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LIBER TAGES mostrano all'interno, a eterno spettatore

la ghirlanda di Tago
nasce il Therabuti, otto-nove e settantuno
poema in dodici canti a causa di una sosta, per via d'un infortuno
Sai Shirdi sul Biedano, fascia la sua gamba
inizia ad incantarla, e innalza una capanna

la danza qui produce, una luce misteriosa
Sebango
che attir più pellegrini, attratti dalla cosa
Om Sai Ram riuniti in quel terreno, assistono l'incanto
om Sai, namoh namaha
Sri Sai, namoh namaha vedon partorire, Tago e un primo canto
jay jay Sai, namoh namaha
Sad guru Sai, namo namaha
un secolo più tardi, ritrovan la capanna
Raseno e Kinaciau, e amici di Ghirlanda
Sventola arancione, bandiera nel giardino
filosofo Raseno, è uno storico del posto
indica ch'è in atto, un canto del cammino
butta giù nei versi, l'incontro riproposto
i presenti là riuniti, assieme ai terabanzi
inseguono la storia, di uno o tutti quanti Rifonda il Therabuti, Raseno professore
accoglie i visitandi, prosegue la missione
Partecipar la storia, è punto di partenza la Yatra brasilera, v'innesta le sue danze
crescer progredire, in nuova conoscenza e Romul curandero, la medicin dell'ande
recuperare il gap, che civiltà ha prodotto
raggiungere fratelli, ab'origini del mondo io Seba qui vi narro, pur l'insegnamenti
di Emilia contadina, e l'orto senza tempi
gli esempi di culture, rinate fuor cemento l'Emil permacultura, accetta d'insegnàr
riannodano rapporti, gruppi eco-sostegno
assieme Giorgi Taras, girovago e gitàn
in agro-sussistenza, baratti e autonomia
al sabato antenati, reincontran sulla via
Tago è l'interiore, a tutti i partecipanti
Riflette madre Thera, in religiosi canti
riti-giochi e scienza, di nomi multiformi
Tera assume ruoli, là nel palco umano
curan le afflizioni, e i cuori fan conformi Madre fata o vecchia, vita falce a mano
Tago è sottofondo, allusioni miti e gesta
la storia è nei versi, il resto è solo festa è preda e predatore, in cicli a comparire
Terror e Therapia, può Thera allor offrire
Raseno va spiegar, la via del Therabuti
falce con la spiga, pacciame e germinazio
insegue vie dei cantif, di antenati bimbi
ruotano l'un l'altro, nutrir la transunstazio
identità di gruppi, quan muore una città
il nomade riprende, l'istinto a camminàr narra un dì Raseno, l'incontro con il ganga
Mallendi scuola buiti, su lago di montagna
Seba narratore, trasforma tutto in versi
con l'assistente Sesto, cantanvano l'offici
parabol esperienze, dei Therabuti templi
purgando più pazienti, dai tossici confini
soggiorno ci rivela, si ferma e poi riparte
segue la sua meta, e scrive tutto in arte
Io con la Pamela, l'incontro là nel tempio
han maschere rituali, performano l'evento
il Seba tien compagna, Pamela la lucana
li osservo e son curioso, sento poi la forza
che gli darà dei figli, divide storia umana
la terra sotto trema, mi passa loro scossa
nei tempi di più crisi, affrontano problemi
con Lisa la taoista, gran terapeuta in fieri Raseno sempre disse, che lì nel Therabuti
persone van scambiare, più sogni ricevuti
Cultura è l'illusione, nel gioco degli umani cercan dar un senso, ai disagi del soffrire
svelata reimpostata, da piante ed animali e rivelano la strada, dei canti del guarire
la danza del creato, e terròr sacro furore
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 1
.10 ottobre, Seba: abbondanti piogge, sono umì dannose
mentre regge bene, le fasi siccitose
se poto a primavera, fò dopo fioritura
elimino quei tralci, senza gemmatura

Poto lego tralci, pure se alla svelta
Se i germogli già, alzano la cresta
Cavolo ed alloro, disturbano la vite
Basilico con Ruta, le fanno saporite

son malattie di vite, le muffe le virosi
Oìdio e botride, all’uva danno artrite
pur acari ed insetti, strage fan di sera
Assieme le tignole, ed alla fillossera

è mese di settembre, vò far vinificazio I pratici Latini, ponevano nei campi
Rustica essenziale, senza troppo sfarzo Maschere di Bacco, contro i mali vari
primo mosto che, vien spontaneamente invocano l’aiuto, per clima e malattia
mescolo col miele, lo bevo allegramente Con satira ironia, tragedie vanno via
sento ogni campana, attento per benino Già nel mese luglio, l'uva andò distrutta
e fò di testa mia, mio nonno è contadino d'estate grandinò, è maccata quasi tutta
pianto le mie viti, alla pergola o grecana ma giunse inaspettato, miracolato clima
immagino mio vino, e canto alla romana e l'eccessivo caldo, l'acìni asciuga prima
I paletti pergolati, son fatti col castagno Sèccan l'ammaccati, così senza marcire
resistono sui monti, son facile guadagno rimargina e matura, e smette di scalfire
una pergola fenicia, ripara da acquazzoni l'uva può aver muffe, sè tant'acqua viè
rinfresca posti secchi, e arsure con calori Dà un acetoso vino, in botti sporche olè
luoghi aridi inclinati, fan qualità migliore
arsura fece danni, scors'anno siccitoso
volti pur a oriente, oppur a mezzogiorno
Pioggia zero goccia, Rasèn è speranzoso
pianura maggior vino, colle miglior vino
sebbene produzione, vi fosse dimezzata
specie se all’etrusca, scendono declino
ne scappò il vinone, che restò d'annata!
Originaria d’Asia, di monti boschi belli
l'uva che ho raccolto, assieme con amici
Vite è pianta antica, forte di millenni
la metto alla tinozza, stacco poi gli acìni
a clim'aridi-resiste, e dà mille varietà
Tolgo i raspi nudi, e spremo con le mani
al potassio e sol estivo, ama maturàr
pure col torchietto, che usavo per i favi
è addomesticata, ma s'io l’abbandono
Il mosto ricavato, sul tardi all'imbrunire
torna ermafrodita, nei semi che ritrovo
metto in damigiane, di vetro e rivestite
produce grandi foglie, i grappoli piccini
vinacce torchio ancora, se la voglia resta
Poco zuccherini, quando acidi gli acini
a ricavar più mosto, da mescer alla festa
dice Columella, che dopo il terzo anno
la vite pota corta, a dare più germogli Un satiro che salta, nel cesto pieno d’uva
essa sia orientata, in quattro direzioni allegro spreme il succo, e vede scolatura
chiamale speroni, con due biforcazioni finire in un grand’orcio, di raccoglimento
qual Pithoi interrato, dentro al pavimento

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 2
Riempi bene gli orci, fermenteran in vino Dopo tumultuosa, bollitura del mosto
Pressa ancor residui, è sacco torchio fino l’ossigeno controllo, sugher tappo posto
pigia calcatorium, torchia in turcularium dar ancor ossige, or che vino è fatto
il satiro è Raseno, ci narra il vinu bonum L’Aceto bacterio, stimola al misfatto

Inizio di vendemmia, Esìodo dice ottobre Vinifico in due tini, legno di castagno
quand’Orione e Sirio, si levan metà notte cedono tannini, al succo che fa il bagno
l’uva sia dapprima, esposta bene al sole uso botti nuove, abbonite con il mare
ad aumentare bene, lo zuccherin fervore Evito le nuove, di plastica oppur rame
l’Etruria dà le Apianae, uve molto dolci
nella vinificazio, è calore e nutrimento
che attiran le api, che miele fanno buono
segreto della vita, del lievito fermento
Campania e la Sicilia danno l’uve Aminee
da Ventidue a trenta, tieni i rossi vini
da cui viene Falerno, Lucano e medicine
Taras suggerisce, col mosto giù nei tini
un ottomana dopo, di grande ebollizione
il mosto è travasato, in altre damigiane da diciassette a venti, tieni vini bianchi
filtrato dà residui, con un setaccio grano potrebbero partire, l'altre fermentazio
fermentazione lenta, fà in seconda mano puoi fare due travasi, allà luna calante
Uno sia novembre, marzo l’altro fante
Lascia un pò dell'aria, fin sotto l’orlatura
è fermentazione, digestio zuccherina
non chiudere se vedi, ch'è forte bollitura
prodotta da micròbi, in cerca di energia
trasferito è vino, a più stadi di fermento
a mantener la vita, in primordiale brodo
Metto in bottiglioni, per magazzinamento
si ciban di glucosio, espellono etanolo
dopo una vendemmia, ripianto barbatelle
il Saccar. cerevise, vive sopra i succhi
attorno d'ogni pianta, scavo le buchette
Le foglie son raccolte, poi nelle fossette di lacerata uva, e viaggia con l'insetti
Buche che saranno, a marzo ricoperte già poca quantità, avvia fermentazione1
se manca non vedrai, la trasformazione
Arriva Tramontana, è tempo svinatura
Spesso avant’inverno, termin bollitura Lente spremiture, fermentan più veloce
da varie damigiane, fò vino travasato Zucchero e calore, san lievito produrre
provo pur la botte, di legno rabbonato Ossigeno richiedon, per moltiplicazione
I saccaromiceti, che fan fermentazione
Vino si raffredda, col tempo le stagioni
Risveglia in cicli e fasi, delle lunazioni Fermentazio mosto, dura fino a quando
i modi son migliaia, per farlo in mille modi Lievito ti muore, in alcol che ora è tanto
la vite è il suo segreto, frutt’interni moti Latini usavan mosto, bollito concentrato
a corregger vino, asprò non conservato
più muovi più raffina, da tino a botte sia
cioè il vino depurato, ancor ribolle ossia Gessato oppur salato, con un pò di argilla
da ottobre sin gennaio, scarica la feccia Latte capra o albume, o bacche di mirtilla
toglila ogni tanto, vino a te s’intreccia dopo un anno due, l’asprezza ingentilisce
Il tartaro in cristalli, sul fondo poi finisce
Il rosso in settimana, bolle con piacere
Vino bianco và, pur troppo lentamente 1
Taras: “Fò 2 rimonte al giorno, ogni 12 ore sennò piglia
durante settimana, aveva rinfrescato d'aceto; se accade, correggo con resine di quercia o noce. Fò
il lievito rallenta, lo zucchero rest’alto vini medicinali agg.propoli, salvia e rosmarino (zucchero o
miele rifermentano il vino alzando il grad.alcolico). Se dalle
tue parti scarseggiano i fermenti naturali, aggiungi lieviti.”
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 3
Il tannino delle bucce, colora e da sapore raccontano i Sumeri, l’avvento civiltà
feccia antiossidante, abbonda e dà calore Enki saggio vive, nell’acque dell’abisso
Mezza fermentazio, produce un vino dolce le tavol del destino, lui tien di civiltà
aggiunta di miel d’api, innalza alcoli gocce e all’umana specie, il tesoro elargirà

Brocche a becco uccello, filtrano bevande Inanna figlia d’Enki, è Regin dei Cieli
a mezzo della lana, con frutte mescolanze ebbe assai pietà, dei popol della terra
Malt’orzo pino e quercia, e resine di cedro veleggia con sua nave, a casa di suo pà
Buoni antiossidanti, e rallentano l’aceto accolta è con banchetto, cibo e vin avrà

Bere vin corretto, con resina di quercia Enki amò sua figlia, oltre la saggezza
Uomo e vin malati, li cura e li preserva prese più bicchieri, vin che lei porgerva
i Vin medicinali, fà giungendo al mosto ubriaco l'accordò, qualunque desiderio
Pino e melagrana, e spezie del tuo posto pur tavole destino, e cultural imperio

antiche birre infuse, radici d'erbe amare Inanna caricò, gli oggetti sulla barca
avena migli miele, aggiunti a fermentare e in cielo veleggiò, ad Erech sua città
Cervogia la migliore, tien segal cereale poi sveglio da stupore, Enki rimembrò
luppol strozzapiante, aròm particolare ciò che aveva fatto, e si rammaricò

Decotto d'orzo al sole, in birra fermentò trucchi tenta prova, Inanna gli resiste
germoglio disseccato, il malto chiamerò così presso i Sumeri, arrivan le stagioni
orzo a germogliare, tutt'anno artificiale l’agricoltore Enkidu, e il Dumuzi pastore
fa birra primavera, assieme l'autunnale Istruiti e coccolati, le fan favor d’amore

Acqua calda muta, l'amido in un mosto le fecer doni al cuore, frutti e lana pura
è spontaneamente, rifermenta un frutto Dumùzi favorito, il cuor scaldò con cura
mosto a vari stadi, chiuso là in bottiglia mito ci ricorda, ogni disputa che avviene
fù spedito al mondo, da Britàn famiglia tra nomadi e stanziali, cioè Caino e Abele

La salubre squisita, aromatizzata viene Inanna d'ambizione, discese al sottosuolo
con sali e glicerina, aci lattico contiene nel reamè dei morti, valle di kur-nù-gi-a
una salubre birretta, fù tonica amarola governa giù di là, sorella sua Ereshkigal
cibo che disseta, e una medica signora che sentenzia morte, sua e mondo reàl

và nei reni e pelle, e la tolleran nervosi Al regno dei morti, viaggia lei nel mito
adatta a tutti i climi, la dò ai tubercolosi presso la sorella, rende or suo convito
Chi troppò ne beve, ingrassa pur a iosa la Regin del Cielo, che lasciò suo posto
ebbrezza sonnolente, al ridere si sposa morta per 3 giorni, questo fù suo costo

come ogni cereale, tien la sua cervogia Inanna iniziò, passàr tra sette porte
fermentazioni son, la chica e sake rosa l'obbliga in ciascuna, cedere un vestito
lor boli insalivati, tre giorni al sole posti Nuda fu alla fine, ai piedi di Ereshkigal
Li bevono ballando, gli Inca allegri forti che presa la legò, chiuse sua vagina

Raseno narra vino, che toglie inibizioni Inanna allora muore, assieme la natura
e in rito e medicina, allevia pur dolori e la Regina d'Est, va in cerca dell’aiuto
vin murratum che, si dava ai condannati per mezzi del dio Enki, trova soluzione
ad annebbiar coscienza, di pene capitali Lei rinascer può, se ha la sostituzione

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 4
Enki dio saggezza, rimedia alla tristezza trapiantano l’Ittiti, più alberi di specie
spedisce due creature, per liberar Inanna Cedri pini e fichi, con palme e con le viti
cantano a Ereskigal, l’aiutano in un parto l'Arancio e il melograno, di viti rivestito
Inanna torna a vita, la lun le fa da carro Vide Gilgamesh, dentro un paradiso

Sceglie poi l’amato, consorte Dumuzì Gilgamesh cercava, la sua immortalità
che d’allor potrà, regnar il sottosuolo presso il mare trova, Siduri a fermentàr
mentre ogni mezz’anno, Lui risalirà donna della vigna, tiene Tago in grembo
e all'equinozio autunno, si celebrerà Mortem lui moriendo, vitam resurgendo

il Matrimon divino, d’Inanna e Dumuzì è seduto Gilgamesh, mentre beve vino
festa-del-Nuov’anno, della vegetazione Incarna dio su terra, un Dioniso felino
Dumùzi torna su, dal mondo sottoterra Vive processioni, di musici e danzanti
pronto a far l'amore, con Inanna bella suona pur tamburi, corni e fiati ansanti

Tàl dramma rituale, nella cultur Sumèra Narra del suo viaggio, irp ubriaco nome
realizza nel profondo, una lezione intera da testa dell'aruspe, uscì la vigna in fior
la morte non è ostile, al mare della vita Dio-falco dell’Egitto, dei morti e dei vivi
Porta a nuovo ciclo, la vita conseguita Figlio delle stelle, nel Nilo e suoi declivi

Isis braccia alate, di Nut la prima figlia
L’anno di Sumeria, inizia al mese aprile
Nut è cielo cosmo, Geb Dio della terra
con sacre fest'unione, che son ierogamie
è lunga la ricerca, a svelar tua identità
Inanna gatta Dea, sposa il Dio-pastore
Tu sali dal Gebusi, il Num a riscaldàr
lui è la birra e vite, lei la dea d’amore
Nefti tua sorella, riflessa dea tramonto
Enki era un Dio, di saggezza e magia
vuol aver bebè, ubriaca Osìr tuo sposo
che lo stordimento, usava in vantaggio
entra nel suo letto, e Anubi concepisce
per accoppiarsi, in astuzia alle donne Set Osiri smembra, presto ingelosisce1
quando la festa, si scalda e le scioglie
Così come la vite, giace addormentata
S'ispirano agli Dei, i Re con le Regine Osiride fu ucciso, da Seth o settimana
Cantano e dan vita, a inni e dinastie Osiride è banchetto, esondazioni vino
banchetto sintetizza, vasta interazione sangue succo d'uva, giunto nuovo rito
tra sudditi sovrano, fonte d’ogni azione
Iside compagna, ricuce il vecchio rito
Felice mangia e bevi, motto degli Ittiti fungo che feconda, l'aruspe ha partorito
antenati Rasna, quattordici avan Cristo Dio-falco uccide Seth, diviene faraone
Re Suppiluliuma, appella Dio tempesta finchè Osì risorge, alla prìm vegetazione
Tarunta veste vite, su corpo sulla testa
Nel Libro sapienzale, Siracide fa elenco
Son figlio a Tinia, Dio della tempesta cose necessarie, alla vita d'ogni tempo
porto a voi la vite, le danze la sua festa Riparo ferro e sale, acqua legno e cibo
son Dioniso Zagreo, giunto da lontano Latte e succo d'uva, miel olio e vestito
ho attraversato terre, i cuori dell’umano
Egizia si trasforma, leonessa Dea felina
dopo aver laggiù, istruito sacre danze nera Dea Bastèt, in benevola gattina
e posto miei seguaci, fari di speranze Diviene protettrice, dell’uman istanze
ora giungo a voi, via nave ad insegnare volendo farle festa, offri vino e danze
il dono della vite, e i cuori a rallegrare
1
Set è marito sterile di Nefti. Nefti è sorella di Iside.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 5
La vinifer Vite, và intrecciar coi culti
nella città Bubasti, adorata sulle barche di primi antenati, in cerca di funghi
Bast il flauto suona, le melodie del fiato è cuor di commerci, e farmacopea
addomesticati gatti, nutriti dentro templi giunge con nave, su terra Europea
controllan roditori, granai di magri tempi
Quando il buon vino, in una cultura
Nata in delta Nilo, e sorgenti della Nubia una base economica, trova con cura
è sfinge femminile, che ha corpo di leone Divièn medicina, una merce preziosa
felino del tramonto, guardia di passaggio un socializzante, che al culto si sposa
Gatta con più seni, donna d'ampio raggio1
Vite pure nacque, dal sangue dei giganti
Esonda fiume Nilo, violento nel monsone Noè poi la interrò, dopo il gran diluvio
Rà-sole invia leonessa, far sterminazione Sirio tien amico, il cane stella estiva
ma infine ci ripensa, ubriaca la leonessa
nella terra calda, striscia serpentina
dimentica missione, la civiltà è rimessa
Mentre un dì Noè, pianta la sua vigna
Scorpio re l’adora, suo totèm più divino
Satana gli offrì, l’aiuto senza tigna
a far resurrezione, conserva fico e vino
innalza pure i templi, sul Sinài passaggi
sgozza in sacrifico, la sua pecorella
refrigera stranieri, d'acqua sacr'omaggi innaffia con il sangue, zolla barbatella

L’egizian Sinuhe, è buona ter Yah-hè Chi così berrà, fermento del suo frutto
Produce fichi e uva, olio latte e miele avrà pensier mansueti, come dolce putto
uccide poi un leone, bagna attorno il fusto
In essa scorre vino, e dolci cantilene
Così chi ancor berrà, sarà un leòn robusto
Io son la vite e Tu, i tralci mio Daniele
e infine Satanasso, gli fà una burlonata
la vite per gli Ebrei è l'albero messia
ripete col maiale, la stessa sceneggiata
pur in Paradiso, dimora misto al fico
sa quel momento chi, troppo berrà il vino
Israel è vigna, Yavìn è il succo d’uva
sfrenat'intemperanza, avrà del porcellino
fermento della vita, Lot è ubriacatura
Socrate insegnava, follia è dono divino
ci son torri giganti, in campi nei frutteti
Trasmette bocca-bocca, erotica suo vino
Capanne pur in pietra, belle con 2 piani
sapere condiviso, la maschera intravede
il piano superiore, arredato per sdraiarsi
arcaica mente s’apre, e cura ti concede
Mangiare bere vino, e d’aria rinfrescarsi
1 uomo santo sono, questo vai dicendo
a pian terra è la cantina, dove si fà vino
Ubriaco e malizioso, pure tu m’hai visto
si tengono raccolti, per l’inverno arrivo
Meglio oppure peggio, d’altro io non sòn
quelle torri in pietra, e ripari stagionali
Ma visto ho la visione, e vita mia consòl
affiancan le capanne, di pelli di animali
Epicuro uomo sano, sapiente tien il vino
in Tabernacol festa, ebraica di capanne
igiene e medicina, controveleno ai mali
si abita là dentro, per sette giorni sante
si basta a rallegrare, il desco quotidiano
a ringraziar i cieli, dei frutti della Terra
in acqua fuoco cibo, miele vino e festa
un vino di collina, d'argilla o di vulcano

Aiuta dopo un giorno, fatica o di dolore
1
guardiana di Tebe e mondo sotterraneo, previen In moderazione, produce acum chiarore
Passaggio dei vivi alla terra dei morti tramite l’enigma; se s'eccedi in euforia, produce stordimento
è risolto la sfinge si autodistrugge, scopo del suo esister è
sbriglia l’emozioni, oltre ogni commento
stato raggiunto
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 6
assieme a fichi e fiori, cura depressioni
tristezza e dispiaceri, scova butta fuori alcòl rafforza braccio, rallenta ragione
e assieme con la ruta, cura le punture fa audace l'assassino, temerario il ladro
vino e l'altre piante, fà mediche tinture produce diserzioni, tra eserciti più vari
ricorda è la misura, il segreto degl'umani
qui cita Mantegazza, Raseno mescitore
che dona ai simposianti, vini con parole fù buono in terapie, di malattie febbrili
secondo le stagioni, e i luoghi dei coltivi se dato a basse dosi, è come flebo cibi
alterna le bevande, assiem altri nervini sèn suscitar calore, ripara forze interne
di muscoli e di nervi, e ghiandole secerne
“Alcool ambivalente, aiuta o distrugge
Riempie galere, brefòtrofi e ospedali l'alcol poi rallenta, le combustion interne
molla del progresso, balsamo e veleno e rende men sentito, bisogno nutrimento
di medici ed affari, atteso abuso esteso accresce pur urina, previèn più malattie
stimola emuntori, pulisce sangue infine
Forza ai debolucci, poesia all'analfabeta
ha mil travestimenti, il vino e birra vera Se bevi mezzo litro, emetti orina che
ebbrezza è gioventù, in vecchi ritrovati se viene distillata, dà un carburante ver
apre il tempio a tutti, a mistici e profàni ha odore spiritoso, emanato dal cervello
aiuta forza cuore, calore spande interno
già un vino da solo, basta a fare festa
Ciascuno vi ritrova, ebbrezza che ricerca “quan sorseggi vino, ricordati Dionisio
in orzo come in uva, latte e pure frutti Signòr del sottosuolo, col sole più divino
stà l'orgià più brutta, o poiesi d'alti flutti viene veleggiando, da basso mare Nero
Sbarca con la vite, quà nel mar Tirreno
da ebriulare verbo, vien brillo da vino
l'espansion di cuore, e l'ilarità con brio Travasa il ditirambo, Raseno qui stasera
seconda delle dosi, perverte od abolisce Beviamo diamo al vento, i torbidi pensièr
sostando nel cervello, in fegato reagisce Gaia beve l'onda, che giù dal ciel le piove
il sole beve il mare, la luna i raggi al sole
in malattie virali, antisettico impedisce
rapi ossidazione, di mattoncin del sangue Beviàm leti beviam, cantando celebriamo
per l'uomini sciupati, da mezza civiltà Turanna dea d'Amore, letizia tien in mano
Bevanda spiritosa, buon medicin sarà in grembo la dolcezza, lenisce l'amarezza
dilegua ogni tormento, ritorna la purezza
Ma l'alcolismo acuto, con vomiti di muco
può dare emorragie, vertì delir confuso Sembraci di nuovo, ber nettare di Giove
beviam allor beviamo, tristi idee lasciam
coliche e diarrea, malessere secchezza
al bando tutte noie, guadagni tu quando
gran dimagramento, ostinata stitichezza
ciò ch'è destin d'uomo, vai tu rimirando
fà vista minacciata, i muscoli contratti
è corso vita incerto, io bere v'ò di certo
scosse e convulsioni, e paralisi negli arti
saper nulla m'importa, il fato tutto porta
catarro alla vescica, degenerati i reni quel che sarà di me, ora ebbro io con te
testicol imbecilli, e pudore senza freni abbandono pensieri, Bacco canto in me

abusi di alcolismo, han paranoie varie così pur poeti turchi, cantan stesso vino
astinenza isolamento, rimedi a tali guai qual zolfo d'alchimia, qual liquido rubino
perfin i puritani, frodavano gli indiani scaccia via veleni, è un medico dei cuori
ubriacandoli intascando, i loro beni vari Vino è Teriaca, primo igiene dei dottori
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 7
esilarante medicina, riduce distruzione acqua mista a miele, fù prima bevanda
ebbrezza salute, compensa nutrizione idromèle dei latini, in succo d'uva canta
compagno del lavoro, musica d'artista fermentan tutti frutti, popoli del mondo
dà calor sudore, a pelli secche in pista affar e fantasia, aumentan loro conto

principe par Vino, fra l'alimen nervosi Dessèr vini liquori, son forti tumultuosi
sue infinite varietà, e migliaia di sapori irritan la donna, ai nervosi son dannosi
cur a molti mali, scintilla d'entusiasmo i vini dolci invece, san esser digestivi
sprona ad ogni età, gioie senz'inganno in piccine quantità, dopo var spuntini

in alcuni climi, fermenta l’uva in grappi i vini amari hanno, più toniche virtù
animali e uccelli, ne mangiano ghiottoni amici della pancia, e dèi nervì dei più
il moscerìn di frutta, e il lievito del pane Vin amaro è caro, proverbio del toscano
Assieme all’elefante, s’ubriacano col cane Chianti vini bruschi, barbera dolc-amaro

Uomo primitivo, fermentazion del mosto son gli aromati vini, di facil digestione
vede misteriosa, un fenomeno nascosto
salati e traspiranti, salbèrri e vaporosi
euforia d’ebbrezza, a ricchi e poveretti
prendono di più, le gambe che il cervello
Espressa da divini, microbi e folletti
Lanùsy di Sardegna, e Monvecchio bello
dal sancrito vena, vuol dir delizioso
i pesanti Vini sono, gli insipidi ordinari
inebriante liquore, drogato e vinoso
ai Vinalia dei lidi, può tacere la fame manca zuccher-alcol, hanno sol tannini
l'espongono al sole, rasna e romane Buòn vino fà bon sangue, indi bon umori
umori bon pensieri, di oper buon padroni
Succo dell'uva, fermenta più o meno
converte in alcòl, carbon-acido intero la donna beva vino, buono in medicina
con vinacce residue, si fabbrica posca ai vecchi sia da poppa, tepor all'alma fina
miscel d'acqua-aceto, dato alla mosca cavallo del poeta, Bacco è pur pennuto
poiché sollleva in alto, l'uomo reso nudo
il profùm di molti vini, or si po' imitare
se l'aci carbo eccede, vino fà spumante Venere sen Bacco, tiene freddo ardore
l'azzurro delle bucce, per l'acidi fà rosso Donna che ne beve, appanna suo pudore
il vino contien pure, un eter sale e solfo vìn pessimi indigesti, dan coliche diarree
assièm l'adulterati, ammazzano chimere
Palato è giudicante, capacità inebriante
avanti l'occhi e naso, resta sorseggiante no vino per fanciullo, poco a giovinetto
in lingua palleggiato, il vino lentamente bev'acqua avanti pranzo, e vino sulla fine
scivola alla gola, in sapori di gradiente meglio poco e buono, chè molto e cattivo
chiaro amaro vecchio, gioventù ravvivo
in paesi freddi vedi, gagliardi trincatori
con prostitute fabbri, fornai e muratori buòn vin impolverato, ristora la vecchiaia
oppiaceo del cervello, stimola endorfine passato appar più rosa, futuro più sereno
con relazion sociali, oltre ogni confine la vita appar felice, perfìn nell'ora tarda
ricorda saggezza, è moderazion costanza
Vini indecomposti, dolci un pò indigesti
son zuccherini cibi, poco aci digestivi un giorno con il vino, Raseno ci ha lasciati
a fermentar di più, faràn asciutti secchi col canto e con il gallo, è lì fra gli antenati
aiuto a ventri pigri, e latte per i vecchi Taras per custode, lignaggio ci ha lasciati
Io seguo il terabai, Sebango i diari canti

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 8
Bevi oh pifferaio, qual vaso di sapienza Tutto tu vedi, e ciò che vedi è nulla
sapida l’essenza, che scol dal cannellino ti parlan tutti e ciò che ascolti è nulla
sapore sempre fosti, in corpo d'invasato mondi percorri, ciò che impari è nulla
Bevi attore nato, o Raseno forsennato! mediti e pensi, e pure questo è nulla!

Non son cristiano, ebreo o musulmano a quest'antico mondo, nessun rimane
Non sono d’oriente, neppur d’occidente andaron andremo, altri pur andranno
Mia anima divina, è fuori giorn e notte salutando i corpi, l'anima tua e la mia
coppiere coppa e vino, recitan la sorte gettano nei forni, la terra tua e la mia

Al mondo io venni, e un perché non so Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio
per soffiare sabbia, voglia il vento o no giochi il breve gioco, al nulla ricadiamo
sol mi riconosco, al cuor del Beneamato Mondi lieti entrammo, tristi ripartimmo
ubriaco ed esaltato, danzo un Dio rinato dammo vita al Vento, nulla riverimmo

Stato di-vino, ebbra luna d'acqua bosco Or bevi ché tu nulla, sai di dove venni
l'acqua di balchè, ridesta un cuore fosco lieto resta poi, non sai dove tu andrai
In catarsi spettatori, son resi pure attori porgi il bicchierino, che mondo è fiaba
trascesa è dualità, son tutti spett-attori porgilo in fretta, la vita passa e sfiata

Son io distaccato, in grazia della coppa Esser e non esser, salvezza e destino
ogni azion che feci, esente fu da colpa cielo inferno misteri, son parolaio fino
stupido e ordinare, a chi no sa obbedìr in tutto il mio studiare, vidi sol confino
peggio poi sarebbe, se Dio và incollerir resta sol quaggiù, profondo solo il vino

Giardino Therabuti, fu sorto dai boccioli ognun Ti cerca, non sa che Ti possiede
ogn'alba ricevette, l'acqua pei suoi fiori come sale in mare, ci sei e non Ti vede
dall'essere ubriachi, gli uomini veggenti Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare
distillatori d'acqua, misteri impenitenti davanti un caro viso, sosti ad ebriulare

Raseno amò Khayām, vino Rub'iyyat in moschea madrasa, chiesa e sinagoga
lui che d'ebbro vino, natur può rivelàr temon fuoco inferno, e cercan Paradiso
se ogni cosa al mondo, al nulla finisce Seme in tai panni, pure mai germoglia
stà col cuore lieto, tutto al fin perisce in teste di chi beve, il Vin senza foglia

e vengono i Profeti, a cento a cento quan l'Eterno, m'impastò a sua guisa
ragionano di luce, al mondo attento la mia sorte intèr, l'aveva già decisa
uno ad uno poi, chiudono gli occhi il bene o il mal, lo feci a suo servizio
e dileguano poi, in lontani rocordi perché dunque, un giorno di giudizio?

su dal centro terrestre, sette porte Se io mi ribello, dov'è l'onnipotenza?
passando io, di Saturno trono uscìa s'io pecco o svio, dov'è la prescienza?
molti nodi scioglier, seppi per la via se tutto il cielo, si deve all'obbedienza
non potei quello, dell' umana sorte dov'è che val Signor, la tua clemenza?

Perché mai, tanta foga di sapere? Chi non peccò? La vita o Dio che vale
l'avvenir, indagar il sen profondo fuori l'ebbrezza, esiste il condannare
Sta allegro e bevi! a fare il mondo il bene e mal, ch'io faccio tu lo vuoi
nessuno, ha chiesto un tuo parere! e s’io mi vesto, i panni son pur tuoi

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 9
or un pentolaio, maltrattava un vaso Poesia è perturbatrice, che l'emozioni dà
Disse questo a lui, voltandosi ribello: Violente oppur sottili, sà archetipi creàr
O smemorato, qual furor t'ha invaso? Achille Ulisse e Rama, rafforzan società
non sai ch'io vissi e ch'io ti fui fratello? decàde infine scema, se razional si fa

Se Tu non bevi, orgoglio ed impostura Educazion aiuti, all'autonomia dell'altro
Non biasimar lui, che vedi ubriacatura che pur relazionato, tien l'animo librato
portami vino, perché presto amico mio rapporto e autonomia, sian 2 poli amici
con nostr'argilla, faranno orci da vino sviluppano l’un latro, senza gli artifici1

Fugge il tempo, nell'attimo cui scrivo Miglioramen del cuore, quotidiano sia
più non è! trinca e parla allegramente al fin di realizzare, una personale via
La fortuna? È un bel sogno fuggitivo! Dissimili possiamo, essere dagli altri
la giovinezza? l'acqua d'un torrente! nell’interiore spazio, fior aperti scaltri

Stolto o amico, chi spera di risolver Filosofia ci aiuti, tagliar attaccamenti
gli alti problemi, e tenta l'argomento Adiafora diceva, Epitteto nei commenti
accorda l'arpa amico, noi siam polver conta quel che hai, non ciò che vorresti
porgi amico la coppa, noi siam vento a vivere e morire, sen timor godresti2

usanze dell’amore, ignoran convenzioni Raseno qui accarezza, Epicur filosofia
Amore detta legge, azzera nome e onore accomuna uomo piante, vità vegetativa
Silenzio vuota coppa, non strappar il velo Mentre quel dei sensi, l’ha con l’animali
impara la pazienza, impar esser discreto ragione e sentimento, è la sfer d’umani

Rasen citava Vico, a svelàr tramà poiesi Epicuro in 4 passi, aiuta far passaggio
inguaribil Pan-teista, ovunque vede Dei! la morte non è fine, felice faccio il salto
su fantasia si fonda, divina trascendenza estingui la paura, di Dei e dell’al-di-là
prende corpo in tutto, è poetica sapienza
thanato non c’è, se l'anima è ancor quà3
Poiesi è persuasione, la maxima orazione
un vuoto di piacere, io curo dimostrando
riassume Cicerone, è magìs del testimone
ch’è facile ottenere, senza sforzo tanto
storia è luce vita, dellà memòr dei tempi
piacere è sensazione, pilastro della vita
si affida a voci forti, degli oratori eterni
guidato da saggezza, salute ver invita
Poiesi è devozione, l'incanto del cuore Un fisico dolore, al tempo vien legato
che trae la passione, dal Sole interiore Breve transitorio, se acuto dura poco
è la forza del num, che s’agita dentro esce o porta morte, un lieve sai lenire
Fuoriesce travasa, comun sentimento a mezzo terapia, amicizia per guarire
qualunque civiltà, coltiva sua memoria 1
Educar significa e-duscere, tirar fuori da dentro; l'uomo non
a mezzo testi sacri, giustifica una storia è vaso da riempire, ma fuoco da suscitare; l'anima ha bisogno
il politico v’attinge, lezion per l’operare di relazionar e comunicar per svilupparsi in autonomia.
2
Lo storico oratore, ne celebra il morale Se perdendo tal cosa o persona, ciò mi sconvolge,
significa che ne ero dipendente; che importa quanto
Poi è il fabulatore, ornato e cadenzato potente sia l'uomo che temi se il male massimo che ti può
cagionare te lo può cagionare chiunque?”
che i miti ricolora, per lode all’antenato 3
Epicuro: “se ci siamo noi non c'è la morte, se c’è la
coscienza che ritorna, Achille fa Maciste morte non ci siamo noi. Morte è privazione di sensazioni
d’Annunzio con la penna, miti trasferisce e l'anima è un vento caldo (vir, pneuma, num) diffuso in
tutto il corpo. Alla morte, separazione di tutti gli atomi ,
cessano sensazioni.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 10
Pur quattro rabbini, una nottè di luce
modello educativo, vigente è superato Un angelo risveglia, e in alto conduce
non educa gli umani, e non dà filosofia vedon sette volte, la ruota d’Ezechiele
cosmo gran pensiero, dice fisio inglese sùlla via ritorno, il primo non ci viene
Reale è un illusione, e Lisa già l'intese
e il secondo dice, esser solo un sogno
Son tutte malattie, malesser di morale terzo ossesso và, chiarire bene voglio!
è morale imposta, la malattia più grave Quarto è poeta, e lo trascrive in rima
sorgenti di morale, interiore sai cercare poi canta e ri-vive, meglio di prima
così ricorda Kant, se credi puoi donare
L'esperien satori, cugine ai luci sogni
filosofia non è, un ostèntazion discorsi se ne perd'essenza, oppur loro ricordi
è pratica di fatti, dzochen dei riscontri ripeterle si tende, l'istinto sa e riprova
Natur esige poco, opinioni esigon molto fin chè torni chiara, come prim'aurora
I falsi desideri, nascondono tuo mondo
Il senso del rito, è costruito dal gruppo
è nostra natura, simile a un cristallo serve affermare, e trasmetter messaggi
Spazio interior mente, pacifi e naturale Esiste un legame, tra studioso e società
l’emozion inquiete, distruggono la pace Il primo dà risposte, l'altro può innovàr2
sol vacuità del sè, spettacol và mirare
Mentalità d'un luogo, fan storie culturali
Sostanza ver del cosmo, è illuminazione sempre fu mestiere, o frutto di artigiani
la pace del tuo cuore, è real liberazione Gigàro maculatus, lingua che si sdoppia
c'accompagna pure, duràn morir uscire In uva della serpe, e signorin di stoppia
senza più paure, e senza alcun soffrire
Re-bis è il suo nome, cosa doppia in sè
Se sacrifichi il presente, per idea futuro Tutti or siamo artisti, artigiani e poietè
alla fin sarà tuo stile, sentiero vita scuro giace dentr'ognuno, uomo-don che sia
apprendi l'umorismo, la morte non esiste Antica e originaria, è natur androginìa
scoprir l’eterno riso, che liber ogni triste1
giace nella donna, l'animus maschile
Cosciente dell’eterno, presente dentro tè L'anima nascosta, in uomo è femminile
trovare dentro sè, lo specchio del divino
un dì potran morire, sott'ombrello Zen
è vivere il mistero sempre e di continuo
accompagnato poi, in modo ver più bello
col canto degli amici, e versi a carosello
Pulsion di libertà, vuoi Seba realizzare?
bisogna riconosca, lo scopo dell’amare
a livello emozionale, non solo razionale
Conoscenza e libertà, amore e poesia
se solvi le memorie, estingui sabotaggio
Piè quadrangolare, che un tutt’uno sia
gioca con la sabbia, e vedi che riaffior
emozion profonde, d’immagini interior amar è comprender, natura del doppio
Rebis o androge, di nostra psiche sotto
esiston tre satori, o qualità di ananda conoscere co-nascer, nascere di nuovo
son figlie di livelli, profondi di coscienza Amàti nell'altro, e raccoglierai rinnovo
Uno intuisci o vedi, è l‘Himalay lontano
2 raggiungi vetta, tre rimane in mano

2
Carlo Levi: “in Lucania, significare qualcosa con parole,
1
Lisa:” Aiuto i bambini a trasformare la loro rabbia e odio è realtà, una cosa che agisce, un poter magico che
in amore, grazie al senso dell'umorismo, vera lingua di magnetizza lo spirito incantato, onde provocare piogge o
Pan.” guarigione”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 11
Faccio ogni poesia, a letto con amore il tabù della morte, è tabù molto forte
Arde lor entrambe, fuoco d'interiore ogni rito attualizza, l'intera sua notte
Vita e teoria, son 2 aspetti dell’Uno è data tal scuola, nei culti dei Faune
che volan mutando, dentro ciascuno nel num che ribolle, nel Buiti nel Daime

Viver unità tra uomo e il suo operato Infinito e discontinuo, vortice del mondo
è Ardhanarishvara, alchemico trovato che lega or tutte cose, con l’unica scintilla
trasforma tutti mondi, in unità totale la prima e ulti del corpo, pneuma soffio qi
consegue minerale, Pietrà Filosofale Vittima e suicida, il Giorno è insiem così

Poièsi è la creazione, Lapis filosofale smontò pretesa Kant, di aver la verità
Stimola la lingua, più stimoli evocare nell'unica teoria, per l'altre sbarazzàr
svela la passione, che agita entro me
a mezzo strategia, etichettatur priori
Esplora i sentimenti, li nomina per me
categorie artefatte, in umane confezioni
L'artista è demiurgo, tecnico e creatore
Pittore oppur scultore, vasaio o tessitore
e scopre in verità, non c'è una verità!
solo tanti occhiali, che i mondi san filtràr
Poièsis è creazione, l’azione del poetare
Poiema n’è prodotto, giunto a suo finale è sintesi e radice, di ogni conoscenza
scientifica oggettiva, sol la tua coscienza
Grand Opera alchimì, è frutto Magistero
Hora et Labora, al campo e tempio vero cerco un altro io, che voglia me ascoltar
Letizia e sussistenza, son l’essenzialità specie nelle feste, ho piacer comunicar
in lavori d’intelletto, nel far manualità riflettermi nell'altro, così capir qualcosa
piacer della scoperta, mondo mi rinnova
Pitagora d'abdera, fonda scuole templi
a riportar salute, muse e numi esempi senza dell’Io Sono, nulla in fatto esiste
Metempsicosi dice, son anime migranti Manca quel soggetto, Tago in ciò consiste
tra corpi vivi e morti, in danze itineranti il real è tal in quanto, passa la mia mente
e coi sensi stabilisce, mercato ricorrente
Raseno suo Pavese, riprende col narrar
pòr fine a un ciclo storia, è l’uni libertà Io con gli Altri sono, siamo sol concetti
al suicidio dei falò, ritornano gl'istinti alfin siam proiettati, come forme oggetti
brucia sua scrittura, risorgono gli estinti suono che propaga, diverse le frequenze
vocali-consonanti, ma identiche l'essenze
la Fenice dell’Egitto, rigenera sull’ara
Gesù diceva sempre “Je suìs devolution”
brucia vecchie piume, caligine dall'occhi
pur l’Aquila tirrena, brucia prima al sole ritorno alla radice, di prima condizion
nell’Acqua d'una fonte, recupera vigore impatt'immediato, su coscièn dell’Altro
che così ricorda: “Tù Sei Io senz’altro”
l’Aurora nascendo, sà del suo divenire
Giorno a lei davanti, atleta del meriggio Io sono perché siamo, sei e siamo stati
pur già roso in viso, da fuoco solleone Sono Te e Tu me, entrambi siam vibrati
fuoco da cui nacque, e uccide or in ore Una è la coscienza, uno è il mondo ma
infiniti i lor colori, che i sensi san vibrare
in 1 baleno Giorno, Crepuscolo si scopre
dell’Esistenza tutta, calata è già la Notte Tutto va compiuto, Nul è mai accaduto
in posizion fetale, s’adagia ogni creatura è perenne verità, che tutto è già compiuto
che anticipa or in sé, la vita nascitura Il letto ci possiede, e noi lo possediamo
Non c’è contraddizione, sol diverso stato

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 12
quan Bardo della Morte, su me risorgerà I terreni dati a strisce, simili per tutti
io abbandonerò, miei possessi e vanità a prevenir contese, comuni vanno frutti
il mondo intera storia, infin conoscerò Oggi a mio terreno, poi al tuo andremo
In chiara luce poi, illusione scoprirò lavora battaglione, per vitto dato intero

e appare decisivo, lo stato mio mentale riscoprono Jurema, del cuor il sol aiuto
al momèn che avviene, l’attimo cruciale i nuclei familiari, di produzion consumo
a morir serenamente, senz’attaccamenti il gruppo convocato, esegue cerimonie
oggetti materiali, sbarazzo sen commenti convoca il pajè, per scuole ambulatore

gli abiti mentali, le idee e le convinzioni Pajè fa pulizia, i malocchi scioglie pure
son tutte senza senso, e senza condizioni Radici foglie e fiori, servon bagni cure
così che nella morte, avrai minore brama Le acacie del deserto, aiutano alcolati
desidèri che, ogni mente afferra e trama rizomi usàn Pajè, pestati e macerati

Yatra amica a Lisa, staser al Therabuti Radice vien raspata, a eliminar la terra
ci narra dei Kariri, e dei culti lor aiuti lavata e tra due pietre, posta poi pestata
in terra Brasiliana, studia coi Kariri la massa qui formata, in acqua macerata
il culto da Jurema, e gli ouricuri riti spumosa poi fermenta, catino birra data

Su terre depredate, riprendono diritti a infuso vien aggiunto, capi o passiflora
radici e identità, indigen mai sconfitti foglie di tabacco, secon lo scopo e cura
Kariri del Sertão, il deserto brasiliano un vino da Jurema, Alençar ci descrive
rivendican la terra, dell’antenato nato nel romanzo cui, Iracema muor e vive

Terra dei kariri, ha semi-arìdo clima Calma mal di denti, dolori della testa
fiumi intermittenti, rare piogge in rima contrasta malattie di venere in trasferta
chiedono allo stato, espellono invasori Radici e foglie infuse, son birra preferita
nei latifondi chiusi, fanno occupazioni d’esseri Encantados, alla Toré impartita

stringon rapporti, con gruppi qua di là è Rito del Toré, lor parte di credenze
avviano pur azioni, che creano identità Jurema identità, è centro di esistenze
credono processo, organizzar conviene vino che s'incontra, nel modulo rituale
ògni nucleo case, or tiene consigliere simbolo d’unione, uman e sovrumane

semplifican Kariri, forzà sopravvivenza Toré vien realizzato, sabato alla notte
pur colonizzati, ri-elaboran credenza in un terreiro ampio, recinto con 2 porte
re-inventano passato, e identità tribali che ospita quel vino, in vaso da jurema
che limitan confini, di territor rituali dove poi si svolge, sequèn rituale intera

ripratican Kariri, agraria sussistenza origin da Ouricuri, suo nocciolo primario
manioca con fagioli, mais e frutti bosco tutto quel rituale, vediamolo man mano
èccedenze d’orto, destinano al mercato inizia cerimonia, e arrivan le persone
magro lor raccolto, li spinge al salariato fin recinto chiuso, iniziàm defumadore

deserto non consente, vari ben primari Defumador limpeza, è lavor di pulizie
reinveston in paese, cooperative vari diretta dal pajé, per mezzo delle pipe
intercalano fagiolo, piantato con il mais copre inter terreiro, fumo grandi pipe
aprile tutto maggio, raccolto agosto vai inizia là ingestione, delle jurèm bebide

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 13
donan le bevande, più consiglier locali dentro tal foresta, esiste altro villaggio
pajè o figur rilievo, di gerarchie rituali per vivere durante, i rituali di passaggio
specie nelle danze, inviti d'encantado pochi arbusti stanze, ad ospitar famiglie
venir partecipare, al clima incorporato per weeken rituali, e inizi d’ann’insigne

il Pajè inizia il Torè, danza orar rituale Foresta d'Ouricurì, un set di riti e feste
flauto suoni danza, attòr fuoco centrale Mata dos encanto, e insieme di credenze
presenti qui riuniti, con birra di Jurema potèr v'è rilasciato, a mezzo piante frutti
entran alla danza, sciolto ogni patema Caboclos della mata, ritual curano tutti

qual medium festanti, danzano il Torè tal riti nel passato, son feste Varakidra
chiedon guarigione, li guiderà il Pajé durante la stagione, del Cocos coronata
tramite la danza, purgàn sofferenze la palma i quali frutti, chiaman Ouricuri
affumican più mali, tramite l'essenze incarna Warakidra, Dio Jupiter dei Tupi

danzano in costume, belli ed adornati attraverso di Jurema, detta pur Sonsé
copricapi in piume, càboclo antenati Bizamu guida gente, rapporti fuor tribù
in trance posseduti, dagli esseri di luce l'aiuta e li dirige, in scelte assai cruciali
che la loro danza, in cerchio riconduce al fin sopravvivenza, dei lor universali

ciàscuno diviene, a modo suo mediùm “Ouricuri tien segreti, invisibili rituali
scendono nei corpi, encantado de Luz A volte pur Pajè, invita i non-indiani
Son spiriti uccelli, di primàr memoria solo per 2 ore, poi invita lasciar rito
Cantaci ora Yatra, Juremà sua storia Confine e identità, è politico convito

sue scorze radici, nel sole nascente Cura religione, viaggiano d'assieme
batto con coccio, o contro la roccia L'essere curati, è un esser benedetti
tutto poi spremo, del loro possente la person malata, ha spiri intrappolato
e schiuma surplus, scòl via coerente parzialmèn rapito, o vittima d’un mago

e raccolgo in bacile, radice interiore I contatti con Jurema, curàn loro gente
mollo una notte, in acqua freddore ingeriscono divino, in albero presente
strizzo l’ammasso, e l’acqua colora li abilita a vedere, il mondo spirituale
diventa marrone, rossiccio vin ora” ripieno delle forze, di sinergia tribale

attorno alla Jurema, variano i rituali la cerimon Jurema, è innesto di culture
secondo le miscele, botani e culturali che supera confine, di razional strutture
più figli di Jurema, conoscon la divina il rito Juremado, Toré o Praiá do negros
è parte di Ouricuri, lor volontà di vita Incorpora caboclo, nel brasiliano credo

conservano foresta, in area depredata or molti villaggi, portano a concerto
al fin di proseguire, ragion di vita data Indigeno folklore, ricco eppur sofferto
il libro è la foresta, che loro storia cita ritual della Montagna, d'Umã ed Orubá
sono parte d'essa, e Jurema lor invita1 celebra Rodelas, un villaggio dei Truká

1
Yatra: “I defunti nel Brasile del nord-est, seppelliti vita, è il loro essere originale. Per essi, bisogna divenire
vicino le radici, si legano e incarnano in alcuni alberi sacri foresta-alfabetizzati al fine di decifrare suoni e significati
così com in India avviene per le vacche sacre. Molti che tracciano la loro comune origine con altri esseri della
chiedon a tali piante di mostrare il loro destino in sogno. I foresta co-participanti nel loro presente”. Pajè Francisco
Kariri percepiscono le piante come simboli viventi dei Suira: “Il jurema che noi prepariamo non ci rende
loro antenati dove le radici e il tronco dell’albero della ubriachi, ma possiam parlare con gli antenati”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 14
là si danza e prega, dentro d'una grotta
Cabocla possessione, inizia infine monta
d'intorno poche piante, ostili del deserto
assieme Rio Francisco, seguono l'evento

Truka fan mistura, aglio ed aquardente
Jurema pure cura, ciascuno pretendente al coro di stasera, il Romulo richiama
Sebben hanno bevuto, medium spiritati la storia della coca, e un mito Barasana
sobri sono infine, seduti ed appagati in seguito ci narra, del popol Yanomami
e la medicin yagè, nei culti ancor rinati
bevono i Kaimbè, alcolati a celebràr
hanno questo mezzo, a decondizionàr nei Barasana clan, il cento è la Maloca
vuote le bottiglie, di grappa brasiliana comune grande casa, multifamiglia rosa
circondano l’altare, ogni fine settimana in gerarchico livello, l'età dà posizione
accesso alle vivande, e lor preparazione
fedel abbandonati, in suppliche danzati
corteggiano discesa, di spiriti incantati prodotti vari cibi, da femmine da maschi
ciascuno sperimenta, cambio identità focacce di manioca, o pesce e carni vari
e attiva guarigione, latente a collegàr il giorno è per il cibo, la notte per il rito
tramite bevande, descritte in loro mito
al tempio Terabuti, Jurema pure vive
nei canti dell'incanto, a varie comitive un mito che risolve, sociali relazioni
nel salon dorato, quan Yatra lavorava conflitti indefiniti, incanala a soluzione
assieme coi caboclo, rinarra la sua mata donna cuoce cibo, l'uomo impasta coca
dono di antenati, che i canti bene sposa
a mezzo loro corpo, nudo e decorato
donne dei Witoto, spiriti hann'attratto il giorno senza coca, resta sen struttura
unisciti alla danza, e fa la tua canzone la coca dona scopo, sostièn fatica e cura
ci guidin antenati, trovar la connessione l'uomo riesce a fare, quotidian tran tran
e canto memorizza, ogni cosa che sa far
età dell'oro tracci, antiche prime strade
nei cieli della mente, e terre mai violate pur birra e lo yagè, diventano la base
stemper suoi confini, l’inclinazion libido per scambi e relazioni, in codice graduale
androgino sistema, sessuale concepito canali e corpi stessi, degli antenati primi
i clan delle maloche, riunisce negli inviti
Yaba è femminino, Aboro è mascolino
ogni genere entità, recita un suo mito Nei miti Barasana, manioca e coca sono
terzo aspetto sale, possiede l'individuo coltivi donne e uomi, legati a sesso fuoco
collega in armonia, l'originale ambiguo son corpo di antenati, Yeba con Yawìra
unione delle genti, di fium e terra prima
digiuno di possesso, o liber espressione
in vulcàn di desiderio, accumula l’orgone Yeba è l'uomo boschi, giaguaro incivilito
dentro possessione, una libido inespressa da moglie sua Yawira, e il suocero convito
satura or esplode, la frustrazion depressa che gli offre var prodotti, capaci a coltivare
Yawira è la manioca, tabacco il pene padre
un cibo materiale, con quello immateriale
tuo corpo lo ricerca, è spinta esistenziale la coca dopo arriva, per via di scappatella
il corpo alimentato, è il sogno del tuo Sé tra le sorell manioca, e i fratelli di Yebà
travasa la sua forza, e scende dentro te muor eiaculando, il minor a gamb'aperte
ricamo shpibo - folletti ed enzimi il corpo divien coca, e affianca le scoperte
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 15
sacerdoti di Apus, fan pur l’aruspicina2
il nuovo patrimonio, unisce ora i 2 gruppi Diagnosi dei ventri, di fauna da cucina
e trasmette identità, nei miti e i riti tutti ed usan divinare, collàn portar fortuna
madri passan figlie, talee della manioca semi rosso-neri, Guairuro è pianta runa
e i padri passan figli, i coltivi della coca
maestro posseduto, da spirito montagna
così le identità, mediante il matrimonio acquista i suoi poteri, ed ora sa curare
saranno trasferite, in comune patrimonio divide la sua Mesa, come il cielo Rasna
scambi di sostanze, tutt'attorn al mondo Zucca pien di semi, sarà la sua Maraca
offrono un pretesto, a relazion di fondo
legge nei polmoni, d'uccelli come llama
Coca e come Kava, pacifiche le foglie brucia pur le foglie, di coca e grasso lama
Provvede sussistenza, su vette rarefatte
Mastica la foglia, o fa il tè di Mamacoca
compagna dell’indiano, agrar o minatore
tabacco nero fuma, contatta cerimonia
in tempi esaurimento, e di disperazione

Pianta mama coca, vecchia delle Ande Inibisce facoltà, offrèn profondo sonno
i semi di brugmansia, bevanda del malato
forza materiale, pur anche spirituale
maestro poi trasporta, paziente sott’ipnosi
è radice identità, dei popoli dell'Ande
al fin diagnosticare, in olistica simbiosi
nativi resistenti, a sforz'acculturante

l'Aapus antenati, guidaron greggi e clan Osserva mani e occhi, inizia l’orazioni
nei luoghi inospitali, sulle ande a far città Invoca l'antenati, latin e pure quechua
Apu e Pachamama, sòn montagna e terra continua nel silenzio, fumar nero tabacco
forza ed ombelico, villaggio Q'uero eterna beve pure vino, brinda Pacha e Bacco

energia delle montagne, è l'Apu collettiva foglie masticate, offre a suo paziente
effonde dalle punte, forza Pacha Mama le mette fra le dita, e oracola corrente
è Num già sibilante, sotterranea Mana quello che succede, successe od accadrà
riflette psiche-corpo, nella storia umana se soffre di malocchio, spavento susto sà3

Controlla con il dito, con lingua insalivato
fondano tal genti, imper Tawantinsuyu
lo passa sulla fronte, sente se è salato
lingua Q'echua e Aymara, parlano quassù
sciaman e sacerdoti, in città fan gerarchia passa pure l'uovo, in varie parti corpo
sà che quello assorbe, con parol accordo
Warschi primo grado, nutre monarchia
il suo braccio flettendo, il mal estraendo
Watù è secondo grado, detto di veggente
Lo getta lontano, poi chiede il vestiario
Colui che grazie a foglie, legge ricorrente
del malato paziente, al fin di purgarlo
terzo grado è Hampeq, ovvero curandero
percuote con frusta, e caccia l’inganno
Uomo immerso nel, rapporto num intero1

al suo lavor profondo, include spiri piante Daño od inganno, per malesser ribelle
da cui fan suggerire, ogni metodo curante preghier consultazio, a scoprir i nemici
con spirito pianeta, è capace a lavorare è un invidia o gelosia, causar maleficio
prescrive una dieta, quale cur sacrificio
Mangia inquinamenti, Brujo sa stroncare
2
l porcellini d’India (Cuy) di color nero, sono usati dai
curandero per l’Ars Haruspicina, il maestro si accoccola,
1
colui che con il continuo lavoro con foglie e intuizione davanti la mesa e invita il malato o chi chiede una esame
ha raggiunto un grado di sensibilità tale da poter leggere, 3 sintomi del Susto sono l’insicurezza, sobbalzi quotidiani
senza accessori, l'energia degli umani e decifrarla in sofferti dal paziente dovuti a forte emozione o a una
maniera esatta caduta
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 16
Perseguitata è pianta, dai colonizzatori i figli d'indio bianchi, son chiamati chinos
che dietr’inquisizione, celan fame d’ori meticci di più incroci, li chiamano ladinos
Foglia mama coca, pur tolleràn sociale
comunità e famiglie, in spiri solidale Coquero riconosci, somiglia a ruminante
consumato il bolo, depone da viandante
Media nei conflitti, è mezzo transazioni sui cumuli di pietre, saluta amici stirpe
funziona da cambiale, in riconciliazioni solidar costume, che la fatica estingue
usata da millenni, a esprimer gratitudi
in riti Pacha Mama, e agli ospiti venuti sen coca non c'è vita, lavor o godimento
ribella l'indio privo, padron e firmamento
Le piccole sue foglie, calmano la fame
lo san latifondisti, l'aggiungon al salario
tristezza con dolore, ridàn tono vigore
in dose di bisogno, l'abuso è loro danno
conforto e di supporto, a offese dignità
sa molte malattie, vedere e poi curàr1
coquero ch'è formato, tutto ha rinunciato
Dimentica lavoro, famiglia e suo denaro
oracola il destino e gli eventi naturàl serve la passione, compra il necessario
grandine oppur gelo, il corpo s'adattar ritira boschi e monti, delirio in solitario
Andini senza pianta, cioè loro identità
Chi cerca sradicarla, ne mina eredità più giorni ebbro felice, torna poi lavoro
ottiene delle foglie, e tornano le voglie
con fame con fatica, legame dritto ha Errante e religioso, fan culti e idolatria
aiuta a sopportare, l'estrema povertà il Coquero è già felice, il resto vola via
malesser'altitude, il freddo e avversità
gorni sen mangiar, permette camminàr ride sgangherato, in capanna sola sola
ebbrezza della coca, pensier esalta vola
arbusto delle valli, cald'umido vuol star sogni dolci e vivi, e bevande riscaldanti
Prospera in declivi, e terreni sen calcar freddo come fuoco, entrambi pur amanti
al fondo delle valli, si semina o si pianta
alberelli da vivaio, dopìanno si trapianta tra fremiti sussulti, super ogni amplesso
Pancho bol in bocca, mastica da 1 pezzo
già in fila gli alberelli, formano il Cocàl vede l'antenati, ballare attorno al fuoco
ogni tre mesi vanno, infestanti eliminar vede may Capàc, e mama Coca in coro
dopo 3 anni buoni, può farsi la raccolta
costume rito è, ai morenti coca in bocca vede in profezia, “il sole e luna forti
sciolgon oro-argento, e fucili con motori
Coltiva il popol Inca, per l'uso a nobiltà un giorno fonderanno, siem ad ogni cosa
concessero i spagnoli, alle masse in libertà su lago incandescente, l'arca poi si posa
n'imposero balzelli, i compagni di Pizarro
sostanza è capitale, social abuso un danno May Capac suoi figli, ripesca con la rete
saliti sulla barca, nuovo mondo insegue
in fredde secche Ande, prospera la coca dall'ombelico quattro, regni sorgeranno
e un clima caldo sai, virtù la rende fioca allora i figli copia, sul fondo resteranno
1
Taras: “Erithroxylon coca, cresce in luoghi caldi e umidi ricorda cerimonie, dei sacerdoti Apùs
dell'Ande, nelle Yungas (valli Aymara)”. La foglia contiene
più proteine (20%) della carne (19,4%), più calcio (2%) del per aprire il ponte, dello hanàk Pacha
latte, ed è più ricca di vitamina B-1 delle carote fresche. La mondo conscio è, il visibil Kay Pacha
foglia fresca è rimedio per il trattamento di malattie fisiche e l’interior inconscio, detto l'Uku Pacha2
psichiche, grann restauratore d'energia di stomaco e intestino;
allevia affezioni di laringe e corde vocali, previene vertigini,
2
regola pressione arteriosa, il metabolismo dei carboidrati, le Le Apu son ponte tra Kay e Hanak Pacha e veicolan
prestazioni sessuali. In masticazione o infuso aiuta il corpo. l’amore
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 17
Pà sole è Tayta Inti, fulmin par Kaya il beato volto suo, commuove mi contagia
Wayra pare vento, pioggia sarà Para Romul ora cita, più sogni ch'egli assaggia
Qaqa sarà tuono, Nina e il fuoco Illa che portano l'indio, ballar con le creature
le stelle son Coyllòr, la luna sarà Killa curare dar ebbrezze, al cuore di strutture

Tago è Waskarinka, primo sovran inka Coca ha l'influenza, diversa sulle razze
ombelico spirituale, di civiltà dell’Inkà su climi e istituzioni, lui cita Mantegazza
che vive sotto lago, al centro Titikaka di effetti dell'abuso, l'indio men risente
Regno sotterraneo, detto di Ukupacha mentre alienazione, il nero vive e sente

Fammi camminare, tramonti da mirare coca assiem'alcoli, abbrutisce incoscienza
le cose che hai creato, fammi rispettare vizi van sommando, tu adopera coscienza
fammi orecchie acute, a sentir tua voce La coca in medicina, dà infusi anti dolore
nell'erba e nella roccia, quello che riluce se usata dopo pasti, migliora digestione

Dammi la forza, a combatter me stesso risolve indigestioni, isterismo enteralgie
fa che sia pronto, con occhi e mani pure coliche d'addome, via bocca via clistere
così quan la mia vita, sfuma nel tramonto amarognolo sapore, bene fà alla pancia
sen vergogna vada, lo spirito tuo mondo presa nel digiuno, bicarbonati aggancia

Tago e Waskarinka, araldi età dell’oro Stess'infuso coca, impiega altre 2 volte
giacciono qual semi, cuori sotto suolo breve sia distanza, degrada umido forte
dall’inconscio mondo, lor riemergeranno sbianca pure i denti, abituale masticata
e un nuovo ciclo storia, inaugureranno pur se li consuma, fa sani a lunga data

Tago e Waskarinka, invocati dai fedeli Eritrossilo pur purga, il fetore delle feci
prestano linguaggi, risolvono problemi Che ora dà l'odore, di pianta che ricevi
cantan inno mito, di fondazione Inca eccessi danno febbre, ridotta da sudore
uiracocha hualpa, che fài ogni meraviglia aumenta pur orina, gli occhi fan rossore

viracocha apacocha, grande demiurgo Il novizio sulla pelle, ha un eritema sole
Uiracochan topapo, sei senza misura Eritrossilo innocente, invita un pizzicore
ymày pachacamàc, per secoli sen fine lo sperma sa eccitare, a dos'immoderate
haycay pachacamac, fuor secoli confine l'infuso un erezione, leggèr sa procurare

Terra insegnami, a rigenerar il seme asceta sii tranquillo, eritrossil cuor felici
e a dimenticarmi, come bianca neve cald'acqua sale polso, scende poi sopisci
insegnami il ricordo, della gentilezza assente debolezza, in corpo immunizzato
i campi nella pioggia, dopo la secchezza Eritrossilo rafforza, ben l'immuno-stato

Sei l'alito è voce, che odo nel vento Eritrossilo all'inizio, ravviva intelligenza
Pachamama casil, lacta mio portento riduce tedio vita, depressio e debolezza
quispillacta capac, Inga io tuo figlio accresce resistenza, al clima più alterato
huahuay marcar atalli, tien ben arzillo cura agisce lento, profondo inarrestato

Pancho al fuoco dona, ora il bol succhiato Agisce pur sui chakra, e rete delle nadi
chiede foglie fresche, da sacc'appeso a lato un bel ronzio soave, provano le orecchie
tre giorni ho lavorato, or tre secoli riposo cerca tu lo spazio, per-correre orizzonte
balsamo mia coca, in viaggio mi ritrovo vita fa robusta, la forza ha nuova fonte
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 18
sopor alcun precede, a lor coscienza forze come vin rallenta, regressio d'organismo
s'aumentano le dosi, gentil ebbrezza morde poi nutre senza cibo, e il corpo resta vivo
diversa dall'alcoli, la forza inzuppa tutto alimento più potente, dice il Mantegazza
godiàm accoccolati, mondo innanzitutto a volte ad alte dosi, fa vita lieta e pazza1

all'oppio si avvicina, la foglia boliviana consiglio per i vecchi, malati pur robusti
scrisse Mantegazza, che scivola in ananda a meticci ai colorati, neri bianchi ed indi
ogni sforzo fà molesto, sebben ogni tantino prezioso al digerente, già lente di per sé
la forza muscolare, invita a cambiar giro coquero ha denti bianchi, e zero flatulèn

un agilità prorompe, nei salti assai sicuri consiglio dentifricio, decotto concentrato
uno yoga è regalato, in pochi più minuti con cui lavar la bocca, un due volte al dì
l'ozio beato torna, e si ride pazzamente o pulire con la foglia, quan la carie denti
il dialogo è scandito, or più lentamente vien dallo scorbuto, in gengive penitenti

dietro prime dosi, qualcun ha capo grave un Tè coca regolare, è igiene senza pari
qualcuno nube attorno, ad altri il capo sale a minatori e chi, è in paludi e viaggi vari
immobile beato, il sorriso budda emerge lo consiglio pur, chi ha sensi tropp'accessi
oscilla dormiveglia, sonno pur sommerge a donne delicate, e person assai nervose

mesci foglia coca, a quel d'arancio amaro
i caffeici tale stato, abbreviano poiché
in coliche del basso, diarree d'indigestion
caffè vuol fare i quiz, e ordinaria attività
concentra nei clisteri, in piccole iniezion
coca pur guarisce, l'ebbrezza degli alcòli
suo grado di piacèr, appàr tra i superiori
La coca calma il dolo, senza iritazion

cosciente isolato, mi trovo un dì abusato urinari e genitali, eritrossi è amico vero
provo son dottore, penna ha proprio fiato donàn forza nervosa, amòr fa lungo bello
immagini bizzarre, è splendido e fecondo dà stuzzi a fantasia, sostiè polso fatica
inonda gaia ananda, vedo tutto il mondo l'infuso freddo allenta, il caldo lo riattiva

immagini e poesia, spazi e molti mondi nei brividi di freddo, e le febbri di malaria
l'un più bel dell'altro, alzo dose e affanni con l'albero Chinino, un infuso ci curava
or incubo si staglia, terribil spettri teschi poi fu brevettato, il suo thè dimenticato
tornan poi tranquilli, l'estetici più freschi uscito da commercio, danno è consumato

Tre ore or sono calmo, con polsi a 120 i brividi di freddo, della malaria febbre
3 ore sonno infine, ritorno a quotidiano risposta son del corpo, a milioni d'invasori
mi sento più capace, di studi sen fatica entrati in globi rossi, fan cellule scoppiar
sen cibo quarant'ore, è forza ver antica nel fegato alla fine, si van moltiplicàr

giorni seguenti, nessun languor depresso Plasmodia loro nome, agiscon coordinati
leggera stitichezza, tepore porto addosso attaccan tutti insieme, ogni due/tre giorni
eccellenti digestioni, ancor mi fà trottare l'infezion traduce, in cicli a febbre acuta
resisto freddo clima, bene pur viaggiare seguiti dalla calma, tregua che poi sfuma

Mama coca aiuta, a portàr gravi fatiche 1
ristora nuove forze, ai nervi della psiche in infusione è adatta a tutti. Ad alte dosi non deve usarsi
da chi soffre congestioni cerebrali o ha tendenze
consiglio nelle marce, soldati pur amanti all'apoplessia. L'abuso per più anni può produrre demenza
nelle veglie e fame, diabete ed ossidanti ed ebitudine. Mz
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 19
Risposta di natura, a dar malì minori le multinazionali, non posson investire
nei climi tropicali, son Geni difettosi in vaccin o soluzioni, per causa più sottile
che danno l’anemia, detta falciparia non v’è la convenienza, economico profitto
resiste assai di più, all’infezion malaria spender in ricerche per popol già sconfitto

Virus con batteri, han varia strategia la loro architettura, economica in azioni
studiata e utilizzata, da immunologia vàluta in moneta, non vede altre missioni
le malattie infettive, diffuse là nel mondo inutile incolparli, son casta di mercanti
Malaria lebbra e altre, restan senza fondo trovare soluzioni, è cuor lungimiranti

Mycobacterium Lepre, batterio della lebbra don Romulo prosegue, la storia di Yagè
contagi che leggenda, spesso ha ingigantito del tempo in cui più clàn, perser la salute
il dolore và tacere, con l'oppio e la morfina un dì arrivò al villaggio, donna con bebè
oppure con l'ormoni, detti d’endorfina alla Maloca entrò, col bimbo suo Yagè 1

Attacca virus polio, i nervi e gl'intestini avevan antenati, ascoltato le preghiere
ma cellul digerenti, posson riprodursi mossi a compassione, dei fratelli in terre
Le cellule nervose, steril vanno perse decisero aiutarli, a guarir da mal d’errore
paralisi consegue, il corpo non le tesse inviano Mama foglia, yagè consolatore

Le cellule quando, invase da un virus permise la mamà, che suo divin bambino
ormone interferone, emettono in surplus smembrato e offerto fosse, lor in sacrificio
avvisan celle accanto, con segnal'allarme ciascuno ne mangiò, e i resti del banchetto
incombe l’invasore, destate pure l'arme interrano in foresta, seguèn vision intento

tra cellule del corpo, l'ormoni messaggeri su alberi attorciglia, la prima liana pianta
ci avvisano di tutto, son cerebro forieri a cercar la via del cielo, è lo spirito yagè
protein piccine, tra di esse è l’insulina liana d’ayahuasca, che sale senz’affanno
ormone che conserva, la dose zuccherina A casa fa ritorno, gli uomini or lo sanno

adrenalin ormone, prodotta in surrenali dall'altra sepoltura, nacque un arbustello
stimola ed accresce, tensioni muscolari di belle foglie verdi, mamà del bambinello
chiede più energia, infine è consumata Umani ed antenati, connessi in ayahuasca
ansia emerge che, estrema è incontrollata mirano la mente, nei corpi spasmo s’alza

le scariche di Adrena, vengon stimolate I pajè Desana, d'amàzzon Colombiana
da stati di paura, minaccie all’organismo Fan uso di Tagè, su sponde al Rio Papuri
sostanza contrapposta, fatta dal cervello Sole crèa l'umani, in gialla sua intenzione
l’endorfin ormon, che toglie ogn’arrovello luce che dà vita, e insegna a far l’amore

se cresce l’endorfina, decresce l’ansietà periodo purgazione, con certa sofferenza
e tensione muscolare, scende a rilassar Bisogna di passàr, per viver l'esperienza
Tagè con chacrona, marròn liquid'appare
prodotta in stati sonno, oppure favorita
bolle finchè denso, raccolto è nelle giare
da pratiche di yoga, relax o tantra vita
1
Fra i Tukano e altre gruppi dell’amazzonia, la Maloca è
pur altri protozoi, fan malattia del sonno la grande casa comune del villaggio, rappresenta l’utero e
Tripanosoma detti, maestri dell’inganno il suo ingresso la vagina. Donna Yajè entra nella porta
a reti immunitarie, sfuggono cambiando vagina e penetra nella casa-utero provocando lo
L’abito o l’insegna, sempre dileguando stordimento sessuale degli uomini. Suo padre Sole, l'ha
ingravidata con lo sguardo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 20
Acre amar tisana, è assunta nella sera il Romul curandero, tien icaro ad Iquitos
potrebbe procurare, il vomito e diarrea Sinchi lui lo chiama, un dolce Mediguito
purga infiammazioni, al tratto digerente ha na na na nai, há na na na na roi
Neuroni alleggerisce, in catarsi ricorrente ni ni ni ni ni ha, na na ta na na roi

la Medicina liana, lavor se v’è intenzione curanchiriri cuerpu, espiri murayari
di voler guarire, mente assieme al corpo potere cura loro, romper non potrai
pulisce i tuoi canali, pensieri ed emozioni è nato nella grotta, medico tabacco
purga a risvegliare, corporee sensazioni sopra piedra blanca, pipa tiene fiato

e prescrizioni vari, di cibi ed ingredienti de tomay penda, bevendo e tenendo
Precedon rituale, tuo corpo a preservar tu tabaquito, dal miel d’api intendo
nause ed emicranie, fàn la differenza portando più cose, il piccolo è qui
tra buon o dolorosa, possibil’esperienza1 il dolce dottore, da Chacha sin qui

la Medicina scende, va nel cuore tempio Entrami in corpo, Ti lascio parlare
scopri sua bellezza, dopo 1 certo tempo dentro mia mente, tu va illuminare
Gioia per la vita, spontanea guarigione entra nel cuore, per darmi il calore
gruppo è garanzia, di rassicurazione Mi voz te susurrará, io son curatore

Pianta-guaritrice, impòn sua disciplina 8 doppio cerchio, fecondo del serpente
chi manca di rispetto, pare far dispetto che parla senza dire, e dice sen parlare
attento alle lezioni, di vita oppure sogni son rossa energia, che in te si risveglia
L'esser ricettivo, è rapporto coi bisogni Quiero ascender, all'amor di Tua stella

Brujos non sapendo, fanno nefandezze Dicon gli Shipibo, che le piàn maestro
sommersi da velen, dubbi ed incertezze son muraya-cai, creatrici-di sciamani3
un altro poveraccio, attende fuori stanza rivelan vero mondo, normal è l’illusorio
d’esser risvegliato da sonno d'ignoranza in varie e più figure, fan lor’ostensorio

Purgan con profumi, appresso cerimonia
e il Romulo con Mari, fanno una limpeza
Con bagni floreali, e icàro commoventi
dicono yagè, può aver altr’ingredienti
2
Romulo Shuma: “Mapacho (Nicotiana) nero della giungla è
cibo del mariri, se non lo nutri con fumo di tabacco, il mariri
Tra semi del toè, nel vino macerati può fuoriuscire dalla bocca del vegetalista esponendolo ai
foglie in infusione, o enteroclismi dati pericoli di venir rubato da un brujo e lasciarlo sprotetto”.
pur rotoli di foglie, usati qual supposte Sinchi icaro: Mi voz te susurrará|cosas que crees no saber.
una medicin di selva, adatta le risposte Dentro de ti vas a encontrar la respuesta a tu ser Ocho (8),
doble círculo fecundo dos serpientes enroscadas, te hablan
sin decir. que te dicen sin hablar. Soy energía en ti dormida,
Bere tè foresta, riempie d’esperienza despiértame ya. Quiero ascender, reptar de una vez, cruzar el
intensa audiovisiva, spesso interattiva cero (0) ya, cerrar el círculo aquel, donde la flor duerme en la
sinfonie di rane, profumi uccelli insetti cruz. Cuando el azul llegue a tu cara y la luna a tu cabeza, a
su encuentro yo iré, serpiente roja, desde la base, a fundirme
Icaro e mapacho, amplifican percetti2 con el sol...Y mi voz te guiará a través del agua del amor...
3
Con dieta e digiuno si diviene vegetalista; se segue per anni,
si divien conoscitori dei tre gradi della medicina vegetalista
1
Almeno 4 ore prima evitano qualunque cibo pesante (vini, dell'Amazzonia: muraya, sumi e banco; la dieta do curandero
birra, cocco, carni rosse, caffè, derivati latte acidi, stagionati, ayahuasquero, limita cibi che possono causare pesantezza,
banane, avocado), bere succo di frutta d’agrume o mela. 1 gr. oltre a sale, zucchero, dolci e grasso e prevede tè di yagè 1/n
lecitina bevuto 2 ore avan sessione eliminerà gran parte della volte a settimana con separaz. sessuale per concentrare il
nausea e masticar zenzero, dopo l’ingestione elimina l'amaro corpo e non far ingelosire le piante con spirito femminile.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 21
acquistan principianti, aiutàn spirituale buon vegetalista, dipinge storie trame
Yachai ovver mariri, e imparan a icarare parole con disegni, miscela ad icarare
dieta e isolamento, se lungo tu mantieni
Lor proprietà le piante, rivelano d'interi Icàro di aranita, un piccol ragno che
Tesse tel d’amore, corteggiamento avèr
Melodie d’icàro, insegnate dalle piante mentre sirohuehua, canzon divertimento
presentan lor potere, al curandero fante animan paziente, di gioia e sano intento
gl’insegnan ritmo cura, parole e melodia
l’informano su scopo, e l’uso adatt’ossia1 il ver ayahuasquero, fà icaro bellezza
smaschera con essi, falsità scaltrezza
lor parol e senso, spesso incomprensibi è arma curativa, e veicol di sapienza
alludon alle piante, animali pur antichi potere personal, ovvero quintessenza
l'Aria o qi che cura, ha effetti rilassanti
sui pazienti corpi, strappa i qi pesanti Icarare è caricare, un oggetto d’energia
si che protezione, al paziente pur arriva
è nell’acqua che, conservasi l’intento Cantando sull’oggetto, si suffla fino fìn
più durà la dieta, più canzoni apprendo Tabacco oppur yagè, fà l’icar medicin
mancanza di rispetto, verso d'un maestro
è l'uso dei suoi canti, senza suo permesso2 agiscono su centri, o ruote di energia
mediante vibrazione, sonora strategia
Canticchia l’icaròs, non superar sua voce rimuovi blocchi vari, seguendo d'icarare
un giorno pure tu, accedi a spir di Piante
ti guida curandero, fuor del razionale
ricevi tuoi icaròs, che han potere per te
durante apprendistato, abbi fede in te
un eSSe di serpente, colore rosso fuoco
emerge dalla terra, è sal midollo floscio
Ogni curandero, tiene il proprio idioma
la eMMe poi la senti, salire là nel ventre
gl'icar del tabacco, o del chirìc sanango
diviene luce verde, ti smuove ricorrente
son icaro ayaruna, cantati per chiamare
Spiriti antenati, subacquei o d’animale
senti or AA salire, dall’alber dei polmoni
aprire alla coscienza, l’anima e i ricordi
gl'Icaro son tanti, ognuno fa un lavoro
brecce d’emozioni, tristezza ed allegría
assieme medicina, apron mondo d'oro
la U diventa or O, nel cuor Amore sia
e resine e profumi, pietre oppur sirene
appaiono cantando, erotiche corriere3 Poi color violetto, arriva nel frontale
sott’acqua viaggiar, Bufeo và insegnàr sede d’intuizione, la EE senti vibrare
un icar principale, e sciamano erotizzar quindi senti un I, infinita immensità
Luce d'interiore, il discernimento sà
1
Romulo lenisce dolori e cura morsi di serpente con icaros
(dal quechua ikaray: soffiare fumo per curare), fa diagnosi e Come una donna, la selva m'intriga
propizia l'amore o la caccia. Icarar è soffiare un icaro su una
persona, oggetto o circostanza al fin di dargli potere. Ci sono
madre che accoglie, sfama e pulisce
icaros per cambiare intensità e colore delle visioni o dirigere i Ti dà disciplina, e le regole in gioco
contenuti emotivi (huarmi icaros incantevoli melodie apprese conoscerle aiuta, a vivere in luogo
dietando con i profumi, arrivano in sogno o durante rituale).
2
si narra di casi di icaros rubati da rabbiosi curanderos che suono della selva, piogge temporali
venivano ai rituali sotto travestimento. Encantero è curandero
specializzato nell'incantamento di pietre con proprietà di cura
orchestra di ranocchi, real'immaginari
3
Pusanga è la magia rituale d’amore diffusa nell’amazzonia tappeti di fogliame, gigant'ecosistema
peruviana di Loreto. Qui si crede che var caros accompagnati In circolo rimette, la vita e la materia
da strumenti a corda, dian controllo sul Bufeo (delfino rosa di
fiume, spirito di yagè), creature temute e di forte attrazione
sessuale. Gli umani durante il coito con tali delfini mitici,
senton intenso piacere e talvolta son incapaci a disgiungersi.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 22
Cuore d'amazzonia, fiume rio Amazòn Le chiesi cos’è vita, drago lei mi mostra
intera vita informa, con legge con amor Rosso molto grande, veste umana storia
l'Anaconda snoda, la selva Sachamama decide quando ciclo, chiude l'altro inizia
di notte brilla viva, l'argento Yacumama1 è Tao di mutazione, e oracolo di pizia

persi nella selva, segui un corso d'acqua Lei dragone madre, tutto accoglie in sè
qualunque rio va ben, inseguo la corrente Mali e sofferenze, discarica sul ventre
porta a rio più grande, fin al Rio Amazòn Purga con la luce, in sauna di metallo
al mare sboccherà, floresta e corazò Stomaco è fornace, seme dello sballo

tra indio della selva, alla maloca Boras un gesto amore vale, a dar benedizioni
Tamburo d’anaconda, il Romulo si trova vita è una sequenza, infinita di stagioni
tamburo inizia batter, ritmo sul terreno un amoroso gioco, tra la madre e figlio
affondi con rilasci, del piede ritmo vero già ogni cosa sai, ridi a gran bisbiglio

rituali d’antenati, chiaman sachamama ayahuasca madre, Ther amante dolce
antica dea Anaconda, Thera madre gaia dà consolazione, a tuo bisòn d’amore
presiedere la festa, e la spezia rinomata T’ama intenso cuore, fino a lacrimàr
dei Draghi protettori, ricorda cavalcata Senza pretendèr, nulla a ricambiar

Don Romulo ci dice, “inarrestabil fiume Thera Mà yagè, al mondo dona senso
sono le intuizioni, un corpo come piume gruppi di tribù, media a far consenso
apri porte a inconsci, e viaggia la visione cosmico riabbracci, il bimbo dentro te
la medicina intanto, lavora a profusione Amore pace e baci, ferite puoi chiudèr

comunica le menti, e corpi a lei prestati la ruota gir in ciclo, muta e fa stagioni
infonde amore danze, attorno fuochi dati il volo del dragone, vedi in ombre fuori
è un aquila sivango, che vola sopra i veli stratifica a panino, caapi poi chacruna
cura e nutre gruppi, coi pensier più veri in pentola con acqua, a far la bollitura

sull'ali d'icaròs, cum-navigando il sol e medicina sale, qual fumo da bottiglia
un primo effetto è, aumento d'emoziòn guida nei cammini, mente ti scompiglia
il cambiamen sensorio, tatto con udito fà cantar ballare, invocàr anima pianta
var mental processi, in circolo infinito sentir calore corpo, nume qi che s’alza

In mandala li vedi, sòn tele di ragno Pressione con calore, risale dentro me
Spazi interi noti, da cristallo marmo Paura del distacco, nel corpo sta yajè
L'eco della luce, in polvere diffonde immagini cangianti, al canto dell’icarò
fabbrica materia, dentro te risponde sprazzi di passato, futuro a zigo-zago

Portan'indumenti, od elaborate scaglie Velocità di fuga, mi assalgon le paure
scintillano metallo, foton in fogge taglie assiem insicurezze, mentali le torture
tosto si battaglia, per armonia riavèr Total è confusione, fiducia sol rimane
tra vari panorami, viaggia arcobalèn mi aiuta nuovamente, rinascer purgare

1
giaguaro d’amazzonia, forza d'otorongo
Parola quechua, Sachamama è spirito madre della giungla, vomita e ruggisce, potenza a tutto tondo
serpente su cui cresce tutta la vegetazione che può divorare il
cacciator incosciente che inciampi sul suo corpo. Yacumama, il malessere s'esprime, al fin di liberàr
anaconda madre dell’acqua, vive nel fondo di laghi e fiumi. turbina la mente, mosaico a riordinar
tutti i fiumi portano al Rio delle Amazzoni , nuotare, remare
e usar machete aiuta; così come il fiuto un compagno cane.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 23
la mente dell'infanzia, fu piena di paure Inizia il santo Daime, dentro la foresta
peccati originali, s'incarnano in creature a mezzo guarigione, Raimùnd Irine Serra
molte proibizioni, che imbrigliano l'istinti incanala rivelazio, d'una dottrin lunare
piaceri punizioni, si mischiano indistinti bevanda di foresta, Dai-me a rimirare

Dante gira in tondo, tossine vuol vedèr Irinèu guarito, è un mestre ora rinato
Manzoni e Michelange, lavoran con yagè impiega la bevanda, nel culto derivato
Gesù spezzo prigioni, di schemi irrigiditi proseguono visioni, di Vergine Regina
Le regole svelò, nel cuor deglì israeliti
Seduta sulla luna, gli parla sopraffina
Paura non esiste, se riconosci in tutto
Ritir nella foresta, e segue dieta stretta1
Gioco di finzione, risata in bimbo putto
finisce poi a Mapiá, e diviene imperatore
bimbi si ritorna, al gioco con l'inconscio
invisibile d'un culto, a Virgem Conceição
l’acqua appare sacra, oracolo responso
fondàr nuova dottrina, sarà la sua missão
Esotico è un sogno, che può far fuggire
nel quadro paesaggio, di là dal soffrire raggiungono i fedeli, il banco eucarestia
che annusa l'odori, e d'immaginazione ottengon bicchierini, dosati alla persona
accade e dà forma, interiore esteriore sapore amaro purga, risolve le afflizioni
di anima e di corpo, dopo le assunzioni
Villavicencio scrive, che usan la datura
l'indio a divinare, risposte ambasciatura lascia vibrar corpi, candele o lucernario
casi gravi guerra, scoprir piani al nemico a ritmo di emozione, degl’inni dell’hinario
tener amor di mogli, e la visita di amico danzi fluidamente, in maniera poi gioiosa
Psiche segue il corpo, in ritmo senza posa
chiama lui tag huasca, decotto di bejuco
ne beve indio stratega, nei simposi unito tal uso sacramento, accresce nel rituale
e inizia a risvegliar, intero viaggio aereo in stato di Rio Branco, un culto Daime sale
Ognuno bello e brutto, vede il fato vero famil Juramidàm, attiva un mito grande
Fuor della foresta, yagè bevanda spande
prova lui tahuasca, e vertigo s'innalzava
vedeva gran città, i ponti e selva mata Don Bosco salesiano, predisse tal’evento
assalito dalle fiere, difende strenuamente la nascita di culti, in ecumenismo avvento
dorme si risveglia, emicrani leggermente emergon dal Brasile, più chiese innovative
diffondono nel mondo, speranze curative
molte volte beve, l'indio coi compagni
necessita d'un gruppo, a prevenir i danni Ecclesia fa i suoi passi, tra mille ostilità
di furia ed invettive, lanciati a mali spettri discepolo del Mestre, pà Sebastião sarà
quan svegliasi ricorda, bene propri intenti fin a suo trapasso, sviluppa la missione
al figlio Alfredo Grego, lascia direzione
sessione d’ayahuasca, azzera differenze
allinea grupp’intero, su natural frequenze Vino d’ayahuasca, ha spirito insegnante2
aiuta in spostamenti, di scale e priorità Liana sposa foglia, maschile e femminile
ripristina speranze, nei gruppi identità Daime forza Daime, Daime luce e amor
insegna l’inno Mestre, al Terabuti ancor
la Yatra sertaneia, giunta dall'Olanda
parla di yajè, e del culto Daime santa
uscita da eroina, lei mette su un rituale
1
capace di aiutare, i malesser rigettare manioca bollita; l’ayahuasca è brasilianizzata in “Dai a me’
2
Il viticcio/liana dà la forza maschile, mentre la foglia a lui
sposata, dà luce, capacità di visione e intuizione femminile
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 24
.11 novembre, Seba: in 2 parti suddivisi, a pascolo la prima
l'altra in 4 lotti, che ruota i var raccolti1
una dozzin galline, e pur un bel maiale
forniscono pollina, assieme del letame

sembra il Therabuti, un organismo a sé
autosufficiente, pulsante nell'ambiente
a mezzo del terreno, scambia le sostanze
con piante ed animali, tesse circostanze

