LIBER TAGES

la ghirlanda di Tago
poema in dodici canti

mostrano all'interno, a eterno spettatore nasce il Therabuti, otto-nove e settantuno a causa di una sosta, per via d'un infortuno Sai Shirdi sul Biedano, fascia la sua gamba inizia ad incantarla, e innalza una capanna la danza qui produce, una luce misteriosa che attir più pellegrini, attratti dalla cosa riuniti in quel terreno, assistono l'incanto vedon partorire, Tago e un primo canto un secolo più tardi, ritrovan la capanna Raseno e Kinaciau, e amici di Ghirlanda filosofo Raseno, è uno storico del posto butta giù nei versi, l'incontro riproposto Rifonda il Therabuti, Raseno professore accoglie i visitandi, prosegue la missione la Yatra brasilera, v'innesta le sue danze e Romul curandero, la medicin dell'ande io Seba qui vi narro, pur l'insegnamenti di Emilia contadina, e l'orto senza tempi l'Emil permacultura, accetta d'insegnàr assieme Giorgi Taras, girovago e gitàn Tago è l'interiore, a tutti i partecipanti Riflette madre Thera, in religiosi canti Tera assume ruoli, là nel palco umano Madre fata o vecchia, vita falce a mano è preda e predatore, in cicli a comparire Terror e Therapia, può Thera allor offrire falce con la spiga, pacciame e germinazio ruotano l'un l'altro, nutrir la transunstazio narra un dì Raseno, l'incontro con il ganga Mallendi scuola buiti, su lago di montagna con l'assistente Sesto, cantanvano l'offici purgando più pazienti, dai tossici confini Io con la Pamela, l'incontro là nel tempio han maschere rituali, performano l'evento li osservo e son curioso, sento poi la forza la terra sotto trema, mi passa loro scossa Raseno sempre disse, che lì nel Therabuti persone van scambiare, più sogni ricevuti cercan dar un senso, ai disagi del soffrire e rivelano la strada, dei canti del guarire
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Sebango
Om Sai Ram om Sai, namoh namaha Sri Sai, namoh namaha jay jay Sai, namoh namaha Sad guru Sai, namo namaha

Sventola arancione, bandiera nel giardino indica ch'è in atto, un canto del cammino i presenti là riuniti, assieme ai terabanzi inseguono la storia, di uno o tutti quanti Partecipar la storia, è punto di partenza crescer progredire, in nuova conoscenza recuperare il gap, che civiltà ha prodotto raggiungere fratelli, ab'origini del mondo gli esempi di culture, rinate fuor cemento riannodano rapporti, gruppi eco-sostegno in agro-sussistenza, baratti e autonomia al sabato antenati, reincontran sulla via riti-giochi e scienza, di nomi multiformi curan le afflizioni, e i cuori fan conformi Tago è sottofondo, allusioni miti e gesta la storia è nei versi, il resto è solo festa Raseno va spiegar, la via del Therabuti insegue vie dei cantif, di antenati bimbi identità di gruppi, quan muore una città il nomade riprende, l'istinto a camminàr Seba narratore, trasforma tutto in versi parabol esperienze, dei Therabuti templi soggiorno ci rivela, si ferma e poi riparte segue la sua meta, e scrive tutto in arte il Seba tien compagna, Pamela la lucana che gli darà dei figli, divide storia umana nei tempi di più crisi, affrontano problemi con Lisa la taoista, gran terapeuta in fieri Cultura è l'illusione, nel gioco degli umani svelata reimpostata, da piante ed animali la danza del creato, e terròr sacro furore

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.10 ottobre, Seba:

abbondanti piogge, sono umì dannose

mentre regge bene, le fasi siccitose

se poto a primavera, fò dopo fioritura elimino quei tralci, senza gemmatura

Poto lego tralci, pure se alla svelta Se i germogli già, alzano la cresta Cavolo ed alloro, disturbano la vite Basilico con Ruta, le fanno saporite
son malattie di vite, le muffe le virosi

Oìdio e botride, all’uva danno artrite
pur acari ed insetti, strage fan di sera

Assieme le tignole, ed alla fillossera
è mese di settembre, vò far vinificazio Rustica essenziale, senza troppo sfarzo primo mosto che, vien spontaneamente mescolo col miele, lo bevo allegramente sento ogni campana, attento per benino e fò di testa mia, mio nonno è contadino pianto le mie viti, alla pergola o grecana immagino mio vino, e canto alla romana I paletti pergolati, son fatti col castagno resistono sui monti, son facile guadagno una pergola fenicia, ripara da acquazzoni rinfresca posti secchi, e arsure con calori luoghi aridi inclinati, fan qualità migliore volti pur a oriente, oppur a mezzogiorno pianura maggior vino, colle miglior vino specie se all’etrusca, scendono declino Originaria d’Asia, di monti boschi belli Vite è pianta antica, forte di millenni a clim'aridi-resiste, e dà mille varietà al potassio e sol estivo, ama maturàr è addomesticata, ma s'io l’abbandono torna ermafrodita, nei semi che ritrovo produce grandi foglie, i grappoli piccini Poco zuccherini, quando acidi gli acini dice Columella, che dopo il terzo anno la vite pota corta, a dare più germogli essa sia orientata, in quattro direzioni chiamale speroni, con due biforcazioni

I pratici Latini, ponevano nei campi Maschere di Bacco, contro i mali vari invocano l’aiuto, per clima e malattia Con satira ironia, tragedie vanno via
Già nel mese luglio, l'uva andò distrutta d'estate grandinò, è maccata quasi tutta ma giunse inaspettato, miracolato clima e l'eccessivo caldo, l'acìni asciuga prima Sèccan l'ammaccati, così senza marcire rimargina e matura, e smette di scalfire l'uva può aver muffe, sè tant'acqua viè Dà un acetoso vino, in botti sporche olè

arsura fece danni, scors'anno siccitoso
Pioggia zero goccia, Rasèn è speranzoso sebbene produzione, vi fosse dimezzata ne scappò il vinone, che restò d'annata! l'uva che ho raccolto, assieme con amici la metto alla tinozza, stacco poi gli acìni Tolgo i raspi nudi, e spremo con le mani pure col torchietto, che usavo per i favi Il mosto ricavato, sul tardi all'imbrunire metto in damigiane, di vetro e rivestite vinacce torchio ancora, se la voglia resta a ricavar più mosto, da mescer alla festa Un satiro che salta, nel cesto pieno d’uva allegro spreme il succo, e vede scolatura finire in un grand’orcio, di raccoglimento qual Pithoi interrato, dentro al pavimento
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Riempi bene gli orci, fermenteran in vino Pressa ancor residui, è sacco torchio fino pigia calcatorium, torchia in turcularium il satiro è Raseno, ci narra il vinu bonum Inizio di vendemmia, Esìodo dice ottobre quand’Orione e Sirio, si levan metà notte l’uva sia dapprima, esposta bene al sole ad aumentare bene, lo zuccherin fervore

Dopo tumultuosa, bollitura del mosto
l’ossigeno controllo, sugher tappo posto

dar ancor ossige, or che vino è fatto L’Aceto bacterio, stimola al misfatto

Vinifico in due tini, legno di castagno

cedono tannini, al succo che fa il bagno

uso botti nuove, abbonite con il mare Evito le nuove, di plastica oppur rame nella vinificazio, è calore e nutrimento segreto della vita, del lievito fermento da Ventidue a trenta, tieni i rossi vini
Taras suggerisce, col mosto giù nei tini da diciassette a venti, tieni vini bianchi potrebbero partire, l'altre fermentazio puoi fare due travasi, allà luna calante Uno sia novembre, marzo l’altro fante

l’Etruria dà le Apianae, uve molto dolci
che attiran le api, che miele fanno buono Campania e la Sicilia danno l’uve Aminee da cui viene Falerno, Lucano e medicine un ottomana dopo, di grande ebollizione il mosto è travasato, in altre damigiane filtrato dà residui, con un setaccio grano fermentazione lenta, fà in seconda mano Lascia un pò dell'aria, fin sotto l’orlatura non chiudere se vedi, ch'è forte bollitura trasferito è vino, a più stadi di fermento Metto in bottiglioni, per magazzinamento dopo una vendemmia, ripianto barbatelle attorno d'ogni pianta, scavo le buchette Le foglie son raccolte, poi nelle fossette Buche che saranno, a marzo ricoperte Arriva Tramontana, è tempo svinatura Spesso avant’inverno, termin bollitura da varie damigiane, fò vino travasato provo pur la botte, di legno rabbonato Vino si raffredda, col tempo le stagioni

è fermentazione, digestio zuccherina

prodotta da micròbi, in cerca di energia a mantener la vita, in primordiale brodo

si ciban di glucosio, espellono etanolo

il Saccar. cerevise, vive sopra i succhi di lacerata uva, e viaggia con l'insetti
già poca quantità, avvia fermentazione1 se manca non vedrai, la trasformazione Lente spremiture, fermentan più veloce Zucchero e calore, san lievito produrre Ossigeno richiedon, per moltiplicazione

I saccaromiceti, che fan fermentazione

Fermentazio mosto, dura fino a quando Risveglia in cicli e fasi, delle lunazioni i modi son migliaia, per farlo in mille modi Lievito ti muore, in alcol che ora è tanto la vite è il suo segreto, frutt’interni moti Latini usavan mosto, bollito concentrato a corregger vino, asprò non conservato più muovi più raffina, da tino a botte sia cioè il vino depurato, ancor ribolle ossia Gessato oppur salato, con un pò di argilla da ottobre sin gennaio, scarica la feccia Latte capra o albume, o bacche di mirtilla dopo un anno due, l’asprezza ingentilisce toglila ogni tanto, vino a te s’intreccia
Il tartaro in cristalli, sul fondo poi finisce
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Il rosso in settimana, bolle con piacere Vino bianco và, pur troppo lentamente

durante settimana, aveva rinfrescato il lievito rallenta, lo zucchero rest’alto

Taras: “Fò 2 rimonte al giorno, ogni 12 ore sennò piglia d'aceto; se accade, correggo con resine di quercia o noce. Fò vini medicinali agg.propoli, salvia e rosmarino (zucchero o miele rifermentano il vino alzando il grad.alcolico). Se dalle tue parti scarseggiano i fermenti naturali, aggiungi lieviti.”

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Il tannino delle bucce, colora e da sapore feccia antiossidante, abbonda e dà calore Mezza fermentazio, produce un vino dolce aggiunta di miel d’api, innalza alcoli gocce Brocche a becco uccello, filtrano bevande a mezzo della lana, con frutte mescolanze Malt’orzo pino e quercia, e resine di cedro

raccontano i Sumeri, l’avvento civiltà
Enki saggio vive, nell’acque dell’abisso

le tavol del destino, lui tien di civiltà e all’umana specie, il tesoro elargirà

Inanna figlia d’Enki, è Regin dei Cieli ebbe assai pietà, dei popol della terra
veleggia con sua nave, a casa di suo pà accolta è con banchetto, cibo e vin avrà

Buoni antiossidanti, e rallentano l’aceto Bere vin corretto, con resina di quercia Uomo e vin malati, li cura e li preserva i Vin medicinali, fà giungendo al mosto
Pino e melagrana, e spezie del tuo posto antiche birre infuse, radici d'erbe amare avena migli miele, aggiunti a fermentare

Enki amò sua figlia, oltre la saggezza
prese più bicchieri, vin che lei porgerva ubriaco l'accordò, qualunque desiderio pur tavole destino, e cultural imperio Inanna caricò, gli oggetti sulla barca e in cielo veleggiò, ad Erech sua città poi sveglio da stupore, Enki rimembrò

Cervogia la migliore, tien segal cereale luppol strozzapiante, aròm particolare
Decotto d'orzo al sole, in birra fermentò germoglio disseccato, il malto chiamerò orzo a germogliare, tutt'anno artificiale fa birra primavera, assieme l'autunnale Acqua calda muta, l'amido in un mosto è spontaneamente, rifermenta un frutto mosto a vari stadi, chiuso là in bottiglia fù spedito al mondo, da Britàn famiglia La salubre squisita, aromatizzata viene con sali e glicerina, aci lattico contiene una salubre birretta, fù tonica amarola cibo che disseta, e una medica signora và nei reni e pelle, e la tolleran nervosi adatta a tutti i climi, la dò ai tubercolosi Chi troppò ne beve, ingrassa pur a iosa ebbrezza sonnolente, al ridere si sposa come ogni cereale, tien la sua cervogia fermentazioni son, la chica e sake rosa lor boli insalivati, tre giorni al sole posti Li bevono ballando, gli Inca allegri forti Raseno narra vino, che toglie inibizioni

ciò che aveva fatto, e si rammaricò

trucchi tenta prova, Inanna gli resiste così presso i Sumeri, arrivan le stagioni l’agricoltore Enkidu, e il Dumuzi pastore Istruiti e coccolati, le fan favor d’amore le fecer doni al cuore, frutti e lana pura Dumùzi favorito, il cuor scaldò con cura mito ci ricorda, ogni disputa che avviene tra nomadi e stanziali, cioè Caino e Abele Inanna d'ambizione, discese al sottosuolo nel reamè dei morti, valle di kur-nù-gi-a governa giù di là, sorella sua Ereshkigal che sentenzia morte, sua e mondo reàl Al regno dei morti, viaggia lei nel mito presso la sorella, rende or suo convito la Regin del Cielo, che lasciò suo posto morta per 3 giorni, questo fù suo costo

Inanna iniziò, passàr tra sette porte

l'obbliga in ciascuna, cedere un vestito Nuda fu alla fine, ai piedi di Ereshkigal

che presa la legò, chiuse sua vagina

Inanna allora muore, assieme la natura

e in rito e medicina, allevia pur dolori

vin murratum che, si dava ai condannati ad annebbiar coscienza, di pene capitali

e la Regina d'Est, va in cerca dell’aiuto per mezzi del dio Enki, trova soluzione Lei rinascer può, se ha la sostituzione
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Enki dio saggezza, rimedia alla tristezza spedisce due creature, per liberar Inanna cantano a Ereskigal, l’aiutano in un parto Inanna torna a vita, la lun le fa da carro

trapiantano l’Ittiti, più alberi di specie
Cedri pini e fichi, con palme e con le viti l'Arancio e il melograno, di viti rivestito

Vide Gilgamesh, dentro un paradiso
Gilgamesh cercava, la sua immortalità presso il mare trova, Siduri a fermentàr donna della vigna, tiene Tago in grembo Mortem lui moriendo, vitam resurgendo è seduto Gilgamesh, mentre beve vino Incarna dio su terra, un Dioniso felino Vive processioni, di musici e danzanti suona pur tamburi, corni e fiati ansanti Narra del suo viaggio, irp ubriaco nome da testa dell'aruspe, uscì la vigna in fior Dio-falco dell’Egitto, dei morti e dei vivi Figlio delle stelle, nel Nilo e suoi declivi Isis braccia alate, di Nut la prima figlia Nut è cielo cosmo, Geb Dio della terra è lunga la ricerca, a svelar tua identità

Sceglie poi l’amato, consorte Dumuzì che d’allor potrà, regnar il sottosuolo mentre ogni mezz’anno, Lui risalirà e all'equinozio autunno, si celebrerà
il Matrimon divino, d’Inanna e Dumuzì festa-del-Nuov’anno, della vegetazione Dumùzi torna su, dal mondo sottoterra

pronto a far l'amore, con Inanna bella
Tàl dramma rituale, nella cultur Sumèra realizza nel profondo, una lezione intera la morte non è ostile, al mare della vita Porta a nuovo ciclo, la vita conseguita L’anno di Sumeria, inizia al mese aprile con sacre fest'unione, che son ierogamie

Inanna gatta Dea, sposa il Dio-pastore lui è la birra e vite, lei la dea d’amore Enki era un Dio, di saggezza e magia
che lo stordimento, usava in vantaggio quando la festa, si scalda e le scioglie S'ispirano agli Dei, i Re con le Regine

Tu sali dal Gebusi, il Num a riscaldàr
Nefti tua sorella, riflessa dea tramonto vuol aver bebè, ubriaca Osìr tuo sposo entra nel suo letto, e Anubi concepisce Set Osiri smembra, presto ingelosisce1 Così come la vite, giace addormentata Osiride fu ucciso, da Seth o settimana Osiride è banchetto, esondazioni vino sangue succo d'uva, giunto nuovo rito

per accoppiarsi, in astuzia alle donne

Cantano e dan vita, a inni e dinastie

banchetto sintetizza, vasta interazione tra sudditi sovrano, fonte d’ogni azione Felice mangia e bevi, motto degli Ittiti antenati Rasna, quattordici avan Cristo Re Suppiluliuma, appella Dio tempesta Tarunta veste vite, su corpo sulla testa

Iside compagna, ricuce il vecchio rito

fungo che feconda, l'aruspe ha partorito

Dio-falco uccide Seth, diviene faraone
Nel Libro sapienzale, Siracide fa elenco cose necessarie, alla vita d'ogni tempo Riparo ferro e sale, acqua legno e cibo Latte e succo d'uva, miel olio e vestito Egizia si trasforma, leonessa Dea felina

finchè Osì risorge, alla prìm vegetazione

Son figlio a Tinia, Dio della tempesta
porto a voi la vite, le danze la sua festa

son Dioniso Zagreo, giunto da lontano
ho attraversato terre, i cuori dell’umano

dopo aver laggiù, istruito sacre danze e posto miei seguaci, fari di speranze
ora giungo a voi, via nave ad insegnare

il dono della vite, e i cuori a rallegrare

nera Dea Bastèt, in benevola gattina Diviene protettrice, dell’uman istanze volendo farle festa, offri vino e danze
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Set è marito sterile di Nefti. Nefti è sorella di Iside. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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nella città Bubasti, adorata sulle barche Bast il flauto suona, le melodie del fiato addomesticati gatti, nutriti dentro templi controllan roditori, granai di magri tempi Nata in delta Nilo, e sorgenti della Nubia è sfinge femminile, che ha corpo di leone felino del tramonto, guardia di passaggio Gatta con più seni, donna d'ampio raggio1 Esonda fiume Nilo, violento nel monsone Rà-sole invia leonessa, far sterminazione ma infine ci ripensa, ubriaca la leonessa dimentica missione, la civiltà è rimessa Scorpio re l’adora, suo totèm più divino a far resurrezione, conserva fico e vino innalza pure i templi, sul Sinài passaggi refrigera stranieri, d'acqua sacr'omaggi

La vinifer Vite, và intrecciar coi culti di primi antenati, in cerca di funghi è cuor di commerci, e farmacopea giunge con nave, su terra Europea Quando il buon vino, in una cultura una base economica, trova con cura Divièn medicina, una merce preziosa un socializzante, che al culto si sposa
Vite pure nacque, dal sangue dei giganti

Noè poi la interrò, dopo il gran diluvio Sirio tien amico, il cane stella estiva nella terra calda, striscia serpentina
Mentre un dì Noè, pianta la sua vigna

Satana gli offrì, l’aiuto senza tigna sgozza in sacrifico, la sua pecorella innaffia con il sangue, zolla barbatella Chi così berrà, fermento del suo frutto
avrà pensier mansueti, come dolce putto uccide poi un leone, bagna attorno il fusto Così chi ancor berrà, sarà un leòn robusto

L’egizian Sinuhe, è buona ter Yah-hè Produce fichi e uva, olio latte e miele In essa scorre vino, e dolci cantilene
Io son la vite e Tu, i tralci mio Daniele

la vite per gli Ebrei è l'albero messia pur in Paradiso, dimora misto al fico Israel è vigna, Yavìn è il succo d’uva fermento della vita, Lot è ubriacatura
ci son torri giganti, in campi nei frutteti Capanne pur in pietra, belle con 2 piani il piano superiore, arredato per sdraiarsi Mangiare bere vino, e d’aria rinfrescarsi a pian terra è la cantina, dove si fà vino si tengono raccolti, per l’inverno arrivo quelle torri in pietra, e ripari stagionali affiancan le capanne, di pelli di animali in Tabernacol festa, ebraica di capanne si abita là dentro, per sette giorni sante a ringraziar i cieli, dei frutti della Terra in acqua fuoco cibo, miele vino e festa
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e infine Satanasso, gli fà una burlonata ripete col maiale, la stessa sceneggiata
sa quel momento chi, troppo berrà il vino sfrenat'intemperanza, avrà del porcellino

Socrate insegnava, follia è dono divino
Trasmette bocca-bocca, erotica suo vino sapere condiviso, la maschera intravede arcaica mente s’apre, e cura ti concede 1 uomo santo sono, questo vai dicendo Ubriaco e malizioso, pure tu m’hai visto Meglio oppure peggio, d’altro io non sòn Ma visto ho la visione, e vita mia consòl Epicuro uomo sano, sapiente tien il vino igiene e medicina, controveleno ai mali si basta a rallegrare, il desco quotidiano

un vino di collina, d'argilla o di vulcano Aiuta dopo un giorno, fatica o di dolore

guardiana di Tebe e mondo sotterraneo, previen In moderazione, produce acum chiarore Passaggio dei vivi alla terra dei morti tramite l’enigma; se s'eccedi in euforia, produce stordimento è risolto la sfinge si autodistrugge, scopo del suo esister è sbriglia l’emozioni, oltre ogni commento stato raggiunto LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 6

assieme a fichi e fiori, cura depressioni tristezza e dispiaceri, scova butta fuori e assieme con la ruta, cura le punture
vino e l'altre piante, fà mediche tinture qui cita Mantegazza, Raseno mescitore che dona ai simposianti, vini con parole secondo le stagioni, e i luoghi dei coltivi alterna le bevande, assiem altri nervini “Alcool ambivalente, aiuta o distrugge

alcòl rafforza braccio, rallenta ragione
fa audace l'assassino, temerario il ladro

produce diserzioni, tra eserciti più vari

ricorda è la misura, il segreto degl'umani

fù buono in terapie, di malattie febbrili se dato a basse dosi, è come flebo cibi sèn suscitar calore, ripara forze interne
di muscoli e di nervi, e ghiandole secerne l'alcol poi rallenta, le combustion interne e rende men sentito, bisogno nutrimento accresce pur urina, previèn più malattie stimola emuntori, pulisce sangue infine

Riempie galere, brefòtrofi e ospedali

molla del progresso, balsamo e veleno di medici ed affari, atteso abuso esteso

Forza ai debolucci, poesia all'analfabeta

ha mil travestimenti, il vino e birra vera ebbrezza è gioventù, in vecchi ritrovati apre il tempio a tutti, a mistici e profàni

Se bevi mezzo litro, emetti orina che
se viene distillata, dà un carburante ver ha odore spiritoso, emanato dal cervello aiuta forza cuore, calore spande interno “quan sorseggi vino, ricordati Dionisio Signòr del sottosuolo, col sole più divino viene veleggiando, da basso mare Nero Sbarca con la vite, quà nel mar Tirreno Travasa il ditirambo, Raseno qui stasera Beviamo diamo al vento, i torbidi pensièr Gaia beve l'onda, che giù dal ciel le piove il sole beve il mare, la luna i raggi al sole Beviàm leti beviam, cantando celebriamo Turanna dea d'Amore, letizia tien in mano in grembo la dolcezza, lenisce l'amarezza dilegua ogni tormento, ritorna la purezza Sembraci di nuovo, ber nettare di Giove beviam allor beviamo, tristi idee lasciam al bando tutte noie, guadagni tu quando ciò ch'è destin d'uomo, vai tu rimirando è corso vita incerto, io bere v'ò di certo saper nulla m'importa, il fato tutto porta quel che sarà di me, ora ebbro io con te abbandono pensieri, Bacco canto in me così pur poeti turchi, cantan stesso vino qual zolfo d'alchimia, qual liquido rubino scaccia via veleni, è un medico dei cuori Vino è Teriaca, primo igiene dei dottori
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già un vino da solo, basta a fare festa
Ciascuno vi ritrova, ebbrezza che ricerca

in orzo come in uva, latte e pure frutti
stà l'orgià più brutta, o poiesi d'alti flutti

da ebriulare verbo, vien brillo da vino l'espansion di cuore, e l'ilarità con brio
seconda delle dosi, perverte od abolisce sostando nel cervello, in fegato reagisce

in malattie virali, antisettico impedisce
rapi ossidazione, di mattoncin del sangue

per l'uomini sciupati, da mezza civiltà Bevanda spiritosa, buon medicin sarà

Ma l'alcolismo acuto, con vomiti di muco

può dare emorragie, vertì delir confuso coliche e diarrea, malessere secchezza
gran dimagramento, ostinata stitichezza

fà vista minacciata, i muscoli contratti
scosse e convulsioni, e paralisi negli arti

catarro alla vescica, degenerati i reni testicol imbecilli, e pudore senza freni abusi di alcolismo, han paranoie varie
astinenza isolamento, rimedi a tali guai

perfin i puritani, frodavano gli indiani

ubriacandoli intascando, i loro beni vari

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esilarante medicina, riduce distruzione ebbrezza salute, compensa nutrizione compagno del lavoro, musica d'artista dà calor sudore, a pelli secche in pista principe par Vino, fra l'alimen nervosi sue infinite varietà, e migliaia di sapori cur a molti mali, scintilla d'entusiasmo sprona ad ogni età, gioie senz'inganno in alcuni climi, fermenta l’uva in grappi animali e uccelli, ne mangiano ghiottoni il moscerìn di frutta, e il lievito del pane Assieme all’elefante, s’ubriacano col cane Uomo primitivo, fermentazion del mosto vede misteriosa, un fenomeno nascosto euforia d’ebbrezza, a ricchi e poveretti Espressa da divini, microbi e folletti dal sancrito vena, vuol dir delizioso inebriante liquore, drogato e vinoso ai Vinalia dei lidi, può tacere la fame l'espongono al sole, rasna e romane Succo dell'uva, fermenta più o meno converte in alcòl, carbon-acido intero con vinacce residue, si fabbrica posca miscel d'acqua-aceto, dato alla mosca il profùm di molti vini, or si po' imitare se l'aci carbo eccede, vino fà spumante l'azzurro delle bucce, per l'acidi fà rosso il vino contien pure, un eter sale e solfo Palato è giudicante, capacità inebriante avanti l'occhi e naso, resta sorseggiante in lingua palleggiato, il vino lentamente scivola alla gola, in sapori di gradiente in paesi freddi vedi, gagliardi trincatori con prostitute fabbri, fornai e muratori oppiaceo del cervello, stimola endorfine

acqua mista a miele, fù prima bevanda idromèle dei latini, in succo d'uva canta fermentan tutti frutti, popoli del mondo

affar e fantasia, aumentan loro conto
Dessèr vini liquori, son forti tumultuosi irritan la donna, ai nervosi son dannosi i vini dolci invece, san esser digestivi in piccine quantità, dopo var spuntini

i vini amari hanno, più toniche virtù amici della pancia, e dèi nervì dei più

Vin amaro è caro, proverbio del toscano Chianti vini bruschi, barbera dolc-amaro

son gli aromati vini, di facil digestione salati e traspiranti, salbèrri e vaporosi
prendono di più, le gambe che il cervello Lanùsy di Sardegna, e Monvecchio bello

i pesanti Vini sono, gli insipidi ordinari manca zuccher-alcol, hanno sol tannini
Buòn vino fà bon sangue, indi bon umori umori bon pensieri, di oper buon padroni

la donna beva vino, buono in medicina
poiché sollleva in alto, l'uomo reso nudo

ai vecchi sia da poppa, tepor all'alma fina

cavallo del poeta, Bacco è pur pennuto Venere sen Bacco, tiene freddo ardore
Donna che ne beve, appanna suo pudore vìn pessimi indigesti, dan coliche diarree assièm l'adulterati, ammazzano chimere

no vino per fanciullo, poco a giovinetto

bev'acqua avanti pranzo, e vino sulla fine meglio poco e buono, chè molto e cattivo

chiaro amaro vecchio, gioventù ravvivo
buòn vin impolverato, ristora la vecchiaia passato appar più rosa, futuro più sereno ricorda saggezza, è moderazion costanza

con relazion sociali, oltre ogni confine
Vini indecomposti, dolci un pò indigesti

la vita appar felice, perfìn nell'ora tarda
un giorno con il vino, Raseno ci ha lasciati col canto e con il gallo, è lì fra gli antenati Taras per custode, lignaggio ci ha lasciati Io seguo il terabai, Sebango i diari canti
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son zuccherini cibi, poco aci digestivi

a fermentar di più, faràn asciutti secchi aiuto a ventri pigri, e latte per i vecchi

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Bevi oh pifferaio, qual vaso di sapienza sapida l’essenza, che scol dal cannellino sapore sempre fosti, in corpo d'invasato Bevi attore nato, o Raseno forsennato! Non son cristiano, ebreo o musulmano Non sono d’oriente, neppur d’occidente Mia anima divina, è fuori giorn e notte coppiere coppa e vino, recitan la sorte Al mondo io venni, e un perché non so per soffiare sabbia, voglia il vento o no sol mi riconosco, al cuor del Beneamato ubriaco ed esaltato, danzo un Dio rinato Stato di-vino, ebbra luna d'acqua bosco l'acqua di balchè, ridesta un cuore fosco In catarsi spettatori, son resi pure attori trascesa è dualità, son tutti spett-attori Son io distaccato, in grazia della coppa ogni azion che feci, esente fu da colpa stupido e ordinare, a chi no sa obbedìr peggio poi sarebbe, se Dio và incollerir Giardino Therabuti, fu sorto dai boccioli ogn'alba ricevette, l'acqua pei suoi fiori dall'essere ubriachi, gli uomini veggenti distillatori d'acqua, misteri impenitenti Raseno amò Khayām, vino Rub'iyyat lui che d'ebbro vino, natur può rivelàr se ogni cosa al mondo, al nulla finisce stà col cuore lieto, tutto al fin perisce e vengono i Profeti, a cento a cento ragionano di luce, al mondo attento uno ad uno poi, chiudono gli occhi e dileguano poi, in lontani rocordi su dal centro terrestre, sette porte passando io, di Saturno trono uscìa molti nodi scioglier, seppi per la via non potei quello, dell' umana sorte Perché mai, tanta foga di sapere? l'avvenir, indagar il sen profondo Sta allegro e bevi! a fare il mondo nessuno, ha chiesto un tuo parere!

Tutto tu vedi, e ciò che vedi è nulla ti parlan tutti e ciò che ascolti è nulla mondi percorri, ciò che impari è nulla mediti e pensi, e pure questo è nulla! a quest'antico mondo, nessun rimane andaron andremo, altri pur andranno salutando i corpi, l'anima tua e la mia gettano nei forni, la terra tua e la mia Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio giochi il breve gioco, al nulla ricadiamo Mondi lieti entrammo, tristi ripartimmo dammo vita al Vento, nulla riverimmo Or bevi ché tu nulla, sai di dove venni lieto resta poi, non sai dove tu andrai porgi il bicchierino, che mondo è fiaba porgilo in fretta, la vita passa e sfiata Esser e non esser, salvezza e destino cielo inferno misteri, son parolaio fino in tutto il mio studiare, vidi sol confino resta sol quaggiù, profondo solo il vino ognun Ti cerca, non sa che Ti possiede come sale in mare, ci sei e non Ti vede Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare davanti un caro viso, sosti ad ebriulare in moschea madrasa, chiesa e sinagoga temon fuoco inferno, e cercan Paradiso Seme in tai panni, pure mai germoglia in teste di chi beve, il Vin senza foglia quan l'Eterno, m'impastò a sua guisa la mia sorte intèr, l'aveva già decisa il bene o il mal, lo feci a suo servizio perché dunque, un giorno di giudizio? Se io mi ribello, dov'è l'onnipotenza? s'io pecco o svio, dov'è la prescienza? se tutto il cielo, si deve all'obbedienza dov'è che val Signor, la tua clemenza? Chi non peccò? La vita o Dio che vale fuori l'ebbrezza, esiste il condannare il bene e mal, ch'io faccio tu lo vuoi e s’io mi vesto, i panni son pur tuoi
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or un pentolaio, maltrattava un vaso Disse questo a lui, voltandosi ribello: O smemorato, qual furor t'ha invaso? non sai ch'io vissi e ch'io ti fui fratello? Se Tu non bevi, orgoglio ed impostura Non biasimar lui, che vedi ubriacatura portami vino, perché presto amico mio con nostr'argilla, faranno orci da vino Fugge il tempo, nell'attimo cui scrivo più non è! trinca e parla allegramente La fortuna? È un bel sogno fuggitivo! la giovinezza? l'acqua d'un torrente! Stolto o amico, chi spera di risolver gli alti problemi, e tenta l'argomento accorda l'arpa amico, noi siam polver porgi amico la coppa, noi siam vento usanze dell’amore, ignoran convenzioni Amore detta legge, azzera nome e onore Silenzio vuota coppa, non strappar il velo impara la pazienza, impar esser discreto Rasen citava Vico, a svelàr tramà poiesi inguaribil Pan-teista, ovunque vede Dei! su fantasia si fonda, divina trascendenza prende corpo in tutto, è poetica sapienza Poiesi è persuasione, la maxima orazione riassume Cicerone, è magìs del testimone storia è luce vita, dellà memòr dei tempi si affida a voci forti, degli oratori eterni Poiesi è devozione, l'incanto del cuore che trae la passione, dal Sole interiore è la forza del num, che s’agita dentro Fuoriesce travasa, comun sentimento qualunque civiltà, coltiva sua memoria a mezzo testi sacri, giustifica una storia il politico v’attinge, lezion per l’operare Lo storico oratore, ne celebra il morale Poi è il fabulatore, ornato e cadenzato che i miti ricolora, per lode all’antenato coscienza che ritorna, Achille fa Maciste d’Annunzio con la penna, miti trasferisce

Poesia è perturbatrice, che l'emozioni dà Violente oppur sottili, sà archetipi creàr Achille Ulisse e Rama, rafforzan società

decàde infine scema, se razional si fa
Educazion aiuti, all'autonomia dell'altro che pur relazionato, tien l'animo librato rapporto e autonomia, sian 2 poli amici sviluppano l’un latro, senza gli artifici1 Miglioramen del cuore, quotidiano sia al fin di realizzare, una personale via Dissimili possiamo, essere dagli altri nell’interiore spazio, fior aperti scaltri Filosofia ci aiuti, tagliar attaccamenti Adiafora diceva, Epitteto nei commenti conta quel che hai, non ciò che vorresti

a vivere e morire, sen timor godresti2 Raseno qui accarezza, Epicur filosofia
accomuna uomo piante, vità vegetativa Mentre quel dei sensi, l’ha con l’animali ragione e sentimento, è la sfer d’umani Epicuro in 4 passi, aiuta far passaggio la morte non è fine, felice faccio il salto

estingui la paura, di Dei e dell’al-di-là

thanato non c’è, se l'anima è ancor quà3 un vuoto di piacere, io curo dimostrando ch’è facile ottenere, senza sforzo tanto piacere è sensazione, pilastro della vita guidato da saggezza, salute ver invita Un fisico dolore, al tempo vien legato Breve transitorio, se acuto dura poco esce o porta morte, un lieve sai lenire a mezzo terapia, amicizia per guarire
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Educar significa e-duscere, tirar fuori da dentro; l'uomo non è vaso da riempire, ma fuoco da suscitare; l'anima ha bisogno di relazionar e comunicar per svilupparsi in autonomia.
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Se perdendo tal cosa o persona, ciò mi sconvolge, significa che ne ero dipendente; che importa quanto potente sia l'uomo che temi se il male massimo che ti può cagionare te lo può cagionare chiunque?” 3 Epicuro: “se ci siamo noi non c'è la morte, se c’è la morte non ci siamo noi. Morte è privazione di sensazioni e l'anima è un vento caldo (vir, pneuma, num) diffuso in tutto il corpo. Alla morte, separazione di tutti gli atomi , cessano sensazioni. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 10

modello educativo, vigente è superato non educa gli umani, e non dà filosofia cosmo gran pensiero, dice fisio inglese Reale è un illusione, e Lisa già l'intese Son tutte malattie, malesser di morale è morale imposta, la malattia più grave sorgenti di morale, interiore sai cercare così ricorda Kant, se credi puoi donare filosofia non è, un ostèntazion discorsi è pratica di fatti, dzochen dei riscontri Natur esige poco, opinioni esigon molto I falsi desideri, nascondono tuo mondo

Pur quattro rabbini, una nottè di luce Un angelo risveglia, e in alto conduce vedon sette volte, la ruota d’Ezechiele sùlla via ritorno, il primo non ci viene e il secondo dice, esser solo un sogno terzo ossesso và, chiarire bene voglio! Quarto è poeta, e lo trascrive in rima

poi canta e ri-vive, meglio di prima

L'esperien satori, cugine ai luci sogni se ne perd'essenza, oppur loro ricordi ripeterle si tende, l'istinto sa e riprova fin chè torni chiara, come prim'aurora Il senso del rito, è costruito dal gruppo serve affermare, e trasmetter messaggi Esiste un legame, tra studioso e società Il primo dà risposte, l'altro può innovàr2 Mentalità d'un luogo, fan storie culturali sempre fu mestiere, o frutto di artigiani Gigàro maculatus, lingua che si sdoppia In uva della serpe, e signorin di stoppia Re-bis è il suo nome, cosa doppia in sè Tutti or siamo artisti, artigiani e poietè giace dentr'ognuno, uomo-don che sia Antica e originaria, è natur androginìa

è nostra natura, simile a un cristallo
Spazio interior mente, pacifi e naturale l’emozion inquiete, distruggono la pace

sol vacuità del sè, spettacol và mirare
Sostanza ver del cosmo, è illuminazione la pace del tuo cuore, è real liberazione c'accompagna pure, duràn morir uscire senza più paure, e senza alcun soffrire Se sacrifichi il presente, per idea futuro alla fin sarà tuo stile, sentiero vita scuro apprendi l'umorismo, la morte non esiste scoprir l’eterno riso, che liber ogni triste1 Cosciente dell’eterno, presente dentro tè

giace nella donna, l'animus maschile
L'anima nascosta, in uomo è femminile trovare dentro sè, lo specchio del divino è vivere il mistero sempre e di continuo Pulsion di libertà, vuoi Seba realizzare? bisogna riconosca, lo scopo dell’amare Conoscenza e libertà, amore e poesia Piè quadrangolare, che un tutt’uno sia amar è comprender, natura del doppio Rebis o androge, di nostra psiche sotto conoscere co-nascer, nascere di nuovo Amàti nell'altro, e raccoglierai rinnovo

un dì potran morire, sott'ombrello Zen

accompagnato poi, in modo ver più bello col canto degli amici, e versi a carosello a livello emozionale, non solo razionale se solvi le memorie, estingui sabotaggio

gioca con la sabbia, e vedi che riaffior emozion profonde, d’immagini interior esiston tre satori, o qualità di ananda
son figlie di livelli, profondi di coscienza Uno intuisci o vedi, è l‘Himalay lontano 2 raggiungi vetta, tre rimane in mano

Carlo Levi: “in Lucania, significare qualcosa con parole, Lisa:” Aiuto i bambini a trasformare la loro rabbia e odio è realtà, una cosa che agisce, un poter magico che in amore, grazie al senso dell'umorismo, vera lingua di magnetizza lo spirito incantato, onde provocare piogge o Pan.” guarigione”. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 11
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Faccio ogni poesia, a letto con amore Arde lor entrambe, fuoco d'interiore Vita e teoria, son 2 aspetti dell’Uno che volan mutando, dentro ciascuno Viver unità tra uomo e il suo operato è Ardhanarishvara, alchemico trovato trasforma tutti mondi, in unità totale consegue minerale, Pietrà Filosofale Poièsi è la creazione, Lapis filosofale Stimola la lingua, più stimoli evocare svela la passione, che agita entro me Esplora i sentimenti, li nomina per me L'artista è demiurgo, tecnico e creatore Pittore oppur scultore, vasaio o tessitore Poièsis è creazione, l’azione del poetare Poiema n’è prodotto, giunto a suo finale Grand Opera alchimì, è frutto Magistero Hora et Labora, al campo e tempio vero Letizia e sussistenza, son l’essenzialità in lavori d’intelletto, nel far manualità Pitagora d'abdera, fonda scuole templi a riportar salute, muse e numi esempi Metempsicosi dice, son anime migranti tra corpi vivi e morti, in danze itineranti Raseno suo Pavese, riprende col narrar pòr fine a un ciclo storia, è l’uni libertà

il tabù della morte, è tabù molto forte ogni rito attualizza, l'intera sua notte è data tal scuola, nei culti dei Faune
nel num che ribolle, nel Buiti nel Daime Infinito e discontinuo, vortice del mondo che lega or tutte cose, con l’unica scintilla la prima e ulti del corpo, pneuma soffio qi Vittima e suicida, il Giorno è insiem così

smontò pretesa Kant, di aver la verità nell'unica teoria, per l'altre sbarazzàr a mezzo strategia, etichettatur priori
categorie artefatte, in umane confezioni

e scopre in verità, non c'è una verità! è sintesi e radice, di ogni conoscenza

solo tanti occhiali, che i mondi san filtràr scientifica oggettiva, sol la tua coscienza cerco un altro io, che voglia me ascoltar specie nelle feste, ho piacer comunicar riflettermi nell'altro, così capir qualcosa piacer della scoperta, mondo mi rinnova

senza dell’Io Sono, nulla in fatto esiste

Manca quel soggetto, Tago in ciò consiste il real è tal in quanto, passa la mia mente e coi sensi stabilisce, mercato ricorrente

Io con gli Altri sono, siamo sol concetti

al suicidio dei falò, ritornano gl'istinti la Fenice dell’Egitto, rigenera sull’ara

brucia sua scrittura, risorgono gli estinti

alfin siam proiettati, come forme oggetti suono che propaga, diverse le frequenze vocali-consonanti, ma identiche l'essenze Gesù diceva sempre “Je suìs devolution”

brucia vecchie piume, caligine dall'occhi pur l’Aquila tirrena, brucia prima al sole nell’Acqua d'una fonte, recupera vigore l’Aurora nascendo, sà del suo divenire Giorno a lei davanti, atleta del meriggio pur già roso in viso, da fuoco solleone fuoco da cui nacque, e uccide or in ore in 1 baleno Giorno, Crepuscolo si scopre dell’Esistenza tutta, calata è già la Notte in posizion fetale, s’adagia ogni creatura

ritorno alla radice, di prima condizion
impatt'immediato, su coscièn dell’Altro che così ricorda: “Tù Sei Io senz’altro”

Io sono perché siamo, sei e siamo stati Sono Te e Tu me, entrambi siam vibrati

Una è la coscienza, uno è il mondo ma
infiniti i lor colori, che i sensi san vibrare

Tutto va compiuto, Nul è mai accaduto
è perenne verità, che tutto è già compiuto

che anticipa or in sé, la vita nascitura

Il letto ci possiede, e noi lo possediamo
Non c’è contraddizione, sol diverso stato
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quan Bardo della Morte, su me risorgerà io abbandonerò, miei possessi e vanità il mondo intera storia, infin conoscerò

I terreni dati a strisce, simili per tutti
a prevenir contese, comuni vanno frutti Oggi a mio terreno, poi al tuo andremo lavora battaglione, per vitto dato intero riscoprono Jurema, del cuor il sol aiuto i nuclei familiari, di produzion consumo il gruppo convocato, esegue cerimonie convoca il pajè, per scuole ambulatore Pajè fa pulizia, i malocchi scioglie pure Radici foglie e fiori, servon bagni cure Le acacie del deserto, aiutano alcolati

In chiara luce poi, illusione scoprirò
e appare decisivo, lo stato mio mentale al momèn che avviene, l’attimo cruciale a morir serenamente, senz’attaccamenti oggetti materiali, sbarazzo sen commenti

gli abiti mentali, le idee e le convinzioni
son tutte senza senso, e senza condizioni così che nella morte, avrai minore brama desidèri che, ogni mente afferra e trama Yatra amica a Lisa, staser al Therabuti ci narra dei Kariri, e dei culti lor aiuti

rizomi usàn Pajè, pestati e macerati
Radice vien raspata, a eliminar la terra lavata e tra due pietre, posta poi pestata la massa qui formata, in acqua macerata spumosa poi fermenta, catino birra data a infuso vien aggiunto, capi o passiflora foglie di tabacco, secon lo scopo e cura un vino da Jurema, Alençar ci descrive nel romanzo cui, Iracema muor e vive

in terra Brasiliana, studia coi Kariri il culto da Jurema, e gli ouricuri riti
Su terre depredate, riprendono diritti radici e identità, indigen mai sconfitti Kariri del Sertão, il deserto brasiliano rivendican la terra, dell’antenato nato

Terra dei kariri, ha semi-arìdo clima

Calma mal di denti, dolori della testa

fiumi intermittenti, rare piogge in rima chiedono allo stato, espellono invasori nei latifondi chiusi, fanno occupazioni stringon rapporti, con gruppi qua di là avviano pur azioni, che creano identità credono processo, organizzar conviene

contrasta malattie di venere in trasferta Radici e foglie infuse, son birra preferita d’esseri Encantados, alla Toré impartita

ògni nucleo case, or tiene consigliere
semplifican Kariri, forzà sopravvivenza

è Rito del Toré, lor parte di credenze Jurema identità, è centro di esistenze vino che s'incontra, nel modulo rituale simbolo d’unione, uman e sovrumane Toré vien realizzato, sabato alla notte
in un terreiro ampio, recinto con 2 porte che ospita quel vino, in vaso da jurema dove poi si svolge, sequèn rituale intera origin da Ouricuri, suo nocciolo primario tutto quel rituale, vediamolo man mano

pur colonizzati, ri-elaboran credenza
re-inventano passato, e identità tribali

che limitan confini, di territor rituali

ripratican Kariri, agraria sussistenza
manioca con fagioli, mais e frutti bosco èccedenze d’orto, destinano al mercato magro lor raccolto, li spinge al salariato deserto non consente, vari ben primari

inizia cerimonia, e arrivan le persone
fin recinto chiuso, iniziàm defumadore Defumador limpeza, è lavor di pulizie diretta dal pajé, per mezzo delle pipe copre inter terreiro, fumo grandi pipe inizia là ingestione, delle jurèm bebide
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reinveston in paese, cooperative vari
intercalano fagiolo, piantato con il mais aprile tutto maggio, raccolto agosto vai

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donan le bevande, più consiglier locali pajè o figur rilievo, di gerarchie rituali specie nelle danze, inviti d'encantado venir partecipare, al clima incorporato il Pajè inizia il Torè, danza orar rituale flauto suoni danza, attòr fuoco centrale presenti qui riuniti, con birra di Jurema entran alla danza, sciolto ogni patema qual medium festanti, danzano il Torè chiedon guarigione, li guiderà il Pajé tramite la danza, purgàn sofferenze affumican più mali, tramite l'essenze danzano in costume, belli ed adornati

dentro tal foresta, esiste altro villaggio per vivere durante, i rituali di passaggio pochi arbusti stanze, ad ospitar famiglie per weeken rituali, e inizi d’ann’insigne Foresta d'Ouricurì, un set di riti e feste Mata dos encanto, e insieme di credenze potèr v'è rilasciato, a mezzo piante frutti Caboclos della mata, ritual curano tutti tal riti nel passato, son feste Varakidra durante la stagione, del Cocos coronata la palma i quali frutti, chiaman Ouricuri incarna Warakidra, Dio Jupiter dei Tupi attraverso di Jurema, detta pur Sonsé Bizamu guida gente, rapporti fuor tribù l'aiuta e li dirige, in scelte assai cruciali al fin sopravvivenza, dei lor universali “Ouricuri tien segreti, invisibili rituali A volte pur Pajè, invita i non-indiani solo per 2 ore, poi invita lasciar rito Confine e identità, è politico convito Cura religione, viaggiano d'assieme L'essere curati, è un esser benedetti la person malata, ha spiri intrappolato parzialmèn rapito, o vittima d’un mago I contatti con Jurema, curàn loro gente

copricapi in piume, càboclo antenati
in trance posseduti, dagli esseri di luce che la loro danza, in cerchio riconduce ciàscuno diviene, a modo suo mediùm scendono nei corpi, encantado de Luz Son spiriti uccelli, di primàr memoria Cantaci ora Yatra, Juremà sua storia sue scorze radici, nel sole nascente batto con coccio, o contro la roccia tutto poi spremo, del loro possente e schiuma surplus, scòl via coerente e raccolgo in bacile, radice interiore mollo una notte, in acqua freddore strizzo l’ammasso, e l’acqua colora diventa marrone, rossiccio vin ora” attorno alla Jurema, variano i rituali secondo le miscele, botani e culturali più figli di Jurema, conoscon la divina è parte di Ouricuri, lor volontà di vita conservano foresta, in area depredata al fin di proseguire, ragion di vita data il libro è la foresta, che loro storia cita sono parte d'essa, e Jurema lor invita1
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ingeriscono divino, in albero presente li abilita a vedere, il mondo spirituale ripieno delle forze, di sinergia tribale
la cerimon Jurema, è innesto di culture che supera confine, di razional strutture il rito Juremado, Toré o Praiá do negros Incorpora caboclo, nel brasiliano credo

or molti villaggi, portano a concerto
Indigeno folklore, ricco eppur sofferto ritual della Montagna, d'Umã ed Orubá celebra Rodelas, un villaggio dei Truká
vita, è il loro essere originale. Per essi, bisogna divenire foresta-alfabetizzati al fine di decifrare suoni e significati che tracciano la loro comune origine con altri esseri della foresta co-participanti nel loro presente”. Pajè Francisco Suira: “Il jurema che noi prepariamo non ci rende ubriachi, ma possiam parlare con gli antenati”. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 14

Yatra: “I defunti nel Brasile del nord-est, seppelliti vicino le radici, si legano e incarnano in alcuni alberi sacri così com in India avviene per le vacche sacre. Molti chiedon a tali piante di mostrare il loro destino in sogno. I Kariri percepiscono le piante come simboli viventi dei loro antenati dove le radici e il tronco dell’albero della

là si danza e prega, dentro d'una grotta Cabocla possessione, inizia infine monta d'intorno poche piante, ostili del deserto assieme Rio Francisco, seguono l'evento Truka fan mistura, aglio ed aquardente Jurema pure cura, ciascuno pretendente Sebben hanno bevuto, medium spiritati

sobri sono infine, seduti ed appagati bevono i Kaimbè, alcolati a celebràr

al coro di stasera, il Romulo richiama la storia della coca, e un mito Barasana in seguito ci narra, del popol Yanomami e la medicin yagè, nei culti ancor rinati nei Barasana clan, il cento è la Maloca comune grande casa, multifamiglia rosa accesso alle vivande, e lor preparazione prodotti vari cibi, da femmine da maschi focacce di manioca, o pesce e carni vari il giorno è per il cibo, la notte per il rito tramite bevande, descritte in loro mito

hanno questo mezzo, a decondizionàr vuote le bottiglie, di grappa brasiliana circondano l’altare, ogni fine settimana fedel abbandonati, in suppliche danzati corteggiano discesa, di spiriti incantati ciascuno sperimenta, cambio identità e attiva guarigione, latente a collegàr al tempio Terabuti, Jurema pure vive nei canti dell'incanto, a varie comitive nel salon dorato, quan Yatra lavorava
assieme coi caboclo, rinarra la sua mata

in gerarchico livello, l'età dà posizione

un mito che risolve, sociali relazioni
conflitti indefiniti, incanala a soluzione donna cuoce cibo, l'uomo impasta coca dono di antenati, che i canti bene sposa il giorno senza coca, resta sen struttura la coca dona scopo, sostièn fatica e cura l'uomo riesce a fare, quotidian tran tran e canto memorizza, ogni cosa che sa far

a mezzo loro corpo, nudo e decorato donne dei Witoto, spiriti hann'attratto unisciti alla danza, e fa la tua canzone
ci guidin antenati, trovar la connessione età dell'oro tracci, antiche prime strade nei cieli della mente, e terre mai violate stemper suoi confini, l’inclinazion libido androgino sistema, sessuale concepito Yaba è femminino, Aboro è mascolino ogni genere entità, recita un suo mito terzo aspetto sale, possiede l'individuo collega in armonia, l'originale ambiguo digiuno di possesso, o liber espressione in vulcàn di desiderio, accumula l’orgone dentro possessione, una libido inespressa satura or esplode, la frustrazion depressa un cibo materiale, con quello immateriale tuo corpo lo ricerca, è spinta esistenziale il corpo alimentato, è il sogno del tuo Sé travasa la sua forza, e scende dentro te
ricamo shpibo - folletti ed enzimi

pur birra e lo yagè, diventano la base
per scambi e relazioni, in codice graduale canali e corpi stessi, degli antenati primi i clan delle maloche, riunisce negli inviti Nei miti Barasana, manioca e coca sono coltivi donne e uomi, legati a sesso fuoco

son corpo di antenati, Yeba con Yawìra
unione delle genti, di fium e terra prima Yeba è l'uomo boschi, giaguaro incivilito da moglie sua Yawira, e il suocero convito che gli offre var prodotti, capaci a coltivare Yawira è la manioca, tabacco il pene padre la coca dopo arriva, per via di scappatella

tra le sorell manioca, e i fratelli di Yebà

muor eiaculando, il minor a gamb'aperte il corpo divien coca, e affianca le scoperte
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il nuovo patrimonio, unisce ora i 2 gruppi e trasmette identità, nei miti e i riti tutti madri passan figlie, talee della manioca e i padri passan figli, i coltivi della coca così le identità, mediante il matrimonio saranno trasferite, in comune patrimonio scambi di sostanze, tutt'attorn al mondo offrono un pretesto, a relazion di fondo

sacerdoti di Apus, fan pur l’aruspicina2 Diagnosi dei ventri, di fauna da cucina ed usan divinare, collàn portar fortuna
semi rosso-neri, Guairuro è pianta runa maestro posseduto, da spirito montagna

acquista i suoi poteri, ed ora sa curare divide la sua Mesa, come il cielo Rasna Zucca pien di semi, sarà la sua Maraca legge nei polmoni, d'uccelli come llama
brucia pur le foglie, di coca e grasso lama

Coca e come Kava, pacifiche le foglie

Provvede sussistenza, su vette rarefatte compagna dell’indiano, agrar o minatore in tempi esaurimento, e di disperazione Pianta mama coca, vecchia delle Ande

Mastica la foglia, o fa il tè di Mamacoca tabacco nero fuma, contatta cerimonia Inibisce facoltà, offrèn profondo sonno al fin diagnosticare, in olistica simbiosi

forza materiale, pur anche spirituale è radice identità, dei popoli dell'Ande nativi resistenti, a sforz'acculturante
l'Aapus antenati, guidaron greggi e clan nei luoghi inospitali, sulle ande a far città Apu e Pachamama, sòn montagna e terra forza ed ombelico, villaggio Q'uero eterna energia delle montagne, è l'Apu collettiva

i semi di brugmansia, bevanda del malato maestro poi trasporta, paziente sott’ipnosi

Osserva mani e occhi, inizia l’orazioni Invoca l'antenati, latin e pure quechua beve pure vino, brinda Pacha e Bacco foglie masticate, offre a suo paziente le mette fra le dita, e oracola corrente

continua nel silenzio, fumar nero tabacco

effonde dalle punte, forza Pacha Mama è Num già sibilante, sotterranea Mana
riflette psiche-corpo, nella storia umana

quello che succede, successe od accadrà se soffre di malocchio, spavento susto sà3 Controlla con il dito, con lingua insalivato

fondano tal genti, imper Tawantinsuyu

lingua Q'echua e Aymara, parlano quassù sciaman e sacerdoti, in città fan gerarchia

lo passa sulla fronte, sente se è salato passa pure l'uovo, in varie parti corpo
sà che quello assorbe, con parol accordo il suo braccio flettendo, il mal estraendo Lo getta lontano, poi chiede il vestiario del malato paziente, al fin di purgarlo percuote con frusta, e caccia l’inganno Daño od inganno, per malesser ribelle preghier consultazio, a scoprir i nemici è un invidia o gelosia, causar maleficio prescrive una dieta, quale cur sacrificio
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Warschi primo grado, nutre monarchia

Watù è secondo grado, detto di veggente Colui che grazie a foglie, legge ricorrente terzo grado è Hampeq, ovvero curandero Uomo immerso nel, rapporto num intero1 al suo lavor profondo, include spiri piante da cui fan suggerire, ogni metodo curante

con spirito pianeta, è capace a lavorare
Mangia inquinamenti, Brujo sa stroncare
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l porcellini d’India (Cuy) di color nero, sono usati dai curandero per l’Ars Haruspicina, il maestro si accoccola, colui che con il continuo lavoro con foglie e intuizione davanti la mesa e invita il malato o chi chiede una esame ha raggiunto un grado di sensibilità tale da poter leggere, 3 sintomi del Susto sono l’insicurezza, sobbalzi quotidiani senza accessori, l'energia degli umani e decifrarla in sofferti dal paziente dovuti a forte emozione o a una maniera esatta caduta LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 16

Perseguitata è pianta, dai colonizzatori che dietr’inquisizione, celan fame d’ori Foglia mama coca, pur tolleràn sociale

i figli d'indio bianchi, son chiamati chinos meticci di più incroci, li chiamano ladinos Coquero riconosci, somiglia a ruminante consumato il bolo, depone da viandante sui cumuli di pietre, saluta amici stirpe solidar costume, che la fatica estingue
sen coca non c'è vita, lavor o godimento ribella l'indio privo, padron e firmamento

comunità e famiglie, in spiri solidale
Media nei conflitti, è mezzo transazioni funziona da cambiale, in riconciliazioni usata da millenni, a esprimer gratitudi in riti Pacha Mama, e agli ospiti venuti Le piccole sue foglie, calmano la fame tristezza con dolore, ridàn tono vigore conforto e di supporto, a offese dignità

lo san latifondisti, l'aggiungon al salario in dose di bisogno, l'abuso è loro danno
coquero ch'è formato, tutto ha rinunciato Dimentica lavoro, famiglia e suo denaro serve la passione, compra il necessario ritira boschi e monti, delirio in solitario più giorni ebbro felice, torna poi lavoro ottiene delle foglie, e tornano le voglie Errante e religioso, fan culti e idolatria il Coquero è già felice, il resto vola via ride sgangherato, in capanna sola sola ebbrezza della coca, pensier esalta vola sogni dolci e vivi, e bevande riscaldanti freddo come fuoco, entrambi pur amanti tra fremiti sussulti, super ogni amplesso Pancho bol in bocca, mastica da 1 pezzo vede l'antenati, ballare attorno al fuoco vede may Capàc, e mama Coca in coro

sa molte malattie, vedere e poi curàr1 oracola il destino e gli eventi naturàl
grandine oppur gelo, il corpo s'adattar Andini senza pianta, cioè loro identità Chi cerca sradicarla, ne mina eredità

con fame con fatica, legame dritto ha aiuta a sopportare, l'estrema povertà malesser'altitude, il freddo e avversità gorni sen mangiar, permette camminàr arbusto delle valli, cald'umido vuol star Prospera in declivi, e terreni sen calcar al fondo delle valli, si semina o si pianta alberelli da vivaio, dopìanno si trapianta

già in fila gli alberelli, formano il Cocàl ogni tre mesi vanno, infestanti eliminar dopo 3 anni buoni, può farsi la raccolta
costume rito è, ai morenti coca in bocca

sciolgon oro-argento, e fucili con motori un giorno fonderanno, siem ad ogni cosa concessero i spagnoli, alle masse in libertà su lago incandescente, l'arca poi si posa

vede in profezia, “il sole e luna forti

Coltiva il popol Inca, per l'uso a nobiltà

n'imposero balzelli, i compagni di Pizarro

sostanza è capitale, social abuso un danno May Capac suoi figli, ripesca con la rete saliti sulla barca, nuovo mondo insegue in fredde secche Ande, prospera la coca dall'ombelico quattro, regni sorgeranno e un clima caldo sai, virtù la rende fioca allora i figli copia, sul fondo resteranno
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Taras: “Erithroxylon coca, cresce in luoghi caldi e umidi dell'Ande, nelle Yungas (valli Aymara)”. La foglia contiene più proteine (20%) della carne (19,4%), più calcio (2%) del latte, ed è più ricca di vitamina B-1 delle carote fresche. La foglia fresca è rimedio per il trattamento di malattie fisiche e psichiche, grann restauratore d'energia di stomaco e intestino; allevia affezioni di laringe e corde vocali, previene vertigini, regola pressione arteriosa, il metabolismo dei carboidrati, le prestazioni sessuali. In masticazione o infuso aiuta il corpo.

ricorda cerimonie, dei sacerdoti Apùs per aprire il ponte, dello hanàk Pacha mondo conscio è, il visibil Kay Pacha l’interior inconscio, detto l'Uku Pacha2
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Le Apu son ponte tra Kay e Hanak Pacha e veicolan l’amore LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Pà sole è Tayta Inti, fulmin par Kaya Wayra pare vento, pioggia sarà Para Qaqa sarà tuono, Nina e il fuoco Illa le stelle son Coyllòr, la luna sarà Killa Tago è Waskarinka, primo sovran inka ombelico spirituale, di civiltà dell’Inkà che vive sotto lago, al centro Titikaka Regno sotterraneo, detto di Ukupacha Fammi camminare, tramonti da mirare le cose che hai creato, fammi rispettare fammi orecchie acute, a sentir tua voce nell'erba e nella roccia, quello che riluce Dammi la forza, a combatter me stesso fa che sia pronto, con occhi e mani pure così quan la mia vita, sfuma nel tramonto sen vergogna vada, lo spirito tuo mondo

il beato volto suo, commuove mi contagia Romul ora cita, più sogni ch'egli assaggia che portano l'indio, ballar con le creature curare dar ebbrezze, al cuore di strutture

Coca ha l'influenza, diversa sulle razze
su climi e istituzioni, lui cita Mantegazza

di effetti dell'abuso, l'indio men risente mentre alienazione, il nero vive e sente
coca assiem'alcoli, abbrutisce incoscienza vizi van sommando, tu adopera coscienza La coca in medicina, dà infusi anti dolore se usata dopo pasti, migliora digestione risolve indigestioni, isterismo enteralgie coliche d'addome, via bocca via clistere amarognolo sapore, bene fà alla pancia presa nel digiuno, bicarbonati aggancia Stess'infuso coca, impiega altre 2 volte breve sia distanza, degrada umido forte sbianca pure i denti, abituale masticata pur se li consuma, fa sani a lunga data Eritrossilo pur purga, il fetore delle feci Che ora dà l'odore, di pianta che ricevi eccessi danno febbre, ridotta da sudore aumenta pur orina, gli occhi fan rossore Il novizio sulla pelle, ha un eritema sole Eritrossilo innocente, invita un pizzicore lo sperma sa eccitare, a dos'immoderate l'infuso un erezione, leggèr sa procurare asceta sii tranquillo, eritrossil cuor felici cald'acqua sale polso, scende poi sopisci assente debolezza, in corpo immunizzato Eritrossilo rafforza, ben l'immuno-stato Eritrossilo all'inizio, ravviva intelligenza riduce tedio vita, depressio e debolezza accresce resistenza, al clima più alterato cura agisce lento, profondo inarrestato

Tago e Waskarinka, araldi età dell’oro giacciono qual semi, cuori sotto suolo
dall’inconscio mondo, lor riemergeranno e un nuovo ciclo storia, inaugureranno Tago e Waskarinka, invocati dai fedeli prestano linguaggi, risolvono problemi

cantan inno mito, di fondazione Inca
uiracocha hualpa, che fài ogni meraviglia

viracocha apacocha, grande demiurgo Uiracochan topapo, sei senza misura ymày pachacamàc, per secoli sen fine haycay pachacamac, fuor secoli confine

Terra insegnami, a rigenerar il seme e a dimenticarmi, come bianca neve insegnami il ricordo, della gentilezza
i campi nella pioggia, dopo la secchezza

Sei l'alito è voce, che odo nel vento
Pachamama casil, lacta mio portento

quispillacta capac, Inga io tuo figlio

huahuay marcar atalli, tien ben arzillo

Pancho al fuoco dona, ora il bol succhiato Agisce pur sui chakra, e rete delle nadi chiede foglie fresche, da sacc'appeso a lato un bel ronzio soave, provano le orecchie tre giorni ho lavorato, or tre secoli riposo cerca tu lo spazio, per-correre orizzonte

balsamo mia coca, in viaggio mi ritrovo

vita fa robusta, la forza ha nuova fonte
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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sopor alcun precede, a lor coscienza forze
s'aumentano le dosi, gentil ebbrezza morde

diversa dall'alcoli, la forza inzuppa tutto godiàm accoccolati, mondo innanzitutto

come vin rallenta, regressio d'organismo poi nutre senza cibo, e il corpo resta vivo alimento più potente, dice il Mantegazza a volte ad alte dosi, fa vita lieta e pazza1

all'oppio si avvicina, la foglia boliviana

consiglio per i vecchi, malati pur robusti scrisse Mantegazza, che scivola in ananda a meticci ai colorati, neri bianchi ed indi ogni sforzo fà molesto, sebben ogni tantino prezioso al digerente, già lente di per sé la forza muscolare, invita a cambiar giro coquero ha denti bianchi, e zero flatulèn

un agilità prorompe, nei salti assai sicuri uno yoga è regalato, in pochi più minuti l'ozio beato torna, e si ride pazzamente il dialogo è scandito, or più lentamente

consiglio dentifricio, decotto concentrato con cui lavar la bocca, un due volte al dì o pulire con la foglia, quan la carie denti vien dallo scorbuto, in gengive penitenti

un Tè coca regolare, è igiene senza pari dietro prime dosi, qualcun ha capo grave qualcuno nube attorno, ad altri il capo sale a minatori e chi, è in paludi e viaggi vari immobile beato, il sorriso budda emerge lo consiglio pur, chi ha sensi tropp'accessi a donne delicate, e person assai nervose oscilla dormiveglia, sonno pur sommerge

i caffeici tale stato, abbreviano poiché

caffè vuol fare i quiz, e ordinaria attività coca pur guarisce, l'ebbrezza degli alcòli suo grado di piacèr, appàr tra i superiori cosciente isolato, mi trovo un dì abusato provo son dottore, penna ha proprio fiato immagini bizzarre, è splendido e fecondo inonda gaia ananda, vedo tutto il mondo immagini e poesia, spazi e molti mondi l'un più bel dell'altro, alzo dose e affanni or incubo si staglia, terribil spettri teschi tornan poi tranquilli, l'estetici più freschi Tre ore or sono calmo, con polsi a 120 3 ore sonno infine, ritorno a quotidiano mi sento più capace, di studi sen fatica sen cibo quarant'ore, è forza ver antica giorni seguenti, nessun languor depresso leggera stitichezza, tepore porto addosso eccellenti digestioni, ancor mi fà trottare resisto freddo clima, bene pur viaggiare Mama coca aiuta, a portàr gravi fatiche ristora nuove forze, ai nervi della psiche consiglio nelle marce, soldati pur amanti nelle veglie e fame, diabete ed ossidanti

mesci foglia coca, a quel d'arancio amaro in coliche del basso, diarree d'indigestion concentra nei clisteri, in piccole iniezion

La coca calma il dolo, senza iritazion

urinari e genitali, eritrossi è amico vero donàn forza nervosa, amòr fa lungo bello

dà stuzzi a fantasia, sostiè polso fatica
l'infuso freddo allenta, il caldo lo riattiva

nei brividi di freddo, e le febbri di malaria con l'albero Chinino, un infuso ci curava

poi fu brevettato, il suo thè dimenticato
uscito da commercio, danno è consumato

i brividi di freddo, della malaria febbre
risposta son del corpo, a milioni d'invasori entrati in globi rossi, fan cellule scoppiar

nel fegato alla fine, si van moltiplicàr
Plasmodia loro nome, agiscon coordinati attaccan tutti insieme, ogni due/tre giorni

l'infezion traduce, in cicli a febbre acuta
seguiti dalla calma, tregua che poi sfuma
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in infusione è adatta a tutti. Ad alte dosi non deve usarsi da chi soffre congestioni cerebrali o ha tendenze all'apoplessia. L'abuso per più anni può produrre demenza ed ebitudine. Mz LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 19

Risposta di natura, a dar malì minori nei climi tropicali, son Geni difettosi che danno l’anemia, detta falciparia
resiste assai di più, all’infezion malaria

le multinazionali, non posson investire
in vaccin o soluzioni, per causa più sottile non v’è la convenienza, economico profitto spender in ricerche per popol già sconfitto

Virus con batteri, han varia strategia studiata e utilizzata, da immunologia
le malattie infettive, diffuse là nel mondo Malaria lebbra e altre, restan senza fondo

la loro architettura, economica in azioni
vàluta in moneta, non vede altre missioni

inutile incolparli, son casta di mercanti trovare soluzioni, è cuor lungimiranti

Mycobacterium Lepre, batterio della lebbra don Romulo prosegue, la storia di Yagè contagi che leggenda, spesso ha ingigantito del tempo in cui più clàn, perser la salute il dolore và tacere, con l'oppio e la morfina un dì arrivò al villaggio, donna con bebè alla Maloca entrò, col bimbo suo Yagè 1 oppure con l'ormoni, detti d’endorfina Attacca virus polio, i nervi e gl'intestini ma cellul digerenti, posson riprodursi Le cellule nervose, steril vanno perse paralisi consegue, il corpo non le tesse avevan antenati, ascoltato le preghiere mossi a compassione, dei fratelli in terre decisero aiutarli, a guarir da mal d’errore

inviano Mama foglia, yagè consolatore

Le cellule quando, invase da un virus
ormone interferone, emettono in surplus avvisan celle accanto, con segnal'allarme

incombe l’invasore, destate pure l'arme
tra cellule del corpo, l'ormoni messaggeri

permise la mamà, che suo divin bambino smembrato e offerto fosse, lor in sacrificio ciascuno ne mangiò, e i resti del banchetto interrano in foresta, seguèn vision intento

ci avvisano di tutto, son cerebro forieri protein piccine, tra di esse è l’insulina

ormone che conserva, la dose zuccherina

su alberi attorciglia, la prima liana pianta a cercar la via del cielo, è lo spirito yagè liana d’ayahuasca, che sale senz’affanno A casa fa ritorno, gli uomini or lo sanno
dall'altra sepoltura, nacque un arbustello di belle foglie verdi, mamà del bambinello Umani ed antenati, connessi in ayahuasca mirano la mente, nei corpi spasmo s’alza

adrenalin ormone, prodotta in surrenali stimola ed accresce, tensioni muscolari chiede più energia, infine è consumata
ansia emerge che, estrema è incontrollata

le scariche di Adrena, vengon stimolate
da stati di paura, minaccie all’organismo sostanza contrapposta, fatta dal cervello l’endorfin ormon, che toglie ogn’arrovello

I pajè Desana, d'amàzzon Colombiana

Fan uso di Tagè, su sponde al Rio Papuri Sole crèa l'umani, in gialla sua intenzione luce che dà vita, e insegna a far l’amore periodo purgazione, con certa sofferenza Bisogna di passàr, per viver l'esperienza Tagè con chacrona, marròn liquid'appare bolle finchè denso, raccolto è nelle giare
1

se cresce l’endorfina, decresce l’ansietà e tensione muscolare, scende a rilassar prodotta in stati sonno, oppure favorita da pratiche di yoga, relax o tantra vita
pur altri protozoi, fan malattia del sonno Tripanosoma detti, maestri dell’inganno a reti immunitarie, sfuggono cambiando L’abito o l’insegna, sempre dileguando

Fra i Tukano e altre gruppi dell’amazzonia, la Maloca è la grande casa comune del villaggio, rappresenta l’utero e il suo ingresso la vagina. Donna Yajè entra nella porta vagina e penetra nella casa-utero provocando lo stordimento sessuale degli uomini. Suo padre Sole, l'ha ingravidata con lo sguardo LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 20

il Romul curandero, tien icaro ad Iquitos Acre amar tisana, è assunta nella sera potrebbe procurare, il vomito e diarrea Sinchi lui lo chiama, un dolce Mediguito purga infiammazioni, al tratto digerente ha na na na nai, há na na na na roi ni ni ni ni ni ha, na na ta na na roi Neuroni alleggerisce, in catarsi ricorrente la Medicina liana, lavor se v’è intenzione di voler guarire, mente assieme al corpo pulisce i tuoi canali, pensieri ed emozioni purga a risvegliare, corporee sensazioni e prescrizioni vari, di cibi ed ingredienti Precedon rituale, tuo corpo a preservar curanchiriri cuerpu, espiri murayari potere cura loro, romper non potrai è nato nella grotta, medico tabacco sopra piedra blanca, pipa tiene fiato de tomay penda, bevendo e tenendo tu tabaquito, dal miel d’api intendo portando più cose, il piccolo è qui il dolce dottore, da Chacha sin qui Entrami in corpo, Ti lascio parlare dentro mia mente, tu va illuminare entra nel cuore, per darmi il calore Mi voz te susurrará, io son curatore 8 doppio cerchio, fecondo del serpente che parla senza dire, e dice sen parlare son rossa energia, che in te si risveglia Quiero ascender, all'amor di Tua stella Dicon gli Shipibo, che le piàn maestro son muraya-cai, creatrici-di sciamani3 rivelan vero mondo, normal è l’illusorio in varie e più figure, fan lor’ostensorio

nause ed emicranie, fàn la differenza

tra buon o dolorosa, possibil’esperienza1 la Medicina scende, va nel cuore tempio scopri sua bellezza, dopo 1 certo tempo Gioia per la vita, spontanea guarigione

gruppo è garanzia, di rassicurazione

Pianta-guaritrice, impòn sua disciplina chi manca di rispetto, pare far dispetto attento alle lezioni, di vita oppure sogni L'esser ricettivo, è rapporto coi bisogni Brujos non sapendo, fanno nefandezze sommersi da velen, dubbi ed incertezze un altro poveraccio, attende fuori stanza d’esser risvegliato da sonno d'ignoranza Purgan con profumi, appresso cerimonia e il Romulo con Mari, fanno una limpeza Con bagni floreali, e icàro commoventi dicono yagè, può aver altr’ingredienti

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Tra semi del toè, nel vino macerati

foglie in infusione, o enteroclismi dati pur rotoli di foglie, usati qual supposte una medicin di selva, adatta le risposte

Bere tè foresta, riempie d’esperienza intensa audiovisiva, spesso interattiva sinfonie di rane, profumi uccelli insetti Icaro e mapacho, amplifican percetti2
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Almeno 4 ore prima evitano qualunque cibo pesante (vini, birra, cocco, carni rosse, caffè, derivati latte acidi, stagionati, banane, avocado), bere succo di frutta d’agrume o mela. 1 gr. lecitina bevuto 2 ore avan sessione eliminerà gran parte della nausea e masticar zenzero, dopo l’ingestione elimina l'amaro

Romulo Shuma: “Mapacho (Nicotiana) nero della giungla è cibo del mariri, se non lo nutri con fumo di tabacco, il mariri può fuoriuscire dalla bocca del vegetalista esponendolo ai pericoli di venir rubato da un brujo e lasciarlo sprotetto”. Sinchi icaro: Mi voz te susurrará|cosas que crees no saber. Dentro de ti vas a encontrar la respuesta a tu ser Ocho (8), doble círculo fecundo dos serpientes enroscadas, te hablan sin decir. que te dicen sin hablar. Soy energía en ti dormida, despiértame ya. Quiero ascender, reptar de una vez, cruzar el cero (0) ya, cerrar el círculo aquel, donde la flor duerme en la cruz. Cuando el azul llegue a tu cara y la luna a tu cabeza, a su encuentro yo iré, serpiente roja, desde la base, a fundirme con el sol...Y mi voz te guiará a través del agua del amor... 3 Con dieta e digiuno si diviene vegetalista; se segue per anni, si divien conoscitori dei tre gradi della medicina vegetalista dell'Amazzonia: muraya, sumi e banco; la dieta do curandero ayahuasquero, limita cibi che possono causare pesantezza, oltre a sale, zucchero, dolci e grasso e prevede tè di yagè 1/n volte a settimana con separaz. sessuale per concentrare il corpo e non far ingelosire le piante con spirito femminile.

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acquistan principianti, aiutàn spirituale Yachai ovver mariri, e imparan a icarare dieta e isolamento, se lungo tu mantieni Lor proprietà le piante, rivelano d'interi Melodie d’icàro, insegnate dalle piante presentan lor potere, al curandero fante gl’insegnan ritmo cura, parole e melodia l’informano su scopo, e l’uso adatt’ossia1 lor parol e senso, spesso incomprensibi alludon alle piante, animali pur antichi l'Aria o qi che cura, ha effetti rilassanti sui pazienti corpi, strappa i qi pesanti

buon vegetalista, dipinge storie trame parole con disegni, miscela ad icarare

Icàro di aranita, un piccol ragno che

Tesse tel d’amore, corteggiamento avèr mentre sirohuehua, canzon divertimento animan paziente, di gioia e sano intento

il ver ayahuasquero, fà icaro bellezza smaschera con essi, falsità scaltrezza è arma curativa, e veicol di sapienza potere personal, ovvero quintessenza
Icarare è caricare, un oggetto d’energia si che protezione, al paziente pur arriva Cantando sull’oggetto, si suffla fino fìn

è nell’acqua che, conservasi l’intento

più durà la dieta, più canzoni apprendo Tabacco oppur yagè, fà l’icar medicin mancanza di rispetto, verso d'un maestro è l'uso dei suoi canti, senza suo permesso2 agiscono su centri, o ruote di energia Canticchia l’icaròs, non superar sua voce un giorno pure tu, accedi a spir di Piante ricevi tuoi icaròs, che han potere per te durante apprendistato, abbi fede in te Ogni curandero, tiene il proprio idioma gl'icar del tabacco, o del chirìc sanango son icaro ayaruna, cantati per chiamare Spiriti antenati, subacquei o d’animale gl'Icaro son tanti, ognuno fa un lavoro assieme medicina, apron mondo d'oro e resine e profumi, pietre oppur sirene

mediante vibrazione, sonora strategia
rimuovi blocchi vari, seguendo d'icarare ti guida curandero, fuor del razionale

un eSSe di serpente, colore rosso fuoco emerge dalla terra, è sal midollo floscio la eMMe poi la senti, salire là nel ventre diviene luce verde, ti smuove ricorrente senti or AA salire, dall’alber dei polmoni aprire alla coscienza, l’anima e i ricordi brecce d’emozioni, tristezza ed allegría la U diventa or O, nel cuor Amore sia Poi color violetto, arriva nel frontale sede d’intuizione, la EE senti vibrare quindi senti un I, infinita immensità Luce d'interiore, il discernimento sà Come una donna, la selva m'intriga madre che accoglie, sfama e pulisce Ti dà disciplina, e le regole in gioco conoscerle aiuta, a vivere in luogo suono della selva, piogge temporali orchestra di ranocchi, real'immaginari tappeti di fogliame, gigant'ecosistema In circolo rimette, la vita e la materia

appaiono cantando, erotiche corriere3
sott’acqua viaggiar, Bufeo và insegnàr un icar principale, e sciamano erotizzar
1

Romulo lenisce dolori e cura morsi di serpente con icaros (dal quechua ikaray: soffiare fumo per curare), fa diagnosi e propizia l'amore o la caccia. Icarar è soffiare un icaro su una persona, oggetto o circostanza al fin di dargli potere. Ci sono icaros per cambiare intensità e colore delle visioni o dirigere i contenuti emotivi (huarmi icaros incantevoli melodie apprese dietando con i profumi, arrivano in sogno o durante rituale). 2 si narra di casi di icaros rubati da rabbiosi curanderos che venivano ai rituali sotto travestimento. Encantero è curandero specializzato nell'incantamento di pietre con proprietà di cura 3 Pusanga è la magia rituale d’amore diffusa nell’amazzonia peruviana di Loreto. Qui si crede che var caros accompagnati da strumenti a corda, dian controllo sul Bufeo (delfino rosa di fiume, spirito di yagè), creature temute e di forte attrazione sessuale. Gli umani durante il coito con tali delfini mitici, senton intenso piacere e talvolta son incapaci a disgiungersi.

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Cuore d'amazzonia, fiume rio Amazòn intera vita informa, con legge con amor l'Anaconda snoda, la selva Sachamama di notte brilla viva, l'argento Yacumama1 persi nella selva, segui un corso d'acqua qualunque rio va ben, inseguo la corrente porta a rio più grande, fin al Rio Amazòn

Le chiesi cos’è vita, drago lei mi mostra Rosso molto grande, veste umana storia decide quando ciclo, chiude l'altro inizia

è Tao di mutazione, e oracolo di pizia
Lei dragone madre, tutto accoglie in sè

al mare sboccherà, floresta e corazò

Mali e sofferenze, discarica sul ventre Purga con la luce, in sauna di metallo Stomaco è fornace, seme dello sballo
un gesto amore vale, a dar benedizioni vita è una sequenza, infinita di stagioni un amoroso gioco, tra la madre e figlio già ogni cosa sai, ridi a gran bisbiglio ayahuasca madre, Ther amante dolce dà consolazione, a tuo bisòn d’amore T’ama intenso cuore, fino a lacrimàr

tra indio della selva, alla maloca Boras Tamburo d’anaconda, il Romulo si trova tamburo inizia batter, ritmo sul terreno affondi con rilasci, del piede ritmo vero rituali d’antenati, chiaman sachamama antica dea Anaconda, Thera madre gaia presiedere la festa, e la spezia rinomata dei Draghi protettori, ricorda cavalcata Don Romulo ci dice, “inarrestabil fiume sono le intuizioni, un corpo come piume apri porte a inconsci, e viaggia la visione la medicina intanto, lavora a profusione comunica le menti, e corpi a lei prestati infonde amore danze, attorno fuochi dati è un aquila sivango, che vola sopra i veli cura e nutre gruppi, coi pensier più veri

Senza pretendèr, nulla a ricambiar

Thera Mà yagè, al mondo dona senso gruppi di tribù, media a far consenso cosmico riabbracci, il bimbo dentro te Amore pace e baci, ferite puoi chiudèr la ruota gir in ciclo, muta e fa stagioni il volo del dragone, vedi in ombre fuori stratifica a panino, caapi poi chacruna in pentola con acqua, a far la bollitura e medicina sale, qual fumo da bottiglia guida nei cammini, mente ti scompiglia fà cantar ballare, invocàr anima pianta sentir calore corpo, nume qi che s’alza Pressione con calore, risale dentro me Paura del distacco, nel corpo sta yajè immagini cangianti, al canto dell’icarò sprazzi di passato, futuro a zigo-zago Velocità di fuga, mi assalgon le paure assiem insicurezze, mentali le torture Total è confusione, fiducia sol rimane mi aiuta nuovamente, rinascer purgare giaguaro d’amazzonia, forza d'otorongo

sull'ali d'icaròs, cum-navigando il sol
un primo effetto è, aumento d'emoziòn il cambiamen sensorio, tatto con udito var mental processi, in circolo infinito In mandala li vedi, sòn tele di ragno Spazi interi noti, da cristallo marmo L'eco della luce, in polvere diffonde fabbrica materia, dentro te risponde Portan'indumenti, od elaborate scaglie scintillano metallo, foton in fogge taglie

tosto si battaglia, per armonia riavèr tra vari panorami, viaggia arcobalèn
1

Parola quechua, Sachamama è spirito madre della giungla, vomita e ruggisce, potenza a tutto tondo serpente su cui cresce tutta la vegetazione che può divorare il cacciator incosciente che inciampi sul suo corpo. Yacumama, il malessere s'esprime, al fin di liberàr anaconda madre dell’acqua, vive nel fondo di laghi e fiumi. turbina la mente, mosaico a riordinar tutti i fiumi portano al Rio delle Amazzoni , nuotare, remare e usar machete aiuta; così come il fiuto un compagno cane.

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la mente dell'infanzia, fu piena di paure peccati originali, s'incarnano in creature molte proibizioni, che imbrigliano l'istinti piaceri punizioni, si mischiano indistinti Dante gira in tondo, tossine vuol vedèr Manzoni e Michelange, lavoran con yagè Gesù spezzo prigioni, di schemi irrigiditi Le regole svelò, nel cuor deglì israeliti Paura non esiste, se riconosci in tutto Gioco di finzione, risata in bimbo putto bimbi si ritorna, al gioco con l'inconscio l’acqua appare sacra, oracolo responso Esotico è un sogno, che può far fuggire nel quadro paesaggio, di là dal soffrire che annusa l'odori, e d'immaginazione accade e dà forma, interiore esteriore Villavicencio scrive, che usan la datura l'indio a divinare, risposte ambasciatura casi gravi guerra, scoprir piani al nemico tener amor di mogli, e la visita di amico chiama lui tag huasca, decotto di bejuco ne beve indio stratega, nei simposi unito e inizia a risvegliar, intero viaggio aereo Ognuno bello e brutto, vede il fato vero prova lui tahuasca, e vertigo s'innalzava

Inizia il santo Daime, dentro la foresta
a mezzo guarigione, Raimùnd Irine Serra

incanala rivelazio, d'una dottrin lunare bevanda di foresta, Dai-me a rimirare Irinèu guarito, è un mestre ora rinato impiega la bevanda, nel culto derivato proseguono visioni, di Vergine Regina Seduta sulla luna, gli parla sopraffina

Ritir nella foresta, e segue dieta stretta1 finisce poi a Mapiá, e diviene imperatore invisibile d'un culto, a Virgem Conceição fondàr nuova dottrina, sarà la sua missão

raggiungono i fedeli, il banco eucarestia ottengon bicchierini, dosati alla persona sapore amaro purga, risolve le afflizioni di anima e di corpo, dopo le assunzioni lascia vibrar corpi, candele o lucernario
a ritmo di emozione, degl’inni dell’hinario danzi fluidamente, in maniera poi gioiosa Psiche segue il corpo, in ritmo senza posa

tal uso sacramento, accresce nel rituale
Fuor della foresta, yagè bevanda spande

in stato di Rio Branco, un culto Daime sale

famil Juramidàm, attiva un mito grande
Don Bosco salesiano, predisse tal’evento la nascita di culti, in ecumenismo avvento emergon dal Brasile, più chiese innovative diffondono nel mondo, speranze curative

vedeva gran città, i ponti e selva mata

assalito dalle fiere, difende strenuamente dorme si risveglia, emicrani leggermente

molte volte beve, l'indio coi compagni

necessita d'un gruppo, a prevenir i danni di furia ed invettive, lanciati a mali spettri quan svegliasi ricorda, bene propri intenti sessione d’ayahuasca, azzera differenze allinea grupp’intero, su natural frequenze

Ecclesia fa i suoi passi, tra mille ostilità discepolo del Mestre, pà Sebastião sarà fin a suo trapasso, sviluppa la missione al figlio Alfredo Grego, lascia direzione
Vino d’ayahuasca, ha spirito insegnante2 Liana sposa foglia, maschile e femminile Daime forza Daime, Daime luce e amor insegna l’inno Mestre, al Terabuti ancor

aiuta in spostamenti, di scale e priorità ripristina speranze, nei gruppi identità la Yatra sertaneia, giunta dall'Olanda parla di yajè, e del culto Daime santa
uscita da eroina, lei mette su un rituale

capace di aiutare, i malesser rigettare

1 2

manioca bollita; l’ayahuasca è brasilianizzata in “Dai a me’ Il viticcio/liana dà la forza maschile, mentre la foglia a lui sposata, dà luce, capacità di visione e intuizione femminile

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.11 novembre, Seba:

in 2 parti suddivisi, a pascolo la prima l'altra in 4 lotti, che ruota i var raccolti1 una dozzin galline, e pur un bel maiale forniscono pollina, assieme del letame sembra il Therabuti, un organismo a sé

autosufficiente, pulsante nell'ambiente
a mezzo del terreno, scambia le sostanze con piante ed animali, tesse circostanze Arde fuoco al centro, a cuocer riscaldàr pitture su pareti, un lavoro da impegnàr

il verde in animali, diventa poi letame
Nutrono l’un l’altro, piante col bestiame vedo tra di loro, uno scambio ricorrente dopo aver passato, apparato digerente

son fatte le pareti, di pelli tese ai rami Infissi nel terreno, o tramite pietrami Capanna di tronchi, rami e ossa dure di pelli rivestita, canne e frasche pure L’ossatura regge, i pesi e dà la forma
Materia più leggera, copre si conforma Delimitato spazio, chiuso che protegge dalle piogge e pur, dormire mi consente due sgabelli e sedia, e drappi color vari Vasi in terracotta, accostano incensari situata sul pendio, o terrazza artificiale le capanne Creta, han forma circolare apron ad oriente, il tetto è fatto a cono fin che deteriora, coi resti ne fàn nuovo Fatte in sassi e legni, case greche sono e mattoni argilla, asciutti e cotti al sole I tetti ricoperti, di paglia e pasta argilla pavimento in terra, battuta a parapiglia pur case qual rifugi, scavati nella roccia composti da tettoia, ed uno o due locali intorno d'un cortile, interno cielo aperto prendono la luce, fuor non è permesso L'uomo sedentario, coltiva ora suo cibo spuntano i villaggi, e cerami vasellame allevano più bestie, e spunt'agricoltura con fibre vegetali, per far la tessitura 1 ettar Therabuti, domani vò scoprire fan diecimila metri, quadri d’accudire se li cammino tutti, farò dieci kilome podistica salute, ai nervi pure il cuore

fatte di animali, concimano il terreno

maiali con galline, lo muovono davvero ricercan razzolando, tra letam e piante parassiti e chicchi, e residui di vivande pur resti di cucina, e residui di raccolto nutrono i maiali, assieme col composto nulla vien sprecato, perfino var giornali fuoc'oppur pacciame, lettiera d'animali

i maiali sono bravi, contàdin di natura

mi dice Emilia che, miglioran la struttura aggiungon al contempo, la concimazione pollame pur aiuta, se và in circolazione Utile è il pollame, che mangia parassiti Fornisce più prodotti, pollina piume uova Calore per le piante, d'inverno più sicure gratta via malerbe, specie per agrume2 Emilia suggerisce, se spazio lo consente alleva pur bestiame, a foraggi sufficiente Jersey alla cavezza, s’abitua docilmente sana ed affettuosa, è mucca resistente 1 mucca salvaguarda, intero familiado dona latte e caglio, urina e un letamaio formaggi molli-duri, e siero per pollame prospera salute, di umani e di bestiame
1

“uno ad erba spontanea per 4 anni, gli altri a patate, legumi e cavoli. Se Jersey non mangia tutta l'erba, falcio a fare fieno. Ciò che per il coltivatore divien farina e focacce, nel pastore si converte in latte e formaggio”. Emilia 2 aria, acqua, sole, cibo, riparo, protezione, cura. Un bisogno non soddisfatto è lavoro in più, così un prodotto non usato è spreco o inquinamento.Osserva, trasforma problemi in risorsa

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La fatta di ogni specie, rivela sua salute sana digestione, rispecchia in escrementi letami verde scuro, contiene più fermenti di aromi officinali, mangiate nell'armenti

Caprini pure ghiotti, del sale minerale

Tienili in recinto, alto almeno un metro Capre men concime, e poco latte fanno fertilità al terreno, più lenta compiranno la mucca devi munger, dieci mesi l’anno almen 2 volte al giorno, pur dieci minuti è un divertimento, se impari a farlo bene

il Fieno proveniente, da aree inacidite
cattiva composizio causa in sangue mite Attir più parassiti, di pelo e della pelle Nocciòlo con betulla, purgano le celle Emilia da pastora, segue 2 momenti allevamento prima, lavorazione dopo parto e svezzamento, sino a macellata alleva ovi caprini, e lavora latte e lana segue marchio monta, poi la mungitura preparazion formaggi, se può la tosatura inverno porta gregge, a pascolo di giorno estate fa di notte, conosce bestie a fondo

Rinunci alle vacanze, vedi se conviene
fornisce molto latte, modesta pur in cibo volendo può svernare, a fieno del tuo silo si scaldano a vicenda, là nei freddi spinti

i bovi che da sè, san viver loro istinti

Foraggio aggiuntivo, sa fàr da curativo ne mangiano i bovini, fin 6 kili al giorno son rami sbollentati, passati nel vapore di cellule lignina, avviar fermentazione Raccogli nell’estate, secca per l'inverno mazzetti poco stretti, per evitar la muffa Acaci con castagno, nocciolo gelso e vite ottimo foraggio, per capre e ovi bovine Foglie di nocciolo, mangiano le mucche aumenta grasso latte, aiuta digestione hanno alto contenuto, di amido digesto contrasta acidità, in stomaco contesto abuso d’erbe fresche, portan le diarree che vengono risolte, da piante officinali calma invece tosse, l'infusi timo e altea aggiunti ai bevitoi, con la radice intera Galega e fieno greco, stimolano il latte e pure all’appetito, in bovi e ovi caprini vò seminarli assieme, a orzo e girasoli dieci kili un ettar, aggiungi pur fagioli Galega è foraggio, selvatico sui prati Radici fittonate, e più steli con fogline cogli avan fiorita, seme un poco lascia batti bene bene, separa semi e paglia in malattie di pelle, è diurèsi sudorifer è potente vermifugo, in turbe digestive se mescoli al mangime, d’ovaiol gallina aumenta produzione, uova e di pollina
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l'indole animale, lei sfrutta in efficenza

a capre dà comandi, a pecore dà il capo questi guida il gregge, è il kabru mudùllu se è nel gregge capre, sarà kabru sonàllu uno senza corna, castrato e ammaestrato l'altro ha campanaccio, appeso là sul collo se i cani affiancan loro, fuori dell’ovile Krabu de sonàllu, ha corna ed è virile La transumanza è, un’antica strategia vario andirivieni, in contrasto e sinergia ricerca l’acqua ed erba, mesi di confronti là su terre aspre, si giunge fin sui monti sol corpo ben temprato, affront’avversità Il clima incide molto, sul cibo e quantità tramanda conoscenze, veterinarie base

Per là competizione, in solitaria fase
Taras concia pelle, di quattro pecorelle cucite insiem a dare, un ottima mantelle stringhe son di cuoio, lana è sull’esterno

chiamala Mastruca, o abito d’inverno

Abitua ovin bovini, caprini e pur suini puoi sin da piccolini, come i cagnolini Mucche son golose, sàl grosso marino se mesci nel foraggio, stimoli al confino

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la cenere di quercia, tiene molto calcio pur su terre sabbia, carenti oltremisura rianima la terra, di un ricco arcobaleno e riduce acidità, presente nel terreno1 cener sopra neve, discende nel disgelo invece d'usar sale, disseccator davvero in cassetta nel pollaio, aiuta le galline nel loro spollinar, piumaggio bello fine bollivo dentro l'acqua, la cenere lessata in pentolona in rame, grande e riscaldata versavo su lenzuolo, che filtra tin bucato riposo tutta notte, mattin tutto sbiancato è antiparassitaria, avàn semina nei solchi in acqua fò poltiglia, spalmo pur i tronchi riempio la cassetta, pei bagni del pollame

a lubrificanti apporta, normàl viscosità

previèn veleno sangue, terge muco linfa suoi semi inumiditi, o pestati fan pomata Per ulcere veneree, e la pelle disturbata legume trigonella, in Cina è usato in tè per tutte congestioni, della respirazione i montanar'Armeni, ne bevon ogni giorno prime e pure dopo, un raffreddor ritorno se muco appiccicoso, accumul'indurendo fa denso e fa catarro, si va depositando stomaco e intestini, funzioni ostacolando cibo ad ess'aggrega, inizia fermentando Le ghiandol ostruisce, di linfa e di saliva saliva allor ridotta, l'enzimi non ci affida lo zucchero ingoiato, farà fermentazioni stomaco poi soffre, maggior indigestioni

insetti tien lontani, così pur le lumache

è calda e riscaldante, in pentola metallo poi l’alito pesante, sal in bocca amara

la metto al centro serra, calore mi dà tanto eruttazio e aerofagia, s’aprono la strada cappotto per carciofi, impedì ristagni marci circòla mal sangue, e non libera le scorie drenante ed antigelo, come sal che spargi Reni ed altri filtri, subiscon stesse storie l'aggiungo nell'acqua, spruzzo sulle piante assieme dell'ortiche, in più giorni macerate assieme all’Equiseto, per piante indebolite nell'epoche di attacchi, di molte parassite Decotto di corteccia, seccata frantumata per minuti 10, in mezz’acqua sbollentata infiammazioni bocca, risolve in gargarismi pur gola e anti-veleni, di var sostanze fini I due reni filtri corpo, bloccati da uremìa è dolor a schiena, rivers’urea nel sangue la pianta or li pulisce, assieme agli ureteri previene sì la morte, d’arresto organ interi Or l’alito migliora, e profuma pure il corpo da interno vien pulito, in tutti i suoi canali ai sintomi bronchite, mastican tal semi a sciogliere catarro, protegger le pareti2

100 grammi a litro, per afta contrastar pur trenta minuti, corteccia a sbollentar per ulcer persistenti, geloni e bruciature gli zoccoli friziono, e la bocca bovi pure
Trigonella Fieno, è la pianta sciogli muco è capace a liberare, il muco da ogni corpo Sblocca e disincrosta, egual l’olio motore spazz'inquinamento, d'ingolfo in interiore
1

è l’alimentazione, il cuor di ogni salute l’istinto questo sa, tu lascialo condurre Spolvera la terra, ogni animal malato a coricarsi sopra, le forze ha contattato
2

Le ceneri di quercia di 50 anni contengono il 94% di calcio. Sparse ogni 2 anni alla base d'alberi da frutto (drupace amano molto il calcio) aiuta la fruttificazione. Sparse attorno piante d'orto, fan secernere muco ai lumaconi fino a disidrat.e morte

Le persone soggette a raffreddore ed allergie, hanno il muco denso e viscoso che tosse e starnuti non bastano a scaricare. Tale massa si accumula e ostacola la circolazione del sangue, dando debolezza generale e graduale. Trigonella è buon galattoga e come l'olio di merluzzo ha vitamine A, D, H. Il cattivo odore cessa e dai pori della pelle di chi usa il tè di fieno greco, emana delicata fragranza. Per fare il Tè prendi 2 cucchiaini rasi di semi trigonella, in tazza d'acqua bollente, lascia 5 min, mescola, filtra e agg.miele o limone. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 27

Pianta in san contesto, sà come curarsi
resta nell’ambiente, da sé può alimentarsi

Terreno con radici, son continuum vita confine non esiste, è comunitaria sfida
dov’erba permanente, non indica salute il numer organismi, è prova che confuta

osservo la latrina, costruita su soletta di mattoni o pietre, con foro e tegoletta attorno cannicciato, separa dagli sguardi concluso mio bisogno, noto le sue parti sul fondo sta la terra, per rifornir la flòr battèr microrganismi, inizian decompòr cener feci e carta, finiscono all'interno urina incanalata, colta in vas'esterno Acqua per pulire, e cener per coprire intorno alla latrina, siepi ad abbellire insetto repellenti, salvie e rosmarino Emilia apporta fieno, un poco fino fino Mi spiega che l'urina, è in acqua diluita rapporto d'uno a 4, come avvien in Cina giunta nel composto, o sparsa su colture dona urea che aiuta, salir temperature1 pure umane feci, vanno nel composto assieme coi residui, d'orto e cibo cotto con paglia con terra, ricopro cumulante a prevenir azione, di vento disseccante

osservo nel terreno, pur la grumosità
ampio oppur stentato, apparato radicàl Apparato radicale, è cuore delle piante se bene si sviluppa, cresce poi restante radici miste a suolo, fanno ecosistema calderon di vita, ed humus del pianeta

Lavoràr terreno, è natur delle radici simili al cervello, stan sotto superfici struttura colloidale fa suolo bello vivo

così lo nutre bene, ogn’anno di continuo

Miliardi di organismi, nutrono le piante
che crescono portente, viril e profumate la vita è nel terreno, fin dove son radici

degradano i batteri, e fissan più felici
Sul suolo compattato, radici sono scure son gonfie di nitrati, ancor non enzimati Microbi son scarsi, pianta assorbe male l'azoto accumulato, è tossico asfissiare Nitrati pur in sangue, sposano l'ammine che dàn nitrosammine, càncerose infide poi giunge debolezza, che pianta colpirà

e se l’ossigen manca, il cumul soffrirà intestino costipato, l'ingrato odor darà
composti azoto-zolfo, attirano le mosche che in putrefazione, lavorano composte2 se più terreni vivi, uccidon gli anaerobi a causa del calore, di microbi antibioti rendono il composto, igienico e sicuro entro dieci giorni, se c’è l’ossige puro quan fermentazione, aerobica diviene nessuna mosca resta, poco gli conviene pulire stalle e luoghi, ov è compostaggio elimina problemi, in semplice passaggio
1

e frutta fatta d’acqua, soltanto ti darà se hai terreno morto, lo devi riattivare
con efficace enzima, e in fibra paccimare a mezzo d’un’azione, dinami complessiva che stimoli la vita, a far tornar l’enzima da humus della terra, e luce dell’astrale in Pianta vanno forze, capaci di fruttare se polvere si forma, suolo è sen collante

necessita del nero, burro equilibrante
Corpo sa produrre, chimiche sostanze adatte per il suolo, a far fertilizzante 400 kil d’urina, dona maschio adulto 50 kil di feci, in un anno di consulto

Organismi degradanti necessitan molto azoto a decomporre l’organica materia; l’azoto, incorporato nei corpi dei microbi al lavoro, sarà rilasciato alle piante a decomposizion ultimata. 2 spesso nelle piccole pozze attorno ai mucchi di letame delle stalle, assieme al sudiciume, accade fermentazion anaerobica (putrefazione) che genera germi e insetti che diffondono infezioni patogene; ciò si risolve areando e pulendo le stalle e i luoghi compostaggio. Sebbene nocivi alla salute umana, tali patogeni svolgono il proprio ruolo: putrefare finchè possa partire la decomposizione aerobica dove, a causa del calore, moriranno i virus di polio, epatite, strepto-micrococchi, varie salmonella, tubercol mycobacter e la brucella. Resistono solo il bacillo anthracis e tetano clostridium che abitano il suolo.

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luogo compostaggio, ideale è nel bosco 1 orto angolino, asciutto un pò inclinato acqua se stagnante, pregiudica processo fà che sia presente, fuori d’ogni eccesso Lontan dalle conifer, dedico uno spazio poiché la trementina, tarda fermentazio scelgo nuda terra, erba dono al mucchio così che var erbacce, bene pure sfrutto e talvolta s'hanno sacche, scarse dell'O2 s'innescano fermenti, ànaerobici di gas metan e aci butirri, sgradevole d'odore fò fori d'aerazione, a mezzo di bastone se l’azoto scarsa, rallenta pur composto ma tende a dilavare, s'è presente troppo così io perdo azoto, e cattivo odore sale rapporto carbo/azoto, Emilia mi fa fare1 umido il composto, nè fradicio ne secco letame e poco strame, vuol cumuli piccini unisco mucchi secchi, divido quelli spugna l’imbebe particella, se strizzo non dà nulla preziose fonti azoto, nel mucchio vegetal son succhi digestivi, aggiunti a compostàr

rivolto con forcone, l'enzima gira e vive in giusta umidità, fermento sopravvive2 Cresce nell’interno, calore aerobi fuoco vince odor e mosche, e perdita d’azoto durante prima fase, aumentano batteri che mangiano carbonio, lavorano forieri il lor proprio calore, trasmettesi alla pila al centro sessan gradi, in 5 giorn arriva Quand'è terminato, calore pure scende loro combustione, muor oppur attende iniziano i lombrichi, cen-piedi millepiedi sempre degradare, assieme funghi medi

sui terrèn pesanti, letamo in superficie
mentre sui leggeri, intèr profondamente in lungo compostaggio, burro ner arrivo

lavoro ch'è finito, odor di bosco fino3
le Ceneri di legna, apportano potassio evaporan l’azoto, là nel compostaggio

Nitrificazion spegne, e riduce acidità Calcio con fosfati, piacca sanno alzar
l'uomo s’inserisce, qual’amministratore osserva ecosistema, espande situazione stimola le chance, ch’esso riesce offrire sinergico efficiente, riduce ogni soffrire son segatur pollina, un acida e alcalina degradan composto, che rapido raffina interro segatura, sei mesi prima d'orto sennò giovan germogli, cedono l'azoto carenze dell'azoto, son foglie scolorite germogli e getti pure, deboli e stentati dato nel trapianto, cede assai graduale nell'accrescimento, rigoglio accelerare4

pollina con guano, torba e l'alghe rosse residui di fungaie, assieme frutte rotte concime d’animali, al suolo cede azoti
un cumulo in fermento, tien i suoi calori quel troppo bagnati, funzionano pianino ingrato odore danno, rivoltali un tantino Leggera umidità, assenza muffa e odori accrescono lombrichi, e fauna d’inferiori aerazion corretta, del cumulo è centrale fondamento base, di aerobi fermentare
1

si ha perdite di azoto sotto forma di ammoniaca. Il rapporto C:N 30:1 è ideale ai microbi composto (30 kg foglie quercia e 1 kg di stabbio). A ragg. equilibrio, dosa i materiali nel composto o aggiungi sorgenti di azoto. Tessuti vegetali vecchi o maturi, trucioli di legno, lolla di granturco, carta, lignina, disgregano piano poiché hanno poc'acqua e azoto. Scarti cucina, sfalci freschi d'erba, hanno più acqua con azoto e degradano prima. Esempi di rapporto C:N: letame suino 6:1; pollina 10:1; rifiuti vegetali 15:1; rifiuti di erbe e letame bovino 20:1; stabbio 25:1; residui di infusi 20:1; foglie 60:1; steli mais 60:1; corteccia 120:1; carta 150:1; segatura 400:1.

2

Una cassetta alta raccoglie residui. Quando è piena si toglie il blocco già in fase di decomposizione e lo si aggiunge al cumulo. Ricetta riscaldante per l'autunno: in 10 lit.di acqua calda 40°, sciogliere un dado di lievito e 300 gr di acqua zuccherina e a piacere, 4 kg di cenere di legna, fin 20 kg di pollina, fin 20 kg farina di basalto o 5kg di alghe verdi, irrora
3

per aumentar calore nel cumulo letame, annaffio con vino, lievito e melassa; dopo un anno di compostaggio, avrò il famoso burro nero, prodigio dei giardinieri (anche il letame equino-ovino scalda molto ed è adatto ai suol pesanti). Seba LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 29

ecco succo piume, in tin acqua piovana macera 2 mesi, all'ombra è fò innaffiata sull'argilloso suolo, potassio bene campa se potassio manca, cereale pure stanca potassio fa sviluppo, colori fiori-frutti1 aiuta tuberose, bulbose e forma i frutti i bordi della foglia, carèn potassio scola pallidi fà i fiori, e dei frutti gran cascòla Cenere di legna, ha potassio per radici elementi lei rilascia, in presenz'umidità adatta per liliace, i frutti e il pomodoro cede suo potassio, ai fiori ed al fagiolo accumula potassio, l'Achillea davvero

la calce disinfetta, e delimita le aiuole2
più alber'incavati, contengono terriccio eccellenti in qualità, figliòl del nidiaticcio

la torba idrata lenta, ma vince siccità
è spugna vegetale, il pesante leggerisce

dà e togli alla cisterna, è buon anticalcar

e sostanze nutritive, solubil proferisce

asciutta buon cappotto, piante freddolose d'estate fa isolante, che accoglie le golose sacchetti carta riempio, torba-terra-pianta pon in buca terra, col bordo che fuoriesce piantina và protetta, raggiunge primavera sacchetto deteriora, radice espand'intera

raccogl'attorno a se, l'umico terreno tracce calcio e cloro, zolfo e aci silice
Come l’altre piante, più mineral indìce in aiuto dello zolfo, potassio sal ai fiori sviluppa aromi forti, di grande medicina combatte più disturbi, ai reni e la vescica Con menta e camomilla, i topi pure sfida

uso pur le giare, di grosse dimensioni
a collo stretto e pancia, interro poco fuori riempio di drenaggi, e piante da verande oppure nell'estate, d'acqua per le piante

il fosforo sostiene, apparato radicale Legno e fioritura, e carnoso carotare
se fosforo carente, radici e fusto molle scarsi son i fiori, e violace son le foglie3

Achillea dei prati, sa essere infestante
fiori bianchi o rosa, cicàtrizzàn calmante aggiunta a minestroni, amari e digestivi è un ottim'insalata, vince scabbia ovini sui viottoli Achillea, si lascia calpestare così come puleggia, e la menta piperita

la Valeriana aiuta, il fosfor minerale
radici sue schiacciate, odorano d’estate attrae alla superfice, lombrichi digestori

in acqua a macerare, là in contenitori
Luce dà fittone, penombra dà germoglio o Steiner biodinami, enzimi buoni voglio è battesimo d’acqua, umidità irrigazione è battesimo fuoco, lucè sol maturazione Insegnò corno-letame, così corno-silice donàr su suolo e foglie, su loro superfice con del letame vacca, fresco senza paglia riempi corno mucca, interra dentro faglia4

aumenta qualità, aromatica di ortaggi fien oppure infuso, dà salute ai greggi
Calcio fa sgonfiare, Potas-Sodio gonfiare ticchiolatur di melo, carenza calcio appare un suolo sol calcareo, erode piano muore
4

“l’Azoto mobile, passa dalla pianta al terreno attraverso un continuo cambio di forme (umico, ammoniaca, nitrato), è concentrato al suolo dopo il ciclo organico delle leguminose che liberano più sostanza dei cereali, aumentando il capitale organico che circola nell’azienda. Suoli pesanti han maggior contenuto d'azoto, così l'erbe infestanti, i parassiti, ceneri di 2La calce dà il pH e disinfetta pareti e tronchi frutta. A legna, residui flora-fauna decomposti, letame, foglie, sangue, frenar l'erosione in suolo asciutto, povero e calcareo, cheratina, lana, pollina e l’acqua piovana con tracce di nitrati. tappezzo con edera e vinca, mentre in suolo umico,
1

Potassio asciutto (facile dilavam.da piogge): ceneri vegetali di giunco, felce e ginestra (30%). Se il suolo è acido, si può usare bicarbonato di potassio , se basico, cloruro o solfato di potassio (utile per cavoli avidi di zolfo). suol argilloso ne K.

consolida e borragine.
3

Fondi tè-caffè sparsi nel solco di semina, decompongono e liberano fosforo utile alle radici e germinaz.di cipolle e carote
4

il cornoletame, allestito nell’autunno a fine di settembre, vuole letame di vacche lattifere che abbiano già figliato. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 30

comincia nella buca, l’attività di enzimi
fermenta il preparato, 6 mesi nella terra un dì l'impiegherò, dinamizzato in acqua 200 grammi d’esso, in 50 litri annacqua1 a primavera entrata, scavo il preparato tirato fuor i corni, letame è trasformato

in contrasto con silice, sta il calcare che attivo in processi, ricambi suolo e piante è il carbonato calcio, calcare parte attiva calcio-argilla misti, buon humus deriva

Ridotto è il suo volume, fin della metà l’odor di sottobosco, riesco ad annusàr
al suolo lo diffondo, in acqua spruzzatore cristal di quarzo fine, molato e macinato duràn la primavera, nel corno va stipato autunno successivo, l'estraggo sotto sole

Folletti fate e ninfe, ovunque dimorati
tra i microrganismi, lor piccoli aggraziati provengon dimensione, parallel del canto

in terra richiamati, dai figli dell’incanto Microrganismi cibi, sòn alghe nutrienti
schiacciati ed essiccati, d'origini di tempi gl'indio del Texcoco, preparan le focacce con l'alga spirulina, raccolta con bisacce2

or cornosilice, apprendo in successione

l’uso in primavera, nell’alba rifrazione pur tale preparato, vien dinamizzato
venti giorni dopo, l'altro che ho passato

Clorella e Spirulina, son oggi coltivate
in pozze artificiali, per uomini e bestiame

nutrite con petrolio, in lucro senza fine
Pan che fame togli, nutriente resti infine

Silice nelle piante, elemento formatore

fa scudo a vari funghi, e a insetti parassiti o Alga della vita, pioniere senz'eguali una parte và nel suolo, e riscalda rizosfera ti nutri in minerali, che trovi là nei laghi tropp'cqua la dilava, disgrega forma intera ti usaron a Berlino, in zuppe dei soldati l'autosufficienza, procuri ai tuoi affidati

Argilla in stato secco, è un silicato fine quand'umida diventa, di plastico sentire Sopravvivi in tutti, l'ambienti di Piacca
in glomer umi-sabbia, ha ruolo di legante

Aiuta i minerali, a entrar vive sostanze

aiuti corpi e suoli, che battono la fiacca

3 grammi cinquan litri, su foglie nebulizzo pompa con pressione, le gocce micronizzo infuso alghe marine, rafforza cheratina così che sospensione, non scoli dalle foglie cellule del corpo, capelli ed unghia fina fissi micronube, su chiome non più spoglie riesce a eliminare, metalli radioattivi assieme coi pesanti, in corpo molt’attivi

Ti assumo nel digiuno, o in dispepsìa con il Kefìr e miele, forza Tua mi dia

è il messagger di luce, lo Zolfo minerale
Silice sta alla roccia, lui a regno vegetale assiem ad altri gruppi, sostanze minerali verran dinamizzati, dal qi del biodinami Luce arcobaleno, quand’è micronizzata silici e quarzo fino, son luce condensata al sole si conserva, un buon corno-silice dentro vaso vetro, traspare in superfice

adatte con la frutta, verdura e cereali
a fare compostaggi, in polvere od intere oggi in quelle mare, può esservi mercurio ricorda che metalli, assorbon dallo spurio
2

Lago d’acque alcaline del Messico. La Spirulina maxima è alga raggomitolata, seccata al sole dà proteine fin 70% peso. “Il crollo del potere nutritivo degli alimenti, causa patologie degenerative, raffreddori 1 la dinamizzazione a mano per circa 1 ora, chiede acqua costanti, influenze, allergie, ansie, depressioni, bio (il cloro uccide tutti i batteri pro ed anti) sui 37° per stanchezza e mancanza vitalità. Klamath dal lago Upper stimolare gli enzimi efficaci. Rimescola la miscela nei due Klamath in un parco protetto dell'Oregon, ha tutti e 20 gli sensi di rotazione rotti ogni volta che si forma il vortice aminoacidi nelle proporzioni ideali, le sue proteine sono profondo al centro del secchio, ciò rende il beverone assimilabili al 73%, contro il 18% delle carni rosse.” sensibile al mana. Taras LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 31

di oceani tutti mari, pur dell'acqua dolce colore verd'azzurre, brune oppure rosse l’alga Fuco è detta, il musco dell'Irlande presa nel cammino, è integratore grande

ogni Cellula respira, giù nei mitocondri un tempo avea batteri, ospiti simbionti piano l’ha integrati, entro propri mondi e crebbe Dienneà, danzando girotondi

Riduce la fatica, dolor affanno al petto
così pur gli alpinisti, le portano rispetto Fuco ai giapponesi, appar erba del cielo è base delle dieta, longeva senza meno

l’enzima clorofilla, tien il color verde interno ai cloroplasti, di celle vegetali
come i mitocondri, ha origin da simbiosi

tra fotosìn batteri, e celle di eucarioti2
più cellul'aggregate, fan organi e tessuti assolvono funzioni, nei gruppi più sparuti collaboran dan vita, a più sistemi esperti

Gelìdium armansili, detta algà Kantèn da te s’estrae l’agàr, l'addensante che ant’infiammatorio, proteggi ogn’intestino
se presa a dosi alte, sei purga lassativo

di scatole cinesi, neuroni e reti aperti
il fenomeno di osmosi, pratican le celle tra due soluzioni, a diversa concentrazio passa la men densa, verso la più densa solvente nel soluto, stempera l’essenza e pù atomi diversi, danno più composti legati da elettroni, o iòn tra lor opposti e trasportano gli enzimi, ioni idrogenò da zucchero ad Ossige, fornendo H2O 3 gli efficien Batteri, pur vengono inibiti da il calore e freddo, oltrèmisur forniti amano un preciso, grado del piH-acca fuor sterile luogo, il fortè prim'attacca Piacca Sette dà, equilibrio acidi e basi Sangue ed acqua pura, saliva e sudore tra sette e l’otto scopri, l'ocean salinità il bicarbonato sodio, al piacca 9 andrà Fosfati e candeggina, a pH 10 muove la soda per bucato, pH 12 raggiunge Idrossido di sodi, quattordi fine soglia pH 6 l'urina, è assieme con la pioggia
2

Klamàth efficace, rallèn degenerazio antidepressiva, contieni antiossidanti Sei base di catene, intere alimentari

immun regolatrice, cur traumi cerebrali

Producono le piante, material vivente nell’acqua e la CO2, incorporan la luce poi lieviti e batteri, spezzan il glucosio per estrarre il sole, lavoran sen riposo1
consuman gli animali, l’organica sostanza tutto ciò che vive, in non-vita tienistanza scende giù dal sole, e nei vivi è circolante

in alto poi ritorna, grazie ai degradante conseguono l'enzimi, a lungo ripetendo un ciclo metaboli, l'organico esaurendo se tieni ben fissati, li incolli o li confini li usi e li ri-usi, efficienti dentro ai tini
ossigeno s’è poco, il ciclo sta incompleto

lo zucchero è spezzato, all'etilico livello

vino a noi ci piace, per lievito è uno scarto concentra la bevanda, il lievi muor intanto scambi tra interspecie, è strategia di vita cellule ed ambiente, barattan ogni sfida così esclericha coli, s'adatta all’intestino spegne var enzimi, e gluco mangia fino
1

Autotrofi: alghe e batteri. Eterotrofi: i consumatori erbivori, carnivori e saprofiti. Monocotiledoni: banano, palme ecc.

la Fotosintesi clorofilliana cattura la luce minerale (6 CO2 più 6H2O +lux =C6H12O6), mentre ll'Ossidazione (leggi da dx) degrada e restituisce luce, calore, Acqua, Carbonio CO2 .(in poco O2 dà ossidio carbonio, gas che asfissia grad.sino morte 3 la Scala del pH in una sostanza, misura la concentrazione di ione idrogeno (H+ acidi, e OH- basici). Se le sostanze sciolte in acqua non dividono, H+ e OH-, son dette neutre, altrimenti se prevale l'una o l'altra, son acidi o alcali. Il Metabolismo è: Catabol. Reazioni (degradan sostanze) +Anaboliche (aggreg) LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 32

L’aceto sta nel 4, con cocacol arance piacca 2 è limone, cloridro a zero tace enzimi hanno natura, animal e vegetale Fungina pur battere, o muffa lievitante lavoran a catena, riescono a innescare reazioni più capaci, rompere un legame Sole và in glucosio, riesce in via di foco scende poi risale, a man enzima cuoco Carenza di enzima, matèr grezza lascia a monte di reazione, rimasta là bloccata carenza di prodotti, o tossicità del grezzo comportan disfunzioni, ereditario prezzo e i batteri lentamente, riportan l'equilibrio mangiano di tutto, velèn mercuri e piombo che ucciser pescatori, più pesci dall’interno spezzan pure ferro, uranio uman inferno Veloce ossidazione, chiama combustione che acqua più calore, form in produzione gran parte esser viventi, ricavan energia Ossidando i loro corpi, CNOH in sinergia pur combustion metano, è respirazione anaerobico respiro, è la fermentazione

producon l’amilasi, batteri ben simbionti che vivon in bovini, intestini loro mondi spezzan cellulosa, altr'ospiti pian piano così fanno letame, e producono metano batteri di metano, fermentano composto i cinesi con un tubo, lo portano sul posto sorgente di biogas, son digestori vasche una per famiglia, assiem un paio vacche un Metano dai rifiuti, è il fatuo di palude brucia in cimiteri, raffredda pur la cute usato da millenni, in India pur Sichuàn

per cucinar i cibi, e la casa riscaldar
Emilia narr'ancor, tempo suo passato

Lei facea formaggi, col latte ricavato latte acido cagliato, facevo riposare3
fin che piano prende, forma coagulare

il caglio è latte, in stomaco intestino
di un ovin lattante, un pochino digerito è latte inacidito, che inizia a coagulare tolto messo in stampi, pian ad asciugare

una cellula consuma, milioni di ATP per far sua attività, di prote sintesì Rhizobiùm batteri, fissano l’azoto tramite gli enzimi, di nitrogenasi aggiungono a N2, il vitale H2 ione a dare NH3, ammoniaca soluzione1
Ammoniaca NH3 da protein disgrega nel fegato diventa, l'urea da eliminare Le carie sopra i denti, milioni di batteri anche se son danni, fermentano forieri la Birra è dominata, dai lievi Cerevisiae assieme Calbergensis, industria fa felice I semi d’orzo malto, son fatti germinare per l’amido spezzare, e l’alcol generare2

Polifemo nella grotta, fabbricava i caci coagulando il latte, con succo fico inaci Ippocrate ci parla, di caglio di animale l'alternativa attiva, all’enzima vegetale
batteri streptococchi, fermentan ogni latte l’enzima chimosina, o rennina fa il restante chimòsi vien estratta, da stomaco capretti

mentre la rennina, è muffe di funghetti
3

1

È prodotto anche idrogeno gassoso che altri batteri, produttor dell’enzima idrogenasi, scompongono in ioni. 2 Gli enzimi amilasi che spezzano l’amido, si formano solo durante la germinazione dei semi.

La parola formaggio deriva dal formos, paniere di vimini nel quale i pastori delle steppe d’Asia, ponevan latte cagliato di pecore e capre per dargli forma. Il latte, lasciato in canestri di felce, conserva l’impronta e coagula da sé: “Immagina il latte come una bacinella d’acqua dove il grasso son palline di ping-pong e la caseina (proteine) palle più grosse. Affinché vi sia cacio devon agglomerarsi le palline grandi in glomeri più compatti, che conterranno le palline di ping-pong e galleggeranno nel siero di latte vuoto. La coagulazione di latte inacidito avviene con aggiunta di enzimi coagulanti detti caglio. Il caglio animale, sono enzimi secreti da stomaci di agnelli/capretti ancora poppanti : chimosina, pepsin, gastrina. Tra gli Enzimi vegetali: galium aparine, latte di fico, semi di cardi più aceto d'uva o succo di limone (per inacidire il latte sino a pH 4.5 dove le caseine precipitano e si uniscono)”. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 33

il caglio-in-pane era, gl'intestin seccati
mischiati con il latte, e i latticin guastati quello del cerbiatto, capretto od agnello o l’interior di tasso, lepre pesce e uccello caglio-in-acqua invece, è infusi di vescica

Yogurt fu svelato, da un lesto bizantino a malato re di Francia, che fu ristabilito a trentasette gradi, scaldo un litro latte
verso poi l’enzima, che mescola costante

seccata spezzettata, a dare gorgonzola mezzo grammo caglio, per un litro latte Taras interviene, racconta la sua parte
Nomadi viaggiando, con latte in otri ovìn

per produrre curd, il casalingo yoghurt fai bollire il latte, per vèn trenta minuti lascia raffreddare, con curd precedente
fermento puro è, un cucchiaio sufficiente

il latte oscilla e sbatte, separa le pallìn

lo scolan entro forme, per asciugar al sole

dopo tre quattr’ore, è divenuto yogurt Ideale è farlo a sera, così può riposare

poi col sale in ceste, fan conservazione

ben tutta la notte, coperto con un panno lassi è curd in acqua, diluito senz’affanno

per avere burro, puoi sbattere del latte un paio giorni buono, pure senza frigo In un bottiglione, bene chiuso e stretto e lasciane da parte, qual lievito continuo io ricavo il ghee, un burro senza grasso aggiungi pure miele, banana varia frutta lo filtro dalle schiume, in alto come basso grande digestivo, usato in Asia tutta4 Latte di vaccina, ha quattro volte calcio Rennina è da millenni, usata nell’oriente 3 volte proteine, rispetto a latte umano su soia a fare Tofu, formaggi d’apparente adatto a vitellini, che assorbon sua cosa frantuma soia gialla, in acqua fai bollire
lattosio negl'umani, fermenta senza posa1 l’acqua estrae da soia, grasso e proteine

il buon latte materno, un neonato beve gli enzimi e immunità, in esso lui riceve quel pastorizzato, integrato a vitamine diventa un alimento, di sintesi confine Kefìr ottieni se, a latte fresco aggiungi il grano di Kefìr, che ha lieviti congiunti quel latte or digerito, a noi fa medicina
tuberco e febbre tifo, difteri pur confina2

ora hai latte soia, puoi far fermentare tratta col nigari, cioè caglio minerale5 la proteica parte, forma una sostanza Precipita e coagula, tofu bella bianca
pur liquido miso, gran brodo d'enzimi supporto alla flora, di suoli e intestini fermento di Soia, con orzo con miglio è salsa in minestra, all'alghe frammisto
3

aiuta aci cloridri, in stomaco di anziani

l’acido lattico prodotto dal lactobacillus acidophilus o bulgaricus, (slavi consumatori di latti fermentati.) distrugge gli organismi tossici ovunque, curando la pelle, carie dental e vari tipi di cancro. È contenuto nel latte appena munto e acidulato con succo di limone o fatto fermentare con lievito (distrutto da Pasteurizzazione), in latte cagliato, pane nero lievitato, aringhe in salamoia, ortaggi sott’aceto pomod verdi 4 In qualsiasi zona a clima temperato o caldo, specie in estate, 1 L'enzima lattasi è prodotto nello stomaco-intestino del in 24h il latte diventa acido con proprietà igienico-nutritive vitello. Un latte inacidito vedrà i lattosio in parte lavorato dai sue. Una porzione al giorno di yogurt (acido lattico, potassio, lactobacillus che producono yogurt. Ingerire latte di vaccina fosforo, calcio, A, B), adatto a chi ha poco/nul enzim lattosio, aumenta il desiderio di dolci e saccarina mentre il calcio è previene osteoporosi, migliora la flora, potenzia l’immunità presente in misura doppia nei semi di sesamo, foglie verdi del linfatica delle mucose intestinali, protegge da colite e diarrea cavolo, alghe, senape, rape, mandorle, e semi girasole. Dopo e riduce la placca batterica su cui prosperano i batteri carie. lo svezzamento le cellule intestinali dimenticano l’enzima che 5 sale marino in prevalenza cloruro di magnesio. Il tofu degrada il lattosio, ora, questo fermenta e si ha flatulenza. 2 Più digeribile dello yogurt, nel Caucaso le mamme danno il non offre un particolar sapore, si combina bene con tutte Kefir ai loro bimbi al posto del latte intero a prevenir diarrea. pietanze.

