La presente edizione è stata chiusa in redazione il 10 luglio 2002

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Indice 5
Capitolo 1 - La Pubblica Amministrazione
1.1. La Pubblica Amministrazione................................. 11
1.2. La Gazzetta Ufficiale e il Bollettino Ufficiale........... 11
1.3. Il bando di concorso e il modello di domanda....... 15
1.4. Pubblicità della selezione sui Bollettini Ufficiali ...... 33
1.5. Contenuto delle prove d’esame,notificazione,
preparazione e svolgimento. .................................. 34
1.6. Contestazione dei risultati in un concorso ............. 36
Capitolo 2 - Il Lavoro Interinale
2.1. Le Agenzie di lavoro interinale ............................... 41
Capitolo 3 - I Mass Media
3.1. I Mass Media .......................................................... 55
3.2. I Giornali di annunci ................................................ 55
Capitolo 4 - Internet
4.1. Internet ................................................................... 65
INDICE
Premessa ........................................................................... 7
6 Indice
Capitolo 5 - Il Panorama del lavoro
5.1. Il Panorama del lavoro............................................ 71
5.2. La new economy .................................................... 72
Capitolo 6 - Le Aziende
6.1. Le Aziende ............................................................. 77
Appendice
D.P.R. n. 487 del 9/5/1994
(“Regolamento sulle modalità di svolgimento dei concorsi pubblici”)..... 91
L. n.68 del 12/3/1999
(“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”) .................................. 99
D.P.R. n. 445 del 28/12/2000
(“Testo Unico in materia di documentazione amministrativa”) ............ 105
D. Lgs. n.165 del 30/3/2001 (estratto)
(“Norme sul lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione ”) .. 115
Premessa
Alcuni mesi fa, quando è nata l’idea di questo libro, abbiamo pensato
immediatamente all’impianto da dare a quest’opera e ci siamo subito resi
conto della difficoltà di condensare in un libro, le informazioni necessarie
per la ricerca di un lavoro. Allo stesso tempo, non volevamo renderla
un’opera didattica o accademica, né tanto meno miravamo a un libro per
la preparazione ad un concorso pubblico. Una volta escluse tutte queste
ipotesi, ci siamo trovati di fronte a una scelta obbligata ma, allo stesso
tempo, l’unica percorribile e in grado di dare un’organicità a quello che
avevamo in mente e che ritenevamo la più utile per i nostri lettori. Un’ope-
ra che contenesse, non soltanto le informazioni basilari per ricercare un
lavoro, ma anche le indicazioni per concretamente trovarne uno. In altre
parole, mettere per iscritto quello che, quotidianamente, la nostra reda-
zione compie nella ricerca delle fonti per la composizione dei nostri bol-
lettini di informazione sul lavoro: “Dimensione Lavoro”, “La Domanda”
e “Diario lavoro”.
Se si scorre l’indice, a pagina 5, si ha un’idea più chiara di quello che
abbiamo appena detto. La Pubblica Amministrazione, le Agenzie di lavoro
interinale, i Mass Media, Internet e le Aziende sono le fonti dalle quali
traiamo le informazioni, che passando al nostro vaglio, sono pubblicate
sui nostri giornali e arrivano fino a voi.
La Pubblica Amministrazione, che apre questo libro, è il mondo delle
amministrazioni centrali e di quelle locali, e consente a tutti i cittadini, con
determinati requisiti, di accedere alle carriere pubbliche. Attraverso l’ana-
lisi di un concorso, realmente pubblicato in Gazzetta, abbiamo voluto per-
correrne l’iter, che lo stesso attraversa: dalla pubblicazione, alla cono-
scenza attraverso i mezzi predisposti, allo svolgimento delle prove, alla
contestazione delle stesse. A proposito di questo primo capitolo, abbiamo
inserito un’appendice normativa, per conoscere nello specifico: le norme
che disciplinano le modalità di un concorso pubblico, la documentazione
amministrativa, il lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.
Le norme pubblicate sono corrispondenti al testo promulgato dal Presi-
dente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta, senza alcuna nota
correttiva per le eventuali modifiche apportate negli anni. Le modifiche
più importanti sono riportate nelle note ai vari capitoli del libro, mentre
l’ordine conseguenziale, non casuale, delle leggi in appendice, vi consen-
tirà una lettura aggiornata delle disposizioni legislative, fino al momento
in cui scriviamo.
I capitoli dedicati ai mass media, a internet e alle aziende sono la parte
concreta del libro, con un’analitica catalogazione dei maggiori mezzi di
comunicazione e circa 100 recapiti di aziende, su tutto il territorio nazio-
nale, a cui indirizzare il curriculum vitae.
Terminiamo con uno strumento per la flessibilità del lavoro, di recente
entrata nella normativa vigente italiana: il lavoro interinale.
Il capitolo dedicato a questa nuova formula analizza il funzionamento
del sistema, al momento in cui scriviamo, cioè agli inizi di luglio. Dalle
recenti esternazioni del Ministro del lavoro, è intenzione dell’attuale Go-
verno in carica di riformare il precedente testo legislativo, eliminando vari
vincoli a cui sono soggetti i cosiddetti “job center” verso una maggiore
“privatizzazione” del lavoro.
Non conoscendo quali e quanti saranno i vincoli che verranno soppres-
si, confidiamo nello sforzo del Parlamento a indirizzarli in un migliora-
mento dell’occupazione, senza alcuna diminuzione dei diritti fondamentali
dei lavoratori.
la Redazione
LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE
Capitolo 1
1.1. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
“Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le ammini-
strazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine
e grado e le istituzioni educative, le aziende e amministrazioni del-
lo Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Provincie, i Co-
muni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le isti-
tuzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associa-
zioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e
locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanita-
rio nazionale.”
Così recita l’art 1, comma 2, del Decreto legislativo n.ro 29 del 3
febbraio 1993 come modificato dall’art. 1 del D. Lgs. n.ro 80 del 1998,
il testo normativo che ha rivoluzionato il lavoro pubblico. Le pagine
che seguono vi condurranno alla conoscenza dell’iter di un concorso
pubblico attraverso l’analisi minuziosa delle varie fasi di: reperimento
del bando; compilazione, produzione e presentazione della domanda;
notificazione e contenuto delle prove di esame, della loro preparazione
e del loro svolgimento. In ultimo, daremo uno sguardo alla sfortunata
eventualità di esclusione dal concorso e l’iter per contestare i risultati.
1.2. LA GAZZETTA UFFICIALE E IL BOLLETTINO
UFFICIALE.
“Le procedure di reclutamento nella pubblica amministrazione
si conformano ai seguenti principi:
a)adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento
che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità
di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi
automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione;…”
L’inizio del comma 3 dell’art. 36 del D.Lgs. n.ro 29/1993 evidenzia
il primo passo, che la Pubblica Amministrazione deve compiere, per
portare a conoscenza degli interessati le assunzioni messe a concorso.
La Pubblica Amministrazione 11
I mezzi predisposti a questa funzione sono principalmente due: la
Gazzetta Ufficiale e il Bollettino Ufficiale. La prima è edita dall’Istituto
Poligrafico e Zecca dello Stato e il secondo dalle singole Regioni.
La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana si può comprare in
edicola e nelle librerie concessionarie - riportate nelle ultime pagine
della versione cartacea della Gazzetta stessa oppure chiamando il
numero verde 800 864035 - dell’Istituto Poligrafico, oppure è possibile
consultare gratuitamente le G.U. pubblicate negli ultimi 60 giorni sul
sito internet: www.gazzettaufficiale.it. I concorsi ed esami sono inseriti
nella “4^ serie speciale - parte prima” della Gazzetta e sono pubblicati
il martedì e il venerdì di ogni settimana. Sul frontespizio sono indicati
i concorsi “Di particolare evidenza in questo numero”.
Il Bollettino Ufficiale delle Regioni contiene tutte le leggi e i
regolamenti del Consiglio e della Giunta Regionale, i decreti del
Presidente della Giunta - integralmente o in sunto - che possono
interessare la generalità dei cittadini e nella sua terza parte contiene i
concorsi che sono pubblicizzati dagli enti locali, dalle comunità montane,
dalle aziende ospedaliere presenti sul territorio della regione stessa. Il
Bollettino Ufficiale è pubblicato settimanalmente. Si tenga presente
che molti dei concorsi, che sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale,
sono completi del bando di concorso e relativo modello di domanda e
nella maggior parte dei casi fanno decorrere il dies a quo
( cioè il giorno a partire dal quale è possibile inviare la domanda e che
non si computa nel termine stesso) solo dalla pubblicazione per estratto
in Gazzetta Ufficiale. Questo decorrere del tempo è importante, per
non ritrovarsi di fronte alla cruda realtà di veder sfumare la
partecipazione al concorso per invalidità della domanda.
Il reperimento del Bollettino Ufficiale fino a qualche tempo fa è stato
arduo, perché era quasi impossibile comprarlo nei punti vendita come
le edicole e di trovarlo nei luoghi dove ragionevolmente si pensava
che fosse, come le cancellerie dei tribunali o gli uffici comunali o
qualunque altro posto adibito alla consultazione gratuita, ne erano e ne
12 La Pubblica Amministrazione
L’I.P.Z.S. ha dedicato la “4^ serie
speciale” della Gazzetta per la pub-
blicazione dei Concorsi ed Esami.
Il costo di ogni numero
della G.U. è di € 1,50 a
partire dallo 01/01/2002.
La G.U. dei Concorsi ed
Esami è pubblicata il
martedì e il venerdì di
ogni settimana
È possibile avere infor-
mazioni più dettagliate
sulla G.U. chiamando il
centralino 06/85081 op-
pure il n.ro verde 800
864035
Sono pubblicati tutti i
concorsi e le prove d’esa-
me della Pubblica Am-
ministrazione
Nel frontespizio sono
inseriti i concorsi di
maggiore rilievo su quel
numero.
Si può comprare in edicola, nelle li-
brerie convenzionate con l’I.P.Z.S.
oppure è consultabile gratuitamente
sul sito: www.gazzettaufficiale.it
La Pubblica Amministrazione 13
14 La Pubblica Amministrazione
Pubblicazione setti-
manale, il giorno di
pubblicazione cam-
bia da regione a re-
gione
La consultazione gra-
tuita può essere fatta sul
sito della regione com-
petente: www.regione.
nomedellaregione.it. E
sono indicati anche gli
indirizzi per la consul-
tazione gratuita della
versione cartacea.
La Pubblica Amministrazione 15
sono sprovvisti. Con l’avvento di internet le regioni hanno fatto passi
da gigante, oggi quasi tutte offrono la possibilità di una consultazione
gratuita del bando integrale, all’indirizzo: www.regione.nome
dellaregione.it, e si può trovare anche una guida sui luoghi predisposti
alla consultazione cartacea del Bollettino.
1.3. IL BANDO DI CONCORSO E IL MODELLO DI
DOMANDA.
“Art. 1. Modalità di accesso.
1. L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche
avviene:
a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami, per titoli, per
titoli ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo
svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità
richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria,
avvalendosi anche di sistemi automatizzati;
b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento
tenute dagli uffici circoscrizionali del lavoro che siano in possesso
del titolo di studio richiesto dalla normativa vigente al momento
della pubblicazione dell’offerta di lavoro;
c) mediante chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste
costituite dagli appartenenti alle categorie protette di cui al titolo 1
della legge 2 aprile 1968, n. 482 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Il concorso pubblico deve svolgersi con modalità che ne
garantiscano la imparzialità, l’economicità e la celerità di
espletamento, ricorrendo, ove necessario, all’ausilio di sistemi
automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione ed a
selezioni decentrate per circoscrizioni territoriali.
3. Con le medesime procedure e modalità, di cui ai commi 1 e 2
del presente articolo è reclutato il personale a tempo parziale, di
cui alla legge 29 dicembre 1988, n. 554.”
È questo il disposto dell’art. 1 del DPR n.ro 487 del 9 maggio 1994:
“ Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche
amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi
unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi”.
La disciplina del DPR 487/1994 ha regolato tutte le fasi del concorso
pubblico, individuando, così come avete avuto modo di leggere nel
disposto del comma 1 dell’art. 1, le modalità di accesso a seconda
dell’amministrazione dello Stato, che indice il concorso. Il concorso
può essere solo per esami o solo per titoli o per titoli ed esami o per
corso-concorso o per selezione, è il bando a comunicare con quale di
queste forme bisognerà cimentarsi.
Il bando di concorso è il “libretto d’istruzione”, all’interno del quale
è possibile trovare tutte le informazioni che vi porteranno alla
formulazione della domanda di partecipazione e alle prove d’esame.
Proviamo insieme a leggere un bando di concorso. Prima di iniziare,
una precisazione, non tutti i bandi sono pubblicati per intero in Gazzetta,
ce ne sono alcuni anche per estratto, sono quelli degli enti locali e delle
unità sanitarie, e possono essere rintracciati solo sui Bollettini Ufficiali
regionali o sulle pagine web dei siti ufficiali della pubblica
amministrazione.
Iniziamo il nostro viaggio con un esempio pratico, analizzando nel
dettaglio un concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il bando inizia con l’indicazione dell’amministrazione che lo ha indetto,
nel caso di specie: “L’ Università “Federico II” di Napoli” , e continua
con un grassetto che mette in evidenza: i posti e le modalità di assunzione
dell’organo che provvederà all’inserimento nel proprio organigramma.
16 La Pubblica Amministrazione
La Pubblica Amministrazione 17
Segue l’indicazione in ordine cronologico di tutte le norme che hanno
istituito, integrato, modificato negli anni il concorso in questione;
importante per avere un’idea chiara delle regole che disciplinano sia
l’accesso nelle amministrazioni pubbliche sia le norme di disciplina
interna delle singole amministrazioni, oltre alle norme in materia di
documentazione amministrativa. Le singole norme sono richiamate per
estremi così è possibile ricercarne i testi.
Non sempre il bando è integrato dal modello di domanda, in questo
caso, è importante risalire agli articoli che ne determinano la
composizione. Questo è possibile nei casi in cui la domanda sia
presentata in carta semplice. In alcuni casi, è previsto un modello
predisposto direttamente dall’amministrazione competente ma
rintracciabile anche nelle sedi dislocate sul territorio nazionale (vedi
esempio: concorso per 350 uditori giudiziari pubblicato in Gazzetta
Ufficiale n.ro 21 del 15/3/2002, il modello era riportato in allegato ma
si poteva ritirare anche presso le procure della Repubblica).
La domanda di ammissione è disciplinata dall’art. 4 del DPR 487/
1994, che così recita:
“Art. 4. Presentazione delle domande di ammissione.
1. Le domande di ammissione al concorso, redatte in carta
semplice, devono essere indirizzate e presentate direttamente o a
mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri — Dipartimento della funzione pubblica
— per i concorsi unici e all’amministrazione competente negli altri
casi, con esclusione di qualsiasi altro mezzo, entro il termine
perentorio di giorni trenta dalla data di pubblicazione del bando
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
2. La data di spedizione delle domande è stabilita e comprovata
dal timbro a data dell’ufficio postale accettante*.
3. La domanda deve essere redatta secondo lo schema che viene
allegato al bando di concorso, riportando tutte le indicazioni che,
secondo le norme vigenti, i candidati sono tenuti a fornire.
4. L’amministrazione non assume responsabilità per la dispersione
di comunicazioni dipendente da inesatte indicazioni del recapito
da parte del concorrente oppure da mancata o tardiva comunicazione
del cambiamento dell’indirizzo indicato nella domanda, nè per
eventuali disguidi postali o telegrafici o comunque imputabili a
fatto di terzi, a caso fortuito o forza maggiore.
5. La firma da apporre in calce alla domanda deve essere
autenticata, a pena di esclusione, da uno dei pubblici ufficiali di
cui all’art. 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15**.
6. Per i candidati dipendenti da pubbliche amministrazioni è
sufficiente il visto del capo dell’ufficio presso cui prestano servizio;
per i militari, quello del comandante del reparto presso il quale
prestano servizio”.
*Controllare con attenzione la dicitura nei bandi, dato che non è infrequente da parte della P.A.
inserire un termine massimo oltre la scadenza del concorso entro il quale dovranno pervenire le
raccomandate anche se il timbro postale riporta una data antecedente alla scadenza del concorso
stesso.
**La legge n.ro 15 del 4/1/1968 recante: “Norme sulla documentazione amministrativa e sulla
legalizzazione e autenticazione di firme”, è stata in vigore fino al 6/3/2001. L’intero provvedimento è stato
abrogato dall’art. 77 del D.Lgs. n.ro 445 del 28/12/2000.
18 La Pubblica Amministrazione
Sono, normalmente, i primi tre articoli del bando che determinano
quanto detto sopra e cioè gli articoli con le didascalie: “Posti a
concorso”, “Requisiti di partecipazione” e “Domanda di
partecipazione”.
La prima cosa da analizzare è l’articolo dei “requisiti di
partecipazione”, da leggere con attenzione per evitare di produrre una
domanda, e riporre su di essa delle speranze, per un concorso al quale
non si poteva partecipare per mancanza di uno o più requisiti.
Una volta accertato di avere tutti i requisiti richiesti si passa alla
formulazione della domanda.
La raccomandazione iniziale è quella di scrivere la domanda a
macchina o a stampatello, per una maggiore leggibilità, oppure con un
computer che la renda ancora più leggibile.
Si ricerca, come prima cosa, l’indirizzo del destinatario:
“All’Università degli studi di Napoli Federico II - Corso Umberto I
- 80138 Napoli”.
Si continua con i dati personali, la cittadinanza e le altre indicazioni
qui di seguito riportate:
“2. Nella domanda i candidati dovranno indicare:
A) cognome e nome;
B) data, luogo di nascita e codice fiscale;
C) il possesso della cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri
dell’Unione europea (sono equiparati ai cittadini dello Stato italiano
gli italiani non appartenenti alla Repubblica);
D) il comune in cui è iscritto nelle liste elettorali, ovvero i motivi
della non iscrizione o della cancellazione dalle liste medesime;
E) le eventuali condanne penali riportate, delle quali deve essere
specificata la natura (dichiarazione da rendersi anche se negativa;
da indicare anche se sia stata concessa amnistia, indulto, condono o
perdono giudiziale);
F) gli eventuali procedimenti penali in corso, dei quali deve essere
specificata la natura (dichiarazione da rendersi anche se negativa);
G) il titolo di studio e l’eventuale diploma di qualifica professionale
La Pubblica Amministrazione 19
o attestato di qualifica, come previsto dal presente bando, con
l’indicazione della votazione, dell’anno e dell’istituto presso il quale
è stato conseguito.
I candidati che hanno conseguito il titolo di studio all’estero
dovranno allegare il titolo di studio tradotto e autenticato dalla
competente rappresentanza diplomatica o consolare italiana,
indicando l’avvenuta equipollenza del proprio titolo di studio con
quello italiano.
Possiede il requisito della scuola dell’obbligo anche chi ha
conseguito la licenza elementare, anteriormente all’entrata in vigore
della legge n. 1859 del 31 dicembre 1962.
H) la propria posizione nei riguardi degli obblighi militari;
I) di aver prestato ovvero di non aver prestato servizio presso
pubbliche amministrazioni e le cause di risoluzione di eventuali
precedenti rapporti d’impiego (dichiarazione da rendersi anche se
negativa; se la dichiarazione è positiva elencare i servizi prestati);
L) di non essere stato destituito dall’impiego presso una pubblica
amministrazione o licenziato per giusta causa o giustificato motivo
soggettivo (dichiarazione da rendersi anche in assenza di rapporti
di impiego presso pubbliche amministrazioni);
M) di avere l’idoneità fisica all’impiego;
N) il possesso di eventuali titoli di preferenza tra quelli previsti dal
bando di concorso. L’omissione della relativa dichiarazione, da
rendere in conformità allo schema esemplificativo, comporta
l’inapplicabilità dei benefici conseguenti al possesso del titolo di
preferenza.
I candidati cittadini degli Stati membri dell’Unione europea
dovranno dichiarare, altresì, di godere dei diritti civili e politici anche
negli Stati di appartenenza o di provenienza, ovvero i motivi del
mancato godimento, e di avere un’adeguata conoscenza della lingua
italiana.
I candidati portatori di handicap dovranno specificare nella
domanda di partecipazione, ai sensi della vigente normativa, l’ausilio
necessario in relazione al proprio handicap nonché l’eventuale
necessità di tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove di esame.
20 La Pubblica Amministrazione
Indirizzo a cui inviare la domanda

