L' alimentazione

Le caratteristiche di una corretta alimentazione Adottare un¶alimentazione sana significa assicurarsi che la qualità degli alimenti e la loro combinazione e preparazione siano adeguate. Significa anche prestare attenzione affinché la quantità di cibo assunto sia commisurata ai fabbisogni per età e sesso. L¶apporto calorico giornaliero, secondo i LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati) va suddiviso in 4-5 pasti g ‡ pranzo: 40% ‡ merenda: 10% ‡ cena: 30% rispettando la seguente distribuzione dei nutrienti: Proteine: 10-12% (rapporto 1:1 tra proteine animali e vegetali) Apporto glucidico: 60-65% (con una quota di zuccheri ad alto indice glicemico < 10% delle calorie totali) Lipidi (grassi): dopo i 2 anni di vita riduzione progressiva dal 30 al 25% delle calorie totali con apporto di grassi saturi < 10% e di colesterolo non superiore a 100 mg/1000 kcal Fibre: il quantitativo di grammi può essere calcolato in base alle seguenti formule: compreso tra età + 5 e età + 10 o pari a 10 g/1000 kcal, oppure pari a 0,5 g/kg del peso ideale. Minerali: pari alle indicazioni dei LARN. In particolare dai 3 anni in su: Cereali più volte al giorno: Pasta o riso (sia a pranzo che a cena) Pane (prima colazione, pranzo e cena) Verdura e frutta non meno di 2 volte al giorno Pesce 4 volte alla settimana Legumi 4 volte alla settimana Carne non più di 4 volte alla settimana Formaggi 1 volta alla settimana Uova 1 volta alla settimana Le regole generali 1. ridurre grassi e proteine di origine animale: in particolare limitare il consumo di formaggio, carne, salumi, creme a favore di quelle del pesce 2. aumentare il consumo dei cereali, specie integrali 3. limitare gli zuccheri ad elevato indice glicemico (riso, dolci, succhi di frutta, frullati): non danno sazietà e sono responsabili di elevati livelli di glicemia e, se associati a proteine e grassi producono un rilascio ancora maggiore di insulina 4. aumentare verdura, frutta, legumi (apporto di fibra alimentare) In generale la piramide alimentare, consigliando la frequenza dei cibi, è un modello valido di corretta distribuzione dei nutrienti nella dieta anche nei bambini.

La piramide alimentare consiglia la frequenza dei cibi: alla base quelli da assumere tutti i giorni, al vertice, quelli da limitare

I pasti della giornata Il modo di alimentarsi è molto importante. L¶ideale è dividere la giornata in 4-5 occasioni alimentari così da assicurare all¶organismo un rifornimento costante di energia ed evitando bruschi sbalzi della concentrazione di zuccheri nel sangue. Se il bambino svolge attività fisica intensa, l¶alimentazione deve essere proporzionata al dispendio di energie.
La colazione

Al mattino è meglio privilegiare una prima colazione abbondante e facilmente digeribile. La colazione è il carburante per la mattinata e non deve mai essere saltata. Oltre a contribuire a prevenire sovrappeso ed obesità, interviene nel controllo dei fattori di rischio delle malattie croniche (specie di cuore e circolazione). Per questi motivi è importante abituare il bambino sin dall¶inizio (a partire da circa 2 anni di età) a nutrirsi in maniera adeguata e regolare sin dal mattino. La prima colazione dovrà comprendere latticini (latte, yogurt), cereali (pane, fette biscottate, biscotti, prodotti confezionati nutrizionalmente adeguati) e frutta (fresca di stagione, marmellata, spremuta d¶arancia).
Spuntino e merenda

La merenda di metà mattina e quella del pomeriggio servono a non lasciare un lungo intervallo tra i pasti. Vanno privilegiati alimenti con un tempo di digestione breve ed un basso apporto calorico. Bastano frutta di stagione o yogurt, parzialmente scremato (dai 2 anni), o pane integrale (per esempio pane e olio o pane e pomodoro), focaccia piccola, sorbetto di frutta.
Pranzo e cena