Aci urico poi scaccia, da terre ed intestini poiché alimèn batteri, che solvono la gotta produrre aci lattì, fermentazion comporta3

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battèr zymomòna, succ'àgave fermenta in scarto dona Pulque, l'alcolica bevanda Mentre papaina, è un enzima proteasi degrada proteine, Papaia l’offre gratis L'enzima papaina, è di Ababai Papaia predigerisce tutto, è medicin dei Maya ammorbidisce carni, in acido o alcalino unico tra enzimi, è un gran vulcano fino su Yucatan t’offristi, a Cortes e sua ciurma Risolsi indigestioni, di abbuffi sen misura e lui di là trapianta, in Pacifico versante Dove Captan Cook, ti fece onor amante ti porta d'ogni dove, solchi oceani mari famosa divenisti, dei popol curi i mali nei climi tropicali, tu in gioia radicasti e indigeni entusiasti, ti fecer miti fasti Alber medicina, tuo frutto acerbo sacro solve indigestioni, tuo succo ver incanto enzima selettivo, disgrega ciò ch’è morto e guarisce più tumori, sen toccare il corpo

il latte in una sacca, di pelle di animale
dimentico fermenta, formaggio coagulare microbi elfi aiuti, già esistono comunque ossigeno dell'aria, produssero dovunque più microbi viventi, rispetto quelli d'aria sopra suoli e acque, presenza ricca varia ma in campi coltivati, vi è concetrazione dei molti microbioti, della putrefazione

Rifugge la natura, da là monocoltura
se predominante, è per via di forzatura

malanni e parassiti, sorgeranno assai combetterli a fatica, alfine poi dovrai
così colture sono, più prone a malattie ad insetti parassiti, monocoltur soffrire or stimolo la svolta, aumento l’efficace più microbi d’aiuto, rilancian Elfi e Fate ogni pianta sviluppa, 2 direzion di forze in alto come in basso, corpo e diffusone la forza và nei fiori, radici oppure foglie odor aromi vari, irradia oppur accoglie

process’infiammatori, porti a pus d’ascessi nel rumine bovino, si assimilan ai fiori orecchie pelli e milza, con fegato tu sgrossi L'ormon riproduttivi, animali superiori pur l'ulcer emorroidi, sfiammi a dar sorriso la donna questo sa, istintiva antichità assieme le mammelle, macchie pelle viso fiòr stimola fiorente, ognì sua fertilità Tuoi semi contro vermi, giù nell’intestino ferite or cicatrizzi, e tumor converti fino pur ananas d’Hawaii, tua piccola cugina pure ti somiglia, suo enzima bromelina seguendo la ricetta, ch'Emilia diede ieri ottengo in beverone, il gruppo di batteri una zuppa primordiale, di lieviti antenati presenti dappertutto, scoperti e ritrovati irroro su composto, alimento fermentazio Natura e Cultura, han comune radice in colpo di genio, di spugna e di psiche da facil-complesso, aggregan strutture Tra più ecosistemi, e artigiane colture comunità e concetti, moltiplican frattali le forme sono idee, livelli o enzimi vari

incubano le forze, o accumulo energia per riorganizzare, una vita in sinergia
io Seba con badile, sollevo sposto terra la zappa rompe zolle, e sradica la flora rastrello la rimuove, livella poi la terra ricopre pur i semi, leggeri li sottoterra lubrifico or mie lame, le forbici soffrego su là pietra mola, che regolar io impiego tolgo via lo sporco, con pannocchia mais e spalmo con pennello, oli o grassi vari
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estinguo malodori, prevengo putrefazio continuo ad irrorare, trattar ogni rifiuto già nacquero così, scoperte accidentali

assicuro umidità, quaràn percento al cubo

numerosi al mondo, alimenti fermentati Saké fu riscoperto, quan qualcuno sputò riso messo in bocca, che a terra fermentò

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riempio pure secchi, profòn 30 centime sabbia e tali oli, attrezzi immergo infine

in suoli naturali, non muoiono pertanto In Rechaka espirazio, espande etilene Pianta in shuniata, nutrient or ottiene in puraka ai Batteri, l’ossigeno arriva degradan kumbaka, e il ciclo continua i Funghi tra radici, più nodi san creare così in leguminose, l'azoto san fissare fermentano bevande, aiutano migrare le cellule in ebbrezza, riescon collegare staser Emilia narra, la canapa dei nonni che cura veste nutre, la loro vita e sogni inizio tale viaggio, te prima propiziando riapro le tue vele, e con coraggio parto Navigando in mari, di canape incontrai scogli come secche, derive con pantani specchi di pur'acque, ed isole incantate Boschi bei dorati, cime alte profumate Luoghi meditazio, dono sempre nuovo t'amo e t’amerò, ancor mia bella Ganja Sei forte sei robusta, sai esser delicata Preziosa spiritosa, tener mia appagata “Nonna nel cortile, con fuso e rocca fila il filo avea bagnato, costante con saliva Filare è un allusione, a lento consumare il fato delle Parche, è vita sconocchiare2

grazie all'abrasione, più lubrificazione
subiscono le lame, costàn manutenzione Pur lama della sega, la sfrego dalla linfa a mezzo spazzolino, e sapone forno tinta tra manico ed attrezzo, metto i manicotti di gomma camer d'aria, durano più forti

Natur e coltura, alimentano l’un l’altro Idee e divinità, viaggian dentro e fuori i funghi con le fate, creano fiabe storie veston di parole, i sogni e le memorie presenza di Etilene, dentro la foresta
nei suoli naturali, tra gli Elfi della festa t'invitano a ballare, nei cerchi delle Fate la danza di più funghi, ispira risa e pace

il ciclo di etilene, è respiro della Terra1 scambia 2 momenti, sopra e sottoterra
l'ossigeno scompare, batteri van sognare ferro cambia forma, nutrienti lascia dare la comunità batteri, entro agli aggregati vive con gli scarti, di piante sovrastanti assorbono le Piante, più energia surplùs ad alimentar gli scambi, e i traffici di giù

s'etilen scompare, batteri vanno a morte lor corpi decompone, anaerobic'altra sorte Fila madre e moglie, e intesse identità la pianta soffre tutto, in campi d'Avogado Aracne tessitrice, una gestazion poi fà la cosa non accade, dove Etilen è amato e venne da Himalaya, l'arte sacra che annoda stoppie-fili, in capigliature ver strategiche le piante, aspettan i battèr svuotino d’ossige, le rizo sacche pièn Seminava pianta, a marzo inizi aprile nutrienti minerali, così potràn sorbire mieteva a fin agosto, e macer 8 giorni le foglie morte gas, d'etile sann'offrire fasci accatastati, sott’acqua trattenuti sassi a separare, corteccia e fusti nudi ossigeno ritorna, riempie sacche vuote batter addormentati, inizian loro foghe Nonna trasformava, fusti in fibra fina drogati di etilene, finirono in letargo informe naturale, in bionda canepina 1 il microbiologo Alain Smith, scopre la presenza di Etilene nei con fai-da-tè telai, e ricamo culturale soccombe a monopoli, l'arte canapale suoli di foreste e praterie, mentre non v’è traccia in campi

coltivati e trattati con chemio sintesi e macchine compattanti. “Il modello delle Major è tutto sbagliato, bisogna evitare 2 “Te sconocchio” significa ti rompo le ossa. Presso i lavorazioni al terreno e bisogna incentivare le coperture Maya, nel solstizio d’inverno, le nonne davano lezione di vegetali permanenti per un riciclo dei tessuti morenti nel filatura alle giovani, per sollecitarle a divenir buone terreno, così, la nitrificazione si ferma e si produce l'etilene partner sessuali. capace di maturare i frutti, germogliare i semi, ecc.” Smith

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Canapa fù dote, nel preparar lenzuola tovaglie canovacci, tessute senza foga Sette fasci canne, danno due lenzuola sacchi con bisacce, vestiti per la scuola Scomparsa nella Tuscia, la canapicoltura sebben resiste l’uso, è canapa anti-usura fu torcolo d'Onano, uno stretto arrotolare stender e asciugare, attorcere e pressare resiston in campagna, a usur e pisciatoni

Indù vestiti a pelle, vanno fra coltivi di canape fiorite, ed agitan le piante

ricavano churrùs, raschiando lor vestito la resina è venduta, da tempo primitivo nel Nèpal sono nudi, i culiès raccoglitori In Persia si raccoglie, in tele grossolane ha colore grigio scuro, piacevole l’odore caldo ed amarogno, ed acre suo sapore le sommità fiorite, vendute quale ganja foglie lor assieme, son pillole di bhanga portate fino Londra, sotto il nome guaza alfin una bevanda, inebriante si prepara in Persia la si chiama, bevanda di qinàr mastican le foglie, in India ad inebriàr in Egitto fanno dolci, foglie estremità tagliate pian fiorite, 3 giorni fan seccàr

con logore lenzuola, facevan pannaroni

morbide per fasce, ai neonati sen lamenti Posta fra le gambe, previene rossamenti di Te posso vestirmi, senza alcun pudore evitando inquinamento, di chimico scolore rispetti nostro mondo, crogiolo dei venturi supporti miei pensieri, su te li scrivo puri senz’alberi tagliare, e i monti disboscare ogni lacrima e ferita, sol Flora sa curare e diventan alluvioni, sulle città d’umani se van dimenticàr, odor delle tue mani chiusi nelle gabbie, ferriate trasparenti illusi di sapienza, e vigor obsolescenza Privi di speranza, e incapaci di odoràr I sogni potenziali, che flora sà ispiràr Taras ora parla, gitàn mille e 1 notte Sherazade chiama, i colori della sorte Ib-na-al-qunbus, già figlia dell'umano è Banga la nocciola, palma della mano viaggiano coi morti, in fumi d'amicizia Raseno ci ricorda, dei popoli di Scizia in saune capanne, riuniti senza vesti

cani gatti e galli, i corvi ed avvoltoi
risentono più forte, l'azione di narcosi gli erbivori di meno, risentono l’effetto pur ad alte dosi, il cavallo sta perfetto il prodotto se filtrato, và in pasticceria in polvere fumata, in pipa col tabacco magico delirio, in giardino canapante effetto esilarante, una fame divorante in India come Nepal, ganja tiene ruolo pieno e religioso, dai tempi primo uomo si mescola a dottrine, pratiche montane

Scuole Siva-Devi, e miscele tibetane
nei regni Bengalesi, culmine raggiunse

così in Himalayani, periodi medievali
Mahanirvana Tantra, in versi pure narra ciò che è praticato, dentro indiani sabba

Gettan suoi semi, su pietre roventi

Pianta quando inizia, i semi riportare Essuda una materia, narcoti resinosa base principale, di tutte forme hashìsh

yoga fà del sesso, sentiero di sâdhana
via che poi produce, kundàlin risvegliata un sesso religioso, re-stimola in diletto a livello esperienziale, Dioniso è diretto l'esperien raggiunta, è con aiuti esterni Bevande decisive, e donne saktizzate il rito si realizza, in sabba dentro Te quan donna kundali, appare là da Sé
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gli inglesi la raccolta, spiegano così duran la mietitura, si alzan spiritelli
da gambe fin cervelli, turbini più belli fermano le membra, scarican l'orpelli gli estatici hashishiya, vivon caroselli

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Veleno di bevanda, origina da evento mare frullamento, in origini del tempo avendo Dei perduta, l’ìmmortal Amrita alleano con gli asura, pèr estrarla viva Lavorano all'impresa, fino a mille anni frullando il mare-latte, emersero entità Dea del loto e vino, Surya e Danvantari medico del cielo, che amrita reca in vasi dal frullamento emerse, pur veleno che coi fumi suoi potenti, ferma un universo Dio Siva allora tenne, veleno nella gola divenne gola blu, così ci appar tutt’ora I demoni cercaron, tenere a se l'amrita origina battaglia, che Deva fanno vinta nel Tantra tal amrita, dell'Oceano Latte bevanda di vittoria, vijaya ganja parte Lo yoga originale, include l'uso droghe per acquisire brami, benzina delle siddhi nel testo Patanjali, l’ottengono più modi talenti piante e mantra, e le menti vuoti proibire o tollerare, e silenzi delle fonti la società sfinisce, allontana pure molti umorismo di libelli, sollievo delle forze nel gioco di rimandi, allude più risposte polveri di sogno, bocconi rimembranza respir del minareto, amico della strada rimedio per l'orecchio, e savia d'iniziati rivela le stazioni, dei var cammini dati pianta ed ebbrezza, è sanscrito bhang Vighaia è gran gioia, Ananda gran risa la luce degli occhi, di canapa bhanga

Pianta planetaria, fà storia dell'uomo
figlia d'India Persia, veste jeans in coro cresce sì selvaggia, per hashi è coltivata

L'arabo Makrizi, la chiama l'alfokara Hashishà al fuqara, è l'erba miserande antica consolazio, tra mille scorribande detta Shah danaj, sultana del profondo
al-Khadra detta pur, verde mazzamondo Effetto di sostanza, uccide e vien uccisa il pover sufi vedi, pulcin che vagabonda ucciso dalla verde, ovvero n'è sconvolto tal è suo costume, uccider esser morto il fachiro Musulmano, come quello Indù riverisce il Bhang, colui che allunga vita che liber dai legami, dell'ego più ostinato con lui bevi mistero, Io sono Lui svelato

Haydar sheikh, riscopre la sua foglia per fare la sadhana, rifonda haidarìya estinzione dell'ego, unione col divino
interior ed esteriore, privo d'un confino

mangiate più foglia, assai meno cibo la pianta si mostra, qual agil gazzella e una brezza leggera, la fa vorticare un canto colombi, la fà emozionare Dio l'hashi loda, fà emerger segreti
mangial asciutto, astièn dai commenti

cambin le menti, diventino estranei

assenti il pensiero, da schemi ordinari

son cime fiorite, di verde che incanta
è spirito Bhang, Al-Khidr il verde desto

sciocchi e invidiosi, censuran il pane dividi tu assieme, a chi sà rispettare
oblio d'esistenza, restando al tuo posto il maestro ci svela, è segreto nascosto Sèn soffio di vento, si muove la foglia e con l'inno rituale, Qalandar l'invoglia

L’iniziator dei Sufi, privi di un maestro Salem Alekum!, Oh anelito dei saggi! cannabis dal greco, è l'arabo quinnab che l'erba vuole dire, dei mistici fuqàr

viene d'improvviso, profumo nei paraggi

or scaccia lontano, i guai la tristezza ti aiuta creatura, smeralda fortezza chiudi l'orecchie, agli antichi censori
e riempi le mani, sen rimandi ulteriori se desider cacciare, altezzosa gazzella procur che passeggi, su tàl foglia bella
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quan mangiano la foglia, crolla la Babele Dio li vuole tempio, capace a contenere

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su Te ora si posa, più timida farfalla
batte le sue ali, mostra ogni tua falla verginella indiana, bene ti intrattiene dissecca seminale, sè nel cuore viene permetti che realtà, io veda delle cose

Sidi-bu-Senna, in Numidia algerina errante derviscio, ostil alla scienza insegue e battezza, sol con il kaff procura samadhi, in danze ritual
Intona suoi dhikr, per far vorticare batte dhamaru, pei passi accordare

così libero sia, dai danni e false pose lavo la mia faccia, e chiarisco la voce Canto poi la lode, al creator d'amore
la mente serena, rimanga nel cammino ferma negli intenti, e faccende da evitare passa tempo presso, l'acqua mormorante compagnia d'amici, d'esperienza grande
A quel punto inizierai, riflettere su cose cause e cose fatte, fato e suoi accidenti sull'essere che parla, cose che son dette comprender opinioni, e l'azion coerente scruta cuor con occhi, occhi con il cuòr propria idea d'umano, a gradi separar a quella del divino, riesce avvicinare Fìnche verde sufi, Ti appare familiare Haidar là viveva, tra i monti Khoràsan in piccolo convento, assieme ai compà esorta l'altri sadhu, a dividere segreto via preoccupazioni, cuòr tornì sereno

la sua pipa di pace, poi fà circolare delirio e torpore, astanti a esaltare
La verde procura, un bisogno di dolci Al-Himsi danzava, gridando alte voci

dentro sua scuola, lo vider studenti col pene orinava, i versi più ardenti il maestro dà versi, a basilico e rosa cioè l'hashish e vino, diuresi e sposa
Io son mendicante, l'errante compiuto

se vino è l'inizio, la verde è il rifugio

or ogni stanza, si muta in moschea in piacer compagnia, il basilico svela
il color verde appare, alla fin del Miraj Dante e Maometto, descrivono i piani

Samadhi riflette, nel rovesciamento
Incoscienza bestiale, annichilamento le mille e una notte, narra l'ambiguo

è potere che tiene, il genio Aladino
converte scarafaggio, in nobile leone il ricco lo avvilisce, il povero stupisce solletica il prurito, dell'ano effeminato annulla gelosia, e pudor morale dato Rivela segreti, dissecca ogni giudizio

narrò la letizia, qual danza di pianta a tutti suoi frati, che allegri decanta dopo sua morte, vuol esser sepolto sotto le piante, nutrire quel mondo da tomba si sparse, là in Khorasàn e in Cina fu usata, anestetico a fàr
i Boscimani pure, ne fuman le foglie

mista a tabacco, fin mistiche soglie così l'Ottentotti, la chiamano dacha ugual a inebriante, dagga lor pianta
i Gonda dell'India, la brucian coi morti

confonde strategie, apre ogn'orifizio i desidèr riflette, di profòn padrone
che ciascuno porta, dentro l'interiore

per strada spianar, e dare i conforti

afgano Din-Rumi, Ibn Arabi incontra in urbe Damasco, e a Konya poi fonda sua mistica scuola, o dervisci danzanti per far ascensioni, dei chakra restanti

Kundalini desta, qual verde regina Fuoco nel ventre, num che sconfina purga poi scioglie, catene del cuore artisti e maestri, gli fondano scuole più nomadi asceti, sincè o truffaldini
riuniti in questuanti, scuol stravaganti

vestiti con stracci, attiran disprezzo distacco dall'ego, tiene il suo prezzo
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Lor sàn trasgredire, sin oltre i sessi sen fissa dimora, sannias'imperfetti confusi ai balordi, ai fanatici e ladri rischian nell'urbe, pagàr l'altrui mali
la foglia in Battriana, dà consolazione Fà rider di se stessi, procura la visione così suor Hildegarda, aiuta sua pancia riduce malumori, delizia il corpo scalda Sfiamma pur ascessi, la canapa pestata contrasta mal otite, in olio vien spalmata Giovanni ventunesi, è papa Pietro ispano scrive il trattatello, a curare suo contado Shiva seminava, orando il mantra Banga suono di guardiano, che taglia l'ignoranza tutto il giorno in acqua, fior e foglie lascia ripete il nome santo, e fumiga le braccia allinea i desideri, a preparazion bevanda immagina poi Devi, l'offre dolci e mantra versa sul suo Linga, e gli incubi van via

il Bhang assorbe bile, dice l'ayurveda
stimola appetito, e prolunga vita intera cordiale del pensiero, giusto nel giudizio

e spirito di Shiva, guardiàn dell'orifizio pur a Shitala-Devi, patrona del vaiolo se le offrite bhang, dà sollievo nuovo
Colui che beve Bang, beve pure Shiva

lo spirito poeta, travasa e lo confida
suo spirito di flora, trova anima umana la penetra e conduce, in essere fiumana dona al bevitore, prontezza della mente fravashi della Banga, kundalini corrente Bevono del Bhang, come fan sannyasi Studenti di Benares, prima di studiare conforto nel disagio, in cura e malattia

aiuta attraversare, miseria e carestia
le più pulite foglie, bollite in latte e poi son mutate in burro, verde grasso d'oli majoon è miscela, in datter fichi miele che gatti ed animali, lieto ben trattiene

fuggono i nemici, assiem la malattia
Bhang in comunione, a yoni culto Devi Marte e venerdì, i due giorni sacri a Lei veder in sogno foglie, od uso per le cure è segno fortunato, che cura febbre pure è dote degli sposi, speziato ricco Bhang la sposa prima e dopo, beve in Gujarat sacra cerimonia, preparazion di Bhang dagli ospiti bevuto, hindu e musulmàn allontana la stanchezza, panico e timòr pur durante guerra, vien asperso Linga Raji senza scampo, slaccia suoi capelli spirito di Bhang, non trov'impedimenti

O'Shaugnessy d'India, studia la ganja prende ogni forma, fachir mi diviene!
asciuga gli umori, impedèn movimento

la chiama pur siddi, inebriante del tantra è paziente loquace, schiamazza poi siede

Fà l'umido in caldo, saliva seccando

rossore degli occhi, e pallore del volto livor della bocca, e un fegato ingrosso

per evitar l'effetto, verso entro narici goccia olio d'oliva, e bevo acido latte
l'indebolisce pur, nuoto in acqua fresca mangiar acida frutta, bere senza fretta il Bibra racconta, di aver fame cane

agisce sulla febbre, in indiretto modo
calma assai gentile, le cause d'ogni dolo

versalo su linga, e dio n'è compiaciuto l'alito raffredda, e il corpo n'esce puro malati son seduti, versano nel tempio
Bhanga sopra Linga, curano lo scempio

gli sembran parole, venir da lontane sussurran orecchie, i giochi dei sensi son moti del corpo, pesanti e diversi i polsi sono tesi, ma batton normali la pelle raffredda, gli occhi iniettati
dopo una mezz'ora, arrivan le visioni

pur la dissenteria, e var colpì di sole stemperan ascessi, con moderazione

i volti dei vicini, fàn metà-morfosi

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ridono i più, e schiamazzano lieti altri arrabbiati, diventan guerrieri il clima n’ha parte, il caldo rallegra fin al delirio, dottòr Moreau spiega descrive Moreau, gli inizi in affanno avvolge poi volto, calor dolce manto prova allegrezza, interna e in risate sensi più acuti, e armonie dilatate
“m'avvènne guardàr, un vivo ritratto mi parlan suoi occhi, in magico atto presto ti accorgi, veder ciò che vuoi sfior le tue vesti, e scenè son fuori

nasce un movimento, automatico di mani smette e si rinnova, più volte sin domani assisto spettatore, idee in concatenazio elettrica corrente, invade corpo spazio sale per la spina, e dilata nelle braccia scuote pur violente, continua nel salire va nel cervelletto, percuote dall'interno credo che ne muoio, continua carosello gli atti esterni poi, precedono coscienza

di aver la volontà, di compierli da me

assiste volontà, a un fatto già compiuto morte io non temo, non odio non rifiuto cambiano di posto, il freddo con calore secondo l'individuo, varia convulsione il clown gesticolante, o tonico tarante

son agili idee, voluttà penetrante

siddhi e devozio, epicureo nel bosco un harem di oggetti, cari e antenati centuplican gioco, e ardenti essudati sangue ribollente, corre oppur innalza

ipnosi cataletti, o immobile variante

sento di morire, vedo la mia infanzia

bevo sento meglio, l'acqua fresca sazia lavo la mia faccia, collo e pur le braccia

I dolori al corpo pure, sento alleggerire nulla mi dispiace, ho sete d'acqua fresca al colmo nella stanza, salto con le braccia bevo l'acqua fresca, così l'arsura scaccia Ecco un pò di tregua, danza ricomincia a battere coi piedi, seduto mi costringe passa per le braccia, sale su al cervello dirigo tal'orchestra, stanco m'interpello all'atto del pipì, va sciogliersi l'ascismo

vacuità e pienezza, sento nel cervello

fischio nell'orecchie, diviene bollimento insieme a soffi caldi, montano alla testa il cranio par sollevi, scoppia qui la festa lingua s'ingarbuglia, imbrogliano l'idee scoppia la risata, immensa e fragorosa si ride di sè stesso, e infine poi la scena cambia e fa piccante, ragione si dispèra piano essa dissolve, radice colgo intera e tutto s'abbellisce, intorno è luce vera inonda i volti vari, in serafico apparire canto e sfoggio versi, belli da sentire a volte borboritmi, e fitte addominale la nausea fà sentire, evacuazione sale copiosa e semiliqui, i sintomi conclude dissipa nel sonno, ebbrezza pare chiude

e l'intensità cessò, col vomito gradito

Fu vomito copioso, nel tipo più nervoso modesto nel sanguigno, linfatico a riposo Il professor De Luca, del Collegio Francia sente movimento, dall'alluce alla pancia è sensazion di ortiche, simil a formiche che van camminare, numerose amiche senza turbamento, sveste va nel letto vede il suo passato, scorre con diletto assai di voluttà, contempla i fatti suoi lo auspica per tutti, 4 ore e torna poi

Mi par l'abuso d'hashi, simil a pazzia Ciascuno meraviglia, sentirsi non padròn specie a giovinetti, che viziano suvvia di propri atti e pensieri, coscienti testimòn manicomio Dakka, tièn più smoderati vissute ed oscurate, impressioni rinnovate succo lime aceto, i contravveleni dati ogni cosa appare nuova, così la vita piace
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hashi usò Moròu, curàr malati mente dissembla ricompone, originari mente la prova su se stesso, lipofil inebriante sviluppa più l'udito, calma il dolorante aument'appetito, e pupilla dell'occhio agisce intermedio, tra l'alcol e l'oppio

Tandava è una danza, selvatica di Shiva taurino zoccolare, che giunge in frenesia Bharata poeta d'India, alfine la descrive mezzo di creazione, il Sadasiva esprime Più sadhu suoi devoti, vidi ai crematori vedon distruzione, chiamati son Aghori meditan su Devi, e Rudra il distruttore seguon tale strada, qual via liberazione dice il mito indù, che giunto il Kaliyuga Oscura fu la terra, ovunque caos e fuga i Deva infastiditi, pregarono dio Brahma scrivi un quinto Veda, riportaci la calma Brahma trae parole, dal mitico Rigveda

Tra gioie sociali, e i piacer solitari agisce e s'adatta, ai caratteri vari1 a dosi modeste, lo spìr rasserena
porta a risata, assai ricche di vena e una dose più alta, và fin fantasia sorgèn voluttà, ogni passo che sia meta è raggiunta, si sente l’ananda qual vento leggero, sinuoso s'avanza 1 gesto o parola, fa mondo più chiaro e sensibile cresci, al triste e all’amaro Isola israeliano, un suo principo attivo scopre pur l'Ananda, endogeno cugino Raseno ci racconta, ora sua esperienza il corpo si dissolve, diviene trasparenza or cantaci Raseno, l'inno al Nilakanta è bello riascoltàr, tua esperienz'ananda Shiva è kala Rudra, e tutti i kalpa scava brucia tutti i mondi, allà danza Tandàva vedo pur in petto, bolo che ho mangiato smeraldo luminoso, mondo ha popolato spugn'assorbe l'onde, luogo circostante eccomi alla danza, del Nataraja grande cosmo con il corpo, l’un è dentro l’altro mio respir portento, danzà pur il vento Lo vedo io danzare, là nell'arco fiamme nel cosmico teatro, di Chidambaramme Porta l'orecchini, bracciali e campanelli quattro mani un cobra, luna nei capelli danza al kumba mela, è l'anima vitale Potere primordiale, è forza esistenziale svela che universo, è dentro come fuori continuo Nataraja, danza dentro i cuori assieme spettatore, sedotto dall'incanto la danza e danzatore, son uno soltanto
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sapori e sentimenti dall’Atharvaveda
musica dal Sama, infin drammaturgia vien da Yajurveda con mimo e liturgia

affida or Nritta-veda, al gurù Bharata diffondilo agl'umani, sia medicina data Shiva in tempo diede, un suggerimento metti pur la danza, di Tandava portento Scendono le Apsaras, le ninfe danzatrici danzano con grazia sensuali ammaliatrici danzano con gioia, con zen e senza scopo per celebrare il corpo, partecipe del moto polemica i sapienti presto han cominciato Dov’è finito il senso, qual’ è il significato? Bharata ai saggi dice: nritta non ha tema non cerca nessun senso, fa e disfà la tela è gamba sollevata, creatrice della danza Vi dà liberazione, da percezione stanca Ovver dall'ignoranza e identificazione di un ego tutto solo, senza iniziazione Damaru sia tamburo, potere di creare il Paranada suono, e stagione ritrovare Ganesha dio-elefante, rimuove la paura grazie alla probòsce, nel gajasta mudra dove dove dove dove va la mano, segue pur lo sguardo va lo sguardo, segue pur pensiero va il pensiero, segue il sentimento questo arriva, è sapòr riferimento

sveglia e scalda (giusquiamo) raffredda-addormenta (oppio)

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Fuoco di Samhara, potere che distrugge fiamma e mutazione, cui nessuno sfugge

e ammisero alla fine, dopò assai fatica
il grande rivelato, sei Tu mio amato Shiva Tuo figlio Ganapati, l’amato dio-elefante dispensa ora dolcetti, di Banga rivelante narraci ora Taras, la cura del malocchio fuoco sant'Antonio, al ballo di san Rocco e il fungo parassita, di segale e dell'orzo la fredda sudorazio, tremore senza sforzo già detti fuoco sacro, di Antonio dell’Egitto

Mano che incoraggia, assenza di paura Dita in alto e palmo, in abhaya mudra
O Shiva Nilakantha, che tien la gola-blu per salvare il mondo, il velèn bevesti Tu la Tua divina gola, produsse tal destrezza la fine macchia blu, accrebbe Tua bellezza Vasuki era chiamato, il serpente velenoso che l’Universo intero, lambiva minaccioso Tu onni compassione, volta ad ogni razza

ergot epidemie, convulsus o gangrenu
legate all’ingestione, Pan segale cornute curate d’Antoniani, grassò maiale e cute

i Demoni con Dei, salvasti da minaccia Tu ridi fragoroso, supremo senza fine
Frantumi ogni timore, vibri ogni confine cancella mie paure, e l’oceano inimicizie proteggimi da tutte, le subdole sporcizie

scopriron maialino, che cura fuoco sacro assieme l’acqua e vino, oggetti simulàcro l’Ordine arricchendo, va poi degenerando

vietato infine và, giràr solo questuando Argo l'uomo lupo, alimenta le leggende
dell'essere selvaggio, giunto a lune piene invocando la Madonna, regin del focolare lo spasmo e la libido, iniziano a danzare L’acqua di madonna, toglie l’occhiaticcio l'Intitolato segna, con acqua oli e candele il piatto tiene l’acqua, accesa è la candela L’olio segna fronte, poi cade giù e rivela Meri dea del mare, cereale e protezione hai diecimila nomi, sei luna madre al sole Cultura con salute, doni sempre a umani finita via terrena, vedrò brillar tue mani Vergine che crei, dall’utero tuo tempio Jesu con Francesco, stelle dell'esempio

Dio di Medicina, di umani e di animali
Sei Pane multiforme, di canti e baccanali Sei detto Pashupati, Dio delle Creature Sei Ardhanarishvara, l’ermafrodite pure Ascetico Mahayogi, fonte di ogni Moksa in mano la collana, bacche di rudraksha assorto in meditazio, Sei pur l’austerità col tuo tambur ripeti, i mantra a volontà Sei tu che danzi-giochi, giù nei crematori ti chiamano Bairava, il Rosso che ululava Mahakala Dio del fato, e irato distruttore assieme con la Devi, tagli ogni illusione

il cielo e pur le stelle, in alto son colpiti

da ondosi tuoi capelli di canapa scolpiti eretto sulla Yoni, Tuo Linga è venerato ci parla dell'eterno, tuo soma profumato emersi tuo gran linga, narra antico mito il giorno cui Vishnù, a Bràhma s’era unito Discutono fra tutti, chi sarà il più grande passano pù prove, d'ebbrezza esilarante infine apparve loro, un Linga di gran luce Chi trova inizio-fine, di certo sarà il duce! Brahma in forma cigno, cerca da pell’alto Vishnu da cinghiale, grugna scava basso

produci e riproduci, la buon comunità or al Therabuti, ti vengo a ringraziàr
Dea di guarigione, adorata nei santuari

lenisci ogni ferita, dei pellegrin umani
oh Brigida dei celti, Minerva dei romani Bagno Spa sia tempio, or acque termali

Ergòt ergotamina, nel Delysid arriva dove Albèr Hoffmàn, poi lo sintetizza
scrive che rilassa, riduce ansie nevrosi cauto coi pazienti, depressi pur nervosi
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attenua la barriera, tra l'ego e la realtà

così egecèn pazienti, fissati od isolati vengono aiutati, e i traumi lor andati
emergon a coscienza, per esser trattati

Dio central Eshùn, detto pur Kadmilos Herme psicopompo, carmen poeta fino
l'altri son Demetra, Core assieme Hades furon celebrati, a Eleusi in riva al mare1 Eleusi come Delfi, santuario pan-elleno forma imperatori, Adriano e Marc'Aurelio nell'inno di Demetra, narraci oh Raseno il ciclo vita-morte, chiamato poi Mistero Cerere Demetra, è Regìn della Natura un dì Core sua figlia, stava presso Nisa i fiori raccoglieva, qui nel mondo umano quand’Ade la rapì, fè sposa di sua mano quan Cerere scoprì, il via libera di Giovè sua figlia disperata, ricerca in ogni dove vagabonda e giunge, a Eleusi a riposàr al pozzo Callicoro, in maschera mortal Or ospite alle figlie, cordiali del re Clio seduta silenziosa, col velo sul suo viso assorta nel dolore, è distratta da Iambè ch’erotica con scherzi, mostra suo sedèr

ai malati teminali, annulla pur dolore

per via dissociazione, psiche con il corpo

così molti pazienti, avanti del trapasso
conciliano col fato, intuizioni di sorpasso inizi di sessione, ansia nausea estrema panico paura, per morte d’ego psiche fiducia nella guida, facilita il transire esperienza di morire, in delysi partire molto tien comune, coi viaggì spaziali

preparazion curata, astri e psiconauti
non possono restare, fuori molto tempo su terra e l'ordinario, ritornino contempo

Maya è una tenda, il segreto nasconde Chi lacer la tenda, pur lacer se stesso poiché dietro tenda, è nulla oggettivo fuor mondo e corpo, sta il soggettivo
il Real non esiste, senza un conoscente figlia di prodotto, tra mondo e ricevente Se manca uno dei 2, il reale non accade Radio resta muta, schermo nulla appare

rifiuta il vino rosso, e chiede il ciceone
ringrazia gli ospitali, e rivela sua natura or un tempio fonda, a ricordo della figlia l'Olimpo vuol punìr, il fatt'ancor l’indigna

demone interiore, presiede ti possiede sua vittima alla fine, libera e trasforma l'accesso altre realtà, l'aiutano le piante
coscienza sintonizza, commedi esilarante straripa nel mondo, una parte d'interiore si animan le cose, assumono altro senso diverso e più profondo, solar od abissale spontaneo tale stato, se provocato sale

scatena sulla terra, Cerèr gran siccità
minaccia d’estinzione, l'intera umanità fra gli Dei di Olimpo, rifiuta di tornare

e Giove soluzione, riesce a escogiate
là durant'inverno, la sposa sia con Ade Mà nel resto d’anno, Persefone riappare Fiorisce a primavera, al mondo vegetale Cerère soddisfatta, a Olimpo và tornare Freya detta Frigg, è il largo uter di terra capo di Valkirie, da nome al sesto giorno è Persefone discesa, assente nell’inverno sale su nel cielo, con l'Orso suo gemello

Esiston dimensioni, o molteplici realtà
comprese di soggetto, che sa manifestàr la quotidian ha un Io, pensa e pur agisce mentre un testimone, tutto vede assiste

Erodoto narrava, dei culti dei misteri

fondati dai Pelagi, in Tracia e Samotraci

dedicati a un gruppo, di Kabìri Fenici otto Dei del mare, antichi e pur amici

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Core è Persefone, Phersipnai per i Rasna, è la Dea delle danze del fato, i suoi fedeli son detti coribanti quando lei ascende/discende e li possiede, cavalcandoli. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 44

Persefone discende, sposa Ade-Plutone diviene la regina, che vede or ulteriore vede sua bellezza, poter trasformazione vede ora nel buio, natur e compassione Rivela i suoi Misteri, li affida a Trittolemo far crescere nel suolo, il seme grano vero il Farro dei Fenici, nel mese anthesteriòn epoca che in Grecia, è febbre-marzo d’or

Eleusi giunti a sera, in folla salmodiante s’alza poi discende, una luce penetrante è visione collettiva, di forme venerande uomini paesaggi, mond'assai più grande

uno fa un risuono, di cimbali di bronzo un altro tiene fiati, dal profondo suono riempion melodia strappata con le dita
1 richiamo minaccioso, che suscita follia Timpano propaga, tremenda forzà tuono mentre in alto sale, la cetra dolce suono da covo ben segreto,mugghiàno risposta

comincian gl'iniziandi, far preparazioni
insegnan mistagoghi, drammi soluzioni le gesta di Demetra, Persefone con Ade

veglie con digiuni, canti e danze sacre a Eleusi gl’iniziandi, attuano quel mito
discesa sottosuolo, nell'Ade regno antico

Taurini imitatori, del tuono della grotta la grotta nella roccia, è detta Plutoniòn
Passaggio del Dio Ade, signor di sottomòn che porta in oltretomba, Persefone natura e concede a primavera, se dissipa foscura La stanza sacerdoti, è agreste Anaktoròn

lo scopo è stimolare, beatifiche visioni per l’anima curare, da false divisioni s'attua vita e morte, poi resurrezione il giovane Cabiro, farà trasformazione Celebra la scuola, mistèr oltre confino rito di passaggio, di umanità e destino
la Scuola è circolare, due piani d’edificio ermetica ben chiusa, pei ladri è dur'officio Mercati e processioni, spese e pur’incassi

Rituale dei Misteri, si fà al Telesteriòn

la stanza ritoccata, quan crescon i fedeli qui vedono splendenti, la luce dei misteri centro è illuminato, a lucerne di candele porta sacra a sud, di Eràcle poi Michele all’interno del recinto, accade cerimonia fedel or’esperisce, mistero pien di gloria

sòn sotto controllo, di vigil magistranti Guida un sacerdote, una purificazione di tutti gl’iniziandi, segue confessione
Donne con fanciulli, pure son ammessi nelle cerimonie, in date e luoghi omessi

seduto sui gradoni, ora beve il ciceone

nel buio più completo, poi inzia la visione dal regno morti sale, torna al suo convito

Persefone phasmata, riporta suo respiro Pindaro ricorda, che questo è gran finale
tempio dal mistero, inonda tutto tondo

due sole condizioni, per essere iniziati

obbligo al segreto, non essersi macchiati

Inizian ad Atene, con un pellegrinaggio di colpo appare luce, da basso e dall’astrale esplodono i confini, d’ognì terreno mondo diretto verso mare, prove nel passaggio
migliaia di studenti, ognuno ha suo tutore

Pur semplici curiosi, fanno processione salmodiano diretti, in Elèusi direzione Invocano dio Bacco, Dio d'ispirazione passano su fiume, sopra stretto ponte
che tra vivi e morti, rappresenta il fronte

Euripìde riporta, che danzano le stelle Luna e mar aperto, con le Nereidi figlie nei vortici dell'acque, sòn angeli di coro che onorano la Virgen, Còre nata d’oro Tu che guidi il coro, di stelle respiranti sei guardiana Fuoco, di parol notturne fanciulla sei di Giove, visibile d’intorno con folle celebranti, in danze di ritorno
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pellegrin raccolti, ora vengono insultati
da oscen'imitatori, da Iambe mascherati

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Bella sei qual sole, Biàn più della luna Stella del mattino, e Mater Flora musa Virgo veneranda, energia di pentecoste di mari terre e cieli, sei nume dragoste

Poeta bardo antico, viaggi nell’Egitto leghi con i canti, il multiforme attinto cetra tuo strumento, suoni nel rituale cantami una storia, aiutami a vibrare quan trascorre vita, solo non sei mai Stella del Cammino, ier oggi e domani Canta più forte, sua gioia può scaldarti se sentirai dolor, quan vita và mancarti

felice è colui, che ha vissuto tal cose
quando rientrerà, nel grembo dell’Ade Dioniso guida, qual Erme psicopompo Raseno canta i versi, all’eco di ritorno

Poiesi sei musa, di natura e cultura
Sei regina Kalì, Sei l’oscura struttura Sei la voce del tuono, fiore che sboccia Sei amor e la morte, dentro una goccia oh Amrita-veleno, cioè senso e memoria nel rito del lutto, fai l’eroe e fai la storia ecatombe supplizio, riesci a trasmutare Mediator d’interessi, in gruppi a trattare

come il Trittolemo, col don dei Cereali
divengon iniziati, a mezzo d’esperienza potranno ora vedere, segreto l’alternarsi di nascita e di morte, rinascer rinnovarsi Terra ora si svela, non sol dimor di morti

ma cibo inestinguibi, riserva di conforti Di sé e divinità, occasione di scoperta
a trasformar la vita, adulta più perfetta mistico messaggio, in saggi sopravvive coi dialoghi Platone, sovente ci descrive che gradi di saggezza, archetipi e le dee danno forma spazio, ciò che ci sovviene grad’uno la myesis, visione temporanea poi segue la telete, distante richiamata infin v’è la suprema, chiamata epoptìa Nata dall’altrove, natur mito-creativa nei tempì di crisi, emergono più dubbi crollano i modelli, e fioriscono più culti a soddisfar gli umani, e ritrovar gli Dei provano gli artisti, le chiese ed i musei l’obbligo segreto, impediva l’esperienza Fuori di un contesto, di sacra reverenza durava mesi e mesi, la sua preparazione lo scopo Eleusi fù, cosciente iniziazione rendendol'iniziato, epòpte gran dottore Padròn d’una visione, a vivere migliore Soddisfa pur bisogni, d’estàsi e libertà in secoli esperienza, d'intera umanità davano i Misteri, certezza in esistenza di esser immortale, imperitur essenza Cicerone scrisse, “lì abbiamo ricevuto motivo a lieta vita, morte non è bruto
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e son giunta lasciando, i templi divini e conduco vivendo, sanniasi sublimi o divino Zagreo, ora vago ogni notte col tirso e con cetra, trà dense forre
Incanto or la roccia, e le bestie feroci tu vivi e sei morto, se muori allor vivi è l'antica sapienza, vissuta ai misteri la notte è la madre, dei miei desideri Erme psicopompo, itifallico compagno dell’anime farfalle, nel viaggio d’aldilà oltre la materia, nel cuor del sottosuolo Spande col suo fallo, gocce spermaforo Heva sua compagna, progenitrice terra totem di serpenti, l’avvolge in caduceo Cobra oracolare, sacro a Shiva e Devi Gaia genitalia, progenie a genius dei In Egitto è Thot, dio anterior diluvio scriba delle piante, cui depon effluvio le sue conoscenze, porta il suo totèm Ibis la cicogna, e moglie sua Seshèt Ermete o Turms, sei cuore d'Orfismo Mercur messaggero, ambiguo furtivo Dio della sapienza, pur della scrittura Medicina scienza, e musica struttura

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per Pindaro è beato, chi và sotto terra dopo avere visto, ogni fine e inizio vita Fede sopravvisse, in cristianesi primo Giovanni ci promise, consolatore fino Spir di Verità, il mondo ora non vede voi lo conoscete, perché dimora in voi

Ulisse navigava, in mar della coscienza Mercurio psicopompo, guida l'esperienza che mediano le piante, divin manifestazio tra flutti kundalini, è testimon mai sazio Storia vien da Istor, figlia di Taumante eterno testimone, che vede le vicende oltre il vel dei fatti, segue l'intuizione collega Istor ai fatti, della transizione Omero cieco è, poeta ha sguardo vero Radice del sapere, è l'interior pensiero capace devastare, se partorisce oggetto potente ed incapace, di circolar contento nel canto sopravvive, Penelope ed Ulisse cioè l'anima fedele, sposa dolce al cuore vieni qui son Io, quell'animal tuo amato essere già fatto, di ciò che tu hai donato

orfan non vi lascio, e ritornerò da voi

e riconoscerete, voi siete in me io in voi scoprir in noi qualcosa, pure non ci piace se annulla l'illusione, d'una moràl sociale libertà interiore, spaventa perchè rende persi nel rapporto, umano che sottende l'esperienza in psiche, moltiplica realtà

che pàr disfacimento, a uomo razionàl
chi nel conformismo, cerca suo successo reagisce protestando, teme tal eccesso fù mito di Cerère, esperito fin a quando Alarico re dei Goti, invase Ellade intanto santuari son distrutti, la fine d'un impero le leggi di Teodosio, avvian altro mistero trappola di agone, trama forza e astuzia distacca civiltà, coscienza è frantumata la cura del destino, nevrotico Occidente ritorni l'esperir, l'unione mondo-mente Argo ed ergotismo, le tenebre con luce appaiono gli eventi, che Cerere produce viaggian Argonauti, ricercan vello d'oro in gotiche visioni, di cattedral di Fuoco Vello del'agnello, serbava pure il soma che bardi rishi d'India, tengono d'allora matur in sottosuolo, stilla nel suo grasso virtù del soma stà, nell'inno del suo canto drago di sapienza, apre un occhio a volta non correre và piano, velèn è dietro porta consegui vie dei canti, dovè riposa il mito decanta ogni veleno, nel quotidiano rito

Telemaco suo figlio, lontano sulla riva prega la Divina, signora schiuma viva l'oppio di Minerva, tosto poi lo spinge
d'iniziare il viaggio, che l'interiore tinge cresce di stupore, ricerca di suo padre quel farmaco nel vino, l'ira sa calmare butta via il dolore, l’uomo ad impazzire dimentica la casa, la patria col soffrire coppa è la piroga, è soglia di presenza

necessita silenzio, di vigile coscienza
e invita far i viaggi, notturni sotterrani là nel regno morti, cioè medi-terranei

viaggi oltre la terra, oltre dell'Egitto le anime guidate, vanno nel tragitto dagli antenati totem, spiriti or alati

che assistono ispirando, con i loro fiati Taras coglie spunto, narraci del succo fetido di fiori, papaver Oppio appunto in Arabo è ufiyun, ufèem in Indostani ò-fu-jung in Cina, la capsula essudati I semi spremuti, dan pane detto khari a poveri e bestiame, e cataplasmi fare dove è povertà, si beve anche decotto Capsule che già, latte hanno prodotto
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Argo è cane a Ulisse, gli tiene fedeltà
conosce suo padrone, che travestito và

scisso nei 2 sessi, maschile femminile

a causa dei giudizi, che posero il confine

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aiuto per corrieri, tra Mumbay e Surat datteri con oppio, per loro e per cavalli l'azion di morfina, è secondo l'individuo chi sente l’ipnosi, chi prostra nel delirio Petali raccolti, addensati a far focacce copriranno l'oppio, spedito con bisacce

in uno azion ipnoti, prevàl sull’eccitante in altro viceversa, insonnia dura grande L'eccitante azione, specie chi è nervoso Cavalli cani donne, sentono più d'uomo

polvere di pianta, detta poppy trash serve a spolverare, i pani di Benàr
Oppio greggio puro, usa l'Inghilterra l’oppiofaga mania, piano là s'afferma bevuto sotto forma, di laudan oppure nel cordiale Godfrey, medicinale pure L’oppio della Persia, tiene più morfina quello dell'Egitto, è sempre adulterato perchè i coltivatori, irrigano suoi campi e capsule immature, incidono in avanti fra l’effetti d'oppio, una cronica diarrea assieme sangue pus, dolori addominali a limitare il vizio, è una pillola egiziana canfora con oppio, e radice di genziana In tempo di guerra, ne mangian soldati

Sotto la morfina, respiro è irregolare Rallenta digestione, cioè l’assimilare L'oppiofago è scosso, tra più voluttà
per anni dinnanzi, a profòn turbamenti eppur fascinato, dai suoi var fantasmi

come nel vino, caffè od altri miasmi O'Saughnessy dice, che longe-vità d'oppiofago appar, assai proverbial De Quincey ne mangia, in 52 anni 80 ne visse, e scrivea senz’affanni
l'avea conosciuto, duràn mal di denti

così il Coleridge, duràn reumatismi chi abusa pativa, pur molto freddo quelli estraniati, hàn corpo spento Pigri e infingardi, senza uno scopo
in distretti chinesi, scheletri andanti muoion per vie, sui campi e su rive Famiglie sen casa, ospizii e oper pie

ne fumano i malesi, in pipe dei cinesi
il mangiatore d'oppio, am'esser solitario

e il fumatore invece, ricerca l’elitario

Morfeo tiene in mano, papavero mito Sonno che calma, il dolor più sentito Paracelso lo dava, molto e dovunque oppiace dottore, chiamato fu dunque anchor di salute, anestetico primario di ogni medicina, fù grande ausiliario felice consolazio, d’umano sofferente è docto doctore, Opium fa dormiente
Abassa a piccin dosi, il polso col calore

l'oppio e morfina, offrono a individuo sonno più sereno, oppure convulsione esiste relazione, fra eccitamen mentale ragion e convulsione, e quello muscolare ha effetti antagonisti, atròpa belladonna pur se le pupille, entrambe fan contrarre ipnoti ed eccitante, morfin associ-azione preval secondo tipo, nervò costituzione La tosse ed il dolore, li calma narceina

invece è soporife, l’azion papaverina
Riduce la mania, cioè forza muscolare data internamente, rilassa il cerebrale

aiuta digestione, e calma ogni dolore

Soporife effetto, in eccesso fà febbrente sviluppa cioè calore, e febbre ricorrente1 L'azione sul cervello, associa anestesia assiem eccitazioni, bilancian essi ossia
1

costituèn dell'oppio, sono una famiglia

ciascun azione sua, prevalèn si piglia
sommatoria sta, in ipnosi e convulsione del sistè nervoso, narcosi o eccitazione2

2 narceina, morfina e codeina, hanno azione soporifera, mentre Mantegazza: “impressioni eccitanti giunte cervello in rapida intermittenza, posson paralizzare i nervi (narcosi), tebaina, papaverina e narcotina hanno azione convulsiva.

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memor di sensazioni, dette pure idee
mesciano fra loro, intrecciano corrente l'oppio non crea, alcun immago nuova attiva le presenti, le intreccia e rinnova il succo di Tebe, dà tre forme ebbrezza

Divin luce verde, raccòn che lui vede or entra Al Mamour, la casa Gabriele Tre vasi son dati, di vin latte e miele beve lui il latte, e Gabriel lo conforta
se Islàm beve vino, smarrisce tal porta

suo latte fumato, bevuto o mangiato a piccole dosi, è leon sonnacchioso in piena coscienza, esistèn vigoroso
ugual vino espande, il cuor agli affetti

L'ultimo stadio, è narcotica ebbrezza è delirio alternato, di gioia con feccia è un inno di morte, assièm ditirambo
Dante e Maometto, commediano l’atto è calma sen pensieri, luce d'alba che

all’opposto di quello, rilassa ferventi
Concentra il disperso, ritrova il divino

entro se stessi, è ragiòn sopraffino è Afrodite indiretto, in via fantasia
tal stadio produce, ogni moto che sia tepore c'inonda, nel gran passeggiare in silèn solitario, e serèn contemplare ci opprime la folla, e rumor suon ossia

lenta dietro il monte, s'innalza poi sé
produce stess’imago, stato del cochero mangiato o bevuto, più ore dura intero

Oppio sottil giusto, tutto tu conquisti!

entriamo allo stadio, fantasm-agoria
così che Maometto, è sott'albero Toba

simil povè e ricco, canta già De Quincey a ferite ed angosce, balsàm consolatore curatore d'oppio, eloquente imbonitore nel tribunal dei sogni, peròri pei trionfi dell’innocenza vera, sui falsi testimoni confondi gli spergiuri, rovesci sentenze di giudici corrotti, riparti poi splendente giusto ed equo oppio! chiami tu la luce il volto di beltà, da lungo assai sepolto purghi da brutture, di pensieri e morti doni chiavi all'uomo, dei paradisi folti mille anni io vissi, finì in varie tombe di mummie di sfingi, in camere tonde sospinto confuso, ai fanghi del Gange ucciso e uccisore, adorato e adorante Storie riviviamo, per sempre ricordare insegnano a sognare, fantasie lontane fiabe di Ganesha, il ragazzo senza età percorrono ogni tempo, mai Lui finirà!

ci dice il gitano, che storia snocciola
Maometto sdraiato, ai templi di Mecca Suo cuor leva e lava, e a posto ripone

Gabriello lo vide, e il petto gli aperse gli dà l'Al-Borak, cavàl bianco nome
assieme Gabriello, Maometto galoppa

fin cielo argento, e bussa alla porta

Adamo lo accoglie, e gli porge parole Maometto saluta, e secòn cielo muove

Qui incontra il Noè, e al terzo Azzaèl
l'Angel di morte, che scrive su un libro

I nomi nascenti, e cancella i passati al quarto è sibilla, al quìn magistrati Al sesto è custode, di cielo e di terra
e vede un Mosè, che piange e dispera Maometto ha più fama, e al 7° accede
mentre, all’opposto, è l’ipnosi. Nei centri motori, avvien lo stesso dei centri delle idee: paralisi (narcosi), sopore od eccitamento motorio (delirio). fra Rajput dell'India, l'oppio è delizia della vita e i fumatori escono dal suo sopore masticando Betel e sudando. umul kya? hai tu preso il tuo oppio? umul kao; prendi tuo oppio.”

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.12 dicembre, Seba:

nelle buchette metti, maturo di composto cenere di legna, fò conca attorno al posto “distanza tra gli ulivi, io fò da cinque a tre trecento piante conta, ad ettaro più o mèn ben prospera nel Lazio, la varietà Canino assièm alla Rosciola, dal frutto piccolino Interro le mie piante, senza seppellirle Respiran le radici, e l’acqua invigorisce

Lego l’alberello, ad un paletto a nord con fibre vegetali, per evitargli sport
dopo dell'impianto, farò un innaffiatura nei giorni di dicembre, io inizio la raccolta per ogni pianta verso, fin dieci litri pura dopo 1 mese noto, s’hanno preso bene di olive dalle piante, le pettino un a volta se hanno verde, e i nuovi getti vene a terra stendo i teli, su essi io e Pamela armati delle scale, e gran pazienza vera potami dal legno, e ti arricchisco d’olio al fico ramo pende, a olivo ram insorge Le olive cadon giù, e le ore van veloci io pota nell'inverno, avanti a primavera passa un giornata, tra risa e più dolori corpi nella notte, non sann'addormentare vedo che l’innesto, sull'olivastro impera

ci aiuta una tisana, lenìr e passeggiare

Innesto pur l’olivo, in tàl modo maniera

Una settiman fatica, al fine dà il raccolto sui 30kil in media, ogni pianta olivo conto al trappeto poi le porto, per 'olio ricavare

quando linfa è in alto, verso primavera
taglio francobollo, occhio di una gemma

dall'olivo buono, sia lo stratagemma

l'Emilia nell'attesa, iniziami a spiegare

1

Olivo vuole un clima, medi temperato

sotto i meno dieci, s'ammala raffreddato in suoli a med'impasto, non ama umidità

faccio l’incisione, a selvatic'olivastro a forma di vagina, e 2 persiane rialzo v'inserisco dentro, maschio francobollo chiudo sopra d'esso, labbra ben incollo
scongiuro le infezioni, legàn rafìa di petto con impasto argilla, o poltiglia bordolese tal innesti faccio, duràn febbraio mese un è porta-innesto, l’altro è la variante bendali con rafìa, sotterra in primavera quando caccian getti, lascia sol variante

se innesti su olivastro, resiste a siccità

a fare nuov'impianto, spietro fò lo scasso accompagno le radici, comodo suo spazio provo pur talea, sia ramo lungo e grosso fino all’occhio gemma, friabile fò il fosso Talea in terreno smosso, riceve umidità e a primavera caccia, radici e gemme fà
1

per una protezione, suoi tagli disinfetto

pota tutti gli altri, e seguila costante
or poto i rami secchi, sterili o intrecciati lascio i porta frutto, che sole tien puntati s’abbassan i più vecchi, tendono rientrare così perdono il sole, e smetton di fruttare2
2

Il frantoio (trappeto in dialetto salentino), richiama il gergo dei Pelagi, marinai che lavoravano le olive e impiantavano gli ulivi sulle coste del mediterraneo. Capo ciurma è il nocchiero della nave che coglie l’olio col nappo separandolo dall’acqua vegetale nel pozzetto dove l’olio galleggia sulla morchia. I fiscoli son cestelli circolari di giunco dove si pone la pasta da spremere che darà il mosto oleoso. Sansa oggi, è impasto dei noccioli frantumati che resta nei fiscoli. La murga (liquido residuo) è usata come fertilizzante e ossidante del bronzo.

L'olivo mediterraneo ha bisogno di molta luce e aria e della maggior massa di foglie per dare buone produzioni sui rami di un anno compiuto. La Potatur di ringiovanimento sfrutta

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Emilia tiene a globo, e a palmetto nano
in salice piangente, dà forma piano piano dona l’armonia, alla chioma nell’insieme a forma di tridente, e a siepe pure tiene

L’olio di Oliva, ogni mal si porta via la verità si dice, è luce d'olio in rima

insegna quali cose, prendere o lasciare spalmato con il pane, su brace focolare Olio vero dell'oliva, sà cuocer e condire

gli olivi secolari, un antico lasciar fare

dopo il primo innesto, la piàn libèra sale cresce s’organizza, attor leadèr centrale

si snoda poi sinuosa, a liàn stratificare a olivo acqua di giugno, par rovini tutto

legumi e vegetali, col pesce e i cereali sopporta i centottanta, gradi di fritture in periferia rimane, di cibi e di cotture1

ricco in carotene, permette assorbimento mentre dà olio e mosto, pioggia dell'agosto lipo vitamine, che scioglie in un momento

l’oliva quan più pesa, tanto par più rende Pomodori e funghi, conserva dignitario terre assai sassose, ama com ambiente lubrifica intestini, e lo stomaco vicario
a trasformar l’oliva, fù origine importante

là nel sottosuolo, il calor assai costante a separarsi in olio, ed acqua vegetazio
l'Olio ora s'estrae, molando in frangitura tramite molazza, la polpa or si frantuma

al latte della mamma, par’esso si avvicini che aiutava mosto, in processo decantazio contrasta osteoporosi, cede il minerale

vince stitichezza, prezioso nei bambini Mielizza fibre nervi, aiuta il cerebrale

assieme coi nocciòli, a far da drenatori poi la gramolatura, rimescola ulteriori
rompe l’emulsione, d'olio misto d'acqua la Pressatur estrae, duràn la terza tappa il torchio a vite preme, i fiscoli con pasta centrifuga separa, infine l'olio e l'acqua lascio giovan olio, in fiaschi damigiane vado ogni 6 mesi, da morchia separare in orci coccio od inox, fò conservazione fuor da luce e sbalzi, faccio protezione se la molazza è ferma, dov’è l’identità? raccoglie attorno a sé, l’inter comunità mito di Erittonio, bimbo-num-serpente che nato dalla Terra, lubrifica la mente Gea lo consegnò, ad Atena dea d’Olivo Olio combustibi, che il fuoco tiene vivo Lei lo alimentò, con linfa del suo seno

Cenere dei rami, spargo nei miei campi rito avan la Pasqua, domeniche di palme Raseno poi ci narra, la storia dell'unzione

d'un Albero d'Oliva, sorgente d'elezione gli alberi di Biblos, si misero in cammino nel darsi un nuovo Re, proposero l’Ulivo questi lor rispose, non posso rinunciare à produrre l’olio, pel fin di comandare
in Giudea cultura, si ungevano i profeti

poi secoli declino, l’olivo torna in piedi i monaci Trappisti, assieme a olivetani ripresero estrazione, come i Basiliani in Grecia e Palestina, e tutta l’Anatolia l’inter Mediterraneo, la storia si rinnova vedon approdare, quest’albero d’oriente cicogne dei Pelagi, Fenici ed altra gente
a Taranto s’usava, in balsami ed unguenti massaggiare gambe, dei sani e dei dolenti

Pieno di calore, or illumina Raseno

per muscoli di atleti, e petti dei guerrieri piedi e pure mani, di marinai e nocchieri

l'immortalità dell'olivo per render produttivi alberi gravemen danneggiati dal gelo; comporta il taglio del tronco alla base e 1 Sopporta alte temperature senza bruciare, il suo punto di l'allevamen di 2/3 polloni scelti tra quelli rinati dalla ceppaia. fumo è oltre 200° mente le fritture non superano 180.

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tien acidi d'aiuto, per l'ossa e per i nervi appam è una piadina, di farin di riso
emolliente sulla pelle, idrata sen commenti tostato e macinato, in polvere ridotto Buon lubrificante, di arterie massaggiante cotta nel vapore, bollita od impastata riduce invecchiamento, diet’antiossidante farcita con verdure, a dar la raviolata

è cultura e fondamento, mediterraneità prenderò l'impasto, d’acqua di farina và in Giappone e Cina, è marchio qualità se lievito per pasta, ancora io non ho
sostien attivo il cuore, e immuno resistenza inacidir lo lascio, pur per qualche giorno Memoria e intelligenza, e aiuta la pazienza grazie ai lievitanti, che volano d’intorno unguento dei messia, dei Re dei sacerdoti io Seba son lucano, ma vengo da Milano Pamela li conobbi, in seguito ho sposato

lampade e lucerne, nelle nozze e giochi Cristo n’è l’unzione, crisma dei malati Olio degli infermi, e delizia dei palati
Raseno mi presenta, ai vari coinvitati Seba con Pamela, son italian migranti il Sebàstian lucano, cercava suo lavoro Racconterà perchè, arriva qui al ritrovo comincia la Pamela, in precarietà totale lei cerca sussistenza, per vita progettare nata in un sobborgo, a lavori stagionale cerca un ombelico, per crescer radicare “Caddi in depressione, lascio poi la casa dei miei genitori, e inizio una mia strada farma dipendenza, assieme depressione libera d’un tratto, provai la sensazione presi varie strade, più dipendenze date un giorno a primavera, sposo Seba vate transizion mi cambia, efficace silenziosa la mente piena muta, si libera spaziosa Pamela col bambino, fasciato sul torace

ho girato molti posti, al fin di lavoràr sofferto migrazione, verso gran città

emigro per trovare, spazio alla mia vita un sogno realizzàr, sfamar una famiglia fuggivo carestie, e angustie di un paese costretto itineràr, sàl-scendo le scoscese

risparmio pochi soldi, sudati duramente

di sera nella scuola, studiavo febbrilmente diploma mi permette, il lavoro da barbiere in un punto di Milano, lavoro e mi va bene

lavor or soddisfatto, modello var capigli
guadagno la clientela, parenti son benigni in cerca di sostegno, avanzan più pretese baston alla vecchiaia, mi voglion in paese Seba vien convinto, Pamela ancora narra Chiuder suo negozio, e l'amor filiale s'alza vane le promesse, assieme a vecchie sfide minacce emozionali, asfissiano sua psiche Torna su a milano, e un ferrovier diviene rinasce la sua vita, ed apre ancor le vele avversari in gelosia, tramano gli agguati Cambia lui lavoro, tra fabbriche più vari

lavora come sarta, girando per le case
mentre suo marito, tra fabbriche e binari arriva a fine mese, con gli acciacchi vari con Seba io mangiavo, fave con crostini alla sera minestrine, all’erbe odori fini oppur a colazione, il pan e fichi secchi cacio con le pere, buon sapor azzecchi

Industrie segherie, in milàn periferie Io con due bebè, fò sartoria da casa aiuto il calzificio, lavor anchè da tata con gioia con fatica, arriva prima casa Spogli di consigli, i parenti son lontani Casa umida fredda, tra mobili già usati disturbi di salute, aumentan ricorrente fabbrich’esalanti, stagnano l’ambiente
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poi le zuppe farro, cipolle con legùm preparo le piadine, simili al cous cous
l'impasto piano piano, e muta lor colore tal poltiglia al fuoco, cambia di sapore

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Periferia fa cupa, il verde inurbanizza
riduce la campagna, uomo industrializza si mangia molto grasso, l'olio costa caro arranca economia, benesser sà d’amaro

Crisalide in bozzo, in filièr va morire1 passata da Garlate, ho visto filandere facce da ospedale, sembran prigioniere per fare andare bene, lavoro mantenèr fanno cori assieme, e cantano il Cristé noi siam le forestiere, in venadi cantàr trattate come cani, in catena a lavoràr fastidi se cantiamo, villani se parliamo là sulle montagne, nostre case amiamo Filande a 2-3 piani, con ampi finestroni Lascian filandere, dormir entro stanzoni

arrivan gravidanze, assiem a più bebè nomi son dei nonni, per tradizion tenèr stenti d’ogni tipo, zizzania pur ovunque
scompigli malnutrizio, tempi duri dunque difender la famiglia, ha prezzi da pagare riemergon le paure, da psiche pur filiale fan strada incomprensioni, equivoci litigi al culmine dei nervi, psiche è fuor confini e cresce pessimismo, pensièr di divisione Casa vien svenduta, sconfitta è soluzione ma sangue in libertà, forte ancora scorre cambia la visione, e guerra non occorre arrivano gli aiuti, da situazion più varie

tutte accastellate, stranier e contadine fan turni di lavoro, precari a non finire “A la matin bonora, si sente a zoccolàr saràn le filandere, che vanno a lavorar Voi giovanotti cari, se vuri fàr l’amòr andee dalle filere, sèn guardar fumòr
Fochist’apre filanda, accende la caldaia 6.30 lancia fischio, tre volte soffia l'aria inizian le scopine, poi tutto va a regime Ciclo sol si ferma, a vitto e per dormire

Pamela alfin la seta, impara trafilare

negli opifici a Como, è tessitura grande gira più filande, racconta sue compagne fan trattùr a mano, dentro l'acqua calda recuperano il filo, che bozzolo smatassa Matasse su rocchetti, volte in-cannatura

abbìcano la seta, poi fan la torcitura la Via della Seta, è lunga e tortuosa
attraversa la storia, qua e lò si riposa Eurasia percorre, quan parte da Cina

è là in foresterìa, le giovan forestiere prim addormentarsi, cantan loro terre Casa assai lontana, e la speràn ribelle Minestra di polenta, esal da loro pelle
Comunican coi canti, motivi di protesta durante lunghe ore, le filandere in testa d'umid'aria chiusa, e nei giacigli a sacco

continua su navi, in America arriva
lungo la strada, che avvolge la Terra mercante fiorente, l'insegue l'afferra

cantano del filo, d'avvolgere sull’aspo Narran le canzoni, di pover filandere
che sognan avventure, vita senza pene suona campanella, Dora picchia al muro la testa indolenzita, da pianti sul futuro ho dolo là nei piedi, mi dolgono le mani Filanda è una prigione, di pover villane sento là il guardiano, dietro della porta oh miò san Chirò!, fà che sia già morta!
1

ricama in velluto, pavòn melograni a vestir case rosse, e famìl baronali
la strada è leggera, elegàn resistente

Secreta da un baco, farfalla silente

quel baco è nutrito, con foglie di gelso allevato accudito, al calore di un petto

li curan bambini, e magie protettive Lontano da topi, formiche e galline
tra igiene e fatica, scongiùr malattie

Il baco del bombice mori, vive 30-40gg.rosicchiando foglia fresca del gelso raccolta a fin aprile (mille kg per allevare 1 oncia di seme bachi, circa 55mil uova).

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Chirone sofferente, sciamano ricorrente in scelta o ritrosia, non può diversamente il morso di scorpione, inietta in lui veleno che tosto lo costringe, ballare sul terreno la Dora mi ricorda, la storia di mia nonna malata di rimorsi, miseria in dura prova il dolore lei mutava, nel morso di taranta veleno mi diceva: mi spinge far la danza

l'estate alla campagna, s'argia ti ferisce a mezzodì o di notte, o l'alba preferisce t'accorgi d’esser punto, orini tutt'intorno oppure prendi bagno, l'acqua calma fondo

“una vera cura poi …, al villaggio si sarà è diagnosi dell'argia, scoprir sua identità
Tutto quel villaggio, indaga s’argia in posto

Ricerca tutto unito, il carattere nascosto

Rinnova crisi e ballo, in stagione dei calori con femminili vesti, malato vien coperto tra tra molte privazioni, pagava i suonatori ed entro 2-3 giorni, s’argia è allo scoperto la vita mi fa stanca, e domando alla taranta in sposa o vedovella, o zita è ravvisata dammi tua grazia, leggèr fai tutta quanta con riti con sue danze, alfin accontentata lei balla mi possiede, e tutto mi sommuove I suonator attorno, san stimolare bene Le pago sofferenza, nel cuore che mi duole continuo suono sfonda, spezza le barriere finché giù nella grazia, dolor è esorcizzato esplode la coscienza, sofferta ed ordinaria e il malessere interiore, è riappacificato giunge possessione, coscièn straordinaria avanzo io a tentoni, corro in tutti i sensi in zon'immaginarie, lontana dai consensi per 10 giorni e notti, una musica sentivo Taranta e la cavalla, in me io percepivo Ragni tra le gambe, Scurzi tra i coglioni in piedi corre salta, distesa è sul lenzuolo mima ragno o s'argia, batte piedi al suolo Fase a terra e in piedi, sino al suo finale

Ripete il posseduto, un ciclico rituale
Tamburo fila-tesse, i tempi della festa inizia dall’esterno, ed entra nella testa infine par dovunque, gira tutto il corpo eco nella pancia, in testa fa lo scoppio ecco un imprevisto, inceppasi il rituale s'argia ferma sbanda, danza pure male perde innato passo, il ritmo del ballare orchestra perde filo, lo deve ritrovare

narravan ritornelli, quei musici cantori
pizzicano al ballo, con fiati e con sonaglio tamburi e corde tese, aiutano il travaglio

Laggiù rivivo tutto, conflitti e delusioni
ritrovo antichi amori, in rituali possessioni il suòn di una chitarra, mi aiuta a ritrovar i sogni con speranze, a poter ricominciàr

s'Argia variopinta, è formica velenosa
creatura di Sardegna, mitica ingegnosa punge per danzare, pianger e umiliarsi

allor per riparare, a tale distrazione
necessita rifare, un rito di espiazione

cantar e travestirsi, ridere e distrarsi

nastrini colorati, gettati alla taranta

lei li straccia e sfoga, tutta la sua rabbia

S'Argia molto amata, le feste sà creare Lisa or interviene, rivela un meccanismo odiata ed evitata, il travaglio sa arrecare visto in sue clienti, che provoca isterismo è femmina formica, che gli uomin predilige

sopravissuta ninfa, Salmace e pur attrice
a incontri si presenta, con corpetto e gonna

reazion all'intrusione, di cultur paterna
è un auto-sabotaggio, passiva resistenza

nell’isola ricorda, i passaggi della donna s’è nubile fanciulla, o vedova o sposata La veste sarà bianca, nera o maculata

Pamèl tu condividi, più sogni e desideri

protesti condizione, quan danzi la taranta lamenti e nine-nanne, forniscono la prova comprendon tuo dolòr, l’altri della scuola
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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F'assumere la forma, a cosa che t’assilla

usàr l'immaginazio, t’aiuta a far favilla avverti zone corpo, formicol vibrazione
di sensazioni freddo, piacere o di dolore

tra città portuali, a inizio di ogni viaggio Madonne ed orishà, in mediterrani stati Rivelan tanti Sud, più o men colonizzati

Caro Seba mio, smarrire è sol un tempo a fine d'una strada, sempre trovi esempio se i corpi fan la storia, incontro identità Tago coi suoi amici, più dubbi tuoi confuta ogni possessione, racconta intera storia sogni e viaggi tuoi, raggiungon Therabuta! gruppi e tradizioni, sfide oppur tendenze linguaggi coi defunti, conflitti e resistenze1

isterica è l’attrice, prestante ruol diversi
esegue ogni richiesta, vanifica i commenti santa occasionale, che scivola all’opposto Permette che libìdo, la penetri sul posto

dai popoli in fusione, nasce una cultura
convergono bisogni, comune è la natura Percezion del corpo, possente fa sentire

e domanda terapie, in rituali sinergie
In Africa quei ragni, son geni detti bori che trovan loro figli, scendono nei cuori

diluisce e rende vano, tutto ciò che fa così che l’Io terròr, stemper sua realtà

il nevrotico ossessivo, ha troppe direzioni

il ganga i figli aiuta, lor Bori ritrovare
con diete di eremiti, e lavori da mutare

l'isterico nessuna, e fa girotonde azioni
muta simbol fallo, naso gambe e braccia durante la ricerca, la bocca è la sua vulva rossore un erezione, il coito è convulsione ister’irrequietezza, instancabile creazione Supera individuo, e il mondo intero sposa L'isterica tien l’io, che straripa ogni cosa tutto poi trattato, con cura francescana corpo allea la mente, esprime la fiumana Timor di gravidanza, è simil esser madre sul corpo sofferenza, or vièn somatizzata

un africana terra, da spiriti è mediata
tra gruppi e territori, è forza innamorata terra se smerciata, si svuota di presenze Thera sol permette, un ciclo di coscienze Nasce un califfato, il Bori vien soppresso Rimesso fuori legge, dall’anglo coloniato e infine sopravvive, negli Hausa rifugiati tra Niger e Nigeria, in zone ancor rurali Fan vivo il territorio, animali e vegetali son spiriti garanti, d’identità più grandi nutrono coscienza, assieme sussistenza a nomade che viaggia, entro l’esistenza Memorie d'un passato, ciclico represso Esce alla ribalta, nell'isterismo stesso la terapia la stessa, il rito possessione ricordo di radici, in comun generazione il ruolo delle donne, potèn sacerdotesse rinasce nelle nuove, islamiche maestre un sincretismo lento, provvede identità a gruppi bisognosi, pronti ad emigraràr lungo e pure duro, appar pellegrinaggio

L'isterica ora sa, esser liber da paura2 l’orgia ed estasì, mantiene psiche pura
depression tristezza, umore e tono basso senso del dovere, con entusiasmo scarso dura mesi od anni, chiunque può colpire

Specie nelle donne, croni può infierire
tende al pessimismo, cresce in disistima Vecchiaia insoddisfazio, in cronì malattia Mancanza di speranza, dubbi sensi colpa Lutto e avversità, trascendi fai la svolta

2 1

Kerenyi: “Demoni alati e altre forze ctonie, sono figure psicopompe che nell’estremo occidente, accompagnano pietosamente i defunti nell’Ade”.

“belle indifferénce des hysteriques, dicon Freud e Charcot, il tipo isterico è il nucleo più grande tra militari morfinomani e i i tossicomani, non prende seriamente né vita, né morte o suicidio, ma gioca con la realtà”. Lisa LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 55

Il pianto non consola, mancano energie incapacità a provare, gioia oppur affetto tutto appare grigio, incolore e disperato

movimenta il fuoco, il suono della Vù crea la risonanza, in pancia e poco su eRRe inver proietta, la voce là nell'aria eSSe la reprime, è terra che concentra eNNe è ninna nanna, allevia dall'appigli la cantano le madri, a far dormire i figli Risonanza al naso, possiede suono NG suona nella testa, curare è suo mistèr nei suòn nasalizzati, vibra la colonna mali fuggon via, shakti appare donna il suono poi si muove, vibra dentro te

scade l'appetito, e sonno è disturbato Apri ora la bocca, e liber la tua pancia voce è l'ombelico, passaggi dal fetale Tramite carezze, sblocchi le tensioni Variano le voci, riaffiorano emozioni1 ogni repressione, arresta tuo respiro
Voce gran calmante, scioglie nell'invito

Grida in libertà, io sòn di qua e di là
Puoi tu ravvivàr, tuo sogno e identità

incontra mani e visi, e tua respirazione cammina batti ritmo, suon incantazione carezza i tuoi capelli, con suoni viscerali i giochi della voce, e sussurri di animali Prova a stabilire, contatto con il cosmo inizia col creare, tuo suono tutt’intorno

Apre alcune porte, e libera il tuo Sé Esprime desideri, dona forza pronta

lo stato di salute, mostra nell'impronta Cura zone corpo, im-peto oppur a fiato

Vinci ogni timòr, se balli in tale stato

ogni essere vivente, tiene un suono suo in quattro vibrazioni, o Seba trova il tuo2 Proto lega bene, a flemmatico e alla luna Deuterò il secondo, al collerico ed a Marte Tritus tono lega, al sanguigno come Giove

Il corpo del neonato, è cassa risonanza
la voce della madre, accogli con costanza ogni voce ha proprio tono, ovvero identità persona si riflette, in suono ch’egli emette La voce è ben legata, al fiato sen pensare con sue modulazioni, un corpo fà vibrare contatti il potenziale, che vibra dentro te sblocchi anell'orale, assieme quello anale Rilasci l’emozione, piangi succhi e mordi Il canto muove sale, l’amor or ti ricordi canta pur la nota, in un periodo lungo scopri alterazioni, chimiche nel corpo Liberi endorfine, emisferi sincronizzi se canti stà sicuro, vocali tu enfatizzi

Tretatùs infine, a Satur nostalgi umore

pazièn depresso usa, le musiche più tristi ad agganciare meglio, sua interior realtà curà in toni bassi, in armoni progressione rilascian le sue fibre, graduale la tensione Vibrazio musicali, distraggono il paziente

da lè preoccupazioni, inutili oppur nere Equilibran tono fibre, stimolo calmante
catturan attenzione, guidan alla grande

grazie a risonanza, vibra frantumante
Ronzio di calabrone, acuto d’un cantante canzoni popolari, uccelli ebber composto

più toni di vocali, producon melodie liberano il num, trasmettono allegria

le api nel sussurro, cicale grilli e rospo
Creature natura, han suono consistenza

il tono primordiale, presto si scompone dentro voci umane, porta un emozione Esercita nei suoni, un respiro naturale eMM è Madre acqua, liqui consonante
1

Debole o potente, vibrano all'essenza
caotica-ordinata, esprimono esistenza il giubilo con urla, rabbia o resistenza
2

La voce della madre è quella della musica; la musica è la voce della madre. Per un bambino lo strumento musicale funziona come linguaggio parlato è diretto e porta affetto.

se a una persona addormentata pronunci una serie di nomi, essa si desterà nel momento in cui pronunci il suo. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 56

L'anima riflette, il suo stato emozionale Impara usar la voce, in modo risonante

ingrandisce il Dò, mentre Mì arrotonda
Là scolora in rosa, e malate celle affonda

se le passioni, vuoi ben risvegliare al Flauto di Pan, Ti puoi dedicare Vener e Priapo, vino e banchetto còl suplu a fiato, fanno quartetto
se l’animo infiamma, come la paglia

La voce tua si basa, sulla respirazione

ascolta tua emissione, libèr tua tensione attraverso la scrittura, di canzon poesie permetti all'interiore, trovàr esterne vie Da pensiero chiuso, che gira senz’uscita stato stress aumenta, e la ragion lo sfida Musica armoniosa, è calma ed attenzione quella dissonante, accompagn'irritazione Una musica s'affianca, al cibo corporale Nutre cuori-danze, la mente pur globale Narcis Orfeo Dionìso, opposti a Prometèo Liberan dal tempo, e rovesciano il trofeo Conciliano con Eros, e Thanato signore Offrono l’unione, col canto comunione mondo è liberato, ovver non dominato piacere và redento, tempo s'è arrestato più Estasi eremite, contemplano ritorno tornare alle radici, dell’antenato mondo L’uomo primitivo, coi piedi eccitamento batte su terreno, offrendo suo tormento

in fiati potenti, trombe in battaglia Lor suono ritmato, forte e vibrante al ventre risuona, assai dominante
il Rasna tirreno, abbandona ai piaceri Corpo e palato, ed orecchie e doveri Piacevole evade, ai confini dei sensi con complici odori, riscuote consensi

l'allegro benesser, pur spira l’Egitto

grazie ai pigmei, che noie han trafitto

Melodie commoventi, fan risonanze figlie di Rasna, orientali maestranze
Due musiche frasi, s’inseguon errando in ipnotica ruota, in continuo rimando Chi ha gusto le sente, corron su pelle

gli uccelli ed anfibi, le fan ricorrente
Sibilanti e vibranti, roboàn crepitanti s’incontrano i suoni, prim 1 poi tanti dan corpo a più miti, attuati nei riti mutando i bisogni, nei sogni infiniti 1 suono trasmesso, tramite un aria entra in tuo corpo, e placa malaria i dolori d’artrite, punture d'insetto sciatica e gotta, analgesico effetto armonizza respiro, e ritmo di cuore la circolazione, e sanguina pressione Energia vibratoria, invisibil di natura Capace cambiar, profonda struttura in origine è verbo, il verbo era canto Creava ogni cosa, a mezzo d’incanto La genesi compie, in stato di sogno e piste disegna, a estinguer bisogno Musa ferma tempo, l’ego ristruttura coi modi t’influisce, in anima struttura se calma la concilia, ùn Eolìco suono estinguerà ogn’affanno, Lidico remoto
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

e ciascuno strumento, tien protettore 1 spirito e suono, di gruppi e nazione Rombo di tuono, Dio Tìnia ha donato
Chi l’ha ronzato, la pioggia ha evocato

sonagli e maraca, saranno eccellenti Per bimbi vivaci, o troppo invadenti
così l'arco a bocca, mogongo africano

risuona con le note, d'infante dorato
se hai indigestione, vuoi che si stappa

Ascolta la cetra, o un brano di arpa e questa concilia, un dolce pensare che bene si culla, nel Dao meditare
Tamburo e nacche, assièm cavigliere accompagnano danze, di Mama Cibele mentre Pan-flauto, sette canne cicuta Ammalia le bestie, e fà l'anima nuda

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se Ionico amore, stimola un Romeo il Dorico solenne, è trionfo da rodeo

mentre Frigi moti, invitano alle guerre Lisa or qui riposa, Raseno va riprende Ogni città rasna, risuona in sottofondo di armonie musicali, diffuse nel mondo I soffi nel flauto, echeggiano in-canto Di giorno e di notte, senza rimpianto

I galli attizzati, dall’etrusco vino invaser Italia, con botti e catino Danze di ore, tra suoni e colore a var malattie, daranno il furore contro mal-aria, zanzar di paludi esternan lo sfogo, coi faunus ludi ballo di gruppo, invoca guarigione
malati in delirio, con gran febbrone Mundus di Ruma, al centro del foro

La satira or arriva, è satur-azione
Miscela esplosiva, d’improvvisazione Istrione son detti, gli attori prescelti ognun ha suo genio, e loci di orienti

famiglie di clan, gli portan decoro Fan ritmi di qua, e più ritmi di là Il loro aldilà, è il nostro al-di-quà culto famili, di un grande antenato Per festeggiar, coi vivi il fecundus se tolta è la pietra, in centro città sapran collegare, gli infèri e terrà Lemuri son detti, 3 giorni vaganti in cui molti spiri, giravan erranti è potere dei sogni, e dei vaticini corrispondenza, tra mondi vicini Techulca il Blu, presidia l’accesso
Divino Charunt, poi detto Caronte Scorta ciascuno, oltre quel fronte è custode di Tago, verso sibillino Un dì tornerà, nel tempo stabilito I templi orientati, a sud e a sudest sfruttan le forze, presenti in contèst in magia e propaganda, dan stabilità sopra la tomba, banchetto e mercato 2 volte l’anno, si apriva quel mundus

così i contadini, col vino alla testa

riscattan se stessi, nei giorni di festa con fescenni Fallisci, di scurril colore recitati alle feste, o in gare d’onore Raseno dà lo stile, dell'ottave rime Adagia poesie, su popolar melodie

La metrica struttura, suona così Otto endecasilla, BA BA BACi Cì
tre distici tu fai, in rima alternata l’ultima concludi, falla poi baciata

son frasi ritmate, vocal musicali

scandite cantate, ugual salmodiali saper salmodiare, è ritmico andare terapia musicale, costanza del fare ritmare s’accorda, ai balli del gruppo lenir le fatiche, e resister più a lungo Nenie e salmodie, richiamano pioggia e stimol enzimi, sul suolo e su roccia proteggon umani, piccini e bestiame da vari malanni, e da morsi di fame

d'un porto aldilà, del mondo stesso

elaboran paure, inconsce e di realtà le Roman calende, scorrono sempre
i mesi son dieci, da marzo a dicembre tra il sole che muore, e sol che rinasce a Ruma è Saturno, che allenta le fasce Lui segna il passaggio, in clima festoso Avvia il Saturnalia, carnevale gioioso Re della notte, e del grande solstizio Spegne il passato, e accende lo sfizio
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la lor medicina, è assai preventiva fà uso di terme, di droghe e saliva
Fogne e acquedotti igien e dentista Musica e danza, ri-tornano in pista Radici minestra, polenta e focaccia di farro farina, riempivan la pancia

Carne saltuaria, per pochi sicura Sòl vin e olio, ricchezza d’Etruria

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ogn’ordin sospende, rovescia l'usanze ai schiavi fa doni, e ai re condoglianze col suo scettro bastone, gioca alle sorti riordina il cosmo e scombina i consorti nel dì della sua festa, ci narra Microbio al tempio di Saturno, piè Campidoglio sua statua è slegata, dai lacci continui e scatena gli effetti, benèfici e ambigui Sue forze anteriori, d'inizio del tempo di un era dell’oro, e del sogno portento fra avvento rinnovo, euforia e penitenze la gran confusione, sconvolge coscienze Saturno ha le chiavi, del Cosmico Gioco Rilancia i suoi dadi, poi oracola al fuoco Signor della tombola, giustizia e misure Con scacchi ed azzardo, ci da le visure Esiliato fu un giorno da Zeu successore improvviso scomparve in eterne dimore ma Giano romano, creator d’eccellenza accolse nel Lazio, Saturno in quiescenza Bambino immortale, è dio addormentato Attende il risveglio a suo tem destinato Saturno vien dunque, dall’artica notte rinasce tra noi, se il tempo è alle porte qual Visnu dio indù, un tempo fu pesce apparve a buon Manu, dando una legge fai una gran barca, ai germi del mondo annuncio che l’acqua, andrà tutto tondo Donne normali, in famiglie affaccendate attendon la chiamata, stagioni ritornate Dioniso le chiama, al baccanal robusto in ciclica tempesta, dell'emotivo flusso Scuote loro corpi, e le anime profonde si sciolgono vestiti, suonano le trombe la donna che resiste, a Dioniso riunire ammalata cade, e villaggio può soffrire tornan donne nude, da moral e intrighi La ragion dissolve, e nascon nuovi figli procession baccanti, attraversano città

raggiungono foreste, fiumi oppure grotte Sotto influssi luna, la trance è della notte nel protetto cerchio, sta una brocca vino preparan ogni cosa, frenetico è l'arrivo1 Giove generò, quan Moire lo concesser Dio con corna toro, e corona di serpenti le menadi pertanto, si cingono le chiome ad imitar la forza, che cura e le fa nuove quan flauto melodioso mormora di Bacco scattan le baccanti, muovon piede tacco col tirso vedi una, percuotere una roccia così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa innamora di suo ruolo, profeta itinerante bimbo che compiace, e ama senza pace contento del suo dono, vede solo quello lo perdo coi titani, e scopre poi il tranello Tornato dal deserto, dopo di cinque anni Ritorna l'esperienza, dell'estasi per anni Gira lungo il mare, creste avvallamenti l’ego perde tutto, se gasa e fa commenti Dioniso è dio Shiva, scuote la sua chioma

e porta nelle donne, la frenesia rinnova
ha pelle di cerbiatto, sua veste sacra viva

che danze e gridi gioia, eccita e ravviva
a Delfi ancor lo vedi, su rocce far la danza balzar con torce pino, sul piano tra 2 picchi brandir e scuoter ramo, bacchico infuriante tal dio è divinatore, quànd’entra delirante2 2 volte nato è, da femmina e da maschio di acqua del terreno, e divino fuoco cielo Angizia Dea dragone, androge sovrumano Migra tra i paesi, con vino coppa in mano
1

falli accompagnando, cembali a vibràr

“Le partecipanti, al grido rituale: elelèn, evohè e jacche, si ubriacano, si spogliano, squassano i tirsi, urlano e si eccitano selvaggiamente; un capretto o cerbiatto è smembrato crudo. Nutrono e allattano Dioniso infante che, adulto, si preparano a ricevere come sposo nelle nozze hierogamiche”. Hilman 2 Euripide (Baccanti 99-104). “gli Sciti biasimano i Greci riguardo alla frenesia bacchica: dicono infatti che non è ragionevole trovare questo dio che induce l'uomini alla follia. Ci deridete perché dio ci possiede, ora tal Dio ha preso anche il vostro re e costui infuria ed è folle per opera sua.. chi di voi è pronto, può essere iniziato ai misteri del frenetico”. Erodoto

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Nutrito con il miele, da capre in una cava apprende dai suoi boschi, forza della cura ha origine da mito, il fallo assè del mondo Là nell’uter grotta, danza e vola in tondo cavalca suo totèm, un fallo avente occhio luce interna accende, e ogni mal disperde emerge come Tage, Erittonio corpo serpe L'Albero del rito, tra i mondi lo protende Corè è Madre d'Asia, che tien i coribanti

corpo con tremore, vive la sua scienza viaggio di scoperta, o festa di coscienza sottile godimento, i moti propri al corpo vertigine che toglie, l'ego dal suo posto Siamo noi l’ananda, convito dei bambini che danzano nei corpi, visioni oltre confini festanti ed ispirati, sdoppiati nel sarcasmo diam forma num, al mito ed allo spasmo

Spiriti del mondo, antichi assai festanti colpiscon di fedeli, le interior coscienze Rituali possessioni, speciali ricorrenze più Thera sacerdoti, trattano i pazienti
con diagnosi e rituali, suon incantamenti

Platon dice che, poeta è un posseduto
da genio della lingua, antico scriba muto sua erotica energia, scatena l’intuizione

che dal liminale, trascrive sensazione Dioniso fuggì, oppression di religioni
in teatro si nascose, coi miti e le visioni canti del caprone, tragèdi han ricamato

I coribantizzati, reagiscon in prontezza all'aria musicale, esprimono l'ebbrezza la diagnosi rivela, il dio che li possiede
ognuno ha suo colore, offerte cibo chiede parole canti ritmo, profumo suo speciale discende dall’olimpo, suo spiri oracolare più formule sonore, richiaman contenuti le storie sono scritte, in corpi posseduti Cavalli son gli umani, di numi coribanti s’ingaggiano con essi, i concili riparanti Tale iniziazione, conduce a padronanza di una occupazione, subìta in sofferenza patteggia posseduto, ri-ottener la grazia al fin di guarigione, quindi poi ringrazia

Là nel ditirambo, danza il primo fiato

narra il ditirambo, Titani egò di argilla
dipinti bianco viso, smembrano sua fibra al piccolo Zagreo, danno giochi a incanto lo mangiano bollito, lascian cuore intatto dal cuor rinascerà, l’inter Zagreo divino Titani ancor faranno, maschera caolino se iniziano un fratello, o fanno loro cura invitan l’antenati, biàn maschera l’aiuta

Scortano iniziandi, fan travestimento
Entran altri mondi, senza impedimento oppure per guidare, le anime dei morti fan da psicopompi, sen rischiare torti

Dopo alcune crisi, vi è riconciliazione
liturgia di gruppo, in pubblica funzione Crisi và in teatro, che sà rappresentar La danza tormentosa, d'addomesticàr persona già capace, fa rito conclusivo Incarnerà suo genio, al circo collettivo

Placati son gli Dei, con patti di stagione

Dioniso è follia, al teatro di tragedia

la danza possessione, fà celebrazione

Vino e primavera, maschere commedia Porta la coscienza, rapita in possessione Cuor dell'erotismo, dell’estasi è padrone

ci aiuta ricordare, nostr’intima natura
che parla stessa lingua, o cosmica fattura

se Dioniso ci guida, non servon vedette decàde monopolio, di scriver etichette1
1

metodo è la stesso, varia l’accensione dapprima movimenti, lenti ed ordinati poi accelerazione, dei ritmi sincopati

la vista d’un colore, l’ascolto d’un motivo

Hillman: Lo scopo della psicoterapia è un lavoro di restaurazione delle realtà immaginali del paziente e sviluppo di un sentire attraverso la coltivazione dell’immaginazione. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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riscopri sei l'attore, e un fine guaritore Il mondo dei copioni, divori con furore
ogni cosa ora t’accade, buia o luminosa scatena tua risposta, creativa numinosa

Eurinome ora incinta, colomba sul mare vola e volteggia, e dà forma a creazione al tempo propizio, uovo Cosmo depone

e cova fin schiusa, tra spire d’Ofione Ombelico di Dea, è mister maternità
Pelasgi del deserto, vanno giù emigràr Si portano la Dea, fin sul fiume Niger fin l'impero Ghana, tra le bantu effige Il culto degli Akàn, quel popolo formò Afrodite la lunare, divenne dea Ngamè Camaleonte guida, gruppi di emigranti Fu regina madre, diè figli a tutti quanti Camaleonte sacro, è l'androgino Vodùn coppia primordiale, nei figli Manu-Lissa ricorda Ermafrodito, unito con Salmace adattato al luogo che, riesce ad ospitare

Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo avvertirai l’urgenza, a danzar il ditirambo scopri esser te stesso, salvi intero mondo accetta la chiamata, gioca in tale sfondo il mondo divien fiaba, vita acquista senso risuoni con gl’eventi, chè le dan consenso scopri cuore psiche, drammatico teatrale rispondi alla chiamata, ritrovat’incantare Forza culturale, può esser sciamanismo Dioniso che torna, e ci spiega l’isterismo Fornisce più modelli, a psico sentimento cultur uman rinnova, in un rinascimento Yatra s'alza e parla, a Pamela lega il filo il tempo sogno torna, eterno a noi vicino gli eventi ieri ed oggi, van concatenarsi viaggi con scrittura, chiariscono catarsi

Quan più divinità, vanno ad emigrare
adattano al contesto, geografico sociale dall’Africa Yoruba, Vodùn divien Orisha dal Brasile e Haiti, l'America conquista riunivano gli schiavi, riducono distanze con terra d'antenati, ed african istanze il ritmo dei tamburi, gli oceani superava raggiunge libertà, in umbanda brasiliana Umbanda sinergia, di candomblè africano con Kardecismo oriente, e spirito cristiano scuole iniziazione, per transe incorporare Ottenere soluzioni, a problemi da curare Cuba è una mulatta, per genesi e vocazio Santeria vi nasce, in contesti emarginazio tien 2 pilastri base, di lotta a contingenza più il culto dell’amore, di natural essenza

“Emerse e vagò, Afrodìte dal Caos1 Eurinome d’inizio, Dea d’ogni Cosa Danza sull'onde, e separa le acque dal mare la terra, e il cielo brillante Avanza Lei danzando, là verso sud e il vento del Nord, gioca alle spalle è buon fecondante, è il vento Borea segue Eurinome, riflessa in marea
Pensa a iniziare, con lui la creazione Improvvisa si volta, ed afferra Borea tra mani lo sfrega, qualcosa s’appura

Ofione il serpente, ne esce creatura Eurinome ora danza, com a scaldarsi
il ritmo crescendo, divien più selvaggio finche in desiderio, Ofion ben s’accende

se senti struggimento, riscopri genitore
sotto un temporale, o innanzi arcobaleno quando là in foresta, oppure là nel mare

l’avvolge tra spire, per darle progenie
1

il sentimento Axè, ne evoca il legame2
2

La più antica dea greca, emerse nuda dal caos primordiale e subito iniziò a danzare. Una danza che separa gli opposti, Eurinome indossa serpenti, incarna le grazie ed è madre del piacere, il suo tempio è in Arcadia. Ricorda la Maya indiana

forza immateriale, come il num dei boscimani, il qi dei cinesi, bios dei mediterranei, il prana degli indiani, il mana dei polinesiani. La cabeça è testa, jogo de buzios è il gioco/divinazione con le conchiglie, gli Egun sono anime disincarnate. Yeyè omò ejà, in lingua Yoruba, sta per “madre i cui figli sono pesci” . LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 61

Filosofia bantù, è ugual teoria dei quanti Struttura la realtà, l’Axè o energia vitale Campo esteso a tutto, e può manifestare

forme di animale, vegetale e minerale cresce e decresce, un axè manipolata
Da person capaci, può esser controllata Con l'uso delle piante, e animali sacrifici

È la società, che sceglie la tua trance In base alle tensioni, e tipo economia quel di cacciatori, d’american nazione son tipò maschile, ricercan la visione Più società africane, agricol-pastorali son tipo femminili, trance possessioni là in Madagascar, contatto è utilizzato

offerte e cerimonie, feste ed altri offici ogni casa culto, ha calender celebrazio Festa poi comincia, ai ritmi di tamburi
a consacrar locale, chiamar fedeli e furi lo spirito di festa, tra scherzi risa e cibo alcoliche bevande, il corpo sarà un rito preso nelle danze, sfrenate della festa Dove un Loa divino, entra dalla testa i contorcimenti, spasmodici del trance annunciano l'arrivi, e partenza di Vodùn stilate dai suoi Pãe, oppure Mãe do Santo

a risolvere conflitto, ben canalizzato
In Etiopia è gurri, il moto della trance segna la vittoria del genio sul prescelto Esso mai bandona, il fedele posseduto Resta in lui latente, entro suo vissuto Si manifesta il genio, nel rito religioso oppur durante il sogno, o una malattia presenza è segnalata, pur da un isteria che sarà guarita, con cerimonia attiva l'Antenati e Dei, cavalcano i due sessi Senza differenze, hanno ambivalenze è il comportamento, e gli abiti del rito ad indicar il genio, all’origine del mito Danze e movimenti, rapidi al tamburo identifican più gruppi, con lor divinità situano rituale, tra varie e più regioni Nascon sincretismi, con altre religioni Possession è anche, mezzo per la fuga dalla sofferenza, o disagio che consuma Più spiriti t’avranno, primàr è loa di testa gruppo ti vuol bene, conosce la sua festa il legame col fedele, e un genio abitatore più stabile diviene, appresso iniziazione Il rito celebrato, guidato da un mediùm comporta conoscenza, sacra ancor di più conoscer medicina, e storia del tuo Loa tecniche del corpo, attivano sua trance spontane e provocate, stimoli coscienti liquori fermentati, color e suoni intensi

e prima della fine, vi sarà un consulto
salutato è Loa, che lascia suo congiunto Servo è posseduto, dal loa di cerimonia Congo è Loa più bello, par tantino tardo Mombu che balbetta, provoca i monsoni Dambala ti governa, serpenti ed alluvioni diablesse son le donne, morte verginelle costrette ad espiare, dentro alla foreste Ganga è lo sciamano, di ordine interiore mentre lo Houngàn, è prete d'esteriore si suona per Exù, colui che porta mana Avvia celebrazioni, propiziazioni emana senza suo permesso, nulla và esser fatto Lui che apre le porte, span divino afflato l'Orishà è una forza, pura e immateriale sà rendersi presente, tramite un rituale se gli presti il corpo, forme e modi vari tramite l'orisha, contatti gli ancestali1
1

Lisa: “Ogni creatura è retta da più Orìsha, conoscerli sarà conoscersi: Exù, Ogun, Oxossi Omolu, Nanã, Oxum, Oxalá, Oxumarè, Xango, Ossain, Iemanja, Iansà. “La cambiamento qualitativo della coscienza ordinaria della trance è un comportamento del corpo, modellato da percezione di spazio e tempo, di immagine del corpo e cultura a cultura in vari momenti storici; realizza un identità personale.” G. Lapassade LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 62

Orishà e divinità, son ampio repertorio ruoli personaggi, per maschere teatrali Esibirsi nel teatro, in un travestimento Libera il bisogno, d’un comportamento Messi in scena cura, forme di tormento pubblico ti crede, senza far commento sè hai la buona fede, esce la coerenza nata dall’ambiente, di comun credenza

Sei forza naturale, che genera il creato Primo messaggero, tra uomini e orishà Per primo ti saluto, oh fallo eretto sù!

Oh Laro-iè Exù, oh Mojubarè Exù ! senza dar assenso, nulla viene fatto potente guaritore, e mago educatore
ti trovi negli incroci, e spazi dello svago custode della soglia, case e dell’invaso Bevi il vin cachaça, e credi fermamente ambiguo e provocante, sai ispirar fiducia ne abusi sei ambizioso, eccelli nel raggiro sei l'attimo fuggente, coscienza del finito Agisci come un bimbo, fluido con l’istinto nel gioco con le forze, incapace di giudizio Secondo vien Ogun, l’istinto di conquista Forza primordiale, vagabonda sulla pista Ogun vuol dire spada, imprese e libertà

spazio dovrai fare, a più spiriti plurali
son estàsi con trance, fenomen speculari l'estasi è un'uscire, dell’anima dal corpo Mentre nella trance, tù gli presti il posto

Vodun vuol dire sacro, insito alla terra
Dio che vuol parlare, dell'Africa più bella Shango è tuono fuoco, saetta viril ballo fondò regno di Oyò, nei secoli a cavallo Gli Orishà son Rè, Regine d’una volta Poi divenuti Dei, antenati della terra A loro apparteniamo, come eredità Siamo i loro figli, e la loro umanità Compito Orishà, è gestir distribuire a umani loro figli, axè della creazione Olorùn supremo, crea il pianeta terra dà 16 destini, e ciascun Orisha insigna Fà divinazione, con lancio di conchiglie conta quelle aperte, o chiuse a stabilire

Blu scuro del metallo, cuor generosità

Fagioli e vino mangi, proteggi gli affidati Fedel al sacrificio, del re dei cieli amati Ogùn impatto sei, cuor che forte batti Reazione più veloce, fase di passaggio È la disperazione, che nutre la tua furia Coraggio e ardimento, la libertà più pura al grido di Oguniè, la forza scorre in vene Sostiene nella lotta, frantuma le tue pene Terzo viene Oshossi, Signor della foresta Fratello Exù e Ogun, è Fauno Pan a festa Odè secondo nome, in Yorubà sta per Re energia della natura, a caccia di bellezze Proteggi cacciatori, la caccia ed animali

qual è l’Orishà, che sta manifestando
Conta stabilisci, colui che sta parlando

Tal divinazione, fatta con conchiglie

Ti svela l’Orishà, che hai nella cabeça un Babalorixà, ti svela a chi sei figlio Lancio le conchiglie, e calcolo puntiglio esempi dopo un lancio, dei sedici buziòs

Insedi nuovi siti, villaggio degli umani

Quindici son chiuse, una sola è aperta
Sapremo che a parlare, è numer 1 Eshù Se aperte sono due, silenzio parla Ogùn seguito è coerente, al numero seguente Confronto il risultato, coi sedici Orishàs primo sarà Eshù, altrove detto Elegga è l'Uovo cellulare, che sforna vita certa

hai l’arco con le frecce, sorvegli territorio Inquietudine ti porta, far nuov'esperienze Mangi suino e vino, sei artista esploratore foglie delle piante, t’insegna, guarigione Turchese l’emozione, stupor per l’infinito giri senza meta, ambiguo e trasgressivo Quarto abbiamo Ossàin, Rè di medicina Custode dell'Axè, energia vital più fina
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Ami il misticismo, medianica coscienza Piuttosto riservato, calmo in apparenza Mister della foresta, verde il tuo colore Occhi di bambino, sguardo indagatore Ti cibi di tabacchi, miele frutti e foglie visibile tra i rami, monello d’un folletto accumula ricchezze, formica senza posa ne intende senso-fine, quando si riposa Accanto al focolare, sorseggi una tisana Sei ciclo di stagione, enzima vita umana Quinto Oshumarè, serpente Arcobaleno Ewà e tua controparte, oscura col veleno Sette tuoi colori, compreso bianco e nero Forza evanescente, ricchezza e povertà Mordi la tua coda, impedisci il disgregare al mondo che circondi, intento a riparare Ci incanti con magia, ogn’attimo tu cogli Tuo ciclo sta nell’acqua, cielo terra scogli tu energia di scambi commerci col denaro passaggi delle cose, sorpresa d’un regalo Ewà tuo arcobaleno, che giace sottoterra è parte oscura che, fa là trasformazione di stati di materia, da liquido a gassoso allegro e contadino, sensuale più focoso incanta come fiaba, continuo movimento umore repentino, bellezza cambiamento seguente è Obaluiè, Signor di carestie che affliggono la terra, come epidemie Paglia in viso e corpo, coperti dal vaiolo Mamma tua Nanà, è incapace d’accettarti Sempre t’abbanda, per senso d’impotenza nessun ama guardàr, la propria sofferenza

tendenza d’ogni cosa, al ripiego su di sè contagio isolamento, il masochismo vèr Nono appare Oshùn, Dea della bellezza Maestra del piacere, sessuale gentilezza

Orisha d'acque dolci, e di amor felicità

concèpimento parto, rottur dell'acqua và Placenta gestazione, corteggio esibizione Venere che nasci, da spuma d’ogn’amore Eshù ti dà l’embrione, che porti dentro Tè fai nascere creature, e l'affidi a Yemanjà Ami dolci e frutta, giall’oro il tuo colore

Temi la vecchiaia, solitudine e dolore
Decimo è Yansa, dea fuoco di tempesta slancio di passione, il vento è la tua festa Orgasmi senz’intento, ingenua capricciosa follia senza contegni, idealista coraggiosa Sei Oya dea del vento, tuono ed uragano Potere femminile, assertivo assai veloce strega pur guardiana, ponte di tra morti In casi malattia, t’invocan cambiar sorti Tifon in passaggio, estuario fiume Niger fuor di forma umana, sei bufalo di acqua corni vuoi su altare, ti piace carne capra fagioli son tuo cibo, assiem a vino palma Devoti veston rosso mercòledi tuo giorno per tuo piacere e, quand’entri nella danza giravolti con spada, fantasmi rendi inerte Frenetica Tu danzi, pure a braccia aperte

Yansà gran libertà, e regina degli Egùn
assieme a Obaluiè, guidi anime dei morti Purifica oh Iansà!, guarisci ogni contagio

figli abbandonati, accudisci pur adagio
Figliòl Logunedè, di Oshossi con Oshùn Cacci là in foresta, e peschi lungo i fium 6 mesi con tuo pà, sei mesi con tua mà Eterno adolescente, riesci innamoràr

Umana sensazione, di fronte a infermità là in vita quotidiana, infrangi ognì realtà Mistero del dolore, catarsi e guarigione Purifichi dai inizio, a rinascita interiore
Otto è Omolù, impotenza e depressione il processo di sudore, della traspirazione Sei legge d’entropia, la pura indecisione umido e calura, sei fungo che scompone

Efebico elegante, e doppia sessualità Ambiguo per natura, le scelte temi far Ragione e sentimento, tra gioco e novità In ogni prima volta, emozion fai sussultar
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Amor per i dettagli, paur d’agire in grande Temi conseguenze, d’impegni di promesse Il rischio è l'inazione, oppur la frustrazione Tu eviti il rancore, fai l’arte tua creazione Sei un fine cantastorie, e burle tu ami far Mòrmorio dei boschi, l’eterno vai aspirar Sei bruco e la farfalla, nelle mutazioni e sosti sulla soglia, di mille iniziazioni Signora fiume Obà, è la dodeca Orishà Signora di Nigeria, in amore con Shangò Alluvioni inondazioni, rancore senza posa Oshùn la sua rivale, comun marito sposa Quando Lei alla gara, in amore t’ingannò un orecchio ti tagliasti, l’offristi come cena s’allora le tue figlie, soffrono a un orecchio ferita o sordità, rancor ch’esce dal secchio Obà grande guerriera, sai essere spietata Ogùn sol ti sconfisse, in inganno superata Intuito di successo, e gran sopportazione Perdona e datti shans, sarà la guarigione Segue ora Nanà, guardiana della soglia La madre di Omolù, la moglie di Oxalà Generi Tu l’Iku, passaggio alla non vita Conchiglia rosa sei, sussurro che confida Nanà sei la più vecchia, temuta rispettata Reggi tu la porta, tra mondo vivi e morti Signora di paludi, dimori presso il fango Nutrice di vita, il sangue chiedi in cambio

Nasce dal tuo pianto, acqua sal del mare Madr'abbandonata da Eshù Ogùn Oshossi solo Eshù ritorna, ti esplora con violenza tuoi seni lacerati, a spuma dan l’essenza Madonna protettrice, speranza del ritorno tristezza dopo il parto, i bimbi tien’intorno Madre della testa, dai vita al pensamento Fratelli fai riunire, duràn festeggiamento Ecco il Dio del fuoco, è l’Orishà Shangò impavido guerriero, mondano donnaiolo Ha folgore giustizia, emette le sentenze Fratello di Omolù, Signor di pestilenze

Incline comandante, Giove passionàl

rocce con montagne, sabbie e temporal se monta uno dei figli, pone dure prove con giravolte salti, toccàr il fuoco vuole Energici i sui figli, festosi e pur bugiardi Attributi suoi colori, sòno rossi e bianchi Coppe-fallo-spada, assiem ascia bipenne la Barbara tempesta, lo sincretizza bene

tribùn in parlamento, leadèr comunità
Sapienza equa divina, vulcàn della pietà odi le ingiustizie, componi ogni conflitto

giochi coi destini, fai re l’ultimafflitto

Ultimo è Oshalà, il principio dell'amore fin di un lungo viaggio, Cristo redentore giovane Oshoguàn poi vecchio Oshalufà

che vive dei ricordi, e lungimirante sà
Sei Bradipo indeciso, autonomo all’agire realizzi gli obiettivi, con studi da eremita Temi ogni conflitto, l’ansia e l‘impazienza Scappi ti nascondi, sei forza d'esperienza giovane Oshoguàn, guerriero combattivo ricerchi di cambiare, il mondo tuo vicino Giudichi te stesso, con forza duramente sei spirito-denaro, contemporaneamente

Sei madre del vaiolo, esperta guaritrice
Nonna che racconta, guerre fame e fiabe così curando i mali, presso ognì villaggio conosci ben i bardi, sosti lor passaggio Giunta è Yemanjà, Dea di mar e Luna Madre primordiale, di pesci sue creature Azzurro verde e bianco, sono suoi colori

Yeyè omò ejà! Cantiamogli gli onori!
Muovi le maree, per tutti a prosperare Fin ad arrivare, te stessa prosciugare Materna e protettiva, regina riluttante Legame viscerale, inglobi figlio amante

Yatra fà danzare, tutto il gruppo intero
stasera c'introduce, nel culto brasilero a teatro degli Orisha, divinità africane inizia coi tamburi, e canti da intonare
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o divino dio Pan, o signore dei boschi fa che mio corpo, anche oggi ti ascolti onoral ancora, con tua sacra armonia con forza e bellezza, nell’anima mia mio zoccolo batto, sul rosso terreno Vibro col corpo, e allontano il bacino tendo le braccia, parallele al terreno inseguo più note, in orecchio caprino in mano hai scopino, di leggèr canne vibri col corpo, dentro hai le fiamme saltelli coi piedi, in tracciato segreto La forza del bosco, ritrovo e rivedo Oh catartica musa, usa i tuoi suoni purifica il cuore, evocando emozioni sciogli miei blocchi, ìn corpo è psiche così ch'Io rinasca, in divin superficie l'amplesso nervino, sei Tu mio Divino nel cerchio di amici, ritrovo il cammino che io possa onorarti, passion ed amor finché questo mondo, mai perda color Lisa ci ricorda, che forze di esistenza per sopravvivenza, slittano coscienza

Ciascuna capanna, giacigli di paglia giocattoli e pelli, cosmetici e frecce
Monili e tabacco, con pentole e selce Uomini e donne, d’armonico scambio

e uova di struzzo, con l'acqua da bere

decide fra tutti, il leader d’incanto Le forti persone, dirimon diatrìbe specie le donne, nutrici più amiche siedon insieme, ai bambini parlando
con essi giocando, pur sgranocchiando nessuna minaccia, paterna ai bambini

gl’insegnano tutto, giocando teatrini
se mal si comporta, bimbo oppur due intervien un parente, sposta creature il rispetto tra i sessi, è là nella danza restaura armonia, su ogni lagnanza Zutwasi Kalahari, popol senza terra oppressi dalla fame, alcol e dilemma reagiscon tutto ciò, còn danze di cura potenza di libìdo, che aiuta la cultura2

se credi avere num, cuor di Zutwasi flessibile luogo, di spazi e coscienza
rinasce in insieme, che cura e fa festa

Danze estenuanti, in sudori torsioni
Riflettono i dolori, di varie transizioni che popolo vive, aglì snodi del tempo

stato kia t'accade, riaprendoti i canali1

quand'è sull’orlo, dell’annientamento guarire è affermare, svelare se stessi
incanalar un flusso, di viaggi di misteri

per render sicuro, legami in villaggi mai garantiti, da morte e passaggi
Acqua col Fuoco, ripristina un luogo

Entro una cultura, di spiriti antenati così che l’alleanza, rafforzi noi rinati

con miti coi riti, reinventan radici permette così, un ri-appartenere

un rinnovo rituale, di ruoli e potere

Sorge informale, il villaggio di gente presso d'un pozzo, o l’acqua sorgente là in ogni capanna, sta un bel focolare gestito da donne, che aiuta scambiare
1

“Per salvar la vita, ci dicono i Zutwasi Dio c’ha dato il num, tramite antenati uomo cerca num, sapendo ch’è penoso in quanto la ricerca, in esso tiene luogo Cura è applicazione, alla vita quotidiana di storia raccontata, in forma nuova data

al fin dell’armonia, cercata con il tutto
comunità che cura, se stessa dopotutto
2

Kia è stato mentale, contagiosa esperienza di coscienza ampliata, prodotta dall’attivazione del num che è medicina, energia spirituale simile al mana, qi e kundalini. Kowhedili è l' urlo liberatorio. Gebesi è l'area tra il diaframma e la cintola; associata a organi di reni fegato e milza “Ogni tecnologia data dai vostri antenati è parte del vostro num” Kinaciau.
(Richard Katz: Boiling energy, healing dance in Zhutwasi of Kalahari).

Dorothea Bleek“il Boscimano ama e odia intensamente, è molto leale e molto vendicativo, per tutta la sua vita rimane come un bimbo, poco incline al lavoro, amante del gioco, canto, danza e pittura, ma soprattutto, ama ascoltare e narrare storie”. Sudafrica, 1923.

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se narrar fallisce, storia vien distorta scende sottosuolo, in var generazioni

più fuochi sono sparsi, intorno quà di là si scherza e si conversa, tutti attorno là Intensa è l’atmosfera, alle ore ventitré

Purificato il dire, torna in superficie accessibile ritorna, parla e tutto dice

i passi di Giraffa, imitati or sono olè! Esser alla danza, rende i nostri cuori Felici ed eccitati, empatici e presenti
fuoco della danza, vien acceso al centro si siedono le donne, in intimo convegno abiti ordinari, e qualche piuma in testa Sonagli su caviglie, coi passi fanno festa bastone da passeggi, donne loro intorno

battono le mani, al ritmo in girotondo stasera va di scena, il potere curativo
di una comunità, che trova il suo motivo “Partecipare ad essi, ci porta a concepire comunità che viaggia, su identico sentire Il batter delle mani, or enfatizza il tutto innestano le voci, su melodia del gruppo lunghezza d’ogni canto dipende dall’umòr Tre o 5 minuti, se l’entusiasmo è in fiòr Senza Kia nell’aria, danza non decolla

ora Kinachau, gran vecchio Zhutwasi narra al Terabuti, Giraffa e le sue fasi
in origine bevemmo, ai corpi passammo il sudore col num, ai giovani donammo viene detto hxaro, il rito dello scambio Si dona cibo oppure, utensil da lavoro toglie i disaccordi, questa via d’affetto

Tutto pare smorto, pur se v’è la folla

se il num bolle in alto, gridano nel cielo oh padre mio lassù! squarcia questo velo! Num mi sta prendendo, or scaraventando danza va decisa, tra pianti sfoghi ed altro nessuna presa in giro, può deviar l'azioni

è condivisione, dei beni del deserto

iniziano a volare, scintille ed emozioni
quando kia è nell’aria, si carican le voci danza prende forza, senza sforzi atroci brevi movimenti, postura poi inclinata sopra le ginocchia, Giraffa or è imitata Sono i piedi alzati, un poco dalla terra

Danza di Giraffa, un modo a dialogare con crisi transizioni, e dubbi cui parlare confronta l'incertezze, le contraddizioni così che il gruppo sani, l’ostili relazioni è scienza e religione, è metodo di cura Dove un cacciatore, diviene il guaritore raccoglitrici donne, sempre di supporto cantano battendo, le mani e loro corpo si cura mente e corpo, la nel solco danza si lotta col dolore, con forza con costanza spender una notte, nell’intimo del gruppo

poi stampati bene, netti nella sabbia
Quattro sono i passi, o battiti di danza su struttura base, s’innesta circostanza

fà ritrovar piacere, alla gente dopotutto
la danza può aver luogo, per una malattia Parlare ad antenati, il ritorno d’un parente Una caccia ben riuscita, visita importante Affronta depressioni, dà vita all’esaltante

I tonfi dei var piedi, vivaci son decisi Accentuano sonagli, tra gemiti rapiti Mostrano la danza, difficile del num rapido vibrare, sudando ancor di più
canti passi danza, inseguono l’un l’altro preparano la strada, all’ebollir del num cavigliere al cocco, fanno gran fracasso
ondeggiano le teste, in alto e pure basso LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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sappi che il kowhedili, stimola tuo kia Scintille ed emozioni, spazzano la via stimoli e contagio, scoccano nei corpi vibrano le carni, dei danzator contorti

Il morir volontario, vince paura

i danzatori spesso, cadono alla terra

S’irrompe nel kia, pronti alla cura L’istinto dia sfogo, a un liberare t’aiutan gli anziani, a transitare Il cuore si ferma, ora sei morto Pensiero svanito, respiro disciolto fiore sciamano, emergi d’un tratto il Buiti villaggio, senti in contatto A grandi distanze, lo vedi e lo vivi Il flusso di vita, con cui tu convivi vedi più cose, nei corpi dimorare

giacciono coi corpi, sudati dalla guerra tremano violenti, oppur son senza vita qualcuno li massaggia, con sudore dita

dopo una notte, di canto e di danza il num al gebesi, in fuoco divampa circola in giro, risveglia in contagio
rapisce d'impatto, o pian pian adagio il Kia è un intenso, stato emozionale Attivato dal num, che al gebesi sale la mente ha paura, quando ne mangia

Bolle il tuo num, dolore è reale!

sale in dolore, alla spina e alla pancia
esprime in più forme, sempre cangianti

Vedi ogni cosa, che puoi tirar via questa è la cura, mentre sei in kia
apprendi curare, tirando strappando

la malattia, sudando e ansimando1 più guaritori, l'attendono al guado per confrontare, oppur battagliare e demistificare, nei loro compagni Salvar la vita, da morte e malanni
amo tal persona, perché ci fai soffrire? non farmi innervosire, fìn esser ostile Canto per reagire, alla vostra volontà di cedervi il malato, proprio non mi và

Produce empatia, e pensieri oscillanti il num che ribolle, ascende alla spina
inonda tuo corpo, che vibra e sconfina

Suda Kinaciau, tra smorfie di dolore vibra e poi barcolla, dice sono in kia!
ferma suo danzare, indossa sonagliere salta là nel cerchio, guida da nocchiere

“ogni canto scalda, l’energia del num arriva il potenziale, per passare il kia
danzi ancora danzi, inizi a sudar molto svesti via l’impaccio, tremi sem'incolto

Esperti guaritori, a volte van da Dio

su possente casa, per tramite d’un filo entrati nella sabbia, lungo del sentiero fan discesa-ascesa, lo visitan davvero

or voglio guarire, ed essere guarito
libido fuoco, che brucia e sonnecchia

Essere più amato, e amare in convito

Alla Divina Casa, vanno a presenziàr
muoiono a se stessi, così da commediar mantengono controllo, pur nella trascesi per barattare scelte, tra misure e pesi La guarigione Kia, nòn è onnipotente Àlcune battaglie, vengono pur perse Muoion le persone, tra manì di cura pòiche gli antenati, pongono le mura
1

ho bisogno di num, il cuore lo cerca Dentro al mio kia, sta l’esperienza Unà scuola dura, sulla mia essenza l’energia curativa, rinforza efficiente mutua armonia, che unisce la gente il timor della morte, del non ritorno artificio mentale, che gira intorno Affronta diretto, or senza esitare Vivi il rinascer, se vuoi superare

Buiti: esteso villaggio degli antenati nel mondo spirituale Virote: freccie con energia morta (idee impiantate), che gli dei, o loro emissari, scagliano sulle persone. Twe è l’arte d’imparar a curare, cioè tirare e strappar via la malattia.