All'Università degli studi di Napoli Federico II
Corso Umberto I
80138 Napoli
Oggetto: concorso codice di riferimento n. 02/10.

Punto A

...l... sottoscritt.................................................................................................

Punto B

nat... a………………………… (provincia di ) .............................................
Il……………………..codice fiscale..............................................................
e residente in…………………………………….. (provincia di ) ................
c.a.p………. via..............................................................................................
tel…………………….. e.mail ......................................................................
Chiede
di essere ammess... al concorso pubblico, per esami, a dieci posti di
categoria B, posizione economica B3, area servizi generali e tecnici per le
aule didattiche informatizzate dell'Università degli studi "Federico II" di
Napoli (cod. rif. 02/10).
...l... sottoscritt…,consapevole delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000 per le ipotesi di falsità
in atti e dichiarazioni mendaci, dichiara sotto la propria responsabilità:
1) di essere nat... a……………………… (provincia di…. ) il…………… ;


Punto C

2) di essere cittadin... italian...;

Punto D

3) di essere iscritt... nelle liste elettorali del comune di..........................;
La Pubblica Amministrazione 21
Punto E

4) di non aver riportato condanne penali/di aver riportato le seguenti
condanne penali: (da indicarsi anche se sia stata concessa amnistia,
indulto, condono o perdono giudiziale);

Punto F

5) di non avere procedimenti penali in corso/di avere i seguenti
procedimenti penali in corso;


Punto G

6) di essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo
grado conseguito in data…………. Presso ....................................................
sito in via/piazza ............................................................................................
con giudizio di……….. e del diploma di qualifica professionale o attestato
di qualifica rilasciato ai sensi della legge n. 845/1978 conseguito in
data………….. , presso ..................................................................................
sito in via/piazza……………………………………, ovvero diploma di
istruzione secondaria di secondo grado conseguito in data………………...,
presso……………… sito in via/piazza..........................................................
con voto………………….. ;

Punto H

7) di essere nella seguente posizione per quanto riguarda gli obblighi
militari;

Punto I

8) di aver prestato i seguenti servizi presso pubbliche amministrazioni/di
non aver prestato alcun servizio presso pubbliche amministrazioni;
22 La Pubblica Amministrazione
Punto L

9) di non essere stat... destituit... dall'impiego presso una pubblica
amministrazione ovvero licenziat... per giusta causa o giustificato motivo
soggettivo;
Punto M

10) di essere in possesso dell'idoneità fisica all'impiego;

Punto N

11) di non essere/di essere portatore di handicap ed aver necessità del
seguente ausilio o tempi aggiuntivi.
...l... sottoscritt... dichiara di aver preso visione del presente bando e di
essere a conoscenza di tutte le prescrizioni e condizioni previste dal
medesimo.
...l... sottoscritt... esprime il proprio consenso/dissenso alla diffusione e
comunicazione dei propri dati personali a soggetti estranei al procedimento
concorsuale.
Dalla domanda deve risultare, altresì:
1) il versamento del prescritto contributo per la partecipazione al
concorso (allegare ricevuta);
2) la residenza del candidato (indicare via, numero civico, città,
c.a.p., provincia e numero telefonico) e il recapito ai fini di ogni
eventuale comunicazione relativa al concorso, se diverso dalla
residenza;
3) la dichiarazione dell’impegno a segnalare le variazioni di recapito
che dovessero intervenire successivamente.”
Punto 1

Si allega ricevuta del versamento di t 10.33. come previsto dal bando di
concorso.
Data,
Firma
La Pubblica Amministrazione 23
Allegato 2
Schema di autocertificazione comprovante il possesso dei titoli di
preferenza, da allegarsi alla domanda di partecipazione al concorso
(da inviare in carta semplice).
All’Università degli Studi di Napoli Federico II
Corso Umberto I
80138 Napoli
Oggetto: concorso codice di riferimento n. 02/10.
...l... sottoscritt.………………………………………………. ,
nat... a…………………………………… (provincia di…. )
il……………… codice fiscale ………………………………..
e residente in……………………………(provincia di…. )
c.a.p……………. via …………………………………………
tel……………………………… e-mail ………………………
consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 445/2000 per le ipotesi di falsità in
atti e dichiarazioni mendaci;
Dichiara
sotto la propria responsabilità, ai sensi della vigente normativa, di
aver diritto - a parità di punteggio nella graduatoria generale del con-
corso in oggetto - alla preferenza in quanto appartenente ad una o più
delle seguenti categorie (A):
1) mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato o;
2) genitore con riguardo al numero di figli a carico (B) o;
3) invalidi e mutilati civili o;
4) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito a
termine della ferma o rafferma o;
Punto 2 e 3

