diFrancesco Cravero MariaGrazia Ciravegna

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~U ismo antico e modemo r

31

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l «11 dottore e 11 rrielato», In; G. Baiocchl (a cura dl), 366 scone e ptu., Storie e flebe della sera, Edlbirnbi, MIJano

1996, p. 103.

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cn m e n s l onlnuov~novem1:Jre200 e

~CI(4f tit4iltt( La predica diBenares

Un giorno un uomo si senti cost male ehe la moglie dovette ehiamare il dottore d'urgenza, «Cosa si sente?», gli ehiese 11 medico. «Dei terribili dolori alIa pancial», rispose l'uomo; «Sono tremendi, non resisto piul». «Che eosa ha mangiato a colazione?», si informo aneora il dottore. «Pane bruciatol», disse i1 paziente. «Bene. Allora le prescrivero un rimedio per gli occhi», sentenzio il medico. «Per gli occhi?», esc1amb stupito l'uomo; «Ma cosa centra il mal di panda con gli occhi?». «Mio earn signore», rispose pronto il medico, «se lei ave sse avuto degli occhi buoni, non avtebbe mai

mangiato pane bruciatol» '.

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n pili nota discorso di Buddha, il primo dopo l'illuminazione, somiglia un po' a questa storiella indiana.

Nel racconto, infatti (di per se poco pili di un aneddoto), si riscontrano facilmente i quattro passi tipici della medicina indiana antica: 0 riconoscere la presenza della malattia (in base ai sintomi): 8 individuarne la causa; C) accertarsi che la rimozione della causa comporti la scomparsa dei sintomi; 0 prescrivere la cura vera e propria, Prendendo a prestito questa modena medico, diagnostico e terapeutico, Buddha formula la dottrina delle «Quattro nobili verita», cardine del buddismo: verita sulla sofferenza (0) e sulla sua origine (8), verita sull'estinzione della sofferenza (8) e sulla via che conduce all' estinzione della sofferenza (0).

La distanza, tra il problema (0) e la soluzione proposta dal buddismo (0), non sara dissimile da quella tra «dei terribili dolori alla pan cia» e «un rimedio per gli occhi».

Aspetti contrastanti

Quando un occidentale si accosta al buddismo ed ai suoi testi 2, sperimenta reazioni contrastanti e divergenti.

Da un lata, infatti, sembra di capire e di trovarsi daccordo, anche se qualcosa sfugge. Cost, per esempio, quando un maestro rimprovera ad un discepolo l'inutiltta di interrogarsi sull'illuminazione degli esseri viventi: «A che serve discutere come fanno a diventare illuminati l'erba e gli alberi? [ ... } L'importante e come fai a diventarlo tul». II giudizio e chiaro e condivisibile; in cosa consista e perche vada ricercata l'illuminazione ... un po' meno.

Dall'altro, capita proprio di sentirsi a disagio, disorientati. Come quando si afferma che «la testa di gatto morto» e la cosa pili preziosa al man do ... «perche nessuno pub dime il prezzo»,

b·bliografia

.1 Burlingame (a cura di).

E.W. uddiste, Laterza.. .

parabole b 1995 lforse i\ mlghor

Roma-B~I tto ai testi buddist\1. acces~O Ir~hiOdO. Buddismo.

M. D onza . 2000

.. na BreSCIa

Quenma . , . I buddisffiO

lun'introdU1.lone a

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II no do centrale

Vi sana cinque case che ness un asceta, nessun brahmano, ne un dio, ne Mara, ne Brahma, ne alcun essere al mondo e in grado di fare. Quali sono queste cinque case? Ottenere che chi e soggetto a vecchiaia non invecchi, che chi e soggetto a malattia non si ammali, che chi e soggetto alIa morte non muoia, che chi e soggetto a rovina non cada in rovina, che quanto e soggetto a pass are non passi; ecco Ie case che nessun asceta, nessun brahmano, nessun dio, ne Mara, ne Brahma, ne alcun essere al mondo e in grado di fare (An. guttara-mkaya, III, 60) '.

Niente di nuovo sotto il sole Ecco il morbo, ecco riconosciuta la presenza della malattia, esemplificata nelle cinque case che nessuno al mondo e in grado di fare.

Non si tratta della teodicea, del «problema del male» cosi come posto e pensato in Occidente (perche il male? da dove viene? S1 Deus, unde malum?), rna di un malessere diffuse, di un dis agio esistenziale legato

2 Gli esernpl a sequtre sene trattl da: N. Senzakl, P. Reps (a cura dl), lOlstorie Zen, Adelphi, Milano 1973, pp. 58-59; 8J.-82.

3 Cit. in: M. D'Onza Chiodo, Buddlsrno, Ouertnlana, Brescia 2000, pp. 54-55.

33

4 Cit. in: M. Fllade, Storia delle credenae e delle .dee religiose, vol. Fl, Sansont, Fire",e 1980. pp. 96-97.

S Cit. in: D'Onza Chiodo, 2000. p. 36.

, In: E. W. Burlingame (.;:I cura di), Para bole buddiste, Laterza, aorna-Bert 1995, p.9.

.[

dl m E! ns Ion I n u ov e n ave rn b r e 2 0 09

Presso un maestro Llnvasione dell'lndia da parte degU indo-ari, intorno al 1.500 a.C .• porta con se la tripartizione della societa in «produttori» (contadini, pastori, artigiani), querrieri e

sacerdotl insieme al predorninlo di questi ultimi: i soli in grado di padroneggiare II brahman. la forza misteriosa che prornana dal sacrificio alia dlvinita, di servirsene e di metterla aservizio ... al punto da farvi sottostare gil del, Aile macchinose prescrizioni ritualistiche sacerdotali, con

il X-VIII sec., si contrappongono altre forme di pensiero rellqloso. Nascono cost te Upanis.ad (lett. sedute [presso un maestro]).

In questi testi, detti anche Veda. insieme al dubbio sull' efficaci.a di riti e sacrifici. si fa strada la preoccupazione per la sorte individuale. Ora, brahman non indica pili la forza soprannaturale, rna la realta suprema, l'Assoluto. l'essers urnano. per centro, e atrnan, il se: quel)a parte di se ehe resta immutata nelle diverse trasformazioni, E in questi testi che troviamo la prima formulazione della dottrina della trasmigrazione dell'anima: il penoso cicio delle rinascite (sam.sara) condizionato daUe azioni che si accumulano nell'individuo e ne determinano la rinascita in base ai meriti (karman), insieme alia posslblllta di uscirne (estinguere it proprio karman).