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anziano Kinaciau, entrato è già nel kia spasmodico suo corpo, vibra trema danza si siede e fa tre giri, al fuoco parla e canta inizia poi curar, strappando ogni lagnanza a cadaun presente, le mani pone e stende Lo vedi poi curare, di mezzo fra le donne cantanti che canzoni, sparan con fragore intorno a mezzanotte, vibra convulsione chi tizzoni ardenti, strofina sotto ascelle volano scintille, qualcuno ride o scappa altri in kia bocconi, vengon massaggiati

Senza la vergogna, infrangono tabù
Gao prega se stesso, e dice Io son quà sono sconosciuto, straniero per chiunque nessuno mi comanda, io decido ovunque

Zhutwasi in silenzio, pregan a Gao Na Oppure ad alta voce, se v’è necessità

ci hai fatto cacciatore, guidaci a cacciare dacci la tua pioggia, e insegnaci a curare Dio dà la Giraffa, con un fuoco al centro Se il fuoco fai morire, canterai nel buio Frecce di Gao Na, ci colpiranno in pena Fuoco ha stesso num, là nella tua vena ogni fuoco taglia, il cerchio di conforto che permette al num, di bollir in porto come una cucina, suo fuoco da riparo

con sudori unguenti, così son riposati or più guaritori, in apparenti angosce ad uno ad uno in kia, cadono tra loro guidati dagli astanti, girano a curare acuotono le mani, a scaricare il male Parlano animati, con Dei ed antenati
per salvar le vite, umane dei congiunti qualcuno sofferente, smette di danzare num vuol raffreddare, Kia sa rimandare

simile a fucina, che pulsa e fa da faro Dio ha creato i canti, dotandoli di num
l’ha dati alle persone, in sogni con visioni tramite intuizione, o a mezzo imitazione viaggiano tra i gruppi, senza protezione

Num non positiva, nemmeno negativa Esiste in molte cose, vive e inanimate
è libido d’inconscio, isterico arrembaggio Energia del sole, di morte n’è passaggio

ora i canti num, son cantati ovunque
più d’ogni altra cosa, pure da chiunque nelle passeggiate, al lavoro o nel relàx

per deliziare bimbi, od altre cose fàr Rilascian loro num, solo nelle danze Con i danzatori, scambiano le istanze

“Dio venne su terra, narra la leggenda làggiù nel Kalahari, tra noi e gli animali dormire con la moglie, non sapeva fare

quàndo poi una donna, canta va nel kia in tutti modi prova, non riesce a penetrare Uomo è allegria, suo num lo ravviva gente poi l’insegna, a prendere una donna che gravida dà frutti, due splendidi gemelli i figli Kana e Xoma, allegro cresce e pasce e loro danno nome, a tutto ciò che nasce

I canti sono storie, vicende della vita
a caccia od in miniera, umano si confida

le migrazioni o crisi, nutrirono le danze
interazion tra sessi, è medicin più grande sensualità nel ritmo, e crescere del canto calore seduzione, sudor che va danzando così và nel massaggio, ch’aiuta sfrega via e infine nel rilascio, ch’è abbandon al kia cantar e batter mani, aiutano a scaldare il num dei danzatori, e possono guidare viaggi nella morte, e rinascita alla cura

serviti dai gauwasi, gli spiriti antenati son Gao-Na e Kaùha, altri Dei primari
hanno mogli figli, con sembianze umane sebben hanno potere, e forze sovrumane Beffati e impoveriti, son da umana fame scherzano tra loro, in agguati disumane Soggetti alle passioni, noià e stupidità

fan del cibo e sesso, la loro priorità

di guaritori che, han vinto ogni paura
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l'anziani vanno in kia, coi canti loro fiati s’attivano in presenza, di cronici malati lor danza si riduce, a passi là sul posto c'è chi solo suona, seduto ben composto

sfrega l’insegnante, sudor sullo studente

rapidi respiri, il num fanno ascendente
cresce sete d’acqua, spine dentro il corpo sudi al primo giorno, cominci poi vibrare

Donne coi bambini, dormon abbracciati ancor qualcuno è in kia, altri vanno via
chi cammin e cura, chi parla fuma canta

pizzica osso sacro, il num scalda e sale è maturo il tempo, in kià riesci entrare se tosto avrai paura, indurirai il gebesi
Fermati un pochino, disciogli tutti i pesi Quando inizia il kia, potresti cader giù sdraiato sulla pancia, lasciato sarai tu calor è regolato, coi canti e coi tizzoni mentre più massaggi, abbassano calori Num per le donne, è come sangue ciclo Divieto di mangiare, un eccitante cibo2 Io qui Kinaciau, t’insegnerò a danzare Le mani su di te, ora poso ad indicare agli spiriti antenati, tu sei mio gemello

La varietà di scene, dura fino all’alba

Tutto è ora concluso, presa è decisione colti oggetti e panni, di ritorno ai campi il giorno è rallentato, tutto scorre piano riposano fraterni, in nuovo sens'umano

A volte sei nel kia, pure se non vuoi num ora ti lancia, presto ti riafferra Ora se hai paura, o scomodo tu sia Esci dalla danza, il num poi vola via
riprendi tu la danza, e lasciati danzare Num felice al cuore, giunge dimorare la prima volta poi, inizi la maestranza tu puoi controllarlo, gestisci la distanza

abiti il mio cuore, ti chiamino fratello Se metto num in te, danzi e danzerai vibrando come foglie, amico mio sarai allora io dirò, che tu hai bevuto il num

La paur del kia, è una paur del fuoco
scottan prime volte, cercati uno scopo

Morte che ci uccide, non temerai mai più L'addome sarà pieno, di frecce di calore noi poi sfregheremo, sudori sul tuo corpo le frecce rientreranno, respiri torneranno emetterai vagito, e gli altri attesteranno il trucco è la libido, detta num dormiente

se resta la paura, resti uno studente abile massaggia, chi coraggio sente
la paurà del num, si vede dalle smorfie dolor sulla pancia, o un lancio di tizzoni bianca è la tua faccia, e occhi di terrore Hxobo è raffreddare, calmare tuo calore

scalda cresce sale, là nel tuo cosciente
spine sulla nuca, e intorno alla tua pancia su fegato e gebesi, e inizian la tua danza

la scuolà dei Kung, inizia da bambini

che giocano far kia, in imitazion sottili A bere loro num, imparano ben presto vanno nelle danze, num avràn scoperto Passano i maestri, il num agli studenti scoccano num tchisi, frecce con il num schioccano le dita, con dose e quantità Dosandole al novello, alle sue capacità1 all’interno del gebesi, arrivano le frecce espandono crescendo, come delle trecce
1

Sento il num salire, tremare nel gebesi
mi dico sono in kia, forse m’ha già ucciso accade che ora sento, dolor calor in carne sei della mia gente, proseguine le fiamme

Num risiede sappi, alla base della spina nella pancia bassa, piano vien scaldato ascende fino al capo, a spirale zigo-zàg suona nella nuca, ronzio che fa “za-za”
2

Hxabe: felicità, cibo del cuore, libero sentire del corpo, “canto e num fanno si che tu possa avere Hxabe” Kinaciau

Carne, latte, uova, pesce, pane, noci, miele. No in gravidanza

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a volte la tua danza, kia divien selvaggia causa delle pene, num che bolle in vene battono i tuoi piedi, più forti sul terreno

Nocciolo è la lotta, artè del guaritore
viaggio che rischioso, riporterà il calore si vede il num salire, negli altri guaritori

zoccolan i passi, respiro e cuore fiero
Num ti scuote a volte, forte oltremisura Un altro guaritore, t’aiuti a raffreddarlo quando si raffredda, pronto puoi tirare

si scopre l’operato, di var disturbatori strappar la malattia, viene detto Twe
s'impongono le mani, offrir sudore che Sàl quale vapore, da stomaco bollente veicolo del num, spalmato sul paziente

dopo aver danzato, inizi poi a curare

Num vien travasato, gestito e regolato a renderlo adattato, alla cura del malato

se una difficoltà, in kia nasce frattanto lavorano i vicini, sfregandolo pertanto
ciascuno sul gebesi, sfrega a raffreddare dal centro verso i lati, respiro a ritornare in te può contagiare, e inizi allor scaldare sale in te il sudore, riprendi a controllare1 se ciò viene ben fatto, urla e poi rinasce eurèka che kowhedili! riprende respirare

si trova sulla testa, schiene petti ascelle sfregato sopra e dentro, corpo ribollente il num viene scambiato, con la malattia

corpi lì a contatto, scambiano energia usate a volte sono, specie dalle donne
Piante che hanno num, in polvere ridotte miste con il grasso, dentro le conchiglie tizzoni a fumigare, num è senza briglie

L’anima rientra, piange e vive ancora! a turno tutti gli altri, s’aiutan or in ora
apprendere a morire, chiave della cura Accetta la tua morte, gestendo la paura puoi così accettare, penosi cambiamenti

Stimolano il kia, e san mitigar paure Gaise noru noru, è radice pur di cure2
ben ti fa sentire, qualcosa che si muove

da stomaco lei sale, petto fino al cuore
giunge sulla schiena, sensazion d’affondo senti la tua spina, pulsare come il mondo

Tosto trasformati, in ricchi giacimenti

inizi tu a tremare, e sudare con calore
mosso da una scossa, arrivi all'ulteriore

malattia è uno sforzo, fatto dai gauwasi che voglion i malati, presso loro gruppo è lì presso la danza, che tentano di più

Tu devi lavorare, tuo corpo riadattare
le pene nel gebesi, annuncian arrivare in un parziale kia, l’anima è nel corpo quando divien pieno, viaggi fuori porto L'educazione !Kung, è trasformazione

Spiriti assai forti, ma vincerli puoi Tu è lotta tra due gruppi, fatti di parenti
Vivi oppure morti, buoni e non violenti voglion il congiunto, di quà oppure di là

più intensa è malattia, più lotta si farà più esperti guaritori, vanno li alla fonte
d’uomo ch'è ammalato, posto là di fronte

Agguati alle paure, oltre ogni dolore ci guidano Zutwasi, nella iniziazione

d’una vita umana, di adulta concezione

a casa del gran Dio, si confronteranno così a recuperare, l’anima in affanno

2

1

il Num è come spine, punture nel tuo corpo che ricordano le frecce di san Sebastiano. Si dice num di morto, quello di chi è in kia, se provi a raffreddarlo, a te può riattivarlo” Kinaciau

Gaise noru noru è la Ferraria Glutinosa, mentre Gwa è una pianta sconosciuta, data a chi ha un duro gebesi, le sue radici son cotte poi mangiate o bevute e ha gusto forte di menta. Produce sensazione leggera e fluttuante al diaframma, aiuta accettare il num che bolle e superare la barriera della paura. Se non conosci i canti, il num ti dice come cantare e danzare. Kinaciau: “se canto le canzoni del num della Giraffa e vado in kia, allora posseggo quelle canzoni”. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 71

Raseno presentò, al lavoro di staserà Sesto con la Yatra, Yapukilì e Jurema scesi nel terreiro, assieme coi caboclo alla danza del Toré, Orisha pur ritrovo Sotto alla vincella, Jurema appare fior nasce dall'incanto, di luna assieme Sol brillano alla luna, le piume di speranza riflette molto amor, al circo della danza Figli dell'Umbanda, Daime eppure Buti e Nativi Amercani, aborigeni a conviti acqua fuoco e stelle, riflessi sulla riva Signori della pace, la vite e la Regina Dammi 1 vino fino, Raseno professor Tal vino tien parola, in verità di cuor uniòn delle correnti, è vino di foreste guru delle stelle, Tago nostro Mestre Yatra sertaneia, con Romulo cantava icaros con inni, per cura e festeggiar qui nella sessione, regina coi cabolcos scendon abbracciare, 1 popolo rinnovo natura coi suoi fiori, canta notte e giorno viva nostra festa, Sai Shirdi è nuovo dono amor nel cuore vino, salute e pur perdono in tutti sensi colpa, la pace è cuore nuovo e forza sua nel cuore, m'aiuta battagliare nel mondo di passioni, m'aiuta bilanciare Yatra si trasforma, è madrina della festa con Kinaciau lenisce, l'angosce della testa “m'imbarcai sul fiume, sacro del Biedano perchè Raseno e Lisa, chiesero una mano mi disser Yatra vieni, ad innestar 1 posto Tago una cabocla, attende in tale bosco il giorno dell'arrivo, vado a presentarmi pur non conoscevo, Sesto coi compagni Tutti alla Ghirlanda, riuniti van cantare Inni dei miei canti, così per festeggiare appresi quell'istante, ciò che Tago dava Era quel calore, che a lungo mi fermava così iniziai lezioni, innesti alla Ghirlanda e la festa alla Vincella, ricorda tale data

grazie o Raseno, per questa tua lezione Tago appar la chiave, di tale situazione 1 luna sul Biedano, diamante va brillare Ogun e gli Orishàs, vengono annunciare I caboclos battaglieri, brillano col fuoco danzan come vento, all'area di ritrovo appar or la regina, del mare Yemanjà creatrice difensora, di sue profondità Madre Yemanjà, comanda sue legioni sopra le onde mare, riesce a bilanciàr il fuoco di jagubi, e l'acqua della foglie caboclo le bilancia, e cura le sue doglie unito a sua regina, è Logun Edé segreto figlio a Oxossi e Oxùm, seme del terreno Logun Edé mistero, germe che guarisce uno a uno cura, al ballo che ci avvince Logun Edé Orishà, androgino che cura Cacciator in selva, ricerchi l'avventura Sei dono di cascata, acqua di Salmace puro uomo-donna, sacro sei berdache e cantan i guerrieri, coi lor cavalli neve traversano tormente, sudore pure viene uniti al sole e luna, cavalcano ogni cielo Ricevono lezioni, alla corte dell'impero Grazie a tutti voi, e Oxum e Yemanjà Ossain e Shangò, Oxumarè ed Oxalà siete grazia e forza, al cielo di stasera Grazie a voi orishà, stelle del pianeta Oxum Mamà dell'acqua, lavi mie ferite nel cuore castigato, a lenire la cicatrice tu regni tal giardino, di lacrima creatura cascata di empatia, dolor lenisci e cura occhi miei tu lavi, fiore d'acqua Oxum Tu sei l'emozione, che lavi il cuore pur splendor della natura, piccola brillante lenisci sofferenza, o voce di diamante spirito Quimbanda, è 1 esser celestial salve al mio papà, alla stella di Oxalà lui abita nel mare, ed è spirito foresta spirito di luna, Oxum che brilla a festa

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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al brillo delle stelle, occhio di bellezza cuor della realtà, spontan naturalezza dentro l'acqua vedo, regina Yemanjà l'acqua che agitata, vuol comunicar Euya odoyà! è saluto che le porgo Donna della testa, Madre di Orixàs tieni sulla fronte, diadem'arcobaleno Oxumarè che brilla, rende circo vero Olà linda Jurema, assiem Yapukiliwa
Defum defumadora, di nostra casa fina

essa è circolari, con base in pietra dura tetto cono a tronchi, di rami e frascatura costruito alla bisogna, frasche con i pali

e vicino tien recinto, per piccoli animali le italiche capanne, in argilla costruite han tegol terracotte, rotòn distribuite
oppure rami a cono, legati con il salcio di fuori rivestite, con ginestre a sfalcio I graticci vegetali, dan vita alle pareti di sterco intonacate, con pali rinforzate decorazion frontali, con corna di animali armi ed antefisse, più simboli sciamani Casa posta a sud, a nord sempreverdi riflettono la luce, laghetti qui presenti sicura casa in legno, su palafitta bella fuoco vien da sud, la pietra s’arroventa Modello dei camuni, è struttura palafitta retrattile la scala, sull'acqua oppur vicina su di esso la capanna, contrasta umidità

uniti a vosso Pà, Caboclo Tupinamba liber dai perigo, gli amici nella danza1
.1 gennaio, Seba:

adatte per la pesca, acqu'alta eviterà
io Seba l'esperienze, vi narro ch'ebbi avuti più case circolari, poggiate a un tavolato quan vissi nel capanno, al tempio Terabuti sorrette impalcature, intorno v’è il fossato incontri misteriosi, con Tago e geni loci scavato per le acque, a protegger l’abitato storie di compagni, che vider altri luoghi tetto è fatto in rami, intreccio a cono dato se il giorno lavoravo, la sera li ascoltavo talvolta io parlavo, comunque meditavo il cerchio del simposio, varia sera a sera per ospes e novizi, che restan dopocena Raseno offriva vino, tisane e vari snacks ciascuno ne prendeva, a turno convenièn il fuoco scoppiettante, scalda l'autostima fuori sta la pioggia, la notte arriva prima al centro mia capanna, arde un focolare dal vento riparato, con un muretto pietra su copertur al tetto, si apre un apertura per fuoriuscita fumo, di fuoco di cottura si inizia conficcando, tronchi già appuntiti

nel fangoso fondo, e 2 metri fuoriusciti

poi assi orizzontali, daranno il pavimento legati ed inchiodati, a bastion riferimento Giunge con la pioggia, l’acqua necessaria come in Palestina, o deserti dell'Australia necessita serbarla, per mezzo di cisterne bacini di raccolta, piscin piovane interne Fu sorgente Ghicon, fuor Gerusalemme Fonte d’acqua che, riempie due piscine Siloè-Bethseba, con pioggia che veniva dopo dei tramonti, ai templi conveniva

Raccolta e celebrata, nel tempiò rurale “Defuma, defumador, Esta casa do nosso senhor. leva pras ondas do mar,o mal que aqui possa estar. c) Defuma guazzo che fuoriesce, da tufo fenditura com as ervas da jurema, defuma com arruda e guinè, in polla si raccoglie, sotto altar perdura alecrim, benjoim e alfazema, vamos defumar filhos de fè”. Yatra LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago
1

è l'acqua piovana, risorsa alimentare

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arte miti e saghe, e devòzion popolare

Lascia far gli eventi, seguon loro scopo Sorte e malasorte, parte di quel moto registrano mistero, antico sempre uguale l'acqua primordiale, è metafor d'esistenze Da nessuna parte, necessiti di andare di singoli con gruppi, trascende sofferenze Riesci esser gioioso, fluido per remare

riti d’acqua estivi, malesser fan cessare
Sammartino al vino, dà l’acqua minerale femmina è la sbornia, marza dell’innesto

Rospo metamorfo, è la fata fungo lesto1
per virtù dell’acqua, che feconda e guazza

e division del mondo, sono tutte falsità mondo e la coscienza, son unica realtà L’infimo è lo stesso, identi al superiore niente esterno è, e niente è l’interiore non esiste un corpo, e l'anima non c'è

è sposa ch'è bagnata, la sposa fortunata Corpo e psiche sono, nord e sud in Tè
il ventiquattro giugno, la notte del Battista fuori di creazione, non trovi spazi dati siede nuda all’erba, rugiada lava e strizza danza e danzatore, non sono separati 2 feste solstiziali, d’estate e dell’inverno primo è rito guazze l’altro ceppo interno vitale necessario, come il fuoco ambiguo acqua è social dono, vincolo a individuo Raseno ascolta Emilia, calmo silenzioso non cerca nulla più, l’io l’h’abbandonato neutro senza sforzo, agisce con wu-wei permacultor diviene, e dona versi pieni

se un chicco pien di riso, fù l'antichità allor son gusci vuoti, attual modernità vivifica intenzioni, concentra fin a una che col Qi confonda, l’intera partitura

Se distruggi allora, cattivo non sarai
successo vien piccino, piano ingrandirai 1 forza dirompente, si èsaurisce e posa occhio col tramonto, son la stessa cosa

Tien luce sole e luna, solo per natura

Senza usare i tuoi, organi e pur sensi

cuòr senza tendenze, par cenere spenta il gran Dao percepirà, e in sé risveglierà

Saggio alcuna traccia, poi non lascerà

immobile ti siedi, e osservi sen consensi unito in contemplazio, scuoti come tuono Cièl s’adatta ai moti, Dao di fondo suono Permanèn realtà, quel del cambiamento Quando s’interrompe, sta il decadimento osservo il panta rei, di ciò che mi circonda Eraclito e Lao Tsu, nell'uno l'altro affonda

Uomo fluisce in vita, ed esce nella morte vita è un’astrazione, come il mondo sorte il fatto che tu sei, è il grande tra i misteri né chiesto guadagnato, accade che ci sei

comprendere la vita, sta per rilassarsi

cosmo già perfetto, non vuole migliorarsi l'astri sopra il cielo, continuano danzare Cantano gli uccelli, e i fior van sbocciare Pure tu puoi farlo, appartieni all'universo In te accadrà sublime, la consapevolezza Sboccia e fiorirà, tuo interno Fiore d'oro esistenza ha cur di te, dice in te Io sono
1

Tutto appar diviene, in cicli fasi opposte2 come là nel fuoco, mondo inter si svolge
Muove và e diverge eppur è sempre uguale Istante è fotogramma, illude eppur rimane Panda bianco nero, pur il Chuan insegue

nel folto di foreste, sciamano ridiviene ogni movimento, ambiguità racchiude3
vita d'ogni giorno, a saggezza lo conduce

“Serpenti, ragni, cavallette e altri animali legati all’acqua, piogge e tempeste. Il saettone, rettile bonario non mortifero è così chiamato per la rapidità del movimento. A guarire da insolazione metto1 bicchier d’acqua sulla nuca e tolgo dopo aver sorbito calor in eccesso.” Taras

2

Eraclito di Efeso, ritirato nel tempio di Artemide si nutre di bacche ed osserva: “il fuoco si condensa in acqua e poi terra, poi rarefa e diviene ancora acqua e poi fuoco. La legge del mondo risiede nel Dao, salita e discesa son punti di vista”. 3 L'arte Shaolìn fu appresa dall'osservazione di molti animali.

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74

il Panda ama pendici, umide e montuose a sud di Tatsienloù, lo vedi ancor andare rocciose ben scoscese, mite vegetazione subtropicale clima, bambù per colazione Animale solitario, che scende per amori si sposta segue sempre, identici sentieri aprile maggio coppie, riesci d'incontrare dà vita 1 sol bebè, in tane sotterranee Vive in alti boschi , di neve pacciamati sui monti Hasifàn, Sichwan occidentali riposa in piccol grotte, od alber cavità Giacigli fatti in foglie, rinfuse qua di là il Panda cinese, sovvien da Pleistocene 40 molar denti, e massiccio capo tiene Divor assai bambù, al giorno vari fusti in poltiglia li riduce, molari tien robusti Vista e udito acuti, l'artigli afferran cibo olfatto e gusto tiene, in sviluppo fino fino compie brevi salti, in torrenti e vari fiumi dell’orso ha l’andatura, mugge suoni cupi

Rifonda l’atomismo, Democrito di Abdera son atomi nel vuoto, che vorticano sfera

Formano ogni cosa, in scatole cinesi La fisica dei quanti, oggi li ha ripresi
Tao che tiene nome, non è l'eterno tao Nome che pronunci, è solo 1 surrogato Il senza-nome è, principio cielo e terra Mentre il nome crea, sopra e sottoterra un grave si alimenta, dallà radice lieve disordinato moto, il calmo ritmo segue vedo io Raseno, mai abbandona calma in gloria o povertà, resta non s'affanna l'azione più efficace, è quella preventiva

su cause germinazio, esercita effettiva

quan la luna è piena, calàr vedi comincia mio Seba và imitar, filosofia del ninjia3 Mondo tramit'occhio, entra dalla porta Penetra nell'io, e lo altera e trasporta Gl'interiori sensi, soffoca e allontana Morale fa corazza, a natùr spontanea

emette se aggredito, o in estro tal muggiti in Cina gode affetto, rispetto ed attenzione e vien abbandonata, ognì emotiva vita in successo vien portato, a far riproduzione poter sottile donna, è apparen passività Allevato in vari zoo, è nutrito in variazione che maschio a calamita, attira lega a sé come Valle bassa, attrae l’acqua da sé Parmenide coscienza, porta all’essenziale pensar aver coscienza, d’esister osservare L'uomo teme morte, invece della vita Freccia e tartaruga, esiste in chiaro-scuro quella trova presa, se vita afferra vita moto è la sequenza, di foto all'occhio suo1 bram'attaccamento, è arma più possente

filosofo Empedocle, spiega in Agrigento
gli atomi son semi, archetipi al contempo Amore tende unirli, Discordia a separarli
Anassagora ologramma, riesce ad animarli

che morte tien in pugno, l'usa ricorrente Conoscere se stessi, è già illuminazione Conoscere gli altri, è saggezza in fiore Dominare gli altri, è la forza vera orsù Dominar se stessi, è superior Sun Tzu!

trenta raggi ruota, convergono nel mozzo è vuoto dentro mozzo, essenza della ruota Aristotele ci dice, l’umano appar felice i vasi son d’argilla, il vuoto ne fa essenza se compie suo lavoro, bene da se stesso di casa ben murata, spazio è consistenza2 Felice il suonatore, è quando suona bene accorda sua ragione, alla virtù che tiene 1 Parmenide (550 a.C) e Kung sun Lung (400 a.C.) esposero
identiche teorie: il moto, come nel panda bianco-nero, è una seq.di fotogrammi davanti alla coscienza (illusione cinema).
2

Mura, porte e finestre formano una casa ma è il vuoto di contengono il seme dell'altro all'interno di sè (occhio del essi che ne fa l'essenza; nel T'ai qi t'u (simbolo Tao), 2 pesce). Paralleli: Luna-sole, Madre-bambino. 3 pesci (yin-yang) girano l'un l'altro mutando l'uomo è un bimbo nato a mezzanotte quando vede l'alba costantemente. Uno diventa l'altra ed entrambe crede che ieri non sia mai esistito; non dar nulla per scontato LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 75

Le forme di governo, adattano a natura In var costituzioni, d’umani e geografia Monarca è uno solo, aristo è minoranza nessun eterarchia, Polita è maggioranza lor degenerazio, s’avrà quan governanti miran interessi, lor propri e non comuni corrispondenti ai primi, avremo tirannia segue sinarchia, anarchia e democrazia

Avverti distaccato, l'essenza misteriosa limita il tuo sguardo, se desidèr t’offusca quello le apparenze, mostra del principio Ignora il qi del Vuoto, al fondo d’artificio Controlla mutazione, ovvero metamorfo Porta compimento, lascia a punto giusto serbare possedere, a 1 tempo non si può Poteri assiem orgoglio, rimutan direziòn L’azione nell'impero, scaltra non diretta così evita finire, a far contraria specchia complesso delicato, è organismo impero a regole decreti, non si confòr davvero! Se tenti di fissarlo, va via disordinando Mutevole è suo moto, come quel del Dao Or avanza or cede, v’è ardore poi apatia impetuosa agitazione, e calma debol via O Seba ottieni scopo, inverti la tua vita

il popol iniziale, ignora i suoi sovrani Venner successivi, amati ed esaltati Appresso i successivi, furono temuti presto disprezzati, sovràn sleali sputi Il primo riservato, persino nel parlare Bene realizzava, in Dao far funzionare
i diecimila tutti, vivean spontaneamente seguono la propria, natur coerentemente

se base è confusione, nulla è governato

se pur riescono farlo, per poco rimarranno Ogni natur fiorisce, a spese di nessuno Mostratemi un violento, finito in bella fine l'imita ogni saggio, lasciando cuore puro lo prenderò a maestro, bravo più sublime

elimina opulenza, l'eccesso svesti via

immobile fui saggio, in moto accaddi re

caratter è energia, nell'applicarsi a scopo saper precede e segue, è avere testa e piè chi non lascia posto, che Tao dà durerà un alber che non piega, spezza facilmente Esiste dopo morte, è già immortalità Umani andranno dà, colui ch’è recipiente Salvaguardar passato, è inutile illusione Molto può insegnàr, se serve la creazione lui divien padrone, tu rischi non cambiare indietro regredisci, astien dal migliorare volendo trattenere, estendere fò prima volendo indebolire, fò rafforzar suvvia all'apice poi segue, sempre la discesa abbatti zavorre, sè tu vuoi far’ascesa

Colui che basta a sé, è ricco già da sé

Tazza tieni piena, svuotala a riempire Non aggredisce alcuno, il buono parlatore Dona per avere, prender segue il dare non lascia mai le orme, buon camminatore il debole che cede, vince il duro e forte Chiude senza sbarre, buon imprigionatore sapere più sottile, rozzo non sconvolge Contar non ha bisogno, buòn calcolatore o Seba imita Dao, và senza preferenze Vela ciò che attira, e l'anima sta calma l'io del desiderio, abbassa tempra il sé e nulla ostenterà, agisce come un rè Agire e ritirarsi, via del ciel richiama Raseno un dì ritira, all'apice di fama Evita a trovarsi, ridotto all'impotenza Velando luce sua, si dedica all'essenza Eruditi e letterati, non sòn vivo sapere è l’energia del Qi, è tal per sua natura Senza voler esser, ne preoccupazione diversa da morale, di programmazione l'Etica e morale, surrogan lo spontaneo Al Dao segue virtù, morale poi giustizia segue conformismo, disordine e violenza se non v’è consenso, tirannide coscienza
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Perduto Dao spontaneo, viene la giustizia Persa abil scaltrezza, poi nasce ipocrisia cultur sol letteraria, principio decadenza O Seba togli scorza, su là sostanza resta l'impero segue Dao, cavalli aràno campi quan se n’allontana, son cieli oscuri fanti e cede a cupidigia, ogni limite scompare

Viaggio mille miglia, inizia con un passo
astenendoti dal fare, fallire mandi a spasso lascia avrai afferrato, Tao guadagna senso la tabula fai rasa, d’idee comun consenso

Ritorna dove gli altri, sòn oltre passati

a seguir pesantemente, scopo tu lo perdi

Cresce avidità, e insoddisfazione sale

obbligo istruzione, per masse illuminar è social calamità, di ier oggì e domàn Abbassati se vuoi, dirigere e innalzar
Se al vertice vuoi star, và l’io tuo velar senza il popol tuo, costringere o umiliar

Con leggi e proibizioni, popol intristisce s’arma e fa diniego, regno pian marcisce e più si fanno leggi, più il delitto cresce uccello troppo in alto, vive come pesce in semplice governo, popolo n’abbonda e se s’astièn dal fare, da sè prospererà tolga pian programmi, avrà spontaneità seguèn la sua natura, si ri-organizzerà Ciò che non s’ode, insegna sen parole compie senza fare, cedevole interiore Pienezza umana è, una piena vacuità

obbedienza ottieni, nessun vuol litigar L’impero grande è, come val profonda
scorron e converge, l'acqua dei var fiumi femmina universo, passiva vince maschio Via declino è, ambizion che cerca il fasto

Debole e flessibe, son modi della vita Rigido e robusto, il modo della morte
armata vittoriosa, mai ha combattutto L'albero più forte, viene poi abbattuto

la massima drittura, sarà l’obliquità
Insetti velenosi, non temi oppur artigli possiedi pieno il qi, ai bimbi rassomigli col fallo eretto serbi, il qi tuo circolante intero giorno puoi, gridàr voce squillante il moto vince il freddo, riposo vince caldo chiudere la bocca, è chiudere una porta chiarire il confuso, è velar l’abbagliante addolcire l'amaro, smussa un tagliante

Mass’esasperate, non temono la morte Là non serve più, frenar di spade corte

Acqua vince duro, senza mai apparir Agisce sen legarsi, sì da non soffrir Conoscer e sapere, sono vie distinte
Uomo che discute, tien virtu già estinte Dona senza ego, guadagn'investimento Libera l’io e tu, sbarazzi ogni tormento

L'esser peccatore, fù via alla santità Moto mutamento, gioca a compensàr Se facile prometti, e difficile mantieni

agli altri più tu dai, tanto più possiedi
1

ponder ciò che puoi, e ostacoli non tieni

Seba infante sembri, Dao graduale vedi L'illuminato grande, un semplice t’appar

a cielo si conforma, e ha morte natural

Ciò ch'è ancora calmo, dirigi facilmente
scorgi il fatto prima, di segno più evidente la torre a nove piani, iniziò da pugno terra

L'albero gigante, fu un seme sottoterra
1

“come il lavoro di una formica, attraverso il facile compiere il difficile, attraverso il piccolo compiere il grande. Abbatter l'albero al posto del taglialegna ferisce facilmente le mani; il forte non muore di morte naturale.” Lao Tsu, Raseno

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al tempio della sera, incontrerò Martìn
apprendista di Chiviliu, sciamano Tzutujil ci narra la sua storia, e le veglie di Maria la Saggia mazateca, di seguito in Sabina Morto il suo maestro, n'eredita i pazienti fin a trenta mila, persone inter villaggio un dei suoi doveri, è accrescer giovinetti con riti iniziazioni, per farne veri ometti

imparan il dolore, acquistan eloquenza1
Lottare con la morte, è lotta d’eloquenza è tentare d’ingannarla, ucciderla non puoi se tenti di carpirle, l’affar più vantaggioso su altrè person ricade, costo più oneroso non rifiutar l'offerta, lei è l'opportunista d'anime è affamata, e di pensieri umani la tua immaginazione, falle ben trovare Felice lei si ferma, un poco a dimorare

visse ad Atitlán, Santiago in Guatemala Patria d’una guerra, brutale poco umana il governo dominante, messo su dai gringo ogni uman possiede, un anima indigèn vieta tradizione, vuol consumismo spinto e in ego ambient’ostile, lotta per vivèr civili oppur tribali, consumiamo essenza Martin può fuggire, è in pericolo sua vita Pei fini imperituri, de là sopravvivenza in lui Chiviliu vuòl, serbar sapienz'antica trascrive musicando, l'indigen tradizione ogni debito creato, è natur spirituale la porta camminando, di nazion nazione torna esiger conto, rispondi col lodare Apprese molti anni, correggere squilibri rapporti di persone, con spiriti antenati Chiviliu mi chiamò, “preserva tradizone Viaggio tra i confini, nell’ora del terrore dop’uragan passaggio, torno nel villaggio riporto l'antenati, del tempo primo saggio vado reinsegnando, lor miti assai profondi foro al centro tempio, tunnel di fra mondi Gaia sempre chiede, continua distruzion la cura o la risposta, produce sua reazion se noi per var ragioni, cibo non gli diamo sogno allor prosciuga, piano noi moriamo connettersi col luogo, quotidian passaggio

è spiritualità, non un week-end assaggio umani coi lor suoni, nutrono quel mondo
reame che in ritorno, grassa nostro mondo Spiriti e antenati, nei mondi e nella psiche Ci cantano alla vita, siam loro sogno fine poi avendoci cantati, portati all’esistenza se tu non li alimenti, prendono insistenza veniàm su questa terra, al fine di sognare ovvero ricordare, altro mondo alimentare villaggio paga prezzo, della sua esistenza Sogna ed alimenta, ricorda l'altro mondo Seduto in uno stagno, canta lor canzone

questo luogo cavo, partorisce il mondo
un albero produce, con frutti e vari fiori

fatti con un suono, che viene giù di là noi li mangeremo, nell’anno che verrà l’Albero del mondo, ha radici in al di là
noi non le vediamo, ma quelle dan vigore il mondo che tu senti, bevi oppure mangi di certo può fallire, se l’altro tu lo sganci da quell'altro mondo, tutti noi veniam dopo esser cresciuti, poi dimentichiam ricordi d'altro mondo, ai bimbi eliminiam a ritrovare la storia, la vita poi spendiam più giovani iniziandi, vanno giù nel buco sin all'altro mondo, per l'alber rianimàr l'istinto della morte, portan a coscienza

Che torna come eco, e fa da nutrizione

1

“Durante l’iniziazione i giovani lottano con la morte, cioè firmano un contratto che dice:"io rinuncio all’illusione di vivere per sempre". Poi la loro anima ritorna; in cambio dovràn sempre tornare all'altro mondo una percentuale dei frutti della loro creatività, eloquenza e immaginazione. i Maya ci ricordano che l'altro mondo ci canta assieme alle esperienze che facciamo da svegli, noi siam la loro canzone.

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così un regal spedito, in ogni direzione com’eco ti ritorna, e varia in vibrazione e tutte le invenzioni, furon già sognate
tradotte nella terra, ancor non ricambiate son frutti con raccolti, di sogni precedenti cantati da antenati, aggiunti come anelli nelle cultur più sane, l’abilità inventare

sciamano di villaggio, cattura tal fantasma divide componenti spedisce all’altro mondo Assieme alla famiglia, imposta un rituale

e attiva relazione, o gestione regolare
Alimenti coi tuoi riti, in regali ricorrenti le storie d’antenati, i ricordi nei presenti il morto è divenuto, parte al panorama Viver tuo dolore, alimenta vita umana Vivendo ad Atitlán, mio bambino persi causa febbre tifo, pagai col mio dolore nacque l’amicizia, con un bel rito artista Mi trovo residente, ecco mia conquista Appartener a un gruppo, è Tutujil idea linguaggio n’è la colla, unisce e si rivela Eloquenza nel discorso, di lor mitologie

si paga con i riti, a evitar d’indebitare1

Nascono gli umani, sen debito o peccato debito l’abbiamo, con esser d’altro mondo il debito è la fonte, al dolore e depressione salda con il rito, con danza e con canzone Lor muoiono di fame, se tosto l’ignoriamo Son forze di natura, per nulla onnipotenti in giovani specchiansi, qual debiti viventi Qual dolore e fame, ed emozion potenti L’umana presunzione, egoica violazione Scatena loro fame, in violenza divorante Odio e depressione, avanzano imperterre Lor cibo diveniamo, a mezzo delle guerre Rapporti sganciati, con spiriti d’inconscio finiscono a sottrarre, il cibo di tua psiche

e la manutenzione, fatta in sinergie3 giovani maschietti, portano le pietre

mentre le donzelle, portano dell'acqua parleranno i vecchi, su cosa e come far lodata viene casa, assieme col mangiar

Ognì luogo recinto, viene poi toccato

Solo vita e morte, vissute con passione le sòl case robuste, le fanno gli affaristi nutrono di senso, antenati a profusione2 i missionar statisti, e più solitar turisti
fantasmi di chi uccidi, pòrtan depressione antenati senza onore, lascian confusione se nulla a loro dai, se pensi d’esser solo Combattere dovrai, in te l’influsso loro alimenta loro vita, con lingue di parole ornate di poesia, e la devozion di cuore all’invisibil mondo, motore d’ogni brezza paga con degl’inni, danze e tua bellezza se la persona morta, è priva iniziazione ignor luogo partenza, ovver destinazione suo spirito ora vaga, fuor d’orientamento Si arrangia a dimenar, cerca compimento
1

ristabilir villaggio, è il tutto confermato

Verbo essere non ha, la lingua Tzutujil
nulla è bianco-nero, tutt’è ugual sostanza il creato è stato fatto, tu fa manutenzione

Nulla è permanente, sia la tua lezione tutti vogliam fare, qualcosa imperituro Sola permanenza, nel terreno viaggio
non la casa in sè, ma il gruppo duraturo questa sia la meta, cuor d’ogni villaggio

Romulo poi parla, continua la sua storia vissuta nel Perù, ai confini con Colombia l'amico Padre Cocco, vent'anni yanomani l'invita allo sciabono, a curare nuovi mali
3

“Un coltello è un attrezzo dal debito grande nei confronti delle divinità coinvolte nella sua fabbricazione. Al termine è un dente di terra che taglierà legno carne e piante; se snobbi i rituali sdebitanti, può volgersi a tagliar l’umano stess. Martin 2 man mano che si invecchia, la vita diviene più significativa, poiché si fanno sempre più regali-cibo all'altro mondo.

La chiave della generosità è l'inefficienza e decadimento della materia, ciò porta gli abitanti di un villaggio a riunirsi almeno una volta l’anno per lavorare su qualche capanna da rinnovare. I Maya e i loro eredi non aspettano le crisi per trovar l’unità, le creano ritualmente di continuo.

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Impiega lui l'argilla, vaccini e infusi vari a bloccare più infezioni, inedite ai locali ma impara pure lui, lor arte della caccia lor collezion veleni, e l'epena sulla faccia Giunser yanomami, ven mil’anni or sono dall’Asia manciuriana, dal passo siberiano

le donne catturate, ai nemì sconfitti diventano di tutti, presso i vincitori sfogo degli istinti, stimola la guerra in var comunità, presenti sulla terra
Alleanza ed amicizia, immun comunità

da mal decadimento, e cur le malattie con altre popolazio, migrarono d’intorno necessita d'entrare, contatto con natura pragmatici creativi, creano loro mondo Ecco gli hekurà, o ponte infrastruttura
La lor sopravvivenza, evolve progressiva vede già il bambino, ciò che fa la madre i nonni conoscenza, trasmettono sapere Miti e tradizioni, e ciò che può accadere Tra fiume e foresta, l'amore fanno bello s’accoppiano d’istinto, avvinti dalla terra Bagnano nel fiume, poi escono parlando affetto desiderio, trasmettono guardando ai bimbi è permesso, osservar ascoltar qualunque discorso, si va a conversàr il confine non c'è, a natural curiosità dei bimbi gioiello, d’inter comunità privi di strumenti, del tipo musicali usano rumori, umani ed ambientali la nota prediletta, trovo sia la pioggia credono dal mare, mond’intero sboccia il tempio è la foresta, l'oracolo di vita pagè fan previsioni, accurate loro clima annunciano l'arrivo, di piogge o siccità Tempeste e vari eventi, più calamità Lor numerazione, da uno ferma al tre 1 produsse il due, due produsse il tre la moltitudin poi, segue il numer tre Eccelle arte plumaria, tagli delle piume òrnamenti al capo, bracci orecchi e viso linguaggio singolare, ruolo oppur casato Tucani e pappagalli, allevan a mercato i fiori della selva, profumano le donne curan malattie, con tuberi e più foglie sfregano la cute, per reumi e parassiti
1

spiriti immortali, invocati a interferire
nelle uman faccende, nuocere ai nemici abitano i monti, dirupi e il petto d’uomo l’invocano i pagé, per medicin del luogo son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda dell'armadil gigante, scimmia marimonda dell'ara e pappagallo, tucano e tartaruga Giaguaro sopra tutti, l’altri mette in fuga

hekurà maschili, sposati a bel fanciulle
di giovinezz'eterna, aiutan caccia e cura invoca femminili, per parto per travaglio spiriti di piante, per cibo e semin spaglio rapporto uomo-pianta, cicla l’un nell'altra hekurà del clima, di vento tuono e sabbia Lavoran su dal cielo, diversi indipendenti Fausti oppur’infausti, cagionan ricorrenti Li posson invocare, i pagé duràn sedute Con piante di potere, e polver d’epenà l'epèn'accompagna, yanomami in sorte

a fare i loro riti, e dar coraggio in lotte
sintomi d'epena, ebbrezza od incoscienza secondo della dose, per gli uomini maturi assunta in solitaria, o a risolvere contese in dialoghi ritmati, raggiunte son l’intese un di fronte all'altro, stan uomini diversi stringon alleanze, scambiano gli oggetti progettano battute, caccia oppure festa se celebrano i morti, riordinan la testa Endocannibal riti, onòr memoria morti dando loro pace, con canti e danze forti le cerimòn preghiera, son feste collettive per maturazio frutti, cereali oppure sfide
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uguale alla cinese, il Tao concetto è

Ferite spennellate, e al sole cicatrici
1

Mahu è uno, orakabe 2, orakataue 3, il resto è bruka (molto)

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donne affaccendate, già poco interessate giocano bambini, con archi frecce e cani adulti in pennichella, sull’amaca dondòl presenza dei pagé, dà sicurezza indòl i Pagè sonò richiesti, in gran necessità presso malattie, guerre oppur tempeste e l'esser superiore, Yaru ovvero il tuono Terrore loro dà, se romba pieno suono Il cielo si scurisce, con vortici di vento Ululano i cani, e capann sollevan tetto Pagé riuniti in piazza, iniziano il rituale a vincere paura, di pioggia torrenziale duràn la loro ebbrezza, cantano poesie Imitano passo, cinghial oppur giaguaro lacrime e saliva, più tosse e irritazione Gran senso di calore, inizia la visione Visioni d’epenà, nel mondo di poesia in estasi di volo, camminano col Sole Cammino della Luna, vola sui nemici propizia le battute, di caccie vari cibi Yano è trasportato, nel mitico reame cambia corpo mente, unisce la foresta pur cantano i pagé, dialogan danzando imitan gli uccelli, e il giaguàr felpando Seduti sulla terra, s’abbracciano 2 a 2 Sussurrano storielle, miti a bassa voce Pilastro di cultura, che porta a rievocar battaglie d’antenati, ed effè collateral l'Elogio di epenà, pur Padre Cocco fà l'alcolismo e droghe, riesce contrastar comporta tosse sputi, novizi a vomitàr Porta far sberleffi, leggero scimmiottar non port'assuefazione, crisi d’astinenza usata nel rituale, è sociale conseguenza d'aiuto nella fame, a scopo preventivo Porta a costruire, Sciabòno collettivo La lor letteratura, è grazie all’epenà1
1

è psichica evasione, o lor televisione dà lor'equilibrio, mentale pur sociale realizza nel'unione, col trascendentale Rafforza nel bisogno, e cura l’ammalati Compie pur magie, a danno dei nemici interpreta presagi, e sogni dei presenti scopre furti e vede, d’uomini gli intenti Padre buòn che lega, assiem comunità è mistico e poeta, psi-pompo riesce far parla con i morti, e i demoni non teme l'estasi conosce, la stimola in chi freme nuoce oppure cura, potere ambivalente canta sbuffa grida, risucchia e sputa via colloquia pur combatte, fin a sfinimento rantola per terra, e muta atteggiamento atteggiamen teatrale, mangia la tensione passa la rassegna, antenati e narrazione l'esaltazion di gruppo, visibili or li rende Poter di guarigione, il tutto già sottende

Ai villaggi yanomami, molti son pagé
A volte quasi tutti, gli uomini più adulti a seguito del sogno, o caccia in solitaria sentono chiamata, e lo spirito va in aria2

durante iniziazione, detta thamamou

s’adorna e si dipinge, con cura l'aspirante astien da cibi e sesso, inizia epena viaggio Fà vita dura un mese, isolato dal villaggio avrà una zucca d'acqua, legna per il fuoco un'amaca per letto, e suono di quel luogo tutori presa epena, l’imboccano un a volta invocan gli hekurà in petto aprir sua porta ballano cantando, suo arrivo poi mimando femmina del rospo, invocano s'ha febbre debole per fame, confuso o spaventato scappa ora in foresta, tutto frastornato

soddisfa istinti di trascendenza, ma è gestita da elite separate” 2 Presa la decisione a divenire pagè, il novizio è posto sotto Padre Cocco: “l'uso di epenà, evasione innocua da millenni tutela dei pagé della comunità che s'incaricano di iniziarlo al se tolto agli Yanomami, per assimilarli ai nostri costumi, li mondo degli spiriti e inalare l'epenà per contattar gli hekurà. porterà a cercare nell'alcool lo scampo e lo sfogo, con ovvia In sogno o durante una caccia, l'uomo prova sensazione di fine della loro cultura e mondo spirituale. Televisione, erede claustrofobia, gli sembra che la foresta chiuda su di lui e che dell’oppio, è surrogato che immerge nei mondi immaginari, gli animali che caccia scoppino in una risata demenziale”.

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sbavando vomitando, si rotola su terra privo delle forze, oppur di conoscenza pure se non scappa, preda d’emozioni Intense dell’ignoto, accede alle visioni lunga iniziazione, intensa è l’esperienza fan riferimenti, a sensazion che incombe

l'hekur dell'anaconda, è Wakugnariwe Arari uccello ara, armadillo è Wakariwe il primo ha molta forza, l'alberi sorregge durante le bufere, poi ragno tel distende Presso i yanornami, la luna è un antenato ci andiàm con l’epenà, gl’USA in astronave Noi da lì veniamo, qui al mondo manifesto Lì poi ritorniamo, mutàn forma e contesto Scimmia è Pascioniwe, giaguaro è Irariwe Kumar pappagallino, caimano sia Wariwe l tuono è Taumiriwe, il vento è Watoriwe Poter d’ogni pagé, il calore intento spinge dominar il fuoco, collega al mondo sogno La danza è susseguirsi, di voci di animali disordine mentale, pagè compare morto

più incessanti e belle, nenie dei tutori
tutt’attorno a lui, hekùr cantàno in fiori Sfilano man mano, presentano se stessi son come dei neonati, pronti ad abitarlo mentre lui ripete, si sforza a contattar invita gli hekurà, al suo petto dimorar

e dopo iniziazione, gradual ritornerà

Integrato qual pagé, sarà in comunità Inalar col mokohìro, potrà poi canterà fermo o deambulando, ogni suo hekurà Successivamente, prosegue formazione crescono col tempo, hekura d’adozione a spaventar nemici, di notte or canterà con voce vigorosa, e non più vomiterà Febbre e raffreddori, diarree lui curerà Eccessi sesso e cibo, e gli sforzi eviterà in acqua non s’immerge, usa precauzione simil donna in cinta, d’hekùr fà gestazione Per essere pajè, beve àcqua da cascata avverte pian cantare, sonora bassa voce segue ad alta voce, ripete ciò che sente Fuori e dentro l’eco, è suono ricorrente Mistica iniziazio, raggiunge col digiuno difficil sacrificio, fà in lungo isolamento Invita gli hekurà, a far sfrenate danze Grazie alle parate, canti e le sostanze Mi trovan gli hekurà, giorno di silenzio lor figlia s’avvicina, danzando verso me mi fa cadere a terra, m’apre gola e petto sangue mio pulisce, morto steso a letto strappami la lingua, mette le sue penne Sento quel che canta, la figlia di hekurà per aiutar le donne, durante loro parto Invoco io tapiro, grazie al nuovo canto

Purifica col ritmo, e infìn torna risorto

il canto del suo volo, viene da lontano
con l’ali del pensiero, sangue sovrumano il viaggio sarà lungo, zig-zago cadenzato su scala immaginaria, fumo palo alzato il fumo tabacco, con foglie fa sventaglio Il fuoco col calore, nel quarzo fa signore Intravede ora il pagé, ci spiega le visioni Cerca le risposte, in canti e invocazioni

Aspiro l'epenà, e mi invasano hekurà
dipinto con disegni, tatuati col carbone chiedo d’incarnar, drago o scimmiottino per salire al cielo, a recuperar bambino

Cammina ora pagé, avant’indietro và guarda nel malato, sull’amaca disteso urla più minacce, a uno spirito ribelle
insediatosi nel corpo, sotto la sua pelle gl'intima la fuga, sennò lo taglia a pezzi che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi con sapienti tocchi, massaggiar paziente spinge con le mani, l’hekurà incosciente

Verso estremità, di testa mani o piedi

al fìn succhiarlo via, da corpo del malato Stremato cade a terra, varie varie volte

Amici e conoscenti, rianiman più forte
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incìtato a far ripresa, la cura del foriero spruzzano dell'acqua, su viso battagliero Rialza e inala epena, riprende a dialogàr

danze in frenesia, attorno a moribondo
lo chiam tutti fratello, o figlio oppur papà gli mostrano gli oggetti, dì sua proprietà

con l’hekurà s’infuria, sputa vomitar Per gravi malattie, tregua lui non dà
al povero paziente, giorno come notte suo intervento poi, n'accelera la morte

imprecano gridando, la sorte che verrà Acqua a inumidire, tabacco tra le labbra
piangono a dirotto, donne e masch'insieme cadaver è abbellito, con piume di sparviero

in casi terminali, abbrevia dolor sorte Convincere il malato, è l’arte del pagé vincer le intrusioni, ovver guarire da sé a prendere l’aiuta, in mano la sua sorte con immaginazione, lo fa sentire forte Lo yanomam pagé, gran poeta attore quando si prepara, all’estatica seduta Chiama gli ausiliari, spiriti di hekura Parla agli animali, lui imita natura ora gli hekurà, dimorano suo corpo grida urla implora, muovesi contorto

dipinto poi di rosso, su pira e fuoco vero da varie abitazioni, i tizzoni accatastati su legna incenerisce, l'amaca col corpo Acre odore e fumo, di color grigiastro Unisce al crepitìo, d’interiora strazio
Parenti danno vita, ai balli dello strazio lanciano sul fuoco, le frecce con faretre Ceste ed altre cose, oggetti del defunto

esprimono il dolore, senza disappunto
dopo qualche ora, è cadaver consumato cener raffreddata, e raccolta con le ossa entro d’una cesta, son prese dai parenti

parla con la voce, dell’hekurà presente Doppio uccider può, lui è ambivalente Pagè nel pomeriggio, dopo l’assunzione con versi degli uccelli, fà pure la lezione dona il suo sapere, ad astant'interessati con narrazion di miti, vissuti e riattuati

saranno consumate, nei riti ricorrenti

Morte yanomami, evento di passaggio
lascia ai discendenti, le cener delle ossa Per far la comunione, osteofagico rituale a superar paure, e far l’anima librare1

Ratto delle donne, episodi di guerrieri
fughe là in foresta, di fronte a epidemie crear nuove colonie, andar peregrinado tal scuola della vita, distende recitando tutti già conoscon, la trama del racconto vedono commossi, commentan girotondo si crea complicità, assieme con l'astanti

Ogni yanomami, due anime possiede
la prima è nobolebe, la nuvola di fumo al momèn di morte, da corpo si solleva duràn la cremazione, verso il cielo leva

esplode meraviglia, e l'ilarità costanti
rivela la bellezza, dell’hekurà che serba soltanto vita sana, mantiene gli hekurà

Anima che umana, bimbo non possiede i non bruciati morti, e ossa non mangiate così pure i dispersi, e gli uccisi dalle fiere

Errano in foresta, soli oppure a schiere
1

dipinto corpo nudo, sfondo della selva Radici di cultura, millenni a perdurar
Piangon gli hekurà, alla morte del pagè lasciano suo corpo, quando è moribondo mentre se ne vanno, il cielo divien scuro
“Yanomami cremano i loro morti, macinan le ossa seguendo schemi severi e scrupolosi, consumano poi le ceneri dei defuni in cerimonie familiari e collettive, tra amici intimi; qui si stringono legami di parentela e amicizia, affinché l’essenza del defunto rimanga nel loro corpo e il suo spirito cessi di errare e vada a ricevere il premio di Yaru. L'anima vivente (nobolede) sta in cuore, fiato e sangue; la’ombra delle donne, risiede in una lontra mentre dei bimbi, in un piccolo coniglio. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 83

piove tuona e scaglia, folgori con fumo

altr’anima è monise, è l'anima dell'ombra duran la vita alberga, nel totem animale in aquila o giaguaro, o ragno a dimorare Uccide yanomami, se uccidi un animale L'animal-totèm, è il portatore d’ombra non va nei territori, del cacciatore figlio Uccidi gli animali, e uccidi i tuoi nemici Caccia con la guerra, comuni fan radici Duràn la cremazione, s’uniscono le due l’ombra ovver di sogno, l’altra è la vitale nell'altro mondo vanno, da Wadawadana Giudice dei morti, che smista la fiumana È il giaguar vorace, mangia molta carne nello sciabòn cercava, girava casa a casa Rubava cacciagione, e cruda la mangiava Yoawe scopre un dì, l’epena che fiutava

Danzano con passi, quattro avanti e diè formano dei gruppi, coppie oppur terzetti qualcun intona presto, un canto melodia segue il ritornello, del coro in sincronia Frizzi e provocazio, agli uomini rivolte sull'amache distesi, danno lor risposte Tutt’innamorati, prescinder dai legami rischiano villaggi, di giunger alle mani il culmine reaho, è brivido e agonismo duelli con disfide, poi dialoghi ed affari all’alba è fine festa,s’abbracciano felici e inalano l'epena, pajè ora qua riuniti seduti son a terra, con dialogo ritmato scambiano fraterni, pacche sulle spalle suggello e garanzia, la festa era piaciuta Reaho di fratellanza, l’opera ha compiuta Raseno qui ci spiega, mitologia di fuoco

Vennero hekurà, a frotte or verso lui
divenne gran pagé, ed ebbe suo potere si mise a far l'amore, e odore vaginale fuggì tutti hekurà, lui smise di cantare Il vento soffiò forte, e altrà epenà inalò scopre coi compagni, causa di tempesta cantàr or ricompone, ritornan gli hekùra il vento ora si calma, la folgor spegnerà Al tempo del Rehao, yanomami festa s’invitano gli amici, sparsi là in foresta mito Agnacorami, vive attorno al fuoco ricorda i doni avuti, là nel primo luogo Pesce e selvaggina, e mais nella fossa chiude inter rituale, la cenere dell'ossa baratti e strategie, si scambiano regali Visita ai parenti, occasione di legami

riprende le parole, di Cesar poeta noto

che cerca con i miti, di uscire dalla storia

purgare le brutture, e vincere ogni noia1 a umano vien imposta, dur discesa in sé
con la peranza folle, di rubacchiar barlume

da scintilla prima, evento-avvento in sè

che mente vuol tradurre, in logos-mithos e pensare quel momento, ripeter raccontarlo è lingua necessaria, nel tramite col mondo Istante in cui l’impronta, indelebile fu dono Ciascuno lo rincorre, sèn sosta a suo modo l’avverte nel profondo, ciascun lo trasfigura

Secon la personale, mitologia in sua vita

l’impronta frantumata, conserva quale faro che illumina la via, per luogo a lui più caro

di festose grida, risuona la foresta
pappa di banana, sgarbo se ne resta gli uomini riuniti, accoccolano a terra inalano l'epèna, danza arriva afferra Iniziano a invocare, gli spiriti hekurà mani ben alzate, picchian piedi terra calata poi la notte, al cenno del pagè

son Luna coi falò, villaggio dell'infanzia a cui si vuol tornare, nel moto della vita

a poter scoprir di nuovo, lo cose le storielle provare un deja-vù, cioè sogno a fil di pelle

Entrano le donne, in scena nell’arèn

1

“Ritrovarmi in mezzo alle colline mi sommuove profondo, rivedere l’albero, la casa, la vite, il sentiero, la sera mi da un senso di straordinar potenza fantastica, come se mi nascesse dentro l’imago di queste cose, ora ci vuole un mito”. Pavese

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poiché s’è soli al mondo, necessiti di mito che guidi in un percorso, ellittico sciamano al fin d'avvicinarsi, all’essenza che distante ci appar al contingente, colta è nell’istante Ognuno tien rinchiuso, in fondo dentro sé intatta infanzia voce, del vento sacro che resiste e non si perde, di là di tutti i lutti l'infanzia eterno giorno, posa in miti flutti

oggigiorno tutti, siam ceppo coltivato perderci possiam, nel bosco ritrovato
lascio una casa e job, e inizio la ricerca selvaggità interiòr, archetipa ed incerta

Pien di belve sta, ostile è ogni Foresta in ogn'incontro d'altro, lascia sicurezza
sai essere disposto, ai freddi ed alla fame qualsiasi cosa mangi, è un solitario pane può darsi pure che, non vedi la mia casa Affiorino mie ossa, nel fango di fiumana

sole cos'aspetti, a infondere incendiare
frutto uman compiuto, alfin carbonizzare Pavese traducendo, mitologie degli altri

vede riapparire, la propria sugli spalti
Selvaggi e contadini, res-rustica sofferta il fuoco ambivalente, s’esprime nella festa al nesso fuoco-feste, sangue-morte dove il gruppo s'accomuna, al mito fondatore

in cambio libertà, fa esser scollegato pazzo per un pò, e all'umil collegato
Rompe ogni tabù, poiché porta sull’orlo

della trasgressione, con-senza ritorno su pian spirituale, processo ci richiede
accettar noi stessi, nell'altro che si vede

da sempre i contadini, accesero i falò Fuochi gioia viva, ballar saltarvi sopra ardono i fantocci, in certi giorni d’anno capre sacrifici, e guerre auspici affanno
è destin dell’uomo, soffrir per cieca mano

Ciò sul piano mito, è fonte narrazione viaggio dell'eroe, diffuso in ogni dove

ogni luog'esperienza, è centro del mondo

emotivo e cosciente, sacro tuo mondo
Sostenì modello, di produzion consumo s'un pianeta tondo, necessita di un ciclo tutto non riesce, di crescer al contempo

a causa sua energia, mortifera violenta quando non gestita, preme uscire fuori dia voce lo scrittore, ai selvatici rinnovi
desidera il selvaggio, ciò che sol conosce appaga facilmente, sue minime richieste e conosce solo ciò, che facile può avere

stagion è soluzione, muta spazio in tempo1

È tempo nomadismo, tempo di ascoltare

tale illuminazio, Rasèn Roussou ripete Democrazia diretta, vuol stati piccolini la delega principio, rifiuta è inefficiente
la prim rivoluzione, cambiament'apporta uomo far famiglia, clan civiltà comporta Secòn rivoluzione, nasce da invenzione della metallurgia, e addò-mesticazione accompagna divisioni, sociali del lavoro spartizion di terre, e proprietà del suolo

L’uomo denudare, da spinte monetarie tornare nella fonte, del sogno ripartire
la mente và leggera, e Thera può nutrire

a camminar digiunare, cantare da soli

comunicar tra confini, tra specie ulteriori pregar ringraziare, tornare o accampare il Tempo scompare, un sol Sé ci rimane

1

selvatici tornare, è Raseno a ricordare è diventar stringenti, e acidi sembrare pur non concimati, non potati e infine elastici ma forti, ogni primaver fiorire

“attraversar il confine tenendo presenti identità e differenza. Ciò può portare a vedere le case, le strade e le persone del tuo luogo, come fosse la prima volta, a sviluppare un rapporto emotivo, sacro e consapevole con la natura che ti circonda. I modelli sostenibili di produzion-consumo devon essere ciclici a sopravvivere su un pianeta limitato. Tutto non può crescere in simultanea, ma alla sua stagione: se alcune cose crescono, altre devono diminuire, così le istituzioni, lasciate al loro decadimento, rilasciano talenti e capitali umani usabili in nuove organizzazioni”.Gary Snider e Paul Hawken

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meditazion è arte, lasciar cader la mente vuotata d'ogni cosa, introdotta da pensieri la mente sen passato, divien un multiverso ignoto prende forma, Dio vien a congresso a entrare nell'ignoto, occorre del coraggio e da disperazione, può nascere l'assaggio il saggio panteista, incontri pure un Tago sue immagini proietti, o Seba mio rinato!

Creare un calendario, produce civiltà
regola condotta, social comportamento òr l’idea di tempo, mette in scorrimento

cresce alienazione, o imprigionamento Era dio Calendae, il primo dì del mese
Nucleo religione, è vision storica tempo Scandivano campane, coatta regolazio

Tempo a società, in artificio spazio

L'orologio non batte, per l’uomo felice mi disse il Raseno, nel suo carpe diem una civiltà del tempo, obbliga e ipoteca presente per futuro, e vita tua rinnega È l'età del sogno, ritmo non progresso L’attività creativa, è il suo riferimento Prima di comparsa, di tempo e civiltà Natura offrì segnali, con stagionalità
Percezion di tempo, essenza di cultura Luce ver trattiene, dal giungere d’intera illusion'artificiale, idea che tempo scorra

È nemica autorità, la tua creatività Che libera s’irradia, da indìvidualità

invenzione d’orologio, offrì opportunità d’opprimer libertà, e creàr nuovà realtà Scandìr ordine imposto, rivolta contadini contro il tempo storia, o burocrati servili orologio è gabbia, Rousseau lo gettò via Simbolico rifiuto, a forzàr la propria vita la perdita di tempo, chiamata fu peccato nemica al capitale, che tempo fa denaro ogn’ozio in cuor amato, cambia stile vita

là in data direzione, senza che ritorna Cultura sopravvive, per via mistificazio siamo conformati, alla sua legittimazio è modello basilare, d'ognì dominazione
Imperiale culturale, artefatta dimensione Giornate del bambino, sfuggon ad adulti Un sogno immaginario, abitato dal reale

richiama lo Zamani, antica via negrita è tempo progressivo, legato al capitale come stil di vita, o il fare arricchimento averne il monopolio, significa arricchire l'elite che lo detiene, il popol sa svilire
l'ansia e tempo sono, strette e collegate

Fuori i vigilanti, attendono che i bimbi Entrino alle classi, a spegnere gl’istinti
Sul tempo basa il mondo, tecno capitale Registra i suoi progressi, e l'esistenziale lentamen il tempo, vien dato per scontato da conscia produzione, è quindi eliminato tempo appar umano, narrazio di giornale un simbolo che sgancia, vive la sua vita Yidàm artificiale, prodotto della mente

L’evitan l’orgasmo, ed estasi svariate

desidèri inconsci, son estranei a tempo odia il narcisista, e nega imposto tempo

l’ambiente militare, impone un celibato

incide su processi, di ciò che vien pensato la mente vien riempita, dell’addestramento produrre l’obbedienza, o condizionamento

Vita militare, è una prova di passaggio
monotonia apparente, gerarchico disagio dopo avvio ribrezzo, emerge spazio gioco se lasci la natura, esprimere il suo fuoco

la logica supporta, dellà civil corrente Divien divinità, per mezzo numerario appaion l’orologi, templum calendario conquistano natura, con suddivisione
denàr linguaggio è, merc'informazione

“Inverto accelerazio, in vita quotidiana per viver più felice, un esistenz’umana Cthulu è l’artificio, del mondo capitale assoluto tempo che, vuol sol dominare
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Mostra incrinatura, del capital perfetto
un uomo a Varanasi, di mosche ricoperto

Cresce l’amnesia, il mezzo divien fine
Vision più riduttiva, cuor andrà indurire Forza bruta e cieca, produce resistenza

la morte è rivelata, senza alcun paura vedono gli Aghori, una parte di natura il tutto inizia e và, in zamani eternità
Ritmo personale, tu impara a rallentàr d'ogni sofferenza, divieni trasformante apporta migliorie, coerèn partecipante

Intrigo e falsità, prendon consistenza Azièn diseducante, sfrutta dipendenti a mezzo di tensione, stimol di sospetti insegna ipocrisia, qual arte dell’ascesa
produce deformazio, della divin impresa Manipola auto-imago, depista san’istinti accresce dipendenza, stimola esser finti Baroni e contadini, in economia di corte Chiusa senza scambi, enzima poco forte

Informazion vitali, in versi tramandate su pelli su pareti, incision costellazioni Segui il pellerossa, percorri tue parole Mente la-tua-mente, si litiga poi muore Umano è progettato, creàr suo paradiso In Terra mentre è vivo, diventa l’infinito nella diverse forme, Dio s’è reincarnato l'uomo vede questo, nel sogno ritrovato

bimbi con anziani, barbon disoccupati Malessere per primi, tutti han rivelati poi Dioniso in follia, segnò fase finale erutta vasta morte, è rinascita da fare Entomi piccini, poi vanno ad impigliare Entomi più grossi, riescono a sbrigliare per guadagnar salario, in continuazione lavoro non creativo, esilio e perdizione Debito economi, ha depressiòn risvolti
svilisce nel rancore, inquina più rapporti Paesaggi ecosistemi, affar di piantagione Industrie disumane, annientano coesione Gandhi ben predisse, la lotta dei passivi

La Fisica dei quanti, or tiene analogie con vision del mondo, sociali primitive la legge d’entropia, riflette gran paura Futùr del capitale, lontan dalla natura1
le principali banche, ch’emettono moneta son’organi privati, che creano dipendenza

ai singoli e agli stati, come in medi-evi siamo noi venduti, a pezzi oppur interi Pur la tua salute, il cibo e innovazione
finisce in dipendenza, di gruppi di poter Controllan W-H-O, finanzier del mondo Impongono i vaccini, ai popol girotondo bisogni elementari, uman di sussistenza

Civil disobbedienza, ai monopoli infidi
che nutron cecità, orgogli ed ignoranza l'idea di povertà, regresso intolleranza

Spesso disattesi, deviata è l'esistenza Il grado violazione, assiem a disistima Traduce in malattia, il livel disarmonia il desider negato, scalfisce sussistenza
Uomo vien strappato, da sua consistenza agrari poi operai, e impiegati di consumo

Utopia del capitale, regge sul filmato
di ciò che terrorizza, in naturale stato

vision di verità, di colpo denudata

attacca monopoli, e morale radicata

Patologia di festa, ridesta crudeltà l'uomo tien in sangue, infante egoicità

Inizia restrizione, e l'istinto resta fumo
1

muta l'amor proprio, nel tiràn contrasto sangue colosseo, rovescian puro spasmo

i sistemi isolati (non abilitati a scambi con ambient'esterno), mostrano la tendenza irreversibile della seconda legge della il Colosseo di stragi, ebbe inizio in festa termodinamica (legge d’entropia) mentre, l’universo della dallà Cartago guerra, divièn l'Afrìca serva moderna fisica, è un sistema aperto, dove i positroni sono supplizio d'imperiale, animal fa torturare elettroni che si muovono indietro nel tempo e i tachioni, più per ego fare grande, nel gioco a dominare veloci della luce, generano effetti e contesti retro-temporali.

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Giovan vecchi e donne, si battono tra loro uscendo fuor città, durante i giochi d'oro osceno e crudeltà, spesso van d'accordo nell'istinto primo, eros-thanatos rapporto la gioia mai nasce, nel cuore ch'è malato nel popol che geme, di fame oppur fiato tra oppressor-oppressi, regna menzogna cita Mantegazza, Raseno sen vergogna Epicuro pedagogo, spegne roghi d'odio col nettare di feste, cibi e unzione d'olio uomo assiem danzando, vive gioia invito in comune sentimento, dilegua l'individuo la festa svuota sempre, la sua tazza bona

ogn'uomo ben s'adorna, di miglior vestito la donna si profuma, fior di suo giardino l'amòr ne va presente, pur non invitato sèn tumulto sparge, cupìdo sen peccato Bellezza e giovinezza, frizzano nell'aria formano sciogliendo, assa icombinazioni son orge baccanali, rumòr musica e salti san muscoli svegliare, cervelli cuori saldi l'ebbrezza muscolare, è amica della festa partecipa del gusto, di olfatto vista e udito con maschere circensi, e fuochi d'artificio Spettacoli e tornei, performano l'officio i Saturnali a Roma, come feste d'India più canzon scurrili, licenze a fare l'orgia Gauri moglie a Siva, vuol riti primavera Cerère Romana, a equinozi l'orzo spera Isvara suo marito, l'asceta mendicante implora prodezze, di madre universale ogni casa e capanna, accende lumicino alla festa del diwali, chiama ricco invito e le Bajadere avanti, san folla dilettare in lascivi movimenti, e i canti baccanale sannyasi fanno chiasso, fachìr pirobazie son feste dei latini, com indie acrobazie

poiché tutto soddisfa, in una volta sola
i muscoli e la pancia, cuore con la mente

esalta l'autostima, e salute ricorrente

liquore di ciascuno, moltiplica ed inebria in gorgoglìo travasa, tutti allaga e afferra sociale imitazione, contagi ed entusiasmo tutti gli esser fonde, in solo gaio spasmo

Son feste religiose, strumèn di civiltà e rapirono agli inizi, in deliri alimentàr
pur feste parentali, le cosmiche e sociali rimescolan le masse, in turbe magistrali

sfacciato o sonnolento, l'osceno vi ritrovo Le feste pazzi sono, i baccanal cristiani tra la gioia sensi, ricchezze d'amor proprio celebrati in stati, di Europa ed orientali tra sentimen sociale, e lampi dell'amore eletto a buffonate, un vescovo dei pazzi in cattedral di Francia, corte tutti innanzi eccesso pur accade, tragedie senz'onore riscalda entusiasmi, col crescer dei corpi tace ogn'amarezza, e invidia tra le classi abbassan l'ottimati, persin verso le plebi le orge e i baccanali, livellan strati interi il mezzo d'entusiasmo, scioglie l'avarizia in leggi della festa, individuo par sparisca gonfia poi si spuma, l'amor sovrasta tutti si cercano gli sguardi, si trovano nei flutti l'occhi lancian fiamme, corruscano faville dal petto pur di chi, già è men fortunato sorge l'onda calda, d'amor fosforescente che cerca simpatie, in altre ugual essenze preti son dipinti, in mostri donne e paggi fanno sacra farsa, in chiostri avàn teatri e quan la festa fu, vietata a più riprese esplose fuoco forte, che molto male fece

Igiene è la misura, di dose e quantità
Taras interviene, e il suo contributo dà Esculapio muta pelle, se torna la salute Igea sua madre Thera, gli libera la cute Ognì paese tiene, un suo cibo prediletto che svela le passioni, e abitudini di letto l'amor o la gialappa, producon la diarrea che l'ansia d'un attesa, o il vegetale crea
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ognun a modo suo, uccide inebria i nervi assetati di pensiero, azione e sentimento commuove l'atto bello, dà lacrime cipolla Malaria dà la febbre, denaro ci trasforma

Zingari ed indiòs, pastori con viandanti
lebbrosi sotto stelle, sembrano diamanti Popolo di Pan, che afferma suo concerto Imper’argilla crolla, su steppe su deserto

Gatti ad inebriarsi, mangian valeriana
così elefanti renne, cani scimmie e rana ricercano piacere, animali con le piante allietan loro vita, ristoro più importante

“il fuoco di Gesù, sincretico che piange piange dell’amore, oltre il riso estremo libera il divino, l’ama sempre ovunque
Om nama shivaja, grida Lui per dunque Se tieni amor divino, accetti tutti i fatti far case di capanne, o dolce lavar piatti

Festa come igiene, è il cuore del sociale un mezzo per mangiare, vivere e curare ebbrezza medicina, rimedi alla sfortuna civile con selvaggi, molte ne consuma

Arte o religione, risolvon depressione

vestono d'incanto, assieme Pan signore

Le feste selvagge, e le feste civili Formano paesaggi, lascivi e virili Storia dell'uomo, convito di amici dal sesso fra due, ai Radenje felici selvaggio Payaguà, pesca e s'ubriaca
Orchestra una zucca, sul suolo di sabbia

Sovràn sempre sarò, solo nel deserto Corpo sarà l'ombra, respiro sarà vento Cavalcherò con l'ali, della polver vasta Ovunque tenderò, oblio pulisce spazza misteri schiuderanno, poco a poco sai
Culture e civiltà, son nomadi e stanziali Campo tien gioiello, il seme suo terreno azion è concentrata, al sogno scopo vero Seminare prima, raccolto è conseguenza Raccoglier seminare, difficil compresenza

coglie i suoi fiori, li somma a far festa raggruppa gli amici, per far sola testa
d'ambo i tradimenti, son vinti assimilati Il lor medico o pajè, stimato più del rè se sbaglia è bastonato, come Robespièr

Payagua sterminati, circensi surrogati

il Raseno tale ciclo, a Seba và ispirare
l'annusa recepisce, ondoso come il mare Io con la Pamela, gradual vò risvegliando

Vedo storia in terra, d’indigene culture
raccolta caccia-pesca, sinergiche nature Distrutte assimiliate, da strana economia che priva sussistenza, coscienza di chi sia

impulso prepotente, a far l'antico canto dopo aver sofferto, dubbio e confusione canto un Therabuti, a cena e colazione
un Anima gemella, possiede il tuo sentire Divide le tue scelte, qualunque l'avvenire

Preghiera di speranza, coltivo in libertà Riprendo la memoria, di gran comunità Sfido concentrazio, dell’energia surplus Con pratica baratto, mercato tu per tu1
Gioco autogoverno, è giovan’espressione Speranza nel futuro, coscienza evoluzione

dentro di alcun corpo, razza e religione poliedrico l'incontro, esprime l'interiore
Magico e imprevisto, l'amore là t’attende È adatto a ciò che sei, arde e ti risplende Momenti di conforto, dona e ti consegna quan meno te l’aspetti, Tago ben insegna

Lavoro è pur godere, paesaggi naturale sia permacoltura, Tua scala industriale

Io Seba nott'insonne, vò nudo passeggiar tensione scaricare, e il mio letto raffreddar quando freddo avverto, a letto vò a tornar 1 l’emettere moneta propria sfida la proibizione legale e i il cuscino ninnananna, pien d’erbe sa cullàr
privilegi che il governo accorda a precisi monopoli. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Metto testa a nord, ad aver sincro riposo scaccia sonnolenza, giova al mal di capo
e sbadiglio in recitato, così son contagioso

respiro bocca naso, sbadiglio assicurato fò asana capovolta, sul tavolo inclinato
mi vengono alla mente, i rimedi di Taràs che un giorno ci spiegò, citando Mantegà lui l'alimèn nervosi, raggruppa con aromi fermenti e distillati, caffeici e poi narcoti1 gioia con ebbrezza, riduce a trasmissione degl'interiori moti, od esterio impressione gestiòn calor e moto, e ossidazion tessuti questi in equazione, ci fan loquaci o muti Faccio tè alla menta, foglia fresca miele ripenso alle parole, di Taras e il suo tè nasce nella Cina, da palpebre di Darma portate nell'Europa, viaggia con l'Olanda Compagnia dell'indie, pianta in Himalaya tra ruscelli e fiumi, e l'ombra della palma i cinesi son maestri, ne fan preparazione l'infuso con limone, aumenta eccitazione l'aggiunta d'un alcali, invece fa calmante Latte ammorbidisce, asprezza di tannino zucchero lo guasta, fan russi raffreddare Torbido d'un tratto, eccitàn precipitare è cibo per alcuni, nutrièn sostanza fina detto vien legume, per via dell'albumina acuisce pure i sensi, di meno che il caffè risvegli senza scosse, carezza dolce il Tè chiodi anice finocchi, mettono i persiani e burro sale e latte, aggiungon tibetani inglesi ne van pazzi, i Tartari pur frena profuma le narici, e la mente rasserena
1

aumenta stitichezza, in chi l'ha di natura combatte l'ubriachezza, è utile in inverno igien in climi freddi, e in umido d'esterno Compagno di lavoro, tenace non febbrile cancella ogni apatia, conversazion aiuta la fogliolin cinese, dei monti del Fokièn Commercio moderato, aiutan sostener lattuga usa Galeno, vecchio e logorato concilia bene sonno, dopo aver cenato il succo lattucario, ha narcosi proprietà un salutar sopore, lactuca riesce a dar la teoria del sonno, Paolo Mantegazza Fonda sull'azione, di cibo che strapazza

eccitazio inibizione, del nervò motore
veglia con pensieri, e canali sensazione

muscoli e pensieri, ricevono i segnali
e mandano risposte, ai canali sensoriali caffeici accrescon segni, ai nervi caricati narcoti danno sonno, sui nervi scaricati nella eccitazione, di muscoli e di psiche esaltasi la veglia, torpore n'è il rovescio narcoti ed anesteti, contrastano i caffè così come i caffè, distruggono gli etèr gli alimèn nervosi, allontanano la noia destando sensazioni, fino alla paranoia mutano i piacere, se addestri situazioni anestetici già fanno, tacere i gran dolori s'eccitano i sensi, i muscoli e il pensiero pauroso avrà coraggio, pover sente ricco il Gran Consolatore, spalanca i regni cieli all'umil apre i veli, all'altro i fuochi inferi l'infuso tazza salvia, ebbrezza non ti dà se sommasi eccitazio, allor può darsi và il vino è caro amico, insegna cose vere scopre i ver pensieri, apre cuor e vene se un lucido pensiero, s'alza esilarante sopor o convulsivo, 2 forme d'inebriante più vari grad'interni, all'ebbro battezzato gloria e religione, fuor d'ordinario stato
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“Aumento di polso in varie bevande: acqua calda 39.8 pulsaz tè 40.6, caffe 70, cacao 87.4, mate 106.2, coca 160 . L'infuso di Coca eccita il cuore 4 volte più dell'acqua calda e tè e il doppio del caffè. Mentre reagisce in circolo, la coca produce febbre passeggera, aumento di calore e respirazioni, faccia accesa e occhi scintillanti. In dosi maggiori palpita il cuore (134 puls. su ordinarie 65) e il sangue congestiona nei centri vitali, pertanto s'han piedi e mani fredde. Legge fisiologica: le cause debilitati sono tanto meno attive quanto più il corpo è in stato di resistere ad esse”. dottor Paolo Mantegazza, 1860

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Ebbrezze bevande, o spontan passione l'anello è muscolare, sessual eccitazione il moto esagerato, dei muscoli in un ballo sen musica armonia, riesce a dare sballo i negri in Suriname, presi a convulsione Oracolan danzando, e grondano sudore mentre tra dervisci, s'insegna cucinare fino a stimolare, lor corpi a performare le danze evoluzioni, compiute al venerdi

una tazza fresca sai, già ristora grande tra colazione pranzo, è salubre eccitante dannosa è dopo il cibo, e stitico ti rende

nome di Paullinia, a Simon Pauli tende
guaranà dovunque, in acqua resta sazio semplice da fare, non rischia putrefazio

in cò par superiore, a tutti altri caffè che voglion più cure, e tostature che
l'indio il guaranà, raschia con un pesce lingua d'un salmone, che porterà con sè gli serve a prolungare, le veglie l'allegria

in rettangolare sala, tra i canti di sheìk
una voglia di gazzella, li prende fa girare un ballo turbinoso, sull'asse due ore sale

vincer emicranie, portar più febbri via

Alcolica influenza, è brillante e spiritosa è guaranà eccitante, a nervi ed intestini la birra dà sopore, nel vin è tumultuosa attenua loro stress, attacchi lor febbrili feroce in acquaviti, tremenda nell'abuso corrobora la pancia, di bimbì ammalati
letargo o leggiadrì, ciascuno sceglie l'uso secchezza spossatezze, coi dolor morali

Lontani sono pure, gli estremi di narcosi e sostengono i caffè, le industrie civiltà assopimèn tabacco, letargo coca ed oppi son stimoli sostegni, ai bisogni attività
delirio più baccante, coquero grida esalta l'oppiofago denuda, psiche oscur e santa l'azioni di Colombo, conclusero i cinesi finendo ferrovie, tra i continenti estesi

ebbrezza par naufragio, tutto vien a galla come la baccante, schiamazza sen pudòr invasa d'entusiasmo, che agita memorie speranze con passioni, liber da più scorie Vìn eccita tempeste, estremo è doloroso delizia lor diviene, tormento sai morboso

già Ferdinàn Cortès, parlava a Carlo V di cocolat infuso, del Montezuma invitto vien dall’Amerìga, pur mate e guaranà Thea viene dall’Asia, Coffea dall'Africà fu cacao Theobroma, Taras ci ricorda eredità di Maya, Linneo gli aprì la porta è perenne pianta alta, fino a sette metri che abita ideale, negli equatòr sentieri

così l'oppio e la coca, ganja altri narcoti ha nausea libertino, e ghiotto sen riposi
ogn'alimèn nervoso, produce guai d'abusi che porta a disgustare, i vecchi cibi d'usi il recettor nervoso, è sospeso in malattia s'annuncia la salute, quan torna simpatia in medicina sappi, conviene indovinare sperimentare spesso, rima con sperare chi tenta ha più fortuna, è storia naturàl nelle diarrè emicranie, impiego guaranà S'inviano le nazioni, idee come le droghe bottìn di viaggiatori, smerci ludi e glorie là in paesi caldi, il guaranà in pastiglie rinnova molte forze, in viaggi parapiglie

Indigeni avan Cristo, coltivano il cacao

l’usano in bevanda, e monete passamano1 narra leggenda, che pianta nacque un dì da sangue di regina, che molto ne soffrì moneta a Chicken Itza, più d’altri tesori ed imperiali editti, imposer piantagioni stimati suoi mercanti, erano esentasse e i sudditi coi semi, pagavano le tasse Montezuma capo, ne beve quaran tazze polver essiccata, aggiunta ad altre spezie

i semi fermentati, danno un tè bollente
al popolo di Aztechi, regala dio serpente
1

10 semi per un coniglio, 12 una sacra prostituta, 100 uno schiavo

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il nome cioccolata, è l’azteco xocolatl
Atl sta per acqua, xoc è schiuma e fiori fusion di Xochipilli, e Quetzalcoa divino Dio serpen piumato, Dio dei fiori il primo in Messico t’accade, non poter star senza colpito chi è privato, da sintò dipendenza t'aiuta tutto il giorno, senza mangiar altro in feste cerimonie, adatto è lui senz’altro

Bevon montanari, millenni latte capra
Calda la bevanda, ad aver sonnifer sacra e i pueblo d'Arizona, i funghi stesso scopo ricchi in vitamine, a calmàr pensiero moto

amici del pensiero, e dei sensi eccitatori
le bevàn nervose, apro-chiudono i sensori ogni bevàn chiamata, dall'Arabi kahwèh

da Etiopia originaria, è medicinale che passa nella Mecca, e sposa pure il Kat
Raseno raccontava, d'un arabo pastore uscito col suo gregge, errando qua di là

L’indio ne consuma, fresco e macinato
a polpa di banana, il succo è mescolato Mangiato a fine pasto, comè tonificante gustato lentamente, è farmaco eccitante quan bevi cioccolato, piace e giova assai

arriva a un verde prato, e lì và riposàr cinto era quel prato, da piante di Caffè
che aveano frutto secco, già caduto a tèr ne mangiano le capre, adescate dall'odòr belando nella notte, poi svegliano pastòr

adatto pei malati, in bevanda calda sai
spagnoli e torinesi, caff-latte e cioccolato Bevon la mattina, con spezie mescolato La cioccolata calda, è cibo con bevanda divina broma che, il clero pur domanda servita nelle chiesa, durante le funzioni là nel settecento, a dame e buon signori

Lui corre dalle capre, a confutar malìa
e passa intera notte, a cercar l'anomalia all'alba torna al prato, visto giorn avanti Le fave del caffè, ignote scorge innanzi mirate attentamente, dove capra volse vide frante e morse, a terra ne raccolse per diagnosi ne porta, a oracolo d'Arabia il vecchio luminare, che ride pare sappia datti pace figlio, che il male cessa presto il gregge n'esce sano, frutto avrà digesto l'acre umor infuso, li fè vegliar fuor d'uso anch'io sovente sai, nei lunghi studi l'uso abbrustolito pria, nell'acqua faccio infuso

pur Napoleone, vorace impressionante Ammira tale pianta, amara ed eccitante ne beve ogni qualvolta, deve ritemprarsi Assieme a illuministi, al fin d’illuminarsi
mercanti dell’Olanda, presto fanno ricchi barattan schiavi neri, contro semi amari sviluppano consumi, Europa loro empori diffòndon piantagioni, e creano monopoli c’è chi lo produce, chi gusta chi guadagna

Molti produttori, rifiutan quel d’industria duràn l'ore notturne, sonno lascia il fuso spesso mescolato, con zuccher raffinato e stillo mio cervello, fino al Sol novello
che sali e vitamine, sottrae e ti fa malato alfin pur i Persiani, raccontan Mito bello

Ciocco edulcorato, tu evita ai bambini affatica digestione, il fegato e il colòn
Grasso ipercalore, dà obesa stitichezza infarto con diabete, attendono stoltezza

arcangelo Gabriele, viene da Maometto e malato lo guarisce, porgendogli caffè tra traffici e cervelli, và di mani in mani Venezia lo conosce, lo smercia sulle navi

lavora con l'umore, alcaloide teobromina

selvatico di Kaffa, in Etiopico altopiano
diffuse poi in Egitto, al Cairo soffre piano

ha tracce d’endorfina, perfìn serotonina
nutrièn corroborante, in tubercolosi spinti

là ogni redentore, già martire lo pasce
decreto del sultano, morale dura nasce
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

libera il pensiero, da noie e da conflitti

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botteghè distrutte, picchiati l'avventori ammesso dal Corano, decretano dottori Solimàno il grande, lo libera a Bisanzio or commercio grasso, il popolo fa sazio preti maomettani, lamentano moschee vanno spopolando, e i bàr fan le maree il Muftì ora di turno, ripone l'anathema chiude più caffè, con la bevanda nera

Seppur in climi molli, tazzina è tollerata poiché l'ossidazione, là viene rallentata adatto negli obesi, i flosci e i mangiatori appena per i vecchi, i bimbi lascia fuori Tabacco pur legato, al fuoco ed animali Romulo racconta, del mito yanomami Iwarive tiene fuoco, posto sotto lingua a nessun ne dà, geloso che s’estingua

fìnche nuovo Mufti, li riaprì solenne radunan nei caffè, politici e balzelle

l'avaro Iwariwe, gli amici non aveva
sol Yoretiràmi, furbetto non s’arrende era piccol uomo, che rider lo faceva all'amaca sua và, spesso d'ogni sera

governo n'approfitta, mette bella tassa

pure fissa il prezzo, dì minìma tazza sopra della legge, sta costum piacere contraddicon figli, i padri sen temere
arrivano a Parigi, l'ambasciator sultano lanciano la moda, caffè di gusto amaro

Notte con le piogge, fredd'assai facea e molti yanomami, tossivan raffreddati il fuoco di Iwariwe, bastava per curarli Ma padron del fuoco, tosto và ignorarli ai malati pur negava, di tutti si burlava Ma un dì Yoretiràmi , all'amaca sua và e padron del fuoco, attento dormicchiava quando all'improvviso, fa starnuto e bava Il fuoco salta fuori, da bocca spalancata L’afferra tra le mani, Yoretiràmi vispo Saltando si allontana, pièn di felicità Iwariwe disperato, caimàn diventerà

à Marsiglia giunge, nel millè-seicento
caricato in Borsa, impresa tien successo tra elogi e le censure, diffondono i caffè buono per Roussòu, e amico suo Voltèr Olanda ed Inghilterra, n'aprono negozi ecco la bevanda, schiave con begl'occhi ma nel Brandeburgo, a causa di mal uso

tasse e monopoli, fà Federico il Prusso
Filtro od infusione, ebollizio o decozione goccia panna latte, ne fà concentrazione aggiunti nel deserto, aromi cardamomo Zènzer chiò garofa, vaniglia latte cocco

caffina nelle rane, agisce qual veleno supera stricnina, consider ciò davvero
la dose d'uomo scende, influenza civiltà

accelera il pensiero, e l'illuminismo và
trionfo di progresso, frenetico suo frutto porta il nervosismo, sensibile a tal punto pesanti agitazioni, isterismo e nervi fuori Yoretiràm intanto, torna allo sciabono fuoco ora dispensa, a tutti yanomami felice e contento, spicca un salto alto finisce su più rami, dove lascia pacco Su ogn’albero lascia, il fuoco scintilla per ciò Legna brucia, là nella foresta su albero cacao, ne mise assai di più Pianta che innesca, il dono fuoco giù
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

ricorda Mandeville, l'abuso è monopòli
riduci l'assunzione, e l'isterismo scende lo stomaco riposa, l'autostima ascende mal è tollerato , sui monti climi asciutti assieme cioccolatte, riduce effetti brutti

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“Il fuoco è immortale, vi farà soffrire la femmina del rospo, disse nel predire Pryoma rospo arancio, donna di torrenti l'invocan i pagé, a freddàr febbril eventi lungo Rio Galvèz, Brasil Perù amazzonia Terra di caimani, serpenti e pur giaguari Malaria e febbre gialla, parte di quel ciclo

brucia dall’interno, cuor martella corre ogni vena arteria, senti aprir nel corpo a permetter corsa, sangue burrascoso Vulcàno ridestato, corp'erutta acquoso Vàn fuor di controllo, funzioni corporali sbavare e lacrimare, orinare e defecare sommerg’ogni rumor, corsa martellante sangu'accelerato, dolòr divienta grande

Vivon i Matses, fier del mon contiguo

Cacciator-coglitori, migliori d’Amazzonia fier'indipendenti, si muovon com il vento fanno palafitte, la pioggia spesso inonda durante la stagione, ai tropici è la norma caldo e appiccicoso, umido è l’ambiente coltivano la yucca, zucchero e banane Per poter cacciare, devòn comunicare con spiriti di piante, e pure di animale Pablo pajè vero, di Romulo è un amico tiene sue 2 mogli, assieme coi suoi figli dorme con le piante, e sogna il loro uso si che può scoprire, i lor curativo infuso

desideran morire, respirano affannosi
stomaco tien crampi, e inizia a vomitar e tutto affievolisce, esausto cadi al suolo perdi conoscenza, risvegli qual dio tuono la forza muscolare, erculea in ogni posto vision approfondita, al buio senza sforzo sopporto senza cibo, rincorrer gli animali per vari giorni vedo, ha intuiti magistrali e ancestrali eroi, masticavan thara-thara foglia che ubriaca, ma a tutti non andava piange Hasoriwe, che mastica con doglia commosso Tomiriwe, don un altra foglia or ad Hasoriwe, dei semi lui consegna avvolti nella foglia, li mise in una pigna

più spiriti di piante, confidano segreti

se a genio tu gli vai, fuòr di libri appresi mezzo caccia e pesca, e medicin umana

Mentre gliene dava, gli disse fai così
Pulisci del terreno, sterpaglie brucia lì Sopra semi soffia, e ricoprili con terra se pianticel trapianti, coprile con foglie sole non le brucia, aspetta gran fogliàr staccale dal nervo, su fuoco fai seccar seccate a fuoco appese, durano di più quando voglia tieni, macera due foglie i acqua e cenerè, e rotol tra gengive mastica tabacco, avrai più forze vive Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere andò nella foresta, divenne cuchi-cuchi anche Thomiriwe, fa la trasformazione

è il secreto sapo, da un arborea rana la polvere nù-nù, è verde e visionaria

con foglie di tabacco, e cener mescolata o con la corteccia, dell’albero macambo al tramonto infuoca, ciel a tutto campo1 Pablo e suoi discenti, ai margini foresta danno inizio al rito, del sapo come festa Grattan bastoncino, su cui è depositato Mescolan saliva, un braccio và ustionato Pelle vien spellata, da ramoscel rovente e il sapo liquefatto, or s'applica su piaga l’ustionata zona, uguàl capocchia spillo corpo scalda ed arde, suda fà zampillo

và dentro la selva, e diventa roditore or noi yanomami, coltiviam tabacco
io invoco Tomiriwe, se vedo piove poco

“Tabacco e cenere provocano PH basico nel cavo orale, finché fecondi i semi, e possa tabaccàr ritardando lo sviluppo batterico e la formazione della a clim'asciutto sò, raccolto v’abbondar placca. Matses e Yanomami, hanno dentatura invidiabile.” Romulo LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago
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Raseno conclude, la stor del tabacco portato alla Firenze, da Cosimo Medì La sua coltivazion, assiem alla patata pure alla Britannia, alfine vien sbarcata al fumo del tabacco s'associano più idee

mastican bambini, fra Tciukci di Siberia lentamèn la cicca, così facchin cocchieri e i nomadi Kalari, ne fàn polvere fiuto spazzolan i denti, le dame sen rifiuto contrasta scorbuto, la foglia tabacco assai dilagante, tra navi equipaggio soffron soldati, e tormentan la noia

religione e culto, che devozione tiene

tra popoli nativi, è una piàn rivelatrice giunta in vari modi, nave ambasciatrice e i semi del tabacco, un esplorator donò all'ambasciator di Francia, Jovane Nicòt lui presso di Lisbona, li semina d'intorno fumo cura mali, in corti vecchio mondo

fuman la carta, se manca la foglia

ha nausea il novizio, e freddo pallore ai muscol vertigo, diarrea e vomitone

piano si avvezza, all'azion velenosa Fino al piacere, e sopor dolce posa cronico abuso, produce alienazione
soffre evacuazione, così respirazione stomatite glossite, dolor addominale

poi arrivan censure, divieti con editti

ma in cerchi di salotti, crescono conviti quel fumo nicoziana, al cuore dà calore in palazzi oppur capanne, sa lenìr dolore Tabako par la pipa, nella lingua Haitiana

corizza e catarro, asma bronchiale

la pianta invece è, chiamata la cohiba
nel Perù è sàyri, nel Messico è la yetla raccontaci o Raseno, l'islamica storiella!

La cute fa gialla, eruzion foruncolari gambe anestesia, tremiti di membra convulsi movimenti, vertigini elevate croni nicotismo, angoscia maniacale Veglia completa, nervosa irritazione ansia e timidezza, terrore da visioni fotòfobia visiva, e delirio alcuni casi visioni d'animali, sepolte antiche fasi

Và Maometto un dì, nell'invernal deserto

quando s'incontrò, a una vipera gelata
presa compassione, al suo vestito scalda quest'antica d'odio, lo morde quindi salta Maometto nel dolore, pur evita il rancore non vuole la sua morte, veleni sugge fore sputa giù per terra, tabacco poi ne nasce miracolo che purga, contrasto tra 2 razze

il continuo nicotismo, irrita mucose
pur se fumatòr, conforto ha nel dolore sente men l'azione, dellà piantà cicuta tosto assai sentita, a chi non ne fuma

Tabacco giunge a Giava, India con Malesia velèn di nicotina, è cardiaco vascolare Cina poi Giappone, con navi e carovane come belladonna, su cuore e vasi sale presso i siberiani, e tribù inter'africane nicotismo acuto, paralizza cuor respiro sino nell'Australia, un ocean di nicoziane palpitazion dispnea, dolor angina alfino

e fumano le donne, con molta voluttà
un calumet o pipa, di pace degli Oglala entra il portatore, nel circolo l'accende

al sole la rivolge, al capo alfine tende
con caminetto in mani, dopo var fumate all'ospite la porge, poi a ciascun astante tutti hanno fumato, patto fatto è inteso amicizia e buona fede, circola in esteso

mi pongo confini, un sapiente consumo il tabacco leggero, più ricco in profumo a me calma i dolori, e nervose irritazio Balsamo e dono, e moneta di scambio

orina con sudore, fenomen secondari

figli dall'aumento, pression d'arteri vasi tabacco a basse dosi, stimol nervo vago contrazi muscolari, a stomaco ed invaso
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ma l‘uso prolungato, produce dispepsìa fa grosso e rosso naso, e dà l’anoressìa ogni nuova gioia, è pur un nuovo vizio sorgente di più guai, sen misur indizio
.2 febbraio, Seba:

levar calar di luna, è cambio di fortuna
assieme con i quarti, cambia pure tempo Posson aver pioggia, solstizi ed equinozi vedi gl’equinozi, per fare buon negozi Il lupo non mangia, ne caldi ne freddi nè il caldo nè il gelo, rimasero in cielo Ponente ponentino, da mare spirando è Zefiro Favino, il caldo via spazzando Zefiro che torna, il bel tempò rimena E ridono i prati, e il ciel si rasserena Giove si rallegra, di mirar sua figlia ed ogni animàl, d’amar si riconsiglia è verde Natale, sarà bianca Pasqua Natale al balcone, Pasqua al tizzone Un molle Natale, fà Pasqua asciutta in debito è Cielo, se manca la frutta Tutto si bilancia, restituendo quantità d'un modo o nell’altro, caldo freddo fà post nubila è sole, dopo un temporale quan ride montagna, piange il pianale2 quando la canna, fa grande pennacchio sarà lungo inverno, di neve di ghiaccio fioritùr del cardo, rivela il picco estate arco beve in mar, per nuvol dissetare Arcobalen mattina, riempie la marina Arcobalen di sera, il tempo rasserena Arco in mare ha, tempo buon da fare Arcobalen in terra, piove o nevicare

oggi più proverbi, l'Emilia mi racconta Luna meteo clima, il terzo giorno conta m'indica quel tempo, che farà nel mese quarto quinto giorno, estende le pretese Luna mangia nembi, per crescère piena quan tutto ha mangiato, cielo rasserena la stellin lucerna, se manca è maltempo chiare nitide corna, sta freddo correndo

quan luna tiene, ben il culo a molle1 e presto pioverà, sicur sullè tue zolle
Luna con anello, non porta tempo bello la pallida la pioggia, rossa porta vento suoi corni smussati, indican la pioggia Eretti e minacciosi, indicano un vento di nord oppure sud, specie il quarto dì Se rossa segue Pasqua, porta carestì

Cielo a pecorelle, acqua a catinelle
s'è rosso di sera, bel tempo si spera pesante aria respiro, gross’acqua fà

se l’aria è rossa, o piscia o soffierà s’è l’aria a fette, son lampi e saette
se gran bonaccia, tempesta minaccia

a Luna settembrina, 7 se ne inchina

Bora scura dura, poco dopo muore di tre o 5 o 9, dura quan se move3

in equinozi autunno, è fata più turchina

da lei inzia deciso, declino insolazione raccolto d’anno dopo, rivela precisione

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Il principio di compensazione è base delle previsioni: annate calde e fredde, d’abbondanza e carestia, si bilanciano tra loro.
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ha la gobba in basso e sotto ha le nuvole o alone di nebbia

mare con aria pesante, immota, onde piccole, fitte e deboli LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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cielo rosso al mare, và contadin arare Nuvol rosse sole, prepàr legna pastore Cielo di lana, piove oggi o in settimana a cielo improvviso, non fare buon viso canto squarciagola, stimola la pioggia è rito propiziazio, di pellegrina foggia imito gli uccelli, grilli e altre creature pur se stono e stompo, aiuto ierodùle La rondine chiama, la pioggia del cielo per sue necessità, e quelle di creature vola bassa bassa, prega venga l’acqua prega Pan e il sole, rondin del signore!

vacche che d'estate, brucano nei prati non toccano ciuffi, di un verde rinomati anche se affamate, lor evitan quell'erbe cresciute su letame, d'anno precedente

Orione nimbosus, pluviosus acquosus Sorge in autunno, e porta sue piogge tramonta ad aprile, pure con pioggie di buona stagione, anticipa le fogge Quan nuvole vedi, andare al mare Prendi pur la zappa, vai a zappare Quando le nuvole, vanno al monte prendi gli arnesi, raggiungi la corte Se tuona su albero, senza le foglie
allor pochi frutti, stagione, ne coglie

Bel tempo sarà, se sole s’alza chiaro e se nubi all’aurora, vanno nell’ovest
Pioggia ora nell’aria, è caso di aspettare e mordon moscerini, zanzare con tafàne quando canta rospo, inverno pare morto in toscana primo canto, tien a fine marzo

Canta l’usignolo, alle notti di aprile Segna il bel tempo, stabile a offrire il ventisei di luglio, ristora i mietitori
pianto Madalena, pioggia sacra manna è l’ora del pastore, tregua sopraggiunta

Tartarughe e piante, escon dal letargo
così pure gli umani, come fosse incanto
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sibilo ad’orecchio, pioggia pur annucia quan cambia tempo, galleggia lordura “Dum tepore mutant, stercora natant
se vien brutto tempo, pur cigola legno

ad April la lepre, ha finito di svernare
Ma se coperta sta, tempo va cambiare

l’uccello fici-fici, fà suono tintinnante

quando primavera, diviene più costante nuvol verdi e scure, tempesta e saette se mare molto scuro, pioggia sta sicuro

di porte e finestre, armadi e bracello
chiara montanga, bevi va in campagna a chiara marina, mangia e sta in cucina se montagna è chiara, la marina scura

sento in quel fondo, gracidar la rana indizio certo è, di unà futur piovana

Và bosco e campi, senza alcun paura
ad acque d’aprile, quercia lava e riveste e con sughero e fico, la folgor apprende all’acque di maggio, il fico apre la soglia finchè s’infoglia, minchion chi si spoglia Marzo fuor la gemma, aprile dopo l'apre Maggio poi la tiene, giugno poi la rompe Acqua di Maggio, vale più di buoi e carro 1 acqua aprile-maggio, pane tutto l’anno l'Emilia ancor snocciola, i vari tipi vento

Se sono i greggi, tutti attorno sparsi e cercano all’ovile, pur approssimarsi avidamente gustan, elettrica pastura Pecore irrequiete, rivèl pioggia futura
pur la vaccherella, in quella falda piana

aspetta l’acqua, che non par lontana e narici allarga in alto, così le giova gode a respiràr, l’ar ionizzata nuova

Se maestral è fresco, Bora arriva presto la tartaruga esce dal letargo solo se l’inverno è mite e resta in superficie fino ai 7 gradi. Se scende improvvisa esso gonfia sgonfia, annuovol rasserena nella sua buca, fonda quanto l'inverno, il freddo arriva in con la tramontana, non dura settimana poche ore. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago
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Maestrale maestro, spir da Nord-west1 freddo secco vento, che cielo rasseren chiamato è Scirone, distrugge l’estate specie al tirreno, e saette ha scoccate Tramontana nasce, poi 3 giorni pasce o a multipli di tre, poi sparisce e muore la stuzzica di certo, marino vento mare mattina tramontana, a sera fa maestrale cuor di fiocchi neve, è polvere che viaggia vento porta in alto, ed umi nube abbraccia al freddo si ghiaccia, cade e assume forme A terra sudiciume, rilascia quan si scioglie

Lampi improvviso, di tempesta son avviso lampeggia poco tuona? secchi il ciel ti dona lampeggia ponente, lampeggia per niente se fa lampi da levante, Libeccio arrivante

un cielo si oscurò, e un vento cominciò

La terra trema sotto, e l'acqua s'ingrossò si abbatte l'uragano, e ingoia molte forme dentro sta la calma, Ganesha và conforme Libeccio Sud-ovest, detto Africo Garbino Libico oppur Lips, port’acqua è violentino avàn scopre i pagliai, quindi poi ci piscia

dopo grande vento, viene pioggia fissa
Primi tuon di marzo, serpe esce dal balzo risvegliano i cursùni, è odor di primavera Muor radic’inverno, d'april dolce dormire Uccelli lì a cantare, e gli alberi a fiorire Alla coda di marzo, e la testa d’aprile

febbraio in tabarro, Anton barba bianca
qualora non piovesse, neve non ci manca se è sole o solicello, è solo mezz’inverno sempre s’equilibra, tempo brutto e bello Iniziano i Venti, mutamenti di stagione intorno agli equinozi, fan accelerazione se vò verso marzo, vento và a soffiare

non si sa il freddo, che possa venire

se andiam vers’aprile, vento và finire se prima v'è vento, e poi segue brina L’acqua giù in terra, starà domattina
Cielo grigio mattino, è segno bel tempo Quan canta il merlo, và fuori l’inverno Scirocco Sud-est, nasce secco Sahara e l'umido raccoglie, il mare traversando quan soffia scirocco, nubi dietro la porta scirocco oggi soffi, domàn fai la scroscia Austro è detto Noto, ovver il Vento Sud del caldo mezzogiorno, porta nubi e più Vento e tempesta, e perigli ai naviganti assieme con Borea, nomina i quadranti Austro e Borea, son due stelle rilucenti di antica nebulosa, Presepe mangiatoia costellazion in cielo, vedo nord di cancro pronostica tempo, secon chi sta brillando2
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Marzo pazzerello al sol porta l’ombrello Neve marzolina, è da sera alla mattina equinozio plenilunio, goccia o fontanile Aprìl freddo gentile, non ti alleggerire Maggio e maggione, tieni il tabarrone a luglio gira ignudo, il sole è nel leone3 Luglio gran caldo, bevi vino batti saldo Agosto cap’inverno, nasce nodo freddo Notte di Lorenzo, carbone piov'addosso Francesco poi rinfresca, verso 2 agosto fin acqua d’agosto, por uomo ti conosco Settembre porta via, ponti o secca fonti Settembre mutamento, aria settembrina Fresca or è la sera, e fresca è la mattina parton le mosche, giornate sono fosche Ottobre è speculare, al marzo carnevale Qualche scampagnata, ancor sa regalare butta poi le ghiande, a suino da grassare
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Maestrale è asciutto e gelido d’inverno, assieme a Ponente, Tramontana e Greco porta prevalentemente sereno (quadrante W-NW-N-NE); i restanti 4 venti portan pioggia: E-SE-S-SW. Borea od Aquilone, vento freddo e impetuoso, per gli antichi, suscita tempeste e terremoti, fischia conchiglie rapì fanciulle la Bora quan lampeggia porta sereno, quan tuona la pioggia

Le due stelle brillanti di Borea e Austro, son dette Asini, mentre quella di mezzo è il presepe (mangiatoia). Se sfavilla una e nasconde l’altra allora spira Noto (austro), sennò Borea 3 Dopo tanta rugiada a marzo, segue tanta pioggia ad aprile LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 98

Novembre Martino, 3 giorni e un pochino Alla festa dei santi, la neve è per i campi Alla festa dei morti, la neve è negli orti Giunge a monte e piano, nel 18 e rotti Al 25 o Caterina, tira fuori una fascina Al 30 sant’Andrea, freddo spacca pietra Natal freddo cordiale, bruma Dicembre davanti t’agghiaccia, e dietro t’offende neve avan Natale, ogni sterpo è grano

Vento Grecale, che spir dal Nord-est Cecia è chiamato, e porta grandolone

Neve e burrasche, è fredd’umido nembo

Grecu e livanti, acqua dietro e davanti Marzo porta i nodi, al 19 e venticinque i 3 giorni della vecchia, lì nel fine mese Nodo del cuculo, sta invece il 10 aprile quel d’Eolo il 25, patron del vento fine1
Nodo san Pancrazio, Servazio e Bonifazio Nodo bachi Seta, tra mezzo e 20 maggio Nodo mamma Pietro, è l’ultimo di giugno dopo appar estate, puoi scoprir il grugno

e 24 giugno, ogni grano s'è pagliato se non c'è capanna, falla allor da té chi semina la terra, spera in cielo Rè
la civetta inizia, cantare e la cornacchia con voce roca insiste, allor arriva l’acqua presto aperti nembi, riverseranno pioggia

torrenti sulla terra, a dare nuova foggia

il vento Levante, Apeliote è chiamato porta pioggia dolce, mena pur sereno Marito a Dea di fiori, ebbe frutto figlia

assieme miele spighe, Emilia mi bisbiglia

farfalle intorno casa, è imminèn temporale se non piove Levante, è un gran brigante pur se testa prude, insistente sen ragione Levante levantina, un dì o na quindicina Se il fuoco brucia interno, neve fina fina Levante leva e move, o tre o sei o nove

sfavilla brace viva, grandine avvicina e Neve presagisci, se sibila la legna se un alon lucente, tiene la lucerna Funghi su lucerne, pioggia s’avvicina

Se non si rimette, è 18 o ventinove
Talete di Mileto, Raseno cita in rima avanti seicen Cristo, Ioni scuola officia pronostic'abbondante, annata per l’olive Acqua è nutrimento, di tutto ciò che vive affitta ogni frantoio, per guadagnar alfine a Omero lui fa l’eco, su acque prim'archè la terra vi galleggia, e l’umido dà il caldo vapore torn all’aria, cuor di legno saldo

fiamma che volteggi, è vento da cantina

La nebbia bassa, quel che trova lascia 3 nebbie fan pioggia, 3 pioggie la piena dopo tre brine, sarà pioggia a mezzane se muro trasuda, temporal può arrivare

pure il bianco gelo, d’acqua è messaggero Scirocco e levante, stancano i santi se pizzican geloni, e neve o freddo intenso di queste 4 cose, mai non vi fidate abbondanza ghiande, lungo fredd’inverno Sereno di notte, o nuvolo d’estate amore di donna, e discrezion di frate e successiva estate, calda per davvero Ghianda cade presto, il freddo viene lesto Ghiande a san Michele, natale molta neve Mordono le mosche, giornate sono fosche Mais con più cartocci, inverni freddi forse il Maiale scontroso, è un segno di pioggia Nocciòl gran raccolto, inverno neve fogge quan nevica a minuto, la trovi fin al buco quan sole nev’indora, neve neve ancora

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La primavera si afferma per salti, ritorni e impennate di freddo detti nodi. La parabola della vecchia, narra di donna furba che conoscendo il tempo, riusciva sempre a scansare le sue pioggie e tempeste. Alla fine Marzo, che aveva 28 giorni, se ne fece dare 3 da Aprile e il giorno dopo si scatenò al piano e al monte infradiciando la vecchia in tutti e 3 i giorni. Il 10 aprile circa, inziano a cantare i cuculi. I Santi ghiaccio, ricorrono il 12-13-14 maggio e la mamma di Pietro 28 giugno LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 99

Vento di sera, buon tempo si spera Vento di mattina, pioggia s’avvicina Non fu mai vento, senza acqua dopo
Non cade la pioggia, se vento l'invoco Talete panteista, afferma in ogni dove Muore mentr’assiste, un olimpiade pure Talete gran sapiente, lascia Anassimene dirigere la scuola, e l’aria archè diviene l’anima ed il cosmo, con l’aria si sostiene1 raffredda e condensa in vento nubi acqua pur diventa fuoco, se rarefa e s'espande Cosmo è l’organismo, in soffio respirante son pure terremoti, causati da gran vento Che penetra le crepe, formate nel terreno causano correnti, e scuoton fondamenta la diagnosi di Gaia, Anassimandro tenta Osservan più cinesi, natur ed esistenza scoprono gli effetti, del ciclo di stagioni succeder dei lavori, maschili e femminili Monte soleggiato, e ombra d’acquitrini2 i cosmici principi, producon movimento seguendo la corrente, mutano momento fra macro micro cosmo, uomo lì si pone identica essenza, tra ciel e thera move Ricerca l’armonia, del suo vitale spazio Li aiutan sovrumani, agèn comunicazio Acqua e fuoco detti, in var manifestazio simboli del Drago, e Fenice loro spazio Figur di mutazione, studiate dall’antichi io trovo nell'I Jiing, e climi a noi contigui fan sessantaquattro, simboli esagrammi combinano tra loro, principi 8 trigrammi

con l'abito vestito, di tela rappezzato
Saggio ricercato, dai funzionar di stato dona suoi consigli, a tornar semplificato

Sceglie lui armonia, di vivere col Dao vive sullo sfondo, di epoca che cambia
Cultura confuciana, ostacol quella antica

di origine sciamana, taoista or definita
Chuàn un dì pescava, su riva fiume P'ou 2 alti funzionari, gli manda il re di Chou a fargli delle offerte, lavòr da funzionari

senza volger testa, respinge l’onorari

So che vostro re, conserva un carapace di tartaruga morta, e più millenni giace

ditemi se quello, avrebbe or preferito
vivere nel fango, piuttosto che secchito

Far il funzionario, è contro suo pensiero

ostacol sua dottrina, natura a praticàr son povero d'accordo, ma con felicità fui un ricco letterato, con più infelicità
or 1 giorn'accade, è Chuan-zu che parla Sognai d’esser felice, unà leggèr farfalla Io sogno la farfalla, o farfalla sogna me sveglio son in lei, o lei entro Chuan-tsè Pamela ci ricorda, dei fior dell'enotera che attiran le farfalle, in 3 minuti a sera in calde sere estive, aprono al tramonto e dispiegan luminosi, i petal giallo zolfo Fior del Caprifoglio, profumano di sera e attiran le farfalle, a chilometri di lega specie più diverse, banchettan loro fiori in calde ser'estate, ricordan fate amori Falene notturne, mimetizzan di giorno maschere disegni, color oggetti attorno L'Inachis rilassata, al pericolo apre l'ali esibisce imago gufo, o i predatori vari Falèn Atropa sfinge, ruba miel di notte a volte non sa uscire, finì reclusa forte la manna di betulla, ch'attira le farfalle è linfa fermentazio, ubriache ne fa tante

nèl feudale stato, di Sung antica Cina
origina Chuan Tzou, della città di Mong la dinastia dei Chou, qui aveva confinato la dinastia di Shang, Rasèn ha ricordato Vive alla campagna, semplice e sposato
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condensando ancora, diviene terra e infine pietra. nelle ore assolate e accecanti del giorno estivo, si percepisce la presenza di Pan, dio del silenzio e del riposo pomeridiano

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più frutti marcescenti, ubriacano farfalle così posso toccarle, senza danneggiarle Io evito il toccare, le àl dal lato interno li è la polverina, segreto a vol esterno1

respiro che guarisce, Emilia dice è vita vedi apprendi bene, l'ecosistem è sfida Serena campagna, neve alla montagna Per una settimana, la neve sarà madre Dopo due è matrigna, dopo tre fa tigna Ma dopò ogni neve, bèl tempò ne viene

Durante il Natale, davàn le lanterne cheimatobie farfalle, danzan a notte sebben gelo e neve, fan volo nuziale
su gemme da frutti, van uova lasciare Poi a primavera, usciràn bruchi verdi Più eredi di fate, piccin popolo di elfi anche più funghi, stimolan germogli far scope streghe, in palle fasci foglie il bruco in farfalla, muta a fine maggio Vanessa io si trova, su ortica passaggio il Bombice sul gelso, carpocapsa in mela sceglie fior di cardo, la nomade più vera a inizi dell'inverno, Vanessa va in letargo ripiega sue antenne, chiuse in uno spazio mentre quella gialla, passa il gelo esterno ridesta vita a marzo, alì provate al tempo Le licenidi farfalle, celesti rosso rame verdi bruchi lor, in formiche han allevate nettar dolce danno, ghiotto alle formiche mutate poi in farfalle, alla luce rispedite Bruco a inizi luglo, in crisalide s'imbozza

pur quan gallo canta, fuori d’ora sia
gallina si spollina, la pioggia s’avvicina s’attardan a pollaio, piover vuol allora doman non è più, il tempo che fa ora2 Gallina in natura, è grande predatrice Insetti e lombrichi, veloce sa ingerire e Gallina a sua volta, è preda di volpe viene sì mangiata, nessuno tiene colpe Volpe uccide il gallo, gallo in lei rivela Viver la presenza, è legame parentela uccidere mutare, forma in altra forma ciclico mutare, l'essenza sempre torna

il gallo macellato, dopo ch'è allevato

mondo ha transitato, all'uomo s'è legato io permesso chiesi, a cuore suo di sogno totem suo custode, aiuta il mio bisogno Gemelli della caccia, generan gli umani risalgono dei rami, portando gli animali locusta ragno e falco, rondine e coyote liberan le genti, da imposte leggi vuote giunto in superficie, coyote lascia stelle il ragno tesse tela, disegna luna e tende il falco batte le ali, dirige l’acque al mar Umàn con pelle cervo, sole vanno a far

e il velo del mistero, nell'estate spezza

dal sacco a pelo esce, striscia sul rametto pompa nelle ali, a indurirne il tegumento sotto albero sta sadhu, ugual mil'anni fà così mio Seba appari, quan ti vò guardàr reciti il tuo mantra, che tace la tua mente dando giusto ritmo, al tuo respir corrente

il sole crea la luna, un occhio vuol offrire su questo globo crea, la Vener femminile quan fuoco se ne và, se ne và nel vento che ciclo gestazione, fa in nove lunazioni la polvere dei morti, nel vento fà convento la notte fa cacciare, con sue luminazioni la cenere dell'orcio, è un morto che risorge Chi uccide i gatti sai, male fà i suoi fatti la voce va nel soffio, profumo si diffonde Quando lui sbadiglia, vicino è temporale Pelliccia elettrizzata, gli genera prurito Macrocosmo è vento, microcosmo soffio Lui diselettrizza, lavando il pelo e viso mescolan respiri, in corpo e sotto l'orto
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milioni di sciami di nomade africana (Vanessa del cardo ) migrano a primavera sorvolando l'Europa. Di sera gli occhi di farfalle confondono i lampioni per la luna, e ciò le disorienta. 2“Spollinar è far il bagno nella polvere-terra”. Emilia

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occhi grandi aperti, tempo volge pioggia se stretti a falce luna, il tempo rasserena se con unghia gratta, il legno del mobilio Al fuoco io provvedi, il freddo par vicino Più occhi luminosi, appaion nella notte gatti daini e cani, e animali della corte la luce di più fari, è riflessa dal guanino cristallo microscopi miglior campo visivo ossa penne e odori, davàn la tana volpe mentre par pulita, la tana tasso a monte topìn campagna bosco, si visitan fra loro in cunicol sotterranei, osservo nel lavoro in trappola catturo, formaggio sottovaso

la donnola infratta, ramarro è verdone

l’orso è quel bruno, maestoso signore

chiamato pur vecchio, pur gloria foresta fu zampa di miele, che mangia fà festa

un canto d'usignolo, modula il respiro

su note variazioni, del suo nottur sospiro un albero del gufo, è ai margini del bosco

poiché la borra pasti, vedo là sul posto

appaion strigiformi, rapaci uccel notturni immobil occhi grandi, becchi assai ricurvi tonda loro testa, massiccia con due ciuffi mobili l'orecchie, penne espanse a sbuffi l'Artigli sviluppati, e abitudin predatorie vista acuta ed occhi, notevoli in allocco la percezione è stereo, tridimensionale Utile nel buio, d’intorno a sé scrutare a breve distanza, si servono del tatto presbiti lor sono, fuor di loro anfratto usan le vibrisse, alla base loro becco a spezzettare cibo, fresc’oppure secco I rapaci notturni, aumentan percezione muovendo loro capo, in senso rotatorio Dal basso verso l'alto, in varie direzioni osservano l'oggetto, da var angolazioni In oscurità totale, distinguono alcunché

li afferro per il collo, collottola fra dita posti nel terrario, nutro a frutta e semi
accumulano i cibi, e puliscon peli e piedi leprotti abbandonati, trovo lì nel campo e mancano di odore, sfuggono alla volpe due volte al dì la madre, và per allattarli se voglio che continui, io evito il toccarli la lepre spesso mette, cuccioli in letame confonderà l'odore, di volpe e pure cane

selvatica o allevata, ama tenere radici

se fugge và in salita, zig-zaga su pendici ha tane sui pendii, e scava buche attorno riparo dai nemici, e dorme tutto il giorno il coniglio pure figlia, in tane superficie imbottite di suo pelo, e sotterra l'edifice foglie di trifoglio, apprezzate dai conigli han calcio ed ossalati, come medicago evita l'eccesso, dell’erba fresc'assieme lasciala appassire, seccarla ti conviene I maschi accalorati, radunano sul prato nozze delle lepri, avvengono in febbraio di femmina che assiste, cercano favore

allora usàn l'udito, a localizzar le prede percepire i suoni, da infra ad ultrasuoni
ossia loro richiami, mammifer bassi toni

Catturano le prede, mimetiche elusive Penne morbid'hanno, mimetici i colori scuri grigi in bosco, sabbia nel deserto Volo silenzioso, permette plan scoperto un gufo caccia i topi, volando silenzioso
ghiandaia pianta querce, mesi di settembre svolazza lungo siepi, a giungere nei boschi una penna azzurra d'ali, rivel sementi posti se gufo posto al sole, scoperto è dai canori burlato fatto fesso, l'inseguon stormi fuori

al duello fra rivali, son botte di rigore
un rapido ermellino, sguscia più veloce la puzzola dal lago, l'inverno è là fienile

finiti i pesci e rane, caccia topi e ratti
trasporta sotto mento, uova di misfatti

ostili l'altri uccelli, ai notturni predatori
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che fuor di mimetismo, subiscono canzoni

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Dileggio è un arte antica, è satira d'uccelli beffarsi del rapace, quan vulnerabi appare Cornacchie di picchiata, usano i lor becchi svolazzano le penne, del gufo sopra i tetti

Grotte vari anfratti, rocciosi o le soffitte pagliai granai e stalle, torri e case sfitte rifugi in balle fieno, per l'util strigiformi io fò cassette-nido, aperte anfrattiformi Falco cresce nido, per anni stesso posto maschio caccia prede, femmina è nutrice perde le sue penne, alla muta del rapace sott'albero le trovi, l'adoper chi è capace con grida differenti, d'allarme di spavento comunican bestiole, un predator d'avvento stridono le cince, poi gridan uii i fringuelli raisss fa la ghiandaia, conigli batton piedi Merlo ha suo linguaggio, melodico flautare centocinquanta strofe, diverse sa fischiare corteggi e chiacchericci, delimi spazio cova graduale duc-duc, ghic-ghic allarme prova merlo avvisa tutti, con tsii assai penetrante capriolo dà l'allarme, in grido acuto grande

Gufo reale plana, traversa inter vallate immobili tien l’ali, e fa lunghe scivolate seguendo fluttuazioni, di flussi roditori
là in carenza cibo, è spinto a migrazioni cacciano nell’alba, tramòn crepuscolare

sui lor biologi ritmi, agisce lux lunare sui posatoi stanno, immobili e mimeti dentro tronchi cavi, anfratti var rimedi scarso cibo spinge, giorno pur cacciare
Civette Barbagianni, d’inverni o nuvoloso Volan deltaplano, a san spirito chiamato è volo a bassa quota, alì battèn planato Civetta nella caccia, vola a spiro santo senza posatoio, leggèr tende l’agguato1 perlustra poi rastrella, zona delle prede

prima dell'agguati, fissa ed intravede lor alimenti base, son piccol roditori
i rettili ed anfibi, uccelli pesci e insetti carogne nel bisogno, nutresi qual cibo aiutan la biosfera, a far ordin stabilito

in febbraio la civetta, in amore fa uh-uh se a notte sai imitarla, ti vien vicino pur Sensibili le gazze, a oggetti scintillanti
ad uova chiar di nidi, di var uccell canori un oggetto riflettente, posto nel giardino

la incanta e la distrae, dai nidi là vicino se l’anitra si tuffa, e pur gracida la rana
becco spremi grasso, da ghiandola su coda lo spalman sulle penne, cintur che li consòl Picchio verde raspa, formiche dui stagiòn un picchio seduttore, martella ramo secco fa rullo di tamburo, con rapido suo becco segnala il territorio, cioè zona nutrimento pur fringuello canto, in prole allevamento Picchio ha una fucina, di pigne frantumate incunea in fori tronco, scaglie ha sfilacciate e scoiattolo le strappa, gli avanzi fa cadere estrae semi oleosi, ghiotton li vò a vedere

Se van manifestare, lor aggressività rigonfiano le penne, collo ad allungar in terrifica postura, tesa a intimorire l’altre specie che, minacciano infierire Abbassano la testa, e fan come pavoni si da ingigantire, col bluff le dimensioni le femmine d'artiglio, attaccan i nemici Presso lor pulcini, cavàn gl’occh’infelici2 tempeste fan tacere, i canti strigiformi
Mentre il tempo calmo, poco pur ventoso permette di ascoltare, canzon territoriali io ascolto la Civetta, tra nebbiolini strati
1

un picchio suo rifugio, mura con l'argilla gli strigiformi usano due metodi di caccia: l’agguato e il per mettersi al riparo, da var nemici grandi rastrellamento (territorio perlustrato in volo a bassa quota). 2 tale aggressività si manifesta soltanto quando gli adulti mezzo alla corteccia, sistema noci e grano allevano i piccoli e varia molto da specie a specie, individuo a caccia poi gl'insetti, a spiral s'invola plano individuo. La reazione più frequente nei riguardi dell'uomo è la fuga.
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l'Upupa è un uccello, piccolo elegante assieme a cicogna, migra tuoneggiante è un uccello che tuba, e guida coi canti

variopin commerci, che Napoli sa dar Or diversi gruppi, al porto fan stazione scocca la tensione, caus'incomprensione scontri e divisioni, offese in un crescendo e Regina Margherita, medita un solvendo il giorno compleanno, indìce grande gara un dono originale, che allieti vita umana ma questo sia capace, a riunir pacificare

L’anima defunti, e i Mister iniziandi1
S'è piccina pioggia, fà cessare il vento svolazza pipistrello, segna tempo bello quan pavone strilla, come l'oca a notte sappi che la pioggia, tosto è alle porte ae un arcobaleno, tien un doppio arco se pallide le stelle, sembrano cerchiate se tardi la colomba, ritorna pur al nido vedi pure stormi, annunci nembo infido soffia tramontana, gabbiàn uniti a riva han becchi controvento, in rito di natura preservan aria calda, evitando rovesciarsi gabbian al vento gelo, seppero adeguarsi l'anatra con oca, regin uccelli d’acqua Vanth è psicopompa, tien Alloro e Cigno Turanna la Colomba, danz’amor intorno rondine s'innalza, nel cielo blu profondo

le genti di quel regno, la pace riportare
tra vari pretendenti, cuoco un pò distratto dentro sua bottega, prepara vario impasto con sal di pescatore, e farin d’agricoltore impasta acqua e farina, in lievito sudore pei marinai del porto, cucina più focacce Sogna la regina, in mano ha tre borracce dentro l'acqua fiume, e legna per il fuoco lo spirito di Pan, aleggia e regge il gioco Or le tre borracce, cuoco può esplorare prova l'ingredienti, spalma sul suo pane aperta fù la prima, vede il mondo nuovo scrutano suoi occhi, un american ritrovo Qui conosce un indio, frutto sconosciuto Tomato mio nome, son pomo d’oro puro canto col sonaglio, son rosso fiero nume spirito di danza, son nato lungo il fiume Apre altra borraccia, vede la montagna stalla e 2 pastori, che mungono la vacca lor gli offrono del cibo, fatto con del latte mozzarelle bianche, fresche pronte fatte

è bel tempo quando, volano gabbiani
oppur cattivo tempo, su costa radunati

La rondine sorvola, sfiora stagni giù2 le paglie van rotando, turbini all'in su
rondon caduto a terra, lancia pian in aria lui non riesce alzarsi, è un animal dell'aria sfreccia sopra tetti, cattur insetti e argilla beve dorme in volo, si bagna e si sfavilla Staser è di riposo, Pamela fà una pizza appresa dalla madre, è cibo che ci sfizia e i bimbi ricorrenti, richiedono la storia Pizza Margherita, lei narra senza noia

salta fuor la ninfa, uno spirito del latte

a Napoli città, affacciata là sul mar
Regina Margherita, venne soggiornàr affluiscono più genti, per leggi libertà

ha poppe rigogliose, caprine le sue zampe 2 pastor in cerchio, le danzano un motivo vestiti corna e pelli, omaggio a lei gradito

così terza borraccia, cuoco infine stappa

giardin d'olivi e spezie, è l'ultima sua tappa 2 magi vann'incontro, lo voglion consacràr 1 Migra dall’africa all'Europa, hud-hud è il suo verso, simile al è in terra medio-oriente, la culla civiltà
tuono (bu-bu) in etrusco, da cui nasce il nome di tamburo. Da cui nasce nome, di rombo tamburo
2

Se la rondinella sfiora l’acqua con le ali, s’avvicina il temporale poiché i moscerini scendono giù a trovare aria più calda. Per san benedetto la rondine è sotto il tetto, ma quando parte, il freddo è in arrivo.

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con olio oliva e tulsi, ungono sua testa1 ne fan un basilisco, odor d'aromi a festa A lenir lubrificare, corpo e la coscienza volgerla al piacere, della divin presenza rivolgono 2 magi, parole al cuoco in rima “Ecco il nuovo dono, a umana Tua Regina nei tempi a divenire, sia pizza consumata ricordo d'alleanza, tra Pan e razza umana il cuoco risvegliato, affetta i 3 ingredienti spalma su focaccia, mette in forn ardenti accadon mutamenti, pur urla di tormenti cottur ed alchimia, trascendon ingredienti in forno danno vita, alla Pizza Margherita profumo che risvegli, palati a nuova vita Pizza nuovo piatto, multietnica pietanza aiuta la coscienza, squisita mescolanza Spettacol di cucina, la pizza or ci rivela presenza di più numi, e voluttà più vera motore dell'unione, allegria condivisione

Piccola creatura, mi guarda poi si siede mi disse che viveva, nel Giardin dorato e Lui abita una sfera, altra di esistenza lavor ad aiutare, la quercia sussistenza Entrai in un’atmosfera, più straordinaria nuda camminando, l'aria assai più densa formicolii sentivo, nell'arto addormentato Fauno era al mio fianco, sotto tale stato Sai chi sono io? mi parla il grande Pan sorriso che beffardo, brilla nei suoi occhi Se son vicino a te, non senti repulsione? non vedo la paura, sorger nel tuo cuore un Panico deriva, timor di mia presenza demonio di paura, detta fu mia essenza ebbene eccomi quà, son servo di natura Aiuto umanità, sebben m’inquini oscura un tempo mi derise, 1 artificiale chiesa i zoccoli e le corna, mutarono in offesa Natura fu peccato, e vennesi oscurare la vita materiale, e la gioia di cantare Voci lamentose, aleggiavano sui mari Pan si disse è morto! Inizin mono-stati Fauni con Ninfe, piangevano scomparsa con Naiàdi e Driadi, divennero una farsa Gli umani poco a volta, emigrano in città Adoraron vana gloria, e sfoggio delle idee Tu divenisti un vecchio, tolto da ogni luce alla fine poi moristi, demonio sulla croce Oh grande Pan! dal tutto fosti un niente! Deriso sputacchiato, tu che sei sorgente! T'aggiunsero lo zolfo, nei fuochi saturnali Le ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani sorto dall’Arcadia, ridotto alla menzogna da mente umana che, nega alla bisogna in America nativa, riemergi nei convivi carezzi la tua barba, riempi i cuori vivi Divino che ogni cosa, riunisci nella vita in forza delle piante, sprizzare delle fonti fai correre la linfa, negli alberi e le querce germogli del frumento, divieni pane merce
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don della regina, a nutrir popolazione
e giù Patate al forno, oppur all'uccelletto Zucchine melanzane, e broccolo verzetto spiedini al rosmarino, o petti col limone Frittata di patate, o cipolle buon odore è risotto pescatora, in cucin napoletana vongole spaghetti, e penne all’arrabbiata ravioli a boscaiola, in brodo o gorgonzola oppur verdure funghi, assieme delle uova Pamela va cantare, incontro col suo Tago Avvenuto al Terabuti, girando per il prato l'appella con più nomi, antichi e nuovi Dei Presente in ogni luogo, Dio erotico Tu Sei Tutto accade ora, attorno grande quercia Flauto Pan in mano, suono per far breccia la melodia che senti, è il coro degli uccelli squisito contrappunto a flauto negl’ugelli Seduta sotto a un Leccio, vidi una figura danzar assai graziosa, un metro forse più era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta zoccoli e cornette, e pelle miel trapunta
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Basilisco: imperatore bizantino. Tulsi: basilico di Krishna.