Arde fuoco al centro, a cuocer riscaldàr il verde in animali, diventa poi letame
pitture su pareti, un lavoro da impegnàr Nutrono l’un l’altro, piante col bestiame
son fatte le pareti, di pelli tese ai rami vedo tra di loro, uno scambio ricorrente
Infissi nel terreno, o tramite pietrami dopo aver passato, apparato digerente

Capanna di tronchi, rami e ossa dure fatte di animali, concimano il terreno
di pelli rivestita, canne e frasche pure maiali con galline, lo muovono davvero
L’ossatura regge, i pesi e dà la forma ricercan razzolando, tra letam e piante
Materia più leggera, copre si conforma parassiti e chicchi, e residui di vivande

Delimitato spazio, chiuso che protegge pur resti di cucina, e residui di raccolto
dalle piogge e pur, dormire mi consente nutrono i maiali, assieme col composto
due sgabelli e sedia, e drappi color vari nulla vien sprecato, perfino var giornali
Vasi in terracotta, accostano incensari fuoc'oppur pacciame, lettiera d'animali

situata sul pendio, o terrazza artificiale i maiali sono bravi, contàdin di natura
le capanne Creta, han forma circolare mi dice Emilia che, miglioran la struttura
apron ad oriente, il tetto è fatto a cono aggiungon al contempo, la concimazione
fin che deteriora, coi resti ne fàn nuovo pollame pur aiuta, se và in circolazione

Fatte in sassi e legni, case greche sono Utile è il pollame, che mangia parassiti
e mattoni argilla, asciutti e cotti al sole Fornisce più prodotti, pollina piume uova
I tetti ricoperti, di paglia e pasta argilla Calore per le piante, d'inverno più sicure
pavimento in terra, battuta a parapiglia gratta via malerbe, specie per agrume2

pur case qual rifugi, scavati nella roccia Emilia suggerisce, se spazio lo consente
composti da tettoia, ed uno o due locali alleva pur bestiame, a foraggi sufficiente
intorno d'un cortile, interno cielo aperto Jersey alla cavezza, s’abitua docilmente
prendono la luce, fuor non è permesso sana ed affettuosa, è mucca resistente

L'uomo sedentario, coltiva ora suo cibo 1 mucca salvaguarda, intero familiado
spuntano i villaggi, e cerami vasellame dona latte e caglio, urina e un letamaio
allevano più bestie, e spunt'agricoltura formaggi molli-duri, e siero per pollame
con fibre vegetali, per far la tessitura prospera salute, di umani e di bestiame
1
1 ettar Therabuti, domani vò scoprire “uno ad erba spontanea per 4 anni, gli altri a patate, legumi e
cavoli. Se Jersey non mangia tutta l'erba, falcio a fare fieno.
fan diecimila metri, quadri d’accudire Ciò che per il coltivatore divien farina e focacce, nel pastore
se li cammino tutti, farò dieci kilome si converte in latte e formaggio”. Emilia
podistica salute, ai nervi pure il cuore 2
aria, acqua, sole, cibo, riparo, protezione, cura. Un bisogno
non soddisfatto è lavoro in più, così un prodotto non usato è
spreco o inquinamento.Osserva, trasforma problemi in risorsa
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 25
La fatta di ogni specie, rivela sua salute Caprini pure ghiotti, del sale minerale
sana digestione, rispecchia in escrementi Tienili in recinto, alto almeno un metro
letami verde scuro, contiene più fermenti Capre men concime, e poco latte fanno
di aromi officinali, mangiate nell'armenti fertilità al terreno, più lenta compiranno

il Fieno proveniente, da aree inacidite la mucca devi munger, dieci mesi l’anno
cattiva composizio causa in sangue mite almen 2 volte al giorno, pur dieci minuti
Attir più parassiti, di pelo e della pelle è un divertimento, se impari a farlo bene
Nocciòlo con betulla, purgano le celle Rinunci alle vacanze, vedi se conviene

Emilia da pastora, segue 2 momenti fornisce molto latte, modesta pur in cibo
allevamento prima, lavorazione dopo volendo può svernare, a fieno del tuo silo
parto e svezzamento, sino a macellata si scaldano a vicenda, là nei freddi spinti
alleva ovi caprini, e lavora latte e lana i bovi che da sè, san viver loro istinti

segue marchio monta, poi la mungitura Foraggio aggiuntivo, sa fàr da curativo
preparazion formaggi, se può la tosatura ne mangiano i bovini, fin 6 kili al giorno
inverno porta gregge, a pascolo di giorno son rami sbollentati, passati nel vapore
estate fa di notte, conosce bestie a fondo di cellule lignina, avviar fermentazione

l'indole animale, lei sfrutta in efficenza Raccogli nell’estate, secca per l'inverno
a capre dà comandi, a pecore dà il capo mazzetti poco stretti, per evitar la muffa
questi guida il gregge, è il kabru mudùllu Acaci con castagno, nocciolo gelso e vite
se è nel gregge capre, sarà kabru sonàllu ottimo foraggio, per capre e ovi bovine

uno senza corna, castrato e ammaestrato Foglie di nocciolo, mangiano le mucche
l'altro ha campanaccio, appeso là sul collo aumenta grasso latte, aiuta digestione
se i cani affiancan loro, fuori dell’ovile hanno alto contenuto, di amido digesto
Krabu de sonàllu, ha corna ed è virile contrasta acidità, in stomaco contesto

La transumanza è, un’antica strategia abuso d’erbe fresche, portan le diarree
vario andirivieni, in contrasto e sinergia che vengono risolte, da piante officinali
ricerca l’acqua ed erba, mesi di confronti calma invece tosse, l'infusi timo e altea
là su terre aspre, si giunge fin sui monti aggiunti ai bevitoi, con la radice intera

sol corpo ben temprato, affront’avversità Galega e fieno greco, stimolano il latte
Il clima incide molto, sul cibo e quantità e pure all’appetito, in bovi e ovi caprini
tramanda conoscenze, veterinarie base vò seminarli assieme, a orzo e girasoli
Per là competizione, in solitaria fase dieci kili un ettar, aggiungi pur fagioli

Taras concia pelle, di quattro pecorelle Galega è foraggio, selvatico sui prati
cucite insiem a dare, un ottima mantelle Radici fittonate, e più steli con fogline
stringhe son di cuoio, lana è sull’esterno cogli avan fiorita, seme un poco lascia
chiamala Mastruca, o abito d’inverno batti bene bene, separa semi e paglia

Abitua ovin bovini, caprini e pur suini in malattie di pelle, è diurèsi sudorifer
puoi sin da piccolini, come i cagnolini è potente vermifugo, in turbe digestive
Mucche son golose, sàl grosso marino se mescoli al mangime, d’ovaiol gallina
se mesci nel foraggio, stimoli al confino aumenta produzione, uova e di pollina

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 26
la cenere di quercia, tiene molto calcio a lubrificanti apporta, normàl viscosità
pur su terre sabbia, carenti oltremisura previèn veleno sangue, terge muco linfa
rianima la terra, di un ricco arcobaleno suoi semi inumiditi, o pestati fan pomata
e riduce acidità, presente nel terreno1 Per ulcere veneree, e la pelle disturbata

cener sopra neve, discende nel disgelo legume trigonella, in Cina è usato in tè
invece d'usar sale, disseccator davvero per tutte congestioni, della respirazione
in cassetta nel pollaio, aiuta le galline i montanar'Armeni, ne bevon ogni giorno
nel loro spollinar, piumaggio bello fine prime e pure dopo, un raffreddor ritorno

bollivo dentro l'acqua, la cenere lessata se muco appiccicoso, accumul'indurendo
in pentolona in rame, grande e riscaldata fa denso e fa catarro, si va depositando
versavo su lenzuolo, che filtra tin bucato stomaco e intestini, funzioni ostacolando
riposo tutta notte, mattin tutto sbiancato cibo ad ess'aggrega, inizia fermentando

è antiparassitaria, avàn semina nei solchi Le ghiandol ostruisce, di linfa e di saliva
in acqua fò poltiglia, spalmo pur i tronchi saliva allor ridotta, l'enzimi non ci affida
riempio la cassetta, pei bagni del pollame lo zucchero ingoiato, farà fermentazioni
insetti tien lontani, così pur le lumache stomaco poi soffre, maggior indigestioni

è calda e riscaldante, in pentola metallo poi l’alito pesante, sal in bocca amara
la metto al centro serra, calore mi dà tanto eruttazio e aerofagia, s’aprono la strada
cappotto per carciofi, impedì ristagni marci circòla mal sangue, e non libera le scorie
drenante ed antigelo, come sal che spargi Reni ed altri filtri, subiscon stesse storie

l'aggiungo nell'acqua, spruzzo sulle piante I due reni filtri corpo, bloccati da uremìa
assieme dell'ortiche, in più giorni macerate è dolor a schiena, rivers’urea nel sangue
assieme all’Equiseto, per piante indebolite la pianta or li pulisce, assieme agli ureteri
nell'epoche di attacchi, di molte parassite previene sì la morte, d’arresto organ interi

Decotto di corteccia, seccata frantumata Or l’alito migliora, e profuma pure il corpo
per minuti 10, in mezz’acqua sbollentata da interno vien pulito, in tutti i suoi canali
infiammazioni bocca, risolve in gargarismi ai sintomi bronchite, mastican tal semi
pur gola e anti-veleni, di var sostanze fini a sciogliere catarro, protegger le pareti2

100 grammi a litro, per afta contrastar è l’alimentazione, il cuor di ogni salute
pur trenta minuti, corteccia a sbollentar l’istinto questo sa, tu lascialo condurre
per ulcer persistenti, geloni e bruciature Spolvera la terra, ogni animal malato
gli zoccoli friziono, e la bocca bovi pure a coricarsi sopra, le forze ha contattato

Trigonella Fieno, è la pianta sciogli muco 2
Le persone soggette a raffreddore ed allergie, hanno il
è capace a liberare, il muco da ogni corpo
muco denso e viscoso che tosse e starnuti non bastano a
Sblocca e disincrosta, egual l’olio motore scaricare. Tale massa si accumula e ostacola la
spazz'inquinamento, d'ingolfo in interiore circolazione del sangue, dando debolezza generale e
graduale. Trigonella è buon galattoga e come l'olio di
1
Le ceneri di quercia di 50 anni contengono il 94% di merluzzo ha vitamine A, D, H. Il cattivo odore cessa e dai
calcio. Sparse ogni 2 anni alla base d'alberi da frutto pori della pelle di chi usa il tè di fieno greco, emana
(drupace amano molto il calcio) aiuta la fruttificazione. delicata fragranza. Per fare il Tè prendi 2 cucchiaini rasi
Sparse attorno piante d'orto, fan secernere muco ai di semi trigonella, in tazza d'acqua bollente, lascia 5 min,
lumaconi fino a disidrat.e morte mescola, filtra e agg.miele o limone.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 27
Pianta in san contesto, sà come curarsi osservo la latrina, costruita su soletta
resta nell’ambiente, da sé può alimentarsi di mattoni o pietre, con foro e tegoletta
Terreno con radici, son continuum vita attorno cannicciato, separa dagli sguardi
confine non esiste, è comunitaria sfida concluso mio bisogno, noto le sue parti

dov’erba permanente, non indica salute sul fondo sta la terra, per rifornir la flòr
il numer organismi, è prova che confuta battèr microrganismi, inizian decompòr
osservo nel terreno, pur la grumosità cener feci e carta, finiscono all'interno
ampio oppur stentato, apparato radicàl urina incanalata, colta in vas'esterno

Apparato radicale, è cuore delle piante Acqua per pulire, e cener per coprire
se bene si sviluppa, cresce poi restante intorno alla latrina, siepi ad abbellire
radici miste a suolo, fanno ecosistema insetto repellenti, salvie e rosmarino
calderon di vita, ed humus del pianeta Emilia apporta fieno, un poco fino fino

Lavoràr terreno, è natur delle radici Mi spiega che l'urina, è in acqua diluita
rapporto d'uno a 4, come avvien in Cina
simili al cervello, stan sotto superfici
giunta nel composto, o sparsa su colture
struttura colloidale fa suolo bello vivo
dona urea che aiuta, salir temperature1
così lo nutre bene, ogn’anno di continuo
pure umane feci, vanno nel composto
Miliardi di organismi, nutrono le piante assieme coi residui, d'orto e cibo cotto
che crescono portente, viril e profumate
con paglia con terra, ricopro cumulante
la vita è nel terreno, fin dove son radici
a prevenir azione, di vento disseccante
degradano i batteri, e fissan più felici
e se l’ossigen manca, il cumul soffrirà
Sul suolo compattato, radici sono scure
intestino costipato, l'ingrato odor darà
son gonfie di nitrati, ancor non enzimati
composti azoto-zolfo, attirano le mosche
Microbi son scarsi, pianta assorbe male
che in putrefazione, lavorano composte2
l'azoto accumulato, è tossico asfissiare
se più terreni vivi, uccidon gli anaerobi
Nitrati pur in sangue, sposano l'ammine
a causa del calore, di microbi antibioti
che dàn nitrosammine, càncerose infide
rendono il composto, igienico e sicuro
poi giunge debolezza, che pianta colpirà
entro dieci giorni, se c’è l’ossige puro
e frutta fatta d’acqua, soltanto ti darà
quan fermentazione, aerobica diviene
se hai terreno morto, lo devi riattivare nessuna mosca resta, poco gli conviene
con efficace enzima, e in fibra paccimare pulire stalle e luoghi, ov è compostaggio
a mezzo d’un’azione, dinami complessiva elimina problemi, in semplice passaggio
che stimoli la vita, a far tornar l’enzima
1
Organismi degradanti necessitan molto azoto a decomporre
da humus della terra, e luce dell’astrale l’organica materia; l’azoto, incorporato nei corpi dei microbi
in Pianta vanno forze, capaci di fruttare al lavoro, sarà rilasciato alle piante a decomposizion ultimata.
2
se polvere si forma, suolo è sen collante spesso nelle piccole pozze attorno ai mucchi di letame delle
stalle, assieme al sudiciume, accade fermentazion anaerobica
necessita del nero, burro equilibrante (putrefazione) che genera germi e insetti che diffondono
infezioni patogene; ciò si risolve areando e pulendo le stalle e
Corpo sa produrre, chimiche sostanze i luoghi compostaggio. Sebbene nocivi alla salute umana, tali
adatte per il suolo, a far fertilizzante patogeni svolgono il proprio ruolo: putrefare finchè possa
partire la decomposizione aerobica dove, a causa del calore,
400 kil d’urina, dona maschio adulto
moriranno i virus di polio, epatite, strepto-micrococchi, varie
50 kil di feci, in un anno di consulto salmonella, tubercol mycobacter e la brucella. Resistono solo
il bacillo anthracis e tetano clostridium che abitano il suolo.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 28
luogo compostaggio, ideale è nel bosco rivolto con forcone, l'enzima gira e vive
1 orto angolino, asciutto un pò inclinato in giusta umidità, fermento sopravvive2
acqua se stagnante, pregiudica processo Cresce nell’interno, calore aerobi fuoco
fà che sia presente, fuori d’ogni eccesso vince odor e mosche, e perdita d’azoto

Lontan dalle conifer, dedico uno spazio durante prima fase, aumentano batteri
poiché la trementina, tarda fermentazio che mangiano carbonio, lavorano forieri
scelgo nuda terra, erba dono al mucchio il lor proprio calore, trasmettesi alla pila
così che var erbacce, bene pure sfrutto al centro sessan gradi, in 5 giorn arriva

e talvolta s'hanno sacche, scarse dell'O2 Quand'è terminato, calore pure scende
s'innescano fermenti, ànaerobici di gas loro combustione, muor oppur attende
metan e aci butirri, sgradevole d'odore iniziano i lombrichi, cen-piedi millepiedi
fò fori d'aerazione, a mezzo di bastone sempre degradare, assieme funghi medi

se l’azoto scarsa, rallenta pur composto sui terrèn pesanti, letamo in superficie
ma tende a dilavare, s'è presente troppo mentre sui leggeri, intèr profondamente
così io perdo azoto, e cattivo odore sale in lungo compostaggio, burro ner arrivo
rapporto carbo/azoto, Emilia mi fa fare1 lavoro ch'è finito, odor di bosco fino3

umido il composto, nè fradicio ne secco le Ceneri di legna, apportano potassio
letame e poco strame, vuol cumuli piccini evaporan l’azoto, là nel compostaggio
unisco mucchi secchi, divido quelli spugna Nitrificazion spegne, e riduce acidità
l’imbebe particella, se strizzo non dà nulla Calcio con fosfati, piacca sanno alzar
preziose fonti azoto, nel mucchio vegetal
l'uomo s’inserisce, qual’amministratore
son succhi digestivi, aggiunti a compostàr
osserva ecosistema, espande situazione
pollina con guano, torba e l'alghe rosse stimola le chance, ch’esso riesce offrire
residui di fungaie, assieme frutte rotte sinergico efficiente, riduce ogni soffrire

concime d’animali, al suolo cede azoti son segatur pollina, un acida e alcalina
un cumulo in fermento, tien i suoi calori degradan composto, che rapido raffina
quel troppo bagnati, funzionano pianino interro segatura, sei mesi prima d'orto
ingrato odore danno, rivoltali un tantino sennò giovan germogli, cedono l'azoto

Leggera umidità, assenza muffa e odori carenze dell'azoto, son foglie scolorite
accrescono lombrichi, e fauna d’inferiori germogli e getti pure, deboli e stentati
aerazion corretta, del cumulo è centrale dato nel trapianto, cede assai graduale
fondamento base, di aerobi fermentare nell'accrescimento, rigoglio accelerare4
1
si ha perdite di azoto sotto forma di ammoniaca. Il
rapporto C:N 30:1 è ideale ai microbi composto (30 kg 2
Una cassetta alta raccoglie residui. Quando è piena si toglie
foglie quercia e 1 kg di stabbio). A ragg. equilibrio, dosa i il blocco già in fase di decomposizione e lo si aggiunge al
materiali nel composto o aggiungi sorgenti di azoto. cumulo. Ricetta riscaldante per l'autunno: in 10 lit.di acqua
Tessuti vegetali vecchi o maturi, trucioli di legno, lolla di calda 40°, sciogliere un dado di lievito e 300 gr di acqua
granturco, carta, lignina, disgregano piano poiché hanno zuccherina e a piacere, 4 kg di cenere di legna, fin 20 kg di
poc'acqua e azoto. Scarti cucina, sfalci freschi d'erba, pollina, fin 20 kg farina di basalto o 5kg di alghe verdi, irrora
3
hanno più acqua con azoto e degradano prima. Esempi di per aumentar calore nel cumulo letame, annaffio con
rapporto C:N: letame suino 6:1; pollina 10:1; rifiuti vino, lievito e melassa; dopo un anno di compostaggio,
vegetali 15:1; rifiuti di erbe e letame bovino 20:1; stabbio avrò il famoso burro nero, prodigio dei giardinieri (anche
25:1; residui di infusi 20:1; foglie 60:1; steli mais 60:1; il letame equino-ovino scalda molto ed è adatto ai suol
corteccia 120:1; carta 150:1; segatura 400:1. pesanti). Seba
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 29
ecco succo piume, in tin acqua piovana la calce disinfetta, e delimita le aiuole2
macera 2 mesi, all'ombra è fò innaffiata più alber'incavati, contengono terriccio
sull'argilloso suolo, potassio bene campa eccellenti in qualità, figliòl del nidiaticcio
se potassio manca, cereale pure stanca la torba idrata lenta, ma vince siccità
dà e togli alla cisterna, è buon anticalcar
potassio fa sviluppo, colori fiori-frutti1
aiuta tuberose, bulbose e forma i frutti è spugna vegetale, il pesante leggerisce
i bordi della foglia, carèn potassio scola e sostanze nutritive, solubil proferisce
pallidi fà i fiori, e dei frutti gran cascòla asciutta buon cappotto, piante freddolose
d'estate fa isolante, che accoglie le golose
Cenere di legna, ha potassio per radici
elementi lei rilascia, in presenz'umidità sacchetti carta riempio, torba-terra-pianta
adatta per liliace, i frutti e il pomodoro pon in buca terra, col bordo che fuoriesce
cede suo potassio, ai fiori ed al fagiolo piantina và protetta, raggiunge primavera
sacchetto deteriora, radice espand'intera
accumula potassio, l'Achillea davvero
raccogl'attorno a se, l'umico terreno uso pur le giare, di grosse dimensioni
tracce calcio e cloro, zolfo e aci silice a collo stretto e pancia, interro poco fuori
Come l’altre piante, più mineral indìce riempio di drenaggi, e piante da verande
oppure nell'estate, d'acqua per le piante
in aiuto dello zolfo, potassio sal ai fiori
sviluppa aromi forti, di grande medicina il fosforo sostiene, apparato radicale
combatte più disturbi, ai reni e la vescica Legno e fioritura, e carnoso carotare
Con menta e camomilla, i topi pure sfida se fosforo carente, radici e fusto molle
scarsi son i fiori, e violace son le foglie3
Achillea dei prati, sa essere infestante
fiori bianchi o rosa, cicàtrizzàn calmante la Valeriana aiuta, il fosfor minerale
aggiunta a minestroni, amari e digestivi radici sue schiacciate, odorano d’estate
è un ottim'insalata, vince scabbia ovini attrae alla superfice, lombrichi digestori
in acqua a macerare, là in contenitori
sui viottoli Achillea, si lascia calpestare
così come puleggia, e la menta piperita Luce dà fittone, penombra dà germoglio
aumenta qualità, aromatica di ortaggi o Steiner biodinami, enzimi buoni voglio
fien oppure infuso, dà salute ai greggi è battesimo d’acqua, umidità irrigazione
è battesimo fuoco, lucè sol maturazione
Calcio fa sgonfiare, Potas-Sodio gonfiare
ticchiolatur di melo, carenza calcio appare Insegnò corno-letame, così corno-silice
un suolo sol calcareo, erode piano muore donàr su suolo e foglie, su loro superfice
con del letame vacca, fresco senza paglia
4
“l’Azoto mobile, passa dalla pianta al terreno attraverso un riempi corno mucca, interra dentro faglia4
continuo cambio di forme (umico, ammoniaca, nitrato), è
concentrato al suolo dopo il ciclo organico delle leguminose
che liberano più sostanza dei cereali, aumentando il capitale
organico che circola nell’azienda. Suoli pesanti han maggior
contenuto d'azoto, così l'erbe infestanti, i parassiti, ceneri di 2La calce dà il pH e disinfetta pareti e tronchi frutta. A
legna, residui flora-fauna decomposti, letame, foglie, sangue, frenar l'erosione in suolo asciutto, povero e calcareo,
cheratina, lana, pollina e l’acqua piovana con tracce di nitrati. tappezzo con edera e vinca, mentre in suolo umico,
1
Potassio asciutto (facile dilavam.da piogge): ceneri consolida e borragine.
vegetali di giunco, felce e ginestra (30%). Se il suolo è 3
Fondi tè-caffè sparsi nel solco di semina, decompongono e
acido, si può usare bicarbonato di potassio , se basico, liberano fosforo utile alle radici e germinaz.di cipolle e carote
4
cloruro o solfato di potassio (utile per cavoli avidi di il cornoletame, allestito nell’autunno a fine di settembre,
zolfo). suol argilloso ne K. vuole letame di vacche lattifere che abbiano già figliato.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 30
comincia nella buca, l’attività di enzimi
fermenta il preparato, 6 mesi nella terra in contrasto con silice, sta il calcare che
un dì l'impiegherò, dinamizzato in acqua attivo in processi, ricambi suolo e piante
200 grammi d’esso, in 50 litri annacqua1 è il carbonato calcio, calcare parte attiva
calcio-argilla misti, buon humus deriva
a primavera entrata, scavo il preparato
tirato fuor i corni, letame è trasformato Folletti fate e ninfe, ovunque dimorati
Ridotto è il suo volume, fin della metà tra i microrganismi, lor piccoli aggraziati
l’odor di sottobosco, riesco ad annusàr provengon dimensione, parallel del canto
in terra richiamati, dai figli dell’incanto
al suolo lo diffondo, in acqua spruzzatore
or cornosilice, apprendo in successione Microrganismi cibi, sòn alghe nutrienti
cristal di quarzo fine, molato e macinato schiacciati ed essiccati, d'origini di tempi
duràn la primavera, nel corno va stipato gl'indio del Texcoco, preparan le focacce
con l'alga spirulina, raccolta con bisacce2
autunno successivo, l'estraggo sotto sole
l’uso in primavera, nell’alba rifrazione Clorella e Spirulina, son oggi coltivate
pur tale preparato, vien dinamizzato in pozze artificiali, per uomini e bestiame
venti giorni dopo, l'altro che ho passato nutrite con petrolio, in lucro senza fine
Pan che fame togli, nutriente resti infine
Silice nelle piante, elemento formatore
fa scudo a vari funghi, e a insetti parassiti o Alga della vita, pioniere senz'eguali
una parte và nel suolo, e riscalda rizosfera ti nutri in minerali, che trovi là nei laghi
tropp'cqua la dilava, disgrega forma intera ti usaron a Berlino, in zuppe dei soldati
l'autosufficienza, procuri ai tuoi affidati
Argilla in stato secco, è un silicato fine
quand'umida diventa, di plastico sentire Sopravvivi in tutti, l'ambienti di Piacca
in glomer umi-sabbia, ha ruolo di legante aiuti corpi e suoli, che battono la fiacca
Aiuta i minerali, a entrar vive sostanze Ti assumo nel digiuno, o in dispepsìa
con il Kefìr e miele, forza Tua mi dia
3 grammi cinquan litri, su foglie nebulizzo
pompa con pressione, le gocce micronizzo infuso alghe marine, rafforza cheratina
così che sospensione, non scoli dalle foglie cellule del corpo, capelli ed unghia fina
fissi micronube, su chiome non più spoglie riesce a eliminare, metalli radioattivi
assieme coi pesanti, in corpo molt’attivi
è il messagger di luce, lo Zolfo minerale
Silice sta alla roccia, lui a regno vegetale adatte con la frutta, verdura e cereali
assiem ad altri gruppi, sostanze minerali a fare compostaggi, in polvere od intere
verran dinamizzati, dal qi del biodinami oggi in quelle mare, può esservi mercurio
ricorda che metalli, assorbon dallo spurio
Luce arcobaleno, quand’è micronizzata
silici e quarzo fino, son luce condensata 2
Lago d’acque alcaline del Messico. La Spirulina
al sole si conserva, un buon corno-silice maxima è alga raggomitolata, seccata al sole dà proteine
dentro vaso vetro, traspare in superfice fin 70% peso. “Il crollo del potere nutritivo degli
alimenti, causa patologie degenerative, raffreddori
1
la dinamizzazione a mano per circa 1 ora, chiede acqua costanti, influenze, allergie, ansie, depressioni,
bio (il cloro uccide tutti i batteri pro ed anti) sui 37° per stanchezza e mancanza vitalità. Klamath dal lago Upper
stimolare gli enzimi efficaci. Rimescola la miscela nei due Klamath in un parco protetto dell'Oregon, ha tutti e 20 gli
sensi di rotazione rotti ogni volta che si forma il vortice aminoacidi nelle proporzioni ideali, le sue proteine sono
profondo al centro del secchio, ciò rende il beverone assimilabili al 73%, contro il 18% delle carni rosse.”
sensibile al mana. Taras
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 31
ogni Cellula respira, giù nei mitocondri
di oceani tutti mari, pur dell'acqua dolce un tempo avea batteri, ospiti simbionti
colore verd'azzurre, brune oppure rosse piano l’ha integrati, entro propri mondi
l’alga Fuco è detta, il musco dell'Irlande e crebbe Dienneà, danzando girotondi
presa nel cammino, è integratore grande
l’enzima clorofilla, tien il color verde
Riduce la fatica, dolor affanno al petto interno ai cloroplasti, di celle vegetali
così pur gli alpinisti, le portano rispetto come i mitocondri, ha origin da simbiosi
Fuco ai giapponesi, appar erba del cielo tra fotosìn batteri, e celle di eucarioti2
è base delle dieta, longeva senza meno
più cellul'aggregate, fan organi e tessuti
Gelìdium armansili, detta algà Kantèn assolvono funzioni, nei gruppi più sparuti
da te s’estrae l’agàr, l'addensante che collaboran dan vita, a più sistemi esperti
ant’infiammatorio, proteggi ogn’intestino di scatole cinesi, neuroni e reti aperti
se presa a dosi alte, sei purga lassativo
il fenomeno di osmosi, pratican le celle
Klamàth efficace, rallèn degenerazio tra due soluzioni, a diversa concentrazio
antidepressiva, contieni antiossidanti passa la men densa, verso la più densa
immun regolatrice, cur traumi cerebrali solvente nel soluto, stempera l’essenza
Sei base di catene, intere alimentari
e pù atomi diversi, danno più composti
legati da elettroni, o iòn tra lor opposti
Producono le piante, material vivente
e trasportano gli enzimi, ioni idrogenò
nell’acqua e la CO2, incorporan la luce
da zucchero ad Ossige, fornendo H2O 3
poi lieviti e batteri, spezzan il glucosio
per estrarre il sole, lavoran sen riposo1
gli efficien Batteri, pur vengono inibiti
da il calore e freddo, oltrèmisur forniti
consuman gli animali, l’organica sostanza
amano un preciso, grado del piH-acca
tutto ciò che vive, in non-vita tienistanza
fuor sterile luogo, il fortè prim'attacca
scende giù dal sole, e nei vivi è circolante
in alto poi ritorna, grazie ai degradante Piacca Sette dà, equilibrio acidi e basi
Sangue ed acqua pura, saliva e sudore
conseguono l'enzimi, a lungo ripetendo tra sette e l’otto scopri, l'ocean salinità
un ciclo metaboli, l'organico esaurendo il bicarbonato sodio, al piacca 9 andrà
se tieni ben fissati, li incolli o li confini
li usi e li ri-usi, efficienti dentro ai tini Fosfati e candeggina, a pH 10 muove
la soda per bucato, pH 12 raggiunge
ossigeno s’è poco, il ciclo sta incompleto Idrossido di sodi, quattordi fine soglia
lo zucchero è spezzato, all'etilico livello pH 6 l'urina, è assieme con la pioggia
vino a noi ci piace, per lievito è uno scarto
concentra la bevanda, il lievi muor intanto
2
la Fotosintesi clorofilliana cattura la luce minerale (6
scambi tra interspecie, è strategia di vita CO2 più 6H2O +lux =C6H12O6), mentre ll'Ossidazione
(leggi da dx) degrada e restituisce luce, calore, Acqua,
cellule ed ambiente, barattan ogni sfida
Carbonio CO2 .(in poco O2 dà ossidio carbonio, gas che
così esclericha coli, s'adatta all’intestino asfissia grad.sino morte
spegne var enzimi, e gluco mangia fino 3
la Scala del pH in una sostanza, misura la
concentrazione di ione idrogeno (H+ acidi, e OH- basici).
Se le sostanze sciolte in acqua non dividono, H+ e OH-,
1
Autotrofi: alghe e batteri. Eterotrofi: i consumatori son dette neutre, altrimenti se prevale l'una o l'altra, son
erbivori, carnivori e saprofiti. Monocotiledoni: banano, acidi o alcali. Il Metabolismo è: Catabol. Reazioni
palme ecc. (degradan sostanze) +Anaboliche (aggreg)
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 32
L’aceto sta nel 4, con cocacol arance producon l’amilasi, batteri ben simbionti
piacca 2 è limone, cloridro a zero tace che vivon in bovini, intestini loro mondi
enzimi hanno natura, animal e vegetale spezzan cellulosa, altr'ospiti pian piano
Fungina pur battere, o muffa lievitante così fanno letame, e producono metano

lavoran a catena, riescono a innescare batteri di metano, fermentano composto
reazioni più capaci, rompere un legame i cinesi con un tubo, lo portano sul posto
Sole và in glucosio, riesce in via di foco sorgente di biogas, son digestori vasche
scende poi risale, a man enzima cuoco una per famiglia, assiem un paio vacche

Carenza di enzima, matèr grezza lascia un Metano dai rifiuti, è il fatuo di palude
a monte di reazione, rimasta là bloccata brucia in cimiteri, raffredda pur la cute
carenza di prodotti, o tossicità del grezzo usato da millenni, in India pur Sichuàn
comportan disfunzioni, ereditario prezzo per cucinar i cibi, e la casa riscaldar

e i batteri lentamente, riportan l'equilibrio Emilia narr'ancor, tempo suo passato
mangiano di tutto, velèn mercuri e piombo Lei facea formaggi, col latte ricavato
che ucciser pescatori, più pesci dall’interno latte acido cagliato, facevo riposare3
spezzan pure ferro, uranio uman inferno fin che piano prende, forma coagulare

Veloce ossidazione, chiama combustione il caglio è latte, in stomaco intestino
che acqua più calore, form in produzione di un ovin lattante, un pochino digerito
gran parte esser viventi, ricavan energia è latte inacidito, che inizia a coagulare
Ossidando i loro corpi, CNOH in sinergia tolto messo in stampi, pian ad asciugare

pur combustion metano, è respirazione Polifemo nella grotta, fabbricava i caci
anaerobico respiro, è la fermentazione coagulando il latte, con succo fico inaci
una cellula consuma, milioni di ATP Ippocrate ci parla, di caglio di animale
per far sua attività, di prote sintesì l'alternativa attiva, all’enzima vegetale

Rhizobiùm batteri, fissano l’azoto batteri streptococchi, fermentan ogni latte
tramite gli enzimi, di nitrogenasi l’enzima chimosina, o rennina fa il restante
aggiungono a N2, il vitale H2 ione chimòsi vien estratta, da stomaco capretti
a dare NH3, ammoniaca soluzione1 mentre la rennina, è muffe di funghetti

Ammoniaca NH3 da protein disgrega 3
La parola formaggio deriva dal formos, paniere di
nel fegato diventa, l'urea da eliminare vimini nel quale i pastori delle steppe d’Asia, ponevan
Le carie sopra i denti, milioni di batteri latte cagliato di pecore e capre per dargli forma. Il latte,
anche se son danni, fermentano forieri lasciato in canestri di felce, conserva l’impronta e coagula
da sé: “Immagina il latte come una bacinella d’acqua dove
la Birra è dominata, dai lievi Cerevisiae il grasso son palline di ping-pong e la caseina (proteine)
assieme Calbergensis, industria fa felice palle più grosse. Affinché vi sia cacio devon agglomerarsi
le palline grandi in glomeri più compatti, che conterranno
I semi d’orzo malto, son fatti germinare
le palline di ping-pong e galleggeranno nel siero di latte
per l’amido spezzare, e l’alcol generare2 vuoto. La coagulazione di latte inacidito avviene con
aggiunta di enzimi coagulanti detti caglio. Il caglio
animale, sono enzimi secreti da stomaci di agnelli/capretti
ancora poppanti : chimosina, pepsin, gastrina. Tra gli
1
È prodotto anche idrogeno gassoso che altri batteri, Enzimi vegetali: galium aparine, latte di fico, semi di
produttor dell’enzima idrogenasi, scompongono in ioni. cardi più aceto d'uva o succo di limone (per inacidire il
2
Gli enzimi amilasi che spezzano l’amido, si formano latte sino a pH 4.5 dove le caseine precipitano e si
solo durante la germinazione dei semi. uniscono)”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 33
il caglio-in-pane era, gl'intestin seccati Yogurt fu svelato, da un lesto bizantino
mischiati con il latte, e i latticin guastati a malato re di Francia, che fu ristabilito
quello del cerbiatto, capretto od agnello a trentasette gradi, scaldo un litro latte
o l’interior di tasso, lepre pesce e uccello verso poi l’enzima, che mescola costante

caglio-in-acqua invece, è infusi di vescica per produrre curd, il casalingo yoghurt
seccata spezzettata, a dare gorgonzola fai bollire il latte, per vèn trenta minuti
mezzo grammo caglio, per un litro latte lascia raffreddare, con curd precedente
Taras interviene, racconta la sua parte fermento puro è, un cucchiaio sufficiente

Nomadi viaggiando, con latte in otri ovìn dopo tre quattr’ore, è divenuto yogurt
il latte oscilla e sbatte, separa le pallìn Ideale è farlo a sera, così può riposare
lo scolan entro forme, per asciugar al sole ben tutta la notte, coperto con un panno
poi col sale in ceste, fan conservazione lassi è curd in acqua, diluito senz’affanno

per avere burro, puoi sbattere del latte un paio giorni buono, pure senza frigo
In un bottiglione, bene chiuso e stretto e lasciane da parte, qual lievito continuo
io ricavo il ghee, un burro senza grasso aggiungi pure miele, banana varia frutta
lo filtro dalle schiume, in alto come basso grande digestivo, usato in Asia tutta4

Latte di vaccina, ha quattro volte calcio Rennina è da millenni, usata nell’oriente
3 volte proteine, rispetto a latte umano su soia a fare Tofu, formaggi d’apparente
adatto a vitellini, che assorbon sua cosa frantuma soia gialla, in acqua fai bollire
lattosio negl'umani, fermenta senza posa1 l’acqua estrae da soia, grasso e proteine

il buon latte materno, un neonato beve ora hai latte soia, puoi far fermentare
gli enzimi e immunità, in esso lui riceve tratta col nigari, cioè caglio minerale5
quel pastorizzato, integrato a vitamine la proteica parte, forma una sostanza
diventa un alimento, di sintesi confine Precipita e coagula, tofu bella bianca

Kefìr ottieni se, a latte fresco aggiungi pur liquido miso, gran brodo d'enzimi
il grano di Kefìr, che ha lieviti congiunti supporto alla flora, di suoli e intestini
quel latte or digerito, a noi fa medicina fermento di Soia, con orzo con miglio
tuberco e febbre tifo, difteri pur confina2 è salsa in minestra, all'alghe frammisto

aiuta aci cloridri, in stomaco di anziani
3
l’acido lattico prodotto dal lactobacillus acidophilus o
bulgaricus, (slavi consumatori di latti fermentati.) distrugge
Aci urico poi scaccia, da terre ed intestini
gli organismi tossici ovunque, curando la pelle, carie dental e
poiché alimèn batteri, che solvono la gotta vari tipi di cancro. È contenuto nel latte appena munto e
produrre aci lattì, fermentazion comporta3 acidulato con succo di limone o fatto fermentare con lievito
(distrutto da Pasteurizzazione), in latte cagliato, pane nero
lievitato, aringhe in salamoia, ortaggi sott’aceto pomod verdi
4
1 In qualsiasi zona a clima temperato o caldo, specie in estate,
L'enzima lattasi è prodotto nello stomaco-intestino del
in 24h il latte diventa acido con proprietà igienico-nutritive
vitello. Un latte inacidito vedrà i lattosio in parte lavorato dai
sue. Una porzione al giorno di yogurt (acido lattico, potassio,
lactobacillus che producono yogurt. Ingerire latte di vaccina
fosforo, calcio, A, B), adatto a chi ha poco/nul enzim lattosio,
aumenta il desiderio di dolci e saccarina mentre il calcio è
previene osteoporosi, migliora la flora, potenzia l’immunità
presente in misura doppia nei semi di sesamo, foglie verdi del
linfatica delle mucose intestinali, protegge da colite e diarrea
cavolo, alghe, senape, rape, mandorle, e semi girasole. Dopo
e riduce la placca batterica su cui prosperano i batteri carie.
lo svezzamento le cellule intestinali dimenticano l’enzima che 5
degrada il lattosio, ora, questo fermenta e si ha flatulenza. sale marino in prevalenza cloruro di magnesio. Il tofu
2
Più digeribile dello yogurt, nel Caucaso le mamme danno il non offre un particolar sapore, si combina bene con tutte
Kefir ai loro bimbi al posto del latte intero a prevenir diarrea. pietanze.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 34
battèr zymomòna, succ'àgave fermenta il latte in una sacca, di pelle di animale
in scarto dona Pulque, l'alcolica bevanda dimentico fermenta, formaggio coagulare
Mentre papaina, è un enzima proteasi microbi elfi aiuti, già esistono comunque
degrada proteine, Papaia l’offre gratis ossigeno dell'aria, produssero dovunque

L'enzima papaina, è di Ababai Papaia più microbi viventi, rispetto quelli d'aria
predigerisce tutto, è medicin dei Maya sopra suoli e acque, presenza ricca varia
ammorbidisce carni, in acido o alcalino ma in campi coltivati, vi è concetrazione
unico tra enzimi, è un gran vulcano fino dei molti microbioti, della putrefazione

su Yucatan t’offristi, a Cortes e sua ciurma Rifugge la natura, da là monocoltura
Risolsi indigestioni, di abbuffi sen misura se predominante, è per via di forzatura
e lui di là trapianta, in Pacifico versante malanni e parassiti, sorgeranno assai
Dove Captan Cook, ti fece onor amante combetterli a fatica, alfine poi dovrai
ti porta d'ogni dove, solchi oceani mari così colture sono, più prone a malattie
famosa divenisti, dei popol curi i mali ad insetti parassiti, monocoltur soffrire
nei climi tropicali, tu in gioia radicasti or stimolo la svolta, aumento l’efficace
e indigeni entusiasti, ti fecer miti fasti più microbi d’aiuto, rilancian Elfi e Fate

Alber medicina, tuo frutto acerbo sacro ogni pianta sviluppa, 2 direzion di forze
solve indigestioni, tuo succo ver incanto in alto come in basso, corpo e diffusone
enzima selettivo, disgrega ciò ch’è morto la forza và nei fiori, radici oppure foglie
e guarisce più tumori, sen toccare il corpo odor aromi vari, irradia oppur accoglie
process’infiammatori, porti a pus d’ascessi
nel rumine bovino, si assimilan ai fiori
orecchie pelli e milza, con fegato tu sgrossi
L'ormon riproduttivi, animali superiori
pur l'ulcer emorroidi, sfiammi a dar sorriso
la donna questo sa, istintiva antichità
assieme le mammelle, macchie pelle viso
fiòr stimola fiorente, ognì sua fertilità
Tuoi semi contro vermi, giù nell’intestino
Natura e Cultura, han comune radice
ferite or cicatrizzi, e tumor converti fino
in colpo di genio, di spugna e di psiche
pur ananas d’Hawaii, tua piccola cugina
da facil-complesso, aggregan strutture
pure ti somiglia, suo enzima bromelina
Tra più ecosistemi, e artigiane colture
seguendo la ricetta, ch'Emilia diede ieri
comunità e concetti, moltiplican frattali
ottengo in beverone, il gruppo di batteri
le forme sono idee, livelli o enzimi vari
una zuppa primordiale, di lieviti antenati
presenti dappertutto, scoperti e ritrovati
incubano le forze, o accumulo energia
per riorganizzare, una vita in sinergia
irroro su composto, alimento fermentazio
io Seba con badile, sollevo sposto terra
estinguo malodori, prevengo putrefazio
la zappa rompe zolle, e sradica la flora
assicuro umidità, quaràn percento al cubo
rastrello la rimuove, livella poi la terra
continuo ad irrorare, trattar ogni rifiuto
ricopre pur i semi, leggeri li sottoterra
già nacquero così, scoperte accidentali lubrifico or mie lame, le forbici soffrego
numerosi al mondo, alimenti fermentati su là pietra mola, che regolar io impiego
Saké fu riscoperto, quan qualcuno sputò tolgo via lo sporco, con pannocchia mais
riso messo in bocca, che a terra fermentò e spalmo con pennello, oli o grassi vari

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 35
riempio pure secchi, profòn 30 centime in suoli naturali, non muoiono pertanto
sabbia e tali oli, attrezzi immergo infine
grazie all'abrasione, più lubrificazione In Rechaka espirazio, espande etilene
subiscono le lame, costàn manutenzione Pianta in shuniata, nutrient or ottiene
in puraka ai Batteri, l’ossigeno arriva
Pur lama della sega, la sfrego dalla linfa degradan kumbaka, e il ciclo continua
a mezzo spazzolino, e sapone forno tinta
tra manico ed attrezzo, metto i manicotti i Funghi tra radici, più nodi san creare
di gomma camer d'aria, durano più forti così in leguminose, l'azoto san fissare
fermentano bevande, aiutano migrare
Natur e coltura, alimentano l’un l’altro le cellule in ebbrezza, riescon collegare
Idee e divinità, viaggian dentro e fuori
i funghi con le fate, creano fiabe storie staser Emilia narra, la canapa dei nonni
veston di parole, i sogni e le memorie che cura veste nutre, la loro vita e sogni
inizio tale viaggio, te prima propiziando
riapro le tue vele, e con coraggio parto
presenza di Etilene, dentro la foresta
nei suoli naturali, tra gli Elfi della festa
t'invitano a ballare, nei cerchi delle Fate Navigando in mari, di canape incontrai
la danza di più funghi, ispira risa e pace scogli come secche, derive con pantani
specchi di pur'acque, ed isole incantate
Boschi bei dorati, cime alte profumate
il ciclo di etilene, è respiro della Terra1
scambia 2 momenti, sopra e sottoterra Luoghi meditazio, dono sempre nuovo
l'ossigeno scompare, batteri van sognare
t'amo e t’amerò, ancor mia bella Ganja
ferro cambia forma, nutrienti lascia dare
Sei forte sei robusta, sai esser delicata
Preziosa spiritosa, tener mia appagata
la comunità batteri, entro agli aggregati
vive con gli scarti, di piante sovrastanti
“Nonna nel cortile, con fuso e rocca fila
assorbono le Piante, più energia surplùs
il filo avea bagnato, costante con saliva
ad alimentar gli scambi, e i traffici di giù
Filare è un allusione, a lento consumare
il fato delle Parche, è vita sconocchiare2
s'etilen scompare, batteri vanno a morte
lor corpi decompone, anaerobic'altra sorte
Fila madre e moglie, e intesse identità
la pianta soffre tutto, in campi d'Avogado
Aracne tessitrice, una gestazion poi fà
la cosa non accade, dove Etilen è amato
e venne da Himalaya, l'arte sacra che
annoda stoppie-fili, in capigliature ver
strategiche le piante, aspettan i battèr
svuotino d’ossige, le rizo sacche pièn
Seminava pianta, a marzo inizi aprile
nutrienti minerali, così potràn sorbire
mieteva a fin agosto, e macer 8 giorni
le foglie morte gas, d'etile sann'offrire
fasci accatastati, sott’acqua trattenuti
sassi a separare, corteccia e fusti nudi
ossigeno ritorna, riempie sacche vuote
batter addormentati, inizian loro foghe
Nonna trasformava, fusti in fibra fina
drogati di etilene, finirono in letargo informe naturale, in bionda canepina
1
il microbiologo Alain Smith, scopre la presenza di Etilene nei con fai-da-tè telai, e ricamo culturale
suoli di foreste e praterie, mentre non v’è traccia in campi soccombe a monopoli, l'arte canapale
coltivati e trattati con chemio sintesi e macchine compattanti.
“Il modello delle Major è tutto sbagliato, bisogna evitare 2
lavorazioni al terreno e bisogna incentivare le coperture “Te sconocchio” significa ti rompo le ossa. Presso i
vegetali permanenti per un riciclo dei tessuti morenti nel Maya, nel solstizio d’inverno, le nonne davano lezione di
terreno, così, la nitrificazione si ferma e si produce l'etilene filatura alle giovani, per sollecitarle a divenir buone
capace di maturare i frutti, germogliare i semi, ecc.” Smith partner sessuali.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 36
Canapa fù dote, nel preparar lenzuola Indù vestiti a pelle, vanno fra coltivi
tovaglie canovacci, tessute senza foga di canape fiorite, ed agitan le piante
Sette fasci canne, danno due lenzuola ricavano churrùs, raschiando lor vestito
sacchi con bisacce, vestiti per la scuola la resina è venduta, da tempo primitivo

Scomparsa nella Tuscia, la canapicoltura nel Nèpal sono nudi, i culiès raccoglitori
sebben resiste l’uso, è canapa anti-usura In Persia si raccoglie, in tele grossolane
fu torcolo d'Onano, uno stretto arrotolare ha colore grigio scuro, piacevole l’odore
stender e asciugare, attorcere e pressare caldo ed amarogno, ed acre suo sapore

resiston in campagna, a usur e pisciatoni le sommità fiorite, vendute quale ganja
con logore lenzuola, facevan pannaroni foglie lor assieme, son pillole di bhanga
morbide per fasce, ai neonati sen lamenti portate fino Londra, sotto il nome guaza
Posta fra le gambe, previene rossamenti alfin una bevanda, inebriante si prepara

di Te posso vestirmi, senza alcun pudore in Persia la si chiama, bevanda di qinàr
evitando inquinamento, di chimico scolore mastican le foglie, in India ad inebriàr
rispetti nostro mondo, crogiolo dei venturi in Egitto fanno dolci, foglie estremità
supporti miei pensieri, su te li scrivo puri tagliate pian fiorite, 3 giorni fan seccàr

senz’alberi tagliare, e i monti disboscare cani gatti e galli, i corvi ed avvoltoi
ogni lacrima e ferita, sol Flora sa curare risentono più forte, l'azione di narcosi
e diventan alluvioni, sulle città d’umani gli erbivori di meno, risentono l’effetto
se van dimenticàr, odor delle tue mani pur ad alte dosi, il cavallo sta perfetto

chiusi nelle gabbie, ferriate trasparenti il prodotto se filtrato, và in pasticceria
illusi di sapienza, e vigor obsolescenza in polvere fumata, in pipa col tabacco
Privi di speranza, e incapaci di odoràr magico delirio, in giardino canapante
I sogni potenziali, che flora sà ispiràr effetto esilarante, una fame divorante

Taras ora parla, gitàn mille e 1 notte in India come Nepal, ganja tiene ruolo
Sherazade chiama, i colori della sorte pieno e religioso, dai tempi primo uomo
Ib-na-al-qunbus, già figlia dell'umano si mescola a dottrine, pratiche montane
è Banga la nocciola, palma della mano Scuole Siva-Devi, e miscele tibetane

viaggiano coi morti, in fumi d'amicizia nei regni Bengalesi, culmine raggiunse
Raseno ci ricorda, dei popoli di Scizia così in Himalayani, periodi medievali
in saune capanne, riuniti senza vesti Mahanirvana Tantra, in versi pure narra
Gettan suoi semi, su pietre roventi ciò che è praticato, dentro indiani sabba

Pianta quando inizia, i semi riportare yoga fà del sesso, sentiero di sâdhana
Essuda una materia, narcoti resinosa via che poi produce, kundàlin risvegliata
base principale, di tutte forme hashìsh un sesso religioso, re-stimola in diletto
gli inglesi la raccolta, spiegano così a livello esperienziale, Dioniso è diretto

duran la mietitura, si alzan spiritelli l'esperien raggiunta, è con aiuti esterni
da gambe fin cervelli, turbini più belli Bevande decisive, e donne saktizzate
fermano le membra, scarican l'orpelli il rito si realizza, in sabba dentro Te
gli estatici hashishiya, vivon caroselli quan donna kundali, appare là da Sé

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 37
Veleno di bevanda, origina da evento Pianta planetaria, fà storia dell'uomo
mare frullamento, in origini del tempo figlia d'India Persia, veste jeans in coro
avendo Dei perduta, l’ìmmortal Amrita cresce sì selvaggia, per hashi è coltivata
alleano con gli asura, pèr estrarla viva L'arabo Makrizi, la chiama l'alfokara

Lavorano all'impresa, fino a mille anni Hashishà al fuqara, è l'erba miserande
frullando il mare-latte, emersero entità antica consolazio, tra mille scorribande
Dea del loto e vino, Surya e Danvantari detta Shah danaj, sultana del profondo
medico del cielo, che amrita reca in vasi al-Khadra detta pur, verde mazzamondo

dal frullamento emerse, pur veleno che Effetto di sostanza, uccide e vien uccisa
coi fumi suoi potenti, ferma un universo il pover sufi vedi, pulcin che vagabonda
Dio Siva allora tenne, veleno nella gola ucciso dalla verde, ovvero n'è sconvolto
divenne gola blu, così ci appar tutt’ora tal è suo costume, uccider esser morto

I demoni cercaron, tenere a se l'amrita il fachiro Musulmano, come quello Indù
origina battaglia, che Deva fanno vinta riverisce il Bhang, colui che allunga vita
nel Tantra tal amrita, dell'Oceano Latte che liber dai legami, dell'ego più ostinato
bevanda di vittoria, vijaya ganja parte con lui bevi mistero, Io sono Lui svelato
Lo yoga originale, include l'uso droghe
Haydar sheikh, riscopre la sua foglia
per acquisire brami, benzina delle siddhi
nel testo Patanjali, l’ottengono più modi
per fare la sadhana, rifonda haidarìya
talenti piante e mantra, e le menti vuoti estinzione dell'ego, unione col divino
interior ed esteriore, privo d'un confino
proibire o tollerare, e silenzi delle fonti
la società sfinisce, allontana pure molti mangiate più foglia, assai meno cibo
umorismo di libelli, sollievo delle forze la pianta si mostra, qual agil gazzella
nel gioco di rimandi, allude più risposte e una brezza leggera, la fa vorticare
un canto colombi, la fà emozionare
polveri di sogno, bocconi rimembranza
respir del minareto, amico della strada Dio l'hashi loda, fà emerger segreti
rimedio per l'orecchio, e savia d'iniziati mangial asciutto, astièn dai commenti
rivela le stazioni, dei var cammini dati cambin le menti, diventino estranei
assenti il pensiero, da schemi ordinari
pianta ed ebbrezza, è sanscrito bhang
Vighaia è gran gioia, Ananda gran risa sciocchi e invidiosi, censuran il pane
la luce degli occhi, di canapa bhanga dividi tu assieme, a chi sà rispettare
son cime fiorite, di verde che incanta oblio d'esistenza, restando al tuo posto
il maestro ci svela, è segreto nascosto
è spirito Bhang, Al-Khidr il verde desto
L’iniziator dei Sufi, privi di un maestro Sèn soffio di vento, si muove la foglia
viene d'improvviso, profumo nei paraggi e con l'inno rituale, Qalandar l'invoglia
Salem Alekum!, Oh anelito dei saggi! or scaccia lontano, i guai la tristezza
ti aiuta creatura, smeralda fortezza
cannabis dal greco, è l'arabo quinnab
che l'erba vuole dire, dei mistici fuqàr chiudi l'orecchie, agli antichi censori
quan mangiano la foglia, crolla la Babele e riempi le mani, sen rimandi ulteriori
Dio li vuole tempio, capace a contenere se desider cacciare, altezzosa gazzella
procur che passeggi, su tàl foglia bella
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 38
su Te ora si posa, più timida farfalla Sidi-bu-Senna, in Numidia algerina
batte le sue ali, mostra ogni tua falla errante derviscio, ostil alla scienza
verginella indiana, bene ti intrattiene insegue e battezza, sol con il kaff
dissecca seminale, sè nel cuore viene procura samadhi, in danze ritual

permetti che realtà, io veda delle cose Intona suoi dhikr, per far vorticare
così libero sia, dai danni e false pose batte dhamaru, pei passi accordare
lavo la mia faccia, e chiarisco la voce la sua pipa di pace, poi fà circolare
Canto poi la lode, al creator d'amore delirio e torpore, astanti a esaltare

la mente serena, rimanga nel cammino La verde procura, un bisogno di dolci
ferma negli intenti, e faccende da evitare Al-Himsi danzava, gridando alte voci
passa tempo presso, l'acqua mormorante dentro sua scuola, lo vider studenti
compagnia d'amici, d'esperienza grande col pene orinava, i versi più ardenti

A quel punto inizierai, riflettere su cose il maestro dà versi, a basilico e rosa
cause e cose fatte, fato e suoi accidenti cioè l'hashish e vino, diuresi e sposa
sull'essere che parla, cose che son dette Io son mendicante, l'errante compiuto
comprender opinioni, e l'azion coerente se vino è l'inizio, la verde è il rifugio
scruta cuor con occhi, occhi con il cuòr
or ogni stanza, si muta in moschea
propria idea d'umano, a gradi separar
a quella del divino, riesce avvicinare
in piacer compagnia, il basilico svela
il color verde appare, alla fin del Miraj
Fìnche verde sufi, Ti appare familiare
Dante e Maometto, descrivono i piani
Haidar là viveva, tra i monti Khoràsan
in piccolo convento, assieme ai compà Samadhi riflette, nel rovesciamento
esorta l'altri sadhu, a dividere segreto Incoscienza bestiale, annichilamento
via preoccupazioni, cuòr tornì sereno è potere che tiene, il genio Aladino
le mille e una notte, narra l'ambiguo
narrò la letizia, qual danza di pianta
a tutti suoi frati, che allegri decanta converte scarafaggio, in nobile leone
dopo sua morte, vuol esser sepolto il ricco lo avvilisce, il povero stupisce
solletica il prurito, dell'ano effeminato
sotto le piante, nutrire quel mondo
annulla gelosia, e pudor morale dato
da tomba si sparse, là in Khorasàn Rivela segreti, dissecca ogni giudizio
e in Cina fu usata, anestetico a fàr confonde strategie, apre ogn'orifizio
i Boscimani pure, ne fuman le foglie
i desidèr riflette, di profòn padrone
mista a tabacco, fin mistiche soglie che ciascuno porta, dentro l'interiore
così l'Ottentotti, la chiamano dacha
ugual a inebriante, dagga lor pianta Kundalini desta, qual verde regina
i Gonda dell'India, la brucian coi morti
Fuoco nel ventre, num che sconfina
per strada spianar, e dare i conforti
purga poi scioglie, catene del cuore
artisti e maestri, gli fondano scuole
afgano Din-Rumi, Ibn Arabi incontra
in urbe Damasco, e a Konya poi fonda
sua mistica scuola, o dervisci danzanti
più nomadi asceti, sincè o truffaldini
riuniti in questuanti, scuol stravaganti
per far ascensioni, dei chakra restanti
vestiti con stracci, attiran disprezzo
distacco dall'ego, tiene il suo prezzo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 39
Lor sàn trasgredire, sin oltre i sessi il Bhang assorbe bile, dice l'ayurveda
sen fissa dimora, sannias'imperfetti stimola appetito, e prolunga vita intera
confusi ai balordi, ai fanatici e ladri cordiale del pensiero, giusto nel giudizio
rischian nell'urbe, pagàr l'altrui mali e spirito di Shiva, guardiàn dell'orifizio

la foglia in Battriana, dà consolazione pur a Shitala-Devi, patrona del vaiolo
Fà rider di se stessi, procura la visione se le offrite bhang, dà sollievo nuovo
così suor Hildegarda, aiuta sua pancia Colui che beve Bang, beve pure Shiva
riduce malumori, delizia il corpo scalda lo spirito poeta, travasa e lo confida

Sfiamma pur ascessi, la canapa pestata suo spirito di flora, trova anima umana
contrasta mal otite, in olio vien spalmata la penetra e conduce, in essere fiumana
Giovanni ventunesi, è papa Pietro ispano dona al bevitore, prontezza della mente
scrive il trattatello, a curare suo contado fravashi della Banga, kundalini corrente

Shiva seminava, orando il mantra Banga Bevono del Bhang, come fan sannyasi
suono di guardiano, che taglia l'ignoranza Studenti di Benares, prima di studiare
tutto il giorno in acqua, fior e foglie lascia conforto nel disagio, in cura e malattia
ripete il nome santo, e fumiga le braccia aiuta attraversare, miseria e carestia

allinea i desideri, a preparazion bevanda le più pulite foglie, bollite in latte e poi
immagina poi Devi, l'offre dolci e mantra son mutate in burro, verde grasso d'oli
versa sul suo Linga, e gli incubi van via majoon è miscela, in datter fichi miele
fuggono i nemici, assiem la malattia che gatti ed animali, lieto ben trattiene

Bhang in comunione, a yoni culto Devi O'Shaugnessy d'India, studia la ganja
Marte e venerdì, i due giorni sacri a Lei la chiama pur siddi, inebriante del tantra
veder in sogno foglie, od uso per le cure è paziente loquace, schiamazza poi siede
è segno fortunato, che cura febbre pure prende ogni forma, fachir mi diviene!

è dote degli sposi, speziato ricco Bhang asciuga gli umori, impedèn movimento
la sposa prima e dopo, beve in Gujarat Fà l'umido in caldo, saliva seccando
sacra cerimonia, preparazion di Bhang rossore degli occhi, e pallore del volto
dagli ospiti bevuto, hindu e musulmàn livor della bocca, e un fegato ingrosso

allontana la stanchezza, panico e timòr per evitar l'effetto, verso entro narici
pur durante guerra, vien asperso Linga
goccia olio d'oliva, e bevo acido latte
Raji senza scampo, slaccia suoi capelli
l'indebolisce pur, nuoto in acqua fresca
spirito di Bhang, non trov'impedimenti
mangiar acida frutta, bere senza fretta

agisce sulla febbre, in indiretto modo il Bibra racconta, di aver fame cane
calma assai gentile, le cause d'ogni dolo
gli sembran parole, venir da lontane
versalo su linga, e dio n'è compiaciuto
sussurran orecchie, i giochi dei sensi
l'alito raffredda, e il corpo n'esce puro
son moti del corpo, pesanti e diversi
malati son seduti, versano nel tempio
i polsi sono tesi, ma batton normali
Bhanga sopra Linga, curano lo scempio
la pelle raffredda, gli occhi iniettati
pur la dissenteria, e var colpì di sole
dopo una mezz'ora, arrivan le visioni
stemperan ascessi, con moderazione
i volti dei vicini, fàn metà-morfosi
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 40
ridono i più, e schiamazzano lieti nasce un movimento, automatico di mani
altri arrabbiati, diventan guerrieri smette e si rinnova, più volte sin domani
il clima n’ha parte, il caldo rallegra assisto spettatore, idee in concatenazio
fin al delirio, dottòr Moreau spiega elettrica corrente, invade corpo spazio

descrive Moreau, gli inizi in affanno sale per la spina, e dilata nelle braccia
avvolge poi volto, calor dolce manto scuote pur violente, continua nel salire
va nel cervelletto, percuote dall'interno
prova allegrezza, interna e in risate
credo che ne muoio, continua carosello
sensi più acuti, e armonie dilatate
gli atti esterni poi, precedono coscienza
“m'avvènne guardàr, un vivo ritratto
di aver la volontà, di compierli da me
mi parlan suoi occhi, in magico atto
assiste volontà, a un fatto già compiuto
presto ti accorgi, veder ciò che vuoi
morte io non temo, non odio non rifiuto
sfior le tue vesti, e scenè son fuori
cambiano di posto, il freddo con calore
son agili idee, voluttà penetrante secondo l'individuo, varia convulsione
siddhi e devozio, epicureo nel bosco
il clown gesticolante, o tonico tarante
un harem di oggetti, cari e antenati
ipnosi cataletti, o immobile variante
centuplican gioco, e ardenti essudati
I dolori al corpo pure, sento alleggerire
sangue ribollente, corre oppur innalza
nulla mi dispiace, ho sete d'acqua fresca
sento di morire, vedo la mia infanzia
al colmo nella stanza, salto con le braccia
bevo sento meglio, l'acqua fresca sazia
bevo l'acqua fresca, così l'arsura scaccia
lavo la mia faccia, collo e pur le braccia
Ecco un pò di tregua, danza ricomincia
vacuità e pienezza, sento nel cervello a battere coi piedi, seduto mi costringe
fischio nell'orecchie, diviene bollimento passa per le braccia, sale su al cervello
insieme a soffi caldi, montano alla testa dirigo tal'orchestra, stanco m'interpello
il cranio par sollevi, scoppia qui la festa
all'atto del pipì, va sciogliersi l'ascismo
lingua s'ingarbuglia, imbrogliano l'idee
e l'intensità cessò, col vomito gradito
scoppia la risata, immensa e fragorosa
Fu vomito copioso, nel tipo più nervoso
si ride di sè stesso, e infine poi la scena
modesto nel sanguigno, linfatico a riposo
cambia e fa piccante, ragione si dispèra
Il professor De Luca, del Collegio Francia
piano essa dissolve, radice colgo intera
sente movimento, dall'alluce alla pancia
e tutto s'abbellisce, intorno è luce vera
è sensazion di ortiche, simil a formiche
inonda i volti vari, in serafico apparire
che van camminare, numerose amiche
canto e sfoggio versi, belli da sentire
senza turbamento, sveste va nel letto
a volte borboritmi, e fitte addominale
vede il suo passato, scorre con diletto
la nausea fà sentire, evacuazione sale
assai di voluttà, contempla i fatti suoi
copiosa e semiliqui, i sintomi conclude
lo auspica per tutti, 4 ore e torna poi
dissipa nel sonno, ebbrezza pare chiude
Mi par l'abuso d'hashi, simil a pazzia
Ciascuno meraviglia, sentirsi non padròn
specie a giovinetti, che viziano suvvia
di propri atti e pensieri, coscienti testimòn
manicomio Dakka, tièn più smoderati
vissute ed oscurate, impressioni rinnovate
succo lime aceto, i contravveleni dati
ogni cosa appare nuova, così la vita piace

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 41
hashi usò Moròu, curàr malati mente
dissembla ricompone, originari mente Tandava è una danza, selvatica di Shiva
la prova su se stesso, lipofil inebriante taurino zoccolare, che giunge in frenesia
sviluppa più l'udito, calma il dolorante Bharata poeta d'India, alfine la descrive
mezzo di creazione, il Sadasiva esprime
aument'appetito, e pupilla dell'occhio
agisce intermedio, tra l'alcol e l'oppio Più sadhu suoi devoti, vidi ai crematori
Tra gioie sociali, e i piacer solitari vedon distruzione, chiamati son Aghori
agisce e s'adatta, ai caratteri vari1 meditan su Devi, e Rudra il distruttore
seguon tale strada, qual via liberazione
a dosi modeste, lo spìr rasserena
porta a risata, assai ricche di vena dice il mito indù, che giunto il Kaliyuga
e una dose più alta, và fin fantasia Oscura fu la terra, ovunque caos e fuga
sorgèn voluttà, ogni passo che sia i Deva infastiditi, pregarono dio Brahma
scrivi un quinto Veda, riportaci la calma
meta è raggiunta, si sente l’ananda
qual vento leggero, sinuoso s'avanza Brahma trae parole, dal mitico Rigveda
1 gesto o parola, fa mondo più chiaro sapori e sentimenti dall’Atharvaveda
e sensibile cresci, al triste e all’amaro musica dal Sama, infin drammaturgia
vien da Yajurveda con mimo e liturgia
Isola israeliano, un suo principo attivo
scopre pur l'Ananda, endogeno cugino affida or Nritta-veda, al gurù Bharata
Raseno ci racconta, ora sua esperienza diffondilo agl'umani, sia medicina data
il corpo si dissolve, diviene trasparenza Shiva in tempo diede, un suggerimento
metti pur la danza, di Tandava portento
or cantaci Raseno, l'inno al Nilakanta
è bello riascoltàr, tua esperienz'ananda Scendono le Apsaras, le ninfe danzatrici
Shiva è kala Rudra, e tutti i kalpa scava danzano con grazia sensuali ammaliatrici
brucia tutti i mondi, allà danza Tandàva danzano con gioia, con zen e senza scopo
per celebrare il corpo, partecipe del moto
vedo pur in petto, bolo che ho mangiato
smeraldo luminoso, mondo ha popolato polemica i sapienti presto han cominciato
spugn'assorbe l'onde, luogo circostante Dov’è finito il senso, qual’ è il significato?
eccomi alla danza, del Nataraja grande Bharata ai saggi dice: nritta non ha tema
non cerca nessun senso, fa e disfà la tela
cosmo con il corpo, l’un è dentro l’altro
mio respir portento, danzà pur il vento è gamba sollevata, creatrice della danza
Lo vedo io danzare, là nell'arco fiamme Vi dà liberazione, da percezione stanca
nel cosmico teatro, di Chidambaramme Ovver dall'ignoranza e identificazione
di un ego tutto solo, senza iniziazione
Porta l'orecchini, bracciali e campanelli
quattro mani un cobra, luna nei capelli Damaru sia tamburo, potere di creare
danza al kumba mela, è l'anima vitale il Paranada suono, e stagione ritrovare
Potere primordiale, è forza esistenziale Ganesha dio-elefante, rimuove la paura
grazie alla probòsce, nel gajasta mudra
svela che universo, è dentro come fuori
continuo Nataraja, danza dentro i cuori dove va la mano, segue pur lo sguardo
assieme spettatore, sedotto dall'incanto dove va lo sguardo, segue pur pensiero
la danza e danzatore, son uno soltanto dove va il pensiero, segue il sentimento
dove questo arriva, è sapòr riferimento
1
sveglia e scalda (giusquiamo) raffredda-addormenta (oppio)
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 42
Fuoco di Samhara, potere che distrugge e ammisero alla fine, dopò assai fatica
fiamma e mutazione, cui nessuno sfugge il grande rivelato, sei Tu mio amato Shiva
Mano che incoraggia, assenza di paura Tuo figlio Ganapati, l’amato dio-elefante
Dita in alto e palmo, in abhaya mudra dispensa ora dolcetti, di Banga rivelante

O Shiva Nilakantha, che tien la gola-blu narraci ora Taras, la cura del malocchio
per salvare il mondo, il velèn bevesti Tu fuoco sant'Antonio, al ballo di san Rocco
la Tua divina gola, produsse tal destrezza e il fungo parassita, di segale e dell'orzo
la fine macchia blu, accrebbe Tua bellezza la fredda sudorazio, tremore senza sforzo

Vasuki era chiamato, il serpente velenoso già detti fuoco sacro, di Antonio dell’Egitto
che l’Universo intero, lambiva minaccioso ergot epidemie, convulsus o gangrenu
Tu onni compassione, volta ad ogni razza legate all’ingestione, Pan segale cornute
i Demoni con Dei, salvasti da minaccia curate d’Antoniani, grassò maiale e cute

Tu ridi fragoroso, supremo senza fine scopriron maialino, che cura fuoco sacro
Frantumi ogni timore, vibri ogni confine assieme l’acqua e vino, oggetti simulàcro
cancella mie paure, e l’oceano inimicizie l’Ordine arricchendo, va poi degenerando
proteggimi da tutte, le subdole sporcizie vietato infine và, giràr solo questuando

Dio di Medicina, di umani e di animali Argo l'uomo lupo, alimenta le leggende
Sei Pane multiforme, di canti e baccanali dell'essere selvaggio, giunto a lune piene
Sei detto Pashupati, Dio delle Creature invocando la Madonna, regin del focolare
Sei Ardhanarishvara, l’ermafrodite pure lo spasmo e la libido, iniziano a danzare

Ascetico Mahayogi, fonte di ogni Moksa L’acqua di madonna, toglie l’occhiaticcio
in mano la collana, bacche di rudraksha l'Intitolato segna, con acqua oli e candele
assorto in meditazio, Sei pur l’austerità il piatto tiene l’acqua, accesa è la candela
col tuo tambur ripeti, i mantra a volontà L’olio segna fronte, poi cade giù e rivela

Sei tu che danzi-giochi, giù nei crematori Meri dea del mare, cereale e protezione
ti chiamano Bairava, il Rosso che ululava hai diecimila nomi, sei luna madre al sole
Mahakala Dio del fato, e irato distruttore Cultura con salute, doni sempre a umani
assieme con la Devi, tagli ogni illusione finita via terrena, vedrò brillar tue mani

il cielo e pur le stelle, in alto son colpiti Vergine che crei, dall’utero tuo tempio
da ondosi tuoi capelli di canapa scolpiti Jesu con Francesco, stelle dell'esempio
eretto sulla Yoni, Tuo Linga è venerato produci e riproduci, la buon comunità
ci parla dell'eterno, tuo soma profumato or al Therabuti, ti vengo a ringraziàr

emersi tuo gran linga, narra antico mito Dea di guarigione, adorata nei santuari
il giorno cui Vishnù, a Bràhma s’era unito lenisci ogni ferita, dei pellegrin umani
Discutono fra tutti, chi sarà il più grande oh Brigida dei celti, Minerva dei romani
passano pù prove, d'ebbrezza esilarante Bagno Spa sia tempio, or acque termali

infine apparve loro, un Linga di gran luce Ergòt ergotamina, nel Delysid arriva
Chi trova inizio-fine, di certo sarà il duce! dove Albèr Hoffmàn, poi lo sintetizza
Brahma in forma cigno, cerca da pell’alto scrive che rilassa, riduce ansie nevrosi
Vishnu da cinghiale, grugna scava basso cauto coi pazienti, depressi pur nervosi

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 43
attenua la barriera, tra l'ego e la realtà
così egecèn pazienti, fissati od isolati Dio central Eshùn, detto pur Kadmilos
vengono aiutati, e i traumi lor andati Herme psicopompo, carmen poeta fino
emergon a coscienza, per esser trattati l'altri son Demetra, Core assieme Hades
furon celebrati, a Eleusi in riva al mare1
ai malati teminali, annulla pur dolore
per via dissociazione, psiche con il corpo Eleusi come Delfi, santuario pan-elleno
così molti pazienti, avanti del trapasso forma imperatori, Adriano e Marc'Aurelio
conciliano col fato, intuizioni di sorpasso nell'inno di Demetra, narraci oh Raseno
il ciclo vita-morte, chiamato poi Mistero
inizi di sessione, ansia nausea estrema
panico paura, per morte d’ego psiche Cerere Demetra, è Regìn della Natura
fiducia nella guida, facilita il transire un dì Core sua figlia, stava presso Nisa
esperienza di morire, in delysi partire i fiori raccoglieva, qui nel mondo umano
quand’Ade la rapì, fè sposa di sua mano
molto tien comune, coi viaggì spaziali
preparazion curata, astri e psiconauti quan Cerere scoprì, il via libera di Giovè
non possono restare, fuori molto tempo sua figlia disperata, ricerca in ogni dove
su terra e l'ordinario, ritornino contempo vagabonda e giunge, a Eleusi a riposàr
al pozzo Callicoro, in maschera mortal
Maya è una tenda, il segreto nasconde
Chi lacer la tenda, pur lacer se stesso Or ospite alle figlie, cordiali del re Clio
poiché dietro tenda, è nulla oggettivo seduta silenziosa, col velo sul suo viso
fuor mondo e corpo, sta il soggettivo assorta nel dolore, è distratta da Iambè
ch’erotica con scherzi, mostra suo sedèr
il Real non esiste, senza un conoscente
figlia di prodotto, tra mondo e ricevente rifiuta il vino rosso, e chiede il ciceone
Se manca uno dei 2, il reale non accade ringrazia gli ospitali, e rivela sua natura
Radio resta muta, schermo nulla appare or un tempio fonda, a ricordo della figlia
l'Olimpo vuol punìr, il fatt'ancor l’indigna
demone interiore, presiede ti possiede
sua vittima alla fine, libera e trasforma scatena sulla terra, Cerèr gran siccità
l'accesso altre realtà, l'aiutano le piante minaccia d’estinzione, l'intera umanità
coscienza sintonizza, commedi esilarante fra gli Dei di Olimpo, rifiuta di tornare
e Giove soluzione, riesce a escogiate
straripa nel mondo, una parte d'interiore
si animan le cose, assumono altro senso là durant'inverno, la sposa sia con Ade
diverso e più profondo, solar od abissale Mà nel resto d’anno, Persefone riappare
spontaneo tale stato, se provocato sale Fiorisce a primavera, al mondo vegetale
Cerère soddisfatta, a Olimpo và tornare
Esiston dimensioni, o molteplici realtà
comprese di soggetto, che sa manifestàr Freya detta Frigg, è il largo uter di terra
la quotidian ha un Io, pensa e pur agisce capo di Valkirie, da nome al sesto giorno
mentre un testimone, tutto vede assiste è Persefone discesa, assente nell’inverno
sale su nel cielo, con l'Orso suo gemello
Erodoto narrava, dei culti dei misteri
fondati dai Pelagi, in Tracia e Samotraci
dedicati a un gruppo, di Kabìri Fenici 1
Core è Persefone, Phersipnai per i Rasna, è la Dea delle
otto Dei del mare, antichi e pur amici danze del fato, i suoi fedeli son detti coribanti quando lei
ascende/discende e li possiede, cavalcandoli.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 44
Persefone discende, sposa Ade-Plutone
diviene la regina, che vede or ulteriore Eleusi giunti a sera, in folla salmodiante
vede sua bellezza, poter trasformazione s’alza poi discende, una luce penetrante
vede ora nel buio, natur e compassione è visione collettiva, di forme venerande
uomini paesaggi, mond'assai più grande
Rivela i suoi Misteri, li affida a Trittolemo
far crescere nel suolo, il seme grano vero uno fa un risuono, di cimbali di bronzo
il Farro dei Fenici, nel mese anthesteriòn un altro tiene fiati, dal profondo suono
epoca che in Grecia, è febbre-marzo d’or riempion melodia strappata con le dita
1 richiamo minaccioso, che suscita follia
comincian gl'iniziandi, far preparazioni
insegnan mistagoghi, drammi soluzioni Timpano propaga, tremenda forzà tuono
le gesta di Demetra, Persefone con Ade mentre in alto sale, la cetra dolce suono
veglie con digiuni, canti e danze sacre da covo ben segreto,mugghiàno risposta
Taurini imitatori, del tuono della grotta
a Eleusi gl’iniziandi, attuano quel mito
discesa sottosuolo, nell'Ade regno antico la grotta nella roccia, è detta Plutoniòn
lo scopo è stimolare, beatifiche visioni Passaggio del Dio Ade, signor di sottomòn
per l’anima curare, da false divisioni che porta in oltretomba, Persefone natura
e concede a primavera, se dissipa foscura
s'attua vita e morte, poi resurrezione
il giovane Cabiro, farà trasformazione La stanza sacerdoti, è agreste Anaktoròn
Celebra la scuola, mistèr oltre confino Rituale dei Misteri, si fà al Telesteriòn
rito di passaggio, di umanità e destino la stanza ritoccata, quan crescon i fedeli
qui vedono splendenti, la luce dei misteri
la Scuola è circolare, due piani d’edificio
ermetica ben chiusa, pei ladri è dur'officio centro è illuminato, a lucerne di candele
Mercati e processioni, spese e pur’incassi porta sacra a sud, di Eràcle poi Michele
sòn sotto controllo, di vigil magistranti all’interno del recinto, accade cerimonia
fedel or’esperisce, mistero pien di gloria
Guida un sacerdote, una purificazione
di tutti gl’iniziandi, segue confessione seduto sui gradoni, ora beve il ciceone
Donne con fanciulli, pure son ammessi nel buio più completo, poi inzia la visione
nelle cerimonie, in date e luoghi omessi dal regno morti sale, torna al suo convito
Persefone phasmata, riporta suo respiro
due sole condizioni, per essere iniziati
obbligo al segreto, non essersi macchiati Pindaro ricorda, che questo è gran finale
Inizian ad Atene, con un pellegrinaggio di colpo appare luce, da basso e dall’astrale
esplodono i confini, d’ognì terreno mondo
diretto verso mare, prove nel passaggio
tempio dal mistero, inonda tutto tondo
migliaia di studenti, ognuno ha suo tutore
Euripìde riporta, che danzano le stelle
Pur semplici curiosi, fanno processione Luna e mar aperto, con le Nereidi figlie
salmodiano diretti, in Elèusi direzione nei vortici dell'acque, sòn angeli di coro
Invocano dio Bacco, Dio d'ispirazione che onorano la Virgen, Còre nata d’oro

passano su fiume, sopra stretto ponte Tu che guidi il coro, di stelle respiranti
che tra vivi e morti, rappresenta il fronte sei guardiana Fuoco, di parol notturne
pellegrin raccolti, ora vengono insultati fanciulla sei di Giove, visibile d’intorno
da oscen'imitatori, da Iambe mascherati con folle celebranti, in danze di ritorno
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 45
Bella sei qual sole, Biàn più della luna Poeta bardo antico, viaggi nell’Egitto
Stella del mattino, e Mater Flora musa leghi con i canti, il multiforme attinto
Virgo veneranda, energia di pentecoste cetra tuo strumento, suoni nel rituale
di mari terre e cieli, sei nume dragoste cantami una storia, aiutami a vibrare

felice è colui, che ha vissuto tal cose quan trascorre vita, solo non sei mai
quando rientrerà, nel grembo dell’Ade Stella del Cammino, ier oggi e domani
Dioniso guida, qual Erme psicopompo Canta più forte, sua gioia può scaldarti
Raseno canta i versi, all’eco di ritorno se sentirai dolor, quan vita và mancarti

Poiesi sei musa, di natura e cultura come il Trittolemo, col don dei Cereali
Sei regina Kalì, Sei l’oscura struttura divengon iniziati, a mezzo d’esperienza
Sei la voce del tuono, fiore che sboccia potranno ora vedere, segreto l’alternarsi
Sei amor e la morte, dentro una goccia di nascita e di morte, rinascer rinnovarsi

oh Amrita-veleno, cioè senso e memoria Terra ora si svela, non sol dimor di morti
nel rito del lutto, fai l’eroe e fai la storia ma cibo inestinguibi, riserva di conforti
ecatombe supplizio, riesci a trasmutare Di sé e divinità, occasione di scoperta
Mediator d’interessi, in gruppi a trattare a trasformar la vita, adulta più perfetta

e son giunta lasciando, i templi divini mistico messaggio, in saggi sopravvive
e conduco vivendo, sanniasi sublimi coi dialoghi Platone, sovente ci descrive
o divino Zagreo, ora vago ogni notte che gradi di saggezza, archetipi e le dee
col tirso e con cetra, trà dense forre danno forma spazio, ciò che ci sovviene

Incanto or la roccia, e le bestie feroci grad’uno la myesis, visione temporanea
tu vivi e sei morto, se muori allor vivi poi segue la telete, distante richiamata
è l'antica sapienza, vissuta ai misteri infin v’è la suprema, chiamata epoptìa
la notte è la madre, dei miei desideri Nata dall’altrove, natur mito-creativa

Erme psicopompo, itifallico compagno nei tempì di crisi, emergono più dubbi
dell’anime farfalle, nel viaggio d’aldilà crollano i modelli, e fioriscono più culti
oltre la materia, nel cuor del sottosuolo a soddisfar gli umani, e ritrovar gli Dei
Spande col suo fallo, gocce spermaforo provano gli artisti, le chiese ed i musei

Heva sua compagna, progenitrice terra l’obbligo segreto, impediva l’esperienza
totem di serpenti, l’avvolge in caduceo Fuori di un contesto, di sacra reverenza
Cobra oracolare, sacro a Shiva e Devi durava mesi e mesi, la sua preparazione
Gaia genitalia, progenie a genius dei lo scopo Eleusi fù, cosciente iniziazione

In Egitto è Thot, dio anterior diluvio rendendol'iniziato, epòpte gran dottore
scriba delle piante, cui depon effluvio Padròn d’una visione, a vivere migliore
le sue conoscenze, porta il suo totèm Soddisfa pur bisogni, d’estàsi e libertà
Ibis la cicogna, e moglie sua Seshèt in secoli esperienza, d'intera umanità

Ermete o Turms, sei cuore d'Orfismo davano i Misteri, certezza in esistenza
Mercur messaggero, ambiguo furtivo di esser immortale, imperitur essenza
Dio della sapienza, pur della scrittura Cicerone scrisse, “lì abbiamo ricevuto
Medicina scienza, e musica struttura motivo a lieta vita, morte non è bruto

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 46
per Pindaro è beato, chi và sotto terra Ulisse navigava, in mar della coscienza
dopo avere visto, ogni fine e inizio vita Mercurio psicopompo, guida l'esperienza
Fede sopravvisse, in cristianesi primo che mediano le piante, divin manifestazio
Giovanni ci promise, consolatore fino tra flutti kundalini, è testimon mai sazio

Spir di Verità, il mondo ora non vede Storia vien da Istor, figlia di Taumante
voi lo conoscete, perché dimora in voi eterno testimone, che vede le vicende
orfan non vi lascio, e ritornerò da voi oltre il vel dei fatti, segue l'intuizione
e riconoscerete, voi siete in me io in voi collega Istor ai fatti, della transizione

scoprir in noi qualcosa, pure non ci piace Omero cieco è, poeta ha sguardo vero
se annulla l'illusione, d'una moràl sociale Radice del sapere, è l'interior pensiero
libertà interiore, spaventa perchè rende capace devastare, se partorisce oggetto
persi nel rapporto, umano che sottende potente ed incapace, di circolar contento

l'esperienza in psiche, moltiplica realtà nel canto sopravvive, Penelope ed Ulisse
che pàr disfacimento, a uomo razionàl cioè l'anima fedele, sposa dolce al cuore
chi nel conformismo, cerca suo successo vieni qui son Io, quell'animal tuo amato
reagisce protestando, teme tal eccesso essere già fatto, di ciò che tu hai donato

fù mito di Cerère, esperito fin a quando Telemaco suo figlio, lontano sulla riva
Alarico re dei Goti, invase Ellade intanto prega la Divina, signora schiuma viva
santuari son distrutti, la fine d'un impero l'oppio di Minerva, tosto poi lo spinge
le leggi di Teodosio, avvian altro mistero d'iniziare il viaggio, che l'interiore tinge

trappola di agone, trama forza e astuzia cresce di stupore, ricerca di suo padre
distacca civiltà, coscienza è frantumata quel farmaco nel vino, l'ira sa calmare
la cura del destino, nevrotico Occidente butta via il dolore, l’uomo ad impazzire
ritorni l'esperir, l'unione mondo-mente dimentica la casa, la patria col soffrire

Argo ed ergotismo, le tenebre con luce coppa è la piroga, è soglia di presenza
appaiono gli eventi, che Cerere produce necessita silenzio, di vigile coscienza
viaggian Argonauti, ricercan vello d'oro e invita far i viaggi, notturni sotterrani
in gotiche visioni, di cattedral di Fuoco là nel regno morti, cioè medi-terranei

Vello del'agnello, serbava pure il soma viaggi oltre la terra, oltre dell'Egitto
che bardi rishi d'India, tengono d'allora le anime guidate, vanno nel tragitto
matur in sottosuolo, stilla nel suo grasso dagli antenati totem, spiriti or alati
virtù del soma stà, nell'inno del suo canto che assistono ispirando, con i loro fiati

drago di sapienza, apre un occhio a volta Taras coglie spunto, narraci del succo
non correre và piano, velèn è dietro porta fetido di fiori, papaver Oppio appunto
consegui vie dei canti, dovè riposa il mito in Arabo è ufiyun, ufèem in Indostani
decanta ogni veleno, nel quotidiano rito ò-fu-jung in Cina, la capsula essudati

Argo è cane a Ulisse, gli tiene fedeltà I semi spremuti, dan pane detto khari
conosce suo padrone, che travestito và a poveri e bestiame, e cataplasmi fare
scisso nei 2 sessi, maschile femminile dove è povertà, si beve anche decotto
a causa dei giudizi, che posero il confine Capsule che già, latte hanno prodotto