Recapito cui indirizzare eventuali comunicazioni (il candidato si impegna
a segnalare successive variazioni dello stesso):
telefono n.....................................
La dichiarazione relativa al possesso di eventuali titoli di preferenza tra
quelli previsti dal bando di concorso va allegata, a pena di inapplicabilità
dei benefici conseguenti al possesso dei titoli stessi, alla presente istanza
24 La Pubblica Amministrazione
5) disoccupati con particolare riguardo all’anzianità di iscrizione nelle
apposite liste dei centri per l’impiego (C).o
Data…………….,
Firma ______________
La Pubblica Amministrazione 25
L’allegato 2 su citato, fa riferimento ai documenti e agli atti sostitutivi
da presentare nei modi previsti dal bando, soprattutto in sostituzione
dei documenti, che con la precedente normativa dovevano essere alle-
gati al modello. Per sapere quali sono leggiamo quanto disposto dagli
artt. 46 e 47 del D.Lgs. n.ro 445 del 28/12/2000 :
“Articolo 46. Dichiarazioni sostitutive di certificazioni”
1. Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all’istan-
za, sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle nor-
mali certificazioni i seguenti stati, qualità personali e fatti:
a) data e il luogo di nascita;
b) residenza;
c) cittadinanza;
d) godimento dei diritti civili e politici;
e) stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
f) stato di famiglia;
g) esistenza in vita;
h) nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discen-
dente;
i) iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche ammini-
strazioni;
l) appartenenza a ordini professionali;
m) titolo di studio, esami sostenuti;
n) qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di
abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione
tecnica;
o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessio-
ne dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione
dell’ammontare corrisposto;
q) possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qual-
siasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;
26 La Pubblica Amministrazione
r) stato di disoccupazione;
s) qualità di pensionato e categoria di pensione;
t) qualità di studente;
u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche,
di tutore, di curatore e simili;
v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi
tipo;
z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi mili-
tari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato
di servizio;
aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario
di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di preven-
zione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti
nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti
penali;
cc) qualità di vivenza a carico;
dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei
registri dello stato civile;
ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non
aver presentato domanda di concordato.”
“Articolo 47. Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà”
1. L’atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti
che siano a diretta conoscenza dell’interessato è sostituito da di-
chiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle
modalità di cui all’articolo 38*.
*Articolo 38 . Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze
1. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti
di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica.
2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se sottoscritte mediante la firma
digitale o quando il sottoscrittore è identificato dal sistema informatico con l’uso della carta di identità
elettronica
3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministra-
zione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presen-
La Pubblica Amministrazione 27
La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può
riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri sog-
getti di cui egli abbia diretta conoscenza.
3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei
rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di
pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espres-
samente indicati nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato
mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
4. Salvo il caso in cui la legge preveda espressamente che la denun-
cia all’Autorità di Polizia Giudiziaria è presupposto necessario per
attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di
documenti di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità
personali dell’interessato, lo smarrimento dei documenti medesimi è
comprovato da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione
sostitutiva.”
È da tener presente così come specificato nella stessa domanda, che
eventuali false dichiarazioni saranno perseguite a norma di legge così
come specificato nell’art. 76 del D.Lgs. n.ro 445/2000:
“Articolo 76. Norme penali*
1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa
uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del
codice penale e delle leggi speciali in materia.
2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a
verità equivale ad uso di atto falso.
za del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non auten-
ticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel
fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate per via
telematica; nei procedimenti di aggiudicazione di contratti pubblici, detta facoltà è consentita nei limiti
stabiliti dal regolamento di cui all’articolo 15, comma 2 della legge 15 marzo 1997, n.59.
*art. 483 del codice penale: Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Chiunque
attesta falsamente al pubblico ufficiale (p. 357), in un atto pubblico (p. 491-bis , 492), fatti dei quali l’atto
è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni . Se si tratta di false attestazioni
in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.
28 La Pubblica Amministrazione
3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e
le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’articolo
4**, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale.
4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per ottenere
la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di
una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare
l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e
arte.”
Terminiamo questa analisi con la firma, che deve essere apposta in
calce alla domanda a pena di nullità. Richiamiamo ancora una volta il
D.Lgs. 445/2000:
“Articolo 39. Domande per la partecipazione a concorsi pubblici
1. La sottoscrizione delle domande per la partecipazione a sele-
zioni per l’assunzione, a qualsiasi titolo, in tutte le pubbliche am-
ministrazioni, nonché ad esami per il conseguimento di abilitazio-
Art. 489 del codice penale: Uso di atto falso. Chiunque senza essere concorso (c.p. 110 ss.) nella
falsità, fa uso di un atto falso soggiace alle pene stabilite negli articoli precedenti, ridotte di un terzo.
Qualora si tratti di scritture private (c.p. 492) chi commette il fatto è punibile soltanto se ha agito al fine
di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno (p. 491, 493-bis ; nav. 1128)
Art. 495 del codice penale. Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità
o su qualità personali proprie o di altri. Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale
(p. 357), in un atto pubblico (c. 2699 s.) , l’identità o lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui
persona è punito con la reclusione fino a tre anni.
Art. 496 del codice penale. False dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di
altri. Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti, interrogato sull’identità, sullo stato o su
altre qualità della propria o dell’altrui persona, fa mendaci dichiarazioni a un pubblico ufficiale (p. 357),
o a persona incaricata di un pubblico servizio (p. 358), nell’esercizio delle funzioni o del servizio, è punito
con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire un milione (p. 651).
**Articolo 4. Impedimento alla sottoscrizione e alla dichiarazione
1. La dichiarazione di chi non sa o non può firmare è raccolta dal pubblico ufficiale previo accertamen-
to dell’identità del dichiarante. Il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione è stata a lui resa dall’in-
teressato in presenza di un impedimento a sottoscrivere.
2. La dichiarazione nell’interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo, per
ragioni connesse allo stato di salute, è sostituita dalla dichiarazione, contenente espressa indicazione
dell’esistenza di un impedimento, resa dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da
altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado, al pubblico ufficiale, previo accertamento
dell’identità del dichiarante.
3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano in materia di dichiarazioni fiscali.
La Pubblica Amministrazione 29
ni, diplomi o titoli culturali non è soggetta ad autenticazione.”
Il testo unico in materia di documentazione amministrativa introdotta
con il D.Lgs. 445/2000, legge-regolamento in materia di semplifica-
zione di procedure amministrative, ha snellito e facilitato la procedura
di presentazione di una domanda per partecipare a un concorso nella
pubblica amministrazione, oltre a renderla meno onerosa per gli inte-
ressati.
Concludiamo questo paragrafo con l’analisi di un dettaglio. Mi riferi-
sco all’eliminazione dei limiti di età per la partecipazione ai pubblici
concorsi: L’art. 3, comma 6, della Legge n.ro 157 del 15/05/1997
così recita:”La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche am-
ministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate
da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natu-
ra del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione.” I li-
miti o l’eventuale elevazione dei limiti di età sono determinati dalle
singole amministrazioni e normalmente sono inseriti in un articolo del
bando, come ad esempio l’art. 3 del concorso per 350 uditori giudiziari
pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.ro 21 del 15/03/2002:”Art. 3. Ele-
vazione del limite di età. Il limite di età di 40 anni, previsto dall’art.
124, 1º comma, dell’ordinamento giudiziario, e’ elevato: a) di un
anno per gli aspiranti che siano coniugati; b) di un anno per ogni
figlio vivente; c) di cinque anni in favore dei candidati che abbiano
conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato entro il qua-
rantesimo anno di età. Detta elevazione del limite di età non si cu-
mula con quelle previste da altre disposizioni vigenti; d) di un perio-
do pari all’effettivo servizio prestato, comunque non superiore a tre
anni, a favore dei cittadini che hanno prestato servizio militare vo-
lontario, di leva e di leva prolungata, ai sensi della legge 24 dicem-
bre 1986, n. 958.
Si prescinde dal limite di età per i candidati che siano dipendenti
civili di ruolo delle pubbliche amministrazioni, per gli ufficiali e
sottufficiali dell’esercito, della marina o dell’aeronautica cessati di
autorità o a domanda; per gli ufficiali, ispettori, sovrintendenti, ap-
30 La Pubblica Amministrazione
puntati, carabinieri e finanzieri in servizio permanente dell’Arma
carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, nonché delle corri-
spondenti qualifiche degli altri Corpi di polizia.”
Gli ordinamenti della pubblica amministrazione sono molti e la loro
pubblicazione potrebbe tediare i nostri lettori in una lettura non consona
al progetto di base di quest’opera, così abbiamo pensato di inserire
nelle pagine che seguono un piccolo elenco di indirizzi internet dei siti
della Pubblica Amministrazione, dove sarà possibile ricercare tutte le
informazioni utili:
sito descrizione
www.quirinale.it sito del Presidente della Repubblica
www.cortecostituzionale.it sito della Corte Costituzionale
www.camera.it sito della Camera dei Deputati
www.senato.it sito della Senato della Repubblica
www.palazzachigi.it o www.governo.it siti del Governo
www.affarisociali.it dipartimento Affari sociali
www.funzionepubblica.it dipartimento Funzione pubblica
www.palazzochigi.it/parioppurtunità dipartimento Pari opportunità
www.politichecomunitarie.it dipartimento Politiche comunitarie
www.palazzochigi.it/affariregionali dipartimento Affari regionali
www.esteri.it Ministero degli esteri
www.beniculturali.it Ministero dei beni culturali
www.infrastrutturetrasporti.it
Ministero delle infrastrutture
www.mincomes.it Ministero del Commercio con l’estero
www.minlavoro.it o www.welfare.it Ministero del lavoro
La Pubblica Amministrazione 31
sito descrizione
www.tesoro.it Ministero del tesoro
www.giustizia.it Ministero della giustizia
www.mininterno.it Ministero dell’interno
www.cittadinitalia.it nuovo indirizzo Ministero dell’interno
www.poliziadistato.it polizia di stato
www.vigilidelfuoco.it vigili del fuoco
