutta esercita una meravigliosa influenza sulla costituzione. E’ una dieta naturale. I frutti sono tremendi produttori di energia. Frutta e latte aiutano la concentrazione e la meditazione. Il grano, la farina. il latte. il ghi e il miele producono longevità della vita e aumentano la potenza e la stamina. I succhi di frutta e l’acqua in cui lo zucchero candito è disciolto sono bevande veramente buone. Il burro misto allo zucchero candito e le mandorle lasciate in ammollo per la notte raffredderanno il sistema. Più d’ogni altra cosa; non fare tanto baccano per la tua dieta. Non hai bisogno di fare pubblicità a nessuno che sei in grado di vivere su una particolare forma di dieta. L’osservanza di tali Niyama (regole) è per il tuo proprio avanzamento nel cammino spirituale e non sarai spiritualmente beneficiato dal fare pubblicità alle tue pratiche. Ci sono molti, al giorno d’oggi, che hanno fatto la loro professione fare soldi e il loro sostentamento tramite l’eecuzione di qualche Yoga Asana, Pranayama, o qualche disciplina alimentare come mangiare solo articoli crudi o foglie o radici. Queste persone non possono fare alcuna vera crescita spirituale. Il goal della vita è la realizzazione del Sé, e gli aspiranti dovrebbero sempre tenere questo a mente e fare intensa Sadhana con zelo e pazienza. Conduci una vita semplice e naturale. Assumi cibo semplice, che sia perfettamente compatibile al tuo sistema. Dovresti avere il tuo menù personale, adatto alla tua costituzione. Tu stesso sei il giudice perfetto per selezionare una dieta Sattvica. In materia di cibo e bevande farai bene a mangiare e a bere come un maestro. Non dovresti provare il minimo desiderio per nessuna dieta particolare. Non dovresti diventare uno schiavo di questo cibo o di quel cibo. Cibi e bevande semplici, naturali, non-stimolanti, che costruiscono i tessuti, che producono energia, non alcolici, manterranno la mente calma e pura e aiuteranno lo studente di Yoga nele sue pratiche e nel raggiungimento del goal della vita.

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