A pranzo e cena devono essere assunti alimenti facilmente digeribili e completi dal punto di vista nutrizionale, in percentuali equilibrate. Devono essere presenti carboidrati, proteine, grassi e fibre. Gli schemi da seguire possono essere due: 1. piatto unico: primo piatto, pasta o riso o orzo o farro o polenta conditi con carne o pesce o legumi o formaggio o uova + verdura + frutta Esempi di piatto unico: Pasta e Fagioli, Pasta e lenticchie, Pasta e ceci, Riso e piselli, Pasta al forno, Pasta ai 4 formaggi Il piatto unico ha numerosi vantaggi: è saporito e, accompagnato da verdura e frutta, aiuta a costruire pranzi e cene nutrizionalmente molto corretti. 2. primo piatto (pasta o riso orzo o farro o polenta conditi con verdura) + secondo piatto (carne o pesce o legumi o formaggio o uova) + verdura + frutta Generalmente i bambini da 1 a 3 anni frequentano gli asili nido. Per questo è importante integrare l¶alimentazione del nido con quella a casa. Seguendo la frequenza del secondo piatto suggerita, sarà semplice integrare il pasto conoscendo il menù del nido: Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica Pranzo al nido Carne Legume Pesce Legume Pesce Carne Carne Cena a casa formaggio pesce carne uovo legumi formaggio uovo

Sovrappeso e obesità in età pediatrica: alcune domande L¶eccesso di peso compare quando l¶assunzione di calorie è più elevata della spesa energetica quotidiana. La causa quindi dell¶eccesso di grasso corporeo è collegata ad un relativo eccesso alimentare rispetto al dispendio energetico. Quando un bambino è dichiarato obeso? L¶obesità essenziale è una condizione clinica caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo. Lo strumento attualmente in uso per valutare il rapporto tra peso e statura sia nel bambino che nell¶adulto è il Body Mass Index (BMI) che si calcola dividendo il peso (espresso in kg) per la statura elevata al quadrato (espressa in metri). Per il bambino non esiste un valore soglia di BMI tra normalità e obesità valido per ogni età. Indicativamente uno stato di sovrappeso può essere definito in presenza di un BMI superiore all¶80° centile e quello di obesità in presenza di un BMI

superiore al 97° centile per l¶età e il sesso (secondo le tabelle elaborate da T. Cole per l¶età pediatrica). Quali sono le cause dell¶obesità infantile? Perché l¶obesità infantile è in aumento in Europa e soprattutto in Italia (meridionale)? Si diventa obesi o vi si nasce? L¶obesità infantile è in continuo aumento: recenti dati forniti dal Ministero della Sanità indicano in Italia una prevalenza del sovrappeso del 23,6% e di obesità del 12,3% in bambini in età scolare (Campania 49% di prevalenza tra sovrappeso e obesità). Tra i principali fattori correlati all'instaurarsi del sovrappeso e dell'obesità, la genetica è senza dubbio uno dei più importanti. Tuttavia anche i fattori ambientali determinati dal contesto sociale in cui si vive (che sono modificabili, per cui passibili di essere corretti con interventi mirati) possono essere responsabili dello sviluppo di sovrappeso e obesità. Come prevenire l¶obesità? I fattori ambientali che possono essere responsabili dello sviluppo obesità in età pediatrica, in quanto modificabili, devono essere attentamente conosciuti e valutati per attuare eventuali strategie di prevenzione. L'allattamento materno riduce il rischio di obesità in età scolare del 1628%, rispetto all'alimentazione con latte formulato per il minor apporto di proteine ad esso associato. In termini di prevenzione è raccomandata la prosecuzione dell'allattamento materno anche durante il divezzamento; in mancanza di latte materno si suggerisce di ricorrere a formule ad apporto proteico adeguato e posporre al termine del primo anno o addirittura dopo il 2° anno l'utilizzo del latte vaccino, per evitare di incorrere in eccessi proteici. Dopo i primi anni di vita, la prevenzione si basa sulla riduzione della sedentarietà, la promozione di una vita attiva e di abitudini nutrizionali che privilegino la qualità nutrizionale della dieta. Fattori che condizionano le scelte alimentari ‡ Il comportamento alimentare è parte di un processo di apprendimento, regolato da: ‡ la frequenza con cui un determinato alimento viene offerto ‡ la disponibilità e la varietà di cibo ‡ la presentazione degli alimenti ‡ le abitudini familiari e le esperienze nei primi anni di vita ‡ il contesto nel quale viene assunto l¶alimento ‡ l¶educazione scolastica ‡ i messaggi trasmessi dai mezzi di comunicazione (pubblicità) Il gusto e l¶assunzione calorica possono essere appresi, oltre che attraverso l¶autoregolamentazione, anche mediante un¶offerta ripetuta e, secondariamente, attraverso le abitudini alimentari (ad esempio la varietà degli alimenti, il volume del cibo e il numero dei pasti). Diversi studi suggeriscono che esperienze ripetute nella prima infanzia possono condizionare il controllo sulla scelta della quantità di cibo che verrà assunta nelle epoche successive. Possiamo ipotizzare che il bambino che si abitua al sapore ³dolce´ ed a porzioni voluminose, successivamente continuerà ad assumere le stesse porzioni indipendentemente dal loro apporto calorico ed a ricercare il gusto ³dolce´. Anche la presentazione dei cibi e le circostanze con cui vengono offerti influenzano le scelte alimentari. Ad esempio se i genitori, incapaci di interpretare una possibile situazione di disagio