Tutta la culture indiana. buddisrno compreso. muove da qui.

alla transitorieta ed aHa caducita (arucca) delle cose, della sofferenza (dukka) che questa comporta.

Viene in mente la «vanita delle vanita» dellibro di Qohelet, indubbiamente il pill «buddista» dei libri della Bibbia ... che pero prende un'altra piega, imbocca un'altra strada Da noi, infatti, il problema del male

Upanlsad - contesto storlco

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e visto come ingiustizia, come lnsorgenza, In Oriente, invece, come una trama di fondo, un tema trasversale, pervasivo e gene" ralizzato.

Un uomo colpito da una freccia

Diversa la comprensione del problema, diversa 1a soluzione, Questo episodio ci aiuta a capirne qualcosa di pill,

A un monaco che 10 tediava con una serie di domande {l'universo e eterno 0 noneterno? l'anima coincide con il corpo 0 ne differisce? esiste il Buddha dopo la morte?) , Buddha racconta la vicenda di un uomo colpito da una freceia che rifiuta ogni cura perche vuole prima venire a sapere chi l'ha scagliata, se si tratta di un nobile guerriero 0 di un sacerdote, se e alto, bas" so 0 di taglia media, da che villaggio proviene, che tipo di arco ha usato, quale corda 10 componeva, che piuma e stata irnpiegata per 1a freccia, com'e sagomata 1a pun" ta di questa freccia .. ,

Quest'uomo morirebbe prima di sap ere queste case, allo stesso modo di chi rifiuta di seguire Ia via che porta alla liberazione prima di aver risolto questa 0 que1 preblerna filosoflco, questa 0 quella diatriba relt-

giosa (cf Majjhimanikaya, 1,426)-, .

Una risposta pratica, dunque: che si vuoIe effieiente ed efficace. Parte del faseino che il buddismo ha, deriva indubbiamente daqui.

Dall' antico al moderno

Non solo gli insegnarnenti, rna la vita stessa di Buddha, indica la via, «racconta» il buddismo, Cornincererno da qui, quindi - e sara la parte pill impegnativa - ei addentreremo nella dottrina antica e ne tratteggeremo evoluzione e diffusione, Presentererno, inflne, una rilettura «moderna» del buddisrno e proporrerno alcune nostre considerazioni.

..

d I m e n s t rr rr I nuove n c v errttr r e ~ 0 09

Siddhattha Gotama detto

Buddha

Attraverso nascite e rinascite

infinite io corsi, cercando invano il costruttore della casa. E dolorosa la perpetua rinascita! 0 costruttore, io ti ho trovato; tu non costruirai pili la casal Tutte le tue travi sono infrante,

il tetto e distrutto. La mia mente, liberata, ha raggiunto l'estinzione di tutte le brame (Dhammapada, Raccolta di versi sulle Dottrina,

153-154)'.

Buddha prima di Buddha

Le biografie pervenuteci sulla vita di Buddha (parola che significa: desto, sveglio, risvegliato, illuminato; colui che ha raggiunto la conoscenza) non cominciano con la nascita, rna col racconto delle sue innumerevoli vite precedenti in forme umane, divine ed animali.

Si tratta di storie semplici, a volte un po' nail dai protagonisti virtuosi e generosi cui segue l'identificazione da parte del maestro: «Quella che ora e Maharnaya, era allora la madre; questo monaco rilassato era l'elefante, che salvo il regno e 10 diede all'infante: Sariputta era l'elefante padre: ed io stesso era il giovane prtncipee. Edificanti e moraleggianti, queste storie, con la loro stessa struttura, mostrano in

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atto il principio fondamentale della rinascita (sam.sara) cui l'ultirna esistenza storica di Buddha porra in qualche modo fine. Grazie ai meriti accumulati nelle vite precedenti (per la 1egge del karrnan), infatti, il futuro Buddha e rinato in una condizione di privilegio, nel cielo dei Beati, in attesa della sua ultima discesa volta a vincere I'ignoranza circa 1a sofferenza e la via che conduce alla sua estinzione.

La grande partenza

Buddha, al secolo Siddhattha Gotama (in pali; in sanscrito: Siddharta Gautama), nasce a Kapilavatthu (Nepal), capitale di un piccolo regno aristocratico ai piedi dell'Hlmalaya, ne1563 a.C.

Nonostante 1a sollecitudine paterna nel rimuovere ai suoi occhi qualsiasi forma di dolore, Siddhattha si imbatte in tre personaggi dalla forte pregnanza simbolica: un vecchio, un malato, un cadavere. Un quarto incontro segnera per sempre la sua esistenza: un asceta errante e mendicante.

A 29 anni lascia la vita principesca, un padre che l' ama, una moglie e il flglio da poco nato, il fido scudiero, i1 prode cavallo. Compie cosl quella che i testi chiamano «Ia grande r inuncia» (0 «grande partenza»): taglia barba e chiorna con la spada, scambia Ie sontuose vesti con quelle di un povero cacciatore,

rimanda cavallo e scudleroo E il plenilunio del mese di Asal.ha (giugno-luglio) de1534.

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L'illuminazione

La sua ricerca, ora alIa scuola di qualche maestro, ora in solitudine nella foresta, durera sei anni. Al settimo, dopo durissime mortificazioni, riprende a nutrirsi, Scambiato per una divinita da una fanciulla, ne accetta l'offerta votiva (del riso) , sisiede sotto un albero dl pipal (ficus religiosa) e si mette in meditazione, deciso a rimanere COS1 flno a raggiungere la suprema conoscenza. Gambe incraciate, mana destra sulla sinistra, palmi rivolti verso l'alto, occhi socchiusi - secondo 1a classica rappresentazione - ripercorre innumerevoli esistenze, proprie ed altrui, scopre «la via di mezzo» e, all'alba, si ritrova Buddha, Illuminato.

Laruota della Legge

Rimane in meditazione sette giorni, trascorre sei settimane in estasi e passa i suecessivi 45 anni itineranti a predicate su1-

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Ie sponde del Gange. Subito molti si aggregano a lui.