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 47
aiuto per corrieri, tra Mumbay e Surat in uno azion ipnoti, prevàl sull’eccitante
datteri con oppio, per loro e per cavalli in altro viceversa, insonnia dura grande
l'azion di morfina, è secondo l'individuo
chi sente l’ipnosi, chi prostra nel delirio L'eccitante azione, specie chi è nervoso
Cavalli cani donne, sentono più d'uomo
Petali raccolti, addensati a far focacce Sotto la morfina, respiro è irregolare
copriranno l'oppio, spedito con bisacce Rallenta digestione, cioè l’assimilare
polvere di pianta, detta poppy trash
serve a spolverare, i pani di Benàr L'oppiofago è scosso, tra più voluttà
per anni dinnanzi, a profòn turbamenti
Oppio greggio puro, usa l'Inghilterra eppur fascinato, dai suoi var fantasmi
l’oppiofaga mania, piano là s'afferma come nel vino, caffè od altri miasmi
bevuto sotto forma, di laudan oppure
nel cordiale Godfrey, medicinale pure O'Saughnessy dice, che longe-vità
d'oppiofago appar, assai proverbial
L’oppio della Persia, tiene più morfina
De Quincey ne mangia, in 52 anni
quello dell'Egitto, è sempre adulterato
80 ne visse, e scrivea senz’affanni
perchè i coltivatori, irrigano suoi campi
e capsule immature, incidono in avanti
l'avea conosciuto, duràn mal di denti
fra l’effetti d'oppio, una cronica diarrea
così il Coleridge, duràn reumatismi
assieme sangue pus, dolori addominali chi abusa pativa, pur molto freddo
a limitare il vizio, è una pillola egiziana quelli estraniati, hàn corpo spento
canfora con oppio, e radice di genziana
Pigri e infingardi, senza uno scopo
In tempo di guerra, ne mangian soldati in distretti chinesi, scheletri andanti
ne fumano i malesi, in pipe dei cinesi muoion per vie, sui campi e su rive
il mangiatore d'oppio, am'esser solitario Famiglie sen casa, ospizii e oper pie
e il fumatore invece, ricerca l’elitario
l'oppio e morfina, offrono a individuo
Morfeo tiene in mano, papavero mito sonno più sereno, oppure convulsione
esiste relazione, fra eccitamen mentale
Sonno che calma, il dolor più sentito
ragion e convulsione, e quello muscolare
Paracelso lo dava, molto e dovunque
oppiace dottore, chiamato fu dunque
ha effetti antagonisti, atròpa belladonna
pur se le pupille, entrambe fan contrarre
anchor di salute, anestetico primario ipnoti ed eccitante, morfin associ-azione
di ogni medicina, fù grande ausiliario preval secondo tipo, nervò costituzione
felice consolazio, d’umano sofferente
è docto doctore, Opium fa dormiente La tosse ed il dolore, li calma narceina
invece è soporife, l’azion papaverina
Abassa a piccin dosi, il polso col calore Riduce la mania, cioè forza muscolare
aiuta digestione, e calma ogni dolore data internamente, rilassa il cerebrale
Soporife effetto, in eccesso fà febbrente
sviluppa cioè calore, e febbre ricorrente1 costituèn dell'oppio, sono una famiglia
ciascun azione sua, prevalèn si piglia
L'azione sul cervello, associa anestesia sommatoria sta, in ipnosi e convulsione
assiem eccitazioni, bilancian essi ossia del sistè nervoso, narcosi o eccitazione2
2
1
narceina, morfina e codeina, hanno azione soporifera, mentre Mantegazza: “impressioni eccitanti giunte cervello in
tebaina, papaverina e narcotina hanno azione convulsiva. rapida intermittenza, posson paralizzare i nervi (narcosi),
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 48
memor di sensazioni, dette pure idee Divin luce verde, raccòn che lui vede
mesciano fra loro, intrecciano corrente
l'oppio non crea, alcun immago nuova or entra Al Mamour, la casa Gabriele
attiva le presenti, le intreccia e rinnova Tre vasi son dati, di vin latte e miele
beve lui il latte, e Gabriel lo conforta
il succo di Tebe, dà tre forme ebbrezza se Islàm beve vino, smarrisce tal porta
suo latte fumato, bevuto o mangiato
a piccole dosi, è leon sonnacchioso L'ultimo stadio, è narcotica ebbrezza
in piena coscienza, esistèn vigoroso è delirio alternato, di gioia con feccia
è un inno di morte, assièm ditirambo
ugual vino espande, il cuor agli affetti Dante e Maometto, commediano l’atto
all’opposto di quello, rilassa ferventi
Concentra il disperso, ritrova il divino è calma sen pensieri, luce d'alba che
entro se stessi, è ragiòn sopraffino lenta dietro il monte, s'innalza poi sé
produce stess’imago, stato del cochero
è Afrodite indiretto, in via fantasia mangiato o bevuto, più ore dura intero
tal stadio produce, ogni moto che sia
tepore c'inonda, nel gran passeggiare Oppio sottil giusto, tutto tu conquisti!
in silèn solitario, e serèn contemplare simil povè e ricco, canta già De Quincey
a ferite ed angosce, balsàm consolatore
ci opprime la folla, e rumor suon ossia curatore d'oppio, eloquente imbonitore
entriamo allo stadio, fantasm-agoria
così che Maometto, è sott'albero Toba nel tribunal dei sogni, peròri pei trionfi
ci dice il gitano, che storia snocciola dell’innocenza vera, sui falsi testimoni
confondi gli spergiuri, rovesci sentenze
Maometto sdraiato, ai templi di Mecca di giudici corrotti, riparti poi splendente
Gabriello lo vide, e il petto gli aperse
Suo cuor leva e lava, e a posto ripone giusto ed equo oppio! chiami tu la luce
gli dà l'Al-Borak, cavàl bianco nome il volto di beltà, da lungo assai sepolto
purghi da brutture, di pensieri e morti
assieme Gabriello, Maometto galoppa doni chiavi all'uomo, dei paradisi folti
fin cielo argento, e bussa alla porta
Adamo lo accoglie, e gli porge parole mille anni io vissi, finì in varie tombe
Maometto saluta, e secòn cielo muove di mummie di sfingi, in camere tonde
sospinto confuso, ai fanghi del Gange
Qui incontra il Noè, e al terzo Azzaèl ucciso e uccisore, adorato e adorante
l'Angel di morte, che scrive su un libro
I nomi nascenti, e cancella i passati Storie riviviamo, per sempre ricordare
al quarto è sibilla, al quìn magistrati insegnano a sognare, fantasie lontane
fiabe di Ganesha, il ragazzo senza età
percorrono ogni tempo, mai Lui finirà!
Al sesto è custode, di cielo e di terra
e vede un Mosè, che piange e dispera
Maometto ha più fama, e al 7° accede

mentre, all’opposto, è l’ipnosi. Nei centri motori, avvien
lo stesso dei centri delle idee: paralisi (narcosi), sopore od
eccitamento motorio (delirio). fra Rajput dell'India,
l'oppio è delizia della vita e i fumatori escono dal suo
sopore masticando Betel e sudando. umul kya? hai tu preso il tuo
oppio? umul kao; prendi tuo oppio.”
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 49
.12 dicembre, Seba: nelle buchette metti, maturo di composto
cenere di legna, fò conca attorno al posto

“distanza tra gli ulivi, io fò da cinque a tre
trecento piante conta, ad ettaro più o mèn
ben prospera nel Lazio, la varietà Canino
assièm alla Rosciola, dal frutto piccolino

Interro le mie piante, senza seppellirle
Respiran le radici, e l’acqua invigorisce
Lego l’alberello, ad un paletto a nord
con fibre vegetali, per evitargli sport

dopo dell'impianto, farò un innaffiatura
nei giorni di dicembre, io inizio la raccolta per ogni pianta verso, fin dieci litri pura
di olive dalle piante, le pettino un a volta dopo 1 mese noto, s’hanno preso bene
a terra stendo i teli, su essi io e Pamela se hanno verde, e i nuovi getti vene
armati delle scale, e gran pazienza vera
potami dal legno, e ti arricchisco d’olio
Le olive cadon giù, e le ore van veloci al fico ramo pende, a olivo ram insorge
passa un giornata, tra risa e più dolori io pota nell'inverno, avanti a primavera
corpi nella notte, non sann'addormentare vedo che l’innesto, sull'olivastro impera
ci aiuta una tisana, lenìr e passeggiare
Innesto pur l’olivo, in tàl modo maniera
quando linfa è in alto, verso primavera
Una settiman fatica, al fine dà il raccolto
taglio francobollo, occhio di una gemma
sui 30kil in media, ogni pianta olivo conto
al trappeto poi le porto, per 'olio ricavare dall'olivo buono, sia lo stratagemma
l'Emilia nell'attesa, iniziami a spiegare 1

faccio l’incisione, a selvatic'olivastro
Olivo vuole un clima, medi temperato a forma di vagina, e 2 persiane rialzo
sotto i meno dieci, s'ammala raffreddato v'inserisco dentro, maschio francobollo
in suoli a med'impasto, non ama umidità chiudo sopra d'esso, labbra ben incollo
se innesti su olivastro, resiste a siccità
scongiuro le infezioni, legàn rafìa di petto
a fare nuov'impianto, spietro fò lo scasso per una protezione, suoi tagli disinfetto
accompagno le radici, comodo suo spazio con impasto argilla, o poltiglia bordolese
provo pur talea, sia ramo lungo e grosso tal innesti faccio, duràn febbraio mese
fino all’occhio gemma, friabile fò il fosso
un è porta-innesto, l’altro è la variante
Talea in terreno smosso, riceve umidità bendali con rafìa, sotterra in primavera
e a primavera caccia, radici e gemme fà quando caccian getti, lascia sol variante
pota tutti gli altri, e seguila costante
1
Il frantoio (trappeto in dialetto salentino), richiama il gergo
or poto i rami secchi, sterili o intrecciati
dei Pelagi, marinai che lavoravano le olive e impiantavano gli
ulivi sulle coste del mediterraneo. Capo ciurma è il nocchiero lascio i porta frutto, che sole tien puntati
della nave che coglie l’olio col nappo separandolo dall’acqua s’abbassan i più vecchi, tendono rientrare
vegetale nel pozzetto dove l’olio galleggia sulla morchia. I così perdono il sole, e smetton di fruttare2
fiscoli son cestelli circolari di giunco dove si pone la pasta da
2
spremere che darà il mosto oleoso. Sansa oggi, è impasto dei L'olivo mediterraneo ha bisogno di molta luce e aria e della
noccioli frantumati che resta nei fiscoli. La murga (liquido maggior massa di foglie per dare buone produzioni sui rami di
residuo) è usata come fertilizzante e ossidante del bronzo. un anno compiuto. La Potatur di ringiovanimento sfrutta
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 50
Emilia tiene a globo, e a palmetto nano L’olio di Oliva, ogni mal si porta via
in salice piangente, dà forma piano piano la verità si dice, è luce d'olio in rima
dona l’armonia, alla chioma nell’insieme insegna quali cose, prendere o lasciare
a forma di tridente, e a siepe pure tiene spalmato con il pane, su brace focolare

gli olivi secolari, un antico lasciar fare Olio vero dell'oliva, sà cuocer e condire
dopo il primo innesto, la piàn libèra sale legumi e vegetali, col pesce e i cereali
cresce s’organizza, attor leadèr centrale sopporta i centottanta, gradi di fritture
si snoda poi sinuosa, a liàn stratificare in periferia rimane, di cibi e di cotture1

a olivo acqua di giugno, par rovini tutto ricco in carotene, permette assorbimento
mentre dà olio e mosto, pioggia dell'agosto lipo vitamine, che scioglie in un momento
l’oliva quan più pesa, tanto par più rende Pomodori e funghi, conserva dignitario
terre assai sassose, ama com ambiente lubrifica intestini, e lo stomaco vicario

a trasformar l’oliva, fù origine importante vince stitichezza, prezioso nei bambini
là nel sottosuolo, il calor assai costanteal latte della mamma, par’esso si avvicini
che aiutava mosto, in processo decantazio contrasta osteoporosi, cede il minerale
a separarsi in olio, ed acqua vegetazio Mielizza fibre nervi, aiuta il cerebrale

l'Olio ora s'estrae, molando in frangitura Cenere dei rami, spargo nei miei campi
tramite molazza, la polpa or si frantuma rito avan la Pasqua, domeniche di palme
assieme coi nocciòli, a far da drenatori Raseno poi ci narra, la storia dell'unzione
poi la gramolatura, rimescola ulteriori d'un Albero d'Oliva, sorgente d'elezione

rompe l’emulsione, d'olio misto d'acqua gli alberi di Biblos, si misero in cammino
la Pressatur estrae, duràn la terza tappa nel darsi un nuovo Re, proposero l’Ulivo
il torchio a vite preme, i fiscoli con pasta questi lor rispose, non posso rinunciare
centrifuga separa, infine l'olio e l'acqua à produrre l’olio, pel fin di comandare

lascio giovan olio, in fiaschi damigiane in Giudea cultura, si ungevano i profeti
vado ogni 6 mesi, da morchia separare poi secoli declino, l’olivo torna in piedi
in orci coccio od inox, fò conservazione i monaci Trappisti, assieme a olivetani
fuor da luce e sbalzi, faccio protezione
ripresero estrazione, come i Basiliani
se la molazza è ferma, dov’è l’identità?
raccoglie attorno a sé, l’inter comunità
in Grecia e Palestina, e tutta l’Anatolia
mito di Erittonio, bimbo-num-serpente l’inter Mediterraneo, la storia si rinnova
che nato dalla Terra, lubrifica la mente vedon approdare, quest’albero d’oriente
cicogne dei Pelagi, Fenici ed altra gente
Gea lo consegnò, ad Atena dea d’Olivo
Olio combustibi, che il fuoco tiene vivo a Taranto s’usava, in balsami ed unguenti
Lei lo alimentò, con linfa del suo seno massaggiare gambe, dei sani e dei dolenti
Pieno di calore, or illumina Raseno per muscoli di atleti, e petti dei guerrieri
piedi e pure mani, di marinai e nocchieri

l'immortalità dell'olivo per render produttivi alberi gravemen
danneggiati dal gelo; comporta il taglio del tronco alla base e 1 Sopporta alte temperature senza bruciare, il suo punto di
l'allevamen di 2/3 polloni scelti tra quelli rinati dalla ceppaia. fumo è oltre 200° mente le fritture non superano 180.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 51
tien acidi d'aiuto, per l'ossa e per i nervi appam è una piadina, di farin di riso
emolliente sulla pelle, idrata sen commenti tostato e macinato, in polvere ridotto
Buon lubrificante, di arterie massaggiante cotta nel vapore, bollita od impastata
riduce invecchiamento, diet’antiossidante farcita con verdure, a dar la raviolata

è cultura e fondamento, mediterraneità prenderò l'impasto, d’acqua di farina
và in Giappone e Cina, è marchio qualità se lievito per pasta, ancora io non ho
sostien attivo il cuore, e immuno resistenza inacidir lo lascio, pur per qualche giorno
Memoria e intelligenza, e aiuta la pazienza grazie ai lievitanti, che volano d’intorno

unguento dei messia, dei Re dei sacerdoti io Seba son lucano, ma vengo da Milano
lampade e lucerne, nelle nozze e giochi Pamela li conobbi, in seguito ho sposato
Cristo n’è l’unzione, crisma dei malati ho girato molti posti, al fin di lavoràr
Olio degli infermi, e delizia dei palati sofferto migrazione, verso gran città

Raseno mi presenta, ai vari coinvitati emigro per trovare, spazio alla mia vita
Seba con Pamela, son italian migranti un sogno realizzàr, sfamar una famiglia
il Sebàstian lucano, cercava suo lavoro fuggivo carestie, e angustie di un paese
Racconterà perchè, arriva qui al ritrovo costretto itineràr, sàl-scendo le scoscese

comincia la Pamela, in precarietà totale risparmio pochi soldi, sudati duramente
lei cerca sussistenza, per vita progettare di sera nella scuola, studiavo febbrilmente
nata in un sobborgo, a lavori stagionale diploma mi permette, il lavoro da barbiere
cerca un ombelico, per crescer radicare in un punto di Milano, lavoro e mi va bene

“Caddi in depressione, lascio poi la casa lavor or soddisfatto, modello var capigli
dei miei genitori, e inizio una mia strada guadagno la clientela, parenti son benigni
farma dipendenza, assieme depressione in cerca di sostegno, avanzan più pretese
libera d’un tratto, provai la sensazione baston alla vecchiaia, mi voglion in paese

presi varie strade, più dipendenze date Seba vien convinto, Pamela ancora narra
un giorno a primavera, sposo Seba vate Chiuder suo negozio, e l'amor filiale s'alza
transizion mi cambia, efficace silenziosa vane le promesse, assieme a vecchie sfide
la mente piena muta, si libera spaziosa minacce emozionali, asfissiano sua psiche

Pamela col bambino, fasciato sul torace Torna su a milano, e un ferrovier diviene
lavora come sarta, girando per le case rinasce la sua vita, ed apre ancor le vele
mentre suo marito, tra fabbriche e binari avversari in gelosia, tramano gli agguati
arriva a fine mese, con gli acciacchi vari Cambia lui lavoro, tra fabbriche più vari

con Seba io mangiavo, fave con crostini Industrie segherie, in milàn periferie
alla sera minestrine, all’erbe odori fini Io con due bebè, fò sartoria da casa
oppur a colazione, il pan e fichi secchi aiuto il calzificio, lavor anchè da tata
cacio con le pere, buon sapor azzecchi con gioia con fatica, arriva prima casa
poi le zuppe farro, cipolle con legùm Spogli di consigli, i parenti son lontani
preparo le piadine, simili al cous cous Casa umida fredda, tra mobili già usati
l'impasto piano piano, e muta lor colore
disturbi di salute, aumentan ricorrente
tal poltiglia al fuoco, cambia di sapore
fabbrich’esalanti, stagnano l’ambiente

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 52
Periferia fa cupa, il verde inurbanizza Crisalide in bozzo, in filièr va morire1
riduce la campagna, uomo industrializza
si mangia molto grasso, l'olio costa caro passata da Garlate, ho visto filandere
arranca economia, benesser sà d’amaro facce da ospedale, sembran prigioniere
per fare andare bene, lavoro mantenèr
arrivan gravidanze, assiem a più bebè fanno cori assieme, e cantano il Cristé
nomi son dei nonni, per tradizion tenèr
stenti d’ogni tipo, zizzania pur ovunque noi siam le forestiere, in venadi cantàr
scompigli malnutrizio, tempi duri dunque trattate come cani, in catena a lavoràr
fastidi se cantiamo, villani se parliamo
difender la famiglia, ha prezzi da pagare là sulle montagne, nostre case amiamo
riemergon le paure, da psiche pur filiale
fan strada incomprensioni, equivoci litigi Filande a 2-3 piani, con ampi finestroni
al culmine dei nervi, psiche è fuor confini Lascian filandere, dormir entro stanzoni
tutte accastellate, stranier e contadine
e cresce pessimismo, pensièr di divisione fan turni di lavoro, precari a non finire
Casa vien svenduta, sconfitta è soluzione
ma sangue in libertà, forte ancora scorre “A la matin bonora, si sente a zoccolàr
cambia la visione, e guerra non occorre saràn le filandere, che vanno a lavorar
Voi giovanotti cari, se vuri fàr l’amòr
arrivano gli aiuti, da situazion più varie andee dalle filere, sèn guardar fumòr
Pamela alfin la seta, impara trafilare
negli opifici a Como, è tessitura grande Fochist’apre filanda, accende la caldaia
gira più filande, racconta sue compagne 6.30 lancia fischio, tre volte soffia l'aria
inizian le scopine, poi tutto va a regime
fan trattùr a mano, dentro l'acqua calda Ciclo sol si ferma, a vitto e per dormire
recuperano il filo, che bozzolo smatassa
Matasse su rocchetti, volte in-cannatura è là in foresterìa, le giovan forestiere
abbìcano la seta, poi fan la torcitura prim addormentarsi, cantan loro terre
Casa assai lontana, e la speràn ribelle
la Via della Seta, è lunga e tortuosa Minestra di polenta, esal da loro pelle
attraversa la storia, qua e lò si riposa
Eurasia percorre, quan parte da Cina Comunican coi canti, motivi di protesta
continua su navi, in America arriva durante lunghe ore, le filandere in testa
d'umid'aria chiusa, e nei giacigli a sacco
lungo la strada, che avvolge la Terra cantano del filo, d'avvolgere sull’aspo
mercante fiorente, l'insegue l'afferra
ricama in velluto, pavòn melograni Narran le canzoni, di pover filandere
a vestir case rosse, e famìl baronali che sognan avventure, vita senza pene
suona campanella, Dora picchia al muro
la strada è leggera, elegàn resistente la testa indolenzita, da pianti sul futuro
Secreta da un baco, farfalla silente
quel baco è nutrito, con foglie di gelso ho dolo là nei piedi, mi dolgono le mani
allevato accudito, al calore di un petto Filanda è una prigione, di pover villane
sento là il guardiano, dietro della porta
li curan bambini, e magie protettive oh miò san Chirò!, fà che sia già morta!
Lontano da topi, formiche e galline
tra igiene e fatica, scongiùr malattie 1
Il baco del bombice mori, vive 30-40gg.rosicchiando foglia
fresca del gelso raccolta a fin aprile (mille kg per allevare 1
oncia di seme bachi, circa 55mil uova).
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 53
Chirone sofferente, sciamano ricorrente l'estate alla campagna, s'argia ti ferisce
in scelta o ritrosia, non può diversamente a mezzodì o di notte, o l'alba preferisce
il morso di scorpione, inietta in lui veleno t'accorgi d’esser punto, orini tutt'intorno
che tosto lo costringe, ballare sul terreno oppure prendi bagno, l'acqua calma fondo

la Dora mi ricorda, la storia di mia nonna “una vera cura poi …, al villaggio si sarà
malata di rimorsi, miseria in dura prova è diagnosi dell'argia, scoprir sua identità
il dolore lei mutava, nel morso di taranta Tutto quel villaggio, indaga s’argia in posto
veleno mi diceva: mi spinge far la danza Ricerca tutto unito, il carattere nascosto

Rinnova crisi e ballo, in stagione dei calori con femminili vesti, malato vien coperto
tra tra molte privazioni, pagava i suonatori ed entro 2-3 giorni, s’argia è allo scoperto
la vita mi fa stanca, e domando alla taranta in sposa o vedovella, o zita è ravvisata
dammi tua grazia, leggèr fai tutta quanta con riti con sue danze, alfin accontentata

lei balla mi possiede, e tutto mi sommuove
I suonator attorno, san stimolare bene
Le pago sofferenza, nel cuore che mi duole
continuo suono sfonda, spezza le barriere
finché giù nella grazia, dolor è esorcizzato
esplode la coscienza, sofferta ed ordinaria
e il malessere interiore, è riappacificato giunge possessione, coscièn straordinaria

avanzo io a tentoni, corro in tutti i sensi
in piedi corre salta, distesa è sul lenzuolo
in zon'immaginarie, lontana dai consensi
mima ragno o s'argia, batte piedi al suolo
per 10 giorni e notti, una musica sentivo
Fase a terra e in piedi, sino al suo finale
Taranta e la cavalla, in me io percepivo
Ripete il posseduto, un ciclico rituale
Ragni tra le gambe, Scurzi tra i coglioni
Tamburo fila-tesse, i tempi della festa
narravan ritornelli, quei musici cantori
inizia dall’esterno, ed entra nella testa
pizzicano al ballo, con fiati e con sonaglio
infine par dovunque, gira tutto il corpo
tamburi e corde tese, aiutano il travaglio
eco nella pancia, in testa fa lo scoppio

Laggiù rivivo tutto, conflitti e delusioni ecco un imprevisto, inceppasi il rituale
ritrovo antichi amori, in rituali possessioni s'argia ferma sbanda, danza pure male
il suòn di una chitarra, mi aiuta a ritrovar perde innato passo, il ritmo del ballare
i sogni con speranze, a poter ricominciàr orchestra perde filo, lo deve ritrovare

s'Argia variopinta, è formica velenosa
allor per riparare, a tale distrazione
creatura di Sardegna, mitica ingegnosa
necessita rifare, un rito di espiazione
punge per danzare, pianger e umiliarsi
nastrini colorati, gettati alla taranta
cantar e travestirsi, ridere e distrarsi
lei li straccia e sfoga, tutta la sua rabbia
S'Argia molto amata, le feste sà creare
Lisa or interviene, rivela un meccanismo
odiata ed evitata, il travaglio sa arrecare
visto in sue clienti, che provoca isterismo
è femmina formica, che gli uomin predilige
reazion all'intrusione, di cultur paterna
sopravissuta ninfa, Salmace e pur attrice
è un auto-sabotaggio, passiva resistenza
a incontri si presenta, con corpetto e gonna
Pamèl tu condividi, più sogni e desideri
nell’isola ricorda, i passaggi della donna protesti condizione, quan danzi la taranta
s’è nubile fanciulla, o vedova o sposata lamenti e nine-nanne, forniscono la prova
La veste sarà bianca, nera o maculata comprendon tuo dolòr, l’altri della scuola

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 54
F'assumere la forma, a cosa che t’assilla tra città portuali, a inizio di ogni viaggio
usàr l'immaginazio, t’aiuta a far favilla Madonne ed orishà, in mediterrani stati
avverti zone corpo, formicol vibrazione Rivelan tanti Sud, più o men colonizzati
di sensazioni freddo, piacere o di dolore
Caro Seba mio, smarrire è sol un tempo
se i corpi fan la storia, incontro identità a fine d'una strada, sempre trovi esempio
ogni possessione, racconta intera storia Tago coi suoi amici, più dubbi tuoi confuta
gruppi e tradizioni, sfide oppur tendenze sogni e viaggi tuoi, raggiungon Therabuta!
linguaggi coi defunti, conflitti e resistenze1
isterica è l’attrice, prestante ruol diversi
dai popoli in fusione, nasce una cultura esegue ogni richiesta, vanifica i commenti
convergono bisogni, comune è la natura santa occasionale, che scivola all’opposto
Percezion del corpo, possente fa sentire Permette che libìdo, la penetri sul posto
e domanda terapie, in rituali sinergie
diluisce e rende vano, tutto ciò che fa
In Africa quei ragni, son geni detti bori così che l’Io terròr, stemper sua realtà
che trovan loro figli, scendono nei cuori il nevrotico ossessivo, ha troppe direzioni
il ganga i figli aiuta, lor Bori ritrovare l'isterico nessuna, e fa girotonde azioni
con diete di eremiti, e lavori da mutare
muta simbol fallo, naso gambe e braccia
un africana terra, da spiriti è mediata durante la ricerca, la bocca è la sua vulva
tra gruppi e territori, è forza innamorata rossore un erezione, il coito è convulsione
terra se smerciata, si svuota di presenze ister’irrequietezza, instancabile creazione
Thera sol permette, un ciclo di coscienze
Supera individuo, e il mondo intero sposa
Nasce un califfato, il Bori vien soppresso L'isterica tien l’io, che straripa ogni cosa
Rimesso fuori legge, dall’anglo coloniato tutto poi trattato, con cura francescana
e infine sopravvive, negli Hausa rifugiati corpo allea la mente, esprime la fiumana
tra Niger e Nigeria, in zone ancor rurali
Timor di gravidanza, è simil esser madre
Fan vivo il territorio, animali e vegetali sul corpo sofferenza, or vièn somatizzata
son spiriti garanti, d’identità più grandi L'isterica ora sa, esser liber da paura2
nutrono coscienza, assieme sussistenza l’orgia ed estasì, mantiene psiche pura
a nomade che viaggia, entro l’esistenza
depression tristezza, umore e tono basso
Memorie d'un passato, ciclico represso senso del dovere, con entusiasmo scarso
Esce alla ribalta, nell'isterismo stesso dura mesi od anni, chiunque può colpire
la terapia la stessa, il rito possessione Specie nelle donne, croni può infierire
ricordo di radici, in comun generazione
tende al pessimismo, cresce in disistima
il ruolo delle donne, potèn sacerdotesse Vecchiaia insoddisfazio, in cronì malattia
rinasce nelle nuove, islamiche maestre Mancanza di speranza, dubbi sensi colpa
un sincretismo lento, provvede identità Lutto e avversità, trascendi fai la svolta
a gruppi bisognosi, pronti ad emigraràr

lungo e pure duro, appar pellegrinaggio
2
“belle indifferénce des hysteriques, dicon Freud e
1
Kerenyi: “Demoni alati e altre forze ctonie, sono figure Charcot, il tipo isterico è il nucleo più grande tra militari
psicopompe che nell’estremo occidente, accompagnano morfinomani e i i tossicomani, non prende seriamente né
pietosamente i defunti nell’Ade”. vita, né morte o suicidio, ma gioca con la realtà”. Lisa
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 55
Il pianto non consola, mancano energie movimenta il fuoco, il suono della Vù
incapacità a provare, gioia oppur affetto crea la risonanza, in pancia e poco su
tutto appare grigio, incolore e disperato
scade l'appetito, e sonno è disturbato eRRe inver proietta, la voce là nell'aria
eSSe la reprime, è terra che concentra
Apri ora la bocca, e liber la tua pancia eNNe è ninna nanna, allevia dall'appigli
voce è l'ombelico, passaggi dal fetale la cantano le madri, a far dormire i figli
Tramite carezze, sblocchi le tensioni
Variano le voci, riaffiorano emozioni1 Risonanza al naso, possiede suono NG
suona nella testa, curare è suo mistèr
nei suòn nasalizzati, vibra la colonna
ogni repressione, arresta tuo respiro
mali fuggon via, shakti appare donna
Voce gran calmante, scioglie nell'invito
Grida in libertà, io sòn di qua e di là
il suono poi si muove, vibra dentro te
Puoi tu ravvivàr, tuo sogno e identità
Apre alcune porte, e libera il tuo Sé
incontra mani e visi, e tua respirazione
Esprime desideri, dona forza pronta
cammina batti ritmo, suon incantazione lo stato di salute, mostra nell'impronta
carezza i tuoi capelli, con suoni viscerali
i giochi della voce, e sussurri di animali Cura zone corpo, im-peto oppur a fiato
Vinci ogni timòr, se balli in tale stato
Prova a stabilire, contatto con il cosmo ogni essere vivente, tiene un suono suo
inizia col creare, tuo suono tutt’intorno in quattro vibrazioni, o Seba trova il tuo2
Il corpo del neonato, è cassa risonanza
la voce della madre, accogli con costanza Proto lega bene, a flemmatico e alla luna
Deuterò il secondo, al collerico ed a Marte
ogni voce ha proprio tono, ovvero identità Tritus tono lega, al sanguigno come Giove
persona si riflette, in suono ch’egli emette Tretatùs infine, a Satur nostalgi umore
La voce è ben legata, al fiato sen pensare
con sue modulazioni, un corpo fà vibrare pazièn depresso usa, le musiche più tristi
ad agganciare meglio, sua interior realtà
contatti il potenziale, che vibra dentro te curà in toni bassi, in armoni progressione
sblocchi anell'orale, assieme quello anale rilascian le sue fibre, graduale la tensione
Rilasci l’emozione, piangi succhi e mordi
Il canto muove sale, l’amor or ti ricordi Vibrazio musicali, distraggono il paziente
da lè preoccupazioni, inutili oppur nere
canta pur la nota, in un periodo lungo Equilibran tono fibre, stimolo calmante
scopri alterazioni, chimiche nel corpo catturan attenzione, guidan alla grande
Liberi endorfine, emisferi sincronizzi
se canti stà sicuro, vocali tu enfatizzi grazie a risonanza, vibra frantumante
Ronzio di calabrone, acuto d’un cantante
più toni di vocali, producon melodie canzoni popolari, uccelli ebber composto
liberano il num, trasmettono allegria le api nel sussurro, cicale grilli e rospo
il tono primordiale, presto si scompone
dentro voci umane, porta un emozione Creature natura, han suono consistenza
Debole o potente, vibrano all'essenza
Esercita nei suoni, un respiro naturale caotica-ordinata, esprimono esistenza
eMM è Madre acqua, liqui consonante il giubilo con urla, rabbia o resistenza
1
La voce della madre è quella della musica; la musica è la
2
voce della madre. Per un bambino lo strumento musicale se a una persona addormentata pronunci una serie di
funziona come linguaggio parlato è diretto e porta affetto. nomi, essa si desterà nel momento in cui pronunci il suo.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 56
L'anima riflette, il suo stato emozionale se le passioni, vuoi ben risvegliare
Impara usar la voce, in modo risonante al Flauto di Pan, Ti puoi dedicare
ingrandisce il Dò, mentre Mì arrotonda Vener e Priapo, vino e banchetto
Là scolora in rosa, e malate celle affonda còl suplu a fiato, fanno quartetto

La voce tua si basa, sulla respirazione se l’animo infiamma, come la paglia
ascolta tua emissione, libèr tua tensione in fiati potenti, trombe in battaglia
attraverso la scrittura, di canzon poesie Lor suono ritmato, forte e vibrante
permetti all'interiore, trovàr esterne vie al ventre risuona, assai dominante

Da pensiero chiuso, che gira senz’uscita il Rasna tirreno, abbandona ai piaceri
stato stress aumenta, e la ragion lo sfida Corpo e palato, ed orecchie e doveri
Musica armoniosa, è calma ed attenzione Piacevole evade, ai confini dei sensi
quella dissonante, accompagn'irritazione con complici odori, riscuote consensi

Una musica s'affianca, al cibo corporale l'allegro benesser, pur spira l’Egitto
Nutre cuori-danze, la mente pur globale grazie ai pigmei, che noie han trafitto
Narcis Orfeo Dionìso, opposti a Prometèo Melodie commoventi, fan risonanze
Liberan dal tempo, e rovesciano il trofeo
figlie di Rasna, orientali maestranze
Conciliano con Eros, e Thanato signore
Due musiche frasi, s’inseguon errando
Offrono l’unione, col canto comunione
in ipnotica ruota, in continuo rimando
mondo è liberato, ovver non dominato
Chi ha gusto le sente, corron su pelle
piacere và redento, tempo s'è arrestato
gli uccelli ed anfibi, le fan ricorrente
più Estasi eremite, contemplano ritorno
Sibilanti e vibranti, roboàn crepitanti
tornare alle radici, dell’antenato mondo
s’incontrano i suoni, prim 1 poi tanti
L’uomo primitivo, coi piedi eccitamento
dan corpo a più miti, attuati nei riti
batte su terreno, offrendo suo tormento
mutando i bisogni, nei sogni infiniti
e ciascuno strumento, tien protettore
1 suono trasmesso, tramite un aria
1 spirito e suono, di gruppi e nazione
entra in tuo corpo, e placa malaria
Rombo di tuono, Dio Tìnia ha donato i dolori d’artrite, punture d'insetto
Chi l’ha ronzato, la pioggia ha evocato sciatica e gotta, analgesico effetto

sonagli e maraca, saranno eccellenti armonizza respiro, e ritmo di cuore
Per bimbi vivaci, o troppo invadenti la circolazione, e sanguina pressione
così l'arco a bocca, mogongo africano Energia vibratoria, invisibil di natura
risuona con le note, d'infante dorato Capace cambiar, profonda struttura

se hai indigestione, vuoi che si stappa in origine è verbo, il verbo era canto
Ascolta la cetra, o un brano di arpa Creava ogni cosa, a mezzo d’incanto
e questa concilia, un dolce pensare La genesi compie, in stato di sogno
che bene si culla, nel Dao meditare e piste disegna, a estinguer bisogno

Tamburo e nacche, assièm cavigliere Musa ferma tempo, l’ego ristruttura
accompagnano danze, di Mama Cibele coi modi t’influisce, in anima struttura
mentre Pan-flauto, sette canne cicuta se calma la concilia, ùn Eolìco suono
Ammalia le bestie, e fà l'anima nuda estinguerà ogn’affanno, Lidico remoto

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 57
se Ionico amore, stimola un Romeo I galli attizzati, dall’etrusco vino
il Dorico solenne, è trionfo da rodeo invaser Italia, con botti e catino
mentre Frigi moti, invitano alle guerre Danze di ore, tra suoni e colore
Lisa or qui riposa, Raseno va riprende a var malattie, daranno il furore

Ogni città rasna, risuona in sottofondo contro mal-aria, zanzar di paludi
di armonie musicali, diffuse nel mondo esternan lo sfogo, coi faunus ludi
I soffi nel flauto, echeggiano in-canto ballo di gruppo, invoca guarigione
Di giorno e di notte, senza rimpianto malati in delirio, con gran febbrone

La satira or arriva, è satur-azione Mundus di Ruma, al centro del foro
Miscela esplosiva, d’improvvisazione famiglie di clan, gli portan decoro
Istrione son detti, gli attori prescelti Fan ritmi di qua, e più ritmi di là
ognun ha suo genio, e loci di orienti
Il loro aldilà, è il nostro al-di-quà
così i contadini, col vino alla testa
culto famili, di un grande antenato
riscattan se stessi, nei giorni di festa
sopra la tomba, banchetto e mercato
con fescenni Fallisci, di scurril colore
2 volte l’anno, si apriva quel mundus
recitati alle feste, o in gare d’onore
Per festeggiar, coi vivi il fecundus
Raseno dà lo stile, dell'ottave rime
Adagia poesie, su popolar melodie se tolta è la pietra, in centro città
La metrica struttura, suona così sapran collegare, gli infèri e terrà
Otto endecasilla, BA BA BACi Cì Lemuri son detti, 3 giorni vaganti
in cui molti spiri, giravan erranti
tre distici tu fai, in rima alternata
l’ultima concludi, falla poi baciata è potere dei sogni, e dei vaticini
son frasi ritmate, vocal musicali corrispondenza, tra mondi vicini
scandite cantate, ugual salmodiali Techulca il Blu, presidia l’accesso
d'un porto aldilà, del mondo stesso
saper salmodiare, è ritmico andare
terapia musicale, costanza del fare Divino Charunt, poi detto Caronte
ritmare s’accorda, ai balli del gruppo Scorta ciascuno, oltre quel fronte
lenir le fatiche, e resister più a lungo è custode di Tago, verso sibillino
Un dì tornerà, nel tempo stabilito
Nenie e salmodie, richiamano pioggia
e stimol enzimi, sul suolo e su roccia I templi orientati, a sud e a sudest
proteggon umani, piccini e bestiame sfruttan le forze, presenti in contèst
da vari malanni, e da morsi di fame in magia e propaganda, dan stabilità
elaboran paure, inconsce e di realtà
la lor medicina, è assai preventiva
fà uso di terme, di droghe e saliva le Roman calende, scorrono sempre
Fogne e acquedotti igien e dentista i mesi son dieci, da marzo a dicembre
Musica e danza, ri-tornano in pista tra il sole che muore, e sol che rinasce
a Ruma è Saturno, che allenta le fasce
Radici minestra, polenta e focaccia
di farro farina, riempivan la pancia Lui segna il passaggio, in clima festoso
Carne saltuaria, per pochi sicura Avvia il Saturnalia, carnevale gioioso
Sòl vin e olio, ricchezza d’Etruria Re della notte, e del grande solstizio
Spegne il passato, e accende lo sfizio
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 58
ogn’ordin sospende, rovescia l'usanze raggiungono foreste, fiumi oppure grotte
ai schiavi fa doni, e ai re condoglianze Sotto influssi luna, la trance è della notte
col suo scettro bastone, gioca alle sorti nel protetto cerchio, sta una brocca vino
riordina il cosmo e scombina i consorti preparan ogni cosa, frenetico è l'arrivo1

nel dì della sua festa, ci narra Microbio Giove generò, quan Moire lo concesser
al tempio di Saturno, piè Campidoglio Dio con corna toro, e corona di serpenti
sua statua è slegata, dai lacci continui le menadi pertanto, si cingono le chiome
e scatena gli effetti, benèfici e ambigui ad imitar la forza, che cura e le fa nuove

Sue forze anteriori, d'inizio del tempo quan flauto melodioso mormora di Bacco
di un era dell’oro, e del sogno portento scattan le baccanti, muovon piede tacco
fra avvento rinnovo, euforia e penitenze col tirso vedi una, percuotere una roccia
la gran confusione, sconvolge coscienze così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa

Saturno ha le chiavi, del Cosmico Gioco innamora di suo ruolo, profeta itinerante
Rilancia i suoi dadi, poi oracola al fuoco bimbo che compiace, e ama senza pace
Signor della tombola, giustizia e misure contento del suo dono, vede solo quello
Con scacchi ed azzardo, ci da le visure lo perdo coi titani, e scopre poi il tranello

Esiliato fu un giorno da Zeu successore Tornato dal deserto, dopo di cinque anni
improvviso scomparve in eterne dimore Ritorna l'esperienza, dell'estasi per anni
ma Giano romano, creator d’eccellenza Gira lungo il mare, creste avvallamenti
accolse nel Lazio, Saturno in quiescenza l’ego perde tutto, se gasa e fa commenti

Bambino immortale, è dio addormentato Dioniso è dio Shiva, scuote la sua chioma
Attende il risveglio a suo tem destinato e porta nelle donne, la frenesia rinnova
Saturno vien dunque, dall’artica notte ha pelle di cerbiatto, sua veste sacra viva
rinasce tra noi, se il tempo è alle porte che danze e gridi gioia, eccita e ravviva
qual Visnu dio indù, un tempo fu pesce a Delfi ancor lo vedi, su rocce far la danza
apparve a buon Manu, dando una legge balzar con torce pino, sul piano tra 2 picchi
fai una gran barca, ai germi del mondo brandir e scuoter ramo, bacchico infuriante
annuncio che l’acqua, andrà tutto tondo
tal dio è divinatore, quànd’entra delirante2
Donne normali, in famiglie affaccendate
2 volte nato è, da femmina e da maschio
attendon la chiamata, stagioni ritornate
di acqua del terreno, e divino fuoco cielo
Dioniso le chiama, al baccanal robusto
Angizia Dea dragone, androge sovrumano
in ciclica tempesta, dell'emotivo flusso
Migra tra i paesi, con vino coppa in mano
Scuote loro corpi, e le anime profonde
1
si sciolgono vestiti, suonano le trombe “Le partecipanti, al grido rituale: elelèn, evohè e jacche, si
ubriacano, si spogliano, squassano i tirsi, urlano e si eccitano
la donna che resiste, a Dioniso riunire selvaggiamente; un capretto o cerbiatto è smembrato crudo.
ammalata cade, e villaggio può soffrire Nutrono e allattano Dioniso infante che, adulto, si preparano a
ricevere come sposo nelle nozze hierogamiche”. Hilman
tornan donne nude, da moral e intrighi
2
Euripide (Baccanti 99-104). “gli Sciti biasimano i Greci
La ragion dissolve, e nascon nuovi figli riguardo alla frenesia bacchica: dicono infatti che non è
ragionevole trovare questo dio che induce l'uomini alla follia.
procession baccanti, attraversano città Ci deridete perché dio ci possiede, ora tal Dio ha preso anche
falli accompagnando, cembali a vibràr il vostro re e costui infuria ed è folle per opera sua.. chi di voi
è pronto, può essere iniziato ai misteri del frenetico”. Erodoto
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 59
Nutrito con il miele, da capre in una cava corpo con tremore, vive la sua scienza
apprende dai suoi boschi, forza della cura viaggio di scoperta, o festa di coscienza
ha origine da mito, il fallo assè del mondo sottile godimento, i moti propri al corpo
Là nell’uter grotta, danza e vola in tondo vertigine che toglie, l'ego dal suo posto

cavalca suo totèm, un fallo avente occhio Siamo noi l’ananda, convito dei bambini
luce interna accende, e ogni mal disperde che danzano nei corpi, visioni oltre confini
emerge come Tage, Erittonio corpo serpe festanti ed ispirati, sdoppiati nel sarcasmo
L'Albero del rito, tra i mondi lo protende diam forma num, al mito ed allo spasmo

Corè è Madre d'Asia, che tien i coribanti Platon dice che, poeta è un posseduto
Spiriti del mondo, antichi assai festanti da genio della lingua, antico scriba muto
colpiscon di fedeli, le interior coscienze sua erotica energia, scatena l’intuizione
Rituali possessioni, speciali ricorrenze che dal liminale, trascrive sensazione

più Thera sacerdoti, trattano i pazienti Dioniso fuggì, oppression di religioni
con diagnosi e rituali, suon incantamenti in teatro si nascose, coi miti e le visioni
I coribantizzati, reagiscon in prontezza canti del caprone, tragèdi han ricamato
all'aria musicale, esprimono l'ebbrezza Là nel ditirambo, danza il primo fiato

la diagnosi rivela, il dio che li possiede narra il ditirambo, Titani egò di argilla
ognuno ha suo colore, offerte cibo chiede dipinti bianco viso, smembrano sua fibra
parole canti ritmo, profumo suo speciale al piccolo Zagreo, danno giochi a incanto
discende dall’olimpo, suo spiri oracolare lo mangiano bollito, lascian cuore intatto

più formule sonore, richiaman contenuti dal cuor rinascerà, l’inter Zagreo divino
le storie sono scritte, in corpi posseduti Titani ancor faranno, maschera caolino
Cavalli son gli umani, di numi coribanti se iniziano un fratello, o fanno loro cura
s’ingaggiano con essi, i concili riparanti invitan l’antenati, biàn maschera l’aiuta

Tale iniziazione, conduce a padronanza Scortano iniziandi, fan travestimento
di una occupazione, subìta in sofferenza Entran altri mondi, senza impedimento
patteggia posseduto, ri-ottener la grazia oppure per guidare, le anime dei morti
al fin di guarigione, quindi poi ringrazia fan da psicopompi, sen rischiare torti

Dopo alcune crisi, vi è riconciliazione Dioniso è follia, al teatro di tragedia
Placati son gli Dei, con patti di stagione Vino e primavera, maschere commedia
la danza possessione, fà celebrazione Porta la coscienza, rapita in possessione
liturgia di gruppo, in pubblica funzione Cuor dell'erotismo, dell’estasi è padrone

Crisi và in teatro, che sà rappresentar ci aiuta ricordare, nostr’intima natura
La danza tormentosa, d'addomesticàr che parla stessa lingua, o cosmica fattura
persona già capace, fa rito conclusivo se Dioniso ci guida, non servon vedette
Incarnerà suo genio, al circo collettivo decàde monopolio, di scriver etichette1

metodo è la stesso, varia l’accensione
la vista d’un colore, l’ascolto d’un motivo 1
Hillman: Lo scopo della psicoterapia è un lavoro di
dapprima movimenti, lenti ed ordinati restaurazione delle realtà immaginali del paziente e
poi accelerazione, dei ritmi sincopati sviluppo di un sentire attraverso la coltivazione
dell’immaginazione.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 60
riscopri sei l'attore, e un fine guaritore Eurinome ora incinta, colomba sul mare
Il mondo dei copioni, divori con furore vola e volteggia, e dà forma a creazione
ogni cosa ora t’accade, buia o luminosa al tempo propizio, uovo Cosmo depone
scatena tua risposta, creativa numinosa e cova fin schiusa, tra spire d’Ofione

Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo Ombelico di Dea, è mister maternità
avvertirai l’urgenza, a danzar il ditirambo Pelasgi del deserto, vanno giù emigràr
scopri esser te stesso, salvi intero mondo Si portano la Dea, fin sul fiume Niger
accetta la chiamata, gioca in tale sfondo fin l'impero Ghana, tra le bantu effige

il mondo divien fiaba, vita acquista senso Il culto degli Akàn, quel popolo formò
risuoni con gl’eventi, chè le dan consenso Afrodite la lunare, divenne dea Ngamè
scopri cuore psiche, drammatico teatrale Camaleonte guida, gruppi di emigranti
rispondi alla chiamata, ritrovat’incantare Fu regina madre, diè figli a tutti quanti

Forza culturale, può esser sciamanismo Camaleonte sacro, è l'androgino Vodùn
Dioniso che torna, e ci spiega l’isterismo coppia primordiale, nei figli Manu-Lissa
Fornisce più modelli, a psico sentimento ricorda Ermafrodito, unito con Salmace
cultur uman rinnova, in un rinascimento adattato al luogo che, riesce ad ospitare

Yatra s'alza e parla, a Pamela lega il filo Quan più divinità, vanno ad emigrare
il tempo sogno torna, eterno a noi vicino adattano al contesto, geografico sociale
gli eventi ieri ed oggi, van concatenarsi dall’Africa Yoruba, Vodùn divien Orisha
viaggi con scrittura, chiariscono catarsi dal Brasile e Haiti, l'America conquista

“Emerse e vagò, Afrodìte dal Caos1 riunivano gli schiavi, riducono distanze
Eurinome d’inizio, Dea d’ogni Cosa con terra d'antenati, ed african istanze
Danza sull'onde, e separa le acque il ritmo dei tamburi, gli oceani superava
dal mare la terra, e il cielo brillante raggiunge libertà, in umbanda brasiliana

Avanza Lei danzando, là verso sud Umbanda sinergia, di candomblè africano
con Kardecismo oriente, e spirito cristiano
e il vento del Nord, gioca alle spalle
scuole iniziazione, per transe incorporare
è buon fecondante, è il vento Borea
Ottenere soluzioni, a problemi da curare
segue Eurinome, riflessa in marea
Cuba è una mulatta, per genesi e vocazio
Pensa a iniziare, con lui la creazione
Santeria vi nasce, in contesti emarginazio
Improvvisa si volta, ed afferra Borea
tien 2 pilastri base, di lotta a contingenza
tra mani lo sfrega, qualcosa s’appura
più il culto dell’amore, di natural essenza
Ofione il serpente, ne esce creatura
se senti struggimento, riscopri genitore
Eurinome ora danza, com a scaldarsi sotto un temporale, o innanzi arcobaleno
il ritmo crescendo, divien più selvaggio
quando là in foresta, oppure là nel mare
finche in desiderio, Ofion ben s’accende
il sentimento Axè, ne evoca il legame2
l’avvolge tra spire, per darle progenie
2
forza immateriale, come il num dei boscimani, il qi dei
1
La più antica dea greca, emerse nuda dal caos cinesi, bios dei mediterranei, il prana degli indiani, il
primordiale e subito iniziò a danzare. Una danza che mana dei polinesiani. La cabeça è testa, jogo de buzios è
separa gli opposti, Eurinome indossa serpenti, incarna le il gioco/divinazione con le conchiglie, gli Egun sono
grazie ed è madre del piacere, il suo tempio è in Arcadia. anime disincarnate. Yeyè omò ejà, in lingua Yoruba, sta
Ricorda la Maya indiana per “madre i cui figli sono pesci” .
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 61
Filosofia bantù, è ugual teoria dei quanti È la società, che sceglie la tua trance
Struttura la realtà, l’Axè o energia vitale In base alle tensioni, e tipo economia
Campo esteso a tutto, e può manifestare quel di cacciatori, d’american nazione
forme di animale, vegetale e minerale son tipò maschile, ricercan la visione

cresce e decresce, un axè manipolata Più società africane, agricol-pastorali
Da person capaci, può esser controllata son tipo femminili, trance possessioni
Con l'uso delle piante, e animali sacrifici là in Madagascar, contatto è utilizzato
offerte e cerimonie, feste ed altri offici a risolvere conflitto, ben canalizzato

ogni casa culto, ha calender celebrazio In Etiopia è gurri, il moto della trance
stilate dai suoi Pãe, oppure Mãe do Santo segna la vittoria del genio sul prescelto
Festa poi comincia, ai ritmi di tamburi Esso mai bandona, il fedele posseduto
a consacrar locale, chiamar fedeli e furi Resta in lui latente, entro suo vissuto

lo spirito di festa, tra scherzi risa e cibo Si manifesta il genio, nel rito religioso
alcoliche bevande, il corpo sarà un rito oppur durante il sogno, o una malattia
preso nelle danze, sfrenate della festa presenza è segnalata, pur da un isteria
Dove un Loa divino, entra dalla testa che sarà guarita, con cerimonia attiva

i contorcimenti, spasmodici del trance l'Antenati e Dei, cavalcano i due sessi
annunciano l'arrivi, e partenza di Vodùn Senza differenze, hanno ambivalenze
è il comportamento, e gli abiti del rito
e prima della fine, vi sarà un consulto
ad indicar il genio, all’origine del mito
salutato è Loa, che lascia suo congiunto
Danze e movimenti, rapidi al tamburo
Servo è posseduto, dal loa di cerimonia
identifican più gruppi, con lor divinità
Congo è Loa più bello, par tantino tardo
situano rituale, tra varie e più regioni
Mombu che balbetta, provoca i monsoni
Nascon sincretismi, con altre religioni
Dambala ti governa, serpenti ed alluvioni
Possession è anche, mezzo per la fuga
diablesse son le donne, morte verginelle
dalla sofferenza, o disagio che consuma
costrette ad espiare, dentro alla foreste
Più spiriti t’avranno, primàr è loa di testa
Ganga è lo sciamano, di ordine interiore
gruppo ti vuol bene, conosce la sua festa
mentre lo Houngàn, è prete d'esteriore
il legame col fedele, e un genio abitatore
si suona per Exù, colui che porta mana
più stabile diviene, appresso iniziazione
Avvia celebrazioni, propiziazioni emana
Il rito celebrato, guidato da un mediùm
senza suo permesso, nulla và esser fatto
comporta conoscenza, sacra ancor di più
Lui che apre le porte, span divino afflato
conoscer medicina, e storia del tuo Loa
l'Orishà è una forza, pura e immateriale
tecniche del corpo, attivano sua trance
sà rendersi presente, tramite un rituale
spontane e provocate, stimoli coscienti
se gli presti il corpo, forme e modi vari
liquori fermentati, color e suoni intensi
tramite l'orisha, contatti gli ancestali1

1
Lisa: “Ogni creatura è retta da più Orìsha, conoscerli sarà
conoscersi: Exù, Ogun, Oxossi Omolu, Nanã, Oxum,
Oxalá, Oxumarè, Xango, Ossain, Iemanja, Iansà. “La cambiamento qualitativo della coscienza ordinaria della
trance è un comportamento del corpo, modellato da percezione di spazio e tempo, di immagine del corpo e
cultura a cultura in vari momenti storici; realizza un identità personale.” G. Lapassade
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 62
Orishà e divinità, son ampio repertorio Sei forza naturale, che genera il creato
ruoli personaggi, per maschere teatrali Primo messaggero, tra uomini e orishà
Esibirsi nel teatro, in un travestimento Per primo ti saluto, oh fallo eretto sù!
Libera il bisogno, d’un comportamento Oh Laro-iè Exù, oh Mojubarè Exù !

Messi in scena cura, forme di tormento senza dar assenso, nulla viene fatto
pubblico ti crede, senza far commento potente guaritore, e mago educatore
sè hai la buona fede, esce la coerenza ti trovi negli incroci, e spazi dello svago
nata dall’ambiente, di comun credenza custode della soglia, case e dell’invaso

spazio dovrai fare, a più spiriti plurali Bevi il vin cachaça, e credi fermamente
son estàsi con trance, fenomen speculari ambiguo e provocante, sai ispirar fiducia
l'estasi è un'uscire, dell’anima dal corpo ne abusi sei ambizioso, eccelli nel raggiro
Mentre nella trance, tù gli presti il posto sei l'attimo fuggente, coscienza del finito

Vodun vuol dire sacro, insito alla terra Agisci come un bimbo, fluido con l’istinto
Dio che vuol parlare, dell'Africa più bella nel gioco con le forze, incapace di giudizio
Shango è tuono fuoco, saetta viril ballo Secondo vien Ogun, l’istinto di conquista
fondò regno di Oyò, nei secoli a cavallo Forza primordiale, vagabonda sulla pista

Gli Orishà son Rè, Regine d’una volta Ogun vuol dire spada, imprese e libertà
Poi divenuti Dei, antenati della terra Blu scuro del metallo, cuor generosità
A loro apparteniamo, come eredità Fagioli e vino mangi, proteggi gli affidati
Siamo i loro figli, e la loro umanità Fedel al sacrificio, del re dei cieli amati

Compito Orishà, è gestir distribuire Ogùn impatto sei, cuor che forte batti
a umani loro figli, axè della creazione Reazione più veloce, fase di passaggio
Olorùn supremo, crea il pianeta terra È la disperazione, che nutre la tua furia
dà 16 destini, e ciascun Orisha insigna Coraggio e ardimento, la libertà più pura

Fà divinazione, con lancio di conchiglie al grido di Oguniè, la forza scorre in vene
conta quelle aperte, o chiuse a stabilire Sostiene nella lotta, frantuma le tue pene
qual è l’Orishà, che sta manifestando Terzo viene Oshossi, Signor della foresta
Conta stabilisci, colui che sta parlando Fratello Exù e Ogun, è Fauno Pan a festa

Tal divinazione, fatta con conchiglie Odè secondo nome, in Yorubà sta per Re
Ti svela l’Orishà, che hai nella cabeça energia della natura, a caccia di bellezze
un Babalorixà, ti svela a chi sei figlio Proteggi cacciatori, la caccia ed animali
Lancio le conchiglie, e calcolo puntiglio Insedi nuovi siti, villaggio degli umani

esempi dopo un lancio, dei sedici buziòs hai l’arco con le frecce, sorvegli territorio
Quindici son chiuse, una sola è aperta Inquietudine ti porta, far nuov'esperienze
Sapremo che a parlare, è numer 1 Eshù Mangi suino e vino, sei artista esploratore
Se aperte sono due, silenzio parla Ogùn foglie delle piante, t’insegna, guarigione

seguito è coerente, al numero seguente Turchese l’emozione, stupor per l’infinito
Confronto il risultato, coi sedici Orishàs giri senza meta, ambiguo e trasgressivo
primo sarà Eshù, altrove detto Elegga Quarto abbiamo Ossàin, Rè di medicina
è l'Uovo cellulare, che sforna vita certa Custode dell'Axè, energia vital più fina

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 63
Ami il misticismo, medianica coscienza tendenza d’ogni cosa, al ripiego su di sè
Piuttosto riservato, calmo in apparenza contagio isolamento, il masochismo vèr
Mister della foresta, verde il tuo colore Nono appare Oshùn, Dea della bellezza
Occhi di bambino, sguardo indagatore Maestra del piacere, sessuale gentilezza

Ti cibi di tabacchi, miele frutti e foglie Orisha d'acque dolci, e di amor felicità
visibile tra i rami, monello d’un folletto concèpimento parto, rottur dell'acqua và
accumula ricchezze, formica senza posa Placenta gestazione, corteggio esibizione
ne intende senso-fine, quando si riposa Venere che nasci, da spuma d’ogn’amore

Accanto al focolare, sorseggi una tisana Eshù ti dà l’embrione, che porti dentro Tè
Sei ciclo di stagione, enzima vita umana fai nascere creature, e l'affidi a Yemanjà
Quinto Oshumarè, serpente Arcobaleno Ami dolci e frutta, giall’oro il tuo colore
Ewà e tua controparte, oscura col veleno Temi la vecchiaia, solitudine e dolore

Sette tuoi colori, compreso bianco e nero Decimo è Yansa, dea fuoco di tempesta
Forza evanescente, ricchezza e povertà slancio di passione, il vento è la tua festa
Mordi la tua coda, impedisci il disgregare Orgasmi senz’intento, ingenua capricciosa
al mondo che circondi, intento a riparare follia senza contegni, idealista coraggiosa

Ci incanti con magia, ogn’attimo tu cogli Sei Oya dea del vento, tuono ed uragano
Tuo ciclo sta nell’acqua, cielo terra scogli Potere femminile, assertivo assai veloce
tu energia di scambi commerci col denaro strega pur guardiana, ponte di tra morti
passaggi delle cose, sorpresa d’un regalo In casi malattia, t’invocan cambiar sorti

Ewà tuo arcobaleno, che giace sottoterra Tifon in passaggio, estuario fiume Niger
è parte oscura che, fa là trasformazione fuor di forma umana, sei bufalo di acqua
di stati di materia, da liquido a gassoso corni vuoi su altare, ti piace carne capra
allegro e contadino, sensuale più focoso fagioli son tuo cibo, assiem a vino palma

incanta come fiaba, continuo movimento Devoti veston rosso mercòledi tuo giorno
umore repentino, bellezza cambiamento per tuo piacere e, quand’entri nella danza
seguente è Obaluiè, Signor di carestie giravolti con spada, fantasmi rendi inerte
che affliggono la terra, come epidemie Frenetica Tu danzi, pure a braccia aperte

Paglia in viso e corpo, coperti dal vaiolo Yansà gran libertà, e regina degli Egùn
Mamma tua Nanà, è incapace d’accettarti assieme a Obaluiè, guidi anime dei morti
Sempre t’abbanda, per senso d’impotenza Purifica oh Iansà!, guarisci ogni contagio
nessun ama guardàr, la propria sofferenza figli abbandonati, accudisci pur adagio

Umana sensazione, di fronte a infermità Figliòl Logunedè, di Oshossi con Oshùn
là in vita quotidiana, infrangi ognì realtà Cacci là in foresta, e peschi lungo i fium
Mistero del dolore, catarsi e guarigione 6 mesi con tuo pà, sei mesi con tua mà
Purifichi dai inizio, a rinascita interiore Eterno adolescente, riesci innamoràr

Otto è Omolù, impotenza e depressione Efebico elegante, e doppia sessualità
il processo di sudore, della traspirazione Ambiguo per natura, le scelte temi far
Sei legge d’entropia, la pura indecisione Ragione e sentimento, tra gioco e novità
umido e calura, sei fungo che scompone In ogni prima volta, emozion fai sussultar

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 64
Amor per i dettagli, paur d’agire in grande Nasce dal tuo pianto, acqua sal del mare
Temi conseguenze, d’impegni di promesse Madr'abbandonata da Eshù Ogùn Oshossi
Il rischio è l'inazione, oppur la frustrazione solo Eshù ritorna, ti esplora con violenza
Tu eviti il rancore, fai l’arte tua creazione tuoi seni lacerati, a spuma dan l’essenza

Sei un fine cantastorie, e burle tu ami far Madonna protettrice, speranza del ritorno
Mòrmorio dei boschi, l’eterno vai aspirar tristezza dopo il parto, i bimbi tien’intorno
Sei bruco e la farfalla, nelle mutazioni Madre della testa, dai vita al pensamento
e sosti sulla soglia, di mille iniziazioni Fratelli fai riunire, duràn festeggiamento

Signora fiume Obà, è la dodeca Orishà Ecco il Dio del fuoco, è l’Orishà Shangò
Signora di Nigeria, in amore con Shangò impavido guerriero, mondano donnaiolo
Alluvioni inondazioni, rancore senza posa Ha folgore giustizia, emette le sentenze
Oshùn la sua rivale, comun marito sposa Fratello di Omolù, Signor di pestilenze

Quando Lei alla gara, in amore t’ingannò Incline comandante, Giove passionàl
un orecchio ti tagliasti, l’offristi come cena rocce con montagne, sabbie e temporal
s’allora le tue figlie, soffrono a un orecchio se monta uno dei figli, pone dure prove
ferita o sordità, rancor ch’esce dal secchio con giravolte salti, toccàr il fuoco vuole

Obà grande guerriera, sai essere spietata Energici i sui figli, festosi e pur bugiardi
Ogùn sol ti sconfisse, in inganno superata Attributi suoi colori, sòno rossi e bianchi
Intuito di successo, e gran sopportazione Coppe-fallo-spada, assiem ascia bipenne
Perdona e datti shans, sarà la guarigione la Barbara tempesta, lo sincretizza bene

Segue ora Nanà, guardiana della soglia tribùn in parlamento, leadèr comunità
La madre di Omolù, la moglie di Oxalà Sapienza equa divina, vulcàn della pietà
Generi Tu l’Iku, passaggio alla non vita odi le ingiustizie, componi ogni conflitto
Conchiglia rosa sei, sussurro che confida giochi coi destini, fai re l’ultimafflitto

Nanà sei la più vecchia, temuta rispettata Ultimo è Oshalà, il principio dell'amore
Reggi tu la porta, tra mondo vivi e morti fin di un lungo viaggio, Cristo redentore
Signora di paludi, dimori presso il fango giovane Oshoguàn poi vecchio Oshalufà
Nutrice di vita, il sangue chiedi in cambio che vive dei ricordi, e lungimirante sà

Sei madre del vaiolo, esperta guaritrice Sei Bradipo indeciso, autonomo all’agire
Nonna che racconta, guerre fame e fiabe realizzi gli obiettivi, con studi da eremita
così curando i mali, presso ognì villaggio Temi ogni conflitto, l’ansia e l‘impazienza
conosci ben i bardi, sosti lor passaggio Scappi ti nascondi, sei forza d'esperienza

Giunta è Yemanjà, Dea di mar e Luna giovane Oshoguàn, guerriero combattivo
Madre primordiale, di pesci sue creature ricerchi di cambiare, il mondo tuo vicino
Azzurro verde e bianco, sono suoi colori Giudichi te stesso, con forza duramente
Yeyè omò ejà! Cantiamogli gli onori! sei spirito-denaro, contemporaneamente

Muovi le maree, per tutti a prosperare Yatra fà danzare, tutto il gruppo intero
Fin ad arrivare, te stessa prosciugare stasera c'introduce, nel culto brasilero
Materna e protettiva, regina riluttante a teatro degli Orisha, divinità africane
Legame viscerale, inglobi figlio amante inizia coi tamburi, e canti da intonare

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 65
o divino dio Pan, o signore dei boschi
fa che mio corpo, anche oggi ti ascolti Ciascuna capanna, giacigli di paglia
onoral ancora, con tua sacra armonia e uova di struzzo, con l'acqua da bere
con forza e bellezza, nell’anima mia giocattoli e pelli, cosmetici e frecce
Monili e tabacco, con pentole e selce
mio zoccolo batto, sul rosso terreno
Vibro col corpo, e allontano il bacino Uomini e donne, d’armonico scambio
tendo le braccia, parallele al terreno decide fra tutti, il leader d’incanto
inseguo più note, in orecchio caprino Le forti persone, dirimon diatrìbe
specie le donne, nutrici più amiche
in mano hai scopino, di leggèr canne
vibri col corpo, dentro hai le fiamme siedon insieme, ai bambini parlando
saltelli coi piedi, in tracciato segreto con essi giocando, pur sgranocchiando
La forza del bosco, ritrovo e rivedo nessuna minaccia, paterna ai bambini
gl’insegnano tutto, giocando teatrini
Oh catartica musa, usa i tuoi suoni
purifica il cuore, evocando emozioni
se mal si comporta, bimbo oppur due
sciogli miei blocchi, ìn corpo è psiche
intervien un parente, sposta creature
così ch'Io rinasca, in divin superficie
il rispetto tra i sessi, è là nella danza
restaura armonia, su ogni lagnanza
l'amplesso nervino, sei Tu mio Divino
nel cerchio di amici, ritrovo il cammino
Zutwasi Kalahari, popol senza terra
che io possa onorarti, passion ed amor
oppressi dalla fame, alcol e dilemma
finché questo mondo, mai perda color
reagiscon tutto ciò, còn danze di cura
potenza di libìdo, che aiuta la cultura2
Lisa ci ricorda, che forze di esistenza
per sopravvivenza, slittano coscienza Danze estenuanti, in sudori torsioni
se credi avere num, cuor di Zutwasi Riflettono i dolori, di varie transizioni
stato kia t'accade, riaprendoti i canali1 che popolo vive, aglì snodi del tempo
quand'è sull’orlo, dell’annientamento
flessibile luogo, di spazi e coscienza
rinasce in insieme, che cura e fa festa guarire è affermare, svelare se stessi
per render sicuro, legami in villaggi incanalar un flusso, di viaggi di misteri
mai garantiti, da morte e passaggi Entro una cultura, di spiriti antenati
così che l’alleanza, rafforzi noi rinati
Acqua col Fuoco, ripristina un luogo
con miti coi riti, reinventan radici “Per salvar la vita, ci dicono i Zutwasi
un rinnovo rituale, di ruoli e potere Dio c’ha dato il num, tramite antenati
permette così, un ri-appartenere uomo cerca num, sapendo ch’è penoso
in quanto la ricerca, in esso tiene luogo
Sorge informale, il villaggio di gente
presso d'un pozzo, o l’acqua sorgente Cura è applicazione, alla vita quotidiana
là in ogni capanna, sta un bel focolare di storia raccontata, in forma nuova data
gestito da donne, che aiuta scambiare al fin dell’armonia, cercata con il tutto
1 comunità che cura, se stessa dopotutto
Kia è stato mentale, contagiosa esperienza di coscienza
ampliata, prodotta dall’attivazione del num che è medicina,
2
energia spirituale simile al mana, qi e kundalini. Kowhedili è Dorothea Bleek“il Boscimano ama e odia intensamente, è
l' urlo liberatorio. Gebesi è l'area tra il diaframma e la cintola; molto leale e molto vendicativo, per tutta la sua vita rimane
associata a organi di reni fegato e milza “Ogni tecnologia come un bimbo, poco incline al lavoro, amante del gioco,
data dai vostri antenati è parte del vostro num” Kinaciau. canto, danza e pittura, ma soprattutto, ama ascoltare e narrare
(Richard Katz: Boiling energy, healing dance in Zhutwasi of Kalahari). storie”. Sudafrica, 1923.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 66
più fuochi sono sparsi, intorno quà di là
se narrar fallisce, storia vien distorta si scherza e si conversa, tutti attorno là
scende sottosuolo, in var generazioni Intensa è l’atmosfera, alle ore ventitré
Purificato il dire, torna in superficie i passi di Giraffa, imitati or sono olè!
accessibile ritorna, parla e tutto dice
Esser alla danza, rende i nostri cuori
Felici ed eccitati, empatici e presenti
fuoco della danza, vien acceso al centro
si siedono le donne, in intimo convegno

abiti ordinari, e qualche piuma in testa
Sonagli su caviglie, coi passi fanno festa
bastone da passeggi, donne loro intorno
battono le mani, al ritmo in girotondo
stasera va di scena, il potere curativo
Il batter delle mani, or enfatizza il tutto
di una comunità, che trova il suo motivo
innestano le voci, su melodia del gruppo
“Partecipare ad essi, ci porta a concepire
lunghezza d’ogni canto dipende dall’umòr
comunità che viaggia, su identico sentire
Tre o 5 minuti, se l’entusiasmo è in fiòr
ora Kinachau, gran vecchio Zhutwasi
Senza Kia nell’aria, danza non decolla
narra al Terabuti, Giraffa e le sue fasi
Tutto pare smorto, pur se v’è la folla
in origine bevemmo, ai corpi passammo
se il num bolle in alto, gridano nel cielo
il sudore col num, ai giovani donammo
oh padre mio lassù! squarcia questo velo!
viene detto hxaro, il rito dello scambio
Num mi sta prendendo, or scaraventando
Si dona cibo oppure, utensil da lavoro
danza va decisa, tra pianti sfoghi ed altro
toglie i disaccordi, questa via d’affetto
nessuna presa in giro, può deviar l'azioni
è condivisione, dei beni del deserto
iniziano a volare, scintille ed emozioni
Danza di Giraffa, un modo a dialogare
quando kia è nell’aria, si carican le voci
con crisi transizioni, e dubbi cui parlare
danza prende forza, senza sforzi atroci
confronta l'incertezze, le contraddizioni
brevi movimenti, postura poi inclinata
così che il gruppo sani, l’ostili relazioni
sopra le ginocchia, Giraffa or è imitata
è scienza e religione, è metodo di cura
Sono i piedi alzati, un poco dalla terra
Dove un cacciatore, diviene il guaritore
poi stampati bene, netti nella sabbia
raccoglitrici donne, sempre di supporto
Quattro sono i passi, o battiti di danza
cantano battendo, le mani e loro corpo
su struttura base, s’innesta circostanza
si cura mente e corpo, la nel solco danza
si lotta col dolore, con forza con costanza I tonfi dei var piedi, vivaci son decisi
spender una notte, nell’intimo del gruppo Accentuano sonagli, tra gemiti rapiti
fà ritrovar piacere, alla gente dopotutto Mostrano la danza, difficile del num
rapido vibrare, sudando ancor di più
la danza può aver luogo, per una malattia
Parlare ad antenati, il ritorno d’un parente canti passi danza, inseguono l’un l’altro
Una caccia ben riuscita, visita importante preparano la strada, all’ebollir del num
Affronta depressioni, dà vita all’esaltante cavigliere al cocco, fanno gran fracasso
ondeggiano le teste, in alto e pure basso

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 67
sappi che il kowhedili, stimola tuo kia
Scintille ed emozioni, spazzano la via Il morir volontario, vince paura
stimoli e contagio, scoccano nei corpi S’irrompe nel kia, pronti alla cura
vibrano le carni, dei danzator contorti L’istinto dia sfogo, a un liberare
t’aiutan gli anziani, a transitare
i danzatori spesso, cadono alla terra
giacciono coi corpi, sudati dalla guerra Il cuore si ferma, ora sei morto
tremano violenti, oppur son senza vita Pensiero svanito, respiro disciolto
qualcuno li massaggia, con sudore dita fiore sciamano, emergi d’un tratto
il Buiti villaggio, senti in contatto
dopo una notte, di canto e di danza
il num al gebesi, in fuoco divampa A grandi distanze, lo vedi e lo vivi
circola in giro, risveglia in contagio Il flusso di vita, con cui tu convivi
rapisce d'impatto, o pian pian adagio vedi più cose, nei corpi dimorare
Bolle il tuo num, dolore è reale!
il Kia è un intenso, stato emozionale
Attivato dal num, che al gebesi sale Vedi ogni cosa, che puoi tirar via
la mente ha paura, quando ne mangia questa è la cura, mentre sei in kia
sale in dolore, alla spina e alla pancia apprendi curare, tirando strappando
la malattia, sudando e ansimando1
esprime in più forme, sempre cangianti
Produce empatia, e pensieri oscillanti più guaritori, l'attendono al guado
il num che ribolle, ascende alla spina per confrontare, oppur battagliare
inonda tuo corpo, che vibra e sconfina e demistificare, nei loro compagni
Salvar la vita, da morte e malanni
Suda Kinaciau, tra smorfie di dolore
vibra e poi barcolla, dice sono in kia! amo tal persona, perché ci fai soffrire?
ferma suo danzare, indossa sonagliere non farmi innervosire, fìn esser ostile
salta là nel cerchio, guida da nocchiere Canto per reagire, alla vostra volontà
di cedervi il malato, proprio non mi và
“ogni canto scalda, l’energia del num
arriva il potenziale, per passare il kia Esperti guaritori, a volte van da Dio
danzi ancora danzi, inizi a sudar molto su possente casa, per tramite d’un filo
svesti via l’impaccio, tremi sem'incolto entrati nella sabbia, lungo del sentiero
fan discesa-ascesa, lo visitan davvero
or voglio guarire, ed essere guarito
Essere più amato, e amare in convito Alla Divina Casa, vanno a presenziàr
ho bisogno di num, il cuore lo cerca muoiono a se stessi, così da commediar
libido fuoco, che brucia e sonnecchia mantengono controllo, pur nella trascesi
per barattare scelte, tra misure e pesi
Dentro al mio kia, sta l’esperienza
Unà scuola dura, sulla mia essenza La guarigione Kia, nòn è onnipotente
l’energia curativa, rinforza efficiente Àlcune battaglie, vengono pur perse
mutua armonia, che unisce la gente Muoion le persone, tra manì di cura
pòiche gli antenati, pongono le mura
il timor della morte, del non ritorno
artificio mentale, che gira intorno 1
Buiti: esteso villaggio degli antenati nel mondo spirituale
Affronta diretto, or senza esitare Virote: freccie con energia morta (idee impiantate), che gli
Vivi il rinascer, se vuoi superare dei, o loro emissari, scagliano sulle persone. Twe è l’arte
d’imparar a curare, cioè tirare e strappar via la malattia.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 68
anziano Kinaciau, entrato è già nel kia Senza la vergogna, infrangono tabù
spasmodico suo corpo, vibra trema danza Gao prega se stesso, e dice Io son quà
si siede e fa tre giri, al fuoco parla e canta sono sconosciuto, straniero per chiunque
inizia poi curar, strappando ogni lagnanza nessuno mi comanda, io decido ovunque

a cadaun presente, le mani pone e stende Zhutwasi in silenzio, pregan a Gao Na
Lo vedi poi curare, di mezzo fra le donne Oppure ad alta voce, se v’è necessità
cantanti che canzoni, sparan con fragore ci hai fatto cacciatore, guidaci a cacciare
intorno a mezzanotte, vibra convulsione dacci la tua pioggia, e insegnaci a curare

chi tizzoni ardenti, strofina sotto ascelle Dio dà la Giraffa, con un fuoco al centro
volano scintille, qualcuno ride o scappa Se il fuoco fai morire, canterai nel buio
altri in kia bocconi, vengon massaggiati Frecce di Gao Na, ci colpiranno in pena
con sudori unguenti, così son riposati Fuoco ha stesso num, là nella tua vena

or più guaritori, in apparenti angosce ogni fuoco taglia, il cerchio di conforto
ad uno ad uno in kia, cadono tra loro che permette al num, di bollir in porto
guidati dagli astanti, girano a curare come una cucina, suo fuoco da riparo
acuotono le mani, a scaricare il male simile a fucina, che pulsa e fa da faro

Parlano animati, con Dei ed antenati Dio ha creato i canti, dotandoli di num
per salvar le vite, umane dei congiunti l’ha dati alle persone, in sogni con visioni
qualcuno sofferente, smette di danzare tramite intuizione, o a mezzo imitazione
num vuol raffreddare, Kia sa rimandare viaggiano tra i gruppi, senza protezione

Num non positiva, nemmeno negativa ora i canti num, son cantati ovunque
Esiste in molte cose, vive e inanimate più d’ogni altra cosa, pure da chiunque
nelle passeggiate, al lavoro o nel relàx
è libido d’inconscio, isterico arrembaggio
Energia del sole, di morte n’è passaggio per deliziare bimbi, od altre cose fàr

“Dio venne su terra, narra la leggenda Rilascian loro num, solo nelle danze
làggiù nel Kalahari, tra noi e gli animali Con i danzatori, scambiano le istanze
dormire con la moglie, non sapeva fare quàndo poi una donna, canta va nel kia
in tutti modi prova, non riesce a penetrare Uomo è allegria, suo num lo ravviva

gente poi l’insegna, a prendere una donna I canti sono storie, vicende della vita
che gravida dà frutti, due splendidi gemelli a caccia od in miniera, umano si confida
i figli Kana e Xoma, allegro cresce e pasce le migrazioni o crisi, nutrirono le danze
e loro danno nome, a tutto ciò che nasce interazion tra sessi, è medicin più grande

serviti dai gauwasi, gli spiriti antenati sensualità nel ritmo, e crescere del canto
son Gao-Na e Kaùha, altri Dei primari calore seduzione, sudor che va danzando
hanno mogli figli, con sembianze umane così và nel massaggio, ch’aiuta sfrega via
sebben hanno potere, e forze sovrumane e infine nel rilascio, ch’è abbandon al kia

Beffati e impoveriti, son da umana fame cantar e batter mani, aiutano a scaldare
scherzano tra loro, in agguati disumane il num dei danzatori, e possono guidare
Soggetti alle passioni, noià e stupidità viaggi nella morte, e rinascita alla cura
fan del cibo e sesso, la loro priorità di guaritori che, han vinto ogni paura

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 69
l'anziani vanno in kia, coi canti loro fiati sfrega l’insegnante, sudor sullo studente
s’attivano in presenza, di cronici malati rapidi respiri, il num fanno ascendente
lor danza si riduce, a passi là sul posto
c'è chi solo suona, seduto ben composto cresce sete d’acqua, spine dentro il corpo
sudi al primo giorno, cominci poi vibrare
Donne coi bambini, dormon abbracciati pizzica osso sacro, il num scalda e sale
ancor qualcuno è in kia, altri vanno via è maturo il tempo, in kià riesci entrare
chi cammin e cura, chi parla fuma canta
La varietà di scene, dura fino all’alba se tosto avrai paura, indurirai il gebesi
Fermati un pochino, disciogli tutti i pesi
Tutto è ora concluso, presa è decisione Quando inizia il kia, potresti cader giù
colti oggetti e panni, di ritorno ai campi sdraiato sulla pancia, lasciato sarai tu
il giorno è rallentato, tutto scorre piano
riposano fraterni, in nuovo sens'umano calor è regolato, coi canti e coi tizzoni
mentre più massaggi, abbassano calori
A volte sei nel kia, pure se non vuoi Num per le donne, è come sangue ciclo
num ora ti lancia, presto ti riafferra Divieto di mangiare, un eccitante cibo2
Ora se hai paura, o scomodo tu sia
Esci dalla danza, il num poi vola via Io qui Kinaciau, t’insegnerò a danzare
Le mani su di te, ora poso ad indicare
riprendi tu la danza, e lasciati danzare agli spiriti antenati, tu sei mio gemello
Num felice al cuore, giunge dimorare abiti il mio cuore, ti chiamino fratello
la prima volta poi, inizi la maestranza
tu puoi controllarlo, gestisci la distanza Se metto num in te, danzi e danzerai
vibrando come foglie, amico mio sarai
La paur del kia, è una paur del fuoco allora io dirò, che tu hai bevuto il num
scottan prime volte, cercati uno scopo Morte che ci uccide, non temerai mai più
se resta la paura, resti uno studente
abile massaggia, chi coraggio sente L'addome sarà pieno, di frecce di calore
noi poi sfregheremo, sudori sul tuo corpo
la paurà del num, si vede dalle smorfie le frecce rientreranno, respiri torneranno
dolor sulla pancia, o un lancio di tizzoni emetterai vagito, e gli altri attesteranno
bianca è la tua faccia, e occhi di terrore
Hxobo è raffreddare, calmare tuo calore il trucco è la libido, detta num dormiente
scalda cresce sale, là nel tuo cosciente
la scuolà dei Kung, inizia da bambini spine sulla nuca, e intorno alla tua pancia
che giocano far kia, in imitazion sottili su fegato e gebesi, e inizian la tua danza
A bere loro num, imparano ben presto
vanno nelle danze, num avràn scoperto Sento il num salire, tremare nel gebesi
mi dico sono in kia, forse m’ha già ucciso
Passano i maestri, il num agli studenti accade che ora sento, dolor calor in carne
scoccano num tchisi, frecce con il num sei della mia gente, proseguine le fiamme
schioccano le dita, con dose e quantità
Dosandole al novello, alle sue capacità1 Num risiede sappi, alla base della spina
nella pancia bassa, piano vien scaldato
all’interno del gebesi, arrivano le frecce ascende fino al capo, a spirale zigo-zàg
espandono crescendo, come delle trecce suona nella nuca, ronzio che fa “za-za”

1
Hxabe: felicità, cibo del cuore, libero sentire del corpo,
2
“canto e num fanno si che tu possa avere Hxabe” Kinaciau Carne, latte, uova, pesce, pane, noci, miele. No in gravidanza
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 70
a volte la tua danza, kia divien selvaggia Nocciolo è la lotta, artè del guaritore
causa delle pene, num che bolle in vene viaggio che rischioso, riporterà il calore
battono i tuoi piedi, più forti sul terreno si vede il num salire, negli altri guaritori
zoccolan i passi, respiro e cuore fiero si scopre l’operato, di var disturbatori

Num ti scuote a volte, forte oltremisura strappar la malattia, viene detto Twe
Un altro guaritore, t’aiuti a raffreddarlo s'impongono le mani, offrir sudore che
quando si raffredda, pronto puoi tirare Sàl quale vapore, da stomaco bollente
dopo aver danzato, inizi poi a curare veicolo del num, spalmato sul paziente

Num vien travasato, gestito e regolato si trova sulla testa, schiene petti ascelle
a renderlo adattato, alla cura del malato sfregato sopra e dentro, corpo ribollente
se una difficoltà, in kia nasce frattanto il num viene scambiato, con la malattia
lavorano i vicini, sfregandolo pertanto corpi lì a contatto, scambiano energia

ciascuno sul gebesi, sfrega a raffreddare usate a volte sono, specie dalle donne
dal centro verso i lati, respiro a ritornare Piante che hanno num, in polvere ridotte
in te può contagiare, e inizi allor scaldare miste con il grasso, dentro le conchiglie
sale in te il sudore, riprendi a controllare1 tizzoni a fumigare, num è senza briglie

se ciò viene ben fatto, urla e poi rinasce Stimolano il kia, e san mitigar paure
eurèka che kowhedili! riprende respirare Gaise noru noru, è radice pur di cure2
L’anima rientra, piange e vive ancora! ben ti fa sentire, qualcosa che si muove
a turno tutti gli altri, s’aiutan or in ora da stomaco lei sale, petto fino al cuore

apprendere a morire, chiave della cura giunge sulla schiena, sensazion d’affondo
Accetta la tua morte, gestendo la paura senti la tua spina, pulsare come il mondo
puoi così accettare, penosi cambiamenti inizi tu a tremare, e sudare con calore
Tosto trasformati, in ricchi giacimenti mosso da una scossa, arrivi all'ulteriore

malattia è uno sforzo, fatto dai gauwasi Tu devi lavorare, tuo corpo riadattare
che voglion i malati, presso loro gruppo le pene nel gebesi, annuncian arrivare
è lì presso la danza, che tentano di più in un parziale kia, l’anima è nel corpo
Spiriti assai forti, ma vincerli puoi Tu quando divien pieno, viaggi fuori porto

è lotta tra due gruppi, fatti di parenti L'educazione !Kung, è trasformazione
Vivi oppure morti, buoni e non violenti Agguati alle paure, oltre ogni dolore
voglion il congiunto, di quà oppure di là ci guidano Zutwasi, nella iniziazione
più intensa è malattia, più lotta si farà d’una vita umana, di adulta concezione

più esperti guaritori, vanno li alla fonte
d’uomo ch'è ammalato, posto là di fronte
2
a casa del gran Dio, si confronteranno Gaise noru noru è la Ferraria Glutinosa, mentre Gwa è
così a recuperare, l’anima in affanno una pianta sconosciuta, data a chi ha un duro gebesi, le
sue radici son cotte poi mangiate o bevute e ha gusto forte
di menta. Produce sensazione leggera e fluttuante al
diaframma, aiuta accettare il num che bolle e superare la
1
il Num è come spine, punture nel tuo corpo che barriera della paura. Se non conosci i canti, il num ti dice
ricordano le frecce di san Sebastiano. Si dice num di come cantare e danzare. Kinaciau: “se canto le canzoni
morto, quello di chi è in kia, se provi a raffreddarlo, a te del num della Giraffa e vado in kia, allora posseggo quelle
può riattivarlo” Kinaciau canzoni”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 71
Raseno presentò, al lavoro di staserà grazie o Raseno, per questa tua lezione
Sesto con la Yatra, Yapukilì e Jurema Tago appar la chiave, di tale situazione
scesi nel terreiro, assieme coi caboclo 1 luna sul Biedano, diamante va brillare
alla danza del Toré, Orisha pur ritrovo Ogun e gli Orishàs, vengono annunciare

Sotto alla vincella, Jurema appare fior I caboclos battaglieri, brillano col fuoco
nasce dall'incanto, di luna assieme Sol danzan come vento, all'area di ritrovo
brillano alla luna, le piume di speranza appar or la regina, del mare Yemanjà
riflette molto amor, al circo della danza creatrice difensora, di sue profondità

Figli dell'Umbanda, Daime eppure Buti Madre Yemanjà, comanda sue legioni
e Nativi Amercani, aborigeni a conviti sopra le onde mare, riesce a bilanciàr
acqua fuoco e stelle, riflessi sulla riva il fuoco di jagubi, e l'acqua della foglie
Signori della pace, la vite e la Regina caboclo le bilancia, e cura le sue doglie

Dammi 1 vino fino, Raseno professor unito a sua regina, è Logun Edé segreto
Tal vino tien parola, in verità di cuor figlio a Oxossi e Oxùm, seme del terreno
uniòn delle correnti, è vino di foreste Logun Edé mistero, germe che guarisce
guru delle stelle, Tago nostro Mestre uno a uno cura, al ballo che ci avvince