www.istruzione.it Ministero dell’istruzione
www.minambiente.it Ministero dell’ambiente
www.serviziocivile.it Servizio civile
www.difesa.it Ministero della Difesa
www.esercito.difesa.it Esercito Italiano
www.marina.difesa.it Marina militare
www.aeronautica.difesa.it Aeronautica militare
www.carabinieri.it Arma dei carabinieri
www.inps.it Istituto nazionale previdenza sociale
www.inail.it Istit. naz. ass.ni infortuni sul lavoro
www.regione.nome.it sito delle singole regioni
www.provincia.nome.it sito delle singole provincie
www.comune.nome.it sito dei singoli comuni
www.comune.nome.siglaprovincia.it
siti dei comuni non capoluoghi
www.uncem.it Unione naz. comuni enti montani
www.aci.it Automobil club d’italia
32 La Pubblica Amministrazione
1.4. PUBBLICITÀ DELLA SELEZIONE SUI BOLLETTI-
NI UFFICIALI.
Non sempre la Gazzetta Ufficiale è l’unico strumento per avere
un’adeguata conoscenza del bando integrale del concorso. Nella sezione
“ENTI LOCALI” e “UNITÀ SANITARIE LOCALI E ALTRE
ISTITUZIONI SANITARIE” della Gazzetta Ufficiale “Concorsi ed
Esami” sono pubblicati, nella maggior parte dei casi, gli estratti dei
bandi che rimandano agli estremi della pubblicazione nei vari bollettini
ufficiali delle regioni o direttamente sui siti internet ufficiali delle
amministrazioni interessate. Per la ricerca dei bandi nei B.U.R.
(Bollettini Ufficiali Regionali) si rimanda a quanto detto nel paragrafo 2.
Si tenga presente che il termine di presentazione della domanda,
decorre dal giorno di pubblicazione per estratto in Gazzetta Ufficiale,
(salvo che non sia già contenuto nel B.U.R. e quindi non ci sarà nessuna
pubblicazione in Gazzetta). Ma anche di questo abbiamo già parlato
nel paragrafo 2.
www.minindustria.it Ministero dell’industria
www.finanze.it Ministero delle finanze
www.guardiadifinanza.it Guardia di finanza
www.sanità.it Ministero della salute
www.iss.it Istituto superiore della sanità
www.murst.it
Mininistero dell’università
www.politicheagricole.it Ministero delle politiche agricole
sito descrizione
La Pubblica Amministrazione 33
www.bancaditalia.it Sito della banca d’italia
1.5. CONTENUTO DELLE PROVE D’ESAME, NOTIFICA-
ZIONE, PREPARAZIONE E SVOLGIMENTO.
Concludiamo questo nostro viaggio parlando dell’ultima parte di un
bando di concorso, quella dedicata alle prove d’esame, alla loro pre-
parazione e al loro svolgimento.
Le prove d’esame hanno una duplice funzione: di accertare sia la
conoscenza degli elementi di base di una formazione scolastica di cul-
tura generale sia di alcune specifiche materie contemplate dall’Ammi-
nistrazione, che ha indetto il concorso. In entrambi i casi il nostro con-
siglio è di studiare per evitare brutte sorprese.
Ma in che modo studiare e attraverso quali strumenti ?
Innanzi tutto, è buona regola riprendere i testi scolastici e universitari
per un ripasso generale e in particolare delle materie specifiche per i
singoli concorsi, successivamente è indispensabile passare ad uno stu-
dio più specifico attraverso libri, preparati da editori che si sono spe-
cializzati in questo settore, esclusivamente per la figura professionale
richiesta. Un nostro consiglio è quello di visitare il sito della Simone
Concorsi, all’indirizzo: www.simone.it, per avere una panoramica sod-
disfacente su quanto abbiamo appena detto.
Le commissioni esaminatrici che si insediano per svolgere gli esami,
in situazioni quali ad esempio un numero eccessivo di candidati, pos-
sono far precedere gli esame da prove preselettive concernenti do-
mande a risposta multipla, da risolvere in un intervallo di tempo deter-
minato. Si tenga presente che la comunicazione ai candidati per questo
genere di prove può avvenire in maniera singola o collettiva, in altre
parole, può essere comunicata ai singoli candidati tramite lettera rac-
comandata o telegramma da parte della Pubblica Amministrazione op-
pure collettivamente tramite Gazzetta Ufficiale.
Le prove preselettive riguardano domande di cultura generale, a
seconda del grado di scolarizzazione, e in test psico-attitudinali. Ci si
può esercitare con test usciti in anni precedenti e raccolti in testi specifici.
Terminate le prove preselettive e stilata una graduatoria degli am-
34 La Pubblica Amministrazione
La Pubblica Amministrazione 35
messi, si procede con le prove d’esame stabilite dal bando.
Il concorso, che stiamo analizzando, alla voce prove d’esame così si
esprime:
“Le prove di esame consisteranno in una prova scritta, a contenuto
teorico-pratico, ed in un colloquio secondo il seguente programma.
La prova scritta, a contenuto teorico-pratico, verterà sui seguenti
argomenti: utilizzo dei sistemi operativi Windows 98 e Windows 2000
per le attività di ordinaria amministrazione (installazione program-
mi, definizione utenti e risorse);
utilizzo di applicativi di produttività individuale della suite Microsoft
Office (Word, Excel, Access);
utilizzo del WEB e dei principali servizi Internet (posta elettronica,
file transfer); conoscenze di base relative alle reti locali.
Il colloquio verterà sulle materie della prova scritta a contenuto
teorico-pratico e sull’accertamento della conoscenza della lingua
inglese”.
Come è evidente le prove sono due: una scritta, l’altra orale. La
prima verterà su argomenti inerenti la professione “di addetto ai servi-
zi nell’area generale e tecnica delle aule didattiche informatizzate”,
quindi sulla conoscenza dei maggiori sistemi operativi; mentre la pro-
va orale verterà su un colloquio sulle materie della prova scritta e su
una prova d’inglese.
È necessario tener presente che, l’integrazione europea ha obbligato
il legislatore a rendere gli impiegati della Pubblica Amministrazione
sempre più efficienti e, in grado, di avere una maggiore conoscenza sia
delle lingue straniere che dell’informatica. Così, attraverso il D.Lgs.
n.ro 165 del 30/03/2001, ha introdotto nelle prove d’esame: una prova
obbligatoria di lingua straniera e una prova di informatica. Le modalità
e i livelli di conoscenza sono stabiliti dalle amministrazioni interessa-
te, in base ai ruoli che dovranno occupare i nuovi assunti, e sempre la
P.A. decide nei casi in cui, l’accertamento delle materie di cui sopra,
non si applica.
36 La Pubblica Amministrazione
Così l’art. 37 del D.Lgs. n.ro 165 del 30/03/2001:
“1. A decorrere dal 1 gennaio 2000 i bandi di concorso per l’acces-
so alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2,
prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle
apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di
almeno una lingua straniera.
2. Per i dirigenti il regolamento di cui all’articolo 28 definisce il
livello di conoscenza richiesto e le modalità per il relativo accerta-
mento.
3. Per gli altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato, con
regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed integrazioni,
su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sono stabiliti i
livelli di conoscenza, anche in relazione alla professionalità cui si
riferisce il bando, e le modalità per l’accertamento della conoscen-
za medesima. Il regolamento stabilisce altresì i casi nei quali il comma
1 non si applica”.
Segnaliamo ai nostri lettori che, sempre più di frequente, le graduatorie
dei candidati, ammessi alle prove successive, sono pubblicate sui siti
internet delle Amministrazioni, che hanno svolto il concorso.
1.6. CONTESTAZIONE DEI RISULTATI IN UN CONCORSO
PUBBLICO.
Non sempre, al termine delle prove d’esame per la partecipazione a
un concorso pubblico, si ritiene di aver demeritato nello svolgimento
delle prove medesime, così da non essere presenti nella graduatoria
finale, oppure nella peggiore delle ipotesi vedersi scavalcati da un
altro candidato.
In questi casi è possibile fugare ogni dubbio presentando ricorso av-
verso le operazioni consorsuali, indirizzandolo contro l’atto conclusi-
vo del procedimento e, in particolare, della graduatoria di merito for-
mata dalla commissione giudicatrice. L’impugnativa delle operazioni
La Pubblica Amministrazione 37
compiute dalla commissione, consistenti nell’espletare le prove d’esa-
me e correggere gli elaborati, è rimandata al momento in cui si realizza
l’esito negativo così da costituire il presupposto per l’interesse a ri-
correre per il candidato, che ritenga questi atti viziati.
L’atto di approvazione degli atti del concorso è di natura amministra-
tiva e può essere impugnato dinanzi al Tar, entro 60 giorni dalla cono-
scenza dell’atto stesso. L’art. 68 del D.Lgs. n.ro 29 del 3/2/1993 ha
devoluto al giudice ordinario, in funzione del giudice del lavoro, tutte
le controversie relative ai rapporti alle dipendenze delle pubbliche
amministrazioni, incluse le controversie concernenti l’assunzione dei
pubblici dipendenti. Il termine per l’impugnativa comincia a decorrere
dal giorno in cui il provvedimento amministrativo sia stato loro comu-
nicato personalmente dall’amministrazione. In relazione alle modalità
di contestazione delle prove la III sezione del TAR Lombardia ha
osservato, nel rimettere, con ordinanze da n. 213 a n. 253 del 27 genna-
io 2000, la questione alla Corte Costituzionale, la liceità del conoscere
il perché del voto stabilendo che: “è un giudizio di cui sfugge la
motivazione, perché le ragioni di una valutazione negativa possono
essere le più diverse: errori concettuali e/o ortografici, superficia-
le o confusa conoscenza della materia trattata, inadeguatezza del-
l’esposizione, mancata comprensione del tema proposto, incapaci-
tà di analisi e/o di sintesi, e altre ancora; e una specifica, anche se
sintetica, enunciazione delle ragioni di un giudizio non positivo
corrisponde al generalissimo precetto del parlar chiaro consenten-
do al candidato un adeguato riscontro tra il contenuto della prova
svolta e la sua negativa valutazione il che può condurre il candida-
to ad avere una consapevole reazione in sede giurisdizionale oppu-
re ad accettare il risultato.”
La motivazione del voto è l’esigenza del candidato di conoscere cosa
non ha funzionato, durante lo svolgimento delle prove, ma il legislatore
ha assicurato anche la piena trasparenza amministrativa a chiunque
abbia un interesse giuridicamente rilevante da difendere. La legge 241/
38 La Pubblica Amministrazione
90 all’art. 22, infatti sancisce che: “Al fine di assicurare la traspa-
renza dell’attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento im-
parziale è riconosciuto, a chiunque vi abbia interesse per la tutela
di situazioni giuridicamente rilevanti, il diritto di accesso ai docu-
menti amministrativi”. In questo modo il legislatore ha voluto predi-
sporre un sistema, che favorisse l’imparziale procedimento di un con-
corso e rendesse trasparente l’operato della pubblica amministrazio-
ne. Il disposto dell’articolo sopra citato è perfettamente compatibile
con l’art. 43 della legge 675/96 sulla privacy, riguardante le norme
sull’accesso ai documenti amministrativi. Il Garante per la protezione
dei dati personali ha confermato la piena trasparenza, che deve con-
trassegnare i concorsi, e riconosce la possibilità per i candidati di un
concorso di richiedere la visione delle prove scritte svolte da altri
candidati, qualora la conoscenza dei singoli documenti sia effettiva-
mente necessaria per curare o per difendere gli interessi giuridici del
richiedente l’accesso. Ha, inoltre, puntualizzato e invitato, a tutela de-
gli altri candidati a usare le informazioni acquisite al solo scopo di
tutelare delle situazioni giuridiche inerenti la difesa di interessi per i
quali è stata richiesta la visione degli atti.
Capitolo 2
IL LAVORO INTERINALE
Il Lavoro Interinale 41
2.1. LE AGENZIE DI LAVORO INTERINALE
Il lavoro interinale rappresenta la principale novità introdotta nel mer-
cato del lavoro italiano. Utilizzato già da diversi anni negli altri Paesi
della U.E., esso offre l’opportunità di gestire con maggiore flessibilità
le particolari dinamiche della domanda e dell’offerta di lavoro. È un
rapporto trilaterale che la legge Treu (n.ro 196 del 1997) regola fissan-
do una serie di requisiti e limiti affinchè‚ sia correttamente utilizzato.
Un esempio potrà chiarire meglio il concetto.
Se un’azienda ha necessità di utilizzare un lavoratore, in possesso di
una professionalità medio alta per un periodo limitato di tempo, invece
di assumere un lavoratore direttamente si può rivolgere ad un’apposita
agenzia, che si occupa professionalmente di fornitura di lavoro tempo-
raneo. L’Agenzia individua il lavoratore in possesso delle caratteristi-
che professionali richieste, lo assume e lo pone a disposizione del-
l’azienda.
Si tratta di una grande novità nel panorama del mercato del lavoro
italiano che, seppure in ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Unione
Europea, offre l’opportunità di gestire con maggiore flessibilità le par-
ticolari dinamiche della domanda e dell’offerta di lavoro.
L’attività di fornitura di lavoro temporaneo può essere esercitata da