La ruota ad otto raggi (l'ottuplice sentiero), con la circonferenza a rappresentare il cielo delle rinascite e il centro, immobile, ad indicare la lt-

berazione dal dolore, simboleggia d'ora in poi la predicazione del maestro.

I tre gioielli del buddismo (triratna), come vengono chiamati il Buddha, la Legge (ossia la dottrina), la cornunita dei monaci, ci sono gia tutti. La strada che conduce dal terrore deIl'eterno ritomo alla beatitudine dell'lndlcibile e aperta.

d! m e.rt S Ion In u OVE'.noV~ rn t:ne2 DOg

so offertagli risale 1a corrente del fiume ... Mara, soprattutto, la personificazione della morte, delle passioni e dei desideri che incatenano gli uomini, 10 affronta pili e pili volte per impedirgli di raggiungere l'illu-

minazione e di diffondere 1a sua dottrina: 10 tenta proponendogli di diventare monarca universals: adombra la posslbilita di un insuccesso, di una penosa incomprensione della sua predicazione, cui Buddha resiste solo grazie ad un sentimento di profonda compassione per l'umanita.

Mara, gli del, il plenilunio

Concepito in sogno, in una notte di plenilunio, partorito a dieci mesi dal concepimento, accolto dagli dei su un panno bianco, il neonato principe Siddhattha si erge in piedi e compie sette passi. Sette giomi dopo la madre muare. Un asceta chiaroveggente, in meditazione sull'Hirnalaya, accorre alia sua nascita, coglie sul suo corpo i 32 segni che caratterizzano gli uomini eccezionali e ne profetizza il futuro. Gli del 10 assistono nella sua fuga hotturna da Kapilavatthu, il cavallo Kan.t.haka muore di dolore alIa separazione dal suo cavaliere, dal cielo, all'atto della tonsura di barba e chioma, cade una pioggia di fiori profumati, il povera cui il principe dona le sue vesti e in realta uninviato degli dei, la doto1a di ri-

Cio che in realta none

La narrazione delle vicende di Siddhattha Gotama divenuto Bud-

dha, insomma, e molto meno scarna e asciutta, spuria dl elementi «mittel», di come possa appartre a primavista.

Rilievo che e bene tenere presente, pili in generale, per discorsi e detti: «il contenuto di tali insegnamenti, ridotto all'osso e spogliato di tutta 1a variopinta ricchezza della visione del mondo indiana che fa da sfondo alla predicazione buddistica, appare, nella sua stringatezza e tecnicita, al tempo stesso singolarmente "moderno" e insopportabilmente arido - cio che in realta non e»7.

Buddha (quasi) per caso L'insegnamento di Buddha non porta traccia del suo fondatore: propane una visione della realta da questi lndipendente.

Le «Quattro nobill verita», infatti, non so-

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7 M. Piantelll ~ «Prefazlone», In: ld. (a cura dl), Aforlsml

e dlscorsi del Buddha, TEA (Tascablll Edltorl Assoclad), Milano 1988, p. I.

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• Cit. In: D'Onza Chiodo, 2000, p. 49.

'N. Senzakl, p, Reps, 1973, pp.38-39.

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no il frutto dell'ingegno del maestro ne di una rivelazione divina: sono autosussistenti. Esistono da sempre, insomma, ed illoro valore non dipende dal fatto che sia stato Buddha a scoprirle ... quasi che Ie avesse insegnate Buddha per caso: un altro avrebbe potuto al posto suo.

In questo senso, il buddismo assomiglia pili a una filosofia (di vita) che ad una tradizione religiosa.

II buddismo antic 0

C' e a monaci, quell a condizione ave non e ne terra ne acqua, ne fuoco ne vento, ne sfera della spazio illimitato, ne quella del nulla, ne percezione ne non percezione, ne questa mondo ne un altro, ne luna ne sale; questa, 0 monaci, io dichiaro essere ne ritorno ne andata, ne durata ne decadenza ne nascita, non e fissa, non si muove, non e fondata su alcunche; e la fine della sofferenza (Udana, 80) '.

Le quattro nobili

, I quattro punti cardine del buddismo propongono una pratica, uno status, un'analisi, una visione del mondo e delle cose.

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Proviarno ad addentrarci in quest'ordine

inverse.

L' ottuplice sentiero - una pratica

La via che conduce all'estinzione della sofferenza

Ultima delle «Quattro», la verita sulla via

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che conduce all' estinzione della sofferenza indica una pratica, suggerisce comportamenti, addita regole di vita.

Soyen Shaku, il primo insegnante di zen (scuola buddista giapponese) ad andare in America, ne dava questa sintetica forrnulazione: «La mattina, prima di vestirti, brucia dell'incenso e medita. Coricati sempre alia stessa ora. Nutriti a intervalli regolari. Mangia con moderazione e mai a sazieta, Ricevi un ospite con 10 stesso atteggiarnento che hat quando sei solo. Da solo, conserva 10 stesso atteggiamento che hai ne1 ricevere ospiti, Bada a quel- 10 che dici, e qualunque cosa tu dica, mettila in pratica. Quando si presenta un'occasione non lasciartela scappare, rna pri-

rna di agire pensaci due volte. Non rimpiangere il passato. Guarda al futuro. Abbi l'atteggiamento intrepido di un eroe e il cuore tenero di un bambino. Non appena vai a Ietto, dormi come se quello fosse il tuo ultimo sonno. Non appena ti svegli, lascia subito illetto dietro di te come se avessi gettato via un paio di scarpe veechte--.

Benche anacronistica (tratteggia un concetto espresso nel VI sec. a.C. can un testa del XIX d.C), l'illustrazione permette di farsi un'idea di cosa si tratti. Benevolenza, compassione universale, gioia altruistic a ed equanimita espresse dal buddis rna si pongono a questa livello.

Come non essere d'accordo?