Yatra sertaneia, con Romulo cantava Logun Edé Orishà, androgino che cura
icaros con inni, per cura e festeggiar Cacciator in selva, ricerchi l'avventura
qui nella sessione, regina coi cabolcos Sei dono di cascata, acqua di Salmace
scendon abbracciare, 1 popolo rinnovo puro uomo-donna, sacro sei berdache

natura coi suoi fiori, canta notte e giorno e cantan i guerrieri, coi lor cavalli neve
viva nostra festa, Sai Shirdi è nuovo dono traversano tormente, sudore pure viene
amor nel cuore vino, salute e pur perdono uniti al sole e luna, cavalcano ogni cielo
in tutti sensi colpa, la pace è cuore nuovo Ricevono lezioni, alla corte dell'impero

e forza sua nel cuore, m'aiuta battagliare Grazie a tutti voi, e Oxum e Yemanjà
nel mondo di passioni, m'aiuta bilanciare Ossain e Shangò, Oxumarè ed Oxalà
Yatra si trasforma, è madrina della festa siete grazia e forza, al cielo di stasera
con Kinaciau lenisce, l'angosce della testa Grazie a voi orishà, stelle del pianeta

“m'imbarcai sul fiume, sacro del Biedano Oxum Mamà dell'acqua, lavi mie ferite
perchè Raseno e Lisa, chiesero una mano nel cuore castigato, a lenire la cicatrice
mi disser Yatra vieni, ad innestar 1 posto tu regni tal giardino, di lacrima creatura
Tago una cabocla, attende in tale bosco cascata di empatia, dolor lenisci e cura

il giorno dell'arrivo, vado a presentarmi occhi miei tu lavi, fiore d'acqua Oxum
pur non conoscevo, Sesto coi compagni Tu sei l'emozione, che lavi il cuore pur
Tutti alla Ghirlanda, riuniti van cantare splendor della natura, piccola brillante
Inni dei miei canti, così per festeggiare lenisci sofferenza, o voce di diamante

appresi quell'istante, ciò che Tago dava spirito Quimbanda, è 1 esser celestial
Era quel calore, che a lungo mi fermava salve al mio papà, alla stella di Oxalà
così iniziai lezioni, innesti alla Ghirlanda lui abita nel mare, ed è spirito foresta
e la festa alla Vincella, ricorda tale data spirito di luna, Oxum che brilla a festa

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 72
al brillo delle stelle, occhio di bellezza essa è circolari, con base in pietra dura
cuor della realtà, spontan naturalezza tetto cono a tronchi, di rami e frascatura
dentro l'acqua vedo, regina Yemanjà e vicino tien recinto, per piccoli animali
l'acqua che agitata, vuol comunicar costruito alla bisogna, frasche con i pali

Euya odoyà! è saluto che le porgo le italiche capanne, in argilla costruite
Donna della testa, Madre di Orixàs han tegol terracotte, rotòn distribuite
tieni sulla fronte, diadem'arcobaleno oppure rami a cono, legati con il salcio
Oxumarè che brilla, rende circo vero di fuori rivestite, con ginestre a sfalcio
Olà linda Jurema, assiem Yapukiliwa
I graticci vegetali, dan vita alle pareti
Defum defumadora, di nostra casa fina
di sterco intonacate, con pali rinforzate
uniti a vosso Pà, Caboclo Tupinamba
decorazion frontali, con corna di animali
liber dai perigo, gli amici nella danza1
armi ed antefisse, più simboli sciamani
.1 gennaio, Seba:
Casa posta a sud, a nord sempreverdi
riflettono la luce, laghetti qui presenti
sicura casa in legno, su palafitta bella
fuoco vien da sud, la pietra s’arroventa

Modello dei camuni, è struttura palafitta
retrattile la scala, sull'acqua oppur vicina
su di esso la capanna, contrasta umidità
adatte per la pesca, acqu'alta eviterà
io Seba l'esperienze, vi narro ch'ebbi avuti più case circolari, poggiate a un tavolato
quan vissi nel capanno, al tempio Terabuti sorrette impalcature, intorno v’è il fossato
incontri misteriosi, con Tago e geni loci scavato per le acque, a protegger l’abitato
storie di compagni, che vider altri luoghi tetto è fatto in rami, intreccio a cono dato

se il giorno lavoravo, la sera li ascoltavo si inizia conficcando, tronchi già appuntiti
talvolta io parlavo, comunque meditavo nel fangoso fondo, e 2 metri fuoriusciti
il cerchio del simposio, varia sera a sera poi assi orizzontali, daranno il pavimento
per ospes e novizi, che restan dopocena legati ed inchiodati, a bastion riferimento

Raseno offriva vino, tisane e vari snacks Giunge con la pioggia, l’acqua necessaria
ciascuno ne prendeva, a turno convenièn come in Palestina, o deserti dell'Australia
il fuoco scoppiettante, scalda l'autostima necessita serbarla, per mezzo di cisterne
fuori sta la pioggia, la notte arriva prima bacini di raccolta, piscin piovane interne

al centro mia capanna, arde un focolare Fu sorgente Ghicon, fuor Gerusalemme
dal vento riparato, con un muretto pietra Fonte d’acqua che, riempie due piscine
su copertur al tetto, si apre un apertura Siloè-Bethseba, con pioggia che veniva
per fuoriuscita fumo, di fuoco di cottura dopo dei tramonti, ai templi conveniva

è l'acqua piovana, risorsa alimentare
1
“Defuma, defumador, Esta casa do nosso senhor. leva Raccolta e celebrata, nel tempiò rurale
pras ondas do mar,o mal que aqui possa estar. c) Defuma guazzo che fuoriesce, da tufo fenditura
com as ervas da jurema, defuma com arruda e guinè, in polla si raccoglie, sotto altar perdura
alecrim, benjoim e alfazema, vamos defumar filhos de
fè”. Yatra
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 73
arte miti e saghe, e devòzion popolare Lascia far gli eventi, seguon loro scopo
registrano mistero, antico sempre uguale Sorte e malasorte, parte di quel moto
l'acqua primordiale, è metafor d'esistenze Da nessuna parte, necessiti di andare
di singoli con gruppi, trascende sofferenze Riesci esser gioioso, fluido per remare

riti d’acqua estivi, malesser fan cessare e division del mondo, sono tutte falsità
Sammartino al vino, dà l’acqua minerale mondo e la coscienza, son unica realtà
femmina è la sbornia, marza dell’innesto L’infimo è lo stesso, identi al superiore
Rospo metamorfo, è la fata fungo lesto1 niente esterno è, e niente è l’interiore

per virtù dell’acqua, che feconda e guazza non esiste un corpo, e l'anima non c'è
è sposa ch'è bagnata, la sposa fortunata Corpo e psiche sono, nord e sud in Tè
il ventiquattro giugno, la notte del Battista fuori di creazione, non trovi spazi dati
siede nuda all’erba, rugiada lava e strizza danza e danzatore, non sono separati

2 feste solstiziali, d’estate e dell’inverno se un chicco pien di riso, fù l'antichità
primo è rito guazze l’altro ceppo interno allor son gusci vuoti, attual modernità
vitale necessario, come il fuoco ambiguo vivifica intenzioni, concentra fin a una
acqua è social dono, vincolo a individuo che col Qi confonda, l’intera partitura

Raseno ascolta Emilia, calmo silenzioso Se distruggi allora, cattivo non sarai
non cerca nulla più, l’io l’h’abbandonato successo vien piccino, piano ingrandirai
neutro senza sforzo, agisce con wu-wei 1 forza dirompente, si èsaurisce e posa
permacultor diviene, e dona versi pieni occhio col tramonto, son la stessa cosa

Tien luce sole e luna, solo per natura Senza usare i tuoi, organi e pur sensi
cuòr senza tendenze, par cenere spenta immobile ti siedi, e osservi sen consensi
il gran Dao percepirà, e in sé risveglierà unito in contemplazio, scuoti come tuono
Saggio alcuna traccia, poi non lascerà Cièl s’adatta ai moti, Dao di fondo suono

Uomo fluisce in vita, ed esce nella morte Permanèn realtà, quel del cambiamento
vita è un’astrazione, come il mondo sorte Quando s’interrompe, sta il decadimento
il fatto che tu sei, è il grande tra i misteri osservo il panta rei, di ciò che mi circonda
né chiesto guadagnato, accade che ci sei Eraclito e Lao Tsu, nell'uno l'altro affonda

comprendere la vita, sta per rilassarsi Tutto appar diviene, in cicli fasi opposte2
cosmo già perfetto, non vuole migliorarsi come là nel fuoco, mondo inter si svolge
l'astri sopra il cielo, continuano danzare Muove và e diverge eppur è sempre uguale
Cantano gli uccelli, e i fior van sbocciare Istante è fotogramma, illude eppur rimane

Pure tu puoi farlo, appartieni all'universo Panda bianco nero, pur il Chuan insegue
In te accadrà sublime, la consapevolezza nel folto di foreste, sciamano ridiviene
Sboccia e fiorirà, tuo interno Fiore d'oro ogni movimento, ambiguità racchiude3
esistenza ha cur di te, dice in te Io sono vita d'ogni giorno, a saggezza lo conduce

1
“Serpenti, ragni, cavallette e altri animali legati
all’acqua, piogge e tempeste. Il saettone, rettile bonario 2
Eraclito di Efeso, ritirato nel tempio di Artemide si nutre di
non mortifero è così chiamato per la rapidità del bacche ed osserva: “il fuoco si condensa in acqua e poi terra,
movimento. A guarire da insolazione metto1 bicchier poi rarefa e diviene ancora acqua e poi fuoco. La legge del
d’acqua sulla nuca e tolgo dopo aver sorbito calor in mondo risiede nel Dao, salita e discesa son punti di vista”.
eccesso.” Taras 3
L'arte Shaolìn fu appresa dall'osservazione di molti animali.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 74
il Panda ama pendici, umide e montuose
a sud di Tatsienloù, lo vedi ancor andare Rifonda l’atomismo, Democrito di Abdera
rocciose ben scoscese, mite vegetazione son atomi nel vuoto, che vorticano sfera
subtropicale clima, bambù per colazione Formano ogni cosa, in scatole cinesi
La fisica dei quanti, oggi li ha ripresi
Animale solitario, che scende per amori
si sposta segue sempre, identici sentieri Tao che tiene nome, non è l'eterno tao
aprile maggio coppie, riesci d'incontrare Nome che pronunci, è solo 1 surrogato
dà vita 1 sol bebè, in tane sotterranee Il senza-nome è, principio cielo e terra
Mentre il nome crea, sopra e sottoterra
Vive in alti boschi , di neve pacciamati
sui monti Hasifàn, Sichwan occidentali un grave si alimenta, dallà radice lieve
riposa in piccol grotte, od alber cavità disordinato moto, il calmo ritmo segue
Giacigli fatti in foglie, rinfuse qua di là vedo io Raseno, mai abbandona calma
in gloria o povertà, resta non s'affanna
il Panda cinese, sovvien da Pleistocene
40 molar denti, e massiccio capo tiene l'azione più efficace, è quella preventiva
Divor assai bambù, al giorno vari fusti su cause germinazio, esercita effettiva
in poltiglia li riduce, molari tien robusti quan la luna è piena, calàr vedi comincia
mio Seba và imitar, filosofia del ninjia3
Vista e udito acuti, l'artigli afferran cibo
olfatto e gusto tiene, in sviluppo fino fino Mondo tramit'occhio, entra dalla porta
compie brevi salti, in torrenti e vari fiumi Penetra nell'io, e lo altera e trasporta
dell’orso ha l’andatura, mugge suoni cupi Gl'interiori sensi, soffoca e allontana
Morale fa corazza, a natùr spontanea
emette se aggredito, o in estro tal muggiti
in Cina gode affetto, rispetto ed attenzione e vien abbandonata, ognì emotiva vita
in successo vien portato, a far riproduzione poter sottile donna, è apparen passività
Allevato in vari zoo, è nutrito in variazione che maschio a calamita, attira lega a sé
come Valle bassa, attrae l’acqua da sé
Parmenide coscienza, porta all’essenziale
pensar aver coscienza, d’esister osservare L'uomo teme morte, invece della vita
Freccia e tartaruga, esiste in chiaro-scuro
quella trova presa, se vita afferra vita
moto è la sequenza, di foto all'occhio suo1 bram'attaccamento, è arma più possente
che morte tien in pugno, l'usa ricorrente
filosofo Empedocle, spiega in Agrigento
gli atomi son semi, archetipi al contempo Conoscere se stessi, è già illuminazione
Amore tende unirli, Discordia a separarli Conoscere gli altri, è saggezza in fiore
Anassagora ologramma, riesce ad animarli Dominare gli altri, è la forza vera orsù
Dominar se stessi, è superior Sun Tzu!
trenta raggi ruota, convergono nel mozzo
è vuoto dentro mozzo, essenza della ruota Aristotele ci dice, l’umano appar felice
i vasi son d’argilla, il vuoto ne fa essenza se compie suo lavoro, bene da se stesso
di casa ben murata, spazio è consistenza2 Felice il suonatore, è quando suona bene
1
Parmenide (550 a.C) e Kung sun Lung (400 a.C.) esposero
accorda sua ragione, alla virtù che tiene
identiche teorie: il moto, come nel panda bianco-nero, è una
seq.di fotogrammi davanti alla coscienza (illusione cinema).
2
Mura, porte e finestre formano una casa ma è il vuoto di contengono il seme dell'altro all'interno di sè (occhio del
essi che ne fa l'essenza; nel T'ai qi t'u (simbolo Tao), 2 pesce). Paralleli: Luna-sole, Madre-bambino.
pesci (yin-yang) girano l'un l'altro mutando 3
l'uomo è un bimbo nato a mezzanotte quando vede l'alba
costantemente. Uno diventa l'altra ed entrambe crede che ieri non sia mai esistito; non dar nulla per scontato
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 75
Le forme di governo, adattano a natura Avverti distaccato, l'essenza misteriosa
In var costituzioni, d’umani e geografia limita il tuo sguardo, se desidèr t’offusca
Monarca è uno solo, aristo è minoranza quello le apparenze, mostra del principio
nessun eterarchia, Polita è maggioranza Ignora il qi del Vuoto, al fondo d’artificio

lor degenerazio, s’avrà quan governanti Controlla mutazione, ovvero metamorfo
miran interessi, lor propri e non comuni Porta compimento, lascia a punto giusto
corrispondenti ai primi, avremo tirannia serbare possedere, a 1 tempo non si può
segue sinarchia, anarchia e democrazia Poteri assiem orgoglio, rimutan direziòn

il popol iniziale, ignora i suoi sovrani L’azione nell'impero, scaltra non diretta
Venner successivi, amati ed esaltati così evita finire, a far contraria specchia
Appresso i successivi, furono temuti complesso delicato, è organismo impero
presto disprezzati, sovràn sleali sputi a regole decreti, non si confòr davvero!

Il primo riservato, persino nel parlare Se tenti di fissarlo, va via disordinando
Mutevole è suo moto, come quel del Dao
Bene realizzava, in Dao far funzionare
Or avanza or cede, v’è ardore poi apatia
i diecimila tutti, vivean spontaneamente
impetuosa agitazione, e calma debol via
seguono la propria, natur coerentemente
O Seba ottieni scopo, inverti la tua vita
se base è confusione, nulla è governato
elimina opulenza, l'eccesso svesti via
se pur riescono farlo, per poco rimarranno
Ogni natur fiorisce, a spese di nessuno
Mostratemi un violento, finito in bella fine
l'imita ogni saggio, lasciando cuore puro
lo prenderò a maestro, bravo più sublime
Colui che basta a sé, è ricco già da sé
immobile fui saggio, in moto accaddi re caratter è energia, nell'applicarsi a scopo
saper precede e segue, è avere testa e piè
chi non lascia posto, che Tao dà durerà
un alber che non piega, spezza facilmente
Esiste dopo morte, è già immortalità
Umani andranno dà, colui ch’è recipiente
volendo trattenere, estendere fò prima
Salvaguardar passato, è inutile illusione
volendo indebolire, fò rafforzar suvvia
Molto può insegnàr, se serve la creazione
all'apice poi segue, sempre la discesa
lui divien padrone, tu rischi non cambiare
abbatti zavorre, sè tu vuoi far’ascesa
indietro regredisci, astien dal migliorare
Tazza tieni piena, svuotala a riempire
Non aggredisce alcuno, il buono parlatore
Dona per avere, prender segue il dare
non lascia mai le orme, buon camminatore
il debole che cede, vince il duro e forte
Chiude senza sbarre, buon imprigionatore
sapere più sottile, rozzo non sconvolge
Contar non ha bisogno, buòn calcolatore
Eruditi e letterati, non sòn vivo sapere
o Seba imita Dao, và senza preferenze
è l’energia del Qi, è tal per sua natura
Vela ciò che attira, e l'anima sta calma
Senza voler esser, ne preoccupazione
l'io del desiderio, abbassa tempra il sé
diversa da morale, di programmazione
e nulla ostenterà, agisce come un rè
l'Etica e morale, surrogan lo spontaneo
Agire e ritirarsi, via del ciel richiama
Al Dao segue virtù, morale poi giustizia
Raseno un dì ritira, all'apice di fama
segue conformismo, disordine e violenza
Evita a trovarsi, ridotto all'impotenza
se non v’è consenso, tirannide coscienza
Velando luce sua, si dedica all'essenza

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 76
Perduto Dao spontaneo, viene la giustizia Viaggio mille miglia, inizia con un passo
Persa abil scaltrezza, poi nasce ipocrisia astenendoti dal fare, fallire mandi a spasso
cultur sol letteraria, principio decadenza lascia avrai afferrato, Tao guadagna senso
O Seba togli scorza, su là sostanza resta la tabula fai rasa, d’idee comun consenso

l'impero segue Dao, cavalli aràno campi Ritorna dove gli altri, sòn oltre passati
quan se n’allontana, son cieli oscuri fanti a seguir pesantemente, scopo tu lo perdi
e cede a cupidigia, ogni limite scompare obbligo istruzione, per masse illuminar
Cresce avidità, e insoddisfazione sale è social calamità, di ier oggì e domàn

Con leggi e proibizioni, popol intristisce Abbassati se vuoi, dirigere e innalzar
s’arma e fa diniego, regno pian marcisce Se al vertice vuoi star, và l’io tuo velar
e più si fanno leggi, più il delitto cresce senza il popol tuo, costringere o umiliar
uccello troppo in alto, vive come pesce obbedienza ottieni, nessun vuol litigar
in semplice governo, popolo n’abbonda
L’impero grande è, come val profonda
e se s’astièn dal fare, da sè prospererà
scorron e converge, l'acqua dei var fiumi
tolga pian programmi, avrà spontaneità
femmina universo, passiva vince maschio
seguèn la sua natura, si ri-organizzerà
Via declino è, ambizion che cerca il fasto
Ciò che non s’ode, insegna sen parole
Debole e flessibe, son modi della vita
compie senza fare, cedevole interiore
Pienezza umana è, una piena vacuità
Rigido e robusto, il modo della morte
armata vittoriosa, mai ha combattutto
la massima drittura, sarà l’obliquità
L'albero più forte, viene poi abbattuto
Insetti velenosi, non temi oppur artigli
Mass’esasperate, non temono la morte
possiedi pieno il qi, ai bimbi rassomigli
Là non serve più, frenar di spade corte
col fallo eretto serbi, il qi tuo circolante
intero giorno puoi, gridàr voce squillante
Acqua vince duro, senza mai apparir
Agisce sen legarsi, sì da non soffrir
il moto vince il freddo, riposo vince caldo
chiudere la bocca, è chiudere una porta Conoscer e sapere, sono vie distinte
chiarire il confuso, è velar l’abbagliante Uomo che discute, tien virtu già estinte
addolcire l'amaro, smussa un tagliante Dona senza ego, guadagn'investimento
Libera l’io e tu, sbarazzi ogni tormento
L'esser peccatore, fù via alla santità
Moto mutamento, gioca a compensàr agli altri più tu dai, tanto più possiedi
Se facile prometti, e difficile mantieni Seba infante sembri, Dao graduale vedi
ponder ciò che puoi, e ostacoli non tieni 1 L'illuminato grande, un semplice t’appar
a cielo si conforma, e ha morte natural
Ciò ch'è ancora calmo, dirigi facilmente
scorgi il fatto prima, di segno più evidente
la torre a nove piani, iniziò da pugno terra
L'albero gigante, fu un seme sottoterra

1
“come il lavoro di una formica, attraverso il facile
compiere il difficile, attraverso il piccolo compiere il
grande. Abbatter l'albero al posto del taglialegna ferisce
facilmente le mani; il forte non muore di morte naturale.”
Lao Tsu, Raseno
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 77
al tempio della sera, incontrerò Martìn imparan il dolore, acquistan eloquenza1
apprendista di Chiviliu, sciamano Tzutujil
ci narra la sua storia, e le veglie di Maria Lottare con la morte, è lotta d’eloquenza
la Saggia mazateca, di seguito in Sabina è tentare d’ingannarla, ucciderla non puoi
se tenti di carpirle, l’affar più vantaggioso
Morto il suo maestro, n'eredita i pazienti su altrè person ricade, costo più oneroso
fin a trenta mila, persone inter villaggio
un dei suoi doveri, è accrescer giovinetti non rifiutar l'offerta, lei è l'opportunista
con riti iniziazioni, per farne veri ometti d'anime è affamata, e di pensieri umani
la tua immaginazione, falle ben trovare
visse ad Atitlán, Santiago in Guatemala Felice lei si ferma, un poco a dimorare
Patria d’una guerra, brutale poco umana
il governo dominante, messo su dai gringo ogni uman possiede, un anima indigèn
vieta tradizione, vuol consumismo spinto e in ego ambient’ostile, lotta per vivèr
civili oppur tribali, consumiamo essenza
Martin può fuggire, è in pericolo sua vita Pei fini imperituri, de là sopravvivenza
in lui Chiviliu vuòl, serbar sapienz'antica
trascrive musicando, l'indigen tradizione ogni debito creato, è natur spirituale
la porta camminando, di nazion nazione torna esiger conto, rispondi col lodare
Gaia sempre chiede, continua distruzion
Apprese molti anni, correggere squilibri la cura o la risposta, produce sua reazion
rapporti di persone, con spiriti antenati
Chiviliu mi chiamò, “preserva tradizone se noi per var ragioni, cibo non gli diamo
Viaggio tra i confini, nell’ora del terrore sogno allor prosciuga, piano noi moriamo
connettersi col luogo, quotidian passaggio
dop’uragan passaggio, torno nel villaggio è spiritualità, non un week-end assaggio
riporto l'antenati, del tempo primo saggio
vado reinsegnando, lor miti assai profondi umani coi lor suoni, nutrono quel mondo
foro al centro tempio, tunnel di fra mondi reame che in ritorno, grassa nostro mondo
Spiriti e antenati, nei mondi e nella psiche
questo luogo cavo, partorisce il mondo Ci cantano alla vita, siam loro sogno fine
un albero produce, con frutti e vari fiori
fatti con un suono, che viene giù di là poi avendoci cantati, portati all’esistenza
noi li mangeremo, nell’anno che verrà se tu non li alimenti, prendono insistenza
veniàm su questa terra, al fine di sognare
l’Albero del mondo, ha radici in al di là ovvero ricordare, altro mondo alimentare
noi non le vediamo, ma quelle dan vigore
il mondo che tu senti, bevi oppure mangi villaggio paga prezzo, della sua esistenza
di certo può fallire, se l’altro tu lo sganci Sogna ed alimenta, ricorda l'altro mondo
Seduto in uno stagno, canta lor canzone
da quell'altro mondo, tutti noi veniam Che torna come eco, e fa da nutrizione
dopo esser cresciuti, poi dimentichiam
ricordi d'altro mondo, ai bimbi eliminiam
a ritrovare la storia, la vita poi spendiam
1
più giovani iniziandi, vanno giù nel buco “Durante l’iniziazione i giovani lottano con la morte, cioè
firmano un contratto che dice:"io rinuncio all’illusione di
sin all'altro mondo, per l'alber rianimàr vivere per sempre". Poi la loro anima ritorna; in cambio
l'istinto della morte, portan a coscienza dovràn sempre tornare all'altro mondo una percentuale dei
frutti della loro creatività, eloquenza e immaginazione.
i Maya ci ricordano che l'altro mondo ci canta assieme alle
esperienze che facciamo da svegli, noi siam la loro canzone.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 78
così un regal spedito, in ogni direzione sciamano di villaggio, cattura tal fantasma
com’eco ti ritorna, e varia in vibrazione divide componenti spedisce all’altro mondo
e tutte le invenzioni, furon già sognate Assieme alla famiglia, imposta un rituale
tradotte nella terra, ancor non ricambiate e attiva relazione, o gestione regolare

son frutti con raccolti, di sogni precedenti Alimenti coi tuoi riti, in regali ricorrenti
cantati da antenati, aggiunti come anelli le storie d’antenati, i ricordi nei presenti
nelle cultur più sane, l’abilità inventare il morto è divenuto, parte al panorama
si paga con i riti, a evitar d’indebitare1 Viver tuo dolore, alimenta vita umana

Nascono gli umani, sen debito o peccato Vivendo ad Atitlán, mio bambino persi
debito l’abbiamo, con esser d’altro mondo causa febbre tifo, pagai col mio dolore
il debito è la fonte, al dolore e depressione nacque l’amicizia, con un bel rito artista
salda con il rito, con danza e con canzone Mi trovo residente, ecco mia conquista

Lor muoiono di fame, se tosto l’ignoriamo Appartener a un gruppo, è Tutujil idea
Son forze di natura, per nulla onnipotenti linguaggio n’è la colla, unisce e si rivela
in giovani specchiansi, qual debiti viventi Eloquenza nel discorso, di lor mitologie
Qual dolore e fame, ed emozion potenti e la manutenzione, fatta in sinergie3

L’umana presunzione, egoica violazione giovani maschietti, portano le pietre
Scatena loro fame, in violenza divorante mentre le donzelle, portano dell'acqua
Odio e depressione, avanzano imperterre parleranno i vecchi, su cosa e come far
Lor cibo diveniamo, a mezzo delle guerre lodata viene casa, assieme col mangiar

Rapporti sganciati, con spiriti d’inconscio Ognì luogo recinto, viene poi toccato
finiscono a sottrarre, il cibo di tua psiche ristabilir villaggio, è il tutto confermato
Solo vita e morte, vissute con passione le sòl case robuste, le fanno gli affaristi
nutrono di senso, antenati a profusione2 i missionar statisti, e più solitar turisti

fantasmi di chi uccidi, pòrtan depressione Verbo essere non ha, la lingua Tzutujil
antenati senza onore, lascian confusione nulla è bianco-nero, tutt’è ugual sostanza
se nulla a loro dai, se pensi d’esser solo il creato è stato fatto, tu fa manutenzione
Combattere dovrai, in te l’influsso loro Nulla è permanente, sia la tua lezione

alimenta loro vita, con lingue di parole tutti vogliam fare, qualcosa imperituro
ornate di poesia, e la devozion di cuore non la casa in sè, ma il gruppo duraturo
all’invisibil mondo, motore d’ogni brezza questa sia la meta, cuor d’ogni villaggio
paga con degl’inni, danze e tua bellezza Sola permanenza, nel terreno viaggio
se la persona morta, è priva iniziazione
Romulo poi parla, continua la sua storia
ignor luogo partenza, ovver destinazione
vissuta nel Perù, ai confini con Colombia
suo spirito ora vaga, fuor d’orientamento
l'amico Padre Cocco, vent'anni yanomani
Si arrangia a dimenar, cerca compimento
l'invita allo sciabono, a curare nuovi mali

1
“Un coltello è un attrezzo dal debito grande nei confronti
3
delle divinità coinvolte nella sua fabbricazione. Al termine è La chiave della generosità è l'inefficienza e decadimento
un dente di terra che taglierà legno carne e piante; se snobbi i della materia, ciò porta gli abitanti di un villaggio a riunirsi
rituali sdebitanti, può volgersi a tagliar l’umano stess. Martin almeno una volta l’anno per lavorare su qualche capanna da
2
man mano che si invecchia, la vita diviene più significativa, rinnovare. I Maya e i loro eredi non aspettano le crisi per
poiché si fanno sempre più regali-cibo all'altro mondo. trovar l’unità, le creano ritualmente di continuo.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 79
Impiega lui l'argilla, vaccini e infusi vari le donne catturate, ai nemì sconfitti
a bloccare più infezioni, inedite ai locali diventano di tutti, presso i vincitori
ma impara pure lui, lor arte della caccia sfogo degli istinti, stimola la guerra
lor collezion veleni, e l'epena sulla faccia in var comunità, presenti sulla terra

Giunser yanomami, ven mil’anni or sono Alleanza ed amicizia, immun comunità
dall’Asia manciuriana, dal passo siberiano
da mal decadimento, e cur le malattie
con altre popolazio, migrarono d’intorno necessita d'entrare, contatto con natura
pragmatici creativi, creano loro mondo Ecco gli hekurà, o ponte infrastruttura

La lor sopravvivenza, evolve progressiva spiriti immortali, invocati a interferire
vede già il bambino, ciò che fa la madre nelle uman faccende, nuocere ai nemici
i nonni conoscenza, trasmettono sapere abitano i monti, dirupi e il petto d’uomo
Miti e tradizioni, e ciò che può accadere l’invocano i pagé, per medicin del luogo

Tra fiume e foresta, l'amore fanno bello son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda
s’accoppiano d’istinto, avvinti dalla terra dell'armadil gigante, scimmia marimonda
Bagnano nel fiume, poi escono parlando dell'ara e pappagallo, tucano e tartaruga
affetto desiderio, trasmettono guardando Giaguaro sopra tutti, l’altri mette in fuga

ai bimbi è permesso, osservar ascoltar hekurà maschili, sposati a bel fanciulle
qualunque discorso, si va a conversàr di giovinezz'eterna, aiutan caccia e cura
il confine non c'è, a natural curiosità invoca femminili, per parto per travaglio
dei bimbi gioiello, d’inter comunità spiriti di piante, per cibo e semin spaglio
privi di strumenti, del tipo musicali rapporto uomo-pianta, cicla l’un nell'altra
usano rumori, umani ed ambientali hekurà del clima, di vento tuono e sabbia
la nota prediletta, trovo sia la pioggia Lavoran su dal cielo, diversi indipendenti
credono dal mare, mond’intero sboccia Fausti oppur’infausti, cagionan ricorrenti
il tempio è la foresta, l'oracolo di vita Li posson invocare, i pagé duràn sedute
pagè fan previsioni, accurate loro clima Con piante di potere, e polver d’epenà
annunciano l'arrivo, di piogge o siccità l'epèn'accompagna, yanomami in sorte
Tempeste e vari eventi, più calamità
a fare i loro riti, e dar coraggio in lotte
Lor numerazione, da uno ferma al tre 1
sintomi d'epena, ebbrezza od incoscienza
uguale alla cinese, il Tao concetto è secondo della dose, per gli uomini maturi
1 produsse il due, due produsse il tre assunta in solitaria, o a risolvere contese
la moltitudin poi, segue il numer tre in dialoghi ritmati, raggiunte son l’intese
Eccelle arte plumaria, tagli delle piume un di fronte all'altro, stan uomini diversi
òrnamenti al capo, bracci orecchi e viso stringon alleanze, scambiano gli oggetti
linguaggio singolare, ruolo oppur casato progettano battute, caccia oppure festa
Tucani e pappagalli, allevan a mercato se celebrano i morti, riordinan la testa
i fiori della selva, profumano le donne Endocannibal riti, onòr memoria morti
curan malattie, con tuberi e più foglie dando loro pace, con canti e danze forti
sfregano la cute, per reumi e parassiti le cerimòn preghiera, son feste collettive
Ferite spennellate, e al sole cicatrici per maturazio frutti, cereali oppure sfide
1
Mahu è uno, orakabe 2, orakataue 3, il resto è bruka (molto)
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 80
donne affaccendate, già poco interessate è psichica evasione, o lor televisione
giocano bambini, con archi frecce e cani dà lor'equilibrio, mentale pur sociale
adulti in pennichella, sull’amaca dondòl realizza nel'unione, col trascendentale
presenza dei pagé, dà sicurezza indòl
Rafforza nel bisogno, e cura l’ammalati
i Pagè sonò richiesti, in gran necessità Compie pur magie, a danno dei nemici
presso malattie, guerre oppur tempeste interpreta presagi, e sogni dei presenti
e l'esser superiore, Yaru ovvero il tuono scopre furti e vede, d’uomini gli intenti
Terrore loro dà, se romba pieno suono
Padre buòn che lega, assiem comunità
Il cielo si scurisce, con vortici di vento è mistico e poeta, psi-pompo riesce far
Ululano i cani, e capann sollevan tetto parla con i morti, e i demoni non teme
Pagé riuniti in piazza, iniziano il rituale l'estasi conosce, la stimola in chi freme
a vincere paura, di pioggia torrenziale
nuoce oppure cura, potere ambivalente
duràn la loro ebbrezza, cantano poesie canta sbuffa grida, risucchia e sputa via
Imitano passo, cinghial oppur giaguaro colloquia pur combatte, fin a sfinimento
lacrime e saliva, più tosse e irritazione rantola per terra, e muta atteggiamento
Gran senso di calore, inizia la visione
atteggiamen teatrale, mangia la tensione
Visioni d’epenà, nel mondo di poesia passa la rassegna, antenati e narrazione
in estasi di volo, camminano col Sole l'esaltazion di gruppo, visibili or li rende
Cammino della Luna, vola sui nemici Poter di guarigione, il tutto già sottende
propizia le battute, di caccie vari cibi
Ai villaggi yanomami, molti son pagé
Yano è trasportato, nel mitico reame A volte quasi tutti, gli uomini più adulti
cambia corpo mente, unisce la foresta a seguito del sogno, o caccia in solitaria
pur cantano i pagé, dialogan danzando sentono chiamata, e lo spirito va in aria2
imitan gli uccelli, e il giaguàr felpando
durante iniziazione, detta thamamou
Seduti sulla terra, s’abbracciano 2 a 2 s’adorna e si dipinge, con cura l'aspirante
Sussurrano storielle, miti a bassa voce astien da cibi e sesso, inizia epena viaggio
Pilastro di cultura, che porta a rievocar Fà vita dura un mese, isolato dal villaggio
battaglie d’antenati, ed effè collateral
avrà una zucca d'acqua, legna per il fuoco
l'Elogio di epenà, pur Padre Cocco fà un'amaca per letto, e suono di quel luogo
l'alcolismo e droghe, riesce contrastar tutori presa epena, l’imboccano un a volta
comporta tosse sputi, novizi a vomitàr invocan gli hekurà in petto aprir sua porta
Porta far sberleffi, leggero scimmiottar
ballano cantando, suo arrivo poi mimando
non port'assuefazione, crisi d’astinenza femmina del rospo, invocano s'ha febbre
usata nel rituale, è sociale conseguenza debole per fame, confuso o spaventato
d'aiuto nella fame, a scopo preventivo scappa ora in foresta, tutto frastornato
Porta a costruire, Sciabòno collettivo

La lor letteratura, è grazie all’epenà1 soddisfa istinti di trascendenza, ma è gestita da elite separate”
2
Presa la decisione a divenire pagè, il novizio è posto sotto
1
Padre Cocco: “l'uso di epenà, evasione innocua da millenni tutela dei pagé della comunità che s'incaricano di iniziarlo al
se tolto agli Yanomami, per assimilarli ai nostri costumi, li mondo degli spiriti e inalare l'epenà per contattar gli hekurà.
porterà a cercare nell'alcool lo scampo e lo sfogo, con ovvia In sogno o durante una caccia, l'uomo prova sensazione di
fine della loro cultura e mondo spirituale. Televisione, erede claustrofobia, gli sembra che la foresta chiuda su di lui e che
dell’oppio, è surrogato che immerge nei mondi immaginari, gli animali che caccia scoppino in una risata demenziale”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 81
sbavando vomitando, si rotola su terra l'hekur dell'anaconda, è Wakugnariwe
privo delle forze, oppur di conoscenza Arari uccello ara, armadillo è Wakariwe
pure se non scappa, preda d’emozioni il primo ha molta forza, l'alberi sorregge
Intense dell’ignoto, accede alle visioni durante le bufere, poi ragno tel distende

lunga iniziazione, intensa è l’esperienza Presso i yanornami, la luna è un antenato
fan riferimenti, a sensazion che incombe ci andiàm con l’epenà, gl’USA in astronave
più incessanti e belle, nenie dei tutori Noi da lì veniamo, qui al mondo manifesto
tutt’attorno a lui, hekùr cantàno in fiori Lì poi ritorniamo, mutàn forma e contesto

Sfilano man mano, presentano se stessi Scimmia è Pascioniwe, giaguaro è Irariwe
son come dei neonati, pronti ad abitarlo Kumar pappagallino, caimano sia Wariwe
mentre lui ripete, si sforza a contattar l tuono è Taumiriwe, il vento è Watoriwe
invita gli hekurà, al suo petto dimorar Poter d’ogni pagé, il calore intento spinge

e dopo iniziazione, gradual ritornerà dominar il fuoco, collega al mondo sogno
Integrato qual pagé, sarà in comunità La danza è susseguirsi, di voci di animali
Inalar col mokohìro, potrà poi canterà disordine mentale, pagè compare morto
fermo o deambulando, ogni suo hekurà Purifica col ritmo, e infìn torna risorto

Successivamente, prosegue formazione il canto del suo volo, viene da lontano
crescono col tempo, hekura d’adozione con l’ali del pensiero, sangue sovrumano
a spaventar nemici, di notte or canterà il viaggio sarà lungo, zig-zago cadenzato
con voce vigorosa, e non più vomiterà su scala immaginaria, fumo palo alzato

Febbre e raffreddori, diarree lui curerà il fumo tabacco, con foglie fa sventaglio
Eccessi sesso e cibo, e gli sforzi eviterà Il fuoco col calore, nel quarzo fa signore
in acqua non s’immerge, usa precauzione Intravede ora il pagé, ci spiega le visioni
simil donna in cinta, d’hekùr fà gestazione Cerca le risposte, in canti e invocazioni

Per essere pajè, beve àcqua da cascata Aspiro l'epenà, e mi invasano hekurà
avverte pian cantare, sonora bassa voce dipinto con disegni, tatuati col carbone
segue ad alta voce, ripete ciò che sente chiedo d’incarnar, drago o scimmiottino
Fuori e dentro l’eco, è suono ricorrente per salire al cielo, a recuperar bambino

Mistica iniziazio, raggiunge col digiuno Cammina ora pagé, avant’indietro và
difficil sacrificio, fà in lungo isolamento guarda nel malato, sull’amaca disteso
Invita gli hekurà, a far sfrenate danze
urla più minacce, a uno spirito ribelle
Grazie alle parate, canti e le sostanze
insediatosi nel corpo, sotto la sua pelle
Mi trovan gli hekurà, giorno di silenzio
gl'intima la fuga, sennò lo taglia a pezzi
lor figlia s’avvicina, danzando verso me
che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi
mi fa cadere a terra, m’apre gola e petto
con sapienti tocchi, massaggiar paziente
sangue mio pulisce, morto steso a letto
spinge con le mani, l’hekurà incosciente
strappami la lingua, mette le sue penne
Sento quel che canta, la figlia di hekurà
Verso estremità, di testa mani o piedi
al fìn succhiarlo via, da corpo del malato
per aiutar le donne, durante loro parto
Stremato cade a terra, varie varie volte
Invoco io tapiro, grazie al nuovo canto
Amici e conoscenti, rianiman più forte

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 82
incìtato a far ripresa, la cura del foriero
spruzzano dell'acqua, su viso battagliero danze in frenesia, attorno a moribondo
Rialza e inala epena, riprende a dialogàr lo chiam tutti fratello, o figlio oppur papà
con l’hekurà s’infuria, sputa vomitar gli mostrano gli oggetti, dì sua proprietà
imprecano gridando, la sorte che verrà
Per gravi malattie, tregua lui non dà
al povero paziente, giorno come notte Acqua a inumidire, tabacco tra le labbra
suo intervento poi, n'accelera la morte piangono a dirotto, donne e masch'insieme
in casi terminali, abbrevia dolor sorte cadaver è abbellito, con piume di sparviero
dipinto poi di rosso, su pira e fuoco vero
Convincere il malato, è l’arte del pagé
vincer le intrusioni, ovver guarire da sé da varie abitazioni, i tizzoni accatastati
a prendere l’aiuta, in mano la sua sorte su legna incenerisce, l'amaca col corpo
con immaginazione, lo fa sentire forte Acre odore e fumo, di color grigiastro
Unisce al crepitìo, d’interiora strazio
Lo yanomam pagé, gran poeta attore
quando si prepara, all’estatica seduta Parenti danno vita, ai balli dello strazio
Chiama gli ausiliari, spiriti di hekura lanciano sul fuoco, le frecce con faretre
Parla agli animali, lui imita natura Ceste ed altre cose, oggetti del defunto
esprimono il dolore, senza disappunto
ora gli hekurà, dimorano suo corpo
grida urla implora, muovesi contorto dopo qualche ora, è cadaver consumato
parla con la voce, dell’hekurà presente cener raffreddata, e raccolta con le ossa
Doppio uccider può, lui è ambivalente entro d’una cesta, son prese dai parenti
saranno consumate, nei riti ricorrenti
Pagè nel pomeriggio, dopo l’assunzione
con versi degli uccelli, fà pure la lezione Morte yanomami, evento di passaggio
dona il suo sapere, ad astant'interessati lascia ai discendenti, le cener delle ossa
con narrazion di miti, vissuti e riattuati Per far la comunione, osteofagico rituale
a superar paure, e far l’anima librare1
Ratto delle donne, episodi di guerrieri
fughe là in foresta, di fronte a epidemie Ogni yanomami, due anime possiede
crear nuove colonie, andar peregrinado la prima è nobolebe, la nuvola di fumo
tal scuola della vita, distende recitando al momèn di morte, da corpo si solleva
duràn la cremazione, verso il cielo leva
tutti già conoscon, la trama del racconto
vedono commossi, commentan girotondo Anima che umana, bimbo non possiede
si crea complicità, assieme con l'astanti i non bruciati morti, e ossa non mangiate
esplode meraviglia, e l'ilarità costanti così pure i dispersi, e gli uccisi dalle fiere
Errano in foresta, soli oppure a schiere
dipinto corpo nudo, sfondo della selva
rivela la bellezza, dell’hekurà che serba 1
soltanto vita sana, mantiene gli hekurà “Yanomami cremano i loro morti, macinan le ossa
seguendo schemi severi e scrupolosi, consumano poi le
Radici di cultura, millenni a perdurar ceneri dei defuni in cerimonie familiari e collettive, tra
amici intimi; qui si stringono legami di parentela e
Piangon gli hekurà, alla morte del pagè amicizia, affinché l’essenza del defunto rimanga nel loro
lasciano suo corpo, quando è moribondo corpo e il suo spirito cessi di errare e vada a ricevere il
mentre se ne vanno, il cielo divien scuro premio di Yaru. L'anima vivente (nobolede) sta in cuore,
piove tuona e scaglia, folgori con fumo fiato e sangue; la’ombra delle donne, risiede in una lontra
mentre dei bimbi, in un piccolo coniglio.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 83
altr’anima è monise, è l'anima dell'ombra Danzano con passi, quattro avanti e diè
duran la vita alberga, nel totem animale formano dei gruppi, coppie oppur terzetti
in aquila o giaguaro, o ragno a dimorare qualcun intona presto, un canto melodia
Uccide yanomami, se uccidi un animale segue il ritornello, del coro in sincronia

L'animal-totèm, è il portatore d’ombra Frizzi e provocazio, agli uomini rivolte
non va nei territori, del cacciatore figlio sull'amache distesi, danno lor risposte
Uccidi gli animali, e uccidi i tuoi nemici Tutt’innamorati, prescinder dai legami
Caccia con la guerra, comuni fan radici rischiano villaggi, di giunger alle mani

Duràn la cremazione, s’uniscono le due il culmine reaho, è brivido e agonismo
l’ombra ovver di sogno, l’altra è la vitale duelli con disfide, poi dialoghi ed affari
nell'altro mondo vanno, da Wadawadana all’alba è fine festa,s’abbracciano felici
Giudice dei morti, che smista la fiumana e inalano l'epena, pajè ora qua riuniti

È il giaguar vorace, mangia molta carne seduti son a terra, con dialogo ritmato
nello sciabòn cercava, girava casa a casa scambiano fraterni, pacche sulle spalle
Rubava cacciagione, e cruda la mangiava suggello e garanzia, la festa era piaciuta
Yoawe scopre un dì, l’epena che fiutava Reaho di fratellanza, l’opera ha compiuta

Vennero hekurà, a frotte or verso lui Raseno qui ci spiega, mitologia di fuoco
divenne gran pagé, ed ebbe suo potere riprende le parole, di Cesar poeta noto
si mise a far l'amore, e odore vaginale che cerca con i miti, di uscire dalla storia
fuggì tutti hekurà, lui smise di cantare purgare le brutture, e vincere ogni noia1

Il vento soffiò forte, e altrà epenà inalò a umano vien imposta, dur discesa in sé
scopre coi compagni, causa di tempesta con la peranza folle, di rubacchiar barlume
cantàr or ricompone, ritornan gli hekùra da scintilla prima, evento-avvento in sè
il vento ora si calma, la folgor spegnerà che mente vuol tradurre, in logos-mithos e

Al tempo del Rehao, yanomami festa pensare quel momento, ripeter raccontarlo
s’invitano gli amici, sparsi là in foresta è lingua necessaria, nel tramite col mondo
mito Agnacorami, vive attorno al fuoco Istante in cui l’impronta, indelebile fu dono
ricorda i doni avuti, là nel primo luogo Ciascuno lo rincorre, sèn sosta a suo modo

Pesce e selvaggina, e mais nella fossa l’avverte nel profondo, ciascun lo trasfigura
chiude inter rituale, la cenere dell'ossa Secon la personale, mitologia in sua vita
baratti e strategie, si scambiano regali l’impronta frantumata, conserva quale faro
Visita ai parenti, occasione di legami che illumina la via, per luogo a lui più caro

di festose grida, risuona la foresta son Luna coi falò, villaggio dell'infanzia
pappa di banana, sgarbo se ne resta
a cui si vuol tornare, nel moto della vita
gli uomini riuniti, accoccolano a terra
a poter scoprir di nuovo, lo cose le storielle
inalano l'epèna, danza arriva afferra
provare un deja-vù, cioè sogno a fil di pelle
Iniziano a invocare, gli spiriti hekurà
mani ben alzate, picchian piedi terra
calata poi la notte, al cenno del pagè 1
“Ritrovarmi in mezzo alle colline mi sommuove profondo,
Entrano le donne, in scena nell’arèn rivedere l’albero, la casa, la vite, il sentiero, la sera mi da un
senso di straordinar potenza fantastica, come se mi nascesse
dentro l’imago di queste cose, ora ci vuole un mito”. Pavese
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 84
poiché s’è soli al mondo, necessiti di mito oggigiorno tutti, siam ceppo coltivato
che guidi in un percorso, ellittico sciamano perderci possiam, nel bosco ritrovato
al fin d'avvicinarsi, all’essenza che distante lascio una casa e job, e inizio la ricerca
ci appar al contingente, colta è nell’istante selvaggità interiòr, archetipa ed incerta

Ognuno tien rinchiuso, in fondo dentro sé Pien di belve sta, ostile è ogni Foresta
intatta infanzia voce, del vento sacro che in ogn'incontro d'altro, lascia sicurezza
resiste e non si perde, di là di tutti i lutti sai essere disposto, ai freddi ed alla fame
l'infanzia eterno giorno, posa in miti flutti qualsiasi cosa mangi, è un solitario pane

sole cos'aspetti, a infondere incendiare può darsi pure che, non vedi la mia casa
frutto uman compiuto, alfin carbonizzare Affiorino mie ossa, nel fango di fiumana
Pavese traducendo, mitologie degli altri in cambio libertà, fa esser scollegato
vede riapparire, la propria sugli spalti pazzo per un pò, e all'umil collegato

Selvaggi e contadini, res-rustica sofferta Rompe ogni tabù, poiché porta sull’orlo
il fuoco ambivalente, s’esprime nella festa della trasgressione, con-senza ritorno
al nesso fuoco-feste, sangue-morte dove su pian spirituale, processo ci richiede
il gruppo s'accomuna, al mito fondatore accettar noi stessi, nell'altro che si vede

da sempre i contadini, accesero i falò Ciò sul piano mito, è fonte narrazione
Fuochi gioia viva, ballar saltarvi sopra viaggio dell'eroe, diffuso in ogni dove
ardono i fantocci, in certi giorni d’anno ogni luog'esperienza, è centro del mondo
capre sacrifici, e guerre auspici affanno emotivo e cosciente, sacro tuo mondo

è destin dell’uomo, soffrir per cieca mano Sostenì modello, di produzion consumo
a causa sua energia, mortifera violenta s'un pianeta tondo, necessita di un ciclo
quando non gestita, preme uscire fuori tutto non riesce, di crescer al contempo
dia voce lo scrittore, ai selvatici rinnovi stagion è soluzione, muta spazio in tempo1

desidera il selvaggio, ciò che sol conosce È tempo nomadismo, tempo di ascoltare
appaga facilmente, sue minime richieste L’uomo denudare, da spinte monetarie
e conosce solo ciò, che facile può avere tornare nella fonte, del sogno ripartire
tale illuminazio, Rasèn Roussou ripete la mente và leggera, e Thera può nutrire

Democrazia diretta, vuol stati piccolini a camminar digiunare, cantare da soli
la delega principio, rifiuta è inefficiente comunicar tra confini, tra specie ulteriori
la prim rivoluzione, cambiament'apporta pregar ringraziare, tornare o accampare
uomo far famiglia, clan civiltà comporta il Tempo scompare, un sol Sé ci rimane

Secòn rivoluzione, nasce da invenzione
della metallurgia, e addò-mesticazione 1
“attraversar il confine tenendo presenti identità e differenza.
accompagna divisioni, sociali del lavoro
Ciò può portare a vedere le case, le strade e le persone del tuo
spartizion di terre, e proprietà del suolo luogo, come fosse la prima volta, a sviluppare un rapporto
emotivo, sacro e consapevole con la natura che ti circonda. I
selvatici tornare, è Raseno a ricordare modelli sostenibili di produzion-consumo devon essere ciclici
a sopravvivere su un pianeta limitato. Tutto non può crescere
è diventar stringenti, e acidi sembrare in simultanea, ma alla sua stagione: se alcune cose crescono,
pur non concimati, non potati e infine altre devono diminuire, così le istituzioni, lasciate al loro
elastici ma forti, ogni primaver fiorire decadimento, rilasciano talenti e capitali umani usabili in
nuove organizzazioni”.Gary Snider e Paul Hawken
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 85
meditazion è arte, lasciar cader la mente Creare un calendario, produce civiltà
vuotata d'ogni cosa, introdotta da pensieri regola condotta, social comportamento
la mente sen passato, divien un multiverso òr l’idea di tempo, mette in scorrimento
ignoto prende forma, Dio vien a congresso cresce alienazione, o imprigionamento

a entrare nell'ignoto, occorre del coraggio Era dio Calendae, il primo dì del mese
e da disperazione, può nascere l'assaggio Nucleo religione, è vision storica tempo
il saggio panteista, incontri pure un Tago Scandivano campane, coatta regolazio
sue immagini proietti, o Seba mio rinato! Tempo a società, in artificio spazio

L'orologio non batte, per l’uomo felice È nemica autorità, la tua creatività
mi disse il Raseno, nel suo carpe diem Che libera s’irradia, da indìvidualità
una civiltà del tempo, obbliga e ipoteca invenzione d’orologio, offrì opportunità
presente per futuro, e vita tua rinnega d’opprimer libertà, e creàr nuovà realtà

È l'età del sogno, ritmo non progresso Scandìr ordine imposto, rivolta contadini
L’attività creativa, è il suo riferimento contro il tempo storia, o burocrati servili
Prima di comparsa, di tempo e civiltà orologio è gabbia, Rousseau lo gettò via
Natura offrì segnali, con stagionalità Simbolico rifiuto, a forzàr la propria vita

Percezion di tempo, essenza di cultura la perdita di tempo, chiamata fu peccato
Luce ver trattiene, dal giungere d’intera nemica al capitale, che tempo fa denaro
illusion'artificiale, idea che tempo scorra ogn’ozio in cuor amato, cambia stile vita
là in data direzione, senza che ritorna richiama lo Zamani, antica via negrita

Cultura sopravvive, per via mistificazio è tempo progressivo, legato al capitale
siamo conformati, alla sua legittimazio come stil di vita, o il fare arricchimento
è modello basilare, d'ognì dominazione averne il monopolio, significa arricchire
Imperiale culturale, artefatta dimensione l'elite che lo detiene, il popol sa svilire

Giornate del bambino, sfuggon ad adulti l'ansia e tempo sono, strette e collegate
Un sogno immaginario, abitato dal reale L’evitan l’orgasmo, ed estasi svariate
Fuori i vigilanti, attendono che i bimbi desidèri inconsci, son estranei a tempo
Entrino alle classi, a spegnere gl’istinti odia il narcisista, e nega imposto tempo

Sul tempo basa il mondo, tecno capitale l’ambiente militare, impone un celibato
Registra i suoi progressi, e l'esistenziale incide su processi, di ciò che vien pensato
lentamen il tempo, vien dato per scontato la mente vien riempita, dell’addestramento
da conscia produzione, è quindi eliminato produrre l’obbedienza, o condizionamento

tempo appar umano, narrazio di giornale Vita militare, è una prova di passaggio
un simbolo che sgancia, vive la sua vita monotonia apparente, gerarchico disagio
Yidàm artificiale, prodotto della mente dopo avvio ribrezzo, emerge spazio gioco
la logica supporta, dellà civil corrente se lasci la natura, esprimere il suo fuoco

Divien divinità, per mezzo numerario “Inverto accelerazio, in vita quotidiana
appaion l’orologi, templum calendario per viver più felice, un esistenz’umana
conquistano natura, con suddivisione Cthulu è l’artificio, del mondo capitale
denàr linguaggio è, merc'informazione assoluto tempo che, vuol sol dominare

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 86
Mostra incrinatura, del capital perfetto Cresce l’amnesia, il mezzo divien fine
un uomo a Varanasi, di mosche ricoperto Vision più riduttiva, cuor andrà indurire
la morte è rivelata, senza alcun paura Forza bruta e cieca, produce resistenza
vedono gli Aghori, una parte di natura Intrigo e falsità, prendon consistenza

il tutto inizia e và, in zamani eternità Azièn diseducante, sfrutta dipendenti
Ritmo personale, tu impara a rallentàr a mezzo di tensione, stimol di sospetti
d'ogni sofferenza, divieni trasformante insegna ipocrisia, qual arte dell’ascesa
apporta migliorie, coerèn partecipante produce deformazio, della divin impresa

Informazion vitali, in versi tramandate Manipola auto-imago, depista san’istinti
su pelli su pareti, incision costellazioni accresce dipendenza, stimola esser finti
Segui il pellerossa, percorri tue parole Baroni e contadini, in economia di corte
Mente la-tua-mente, si litiga poi muore Chiusa senza scambi, enzima poco forte

Umano è progettato, creàr suo paradiso bimbi con anziani, barbon disoccupati
In Terra mentre è vivo, diventa l’infinito Malessere per primi, tutti han rivelati
nella diverse forme, Dio s’è reincarnato poi Dioniso in follia, segnò fase finale
l'uomo vede questo, nel sogno ritrovato erutta vasta morte, è rinascita da fare

La Fisica dei quanti, or tiene analogie Entomi piccini, poi vanno ad impigliare
con vision del mondo, sociali primitive Entomi più grossi, riescono a sbrigliare
la legge d’entropia, riflette gran paura per guadagnar salario, in continuazione
Futùr del capitale, lontan dalla natura1 lavoro non creativo, esilio e perdizione
le principali banche, ch’emettono moneta Debito economi, ha depressiòn risvolti
son’organi privati, che creano dipendenza svilisce nel rancore, inquina più rapporti
ai singoli e agli stati, come in medi-evi Paesaggi ecosistemi, affar di piantagione
siamo noi venduti, a pezzi oppur interi Industrie disumane, annientano coesione

Pur la tua salute, il cibo e innovazione Gandhi ben predisse, la lotta dei passivi
finisce in dipendenza, di gruppi di poter Civil disobbedienza, ai monopoli infidi
Controllan W-H-O, finanzier del mondo che nutron cecità, orgogli ed ignoranza
Impongono i vaccini, ai popol girotondo l'idea di povertà, regresso intolleranza

bisogni elementari, uman di sussistenza Utopia del capitale, regge sul filmato
Spesso disattesi, deviata è l'esistenza di ciò che terrorizza, in naturale stato
Il grado violazione, assiem a disistima vision di verità, di colpo denudata
Traduce in malattia, il livel disarmonia attacca monopoli, e morale radicata

il desider negato, scalfisce sussistenza Patologia di festa, ridesta crudeltà
Uomo vien strappato, da sua consistenza l'uomo tien in sangue, infante egoicità
agrari poi operai, e impiegati di consumo muta l'amor proprio, nel tiràn contrasto
Inizia restrizione, e l'istinto resta fumo sangue colosseo, rovescian puro spasmo
1
i sistemi isolati (non abilitati a scambi con ambient'esterno),
mostrano la tendenza irreversibile della seconda legge della il Colosseo di stragi, ebbe inizio in festa
termodinamica (legge d’entropia) mentre, l’universo della dallà Cartago guerra, divièn l'Afrìca serva
moderna fisica, è un sistema aperto, dove i positroni sono supplizio d'imperiale, animal fa torturare
elettroni che si muovono indietro nel tempo e i tachioni, più
per ego fare grande, nel gioco a dominare
veloci della luce, generano effetti e contesti retro-temporali.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 87
Giovan vecchi e donne, si battono tra loro ogn'uomo ben s'adorna, di miglior vestito
uscendo fuor città, durante i giochi d'oro la donna si profuma, fior di suo giardino
osceno e crudeltà, spesso van d'accordo l'amòr ne va presente, pur non invitato
nell'istinto primo, eros-thanatos rapporto sèn tumulto sparge, cupìdo sen peccato

la gioia mai nasce, nel cuore ch'è malato Bellezza e giovinezza, frizzano nell'aria
nel popol che geme, di fame oppur fiato formano sciogliendo, assa icombinazioni
tra oppressor-oppressi, regna menzogna son orge baccanali, rumòr musica e salti
cita Mantegazza, Raseno sen vergogna san muscoli svegliare, cervelli cuori saldi

Epicuro pedagogo, spegne roghi d'odio l'ebbrezza muscolare, è amica della festa
col nettare di feste, cibi e unzione d'olio partecipa del gusto, di olfatto vista e udito
uomo assiem danzando, vive gioia invito con maschere circensi, e fuochi d'artificio
in comune sentimento, dilegua l'individuo Spettacoli e tornei, performano l'officio

la festa svuota sempre, la sua tazza bona i Saturnali a Roma, come feste d'India
poiché tutto soddisfa, in una volta sola più canzon scurrili, licenze a fare l'orgia
i muscoli e la pancia, cuore con la mente Gauri moglie a Siva, vuol riti primavera
esalta l'autostima, e salute ricorrente Cerère Romana, a equinozi l'orzo spera

liquore di ciascuno, moltiplica ed inebria Isvara suo marito, l'asceta mendicante
in gorgoglìo travasa, tutti allaga e afferra implora prodezze, di madre universale
sociale imitazione, contagi ed entusiasmo ogni casa e capanna, accende lumicino
tutti gli esser fonde, in solo gaio spasmo alla festa del diwali, chiama ricco invito

Son feste religiose, strumèn di civiltà e le Bajadere avanti, san folla dilettare
e rapirono agli inizi, in deliri alimentàr in lascivi movimenti, e i canti baccanale
pur feste parentali, le cosmiche e sociali sannyasi fanno chiasso, fachìr pirobazie
rimescolan le masse, in turbe magistrali son feste dei latini, com indie acrobazie

sfacciato o sonnolento, l'osceno vi ritrovo Le feste pazzi sono, i baccanal cristiani
tra la gioia sensi, ricchezze d'amor proprio celebrati in stati, di Europa ed orientali
tra sentimen sociale, e lampi dell'amore eletto a buffonate, un vescovo dei pazzi
eccesso pur accade, tragedie senz'onore in cattedral di Francia, corte tutti innanzi

preti son dipinti, in mostri donne e paggi
riscalda entusiasmi, col crescer dei corpi
fanno sacra farsa, in chiostri avàn teatri
tace ogn'amarezza, e invidia tra le classi
e quan la festa fu, vietata a più riprese
abbassan l'ottimati, persin verso le plebi
esplose fuoco forte, che molto male fece
le orge e i baccanali, livellan strati interi

il mezzo d'entusiasmo, scioglie l'avarizia Igiene è la misura, di dose e quantità
in leggi della festa, individuo par sparisca Taras interviene, e il suo contributo dà
gonfia poi si spuma, l'amor sovrasta tutti Esculapio muta pelle, se torna la salute
si cercano gli sguardi, si trovano nei flutti Igea sua madre Thera, gli libera la cute

l'occhi lancian fiamme, corruscano faville Ognì paese tiene, un suo cibo prediletto
dal petto pur di chi, già è men fortunato che svela le passioni, e abitudini di letto
sorge l'onda calda, d'amor fosforescente l'amor o la gialappa, producon la diarrea
che cerca simpatie, in altre ugual essenze che l'ansia d'un attesa, o il vegetale crea

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 88
ognun a modo suo, uccide inebria i nervi Zingari ed indiòs, pastori con viandanti
assetati di pensiero, azione e sentimento lebbrosi sotto stelle, sembrano diamanti
commuove l'atto bello, dà lacrime cipolla Popolo di Pan, che afferma suo concerto
Malaria dà la febbre, denaro ci trasforma Imper’argilla crolla, su steppe su deserto

Gatti ad inebriarsi, mangian valeriana “il fuoco di Gesù, sincretico che piange
così elefanti renne, cani scimmie e rana piange dell’amore, oltre il riso estremo
ricercano piacere, animali con le piante libera il divino, l’ama sempre ovunque
allietan loro vita, ristoro più importante Om nama shivaja, grida Lui per dunque

Festa come igiene, è il cuore del sociale Se tieni amor divino, accetti tutti i fatti
un mezzo per mangiare, vivere e curare far case di capanne, o dolce lavar piatti
ebbrezza medicina, rimedi alla sfortuna Arte o religione, risolvon depressione
civile con selvaggi, molte ne consuma vestono d'incanto, assieme Pan signore

Le feste selvagge, e le feste civili Sovràn sempre sarò, solo nel deserto
Formano paesaggi, lascivi e virili Corpo sarà l'ombra, respiro sarà vento
Storia dell'uomo, convito di amici Cavalcherò con l'ali, della polver vasta
dal sesso fra due, ai Radenje felici Ovunque tenderò, oblio pulisce spazza

selvaggio Payaguà, pesca e s'ubriaca misteri schiuderanno, poco a poco sai
Orchestra una zucca, sul suolo di sabbia Culture e civiltà, son nomadi e stanziali
coglie i suoi fiori, li somma a far festa Campo tien gioiello, il seme suo terreno
raggruppa gli amici, per far sola testa azion è concentrata, al sogno scopo vero

Payagua sterminati, circensi surrogati Seminare prima, raccolto è conseguenza
d'ambo i tradimenti, son vinti assimilati Raccoglier seminare, difficil compresenza
Il lor medico o pajè, stimato più del rè il Raseno tale ciclo, a Seba và ispirare
se sbaglia è bastonato, come Robespièr l'annusa recepisce, ondoso come il mare

Vedo storia in terra, d’indigene culture Io con la Pamela, gradual vò risvegliando
raccolta caccia-pesca, sinergiche nature impulso prepotente, a far l'antico canto
Distrutte assimiliate, da strana economia dopo aver sofferto, dubbio e confusione
che priva sussistenza, coscienza di chi sia canto un Therabuti, a cena e colazione

Preghiera di speranza, coltivo in libertà un Anima gemella, possiede il tuo sentire
Riprendo la memoria, di gran comunità Divide le tue scelte, qualunque l'avvenire
Sfido concentrazio, dell’energia surplus dentro di alcun corpo, razza e religione
Con pratica baratto, mercato tu per tu1 poliedrico l'incontro, esprime l'interiore

Gioco autogoverno, è giovan’espressione Magico e imprevisto, l'amore là t’attende
Speranza nel futuro, coscienza evoluzione È adatto a ciò che sei, arde e ti risplende
Lavoro è pur godere, paesaggi naturale Momenti di conforto, dona e ti consegna
sia permacoltura, Tua scala industriale quan meno te l’aspetti, Tago ben insegna

Io Seba nott'insonne, vò nudo passeggiar
tensione scaricare, e il mio letto raffreddar
quando freddo avverto, a letto vò a tornar
1
l’emettere moneta propria sfida la proibizione legale e i il cuscino ninnananna, pien d’erbe sa cullàr
privilegi che il governo accorda a precisi monopoli.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 89
Metto testa a nord, ad aver sincro riposo scaccia sonnolenza, giova al mal di capo
e sbadiglio in recitato, così son contagioso aumenta stitichezza, in chi l'ha di natura
respiro bocca naso, sbadiglio assicurato combatte l'ubriachezza, è utile in inverno
fò asana capovolta, sul tavolo inclinato igien in climi freddi, e in umido d'esterno

mi vengono alla mente, i rimedi di Taràs Compagno di lavoro, tenace non febbrile
che un giorno ci spiegò, citando Mantegà cancella ogni apatia, conversazion aiuta
lui l'alimèn nervosi, raggruppa con aromi la fogliolin cinese, dei monti del Fokièn
fermenti e distillati, caffeici e poi narcoti1 Commercio moderato, aiutan sostener

gioia con ebbrezza, riduce a trasmissione lattuga usa Galeno, vecchio e logorato
degl'interiori moti, od esterio impressione concilia bene sonno, dopo aver cenato
gestiòn calor e moto, e ossidazion tessuti il succo lattucario, ha narcosi proprietà
questi in equazione, ci fan loquaci o muti un salutar sopore, lactuca riesce a dar

Faccio tè alla menta, foglia fresca miele la teoria del sonno, Paolo Mantegazza
ripenso alle parole, di Taras e il suo tè Fonda sull'azione, di cibo che strapazza
nasce nella Cina, da palpebre di Darma eccitazio inibizione, del nervò motore
portate nell'Europa, viaggia con l'Olanda veglia con pensieri, e canali sensazione

Compagnia dell'indie, pianta in Himalaya muscoli e pensieri, ricevono i segnali
tra ruscelli e fiumi, e l'ombra della palma e mandano risposte, ai canali sensoriali
i cinesi son maestri, ne fan preparazione caffeici accrescon segni, ai nervi caricati
l'infuso con limone, aumenta eccitazione narcoti danno sonno, sui nervi scaricati

l'aggiunta d'un alcali, invece fa calmante nella eccitazione, di muscoli e di psiche
Latte ammorbidisce, asprezza di tannino esaltasi la veglia, torpore n'è il rovescio
zucchero lo guasta, fan russi raffreddare narcoti ed anesteti, contrastano i caffè
Torbido d'un tratto, eccitàn precipitare così come i caffè, distruggono gli etèr

è cibo per alcuni, nutrièn sostanza fina gli alimèn nervosi, allontanano la noia
detto vien legume, per via dell'albumina destando sensazioni, fino alla paranoia
acuisce pure i sensi, di meno che il caffè mutano i piacere, se addestri situazioni
risvegli senza scosse, carezza dolce il Tè anestetici già fanno, tacere i gran dolori

chiodi anice finocchi, mettono i persiani s'eccitano i sensi, i muscoli e il pensiero
e burro sale e latte, aggiungon tibetani pauroso avrà coraggio, pover sente ricco
inglesi ne van pazzi, i Tartari pur frena il Gran Consolatore, spalanca i regni cieli
profuma le narici, e la mente rasserena all'umil apre i veli, all'altro i fuochi inferi

l'infuso tazza salvia, ebbrezza non ti dà
1
“Aumento di polso in varie bevande: acqua calda 39.8 se sommasi eccitazio, allor può darsi và
pulsaz tè 40.6, caffe 70, cacao 87.4, mate 106.2, coca il vino è caro amico, insegna cose vere
160 . L'infuso di Coca eccita il cuore 4 volte più scopre i ver pensieri, apre cuor e vene
dell'acqua calda e tè e il doppio del caffè. Mentre reagisce
in circolo, la coca produce febbre passeggera, aumento di
se un lucido pensiero, s'alza esilarante
calore e respirazioni, faccia accesa e occhi scintillanti. In
dosi maggiori palpita il cuore (134 puls. su ordinarie 65) e sopor o convulsivo, 2 forme d'inebriante
il sangue congestiona nei centri vitali, pertanto s'han piedi più vari grad'interni, all'ebbro battezzato
e mani fredde. Legge fisiologica: le cause debilitati sono gloria e religione, fuor d'ordinario stato
tanto meno attive quanto più il corpo è in stato di resistere
ad esse”. dottor Paolo Mantegazza, 1860
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 90
Ebbrezze bevande, o spontan passione una tazza fresca sai, già ristora grande
l'anello è muscolare, sessual eccitazione tra colazione pranzo, è salubre eccitante
il moto esagerato, dei muscoli in un ballo dannosa è dopo il cibo, e stitico ti rende
sen musica armonia, riesce a dare sballo nome di Paullinia, a Simon Pauli tende

i negri in Suriname, presi a convulsione guaranà dovunque, in acqua resta sazio
Oracolan danzando, e grondano sudore semplice da fare, non rischia putrefazio
mentre tra dervisci, s'insegna cucinare in cò par superiore, a tutti altri caffè
fino a stimolare, lor corpi a performare che voglion più cure, e tostature che

le danze evoluzioni, compiute al venerdi l'indio il guaranà, raschia con un pesce
in rettangolare sala, tra i canti di sheìk lingua d'un salmone, che porterà con sè
una voglia di gazzella, li prende fa girare gli serve a prolungare, le veglie l'allegria
un ballo turbinoso, sull'asse due ore sale vincer emicranie, portar più febbri via

Alcolica influenza, è brillante e spiritosa è guaranà eccitante, a nervi ed intestini
la birra dà sopore, nel vin è tumultuosa attenua loro stress, attacchi lor febbrili
feroce in acquaviti, tremenda nell'abuso corrobora la pancia, di bimbì ammalati
letargo o leggiadrì, ciascuno sceglie l'uso secchezza spossatezze, coi dolor morali

Lontani sono pure, gli estremi di narcosi e sostengono i caffè, le industrie civiltà
assopimèn tabacco, letargo coca ed oppi son stimoli sostegni, ai bisogni attività
delirio più baccante, coquero grida esalta l'azioni di Colombo, conclusero i cinesi
l'oppiofago denuda, psiche oscur e santa finendo ferrovie, tra i continenti estesi

ebbrezza par naufragio, tutto vien a galla già Ferdinàn Cortès, parlava a Carlo V
come la baccante, schiamazza sen pudòr di cocolat infuso, del Montezuma invitto
invasa d'entusiasmo, che agita memorie vien dall’Amerìga, pur mate e guaranà
speranze con passioni, liber da più scorie Thea viene dall’Asia, Coffea dall'Africà

Vìn eccita tempeste, estremo è doloroso fu cacao Theobroma, Taras ci ricorda
delizia lor diviene, tormento sai morboso eredità di Maya, Linneo gli aprì la porta
così l'oppio e la coca, ganja altri narcoti è perenne pianta alta, fino a sette metri
ha nausea libertino, e ghiotto sen riposi che abita ideale, negli equatòr sentieri

ogn'alimèn nervoso, produce guai d'abusi Indigeni avan Cristo, coltivano il cacao
che porta a disgustare, i vecchi cibi d'usi l’usano in bevanda, e monete passamano1
il recettor nervoso, è sospeso in malattia narra leggenda, che pianta nacque un dì
s'annuncia la salute, quan torna simpatia da sangue di regina, che molto ne soffrì

in medicina sappi, conviene indovinare moneta a Chicken Itza, più d’altri tesori
sperimentare spesso, rima con sperare ed imperiali editti, imposer piantagioni
chi tenta ha più fortuna, è storia naturàl stimati suoi mercanti, erano esentasse
nelle diarrè emicranie, impiego guaranà e i sudditi coi semi, pagavano le tasse

S'inviano le nazioni, idee come le droghe Montezuma capo, ne beve quaran tazze
bottìn di viaggiatori, smerci ludi e glorie polver essiccata, aggiunta ad altre spezie
là in paesi caldi, il guaranà in pastiglie i semi fermentati, danno un tè bollente
rinnova molte forze, in viaggi parapiglie al popolo di Aztechi, regala dio serpente
1
10 semi per un coniglio, 12 una sacra prostituta, 100 uno schiavo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 91
il nome cioccolata, è l’azteco xocolatl Bevon montanari, millenni latte capra
Atl sta per acqua, xoc è schiuma e fiori Calda la bevanda, ad aver sonnifer sacra
fusion di Xochipilli, e Quetzalcoa divino e i pueblo d'Arizona, i funghi stesso scopo
Dio serpen piumato, Dio dei fiori il primo ricchi in vitamine, a calmàr pensiero moto

in Messico t’accade, non poter star senza amici del pensiero, e dei sensi eccitatori
colpito chi è privato, da sintò dipendenza le bevàn nervose, apro-chiudono i sensori
t'aiuta tutto il giorno, senza mangiar altro ogni bevàn chiamata, dall'Arabi kahwèh
in feste cerimonie, adatto è lui senz’altro da Etiopia originaria, è medicinale che

L’indio ne consuma, fresco e macinato passa nella Mecca, e sposa pure il Kat
a polpa di banana, il succo è mescolato Raseno raccontava, d'un arabo pastore
Mangiato a fine pasto, comè tonificante uscito col suo gregge, errando qua di là
gustato lentamente, è farmaco eccitante arriva a un verde prato, e lì và riposàr

quan bevi cioccolato, piace e giova assai cinto era quel prato, da piante di Caffè
adatto pei malati, in bevanda calda sai che aveano frutto secco, già caduto a tèr
spagnoli e torinesi, caff-latte e cioccolato ne mangiano le capre, adescate dall'odòr
Bevon la mattina, con spezie mescolato belando nella notte, poi svegliano pastòr

La cioccolata calda, è cibo con bevanda Lui corre dalle capre, a confutar malìa
divina broma che, il clero pur domanda e passa intera notte, a cercar l'anomalia
servita nelle chiesa, durante le funzioni all'alba torna al prato, visto giorn avanti
là nel settecento, a dame e buon signori Le fave del caffè, ignote scorge innanzi

pur Napoleone, vorace impressionante mirate attentamente, dove capra volse
Ammira tale pianta, amara ed eccitante vide frante e morse, a terra ne raccolse
ne beve ogni qualvolta, deve ritemprarsi per diagnosi ne porta, a oracolo d'Arabia
Assieme a illuministi, al fin d’illuminarsi il vecchio luminare, che ride pare sappia

mercanti dell’Olanda, presto fanno ricchi datti pace figlio, che il male cessa presto
barattan schiavi neri, contro semi amari il gregge n'esce sano, frutto avrà digesto
sviluppano consumi, Europa loro empori l'acre umor infuso, li fè vegliar fuor d'uso
diffòndon piantagioni, e creano monopoli anch'io sovente sai, nei lunghi studi l'uso

c’è chi lo produce, chi gusta chi guadagna abbrustolito pria, nell'acqua faccio infuso
Molti produttori, rifiutan quel d’industria duràn l'ore notturne, sonno lascia il fuso
spesso mescolato, con zuccher raffinato e stillo mio cervello, fino al Sol novello
che sali e vitamine, sottrae e ti fa malato alfin pur i Persiani, raccontan Mito bello

Ciocco edulcorato, tu evita ai bambini arcangelo Gabriele, viene da Maometto
affatica digestione, il fegato e il colòn e malato lo guarisce, porgendogli caffè
Grasso ipercalore, dà obesa stitichezza tra traffici e cervelli, và di mani in mani
infarto con diabete, attendono stoltezza Venezia lo conosce, lo smercia sulle navi

lavora con l'umore, alcaloide teobromina selvatico di Kaffa, in Etiopico altopiano
ha tracce d’endorfina, perfìn serotonina diffuse poi in Egitto, al Cairo soffre piano
nutrièn corroborante, in tubercolosi spinti là ogni redentore, già martire lo pasce
libera il pensiero, da noie e da conflitti decreto del sultano, morale dura nasce

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 92
botteghè distrutte, picchiati l'avventori
ammesso dal Corano, decretano dottori Seppur in climi molli, tazzina è tollerata
Solimàno il grande, lo libera a Bisanzio poiché l'ossidazione, là viene rallentata
or commercio grasso, il popolo fa sazio adatto negli obesi, i flosci e i mangiatori
appena per i vecchi, i bimbi lascia fuori
preti maomettani, lamentano moschee
vanno spopolando, e i bàr fan le maree Tabacco pur legato, al fuoco ed animali
il Muftì ora di turno, ripone l'anathema Romulo racconta, del mito yanomami
chiude più caffè, con la bevanda nera Iwarive tiene fuoco, posto sotto lingua
a nessun ne dà, geloso che s’estingua
fìnche nuovo Mufti, li riaprì solenne
radunan nei caffè, politici e balzelle l'avaro Iwariwe, gli amici non aveva
governo n'approfitta, mette bella tassa sol Yoretiràmi, furbetto non s’arrende
pure fissa il prezzo, dì minìma tazza era piccol uomo, che rider lo faceva
all'amaca sua và, spesso d'ogni sera
sopra della legge, sta costum piacere
contraddicon figli, i padri sen temere Notte con le piogge, fredd'assai facea
arrivano a Parigi, l'ambasciator sultano e molti yanomami, tossivan raffreddati
lanciano la moda, caffè di gusto amaro il fuoco di Iwariwe, bastava per curarli
Ma padron del fuoco, tosto và ignorarli
à Marsiglia giunge, nel millè-seicento
caricato in Borsa, impresa tien successo ai malati pur negava, di tutti si burlava
tra elogi e le censure, diffondono i caffè Ma un dì Yoretiràmi , all'amaca sua và
buono per Roussòu, e amico suo Voltèr e padron del fuoco, attento dormicchiava
quando all'improvviso, fa starnuto e bava
Olanda ed Inghilterra, n'aprono negozi
ecco la bevanda, schiave con begl'occhi Il fuoco salta fuori, da bocca spalancata
ma nel Brandeburgo, a causa di mal uso L’afferra tra le mani, Yoretiràmi vispo
Saltando si allontana, pièn di felicità
tasse e monopoli, fà Federico il Prusso
Iwariwe disperato, caimàn diventerà
Filtro od infusione, ebollizio o decozione
goccia panna latte, ne fà concentrazione
aggiunti nel deserto, aromi cardamomo
Zènzer chiò garofa, vaniglia latte cocco

caffina nelle rane, agisce qual veleno
supera stricnina, consider ciò davvero
la dose d'uomo scende, influenza civiltà
accelera il pensiero, e l'illuminismo và
Yoretiràm intanto, torna allo sciabono
trionfo di progresso, frenetico suo frutto fuoco ora dispensa, a tutti yanomami
porta il nervosismo, sensibile a tal punto felice e contento, spicca un salto alto
pesanti agitazioni, isterismo e nervi fuori finisce su più rami, dove lascia pacco
ricorda Mandeville, l'abuso è monopòli
Su ogn’albero lascia, il fuoco scintilla
riduci l'assunzione, e l'isterismo scende per ciò Legna brucia, là nella foresta
lo stomaco riposa, l'autostima ascende su albero cacao, ne mise assai di più
mal è tollerato , sui monti climi asciutti Pianta che innesca, il dono fuoco giù
assieme cioccolatte, riduce effetti brutti

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 93
“Il fuoco è immortale, vi farà soffrire brucia dall’interno, cuor martella corre
la femmina del rospo, disse nel predire ogni vena arteria, senti aprir nel corpo
Pryoma rospo arancio, donna di torrenti a permetter corsa, sangue burrascoso
l'invocan i pagé, a freddàr febbril eventi Vulcàno ridestato, corp'erutta acquoso

lungo Rio Galvèz, Brasil Perù amazzonia Vàn fuor di controllo, funzioni corporali
Terra di caimani, serpenti e pur giaguari sbavare e lacrimare, orinare e defecare
Malaria e febbre gialla, parte di quel ciclo sommerg’ogni rumor, corsa martellante
Vivon i Matses, fier del mon contiguo sangu'accelerato, dolòr divienta grande

Cacciator-coglitori, migliori d’Amazzonia desideran morire, respirano affannosi
fier'indipendenti, si muovon com il vento stomaco tien crampi, e inizia a vomitar
fanno palafitte, la pioggia spesso inonda e tutto affievolisce, esausto cadi al suolo
durante la stagione, ai tropici è la norma perdi conoscenza, risvegli qual dio tuono

caldo e appiccicoso, umido è l’ambiente la forza muscolare, erculea in ogni posto
coltivano la yucca, zucchero e banane vision approfondita, al buio senza sforzo
Per poter cacciare, devòn comunicare sopporto senza cibo, rincorrer gli animali
con spiriti di piante, e pure di animale per vari giorni vedo, ha intuiti magistrali

Pablo pajè vero, di Romulo è un amico e ancestrali eroi, masticavan thara-thara
tiene sue 2 mogli, assieme coi suoi figli foglia che ubriaca, ma a tutti non andava
dorme con le piante, e sogna il loro uso piange Hasoriwe, che mastica con doglia
si che può scoprire, i lor curativo infuso commosso Tomiriwe, don un altra foglia

più spiriti di piante, confidano segreti or ad Hasoriwe, dei semi lui consegna
se a genio tu gli vai, fuòr di libri appresi avvolti nella foglia, li mise in una pigna
mezzo caccia e pesca, e medicin umana Mentre gliene dava, gli disse fai così
è il secreto sapo, da un arborea rana Pulisci del terreno, sterpaglie brucia lì

la polvere nù-nù, è verde e visionaria Sopra semi soffia, e ricoprili con terra
con foglie di tabacco, e cener mescolata se pianticel trapianti, coprile con foglie
o con la corteccia, dell’albero macambo sole non le brucia, aspetta gran fogliàr
al tramonto infuoca, ciel a tutto campo1 staccale dal nervo, su fuoco fai seccar

Pablo e suoi discenti, ai margini foresta seccate a fuoco appese, durano di più
danno inizio al rito, del sapo come festa quando voglia tieni, macera due foglie
Grattan bastoncino, su cui è depositato i acqua e cenerè, e rotol tra gengive
Mescolan saliva, un braccio và ustionato mastica tabacco, avrai più forze vive

Pelle vien spellata, da ramoscel rovente Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere
e il sapo liquefatto, or s'applica su piaga andò nella foresta, divenne cuchi-cuchi
l’ustionata zona, uguàl capocchia spillo anche Thomiriwe, fa la trasformazione
corpo scalda ed arde, suda fà zampillo và dentro la selva, e diventa roditore

or noi yanomami, coltiviam tabacco
io invoco Tomiriwe, se vedo piove poco
1
“Tabacco e cenere provocano PH basico nel cavo orale, finché fecondi i semi, e possa tabaccàr
ritardando lo sviluppo batterico e la formazione della a clim'asciutto sò, raccolto v’abbondar
placca. Matses e Yanomami, hanno dentatura invidiabile.”
Romulo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 94
Raseno conclude, la stor del tabacco mastican bambini, fra Tciukci di Siberia
portato alla Firenze, da Cosimo Medì lentamèn la cicca, così facchin cocchieri
La sua coltivazion, assiem alla patata e i nomadi Kalari, ne fàn polvere fiuto
pure alla Britannia, alfine vien sbarcata spazzolan i denti, le dame sen rifiuto

al fumo del tabacco s'associano più idee contrasta scorbuto, la foglia tabacco
religione e culto, che devozione tiene assai dilagante, tra navi equipaggio
tra popoli nativi, è una piàn rivelatrice soffron soldati, e tormentan la noia
giunta in vari modi, nave ambasciatrice fuman la carta, se manca la foglia

e i semi del tabacco, un esplorator donò ha nausea il novizio, e freddo pallore
all'ambasciator di Francia, Jovane Nicòt ai muscol vertigo, diarrea e vomitone
lui presso di Lisbona, li semina d'intorno piano si avvezza, all'azion velenosa
fumo cura mali, in corti vecchio mondo Fino al piacere, e sopor dolce posa

poi arrivan censure, divieti con editti cronico abuso, produce alienazione
ma in cerchi di salotti, crescono conviti soffre evacuazione, così respirazione
quel fumo nicoziana, al cuore dà calore stomatite glossite, dolor addominale
in palazzi oppur capanne, sa lenìr dolore corizza e catarro, asma bronchiale

Tabako par la pipa, nella lingua Haitiana La cute fa gialla, eruzion foruncolari
la pianta invece è, chiamata la cohiba gambe anestesia, tremiti di membra
nel Perù è sàyri, nel Messico è la yetla convulsi movimenti, vertigini elevate
raccontaci o Raseno, l'islamica storiella! croni nicotismo, angoscia maniacale

Và Maometto un dì, nell'invernal deserto Veglia completa, nervosa irritazione
quando s'incontrò, a una vipera gelata ansia e timidezza, terrore da visioni
presa compassione, al suo vestito scalda fotòfobia visiva, e delirio alcuni casi
quest'antica d'odio, lo morde quindi salta visioni d'animali, sepolte antiche fasi

Maometto nel dolore, pur evita il rancore il continuo nicotismo, irrita mucose
non vuole la sua morte, veleni sugge fore pur se fumatòr, conforto ha nel dolore
sputa giù per terra, tabacco poi ne nasce sente men l'azione, dellà piantà cicuta
miracolo che purga, contrasto tra 2 razze tosto assai sentita, a chi non ne fuma

Tabacco giunge a Giava, India con Malesia velèn di nicotina, è cardiaco vascolare
Cina poi Giappone, con navi e carovane come belladonna, su cuore e vasi sale
presso i siberiani, e tribù inter'africane nicotismo acuto, paralizza cuor respiro
sino nell'Australia, un ocean di nicoziane palpitazion dispnea, dolor angina alfino

e fumano le donne, con molta voluttà mi pongo confini, un sapiente consumo
un calumet o pipa, di pace degli Oglala il tabacco leggero, più ricco in profumo
entra il portatore, nel circolo l'accende a me calma i dolori, e nervose irritazio
al sole la rivolge, al capo alfine tende Balsamo e dono, e moneta di scambio

con caminetto in mani, dopo var fumate orina con sudore, fenomen secondari
all'ospite la porge, poi a ciascun astante figli dall'aumento, pression d'arteri vasi
tutti hanno fumato, patto fatto è inteso tabacco a basse dosi, stimol nervo vago
amicizia e buona fede, circola in esteso contrazi muscolari, a stomaco ed invaso

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 95
ma l‘uso prolungato, produce dispepsìa levar calar di luna, è cambio di fortuna
fa grosso e rosso naso, e dà l’anoressìa assieme con i quarti, cambia pure tempo
ogni nuova gioia, è pur un nuovo vizio Posson aver pioggia, solstizi ed equinozi
sorgente di più guai, sen misur indizio vedi gl’equinozi, per fare buon negozi

.2 febbraio, Seba: Il lupo non mangia, ne caldi ne freddi
nè il caldo nè il gelo, rimasero in cielo
Ponente ponentino, da mare spirando
è Zefiro Favino, il caldo via spazzando

Zefiro che torna, il bel tempò rimena
E ridono i prati, e il ciel si rasserena
Giove si rallegra, di mirar sua figlia
ed ogni animàl, d’amar si riconsiglia

è verde Natale, sarà bianca Pasqua
Natale al balcone, Pasqua al tizzone
Un molle Natale, fà Pasqua asciutta
in debito è Cielo, se manca la frutta