del bambino, intervengono con la sola offerta di cibo in risposta alle sue richieste di aiuto, possono portare il bambino, una volta diventato adulto, a ricercare consolazione nel cibo. Abituare il bambino ad alimentarsi sin dall¶inizio in modo sano e corretto è importante soprattutto perché si è osservato che il comportamento alimentare dell¶adulto, e ancor prima in età prescolare, è difficilmente modificabile ed è influenzato in particolare dalle scelte ed esperienze fatte in giovanissima età. Alcune osservazioni: ‡ i primi 3 anni di vita sono fondamentali per la strutturazione dei gusti, delle abitudini alimentari e del rapporto con il cibo ‡ le preferenze dei bambini per determinati cibi non sono né innate né immodificabili. Occorre vigilare sulle abitudini nutrizionali (pediatri e genitori). Va sgombrato il campo da quel fatalismo che a volte viene utilizzato come un alibi e impedisce un miglioramento delle abitudini nutrizionali ‡ l¶ambiente in cui il cibo viene offerto gioca un ruolo decisivo: il cibo non va usato come ricompensa e i bambini non devono essere costretti a mangiare cibi sgraditi ‡ il gradimento di nuovi cibi può essere aumentato attraverso un¶offerta ripetuta in un contesto sociale favorevole (ad esempio all¶asilo o a tavola in compagnia di altri bambini) ‡ è fondamentale fornire nutrienti adeguati per favorire la crescita, lo sviluppo del sistema immunitario e quello neurologico ‡ bisogna prevenire eccessi e carenze nutrizionali ‡ nei primi 3 anni di vita è importante ridurre i rischi di allergizzazione ed infezione Il ruolo dei genitori I genitori hanno il principale compito di dare il buon esempio e proporre una dieta varia. Sane abitudini alimentari per tutta la famiglia permettono al bambino di imparare a decidere da solo. I genitori sono responsabili della scelta e della varietà degli alimenti da proporre quotidianamente ai loro figli ed è opportuno che lascino libera scelta sulla porzione. Un buon consiglio può essere quello di portare in tavola più tipi di verdure e di frutti (fibre e nutrienti fondamentali per la crescita) così da dare al bambino la possibilità di scegliere ciò che più gli piace, senza imposizioni. Piuttosto che proibire determinati alimenti, è meglio proporli saltuariamente, senza farli diventare abitudine. È importante anche non associare alimenti con castighi e rimproveri o umore negativo. Il divezzamento Il divezzamento non deve iniziare prima del 4° mese (17 settimane) e non dopo il 6° (26 settimane), almeno nei paesi industrializzati, dove si trovano cibi nutrizionalmente adeguati e microbiologicamente sicuri. Dal 6° mese, infatti, il solo allattamento non assicura al neonato il giusto apporto di energia, zinco, ferro e di alcune vitamine (A e D). Inoltre, è importante rispettare questa indicazione dal momento che si è potuto osservare come non abituare il bambino agli alimenti solidi entro il 10° mese rischia di rendere più difficile la loro introduzione nel periodo successivo. Non eliminando il latte materno che fornisce quantità elevate di acidi grassi a catena lunga e di