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Benares dO senates 0 un ascetll. Qua\\ 1 ' lontan ' aUe

1\ discorso ""onac\, deve tenef:~ta cii piacefe, deciitasa e inutile;

strernt 0,,, '0 e una v' . indecOro

Da due e . ' estremi? Lun . bile. volgare. e inuti\e, .

sana qu~stl ~~~s5uria: bassa .. lg~Z penosa, indeCO~t~ Benvenuto .. II

Passionl e a .• ~ clj rnort\fIC~'L\O 0' naci. il \ath~ga 0 che apre gIl , una VI"" "'lorn . dl me'L'L • . e \'altro e . st\ due eStre, " . n'La della VIa . \\a il\urnina'LIOn '

Ev\tandO o,ue erto la conosee . teo a sapef~, a trovata cla\

Buddna1 ha sc~~ e conduce alIa 2~I~uestllVia dl ~e~!~tla quiete: 211 ocehi e la rntC\u~1 e rnai. 0 m?n~a mente, ehe con u ttuplice seotlero, alO\f\laoa. he apre gli OCchl e'fvana? E raugusto ~ a'Lione, retta 'T(ltnagata. c. . a'Lione, alnl t.ta parala, re. Questa.o. sapere. a\lal\lu:tnretta decis10oe, r~ CQocentra'L10oe. pre gl't occh\

e cioe: retta ;er'L~ ,etto ricordo.~ dal Tatnagllta. ~~~;ina'LiOOe, al vita, rett? 5 \3 d:\ me'L'Lo. scope te al sapere, alia I

ll\onaci, e 121 VI conduce al\a o,Ule . . a oasc\ta e

e \a rnente. che .• " circa il dolore, 1 .... e e do\ore;

. ,ta \jen"", , I re ta mOl v .

nirvana. oad, e \21 san a\attia e do 0 '. e oa CIa cM .

E questa, 0 :C~hiaia e d?lo:e, lae~olore, la separa'L~O~o\ore, dolore 10 dolore, \3 \j uel che dISplace i6 che 51 desldera to all'esi5ten'La '. \'untO~e c~nr~ il non ottenere Cnti de\\'attac~a~endel dolor8: e~sa e \ piace e do 0 ~o \ cinque eleme itil circa I'ortgloe ta con \a gi01a e c? una paro1a ~~naci, e la santa v:~cita, che e c?ngl~~ di p'laCere, sete cil

Questa, 0 e e causa cil nn r ua Of la; se

o,uel1a sete, en. va godirnento 0 0, . del d.olore',

, che tro.til. re5Slone

des'ldeno, te di prosperi. itil circa \a sopp on i\ bandirla, .

esi5ten'La, 5e ci e la santa ver di Questa sete, C pletarnente II Questa. 0 rnon~o~ \a soppreSSlonesa annientandO corn .

il dolore c~ssa \a \I liberars\ da es I. he conduce1 alia con i\ repnmer , ·ta circa 11 sentiefO . \0 e cioe·. fetta

desicier\o. . c\ e \a santa, ven to ottU?\\ce sentl~ ~ita, retto

Questa, 0 moodae\ dolore: e 1 augu\s fetta a'Lione, re .

5510ne tta paro a, .

soppre t.ta dec\5ione, re oncentra'LiOne.

fede, re ricordo, retta c

sfor'LO, retto . Milano '\959).

. 0 Gallleo.

II Buddl5rn ' (da: 0, Botto,

11 rifugio dalla Legge -uno status

L:estinzione deUa sofferenza Racconta un'altra storia zen: «Subito prima che Ninkawa morisse, gli fece visita il maestro di Zen Ikkyu. "Devo farti da guida?". dornando Ikkyu. Ninkawa rispose:

"Sono venuto qui da solo e da solo me ne vado. Che aiuto potresti darmi?", Ikkyu ri-

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lD Senzaki, Reps, 1973, pp. 68-69.

11 Cit. In: M, D'Onze Chiodo, 2000, p. 49.

12 Cit. in: M. Eliade, 1980, p. 101. L'autore rtperta anche quest'altro teste. piu sfurnatc: «Colul che

manqia II frutto dj una certa esrstenza non e cc'uj che ha cornptutc l'atto in un'eststenze anrcrtcre. rna non e un altro».

spose: "Se crecti veramente che vieni e che vai, questa e il tuo errore. Lascia che ti mostri il sentiero dove non si viene e non si va", Can queste parole Ikkyu aveva rivelato il sentiero con tanta chiarezza che Ninkawa sorrise e spiro».l8.

Ecco il rifugio dalla sofferenza, da tutto cio che e frutto della Legge delle innumerevoli combinazioni della vita: cio che non nasce e non muore, il nibbana (sanscrito: nirvan.a) di cui solo si puc parlare negativamente come non-condizione, pago punto di non ritorno.

La felicita, per cliria diversamente, non e una sensazione positiva, rna «consiste proprio nell'assenza cli qualsivoglia sensazione» (An.guttara-nikaya, N, 415)11,

Questa la verita sull' estinzione della sofferenza. Come non sentirsi spaesati?

Colui che mangia

il frutto -un'arialisi Lorigine della sofferenza

Tutto passa, diviene. E tutto cio che passa, da un'esistenza all'altra, non e che un insieme dt cinque aggregati (khandha) transitori ed impersonali, anch'essi soggetti a

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mutamento: corporeita, sensazione, percezione, propensioni, coscienza.

E 1a dottrina dell'anatta (lett. non-se), punto centrale dell'insegnamento di Buddha che, lnfatti, e anche chiamato anattavada; dottrina del non-se.

Prospettiva che conduce ad un esito paradossale: un insegnamento che mette in evidenza l'importanza dell'azione e del suo «frutto» (le conseguenze) nega in qualche rnisura l'agente, «colui che mangia il frutto». Per dirla con un testa: «Soltanto 1a sofferenza esiste, ma non si trova nessun sofferente. Gli atti esistono, ma non 5i trova nessun attore» (Visuddhimagga) ll.

Cost si spiega l'origine della sofferenza (seconda verita): il soggetto, che si crede agente, desidera esistere e questa brama, questa sete.lo tiene incatenato a1 cicIo delle eslstenze.. ma, «in realta», egli non e.

,

Una catena senza anelli - una visione del rnondo La verita sulla sofferenza

Cosi, pure, si spiega l'(in)consistenza della sofferenza. Questa e la prima verita: 1'esistenza in cui sperimentiamo una diffusa

Ponti

the lingua parlava Buddha?

Can pochi eura e una buona libreria possiamo portarci a casa i discorsi di Buddha ... che di Buddha, pero, non sono. Al pari di altri grandi fondatori, infatti. iI principe Siddhattha non ha scritto nulla.