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rinasci assieme ai cicli, perenni di stagione Fertilità di piante, ermafrodito incanto splendente tu ritorni, in rinascèn nazione Pastori contadini, ti veneran con canto l’oceano riattraversi, in direzione inversa diabolico demiurgo, diletto di Mercurio preso fra le braccia, gioisci animo puro! L’America custode, in Europa ti riversa Ti chiamano nativi, Grande Wakan tanka lo Spirito supremo, e lor Anima Tatanka Tu racchiudi tutto, poiché sei Pan in sé e Cantano i poeti, Son Pan e Pan è Me Nacque dal Tuo ventre, intera umanità come un bimbo nato, dice ciao mammà visser tutt’assieme, umani con ambiente Fin a ché un idea, Ti escluse dalla mente “Tu sei l'En to Pan, l'Uno e pure il Tutto Natura naturata, che gode del suo frutto Pan sei penetrante, vulcano primordiale un Lazio di Saturno, aspetta a ritornare Pan o Dio dei boschi, camminami vicino dietro e dentro me, prestami i tuoi occhi fai vivere quel bosco, delle sue creature Ninfe fauni ed elfi, gnomi e fate pure! Cantan lavorando, diversi per fattura ballano sequenze, gli enzimi di natura fan celebrazione, fermentan ogni cosa danzano in continuo, quasi senza posa oh Tago di Pannonia, Apollo dell’Etruria Pane misterioso, di boschi monti ed uva nasci dall’unione, di Drupe della Quercia enzima messaggero, vin e fuoco d’Esta fenomeno d'un bimbo, sei nato a recitar se dormi il mondo tace, attende risvegliar col fango tu modella, sentieri e personaggi col manto della madre, li vesti li fa saggi raccontaci Raseno, il figlio di Mercurio còn piede caprino, e pur dolce sorriso Ispido e barbuto, precoce di saggezza allegro indiavolato, padre dell’ebbrezza Mercurio senz'indugi, salì dagl’immortali avvolto avea fanciullo, in pelle lepre sai e suo figlio presentò, per tutti rallegrare

Dioniso il più lieto, inizia ad acclamare
lo chiaman dio Pan, che tutti l'incantava col canto che propizia, nell’animo l’amòr Tramite zampogna, lui suona nella sera flauto che prevede, l'unire canne e cera Pan amò più ninfe, sette più cannucce Eco e la Saetta, Siringa e ora Pamela tra più alberate valli, và solito d'errare assieme le sue ninfe, gioie nel danzare Pan dolce signore, chiome abbondanti Hai dorso coperto, con manto di lince Irsuto Tu regni, sulle vette dei monti sugli aspri sentieri, sassosi errabondi e vaghi qua e là, in boscaglie intricate Ora sei attratto, dà acque immacolate Corri attraverso, montagne cui aleggi Siedi e contempli, dall'alto tue greggi col tuo riso sonoro, risvegli ogni bosco fai stragi di fiere, se accingi alla caccia alla sera ritorni, suonando una siringa Musica serena, melodia che avvinghia il Tago eterno Pan, dei nativi in Thera vive l'avventure, folletto di Pannonia tra miti canti e storie, vision filosofie natura e medicine, nei versi di poesie Tu reciti sul palco, da Thera predisposto Inizi impersonare, scene a più non posso danzi circolare, mimando eroe che viaggia vesti mascherato, e incanti chi ti assaggia Lombrico e firmamento, reciti d'entrambe a thera vuoi piacere, e sei testardo grande continui recitare, van gli anni e poi decenni in cuor il fuoco arde, consuma estat'inverni
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Ermes o Mercurio, il bardo narratore
Fratello di Ganesha, pascola le capre giunto dall’Egitto, a Penelope s’unisce

questa il figlio Pan, alfine partorisce

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ardòn le identità, susseguòn pace e guerra forza dei tuoi piedi, s'esprime vien da terra incursioni ben consegui, nell'ordinar realtà mascheri più piani, con grazia sai sgusciàr Conialo pur Ticone, ti chiamano a Volterra per zoccoli di capro, con cui percuoti terra sei colui che scuote, ogni polver di materia tramite l'impronta, dai forme d'ogni sfera Là Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia tieni lunga barba, e bastone da passeggia Pan vecchio-fanciullo, oltr'uman saggezza 1 piede all'altro alterni, pièn di leggerezza Al centro della danza, ci guidi gradualmen col batter dei tuoi piedi, che fai rapidamèn Chi scopre la tua danza, ride con costanza un gioco circolare, or vede in ogn’istanza

Duràn funerali, tuo flauto è dolcezza lo spirito unisce, alla fonte freschezza Addolcisci ed incanti, ogn’anima pura il magico arcano, è strumento di cura Pan sei cacciatore, sdoppi nei 2 sessi nei satiri maschili, e le ninfe femminili Sei l’unica realtà, attrice e spettatrice fatta di pensieri, mente incantatrice Esisti solo Tu, Sei multi ed universo! Amore per te stesso, ieri com adesso Tu sei l'inventore, là in masturbazione Suoni flauto e danzi, in continuazione Flauto a sette canne, son i sette centri cui danzàn le Ninfe, amate e ricorrenti Ninfe trasformate, in canne voci e pini dissolvono nel tutto, gli ego lor confini Pan sei Tu natura, profonda della vita Dio Thera proprietà, confini e identità Erri là nei campi, boschi monti e grotte contrade solitarie, avvolgi giorno-notte ovunque tu risiedi, o Pan-thèr vitalità Sei dio delle foreste, non hai malvagità dòlc'odore muschio, incenso delle soglie Sei l’umòr di bosco, di pini umide foglie

Le ninfe Eco e Siringa, cantan melodia sfere in movimento, creando l’armonia
rane e ninfe d’acqua, cantano e fan l’eco Limpido tuo canto, godiamolo completo è lingua universal, flauto con tamburo tuoi totem animali, gatto con canguro Signore del suono, di bosco e foresta è Fauno caprino, che danza e fà festa Diraman le tue corna, Satiri e Panisci infinite sfaccettate, entità della natura Diabolico vuol dire, dividere due a due divider cielo-terra, moltiplicar creature La Tua coda antica, radice di coscienza seno e doppio fallo, natura ermafrodita Tali due nature, in Te fondono un tutto Quella di animale, tesa a umano frutto Sei detto Pan Liceo, cuor d’ogni natura Shiva Pasupati, che nasce a nuova luna Grande sciamano, cornuto e saltellante di piante e animali, sorgente e garante Insegni rispetto, nel bosco tuo tempio se sei disturbato, abusato con scempio Intervieni di certo, lanciando il pavòr il Gran panico d’urla, terrore e dolor!

Fauno primo antico, dio del Palatino
del romano colle, padrone sacro amico Tu desti i Lupercali, ai popoli anteriori feste popolari, che spogliano gli attori In seguito fa spazio, a feste Liberaliae Culto che richiama, la prima devadase Dio Liber celebransi, col tuo fallo linga Umani piante greggi, allupano la linfa più satiri discorsi, si oscenano nel foro e avviene l’erezione, feconda come toro invoca bon raccolti, l'anno che or arriva pro eventibu semìnum, la formula latina Matrona là incorona, nella pompa magna 1 solenne fallo, che vien dalla campagna portato sulle spalle, grande processione

intorno alla città, per dar benedizione
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Raseno ci riporta, Erodoto suoi annale

de là prostituzione, rituale ed ospitale Donne con le corde, avevano costume Stare lungo strade, presso fuoco lume
passa poi viandante, chiamane qualcuna se giudicata degna, le scioglie la cintura

queste ampie corna, mio buon signore dalle mie orecchie, tu potrai bere.. un chiaro specchio, sarà per te il mio occhio con il mio pelo, pennelli ti farai.. Se la carne cibo ti sarà, la pelle ti riscalderà e sara il mio fegato, che coraggio ti dara.. e così sarà, che il corpo del tuo vecchio servo sette volte darà frutto, sette volte fiorirà.

se invece và alle case, dette lupanare sceglie posizione, a lui più congeniale Appresa nelle corti, del rinascimento l'arte di erotismo, di corteggiamento in cui si ricercava, espandere confini
interior ed esteriori, rinati più appetiti artista Michelange, realizza Ganimede

Filosofia suprema, è la magica visione dell’unità natura, di là dei var contrari Fusion di yin e yang, colta nell’istante Raseno ci rivela, è la magia più grande scansa ogni morale, ascetica o mondana Io esalto la fatica, d’ingegno azion umana Grazie alle tue mani, conquisti condizione Umano tuo sudore, persegue redenzione Nel campo pigmei, presso fiume Congo uomini tenevan, lance ed archi in pugno nel centro di radura, presso lor capanne nel mattino presto, fuochi accesi fiamme puliscono con foglie, vicin terreno spiazzo canestri porta l’uomo, pien di sabbia fiume spargono su terra, qual mandala uniforme tracci ora l’anziano, un antilope conforme Mentre incocca freccia, ai bordi di radura Tutti or fan silenzio, in ascolto di natura Guardan tutti in alto, al cielo di foresta attendono che sole, irraggi la sua festa un raggio di sole, improvviso ora fiocca Medesim istante, pigmeo freccia scocca Centrano entrambe, sia sole che dardo l’antilope sabbia, in sincronico incanto Sassolini su terra, disegnano silhoette

che un sapere antico, bene ci ripete

erotica è la forza, che l'intelletto affina saggezza con follia, fan nuclei della vita

l'Eròs appaga istinti, Filia dà l’amicizia
capacità d’ascolto, che cur ogni sconfitta poi Agape passione, brucia non s’arrende è kundàlini che sale, amore trascendente arde amor sessuale, rinasce dalla morte intermediar signore, mèdium della sorte alberga in ogni uomo, un erotico sapèr Entusiamo fuor di sé, ovver theiòs anèr l’erotico furore, è un uomo arso d’amore non pago dell’unione, carnale sensazione fa cerca d’infinito, che sazi le sue brame e sposa alla Natura, in copul sovrumane Rasen or cita Bruno, nel mito di Atteòne

Natura dà il movente, di vita interiore

il cacciatore giunge, a veder Diana nuda che cervo quale preda, alfine poi lo muta1

col cuore in gola, agguato al daino io tendevo animal da cacciare, o pioggia invocare invece venne il cervo, che davanti si fermò con magici canti, danze e gesta rituali “Piango il mio destino, io presto morirò, col suono del rombo, lì a vorticare2 ed in dono allora, a te io offrirò,
1

Giordano Bruno: “il cacciator/ricercatore diviene preda e conoscenza poiché il filosofo è furioso, assetato d’infinito ed ebbro di Dio che va oltre ogni limite, con sforzo appassionato ed eroico (eros), raggiunge una sovrumana immedesimazione 2 Martin: “Magia sta per incantesimo, imago suggerite, con il cosmo: l’universo si dispiega nelle cose e le cose si imitazione dell’effetto che la tribù desidera ottenere. Se si risolvono nell’universo”. Atteone è l’anima umana che va in diagnostica che l’origine di un male è nociva, l'aborigeni con cerca della natura e, giunta a vederla, diventa natura stessa”. riti e danze cercano allontanare da sé ogni possibile pericolo

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il popolo esplode, più grida di gioia
auspicio par buono, per caccia del dì Simpatico evento, dei totem del clan ciascun tien specie, da far moltiplicàr ognì sezion del clan, a fin di conservar salute in territorio, fa riti a incrementar con susseguir di canti, di eventi naturali invoca tal’azioni, accompagnati da rituali Fan stimol emissione, del potenzial vitale di speci-fìco luogo, d’un Essere Ancestrale C’è chi compie il rito, chi sorveglia questo così che sia corretto, tutti han ruolo netto in bosco molte tracce, portano alle terme pozza con argilla, pantano del cinghiale dov'esso regolare, si ruzzola e fa il bagno duràn peregrinaggi, notturni senz'affanno

Così Proceno fu, un capo gens d'etruria che fonda sul cinghiale, sua progenitura è un totem risalente, da Troia in Anatolia più tribù romane, richiaman la sua gloria

In origine il senato, romano consisteva
dei capi delle gens, dei popoli che aveva Patres pur chiamati, chiusi ai nuovi nati dop'espulsion di Rè, vengon rimpiazzati

figli d’ogni gruppo, in casta son ammessi con riti iniziazione, che a cibo son conessi prima non è membro, quel cibo gli è tabù Mangia e poi rinasce, alla festa clan tribù

Mantengono adivasi, tribal federazione

come i primi Rasna, senza impor nazione

i membri dei var clan, facean comunità in feste e sacrifici, antenato a ricordàr

e si libera da insetti, quan l'argilla secca presso dei Romani, e presso gli Adivasi strofina dopo il bagno, ad albero sen fretta Son feste funerali, banchetti rinomati
strofina per più ore, corteccia è consumata Fatti sulle tombe, per convitàr defunto d'argilla inzaccherata, di zanne và intaccata spartire coi presenti, i benefici appunto e ricorda Ecate-scrofa, Dea dell’oltretomba Partecipare al pasto, fu base società che dona suo cinghiale, totem ver di Troia Gruppi commensali, tribal divisi in clàn Hecate è il maiale, dea luna e conoscenza e crebbero sub-caste, al posto di tribù Phorcus fila fato, è 3 Parche evanescenza che feste sacrificio, rinnovan in comùn in notti luna piena, cammina per le strade da cani accompagnata, porta sacra torcia fermata dai fedeli, in offerte negli incroci Sussurra conoscenza, e segreti misteriosi Roma pian emerge, nuova classe mista che già partecipava, a tutti riti in pista spariscon distinzioni, di razza e religioni crebber divisioni, di casta e occupazioni

Tien tre teste e occhi, caval serpente cane accresce allor l’idea, astratta di nazione Dea cagna e dea serpente, dona sacri doni pubblico interesse, comùn rito d’azione Regina della notte, della luna e della terra tal pasto unisce tutti, nel sacrificio primo spiriti antenati, governa e porta a terra i nemici allontanati, dall’urbe all’esquilino Per fare un cittadino, romano v’era il rito

del Suovetaurilia, cioè sacrificio in cibo Agro è àger latino, un origìnar terreno tutto controllato, da capo gens intero
stretta comparazio, tiene casta e gens In società romana, e società dell’India Ogni gens o clan, traccia discendenza di antenà comune, scritto in desinenza

il valor del privilegio, sepàr popolamento cresce l'eldorado, produce inurbamento crescon il possesso, recinto del confine tra i primi villaggi, restan pochi alfine dai popoli di mare, vien una memoria quan Tirreno Rasna, apre nuova storia emigra lui da Lidia, è dà nome fecondo al mare che saprà, accoglierlo errabondo
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Chiamato pur Tarkòn, rinomina l'Aetalia Fonda sua città, Tarkna presso il Marta Richiama in parallelo, cugin polinesiani che portan le colonie, in emisfer austali è mitico Dardano, progenitor dei Rasna il fondator di Troia, figlio a Elettra ninfa

Tago figlio a Thera, dette suoi segreti i solchi nella terra, vengono tracciati per propiziar il suolo, alla fecondità Voltumna gira e ruota, ed è fertilità Tago è pure gnomo, folletto dispetto Rinasce ogni tempo, con abito diverso che tenta di opporsi, alla sopraffazione un mito del riscatto, rinnova nell’azione Ciò che Anima vuole, chiede per enigmi essèn della sapienza, fuor del razionale è la follia divina, divisa in quattro parti appoggia quattro Dei, eccone i riparti Aplu il divinatore, Dioniso è iniziatore Muse ispir poiesi, Afrodite ispir amore Identici frammenti, Dioniso ed Apollo come Krisna e Siva, vari il protocollo1 Fuor d bocca folle, esce allor sapienza Parla per enigmi, esprime un evidenza Molti portan tirso, son pochi i posseduti son mantica e mania, poiesi già compiuti Dioniso è fremente, sapièn contraddizione assurdo suo linguaggio, gode degli opposti velato con svelato, è in simultan presenza rivela religione, in versi ambigua essenza Raccolgon le parole, li chiamano sapienti Sistemano il sapere, in eccellenti versi Detti son Trutnòt, sensibili alle fonti Divino Apul invasi, Dioniso simbionti Aplu ha la corona, d’edera di bacche amico dell’alloro, vien in greco Dafne gran divinatore, ed esperto nella lira usa l’arco e frecce, assieme medicina I villaggi toscani, Bacugno e Volterra in annuale festa, fan solchi per terra li guidan trutnòt, sciaman sacerdoti

sorella di Kabera, e delle Pleiadi stelle

nate da Proteo, che in mare tien insegne una stella è pure Circe, figlia del dio Sole che genera da Ulisse, Agrio e Latin stirpe

Figli d’Odissea, son Smisurato e Forte che ai popoli Tirreni, legan loro sorte

Circe è stella Sirio, e ruota il calendario che fa viaggiar Ulisse, nel destin umano dentro oceani fuori, e negli abissi dentro vive l'esperienze, di gioia e di tormento

Tinia Giove Cielo, fulmini poi scaglia a dar segnali vari, e figli sottopaglia le vision trascritte, nei papir di Tebe
servon ricette, che Aruspice gli chiede

Insegnan le arti, proteggon le case le ninfe dell’acqua, e benevoli Lase
Nereidi oceanine, guardiane di ponti

Driadi dei boschi, Oreadi dei monti
Rasna pur sedotti, uniti ed enzimati da latin e greci, fenici e celti amanti

sotto alla Sabina, federano Ruma

città che diverrà, la forza della lupa porto di tribune, accoglie varie razze rifugia i loro culti, sopra nuove piazze

nei sentier di tufi, corre un corridoio di labirinti per, provàr le vie di fuoco
nel rito iniziazione, cunicoli con grotte

rivelano i passaggi, di mentali rotte
a giungere nel luogo, dov'ogni divino rivela la presenza, dell'infante primo

che a Tago e Vegoi, restan devoti

comun-ic-azione, oltre var conflitti

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Darà rivelazione, di là dai pregiudizi Istinto emozione, circola graduando vede la natura, coll'occhio dell'incanto

Dioniso raccoglie in sé tutte le contraddizioni, è una cosa sola con Apollo sua contraddizione; entrambe inducono follia negli umani, in danza e divinazione, in oracolo e ricettacolo. Trutnot frontac: casta di Aruspici di Tagete presso i Rasna. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 110

a passo viandante, flauti e mantelle il liuto bastone, con più campanelle

Aprivan la nebbia, della tormenta Così da invitar, l’aurora giumenta

interpreta enuncia, ciò ch'è da fare prega poi canta, s'è il caso danzare1
per lui tutti i fatti, presagio a qualcosa dal fato emanati, via mana sua sposa Nevio è contadino, coltiva agro piccin pascola le scrofe, e schiaccia un pisolin e sveglio s’affligge, maial perduti avea entra in suo sacello, di eroi che lì tenea chiede trovar scrofe, promette bella uva esaudito il desiderio, cerca grappol d’uva allo scopo suddivide, la vigna due a due dal volo degli uccelli, trae l’auspici pure tiene viso a sud, proietta suo templum in cardo e decumano, traccia punti giù ponesi nel centro, per osservar il cielo da voli dell'uccelli, auspica il sentiero Nevio procede, fà modo exploremus

Dio molto li ama, gli uomini meno Girovaghi artisti, son eremo intero quan tuttavia, appar gran bisogno Ricorrer ad essi, è viver un sogno Quelli son templi, Dei primi tempi
Boschi e sorgenti, anfratti clementi Boschi e sorgenti, anfratti clementi

Questi son templi, Dei primi tempi fabbrican ponti, e collegano i mondi
viaggian in tondo, tra lingue del mondo da soli son sabbia, nei gruppi son malta

parlan ferventi, pur sembrano assenti
Se fondan villaggi, guerrieri e poi saggi ritiran con garbo, quan vanno in letargo li pensi e li cerchi, ai momen di bisogno

In polver li trovi, i custodi del sogno
e rialzan il mento, sicuro è il momento curar i villaggi, o guadarne il passaggio se leggi e poi canta, se vuoi pure danzi libro che hai in mano, sarai terabanzi!

Interpretazione, è l’interpretèmus il modo exoremus, è purificazione oppur espiazione, o propiziazione Fulmine analizza, o volo di uccelli cerchio a terra fà, diviso in caselli che sedici sono, dimore degli Dei

la volta del cielo, è quadranti Caldei

l'aruspe signore, veste umil pastore
in berretto appuntito, ricurvo bastone

piega il ginocchio, punta sud-nord

osserva gli uccelli, scruta gli eventi

braccio angolo fianco, segna l’est-ov

da voli e dai lampi, e meteore cadenti l'Aruspe fa esame, dei fulmini e tuono e se serve li attira, evocandone il tono e indaga lor fonte, il colore e il fragore il tipo e durata, e s'emana acre odore che cos'è colpito, in quale circostanza sfiorato incendiato, fuoco a distanza se i fulmin son secchi, umidi o chiari se son segni fato, o eventi più vani Consulta i fatales, in viscere e frutti desume l'ostenta, interpreta spunti in tempi di guerra, offre più auspici

guarda verso sud, semplice postura traccia coordinate, sopra d’un altura
Orizzonte fa cerchio, spalle son al nord Nevio aruspe cerca, quadrante in accord Provenienza del lampo, o di uno stormo

del Dio folgorante, trova sede cosmo
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ai più generali, con polli e gli offici

Mana è l'essenza indipendente che permea e giace in cose visibili e invisibili, persone ed eventi esterni e interni a loro. Si vede e si sente dalle cose in cui risiede, muta e circola in fasi cicliche. Emana dalle foglie, fugge in nubifiamme, cura, uccide, insegna, dona visione. Per gli stoici il mondo è fatto di eventi e segni precursori presenti ovunque: nel volo degli uccelli, viscere di animali, fulmini, sogni, prodigi, astri. il cielo/fato dà messaggi ai destinatari e null'appare caso. Rasen LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 111

divinità del cielo, le trova nel nordest
del mare oppure fato, le trova lì sudest di terra e di natura, trovale a sudovest Saturne sotterrane, troval a nordovest

Così gli Dei sedotti, non perdon dignità viaggian sino a Roma, con loro volontà statua trasportata, annuisce silenziosa in templi d'Aventino, sicura e rigorosa così la pietra nera, vièn da Pessinunte mèteorite cielo, che donne fà fecunde Magna Mater d’Asia, Cibele nero vivo che senator Romani, invitan Palatino Venner dall’oriente, nuove cerimonie

Ogni saetta, ha un nocciolo di pietra
Asce frecce scuri, cadono in tempesta Una è l’epistite, il Nevio ha udito dire nebbie con tempeste, pare fa fuggire così corallo che, nasce dentro al mar tien colore verde, esce e muta all’ar Rosso ti diventa, hà virtude alquanto folgor e tempeste, fa cessar d’incanto Tinia detto Giove, lancia saette diurne s’è Satur Summano, lancia le notturne tal fulmini lanciati, detti son manubie

per la fertilità, misteri e iniziazione

a ognì divinità, fu un mese consacrato ed anima le feste, del calendario Giano e gusta buona pizza, è mese di febbraio arde fuoco al centro, e Martin gioca gaio racconta del mistero, del cervo della rosa insegna pur un canto, che dento ci riposa guardo sulla destra, vedo enorme quercia con radici salde, che addentrano la terra fà piacer guardare, quest'albero proteso che sua la forza, dall'intemperie ha preso lo guard'attentamente, comunica qualcosa su occhi miei socchiusi, la sensazione posa graduale mi avvicino, trasmette sicurezza profonda nella mente, la mano l'accarezza Or sento vibrazioni, emanare da corteccia passano da mano, al braccio come brezza e cella dopo cella, raggiunge tutto il corpo mi guida la sua voce, nell'interior mondo

undici son certe, le altre sono dubbie
Dimostrativo d’ira, quello ostentatorium Utile o dannoso, invece il peremptorium il devasta tutto cambia, tutto ritrasforma Il presagum avverte dissuade o conforma1 quando c’è un prezzo, consulta zodiacales se cambia o distrugge, consulta fatales l’est appar propizio, è dei Pars Familis L’ovest par ostile, sia dei Pars Ostilis sedussero romani, più clan sacerdotali pei popol conquistàr, Regine con i capi coinvolgon alla guerra, divinità nemico

si da conquistàr, il popol più ardito Dopo aver sedotto, primàr divinità Romani militari, conquistan le città
invitata trasferirsi, a Roma come culto la casta sacerdoti, risiede in fisso punto riuscita d’evocazi, è conoscer vero nome del Dio della città, e sedurlo a profusione oggetto di rispetto, di culto a condizione Nemico sia sconfitto, ricatti e seduzione
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Sibila quel pino, al vento giù dal nord

simile a un custode, presso la mia casa Vive una sua vita, a ognì stagionamento vivo suoi silenzi, in continuo mutamento

ogni albero il vigore, succhia dalla terra si libra poi su tutto, e assorbe Licea luce

da viscere del mondo, nell’anima racchiude Quel fremito legnoso, e lento vita schiude Dona vita agli altri, spesso ci incontriamo penetra mia vita, a vicenda c’influenziamo Lui parla la sua lingua, in amore cerca me Rivendica esistenza, più o meno come Te
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

“Il presagio varia secon l’intenzione dell’operatore: se ha in mente uno scopo, fulmine è consigliere, in itinere è autorità, approva o disapprova il progetto; se il consultante non chiede nulla di specifico, il lampo, a seconda della casella cui parte o ritorna, indica il campo d’azione (dio nume) verso cui agire o da cui guardarsi, infine il fulmine prorogativo indica evento nella vita del consultante, che può esser prorogato.” Raseno

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Gli viene da di dentro, or sua resistenza Magnifico contrasto, di tronco nerboruto Sento che mi cambia, la vita nel profondo fremo di energia, che eman a tutto tondo

il profùm del pino, brucia e pare miele Martin suggerisce, fermo e non parlàr

Altrimenti la parola, darà la morte a Pan Dio che può soffiar, nel flauto a sette càn Riscopro che lo scopo, di viver la mia vita è viverla profonda, con ciò che mi circonda

Tenace esprime vita, pur irraggia attorno vigor di sua presenza, e fiero io ritorno selvatico mi forma, sua forza lui mi dà spande suo profumo, che d’erotismo sa

è vivido rapporto, tra l’uomo e l’universo ciò ch’esprime vita, in modo multiverso
Quando vien mattino, il fuoco pare morto

esàlo trementina, par che gli assomigli oh albero concedi, un poco tuo potere! Aiutami alla vita, ti do un pò dell’umàn
brandelli di mia veste, strappi col tuo ràm è un aprir o chiuder porte, alla ricettività segreto del rapporto, col pino oppure Pan se dico son sciocchezze quelle che io sento Scambio d’energia, tronco in un momento

Le cener della notte, restano sul posto Su di esse soffierò, a ridestar contatto
tra l’essere partito, e l’essere ch’è intatto Memoria di antenati, è calore di contatto

bevuto il suo calore, Pan rimane intatto
mentre sol tramonta, prendo sua potenza identità del cervo, che ha donato essenza

Albero Tu grande, T'ergi con gran forza Assorbi dalle viscer, la linfa della terra Guardati da me, o vecchio antico Pan Ti toglierò la vita, per ceppi e travi far è l’atteggiamento, il punto della svolta Martin mi ricorda, d'aprire la mia porta

c'è una grande roccia, s’erge sulla pista oh tu grande roccia! Aiutami alla caccia

Dammi la fermezza, io ti farò un omaggio uno stupa piccolino, ti dono qual assaggio

Se oggi tra i nativi, dio Pan ancora vive Ma piano sta morendo, a suon di civiltà

“piano accrescerai, la sensazion che tutto se gl’offri l'occasione, esser meccanizzato possiede sua ostinata, esistenza dopotutto il selvaggio uccide Pan, più del civilizzato

uno special rapporto, vivo avrai con me arricchimento in vita, simbiosi va da sè
provo là nel campo, come fosse un gioco là sulle montagne, notte attorno al fuoco

Se l'Universo è vinto, Pan rimane morto Nulla più rimane, a una vita senza porto già noia sta in agguato, senza condizioni rifiuta ogni rapporto, fuor delle invenzioni

Guardo sua fiamma, resto in piedi scaldo con voluttà le cosce, le natiche e le spalle contempla coi tuoi occhi, danza delle fiàm In faccia tu vedrai, un legger sorriso Pan Bevo tuo calore, l’assorbo nel mio corpo

le cose conquistate, l’uomo invero perde

Un mondo reso schiavo serve poco o niente Riduce quel mistero, che le anime connette L’incontro viene meno, la vita resta inerte fuggi la conquista, se vuoi che Pan ritorni puoi vivere per viver, non per conquistar

Prendo la tua vita, ad alimentar la mia Albero son caldo! son forte e son felice!
In questa notte fredda, tempio benedice

soffrir potrai la fame, oppure le fatiche
ma cosmo a te vivente, parla e pure ride

Torna pure o fuoco! come miele torna Miele della vita, fissato dentro un pino nel sole risiedevi, poi l’albero ti prese ora là sul fuoco, ritorni in tue distese

pur il civilizzato, può scegliere universo

meccani conquistato, o quel vivente in Pan Poter antico vedi, che gioca ad infiammare e in un bicchier di vino, cura a rallegrare
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Ecco là la Luna, che affiora su nel cielo
mi turba nella sera, mentre la contemplo le donerò qualcosa, a mezzo d'una donna voglio ringraziarla, al don delle sue corna

respirano le Rose, rugiada soffia pura ai piedi di Lehùnar, Wiri e Wirikùta!

germoglia il Mais, la Rosa sboccia e canta la Rosa: Io sono il Cervo e canta il Cervo: Io sono la Rosa Martin poi racconta, del cacciator silenzio fa cuocere la carne, e il cervo dà l’assenso Solo a Wirikòta, tale canto è strofa! spossato e tuttavia, lui eman una potenza raccolta da suo ventre, di grata riverenza1 odo nostri-Padri, cantan nostre-Madri i monti le colline, e cantan fiori amati il vecchio cacciatore, fucile oppure altro cercarti son venuto, vita dei miei cari in suo animo profondo, parla col cerbiatto oh Figlio di Tatèi, Wèrika ed Huimàri

Dimmi dove sei, con le agili tue zampe Ti sento ti conosco, donami tuo sangue

si muove ora furtivo, proietta fuor di sè
la primitiva essenza, dell’uomo cacciatore trova infine preda, con psiche non a caso

i sentieri dei Fiori, i sentieri delle Rose passan Wirikòta, e bianc'Oriente sposa Perdonami se impuro, puro mi vorresti Perdonami le colpe, così con te io resti A Wirikòta venni, in cerca del tuo volto a meritar la vita, più vita in cuore colmo “Ascolta la mia voce, fa quel che ti canto imita mio Fiore, al Centro d'ogni incanto Martin poi ci narra, il mito sierra madre la semina-raccolto, di mais il cibo base rito mais-azzurro, Emilia ben rincuora i popol della Sierra, continuano tuttora Huichole o Wiràrika, indio della Sierra tra gole aridi piani, arrangian loro tierra 2 loro stagioni, la secca e quel di piogge adoran molti Dei, nuove e antiche fogge Derivan loro storia, dai nomadi di caccia Cervo lor emblema, accosta trina faccia Tago nel deserto, li guida in nuove terre li sposa con il Mais, insegna nuove feste cuor mito Wirarìka, segna del passaggio dallà nomade vita, allò stanzial villaggio Watakàn cacciatore, è l’antenato errante

Prende poi la mira, per volitivo incanto

Se non c'è difetto, in sua astratta volontà bersaglio sarà preso il cervo è soggiogato

Egli avrà lasciato, sua vivida coscienza Resti ipnotizzata, da cacciator essenza
o Pan divin dei monti, d’Africa e Oceania l’America ti vive, da Europa fino all’Asia sui monti nelle valli, deserti e le foreste fuoco saturnale, Sei l’acqua di tempeste Son Cervo dell’Oriente, Sòn Jìkuri verde accanto la montagna, sole già risplende sotto albero fiorito, mio cuore sta felice

sotto albero fiorito, resta il più felice!
son Cervo dell’oriente, Son Jìkuri verde a tutti dò mio canto, chi lo canta primo? ora m'alzo all’alba, per salutare il Sole m’inginocchio pure, respiro suo calore Le ghirlande Fiori, e turbini di Vento Tu non poi vedermi, dove vad'eterno dove Rose nascon, dove Rosa sboccia son Cervo dell’Oriente, ìkuri a Wirikòta quan la nebbia sale, Azzurro Cervo sale se la pioggia scende, Kayumàri scende
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di un popolo Wirari, riunito nelle danze
canta lo sciamano, leggèn di Watakàme incontro con fanciulla, Mais-Azzurro mare Storia che lui dona, ai presenti della festa

finchè l'identità, del gruppo resti desta

a inizi dell'inverno il cervo maschio perde le corna. Al sesto anno i corni son robustie e in vecchiaia si riducono a pugnali

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Watàkame viveva, dentro una capanna in fianchi soleggiati, di grandè montagna insiem ad una donna, che l'adottò piccino caccia d'arco e frecce, prede varie in giro la casa è pietra paglia, la porta è piccolina al centro il focolare, con stuoia a lei vicina il piatto in terracotta, per cuocere tortiglia polenta e fagottini, e zucche per stoviglia

Watakame or sente, liber da incertezza di nomade sua vita, radici mette in fretta taglia varie piante, e incendia le ramaglie la cenere è tappeto, per mais'inseminare perfora Mais-Azzurro, suòl di suo bastone in terra mentre invoca, semi mais depone ringrazia Watakame, le capricciose pioggie il sole e i protettori, dal vento soffio forte tempo di raccolti, catasta le pannocchie nellè casette-tempio, a mezzo mecapàl usa una bandana, su fronte sulle spalle che leghi lui la cesta, fatta di più canne ma Watakàme infine, perse compagnia di Mais azzurra pupa, rimane contadino e duro ancor lavora, con gesti con parole ciclo inter del Mais, la fame ancor rimuove e rivivon l’epopea, del vecchio Watakàme nei campicelli sparsi, sassosi con calcare a Giugno prime piogge, semin si può fare assièm fagioli e zucche, màise può legare Un piccolo cratere, è al centro campicello coglie varie offerte, e sangue d'un agnello con musiche più canti, rallegran l'antenati fumo di sterpaglie, s’unisce ai nubi strati l’indio Huatakàme, ci insegna a coltivare Mais bimbe divine, in sterpi da spiazzare divide campi a croce, debbio a centro lati Azzurro Mais al centro, l'altri ai cardinali san Rosa Veracrùs, divenne madre màis bimbo lei abbandona, in campi seminati protegge loro terra, il cervo e le sementi la forza della pioggia, tuono coi serpenti Cervo celestiale, è chiamato Káyümari sacerdote huichole, ossia un Maràkame fratello Kauyumàri, ci guidi fai sciamani insegnaci nel canto, curar oggi domani Insegna a loro guide, far pellegrinaggio ogn’anno a Wirikuta, rinnovar passaggio Caccia a hikuri cervo, rinnovi mais e fiòr con riti a garantire, il cambio di stagiòn
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

Sentieri gole e monti, valica ogni giorno
così bel dì t'incontra, fanciulla girotondo quella si presenta, con zucca cioto piena porge una bevanda, la giovan forestiera Bevilo sii sazio, è una Pianta della Vita! insieme ai genitori, io sto su una Collina indomani Watakami, ben sistema l'arco con faretra in spalla, và cercar l'incanto ai lati del sentiero, che sale su zig-zàg

Distese coltivate, di Mais và osservàr azzurre rosse bianche, son le varietà
in cima una casetta, alfine può avvistar stupito Watakàme, arriva presso ranch 2 anziani van incontro, signori Mais di là gl’offrono scodella, di buon bevanda che

costrinsg Watakame, a dire quanto sé

“vorrei comprare un pò, dell'alimento vò tengo per pagarvi, frammenti miccia fuò di pino resinoso, che uso a mo' di torcia in notti buie assai, con arco alla tracolla” vecchio gli rispose, disseta alla sorgente ed agitò lo scettro, di penne in ricorrente da casa uscì ragazza, e venne lor incontro Yowime mais Azzurro, nome rende conto “Figlia vuoi seguire, tal giovan cacciatore

oh Padre se tu vuoi, allor pur io vorrò!
così che Watakàme, iniziò la nuova vita divenne agricoltore, in maise compagnia Yòwin mais azzurro, g'insegna preparàr tortiglie di granturco, con l'atole bevàn mostra l'ornamenti, per case magazzin e propiziar le buone, spighe mais divin

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il Peyote è l'hikurì, il blu Cervo Signore stella del Mattino, ai piedi nasce-muore sangue di Káümari, feconda poi la terra da cui rinascerà, una flora sua gemella Comunità d’Huichole, è popol pellegrìn parton da montagne, Jalisco e Nayarìt vanno a Real Catorce, in Luìs de Potosì

la vita allor diviene, sfruttabile esistenza economica a cui resta, nascosta la radice mondo inanimato, cui homo sta di fronte coi mezzi della scienza, privi d'ogni ponte Terra è sottomessa, depaupe ed abusata la civiltà la guarda, ora vede suo disastro intelletto che ha spaccato, l'atom'energie minaccia presupposto, delle proprie vite Legale ed illegale, vietato e tolleranza Giochi di potere, miscele d'un istanza trattata è ragione, esaltata e oscurata secondo esigenza, chiusa od inebriata Strutture di potere, egemonie fissare poggiano sul mito, di posizion Sociale accettazion di esso, da parte popolare permette dominare, ovver parassitare Un potere ha bisogno, di cartografare esercitare dominio, e mappe tracciare tra mappe e realtà, vi s'aprono buchi più zone intermezzo, nascono a funghi Spiri greco primo, cercò una soluzione integrare la visione, apollinea razionale della separazione, di soggetto e oggetto sanando la frattura, in Dios'inebriamento scrive pure Nietzsche, durante primavera Natura ci risveglia, pervade impulsi gioia svanisce soggettivo, oblio d'esaltazione il legame si restringe, è riconciliazione Cuoriosi guaritori, curan con passione usan ciò che piace, a far la transizione chiamano a raccolta, singoli dal mondo fuor di egemonie, dipingon loro mondo la forza della mente, tanto scandalizza la bruta o militare, invece par ci abitua Gaia và cambiando, noi con l'esperienze materialismo scema, ecco le coscienze Shipibo con Babongo, Wirarika e Kariri la vita e suo destino, inquadrano sottili seppur invasi oggi, dall'ego degradante insegnano ai fratelli, lavoro delle piante
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

al deserto Nirikuta, a cacciare l’hikurì1 Lisa pren parola, è parla al navigante
il viaggio differisce, sedante od eccitante scopo par lo stesso, trascendere l'umano in estasi o samadhi, stato assai nostrano Ulisse che ritorna, dall'errabondo viaggio non è stesso uomo, che prima era partito è saggio più felice, ma meno pieno d'ego attrezzato per capire, col cuore fuori velo in essenza delle piante, giace 1 sorgente che genera noi stessi, in unità coerente oggi abbiam bisogno, superar scissione e vivere di nuovo, coscienti nell’unione se tarda la coscienza, più si sottomette Flora e fauna Igea, a steril falsa mente meditazione zen, e i misteri pian divini aiuteran visione, nei prossimi cammini Uscì scoperto l'ego, e calpestò la terra condusse le battaglie, usando il potere di fronte la materia, si pone ora diverso l'esamina e divide, classifica ogni pezzo Natura poi divenne, concetto sciagurato cui l'occidente lotta, senza mai afferrarlo sacrific'ecatombe, di sangue ed armonia catastrofe ha la forma, social morale sia
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Cacciano assieme cervo con peyotl per aiutare il mondo a rigenerarsi ogn’anno. Tale caccia è detta Marra ed è offerta a Madre Terra (Tàtei Yurienaka) dove il cuor del cervo rinasce in forma d’hïkuri e mais. Rosa e fiore sono nomi ricorrenti per l’hikuri. altre espressioni sono: Rosa rugiadosa, Fiore che canta, Fiore luminoso, Tenera pannocchia di Mais, Muwièri di Tatewarì (emblema di Nonno fuoco). Nelle aride steppe di Wirikòta, vortici e mulinelli d’aria sono frequenti. I Muwièri, attributi essenziali degli sciamani che li usano in varie circostanze nel contatto soprannaturale; sono bastoncini di legno lunghi 30-40 cm alle cui estremità superiore son legate penne falco dove è scritta la storia dei Wiràrika”.

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Divider dualizzare, o binar manifestare Diavolo vuol dire, passare attraversare

oltre dualità, in ascesa oppur discesa gioco di mistero, retro d'ogni impresa
Anima è sostanza, di musica ologramma che apre l'universo, dentro una capanna Empatia è risuono, con l'anima gemella 1 festa di ritrovo, nel ventre della terra quotidiano fatto, è gioco del linguaggio piccole teorie, che impongono credenze giro giro il mondo, di convinzioni diffuse

Oggi la realtà, è un continuo opinionare di chi ha opportunità, di dir od informare emergono l’aziende, a fabbricar consenso diffondono l’odore, di aggregativo senso mi fido a te mi affido, te che mi convinci i fabbri del pensiero, fan uso ipnosi spinti spettacol suggestioni, e non diverton più quan si scopre il trucco, si resta nudi orsù ipnosi pur diverte, ma svela le apparenze ricerca oltre la coltre, di là della corrente cosmo emette segni, mente può scoprìr Disegni pien di senso, Lei và poi nutrir Martìn usa linguaggio, tipico di media fà il suo bricolage, e sfrutta pur la rete don Tonio Wirarìka, indossa il Topolino ricicla per istinto, ne fà strumento fino Tutti abbiamo accesso, all'informazione raddoppia conoscenza, circa ogni 2 ore la rete garantisce, collegamen continuo I bisogni di persone, soddisfa repentino

e vivo storie cui, le origini ho confuse1
Crear vuoto mentale, è là regola di base con cui funzion cervello, così l'ipnosi fase con del cambiamento, da li posso tornare marcato oppure lieve, assente o ritentare

L'animal ch’è in noi, bene ci appartiene e noi crediamo a Lei, no a binar catene dal pensier binario, ovver differenziato siam classificati, in un codice mappato
pensiamo conoscenza, tosto c’ha evoluti invece c’ha cambiati, e nei vicoli accecati evolvere vuol dire, svolgere un qualcosa ritrovar graduale, natura è nostra sposa Realtà viene da Rea, condivision risorse Thera che nei gruppi, rifonda le risposte riveste l'esperienze, d'un magico stupore collega percezione, a una storia di colore

Martin or prosegue, i nativi americani costellazion di culti, autonom federati rituale medicina, destata da un nativo Quanah Parker fù, comanche curativo in Messico guarito, da cactu medicina
esporta in nord Ameri, la nuova liturgia

a fratelli alcolizzati, tristi e sculturati in crisi identità, e senza sacri spazi

ipnosi è costruzione, immagine mentale robuste fan le idee, in itinere evolvendo

raccolsero la sfida, immane guarigione aggregazion attorno, una sol idea che sale di spirito di gruppo, facean rifondazione ritrovano la forza, in gruppi aggregamento trovaron medicina, nel medico cactale

per alleviar curare, la crisi esistenziale

credenze radicate, prodotte da etichette profeti tra i Paiute, e Cheyèn Navajo pur
diffuse propagate, in scientifiche barchette fecero esperienza, del rito Tarahumara attirano consenso, per via coinvolgimento Ideò la danza spettri, il mitico Wovoka abitan più teste, martellano in tormento Annuncio del messia, libèrazion invoca Un visionar Lakota, sognò una profezia animali torneranno, al ventre della Terra
Tutto ciò che viviamo è frutto delle descrizioni che facciam un pò vivrete tutti, in steril case grigie di noi stessi e degli eventi; i credi diventano le nostre regole e fìn che nuova era, vecchi egò sconfigge senza coinvolgimento non si crea consenso, la conseguenza è che qualcosa non esiste. Ipnosi svela i trucchi dello show.
1

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Tutti allor possiamo, iniziare a riparare il Sacro Cerchio Vita, visto d’Alce Nero salvi tutt’assieme, la Madre Terra Gaia che nutre intera vita, oltr'egoico maia Alce Nero Oglala, sostava là sul monte or intorno vede, cerchio inter del mondo vide oltre misura, capì d'oltre ogni modo Forma d'ogni cosa, vide in un sol fuoco l'intero popol suo, vide in sacro cerchio anello ch'era parte, d'uno ben più ampio largo come luce, del giorno e delle stelle e un albero fiorito, vide al centro crebbe riparo a tutti figli, quello è centro mondo ovunque Tu risiedi, gran spirito del mondo Ti chiesi di chinarti, scoltar mia flebil voce rivolgo la preghiera, che lacrima diffonde

i canti del Peyote, ricevon accompagno da tamburi d'acqua, in rapi percussioni lor tono allor risuona, di spiri risonanza canti son preghiere, offerte nella danza e cantati sono in gruppo, fuòr significato con ritmi ton accento, da tutti consacrato aggiungi suon sonaglio, scosso da cantòr ognuno avrà suo turno, nel cantar ancòr Peyote è benedetto, in è circolo passato così come tamburo, a turno vien sposato ognuno può mangiar, liber quanto vuole

gli effetti del rituale, salgon col calore
Acqua di tamburo, energia di pelle daino accoglie vocalizzi, e fà l’eco piano piano ritmo del sonaglio, piume a spirar vento sottile verso fuoco, in lento movimento1 Inizia medicina, a parlar al mio sistema purga nel bisogno, e in vomito li esterna dopo sento meglio, e ritorna l’attenzione sparisce l’ansia e vièn, vital ristorazione o Gran medicin Tepì, riuniscici alla notte a trovar significati, nel cuore della sorte intuito rivelato, realizza ogni esperienza accresce l’empatia, amicizia consistenza coglimi son pianta, a mezzo di tue mani mangia la mia forza, sete e fame evadi Io sài ti guiderò, fìn dentro la tua casa Porta-mi qual pace, in tua tribù rinata! l’incontro medicina, lo guida Roadmàn Uomo del sentiero, aiuto apprendimento io vedo l’uomo fuoco, l’uomo del tamburo Donna madre l'acqua, a dissetar ciascuno il Capo del Sentiero, panno avanti stende allinea oggetti sacri, ventagli poi protende Tambur sottil bastone, ornato con perline la salvia fumigazio, e tabacco zea cartine

Tu dissi che dovevo, far l'albero fiorire
ma l'albero appassito, vedo ancor soffrire “ma forse una Radice, piccina ancora vive Tu nutrila con canti, d'uccelli a rinverdire lascio dietro me, ogni dubbio ogni paura che il popolo ritrovi, ancor la strada pura Fauno Wakan tanka, io canterò tue gesta così Tua medicina, avrà mio cuor in festa Hai fatto i cieli sopra, il sole il mar e i fior il don assai più bello, la vita col suo amor abbandono la tristezza, assiem ogni dolòr inizio lungo viaggio, nell'inno del tuo nom

poi intonan canti sacri, riuniti nel Tepè
Navajo con sonagli, tamburi d’acqua che ciascun intona a turno, voce gran potere Inanna Wakantanka, per Gaia sostenere

Vibran loro voci, emoziòn condivisioni riempiono la tenda, ritmi suggestioni Luce del gran fuoco, brilla gran Tepì e il Capo della Via, seduto aspetta lì
Fummo i benvenuti, seduti sui terreni nel circolo dei canti, nativi e forestieri Quello che io vissi, Martin dice a tutti io qui lo condivido, agli amici Terabuti

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pentola di bronzo con poc’acqua e chiusa da pelle di daino

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Digiuni e solitudi, in calma contemplazio ingerita è medicina, secca o infuso sazio

la psiche ha recepiti, messaggi risonanza

Vigili si resta, in attesa del messaggio spirito con corpo, ricevono l'assaggio1

mi parlano di Tago, a cosmica distanza

in suo corrispettivo, riemerge nella danza io cantero stasera, al cuor di questa banza e guardo nel creato, in cui risplende il sole in cui brillan le stelle, in cui ristàn le pietre vivèn crescono piante, il fauno sente vive nell’anima Io guardo, ciò che sopravvive

è l’altar di sabbia, a forma lun crescente Medicina al centro, che guida le preghier

stessa appar la strada, della sacra via I canti condivisi, accrescon l’empatia a mezzanotte il Capo, esce dal Teepì soffia flauto d'osso, in quattro punti lì acqua vien portata, adorata condivisa
pur versata a terra, per dissetar l’amica suono del fischietto va in ogni direzione dentro della testa, rimbalza contro cranio nausea preme pur, angoscia della morte libera mio pensiero, dal monopolio forte strumento per fischiar, un aquil ossicino Piume qual ventaglio, tambur ad acquolin

Gran spirito di Pan, intessi sole e luce
là nel vasto spazio, e nell’anima produci a Te Divino Tago, pregando vo parlare forza e benedizione, in Terabuti amare Padre-Madre soffi, di Vita e fonte suoni azioni sen parole, creator di cosmi nuovi fai brillar la Luce, dentro e intorno a noi così da trasformar, nell'armonie a colori Aiutaci a seguire, il cammino Therabuti spirando sentimento, ch'emani per aiuti sempre nostro Io, segua il passo Thera sì da camminar, con la creazion intera fà che l'illusione, dell'apparenza in tutto non osti sentimenti, dirett nel tuo flusso O Pan che qui dimori, accorda la bellezza interiore amicizia, a esterna tua saggezza Fammi partecipe, alla ricchezza del saggio che fortun materiale, e patrimon spirituale m'arridano in misura, giusta e necessaria e amor della poesia, agisca intermediaria

Tabacco da fumare, e l’alcool da evitar Ricerca di visione, in gruppo e solitar
1 gioia e fede brilla, sul volto dei riuniti e il godibile mattino, porta il vèn divino irrompe nel Tepì, su fuoco scoppiettante eco di esperienza, forte e più importante l'essenza del rituale, è cerimonia e festa

Martin nel Tepì, ritrova la sua infanzia

rigenera esperienza, imprinting duraturo

l’eco all’iniziando, disseta ancor futuro
La molla che lo spinge, è la motivazione teste d’ammissione, o prova iniziazione Comunità fa scopo, in divine comunioni Desidera riunirsi, emozioni con visioni vocali ri-scoperte, durante le sessioni aiutan l’emozioni, viaggi e transazioni conciliazion interna, che guarigione fà Risposte della festa, contagian dienneà

oh Fauno pastore, sull’erbe mi guidasti all’aque tue tranquille, Tu mi dissetasti
se in valli pur oscure, io camminar dovrò Vicino a te o mio Tago, più nulla temerò Alfine mi hai donato, Pane tuo immortal e il calice mi hai colmo, del vino celestial la luce e la tua grazia, mi guideran ognòr a te m’introdurranno, sempre mio Signor

cammino per il mondo, Pan è avanti me e ben lo riconosco, ovunque tra le gens a volte io mi fermo, la strada è faticosa 1 L’assunzione rituale porta la mente alla sospensione da ogni allora lui si siede, aspetta ch'io riposa
crudeltà della vita e facilita l’ingresso nel mondo sen tempo dove si può parlare con defunti e antenati vicini e lontani.

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Quello che io vivo, or non mi basta più Tutto quel ch'avevo, non mi serve più Io cercherò quello, che davvero vale e trovo in Thera, vento del maestrale
.3 marzo, Seba:

le mangiano gl'indiani, pur con altri dolci assieme al riso pure, pulisce addomi forti di sera è un toccasana, lavora nella notte banane molto buone, crude oppure cotte

Banana è caloria, economica e diffusa sbucci te la mangi, è igienica ed amica soffice addolcisce, sen semi da scartare
Mucca ama la buccia, brava a fermentare buccia di banana, a un mese decomposta tien potassi e ferro, magnesio calcio sodio

la interro tra radici, di rose e pomodoro
d'ortensie rosa-blu, secondo piacca suolo

un Fico sul calcareo, bene si sostiene

quando s'è adattato, suolo ben trattiene usa le sue foglie, a pulir pentola sporca il suo irritante latte, su verruche apporta a inizio primavera, metto alberi a dimora

Alberi ed arbusti, assiem erbe da frutto Emilia al Terabuti, m'insegna curar tutto dai humus duraturo, nocivo è tropp’azoto

se son radici buone, fanno bella chioma a trapiàn poto radici, germoglia sinergia radici in tard’autunno, vanno in letargìa un kiwi sa fruttare, almen dopò 4 anni la potatur d'inverno, elimin legno secco
sostieni con graticcio, le foglie pur pesanti ogn'anno dà più metri, liana ben gigante

che invita parassiti, e zucchero a riposo Fori nel terreno, attorno chioma pianta
riempio di composto, o cener d’infestanti nulla è più nocivo, di suolo duro o zuppo Emilia prima volta, lo scassa col ripunto Radice d’una pianta, ogni giorn’assorbe

eccesso produzione, passo al frullatore zucchero e limone, congelo la porzione avrò così nell'anno, una salsa deliziosa tièn vitamina Ci, ed a pergola si sposa
Kaki vien ovunque, se suol non è calcare rifiuta esser potato, la chioma vò osservare

Ossigen quantità, pari al suo volume se umidità ristagna, a livello di radici
Atrofizza lo sviluppo, riducon superfici Pianto una papaia, assieme col banano sul suolo med'impasto, l'albero fa nano un cesto al mese davo, di pollina matura all'alba ed al tramonto, faccio innaffiatura Banano nel giardino, del Terabuti tempio è il dono tropicale, dei papua senza tempo

è simile ad un melo, allevato ad alberello fruttifica su annuale, vegetazion novello
sfrutto resistenza, del nespolo all'inverno che posto a lato nord, protegge nell'interno assai rusti e resistente, fu pianta popolare avàn che melo-pero, lo fecer spodestare

è alberello bello, con foglie verdi fronde Pratico efficiente, cibo assai simbionte

Nespolo con Kaki, mangiali ammezziti

cioè quan primi freddi, polpa han saporiti se manca tale fase, frutto n'è astringente se ammezza poi diviene, dolce succulente
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il Mespilu in latino, è il frutto d'ammezzire cioè dopo maturazio, pazienta non soffrire attendi primi freddi, che provocan caduta serbali in cantina, un mese tu computa è cascola dei frutti, malati od infestati natural evento, poi arrivano i più sani dirado io nel pesco, i frutti concresciuti piant'alleggerisce, non rischia pesi bruti

ò con frutta acerba, etilen a maturare3 vò mele ad essiccare, a fette sul sifone
anellate dentro il filo, sciacquo nel limone e serbo in buste carta, poi da consumare là come l'arance, vò spremer melegrane

la mela tien principi, vitali per il corpo

Emilia m'istruisce, su innesti e potatura
quan sono necessari, su piante fuor natura

Massaggi le gengive, pulisce dallo sporco Cotogno è profumato, cotto è consumato aggiunto a succhi vari, dona aroma grato

di sotto d'ogni taglio, lascia un tira-linfa
riassorbe circolazio, e corteccia cicatrizza1 Fà pure trapianti, da terre magre a ricche da montagna a valle, non fare viceversa i porta innesti sud, crescòn rapidamente non sono resistenti, ai freddi certamente Pere non potate, san crescer armoniose

le mele cotte fò, nel forno o al pentolin
poc'acqua e fuoco medio, senza coperchìn

l'acqua evaporando, lascia un caramello la mela vince stipsi, fa medico più bello Vince pur diarrea, e solleva bene i reni è insulina naturale, assièm mirtilli neri
nel sidro fermentata, aci malico sviluppa solvente di renelle, in urine poi le butta4 con sidro Aceto mele, non pastorizzato

a piramide allevate, fruttifican gioiose taglio sol i getti, che rompono la forma innestate sul cotogno soffrono la gogna a inizio maturazio, raccolgo Per migliori
si staccano dai rami, alle minime torsioni metto ad asciugare, in un luogo riparato serbo infin al fresco, è un frutto prelibato

il Piacca d'intesino, t'ho normalizzato5 aiuta un cucchiaino, la flora intestinale
calcio và alle ossa, potassio al muscolare

un Melo dà fittone, e cresce giù profondo nèi primi 10 anni, espande poi a ventaglio ama i fior nasturzi, e le zucche sottostanti vien protetto bene, da querce circostanti

rallenta indurimento, a tessuti vascolari previen diarré enteriti, potèn battericida la candida t’uccide, indicato pur pei reni dove pus e infiammi, sono dei casi seri Aceto in fumigazio, vapori ed abluzioni decongestion respiro, sgrassa pelli fori nei casi d’allergie, arreca un beneficio
l'impiego ora nei cibi, fò questo sacrificio alber da trapianti, meglio s’hanno un anno riorientano struttura, processi senz’affanno trapiàn d’albero grande, fuor orientamento espon a più disturbi, period’assestamento
3

se i rami verticali, producon solo foglie inclino rami al melo, con pesi cordicelle
dirado frutti a maggio, tagliandoli a metà rivesto con cartone, il tronco a trappolàr2 mature le cotogne, odorano l'ambiente colgo quan peluria, si stacca facilmente

le serbo separate, in cassette riparate
1

Tira-linfa: gemma o rametto laterale che mantiene in circolo la linfa nei dintorni del taglio così da facilitar cicatrizzazione (ogni moncone stimola marciume del legno). 2 Rivesti il fusto di melo-pero con strisce di cartone fissate con spago, quando le larve carpocapsa (sviluppate nel frutto), si annideranno nel cartone per la metamorfosi, rimuovi e brucia i cartoni in marzo-aprile seguente, ridurrà nuova generazione.

“a mo di conservante, metto nella frutta foglie dell'alloro con aglio sbucciato, mentre per accelerare la maturazione, chiudo ananas, banana o cotogno in sacchetti con le acerbe”. Emilia 4 le foglie di mirtillo nero sciolgono lo zucchero nel sangue; a Creta bevono cucchiaio d’infuso di foglie secche ogni 6 ore 5 Tutte le gravi malattie degenerative si formano e crescono in terreno basico ossidato, un cucchiaino di aceto in mezzo bicchier d’acqua prima e dopo i pasti (in cicli di 3 settimane) e prima di dormire, normalizza la flora batterica. Taras

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Alber denutrito, dà succhioni in chioma
ad aumentare foglie, che bevano l’aurora tu elimina i polloni, a piante ormai potate al kaki solo branche, secche malformate pal sostegno abbia, cappi pur in gomma a forma d’otto anello, infila albero dentro lascia un certo gioco, permette sistemarsi ogn'albero ti dice, di quanto vuole alzarsi

coi frutti fò sciroppo, acido apprezzato è antico collutorio, in gargarismi è dato Se diluito in acqua, è grande dissetante sfiamma pure gola, è tosse espettorante

Taras qui mi dice, lo stesso fan le foglie
astringenti nel decotto, forza si raccoglie2

Diarrea dissenteria, radici gelso more
là in acqua bollente, decotto lo si vuole l'inverso fan le foglie, stipsi san ridurre aiutan frutti pelle, e fegato a produrre contengono tannino, foglie con radice decotto oppur infuso, evita in gastrite radice con corteccia, ipò-glicemizzante anàlgesi sfiammanti, diuretici purgante Ciliegio non potato, vedo al Therabuti tagliato sol in alto, a ridurre l’alti fusti esubero non dà, pollon o incrocio rami brutali potature, dan tronchi disumani3

potare non potare, non poto fin 4 anni di età degli alberelli, e solo rami secchi raggiunta loro forma, armoni regolare magari poto sopra, all’alto straripare1
il Gelso è secolare, dalla chioma ampia con profòn radici, robuste giall'arancia Tronco dell’adulto, pur settan centime Fin quindici metri, altezza arriva infine Emilia mi dice, di gelsi ch'ho acquistato Ridàr loro la forma, sebben assai potato l'astone che tagli, dà vita a più germogli scegline tre quattro, gli altri invece togli Primaver seguente, gonfiano le gemme

ciliegio è originaria, pianta di foresta frutto quan maturo, rigenera la testa
tiene varie taglie, colgo a maggio-giuni è ricca in Vita Ci, ciliegia è dopo agrumi di nervi sangue pelle, è drupa medicina antianemica nutriente, amara zuccherina allevia artrite gotta, la mangio di stagione

da cui svilupperanno, rami terza pelle sé fai la potatura, armonica uniforme
in anni cresce forma, testa moro fronde

Ama le colline, ponente e sud esponi vento moderato, stimòl fecondazioni teme troppa brina, specie di levante
Cresce lentamente, l'albero più grande il Gelso sue radici, imbriglia col terreno limita erosione, rallenta acqua piovana venuto dalla Cina, diffuse talea pianta sopra le sue foglie, il baco seta vanta non raccoglier foglie, là nei primi anni a favorir la pianta, evitàr ferite danni Ital meridionale, cresce com arbusto nero bianco sono, tutti 2 buon frutto fior’infiorescenze, monoic'ermafrodita mora acerba nera, un poco psicoattiva

così lavora in mè, alla mejo condizione
Susin emette gomma, detesta potature annuncia fin inverno, in mirabil fioriture Mirabolano è detto, in miriade fiorellini che mutano d'estate, prugnetti saporiti

2

“la radice del gelso è antibattericida (pur della car dentale). In estratto d’alcool contrasta tosse, asma e persino HIV. Il decotto di foglie fresche è antibatterico e ipoglicemizzante, mentre quel di radice e l’estratto acquoso, ha effetti ipotensivi e sedativi grazie alla morusina, sostanza analgesica trovata anche nella corteccia della radice del gelsomino”. Taras
3

alberi da frutto con leader centrale (cachi, pero, melo e nespolo) crescono alti e posson porre problemi di raccolta. Ciò è vero quan l’albero è ancora giovane, ma come matura, l’impalcatura di rami cresce dal leader ad un 1 Nella permacultura e in diversi paesi d'africa e sud-america, angolo di circa 20 gradi sul piano orizzontale, in un sui meli, peri, peschi e albicocchi, non si conosce la potatura e regolare, spiraliforme assetto che rende facile scalare (scala chiocciola) le piante da frutto sono ugualmente molto produttive. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 122

è Mirabolano franco, nei susi coltivati
spinoso vigoroso, sui suol asciutti ingrati se sterile tu aiuta, con fosforo e potassio calcio più elementi, e cenere a compasso

Tieni immago in mente, di forma naturale pota e allen la pianta, ad essa avvicinare così forma riprende, piant’autosufficiente decresce potatura, quan matura e rende se vento spezza rami, si porta pur i sani poto legno vecchio, ridò la forma ai rami ogni lesiòn del legno, tratto con impasto buchi là nei tronchi, riempio senza scasso3 innest'inserimento, di gemma di porzione tra piante stessa specie, fò l'incrociazione zone combacianti, son nesto e portinnesto

frutto d'albicocca, pruno dell'armenia secca è lassativa, cruda è anti diarrea ricca in minerali, ferro calcio e sodio sali di magnesio, potassio fino fluoro
biossido di zolfo, contengono le secche se voglio conservàr, enzimi vò a fermar

fò rapidi passaggi, là in acqua bollente ciò le rende bianche, ora son protette
nell'alberi da frutto, ora cerco di scoprire la forma naturale, che vado poi ad offrire

perfetta legatura, l’argilla copra il resto
Taglia a 7 gemme, il cresciuto stagionale e gemma sia basale, fuor lati e fuori cima per evitar l’incrocio, di ramo contro ramo

Riduco spreco rami, e foglie da forzare la form'artificiale, chiè molto lavorare
Più alberi da frutto, regolarmen potati portan strenua lotta, con pollon e vari Alber già presenti, abituati a potatura io continuo a far, a evitar sregolatura1 su forme naturali, vedo il central leader l'angolo ch'emerge, dai rami impalcatura in altri poi rimuovo, ogni ramo innaturale avrò dopo 6 anni, scàl chiocciola che sale2
1

Piramidale forma, s’apre piano piano

Taglio netto sia, prossimo alla gemma Più vertical lo fai, più cicatrizzà meglio di terra non coprire, la cicatrice innesto nell'umido scirocco, innesto par funesto negli alberi innestati, van linfe disturbati son vasi conduttori, stretti oppure larghi la linfa quindi sale, or troppo lentamente a causa dell’innesto, oppur velocemente4 in campane trasparenti, serbo le piantine da gelo colpi freddo, lei tièn l'umì calore metto del pacciame, in tegol semicerchi o vaso terracotta, invernali buon esempi Sverno piante vaso, serbo in loco fresco sotto i dieci gradi, in veràn seminterrato

tra i fallimenti del primo esperimento di permacultura di Fukuoka c'era l'aver lasciato in autogestione un frutteto di pesche abituato alla potatura. I peschi erano diventati quasi del tutto improduttivi riempiendosi solo di foglie. Negli esperimenti successivi con piante fatte crescere sen potature, gli alberi hanno gestito da soli sia il numero di rami che il loro carico, dando risultati apprezzabili. La forma naturale di giovani cachi, peri e meli, ha poca densità di rami foglie e frutti, per cui produce poco. Puoi risolvere con cauta potatura che aumenti densità di frutti e formazion di rami. Ogni pianta ha forma naturale che va rispettata per resistere al vento. Le aghifoglie regiscono alla potatura senza formare nuovi getti. 2 Dopo 5/6 anni, dovrebbero esserci 5/6 rami impalcatura secondari che si estendono fuori in una modello a spirale a intervalli da 6 a 12 pollici tali che, il sesto ramo secondario coincide verticalmente col primo. I rami impalcatura primari, dovrebbero emergere dal tronco centrale ad angolo di 40 gradi con l’orizzontale ed estendersi all’esterno ad un angolo di circa 20 gradi. La pianta può partire dalla forma naturale e prendere forma aperta al centro se il leader centrale diventa inclinato, è debole o è ferito. Considerando i molti anni di perdite e

prima di ritrarle, ne poto i getti verdi
lascio quel vestiti, di scorza dura legni
duro lavoro che ne possono derivare, è preferibile scegliere di fare qualche potatura correttivo/formativa subito. 3 Pasta per alberi: 1/3 argilla viscosa, letame bovino e sabbia fine, pennello da imbianchino su tronco e rami grandi, molto efficace a ottener alberi sani a corteccia liscia, guarir lesioni e proteggere albero contro parassiti svernanti sotto corteccia o depongono uova in rami esterni e presso gemme (la ibernia defoliaria spoglia più alberi da frutta). Non trattar in fioritura 4 sintomi rivelatori: l'area sopra innesto degenera o si gonfia; le foglie fiori e frutti cadono facilmente LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 123

nel metter a riparo, i vasi degli agrumi

attendo l'autunnale, lignina dei tessuti

avvian fasè riposo, per la stagione fredda attendo i primi geli, raffreno la mia fretta Aranci con limoni, son piante freddolose

irrigo più a lungo, sebbene men spesso 40 litri al metro, ogni settimana arreco do l'acqua sol radici, ad anfora interrata o plastica bottiglia, sen fondo rovesciata3

che sotto dello zero, soffron distruzione
pacciamo nell'autunno, colletti lor arbusti

or ossido di zinco, tièn l'acqua piovana
raccolta da grondaia, in zinco modellata

e a primavera poto, i gelati loro fusti

adatta per il pesco, contro mal di bolla
1 coppia cinciallegre, ad ettaro frutteto ottocento bruchi, mangia un giorno reso Specie se han la prole, diventano voraci il cuculo gli insetti, eguaglia in pesi dati4

Frammenti io sotterro, vicin radice fonda

foglie e fior d'arancio, legger esilarante digesto ed eccitante, profumo dissetante ebbrezza sciogli-lingua, all'uomo si rivela rafforzan vita molle, alla gioia fanno leva

Emilia m'insegnò, un limone salutare
adatto per il pesce, e verdur insaporare

in olio chiuso in vaso, leggero a riposare

conservo per 2 mesi, prim d'utilizzare1
Spontanea vegetazio, rivel natura suolo calcare ti rivela, sambuco assieme sorbo ginepri e fiordalisi, fumaria e pur trifoglio la goccia aceto ferve, su calcare spoglio calcicole piantine, io scelgo per tal zona ed evito le querce, castagne e acida flora rimuovo i sassi grandi, cavol or impianto carota ok biforca, susino interro franco2 cresce in aci suolo, mirtillo ed asperella giunco muschio felce, lupino campanella castagno e pin silvestre, erica e ginestra la primul digitale, e veronica lo infesta per acidofil piante, ter d'erica vi metto aiuol rialzata faccio, cintata con muretto fondo qual drenante, pongo ghiaia strato

nidifica la cincia, a più 2 metri altezza offri nell'inverno, un nido senza fretta casette con il foro, da venticin millime così da scoraggiàr, dell’uovo le rapine
pernottano l'uccelli, su alberi ed arbusti han prensili dita, non cadon rami e fusti batuffoli d'ovatta, quan soffian forti venti è arte di natura, prodotta in lunghi tempi nutrir uccel d'inverno, è scambio sinergia con semi e fiocchi avena, sorbe frutti vari seccate congelate, d'autunno son raccolte son scorte vitamine, duran l'inverno forte al fianco d'un ciliegio, vedo una presenza pianta di bambù, l'annaffio con pazienza da canna sotterrata, una fila nodi caccia resiste a meno 20, se gela un dì ricaccia
3

se l'inverno è mite e asciutto, molte specie mantengono il fogliame e necessitano d'acqua specie se tira vento. Evita nei periodi di gelo. Se l'acqua urbana è calcarea, vestito con tessuto, di iuta o canapato versa qualche goccia di aceto o torba acida ad abbassar il pH. Ricicla acqua cottura di uova sode, verdura, tè e acquario. L'acqua è nemica della conservazione di molti quan crisantemo pena, è allarme siccità ortaggi invernali: patata, carota, zucca e barbabietola. è il tempo d'irrigare, e ridar l'umidità Interrompi un mese prima di cogliere. Il melone esige durant'estate poi, irrigo sera o notte caldo, per far maturazione, ma un ambiente siccitoso, restanti 3 stagioni, mattino sia la sorte perde umidità e acidità per cui un fertilizzante dato a una 1 buca un limone con l'ago da calza (7-8 buchi), infilaci chiodi pianta assetata rischia bruciarne le radici come il sale. di garofano e conservalo in vaso a ermetica chiusura. Emilia Annaffia di nottee abb. in pieno sole le gocciline fan da 2 L'acqua aiuta le radici ad aver intimo contatto con particelle lenti. 4 Garanzia contro afidi e carpocapsa, una coppia di cince di terra. Quella del rubinetto contiene tanto calcare quanto con nidiata. Metti tra i rami una casetta di legno avente quello del terreno, per cui va sostituita con acqua piovana (specie per piante calcifughe) o acidificata lascian decantare apertura di max 30 cm diametro per evitare l'intrusione in secchio con uno strato di torba o segatura di pino su fondo. dei passeri. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 124

ricorda la maremma, e malarie di palude tal'acqua misteriosa, storia d'acque mute a Raseno professore, ritorno nel canneto quando lo conobbi, al seminar Grosseto da ceneri d’Etruria, emerse la maremma nel V Roma cade, un poeta è testimone Rutilio Namaziano, nascosto fra le dune

in molti solchi bassi, della Saturnia terra cresce và perenne, malàr morte funesta

dove sol incombe, sui mietitori campi le silenziose bande, falciano le messi dei signori ignoti, padròn di latifondi
qualcuno moribondo, per malari febbri cerca consegnare, guadagni pei parenti

la dura fame fiacca, teste e pure fianchi

Vide nel passaggio, cambio di fortune

quando alla Maremma, siamo noi ridotti ognuno pensi a sé, e i numi poi per tutti tutti posson dire, Maremma di Maremma il giovan che ci va, ci perde la sua penna l'Acqua di Maremma, bene pur ambiguo1

così l’anni venturi, discende nelle messi

un orfano or adulto, cui tremàn le falci e pensa lacrimando, che tal spiga forse
Crebbe sopra l’ossa, paterne mai sepolte un giovane pastore, incontra dea Giunone che allatta suo bambino, presso gigli fiore Parla poi gli mostra, sorgiva d’acqua polla dono per sua gente, in paese lui racconta

tosto è convertito, potabile mio amico
ovver tagliar in tufo, drenare trasudare coglier nelle polle, conconi qual fontane in campagna e città, introvabile l'acqua

da fiumi e da stagni, bollir bisognava

ciò origina il piatto, di zuppa acquacotta2 che alla maremma, mangiavo ogni volta andando in campagna, si beve alle polle in torrenti e rigagni, soffiàn filastrocche e poter taumaturgi, hanno quell’acque

tempio di sorgente, e vergini mammelle cui fuoriesce l’acqua, divin latte corrente
San Maria d’Agosto, rifonda il suo villaggio con tracciatura solco, si celebra passaggio alla notte di Diana, plenilunio ferragosto4 Tago fuor dal solco, il diciannove agosto quando inizia bene, maturazion dell’uve la danza del sudore, purga e nutre pure Nei cerchi di funghi, Diana attira danze

presso gli asceti, negli eremi a parte

Raseno raccontava, paterne situazioni di crisi con riscatto, risposte e soluzioni le semine granturco, ne lè paludi basse

dolor e sofferenze, ribelli terre sparse
Malaria di maremma, in acque di palude nessuna comunanza, febbre tutto chiude

per mezzo dei puffi, folletti elfi e fate adorata coi fuochi, e palline dei puffi Paneole paplle, che emettono sbuffi5

può sdraiare a terra le piante, scatenando l’umidità, la predazione di animali del suolo e la fatica del taglio. Un espediente era quello di portare tra i mietitori vino e un più mietitori al sole, abbaian impazziti giovane che suonava l’organetto. Questo, con saltarelli o vino sfogo insulti, incanata chiamo i riti3 motivi veloci dava ritmo accelerato alla mietitura. Poi, con stornelli romantici ed osceni, teneva alto il livello di ironia 1 In mezzo a una cerchia montuosa, su colline decrescenti si dei mietitori, senza concedere pause o rallentamenti. Emilia svolge la regione della Maremma, fatta da vaste depressioni 4 Natura e cultura rinnovano a mezzo dell’acqua, fuoco e del impaludate e sommerse dal mar Tirreno. Le acque di fiumi e rito del solco, aperto al frutto che si fonde ai corpi e le menti: torrenti che non trovano sfogo in mare, allagano le basse “ciò che si raccoglie è del popolo, ma viene dalla divinità alla campagne e danno origine ad immense paludi malariche. quale il rituale rende omaggio con danze e sudore, dove sta il 2 Acquacotta: zuppa con pane raffermo, erbe bollite e 1 uovo. innovamento (purga e catarsi), e il seme potrà rigerminare”. 5 Pasto di mietitori e dicioccatori di latifondi nati in zone di Per gli antichi irlandesi il mondo dei morti e il regno delle paludi (Maremma, Pontina, ecc.) dove si rischiava malaria. fate (Faery) era contiguo a quello dei vivi e in particolari 3 Il grano matura prima in fondovalle assolato poi sui versanti giorni come l'ultima notte di Ottobre (Halloween) questi collinari. La Mietitura doveva esser veloce (6-9 gg) poiché nei invadevano il mondo dei vivi oltrepassando speciali porte primi 3 le spighe sono acerbe, nei secondi 3 mature e negli come banchi di nebbia o circoli megalitici. Questo scambio ultimi 3 iniziano a sfaldarsi e un temporale d’acqua e vento fatato e notturno fra umani e Piccolo Popolo, al chiarore della

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Acqua di Eurinome, sei Atropa Minerva Fiore loto e ruota, sull'acqua di riserva l'occhio del lago, postvorta e antevorta sul lago di Bolsena, dell'Ade sei la porta sul Montè Soratte, Silvestro con Romana preservan le fonti, galassie d'acqua sana le donne senza latte, bevono tal acqua

un battesimo rituale, pratican più scuole

Esseni guaritori, in comuni monasteri

in acque di Giordano, esercitan giustizia immerge battezzandi, là Giovan Battista e pulisce dagli errori, cambiàn mentalità Gesù predicatore, in acqua unzion avrà conosce or lui discesa, di Spirito-Oxalà

bagnan le mammelle, da là fontè lattaia appena battezzato, il cielo a lui aprirà condensan stalattiti, forma di mammelle Acque con il calcio, con l'aria lattescente ricordano l'Egeria, dei popoli di Aethalia cioè giro delle fonti, dei culti Fontinalia

Spirito encantado, scende qual colomba 1 voce lo accompagna, io te cavalcherò il gesto straordinario, ha scopo suscitare la fede nei pazienti, che voglion liberare muta l’acqua morta, in acqua della gioia

sul montè Soratte, le orme di antenati L’acqua della festa, nel cuore stupefatto richiaman pellegrini, Seba il mito sappi l’acqua di lavanda, dei piedi rinnovando il giro coi suoi canti, riscopre il territorio L'amor e l’amiciza, e lacrime del pianto
Grotte anfratti boschi, in circuambulatorio più rivoli di Apus, rinfresco del viandante cannell'infissi in tufo, riversan alla grande acqua bene sommo, venduto nella strada

più regole ospitali, l'esigon sia donata acque primordiali, son acque medicina
colore e scorrimento, protuberanze e via fravashi che alimenta, primari germi vita

impiego di tal acque, presume simpatia
Ap è l'acqua viva, distrugge aiuta e cura è l'acqua d'Appennino, sua sorgente pura

Apas delle montagne, rivelano la sorte
Acque di eschatòs, discorso sulla morte Acqua di Rea Silvia, villaggio Rieti fonda scende d’Appennini, diviene poi Feronia divinità che sgorga, dal folto delle Selve le grotte di Michele, son sedi sue riserve

Il fiume Apocalisse, nutre alber di vita produce molti frutti, e radice medicina le Dodici sue foglie, tracciano i sentieri in relativi canti, in giro al mondo vieni Sue 5 mila gemme, fanno la ghirlanda l'Ara è capodanno, e Tago ci spalanca Tin è Dio del sole, Tanìt è dea di luna lettura circolare, della sumèr scrittura Tin è nuovo giorno, dode coppie orarie l'albero dei mesi, per viver festeggiare alla notte di Walpurga, nasce Melusina Fata entro tinozza, che purga ciel rigira

Sibilla d’Appennino, è acqua oracolare
Battista e san Michele, mortifer salutare Bimbi abbandonati, da madre senza latte allattati dalla lupa, in selva luogo grande

Doppia vita-morte, natur umana doppia Silvano la battezza, diventa santa Rosa Regina Luna, né buono né cattivo, dipendeva da stati d'animo Veronica e Cristina, la stessa lavandaia di chi partecipava all’incontro dove la luna, era ponte tra gli pura inondazione, d'acque di campagna
umani e i folletti che nel cerchio fatato potevano recare doni.

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Michele è protettore, dellè pollè sorgive di santa Rosa nera, Francia e suo confine del parto-gestazione, signor delle caverne mescola col latte, tributo a sue mammelle l'orfani piccini, Vivenzio e san Mammante irrorano col latte, più terre abbandonate vincendo la palude, qual drago dell’oblio bonificano un sito, e riattivano un convito bonifica quei posti, e la fonte bon rispunta Senzìa patròn di Blera, Spoleto e di Lucca Sant Orsio de Vejano, è morto de la sete e noe bevemo vita, nei riti tutti assieme l'Acqua offre legame, social comunitario È mito fondazione, è femmina d’umano che suscita e rinsalda, legam identitario si dona con fatica, in travaglio quotidiano fem impossessata, è donna che s’impone col peso sulla testa, fatica or signoreggia coscienza sua s’aliena, fugge dal presente

L'acqua corrente, la beve il serpente La beve lo zio, perciò la bevo anch’io e mandano i soldi, l’acqua per l’in su
cioè negli acquedotti, a crear città di su

Nel delta di più fiumi, arrivano i coloni A bonificar malaria, in stagni paludosi
abbondanza d’Acqua, sà dare sofferenza così come scarsezza, riduce vita essenza l'Acqua ambivalente, è confin del mondo ponte mediazione, con l'altro continente

è fonte di memoria, e fonte dell’oblio

L'acqua della vita, ed acqua morte limo Tevere Acheronte, chiamato già Tibrìn

Santi ed eremiti, trasporta nel dormìr
sin al mar dei morti, il corpo fà da barca traghetta la coscienza, sopra flutti barda

I riti longobardi, riplasman vecchi miti
di Marte e le vestali, sul ponte dei Sublici

eroico suo vitale, la vita ancor consente
di notte alla fontana, nude e con la brocca

onoran gli Argèi, qui giunti con piroghe
a propiziar raccolti, e conquistar le spose1 l'acqua è compagna, nell’ultimo assaggio

sonnambule talvolta, l'Emilia ci racconta
nessun le può toccare, sennò le piglia male

richiama defunti, che nutre per viaggo
è un via vai di umani, migranti sui mari

Ritornan loro casa, nel letto a dimorare

un ponte tra i mondi, e sede annegati

Cariatidi tal donne, han corona sulla testa portano i conconi, pesanti d’acqua essenza la nostalgia di vita, è nostalgia ritorno presa alla fontana, che veglia l’omo saggio l’acqua mar racconta, dolor distacco fondo

su eremo sorgivo, ad alimentar villaggio trauma d'emigrante, obbliga a staccarsi
lasciàr proprie radici, significa straziarsi

le fonti le sorgenti, sempre van protette
da epidemie disturbi, e lucri che sottende un acqua è collegata, al latte della donna madre che natura, emàna qual madonna seno inturgidisce, per acqua far sgorgare la terra penetrare, nei solchi a fecondare sant’Agata i suoi seni, ci offre in vari riti

privati degli affetti, famiglie con villaggi consumano più lutti, al fin ricompattarsi partire ugual morire, viaggio nell’ignoto un ponte ritrovato, lenisce un terremoto2
1

a vincer siccità, e curare buon convivi
donna pare l'acqua, l’acqua pare donna

La vita e identità, rigenera ogni volta se mi farà freddo, accenderò tuo foco
voi coll’acqua mia, lo spegnerete dopo

Il rito delle vestali sul Tevere, ricorda il mito iniziatico dove il nume Romolo-Quirino, è smembrato e gettato nel fiume tra la vita-e-la-morte, in attesa del passaggio delle insegne regali. 2 L’esperienza dell’emigrazione/iniziazione è segnata dalla paura dell’ignoto e di non poter realizzare un ponte di pianto e conforto che addomestichi la morte. La morte/dipartita del congiunto, potrà essere superata solo dopo riti che creano un ponte che colleghi i morti ai viventi colpiti dal lutto/perdita. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 127

Raseno un'altra storia, narra quella sera

ad ostium foce Tivr, lavòr 2 taglialegna or perde l'equilibrio, dall'aber uno cade
batte testa e poi, è fra compagne bracce

la Mama sulla strada, lungo fium appare ma recinzione poi, villaggio mi nasconde Con un'iscrizione, è impossibile passare Penso alla mia nonna, nulla pur appare

rinuncio vado a vuoto, verso una parete la moglie e figlioletti, alla carità compagno Fatta della gomma, colòr rosso-marrone il taglialegna chiuse, gli occhi dell’amico Parete s’avvicina, somiglia a uno sfintere bagnandosi le dita, con lacrime del viso comincia pur aprirsi, e nulla mi trattiene

Pochì minuti vita, lui affida lacrimando

Involontar toccò, la palpebra sua proprie guard’intorno e l’erba, appar colore viola Il mare è porporino, e il Tevere annerito in mezzo sta il vascello, il popol è sul rivo una folla di fantasmi, assiepa quel pontile

È buco circolare, di rosso striato in nero Diametro quaranta, centimetri che apre su galleria scavata, percorso irregolare par fatta da lombrico, in lento lavorare al centro della grotta, vedo afro Nzamé che danza sulla terra, cambia pelle che diventa più figure, cristiane con pagane Buddha Shiva e altre, scorron a fiumane immago bruno-rosse, fluttuan sulla volta Riflettono le teste, rossastre della grotta indican pareti, con segni in molte lingue estinte sconosciute, ma tutte ben distinte Pamel ha sensi colpi, decesso della nonna

in lunga fila sale, su quel velièr gentile Angeli al timone, alle vele e le gomene la nave prende il largo, verso le maree
Il taglialegna seppe, vicin appresso folla le anime dei morti, giungevano tal porto ad imbarcarsi verso, il purgatorio mondo Visione a lui concesse, lacrim moribondo finito mio soggiorno, riparto da Grosseto cendo sulla costa, del rasna mar Tirreno alle rive del Biedano, mi fermerò in ritiro al tempio Therabuti, scuola col giardino assiem alla Pamela, voglio qui purgare chiedo lor custode, permesso meditare là stavà Mallendi, un ganga per guidare sessioni con tre notti, a guarire ritornare “Lasciate far la pianta, amici d'avventure

ma poi sente leggera, forza che rinnova
la vede nello specchio, piano fà invadente

s’apre porticina, un sorriso poi l'attende
Nonna appar radiosa, Pamela cuore piange abbraccia l'emozione, scalda piano espande sparisce tale scena, Pamela l'occhi asciuga

s'apre un altra porta, è cugina deceduta scema la sua colpa, si sente perdonata1
ha fatto lei la pace, còn sua psiche innata

dimenticate angosce, timori e le paure appuntamento giù, ore 10 in sala bona puliti e preparati, Sesto passa in zona Paura d’invecchiare, e paura di morire
Tago nello specchio, Pamela può guarire da vecchia educazione, d'ansia e d’assillo trauma della morte, del primo nato figlio “agitati globi rossi, mi svegliano in paura visione mi ritorna, più volte ugual fattura duràn vision parlavo, molto e facilmente capisco esprimo tutto, paradossalmente

Ognì nascosto peso, sale sù ogni volta al fine vomitare, e curare quella porta Tutto risaliva, e usciva ad ogni viaggio come un ascensore, per carichi portare
Durante le sue pene, vede tempo e data Ricorda avvenimenti, per fare sviscerata
1

Pamela s’incolpò di non aver visitato la nonna quan malata, inoltre, accumulò sofferenze per maltrattamenti e punizioni immeritate da altre persone, sviluppando disaddamenti. “Ciò che la radice non ha guarito l’ho vomitato, la conoscenza di Sé non si dà facilmente e prender coscienza dei nostri schemi ripetitivi è una psicoanalisi condensata che mi rende iniziata”

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si sente più leggera, Pamela è liberata Segue poi la notte, de là ricostruzione

i muscoli sono tesi, pur i pensieri interni Vedo irromper lampi, luci in tutta fretta Riparte una visione, locòmotiva vecchia che tira dei vagoni, di merci avanti a me Ognì vagon un tema, della mia vita in sè

Radice avvolta in miele, caoline le visioni Davanti d'uno specchio, aiutan soluzioni1 Vedò sfilar dei visi, famiglia intera vedo Visi e ancora visi, d’epoche e ogni regno dimmi bello specchio, questo pure quello Miei figli e genitori, nonna e mio fratello Mallendi vien vicino, ciascun ad aiutare Chiede di visioni, intraviste negli specchi riposo senza sonno, m’alzo a piena forma in calme passeggiate, simposio mi ritorna

Amici e avvenimenti, famiglia e militari
Vagoni apron le porte, con contenuti vari son film riassuntivi, mi parlan di soggetti

ritrovo sensazioni, in più rapidi concerti
Sento mio disgusto, piango con singhiozzi vedo me marmocchio, corro in fondo pozzi chiudo gli occhi e, comincio altro viaggiare La notte passa lenta, la luna ad aspettare fluttuo su mio corpo, pneumatici ora sento

Pianta dopo mesi, sento ancor pulisce
usa pure i sogni, gli amici e la mia bici Or vedo avvenimenti, diversi della vita In luce positiva, che tutto prova invita

i clacson mormorii, automobili su asfalto Lucido io sogno, io so che sto sognando
Suora accanto a me, m’innervosisce tanto Vado a impicciolirla, ora posso contenerla Cresco e allor gli grido, lasciami tranquillo Gusto il carpe diem, della mia vì presente

digiun 24 ore, io Seba faccio un bagno Mangio la radice, un amico mi sorveglia un cucchiain di scorza, radice grattugiata molto molto amara, l’inghiotto poi tritata

è amara come fiele, decotto pure forte
riesco ad inghiottire, unà decin cucchiai Mi stendo sul bivacco, sento di fluttuare Emette suoi fotoni, bicchier tisan’amara

Al mio risveglio ho, ricordo persistente
Mi sento pur gioioso, pien di gran fiducia strangolar la suora, in sogno pur mi cura sogni più importanti, avvièn dopo visioni

vedo le mie braccia, e gambe riposare pensieri vàn da sè, Mallendi si prepara
Pitture bianche-rosse, nutron più legami la musica autorizza, saltar i blocchi vari Sento la coscienza, nell'angolo di testa deve lasciar corpo, in cerca di antenati stomaco ribella, nausea ed apprensione ecco altro cucchiaio, amar a profusione al quarto cucchiaino, Lei inizia lavorare dissipan i dubbi, và il corpo a vomitare via ogni sporcizia, stress e nervosismo

finestre su ferite, profonde ed anteriori
io Seba son piccino, mi vedo da poppante lo scaldo lo accarezzo, piano lui fa grande mio padre autoriario, vietava sin bloccàr

prigioni d'anatema, or sento disgregàr appar un fil di luce, emana da candele
dirige sul mio petto, scalda cuor che vede Cervello deprogramma, fin riorganizzarsi

alle otto del mattino, riesco a coricarmi

ogni aggressività, e psichico bullismo
vomito ogni cosa, fin latte di mia madre spasmi son violenti, lo stomaco straluna vado ad allungarmi, nei tendini nei nervi
1

seconda notte assumo, tisana con il miele moltiplica gli effetti, specchio avanti tiene

vi getta polver bianca, Mallendi a rivelàr le identità nascoste, capaci a mascheràr

Mallendi passa davanti ad ogni specchio, lancia una polvere bianca su ognuno e ci spalma il viso con bianco Caolino.

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Comincia sdoppiamento, parlo con due Io son Ming imperatore, vestito in seta fino Tra eserciti e massacri, vendico la sorte colpe e smarrimenti, s'apron altre porte sopra video schermo, sfilano più imago Mallendi par pigmeo, suona soave fiato passero che danza, vision di mio passato traccia nel percorso, un passato rettiliano

invita poi ciascuno, la danza di Mabunza a fare un gir di pista, la notte si prolunga Iboga dentro dice, guarda quind’apprendi aggiusta la tua vita, a ciò che è vero tendi Difficil giudicare, capisco a suon di scherzi raccontano un percorso, senza far falseggi si nutre dagli amici, ogni tuo appetito vita

ringrazio con bassé! bassé che lor invita Musica qual corda, seguo sopra al vuoto
su essa io cammino, mentre ganga danza tutto intorno a me, per celebrar il viaggio

al suon di melodia, nell’aria par vibravo un piede sul trapezio, in salti mi libravo
comprendo essere vata, ver natura d’aria mi muovo in elemento, d’oralità più varia e quando un antenato, termina sua puja sento l’aria in gola, dell’umido si asciuga sento allor bisogno, dell’acqua sorseggiàr

Filan miei pensieri, a velocità di razzo poi prendo bacinella, a vomitar la bile Iboga fa gli scherzi, mi dice son rinato
l'addome si straluna, purifico e mi stendo Tago vedo dentro, un cuore nuovo tengo

tramite il respiro, entràn escono entità In seguito mi trovo, in un Teatro d'oro
sfoglio e quindi scelgo, tra mille repertòr teatro d'ologrammi, è scuola del domani fa viver a ciascuno, maschere di umani

l'alba in dormiveglia, cado ho le visioni pien supermercato, di ruoli a profusione

schemi e sabotaggi, insuccessi sanno dare Grazie alla radice, ho fermato una spirale

1 Teatro popolare, è catarsi e terapia Scuola e religione, gran gioco d’ironia è l’intrattenimento, mistero del fugace
laborator di scienze, guerra oppure pace Dopo apocalisse, su cosmico quadrante

Radice fa il lavoro, interiore riflessione misti alla realtà, son tuoi vissuti primi

mi dice Sesto piano, attraversi la visione la nascita la morte, poi mondo degli spiri

una clinica ritorna, al teatro dilettante s’entràr volessi pur, da professionista quell’abito dovrò, svestire sulla pista Fuori son chi vuoi, dentro come tutti ricercator di luce, fuor monopoli flutti
Inizio fare gruppo, quando l’io si stanca Le regole rispetto, del conduttore ganga

Rivivi obliati eventi, serbati nel cassetto Conversi con soggetti, parti di Te stesso e plastici neuroni, in sinapsi a collegare attivano cervello, in frattale organizzare

rimostra la tua psiche, in psicoterapia comprendere ti fa, ogni tua patologia
taglia dipendenze, spontaneità riassorbi vita sembra un film, errore vedi e solvi

Mallendi poi m'invita, far un bagno piante Quaran minuti dopo, orecchio sèn ronzio mi veste in perizoma, Tago appare grande Annunzian le visioni, di luce e vari luoghi in musiche di buiti, concentro la memoria Esperienze di passato, sgancian emozioni mi siedo avanti a lui, e inizio cerimonia Rinsalda mio cervello, legami fra neuroni

Radice preme cuore, calore con ardore

freccia m'attraversa, e testa fuor esplode il cuore col respiro, par si fermi e muore la mente si rilassi, Mallendi questo vuole

I condizionamenti, vedi e puoi sganciare Vinci dipendenze, acquisite nel passato Tal fase intensità, lentamen scompare

Dopo trenta ore, nel capogir segnale
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Nausea ed atassia, insonnia vanno via secondo la persona, nell’arco settimane visioni e distorsioni, auditive per più ore permetti il pisolino, và mangiar migliore Seba sii assertivo, non esser arrabbiato Là c’è decisione, qua un confuso stato t’insegnano maestri, la via delle virtù belle o brutte sono, a deciderlo sei tu coltiva l’autostima, Piante ed alimenti

or in villa entro, cancello vecchie tracce legati con la guerra, e siedo sui gradini Rifletto a cominciar, una nuova attività

La villa dei progetti, può riconfiguràr

Vedo ultime elite, uscir da questa casa seduto sulla sedia, è l’astronauta papa morente Dalai lama, coperto su lettiga Siàm tutti compagni, sento mi confida lungo mar mi trovo, sopra ad elefante seguo nel suo gioco, l'eboga itinerante pressi d'una folla, vedo in cielo un tappo dapprima fù sereno, poi prepara strappo S’oscura minaccioso, ed odo suono cupo vedo nubi scure, poi gocce su ogni muro violente tintinnanti, m’innalzo per vedèr

gli Animali tòtem, le danze ricorrenti
In Te ci son maestri, o semplici pastori tutti siamo muse, viandanti pur signori Pellegrino sono, che viaggia sulla terra paura ancor m’ottiene, pur se sottoterra guru di me stesso, guardo mostro antico e Mi scopro ballerino, dal cuore primitivo Ascolto poi Sebango, vision adolescente esce dal camino, assieme d'altra gente bimbi d'ogni sorta, scendono passaggio cunicoli del vento, che suona tal saggio Tirate e sollevate, i talenti in superficie! la voce fuori campo, racconta il divenire Eduscere in latino, è tirar il partoriendo Tirar dalla persona, innato suo talento Mi narra di ospedale, oceani di silenzio malati ed infermieri, che recitan evento di là una sala mensa, infanti con adulti Veston tutti blu, e mangian gialli frutti s'alza uno di loro, e inscena triste nenia infelice abbandonato, corpo crebbe tenia mostra la sua morte, e offre mazzo chiavi che apre luogh'infanzia, agli occhi d'invitati si vede or su piroga, ed entra il tale mondo accorcia le distanze, a cavalcion di tronco nel mar dall’acque alte, pensa sia la fine entra in una baia, e scorge il negro alfine lui spazza sulla riva, lo vedo e lui mi vede riconosciam vicenda, è il servo della villa rinasco dalla gioia, felice corre incontro

Cielo già oscurato, il mare v'accoglièr copron l'alte onde, il sole di ponente
s'abbattono su costa, erodon ricorrente grossi pezzi spiaggia, inzian scomparìr

costa e casolari, al mar si vann'offrìr

Spettacol’oscurante, drammatico eseguìr Sviluppasi la cresta, s’ode un suono ming un immediato scioom, l’acqua fino a costa Abbatte con violenza, ed ogni cosa sposta il Mare avanza alto, erompe in maremoto Spettacolo grandioso, terrifico suo scopo Nessun appar presente, capace d’aiutare Fardello ora mi porto, non posso rifiutare Alzo le mie carte, e un vento mi solleva Mandandomi veloce, arrivo a prima vera Assieme ad altri due, che volano con me arrivo in cima a strada, discesa avanti c’è Vedo mar smeraldo, di là del montarozzo e cerco di arrivarci, sen caderci in mezzo ho un fardel di carte, nuotare non saprei strumenti libri d'aria, in acqua non vorrei mollarli od affogare, è l’amara decisione abbandonar conquiste, frutto di ricerche ritrovo sulla riva, assieme due compagni sopra-sotto sono, mi tolgon dall'affanni
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Tutto si ravviva, è idillio sullo sfondo

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scomodo agli sguardi, in letto mi ritrovo nulla ho più con me, una borsa solo noto la borsa incustodita, avanti la mia branda la prendo come mia, dentro stà bevanda bevanda mi pulisce, ed elimina le scorie a mezzo dei canali, mentali e intestinali son feci come i sogni, rivelan la salute difese e parassiti, che l'emozin produce le piante fan radici, su tombe di antenati attingon la sostanza, o poteri sotterranei trasmetton loro num, sudore conoscenza purgano le foglie, Sesto è in conferenza! Eroe dai mille volti, viaggia con coraggio entro le leggende, è cuori del messaggio la monaca di Dresda, sul mondo profetò al compito è concluso, la porta chiuderò Sesto già narrava, la vita sua in Gabòn al tempio del villaggio, del Buiti mitsogò 2 file di capanne, una grande per il Buiti pareti senza porta, un palo al centro vidi

Tal radice iboga, vien pure preparata col succo di canna, latte o vino palma vomiti e amarezza, questo ben riduce Masticare è prova, coraggio riproduce Tonico anti febbri, allevia mal di denti
Iboga qual compressa, è detta Lambarèn usata in depressione, sforzo corpo mente Malattie infettive, astenìa convalescente Interessa l’alpinismo, esplorator sportivi

ciclisti e marciatori, campestri militari
è un eccitante che, riporta nuova forza tre compresse al dì, ne fuon la risposta l'Ibogain principio, del MAO è inibitore Defatican calmante, vince dipendenze prolunga vigilanza, aiuta le onde lente l'usa tradizione, purgàr vita incoerente

Oppiacei e cocaina, con alcol e tabacco persino anfetamine, Lei riduce in scacco lo stimolo impazzito, in rilascio dopamina

lei ben normalizza, ad arte come prima Dopo assorbimento, d'iboga o ibogaina Segue lunga fase, di un lucido sognare

attorno la cappella, eboga è coltivata
arancio frutto seme, sotterra seminata poi vien dissodata, divisa con machete infine scorticata, pazienza ciò provvede

ingloba dissipando, traumatiche memorie così l'ego profondo, si sgancia dalle noie L'iniziazione al Bwiti, è rito di passaggio dall'adolescenza, all'adulto nome saggio gruppo riprogramma, la nuova identità bimbo or condivise, normè in comunità

radici sono attive, dai quattr'anni età la principale cresce, senza noie varie

in buche laterali, il raccolto van scavàr per asportar soltanto, radici secondarie

a mezzo di coltello, puliscon la radice grattano la terra, sminuzzan superfice e seccano all'ombra, la parte grattata
a pezzi il restante, in decotto vien data conservano corteccia, amàr polverizzata ingerita assieme l'acqua, piccine quantità

L’iboga condiziona, pluralità esistenze
Tempo non esiste, l'uomo è donde viene incarna si reincarna, piroga è transazione Perdur parecchi giorni, radì masticazione

tonico completo, ha effetto stimolante senso leggerezza, il tempo è dilatante a dosi crescenti, visioni effetti intensi
assieme più disturbi, sudor tremori senti secchezza della bocca, cuore accelerato misteri del rituale, tutto han controllato

Iboga suggerisce, linguaggi equivalenti Rosso e bian caolino, sono Siva e Sakti Tago appar folletto, trova le sue terre
e all'origine e alla fine, di tutte le libelle Tabernanthe iboga, è tropical cespuglio di Babongo e più, tribù del fiume Congo Yapukiliwa è detta, cugìn sua brasiliana albiflor ed angolata, e Tabernàmontana
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Sesto qui si ferma, e fa parlar Mallendi l'incontro che lo vide, in volontari tempi Mallendi narra miti, di origine di eboga beve il caldo vino, e siede nel suo yoga Pigmei conoscitori, delle foreste Congo amici intermediari, delle radici mondo Insegnano segreti, a mezzo di visioni

Sale il gioco sale, dei mil perché connessi Ogni cosa all’altra è, legata sen commenti Bwiti par coscienza, di umana discendenza del culto universale, appar la quintessena

è tempo cerimonie, a risolvere conflitti
il ganga mediatore, concilia negli accordi

nei canti chiaman fatti, di vite degli afflitti

ai loro discendenti, fratelli posteriori

ciascuno parla di, problemi e disaccordi
Unione ed armonia, del gruppo necessari a successo cerimonie, spir’insieme chiami Banza Corpo Guardia, è la casà del Buiti quà sotto alla Vincella, vi narro fatti vivi

Dibenga cacciatore, della tribù Missoko vide un porcospino, raspare una radice scaglia la sua lancia, su carne d’animale

Estrae poi l'intestine, buon medicinale
Sul fuoco li cucina, mangia amara carne a letto se ne và, si sente un poco strano nota un auditorio, effetto uguale all’eco distante poi va fuori, alla luna fà ripiego Rivede scena caccia, l’arbusto visualizza il giorno dopo torna, a capir la situazione incontra ora pigmei, disposti tutti attorno lo guidano graduale, a capire suo ritorno Gl’insegnano foresta, cosmo ed elementi gli dan radic'iboga, somministrata in dosi una volta divenuto, padron della sapienza Torna nel villaggio, trasmette conoscenza Inizia presso Tsogo, un Bwiti senza Iboga Bwiti vien da ebweta, emergere arrivare Eboga è da boghaga, ovvero traghettare Tsogo nella cura, e nel culto và adottare

Nzambe-Kana un dì, rivela di cercare

arbusto di foresta, capace a traghettar chiese ai suoi fedeli, di far la cerimonia al fine di trovarlo, e veder umana storia or Bwiti gli antenati, invoca come guida durante la ricerca, dell’êbôghê in foresta quindi ha sviluppato, var stil cerimoniali

l’origine si perde, tra i rivoli ancestrali Tsogo etnia bantù, ha società segrete
unisce inclinazioni, e attitudin personali villaggio e la foresta, han regola diversa Primo è la ragione, inconscia è la foresta Disordine apparente, defunti ed antenati Geni femminili, Ya Mwei di corsi d’acqua Tutto appare sacro, è visione panteista l’umano di 3 parti, alfine tien provvista Il corpo è detto oto, lo spirito è ghedidi l spirito tien ombra, ghedi-nadina detta Ghedidi dopo morte, è in culto familiare invocato in ogni rito, esce a mascherare1

Bwiti è lunga scuola, filosofia di vita
Mwiri la prosegue, è forest’ecosistema in Kono poi finisci, è laurea dottorato Màllendi la foresta, qui ci ha riportato

vibra la foresta, in Buiti sottofondo
piano ti trasporta, l'arco del Mogongo

l'Uomo terra-mondo, degli antenati là
Richiamano il Bokudu, o mito originario Tappe di creazione, dell’universo Tsogho da ciel agli antenati, a terra umano luogo rettangol capanna, di legno con corteccia aperta una parete, antenati fanno breccia una coppia genitori, di tutta razza umana ecco nell'ingresso, Disumba-Zambe Kana
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lezione interattiva, è botàn filosofia la storia di radici, di umana sintonia
Bwiti come scuola, svela gradualmente talvolta chiede prezzo, riapre la corrente Tu parli e fai domande, ricevi poi risposte Ognuno può parlare, aperte son le porte

i ghedidi divengono mighonzi, antenati con maschere di rito

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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il tetto a foglie palma, bwenzè è sagrestia

Piccola stanzetta, che un iniziando stipa scendi nel Mogobe, qual vermi intestinal nascita e trapasso, è cranio al candidato discendi alle cascate, sopra fino al fiume
bicchiere con bevanda, aperto e mescolato d’allora cominciò, il bwiti a noi comune” in gerarchia Missoko, arriva lo straniero poi diviene bandji, colui che ha visto intero poi divien makagha, esperto in cerimonie alfin Nima na kombo, l'iniiziazione muove Ngenza e ibog'assieme, riportan a foresta ch’è libreria computer, farmacia più desta maestri or gli elefanti, insetti e scimpanzé con gli alberi e coi fiumi, insegnano per te Nzambe Kana vièn, chiamato in cerimonie Koumba con Dissumba, omo-prima donna Accanto agli antenati, ci son genì e folletti Mare e corsi d’acqua, foreste ed elementi Montagne cosmo intero, ovver radici Buiti Sole detto Kombe, la moglie Luna Ngonde Minanga e Ngadi sono, stelle e lampi figli Dissumba primo ramo, di bwitisti insigni Iboga è lo strumento, non lo scopo in sé Canoa che lungo fiume, scorre dentro te più foglie di banana, fan torcia di Okumè ad illuminar la strada, la vista tracendèn Dibenga primo nganga, presso gli Tsogò chiamato pur Mapenga, presso Babongò Antenato le cui dita, sepolte sotto terra Originano eboga, arbusto che ci afferra presso i Fang pur, un pigmeo scompare la moglie và cercare, col suono musicale così trovò le ossa, ai piedi iboga arbusto una voce poi l’invita, mangia tuo defunto Così potrai parlare, all'arbusto tuo marito gradual inter villaggio, segue stess'invito suon di madre arpa, echeggia dai fondali figlia di Mogongo, Mosuma viene ai piani sale alla nazione, che guida nella morte cade nel Mogobue, cioè fiume vibrazione amar radici ingoia, le pene e più fantasmi ascolta suon radici, di arco arpa e sonagli

Seduta ella rimane, e inizia a fare sogni:“

Mallendi da bambino, girava per villaggi assieme a suo papà, curava i mali sparsi più grande vola via, sposo a una francese mette su famiglia, continua Buiti imprese a Ginevra poi conosce, Nìma detto Sesto là per il congresso, sul volontario intento scambiano l'un l'altro, modi d'assistenza a giovani alienati, da tossi-dipendenza Sesto và in Gabòn, inizia al culto Buiti stasera ci trasporta, negli africani miti mentre Mallendì, suona col mongongo ecco la piroga, viviamo il suo racconto Rivivon gl’iniziati, un Ciclo di creazione scoperta di radice, da parte di Banzioku Banzioku prima donna, or èl'arpa ngombi risuon insegnamenti, di spiriti oltremondi cantaci or Nimàl un canto del Mongongo avuto alla visione, tu Sesto dei Babongo Narraci antenati, e la genesi del mondo la nascita del buiti, e l'umanità di fondo L'arco tende e vibra, niente ancor esiste l'uomo non è ancora, pensiero di Nzamé ancora non è nato, Nzamé là dentro l'uovo assieme l'altri 2, attende un segno nuovo or l'arco dei babongo, inizia tende e vibra una lunga melopea, nel vento piange grida la corda ha già 3 nodi, il vento soffia forte lampo figlio al vento, ha rotto l'uovo sorte ..cola via placenta, e i tre son fuori Pange i primi canti al vento, Nzame grida piange sorella sua Ningone, e suo fratello None seminano il vento, di pazze grida nuove è notte e l'acque nere, gridi ed arpa và il sole con la luna, lor tempo può iniziàr e segnano l'inizio, la fine di ogni cosa Dio scende sull'acque, voga su piroga
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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e iniziano il lavoro, termiti della terra Nzame l'ha create, a lavoro sottoterra compion lentamente, tutta la missione l'uomo con la donna, trovan posizione l'acqua và la donna, l'uomo va la terra acqua rest'aperta, all'uomo che l'afferra Evùs è la placenta, sepolta alla boscaglia che a volte si ridesta, e inizia la battaglia Mebeghè al principio, pose l’uovo-feto nel caos originario, Nzame n’era uscito solo lui piangeva, e Mebeghe gli ordinò di smembrar il corpo, e mondo si formò Esce poi dall'uovo, sorella sua Ninegone con gli orifizi in corpo, ancora tutti chiusi infine il pupo None, venne al suo natale resta la placenta, e cordone ombelicale

Da questa unione poi, discendon i mortali poiché soltanto Nzame, sa fare l’immortali Evùs a None insegna, ogni forgia di metalli gli dà primo soffietto, e mostra raffreddarli

Nòn può fabbricare, attrezzi a non finire
nell'acqua di marmitta, d’origin femminile Mebeghe vede tutto, frutto trasgressione del primo suo divieto, terren ripartizione allora invia Ekurana, per attaccar l'Evùs lo getta sulla terra, assiem a umani pur gli uomini implicati, fan combattimento Vivono nel sogno, illusione del momento Ningone con Evù, rubò poter del mondo Viene condannata, portar la ter in testa accadon tali eventi, a cospetto degli Dei poi su prima coppia, o umani loro alfieri

Presero la forma, due esseri in un solo
Evùs tiene gemello, Ekuran l'antagonista i 2 gruppi danno noie, conflitti d’interessi Mebeghe ruoli assegna, chiari ed indefessi Nzame è incaricato, produrr natur ed uomo a sua imago poi risiede, in uno dei quadranti ai due punti cardinali, sòn None e Ninegòne Evù nella boscaglia, nessun sconfin altrove dio Nzame inizia poi, a produrre umanità Ningone và gelosa, viaggia alla boscaglia alla palude arriva, e invita Evù a villaggio apre le sue gambe, lui penetra passaggio

i miti ereditati, convergono ai cristiani nel patrimoni Fang, Buiti và in sincresi
Mukengué-Mogongo, or è Adamo ed Eva

Caìno con Abele, avràn moglie Teresa1
Geloso del fratello, l'uccide và in foresta Mogongo la mamà, gli da seme d’eboga Così potrà vedere, il fratello suo defunto

e i propri genitori, dopo morti appunto Legge dell'Evùs, è visione conoscenza a mezzo sacrificio, d’un proprio parente

cresce piant'eboga, su prim Adamo morto incarna Mukengué, è Jesu Nzambia-Pongo

Gesù figliò d’Egnèpe, Maria reincarna Eva Muor sempre 2 volte, in Adamo poi Judea Mangia allor la capra, davanti sua capanna prima d’incarnarsi, Gesù ha Ekurana frère Finirono le capre, ma Evùs ancora ha fame Bibbia con eboga, scelser chi appartiene chiede la sua figlia, che muore come pane

l'Evùs all'indomani, le dice di aver fame

Ningone e None dei Missoko, diventan Mukuengue (fungo, Adamo-Jesù) e Mongongo (arpa, Eva-Maria) presso i Fang. Cresce la figura di Caino (uomo-tra-la-vitanon riconosce più, il suo natio villaggio e-la-morte Abonà -Litogo), simbolo del popolo nero che, capisce che l'Evùs, è qui dalla boscaglia accusato di fratricidio, riceve la possibilità di redimersi e e l'arte della caccia, soddisfa la sua pancia chiarirsi con Abele. Infine Massana (Teresa), è la donna comune sposata dai due fratelli secondo il costume e Nzame si ritira, deluso dal suo mondo diffuso della poliandria Fang. Nzambia (Jesù) prima di Donna con l'Evù, fan leggi a tutto tondo venire nel seno di Maria (Egnépe), era vicino a Dio, Ningone s’avvicina, al suo fratello None assieme a suo fratello Ekurana (Michele NzambiaVanga). Solo lui (primo uomo), ha peccato e ora mostra la Desidera un bambino, prim incesto vuole via della redenzione e risveglio alla sua discendenza. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 135

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Nzame poi ritorna, ignaro dal suo viaggio

Jesu scelse primo, prese bibbia e vino
scese presso bianchi, accolto con inchino volle andar dai Neri, e i Bianchi ingelositi L’uccisero pertanto, Michèl l’ha redarguiti Michele con Eboga, scende insegnar buiti Un seme seminò, su tomba di Mukengué

e naviga radice, dell’Africa che espande
Barca che ritorna, dal fiume Congo grande Sarvognan de Brazze, chiuse esplorazione assiem ad un pigmeo, Mumba fa di nome Mbumba è nom feticcio, crani d’antenati coppa di alleanza, tra umani e naturali Sesto dice è il ventre, l'utero del Buiti Buco ch’è scolpito, nel palo dei conviti

Fratello tanto amato, radice di Nzamè Michele è l'Ekurana, e Jesù vuol rivedèr

nell'Africa centrale, Dio Padre tien due figli Lungo vie commerci, nascono cappelle Maggior ha pelle nera, minor invece bianca emerge identità, in colonia ormai ribelle Un dì Divin decide, insegnar ai figli il vero matura fin l'azione, di stato indipendente trascrive su 2 libri, tuttò il sapere intero e sveglia coscienza, curando corpo-mente a ognuno ne dà uno, l’esorta poi a studiàr I due figli pien di gioia, a casa van tornar ma poi durante viaggio, il nero fà popò entra là in foresta, poggia il libro un po’ poggia inavvertito, su arbusto dell’Iboga Soddisfa suo bisogno, intanto pare piova la pioggia cola via, inchiostro dal suo libro finisce nella terra, e su arbusto iboga fibro Il figlio nero vede, e pensa che disgrazia! Or ho perso tutto, ma ho fratellino bianco Sicur mi presterà, il suo libro per studiar Giunt alla sua casa, può tutto raccontar Ma piccolo fratello, suo libro fermo nega Se perdi pure questo, cosa mai accadrà! Il figlio nero triste, fa visita a Dio Padre Racconta la vicenda, e rifuti di suo frate Dio comprende tutto, dice che il fratello da sé comprenderà, l’egoico trattamento sappi o figlio nero, che vèr non può morir cerca dov’è andato, inchiostr a scomparir D’allora figlio bianco, nel Libro legge vero il figlio nero mangia, l’arbusto del sentiero radice dell’Iboga, su cui caddè l’inchiostro nel culto derivato, d'eboga e possessione già stimola visione, possessio guarigione quello dell’Ombwiri, a prevalenza donne una cura dei malati, in eredità raccoglie1 Ombuiri aiutan tutti, là in Africa rurale aiutan discendenti, alla transizion sociale Dinzona prima Donna, fù albero Motombi il legno suo darà, Mogongo ed arpa gombi Inizio con Mallendi, esperienza Missogò in privazion di sonno, e privazion di cibo ad acceder a più sogni, ludici e coscienti

si da comunicàr, compagni lor discenti
L’azion cerimoniale, si snoda in 3 sentieri strada di villaggio, chiamata pure mbanza lo spazio nella macchia, detto pure nzimbe in palizzata in tronchi, confine bene cinge Tempio Buiti mbanja, è il corpò di guardia Grande casa in legno, aperta su di un lato Rifugio e intimità, scuol d’ogni passaggio2 assemblea cappella, e riunioni di villaggio Ricevon qui gli amici, e stranier visitatori avanti tien sculture, una trave con piroga totem è piantato, al centro entrata-uscita un fuoco in una buca, arde scalda e guida
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Verbo di Nzamè, che vive in ogni posto
Incontro d’antenati, la guarigion procura è importante tappa, nel cammin di cura quan Buiti si diffonde, fuor delle foreste entra denro l'urbe, a curare igien e feste

Le donne, assumono iboga in piccole quantità, poi, guidate da geni, fanno diagnosi e cura di malandati. Ombwiri, dal 1950, diffuse tra i Fang e, visto il successo, le comunità Bwiti crearono brancheinterne per adattarsi ai bisogni del popolo: malattie, sterilità, disoccupazione, alcolismo, depressione .
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Appello di riunione: Bandji na nima, na kombo, bokayé! LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 136

il palo od ombelico, sento chiama il cuore su d'esso sono due fori, rosso bian colore in alto nasci al mondo, vien da sottofondo

in basso fai ritorno, nel sacro girotondo
tempio forma d’uomo, tien trave centrale Che sostien il tetto, è colonna vertebrale Il cuore n’è l'altare, la sagrestia la testa

entrano nel tempio, in cor responsoriale Dopo un certo tempo, iniziano a cantare D’arpe accompagnati, gruppo fa omelìa Istruzion di circostanze, per tener la via Kombo sacerdoti, più svegli resteranno Radice pure a bimbi, l'offron granellino Il Neofita è portato, al centro della sala I fedeli alle pareti seduti come in gala

Porte son orecchie, fallo è palo a festa

seguono domande, rivolte all'iniziando da interno vers’esterno significa incarnazio Pubbliche riposte, riguardano i motivi spirito può svolger, sua vita ora nel tempo che lo sospingon fare, tale iniziazione a risposte sufficienti, parte rito azione ritualizzato da, corteo ch’esce dal tempio

Nganga fa passare, fascie fuoco dentro

in cima al palo scorre, una ragnatel di fili su cui corrono geni, o numi oltre confini la trama sotto tetto, veste in foglie mais tempio appare corpo, pulsante nei rituali Viaggi in altro mondo, tutto equipaggiato In destra man clochette, producon crepitio Il cast a centro mbanza, ai fedeli si rivolge Seduti alle pareti, nel cuor tutti coinvolge Siedono gli arpisti, cima al fondo tempio Arpa tra le cosce, con testa vers esterno ai suoi lati son i due, suonatori del bâkê Batton con bastoni, creano il ritmo che viene accompagnato, dall’arco musicale per recitar il rito, del mito Nzambe kana due tamburi verticali, ai lati fondo tempio Stimolan le danze, dileguan ogni scempio Sonagli con due uova, pien di grani secchi sul manico infilati, accompagnano discorsi vi son pur dei biomba, cioè corni d’appello Chiamano antenati, e astanti al carosello Ngombi e Mongongo, sonagli e scopette Campanelle e fischietto, di osso d'uccello Sbarre-anaconda, tambur pelle e tronco Fanno un orchestra, finestra sul mondo Nzimbe l’assemblea, inizia processione Arrivan gli inziati, vestiti di ornamenti Pagne fibra rafia, bande in foglia palma a coppia son legate, lor agitàn sonaglia

or è accompagnato, dentro alla foresta Confessa la sua vita, agli spiriti di festa Buona confessione, prelude buon visione scatena maremoti, nasconder omissione1 Un cucchiaio dopo l'altro, fanno quantità io vomita ogni tanto, reflusso è separato Su foglie di banano, è attento esaminato Madrina pur l’assaggia, fà diagnosticato Come si comporta, l'iboga nella pancia Ognuno tien suoi tempi, organico lavoro aiutano le danze, e le musiche dell’arpa avvolgono d’amore, come calda sciarpa L’eboga anestetizza, bene il mio palato tien sapor amaro, è detto fiel del guado durante l’assunzione, corpo si raffredda a partir da estremità, cuore pur rallenta Assòrbendo iboga, raggiunsi più visioni più vomiti violenti, il ventre sputa fuori l’andar nell'aldilà, richiede azion morire corpo con gli anziani, e spiri può partire continua sonnolenza, tremor agitazione più lacrime con risa, scende e sal calore anestesia parziale, ascoltan batti cuore controllano mio corpo, e dosano rumore

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Durante l’iniziazione, nei casi di omicidio non confessato, si può giungere sino alla pazzia permanente o alla morte

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Dopò cinquàn minuti, effetti sulla psiche rafforzano graduali, in stati più profondi or sperimento un viaggio, ai limiti dell’Io Appare l’altro stato, che nima testa fino1 pur anziane donne, smuovono mio corpo tende a irrigidirsi, mi fanno scioglimenti articolazion del collo, dita mani e polsi al sole diurno poi, lo metton ad esporsi sensazioni freddo, pervadon esperienza vedo intero campo, espande la coscienza fenomeni speciali, e udito a gran distanza mi prendon più visioni, di luminos'istanza

Chi cerchi tu straniero? allora io rispondo Buiti sto cercando, e le voci assumon corpi ripetono domanda, e rispondono nel cuore Buiti che tu cerchi, siàm noi dell’anteriore incoraggian mia ricerca, “il Buiti troverai continua la ricerca, non scoraggiarti mai” voce poi pronuncia, mio nome d’iniziato nel dialogo antenati, io sta immobilizzato Arriva ora l'incontro, con entità più astrali mi fan ugual domanda, esser straordinari Rivelano mi trovo, nel Bwi villaggio morti ascoltano risposte, presentan nom e corpi Il primo si presenta, sono Nzamba-Kana il padre umanità, e prim’uomo sulla terra l’altra a sua sinistra, dicè io son Disumba Madre a umanità, e prima donna oriunda Villaggio della Morte, aumenta di scintille La palla fuoco sole, scende prende forma Kombe si presenta, e m'interroga neofìta sulle ragion del viaggio, poi mi si confìda Son il re del mondo, tuo essenziale punto Ngondi la mia donna, voi là chiamate luna le stelle le Minanga, ovvero miei bambini Buiti è ciò che hai visto, qui coi sensi fini

tal Buiti mi prepara, a viver mia morte
Come un camminare, ne fà serena sorte

i Fang han calendario, cattoli parallelo2
Stesura di richieste, chiarisce le mie idee dipinto col caolino, sdraiato vò a vedere i fatti e le storielle, nel lume di candela Viaggia mia piroga, su note d'arpa vera il fiume di confine, lo chiaman Nobosue Ricordami lo Stige, alla luna chiara luce

3 notti della Pasqua, rinsaldan cuore nero

si snoda tra foreste, e svariate civiltà

Si affaccia sui deserti, e riflette umanità segna suono ngombi, fine di quel viaggio l’arpa sacra che, assiem a suon mogongo apre e chiude corpo, per l’anima transire han funzioni opposte, i sensi sann'aprire Anziani sopra fuoco, arrostan semi zucca esplodono con scrocchi, e spirito trapunta Soffio mi trasporta, a villaggio senza fine e sento delle voci, che invitano a chiarire
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dopo aver parlato, mutàn Sole e Luna

diventan un ragazzo, e una ragazza belli Mutan nuovamente, col tuono a dileguàr Torna calm ovunque, e gli altri a salutàr dopo tal passaggio, vò isolar dal mondo fin tre settimane, neonato a tutto tondo il Buiti è un al-di-là, morte e iniziazione s’apre solamente, a inizio e conclusione Il battesimo d’iboga, a radici vita porta è dialogo diretto, Je suis mistero forte Ciò mi aiuta a stare, saldo alla visione intenti chiara vita, o adulta iniziazione nall’iniziazione, ho un pantheon colorato il gruppo bene crede, se stesso rafforzato per tramite dei spiri, con nome or invocati in cima è l’antenato, creator di noi mortali
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

“un effetto d'iboga è il lento raffreddamento del corpo nell’arco di 20 ore, i buitisti testano sensibilità e temperatura di vari punti del corpo con ago e fiamma di candela. Se il neofita o paziente non reagisce, l’assunzione della medicina termina, il corpo è disteso a terra su stuoia e sorvegliato nel gran viaggio; kombo e nima si fermno nel giusto momento un pò prima della dose letale specifica per ciascun individuo. “ 2 Vanno a Pasqua, Pentecoste, Ascensione, Natale, veglie funerali e i fin settimana, per rafforzare i legami di gruppo. Padre Neu scrive nel 1882: “agli iniziati ogni caro desiderato, può apparire nel mezzo d'una foresta o nella folla. Numerosi Europei del governo, van alle cerimonie incuriositi a vedere coi loro occhi persone defunte che hanno chiesto di vedere".