una Società di capitali o cooperativa, italiana o comunitaria, che sia in
possesso di un’autorizzazione amministrativa rilasciata a seguito del-
l’accertamento di determinati requisiti e formalizzata nell’iscrizione in
un albo istituito presso il Ministero del Lavoro.
Con due Decreti del Ministro del lavoro (i nn. 381 e 382/97), e’ stato
istituito l’albo delle società esercenti attività di fornitura di lavoro
temporaneo e sono state individuate le modalità di presentazione della
domanda di iscrizione all’albo. Sulle società di fornitura di lavoro
temporaneo ricadono tutti gli oneri contributivi, previdenziali e assi-
stenziali.
Le Agenzie di lavoro interinale svolgono la fondamentale funzione di
facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovendo op-
42 Il Lavoro Interinale
portunità di impiego fino ad oggi difficili da cogliere per la presenza di
ostacoli di legge.
Poiché‚ l’agenzia per ogni lavoratore “prestato” all’impresa
utilizzatrice percepisce un compenso, è facile comprendere il suo inte-
resse a collocare quanto piu’ possibile i lavoratori presso le varie
aziende “clienti”. Per far ciò è importante che i lavoratori siano sem-
pre aggiornati professionalmente per favorirne la maggiore
“spendibilità’” sul mercato. In altri termini, l’agenzia si propone come
promotrice dei lavoratori interinali dei quali si avvale. A tal fine, le
imprese fornitrici devono versare ad un Fondo, istituito presso il Mini-
stero del Lavoro, un contribuito pari al 5% delle retribuzioni corrispo-
ste ai lavoratori assunti per rendere prestazioni di lavoro temporaneo.
Il Fondo è utilizzato soprattutto per finanziare la formazione professio-
nale dei lavoratori attraverso dei corsi che possono essere svolti in
strutture pubbliche o private. Gli attori del lavoro interinale sono dun-
que tre: il lavoratore, l’agenzia di lavoro temporaneo e l’impresa
utilizzatrice. Il rapporto trilaterale viene gestito con due contratti: uno
tra lavoratore ed agenzia di lavoro temporaneo e uno tra quest’ultima e
l’impresa utilizzatrice. E’ possibile stipulare un contratto di fornitura
di lavoro temporaneo solo nei casi previsti dai contratti collettivi na-
zionali della categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice, per
l’utilizzazione temporanea di qualifiche non previste nei normali asset-
ti produttivi dell’azienda, per la sostituzione dei lavoratori assenti con
diritto al mantenimento del posto di lavoro.
Con il contratto di lavoro interinale il prestatore, pur assunto e retri-
buito dall’impresa fornitrice, svolge la propria attività lavorativa alle
dipendenze dell’azienda utilizzatrice. Il contratto tra l’agenzia e il la-
voratore potrà essere stipulato a tempo determinato (corrispondente
alla durata della missione) o a tempo indeterminato. In questo secondo
caso, nei periodi in cui il lavoratore non svolge alcuna prestazione
lavorativa, percepisce un’indennità di disponibilità determinata dai
contratti collettivi.
Il Lavoro Interinale 43
Il lavoratore assunto con contratto di lavoro interinale ha diritto ad un
pari trattamento rispetto a quello stabilito per lavoratori assunti a tem-
po indeterminato presso l’impresa utilizzatrice. La legge Treu stabili-
sce, infatti, che durante il periodo di lavoro presso l’impresa utilizzatrice
al prestatore di lavoro temporaneo è corrisposto un trattamento non
inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti a tempo indeterminato
di pari livello. Attraverso l’interinale, il lavoratore è in grado di cono-
scere varie realtà di impresa e di farsi conoscere. L’esperienza inter-
nazionale dimostra che il lavoro interinale può diventare un trampoli-
no di lancio per assunzioni a tempo indeterminato.
Nell’ipotesi che l’agenzia si opponga a tale evenienza, perché perde-
rebbe un’opportunità di guadagno, il legislatore ha stabilito che è nulla
qualsiasi pattuizione in tal senso fatta sottoscrivere al lavoratore.
Lo schema che segue è una sintesi delle agenzie iscritte all’albo di cui
sopra, presenti al momento in cui scriviamo. Si ricorda ai lettori che
ognuna di queste agenzie di cui abbiamo indicato la sede centrale, ha
delle sedi periferiche, presenti anche nelle vostre zone o di prossima
apertura. Si consiglia di telefonare e chiedere maggiori informazioni.
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Fax 0654220888
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Via Dante, 58
33170 Pordenone
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ARTICOLO 1
44 Il Lavoro Interinale
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Fax 0258327119
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Tel. 03044399
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Fax 0302450532
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Tel. 0267380042
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Fax 0331777668
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00193 Roma
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20123 Milano
Tel. 02833941
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52 Il Lavoro Interinale
Capitolo 3
I MASS MEDIA
I Mass Media 55
3.1. I MASS MEDIA
La ricerca di un lavoro è un argomento molto importante, tanto da
aver creato un mercato dell’informazione specializzato. Molti quo-
tidiani nazionali dedicano degli speciali settimanali all’argomen-
to: “il Corriere della Sera” pubblica un intero supplemento il ve-
nerdì: “Corriere Lavoro” (www.corriere.it), così come “Il Sole
24 Ore” nell’edizione del lunedì riserva le pagine finali del quoti-
diano alla rubrica: “Lavoro & Carriere” (www.ilsole24ore.com).
Nel settore della carta stampata ci sono poi una serie di testate
specifiche, quelle che pubblicano soprattutto concorsi pubblici e
che sono sempre molto in evidenza nelle edicole. L’informazione
ufficiale, per quanto riguarda i concorsi nella pubblica
amministrazione, è data dalla Gazzetta Ufficiale e dai Bollettini
Regionali, che abbiamo trattato nel primo capitolo.
Il fenomeno dell’informazione sul lavoro ha ovviamente investito
anche le emittenti radiofoniche, molte di esse hanno rubriche sul
lavoro e la televisione. L’emittente pubblica Raitre dedica ben
due trasmissioni al lavoro: “Okkupati” (www.okkupati.rai.it) e
“Articolo 1” collocandole all’interno del palinsesto in orari sempre
diversi.
Una novità degli ultimi anni è l’informazione tramite teletext, che
altro non è se non il televideo per la Rai e mediavideo per Mediaset.
Intere pagine sono dedicate all’argomento, basta andare sulla pagina
iniziale e seguire le indicazioni sul numero della pagina dedicata
all’argomento.
Un fenomeno che ha dato un’accelerazione alla ricerca di
occupazione tramite mass media è però quello dei giornali di
annunci.
Abbiamo pensato di dedicare ad esso tutto il prossimo paragrafo.
3.2. I GIORNALI DI ANNUNCI
I giornali di annunci economici, così come li conosciamo oggi,
56 I Mass Media
hanno avuto origine verso la fine degli anni settanta. Da sempre i
quotidiani pubblicavano piccoli annunci, ma non c’era nulla di
specifico nell’editoria di settore, finchè due giovani milanesi non
inventarono “Secondamano”. Oggi Secondamano è tra i più grandi
gruppi mondiali editoriali specializzati nell’editoria dell’inserzione
gratuita. L’idea era semplice ma geniale. Se una azienda offriva un
lavoro o una persona un qualsiasi oggetto, bastava farlo pubblicare
sul giornale e il lettore, se interessato, poteva rispondere a
quell’annuncio senza alcuna intermediazione.
Il successo di questi giornali è stato enorme, contribuendo a loro
modo ad avvicinare la domanda e l’offerta di lavoro. I numeri
bastano a dare una risposta: Secondamano ha delle edizioni in
tutte le grandi città del nord Italia e quella principale di Milano
pubblica migliaia di annunci al giorno per cinque giorni a settimana.
Il successo della versione cartacea li ha spinti alla produzione di
una rivista specializzata: “Il panorama del lavoro”, cliccabile dalla
home del suo sito internet (www.secondamano.it) con un motore
di ricerca molto funzionale.
Nel centro Italia, il maggiore giornale di annunci è “Porta Portese”
di Roma (www.portaportese.it) e nel sud invece si chiama “Bric à
Brac” e viene pubblicato a Napoli (www.bricabrac.it).
Il giornale di annunci è sicuramente il mezzo più veloce e semplice
per trovare un lavoro ma ha le sue controindicazioni. Alcuni annunci
non sono veritieri, se non addirittura truffaldini, perchè dietro gli
stessi si celano persone disoneste che a volte sfuggono al controllo
se pur scrupoloso delle redazioni.
Per verificare la credibilità di chi vi offre un lavoro tramite
giornale di annunci basta seguire questi consigli:
a) recarsi al colloquio o appuntamento solo se è presso un ufficio
dell’azienda che ve lo propone o almeno in un posto pubblico;
b) non versare soldi in nessun caso: se c’è una richiesta di danaro
I Mass Media 57
da parte dell’imprenditore o presunto tale è sicuramente una truffa;
c) non credere agli annunci che offrono compensi elevati in poco
tempo, tipo quelli di network marketing o sistemi di vendita
multilivello, sono spesso banali catene di Sant’Antonio;
d) se l’inserzione a cui rispondete ha un numero di telefono urbano
chiamate il numero telecom 12 oppure andate sul sito www.pagine
bianche.it per verificare a chi appartiene il numero, può essere
una valida informazione. Si trovano anche annunci pubblicati con
numero di cellulare, gli stessi sono verificati direttamente dalle
redazioni dei giornali, facendosi rilasciare una fotocopia di un
documento dell’inserzionista proprio perchè il numero di telefonino
non è verificabile diversamente.
Ricordate che su un giornale di annunci si può anche inserire
gratuitamente un proprio annuncio di ricerca lavoro oltre a
rispondere a quello delle aziende. In questo caso sarete voi ad
essere contattati, ma i consigli sopra elencati sono sempre validi.
I maggiori giornali di annunci gratuiti in Italia hanno creato una
loro associazione: A.N.S.P.A.E.G. - associazione nazionale stampa
periodica annunci economici gratuiti.
Il sito internet è: www.anspaeg.it per chi voglia saperne di più.
Nelle pagine che seguono, sono pubblicate le maggiori testate
italiane di annunci gratuiti con le sedi delle redazioni, i loro
indirizzi, i recapiti telefonici e internet.
58 I Mass Media
Affari (Messina)
Indirizzo: Via nuova panoramica,31
98167 Messina
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Indirizzo: Via Magellano,1
37138 Verona
Tel.: 0458670850 Fax. 0458670850
E-mail: annunci@arenabazar.it
Pagina Web: http://www.arenabazar.it/
Editore: Nord Press srl
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Indirizzo: Via Ghiaie, 5 - 38100 TN
Tel.: 0461362122 Fax. 0461362150
E-mail: studiotn@bazar.it
Pagina Web: http://www.bazar.it/
Editore: Curcu & Genovese
Bric à Brac (Napoli)
Indirizzo: Via D’Aquino, 20
80133 Napoli
Tel.: 0817908888 Fax. 0815519599
E-mail: info@bricabrac.it
Pagina Web: www.bricabrac.it
Editore: Inthesa F.A. srl
Business (Bari)
Indirizzo: Via Gallo, 2
70015 Conversano BA
Tel.: 0804955453 Fax. 0804957293
E-mail: business.gabriella@libero.it
Pagina Web:
http://www.businessannunci.it/
Editore: Edinorba srl
Cerco & Trovo (Perugia)
Indirizzo: Via Gallenga, 80
06127 Perugia
Tel.: 0755004411 Fax. 0755052422
E-mail: redazione@cercoetrovo.it
Pagina Web: http://www.cercoetrovo.it
Editore: Maxi editor srl
Citta’ in tasca (Bergamo)
Indirizzo: Via Madonna della neve, 24
24100 Bergamo
Tel.: 0353591011 Fax. 0353591117
E-mail: annunci@edinord.net
Pagina Web: http://www.edinord.net/
Editore: Edinord srl
Corriere Annunci (Fermo)
Indirizzo: V.le Trento, 36
63023 Fermo (AP)
Tel.: 0734228880 Fax. 0734229909
E-mail: corriere@tin.it
Pagina Web: http://www.corriereannunci.it/
Editore: Edizioni Fisal srl
Giornale delle pulci (Palermo)
Indirizzo: Via Simone Corleo, 9
90139 Palermo
Tel.: 091589680 Fax. 091320470
E-mail: annuncipulci@ctoline.it
Pagina Web:
http://www.giornaledellepulci.com/
Gli Affari (Sanremo)
Indirizzo:Strada San Martino, 110 18038
Sanremo (IM)
Tel.: 0184509999 Fax. 0184502795
E-mail: gliaffari@gliaffari.it
Pagina Web: http://www.gliaffari.it/
Editore: Ediriviera srl
I Mass Media 59
Il Baratto (Cagliari)
Indirizzo: Via Palestrina, 60
09129 Cagliari
Tel.: 070402400 Fax. 070498113
E-mail: ilbarattoannunci@inwind.it
Pagina Web: http://www.barattonline.com/
Editore: Ariete Edizioni srl
Il Fe’ (Ferrara)
Indirizzo: Via Cavour, 21
44100 Ferrara
Tel.: 0532200033 Fax. 0532247269
E-mail: annunci@ilfe.it
Pagina Web: http://www.ilfe.it/
Editore: Ediper srl
Il Krò (Crotone)
Indirizzo: Via interno S. Leonardo, 13
88074 Crotone
Tel.: 096227888 Fax. 096229759
E-mail: ilkro@myline.net
Pagina Web: www.myline.net/ilkro
Editore: Briefing srl
Il Mercatino (Ancona)
Indirizzo: C.so Mazzini, 122
Ancona (AN)
Tel.: 071202646 Fax. 071205016
E-mail: wfedit@tin.it
Editore: Di Ferdinando Editore
Il Mercatino (Catania)
Indirizzo: Via Novaluce, 69
95100 Catania (CT)
Tel.: 0957330206 Fax. 095339555