Traduttori e curatori del nostro buon libra lavorano su testi in pali e in sanscrito che si rifanno ad opere scritte un centinaio di anni dopo la morte di Buddha, in parte and ate perdute

e di cui, a volte, si ha attualmente traccia solo attraverso successive versioni in tibetano, cinese e giapponese. Per tutto quel secolo che va dalla predicazione alia prima stesura, per altro, non si da altra trasmissione che la tradizione orale. Anche sulla lingua parlata da Buddha non possiamo sbilanciarci pill di tanto. II pali-bhasa (lingua dei testi sacri), piu che il suo idioma, come vuole la tradizione, pare essere piuttosto una sorta di lingua franca di epoca successiva.

sofferenza,la vita fisica, non e che i cinque aggregati.

L'ignoranza si palesa allora come illusione, falsa rappresentazione delle case (<<Siamo S1 presi in una catena .. .»). L'Illurnlnazione rnostra che, semplicemente, il problema non c'e (sma gli anelli non hanna conslstenza») .

Si tratta, indubbiamente, del punta pili delicato di tutto l'insegnamento buddista, capace di raccogliere Ie simpatie del moder-

dossier

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no costruttivismo come di suscitare forti obiezioni nelle correnti personaliste=: in ogni caso distante, abissalmente distante, dalla sensibilita occidentale che - e bene riconoscerlo schiettamente - stenta a cornprendere.

Parabola buddista

Ricomponiamo i pezzi attraverso una storia: II dolore di Visakha'4.

Questo ho sentito. Una volta il Sublime dimorava a Savatthi, nel parco d'orlente, nel palazzo di Vlsakha la madre di Migara, Ora, in quel tempo era morta la nipotina di Vlsakha, che era il suo am ore e la sua gloia. Visakha si presento al Sublime e gli disse: «Signore, e morta la mia nipotina, che era il mio arnore e la mia gioia!». «Vorresti avere tanti figli e tanti nipotini quanti esseri umani vi sono in Savatthi?». Ed ella: «Si». «Ma quanti esseri umani muoiono ognt giorno in Savatthi?». Ed ella: «Dieci esseri umani, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre due, uno: uno di essi e la mia nlpotinal». «Allora, Vlsakha, staresti tu mai per un solo giorno senza piangere?».

Ed ella: «No veramente, Signore!». «In verita, Visakha, chi ha cento amori, ha cento dolori; chi ha novanta, ottanta, settanta .. , dieci, nove, otto, sette.. chi ha un amore ha un dolore. Chi non ha amore, non ha dolore: egli e libero di dolore, lib era di passione, libero di disperazione. COS! io dico. Chi vuol essere quindi felice e beato, non ami pili nulla nel mondo», Attenuiamo l'impatto: «amore», qui, va letto come attaccamenta; non come cornpassione.

13 Un teste: «Cosa mi vlenl

a dire, MOral che c'e una persona? La tua e una falsa dattrlna. C'e scltanto r.n ammasso dl .aggregati, non 51 trove una persona, Alla stessa mantera in CUlt quando si trovano unlte le diverse partt dl un cerro sl usa la parcla 'cerro', cosl Iedcove si trovano i cinque aggregati, [per ronvenztcne] quelle e una persona»; cit, In:

D'Onza Chiodo, 2000, p. 43.

11'1 La rlassumlarno da Burlingame, 1995, pp. 95-95.

41

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l'!i Cit. ill: D'Onz.a Chtodo, 2000, p. 71.

1.6 Non uccidere, non rubare, non rnentlte, non essumere bevande tnebrtantl, non rnanqtar e nelle ore prolbite, non danzere, car-tare ne asslstere a spettacoll, non ahbettlre la propria persona con gl1irlande, profum: 0 unpuentl, non usare lettl ne scannl scntuost, non acc-ttera oro e arqento.

~

La diffusione

• •

e 1 SUO 1

veicoli

o monaci, mettetevi dunque in cammino per il bene di molti, per la felicita di molti, per la compassione ill tutti, per il benessere e la prosperita degli dei e degli uomini.

Non percorrete in due 10 stesso cammino, 0 monaci, rna insegnate la dottrina benefica nel principio, benefica neI mezzo e benefica nella fine, sia nella lettera che nello spirito, proclamate una vita santa, completa e perfetta. Vi sono degli esseri un po' ottenebrati che, se non ascoltassero la dottrina, si perderebbero: essi saranno dei buoni discepoli della dottrina (Dhammapada, II, 48)15.

La comunita

«Mi rifugio nel Buddha, nella sua Legge [insegnamento], nella comunita»: con questa formula, ripetuta tre volte, il novizio entra nell'ordine e st fa monaco. Si impegna a rispettare alcune regole di buon comportamento», a praticare la non-violenza e a vivere nella castita.

Nessun vincolo gli impedisce di lasciare W1a cornunita il cui unico principia gerarchico e l'anzianita d'ordinazione. SoIdati, debitori, ladri, schiavi e contagiosi, per altro, non vi sana ammessi, come chi non dispone dell'assenso paterno.

D'ora in poi, munito di sopraveste, sottoveste e mantello giallo-arancio, dotato di

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ciotola, ago, cintura, rasoio (per radersi ogni 15 giorni), filtro per l'acqua (per non ingerire involontariamente esserl viventi), passera pomeriggio e sera a meditare, dopo mezzogiorno non potra assumere cibi solidi e, se del caso, predichera a1 mattino. I laid provvederanno a1 suo sostentarnento, per la qualcosa un monaco non ringraziera mai: il dono gratuito e ampiamente compensato dai meriti che cosi si accumulano.

Cinque norme di comportamento contraddistinguono questi ultimi, i discepoli latct=: coloro che, pur non essendo ancora disposti alla totale rinuncia, fanno proprio l'insegnamento di Buddha, si mostrano a lui devoti e generosi verso la comunlta Quanto aIle monache, can fatica furono ammesse nell'ordine ... e abbastanza osta-

..

colate. Basti, in tema, questo detto tibetano: «Se vuoi essere un servitore, fai monaco tuo figlio; se vuoi avere un servitore, fai monaca tua figlia»u.