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io vivo da iniziando, unà divin commedia Traverso purgatorio, con vomiti diarrea arrivo al paradiso, con vari e var livelli chiamali pur chakra, dei vortici tornelli arrivo in un villaggio, ricevo educazione mutan personaggi, ma dialogo è lo stesso poi vengo ricondotto, dal vento sulla terra M'accolgono l'anziani, e gioia lor m'afferra la danza di Muenguè, questo rappresenta Ricerca di una nuova, forma di esistenza L’anima del morto, danza nel suo viaggio

In bocca suonatore, suona il cosmo nuovo Obaka riproduce, lo scricchiolio dell’uovo mio nome da iniziato, sento chiaramente

lo sento e lo ripeto, lo canto ricorrente
un sapere si rivela, piano gradualmente Bwiti appar il cuore, del collettiva-mente danzano le yombo, sonagli e campanelle Frenetiche ritmando, il ventre col sedere nella notte ha luogo, il festival che attira

curiosi compaesani, al tearto della vita in canti gutturali, l’uovo fa nga.nga.nga in foglie di banana, bollito con contorno
Partecipo a missione, agli amici risvegliar linguaggio che ci guida, a compreder edikà Edika attorno al pasto, un rito arrosto pollo

nell’aldilà e si ferma, nel Buitì villaggio
ogni volta che, qualcuno muore in terra un altro nasce in cielo, stella palla bella L’uomo con orpelli, torna e si reincarna ad essere Mogonzi, uomo sàn che balla il Bimbo sognatore, mi arriva su piroga filosofia africana, mi scarica ogni scoria Rivela a me chi sono, chi ero e chi sarò nel gioco d'ombre-luce, scopro già lo so Domande con risposte, fan apparizioni lampi luminosi, pensier come intuizioni vedo poi sfilare, gli avvenimenti in vita scopro il loro senso, chiarito alla trafila canti con le danze, affermano messaggi dan voce musicale, nell’arpa interpretati l’ombra d’antenati, è l’arco di Mongongo indica ai Babongo, ponte ad altro mondo

dopo il pasto èdika, io divenni un ganga uovo e pollo arrosto, vamos a gustar
Ganga rompe noci, per gusci a oracolàr Iboga aiuta il sonno, e fatica sopportare pause concordate, riposo e chiaccherate Cosmo e attor riuniti, Buiti han realizzato Potere o regno Evùs, abolito e districato Sempre trascinato, da musica di ngombi io vedo e ripercorro, il tragitto d’orizzonti vado in corsi d'acqua, ancora processioni vivo danze e fuoco, mascher possessioni

Una festa Bwiti, alla notte può iniziare

Esperire iniziazione, di fede è l’officina

la mente vegetale, presenta sua dottrina fa vomitar più dubbi, riallaccia l'antenati Riporta l'uomo al cuore, di grupi ritrovati il Buiti è religione, gran tempio universale apre le sue porte, a chiunque vuol curare

quan le prime stelle, fan buio rischiarare inizia con raccolta, calma e poi Mighonzi spiriti chiamati, coi canti a far confronti Ebòga alber di vita, ci manifesti amore Caccia via da noi, l'ombra il malumore con tua calda luce, rischiaraci la guida il sentiero vita eterna, Eboga ci confida
L'arpa a otto corde maschili e femminili, è parola resuscitata.

rivelasi nei sogni, e duran più malattie

cura col messaggio, interiore mio soffrire strumenti musicali, ricreano tempo sogno Dissumba è terra di quaggiù e il Buiti è il regno originario. Lo scoppio dell'uovo pluridimensionale è l’uscita del bimbo Mogongo la parola, crèa ed esce da bocca1 dal ventre della madre è lo scoppio del cadavere nella tomba
duran la fase Nkeng. Mobakaka è colpo d'obaka che sposta la Obaka è il primo ed ultimo sospiro, bo-ka-yé, è la parola coscienza al livello d’esistenza simile a quello degli spiriti, e finale e iniziale di un discorso, è la foratura del cadavere dopo sfugge così l’azione dei beyam, gli stregoni che si infilano alcuni giorni di decomposizione. Evoca l'ultimo rantolo. all’inizio nelle riunioni Buiti per portare agitazione.
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danzano Mighonzi, e torce van correndo al fin comunicare, e chiamare protezione cresce suono e danze, bakè fà l'apripista Apparire di antenati, è l’arte del bwitista crescon i tamburi, le danza delle fiamme mutano le scene, con maschere di canne l’arpa la sua voce, impon al chiacchiccio tra mondi vivi e morti, aperto è l'orifizio Altri avvenimenti, il teatro rendon vivo ciascuno vien chiamato, entro rito fino Luogo della corsa, giù al limite foresta Picchetti fissi a terra, delimitan la festa a fin iniziazione, v’è un dialogo privato al Kombo di rituale, vision ha raccontato rispondo alle domande, miran a scoprire s'io ho veduto bene, bandzi è bene-dire Cibo e lungo sonno, e alfine son rinato nell'esisten terrena, verso normal stato gli effetti iniziazione, dureranno ancora postumi nel corpo, 1 settimana buona Iniziazion buitista, è volontà di andare a costo di punture, insetti o di malarie è nascere in Efùn, morire nel Muengue rinasco in Meyaya, giorno terzo attende Ndama è rito palla, a fine del processo Palla gira il bandja, si gioco con diletto i beati han forma palla, sfera di enegia prima d'incarnarsi, placenta d'ombelica Riuscita cerimonia, dipende da perfetta Esecuzion dei riti, e coreografici dettagli Kombo detto nima, è jolly pure nganga garante cerimonia, se qualcuno manca Raseno ci risveglia, al fremito c'invita a Siva con la Sakta, lui in amor s'affida tramite d'un canto, io mio cuor appago diventa desiderio, assoluto e t’accadrà rivelazion del Sé, che sorge e fremerà Luce suono e gusto, ostacolo diventa ìn colui che ancora, d'ego si contenta

Penetra ogni cosa, col desider totale Inutili parole, or senti in esperienza Presente in vigilanza, stabile rimani pur nelle realtà, di ier oggi e domani pure s’affamato, avrai il cibo più sazio pur in debolezza, raggiungi realizzazio se scoraggiamento, sfiora nell'impegno tuo cuore riconosci, come sol sostegno privato del potere, d'oscure forze d’ego giocattolo diventi, dell'energia dei suoni preso al loro campo, in lòr mental’imago Dimentichi l’ambrosia, o libertà d’innato1 Uomo fa esperienze, legate alle sue idee fatte da intelletto, e perpetua le catene poter della parola, pronto ad offuscare la natur del Sé, profonda ed essenziale se vado ignorando, mistero profondo Recito invano, ogni Veda del mondo e mantra coi salmi, offerte di fuoco Senza i misteri, è fumo che invoco se inganno l'amici, puro ed impuro è arbitraria morale, nel loto seduto denudo poi corpo, vò cranio rasare fò solo un teatro, e buffon luminare Se i chakra e mandàla, vò meditare e dibatto se spazio, sia o nò vacuità se scindo 1 gioia, in varie più tappe appello a scritture, fatte già grande

Rècitar mantra, o fare più offerte via da spontaneo, a nulla ti serve Via attaccamento, fluisci con cose
sorgente sapienza, vuòl nude spose emerge coscienza, e libera un tutto

nel fuoco della sera, và invitare Tago

I testi van via, realtà resta frutto “Io sono ganga!”, recita appunto
canta mio Seba, il cuor è trapunto

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“Il seme dell'ignoranza è causa e sorgente della stanchezza, è dissipato dall'espansione della coscienza di là di ogni limite. L'energia del fremito attraversa il volgare e lo rende schiavo, mentre libera colui che segue una Via” Kallata cit.da Raseno LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 140

siam meditazi, siam già immacolati Mantra abbandona, mandal trattati

un mondo é soggetto, all'illusione in un sol istante, realizzi l’ardore1
se pratica inquina, smetti tormenti dimora nel cuore, di gioie clementi

L'orto come il mare, narra del suo moto perenni le sue onde, schiuma suo risuono susseguon alle forma, identica è l’essenza si frangon alla riva, ritmando la coscienza Sussurra il suo fluttuare, la stor di civiltà cosciente di se stesso, il mare e bosco sa alberga nell'inconscio, e spazi riproduce Qui nel Therabuti, accende la sua luce

delizia di cibi, in bevande gioisci

rilassa coscienza, nell'uno reagisci Tua conoscenza, smetta il giudizio Tuo fremito amore, in 1 abbi sfizio nascita e fine, evoluzio e progresso assiem a nirvana, son privi di senso Emilia pure canta, ispirazion a Thera al cuore ricevuta, duràn tal primavera e Martin traduceva, 1 canto dei Navaho Lei sentì l'intesa, e scrisse questo brano
Thera insegnami, a ricordare il tuo legame Dammi occhi per vedere, e forza per capire e sol qel tuo potere, mi fa affrontare i venti da Te solamente, posso aver insegnamenti or insegnami la calma, di pietre di memoria

Dopo ogni marea, pur ritorna quiete eterna legge sempre, uguale si ripete dopo pace o guerra, l'uomo avanzerà nella imperfezione, la perfezion sarà
mente invade corpo, uscendo da confini addestral esser calma, in semplici raggiri ognuno sperimenti, var gradi di samadhi Bhakti van spontanei, a mezzi canti dati

se busso col canto, o un arpa ngomo
Sette chiese o stazioni, rotanti vedrò Vortici o chakra, di possente energia Dormiente nel basso, oh bella regina! È sposa di shiva, e cerca il suo sposo traversa i sei centri, fedele allo scopo Raggiunto si unisce in un fiore dorato nasce bel bimbo, nel cosmo infiorato avan di svegliare, il drago nel porto Preparati bene, in spirito e in corpo Thera ben accoglie, seduto in amore Yab-yum è respiro, l'orgasmo di fiore

coraggio ed umiltà, dell'albero con storia e la rassegnazione, di foglie dell'autunno fammi sopportare, l'errori e ogni rifiuto seduta e rilassata, osservo mio respiro pur percorro il bosco, persa in ogni filo osservo miei pensieri, segnali di natura

e tutto vien e và, in ondosa partitura
seguo mio respiro, un certo pun s’arresta da qualche parte ferma, presso l'ombelico un attimo si ferma, ma poi riprende e sale Verso esterno ma, la pausa è sacro mare realtà presente ora, è mare calmo e puro blu brillato al sole, canto avanti un muro

Continua binario, a inalare esalare bosco è respiro, ghiandolar pineale
se muscoli tendo, trattengo tensione

nel coccige sento, ronzio calabrone
“Om nàmo bhaga-bata, Basu-dabaya salendo scendendo, respiro m'abbaia Canto alta voce, in Samadhi sabazio Om Om Om Om Om namo bhagavate vasudevaya (bis) Nama Shivaja, Om Nama Shivaja Namo Bhagavate Shivanandaja Namo Bhagavate Vasudevaya Namo Bhagavate Venkate Svaraja

così mi apparirà, un universal vicenda
a rifletter verità, sua semplice esistenza
1

se il numero vario, del capo rotazio

“La fonte della coscienza ti sfugge poiché ti allontani dallo Spontaneo per immaginare una tripla via. Il Vijñânabhaïrava dice: la meditazione è anch'essa una rete illusoria, riconosci l'essenza divina nel tuo fremito interiore; prima di desiderare e sapere Chi io-sono, dove sono, semplicemente tu sei quello! (Je suis nganga), l'unica vera natura-sorgente dell’Io. raseno

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Om Namo Narayanaya (quatris) Shivaja Nama Om Nama Shivaja (bis) Shiva Shiva Shiva Shiva, hari hari hari.. Om Nama Shivaja | shivaja nama shiva shivaja nama om nama shivaja (bis)

Poeta blu cobalto, sei una fata e gnomo Mulino d'acqua vento, Mater Dei rinnovo leggera atassìa, accompagn'inebriamento sei Tago di stasera, tempio del momento Gnomo della casa, sei Tago blu Coboldo un genio che ama pure, rider tutto tondo in comunitari scherzi, ravvivi e ridai tòno mi mostri var insetti, o folletto di Petrolo Fuor dalla ribalta, per quattrocento anni Savia tu crescesti, all’ombra della forre fosti sempre là, durante tutto il tempo pur dimenticata, mai lamen commento

Mantra cantando, Nà-Ma-Sii-Vaa-Ya
vedo i Wanniya, che danzano a Kanda assieme con Sesto, dimentico impegni il respir della mente, par che si fermi Accade perché, in un punto son presa e il corpo richiede, più ossigen discesa il respiro mio torna, al ritmo scorrendo l'osservo a sapere, che sto progredendo

staser Emilia canta, amor della sua savia labirinto e sala specchio, Iside turchese la foglia che Martìn, le diede in dono Sabia aroma del giardino, o rombo del terrore apprende nella notte, i segreti delle piante amante vulcaniana, in mondo parallelo le var consociazioni, nel buio riposante Poeta di veggente, e Luna mio veliero La salvia mi bisbiglia, a volte pure grida mi dice di cantare, si prende la mia voce cammina via mi lascia, pure senza l'occhi col genere di voce, uguale a dei rintocchi Siam noi che dobbiamo, diventare divini Siamo noi che dobbiamo, salvare gli Dei uguali a Salvadora, e i sabi de los sabios in tutti noi possiamo, capir vedere il fato Emil Maria Pastora, idrofita e squadrata Rischiari tu la bocca, e sei l'alba ritrovata d’un anima hai bisogno, vicina che ti stilla Tuo corpo è l'alambicco, da sola si distilla Parli giù nel buio, mi fai la tua lezione soffice o profonda, avanti a colazione mi porti in foresta, di liane rampicanti abbracci con ardore, e penetri coi canti Ami andare oltre, più interazion sociali amica sei Pastora, dei gruppi marginali s'insisto ragionare, mi lasci come psiche La fiaba di Apuleio, pur bène ti descrive Non vedi nessun io, neppure tuo non-io ubriaca in Te mi sento, nuda sen confino mi vedo in relazione, con vari più neuroni e liane han intessuto, più interconnessioni

Person ed animali, son nate sen coscienza rifletti ciò che sono, futuro e mio passato acquistano mangiando, la vegetal essenza già son ch'incontrerò, venuto pur andato tu formi l’alleanza, attraverso mar e monti nel buio mostri tutto, o Kali mia radiante Dovunque vai ricrei, invisibili tuoi ponti mi dici che già sono, tuo Siva copulante Sei verde pastorella, di greggi da guidare piante ed animali, azzecchi a consociare già in molte epifanie, timide o irruente

la Sabia t'incontrò, in oracolo potente

or la luce e le facce, mentali che vedo Sono quelle che porto, in te le rivedo Un posto nascosto, alle foglie non c'è e suono intonazione, tessono per me
fai lucido il mio sogno, Sabia interattiva visibile alla mente, terz'occhio di Shiva sorgono i pensieri, li vedo nel formare Diventano persone, discorsi da rifare
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

vestita da gigante, immensamente antico indosso hai la cintura teschi umani al dito

quando evocata Sei, Tu esigi motivazio curiosità punisci, là in banal assaggio

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Savia verde-paglia, sottil soffio pulito se dici Tu mi ami, innamoro all'infinito Lucertola tu sei, sei nonna rospo e tela aleggi su a Petrolo, da là mattin a sera Donna di Potere, tu che hai visto tutto Morte conquistato, e i regni posseduto Oh Menerva della selva, cantaci la via dell’energia diretta, emana noi vicina Apri ora le porte, agli spiriti antenati Guardiani del sapere, tribù spirituali Donna d’intuizione, della notte nera Rossa bianca luna, che Venere rivela Li baal li tuka Inanna, dicon i Sumeri sei Regin del Cielo, a tutti gli emisferi Dea d’amore e guerra, tu sei fertilità molti nomi tieni, semitica sei Ishtàr

Regina i grandi Dei, tu stani senza fine starnazzi via da Te, su tumuli in rovine loro non resiston, l’occhio Tuo sovrasta e batton ritirata, sguardo che devasta Chi calmerà Regina, tuo adirato cuore? l'alma Tua Pastora, vuol soddisfazione Truppe d’ignoranza, son ora in ritirata la gioia è ritornata, e s’è l’ira dipanata Bambino del Dio Luna, tu fai rigonfiare in soffice germoglio, in tuo abito talare Tu sei mammella, sei MA-TE-RE TE-JA siamo tuoi bambini, figli a Mater theia mia Yapu-ki-liwa, ierodul-posseduta lungimirante iboga, dubbi miei confuta Permetti ch'io canti, canzone dei flutti dopo ogni marea, son quiete e riflussi mar brillato al sole, puro inconsistente aiutami a trovare, il disagio ricorrente vicin la luce giunsi, calore mi bruciava e piano la tua birra, ferite mie curava Qual’essere cabocla, fusa nell’istante Danzami Jurema, in Nataraj costante orgasmo s’estende, in cosmiche rotte Sesso e la morte, son solo due porte Pur raggiunta una, tutto ci scompare Spuma bellezza, emerge poi dal mare L’eterno è presente, vivo e cangiante Ti gusta e ti sente, curioso eccitante Chi vive non teme, sua morte paura un falso pensiero al tempo non dura vita è una scelta, o pura intenzione Perfino la morte, è contemplazione!

Io negli esser sono, l’uni desiderio

matrice di natura, d'ogni vivo imperio

Prìncipio del mondo, e germe di vite Accendo in unione, coscienze sopite
Ierodula Nuganna, e Gaurì sacra Vacca

aquila e serpente, vegliano tua manta
Figlia al cielo An, Bab-i-Li è la tua porta scendi in sepoltura, morto in te riporta Hai visto ed ora sai, tutto in Te riluce Recuperi i gioielli, e torna la tua luce risali dagli infèri, riacquisti tuoi diritti Là il tuo mito eroe, t’aiuta a rivestirti Yapukiliwa shiva, nel cuor mi fai pulsar sgorghi amor cantato, tu navaho Samàn hanna yo we innaio, ahanna yo we innho Inanna yo we neye, yo we inneiye innho Tu emetti le parole, che il fato fan giràr contieni l'Io d'umani, in palmi delle màn afferran le tue mani, espell i Venti scissi

Gonfi inondazioni, e risputi tutti i vizi

degl'esseri tutti, afferrasti il più temuto profòn lo rivoltasti, come un pesciolino alla casa dei lamenti, li fai pellegrinare tutti i grandi riti, sol Tu sai interpretare
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.4 aprile, Seba:

I bombi come l’api, son vegetariani bottinano soltanto, fioriferi essudati Accumulano in nido, solo per covata di femmina feconda, dopo l’ibernata
Regina fondatrice, depone le sue uova alleva larve bombo, in attesa di operaie quando son formate, vanno a bottinare Regina fa clausura, continua uova a fare

un ape magachile, deposita sue uova

in guscio di lumaca, e mura la sua scorta trasporta aghi di pino, li pone a cono tetti a mascherar il guscio, ai predator attenti

bottina più dell’api, lavora bombo a lungo pure con la pioggia, freddo vent'appunto là coi primi freddi, sua famigliola muore qual regina vive, letargo anfratto vuole

l'ape tagliatrice, tien mascelle aguzze
ritaglia foglie a pezzi, sui rosè cespuglie arrotola ad astuccio, in volo le trasporta chiude nella terra, mette uova e scorta

Taras mi racconta, che l'ape solitaria
Scelta di colonia, fà in era quaternaria

l'origine dell'ape, nei fossili di sciami
rivelan sua natura, gregaria senz'eguli

varie piante d'acqua, attiran larve pulci vicin zuccherificio, bottinan saccarosio vespe e calabroni, sono predatori furbi se invece trasportata, in zone tropicali inoculan veleno, non perdon pungiglione raccoglie inizialmente, scorte colossali a differenza d’ape, che punge dopo muore

s'adattano veloci, a vari cambiamenti

portano le prede, al nido a farne pappa
Ghiotte pure sono, di zuccheri e di sfatta

Mandibole taglienti, incidono sui frutti Sminuzzano le fibre, fanno nidi tutti

dopo alcun stagioni, comoda essa scopre inutile gran scorta, se nettare c’è sempre sol dov’è l’inverno, lei accumula energia

al fin di attraversarlo, in semi letargia Una mellifer ape, accumula conserve

rosicchiano le vespe, foglie del canneto mastican le fibre, saliva e suono sfrego ricavan la poltiglia, ch'è simile alla carta fabbricano nido, l'appendon a una grata

come le formiche, per superar l’inverne ligustica allevata, contiene pungiglione la razza melipona, non punge lacandone

Volàn lente vespe, in monotono ronzio
s’attardano la sera, pesanti nel tramonto preecedono le stelle, Pleiadi dell’inverno

Vedo io 3 parti, in corpo d’api e insetti

che turbini di vento, alzan all’esterno
Se vedon scuro nembo, tenebroso sale

Testa con torace, addome ed arti esterni due occhi laterali, composti e arrotondati coperti con dei peli, e vision mosaici dati1

Le Api d'alveare, non si fan lontane

con sassolin in seno, librano per l’aria zavorra come barca, solcan onde d’aria comportamenti vespe, simile nei bombi imenotteri più grandi, l'api son difformi Regìn di bombi fà, suoi nidi sottoterra la famigliola poi, sveglia a primavera

tre ocelli sulla testa, riescono a vedere Dentro un aveare, ciò ch'è lor dovere per cogliere gli odori, calore e umidità
antenne tronco e frusta, posson orientàr

1

Insensibili al rosso, lo vedono come nero. Sensibili invece ad ultraviola che vedono da lontano. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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il torace son 3 anelli, saldati fra di loro
Ciascun ha paio zampe, 2 paia d'ali sono Le ali son membrane, tese e trasparenti duecencinquanta cicli, battono frequenti Le anteriori zampe, intagliano un lunotto a strofinar le antenne, manipolar raccolto le zampe posteriori, munite di un cestello con pettine di peli, bottinan cibo esterno Addome ha 7 anelli, s’innesta sul torace al fondo il pungiglione, è dote femminile

Le api su orchidee, par portano le corna
ampolle ben vischiose, il polline convoglia

le ovaie han inibite, non v'è necessità
in mancanza di regina inizian funzionàr Quando la famiglia, è molto disturbata

un operaia punge, spesso presso casa
se accede poi l'intruso, nel corridoio volo Le api di tre giorni, incapaci son del dolo

i fuchi sono i maschi, del popol dell'api
più grandi di operaie, tozzi ’addomi bassi più lunghe hanno le ali, e volo rumoroso

col melario sacco, riposto nell'addome
e ghiandole per cera, poste sott'addome

inadatti a bottinare, li nutrono a riposo Nascon dalle uova, per nulla fecondate In celle più grandine, a fine dell’inverno Ventiquattro giorni, per diventare adulti Per fecondar regina, non copulano tutti
Duràn bella stagione, fuchi fan convegno in sciami a forma sfera, oppure di cometa Si librano nell’aria, in volteggi evoluzione attraggono regine, con grand'eccitazione

l'intestino medio, degrada gli alimenti

intestino posteriore, accumul escrementi per mesi o settimane, specie nell'inverno

quando si rimane, al caldo dell’interno

operaie son lunghe, fin dodici millìmi Nascono da uova, deposte e fecondate Le mette la regina, al fondo d’ogni cella Tre giorni dopo schiude, nasce larvarella

l'uovo è un bastoncino, bianco e cerulèo Una regin s’accoppia, con diversi maschi

schiude e da 1 larva, più piccola dell'uovo fin chè spermateca, riempie dello sperma questa sta sul fondo, e muove alla moviola Dopo accoppiamento, fuco cade e muore è bianco vermiciattol, sensibile a ultraviola gli organ genitali, ha persi nell’unione

Lei mangia gelatina, deposta da regina La larva di operaia, passa cinque mute
Residui digestione, sono espulsi in fondo Prima di ninfosi, digiuno e bozzo mondo

Vivono assai breve, fin cinquanta giorni producono calore, poche altre mansioni niente pungiglione, le anten sofisticate Sensibili agli odori, son più sviluppate

dopo sette giorni, le celle saran chiuse

hanno grandi occhi, che coprono la testa con un tappo in cera, e cibo vien sospeso presenza e odor dei fuchi, stimola operaie comincia metamorfo, le larve or sono pupe fan guardia protezione, duràn volo nuziale completan dode giorni, ed escono da buche così regina d’arnia, morir non và rischiare

dopo ventun giorni, diventeranno adulte Sui litoral d'Italia, nascono in febbraio cambiano pur spesso, l’occupazione tutte Liberamente vanno, in tutti gli alveari spazzine oppur nutrici, con cera muratrici qualcuno pure sfugge, a eliminazione
Riparan favi e celle, guardiàn bottinatrici Passerà l'inverno, nell'arnia di adozione ogn'ape tien ampolla, di profum melissa feromon profumo, che sventola su pista captato da compagne, serve raggruppar

Vivono sei mesi, le nate a fine estate le altre vivon meno, poiché v’è attività Frenetica raccolta, di polline con nettar

estinguono energie, prima e pure in fretta

invitare più operaie, a uscire bottinàr
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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api stravaganti, van per propria strada piuttosto che seguire, 1 via determinata esploran le sorgenti, sfruttabili d'intorno se trovan fiori ricchi, danzano al ritorno Danza tien azione, eccitante su novizie chiamate a bottinar, sorgenti nutritizie

Miscela di sostanze, gommose e resinose colte su corteccia, gemme appena schiuse enzimi e secrezioni, a balsamo dan forma la linfa della pianta, in propoli trasforma

alcune fan riposo, dopo i vol su e giù lontano dalle danze, lor ozio fà virtù non sono preparate, abitudinarie api ai turbamenti forti, di eventi naturali

Il propoli contiene, sostàn battericide molti antiossidanti, e varie funghicide
enzimi inibitori, del germinar del seme

pur la cera favi, un poco ne contiene
solubile nell'alcol, amoniaca ed acetone tien sapore acre, e variabile ha il colore da giallo chiaro-verde, sino bruno scuro sprigiona sopra fuoco, balsamo più puro1 Usato da più genti, nell'imbalsamazione fù in dote pei soldati, per cicatrizzazione in olio vien spalmato, contro le infezioni rigenera i tessuti, in ferite e pur’ustioni

l'ape è abituata, associàr cibo-profumo colori fior sorgenti, l'inverni uccider fuco

L’ape vive con, l’ambiente circostante le meteo condizioni, seguon la ritmìa di musica a sfere, magnifica armonia Sostanze del fiore, nutron coscienza racchiudono in sè, del sole l’essenza nel favo son poste, in esagonal celle motori d’orgone, han cera per pelle apicoltori e pastori, medesima stella
appare alla pasqua, stagione risveglia

com un orologio, riflette cosmo e piante

in quei rari casi dove, manca sinergia

contatti con la pelle, san dar un allergia L’Acqua propolìs, n’è soluzione acquosa in sciacqui gargarismi, fatti senza posa

più stelle d’Ariete, influiscon sull’ape
Se l'ape è allevata, dall’uomo dipende ma poi allo sciamare, l'istinto riprende

Protegge pur ferite, di ogni potatura nelle piante a cui, re-stimol cucitura
Silice zolfo e sodio, van ad integrare Buon insetticida, ed anti-gritto-game

il propoli e miele, e sciame che accade

Vive in comune, simbionte animale

nell'affumicatore, per calmar le api gradevole d'inverno, nei camini dati
incenso che fragrante, aiuta devozione Se lo impieghi in tantra, o meditazione

si dà in sacrificio, al corpo suo sciame Taras apre l’arnia, rompe quel sigillo Fatto di propòl, e porta lo scompiglio

Cera d'api tiene, gli alcoli con grassi
calòr scioglie fonde, sessantàdue gradi

la raccolta miele, fà in taluni giorni

di luce e di calore, là nei mezzogiorni

in acqua galleggia, la sciolgo bollente
i residui del fondo, do a piante contente

il cosmico furore, esercita un azione
ricorda quand'Emilia, fà dinamizzazione

l'òrganismo d'arnia, tutto viene scosso
come quando suolo, dentro viene smosso

la cera poi fusa, io verso entro stampi se oliati l'estraggo, poi in poch’istanti e l'uso a lucidare, i pavimenti e porte lenire scottature, e mal schiena forte2

quel propoli dell'api, cemèn comunità L’usano a sbarrare, davanti arnie città mastice vernice, spande aroma intesa su ingressi di alveari, a scopo di difesa

1

Friabile e duro a 15°, il propoli ammorbidisce a 30 gradi e liquefa a 60° separando in due parti: liquido aromatico che galleggia in alto, è cera viscosa e malleabile su fondo. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 146

allevano gitani, in bugni ed arnie paglia in accampamenti, ai margini boscaglia

Steiner ben descrive, l’origine dell’ape
emersa piano piano, assieme con umane crebbero simbionti, l’umano con l’insetto Fin che vita nova, prese forma e aspetto intensiv'apicoltura, mio Seba tien principi

l'Arnia nuova in legno, coi melar telai fà la concorrenza, a quella d'artigiani o Seba apicoltore, fai questo domani
l’arnia costruisci, da te con le tue mani con regole e misure, del tutto personali scegli pur la paglia, per favi e materiali Scegli come sede, siepi o avvallamenti ai margini del bosco, microclimi templi da fabbriche distanti, e campi d'irroràr protezion dai venti, e assenza umidità1

spazio per famiglia, adatto a caldi offici
2 piccin famiglie, men miele d’una grande covata a fin inverno, a scorte sia bastante a riunir famil diverse, uso metodo giornale soppeso pur ascolto, ronzi che riesce fare d’inverno l’alveare, è ben non disturbare

leggi solo strisce, sul fondo di alveare2

un ape è disturbata, quando vola in alto se vede testa d’uomo, contro cielo spalto ha stimoli puntura, poiché vede minaccia

la quantità di cera, che vedi sgretolata

Ti dice quan riserva, invernale fu sfruttata

dalle un tetto rami, sopra la tua faccia Le erbe officinali, dan salute a sciami
e integran la dieta, invernale delle api infusi camomilla, melissa e rosmarino menta maggiorana, salvia oppure timo

controlla sui telai, quanti api sono morte
rintraccia se fra esse, regina n’ebbe sorte

se invece troverai, delle api fuchi morti
sappi che la famiglia, regin ottenne tardi questa non potendo, unirsi in vol nuziale i fuchi si mantenne, a lungo da svernare

un forte odor cavalli, l’ape può irritare specie se nell’aria, arriva un temporale
t'insegno far sciroppi, inverno vall'offrire melassa zuccherina, oh Seba fai bollire

a inizi primavera, vò a controllare i teli

veder se c’è varroa, o più escrementi veri posizione e spazio, che occupa che piglia dice quant’è grande, nel favo la famiglia3 se la mellifer ape, la smerciano gli umàn è nota predatrice, disposta a saccheggiar vola assai più ampia, per fonti più lontan pur l’ape indiana caccia, dall'area natural Varroa fu la risposta, che la natura diede l'acar parassita, che scopre nuove prede

i rumori dei motori, accendono furori
disturbano le danze, assieme lor odori segnano gli odori, più piste del bottino

ricerca l'armonia, l'ape è insetto fino Ape è un animale, dall'energia solare Regina una colonia, riesce governare coi feromoni per, quattro cinque anni
alfine rimpiazzata, senza troppi affanni
2

Attacca apis mellife, sino a distruzione

fuor sostegni umani, pareggia situazione
2

s'è difficile estrarre i pani di cera dagli stampi, introduci nel freezer per 20 minuti. Se la vuoi sterile, bolli 1 ora in tegame inox. Cera frammista a resine allevia reumatismi, mentre con olio oliva a bagnomaria è lenimento e crema ammorbidente. 1 quando si tratta di un luogo di montagna è preferibile avere gli apiari in basso rispetto alle fonti di raccolta in modo che le api possan fare i percorsi in salita scariche e in discesa a pien carico; fra un posto sempre ombreggiato ed uno soleggiato è meglio quest'ultimo. Tepor del sole anticipa l'ovodeposizione

strisce centrali lunghe (colonia popolata); detriti con ninfe (regina ha iniziato l’ovodeposizione); detriti di colore scuro (favi vecchi); detriti su un lato (le api si trovano sul lato più caldo); strisce sottili e basse (le api consumano poche scorte). Metodo giornale: togli tetto e spruzza l’acqua di timo sopra favi, poni sul nido di covata fogli di carta giornale buchettati con ago (dividon la cassetta posta sopra e l’arnia sottostante). Le famiglie riuniranno, allargando i fori a morsi. Taras
3

A far l'analisi degli escrementi, rimuovi i teli qualche giorno prima del volo di depurazione, o rischi che li ripuliscono. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 147

Varroa va silenziosa, al buio d’alveare Per vittima cercare e un ovo penetrare

simile all’uomo, che cambia morfismo da dode gradi in su, io visìto all’interno osservo la covata, le scorte e la salute a marzo primavera, stessa investigazio sviluppo di famiglia, regin covata spazio

in cov'opercolata, si nutre poi scompiglia vive a loro spese, e perisce inter famiglia

diffuse epidemia, assieme lucro intento

commercio di regine, e buon adattamento Varroa tien 8 zampe, e l'apparà succhiante al mar mediterraneo, regina ricomincia sverna sull’addome, dell'operaia grande uova sue deporre, quan mandorlo fiorisce

là sulla montagna, e nelle zone interne
ritarda un paio mesi, schiusa uova belle3 Dopo dell’inverno, fan volo depurazio

Maschio di varroa, non è dannoso all’ape Femmina rossiccia, capocchia spillo pare con suo apparà boccale, copula e trasale entra in cella calda, con larve disarmate

Api amàn colore, bianco giallo arancio

le visite alla sera, conserva ad altri riti ogni visita di giorno, duri il necessario

un dì vider miei panni, stesi ad asciugare li presero per fiori, iniziaron a chiazzare Vol depurazione, è un giorno affascinante dopo gran silenzio, colòn esce alla grande

in tempi d’abbondanza, l’api son più miti chiaro nel da farsi, sennò raffreddan favi febbraio-marzo d’occhi, vedi dall’esterno annota su una scheda, tenuta sotto tetto

clàn in viaggio canta, la nuova partitura di fascino più grande, è sol la sciamatura
se nulla par accade, colonia pò esser morta l’inverno non passò, esaurita la sua scorta

Lavor bottinatrici, a capir forza famiglie
Sul predellin osserva, cadaver ninfe figlie1 nell'arnia le api fanno, un grappolo calore di trentasette gradi, se v'è covata in fiore scende a venticinque, se manca la covata la scorta in miele resta, meno consumata se il freddo-pioggia và, lungo ad infierire

apro arnia per vedere, i fori chiudo bene
saccheggio eviterò, chè da fuor proviene4

Api esploratrici, già cercan nuove fonti

impiegano la danza, comunicar simbionti distanza e direzione, con quantità di cibo

l’ape smette uscire, colonia può morire l’apicoltor sorveglia, l’irregolar stagione
pronto a intervenire, con miel e beverone Picchiando contro l’arnia, si leverà brusio normale breve lieve, allarm'intenso lungo Rivèl regina assente, ora valuto le scorte soppeso l’alveare, con man sollevo forte2

tracciano in figure, ch'evolvono col rito5 Danzano freneti, se il cibo è più vicino orientano col sole, e l'ultravioletto fino
danzatrice al favo, trasmette suo ronzio qualcuna lo raccoglie, forgia suo destino
3

In quelle famiglie, riuscite a svernare un anno dell'api, potrà or cominciare
ogni alveare, è un insieme organismo
1

Api morte sul predellino rivelan malattie di api adulte o avvelenamenti; presenza di cera indica saccheggio; presenza di ninfe morte: abbassamento temperatura o termine scorte; tracce d'escrementi brunastri rivela fenomeni diarroici. Taras 5Se il cibo è in raggio di 100 metri d’aria, danzan in cerchio 2 Solleva il bordo posteriore dell’arnia e valuta le scorte. Se orario e antiorario; se supera i cento, l'ape danza con addome, fuor aumenta gelo, nell'arnia sale il ronzio, il moto caldo e il traccia un otto su cui muove e vibra diagonalmente. Karl consumo di nutrimento. Con covata la temperatura è sui 34°. v.Frisch

A fine inverno son circa un milione di operaie, poi con nove gradi minimo, l'ape esce all'aperto, il cibo cresce e la regina arriva fino a 3.000 uova al giorno. Alle larve servono 37° 4 Se alcune famiglie non sono volate via, osserva bene i fori di volo dell’arnia, ausculta e diagnostica: se senti bel ronzio la famiglia è tardataria, ancor priva di regina e farà il volo di depurazione a nuovo giorno; se invece v’è silenzio, prova a risvegliarla picchiettando leggermente l'arnia con le dita.

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Se un area di fiori, bottinan coerente assicurati oh Seba, piantar ricorrente 1 chilometro quadro, ricopre normale
mà un ape costretta, sà pur sconfinare

nutrita a pappa reale, durante sua larvata per questo cresce molto, più delle operaie Vivrà fin quattro anni, cinque s’è virtuosa

Dodici kilome, il massimo suo raggio
volo dopo quelli, non vale pur il rancio dispendi d'energia, pari a suo raccolto bilancio negativo, appare tal rapporto

sedi giorni impiega, a diventare adulta Fino a due centime, riesce essere lunga

le riconosci bene, l’addome è assai lucente produce tutto il giorno, le uova di famiglia

un ape poi ritorna, con il suo bottino
in bocca lo depone, delle sorelle alfino rigurgita insaliva, tra stomaco l'enzima

Fin duemila al dì, ed escon da alveare solo per sciamare, oppur volo nuziale
Ella ha pungiglione, sciabola mai usato

riposto nelle celle, in miele si raffina vesti e copri capo, con colore chiaro
di lino o di cotone, chiusi al collo piano ti lasci traspirare, sudor non emanare odore troppo forte, aiuta punzecchiare

adatto a eliminare, sol là rivàl di stato

se entro 20 giorni, regina non s’accoppia rimane fucaiola, famiglia allor l’accoppa

Duràn le sciamature, le vergini regine vengono allevate, e vibrate da cugine
questo poi influenza, destino di prescelta

l'uncino delle zampe, facile s’impiglia
nei tessuti maglie, capelli oppure barba la conseguenza spesso, par una puntura minaccia ha percepito, là social creatura

quella più vibrata, canterà più in fretta
nettare e pollìne, son pronti a comparire molte piante in fiore, aiutan sciamatura

se a primavera i prati, iniziano a fiorire Colza e Ravizzone, e più fori di natura
in giorni soleggiati, fan sciami vol nuziali l’impulso per sciamare, è d'istinto antico

prova ad instaurare, empatici contatti usa il velo e i guanti, sol se necessari Non far le attività, insieme alla paura tieni cuore aperto, e l’anima più pura ho pipa da tabacco, per affumicatore fumo vò soffiare, invece che aspirare se non ho tabacco, ho fiori Tanaceto lolla oppure fieno, o legno di vigneto
troppo affumicare, serve poco o niente non usare torba, o cartone puzzolente pian disperdi fumo, su sommità di favi pur le piume d’oca, allontanano le api

tra le dieci e l'una, tranne i meteo vari nomade rituale, presente in ogni mito

Colonia sciamerà, rafforza e sdoppierà
lo sciame quattro giorni, sull’albero starà spruzzo io con acqua, a farle raggruppare

piano senza fretta, riesco a far calmare usa poi canestro, e la stecca agitarame riprovo a catturare, attiràr maestà reale
lo sciame or introduci, dentro alla cassetta intorno al for di volo, melissa don essenza se vedo che usciranno, dopo una mezz’ora vuol dir che la regina, manca da buon ora lo sciame si riforma, làddove è la regina calmo ricomincio, l’agguato come prima

Aprile è sciamatura, controllo cèl reali a maggio giugno fò, la posa dei melari

aumento il loro spazio, riduce sciamatura escludo la regina, andar nuova struttura1

da uova fecondate, or nascono regine

deposte in cel reali, più grandi delle altre a forma stalattite, o a ghianda rovesciata
1

a nido pieno se v'è cera candita, è tempo di aggiunger melari

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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di sera quan le api, saràn tutte rientrate

lascio lor cassette, chiuse ed oscurate per ventiquattr’ore, sapràn configurare un grappolo di vita, pronto a dimorare
se usi un’arnia usata, passal alla fiamma

o metto in nutritori, sciroppi dolci vari
ai lati sposto i favi, vecchi od ammuffiti osservo sempre volo, delle bottinatrici

così da eliminar, più parassiti in canna la propoli residua, sciogli poi con calma vedrai conferirà, profumo sano all’arnia
nell'arnia sporca muffa, sciame si disturba purifica con Menta, sennò rischi che fugga Melissa strofinata, seduce il nuovo sciame Ricorda che 2 giorni, le scorte san durare

Taras poi mi parla, di miele delle api figlio del fruttosio, di fiori ed essudati

lo zucchèro mi dice, è figlio del solvente veloce carburante, ti rende dipendente3 Diabete correlato, a zuccher raffinato bianco trattato, da industria brevettato quan miele dell'api, è messo a relegare fugge l'occasione, di prevenir un male

così la raffineria, purifica il prodotto

Regin il feromone, trasmette alla famiglia con acido di calcio, e quello solforoso Scopo di coesione, inibisce ciò che impiglia a dare colore bianco, ovvero saccarosio Profumo che regale, annusano più antenne cibo privo d’acqua, in giro sen riposo mano che s'invecchia, piano piano spegne scaten or ingerito, diverse più reazioni Moltiplico in 3 modi, famiglia in sciamatura e si alza glicemia, assieme a eccitazioni Regin di nuovo sciame, il trono s’assicura segue spossatezza, di corpo della mente famil insoddisfatta, rinnova quella vecchia bisogni stimolanti, accende nuovamente regina suppletiva, emergenza si rispecchia1

e questi a loro volta, dann’iperglicemìa famiglia numerosa, e spazio insufficiente seguita pure questa, da un'ipoglicemia spinge le operaie, a nutrir giovani larve lo zucchero nel sangue, gioca all’altalena innalza irritazione, stempera ogni vena con pappà reale, per farne gran regine spingono poi l’altra, di fuori dal confine zucchero or combina, facile col calcio per neutralizzarlo, corpo cerca calcio il primo sciame può, averne dei seguenti lo toglie da riserve, denti oppure ossa composti da regine, ancor non fecondate in vecchi tronchi o, caminio abbandonato fragile diventa, non reggono la scossa fondan la colonia, e il ciclo è rinnovato
sistem'immunitario, piàn si neutralizza e pigro ti diventa, scopri conseguenza

luglio agost'osservo, le porticin di volo poi vedo se regina, tiene o no covata2

preso a lungo tempo, l'intestino vizia dà tossicomania, e crisi di astinenza

à settembre pur, attèn saccheggiamento riduco ingresso nido, fò l’ultima smielata

Provoca le placche, l'origine di carie Turba l'equilibrio, di flora intestinale scatena fermentanti, e i putrefattivi 1 La regina vecchia è soffocata o vola via e poi muore. Le assiem eccessi di, frutta oppure vini se pareggio scorte, scambio miel telai
nuove sono allevate tra estate e autunno. La regina suppletiva è ricavata in casi estremi dove la famiglia rischia di perire, saran sostituite nell’anno successivo. 2 Il saccheggio può essere latente o violento: nel latente le api rubaro provviste di nascosto; nel violento le api di un alveare attaccano quelle di un’altro clan. in autunno, gran provviste e covata son garanzia di precoce e vigorosa ripresa primaverile.

3

Tra i due zuccheri principali del miele, il glucosio è quello meno solubile e tende a cristallizzare.Mieli ricchi in fruttosio rimangono liquidi a lungo. La cristallizzazione rallenta col riscaldamento poiché i granuli di glucosio vcngono sciolti. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 150

Miele riscaldato, rimargina le piaghe
cura pur carbonchio, e l’ulcer purulenta unguento per ustioni, foruncoli e vaiolo

riduce le allergie, con polline suo oro
contienè potassio, che assorbe umidità

settembre giovan ragni, specie varie date arrampican su piante, muri e staccionate emetton filamenti, lucenti e assai sottili volano col vento, su piante e lontan lidi Ragno croce tesse, la tela ogni 2 giorni inizia da cornice, e irradia fil dal centro collega con spirale, e un fil segnale che l'avvisa quando rete, impiglia un cibo vèr vibra e lui capisce, s'è calabro o uno stelo a predigerirne molti, lui inocula un veleno precipita su insetto, l'uccide con 1 morso avvolge nella tela, succhia sen rimorso Legate a fil di seta, donne giù dal cielo

in vasi terracotta, miel può conservàr nei dolor d’orecchi, verso gocce calde do ai tubercolosi, miele in latte capre polline permise, i cinesi sopravviver
durante carestie, e nei giorni di confine un pilota americano, in guerra torturato dagl'indio fu accudito, con polline curato

peobioti ed antibioti, su flor intestinale forte attivatore, i malati può integrare Riporta l’energia, dopò affaticamento Stitica astenia, parto e allattamento
Energetico 6 volte, più di latte e carni valido nutriente, sol dattero gl'è avanti il polline gà cura, tumor alla mammella disturbi della psiche, e alfino l'impotenza aggiunto con il miele, o in succo naturale

a fin di civiltà, divoran mondo intero

Kerèsan donna ragno, sogna ricreando sole fuoco ed acqua, l'uomo ritrovando sa dare e prender vita, la luna ella creò connessa con la caccia, e con l’agricoltòr Turchese donna unisce, bene le coscienze per gli Hopi aiuta gente, là nell’emergenze Chi vede un ragno giunge, in crisi d’isteria sua tela è il labirinto, un rilascio di paura Kerèsan donna ragno, vien dal Sipapuni Maya ragno d’India, salva gli hopi Zuni cantono i Navajo, la Donna metamorfo Donna di conchiglie, cibo e conoscenze donna iniziazione, che dona suo potere Scambia sesso età, per ospe trattenere

un polline si spalma, ben su fette pane
calma anzian attriti, tonsil e artè indurite parali progressiva, nei Parkinson colpite Fanerogame piante, producono dei fiori s'aprono le antere, e il polline va fuori il polline raggiunge, l’ovario nel pistillo di fiore femminile, così produce il figlio

Contrasta anoressia, e rachitica anemia rallenta senescenza, cellula che invecchia

Atropa ed Aracne, filavano il destino Penelope la tela, prepara a suo marito
fà trame d'avventure, legate da empatia a mezzo del balchè, idromele ed isteria tra i Lacandoni maya, ricordo lo Xutàn l'evento apocalisse, che fato và tramàr Raseno ci racconta, dei figli del Balchè empatica bevanda, mette tutti assièm preparo l'idromele, facendolo scaldare con limon e spezie, riesce a macerare dopo un mese poi, posso consumare
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

aiuta bimbi e anziani, coi convalescenti
docenti e contadini, assieme coi discenti Osservo le licose, e penso ai miti aspetti già corron frettolose, cacciano gl'insetti avvolgon lor uovo, in un bozzolo di filo la femmina lo porta, a passo fuori il nido

Quàn più scorpioni, van fuori loro crepe

segno che la pioggia, presto può accadere se ragno fa bucato, bel tempo assicurato

Acqua con il miele, fino a dimezzare

se sal su per camino, clima è pertubato

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Martin mi ricorda, fan guatemaltè1
L'idròmele Balchè, dei Lacandoni che in loro tradizione, è bevanda cerimonia usata nel curare, viràr tristezza in gioia acqua miele e scorza, purgano i Lacandi nel cuor ed intestino, li rendono vegliardi guida un Mescitore, tal rito assai di vino popol và commosso, vive il mito primo Raseno spiega bene, istinto d’appagàr Dioniso è istèria, o evasion dalla realtà pur contadino russo, oppresso ricercava nel mito che viveva, ogni fine settimana a scuola dei Chlisty, realizza il convivio coltiva entusiasmo, nel sé e in collettivo Inizia il Radenije, invocando cantando pur nome di Dio, Maria e Spiri Santo

Insensibili al freddo, e a fatica di fondo Poi giunge la grazia, divina e suprema lo Spirito Santo, vien giù in assemblea a bocca d'un profeta, parla in vaticino a terra lui getta, in stato convulsivo parla di argomenti, destino che sarà presente con futuro, d’inter comunità al ritmo cadenzato, rima tutto in versi oracola sibillo, sui lor raccolti agresti Parla agli individui, in ora-còl’azione svela lor segreti, errori a profusione Ogni profezia, dà gioia con rinnovo ponte all'amicizia, è luogo di ritrovo e dopo agitazione, esausti sono tutti calmano coi canti, assaggiano 2 frutti frutti della birra, ebbrezza loro sposa Spirito di luce, che illumina ogni cosa Consumato il pasto, fraterno in unità pianino van lasciare, la lor comunità Danilo Filippòv, lor primo fondatore vive nelle russie, balchè di lacandone Dioniso ritorna, a raggiungere con tatto suo popolo fedele, ovunque vien infranto né clero dominante, reprimer può totale né un Profeta-Rè, richiuder può boccale

fa danza rituale, col camice bianco
Il suo girotondo, comincia ansimando con voce e con fiati, più ritmi son dati si amplifica il moto, fuorisce in es-tasi i suoi moti regolari, ordinati dapprima Dopo qualche ora, accelerano in rima fin al momento, che il moto si spezza col corpo tremante, danza inframezza

I frenetici salti, van fuor di controllo
gli esulti in delirio, assalgono il gruppo lo Spirito è sceso! abbandonan ad esso Uomini e donne, dan vita a un consesso con botte ed abbracci, piangon in sfogo discorsano in lingue, estrane nel luogo contemplano l'altri, visioni abbaglianti

Nimal detto Sesto, stasera ci racconta
di Bimbi di natura, aborigeni in Sri Lanka chiamati sono Vedda, o popoli in foreste lor chiaman se stessi, i Wanniyà-laete2 Nìmal vien da Kandy, nell'isola Sri-Lanka da giovane viveva, a villaggio Mayangana suo padre è piantatore, di piantagion di tè detto venne Sesto, per via di quel mestièr
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ed imitan pure, vari esseri urlanti

lo Spirito Santo, un bel falco lucente è un rapido lampo, dal cielo fulgente Piomba su preda, e rapisce qual vento Raseno ci dice, è un selvaggio violento rispetto per tutti, Dei gli uni per gli altri rispecchian agli occhi, più soli raggianti Tutti si senton, trasformati in profondo
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Usan 2 bicchieri d'acqua, 1 di miele a fermentare 3gg con strisce di corteccia di albero lonchocarpus violaceus legum.

“Lett. quelli della foresta (wanni); lor ceppo-linguistico è più antico del ceppo ariano e dravidia (Gala è la rocca, ela il canale, kanda la montagna,). Si chiamano Kande Wanniya: Figli della Montagna; han carnagione marrone, capelli lunghi ondulati e naso largo: Han contribuito alla formazione della lingua e nazione Sinhalese, pur sposati e ripudiati per caste più alte. Uru warige Tissagami, (scomparso nel 2000), fu l’ultimo illustre capo di uno degli ultimi loro insediamenti nella foresta, il villaggio di Dambana”. Sextus (filiere del Tè) LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 152

6 miglia sta Dambana, villaggi di Wannya Lui scambia miele e tè, divide un amicizia Vedda cacciator, con arco e con la freccia Clan di Tissagami, sangue suo l'intreccia La dieta lor di carne, è conigli tartarughe Lucertola e cinghiale, cotture più diffuse Arrostite sui tizzoni, oppure affumicate secche poi riposte, in miele conservate Pesce vien pescato, con esc'avvelenata Cotto in latte cocco, assieme la patata Uccidono per cibo, nulla danneggiando Dividon tutti frutti, scarso oppure tanto surplus viene deposto, in alber incavato chiuso con la creta, per epoca scarsezza gennaio le patate, tutt’anno cacciagione giugno-luglio miele, e frutta di stagione Coltivano oggidì, zucche con granturco Foresta in loro cuori, resiste dopotutto Wanniya son famosi, per gran sincerità Senso del dovere, a famiglia e loro clan Popolo Wanniya, e aborigen tradizione bambini di Sri Lanka, soffron situazione abbandonan loro stile, vita nella giungla Caccia con raccolta, oggi non la spunta Abitavano in caverne, o ricoveri di pietra or vivono modeste, capanne legno paglia la loro religione, è gran culto di antenati Invocati per la caccia, e agricol ricavati Maschi in perizoma, donne pezzi stoffa dall'ombelico in giù, sino alle ginocchia ora usàn saròng, nei maschi vita in giù Donna mezzo sari, copre un po’ di più molti Vedda d’oggi, buddisti maginali sposan cerimonie, in semplici rituali Legano la sposa, còn più liane corde a vita dello sposo, ripeton mito sorte La donna in parità, può avere eredità la vedova pur sposa, fratello di marito consolazion’appoggio, divorzi sono rari conoscon medicine, di antichi ritrovati

Fan l'olio di pitone, che sà curar ferite Fratture profòn tagli, riesce ben lenire L’educazion è affetto, i morti sotterrati defunto è seppellito, sen cerimoni vari han vellutata pelle, toraci snellli e forti corpo lor eretto, e penetranti gli occhi fianchi lor sinuosi, stile più aggraziato facili al sorriso, camminano in ritmato Sesto vide amica, dei Kandè Wanniya Piant'erbà di tigre, li cura e li bisbiglia gli elefàn longevi, nè mangiàno tanta allunga lor la vita, scòdella dell’acqua seguono Elefanti, alla selva di Ceylòn affrontano perigli, e scopron colaziòn appar idrocotìle, o gotu kòl veddanta Asiatica cèntella, e longeva loro pianta fiori bianco-rosa, ombrelli infiorescenze sbocciano da giugno, fino fin settèmbre rampica perenne, nei tropici del mondo radici e foglie usate, curano in profondo Cura raffreddori, febbri e piaghe edema1 ritarda evoluzione, di malattia di lebbra evitando la cancrena, dopo amputazioni Pur cura malattie, in veneree situazioni Buon antidepressiva, anticonvulsivante Calma ogni nervoso, come un elefante in India è usata per, aiuto a intelligenze Memoria e abilità, dei bimbi con carenze adattogen di fatica, calmante dello stress l’esaurimèn nervoso, costante lei previèn razione giornaliera, di succo fresco foglie rinforza apprendimenti, oltre senili soglie
1

Gotu kola (hydrocotyle asiatica), è Brahmi in India e Fo-ti-tieng in Cina) ha foglie reniformi con cui centellina l'acqua della selva. 2 foglie al dì, stimolano il circolatorio, digestivo, nervoso, respiratorio (decongestiona il muco dei paranasali). Analgesica, antispasmodica, antisettica della cute, cicatrizza le ferite e stimol la riparazione di capillari fragili aumentando l'elasticità delle guaine venose che aiutano la circolazione venosa di ritorno dal basso verso l'alto. Il francese Boileau, scoprendola a Ceylòn, per primo la impiegò in casi lebbra. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 153

Centella rende corpo, lòngevo prestante Ganesha Dio-elefante, guida sottostante Trasmessa è Gotu kola, alfin ai cingalesi è Brahmi fo-ti-tien, dei viaggiator cinesi Narra la leggenda, d’origin dei Wanniya il capo Katargama, trovò la bimba figlia in campo di patate, all'interno di foresta la chiama Valli Mala, patata dolce festa cresce lei piccina, attaccata sul terreno càn foglie ventaglio, uguàl lobi cervello l'ottimismo e acutezza, dona costante sino alla vecchiaia, seren ed appagante Valli a dodici anni, innamora Kande Yaka Dio della Montagna, sceso ad incontrarla dopo più avventure, sposa giungla intera Ganesha è Kande yaka, cuor ecosistema quan la caccia tarda, a dare cacciagione uno spirito parente, bisogn esser placato invoca Kande yaka, la danza del mortaio è vaso con le foglie, posto in piedistallo1 Quel vaso accoglierà, il latte noce cocco assieme le 8 frecce, a terra là sul posto frecce già spalmate, di succo di timbiri Vedda batton mani, sui corpi più virili Sesto fù invitato, e ritma sui tamburi tutti miman vaso, e afferrano le frecce appoggian sulle teste, quindi sulle spalle Pure van cantando, più chiassosi carme Comincian eccitarsi, al fare mezzo giro Poggiano le asce, traverse sulle spalle Salmodian desideri, uno e tutti in file Recitan più strofe, allo spirito scurrile Mahamini Mahamini Ma deiya, Goa puccha Kamu Denna, Go badawel tika mang kanggnam, Go akuma tika mang kangnagna, Bimen yannata bolpinibepini, Meema pitin yamu denna.2

Tissami affera cocco, saldo nelle mani lo tiene sulla testa, e balla pur in tondo prende poi machete, cocco sul mortaio a dare buon auspicio, lo divide in paio l’acqua cocco riempie, vaso Kir-koraha con il forcuto ramo, raschia noce cocco latte và schizzato, su lui e su spettatori cade pur in vaso, assieme foglie e fiori ora tutti assieme, fanno danza in tondo intreccian loro mani, mimano il contorno giungono al climàx, lo stato semi-trance Ascia di traverso, monil da mogli avràn collane braccialetti, Tissami tien in mani Mormora scuotendo, il corpo con collane porta assiem ad altri, offerte a Valli Mala moglie Kande Yaka, centella aiuta brava Tissami immerge mano, ora dentro vaso permette gocciolare, latte giù dal braccio continua la sua danza, ed agita sue mani tambur ancora suona, passi e battimani Versare latte al braccio, mima l'elefante auspici a Kande Yaka, animal sacrificare il resto di riunione, poi vede i cacciatori danzar e recitare, incantesimi e rumori termina ciascùn, cadèn su spalla d’altro Tissamy col suo clan, spirito ha placato e il vaso fà girar, qual trottola sull’asse gli spiriti e i presenti, ritornan loro case Sesto la sua storia, desider continuare dopo civil guerra, da lo Sri Lanka parte Viaggia alla Tailandia, presso i Teravadi assiste a cerimonia, dei mediume locali sorpeso lui ritrova, Scimmia-dio foreste rito di Hanumàn, nel mese di Novembre scopre una sincresi, ugual la sua foresta buddhisti Theravadi, l'invitan alla festa3
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ethama Kirikoraha netumak manda karanne-sipa kodai: 3 festa del Phra Prang Sam Yod al Wat Kung Ta Loa, antico vaso d’argilla riempito con foglie di betel, arecanut e tempio Khmer di Thailandia. Oggi, a 30 km fuori, avviene il tabacco Lopburi Witch's Convention, dove gli Dei scendono ancora.. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 154

7 fratelli, figli al Dio Montanga |Oh! Grande Uomo, Oh, Grande Dio |Noi dobbiamo arrostire l’iguana |Tu puoi prendere gl'ntestini dell’iguana| e io prenderò il suo fegato.

presso Lopburì, al tempio delle scimmie sillabe scandite, fanno il luogo insigne segnalano stanotte, l'arrivo degli eroi spiriti del posto, discendono nei cuori vidi in un fedele, le gesta di Re Rama col sigaro tabacco, il rum ingurgitava Rama prese corpo, poi d'imprenditore e i segni battaglie, mimava con ardore Suonano dei gong, e arrivano 3 donne fanno delle danze, ornate con le foglie foglie mi vien detto, dell'albero ton-ton sacre in adunanze, dei templi dei primòr orchestre percussioni, stimolan la trance accendono candele, ruotan pure gli occhi un abate scioglie liti, a dosi d’acqua santa altre ne previene, con preghier che canta Ganesha prende corpo, pure d'una donna L’abate allor la chiama, ad istruir la folla Invita guaritori, che curan mal di schiena Con balsamo e pugnàl, togli la mia pena Kratom è la foglia, Mitragyna Speciosa Albero che cresce, in Tailandia deliziosa chiamato con più nomi, locali ad indicar Papua Niù Guinea, Malesya con Miamar Distinguon i locali, tre tipi di Tom-tom in base a venatura, centrale della foglia rossa verde e bianca, stimola e sostiene Fatiche quotidiane, dolori e anti-diarree In medicina Thai, Tòm tratta la diarrea la dipendenza d’oppio, cura pure intera abitanti di villaggi, l'impiegan in cucina assiem agli operai, in aiuto a dura vita Krato il desiderio, aumenta a lavorare aiuta in campi riso, lavòr manuale fare da mattina a sera, col caldo sole forte sensibile però, a freddi e piogge molte Foglie masticate, inebriano pian piano cresce l'attenzione, a lavoro quotidiano l’origine è rurale, ma il ruolo è culturale accetta società, thai maschio esagerare

consumator assidui, finiscono assuefatti perdon loro peso, insonni vanno erranti sviluppan poi colore, scuro della pelle su guance simili a, un epatico ribelle1 Sintomi son vari, in casi dipendenze lacrime dolore, e a scatti le movenze secca tieni bocca, spesso fai minzione Feci ugual caprine, alcun costipazione l’effetto è stimolante, dopo un or finito lascia posto a effetto, un poco sedativo ansia preoccupazio, scompaiono lontano mettersi a relax, emerge poi spontaneo un bimbo sognatore, m'appare l'aborige combinazion di note, Raseno qui ci dice permacultura nasce, nell'isola Tasmania Assiem al didgerido, arriva qui in Italia2 Indossan gli Arunta, copricapo in piume aumentano gli Emù, imitandone le danze vedo il Clan canguro, erige il grande palo decorato in piume, a imitare il simulacro Tribù del canguro, nasce da suo totem e recita antenati, del tempo di Jukurpa Lor imitano i balzi, del mitico canguro corrobori danze, alimentano il futuro Thera parve piatta, nei tempi dell’inizio Serpente arcobaleno, dormiva in orifizio al centro della terra, là per lungo tempo risveglia e sale sù, quan matura intento Rompe poi la crosta, inizia col viaggiare attraverso della terra, vuota senza luce potente tien magia, causa forte pioggia solco del suo corpo, in fiumi pure foggia
1

l'uso moderato delle foglie non dà disagi fisici ma sol nausea e minzione. Benefico se unito a tè verdi e fiori di papavero, dà legger azione narcotica assieme vigore e lucidità. L'abuso, combinato con gran quantità di caffè, farmaci iMao ed alcol, accresce la pressione del sangue, tachicardia e i rischi mortali eventualmente connessi, specie in soggetti predisposti. Taras 2 tabù incrociati proibivan ai membri di un clan la caccia dei propri totem animali/vegetali; imponendo invece il rituale mantenimento di tali specie. Così ogni clan totemico lavora a beneficio di altri gruppi sostenendo le proprie risorse. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 155

così snodò più fiumi, laghi e più cascate viaggia lascia latte, da mammelle calde La terra fertilizza, in foreste rigogliose crea deserti e valli, e catèn montuose Tornando nella terra, animali risvegliò Rettili e marsupi, insetti e uccel colòr Riempie ciel di suoni, pappagal dipinti Uccelli danzatori, e i grandi Moa estinti Risveglia vita d’acqua, fiumi con il mare Pesci nei torrenti, stagni gracchian rane tartarughe e anfibi, d’abissi e sottosuolo da uter della terra, risveglia alfine l’uomo umàn da Mà Serpente, apprese vit’armoni

un antenà Cjuringa, traccia itinerari

incisi in legno pietra, luoghi di sciamani piste senza canto, non vengono a realtà ronza il termitaio, Cjuringa a richiamàr2

pur didgeridoo, è prodotto da termiti e fa vibrar il corpo, in melodici fremìti senza le parole, descrive terren canto dentro la capanna, risuona l'iniziando
perdere Cjiuringa, è oblio di via ritorno tutti sulla terra, ognun un pezzo mondo conoscer ricordare, un pezzo di sentiero continua camminare, melodico guerriero la terra prima esiste, ideata nella mente Si canta ricorrente, e viene all’esistente meno prenderanno, e men restituiranno

a viver coi cugini, e prender necessario

appreser uomo-donna, far la discendenza Mà Serpente infine, ritirasi in quiescenza Ogn’individuo lor, è figlio a un territorio totemico suo clan, di nascita o adozione caccia con raccolta, spontane vegetazio legame parentela, cresce in tale spazio il fuoco in sottobosco, facilita lor caccia sèlezion le piante, e disegna ecosistemi estingue varie specie, altre ne propaga ai riti vede tutto, questo ben l'appaga nel Tempò del Sogno, le creatur totèm girano in Australia, intonando cantilèn

per cibo o corrobori, pitture rifaranno
canti danze e riti, risveglian mana fuoco richiamano presenza, genio di quel luogo

nel mondo della vita, sta biodiversità
di umano nomadismo, noi siam eredità

per gravi malattie, di origine straniera
sta l’uomo-medicina, che aiuta pur rivela

gestiscono le donne, malesseri ordinari impacchi e bruciature, e infusi officinali
presenza della morte, in gruppo và curata l'agonia dei membri, in rito accompagnata 2 anime ci sono, al momento del trapasso guida didgèrido, viaggio sen sconquasso Djarada canti amore, di magica valenza Imitan corteggio, d’uccelli discendenza nei canti liminali, aborì-melanesiani erotismo religione, corrèlan quotidiani
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e fecero quei nomi, esistere le cose1

Valli con montagne, fiumi stelle e rose mappe di tal canti, all'uomini van dare segnano i cammini, e piste da tracciare L'aborigen scambia, mappe sue sonore

con l'altrè tribù, allarga il suo folklore
tien ogn’uomo sogno, un mito fondatore l'antenato primo, che lo cantò in amore restano in Australia, vie di canti antichi orme di antenati, nascosti in superfici

una sequenza di suoni fa una storia che narra un paesaggio e ogni paesaggio nasconde una storia scritta e cantata in versi. Tavoletta di legno (cjuringa), talora dipinta, attaccata a una funicella il cui rumore fa supporre la presenza del Sé primo. 1 Totem è parola algonchina e significa discendeza da un L’iniziando si ritira in boscaglia e lo fa vibrare, lo spirito del capostipite. I Wondjina, totem della pioggia, si termitaio sotterraneo lo coglie e divora, poi lo risputa come tramutarono in pietre, rievocati ogni anno prima del uomo perfetto. Clemente Alessandrino rivela come Dioniso monsone, provocano la pioggia con riti creativi incisi su Zagreo fu divorato dai titani dopo essersi dipinto il viso di cortecce, rocce, pali, ecc. invece a Mumbay, s'invoca bianco caolino e aver ronzato il rombo. Resiste in Sicilia il Ganesha, per chiuder il monsone. giocattolo Lapone, grossa ape dall’insistente ronzio. Raseno

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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le aborigene donne, or siedon assieme cantàn miti e canti, di antica creazione del tempo di sogno, fan recita e danza Dipingono i corpi, con ocra e costanza Indossano i gioielli, di semi del deserto invocano serpenti, che fanno moto lento Mentr’ergon palafitte, su tutta la palude con natiche ondeggianti, tutte seminude
Lui le invia bel mazzo, di penne dell’emù

preparano bevanda, e fumi foglie palma per cener ricavare, per addolcir la kava

questa vien divisa, fra tutti i servitori In ciotole di palma, e noce cocco fiori
vièn aggiunta l'acqua, messa nell'infusa kava con le mani, piano vien spremuta Versan'ospitanti, il kava in coppe cocco presentano bevanda, ad ospiti d'intorno che numerose coppe, ricevono in regale pur se fan protesta, è obbligo accettare Sol quand'è vicino, a vomitar bevanda Cessan ospitanti, forzar la tracotanza Dopo aver bevuto, bevon gli ospitanti Si servono da soli, bevon or entrambi in modi men formali, là duràn la notte scherzo e socializzo, tra più tazze kava Donne coi bambini, posson sol guardare Kava fra Gebusi, è scherzo pur sessuale Iniziano più danze, prim'ore del mattino ornati e seducenti, donne tengon ritmo uno balla al centro, io vomito già tanto giocano ai richiami, sessuali di rimando all'alba pure resta, stupore per la kava c'è chi dormi-veglia, dopo notte brava svegliano poi tutti, comprè i visitatori che ricambieranno, in futuro tal favori un topo fu osservato, masticar radice entrar in stato coma, alzarsi ridestarsi una donna l’osservò, e presto lo imitò Potere della piantà, al villaggiò riportò social bebida Kava, creativa d’adunate classifica lor capi, e gli ospiti raccoglie completa pur lavoro, evento di rituale Nascite con morti, e union pacificare è segnal di pace, auspicio riesce dare radice dello scambio, buon a divinare consacra bimbi e, insegna le salmodie ritmi d’hula danza, lìbagion cerimonie

scosse poi dal vento, invita uscir nel bush suo pube sotto gonna, è di peli ricoperto l'ho messa incinta io, felice a tutto petto Lo spirito del bimbo, è entrato dentro lei Uman del barramundi, cantan molto fièr mettono ripari, fan ombra a donne viso e stanno sempre là, col pene subinciso Sesto si riallaccia, continua narrazione da dopo la Thailandia, farà coperazione ruràl volontariato, in Africa e Tasmania farà permacultura, in Papua e pur Italia Una casa di Gebusi, nell'isola di Papua Ha invitato gente, da insediamen vicini a festeggiar colà, l'amidamèn del sago mostrare loro danze, in riti dell’afflato1 Uomini in villaggio, che ospita la festa

da guerrier vestiti, marcian alla testa

diffondono la rabbia, ritual ed apparente addentano le dita, che l'ospite protende giunge poi la sera, e uomini entro case Preparan la Kava, colta in prima fase già in polver ridotta, radice in mortai il giorno fù passato, nel grido dell'ikày! siedono nel cerchio, comune ritualismo tra ospe-ed-ospitanti, via l'antagonismo
1

Knauft: “ La lunga-casa (23 metri) dei Papua Gebusi, è costruzione singola, dove risiedono tutti i membri della comunità. I Gebusi, come altre popolazioni della Melanesia, ritengono che i ragazzi crescono e si sviluppano mediante l'ingestione del seme dei loro fratelli maggiori. La bevuta di kava e cameratismo scherzoso con richiamo a tale scambio fra maschi. L'effetto generale del kava è il cameratismo e a Tahiti era bevuta dai guerrieri per vincere l'insonnia e dalle donne per urinare e curar malattie veneree prese dei marinai.”

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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In isole piovose, assolate in Polynesia cresce rigogliosa, provien da Melanesia il'acqua mescolata, produce fermentazio amar color marrone, calmante satisfazio Medicinale pianta, calma nervi e ansia combatte ogni fatica, in modo naturale è anti-depressiva, e procur tranquillità Tratta mal di testa, e fa mente vigilàr Per malesser vari, impiego nell'infuso foglie oppur radice, fin decotto chiuso elimina tensioni, nei gruppi da curare corpo ti rilassa, crampi ed emicranie uso pur le foglie, a far le fumigazio per i reumatismi e, dolori articolazio salva i prigionieri, concilia coi nemici Connette agli antenati, lì all’isole Fiji Kawa li a Tahiti, d'acqua stemperando tritan grattugiata, preparan masticando impregnata da fanciulle, còn loro saliva và nel latte cocco, o acqua sfatta e via

sudor ed erotismo, copioso può apparire Inizia tal ebbrezza, passati i vèn minuti secòn la dose dura, da due fin le sei ore secòn costituzione, interior disposizione è profòn stanchezza, dopo dell'ebbrezza riposo necessario, l'abuso dà magrezza beato torpor kawa, è simil ai coqueros cercano silenzio, gli assidui del sentiero

prosegue una serata, Taras il gitano1
che narra l'esperienza, di guaritore nato sciamano intitolato, girava la campagna trova nella Tuscia, Emilia sua compagna Osservo gli animali, a capir la medicina d’istinto usan le piante, come un officina Scimpanzé con renne, serpenti cani gatti

insegnano kung fu, clisteri ed altri fatti
Quando stanno male, Cicogne fan clisteri spruzzano col becco, un pò d’acqua salata Oche anatre ed uccelli, selvatici dell’acqua buon erba siderìte, cercan a ogni pasqua

“Datemi del kava, datemi del kawa!

chiedon fanciulli, in cerchio a masticar impiegan 2 minuti, e bolo viene posto su foglia di banano, al capo sottoposto s'appare sufficente, mesce bolo e acqua con spugna vegetale, si filtra si fa chiara allora mescitore, la versa ai commensale il succo nelle tazze, la spugna deve dare L'infuso suo combatte, sifilide importata ebbrezza di sudore, dose va aumentata quan parton marinai, a lenire dolor folli fan giorno di sudore, donne degli atolli a dosi piccoline, il kawa è un eccitante fà sopportar fatiche, piacer esilarante i grandi bevitori, han tremito nervoso sensibili ai rumori, rifuggono il noioso sonnolenza kawa, è analoga alla ganja ragione si conserva, con coscienza data un tremito percorre, giuntur e circolazio torpor silenzio pace, trasuda nello spazio

Fiorisce celidonia quan rondine ritorna

dà vistà ai lor piccini, muor a migrazione Pollastre pur malate, cercan foglie alloro adattano stagione, a mezzo purghe d’oro Laurètum boschi sono, luogo di Ciuffenna templi di Pan Cervi, ed Edera in insegna l'aroma è penetrante, richiama vaticinio di Pizia e di Sibilla, Rasèn ricorda Plinio così l’alloro pianta, saette tien lontane Là dov’esso cresce, è l’oro del poetare ai dafnofagi di Delfi, Plutarco fa le lodi mastican le foglie, del lauro i sacerdoti potente germicida, a zenzero associato foglia sen picciolo, all'ombra và essiccato l'infuso per tonsille, per gargarismi viene contiene geraniolo, pinene e fellandrene
1

Taras ricorda alcuni motti chiave della scuola di Salerno: “Purga l’issopo dalle flemme il petto; “Ruta giova agli occhi e fa la vista acuta; “Avvolgi gli amari in foglie di lattuga. “Dove l’aria è appestata, l’Aceto è buon preservativo. E Ippocrate: quel che non guarisce la parola, guarisce l’erba medicinale e quel che non può questa, risolve il coltello”.

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Lo stomaco rinforza, è un anti-catarrale avàn di coricarsi, assai stimola il sudare blocca evoluzione, influenza raffreddore se bevi dopo i pasti, ti aiuta digestione1 Ama buon Raseno, un incenso fumigato aroma del lauretum, poiesi ha stimolato foglie frutti impiega, in piatti cacciagione

sciroppo di cipolla, o il vin piscio cammello mal gola od intestino, fò un lime canarino fò digestion cosciente, asana per addome metto in ibernazio, le mie corrèn nervose

usa unguèn laurino, a lenir ogni dolore gli macero in oliva, buon olio laurinato
Lenimento a spasmi, e traumi articolato contrasta la fatica, insonnia la bronchite antisettico che sfiata, il peto meteorite Io Pamela e Lisa, proviàm suggerimenti succhiare strofinare, salvia aiuta i denti così la parietaria, mentre in mal di denti granèl di sale grosso, depone lì tra i denti

uso in mal di gola, fomenti di eucalipto peperoncin piccante, foulard al collo fitto Sciacqui a gargarella, d'acqua ossigenata
salata o con aceto, la tosse ho pur sedata3

Freddori sinusiti, fomenti timo e menta
castàn ippocastano, trito annuso in tenda

tisane bacche fiori, d'alloro e camomilla
la polver sternutoria, mio naso ben distilla4

Riduco flatulenza, lontano frutta e pasti

in tosse e naso chiuso, fomento i rosolacci l'infuso del granturco, di gialla barba bella pei calcolosi ai reni, e pisciàr via la renella

Mal gola e gengivite, salvia e rosmarino Tisan in latte miele, con orzo e timo sfizia bollire com infuso, più volte sciaqui al dì Tisana digestiva, è finocchio e liquirizia infiammazion ad occhi, bollire fior di tigli Ipofisi massaggia, con l'alluce del piede filtra e fanne impacchi, mattin e sera pigli Sua nervosa fibra, qui termina si siede In difficile ferita, assiem rose canine Parietaria in vino, sfiamma le gengive
calma la Rauwolfia, emotiva inondazione l’Enula campana, ridà fibra a polmone2 L’infuso liquirizia, se preso dopo i pasti

aiuta digestione, alleviàn costipazione aiuta l’escretore, il nervò e respiratore buona lassativa, sedante ed emuntore

e dava polmonaria, in decotti polmonite pulisce bocca e denti, allevia pur la tosse Ingoiava pure piombo, in casi appendicite! congestio raffreddore, infus'espettorante e nell'indigestione, 3 petal bianche rose emetico e antimuco, a stomaco e rinite bolliva in camomilla, con anice lor spose Antidoto efficace, per ulcera e gastrite5
3 1

Sminuzza 6 foglie secche in tazza bollente (10g in mezzo litro d'acqua), dopo 10 min filtro e bevo 3 tazze al dì. Bevuto prima di coricarsi fa sudare molto riuscendo spesso a impedir l’evolversi di un raffreddore o influenza. Se sorseggio dopo i pasti tisana calda con eucalipto e lavanda, lauro vince cattiva digestione e gas, depressione e stanchezza. La polvere delle bacche essiccate, 1-2 cucchiaini al dì, aiuta contro influenza, raffreddori, malattie nervose e paralisi”. Taras 2 sciroppo cinese per tosse e bronchite: bolli in tegame radice d'enula campana e trifogli, lentamente, finchè ammorbidisce, filtra, dai miele e imbottiglia. 1 cucchiain ogni 4 ore. Tè di salvia per febbre, dispepsia e flatulenza: 30gr di foglie tritate, 60 gr di miele, 3 cucchiai di succo limone in acqua bollente, copri e lascia riposare 40 min; filtra e tieni al fresco”. Taras

“Taras: infuso di petali essiccati di rosolaccio seda la tosse. Sciroppo tosse: bolli un quarto d’ora in mezzo litro d'acqua , un pugno di salvia, una mela sminuzzata, anice, camomilla, una manciata di fior di tiglio, uva sultanina e 2 fichi secchi. Filtra lo sciroppo e bevi più volte specie prima di coricarti. Per raucedine: cuoci 5 carote in poca acqua un quarto d’ora, versa il succo in bicchier acqua tiepida e bevi 6 volte al dì” 4 Seccare fiori e foglie di alloro, origano e basilico, ridurle in polvere fine con pestello, quindi sniffare a piccole dosi. 5 “Aglio, finocchio, liquirizia e menta, aiutano salivazione e secrezioni gastriche. Masticare un bastoncino di liquirizia pulisce boccae denti, arrestandone le carie. 2 o 3 bicchieri di infuso molto carico di Glycyrrhiza glabra, provocheranno nausea o vomito, aiutando a rimuovere l’eccesso di muco accumulato nello stomaco o nel petto”. Taras LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 159

Linum usatissimu, pur Lino dei tessuti ha semi lassativi, in espettoranti infusi di ser una tazzina, mattina muco e feci

spennella torcicollo, con buon peperoncino

lasciato macerare, ventiquattr’or in vino3
Fascia poi con sciarpa, di lana per scaldare fà scioglimenti sfiamma, alfìn lo scapolare

mitiga pur l'asma, e le tossi d'indifesi
allevia costipazio, e gonfior addominale con Zenzero bollito, lenisce mar di mare

Musica ed incenso, e l'azzurro lumicino
leniscon mal di testa, col balsamo tigrino

l'aria fresca e sole, son cibo e medicina di zingari gitani, più amici e pan-indiani

assieme l’ottimismo, la mente sen tensioni Vivon il presente, scansàn preoccupazioni

l'acqua cavol foglie, panacea per tutto
assieme ai pediluvi, mare e limon succo

ciascuno d’essi sà, che fìnche c’è salute

e radici di gramigna, pei calcoli renali fò bollir e bevo, con mais e officinali
infesta la gramigna, e cur costipazione con cicoria e ortica, ha ombrellife azione Decotto paritaria, per stipsi indigestione

e cibo a conservarla, son ricchi pien di luce Ma se scompaion loro, assiem all’erbe varie il veleno si fa strada, in brevetti sol ed arie

Pane muffo cura, infezioni com impiastro la nonna l’insegnava, a Taras giovinastro
mangiava Orzò tostato, e infuso rincuorava Penicillin diceva, è il pane che invecchiava

pulisce bene gli orci, di vini-ficazione
Radici di cicoria, rabarbaro e genziana

nei vin fò macerare, amar medicinali
di fegato e intestino, son un toccasana specie s’hò mangiato, piena settimana ferite infette Taras, fa urìn disinfettare ed usa bacche vischio, pesta già seccate

Gìnepro communis, contiene gineprina
io mastico sue bacche, per cura medicina

lo stomaco rafforza, appetito mi riporta

Infuso oppure vino, ai polmoni dà la forza Mezzo litro d'acqua, e un cucchiaio bacche Tè d’ogni due ore, produce un gran sudore

sui Porri lui vi spalma, latte foglie fico

e l’erba balsamita, per dar profumo fino1

è buon respirazione, così espettorazione
acciacchi dell’inverno, in grappa fa furore

Ezechìa re di Giudea, curava con i fichi schiacciati sulla pelle, foruncoli e fastidi
con succo fichi miele, a vapore con limoni polmoni congestioni, mal gola indigestioni

islandica Cetraria, Lichene delle rocce

pioniere come l’alghe, ross'oliva ha foglie cespugli per la tosse, secca e persistente fatica cuor e sonno, la Cetra cura sempre

lenisce reumatismi, bevendo avanti a sera Se soffri debolezza, o febbri intermittenti fòl fragola di bosco, di timo o rosmarino Gastrite catarrale, o di croni indigestione per distorsioni trita, corteccia di sambuco preparati decotto, d'acque molto amare spalma sulla zona, a gocce cera imbuto2 addolcisci con il miele, aiuta senza egule
1

L’acqua profumata di san Giovanni, è ottenuta lasciando macerare nell’acqua una manciata di erba e fiori profumati (balsamita, iperico, camomilla, rose, salvia, carne risucchia nel bicchiere; il dolore dovrebbe passare rosmarino, foglie noce) nella notte 23-24 giugno fuor appena tolto il bicchiere, se ciò non avviene ripete finestra; Sparsa su corpi e su campi come auspicio od l’operazione sin 3 volte. Nelle Insolazioni poggia un unita con canfora per far il bagno bicchier d’acqua sulla fronte. 2 per le slogature, Taras fa colare 3 gocce di cera su due 3 15 peperoncini rossi in 200 gr (ml) di alcool. Parente al monete e vi aderisce una candela, poi, pone la moneta Peperone ricco di vit.C. La carenza di vit.C provoca lo sulla parte dolorante, accende la candela e la copre con scorbuto: indeb.muscolare e tendenza alle emoraggie, bicchiere di vetro. Finito l’ossigeno, candela spegne e la evidenti su gengive, piaghe, dolori articolari e pallore. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 160

semi biancospino, pestati messi in vino
per calcoli ed edemi, e 1 nervoso sedativo così il fior passiflora, vince irrequietezza causata dalle febbri, rilassa con ebbrezza1 incapace se ti senti, a far l’atto sessuale2 è psiche indebolita, è insonne nevrastene fà infusi aranci vino, e papaver passiflora mangia fichi e ceci, e la fantasia rinnova i Fichi eccellon bene, contro l'impotenza

contiene vitamine, l'ormoni ed antibioti annulla velen serpi, scorpio insett’ignoti

velèn cura veleno, in dosi omeopatie
Amaròli da millenni, i corpi sann’offrire

Mangiano i gitani, funghi assiem patate al posto di lavarli, strofinan quei col sale a pulire loro pelle, e in malattie cutane mangiano patate, crude e grattuggiate Taras fa frittate, con fiori di sambuco radici con corteccia, fa l'unguento puro Lozione per sanàr, le ustioni e le ferite Ulcer della pelle, di bocca e di gengive Decotto al cavo orale, l’afta ben riduce3 bacche dentro vino, fan tonico antitosse infuso sfiamma pure, artriti e reumatismi affezion respiratorie, la gola in gargarismi il tè trifoglio rosso, contièn fosfor e calcio contrasta rachitismo, pertosse e fragil denti il tè trifoglio bianco, previene gli orecchioni in epìdemia d’otite, và mièl se fuor stagioni la foglia di achillea, blocca sangue al naso emorroidi emorragie, e regola mestruale mentre succo rumex, detto erba brusca alitosi e dermatosi, tratta con la frusta4 rabarbar digestivo, contien acido ossali in corpo lega calcio, formando l'ossalati crea problemi reni, in soggetti ereditari contrasta cavolernia, in pezzi sotterrati5 Gichero eman'odore, di forte putrefazio

coi ceci in zuppa calda, titillan genitale

Mirto e vino bianco, con aglio a stimolare e Rucola insalata, con mela a rinfrescare

sappi cura d’uva, arresta pur l'artrosi pazienti in polmonite, e la tubercolosi persone che guarite, tornano graduali

consumàr più cibi, sen dolci e carboidrati

cur dell’uva agisce, sola e indipendente da cibi fuor di Lei, non vuol interferenze adivasi e primitivi, conoscon tal digiuno di sola frutta che, risvegli il primo fiuto
Gandhi nei digiuni, chiè succo d'uva puro

così il poter dell'uva, lavora più sicuro tu gli acini con semi, masticane tanti
rinforzano gengive, coi denti traballanti

così mele cotogne, e cocomeri con semi abbassano pressione, depurano tuoi reni un tè cocome semi, per contrastar’infarti Lenir le pelli rosse, curàr vermi testardi Cocomeri li spacco, bene con le nocchie col dito medio l’apro, e bevo come coppe se sete ancora resta, mordo bord'interno così fan pur maiali, che l’amano più bello

per attrar l'insetti, nel suo fiore spazio
fondo ben più caldo, mosche intrappolate col polline sui peli, costringe al fecondare
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A ber la mia pipì, un dì Taràs m'invita Amaròli acqua di vita, è urinoterapia assieme con digiuno, e disintossicazio
astension da cibi finti, darà rigenerazio
1

“a Bomarzo uso le foglie fresche lavate e applicate sulla parte infiammata: pelle, bocca, ascessi (possibili reazioni allergico-irritanti su pelli sensibili). Steli svuotati del midollo, sono usati come cerbottane e pifferi di Pan”. Taras
4

Il dottor Swinburne Clymar, come i tupinamba del Brasile, autorità nel campo della Passiflora scrive: “va somministrata in tutti gli stati febbrili accompagnati da estremo nervosismo e insonnia, poiché calma il sistema nervoso più dei narcotici” 2 Taras: “fai macerare in un litro di vino bianco 30g cannella e sedano per 10 giorni, filtra, smiela e bevi 2 bicchierin al dì

Rumex Acetosa perenne: succo depurante, digesti lassativo, astringente, antireumatico (controindicato in coliche, gastriti, calcolosi ed artriti gottose), vince scorbuto ed eccesso sudore. 5 acido ossalico in 4 frammenti di fusto di rabarbaro infilati nel terreno a ridosso delle radici del cavolo, limitano il fungo parassita che produce l'ernia, specie in suoli acidi mal drenati. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 161

l'Arum maculatu, dà nome alla famiglia
di Aracee ben diffusa, in tutti i continenti inverno sta nel bulbo, riesce a primavera Nitrofila dei boschi, è disinquinante vera1 pei frutti arancio rosso, gradevole sapore accadon ai bambini, frequenti intossicazio Mà i bruciori in bocca, durante masticazio assiem odor carogna, riduce alto dosaggio

infuso esternamente, è shampo per capelli che lucida e scurisce, in 2 litri d'acqua belli decotto foglie fresche, in bagni antireumati

in pomata io friziono, sugli arti addolorati
pestate foglie fresche, o succo delle bacche l'applico all'esterno, le nevralgie combatte Bevute con cautela, son purghe antibiliari catarro bronchi gola, e cefalee mestruali

l'irritazion cutanea, accade per contatto
dà brevi veschichette, seconda di allergie

le bacche in epistassi, e per l'epilessia
Fior macerati in vino, contrò dissenteria

giacchè i principi tossi, termolabil sono vanno a scomparire, con bollitur e fono
usavo foglie fresche, applicate sulla fronte

la sua radice aiuta, denti, testa e milza
lenisce mal d’orecchi, e disturbi della vista più vasi con tal succhi, quàl disintossicante

contro mal di testa, analgesico risponde conservano i gitani, sempre in loro tende 2 foglie sue pestate, a foruncoli applicate il timo per la tosse, e fogl'edera in aceto
oppure in un decotto, antiemorroidi date in lunghi viaggi a piedi, rinforza lor segreto

è il tubero da fresco, energico purgante antireumatismi, e un buon espettorante
dà vomito e gastrite, diarrea e tachicardia convulsioni e coma, l’eccesso par che sia

Smilace strappabrache, è un edera spinosa Ispàn salsapariglia, liliacea e fuor pungente in Ameri centro sud, và estratta da radice

una resin saponina, ad effetto sudorife
con Edera frustini, percuoton loro corpi stimolan passioni, le menadi dei boschi protegge loro casa, è rifugio dei folletti sull'edera Raseno, offre suoi commenti Raseno ci racconta, che là nella Toscana Baccante Tersicore, non trov'edera piana a ornàre il capo allora, impiega le spinose a danza poi convulsa, fronte punge a iose

detto Pan di bisce, o lingua della serpe

calla o erba Saetta, oppur erba da piaghe Magica è seccata, sacchetti anti malocchi fiore nella culla, è a protezion marmocchi un aristolochia pianta, è simile al gigaro fior giallo a cartoccio, e mosche nell'ovario nel bosco i fiori sono, bianchi o color rosa visibili agli insetti, che posson far la posa perenne Hedera helix, pianta rampicante

Iniziaron ad urlare, e il rito a esagerare Balsamica efficace, è buon espettorante straccian vesti brache, nel vero baccanale resiste in situazioni, scarsezza e umidità lor gesti d’inconsulto, d'istinto a dimenare
riparo per uccelli, tien bacche da mangiàr Smilace bacche rosse, inizian a mangiare

tossiche ad umani, le bacche e derivate 2 Taras: “a Bomarzo ponevo una foglia direttamente su specie alle persone, allergiche o malate pelle ispessita, trattenendola con fasciatura o facendo infuso foglie estive, seccate lentamente macerare le foglie in aceto. Contro artrosi e sciatica porta via la tosse, l'impiego cautamente pratico impacchi ad azione analgesica e antinevralgica
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Il gichero ha proprietà: antiasmatiche, antitussive; contro emorroidi e polipi del naso, Radici e foglie fresche (bollite sgrassan e candeggiano la biancheria) uso per ferite difficili e bruciature; contro i reumatismi schiacciavo e strofinavo su parte dolorante le bacche rosse, inizia forte bruciore ma poi passa; la polpa-tubero tien caustici cristalli d'ossalato calcio.

con decotti di foglie più piccole e attive nate sul versante a tramontana della quercia. Decotti ed unguenti (edera polverizzata + grasso) uso a guarir foruncoli, piaghe, scottature e rimozion di calli duroni. I gitan vivono coi piedi, li rinforzano camminando scalzi sull’erba coperta di rugiada e li sfregano con acqua salata e infuso di foglie d’edera, pestate e macerate per 2 giorni in aceto caldo” LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 162

suoi getti novellini, nei rami a primavera rossastri e teneroni, od Asparagi turioni amarognoli con gusto, cimo per cucina solo pochi sanno, è alimento medicina1

a Delfo come a Quero, l'usan già le pizie più i sacerdoti indiani, per visitar parenti strazio e convulsioni, accettan di durata trovan bruji e ladri, rimedi a malparata Ladri e prostitute, giò l'usan loro scopi metel medicina, che più bevande sposi pur cortigian amanti, sciolgono l'ardori d'uomini disposti, pagar giostre d'amori Siamo cibo e cura, riparo e sesso forza ostinano le piante, comunicar qualcosa l'origine dell'orge, dei sabba e culti vàr risiede in un comune, substrato naturàl suave la datura, in Perù è la borrachera cioè l'ubriacatura, data al can che mena

Narra con ardore, Taras mio gitano

il gruppo solanacee, che usa triptofàno bocca secca danno, e sete più ampliata

pression tachicardia, e pupilla dilatata
Solànum dulcamara, contiene solanina così Solanum nigrum, legger allucinanti dàn senso d’ebbrezza, ansia o rilassanti cefalea ed insonnia, ninfomani eccitanti l'erbe delle streghe, son in tale gruppo bassi-alti dosaggi, dipende il loro frutto in macchie di radure, a limite boschive

la mente pare morta, recupera la vita

atròpa belladonna, dà nere ciliegine
benesser e paesaggi, dàn dosaggi bassi

quando annusa aceto, i sensi ben riattiva Datur annual’eretta, frutt'ovo tien spinose

mentre alle alte dosi, midriasi deliranti

in tutti i continenti, ha foglie scùr rugose
atropina e iosciamina, e scopolamina tiene prodotte da radici, e pur da foglie e seme Atropin in via intestino, circola più energi calma asmè bronchiali, è un anticolinergi

calor e polso scende, s'offusca psiche via L’avvelenato in coma, muore in asfissia Il giusquiamo nero, è piantà biennale sparso nell'Europa, in foglie tien alcale in frutti e pure semi, tien scopolamina che ritual dosaggio, azione sua raffina2

Datura cur ferite, fratture è antidolore consumano Datura, bevanda di radici
più giovan Tubaloba, tribù di California Raffinano la vista, a vedere gli animali chè diventeranno, lor spiriti guardiani

in forma di bevanda, o foglie al fumatore

chiamata apollinare, già in antichità
per sua spiccata azione, profè capacità La usavano l'angizie, e sibille oracolari seguendo l'istruzioni, di protocòl rituali Dature ad inebriarsi, usa tutto il globo sanguinea borachero, dett'erba di tombe fa visitar ebbrezza, morti e propri spettri da semi fan la tonga, bevàn amar effetti
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I nativi americani, san già di affinità

tra stato delle piante, e uman sessualità l'atto dell'amplesso, ed atto d’ingestione

è capace a rivelare, l'identità interiore

Smilax aspera lianosa perenne, fusti teneri giovan rossastri. I là in Costa d'Avorio, le donne sacerdote fiori (set-nov) piccoli, bianchi, profumati riuniti in grappoli, Lavano nel fiume, alla festa della prima frutti son piccole bacche rosse non commestibili ma innocue.

hyoscyamus produce sintomi da intossicazione simili alla accoppiano coi maschi, oggetti desideri belladonna; differisce per il minor eccitamento motorio che a loro volontà, subiscono sparvieri (non dà stimol a saltare, ridere, esagerar i movimenti). L'azione ipnotica che esercita, è più marcata e con cefalea, coito di banana, in Azande alto Congo vertigine, minor sensibilità, sussurri alle orecchie, si eccitano tutte, toccando clito a fondo ambliopia, fotofobia, afonia e minor olfatto, ma più introducono l’un l’altra, frutti di banana sonnolenza con allucinazioni audio-visive di tipo così da stimolare, piacer e cura umana Apollinare (spiri.profetico) o terrificante (scopolamina). L'acetato di ammoniaca risveglia dal torpore. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago
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nell'area della danza, cresce l'erotismo donne aprono gioco, senza fanatismo

Ermafrodito spiri, ottien dai genitori
Chi alla fonte và, e merge suoi dolori tocchera subito, medesima sua sorte Metamorfosì, che apre-chiude porte

indossa la regina, maschera da toro
mima bene maschio, coito di rinnovo

sin da piccini, s’apprende ogni cosa

tra i Ganda del Nilo, sesso è una rosa

è navigatore, il divino Ermafrodito

senza i tabù, gli anziàn del villaggio fan scuola lezioni, senza imbarazzo
se nasce una coppia, di bimbi gemelli

gira nella Siria, e giunge sino a Cipro Passò pure a Creta, e nell'Ellade città Diffuse riti e culti, per crisi fronteggiàr traduce tale mito, conflitto dellla mente di parte femminile, assieme la maschile ma allo stesso tempo, indica in fusione gran superamento, della dissociazione

il padre felice, è invitato ai presenti
fà un gioco e rimuove, fior di banano da femmina che, tal parto ha donato

Solo suo pene, può compiere evento davanti al villaggio, augurio portento quindi s’accoppia, con moglie eccitata applaudon poi tutti, la grande parata Raseno qui allaccia, la Venere Lupa Afrodite la rossa, approda in etruria Dea Lupa che nutre, i gemelli latini L'Acca Laurenzia, Dea boschi nativi1 poi narra del mito, Ovidi Ermafrodito da Naiadi allevato, là su un lago Frigio lascia a quindici anni, monti suoi nativi giunge in altre acque, a togliersi vestiti a riva venne visto, da là ninfa Salmace Argia che innamora, fuoco senza pace

Nell'isola di Bali, l'uomo occidentale

è turista percepito, quale transessuale a causa dei costumi, detto fù Berdache l'uomo dominante, vinto è da Salmace2 Ciukci di Siberia, son essi pur sciamani Amati e rispettati, se ottengon risultati in cure-guarigioni, risoluzion problemi nell'animo dell'uomo, e in ecosistemi Yellama dei fiumi, Dea del sud India ha poter di mutare, sessi a chiunque

gli ermafroditi, suoi maschi devoti traveston per lei, in feste e rinnovi
i sadhu Vaishnava, Krishna pur Rama su vie Villipuram, la notte àmavasya al Tempio Kothandar, riattuano mito rinnovan le nozze, e la morte marito

il giovinetto ignaro dell’amore linfa rifiutò le dolci, richieste della ninfa

Salmace si gettò, dentro del laghetto dov'immerso s’era, nudo il giovinetto a lui si strinse forte, tutto l’avvinghiò com'edera sul tronco, fusa a lui restò

Per l'etnologia,il berdache (sakalava-tanala in Madagascar, mahu a Tahiti, katoey in Tailandia, auracani in Cile, lango in Uganda).è travestito che indossa abiti femminili, può prender un altro uomo per marito, esegue lavori donneschi e durante il coito assume il ruolo della poi gli Dei pregò, non esser separata femmina. Presso i Cukci della Siberia i berdache son sebben Ermafrodito, resiste disperata considerati sciamani. Oltre la moglie-sciamano, l'uomo ha accolta la preghiera, eterna fu l'unione pur altre mogli. Lo sciamano può aver una donna per un corpo solo poi, emerse in effusione amante e generare figli. Dai costumi sessuali dei popoli nativi, si osserva che non potendo seguir gli istinti, i nativi 1 la Lupa Tacita, Dea della terra, caccia e fauna, con riti di ricorrano a persona del proprio sesso imitando la forma prostituzione sacra. Rom, il rumore che i piccoli fanno esteriore dei rapporti eterosessuali, gli uomini usando il mentre succhiano il latte dal seno della madre. Afrodite- coito anale e le donne servendosi di peni artificiali (tibia Venere, dea di Cipro, è la Cypris, Cytherea, Anadyomene di renna su cintura di cuoio, banana), conservando le (nata da spuma del mare), Porne titillàtor (sacra condizioni della copula: un Io maschile e un Tu femminile promiscuità), Urania (cielo), e viceversa. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 164

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il rito riprende, una stor Mahabarata Il figlio di un rè, eunuco in battaglia Chiese sposare, nessun fece avanti Krisna rimedia, s'offre ai suoi pianti Lo sposa di notte, mattin può partire morto in battaglia, il lutto può indire alla fin si rivela, quàl Krishna e Devi per tutti presenti, che vedon misteri Dea Anukite è, il Giano doppio volto quello che la sogna, vede fino in fondo capace a far vestiti, assiem a medicina apprende pure l'arti, di fuoco di cucina uno che resiste, a chiamata di samano capo od altro ruolo, vive da smembrato solo quand'accetta, chiamata di visione smette di soffrire, suo clan ritrov'onore Accettare dentro sé, l’autentica natura porta la sorpresa, alla social struttura ora più persone, l'accetteranno pure Psiche si specchia, in tutte le nature di là del monotema, ritrovi politema La grande varietà, di naturale sfera Più popol nativi, serbano nel gene 2 sessi combinati, a dare 4 gener1 il modello binario, vede uno e due nei generi perde, veder sfumature Lisa ricorda, che Tao sempre muta concetto binario, sorpassa e confuta Wacasa è capace, veder tutti i mondi ha visione maschile, e vision femminile Femmina e maschio, e nessuno dei due Entrambi comprende, a dar sfumature Lo spazio raggiunge, all’origin di tutto Dove soltanto, l’androge è compunto Fonte primaria, del mondo sorgente Poi differenzia, in corpo e la mente Ognuno tien posto, sacro e speciale Nessuna persona, abbiam da buttare
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Osserva te stesso, richiama te stessa

Liber persegui, natur tua più fresca Vener e Mercurio, son due diversità
la sintesi di androge, è psiche identità la sua natur compone, ognì mentalità Ermafrodito somma, due spiri-tualità suo Ermete papà, è caduceo Mercurio antico dio lunare, androge scriba puro Scioglie nei misteri, l’Io e l’altro da sè

in Africa e Brasile, è Dio Logun Edè
in Scizia ed Anatolia, Siria e Palestina avvennero rituali, di cambi transessuali gli Scizi in ritirata, saccheggian Ascalona

Dea Venere adirata, berdachè li lavora
Tiresia nato a Tebe, assaggia sul Cillene potere del serpente, a lungo lo intrattiene gli dona la sapienza, e poter di guarigione piacere muta cambia, secondo situazione

Famoso possedeva, pio abate Becarelli
droga che poteva, mutare i sessi interni Uomini fan donne, donne come maschi Rè Federica a corte, tien orgasmi vasti

Traversa ermafrodito, secoli del tempo portandosi le idee, assieme suo modello narra lo straniero, e l’idea di perfezione in tempi d’incertezze, paur alienazione fluiscono in città, persone assai diverse che portano colori, germi e trasgressioni metton pure in crisi, i rapporti di potere che la bipartizione, sol può contenere le donne della City, del ceto borghesia Infrangono i tabù, di sesso e classeria accusate d'immorali, o di prostituzione al fatto d’indossàr, maschile vestizione diffuso và il costume, del travestimento là nell’Inghilterra, del buon rinascimento Maestà Giacomo I, nel mil seicentoventi vuol predicatori, accusar travestimenti

Organi fisici di maschio e femmina, si combinano ai generi (spiriti) maschili e femminili, dando più combinazioni possib.

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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In tempi della crisi, la forza si rovescia lo yin diviene yang, e questo viceversa il giorno divien buio, la notte gira senso si mutan direzioni, valori e pur il sesso se attore si traveste, in altrà sessualità ne scopre i suoi valori, con la mentalità una mascolinità, si specchia nel potere si abbiglia con corazza, e rigido vestire l'esplorator de Vaca, esplora la Florida e androgini nativi, ritrova in meraviglia questi son sfruttati, chiamati berdachè Ragazzi effeminati, innocenti cuori che molti erano mogli, a indiani coraggiosi sacri ed aggraziati, fan maschi guaritori o uomin medicina, sciamani e consiglieri Rare donne pure, dàn prove da guerrieri cultura dei nativi, incoraggia terzo sesso pur nelle aggressive, tribù dei pellerossa Winkìte nei Lakota, e Nadle tra i Navaho i nativi americano, incoraggiano i cacao già cura radicale, a nevrosi e deviazioni causata da dinieghi, e forzate educazioni apprezzar diversità, bellezza arcobaleno è un arte dei Lakota, e magico mistero Esiston due sfere, distinte di creazione riflesse l’un nell’altra, psiche e la realtà guardiano della soglia, serve d’affrontàr per tornar completi, e illusione dissipar Contemplano i Lakota, 4 classi gente Presenti in società, ruoli e differenze Wakan kà l’artisti, i curator son Wapi Wàkan saggi è, Wicànuga son maghi molto coraggiosi, uomo cuor di donna donna pure caccia, fuori d’ogni dogma1 veste come piace, volendo può sposare sogni con visioni, sapranno autorizzare e i maschi indi Yuma, li chiamano Elsa se spirito in sogno, li cambia fan festa
1

a tal cambiamento, s'adegua il sociale osservan fanciullo, e presagi san dare un rito iniziazione, suggella il giovinetto indossa pelle e danza, ed imita le donne assume nome adatto, fallo chiaman clito testicol grandi labbra, l’ano è lor vagito Presso i California, e i Pueblo d’Arizona un uomo vigoroso, scelto è masturbato molte volte al dì, a produr la debolezza così testosteròn, si scivoli in scarsezza Fatto andar cavallo, atrofizzan genitali cadon peli e barba, la voce alleggerisce incline al femminile, ora è un mujerado

assume nuovo ruolo, nel social casato La Datur ambigua, è potèn pericolosa
Taras cita gli Hopi, dipende da chi l’usa Chimon miete pazzi, oppure spasimanti è la fanciulla bella, a caccia degl'amanti la impiegan berdache, a dar la frenesia e quelli che pur sono, su prostitution via profittator d’amore, spruzzano per tempo sensi pelle schiena, goccie dell’unguento

ad esser liberato, da tal'incanto amòr
bisogna rintracciar, un curandèr cantòr pur il cacciatore, che impiega tal magia frenetico finisce, sua preda amar ossia Se pianta di datura, è usata a divinare è l’ultima risorsa, per ladri rintracciare i cinque giorni rito, tra vomito e sudare servono a curare, armonia sociale dare bisogna usar la pianta, senz’interruzioni così che ti conosca, e male non ti faccia

digiuno rigoroso, datura per bevanda

si macera più giorni, piàno tutta quanta2

2

può partecipare ad una festa di guerra, ma ritornerà al suo ruolo funzionale di donna, raccogliendo bacche, cucinando, conciando pelli, cucendo vestiti e infilando perline

Nella desertica regione costiera della California meridionale tra i gabrieliño, i juaneño e i luiseño, i giovani maschi in età puberale sono sottoposti alla cerimonia iniziatica della datura meteloides dove, dopo l’assunzione, ballano freneticamente, cadono in collasso e ricevono l’agognata visione che darà loro un progetto di vita. L'occhio di cervo inibisce toloache. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 166

in stati incoscienza, producon le visioni che posson durare, 2 sin quattro giorni la pianta può pur dare, disordini mentali eccessi muscolari, e cuor spasmì mortali ciascun ragazzo vede, ruolo e vocazione tracciato suo futuro, in solco tradizione il culto toloache, è tracciato nei rupestri

le auguro salute, lei gioia spande intorno femmina che d’uòm, amor vuol provocare quan sradica mandraga, nuda va spogliare a suo posto nella buca, vi versa le monete cosparge pur di vino, placàr matracu sete fanciulle van in campi con savia praticòna dopo aver mangiato, danzato nude ancora pronuncia praticona, più formule d’incanto intorn alla mandraga, scavan suòl intanto attenti non scassare, nessun pezzo radice chiave sia l’intento, con cui viene raccolta se colta a creare l’odio, si sputano sul viso si scambiano gl’insulti, si picchiano di rito incanto può svanir, pur s’un cane accorge efficacia poi decresce, dopo sol che sorge Colta la mandraga, fanciulle s’accarezza

in grotte piccoline, rifugio dei supersti
Importàn divinità, che medicìn procura usano i Chumàsh, Momòy nonna datura daturano più bimbi, viziati oppur ribelli Così che l'antenati, li rendano più belli

Momy è la guardiana, di riti di simbiosi tien orfano nipote, e alleva da sciamano Coyote vecchio uomo, joker di coscienza grande cacciatore, che inizia adolescenza Mandragora radice, fa spose le ragazze mista nel foraggio, accresce latte vacche

s’abbracciano dicendo, la litania scelta

agli uomini può dare, fortùn fecondità
Affari a lieto fine, armonia e prosperità nasce Matraguna, da seme d’impiccato Sessual piantà regina, procur fecondità Regìn di Cucuteni, intenzioni sà ascoltàr Ritual silenzio chiede, trasmette al dna

Madraga Matraguna, maritami a una luna poiché se non lo fai, io torno a farti a pezzi verd'erba matraguna, bel passero più folle

canta pur per me, sottò tua luna molle
S'è colta per amore, ovvero per dragoste per maritar oppure, ballare o far le feste 2 donne pur anziane, digiune van cercàr

Taras ci racconta, l'incanto della pianta fatto da una nonna, rumena pur gitana rapporto ben diretto, è forte sentimento Eliade pure cita, lo stesso incantamento raccogli la sua foglia, sotto un plenilunio paga con qualcosa, sennò ti tiene il muso incantala con danza, di gran venerazione suo duplice potere, dipen dall’intenzione1 “La porti a casa tua, le dai più musicisti le rendi onor regina, via quei volti tristi! non litighi e non odi, ricorda tal consigli

portan pan e sale, e un soldo per trovàr
in luoghi assai nascosti, poi raccoglieranno devono spogliarsi, e inchinarsi senz'affanno

con visi volti a oriente, 3 volte van giràr e più incanti a recitar, al fin di sradicàr2
pur senza parlarle, tu mostra la tua gioia finché giudicherai, che sia di buon umore bevi mangia accanto, salutala buongiorno invoca qual sovrana, rivela il tuo bisogno Tu sei regin di cieli, tempeste della terra a casa d'ammalato, fa invocazione a sera pure t'ho cercato, incantesimo hai portato posto nel bicchiere, a guarir tal’ammalato
2

Lei ti salverà, e ti assegnerà dei figli
Domenica con musa, resto a deliziarla e porto più persone, a divertir danzarla pure resto allegra, specie di quel giorno
1

Eliade: “lo stato emotivo con cui l’approcci stabilisce la direzione del suo potere: amor e salute, oppure odio e follia”

Eu va dau pâine si sare/ io vi don pane e sale |Dar voi sa-mi dati sanatate/datemi forza salute. |Fac cruce si bat matànii/mi segno mi prosterno |Si pui pâine si sare / ti dò pane e sale \Sa-mi dai leac / perché tu mi dia guarigione

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Malato beve miele, la savia versa l'acqua tutta su sua testa, di miele poi lo spalma Lega sul suo collo, cotòn rosso col soldo

Riveste con camicia, il rito par assolto
tre cucchiai mistura, 3 volte al dì si beve ciò dura per 3 giorni, astièn cipolla cruda non beve l’acquavite, almen 2 settimane ne latte fresco e var, cibarie zuccherate
.5 maggio, Seba:

è cuore d'un giardino, ricerca d'uno stile risposta di bisogni, inconsci da scoprire progetto e realizzazio, è figlio di risorse denaro clima suolo, e coincidenze forse Giardino evoca stile, di popoli del mare foreste e pur deserti, i bimbi far giocare raccolgo frutti ortaggi, zen meditazione il giro a labirinto, impronta suo creatore il giardino par firmato, continuo ridestato migliora mai finisce, rispecchia cuore dato trae vita da attenzioni, da lui che l'utilizza diviene tempio thera, se anima conquista diviso è quel giardino, in spazi funzionali specchio d'acqua orto, erb'assieme bosco delimita ciascuno, otto metri quadri mini con siepi gruppi flora, muretti con scalini consente vista esterna, allieta sensazione giardino come quadro, ha varie angolazioni terrazze e var capanne, pergole e verande vialetto dall'entrata, snoda serpeggiante1 terreno è occupato, con rustiche perenni domìn 2-3 specie, il resto fan gruppetti i colori dominanti, sfuman blu e rosetti

salvia e rosmarino, geranio e fiori belli

Therabuti scuola, agro e pure tempio ha terrazzamenti, e muretti frangivento

un angolo dell’orto, ospita il roccioso Giardino che a spirale, ripar officinale

aiuole con bancali, con alberi da frutto divisi da passaggi, paglia dappertutto
Inizio esplorazione, da ombelico centro a zone per settori, irradio mi concentro seguo qual criterio, per l'osservazione facilità d’accesso, gradual coltivazione

scende verso basso, in pozza laghettino all’ombra umidità, la piàn prezzemolino2

i colori chiari e forti, vivaci e riposanti in un angolo più vivo, gialli rossi aranci più vuoti son colmati, bui son ravvivati separano pù cespi, i luoghi profumati

L’orto che frequento, vedo fuori casa Visibil da cucina, verdura è bella nata nella zona dopo, c’è apiario nel frutteto

1

più in là vedo foraggio, vigneto ed oliveto

la zona ancor esterna, selvatica foresta Castagni querce noci, legna per la festa e zone di confine, son sacro ecosistema
che ospitan viventi, assenti in altra sfera

Per mettere alla prova una pavimentazione, la si bagni. Fondazioni solide sono: uno strato di ghiaia (10cm), di sabbia o malta (4 cm), mattonelle messe a quota con la livella a bolla e ramazzata di sabbia negli interstizi a sigillar il tutto. 2 nella parte superiore, più secca e drenata, sta rosmarino, salvia, timo e origano, più in basso, là dove la terra è più umida, dragoncello, prezzemolo, erba cipollina, coriandolo, calendula camomilla e menta, giù fino al crescione d'acqua. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 168

una siepe tagliavento, orna l'orto bello3 con alberi ed arbusti, calendule nasturzi Tageti erba cedrina, lavanda e tanaceto Basilico ed aromi, li annuso poi li vedo Pamela gir e parla, d'aromi per la vita borragine dà aiuto, a ortaggi a lei vicina melissa irradia intorno, benefica l’aroma respinge i roditori, romana menta bona rimedio mal di mare, è menta esilarante nausea gravidanza, morsi e afrodizzante

Odori fragranti, gelsomìn gigli e tiglio gli agliàcei saràn, assafetida ed aglio Odor citrini sono, agrumi fiori spezie Odor fetidi sento, di gener valeriana e odor naùseanti, son Cucurbitacee mentre i velenosi, appar di solanace
aromi boschi e fiori, l'annusi come vedi dòttor Bach offriva, trentotto suoi rimedi l'uomo muore nasce, venti han turbinello

tra salice e colchico, e i fior di digitale
sta giallo zafferano, che aiuta il genitale

mutano stagioni, e rinnovan carosello ricerca l'essenza, agrimonia eupatoria se hai forte tormento, di tipo interiore se non toller litigi, oppur controversie
o soffochi angoscia, con var dipendenze

a inizi dell'estate, più bulbi zafferano

metto in soleggiato, suolo ben drenato se fior violetto inizia, schiudersi recido ha base stigmi aranci, se polline decido

Origano è la gioia, Salvia salva l'uomo erba molto amata, tè del ventre buono
decotto di ginepro, ugual olio trementina su pancia pelle reni, lo stimolo continua Fior hanno influenza, fìn dov’è profumo

la Vinifera Vite, in eccesso ambizione un albero Olivo, se hai molta tensione
dop'una malattia, o gran convalescenza

a riposar t’aiuta, e ritrovar coscienza
ai tenaci in eccesso, essenza di quercia

stimolan saliva, col ghiandolare muco un alimentazione, a più erbe officinali aiuta digestione, e i canali sensoriali l'odore della pelle, indica tendenza di una originaria, Tua forza identità evita i saponi, che soffocan l'odore
Romulo mi dice, con l'erbe sfregatore

rigiova e protegge, esaurita possenza mentre castagne, in estreme reazioni
emotive agli eventi, oltrè sopportazioni

se un Pioppo lenisce, paure e timori d'incubi ed ansie, del sacro e terrori prunu e ciliegi, a chi teme impazzire far cose vietate, o di eccesso soffrire se hai intolleranza, e scarsa empatia un Faggio ti aiuta, a trovar giusta via il Malus communi, a un perfezionista
permette accettar, corpo e conquista

aiuta un pot-pourri, l'aria profumare

con fiori foglie spezie, posti ad essiccare

testa cuore e coda, son tre livelli aroma
vivace breve primo, persiste terzo ancora

se spesso pasticci, sii hippocastano
indeciso distratto, sclerantu dà mano

Aria dei profumi, io sèn profondamente
cespugli dell'ortica, vivifican chi ha l’asma ricordo che la nonna, melissa ed abrotano mettea sotto cuscini, a far dormire piano

amàr gentianella, se sei pessimista
depresso o deluso, di antica sconfitta

Aromatici odori, son garofano e lauro Odor ambrosiati, muschio ed ambrato
3

Cicoria ti aiuta, se tieni ossessione e un olmo e tieni, la rassegnazione
Clematis vitalba, se vuoi pragmatismo

verbena se duro, hai gran fanatismo

Una siepe protegge il giardino per una profondità pari a 10 volte la sua altezza

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Pinu silvestris, s'hai gran senso colpa glande di Giove, se hai instabile forza
l'unzione che cura, è mirra oppur cedro

Salvia è fonte num, decò fertilizzante
a donne digestione, a febbri n'è calmante

m'idratan la pelle, coriando e ginepro1
il respiro di labiate, combatte raffreddori

è tonico balsami, in notturna iperidrosi azione necessaria, per var tubercolosi
aggiungi alle minestre, riduce sudorazio dovuta a debolezza, e abbassa glicemia Potèn cicatrizzante, per ferite e piaghe

le foglie col calore, aggiustan digestioni appen somministrate, stimolano il latte I sensi percettivi, e il gusto insalivante
bicchieri foglie menta, trito al frullatore2 filtro nebulizzo, nell'orto ogni otto giorni repell'afidi larve, assièm formiche guaio e mastico la foglia, rinfresca dopo l'aglio menta più invadente, metti in cocci vaso che lasci fuoriuscire, il bordo da interrato cimo i nuovi getti, per renderla compatta ne metto alla dispense, o cumulo disfatta

difficil da curare, la savia par sa fare3

etto le sue foglie, per tarme allontanare

tannini amar principi, mastico a curare
infezioni bocca e gola, gengive ed alitosi strofino ben sui denti, per l'igiene a iosi fò bollir le foglie, assièm buccia limone sul fegato e l'addome, rilassa pur dolore

dai getti non fioriti, talea fò fin estate
immerg'ormoni rovo, e l'uso alle tisane

lo spirito melissa, Pamèl và preparare

Te salvia e rosmarino, fa bèn l’aperitivo così l'acqua melissa, in grappa a macerare stimola avàn cena, gli enzimi al digestivo per vomiti nervosi, mal d’’auto mar e fuso Tè che pure sfiamma, fuoco di mammella Segue poi decotto, analcolico e un infuso gengive sanguinanti, e saliva a catinella Melissa officinale, cresce in luog'ombrosi Profuma di limone, l'assumo cotta cruda radici dissotterro, alla notte o sera tardi foglie nel mattino, quan brina si diparti appesa ad asciugare, intèr o minuzzata ha l'olio nelle foglie, a vincer debolezza buona per nevrosi, tremori negli anziani assiem a patimenti, di muscoli e morali

siepi al rosmarino, son facili a potare amica a flor carote, fagiol e cavol rape Respinge pulci e zecch, e vari parassiti infusa lava il cane, profuma nos amici
Rosmarino è rugiada, è aromatico mare

Posta nelle tombe, protegge anima sale
Antifungo antibattere, protè da pestilenze Affezion respiratorie, tosse e inappetenze

l'olio di Melissa, ha calmanti proprietà giungine 6 gocce, ad acqua per bagnàr Lei fà felice il cuore, e lo spirito solleva

contrasta pur insonnia, ai sogni dona leva e sincopi e vertigi, combatte assieme con l'amica maggiorana, cresce in tutti suoli Calma il nervosismo, e vince indigestioni risolve il meteorismo, e aiuta sensazioni
1

in asma e raffreddori, diurèsi e digestivo fa tonico del cuore, e sistem nervoso fino strofino l'olio suo, su tempie a dar sollievo analgesico in tensioni, e cefalee in rilievo in impacchi cicatrizza, e serva carni grassi unguenti in oli oliva, in corpi molto stanchi i fior di rosmarino, bolliti e aggiunti al vino fan l’alito più fresco, puliscono il mio viso
3

la gommoresina della corteccia di commiphora myrrha, è stimato antidoto dei morsi, profuma e disinfetta ambiente e cavo orale e accelera la guarigione di piaghe e ferite. 2 Un pizzico di polvere pesa circa 3g, un cucchiaio a raso 12g una manciata 50g. 1m. cubo di terra una tonnellata, il doppio se umida (come un m3 di pietre). Una carriola ha capacità di 80 litri cioè il rinvaso di 100 piante in vaso da 10cm.

Con aglio e rosmarino (proprietà simili) forma una triade unica. Ricetta bomarzo: fai bollire assieme in aceto forte, una manciata di sale e foglie salvia, crisantemo e rosmarino, poi bagna delle pezze e pratica impacchi sulla parte dolorante. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 170

Re Davide l’Issòpo, usava esser pulito in salmi decantava, suo vino sopraffino
suo tè qual collutorio, per vincer infezioni curàr vesciche e reni, aver traspirazioni

Lavanda dopobarba, gengive alito fresco usata nei massaggi, e capanne sudatorie lo stomaco mi calma, infuso caldo al latte

fastidi mal di testa, calmano all’istante
in bagni con massaggi, bene bimbi aiuta

Curò l’epilessia, suon arpa in sinergia

Issopo e rosmarino, a Saul ormai senile Issopo antipidocchi, ungento vermifugo contengono sue foglie, penicillina fungo

buon espettorante, e ferite taglio cura poi uccide var batteri, cura bruciature e l'olio suo profumo, risolve le punture2
Assenzio ed artemisia, primula abrotano combatton putrefazio, da bocca fin all’ano

l'issopo e rosmarino, attiran cavolaia
incrementano la vite, assieme ruta paia or semina Pamela, le piante aromi offici in contenitori d'uova, piantine viaggitrici

foglie d'artemisia, secernono absintina scesa nel terreno, ritarda altra piantina

Ruta graveòlens, è piàn di aride terre

con fior piccini e gialli, cruciferi con forme fan crescere più tardi, molte piante in orto fin da tempi antichi, una panacea per tutto spruzzato sul terreno, o su animal pelame che tossica in eccesso, sà provocare lutto scoraggia le lumache, pulci in gatto e cane

decotti d’Artemisie, inibiscono finocchio

se ruta è coltivata, nei vasi su finestre
tien lontane mosche, da cumul di letami

Nocciòlo tien lontani, i tafàni fastidiosi Menta li respinge, strofina pelle a iosi
nell'oli odor sgraditi, raccolti nelle foglie

Assenzio e sassofrasso, lontanano zanzare foglie secche assenzio, reprimono le tarme

Così pure abrotano, menta e rosmarino metto foglie secche, su vesti lana e lino
insapora le vivande, estragon dragoncello

riserva medicine, che dona nell’infuso
adatto per calmare, i dolòr cicli mestruali sedar attacchi isteri, e colìche intestinali1

e riduce acidità, di aceto in condimento tritato aromatizza, sciapi e insipi piatti riduce fabbisogno, di sale sen privarti
Tanaceto su scaffali, buono repellente contro le formiche, mosche pulci stende

serve nei lavaggi, nei casi di glaucoma a chi soffre di riniti, cron naso catarrale

decotti d’erba ruta, cucchiaio e 2 bicchieri in batuffolo di ovatta, in narici 3 dì interi Lavanda in suolo secco, detesta umidità pianto di fra i cocci, inverno a pacciamàr recido a inizi luglio, fiori avàn schiusura secco rovesciati, asciutt'ombreggiatura

cresce dappertutto, odore suo esibisce ha immortale fiore, secco non vizzisce3 Timo infiorescenza, attir farfalle ed api
e avrò nuov'infiorati, se poto i getti dati respinge parassiti, tra libri e tra scaffali prim afferràr conigli, sfrega le tue mani
2

Getti poi seccati, li brucio nel camino sprigionano l'odore, aroma lavandino i fior fò macerare, in alcol boccettine

La Lavanda ha effetto antiparassita su tarme e topi, poni sacchetti con fiori secchi in cassetti e armadi con vestiti e sotto i tappeti di lana. L’infuso concentrato è usato per le gocce fan odori, su panni e lampadine tifo e difterite, pneumo e streptococchi e in irrigazioni vaginali per curar leucorrea. Le inalazioni curano tosse e 1 Le foglie dell’erba ruta sono usate per farn infusi (un g freddure mentre una goccia del suo olio concilia il sonno per ogni tazzina bollente) atti a calmare attacchi isterici e i di adulti e bimbi. 3 cicli mestruali dolorosi. La grappa di ruta, preparata strofinato su pelo del cane lo libera dalle pulci. Foglie e immergendo nella grappa un ramoscello di ruta, ha gambo son tossiche anche per l’uomo, sebbene macerati potent'azione abortiva. in vino, calman spasmi d’intestino LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 171

antisettico del pelo, combatte l'infezioni in cibo pur conserva, contrò putrefazioni in tisan espettorante, lenisce pur dolore di presso le giunture, è orìn stimolatore

per tranquillo sonno, preparo benda lino

metto nell’interno, violette e aroma fino
Petal rose rosse, giusquiamo con finocchio Papavero poi bendo, fronte sopra l’occhio2

Pamela ripropone, buon olio di Camilla ricetta popolare, e conforto di sua figlia
mangi dormi canti, fa sciacqui rinfrescanti

deliziati all'ascolto, di melodie brillanti1 la Pianta Camomilla, legasi col calcio
stimola l’ormone, di crescita e passaggio

Cedrina piant'aroma, odora di limone buona per verdure, pesce e macedonie
seccata pur a lungo, resta gran fragrante

in tisane digestive, è tonico calmante
Vedo tra le siepi, accoglienti microclimi riparo per uccelli, e i terricoli lombrichi vegètazion pioniera, segue sopra i suoli algh'enzimi rovi, substrato boschi nuovi

stimola fermenti, nei cumuli e intestini e aiuta spighe grano, cipolle e cavolini 2 giorni infuso freddo, evita marciume In serre e semenzai, e giovani piantine riduce infiammazioni, diarrea di vitellini e le putrefazioni, combatte in agnellini
Aggiunta a vino sherry, dà la manzanilla

Convolvoli di siepi, bianchi fior imbuti
invasive delle macchie, buone per infusi

le foglie e le radici, riscaldano la sera curano le febbri, infettive e leucorrea

un vin tonico relàx, ha effetti esilaranti stimola appetito, combatte indigestione contrasta flatulenza, e da consolazione Camilla manzanilla, poi seda l’isterismo contiene il calcio che, calma tutti i nervi
insonnia mal di testa, dolori fitte al fianco crampi del mestruale, come là nel parto

Rovo assai comune, Rùbus fruticosus

cespugli con le spine, pungenti e vigorosi

More a fin estate, e germogli alimentari San esser rinfrescanti, buoni e salutari3
“son Rovo semenzaio, cantiere di natura sui suol depauperati, ripristin la struttura m'amano l'uccelli, se cresco suolo spera

che sua fertilità, ritorni allor com'era
Rovo è sarmentosa, talmente vigorosa allevo pu rventagli, o spalla come l'uva

compresse di camilla, per articolazioni Infuso tieni caldo, in dolenti sensazioni io tiepida la uso, in eczemi e irritazioni Fredda in ematomi, e varie contusioni
infusa con la salvia, assieme con limone var calcoli biliari, alla lunga pure scioglie e l’olio di camilla, combatte ben la tosse Ringiovanisce il viso, imparo in 4 mosse

fisso nuovi getti, lungo un fil di ferro
getti che han fruttato, poto fin inverno
2

La Scuola di Salerno, prima di un intervento chirurgico, praticava l’anestesia con la spongia sonnifera: spugna imbevuta di succo d'oppio, mandragora e giusquiamo, fatta asciugare e al momento dell’uso immersa in acqua e fatta aspirare al malato. Il risveglio era ottenuto con una l'Ibisco in fiori crudi, ingeriti in quantità procuran sonnolenza, insonnia contrastàr spugna imbevuta di aceto caldo. Inuit e yanomami, contro l’insonnia, ingeriscono polvere di ossa animali (il calcio Così fan pure i fichi, agrumi e anice semi concilia sonno). Rosmari valeriana, tarassa calcio in fieri 3 Stacca la parte terminale del germoglio, sbuccia alla buona la pellicola esterna e mangia il cuore amarognolo. Attendi le piogge d'aprile e il sole di giugno per trovarne 1 Ram's Little Dodoen, popolare erbario del 1606: 3/4 lit. in quantità. Le radici più grosse dopo lunga ebollizione olio e 90gr. camomilla essiccati un giorno dopo raccolta; son rese morbide e ridotte in poltiglia per esser mangiate chiudi ermeticamente in vetro e lascia esposto 40 gg ai con aromi. I fiori fan polline utile come tonico generale, raggi di sole diarrea ed enteriti. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 172

è Siepe difensiva, sa esser aggressiva a inizio dell'estate, riesco a indebolirla poto parte aerea, se occorre 2 - 3 anni sale e solf'ammonio, spargo nell'affanni1 son ricche degli ormoni, adatti alle talee bianche radichette, in acqua a macerare immergo vari getti, che voglion radicare

prolunga fioriture, s'elimino appassiti o recido getti base, se spogli son finiti poto e tagl'obliguo, due millime spinta
sopra gemma e getto, quell'aspira linfa se faccio una talea, e non sia lignificata alla base incido X, infilo un chicco grana lego con la rafia, una notte lascio a bagno trapianto vaso misto, sabbia terra sfagno

che lascio vari giorni, sì da stimolare

le more zuccherine, han potassio e calcio che corpi adolescenti, sentono in bisogno

più tener è talea, più sabbia vuol drenare la taglio sotto-gemma, per facil radicare è tal ghiottoneria, bisogno a svilupparsi proteggo pur da sole, le dò calor di fondo linguaggio fra nature, che san comunicarsi manteng'umidità, papir ha testa in fondo per farne marmellate, cuoci a fuoco lento More con del miele, finchè n'avrai sciroppo poco al giorno ai bimbi, portan giovamenti brucior d’urina spegne, senza far commenti per far durar le rose, taglio ancor in boccio tolgo spin da fusto, a bere l'acqua in coccio ferite porte-aperte, aumenta assorbimento cald'acqua rosa chine, vigor in un mometo così talee d'estate, pianto il mese dopo di getti ben fioriti, sen pigli rampicanti abbino con la rosa, e garofani brillanti

foglie con germogli, contengono tannino d'edera fò siepi, basse 1 metro e mezzo
astringono pertanto, in un litro di decotto

Vincendo la diarrea, pur d’età infantile
dissenteria con sputi, sangue senza fine Pianto le mie Rose, assieme la lavanda Salvia issopo e timo, tagete e rosmarino

resiste a siccità, io innaffio solo il piede
clorosi assenza ferro, torba allora chiede2 se torba neutralizza, l'eccesso di calcare così lievito birra, nell'acqua da innaffiare rend'acida la pasta, substrato del terreno alla Rosa infiorescenza, stimola davvero se poto le mie rose, da legno malandato via getti alla rinfusa, succhioni poto raso la potatura corta, dà fiori grossi al taglio e la potatura media, poto sol un palmo3
1

Eder'attecchisce, dov'altre hanno fallito ottima isolante, da pioggie senza invito e brusche variazioni, termiche nell'anno

est e nord pareti, ricopre senza danno dell'iris fiorentina, gran fior profumo sù
conservo part'esterne, ripianto verso sud rincalzo i suoi rizomi, se gelo l'ha scalzati divido ogni quattr'anni, l'iris li ha infittati rizoma suo essiccato, dona odor di viola si fissa nei profumi, d'altri e propri aroma polvere d'aggiunta, a risciaquo del bucato persiste in farmacia, tal fiore è rinomato

“per decespugliare il rovo, taglio il colletto raso al terreno, verso poi sul taglio abbondante manciata di sale fino o, in casi estremi, solfammato di ammonio, minerale che in un paio di mesi degrada in composti naturali innocui ma che nel frutteto distrugge tutta la flora con cui vien a contatto. In zone ventose lascio flora spontanea, farà da protezione a specie di nuovo impianto; in secondo tempo potrò sostituirle. 2 Interra bucce di banane ai piedi dei rosai, ravvivano il colore del fiore poiché le radici son avide di potassio, azoto, oligoel.