Tutto si bilancia, restituendo quantità
d'un modo o nell’altro, caldo freddo fà
post nubila è sole, dopo un temporale
oggi più proverbi, l'Emilia mi racconta quan ride montagna, piange il pianale2
Luna meteo clima, il terzo giorno conta
m'indica quel tempo, che farà nel mese quando la canna, fa grande pennacchio
quarto quinto giorno, estende le pretese sarà lungo inverno, di neve di ghiaccio
fioritùr del cardo, rivela il picco estate
Luna mangia nembi, per crescère piena arco beve in mar, per nuvol dissetare
quan tutto ha mangiato, cielo rasserena
la stellin lucerna, se manca è maltempo Arcobalen mattina, riempie la marina
chiare nitide corna, sta freddo correndo Arcobalen di sera, il tempo rasserena
Arco in mare ha, tempo buon da fare
quan luna tiene, ben il culo a molle1 Arcobalen in terra, piove o nevicare
e presto pioverà, sicur sullè tue zolle
Luna con anello, non porta tempo bello Cielo a pecorelle, acqua a catinelle
la pallida la pioggia, rossa porta vento s'è rosso di sera, bel tempo si spera
pesante aria respiro, gross’acqua fà
suoi corni smussati, indican la pioggia se l’aria è rossa, o piscia o soffierà
Eretti e minacciosi, indicano un vento
di nord oppure sud, specie il quarto dì s’è l’aria a fette, son lampi e saette
Se rossa segue Pasqua, porta carestì se gran bonaccia, tempesta minaccia
Bora scura dura, poco dopo muore
a Luna settembrina, 7 se ne inchina di tre o 5 o 9, dura quan se move3
in equinozi autunno, è fata più turchina
da lei inzia deciso, declino insolazione
raccolto d’anno dopo, rivela precisione
2
Il principio di compensazione è base delle previsioni: annate
calde e fredde, d’abbondanza e carestia, si bilanciano tra loro.
3
mare con aria pesante, immota, onde piccole, fitte e
1
ha la gobba in basso e sotto ha le nuvole o alone di nebbia deboli
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 96
cielo rosso al mare, và contadin arare vacche che d'estate, brucano nei prati
Nuvol rosse sole, prepàr legna pastore non toccano ciuffi, di un verde rinomati
Cielo di lana, piove oggi o in settimana anche se affamate, lor evitan quell'erbe
a cielo improvviso, non fare buon viso cresciute su letame, d'anno precedente

canto squarciagola, stimola la pioggia Orione nimbosus, pluviosus acquosus
è rito propiziazio, di pellegrina foggia Sorge in autunno, e porta sue piogge
imito gli uccelli, grilli e altre creature tramonta ad aprile, pure con pioggie
pur se stono e stompo, aiuto ierodùle di buona stagione, anticipa le fogge

La rondine chiama, la pioggia del cielo Quan nuvole vedi, andare al mare
per sue necessità, e quelle di creature Prendi pur la zappa, vai a zappare
vola bassa bassa, prega venga l’acqua
Quando le nuvole, vanno al monte
prega Pan e il sole, rondin del signore!
prendi gli arnesi, raggiungi la corte
Bel tempo sarà, se sole s’alza chiaro
Se tuona su albero, senza le foglie
e se nubi all’aurora, vanno nell’ovest
allor pochi frutti, stagione, ne coglie
Pioggia ora nell’aria, è caso di aspettare
Canta l’usignolo, alle notti di aprile
e mordon moscerini, zanzare con tafàne
Segna il bel tempo, stabile a offrire
quando canta rospo, inverno pare morto
in toscana primo canto, tien a fine marzo il ventisei di luglio, ristora i mietitori
Tartarughe e piante, escon dal letargo pianto Madalena, pioggia sacra manna
1 è l’ora del pastore, tregua sopraggiunta
così pure gli umani, come fosse incanto
sibilo ad’orecchio, pioggia pur annucia
ad April la lepre, ha finito di svernare
Ma se coperta sta, tempo va cambiare
quan cambia tempo, galleggia lordura
l’uccello fici-fici, fà suono tintinnante “Dum tepore mutant, stercora natant
se vien brutto tempo, pur cigola legno
quando primavera, diviene più costante
di porte e finestre, armadi e bracello
nuvol verdi e scure, tempesta e saette
se mare molto scuro, pioggia sta sicuro chiara montanga, bevi va in campagna
sento in quel fondo, gracidar la rana a chiara marina, mangia e sta in cucina
se montagna è chiara, la marina scura
indizio certo è, di unà futur piovana
Và bosco e campi, senza alcun paura
Se sono i greggi, tutti attorno sparsi
ad acque d’aprile, quercia lava e riveste
e cercano all’ovile, pur approssimarsi
e con sughero e fico, la folgor apprende
avidamente gustan, elettrica pastura
all’acque di maggio, il fico apre la soglia
Pecore irrequiete, rivèl pioggia futura finchè s’infoglia, minchion chi si spoglia
pur la vaccherella, in quella falda piana
Marzo fuor la gemma, aprile dopo l'apre
aspetta l’acqua, che non par lontana Maggio poi la tiene, giugno poi la rompe
e narici allarga in alto, così le giova Acqua di Maggio, vale più di buoi e carro
gode a respiràr, l’ar ionizzata nuova 1 acqua aprile-maggio, pane tutto l’anno

l'Emilia ancor snocciola, i vari tipi vento
1
la tartaruga esce dal letargo solo se l’inverno è mite e Se maestral è fresco, Bora arriva presto
resta in superficie fino ai 7 gradi. Se scende improvvisa esso gonfia sgonfia, annuovol rasserena
nella sua buca, fonda quanto l'inverno, il freddo arriva in con la tramontana, non dura settimana
poche ore.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 97
Maestrale maestro, spir da Nord-west1 Lampi improvviso, di tempesta son avviso
freddo secco vento, che cielo rasseren lampeggia poco tuona? secchi il ciel ti dona
chiamato è Scirone, distrugge l’estate lampeggia ponente, lampeggia per niente
specie al tirreno, e saette ha scoccate se fa lampi da levante, Libeccio arrivante

Tramontana nasce, poi 3 giorni pasce un cielo si oscurò, e un vento cominciò
o a multipli di tre, poi sparisce e muore La terra trema sotto, e l'acqua s'ingrossò
la stuzzica di certo, marino vento mare si abbatte l'uragano, e ingoia molte forme
mattina tramontana, a sera fa maestrale dentro sta la calma, Ganesha và conforme

cuor di fiocchi neve, è polvere che viaggia Libeccio Sud-ovest, detto Africo Garbino
vento porta in alto, ed umi nube abbraccia Libico oppur Lips, port’acqua è violentino
al freddo si ghiaccia, cade e assume forme avàn scopre i pagliai, quindi poi ci piscia
A terra sudiciume, rilascia quan si scioglie dopo grande vento, viene pioggia fissa

febbraio in tabarro, Anton barba bianca Primi tuon di marzo, serpe esce dal balzo
qualora non piovesse, neve non ci manca risvegliano i cursùni, è odor di primavera
se è sole o solicello, è solo mezz’inverno Muor radic’inverno, d'april dolce dormire
sempre s’equilibra, tempo brutto e bello Uccelli lì a cantare, e gli alberi a fiorire

Iniziano i Venti, mutamenti di stagione Alla coda di marzo, e la testa d’aprile
intorno agli equinozi, fan accelerazione non si sa il freddo, che possa venire
se vò verso marzo, vento và a soffiare Marzo pazzerello al sol porta l’ombrello
se andiam vers’aprile, vento và finire Neve marzolina, è da sera alla mattina

se prima v'è vento, e poi segue brina equinozio plenilunio, goccia o fontanile
L’acqua giù in terra, starà domattina Aprìl freddo gentile, non ti alleggerire
Cielo grigio mattino, è segno bel tempo Maggio e maggione, tieni il tabarrone
Quan canta il merlo, và fuori l’inverno a luglio gira ignudo, il sole è nel leone3

Scirocco Sud-est, nasce secco Sahara Luglio gran caldo, bevi vino batti saldo
e l'umido raccoglie, il mare traversando Agosto cap’inverno, nasce nodo freddo
quan soffia scirocco, nubi dietro la porta Notte di Lorenzo, carbone piov'addosso
scirocco oggi soffi, domàn fai la scroscia Francesco poi rinfresca, verso 2 agosto

Austro è detto Noto, ovver il Vento Sud fin acqua d’agosto, por uomo ti conosco
del caldo mezzogiorno, porta nubi e più Settembre porta via, ponti o secca fonti
Vento e tempesta, e perigli ai naviganti Settembre mutamento, aria settembrina
assieme con Borea, nomina i quadranti Fresca or è la sera, e fresca è la mattina

Austro e Borea, son due stelle rilucenti parton le mosche, giornate sono fosche
di antica nebulosa, Presepe mangiatoia Ottobre è speculare, al marzo carnevale
costellazion in cielo, vedo nord di cancro Qualche scampagnata, ancor sa regalare
pronostica tempo, secon chi sta brillando2 butta poi le ghiande, a suino da grassare

2
1
Maestrale è asciutto e gelido d’inverno, assieme a Ponente, Le due stelle brillanti di Borea e Austro, son dette Asini,
Tramontana e Greco porta prevalentemente sereno (quadrante mentre quella di mezzo è il presepe (mangiatoia). Se
W-NW-N-NE); i restanti 4 venti portan pioggia: E-SE-S-SW. sfavilla una e nasconde l’altra allora spira Noto (austro),
Borea od Aquilone, vento freddo e impetuoso, per gli antichi, sennò Borea
3
suscita tempeste e terremoti, fischia conchiglie rapì fanciulle Dopo tanta rugiada a marzo, segue tanta pioggia ad
la Bora quan lampeggia porta sereno, quan tuona la pioggia aprile
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 98
Novembre Martino, 3 giorni e un pochino Vento Grecale, che spir dal Nord-est
Alla festa dei santi, la neve è per i campi Cecia è chiamato, e porta grandolone
Alla festa dei morti, la neve è negli orti Neve e burrasche, è fredd’umido nembo
Giunge a monte e piano, nel 18 e rotti Grecu e livanti, acqua dietro e davanti

Al 25 o Caterina, tira fuori una fascina Marzo porta i nodi, al 19 e venticinque
Al 30 sant’Andrea, freddo spacca pietra i 3 giorni della vecchia, lì nel fine mese
Natal freddo cordiale, bruma Dicembre Nodo del cuculo, sta invece il 10 aprile
davanti t’agghiaccia, e dietro t’offende
quel d’Eolo il 25, patron del vento fine1
neve avan Natale, ogni sterpo è grano
Nodo san Pancrazio, Servazio e Bonifazio
e 24 giugno, ogni grano s'è pagliato
Nodo bachi Seta, tra mezzo e 20 maggio
se non c'è capanna, falla allor da té Nodo mamma Pietro, è l’ultimo di giugno
chi semina la terra, spera in cielo Rè dopo appar estate, puoi scoprir il grugno

la civetta inizia, cantare e la cornacchia il vento Levante, Apeliote è chiamato
con voce roca insiste, allor arriva l’acqua porta pioggia dolce, mena pur sereno
presto aperti nembi, riverseranno pioggia
Marito a Dea di fiori, ebbe frutto figlia
torrenti sulla terra, a dare nuova foggia assieme miele spighe, Emilia mi bisbiglia
farfalle intorno casa, è imminèn temporale se non piove Levante, è un gran brigante
pur se testa prude, insistente sen ragione Levante levantina, un dì o na quindicina
Se il fuoco brucia interno, neve fina fina Levante leva e move, o tre o sei o nove
sfavilla brace viva, grandine avvicina Se non si rimette, è 18 o ventinove
e Neve presagisci, se sibila la legna Talete di Mileto, Raseno cita in rima
se un alon lucente, tiene la lucerna avanti seicen Cristo, Ioni scuola officia
Funghi su lucerne, pioggia s’avvicina pronostic'abbondante, annata per l’olive
fiamma che volteggi, è vento da cantina Acqua è nutrimento, di tutto ciò che vive

La nebbia bassa, quel che trova lascia affitta ogni frantoio, per guadagnar alfine
3 nebbie fan pioggia, 3 pioggie la piena a Omero lui fa l’eco, su acque prim'archè
dopo tre brine, sarà pioggia a mezzane la terra vi galleggia, e l’umido dà il caldo
se muro trasuda, temporal può arrivare vapore torn all’aria, cuor di legno saldo

pure il bianco gelo, d’acqua è messaggero Scirocco e levante, stancano i santi
se pizzican geloni, e neve o freddo intenso di queste 4 cose, mai non vi fidate
abbondanza ghiande, lungo fredd’inverno Sereno di notte, o nuvolo d’estate
e successiva estate, calda per davvero amore di donna, e discrezion di frate

Ghianda cade presto, il freddo viene lesto
Ghiande a san Michele, natale molta neve
Mordono le mosche, giornate sono fosche 1
La primavera si afferma per salti, ritorni e impennate di
Mais con più cartocci, inverni freddi forse freddo detti nodi. La parabola della vecchia, narra di
donna furba che conoscendo il tempo, riusciva sempre a
scansare le sue pioggie e tempeste. Alla fine Marzo, che
il Maiale scontroso, è un segno di pioggia
aveva 28 giorni, se ne fece dare 3 da Aprile e il giorno
Nocciòl gran raccolto, inverno neve fogge dopo si scatenò al piano e al monte infradiciando la
quan nevica a minuto, la trovi fin al buco vecchia in tutti e 3 i giorni. Il 10 aprile circa, inziano a
quan sole nev’indora, neve neve ancora cantare i cuculi. I Santi ghiaccio, ricorrono il 12-13-14
maggio e la mamma di Pietro 28 giugno
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 99
Vento di sera, buon tempo si spera con l'abito vestito, di tela rappezzato
Vento di mattina, pioggia s’avvicina Saggio ricercato, dai funzionar di stato
Non fu mai vento, senza acqua dopo dona suoi consigli, a tornar semplificato
Non cade la pioggia, se vento l'invoco
Sceglie lui armonia, di vivere col Dao
Talete panteista, afferma in ogni dove vive sullo sfondo, di epoca che cambia
Muore mentr’assiste, un olimpiade pure Cultura confuciana, ostacol quella antica
Talete gran sapiente, lascia Anassimene di origine sciamana, taoista or definita
dirigere la scuola, e l’aria archè diviene
Chuàn un dì pescava, su riva fiume P'ou
l’anima ed il cosmo, con l’aria si sostiene1 2 alti funzionari, gli manda il re di Chou
raffredda e condensa in vento nubi acqua a fargli delle offerte, lavòr da funzionari
pur diventa fuoco, se rarefa e s'espande senza volger testa, respinge l’onorari
Cosmo è l’organismo, in soffio respirante
So che vostro re, conserva un carapace
son pure terremoti, causati da gran vento di tartaruga morta, e più millenni giace
Che penetra le crepe, formate nel terreno ditemi se quello, avrebbe or preferito
causano correnti, e scuoton fondamenta vivere nel fango, piuttosto che secchito
la diagnosi di Gaia, Anassimandro tenta
Far il funzionario, è contro suo pensiero
Osservan più cinesi, natur ed esistenza ostacol sua dottrina, natura a praticàr
scoprono gli effetti, del ciclo di stagioni son povero d'accordo, ma con felicità
succeder dei lavori, maschili e femminili fui un ricco letterato, con più infelicità
Monte soleggiato, e ombra d’acquitrini2
or 1 giorn'accade, è Chuan-zu che parla
i cosmici principi, producon movimento Sognai d’esser felice, unà leggèr farfalla
seguendo la corrente, mutano momento Io sogno la farfalla, o farfalla sogna me
fra macro micro cosmo, uomo lì si pone sveglio son in lei, o lei entro Chuan-tsè
identica essenza, tra ciel e thera move
Pamela ci ricorda, dei fior dell'enotera
Ricerca l’armonia, del suo vitale spazio che attiran le farfalle, in 3 minuti a sera
Li aiutan sovrumani, agèn comunicazio in calde sere estive, aprono al tramonto
Acqua e fuoco detti, in var manifestazio e dispiegan luminosi, i petal giallo zolfo
simboli del Drago, e Fenice loro spazio
Fior del Caprifoglio, profumano di sera
Figur di mutazione, studiate dall’antichi e attiran le farfalle, a chilometri di lega
io trovo nell'I Jiing, e climi a noi contigui specie più diverse, banchettan loro fiori
fan sessantaquattro, simboli esagrammi in calde ser'estate, ricordan fate amori
combinano tra loro, principi 8 trigrammi
Falene notturne, mimetizzan di giorno
nèl feudale stato, di Sung antica Cina maschere disegni, color oggetti attorno
origina Chuan Tzou, della città di Mong L'Inachis rilassata, al pericolo apre l'ali
la dinastia dei Chou, qui aveva confinato esibisce imago gufo, o i predatori vari
la dinastia di Shang, Rasèn ha ricordato
Falèn Atropa sfinge, ruba miel di notte
Vive alla campagna, semplice e sposato a volte non sa uscire, finì reclusa forte
1
la manna di betulla, ch'attira le farfalle
condensando ancora, diviene terra e infine pietra. è linfa fermentazio, ubriache ne fa tante
2
nelle ore assolate e accecanti del giorno estivo, si
percepisce la presenza di Pan, dio del silenzio e del riposo
pomeridiano
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 100
più frutti marcescenti, ubriacano farfalle respiro che guarisce, Emilia dice è vita
così posso toccarle, senza danneggiarle vedi apprendi bene, l'ecosistem è sfida
Io evito il toccare, le àl dal lato interno
li è la polverina, segreto a vol esterno1 Serena campagna, neve alla montagna
Per una settimana, la neve sarà madre
Durante il Natale, davàn le lanterne Dopo due è matrigna, dopo tre fa tigna
cheimatobie farfalle, danzan a notte Ma dopò ogni neve, bèl tempò ne viene
sebben gelo e neve, fan volo nuziale
su gemme da frutti, van uova lasciare pur quan gallo canta, fuori d’ora sia
gallina si spollina, la pioggia s’avvicina
Poi a primavera, usciràn bruchi verdi s’attardan a pollaio, piover vuol allora
Più eredi di fate, piccin popolo di elfi doman non è più, il tempo che fa ora2
anche più funghi, stimolan germogli
far scope streghe, in palle fasci foglie Gallina in natura, è grande predatrice
Insetti e lombrichi, veloce sa ingerire
il bruco in farfalla, muta a fine maggio e Gallina a sua volta, è preda di volpe
Vanessa io si trova, su ortica passaggio viene sì mangiata, nessuno tiene colpe
il Bombice sul gelso, carpocapsa in mela
sceglie fior di cardo, la nomade più vera Volpe uccide il gallo, gallo in lei rivela
Viver la presenza, è legame parentela
a inizi dell'inverno, Vanessa va in letargo uccidere mutare, forma in altra forma
ripiega sue antenne, chiuse in uno spazio ciclico mutare, l'essenza sempre torna
mentre quella gialla, passa il gelo esterno
ridesta vita a marzo, alì provate al tempo il gallo macellato, dopo ch'è allevato
mondo ha transitato, all'uomo s'è legato
Le licenidi farfalle, celesti rosso rame io permesso chiesi, a cuore suo di sogno
verdi bruchi lor, in formiche han allevate totem suo custode, aiuta il mio bisogno
nettar dolce danno, ghiotto alle formiche
mutate poi in farfalle, alla luce rispedite Gemelli della caccia, generan gli umani
risalgono dei rami, portando gli animali
Bruco a inizi luglo, in crisalide s'imbozza locusta ragno e falco, rondine e coyote
e il velo del mistero, nell'estate spezza liberan le genti, da imposte leggi vuote
dal sacco a pelo esce, striscia sul rametto
pompa nelle ali, a indurirne il tegumento giunto in superficie, coyote lascia stelle
il ragno tesse tela, disegna luna e tende
sotto albero sta sadhu, ugual mil'anni fà il falco batte le ali, dirige l’acque al mar
così mio Seba appari, quan ti vò guardàr Umàn con pelle cervo, sole vanno a far
reciti il tuo mantra, che tace la tua mente
dando giusto ritmo, al tuo respir corrente il sole crea la luna, un occhio vuol offrire
su questo globo crea, la Vener femminile
quan fuoco se ne và, se ne và nel vento che ciclo gestazione, fa in nove lunazioni
la polvere dei morti, nel vento fà convento la notte fa cacciare, con sue luminazioni
la cenere dell'orcio, è un morto che risorge
la voce va nel soffio, profumo si diffonde Chi uccide i gatti sai, male fà i suoi fatti
Quando lui sbadiglia, vicino è temporale
Macrocosmo è vento, microcosmo soffio Pelliccia elettrizzata, gli genera prurito
mescolan respiri, in corpo e sotto l'orto Lui diselettrizza, lavando il pelo e viso
1
milioni di sciami di nomade africana (Vanessa del cardo )
migrano a primavera sorvolando l'Europa. Di sera gli occhi di
farfalle confondono i lampioni per la luna, e ciò le disorienta. 2“Spollinar è far il bagno nella polvere-terra”. Emilia
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 101
occhi grandi aperti, tempo volge pioggia la donnola infratta, ramarro è verdone
se stretti a falce luna, il tempo rasserena l’orso è quel bruno, maestoso signore
se con unghia gratta, il legno del mobilio chiamato pur vecchio, pur gloria foresta
Al fuoco io provvedi, il freddo par vicino fu zampa di miele, che mangia fà festa

Più occhi luminosi, appaion nella notte un canto d'usignolo, modula il respiro
gatti daini e cani, e animali della corte su note variazioni, del suo nottur sospiro
la luce di più fari, è riflessa dal guanino un albero del gufo, è ai margini del bosco
cristallo microscopi miglior campo visivo poiché la borra pasti, vedo là sul posto

ossa penne e odori, davàn la tana volpe appaion strigiformi, rapaci uccel notturni
mentre par pulita, la tana tasso a monte immobil occhi grandi, becchi assai ricurvi
topìn campagna bosco, si visitan fra loro tonda loro testa, massiccia con due ciuffi
in cunicol sotterranei, osservo nel lavoro mobili l'orecchie, penne espanse a sbuffi

in trappola catturo, formaggio sottovaso l'Artigli sviluppati, e abitudin predatorie
li afferro per il collo, collottola fra dita vista acuta ed occhi, notevoli in allocco
posti nel terrario, nutro a frutta e semi la percezione è stereo, tridimensionale
accumulano i cibi, e puliscon peli e piedi Utile nel buio, d’intorno a sé scrutare

leprotti abbandonati, trovo lì nel campo a breve distanza, si servono del tatto
e mancano di odore, sfuggono alla volpe presbiti lor sono, fuor di loro anfratto
due volte al dì la madre, và per allattarli usan le vibrisse, alla base loro becco
se voglio che continui, io evito il toccarli a spezzettare cibo, fresc’oppure secco

la lepre spesso mette, cuccioli in letame I rapaci notturni, aumentan percezione
confonderà l'odore, di volpe e pure cane muovendo loro capo, in senso rotatorio
selvatica o allevata, ama tenere radici Dal basso verso l'alto, in varie direzioni
se fugge và in salita, zig-zaga su pendici osservano l'oggetto, da var angolazioni

ha tane sui pendii, e scava buche attorno In oscurità totale, distinguono alcunché
riparo dai nemici, e dorme tutto il giorno allora usàn l'udito, a localizzar le prede
il coniglio pure figlia, in tane superficie percepire i suoni, da infra ad ultrasuoni
imbottite di suo pelo, e sotterra l'edifice ossia loro richiami, mammifer bassi toni

foglie di trifoglio, apprezzate dai conigli
Catturano le prede, mimetiche elusive
han calcio ed ossalati, come medicago
Penne morbid'hanno, mimetici i colori
evita l'eccesso, dell’erba fresc'assieme
lasciala appassire, seccarla ti conviene
scuri grigi in bosco, sabbia nel deserto
Volo silenzioso, permette plan scoperto
I maschi accalorati, radunano sul prato
nozze delle lepri, avvengono in febbraio un gufo caccia i topi, volando silenzioso
di femmina che assiste, cercano favore ghiandaia pianta querce, mesi di settembre
al duello fra rivali, son botte di rigore svolazza lungo siepi, a giungere nei boschi
una penna azzurra d'ali, rivel sementi posti
un rapido ermellino, sguscia più veloce
la puzzola dal lago, l'inverno è là fienile se gufo posto al sole, scoperto è dai canori
burlato fatto fesso, l'inseguon stormi fuori
finiti i pesci e rane, caccia topi e ratti
trasporta sotto mento, uova di misfatti ostili l'altri uccelli, ai notturni predatori
che fuor di mimetismo, subiscono canzoni

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 102
Dileggio è un arte antica, è satira d'uccelli Grotte vari anfratti, rocciosi o le soffitte
beffarsi del rapace, quan vulnerabi appare pagliai granai e stalle, torri e case sfitte
Cornacchie di picchiata, usano i lor becchi rifugi in balle fieno, per l'util strigiformi
svolazzano le penne, del gufo sopra i tetti io fò cassette-nido, aperte anfrattiformi

Gufo reale plana, traversa inter vallate Falco cresce nido, per anni stesso posto
immobili tien l’ali, e fa lunghe scivolate maschio caccia prede, femmina è nutrice
seguendo fluttuazioni, di flussi roditori perde le sue penne, alla muta del rapace
là in carenza cibo, è spinto a migrazioni sott'albero le trovi, l'adoper chi è capace

cacciano nell’alba, tramòn crepuscolare con grida differenti, d'allarme di spavento
sui lor biologi ritmi, agisce lux lunare comunican bestiole, un predator d'avvento
sui posatoi stanno, immobili e mimeti stridono le cince, poi gridan uii i fringuelli
dentro tronchi cavi, anfratti var rimedi raisss fa la ghiandaia, conigli batton piedi

scarso cibo spinge, giorno pur cacciare Merlo ha suo linguaggio, melodico flautare
Civette Barbagianni, d’inverni o nuvoloso centocinquanta strofe, diverse sa fischiare
Volan deltaplano, a san spirito chiamato corteggi e chiacchericci, delimi spazio cova
è volo a bassa quota, alì battèn planato graduale duc-duc, ghic-ghic allarme prova

Civetta nella caccia, vola a spiro santo merlo avvisa tutti, con tsii assai penetrante
capriolo dà l'allarme, in grido acuto grande
senza posatoio, leggèr tende l’agguato1
perlustra poi rastrella, zona delle prede
in febbraio la civetta, in amore fa uh-uh
prima dell'agguati, fissa ed intravede se a notte sai imitarla, ti vien vicino pur

lor alimenti base, son piccol roditori Sensibili le gazze, a oggetti scintillanti
i rettili ed anfibi, uccelli pesci e insetti ad uova chiar di nidi, di var uccell canori
carogne nel bisogno, nutresi qual cibo un oggetto riflettente, posto nel giardino
aiutan la biosfera, a far ordin stabilito la incanta e la distrae, dai nidi là vicino

Se van manifestare, lor aggressività se l’anitra si tuffa, e pur gracida la rana
rigonfiano le penne, collo ad allungar becco spremi grasso, da ghiandola su coda
lo spalman sulle penne, cintur che li consòl
in terrifica postura, tesa a intimorire
Picchio verde raspa, formiche dui stagiòn
l’altre specie che, minacciano infierire
un picchio seduttore, martella ramo secco
Abbassano la testa, e fan come pavoni fa rullo di tamburo, con rapido suo becco
si da ingigantire, col bluff le dimensioni segnala il territorio, cioè zona nutrimento
le femmine d'artiglio, attaccan i nemici pur fringuello canto, in prole allevamento
Presso lor pulcini, cavàn gl’occh’infelici2
Picchio ha una fucina, di pigne frantumate
tempeste fan tacere, i canti strigiformi incunea in fori tronco, scaglie ha sfilacciate
Mentre il tempo calmo, poco pur ventoso e scoiattolo le strappa, gli avanzi fa cadere
permette di ascoltare, canzon territoriali estrae semi oleosi, ghiotton li vò a vedere
io ascolto la Civetta, tra nebbiolini strati
1
gli strigiformi usano due metodi di caccia: l’agguato e il un picchio suo rifugio, mura con l'argilla
rastrellamento (territorio perlustrato in volo a bassa quota). per mettersi al riparo, da var nemici grandi
2
tale aggressività si manifesta soltanto quando gli adulti mezzo alla corteccia, sistema noci e grano
allevano i piccoli e varia molto da specie a specie, individuo a caccia poi gl'insetti, a spiral s'invola plano
individuo. La reazione più frequente nei riguardi dell'uomo è
la fuga.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 103
l'Upupa è un uccello, piccolo elegante variopin commerci, che Napoli sa dar
assieme a cicogna, migra tuoneggiante
è un uccello che tuba, e guida coi canti Or diversi gruppi, al porto fan stazione
L’anima defunti, e i Mister iniziandi1 scocca la tensione, caus'incomprensione
scontri e divisioni, offese in un crescendo
S'è piccina pioggia, fà cessare il vento e Regina Margherita, medita un solvendo
svolazza pipistrello, segna tempo bello
quan pavone strilla, come l'oca a notte il giorno compleanno, indìce grande gara
sappi che la pioggia, tosto è alle porte un dono originale, che allieti vita umana
ma questo sia capace, a riunir pacificare
ae un arcobaleno, tien un doppio arco le genti di quel regno, la pace riportare
se pallide le stelle, sembrano cerchiate
se tardi la colomba, ritorna pur al nido tra vari pretendenti, cuoco un pò distratto
vedi pure stormi, annunci nembo infido dentro sua bottega, prepara vario impasto
con sal di pescatore, e farin d’agricoltore
soffia tramontana, gabbiàn uniti a riva impasta acqua e farina, in lievito sudore
han becchi controvento, in rito di natura
preservan aria calda, evitando rovesciarsi pei marinai del porto, cucina più focacce
gabbian al vento gelo, seppero adeguarsi Sogna la regina, in mano ha tre borracce
dentro l'acqua fiume, e legna per il fuoco
l'anatra con oca, regin uccelli d’acqua lo spirito di Pan, aleggia e regge il gioco
Vanth è psicopompa, tien Alloro e Cigno
Turanna la Colomba, danz’amor intorno Or le tre borracce, cuoco può esplorare
rondine s'innalza, nel cielo blu profondo prova l'ingredienti, spalma sul suo pane
aperta fù la prima, vede il mondo nuovo
è bel tempo quando, volano gabbiani scrutano suoi occhi, un american ritrovo
oppur cattivo tempo, su costa radunati
La rondine sorvola, sfiora stagni giù2 Qui conosce un indio, frutto sconosciuto
le paglie van rotando, turbini all'in su Tomato mio nome, son pomo d’oro puro
canto col sonaglio, son rosso fiero nume
spirito di danza, son nato lungo il fiume
rondon caduto a terra, lancia pian in aria
lui non riesce alzarsi, è un animal dell'aria
Apre altra borraccia, vede la montagna
sfreccia sopra tetti, cattur insetti e argilla
stalla e 2 pastori, che mungono la vacca
beve dorme in volo, si bagna e si sfavilla
lor gli offrono del cibo, fatto con del latte
mozzarelle bianche, fresche pronte fatte
Staser è di riposo, Pamela fà una pizza
appresa dalla madre, è cibo che ci sfizia
salta fuor la ninfa, uno spirito del latte
e i bimbi ricorrenti, richiedono la storia
ha poppe rigogliose, caprine le sue zampe
Pizza Margherita, lei narra senza noia
2 pastor in cerchio, le danzano un motivo
vestiti corna e pelli, omaggio a lei gradito
a Napoli città, affacciata là sul mar
Regina Margherita, venne soggiornàr
così terza borraccia, cuoco infine stappa
affluiscono più genti, per leggi libertà
giardin d'olivi e spezie, è l'ultima sua tappa
2 magi vann'incontro, lo voglion consacràr
1
Migra dall’africa all'Europa, hud-hud è il suo verso, simile al è in terra medio-oriente, la culla civiltà
tuono (bu-bu) in etrusco, da cui nasce il nome di tamburo.
Da cui nasce nome, di rombo tamburo
2
Se la rondinella sfiora l’acqua con le ali, s’avvicina il
temporale poiché i moscerini scendono giù a trovare aria
più calda. Per san benedetto la rondine è sotto il tetto, ma
quando parte, il freddo è in arrivo.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 104
con olio oliva e tulsi, ungono sua testa1
ne fan un basilisco, odor d'aromi a festa Piccola creatura, mi guarda poi si siede
A lenir lubrificare, corpo e la coscienza mi disse che viveva, nel Giardin dorato
volgerla al piacere, della divin presenza e Lui abita una sfera, altra di esistenza
lavor ad aiutare, la quercia sussistenza
rivolgono 2 magi, parole al cuoco in rima
“Ecco il nuovo dono, a umana Tua Regina Entrai in un’atmosfera, più straordinaria
nei tempi a divenire, sia pizza consumata nuda camminando, l'aria assai più densa
ricordo d'alleanza, tra Pan e razza umana formicolii sentivo, nell'arto addormentato
Fauno era al mio fianco, sotto tale stato
il cuoco risvegliato, affetta i 3 ingredienti
spalma su focaccia, mette in forn ardenti Sai chi sono io? mi parla il grande Pan
accadon mutamenti, pur urla di tormenti sorriso che beffardo, brilla nei suoi occhi
cottur ed alchimia, trascendon ingredienti Se son vicino a te, non senti repulsione?
non vedo la paura, sorger nel tuo cuore
in forno danno vita, alla Pizza Margherita
profumo che risvegli, palati a nuova vita un Panico deriva, timor di mia presenza
Pizza nuovo piatto, multietnica pietanza demonio di paura, detta fu mia essenza
aiuta la coscienza, squisita mescolanza ebbene eccomi quà, son servo di natura
Aiuto umanità, sebben m’inquini oscura
Spettacol di cucina, la pizza or ci rivela
presenza di più numi, e voluttà più vera un tempo mi derise, 1 artificiale chiesa
motore dell'unione, allegria condivisione i zoccoli e le corna, mutarono in offesa
don della regina, a nutrir popolazione Natura fu peccato, e vennesi oscurare
la vita materiale, e la gioia di cantare
e giù Patate al forno, oppur all'uccelletto
Zucchine melanzane, e broccolo verzetto Voci lamentose, aleggiavano sui mari
spiedini al rosmarino, o petti col limone Pan si disse è morto! Inizin mono-stati
Frittata di patate, o cipolle buon odore Fauni con Ninfe, piangevano scomparsa
con Naiàdi e Driadi, divennero una farsa
è risotto pescatora, in cucin napoletana
vongole spaghetti, e penne all’arrabbiata Gli umani poco a volta, emigrano in città
ravioli a boscaiola, in brodo o gorgonzola Adoraron vana gloria, e sfoggio delle idee
oppur verdure funghi, assieme delle uova Tu divenisti un vecchio, tolto da ogni luce
alla fine poi moristi, demonio sulla croce
Pamela va cantare, incontro col suo Tago
Avvenuto al Terabuti, girando per il prato Oh grande Pan! dal tutto fosti un niente!
l'appella con più nomi, antichi e nuovi Dei Deriso sputacchiato, tu che sei sorgente!
Presente in ogni luogo, Dio erotico Tu Sei T'aggiunsero lo zolfo, nei fuochi saturnali
Le ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani
Tutto accade ora, attorno grande quercia
Flauto Pan in mano, suono per far breccia sorto dall’Arcadia, ridotto alla menzogna
la melodia che senti, è il coro degli uccelli da mente umana che, nega alla bisogna
squisito contrappunto a flauto negl’ugelli in America nativa, riemergi nei convivi
carezzi la tua barba, riempi i cuori vivi
Seduta sotto a un Leccio, vidi una figura
danzar assai graziosa, un metro forse più Divino che ogni cosa, riunisci nella vita
era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta in forza delle piante, sprizzare delle fonti
zoccoli e cornette, e pelle miel trapunta fai correre la linfa, negli alberi e le querce
germogli del frumento, divieni pane merce
1
Basilisco: imperatore bizantino. Tulsi: basilico di Krishna.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 105
rinasci assieme ai cicli, perenni di stagione Fertilità di piante, ermafrodito incanto
splendente tu ritorni, in rinascèn nazione Pastori contadini, ti veneran con canto
l’oceano riattraversi, in direzione inversa diabolico demiurgo, diletto di Mercurio
L’America custode, in Europa ti riversa preso fra le braccia, gioisci animo puro!

Ti chiamano nativi, Grande Wakan tanka Mercurio senz'indugi, salì dagl’immortali
lo Spirito supremo, e lor Anima Tatanka avvolto avea fanciullo, in pelle lepre sai
Tu racchiudi tutto, poiché sei Pan in sé e suo figlio presentò, per tutti rallegrare
e Cantano i poeti, Son Pan e Pan è Me Dioniso il più lieto, inizia ad acclamare

Nacque dal Tuo ventre, intera umanità lo chiaman dio Pan, che tutti l'incantava
come un bimbo nato, dice ciao mammà col canto che propizia, nell’animo l’amòr
visser tutt’assieme, umani con ambiente Tramite zampogna, lui suona nella sera
Fin a ché un idea, Ti escluse dalla mente flauto che prevede, l'unire canne e cera

“Tu sei l'En to Pan, l'Uno e pure il Tutto Pan amò più ninfe, sette più cannucce
Natura naturata, che gode del suo frutto Eco e la Saetta, Siringa e ora Pamela
Pan sei penetrante, vulcano primordiale tra più alberate valli, và solito d'errare
un Lazio di Saturno, aspetta a ritornare assieme le sue ninfe, gioie nel danzare

Pan o Dio dei boschi, camminami vicino Pan dolce signore, chiome abbondanti
dietro e dentro me, prestami i tuoi occhi Hai dorso coperto, con manto di lince
fai vivere quel bosco, delle sue creature Irsuto Tu regni, sulle vette dei monti
Ninfe fauni ed elfi, gnomi e fate pure! sugli aspri sentieri, sassosi errabondi

Cantan lavorando, diversi per fattura e vaghi qua e là, in boscaglie intricate
ballano sequenze, gli enzimi di natura Ora sei attratto, dà acque immacolate
fan celebrazione, fermentan ogni cosa Corri attraverso, montagne cui aleggi
danzano in continuo, quasi senza posa Siedi e contempli, dall'alto tue greggi

oh Tago di Pannonia, Apollo dell’Etruria col tuo riso sonoro, risvegli ogni bosco
Pane misterioso, di boschi monti ed uva fai stragi di fiere, se accingi alla caccia
nasci dall’unione, di Drupe della Quercia alla sera ritorni, suonando una siringa
enzima messaggero, vin e fuoco d’Esta Musica serena, melodia che avvinghia

fenomeno d'un bimbo, sei nato a recitar il Tago eterno Pan, dei nativi in Thera
se dormi il mondo tace, attende risvegliar vive l'avventure, folletto di Pannonia
col fango tu modella, sentieri e personaggi tra miti canti e storie, vision filosofie
col manto della madre, li vesti li fa saggi natura e medicine, nei versi di poesie

raccontaci Raseno, il figlio di Mercurio Tu reciti sul palco, da Thera predisposto
còn piede caprino, e pur dolce sorriso Inizi impersonare, scene a più non posso
Ispido e barbuto, precoce di saggezza danzi circolare, mimando eroe che viaggia
allegro indiavolato, padre dell’ebbrezza vesti mascherato, e incanti chi ti assaggia

Ermes o Mercurio, il bardo narratore Lombrico e firmamento, reciti d'entrambe
Fratello di Ganesha, pascola le capre a thera vuoi piacere, e sei testardo grande
giunto dall’Egitto, a Penelope s’unisce continui recitare, van gli anni e poi decenni
questa il figlio Pan, alfine partorisce in cuor il fuoco arde, consuma estat'inverni

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 106
ardòn le identità, susseguòn pace e guerra Duràn funerali, tuo flauto è dolcezza
forza dei tuoi piedi, s'esprime vien da terra lo spirito unisce, alla fonte freschezza
incursioni ben consegui, nell'ordinar realtà Addolcisci ed incanti, ogn’anima pura
mascheri più piani, con grazia sai sgusciàr il magico arcano, è strumento di cura

Conialo pur Ticone, ti chiamano a Volterra Pan sei cacciatore, sdoppi nei 2 sessi
per zoccoli di capro, con cui percuoti terra nei satiri maschili, e le ninfe femminili
sei colui che scuote, ogni polver di materia Sei l’unica realtà, attrice e spettatrice
tramite l'impronta, dai forme d'ogni sfera fatta di pensieri, mente incantatrice

Là Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia Esisti solo Tu, Sei multi ed universo!
tieni lunga barba, e bastone da passeggia Amore per te stesso, ieri com adesso
Pan vecchio-fanciullo, oltr'uman saggezza Tu sei l'inventore, là in masturbazione
1 piede all'altro alterni, pièn di leggerezza Suoni flauto e danzi, in continuazione

Al centro della danza, ci guidi gradualmen Flauto a sette canne, son i sette centri
col batter dei tuoi piedi, che fai rapidamèn cui danzàn le Ninfe, amate e ricorrenti
Chi scopre la tua danza, ride con costanza Ninfe trasformate, in canne voci e pini
un gioco circolare, or vede in ogn’istanza dissolvono nel tutto, gli ego lor confini

Le ninfe Eco e Siringa, cantan melodia Pan sei Tu natura, profonda della vita
sfere in movimento, creando l’armonia Dio Thera proprietà, confini e identità
rane e ninfe d’acqua, cantano e fan l’eco Erri là nei campi, boschi monti e grotte
Limpido tuo canto, godiamolo completo contrade solitarie, avvolgi giorno-notte

è lingua universal, flauto con tamburo ovunque tu risiedi, o Pan-thèr vitalità
tuoi totem animali, gatto con canguro Sei dio delle foreste, non hai malvagità
Signore del suono, di bosco e foresta dòlc'odore muschio, incenso delle soglie
è Fauno caprino, che danza e fà festa Sei l’umòr di bosco, di pini umide foglie

Diraman le tue corna, Satiri e Panisci Fauno primo antico, dio del Palatino
infinite sfaccettate, entità della natura del romano colle, padrone sacro amico
Diabolico vuol dire, dividere due a due Tu desti i Lupercali, ai popoli anteriori
divider cielo-terra, moltiplicar creature feste popolari, che spogliano gli attori

La Tua coda antica, radice di coscienza In seguito fa spazio, a feste Liberaliae
seno e doppio fallo, natura ermafrodita Culto che richiama, la prima devadase
Tali due nature, in Te fondono un tutto Dio Liber celebransi, col tuo fallo linga
Quella di animale, tesa a umano frutto Umani piante greggi, allupano la linfa

Sei detto Pan Liceo, cuor d’ogni natura più satiri discorsi, si oscenano nel foro
Shiva Pasupati, che nasce a nuova luna e avviene l’erezione, feconda come toro
Grande sciamano, cornuto e saltellante invoca bon raccolti, l'anno che or arriva
di piante e animali, sorgente e garante pro eventibu semìnum, la formula latina

Insegni rispetto, nel bosco tuo tempio Matrona là incorona, nella pompa magna
se sei disturbato, abusato con scempio 1 solenne fallo, che vien dalla campagna
Intervieni di certo, lanciando il pavòr portato sulle spalle, grande processione
il Gran panico d’urla, terrore e dolor! intorno alla città, per dar benedizione

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 107
Raseno ci riporta, Erodoto suoi annale
de là prostituzione, rituale ed ospitale queste ampie corna, mio buon signore
Donne con le corde, avevano costume dalle mie orecchie, tu potrai bere..
un chiaro specchio, sarà per te il mio occhio
Stare lungo strade, presso fuoco lume
con il mio pelo, pennelli ti farai..
passa poi viandante, chiamane qualcuna Se la carne cibo ti sarà, la pelle ti riscalderà
se giudicata degna, le scioglie la cintura e sara il mio fegato, che coraggio ti dara..
se invece và alle case, dette lupanare e così sarà, che il corpo del tuo vecchio servo
sceglie posizione, a lui più congeniale sette volte darà frutto, sette volte fiorirà.

Appresa nelle corti, del rinascimento Filosofia suprema, è la magica visione
l'arte di erotismo, di corteggiamento dell’unità natura, di là dei var contrari
in cui si ricercava, espandere confini Fusion di yin e yang, colta nell’istante
interior ed esteriori, rinati più appetiti Raseno ci rivela, è la magia più grande

artista Michelange, realizza Ganimede scansa ogni morale, ascetica o mondana
che un sapere antico, bene ci ripete Io esalto la fatica, d’ingegno azion umana
erotica è la forza, che l'intelletto affina Grazie alle tue mani, conquisti condizione
saggezza con follia, fan nuclei della vita Umano tuo sudore, persegue redenzione

l'Eròs appaga istinti, Filia dà l’amicizia Nel campo pigmei, presso fiume Congo
capacità d’ascolto, che cur ogni sconfitta uomini tenevan, lance ed archi in pugno
poi Agape passione, brucia non s’arrende nel centro di radura, presso lor capanne
è kundàlini che sale, amore trascendente nel mattino presto, fuochi accesi fiamme

puliscono con foglie, vicin terreno spiazzo
arde amor sessuale, rinasce dalla morte
canestri porta l’uomo, pien di sabbia fiume
intermediar signore, mèdium della sorte
spargono su terra, qual mandala uniforme
alberga in ogni uomo, un erotico sapèr
tracci ora l’anziano, un antilope conforme
Entusiamo fuor di sé, ovver theiòs anèr
Mentre incocca freccia, ai bordi di radura
l’erotico furore, è un uomo arso d’amore
Tutti or fan silenzio, in ascolto di natura
non pago dell’unione, carnale sensazione
Guardan tutti in alto, al cielo di foresta
fa cerca d’infinito, che sazi le sue brame
attendono che sole, irraggi la sua festa
e sposa alla Natura, in copul sovrumane
un raggio di sole, improvviso ora fiocca
Rasen or cita Bruno, nel mito di Atteòne
Medesim istante, pigmeo freccia scocca
Natura dà il movente, di vita interiore
Centrano entrambe, sia sole che dardo
il cacciatore giunge, a veder Diana nuda
l’antilope sabbia, in sincronico incanto
che cervo quale preda, alfine poi lo muta1
Sassolini su terra, disegnano silhoette
col cuore in gola, agguato al daino io tendevo
invece venne il cervo, che davanti si fermò
animal da cacciare, o pioggia invocare
“Piango il mio destino, io presto morirò, con magici canti, danze e gesta rituali
ed in dono allora, a te io offrirò, col suono del rombo, lì a vorticare2
1
Giordano Bruno: “il cacciator/ricercatore diviene preda e
conoscenza poiché il filosofo è furioso, assetato d’infinito ed
ebbro di Dio che va oltre ogni limite, con sforzo appassionato
ed eroico (eros), raggiunge una sovrumana immedesimazione 2 Martin: “Magia sta per incantesimo, imago suggerite,
con il cosmo: l’universo si dispiega nelle cose e le cose si imitazione dell’effetto che la tribù desidera ottenere. Se si
risolvono nell’universo”. Atteone è l’anima umana che va in diagnostica che l’origine di un male è nociva, l'aborigeni con
cerca della natura e, giunta a vederla, diventa natura stessa”. riti e danze cercano allontanare da sé ogni possibile pericolo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 108
il popolo esplode, più grida di gioia Così Proceno fu, un capo gens d'etruria
auspicio par buono, per caccia del dì che fonda sul cinghiale, sua progenitura
Simpatico evento, dei totem del clan è un totem risalente, da Troia in Anatolia
ciascun tien specie, da far moltiplicàr più tribù romane, richiaman la sua gloria

ognì sezion del clan, a fin di conservar In origine il senato, romano consisteva
salute in territorio, fa riti a incrementar dei capi delle gens, dei popoli che aveva
con susseguir di canti, di eventi naturali Patres pur chiamati, chiusi ai nuovi nati
invoca tal’azioni, accompagnati da rituali dop'espulsion di Rè, vengon rimpiazzati

Fan stimol emissione, del potenzial vitale figli d’ogni gruppo, in casta son ammessi
di speci-fìco luogo, d’un Essere Ancestrale con riti iniziazione, che a cibo son conessi
C’è chi compie il rito, chi sorveglia questo prima non è membro, quel cibo gli è tabù
così che sia corretto, tutti han ruolo netto Mangia e poi rinasce, alla festa clan tribù

in bosco molte tracce, portano alle terme Mantengono adivasi, tribal federazione
pozza con argilla, pantano del cinghiale come i primi Rasna, senza impor nazione
dov'esso regolare, si ruzzola e fa il bagno i membri dei var clan, facean comunità
duràn peregrinaggi, notturni senz'affanno in feste e sacrifici, antenato a ricordàr

e si libera da insetti, quan l'argilla secca presso dei Romani, e presso gli Adivasi
strofina dopo il bagno, ad albero sen fretta Son feste funerali, banchetti rinomati
strofina per più ore, corteccia è consumata Fatti sulle tombe, per convitàr defunto
d'argilla inzaccherata, di zanne và intaccata spartire coi presenti, i benefici appunto

e ricorda Ecate-scrofa, Dea dell’oltretomba
Partecipare al pasto, fu base società
che dona suo cinghiale, totem ver di Troia
Gruppi commensali, tribal divisi in clàn
Hecate è il maiale, dea luna e conoscenza
e crebbero sub-caste, al posto di tribù
Phorcus fila fato, è 3 Parche evanescenza
che feste sacrificio, rinnovan in comùn
in notti luna piena, cammina per le strade Roma pian emerge, nuova classe mista
da cani accompagnata, porta sacra torcia che già partecipava, a tutti riti in pista
fermata dai fedeli, in offerte negli incroci spariscon distinzioni, di razza e religioni
Sussurra conoscenza, e segreti misteriosi crebber divisioni, di casta e occupazioni
Tien tre teste e occhi, caval serpente cane accresce allor l’idea, astratta di nazione
Dea cagna e dea serpente, dona sacri doni pubblico interesse, comùn rito d’azione
Regina della notte, della luna e della terra tal pasto unisce tutti, nel sacrificio primo
spiriti antenati, governa e porta a terra i nemici allontanati, dall’urbe all’esquilino

Per fare un cittadino, romano v’era il rito il valor del privilegio, sepàr popolamento
del Suovetaurilia, cioè sacrificio in cibo cresce l'eldorado, produce inurbamento
Agro è àger latino, un origìnar terreno crescon il possesso, recinto del confine
tutto controllato, da capo gens intero tra i primi villaggi, restan pochi alfine

stretta comparazio, tiene casta e gens dai popoli di mare, vien una memoria
In società romana, e società dell’India quan Tirreno Rasna, apre nuova storia
Ogni gens o clan, traccia discendenza emigra lui da Lidia, è dà nome fecondo
di antenà comune, scritto in desinenza al mare che saprà, accoglierlo errabondo

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 109
Chiamato pur Tarkòn, rinomina l'Aetalia Tago figlio a Thera, dette suoi segreti
Fonda sua città, Tarkna presso il Marta i solchi nella terra, vengono tracciati
Richiama in parallelo, cugin polinesiani per propiziar il suolo, alla fecondità
che portan le colonie, in emisfer austali Voltumna gira e ruota, ed è fertilità

è mitico Dardano, progenitor dei Rasna Tago è pure gnomo, folletto dispetto
il fondator di Troia, figlio a Elettra ninfa Rinasce ogni tempo, con abito diverso
sorella di Kabera, e delle Pleiadi stelle che tenta di opporsi, alla sopraffazione
nate da Proteo, che in mare tien insegne un mito del riscatto, rinnova nell’azione

una stella è pure Circe, figlia del dio Sole Ciò che Anima vuole, chiede per enigmi
che genera da Ulisse, Agrio e Latin stirpe essèn della sapienza, fuor del razionale
Figli d’Odissea, son Smisurato e Forte è la follia divina, divisa in quattro parti
che ai popoli Tirreni, legan loro sorte appoggia quattro Dei, eccone i riparti

Circe è stella Sirio, e ruota il calendario Aplu il divinatore, Dioniso è iniziatore
che fa viaggiar Ulisse, nel destin umano Muse ispir poiesi, Afrodite ispir amore
dentro oceani fuori, e negli abissi dentro Identici frammenti, Dioniso ed Apollo
vive l'esperienze, di gioia e di tormento come Krisna e Siva, vari il protocollo1

Tinia Giove Cielo, fulmini poi scaglia Fuor d bocca folle, esce allor sapienza
a dar segnali vari, e figli sottopaglia Parla per enigmi, esprime un evidenza
le vision trascritte, nei papir di Tebe Molti portan tirso, son pochi i posseduti
servon ricette, che Aruspice gli chiede son mantica e mania, poiesi già compiuti

Dioniso è fremente, sapièn contraddizione
Insegnan le arti, proteggon le case
assurdo suo linguaggio, gode degli opposti
le ninfe dell’acqua, e benevoli Lase
velato con svelato, è in simultan presenza
Nereidi oceanine, guardiane di ponti
rivela religione, in versi ambigua essenza
Driadi dei boschi, Oreadi dei monti
Raccolgon le parole, li chiamano sapienti
Rasna pur sedotti, uniti ed enzimati Sistemano il sapere, in eccellenti versi
da latin e greci, fenici e celti amanti Detti son Trutnòt, sensibili alle fonti
sotto alla Sabina, federano Ruma Divino Apul invasi, Dioniso simbionti
città che diverrà, la forza della lupa
Aplu ha la corona, d’edera di bacche
porto di tribune, accoglie varie razze amico dell’alloro, vien in greco Dafne
rifugia i loro culti, sopra nuove piazze gran divinatore, ed esperto nella lira
nei sentier di tufi, corre un corridoio usa l’arco e frecce, assieme medicina
di labirinti per, provàr le vie di fuoco
I villaggi toscani, Bacugno e Volterra
nel rito iniziazione, cunicoli con grotte in annuale festa, fan solchi per terra
rivelano i passaggi, di mentali rotte li guidan trutnòt, sciaman sacerdoti
a giungere nel luogo, dov'ogni divino che a Tago e Vegoi, restan devoti
rivela la presenza, dell'infante primo

comun-ic-azione, oltre var conflitti 1
Dioniso raccoglie in sé tutte le contraddizioni, è una
Darà rivelazione, di là dai pregiudizi cosa sola con Apollo sua contraddizione; entrambe
Istinto emozione, circola graduando inducono follia negli umani, in danza e divinazione, in
vede la natura, coll'occhio dell'incanto oracolo e ricettacolo. Trutnot frontac: casta di Aruspici di
Tagete presso i Rasna.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 110
a passo viandante, flauti e mantelle
il liuto bastone, con più campanelle interpreta enuncia, ciò ch'è da fare
Aprivan la nebbia, della tormenta prega poi canta, s'è il caso danzare1
Così da invitar, l’aurora giumenta per lui tutti i fatti, presagio a qualcosa
dal fato emanati, via mana sua sposa
Dio molto li ama, gli uomini meno
Girovaghi artisti, son eremo intero Nevio è contadino, coltiva agro piccin
quan tuttavia, appar gran bisogno pascola le scrofe, e schiaccia un pisolin
Ricorrer ad essi, è viver un sogno e sveglio s’affligge, maial perduti avea
entra in suo sacello, di eroi che lì tenea
Quelli son templi, Dei primi tempi
Boschi e sorgenti, anfratti clementi chiede trovar scrofe, promette bella uva
Boschi e sorgenti, anfratti clementi esaudito il desiderio, cerca grappol d’uva
Questi son templi, Dei primi tempi allo scopo suddivide, la vigna due a due
dal volo degli uccelli, trae l’auspici pure
fabbrican ponti, e collegano i mondi
viaggian in tondo, tra lingue del mondo tiene viso a sud, proietta suo templum
da soli son sabbia, nei gruppi son malta in cardo e decumano, traccia punti giù
ponesi nel centro, per osservar il cielo
parlan ferventi, pur sembrano assenti
da voli dell'uccelli, auspica il sentiero
Se fondan villaggi, guerrieri e poi saggi
ritiran con garbo, quan vanno in letargo Nevio procede, fà modo exploremus
li pensi e li cerchi, ai momen di bisogno Interpretazione, è l’interpretèmus
In polver li trovi, i custodi del sogno il modo exoremus, è purificazione
oppur espiazione, o propiziazione
e rialzan il mento, sicuro è il momento
curar i villaggi, o guadarne il passaggio Fulmine analizza, o volo di uccelli
se leggi e poi canta, se vuoi pure danzi cerchio a terra fà, diviso in caselli
libro che hai in mano, sarai terabanzi! che sedici sono, dimore degli Dei
la volta del cielo, è quadranti Caldei
l'aruspe signore, veste umil pastore
in berretto appuntito, ricurvo bastone piega il ginocchio, punta sud-nord
osserva gli uccelli, scruta gli eventi braccio angolo fianco, segna l’est-ov
da voli e dai lampi, e meteore cadenti guarda verso sud, semplice postura
traccia coordinate, sopra d’un altura
l'Aruspe fa esame, dei fulmini e tuono
e se serve li attira, evocandone il tono Orizzonte fa cerchio, spalle son al nord
e indaga lor fonte, il colore e il fragore Nevio aruspe cerca, quadrante in accord
il tipo e durata, e s'emana acre odore Provenienza del lampo, o di uno stormo
del Dio folgorante, trova sede cosmo
che cos'è colpito, in quale circostanza
sfiorato incendiato, fuoco a distanza
1
se i fulmin son secchi, umidi o chiari Mana è l'essenza indipendente che permea e giace in
se son segni fato, o eventi più vani cose visibili e invisibili, persone ed eventi esterni e interni
a loro. Si vede e si sente dalle cose in cui risiede, muta e
circola in fasi cicliche. Emana dalle foglie, fugge in nubi-
Consulta i fatales, in viscere e frutti
fiamme, cura, uccide, insegna, dona visione. Per gli stoici
desume l'ostenta, interpreta spunti il mondo è fatto di eventi e segni precursori presenti
in tempi di guerra, offre più auspici ovunque: nel volo degli uccelli, viscere di animali,
ai più generali, con polli e gli offici fulmini, sogni, prodigi, astri. il cielo/fato dà messaggi ai
destinatari e null'appare caso. Rasen
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 111
divinità del cielo, le trova nel nordest Così gli Dei sedotti, non perdon dignità
del mare oppure fato, le trova lì sudest viaggian sino a Roma, con loro volontà
di terra e di natura, trovale a sudovest statua trasportata, annuisce silenziosa
Saturne sotterrane, troval a nordovest in templi d'Aventino, sicura e rigorosa

Ogni saetta, ha un nocciolo di pietra così la pietra nera, vièn da Pessinunte
Asce frecce scuri, cadono in tempesta mèteorite cielo, che donne fà fecunde
Una è l’epistite, il Nevio ha udito dire Magna Mater d’Asia, Cibele nero vivo
nebbie con tempeste, pare fa fuggire che senator Romani, invitan Palatino

così corallo che, nasce dentro al mar Venner dall’oriente, nuove cerimonie
tien colore verde, esce e muta all’ar per la fertilità, misteri e iniziazione
Rosso ti diventa, hà virtude alquanto a ognì divinità, fu un mese consacrato
folgor e tempeste, fa cessar d’incanto ed anima le feste, del calendario Giano

Tinia detto Giove, lancia saette diurne e gusta buona pizza, è mese di febbraio
s’è Satur Summano, lancia le notturne arde fuoco al centro, e Martin gioca gaio
tal fulmini lanciati, detti son manubie racconta del mistero, del cervo della rosa
undici son certe, le altre sono dubbie insegna pur un canto, che dento ci riposa

Dimostrativo d’ira, quello ostentatorium guardo sulla destra, vedo enorme quercia
Utile o dannoso, invece il peremptorium con radici salde, che addentrano la terra
il devasta tutto cambia, tutto ritrasforma fà piacer guardare, quest'albero proteso
Il presagum avverte dissuade o conforma1 che sua la forza, dall'intemperie ha preso

quando c’è un prezzo, consulta zodiacales lo guard'attentamente, comunica qualcosa
se cambia o distrugge, consulta fatales su occhi miei socchiusi, la sensazione posa
l’est appar propizio, è dei Pars Familis graduale mi avvicino, trasmette sicurezza
L’ovest par ostile, sia dei Pars Ostilis profonda nella mente, la mano l'accarezza

sedussero romani, più clan sacerdotali Or sento vibrazioni, emanare da corteccia
pei popol conquistàr, Regine con i capi passano da mano, al braccio come brezza
coinvolgon alla guerra, divinità nemico e cella dopo cella, raggiunge tutto il corpo
si da conquistàr, il popol più ardito mi guida la sua voce, nell'interior mondo

Dopo aver sedotto, primàr divinità Sibila quel pino, al vento giù dal nord
Romani militari, conquistan le città simile a un custode, presso la mia casa
invitata trasferirsi, a Roma come culto Vive una sua vita, a ognì stagionamento
la casta sacerdoti, risiede in fisso punto vivo suoi silenzi, in continuo mutamento

riuscita d’evocazi, è conoscer vero nome ogni albero il vigore, succhia dalla terra
del Dio della città, e sedurlo a profusione si libra poi su tutto, e assorbe Licea luce
oggetto di rispetto, di culto a condizione da viscere del mondo, nell’anima racchiude
Nemico sia sconfitto, ricatti e seduzione Quel fremito legnoso, e lento vita schiude
1
“Il presagio varia secon l’intenzione dell’operatore: se ha in Dona vita agli altri, spesso ci incontriamo
mente uno scopo, fulmine è consigliere, in itinere è autorità,
approva o disapprova il progetto; se il consultante non chiede penetra mia vita, a vicenda c’influenziamo
nulla di specifico, il lampo, a seconda della casella cui parte o Lui parla la sua lingua, in amore cerca me
ritorna, indica il campo d’azione (dio nume) verso cui agire o Rivendica esistenza, più o meno come Te
da cui guardarsi, infine il fulmine prorogativo indica evento
nella vita del consultante, che può esser prorogato.” Raseno
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 112
Gli viene da di dentro, or sua resistenza il profùm del pino, brucia e pare miele
Magnifico contrasto, di tronco nerboruto Martin suggerisce, fermo e non parlàr
Sento che mi cambia, la vita nel profondo Altrimenti la parola, darà la morte a Pan
fremo di energia, che eman a tutto tondo Dio che può soffiar, nel flauto a sette càn

Tenace esprime vita, pur irraggia attorno Riscopro che lo scopo, di viver la mia vita
vigor di sua presenza, e fiero io ritorno è viverla profonda, con ciò che mi circonda
selvatico mi forma, sua forza lui mi dà è vivido rapporto, tra l’uomo e l’universo
spande suo profumo, che d’erotismo sa ciò ch’esprime vita, in modo multiverso

esàlo trementina, par che gli assomigli Quando vien mattino, il fuoco pare morto
oh albero concedi, un poco tuo potere! Le cener della notte, restano sul posto
Aiutami alla vita, ti do un pò dell’umàn Su di esse soffierò, a ridestar contatto
brandelli di mia veste, strappi col tuo ràm tra l’essere partito, e l’essere ch’è intatto

è un aprir o chiuder porte, alla ricettività Memoria di antenati, è calore di contatto
segreto del rapporto, col pino oppure Pan bevuto il suo calore, Pan rimane intatto
se dico son sciocchezze quelle che io sento mentre sol tramonta, prendo sua potenza
Scambio d’energia, tronco in un momento identità del cervo, che ha donato essenza

Albero Tu grande, T'ergi con gran forza c'è una grande roccia, s’erge sulla pista
Assorbi dalle viscer, la linfa della terra oh tu grande roccia! Aiutami alla caccia
Guardati da me, o vecchio antico Pan Dammi la fermezza, io ti farò un omaggio
Ti toglierò la vita, per ceppi e travi far uno stupa piccolino, ti dono qual assaggio

è l’atteggiamento, il punto della svolta Se oggi tra i nativi, dio Pan ancora vive
Martin mi ricorda, d'aprire la mia porta Ma piano sta morendo, a suon di civiltà
“piano accrescerai, la sensazion che tutto se gl’offri l'occasione, esser meccanizzato
possiede sua ostinata, esistenza dopotutto il selvaggio uccide Pan, più del civilizzato

Se l'Universo è vinto, Pan rimane morto
uno special rapporto, vivo avrai con me
Nulla più rimane, a una vita senza porto
arricchimento in vita, simbiosi va da sè
già noia sta in agguato, senza condizioni
provo là nel campo, come fosse un gioco
rifiuta ogni rapporto, fuor delle invenzioni
là sulle montagne, notte attorno al fuoco

Guardo sua fiamma, resto in piedi scaldo le cose conquistate, l’uomo invero perde
con voluttà le cosce, le natiche e le spalle Un mondo reso schiavo serve poco o niente
contempla coi tuoi occhi, danza delle fiàm Riduce quel mistero, che le anime connette
In faccia tu vedrai, un legger sorriso Pan L’incontro viene meno, la vita resta inerte

Bevo tuo calore, l’assorbo nel mio corpo fuggi la conquista, se vuoi che Pan ritorni
Prendo la tua vita, ad alimentar la mia puoi vivere per viver, non per conquistar
Albero son caldo! son forte e son felice! soffrir potrai la fame, oppure le fatiche
In questa notte fredda, tempio benedice ma cosmo a te vivente, parla e pure ride

Torna pure o fuoco! come miele torna pur il civilizzato, può scegliere universo
meccani conquistato, o quel vivente in Pan
Miele della vita, fissato dentro un pino
Poter antico vedi, che gioca ad infiammare
nel sole risiedevi, poi l’albero ti prese
e in un bicchier di vino, cura a rallegrare
ora là sul fuoco, ritorni in tue distese
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 113
Ecco là la Luna, che affiora su nel cielo respirano le Rose, rugiada soffia pura
mi turba nella sera, mentre la contemplo ai piedi di Lehùnar, Wiri e Wirikùta!
le donerò qualcosa, a mezzo d'una donna
voglio ringraziarla, al don delle sue corna germoglia il Mais, la Rosa sboccia
e canta la Rosa: Io sono il Cervo
Martin poi racconta, del cacciator silenzio e canta il Cervo: Io sono la Rosa
fa cuocere la carne, e il cervo dà l’assenso Solo a Wirikòta, tale canto è strofa!
spossato e tuttavia, lui eman una potenza
raccolta da suo ventre, di grata riverenza1 odo nostri-Padri, cantan nostre-Madri
i monti le colline, e cantan fiori amati
il vecchio cacciatore, fucile oppure altro cercarti son venuto, vita dei miei cari
in suo animo profondo, parla col cerbiatto oh Figlio di Tatèi, Wèrika ed Huimàri
Dimmi dove sei, con le agili tue zampe
Ti sento ti conosco, donami tuo sangue i sentieri dei Fiori, i sentieri delle Rose
passan Wirikòta, e bianc'Oriente sposa
si muove ora furtivo, proietta fuor di sè Perdonami se impuro, puro mi vorresti
la primitiva essenza, dell’uomo cacciatore Perdonami le colpe, così con te io resti
trova infine preda, con psiche non a caso
Prende poi la mira, per volitivo incanto A Wirikòta venni, in cerca del tuo volto
a meritar la vita, più vita in cuore colmo
“Ascolta la mia voce, fa quel che ti canto
Se non c'è difetto, in sua astratta volontà
imita mio Fiore, al Centro d'ogni incanto
bersaglio sarà preso il cervo è soggiogato
Egli avrà lasciato, sua vivida coscienza
Martin poi ci narra, il mito sierra madre
Resti ipnotizzata, da cacciator essenza la semina-raccolto, di mais il cibo base
rito mais-azzurro, Emilia ben rincuora
o Pan divin dei monti, d’Africa e Oceania
i popol della Sierra, continuano tuttora
l’America ti vive, da Europa fino all’Asia
sui monti nelle valli, deserti e le foreste
Huichole o Wiràrika, indio della Sierra
fuoco saturnale, Sei l’acqua di tempeste
tra gole aridi piani, arrangian loro tierra
2 loro stagioni, la secca e quel di piogge
Son Cervo dell’Oriente, Sòn Jìkuri verde adoran molti Dei, nuove e antiche fogge
accanto la montagna, sole già risplende
sotto albero fiorito, mio cuore sta felice Derivan loro storia, dai nomadi di caccia
sotto albero fiorito, resta il più felice! Cervo lor emblema, accosta trina faccia
Tago nel deserto, li guida in nuove terre
son Cervo dell’oriente, Son Jìkuri verde li sposa con il Mais, insegna nuove feste
a tutti dò mio canto, chi lo canta primo?
ora m'alzo all’alba, per salutare il Sole cuor mito Wirarìka, segna del passaggio
m’inginocchio pure, respiro suo calore dallà nomade vita, allò stanzial villaggio
Watakàn cacciatore, è l’antenato errante
Le ghirlande Fiori, e turbini di Vento di un popolo Wirari, riunito nelle danze
Tu non poi vedermi, dove vad'eterno
dove Rose nascon, dove Rosa sboccia canta lo sciamano, leggèn di Watakàme
son Cervo dell’Oriente, ìkuri a Wirikòta incontro con fanciulla, Mais-Azzurro mare
Storia che lui dona, ai presenti della festa
quan la nebbia sale, Azzurro Cervo sale finchè l'identità, del gruppo resti desta
se la pioggia scende, Kayumàri scende
1
a inizi dell'inverno il cervo maschio perde le corna. Al
sesto anno i corni son robustie e in vecchiaia si riducono a
pugnali
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 114
Watàkame viveva, dentro una capanna Watakame or sente, liber da incertezza
in fianchi soleggiati, di grandè montagna di nomade sua vita, radici mette in fretta
insiem ad una donna, che l'adottò piccino taglia varie piante, e incendia le ramaglie
caccia d'arco e frecce, prede varie in giro la cenere è tappeto, per mais'inseminare

la casa è pietra paglia, la porta è piccolina perfora Mais-Azzurro, suòl di suo bastone
al centro il focolare, con stuoia a lei vicina in terra mentre invoca, semi mais depone
il piatto in terracotta, per cuocere tortiglia ringrazia Watakame, le capricciose pioggie
polenta e fagottini, e zucche per stoviglia il sole e i protettori, dal vento soffio forte

Sentieri gole e monti, valica ogni giorno tempo di raccolti, catasta le pannocchie
così bel dì t'incontra, fanciulla girotondo nellè casette-tempio, a mezzo mecapàl
quella si presenta, con zucca cioto piena usa una bandana, su fronte sulle spalle
porge una bevanda, la giovan forestiera che leghi lui la cesta, fatta di più canne

Bevilo sii sazio, è una Pianta della Vita! ma Watakàme infine, perse compagnia
insieme ai genitori, io sto su una Collina di Mais azzurra pupa, rimane contadino
indomani Watakami, ben sistema l'arco e duro ancor lavora, con gesti con parole
con faretra in spalla, và cercar l'incanto ciclo inter del Mais, la fame ancor rimuove

ai lati del sentiero, che sale su zig-zàg e rivivon l’epopea, del vecchio Watakàme
Distese coltivate, di Mais và osservàr nei campicelli sparsi, sassosi con calcare
azzurre rosse bianche, son le varietà a Giugno prime piogge, semin si può fare
in cima una casetta, alfine può avvistar assièm fagioli e zucche, màise può legare

stupito Watakàme, arriva presso ranch Un piccolo cratere, è al centro campicello
2 anziani van incontro, signori Mais di là coglie varie offerte, e sangue d'un agnello
gl’offrono scodella, di buon bevanda che con musiche più canti, rallegran l'antenati
costrinsg Watakame, a dire quanto sé fumo di sterpaglie, s’unisce ai nubi strati

“vorrei comprare un pò, dell'alimento vò l’indio Huatakàme, ci insegna a coltivare
tengo per pagarvi, frammenti miccia fuò Mais bimbe divine, in sterpi da spiazzare
di pino resinoso, che uso a mo' di torcia divide campi a croce, debbio a centro lati
in notti buie assai, con arco alla tracolla” Azzurro Mais al centro, l'altri ai cardinali

vecchio gli rispose, disseta alla sorgente san Rosa Veracrùs, divenne madre màis
ed agitò lo scettro, di penne in ricorrente bimbo lei abbandona, in campi seminati
da casa uscì ragazza, e venne lor incontro protegge loro terra, il cervo e le sementi
Yowime mais Azzurro, nome rende conto la forza della pioggia, tuono coi serpenti

“Figlia vuoi seguire, tal giovan cacciatore Cervo celestiale, è chiamato Káyümari
oh Padre se tu vuoi, allor pur io vorrò! sacerdote huichole, ossia un Maràkame
così che Watakàme, iniziò la nuova vita fratello Kauyumàri, ci guidi fai sciamani
divenne agricoltore, in maise compagnia insegnaci nel canto, curar oggi domani

Yòwin mais azzurro, g'insegna preparàr Insegna a loro guide, far pellegrinaggio
tortiglie di granturco, con l'atole bevàn ogn’anno a Wirikuta, rinnovar passaggio
mostra l'ornamenti, per case magazzin Caccia a hikuri cervo, rinnovi mais e fiòr
e propiziar le buone, spighe mais divin con riti a garantire, il cambio di stagiòn

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 115
il Peyote è l'hikurì, il blu Cervo Signore la vita allor diviene, sfruttabile esistenza
stella del Mattino, ai piedi nasce-muore economica a cui resta, nascosta la radice
sangue di Káümari, feconda poi la terra mondo inanimato, cui homo sta di fronte
da cui rinascerà, una flora sua gemella coi mezzi della scienza, privi d'ogni ponte

Comunità d’Huichole, è popol pellegrìn Terra è sottomessa, depaupe ed abusata
parton da montagne, Jalisco e Nayarìt la civiltà la guarda, ora vede suo disastro
vanno a Real Catorce, in Luìs de Potosì intelletto che ha spaccato, l'atom'energie
al deserto Nirikuta, a cacciare l’hikurì1 minaccia presupposto, delle proprie vite

Lisa pren parola, è parla al navigante Legale ed illegale, vietato e tolleranza
il viaggio differisce, sedante od eccitante Giochi di potere, miscele d'un istanza
scopo par lo stesso, trascendere l'umano trattata è ragione, esaltata e oscurata
in estasi o samadhi, stato assai nostrano secondo esigenza, chiusa od inebriata

Ulisse che ritorna, dall'errabondo viaggio Strutture di potere, egemonie fissare
non è stesso uomo, che prima era partito poggiano sul mito, di posizion Sociale
è saggio più felice, ma meno pieno d'ego accettazion di esso, da parte popolare
attrezzato per capire, col cuore fuori velo permette dominare, ovver parassitare

in essenza delle piante, giace 1 sorgente Un potere ha bisogno, di cartografare
che genera noi stessi, in unità coerente esercitare dominio, e mappe tracciare
oggi abbiam bisogno, superar scissione tra mappe e realtà, vi s'aprono buchi
e vivere di nuovo, coscienti nell’unione più zone intermezzo, nascono a funghi

se tarda la coscienza, più si sottomette Spiri greco primo, cercò una soluzione
Flora e fauna Igea, a steril falsa mente integrare la visione, apollinea razionale
meditazione zen, e i misteri pian divini della separazione, di soggetto e oggetto
aiuteran visione, nei prossimi cammini sanando la frattura, in Dios'inebriamento

Uscì scoperto l'ego, e calpestò la terra scrive pure Nietzsche, durante primavera
condusse le battaglie, usando il potere Natura ci risveglia, pervade impulsi gioia
di fronte la materia, si pone ora diverso svanisce soggettivo, oblio d'esaltazione
l'esamina e divide, classifica ogni pezzo il legame si restringe, è riconciliazione

Natura poi divenne, concetto sciagurato Cuoriosi guaritori, curan con passione
cui l'occidente lotta, senza mai afferrarlo usan ciò che piace, a far la transizione
sacrific'ecatombe, di sangue ed armonia chiamano a raccolta, singoli dal mondo
catastrofe ha la forma, social morale sia fuor di egemonie, dipingon loro mondo

la forza della mente, tanto scandalizza
la bruta o militare, invece par ci abitua
1
Cacciano assieme cervo con peyotl per aiutare il mondo a
rigenerarsi ogn’anno. Tale caccia è detta Marra ed è offerta a Gaia và cambiando, noi con l'esperienze
Madre Terra (Tàtei Yurienaka) dove il cuor del cervo rinasce
in forma d’hïkuri e mais. Rosa e fiore sono nomi ricorrenti materialismo scema, ecco le coscienze
per l’hikuri. altre espressioni sono: Rosa rugiadosa, Fiore che
canta, Fiore luminoso, Tenera pannocchia di Mais, Muwièri Shipibo con Babongo, Wirarika e Kariri
di Tatewarì (emblema di Nonno fuoco). Nelle aride steppe di la vita e suo destino, inquadrano sottili
Wirikòta, vortici e mulinelli d’aria sono frequenti. I Muwièri, seppur invasi oggi, dall'ego degradante
attributi essenziali degli sciamani che li usano in varie
circostanze nel contatto soprannaturale; sono bastoncini di insegnano ai fratelli, lavoro delle piante
legno lunghi 30-40 cm alle cui estremità superiore son legate
penne falco dove è scritta la storia dei Wiràrika”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 116
Divider dualizzare, o binar manifestare Oggi la realtà, è un continuo opinionare
Diavolo vuol dire, passare attraversare di chi ha opportunità, di dir od informare
oltre dualità, in ascesa oppur discesa emergono l’aziende, a fabbricar consenso
gioco di mistero, retro d'ogni impresa diffondono l’odore, di aggregativo senso

Anima è sostanza, di musica ologramma mi fido a te mi affido, te che mi convinci
che apre l'universo, dentro una capanna i fabbri del pensiero, fan uso ipnosi spinti
Empatia è risuono, con l'anima gemella spettacol suggestioni, e non diverton più
1 festa di ritrovo, nel ventre della terra quan si scopre il trucco, si resta nudi orsù

quotidiano fatto, è gioco del linguaggio ipnosi pur diverte, ma svela le apparenze
piccole teorie, che impongono credenze ricerca oltre la coltre, di là della corrente
giro giro il mondo, di convinzioni diffuse cosmo emette segni, mente può scoprìr
e vivo storie cui, le origini ho confuse1 Disegni pien di senso, Lei và poi nutrir

Crear vuoto mentale, è là regola di base Martìn usa linguaggio, tipico di media
con cui funzion cervello, così l'ipnosi fase fà il suo bricolage, e sfrutta pur la rete
con del cambiamento, da li posso tornare don Tonio Wirarìka, indossa il Topolino
marcato oppure lieve, assente o ritentare ricicla per istinto, ne fà strumento fino

L'animal ch’è in noi, bene ci appartiene Tutti abbiamo accesso, all'informazione
e noi crediamo a Lei, no a binar catene raddoppia conoscenza, circa ogni 2 ore
la rete garantisce, collegamen continuo
dal pensier binario, ovver differenziato
I bisogni di persone, soddisfa repentino
siam classificati, in un codice mappato

pensiamo conoscenza, tosto c’ha evoluti
Martin or prosegue, i nativi americani
invece c’ha cambiati, e nei vicoli accecati costellazion di culti, autonom federati
evolvere vuol dire, svolgere un qualcosa rituale medicina, destata da un nativo
ritrovar graduale, natura è nostra sposa Quanah Parker fù, comanche curativo

Realtà viene da Rea, condivision risorse in Messico guarito, da cactu medicina
Thera che nei gruppi, rifonda le risposte esporta in nord Ameri, la nuova liturgia
riveste l'esperienze, d'un magico stupore a fratelli alcolizzati, tristi e sculturati
collega percezione, a una storia di colore in crisi identità, e senza sacri spazi

ipnosi è costruzione, immagine mentale raccolsero la sfida, immane guarigione
aggregazion attorno, una sol idea che sale di spirito di gruppo, facean rifondazione
robuste fan le idee, in itinere evolvendo per alleviar curare, la crisi esistenziale
ritrovano la forza, in gruppi aggregamento trovaron medicina, nel medico cactale

credenze radicate, prodotte da etichette profeti tra i Paiute, e Cheyèn Navajo pur
diffuse propagate, in scientifiche barchette fecero esperienza, del rito Tarahumara
attirano consenso, per via coinvolgimento Ideò la danza spettri, il mitico Wovoka
abitan più teste, martellano in tormento Annuncio del messia, libèrazion invoca

Un visionar Lakota, sognò una profezia
animali torneranno, al ventre della Terra
1
Tutto ciò che viviamo è frutto delle descrizioni che facciam un pò vivrete tutti, in steril case grigie
di noi stessi e degli eventi; i credi diventano le nostre regole e fìn che nuova era, vecchi egò sconfigge
senza coinvolgimento non si crea consenso, la conseguenza è
che qualcosa non esiste. Ipnosi svela i trucchi dello show.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 117
Tutti allor possiamo, iniziare a riparare i canti del Peyote, ricevon accompagno
il Sacro Cerchio Vita, visto d’Alce Nero da tamburi d'acqua, in rapi percussioni
salvi tutt’assieme, la Madre Terra Gaia lor tono allor risuona, di spiri risonanza
che nutre intera vita, oltr'egoico maia canti son preghiere, offerte nella danza

Alce Nero Oglala, sostava là sul monte e cantati sono in gruppo, fuòr significato
or intorno vede, cerchio inter del mondo con ritmi ton accento, da tutti consacrato
vide oltre misura, capì d'oltre ogni modo aggiungi suon sonaglio, scosso da cantòr
Forma d'ogni cosa, vide in un sol fuoco ognuno avrà suo turno, nel cantar ancòr

l'intero popol suo, vide in sacro cerchio Peyote è benedetto, in è circolo passato
anello ch'era parte, d'uno ben più ampio così come tamburo, a turno vien sposato
largo come luce, del giorno e delle stelle ognuno può mangiar, liber quanto vuole
e un albero fiorito, vide al centro crebbe gli effetti del rituale, salgon col calore

riparo a tutti figli, quello è centro mondo Acqua di tamburo, energia di pelle daino
ovunque Tu risiedi, gran spirito del mondo accoglie vocalizzi, e fà l’eco piano piano
Ti chiesi di chinarti, scoltar mia flebil voce ritmo del sonaglio, piume a spirar vento
rivolgo la preghiera, che lacrima diffonde sottile verso fuoco, in lento movimento1

Tu dissi che dovevo, far l'albero fiorire Inizia medicina, a parlar al mio sistema
ma l'albero appassito, vedo ancor soffrire purga nel bisogno, e in vomito li esterna
“ma forse una Radice, piccina ancora vive dopo sento meglio, e ritorna l’attenzione
Tu nutrila con canti, d'uccelli a rinverdire sparisce l’ansia e vièn, vital ristorazione

lascio dietro me, ogni dubbio ogni paura o Gran medicin Tepì, riuniscici alla notte
che il popolo ritrovi, ancor la strada pura a trovar significati, nel cuore della sorte
Fauno Wakan tanka, io canterò tue gesta intuito rivelato, realizza ogni esperienza
così Tua medicina, avrà mio cuor in festa accresce l’empatia, amicizia consistenza

Hai fatto i cieli sopra, il sole il mar e i fior coglimi son pianta, a mezzo di tue mani
il don assai più bello, la vita col suo amor mangia la mia forza, sete e fame evadi
abbandono la tristezza, assiem ogni dolòr Io sài ti guiderò, fìn dentro la tua casa
inizio lungo viaggio, nell'inno del tuo nom Porta-mi qual pace, in tua tribù rinata!

poi intonan canti sacri, riuniti nel Tepè l’incontro medicina, lo guida Roadmàn
Navajo con sonagli, tamburi d’acqua che Uomo del sentiero, aiuto apprendimento
ciascun intona a turno, voce gran potere io vedo l’uomo fuoco, l’uomo del tamburo
Inanna Wakantanka, per Gaia sostenere Donna madre l'acqua, a dissetar ciascuno

Vibran loro voci, emoziòn condivisioni il Capo del Sentiero, panno avanti stende
riempiono la tenda, ritmi suggestioni allinea oggetti sacri, ventagli poi protende
Luce del gran fuoco, brilla gran Tepì Tambur sottil bastone, ornato con perline
e il Capo della Via, seduto aspetta lì la salvia fumigazio, e tabacco zea cartine

Fummo i benvenuti, seduti sui terreni
nel circolo dei canti, nativi e forestieri
Quello che io vissi, Martin dice a tutti
io qui lo condivido, agli amici Terabuti
1
pentola di bronzo con poc’acqua e chiusa da pelle di daino
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 118
Digiuni e solitudi, in calma contemplazio la psiche ha recepiti, messaggi risonanza
ingerita è medicina, secca o infuso sazio mi parlano di Tago, a cosmica distanza
Vigili si resta, in attesa del messaggio in suo corrispettivo, riemerge nella danza
spirito con corpo, ricevono l'assaggio1 io cantero stasera, al cuor di questa banza

è l’altar di sabbia, a forma lun crescente e guardo nel creato, in cui risplende il sole
Medicina al centro, che guida le preghier in cui brillan le stelle, in cui ristàn le pietre
stessa appar la strada, della sacra via vivèn crescono piante, il fauno sente vive
I canti condivisi, accrescon l’empatia nell’anima Io guardo, ciò che sopravvive

a mezzanotte il Capo, esce dal Teepì Gran spirito di Pan, intessi sole e luce
soffia flauto d'osso, in quattro punti lì là nel vasto spazio, e nell’anima produci
acqua vien portata, adorata condivisa a Te Divino Tago, pregando vo parlare
pur versata a terra, per dissetar l’amica forza e benedizione, in Terabuti amare

suono del fischietto va in ogni direzione Padre-Madre soffi, di Vita e fonte suoni
dentro della testa, rimbalza contro cranio azioni sen parole, creator di cosmi nuovi
nausea preme pur, angoscia della morte fai brillar la Luce, dentro e intorno a noi
libera mio pensiero, dal monopolio forte così da trasformar, nell'armonie a colori

strumento per fischiar, un aquil ossicino Aiutaci a seguire, il cammino Therabuti
Piume qual ventaglio, tambur ad acquolin spirando sentimento, ch'emani per aiuti
sempre nostro Io, segua il passo Thera
Tabacco da fumare, e l’alcool da evitar
sì da camminar, con la creazion intera
Ricerca di visione, in gruppo e solitar
fà che l'illusione, dell'apparenza in tutto
1 gioia e fede brilla, sul volto dei riuniti
non osti sentimenti, dirett nel tuo flusso
e il godibile mattino, porta il vèn divino
O Pan che qui dimori, accorda la bellezza
irrompe nel Tepì, su fuoco scoppiettante
interiore amicizia, a esterna tua saggezza
eco di esperienza, forte e più importante
Fammi partecipe, alla ricchezza del saggio
l'essenza del rituale, è cerimonia e festa che fortun materiale, e patrimon spirituale
Martin nel Tepì, ritrova la sua infanzia m'arridano in misura, giusta e necessaria
rigenera esperienza, imprinting duraturo e amor della poesia, agisca intermediaria
l’eco all’iniziando, disseta ancor futuro
oh Fauno pastore, sull’erbe mi guidasti
La molla che lo spinge, è la motivazione all’aque tue tranquille, Tu mi dissetasti
teste d’ammissione, o prova iniziazione se in valli pur oscure, io camminar dovrò
Comunità fa scopo, in divine comunioni Vicino a te o mio Tago, più nulla temerò
Desidera riunirsi, emozioni con visioni
Alfine mi hai donato, Pane tuo immortal
vocali ri-scoperte, durante le sessioni e il calice mi hai colmo, del vino celestial
aiutan l’emozioni, viaggi e transazioni la luce e la tua grazia, mi guideran ognòr
conciliazion interna, che guarigione fà a te m’introdurranno, sempre mio Signor
Risposte della festa, contagian dienneà
cammino per il mondo, Pan è avanti me
e ben lo riconosco, ovunque tra le gens
a volte io mi fermo, la strada è faticosa
1
L’assunzione rituale porta la mente alla sospensione da ogni allora lui si siede, aspetta ch'io riposa
crudeltà della vita e facilita l’ingresso nel mondo sen tempo
dove si può parlare con defunti e antenati vicini e lontani.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 119
Quello che io vivo, or non mi basta più le mangiano gl'indiani, pur con altri dolci
Tutto quel ch'avevo, non mi serve più assieme al riso pure, pulisce addomi forti
Io cercherò quello, che davvero vale di sera è un toccasana, lavora nella notte
e trovo in Thera, vento del maestrale banane molto buone, crude oppure cotte