importanti fattori nutritivi (immunologici, enzimatici«) e contribuisce a mantenere ottimale l¶apporto proteico, si può iniziare con alimenti di origine animale (carne) e cereali con olio, utili per garantire un apporto bilanciato di proteine e calorie. In caso di allattamento artificiale, gli alimenti introdotti col divezzamento aiutano il recupero dell'equilibrio metabolico condizionato dalla mancata (o parziale) assunzione di latte materno nei primi mesi di vita, situazione che implica anche un diverso approccio psicologico verso gli alimenti. Si inizia con l'introduzione di vegetali (cereali, verdure e frutta omogeneizzate) e solo successivamente con le carni magre, per riabilitare l'apparato gastrointestinale a una minore densità di nutrienti e alla gestione di carboidrati a lento assorbimento e fibre solubili. In entrambi i casi è assolutamente necessario posporre al termine del primo anno o addirittura dopo il 2° anno l'utilizzo del latte vaccino, per l'estremo squilibrio dei nutrienti al suo interno, che portano a diete troppo ricche di proteine e a basso tenore di grassi polinsaturi e ferro. In sostituzione, il ricorso a una formula opportunamente adattata rimane l'unica alternativa praticabile. A partire dal 7° mese si potrà passare a semolini e pastine contenenti glutine, dargli frutta (mela, pera, banana), pesce (trota, sogliola e platessa) e prosciutto cotto senza conservanti (meglio se in forma omogeneizzata). Si amplierà anche la proposta di carne (tacchino, agnello, coniglio). All¶¶8° mese si potranno inserire nella dieta i legumi passati e senza buccia; al 9° mese il tuorlo d¶uovo (1 -2 volte a settimana) al posto di carne e formaggio e sarà possibile proporre gli agrumi. Al compimento del primo anno, si potrà introdurre l¶albume d¶uovo. Con l¶introduzione dell¶uovo, l¶equilibrio consigliato di ³secondi´ da aggiungere alla pappa nel corso della settimana dovrebbe comprendere: 3 - 4 volte carne 3 volte pesce 2 - 3 volte legumi 2 ± 3 volte formaggio 1 ± 2 volte prosciutto o bresaola 1 ± 2 volte l¶uovo E¶ opportuno sottolineare che, in qualsiasi fase del processo di divezzamento, andrà sempre garantito un apporto di latte (formulato solo e/o con yogurt) pari a circa 500 ml al giorno, necessario a garantire il giusto apporto di calcio. Infine, bisogna ricordare che nel primo anno di vita gli alimenti dovranno essere introdotti singolarmente così da prevenire allergie alimentare. A partire dal secondo anno di vita la varietà dei sapori dovrà essere allargata per evitare l'instaurarsi di una dieta monotona e della paura del bambino di sperimentare nuovi cibi.

Ogni alimento ha la sua età: Divezzamento, allergie e celiachia Allergopatie: non esistono evidenze scientifiche che dimostrino il legame tra periodo di introduzione di alcuni alimenti (per esempio uova, pesce, arachidi) e l¶incidenza di allergie. Per questo motivo non è consigliabile ritardare l¶introduzione o eliminare questi cibi incorrendo nel rischio di non fornire al bambino il giusto apporto nutrizionale. Ad oggi l¶unica strategia nutrizionale in grado di prevenire l¶insorgenza delle allergie, ma solo per i pazienti ad alto rischio, sembra essere l¶allattamento esclusivo al seno per 4-6 mesi. In base alle attuali evidenze si raccomanda che l¶inizio del divezzamento non venga anticipato prima delle 17 settimane e che gli alimenti vengano introdotti uno alla volta, per permettere di identificare il responsabile di eventuali reazioni avverse. Celiachia: l¶introduzione di piccoli quantitativi di glutine mentre il bambino è ancora allattato al seno sembra ridurre il rischio di sviluppare celiachia. È abbastanza ragionevole evitarne l¶introduzione precoce (prima dei quattro mesi) o tardiva (dopo i sette mesi). POTERE ALLERGENICO DEGLI ALIMENTI