Nasturzio del Perù, Tròpaeolu majùs sapor agro-piccante, commestibil plus ha fiori e foglie ricche, con vitamin Ci semi non maturi, son capperi in cucìn
3

Se la vegetazione è troppo fitta e invecchiata, la fioritura ne risente. Ringiovanisci l'arbusto recidendo i getti lignificati, secchi e accorcia gli altri appena sopra di un getto giovane o una gemma laterale. La pianta riacquista vigor e forma. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 173

Emilia sotto sale, li mette in salamoia
il resto della pianta, aggiunge all'insalate umili nasturzi, ornamento e tappezzante da primaver estate, fiorisce profumante nasturzio presso fave, cavolo e zucchine dirotta insetti afìdi, da ortaggi su sue file ai piedi delle rose, e degli alberi di melo attira su suoi fiori, estrania senza meno nasturzio a postarelle, nell'aprile tempo gradisce annaffiature, fin l'assestamento in suolo sciolto misto, cresce pure prima

usata per via bocca, oppur come clistere assieme Camomilla, è ottima in impacchi a curàr tutto il bestiame, far suppurazioni in coliche intestini, gonfior'infiammazioni Fior arnica montana, infusi oppur clisteri usavo in contusioni, ematomi distorsioni Foruncoli carbonchio, catarr al digerente Su 80 grammi fiori, verso acqua bollente lozioni Margherita, in ferite e contusioni decotta oppur infusa, foglie assiem ai fiori fò scorta dell’essenze, secche pur in vetro mescolo con vino, od olio unguento vero1 Limone fà collirio, per occhi ed orecchie

allora poi resiste, a un siccitoso clima
Tarassaco e cicoria, le taglio se invasive pianto poi nasturzio, in 3 anni sa coprire poi semino a sovescio, la senape d'estate sfalcio prima d'orto, invasive ha soffocate Accorcio pure getti, Tagete freddo teme pianta messicana, invaso a fin settembre dopo qualche tempo, la pianta rifiorisce fuòr rischio di gelate, nell'orto stabilisce

astringe e risolve, mal pancia diarree friziona sull’occhio, per debol visioni è sfiamma antisetti, per lacrimazioni

Vento e troppo sole, l'occhi fan soffrire con sabbia e luce forte, cerca di coprire palpebre con occhi, lavare massaggiare durante giornata, spesso risciacquare2 quando tu li senti, irritati e pur confusi Eufrasia cura l'occhi, in abluzion infusi contrasta l'amnesie, ad occhi pur legate Memorie chiar imago, t’aiuta ricordare3

radici del Tagete, respingon nematodi
inizia l'anno dopo, e perdura per 3 anni

Aiuta i pomodori, patate fave e rose
Prezzemolo talvolta, fa le stesse cose fiore crisantemo, la polverin si stima

d'infusi di Piretro, efficace insetticida

pur l'uomini del Bieri, usano il collirio
accrescono visione, in acuto cacciatore ricadon sui lor occhi, poche gocce succo

crisante balsamita, gradevole in cucina in frittate ed insalate, è buona digestiva Calendula fiorisce, giugno fin novembre trapianto vaso terra, in luoghi soleggiati spontanea poi da sé, dissemina i selciati Calendula bei fiori, fiorrancio pure detti son ricchi solforosi, di multiformi aspetti

Vite congolensis, cui ne pressan frutto
Sesto dice in Bieri, Alchòrnea floribunda in decotto poi collirio, l'usarono a stordire ingerito addormentava, neofiti con schiavi vista confondeva, e calmava imprigionati
1

semi in semenzaio, duràn la primavera

da ber in infusione, per ulcer suppuràr o a spolverar ferite, a volèr disinfettàr li uso appen sbocciati, foglie e capolini
Freschi cataplasmi, o essiccati no anneriti

conservo poi al riparo, di luce e umidità
emolliènt’antiarrossante, antisettico sarà

La Pianta essiccata e ridotta in polvere, se mescolata con lanolina, vaselina, olio o crema neutra, realizza un balsamo o unguento per uso esterno. L’infuso dura 5/10 min. secondo la gradazione voluta, mentre il decotto da 10 a 20 minuti, ed è usato sopratutto per i semi, radici e fusti più duri. 2 Sole, vento e riflesso della neve possono scottare. Durante lettura di PC o TV, la sorgente luminosa sia a 20-25 centimetri dietro o sopra le spalle, evita riflessi noiosi sulla carta, se luce è insufficente o troppa, l’occhio te lo dice. 3 Lozione per occhi deboli: Eufrasia in 2 litri acqua, raffredda aggiungi miele, inzuppa ovatta su occhi 15min, più volte al dì

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

174

quando noi guardiamo, esce un fuoco sole

vers’oggetti visti, guardati ed osservati Veda è una visione, oppur rivelazione
dop'aver guardato, ri-posto l'attenzione quando c'è visione, assente è l’illusione vedo e dunque sò, vedere ugual sapere guardo a confrontar, le mie aspettative Vari preconcetti, con più realtà fattive Occhio dominante, visione del pianeta ciò che noi pensiam, tosto ci aspettiam e salute in tutti sensi, eman dall'energia di libido investita, sul soma e vista fina1 un occhio vede bene, se ha rilassamento muscoli del corpo, e mente sen tormento fluttua la mua vista, seconda circostanze in emozion rimosse, e tension d’istanze

Taras ci ripete, Mor Muà è dottor locale
Mo Yà fa l'erborista, Mo Pà soffiator d’ossa Mor Po connetterà, con mondo d’antenate

Mor Suang è curatore, di spiritual reame donne Mor Tam Yae, son brave levatrici
che girano campagne, tramandano l’offici

esiste poi massaggio, diffuso nel paese
Massaggio imita il sole, irraggia l’energia Lo yoga imita il fuoco, respira e vola via brucia senza fiamma, i trentasette gradi Ossida i composti, nel corpo conservati due legate cause, sono vento e sangue Vento è detto lom, tutti avvolge langue eccessi oppur carenza, porta variazioni Paralisi degli arti, o malesser rotazioni3 l'eccesso vento dà, veleni e cuor dolori squilibri li riceve, da sangue-cibi-odori cibo mal digesto, e più velenose azioni fan di sangue e vento, contaminazioni Ridurre diffusioni, con erbe riti e diete è terapia è isolare, l'agente del veleno scopo è l’espulsione, dalle parti interne con riti-strategie, interne oppur esterne Percezion del freddo, o caldo del cliente diagnostica malesser, e cura d’applicare è una febbre calda, neutra oppur fredda indizio al guaritore, in diagnosi corretta Gran varietà fattori, son causa malattia interni-esterni a uomo, visibili o presunti L'energie pesanti, influenze pure astrali Cambiamenti clima, disarmonie sociali la malattia radice, deriva da ignoranza del tipo relazione, natura o circostanza sorge sofferenza, nel corpo somatizza velen emozionale, la mente colonizza4
3

fatto d’ambosessi, che ogni famiglia tiene

la tensione crea, oculare contrazione ciò che ne risulta, appare distorsione

rieduca tuoi occhi, curando la tensione se scegli di vedere, bimbo tuo interiore Sangue Drago rosso, un lattice viscoso estratto di corteccia, del lechleri Croton il Romulo mi dice, è buon cicatrizzante guarisce più ferite, è medico importante2

Le medicin mio Seba, dei popoli tribali le pratican villaggi, in zone ancor rurali

tramandano l’orale, Thai Lanna tradizione gruppi etnie del nord, a rischi d’estinzione

1

Durante l'allattamento il bimbo ricerca gli occhi della madre e la sua anima si nutre di questo contatto mentre il corpo si sazia di latte. Il bimbo inizia costruire la propria visione del mondo e un blocco più o meno grave della funzione visiva può ipotecare lo sviluppo dell'io e indur patologie manifeste, in grado diverso, sul versante psichico, somatico od entrambi
2

più comunemente lechleri di Croton, draconoides Croton, erythrochilus di Croton (euforbiaceae). Tien alcali tropani e una resina rosso-sangue con l’alcaloide taspine che circola veloce, guarisce lacerazioni, ferite, abrasioni ed ha qualità antisettiche e antitumorali. La resina di questo albero della selva, si addensa e divien bianca se strofinata sulla pelle. Il lattice puro mescolato con acqua e preso internamente, tratta ulcere di stomaco; il diluito in commercio è meno efficace.

Tra le cause: traumi e intossicazioni da sostanze aliene al corpo, cibo inappropriato, odori e fumi tossici, morsi, insetti, vermi intestinali, stregoneria, stagione, clima, età. Taras 4 la malattia può esser causata da 8 categorie di spiriti oltre ad avidità, odio e stupidità. Il medico thai-tibetano purga con 18 gemme e metalli, 50 pietre semipreziose, 15 prodotti animali, vari sali, molte piante, rituali e pace interiore. Taras: “Ogni

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

175

fatti concorrenti, son diete inadeguate

Russa medicina, esclude amidi e grassi

Abiti scorretti, influèn nature errate

Malattia risulta, da un pensiero errato che scompare quando, vien riformulato Risolvi tuoi conflitti, sul senso della vita appar un correttivo, un emersa malattia

come dolci e pane, dai curativi pasti
Mà riso integrale, efficace nel vapore Fa gran dissetante, e vitamin signore

non è una punizione, né crudel azione
indica conflitti, nel mondo tuo interiore decorso malattia, quadro in variazione cambia si descresce, migra si traspone Crescon parassiti, se flora è scordinata manca una reazione, unita ed accurata se le tossine sono, messe in minoranza un danni regredisce, in cellula sostanza ti aiutano i rimedi, la presa di coscienza veder conflitti e pene, dietro l'apparenza

È contro debolezza, dell'udito e vista come pure l'alghe, var erbe spontane acqua tonica chinino, aiuta lor nervino allevia mal di testa, indigestion in giro tra corpo ed alimento, trovo risonanza è una reazione tipo, detta intolleranza reazion ai frutti mare, dan indigestione quelle da caffè, insonnia e depressione reazioni ad additivi, fa i bimbi iperattivi correggi alimentando, ciò che lasci vivi cibo che più usi, crea ogni dipendenza Tre son quelle base, verifica presenza l'allergie primarie, dà zuccher raffinato la glutine del grano e il latte di vaccina

cuor di malattia, è permetter di vedere
protratte condizione, di mera sudditanza se manc'alternativa, cresce depressione un inespressa rabbia, cieca a soluzione

più tipi sofferenze, causan di sovente
ansia e depressione, in modo ricorrente orecchie naso gola, reumatiche affezioni apparato digerente, gastriti più infezioni Eczemi sulla pelle, e le malattie veneree poiché di microflora, disturban le maree Una prima digestione, inizia nella bocca zucchero con frutta, lontani dalla pancia se prote pur associ, ad amido inglobato Inizia a fermentare, resta intrappolato Eccesso proteine, stressa l'organismo stimol produzione, degli acidi primari scende pH sangue, più acido diventa bisogna equilibràr, con alcalin riserva La carnè ingerita, contiene la xantina Veleno assai eccitante, simil nicotina

L’anima tua cerca, sempre a rifiorire
quan non vi riesce, travagli và soffrire specchiasi nel corpo, in-elaborati lutti rabbia più sconfitte, cedi a Thera flutti

Conflitto apparente, fra l'io e il tuo Sè in squilibri di vita, rispecchia in concrè il Platone ci dice, che un arte oratoria

all'Anima arriva, curàn sommatoria
nefasta è l'etichetta, in cronì patologie Ella autò-perpetua, in famìl dietrologie mondo estern'interno, tramano l'eventi mente n'è motore, che opera a 2 tempi “ogni uman malanno, entra dalla bocca dicono i cinesi, e aggiungono il principio Impara a concentrare, ogni conoscenza comunicar in fiabe, bene la sua essenza

Pur con caffeina, ha molte affinità

Chi consuma carne, fuma in quantità

alza il tasso urea, e l’ammoniaca base fa lavorar la carne, reni e organi cuore malattia veicola un messaggio che, se non chiudi le orecchie, eccitante droga, che a lungo dà la botta confronti nudo e crudo qual esso è, senza pregiudizi o sensi di è causa reumatismi, artriti e pure gotta colpa. Ciò risveglia assopite virtù e inediti passaggi per
ristabilire una salute coerente tra azioni e valori della tua morale personale. Tu non curi le malattie, ma loro curano te

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

176

Come ogni eccitante, ha fase di euforia segue depressione, e un circolo vizioso s’inizia a ber caffè, tè tabacco o alcool per ripristinàr, l’eufor di prim’impatto dentizion per carne, l'umano poco ha suo intestino è lungo, fatica a eliminàr i carnivor l’hanno corto, sino a 5 volte

cibo è l’acqua fresca, medicinal è calda vince indigestione, bocca pure sciacqua L'acqua calda a sera, pulisce gl'intestini

scioglie le mucose, e dilatazion fastidi
Acqua tien memoria, saune pur fomenti

è base di una vita, e cura più tormenti
nelle città d’india, metropoli han perduto l’ancestral saggezza, del curandero fiuto

lor evacuazione, accade senza toppe
Artrite infiammazione, è intossicazione Taras qui consiglia, sospendi cibi carne usa i succhi frutta, qual disintossicanti Uva con papaia, e massaggi riposanti1 Purificano il sangue, spezie con cipolla Limone con verdure, aiuta fissa il ferro quan l'ipoglicemìa, produce svenimento offri lime indiano, e ventila al contempo Iperglicèm diabete, zucchero in eccesso Incapacità smaltire, il corpo và sofferto Decotto amar cicoria, riduce saccarosio e aiuta l'insulina, a rompere il glucosio un Colesterolo porta, sclerosi dell'arterie Pure predispone, a infarto del miocardio

non ritardare troppo, tua defecazione
ostruzio intestinale, cloacà pestilenziale produce acidità, emicrania indigestione

Eruzion stato febbrile, ed alito fetore2 stitichezza è causa, di tutte malattie
a causa germinazio, di feci in intestine patogen liberati, ammaloran circolando ostacol d’intestino, sostanz’assimilando Questi trattenuti, a causa enteri succhi Fan putrefazione, anaerobica sen frutti purificare sangue, contrasta stitichezza colord’evacuazione, diagnosi alla svelta Feci in verde scuro, accumulo da tempo

Poiché pareti arterie, fan degenerazio
mangia pesce azzurro, fai la reduttazio indigestion o Seba, parve primo scoglio Annuncio della fine, d'età dell'oro sogno apprende poi Ganesha, di tale malattia d'uman ha compassione, inizia curar via Passa insegnamenti, acqua è la corrente ognì cura digestiva, sta in acquà bollente Prescrive tale cura, e l'umano fu guarito Così fu medicina, nell'India primo mito Acqua fredda calma, i battiti del cuore la tiepida piuttosto, ne stimola l’azione Bevine alla sera, e appena alzato pure la calda non bollita, conserva la salute

mesi oppure anni, là nel colon tempio lor volume opprime, orgàn addominali pressione ne risulta, su fegato e renali
una purga qual veleno, riduce poco i mali Confondono turbando, funzioni personali Individuo sent'effetto, nel tubo digerente dolori e stiramenti, ugual velen corrente

scarsezza d’acqua, in umori del corpo Porta la tristezza, in malumor riporto3
Restan più rifiuti, nel fegà reni e crasso se vi manca l'acqua, che ne fà lo spazzo
2

Gli organi interni più vulnerabili son tra stomaco e intestini. Il 90% delle malattie proviene da loro anormalità. Quando le materie fecali nel crasso vanno rapidamente in putrefazione e decompongono, abbiamo la diarrea. Il colon ostruito è vivaio 1 Carne in eccesso cristallizza e precipita nel sangue come di malattie e germi che avvelenano il sangue (setticemia), poi acido urico, deposita nell'articolazioni, alluci, caviglia, infettano fegato ed altri organi; l’organismo cede e appare la polso, ginocchi che, di notte, se colpite da attacco gottoso, febbre. Stitichezza significa ritardo del passaggio delle feci.
3 gonfiano dolenti e se compare febbre, il malesser dura il corpo umano è 80% acqua, in 24 ore, trasuda 3 quarti qualche giorno, l'attacco va-e-viene e cronicizza in artrite. di litro e un litro e mezzo con l’urina. Le cellule son Erbe amare crude o cotte e attività all’aria ogni dì aiutano organismi marini che devono l’esistenza al roteare in nei casi di diabete. soluzioni saline. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 177

Corpo allor sottrae, l’acqua dai tessuti

disseccano e poi van, morbosi rivissuti
disturbo più comune, sempre stitichezza Quan succhi digestivi, son alla scarsezza

l’idea che quantità, sia fonte di potere Mangi non per fame, solo per dovere
Io evito in verdure, cotture prolungate lo zucchero nei dolci, l’abuso di fritture le pentole in teflòn, rilasciano sostanze sorbite poi dai cibi, in varie circostanze Vitalità mancante, ugual a depressione ross'occhi naso chiuso, dolori capelluto assieme pesantezza, malumor appesta memoria difettosa, ansia mal di testa controlla al tornasole, Piacca salivare per 2 settimane, urinario e pur fecale cuor dell'Ayurveda, è disintossicazio in cellule canali, argil yoga massaggio Piacca delle urine, sia sopra al salivare

irrigazio intestinale, poni acqua graduale

l’intestino intero, rimane da occupare il tempo sufficiente, per feci a diluire
Sullè pareti Colon, riesce ammorbidire

lubrifica con olio, un becco di siringa
ginocchio posizione, letto fianco destro introducilo nell’ano, inietta lentamente litro d’acqua calda, te opportunamente

ripeti ogni iniezione, dopo due minuti se senti d’evacuare, scarica l’immesso
fuoriesc'assieme pure, parti d’escrementi

Ripeti le iniezioni, e tre minuti attendi

mostra l’urinario, reazione corporale

Prima di dormire, buon ora trattamento final evacuazione, del vecchio sedimento escrementi verde rame, nero di carbone ripugnano la vista, e il senso dell’odore1 Rallentano piu grassi, gastro secrezione Ferman proteine, già in lisi o digestione La carne con il burro, oppure con i fritti In sede d'intestini, produce var conflitti

ciò ch’avevi tu, mangiato giorno prima T'indica riserva, alcalina ancora in vita2 Le urine del mattino, rivelan tuo piacca eccesso acidità, risveglia amar in bocca puoi riequilibrare, in dieta cruda e sana o con respirazione, lenta in pranayama Asana e Pranayama, puliscon i polmoni ossigenano sangue, e saldan fasci nervi seguo mio respiro, abbin al camminare Inspiro ad ogni passo, ed evito forzare in marcia militare, yoga oppure stretch le ossa disincastro, in vari allungamen fò Saluto al Sole, e ginnastica facciale smuovo legamenti, pei venti liberare3
2

l'Amidi più carne, dàn fermentazione
Frutta coi dolciumi, fanno stess’azione Pasta con arance, carne e torta frutta

mischiano elementi, litigan di brutta cattive combinazio, dan putrefazione
Alcol fermentazio, con flora distruzione batter indeboliti, ridotta han la simbiosi Il corpo è denutrito, pur se siam golosi latte ingurgitato, incontra enzima caglio coagula sua azione, in stomaco serraglio ingloba l’alimenti, che ingerisco assieme e ferma digestione, finchè lattasi avviene È mangiare troppo, atteggiamen mentale Sconfino d’un pensiero, riflesso corporale
1

Confronta pH del sangue, urina, saliva e feci a vedere se è acido o basico, debole o forte. Quello salivare indica il pH intracellulare; mentre il pH delle feci sia fra 6,8 e 7,4.
3

“ciclo di cura: inizia tre sere consecutive, poi una si e una no, 3 volte ogni tre sere, infine una a settimana.” Taras

tossine di varia natura che circolano nel sangue, depositano nelle articolazioni; esercizi di elasticità e scioglimento giunti (pavanmukta-asana), le aiutano a mantenersi libere e irrigate. Le asana yoga col massaggio di ghiandole ed organi interni, liberan tensioni esterne interne: cammello, cicogna, farfalla, candela, capovolta, nataraja, Ganesha. Il Leone con occhi alti, lingua fuori, respiro con bocca (ruggito), sfiamma gola e corde vocali. Inspira ed espira col naso, riempi la parte bassa dell'addome, torace e area subclavicolare, dopo ritenzione, espir completo e profondo; nella respiraz. Quadrata (bastrika mula banda), 4 tempi eguaglian in durata: puraka (inspiro), kumbhaka (trattieni), rechaka (espiro), sunyata (vuoto).

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

178

sciolgo pur il collo, braccia poi bacino Tigre con leone, fan stomaco strofino poi l'alito cattivo, armonizzo col leone tonifico mia pancia, in barca posizione la mantice respiro, dà il soffietto d’aria narice destra scalda, fa surya bedana rinfresca la sinistra, è chandra bedana I profumi di più fiori, carichi del prana Stimolan narici, espander pranayama1 purifican la mente, da vari turbamenti d'ira e bramosia, odi e annebbiamenti organo d'ascolto, è l’Orecchio delicato lavo cerum duro, con acqua insaponato acqua dall’orecchio, vò ben a eliminare Mano fà conchiglia, sento gorgogliare2 s'hò dolo ipoacusìa, tappo quel colpito mal orecchi esterno, è senso di fastidio mal orecchi medio, s’ha da raffreddore quand'è purulento, possibile infezione La pelle in traspirazio, ama coton lino Secondo la stagione, lana e canapino poggia respirazio, grazie a traspirazio e porta percezioni, è l’organo del tatto sente caldi-freddi, purga sangue scarti Pelle assorbe pur, sostanze di contatti i pori suoi ostruiti, accumulan tossine puliti aman ossige, rilasciano anidride i tuoi pori traspiranti, se liber di fluire assiem all’intestino, aiutan il dormire così buon masticazio, liber cibo prana Stomaco non sforza, se usi pur tisana
1

in trenta grammi al dì, suffice proteine eccedere può dire, far acido tuo sangue ora sodio-calcio, tamponano alla svelta organi emuntori, lavoran con più fretta Reni con polmoni, son organi emuntori Assieme con la pelle, fegato e intestino estreme condizioni, attivano l’ammonio l'alcalino forte, che ferma pandemonio A livello intestinale, v'è proliferazione Agenti più infettivi, battèr putrefattivi insorgon malattie, cronì degeneranti

Alterno le narici, nel far Nadi sodana

e reumo-artropatie, facili ossidanti3

Disintossicazio, a mezzo succhi frutta frullo di verdure, tisane d’erbe fresche stimolan nei reni, attraverso la diurèsi Clistèr di camomilla, aiutan pur ascesi Acqua pur alzato, assumo con digiuno calda con del miele, o un aroma infuso Acqua e camomilla, finocchi e clorofilla specie nelle febbri, drenan la mia linfa seguo io la pompa, sodio con potassio Postura delle ossa, e stress reduttazio dormo testa-nord, allineo magnetismo ferro-emoglobina, e nervo elettricismo Magnetis terrestre, aiuta pur il sangue Mare nutre l’alghe, pare plasma sangue inquinamento mare, mercurio-pesticidi dan acidi ed alcali, piombo e detersivi Legge di controllo, applica a elementi Legno sulla terra, e Fuoco sul Metallo terra sopra l’Acqua, acqua vince fuoco Metallo sopra legno, chiude tale gioco

non sempre si respira con 2 narici. A intervalli avviene un automatico bloccaggio parziale di una delle narici, a favore dell'altra, l'organismo ricarica lasciando inalterato l'equilibrio tra il polo fisiologico solare e quello lunare a livello di narici. 2 Cerume: massa giallo-bruna tampone, prodotta da ghiandole cutanee. Con siringa-senz'ago, spruzzo dolcemente acqua tiepida all'interno del condotto audio. Sbalzi d'altitudi, creano depressione, per sbloccare Eustachio, mastico una gomma o succhio caramella. Orecchio invaso d'acqua: inclina verso terra, appoggia una mano a conchiglia e percuoti con le dita.

Il Sale a forti dosi, in cellule ritiene

acqua là s’accresce, molto peso viene sangue pur si gonfia, non solo celluliti e dà l'ipertensione, negli organi colpiti

3

Muoiono i batteri della digestione/fermentazione standard, (cellulasi, ecc), le tossine passano nel sangue e vanno in giro LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 179

principio medicina, formiche pure sfida

il sal disidratante, dà e toglie la vita

disturbo d’intestino, bile evacuazione costipazione spesso, è contratta psiche

corrode e liofilizza, è 1 anticongelante mineralizzante, e buon disinfettante1 ciò ch'è ricco d'acqua, a parità fattori io lo chiamo yin, inverso chiamo yang può essere più ricco, rispetto al cibo B mentre sarà scarso, verso un cibo C

e capita di più, a persone introvertite
Torace con polmoni, aria con linguaggio sentimèn di soffio, combustion assaggio Fa mancar il fiato, un inferior complesso ostacola lor soffio, il senso d’insuccesso

Il sensitivo Cuore, ogni amore allude

si manifesta al seno, la femminilità
Laringe pomo Adamo, da mascolinità Utero e prostàta, se in perturbazione recano disturbi, a conscio e relazione Vescica e Reni sono, organi di coppia disturbi della coppia, insidia sicurezza Lucidità mentale, diventa un fanalino

come sé per altri, in stress oppur salute Le cellule mie aiuta, comunicar tra loro come vene arterie, emotivi flussi sono Laringe pur esprime, l’armonia del Sé a mezzo di parole, chiar e ferme in sé quàn fuor sintonia, o Seba trema voce cambierà di tono, aumenta o si riduce Tiroide da la forma, al sistem nervoso ogn'autocensura, rende più scontroso mentre ipotalàmo, regola gli ormoni e aiuta se potrà, dirimèr congestioni Lingua organ di gusto, fà deglutizione aiuta in fonazione, suzion masticazione osservo la tua lingua, presenza malattie sporgi lingua bene, aaa comincia a dire può rivelar bruciore, oppure del dolore4

escon le paure, assiem al fanatismo
Fegato e Pancràs, stomaco e intestino con vescì biliare, coraggio vita esprimo carenti di energia, cadono in sconforto Stomaco si blocca, Pancra pare morto2

il fegato altre zone, fà disintossicare è organo bersaglio, di tossine ed ire
collera lo ingorga, rode una sua parte Biliosi invece accade, per tensioni alte L'intestino tenue, assorbe gli alimenti condizionato da, scelte che intraprendi Quelle non gradite, lo fan poi risentire Corpo fa ingrassar, oppure dimagrire malesseri di colon, o d’assimilazione
1

modificazio forma, colore o direzione

dico macroglossa, s'aumenta di volume l’opposto è l’atrofia, tremor lesioni pure lingua secca osservo, in malattia di tifo bordi e punta pure, son di 1 rosso vivo la patina bianchiccia, pure normalizza quando malattia, guarisce o latentizza lingua di lampone, s’ha con scarlattina Patin bianco-grigia, e punti fungiformi impaniata lingua è, un grigio giallastro quando appare febbre, o disturbi gastro Lingua saburrale, è patina bianco-grigio stitico intestino, e più sforzo stomachico è Lingua rosso fuoco, B vitamin carente Papille rosse e large, lingua n’è dolente
4

3

“il mare tiene sale pertanto non congela; Iceberg son acqua pura vera. Esso scioglie il ghiaccio sulle strade in quanto ne abbassa il grado di condensazione. Il sale o cloruro di sodio, (NaCl, yang) in forte concentrazione è corrosivo di metalli. Se ti esponi a sole e mare, mangia salato. Un pizzico di sale nel bicchiere disinfetta bocca e gola (gargarismi) e nel mare, decongestiona mani e piedi. Nel colpo di sole si perdono fin 10 kili d’acqua, slaccia il malcapitato lentamente, in un luogo fresco, fai ber un litro d’acqua con 1 cucchiaio di sale, ventila e fa impacchi di acqua sul suo corpo.” Taras 2 Reni filtro per eccellenza, quando v’è un super lavoro alimentare a causa di troppo o cattivo cibo, alterano la loro funzionalità, con ripercussioni su gli altri organi e ghiandole 3 la capacità d’eliminazione dei polmoni è correlata al colon. quando un individuo non dona (ritrae in sé), perturba il sistem arterioso, quan non vuol ricevere, perturba il venoso

“per malformazioni, disturbi endocrini e lesioni al nervo ipoglosso, può deviar verso il nervo in causa sin paralizzare.

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s’ha lingua da glossite, papille rigonfiate per lunga esposizione, al cibo di antibiote fà sciacqui ogni mattina, usa il nettilingue alimenti non piccanti, se tiepidi l’estingue fo diagnosi del volto, e vedo borse gonfie è insufficen renale, hai troppa ritenzione Borse al terzo occhio, il fegato è malato s'è sotto narice, polmon è impantanato borsa in punta naso, è cuore disturbato

Nasce inter vita, da un bancò argilloso molecole di quarzo, polari al numinoso l'ossigeno nell'acqua, precipita materia inibisce putrefazio, anaerobica se c'era i cadaveri persone, di malattie infettive Una volta sotterrati, non infettan terra se poi li dissotterri, dopo qualche giorno microbi scomparsi, vedi dentro e intorno Più è l’argilla esposta, aria sol e pioggia più diventa attiva, e suo potere sfoggia La chimica silice, è un buon battericida A purificare l’acqua, l’argilla tu confida e introduco in acqua, silice frantumata o sacchi pien di sabbia, fresca silicata Ossigeno fuoriesce, và libero legando qual velen mortale, microbi sposando1 elemento terra è, rimedio intern'esterno grande assorbimento, al bacillo virulento impiego sen timore, a guarir da malattia Tossine accumulate, dal corpo butta via Argilla molt’attiva, duràn luna crescente èccellen rimedio, in mal di testa schiena purga fiammazioni, ed elimina ulcerazio distorsion gonfiori, ascessi intossicazio L’acqua se argillosa, facilita evacuazio già nei pri cucchiai, osservo pure sazio più torbide le urine, le feci son più nere Segno che la terra, sta purgando bene Con acqua d'argilla, sfrego bocca gola scavo nella terra, 1 fossa per la doccia Metto acqua fangosa, lascio 1 ora stare E nell’argilla melma, infango l’animale parla ride Emilia, d'innesti la garante l'adopero a coprire, ferite alberi piante sull’alberi da frutta, prim di trapiantarli a mollo le radici, metto in bagni fanghi
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un naso rosso dice, è difficil circolazio
Borse centro mento, problemi ai genitali aiuto dan massaggi, ginnastiche facciali Pamela tiene Febbre, eccesso di calore battaglian invasori, e immuno protettori Risparmia l’energie, iberna tue funzioni tuo metabolismo, si cura dentro e fuori Vulnerabi è corpo, e l'articolazio intero dolorano le carni asfissiano il pensiero a letto lei riposi, in posizio orizzontale le viscer e la pelle, calore a equilibrare fò dei cataplasmi, freddi sul suo ventre tiene grande febbre, in modo ricorrente Febbre fù reazione, di gastroenteri nervi a stati eccitazione, d'infiammator eventi

Fai idroterapia, e fanghi argilla verde

Frizioni e semicupi, il Romulo consente maglioni con coperte, a far sudorazione ed alternate docce, tempran situazione e Romulo rispiega, il potere dell'argilla qui nel Terabuti, ai presenti la consiglia per vie respiratorie, bronchiti polmoniti Cataplasmi ai bronchi, gola e ventri lidi Argilla sa guarire, disturbi stomachichi l'impiego là in Perù, persin pappagallini bevo acqua argillosa, spicchi d’agli fino a vincer parassiti, giù giù nell’intestino nonno mio bevea, argill'acqua piovana sporca della terra, così qual flora fauna Siamo tutti fango, corpo e pure mente sicuro mi diceva, sempre in ricorrente

Per putrefazioni intestinali, acidità, forti coliti, dissenteria e colera, uso acqua con un pizzico d’argilla lasciando riposare 12 ore per rivitalizzarla. L’uso consecutivo per più giorni può dare stitichezza, allora prendi solo acqua calda con magnesio. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 181

ci curo pur cavalli, giumente partorienti Metto cataplasmi, su dorsi su mammelle applico miscuglio, combatte febbre latte argilla aceto sale, sullè ferite e placche metto il cataplasma, diretto sulla piaga lo spurga lo rafforza, Romulo richiama riassorb'infiammazioni, cura pur i nervi dormire nudi a terra, cur organi interni1

per i mal di denti, alterna acqua salata metti 1 pasticca, ovver botton di pasta sul malato dente, in carie puoi provare sciacqui argil salata, e falla gorgogliare corpi estranei in corpo, terra pur estrae a causa magnetismo, senza preoccupare Aderente cataplasma, un dì te l’estrarrà uguale a Cavol foglie, stessa azion farà in appendiciti ed ernie, locali cataplasmi servon a sfiammare, sedare pure spasmi disturbi intestinali, limone ed acqua calda dissenteria diarrea, minestra aiuta franca dò caldo pediluvio, a insonnia depressione cataplasmi al seno, per sen'infiammazione vagin infiammazioni, e mestruo irregolare inietta acqua d’argilla, fai bagno naturale per coliche renali, fai cataplasmi ai reni se urini sangue pus, continua coi clisteri tiepida argill’acqua, aggiungi olio d’oliva dieta frutta ortaggi, dai pasti il sale via in malattie infettive, ovvero contagiose bevin acqua d’argilla, le person colpite per i morsì di cane, se altro tu non hai

l’argilla per via orale, cura bene i reni
gotta arteriosclero, diabete pelli e dreni pur fegato con bile, graduale rinsavisce

sovran del digerente, ben ristabilisce
sfiamma la pleurite, appendì peritonite catarro alla vescica, più i calcoli biliari infiammazioni ventre, vermi intestinali tosto sterilizza, laddove annusa i mali dieta innaturale, è una causa malattie l'organi affatica, produce gran tossine argilla è guarigione, è il terren dottore snobbato sconosciuto, lavora guaritore in cavo recipiente, preparazion di pasta legno terra o vetro, via il metal e plasta copri argilla d’acqua, fresca fonte mare poi lascia riposare, un’ora a decantare2 Unguento io prepara, miel e argilla fina Burro o vaselina, mischiati in polverina se asciugata al sole, risolve le verruche geloni coi gonfiori, macchie rosse pure Polver molto fine, dinamizzata al sole cospargo su ferite, e piaghe ai genitali oppur faccio fiutare, in corizze sinusiti L’acqua sua pur uso, nèi clisteri offici Corizze e sinusiti, fò cataplasmi fronte ripeto tutto ciò, più volte senza fronde piaga sulla lingua, piglio sue pasticche Buona per tonsille, i microbi sconfigge
1

applica sul morso, un cataplasma sai

Sesto pur aggiunge, carote con l'argilla in leucemia del sangue, emofila anemia usata contro lebbra, a depurar il sangue assieme con diguni, e la centèl veddante

nei casi epidemia, il Romulo racconta

le farmacie son chiuse, argilla solo conta assorbe al suo passaggio, microbi veleni ingerisci 3 cucchiai, nei casi di avveleni

per legger ferite, e le puntur d'insetti
Lavo con dell’acqua, salata in disinfetti applico l’impiastro, argilla che aderisca cambio ogni 2 ore, salute si riacquista è stessa procedura, pur per distorsioni

In calde regioni, usan dormire nudi su terra per curar tutte le oppure contusioni, parlo ora di ustioni malattie nervose, si smuove per arearla e ci si copre con lana spalmo sulla zona, con la chiara d’ovo 2 Con mestello di legno, mesci la pasta omogenea, quan vedi morbida è pronta. Esponi al sole quanto più e aggiungi argilla su tela argilla metto, cataplasma novo o acqua quando necessario, così che non resti troppo densa ne troppo liquida; si conserva perenne ed è sempre pronta.

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rinnovo ogni due ore, fino a guarigione senza lasciar tracce, piaghe o bollicine mentre per fratture, l'arto ricompongo poi l'immobilizzo, e alfin argilla pongo bagni vento e luce, nellà lezion gitana prevenzione Taras, pelle nuda all’aria alghe con agrumi, e usan pure ghiacci sopra lor fratture, anestetici passaggi Nell'insolazione, s’hà un colpo di sole è gran mal di testa, vertigo con deliri in zona d'ombra vai, l'abiti poi slaccia e acqua fredda dà, sulla fronte faccia bagno è primordiale, istinto di viventi ruscello lago mare, in pace poi ti senti Friziòn con acqua fredda, pur i genitali attivi circolazio, e aumenti i pran vitali

per conservar salute, rendi resistente l’albero resiste, ai cambi dell’ambiente l'imita persona, che tempra le correnti in aria salutare, rafforza a tutti i venti Indigeni Taiwan, tagliuzzano corteccia d’albero canfòra, a bollir a fuoco lento aspirano vapori, a libràr testa polmoni pur ne fan un olio, per naso far frizioni Fomento calma dolo, acuto pur che sia e vesti di flanella, strizza in acqua calda agiscono attirando, sangue a tale punto Si da riscaldàr, decongestione appunto d'inbevute bende, fò fredda compressa Calma nevralgie, ai reni pancia e testa copro zon malata, via l'infiammazione quando poi s’asciuga, fò sostituzione caldo pediluvio, decongestiona nervi

giocano i bambini, nudi sotto pioggia
in stato di Baviera, antica è tale foggia mergi in acqua ghiaccia, alluce di piede gli Ainu raffreddore, curàn con la neve ricorda tutti i virus, distrugge bollitura acqua calda espande, tessuti partitura fredda inver contrae, sauna questo sà Nei bagni ci rilassa, o può corroboràr bagno per la pelle, clistere d’intestino Bagni caldi-freddi, temprano ravvivo 50 gradi maxi, fanno un bagno caldo Sotto ai 37, daranno il freddo intanto purifica il caldo, addolcisce pelle dura muscoli rilassa, ma indebolisce corpo1 riduce la frequenza, di respiro e polso apre pori pelle, correnti d’aria in corso Tu richiudi i pori, poi con acqua fredda ad evitar l’effetto, delle correnti d’aria Rafforzi immunità, ne avrai in vitalità questo bagno infine, Pamela sa curar
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Vince cefalea, spasmi e convulsioni un freddo pediluvio, è tonico ritorno
vince pur insonnia, fresco puro sonno lavar piedi dolenti, è sollievo da fatica

agiscon pediluvi, sul sistem nervoso
lor tempo dedicato, è oro investimento termina la cura, in buon frizionamento2 l'impacco con lenzuola, attir rifiuti pelle semplice efficace, bagno io un lenzuolo mett'impermeabi, che copra materasso su d'esso due coperte, di flanella caldo stendo su di esse, mio lenzuol bagnato imbevuto bene torto, fin non gocciolare nudo ci si stende, in posizio orizzontale braccia unite corpo, fino impacchettare Fermato da legacci, la testa resta fuori mentre piedi sono, in involucro raccolti come mummia resta, volto nei 2 strati un massimo mezzo’ora, durin tali stati
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In idroterapia conta la reazione e il tiepido non dà effetti. Il corpo immerso in acqua, aggiusta gli organi interni, li spazia liberamente e allevia la pressione di ciascuno contro l’altro. Il bagno caldo rende più deboli e va fatto ogni tanto, il bagno forte va bene anche ogni giorno, così quello di mare e sole. Il fomento è un vasodilatore locale (applicazione esterna di acqua calda), la compressa d'acqua fredda è il suo opposto.

nel piede le ghiandole secretorie sono più grandi che in altre parti della pelle, ciò facilita la traspirazione e l’effetto pompa. Le mestruanti lavino con spugna, di sera prima coricarsi, dalla vita sino a giù e al mattino, alzando, dalla vita in su. Se l’infermo è di costituzione debole bagna il lenzuolo in acqua tiepida e non fredda; se non è a proprio agio, l'impacco non è ben fatto, viceversa, la cura avrà esito positivo. Taras

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Egli s’addormenta, io interrompo cura lascio lui dormire, sorveglio suo calore il tempo poi riduco, fin 20 venti minuti Sudorazion malato, qui è del tutto inuti

la Lisa và nell'acqua, ascolta suo respiro e narra che suo corpo, dilata suo confino accesce sicurezza, combatte dissociazio L’estasi è vicina, in emozionale spazio1

dopo trattamento, lenzuolo poi vedrai

coperto da giallastro, cattiv’odore saprai è prova dell’effetto, depurativo al sangue su organi emuntori, è purgamento grande il malato suderà, più o men copiosamente

è scopo eliminare, lo scarto suo latente il Romulo ci dice, limpeza è bagn'umano avàn durante cura, bevi l’acqua piano
Lui fa trattamento, con sudorife impacco fa bere l’acqua calda, sottò coperte tanto scambio dentro-fuori, avvien sicuramente aspetto almen 1 ora, sudrà copiosamente ansia e depressione, slacciano i vestiti l’ego poi si scioglie, riemergono l’istinti lavoro muscolare, non deve sostenere stimol acqua calda, un erotico piacere

l'orgonica teoria, è 1 tantra panteista scassa il gran castello, di psicanalista sprigiono dalle pietre, roventi ed innaffiate riunisce la materia, all’energia vitale nudi ci si scotta, con quel vapor bollente nell’idea divina, antica e primordiale canto a pacha mama, calòr sacra corrente Fonte è l’orgone, di vita coscienza bagno delle terme, alterna caldo e freddo Tu del sessuale, sei quintessenza respiro normalizza, così pressione sangue ora l'orgasmo, espàn contrazione Carica e scarica, e fai distensione Metabolismo e reni, ricevono un impulso a eliminar tossine, e rafforzar Qi flusso Ocean di energia, poco apparente l’orgone qi num, è onnipervadente Fò l'acqua terapia, coi curander nativi sta nelle forze, del corpo del sesso acqua tien poteri, idratanti e curativi Meteo atmosfera, son parte di esso forma nei cristalli, figure di armonia musiche e parole, memòr sinestesia suo accumulatore, è scatola normale isolo miei sensi, in vasca del silenzio interna sua parete, metallo materiale sui 37 gradi, nell'acqua pien di sali esterno strato è lana, legno o cotone organi materia, che assorbe l'orgone corpo si rilassa, galleggia sopra nulla nascon esperienze, anteceden la culla

Tenda del sudore, vapòr saune speziate

Rivivo i miei ricordi, proietti nel futuro scivolo in me stesso, è magico tratturo questa vita è un gioco, tutto viene e và 1 fiume si compone, scende fino al mar mio Corpo liberato, dal peso dover fare La forza gravità, non deve or bilanciare sparisce male schiena, croniche tensioni nel massaggio d’acqua, fò liber posizioni

L’orgone s’oppone, all’atomica via
se viene aggredito, trasmuta la vita e blocca ogni cosa, diviene mortale

malesser tempeste, và scatenare divien ricettivo, all’orgòn naturale
fluendo con tua, energia del sessuale la libido è cuore, energia di te stesso n’è mal n’è cattiva, la forza del sesso
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Non reprimerla, incitarla, genitalizzarla, lascia che curi mentecorpo

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mio Seba tua luce, è vapore del sesso se tu la condanni, vai contro universo seme è nel sesso, germogli è l’amore sii l’atto in sè stesso, è la Lisa lezione Vi sòn molte neurosi, legate ad ideali d'uomin sospinti, sempre nel domani Oggi è peccato, il futur sempre bello e il bisogno vero, soffre da zimbello consiste la neurosi, nel far divisione sentire e pensare, fanno confusione sentire soccombe, pensar fà morale Emerge la colpa, forgiata in vietare questo allor produce, forzata società con più modelli finti, di santi da imitàr emerge un senso colpa, da più moralità nell’autopunizione, un depresso apparirà accade che tuo sonno, diviene disturbato precoce eiaculazio, vien quindi alimentato ansia e senso colpa, rinviano giorni mesi mentre corpo cuore, soffrono qui offesi d'ogni sofferenza, inganno e tuo dolore prendine coscienza, vedrai tua divisione come un trampolino, puoi usare il sesso Sii nella realtà, coraggio con Te stesso!

quan pensar sentire, tosto son divisi

gli amanti son sdoppiati, com in 4 visi Mentre se son fusi, all’unisono di picco vivono alchimia, dei corpi in alambicco corpi poi vibrando, si muovon a piacere Fiorisce l’erotismo, inonda tutto il corpo Risveglia corp’antico, là sua possessione inizia ad ondeggiare, danza con l’orgone è femmina che vibra, l’energia d’orgone Rivela tuo mistero, nellà vivente unione la forzà possente, che da tempo antico Fonde due gameti, ìn un figlio amico Psiche differenti, maschili e femminili dipende da presenza, carica d’ormoni1 donne d’empatia, apprendon emozioni preda son però, d’ansia e depressioni

Cervelli femminili, fanno fluttuazioni

Secondo la presenza, dei livelli ormoni restringesi cervello, durante gravidanza 6 mesi dopo parto, riprende la sostanza

son uomin più capaci, nel classificare
nelle investigazio, e lo studiar graduale

tendono soffrire, neuròn degenerazio morbi ritardanti, o spazio coordinazio Glande è volontà, vuol dire penetrare
durezza perspicacia, incidere aumentare

più sopprimi sesso, più vi indulgerai
L’orgonica energia, muove e si rigira proietta su ogni cosa, pallido riflesso vedèr così potrai, ciò che fu represso

a seminare il verbo, della conoscenze
nella yoni o mondo, teatro d'esperienze entri ed esci in esse, giungi fin orgasmo godimen di tutte, le forme dello spasmo si da trarne gioie, gioielli e informazioni e l'essere viaggiare, in altre dimensioni L’ultimo è la morte, orgasmo della vita apprendere più cose, il sesso pur t'invita vagina ci ricorda, ciò ch’è ancor nascosto chiede penetrazio, coscienz’accoglie tosto

ogni cuore chiede, di venire amato
Tal bisogno base, è fonte del creato il sesso è situazione, non sol felicità Cessazione d’ego, di tempo e civiltà

accade poi mistero, di meditazione

sazio uomo cuore, esce in emersione le cellule eccitate, vibrano nel mantra uniti poli opposti, dissolvono nel tantra

nel pensare và, coinvolta sol la testa
mentre nel sentire, corpo inter fa festa ùn pensiero passa, và come una nube sangue gira in corpo, alto com al pube
1

Più alti livelli di testosterone rendono il cervello maschile e più alti livelli di estrogeni lo rendono femminile. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 185

Yoni sta per buco, passaggio vita e morte Noi da questo buco, vediàm la luce forte s’apre per il pene, che seme inietterà

l'animismo tutto, ravviva cuori umani Arnesi e manichini, piante ed animali un moto di erotismo, eccita sfregando

L’ovulo feconda, e coscienza rifarà
io Lisa dentro me, viaggio a ritrovare innata mia divina, scintilla seminale Femme si riprenda, sua mascolinità e Maschio viceversa, sua femminilità il sesso è un raffinare, un identificare la forma sa creare, se stesso generare È trasformazione, e pure una distanza

i propri genitali, su cose strofinando
è innato desiderio, il ferire od umiliare sadismo ricavare, in godimen sessuale il piacere dal dolore, stimola endorfine sapientemen dosate, leggere medicine Lisa fà i clisteri, che stimolan la psiche terminazion nervose, nel retto confluite Ano è anello stretto, di carne fine retto llenalo a controllo, tuo volontar diretto Firmato feticismo, è appartener 1 club di gusti raffinati, alla corte d'un impèr shunga di giappone, kamasutra d'india manual amatoriali, a gente più distinta Fellatio è sakuaki, flauto ad otto canne da cui fuoriescon note, gemiti di carne riflette Uzume vita, l'istinto primordiale disinibito e franco, selvaggio fin brutale s'arrampica su altura, inizia col cantare Urla e danza Uzume, e inizia a denudare tintinna i genitali, col ritmo dei suoi piedi Danza poi selvaggia, fa rider Dei ripieni2 in cava Amaterasu, sente lo schiamazzo curiosa apre la porta, vede sullo spiazzo Dèi mettono specchi, vede sua bellezza non riesce contenèr, esce nell'ebbrezza Raseno ben ricorda, l'erotiche sculture sui templi Kajuraho, posture kamasutre accoppian le Dee, contemplano l'unione amor in mille forme, i giochi del signore Morbida è la grazia, sensuale movimenti

Fatta dell’adulto partito dall'infanzia
Bambino nell’adulto, mani accarezzare

capezzoli a nutrire, voce a consolare
un grado feticismo, normale nell'amore

rivèl che fantasia, di vita n’è il motore
Bimbo si masturba, cresce esplorazione scopre l’altro sesso, a mezzo riflessione e gode nel toccare, baciare ed odorare sentir ed origliare, giocàr rito sessuale l'uomo religioso, che sà legare assieme ciò che appar diviso, e all'unità perviene sviluppa allor la Fede, ch’è fiducia in Sé

vita acquista un senso, da goder in sé

separazion dai sensi, impedisc’assaporare frutto della vita, e non-senso fà ammalare produce più dolori, distrugge gli altri e sé Ambiente pure soffre, conflitto dentro te diviso il Sé non crede, soffre indecisione Ha colpa insicurezza, in ogni situazione riunisci e ricomponi, diverso altro-da-tè itrova un senso vita, a far brillar tuo Sé pure trasgressione, è una via di ricerca per mutàr coscienza, in situazione cieca parte dalla terra, innalza qual succhioni negli alberi costretti, da var limitazioni1 s'ogni parte corpo, ed ogni secrezione Funger da feticcio, può in animazione eccita soggetto, orgasmo può arrivare Come il fiuto cane, tutto può annusare
1

Testimonia l’arte, senza far commenti

donna-uom-androge, partecipi nel gioco Carican coscienza, che sale come fuoco

2

Trasgredire, dal latino trans-gredi, superare una soglia

nella religione Shinto, Amaterasu è la Dea del sole che in inverno rifugia in una grotta (come Persefone). Il club degli Dei allora, per riportarla nel cielo, ingaggia Uzume, la donnafungo danzante è prima regina del regno Nipponico.Le donne sciamane che la seguono, sono chiamate miko, Himiko, yata.

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Siva e pure Krishna, celebran maithuna cioè l'accoppiamento, o intimità goduta entro yoni tempio, s’erge Shiva-lingam forza voluttuosa, che genera e dà linfa narra il Kamasutra, Shiva innamorato di Sua proiezione, o Devi amato fiato prova gioie sesso, raccolte nel trattato Arte tramandata, da Vatsyayana capo Kama è godimento, a mezzo tutti sensi dell'anima in unione, a spiriti assistenti e la prima condizione, sarà un intimità nel viver l'effusione, che libido alzerà Seconda condizione, sarà l'ambiguità giocare vari ruoli, per non prevaricàr eccessi di piacere, uccide fonte senso eccesso dell’avere, fa vivere scontento scambiano le parti, tra fisso e divenire1 Felicità dell’altro, disseta il proprio stile per essere egoista, ti scopri un’altruista Tu esisti solo Sé, natur dell’altro insista Sacralità dell’altro, è cuor di suo potere scopri fondamenti, di sesso tuo piacere mesci 3 ingredienti, se qualità ti gusta tempi e posti giusti, e 1 persona giusta

qui Lisa ci parla, di un loro massaggio che scioglie all'umani, traumi e disagio l’orgasmo s'accade, non è un incidente osservo dolcezza, in uomo ch'arrende senza preoccuparmi, di morbido-duro

esso vien-e và, con onda più sicuro
sale poi discende, piacer morbidezza s'alterna con altro, piacer di durezza

trova massaggio, punto Gi dell’uomo tra testicol-ano, premo lo commuovo pena nell’inizio, è sua radice in fondo allena si rilassa, scende nel profondo poi lenta e delicata, lubrifico mie dita seguo suo respiro, a scivolar m'invita con la màn sinistra, 2 centime in ano curvo dito indietro, gesto del richiamo aumento la pressione, a sacro punto Gi Salgon da quel punto, più emozioni fin pianger lui potrebbe, e traumi riaffioràr Lascio sue emozioni, amorevoli sfogàr ora io non cerco, fermarlo o consolarlo lascio che gli accada, suo bisogno dato lo incoraggio urlare, piangere o gemère Lui sente naturtale, evitàr di trattenere se sceglie eiaculare, dopo di massaggio stimolo respiro, profòn durant'orgasmo libera sua mente, trattièn dopo 6 volte overcarica sessuale, decida lui la sorte2 poi massaggio Yoni, la Lisa ci coinvolge gioia di servire, la Dea del tempio sorge scioglie nella donna, blocchi del sessuale orgasmo non è scopo, accettalo s’accade
2

le figlie del Gange, e amanti di Shiva han collane e orecchini, e testa lasciva
rispecchiano Sakti, mossa in amplesso

Maestre d’amore, nell'arte del sesso e nei templi del sud, son Devadasi trasmettono miti, danzando più fasi con mosse e figure, musica e muse le innate emozioni, miman soffuse Danza è preghiera nel movimento evasion seduzione, è divertimento è suggestione, che spesso equivale a un fine teatro, e 1 sapiente rituale
1

Lingam: faro di luce, Yoni: spazio intimo in cui cresce la fede. Punto Graffemberg: zona erogena molto innervata, stimolata da interno od esterno, via dita o con gambo premente sul pube. Il maschio, poiché emette fuori del

“Kamasutra narra 3 tipi d’uomo e donna in base ai genitali e ai ritmi di passione: Lepre, Toro, Cavallo; Cerva, Giumenta, Elefantessa, per 9 tipi di unioni possibili e 3 corrispondenti. Per i ritmi avremo: partner deboli, focosi, moderati, lenti e veloci. Eccesso di vicinanza porta ripugnanza o rovescio.”

corpo l’energia orgonica del seme, potrà apprendere l’arte yogica della iniaculazione, nel frattempo, col massaggio Linga, può respirar, rilassar e venir prossimi all’eiaculo almen 6 volte prima di rilasciare il seme. Qui trova l’innocenza interiore e la bellezza del qi mascolino. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 187

è il palmo verso l’alto, e il dito nella yoni ricurva tale dito, nel gesto del “vien qui! a gancio come sè, volesse toccar palmo Tocchi l’area Gi, sott’osso pube incavo Sta dietro la clitori, la coda sua radice da stimol a urinàr, dolòr oppur piacere se sente sensazione, vario i movimenti gioco con pressioni, e veloci rotamenti nel massaggio clito, fò pollice su e giù mentre l'altre dita, riposin sulle labbra massaggi la sinistra, seni addome clito destra sopra glute, nell’ano mignol dito Pianger lei potrebbe, flussi di passaggio vò in intima fiducia, io che fò massaggio tengo suo respiro, lei traumi sta curando lascio sue emozioni, amorevol'aspettando S'entra Lei in orgasmo, tengo suo respiro continuo massaggiare, finchè mi dice stop cresce intensità, più orgasmi l’accadranno Tantra chiama questo, l’onda cavalcando1 Il corpo con la mente, non sono separati L’uomo e la natura, sòn sempre maritati Lavori della terra, mestieri e artiginato Nutron erotismo, in modo assai velato La libido energia, è presa d'altre forme le qual se disseccate, la portano morire bacio con bacio, abbraccio con abbracci ripaga nell'amante, omaggi con omaggi I baci prim'ancora, han scopo d’eccitare

la Lisa poi parla, del coito senz'ansia allinea più chakra, Shakti ed ananda avanti ed indietro, oscilla il mio busto Cuori in maithuna, avvolge con gusto “nudi di fronte, a gambe un pò flesse che cingon bacino, d'amante presente Lei dentro t’accoglie, a turno ciascuno

Ritmo conduce, entr’esce il paguro

apprezza la donna, l'essenza di yang con tutta se stessa, ritorna interessi Dita lingua e pene, han loro qualità allungan il piacere, giochi e voluttà2

Ripete Kinaciau, saliva è acqua di vita

pur Lisa taoista, l'inghiotte senza fifa son indicatori, sguardi e man amante aiutan a scoprire, erogen zone sante L'uomo eccitato, è dal qi della donna il gambo di giada, riscalda con voglia osserva il mutare, del qi della donna duran fasi luna, e stagion che ritorna quattro fasi risposta, rivela la donna eccitazio turgore, e lubrifican soglia l’uter solleva, e s’espande in platoo contrae mani e piedi, fuor di control quan si masturba, soggiunge veloce col partner prolunga, piacer e calore respira concitata, il qi sta nei polmoni quand'è qi nel cuore, inizia baci amori abbracci pur bagnati, qi và nella milza qi sta nelle ossa, ai muscoli s’avvinghia move suo bacino, e morde pure l’uomo se carezza linga, qi sta in sangue fuoco fegato con qi, ricever maschio è pronta geme e s’abbandona, estatica si gonfia nel total orgasmo, granello Egò ritorna unisce al cor dei qi, cosmo ora l’inonda
2

mistero è l’ombelico, rimemor genitali
orecchio dà il segnale, alla penetrazione forato o mutilato, è ugual circoncisione

L'erogene zone, e il glande con clito
reazioni diverse, individuo a individuo dipende dal corpo, trattato in infanzia

Rievoca il coito, memoria a distanza
1

“nel Tantra è scritto: quando il mignolo è nell'ano, l’anular e il medio nella Yoni e il pollice sulla clitoride, tu stai tenendo i misteri dell’universo nella tua mano. Stimolare il punto G, può dare un tipo di orgasmo con eiaculo, dove la donna può credere di aver urinato, insistendo può aver più orgasmi. Lisa

“amor e mangiare van poco d'accordo. Fai doccia prima non dopo il coito. A combattere l’eiaculazione precoce, raffredda con ciotola di acqua fredda oppure concentrati sui preliminari L’orecchio è sensibilissimo e ricco di zone riflessogene, la lingua ne stimola il passaggio del qi. La saliva (Elisir yin), lubrifica tutte le funzioni del corpo. Se hai lingua ferita, sciacqua la bocca con acqua bollita e sale 3 volte al dì”. Lisa

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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se dopo penetrato, in lei tu lentamente giochi stimolare, procedi ulteriormente ritira linga in fretta, senza premer forti contro il suo clitori, sensibile ora porti colma suo piacere, poi colpisci ancora con tutto tuo calore, giù in profondità metodo che donna, calz'egregiamente Penetra vai lento, e ritrai rapidamente è l’ars amatoria, un tessere una danza posizio rilassanti, alterne con prestanza per rilassamento, rispondan parti uguali bocca con la bocca, o mani con le mani per eccitamenti, rispondan part'opposte un vuoto yin riceve, un pieno dello yang la bocca ai genitali, occhi aperti a chiusi inghiotti sua saliva, ano ad essa schiudi se muscoli rilassi, attorno l'ano d’uomo qi riprende e scorre, armonico di nuovo Sonno riposante, fa scroto sodo e teso testicoli nel ghiaccio, aiutano se offeso All'uomo che mangia, yin prevalente La libido yang, va giù gradualmente dopo del tempo, appetito si spegne Se mangia d’opposto, libido cresce L'eccesso di yang, fà dura la donna Mangi in eccesso, egoica è la forma

avuto il loro scopo, attendono pazienti

Mantice respiro, ricarica il tuo corpo Respir testicolare, seduto verticale
prostata con colon, sani ed efficienti e bagni freddi-caldi, alterna ricorrenti

fai pur la pipì, stando in punta piedi

tieni busto dritto, addome ben contrài Natiche fra loro, ed espira lentamente contrasti eiaculazio, così precocemente risolvi malumori, prima d’ogni incontro agiscono i veleni, creano psiche scontro ogni incontro può, condurci nel risveglio agisci sen pensare, senti qi a convegno in posizio missionaria, Eva è posta sotto cresce l’ansia il fiato, diviene pure corto s'Eva è sopra gioca, leggera nelle spalle prolungasi passiva, fuoco resta a valle Pacifica posizio, è un regalo Melanesia in smorzo posizione, seduta sulla sedia tieni fren a mano, 2 terzi entrano in lei Ruoti tuo pennello, e disegni panta Rei posizion di gatto, è passivo soggiornare uomo schiena terra, lei sopra a navigare dondola e si muove, l'asta a comandare Ritmo e penetrazio, l'uomo a gongolare posizion di aratro, permette controllare orgasmi con respiro, donna schien terra gambe a spalle d'uomo, in 9 penetrazio sincronico al respiro, fai decrementazio2 Yab Yum asana, un gran dono tibetano Uomo incroci gambe, seduto a loto piano donna siedi in grembo, gambe fanno cinta del bacino d’uomo, braccia al collo avvinta

un eccesso di yin, riduce erezione
Fichi e cibi caldi, prèn dop'eiezione1

qi di seme ed uova, è chiamato chin essenza del sessuale, fonte d’ogni qi scempio di libido, dà psiche in atrofìa succube d’industria, della pornografia L’impulsò sessuale, libera o schiavizza l’uomo che ignorando, sè disarmonizza nella sessualità, gl’insetti sono maestri

in calma s’abbandona, immobil è la coppia rimane a prolungare, l'amrita nella coppa 1 gli organi sessuali esposti al sole son più capaci di emettere passivi e ricettivi, s’ascolta ogni energia e assorbire num. Aiuta molto un massaggio ai piedi, lavoro Scambi di effusione, in calor sinestesia
fisico e dieta yin: legumi verdura, cereali, pesce, tuberi e radici. yin+: spezie, zucchero, alcol e frutta. Cibi yang: 2 “nove penetrazioni profonde e una più superficiale e pollame, carne, uova, sale, latticini. yang+: aglio, zenzero, lenta, poi otto del primo tipo e due del secondo, quindi paprika. Donne: poco sale, pesce, carne e latticini, molti sette e tre, 6 e 4, 5/5, 4/6, 3/7, 2/8, 1/9, ogni aspetto ne legumi, cotture brevi e verdure a foglie larghe. Uomini: più sale, cereali, cotture lunghe di radici, pesce e carne moderata. sarà esaltato. Lisa

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e tieni l’attenzione, sul fuoco dell’inizio

Uno senza l’altro, a lungo non resiste Carezze e sfioramenti, con olio d’oliva Segreto dei segreti, fondono i due jiva nasce un nuovo sé, ovver un corpo luce ribolle il seminale, in alto sale e schiude evita impazienza, e la colpa d’insuccessi rilassati è la chiave, di gioia nei processi l’uomo ha l’attrazione, a causa vibrazioni milion spermatozooi, che generan fotoni2 e ogn'organo del corpo, paga suo tributo

e bene continuando, giaci in orifizio
Evitando l’ansia, la brama della fine Non eiaculàr, è questo il sol confine

Dio vien ricreato, ogn’or dentro di te Come il fiore d’oro, radice cuore tièn Tu sei Siva sai, e Io son la tua Sakti Tu sei Sakti pure, e Io son Siva tatvi

resta con l’inizio, resta nel presente
gustati l’incontro, 2 corpi senza mente dimentica ogni scopo, frette conclusioni silenzio molte ore, sal fuoco d’intuizioni L'orgasmo della valle, facile e profondo è il respiro lento, che ritma tutto tondo l’inizial sussulto, si sfoga nell’abbraccio diviene bacio lungo, Tantra meditazio Tu non esisti più, l’amore resta in sè Lascia liber corpo, di muoversi da sè in ogni dimensione, l’amante troverai il cosmo tu sarai, qualvolta tu vorrai l'amore tu farai, con luna con le stelle con l’aria con l’aurora, i baci e le faville viaggi in comunione, notte e la mattina con alberi col cielo, e nulla che ci oblia là nessuno sforzo, tecnica o tensione sia dolce far niente, tua meditazione Sakti pure gioca, è sesso di serpente mostra ti possiede, amore totalmente1 il respiro rallentato, impercettì diviene e aiuta a liberare, tensioni e inibizione fermasi graduali, impulsi dell’orgasmo respiro noterai, ferma ogni suo spasmo al fine di maithuna, resta nell’abbraccio Linga nella Yoni, in perenne catenaccio s'assorbono secreti, bene pian pianino Il bacio rassicura, e fa scorrer la libido se piacer maschile, chiamalo io voglio e quello femminile, chiamalo lui vuole scambiano di posto, tao si percepisce

a ghiandole sessuali, dona nume puro
non saziare troppo, tuo sessual impulso Che appettito poi, rovescia nel disgusto

alleni lo sfintere, sia femmina che uomo diverrà rimedio, contr'ogni incontinenza prim d’eiaculazio, contrai sfintere anale pubocoggi stringe, prostata a bloccare la fontana riempie, goccia dopo goccia giorno dopo giorno, base del pozzetto cementa mia libido, fino al traboccare zampilla com’orgasmo, sin ad estasiare

Libido è la palla, galleggia sopra l’acqua

Maggiore la si schiaccia, fine d’affondarla più forte la reazione, ch'essa pur oppone schizza d’improvviso, se perdi 1 frazione Aver paura d’acqua, è aver paura donna e l’uomo nulla teme, se pregiudizi scrolla è metafora cinese, la guerra di due sessi Uomo lancia e spada, donna scudi spessi e donna cerca l'uomo, cerca qi espansiva a raggiunger armonia, fa uomo viceversa

necessita del num, più interno ricettivo
s’attraggono si cercan, in ciclo repentino Ogni volta che, si apre un chakra nuovo la coscienza espande, tutti gusci d'uovo prima o poi la forza, comincerà a fluire in punti cui la mente, ferma a percepire
2

“In primavera le piante si gonfiano di linfa e il qi dell’uomo si adegua. L'amore espresso nella sessualità stimola tutti gli 1 Travolge (a volte violenta) tutti gli ostacoli che inibiscono la organi e il sistema immunitario e aiuta a eliminare squilibri sua trascendenza, rompendo i livelli ordinari di coscienza. ormonali che condizionano metabolismo e personalità. Lisa

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diventa sesso-mente, una cosa sol sarai non perdere coraggio, e il kia realizzerai

un Kinaciau ripete, è difficil sradicare
graduàl pensier azioni, sò sol modificare Se fiacco tu ti senti, assumi ruol passivo serba qi nel sangue, orgone và continuo sensi leggerezza, s'accade nell’orgasmo qi nel puro Shen, ha fatto trasformazio L’attività sessuale, equilibra l’ormonale salute generale, del corpo qual mentale carattere dell’uomo, Shen o qi mentale al vuoto del Wu qi, o Kia vuol ritornare Nel coito due respiri, sian sincronizzati se divièn selvaggio, il qi non t'allarmar percorre l'altre vie, ancor non familiari il num duràn la valle, t'apre più canali l’orgasmo senza scopo, è illuminazione Viaggio avventuroso, in immaginazione se lasci che realizzi, tutto è spontaneità dell’energie sottili, in wu-wei neutralità l'Onda di preorgasmo, Lisa concepisce dai genitali parte, sul tronco percepisce corre nelle braccia, ogni muscolo ritrae rimbalza nella testa, cervello si contrae1

è tempo di rilascio, richiam ora da mente l’immagine virtuale, creata in precedente

in essa canalizza, tua energia d’orgone
pompa immagiando, mettervi intenzione

Lascia che l'orgasmo, inondi tal realtà

oppure canta mantra, om Bur Bu Swaha

o altro che conosci, per fissar la mente
cresce devozione, e i sogni tuoi connette

Tien lontan da te, paure e sensi colpa creare tale scudo, dipende dall’intento
sesso è naturale, svolge un ruolo chiave blocchi e sensazioni, porta ad esplorare e scopri ch’ogni vita, o energia d’azione a fine del suo giro, chiude in distruzione è Parvati energia, sessual'attaccamento Madre della morte, e del concepimento Shakti del dio Shiva, Kali è Durga Devi la Kali purga mondo, dai Maya desideri mondo vibra trema, Maya ancor resiste Kali più selvaggia, strappa l'ego e vince la Kali manifesta, quan demone Daruka divin potere prende, minaccia la natura Dea Parvati s’infuria, e diviene la Kalì selvaggia danza corpo, e falcia l'ego lì più Sadhu e molti Rishi, cantano rapiti Kali benedetta, una volta che han capiti Che liber Lei i devoti, di tutte lor paure ecco Mater grande, gran conforto pure e l'Uno scarlatto, sotto tuoi piedi giace vi danzi ed è rapito, e cosmico soggiace impigli tra le stelle, chioma scompigliata vengon vanno mondi, eterna Sei l'entrata canto a Kali Laksmi, dagli occhi verdi loto creazione serbazione, dissoluzion di moto Solo un tuo sorriso, è un dolce paradiso supporta il sognatore, che và peregrino Ho sempre saputo, mio corpo col Tuo facevan una cosa, Tu sei Me Io son Te Conoscer mi resta, fusione dei corpi Chi sei tu Chi son io? Apri miei occhi
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Quando sentirò, il qi raggiunger testa
saprò d'aver compiuto, la pratica taoista sorpresa scoprirò, energia spostar potrò quas'immediatamente, calòr diffonderò Su spalle sulla nuca, formicolio piacente supremo yogi vedi, assieme sua corrente resta tutto il giorno, piacevol sensazione respiri parli mangi, leggiadra condizione progetta 1 esperienza, viaggio relazione Vedi ascolta e gusta, odora tal creazione Te stesso visualizza, nell’atto del crearla append’imago a mente, ora vai scordarla
1

“l’onda orgasmica del qi, la prima volta può far paura, parte dal pubococcige, sale alla testa dove dà un senso di euforico stordimento e poi scarica in vario modo. Premendo la lingua sul palato, si fà scaricare nell'addome, allentando la pressione sui genitali. Esercizio: siedi su sedia a 45° gradi, irrobustisci i muscoli dell’addome e di conseguenza la potenza sessuale.Ls

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.6 giugno, Seba:

e piante sui bancali, più tipi e varie età con funghi con batteri, crean comunità Diversità di piante, è l'eredità comune di tutta umanità, pe sopravviver pure l'avvento d'OGM, la corsa a brevettare può solo indebolire, chi vuol indebitare

Nikolai Vavilov, dalle Ande fino al Nilo
Rivel che soluzione, e sotto i nostri piedi

gli uomini migrando, portavano con sé semi delle piante, che crescon or da sé
Guarda sotto Seba, la terra è dura fatta roccia come ghiaccio, l'uomo suda stanca lavora la sua vita, nel cièl vede speranze Il nomade o civile, lavor a stesse istanze
In un magico luogo, il bimbo impara l'orto

riconosci in erbaccia, di spighe striminzite l’antenato sacro, del nostro pio frumento suo luogo originario, selvatico è Africano Centro cui emanò, l’essenza dell’umano fà crescere le piante, semi non trattati Cureran da sole, genom semplificando impurità introdotte, da lè manipolazio S’eliminan graduali, riprèn fortificazio Si ammalano radici, là nel primo anno segue fusto foglie, secondo terzo anno al quarto tocca i semi, quinto nulla più Miracolo accaduto, è guarita pianta su Cogli relazione, ciò ch’avvien in campo abitua ad osservar, fauna e flor intanto Arbusto alber o pianta, sia in riferimento annotane suoi cicli, correl ragionamento1

unendo a luce ed aria, i mineral di sotto

Thera e Cielo sono, uniti dalle Piante
continuo andirivieni, circolan sostanze

se circola materia, continua in rete vita scarti d'una specie, è alimento all'altra il Sole dà energia, che nutre tutti i cicli La varietà è garante, in recuperi e ricicli Emilia la tusciana, sue esperienze d'orto oggi al Therabuti, mi narra a tutto tondo Taras poi v'innesta, spontane o coltivate spezie e medicine, m'insegna rintracciare mi parlan con esempi, dell'orto sufficiente che può rigenerarsi, coi semi in ricorrente ortaggi son lasciati, spigar andar a seme poi rinasceranno, al tempo che conviene

Acacie con mimose, e pian leguminose Lavorano terreno, concimano profondo
non correre vai piano, misura le tue forze osserva la tua terra, sole vento e piogge

dei Venti prendi nota, direzio e intensità Eventuali nevicate, in durata e quantità seguo una spirale, che aiuti areare il suolo Annota pur disgelo, prim ultima gelata così compattazione, non accadrà di nuovo caldo di terreno, per semin appropriata

il primo passo è, preparazion del suolo scavo e rialzo terra, a far bancali d'orto

nell'argillose terre, spontaneo sal il cardo ranuncolo e ristagni, e romice ben saldo ad installare l'orto, smuovo dò composta metto calce e sabbia, letto ghiaia grossa pendo le mie aiuole, per l’acque defluire dalle piogg'inverno, e rastrello a rifinire

osserva pur le piogge, periodi e quantità unisci or tutti i dati, in calende fabbricàr Si da rintracciàr, buon tempo a seminàr e nel giro di qualch’anno, intuito raffinàr
1

I cicli fondamentali da correlare sono: germogliazione, fioritura, caduta delle foglie, presenza o assenza di uccelli, insetti e altri animali che frequentano abitualmente la zona.

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dopo il calendario, scopri ora gli ortaggi adatti a dimoràr, nell’orto dei tuoi saggi indizio a fin d’aprile, raccolta d’insalate temperatur qui segui, minim annotate1 Seminar trapiantare, prima del tempo Espone piantine, a più climi e parassiti e seminar ritardo, fiorisce frutta meno Seba tieni nota, da serra e da terreno litro acqua calda, 1 bicchier candeggina pulisci vasi a fondo, e pentol sfrega via ferite morsi graffi, imbevi nei tamponi sfiamma e disinfetta, lame e potatori mangiano gli uccelli, semi di spontane raccogli del geranio, plantago e digitale fai siepi lor riparo, nocciòl e biancospino rovo ed amelancher, assièm rosa canino un barattolo conserve, fora in tanti buchi è adatto per donare, cener sabbia e semi 30 grammi seme, a metro quadro spargi per tappeto erboso, incrocia 2 passaggi semi che ho raccolto, proteggo da gelate in vasi terra-sabbia, in buca a dimorare

Prima di seminar, impiego in ricorrente morìa dei semenzai, accade nella serra la plantula marcisce, a livello della terra causa vari funghi, annaffiati sen ritegno usa terra nova, e annaffia con contegno Se semino carota, radicchio e la lattuga il radicchio sale prima, segue poi lattuga

Lattuga ripicchetto, allo stadio 4 foglie rimàn così carota, ingrassa senza noie
l'uova fan vaschetta, pe semine piantine tempo di trapianto, guscio sà comprimer radici sgusceranno, suolo che accogliente ospita quell'uovo, di bordo ancor tagliente

sull'acido terreno, il guscio è un alcalino
imbuto d'emergenza, e un semenzaio fino nell'orto quan tritato, è buon antilumache contenitor per l'acqua, vicine ed interrate Salamoia è pronta, galleggia l'uovo crudo se bolli le tue uova, il color diventa bruno aggiungi fol spinacio, bacche di sambuco o fior di camomilla, ortica e cavol crudo Vò piantare l'aglio, da gennaio-marzo3 Colgo nell'estate, conserva molto bene

oppure li conservo, in scatole di carta

chiuse pur appese, in sintetica mia calza per semina leggera, griglia il semenzaio un seme in ogni foro, togli poi la griglia mescola pur semi, in solchi o nel calore s’aiutano l’un l’altro, nella germinazione

2

sui 18 gradi, in cucin garage e scuola

novembre lo ripianto, con il bianco viola Una festa non è tal, se prim di cominciar non s’offre ai convitati, aglio in quantità Adattogeno dei corpi, serve a stuzzicar Ben altri appetiti, và Taras a ricordàr rinforza l'intestino, Aglio anti parassita grazie ad antibioti, purifica pur sangue e funghi e parassiti, di pelle e di vagina vince tua stanchezza, ed è anti nicotina

Piselli e fagioli, germoglieranno prima
se stan 24 ore, immerse in gas di mele Là nella campana, di vetro trasparente
1

da 5 gradi, barbabietola, carota, piselli, cavolo cinese. da 7 broccoli e fava; 10 cipolle, porri, bietole, sedano cavoli, lattughe e prezzemolo; da 13 soia e crescione, carciofi e ravanelli; da 15: spinaci, cavol rapa, verza, tarassaco, patate; da 16: cicoria, fragola; da 17: cardi e zucchine; dai 20: girasole, zucche e peperoni, fagioli; 25°: pomodori melanzane, mais e cucurbite
2

2 spicchi tra derrate, legumi e cereali
a Bomarzo ancor, collan di spicchi d’agli da portare al collo, in aiuto a intestinale Allontanar vampiri, ed invidie disumane
3

Sui fior in seme incappuccio sacchetti di carta fissati, quando il getto secca, recido sotto il legaccio e scuoto per far cadere nel sacchetto che poi etichetto. Il legno sprigiona formolo che accorcia la vitalità dei semi. Test di germinabilità: versa vecchi semi in un bicchiere d'acqua, i semi che vanno a fondo sono ancora buoni, quelli a galla sono da scartare.

ripiantare più volte spicchi dello stesso aglio in stesso posto favorisce virosi. Per rese maggiori, pianta le teste più grosse ed esterne del bulbo. A fine stagione, avan raccolta (fusto inizia ingiallire), annodo i fusti verdi così la linfa và in bulbo.

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è antico revulsivo, spalmato sulla cute
fluidificante blando, vesciche forma pure contro scabbia tigna, piaghe le verruche dolor d’orecchie e calli, ulcer e punture Eccellente antifungino, utile per asma1 Catarro ed enfisema, e i calcoli urinari Contrasta pestilenze, malattie infettive Pertosse ed influenze, tubercolosi infine è antidoto ai veleni, e agli spiriti irritanti dissenteria colera, itterizia mal di denti ai sintomi di nausea, ingoio 1-2 spicchi Durante viaggi se, la pancia fa capricci son 2 spicchi al giorno, antica medicina Agliò e cipol crudi, assunti giornalmente tempi prolungati, fan buon circolazione Tengono lontani, infarto e infestazione spicchi d’aglio uso, pur come supposta Fuoriesce poi da sé, dopo intera notte pure spicchi al naso, orecchie pure gola in caso sinusiti, tonsilli o bronchi ancora sfiamma forti febbri, e congestion al petto 3 grammi succo brodo, 3 4 volte al giorno Lui soffoca più germi, rinforza la memoria in miele ricoperto, l’usò Roosvèlt signora
1

Lo bevono lì a Goa, in cambi di stagione fermare i capogiri, e scender la pressione contrasta l’emorroi, reso come unguento Usato per lesioni, ed ulcere al contempo serbato molti anni, i metàl pesanti scova Protegge il DienneA, da attacchi radicali da raggi ultravioletti, e raggi ionizzanti causa della forza, d’enzim antiossidanti Fà la cura d'aglio, una volta ogni 3 anni Taras m'offre gocce, acqua oppure latte assiem un paio spicchi, in latte fà bollire bevo avanti ai pasti, e prima di dormire Cipolla allium cepa, aromatica pungente

favorisce digestione, e libido dormiente
eccitàn d’uso interno, ammoniac'esalante cura svenimento, goccia naso lacrimante semino in cassette, 1 mese avan dimora con cenere diserbo, pacciamo carta flora finchè non forma bulbo, acqua vò donare in seguito interrompo, fò bulbo siccitare colgo nell'autunno, ripianta poi febbraio dopo aver cimato, cioè punte sforbiciato talvolta pianto bulbi, a fil assiem lattuga per ripulir l'azoto, che dà la foglia lunga 'estate pur arriva, e aspetto foglie gialle raccolgo le cipolle, matur da ghirlandare per essicccarle poi, avan conservazione lascio a penzoloni, recido a ultimazione Cipòl predigerite, fò macerare in acqua per 12 ore oppure, bollir cinque minuti questa rinfrescata, lavòr sen lacrimare metto-tolgo buccia, per brodo colorare Cipolla aiuta bronchi, e cuor circolatorio distrugge vermi tenia, così il colesterolo in ferite e raffreddori, aiuta ogni creativo antibioti antiscleroti, è diureti ipotensivo più fette di cipolla, appese a rami frutta avàn maturazione, l'uccelli tiene in fuga assorbe odor vernice, e ruggine di lame se Cepa intera o fette, piano vò sfregare
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Aglio (allium sativum): efficace contro infezioni aeree e digerenti, abbassa colesterolo e glicemia. Schiaccia e macera in olio, attenua dolori di giunture, gotta, reumi e lussazioni. Allucin più potente di penicillina e tetraciclina: nell’epidemia di spagnola del 1918, il prezzo d'aglio salì alle stelle poiché acquistato dai governi per la profilassi generale; ovunque uno spicchio da masticare, nelle insalate, minestre e bevande e la notte tra guancia e gengive. Albert Sweitzer ne usava nel suo ospedale in Africa, per trattar ferite da taglio, morsi, malatte cutanee, tonsilliti e febbri alte. Ha effetto riscaldante utile per piogge e inverno. Riduce i gas intestinali e stimola la libido (inadatto a celibato). Usa per tosse secca e congestione, mal di testa e dolori sinusali. Nei disturbi d'orecchio, instilla 4 gc di olio d'aglio nell’orecchio, alla sera e chiudi con cotone. Al mattino il dolore è scomparso. Massaggia con suo olio denti sensibili, gengive rientranti e mal di denti. Aglio rende il cibo più appetitoso e assimilabile, digerisci bene se prima dell'uso è lasciato macerare 1-2 ore in acqua fredda. Dopo pranzo per attenuar l'odore sgranocchia qualche foglia aromatica; spicchi infilati nel cuscino, cesta o lettiera di cani e gatti, tengono lontani pulci e zecche. Precauzioni: iperacidità

cipolla veste a strati, a fette nei calzini

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assorbe l’infezioni, da sera alla mattina
1 fetta al comodino, aiuta ad esser ghiro cipolla in ogni stanza, assorbe gèn-infido

riprende vita l'orto, lavor con la natura Prende la sua forma, senza forzature ci usa tutti quanti, noi le sue creature

Contrasta epidemie, morbillo e scarlattina e nasce ora da sé, da irripetibi istanti febbr'alta e varicella, allevia oppure schiva vede coi miei occhi, steli d'altri campi Pur mastica cipolla, a combatter sinusiti in armonia col tutto, rapisce osserva Te contrasta tossi e freddi, in miel e vin bolliti1 a emergere dal suolo, lui semin entro Te
in brodo con Gattaia, previèn vescica ustione

zanzar e api punture, cipolle e succo aloe a ferite e scottature, patata a fette voglio in minor ustioni uso, limon a fette in olio2 se cotte sono dolci, e l'uso pur sull'acne Epiletti crisi allevia, in colliri od inalante tazza succo fresco, assieme con il miele allevia nausea tosse, e vomito da fiele

Spiriti enzimi, ed esplorator di coscienza già viaggian in sogno, gioia e sofferenza l'energia medicina, ti alzerà e solleverà e sulla brezza dell’alba, ti farà brillàr Ascolta la canzone, e canta con noi Amicizia vuol dire, chiamarsi fratelli percorrere strade, in stessa direzione girare nel mondo, comune sensazione Nasce con un pugno, dato per antipatia Nasce al capezzale, di un grave malattia ti darà coraggio, quan corpo non ne ha e una famiglia che, il sangue non ti dà Vien o Seba mio, vieni in questa casa È pure la tua casa, è la casa Therabuti

l'Aloe è una liliacea, resiste a siccità

emuntore di tossine, fegato e di sangue aiuta a equilibrare, vata, pitta e kapha un tè 3 volte al giorno, fà la depurata allevia infiammazioni, d'ulcera e colite su palpebre riduce, pur là congiuntivite buono lassativo, impiego esternamente in bruciature tagli, e ferite contundente è parte utilizzata, il succo foglie fresche oppure condensato, è alfine disseccato toni amar purgante, irrigante femminile Aiuta circolazio, in digestio ed escretive Emilia riempie l'orto, graduale tra coltivi

Ti daremo il pane, ti daremo amore Ti daremo gioia, a vita tua interiore!

erba cipollina, estirpo ogni quattr'anni in autunno o primavera, divido in 4 parti ripianto ad intervalli, a fila orto bordura alcuni metto in vaso, e cimo a rasatura3 Repell'antiformiche, spalmo di pennello sopra piant'invasa, succo lime assenzio l'aglio o cipollina, sal menta e tanaceto lavanda o maggiorana, là su lor terreno Porro ama mangiare, sfalci di mio prato pacciame concimazio, fondo l'ho piantato s'han fori le sue foglie, l'attacca la tignola poto pianta a raso, un mese torna nuova Abbondàn pacciamo, tutt'ortaggi inverno
3

con piante inesigenti, patate e fagiolini
Liliace e ravanelli, lattughe ed ombrellife Poi cavolo e spinaci, e infin le cucurbite e un orto si può fare, in tanti modi vari qualcosa da mangiare, infin raccogli dai rispetta e riconosci, l’eterna vita al suolo qual organo vivente, chiede vita in coro Bancali a sol levante, a forma di spirale
1

un quarto di vino bollito finchè evapori metà bicchiere, bevi alla sera; ottimo per combattere 'influenza e tosse, simile al decotto senza zucchero, fatto con fichi essiccati per l'inverno 2 Ogni 2 ore cambia con cipolle nuove e brucia le vecchie. Rimedio a pertosse: 1.5 kg cipolle, 60gr. miele, 150 gr. Fichi, a bollire 2 ore in litro d’acqua, imbottiglia. 5/6 cucchiai al dì.

Se dividi troppo i cespi rischi piante deboli sopraffatte da altre. Dove fa freddo alleva cipollina in vaso; a fin'estate con lame affilate radi foglie per favorir aroma e ricacci. Rinvasa con basilico e prezzemolo avan gelate e ritira in serra. Peronosp: fungo che provoca marciume su patate in una notte LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 195

quan colgo le radici, pacciamo il loro posto ammortizza bene pioggia, è simil segatura alcune piante in vaso, le aiutan le gelate ad alleggerir terreno, or uso sabbia grossa lasciate fuor d'inverno, geminan più grate che d'attorno l'orto, mi dice terra smossa pacciame e griglia sopra, tegole piastrelle proteggono da gelo, pianta già quiescente tessuto-non tessuto, calor mantien a rate trucioli con torba, son spugna dell'estate è ostacolo e isolante, al gelo senza pose ghiaia come neve, pacciàr piante rocciose conifere pacciame, per piante poste a est che il gelo con disgelo, subiscon ricorrèn neve riprotegge, da freddo conseguente la lascio sopra i rami, e i vetri delle serre

è buon fertilizzante, che nutre le radici

osservo dove scioglie, son quelli caldi siti in fasi d'avviamento, usài l'orto invernale verze e ravanelli, cicor lattughe ombrelle così occupai frutteto, offrendo ai parassiti bruciati oli d'oliva, per loro assai sgraditi elimino i problemi, d'erbe che non voglio sui fossi lungo strade, io semino trifoglio senz'alberi ogni terra, è povera asservita scelgo i tipi piante, che nutrono mia vita Semino più specie, e osservo lor vigore antiche con moderne, chi fà suol onore Cipolle e ravanelli, patate e cavolfiori gli Alberi son sacri, gran fertili signori il veloce ravanello, nell'orto segna fila semino più volte, ogni quindina prima foglie in insalata, vecchie alle minestre purgo in sale fino, piccante nero peste Quan temon ravanelli, il calor e siccità semino a mezz'ombra, d'estate aiuterà all'ombra del fagiolo, mais o pomodoro pacciame tiene fresco, rende umido loco Fave con granoturco e fagioli rampicanti si scambiano favori, d’azoto e di sostegni arrampica legume, su stocco di granturco questi l’ombra e acqua, rende dopotutto

e avvolgo nella tela, più piantìn gelate
disgelo lento sale, se danno non è grave riprendersi sapranno, e io evito insufflare aria od acqua calda, alfin non peggiorare pian che temi gelo, proteggi con pacciame fissato con i pesi, su stracci e su giornale inbianca tronchi a sud, esposti alle gelate escursio sol d'inverno, fan cellule scoppiate

e circondo di mattoni, le piante delicate
con sopra lastre vetro, fermate zavorrate sebbèn freddo pungente, elimin parassiti da piante coltivate, e le zolle sgrana fini L'ortaggio pastinaca, resiste alle gelate gran carota bianca, panciuta daikon pare sapor carota dolce, del sedano ha l'aroma minestra insaporisce, la carne le si sposa sbucciata spezzettata, bollir con la patata

riducila in purea, sol cotta va mangiata

radici a fin inverno, un paio lascia in terra fà getti e giall'ombrelli, i semi tu sotterra ghiaia pur pacciame, preziosa per la vite trattiene umidità, e ridà il calor la notte giova a sue radici, e aumenta resistenza agl'inverni freddi, e a piogge d'insistenza muschio fa isolante, vaso entr'altro vaso

simbiosi ed antibiosi, aiuto e concorrenza le alte con le basse, le umi e sicciose1
1

reagiscono i viventi, con forza di presenza associo io le piante, eliotrofe ed ombrose

Simbiosi e antibiosi: Aglio no cavolo, fagiolo, pisello. Asparago no cipolla e barbabieta. Barbabieta no carota, avvolgo in esso semi, mischio con la terra fagiolo, mais, porro. Carote ok liliacee, legumi, rape, tutto. Cavolo no liliace, fragola, cicoria. Cetriolo no solanacee. interstizia tra le pietre, od umido sotterra Cipolla no asparago e legumi. Fagiolo no liliace e barbabiete. Fragola ok ortica, lattuga, liliace, borrago. Lattuga no sedano. Muschio pacciamante, ha effetto acificante Finocchio no pomodori e fagiolo. Melone ok fagiolo, lattuga, mais. Patate ok fave, cavoli, legumi, liliacee, mais, sedano,

protegge dal calore, e trattiene umidità

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piante dominate, da forza dell’erbacce
seguan le più forti, che agiscono da falce Pomodor reprime, gramigna ed albicocco mentre bucce rapa, fan moschicide sotto piante or infestanti, sarchio dopo pioggia cioè sradico o zappetto, senza fare sforza quel montate a seme, accumulo interrare la buca alber arbusti, o lascio disseccare gramign ed asperella, sarchio nell'estate con forca con 2 denti, radici da estirpare così Mordigallina, sviluppa ogni stagione aspetto freddo forte, ramazzo cespo fiore

è semplice efficace, di plastica ottenuto1 Larve con ferretti, che attaccano coltivo Attiro in superfice, con vino bicchierino invito pure cince, mangiano più fresche oppur mezze patate, servono da esche per distrarre i gatti, da piante colturali semino un pezzetto, di suolo a cereali fatte germinare, su un letto di cotone con lievito nel cibo, antiparassit'odore2 decotti d'Equiseto, spruzzo sulle piante

combatte pure muffe, su viti ortaggi frutti diserbo a sale grosso, e recupero ad usare fatto con i gambi, messi in freddi flutti3 acqua cotta di patate, bollente più efficace sui Rovi e le invasive, in mezzo le colture Come i tuoi vestiti, ortaggi seguòn moda Lascio pur ortiche, né aumentano vigore nel circo dei mercati, riscopri senza foga achekengi e pastinaca, bieta coste rosse l'Emilia or cipollina, consocia con la rosa scopri consociazio, adatt'alle tue mosse a frenare parassita, dell'oidio senza posa la lava asciuga trita, mischiata con aromi Fave con patate, in solchi stan vicine sacchetti sotto ghiacci, in invernali brodi trapianto prima fave, anticipa l’erbacce Patate tengono fuori, tonchio della fava L'infuso cipollina, la spruzzo sopra i Meli in cambio la dorifer, fava smorza brava4 previen ticchiolatura, e l’oidio là sull’uva sull'alberi da frutto, combatte la monilia Patata apre la via, lattuga segue ondata con l'aglio e la cipolla, perònospora sfida sfrutta quell'igiene, e cresce indisturbata Carota e ravanello, completan la radice su piante nebulizzo, a vincer parassiti L'una è fittonante, l'altra è in superfice miscela d'acqua-aglio, saponi di marsiglia anti peste suina, frantumo spicchi d’aglio inizio con patate, a eliminar erbacce poi li metto in acqua, pollaio beveraggio con carton o paglia, fò da pacciamante coltura successiva, legum cipolle e fiori fuliggine ha potere, è buon insetticida accumulan nel suolo, organici interiori due cucchiai in dieci, litri d'acqua affida oppur sapone piatti, mesci a olio d'oliva in secòn metà di marzo, fioriscono i lillà in eguale quantità, su piante nebulizza Io pianto la patata, natur lancia segnàl piantata inizi agosto, colg'ottobre mese Manti religiosa, è un insetto predatore uso tuber vecchi, ad aver miglior intese assieme coccinella, è un afì divoratore Ragni e pipistrelli, più rettili con rospi scavo su ogni fila, distàn trenta centime invito nel frutteto, tra i laghetti e fossi trappole bottiglia, per vespe e calabroni s'inondano frutteto, appendi a rami proni sciroppo zuccherino, al fondo dell'imbuto
1 2

previèn le malattie, fungine varie fatte

le vespe depongon uova in larve e bruchi La vit.B contenuta nel lievito di birra aggiunto al cibo del gatto (1 cucchiaino), ha odore che parassiti e pulci detestano.

3 se bruci gambi e foglie con una candela, ricavi silice bianca. 4 zucche, no cetriolo e pomodoro. Pomodoro no cetriol, patata, Consociazione scoperta nel 1779, la dorifera della patata pisello, gramigna, albicocco. Zucche ok fagiolo, mais, patata. può venir tolta a mano e bruciata o affogata.

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metto la patata, e chiudo sen comprimer se muffa tien la pianta, resto a cavalletto per tuber risparmiare, estirpo fin colletto se manca filamento, che lega tuber piede è matura la patata, raccolgo a mani piene le lascio 3 ore a terra, ben esposte a sole segue luogo scuro, a far conservazione1 Patate a polpa bianca, buccia nera o blu son varietà fuor moda, amate allor di più agria con negresse, compagna gli spinaci Conservan pure bene, tu provale mordaci L'ombrellifer piante, cumino con finocchio

stimola riaprire, i canali e sensi esterni grande vermifugo, a cipolle consociate curan le carote, più vermi nelle Capre

conservo le carote, rape e cavolfiori
bietole carducci, in casse con la sabbia oppure le sbollento, per evitar che luce tramite il calore, fermentazion produce Le mele con carote, non metto io vicine Finocchio m'inibisce, fagiol e pomodoro in capre ovin bovini, e donne con infante finocchio con cumino, stimolan più latte finocchio nell'autunno, climi centro-sud

relazione hanno, coi nervi e il digerente
pur sedano ed aneto, prezzemol e carota la ferul assafeti, in oriente ora è di moda

da serra dell'estate, trapianterò così

interro pur colletto, e annaffio regolare ricopro i nati bulbi, per tenero mangiare disdegnano lumache, odore del finocchio li semino o conficca, suoi fusti fra colture aiutan gusci d'uovo, tritati attorn ai fusti cener e corteccia, fan scudo ai lumacucci

han radici fittonanti, forza pure in fiori Lor semi diverranno, aromatici e oleosi
Papìl a forma insetti, fioriscon rigogliose

Odore animalesco, avàn maturazione2 alleanza d’aria-terra, forma loro droga con l'anice nervoso, Pitagora và in foga
comin impallidisce, accalora scaccia venti in cumuli intestini, controllano fermenti Cumino nel trifoglio, elimin meteorismo

esiste il finocchietto, rustico perenne
che non produce bulbi, cresc'alto solenne odoro piatti pesce, zucchin e ciò che vuoi

io colgo fiori e semi, secco al sole e poi sedano servito, in brodo o nel vapore
allevia i reumatismi, aiutàn riproduzione

aiuta digestione, dei cavoli in fermento
aggiunto all'insilato, acceler fermentazio assiem impasto pane, migliora lievitazio Carote col potassio, appaiono più dolci

e l'infuso intera pianta, sen radici poi depura pure reni, assièm al pomodòr
cibo in alte dosi, prezzemol eccessivo4 porta infiammazione, sa essere abortivo trito in succo esterno, analgesico locale per puntur insetti, ferite e denti uguale felci con bambù, aromati e graminacee Emilia quan divide, s'espandon laterale

ricopro le sue file, con foglie delle felci
a ridurre parassiti, specie in lugl'agosto3

sparg'officinali, o pianto là sul posto

amica dei fagioli, buon cibo per agnelli
1

Stendi 2 sett.in luogo scuro, areato a temp.ambiente, i tuberi estirpa piante felce, a inizi primavera perderanno un parte d'acqua e cicatrizzeranno ferite, favoren buona conservazione che avverrà mettendo le patate al fresco adopera 2 forche, abbinate a mo di leva in cantina e tirandole furi a fine inverno affinchè germoglino.
2

coriandolo ecc. emanano odore come di cimice o insetti, mentre la Pimpinella, in insalata, ha buon sapor di cetriolo 3 A conservar carote in terra, in inverno, prima del freddo, recido fogliame e copro la fila con rete e pacciame per 20 cm, e uso calze nylon per infilar ortaggi, frutti, bulbi, semi, riparo da roditori; se vecchie, le fò a strisce per legare alberi e tutori.

4

Petroselinum sativum ad alte dosi può essere pericoloso per la presenza di apioside che provoca congestione delle mucose e contrazione dei muscoli lisci dell’intestino, vescica ed utero, provocando l’aborto. Alte dosi dan gastroenterite, infiammazioni fegato, emoraggie intestinali, emolisi e morte. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 198

Separa grossi cespi, radici aggrovigliate

Taglia ben rizomi, e ripianta separate

conserva getti esterni, ripianta i vigorosi prima che radice, s'asciughi sen più scopi fa pacciame strato, di fronde secche felci che tengono potassio, e aiutano nei freddi

Turioni son radici, munite della gemma pianto in direzione del vento dominante ricopro di pacciame, felce oppure d'alghe metto sabbia fiume, a suolo mio pesante i Turioni dentro iuta, serbano freschezza pianto a fin inverno, attendo che si adatta colgo second'anno, due mesi è produzione cinquanta ceppi ok, suffice a due persone cucinali in poc'acqua, e zucchero con sale a bollir 4 minuti, un coperto sopra a stare or spegni via coperchio, macèr 10 minuti radici cuoci in vino, a orinàr tutti i rifiuti3 Carciofo è freddoloso, via d'arsur estiva gli offro felci od alghe, torba spugna viva a marzo io lo pianto, carducci a fil di lama tal getti poi dimoro, in terra ben drenata soffre a meno due, proteggo io il colletto fasciato o rincalzato, con cenere antigelo pacciame o segatura, carta o sabbia fine recido foglie esterne, legàn l'intern'infine4 dall’arabo kharsuf, cioè nato dal cardone con dieci pian kinara, già basta carciofaia fò cuocere carciofo, in acqua oppur vapore e aggiungo dell'aceto, lo zuccheri chi vuole tieni in bicchier d'acqua, come fosse fiore previèn che s'annerisca, sfrega col limone astringente febbrifugo, contièn acidi amàr

così gli alberi frutta, la felce riequilibria
là dove eccesso azoto, pochi frutti spinga

Le cime felce mangio, scotte preparate
radice molto grosse, son vermifugo usate Le secco polverizzo, contro vermi e tenie1 e il Taras mi rivela, la felce ha spore vere decotto di radice, è per bagni ed abluzioni combatte reumatismi, e più muscol rigiditi a polpacci lega foglie, nei crampi fastidiosi un decotto nell’aceto, t'aiuti a far frizioni è chiamato pungitopo, il rusco siciliano usato a far caffè, e in asparagi mangiato amaro tien il getto, vuol tempo di cottura lesso in olio e lime, o con uova frittatura2 Coròn di rami rusco, ponevo ai piè frutteti scaffali bachi seta, a evitar che salgan topi brusco è amar sapore, asparago pungente usato a far le scope, a pulir l’aia corrente suoi rami bacche rosse, regalan alle feste fine anno buon auguri, a natale ricorrente le bacche velenose, confuse all’Agrifoglio tostate qual caffè, duràn periodo spoglio pur avido dell'alghe, è Asparago turiolo assieme col carciofo, Emilia qui ritrovo d'alghe e dalle felci, potassi calcio cloro cloro ok per melo, non fragola e fagiolo
1

l'epàto-protettore, è gran tonico primàr
cardo par carciofo, pulisci mangia gambi

io elimin coste dure, e i fibrosi filamenti
passo in acqua-lime, taglio in più segmenti bollito in acqua-sale, mezz'ora tien i tempi
3

“Radice della felce maschio (Polystichum filix), cogli verde in estate. Prima dell'ingestione della polvere, digiuna almeno 12 ore mentre dopo, fai seguire un purgante non oleoso. Con questa cura vermi e tenia scompaiono facilmente”. Taras 2 Emilia: “Le bacche Pungitopo e Agrifoglio (Ilex aquifolium) sono considerate velenose poiché, se ingerite, posson causare convulsioni.Al tempo di mio nonno s'interveniva sulle piante selvatiche sfoltendo i cespugli o bruciandoli, si da favorire una precoce e produzione di turioni. Per allontanare l’eccesso di sostanze amare, li cuocevano in abbondante acqua”.

asparagiaia dura 20 anni. 100 piante di asparago e 10 di carciofo, bastano a una famiglia di 4 persone. Il ceppo verde è più adattabile e facile, segue il viole poi il bianco esigente. Asparago cotto in cibi (risotto) mellifica il corpo e fa orinare. Con gambi e radici fai il brodo o cuoci con vino/aceto, fichi e ceci a depurar corpo e abbatter le infezioni delle vie urinarie. 4 Contro freddi eccessivi: realizza gabbia grigliata attorno la pianta da isolare, riempi con torba e fodera con cartone. Contro il gran caldo, la torba una volta inumidita (inzuppa in secchio d'acqua), resiste bene alla siccità. Cogli carciofi e cardi (cynara cardunculus) con lame inox quan le scaglie esterne s'aprono leggermente (ossidabili anneriscono). Emilia

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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è cardo mariano, il Silybum Marianum
con numerose spine, macchie di lactarum

picciolo avàn lavare, così và profumare2

del seno di Maria, cadute quan fuggiva

Vecchi alberi ceppi, io vedo nella terra
attorno stan ortaggi, e un anfora sotterra trasud'acqua d'estate, rifletto senza meno in un clima siccitoso, rimedio pur estremo

da Erode persecuzio, in Egitto il fil copriva

è caro a Pan e Diana, e i sicilian pastori che narrano leggenda, di Dafne serafino Pastor alla cui morte, Thera ebbe dolore pur se sei impaziente, produrre il cibo tuo
lo muta nella pianta, disgrà del malfattore

concenditi del tempo, ottenere suolo scuro in quanto il tempo poi, lo perderesti avanti cardo giunge in Scozia, allà famil regnante al fin recuperàr, scoraggiamen più grandi protesse lor castello, dall'invasione grande un orto sufficiente, è 100 metri quadre svegliati dalle grida, imprecazio di dolore a scacchi o aiul rialzate, escluse le patate i nemici nel fossato, subiron cardi fiore da cinque a venti litri, al metro va irrigare secondo clima medio, fin l'arido estivare Biennal erba robusta, alta pur due metri foglie spin giallastre, tra ruderi ed incolti suoi fiori porporini, fioriscon lugli-agosto decotti di radice, fa latte mestruo grosso irrigo pur a lungo, pianta arbusto santo amelanchèr lamarki, miracol senza vanto fiorisce e dona frutto, buono da mangiare uso argilla in pasta, per l'alber medicare notti a macerare, argilla secchio d'acqua una parte di composta, infine l'annacqua quan pastosa appare, la spalmo su ferite scortecce bruciature, con iuta vò coprire Inizio a met'aprile, a seminar il mais

ha semi ipertensori, contrasto var eccessi lattiginoso il succo, collirio è anti verruche l'infuso è contro gotta, e insufficien renale in croni reumatismi e piorrea di cav’orale1

Epàto-protettore, per chi usa medicine sue fol radici e semi, contièn Silimarine
amar principio scassa, varici e calcol spinti

ben drena pur i reni, e aiuta tutti i filtri
Fragola ora vedo, accanto a vari funghi cresce là nel bosco, rinfrescan rossi frutti sfregata sopra i denti, sà fare dentifricio

termin fine maggio, scalari semin fai

ruota d'an in anno, esaurisce la mistura và piano alla raccolta, affretta la cottura prima d'arrostirlo, a bagno latte un poco almen 10 minuti, più tenero più buono io evito dar sale, che tosto l'ha indurito lo colgo nella sera, sarà più zuccherino Stagion si fa più calda, vita va conforme Bietole e insalata, v’à seme oppure dorme scalare io trapianto, da serra a suolo caldo raccolgo le carote, man mano seminando

tartaro previene, in ricorrente officio Emilia mi rivela, in orto lei l'ha posta Fragola è golosa, di matur composta
pacciame d'aghi di pino, truciola corteccia

stoloni nel terreno, fil di ferro intreccia in fragol rifiorenti, sopprimo dispiaciuta i primi stel fioriti, ad aver più duratura produzion dei frutti, ed evito staccare

all'orto vò inserire, fil di piante grande

Girasole e mais, fan l'ombra in ore calde proteggon semi piante, tristi al sol forte 1 Si sconsiglia l’uso dei semi ai pazienti ipertesi. Il miele bietole e lattuga, e ortaggi con le foglie
di Cardo, in Sardegna, ha sapore forte e aroma speziato; nel millefiori di macchia mediterranea, si aggiunge Lavandula balsamico, Erica arborea, Asfodelo, Cisto e Rosmarino; il sapore cambia d'anno in anno secondo il fior predominante.
2

50 piantine di fragola bastano a 4 persone. Per moltiplicare, assicuro gli stoloni a terra con fil di ferro ripiegato a forcina. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 200

l'Aglio a lato nord, cipolle a sud rimonti Legumi rampicanti, in altopian centrale Spazi ancora vuoti, intercalo le insalate Carote con spinaci, e bieta d'accostare1 L’Aglio và in simbiosi, con cipolle e rose intensifica i profumi, e i legumi li inibisce cipolle con carote, spidocchian a vicenda mosche rispettive, respingono da tenda Calendula e lattuga, più fragole leggere ai piedi d'arbustive, aromatiche conviene serbano freschezza, nasturzi e tetragòno tappezzanti d'orto, tra mais e pomodoro Con Pomodor cresciuti, sedani io sfalcio là sui primi spazi, qualcun a seme lascio autunno successivo, sfalcio pom colletto Sedano trapianto, e cambio il loro letto basili e pomodoro, e liliace tutt'assieme rivedo lì nell'orto, cimate quan conviene il basilico l'aroma, conserva in olio oliva in altro modo perde, l'aroma forza viva Le api aiutan molto, assiem alla raccolta bieta taglio al piede, ricaccerà ogni volta pur se meno belle, acquistan più sapore radici al suòl saranno, cibo a microflore Picchetto il pomodoro, tra 5 e 7 foglie Giovane è la pianta, miglior n'è raccolto profond'interro fusti, comprese foglioline sviluppan più radici, lo aiutano a nutrire

oppur robusto pianto, ciascun un girasole

li lego poi con rafia, distanza fò sottile Tagete con nasturzi, mescolo alle file distanza fra le buche, 40 od ulteriore
l'eccesso azoto cala, lo zucchero del fiore

lo rende solo acquoso, scelgo io potassio
aiuta fior e frutto, immunizza dallo strazio succhion del pomodoro, Emilia và cimare così apicale gemma, precoce può fruttare2 così pur melanzana, zucca assiem melone e aromatiche piantine, basilico estragone naffio un dì a semana, duràn la mattinata oppur 2 volte a mese, miscela pur più sana sminuzzo gusci d'uova, sei per litro d'acqua e duràn l'ingrossamento, evito dar l'acqua3 e in finestra soleggiata, sopra il davanzale metto il pomodoro, immaturo a maturare la linfa risparmiata, ora forma nuovi getti e metto sottoaceto, i frutti ancor acerbi conservo pomo tondo, cantina testa giù appesa pianta intera, senza le sue foglie nell'angolo più caldo, oscuro ed areato consumo nell'inverno, se 20 resta grado pianto Peperone, ogn'anno aiuol diversa pacciamo dono l'acqua, spesso le fò festa è pianta freddolosa, la semino entro serra poi metà d'aprile, trapianto in piena terra

se 1 Peperone crudo, contièn la capsicina è metodo amerindio, posar la terracotta sapor acre piccante, antiscòrbu vitamina ai lati della pianta, serbar calor che scotta millenn'avan Colombo, nell’Africa arrivò così ciascuna buca, infilàr un pesce marcio L'Emilia mi ricorda, con scambi propagò copro buca e pianta, tomato ricco mangio
Cimo l'apice di getti colpiti da afidi; ogni cimatura stimola lo sviluppo delle gemme laterali all'ascella delle foglie restanti, risultato: più ramificazioni, compattezza e 1 Cambio posto tra liliacee ed insalate. Conclusa la più foglie e fiori. 3 raccolta di fagioli, semino fave nel terreno disponibile. Emilia: “le piante crescono in suolo vivificato da Quan colgo fave pianto pomodori tra sedani e bietole sostanza che decompone poco a poco. La concimazione è rimasti. Ai pomodori piace crescere dov'erano, anno dopo tutto. La vita parte dalle radici e penetra la terra, anno. Se semin fagiolini rampicanti nei posti vuoti tra le comprendi che non c'è confine è scoprirai la terra fave, l'anno successivo torno alla semina di radici (daikon, concimata. A concimar ortaggi e fiori, metto in fusto ravanello) e tengo il terreno occupato con piantine di d'acqua, piante verdi, ortiche, alghe, camomilla, pollina e senape (un pugno di semi nei vuoti lasciati dalle insalate), lascio macerare 2 settimane; se il tempo è caldo, accade cimando regolarmente. Le foglie di senape cotte come ferment.odorosa. Diluisco e do alle piante od irroro su cime di rapa sono ottime! foglie, tal acqua, stimola organismi estivi impigriti”. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 201
2

in buca dò composta, cenere e un tutore

piàn peperoncino, Emilia qui m'insegna se stenta dagli cibo, dai cenere dai legna dagli la composta, e se vedi tempo brutto appendi capovolti, asciugar da gelo flutto Un poco macinato, mettevo dentro calze a tenere piedi caldi, o in riattivo circolazi spruzzo assieme l'aglio, sopra piante fiori

fò scatola di zucca, la svuoto ad essiccare e semi delle piante, ci metto a conservare

coltivo la mia zucca, in suolo poco ferti

miglior conservazione, poi nei temp'inverni pacciamo dono l'acqua, clim'autunno lascio primi sol due frutti, maturazion vantaggio or semino zucchina, protetta riscaldata metto giù a dimora, a primavè inoltrata quan frutta regolare, anaffio a sostenere bottiglia rovesciata, sa goccia provvedere 1 scatolon interro, forato al fondo e ai lati pieno di composta, annaffio e dò essudati zucchine fanno cerchio, girotondo ad esso colgo frutto lungo, immaturo fà lo stesso più semi cucurbite, interro a punta in giù 3 semi ogni vasetto, miglior picchetto giù melone è freddoloso, metti esposto a sud sin oltre primavera, in casson proteggi su se semino già marzo, in serra a 20 gradi o a maggio nella terra, sotto la campana li cimo in tre riprese, la prima a 4 foglie getti avàn la terza, infin a frutti spoglie li allevo su cartone, a ridurre irrigazione raccolti con il fusto, miglior conservazione con acque irregolari, melone pure scoppia e i piccini diradati, van sott'aceto scorta zucca grattuggiata, fà Taras rafforzante forno pur vapore, è diuresi espettornate è di facil digestione, buon ricòstituente infuso di 3 fiori, è buon convalescente3

il buon peperoncino, respinge i roditori assiem il peperone, è digèr tonificante

l'emorragìa riduce, cioè perdite di sangue assieme col tabacco, passa ocean Atlanti anti-emorroidi è, in unguenti interessanti Trapianto Melanzana, ben ora profondo lascio una fossetta, e cimo ad otto foglie gemme fior e frutti, risveglierà ulteriore1 cimo ciascun getto, da foglia secon fiore

detesta le lumache, dorifera e ristagni
freddo e umidità, la pioggia sui suoi fiori

d'agosto sin ottobre, colgo tutti i frutti
posti in sale grosso, l'amaro pare spurghi

Melanzana in India, origini e poi viaggi
con gli arabi qua e là, Spagna e Amerikà ricca d’acqua dentro, sei stimolo pei reni Potassio fosfor calcio, A Ci vitamine tieni

Autoimpollinate, ha tannino e color viola ne aiuta protezione, in ultravioletti prova verdura-frutti viola, antociani sanno dare buon antiossidante, melànin melanzane 2 metto cucurbite, dal bosco striscian fuori e i legumi e pomodori, legati a dei tutori zucche con zucchine, ai piedi di composto ortaggi a macerare, a pezzi in sale grosso

bruscol semi zucca, in aiuto antimalaria Fan profilassi e cura, di Tenia e parassiti ponendo più bambù, coltivo tenda indiana Aiutan equilibrio, a ormone del maschile s'arrampica fogliame, zucca è pronta sana Prevengon malattie, alla prostata senile
1

“Melanzan e peperone san produrre molti fiori improduttivi. Ad ottenere frutti certi, lascio solo 6-8 fiori per pianta ed elimino le successive gemme a fiore (cimatura con forbici)” 2 La melanina è sostanza presente in frutta/verdura porpora e viola: mirtilli, more, uva, fico nero, cipolle, rape, cavolo. La melanz. è depurativa, un po' lassativa ed epatoregolatrice di bile e colesterolo; la polpa schiacciata fa maschera nutriente. Gli ortaggi messi a purgare in un colapasta con sale grosso (mezz'ora) assorbiranno meno grassi e saranno più digeribili

pur semi girasole, alimento delle marce gengive sane e forti, io porto nelle tasche rinforzano pur occhi, al sòl tarda mattina Ricchi in proteine, han fosforo e fluorina
3

I fiori di zucca, in infuso, sono un tonico generale per generazioni di zingari, mentre la polpa, a vapore, forno o grattugiata, è adatta a tutti gli stomaci convalescenti. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 202

Raperonzol in vigneti, è pur alimentàr ha radice come rapa, piccina e delicata foglie e nuovi getti, và primaver trovare

Morso evento raro, può esser evitato
ricorda camminar, facendo del rumore non infilar le mani, di tra i sassi al sole

mangi in insalata, cruda in olio e sale gratinepol trovi, là in mezzo degli olivi o i selvatici finocchi, eccelsi in insalata adatti per le zuppe, più teneri germogli a marzo pure trovo, gli asparagi satolli
la vipera ricorda, in tal mese si risveglia dentro di roveti, cespugli della macchia capo triangolare, occhio par schiacciato coda e corpo corto, fitte scaglie a capo

Prima di sedere, dà colpo di bastone
se serpente ha morso, calmo fai sdraiar la vittima fai calma, per sangue rallentar diffonde pian veleno, e indaga tipo morso

a capir tipo di serpe, s'è o no velenoso

Se lo è compariranno, sintome precise dolor infiammazione, delle partì colpite Emorragia a singhiozzo, sete intensa e
secchezza della bocca, seguita dall’ittèr

Serpi innocue son, famiglia colubridi Poche scaglie sempre, bene definite

crampi e agitazione, delirio allucinazio

corpo lungo e snello, e coda lunga vidi Pupille ed occhi tondi, capo e corp'unite

comprimi l’arto leso, opera un bendaggio completo immobilizza, e ritardi fin 6 ore disturbi sintomà, di norma dopo un ore è velen composto, da enzimi e tossine varia in milligrammi, da 5 sin cinquanta

la vipera comune, è detta viper aspis vive in tutt’Italia, escluse la Sardegna le paludose zone, lacustri e la fluviale Fin tremila metri, in ital meridionale1 sessàn centime lungo, al massimo 70 coda appuntita, e color su dorso accesi
Dorso larga striscia, variante spezzettata Macchie verticali, o maròn nero bordata

causa di necrosi, alle cellul della cute Muscol cartilago, dolor intens’incute In base a quantità, del velèn sorbito al peso e resistenza, e sintomi locali col passar minuti, vè digestive turbe
Liquidi interstizi, emò e renal disturbe mezz’ora dopo morso, pur dolor appar più edema sulla zona, dei fori circostàn l’assenza di tal fatti, dopo due o 3 ore ci dice che veleno, non fè inoculazione grado 0 morso, avvelenament’assente Assenza local segni, dopo due-tre ore il grado 1 è, un micrò avvelenamento edèm localizzato, a zona del tormento

Morso con due fori, di 2 denti uncino
piccol testa e occhi, e corpo slanciatino

come i var felini, ha pupilla verticale Punta muso insù, e testa triangolare

vipera e biscia

Medio grado 2, edemi estende all’arto ipotension sen shock, vomito e diarrea grado 3 severo, a tronco estend’edema Ipotensiò con sangue, e shock si rivela Eisenhaim incanta, il pubblico di Vienna in giochi d'illusione, che anima conferma assieme Philip Terc, esperto api-puntore viaggiano in oriente, indagan soluzione
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

1

“Tutti e 4 i viperidi velenosi, han capo triangolare più largo del corpo e palpebre superiori che schiacciano l'occhio. Le bisce, saettoni o colubridi innocui, han lunghezza oltre 60cm, colori in corpo scuri e morso a forellini”. Emilia

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Vedon varie genti, sfregàr parti dolenti con api morte oppur, punture ricorrenti il veleno ha più virtù, quando inoculato in gotta e reumatismi, eccolo applicato1 in sciatica ed artriti, neuriti e nevralgie

Vienna ritornati, Terc e Semmelweis

dieder antisetti, agli ospedali ostetri azzerano di fatto, mortalità materna
Terc alfine migra, da un ingrata Vienna

pur contro malaria, benefico a lenire vider molti casi, di peste e di colera
ridotti pur curati, puntur mattin e sera

veleno che ricava, ha molte proprietà su pelli è revulsivo, è vasò-dilatatore

fluidifica suo sangue, dà al cuor tonicità cura le bronchiti, e occhi infiammazione

Terc e Semmelwis, provan su se stessi mentre l'Esenheim, incanta lor coi versi Carlo magno e Ivan, son celebri pazienti

fecer stesse cure, senza far commenti e riprovano i veleni, di api di più zone fin quell'africana, più piccola e veloce l'apamin enzima, antibiotico potente attivo 30 volte, più di velèn serpente
Entrambe inefficaci, presi per via orale fosfati di magnesi, aci formico san dare

se più api allevatori, diventan tolleranti persone iper allergi, han shoc anafilatti dolòr gonfior edema, è tossicità locale crampi e convulsioni, s'essa è generale i succhi del tabacco, oppur della cipolla contrastano punture, vespe e calabroni Cardo amaro aiuta, un fegato intristato pur indican terreno, molto compattato Zucche con patate, mal si sopportanò

e i gerani e scarabei, galline elleborò

assieme triptofano, iodio e dopamina
potassio e cloro calcio, e noradrenalina

2

conigli con piselli, non aman le Liliacee3 buon insetticida, di asparagi è pollame Ranuncol'impedisce, batteri di trifoglio tra esse c’è delfinio, peonie ed aconito Vitale è tal famiglia, cresce sol per sé

il veleno d’ape tiene, colore trasparente amar acrè sapore, è un acido reagente solubile nell’acqua, degrada facilmente come sem umano, seccò rapidamente Liscia muscolatura, stimola assai forte usato da Eisenheim, ipnotiche risposte inibito viene da, ptialina e pancreatina

il tossico delfinio, è tal per bovi e Te

gli enzimi digestivi, cugin di papaina
ha effetti neuro-tossi, anestetico locale migliòr fegato nervi, fratture sa saldare

Odore del dittàmo, allontana i velenosi e Cicuta macilenta, puzzà orìn del topo latiro ed euforbie, allontanan topi e ratti Cetriolo fresco fette, scoraggia scarafaggi erba dei serpenti, lysimàchia nummularia guarisce il serpente, ferito che ne mangia Rospi spruzzan bava, per mangiar insetti non è nociva ad uomo, fuga tuoi sospetti

accelera in respiro, ossigeno e calore

agent'immunizzante, e radio-protettore

muoiono i maiali, se mangian la radice
1

“si parte con 3 punture al dì. L'ape africana dà 3 punture al secondo, ogni puntura lascia 0.012mg di apitoxina a reazione acida. Russi e canadesi han verificato l'azione sul SNC e una protezione da lesioni da radiazioni nelle cure anticancro. In puntura d'api occasionale, estrai il pungiglione con coltellino, copri la ferita con pezzo di cipolla, foglie di piantaggine, cavolo o spalma tintura di calendula, (fiori in alcol una sett); a persone allergiche al veleno, ad evitar lo shock anafilattico, il medico fa iniezione intramuscolare di adrenalina”. Taras 2 L’aldeide formica, gas soffocante e lacrimogeno, produce acido formico, solubile in acqua ed energico disinfettante.

di Giusquiamo pianta, assiem alle galline lo cerca inver il tordo, qual controveleno dopo aver mangiato, ragno senza meno
3

I conigli non passan un muro di cipolle a bordura di orti. Dà leguminose gradualmente, posson causare gas intestinali e gonfiori. Son gradite nel periodo precedente alla comparsa dei fiori e sono ottimo alimento per cuccioli e madri, ma van limitate agli adulti dopo i 6 mesi specie se hanno i calcoli. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 204

cespugli di sambuco, gelso olmo bianco respingono le tarle, e attirano gli uccelli l'olio sassofrasso, ferma verme in mela e il Ricin velenoso, coltiva con cautela1 Capra non disprezza, velen di solanace nemmeno la cicuta, sacra ad Esculapio mangia avidamente, senza soffrir danno Maggiociondo fior, è gusto senz’affanno Noi ci avveleniam, quel latte se beviàm ai rospi è indifferente, l’effetto velenoso se gli asini ne mangian, dormono beati i paperi con oche, diventano arrabbiati la Canapa inibisce, patogeni organismi Datur ripara piante, dal nippo scarabeo Rosmarino e salvia, con porri fort’odore respingono la mosca, e flagello di carote

è util sua radice, applicata esteriormente per ulcere e infezioni, cutane ed abrasioni antianemic'astringente, tonico del sangue depura da tossine, la resistenza espande2 Robinia pseudoacacia, d’america arrivata cresce rigogliosa, e ha i fiori commestibi ottimi se fritti, ma il resto acacia scarta l'amano più suoli, coniglio pure sgrana Ranuncolo se fresco, tossico ci appare piano disseccando, scema tal principio Vitalba la clematis, pianta rampicante Abbarbica su piante, e su recinti stante3

Pepe d'acqua sta, nell’umi sottobosco lungo var fossati, e i canali irrigazione
aromatica e piccante, foglie gusto pepe uso a insaporire, nasturtium nome tiene

Semprevivo buona, sui tetti e muri cinta dai fulmini protegge, ogni casa che l'invita aggiungi all’insalate, fiori e foglie viola su calli e scottature, ha radici a far rosetta primula e canina, qual frutti della rosa robusta sopravvive, a gelate senza fretta fior agisce sempre, comunque tu l'assuma Amara sulla pelle, zanzàr previèn puntura

Portulaca pianta, rapida e strisciante Fiorellini gialli, cotta o cruda è grande gran vitamina Ci, l'ottenne molto uso
a vincer infezioni, urinarie e di scorbuto Centocchi sa infestare, tappeti foglioline resta molto bassa, ha fior piccin stelline comune da trovare, autunno primavera Adatta per umani, minestra della sera Verbena prat'incolti, passa inosservata anonima d’aspetto, piccine foglie fiori Contrasta ai ruminanti, i calcoli renali detta vermifuga, amàr per gli animali Romice contiene, potassio ferro calcio Vitamin Ci foglie, insalata con minestre consuma con cautela, a causa d’ossalati

Silene è bubbolino, a fior calice rigonfio
mangio cruda cotta, risotti con minestre Oxali infesta l’orto, piccina in dimensione

detta acetosella, tien forza d’invasione erb'acetosella, se mangio calma sete
ugual spinaci cuocio, scarto la sua acqua tien foglie trilobate, trifoglio par davvero ricorda il suo sapore, un acidulo d’aceto col piovoso tempo, contraggono le foglie fan piccol’ombrelli, lo stesso fan la notte fiori aprile e maggio, un solo sullo stelo petal bianco rosa, con un violetto veno
2

Rumex patientia; Rumex crispus (Poligonaceae), originaria delle Americhe, è un lassativo che depura il astièn dall'alte dosi, reni ha intossicati sangue, allevia dolori e squilibri pitta, fragilità e rossore. L'infuso contrasta emorroidi sanguinanti, eruzioni al 1 collo, schiena ed ascelle. i semi maturi di datura uccidono le galline in una 3 Vitalba ha infiorescenze a forma di soffici piumini, è mattanza naturalis, mentre i semi di canapa li sbronzano felici. Uccelli aman frutti velenosi di solanacee sen subire parte di ranuncolacee, famiglia che contien l'alcaloide danno. La cicuta uccide i cavalli in un istante. I semi del Anemonina, ritenuto variamente tossico. Spesso se ne latiro son velenosi, mentre del ricino, 2 soli semi son mangian i germogli lessati, raccolti in primavera, quan la fatali per uomo ed animali. concentrazione è bassa. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 205

ha fusto sotterraneo, striscia e si divide formando fitta rete, sul suolo superficie Aci ossalico contiene, in foglie dissetanti sapor di limonata, è pur disincrostante

Autunno saran frutti, baccelli semi scuri Buoni da mangiare, appen son germinati accompagnan insalate, e carnivori stufati Foglie cotte mangio, sapòr come spinaci foglie giovan crude, aggiungo all’insalate le cime avàn fiorita, qual broccoli cucino Mellifera la pianta, agli uccelli dà riserva semi a fin'estate, essicco ermè conserva dai semi l’olio esce, per cibo o per sapone per piedi freddi pesto, i semi entro le calze Aiuta i pediluvi, e affeziòn del mio respiro Ama il sole vivo, e muor al freddo arrivo

se cicerbita cogli, come l'altre piante

d’attaccatur radice, ottobre sin febbraio tenera è buon cruda, più dura fai bollita Condisci d’olio e lime, o stufa sen fatica

Borsa del pastore, crucifer-brassicace
appare là nei prati, invade quan gli piace Le sue foglioline, han forma a cuoricino Amara commestibi, cicatrizzàn tannino

Rafano nell'orto, aiuta alber da frutta

Senape in fomenti, per alleviare spasmi

radice biancogialla, ricresce da frammenti intrasemin con la rapa, ogni quindi giorni

metto in acqua calda, immergo man e piedi

copro a telo iuta, con umido i contorni

pur muscoli e giunture, allevian il dolore semi suoi nell’acqua, rilassan la tensione
assai pungèn piccante, oleosa e penetrante

Raphan raphanistrum, selvati ramolaccio diffuso pur confuso, amareddu cavolcello tutte e tre tu mangia, lessate e ripassate padella agli olio aromi, delizie assicurate1 il selvatico vuol ombra, pure terre fresche diuretico eccellente, depurator del sangue utile a chi soffre, reumatismi e ritenzione Radice cuoci a strisce, ottimo ha il sapore

Sinapsi stimol agni, tossin neutralizzante in casi congestioni, a bronchi polmonari immergi pure i piedi, in decotti salutari è sacra per l'antichi, Cavol pianta pura
compensa diete viaggi, rilassa tutti i mari resiste a raffreddori, mangiato crudo cura

assiem alla cipolla, è alimento delle navi
Balsamico suo tempo và dicembre-marzo Rafforza immunità, e previèn molti tumori Le foglie esterne mangia, crude in insalata

buon per nevralgie, dolori nuca e tosse
mangiane per asma, e carnagioni scosse vince inappetenza, e scioglie pur catarro è anti raffreddore, decotto in latte caldo

Oppur centrifugate, per succo d’epurata2
2

senape è sinapsis, con gialli fiorellini

annuale polimorfa, fà ciuffi e stel sottili Porta molte foglie, di verde scuro opaco Maggio fin settembre, l'apice è infiorato
1

Ravanello selvatico (Brassicaceae), annuale ramificata e ispida, con radice gracile e sottile. Fiorisce a marzo giugno con fiori bianchi venati violetto. I frutti son silique strozzate fra un seme e l’altro. Buone sono le cime (spicuneddi), le foglie, il colletto e le radici. Tutte le parti del Rapastrello han sapore tipico piccante. Il colletto tozzo, si prepara tranciando la pianta alla radice e le foglie alla base, si ottiene un torso che si consuma crudo come i Ravanelli. Può essere confuso col buon Cavolicello (brassica fruticolosa) e Senape canuta (Hirschfeldia incana) detta Amareddu. Tonico: 15g rafano, 60 g radice sedano, 30g tarassaco, tutto a bollire a fuoco lento (1l) 20 min, filtra e conserva in bottiglia: 1 bicch.2 volte al di.