.3 marzo, Seba: Banana è caloria, economica e diffusa
sbucci te la mangi, è igienica ed amica
soffice addolcisce, sen semi da scartare
Mucca ama la buccia, brava a fermentare

buccia di banana, a un mese decomposta
tien potassi e ferro, magnesio calcio sodio
la interro tra radici, di rose e pomodoro
d'ortensie rosa-blu, secondo piacca suolo

un Fico sul calcareo, bene si sostiene
quando s'è adattato, suolo ben trattiene
usa le sue foglie, a pulir pentola sporca
il suo irritante latte, su verruche apporta

a inizio primavera, metto alberi a dimora
se son radici buone, fanno bella chioma
a trapiàn poto radici, germoglia sinergia
Alberi ed arbusti, assiem erbe da frutto radici in tard’autunno, vanno in letargìa
Emilia al Terabuti, m'insegna curar tutto
dai humus duraturo, nocivo è tropp’azoto un kiwi sa fruttare, almen dopò 4 anni
che invita parassiti, e zucchero a riposo la potatur d'inverno, elimin legno secco
sostieni con graticcio, le foglie pur pesanti
Fori nel terreno, attorno chioma pianta ogn'anno dà più metri, liana ben gigante
riempio di composto, o cener d’infestanti
nulla è più nocivo, di suolo duro o zuppo eccesso produzione, passo al frullatore
Emilia prima volta, lo scassa col ripunto zucchero e limone, congelo la porzione
avrò così nell'anno, una salsa deliziosa
Radice d’una pianta, ogni giorn’assorbe tièn vitamina Ci, ed a pergola si sposa
Ossigen quantità, pari al suo volume
se umidità ristagna, a livello di radici Kaki vien ovunque, se suol non è calcare
Atrofizza lo sviluppo, riducon superfici rifiuta esser potato, la chioma vò osservare
è simile ad un melo, allevato ad alberello
Pianto una papaia, assieme col banano fruttifica su annuale, vegetazion novello
sul suolo med'impasto, l'albero fa nano
un cesto al mese davo, di pollina matura sfrutto resistenza, del nespolo all'inverno
all'alba ed al tramonto, faccio innaffiatura che posto a lato nord, protegge nell'interno
assai rusti e resistente, fu pianta popolare
Banano nel giardino, del Terabuti tempio avàn che melo-pero, lo fecer spodestare
è il dono tropicale, dei papua senza tempo
è alberello bello, con foglie verdi fronde Nespolo con Kaki, mangiali ammezziti
Pratico efficiente, cibo assai simbionte cioè quan primi freddi, polpa han saporiti
se manca tale fase, frutto n'è astringente
se ammezza poi diviene, dolce succulente

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 120
il Mespilu in latino, è il frutto d'ammezzire ò con frutta acerba, etilen a maturare3
cioè dopo maturazio, pazienta non soffrire
attendi primi freddi, che provocan caduta vò mele ad essiccare, a fette sul sifone
serbali in cantina, un mese tu computa anellate dentro il filo, sciacquo nel limone
e serbo in buste carta, poi da consumare
è cascola dei frutti, malati od infestati là come l'arance, vò spremer melegrane
natural evento, poi arrivano i più sani
dirado io nel pesco, i frutti concresciuti la mela tien principi, vitali per il corpo
piant'alleggerisce, non rischia pesi bruti Massaggi le gengive, pulisce dallo sporco
Cotogno è profumato, cotto è consumato
Emilia m'istruisce, su innesti e potatura aggiunto a succhi vari, dona aroma grato
quan sono necessari, su piante fuor natura
di sotto d'ogni taglio, lascia un tira-linfa le mele cotte fò, nel forno o al pentolin
riassorbe circolazio, e corteccia cicatrizza1 poc'acqua e fuoco medio, senza coperchìn
l'acqua evaporando, lascia un caramello
Fà pure trapianti, da terre magre a ricche la mela vince stipsi, fa medico più bello
da montagna a valle, non fare viceversa
i porta innesti sud, crescòn rapidamente Vince pur diarrea, e solleva bene i reni
non sono resistenti, ai freddi certamente
è insulina naturale, assièm mirtilli neri
nel sidro fermentata, aci malico sviluppa
Pere non potate, san crescer armoniose
solvente di renelle, in urine poi le butta4
a piramide allevate, fruttifican gioiose
taglio sol i getti, che rompono la forma con sidro Aceto mele, non pastorizzato
innestate sul cotogno soffrono la gogna il Piacca d'intesino, t'ho normalizzato5
aiuta un cucchiaino, la flora intestinale
a inizio maturazio, raccolgo Per migliori calcio và alle ossa, potassio al muscolare
si staccano dai rami, alle minime torsioni
metto ad asciugare, in un luogo riparato
rallenta indurimento, a tessuti vascolari
serbo infin al fresco, è un frutto prelibato
previen diarré enteriti, potèn battericida
la candida t’uccide, indicato pur pei reni
un Melo dà fittone, e cresce giù profondo
dove pus e infiammi, sono dei casi seri
nèi primi 10 anni, espande poi a ventaglio
ama i fior nasturzi, e le zucche sottostanti
vien protetto bene, da querce circostanti Aceto in fumigazio, vapori ed abluzioni
decongestion respiro, sgrassa pelli fori
se i rami verticali, producon solo foglie nei casi d’allergie, arreca un beneficio
inclino rami al melo, con pesi cordicelle l'impiego ora nei cibi, fò questo sacrificio
dirado frutti a maggio, tagliandoli a metà
rivesto con cartone, il tronco a trappolàr2 alber da trapianti, meglio s’hanno un anno
riorientano struttura, processi senz’affanno
mature le cotogne, odorano l'ambiente trapiàn d’albero grande, fuor orientamento
colgo quan peluria, si stacca facilmente espon a più disturbi, period’assestamento
le serbo separate, in cassette riparate
3
“a mo di conservante, metto nella frutta foglie dell'alloro con
aglio sbucciato, mentre per accelerare la maturazione, chiudo
1
Tira-linfa: gemma o rametto laterale che mantiene in circolo ananas, banana o cotogno in sacchetti con le acerbe”. Emilia
4
la linfa nei dintorni del taglio così da facilitar cicatrizzazione le foglie di mirtillo nero sciolgono lo zucchero nel sangue; a
(ogni moncone stimola marciume del legno). Creta bevono cucchiaio d’infuso di foglie secche ogni 6 ore
2 5
Rivesti il fusto di melo-pero con strisce di cartone fissate con Tutte le gravi malattie degenerative si formano e crescono in
spago, quando le larve carpocapsa (sviluppate nel frutto), si terreno basico ossidato, un cucchiaino di aceto in mezzo
annideranno nel cartone per la metamorfosi, rimuovi e brucia bicchier d’acqua prima e dopo i pasti (in cicli di 3 settimane)
i cartoni in marzo-aprile seguente, ridurrà nuova generazione. e prima di dormire, normalizza la flora batterica. Taras
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 121
Alber denutrito, dà succhioni in chioma coi frutti fò sciroppo, acido apprezzato
ad aumentare foglie, che bevano l’aurora è antico collutorio, in gargarismi è dato
tu elimina i polloni, a piante ormai potate
al kaki solo branche, secche malformate Se diluito in acqua, è grande dissetante
sfiamma pure gola, è tosse espettorante
pal sostegno abbia, cappi pur in gomma Taras qui mi dice, lo stesso fan le foglie
a forma d’otto anello, infila albero dentro astringenti nel decotto, forza si raccoglie2
lascia un certo gioco, permette sistemarsi
ogn'albero ti dice, di quanto vuole alzarsi Diarrea dissenteria, radici gelso more
là in acqua bollente, decotto lo si vuole
potare non potare, non poto fin 4 anni l'inverso fan le foglie, stipsi san ridurre
di età degli alberelli, e solo rami secchi aiutan frutti pelle, e fegato a produrre
raggiunta loro forma, armoni regolare
magari poto sopra, all’alto straripare1 contengono tannino, foglie con radice
decotto oppur infuso, evita in gastrite
il Gelso è secolare, dalla chioma ampia radice con corteccia, ipò-glicemizzante
con profòn radici, robuste giall'arancia anàlgesi sfiammanti, diuretici purgante
Tronco dell’adulto, pur settan centime
Fin quindici metri, altezza arriva infine Ciliegio non potato, vedo al Therabuti
tagliato sol in alto, a ridurre l’alti fusti
Emilia mi dice, di gelsi ch'ho acquistato esubero non dà, pollon o incrocio rami
Ridàr loro la forma, sebben assai potato brutali potature, dan tronchi disumani3
l'astone che tagli, dà vita a più germogli
scegline tre quattro, gli altri invece togli ciliegio è originaria, pianta di foresta
frutto quan maturo, rigenera la testa
Primaver seguente, gonfiano le gemme tiene varie taglie, colgo a maggio-giuni
da cui svilupperanno, rami terza pelle è ricca in Vita Ci, ciliegia è dopo agrumi
sé fai la potatura, armonica uniforme
in anni cresce forma, testa moro fronde di nervi sangue pelle, è drupa medicina
antianemica nutriente, amara zuccherina
Ama le colline, ponente e sud esponi allevia artrite gotta, la mangio di stagione
vento moderato, stimòl fecondazioni così lavora in mè, alla mejo condizione
teme troppa brina, specie di levante
Cresce lentamente, l'albero più grande Susin emette gomma, detesta potature
annuncia fin inverno, in mirabil fioriture
il Gelso sue radici, imbriglia col terreno Mirabolano è detto, in miriade fiorellini
limita erosione, rallenta acqua piovana che mutano d'estate, prugnetti saporiti
venuto dalla Cina, diffuse talea pianta
sopra le sue foglie, il baco seta vanta
2
“la radice del gelso è antibattericida (pur della car dentale).
non raccoglier foglie, là nei primi anni In estratto d’alcool contrasta tosse, asma e persino HIV. Il
decotto di foglie fresche è antibatterico e ipoglicemizzante,
a favorir la pianta, evitàr ferite danni
mentre quel di radice e l’estratto acquoso, ha effetti ipotensivi
Ital meridionale, cresce com arbusto e sedativi grazie alla morusina, sostanza analgesica trovata
nero bianco sono, tutti 2 buon frutto anche nella corteccia della radice del gelsomino”. Taras
3
alberi da frutto con leader centrale (cachi, pero, melo e
fior’infiorescenze, monoic'ermafrodita nespolo) crescono alti e posson porre problemi di raccolta.
mora acerba nera, un poco psicoattiva Ciò è vero quan l’albero è ancora giovane, ma come
matura, l’impalcatura di rami cresce dal leader ad un
1
Nella permacultura e in diversi paesi d'africa e sud-america, angolo di circa 20 gradi sul piano orizzontale, in un
sui meli, peri, peschi e albicocchi, non si conosce la potatura e regolare, spiraliforme assetto che rende facile scalare
le piante da frutto sono ugualmente molto produttive. (scala chiocciola)
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 122
è Mirabolano franco, nei susi coltivati Tieni immago in mente, di forma naturale
spinoso vigoroso, sui suol asciutti ingrati pota e allen la pianta, ad essa avvicinare
se sterile tu aiuta, con fosforo e potassio così forma riprende, piant’autosufficiente
calcio più elementi, e cenere a compasso decresce potatura, quan matura e rende

frutto d'albicocca, pruno dell'armenia se vento spezza rami, si porta pur i sani
secca è lassativa, cruda è anti diarrea poto legno vecchio, ridò la forma ai rami
ricca in minerali, ferro calcio e sodio ogni lesiòn del legno, tratto con impasto
sali di magnesio, potassio fino fluoro buchi là nei tronchi, riempio senza scasso3

biossido di zolfo, contengono le secche innest'inserimento, di gemma di porzione
se voglio conservàr, enzimi vò a fermar tra piante stessa specie, fò l'incrociazione
zone combacianti, son nesto e portinnesto
fò rapidi passaggi, là in acqua bollente
perfetta legatura, l’argilla copra il resto
ciò le rende bianche, ora son protette
Taglia a 7 gemme, il cresciuto stagionale
nell'alberi da frutto, ora cerco di scoprire
e gemma sia basale, fuor lati e fuori cima
la forma naturale, che vado poi ad offrire
per evitar l’incrocio, di ramo contro ramo
Riduco spreco rami, e foglie da forzare
Piramidale forma, s’apre piano piano
la form'artificiale, chiè molto lavorare
Taglio netto sia, prossimo alla gemma
Più alberi da frutto, regolarmen potati
Più vertical lo fai, più cicatrizzà meglio
portan strenua lotta, con pollon e vari
di terra non coprire, la cicatrice innesto
Alber già presenti, abituati a potatura
nell'umido scirocco, innesto par funesto
io continuo a far, a evitar sregolatura1
negli alberi innestati, van linfe disturbati
su forme naturali, vedo il central leader son vasi conduttori, stretti oppure larghi
l'angolo ch'emerge, dai rami impalcatura la linfa quindi sale, or troppo lentamente
in altri poi rimuovo, ogni ramo innaturale a causa dell’innesto, oppur velocemente4
avrò dopo 6 anni, scàl chiocciola che sale2
1
tra i fallimenti del primo esperimento di permacultura di in campane trasparenti, serbo le piantine
Fukuoka c'era l'aver lasciato in autogestione un frutteto di da gelo colpi freddo, lei tièn l'umì calore
pesche abituato alla potatura. I peschi erano diventati metto del pacciame, in tegol semicerchi
quasi del tutto improduttivi riempiendosi solo di foglie. o vaso terracotta, invernali buon esempi
Negli esperimenti successivi con piante fatte crescere sen
potature, gli alberi hanno gestito da soli sia il numero di Sverno piante vaso, serbo in loco fresco
rami che il loro carico, dando risultati apprezzabili. La
sotto i dieci gradi, in veràn seminterrato
forma naturale di giovani cachi, peri e meli, ha poca
densità di rami foglie e frutti, per cui produce poco. Puoi prima di ritrarle, ne poto i getti verdi
risolvere con cauta potatura che aumenti densità di frutti e lascio quel vestiti, di scorza dura legni
formazion di rami. Ogni pianta ha forma naturale che va
rispettata per resistere al vento. Le aghifoglie regiscono duro lavoro che ne possono derivare, è preferibile
alla potatura senza formare nuovi getti. scegliere di fare qualche potatura correttivo/formativa
2
Dopo 5/6 anni, dovrebbero esserci 5/6 rami impalcatura subito.
3
secondari che si estendono fuori in una modello a spirale Pasta per alberi: 1/3 argilla viscosa, letame bovino e
a intervalli da 6 a 12 pollici tali che, il sesto ramo sabbia fine, pennello da imbianchino su tronco e rami
secondario coincide verticalmente col primo. I rami grandi, molto efficace a ottener alberi sani a corteccia
impalcatura primari, dovrebbero emergere dal tronco liscia, guarir lesioni e proteggere albero contro parassiti
centrale ad angolo di 40 gradi con l’orizzontale ed svernanti sotto corteccia o depongono uova in rami esterni
estendersi all’esterno ad un angolo di circa 20 gradi. La e presso gemme (la ibernia defoliaria spoglia più alberi
pianta può partire dalla forma naturale e prendere forma da frutta). Non trattar in fioritura
4
aperta al centro se il leader centrale diventa inclinato, è sintomi rivelatori: l'area sopra innesto degenera o si
debole o è ferito. Considerando i molti anni di perdite e gonfia; le foglie fiori e frutti cadono facilmente
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 123
nel metter a riparo, i vasi degli agrumi irrigo più a lungo, sebbene men spesso
attendo l'autunnale, lignina dei tessuti 40 litri al metro, ogni settimana arreco
avvian fasè riposo, per la stagione fredda do l'acqua sol radici, ad anfora interrata
attendo i primi geli, raffreno la mia fretta o plastica bottiglia, sen fondo rovesciata3

Aranci con limoni, son piante freddolose or ossido di zinco, tièn l'acqua piovana
che sotto dello zero, soffron distruzione raccolta da grondaia, in zinco modellata
pacciamo nell'autunno, colletti lor arbusti adatta per il pesco, contro mal di bolla
e a primavera poto, i gelati loro fusti Frammenti io sotterro, vicin radice fonda

foglie e fior d'arancio, legger esilarante 1 coppia cinciallegre, ad ettaro frutteto
digesto ed eccitante, profumo dissetante ottocento bruchi, mangia un giorno reso
ebbrezza sciogli-lingua, all'uomo si rivela Specie se han la prole, diventano voraci
rafforzan vita molle, alla gioia fanno leva il cuculo gli insetti, eguaglia in pesi dati4

Emilia m'insegnò, un limone salutare nidifica la cincia, a più 2 metri altezza
in olio chiuso in vaso, leggero a riposare offri nell'inverno, un nido senza fretta
conservo per 2 mesi, prim d'utilizzare1 casette con il foro, da venticin millime
adatto per il pesce, e verdur insaporare così da scoraggiàr, dell’uovo le rapine

Spontanea vegetazio, rivel natura suolo pernottano l'uccelli, su alberi ed arbusti
calcare ti rivela, sambuco assieme sorbo han prensili dita, non cadon rami e fusti
ginepri e fiordalisi, fumaria e pur trifoglio batuffoli d'ovatta, quan soffian forti venti
la goccia aceto ferve, su calcare spoglio è arte di natura, prodotta in lunghi tempi

calcicole piantine, io scelgo per tal zona nutrir uccel d'inverno, è scambio sinergia
ed evito le querce, castagne e acida flora con semi e fiocchi avena, sorbe frutti vari
rimuovo i sassi grandi, cavol or impianto seccate congelate, d'autunno son raccolte
carota ok biforca, susino interro franco2 son scorte vitamine, duran l'inverno forte

cresce in aci suolo, mirtillo ed asperella al fianco d'un ciliegio, vedo una presenza
giunco muschio felce, lupino campanella pianta di bambù, l'annaffio con pazienza
castagno e pin silvestre, erica e ginestra da canna sotterrata, una fila nodi caccia
la primul digitale, e veronica lo infesta resiste a meno 20, se gela un dì ricaccia

per acidofil piante, ter d'erica vi metto 3
se l'inverno è mite e asciutto, molte specie mantengono
aiuol rialzata faccio, cintata con muretto il fogliame e necessitano d'acqua specie se tira vento.
fondo qual drenante, pongo ghiaia strato Evita nei periodi di gelo. Se l'acqua urbana è calcarea,
vestito con tessuto, di iuta o canapato versa qualche goccia di aceto o torba acida ad abbassar il
pH. Ricicla acqua cottura di uova sode, verdura, tè e
quan crisantemo pena, è allarme siccità acquario. L'acqua è nemica della conservazione di molti
è il tempo d'irrigare, e ridar l'umidità ortaggi invernali: patata, carota, zucca e barbabietola.
Interrompi un mese prima di cogliere. Il melone esige
durant'estate poi, irrigo sera o notte caldo, per far maturazione, ma un ambiente siccitoso,
restanti 3 stagioni, mattino sia la sorte perde umidità e acidità per cui un fertilizzante dato a una
1
buca un limone con l'ago da calza (7-8 buchi), infilaci chiodi pianta assetata rischia bruciarne le radici come il sale.
di garofano e conservalo in vaso a ermetica chiusura. Emilia Annaffia di nottee abb. in pieno sole le gocciline fan da
2
L'acqua aiuta le radici ad aver intimo contatto con particelle lenti.
4
di terra. Quella del rubinetto contiene tanto calcare quanto Garanzia contro afidi e carpocapsa, una coppia di cince
quello del terreno, per cui va sostituita con acqua piovana con nidiata. Metti tra i rami una casetta di legno avente
(specie per piante calcifughe) o acidificata lascian decantare apertura di max 30 cm diametro per evitare l'intrusione
in secchio con uno strato di torba o segatura di pino su fondo. dei passeri.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 124
ricorda la maremma, e malarie di palude in molti solchi bassi, della Saturnia terra
tal'acqua misteriosa, storia d'acque mute cresce và perenne, malàr morte funesta
a Raseno professore, ritorno nel canneto dove sol incombe, sui mietitori campi
quando lo conobbi, al seminar Grosseto la dura fame fiacca, teste e pure fianchi

da ceneri d’Etruria, emerse la maremma le silenziose bande, falciano le messi
nel V Roma cade, un poeta è testimone dei signori ignoti, padròn di latifondi
Rutilio Namaziano, nascosto fra le dune qualcuno moribondo, per malari febbri
Vide nel passaggio, cambio di fortune cerca consegnare, guadagni pei parenti

quando alla Maremma, siamo noi ridotti così l’anni venturi, discende nelle messi
ognuno pensi a sé, e i numi poi per tutti un orfano or adulto, cui tremàn le falci
tutti posson dire, Maremma di Maremma e pensa lacrimando, che tal spiga forse
il giovan che ci va, ci perde la sua penna Crebbe sopra l’ossa, paterne mai sepolte

l'Acqua di Maremma, bene pur ambiguo1 un giovane pastore, incontra dea Giunone
tosto è convertito, potabile mio amico che allatta suo bambino, presso gigli fiore
ovver tagliar in tufo, drenare trasudare Parla poi gli mostra, sorgiva d’acqua polla
coglier nelle polle, conconi qual fontane dono per sua gente, in paese lui racconta

in campagna e città, introvabile l'acqua tempio di sorgente, e vergini mammelle
da fiumi e da stagni, bollir bisognava cui fuoriesce l’acqua, divin latte corrente
ciò origina il piatto, di zuppa acquacotta2 San Maria d’Agosto, rifonda il suo villaggio
che alla maremma, mangiavo ogni volta con tracciatura solco, si celebra passaggio

andando in campagna, si beve alle polle alla notte di Diana, plenilunio ferragosto4
in torrenti e rigagni, soffiàn filastrocche Tago fuor dal solco, il diciannove agosto
e poter taumaturgi, hanno quell’acque quando inizia bene, maturazion dell’uve
presso gli asceti, negli eremi a parte la danza del sudore, purga e nutre pure

Raseno raccontava, paterne situazioni Nei cerchi di funghi, Diana attira danze
di crisi con riscatto, risposte e soluzioni per mezzo dei puffi, folletti elfi e fate
le semine granturco, ne lè paludi basse adorata coi fuochi, e palline dei puffi
dolor e sofferenze, ribelli terre sparse Paneole paplle, che emettono sbuffi5

Malaria di maremma, in acque di palude può sdraiare a terra le piante, scatenando l’umidità, la
nessuna comunanza, febbre tutto chiude predazione di animali del suolo e la fatica del taglio. Un
più mietitori al sole, abbaian impazziti espediente era quello di portare tra i mietitori vino e un
vino sfogo insulti, incanata chiamo i riti3 giovane che suonava l’organetto. Questo, con saltarelli o
motivi veloci dava ritmo accelerato alla mietitura. Poi, con
stornelli romantici ed osceni, teneva alto il livello di ironia
1
In mezzo a una cerchia montuosa, su colline decrescenti si dei mietitori, senza concedere pause o rallentamenti. Emilia
svolge la regione della Maremma, fatta da vaste depressioni 4 Natura e cultura rinnovano a mezzo dell’acqua, fuoco e del
impaludate e sommerse dal mar Tirreno. Le acque di fiumi e rito del solco, aperto al frutto che si fonde ai corpi e le menti:
torrenti che non trovano sfogo in mare, allagano le basse “ciò che si raccoglie è del popolo, ma viene dalla divinità alla
campagne e danno origine ad immense paludi malariche. quale il rituale rende omaggio con danze e sudore, dove sta il
2
Acquacotta: zuppa con pane raffermo, erbe bollite e 1 uovo. innovamento (purga e catarsi), e il seme potrà rigerminare”.
5
Pasto di mietitori e dicioccatori di latifondi nati in zone di Per gli antichi irlandesi il mondo dei morti e il regno delle
paludi (Maremma, Pontina, ecc.) dove si rischiava malaria. fate (Faery) era contiguo a quello dei vivi e in particolari
3
Il grano matura prima in fondovalle assolato poi sui versanti giorni come l'ultima notte di Ottobre (Halloween) questi
collinari. La Mietitura doveva esser veloce (6-9 gg) poiché nei invadevano il mondo dei vivi oltrepassando speciali porte
primi 3 le spighe sono acerbe, nei secondi 3 mature e negli come banchi di nebbia o circoli megalitici. Questo scambio
ultimi 3 iniziano a sfaldarsi e un temporale d’acqua e vento fatato e notturno fra umani e Piccolo Popolo, al chiarore della
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 125
Acqua di Eurinome, sei Atropa Minerva un battesimo rituale, pratican più scuole
Fiore loto e ruota, sull'acqua di riserva Esseni guaritori, in comuni monasteri
l'occhio del lago, postvorta e antevorta in acque di Giordano, esercitan giustizia
sul lago di Bolsena, dell'Ade sei la porta immerge battezzandi, là Giovan Battista

sul Montè Soratte, Silvestro con Romana e pulisce dagli errori, cambiàn mentalità
preservan le fonti, galassie d'acqua sana Gesù predicatore, in acqua unzion avrà
le donne senza latte, bevono tal acqua conosce or lui discesa, di Spirito-Oxalà
bagnan le mammelle, da là fontè lattaia appena battezzato, il cielo a lui aprirà

condensan stalattiti, forma di mammelle Spirito encantado, scende qual colomba
Acque con il calcio, con l'aria lattescente 1 voce lo accompagna, io te cavalcherò
ricordano l'Egeria, dei popoli di Aethalia il gesto straordinario, ha scopo suscitare
cioè giro delle fonti, dei culti Fontinalia la fede nei pazienti, che voglion liberare

muta l’acqua morta, in acqua della gioia
sul montè Soratte, le orme di antenati
L’acqua della festa, nel cuore stupefatto
richiaman pellegrini, Seba il mito sappi
l’acqua di lavanda, dei piedi rinnovando
il giro coi suoi canti, riscopre il territorio L'amor e l’amiciza, e lacrime del pianto
Grotte anfratti boschi, in circuambulatorio

più rivoli di Apus, rinfresco del viandante
cannell'infissi in tufo, riversan alla grande
acqua bene sommo, venduto nella strada
più regole ospitali, l'esigon sia donata

acque primordiali, son acque medicina
fravashi che alimenta, primari germi vita
impiego di tal acque, presume simpatia
colore e scorrimento, protuberanze e via

Ap è l'acqua viva, distrugge aiuta e cura
Il fiume Apocalisse, nutre alber di vita
è l'acqua d'Appennino, sua sorgente pura
produce molti frutti, e radice medicina
Apas delle montagne, rivelano la sorte
le Dodici sue foglie, tracciano i sentieri
Acque di eschatòs, discorso sulla morte
in relativi canti, in giro al mondo vieni
Acqua di Rea Silvia, villaggio Rieti fonda
Sue 5 mila gemme, fanno la ghirlanda
scende d’Appennini, diviene poi Feronia
l'Ara è capodanno, e Tago ci spalanca
divinità che sgorga, dal folto delle Selve
Tin è Dio del sole, Tanìt è dea di luna
le grotte di Michele, son sedi sue riserve
lettura circolare, della sumèr scrittura
Sibilla d’Appennino, è acqua oracolare Tin è nuovo giorno, dode coppie orarie
Battista e san Michele, mortifer salutare l'albero dei mesi, per viver festeggiare
Bimbi abbandonati, da madre senza latte alla notte di Walpurga, nasce Melusina
allattati dalla lupa, in selva luogo grande Fata entro tinozza, che purga ciel rigira

Doppia vita-morte, natur umana doppia
Silvano la battezza, diventa santa Rosa
Regina Luna, né buono né cattivo, dipendeva da stati d'animo Veronica e Cristina, la stessa lavandaia
di chi partecipava all’incontro dove la luna, era ponte tra gli pura inondazione, d'acque di campagna
umani e i folletti che nel cerchio fatato potevano recare doni.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 126
Michele è protettore, dellè pollè sorgive L'acqua corrente, la beve il serpente
di santa Rosa nera, Francia e suo confine La beve lo zio, perciò la bevo anch’io
del parto-gestazione, signor delle caverne e mandano i soldi, l’acqua per l’in su
mescola col latte, tributo a sue mammelle cioè negli acquedotti, a crear città di su

l'orfani piccini, Vivenzio e san Mammante Nel delta di più fiumi, arrivano i coloni
irrorano col latte, più terre abbandonate A bonificar malaria, in stagni paludosi
vincendo la palude, qual drago dell’oblio abbondanza d’Acqua, sà dare sofferenza
bonificano un sito, e riattivano un convito così come scarsezza, riduce vita essenza

bonifica quei posti, e la fonte bon rispunta l'Acqua ambivalente, è confin del mondo
Senzìa patròn di Blera, Spoleto e di Lucca ponte mediazione, con l'altro continente
Sant Orsio de Vejano, è morto de la sete
è fonte di memoria, e fonte dell’oblio
e noe bevemo vita, nei riti tutti assieme
L'acqua della vita, ed acqua morte limo
l'Acqua offre legame, social comunitario
Tevere Acheronte, chiamato già Tibrìn
È mito fondazione, è femmina d’umano
Santi ed eremiti, trasporta nel dormìr
che suscita e rinsalda, legam identitario
sin al mar dei morti, il corpo fà da barca
si dona con fatica, in travaglio quotidiano
traghetta la coscienza, sopra flutti barda
fem impossessata, è donna che s’impone
I riti longobardi, riplasman vecchi miti
col peso sulla testa, fatica or signoreggia
di Marte e le vestali, sul ponte dei Sublici
coscienza sua s’aliena, fugge dal presente
eroico suo vitale, la vita ancor consente onoran gli Argèi, qui giunti con piroghe
a propiziar raccolti, e conquistar le spose1
di notte alla fontana, nude e con la brocca
l'acqua è compagna, nell’ultimo assaggio
sonnambule talvolta, l'Emilia ci racconta
richiama defunti, che nutre per viaggo
nessun le può toccare, sennò le piglia male
è un via vai di umani, migranti sui mari
Ritornan loro casa, nel letto a dimorare
un ponte tra i mondi, e sede annegati
Cariatidi tal donne, han corona sulla testa
portano i conconi, pesanti d’acqua essenza la nostalgia di vita, è nostalgia ritorno
presa alla fontana, che veglia l’omo saggio l’acqua mar racconta, dolor distacco fondo
su eremo sorgivo, ad alimentar villaggio trauma d'emigrante, obbliga a staccarsi
lasciàr proprie radici, significa straziarsi
le fonti le sorgenti, sempre van protette
privati degli affetti, famiglie con villaggi
da epidemie disturbi, e lucri che sottende
consumano più lutti, al fin ricompattarsi
un acqua è collegata, al latte della donna
partire ugual morire, viaggio nell’ignoto
madre che natura, emàna qual madonna
un ponte ritrovato, lenisce un terremoto2
seno inturgidisce, per acqua far sgorgare
la terra penetrare, nei solchi a fecondare 1
Il rito delle vestali sul Tevere, ricorda il mito iniziatico
sant’Agata i suoi seni, ci offre in vari riti dove il nume Romolo-Quirino, è smembrato e gettato nel
a vincer siccità, e curare buon convivi fiume tra la vita-e-la-morte, in attesa del passaggio delle
insegne regali.
donna pare l'acqua, l’acqua pare donna 2
L’esperienza dell’emigrazione/iniziazione è segnata
La vita e identità, rigenera ogni volta dalla paura dell’ignoto e di non poter realizzare un ponte
se mi farà freddo, accenderò tuo foco di pianto e conforto che addomestichi la morte. La
voi coll’acqua mia, lo spegnerete dopo morte/dipartita del congiunto, potrà essere superata solo
dopo riti che creano un ponte che colleghi i morti ai
viventi colpiti dal lutto/perdita.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 127
Raseno un'altra storia, narra quella sera la Mama sulla strada, lungo fium appare
ad ostium foce Tivr, lavòr 2 taglialegna ma recinzione poi, villaggio mi nasconde
or perde l'equilibrio, dall'aber uno cade Con un'iscrizione, è impossibile passare
batte testa e poi, è fra compagne bracce Penso alla mia nonna, nulla pur appare

Pochì minuti vita, lui affida lacrimando rinuncio vado a vuoto, verso una parete
la moglie e figlioletti, alla carità compagno Fatta della gomma, colòr rosso-marrone
il taglialegna chiuse, gli occhi dell’amico Parete s’avvicina, somiglia a uno sfintere
bagnandosi le dita, con lacrime del viso comincia pur aprirsi, e nulla mi trattiene

Involontar toccò, la palpebra sua proprie È buco circolare, di rosso striato in nero
guard’intorno e l’erba, appar colore viola Diametro quaranta, centimetri che apre
Il mare è porporino, e il Tevere annerito su galleria scavata, percorso irregolare
in mezzo sta il vascello, il popol è sul rivo par fatta da lombrico, in lento lavorare

una folla di fantasmi, assiepa quel pontile al centro della grotta, vedo afro Nzamé
in lunga fila sale, su quel velièr gentile che danza sulla terra, cambia pelle che
Angeli al timone, alle vele e le gomene diventa più figure, cristiane con pagane
Buddha Shiva e altre, scorron a fiumane
la nave prende il largo, verso le maree
immago bruno-rosse, fluttuan sulla volta
Il taglialegna seppe, vicin appresso folla
Riflettono le teste, rossastre della grotta
le anime dei morti, giungevano tal porto
indican pareti, con segni in molte lingue
ad imbarcarsi verso, il purgatorio mondo
estinte sconosciute, ma tutte ben distinte
Visione a lui concesse, lacrim moribondo
Pamel ha sensi colpi, decesso della nonna
finito mio soggiorno, riparto da Grosseto
cendo sulla costa, del rasna mar Tirreno
ma poi sente leggera, forza che rinnova
alle rive del Biedano, mi fermerò in ritiro la vede nello specchio, piano fà invadente
al tempio Therabuti, scuola col giardino s’apre porticina, un sorriso poi l'attende

assiem alla Pamela, voglio qui purgare Nonna appar radiosa, Pamela cuore piange
chiedo lor custode, permesso meditare abbraccia l'emozione, scalda piano espande
là stavà Mallendi, un ganga per guidare sparisce tale scena, Pamela l'occhi asciuga
sessioni con tre notti, a guarire ritornare s'apre un altra porta, è cugina deceduta

“Lasciate far la pianta, amici d'avventure scema la sua colpa, si sente perdonata1
dimenticate angosce, timori e le paure ha fatto lei la pace, còn sua psiche innata
appuntamento giù, ore 10 in sala bona Ognì nascosto peso, sale sù ogni volta
puliti e preparati, Sesto passa in zona al fine vomitare, e curare quella porta

Paura d’invecchiare, e paura di morire Tutto risaliva, e usciva ad ogni viaggio
Tago nello specchio, Pamela può guarire come un ascensore, per carichi portare
da vecchia educazione, d'ansia e d’assillo Durante le sue pene, vede tempo e data
trauma della morte, del primo nato figlio Ricorda avvenimenti, per fare sviscerata

“agitati globi rossi, mi svegliano in paura 1
Pamela s’incolpò di non aver visitato la nonna quan malata,
visione mi ritorna, più volte ugual fattura inoltre, accumulò sofferenze per maltrattamenti e punizioni
immeritate da altre persone, sviluppando disaddamenti. “Ciò
duràn vision parlavo, molto e facilmente
che la radice non ha guarito l’ho vomitato, la conoscenza di
capisco esprimo tutto, paradossalmente Sé non si dà facilmente e prender coscienza dei nostri schemi
ripetitivi è una psicoanalisi condensata che mi rende iniziata”
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 128
si sente più leggera, Pamela è liberata i muscoli sono tesi, pur i pensieri interni
Segue poi la notte, de là ricostruzione
Radice avvolta in miele, caoline le visioni Vedo irromper lampi, luci in tutta fretta
Davanti d'uno specchio, aiutan soluzioni1 Riparte una visione, locòmotiva vecchia
che tira dei vagoni, di merci avanti a me
Vedò sfilar dei visi, famiglia intera vedo Ognì vagon un tema, della mia vita in sè
Visi e ancora visi, d’epoche e ogni regno
dimmi bello specchio, questo pure quello Amici e avvenimenti, famiglia e militari
Miei figli e genitori, nonna e mio fratello Vagoni apron le porte, con contenuti vari
son film riassuntivi, mi parlan di soggetti
Mallendi vien vicino, ciascun ad aiutare ritrovo sensazioni, in più rapidi concerti
Chiede di visioni, intraviste negli specchi
riposo senza sonno, m’alzo a piena forma Sento mio disgusto, piango con singhiozzi
in calme passeggiate, simposio mi ritorna vedo me marmocchio, corro in fondo pozzi
chiudo gli occhi e, comincio altro viaggiare
Pianta dopo mesi, sento ancor pulisce La notte passa lenta, la luna ad aspettare
usa pure i sogni, gli amici e la mia bici
Or vedo avvenimenti, diversi della vita fluttuo su mio corpo, pneumatici ora sento
In luce positiva, che tutto prova invita i clacson mormorii, automobili su asfalto
Lucido io sogno, io so che sto sognando
digiun 24 ore, io Seba faccio un bagno Suora accanto a me, m’innervosisce tanto
Mangio la radice, un amico mi sorveglia
un cucchiain di scorza, radice grattugiata Vado a impicciolirla, ora posso contenerla
molto molto amara, l’inghiotto poi tritata Cresco e allor gli grido, lasciami tranquillo
Gusto il carpe diem, della mia vì presente
è amara come fiele, decotto pure forte Al mio risveglio ho, ricordo persistente
riesco ad inghiottire, unà decin cucchiai
Mi stendo sul bivacco, sento di fluttuare Mi sento pur gioioso, pien di gran fiducia
vedo le mie braccia, e gambe riposare strangolar la suora, in sogno pur mi cura
sogni più importanti, avvièn dopo visioni
Emette suoi fotoni, bicchier tisan’amara finestre su ferite, profonde ed anteriori
pensieri vàn da sè, Mallendi si prepara
Pitture bianche-rosse, nutron più legami io Seba son piccino, mi vedo da poppante
la musica autorizza, saltar i blocchi vari lo scaldo lo accarezzo, piano lui fa grande
mio padre autoriario, vietava sin bloccàr
Sento la coscienza, nell'angolo di testa prigioni d'anatema, or sento disgregàr
deve lasciar corpo, in cerca di antenati
stomaco ribella, nausea ed apprensione appar un fil di luce, emana da candele
ecco altro cucchiaio, amar a profusione dirige sul mio petto, scalda cuor che vede
Cervello deprogramma, fin riorganizzarsi
al quarto cucchiaino, Lei inizia lavorare alle otto del mattino, riesco a coricarmi
dissipan i dubbi, và il corpo a vomitare
via ogni sporcizia, stress e nervosismo seconda notte assumo, tisana con il miele
ogni aggressività, e psichico bullismo moltiplica gli effetti, specchio avanti tiene
vi getta polver bianca, Mallendi a rivelàr
vomito ogni cosa, fin latte di mia madre le identità nascoste, capaci a mascheràr
spasmi son violenti, lo stomaco straluna
vado ad allungarmi, nei tendini nei nervi
1
Mallendi passa davanti ad ogni specchio, lancia una polvere
bianca su ognuno e ci spalma il viso con bianco Caolino.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 129
Comincia sdoppiamento, parlo con due Io invita poi ciascuno, la danza di Mabunza
son Ming imperatore, vestito in seta fino a fare un gir di pista, la notte si prolunga
Tra eserciti e massacri, vendico la sorte Iboga dentro dice, guarda quind’apprendi
colpe e smarrimenti, s'apron altre porte aggiusta la tua vita, a ciò che è vero tendi

sopra video schermo, sfilano più imago Difficil giudicare, capisco a suon di scherzi
Mallendi par pigmeo, suona soave fiato raccontano un percorso, senza far falseggi
passero che danza, vision di mio passato si nutre dagli amici, ogni tuo appetito vita
traccia nel percorso, un passato rettiliano ringrazio con bassé! bassé che lor invita

al suon di melodia, nell’aria par vibravo Musica qual corda, seguo sopra al vuoto
un piede sul trapezio, in salti mi libravo su essa io cammino, mentre ganga danza
comprendo essere vata, ver natura d’aria tutto intorno a me, per celebrar il viaggio
mi muovo in elemento, d’oralità più varia Filan miei pensieri, a velocità di razzo

e quando un antenato, termina sua puja poi prendo bacinella, a vomitar la bile
sento l’aria in gola, dell’umido si asciuga Iboga fa gli scherzi, mi dice son rinato
sento allor bisogno, dell’acqua sorseggiàr l'addome si straluna, purifico e mi stendo
tramite il respiro, entràn escono entità Tago vedo dentro, un cuore nuovo tengo

In seguito mi trovo, in un Teatro d'oro l'alba in dormiveglia, cado ho le visioni
sfoglio e quindi scelgo, tra mille repertòr pien supermercato, di ruoli a profusione
teatro d'ologrammi, è scuola del domani schemi e sabotaggi, insuccessi sanno dare
fa viver a ciascuno, maschere di umani Grazie alla radice, ho fermato una spirale

1 Teatro popolare, è catarsi e terapia Radice fa il lavoro, interiore riflessione
Scuola e religione, gran gioco d’ironia mi dice Sesto piano, attraversi la visione
è l’intrattenimento, mistero del fugace la nascita la morte, poi mondo degli spiri
laborator di scienze, guerra oppure pace misti alla realtà, son tuoi vissuti primi

Dopo apocalisse, su cosmico quadrante Rivivi obliati eventi, serbati nel cassetto
una clinica ritorna, al teatro dilettante Conversi con soggetti, parti di Te stesso
s’entràr volessi pur, da professionista e plastici neuroni, in sinapsi a collegare
quell’abito dovrò, svestire sulla pista attivano cervello, in frattale organizzare

Fuori son chi vuoi, dentro come tutti rimostra la tua psiche, in psicoterapia
ricercator di luce, fuor monopoli flutti comprendere ti fa, ogni tua patologia
Inizio fare gruppo, quando l’io si stanca taglia dipendenze, spontaneità riassorbi
Le regole rispetto, del conduttore ganga vita sembra un film, errore vedi e solvi

Mallendi poi m'invita, far un bagno piante Quaran minuti dopo, orecchio sèn ronzio
mi veste in perizoma, Tago appare grande Annunzian le visioni, di luce e vari luoghi
in musiche di buiti, concentro la memoria Esperienze di passato, sgancian emozioni
mi siedo avanti a lui, e inizio cerimonia Rinsalda mio cervello, legami fra neuroni

Radice preme cuore, calore con ardore I condizionamenti, vedi e puoi sganciare
freccia m'attraversa, e testa fuor esplode Vinci dipendenze, acquisite nel passato
il cuore col respiro, par si fermi e muore Tal fase intensità, lentamen scompare
la mente si rilassi, Mallendi questo vuole Dopo trenta ore, nel capogir segnale

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 130
Nausea ed atassia, insonnia vanno via or in villa entro, cancello vecchie tracce
secondo la persona, nell’arco settimane legati con la guerra, e siedo sui gradini
visioni e distorsioni, auditive per più ore Rifletto a cominciar, una nuova attività
permetti il pisolino, và mangiar migliore La villa dei progetti, può riconfiguràr

Seba sii assertivo, non esser arrabbiato Vedo ultime elite, uscir da questa casa
Là c’è decisione, qua un confuso stato seduto sulla sedia, è l’astronauta papa
t’insegnano maestri, la via delle virtù morente Dalai lama, coperto su lettiga
belle o brutte sono, a deciderlo sei tu Siàm tutti compagni, sento mi confida

coltiva l’autostima, Piante ed alimenti lungo mar mi trovo, sopra ad elefante
gli Animali tòtem, le danze ricorrenti seguo nel suo gioco, l'eboga itinerante
In Te ci son maestri, o semplici pastori pressi d'una folla, vedo in cielo un tappo
tutti siamo muse, viandanti pur signori dapprima fù sereno, poi prepara strappo

Pellegrino sono, che viaggia sulla terra S’oscura minaccioso, ed odo suono cupo
paura ancor m’ottiene, pur se sottoterra vedo nubi scure, poi gocce su ogni muro
guru di me stesso, guardo mostro antico violente tintinnanti, m’innalzo per vedèr
e Mi scopro ballerino, dal cuore primitivo Cielo già oscurato, il mare v'accoglièr

Ascolto poi Sebango, vision adolescente copron l'alte onde, il sole di ponente
esce dal camino, assieme d'altra gente s'abbattono su costa, erodon ricorrente
bimbi d'ogni sorta, scendono passaggio grossi pezzi spiaggia, inzian scomparìr
cunicoli del vento, che suona tal saggio costa e casolari, al mar si vann'offrìr
Tirate e sollevate, i talenti in superficie! Spettacol’oscurante, drammatico eseguìr
la voce fuori campo, racconta il divenire Sviluppasi la cresta, s’ode un suono ming
Eduscere in latino, è tirar il partoriendo un immediato scioom, l’acqua fino a costa
Tirar dalla persona, innato suo talento Abbatte con violenza, ed ogni cosa sposta

Mi narra di ospedale, oceani di silenzio il Mare avanza alto, erompe in maremoto
malati ed infermieri, che recitan evento Spettacolo grandioso, terrifico suo scopo
di là una sala mensa, infanti con adulti Nessun appar presente, capace d’aiutare
Veston tutti blu, e mangian gialli frutti Fardello ora mi porto, non posso rifiutare

s'alza uno di loro, e inscena triste nenia Alzo le mie carte, e un vento mi solleva
infelice abbandonato, corpo crebbe tenia Mandandomi veloce, arrivo a prima vera
mostra la sua morte, e offre mazzo chiavi Assieme ad altri due, che volano con me
che apre luogh'infanzia, agli occhi d'invitati arrivo in cima a strada, discesa avanti c’è

si vede or su piroga, ed entra il tale mondo Vedo mar smeraldo, di là del montarozzo
accorcia le distanze, a cavalcion di tronco e cerco di arrivarci, sen caderci in mezzo
nel mar dall’acque alte, pensa sia la fine ho un fardel di carte, nuotare non saprei
entra in una baia, e scorge il negro alfine strumenti libri d'aria, in acqua non vorrei

lui spazza sulla riva, lo vedo e lui mi vede mollarli od affogare, è l’amara decisione
riconosciam vicenda, è il servo della villa abbandonar conquiste, frutto di ricerche
rinasco dalla gioia, felice corre incontro ritrovo sulla riva, assieme due compagni
Tutto si ravviva, è idillio sullo sfondo sopra-sotto sono, mi tolgon dall'affanni
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 131
scomodo agli sguardi, in letto mi ritrovo Tal radice iboga, vien pure preparata
nulla ho più con me, una borsa solo noto col succo di canna, latte o vino palma
la borsa incustodita, avanti la mia branda vomiti e amarezza, questo ben riduce
la prendo come mia, dentro stà bevanda Masticare è prova, coraggio riproduce

bevanda mi pulisce, ed elimina le scorie Tonico anti febbri, allevia mal di denti
a mezzo dei canali, mentali e intestinali Iboga qual compressa, è detta Lambarèn
son feci come i sogni, rivelan la salute usata in depressione, sforzo corpo mente
difese e parassiti, che l'emozin produce Malattie infettive, astenìa convalescente

le piante fan radici, su tombe di antenati Interessa l’alpinismo, esplorator sportivi
attingon la sostanza, o poteri sotterranei ciclisti e marciatori, campestri militari
trasmetton loro num, sudore conoscenza è un eccitante che, riporta nuova forza
purgano le foglie, Sesto è in conferenza! tre compresse al dì, ne fuon la risposta

Eroe dai mille volti, viaggia con coraggio l'Ibogain principio, del MAO è inibitore
entro le leggende, è cuori del messaggio Defatican calmante, vince dipendenze
la monaca di Dresda, sul mondo profetò prolunga vigilanza, aiuta le onde lente
al compito è concluso, la porta chiuderò l'usa tradizione, purgàr vita incoerente

Sesto già narrava, la vita sua in Gabòn Oppiacei e cocaina, con alcol e tabacco
al tempio del villaggio, del Buiti mitsogò persino anfetamine, Lei riduce in scacco
2 file di capanne, una grande per il Buiti lo stimolo impazzito, in rilascio dopamina
pareti senza porta, un palo al centro vidi lei ben normalizza, ad arte come prima

attorno la cappella, eboga è coltivata Dopo assorbimento, d'iboga o ibogaina
arancio frutto seme, sotterra seminata Segue lunga fase, di un lucido sognare
poi vien dissodata, divisa con machete ingloba dissipando, traumatiche memorie
infine scorticata, pazienza ciò provvede così l'ego profondo, si sgancia dalle noie

radici sono attive, dai quattr'anni età L'iniziazione al Bwiti, è rito di passaggio
in buche laterali, il raccolto van scavàr dall'adolescenza, all'adulto nome saggio
per asportar soltanto, radici secondarie gruppo riprogramma, la nuova identità
la principale cresce, senza noie varie bimbo or condivise, normè in comunità

a mezzo di coltello, puliscon la radice L’iboga condiziona, pluralità esistenze
grattano la terra, sminuzzan superfice Tempo non esiste, l'uomo è donde viene
e seccano all'ombra, la parte grattata incarna si reincarna, piroga è transazione
a pezzi il restante, in decotto vien data Perdur parecchi giorni, radì masticazione

conservano corteccia, amàr polverizzata Iboga suggerisce, linguaggi equivalenti
ingerita assieme l'acqua, piccine quantità Rosso e bian caolino, sono Siva e Sakti
tonico completo, ha effetto stimolante Tago appar folletto, trova le sue terre
senso leggerezza, il tempo è dilatante e all'origine e alla fine, di tutte le libelle

a dosi crescenti, visioni effetti intensi Tabernanthe iboga, è tropical cespuglio
assieme più disturbi, sudor tremori senti di Babongo e più, tribù del fiume Congo
secchezza della bocca, cuore accelerato Yapukiliwa è detta, cugìn sua brasiliana
misteri del rituale, tutto han controllato albiflor ed angolata, e Tabernàmontana
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 132
Sesto qui si ferma, e fa parlar Mallendi Sale il gioco sale, dei mil perché connessi
l'incontro che lo vide, in volontari tempi Ogni cosa all’altra è, legata sen commenti
Mallendi narra miti, di origine di eboga Bwiti par coscienza, di umana discendenza
beve il caldo vino, e siede nel suo yoga del culto universale, appar la quintessena

Pigmei conoscitori, delle foreste Congo è tempo cerimonie, a risolvere conflitti
amici intermediari, delle radici mondo nei canti chiaman fatti, di vite degli afflitti
Insegnano segreti, a mezzo di visioni ciascuno parla di, problemi e disaccordi
ai loro discendenti, fratelli posteriori il ganga mediatore, concilia negli accordi

Dibenga cacciatore, della tribù Missoko Unione ed armonia, del gruppo necessari
vide un porcospino, raspare una radice a successo cerimonie, spir’insieme chiami
scaglia la sua lancia, su carne d’animale Banza Corpo Guardia, è la casà del Buiti
Estrae poi l'intestine, buon medicinale quà sotto alla Vincella, vi narro fatti vivi

Sul fuoco li cucina, mangia amara carne Nzambe-Kana un dì, rivela di cercare
a letto se ne và, si sente un poco strano arbusto di foresta, capace a traghettar
nota un auditorio, effetto uguale all’eco chiese ai suoi fedeli, di far la cerimonia
distante poi va fuori, alla luna fà ripiego al fine di trovarlo, e veder umana storia

Rivede scena caccia, l’arbusto visualizza or Bwiti gli antenati, invoca come guida
il giorno dopo torna, a capir la situazione durante la ricerca, dell’êbôghê in foresta
incontra ora pigmei, disposti tutti attorno quindi ha sviluppato, var stil cerimoniali
lo guidano graduale, a capire suo ritorno l’origine si perde, tra i rivoli ancestrali

Gl’insegnano foresta, cosmo ed elementi Tsogo etnia bantù, ha società segrete
gli dan radic'iboga, somministrata in dosi unisce inclinazioni, e attitudin personali
una volta divenuto, padron della sapienza villaggio e la foresta, han regola diversa
Torna nel villaggio, trasmette conoscenza Primo è la ragione, inconscia è la foresta

Inizia presso Tsogo, un Bwiti senza Iboga Disordine apparente, defunti ed antenati
Bwiti vien da ebweta, emergere arrivare Geni femminili, Ya Mwei di corsi d’acqua
Eboga è da boghaga, ovvero traghettare Tutto appare sacro, è visione panteista
Tsogo nella cura, e nel culto và adottare l’umano di 3 parti, alfine tien provvista

Bwiti è lunga scuola, filosofia di vita Il corpo è detto oto, lo spirito è ghedidi
Mwiri la prosegue, è forest’ecosistema l spirito tien ombra, ghedi-nadina detta
in Kono poi finisci, è laurea dottorato Ghedidi dopo morte, è in culto familiare
Màllendi la foresta, qui ci ha riportato invocato in ogni rito, esce a mascherare1

vibra la foresta, in Buiti sottofondo l'Uomo terra-mondo, degli antenati là
piano ti trasporta, l'arco del Mogongo Richiamano il Bokudu, o mito originario
lezione interattiva, è botàn filosofia Tappe di creazione, dell’universo Tsogho
la storia di radici, di umana sintonia da ciel agli antenati, a terra umano luogo

Bwiti come scuola, svela gradualmente rettangol capanna, di legno con corteccia
talvolta chiede prezzo, riapre la corrente aperta una parete, antenati fanno breccia
Tu parli e fai domande, ricevi poi risposte una coppia genitori, di tutta razza umana
Ognuno può parlare, aperte son le porte ecco nell'ingresso, Disumba-Zambe Kana
1
i ghedidi divengono mighonzi, antenati con maschere di rito
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 133
il tetto a foglie palma, bwenzè è sagrestia Seduta ella rimane, e inizia a fare sogni:“
Piccola stanzetta, che un iniziando stipa scendi nel Mogobe, qual vermi intestinal
nascita e trapasso, è cranio al candidato discendi alle cascate, sopra fino al fiume
bicchiere con bevanda, aperto e mescolato d’allora cominciò, il bwiti a noi comune”

in gerarchia Missoko, arriva lo straniero Mallendi da bambino, girava per villaggi
poi diviene bandji, colui che ha visto intero assieme a suo papà, curava i mali sparsi
poi divien makagha, esperto in cerimonie più grande vola via, sposo a una francese
alfin Nima na kombo, l'iniiziazione muove mette su famiglia, continua Buiti imprese

Ngenza e ibog'assieme, riportan a foresta a Ginevra poi conosce, Nìma detto Sesto
ch’è libreria computer, farmacia più desta là per il congresso, sul volontario intento
maestri or gli elefanti, insetti e scimpanzé scambiano l'un l'altro, modi d'assistenza
con gli alberi e coi fiumi, insegnano per te a giovani alienati, da tossi-dipendenza

Nzambe Kana vièn, chiamato in cerimonie Sesto và in Gabòn, inizia al culto Buiti
Koumba con Dissumba, omo-prima donna stasera ci trasporta, negli africani miti
Accanto agli antenati, ci son genì e folletti mentre Mallendì, suona col mongongo
Mare e corsi d’acqua, foreste ed elementi ecco la piroga, viviamo il suo racconto

Montagne cosmo intero, ovver radici Buiti Rivivon gl’iniziati, un Ciclo di creazione
Sole detto Kombe, la moglie Luna Ngonde scoperta di radice, da parte di Banzioku
Minanga e Ngadi sono, stelle e lampi figli Banzioku prima donna, or èl'arpa ngombi
Dissumba primo ramo, di bwitisti insigni risuon insegnamenti, di spiriti oltremondi

Iboga è lo strumento, non lo scopo in sé cantaci or Nimàl un canto del Mongongo
Canoa che lungo fiume, scorre dentro te avuto alla visione, tu Sesto dei Babongo
più foglie di banana, fan torcia di Okumè Narraci antenati, e la genesi del mondo
ad illuminar la strada, la vista tracendèn la nascita del buiti, e l'umanità di fondo

Dibenga primo nganga, presso gli Tsogò L'arco tende e vibra, niente ancor esiste
chiamato pur Mapenga, presso Babongò l'uomo non è ancora, pensiero di Nzamé
Antenato le cui dita, sepolte sotto terra ancora non è nato, Nzamé là dentro l'uovo
Originano eboga, arbusto che ci afferra assieme l'altri 2, attende un segno nuovo

presso i Fang pur, un pigmeo scompare or l'arco dei babongo, inizia tende e vibra
la moglie và cercare, col suono musicale una lunga melopea, nel vento piange grida
così trovò le ossa, ai piedi iboga arbusto la corda ha già 3 nodi, il vento soffia forte
una voce poi l’invita, mangia tuo defunto lampo figlio al vento, ha rotto l'uovo sorte

Così potrai parlare, all'arbusto tuo marito ..cola via placenta, e i tre son fuori Pange
gradual inter villaggio, segue stess'invito i primi canti al vento, Nzame grida piange
suon di madre arpa, echeggia dai fondali sorella sua Ningone, e suo fratello None
figlia di Mogongo, Mosuma viene ai piani seminano il vento, di pazze grida nuove

sale alla nazione, che guida nella morte è notte e l'acque nere, gridi ed arpa và
cade nel Mogobue, cioè fiume vibrazione il sole con la luna, lor tempo può iniziàr
amar radici ingoia, le pene e più fantasmi e segnano l'inizio, la fine di ogni cosa
ascolta suon radici, di arco arpa e sonagli Dio scende sull'acque, voga su piroga

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 134
e iniziano il lavoro, termiti della terra Da questa unione poi, discendon i mortali
Nzame l'ha create, a lavoro sottoterra poiché soltanto Nzame, sa fare l’immortali
compion lentamente, tutta la missione Evùs a None insegna, ogni forgia di metalli
l'uomo con la donna, trovan posizione gli dà primo soffietto, e mostra raffreddarli

l'acqua và la donna, l'uomo va la terra Nòn può fabbricare, attrezzi a non finire
acqua rest'aperta, all'uomo che l'afferra nell'acqua di marmitta, d’origin femminile
Evùs è la placenta, sepolta alla boscaglia Mebeghe vede tutto, frutto trasgressione
che a volte si ridesta, e inizia la battaglia del primo suo divieto, terren ripartizione

Mebeghè al principio, pose l’uovo-feto allora invia Ekurana, per attaccar l'Evùs
nel caos originario, Nzame n’era uscito lo getta sulla terra, assiem a umani pur
solo lui piangeva, e Mebeghe gli ordinò gli uomini implicati, fan combattimento
di smembrar il corpo, e mondo si formò Vivono nel sogno, illusione del momento

Esce poi dall'uovo, sorella sua Ninegone Ningone con Evù, rubò poter del mondo
con gli orifizi in corpo, ancora tutti chiusi Viene condannata, portar la ter in testa
infine il pupo None, venne al suo natale accadon tali eventi, a cospetto degli Dei
resta la placenta, e cordone ombelicale poi su prima coppia, o umani loro alfieri

Presero la forma, due esseri in un solo i miti ereditati, convergono ai cristiani
Evùs tiene gemello, Ekuran l'antagonista nel patrimoni Fang, Buiti và in sincresi
i 2 gruppi danno noie, conflitti d’interessi Mukengué-Mogongo, or è Adamo ed Eva
Mebeghe ruoli assegna, chiari ed indefessi Caìno con Abele, avràn moglie Teresa1

Nzame è incaricato, produrr natur ed uomo Geloso del fratello, l'uccide và in foresta
a sua imago poi risiede, in uno dei Mogongo la mamà, gli da seme d’eboga
quadranti Così potrà vedere, il fratello suo defunto
ai due punti cardinali, sòn None e Ninegòne e i propri genitori, dopo morti appunto
Evù nella boscaglia, nessun sconfin altrove
Legge dell'Evùs, è visione conoscenza
dio Nzame inizia poi, a produrre umanità a mezzo sacrificio, d’un proprio parente
Ningone và gelosa, viaggia alla boscaglia cresce piant'eboga, su prim Adamo morto
alla palude arriva, e invita Evù a villaggio incarna Mukengué, è Jesu Nzambia-Pongo
apre le sue gambe, lui penetra passaggio
Gesù figliò d’Egnèpe, Maria reincarna Eva
l'Evùs all'indomani, le dice di aver fame Muor sempre 2 volte, in Adamo poi Judea
Mangia allor la capra, davanti sua capanna prima d’incarnarsi, Gesù ha Ekurana frère
Finirono le capre, ma Evùs ancora ha fame Bibbia con eboga, scelser chi appartiene
chiede la sua figlia, che muore come pane
1
Ningone e None dei Missoko, diventan Mukuengue
Nzame poi ritorna, ignaro dal suo viaggio (fungo, Adamo-Jesù) e Mongongo (arpa, Eva-Maria)
non riconosce più, il suo natio villaggio presso i Fang. Cresce la figura di Caino (uomo-tra-la-vita-
e-la-morte Abonà -Litogo), simbolo del popolo nero che,
capisce che l'Evùs, è qui dalla boscaglia accusato di fratricidio, riceve la possibilità di redimersi e
e l'arte della caccia, soddisfa la sua pancia chiarirsi con Abele. Infine Massana (Teresa), è la donna
comune sposata dai due fratelli secondo il costume
e Nzame si ritira, deluso dal suo mondo diffuso della poliandria Fang. Nzambia (Jesù) prima di
Donna con l'Evù, fan leggi a tutto tondo venire nel seno di Maria (Egnépe), era vicino a Dio,
Ningone s’avvicina, al suo fratello None assieme a suo fratello Ekurana (Michele Nzambia-
Vanga). Solo lui (primo uomo), ha peccato e ora mostra la
Desidera un bambino, prim incesto vuole via della redenzione e risveglio alla sua discendenza.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 135
Jesu scelse primo, prese bibbia e vino e naviga radice, dell’Africa che espande
scese presso bianchi, accolto con inchino Barca che ritorna, dal fiume Congo grande
volle andar dai Neri, e i Bianchi ingelositi Sarvognan de Brazze, chiuse esplorazione
L’uccisero pertanto, Michèl l’ha redarguiti assiem ad un pigmeo, Mumba fa di nome

Michele con Eboga, scende insegnar buiti Mbumba è nom feticcio, crani d’antenati
Un seme seminò, su tomba di Mukengué coppa di alleanza, tra umani e naturali
Fratello tanto amato, radice di Nzamè Sesto dice è il ventre, l'utero del Buiti
Michele è l'Ekurana, e Jesù vuol rivedèr Buco ch’è scolpito, nel palo dei conviti

nell'Africa centrale, Dio Padre tien due figli Lungo vie commerci, nascono cappelle
Maggior ha pelle nera, minor invece bianca emerge identità, in colonia ormai ribelle
Un dì Divin decide, insegnar ai figli il vero matura fin l'azione, di stato indipendente
trascrive su 2 libri, tuttò il sapere intero e sveglia coscienza, curando corpo-mente

a ognuno ne dà uno, l’esorta poi a studiàr nel culto derivato, d'eboga e possessione
I due figli pien di gioia, a casa van tornar già stimola visione, possessio guarigione
ma poi durante viaggio, il nero fà popò quello dell’Ombwiri, a prevalenza donne
entra là in foresta, poggia il libro un po’ una cura dei malati, in eredità raccoglie1

poggia inavvertito, su arbusto dell’Iboga Ombuiri aiutan tutti, là in Africa rurale
Soddisfa suo bisogno, intanto pare piova aiutan discendenti, alla transizion sociale
la pioggia cola via, inchiostro dal suo libro Dinzona prima Donna, fù albero Motombi
finisce nella terra, e su arbusto iboga fibro il legno suo darà, Mogongo ed arpa gombi

Il figlio nero vede, e pensa che disgrazia! Inizio con Mallendi, esperienza Missogò
Or ho perso tutto, ma ho fratellino bianco in privazion di sonno, e privazion di cibo
Sicur mi presterà, il suo libro per studiar ad acceder a più sogni, ludici e coscienti
Giunt alla sua casa, può tutto raccontar si da comunicàr, compagni lor discenti

Ma piccolo fratello, suo libro fermo nega L’azion cerimoniale, si snoda in 3 sentieri
Se perdi pure questo, cosa mai accadrà! strada di villaggio, chiamata pure mbanza
Il figlio nero triste, fa visita a Dio Padre lo spazio nella macchia, detto pure nzimbe
Racconta la vicenda, e rifuti di suo frate in palizzata in tronchi, confine bene cinge

Dio comprende tutto, dice che il fratello Tempio Buiti mbanja, è il corpò di guardia
da sé comprenderà, l’egoico trattamento Grande casa in legno, aperta su di un lato
sappi o figlio nero, che vèr non può morir Rifugio e intimità, scuol d’ogni passaggio2
cerca dov’è andato, inchiostr a scomparir assemblea cappella, e riunioni di villaggio

D’allora figlio bianco, nel Libro legge vero Ricevon qui gli amici, e stranier visitatori
il figlio nero mangia, l’arbusto del sentiero avanti tien sculture, una trave con piroga
radice dell’Iboga, su cui caddè l’inchiostro totem è piantato, al centro entrata-uscita
Verbo di Nzamè, che vive in ogni posto un fuoco in una buca, arde scalda e guida

Incontro d’antenati, la guarigion procura 1
Le donne, assumono iboga in piccole quantità, poi, guidate
è importante tappa, nel cammin di cura da geni, fanno diagnosi e cura di malandati. Ombwiri, dal
quan Buiti si diffonde, fuor delle foreste 1950, diffuse tra i Fang e, visto il successo, le comunità Bwiti
entra denro l'urbe, a curare igien e feste crearono brancheinterne per adattarsi ai bisogni del popolo:
malattie, sterilità, disoccupazione, alcolismo, depressione .
2
Appello di riunione: Bandji na nima, na kombo, bokayé!
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 136
il palo od ombelico, sento chiama il cuore entrano nel tempio, in cor responsoriale
su d'esso sono due fori, rosso bian colore Dopo un certo tempo, iniziano a cantare
in alto nasci al mondo, vien da sottofondo D’arpe accompagnati, gruppo fa omelìa
in basso fai ritorno, nel sacro girotondo Istruzion di circostanze, per tener la via

tempio forma d’uomo, tien trave centrale Kombo sacerdoti, più svegli resteranno
Che sostien il tetto, è colonna vertebrale Radice pure a bimbi, l'offron granellino
Il cuore n’è l'altare, la sagrestia la testa Il Neofita è portato, al centro della sala
Porte son orecchie, fallo è palo a festa I fedeli alle pareti seduti come in gala

Nganga fa passare, fascie fuoco dentro seguono domande, rivolte all'iniziando
da interno vers’esterno significa incarnazio Pubbliche riposte, riguardano i motivi
spirito può svolger, sua vita ora nel tempo che lo sospingon fare, tale iniziazione
ritualizzato da, corteo ch’esce dal tempio a risposte sufficienti, parte rito azione

in cima al palo scorre, una ragnatel di fili or è accompagnato, dentro alla foresta
su cui corrono geni, o numi oltre confini Confessa la sua vita, agli spiriti di festa
la trama sotto tetto, veste in foglie mais Buona confessione, prelude buon visione
tempio appare corpo, pulsante nei rituali scatena maremoti, nasconder omissione1

Viaggi in altro mondo, tutto equipaggiato Un cucchiaio dopo l'altro, fanno quantità
In destra man clochette, producon crepitio io vomita ogni tanto, reflusso è separato
Il cast a centro mbanza, ai fedeli si rivolge Su foglie di banano, è attento esaminato
Seduti alle pareti, nel cuor tutti coinvolge Madrina pur l’assaggia, fà diagnosticato

Siedono gli arpisti, cima al fondo tempio Come si comporta, l'iboga nella pancia
Arpa tra le cosce, con testa vers esterno Ognuno tien suoi tempi, organico lavoro
ai suoi lati son i due, suonatori del bâkê aiutano le danze, e le musiche dell’arpa
Batton con bastoni, creano il ritmo che avvolgono d’amore, come calda sciarpa

viene accompagnato, dall’arco musicale L’eboga anestetizza, bene il mio palato
per recitar il rito, del mito Nzambe kana tien sapor amaro, è detto fiel del guado
due tamburi verticali, ai lati fondo tempio durante l’assunzione, corpo si raffredda
Stimolan le danze, dileguan ogni scempio a partir da estremità, cuore pur rallenta

Sonagli con due uova, pien di grani secchi Assòrbendo iboga, raggiunsi più visioni
sul manico infilati, accompagnano discorsi più vomiti violenti, il ventre sputa fuori
vi son pur dei biomba, cioè corni d’appello l’andar nell'aldilà, richiede azion morire
Chiamano antenati, e astanti al carosello corpo con gli anziani, e spiri può partire

Ngombi e Mongongo, sonagli e scopette continua sonnolenza, tremor agitazione
Campanelle e fischietto, di osso d'uccello più lacrime con risa, scende e sal calore
Sbarre-anaconda, tambur pelle e tronco anestesia parziale, ascoltan batti cuore
Fanno un orchestra, finestra sul mondo controllano mio corpo, e dosano rumore

Nzimbe l’assemblea, inizia processione
Arrivan gli inziati, vestiti di ornamenti
Pagne fibra rafia, bande in foglia palma
a coppia son legate, lor agitàn sonaglia
1
Durante l’iniziazione, nei casi di omicidio non confessato, si
può giungere sino alla pazzia permanente o alla morte
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 137
Dopò cinquàn minuti, effetti sulla psiche
rafforzano graduali, in stati più profondi Chi cerchi tu straniero? allora io rispondo
or sperimento un viaggio, ai limiti dell’Io Buiti sto cercando, e le voci assumon corpi
Appare l’altro stato, che nima testa fino1 ripetono domanda, e rispondono nel cuore
Buiti che tu cerchi, siàm noi dell’anteriore
pur anziane donne, smuovono mio corpo
tende a irrigidirsi, mi fanno scioglimenti incoraggian mia ricerca, “il Buiti troverai
articolazion del collo, dita mani e polsi continua la ricerca, non scoraggiarti mai”
al sole diurno poi, lo metton ad esporsi voce poi pronuncia, mio nome d’iniziato
nel dialogo antenati, io sta immobilizzato
sensazioni freddo, pervadon esperienza
vedo intero campo, espande la coscienza Arriva ora l'incontro, con entità più astrali
fenomeni speciali, e udito a gran distanza mi fan ugual domanda, esser straordinari
mi prendon più visioni, di luminos'istanza Rivelano mi trovo, nel Bwi villaggio morti
ascoltano risposte, presentan nom e corpi
tal Buiti mi prepara, a viver mia morte
Come un camminare, ne fà serena sorte Il primo si presenta, sono Nzamba-Kana
i Fang han calendario, cattoli parallelo2 il padre umanità, e prim’uomo sulla terra
3 notti della Pasqua, rinsaldan cuore nero l’altra a sua sinistra, dicè io son Disumba
Madre a umanità, e prima donna oriunda
Stesura di richieste, chiarisce le mie idee
dipinto col caolino, sdraiato vò a vedere Villaggio della Morte, aumenta di scintille
i fatti e le storielle, nel lume di candela La palla fuoco sole, scende prende forma
Viaggia mia piroga, su note d'arpa vera Kombe si presenta, e m'interroga neofìta
sulle ragion del viaggio, poi mi si confìda
il fiume di confine, lo chiaman Nobosue
Ricordami lo Stige, alla luna chiara luce Son il re del mondo, tuo essenziale punto
si snoda tra foreste, e svariate civiltà Ngondi la mia donna, voi là chiamate luna
Si affaccia sui deserti, e riflette umanità le stelle le Minanga, ovvero miei bambini
Buiti è ciò che hai visto, qui coi sensi fini
segna suono ngombi, fine di quel viaggio
l’arpa sacra che, assiem a suon mogongo dopo aver parlato, mutàn Sole e Luna
apre e chiude corpo, per l’anima transire diventan un ragazzo, e una ragazza belli
han funzioni opposte, i sensi sann'aprire Mutan nuovamente, col tuono a dileguàr
Torna calm ovunque, e gli altri a salutàr
Anziani sopra fuoco, arrostan semi zucca
esplodono con scrocchi, e spirito trapunta dopo tal passaggio, vò isolar dal mondo
Soffio mi trasporta, a villaggio senza fine fin tre settimane, neonato a tutto tondo
e sento delle voci, che invitano a chiarire il Buiti è un al-di-là, morte e iniziazione
s’apre solamente, a inizio e conclusione
1
“un effetto d'iboga è il lento raffreddamento del corpo
nell’arco di 20 ore, i buitisti testano sensibilità e temperatura Il battesimo d’iboga, a radici vita porta
di vari punti del corpo con ago e fiamma di candela. Se il
è dialogo diretto, Je suis mistero forte
neofita o paziente non reagisce, l’assunzione della medicina
termina, il corpo è disteso a terra su stuoia e sorvegliato nel Ciò mi aiuta a stare, saldo alla visione
gran viaggio; kombo e nima si fermno nel giusto momento un intenti chiara vita, o adulta iniziazione
pò prima della dose letale specifica per ciascun individuo. “
2
Vanno a Pasqua, Pentecoste, Ascensione, Natale, veglie nall’iniziazione, ho un pantheon colorato
funerali e i fin settimana, per rafforzare i legami di gruppo.
il gruppo bene crede, se stesso rafforzato
Padre Neu scrive nel 1882: “agli iniziati ogni caro desiderato,
può apparire nel mezzo d'una foresta o nella folla. Numerosi per tramite dei spiri, con nome or invocati
Europei del governo, van alle cerimonie incuriositi a vedere in cima è l’antenato, creator di noi mortali
coi loro occhi persone defunte che hanno chiesto di vedere".
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 138
io vivo da iniziando, unà divin commedia In bocca suonatore, suona il cosmo nuovo
Traverso purgatorio, con vomiti diarrea Obaka riproduce, lo scricchiolio dell’uovo
arrivo al paradiso, con vari e var livelli
chiamali pur chakra, dei vortici tornelli mio nome da iniziato, sento chiaramente
lo sento e lo ripeto, lo canto ricorrente
arrivo in un villaggio, ricevo educazione un sapere si rivela, piano gradualmente
mutan personaggi, ma dialogo è lo stesso Bwiti appar il cuore, del collettiva-mente
poi vengo ricondotto, dal vento sulla terra
M'accolgono l'anziani, e gioia lor m'afferra danzano le yombo, sonagli e campanelle
Frenetiche ritmando, il ventre col sedere
la danza di Muenguè, questo rappresenta nella notte ha luogo, il festival che attira
Ricerca di una nuova, forma di esistenza curiosi compaesani, al tearto della vita
L’anima del morto, danza nel suo viaggio
nell’aldilà e si ferma, nel Buitì villaggio in canti gutturali, l’uovo fa nga.nga.nga
linguaggio che ci guida, a compreder edikà
ogni volta che, qualcuno muore in terra Edika attorno al pasto, un rito arrosto pollo
un altro nasce in cielo, stella palla bella in foglie di banana, bollito con contorno
L’uomo con orpelli, torna e si reincarna
ad essere Mogonzi, uomo sàn che balla dopo il pasto èdika, io divenni un ganga
Partecipo a missione, agli amici risvegliar
il Bimbo sognatore, mi arriva su piroga uovo e pollo arrosto, vamos a gustar
filosofia africana, mi scarica ogni scoria Ganga rompe noci, per gusci a oracolàr
Rivela a me chi sono, chi ero e chi sarò
nel gioco d'ombre-luce, scopro già lo so Iboga aiuta il sonno, e fatica sopportare
pause concordate, riposo e chiaccherate
Domande con risposte, fan apparizioni Cosmo e attor riuniti, Buiti han realizzato
lampi luminosi, pensier come intuizioni Potere o regno Evùs, abolito e districato
vedo poi sfilare, gli avvenimenti in vita
scopro il loro senso, chiarito alla trafila Sempre trascinato, da musica di ngombi
io vedo e ripercorro, il tragitto d’orizzonti
canti con le danze, affermano messaggi vado in corsi d'acqua, ancora processioni
dan voce musicale, nell’arpa interpretati vivo danze e fuoco, mascher possessioni
l’ombra d’antenati, è l’arco di Mongongo
indica ai Babongo, ponte ad altro mondo Una festa Bwiti, alla notte può iniziare
quan le prime stelle, fan buio rischiarare
Esperire iniziazione, di fede è l’officina inizia con raccolta, calma e poi Mighonzi
la mente vegetale, presenta sua dottrina spiriti chiamati, coi canti a far confronti
fa vomitar più dubbi, riallaccia l'antenati
Riporta l'uomo al cuore, di grupi ritrovati Ebòga alber di vita, ci manifesti amore
Caccia via da noi, l'ombra il malumore
il Buiti è religione, gran tempio universale con tua calda luce, rischiaraci la guida
apre le sue porte, a chiunque vuol curare il sentiero vita eterna, Eboga ci confida
rivelasi nei sogni, e duran più malattie
cura col messaggio, interiore mio soffrire
L'arpa a otto corde maschili e femminili, è parola resuscitata.
strumenti musicali, ricreano tempo sogno Dissumba è terra di quaggiù e il Buiti è il regno originario.
Lo scoppio dell'uovo pluridimensionale è l’uscita del bimbo
Mogongo la parola, crèa ed esce da bocca1 dal ventre della madre è lo scoppio del cadavere nella tomba
duran la fase Nkeng. Mobakaka è colpo d'obaka che sposta la
1
Obaka è il primo ed ultimo sospiro, bo-ka-yé, è la parola coscienza al livello d’esistenza simile a quello degli spiriti, e
finale e iniziale di un discorso, è la foratura del cadavere dopo sfugge così l’azione dei beyam, gli stregoni che si infilano
alcuni giorni di decomposizione. Evoca l'ultimo rantolo. all’inizio nelle riunioni Buiti per portare agitazione.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 139
danzano Mighonzi, e torce van correndo Penetra ogni cosa, col desider totale
al fin comunicare, e chiamare protezione Inutili parole, or senti in esperienza
cresce suono e danze, bakè fà l'apripista Presente in vigilanza, stabile rimani
Apparire di antenati, è l’arte del bwitista pur nelle realtà, di ier oggi e domani

crescon i tamburi, le danza delle fiamme pure s’affamato, avrai il cibo più sazio
mutano le scene, con maschere di canne pur in debolezza, raggiungi realizzazio
l’arpa la sua voce, impon al chiacchiccio se scoraggiamento, sfiora nell'impegno
tra mondi vivi e morti, aperto è l'orifizio tuo cuore riconosci, come sol sostegno

Altri avvenimenti, il teatro rendon vivo privato del potere, d'oscure forze d’ego
ciascuno vien chiamato, entro rito fino giocattolo diventi, dell'energia dei suoni
Luogo della corsa, giù al limite foresta preso al loro campo, in lòr mental’imago
Picchetti fissi a terra, delimitan la festa Dimentichi l’ambrosia, o libertà d’innato1

a fin iniziazione, v’è un dialogo privato Uomo fa esperienze, legate alle sue idee
al Kombo di rituale, vision ha raccontato fatte da intelletto, e perpetua le catene
rispondo alle domande, miran a scoprire poter della parola, pronto ad offuscare
s'io ho veduto bene, bandzi è bene-dire la natur del Sé, profonda ed essenziale

Cibo e lungo sonno, e alfine son rinato se vado ignorando, mistero profondo
nell'esisten terrena, verso normal stato Recito invano, ogni Veda del mondo
gli effetti iniziazione, dureranno ancora e mantra coi salmi, offerte di fuoco
postumi nel corpo, 1 settimana buona Senza i misteri, è fumo che invoco

Iniziazion buitista, è volontà di andare se inganno l'amici, puro ed impuro
a costo di punture, insetti o di malarie è arbitraria morale, nel loto seduto
è nascere in Efùn, morire nel Muengue denudo poi corpo, vò cranio rasare
rinasco in Meyaya, giorno terzo attende fò solo un teatro, e buffon luminare

Ndama è rito palla, a fine del processo Se i chakra e mandàla, vò meditare
Palla gira il bandja, si gioco con diletto e dibatto se spazio, sia o nò vacuità
i beati han forma palla, sfera di enegia se scindo 1 gioia, in varie più tappe
prima d'incarnarsi, placenta d'ombelica appello a scritture, fatte già grande

Riuscita cerimonia, dipende da perfetta Rècitar mantra, o fare più offerte
Esecuzion dei riti, e coreografici dettagli via da spontaneo, a nulla ti serve
Kombo detto nima, è jolly pure nganga Via attaccamento, fluisci con cose
garante cerimonia, se qualcuno manca sorgente sapienza, vuòl nude spose

Raseno ci risveglia, al fremito c'invita emerge coscienza, e libera un tutto
a Siva con la Sakta, lui in amor s'affida I testi van via, realtà resta frutto
nel fuoco della sera, và invitare Tago “Io sono ganga!”, recita appunto
tramite d'un canto, io mio cuor appago canta mio Seba, il cuor è trapunto
diventa desiderio, assoluto e t’accadrà
rivelazion del Sé, che sorge e fremerà 1
“Il seme dell'ignoranza è causa e sorgente della
Luce suono e gusto, ostacolo diventa stanchezza, è dissipato dall'espansione della coscienza di
ìn colui che ancora, d'ego si contenta là di ogni limite. L'energia del fremito attraversa il
volgare e lo rende schiavo, mentre libera colui che segue
una Via” Kallata cit.da Raseno
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 140
siam meditazi, siam già immacolati L'orto come il mare, narra del suo moto
Mantra abbandona, mandal trattati perenni le sue onde, schiuma suo risuono
un mondo é soggetto, all'illusione susseguon alle forma, identica è l’essenza
in un sol istante, realizzi l’ardore1 si frangon alla riva, ritmando la coscienza

se pratica inquina, smetti tormenti Sussurra il suo fluttuare, la stor di civiltà
dimora nel cuore, di gioie clementi cosciente di se stesso, il mare e bosco sa
delizia di cibi, in bevande gioisci alberga nell'inconscio, e spazi riproduce
rilassa coscienza, nell'uno reagisci Qui nel Therabuti, accende la sua luce

Tua conoscenza, smetta il giudizio Dopo ogni marea, pur ritorna quiete
Tuo fremito amore, in 1 abbi sfizio eterna legge sempre, uguale si ripete
nascita e fine, evoluzio e progresso dopo pace o guerra, l'uomo avanzerà
assiem a nirvana, son privi di senso nella imperfezione, la perfezion sarà

Emilia pure canta, ispirazion a Thera mente invade corpo, uscendo da confini
al cuore ricevuta, duràn tal primavera addestral esser calma, in semplici raggiri
e Martin traduceva, 1 canto dei Navaho ognuno sperimenti, var gradi di samadhi
Lei sentì l'intesa, e scrisse questo brano Bhakti van spontanei, a mezzi canti dati

Thera insegnami, a ricordare il tuo legame se busso col canto, o un arpa ngomo
Dammi occhi per vedere, e forza per capire Sette chiese o stazioni, rotanti vedrò
e sol qel tuo potere, mi fa affrontare i venti Vortici o chakra, di possente energia
da Te solamente, posso aver insegnamenti
Dormiente nel basso, oh bella regina!
or insegnami la calma, di pietre di memoria
È sposa di shiva, e cerca il suo sposo
coraggio ed umiltà, dell'albero con storia
traversa i sei centri, fedele allo scopo
e la rassegnazione, di foglie dell'autunno
Raggiunto si unisce in un fiore dorato
fammi sopportare, l'errori e ogni rifiuto
nasce bel bimbo, nel cosmo infiorato
seduta e rilassata, osservo mio respiro
avan di svegliare, il drago nel porto
pur percorro il bosco, persa in ogni filo
Preparati bene, in spirito e in corpo
osservo miei pensieri, segnali di natura
Thera ben accoglie, seduto in amore
e tutto vien e và, in ondosa partitura
Yab-yum è respiro, l'orgasmo di fiore
seguo mio respiro, un certo pun s’arresta
Continua binario, a inalare esalare
da qualche parte ferma, presso l'ombelico
bosco è respiro, ghiandolar pineale
un attimo si ferma, ma poi riprende e sale
se muscoli tendo, trattengo tensione
Verso esterno ma, la pausa è sacro mare
nel coccige sento, ronzio calabrone
realtà presente ora, è mare calmo e puro
blu brillato al sole, canto avanti un muro “Om nàmo bhaga-bata, Basu-dabaya
così mi apparirà, un universal vicenda salendo scendendo, respiro m'abbaia
a rifletter verità, sua semplice esistenza se il numero vario, del capo rotazio
Canto alta voce, in Samadhi sabazio
1
“La fonte della coscienza ti sfugge poiché ti allontani
dallo Spontaneo per immaginare una tripla via. Il Om namo bhagavate vasudevaya (bis)
Vijñânabhaïrava dice: la meditazione è anch'essa una rete Om Nama Shivaja, Om Nama Shivaja
illusoria, riconosci l'essenza divina nel tuo fremito Om Namo Bhagavate Shivanandaja
interiore; prima di desiderare e sapere Chi io-sono, dove
Om Namo Bhagavate Vasudevaya
sono, semplicemente tu sei quello! (Je suis nganga),
l'unica vera natura-sorgente dell’Io. raseno Om Namo Bhagavate Venkate Svaraja
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 141
Om Namo Narayanaya (quatris)
Shivaja Nama Om Nama Shivaja (bis) Poeta blu cobalto, sei una fata e gnomo
Shiva Shiva Shiva Shiva, hari hari hari.. Mulino d'acqua vento, Mater Dei rinnovo
Om Nama Shivaja | shivaja nama shiva leggera atassìa, accompagn'inebriamento
shivaja nama om nama shivaja (bis) sei Tago di stasera, tempio del momento

Mantra cantando, Nà-Ma-Sii-Vaa-Ya Gnomo della casa, sei Tago blu Coboldo
vedo i Wanniya, che danzano a Kanda un genio che ama pure, rider tutto tondo
assieme con Sesto, dimentico impegni in comunitari scherzi, ravvivi e ridai tòno
il respir della mente, par che si fermi mi mostri var insetti, o folletto di Petrolo

Accade perché, in un punto son presa Fuor dalla ribalta, per quattrocento anni
e il corpo richiede, più ossigen discesa Savia tu crescesti, all’ombra della forre
il respiro mio torna, al ritmo scorrendo fosti sempre là, durante tutto il tempo
l'osservo a sapere, che sto progredendo pur dimenticata, mai lamen commento

staser Emilia canta, amor della sua savia labirinto e sala specchio, Iside turchese
la foglia che Martìn, le diede in dono Sabia aroma del giardino, o rombo del terrore
apprende nella notte, i segreti delle piante amante vulcaniana, in mondo parallelo
le var consociazioni, nel buio riposante Poeta di veggente, e Luna mio veliero

La salvia mi bisbiglia, a volte pure grida Parli giù nel buio, mi fai la tua lezione
mi dice di cantare, si prende la mia voce soffice o profonda, avanti a colazione
cammina via mi lascia, pure senza l'occhi mi porti in foresta, di liane rampicanti
col genere di voce, uguale a dei rintocchi abbracci con ardore, e penetri coi canti

Siam noi che dobbiamo, diventare divini Ami andare oltre, più interazion sociali
Siamo noi che dobbiamo, salvare gli Dei amica sei Pastora, dei gruppi marginali
uguali a Salvadora, e i sabi de los sabios s'insisto ragionare, mi lasci come psiche
in tutti noi possiamo, capir vedere il fato La fiaba di Apuleio, pur bène ti descrive

Emil Maria Pastora, idrofita e squadrata Non vedi nessun io, neppure tuo non-io
Rischiari tu la bocca, e sei l'alba ritrovata ubriaca in Te mi sento, nuda sen confino
d’un anima hai bisogno, vicina che ti stilla mi vedo in relazione, con vari più neuroni
Tuo corpo è l'alambicco, da sola si distilla e liane han intessuto, più interconnessioni

Person ed animali, son nate sen coscienza rifletti ciò che sono, futuro e mio passato
acquistano mangiando, la vegetal essenza già son ch'incontrerò, venuto pur andato
tu formi l’alleanza, attraverso mar e monti nel buio mostri tutto, o Kali mia radiante
Dovunque vai ricrei, invisibili tuoi ponti mi dici che già sono, tuo Siva copulante

Sei verde pastorella, di greggi da guidare or la luce e le facce, mentali che vedo
piante ed animali, azzecchi a consociare Sono quelle che porto, in te le rivedo
già in molte epifanie, timide o irruente Un posto nascosto, alle foglie non c'è
la Sabia t'incontrò, in oracolo potente e suono intonazione, tessono per me

vestita da gigante, immensamente antico fai lucido il mio sogno, Sabia interattiva
indosso hai la cintura teschi umani al dito visibile alla mente, terz'occhio di Shiva
quando evocata Sei, Tu esigi motivazio sorgono i pensieri, li vedo nel formare
curiosità punisci, là in banal assaggio Diventano persone, discorsi da rifare

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 142
Savia verde-paglia, sottil soffio pulito Regina i grandi Dei, tu stani senza fine
se dici Tu mi ami, innamoro all'infinito starnazzi via da Te, su tumuli in rovine
Lucertola tu sei, sei nonna rospo e tela loro non resiston, l’occhio Tuo sovrasta
aleggi su a Petrolo, da là mattin a sera e batton ritirata, sguardo che devasta

Donna di Potere, tu che hai visto tutto Chi calmerà Regina, tuo adirato cuore?
Morte conquistato, e i regni posseduto l'alma Tua Pastora, vuol soddisfazione
Oh Menerva della selva, cantaci la via Truppe d’ignoranza, son ora in ritirata
dell’energia diretta, emana noi vicina la gioia è ritornata, e s’è l’ira dipanata

Apri ora le porte, agli spiriti antenati Bambino del Dio Luna, tu fai rigonfiare
Guardiani del sapere, tribù spirituali in soffice germoglio, in tuo abito talare
Donna d’intuizione, della notte nera Tu sei mammella, sei MA-TE-RE TE-JA
Rossa bianca luna, che Venere rivela siamo tuoi bambini, figli a Mater theia

Li baal li tuka Inanna, dicon i Sumeri mia Yapu-ki-liwa, ierodul-posseduta
sei Regin del Cielo, a tutti gli emisferi lungimirante iboga, dubbi miei confuta
Dea d’amore e guerra, tu sei fertilità Permetti ch'io canti, canzone dei flutti
molti nomi tieni, semitica sei Ishtàr dopo ogni marea, son quiete e riflussi

Io negli esser sono, l’uni desiderio mar brillato al sole, puro inconsistente
matrice di natura, d'ogni vivo imperio aiutami a trovare, il disagio ricorrente
Prìncipio del mondo, e germe di vite vicin la luce giunsi, calore mi bruciava
Accendo in unione, coscienze sopite e piano la tua birra, ferite mie curava

Ierodula Nuganna, e Gaurì sacra Vacca Qual’essere cabocla, fusa nell’istante
aquila e serpente, vegliano tua manta Danzami Jurema, in Nataraj costante
Figlia al cielo An, Bab-i-Li è la tua porta orgasmo s’estende, in cosmiche rotte
scendi in sepoltura, morto in te riporta Sesso e la morte, son solo due porte

Hai visto ed ora sai, tutto in Te riluce Pur raggiunta una, tutto ci scompare
Recuperi i gioielli, e torna la tua luce Spuma bellezza, emerge poi dal mare
risali dagli infèri, riacquisti tuoi diritti L’eterno è presente, vivo e cangiante
Là il tuo mito eroe, t’aiuta a rivestirti Ti gusta e ti sente, curioso eccitante

Yapukiliwa shiva, nel cuor mi fai pulsar Chi vive non teme, sua morte paura
sgorghi amor cantato, tu navaho Samàn un falso pensiero al tempo non dura
hanna yo we innaio, ahanna yo we innho vita è una scelta, o pura intenzione
Inanna yo we neye, yo we inneiye innho Perfino la morte, è contemplazione!