I due veicoli

Col tempo, I'itineranza lascio il posto ai monasteri e la trasmissione orale cedette il passo alla scrittura. Si ebbero cost i primi concili buddisti, la formazione di un canone, 1a precisazione, anche minuziosa, delle regole relative alla vita monastica, l'evoluzione della dottrina.

Due correnti ed i relativi modelli ideali caratterizzano questa seconda fase della storia del buddismo: essere arahat (degno, colui che ha cornpiuto cia che era da farsi) , proteso alla personale salvezza; divenire bodhisattva (colui la cui essenza e

dossier

dim ens Ion I n 1.1 ov e rrc VEl m n ,B 2. [) 0 9

17 Non ucctc ere , non rubar-e, non essere lnternperante, non mentlre, astemers! delle bevande inebrianti.

11 Cit. In: D. S. lopez, II Buddismc tibetano, Elledici, Leurnenn (to). 2003, p, 51,

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bodhi, sveglio), un risvegliato che rimanda la definitiva estinzione per aiutare gli altri uomini a raggiungere la liberazione. La seconda corrente e detta mahayana, e cioe «grande velcolo»: la prima, con fare un po' spregiativo, hinayana e cioe «piccolo veicolo».

n bodhisattva, praticando sei perfezioni

(generosita, moralita, pazienza, energia, meditazione e suprema saggezza), percorre 10 stadl spirituali 0 «terre». Le ultime quattro fasi di questa itinerario fanno di lui un buddha: un essere soprannaturale degno di venerazione ... e capace di aiuto. Diventa allora possibile rivolgere preghiere e devozioni al buddha per esaurire il proprio karman (cielo di vite).

Senza tradire Buddha e il suo insegnamento, i fedeli ritrovano cosi dei punti di riferimento: Buddha e affiancato da molti buddha C .. e noi occidentali cominciamo a perdercil).

Quanto all'apparente contraddizione tra l'inconsistenza della realta e la dedizione agli altri, viene spiegata con la teoria delle due verita: una assoluta e una eonvenzionale, provvisoria e distorta, per questi giorni,

Le scuole buddiste

All'inizio della nostra era il buddismo e affermato in India. Tra il 250 a.C. e il 500 d.C, conosee, in questa paese, il suo periodo d'oro. Con l'invasione musulmana del 1.200 verra riassorbito dal bramanesirno rimasto latente. Intanto i monaci itineranti portano la dottrina fuori dai confini in-

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diani: in Nepal e a Ceylon (da cui passera nel sud-est asiatico), in Tibet ed in Cina, in Giappone.

Dall'incontro tra l'evoluzione del pensiero del mahayana con credenze popolari indb nasce, nel VII sec., un terzo veicolo, U Vajrayana (veicolo di Diamante), detto anche buddismo tantrico dal nome dei testi,

Tantra, che ne espongono la dottrina. Alia rinuncia ed alla benevolenza che contraddistinguono il buddismo «classico» si aggiungono formule e pratiche divenute famose: i mantra (lett. testo sacro, inno; poi: giaculatoria) e i mandala (lett. cerchi; raffigurazioni simboliche dell'universo).

In Tibet, il buddisrno giunge gia nel VlIVIII sec., rna assume forma propria e definitiva piuttosto lentamente. Secoli dopo, la scuola detta dei «berretti gialli» (dottrine del «grande veicolo», adepti rigorosi e celibi) la spunta sui «berretti rossi» (che invece si sposano); la lora guida viene ri-

...

conosciuta come incarnazione del Buddha, proclamato Dalai Lama (Oceano [di saggezza]) e considerato guida indiscussa del Tibet (fino al triste 1950),

In Giappone, nel VI sec, d.C. il buddismo diviene religione dl stato .. , pagando un reciproco adattamento con mentalita ed esigenze locali. La pili nota corrente buddista giapponese, 10 zen, accordera la propria preferenza alla vita con creta (volonta, allenarnento, energia), fino a divenire severa scuola di disciplina per i samurai, Avverso tanto alla teologia quanta alla speculazione, Buddha aveva indicato una via senza grazie, senza riti, senza interrne-

diari, condoni 0 intercessioni. La diffusione del buddismo, per centro, ha portato con se interazioni ed assimilazioni (stncretismo) e, se cosl si pub dire, ritomo del sacro, dei riti e dei templi,

Visto nelle sue manifestazioni storiche attuali, il buddismo non stenta ad essere compreso come una religione.

n buddismo in occidente

La Buddita e la pili difficile da dimostrare. Ma dal momenta che possiedi gli altri nove mondi, devi credere di possedere anche la Buddita (11 vero oggetto di culto) I.,

d I rrr IO! n S l [] n I nu eve 110 v ern b reo 2 DOg

I, I

Comparsa e affermazione Esploratori e viaggiatori, commercianti e invasori, curiosi e studiosi, pellegrini e missionari, vengono a contatto con il buddismo nelle sue terre d'origine e ne recano notizia altrove.

Cost Marco Polo dopa il suo viaggio in Estremo Oriente (1271-95). Cosl il gesuita Ippolito Desideri (1684-1733) vissuto per quindici anni in Tibet, al tempo dell'affermazione della scuola dei «berretti gialli».

Quanto all'Occidente moderno, il buddismo fa la sua comparsa dapprima in In-

1.; Cit. in: C. Micheli (a cura di), II buddtsrno di Nichiren Dalshonin, Esperia, Milano 1997, p. 112.

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l8 Cit. In: Feliclta In questa monee. un percorso alia sroparta del Buddismo e della Sot(C'I Gakkai, Istlturo Buddlsta Italiano Soka Gakkai, Firenze 2001, p. 4

li Fallclta ... 2001, p. 31. -2 Feliclt a., 2001, p. 32.

dim e r-ie t 0 n I n u ov e n DVS m b r e.z DOg

ghilterra (can la Societa Teosofica fondata nel 1875 e Ie prime associazioni buddiste intemazionali a segutre): quindi in Germania (dove suscita l'interesse appassionato di Wagner e Schopenhauer), poi in Francia, Stati Uniti d'America, Italia (can eminenti studiosi tra cui G. Tucci, fondatore dell'Istituto Italiano per il Media edEstremo Oriente, nel1932),

Oggi, in Italia, si cant ana numerosi centri buddisti di varia ispirazione. Uno di questi, I'Istituto Buddista Italiano Soka Cakkai, si rifa agli insegnamenti di Nichiren Daishonin, monaco buddista vissuto nel Giappone del 1200. Ne diamo una rapida presentazione esernplificativa.