E-mail: ilmercatino@mediaonline.it
Pagina Web:
http://www.ilmercatinosicilia.it/
Editore: Media di Indelicato snc
Il Mercatino (Trieste)
Indirizzo: Via Gambini,3
34138 Trieste (TS)
Tel.: 040636462 Fax. 040660088
E-mail: mercatino@spin.it
Pagina Web: http://www.ilmercatino.it/
Editore: Il mercatino snc
Il Nuovo Bottegone (Agrigento)
Indirizzo: Via Giovanni XXIII, 170
92100 Agrigento (AG)
Tel.: 092227000 Fax. 092224333
E-mail: annunci@ilbottegone.net
Pagina Web: http://www.ilbottegone.net/
Editore: Grafiedit pscarl
Il Re degli affari (Reggio Emilia)
Indirizzo: Via Giovanni Turri, 67/a
42100 Reggio Emilia
Tel.: 0522550055 Fax. 0522268035
E-mail: publire@libero.it
Pagina Web: http://www.ilre.it/
Editore: Publire srl
Il Ro’ Più (Rovigo)
Indirizzo: P.zza Garibaldi, 25
45100 Rovigo
Tel.: 0425422222 Fax. 0425242308
E-mail: ilropiu@tin.it
Pagina Web: http://www.ilro.it/
Editore: Ediper srl
La Bancarella (Udine)
Indirizzo: Via Morpurgo, 30
33100 Udine (UD)
Tel.: 043226600 Fax. 0432501071
E-mail: annunci@labancarella.it
Pagina Web: www.labancarella.it
Editore: Mediaservices srl
60 I Mass Media
La Pulce (Treviso)
Indirizzo: Via Scudetto, 19
31100 Treviso (TV)
Tel.: 042222422 fAX. 042222919
E-mail: info@lapulce.net
Pagina Web: http://www.lapulce.net/
Editore: Edimedia snc
La Pulce (Firenze)
Indirizzo: Via A. da Settimello 5 50135 Fi-
renze (FI)
Tel.: 05565560 Fax. 055666161
E-mail: grafica@lapulce.it
Pagina Web: http://www.lapulce.it/
Editore: La Pulce Telelibera srl
L’affare (Ragusa)
Indirizzo: Via E. C. Lupis, 69
97100 Ragusa
Tel.: 0932655905 Fax. 178245285
E-mail: annunci@laffare.net
Pagina Web: http://www.laffare.net/
Editore: Giulio Ottaviano Edizioni
L’affarone (Trapani)
Indirizzo: Via Palermo, 116
91100 Trapani (TP)
Tel.: 0923555999 Fax. 0923555828
E-mail: affarone@galactica.it
Pagina Web: http://www.laffarone.it/
Editore: I. G. E. sas di Grimaldi
L’ Informaffare (Vercelli)
Indirizzo: Via F. Borgogna, 6
13100 Vercelli
Tel.: 0161255858 Fax. 016158893
E-mail: informaffare@edizionimercurio.it
Pagina Web: http://www.informaffare.it/
L’inserzione (Acqui Terme)
Indirizzo: Via Nizza, 151
1501 Acqui Terme (AL)
Tel.: 0144321539 Fax. 0144324139
E-mail: linserzione@libero.it
Pagina Web: http://www.linserzione.it/
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01100 Viterbo (VT)
Tel.: 0761325496 Fax. 0761324899
E-mail: occasione@occasione.it
Pagina Web: http://www.occasione.it/
Editore: Centro sasl
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21100 Varese (VA)
Tel.: 0332821010 Fax. 0332820888
E-mail: occasione@edeureka.it
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Loggia Mercanti (Macerata)
Indirizzo: Via B.go Piediripa 73/d
72100 Macerata (PS)
Tel.: 0733292326 Fax 0733281920
E-mail: annunci@loggiamercanti.it
Pagina Web: http://www.loggiamercanti.it/
Editore: Il Punto srl
Passaparola (Pavia)
Indirizzo: Via Depretis, 5
27100 PAVIA (PV)
Tel.: 038234292 Fax. 038222833
E-mail: passapv@tin.it
I Mass Media 61
Piazza affari (Salerno)
Indirizzo: Via xx Settembre, 9
84100 Salerno (SA)
Tel.: 089721959 Fax 089721418
E-mail: piazzaaffarisalerno@tin.it
Pagina Web:
http://www.piazzaaffarisalerno.it/
Piazza Grande (Arezzo)
Indirizzo: Via Masaccio 14
52100 Arezzo
Tel.: 0575911005 Fax. 0575911038
E-mail: info@piazzagrande.net
Pagina Web:
http://www.piazzagrande.net/
Porta Portese (Roma)
Indirizzo: Via di Porta Maggiore, 95 Roma
Tel.: 0670350258 Fax. 067030007
E-mail: trepi@porta-portese.it
Pagina Web: http://
www.porta-portese.it/
Editore: Sege srl
Portobello Club (Brescia)
Indirizzo: Via Solferino 8/a
25122 Brescia (Bs)
Tel.: 0303776552 Fax. 030280323
E-mail: publimax@dracmanet.it
Pagina Web: http://www.portobellonet.it/
Editore: Publimax srl
Portobello (Padova / Vicenza)
Indirizzo: Via Gramsci, 1
35020 Casal Serulo (PD)
Tel.: 049643048 Fax 049643550
E-mail: clarinda@tin.it
Pagina Web: http://www.portobello.it/
Editore: Portobello editrice di Camelli
Quotazioni (Pescara)
Indirizzo: P.zza Garibaldi 40/5 65127 PE
Tel.: 08565100 Fax. 085694123
E-mail: quotazioni@quotazioni.it
Pagina Web: http://www.quotazioni.it/
Editore: Gamma 88
San Marino Affari (RSM)
Indirizzo: Via Cà Giello, 6
47890 San Marino (RSM)
Tel.: 0549991672 Fax. 0549991672
E-mail: mgoraggi@omnyway.sm
Pagina Web: /
Editore: EdInter edizioni int
Secondamano
Indirizzo: Via Argelati, 1/a
20124 Milano (MI)
Tel.: 02838721 Fax. 0283872700
E-mail: cristina.zanbon@secondamano.it
Pagina Web: www.secondamano.it
Editore: Ed.Secondamano srl
Tram & Affari (Palermo)
Indirizzo: Via Isidoro La Lunnia, 1
90139 Palermo (PA)
Tel.: 091328120 Fax. 091335701
E-mail: tram@affarinet.it
Pagina Web: www.tram.it
Editore: A & T Gruppo editoriale srl
Tutto Affari (Avezzano)
Indirizzo: C.so della Libertà, 35
67051 Avezzano (L’ AQUILA)
Tel.: 0863412997 Fax.0863416800
E-mail: tuttoaffari@tuttoaffari.it
Pagina Web: www.tuttoaffari.it
Editore: Tutto Affari S.n.c.
Capitolo 4
INTERNET
Internet 65
4.1. INTERNET
A partire dagli inizi degli anni novanta, con l’avvento di internet,
l’informazione sul lavoro ha avuto una evoluzione.
Innanzitutto le aziende, avendo creato dei propri siti sulla rete,
preferiscono dare comunicazione di eventuali assunzioni attraver-
so il web. Ogni grande azienda, sul suo sito, prevede una sezione
“lavora con noi” dove indica le figure professionali ricercate e
solitamente pubblica anche il modello di curriculum, che si può
compilare e inviare on line. In questo modo le informazioni sono
precise e rapide e anche la valutazione del curriculum è molto più
veloce.
Collegarsi ai vari siti internet delle aziende italiane e inviare il
proprio curriculum on line potrebbe essere un buon inizio di ricer-
ca di un lavoro. A tale proposito, nell’ultimo capitolo di questo
libro, abbiamo inserito l’indirizzo civico e quello internet delle
maggiori aziende italiane.
Grazie alla rete sono nati anche altri siti specializzati, definiti
portali, proprio nella ricerca di un lavoro.
Per utilizzare i motori di ricerca (i più importanti sono:
www.google.it; www.virgilio.it; www.yahoo.it), il nostro consi-
glio è di inserire una o più parole chiave, al fine di ottenere un
risultato soddisfacente.
Nelle prossime pagine troverete gli indirizzi web e la nostra re-
censione ai maggiori portali sul lavoro.
www.articolo1.it
sito internet fondato da imprenditori per la ricerca di personale;
bene impostato sia graficamente che per contenuti. Il nome del
resto è tutto un programma.
66 Internet
www.corriere.it/lavoro
è la sezione dedicata al lavoro del sito uffiale del “Corriere
della Sera”; riporta sul web l’edizione cartacea del supplemento
del venerdì del famoso quotidiano. Molta importanza viene data
all’informazione sulle grandi aziende private.
www.europalavoro.it
è un sito pubblico realizzato in collaborazione con il ministero
del lavoro e finanziato dal Fondo Sociale europeo; è dedicato
soprattutto alla formazione, quindi troverete tutto su università,
borse di studio, stage con largo spazio per l’estero.
www.ilsole24ore.com
è il sito ufficiale del quotidiano economico italiano più famoso
d’Italia. Sulla home page c’è un link: “scuola e lavoro” che
porta alle pagine di vostro interesse. Il sito è ben costruito e di
facile consultazione, ci sono anche parecchi articoli giornalistici
sul settore lavoro e formazione e molti link di collegamento a
siti interessanti.
www.jobbankusa.com
è una banca dati sul lavoro americana. Molto ricca di notizie e
utile per chi voglia lavorare in America. Il sito è in inglese.
www.jobcafe.it
è una rivista via internet dedicata a chi è alla ricerca di un primo
lavoro. Utile la divisione in settori e professionalità.
www.jobonline.it
interessanti gli speciali e gli articoli su varie importanti questioni
del mondo del lavoro. Utile la divisione in sezioni.
Internet 67
www.lavoronline.com
un sito chiaro, veloce, essenziale nella grafica, che tende a
mettere in contatto privati, aziende e operatori della ricerca di
un lavoro.
www.monsteritalia.com
è una parte del portale internazionale www.monster.com con
sedi in molti paesi. Consigliato a chi voglia cercare qualcosa di
internazionale soprattutto nel settore hi-tech.
Capitolo 5
IL PANORAMA
DEL LAVORO
5.1. IL PANORAMA DEL LAVORO
Fino alla fine della seconda guerra mondiale, l’Italia non si pote-
va di certo chiamare un paese industrializzato. Eccetto qualche
azienda privata e/o pubblica, anche di grandi dimensioni (vedi la
FIAT), nata già verso la fine dell’800 o nei primi anni del nove-
cento, operante nel settore metallurgico o meccanico e passata
indenne, o addirittura sviluppatasi negli anni delle due guerre mon-
diali, per il resto la nostra nazione era ancora rurale e contadina.
Molti italiani sperando in un futuro migliore avevano lasciato la
loro terra natale e si erano trasferiti, soli o con tutta la famiglia,
nei paesi più ricchi del nostro: il Belgio, la Germania, la Francia,
gli Stati Uniti o l’Argentina. Erano migliaia, le persone che affron-
tavano interminabili viaggi pur di iniziare una nuova vita.
Il fenomeno dell’emigrazione non era solo delle popolazioni del
sud Italia, anche i cittadini del Veneto o del Friuli, ad esempio,
non avevano il benessere di oggi, così come Milano non era la
capitale economica italiana.
Dopo il 1945, però, con il periodo della ricostruzione e degli
aiuti del piano Marshall, gli italiani dimostrarono di essere uno
dei popoli più fantasiosi e attivi.
Si stava avviando un circolo economico positivo: la ricostruzio-
ne dava lavoro, il lavoro portava reddito alle famiglie, un maggio-
re reddito portava a maggiori spese in beni di consumo e quindi a
maggiore introiti per le aziende, che aumentavano la produzione e
le assunzioni.
Nel centro e nel nord-est italiano si erano sviluppate le aziende
soprattutto a conduzione familiare, che saranno poi la spina dorsa-
le dell’industria italiana media e piccola, mentre nel nord occi-
dentale e in Lombardia si stava sviluppando la grande industria.
Questa fase di sviluppo continuò fino ai primissimi anni sessanta
e venne chiamata “boom economico”.
Il Panorama del Lavoro 71
72 Il Panorama del Lavoro
Il tasso di occupazione era alto, l’economia era stabile tanto che
nel 1959 la lira divenne una delle monete più forti in Europa.
Gli italiani conoscevano il benessere: l’automobile, gli elettro-
domestici grandi e piccoli erano uno “status” per la popolazione
di quarant’anni fa.
Nella seconda metà degli anni sessanta e per tutto il decennio dei
settanta una serie di motivi politici e sociali, nazionali e interna-
zionali, associati ad un ristagno dell’economia, che segue sempre
un periodo di sviluppo, portarono ad un forte ridimensionamento
di questo “boom”. A tutto questo si aggiunse la crisi petrolifera. I
paesi dell’ OPEC, i maggiori produttori di petrolio, avevano deci-
so di aumentare e di parecchio il prezzo a barile dell’oro nero, che
era diventato la maggiore fonte di energia del mondo occidentale,
contribuendo alla forte espansione dell’economia mondiale, e che
fino ad allora era stato venduto a prezzi bassissimi.
La conseguenza più immediata di questa crisi fu l’aumento del-
l’inflazione a tassi che sfiorarono il venti per cento, significava
che se uno stipendio fosse rimasto uguale da un anno all’altro avreb-
be perso un quinto del proprio potere d’acquisto. Per adeguare gli
stipendi al costo della vita nacque la scala mobile.
I settori che dal dopoguerra in poi avevano creato più posti di
lavoro erano stati l’edilizia e l’industria soprattutto quella legata
alla ricostruzione.
5.2. LA NEW ECONOMY
Agli inizi degli anni ottanta accadono alcuni eventi, che portano
alla nascita di un nuova economia e quindi di un nuovo mercato
del lavoro, tanto che questo periodo è da noi ritenuto il vero inizio
della “new economy”.
La politica economica mondiale conosce l’inizio di un liberismo
estremo, forse eccessivo. Il periodo è chiamato della “deregulation”
proprio perchè i governi escono dall’economia e lasciano più li-
Il Panorama del Lavoro 73
bertà all’industria privata.
Questa politica è fortemente voluta dagli Stati Uniti di Reagan e
dall’Inghilterra della Thatcher e influenza tutti gli stati maggior-
mente industrializzati, portando ad una nuova fase positiva nell’
economia.
Un altro evento che caratterizza il decennio è il definitivo conso-
lidamento del settore terziario, quello dei servizi, che diventerà
più importante di quello dell’agricoltura e dell’industria.
Questo implica notevoli differenze anche nelle figure professio-
nali richieste dalle aziende. Se fino ad allora la fabbrica era il
sogno di molti ora nascono uffici, che gestiscono risorse finanzia-
rie, pubblicità, contabilità, aspetti legali, aspetti burocratici, tra-
sporto delle merci. Il forte sviluppo dell’industria, negli anni pre-
cedenti, aveva portato anche a questo enorme sviluppo dei servizi.
In questo il settore terziario era stato aiutato dallo sviluppo del-
l’informatica.
Quella informatica è forse la vera rivoluzione di quegli anni,
