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Se si privatizzano SERVIZI

Malumori all'Aise, ex Sismi. motivi: troppi contatti dei vertici con personaggi legati alla massoneria
I

e anche lo zampino di Finmeccanica nelle nomine
di TULLIO

è stata la rivolta tunisina. E a cascata sono seguite le altre "rivoluzioni" arabe, da quella egiziana, quelle nel Golfo, fino alla guerra libica. E di fronte a questi cataclismi internazionali in aree "strategicamente sensibili" per l'Italia c'è una domanda che attende risposta. Ma chi comanda la nostra intelligence estera, quella che oggi si chiama Aise e che un tempo si chiamava Sismi? In teoria la dfwrpM-ip mrnanria.rp. il ?o-

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vemo e dovrebbe essere controllata dal Parlamento attraverso il Copasir. La realtà, come emerge da moltissimi segnali, non ultime le indiscrezioni sull'inchiesta della Procura di Napoli, sembrerebbe assai diversa. E così emergono cordate legate a Finmeccanica; altre che si interfacciano direttamente con l'Eni e così via. Ed emerge un giro vorticoso di conoscenze e rapporti che ruota intorno a Luigi Bisignani, iscritto ai suoi tempi alla P2, giornalista radiato dall'albo,

a cura dell' Ufficio Stampa e Comunicazione

del 22/04/11 Estratto da pagina 32

Luigi Bisignani

condannato peruna maxi tangente Enimont ma che ancora in questi anni sembra avere una grandissima influenza.
legami di Bisignani con attuale direttore dcll'Aise, il generale Santini, e culi il vicedirettore operativo. Manenti. Con tutta una rete di rapporti interni conseguenti. Ma il particolare che appare ancora più sconcertante è rappresenlulo dai presunti rapporti che altissimi fnnzionari dell'intelligence avrebbero con un uomo venuto dal passato: Enzo De Chiara. Per capire di chi si tratti basta citare un brano di un articolo de la RrpiihhìiW del 1996: «Nata comp un'indagine su una megatruffa internazionale, con titoli di credito e certificati di deposito falsi o rubati, "Phoney money", l'inchiesta condotta dal sostituto procuratore di Aosta David Monti, sta arrivando a Washington, nei santuari della politica statunitense. Nei giorni scorsi il magistrato aostano ha emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti di Enzo De Chiara, 61 anni, napoletano di origine ma cittadino americano dal '73, cugino di Vittoria Leone, moglie dell'ex presidente della Repubblica, amico di Bill Clinton ma anche consigliere per gli affari italiani del Partito repubblicano Usa. L'uomo che il pm Monti chiama "lamerikano' e che considera il "burattinaio" del misterioso intreccio tra lobby, servizi segreti, logge massoniche e alti apparati della burocrazia statale. Le accuse per De Chiara sono di favoreggiamento e spionaggio». Essendo De Chiara un cittadino americano, il tutto è finito nel nulla, cosi come tutte IP accuse di complotto formulate dal pubblico ministero. . In pratica, però, da quel che sta emergendo, i vertici della nostra intelligence interloquiscono (per usare un eufemi1

Già sono emersi, in precedenza, i

smo) con un ex piduista e con un italoamericano sospettato di essere al centro di un intreccio tra servizi segreti e massoneria. Uno scenario inquietante, che dimostra come i nostri apparati più sensibili rientrino tra gli "appetiti" di lobby che con la democrazia e la trasparenza c'entrano poco. In un Paese normale nulla del genere potrebbe accadere. Ma De Chiara, viste le sue entrature con la da e l'ambasciata americana, è considerato un uomo da tenersi buono per godere della benevolen/.a americana. Cosa alla qnale i nostri 007 che cercano di fare carriera aspirano, perché passano gli anni ma sempre un po' sudditi degli americani siamo rimasti. E chi non ricorda la fine di Nicola Calipari, l'eroe perbene su cui si cerca sempre di più di fa scendere l'oblio? Ma che i rapporti siano molto più di semplici incontri superficiali si può ipotizzare da una serie di circostanze molto indicative. La prima è che, in molte occasioni, Bisignani e i vertici dell'Aise si sono incontrati in pieno centro a Roma, nei pressi della Galleria Sordi. Presente anche un funzionario del Dis distaccato sotto copertura direttamente a palazzo Cingi. Ma a questo, quando c'era bisogno di maggiore riservatezza, si aggiungevano altri incontri. Pranzi organizzati da Luigi Bisignani con alti gradi dell'inlelligencc in un appartamento nella disponibilità dell'ex piduista che si trova ai Paridi, vicino alla famosa clinica Matcr Dei. Le celle telefoniche, a quel che pare, sono stale assai più chiare nel definire giorni, orari e partecipanti.

e gli alti gradi, anche tra le "truppe" gli scontri tra cordate e gruppi di potere si ripercuotono in maniera negativa sull'operatività dei servizi. E infatti, per tornare all'Aise, c'è grande malumore rispetto a un agente "intermedio", in scnizio presso la divisione che si occupa delle cosiddette "fonti aperte". L'agente in questione è la compagna di un direttore operativo. E stando a voci inteme, diventate praticamente di dominio pubblico, la signora in questione sarebbe depositaria di un potere ben al di là di quello che dovrebbe derivare dal grado e dall'incarico.
Ma i malumori serpeggiano e passando dal centro alla periferia, tutte queste situazioni si ripercuotono sugli organigrammi interni. Mentre i "calipariani" sono stati gradualmente accantonati, ci si accapiglia per un posto al sole. C e lotta aperta per diventare capo di Gabinetto dell'Aise, molo per il quale Finmeccanica sembra voler dire la sua. Anche se non avrebbe alcun titolo per farlo. Silurato il capo della sicurezza intema (che sarebbe l'equivalente della disciplinare), molo ricoperto da un generale dei carabinieri di grande esperienza, è in atto una "permuta" attraverso la quale molti degli agenti die stanno per essere mandati in pensione stanno trattando perché, al loro posto, vengano assunti i figli o stretti parenti. Ossia si entra nell'intelligence per via ereditaria. I meriti e le capacità possono aspettare. Insomma, tra vertici dell'intelligence che si rivolgono a privati cittadini in odore di massoneria per'àv'ere appoggi e coperture; tra grandi aziende in grado di esercitare forme di influenza e in piena "parentopoli"per assunzioni che si tramandano di padre in figlio, c'è un inquietante quesito al qnale il Parlamento e il Copasir dovrebbero dare una chiara risposta. La nostra intelligence appartiene ancora alla Repubblica italiana? Oppure è stata a tutti gli effetti privatizzata, lasciando ovviamente i costi ai cittadini mentre i benefici vanno a pochi amici degli amici, ossia ai solili noti?

sonaggi come Bisignani e De Chiara

prima ancora che la magistratura, dovrebbe dare una risposta (dopo le opportune verifiche, naturalmente): con quale titolo gli alti gradi degli 007 devono essere così cordiali e ossequienti nei confronti di un privato cittadino. già condannato per gra\'i reati e giù appartenente a un'organizzazione segreta sciolta con un'apposita legge del Parlamento? Mentre emergono rapporti tra per-

Resta una domanda alla quale la politica.

Rispuntano dal passato faccendieri al servizio degli americani. Cosa rispondono Copasir e Parlamento?

a cura dell' Ufficio Stampa e Comunicazione