Una scuola di spiritualita

Cosi si esprime, in un libretto introduttivo, la guida del movimento, Daisaku Ikeda: «II Buddismo affronta n mistero della vita spiegando la relazione fra la vastita del cosmo e Ia profondlta dello spirito umana. Si occupa quindi dell'infinita potenzialita dell' essere umano, fomendo un mezzo per manifestarla e quindi usarla per superare Ie sofferenze della vita»>. Poco oltre si legge: «Se poi ci confrontiamo con questioni del tipo "Che cosa ci facciamo nell'universo?", rischiamo di perderci, di non trovare risposte adeguate». «II Buddismo serve per risolvere i problemi».

La spiritualita buddista c'e tutta: il tema della sofferenza, il rifiuto dell'arida speculazione (ricordate l'uomo colpito da una freccia?), l'indicazione di una pratica e del-

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oa \egger~uddiste 0 discorsi e

parabo~e budd'lsta non rnancan anca di storie, 5e nella tradlzl~ie ancor meno QU:~~~ deflnito come trattati dO~~n" buddisrnO, anz\~ che ci sia al rnondo

favole e fla .' colo di raccon

il pi\) vasto ncetta . . ose storie de\\e.V·\te

(BenfeY)· . Jata\<.a, Ie favol ento teof1Co.. . Ne fanoo provad~ha; nessun inSegn: esernpi pratiCl dl

anteriofl dl '011 dottrinale; P\uttOS ito. .

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cornice'. Ie stone

un'altra stona.

la sua utilita (sperche 1a soluzione ad ogni problema e gia pronta dentro di nois - ivi, p. 6), l'infmita vicinanza tra microcosmo umano e universo della vita.

Le died terre

In ogni istante - come svelera una sernplice operazione - sono possibili 3000 condizioni diverse: altrettante possibili soluzioni di un problema. Quale di queste si realizzera, dipende, in buona misura, da noi. Le «dieci terre» della dottrina mahayana vengono riproposte come altrettanti stati

d' animo universali: 0 inferno: quando ci si sente angosciati, senza forze ne speranza; m avldita; quando - dominati dai desideri - si passa sopra tutto e sopra tutti; II anlmalita 0 stupidita: la giungla dove l'istinto prevale sulla ragione, la coscienza e l'amore; I) collera: ossia l'aggresstvita che sconfina nell'arroganza: iii tranquillita 0 umanita: condizione di equilibrio, calma, buon senso (a rischio di passivita e chiusura); m estasi 0 cielo: soddisfazione, gioia e leggerezza (in quanta dovuta a stimoli esterni, e esposta all'efflmero):

D studio 0 apprendimento: ricerca, desiderio di imparare e di cap ire; m illuminazione parziale: intuizione, creativita, colpo di genio ... liberta per se: m bodhisattva: compassione sincera e disinteressata, frutto di saggezza e di coraggio, altruismo; 1m buddita: forza della vita, saggezza e felicita, energia interiore (lib era dalle paure e dalle illusioni, cause di sofferenza).

Buddita

I primi sei mondi, sono quelli in cui, abitualmente, si vive. In questi sei, camblando 10 stimolo esterno, per 10 pili, cambia anche 10 stato d'animo che, pertanto, raramente si e in grado di controllare (e che, anche se negativo, pub avere i suoi risvolti solari: la collera come protesta verso l'ingiustizia).

Imondi successivi, per contro, vanno «cercati»: non si manifestano sempllcemente in conseguenza di stimoli esterni. Anche questi mondi, tuttavia, sono soggetti a «deriva» perche l' egoismo e sempre in agguato (perfino l'amore - nona terra - pub trasformarsi in attaccamento dannoso, morboso). Solo l'ultimo mondo, la buddtta, «e indistruttibile, perche assoluta e non re1ativa: non dipende da fattori esterni [ ... J. Si e Iiberi perche non si ha niente da perdere [ ... J. Felici perche si vede 1a realta con occhi diversis=.

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«Ognuno dei dieci mondi si attiva in risposta a uno stimolo appropriato. Per attivare la Buddita - come presto vedremo - bisogna recitare Nam-myoho-renge-kyr»=.

La moltiplicazione dei mondi Ognuno del dieci mondi, poiche non e separato dagli altri, pub assumere diverse facce. COS! per esempio, 10 studio pub essere caratterizzato da angoscia (inferno), superficialtta (anirnalita), equilibrio (tranquillita), ecc. Ecco i 100 mondi: 10 x 10. Altri dieci fattori «che intrecciano i fenomeni dell'esistenza fuori e dentro di noi, producendo il risultato finale di felicita 0 infelicita» portano il numero a 1000, mentre il fatto che I' esistenza si snoda su tre ambiti collegati (l'individuo, gli esseri viventi, Ie cose e gli esseri non senzienti) determina il risultato finale: 3000 mondi possibili.

Su questo insieme si articola, infine, il con-

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dim e n EO ron j n u o ve n o v e rntar e z U 0 9

cetto di karman: «Il Buddismo di Nichiren Daishonin insegna [ ... J che ogni persona ha dentro di S8 1a potenzialita di cambiare il corso dell'esistenza qui e ora, indipendentemente dal bagaglio karmico che porta sulle spalle-v.

La recitazione

Come si attiva tutto questo? Come ci si arriva? Meditazione, studio e, soprattutto, una pratica, uno stimolo adeguato capace di «parlare» all'interiorita profonda della persona: la recitazione di «Nam-myohorenge-kyo» (grosso modo: Entrare in armonia con 1a Legge dell'Universo attraverso il suono).

E «1a Legge della vita,la formula essenziale che racchiude il ritmo dell'universo: la puls ante e misteriosa energia che e ana base di tutti i fenomeni. [ ... J Recitare Nam-

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·1

myoho-renge-kyo ci mette in comunicazione, in sintonla con tutto questo. Come un suono che fa vibrare una corda nascosta dentro di noi-«.