verso la fine degli anni settanta, i progenitori dei nostri computer
erano nati dalla fantasia e dall’ingegno di alcuni giovani statuni-
tensi. Steve Jobs e Steve Wozniak avevano creato il primo compu-
ter di nuova generazione: Apple Computer; mentre Bill Gates e
Paul Allen avevano realizzato il primo software.
Quando la IBM , la più grande casa costruttrice di computer,
affidò alla Microsoft di Bill Gates la realizzazione del primo si-
stema operativo per computer nacque il primo personal computer
con sistema operativo ms-dos. Era nato il “pc” di largo utilizzo,
che sarebbe ben presto arrivato negli uffici e nelle case, fornendo
le fondamenta per tutta la nuova tecnologia.
Un’altra rivoluzione paragonabile a quella si avrà solo con la
nascita e l’affermazione di internet a partire dagli inizi degli anni
novanta (definibile net-economy e non new-economy).
Cosa cambia nel mondo del lavoro a partire dagli anni ottanta?
74 Il Panorama del Lavoro
Innanzitutto la professionalità dei lavoratori. Oggi è diventato
indispensabile avere una buona conoscenza del computer e dei
software di base, strumenti di lavoro, che non esistevano fino ad
un ventennio fa. L’informatica ha maggiormente diffuso l’uso
dell’inglese, difatti la conoscenza della lingua anglosassone è
un’altra delle caratteristiche maggiormente richieste ai giovani in
cerca di occupazione.
Siamo finalmente arrivati al nostro decennio.
Le aziende, che oggi stanno creando maggiori opportunità di
lavoro, sono proprio quelle che operano nel campo delle alte
tecnologie: il settore delle telecomunicazioni (telefonia, tv
generalista e satellitare, internet...), quello informatico (software,
hardware..) e della tecnologia in genere. Ai giorni nostri, un giovane
che sappia usare ottimamente un computer ha un lavoro sicuro nel
novanta per cento dei casi. Molte aziende, addirittura, effettuano
le loro assunzioni quasi esclusivamente via internet.
Capitolo 6
LE AZIENDE
Le Aziende 77
ACQUA E TERME
FIUGGI SPA
Via dei Villini, 30
03014 Fiuggi (FR)
termale
Via Roma, 44
37040 Bevilacqua (VR)
produzione
condizionatori
Via Malagrotta
00050 Roma
petrolifero
Via Paolo Bembo
Dossobuono, 70 - 37062
Villafranca di Verona (VR)
compagnia aerea
Via Pienza, 29
20142 Milano
alimentare
Via Sardegna, 40
00187 Roma
compagnia aerea
Via Gaspare La Rosa, 21
95041 Caltagirone (CT)
compagnia aerea
AERMEC SPA
www.aermec.it
AGIP PETROLI SPA
www.agip.it
AIR DOLOMITI SPA
www.airdolomiti.it
AGNESI 1824 SPA
www.agnesi.it
AIR FRANCE
www.airfrance.it
AIR SICILIA SPA
www.sntweb.it
6.1. LE AZIENDE
Nelle pagine,che seguono pubblichiamo gli indirizzi ed i siti
internet di 95 grandi aziende italiane.
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
78 Le Aziende
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Modena, 12 - 40019
Sant’Agata Bolognese (BO)
automobilistico
AUTOMOBILI
LAMBORGHINI
HOLDING
AZIENDA COMUNALE
CENTRALE LATTE
Via Fondi di Monastero
00131 Roma
alimentare
Via Crocefisso, 21
20122 Milano
editoria
Via Cassa di Risparmio, 15
16123 Genova
bancario
Viale Umberto Tupini, 180
00144 Roma
bancario
Via Roma, 177
80134 Napoli
bancario
Via Mantova, 166
43100 Parma
alimentare
Via Verdi, 31
37060 Castel D’Azzano (VR)
dolciario BAULI SPA
BALDINI & CASTOLDI SRL
http://baldini.editore.it
BANCA CARIGE SPA
www.carige.it
BANCA DI ROMA SPA
www.bancadiroma.it
BANCO DI NAPOLI SPA
www.bancodinapoli.it
BARILLA SPA
www.barilla.it
Le Aziende 79
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Certosa, 130
20156 Milano
prodotti
farmaceutici e chimici
Via Montebelluna, 5/7
31040 Trevignano (TV)
abbigliamento
BLOCKBUSTER
Via Cola Montano, 33
20159 Milano
vendita
videocassette
Via del Giorgione, 159
00147 Roma
gestore telefonia
Via Gianavello, 41
10062 Luserna San Giovanni
(Torino)
alimentare
Via Confini - 50013
Campi Bisenzio (FI)
produzione VHS
Via Biturgense, 104
06012 Città di Castello
(Perugia)
formazione
universitaria
Strada statale dei Provi
per Podenzano, 10
29100 Piacenza
alimentare CIRIO-DEL MONTE
BAYER SPA
www.bayer.it
BENETTON
GROUP SPA
www.benetton.it
BLU SPA
www.blu.it
CAFFAREL SPA
www.caffarel.it
CECCHI GORI
HOME VIDEO
www.cecchigori.com
CEPU
www.cepu.it
80 Le Aziende
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Sauro Nazario, 38
20099 Sesto S. Giovanni (MI)
alimentare
Viale Camillo Benso di
Cavour, 124 - 53100 Siena
informatico
Via Fabio Filzi, 25
20124 Milano
alimentare
Via di Tor Vergata
ang. via Schiavonetti
00133 Roma
abbigliamento
sportivo
Via Cavaliere Antonio Ducati, 3
40132 Bologna
motociclistico
Via Biancamano, 2
10121 Torino
editoria
Viale Regina Margherita, 137
00198 Roma
energetico
Viale Fratelli Casiraghi, 427
20099 Sesto S. Giovanni (MI)
informatico
COCA COLA ITALIA
www.cocacola.com
COMPUTER
DISCOUNT
www.computerdiscount.it
DANONE SPA
www.danone.it
DECATHLON
www.decathlon.it
DUCATI MOTOR SPA
www.ducati.it
EINAUDI EDITORE SPA
www.einaudi.it
ENEL
www.enel.it
EPSON ITALIA
www.epson.it
Le Aziende 81
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Gianbologna, 1
20096 Pioltello (MI)
grande
distribuzione
Via Rivaltella, 3
42100 Reggio Emilia
alimentare
Piazzale Ferrero, 1
12051 Alba (CN)
alimentare
Piazza della Croce Rossa, 1
00161 Roma
trasporti
Corso Giovanni Agnelli
10135 Torino
automobilistico
Via Giuseppe Rovani, 2
20123 Milano
finanziario FININVEST SPA
Via Tito Speri, 8
20154 Milano
intermediazione
immobiliare
GABETTI HOLDING
SPA
Corso Europa, 206
20017 Rho (MI)
alimentare
ESSELUNGA SPA
www.esselunga.it
FERRARINI AZIENDA
AGRICOLA SPA
www.ferrarini.it
FERRERO SPA
www.ferrero.it
FERROVIE DELLO
STATO SPA
www.fs-on-line.it
FIAT AUTO SPA
www.fiat.it
G. CITTERIO
SALUMIFICIO SPA
www.citterio.com
82 Le Aziende
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Senato, 28
20121 Milano
abbigliamento
GIOVANNI RANA
Via Pacinotti, 25
37057 S. Giovanni Lupatoto
(Verona)
alimentare
GRIMALDI
C.so Re Umberto, 54
10128 Torino
immobiliare
Via Baiona, 141
48100 Ravenna
siderurgico
GRUPPO
MARCEGAGLIA
Via Don Lorenzo Perosi, 6
50127 Firenze
pelletteria
Via Leonardo da Vinci, 1
20090 Trezzano sul Naviglio
(Milano)
telecomunicazioni
Via Parabiago, 19
20151 Milano
editoria
Via Gabriele Camozzi, 124
24121 Bergamo
cementificio
GIANNI VERSACE
www.gianniversace.it
GUCCI
www.gucci.it
H3G
www.h3g.it
IL SOLE 24 ORE SPA
www.ilsole24ore.com
ITALCEMENTI SPA
www.italcementi.it
Le Aziende 83
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Aurelia, 866
00165 Roma
automobilistico
C.da Colle delle Api,100/A
86100 Campobasso
alimentare
Via Amaseno, 13
00131 Roma
torrefazione
Via del Fosso di S. Maura
00100 Roma
prodotti
per l’ufficio
Località Valcozzena, 10
32021 Agordo (BL)
produzione occhiali
Via Battistotti Sassi, 11/A
20133 Milano
ristorazione
Via Filodrammatici, 10
20121 Milano
bancario
Viale Aristide Merloni, 47
60044 Fabriano (AN)
produzione
elettrodomestici
JAGUAR ITALIA SPA
www.jaguar.com/it
LA MOLISANA SPA
www.lamolisana.it
LAVAZZA SPA
www.lavazza.it
LUIGI BUFFETTI SPA
www.buffetti.it
LUXOTTICA
www.luxottica.it
MCDONALD’S ITALIA
www.mcdonalds.it
MEDIOBANCA SPA
www.mediobanca.it
MERLONI
ELETTRODOMESTICI
www.merloni.com
84 Le Aziende
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
centro direz. S. Felice
Via Rivoltana,13
20090 Segrate (MI)
information e
communication
technology
Via Cardinal Massaia, 83
10147 Torino
telefonia
Via Benedetto Brin, 9
80142 Napoli
energetico
Via Felice Cavallotti, 35
28921 Verbania (VB)
alimentare
Via Bisceglie
20152 Milano
telecomunicazioni
Via R. Piaggio, 23
56025 Pontedera (PI)
motociclistico
Cis - Isola 1, lotto 4, n. 166
80035 Nola (NA)
vendita
abbigliamento,
calzature ed accessori
Via Valtorta, 50
20127 Milano
produzione
pneumatici
MICROSOFT
www.msn.it
MOTOROLA
www.motorola.it
NAPOLETANA GAS
www.napoletanagas.it
NESTLE’ ITALIANA SPA
www.careers.nestle.com
OMNITEL
VODAFONE
www.omnitel.it
PIAGGIO ITALIA SPA
www.piaggio.com
PIAZZA ITALIA SPA
www.piazzaitaliastore.it
PIRELLI SPA
www.pirelli.it
Le Aziende 85
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Viale Europa, 175
00144 Roma
servizi postali
e finanziari
Via Massena, 2
20145 Milano
radiofonico
Viale G. Mazzini, 14
00195 Roma
televisivo
Via Angelo Rizzoli
20132 Milano
editoria
Via Fratelli Gracchi, 30/32
20092 Cinisello Balsamo
(Milano)
assicurativo
VII Strada, 15
Zona Industriale
35129 Padova
produzione occhiali
Via Exilles, 29
10146 Torino
assicurativo
POSTE ITALIANE SPA
www.poste.it
RADIO DEEJAY SPA
www.deejay.it
RAI - RADIO
TELEVISIONE ITALIANA
www.rai.it
RCS EDITORI SPA
www.rcs.it
ROYAL INSURANCE
www.royalinsurance.it
SAFILO SPA
www.safilo.com
SAI ASSICURAZIONI
SPA
www.sai.it
Corso Italia, 23
20122 Milano
assicurativo RAS
86 Le Aziende
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Via Francesco Sforza 9,
Palazzo Galeno- Milano 3
20080 Basiglio (MI)
grande
distribuzione
STANDA
Viale Belfiore, 27
50144 Firenze
alberghiero
Via Raimondo, 23/B
10098 Rivoli (TO)
calzature e
abbigliamento
Corso Fratelli Kennedy, 12
10070 Robassomero
(Torino)
motori
Milanofiori, R/1
20089 Rozzano (MI)
orologi
Corso del Mezzogiorno, 15
71100 Foggia
alimentare
Via G. Perticari, 20
47035 Gambettola (FO)
attrezzature
sportive
Centro Direzionale Isola F
80100 Napoli
telecomunicazioni TELCOS SPA
STARHOTELS SPA
www.starhotels.it
SUPERGA SPA
www.superga.it
SUZUKI ITALIA SPA
www.suzuki.it
SWATCH
www.swatch.it
TAMMA INDUSTRIE
ALIMENTARI SRL
www.tamma.net
TECHNOGYM
www.technogym.com
Le Aziende 87
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Corso d’Italia, 41
00198 Roma
telecomunicazioni
Via Cassanese, 210
20090 Segrate (MI)
telecomunicazioni
Frazione Stazione Prosecco,
5/B - 34010 Sgonico (TS)
produzione
cellulari
Via Avogadro - 62010
Montelupone (MC)
produzione
idromassaggi
Via Macchiavelli, 16
40069 Zola Predosa (BO)
centri
tricologici
Via Luigi Rizzo, 22
00100 Roma
telecomunicazioni
Viale Trento, 39
09123 Cagliari
telecomunicazioni
Via della Corona Boreale, 80
00050 Fiumicino (RM)
automobilistico
TELECOM ITALIA SPA
www.telecomitalia.it
TELE 2 ITALIA SPA
www.tele2.it
TELIT MOBILE
TERMINALS SPA
www.telital.com
TEUCO GUZZINI SPA
www.teuco.it
TIEFFE CESARE
RAGAZZI
www.cesareragazzi.com
TIM
www.tim.it
TISCALI SPA
www.tiscali.it
TOYOTA MOTOR
ITALIA SPA
www.toyota.it
88 Le Aziende
AZIENDA INDIRIZZO SETTORE
Piazza Duse, 4
20122 Milano
abbigliamento
e pelletteria
UNIFORM
Via Rettifilo Al Bravo, 106
80022 Arzano (NA)
abbigliamento
Via Stendhal, 13
40128 Bologna
assicurativo
Piazza della Repubblica, 59
00185 Roma
turistico
Via Roma - Lancenigo, 2
31020 Villorba (TV)
automobilistico
Via Sandro Sandri, 1
20121 Milano
intrattenimento
piazza A. Imperatore, 3
00186 Roma
cinematografico
WARNER VILLAGE
CINEMAS
Via G. Viola, 48
00148 Roma
telecomunicazioni
TRUSSARDI ACTION
www.trussardi.it
UNIPOL
ASSICURAZIONI
www.unipolonline.it
VALTUR SPA
www.valtur.it
VOLVO ITALIA SPA
www.volvo.it
WALT DISNEY
COMPANY SPA
www.disney.it
WIND
TELECOMUNICAZIONI
www.wind.it
APPENDICE
Decreto Presidente della Repubblica n. 487 del 9/5/1994
(“Regolamento sulle modalità di svolgimento dei concorsi pubblici”)
Legge n.68 del 12/3/1999
(“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”)
Decreto Presidente della Repubblica n. 445 del 28/12/2000
(“Testo Unico in materia di documentazione amministrativa”)
Decreto Legislativo n.165 del 30/3/2001 (estratto)
(“Norme sul lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione ” )
Appendice 91
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
N. 487 DEL 9 MAGGIO 1994
(in Suppl. ordinario n. 113, alla Gazz. Uff., n. 185, del 9 agosto).
“REGOLAMENTO RECANTE NORME SULL’ACCESSO
AGLI IMPIEGHI NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
E LE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEI CONCORSI, DEI
CONCORSI UNICI E DELLE ALTRE FORME DI ASSUNZIO-
NE NEI PUBBLICI IMPIEGHI.”
Art. 1. Modalità di accesso.
1. L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche av-
vi ene:
a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami, per titoli, per titoli
ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento
di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta dal
profilo professionale di qualifica o categoria, avvalendosi anche di
sistemi automatizzati;
b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento tenu-
te dagli uffici circoscrizionali del lavoro che siano in possesso del
titolo di studio richiesto dalla normativa vigente al momento della
pubblicazione dell’offerta di lavoro;
c) mediante chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste costi-
tuite dagli appartenenti alle categorie protette di cui al titolo 1 della
legge 2 aprile 1968, n. 482 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il concorso pubblico deve svolgersi con modalità che ne garanti-
scano la imparzialità, l’economicità e la celerità di espletamento, ri-
correndo, ove necessario, all’ausilio di sistemi automatizzati diretti
anche a realizzare forme di preselezione ed a selezioni decentrate per