Tu emetti le parole, che il fato fan giràr
contieni l'Io d'umani, in palmi delle màn
afferran le tue mani, espell i Venti scissi
Gonfi inondazioni, e risputi tutti i vizi

degl'esseri tutti, afferrasti il più temuto
profòn lo rivoltasti, come un pesciolino
alla casa dei lamenti, li fai pellegrinare
tutti i grandi riti, sol Tu sai interpretare
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 143
.4 aprile, Seba: I bombi come l’api, son vegetariani
bottinano soltanto, fioriferi essudati
Accumulano in nido, solo per covata
di femmina feconda, dopo l’ibernata

Regina fondatrice, depone le sue uova
alleva larve bombo, in attesa di operaie
quando son formate, vanno a bottinare
Regina fa clausura, continua uova a fare

bottina più dell’api, lavora bombo a lungo
un ape magachile, deposita sue uova pure con la pioggia, freddo vent'appunto
in guscio di lumaca, e mura la sua scorta là coi primi freddi, sua famigliola muore
trasporta aghi di pino, li pone a cono tetti qual regina vive, letargo anfratto vuole
a mascherar il guscio, ai predator attenti
Taras mi racconta, che l'ape solitaria
l'ape tagliatrice, tien mascelle aguzze Scelta di colonia, fà in era quaternaria
ritaglia foglie a pezzi, sui rosè cespuglie l'origine dell'ape, nei fossili di sciami
arrotola ad astuccio, in volo le trasporta rivelan sua natura, gregaria senz'eguli
chiude nella terra, mette uova e scorta
s'adattano veloci, a vari cambiamenti
varie piante d'acqua, attiran larve pulci vicin zuccherificio, bottinan saccarosio
vespe e calabroni, sono predatori furbi se invece trasportata, in zone tropicali
inoculan veleno, non perdon pungiglione raccoglie inizialmente, scorte colossali
a differenza d’ape, che punge dopo muore
dopo alcun stagioni, comoda essa scopre
portano le prede, al nido a farne pappa inutile gran scorta, se nettare c’è sempre
Ghiotte pure sono, di zuccheri e di sfatta sol dov’è l’inverno, lei accumula energia
Mandibole taglienti, incidono sui frutti al fin di attraversarlo, in semi letargia
Sminuzzano le fibre, fanno nidi tutti
Una mellifer ape, accumula conserve
rosicchiano le vespe, foglie del canneto come le formiche, per superar l’inverne
mastican le fibre, saliva e suono sfrego ligustica allevata, contiene pungiglione
ricavan la poltiglia, ch'è simile alla carta la razza melipona, non punge lacandone
fabbricano nido, l'appendon a una grata
Vedo io 3 parti, in corpo d’api e insetti
Volàn lente vespe, in monotono ronzio Testa con torace, addome ed arti esterni
s’attardano la sera, pesanti nel tramonto due occhi laterali, composti e arrotondati
preecedono le stelle, Pleiadi dell’inverno coperti con dei peli, e vision mosaici dati1
che turbini di vento, alzan all’esterno
tre ocelli sulla testa, riescono a vedere
Se vedon scuro nembo, tenebroso sale Dentro un aveare, ciò ch'è lor dovere
Le Api d'alveare, non si fan lontane per cogliere gli odori, calore e umidità
con sassolin in seno, librano per l’aria antenne tronco e frusta, posson orientàr
zavorra come barca, solcan onde d’aria

comportamenti vespe, simile nei bombi
imenotteri più grandi, l'api son difformi
Regìn di bombi fà, suoi nidi sottoterra 1
Insensibili al rosso, lo vedono come nero. Sensibili
la famigliola poi, sveglia a primavera invece ad ultraviola che vedono da lontano.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 144
il torace son 3 anelli, saldati fra di loro Le api su orchidee, par portano le corna
Ciascun ha paio zampe, 2 paia d'ali sono ampolle ben vischiose, il polline convoglia
Le ali son membrane, tese e trasparenti le ovaie han inibite, non v'è necessità
duecencinquanta cicli, battono frequenti in mancanza di regina inizian funzionàr

Le anteriori zampe, intagliano un lunotto Quando la famiglia, è molto disturbata
a strofinar le antenne, manipolar raccolto un operaia punge, spesso presso casa
le zampe posteriori, munite di un cestello se accede poi l'intruso, nel corridoio volo
con pettine di peli, bottinan cibo esterno Le api di tre giorni, incapaci son del dolo

Addome ha 7 anelli, s’innesta sul torace i fuchi sono i maschi, del popol dell'api
al fondo il pungiglione, è dote femminile più grandi di operaie, tozzi ’addomi bassi
col melario sacco, riposto nell'addome più lunghe hanno le ali, e volo rumoroso
e ghiandole per cera, poste sott'addome inadatti a bottinare, li nutrono a riposo

l'intestino medio, degrada gli alimenti Nascon dalle uova, per nulla fecondate
intestino posteriore, accumul escrementi In celle più grandine, a fine dell’inverno
per mesi o settimane, specie nell'inverno Ventiquattro giorni, per diventare adulti
quando si rimane, al caldo dell’interno Per fecondar regina, non copulano tutti
operaie son lunghe, fin dodici millìmi Duràn bella stagione, fuchi fan convegno
Nascono da uova, deposte e fecondate in sciami a forma sfera, oppure di cometa
Le mette la regina, al fondo d’ogni cella Si librano nell’aria, in volteggi evoluzione
Tre giorni dopo schiude, nasce larvarella attraggono regine, con grand'eccitazione

l'uovo è un bastoncino, bianco e cerulèo Una regin s’accoppia, con diversi maschi
schiude e da 1 larva, più piccola dell'uovo fin chè spermateca, riempie dello sperma
questa sta sul fondo, e muove alla moviola Dopo accoppiamento, fuco cade e muore
è bianco vermiciattol, sensibile a ultraviola gli organ genitali, ha persi nell’unione

Lei mangia gelatina, deposta da regina Vivono assai breve, fin cinquanta giorni
La larva di operaia, passa cinque mute producono calore, poche altre mansioni
Residui digestione, sono espulsi in fondo niente pungiglione, le anten sofisticate
Prima di ninfosi, digiuno e bozzo mondo Sensibili agli odori, son più sviluppate

dopo sette giorni, le celle saran chiuse hanno grandi occhi, che coprono la testa
con un tappo in cera, e cibo vien sospeso presenza e odor dei fuchi, stimola operaie
comincia metamorfo, le larve or sono pupe fan guardia protezione, duràn volo nuziale
completan dode giorni, ed escono da buche così regina d’arnia, morir non và rischiare

dopo ventun giorni, diventeranno adulte Sui litoral d'Italia, nascono in febbraio
cambiano pur spesso, l’occupazione tutte Liberamente vanno, in tutti gli alveari
spazzine oppur nutrici, con cera muratrici qualcuno pure sfugge, a eliminazione
Riparan favi e celle, guardiàn bottinatrici Passerà l'inverno, nell'arnia di adozione

Vivono sei mesi, le nate a fine estate ogn'ape tien ampolla, di profum melissa
le altre vivon meno, poiché v’è attività feromon profumo, che sventola su pista
Frenetica raccolta, di polline con nettar captato da compagne, serve raggruppar
estinguono energie, prima e pure in fretta invitare più operaie, a uscire bottinàr
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 145
api stravaganti, van per propria strada
piuttosto che seguire, 1 via determinata Miscela di sostanze, gommose e resinose
esploran le sorgenti, sfruttabili d'intorno colte su corteccia, gemme appena schiuse
se trovan fiori ricchi, danzano al ritorno enzimi e secrezioni, a balsamo dan forma
la linfa della pianta, in propoli trasforma
Danza tien azione, eccitante su novizie
chiamate a bottinar, sorgenti nutritizie Il propoli contiene, sostàn battericide
alcune fan riposo, dopo i vol su e giù molti antiossidanti, e varie funghicide
lontano dalle danze, lor ozio fà virtù enzimi inibitori, del germinar del seme
pur la cera favi, un poco ne contiene
non sono preparate, abitudinarie api
ai turbamenti forti, di eventi naturali solubile nell'alcol, amoniaca ed acetone
l'ape è abituata, associàr cibo-profumo tien sapore acre, e variabile ha il colore
colori fior sorgenti, l'inverni uccider fuco da giallo chiaro-verde, sino bruno scuro
sprigiona sopra fuoco, balsamo più puro1
L’ape vive con, l’ambiente circostante
com un orologio, riflette cosmo e piante Usato da più genti, nell'imbalsamazione
le meteo condizioni, seguon la ritmìa fù in dote pei soldati, per cicatrizzazione
di musica a sfere, magnifica armonia in olio vien spalmato, contro le infezioni
rigenera i tessuti, in ferite e pur’ustioni
Sostanze del fiore, nutron coscienza
racchiudono in sè, del sole l’essenza in quei rari casi dove, manca sinergia
nel favo son poste, in esagonal celle contatti con la pelle, san dar un allergia
L’Acqua propolìs, n’è soluzione acquosa
motori d’orgone, han cera per pelle
in sciacqui gargarismi, fatti senza posa
apicoltori e pastori, medesima stella
Protegge pur ferite, di ogni potatura
appare alla pasqua, stagione risveglia
nelle piante a cui, re-stimol cucitura
più stelle d’Ariete, influiscon sull’ape
Silice zolfo e sodio, van ad integrare
il propoli e miele, e sciame che accade
Buon insetticida, ed anti-gritto-game
Se l'ape è allevata, dall’uomo dipende
ma poi allo sciamare, l'istinto riprende
nell'affumicatore, per calmar le api
Vive in comune, simbionte animale gradevole d'inverno, nei camini dati
si dà in sacrificio, al corpo suo sciame incenso che fragrante, aiuta devozione
Se lo impieghi in tantra, o meditazione
Taras apre l’arnia, rompe quel sigillo
Fatto di propòl, e porta lo scompiglio Cera d'api tiene, gli alcoli con grassi
la raccolta miele, fà in taluni giorni calòr scioglie fonde, sessantàdue gradi
di luce e di calore, là nei mezzogiorni in acqua galleggia, la sciolgo bollente
i residui del fondo, do a piante contente
il cosmico furore, esercita un azione
ricorda quand'Emilia, fà dinamizzazione la cera poi fusa, io verso entro stampi
l'òrganismo d'arnia, tutto viene scosso se oliati l'estraggo, poi in poch’istanti
come quando suolo, dentro viene smosso e l'uso a lucidare, i pavimenti e porte
lenire scottature, e mal schiena forte2
quel propoli dell'api, cemèn comunità
L’usano a sbarrare, davanti arnie città
1
mastice vernice, spande aroma intesa Friabile e duro a 15°, il propoli ammorbidisce a 30 gradi
e liquefa a 60° separando in due parti: liquido aromatico
su ingressi di alveari, a scopo di difesa
che galleggia in alto, è cera viscosa e malleabile su fondo.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 146
allevano gitani, in bugni ed arnie paglia Steiner ben descrive, l’origine dell’ape
in accampamenti, ai margini boscaglia emersa piano piano, assieme con umane
l'Arnia nuova in legno, coi melar telai crebbero simbionti, l’umano con l’insetto
fà la concorrenza, a quella d'artigiani Fin che vita nova, prese forma e aspetto

o Seba apicoltore, fai questo domani intensiv'apicoltura, mio Seba tien principi
l’arnia costruisci, da te con le tue mani spazio per famiglia, adatto a caldi offici
con regole e misure, del tutto personali 2 piccin famiglie, men miele d’una grande
scegli pur la paglia, per favi e materiali covata a fin inverno, a scorte sia bastante

Scegli come sede, siepi o avvallamenti a riunir famil diverse, uso metodo giornale
ai margini del bosco, microclimi templi soppeso pur ascolto, ronzi che riesce fare
da fabbriche distanti, e campi d'irroràr d’inverno l’alveare, è ben non disturbare
protezion dai venti, e assenza umidità1 leggi solo strisce, sul fondo di alveare2

un ape è disturbata, quando vola in alto la quantità di cera, che vedi sgretolata
se vede testa d’uomo, contro cielo spalto Ti dice quan riserva, invernale fu sfruttata
ha stimoli puntura, poiché vede minaccia controlla sui telai, quanti api sono morte
dalle un tetto rami, sopra la tua faccia rintraccia se fra esse, regina n’ebbe sorte

Le erbe officinali, dan salute a sciami se invece troverai, delle api fuchi morti
e integran la dieta, invernale delle api sappi che la famiglia, regin ottenne tardi
infusi camomilla, melissa e rosmarino questa non potendo, unirsi in vol nuziale
menta maggiorana, salvia oppure timo i fuchi si mantenne, a lungo da svernare

un forte odor cavalli, l’ape può irritare a inizi primavera, vò a controllare i teli
specie se nell’aria, arriva un temporale veder se c’è varroa, o più escrementi veri
t'insegno far sciroppi, inverno vall'offrire posizione e spazio, che occupa che piglia
melassa zuccherina, oh Seba fai bollire dice quant’è grande, nel favo la famiglia3

i rumori dei motori, accendono furori se la mellifer ape, la smerciano gli umàn
disturbano le danze, assieme lor odori è nota predatrice, disposta a saccheggiar
segnano gli odori, più piste del bottino vola assai più ampia, per fonti più lontan
ricerca l'armonia, l'ape è insetto fino pur l’ape indiana caccia, dall'area natural

Ape è un animale, dall'energia solare Varroa fu la risposta, che la natura diede
Regina una colonia, riesce governare l'acar parassita, che scopre nuove prede
coi feromoni per, quattro cinque anni Attacca apis mellife, sino a distruzione
alfine rimpiazzata, senza troppi affanni fuor sostegni umani, pareggia situazione

2
s'è difficile estrarre i pani di cera dagli stampi, introduci 2
strisce centrali lunghe (colonia popolata); detriti con ninfe
nel freezer per 20 minuti. Se la vuoi sterile, bolli 1 ora in (regina ha iniziato l’ovodeposizione); detriti di colore scuro
tegame inox. Cera frammista a resine allevia reumatismi, (favi vecchi); detriti su un lato (le api si trovano sul lato più
mentre con olio oliva a bagnomaria è lenimento e crema caldo); strisce sottili e basse (le api consumano poche scorte).
ammorbidente. Metodo giornale: togli tetto e spruzza l’acqua di timo sopra
1
quando si tratta di un luogo di montagna è preferibile favi, poni sul nido di covata fogli di carta giornale buchettati
avere gli apiari in basso rispetto alle fonti di raccolta in con ago (dividon la cassetta posta sopra e l’arnia sottostante).
modo che le api possan fare i percorsi in salita scariche e Le famiglie riuniranno, allargando i fori a morsi. Taras
3
in discesa a pien carico; fra un posto sempre ombreggiato A far l'analisi degli escrementi, rimuovi i teli qualche
ed uno soleggiato è meglio quest'ultimo. Tepor del sole giorno prima del volo di depurazione, o rischi che li
anticipa l'ovodeposizione ripuliscono.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 147
Varroa va silenziosa, al buio d’alveare simile all’uomo, che cambia morfismo
Per vittima cercare e un ovo penetrare
in cov'opercolata, si nutre poi scompiglia da dode gradi in su, io visìto all’interno
vive a loro spese, e perisce inter famiglia osservo la covata, le scorte e la salute
a marzo primavera, stessa investigazio
diffuse epidemia, assieme lucro intento sviluppo di famiglia, regin covata spazio
commercio di regine, e buon adattamento
Varroa tien 8 zampe, e l'apparà succhiante al mar mediterraneo, regina ricomincia
sverna sull’addome, dell'operaia grande uova sue deporre, quan mandorlo fiorisce
là sulla montagna, e nelle zone interne
Maschio di varroa, non è dannoso all’ape ritarda un paio mesi, schiusa uova belle3
Femmina rossiccia, capocchia spillo pare
con suo apparà boccale, copula e trasale Dopo dell’inverno, fan volo depurazio
entra in cella calda, con larve disarmate Api amàn colore, bianco giallo arancio
un dì vider miei panni, stesi ad asciugare
le visite alla sera, conserva ad altri riti li presero per fiori, iniziaron a chiazzare
in tempi d’abbondanza, l’api son più miti
ogni visita di giorno, duri il necessario Vol depurazione, è un giorno affascinante
chiaro nel da farsi, sennò raffreddan favi dopo gran silenzio, colòn esce alla grande
clàn in viaggio canta, la nuova partitura
febbraio-marzo d’occhi, vedi dall’esterno di fascino più grande, è sol la sciamatura
annota su una scheda, tenuta sotto tetto
Lavor bottinatrici, a capir forza famiglie se nulla par accade, colonia pò esser morta
Sul predellin osserva, cadaver ninfe figlie1 l’inverno non passò, esaurita la sua scorta
apro arnia per vedere, i fori chiudo bene
nell'arnia le api fanno, un grappolo calore saccheggio eviterò, chè da fuor proviene4
di trentasette gradi, se v'è covata in fiore
scende a venticinque, se manca la covata Api esploratrici, già cercan nuove fonti
la scorta in miele resta, meno consumata impiegano la danza, comunicar simbionti
distanza e direzione, con quantità di cibo
se il freddo-pioggia và, lungo ad infierire tracciano in figure, ch'evolvono col rito5
l’ape smette uscire, colonia può morire
l’apicoltor sorveglia, l’irregolar stagione Danzano freneti, se il cibo è più vicino
pronto a intervenire, con miel e beverone orientano col sole, e l'ultravioletto fino
danzatrice al favo, trasmette suo ronzio
Picchiando contro l’arnia, si leverà brusio qualcuna lo raccoglie, forgia suo destino
normale breve lieve, allarm'intenso lungo
Rivèl regina assente, ora valuto le scorte
soppeso l’alveare, con man sollevo forte2 3
A fine inverno son circa un milione di operaie, poi con
nove gradi minimo, l'ape esce all'aperto, il cibo cresce e la
In quelle famiglie, riuscite a svernare regina arriva fino a 3.000 uova al giorno. Alle larve
servono 37°
un anno dell'api, potrà or cominciare 4
Se alcune famiglie non sono volate via, osserva bene i
ogni alveare, è un insieme organismo fori di volo dell’arnia, ausculta e diagnostica: se senti bel
ronzio la famiglia è tardataria, ancor priva di regina e farà
1
Api morte sul predellino rivelan malattie di api adulte o il volo di depurazione a nuovo giorno; se invece v’è
avvelenamenti; presenza di cera indica saccheggio; presenza silenzio, prova a risvegliarla picchiettando leggermente
di ninfe morte: abbassamento temperatura o termine scorte; l'arnia con le dita.
tracce d'escrementi brunastri rivela fenomeni diarroici. Taras 5Se il cibo è in raggio di 100 metri d’aria, danzan in cerchio
2
Solleva il bordo posteriore dell’arnia e valuta le scorte. Se orario e antiorario; se supera i cento, l'ape danza con addome,
fuor aumenta gelo, nell'arnia sale il ronzio, il moto caldo e il traccia un otto su cui muove e vibra diagonalmente. Karl
consumo di nutrimento. Con covata la temperatura è sui 34°. v.Frisch
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 148
Se un area di fiori, bottinan coerente nutrita a pappa reale, durante sua larvata
assicurati oh Seba, piantar ricorrente
1 chilometro quadro, ricopre normale per questo cresce molto, più delle operaie
mà un ape costretta, sà pur sconfinare Vivrà fin quattro anni, cinque s’è virtuosa
sedi giorni impiega, a diventare adulta
Dodici kilome, il massimo suo raggio Fino a due centime, riesce essere lunga
volo dopo quelli, non vale pur il rancio
dispendi d'energia, pari a suo raccolto le riconosci bene, l’addome è assai lucente
bilancio negativo, appare tal rapporto produce tutto il giorno, le uova di famiglia
Fin duemila al dì, ed escon da alveare
un ape poi ritorna, con il suo bottino solo per sciamare, oppur volo nuziale
in bocca lo depone, delle sorelle alfino
rigurgita insaliva, tra stomaco l'enzima Ella ha pungiglione, sciabola mai usato
riposto nelle celle, in miele si raffina adatto a eliminare, sol là rivàl di stato
se entro 20 giorni, regina non s’accoppia
vesti e copri capo, con colore chiaro rimane fucaiola, famiglia allor l’accoppa
di lino o di cotone, chiusi al collo piano
ti lasci traspirare, sudor non emanare Duràn le sciamature, le vergini regine
odore troppo forte, aiuta punzecchiare vengono allevate, e vibrate da cugine
questo poi influenza, destino di prescelta
l'uncino delle zampe, facile s’impiglia quella più vibrata, canterà più in fretta
nei tessuti maglie, capelli oppure barba
la conseguenza spesso, par una puntura se a primavera i prati, iniziano a fiorire
minaccia ha percepito, là social creatura nettare e pollìne, son pronti a comparire
molte piante in fiore, aiutan sciamatura
prova ad instaurare, empatici contatti Colza e Ravizzone, e più fori di natura
usa il velo e i guanti, sol se necessari
Non far le attività, insieme alla paura in giorni soleggiati, fan sciami vol nuziali
tieni cuore aperto, e l’anima più pura tra le dieci e l'una, tranne i meteo vari
l’impulso per sciamare, è d'istinto antico
ho pipa da tabacco, per affumicatore nomade rituale, presente in ogni mito
fumo vò soffiare, invece che aspirare
se non ho tabacco, ho fiori Tanaceto Colonia sciamerà, rafforza e sdoppierà
lolla oppure fieno, o legno di vigneto lo sciame quattro giorni, sull’albero starà
spruzzo io con acqua, a farle raggruppare
troppo affumicare, serve poco o niente
piano senza fretta, riesco a far calmare
non usare torba, o cartone puzzolente
pian disperdi fumo, su sommità di favi usa poi canestro, e la stecca agitarame
pur le piume d’oca, allontanano le api riprovo a catturare, attiràr maestà reale
lo sciame or introduci, dentro alla cassetta
Aprile è sciamatura, controllo cèl reali intorno al for di volo, melissa don essenza
a maggio giugno fò, la posa dei melari
aumento il loro spazio, riduce sciamatura se vedo che usciranno, dopo una mezz’ora
escludo la regina, andar nuova struttura1 vuol dir che la regina, manca da buon ora
lo sciame si riforma, làddove è la regina
calmo ricomincio, l’agguato come prima
da uova fecondate, or nascono regine
deposte in cel reali, più grandi delle altre
a forma stalattite, o a ghianda rovesciata
1
a nido pieno se v'è cera candita, è tempo di aggiunger melari
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 149
di sera quan le api, saràn tutte rientrate o metto in nutritori, sciroppi dolci vari
lascio lor cassette, chiuse ed oscurate ai lati sposto i favi, vecchi od ammuffiti
per ventiquattr’ore, sapràn configurare osservo sempre volo, delle bottinatrici
un grappolo di vita, pronto a dimorare
Taras poi mi parla, di miele delle api
se usi un’arnia usata, passal alla fiamma figlio del fruttosio, di fiori ed essudati
così da eliminar, più parassiti in canna lo zucchèro mi dice, è figlio del solvente
la propoli residua, sciogli poi con calma veloce carburante, ti rende dipendente3
vedrai conferirà, profumo sano all’arnia
Diabete correlato, a zuccher raffinato
nell'arnia sporca muffa, sciame si disturba bianco trattato, da industria brevettato
purifica con Menta, sennò rischi che fugga quan miele dell'api, è messo a relegare
Melissa strofinata, seduce il nuovo sciame fugge l'occasione, di prevenir un male
Ricorda che 2 giorni, le scorte san durare
così la raffineria, purifica il prodotto
Regin il feromone, trasmette alla famiglia con acido di calcio, e quello solforoso
Scopo di coesione, inibisce ciò che impiglia a dare colore bianco, ovvero saccarosio
Profumo che regale, annusano più antenne cibo privo d’acqua, in giro sen riposo
mano che s'invecchia, piano piano spegne
scaten or ingerito, diverse più reazioni
Moltiplico in 3 modi, famiglia in sciamatura e si alza glicemia, assieme a eccitazioni
Regin di nuovo sciame, il trono s’assicura segue spossatezza, di corpo della mente
famil insoddisfatta, rinnova quella vecchia bisogni stimolanti, accende nuovamente
regina suppletiva, emergenza si rispecchia1
e questi a loro volta, dann’iperglicemìa
famiglia numerosa, e spazio insufficiente seguita pure questa, da un'ipoglicemia
spinge le operaie, a nutrir giovani larve lo zucchero nel sangue, gioca all’altalena
con pappà reale, per farne gran regine innalza irritazione, stempera ogni vena
spingono poi l’altra, di fuori dal confine
zucchero or combina, facile col calcio
il primo sciame può, averne dei seguenti per neutralizzarlo, corpo cerca calcio
composti da regine, ancor non fecondate lo toglie da riserve, denti oppure ossa
in vecchi tronchi o, caminio abbandonato fragile diventa, non reggono la scossa
fondan la colonia, e il ciclo è rinnovato
sistem'immunitario, piàn si neutralizza
luglio agost'osservo, le porticin di volo preso a lungo tempo, l'intestino vizia
à settembre pur, attèn saccheggiamento e pigro ti diventa, scopri conseguenza
riduco ingresso nido, fò l’ultima smielata dà tossicomania, e crisi di astinenza
poi vedo se regina, tiene o no covata2
Provoca le placche, l'origine di carie
se pareggio scorte, scambio miel telai Turba l'equilibrio, di flora intestinale
1
scatena fermentanti, e i putrefattivi
La regina vecchia è soffocata o vola via e poi muore. Le assiem eccessi di, frutta oppure vini
nuove sono allevate tra estate e autunno. La regina
suppletiva è ricavata in casi estremi dove la famiglia
rischia di perire, saran sostituite nell’anno successivo.
2 3
Il saccheggio può essere latente o violento: nel latente le Tra i due zuccheri principali del miele, il glucosio è
api rubaro provviste di nascosto; nel violento le api di un quello meno solubile e tende a cristallizzare.Mieli ricchi
alveare attaccano quelle di un’altro clan. in autunno, gran in fruttosio rimangono liquidi a lungo. La cristallizzazione
provviste e covata son garanzia di precoce e vigorosa rallenta col riscaldamento poiché i granuli di glucosio
ripresa primaverile. vcngono sciolti.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 150
Miele riscaldato, rimargina le piaghe settembre giovan ragni, specie varie date
cura pur carbonchio, e l’ulcer purulenta arrampican su piante, muri e staccionate
unguento per ustioni, foruncoli e vaiolo emetton filamenti, lucenti e assai sottili
riduce le allergie, con polline suo oro volano col vento, su piante e lontan lidi

contienè potassio, che assorbe umidità Ragno croce tesse, la tela ogni 2 giorni
in vasi terracotta, miel può conservàr inizia da cornice, e irradia fil dal centro
nei dolor d’orecchi, verso gocce calde collega con spirale, e un fil segnale che
do ai tubercolosi, miele in latte capre l'avvisa quando rete, impiglia un cibo vèr

polline permise, i cinesi sopravviver vibra e lui capisce, s'è calabro o uno stelo
durante carestie, e nei giorni di confine a predigerirne molti, lui inocula un veleno
un pilota americano, in guerra torturato precipita su insetto, l'uccide con 1 morso
dagl'indio fu accudito, con polline curato avvolge nella tela, succhia sen rimorso

Legate a fil di seta, donne giù dal cielo
peobioti ed antibioti, su flor intestinale
a fin di civiltà, divoran mondo intero
forte attivatore, i malati può integrare
Kerèsan donna ragno, sogna ricreando
Riporta l’energia, dopò affaticamento
sole fuoco ed acqua, l'uomo ritrovando
Stitica astenia, parto e allattamento
sa dare e prender vita, la luna ella creò
Energetico 6 volte, più di latte e carni
connessa con la caccia, e con l’agricoltòr
valido nutriente, sol dattero gl'è avanti
Turchese donna unisce, bene le coscienze
il polline gà cura, tumor alla mammella
per gli Hopi aiuta gente, là nell’emergenze
disturbi della psiche, e alfino l'impotenza
Chi vede un ragno giunge, in crisi d’isteria
aggiunto con il miele, o in succo naturale
sua tela è il labirinto, un rilascio di paura
un polline si spalma, ben su fette pane
Kerèsan donna ragno, vien dal Sipapuni
calma anzian attriti, tonsil e artè indurite
Maya ragno d’India, salva gli hopi Zuni
parali progressiva, nei Parkinson colpite
cantono i Navajo, la Donna metamorfo
Fanerogame piante, producono dei fiori
Donna di conchiglie, cibo e conoscenze
s'aprono le antere, e il polline va fuori
donna iniziazione, che dona suo potere
il polline raggiunge, l’ovario nel pistillo
Scambia sesso età, per ospe trattenere
di fiore femminile, così produce il figlio
Atropa ed Aracne, filavano il destino
Contrasta anoressia, e rachitica anemia
rallenta senescenza, cellula che invecchia
Penelope la tela, prepara a suo marito
fà trame d'avventure, legate da empatia
aiuta bimbi e anziani, coi convalescenti
a mezzo del balchè, idromele ed isteria
docenti e contadini, assieme coi discenti
tra i Lacandoni maya, ricordo lo Xutàn
Osservo le licose, e penso ai miti aspetti
l'evento apocalisse, che fato và tramàr
già corron frettolose, cacciano gl'insetti
Raseno ci racconta, dei figli del Balchè
avvolgon lor uovo, in un bozzolo di filo
empatica bevanda, mette tutti assièm
la femmina lo porta, a passo fuori il nido
preparo l'idromele, facendolo scaldare
Quàn più scorpioni, van fuori loro crepe
Acqua con il miele, fino a dimezzare
segno che la pioggia, presto può accadere
con limon e spezie, riesce a macerare
se ragno fa bucato, bel tempo assicurato
dopo un mese poi, posso consumare
se sal su per camino, clima è pertubato

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 151
Martin mi ricorda, fan guatemaltè1 Insensibili al freddo, e a fatica di fondo
L'idròmele Balchè, dei Lacandoni che
in loro tradizione, è bevanda cerimonia Poi giunge la grazia, divina e suprema
usata nel curare, viràr tristezza in gioia lo Spirito Santo, vien giù in assemblea
a bocca d'un profeta, parla in vaticino
acqua miele e scorza, purgano i Lacandi a terra lui getta, in stato convulsivo
nel cuor ed intestino, li rendono vegliardi
guida un Mescitore, tal rito assai di vino parla di argomenti, destino che sarà
popol và commosso, vive il mito primo presente con futuro, d’inter comunità
al ritmo cadenzato, rima tutto in versi
Raseno spiega bene, istinto d’appagàr oracola sibillo, sui lor raccolti agresti
Dioniso è istèria, o evasion dalla realtà
pur contadino russo, oppresso ricercava Parla agli individui, in ora-còl’azione
nel mito che viveva, ogni fine settimana svela lor segreti, errori a profusione
Ogni profezia, dà gioia con rinnovo
a scuola dei Chlisty, realizza il convivio ponte all'amicizia, è luogo di ritrovo
coltiva entusiasmo, nel sé e in collettivo
Inizia il Radenije, invocando cantando e dopo agitazione, esausti sono tutti
pur nome di Dio, Maria e Spiri Santo calmano coi canti, assaggiano 2 frutti
frutti della birra, ebbrezza loro sposa
fa danza rituale, col camice bianco Spirito di luce, che illumina ogni cosa
Il suo girotondo, comincia ansimando
con voce e con fiati, più ritmi son dati Consumato il pasto, fraterno in unità
si amplifica il moto, fuorisce in es-tasi pianino van lasciare, la lor comunità
Danilo Filippòv, lor primo fondatore
i suoi moti regolari, ordinati dapprima vive nelle russie, balchè di lacandone
Dopo qualche ora, accelerano in rima
fin al momento, che il moto si spezza Dioniso ritorna, a raggiungere con tatto
col corpo tremante, danza inframezza suo popolo fedele, ovunque vien infranto
né clero dominante, reprimer può totale
I frenetici salti, van fuor di controllo né un Profeta-Rè, richiuder può boccale
gli esulti in delirio, assalgono il gruppo
lo Spirito è sceso! abbandonan ad esso Nimal detto Sesto, stasera ci racconta
Uomini e donne, dan vita a un consesso di Bimbi di natura, aborigeni in Sri Lanka
chiamati sono Vedda, o popoli in foreste
con botte ed abbracci, piangon in sfogo lor chiaman se stessi, i Wanniyà-laete2
discorsano in lingue, estrane nel luogo
contemplano l'altri, visioni abbaglianti Nìmal vien da Kandy, nell'isola Sri-Lanka
ed imitan pure, vari esseri urlanti da giovane viveva, a villaggio Mayangana
suo padre è piantatore, di piantagion di tè
lo Spirito Santo, un bel falco lucente detto venne Sesto, per via di quel mestièr
è un rapido lampo, dal cielo fulgente 2
Piomba su preda, e rapisce qual vento “Lett. quelli della foresta (wanni); lor ceppo-linguistico
Raseno ci dice, è un selvaggio violento è più antico del ceppo ariano e dravidia (Gala è la rocca,
ela il canale, kanda la montagna,). Si chiamano Kande
Wanniya: Figli della Montagna; han carnagione marrone,
rispetto per tutti, Dei gli uni per gli altri capelli lunghi ondulati e naso largo: Han contribuito alla
rispecchian agli occhi, più soli raggianti formazione della lingua e nazione Sinhalese, pur sposati e
Tutti si senton, trasformati in profondo ripudiati per caste più alte. Uru warige Tissagami,
(scomparso nel 2000), fu l’ultimo illustre capo di uno
1
Usan 2 bicchieri d'acqua, 1 di miele a fermentare 3gg con degli ultimi loro insediamenti nella foresta, il villaggio di
strisce di corteccia di albero lonchocarpus violaceus legum. Dambana”. Sextus (filiere del Tè)
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 152
6 miglia sta Dambana, villaggi di Wannya Fan l'olio di pitone, che sà curar ferite
Lui scambia miele e tè, divide un amicizia Fratture profòn tagli, riesce ben lenire
Vedda cacciator, con arco e con la freccia L’educazion è affetto, i morti sotterrati
Clan di Tissagami, sangue suo l'intreccia defunto è seppellito, sen cerimoni vari

La dieta lor di carne, è conigli tartarughe han vellutata pelle, toraci snellli e forti
Lucertola e cinghiale, cotture più diffuse corpo lor eretto, e penetranti gli occhi
Arrostite sui tizzoni, oppure affumicate fianchi lor sinuosi, stile più aggraziato
secche poi riposte, in miele conservate facili al sorriso, camminano in ritmato

Pesce vien pescato, con esc'avvelenata Sesto vide amica, dei Kandè Wanniya
Cotto in latte cocco, assieme la patata Piant'erbà di tigre, li cura e li bisbiglia
Uccidono per cibo, nulla danneggiando gli elefàn longevi, nè mangiàno tanta
Dividon tutti frutti, scarso oppure tanto allunga lor la vita, scòdella dell’acqua

surplus viene deposto, in alber incavato seguono Elefanti, alla selva di Ceylòn
chiuso con la creta, per epoca scarsezza affrontano perigli, e scopron colaziòn
gennaio le patate, tutt’anno cacciagione appar idrocotìle, o gotu kòl veddanta
giugno-luglio miele, e frutta di stagione Asiatica cèntella, e longeva loro pianta

Coltivano oggidì, zucche con granturco fiori bianco-rosa, ombrelli infiorescenze
Foresta in loro cuori, resiste dopotutto sbocciano da giugno, fino fin settèmbre
Wanniya son famosi, per gran sincerità rampica perenne, nei tropici del mondo
Senso del dovere, a famiglia e loro clan radici e foglie usate, curano in profondo

Popolo Wanniya, e aborigen tradizione Cura raffreddori, febbri e piaghe edema1
bambini di Sri Lanka, soffron situazione ritarda evoluzione, di malattia di lebbra
abbandonan loro stile, vita nella giungla evitando la cancrena, dopo amputazioni
Caccia con raccolta, oggi non la spunta Pur cura malattie, in veneree situazioni

Abitavano in caverne, o ricoveri di pietra Buon antidepressiva, anticonvulsivante
or vivono modeste, capanne legno paglia Calma ogni nervoso, come un elefante
la loro religione, è gran culto di antenati in India è usata per, aiuto a intelligenze
Invocati per la caccia, e agricol ricavati Memoria e abilità, dei bimbi con carenze

Maschi in perizoma, donne pezzi stoffa adattogen di fatica, calmante dello stress
dall'ombelico in giù, sino alle ginocchia l’esaurimèn nervoso, costante lei previèn
ora usàn saròng, nei maschi vita in giù razione giornaliera, di succo fresco foglie
Donna mezzo sari, copre un po’ di più rinforza apprendimenti, oltre senili soglie

molti Vedda d’oggi, buddisti maginali
1
sposan cerimonie, in semplici rituali Gotu kola (hydrocotyle asiatica), è Brahmi in India e
Legano la sposa, còn più liane corde Fo-ti-tieng in Cina) ha foglie reniformi con cui centellina
a vita dello sposo, ripeton mito sorte l'acqua della selva. 2 foglie al dì, stimolano il circolatorio,
digestivo, nervoso, respiratorio (decongestiona il muco
dei paranasali). Analgesica, antispasmodica, antisettica
La donna in parità, può avere eredità
della cute, cicatrizza le ferite e stimol la riparazione di
la vedova pur sposa, fratello di marito capillari fragili aumentando l'elasticità delle guaine
consolazion’appoggio, divorzi sono rari venose che aiutano la circolazione venosa di ritorno dal
conoscon medicine, di antichi ritrovati basso verso l'alto. Il francese Boileau, scoprendola a
Ceylòn, per primo la impiegò in casi lebbra.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 153
Centella rende corpo, lòngevo prestante Tissami affera cocco, saldo nelle mani
Ganesha Dio-elefante, guida sottostante lo tiene sulla testa, e balla pur in tondo
Trasmessa è Gotu kola, alfin ai cingalesi prende poi machete, cocco sul mortaio
è Brahmi fo-ti-tien, dei viaggiator cinesi a dare buon auspicio, lo divide in paio

Narra la leggenda, d’origin dei Wanniya l’acqua cocco riempie, vaso Kir-koraha
il capo Katargama, trovò la bimba figlia con il forcuto ramo, raschia noce cocco
in campo di patate, all'interno di foresta latte và schizzato, su lui e su spettatori
la chiama Valli Mala, patata dolce festa cade pur in vaso, assieme foglie e fiori

cresce lei piccina, attaccata sul terreno ora tutti assieme, fanno danza in tondo
càn foglie ventaglio, uguàl lobi cervello intreccian loro mani, mimano il contorno
l'ottimismo e acutezza, dona costante giungono al climàx, lo stato semi-trance
sino alla vecchiaia, seren ed appagante Ascia di traverso, monil da mogli avràn

Valli a dodici anni, innamora Kande Yaka collane braccialetti, Tissami tien in mani
Dio della Montagna, sceso ad incontrarla Mormora scuotendo, il corpo con collane
dopo più avventure, sposa giungla intera porta assiem ad altri, offerte a Valli Mala
Ganesha è Kande yaka, cuor ecosistema moglie Kande Yaka, centella aiuta brava

quan la caccia tarda, a dare cacciagione Tissami immerge mano, ora dentro vaso
uno spirito parente, bisogn esser placato permette gocciolare, latte giù dal braccio
invoca Kande yaka, la danza del mortaio continua la sua danza, ed agita sue mani
è vaso con le foglie, posto in piedistallo1 tambur ancora suona, passi e battimani

Quel vaso accoglierà, il latte noce cocco Versare latte al braccio, mima l'elefante
assieme le 8 frecce, a terra là sul posto auspici a Kande Yaka, animal sacrificare
frecce già spalmate, di succo di timbiri il resto di riunione, poi vede i cacciatori
Vedda batton mani, sui corpi più virili danzar e recitare, incantesimi e rumori

Sesto fù invitato, e ritma sui tamburi termina ciascùn, cadèn su spalla d’altro
tutti miman vaso, e afferrano le frecce Tissamy col suo clan, spirito ha placato
appoggian sulle teste, quindi sulle spalle e il vaso fà girar, qual trottola sull’asse
Pure van cantando, più chiassosi carme gli spiriti e i presenti, ritornan loro case

Comincian eccitarsi, al fare mezzo giro Sesto la sua storia, desider continuare
Poggiano le asce, traverse sulle spalle dopo civil guerra, da lo Sri Lanka parte
Salmodian desideri, uno e tutti in file Viaggia alla Tailandia, presso i Teravadi
Recitan più strofe, allo spirito scurrile assiste a cerimonia, dei mediume locali

Mahamini Mahamini Ma deiya, sorpeso lui ritrova, Scimmia-dio foreste
Goa puccha Kamu Denna, rito di Hanumàn, nel mese di Novembre
Go badawel tika mang kanggnam, scopre una sincresi, ugual la sua foresta
Go akuma tika mang kangnagna, buddhisti Theravadi, l'invitan alla festa3
Bimen yannata bolpinibepini,
Meema pitin yamu denna.2 2
7 fratelli, figli al Dio Montanga |Oh! Grande Uomo, Oh,
Grande Dio |Noi dobbiamo arrostire l’iguana |Tu puoi
prendere gl'ntestini dell’iguana| e io prenderò il suo
1
fegato.
ethama Kirikoraha netumak manda karanne-sipa kodai: 3 festa del Phra Prang Sam Yod al Wat Kung Ta Loa, antico
vaso d’argilla riempito con foglie di betel, arecanut e tempio Khmer di Thailandia. Oggi, a 30 km fuori, avviene il
tabacco Lopburi Witch's Convention, dove gli Dei scendono ancora..
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 154
presso Lopburì, al tempio delle scimmie consumator assidui, finiscono assuefatti
sillabe scandite, fanno il luogo insigne perdon loro peso, insonni vanno erranti
segnalano stanotte, l'arrivo degli eroi sviluppan poi colore, scuro della pelle
spiriti del posto, discendono nei cuori su guance simili a, un epatico ribelle1

vidi in un fedele, le gesta di Re Rama Sintomi son vari, in casi dipendenze
col sigaro tabacco, il rum ingurgitava lacrime dolore, e a scatti le movenze
Rama prese corpo, poi d'imprenditore secca tieni bocca, spesso fai minzione
e i segni battaglie, mimava con ardore Feci ugual caprine, alcun costipazione

Suonano dei gong, e arrivano 3 donne l’effetto è stimolante, dopo un or finito
fanno delle danze, ornate con le foglie lascia posto a effetto, un poco sedativo
foglie mi vien detto, dell'albero ton-ton ansia preoccupazio, scompaiono lontano
sacre in adunanze, dei templi dei primòr mettersi a relax, emerge poi spontaneo

orchestre percussioni, stimolan la trance un bimbo sognatore, m'appare l'aborige
accendono candele, ruotan pure gli occhi combinazion di note, Raseno qui ci dice
un abate scioglie liti, a dosi d’acqua santa permacultura nasce, nell'isola Tasmania
altre ne previene, con preghier che canta Assiem al didgerido, arriva qui in Italia2

Ganesha prende corpo, pure d'una donna Indossan gli Arunta, copricapo in piume
L’abate allor la chiama, ad istruir la folla aumentano gli Emù, imitandone le danze
Invita guaritori, che curan mal di schiena vedo il Clan canguro, erige il grande palo
Con balsamo e pugnàl, togli la mia pena decorato in piume, a imitare il simulacro

Kratom è la foglia, Mitragyna Speciosa Tribù del canguro, nasce da suo totem
Albero che cresce, in Tailandia deliziosa e recita antenati, del tempo di Jukurpa
chiamato con più nomi, locali ad indicar Lor imitano i balzi, del mitico canguro
Papua Niù Guinea, Malesya con Miamar corrobori danze, alimentano il futuro

Distinguon i locali, tre tipi di Tom-tom Thera parve piatta, nei tempi dell’inizio
in base a venatura, centrale della foglia Serpente arcobaleno, dormiva in orifizio
rossa verde e bianca, stimola e sostiene al centro della terra, là per lungo tempo
Fatiche quotidiane, dolori e anti-diarree risveglia e sale sù, quan matura intento

In medicina Thai, Tòm tratta la diarrea Rompe poi la crosta, inizia col viaggiare
la dipendenza d’oppio, cura pure intera attraverso della terra, vuota senza luce
abitanti di villaggi, l'impiegan in cucina potente tien magia, causa forte pioggia
assiem agli operai, in aiuto a dura vita solco del suo corpo, in fiumi pure foggia

Krato il desiderio, aumenta a lavorare 1
l'uso moderato delle foglie non dà disagi fisici ma sol
aiuta in campi riso, lavòr manuale fare nausea e minzione. Benefico se unito a tè verdi e fiori di
da mattina a sera, col caldo sole forte papavero, dà legger azione narcotica assieme vigore e
sensibile però, a freddi e piogge molte lucidità. L'abuso, combinato con gran quantità di caffè,
farmaci iMao ed alcol, accresce la pressione del sangue,
Foglie masticate, inebriano pian piano tachicardia e i rischi mortali eventualmente connessi,
cresce l'attenzione, a lavoro quotidiano specie in soggetti predisposti. Taras
2
tabù incrociati proibivan ai membri di un clan la caccia
l’origine è rurale, ma il ruolo è culturale
dei propri totem animali/vegetali; imponendo invece il
accetta società, thai maschio esagerare rituale mantenimento di tali specie. Così ogni clan
totemico lavora a beneficio di altri gruppi sostenendo le
proprie risorse.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 155
così snodò più fiumi, laghi e più cascate
viaggia lascia latte, da mammelle calde un antenà Cjuringa, traccia itinerari
La terra fertilizza, in foreste rigogliose incisi in legno pietra, luoghi di sciamani
crea deserti e valli, e catèn montuose piste senza canto, non vengono a realtà
ronza il termitaio, Cjuringa a richiamàr2
Tornando nella terra, animali risvegliò
Rettili e marsupi, insetti e uccel colòr pur didgeridoo, è prodotto da termiti
Riempie ciel di suoni, pappagal dipinti e fa vibrar il corpo, in melodici fremìti
Uccelli danzatori, e i grandi Moa estinti senza le parole, descrive terren canto
dentro la capanna, risuona l'iniziando
Risveglia vita d’acqua, fiumi con il mare
Pesci nei torrenti, stagni gracchian rane perdere Cjiuringa, è oblio di via ritorno
tartarughe e anfibi, d’abissi e sottosuolo tutti sulla terra, ognun un pezzo mondo
da uter della terra, risveglia alfine l’uomo conoscer ricordare, un pezzo di sentiero
continua camminare, melodico guerriero
umàn da Mà Serpente, apprese vit’armoni
a viver coi cugini, e prender necessario la terra prima esiste, ideata nella mente
appreser uomo-donna, far la discendenza Si canta ricorrente, e viene all’esistente
Mà Serpente infine, ritirasi in quiescenza meno prenderanno, e men restituiranno
per cibo o corrobori, pitture rifaranno
Ogn’individuo lor, è figlio a un territorio
totemico suo clan, di nascita o adozione canti danze e riti, risveglian mana fuoco
caccia con raccolta, spontane vegetazio richiamano presenza, genio di quel luogo
legame parentela, cresce in tale spazio nel mondo della vita, sta biodiversità
di umano nomadismo, noi siam eredità
il fuoco in sottobosco, facilita lor caccia
sèlezion le piante, e disegna ecosistemi
per gravi malattie, di origine straniera
estingue varie specie, altre ne propaga
sta l’uomo-medicina, che aiuta pur rivela
ai riti vede tutto, questo ben l'appaga
gestiscono le donne, malesseri ordinari
nel Tempò del Sogno, le creatur totèm
impacchi e bruciature, e infusi officinali
girano in Australia, intonando cantilèn
presenza della morte, in gruppo và curata
e fecero quei nomi, esistere le cose1
l'agonia dei membri, in rito accompagnata
Valli con montagne, fiumi stelle e rose
2 anime ci sono, al momento del trapasso
guida didgèrido, viaggio sen sconquasso
mappe di tal canti, all'uomini van dare
segnano i cammini, e piste da tracciare
Djarada canti amore, di magica valenza
L'aborigen scambia, mappe sue sonore
Imitan corteggio, d’uccelli discendenza
con l'altrè tribù, allarga il suo folklore
nei canti liminali, aborì-melanesiani
tien ogn’uomo sogno, un mito fondatore
erotismo religione, corrèlan quotidiani
l'antenato primo, che lo cantò in amore
restano in Australia, vie di canti antichi 2
una sequenza di suoni fa una storia che narra un paesaggio e
orme di antenati, nascosti in superfici ogni paesaggio nasconde una storia scritta e cantata in versi.
Tavoletta di legno (cjuringa), talora dipinta, attaccata a una
1 funicella il cui rumore fa supporre la presenza del Sé primo.
Totem è parola algonchina e significa discendeza da un L’iniziando si ritira in boscaglia e lo fa vibrare, lo spirito del
capostipite. I Wondjina, totem della pioggia, si termitaio sotterraneo lo coglie e divora, poi lo risputa come
tramutarono in pietre, rievocati ogni anno prima del uomo perfetto. Clemente Alessandrino rivela come Dioniso
monsone, provocano la pioggia con riti creativi incisi su Zagreo fu divorato dai titani dopo essersi dipinto il viso di
cortecce, rocce, pali, ecc. invece a Mumbay, s'invoca bianco caolino e aver ronzato il rombo. Resiste in Sicilia il
Ganesha, per chiuder il monsone. giocattolo Lapone, grossa ape dall’insistente ronzio. Raseno
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 156
le aborigene donne, or siedon assieme preparano bevanda, e fumi foglie palma
cantàn miti e canti, di antica creazione per cener ricavare, per addolcir la kava
del tempo di sogno, fan recita e danza
Dipingono i corpi, con ocra e costanza questa vien divisa, fra tutti i servitori
In ciotole di palma, e noce cocco fiori
Indossano i gioielli, di semi del deserto vièn aggiunta l'acqua, messa nell'infusa
invocano serpenti, che fanno moto lento kava con le mani, piano vien spremuta
Mentr’ergon palafitte, su tutta la palude
con natiche ondeggianti, tutte seminude Versan'ospitanti, il kava in coppe cocco
presentano bevanda, ad ospiti d'intorno
Lui le invia bel mazzo, di penne dell’emù che numerose coppe, ricevono in regale
scosse poi dal vento, invita uscir nel bush pur se fan protesta, è obbligo accettare
suo pube sotto gonna, è di peli ricoperto
l'ho messa incinta io, felice a tutto petto Sol quand'è vicino, a vomitar bevanda
Cessan ospitanti, forzar la tracotanza
Lo spirito del bimbo, è entrato dentro lei Dopo aver bevuto, bevon gli ospitanti
Uman del barramundi, cantan molto fièr Si servono da soli, bevon or entrambi
mettono ripari, fan ombra a donne viso
e stanno sempre là, col pene subinciso in modi men formali, là duràn la notte
scherzo e socializzo, tra più tazze kava
Sesto si riallaccia, continua narrazione Donne coi bambini, posson sol guardare
da dopo la Thailandia, farà coperazione Kava fra Gebusi, è scherzo pur sessuale
ruràl volontariato, in Africa e Tasmania
farà permacultura, in Papua e pur Italia Iniziano più danze, prim'ore del mattino
ornati e seducenti, donne tengon ritmo
Una casa di Gebusi, nell'isola di Papua uno balla al centro, io vomito già tanto
Ha invitato gente, da insediamen vicini giocano ai richiami, sessuali di rimando
a festeggiar colà, l'amidamèn del sago
mostrare loro danze, in riti dell’afflato1 all'alba pure resta, stupore per la kava
c'è chi dormi-veglia, dopo notte brava
Uomini in villaggio, che ospita la festa svegliano poi tutti, comprè i visitatori
da guerrier vestiti, marcian alla testa che ricambieranno, in futuro tal favori
diffondono la rabbia, ritual ed apparente
addentano le dita, che l'ospite protende un topo fu osservato, masticar radice
entrar in stato coma, alzarsi ridestarsi
giunge poi la sera, e uomini entro case una donna l’osservò, e presto lo imitò
Preparan la Kava, colta in prima fase Potere della piantà, al villaggiò riportò
già in polver ridotta, radice in mortai
il giorno fù passato, nel grido dell'ikày! social bebida Kava, creativa d’adunate
classifica lor capi, e gli ospiti raccoglie
siedono nel cerchio, comune ritualismo completa pur lavoro, evento di rituale
tra ospe-ed-ospitanti, via l'antagonismo Nascite con morti, e union pacificare

1
Knauft: “ La lunga-casa (23 metri) dei Papua Gebusi, è è segnal di pace, auspicio riesce dare
costruzione singola, dove risiedono tutti i membri della radice dello scambio, buon a divinare
comunità. I Gebusi, come altre popolazioni della Melanesia, consacra bimbi e, insegna le salmodie
ritengono che i ragazzi crescono e si sviluppano mediante
ritmi d’hula danza, lìbagion cerimonie
l'ingestione del seme dei loro fratelli maggiori. La bevuta di
kava e cameratismo scherzoso con richiamo a tale scambio fra
maschi. L'effetto generale del kava è il cameratismo e a Tahiti
era bevuta dai guerrieri per vincere l'insonnia e dalle donne
per urinare e curar malattie veneree prese dei marinai.”
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 157
In isole piovose, assolate in Polynesia sudor ed erotismo, copioso può apparire
cresce rigogliosa, provien da Melanesia Inizia tal ebbrezza, passati i vèn minuti
il'acqua mescolata, produce fermentazio secòn la dose dura, da due fin le sei ore
amar color marrone, calmante satisfazio secòn costituzione, interior disposizione

Medicinale pianta, calma nervi e ansia è profòn stanchezza, dopo dell'ebbrezza
combatte ogni fatica, in modo naturale riposo necessario, l'abuso dà magrezza
è anti-depressiva, e procur tranquillità beato torpor kawa, è simil ai coqueros
Tratta mal di testa, e fa mente vigilàr cercano silenzio, gli assidui del sentiero

Per malesser vari, impiego nell'infuso prosegue una serata, Taras il gitano1
foglie oppur radice, fin decotto chiuso che narra l'esperienza, di guaritore nato
elimina tensioni, nei gruppi da curare sciamano intitolato, girava la campagna
corpo ti rilassa, crampi ed emicranie trova nella Tuscia, Emilia sua compagna

uso pur le foglie, a far le fumigazio Osservo gli animali, a capir la medicina
per i reumatismi e, dolori articolazio d’istinto usan le piante, come un officina
salva i prigionieri, concilia coi nemici Scimpanzé con renne, serpenti cani gatti
Connette agli antenati, lì all’isole Fiji insegnano kung fu, clisteri ed altri fatti

Kawa li a Tahiti, d'acqua stemperando Quando stanno male, Cicogne fan clisteri
tritan grattugiata, preparan masticando spruzzano col becco, un pò d’acqua salata
impregnata da fanciulle, còn loro saliva Oche anatre ed uccelli, selvatici dell’acqua
và nel latte cocco, o acqua sfatta e via buon erba siderìte, cercan a ogni pasqua

“Datemi del kava, datemi del kawa! Fiorisce celidonia quan rondine ritorna
chiedon fanciulli, in cerchio a masticar dà vistà ai lor piccini, muor a migrazione
impiegan 2 minuti, e bolo viene posto Pollastre pur malate, cercan foglie alloro
su foglia di banano, al capo sottoposto adattano stagione, a mezzo purghe d’oro

s'appare sufficente, mesce bolo e acqua Laurètum boschi sono, luogo di Ciuffenna
con spugna vegetale, si filtra si fa chiara templi di Pan Cervi, ed Edera in insegna
allora mescitore, la versa ai commensale l'aroma è penetrante, richiama vaticinio
il succo nelle tazze, la spugna deve dare di Pizia e di Sibilla, Rasèn ricorda Plinio

L'infuso suo combatte, sifilide importata così l’alloro pianta, saette tien lontane
ebbrezza di sudore, dose va aumentata Là dov’esso cresce, è l’oro del poetare
quan parton marinai, a lenire dolor folli ai dafnofagi di Delfi, Plutarco fa le lodi
fan giorno di sudore, donne degli atolli mastican le foglie, del lauro i sacerdoti

a dosi piccoline, il kawa è un eccitante potente germicida, a zenzero associato
fà sopportar fatiche, piacer esilarante foglia sen picciolo, all'ombra và essiccato
i grandi bevitori, han tremito nervoso l'infuso per tonsille, per gargarismi viene
sensibili ai rumori, rifuggono il noioso contiene geraniolo, pinene e fellandrene

sonnolenza kawa, è analoga alla ganja
ragione si conserva, con coscienza data 1
Taras ricorda alcuni motti chiave della scuola di Salerno:
un tremito percorre, giuntur e circolazio “Purga l’issopo dalle flemme il petto; “Ruta giova agli occhi
e fa la vista acuta; “Avvolgi gli amari in foglie di lattuga.
torpor silenzio pace, trasuda nello spazio “Dove l’aria è appestata, l’Aceto è buon preservativo. E
Ippocrate: quel che non guarisce la parola, guarisce l’erba
medicinale e quel che non può questa, risolve il coltello”.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 158
Lo stomaco rinforza, è un anti-catarrale sciroppo di cipolla, o il vin piscio cammello
avàn di coricarsi, assai stimola il sudare mal gola od intestino, fò un lime canarino
blocca evoluzione, influenza raffreddore fò digestion cosciente, asana per addome
se bevi dopo i pasti, ti aiuta digestione1 metto in ibernazio, le mie corrèn nervose

Ama buon Raseno, un incenso fumigato uso in mal di gola, fomenti di eucalipto
aroma del lauretum, poiesi ha stimolato peperoncin piccante, foulard al collo fitto
foglie frutti impiega, in piatti cacciagione Sciacqui a gargarella, d'acqua ossigenata
usa unguèn laurino, a lenir ogni dolore salata o con aceto, la tosse ho pur sedata3

gli macero in oliva, buon olio laurinato Freddori sinusiti, fomenti timo e menta
Lenimento a spasmi, e traumi articolato castàn ippocastano, trito annuso in tenda
contrasta la fatica, insonnia la bronchite tisane bacche fiori, d'alloro e camomilla
antisettico che sfiata, il peto meteorite la polver sternutoria, mio naso ben distilla4

Io Pamela e Lisa, proviàm suggerimenti Riduco flatulenza, lontano frutta e pasti
succhiare strofinare, salvia aiuta i denti in tosse e naso chiuso, fomento i rosolacci
così la parietaria, mentre in mal di denti l'infuso del granturco, di gialla barba bella
granèl di sale grosso, depone lì tra i denti pei calcolosi ai reni, e pisciàr via la renella

Mal gola e gengivite, salvia e rosmarino Tisan in latte miele, con orzo e timo sfizia
bollire com infuso, più volte sciaqui al dì Tisana digestiva, è finocchio e liquirizia
infiammazion ad occhi, bollire fior di tigli Ipofisi massaggia, con l'alluce del piede
filtra e fanne impacchi, mattin e sera pigli Sua nervosa fibra, qui termina si siede

In difficile ferita, assiem rose canine L’infuso liquirizia, se preso dopo i pasti
Parietaria in vino, sfiamma le gengive aiuta digestione, alleviàn costipazione
calma la Rauwolfia, emotiva inondazione aiuta l’escretore, il nervò e respiratore
l’Enula campana, ridà fibra a polmone2 buona lassativa, sedante ed emuntore

e dava polmonaria, in decotti polmonite pulisce bocca e denti, allevia pur la tosse
Ingoiava pure piombo, in casi appendicite! congestio raffreddore, infus'espettorante
e nell'indigestione, 3 petal bianche rose emetico e antimuco, a stomaco e rinite
bolliva in camomilla, con anice lor spose Antidoto efficace, per ulcera e gastrite5
3
1
“Taras: infuso di petali essiccati di rosolaccio seda la
Sminuzza 6 foglie secche in tazza bollente (10g in tosse. Sciroppo tosse: bolli un quarto d’ora in mezzo litro
mezzo litro d'acqua), dopo 10 min filtro e bevo 3 tazze al d'acqua , un pugno di salvia, una mela sminuzzata, anice,
dì. Bevuto prima di coricarsi fa sudare molto riuscendo camomilla, una manciata di fior di tiglio, uva sultanina e 2
spesso a impedir l’evolversi di un raffreddore o influenza. fichi secchi. Filtra lo sciroppo e bevi più volte specie
Se sorseggio dopo i pasti tisana calda con eucalipto e prima di coricarti. Per raucedine: cuoci 5 carote in poca
lavanda, lauro vince cattiva digestione e gas, depressione acqua un quarto d’ora, versa il succo in bicchier acqua
e stanchezza. La polvere delle bacche essiccate, 1-2 tiepida e bevi 6 volte al dì”
cucchiaini al dì, aiuta contro influenza, raffreddori, 4
Seccare fiori e foglie di alloro, origano e basilico, ridurle
malattie nervose e paralisi”. Taras in polvere fine con pestello, quindi sniffare a piccole dosi.
2
sciroppo cinese per tosse e bronchite: bolli in tegame 5
“Aglio, finocchio, liquirizia e menta, aiutano salivazione
radice d'enula campana e trifogli, lentamente, finchè e secrezioni gastriche. Masticare un bastoncino di
ammorbidisce, filtra, dai miele e imbottiglia. 1 cucchiain liquirizia pulisce boccae denti, arrestandone le carie. 2 o 3
ogni 4 ore. Tè di salvia per febbre, dispepsia e flatulenza: bicchieri di infuso molto carico di Glycyrrhiza glabra,
30gr di foglie tritate, 60 gr di miele, 3 cucchiai di succo provocheranno nausea o vomito, aiutando a rimuovere
limone in acqua bollente, copri e lascia riposare 40 min; l’eccesso di muco accumulato nello stomaco o nel petto”.
filtra e tieni al fresco”. Taras Taras
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 159
Linum usatissimu, pur Lino dei tessuti spennella torcicollo, con buon peperoncino
ha semi lassativi, in espettoranti infusi lasciato macerare, ventiquattr’or in vino3
di ser una tazzina, mattina muco e feci Fascia poi con sciarpa, di lana per scaldare
mitiga pur l'asma, e le tossi d'indifesi fà scioglimenti sfiamma, alfìn lo scapolare

allevia costipazio, e gonfior addominale l'aria fresca e sole, son cibo e medicina
con Zenzero bollito, lenisce mar di mare di zingari gitani, più amici e pan-indiani
Musica ed incenso, e l'azzurro lumicino assieme l’ottimismo, la mente sen tensioni
leniscon mal di testa, col balsamo tigrino Vivon il presente, scansàn preoccupazioni

l'acqua cavol foglie, panacea per tutto ciascuno d’essi sà, che fìnche c’è salute
assieme ai pediluvi, mare e limon succo e cibo a conservarla, son ricchi pien di luce
e radici di gramigna, pei calcoli renali Ma se scompaion loro, assiem all’erbe varie
fò bollir e bevo, con mais e officinali il veleno si fa strada, in brevetti sol ed arie

infesta la gramigna, e cur costipazione Pane muffo cura, infezioni com impiastro
con cicoria e ortica, ha ombrellife azione la nonna l’insegnava, a Taras giovinastro
Decotto paritaria, per stipsi indigestione mangiava Orzò tostato, e infuso rincuorava
pulisce bene gli orci, di vini-ficazione Penicillin diceva, è il pane che invecchiava

Radici di cicoria, rabarbaro e genziana Gìnepro communis, contiene gineprina
nei vin fò macerare, amar medicinali io mastico sue bacche, per cura medicina
di fegato e intestino, son un toccasana lo stomaco rafforza, appetito mi riporta
specie s’hò mangiato, piena settimana Infuso oppure vino, ai polmoni dà la forza

ferite infette Taras, fa urìn disinfettare Mezzo litro d'acqua, e un cucchiaio bacche
ed usa bacche vischio, pesta già seccate Tè d’ogni due ore, produce un gran sudore
sui Porri lui vi spalma, latte foglie fico è buon respirazione, così espettorazione
e l’erba balsamita, per dar profumo fino1 acciacchi dell’inverno, in grappa fa furore

Ezechìa re di Giudea, curava con i fichi islandica Cetraria, Lichene delle rocce
schiacciati sulla pelle, foruncoli e fastidi pioniere come l’alghe, ross'oliva ha foglie
con succo fichi miele, a vapore con limoni cespugli per la tosse, secca e persistente
polmoni congestioni, mal gola indigestioni fatica cuor e sonno, la Cetra cura sempre

lenisce reumatismi, bevendo avanti a sera Se soffri debolezza, o febbri intermittenti
fòl fragola di bosco, di timo o rosmarino Gastrite catarrale, o di croni indigestione
per distorsioni trita, corteccia di sambuco preparati decotto, d'acque molto amare
spalma sulla zona, a gocce cera imbuto2 addolcisci con il miele, aiuta senza egule
1
L’acqua profumata di san Giovanni, è ottenuta lasciando
macerare nell’acqua una manciata di erba e fiori
profumati (balsamita, iperico, camomilla, rose, salvia, carne risucchia nel bicchiere; il dolore dovrebbe passare
rosmarino, foglie noce) nella notte 23-24 giugno fuor appena tolto il bicchiere, se ciò non avviene ripete
finestra; Sparsa su corpi e su campi come auspicio od l’operazione sin 3 volte. Nelle Insolazioni poggia un
unita con canfora per far il bagno bicchier d’acqua sulla fronte.
2
per le slogature, Taras fa colare 3 gocce di cera su due 3 15 peperoncini rossi in 200 gr (ml) di alcool. Parente al
monete e vi aderisce una candela, poi, pone la moneta Peperone ricco di vit.C. La carenza di vit.C provoca lo
sulla parte dolorante, accende la candela e la copre con scorbuto: indeb.muscolare e tendenza alle emoraggie,
bicchiere di vetro. Finito l’ossigeno, candela spegne e la evidenti su gengive, piaghe, dolori articolari e pallore.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 160
semi biancospino, pestati messi in vino contiene vitamine, l'ormoni ed antibioti
per calcoli ed edemi, e 1 nervoso sedativo annulla velen serpi, scorpio insett’ignoti
così il fior passiflora, vince irrequietezza velèn cura veleno, in dosi omeopatie
causata dalle febbri, rilassa con ebbrezza1 Amaròli da millenni, i corpi sann’offrire

incapace se ti senti, a far l’atto sessuale2 Mangiano i gitani, funghi assiem patate
è psiche indebolita, è insonne nevrastene al posto di lavarli, strofinan quei col sale
fà infusi aranci vino, e papaver passiflora a pulire loro pelle, e in malattie cutane
mangia fichi e ceci, e la fantasia rinnova mangiano patate, crude e grattuggiate

i Fichi eccellon bene, contro l'impotenza Taras fa frittate, con fiori di sambuco
coi ceci in zuppa calda, titillan genitale radici con corteccia, fa l'unguento puro
Mirto e vino bianco, con aglio a stimolare Lozione per sanàr, le ustioni e le ferite
e Rucola insalata, con mela a rinfrescare Ulcer della pelle, di bocca e di gengive

sappi cura d’uva, arresta pur l'artrosi Decotto al cavo orale, l’afta ben riduce3
pazienti in polmonite, e la tubercolosi bacche dentro vino, fan tonico antitosse
persone che guarite, tornano graduali infuso sfiamma pure, artriti e reumatismi
consumàr più cibi, sen dolci e carboidrati affezion respiratorie, la gola in gargarismi

cur dell’uva agisce, sola e indipendente il tè trifoglio rosso, contièn fosfor e calcio
da cibi fuor di Lei, non vuol interferenze contrasta rachitismo, pertosse e fragil denti
adivasi e primitivi, conoscon tal digiuno il tè trifoglio bianco, previene gli orecchioni
in epìdemia d’otite, và mièl se fuor stagioni
di sola frutta che, risvegli il primo fiuto
la foglia di achillea, blocca sangue al naso
Gandhi nei digiuni, chiè succo d'uva puro
emorroidi emorragie, e regola mestruale
così il poter dell'uva, lavora più sicuro
mentre succo rumex, detto erba brusca
tu gli acini con semi, masticane tanti
alitosi e dermatosi, tratta con la frusta4
rinforzano gengive, coi denti traballanti
rabarbar digestivo, contien acido ossali
così mele cotogne, e cocomeri con semi
in corpo lega calcio, formando l'ossalati
abbassano pressione, depurano tuoi reni
crea problemi reni, in soggetti ereditari
un tè cocome semi, per contrastar’infarti
contrasta cavolernia, in pezzi sotterrati5
Lenir le pelli rosse, curàr vermi testardi
Gichero eman'odore, di forte putrefazio
Cocomeri li spacco, bene con le nocchie
col dito medio l’apro, e bevo come coppe
per attrar l'insetti, nel suo fiore spazio
se sete ancora resta, mordo bord'interno fondo ben più caldo, mosche intrappolate
così fan pur maiali, che l’amano più bello col polline sui peli, costringe al fecondare

3
“a Bomarzo uso le foglie fresche lavate e applicate sulla
A ber la mia pipì, un dì Taràs m'invita parte infiammata: pelle, bocca, ascessi (possibili reazioni
Amaròli acqua di vita, è urinoterapia allergico-irritanti su pelli sensibili). Steli svuotati del midollo,
assieme con digiuno, e disintossicazio sono usati come cerbottane e pifferi di Pan”. Taras
4
astension da cibi finti, darà rigenerazio Rumex Acetosa perenne: succo depurante, digesti
lassativo, astringente, antireumatico (controindicato in
1
Il dottor Swinburne Clymar, come i tupinamba del Brasile, coliche, gastriti, calcolosi ed artriti gottose), vince
autorità nel campo della Passiflora scrive: “va somministrata scorbuto ed eccesso sudore.
5
in tutti gli stati febbrili accompagnati da estremo nervosismo acido ossalico in 4 frammenti di fusto di rabarbaro infilati
e insonnia, poiché calma il sistema nervoso più dei narcotici” nel terreno a ridosso delle radici del cavolo, limitano il
2
Taras: “fai macerare in un litro di vino bianco 30g cannella e fungo parassita che produce l'ernia, specie in suoli acidi
sedano per 10 giorni, filtra, smiela e bevi 2 bicchierin al dì mal drenati.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 161
l'Arum maculatu, dà nome alla famiglia infuso esternamente, è shampo per capelli
di Aracee ben diffusa, in tutti i continenti che lucida e scurisce, in 2 litri d'acqua belli
inverno sta nel bulbo, riesce a primavera decotto foglie fresche, in bagni antireumati
Nitrofila dei boschi, è disinquinante vera1 in pomata io friziono, sugli arti addolorati

pei frutti arancio rosso, gradevole sapore pestate foglie fresche, o succo delle bacche
accadon ai bambini, frequenti intossicazio l'applico all'esterno, le nevralgie combatte
Mà i bruciori in bocca, durante masticazio Bevute con cautela, son purghe antibiliari
assiem odor carogna, riduce alto dosaggio catarro bronchi gola, e cefalee mestruali

l'irritazion cutanea, accade per contatto le bacche in epistassi, e per l'epilessia
dà brevi veschichette, seconda di allergie Fior macerati in vino, contrò dissenteria
giacchè i principi tossi, termolabil sono la sua radice aiuta, denti, testa e milza
vanno a scomparire, con bollitur e fono lenisce mal d’orecchi, e disturbi della vista

usavo foglie fresche, applicate sulla fronte più vasi con tal succhi, quàl disintossicante
contro mal di testa, analgesico risponde conservano i gitani, sempre in loro tende
foglie sue pestate, a foruncoli applicate il timo per la tosse, e fogl'edera in aceto
2

oppure in un decotto, antiemorroidi date in lunghi viaggi a piedi, rinforza lor segreto

è il tubero da fresco, energico purgante Smilace strappabrache, è un edera spinosa
antireumatismi, e un buon espettorante Ispàn salsapariglia, liliacea e fuor pungente
dà vomito e gastrite, diarrea e tachicardia in Ameri centro sud, và estratta da radice
convulsioni e coma, l’eccesso par che sia una resin saponina, ad effetto sudorife

detto Pan di bisce, o lingua della serpe con Edera frustini, percuoton loro corpi
calla o erba Saetta, oppur erba da piaghe stimolan passioni, le menadi dei boschi
Magica è seccata, sacchetti anti malocchi protegge loro casa, è rifugio dei folletti
fiore nella culla, è a protezion marmocchi sull'edera Raseno, offre suoi commenti

un aristolochia pianta, è simile al gigaro Raseno ci racconta, che là nella Toscana
fior giallo a cartoccio, e mosche nell'ovario Baccante Tersicore, non trov'edera piana
nel bosco i fiori sono, bianchi o color rosa a ornàre il capo allora, impiega le spinose
visibili agli insetti, che posson far la posa a danza poi convulsa, fronte punge a iose

perenne Hedera helix, pianta rampicante Iniziaron ad urlare, e il rito a esagerare
Balsamica efficace, è buon espettorante straccian vesti brache, nel vero baccanale
resiste in situazioni, scarsezza e umidità lor gesti d’inconsulto, d'istinto a dimenare
riparo per uccelli, tien bacche da mangiàr Smilace bacche rosse, inizian a mangiare

tossiche ad umani, le bacche e derivate 2 Taras: “a Bomarzo ponevo una foglia direttamente su
specie alle persone, allergiche o malate pelle ispessita, trattenendola con fasciatura o facendo
infuso foglie estive, seccate lentamente macerare le foglie in aceto. Contro artrosi e sciatica
porta via la tosse, l'impiego cautamente pratico impacchi ad azione analgesica e antinevralgica
con decotti di foglie più piccole e attive nate sul versante
1
Il gichero ha proprietà: antiasmatiche, antitussive; contro a tramontana della quercia. Decotti ed unguenti (edera
emorroidi e polipi del naso, Radici e foglie fresche (bollite polverizzata + grasso) uso a guarir foruncoli, piaghe,
sgrassan e candeggiano la biancheria) uso per ferite difficili e scottature e rimozion di calli duroni. I gitan vivono coi
bruciature; contro i reumatismi schiacciavo e strofinavo su piedi, li rinforzano camminando scalzi sull’erba coperta di
parte dolorante le bacche rosse, inizia forte bruciore ma poi rugiada e li sfregano con acqua salata e infuso di foglie
passa; la polpa-tubero tien caustici cristalli d'ossalato calcio. d’edera, pestate e macerate per 2 giorni in aceto caldo”
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 162
suoi getti novellini, nei rami a primavera a Delfo come a Quero, l'usan già le pizie
rossastri e teneroni, od Asparagi turioni più i sacerdoti indiani, per visitar parenti
amarognoli con gusto, cimo per cucina strazio e convulsioni, accettan di durata
solo pochi sanno, è alimento medicina1 trovan bruji e ladri, rimedi a malparata

Narra con ardore, Taras mio gitano Ladri e prostitute, giò l'usan loro scopi
il gruppo solanacee, che usa triptofàno metel medicina, che più bevande sposi
bocca secca danno, e sete più ampliata pur cortigian amanti, sciolgono l'ardori
pression tachicardia, e pupilla dilatata d'uomini disposti, pagar giostre d'amori

Solànum dulcamara, contiene solanina Siamo cibo e cura, riparo e sesso forza
così Solanum nigrum, legger allucinanti ostinano le piante, comunicar qualcosa
dàn senso d’ebbrezza, ansia o rilassanti l'origine dell'orge, dei sabba e culti vàr
cefalea ed insonnia, ninfomani eccitanti risiede in un comune, substrato naturàl

l'erbe delle streghe, son in tale gruppo suave la datura, in Perù è la borrachera
bassi-alti dosaggi, dipende il loro frutto cioè l'ubriacatura, data al can che mena
in macchie di radure, a limite boschive la mente pare morta, recupera la vita
atròpa belladonna, dà nere ciliegine quando annusa aceto, i sensi ben riattiva

benesser e paesaggi, dàn dosaggi bassi Datur annual’eretta, frutt'ovo tien spinose
mentre alle alte dosi, midriasi deliranti in tutti i continenti, ha foglie scùr rugose
calor e polso scende, s'offusca psiche via atropina e iosciamina, e scopolamina tiene
L’avvelenato in coma, muore in asfissia prodotte da radici, e pur da foglie e seme

Il giusquiamo nero, è piantà biennale Atropin in via intestino, circola più energi
sparso nell'Europa, in foglie tien alcale calma asmè bronchiali, è un anticolinergi
in frutti e pure semi, tien scopolamina Datura cur ferite, fratture è antidolore
che ritual dosaggio, azione sua raffina2 in forma di bevanda, o foglie al fumatore

chiamata apollinare, già in antichità consumano Datura, bevanda di radici
per sua spiccata azione, profè capacità più giovan Tubaloba, tribù di California
La usavano l'angizie, e sibille oracolari Raffinano la vista, a vedere gli animali
seguendo l'istruzioni, di protocòl rituali chè diventeranno, lor spiriti guardiani

Dature ad inebriarsi, usa tutto il globo I nativi americani, san già di affinità
sanguinea borachero, dett'erba di tombe tra stato delle piante, e uman sessualità
fa visitar ebbrezza, morti e propri spettri l'atto dell'amplesso, ed atto d’ingestione
da semi fan la tonga, bevàn amar effetti è capace a rivelare, l'identità interiore
1
Smilax aspera lianosa perenne, fusti teneri giovan rossastri. I là in Costa d'Avorio, le donne sacerdote
fiori (set-nov) piccoli, bianchi, profumati riuniti in grappoli, Lavano nel fiume, alla festa della prima
frutti son piccole bacche rosse non commestibili ma innocue.
2
hyoscyamus produce sintomi da intossicazione simili alla accoppiano coi maschi, oggetti desideri
belladonna; differisce per il minor eccitamento motorio che a loro volontà, subiscono sparvieri
(non dà stimol a saltare, ridere, esagerar i movimenti).
L'azione ipnotica che esercita, è più marcata e con cefalea, coito di banana, in Azande alto Congo
vertigine, minor sensibilità, sussurri alle orecchie, si eccitano tutte, toccando clito a fondo
ambliopia, fotofobia, afonia e minor olfatto, ma più introducono l’un l’altra, frutti di banana
sonnolenza con allucinazioni audio-visive di tipo così da stimolare, piacer e cura umana
Apollinare (spiri.profetico) o terrificante (scopolamina).
L'acetato di ammoniaca risveglia dal torpore.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 163
nell'area della danza, cresce l'erotismo Ermafrodito spiri, ottien dai genitori
donne aprono gioco, senza fanatismo Chi alla fonte và, e merge suoi dolori
indossa la regina, maschera da toro tocchera subito, medesima sua sorte
mima bene maschio, coito di rinnovo Metamorfosì, che apre-chiude porte

sin da piccini, s’apprende ogni cosa è navigatore, il divino Ermafrodito
tra i Ganda del Nilo, sesso è una rosa gira nella Siria, e giunge sino a Cipro
senza i tabù, gli anziàn del villaggio Passò pure a Creta, e nell'Ellade città
fan scuola lezioni, senza imbarazzo Diffuse riti e culti, per crisi fronteggiàr

se nasce una coppia, di bimbi gemelli traduce tale mito, conflitto dellla mente
il padre felice, è invitato ai presenti di parte femminile, assieme la maschile
fà un gioco e rimuove, fior di banano ma allo stesso tempo, indica in fusione
da femmina che, tal parto ha donato gran superamento, della dissociazione

Solo suo pene, può compiere evento Nell'isola di Bali, l'uomo occidentale
davanti al villaggio, augurio portento è turista percepito, quale transessuale
quindi s’accoppia, con moglie eccitata a causa dei costumi, detto fù Berdache
applaudon poi tutti, la grande parata l'uomo dominante, vinto è da Salmace2

Raseno qui allaccia, la Venere Lupa Ciukci di Siberia, son essi pur sciamani
Afrodite la rossa, approda in etruria Amati e rispettati, se ottengon risultati
Dea Lupa che nutre, i gemelli latini in cure-guarigioni, risoluzion problemi
L'Acca Laurenzia, Dea boschi nativi1 nell'animo dell'uomo, e in ecosistemi

poi narra del mito, Ovidi Ermafrodito Yellama dei fiumi, Dea del sud India
da Naiadi allevato, là su un lago Frigio ha poter di mutare, sessi a chiunque
lascia a quindici anni, monti suoi nativi gli ermafroditi, suoi maschi devoti
giunge in altre acque, a togliersi vestiti traveston per lei, in feste e rinnovi

a riva venne visto, da là ninfa Salmace i sadhu Vaishnava, Krishna pur Rama
Argia che innamora, fuoco senza pace su vie Villipuram, la notte àmavasya
il giovinetto ignaro dell’amore linfa al Tempio Kothandar, riattuano mito
rifiutò le dolci, richieste della ninfa rinnovan le nozze, e la morte marito