Le foglie di Brassica oleracea contengono carotene, vit.A B, C, K, U. Cottura distrugge la vitam U, enzima misoniase che ha la funzione di combattere l'ulcera gastrica, duodenale e intestinali (ulcera che crebbe con l’adozione romana di cuocere i cereali nel bronzo). Se stiri foglia con ferro e poni su ferita o scalfittura, disinfetta, cicatrizza e attenua il dolore; foglie nelle scarpe, mantengon piedi freschi e riposati. Tutte le varietà di cavolo han virtù digestive, rimineralizzanti, ricostituenti cerebrale (1 kg di cavolo apporta 2,5 gr di fosforo mentre la vit.B1 è un fattore di equilibrio nervoso), antiossidanti e ansiolitici. Verza e cavolo proteggono lo stomaco, cavolfiore contiene bromuro che stimola il relax dei sensi mentre il broccolo è ricco in zolfo che da energia. Tutte hanno ferro, arsenico, calcio, fosforo, potassio, magnesio, rame, iodio e fibre che fanno bruciare i grassi. Sciacqui con il succo di cavolo curano afonia e sordità mentre frizioni dello stesso (o foglie crude tritate), curano acne e foruncoli. Le foglie in cataplasmi caldi sono utilissime in casi di attacchi di artrite, nevralgie, reumatismi distorsione. Il rosso crudo è top

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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è avida tal pianta, di fosforo e potassio spinaci a fin'estate, in zone vuote d'orto la ruoto nell'aiuole, con rape e cavolfiore fò crescer a sovescio, per prender i nitrati
consocio con striscianti, piante sarmentose taglio a primavera, azotati ha intrappolati che riempiono gli spazi, sen competizione passarono l'inverno, senz'esser dilavati ripicchetto pianta, avàn nasci sesta foglia interro pure molto, ad aver robusta pianta radic'immergo prima, in ormòn radici rovo protegge dalla sete, e l'essiccamento dolo la cavolai farfalla, ginestre hanno evitato son foglie di spinacio, buon indice nitrato bollose verdi scuro, han molt'accumulato nitrato presto muta, in nitriti intossicanti coltivo allor al sole, e riduco gli azotanti Ben ama lo spinacio, il calore moderato Semino d'inverno, 2 mesi ho pazientato se semino d'estate, all'ombra è coltivato così non rischierà, di andarsene spigato raccolgo lui più mesi, se semino scalare giù d'agosto a ottobre, ognì 3 settimane colgo foglie a ottobre, serbo sem'inverno riprendo primavera, raccogliere d'esterno

così sedan e cepa, patate con tomato

allontàn la cavolaia, odore a lei sgradito se pianti salvia-timo, menta e rosmarino nitrati in cavol rapa, alti in foglie esterne

riduci se le togli, tu mangia sol l'interne
insett'àltica lontana, con acqua soluzione di foglie Tanaceto, artemisia o rotenone Aleuro mosche bianche, di flora parassiti Nasturzo tien lontani, attirando lor fastidi sui cavol e più piante, piretro ben li sfolla attratti a color giallo, cartoni con la colla foglie secche quercia, in vaso terracotta su cocci sottovaso, resiste a calda botta infuoco io tal foglie, chiudo la mia serra mezz'ora fumigazio, aleuri il fumo ferma conservo nell'inverno, appesi a testa giù completi di radice, in cantin garage o su appendo sottosopra, pur cavoli in pollaio a dar Ci vitamine, ne bastan sol un paio cavolfior estate, ombreggi con sue foglie stacca metti sopra, le chiar infiorescenze raccogli raso lama, lasciando 2-3 gemme incidi base a croce, in aiuto nuove teste Lui aiuta pelle vecchia, e ferite cicatrizza pesta le sue foglie, e spalma intorno l’ano rimedio all’emorroidi, piaghe e dermatose contrasta reumatismi, e le vene varicose

a spinaci sen picciolo, che li tiene uniti scarto foglie gialle, poi lavo a far puliti

metto in acqua calda, un'attimo son fatti fuoco sbollentando, li metto poi nei piatti li passo alla padella, aglio oppur in agro bevo buon suo succo, resti metto in frigo con rucola e ruchetta, ficoide e portulaca assiem erbe selvati, fan ricca mia insalta

tetragoni a maggio, in vaso a 20 gradi
1 metro alzano steli, diraman getti ai lati

maturan frutti autunno, da 4 a 10 semi foglie mangio cotte, e crude paia interi
Cicori annual perenne, clima lei dipende sua rosetta foglie, in 2 stàgion protende Chor dai fior azzurri, ha l’amara cicorina sostanza digestiva, e pregevol lassitiva

suo sale principale, nitrato di potassio
dei reni stimolante, sangue gran purgante il decotto in terapia, son tre bicchieri al dì in stomaco digiuno, in più giorni fò così1

contrasta l'anemia, bronchiti e sinusite

Coliti pur diabete, diarree e congiuntivite avvolge contusioni, protegge da influenze Vince lo scorbuto, e digèstion sofferenze

1

decotto curativo: bollire un pugno di cicoria in mezzo litro di acqua. 3 bicchieri al dì per più giorni; depura e tonifica, ed è ottima la cicoria fresca condita in olio, limone e aglio crudo LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 207

depura l’organismo, intero inclusa pelle da tutte impurità, se tu sarai costante grazie attivazione, fegato e intestino tonifica insalando, lim'olio e cicorino
amara dea kiCore, mangio mi sorpende

escono gli acheni, disposti a forma sfera Tarassaco in cucina, è tutta commestibi e foglie fior radici, han depurativi offici il contenuto in calcio, effetto tonico hà erba buon mangime, almen 6 mesi età con gambo latte i porri, di bimbo curerò radici tosto al fuoco, per farle dure scure Le macino poi l’uso, alla caffettiera pure è un toni digestivo, e non ha la caffeina evita ogni insonnia, e diabete non invita mi cura raffreddore, persin tubercolosi Artriti e reumatismi, e renali calcolosi

rassoda pure seni, muscol che sottende suo latte purgativo, era sacro nell'Egitto con il Dente di leone, insalata allor farò
in orti diede orige, a lattuga con radicchio da marzo sin'ottobre, risemino lattughe ogni quindi giorni, lineari in piccin buche i semi copro fino, un millimetro di strato in solco pur cassetta, annaffio lor a lato in inverno aiuol rialzate, evitan ristagno apprezza tali cure, insalata senza danno

se l’uso a far decotto, forte allor insiste selvatica s'innalza, suo latte a seme arriva sblocca la vescica, pressioni normalizza con fega e cistifelle, e lor calcoli biliari previèn poi l’anemia, grazie ai minerali

lattuga a fuoco lento, è tisana sedativa

recido con la vanga, radic'oblunga tiene
ombro nell'estate, impedisco vad a seme al tarassaco d'estate, or divido la radice interro pezzi a fila, distàn venti centime1 in tarassaco potassio, è attivo alla radice perenne fa rosetta, s'intorno non c’è nulla altrimenti cresc'eretta, mangial a tappeto Lessato olio e limone, boccioli sott’aceto Profonde tien radici, raccolgon minerali a settembre ti darà, più alta tarassina sostàn medicinale, amara e radicante fà da stimolante, a radici d’altre piante stimol fioritura, in ambiente circostante inibisce pur l'altezza, de lè vicine piante foglie qual spinaci, è diuresi piscialetto

Galium aparine, è detto attaccamani Aiuta gli ureteri, depura sangue e vari bevi cald'infuso, a vescica infreddolita Ben ricco in vita C, antiscorbù confida Pamela l'ama fare, sciacqui gola bocca loziòn per alleviare, calor del sole botta nei brodi la consuma, diete ed ulteriori fusa con argilla, sfiamma suoi gonfiori Piccin frutti spinosi, essicco poi macino a dar una bevanda, uguale al caffettino Camilla beve infuso, per acne eliminare pianta innamorata, che latte sa cagliare mio Seba ti consiglio, un uso di borrago ha gusto di cetriolo, è a Taras rinomato Foglie lessa mischia, cicoria all'etruscana più semi di finocchi, per zuppa frantoiana2

più fegati dormienti, stimola portento sensibil è tarasso, a meteo condizioni

reagisce si conforma, in luogo situazioni
1

fior giall'oro suoi, schiude in primavera
dal greco Tárasso: guarire. boccioli sott’aceto come capperi, foglie giovani, crude o cotte in insalata. bolli alcune piantine, a cottura quasi ultimata, aggiungi 2 uova , versa su crostoni di pane raffermo o abbrusco con olio d'oliva. In campo è soffion vigoroso e nel compost sprigiona luce radiante simil quarzo silice; ama tutte le terre e riesce vegetar pur da pezzi del suo fittone. Quan fiorisce dà 5000 semi. Estirpa dopo pioggia e usa in pacciame a strati (5cm) ai piedi di ortaggi.

2

Taras: “foglie o cime di Borrago, colte tra ottobre e marzo, son gustose in risotti, insalate e mineste condite in olio lime. Setaccia come purè verde, ripiega con alici e mozzarella e scotta in acqua bollente salata. Ha calcio, potassio; sollecita ghiandole surrenali e il rilascio di adrenalina che, circolando, arreca forza, coraggio e buon umore nei malati.il Tè caldo di fiori e foglie fresche o secche, depura reni, vescica, sangue, pelle (eczemi, foruncoli, rosolia scarlattina), calma la tosse x poter sudorifero-emolliente delle foglie ed espettorante di fior

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Esalta il cavol verza, se li cucini assieme leggero lassativo, tien succo rinfrescante suoi petal in aceto, daràn turchin aroma L'effetto dell'aceto, i suoi duri peli doma uso pur boccioli, qual capper sotto aceto e succhio fiori dolci, in dialetto sucamelo la borra dal latino, è una ruvi stoffa lana allontan malinconia, in scuòl Salernitana Borragine introdotta, nel bicchier di vino calma pur miei nervi, è un tonico nervino e insonnia previene, poi cura depressioni risolve la gastrite, calmando le tensioni borrago tagliuzzata, lavata pian frullata è ghiaccio vegetale, in vasetti conservata Foglie fior su pelle, depuran da eruzione frullata con cicoria, o con dente di leone è in arabo abou rach, il padre del sudore efficaci nelle forme, reumatiche e infantili L’infuso calma tosse, stizzosa di bronchiti

buon erba parietaria, bollita in un decotto per coliche animali, a mucca bue bardotto la bestia disturbata, avea la pancia gonfia clistere steso a terra, l'aiuta ben lo sgonfia Ortica prende ferro, fà cumul stimolante piantaggine cipolla, contrastan urticante ha fior poco vistosi, l'aroma come fuoco è pianta ermafrodita, di terre con azoto ogni pelo ortica, è un elastica pompetta contien aci veleno, interior a vescichetta se foglie-gambo tocco, loro punta rompo veleno sprizza fuori, su pelle con affondo pur Erba vescica, ch'emerge dagli stagni con fiori giallo oro, al tarasso or similari

è priva di radici, ha sol le vescichette Foglie ortica cuoci, a far degli spinaci

così le pulci d'acqua, caccia da nutriente

assièm piretro e ortica, fà fragole felici
se vedi queste piante, è fertile quel posto ortica e parietaria, sambuco e chenopodio bardana e camomilla, ranuncolo e melissa malva ed artemisia, fan orto in apri-pista Bomarzo nepotara, allergie produce fino abbassa azotemia, e sfiamma l’intestino1 un mazzetto fò bollire, filtro a raffreddàr bev'ogni mattino, un bicchier a settimàn vetriola piscialetto, dirò che tien salnitro

pulcini con pollame, ne mangiano voraci sbollenta suoi germogli, metti in insalata L'infuso scioglie bene, muco e catarrata2

di luce e di calore, previene la carenza Esala l'etilente, matùr lei frutta acerba
se usata in fustigazio, allevia reumatismi nel nido d’oca in cova, accresce i calorini Previen la coccidiosi, la diarrea d'infante messa nel foraggio aumenta grasso latte Tannini e carotene, colora in giallo ferro ha nitrati di potassio, silici e calcio bello Acidofila è l'ortica, tu invitala ai frutteti buon antiparassita, dà ton ai cavol veri intensifica l'aroma, a salvia maggiorana 2 giorni a macerare, e innaffia regolare Un infuso di radici, se forte pur arresta varie emorragie, esterne come interne aci uri neutralizza, in uomini e animali cura l’emorroidi, e infiammazion renali

un sale utilizzato, nei màl dell’urinario

è usata a pulir fiaschi, dell’olio e i tini vini trita assiem immessa, manciata sassolini

1

Erba il cui polline è causa di allergie primaverili; ha intensa azione diuretica per l'alto nitrato di potassio, è emolliente (sfiamma il calore interno) e rinfrescante per la presenza di mucillagini, sostanze amare e tannini. È utile nei disturbi bronchiali, del fegato, dermatiti, ascessi, foruncoli e piaghe. Per bocca e gengive infiammate: 40 gocce di spirito vetriola e 30 gr di miele di rose. È detta vetriola poiché, mischiata a sassolini, è messa nei fiaschi (agitati energicamente), per portar via i sedimenti depositati all’interno.

2

I getti giovani, teneri e freschi, sono i migliori in cucina per fare frittate con cipolla o risotti burro e salvia. Il momento migliore per coglierli, con forbici e guanti, è a primavera dopo una pioggia. Disseccata è ottima per conigli. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 209

Bollite sue foglie, arrestan sanguinare

se metti su ferta, ciò subito san fare

poltiglia da frizioni, su malattie cutanee nel latte cura stipsi, emicrani e vomitare

Consolida maggiore, in Bi-12 gran ricca ne sfalcio un paio l'anno, e l'orto fertilizza fò bollire le sue foglie, riciclo il macerato cresce presso luogo, umic'ombreggiato

in infuso diluita, contro afidi e pidocchi1
combatte ogn'anemia, e caduta di capelli in piante ed animali, grazie all’urticante aiuta i pomodori, e l’aroma delle piante Malva april autunno, è cibo e medicina buona nella zuppa, emolliente digestiva radici dà Pamela, ai piccin da masticare durante dentizione, igien del cavo orale decotta in petal rosa, fomèn pulisce viso le foglie su punture, di vespe o scottature sfiamma mal di denti, che ben pulisce fino infiammazion di pelle, e calore d’intestino2 malva sfiamma bene, urinario e digerente assiem respiratorio, in proverbi è ricorrente l'anziani l’usan molto, a curare i mal di gola frèsca o secca al sole, in tisane di buon ora

detta aggiusta-ossa, ben aiuta schiena

erba che guarisce, emorroidi e ulcèra vera radici sue pestate, applicate com impiastri

s’usan su ferite, di guerre e var disastri4
Bardana giovan getti, lessati e poi conditi Radici pure mangio, quando ammorbiditi

alcun sue varietà, son molto saporite scoprile man mano, Emilia spiega ride

bardana spandi semi, al posto dell'aratro

cogli a primavera, quan grano hai seminato

autunno sperimenta, bardàn lavora grande radici nel profondo, gran foglie diserbante Agliaria cuoriforme, strizzat’emana d’aglio così può insaporire, insalate come i funghi la Saponaria schiuma, è usata per bucato di stoffe fatte a mano, o di tipo delicato

Plantago è centonerbi, foglia che pestata Ricinus communi, famìl dell'Euforbiace su piaghe su ferite, e punture l'ho applicata per bimbi è lassativo, sicuro ed efficace assieme camomilla, cresce la sua azione per croni costipazio, prendine cucchiaio 5 a lavar la parte infetta, senza esitazione di olio in una tazza, infuso zenzer sazio Plantago tien tannini, depur espettorante foruncoli infezioni, guarisce pelle grande è ipòglicemizzante, e buon cicatrizzante3 antipruriginosa, sfiamma l'occhi e glande
1

analgesica sostanza, a sciatica ed artrite sfiamma mal di schiena, radic'infusa fine mentre il pepe nero, e pepe di Cayenna eccitano il fuoco, delle membra interna Miristica fragranza, è la Noce moscata in latte con infusi, aromatica l'ho usata in perdite appetito, e dolori addominali diarrè con meteorismi, epati irregolari
4

2kg di ortica in 50 lt d’acqua, un palmo sopra la pianta per 3 settimane; dopo 24 ore usa, a irrorar piante diluito 1:10. Un decotto di ortica cura pelle grassa e asfittica, rende più lucidi i capelli, li rinforza e contrasta forfora e capelli grassi. 2 Decotto per sfiammare il calore intestinale e app. digestivo: fà bollire foglie di malva, aggiungi cucchiaio d'olio di oliva, lascia riposare una notte e bevi al mattino. Esso usa l’azione sinergica di mucillagini (decongestione), dei tannini (effetto antinfiammatorio) e le proprietà emollienti dell’olio di oliva. 3 Taras: “nonno imbottiva il canale dell’orecchio con radici grattuggiate di centonerbi. Dopo bollitur in latte è collutorio che sfiamma il cavo orale e il succo semplice è collirio per occhi arrossati e congiuntiviti (50 g. foglie in litro acqua) e per alleviare il mal di denti. Contiene aci.silicico, tannini e vit.C. il decotto tiene azione ipoglicemizzante, il bagno è antireumatico depurativo. È utile nelle patologie motorie: stanchezza, distorsioni e piaghe dei piedi, poiché da sempre, calpestata dai pellegrini. Semi di sue spighe cibo per canarini.

Capace a cicatrizzare (vulneraria), è usata a curare qualsiasi ferita riportata in battaglia. Ricca in potassio, è fertilizzante se fai macerare (1 mese) 150g di foglie in 1litro di acqua. 5 Taras ricorda che questo tonico neutralizza tossine, allevia gas intestinali e costipazione. Per costipazione di un neonato, la madre immerga il mignolo nell’olio di ricino e lasci che il bimbo lo succhi. nell'infuso decongestionante e antiartritico, s'usano i semi che hanno proprietà analgesica, sfiammatoria, purgativa, ed escretoria. Precauz: i semi son veleno mortale. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 210

Rilassa induce sonno, è oniri sedativa un pizzico per volta, i semi gratto fina Efficace è nel trattare, la debilitazione mancanza di controllo, sulla orinazione le 4 spezie indiane, assiem in infusione allevian tosse muco, e aiutan digestione corteccia di cannella, e chiodi di garofa zenzer cardamomo, a pizzichi tu dosa1 Zenzero il migliore, domestico rimedio

Dilata bene bronchi, Taras va spiegare rilassa il muscolare, ci aiuta a circolare fa un olio medicato, con calamo radice l'usa nei massaggi, e inalazion narice Lisa qui ci parla, dell'olio delle piante anima che verde, odora più fragrante uguale ai fer-ormoni, tiene proprietà Stimola l'olfatto, e l'uman sessualità l’olio memorizza, l'odore delle piogge balsamo di fiori, effluvio ch’è nei venti più mistici lo sanno, e spalmano d’olivo ungon ogni pena, con salvia rosmarino Scoprirono gli egizi, molti oli profumati ad ungere le statue, e i corpi degli amati ungono d’amore, l'artisti e massaggianti l'anziani ed ammalati, e giovani iniziandi

per problemi gola, tosse e il naso colo

azione penetrante, rizoma ha molte volte allevia mal di testa, in polver è più forte Nei sen paranasali, scioglie congestione tossine porta fuori, nel dar sudorazione fà il cibo più leggero, e più facil digerire smuovendo l'intestini, li aiuta a ripulire i Chiodi di garofà, han olio antidolore attenua mal di denti, in batuffolo cotone in gocce di fomenti, per tosse secco fiato con zenzero alleato, l'inalo e spurgo naso aroma di Curcuma, amàr un pò pungente il proteco digerisce, depura è antibattere

olio è insetticida, oppure un fungicida
per malattie di corpi, malesseri che sfida 3 gocce ogni mattina, a zon interne polso son zone della gioia, le stimoli ogni giorno ansia con paura, tra seni e attacco braccia

la pasta di rizoma, sfiamma contusioni Sfiamma le tonsille, l'acqua d'infusioni
l'Acòro calamùs, piccante e penetrante infuso espettorante, emetico importante polvere da fiuto, assunta ugual tabacco allevia congestione, del sinusal reparto
1

prima andar a letto, ungi poi massaggia assieme la caviglia, tarso e terzo occhio

per immaginazione, puoi ungere ginocchio

attorno all’ombelico, friziona contratture
sblocchi le tensioni, sessuali e indigestione maneggi la tristezza, tra gomital pieghette se gomiti massaggi, a toglier requietezze

La corteccia di Cinnamomum zeylanicum (lauracee) ha virtù carminativa, stimolante, analgesica; riduce i disordini vata e kapha, stimola fuoco digestivo e la sudorazione (diaforetica), agisce sul circolatorio, digestivo, respiratorio, urinario. I semi di Elettaria cardamomus (zingiberacee), agiscon su nervoso, circolatorio, digestivo, respiratorio e riducono gas intestinali. Precauz.: pitta elevato, perdite di sangue e ulcera. Zingiber (chiang), è cardiotonico, espettorante dei bronchi, adatto a nausea e dispepsia (mastica radici fresche avan pasti). Miele e chiodo di garofano masticati (fiori essiccati di caryophyllus aromaticus), mitigan la tosse secca. Tal fiore è piccante, crea bruciante sensazione sulla lingua, è afrodisiaco, analgesico, carminativo, espettorante di naso e paranasi; stimola urinario, riproduttivo, digestivo, respiratorio. Prec: infiam.ipertensione

Zona attorno ai reni, presiede relazioni

quella sotto nuca, la psiche più profonda Massaggio ai legamenti, libera ogni gioia rende più spigliati, e allontana pur la noia

se stimoli con piuma, le zone della pelle riporti alla coscienza, più fatti sottopelle potenzia l’efficacia, con olio e color luci
così che quando dormi, sogni tu produci

il sogno è libertà, istintiva d'individuo che Libera tensioni, emotive sotterrate Se sopprimi i sogni, tu alteri emozioni la psiche si riduce, in gravi condizioni
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quando sogni molto, ha psiche salutare riesci a raccontare, gli adatti a te curare sognare cambia vizi, e abitudini malsane col tempo tornerai, gradual a raccontare massaggi zon'anale, dà sogni d’apertura centro gluteo destro, è presa di coscienza la rotula massaggio, dà stimolo ad osare

Siede presso yogi, che con lei convive poi divora l'uomo, sen limiti ha l'amore scioglie ogni parola, e inizia turbinare Dakini di Naropa, inizi a rimembrare

rifuggi la prigione, della separazione

far un passo avanti, e scopi realizzare sappi camomilla, calma i nervi scossi
L’olio di Damiana, attiva i i nervi morti nervoso stimolante, insonne esagerare è un antidepressivo, e tonico sessuale poi l'arancio amaro, calma la tensione negli stati d’ansia, mangia a colazione Sandalo profumo, è un antidepressivo var oli essenziali, han effetto sedativo se l'olio dell’incenso, facilita il respiro Olibano chiamato, boswellia latte fino resin ricavata, da tacche del beduino

errore puoi evitare, distinguerti da altri tutti siamo Buddha, realizza sua natura ritorna originario, spontanea festa pura cessan proiezioni, in conoscimen del Sé scopri che noi siàm, quello che cerchiam dirigi verso un fine, segui Hamsa Sohàm mantra che vuol dire, Io son Shiva qua! Spazio è vuoto ego, è solitar pensiero cerchi amar violetto, fine di commento Aria è moto sesso, impaziente attività ovale verdefumo, e astringèn sapidità Fuoco è testa calda, collera e travaglio rosso triangol su, piccante amaro d’aglio Acqua attaccamento, incontri mezzaluna Bianco eppur salato, fresco e pace pura più vecchie fobie, qui perdon corrente E i nirvanici stati, dan pace alla mente meditare è imparare, scoprir esplorare mi aggiunge l'Emilia, i carciofi trovare! voi dite non ho nulla, eppur ho le parole gioco io con esse, ugual le piante e fiore ghirlando più discorsi, don a voi presenti sapore loro senso, ci rend'ancor coscienti vennero dal guru, mercante e contadino desideran 1 mantra, ciascun ricev'alfino

è simile al copàl, l'amazzone cugino e Lisa fa sedere, su morbidi cuscini
fluisce col respiro, percorre kundalini schiena nuca e collo, zone fan dolore vedi tuoi pensieri, salire fin al cuore Liber pensiero, nel cuor beato resta i cicli samsara, son forme coscienza smetti legarti, al futuro e ogni cosa spontaneo gioisci, pensiero si posa Diventi di-vino, che fa e percepisce desidèr d'assoluto, ogn’altro svanisce così la fremente, s’attiva e sorprende divenire si ferma, pensiero s’arrende lo sposo cerca sposa, fuori della casa sebben lei sia dentro, nud'immacolata essa è l’uni Sé, e nessun meditazione oggetto la può far, di concentrazione difetti e qualità, si toccano accordate ciò che fù dal cuore, in esso vi ricade smetti andar venire, scopri la giocosa Smetti separare, e godi inter signora

un piccolo fagiolo, e il guru rassicura

parto per 1 viaggio, cercat'averne cura Chi l’avrà perduto, nulla in cambio avrà Mercante suo fagiolo, volge in seta pura lo serba attentamente, in scatola piccina l'altro pensa al tempo, decide la piantina Presto crebbe pianta, giovane eccellente al tempo del raccolto, il contadin ottenne una manciata intera, fagioli da quel seme Pianta ancora pianta, coglie nuovo seme
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Guru a quarto anno, torna da suo viaggio Lo cercano i due alunni, pien di riverenza Mercante apre fagotto, fagiolo rinsecchito Verme l’ha mangiato, sta guscio scolorito Al contadino il guru, chiede il suo fagiolo questi gli risponde, esso è troppo grande sta nel magazzino, colmo che ti attende Mantra è tale seme, cresce si protende “Pratica ogni giorno, mio Seba ricavrai

Zen è samadhi, mente di ogni giorno chiar e pur presente, nulla far attorno resto nei silenzi, nessun concetto sorge vedo nel presente, e intero tutto scorre Bodhidharma Ch'an, Daruma dello Zen insegnò permacultura, senza fare nièn siede fronte muro, samadi contemplàn Zazen per nov'anni, col tè va risvegliàr Io non sono ego, ne spirito e intelletto non sono i 5 prana, nemmeno i 7 venti non son i cinque sensi, oppur i 5 Tattva neanche la coscienza, io sono Cidananda nessuna avidità, con rabbia od ignoranza In me non è nessuna, duale dipendenza non sono vesti-pelli, oppur i fasci karma Sivoham io sono, io son la Therabanza1

il lavor con i talenti, che ricevuto hai

rivoluzion nell'orto, produce una matita scrive pur cancella, la semina o la sfida Giro fra l'ortaggi, raccolgo l'impressioni

matita le collega, in diverse soluzioni
grammatica dell'orto, sia consociazioni unir parole e suoni, è simil piante-fiori E comunico qualcosa, sapor significato cresce la coscienza, dell'interiore stato tra il lavoro calmo, lento od istantaneo scopro quel pesante, inutile od invano Mente quan s’incazza, alza più energia L'ostacolo diventa, d'arduo zappar via la via migliore è, cantar ed annacquar arrendersi cosciente, a istante turbinar

peccato pur virtù, benessere o dolore
nessuna madre o padre, pur la divisione né guru né discenti, amici oppur parenti

sono il Chidananda, liber da correnti
Per percepire il qi, e dirigerlo nel corpo imparo aver coscienza, di mental riposo zone del miocorpo, che chiedono la cura distendi col pensiero, qi va lì in puntura Qi è soffio di gas, non vedo ma lo sento entra nel mio corpo, forma la mia psiche respiro-mente-corpo, 1 sol manifestazio

Come le zanzare, che pungon ostinate se gratti poi rigratti, male tuo peggiora se arrendi a lor fastidio, svanirà da solo Seba accetta tutto, scopri gran consòlo Affronto io problemi, là nel carpe diem Risolvere conflitti, è la realtà d’ognuno Notte nuda ed aspra, il brivido su pelle accanto al focolare, bimbo si riprende Già i primi taoisti, meditan col corpo Coltivan la salute, e lor spirito riposo scrollan come orsi, stiran com’uccelli a prolungar la vita, lasciano gli orpelli quan faccio nell'orto, num movimenti

coltivo mia energia, con l’identificazio
in Cina il qi possiede, molteplici varianti trasformano l’un l’altra, cicliche mutanti qigong medicina, non tiene scuole o stili sfrutta menti calme, scioltezza di respiri

all'alba io sento, ispiranti momenti

1

ugual sangue linfa, blocca od eccede il qi non è fermo, ma circola insieme

Emilia: “Con la meditazione sul pensiero, “io sono il Satchidananda Atma”, ci si può trasferire nel Nirvikalpa samadhi dove la meta è moksha, liberazione cosciente. Ciascuno raggiungerà moksha sotto la guida corretta del Satguru (Tago), è un naturale processo di sviluppo scritto nel nostro dna o destino. Assorbi (qingqi) ed espelli (zhuoqi) aria

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Pensiero formulato, alleno e custodisco1 il respiro fò gentile, in addome lo fruisco fluidifica mio sangue, assieme calda cute sequenze di figure, traccia in scene mute durezza e morbidezza, global particolare pieno assiem a vuoto, tutto fà il qigong

coltiva il tuo corpo, la bocca e la mente coltiva il non pensare, e non interferire col meccanismo num che sà progredire e là in permacultura, Emìl và traferire Emilia è nel bosco, il bosco è in Emilia

s'incrocian destini, e s'aiutan la vita

e ad attivare il num, io coltivo l'orto

cresce fà cosciente, luce nel mio corpo Kinaciau c'insegna, due piè divaricati in eretta posizione, con naturale stasi coppa d'ombelico, 2 dita sotto appare è gebesi manipura, è tutti canali apre corpo d’ondeggiar, volendo non cercàr mantieni l'esercizi, sciogli polsi e màn pur i num fermenti, astien dal terminar rilassa fianchi e giunti, gong continuerà fà pur movimenti, in ritmo e dolcemente muovi man su-giù, e braccia lentamente Sèn fretta fai preciso, gusta sottilmente canta pure nomi, darà tranquilla-mente2 i miti d’immortali, descrivon tal portenti può provocar più forme, lavori differenti inizia il movimento, voi state coltivando accade circolazione, dell’energia vascello durante osservazione, schiena fà leggera il petto più pesante, o viceversa in scena quan corpo è tutt’aperto, ti senti lievitare san vecchi contenere, voglie di mostrare
1

fra querce e fra seni, il q fluisce e cade io sono nel bosco, e bosco entro accade continuo apro e chiudo, vuoto e riempio mio corpo è vitale, è bosco mio tempio nel bosco che tace, mio qi danz'effetto io son il percorso, soggetto ed oggetto Mi sento una cicogna, e piano sò volare Natur ch’esiste già, non cerca di forzare bosco pur continua, forma va e procede osservo dentro me, ciò che lui concede Centotto movimenti, tutti in una forma pur centotto forme, un solo movimento Quante figur sarò, quante forme sono Prima di scoprir, che tutto già lo sono? Bosco ha testa cielo, i piedi pur interra guarda fluisce danza, espira con la terra cercarmi è illusione, trovarmi è illusione mai mi son perduta, son sua sensazione e danza del num, m’è guru e compagna chiave per aprire, una porta dentro me che tende richiuder, ma un dì ricorderò che porta non esiste, e vane scuol sòn l'Essere non esser, coincidon tu per tu dove andar venire, non c’è ne io ne tu Kundalini che sale, shaktipat discende ecco fuori e dentro, l'onde della mente Quattro fasi sono, i quattro tipi d’onde emesse da cervello, beta tempo veglia armoniche son alfa, teta son profonde delta profondissi, infin tutto confonde mignolo è la Terra, muladhara ed ano letame nel composto, và sorbito piano L’Acqua è l’anulare, son reni e genitali Fuoco è nel gebesi, nei digestori piani
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Yisou è la formulazione di un pensiero e la sua insistenza al fin di mantener attiva sol la zona della corteccia che riguarda quel punto del corpo; ciò induce il resto corteccia a entrar in riposo vitalizzante (rujing). Nella corteccia in quiete crescon onde alfa e la mente va in stato di rilassata vigilanza. Lisa
2

“Nel fare l’esercizio con mente tranquilla, potreste vedere qualsiasi imago scena, non distraete e procedete. Quando la Gran Circolazione è completamente aperta, porta un tipo di percezione del flusso del num simile al Vascello sul Fiume; graduale diventa più denso e foggia un laser che gira perenne. Tale palla può spostare il qi all’interno del corpo: il qi del cuore agli intestini, il qi del fegato può andare nello stomaco e così via. quando tal fascia d’energia viene spinta fuori dal corpo, diventa forza di telecinesi e spostare oggetti, misurati alla grandezza del gong coltivato (es. megaliti). È più facile che tali capacità si manifestino in persone capaci di controllar la rabbia, l'agonismo e l'esibizionismo.” Kinaciau

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Indice è ciel Aria, polmoni ed anahata Ossigen respirazio, il pollice è lo spazio è l’Eter vibrazione, scintilla del metallo Gola fa vishudda, un verbo d’erme fallo produce terra legna, rilascia calor fuoco l'Aria sposa fuoco, in un combusto gioco e 1 Etere scintilla, è vibrazion coscienza accende legni cuori, lampi della scienza Fuoco è digestione, acqua riproduzione Aria è respirazione, assiem circolazione Terra evacuazione, così alimentazione Eter percezione, magneto mediazione Lisa qua suo Yoga, narra in 8 aspetti a viver la pienezza, fluire senz’intoppi ridur complessità, semplice essenziale divido io col bosco, l’amor esistenziale fò nel bosco asana, num posture corpo a lungo trattenute, e mente di supporto segue pranayama, coscienza di sospiro dirigo il vital soffio, nei ritmi del respiro s'espande la mente, distacca distrazioni consegue pratyahara, moti osservazioni gradino successivo, dharan meditazione osservo miei pensieri, appaio spettatore pian piano la coscienza, palesa il vero sé trascende l'ego mente, e appagasi da sé immutabile ti scopri, mezzo a moti interi Purga intero corpo, assieme coi pensieri se viaggiatore giunge, a meta del satori ostacolo scompare, in samadi mille fiori se Sabikalpa tipo, ancòr poco distingue là nel Nirvikalpa, distinzione s’estingue1 Intelletto c’imprigiona, in un solo tempo diretta n’è esperienza, deja vù contempo Gerarchico conflitto, impose il monopolio Contro misticismo, dimentica il chi sono

è natur dell'uomo, l'onnipresenza in Sé2 esplode stella in alto, umana mente trèm mistica esperienza, immerge fuori tempo Psiche non conosce, barrier al firmamento da culla fin a tomba son cosmica memoria stadi in corp’umano, museo viven di storia fra tempo eternità, Sé fu il punto incontro informazion del cosmo, vivon ogni corpo Trascendenza d'ego, è pathos doloroso memore d'infanzia, e traumi sen riposo genera da incontro, geni con ambiente che stimola o inibisce, forza lor latente io faccio qui la danza, benesser cinestè Ruoto vari archè, trovar sciaman in me Parlano gli archè, al mio interior disagio la frenesia segnala, l'atto del passaggio vien desider di vita, da psiche cellulare Fuori dal cosciente, graduale pure sale perder desiderio, mi porta depressione Il desider di vita, è salute mia interiore

2

1

“Il Samadhi come trance dura per un pò, molti swami toccati o disturbati, rivelano di svegliarsi come da un sogno.” Lisa

Nel cammino umano, i cervelli passan la linea evolutiva: strisciar su pancia come serpenti, 4 zampe come cuccioli, etc. Fatti ed oggetti son accadimenti vibratori. La cellula codifica i dati necessari a riprodurre l'intero corpo, così ogni mente riassume tutti gli eventi cosmici. Il tempo è l'immagine che si muove dell'eternità (Platone) per cui eventi eterni risuonano nelle nostre menti vincolate al tempo. attraversando la soglia, vigilata da colpa e vergogna, fin nel teatro della personalità, troviam tanti ruoli proibiti e repressi: l'assassino, il playboy, la vittima, il santo, ecc. oltre, inizian le dimensioni del Sé.

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.7 luglio, Seba:

se la luce acceca, e regna il silenzio Pan percepisci, mistero in presenza Dio vita agreste, pomeridiano riposo tremolar dell’aria, nell’afa sen moto Manti religiosa, signora incontrasta dopo mietitura, di stoppie di granaglie è forma congeniale, al culto di antenati assieme cavallette, annuncia temporali pronunci suo nome, prudente sottovoce fragore del tuono, impaurisce i bambini è nonno che bussa, o sciacqua la botte spacca gran legna, o nocciòle fa rotte ecco mese luglio, buono per campeggio osservo le creature, mentre vò passeggio insetti ed animali, d'aria d'acqua e terra Piante pien di sole, e funghi sottoterra Mantide è il fungo, è un vortice d’aria schiusa madonna, in papà rosolaccio Buco befana, che trema aria sbornia Cavallo di streghe, o gnomo sen noia il gatto maone, è il gatto mammone Uomo rustico lupo, è primo selvaggio Nonno lombrico, è pur fungo porcino processionar pelosa, mamma del pino Fuor di saggezza, o amor conoscenza mistica guida, immediata esperienza è semplicità, mia madre a ogni bene invoco in presenza, in pace mi tiene Con labbra con cuore, e intelligenza vado a cantar, la calda sua essenza cresce il bisogno, di viverle accanto e scorre perpetua, ovunqe m'incanto e imparo preghiera, nel libro di Tago guida essen-ziale, a un mondo rinato

qui giro pellegrino, posto dopo posto

traverso la campagna, giro pur il bosco tengo pane secco, su spalle una bisacca nel camiciotto libro, di Terabuti e basta

canto senza posa, in spirito dovunque
sfrutto l'occasione, cammino ascolto pur attraverso le avventure, gioia senza fine Cuor va traboccare, stupore senza fine Canzone perpetua, è sforzo incessante di spirito umano, al Sé suo insegnante e incontro eremita, nel sé cuore desto così quando dormo, risento suo verso Foglie d'alchemilla, sui prati e su siepi

assorbono quindici, e traspirano dieci

e le gocce d'eccesso, raccolgon su foglia al mattino laghetto, tiene acqua spoglia metto ram betulla, in plastico sacchetto l'acqua si raccoglie, tramite il condenso d'estate pianta cede, fino quattrocento litri acqua al giorno, radici son portento e balla la vecchia, pioggia a ciel sereno s'accade a primavera, Taras dice vero

solo e in silenzio, vado e cammino
oppur resto assiso, in dolce respiro Guardo un imago, nell’intimo cuore metto pensiero, da fuori a interiore respiro cantando, Jesù Siva Krishna fa che mia mente, in tè sol appiglia

rotolarsi a terra, guadagna benefici Balla la vecchia, nei meriggi estivi

ripeti paziente, sad-guru m'insegna sto nel capanno, e all’orto m'ingegna all'inizio và liscio, poi vien pesantezza il sonno mi vuole, total mia coscienza
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si abbatton pensieri, qual nubi su me è lotta che porta, oscuràr mondo intèr ogni ego poi teme, preghiera del cuore sadguru mi sprona, trascendere umore invoco Shirdi Sai, in canto di passaggio torno alla capanna, 2 giorni di rodaggio va facile e leggera, e senza costrizione or seguito a cantar, senza distrazione Là nella capanna, seguo un istruzione recito ogni giorno, sen preoccupazione fermo sento vuoto, riprendo son felice se qualcuno incontro, posso bene dire L’impegno a recitare, ben si stabilizza l’indomani alfine, la bocca anestetizza Pollice che sgrana, rosari di rudraksa il gomito col braccio, tutto mi riscalda delizia vò sentire, che m’incita seguire Gioia in cinque giorni, sale a non finire l'effetto naturale, prodotto da esercizio dopo prima spinta, ruota ch'è uno sfizio ungi il meccanismo, dando nuove spinte se vuoi che movimento, duri senza fine Dio è amico d’umani, tal facoltà ti dota Sadguru mi rivela, in te samsara ruota grado perfezione, di gioia e rapimento Signor vuol rivelarti, Lisa fa commento Purifica la mente, orando tutto tempo semplice di cuore, invoca sii contento Passai tutta l’estate, recitar sen posa sereno con letizia, sognavo pur la cosa placate distrazioni, raccolsi frutti d'orto Ripresi vita errante, il canto era risorto Or sento un altro mondo, sen difficoltà Cuore va in calore, non stanco a recitar Mia piccola capanna, par essere palazzo Orar divino nome, toglie ogn'imbarazzo mi sento recitare, pur con molto freddo se gelo mi colpisce, aumento concetrazio Mi sento allora caldo, amato e confortato se fame fà insistente, canto più d’afflato

Mio spirito divenne, semplice essenziale preoccupa più nulla, e nulla mi trattiene sentivo sol bisogno, di recitar sen posa divento un ubriaco, allegro della sposa L'umano cacciatore, caccia per bisogno per nutrire il corpo, e l'anima del sogno divent'allevatore, sempre in sussistenza uccide e dà la morte, caccia in efficienza la nascita la morte, vede qual passaggio di totem antenati, numi e luce in viaggio la pianta fa lo stesso, fotoni immagazzina il calore che rilascia, da sera alla mattina Nascita con morte, le donne sanno dare a crear e mantenere, una vita a cucinare insegnan arte caccia, assieme la raccolta uomo impara bene, il bottino poi riporta osservo al Therabuti, bestiole con insetti creature affascinanti, di là dei loro effetti tra prede e predatori, secondo loro fogge annuncian pur cambi, arrivi delle piogge

In buche per i pali, cadono più insetti
incapaci arrampicarsi, trappole tormenti insetti e toporagni, vermi e rospi e rane

oppur piccin uccelli, incapaci di volare
Un ragno predatore, corre sopra l'acqua in appiattite zampe, a galla non annaqua ora vuol cacciare, e immergesi sott'acqua zampette in verticale, trafòr pellicol'acqua Ragno nero invece, inverno và allo stagno và nelle conchiglie, galleggia di guadagno la dose d'aria immette, in tela a fare bolla poggia sopra l'acqua, fa vita nell'ampolla fuori granchi d’acqua, prima di tempesta e i topolin con zampe, rivoltan loro nido all’apparir dei segni, del pluviòn foriero un posto per dormire, tengon desiderio1

1

i topi dallo stridulo squittìo, se forieri del bel tempo, saltan come ballerini, mentre se corrono, s’avvicina la pioggia; se i topini di campagna entrano in case, vien freddo o maltempo. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 217

Lucertole in un prato, restano per anni in tane ben nacoste, da talpe topi e danni ha riflessi più veloci, dei nostri movimenti presa la sua coda, ricresce in brevi tempi Lucertola ha la gola, gonfia poi si sgonfia si ferma se s’accorge, d’essere osservata l'abituo sen paura, mangiare da mia mano i bachi di farina, leccornia e miele amato mangia le zanzare, ragni bruchi mosche crisalidi farfalle, e l'acqua lecca a gocce mosche nei paraggi, puliscono zampette per evitar finire, tra sue fulminee strette emette feromoni, a trovar la via di casa la lingua biforcuta, nemici e amici annusa calor della mia mano, assorbe è ravvivata tra muschi e formicai, nasconde la covata il cugin Camaleonte, sta nel mio terrario muta il suo colore, muove molto gli occhi e adatta sua livrea, a quella dell'ambiente dal clima ed emozioni, mutamen dipende Palpebra protegge, a squame sagomate dita par tenaglia, la coda aggrappa rami Tiene lingua lunga, punte più ingrossate Con cellule viscose, per prede catturate Và nel sottobosco, su alberi e cespugli in aridi terreni, con pover flora a terra con lenti movimenti, sposta circospetto dondola avan dietro, per essere mimeto

robusto hà l'appetito, specie avanti cova inzia cercar cibo, s’apposta nell'agguato d’artropodi e locuste, vermi e millepiedi la lingua mir precisa, fulminea tu la vedi cattura molte vespe, l’afferra per il capo recide con il morso, scansa il pungiglione divora nella fine, quando uccisa è preda i camaleon pù grandi, ampliano la dieta

dai sauri piccolini, fino ai giovan topi bevon la rugiada, raccolta sulle foglie depongono le uova, guscio pergamena i piccoli fan caccia, d’insetti senza lena
Mosche io allevavo, in barattoli di frutta tappati con ovatta, le invitan senza fretta da uova escono larve, si mutan in crisali son cibo rinomato, per sauri dei terrari depositan le mosche, germi di creature batteri entro l'agàr, colonie fan mature mosca un po' annegata, rianimo col sale che toglie umidità, e respiro nuovo sale vedo mosca morta, bianca ed incipriata dà un fungo micelio, uccisa và mangiata femmina è più grande, sverna nelle case e miliardi figli e figlie, genera in estate1

Curan le formiche, crisalidi con larve
espongono tal uova, al sole a riscaldare la notte le riparan, da freddo e umidità

Formica alleva insetti, allevatrice fà

In caso di minaccia, si fà cader a terra Con organi olfattivi, posti sulle antenne inizia spostamenti, legato a un territorio ritrovano la strada, assiem le consorelle

fedele suo cespuglio, difende dai compagni rimagono confuse, se mett'odor estraneo mimetico si orienta, leccando rami assaggi trasportan bruchi semi, e egni al formicaio ricerca nel mattino, un punto per scaldarsi sempre stesso luogo, in ritmo giornaliero spingesi strisciando, a estremità dei rami per assorbir calore, col fianco ai rà solari Rigonfia fortemente, quando s'è irritato o in competizione, disegni avrà mutato colore giorno notte, modifica in chiarore Femmina a far uova, vivace avrà colore
1

guardaboschi aumenta, le case di formiche piccin rosse dei boschi, d'alberi più amiche Li liberan da insetti, nocivi in largo raggio le attiro con il miele, là sul ceppo marcio

tal fungo, ogni autunno, fa strage di sciami di mosche nati in estate da una sola femmina che ha svernato nelle case.

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formicai son posti, a sud di varie piante protetti dalle pioggie, ricavano più sole da cupola coperti, di terra rami secchi aghi pino e muschio, a dàr raggi diretti

orazion del cuore, è spontanea duratura il puro cuore vede, la devozion struttura è vision della realtà, a mezzo di theòria1 Bimbo che contempla, l’innocenza viva la vision dei sensi, vede oggetti esterni Forme con colori, profumi e sensazioni Visione della mente, va più profondità Negli uomini i talenti, scopre in verità ogni cosa danza, assieme e dentro lui Terra appare verbo, e tutto ciò che fui bello suo discorso, e tutto ciò che vola sviluppa ed capace, sentir la sua parola Caterin dà Siena, assiem Pan Francesco ride con Raseno, traduce ogni commento in fior vide bellezza, di anima che s’apre toglie suoi giudizi, non vuole contagiare “mistica ascensione, è la salita al monte inizi da pianura, con tuoni lampi trombe senti la potenza, ch’è inizio di saggezza Timore del divino, fuor d'ogni tristezza Sali progressivo, ogni giorno impari più nuova aspetto Pan, acquisti sempre più rinunci l’accademia, desideri più ardente ricerchi ora nel buio, nell'estasi corrente nel rapimento al cuore, prestò so trovàr l’amato multiforme, Krishna Zambi Allah l’uomo divien grande, tramite suo amore scopre immensità, in oggetti ogni colore Più afidi su pianta, Emil mi va spiegare che indican squilibrio, di tipo alimentare scoraggia bere linfa, le rute piant'amare pianto attorno a fusto, radici contagiare

formicai profondi, tanto quan l'altezza

aiutan l'areazione, di gallerie ed ebbrezza le strade ch'escon fuori, in tutte direzioni vanno fin nel bosco, assieme ai lor odori avvicino al formicaio, campanula violetta vi spruzzan l'operaie, aci formico a difesa il fiòr diventa rosso, nel punto cui è colpito è chimica reazione, che leggo sul mio dito se colgon le formiche più semi di violette spiluccan verso casa, fan seme rimanente germogliano le piante, là su quei percorsi e m'indican la via, battuta dai simbionti un formicaleone, fa buche nella sabbia trappola d'imbuto, formica che vi passa sua larva predatrice, gli spara granellini formica cade inerme, finisce a pezzettini

Formica senza l'ali, sarà cinipe vespa

fora più germogli, ghiacciati della quercia a primaver germogli, saràn galle fungose palle ed escrescenze, di larve lor signore le foglie di mia quercia, ospitan più galle camere di cova, di vespa a bianche larve quella si trasforma, in crisalide autunnale
d'inverno n'esce vespa, lucente ner'appare

Un Terabi pellegrino, cerca una risposta alla question’antica, pregare senza posa po l'anzian Raseno, guru padre e amico consiglia d’iniziare, l'invocazion continuo graduale il pellegrino, aumenta ripetizio Tremil fino 6000, fin dodemila al giorno Poi non conta più, le labbra van da sole senza sforzo ormai, pur nel sonno l'ode dopo vario tempo, da labbra trasferisce a lingua ridiscende, a cuore e nel respiro il pellegrin s’accorge, che la sua canzone ai battiti del cuore, uniforma sensazione

e 1 adesì cintura, sugli alberi da frutta
ostacola formiche, portar in cima ai rami le femmine di afìdi, che fondan le colonie Piretro casi estremi, è insetti scaccia noie acqua cotta di patate, su piante nebulizzo oppure un macerato, di aromi vario sfizio su piante bassa taglia, impiego spargisale con ceneri oppur talco, asfissìa disidratare
1

Theòria è sforzo continuo di veder la divina realtà in tutto.

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insetti uova e larve, se copri asfissieranno spruzza fronde verdi, e micosi calmeranno Francesco non orava, divenne l’orazione se pianto pur assenzio, funge da richiamo Il cuore suo pregava, Raseno dice ore In pace sen fatica, fa orazio giaculazio coccinelle amiche, fan gli afidi lontano Vive nel divino, fuor di tempo-spazio2

L'ortica pur aiuta, presenza coccinelle

se c'è ci sono loro, io pianto qualche fila

su rosa su carciofo, incontro loro larve

divorano gli afidi, osservo a lente grande e divor la coccinella, gli afìdi zuccherini allevati da formiche, in piante d'orti offici non si fa scacciare, neppur dalle formiche Colgo oppur allevo, l'amica delle amiche allevai le coccinelle, nel recipiente vetro da larve grigio-viola, a punti neri e gialli tappo a fori d'aria, un ramo per la muta nutro con zolletta, di zuccher imbevuta Coccìne a 7 punti, fermano a mezz’aria se mutamento clima, senton’imminente Libellula se piove, vola a pelo d’acqua

oh Pan del cielo e terra, io Ti benedico Tieni tali cose, nascoste ai più sapienti Ai piccoli tuoi amanti, le doni in carità Riveli il gran mistero, dentro umanità Pupilla dell'occhio, è specchio di cuore Porta in due mondi, esterno e interiore accade per mezzo, dell’interiore suono il cuore fa elevazio, è facoltà dell’uomo costante disposizio, della persòn vivente Dio servito amato, col corpo con la mente Sentito con il cuore, di fronte d'ogni cosa visto qual trasceso, è amato come sposa se col cuore agisci, segui tu un cammino

mentre se s’innalza, clima bello s'alza
libellula larvetta, ha maschera da presa con cui cattura preda, è rapida l'impresa d'estate sta sul gambo, al fine di mutare

il cuore te lo detta, in ispirazion divino quand’è purficato, il cielo blu fa entrar
lascia fuor tormento, che cerca di turbar

Libellula fuoriesce, e le ali fà indurare

Non dare consenso, a ciò che fa tormento disturbanti idee, non entran sen permesso a tali idee non dare, lo spazio a conversar Pensieri suggeriti, che chiedono adottar In ogni tempo luogo, a lor esposti siam un angelo alla porta, in cuor posizionam Che vigila con spada, di fuoco per librar L'anima tua bella, che vita vuol cantar Le spade sono hinari, suoni nella testa serbati alla memoria, nel danzar a festa scacciano i pensieri, grazie ad invocazio demoni e paure, fuggon dal suo spazio Il cuore non turbato, sente voci dentro Fuge Tace Quiesce, pur Esichia intento ideale anacoreta, sentir divin presenza In luogo ritirato, di mistica esperienza

Sentono l'insetti, più cambi di pressione1

mi pizzica la pulce, se muta situazione

zanzara fa insistente, pioggia consistente volano alti sciami, se il cielo blu si stende zanzar non s'avvicina, candele lampe d'oli il petrolio le dirotta, da odor di lor bottino così mazzetti posti, sia ad interno esterno freschi oppure secchi, lavanda e citronello su due piante prati, fiorcuculo e cardame ritrovo grumi schiuma, saliva bianca pare la larva di cicala, spumosa ha creato nido linfa dello stelo, ha enzimato a palloncino
1

A volte sciami d'insetti incappano in correnti improvvise, milioni di coccinelle sospinte in mari aperti e 2 riportate dalle onde, finiscono sulla battigia, le puoi gli anacoreti egiziani hanno inventato le giaculatorie, salvare con acqua dolce e zucchero. Il coleottero cervo orazioni di bontà, brevi e semplici che ripetute spesso, volante (lucanus cervus ) se insolito vola ronzando al creano stabile disposizione, sincronizzando coi battiti del crepuscolo, annuncia cambio clima. cuore. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 220

dice Antonio grande, resta nella cella non attardarti fuori, il cuore custodisci Pellegrin tu sia, estraneo in ogni luogo Vivi xenitèia, ch'è estraneità di fuoco Buon combattimento, è fare xenitèia Esilio volontario, da là mondana sfera Emigra pur da solo, nudo come atleta Spogliati di patria, razza e parentela Taci ogni parola, e resta solo ardore Imita il deserto, nel puro testimone silenzio suo Yawèh, la realtà confuti quan riconoscerete, sarete conosciuti Cantano salmodie, Terabai in deserto ogni giorno un canto, vivono nel petto cantano al Gesù, Krishna Siva o Sakti Calmano graduali, pensieri vari assalti è orazion mentale, rapporto d’amicizia con colui che v'ama, e parla con letizia capite le risposte, alle domande vostre Parla pur nei sogni, piante eventi poste Tienilo presente, ovunque tu errabondi tendi alla tua méta, alfine lo reincontri chedi esser amato, nel rapporto a solo hinari e pur sonagli, nell'orazion consolo Acqua mare e monti, ricordano Creatore Ti servano da libri, ti ti scuotano ulteriore L'avrete dappertutto, aiuta ogni travaglio Amico amante e pur, antenà compagno Abita nel cuore, Lui che crea ogni moto Cerca contentarlo, sin con ogni mezzo Stagli sempre accanto, Teresa dice fà Egli Ti vedrà, e giammai Ti mancherà cant'ammirazione, amalo ai suoi piedi ripetigli che è bello, perfetto senza veli amabil ed amato, tuo cuore traboccante ripetigli che l’ami, accarezzalo costante Vanità di vita, m’avea bendati gli occhi s'avessi inteso che, in me abitava un Re solo or non lo lascio, lo curo avanti tutto è ospite regale, e tutta in lui mi struggo

dice San Isidro, di legger nei linguaggi impar meditar, più semplici passaggi rumina canzone, là incessantemente Libero ti senti, nel cuor serenamente Recita tuo mantra, a ritmo del sospiro nella inspirazione, entra Lui e conversa alterna da narici, và a cuore e viceversa fissati la mente, sul nome che interessa mancanza di chiarezza, è incatenazione avàn la decisione, l'uomo ha esitazione poi operi la scelta, consumi decisione riacquisti libertà, e maturi nell'azione Sufi quale libro, tien sua sol essenza Dikr invocazione, Dio la vede e sente Mistico vin sgorga, nom Allah invocato è Chiaror di luna, il nome suo danzato tutto vien creato, da un atto di scrittura nei corpi poi s’incide, vibra e dà struttura Australia dice sogno, in canti tramandato scritto in mediterra, vien lui salmodiando Francesco siede canta, là nel cuore pur Labbra come mani, occhi come orecchie Prega nel segreto, dentro di una grotta Compagni di fervore, dietro lu si porta Nessuno lo sapea, tesoro che lui avea l’amor che dentro lui, notte l'accadea resta nella fossa, chiuso per un mese digiuna in poco cibo, sen aver pretese Insistèn pensieri, assalti senza tregua svolge entro di lui, una tremenda lotta soffre ed è turbato, li brucia con il fuoco suo fervor'intenso, nascondere può poco

Dal suo nascondiglio, pieno della gioia
decise poi di uscire, esporsi come foglia par a tutti un bimbo, nato a nuova vita Loda tutt’intorno, e i cuori puri invita L’illusion del mondo, ora non l’attrae ogn’istan continua, suo divìn cantare pur con Lui discorre, tenero d’amore Bocca parla sola, senza alcun timore
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media lui perdono, ai cuori incatenati d'angosce con paure, timori di peccati invoca lui l’eterno, a offrire la salvezza arriva la risposta, sull'ali dell'ebbrezza riempie in preghiera, e bagna la terra in boschi e nei colli, l'affetto l'afferra ripristin più templi, già abbandonati e in estasi manda, fratel contagiati Un dì Francesco, all’eremo andava a far contemplazio, che lo liberava un contado lo aiuta, col suo asinello Francesco lo grazia, in vin di vinello esce poi da sé, mondo pur sorpassa furtivo nello sposo, vive tra la massa Brucia tutte colpe, nei gemiti d'amore rapito dappertutto, nell'estasi interiore Raseno 1 dì mi canta, lodi di Francesco scritte da Branduardi, cantautore desto Il cantico Creaute, in laude benedizione lode a Frate Sole, e la luce suo splendore
Lode a Sora Luna, con le Stelle chiare e belle frate Vento l'Aria e nubi, e il maltempo pure lode all'Acqua Mio Signore, preziosa per cure dona gran sostentamento, a tutte le creature

anguille in notti buie, maggi fin autunno vanno verso mare, proseguon poi lontano depongono lor uova, ai Caraibi caldi mari

ardite migrazioni, san fare più animali
senza la via d'acqua, passan prati campi adulte a ventre bianco, occhi pure grandi giovani son gialli, 4 anni in grossi branchi vengono dal mare, imboccan fiumi grandi le trasparenti anguille, lunghe sol un dito diventano poi grigie, e adulte fan l'ardito nascondono di giorno, a riva sotto i sassi ne prese facilmente, a mano pochi passi quando rana canta, il clima va mutando più rettili ed anfibi, l'inverno fan letargo Rane fondo stagni, via da ghiaccie sfide Rospi indisturbati, con bisce lor nemiche Rane belle d'acqua, osservo nella vasca nel piccolo laghetto, lor amano far guazza abbronzan tra le piante, saltan alla caccia e invischiano l'insetti, a mezzo salivaccia vent'anni pure vive, una rana verde rara nascosta fra cespugli, mimetica più brava Rospo dagli stagni, nuzial campane suona sopreso sulle rive, muta pelle sottosopra

pure laude a Frate Foco, che illumina la notte i Rospi paion funghi, le Rane fate belle ch'è giocondo bello forte, a sera c'è consorte lode pure Mio Signore, a nostra Madre Thera gracchiano concerto, con galli e gallinelle ci sostenta ci governa, si riveste a primavera e vespe e calabroni, mi volano d'intorno

ronzano sui fiori, di varie specie attorno

Si laudato per coloro, che perdonan in amore sopportando infermità, privazion tribolazione gracchian rane d'acqua, lieve bis-moarc beati sian coloro, che cammineranno in pace in sere silenziose, segue brecche-brecche borbottan rane d'erba, le verdi fan ep-epp che Sorella Morte al corpo, non farà male!

Emilia mi racconta, dei Lucci migratori a primavar dai laghi, passàn fiumi e prati depongono lor uova, in rigagnoli di campe divorano l'un l'altro, se mancano le larve li vedo soli o coppie, van controcorrente aerodinami forma, viaggian più coerente se tento di toccarlo, veloce guizza contro oscura la sua fuga, con fango là sul fondo

udibile a distanza, canzon d'amore vèr

senz'aprir la bocca, lo emetton da narici il suono è rafforzato, da bolle d'aria amici su guance oppure gola, pallon amplificanti ricordan didgerido, in continui soffi grandi Tritoni a primavera, sguazzano acquitrini maschi più sgargianti, corteggian femminili mangian pulci d'acqua, più larve di zanzar con branchie poi polmone, alfin sa respirar
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pesciolin Leucaspi, son lunghi belli snelli nuotano nell'acque, di fossi e stagni belli vivaci ed argentati, lor femmina fa l'uova spiral attorno steli, maschio guardia fora catturo con bottiglia, di vetro chiar forata appesa come nassa, con sughero tappata le briciole di pane, in bottiglia sono l'esca da buco largo un dito, poi qualcuno entra

con tela iuta copro, vado ad innaffiare e fisso estremità, con dei sassi a terra

metto altra cassetta, vicin a quella bella2

tal altra cassetta, ha stallatico maturo poso in superfice, lombrichi che catturo spontanei loro vanno, entro la sostanza vanno qua di là, continua transumanza scava e digerisce, mescola e trasmigra

Pesciolin di un dito, 2 litri di acqua vuole1 sopra come sotto, là sul mio composto sostanze putrefanti, tolgo d'acque nuove il misgurno di palude, ha vescica natatoria numero decresce, man mano che matura reagisce alla pressione, si muta d'or in ora composto paragono, a lenta svinatura Riempie in superficie, intestino cui respira assorbe qui l'ossige, lo scarto quind'espira gli serve escamotage, a vivere nell'acque povere di ossige, lui adattasi alla grande nuotan le lumache, a mezzo loro muco Fan 12 centime, in media in un minuto perfino una lametta, affilata non ferisce per via lubrificazio, che lei vi conferisce su terre accidentate, muco spiana strada riluce secca al sole, protegge la sua casa attaccano formiche, lei soffia dentro muco barrièr di bollicine, tenace a quell'intruso Divoran le lumache, la buccia di banana grattan strato bianco, parte interna data così fogline verdi, di frutta ortaggi d'orto lumache senza gusci, riposano di giorno Escono i lombrichi, prima della pioggia Così fan le lumache, sì che non s’affoga chiocciola con casa, dop’umido si spassa è segno fine freddo, lucertola comparsa là nel mio soggiorno, al tempio Terabuti

i rifiuti trasformati, in discreta umidità impiegan 4 mesi, in vaso a trasformàr

prodotto resta grezzo, sfarina se lo tasto matur cassetta vuoto, offro nuovo pasto sempre continuando, metto l’altre casse

l’un accanto l’altra, tutte a compostare
i lombrichi lasceranno, il lavoro terminato vanno in vaso fresco, accant'accatastato il lombrico rende neutro, gli acidi terreni

è attratti dall'ortica, alle dosi infinitesi

instancabil'aratore, interventi mi segnala non gradisce chemio, mucca Ther innata3

Escono i lombrichi, di notte dalle tane cercan fili paglia, e foglie accartocciate tramite la bocca, conficcan nella terra
evacuano tal pasto, a mucchi sopraerra

recupero la terra, di talpe di lombrichi l'impiego per i vasi, in semine e rinvasi
terriccio ricco e fine, grumoso ed areato ha sali minerali, e il suolo è più drenato

vivo da spartano, gestisco i miei rifiuti provo far composto, nei vasi di vivaio
manca sol che vesti, di sandali e di saio!

con setole si muove, respira con le pelle più organi possiede, in corpo fatto anelle

l'ermafroditi sessi, ed organi escretori a coppia per segmento, fan ripetizioni

butto in vaso nero, rifiuti a degradare
2 E' necessario annaffiare le cassette almeno una volta la “i pesciolini ripuliscono e potano l'acqua (come sabbia mare) settimana d'estate e ogni 15 giorni d'inverno, salvo piogge. 3 ed eliminano, in concerto con gli anfibi, uova e larve di Qtà lombrichi: un concime chemio 110 , concime di feci zanzara. Il misgurno, grande come una matita e dalle righe umane 186, terra compostata 370, terra erbe aromatiche 590, giallo–marroni, gira molto quando cambia il tempo”. Emilia un ettaro di terra naturale: 3 ql (peso di una mucca Jersey). 1

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in un composto vedo, lombrico capolino

rosso ed appuntito, Emilia l'alza al dito
mi dice che la terra, è suo proprio spazio nel cumulo rivela, il grado fermentazio

l'anemone si drizza, col sole e tempo mite reagisce a luce-buio, prima di altre amiche se l'oscuri un poco, lo stelo chiude e piega pressione della linfa, al caldo e luce mena se grillo molto canta, è portator di vento Un cuculo e cicala, smettono il concerto quando canta lungo, cicala di settembre acqua poca ottobre, meno per novembre

Forma lui una terra, fertile e collante

assieme nematodi, insetti gruppo grande

si nutron di batteri, presenti nella terra i sassi imperterriti, mandan sottoterra
quell'humus ricavato, con terra miscelato passato loro corpo, la spezia ha rinnovato se metto tavoletta, su terra in diagonale con dita tamburello, molti ne ho invitate istinto di lombrichi, uscir a quel richiamo ad evitar le talpe, e l'acqua pioggia allago Merlo col suo becco, picchetta poi terreno afferra tira il verme, se spezza s'è difeso se pezzo nel terreno, è testa ancora viva

2 Grilli fan cri-cri, duràn le sere estive strofinano le ali, e mangian cerealine li usano i cinesi, a far grilli guardiani
se sentono un rumore, zitti ferman l'ali

Se la primavera, è scarsa dell’insetti l'inverno da venire, è più rigido rifletti la lucciola fata, ha bel tempo assodato
se fìn maggio-giugno, illumina tuo grano lucciole 2 sessi, quan vengon a contatto

rigenera il suo corpo, perduto alla partita Respiran più ossige, ravvivan luce raggio
lombrico primaver, ha grossa cinta arancio se lucciola catturo, lei spegne la sua luce uova con veleno, scoraggia uccell assaggio la torno in libertà, s'accende ancor riluce ha morbida pelliccia, la Talpa ornitorinco

è utile al terreno, nocivi insetti ha vinto
ha minuscoli occhiolini, olfatto fine esteso abbisogna insetti vermi, 1 e mezzo il peso

in belle sere giugno, scintillano più posti migliaia stelle sono, in prati umidi boschi le femmine senz'ali, richiaman coi segnali verdastri e luminosi, più maschi illuminati

Smossa d’insistenza, la terra dalle talpe maschi cavallette, sviolinano in continuo
segna mutamento, del clima verso pioggia Femmine a kilome, richiam hanno sentito di cibo in frenesia, va talpa in superficie tendono le zampe, su cui son lor orecchie volan dai compagni, al suono son dirette Passaggi tana drena, riassesta ben office

più gallerie una talpa, ramificate scava

percorre quando caccia, alle 8 e pomeriggi còn un finto miele, li invischia prigionieri lombrichi e maggiolini, e larve d'altri insetti un succo corrosivo, li mangia lentamente solleva nuovi mucchi, frutto dei suoi sterri e briciole formaggi, divor completamente Se infili or steli paglia, lungo una galleria lor movimento dice, se caccia o fugge via Fai strisciar lombrico, su pavimento pietra metti sul percorso, lei segue traccia intera Pinguicola è la pianta, carnivora poiché

Rosolida la pianta, adesca vari insetti

vive in umi rocce, già scarse di nutrièn invischia e digerisce, insetti sulle foglie
ricava le sostanze, dai corpi che dissolve

Il pomice hirese, è una bussola pianta orienta nord-sud, le foglie che incanta le foglie in verticale, riducon traspirazio

e una larva maggiolino, vive nella terra

in suol ardent'asciutti, ombra è filo spazio

matura si fa strada, si gonfia e volo sferra ronza annusa foglie, ha naso sulle antenne gira sulle piante, s'incontra maschi-femme
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coleotter verde oro, è un carabo dorato stasera Lisa narra, sua esperienza vita

incapace di volare, nascosto sotto un sasso quando era maestra, di musica sentita il nero caccia a notte, in prati estern'interni 1 alunno nella casa, ascolta le valchirie nutrito vien a bruchi, lumache nudi vermi infine si suicida, lei ferma vuol capire

il coleottero ditisco, è nero a bordo giallo Graduale la ricerca, mi porta in Terapia
4 centime lungo, l'osservo al mio laghetto divora i pesciolini, i girini e insetti a terra larva tien mascelle, tenaglia sugge sferra

scopro Jung e gli altri, sciamani sulla via quando poi nell'India, incontrerò Raseno v'innesto la mia vita, fin Therabuti pieno

lo scarabeo lucente, incontro a primavera L'ISO son i suoni, interni di ciascuno1 sue larve van sui fiori, aspettan calabrone mutano continuo, lo rendono qualcuno s'afferrano a viaggiare, co quello sin al nido scopro l'Iso mio, mia identità sonora divoran uova e miele, aspettan muta alfino col canto della voce, ascolto l’interiora caccia toporagno, per peso del suo corpo divor lumache e vermi, insetti giorno-notte i cuccioli impauriti, s'attaccano l'un l'altro in lunga carovana, la madre guida intanto l'arvicola devasta, l'orti e ha piccol'occhi codina e muso tondo, orecchie poco porti dal topo sei diversa, lui li ha tutti grandi pur dai toporagni, dai musi insettivanti è barriera d'aglio, un cordone sanitario poi seguo naturale, l’ascolto del paziente

Osservo suoi segnali, specie non verbali l'ISO di chiunque, che vièn lui riconosce Rivive e si ricorda, di relazion inconsce la musica riaffiora, i ricordi scatenanti Sprona l'individuo, da rabbia liberarsi

suon e movimento, produce regressione

ridesta o anestetizza, moti del dolore2
Portan più sedute, coscienza del dolore

l'Arvicol roditore, lo tiene via lontano
topolin è inoffensivo, sebben è roditore granivor occhi neri, è cibo al predatore Averla uccel canoro, infilza le sue prede le sbrana facilmente, su aculei della siepe più insetti e cavallette, le rane e i topolini spia dal suo cespuglio, pien di suoi bottini un tordo rompe gusci, divora le lumache spezza sopra sasso, lasciando rest'intorno formiche uccelli morti, scheletri han puliti aci formico antigermi, i resti han digeriti

Patito nell'infanzia, privata dell'amore Piuttosto giudicati, perfino disprezzati Per quello che si era, dopo essere nati A persone regredite, là nell’alzheimèr potrò cantar canzoni, patrioti popolari L’inno nazionale, e motivi di famiglia
con ritmi popolari, Raseno mi consiglia

a stabilir contatto, con altrè persone imito lor Iso, nei suoni d'espressione
elabora ogni gruppo, linguaggi musicale riflesso dei suoi miti, universo culturale
1

“L'ISO è un fenomeno dinamico, l’Imprinting è statico. La scala pentatonica è integrata all'ISO universale (melodie delle canzoni infantili di tutte le razze). ISO è storia sonora di una persona, capace di evocare le sue relazioni più primitive. Su una scheda (PPIT) segno i suoni rifiutati, gradevoli o sgraditi, i ritmi e melodie a cui resta refrattario e i rapporti coi mezzi musicali, al fin di capire inibizioni, blocchi e desideri”. Lisa 2 Il cervello funziona con 3 sistemi base: binario, ternario e pentenario. I centri nervosi e i vari organi vengono irradiati da note e accordi quando si pone uno strumento su una parte del nostro corpo, le cellule oscillano e si ripristina equilibrio.

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il corpo s’emoziona, è musical essenza Diapason riposo, vibra a una frequenza

Corpo tenta sempre, aderire Tao di fondo concentro due minuti, su corpo su respiro allaccia suoi rapporti, con geni sottofondo1 seguo ritmo suono, che ben immagazzino Buon musica fa uscire, i talenti a catinelle tamburi o didgerido, sonagli campanelle ansia e paranoie, da suon son dissipate sale sensazione, di amiche forze amate nostro corpo umano, è fatto per vibrare mette suoni propri, intorno a propagare udiamo e catturiamo, diverse vibrazioni con esse rispondiamo, a varie situazioni se slegano problemi, il dolore scema via si creano connessioni, nuove tra neuroni emergono intuizioni, ovver associazioni Lavori improvvisazio, attivan decisioni slegata dalla mente, musa tien mia mano piacer e dispiacere, son suono combinato il battito del cuore, è buon intermediario che stimola catarsi, di mio interiòr diario lo stimolo sonoro, permette pur contatto con paziente sordo, alterato da suo fatto che ha paura entrare, subir condizionare da malsan ambiente, a lui non congeniale L'amico mio Sebango, difficl sà orientare il mondo di quei suoni, un senso ritrovare sganciato appare poi, desidera estraniare e strada nuova cerca, al fine d'integrare Bimbo sordo tratto, qual’essere normale Lui ritmo e pur durata, riesce a catturare capace ad integrarsi, in moti della danza lui percepisce suoni, in varia circostanza Privan di messaggi, giorno dopo giorno

Alla musica d’ascolto, dedico chiamata interrompo attività, e lavoro di giornata

La musica tonale, risolve dissonanze allevia tuoi dolori, e organizza i desideri mentre un atonale, procura sofferenze
chiude integrazione, accresce differenze2 l'ascolto in terapia, è multipla attenzione

di pelle cuore e psiche, più respirazione intorno agli otto cicli, sono le onde Alfa Prodotte dal cervello, quando si rilassa3 Onde mare e pioggia, portan l’onde alfa in dodici minuti, neuròn và in risonanza
uso scorciatoie, ond'alfa essenza mantra rigeneran la psiche, m’aiutano nel tantra
1

creano genitori, fantasma figlio sordo d'inutili messaggi, in gran ripetizione Più stimoli sonori, viaggian convertiti
in tatto oppure vista, su più nervosi fili rieduca la danza, emisfèr di non-udenti ritrovan l'emozioni, in deja vù coerenti

oppure l'altro estremo, ipèrstimolazione

“con l’auscultoscopio, posso udire i ritmi del respiro e del battito cardiaco. L’uomo, messo in vibrazione con la musica, vibra a sua volta e quan le onde vanno a estinguersi, nascono dentro suoni più sottili e leggeri che smuovono gli strati più profondi. Nel lavoro coi sordi uso strumenti con vibrazioni.” 2 Lisa: “Ogni colpa è lo stato di sentirsi persi nel passato e ogni ansia è lo stato di sentirsi persi nel futuro. Un analisi incompiuta lascia i frammenti ritrovati sparsi come sono, mentre un buon lavoro, richiede sempre che un puzzle sia costruito (integrazione) e ciò, è cuor dell'esp.dello sciamano”
3

desidera imparare, autistico in contatto A mezzo di strumento, di musicale tatto è l'ansia prestazione, in oggetto gelosia

in grupp’integrazione, turba l'armonia
vò cercar graduale, accordo pur mediare

Sebbene troverò, più ruoli da sbrigliare Passaggi che potrò, col suono superare
giochi di potere, un gruppo sa smussare L'autistico preserva, suo tempo primitivo degl'organi del corpo, e del prana relativo è tempo curativo, in contesto non verbale

le onde alfa, da 7-13 hertz, son associate a vigilanza e calma ricettiva centrata in soluzione di problemi esterni. Le beta, da 13a 30 hz: veglia, stimoli esteriori e scelte di sopravvivenza. Le theta (3-7), prodotte nel sonno e in meditazioni profonde, attivano ispirazione, creatività, sogni lucidi, intuito. Le delta (0.1-3), nel sonno senza sogni (mente inconscia), relax totale.

organizzo io la sala, al fine di esaltare
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luogo dov’ognuno, torna a vivere feto
spazio di natura, o una piscina inseguo dimentico l’età, e quoziente del paziente ascolto la sua storia, fino al suo presente

Suono e canto pur, ai vari miei pazienti dando ai lor pensieri, forme più coscienti equilibrano l'umore, depressi con dementi

Rivedono i ricordi, grazie ai sentimenti

chiedo di cantare, il suo nome musicato la musa pur aiuta, a far da psicopompo lascio che percuota, strumento ritrovato trasporta moribondi, in viaggi fuori mondo il battito del cuore, è l’esperièn centrale permette alle famiglie, parlàr senza parole risveglierà l'impulso, del ritmo primordiale In fase terminale, fò quotidian capriole una musica vissuta, riduce automatismi dei mezzi di difesa, in quanto rassicura
scoperta d’un messaggio, è la ripetizione

non è monotonia, ma ri-memorazione or uso sette suoni, dò per il bambino Rè per la sorella, il mì sarà la madre il fratello sarà fà, il padre appare sòl
La libido è nel là, il gruppo è sì non sol è interval'ottava, dò grave con dò acuto

i malati terminali, vanno in regressione Musa apre un canale, e attiva soluzione scopro l’ISO loro, usando intermediario strumen rassicurante, 2 giorni di diario
Oggetti intermediari, riacquistano valore sono corpo e voce, paziente mangia canta premo dolce i bracci, canticchio voci lente fò orecchi da mercante, àl parèn saccente sopra l'avambraccio, raccolgo una tensione che tièn più variazioni, seconda del dolore tra me e paziente in coma, è unico legame

è un tentativo che, cerca union d'aiuto

col proprio trascendente, sé libero si libra da precedèn famiglia, e inizia nuova linfa col bimbo cro canzoni, assieme vò cantar impossibile concetto, proibisco pronunciàr

poi vario tal pressione, al fin comunicare Porto un flauto dolce, ed un registratore Cerco lavorare, con parte san paziente2
Registro la sua voce, nel canto e recitato Canzoni del folclore, o salmo compagnato giacchè patologie, son sempre accomunate da senso inadeguato, e continua estraneità

lo scopo è aprire vie, al fin comunicare tutto è benvenuto, se al fine di aiutare gli aerofoni strumenti, vibran cerebrali aiutano ogni bimbo, tentàr aprir canali

ricerco suon adatti, toccar l'Io dell’artista acqua intermediaria, spesso lo conquista1 per scambiar strumenti, mimetici sonori Striscio da serpente, procedo da gattoni

permetto pur anziani, esprimer emozioni sentir gratificati, nei gruppo integrazioni
Con improvvisazione, spontani ed atonale sanno abbandonare, al piacere di suonare sen regole obbliganti, esprimono se stessi in immediato modo, inconsci fan processi

sedute fò in durata, di quindici minuti
5 per un brano, antibrano e suoni muti

il modo di risposta, agli stimoli sonòr

“all'inizio, qual Musicopompo, mi presento con uno o più strumenti in modo visibile e udibile; qual prolungamento del corpo mio e del paziente, lascio lo sonoro dei pazienti, sonagli di percorso strumento pur fuori seduta, così il registratore-riproduttore di quanto è stato detto durante le sedute al fine di 1 “Il bimbo deficiente, agitato o teso, ignora l'andatura calma, rafforzare il legame. Uso le parole Corpo, cuore e sogno, il suo tempo naturale è molto rapido. In aiuto ai suoi emisferi, come sinonimo dello stesso spazio di gioco poiché uso parole cadenzate (thai e cinese), dove l'intonazione rivela pensare, sentire e volere, riflettono la psiche: Pensi da stati emozionali come gioia ed offese. Con mezzi cordofòni sveglio, senti nel sogno, sei volitivo fra conscio ed inconscio” vibra cuor e petto, con i membranfòni ventre ed intestini”. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 227
Rivela ogni conflitto, interior ed anteriòr

2

io musiterapeta, inserisco nel discorso

proposta musicale, aggiusta tutti i ritmi
di base d'organismo, e riporta sincronismi

ascolto i bambini, intuiscono mia vita
e sento lor frequenze, pur senza parole

con tutte le realtà, interiori ed esteriori scuote l’emozioni, in patologie peggiori Parla a tutto corpo, in stimol sensoriali evoca gli affetti, emozion sentimentali
induce regressione, a radice del diniego penetra ed attiva, strutture del pensiero

Ogni transizione, capiscono in fretta Felici molto sono, di adulta presenza

si mostran solidali, per ognun persona che come in loro fiabe, usa una magia per viver realizzare, sogno di se stessa del nocciolo di psiche, aiutano l’essenza

a risolvere conflitti, giunti dal passato
uso le due sedie, per dialogo affiorato le voci differenti, di schemi educatori van ad integrare, nel Sé i loro motori è L'insegnamento, qualunque attività interazio e meditazio, apprendi abilità tendenza ad una meta, è intenzionalità in form'organizzata, programmazion sarà

L’errore sarà incluso, a dare indicazioni alla base educazione, son ritualizzazioni

esempi oppur novelle, son metodi indiretti Che forza d'insegnante, guida più modelli Abbia l'insegnante, a disposizion modelli di strategie d’azione, in numer sufficiente adatta a circostanze, metodi che impiega come un consigliere, oppur uno stratega

2 generi influenze, dirette o rilassanti li esercita per mezzo, parole stimolanti

Lisa ci racconta, d'un bimbo di tre anni Assai traumatizzato, e molto trascurato 3 mesi sperimenta, una relazion d’amore uman condivisione, infamiglia d’adozione Or tal esperienza, gli lascia fort’impronta per tutta la sua vita, ideale serba pronta identificar permette, con ciò che buono è

Scuola sia progetto, social trasformazioni consiste a immaginare, futur generazioni considerar persone, capaci men che sono

sicuro li annoiamo, con metodi da foro perdon interesse, a paideia fan rifiuto1

Amorevole modello, è motivatore in sé

non vengon stimolate, chiude stato fluido

Bimbo sviluppar, dovrà vision del mondo appagante ed integrale, a ricavarne senso Mondo Thera scopre, preziosa intelligente 1 Lisa: “Vygotsky generò modelli di apprendimento basati Capace di parlare, scambiar in ricorrente
sul potenziale dell'allievo al di là di possibili storie da indigente. L'assenza di sovrastrutture mentali nei bambini, talvolta è rovinata da condizionamenti precoci all’odio, alla diffidenza, alla falsità. Insegnamenti dei bambini spesso son rivelazioni, mentre anziani invecchiati bene, se li sai ascoltare, offrono storie a giovani da iniziare. Steiner auspicava che i medici prendessero in cura la salute di specie nel momento in cui amano aiutare il singolo paziente, poiché ogni umano è parte di una rete più vasta

Lisa in scuola Waldorf, recita ogni giorno prim della lezione, poesia della coerenza ai bimbi è consigliata, sopra dei 10 anni a stimolar in essi, l'immunità ai malanni
che influenza e da cui è influenzato nei suoi comportamenti esteriori ed atteggiamenti interiori.” LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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un bimbo criticato, impara a condannare se vive in clim'ostile, impar ad aggredire se vive in ironia, esser timido s'apprende in clima di vergogna, colpevole s'arrende un bimbo tollerato, impar essere paziente se viene incoraggiato, impara aver fiducia in fede e alla lealtà, e impara la giustizia approvato lui s'accetta, impara l'amicizia Le figlie e figli vostri, son figli della fame che in sé tiene la vita, e passano da voi benchè viviate insieme, non li possedete tenèr vostri pensieri, stringer non potete curate i loro corpi, ma le anime son loro Lor abitan futuro, che visitar non posso Siamo come l'archi, e i figli frecce vive Scoccati giù lontano, sui sentièr di vite l'arciere vi tende, affinchè le sue frecce van rapide lontane, su bersagli a trecce In gioia siate tesi, alle mani dell'Arciere frecci'ama volare, fermezza l'arco chiede Ho visto i luminosi, pioner d'onnipotente che aprono le porte, al tempo ricorrente venivan sul sentiero, stella del mattino portavano l'aurora, e nuov'alito divino e Li ho visti lottare, destin della paura portavan la parola, la coppa gioia pura mutavan sofferenze, in gioia e pura luce bambini d'occhi sole, han volto che riluce

Cosa ci permette, resister agli attacchi sia fisici e mentali, e alfin restare sani una religiosità, è un coltivar cosciente

Relazio col divinio, e mon spirituelle
Uomo imprigionato, corazza muscolare accumul più energia, somati emozionale impedisce libertà, del corpo e della mente Massaggi tal corazza, spezzetti dolcemente

la verità è una serie, di umane relazioni che dopo lungo uso, sembran tradizioni al popolo che l'usa, ferme e vincolanti
mentr’è sol obliata, natur di prestigianti ogn'ipnosi inizia, assieme con gl'umani parola suggestiona, entràr propri reami sorgente d'ogni canto, nomin ogni cosa a mezzo d poiesi, creazioni senza posa significa dar senso, costruire dei legami

con altri sé e gli Dei, natur ed antenati

pur sonnambulismo, emerge dall’inconsci da pulsion soppresse, e razional’approcci Un fluido d’isterismo, dall’utero promana organiche emozioni risalgon mente umana influenzan comportarsi, sentìr emozionarsi ricorda la kundali, o num che vuol destarsi Misteriche esperienze, Mesmer conosceva Fluido va in passaggio, geniale sosteneva

modificar capace, coscienza d’individuo simile al qi gong, lo yoga o tarantismo Tecniche son tante, per indurre trance sensibile è ciascuno, a stimoli speciali sia fisici o verbali, artistici o anormali
Buon Erickson alfine, sorge al naturale dipendon da cultura, e pure dalle chance

Autoevoluzione, è far le tue esperienze

scoprir sfaccettature, inter nell’esistenze1 agir nel quotidiano, pensando generale Stimola salute, di mete uman globale

1

“Trasforma sempre decisioni in azioni malgrado i numerosi insuccessi sperimentabili. Ogni decisione è una forze che una volta presa, agisce a suo modo e sviluppa amor per l’azion in sé. L'importante non è il risultato ma l’intenzione di avviarsi. Per molti la vita è processo d'iniziazione pur se non lo sanno, poiché passano varie esperienze di genere che accrescono la fiducia in se stessi e la fermezza, imparano a sopportare con calma e costanza il dolore, la delusione e l’insuccesso. La più forte risorsa di resistenza è l’esperienza mistica, altre risorse son la relazione umana e sicurezza di una proprietà materiale. Tutte dicono: vale la pena vivere, l’incubo passerà.” Lisa

Lisa lo ritiene, ipnotista più esemplare

amabil in campagna, visse la sua infanzia sinchè poliomielite, lo blocca nella stanza invece disperarsi, lui porta sua attenzione giù dentro suo corpo, e osserva situazione per riallacciar legami, coi muscol interrotti ai nervi dona aiuto, con sforzi ininterrotti
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Riaccende attività, motoria a volontà dopo un anno quasi, è fuor paralizzar poco a poco torna, felice sgambettàr e dedica sua vita, l’ipnosi a rifondar
lui evita indagar, natur del fluido in sé archetipo o quant’altro, cerca frutti che aiutin le persone, a recuperar coscienza ritrovar salute, qualunque sia la scienza cerca nel paziente, innato insegnamento ognuno fa da sé, la trance ogni momento insiem a riscoprire, la cosa a lui migliore intuisce suoi bisogni, e vie per l’interiore Trovate tali zone, paziente s’abbandona piacevole guidato, nell’auto esplorazione la voce d’ipnotista, guida questo viaggio Erickson sciamano, riapre mio passaggio Un Therapeuta fù, che usò parol gradite soavi in tono basso, e assai son ripetute permette regressioni, a vita intra uterina avan concepimento, in ere ch’eran prima duràn la regressione, creava personaggi poi l'impersonava, per attivar messaggi person che son vicine, affettive identità

poi tal attaccamento, determin persitenza e in memoria lunga, si stampa l'esperienza concentrarsi a lungo, su d’essa ben distrae Come guando leggi, o prepari orto da fare definisco trance, momen di concentrazio amor attaccamento, spontaneo d'1 spazio aumenta potenziale, propagazion segnale se stimolo ripeti, esperienza ben protrae Ogni apprendimento, è una tranc'ipnosi legami tra neuroni, aumentan al ricordo ogn’atteggiamento, che vuol attenzione già buona trance, è già concentrazione Viver la realtà, con nuove idee nei sensi usar la fantasia, a veder oltre i consensi scremar lo scetticismo, critica e certezze è aver curiosità, e aprirsi ad esperienze Viver la mia trance, benessere produce là in manifestazio, emozioni ben traduce in ogni situazione, accade non sappiamo Viverla coscienti, possiamo se vogliamo2

Le vie dell'ipnosi, son orme d’antenate
Ipnosi non esiste, il reale è sol consenso o sonnambulo Seba, ipnosi e massaggio

vissute od inventate, semper son narrate

emerse fuor da me, risorse a volontà1 Fra genitori e figli, l’ipnosi può aiutàr

strumento per totèm, forma e processo

se tutti son coinvolti, accordi patti chiar i sintomi daranno, analogico messaggio disagio che coinvolge, relazion d'affanno perché vi sia memoria, con apprendimenti

Trance e visione, anestetico assaggio linguaggio ologrammi, di simboli fatto oppur suggestioni, che aiutino il parto

io vivo l’esperienza, con coinvolgimento

più alto ti coinvolgi, più sincronizzi ad essa 2 “La trance avvicina corpo a mente, razionalità a emotività, aumenta concentrazio, neuron allor si fissa permette associazioni attivabili a comando, azioni e reazioni

psicofisiche. Al ritorno dalla trance è possibile portare con se il ricordo di questo viaggio e/o vivere innesti di esperienze mio campo percettivo, concentro focalizzo nuove in essa. Offre input alla mente razionale che elabora l'attenzion io mette, in luce oggetto amato tutto in modo binario. Ludere in latino è giocare, illudere è gradatamen si sfoca, in contorno la realtà giocare per mezzo della mente. Lo stato mentale ordinario è e sviluppa monoidea, e più sensorialità quello della realtà condivisa in cui esiste un implicito accordo sociale sulla verità. Gli altri stati sono considerati soggettivi o apparenti poiché non condivisi con altri. Un osservatore che descrive un mondo, descrive se stesso, che descrive il mondo. 1 Immaginazione e tecniche indirette, aggirando le Noi creiam l'idea, di noi e del mondo e in circuito ricorsivo, resistenze della mente razionale, crean significati l'idea di Noi in ritorno. L’ipnosi mostra il limite che creiamo, emozionali (Peter Pan alla scoperta dei tesori). Uso (ci guida a costruire le regola di tale realtà) e ci pone dinnanzi immagini mentali a dar qualcosa che non esisteva sì che la i sotterfugi della nostra mente che continuamente ci preserva mente si dissoci dall'lo sintomatico. dall'essere contaminati dal vuoto che ci circonda.” Lisa

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ed ipnotizzar giocare, bene allor saprai se Molta Fede avrai, in trance tu andrai Illudere bisogna, entrare in altra mente

noi siam nelle forme, chè la psiche forma confin da noi creato, ad esso ci conforma Fa superar dolore, e permette realizzare se segui suo pensiero, conosci certamente sogni che sogniamo, teatro esperienziale

Fidarsi ed affidarsi, all'altro in pura fede fin farsi accettare, comun accordo vede quan ci si innamora, cresce somiglianza ovvero sincronismo, accorcia la distanza

non siamo la realtà, che tosto ci circonda Noi diamo per scontato, il lavor d’identità che sempre noi facciam, ognì qualvolta che prendiamo la coscienza, nos e mondo intèr

Tra persone in trance, accade interferenza Ipnosi è forma inganno, fatto a fin di bene scambi di linguaggi, pensiero che conviene Dopo sincronismo, uni guida l'esperienza è MOnoidea confine, 1 campo di coscienza coscienza di noi stessi, abbiamo presa 1 dì che 1 emozione forte, lega a una presenza è frutto apprendimento, arricchito sin a qui

si vive com in sogno etereo detto Trance Ipno sta per sonno, trance è sonno-veglia creativa d'entusiasmo, se vado innamorar due persone in trance, inizian relazione tornando nel presente, DE-trance condivisa uno guida il gioco, emotivo non verbal mia mente si coinvolge, a due livelli vita l'altro accetta odore, d'istinto a sottostar in ogni momento, qualcosa vien appreso una domanda è, già una proposta data un listato di comandi, entra in noi di peso ogni comunicare, è già vissuto in trance
Ipnosi mette in luce, copion di tal coivolto tutto si dipana, ingredienti vanno a posto

proporsi come guida, accettar esser guidati causa e conseguenza, di modi già assodati

la trance può guarire, aumentar immunità presente nella mente, che lega sequenziale accade quan s’è presi, da cose ipnotizzati ciò che c'è in memoria, e ciò che fuori vivo L'ipnosi aiuta ad esser, solo quel che s’è Aiuta a ottimizzare, risorse dentro sé mente crea legami, apprende di continuo

Ogni lavor d’ipnosi, attiva un potenziale

Se il domani prende, a monopolizzarci determina le idee, di come noi vivremo

Usata in terapia, cura l’ansia e stress

vince depressioni, incertezza insicurezza Comportamenti muta, riduce dipendenze e porta ad esperir, quel sogno di ritorno da person o cose, sostanze ed insistenze sapere del futuro, causa allor quel mondo il nostrò cervello, si plasma in conseguenza Anestetico efficace, che può ridur dolòr dell’uso che facciamo, impegno richiamato Asma ed allergie, insonnia e anorgasmia l’eiaculo precoce, e il disordi alimentare Orienta ogni risorsa, in base al percepito attacchi di paura, che van somatizzare Pilota l'esperienza, al modello digerito guida aspettative, prepara ogni risposta mirata coinvolgente, all'esperienza posta l'ipnosi le assomiglia, produce aspettative causa un dato mondo, ne allena direttive Orchestra una realtà, un ruolo in essa dà

l’ansia d’apprendèr, e fallimen timori creano resistenze, ad imparar l’ipnosi

più autoritar sistemi, senza accordi vari producon fallimenti, incontri d’avversari Tecniche del sì, abusate nel commercio inducono a dir sì, domande ovvie banali e confusion mentali, con frasi negazioni scombinan le difese, spostan attenzioni
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svolge mio copione, realtà si aspetterà

è nostr'intelligenza, un ordinato approccio appreso in ricorsivo, mondo nos fantoccio

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doppiò legame frasi, da zingar abusato accende la paura, è fuor controllo dato avrai un incidente, ti dicon hai fattura e devi farti far, da noi contro-fattura! l'imago associazioni, mela per il rosso evocan profondi, schemi attivi addosso pazièn che sempre lagni, pure fà capire ora io sto male, l'inconscio và ubbidire Nel guidato sogno, o la tecnica di Jung fò salir sul monte, o scender negli abissi fò affrontar problemi, imago della piovra pazièn trova risorse, il tesoro lo rincuora Io parlo con l’inconscio, senza negazioni e lui parla per il tizio, che resta rilassato indice man destra, fò alzar per affermàr Indice sinistra, fò alzàr se vuol negàr sfioramenti corpo, attirano il paziente su specifi luoghi, diagnosi o per cura Lisa fa l'elenco, di modi a ipnotizzare con soffi ripetuti, sul viso può imitare indaga stretta mano, l’induzion adatta il pollice massaggia, il punto anestesia mentre l’altra mano, indaga pesantezza del braccio sollevato, sento consistenza Confondo neutralizzo, parte dominante usando paradossi, lo zen è scombinante con parole o imago, persona si confonde stresso sua ragione, e l'emotivo irrompe
1

dico che amo gli altri, gli altri amano me questa è proiezione, 1 idea che mi possiè Ipnosi è processo, che somma differenze semplifica le forme, diverse di esperienze Richiama da memoria, i modelli ricavati proietta nei ricordi, primòr stati mentali esperire causa il mondo, ciberneti dice il reale è figlio sogni, ripete un aborige a mezzo miti e riti, si ottiene la realtà vestito che ci calza, andandol'indossar l’Amore e verità, l'uomo e la giustizia già son nostri miti, è difficile ignorarli gran battaglia oggi, è ritrovar l'umano fiume naturale, che scorra di sua mano nel retro della Mente, i pensieri sono uniti oggettivo e soggettivo, non sono dissociati i simboli e le cose, confondon son tutt’uno Mappa è il territorio, proietta già qualcuno

ricordati o Seba, noi siam chi crediamo ipnosi cambiàr, può software d’umano
aiutar la persona, che ha imago carente esplor convinzioni, che tièn nella mente

ipnologa la Lisa, mi prova far scoprire
accompagnar persone, verso alternative che genera lui stesso, e stimola coerenza tra i comportamenti, e personal coscienza Io mi sincronizzo, ugual lunghezza d'onda e parlo stessa lingua, a mezz'imago fonda contatt'altro emisfero, depisto il dominante a mezzo dell'affetti, e la poesia più grande

sintomi di trance, son volto inespressivo Sguardo fisso e vuoto, passività motoria psiche assai impigrita, mancanz’iniziativa aumenta suggestione, verso una missiva in trance approfondita, mani del soggetto premon fortemente, su quelle d’ipnotista di colpo stacca e inizia, ad indietreggiare io lo fisso sempre, seguìr suggestionare cont’avanti e indietro, per addormentar faccio da uno a venti, pur per risvegliar
1

se pazièn convinco, che ha varie abilità
può stimolar processi, d'inconscio guarirà col nucleo emozionale, vado a interagire per malapprendimenti, suoi limiti guarire mancanz'autostima, colpisce molti bimbi e adulti qual carenti, rende già convinti in più limiti appresi, sconforto daranno

e a var dipendenze, alfin porteranno

Scavalco la ragione, Sincronizzo su Emozione; concentro su un idea, la coscienza fà la sua Trance; s’Attivano Fenomeni; ritorno col Detrance.” Lisa

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Emisfer non dominante, può codificàr
sintomo o problema, in lingua emozionàl

pure in forma sogni, o linguaggio corpo

Immaginari stati, del trance son naturali

offron soluzioni, a var problemi umani

sì che in tale veste, problem è auto-risolto risolvono problemi, nevrosi ed epilessi d'immunoprotezione, e dei mentali sessi innesto storie e miti, a crear ricordo amato

in casi depressione, ri-fabbrico il passato ogni cosa esiste, poichè v'è osservatore legati ad abbandono, accaduti nell'infanzia mente che si osserva, attiva un paradosso
uso pur futuro, a curar presente istanza

trance muta ruoli, chi osserva è l'osservato

la Therapè risorsa, è l’immaginazione
da nulla crea qualcosa, stimola l'azione Stimolo indiretto, a memoria sensoriale

nel gioco di riflessi, il doppio vien svelato
fiume guarda bosco, che in acqua si riflette bosco guarda il fiume, vede altro se stesso

Immagini totèm, che aiutan meditare l'albero collego, alla mente d’individuo la psiche più istintiva, collego alle radici

l'identità raddoppia, dall'ego nasce l'altro dall'uno il 2 e il 3, dzochen cresce tanto Noi narriamo il mondo, Sesto ci ricorda

affetto corrisponde, a chioma tutta quanta e il mondo raccontato, ritorna e condiziona carattere che cresce, a fusto della pianta a veder ciò che va visto, così pensar udire una nuova conoscenza, ci obbliga sentire

conduco mio paziente, far’identificazio

il trance non è sonno, non è patologia con albero maestoso, forte e rami spazio immagin positive, di forza e gran potenza emerge naturale, o indotto da un rituale adatto a più problemi, sessuali d'esistenza nell’innamoramento, varia con passione la trovi in meditazio, e mistica tensione1 propongo imago di, alberello sofferente
mezzo rinsecchito, che a crescere riprende è nella caccia moto, o cibi dell’ebbrezza quindi a rinforzarsi, seguo allor mediando estro di creativi, e produzion di scienza pensieri e sentimenti, ormoni sensoriali bambin evoluzione, novella raccontando simboli in inconscio, sciolgon condizioni e creano nuove nadi, all'energie interiori indican qualcosa, di ancora sconosciuto ovvero non cosciente, oggetto di rifuto Erickson racconta, sua auto-rieducazio dallà poliomielite, un paralizzato corpo ricorda movimenti, che fece da bambino riapprende cordinazio, del fibro muscolino immagine permette, traduce in movimento

sport pur estremi, e nei moti viscerali Lisa in àutoipnosi, isola i suoi sensi
sposta l’attenzione, dall’estern a interno in tranquillo luogo , contar da trentatrè fin chiusur degli occhi, vedi può accadèr Interruttore interno, attivo con segnale c resce concentrazio, isolante sensoriale fenomen psicosoma, van alla coscienza assieme ricordanze, di magic'esprienza2

fisico e mentale, attiva un cambiamento
immagine dì sé, degli altri oppure mondo aument’autonomia, autostima tutto tondo I moti immaginari, sentiti il primo tempo
1

usa a rieducare, il corpo troppo a letto
Immaginario usato, a fare cambiamento

addestrar abilità, dell'Io rafforzamento

Una persona sensibile può fare diagnosi poiché si sintonizza sul malessere del soggetto d'aiutare e lo percepisce. Chi cerca l’acqua, la percepisce ed usa il biotensore per segnalarla pur a se stesso. La trance attiva, oscilla pur negli animali: inibito il funzionamento dell'istinto di conservazione qual estrema difesa và prodursi uno stato naturale di catalessi che se breve, riequilibra l'organismo in vista di una risposta motoria. Sesto LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 233

quan la nostra mente, resta in armonia a nulla oppon restìa, fa spazio e pulizia accetta l’invasione, di nuove sensazioni da suoni derivate, visioni e odori azioni mentre s'è presente, l'Io discriminante sempre è capriccioso, e volubile decide Desidera o respinge, oppure mi rifiuta ogni sensazione, sgradita e non voluta “Come può la mente, rifiutar se stessa? come può lo spazio non conceder spazio un tempo non aver, per sè alcuno tempo vedo come ciò, è assurdo nel contempo tu lasciati guidare, come fossi in trance istinto trova tutto, quello ch'ego scansa la pratica ed effetto, di questo indagatore sarà nel suo osservarsi, e nell’osservatore

la nostr'idea ostinata, dell'oggettività Trasforma tal pensieri, in solida realtà la Mente e la Realtà, son la stessa cosa ricorda che lo sposo, tiene la sua sposa fissando l’attenzioni, sull’apparen realtà odio amor pensiero, vedrai che sorgerà

essendovi l'idea, di nascita e di morte
Sorge si ridesta, pensier d’eguale sorte di forme con oggetti, è l'antenà lezione Compaiono le forme, d’ogni sofferenza mente eventi sono, in interdipendenza la mente come il Dio, crea l'altro da sé assieme con l'oggetti, un esistenze che se ricorro all'ego, spingo la mia mente a credersi sicura, d'esser permanente e l'illusion produce, ciclo del samsara la nascita con morte, in logica binaria fiume poi del karma, porta l'esistenze Krisna ci rivela, nel fremito cosciente sonnanbuli sospinti, nell'inconsistenza nel mare del samsara, ciclica esistenza

emettere pensieri, significa creazione

una partita a tennis, diventa nostra vita
trovarsi qua e di là, come in uno scambio tra l'esperienza in sè, offerta al nostro io e colui che sperimenta, quasi fosse il dio

L’essenza della mente, tosto scoprirai

spazi sempre vuoti, e riempi quan vorrai si svuota si riempie, secondo circostanze un circo le cui scene, divertono l'infante

io Seba narro qui, il canto di Pamela
vissut'avanti morte, con coscienza piena

Tua mente mio Seba, è pura energia
Ogni cosa e universo, in egual sinergia se Mente non fosse, di queste contrade mai sentiremmo, chi la penetra invade se fosse universo, esterior consistenza una Mente non può, averne esperienza La mente contiene, gli oggetti pensieri immagini e sogni, in mentali bicchieri Tutto ciò che accade, là nella giornata và polverizzato, in minuscola pensata
2

al fin della sua vita, ci vide testimone
figli amici e 1 gallo, nel terabuti amore

Domani Io morirò, e tutto scompare sola infine sono, e la mia mente sale
con le sue creazioni, che appaiono reali osservo fase a fase, sgretolamenti vari

Posso ricomporre, tutto od osservare
Implica soffrire, frammenti a sgretolare tutti questi pezzi, stanno assieme a caso oppur hanno unità, un senso a loro dato? devo abbandonare, il corpo al suo destino andarmene in esilio, dal mondo mio vicino eppur speranza d'ego, è l'ultima a morire Assiem disperazione, oltre ogni soffrire

le frasi di attivazione (segnali post-ipnotici) sono gesti legati (ancorati) a situazioni o sensazioni, che si vuole raggiungere, durante lo stato di trance. Il semplice gesto, ripreso nello stato di veglia, fa in modo che il soggetto ritorni ad uno stato di trance automaticamente. Ci sono persone che lo fanno quotidianamente, senza accorgersene, grazie all’uso di ancoraggi (simboli, brani, colori, profumi), che ricordano altri e riportano in situazioni particolari inconsapevolmente.

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vorrei dir la magìa, d'una pietra ancor i profumi dell’erba, e la vita di un fior colori e le forme, il volo di un uccello voli della mente, al cielo del cervello Se questo è un sogno, io risveglierò

le tue gioie semplici |sono le più grandi sono quelle che fin fine, sono le più belle dai e dai ogni giorno |con il tuo sudore 1 pietra dopo l’altra |in alto arriverai!

Se non lo è, a sognar continuerò prima un sonoro, rumor esteriore poi d’un tratto, il silenzio interiore
istinto primordiale, è venticello fresco stimola e fa balia, prende uman intento coscienza dejà vù, nell’habitat si spande musica del vento, fragor amor’espande ho scorto le radici, fondamè del tempio amor è fresca rosa, l'annaffi resta vivo

Attor apparente, Io sono nel Mondo Le mie proiezioni, le recito in fondo
gia interconnessa, con tutte le menti perfetta già sono, senza i commenti

Ma se la fai morire, un dì rinascerà
è bianco uccello che, se vola tornerà Dolce è sentire com nel mio cuore Ora umilmente sta nascendo amore, Dolce è capire che non son più sola Ma che son parte di un’immensa vita, Che generosa risplende intorno a me Dono di Lei del suo immenso amore. Ci ha dato il cielo e le chiare stelle Fratello sole e sorella luna, La madre terra con frutti prati e fiori Il fuoco, il vento, l’aria e l’acqua pura, Fonte di vita per le sue creature.. Dono di Lui del suo immenso amore. Pamela è dipartita, là durante inverno volle accanto a sé, l'imago Tago eterno la veglia al Terabuti, segue suo trapasso figli e terabanzi, alternan pianto e canto
. (san Damiano)

lo stato di Buddha, inizia e compare il soffrire è illusione, è ipnotico affare così il movimento, e il tempo spaziale che morte conclude, e io accetto reale un soffio di vento, che vien da finestra ci dice che il tempio, eguaglia la festa e un silèn solitude, emerge con pace gemello è l’Amor, di Morte che piace Povertà e dispiaceri, smetti temere Cosciente rimani, di ogni etichette Sorprenderti morte, più non potrà paure e rimorsi, mai più aggancerà Pamela sente Pan, qui nel Terabuti lo sente che gli parla, ore par minuti non temer sarò, in te d'ovunque vai nel buio nel silenzio, amor ritroverai

Ogni uomo semplice |tien in cuor 1 sogno

Con amore ed umiltà | Potrà costruirlo se con fede tu saprai |Viver umilmente Più felice tu sarai |Anche senza niente. Se vorrai ogni giorno |Con il tuo suore una pietra dopo l’altra |In alto arriverai Nella vita semplice |Troverai la strada che la calma donerà |Al tuo cuore puro

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Perché, dentro di me c'è tanta gioia! Perché, tutte le cose intorno cantano? Perchè? oggi nel cuor, ho tanta gioia E voglio amare il mondo in foglia! Con un mio canto, dolce Signore Voglio danzare, questa mia gioia Voglio destare, le cose d'amare mondo rinnovo, voglio cantare con il mio canto, dolce Signore Voglio plasmare, gesti d’amore Voglio arrivare, oltre la morte si da sperare, oltre ogni sorte Se tu mi ascolti, dolce Signore voglio cantar, l'amore interiore Voglio sognare, cose mai viste viver assieme, Tago conquiste
solchi dorati, sono le strade | che mi conducono vicino a Te | Vorrei gridar, a tutti quanti l'immensa gioia che hai dato a me |In ogni volto vedo un amico | Tutta la gente sorride a me Oggi ho capito cos’è la vita| È un’avventura meravigliosa |or ho scoperto da Te, cos’è l’amor

Qi vien attivato, da grupp'accomunato
da identico sentire, in un luogo caricato di sogni aspettative, Raseno dice piange i cerchi della festa, son medicin grande Gli adulti pur feriti, se giocano coi bimbi oppur con gli animali, ritrovano equilibri Paesaggi inaspettati, proiettan fantasia vivifica la mente, è gioia uman creativa Duràn le turbolenze, io fò l'ibernazione Deserti mari e monti, vie d’esaltazione sui bus nepalesi, crescevami intuizione un onda nella pancia, espande devozione il mio centro gravità, sentivo là nel viaggio assieme quelle genti, nel bus 1 solo spazio comun a lor destino, l'amor mi travolgeva

e in lacrime di gioia, ogni cosa riluceva Ogni esser realizzato, del mal si liberò Raseno cita il libro, taoista cuore d'or
nasconde tra la gente, kundalini più fino Kinaciau ricorda, il num è il cuor di Dio il tempo è la risorsa, unica che abbiamo sola c'appartiene, sudore a lei doniamo Lui che la virtù, raggiunge e perfezione

canta che ti passa, esibirsi vuol Narciso Lisa poi mi parla, del balsamo del riso La satira è salute, gandhiana ribellione vivente carnevale, al flusso in esteriore

possiede pieno qi, non tien esitazione

Una logica binaria, può crear pregiudizio Occhio è causa prima, che vede l'artifizio

nell'educare l'ego, io estinguo divisione
che mental proietta, prima e dopo azione Sequestra e fa esclusioni, false artificiali2

Ironia verso sé stessi, vince disistima poi liber defecazio, e l'ansia orina via
battute e barzellette, dissolvono paure e dolor difficoltà, l'interpetan scritture1

estinguerlo vuol dire, por fin a divisioni
con sguardo testimone, vedere le reazioni dentro degli eventi, osservar gioco pulsioni lo ascolto sen giudizio, sen soffocare niente ogni cosa accoglierò, pur tenebre tremende Aderire a sofferenza, l’istante in cui si offre Colma sua richiesta, e termina sue scorte
2

1

“Il nostro comportamento è manipolato da passate memorie, paure e traumi. La psiche è fatta d’immagini che han potere di cura e una loro lingua e dietro ciascuna, si nascondono vecchie divinità trasformative alle qual è utile far attenzione: ogni narrazione produce e dà forma ai giochi mai puerili di un bimbo. Pitture rupestri o gli affreschi di Giotto, narrano storie riflesse in miti e ballate e legate col filo di testi e parole in collane di ricordi (memorie). Nelle canzoni che scrissi a 12 anni c'erano già tutte le risposte che oggi riesco a capire in profondità; a scriverle era il mio inconscio.” Lisa

Nel Dào Dé Jîng, antico testo cinese attribuito a Lao Tsu (5.000 ideogrammi in 81 quartine), si allude a un processo di rieducazione dell'ego: por fine alla divisione continua della mente, pulizia l'inconscio passato ed erosione delle domande. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 236

Frecce del passato, ben vive e lancinanti nude appariranno, dei nuclei vorticanti

Atomi od archè, semplici e immortali
che portano la scia, dei traumi, visitati

false educazioni, lo fanno un triste spinto Luce amor perdono, saranno la sua cura che liberan suo cuore, da ogni legatura Quan realizzi il Sé, Ganesha tu vedrai Incarna l’elefante, che regge le dorsali Inconsci lui protende, è rimemorazione Kundalini dormiente, cura in dedizione Divina sicurezza, è bimbo innato senso Ganesha mooladhara, radice d’universo bastion della Minerva in quattro direzioni Fuori e dentro noi, contròl le tentazioni Figlio della shakti, sei l’umile saggenzza Guardia sei Ganesha regale completezza nel tufo e nell’argilla, Ti sei il rigenerato Radice del vulcano, magma del creato Sei quattro fili uniti, in forma di svastìka Che brillano radianti, nel realizzato in vita Son 4 lingue fuoco, color rosso arancione Fiammelle che silenti, son petali di fiore2 Fiore al centro è blu, muta con l’umore di Tago dio Ganesha, che fa meditazione accendi cuor di Tera, se danzi piena vita se intoni tu il suo nome, Lei ti benedica Blu nel realizzato, improvviso dà bagliori Tuono e nubi gioia, Ganesha fa gli onori appar piccolo bimbo, e fà dei movimenti spande fremi gioia, dilegua tuoi tormenti Danza nel suo chakra, filosofo bambino al cuore del devoto, inton un mantra fino Sakti se commossa, qualunque amore dona insegnaci o Raseno, un mantra che l'onora OM Tryambakam yajamahe Sugandhim pustivardhanam Urvaarukamiva bandhanat Mirtyormuksheeya maamritat3
2

Imparar è scoprire, quel che già sai

Insegnare è memoria, accesa nell'altri il diverso passato, un futuro o condono Nulla è problema, senz’esserti un dono Tu cerchi problemi, perché n'hai bisogno

sebbene non sai, perché muovi intorno Una nube non sa, perch'essa si muove
Ma il cielo elevato, sa tutto e non muore

Il Raseno diceva, di aver un potere
esser utile a sé, e al genere assieme

così lui credeva, e così era per lui
altri sepper ciò, e l’avvicinaron puri Nel cielo non c'è, ne l'Est ne Ovèst distinzioni facciamo, sol nella mente Finiamo per creder, sian veramente tutto nel mondo, vien da tua mente1 Ci dice Feder Nice, che verità natura

Vive come i sogni, d’illusion fattura Ci siam dimenticati, di questa verità nel sonno riviviamo, la prima umanità!
Sei bimbo ballerino, in grembo della terra che dona mente e cuore, alfin ti risotterra mai nessun rimpianto, ciò che tu sei stato

in Te la sua Natura, Dio ha manifestato
Non aver paura, se incontri più insuccessi

come vita-morte, son natural processi
nessuno nasc'esperto, bensì ricercatore Gaia prima esiste, qual mental canzone

Tormento risentito, è potere distruttivo Spesso a sabotare, è un bambin ferito sguardo d’un affetto, bacio d’un amante curano dicendo, al mondo sei importante

La svastica figura le 4 dimensioni della coscienza. Il punto d’incontro figura la 5° dim. (Ganesha), che diagonalmente Bimbo è nell’inconscio, agisce per istinto ascende sopra i movimenti orari e antiorari del chakra ganji. Ganesha lavora a equilibrare i lati: Se eccedi uno di loro lui 1 Sakyamuni raggiunto il livello di Tathagata disse: nella Via volà via; se indulgi Lui è a sinistra, se astieni volge a destra. Lattea esistono esseri come noi che possiedono corpi come i 3Noi adoriamo l’Uno dai-tre-occhi / Il fragrante che nutre nostri; in un granello di sabbia ci son 3000 universi sconfinati tutti gli esseri / possa liberarci anche dalla morte per che contengono a loro volta altra sabbia. l'immortalità / come il frutto liberato dalla servitù.

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la Lisa ora canta, la mistica tantra
spontaneo sapere, là in Kaula mantra TAT TWAM ASI, OM HAMSÀ SOHAM

Sei Quello meditato, da yogî permanente Sei Fuoco Vento Sole, e la Luna ricorrente Tu mantra Bhûr Bhuvas, Suvar Om ganapà
Tu Terra, Aria e Cielo, energia che il suono dà Hai forma pure d'uomo, la G è quella inizale la A è forma intermedia, l'anusvâra è finale

Tu Sei Quello, che amor sa disvelàr
da sanscrito Gànes, vien punico Tàges Ganga con Thera, son l'unico Phanes fenomeno Mama, di un utero od uovo cui forma fuoriesce, Nzamè uomo novo

Tago è Ganesha, è un bimbo nativo Custode di Thera, e l'umano destino mondo suo sogno, lo gener'assorbe nel canto Gayatri, riflette la sorte Om Bhur Buvaha Suvaha 1 Thath Savithur Varenyam Bhargo Devasya Dheemahi Dhiyo Yo Nah Prachodayat. Om Gaiatri l'Annapurna, Shakti e Kundalìni eterno mantra d’India, Baba tien sospiri anima ogni cosa, é Hridaya pran vitale cuore di ogni Veda, madre del cantare

Sei Rishi abil poeta, il punto è superiore la rima una canzone, risuona nell'unione Sorreggi con le mani, bisogni e desider dissolvi ogni terrore, il topo è tuo velièr pur Romulo stasera, narra li nel tempio la storia di Miguèl, suo amico curandero

Miguèl Momoi, che vive ad Hariquina un piccolo villaggio, 2 ore là da Lima
nel Barranco affitto, al quartier di Lima sul terrazzo tiene, 2 metri cacti in fila Momon raccomanda, semplice rituale con hongo oppure cacti, spazi limitare dopo sempli pasto, senza zuccher sale olio oppure grassi, prepara lui la mesa un faro cerimonia, per scopo ricordare

recita Gayatri, e cantala dovunque

suono primordiale, pur amore dunque

una tavola di forza, o riferimen rituale
Mesa intovagliata, di splendidi ornamenti Ricami indio Shipibo, in disegni ricorrenti feticci e oggetti vari, ciascuno poi vi pone frutti d’amazzonia, richieste pien d’amore un cranio di otorongo, e palo ad incensàr candel attorn a ceppo, jacubi buon copàl siedòn partecipanti, passeggiano d’intòr

“Raggiungibil sono, su là invisibil via

1 parola un gesto, mi basta a venir via Omaggi a Ganapati, principio manifesto Creatore e reggitore, e distruttore desto Sei figlio di Parvati, e figlio di Mahadeva Sadhu e Sadguru, sei coscienza piena Proteggi il discepolo, completamente a nord ed a sud, a oriente e occidente ed ovunque difendi, di sopra e di sotto colui che t'ascolta, e versa nel mondo Tu fatto di parola, tu fatto di pensiero tu Saccidânanda, il Brahman manifesto tu Sei conoscenza, Sei il discernimento Tutto il mondo è , sol un tuo momento Tu i cinque elementi, Guna tempi e corpi dimori in Muladara, le Sakti Tu comporti
Dio Shiva dà vita lunga, pace, prosperità, immortalità. 1 suono primordiale dei tre mondi | divino incantatore |luce risplendente su cui meditiamo |possa guidarci la coscienza

scambiano parole, con musa sottofon Lui prepar infuso, di cacti già sofferti2 son migliori piante, vitali e resistenti
quando vien tagliato, vive fuor di terra minimo d'un anno, radici 1 altro serba ha nei sui terreni, raccolto l'esemplari da diversi luoghi, e suoli abbandonati forti negli effetti, quell'assai stressati

producon di più, li aiuta più mescàli
2

1 cucchiaio a mattina, 15/20 gg, ottimo per cuor e digestioni LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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Avanti la dimora, ad evitar marciume talee delle cactace, asciuga nella base forza lor dipende, d'acqua che contiene più acqua meno forza, stress gli conviene il Peruvianen s'adatta, cade pur soffrendo

Miguel il terzo giorno, vien alla riserva botanica d'Iquitos, per medicin di selva mostra pìù alberelli, a lenìr febbri malari assiem amici hongo, rimedi a molti mali Hongo fresco ama, il succo degli agrumi 3/4 d'hongo aspetto, dop'un or e mezza assumo in fasi di, tre hongo per tre cicli

ma crescere continua, pure sul terreno
antico è coltivato, a Las Alda nelle Ande adatta nel deserto, vien dalle montagne

fan nove nel totale, o dodeca sacrifici

Pedro vien venduto, libero ai mercati come mama coca, nei Peruviani stati l'usan curandero, a incontrar nemici eliminar il male, malocchi e var infidi
vien tagliato a fette, cacti dona schiuma decotto della Sierra, medicin huachuma coltello toglie via, la parte bianca interna cuoce in acqua e lime, entro una padella Lo fa bollir tre ore, e un liquido n’estrae separa dal residuo, digiun a ingurgitare esperienza del Tricheco, dura 8/10 ore

Hongo le canzoni, insegna camminando stratifica ogni cosa, l'incorpora nel canto Mi cal in varie storie, di magica parvenza Miguel guida su fiume, la triplic’esistenza sopra e sotto l’acqua, uguali e rovesciati riflessi son 2 mondi, e paion rispecchiati draghi d'acqua e selva, svelano misteri

poggian su esistente, i mondi paralleli
Cantaci o Raseno, di mondi lontanissimi e di civiltà sepolte, continenti alla deriva Parlaci dell'amore, in mezzo agli uomini e viaggiatori mistici, in territor anomali i Pigmei dell'Africa, si siedono per terra con rito di socialità, sereni fuman l'erba l'aborigeni d'Australia, stendono su terra con un rito di fertilità, lascian loro sperma più gente alla danza, accorcia la distanza Io con cavigliere, danzo alla mia stanza Nei ritmi ossessivi, la chiave dei tribali regni di sciamani, suoni più ancestrali

suo picco è tra le trè, fino alle sei ore
Miguel vede 3 fasi, in undici ore viaggio Le prime 2 relàx, assieme col paesaggio

leggero mal di testa, freddo o nauseà se l'effetto tarda, è probabi non verrà
indigestion appare, assieme mal di testa 1 mango freddo prese, prima della festa Romulo allor offre, 1 medica acqua calda effetto scende sale, lui gira per la stanza

“mantieniti in attivo, canta pure balla

arrivano 4 ore, Miguel cammina e parla discute di più cose, da tutti i punti vista aiuta passeggiate, e aiuta vincer strizza un giovan europeo, ha vertigine potente attraversar un tronco, posto su torrente

Raseno mescitore, nostro Peter Pan Battiato Branduardi, facci riascoltar zone oltre il pensiero, facci degustar Gulliver vogliamo, ancora rintracciar
Venite tutti, un marinaio il mare ci portò venite tutti, un capitano il mare riesplorò seguimmo per istinto, le scie delle comete come avanguardie, altro sistema contiene Un pirata tutto nero, tiene casa solo il ciel ha cambiato in astronave, tutto il suo velier tiene teschio per bandiera, vuole dire libertà vol all'arrembaggio, ma suo cuore grande ha

inizia sua lezione, e gronda di sudore
Striscia da serpente, glutei fan motore impacciati tentativi, divertono gli amici la prova è superata, nei miglior auspici pensiero ricreativo, amplifica graduale Motivazione guida, e purificazion sale

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Fammi provare oh Capitano, un avventura dove io son l'eroe, che combatte là con te

Fammi volare, senza meta tra pianeti

sconosciuti, per rubar sogni segreti
.8 agosto, Seba:

scienza si sviluppa, in moti d'espansione ritorno chiede sforzi, centripe contrazione corrono le scienze, pensando d'inventare sfruttare sen criterio, d'astuzia dominare l'economia che gira, soppianta contadino al centro và l'affare, seguito dal governo aumenta prezzi vita, la crisi ci sovviene contadin perenne, petrolio mai richiede “Re Mida col trattore, muta tutto in oro si scava nella testa, assai c'è più lavoro la viva conoscenza, non è in laboratori non è l'uman ragione, porta istinti fuori se pianti mais e vigne, solo per far soldi s'instaura avidità, e suolo vien distrutto se attivi un paradiso, inizi cambiamento umano di natura, torna in quel momento servendo la Natura, a inizio puoi far guai così brusche inversioni, ribaltano nei mari ciò che fù fuorviato, vuol lento trattamento ritorni l'armonia, in gradual assestamento Raseno è senza scopo, non capisce niente scienza è un artificio, e và controcorrente scompaiono l'angosce, davanti Primavera riemerge ecosistema, se lasci fare Thera “Sogno di villaggio, senza guerra e pace riuscire realizzarlo, è la soluzion attuale la chiave è un contadino, semplice felice

Raseno il professore, vuol servir la terra Emilia ben insegna, fatica senza guerra Butta il tuo orologio, e vivi senza azione cambi cuore d'uomo, e avrai rivoluzione Thera non si lascia, capir da conoscenza di sola ment'umana, binaria consistenza mutàr petrol in plasti, risorse consumare capaci andare avanti, incapaci di tornare L'umano poi s'illude, in Natura artificiale e a mezzo distinzione, la crede naturale giudica etichetta, divide in bene e male la Vera è circolare, in caten alimentare se uomo vive basta, la gioia sa trovare Tera indicherà, il da fare e da piantare la fonte di Natura, si fonda sul mistero creàr la conoscenza, è dividere l'intero Esci dal virtuale, dell'invenzion umana Vuotata la tua testa, Natura è rivelata se tu abiti la terra, la servi Lei ti nutre scopri poi le specie, che lei coltiva pure

di esser rimanere, ciò chè sente e vive I Konso contadini, portan terra in loco in lor terrazzamenti, fan muretti in toto gli steli mais e sorgo, dopo colte spighe
tagliati son disposti, a fasci messi in righe Konso mur a secco, interrompono correnti di fiumi assai veloci, permetton sedimenti materie trasportate, in giardini terrazzati annaffiano d’estate, negli orti già assetati Legumi di ogni tipo, cereali sorgo e miglio il mais dove c’è l’acqua, assiem khat-caffè e i tuberi preziosi, permetton sussistenza

duràn la siccità, daràn sopravvivenza
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fanno lor raccolto, prima d’altra piena
che spazzerà via tutto, lavor a canti-lena canali fra terrazze, devian acqua eccesso e uomini e animali, l'usan vie d’accesso Donne alla corvèe, marciano fra i pozzi un Ela ogni sorgente, l’abita e protegge un Ela a una famiglia, concede dialogare abus'inquinamenti, in dolori fan pagare il Divino è percepito, pur ognì momento carota con bastone, indiretta educazione chiede tuo falcetto, quand'è maturazione Ti veste di fustagno, cuoio oppur cotone

Emilia insegna l’orto, dinamica e sensibi con gli organismi suolo, lega i vari offici or prepara il suolo, che fu destrutturato pone la patata, coperta in carton strato

Lei attirerà lombrichi, per dar fertilità

coltivazion pacciante, mantiene umidità Perenne fertilizzo, è continua copertura a suolo che riaquista, l’organica fattura Thera non ti chiede, lavora da se stessa tranquilla sen fatica, bene puoi servirla e senza giudicare, insetti e infestazione lascia scaricare, guardar è tua funzione un suolo naturale, bev'acqua d'inverno e l'usa nell'estate, che serba nell'interno sotterro pini morti, in terre sabbie argilla la legna cur la terra, al camino dà favilla Terra nutre piante, Piante creano suolo fan fertile attraverso, lor radicali essudi l'organici residui, assiem microrganismi attivano terreno, batter funghi lombrichi gli elemen presenti, sul selvaggio suolo san rigenerarsi, mettendo tutto in gioco senz’alcun lavoro, benesser si trasmette a piante che su esso, crescono protette Boschi che tu vedi, non sono lì per caso escon a esistenza, dal canto del beato un popolo di fede, li danza senza posa a che la vita fluisca, rinnovi e si riposa la Terra ci vien data, in prestito dai figli lei non ci appartiene, noi l'apparteniamo così boschi perenni, affianco alle annuali realizzo i permanenti, sistè agricolturali se suol argilla scalda, secca poi si crepa accade dispersione, il suòl si depaupèra Ritrovo allor in zona, Natura originaria inserisco le colture, in ecosistema varia pur Medica satìva, erba medica legume Alfalfa aiuta terre, amara ed astringente analgesica purgante, gli steli fò in infusi in coliti reumatismi, avàn coricarti l’usi
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Nell'educare i Figli, a mezz'imitazione

Maschere d’agguato, fàn la formazione la tattica funziona, se resta nel segreto gruppo nell’intesa, mantiene vivo il velo al mese di settembre, vedo tutto l’anno primi dode giorni, ciascuno mese danno inizia l’ann'agrario, settembre cabudanni preparino terreni, per semin senz’affanni Sa bidda è villaggio, in grandi campagne intorno orti e sartu, le viti e olivi piante poi è terra aperta, proprietà dei nativi lo spazio comune, a pastor contadini Bosco e pascoli, coltivi e allevamenti è zona divisa, ogn’anno in due parti una è bidazzone, con gran cereale L'altra è paberile, riposa con fave1 l’anno seguente, s’invertono zone dopo il raccolto, si fà pascolazione l’uso comunitario, delle terre aperte pur non si fermò, còn leggì chiudende Abitanti di bidda, sorteggian le aberta tra capifamiglia, e sorveglian la terra assiem barraccèllus, vigilante pagati Assicuran così, gli usufrutti assegnati Là nel Terabuti, permacultura ho visto l'arma fu la forca, preda il bio-raccolto mappa è calendario, e fenomeni locali

i tòtem son sostegni, l'alberi e i filari
1

Gennàrgiu sikku messàiu arrìkku; pròiosu, messaiù tingiòsu.