LEGUMI: lenticchie - fagioli - ceci - soia - piselli VERDURA: patata - lattuga - carota - spinaci - sedano - pomodoro

FRUTTA: mela - pera - banana - albicocca - pesca - nocciola - noce - mandorla - arachide PESCE: salmone - trota - sogliola - merluzzo CARNE: agnello - tacchino - cavallo - maiale - coniglio - vitello - manzo - pollo UOVO: tuorlo - albume CEREALI: riso - orzo - avena - mais - grano LATTE: alfa-lattoglobulina - caseina - beta-lattoalbumina Le principali raccomandazioni per il divezzamento Le principali raccomandazioni per il divezzamento possono essere riassunte nei seguenti punti. 1 Obiettivo desiderabile è l'allattamento al seno almeno fino a 6 mesi. 2 Il divezzamento non deve essere iniziato prima delle 17 settimane nè essere posticipato dopo le 26 settimane di vita. 3 La dieta deve essere bilanciata nell'apporto di macronutrienti, e non favorire un eccesso di proteine a svantaggio della componente glucidica e, sopratutto, lipidica. 4 Durante il periodo del divezzamento più del 90% del ferro necessario nei bambini allattati al seno deve essere fornito da alimenti diversi dal latte: quindi assicurare la presenza di cibi ricchi di ferro (per esempio carne, pesce). 5 Il latte vaccino è una fonte povera di ferro. Non dovrebbe essere somministrato prima dei 12 mesi, anche se piccole quantità possono essere aggiunte agli alimenti introdotti con il divezzamento. 6 Non esistono evidenze che l'eliminazione e/o la ritardata introduzione di alimenti potenzialmente allergenici, come pesce e uova, riduca il rischio di allergie, sia nei soggetti a rischio che in quelli non a rischio. 7 Evitare sia la precoce (<4 mesi) sia la tardiva (>7 mesi) introduzione di glutine: introdurlo gradualmente, mentre il bambino è ancora allattato al seno, in modo da ridurre il rischio di celiachia, diabete e allergie. 8 In caso di dieta vegetariana, assicurare un apportodi latte (materno o formule adattate) di almeno 500 mL al giorno. Evitare la somministrazione di una dieta vegana, almeno nella prima infanzia. 9 Non salare gli alimenti introdotti con il divezzamento. 10 Evitare il consumo di succhi di frutta o bevande contenenti zucchero. Consigli nutrizionali per bambini da 1 a 3 anni Alimenti da alternare durante la settimana per il secondo piatto Alimenti carne pesce uovo formaggio legumi frequenza di consumo suggerita (su 14 pasti settimanali) 3-4 volte (g 40) 3 volte (g 50-60) 2 volte (n 1) 2 volte (g 30) 3 volte (g 20 se secchi, g 40 se freschi)

Grammature da utilizzare nella preparazione dei pasti

Colazione Latte o yogurt pane/fette biscottate, biscotti marmellata/miele PRANZO (PRIMI PIATTI) pasta/riso pastina/riso/semolino farina di mais ravioli (dopo i 2 anni) gnocchi di patate (dopo i 2 anni) PRANZO (SECONDI PIATTI) carne pesce formaggio uovo legumi secchi/freschi PRANZO (CONTORNI) insalata verdure cotte verdure crude GENERI VARI pane patate olio d¶oliva extravergine frutta parmigiano MERENDA latte intero zucchero Consigli nutrizionali per bambini dai 3 anni I 14 pasti settimanali possono essere così suddivisi: pasta o riso o cereali: ad ogni pasto principale frutta e verdura: 3-5 porzioni al giorno latte e yogurt: 1-2 porzioni al giorno carne: 4 volte la settimana pesce: 4 volte la settimana legumi: 4 volte la settimana formaggi: 1 volta la settimana uova: 1 volta la settimana Porzioni* consigliate nelle diverse età per pasto 4-6 7-9