Salmace si gettò, dentro del laghetto
dov'immerso s’era, nudo il giovinetto 2
Per l'etnologia,il berdache (sakalava-tanala in
a lui si strinse forte, tutto l’avvinghiò Madagascar, mahu a Tahiti, katoey in Tailandia, auracani
com'edera sul tronco, fusa a lui restò in Cile, lango in Uganda).è travestito che indossa abiti
femminili, può prender un altro uomo per marito, esegue
lavori donneschi e durante il coito assume il ruolo della
poi gli Dei pregò, non esser separata
femmina. Presso i Cukci della Siberia i berdache son
sebben Ermafrodito, resiste disperata considerati sciamani. Oltre la moglie-sciamano, l'uomo ha
accolta la preghiera, eterna fu l'unione pur altre mogli. Lo sciamano può aver una donna per
un corpo solo poi, emerse in effusione amante e generare figli. Dai costumi sessuali dei popoli
nativi, si osserva che non potendo seguir gli istinti, i nativi
1
la Lupa Tacita, Dea della terra, caccia e fauna, con riti di ricorrano a persona del proprio sesso imitando la forma
prostituzione sacra. Rom, il rumore che i piccoli fanno esteriore dei rapporti eterosessuali, gli uomini usando il
mentre succhiano il latte dal seno della madre. Afrodite- coito anale e le donne servendosi di peni artificiali (tibia
Venere, dea di Cipro, è la Cypris, Cytherea, Anadyomene di renna su cintura di cuoio, banana), conservando le
(nata da spuma del mare), Porne titillàtor (sacra condizioni della copula: un Io maschile e un Tu femminile
promiscuità), Urania (cielo), e viceversa.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 164
il rito riprende, una stor Mahabarata Osserva te stesso, richiama te stessa
Il figlio di un rè, eunuco in battaglia Liber persegui, natur tua più fresca
Chiese sposare, nessun fece avanti
Krisna rimedia, s'offre ai suoi pianti Vener e Mercurio, son due diversità
la sintesi di androge, è psiche identità
Lo sposa di notte, mattin può partire la sua natur compone, ognì mentalità
morto in battaglia, il lutto può indire Ermafrodito somma, due spiri-tualità
alla fin si rivela, quàl Krishna e Devi
per tutti presenti, che vedon misteri suo Ermete papà, è caduceo Mercurio
antico dio lunare, androge scriba puro
Dea Anukite è, il Giano doppio volto Scioglie nei misteri, l’Io e l’altro da sè
quello che la sogna, vede fino in fondo in Africa e Brasile, è Dio Logun Edè
capace a far vestiti, assiem a medicina
apprende pure l'arti, di fuoco di cucina in Scizia ed Anatolia, Siria e Palestina
avvennero rituali, di cambi transessuali
uno che resiste, a chiamata di samano gli Scizi in ritirata, saccheggian Ascalona
capo od altro ruolo, vive da smembrato Dea Venere adirata, berdachè li lavora
solo quand'accetta, chiamata di visione
smette di soffrire, suo clan ritrov'onore Tiresia nato a Tebe, assaggia sul Cillene
potere del serpente, a lungo lo intrattiene
Accettare dentro sé, l’autentica natura gli dona la sapienza, e poter di guarigione
porta la sorpresa, alla social struttura piacere muta cambia, secondo situazione
ora più persone, l'accetteranno pure
Psiche si specchia, in tutte le nature
Famoso possedeva, pio abate Becarelli
droga che poteva, mutare i sessi interni
di là del monotema, ritrovi politema
Uomini fan donne, donne come maschi
La grande varietà, di naturale sfera
Rè Federica a corte, tien orgasmi vasti
Più popol nativi, serbano nel gene
2 sessi combinati, a dare 4 gener1
Traversa ermafrodito, secoli del tempo
portandosi le idee, assieme suo modello
il modello binario, vede uno e due
narra lo straniero, e l’idea di perfezione
nei generi perde, veder sfumature
in tempi d’incertezze, paur alienazione
Lisa ricorda, che Tao sempre muta
concetto binario, sorpassa e confuta
fluiscono in città, persone assai diverse
che portano colori, germi e trasgressioni
Wacasa è capace, veder tutti i mondi
metton pure in crisi, i rapporti di potere
ha visione maschile, e vision femminile
che la bipartizione, sol può contenere
Femmina e maschio, e nessuno dei due
Entrambi comprende, a dar sfumature
le donne della City, del ceto borghesia
Infrangono i tabù, di sesso e classeria
Lo spazio raggiunge, all’origin di tutto
accusate d'immorali, o di prostituzione
Dove soltanto, l’androge è compunto
al fatto d’indossàr, maschile vestizione
Fonte primaria, del mondo sorgente
Poi differenzia, in corpo e la mente
diffuso và il costume, del travestimento
là nell’Inghilterra, del buon rinascimento
Ognuno tien posto, sacro e speciale
Maestà Giacomo I, nel mil seicentoventi
Nessuna persona, abbiam da buttare
vuol predicatori, accusar travestimenti
1
Organi fisici di maschio e femmina, si combinano ai
generi (spiriti) maschili e femminili, dando più
combinazioni possib.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 165
In tempi della crisi, la forza si rovescia a tal cambiamento, s'adegua il sociale
lo yin diviene yang, e questo viceversa osservan fanciullo, e presagi san dare
il giorno divien buio, la notte gira senso
si mutan direzioni, valori e pur il sesso un rito iniziazione, suggella il giovinetto
indossa pelle e danza, ed imita le donne
se attore si traveste, in altrà sessualità assume nome adatto, fallo chiaman clito
ne scopre i suoi valori, con la mentalità testicol grandi labbra, l’ano è lor vagito
una mascolinità, si specchia nel potere
si abbiglia con corazza, e rigido vestire Presso i California, e i Pueblo d’Arizona
un uomo vigoroso, scelto è masturbato
l'esplorator de Vaca, esplora la Florida molte volte al dì, a produr la debolezza
e androgini nativi, ritrova in meraviglia così testosteròn, si scivoli in scarsezza
questi son sfruttati, chiamati berdachè
Ragazzi effeminati, innocenti cuori che Fatto andar cavallo, atrofizzan genitali
cadon peli e barba, la voce alleggerisce
molti erano mogli, a indiani coraggiosi incline al femminile, ora è un mujerado
sacri ed aggraziati, fan maschi guaritori assume nuovo ruolo, nel social casato
o uomin medicina, sciamani e consiglieri
Rare donne pure, dàn prove da guerrieri La Datur ambigua, è potèn pericolosa
Taras cita gli Hopi, dipende da chi l’usa
cultura dei nativi, incoraggia terzo sesso Chimon miete pazzi, oppure spasimanti
pur nelle aggressive, tribù dei pellerossa è la fanciulla bella, a caccia degl'amanti
Winkìte nei Lakota, e Nadle tra i Navaho
i nativi americano, incoraggiano i cacao la impiegan berdache, a dar la frenesia
e quelli che pur sono, su prostitution via
già cura radicale, a nevrosi e deviazioni profittator d’amore, spruzzano per tempo
causata da dinieghi, e forzate educazioni sensi pelle schiena, goccie dell’unguento
apprezzar diversità, bellezza arcobaleno
è un arte dei Lakota, e magico mistero ad esser liberato, da tal'incanto amòr
bisogna rintracciar, un curandèr cantòr
Esiston due sfere, distinte di creazione pur il cacciatore, che impiega tal magia
riflesse l’un nell’altra, psiche e la realtà frenetico finisce, sua preda amar ossia
guardiano della soglia, serve d’affrontàr
per tornar completi, e illusione dissipar Se pianta di datura, è usata a divinare
è l’ultima risorsa, per ladri rintracciare
Contemplano i Lakota, 4 classi gente i cinque giorni rito, tra vomito e sudare
Presenti in società, ruoli e differenze servono a curare, armonia sociale dare
Wakan kà l’artisti, i curator son Wapi
Wàkan saggi è, Wicànuga son maghi bisogna usar la pianta, senz’interruzioni
così che ti conosca, e male non ti faccia
molto coraggiosi, uomo cuor di donna digiuno rigoroso, datura per bevanda
donna pure caccia, fuori d’ogni dogma1 si macera più giorni, piàno tutta quanta2
veste come piace, volendo può sposare
sogni con visioni, sapranno autorizzare
2
e i maschi indi Yuma, li chiamano Elsa Nella desertica regione costiera della California
meridionale tra i gabrieliño, i juaneño e i luiseño, i
se spirito in sogno, li cambia fan festa
giovani maschi in età puberale sono sottoposti alla
cerimonia iniziatica della datura meteloides dove, dopo
1
può partecipare ad una festa di guerra, ma ritornerà al suo l’assunzione, ballano freneticamente, cadono in collasso e
ruolo funzionale di donna, raccogliendo bacche, cucinando, ricevono l’agognata visione che darà loro un progetto di
conciando pelli, cucendo vestiti e infilando perline vita. L'occhio di cervo inibisce toloache.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 166
in stati incoscienza, producon le visioni le auguro salute, lei gioia spande intorno
che posson durare, 2 sin quattro giorni
la pianta può pur dare, disordini mentali femmina che d’uòm, amor vuol provocare
eccessi muscolari, e cuor spasmì mortali quan sradica mandraga, nuda va spogliare
a suo posto nella buca, vi versa le monete
ciascun ragazzo vede, ruolo e vocazione cosparge pur di vino, placàr matracu sete
tracciato suo futuro, in solco tradizione
il culto toloache, è tracciato nei rupestri fanciulle van in campi con savia praticòna
in grotte piccoline, rifugio dei supersti dopo aver mangiato, danzato nude ancora
pronuncia praticona, più formule d’incanto
Importàn divinità, che medicìn procura intorn alla mandraga, scavan suòl intanto
usano i Chumàsh, Momòy nonna datura
daturano più bimbi, viziati oppur ribelli attenti non scassare, nessun pezzo radice
Così che l'antenati, li rendano più belli chiave sia l’intento, con cui viene raccolta
se colta a creare l’odio, si sputano sul viso
Momy è la guardiana, di riti di simbiosi si scambiano gl’insulti, si picchiano di rito
tien orfano nipote, e alleva da sciamano
Coyote vecchio uomo, joker di coscienza incanto può svanir, pur s’un cane accorge
grande cacciatore, che inizia adolescenza efficacia poi decresce, dopo sol che sorge
Colta la mandraga, fanciulle s’accarezza
Mandragora radice, fa spose le ragazze s’abbracciano dicendo, la litania scelta
mista nel foraggio, accresce latte vacche
agli uomini può dare, fortùn fecondità Madraga Matraguna, maritami a una luna
Affari a lieto fine, armonia e prosperità poiché se non lo fai, io torno a farti a pezzi
verd'erba matraguna, bel passero più folle
nasce Matraguna, da seme d’impiccato canta pur per me, sottò tua luna molle
Sessual piantà regina, procur fecondità
Regìn di Cucuteni, intenzioni sà ascoltàr S'è colta per amore, ovvero per dragoste
Ritual silenzio chiede, trasmette al dna per maritar oppure, ballare o far le feste
2 donne pur anziane, digiune van cercàr
Taras ci racconta, l'incanto della pianta portan pan e sale, e un soldo per trovàr
fatto da una nonna, rumena pur gitana
rapporto ben diretto, è forte sentimento in luoghi assai nascosti, poi raccoglieranno
Eliade pure cita, lo stesso incantamento devono spogliarsi, e inchinarsi senz'affanno
con visi volti a oriente, 3 volte van giràr
raccogli la sua foglia, sotto un plenilunio e più incanti a recitar, al fin di sradicàr2
paga con qualcosa, sennò ti tiene il muso
incantala con danza, di gran venerazione pur senza parlarle, tu mostra la tua gioia
suo duplice potere, dipen dall’intenzione1 finché giudicherai, che sia di buon umore
bevi mangia accanto, salutala buongiorno
“La porti a casa tua, le dai più musicisti invoca qual sovrana, rivela il tuo bisogno
le rendi onor regina, via quei volti tristi!
non litighi e non odi, ricorda tal consigli Tu sei regin di cieli, tempeste della terra
Lei ti salverà, e ti assegnerà dei figli a casa d'ammalato, fa invocazione a sera
pure t'ho cercato, incantesimo hai portato
Domenica con musa, resto a deliziarla posto nel bicchiere, a guarir tal’ammalato
e porto più persone, a divertir danzarla
pure resto allegra, specie di quel giorno 2
Eu va dau pâine si sare/ io vi don pane e sale |Dar voi sa-mi
dati sanatate/datemi forza salute. |Fac cruce si bat matànii/mi
1
Eliade: “lo stato emotivo con cui l’approcci stabilisce la segno mi prosterno |Si pui pâine si sare / ti dò pane e
direzione del suo potere: amor e salute, oppure odio e follia” sale \Sa-mi dai leac / perché tu mi dia guarigione
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 167
Malato beve miele, la savia versa l'acqua è cuore d'un giardino, ricerca d'uno stile
tutta su sua testa, di miele poi lo spalma risposta di bisogni, inconsci da scoprire
Lega sul suo collo, cotòn rosso col soldo progetto e realizzazio, è figlio di risorse
Riveste con camicia, il rito par assolto denaro clima suolo, e coincidenze forse

tre cucchiai mistura, 3 volte al dì si beve Giardino evoca stile, di popoli del mare
ciò dura per 3 giorni, astièn cipolla cruda foreste e pur deserti, i bimbi far giocare
non beve l’acquavite, almen 2 settimane raccolgo frutti ortaggi, zen meditazione
ne latte fresco e var, cibarie zuccherate il giro a labirinto, impronta suo creatore

.5 maggio, Seba: il giardino par firmato, continuo ridestato
migliora mai finisce, rispecchia cuore dato
trae vita da attenzioni, da lui che l'utilizza
diviene tempio thera, se anima conquista

diviso è quel giardino, in spazi funzionali
specchio d'acqua orto, erb'assieme bosco
delimita ciascuno, otto metri quadri mini
con siepi gruppi flora, muretti con scalini

consente vista esterna, allieta sensazione
giardino come quadro, ha varie angolazioni
terrazze e var capanne, pergole e verande
vialetto dall'entrata, snoda serpeggiante1

terreno è occupato, con rustiche perenni
salvia e rosmarino, geranio e fiori belli
domìn 2-3 specie, il resto fan gruppetti
i colori dominanti, sfuman blu e rosetti

Therabuti scuola, agro e pure tempio un angolo dell’orto, ospita il roccioso
ha terrazzamenti, e muretti frangivento Giardino che a spirale, ripar officinale
aiuole con bancali, con alberi da frutto scende verso basso, in pozza laghettino
divisi da passaggi, paglia dappertutto all’ombra umidità, la piàn prezzemolino2

Inizio esplorazione, da ombelico centro i colori chiari e forti, vivaci e riposanti
a zone per settori, irradio mi concentro in un angolo più vivo, gialli rossi aranci
seguo qual criterio, per l'osservazione più vuoti son colmati, bui son ravvivati
facilità d’accesso, gradual coltivazione separano pù cespi, i luoghi profumati

L’orto che frequento, vedo fuori casa
Visibil da cucina, verdura è bella nata 1
Per mettere alla prova una pavimentazione, la si bagni.
nella zona dopo, c’è apiario nel frutteto Fondazioni solide sono: uno strato di ghiaia (10cm), di
più in là vedo foraggio, vigneto ed oliveto sabbia o malta (4 cm), mattonelle messe a quota con la
livella a bolla e ramazzata di sabbia negli interstizi a
la zona ancor esterna, selvatica foresta sigillar il tutto.
2
Castagni querce noci, legna per la festa nella parte superiore, più secca e drenata, sta rosmarino,
salvia, timo e origano, più in basso, là dove la terra è più
e zone di confine, son sacro ecosistema umida, dragoncello, prezzemolo, erba cipollina,
che ospitan viventi, assenti in altra sfera coriandolo, calendula camomilla e menta, giù fino al
crescione d'acqua.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 168
una siepe tagliavento, orna l'orto bello3 Odori fragranti, gelsomìn gigli e tiglio
con alberi ed arbusti, calendule nasturzi gli agliàcei saràn, assafetida ed aglio
Tageti erba cedrina, lavanda e tanaceto
Basilico ed aromi, li annuso poi li vedo Odor citrini sono, agrumi fiori spezie
Odor fetidi sento, di gener valeriana
Pamela gir e parla, d'aromi per la vita e odor naùseanti, son Cucurbitacee
borragine dà aiuto, a ortaggi a lei vicina mentre i velenosi, appar di solanace
melissa irradia intorno, benefica l’aroma
respinge i roditori, romana menta bona aromi boschi e fiori, l'annusi come vedi
dòttor Bach offriva, trentotto suoi rimedi
rimedio mal di mare, è menta esilarante l'uomo muore nasce, venti han turbinello
nausea gravidanza, morsi e afrodizzante mutano stagioni, e rinnovan carosello
tra salice e colchico, e i fior di digitale
sta giallo zafferano, che aiuta il genitale
ricerca l'essenza, agrimonia eupatoria
se hai forte tormento, di tipo interiore
a inizi dell'estate, più bulbi zafferano
se non toller litigi, oppur controversie
metto in soleggiato, suolo ben drenato
o soffochi angoscia, con var dipendenze
se fior violetto inizia, schiudersi recido
ha base stigmi aranci, se polline decido
la Vinifera Vite, in eccesso ambizione
un albero Olivo, se hai molta tensione
Origano è la gioia, Salvia salva l'uomo
dop'una malattia, o gran convalescenza
erba molto amata, tè del ventre buono
a riposar t’aiuta, e ritrovar coscienza
decotto di ginepro, ugual olio trementina
su pancia pelle reni, lo stimolo continua
ai tenaci in eccesso, essenza di quercia
rigiova e protegge, esaurita possenza
Fior hanno influenza, fìn dov’è profumo
mentre castagne, in estreme reazioni
stimolan saliva, col ghiandolare muco
emotive agli eventi, oltrè sopportazioni
un alimentazione, a più erbe officinali
aiuta digestione, e i canali sensoriali
se un Pioppo lenisce, paure e timori
d'incubi ed ansie, del sacro e terrori
l'odore della pelle, indica tendenza
prunu e ciliegi, a chi teme impazzire
di una originaria, Tua forza identità
far cose vietate, o di eccesso soffrire
evita i saponi, che soffocan l'odore
Romulo mi dice, con l'erbe sfregatore
se hai intolleranza, e scarsa empatia
un Faggio ti aiuta, a trovar giusta via
aiuta un pot-pourri, l'aria profumare
con fiori foglie spezie, posti ad essiccare
il Malus communi, a un perfezionista
permette accettar, corpo e conquista
testa cuore e coda, son tre livelli aroma
vivace breve primo, persiste terzo ancora
se spesso pasticci, sii hippocastano
indeciso distratto, sclerantu dà mano
Aria dei profumi, io sèn profondamente
amàr gentianella, se sei pessimista
cespugli dell'ortica, vivifican chi ha l’asma
depresso o deluso, di antica sconfitta
ricordo che la nonna, melissa ed abrotano
mettea sotto cuscini, a far dormire piano
Cicoria ti aiuta, se tieni ossessione
Aromatici odori, son garofano e lauro e un olmo e tieni, la rassegnazione
Odor ambrosiati, muschio ed ambrato Clematis vitalba, se vuoi pragmatismo
verbena se duro, hai gran fanatismo
3
Una siepe protegge il giardino per una profondità pari a
10 volte la sua altezza
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 169
Pinu silvestris, s'hai gran senso colpa Salvia è fonte num, decò fertilizzante
glande di Giove, se hai instabile forza a donne digestione, a febbri n'è calmante
l'unzione che cura, è mirra oppur cedro è tonico balsami, in notturna iperidrosi
m'idratan la pelle, coriando e ginepro1 azione necessaria, per var tubercolosi

il respiro di labiate, combatte raffreddori aggiungi alle minestre, riduce sudorazio
le foglie col calore, aggiustan digestioni dovuta a debolezza, e abbassa glicemia
appen somministrate, stimolano il latte Potèn cicatrizzante, per ferite e piaghe
I sensi percettivi, e il gusto insalivante difficil da curare, la savia par sa fare3

bicchieri foglie menta, trito al frullatore2 etto le sue foglie, per tarme allontanare
filtro nebulizzo, nell'orto ogni otto giorni tannini amar principi, mastico a curare
repell'afidi larve, assièm formiche guaio infezioni bocca e gola, gengive ed alitosi
e mastico la foglia, rinfresca dopo l'aglio strofino ben sui denti, per l'igiene a iosi

menta più invadente, metti in cocci vaso fò bollir le foglie, assièm buccia limone
che lasci fuoriuscire, il bordo da interrato sul fegato e l'addome, rilassa pur dolore
cimo i nuovi getti, per renderla compatta dai getti non fioriti, talea fò fin estate
ne metto alla dispense, o cumulo disfatta immerg'ormoni rovo, e l'uso alle tisane

lo spirito melissa, Pamèl và preparare Te salvia e rosmarino, fa bèn l’aperitivo
così l'acqua melissa, in grappa a macerare stimola avàn cena, gli enzimi al digestivo
per vomiti nervosi, mal d’’auto mar e fuso Tè che pure sfiamma, fuoco di mammella
Segue poi decotto, analcolico e un infuso gengive sanguinanti, e saliva a catinella

Melissa officinale, cresce in luog'ombrosi siepi al rosmarino, son facili a potare
Profuma di limone, l'assumo cotta cruda amica a flor carote, fagiol e cavol rape
radici dissotterro, alla notte o sera tardi Respinge pulci e zecch, e vari parassiti
foglie nel mattino, quan brina si diparti infusa lava il cane, profuma nos amici
appesa ad asciugare, intèr o minuzzata Rosmarino è rugiada, è aromatico mare
ha l'olio nelle foglie, a vincer debolezza Posta nelle tombe, protegge anima sale
buona per nevrosi, tremori negli anziani Antifungo antibattere, protè da pestilenze
assiem a patimenti, di muscoli e morali Affezion respiratorie, tosse e inappetenze

l'olio di Melissa, ha calmanti proprietà in asma e raffreddori, diurèsi e digestivo
giungine 6 gocce, ad acqua per bagnàr fa tonico del cuore, e sistem nervoso fino
Lei fà felice il cuore, e lo spirito solleva strofino l'olio suo, su tempie a dar sollievo
contrasta pur insonnia, ai sogni dona leva analgesico in tensioni, e cefalee in rilievo

e sincopi e vertigi, combatte assieme con in impacchi cicatrizza, e serva carni grassi
l'amica maggiorana, cresce in tutti suoli unguenti in oli oliva, in corpi molto stanchi
Calma il nervosismo, e vince indigestioni i fior di rosmarino, bolliti e aggiunti al vino
risolve il meteorismo, e aiuta sensazioni fan l’alito più fresco, puliscono il mio viso
1
la gommoresina della corteccia di commiphora myrrha, è
stimato antidoto dei morsi, profuma e disinfetta ambiente e 3
cavo orale e accelera la guarigione di piaghe e ferite. Con aglio e rosmarino (proprietà simili) forma una triade
2
Un pizzico di polvere pesa circa 3g, un cucchiaio a raso 12g unica. Ricetta bomarzo: fai bollire assieme in aceto forte,
una manciata 50g. 1m. cubo di terra una tonnellata, il doppio una manciata di sale e foglie salvia, crisantemo e
se umida (come un m3 di pietre). Una carriola ha capacità di rosmarino, poi bagna delle pezze e pratica impacchi sulla
80 litri cioè il rinvaso di 100 piante in vaso da 10cm. parte dolorante.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 170
Re Davide l’Issòpo, usava esser pulito Lavanda dopobarba, gengive alito fresco
in salmi decantava, suo vino sopraffino usata nei massaggi, e capanne sudatorie
suo tè qual collutorio, per vincer infezioni lo stomaco mi calma, infuso caldo al latte
curàr vesciche e reni, aver traspirazioni fastidi mal di testa, calmano all’istante

Curò l’epilessia, suon arpa in sinergia in bagni con massaggi, bene bimbi aiuta
Issopo e rosmarino, a Saul ormai senile buon espettorante, e ferite taglio cura
Issopo antipidocchi, ungento vermifugo poi uccide var batteri, cura bruciature
contengono sue foglie, penicillina fungo e l'olio suo profumo, risolve le punture2

l'issopo e rosmarino, attiran cavolaia Assenzio ed artemisia, primula abrotano
incrementano la vite, assieme ruta paia combatton putrefazio, da bocca fin all’ano
or semina Pamela, le piante aromi offici foglie d'artemisia, secernono absintina
in contenitori d'uova, piantine viaggitrici scesa nel terreno, ritarda altra piantina

Ruta graveòlens, è piàn di aride terre decotti d’Artemisie, inibiscono finocchio
con fior piccini e gialli, cruciferi con forme fan crescere più tardi, molte piante in orto
fin da tempi antichi, una panacea per tutto spruzzato sul terreno, o su animal pelame
che tossica in eccesso, sà provocare lutto scoraggia le lumache, pulci in gatto e cane

se ruta è coltivata, nei vasi su finestre Assenzio e sassofrasso, lontanano zanzare
tien lontane mosche, da cumul di letami foglie secche assenzio, reprimono le tarme
Nocciòlo tien lontani, i tafàni fastidiosi Così pure abrotano, menta e rosmarino
Menta li respinge, strofina pelle a iosi metto foglie secche, su vesti lana e lino

nell'oli odor sgraditi, raccolti nelle foglie insapora le vivande, estragon dragoncello
riserva medicine, che dona nell’infuso e riduce acidità, di aceto in condimento
adatto per calmare, i dolòr cicli mestruali tritato aromatizza, sciapi e insipi piatti
sedar attacchi isteri, e colìche intestinali1 riduce fabbisogno, di sale sen privarti

serve nei lavaggi, nei casi di glaucoma Tanaceto su scaffali, buono repellente
a chi soffre di riniti, cron naso catarrale contro le formiche, mosche pulci stende
decotti d’erba ruta, cucchiaio e 2 bicchieri cresce dappertutto, odore suo esibisce
in batuffolo di ovatta, in narici 3 dì interi ha immortale fiore, secco non vizzisce3

Lavanda in suolo secco, detesta umidità Timo infiorescenza, attir farfalle ed api
pianto di fra i cocci, inverno a pacciamàr e avrò nuov'infiorati, se poto i getti dati
recido a inizi luglio, fiori avàn schiusura respinge parassiti, tra libri e tra scaffali
secco rovesciati, asciutt'ombreggiatura prim afferràr conigli, sfrega le tue mani

Getti poi seccati, li brucio nel camino
sprigionano l'odore, aroma lavandino 2
La Lavanda ha effetto antiparassita su tarme e topi, poni
i fior fò macerare, in alcol boccettine sacchetti con fiori secchi in cassetti e armadi con vestiti e
le gocce fan odori, su panni e lampadine sotto i tappeti di lana. L’infuso concentrato è usato per
tifo e difterite, pneumo e streptococchi e in irrigazioni
vaginali per curar leucorrea. Le inalazioni curano tosse e
1
Le foglie dell’erba ruta sono usate per farn infusi (un g freddure mentre una goccia del suo olio concilia il sonno
per ogni tazzina bollente) atti a calmare attacchi isterici e i di adulti e bimbi.
3
cicli mestruali dolorosi. La grappa di ruta, preparata strofinato su pelo del cane lo libera dalle pulci. Foglie e
immergendo nella grappa un ramoscello di ruta, ha gambo son tossiche anche per l’uomo, sebbene macerati
potent'azione abortiva. in vino, calman spasmi d’intestino
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 171
antisettico del pelo, combatte l'infezioni
in cibo pur conserva, contrò putrefazioni per tranquillo sonno, preparo benda lino
in tisan espettorante, lenisce pur dolore metto nell’interno, violette e aroma fino
di presso le giunture, è orìn stimolatore Petal rose rosse, giusquiamo con finocchio
Papavero poi bendo, fronte sopra l’occhio2
Pamela ripropone, buon olio di Camilla
ricetta popolare, e conforto di sua figlia Cedrina piant'aroma, odora di limone
mangi dormi canti, fa sciacqui rinfrescanti buona per verdure, pesce e macedonie
deliziati all'ascolto, di melodie brillanti1 seccata pur a lungo, resta gran fragrante
in tisane digestive, è tonico calmante
la Pianta Camomilla, legasi col calcio
stimola l’ormone, di crescita e passaggio Vedo tra le siepi, accoglienti microclimi
stimola fermenti, nei cumuli e intestini riparo per uccelli, e i terricoli lombrichi
e aiuta spighe grano, cipolle e cavolini vegètazion pioniera, segue sopra i suoli
algh'enzimi rovi, substrato boschi nuovi
2 giorni infuso freddo, evita marciume
In serre e semenzai, e giovani piantine Convolvoli di siepi, bianchi fior imbuti
riduce infiammazioni, diarrea di vitellini invasive delle macchie, buone per infusi
e le putrefazioni, combatte in agnellini le foglie e le radici, riscaldano la sera
curano le febbri, infettive e leucorrea
Aggiunta a vino sherry, dà la manzanilla
un vin tonico relàx, ha effetti esilaranti Rovo assai comune, Rùbus fruticosus
stimola appetito, combatte indigestione cespugli con le spine, pungenti e vigorosi
contrasta flatulenza, e da consolazione More a fin estate, e germogli alimentari
San esser rinfrescanti, buoni e salutari3
Camilla manzanilla, poi seda l’isterismo
contiene il calcio che, calma tutti i nervi “son Rovo semenzaio, cantiere di natura
insonnia mal di testa, dolori fitte al fianco sui suol depauperati, ripristin la struttura
crampi del mestruale, come là nel parto m'amano l'uccelli, se cresco suolo spera
che sua fertilità, ritorni allor com'era
compresse di camilla, per articolazioni
Rovo è sarmentosa, talmente vigorosa
Infuso tieni caldo, in dolenti sensazioni
allevo pu rventagli, o spalla come l'uva
io tiepida la uso, in eczemi e irritazioni
fisso nuovi getti, lungo un fil di ferro
Fredda in ematomi, e varie contusioni
getti che han fruttato, poto fin inverno
infusa con la salvia, assieme con limone
var calcoli biliari, alla lunga pure scioglie 2
La Scuola di Salerno, prima di un intervento chirurgico,
e l’olio di camilla, combatte ben la tosse praticava l’anestesia con la spongia sonnifera: spugna
Ringiovanisce il viso, imparo in 4 mosse imbevuta di succo d'oppio, mandragora e giusquiamo,
fatta asciugare e al momento dell’uso immersa in acqua e
l'Ibisco in fiori crudi, ingeriti in quantità fatta aspirare al malato. Il risveglio era ottenuto con una
procuran sonnolenza, insonnia contrastàr spugna imbevuta di aceto caldo. Inuit e yanomami, contro
l’insonnia, ingeriscono polvere di ossa animali (il calcio
Così fan pure i fichi, agrumi e anice semi
concilia sonno).
Rosmari valeriana, tarassa calcio in fieri 3
Stacca la parte terminale del germoglio, sbuccia alla
buona la pellicola esterna e mangia il cuore amarognolo.
Attendi le piogge d'aprile e il sole di giugno per trovarne
1
Ram's Little Dodoen, popolare erbario del 1606: 3/4 lit. in quantità. Le radici più grosse dopo lunga ebollizione
olio e 90gr. camomilla essiccati un giorno dopo raccolta; son rese morbide e ridotte in poltiglia per esser mangiate
chiudi ermeticamente in vetro e lascia esposto 40 gg ai con aromi. I fiori fan polline utile come tonico generale,
raggi di sole diarrea ed enteriti.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 172
è Siepe difensiva, sa esser aggressiva prolunga fioriture, s'elimino appassiti
a inizio dell'estate, riesco a indebolirla o recido getti base, se spogli son finiti
poto parte aerea, se occorre 2 - 3 anni poto e tagl'obliguo, due millime spinta
sale e solf'ammonio, spargo nell'affanni1 sopra gemma e getto, quell'aspira linfa

son ricche degli ormoni, adatti alle talee se faccio una talea, e non sia lignificata
bianche radichette, in acqua a macerare alla base incido X, infilo un chicco grana
immergo vari getti, che voglion radicare lego con la rafia, una notte lascio a bagno
che lascio vari giorni, sì da stimolare trapianto vaso misto, sabbia terra sfagno

le more zuccherine, han potassio e calcio più tener è talea, più sabbia vuol drenare
che corpi adolescenti, sentono in bisogno la taglio sotto-gemma, per facil radicare
è tal ghiottoneria, bisogno a svilupparsi proteggo pur da sole, le dò calor di fondo
linguaggio fra nature, che san comunicarsi manteng'umidità, papir ha testa in fondo

per farne marmellate, cuoci a fuoco lento per far durar le rose, taglio ancor in boccio
More con del miele, finchè n'avrai sciroppo tolgo spin da fusto, a bere l'acqua in coccio
poco al giorno ai bimbi, portan giovamenti ferite porte-aperte, aumenta assorbimento
brucior d’urina spegne, senza far commenti cald'acqua rosa chine, vigor in un mometo

foglie con germogli, contengono tannino d'edera fò siepi, basse 1 metro e mezzo
astringono pertanto, in un litro di decotto così talee d'estate, pianto il mese dopo
Vincendo la diarrea, pur d’età infantile di getti ben fioriti, sen pigli rampicanti
dissenteria con sputi, sangue senza fine abbino con la rosa, e garofani brillanti

Pianto le mie Rose, assieme la lavanda Eder'attecchisce, dov'altre hanno fallito
Salvia issopo e timo, tagete e rosmarino ottima isolante, da pioggie senza invito
resiste a siccità, io innaffio solo il piede e brusche variazioni, termiche nell'anno
clorosi assenza ferro, torba allora chiede2 est e nord pareti, ricopre senza danno

se torba neutralizza, l'eccesso di calcare dell'iris fiorentina, gran fior profumo sù
così lievito birra, nell'acqua da innaffiare conservo part'esterne, ripianto verso sud
rend'acida la pasta, substrato del terreno rincalzo i suoi rizomi, se gelo l'ha scalzati
alla Rosa infiorescenza, stimola davvero divido ogni quattr'anni, l'iris li ha infittati

se poto le mie rose, da legno malandato rizoma suo essiccato, dona odor di viola
via getti alla rinfusa, succhioni poto raso si fissa nei profumi, d'altri e propri aroma
la potatura corta, dà fiori grossi al taglio polvere d'aggiunta, a risciaquo del bucato
e la potatura media, poto sol un palmo3 persiste in farmacia, tal fiore è rinomato

Nasturzio del Perù, Tròpaeolu majùs
1
“per decespugliare il rovo, taglio il colletto raso al sapor agro-piccante, commestibil plus
terreno, verso poi sul taglio abbondante manciata di sale ha fiori e foglie ricche, con vitamin Ci
fino o, in casi estremi, solfammato di ammonio, minerale
che in un paio di mesi degrada in composti naturali semi non maturi, son capperi in cucìn
innocui ma che nel frutteto distrugge tutta la flora con cui
vien a contatto. In zone ventose lascio flora spontanea,
3
farà da protezione a specie di nuovo impianto; in secondo Se la vegetazione è troppo fitta e invecchiata, la fioritura
tempo potrò sostituirle. ne risente. Ringiovanisci l'arbusto recidendo i getti
2
Interra bucce di banane ai piedi dei rosai, ravvivano il lignificati, secchi e accorcia gli altri appena sopra di un
colore del fiore poiché le radici son avide di potassio, getto giovane o una gemma laterale. La pianta riacquista
azoto, oligoel. vigor e forma.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 173
Emilia sotto sale, li mette in salamoia usata per via bocca, oppur come clistere
il resto della pianta, aggiunge all'insalate assieme Camomilla, è ottima in impacchi
umili nasturzi, ornamento e tappezzante a curàr tutto il bestiame, far suppurazioni
da primaver estate, fiorisce profumante in coliche intestini, gonfior'infiammazioni

nasturzio presso fave, cavolo e zucchine Fior arnica montana, infusi oppur clisteri
dirotta insetti afìdi, da ortaggi su sue file usavo in contusioni, ematomi distorsioni
ai piedi delle rose, e degli alberi di melo Foruncoli carbonchio, catarr al digerente
attira su suoi fiori, estrania senza meno Su 80 grammi fiori, verso acqua bollente

nasturzio a postarelle, nell'aprile tempo lozioni Margherita, in ferite e contusioni
gradisce annaffiature, fin l'assestamento decotta oppur infusa, foglie assiem ai fiori
in suolo sciolto misto, cresce pure prima fò scorta dell’essenze, secche pur in vetro
allora poi resiste, a un siccitoso clima mescolo con vino, od olio unguento vero1

Tarassaco e cicoria, le taglio se invasive Limone fà collirio, per occhi ed orecchie
pianto poi nasturzio, in 3 anni sa coprire astringe e risolve, mal pancia diarree
poi semino a sovescio, la senape d'estate friziona sull’occhio, per debol visioni
sfalcio prima d'orto, invasive ha soffocate è sfiamma antisetti, per lacrimazioni

Accorcio pure getti, Tagete freddo teme Vento e troppo sole, l'occhi fan soffrire
pianta messicana, invaso a fin settembre con sabbia e luce forte, cerca di coprire
dopo qualche tempo, la pianta rifiorisce palpebre con occhi, lavare massaggiare
fuòr rischio di gelate, nell'orto stabilisce durante giornata, spesso risciacquare2

radici del Tagete, respingon nematodi quando tu li senti, irritati e pur confusi
inizia l'anno dopo, e perdura per 3 anni Eufrasia cura l'occhi, in abluzion infusi
Aiuta i pomodori, patate fave e rose contrasta l'amnesie, ad occhi pur legate
Prezzemolo talvolta, fa le stesse cose Memorie chiar imago, t’aiuta ricordare3

fiore crisantemo, la polverin si stima pur l'uomini del Bieri, usano il collirio
d'infusi di Piretro, efficace insetticida accrescono visione, in acuto cacciatore
crisante balsamita, gradevole in cucina ricadon sui lor occhi, poche gocce succo
in frittate ed insalate, è buona digestiva Vite congolensis, cui ne pressan frutto
Calendula fiorisce, giugno fin novembre Sesto dice in Bieri, Alchòrnea floribunda
semi in semenzaio, duràn la primavera in decotto poi collirio, l'usarono a stordire
trapianto vaso terra, in luoghi soleggiati ingerito addormentava, neofiti con schiavi
spontanea poi da sé, dissemina i selciati vista confondeva, e calmava imprigionati

Calendula bei fiori, fiorrancio pure detti
son ricchi solforosi, di multiformi aspetti 1
La Pianta essiccata e ridotta in polvere, se mescolata con
da ber in infusione, per ulcer suppuràr lanolina, vaselina, olio o crema neutra, realizza un balsamo o
o a spolverar ferite, a volèr disinfettàr unguento per uso esterno. L’infuso dura 5/10 min. secondo la
gradazione voluta, mentre il decotto da 10 a 20 minuti, ed è
usato sopratutto per i semi, radici e fusti più duri.
li uso appen sbocciati, foglie e capolini 2
Sole, vento e riflesso della neve possono scottare. Durante
Freschi cataplasmi, o essiccati no anneriti lettura di PC o TV, la sorgente luminosa sia a 20-25
conservo poi al riparo, di luce e umidità centimetri dietro o sopra le spalle, evita riflessi noiosi sulla
carta, se luce è insufficente o troppa, l’occhio te lo dice.
emolliènt’antiarrossante, antisettico sarà 3
Lozione per occhi deboli: Eufrasia in 2 litri acqua, raffredda
aggiungi miele, inzuppa ovatta su occhi 15min, più volte al dì
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 174
quando noi guardiamo, esce un fuoco sole Taras ci ripete, Mor Muà è dottor locale
vers’oggetti visti, guardati ed osservati Mo Yà fa l'erborista, Mo Pà soffiator d’ossa
Veda è una visione, oppur rivelazione Mor Suang è curatore, di spiritual reame
dop'aver guardato, ri-posto l'attenzione Mor Po connetterà, con mondo d’antenate

quando c'è visione, assente è l’illusione donne Mor Tam Yae, son brave levatrici
vedo e dunque sò, vedere ugual sapere che girano campagne, tramandano l’offici
guardo a confrontar, le mie aspettative esiste poi massaggio, diffuso nel paese
Vari preconcetti, con più realtà fattive fatto d’ambosessi, che ogni famiglia tiene

Occhio dominante, visione del pianeta Massaggio imita il sole, irraggia l’energia
ciò che noi pensiam, tosto ci aspettiam Lo yoga imita il fuoco, respira e vola via
e salute in tutti sensi, eman dall'energia brucia senza fiamma, i trentasette gradi
di libido investita, sul soma e vista fina1 Ossida i composti, nel corpo conservati

un occhio vede bene, se ha rilassamento due legate cause, sono vento e sangue
muscoli del corpo, e mente sen tormento Vento è detto lom, tutti avvolge langue
fluttua la mua vista, seconda circostanze eccessi oppur carenza, porta variazioni
in emozion rimosse, e tension d’istanze Paralisi degli arti, o malesser rotazioni3

la tensione crea, oculare contrazione l'eccesso vento dà, veleni e cuor dolori
ciò che ne risulta, appare distorsione squilibri li riceve, da sangue-cibi-odori
rieduca tuoi occhi, curando la tensione cibo mal digesto, e più velenose azioni
se scegli di vedere, bimbo tuo interiore fan di sangue e vento, contaminazioni

Sangue Drago rosso, un lattice viscoso Ridurre diffusioni, con erbe riti e diete
estratto di corteccia, del lechleri Croton è terapia è isolare, l'agente del veleno
il Romulo mi dice, è buon cicatrizzante scopo è l’espulsione, dalle parti interne
guarisce più ferite, è medico importante2 con riti-strategie, interne oppur esterne

Le medicin mio Seba, dei popoli tribali Percezion del freddo, o caldo del cliente
le pratican villaggi, in zone ancor rurali diagnostica malesser, e cura d’applicare
tramandano l’orale, Thai Lanna tradizione è una febbre calda, neutra oppur fredda
gruppi etnie del nord, a rischi d’estinzione indizio al guaritore, in diagnosi corretta

Gran varietà fattori, son causa malattia
interni-esterni a uomo, visibili o presunti
1
L'energie pesanti, influenze pure astrali
Durante l'allattamento il bimbo ricerca gli occhi della Cambiamenti clima, disarmonie sociali
madre e la sua anima si nutre di questo contatto mentre il
corpo si sazia di latte. Il bimbo inizia costruire la propria
visione del mondo e un blocco più o meno grave della la malattia radice, deriva da ignoranza
funzione visiva può ipotecare lo sviluppo dell'io e indur del tipo relazione, natura o circostanza
patologie manifeste, in grado diverso, sul versante sorge sofferenza, nel corpo somatizza
psichico, somatico od entrambi velen emozionale, la mente colonizza4
2
più comunemente lechleri di Croton, draconoides Croton,
3
erythrochilus di Croton (euforbiaceae). Tien alcali tropani e Tra le cause: traumi e intossicazioni da sostanze aliene al
una resina rosso-sangue con l’alcaloide taspine che circola corpo, cibo inappropriato, odori e fumi tossici, morsi, insetti,
veloce, guarisce lacerazioni, ferite, abrasioni ed ha qualità vermi intestinali, stregoneria, stagione, clima, età. Taras
4
antisettiche e antitumorali. La resina di questo albero della la malattia può esser causata da 8 categorie di spiriti oltre ad
selva, si addensa e divien bianca se strofinata sulla pelle. Il avidità, odio e stupidità. Il medico thai-tibetano purga con 18
lattice puro mescolato con acqua e preso internamente, tratta gemme e metalli, 50 pietre semipreziose, 15 prodotti animali,
ulcere di stomaco; il diluito in commercio è meno efficace. vari sali, molte piante, rituali e pace interiore. Taras: “Ogni
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 175
fatti concorrenti, son diete inadeguate Russa medicina, esclude amidi e grassi
Abiti scorretti, influèn nature errate come dolci e pane, dai curativi pasti
Malattia risulta, da un pensiero errato Mà riso integrale, efficace nel vapore
che scompare quando, vien riformulato Fa gran dissetante, e vitamin signore

Risolvi tuoi conflitti, sul senso della vita È contro debolezza, dell'udito e vista
appar un correttivo, un emersa malattia come pure l'alghe, var erbe spontane
non è una punizione, né crudel azione acqua tonica chinino, aiuta lor nervino
indica conflitti, nel mondo tuo interiore allevia mal di testa, indigestion in giro

decorso malattia, quadro in variazione tra corpo ed alimento, trovo risonanza
cambia si descresce, migra si traspone è una reazione tipo, detta intolleranza
Crescon parassiti, se flora è scordinata reazion ai frutti mare, dan indigestione
manca una reazione, unita ed accurata quelle da caffè, insonnia e depressione

se le tossine sono, messe in minoranza reazioni ad additivi, fa i bimbi iperattivi
un danni regredisce, in cellula sostanza correggi alimentando, ciò che lasci vivi
ti aiutano i rimedi, la presa di coscienza cibo che più usi, crea ogni dipendenza
veder conflitti e pene, dietro l'apparenza Tre son quelle base, verifica presenza

cuor di malattia, è permetter di vedere l'allergie primarie, dà zuccher raffinato
protratte condizione, di mera sudditanza la glutine del grano e il latte di vaccina
se manc'alternativa, cresce depressione più tipi sofferenze, causan di sovente
un inespressa rabbia, cieca a soluzione ansia e depressione, in modo ricorrente

L’anima tua cerca, sempre a rifiorire orecchie naso gola, reumatiche affezioni
quan non vi riesce, travagli và soffrire apparato digerente, gastriti più infezioni
specchiasi nel corpo, in-elaborati lutti Eczemi sulla pelle, e le malattie veneree
rabbia più sconfitte, cedi a Thera flutti poiché di microflora, disturban le maree

Conflitto apparente, fra l'io e il tuo Sè Una prima digestione, inizia nella bocca
in squilibri di vita, rispecchia in concrè zucchero con frutta, lontani dalla pancia
il Platone ci dice, che un arte oratoria se prote pur associ, ad amido inglobato
all'Anima arriva, curàn sommatoria Inizia a fermentare, resta intrappolato

Eccesso proteine, stressa l'organismo
nefasta è l'etichetta, in cronì patologie
stimol produzione, degli acidi primari
Ella autò-perpetua, in famìl dietrologie
scende pH sangue, più acido diventa
mondo estern'interno, tramano l'eventi
bisogna equilibràr, con alcalin riserva
mente n'è motore, che opera a 2 tempi
La carnè ingerita, contiene la xantina
“ogni uman malanno, entra dalla bocca
Veleno assai eccitante, simil nicotina
dicono i cinesi, e aggiungono il principio
Pur con caffeina, ha molte affinità
Impara a concentrare, ogni conoscenza
Chi consuma carne, fuma in quantità
comunicar in fiabe, bene la sua essenza
alza il tasso urea, e l’ammoniaca base
fa lavorar la carne, reni e organi cuore
malattia veicola un messaggio che, se non chiudi le orecchie,
eccitante droga, che a lungo dà la botta
confronti nudo e crudo qual esso è, senza pregiudizi o sensi di
colpa. Ciò risveglia assopite virtù e inediti passaggi per è causa reumatismi, artriti e pure gotta
ristabilire una salute coerente tra azioni e valori della tua
morale personale. Tu non curi le malattie, ma loro curano te
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 176
Come ogni eccitante, ha fase di euforia cibo è l’acqua fresca, medicinal è calda
segue depressione, e un circolo vizioso vince indigestione, bocca pure sciacqua
s’inizia a ber caffè, tè tabacco o alcool L'acqua calda a sera, pulisce gl'intestini
per ripristinàr, l’eufor di prim’impatto scioglie le mucose, e dilatazion fastidi

dentizion per carne, l'umano poco ha Acqua tien memoria, saune pur fomenti
suo intestino è lungo, fatica a eliminàr è base di una vita, e cura più tormenti
i carnivor l’hanno corto, sino a 5 volte nelle città d’india, metropoli han perduto
lor evacuazione, accade senza toppe l’ancestral saggezza, del curandero fiuto

Artrite infiammazione, è intossicazione non ritardare troppo, tua defecazione
Taras qui consiglia, sospendi cibi carne ostruzio intestinale, cloacà pestilenziale
usa i succhi frutta, qual disintossicanti produce acidità, emicrania indigestione
Uva con papaia, e massaggi riposanti1 Eruzion stato febbrile, ed alito fetore2

Purificano il sangue, spezie con cipolla stitichezza è causa, di tutte malattie
Limone con verdure, aiuta fissa il ferro a causa germinazio, di feci in intestine
quan l'ipoglicemìa, produce svenimento patogen liberati, ammaloran circolando
offri lime indiano, e ventila al contempo ostacol d’intestino, sostanz’assimilando

Iperglicèm diabete, zucchero in eccesso Questi trattenuti, a causa enteri succhi
Incapacità smaltire, il corpo và sofferto Fan putrefazione, anaerobica sen frutti
Decotto amar cicoria, riduce saccarosio purificare sangue, contrasta stitichezza
e aiuta l'insulina, a rompere il glucosio colord’evacuazione, diagnosi alla svelta
un Colesterolo porta, sclerosi dell'arterie
Feci in verde scuro, accumulo da tempo
Pure predispone, a infarto del miocardio
mesi oppure anni, là nel colon tempio
Poiché pareti arterie, fan degenerazio
lor volume opprime, orgàn addominali
mangia pesce azzurro, fai la reduttazio
pressione ne risulta, su fegato e renali
indigestion o Seba, parve primo scoglio
una purga qual veleno, riduce poco i mali
Annuncio della fine, d'età dell'oro sogno
Confondono turbando, funzioni personali
apprende poi Ganesha, di tale malattia
Individuo sent'effetto, nel tubo digerente
d'uman ha compassione, inizia curar via
dolori e stiramenti, ugual velen corrente
Passa insegnamenti, acqua è la corrente
ognì cura digestiva, sta in acquà bollente scarsezza d’acqua, in umori del corpo
Prescrive tale cura, e l'umano fu guarito Porta la tristezza, in malumor riporto3
Così fu medicina, nell'India primo mito Restan più rifiuti, nel fegà reni e crasso
se vi manca l'acqua, che ne fà lo spazzo
Acqua fredda calma, i battiti del cuore
la tiepida piuttosto, ne stimola l’azione 2
Gli organi interni più vulnerabili son tra stomaco e intestini.
Bevine alla sera, e appena alzato pure Il 90% delle malattie proviene da loro anormalità. Quando le
la calda non bollita, conserva la salute materie fecali nel crasso vanno rapidamente in putrefazione e
decompongono, abbiamo la diarrea. Il colon ostruito è vivaio
1
Carne in eccesso cristallizza e precipita nel sangue come di malattie e germi che avvelenano il sangue (setticemia), poi
acido urico, deposita nell'articolazioni, alluci, caviglia, infettano fegato ed altri organi; l’organismo cede e appare la
polso, ginocchi che, di notte, se colpite da attacco gottoso, febbre. Stitichezza significa ritardo del passaggio delle feci.
3
gonfiano dolenti e se compare febbre, il malesser dura il corpo umano è 80% acqua, in 24 ore, trasuda 3 quarti
qualche giorno, l'attacco va-e-viene e cronicizza in artrite. di litro e un litro e mezzo con l’urina. Le cellule son
Erbe amare crude o cotte e attività all’aria ogni dì aiutano organismi marini che devono l’esistenza al roteare in
nei casi di diabete. soluzioni saline.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 177
Corpo allor sottrae, l’acqua dai tessuti l’idea che quantità, sia fonte di potere
disseccano e poi van, morbosi rivissuti Mangi non per fame, solo per dovere
disturbo più comune, sempre stitichezza
Quan succhi digestivi, son alla scarsezza Io evito in verdure, cotture prolungate
lo zucchero nei dolci, l’abuso di fritture
irrigazio intestinale, poni acqua graduale le pentole in teflòn, rilasciano sostanze
l’intestino intero, rimane da occupare sorbite poi dai cibi, in varie circostanze
il tempo sufficiente, per feci a diluire
Sullè pareti Colon, riesce ammorbidire Vitalità mancante, ugual a depressione
ross'occhi naso chiuso, dolori capelluto
lubrifica con olio, un becco di siringa assieme pesantezza, malumor appesta
ginocchio posizione, letto fianco destro memoria difettosa, ansia mal di testa
introducilo nell’ano, inietta lentamente
litro d’acqua calda, te opportunamente controlla al tornasole, Piacca salivare
per 2 settimane, urinario e pur fecale
ripeti ogni iniezione, dopo due minuti cuor dell'Ayurveda, è disintossicazio
se senti d’evacuare, scarica l’immesso in cellule canali, argil yoga massaggio
fuoriesc'assieme pure, parti d’escrementi
Ripeti le iniezioni, e tre minuti attendi Piacca delle urine, sia sopra al salivare
mostra l’urinario, reazione corporale
Prima di dormire, buon ora trattamento ciò ch’avevi tu, mangiato giorno prima
final evacuazione, del vecchio sedimento T'indica riserva, alcalina ancora in vita2
escrementi verde rame, nero di carbone
ripugnano la vista, e il senso dell’odore1 Le urine del mattino, rivelan tuo piacca
eccesso acidità, risveglia amar in bocca
Rallentano piu grassi, gastro secrezione puoi riequilibrare, in dieta cruda e sana
Ferman proteine, già in lisi o digestione o con respirazione, lenta in pranayama
La carne con il burro, oppure con i fritti
In sede d'intestini, produce var conflitti Asana e Pranayama, puliscon i polmoni
ossigenano sangue, e saldan fasci nervi
seguo mio respiro, abbin al camminare
l'Amidi più carne, dàn fermentazione
Inspiro ad ogni passo, ed evito forzare
Frutta coi dolciumi, fanno stess’azione
Pasta con arance, carne e torta frutta
in marcia militare, yoga oppure stretch
mischiano elementi, litigan di brutta le ossa disincastro, in vari allungamen
fò Saluto al Sole, e ginnastica facciale
cattive combinazio, dan putrefazione smuovo legamenti, pei venti liberare3
Alcol fermentazio, con flora distruzione
batter indeboliti, ridotta han la simbiosi 2
Confronta pH del sangue, urina, saliva e feci a vedere se
Il corpo è denutrito, pur se siam golosi è acido o basico, debole o forte. Quello salivare indica il
pH intracellulare; mentre il pH delle feci sia fra 6,8 e 7,4.
latte ingurgitato, incontra enzima caglio 3
tossine di varia natura che circolano nel sangue, depositano
coagula sua azione, in stomaco serraglio nelle articolazioni; esercizi di elasticità e scioglimento giunti
(pavanmukta-asana), le aiutano a mantenersi libere e irrigate.
ingloba l’alimenti, che ingerisco assieme
Le asana yoga col massaggio di ghiandole ed organi interni,
e ferma digestione, finchè lattasi avviene liberan tensioni esterne interne: cammello, cicogna, farfalla,
candela, capovolta, nataraja, Ganesha. Il Leone con occhi
È mangiare troppo, atteggiamen mentale alti, lingua fuori, respiro con bocca (ruggito), sfiamma gola e
Sconfino d’un pensiero, riflesso corporale corde vocali. Inspira ed espira col naso, riempi la parte bassa
dell'addome, torace e area subclavicolare, dopo ritenzione,
espir completo e profondo; nella respiraz. Quadrata (bastrika
1
“ciclo di cura: inizia tre sere consecutive, poi una si e una mula banda), 4 tempi eguaglian in durata: puraka (inspiro),
no, 3 volte ogni tre sere, infine una a settimana.” Taras kumbhaka (trattieni), rechaka (espiro), sunyata (vuoto).
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 178
sciolgo pur il collo, braccia poi bacino
Tigre con leone, fan stomaco strofino in trenta grammi al dì, suffice proteine
poi l'alito cattivo, armonizzo col leone eccedere può dire, far acido tuo sangue
tonifico mia pancia, in barca posizione ora sodio-calcio, tamponano alla svelta
organi emuntori, lavoran con più fretta
la mantice respiro, dà il soffietto d’aria
Alterno le narici, nel far Nadi sodana Reni con polmoni, son organi emuntori
narice destra scalda, fa surya bedana Assieme con la pelle, fegato e intestino
rinfresca la sinistra, è chandra bedana estreme condizioni, attivano l’ammonio
l'alcalino forte, che ferma pandemonio
I profumi di più fiori, carichi del prana
Stimolan narici, espander pranayama1 A livello intestinale, v'è proliferazione
purifican la mente, da vari turbamenti Agenti più infettivi, battèr putrefattivi
d'ira e bramosia, odi e annebbiamenti insorgon malattie, cronì degeneranti
e reumo-artropatie, facili ossidanti3
organo d'ascolto, è l’Orecchio delicato
lavo cerum duro, con acqua insaponato Disintossicazio, a mezzo succhi frutta
acqua dall’orecchio, vò ben a eliminare frullo di verdure, tisane d’erbe fresche
Mano fà conchiglia, sento gorgogliare2 stimolan nei reni, attraverso la diurèsi
Clistèr di camomilla, aiutan pur ascesi
s'hò dolo ipoacusìa, tappo quel colpito
mal orecchi esterno, è senso di fastidio Acqua pur alzato, assumo con digiuno
mal orecchi medio, s’ha da raffreddore calda con del miele, o un aroma infuso
quand'è purulento, possibile infezione Acqua e camomilla, finocchi e clorofilla
specie nelle febbri, drenan la mia linfa
La pelle in traspirazio, ama coton lino
Secondo la stagione, lana e canapino seguo io la pompa, sodio con potassio
poggia respirazio, grazie a traspirazio Postura delle ossa, e stress reduttazio
e porta percezioni, è l’organo del tatto dormo testa-nord, allineo magnetismo
ferro-emoglobina, e nervo elettricismo
sente caldi-freddi, purga sangue scarti
Pelle assorbe pur, sostanze di contatti Magnetis terrestre, aiuta pur il sangue
i pori suoi ostruiti, accumulan tossine Mare nutre l’alghe, pare plasma sangue
puliti aman ossige, rilasciano anidride inquinamento mare, mercurio-pesticidi
dan acidi ed alcali, piombo e detersivi
i tuoi pori traspiranti, se liber di fluire
assiem all’intestino, aiutan il dormire Legge di controllo, applica a elementi
così buon masticazio, liber cibo prana Legno sulla terra, e Fuoco sul Metallo
Stomaco non sforza, se usi pur tisana terra sopra l’Acqua, acqua vince fuoco
Metallo sopra legno, chiude tale gioco
1
non sempre si respira con 2 narici. A intervalli avviene
un automatico bloccaggio parziale di una delle narici, a Il Sale a forti dosi, in cellule ritiene
favore dell'altra, l'organismo ricarica lasciando inalterato acqua là s’accresce, molto peso viene
l'equilibrio tra il polo fisiologico solare e quello lunare a sangue pur si gonfia, non solo celluliti
livello di narici. e dà l'ipertensione, negli organi colpiti
2
Cerume: massa giallo-bruna tampone, prodotta da
ghiandole cutanee. Con siringa-senz'ago, spruzzo
dolcemente acqua tiepida all'interno del condotto audio.
Sbalzi d'altitudi, creano depressione, per sbloccare
3
Eustachio, mastico una gomma o succhio caramella. Muoiono i batteri della digestione/fermentazione
Orecchio invaso d'acqua: inclina verso terra, appoggia una standard, (cellulasi, ecc), le tossine passano nel sangue e
mano a conchiglia e percuoti con le dita. vanno in giro
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 179
principio medicina, formiche pure sfida disturbo d’intestino, bile evacuazione
il sal disidratante, dà e toglie la vita costipazione spesso, è contratta psiche
corrode e liofilizza, è 1 anticongelante e capita di più, a persone introvertite
mineralizzante, e buon disinfettante1
Torace con polmoni, aria con linguaggio
ciò ch'è ricco d'acqua, a parità fattori sentimèn di soffio, combustion assaggio
io lo chiamo yin, inverso chiamo yang Fa mancar il fiato, un inferior complesso
può essere più ricco, rispetto al cibo B ostacola lor soffio, il senso d’insuccesso
mentre sarà scarso, verso un cibo C
Il sensitivo Cuore, ogni amore allude
si manifesta al seno, la femminilità come sé per altri, in stress oppur salute
Laringe pomo Adamo, da mascolinità Le cellule mie aiuta, comunicar tra loro
Utero e prostàta, se in perturbazione come vene arterie, emotivi flussi sono
recano disturbi, a conscio e relazione
Laringe pur esprime, l’armonia del Sé
Vescica e Reni sono, organi di coppia a mezzo di parole, chiar e ferme in sé
disturbi della coppia, insidia sicurezza quàn fuor sintonia, o Seba trema voce
Lucidità mentale, diventa un fanalino cambierà di tono, aumenta o si riduce
escon le paure, assiem al fanatismo
Tiroide da la forma, al sistem nervoso
Fegato e Pancràs, stomaco e intestino ogn'autocensura, rende più scontroso
con vescì biliare, coraggio vita esprimo mentre ipotalàmo, regola gli ormoni
carenti di energia, cadono in sconforto e aiuta se potrà, dirimèr congestioni
Stomaco si blocca, Pancra pare morto2
Lingua organ di gusto, fà deglutizione
il fegato altre zone, fà disintossicare aiuta in fonazione, suzion masticazione
osservo la tua lingua, presenza malattie
è organo bersaglio, di tossine ed ire
sporgi lingua bene, aaa comincia a dire
collera lo ingorga, rode una sua parte
Biliosi invece accade, per tensioni alte
può rivelar bruciore, oppure del dolore4
modificazio forma, colore o direzione
L'intestino tenue, assorbe gli alimenti
dico macroglossa, s'aumenta di volume
condizionato da, scelte che intraprendi
l’opposto è l’atrofia, tremor lesioni pure
Quelle non gradite, lo fan poi risentire
Corpo fa ingrassar, oppure dimagrire
lingua secca osservo, in malattia di tifo
bordi e punta pure, son di 1 rosso vivo
malesseri di colon, o d’assimilazione 3
la patina bianchiccia, pure normalizza
1 quando malattia, guarisce o latentizza
“il mare tiene sale pertanto non congela; Iceberg son acqua
pura vera. Esso scioglie il ghiaccio sulle strade in quanto ne
abbassa il grado di condensazione. Il sale o cloruro di sodio, lingua di lampone, s’ha con scarlattina
(NaCl, yang) in forte concentrazione è corrosivo di metalli. Se Patin bianco-grigia, e punti fungiformi
ti esponi a sole e mare, mangia salato. Un pizzico di sale nel impaniata lingua è, un grigio giallastro
bicchiere disinfetta bocca e gola (gargarismi) e nel mare,
quando appare febbre, o disturbi gastro
decongestiona mani e piedi. Nel colpo di sole si perdono fin
10 kili d’acqua, slaccia il malcapitato lentamente, in un luogo
fresco, fai ber un litro d’acqua con 1 cucchiaio di sale, ventila Lingua saburrale, è patina bianco-grigio
e fa impacchi di acqua sul suo corpo.” Taras stitico intestino, e più sforzo stomachico
2
Reni filtro per eccellenza, quando v’è un super lavoro è Lingua rosso fuoco, B vitamin carente
alimentare a causa di troppo o cattivo cibo, alterano la loro
Papille rosse e large, lingua n’è dolente
funzionalità, con ripercussioni su gli altri organi e ghiandole
3
la capacità d’eliminazione dei polmoni è correlata al colon.
4
quando un individuo non dona (ritrae in sé), perturba il sistem “per malformazioni, disturbi endocrini e lesioni al nervo
arterioso, quan non vuol ricevere, perturba il venoso ipoglosso, può deviar verso il nervo in causa sin paralizzare.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 180
s’ha lingua da glossite, papille rigonfiate Nasce inter vita, da un bancò argilloso
per lunga esposizione, al cibo di antibiote molecole di quarzo, polari al numinoso
fà sciacqui ogni mattina, usa il nettilingue l'ossigeno nell'acqua, precipita materia
alimenti non piccanti, se tiepidi l’estingue inibisce putrefazio, anaerobica se c'era

fo diagnosi del volto, e vedo borse gonfie i cadaveri persone, di malattie infettive
è insufficen renale, hai troppa ritenzione Una volta sotterrati, non infettan terra
Borse al terzo occhio, il fegato è malato se poi li dissotterri, dopo qualche giorno
s'è sotto narice, polmon è impantanato microbi scomparsi, vedi dentro e intorno

borsa in punta naso, è cuore disturbato Più è l’argilla esposta, aria sol e pioggia
un naso rosso dice, è difficil circolazio più diventa attiva, e suo potere sfoggia
Borse centro mento, problemi ai genitali La chimica silice, è un buon battericida
aiuto dan massaggi, ginnastiche facciali A purificare l’acqua, l’argilla tu confida

Pamela tiene Febbre, eccesso di calore e introduco in acqua, silice frantumata
battaglian invasori, e immuno protettori o sacchi pien di sabbia, fresca silicata
Risparmia l’energie, iberna tue funzioni Ossigeno fuoriesce, và libero legando
tuo metabolismo, si cura dentro e fuori qual velen mortale, microbi sposando1

Vulnerabi è corpo, e l'articolazio intero elemento terra è, rimedio intern'esterno
dolorano le carni asfissiano il pensiero grande assorbimento, al bacillo virulento
a letto lei riposi, in posizio orizzontale impiego sen timore, a guarir da malattia
le viscer e la pelle, calore a equilibrare Tossine accumulate, dal corpo butta via

fò dei cataplasmi, freddi sul suo ventre Argilla molt’attiva, duràn luna crescente
tiene grande febbre, in modo ricorrente èccellen rimedio, in mal di testa schiena
Febbre fù reazione, di gastroenteri nervi purga fiammazioni, ed elimina ulcerazio
a stati eccitazione, d'infiammator eventi distorsion gonfiori, ascessi intossicazio

Fai idroterapia, e fanghi argilla verde L’acqua se argillosa, facilita evacuazio
Frizioni e semicupi, il Romulo consente già nei pri cucchiai, osservo pure sazio
maglioni con coperte, a far sudorazione più torbide le urine, le feci son più nere
ed alternate docce, tempran situazione Segno che la terra, sta purgando bene

e Romulo rispiega, il potere dell'argilla Con acqua d'argilla, sfrego bocca gola
qui nel Terabuti, ai presenti la consiglia scavo nella terra, 1 fossa per la doccia
per vie respiratorie, bronchiti polmoniti Metto acqua fangosa, lascio 1 ora stare
Cataplasmi ai bronchi, gola e ventri lidi E nell’argilla melma, infango l’animale

Argilla sa guarire, disturbi stomachichi parla ride Emilia, d'innesti la garante
l'impiego là in Perù, persin pappagallini l'adopero a coprire, ferite alberi piante
bevo acqua argillosa, spicchi d’agli fino sull’alberi da frutta, prim di trapiantarli
a vincer parassiti, giù giù nell’intestino a mollo le radici, metto in bagni fanghi

nonno mio bevea, argill'acqua piovana 1
Per putrefazioni intestinali, acidità, forti coliti,
sporca della terra, così qual flora fauna dissenteria e colera, uso acqua con un pizzico d’argilla
Siamo tutti fango, corpo e pure mente lasciando riposare 12 ore per rivitalizzarla. L’uso
sicuro mi diceva, sempre in ricorrente consecutivo per più giorni può dare stitichezza, allora
prendi solo acqua calda con magnesio.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 181
ci curo pur cavalli, giumente partorienti per i mal di denti, alterna acqua salata
Metto cataplasmi, su dorsi su mammelle metti 1 pasticca, ovver botton di pasta
applico miscuglio, combatte febbre latte sul malato dente, in carie puoi provare
argilla aceto sale, sullè ferite e placche sciacqui argil salata, e falla gorgogliare

metto il cataplasma, diretto sulla piaga corpi estranei in corpo, terra pur estrae
lo spurga lo rafforza, Romulo richiama a causa magnetismo, senza preoccupare
riassorb'infiammazioni, cura pur i nervi Aderente cataplasma, un dì te l’estrarrà
dormire nudi a terra, cur organi interni1 uguale a Cavol foglie, stessa azion farà

l’argilla per via orale, cura bene i reni in appendiciti ed ernie, locali cataplasmi
gotta arteriosclero, diabete pelli e dreni servon a sfiammare, sedare pure spasmi
pur fegato con bile, graduale rinsavisce disturbi intestinali, limone ed acqua calda
sovran del digerente, ben ristabilisce dissenteria diarrea, minestra aiuta franca

sfiamma la pleurite, appendì peritonite dò caldo pediluvio, a insonnia depressione
catarro alla vescica, più i calcoli biliari cataplasmi al seno, per sen'infiammazione
infiammazioni ventre, vermi intestinali vagin infiammazioni, e mestruo irregolare
tosto sterilizza, laddove annusa i mali inietta acqua d’argilla, fai bagno naturale

dieta innaturale, è una causa malattie per coliche renali, fai cataplasmi ai reni
l'organi affatica, produce gran tossine se urini sangue pus, continua coi clisteri
argilla è guarigione, è il terren dottore tiepida argill’acqua, aggiungi olio d’oliva
snobbato sconosciuto, lavora guaritore dieta frutta ortaggi, dai pasti il sale via

in cavo recipiente, preparazion di pasta in malattie infettive, ovvero contagiose
legno terra o vetro, via il metal e plasta bevin acqua d’argilla, le person colpite
copri argilla d’acqua, fresca fonte mare per i morsì di cane, se altro tu non hai
poi lascia riposare, un’ora a decantare2 applica sul morso, un cataplasma sai

Unguento io prepara, miel e argilla fina Sesto pur aggiunge, carote con l'argilla
Burro o vaselina, mischiati in polverina in leucemia del sangue, emofila anemia
se asciugata al sole, risolve le verruche usata contro lebbra, a depurar il sangue
geloni coi gonfiori, macchie rosse pure assieme con diguni, e la centèl veddante

Polver molto fine, dinamizzata al sole nei casi epidemia, il Romulo racconta
cospargo su ferite, e piaghe ai genitali le farmacie son chiuse, argilla solo conta
oppur faccio fiutare, in corizze sinusiti assorbe al suo passaggio, microbi veleni
L’acqua sua pur uso, nèi clisteri offici ingerisci 3 cucchiai, nei casi di avveleni

Corizze e sinusiti, fò cataplasmi fronte per legger ferite, e le puntur d'insetti
ripeto tutto ciò, più volte senza fronde Lavo con dell’acqua, salata in disinfetti
piaga sulla lingua, piglio sue pasticche applico l’impiastro, argilla che aderisca
Buona per tonsille, i microbi sconfigge cambio ogni 2 ore, salute si riacquista

è stessa procedura, pur per distorsioni
1
In calde regioni, usan dormire nudi su terra per curar tutte le oppure contusioni, parlo ora di ustioni
malattie nervose, si smuove per arearla e ci si copre con lana
2 spalmo sulla zona, con la chiara d’ovo
Con mestello di legno, mesci la pasta omogenea, quan vedi
morbida è pronta. Esponi al sole quanto più e aggiungi argilla su tela argilla metto, cataplasma novo
o acqua quando necessario, così che non resti troppo densa ne
troppo liquida; si conserva perenne ed è sempre pronta.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 182
rinnovo ogni due ore, fino a guarigione per conservar salute, rendi resistente
senza lasciar tracce, piaghe o bollicine l’albero resiste, ai cambi dell’ambiente
mentre per fratture, l'arto ricompongo l'imita persona, che tempra le correnti
poi l'immobilizzo, e alfin argilla pongo in aria salutare, rafforza a tutti i venti

bagni vento e luce, nellà lezion gitana Indigeni Taiwan, tagliuzzano corteccia
prevenzione Taras, pelle nuda all’aria d’albero canfòra, a bollir a fuoco lento
alghe con agrumi, e usan pure ghiacci aspirano vapori, a libràr testa polmoni
sopra lor fratture, anestetici passaggi pur ne fan un olio, per naso far frizioni

Nell'insolazione, s’hà un colpo di sole Fomento calma dolo, acuto pur che sia
è gran mal di testa, vertigo con deliri e vesti di flanella, strizza in acqua calda
in zona d'ombra vai, l'abiti poi slaccia agiscono attirando, sangue a tale punto
e acqua fredda dà, sulla fronte faccia Si da riscaldàr, decongestione appunto

bagno è primordiale, istinto di viventi d'inbevute bende, fò fredda compressa
ruscello lago mare, in pace poi ti senti Calma nevralgie, ai reni pancia e testa
Friziòn con acqua fredda, pur i genitali copro zon malata, via l'infiammazione
attivi circolazio, e aumenti i pran vitali quando poi s’asciuga, fò sostituzione

giocano i bambini, nudi sotto pioggia caldo pediluvio, decongestiona nervi
in stato di Baviera, antica è tale foggia Vince cefalea, spasmi e convulsioni
mergi in acqua ghiaccia, alluce di piede un freddo pediluvio, è tonico ritorno
gli Ainu raffreddore, curàn con la neve vince pur insonnia, fresco puro sonno

ricorda tutti i virus, distrugge bollitura lavar piedi dolenti, è sollievo da fatica
acqua calda espande, tessuti partitura agiscon pediluvi, sul sistem nervoso
fredda inver contrae, sauna questo sà lor tempo dedicato, è oro investimento
Nei bagni ci rilassa, o può corroboràr termina la cura, in buon frizionamento2

bagno per la pelle, clistere d’intestino l'impacco con lenzuola, attir rifiuti pelle
Bagni caldi-freddi, temprano ravvivo semplice efficace, bagno io un lenzuolo
50 gradi maxi, fanno un bagno caldo mett'impermeabi, che copra materasso
Sotto ai 37, daranno il freddo intanto su d'esso due coperte, di flanella caldo

purifica il caldo, addolcisce pelle dura stendo su di esse, mio lenzuol bagnato
muscoli rilassa, ma indebolisce corpo1 imbevuto bene torto, fin non gocciolare
riduce la frequenza, di respiro e polso nudo ci si stende, in posizio orizzontale
apre pori pelle, correnti d’aria in corso braccia unite corpo, fino impacchettare

Tu richiudi i pori, poi con acqua fredda Fermato da legacci, la testa resta fuori
ad evitar l’effetto, delle correnti d’aria mentre piedi sono, in involucro raccolti
Rafforzi immunità, ne avrai in vitalità come mummia resta, volto nei 2 strati
questo bagno infine, Pamela sa curar un massimo mezzo’ora, durin tali stati
1 2
In idroterapia conta la reazione e il tiepido non dà effetti. Il nel piede le ghiandole secretorie sono più grandi che in altre
corpo immerso in acqua, aggiusta gli organi interni, li spazia parti della pelle, ciò facilita la traspirazione e l’effetto pompa.
liberamente e allevia la pressione di ciascuno contro l’altro. Il Le mestruanti lavino con spugna, di sera prima coricarsi, dalla
bagno caldo rende più deboli e va fatto ogni tanto, il bagno vita sino a giù e al mattino, alzando, dalla vita in su. Se
forte va bene anche ogni giorno, così quello di mare e sole. Il l’infermo è di costituzione debole bagna il lenzuolo in acqua
fomento è un vasodilatore locale (applicazione esterna di tiepida e non fredda; se non è a proprio agio, l'impacco non è
acqua calda), la compressa d'acqua fredda è il suo opposto. ben fatto, viceversa, la cura avrà esito positivo. Taras
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 183
Egli s’addormenta, io interrompo cura la Lisa và nell'acqua, ascolta suo respiro
lascio lui dormire, sorveglio suo calore e narra che suo corpo, dilata suo confino
il tempo poi riduco, fin 20 venti minuti accesce sicurezza, combatte dissociazio
Sudorazion malato, qui è del tutto inuti L’estasi è vicina, in emozionale spazio1

dopo trattamento, lenzuolo poi vedrai
coperto da giallastro, cattiv’odore saprai
è prova dell’effetto, depurativo al sangue
su organi emuntori, è purgamento grande

il malato suderà, più o men copiosamente
è scopo eliminare, lo scarto suo latente
il Romulo ci dice, limpeza è bagn'umano
avàn durante cura, bevi l’acqua piano
ansia e depressione, slacciano i vestiti
Lui fa trattamento, con sudorife impacco l’ego poi si scioglie, riemergono l’istinti
fa bere l’acqua calda, sottò coperte tanto lavoro muscolare, non deve sostenere
scambio dentro-fuori, avvien sicuramente stimol acqua calda, un erotico piacere
aspetto almen 1 ora, sudrà copiosamente
l'orgonica teoria, è 1 tantra panteista
Tenda del sudore, vapòr saune speziate scassa il gran castello, di psicanalista
sprigiono dalle pietre, roventi ed innaffiate riunisce la materia, all’energia vitale
nudi ci si scotta, con quel vapor bollente nell’idea divina, antica e primordiale
canto a pacha mama, calòr sacra corrente
Fonte è l’orgone, di vita coscienza
bagno delle terme, alterna caldo e freddo Tu del sessuale, sei quintessenza
respiro normalizza, così pressione sangue ora l'orgasmo, espàn contrazione
Metabolismo e reni, ricevono un impulso Carica e scarica, e fai distensione
a eliminar tossine, e rafforzar Qi flusso
Ocean di energia, poco apparente
Fò l'acqua terapia, coi curander nativi l’orgone qi num, è onnipervadente
acqua tien poteri, idratanti e curativi sta nelle forze, del corpo del sesso
forma nei cristalli, figure di armonia Meteo atmosfera, son parte di esso
musiche e parole, memòr sinestesia
suo accumulatore, è scatola normale
isolo miei sensi, in vasca del silenzio interna sua parete, metallo materiale
sui 37 gradi, nell'acqua pien di sali esterno strato è lana, legno o cotone
corpo si rilassa, galleggia sopra nulla organi materia, che assorbe l'orgone
nascon esperienze, anteceden la culla
L’orgone s’oppone, all’atomica via
Rivivo i miei ricordi, proietti nel futuro se viene aggredito, trasmuta la vita
scivolo in me stesso, è magico tratturo e blocca ogni cosa, diviene mortale
questa vita è un gioco, tutto viene e và malesser tempeste, và scatenare
1 fiume si compone, scende fino al mar
divien ricettivo, all’orgòn naturale
mio Corpo liberato, dal peso dover fare fluendo con tua, energia del sessuale
La forza gravità, non deve or bilanciare la libido è cuore, energia di te stesso
sparisce male schiena, croniche tensioni n’è mal n’è cattiva, la forza del sesso
nel massaggio d’acqua, fò liber posizioni
1
Non reprimerla, incitarla, genitalizzarla, lascia che curi mente-
corpo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 184
mio Seba tua luce, è vapore del sesso quan pensar sentire, tosto son divisi
se tu la condanni, vai contro universo gli amanti son sdoppiati, com in 4 visi
seme è nel sesso, germogli è l’amore Mentre se son fusi, all’unisono di picco
sii l’atto in sè stesso, è la Lisa lezione vivono alchimia, dei corpi in alambicco

Vi sòn molte neurosi, legate ad ideali corpi poi vibrando, si muovon a piacere
d'uomin sospinti, sempre nel domani Fiorisce l’erotismo, inonda tutto il corpo
Oggi è peccato, il futur sempre bello Risveglia corp’antico, là sua possessione
e il bisogno vero, soffre da zimbello inizia ad ondeggiare, danza con l’orgone

consiste la neurosi, nel far divisione è femmina che vibra, l’energia d’orgone
sentire e pensare, fanno confusione Rivela tuo mistero, nellà vivente unione
sentire soccombe, pensar fà morale la forzà possente, che da tempo antico
Emerge la colpa, forgiata in vietare Fonde due gameti, ìn un figlio amico

questo allor produce, forzata società Psiche differenti, maschili e femminili
con più modelli finti, di santi da imitàr dipende da presenza, carica d’ormoni1
emerge un senso colpa, da più moralità donne d’empatia, apprendon emozioni
nell’autopunizione, un depresso apparirà preda son però, d’ansia e depressioni

accade che tuo sonno, diviene disturbato Cervelli femminili, fanno fluttuazioni
precoce eiaculazio, vien quindi alimentato Secondo la presenza, dei livelli ormoni
ansia e senso colpa, rinviano giorni mesi restringesi cervello, durante gravidanza
mentre corpo cuore, soffrono qui offesi 6 mesi dopo parto, riprende la sostanza

d'ogni sofferenza, inganno e tuo dolore son uomin più capaci, nel classificare
prendine coscienza, vedrai tua divisione nelle investigazio, e lo studiar graduale
come un trampolino, puoi usare il sesso tendono soffrire, neuròn degenerazio
Sii nella realtà, coraggio con Te stesso! morbi ritardanti, o spazio coordinazio
più sopprimi sesso, più vi indulgerai
Glande è volontà, vuol dire penetrare
L’orgonica energia, muove e si rigira
durezza perspicacia, incidere aumentare
proietta su ogni cosa, pallido riflesso
a seminare il verbo, della conoscenze
vedèr così potrai, ciò che fu represso
nella yoni o mondo, teatro d'esperienze
ogni cuore chiede, di venire amato entri ed esci in esse, giungi fin orgasmo
Tal bisogno base, è fonte del creato godimen di tutte, le forme dello spasmo
il sesso è situazione, non sol felicità si da trarne gioie, gioielli e informazioni
Cessazione d’ego, di tempo e civiltà e l'essere viaggiare, in altre dimensioni

accade poi mistero, di meditazione L’ultimo è la morte, orgasmo della vita
sazio uomo cuore, esce in emersione apprendere più cose, il sesso pur t'invita
le cellule eccitate, vibrano nel mantra vagina ci ricorda, ciò ch’è ancor nascosto
uniti poli opposti, dissolvono nel tantra chiede penetrazio, coscienz’accoglie tosto

nel pensare và, coinvolta sol la testa
mentre nel sentire, corpo inter fa festa
ùn pensiero passa, và come una nube 1
sangue gira in corpo, alto com al pube Più alti livelli di testosterone rendono il cervello maschile
e più alti livelli di estrogeni lo rendono femminile.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 185
Yoni sta per buco, passaggio vita e morte l'animismo tutto, ravviva cuori umani
Noi da questo buco, vediàm la luce forte Arnesi e manichini, piante ed animali
s’apre per il pene, che seme inietterà un moto di erotismo, eccita sfregando
L’ovulo feconda, e coscienza rifarà i propri genitali, su cose strofinando

io Lisa dentro me, viaggio a ritrovare è innato desiderio, il ferire od umiliare
innata mia divina, scintilla seminale sadismo ricavare, in godimen sessuale
Femme si riprenda, sua mascolinità il piacere dal dolore, stimola endorfine
e Maschio viceversa, sua femminilità sapientemen dosate, leggere medicine

il sesso è un raffinare, un identificare Lisa fà i clisteri, che stimolan la psiche
la forma sa creare, se stesso generare terminazion nervose, nel retto confluite
È trasformazione, e pure una distanza Ano è anello stretto, di carne fine retto
Fatta dell’adulto partito dall'infanzia llenalo a controllo, tuo volontar diretto

Bambino nell’adulto, mani accarezzare Firmato feticismo, è appartener 1 club
capezzoli a nutrire, voce a consolare di gusti raffinati, alla corte d'un impèr
un grado feticismo, normale nell'amore shunga di giappone, kamasutra d'india
rivèl che fantasia, di vita n’è il motore manual amatoriali, a gente più distinta

Bimbo si masturba, cresce esplorazione Fellatio è sakuaki, flauto ad otto canne
scopre l’altro sesso, a mezzo riflessione da cui fuoriescon note, gemiti di carne
e gode nel toccare, baciare ed odorare riflette Uzume vita, l'istinto primordiale
sentir ed origliare, giocàr rito sessuale disinibito e franco, selvaggio fin brutale

l'uomo religioso, che sà legare assieme s'arrampica su altura, inizia col cantare
ciò che appar diviso, e all'unità perviene Urla e danza Uzume, e inizia a denudare
sviluppa allor la Fede, ch’è fiducia in Sé tintinna i genitali, col ritmo dei suoi piedi
vita acquista un senso, da goder in sé Danza poi selvaggia, fa rider Dei ripieni2

separazion dai sensi, impedisc’assaporare in cava Amaterasu, sente lo schiamazzo
frutto della vita, e non-senso fà ammalare curiosa apre la porta, vede sullo spiazzo
produce più dolori, distrugge gli altri e sé Dèi mettono specchi, vede sua bellezza
Ambiente pure soffre, conflitto dentro te non riesce contenèr, esce nell'ebbrezza

diviso il Sé non crede, soffre indecisione Raseno ben ricorda, l'erotiche sculture
Ha colpa insicurezza, in ogni situazione sui templi Kajuraho, posture kamasutre
riunisci e ricomponi, diverso altro-da-tè accoppian le Dee, contemplano l'unione
itrova un senso vita, a far brillar tuo Sé amor in mille forme, i giochi del signore

pure trasgressione, è una via di ricerca Morbida è la grazia, sensuale movimenti
per mutàr coscienza, in situazione cieca Testimonia l’arte, senza far commenti
parte dalla terra, innalza qual succhioni donna-uom-androge, partecipi nel gioco
negli alberi costretti, da var limitazioni1 Carican coscienza, che sale come fuoco

s'ogni parte corpo, ed ogni secrezione
Funger da feticcio, può in animazione 2
nella religione Shinto, Amaterasu è la Dea del sole che in
eccita soggetto, orgasmo può arrivare inverno rifugia in una grotta (come Persefone). Il club degli
Come il fiuto cane, tutto può annusare Dei allora, per riportarla nel cielo, ingaggia Uzume, la donna-
fungo danzante è prima regina del regno Nipponico.Le donne
1
Trasgredire, dal latino trans-gredi, superare una soglia sciamane che la seguono, sono chiamate miko, Himiko, yata.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 186
Siva e pure Krishna, celebran maithuna
cioè l'accoppiamento, o intimità goduta qui Lisa ci parla, di un loro massaggio
entro yoni tempio, s’erge Shiva-lingam che scioglie all'umani, traumi e disagio
forza voluttuosa, che genera e dà linfa l’orgasmo s'accade, non è un incidente
osservo dolcezza, in uomo ch'arrende
narra il Kamasutra, Shiva innamorato
di Sua proiezione, o Devi amato fiato senza preoccuparmi, di morbido-duro
prova gioie sesso, raccolte nel trattato esso vien-e và, con onda più sicuro
Arte tramandata, da Vatsyayana capo sale poi discende, piacer morbidezza
s'alterna con altro, piacer di durezza
Kama è godimento, a mezzo tutti sensi
dell'anima in unione, a spiriti assistenti trova massaggio, punto Gi dell’uomo
e la prima condizione, sarà un intimità tra testicol-ano, premo lo commuovo
nel viver l'effusione, che libido alzerà pena nell’inizio, è sua radice in fondo
allena si rilassa, scende nel profondo
Seconda condizione, sarà l'ambiguità
giocare vari ruoli, per non prevaricàr poi lenta e delicata, lubrifico mie dita
eccessi di piacere, uccide fonte senso seguo suo respiro, a scivolar m'invita
eccesso dell’avere, fa vivere scontento con la màn sinistra, 2 centime in ano
curvo dito indietro, gesto del richiamo
scambiano le parti, tra fisso e divenire1
Felicità dell’altro, disseta il proprio stile aumento la pressione, a sacro punto Gi
per essere egoista, ti scopri un’altruista Salgon da quel punto, più emozioni fin
Tu esisti solo Sé, natur dell’altro insista pianger lui potrebbe, e traumi riaffioràr
Lascio sue emozioni, amorevoli sfogàr
Sacralità dell’altro, è cuor di suo potere
scopri fondamenti, di sesso tuo piacere ora io non cerco, fermarlo o consolarlo
mesci 3 ingredienti, se qualità ti gusta lascio che gli accada, suo bisogno dato
tempi e posti giusti, e 1 persona giusta lo incoraggio urlare, piangere o gemère
Lui sente naturtale, evitàr di trattenere
le figlie del Gange, e amanti di Shiva
han collane e orecchini, e testa lasciva se sceglie eiaculare, dopo di massaggio
rispecchiano Sakti, mossa in amplesso stimolo respiro, profòn durant'orgasmo
Maestre d’amore, nell'arte del sesso libera sua mente, trattièn dopo 6 volte
overcarica sessuale, decida lui la sorte2
e nei templi del sud, son Devadasi
trasmettono miti, danzando più fasi poi massaggio Yoni, la Lisa ci coinvolge
con mosse e figure, musica e muse gioia di servire, la Dea del tempio sorge
le innate emozioni, miman soffuse scioglie nella donna, blocchi del sessuale
orgasmo non è scopo, accettalo s’accade
Danza è preghiera nel movimento
evasion seduzione, è divertimento 2
Lingam: faro di luce, Yoni: spazio intimo in cui cresce la
è suggestione, che spesso equivale fede. Punto Graffemberg: zona erogena molto innervata,
a un fine teatro, e 1 sapiente rituale stimolata da interno od esterno, via dita o con gambo
premente sul pube. Il maschio, poiché emette fuori del
1
“Kamasutra narra 3 tipi d’uomo e donna in base ai corpo l’energia orgonica del seme, potrà apprendere l’arte
genitali e ai ritmi di passione: Lepre, Toro, Cavallo; yogica della iniaculazione, nel frattempo, col massaggio
Cerva, Giumenta, Elefantessa, per 9 tipi di unioni Linga, può respirar, rilassar e venir prossimi all’eiaculo
possibili e 3 corrispondenti. Per i ritmi avremo: partner almen 6 volte prima di rilasciare il seme.
deboli, focosi, moderati, lenti e veloci. Eccesso di Qui trova l’innocenza interiore e la bellezza del qi
vicinanza porta ripugnanza o rovescio.” mascolino.
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 187
è il palmo verso l’alto, e il dito nella yoni la Lisa poi parla, del coito senz'ansia
ricurva tale dito, nel gesto del “vien qui! allinea più chakra, Shakti ed ananda
a gancio come sè, volesse toccar palmo avanti ed indietro, oscilla il mio busto
Tocchi l’area Gi, sott’osso pube incavo Cuori in maithuna, avvolge con gusto

Sta dietro la clitori, la coda sua radice “nudi di fronte, a gambe un pò flesse
da stimol a urinàr, dolòr oppur piacere che cingon bacino, d'amante presente
se sente sensazione, vario i movimenti Lei dentro t’accoglie, a turno ciascuno
gioco con pressioni, e veloci rotamenti Ritmo conduce, entr’esce il paguro

nel massaggio clito, fò pollice su e giù apprezza la donna, l'essenza di yang
mentre l'altre dita, riposin sulle labbra con tutta se stessa, ritorna interessi
massaggi la sinistra, seni addome clito Dita lingua e pene, han loro qualità
destra sopra glute, nell’ano mignol dito allungan il piacere, giochi e voluttà2

Pianger lei potrebbe, flussi di passaggio Ripete Kinaciau, saliva è acqua di vita
vò in intima fiducia, io che fò massaggio pur Lisa taoista, l'inghiotte senza fifa
tengo suo respiro, lei traumi sta curando son indicatori, sguardi e man amante
lascio sue emozioni, amorevol'aspettando aiutan a scoprire, erogen zone sante
S'entra Lei in orgasmo, tengo suo respiro
L'uomo eccitato, è dal qi della donna
continuo massaggiare, finchè mi dice stop
il gambo di giada, riscalda con voglia
cresce intensità, più orgasmi l’accadranno
osserva il mutare, del qi della donna
Tantra chiama questo, l’onda cavalcando1 duran fasi luna, e stagion che ritorna

Il corpo con la mente, non sono separati quattro fasi risposta, rivela la donna
L’uomo e la natura, sòn sempre maritati eccitazio turgore, e lubrifican soglia
Lavori della terra, mestieri e artiginato l’uter solleva, e s’espande in platoo
Nutron erotismo, in modo assai velato contrae mani e piedi, fuor di control

La libido energia, è presa d'altre forme quan si masturba, soggiunge veloce
le qual se disseccate, la portano morire col partner prolunga, piacer e calore
bacio con bacio, abbraccio con abbracci respira concitata, il qi sta nei polmoni
ripaga nell'amante, omaggi con omaggi quand'è qi nel cuore, inizia baci amori

I baci prim'ancora, han scopo d’eccitare abbracci pur bagnati, qi và nella milza
mistero è l’ombelico, rimemor genitali qi sta nelle ossa, ai muscoli s’avvinghia
orecchio dà il segnale, alla penetrazione move suo bacino, e morde pure l’uomo
forato o mutilato, è ugual circoncisione se carezza linga, qi sta in sangue fuoco

L'erogene zone, e il glande con clito fegato con qi, ricever maschio è pronta
reazioni diverse, individuo a individuo geme e s’abbandona, estatica si gonfia
dipende dal corpo, trattato in infanzia