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Narrami l'Emilia, prima sua esistenza ai primi dopoguerra, senza l'assistenza nei campi di suo nonno, ritrova dignità Radici di natura, la vanno ad enzimàr

3 farri son frumenti, vestiti con la crusca per renderli ora nudi, si fa la sgusciatura

rustici adattanti, alle zon più marginàl
custodi l’Appennino, e val pedemontàn

fine di settembre, l’estate par finita

tutto pare pronto, l'inverno s'avvicina svegliami nell’alba, la stalla è da pulire la legna smacchiare, spaccar e riunire legno per il fuoco, riposa fuor'inverno lascio stagionare, un paio d'anni bello e un metro cubo fa, kili quattrocento brucia con calore, senz'uido contento fò rogo fin autunno, solstizi d'inverno con cielo coperto, e giorni senza vento per evitar gl'incendi, resto a custodirlo sull'ali del falò, un canto vò ad offrirlo

Farro piccolino, dai monti d’Anatolia

giunge coi Rasena, emigrati dalla Lidia sfugge clima secco, di sotto alle colline

ama le montagne, a cui offre proteine
è semplice coltura, erba medica le basta non chiede ne concimi, trattori od erbicidi neppur la rotazione, sol semin autunnale

o quel primaverile, a spaglio naturale1 assai competitivo, rispetto l'infestanti cogli metà luglio, sin la metà di agosto
trebbia lentamente, covon deposti a terra

da piedi ballerini, granella or esce bella

Una tazza di latte, e pan di 2 giorni
i maschi son fuori, a governar animali

l'Emilia riassetta, il letto e poi l’orto Bada le galline, e ne coglie raccolto

giù nella maremma, ho colto gran e farro all’aia l'ho battuto, spulato ed ammassato molito poi al mulino, impastato lavorato cotte le focacce, molti n'han mangiato2 Inventor d’agricoltura, dicon Trittolemo che Cerere la madre, culla ed accarezza massaggia lei 3 volte, distèn sul focolare lo copre con la brace, al fin di farne pane

poi fò le conserve, fagiol e pomodori Olive in salamoia, patate là al riparo e ricarico la stufa, per pomodor bollìr tramonto rientran tutti, cena sa riunìr Piatti terracotta, bicchieri una pignata Patate sotto brace, ri-bolle marmellata Minestra farro e ceci, formaggi vino dò
racconti al caminetto, finito il pasto buon

fare vender pane, industria alimentare
da cui dipèn controllo, appalti della fame potèr a mantenere, social consenso pace gestito da più gruppi, lobby a governare

alla semina autunnal, usavo zappettàr picconi pale e zappe, le zolle disgregar poi presi da Fukuoka, la Permacultura fave cardi e verze, migloran la struttra giunsi pure riso, assieme l’orzo e spelta d'estate mais e zucche, ceci senza fretta 3 quintal di spelta, mi dà quintal di seme affianco del trifoglio, o l'anno di maggese

duràn le carestie, vietato era ai fornai

di far biscotti vari, e agli osti ospizi vari e bandi ai forestieri, sen pane far uscire lasciar città in 3 giorni, intimati di partire

duràn periodo guerra, farina è ricavata
da ghiande della Quercia, pianta ritrovata

il gigàro veccia ed altre, difficil digerite soluzion rischiose, la fame chiede sfide
1

Triticum dicoccum, è farro spelta pane Usato da Ezechiele, e genti pre-romane
Cuore della dieta, e del rito cumfarreatio solenni nozze dove, assiem è consumato

“semina a spaglio autunnale 70-120kg/ha, sui monti a fin inverno per evitare il rischio gelate.” Emilia 2 farro e legumi per zuppe, li metto a bagno 12 ore prima, umidità e calore fan chicchi germinare, il freddo li fa marcire. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 242

le piante di Demetra, primar alimentari di erbivori selvati, bestiame ed abitanti

son diffuse ovunque, minuscole o gigante

dai tropici ai deserti, fino al polo grande giungono coi venti, l'acque e le persone segnano presenza, di scarsa irrigazione
foglie lunghe strette, oppure nel contrario foglia larga grande, rivela buon substrato Orzo Hordeum vulgare, è l'antico cereale fermenta e da la birra, grazie al cervisiàe

la terra a noi si offre, perfin da calpestare da questa relazione, ci nutre ad imparare che pur la nutrizione, è un fatto culturale se calm'osservi bene, la piàn ti sa parlare quan frutto va maturo, cade ed è coperto fronde della pianta, morente gli fan scudo una terra nuda soffre, gela oppur si secca paglia suo vestito, conserva senza fretta

degenera più in fretta, in pollin di gallina limita l'erbacce, e il Farro sale in cima falcia a metà gambo, su stuoia fai seccàr è usato a preparare, più salutar tisane 1 mischiato a grano nutre, gladiator romane con mani o piedi poi, trebbia a strofinàr

Cibo delle masse, per carestie e disastro Agro ed agrumeto, grano ed aggressivo Gramigna con Frumento, ciclo che rivivo Economico cereale, adatto in ogni spazio l'uomo che coltiva, sublima istinti caccia resiste ben al freddo, la varietà invernale rapporti predazione, gioco faccia a faccia da etiopico altopiano, diffonde suo areale
Soffoca la paglia, ogni gener d'infestante hordeùm spontani, comprende varie specie stoppie son piegate, al suolo sen strappare perenni od annuali, pionièr fin sulle sabbie la semina appar gioco, di grani sparsi sopra incolti oppure prati, ai margini di strade aiutati a scender sotto, natur lavor da sola

in estive siccità, tien ciglia assai ristate
in suoli ferti grasso, o pover assai magro l’impero lo supporta, strategico alimento cresce nella pace, se non può il frumento

scrive Columella, che l'orzo và piantato

un graticcio collocato, su paglia di sostrato

evita sia smossa, dai venti e dal pollaio
semino Formento, su paglia posta a terra e fino alla raccolta, nessun altra faccenda

Germina poi cresce, sta bassa nell'inverno fa cespo a primavera, il fusto e poi la spiga oculata getto chicchi, in malerbe resistenti le spighe son tagliate, in estate nel cestino il trifoglio nano avrà, prodotto suo tappeto Sgranate e separate, con un setaccio fino spontane sottomette, se sfalci senza freno fusto se ha cacciato, appen avant'inverno gramigna e coda volpe, via se il riso voglio essiccano le spighe, immature sen rimedio col riso per l'asciutto, uso un buon trifoglio il fusto puoi impedire, tardando vegetazio gramigna ha monopoli, in suolo squilibrato falcia grano in erba, precoce togli spazio conquistalo al trifoglio, fìn riso trovi fiato Cerco un altra terra, per metter su radici il Grano sottopaglia, o al pascolo falciato oppure là sui monti, terrazzo le pendici al prato è concorrente, legume è tollerato Coltivo varietà, in successi ed insuccessi gramigna assai lo frena, in pascolo tenace Osservo attorno a me, felici bio consessi preparo con ortaggi, e bardana pur verace

io semin cereali, tra piante già esistenti

Esperenzia fulgorale, est rerume magistra origina sud-est, nell'Asia Etiopia landa provando riprovando, cimento scuola mista Acque a basso costo, fanno l’espansione finchè non riconosce, uomo saggio attende Fior ermafrodito, autogàm fecondazione astièn dall'anatema, a ciò che non intende
1

Oryza sativà, buon Riso antica pianta

con cesti separo chicchi e pula e colgo granella in sacchi juta

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Riso ben si adatta, a ogni tipo di terreno sabbioso od argilloso, neutr’acido alcalino

purchè vi sia dell’acqua, per intervenire nei casi in siccità, o paludi a non finire in argillosi suoli, dò il nippo Carnaroli
l'indiano Thaibonè, s'adatta pur ai suoli se semino col freddo, pare poco saggio

quan semino in palline, d'argilla antico rito a ottobre e nove l'orzo, aprile-maggio riso a mietere nel giusto, momento indovinare d'istinto e umidità, vò chicco a esaminare Riso ha sapor dolce, natura neutra fresca a Stomaco da tono, Pàncrea vien in festa leggèr stimola i Reni, suo qi calma la sete ha effetto anti-diarrea, s'intero lo bevete s'accorciano giornate, ritmo vita cambia alle cinque si rincasa, alle 8 tutti a letto tutto muta gira, in funzion del sole lume l'Emilia narra e cuoce, polenta sugo pure d'acqua cotta e pesce, vò datte la ricetta cicor e pomodoro, spicch'agli e cipolletta quant’altro troverai, funghi e pastinache dentro la pignatta, con strigoli e spinace metti un uovo ed erbe, l'aroma officinale se la vuoi speciale, con l’acqua con il sale mentre s'hai merluzzo, assieme la patata Olio a profusione, la broda è profumata

semino dal 20, di aprile al 20 maggio
così pur seminare, più tardi è da evitare ciò prolunga tempo, di seme a germinare periodo temporali, misto a freddo grosso Un riso per l'asciutto, e un riso per risaie se semino sul sodo, l'allago un mese dopo se semino nell'acqua, fò dopo allagamento per limitare l'alghe, veloci in un momento L'allago una semana, se l'uso col trifoglio trifoglio indebolisce, e il riso và in rigoglio trifoglio poi ricacci, lontàn la concorrenza Riso vien difeso, è cresciuto a sufficienza

poi col ciclo lungo, fioriscon dop'agosto

Risoni per l'asciutto, mai rendo allagati

giacchè il trifoglio nippo, l'ha intraseminati allontana carestie, assiem la pestilenza una varietà che smette, in estate vegetare Consumo di famiglia, fu ceci fave e orzo Dieta di emergenza, nei secoli di sforzo prevale su malerbe, in periodo germinale

Mediterranea dieta, fìn sopravvivenza

in cinque pur sei mesi, fa la germinazio
settembre fin ottobre, giunge a maturazio 1 periodo luce chiede, 20 ore luce giorno durante granigione, scende il fabbisogno

in tutti focolari, presente era una pigna con sedano cipolla, per fare la minestra fagioli ser a bagno, mattina fuori l'acqua sciacqui poi li cuoci, ventì minuti saggia

Se ci sono piogge, allagan temporane Risone è riso greggio, riso per umane
Mieto quan mature, metto ad essiccare son chicche ricavate, spulate o raffinate in alcuni campi riso, un mese a mietitura

Zuppa di fagioli, verdur pane e cipolle sedan e patate, finocchi oppur carote
3 quarti d’ora circa, in pentola normale pentola a pressione, oggi vado a usare1 Per rendere leggeri, intestini da calmàr fò Riso pur bollito, assiem polenta màis con un filo d’olio, e poco sale al fianco l'erbe officinali, calore e pur un canto
1

semino un trifoglio, a futura copertura
due settiman dopo, spargo il seme d'orzo a piedi nudi il riso, or mieto senza sforzo

2 settiman avanti, mieter orzo a giugno a piedi nudi in campo, vò seminar il riso dop'orzo mietitura, abbasso paglia piana pacciame protezione, o allago una semana

Zuppa con foglie di cicoria, borragine e semi di finocchio, versa tutto su bruschette, strofina con aglio e condisci in olio oliva e sale. Se usi lenticchie secche /Dhal bhat tartari) lascia a bagno per circa 2 ore, soffriggi in extra d’oliva la cipolla o spicchio d’aglio, poi aggiungi sedano quindi i legumi. L’alimentazione indiana prescrive di suddividere lo stomaco in 4 parti cosi riempite: 2/4 cibo solido, 1/4 liquido, 1/4 aria.

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le notti dell’inverno, si scivola nel sogno arriva poi Natale, famiglia ad aggregare Amici ci s’incontra, insieme per cantare parlare d'an trascorso, attorno focolare Le piogge furon tante, Taras alza prima cerca funghi in boschi, presso la cascina a sera li consuma, assieme col formaggio mais con la zuppa, frutta secca assaggio

fatica ed imprevisto, più spensieratezza vaccina contro noia, e la vita sola fretta

l’umanità moderna, aspetta soluzione
siàm colti ed istruiti, ma meno fai da te macchin ed aziende, chiedono presenza sotterrano sapienza, dell’autosufficenza

Produrre fabbricare, dà soddisfazione
liber sensazione, da sensi d’oppressione e dalla dipendenza, totale delle aziende Rafforza mia persona, e libera la mente è dal med’Oriente, Cicerchia la granella legume che produce, Latinum scossarella neuro-tossi convulsioni, in parali simulata in uomini e animali, in troppa scorpacciata

e i bimbi sazi vanno, fuori per giocare
rincorrono nei prati, e urlano nel fango Nonno par provato, stanca più di prima treccia solo ceste, passeggia la mattina Famigl’adatta clima, animali fan letargo Camino sempr'acceso, e braci giran tanto raccolto andato bene, fù l’anno generoso inverno avàn passato, fè l’orzo rovinoso Maial er'allevato, all’aria o in tufe grotte ucciso nell’inverno, asciutto freddo forte così da conservare, meglio le sue carni sotto sale e spezie, in feste occasionali così i polli o conigli, in arrosto cucinati conditi d'aglio e lime, e aromi ricavati I dolci con le noci, coi ceci fan ravioli1 Mandorle frittelle, nocchie castagnoli un pollo a cacciatora, ben fai rosolare prosciugalo dall’acqua, metti vin cipolla aglio e pomodoro, prezzemolo con sale il pollo assorba tutto, al fuoco regolare vario con patate, messe a spicchi sopra condite già col sale, e l’aglio e la cipolla e metto pomodoro, a spicchi tutt’intorno Origano e prezzemol, olio e giù nel forno

Annual ramificata, il baccello come cece Sapor più delicato, la Bi e PiPi contiene

adatta terre magre, ciottolose sen ristagni più rustica del cece, produce sen risparmi subisce i venti caldi, e le foglie i parassiti piantala in autunno, giugno-luglio mangi
raccogli estirpa piante, riuniscile in mannelli sul campo lascia poi, essiccare i suoi baccelli

il Cece è coltivato, spontaneo non esiste
annuale antica pianta, che all'arido resiste cugin della cicerchia, appar semiprostrata Ricca in proteine, sul posto è consumata freddo mal resiste, io semin fine inverno colgo lugli-agosto, fiorisce 1 mese intero pur mòlti aborti reca, e soffre l’eccessiva presa d'acqua assieme, l'umido del clima più fertil terre fugge, argillose ristagnanti mal tollera pur sale, e suolo compattante le terre col calcare, fan dura sua cottura profondi med’impasti, aiutan sua natura buo Ercole consuma, le fave qual purea

contatto con la terra, fù anche libertà
un boom dell’edilizia, chiama là in città lavor più redditizi, e l’ansia d’istruzioni

spopolan villaggi, e agresti istituzioni
restano gli anziani, all’oasi del villaggio non amano la moda, sintetico rodaggio
1

prima di affrontare, fatiche che teneva
da ciò discende Macco, piatto del pugliese purea con la cipolla, e cicor lessate avete

Tutti i tipi di pasta per ciambelle erano ottenuti con acqua e farina, condita con cannella, noci/nocciole, miele cioccolato.

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fava prio legume, novembre pur febbraio 6 mesi oppur 2 mezzo, se semin primavèr giovàn baccelli fave, consumo a fagioline

cucino interi cotti, tra sei-otto centime
sè le vuoi sgusciate, attendi che le fave si vedan dal baccello, oltre non andare sè vuoi conservarle, lasciale su pianta finchè lei matura, estirpa tutta quanta1 fagiolìn piselli fave, ricchi d’acqua sono aci folico e potasso, più fibra gran lavoro han pochi carboidrati, pur anche proteine i piselli son pù dolci, con ferro e vitamine

seme io lo prende, proprio mio lavoro affondo nel terreno, sette in ogni buca ogni mezzo metro, assieme alle canne a inizio settembre, si coglie si spanne Semino assieme, granturco e fagioli nei primi di maggio, in file nei solchi attecchiscono bene, dop'acquazzone Il sole rovente, bruciarne può il fiore

Se la tramontana, a terra le sbatte
a mezzo di mani, riavvolgo alle canne raccolgo immaturi, poi lascio essiccare

al sole o all’asciutto, sì da conservare in un tessuto iuta, di canapa o di lino
assieme foglie salvia, o al peperoncino venti-trenta kili, ogn’anno per famiglia serbo nei sacchetti, pur nella bottiglia Coleottero insetto, magazzìn flagella la femmina in semi, l'uova conserva Larva si schiude, bianca e si svezza Còi cotilèdon cibi, muta senza fretta quando son pronti, rodon tegumento

un pisello a 4 gradi, và in vegetazione

resiste pur al freddo, rugoso accetta caldo io semin fino agosto, le nane e rampicanti tutor 1 metro 20, raccolti più abbondanti

se semino il pisello, in autunno partirà rallenta nell'inverno, ma poi riprenderà
con zucchero e con sale, in pari quantità cuocio miei piselli, per gusto guadagnàr I semi fagiolino, a bagno in una notte li semino in terreno, umi non profondo fagiolo vuole vedere, Te che t'allontàn baccelli e poi baccelli, se torni regolàr sè fai compagnia, produce lungamente

con foro regolare, escono dal seme
ridurre concorrenza, provo con l’alloro la cener disinfetta, dai pidocchi in coro

pur ogni due giorni, rigenera fiorente

l'anaffi lo concimi, fai rampicar su griglia cenere ha potassio, tenda indiana piglia2

Cotiledoni sono, stratagèm di natura magazzini di cibo, a nutrir la creatura di mezzo fra loro, è legato l'embrione minuscola pianta, dormiente in azione
non c’è clorofilla, in foglie ancora chiuse

Ama lui la terra, sciolta umid'asciutta se c’è una siccità, divièn più saporito
se piove metà giugno, presto và fiorito innaffio ogni 8 giorni, ecco l'hai capito
1

ma presto ne avrà, se si apre alla luce è l'enzima di vita, che unisce glucosio a partire dall’acqua, fotoni e carbonio il secco fagiolo, in terr'umida e calda
comincia assorbire, l’acqua in sostanza fuoriesce radichetta, e divide-si frattale ricerca nel terreno, l'acqua e il minerale fusto ha bisogno, grapparsi a qualcosa attorciglia salendo, col vento sen posa da grande la pianta, azoterà il terreno nutrirà il bestiame, i fiati e pur il peto
LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

Appendo la pianta estirpata a testa sotto o conservo i baccelli secchi in carta di giornale a proteggerli da parassiti e polvere. 30 semi in solchi di 3 m (dist.15cm), profondi 4 cm, fan 10k baccelli. Cimando getti sopra il quarto mazzo d''infiorescenze combatto gli afidi che amano il tenero e i baccelli avran più linfa. In attacchi forti, nebulizzo sapone o decotto di ortica. 2 Rete grigliata fissata a due paletti (o ridosso muro) che a fine stagione (autunno) ri-arrotolo; a primavera, li pianto anche a cerchio tenda (3-5 getti) alla maniera indiana. Semino quando posso camminare a piedi nudi senza sentire freddo (circa 17°)

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Darà foglie con fiori, biàn gialli rosati

Ermafroditi sono, farfàl papilionati1

simile alla Soia, è pianta che migliora semino entro giugno, dopo orzo signora

e scopro il nepalese, sensibile e profondo è mano nella mano, rispetta intero mondo devoto alla famiglia, e ignora l'apparenze distingue la persona, dal rispè che sente

Le Valli Kathmandu, Patàn e Bhaktapur latte estratto in acqua, dal seme macinato Diventan città-stato, convivon più tribù a caldo è alfin bollito, volendo è coagulato Durbàr piazza centrale, delle sovranità ha templi di buddismo, e hindù divinità con sali di magnesio, ò aceto è Tofu nato

tra i cibi derivati, germoglio fresco è dato

campagn'arroventata, sotto sol d’agosto fà pensar la morte, fuoco ambiguo posto Pensiero della morte, è l’uni prospettiva coscienza che accetta, ride più di prima2 Io all'orto lavoravo, alla sera li ascoltavo La terra con le piante, le fiabe ricordavo stasera và Raseno, continua raccontare di quando giovinetto, l'India andò girare mentre il fuoco arde, e tutto par dipinga Raseno và cullàr, coi viaggi fatti in India scene e situazioni, l'incontro con la Lisa appar il Terabuti, una barca pien di vita! atterro a Katmandù, mucche a pascolare accoglienza familiare, su valli himalayane un popolo di razze, l'inglesi han incrociato emerge nel coraggio, il Nepal sacro stato giungo col monsone, vedo pur squallore assiem a mendicanti, in cerca di calore animali sulle strade, puliscon dai rifiuti mercanti in biciclette, attizzan loro fiuti Barbieri e calzolai, su piazza son vivaci sarti e guaritori, soppesano il mio corpo gracchiano cornacchie, ai fil alta tensione Diesel sulle strade, lo fà giappon motore
1

Su rive fium Bagmati, sorge Pashupati tempio a divìn Siva, Signor degli animali Protettor del Nepal, amico al toro Nandi cremazion sui ghat, alzan fumi grandi Là numerosi sadhus, asceti itineranti Consacrano la vita, erranti meditanti Eremiti e anacoreti, di varie tradizioni fumano la ganja, allontanan tentazioni Attira assai devoti, pur Bhaktapur città

semplice il suo clima, che dà serenità peperoncin e grano, seccano su stuoie
donne brocche d’acqua, portano da sole3 Tra torni dei vasai, e botteghe tra viuzze gradoni 1 sopra l’altro, per cupola formàr Tempio Swayambhù, accanto Durga devi attira con sue scimmie, locali e forestieri son appese a guglie, preghier a sventolàr con ruote pien di mantra, incensi propiziàr diffondon primo suono, il màni peme hum al pantheon tibetano, l'incenso dona fum ad est di Kathmandu, stupa di Bodhnath più grande del Nepàl, il mondo a ricordar ai quattro lati guglia, stan 4 paia d’occhi Dipinti onniveggenti, liber da par’occhi Axis Mundi stupa, è monte Meru Kailas

Papilionacea, forma a farfalla dei fiori di tutte leguminose. I rizobium (enz.fissatori d'azoto) della soia, diversam da altre Uovo cosmo posto, al centro multiverso legum, non sono presenti sul suolo italiano, vanno inoculati. Attorno a stupa poi, gompa e monasteri quan la soia germina l’amido viene rotto dall'enzim amilasi. Affreschi bei colori, stan su pareti interi
2

“riscrivo il viaggio esistenzial interno, in cerca dell’estraneo senza nome che ci fonda, quel niente da cui scaturisce ogni cosa e ispira l’opera; quel fuoco originario, promessa di ogni creazione ventura e consunzione di tutto. Null esiste, la morte sicuro verrà e 3 “le stuoie in paglia, lunghe 30 cm, son fatte con fascine avrà occhi silenziosi che gridan vana parola; lei ci di fuscelli secchi di varie graminacee, annodati e stretti fra accompagna sempre, insonne sorda come vecchio loro Tsampa è tè con 4 cucch.di farin d'orzo (tsam), burro rimorso. e miele LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 247

Raseno tien amico, 1 mercante tibetano suo nome in Milarepa, sarà rinominato lui vive su a Kodari, villaggio del confine ci porta pur Raseno, per himalai scoprire dentro al monastero, piccino del villaggio incontra poi la Lisa, misterico passaggio lei mesciava un tè, assieme tsampa cibo in grosso beverone, per ospiti a convito Raseno su a Kodari, assiem Lisa taoista Parlano l'un l'altro, al ponte d'amicizia confine tra 2 stati, la Cina ed il Nepàl tal ponte simbolizza, un antica libertà L'amico Milarepa, col gruppo rifugiato vive lì a Kodari, lo chiamano sciamano lui narra delle storie, di lama tra confini guerre e rifugiati, e la ruota dei destini

Specchio per ciascuno, di tutti i vizi figli collera è l'inferno, fiamme buon consigli uscita e via di fuga, da situazioni umane vissute pure chiuse, pesanti o disumane Il mondo Spettri Preta, in alto è situato Zona d'esistenza, scacchi e gioco dato Vi regna la tortura, insaziabil desiderio appar Buddha recante, il cibo refrigerio zona opposta Preta, è mondo d’Animali vi regna la paura, e le tenebre istintuali il destino sopravvive, e natur necessità un Buddha sta con libro, aiuta risvegliàr

il mondo Umano sta, sopra all’Animale

zona dell'orgoglio, Buddhà a elemosinare in cima al Kalaciakra, stan palazzi in cielo nuvole abitate, da Dei stra-ricchi in pieno Asura stan accanto, guerrieri d’ambizione pronti a guerreggiar, d’entrar zon'elezione sòn sei mondi stadi, della coscienza d’ego

Lassù nelle mie valli, pietraie desolate
un mercato và curioso, dice Milarepa

tu puoi barattarvi, il vortice di vita Con gran felicità, piena ed infinita!

Modelli di esperienza, possibile davvero
La ruota d’esistenza, ossia della coscienza mezzo che ci aiuta, comprendere l'essenza cosmo appare vuoto, forma impermanente ed ospita la mente, con sue conseguenze da stati di nescienza, sorge attaccamento per sé per interessi, e repulsion del resto Ignoranza e avidità, ed odio senza fondo Al centro della ruota, mordon giro tondo

Raseno con la Lisa, l'ascoltano di sera davanti un focolare, profumi della cera 1 Thanka alla parete, di Padmasambava siede sopra fiore, e tien la coppa umana cranio par riempito, di nettare immortale amrita di coscienza, l'umano sà svegliare quel lama in mezzo al lago, Tibet inventò e buddhista religione, dall'India v'innestò il Thanka tibetano, adatto a contemplazio da ombelico al centro, Mandala tracciato

Coròn dodici anelli, la ruota d’esistenza

una ragnatel di fili, percorrono entità

in viaggio fra livelli, della coscièn globàl Il bardo himalayano, srotol altro Thanka spiega con i versi, tamburo che c'incanta la ruota kalachakra, 6 mondi ci consegna Yama il Re dei Morti, pedagogia c'insegna Budda in forma Yama, è mente illuminata il Signore della Morte, con ruota rivelata è specchio per vedere, il gioco d’illusioni e i teschi sua corona, di più realizzazioni

figure d'alto in basso, rivelan conoscenza è moto sens’orario, e quotidian quadrante dodìci mesi sono, reazioni ad ogni istante A ignoranza s'incatena, l'emerger volontà segue la coscienza, in corpo ad aggregàr escon or sensi, e la coppia degli amanti segue sensazione, e un vivere mai sazi poi v'è attaccamento, a forme della vita divieni in mutamento, la nascita confina la morte tutto chiude, catena ricomincia ognun alla coscienza legasi o s’avvinghia
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Le situazion mentali, nascon ogni istante radici del passato, o un futuro proiettante in questa quella zona, di ruota d'esistenza continuità del film, è il flusso d'apparenza Samsāra è nella mente, qual logica binaria è una lingua biforcuta, che fà etichettatura è giudizi e distinzioni, a creare ogni paura Associa ad ogni cosa, nomi e spazzatura un altro fondatore, Bòn Thonpà Shenràb giunge da Zhan Zhùn, mongol occidentàl la tradizione Bònpo, rifonda a più riprese supera ostruzioni, e dzogchen doni diede Mente sappi mente, meditazion l’arrende continua Milarepa, che osserva l'esistente tempo ri-scompare, se mente và fermare il tempo con la mente, muovon alternate Il tempo è un illusione, edificio razionale

gran bravo artista, tiene un valore Se bene coinvolge, suo spettatore

sè sa produrre, qualunque emozione

allor è un maestro, di sublimazione
produce trasporto, dell’animo umano nel magico mondo, del mito richiamo discioglie i contrari, in gioco prestigio

sveste e denuda, dettaglio artifizio

Vive divertito, l’idea d’esser qualcuno non prendersi sul serio, è tonico sicuro pensa essere nulla, viaggia verso niente

pur se tibetano, nessuno là lo attende La sua felicità, motor di sua coscienza che di sua realtà, è creatura primitiva
non cerca la cultura, o fuga dall'essenza sua mente razionale, affianca la creativa

L'arte meditazio, ogni fato va fermare

sono in tutti noi, l’asceta e il razionale
divider buon cattivi, è un fatto innaturale gli Dèi sono infedeli, bugiardi e irrazionali calandoli alla storia, crediam di dominarli Danza tra le opposte, specie di pensiero

fonde nel momento, annulla le distanze mondo e la sua ruota, ferman all'istante si può incontrare Dio, la cosa accade già pur senza forzature, l'istante vi accadrà continua Milarepa, non v'è l'interferenza appar il testimone, del ritmo d'esistenza

raccogli analogie, dinamico mai serio le forze elementari, ostil della natura
son le stesse forze dell'uman struttura Qui cita Milarepa, i versi del suo guru Naropa solitario, riscaldasi col tummo là nella caverna, del monte Laci Kang vive da eremita, descrive quanto accà Cielo con la terra, tenuto lor consiglio inviano la tempesta a chiudere il sigillo topi, umani e bestie, chiusi nei villaggi

Respiro in sè non è, il cuore della vita forse è nutrimento, così come altri cibi
pur quando s’arresta, presente tu rimani respiro non c'è più, ma tu ci sei oramai!

l'osservazion respiro, ci dice è Vipassàna continua l'osservare, piano pausa ingrana se allarga per minuti, e tutto si è fermato pensiero con respiro, cavallo s'è arrestato processo del pensièr, ossigeno abbisogna respir è tal motore, che la mente agogna se vita è sofferenza, provièn da desideri cerca l'esaurirsi, qualunque sia l’imperi

soffrono la fame, attendono presagi Scendon roteando, con turbini forti

molti fiocchi neve, dieci giorni e notti immensa la neve, di là d'ogn'immago nel gelo appiattiva, ogni onda dei lago

Come un artista, non è i personaggi ma è testimone, di fatti e passaggi così pure il Sé, è distinto dai ruoli vive nel mondo e osserva da fuori

in alto copriva, le creste ai ghiacciai e foreste nel basso, sepolte oramai alture e vallate, in un pian livellate
e acque ruscelle, da ghiacci occultate
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nevi e uragano, invernàl da una parte i miei panni leggeri, a far controparte combatton l'un l'altro, la vita la morte un ardente calore, la sòl mia consorte Lui avendo portato, la tummo vittoria un esempio lasciò, a eremiti di allora il tummo consegui, se a lungo ritieni il fiato ed un fuoco, d'immagini ottieni1 e ci narra Milarepa, tutto il suo passato al villaggio di Nechung, in regno tibetano duràn festeggiamenti, lì per l’anno nuovo

la gli amici Sherpa, ci narran di creature

Demoni e folletti, con fate e yeti pure2
una sera van danzare, 1 chama di lassù un rito molto bello, chiamato Man Rimdù Dramma che riporta, in versi leggendari più antiche religioni, nei sincretismi vari Attori travestiti, persònan demon maghi energie della natura, domate in più canali dentro del mandàla, di sabbie ed infiorata Si invocano entità, per gente or radunata dopo i suon dei corni, inizian danze sacre maschere vegliarde, fanno le comparse più comiche storielle, tentano educare novizi con presenti, alla memor rituale è tempo del Ru Tang, la danza cimiteri da femori antenati, espandon soffi versi

veniva tanta gente, all'oracolo ritrovo Naropa su maesro, 1 oracol ricercato
corpo suo prestava, a 1 spirito di stato medium o sciamani, col nome di kutèn

Veicolan nei templi, e piccoli Shortèn
tempo con pazienza, servon all’incontro

salgono alla scena, scheletri danzanti
i Bardi van cantar, i primi e ulti istanti3

lo spirito dorjè, è austero e parla poco

risponde con sarcasmo, risa e stroncature allè question primarie, che banalizza pure “Iniziava cerimonia, cantando invocazioni al suono di più corni, di cimbali e tamburi Kuten entra in trance, coi cappelli in testa pesan trenta libbre, medium non protesta Suo viso si trasforma, nel selvaggio irato s’accorcia suo respiro, in fischio sibilato Danza a passi lenti, e salta con sussulto spada rito prende, brandisce tutto punto

maschera di Zurra, entra pur in scena Dio delle montagne, e fuoco della sera Purifica gli Sherpa, gli dona insegnamè per vivere in accordo, all'intero ecosistè al centro di mandala, vessil è conficcato così da imprigionàr, ognì distruttivo fiato màndala è distrutto, le guardie son levate sabbie poi mischiate, all'acque sono date

Raseno và umiliato, da immensità silenzi Presenze percepisce, divìn in tutti i sensi torna a suo sgabello, e ascolta le domande invisibili ma certe, su valli himalayane di membri di governo, cui risponde grande Tra il Ladakh e Nepàl, e terre tibetane a danzare ricomincia, con spada sulla testa sembra gran guerriero, danza la sua festa e un vento nelle valli, s’insinua nelle gole

Finito di parlare, il Kutèn vedo crollare
sembra senza vita, il dorjè lo lascia stare suo nodo viene sciolto, sciolti suoi legami è ricco di dettagli, Dorjè nei suoi proclami Una volta Milarepa, ci porta nel Khunbhù tra l'alte quote e l'erbe, intensi freddi pur

a gran velocità, sospinge ogni interiore

sfiorami con Lisa, trascende tutto squarcia M'appare Terabuti, una luce chiara traccia
2

Thimi Yangho, antenato Sherpa che fece emigrar sua gente dal Tibet 300 anni fa. Konchok Chumbi, sherpa che portò Edmund Hillary sull’Everest. (Sher: est, Pa: popolo). 3 I Kanling: femori umani. Ru tang è la versione tibetana della Tandava indiana. Thur Dag è Signor della morte simile 1 Lisa: “Milarepa dimostra la gran virtù del tumo, conseguito a Rudra-Kali: due messaggeri trascinano un bambola di combinando ritenzione prolungata del respiro e oggettivaz. di pezza che danza appesa a dei fili e rappresenta il viaggio un fuoco immaginario (monoidea proiettata oppure yidam).” dello spirito umano nel Bardo, alla ricerca della Luce divina.

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ad est di Katmandù, col bus cammin farai una voce lo spingeva, passar giù nel Terài in India vien sospinto, Raseno il pellegrino Lisa in Nepal resta, per ora è suo destino tra i sciamani Jakri, cerca musa essenza Lor curan malattia, assiem la sofferenza e là in pellegrinaggio, rielaboran pazzia nel dono del curàr, lei canta saman via1

Alcuni salgon scalzi, oppure con digiuno rosari di rudraksha, tridente col tamburo Ciel di stelle danze, poi raksi alcol di riso Colmaci di forza, è il canto su ogni viso all’alba ci si spoglia, lago attrae la folla La gelida sua acqua, cura chi lo voglia il lago Gosaikunda, è Shiva Pasupati Androgin protettore, d’Himalai elevati Propizio fausto dio, Rudra è l’altro lato terribil distruttivo, specie se scempiato nell’estasi ai devoti, l'appare yogi nudo androge con criniera, e cobra di velluto Accende le visioni, e stimola il portento stress dell'alta quota, e acclimatamento Pietre insanguinate, del sesso di Kali Ma crepe di montagna, o ventre sua vagina

quei sciamani fanno, la puri-ficazione con incensi e acqua, in un calderone
Piante che urticanti, saturan ambiente e dopo l’aspersione, danzan ricorrente

Salgon i sentieri, antichi gl’immortali al monte di Kailàsh, centro d’universo culto di montagne, è penetrare ventre
caverne del silenzio, orgasmo ricorrente Jhakri del Nepàl, in piena luna d'agosto piogge torrenziali, vento fredd’addosso al lago Gosaikunda, sacro ai pellegrini Vado con un sacco, di cibi zuccherini con riso con patate, zucchero e del tè son unta con dell’olio, salato per difesa contro sanguisughe, dagli alberi cadute s’infilan dappertutto, ricercano la cute traverso le foreste, di parchi nazionali rifugio degli asceti, e selvatici animali Suonano i tamburi, nei Nepal santuàr i Jhakri sino all'alba, restano a danzàr Lisa con un Jhakri, seguono un destino colonna di devoti, cammina nel mattino

ai piedi di Chomlunga, o mont'Everèst
Sajan Tekur jhakri, suona il suo tamburo ai Dei della montagna, offre incensi danza m’invita a casa sua, davàn calda pietanza Rapito fu da bimbo, da un elfo della selva gl’insegna lingua uccelli, a diventare jakri Mangia un anno funghi, erbe e selvaggina torna al suo villaggio, accolto quaò regina Folletti d'Himalaya, fuggòn con gli animali scacciati da foreste, via via più disboscate lasciano montagna, guardiani e protettori ferita gravemente, dai suoi conquistatori le mamme con bambini, intente allattare assiem a più curiosi, imparano che male se viene confinato, in stratagemmi cura Porta guarigione, curando una frattura tal spirito é sedotto, coi doni poi saziato col sangue di gallina, viene poi ubriacato pèrche mai ritrovi, la strada del paziente dentro di paesino, non sfiori l'altra gente sussulti con tremori, trance in ricorrente

viaggi lì ad oriente, sul sentier di rose
Sopportano i fedeli, e cantano più note fedeli in processione, salgono su ai laghi per adorar Kalì, dea mogli madre a Shiva son Dèi delle foreste, maestri di sciamani Han rosse bianche vesti, due color vitali
1

“Sajan Jakri invita Lisa alla sua puja. Attira demoni terrifici Sajan cinquantenne, accoglie sorridente (causa di malattie) con mandala ragnatela e disegni colorati, depresse e possedute, e le discriminate fiori, offerte di dhalbat (piatto di riso e ceci); monete e lumini al fin d’isolarli. Questo labirinto è una babele per demoni ed e cura tristi donne, da misèr sfiancate intenti cause di malanni e i rosari di rudra-ksha (Elaocarpus ganitrus) son usati come scacciapensieri e demoni.” Lisa

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Figlio d'una lotta, condotta in gioventù a vincer sue paure, di morte e var tabù lui s'isola e si offre, in pasto a spiri vari 3 giorni nelle yurta, digiuna senza pari sul capo una corona, grida si contorce Sajan nella seta, il viso suo nasconde entra nella trance, lamenti nimaleschi Risa d’isteria, e tambur carnevaleschi pure s'assopisce, prega accende fuoco con braci e candele, illumina suo luogo Inizia poi la cura, i malati stanno in fila picchiati e massaggiati, dolori sputa via Sputa ogni sozzura, peli sangue marcio Calcoli di pietra, strilla piange a strazio Canta poi soave, suzione ha terminato Male incorporato, a terra ha ritornato Un anima suicida, persegue 2 figlioli uno trema molto, e l'altro pare matto dop’ore di tamburo, e tartassati in cure esplodon alla trance, il giovan parla pure a tono del defunto, racconta l’esperienza 2 vecchi annotan tutto, per poi verificare Gruppo e comunità, nutron spiri errante accendon il falò, fan cura assai vibrante spargon sulle braci, burro latte sangue or tutti i tamburi, batton gli sciamani i figli del suicida, si buttan sui tizzoni danzan liberati, tra odor misti a fetori Sajan pra tekur, un giorno là mi disse mistero di misteri, intelletto può morire imparati a morire, intelletto ha da fallire impara l’ideogramma, felicità può uscire sua moglie curandera, 1 dì mi va curare entrata nella trance, in uomo và mutare

l'inconscio vuole atti, sogni con imago accetta vari ruoli, di gioia o dolor vago i giochi corporali, producon sensazioni Ipnosi costruttiva, lavor coi giochi ruoli propongo al razionale, fare cose nuove è l'estasi latente, ciascun esser vivente ognuno sceglie sua, nevrosi e malattia cioè stato coscienza, ovver altra follia Io transpersonale, l'estasi può entrare capace di guarire, poiché diviene altro se accetto di morire, senza la speranza senz'incarnazioni, s'apre un'altra stanza non c'è la malattia, in quanto non esisti ora vai guarire, cosciente d'esser niente tal legge par assurda, a mente razionale più senti sei malato, più credi essere tale il reale è ciò che pensi, or apprezza tutto piacere folle accade, l’estasi oltre il lutto tutto fa la gioia, ogn'incontro fa prezioso il tutto pur diviene, un potere misterioso sconfitte pur ferite, avute appaion belle ogn ostacol poi, t'induce cambiar pelle or comico mi appare, pure ogni trionfo di lucro e civiltà, che porta a duro tonfo

Sajan mostra a Lisa, bottega dei vasai
un masso a foggia ruota, là sul palo d'assi Vasaio impasta argilla, seduto su sgabello dà forma alle pignatte, rotanti sul piattello gira piastra al perno, ha leva d’un bastone posto dentro 1 buco, scavato nel piastrone a velocità portata, volan che ruota inerzia così in cinque minuti, è trottola alla festa i vasi poi son messi, seccare al caldo sole poi cotti in paglia fuoco, dentro caminetto con vasi e con mattoni, dan vita alle città quei mastri figuloru, son cuor di civiltà!1
1

opera a ottenere, guarite più persone
tra tutte medicine, la fede è la migliore il fegato mi aprì, tirò fuor tutto quanto Mi chiuse la ferita, dolore passa intanto io non ci credevo, il mio corpo invece sì il corpo parla lingua, bisogni e gioco lì

il Figulorum vasaio raccoglie e dispone la melma (argilla e limo), portata da alluvioni dei fiumi. Muta la disperazione di ostinate paludi (febbre, tifo, polmonite, pellagra), macerando in stagni naturali la melma che divièn creta modellabile. Lui la cuoce a ricavare vasellame per l'economie di sussistenza. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 252

la ceramica è arte, dei quattro elementi è argilla acqua-fuoco, e il soffio dei venti 900 gradi fornace, ad essiccare la forma che in secoli il Sole, o il fuoco trasforma L'Argilla è lavorata, a mano e piedi nudi immersi giù nel fango, fin alle ginocchia zappa e piedi nudi, riducon essa in pasta a darle poi la forma, stampi a legno basta

è la stazion del treno, alla mattina presto grande dormitorio, su stuie di mondezza i canti del muezzin, risuonan di contorni1 Inviolata Varanasi, ombelico dei dintorni persone fan la doccia, in fila alle fontane l’igiene è gran dovere, oltre che piacere Gli scoli marciapiede, diventan lavatoi per vesti gambe braccia, pieni di colori

in giungla del Terai, Rasen intanto incontra Efficienza disperazio, fino a esagerazio gli uomini Kusunda, etnia vicina ai Gonda il Gange eman da tutti, i rivoli e fontane Aman caccia e pesca, assieme la raccolta prender le sue acque, purifica ogni pecca il pellegrin malato, le fogne pover becca Selvatiche radici, frutta e verza cotta Ricordan quelle genti, kafiri in Nuristàn Raseno ci descrive, quegli uomini di là I cugini degli Elleni, Kalàshi del Chitràl forzati a convertire, al mare dell’Islàm son ultimi Kafiri, in tre valli in Pakistàn impervia lor regione, a nord Afghanistan Hindukush catena, s’unisce a Karakorum Nel nodo del Pamìr, un anfiteatro forum Usando argilla e sale, e l’alga spirulina arrestò putrefazio, di stomaco intestino a causa clima afoso, della valle Gange Il sale a volontà, aiuta in zuppe calde M'appare Varanasi, gran spremilimoni turista avrà soluti, tutti i suoi problemi Affari con commercio, riman col bazàr vantaggio e confusione, paion dominàr in un battibaleno, per 1 motivo o l'altro Mi trovo contrattar, seduto nel mercato ad acquistar la seta, che artificial o vera orna quel bazaar, di giorno e pur di sera Benares città d'arte, è affare pur frattale una cortesia zelante, prelude far l'affare Millenni d'esperienze, accolgon pellegrini Sinceri da ogni dove, spettacol burattini Fiera permanente, ti sopravvive e vende spettacoli per tutti, in modo pur coerente Vende a ogni turista, l'illusion più grande l'esistere apparente, Maya più importante È grande Varanasi, nel cuore e nel sociale Gran cinema all’aperto, vivente artificiale mi porta a meditare, sul Visnu Narayana visto a Katmandù, una prima settimana Visnu Narayana, è adagiato sul serpente compagna tiene maya, poter illusionante permette a lui creare, ogni fisico universo su acque primordiali, galleggia tal evento
1

Contado e pastorizia, baratto fra tribù Una casa val 6 mucche, facile procedi

Mercato sen moneta, i sentieri salgon sù apra è valor base, una mucca ne val 10

l'accumulo surplus, è usato nel sociale
a rafforzar il rango, con feste per villaggi distribuzion di cibi, convivio aperto a tutti durano più giorni, canti e danze in gruppi ognì kalàsh famiglia, possiede varie capre formaggi carne che, al gruppo và tornare ciò assicura in dose, prestigio al donatore mitico lignaggio, impedèn concentrazione consiglio degli anziani, sorge nel bisogno eloquenza ed onestà, è gara tutt'attorno forman decisioni, appresso a discussioni Problemi di villaggi, accordan tradizioni uscito dal Nepàl, Raseno viaggia basso passa valle Gange, in treno senza stacco al cuor di Varanasi, lo porta il suo destino squallide le strade, lo accolgon pellegrino

In India tutte le strade conducono al Varanasi (Benares). LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 253

su Sésa suo serpente, Visnu dorme sente un sonno meditante, divino e ricorrente dall'ombelico suo, emana un fiore loto Brama porta fuori, il sogno come moto Ecco una bambina, che raccoglie sterco di sacra vacca là, fresco oppur già secco non ancor calpesto, da piedi oppur motòr Sulla stradin appresso, coglie con candòr Impasta come pizza, a farne blocco cubo lo porta via con sé, ritorna ancor raccoglie Maneggia quel prodotto, serena disinvolta seguendo tradizioni, per la cucìn risposta Sterco sacra vacca, è usato in combustibi

Seduto su giaciglio, il naga sulla stuoia rudimental coperte, pozzetto fuoco gioia che ospita le braci, e cenèr da spalmare al centro di capanna, incenso sa fumare1 Appese alla parete, più effigi e foto deva tridente nel pozzetto, damaru divin Shiva più pipe per la ganja, presente in quantità su stuoia alla penombra, al fine di seccàr Kumbha Mela è, incontro accampamento un sogno collettivo, ponte in un momento riunion tribale sadhu, e pellegrin di mondo Metropoli di tende, convegni sul profondo è in Haridwer e Ujjan, Nasik ed Allahabad Gange per 1 mese, accoglie intero campo a turno tutti gruppi, attende far il bagno seguo fino a Kullu, in himachal Pradesh scioperi e gimcane, digiuni e freddi che sudor pellegrinaggi, in valli himalayane Dharamsala appare, luogo da svernare! Dharamsala alta, diviene McLeo Ganj in conifera pace, yogurt miele assaggi rigener tal ambiente, il corpo davvero Dalai Lama da qui, governa monastero Scuola Men-Tsee-Khang, a Dharamsala È centro formazione, medicina tibetana 4 anni insegnamento, pei 4 tantra base Metodi di cura, antichi e in sincro fase Tra campi e colline, e bazar con colore ammiravo tempietti, di viaggio interiore un lodge dormitorio, bizzarro e sapiente Perpetua gli enzimi, in modo efficiente Il vento del saggio, tra boschi di cedro sul fianco montagna, che domina valle

Per le cucine e pur, biogas fertilizzanti Per certe malattie, è un medicamento

ogni dode anni, si allinea al moto Giove

assiem urina latte, e il fiato al pargoletto a Khajuraho villaggio, mi fermo a visitar sguarnito polveroso, indiano sonnecchiar i suoi templi dell'amore, sono qua e di là

Celebran amplessi, scolpiti a dimostrar
Prem giri Baba incontro, vive in casolare un piccolo tempietto, in un giardin solare Semplice essenziale, è forte l’ottantenne Yogin del dio Shiva, è radio con antenne squallor delle città, contrasta coi villaggi città son termitai, cloaca a carne umana Convogliano le genti, discese dai villaggi In cerca di fortuna, ammassano miraggi improvvisati scrosci, pioggia dei monsoni governi assai distanti, e furbi imprenditori clima si rispecchia, in local sopravvivenza Psiche delle genti, costrette a convivenza Gioco di prestigio, ovunque mercanteggio in strada negli uffici, su autobus solfeggio rilassa la mia vista, quell’animal da soma Mucca con cammelli, mi calma mi consòla Sadu e naga baba, incontro ad haridwàr vivono in capanne, su un isola nel Gange di cenere cosparsi, pareti sono in fango spartani pavimenti, a colpi sacro tango

Rifletto sull'uomo, e sue varie città
Vulnerabil dall’alto, è l’umana realtà

L'uman da quassù, è un fiore di terra Che quasi sprofonda, fin giù sottoterra il cièl sovrasta tutto, eterno e silenzioso vede tuoni scrosci, per l’uomo bisognoso
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la cenere ha funzione profilattica e deterrente sugli insetti.

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Punjab valle dell’Indo, terrèn dei 5 fiumi Granaio d'oro d'India, che esala pesticidi Concimi e diserbanti, or girano nell’aria vado in Amritsàr, a cercar riposo a Gaia è tal città stracolma, d’insegne di negozi che prova ritrovare, l'amrita dei primordi economica ospitale, leggende di banditi ogni giorno sui giornali, calman appetiti Tempio d'oro sikh, modello d’altruismo Funziona molto bene, in amore e carità offre pasti grati, giacigli ed acqua calda Ospita viandanti, che cercano la calma Il treno espresso vola, verso il Rajastàn trasporta molte donne, ricche benestàn grasse alcune sono, nutrono dovunque le porta in Gujaràt, a far affari dunque le donne di Jaipur, han profilo oblungo caviglie appesantite, da braccial’argento orecchini enormi, oscillano a ogni spasso Più povere più belle, con elegante passo Planimetria armoniosa, strade pure belle Assorta e concentrata, in etnici quartieri L’islàm tradizionale, apre a ognì cultura È anello della sunna, la tolleranza pura fò pellegrinaggio, alla moschea d’Ajmèr casa d'un buon Sufi, e vento mi sovvien spira sin Jodhpùr, al canyon dei Rathore son su treno poi, deserto Thar mi vuole Miraggio atemporale, è Jaiselmèr città su via carovaniera, incanta a rinfrescàr magnifica fortezza, di mura d’arenaria giallo il suo colore, che scintilla d'aria Deserto Rajastàn, fuoco argilla vento porta le avventure, fuori d'ogni tempo la vita sulle mani, è miracolo che aspiri Modella come sogno, miraggi che sospiri quan spirito è imbevuto, fuso d'elementi Vede ed intuisce, la sua natur del vento Meditazion passaggi, e voli del pensiero brezze novembrine, scuole del mistero

M'assale nostalgia, del più divino piano Imito cammello, nèl suo cammino fiato guru dromedario, efficiente senz’uguale nelle desolazioni, di steppe sà calmare un passo è 3 dei nostri, vero re signore nel lento camminare, eguaglia corridore adatto ai grandi spazi, di marzian pianeta Nave del deserto, che vive e non dispera Paziente silenzioso, con interior dolcezza Respira il vento caldo, e freddo della notte cammina su pietrisco, rossiccio bruno nero quieto cerca il cibo, in un vento traballero Nasce il sole ad est, è una bollicina d'aria in acqua d’un bicchiere, piano piano s'alza Descrive un'arco sopra, testa mia di sotto savanisce ad occidente, all’emisfero sotto Intorno mezzanotte, cominc’alzarsi vento Vien d’altro emisfero, dove è mezzogiorno Trasmigra e vien sin qui, calor e sole sono Rapporto sequenziale, come lampo tuono deserto puro istinto, natur ferin selvaggia tira fuor d'ognuno, la via sopravvivenza La civiltà cristallo, dissolve come nube e crolla ogn utopia, sociàl che disillude 38 gradi all'ombra, a dorso dromedari mosche fame sete, caldo-freddo strati i nervi con la vista, su steppa desolata centrano sul vento, meditazion mirata Emerge fabbisogno, da viver quotidiano Trovare l'acqua e cibo, crudo e cucinato Partir per ritrovare, un posto per la notte Pagliuzze di sterpaglia, cibo e fuoco forte con mix di vegetali, in pentol acqua bolle condisco in sale e olio, patate con cipolle Chapati acqua e farina, senza lievitante focacce con le mani, fàn odor fragrante teglia sopra al fuoco, metto senza l’olio Stacco pezzi impasto, modello le palline poi tortin focacce, distendo nella teglia dopo due minuti, rigiro e gusto sveglia

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preparo pur il tè, con miel erba limone osserva le mie mani, ricerco le risposte ai vari miei perché, e arrivan deduzioni fenomeni osservati, li calzan perfezioni Tempo mio alleato, sento in emo afflato come il dromedario, fuso con l'ambiente provo ibernazione, per traversar lo stress dato da emozioni, in agguato a sostener e cedon resistenze, psichiche e del corpo mio centro gravità, appanna come vetro il sole col suo ciclo, riporta orientamento il vento suo fedele, rialza sen commento In treno sin a Pune, moltissimi paesaggi Tra gli alberi una donna, bimbo sa cullàr dondolo di stoffa, 2 corde appese ai rami fanno un'altalena, tra ritmi orditi e trami

villaggi con capanne, misti alla montagna alla luce del tramonto, arrivo senza fretta e scorgo nel silenzio, la Caterìn chiesetta Incontro qui per caso, Nimal detto Sesto lavora fà capanne, ai profughi in dissesto con lui sta Kinaciau, un amabile Zutwasi

che Lisa inviterà, in Italia in varie fasi
portoghesi in Goa, son indu con cristiani pacifi convivenza, scambian cuori umani Riuniti in tutte feste, san gioia rinverdire Shirdi con Francesco, lor fanno qui riunire il bus da velha Goa, giunge al Karnataka Su strade solitarie, in terra più assolata Silenzio sud dell'india, priva di squallore Bella etnia dravida, di scura carnagione

scendo in un villaggio, granitiche colline Mamma dà 2 spinte, legger a quella culla pioggè lussureggianti, e il magico sentire procede per inerzia, bimbo più non piange Sravanabelagola, scultur Gomatesvara contento s’abbandona, sicuro nella mama colline in sua città, fan dolce maremmana calor materno cuore, nutre ninna nanna Il Chandragupta fù, eremita e imperatore Ahmedabad Express, và verso Mumbày in antico tempio sito, fù in Jaina relìgione Fabbriche e petrolio, annunziano Suràt esala ancor suo fiato, ataviche memorie Fiamme e pozzi tanti, immensà periferia mistero karnataka, nel Jaina tiene odore dal finestrin del treno, è squallida la via Sul colle spira il vento, fra templi solitari consunti copertoni, fogne a cielo aperto antiche vasche d’acqua, di stazion termali Fin sopra ai binari, favelas porta intento cascata d’intuizioni, il luogo poi m'infonde di notte più abitanti, su essi perdon vita echeggiano adivasi, e le anime profonde Mentre fan bisogni, i bimbi in prima fila Funghi dopo pioggia, per popoli bisogni Appar dopo Suràt, paludi Rann of Kutch producon nuovi santi, rinnovi e religioni bonifiche di stagni, a mezzo di eucalipto per culti spolverare, il divino riadattare strappar alla malaria, endemico habitàt e matrice ritrovare, in silenzio originale con alberi e foreste, d’acqua più assetà giunto là in Kerala, faccio una scoperta Paludi prosciugate, a dar nuova foresta è gente in amicizia, di cuore molt'aperta salutano mio treno, alla volta di Mumbai grand’alber secolari, assorbon confusione Sette isol pescatori, devoti a Mumbadevi di traffici commerci, e piogge di monsone Iniziano ingrassar, in scambi andirivieni India è brulicante, è cascata in piena vita da li proseguo a Shirdi, a visitar il tempio dimenasi assonnata, e marciapiede invita scendo sin a Goa, seguèn le gesta evento Donne indossan sari, color ogni stagione lì scopro pur Francesco, l'apostol gesuita Fervente devozione, per ogni religione Alla chiesa Bon Jesù, riposa e si confida Ebraiche sinagoghe, e chiese portoghesi casette velha Goa, a secco di campagna
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Forti di olandesi e pescaggi dei cinesi
Palestre di kalari, gong fu degli animali su pelle d’adivasi, trascrivon potenziali aborige Buiya e Gonda, ritiran in foreste quan giungon i dravidi, riducon loro feste in vari stati d'India, Orissa e pure Assàm persiste la datura, in attacco o per curàr son Toda coi Tamil, gentili e affascinanti Corpi scuri e fronti, alte e occhi brillanti Rispecchian intelletto, acuto scure genti in molte zone d’India, scienziati ricorrenti

India è questo fiume, e scorre ricorrente Quest’epico poema, riflette oscur tensioni

dell’epoca moderna, tra le divèr nazioni i moti della storia, disastri e sofferenze pur se inevitabi, accrescon le coscienze
senso del conflitto, puoi cogliere in catarsi così creatur umane, in estremo degradarsi capire può aiutarci, dar senso a Yuga età e al semplice accadere, dar fil d'umanità Umani hanno raggiunto, l’epoca dell’Oro Epoca del sogno, primo e più alto Yuga cui discendon tutti, i quattro successivi Kali Yuga chiude, oscurando tutti i primi Racconta tal poema, storia razza umana creazione distruzione, in cicli fan fiumana fame con violenza, e le realtà più assurde forgian esperienze, a scene già consunte

Pullula foresta, di più presenze umane
nascost’attorno a me, mezzo del fogliame

arrivo a una radura, faccio una catasta
pare un tempiettino, per Colei che passa

appena terminato, una vecchìn signora

va alla mia catasta, in silenzio le si prona sussurra si rialza, dietreggia poi scompare in India misteriosa, nuovo tempio appare e Krishna è l’uomo blu, del Mahabharata teatro universale, che mostra la battaglia Krisna era scomparso, le gopi lo cercaron Sessualità binaria, l’impatto e la violenza pien d’amore intenso, loro rimembraron tutt'acquista senso, fuor binar coscienza suoi divertimenti, suoi dialoghi con loro abbracci suoi con baci, vagano nel coro ogni movimento, in India acquista senso Rivela mio teatro, reclama mio consenso pur l’epi Ramayana, racconta la battaglia e tutta la foresta, risuona e lo ricerca nell'India come a Bali, fino alla Thailandia Krisna è dappertutto, in ciel e sottoterra in piante ed animali, e cuore degli umani Vicende del poema, convulse possessioni tutta l’esistenze, suo gioco senz’eguali battaglie tra le forze, di epoche anteriori più prove lancinanti, del super-naturale Narraci Raseno, riguardo al dio Krishnà sull’isola di Bali, e al cuore puoi trovare che scese sulla terra, in amor d’umanità astuto blu guerriero, amant'assai focoso e danze Balinesi, invitano una trance svela la finzione, in riflesso suo gioioso1 là nell’Anah Lot, o tempio sopra al mar veston bianco e nero, i danzator Keciàk 2 eserciti impazienti, uno fronte all’altro Alzano le bracci, in coro fan Ciak Ciak! fermi in mezzo ai 2, Arjuna stà dubbioso Krisna fà cocchiero, chiarisc'Arjuna dubbi la morte gli disvela, è sogno tra più flutti Gamelan orchestra, offerte cibo e fiori ai mondi generanti, e mondi degradanti ringraziano agli dei, di vette dei vulcani Campo di battaglia, metafora d’un fiume pur demoni subacquei, placano l’umani Corpi pur smembrati, sòn sue rocce pure le dita i pesciolini, il sangue n’è il torrente
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Ungund (mondo, nelle ligue nord-europee), significa sogno, onirica realtà; siamo tutti fatti della stessa sostanza dei sogni e viviamo in un grande sonno, ci ricorda Krsna.

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Undici demòni, Rudra è il più potente Vengon trasformati, in spiriti aiutanti Rudra antico Siva, divièn benevolente a Gun Agung vulcano, egli è residente

Rishi dando sfida, spedirono tre bestie inviate un alla volta, per fermare Shiva possente era la tigre, e velenoso il cobra infine Muyalaka, mostro-ego senza posa Shiva con la tigre, ne fece un indumento Cobra gli orna il collo, fiero del momento sotto un piede fermo, finisce il Muyalaka Siva in equilibrio, fa danza nel Taragàm sul treno che mi porta, fin Kalkata nera pulisco ben i denti, con polvere ayurveda Kalcata vide inglesi, espandere nell'indie ritrovo con sorpresa, la Lisa che dipinge! la Lisa ci racconta, sua Nepal esperienza il serpente la fissava, durante pranayama scoppia nella schiena, taranta morde fina Testa di smeraldo, dolor fuocò alla spina giaceva sulla fronte, a notte si svegliava kundalin’avvertiva, più volta la prendeva e un'erezione al clito, sentiva l’accadeva correva sulla spina, al cuore s'espandeva Pallon gonfiato parve, piacevole e violento Bottiglia che stappava, un fumo fuoriusciva qual lampada Aladino, serbata nel giardino Rivela fuor del tempo, il mondo sopraffino Energia tremenda, un onda compassione pulì tutta la zona, da blocchi e sensi colpa ciò provoca dolore, il blocco sta bruciando Inizio a legger libri, e in giro vò cercando durante tale fase, mi sento entrar-uscire da stati di coscienza, di gioia e di soffrire muove lei serpente, una palla di energia spirale zigo-zago, lei scava una sua via dritta punta al cuore, Ananda lo riempie i genital orgasmi, includon corpo mente suo moto naturale, di notte o di mattina si desta fuor controllo, calor ed emaptia

l’inter popolazione, dell’isola si attiva

nell’Eka Dasa Rudra, o rito vette e mare offerte processioni, trascesa degl’affanni acme dello sforzo, avvien ogni cent’anni1 sovrani e mecenati, scultori e intagliatori Esportano le danze, a Bali e pur altrove l’indole al commercio, intrepidi li tempra in Siva nataraja, ritraggon loro membra Al Capo Comorìn, ovver Kanniyakumari estrema India del sud, incontrasi 3 mari pellegrinaggio centro, di vergine Parvàti I cicli sole e luna, qui osservo rinnovati nei pressi di Chennai, città ben rilassata prim'insediamento, Compagnia dell’Indie sta il tempio Nagaraja, Siva Dio serpente assieme al Kalisvara, forza d’ascendente Dio Shiva gioca, alla spiaggia del cosmo crea con forma, e distrugge ogni azione Rivela e nasconde, l’eterna sua grazia scene compòne, in sequenze di danza I cinque suoi poteri, in modo fluente Sempre ricombina, in scena corrente Lui gioca la Lila poi danza il Nadanta Inizia sui monti, scende a chidamba su Kailas Montagna fa Lila creazione la Madre Himalàya, sta in adorazione è Regina perenne, sul trono dei monti attorniata da Dei, e gli esser dei mondi 1 giorno scende giù, foreste di sud India dove poeti Rishis, là vivon come i ninjia Shiva và a testarli, con ganja confutarli scese giù dai monti, felice d’incontrarli

se ho canale chiuso, al fondo della spina costringo lei ad uscire, da secondaria via Nume d’un serpente, è in piedi sulla coda 1 Raseno: “l’ultimo rituale ebbe luogo nel 1979. Terribili s’entra mio susumna, innocuo fa la posa disastri indussero a tener ricorrente cerimonia, per
acquietare il potere di dei e demoni del vulcano e forze di natura” LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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dopo un po’ di mesi, il blocco fu dissolto blocco nella testa, protegge da energia Penso di più rischi, possibili al cervello dolor all’improvviso, dissipa arrovello1 Lei potente un dì, salì razzo a cervello blocco protezione, scassa con scalpello Persi la coscienza, e la palla d'energia Srotola e riparte, ritorna e cambia via Durante l'esplosione, narici spalancate sanguina il mio naso, frenetico ansimare penso d’esser morta, sogno mio contorno tutto era diverso, corpo e mondo intorno Corrono pensieri, duràn quei giorni forti l'addome si dilata, intestini paion morti cresce l’ansia e stipsi, non sento sazietà fatica fame e sete, và tutto ad estraniàr Kunda torna a casa, alla base della spina ovunque su mio corpo, sentivo anestesia a chiunque vò parlando, imito emozione sento lor kundali, in riposo o attivazione Kundalin or è bimbo, cerca sua susumna ascendere al canale, suo proprio naturale purifica ogni cosa, se a lei dai la pazienza fà il suo sposalizio, con l’uman coscienza da sola lei risveglia, lampo oppur lumaca e avvia l'ascesa trà, i nodi dei var chakra porte chiuse o aperte, devia pur espande La divin comunque, stappa lo spumante è ghiandol pineale, il luogo del suo film

Kundalini sveglia, intuito e saggezza spalanca i cancelli, apre a freschezza

i sessual desideri, son stati tensione Lasciala in pace, lavor senza intoppi segue il suo ritmo, senza che scotti

bisogni di sbocco, a mental confusione

Vita in convento, o scalare montagna una via verticale, che alcuni guadagna Kundalin risveglia, scrive Gopi Krishna pesca nell’inconscio, rende tutto conscio Circolazion di luce, la chiamano i cinesi num di Kinaciau, che scalda nel gebesi Ardente Kundalini, siede dentro il vaso ciotola oppur kunda, forno d’osso sacro spirale fuoc'interno, serpente-scottatur

Dissolve limitazio, purga e destruttur2
dopo creato il mondo, scese per dormire avvolto in muladhara, attende a ripartire Kundalini risveglia, moto mani e braccia descrive sensazioni, sinuosa sulla faccia di notte quando corpo, è fuori distrazione contorce strappa spasmi, grida di bruciore Ogni muscolo risuona, da piedi cima testa piano piano poi, coscienza nuova assesta resta una pressione, al sommo della testa feconda l’uovo-cranio, di mitiche creature accade che mi parli, in sogni di scalpello Serpente di fiamme, simile a un capello Kundalini è serpente, o s'argia ballerina Gran serpente nero, sedut’avanti porta Lo noti all’improvviso, oppure alla Tivù Fuochi e roghi vari, e coincidenze orsù3
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poi un lucido sognare, Sakti par offrir mostra la sorgente, di tutti i desideri
estingue ricompone, oggetti lor forieri

scardinar cervello, senza preparazio
porta pure l’ansia, là nel nuovo spazio se Dea è risvegliata, fuor di susumna Disturbi procura, a chi non è spugna

le fiamme interne che temprano l'anima sembrano orrende, ma sono come la febbre, una risposta del corpo alla malattia, al fine di ripristinar la salute. Kinaciau: il nostro sudore vince la paura; tal processo provoca cambi definitivi, dissolvendo fissazioni emotive, mentali, 1 “quando emetti sperma, kundalini si spegne poiché tensioni dolorose in corpo, pulèn le porte così che le realtà manca la benzina; a volte è attivata da semplice masturbo interne-esterne, sian chiare ed unite. senz’eiaculo. Persone con kundalini attiva possono avere 3quan Kundalini è pronta, fuochi o animali appaiono in o meno mal di testa senza trascendenza, il chè suggerisce natura o arrivano sogni analoghi (città in fiamme, che l'energia non si sta muovendo nel canale centrale o malattie, ecc.) che riflettono il moto della Dea nel corpo strato profondo.” Lisa coscienza risvegliando. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 259

Raseno qui ci parla, di anime inebriate Bambine della Dea, sensibili e incantate viandanti pure detti, nei codici moderni e appaion alienati, a osservator esterni è la rivelazione, a guidare passi d'uomo la diagnosi psicoti, già priva la persona dell'alto potenziale, di mutazion in vita Mer Baba parla mast, figli d’India viva Li trovi nei villaggi, remoti là nell'India Lor ordinaria mente, estinguono per via a causa iniziazione, o tocco d’altro santo accedon nirvikalpa, in crisi risvegliando Eccentrici son folli, son zen paradossali adatti poco sono, alle aspettati sociali Folli ed ebbri in Dio, e autentici portali erranti Baul cantori, giravaghi Bengali è loro missione, un sol comandamento lasciar le vie d'amore, liber da tormento il mondo degli dei, del bene com il male pratico od astratto, in canti lor appare a lor un è la via, e molte le sue forme che nei cuor e corpi, gioia pur diffonde Assaggiano goccia, di amrita corrente tornan a stadio, innocenza possente Corpo trasforma, permanentemente Endocrino sistema, e senso identità La psicofisi crisi, periodica s’affaccia Risolve la tribù, in periodi di minaccia Nietzsche ci rivela, che l'universo cresce rispecchia i suoi pensieri, con sincronicità se uccidi Dio ricorda, che tu ne sei il dolòr sta lieto ora ti canto, unà canzon d’amor “Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya Shivaya Nama ham, Shivaya Nama om Shivaya Nama ham, Shivaya Nama om Sifilica demenza, fan diagnosi di Nicce forma dell'ebbrezza, Dio che proferisce

Lui ebbe più visioni, prima del satòr
canta Zarathustra, ubriaco di passaggio l'abbraccio d’un cavallo, emota intensità

alterate percezioni, poesia va disvelàr
e Nicce sullla piazza, san Carlo di Torino Picchiàr cavallo vede, man d’un vetturino corre nella piazza, a proteggere il cavallo Crolla per 3 giorni, e scrive un intervallo1 Lisa ben ci spiega, che lui ci scrive intero fisiologia di eventi, accaduti fuor del velo Gloria trascendente, mondo trasformato Cantano nei Cieli, del mondo rinnovato! Estatiche canzoni, son letter sue famose novo appare mondo, in gioia trasformato visse lui l’indiana, esperienza del risveglio

Dioniso realizza, nel corpo suo ritegno

Lascia sua carriera, docente in Basilea
baci abbraccia ognuno, è mito eter ritorno continua la canzone, cammina con maestà L'Ecce Homo è chiave, a capir sua volontà Spins’adrenalina, trasformazion del corpo

suo cerebrospinale, subisce metamorfo Nietzsche realizzò, cantando resurrezio
sua gran filosofia, là in suo corpo spazio

La cosmica realtà, ti avvisa, in mille modi Accade che tu arrivi, a un grado d’energia Fenomeno imprevisto, stràripa oltre l’ego In vetta Zaratustra, beato ciò che vedo Scrisse un sacrificio, che fece lui per noi Sì che noi impariamo, valor di sua ricerca se il corpo è preparato, a contener la forza Possiàm noi superarci, e reggere la scossa sintomi sorveglia, su corpo e la tua mente Ruscelli caldi o freddi, scorron nella spina Lungo la dorsale, bolle aria del serpente

Dolori in varie parti, purga la corrente
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asceta negligente, Natur solo voleva “Io Amo Dionysus! sempre ripeteva”

Nietzsche si commosse a compassione profonda, gettò le braccia al collo del cavallo. Il vetturino irritato lottò con lui, la risposta di adrenalina catalizzò la trasformazion endocrina del poeta che caduto in transe, risvegliò più tardi alla visione unificata di Dio in tutti gli esseri dentro e fuori il tempo LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 260

Titilla il genitale, pressione nella testa
problemi di equilibrio, tra sesso e castità Disturbo nel respiro, e cuor in soprassalti crampi o vibrazioni, gambe ed altre parti Sensibile alla luce, ai suoni e all’odorazio orgasmo sensazioni, in varie zone spazio

usano la schiena, come un autostrada ruggiti acuti fischi, cranio par esplode Bruciano or le mani, si laceran tessuti scoppia la risata, in suoni chiari e muti Par patologia, ma è umana metamorfo è trasformazione, di corpo con la mente Davvero trans-confine, o transculturale fenomeno diffuso, nel mondo naturale1 Si attiva fisiologi, meccanismo in corpo Poi dura alcuni mesi, giorni oppure anni portato a compimento, dà interiore forza Matura l’individuo, fuoriesce dalla morsa sant’Avila Teresa, s'infiamma in malattia prova compassione, la rabbia e disistima L’evento alfine accetta, senza giudicare vulcano del profondo, inizia lei mutare duràn la Pentecoste, falò dell’effusione di spiriti Orishà, che scendon sulle teste e nel celebrar misteri, della transustazio creano le fiammelle, entro sacro spazio la colonna Es, è fuoco che arde sempre Guida peregrini, distrugge città guaste consuma sull’altare, l'offerta pel Divino fuoco è un irruzione, nell’uman dominio folgore Jahwè, minaccia oppur protegge purifica od esalta, la storia una sostanza e appare alla visione, di artisti ed eremiti Fuoco divoratore, è Jahwèh degli israeliti Giobbe e Gopi Krishna, piena fiamma che Brace ardente in ventre, miseria fa vedèr dardi fuor da schiena, il fegato è trafitto sciagur terror assalti, divoran ego invitto Kundalin risvegliata, Raseno cita Bibbia il giorno Pentecoste, scende ben in pista vampate di calore, colomba d’improvviso vento che possente, riveste corpo e viso
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l'ansia persistente, con perdita energia

scema la memoria, e concentrazion va via Divina possessione, è siddhi in esperienze inabile ad esprimer, interne tue coscienze Insonnia depressione, se nego io tal fuoco ciascuno sperimenta, kundalin a suo modo la Lisa qui consiglia, un aiuto che l'affranca passeggio buona cosa, pur se credo stanca e mia energia reinstrada, bene verso terra così che la mia forza, rafforzi si conserva se pression in testa, un intenso sforzo fà Lavora con l’agraria, Emilia và insegnar Dipingi canta scrivi, lavora creta crèma Scopri soluzione, adatta al tuo sistema bilanciano l'orgasmi, eccesso d'energia Kundali stabilisce, contatti su mia spina gran brucior in testa, vò bagnar in acqua usa caldo e freddo, nuota oppure sciacqua Cammin a piedi nudi, su riva mar torrente Osservo la libido, che cresce si protende contatti con natura, mi devian l'energia

Un albero o la terra, la scaricano via Tessuti lacerati, e recisi vasi sangue
Schizzi vari effluvi, umori par espande Cuore che galoppa, il sangue pure sale lamenti pianti e urla, fù nascita normale Inizia smarrimento, in vita extra-uterina così rinasce l’uomo, trasformazione fina Processo pur descritto, in suolo tibetano Afri, Cina e India, e tradizional samano In una stanza buia, un uomo siede solo Corpo scosso in spasmi, vari muscolari Dolori e sensazioni, acuti e indescrivibi Percorron risalendo, piedi e organi lidi

La parola sanscrita kundalini significa colei che è arrotolata. Indica shakti, potere del serpente, qi, mana, num e coscienza. la Toràh è fuoco e nel fuoco è data, cuoce il cuore e la mente. “non fare niente, ascolta il tuo cuore e presta attenzione qui ed ora, se stai avendo visioni o cattive esperienze non lasciar che offendano la tua vita, prosegui nella danza.” Kinaciau

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Scende su ciascuno, dona gran coraggio appar in molte lingue, ispira verbo saggio è acqua che disgela, e penetra ogni dove Scalda in vario modo, cuori come il sole A mezzo meditazio, canti oppure piante risvegli per minuti, oppur per settimane in chakra di radice, o perineo convoglio risvegli pur parziali, tornano nel sonno se sveglia più veloce, invece vaporizza ambizio aspirazioni, appaga con dovizia Mondo par teatro, antico Anàn serpente zona transizione, tra varie più coscienze

Non serve di forzare, mûlâdhâra chakra quando cuore s’apre, chakra si consacra son visti ed affrontati, errori tuoi confini un iniziazione a Kali, precede Kundalini d’alba di creazione, a gran dissoluzione o Kali Ma radiante, eterna compassione di vita temporale, brandisci luce chiara danzando con delizia, su pira funeraria Dea dei cimiteri, riceve offerte sangue di capre ed animali, rossa brezza sale vedere la sua faccia, placa suo colore la Kali simbolizza, paùr mortal terrore

parla or Kinaciau, in estasi ora cuoci
senti la tua mente, lei parla molte voci corpo senti scosso, vibrato molte volte nei blocchi senti spilli, e pizzicano forte

Là nel volto Kali, se vuoi allora puoi

confrontar paure, d'oltre tua esistenza se sai binaria chiave, verrà nella notte Rivela calda via, passione rossa forte Brucia amato yogi, di cenere coperto del precedente Io, arrenditi completo nell’union a Kali, passà presen futuro riflettono tre facce, triangolo suo puro Kundalin'energia, spontanea lei si leva va in effervescenza, Lisa ancora svela Sospende dualità, e inizia inondazione Vivi nell'istante, fremente adorazione1 Gli yogi meditando, scopriron 5 strati cui è composto il corpo, simil a cipolla il primo è detto jiva, la fonte di realtà Anandamaya kosha, in sanscrito sarà Corpo collettivo è vijnanamaya kosha Corpò tuo mentale, è manomaya kosha Corpò num vitale, è pranamaya kosha infine corpo carne, è annamaya kosha Brame con piaceri, genera ogni chakra sopravvivenza qi, tien Muladara chakra Terra suo elemento, ghiandol surrenali appar in meditazio, terroso in rossi sali

e senti l’emotivo, oscillàr tra decisioni rivedi le tue scelte, compiute nella vita malesseri pur vedi, irreali e immaginari Demoni e pensieri, o spiacevoli scenari Kundalini per Jung, è Dea dell'interiore visione di Giovanni, di sette stelle chiese Traversa i sette chakra, sin al nazareno e porta fra le ciglia, dell’occhio veritiero Drago verde-rosso, riunisce in sè la vita Cerbero oppur lupa, tigre oppur giaguaro I monti son son scaglie, l’alito è la nebbia la storie sulle spire, svolgono le membra Occhi fiammeggianti, spada doppia lama esce dalla bocca, emblema lingua umana quel sconfigge bestie, e profeti di paura illumina illusione, ne mostra sua fattura Rinascon universi, nel sogno illuminato s’aprono dei ponti, nel cielo interstellato Prodigio della terra, ritorna dio-bambino grazie a devozione, che illumina suo viso Ritorno femminile, redime ogni occidente Cielo darà indizi, una donna il sole rende Coron di dode stelle, la luna sotto i piedi sarà Consolatrice, la pianta in cui risiedi

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la mente ha bisogno di tempo per smettere di fingere, il corpo ha bisogno di tempo per rilassarsi totalmente, le emozioni han bisogno di spazio per fluire senza ritenzioni nell’assenza dell’ego e allora, forse, kundalini sposa lo sposo LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 262

è il chakra di radice, che vigila il riposo di Shakti kundalini, giù nell’osso sacro l’avvisa quand’è giunto, tempo ridestàr Emette vibrazioni, in ronzio particolar Kundalini s’appoggia, su esso srotolar se è solido esperienza, più stabile sarà sennò tosto riavvolge, fin altrà occasion Ganesha è sorvegliante, della sua signòr Abuso o restrizione, dell’energia sessuàl

ardente s’alimenta, consuma ogni dolore apre a compassione, alla fusion d'amore chakra della gola, vishuddha in orazione Libido e il dolore, raffina in compassione Sottile più dell'aria, e raffina l'umorismo nei miti storie fiabe, rivela il misticismo Artista leggendario, oratore professore Bellezza trascendente, pace superiore sal in empatia, al chakra della scienza l'estasi o tragedia, hanno qui coscienza Ajna o terzo occhio, bisbiglio dei profeti ascende alla corona, fontana che rivedi è il settimo sigillo, oltre spazio e tempo Tago e Siva qui, ci mostran loro tempio

disturbi all'intestino, finisce a costipar

se desto ben pulito, apporta la saggezza innocenza e devozione, forza di purezza Scaldan muladara, pesce e carne rossa memoria e fantasia, emozional risposta Crean invece blocchi, vari attaccamenti dovrai scondizionare, fare spurgamenti Acqua pur lo purga, a mezzo pediluvio Come bagn a mare, docce ritempranti Metti in bacinella, d’acqua con il sale Piedi stanchi a sera, lascia meditare1 Ganesha è la radice, d’ogni materiale poter dell’innocenza, elimin ogni male fa brillare gli occhi, e pacifica la mente

all'unisono vibrante, io divien un noi Noi diviene un Io, scelta ed istruziòn
imparo come i saggi, a dir sonò e sarò

Siamo e pur saremo, senza negazion
negazio è costruzione, mental'artificiale inconscio tutto può, è mente universale

Coscienza del finito, produce la paura
Affetti e autonomia, è mistica sua cura Raseno cita il libro, di Giov'Apocalisse vien dal tron'agnello, verbo che ci disse qui è l’albero di vita, che cura le nazioni ogni mese frutti-foglie, diano guarigioni I popoli diranno, saliamo e pratichiamo Casa di Aelohim, emette Sion richiamo2 così nel Terabuti, nasce un cerchio sacro le lance sono falci, gli orisha cuor in mano a colui che tutto ciò, riesce a immaginare Realtà dell’UniVerso, vien a manifestare Androgin conoscenza, e mistico signore nel cuore del devoto, danzan in amore

è saggio fiuto che, ospita il serpente

Sopra lui ritrovo, chakra Svadhisthana Area genitale, sessual legata all’acqua come semenzaio, d'incarnazion future

Governa fantasie, e libidini punture
Chakra Manipura, è li al plesso solare presiede digestione, fuoco elementare sensi di Ombelico, gamma di emozioni risate della pancia, credenze e volizioni Chakra di Anahata, presso centro cuore L’aria suo elemento, espan la devozione
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“resto senza soldi e tutto appare storto, penso d’aver colpa, la purga invece porto. Thera ha gran potere di assorbimento, camminare guardando per terra purifica lo sguardo poiché l’occhio è lampada del corpo, se sano lo illumina, se viziato lo affatica. Poi metto a contatto Mula e Terra sedendo a terra, e chiedo di assorbire tutto ciò che considero impuro. Il fuoco di una semplice candela agisce ugualmente. Il lato destro del corpo relaziona all’acqua, fò pediluvi caldi se raffreddato o stanco, freddi se eccitato, tiepidi in tutti gli altri casi.” Taras

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“la Natura dell'universo è un campo di frequenze che vibra a generare le apparenze della realtà. Come i sogni, l'oggettiva realtà non esistè fuor della mia realtà che la coglie e fabbrica. Sion significa germe della vita, ed è l’idea primaria dell’io sono come pure il concentrarsi in se stesso, nel dna e nel cerchio della danza di armonia dei vari io sono.” Raseno LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 263

Il Regno arriverà, sol quando umanità Riprenderà il possesso, di femminilità

Persa per errore, ignoranza o cecità costretta nel dolore, della meschinità
è Psiche guarigione, tutto interconnesso il qi dei guaritori, immerge nel momento vedono gli occhi, con lenti spazio tempo tolgo ora l'occhiali, vedo il puro evento La teoria del Caos, rivela che gli eventi Solo in superficie, sembrano incoerenti Mentre sottostante, giaccion simmetrie Che legano gli eventi, in molte sinergie miei stati di coscienza, fanno risonanza con l'onde di realtà, sia gioia od ansietà Sogni ed emozioni, son fine propaganda usati da giganti, per guadagna sostanza Rabbia frustrazioni, dan frammentazioni ogni divide impera, scompagina l’azioni il buon insegnamento, può sol facilitare

son vari strati d'humus, coperti dalla neve preservano più larve, calor degradan bene metto in coccio vetro, pur in calda stanza scopro i tipi insetti, che vivon circostanza e scavo il sottobosco, scopro tien 3 strati i primi dell'autunno, poco smangiucchiati sotto è strato marcio, l'anno precedente sotto sta più antico, l'humus più potente a piante cadon foglie, sughero le chiude passaggio della linfa, ai vasi smette pure nei rami già spezzati, sughero non forma restan foglie ai vasi, legate in secca forma funghi posti al sole, in fessure di cortecce scoiattol ha provvisto, autunno fa seccare tien l'ovoli e i porcini, chiodini e canterelli distingue i commestibi, dai tossici più belli germina 1 spora, micelio irradia a cerchio uguale a tel di ragno, appar micel intreccio in anni muore centro, anel espand'esterno da lì produce frutti, designa spazio interno così è 1 civiltà, che avanza in espansione risorse che incontra, subiscon mutazione amplifica e degrada, al centro muore piano passa l'onda e il ritmo, inizia nuovo piano son simpatie nel bosco, frutto di millenni così i pigmei foresta, preservano perenni simbiosi tra colture, natura caccia danza scambio di risorse, alimenta comunanza par Bosco è un entità, dinamica e vitale il top di architettura, genìa della natura è contesa di risorse, a volte pur crudele mutuo adattamenti, Taras mi concede la radur nel bosco, è una rete di miceli in simbiosi micorriza, con alberi dei cieli suo margine dà frutti, edùli funghi amati interzona tra due mondi, delizia di palati

far rilassamento, persuader meditare
ogni pezzo universo, è parte di sistema più grande intelligente, vibra lui vivente contièn assorbe dati, tutt'interconnesso Macro-microcosmo, vibrano d'amplesso
.9 settembre, Seba:

( 8000 a.C.)

Incontro infreddolito, a inizio dell'inverno un Riccio tardatario, in cerca d'un rifugio lo salvo poi lo nutri, con uova latte e frutto cassa pien di foglie, giacigli inverno sfrutto

il Fungo alleva piante, a ricavar nutrienti degrado-gregazione, fanno var ambienti in associazion di scambi, vivono contenti Traumi e parassiti, contrastan efficienti
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I microbi Efficaci, posti in maggioranza contrastan'ossidanti, batteri sottostanti in suolo ed intestino, aiutan microflora ecologia s’innalza, il ciclo san migliora quan popolo degli elfi, vien ricostruito l'ecosistema può, venir lasciato a solo graduale condurrà, la giusta direzione gruppi di più specie, a far associazione mischiati ad alimenti, stress pur riduce più qualità del latte, e uova pur produce Alghe e pesci aiuta, nel mar depauperato scompone gl'inquinanti, dopo aver trattato nel bosco l’aria pura, leggera limpid’acqua che l’appetito dà, coraggio a immaginarla riversa entro leggende, i versi del Montale Amiata è valle d’elfi, e funghi da leccare Iniziarono i francesi, a far Funghicoltura Imitando dai cinesi, diffonder sporatura Miceli su pacciame, o ceppi piante morte Agarico dei prati, già cresce nelle grotte con balle inoculate, a micelio di plerote Lentinus e shitake, arbuscular simbionte son cerchi delle streghe, là nei castagneti Boleti ed amanite, tra i cerri e noccioleti Agarico campestris, comune prataiolo appare in folti gruppi, in cerchi primaver montagn'inizio estate, fin l’autunno dura

spugnòl apron stagione, lungo file vite sotto peschi-olmi, morchelle fil d’aprile duran fino maggio, poi segue giromìtra cioè false spugnole, le cuoci senza fifa Lèpiota procera, è mazza di tamburo mangia cotta grata, getta gambo duro preced’apparizione, fungate di chiodini sullà montagna dice, fungate di porcini Armillaria mellea, è chiodino saprofita compar in campagna, a luglio-dicembre su radici e pian tagliate, buon in ol’oliva previa bollitura, in aceto un poco prima Amanita citrina, e l’amanita giunchiglia pur ottime nel piatto, falloide le somiglia in boschi di castagni, son funghi indicator precède giorni maggio, porcìn appariziòn1 appaiono i porcini, simbionti di castagno di quercia di nocciolo, nell'aprile-maggio sott’olio e sott’aceto, cotto crud’assaggio ritorna pioggia agosto, fin novèm lunazio Porcino del nocciolo, viene su da maggio nerisce l'altri funghi, boleti rufu assaggio piopparello a pasqua, su ceppaie pioppo cratère cornucopia, par trombetta morto Galletto gialletto, ama abete e castagno compar dopo porcino, a lungo resistente copioso nei mercati, per medio portafolio consuma cotto crudo, un ora bagno d’olio

suo gambo tozzo fò, cappèl separatura
insemin prataiolo, su prato fresco d'ombra fossette di quaranta, per quindici profonda letame equino metto, maturo con micelio pacciam a inumidire, zuppo non davvero compaiono i vascelli, sui prati e le colline grasse vesce cotte, in padella fette fine colte fresche a maggio, tutta carne biàn con specie velenose, è difficile scambiàr marasmu gambesecche, prati e radure pur facile a trovarsi, tien ottimo sapore primavèr pianura, montagna cerchi strè distinguesi assai bene, da velenose spè

da maggio sale su,la russula virèscens

a limite del bosco, castagn'esposti a sera verdone con cappello Taras cuoce a grata tal russula mi dice, abbonda ogni fungata

a prima lun di luglio, trovai la cesarèa
cappel arancio e lame, gambo zolfo giallo fungo prelibato, assiem prugnòl mugnaia sapor farina fresca, piccin è la sua taglia Ferlengo fungo trovo, sotto finocchiaccio la Ferula comune, dal fusto cavo paggio usata per far arnie, o tirso qual bisaccia d'erbe già raccolte, da menadi alla caccia
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Se vedi citrina nel bosco, in pochi giorni vedrai pur i porcini

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Gymnopilus Pholiota, spectabili junionu Maitake molto grande, cespo pur 1 metro cappelli giall-aranci, da fibre brun coperto da 6-20 centime, asciutt'espàn convesso Spesso tièn umbone, residui del suo velo in età color marrone, squame fibre brune lamelle decorrenti, dentìn color giallastro Legnosa base gialla, robusto gambo alto

Cantavan sul monte, più tengu folletti i viandanti stupiti, avvicinan sgomenti adoratrici di Buddha, cercavano i fiori quan perser la via, e trovaron signori Sapevan che i take, san render brilli affamate son spinte, mangiar tali figli arrostiti quei funghi, delizie al palato iniziaron danzare, e cantare d’un fiato

su ceppi marcescenti, ecco forma gruppi Conife e latifoglie, eucalipto leccio e pino viandanti affamati, seguiron l’esempio tard’estate sino, all'autunno già inoltrato chiesero avanzi, alle donne del tempio và esser preda larve, al gambo rosicchiato e per ore a danzare, d’assieme ridendo poi trovan la strada, tornar loro tempo carn'amar compatta coriace ocra di gambo ha odor fungino buono, sapore amaro tanto Tal funghi danzanti, son detti maitake emette molta schiuma, scolo in leggèr sale Le mensole a funghi, gamò ko shitake cucino in vari modi, sott’olio a conservare1 nell'isole Taoiste, visiòn della bellezza mukò sedia rospo, folletto d’eccellenza Un Grifola frondosa, o Polypor frondosus è il fungo Berbesìn, dialetto piemontese Grifola è maitake, che orièn sa coltivare pare pien di foglie, mangiato localmente sà scioglier le risa, invitàr corpi a ballare ìn autunno cresce, fronde gradualmente l'uomo sempre triste, mangia zupparella di funghi della danza, Uzume vulva bella sulle radì castagni, o sull'acero ceppaie giungere esso può, sin fino ai dieci kili Maitake Taras dice, è buon anti-diabete dopo bollitura, mantiene il suo sapore per croniche epatite, più sindromi fatiche gusto di nocciola, sott’olio sta migliore obesità e pressione, efficace se mangiato fresco oppur secco, in polvere mischiato Bèrbesin sott’olio, lo cercan buongustai mentr'è trascurato, dall'altri occasionali Lentinu Edodes fungo, rafforza immunità lunga storia d’uso, ha in Giappon e Cina Il colesterol riduce, assiem la glicemia adatta corpo a stress, cucina e medicina Shitake della Cina, suo nome dice intero amante della quercia, curò tumor al seno adattogeno di corpi, funzioni normalizza contien 1 polysacco, beta-glucano detto è Ganoderma luci, il Reishi del giappone più tumori cancerosi, è capace ad inibire per Cina è medicina, Lin-zh tiene nome uccider Hacca-Ivù, e l’immunità istruire il vigore giovanile, mantien e sa donare fungo pur presente, qui al mediterrane Raseno ci racconta, novella inebriante umani in rapporto, con fungo danzante bollire per 4 ore, bere oppur mangiare tra boschi di Kyoto, si perser viandanti un cinese lo coltiva, accresce il qi vitale quan videro uscire, più donne danzanti polvere s’è secco, aggiungon a minestre preso con il miele, un tè caldo poi riveste 1
esemplari giovani sono meno coriacei e amari, hanno anello membranoso, giallo che dopo la sporata divièn marron bruno. “Elimina il gambo troppo coriaceo, cuoci a lungo in acqua bollente, scola in acqua fredda e lava in acqua un po' salata, lascia riposare un paio d’ore. Diventa dolce con retro gusto amarognolo; nelle nippo varietà sa dar sindrome psilocibinica

Io Taras feci cura, 3 volte al giorno presi per otto settimane, in ascesi e poi discesi dosaggi del linzhe, per fegato o infezioni assieme col jinseng, adattoge decozioni
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la cura và efficace, per l'allergie di pelle infiammazioni varie, esterne pur interne ipertension diabete, catarro toss'insonni stipsi ed emorroidi, respirazion difformi protegge Dieneà, da mùtazion tangenti e dai liber radicali, e i traumi divergenti in Cina pur usato, trattar croni epatite A poter rigenerare, sue cellule colpite Jinseng per i russi, è radice della vita Capace a stimolare, genoma primitiva

convoglian vasi d'acqua, e linfe nutritive un pioppo tremolino, scintilla fil di vento se cade suo fogliame, resiste a corruzione lo scheletro coi vasi, conservano struttura picciòl flessibi acciaio, fa far tremolatura

vedo un salìce, il tronco pare marcio

ridotto a sottil strato, foglie tiene sazio corron vasi linfa, appen sotto corteccia la foglia sostanze, accumula fuor breccia Le querce millenarie, grazie a legno scuro impregnate di tannino, un antibatterio puro resiste marcescenza, più scuro legno appar sebben marcisca lento, se Giove va scagliar ghiottoni di cortecce, da tracce vò a vedere cervo strappa strisce, da faggi frassi abete Daino sbocconcella, coniglio a rosicchiare scoiattolo la sbuccia, e traccia una spirale Scoiattolo pur vedo, in caldo suo rifugio fame poi lo spinge, raggiungere provviste noci semi e ghiande, nascosti in altri nidi letargo suo leggero, distinguesi dai ghiri

Come pure l’aglio, il polline e cipolla

emana radiazioni, che cellula conforma efficace inibitore, di cell’invecchiamento sciolto dentro vino, infuso me lo prendo preso lungamente, rinvigorisce il corpo misto con ling-zhi, dà longevo apporto apre il cuore e aiuta, sinapsi reti affini è cura per bambini, gracili e impauriti placando più timori, al cuore ridà tono

libera più effluvi, adattogeno rinnovo
licheni son simbiosi, alghe e ascomiceti

Rivelan l'aria pura, or sensibili ai veleni un centimetro d'età, crescono per anno
Le forze di natura, lavorano anno in anno Frantumano le rocce, gelo e l'onde mare

Ghiro e pipistrello, istrice e marmotta la talpa kil di frutta, accumula nei nidi

verdastri-gialli in cerchi, riveli lor affanno1

metabolismo e cuore, rallentano di forza s'abbassa lor calore, han corpi irriggiditi

avanzan le radici, tra molti strati rocce frammenti levigati, assumono più fogge
Ghiacciai d'ere glaciali, ruppero montagne e spinser avanzando, sabbie lor compagne

Querce presso greci, furon prime madri degli esseri d’Arcadia, e i popoli in Aràbi i cespugli vegetali, fioriron teste umane Raseno ci ricorda, dio Pan è dio Silvane2

Gli alberi arrotati, da venti sale e sabbie così selvicoltura, saper dell'uomo Bosco
son bussole ancestrali, bizzarri totem varie Lui tutte le piante, mette in due riporto l'edùli e velenose, lavoro e costruzione se un albero segato, racconta la sua storia armi da difesa, e offesa in cacciagione gli anelli dan l'età, e annate sole e pioggia secondo lor spessore, cresciuti a primavèr Ruma all’Esquilino, pien di boschi querce sugheri con cerri, e ghiande mangerecce Legno scuro e duro, è la muta per l'invèr Faggio detto phegos, sanscrito bhak-sati Su un albero isolato, vè i punti cardinali

significa mangiare, più frutti Iovi dati

anelli larghi a sud, per via calor e luce
al sud cellùle grosse, risalgon pur radice
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“pionieri sulle rocce, vanno lenti, così rivelano da quanto piante, bestie, frutti; o sangue e seme umani che fecondan tempo stanno ritirando i ghiacciai da una zona. Emilia zolle, macigni, ecc., dando esseri dendro-teriomorfi, litomorfi LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 267

“ovunque nel mondo vi son storie di donne ingravidate da

Quercùs è robusto, è il Cielo Fegoneo
longevo che sorpassa, più secoli foriero chioma larga e alta, trenta metri giunge la luce irregolare, il suolo pur raggiunge Tollera gran gelo, ed asciutte cald'estati ama Ther profonda, sabbia od argillosa albero di Giove, piantato in campidoglio

i Ghiri e topi rossi, fan fori assai rotondi il picchio le scalpella, divide in 2 secondi conservo la nocciola, al sole una semana

così sua umidità, fuoriesce sen marcire
le noci sotto sale, comprimi dentro giare a strati più d'un anno, sanno conservare2 l'albero di Noce, in latino è glande Giove il frutto falliforme, la sua potenza muove

vive solitario, nei boschi io lo rivoglio

Frutto suo è la ghiande, mitico alimento per uomini e suini, di gran rifornimento tostate e macinate, fanno un buon caffè sfiamman astringenti, le foglie danno tè Pianta ermafrodita, fiòr maschi femminil su rami ha foglie gemme, e galle cicatrici

e affonda le radici, alla fonte di Cerère

primo grembo madre, il tutto dà e riceve se tengo poco grano, spero su castagna Albero del Pane, lo chiaman in montagna un kil e mezzo basta, bisogno giornaliero

le galle sminuzzate, risolvon bruciature sfiammano vescica, e vie urinarie pure
Legna tien pregiata, per navi costruzioni Botti per il vino, far fuoco o far carbone corteccia tien tannino, per conciare pelli fare inchiostri forti, che tatuano più belli

Farina per far dolci, cotti al fuoco vero

il legno brucia bene, elasti e resistente adatto a costruzioni, per uso ricorrente l'impiegan a far botti, ceste pali e travi fascine d'accensione, assicuran focolari l’acqua di cottura, di bucce di castagne esalta nei capelli, più sfumatur castane cotta setacciata, polpa è un emolliente

Corteccia grigio-verde, liscia giovanile

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solcata quand’è vecchia, vischio và subire accumula più calcio, assieme con le foglie Respinge lumaconi, e larve d'orto toglie Gran Madre albero vita, tièn sette livelli e nutre generando, il Suolo e i Cieli belli protegge la vivente, materia di tra i fossi ha foglie con tannni, che calmano le tossi spuntan primavera, le gemme di nocciolo fior femmina che vento, tinge in giallo oro a mano vo a incipriarli, nastrini a segnalàr i pollin fiori maschi, degli altri a fecondàr la nòcciola immatura, che tiene cicatrice rivela la presenza, del balanino insetto Coleottero che fora, guscio a primavera pone l'uovo dentro, nasce e spolp'intera settembre larva grassa, for ed esce fuori altri for nelle nocciole, son oper roditori

in maschera da viso, agisce da schiarente con foglie sue cadute, fò strame d'animali mesciate con concimi, terricci ho ricavati suoi fiori offrono miele, molto per le api

in periodi cui son scarsi, l'altri fior dati
Montagna con castagne, nostra Madre è

i frutti assiem porcini, a fine di settèm colgo con rastrelli, di rami a 2/3 punte

maglio rompe mallo, ad evitar che punge metto più castange, a seccare sui graticci acceso il fuoco sotto, sen diretta fiamma colonne calor fumo, le sudan lentamente

Al termine la buccia, stacco facilmente
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Emilia: Le nocciole ricche di fosforo più del pesce mangiate ogni mattina, aiutano i bambini nello studio mentre le foglie ricche di acidi tanninici tengono lontano mosche e tafani. A liberare il mallo delle noci, 1 d'autunno quan cadono le foglie, appaion cespugli di vischio ammucchiale sul pavimento e rimestale tutti i giorni con sempre verdi, piante parassite che radicano nel legno e fanno la forca. Il mallo (tinge e macchia) fende e cade, allora stendi le noci al sole ad asciugare”. bacche bianche, ghiotte per uccelli che spandono ovunque. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 268

Emilia attizza fuoco, carbone legna secca che Peppe nonno suo, faceva senza fretta ai vicini ne donava, Giuseppe vecchierello riceve brace fuoco, e riscalda bambinello

riaccender un falò, è marcare un territorio riprenderlo all’oblio, e viverlo ancor nuovo

l'io diventa un noi, là in pasto collettvo
si mangia la polenta, si canta beve vino Le feste dei falò, nei monti dell'Amiata riaffermano la terra, protetta propiziata ecco i lustrationes, che girano i confini la notte con le torce, a prevenir fastidi isolati dall'inverno, un calor va collegàr più cuori riscaldati, allegria fan circolàr ai fuochi si riunisce, notte s’è attardata porta cibo e vino, ri-canta ogni ballata nodi e var conflitti, 1 fuoco sà bruciare in cenere riduce, la fiamma nel danzare Un focolar che nutre, è rifugio e identità riannoda più rapporti, in scambi circolàr Siedi accanto al fuoco, bisogna riposar poi intuito con ricordi, riescono affiorar con cibò e compagnia, l’intimo s’espande Amore morte e fuoco, uniti stess'istante La cenere sottratta, ai campi và tornàr alla cavità o cratere, fornace Dio vulcàn spiega con la vita, il mutare lentamente spiega col il fuoco, il mutàr rapidamente

nel 23 dicembre, accendevan focarazza Inizia fria stagione, il sole vò a scaldar

un palo a terra posto, vestito di pagliazza incendio ora divampa, l'inverno a ricordàr

1 frate peregrina, tra boschi fra i poderi Fermato a riposare, accese un focolare raccoglie poca legna, dal bosco liminale riparte copre il fuoco, incendio ad evitare qualche giorno dopo, ripassa quelle parti rivede cumuletto, di terra sopra al fuoco calcia tal mucchietto, e sorpreso vide che legna bruciacchiata, in carbon mutò da sé Da allora i carbonai, iniziaron più fatiche cantano la questua, Befane gobbe amiche la danza d’appenino, di chi lavor in bosco Mima il carbonaio, uomò emiliano-tosco Parte mia famiglia, ai primi di novembre per recarsi giù, nel bosco ri-acquistato inizian costruire, capanna in pali legno ginestre zolle terra, piazze di contegno Avviano taglio bosco, erigon carbonaia con metodi opportuni, in piazzole od aia pongon zolle terra, a coprire fuoco e luce una settimana legna, in carbone si riduce sen cibo non è festa, comunitar consumo Donne cucinando, completan uomo crudo più forze della terra, capaci san mediare

Vita ha conquistato, il pianeta senza lotta a mezzo associazioni, e formazion di reti ogni vivèn sistema, tanto in tanto affronta Instabili correnti, che le struttur confronta1

Cervello s'organizza, collega nuovi dati poi viverli in natura, in locale sinergia

cuocion cibi vari, ad uman socializzare

all’esperien passate, costàn ricerca senso comprendere principi, di nuova ecologia Emerge cultura, quan ci si mett'assieme

attorn ad un falò, è crudo-cotto assaggio da incolto a coltivato, fò rito di passaggio La buca delle fate, richiama i Dei Fatales Tributo devozione, dei milizian romanes Sempre io camino, e mai mi sono mosso Camino-non camino, son nero vedo rosso cammino io cammino, e non cammino mai io sempre te lo dico, ma spesso non lo sai

a fare del lavoro, giocàr narrare storie

oppure recitare, o quan qualcun s'ammala fà festa o nasce-muore, una rete si dipana

1

la creatività (spontanea comparsa di ordine), è l’emblema della vita, dove il meglio di nuove strutture, è incorporato nel progetto organizzativo esistente,

LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago

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sia i falò che torce, con cenere dai roghi il fungo muchomor, allegro fa cantare
il fuoco è promotore, di crescita e raccolti benessere dell’uomo, i pericoli stornando da tuoni lamp'incendi, infeziòn stregando Fuoco arancio è centro, cuore dei villaggi attorno a sè raccoglie, stolti e pure saggi trasporta i più piccini, alla fiaba popolare in veglia con gli adulti, attorno al focolare la notte san Giovanni, avvian la mietitura Gran fuochi nella notte, fan gioia duratura con tralci delle viti, ogni fiaccola infuocata l'usano i Kamciaki, koriachi con jakuti in terre di Siberia, ha storia millenaria umani ed animali, lo sentono nell'aria

amico già del vino, visionar'inebriante cura ed alimento, che ispira pure Dante cresce dappertutto, in foreste di betulla nelle pianure secche, lì in Siberia brulla ed Ostiachi e Tuvani, àman Muchamor assieme col tabacco, in polveri da fiuto inebriante essiccato, in buchi di ritrovo per l'acido iboteni, mutàr in muscimolo L'orina lo conserva, ebbrezza si riversa a dosi molto alte, si perde una coscienza amici pur assieme, ubriacano più giorni gira tra più corpi, serbando suoi ritorni colto in mesi caldi, secco poi mangiato agarico moscario, latte uccide mosche fresco pur in zuppa, 1 basta un giorno cresc'inebriamento, acqua di contorno Una o due ore dopo, inizia eccitamento allegri e tumultuosi, si canta balla ciarla il visionario spazio, alla ganja lo avvicina e muscolare spasmo, alla coca lo confina solubile nell'alcol, è la moscarìn sostanza a lungo riscaldata, ammoniaca rilasciata L'effetto moscarina, contrasta l'atropina rallenta cuor il primo, atropa lo riattiva1 i sciamani di Siberia, prima di cercarlo s’ingrazian la natura, al fine d’invitarlo In un fuocò rituale, gettano più offerte dolci pane e foca, o ciò che da la feste quan vien trovato, dimostrano la gioia coi canti e moìne, propiziano la gloria e piano delicati, a mezzo d’un rametto lor attentamente, raccolgono il folletto
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Illumina le selve, intorno il Montamiata
e narra qui il Raseno, di baldi giovanotti con fasce sulle spalle, nel rito dei risorti percorron le vie cave, in riti iniziazione fan luce con il fuoco, all'interior visione giunto il momento, di un grande rito si trasformava, un bimbo in convito solstizi d’inverno, oppure d’estate si andava e veniva, dalle tagliate Là nella Etruria, ve ne son tante Quella a ipsilòn, è più importante tagliate le canne, son tutte fasciate Legate su spalle, alle leve iniziande E salivan la via, che il colle conduce duro è il cammino, dal buio alla luce raggiunta la cima, non poco stanchi son fatti pei numi, ritual generanti Avanti alla notte, accendono fasci quelli su spalla, sembrano strasci al secco scandir, di krotali antichi iniziandi e festanti, lanciano gridi Ora in discesa, in 3 fasi danzando due brevi salti, il terzo allungando fan moto andamento, a spiraliforme 3 gruppi di fiamme, in fila conforme e giunti ai canali, laggiù alle Tagliate Tolgon da spalle, le canne infuocate ne fanno un falò, davanti il Lucumone Tripudio di auspici, alla nuova stagione

Taras cita Mantegazza: “la iosciamina è come la moscarina, rallenta respiro e cuore e dilata i vasi. Una iniezione di atropina rialza il battito e respiro. Il sangue intossicato da inebrianti, produce orina di pari specie, il sangue moscarino giunge nell'addome, dà convulsioni, spasmi e salivazione.” LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 270

Quelli più piccini, d’intenso color rosso hanno più narcosi, seccan senza sforzo a forma d'una palla, a lungo masticato in 1 solo colpo, inghiottito consumato Per bene prevenire, i disturbi digestivi assunto vien a dosi, di numeri non pari Uno e mezzo o tre, cinque oppure sette via su questa linea, la scelta li consente gli effetti canterini, arrivano in mezz’ora con sensazioni gioia, incanto che visiona stato dell’ebbrezza, riflette il precedente durante la raccolta, con balli di scoperte se raccolta fai, in compagnia d’un canto la stessa melodia, scirà dal nostro labbro s'avverte desiderio, muoversi e danzare più moduli di danza, si lascian modellare L’assumono sciamani, a forza di visione preparano se stessi, prima di assunzione in modo poi rituale, fan richieste al fungo ne ricaveranno, responso breve o lungo Più visioni indotte, guidan lo sciamano nelle guarigioni, che aiutano pian piano anche in cerimonie, pur trovare i ladri fare previsioni, per figli e per i padri l'effetto può durare, pur alcuni giorni al centro della tenda, viaggi con ritorni in compagnia di amici, e spiriti antenati attorn a fuoco totem, gruppi son curati tal fungo muchamòr, ama pur l’Italia vari contadini, ancor usano muscaria mangiata come cibo, tempi fame crisi previa preparazio, riducono i princìpi messo in lenticchie, o in minestrone il vomito inizia, dopo un quattro ore tutta la faccenda, risolve in sette ore digiuna sera prima, ad evitar malore Agarico raccolto, giù nel tard'autunno messolo purgare, in bacinelle d’acqua che viene ricambiata, dieci giorni tutti ammannito è infine, come tutti i frutti

Bollito sotto sale, seccato senza fretta fungo di conserva, per stagione fredda colto maggio-ottobre, là sul Garda lago il tener ovolaccio, dai pover consumato Un uomo primitivo, caccia e fa raccolta consuma pure funghi, vari volta in volta ha incontrollabi voglia, di ridere spesso maggior empatia, è delizie e tormento Ricorda il Mantegazza, mill'otto e 71 sempre fu studiato, qual veleno spuro ma com’alimento, nervin inebriamento salva pure vita, in campi internamento Ebbrezza non è vizio, oppur una partita è gioia che ti nutre, ritempra la tua vita degli alimen nervosi, nuov’uso crescerà finché la terra l’uomo, ancor calpesterà Agarico Moscario, bello a più non posso ha zuccher in granelli, sul cappello rosso lo chiamano dorata, tignosa mattacchiòn Bianc'ovolo di cocca, fratel del Cesariòn terrestre e solitario, delle ombrose selve all'uggia d'aghifoglie, ama pur le querce In luoghi pure aperti, vegeta da estate Fino tard’autunno, lontano dalle strade nostro muchamòr, reca ebbrezza gradi eguale al vino che, spesso va in rincari a causa delle vigne, uccise dagli insetti come Fillossera, o Pèrònspore funghetti

e i Liguri contadini, suoi principi attivi espellono da sè, in diurèsi da sportivi
provano l'ebbrezza, vincer depressione chiedo all'igienisti, n'insegnino il valore ne bastan solo due, a dare una svinazio

pùrche trangugiati, senza masticazion

cencinquanta grammi, pesa un ordinario ciò calcola Batista, gran medico italiano 1 grammo funghi secchi, è 22 di freschi varia le sue dosi, da dieci a centotrenta in 1 giorno sol, duecento per chi è duro chi esagera di più, calmate col vin puro
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un mezzodì d’ottobre, dopo la minestra uomo quarant'anni, corporatur robusta mangia duecen grami, agarico recente

Fritto con il burro, poi riposa attende dopo una mezz'ora, vertigine da vino sente su arrivàr, sdraia calmo al suolo
per un paio d'ore, ha immagini svariate là davanti all'occhi, allegre pure vaghe vive suoi fantasmi, s’alza grida e canta schiamazza movimenti, isterici portenti alfin tal paziente, quando molto vuole sa tener in sesto, suo cervello e cuore Bèn dorme di filata, tutta una nottata mattino mi racconta, aver godut'assai tutt'intero giorno, tristezza era passata felice m'insegnò, fungo è un toccasana or un’altro giorno, mangia muko fresco masticando molto, 2 grammi la mattina seguono altri due, il giorno ben si sente infine 3 e ancor 3, benessere s’estende umore è calmo gaio, limpido il pensiero sensazioni in luce, lavora e parla allegro pranza in appetito, ride e fa schiamazzo con muscoli erculèi, lavora con sollazzo fà visita a 1 malato, diviene quindi serio uscito poi riprende, a ridere e a vociare normal temperatura, ha pupille dilatate normale tien respiro, guance accalorate àlle nove un tratto, ogni sintomo taceva giorno dop ancora, allegria ben resisteva Batista ora descrive, 1 prova sulle donne che soffron depressioni, doli come doglie è gentile signorina, che è solita ber vino san a ventott'anni, e un corpo gracilino ingoia ben 2 grammi, d’agarico seccato fa colazione pane, con cappuccin amato Poi vengono tremori, correr tiene voglia ha lievi capogiri, balbuzie e rosso in volto vertigini vuol pianger, perde la vergogna alfine si rilassa, emerge ciò che agogna

dopo di due ore, prende altri 2 grammi con acqua compagnati, inizia fare salti crede d’esser brilla, come s'ha bevuto dice che negli occhi, ciò è riconosciuto comica scollaccia, e deplora l’imbarazzo recita alla piazza, e grida a squarciagola sgridata sta suo posto, poi mi fa osservàr ripete ch'è ubriaca, e gran bene le può far Ore due si acquieta, quindi s'addormenta

ma prima di ore tre, nervosa si ridesta

torna far schiamazzi, salti e dir scemenze con libertà fa scherzi, senza interferenze sonnecchia e poi ripiglia, a dare simpatia poi pranza frugalmente, sintomi van via allegra in gran piacere, resta fin le sette sent'un pò vergogna, al mattin seguente Camilla in Rovellasca, robusta di 20 anni 3 grammi muko secco, misto zabaglione rivèl più confessioni, senza alcun pudore solleva pur la legna, di forza con amore orina guarda e dice, ho tentazion a berla Passa una serata, allegra e mi ringrazia al mattin seguente, serba buon ricordo l'allegria rimane, perdura tutto il giorno Lino in Rovellasca, tiene trent’otto anni da sei mesi è preda, profòn malinconia prostrato da più lutti, decide di provare ingoia 1 gramo secco, poi va continuare La cura dura e dura, per una settimana e già dopo due ore, arriva il buon umore comincia lui provare, benesser ed affetto torna da famiglia, allontan ogni sospetto Dichiara di sentirsi, l'uomo di una volta Mi assicura che, idee ben fanno svolta il polso ora gli prendo, è più fortificato dopo dieci giorni, perdura simil stato Culto sacro fungo, chiave dei misteri di abissi sotterranei, e fonti oracolari lamenti evocazioni, al fungo in aldilà chiedon Tagete, portar sapienza quà
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Centro sotterraneo, tutto concepisce verbo si fa carne, Dio seme rifiorisce disgrega si ricrea, materia nella morte tutto si trasforma, nella fornace sorte Le viscer della terra, chiamasi Plutone Dove vita e morte, fanno la creazione se mancan le pioggie, è il divino sordo Muko non appare, qui nel nostro mondo Nekragogos è, condurr'innanzi il morto si da interrogarlo, ai vivi dar conforto oppure scender giù, a visitar l'inferno saman eroi poeti, viaggiano l'interno Il piccolo fungo, al mattino appariva a calar della notte, scomposto finiva più vermi lo avevan, ben consumato

Piante sapienza, sapean comunicare il figliòl del tuono, Je-suì fan parlare

quan l’uomo usò, sol arte scrittura mutò le bevande, in statica cultura Sottrarre la pianta, a mezzo rituale
riduce il suo danno, a evitare penare se invece maltratti, senza un decoro

svanisce l'effetto, d'aiuto e tesoro

Profeti e guaritori, credono lor fiato
a bocca lor che parla, affior insalivato il seme del divino, trasmette di per sé Forza della grazia, per popol sostenèr sfortuna fu un grembo, sterile di terra la santità del seme, è grazia sottoterra un fallo sacerdote, nell’uter penetrava e un ab'origen atto, alfine lui operava Accade in carestia, la vita va ibernare il Cielo quà rifiuta, suo dono seminale il Tuono si fa carne, per mostrar la via La Lisa qui ci narra, samàn psicologia è l'Iniziazione, irruziòn nel mondo mito C'invita a recitare, per fare il nostro rito L’archivio dei copioni, giace nella psiche

nemico che uccide, e calore più afo
Dovevano i fedeli, recare 1 dono al dio mangiar morir con lui, nel comune rito lo avevano cercato, colto poi mangiato invocato tra di loro, lui ha manifestato

Dio la promessa, sempre mantiene
cantan santo fungo, i celebranti orsù

Colui che riceve, un suo figlio diviene

Pan fungo Peana, grida eleu eleleu! un canto o Peana, di Pan od Apollo
contrasta il potere, nocivo del fungo un erotico gioco, allieta quel fungo

Profonda e collettiva, è una ed infinite
le immagini del mito, proiettano le mente

poiché intimità, lo eccita appunto se pioggia non cade, Gaia protesta
non nascono fauni, e caccia s’arresta una Pioggia contiene, il germe di vita

archetipi potenze, che portan luce in sé fai collaborar, tuo conscio con inconscio l’energia in conflitti, si libera e fa posto
Entro ognun di noi, esiste già una mappa ignorata pur a lungo, và esser spolverata lavoran nella psiche, profonda dell’umano Attore e guaritore, assieme fan sciamano1 Imparo maneggiar, accesso ad altri mondi fò spazio a lor presenza, entro mia cultura lavoro dissociazio, psiche è mia compagna Inizio in una cava, bosco oppur montagna
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emessa dal cielo, con urlo e le grida il seme è portato, dal vento su terra
penetra in grembo, tra solchi sotterra Radici di piante, ne prendon sapienza la fissan in luce, a nutrir la coscienza danze con mimo, richiaman portento Incision rupestri, ne traccian evento è parola scritta, un modo di pensare epoca precisa, che volle tramandare

Lo sciamano nella civiltà moribonda, è spiritualmente senza casa, le sue esperienze e visioni, vissute nelle iniziazioni, son spesso viste come processi patologici o demoniaci da clero e psicologi . Tappe iniziatiche samàn: chiamata, sacre nozze con la ayami (psiche ind-collettiva), smembramento, discesa agli inferi (drago), doni di cura, ritorno festoso a casa.”Lisa

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scopo d’ogni rito, passaggio iniziazione
del mondo della vita, cambio percezione il mondo sovrumano, irrompe alla realtà Rigenera strutture, coscienza e identità e lavorano da sé, dal fondo della psiche più simboli viventi, una volta risvegliati rivelano una storia, che vuol partecipazio al fine trasformare, inter cosciente spazio

miriadi i modi, mutàr stato coscienza Lisa ci descrive 4, gradi di esperienza vissute sequenze, oppur al contempo estetiche figure, è psichedeli avvento geometrie colore, dietro palpe chiuse
Innescano pensieri, in dormiveglie fuse

vissuti autobiografi, in eventi personali traumatici o rimossi, assiem emozionali è risveglio turbolento, corpo n’è linguaggio catena condensata, engram molto forte Psicosi temporane, compagnano passaggio Chirurgici interventi, e pericoli di morte Incontri di energie, d’istin di vita e morte

prima di rinascer, qual essere più forte
è iniziazion per Jung, confronto con il Sé accrescere individui, sbocciati pienamèn eroe o sciamano, dormiente in ciascuno

la nascita esperienza, è titàn sessualità aggressivo sadomaso, radice di violenza esplode l’aggressione, e autodistruzione Estasi e agonia, s’ha in nascita tensione e Lisa cita Jung, nelll’esperien di sogno Si vive in un teatro, parabole in ritorno emergon verità, importanti all'individuo

Se sveglia e rivive, fa umano maturo1

Saman è parola, tunguso manciuriano
esperto della trance, nel luogo siberiano

a mezzo volontà, contatta altre realtà rapporta lui entità, ed acquista abilità

che lascian trasalìr, l’ego un attimino quarto tipo è, traspersonal coscienza
oltre mia persona, appar il punto vista cambi di coscienza, emersi con talenti

esercita influenza, su scelte di tua vita

giace in tè profonda, l'ombra sconosciuta da demoni smembrato, in immedesimazio vedo sento l'ossa, che rompono lo spazio

emergono casuali, eventi tuoi latenti persone che passan, nascita e morte vedon la realtà, che soffre e distorce

somiglia samadhi, a un coma cosciente opposto allo shock, o eccitazio corrente
prossimità di morte, accomun esperienze

l'illusione d’ego, svanisce in un copione individuo sperimenta, gioia e la fusione Sviluppano legami, con entità interiori scopron la visione, esclusiva d'esteriori deriva da paure, di morte cambiamento trauma che irrisolto, reca suo tormento

Paura è confine, che il mistico attende
non sfiora la psiche, svalutar nomi entità potenze negate, van nuove a mascheràr in sintomi converte, malesser razionale ancestral divinità, van sempre a rivelare

Radice della vita, si scopre modellata
da cosmiche influenze, cantata ricamata viaggian oltre l'ego, in menti e corpi altri in processi di natura, siddhi yogi erranti limite estremo, è coscièn transpersonale archetipi han coscienza, possono pensare incontri di sorgente, estingue sete scienza

motivo spavento, ad aprir delle porte scatena l’angoscia, paur della morte
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Jung: la fantasia è un entità psichica reale in quanto accade da sé, se tu partecipi al suo mito/dramma così come sei, avvii il processo di individuazione: ogni essere o cosa che incontri è partner nel dramma di creazione che man mano ti si svela. Levi-Strauss: il tempo del mito/sogno vuol partecipazione per sostenere le energie capaci di curare. Gli antichi riti iniziatici greci chiarivano la sensazione individuale di vita e morte.

agiscono l'archèti, sèn causa manifesta

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archetipo produce, costrutt'immaginali
Veicolano questi, le mie energie mentali cioè comportamenti, sopra i precedenti collega lo sciamano, mondo delle storie

capace a favorire nuovi atteggiamenti

Và esistere nel mondo, fuor d’ideologie abbatte pur barriere, di mono strategie Urge l’assistenza, all’indigeno ch’è in te

dagli un vitalizio, sciaman sarà per tè
accendi tuoi falò, e danza dentro cerchio balla ad occhi chiusi, al ritmo di tamburi il moto è curativo, in mezzo alla natura Legato a nonno fuoco, luna senti pura ritrova ora il divino, che cura dentro te cuor esprime danza, cedigli il permesso

ai mali dell’umano, a crear significato cura depressione, più crisi esistenziali laceranti malattie, con arti magistrali
Uomo coraggioso, che sfida più misteri Medico erborista, conosce pian maestre il fuoco lui alimenta, nei riti poi confida spia nella natura, animal eletti a guida

Il gran peccato è, smettere di amarsi
Perder l’autostima, cioè non perdonarsi Il viaggi dell’eroe, echeggia iniziazione viaggia in molti miti, self-realizzazione il mito ti trasforma, quan l’attivi in rito Inanna e gli altri dei, vedi là in convito Spesso lo sciamano, riattua iniziazione prima d'una cura, fà rappresentazione Qui il potere mito, attiva trasformazio L’eterno ridiscende, nell’umano spazio

Là in molte culture, v’è celebrazione

gruppo unito ascolta, saman iniziazione nuovo guaritore, è amato con sua storia

è guida che rilascia, l’erotica sua gloria
visioni di sciamani, tungusi oppur buriati si vedon fatti a pezzi, riempiti di cristalli di quarzo poi cuciti, le donne lì a cantàr ecco nostro eroe, sciaman grande sarà l'apprendista solo, va in folto di foresta con gli animali vive, fortifica nell'acqua apparta tra montagne, e solitar deserti sconfigge cicatrici, e porta cuori aperti sal arrampicando, cammina pur veloce risale ridiscende, sui fianchi dei pendii giunge pure al top, del suo sfinimento di colpo poi cadrà, in un visionamento L'aquila m’insegna, gran volo siberiano l’orso col salmone, danzano man mano uccelli con le piume, insegnano costumi monti e foreste, il valore d'acque fiumi guardo dentro fuori, verso mar di stelle in boschi d’Amazzonia, medicina è pelle chiaman Ayahuasca, la liana d’antenati il tè della chacruna, e Banisterios Caapi Samano fa rituale, attrarre o allontanare fa mappe itinerari, di cosmo di coscienze lavora con i climi, e le piogge dei raccolti la caccia fecondare, i problemi far risolti

Alce Nero Oglala, durante giovinezza Ebbe gran visioni, tenute in timidezza
crebbe di coraggio, consigli poi da saggio Danza sulla terra, mostra tuo messaggio!

lo sciamano cura, ristabilisce o aggiusta
interrotta connessione, dell’anima angusta Scova il suo guasto, che in corpo s’incarna

Ritrova sue storie, entra in suo dramma sei attore guaritore, rispolvera tuo mito riagganciati alla terra, fà ponte col rito
Seba mio scambia, se vuoi farne parte e cosmico dramma, risveglia con arte

Dioniso accogli, linguaggio natura è voce animale, di piante di stelle nacque il teatro, da estasi e gioia e da gesti rituali, a vincer la noia il cuore vi trova, cura e nutrimento
Divino percepisci, estatico ascendendo la cura è conoscenza, del mitico legame di mond'immaginari, e terreno dimorare
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coscienza di tal mondi, fa l'antico ponte presente nella psiche, lega loro sponde accresci tolleranza, all’ambiguità binaria la terra ora è teatro, di vita immaginaria le storie son create, per noi ad ogni giro1 la tua risposta ad esse, fa o disfà confino Vita loro hanno, che al mondo manifesta attraverso nostre vite, qual dolori o festa ingaggio dai reami, accade giornalmente l’attore in tè nascosto, risponde tal invito i modi sono tanti, sincronico è l’ambiente in vento tra i capelli, un canto ricorrente Son gesti d’amore, poesie connessione Profondi e istintivi, ai mondi dell'attore alimentan l’un l’altro, Martin ci ricorda le cerimon che fate, fuoco e sol accorda

Natura abbisogna, di tua ammirazione

Risposte al creato, ne fan sensazione in recipro rapporto, Lei apparteniamo e l'animo umano, con lei contrattiamo
se scordi il rapporto, perdi posto e scopo Thera appare morta, senz’enzimi e totem L’anima diparte, il sognare va errabondo muore canto danza, muore pure il mondo rapporti tra due mondi, salvano a vicenda nostr’anima di sogno, è cosmica faccenda è tale sua sostanza, che musica la muove sforna la realtà, che cuore poi commuove3

Nei regni immaginali, risiede quel potere Portar alla coscienza, e sàman ottenere
natura ascolteremo, che piange a ricordar ci chiama alle sue storie, ancora a recitar ogni cur richiede, una gran preparazione diagnos trattamento, dramm’invocazione dramma porta i sensi, piano a risvegliarsi

Le linee del canto, conforman la terra aborigen le cura, e le snoda cantando
mantien poi vitale, lo spazio in cui vive

solo in quel modo, sognar sopravvive
mancanza di senso, oggi sforna tumori

come nel teatro, una cura è una catarsi
attraverso l'attore, l’audience può vedere gli esser di altri mondi, spettacolar agire battaglie pantomime, per demoni epuràr

e spegne speranze, ambienti e colori ogni luogo rivive, nell'in-cantamento
Storie ed eventi, che fissan momento2

negli uomini pazienti, partecipi al curar Teatro è antico rito, sciamanico di cura

non sottostimare, le tue connessioni
alle storie che sono, dietro agli eventi attivano scopi, per psiche ed ambiente dan senso alla vita, armonia ricorrente

Attore incarna ruoli, di fronte più pazienti ricrea sua iniziazione, risveglia le energie della trasformazione, che prova trasferire

Paur e gioia muove, in mezzo a spettatori “Gli Aborigeni Australiani chiamano tale spazio jukurpa, la pronti per viaggiare, tra lumi con passioni terra del sogno che vive oltre la superficie di tutti i fenomeni cantan la canzone, danzando con costume visibili, in costante attesa di esser risvegliato nella sua forma al suono di tamburo, sonagli oppure piume
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terrena; per loro creare è risvegliar, così ritengono essenziale incorporare il jukurpa nella propria coscienza. Sanno che se smettessero di cantare, gli antenati partirebbero, il potere sognante contenuto nella terra cesserebbe e tutto perirebbe. Osserva emozioni e gesti inconsci di rispetto per un tuono, l’eco, i tramonti, qualcosa risveglia le nostre rituali risposte.”
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il buio fa da sfondo, per alba d’altro mondo s’attiva possessione, a cuor dello sciamano il palco è come cerchio, fatto con le pietre che invita a rivelare, più spiriti e paredre

Jung visitò gli indiani Pueblo nel New Mexico e realizzò che la conoscenza monorazionale non ci arricchisce, bensì ci rimuove sempre più dal mitico mondo nel quale una 3 volta eravamo di casa per diritto di nascita. “La tua pratica Lo sciamano è maestro di gioco, danza e canto nel rituale o religiosa alimenta la psiche del mondo. Percepire terreno della sofferenza umana, con tal atti, le persone son il proprio senso mitico, fa esistere il mondo in pace e risvegliate dall’incubo della malattia, il mondo è rivelato bellezza” Jung come paradiso. LIBER TAGES – la ghirlanda di Tago 276

Nella nostra psiche, singola e di gruppo accade il tempo mito, nostro vero frutto il mito allor c’invita, a ricoprire un ruolo Per salvar la vita, e riportarla a nuovo Rinnovo del mondo, come di noi stessi Dipende da creazione, di teatrali spazi dove l’irruzione, del sacro può accadere a sostener i vivi, in un tempo a decadere incontri di tal viaggi, samano cant'intanto gruppi dei presenti, supportan trepidando 1 intrattenimento, conforto e nuova fede provano gli astanti, riuniti in quella sede ad aiutar l’eroe, a percorrer strada buia clan appoggia in coro, con canti ripetuti Tamburo suon furioso, sale eccitazione

Kundalini Afrodite, depose l'uovo mondo in calice oppur cranio, Eros esce in tondo col tempo acquista l’ali, o turbini di vento innalza serpeggiando, somatico portento Amrita nella coppa, diviene la coscienza goccia-goccia sale, scende alla sapienza risveglia alla coscienza del bambin divìn e recita nei miti, ogni personaggio alfìn

un indigeno si vive, custode di natura per guarir pianeta, cura sua struttura
e coltivator del cielo, preparano terreno falciano raccolto, a nutrire sogno intero avvengono i sogni, entro Grande Sogno Uomo scrupoloso, estingue suo bisogno chi suo sogno perde, perde scopo meta

cresce pur la danza, dilaga la visione

Visnu addormentato, disteso su serpente abissàl con sette teste, emana ricorrente bolla che contiene, Ganesha e Brama luce creatore d'universi, in sogni che produce1

i semi miti e riti, rinnovan vita intera
Il seme risvegliato, vince il dur terreno civiltà che muore, degrada in burro nero tempo transizione, germoglio vuole luce Nuovo nutrimento, per sogno che riluce

Bolla d’ego sogno, ignar di star sognando scambia tale sogno, per quotidian vivendo Kitche Manitu, ovvero il Grande Spiri accade che ti svegli, il mondo perde senso in sogno vide cielo, il sole luna e stelle or sei buddha mukta, epopte banzi tempo su terra vide valli, coi monti con i laghi Isole e pianure, foreste pioggie e prati

Oggi distinguiamo, tra reale e fantasia
oggettivo soggettivo, scienza con poesia

per popoli tribali, vi è un unica realtà che pratica efficie