Un linguaggio affascinante L'efflcacla della recitazione viene argomentata attraverso un paragone con la Iegge di gravita dei solidi: bench€: la Terra ruoti a velocita impressionante, 1a forza di gravtta ci tiene ancorati al suolo, ., .. a prescindere dal fatto che noi la conosciamo 0 comprendiamo. Similmente, rispetto alla dedamazione in una lingua straniera, st ricorre ad un avvincente parallelism a con 1a musica: trasmette sensazioni di per S8. L'essenziale, insomma, e che «la cosa» funzioni, non che convinca: un farmaco si mostra efficace, la respirazione avviene, il computer su cui operiamo risponde ai co-

mandi... senza che sappiarno esattamente corne e perche,

L'interdipendenza dei fenomeni e l'interazione tra i diversi ambiti vengono illustrate facendo ricorso ai peptidi, sostanze che collegano sistema nervoso, endocrino e immunitario. La comunanza tra microcosmo e macracosmo con l'irnrnagine delle cellule di un organismo (ne muoiono ogni istante, eppure rirnaniarno vivi) e con la chimica (carbonio, idrogeno ed ossigeno accomunano i viventi; il ferro presente nel nostro organismo e quello di una pentola sono 10 stesso ferro): «Siamo pezzi di stelle che contemplano le stelles=.

Se i testi del buddismo antico, spuri della parte «mitica», risultano moderni, questi testi moderni con i lore riferimenti alle scienze, alla tecnologia, alla psicologia (dal cornportamentismo alla sistemica, passando per l'analisi transazionale) ed all'ecologia non sono meno intriganti: «il karma e ... rnatematico»=.

Non ultimo, a rendere interessante la lettura, il coraggio di affrontare, sdrammatizzandolo, il problema della morte. II tutto, per finire, rna non e poca cosa, senza scomodare nessuna ingombrante divinita e lasciando amplissimi margini di mano vra alla liberta umana.

L'aspetto pili problematico? Per il buddismo «Non e possibile cancellare n karma del passato con un colpo di spugnas« ... eppure, a volte, succede.

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Agliocchi occidentali

Allora questa e un'altra grande differenza tra 1a nostra civilta e 1a vostra: voi ammirate l'uomo che si spinge in avanti, verso 1a eima, in ogni campo della vita;

noi ammiriamo 1 'uomo ehe abbandona il suo ego (Perna Laki, 1a protagonista fernminile, ne1 film

Sette anni in Tibet di l.I. Annaud).

Attorno a uno stupa

Buddha muore la notte del plenilunio del mese di Vesaka del 483, in seguito ad un' emorragia intestinale. II suo corpo viene bruciato su una pira e Ie ceneri spartite in otto diversi monumenti funerari detti stupa: tumuli di terra a calotta semisferica realizzati su un reliquiario,

Gli antic hi otto mausolei, erosi dalle piogge monsoniche, sono ormai scomparsi. Altri stupa, in pietra, hanno preso il Ioro posto. Visitiamone uno.

Quattro passaggi, in corrispondenza del punti cardinali, conducono ad altrettante entrate dalle quali si accede ad un arnpio carnminarnento circolare che cinge la parte centrale del monumento. Questa e co-

u Feild! a., 2001, p. 60. 1. Fellelt a.. 2001, p. 14. 25 Feficlta ... 2001, p. 12. U Fellclt a., 2001, p, 62, n Fellelt" ... 2001, p, 65.

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2, Cit. in: O'Onza Chiodo, 2000, p. 70.

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stituita da una calotta sferica sormontata da un ricettacolo, che richiama il reliquiario originario, su cui sovrasta un parasole triplano. Vista dail'alto, la costruzione richiama un po' una girandola, antico simbolo indo-arlo del tempo che va e ciclicamente ritoma.

Tanto ai devoti quanto ai semplici visitatori, 10 stupa propone un preciso pereorso fisico e simbolico: entrare e girare (e H movimento circolare delle grandi processioni buddiste), salire (verso il centro del monumento) ed uscire.

E l'incessante cielo della vita in cui l'uomo si trova preso, la ruota da cui cerca liberazione. I quattro ingressi, allora, divengono immagine delle quattro nobili verita; la calotta sferica, simbolo del cosmo infinito, mostra la contigutta tra la vita del singolo e quella dell'universo; il centro dell'archltettura, «immobile», addita la liberazione.

Come raggiungerlo? Guardando al triplo parasole, i tre gioielli del buddismo: Buddha, che per primo ha raggiunto I'illuminazione; 1a Legge, l'insegnarnento che permette ad altri di conseguirla; la comunita, coloro che maggiormente la perseguono. Entrare e girare, salire e uscire.

Approccio aI buddismo

II buddismo place, incontra. Per la propensione a cio ehe serve e funziona, per la considerazione che aceorda aile passioni, per Ia compenetrazione che sa attuare con le scienze moderne (enuova mitologia»?). Perche sfronda i problemi e li affronta uscendo dai limiti angusti ehe la modernita ha imposto aila ragione. E se e vero che la tradizione buddista tanto deve ad una visione del mondo ciclica e previa, lontana dalla nostra senslbilita, non e detto che i1 circuito occidentale odiemo (eaumentare la ricchezza per moltiplicare i consumi») sia cerchio pili virtuoso.

50

In molte regioni dell'Asia, parte della popolazione trascorre la gioventu immersa nella studio di testi sacri sotto la guida di un maestro, da adulta SI dedica alIa vita di famiglia, passa in digiuno e penitenza gli anni pili maturi, giunge, infine, alla completa rinuneia alle cose di questa mondo. L'itinerario di vita, insomma, e un altro, L'approccio 31 buddismo ci richiama a questa altertta: non tutti vogliono vivere secondo it modello occidentale.

Non mancano nodi, in specie intorno al concetto di «se», alIa «questione del soggetto», rispetto alia liberta (il ricorso al karman permette dl spiegare i diversi condizionamenti, rna al tempo appare vincolante), quanta alla «conquista» in certa misura opposta alla gratuita

La differenza grande

La tradizione occidentale, sia biblica sia greea, esorta l'uomo ad uscire da se (cos1 Abramo: «Esci eva'» Cn 12,1). Quella buddista, asiatica ed orientale, ad entrare in se stesso: «Fra chi vince in battaglia mille volte mille uomini e chi vince sol tanto se stesso, costui e certo i1 migliorvincitote dl battaglle» (Dhammapada, 130)".