nette cc. 200 g 20 g 30 g 30 asciutta g 20 in brodo g 40 g 50 g 80 g 40 g 50 g 30 n1 g 20/40 g 30 g 50/60 g 50 g 30 g 100 g 15 g 100 g 10 cc. 150 g5

lorde

g 70

g 120

10-12 13-15

17

18-29

Pasta Riso integrale Pane Carne Pesce Legumi freschi Legumi secchi Formaggio Verdure cotte Verdure crude Insalata Cereali pronti per prima colazione Latte

ANNI 40-50 40-50 30-40 80 70 50 30 40 100 100 50 20 250

ANNI 60 60 50 60 70-80 50-60 30 50 150 150 70 30

ANNI 60-70 60-70 60 60 70-80 50-60 30 50 200 200 70 30

ANNI 70-80 70-80 60-80 70-80 80-100 50-80 40 60 200 200 80 30

ANNI 100 80 80 90-100 100-120 100 60 100 250 350 100 30

ANNI 80-90 80-90 60-80 80 80-100 50-80 40 60 200 200 80 30

*espresse in grammi di alimento a crudo Patate ( come contorno ) da 100 ad un massimo di 200 grammi. La quantità totale a pasto di olio d¶oliva extravergine è circa 15±20g (3-4 cucchiai da the) Associazioni alimentari consigliate ALIMENTI DA ESCUDERE Tra di loro, con i legumi Carni, Pesce, Uova e i formaggi Con il pane di tipo Con carni, pesce, uova, Latte integrale formaggi e legumi Con il pane e con la Con carni, pesce, uova e Verdure e ortaggi Formaggio zucca legumi Con i cereali per la prima Con carni, pesce, uova, Yogurt colazione, frutta formaggi e legumi Pasta, verdure e ortaggi non Con carni, pesce, uova, Frutta Legumi patate formaggi Verdure, ortaggi e legumi Frutta Pane Cereali Tra loro e con pasta, carni, Frutta Pane Ortaggi e verdure pesce, uova, formaggi Patate (non più di 2 Ortaggi e verdure eccetto i Uova, carne Cereali, latte e formaggi legumi volte a settimana) Cereali, verdure, ortaggi e Latte, formaggi, frutta Pomodori carni, pesce, uova, legumi Come orientarsi nella scelta degli alimenti LATTE, parzialmente scremato dai 2 anni ASSOCIAZIONE OTTIMALE Tutti gli ortaggi, tranne quelli amidacei (patate) Con i cereali per la prima colazione TOLLERABILE

YOGURT, parzialmente scremato dai 2 anni, bianco o alla frutta PASTA/RISO/FARRO/ORZO, preferire la pasta di grano duro o integrale e riso parboiled. Si raccomanda la cottura al dente. PANE, 1 panino al giorno, preferire quello integrale o preparato con farina tipo 1 CARNE, pollo, coniglio, tacchino, vitello, manzo magro, maiale magro PESCE, fresco o surgelato, preferire il pesce azzurro. Crostacei e molluschi solo saltuariamente LEGUMI, freschi, secchi o surgelati vanno sempre associati nello stesso pasto ai cereali (pasta, riso, orzo..). Non sono verdure, ma un¶alternativa a carne, pesce e legumi, uova e formaggi FRUTTA DI STAGIONE, non frullata o passata, 2-3 volte al giorno VERDURA DI STAGIONE, fresca o surgelata, non frullata o passata, 2 volte al giorno; (le patate sono da limitare) CONDIMENTI, da preferire olio extravergine di oliva; AROMI E SPEZIE, a piacere, limitando solamente il sale. COTTURA, in umido, al vapore, al forno, al cartoccio. Colazione, pranzo, cena e merenda oltre a rappresentare momenti importanti per nutrire ed aiutare il tuo bambino a crescere...