circoscrizioni territoriali.
3. Con le medesime procedure e modalità, di cui ai commi 1 e 2 del
presente articolo è reclutato il personale a tempo parziale, di cui alla
legge 29 dicembre 1988, n. 554.
Art. 2. Requisiti generali.
1. Possono accedere agli impieghi civili delle pubbliche amministra-
zioni i soggetti che posseggono i seguenti requisiti generali:
1) cittadinanza italiana. Tale requisito non è richiesto per i soggetti
appartenenti alla Unione europea, fatte salve le eccezioni di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 1994, serie gene-
rale n. 61;
2) età non inferiore agli anni 18 e non superiore ai 40. Per i candidati
appartenenti a categorie per le quali leggi speciali prevedono deroghe,
il limite massimo non può superare, anche in caso di cumulo di bene-
fici, i 45 anni di età. Il limite di età di 40 anni è elevato:
a) di un anno per gli aspiranti coniugati;
b) di un anno per ogni figlio vivente dei predetti aspiranti;
c) di cinque anni per coloro che sono compresi fra le categorie elencate
nella legge 2 aprile 1968, n. 482 e successive modifiche ed integrazioni,
e per coloro ai quali è esteso lo stesso beneficio. Per le assunzioni
obbligatorie di personale appartenente a tali categorie, il limite mas-
simo non può superare i 55 anni. Per le assunzioni obbligatorie dei
centralinisti ciechi il limite massimo di età è di 50 anni;
d) di un periodo pari all’effettivo servizio prestato, comunque non
superiore a tre anni, a favore dei cittadini che hanno prestato servizio
militare volontario, di leva e di leva prolungata, ai sensi della legge
24 dicembre 1986, n. 958. Si prescinde dal limite di età per i candidati,
già dipendenti civili di ruolo delle pubbliche amministrazioni, per i
sottufficiali dell’Esercito, Marina o Aeronautica cessati d’autorità o
a domanda; per gli ufficiali e sottufficiali e vice brigadieri, graduati e
militari di truppa in servizio continuativo dell’Arma dei carabinieri,
della Guardia di finanza e dei Corpi di polizia;
e) il suddetto limite di età dei 45 anni non trova applicazione per i
dipendenti collocati a riposo ai sensi dell’art. 3, comma 51, della leg-
ge 24 dicembre 1993, n. 537;
3) idoneità fisica all’impiego. L’amministrazione ha facoltà di sotto-
porre a visita medica di controllo i vincitori di concorso, in base alla
normativa vigente.
2. Per l’ammissione a particolari profili professionali di qualifica o
categoria gli ordinamenti delle singole amministrazioni possono pre-
scrivere ulteriori requisiti.
3. Non possono accedere agli impieghi coloro che siano esclusi dal-
l’elettorato politico attivo e coloro che siano stati destituiti dall’im-
piego presso una pubblica amministrazione.
4. Salvo che i singoli ordinamenti non dispongano diversamente sono
equiparati ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
5. Il requisito della condotta e delle qualità morali stabilito per l’am-
missione ai concorsi nella magistratura viene richiesto per le assunzioni
comprese quelle obbligatorie delle categorie protette, presso la Pre-
sidenza del Consiglio dei Ministri e le amministrazioni che esercita-
no competenze istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Sta-
to, di polizia e di giustizia, in conformità all’art. 41 del decreto legi-
slativo 3 febbraio 1993, n. 29.
6. Per l’accesso a profili professionali di ottava qualifica funzionale
è richiesto il solo diploma di laurea.
7. I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza
del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della
domanda di ammissione.
Art. 3. Bando di concorso.
1. I concorsi sono indetti con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri per i concorsi unici o con provvedimento dell’organo di
vertice dell’amministrazione o ente interessato, che ne informa la Pre-
sidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione
pubbl i ca.
2. Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di
presentazione delle domande nonchè l’avviso per la determinazione
del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pra-
tiche. Deve indicare le materie oggetto delle prove scritte e orali, il
contenuto di quelle pratiche, la votazione minima richiesta per l’am-
missione alle prove orali, i requisiti soggettivi generali e particolari
richiesti per l’ammissione all’impiego, i titoli che danno luogo a
precedenza o a preferenza a parità di punteggio, i termini e le modalità
della loro presentazione, le percentuali dei posti riservati al persona-
le interno, in conformità alle normative vigenti nei singoli comparti e
le percentuali dei posti riservati da leggi a favore di determinate cate-
gorie. Il bando di concorso deve, altresì, contenere la citazione della
legge 10 aprile 1991, n. 125, che garantisce pari opportunità fra uomi-
ni e donne per l’accesso al lavoro come anche previsto dall’art. 61 del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, così come modificato
dall’art. 29 del decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546.
3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri o l’amministrazione in-
teressata dispongono in ogni momento, con decreto motivato, la esclu-
sione dal concorso per difetto dei requisiti prescritti.
4. Nel caso di concorso unico, i candidati, nella domanda di ammissio-
ne, indicano, in ordine di preferenza, le amministrazioni e le sedi in
cui, se vincitori, intendono essere assegnati. Essi possono dichiarare
di concorrere solo per posti di alcune amministrazioni.
5. I candidati che non abbiano indicato preferenze, o le abbiano indi-
cate in numero insufficiente in relazione al posto occupato in
graduatoria, sono assegnati ad un ruolo con posti disponibili dopo
l’accoglimento, secondo l’ordine di graduatoria, delle preferenze
espresse dagli altri vincitori.
Art. 4. Presentazione delle domande di ammissione.
1. Le domande di ammissione al concorso, redatte in carta semplice,
devono essere indirizzate e presentate direttamente o a mezzo di rac-
comandata con avviso di ricevimento alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri — Dipartimento della funzione pubblica — per i concor-
si unici e all’amministrazione competente negli altri casi, con esclu-
sione di qualsiasi altro mezzo, entro il termine perentorio di giorni
trenta dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica.
2. La data di spedizione delle domande è stabilita e comprovata dal
timbro a data dell’ufficio postale accettante.
3. La domanda deve essere redatta secondo lo schema che viene alle-
gato al bando di concorso, riportando tutte le indicazioni che, secon-
do le norme vigenti, i candidati sono tenuti a fornire.
4. L’amministrazione non assume responsabilità per la dispersione di
comunicazioni dipendente da inesatte indicazioni del recapito da parte
del concorrente oppure da mancata o tardiva comunicazione del cam-
biamento dell’indirizzo indicato nella domanda, nè per eventuali di-
sguidi postali o telegrafici o comunque imputabili a fatto di terzi, a
caso fortuito o forza maggiore.
5. La firma da apporre in calce alla domanda deve essere autenticata, a
pena di esclusione, da uno dei pubblici ufficiali di cui all’art. 20 della
legge 4 gennaio 1968, n. 15.
6. Per i candidati dipendenti da pubbliche amministrazioni è suffi-
ciente il visto del capo dell’ufficio presso cui prestano servizio; per
i militari, quello del comandante del reparto presso il quale prestano
servizio.
Art. 5. Categorie riservatarie e preferenze.
1. Nei pubblici concorsi, le riserve di posti, di cui al successivo comma
92 Appendice
3 del presente articolo, già previste da leggi speciali in favore di par-
ticolari categorie di cittadini, non possono complessivamente supe-
rare la metà dei posti messi a concorso.
2. Se, in relazione a tale termine, sia necessaria una riduzione dei posti
da riservare secondo legge, essa si attua in misura proporzionale per
ciascuna categoria di aventi diritto a riserva.
3. Qualora tra i concorrenti dichiarati idonei nella graduatoria di
merito ve ne siano alcuni che appartengono a più categorie che danno
titolo a differenti riserve di posti, si tiene conto prima del titolo che dà
diritto ad una maggiore riserva nel seguente ordine:
1) riserva di posti a favore di coloro che appartengono alle categorie
di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482 e successive modifiche ed
integrazioni, o equiparate, calcolata sulle dotazioni organiche dei
singoli profili professionali o categorie nella percentuale del 15%,
senza computare gli appartenenti alle categorie stesse vincitori del
concorso;
2) riserva di posti ai sensi della legge 24 dicembre 1986, n. 958, a
favore dei militari in ferma di leva prolungata e di volontari specializ-
zati delle tre Forze armate congedati senza demerito al termine della
ferma o rafferma contrattuale nel limite del 5%, qualora si tratti di con-
corsi per impiegati o del 10% nei concorsi per operai, delle vacanze
annuali dei posti messi a concorso;
3) riserva del 2% dei posti destinati a ciascun concorso, ai sensi della
legge 20 settembre 1980, n. 574, per gli ufficiali di complemento, della
Marina e dell’Aeronautica, che hanno terminato senza demerito la
ferma biennale.
4. Le categorie di cittadini che nei pubblici concorsi hanno preferenza
a parità di merito e a parità di titoli sono appresso elencate. A parità
di merito i titoli di preferenza sono:
1) gli insigniti di medaglia al valor militare;
2) i mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti;
3) i mutilati ed invalidi per fatto di guerra;
4) i mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato;
5) gli orfani di guerra;
6) gli orfani dei caduti per fatto di guerra;
7) gli orfani dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato;
8) i feriti in combattimento;
9) gli insigniti di croce di guerra o di altra attestazione speciale di
merito di guerra, nonchè i capi di famiglia numerosa;
10) i figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti;
11) i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra;
12) i figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel settore pubbli-
co e privato;
13) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o
non sposati dei caduti in guerra;
14) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o
non sposati dei caduti per fatto di guerra;
15) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o
non sposati dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato;
16) coloro che abbiano prestato servizio militare come combattenti;
17) coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo,
per non meno di un anno nell’amministrazione che ha indetto il con-
cor so;
18) i coniugati e i non coniugati con riguardo al numero dei figli a
carico;
19) gli invalidi ed i mutilati civili;
20) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al
termine della ferma o rafferma.
5. A parità di merito e di titoli la preferenza è determinata:
a) dal numero dei figli a carico, indipendentemente dal fatto che il
candidato sia coniugato o meno;
b) dall’aver prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbli-
che;
c) dalla maggiore età.
Art. 6. Svolgimento delle prove.
1. Il diario delle prove scritte deve essere pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica - 4a serie speciale - concorsi ed esami, non
meno di quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime.
2. Le prove del concorso sia scritte che orali non possono aver luogo
nei giorni festivi nè, ai sensi della legge 8 marzo 1989, n. 101, nei
giorni di festività religiose ebraiche rese note con decreto del Mini-
stro dell’interno mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica, nonchè nei giorni di festività religiose valdesi.
3. Ai candidati che conseguono l’ammissione alla prova orale deve
essere data comunicazione con l’indicazione del voto riportato in
ciascuna delle prove scritte. L’avviso per la presentazione alla prova
orale deve essere dato ai singoli candidati almeno venti giorni prima
di quello in cui essi debbono sostenerla.
4. Le prove orali devono svolgersi in un’aula aperta al pubblico, di
capienza idonea ad assicurare la massima partecipazione.
5. Al termine di ogni seduta dedicata alla prova orale, la commissione
giudicatrice forma l’elenco dei candidati esaminati, con l’indicazio-
ne dei voti da ciascuno riportati che sarà affisso nella sede degli esami.
Art. 7. Concorso per esame.
1. I concorsi per esami consistono:
a) per i profili professionali della settima qualifica o categoria supe-
riore: in almeno due prove scritte, una delle quali può essere a conte-
nuto teorico-pratico ed in una prova orale, comprendente l’accerta-
mento della conoscenza di una lingua straniera, tra quelle indicate nel
bando. I voti sono espressi, di norma, in trentesimi. Conseguono l’am-
missione al colloquio i candidati che abbiano riportato in ciascuna
prova scritta una votazione di almeno 21/30 o equivalente. Il collo-
quio verte sulle materie oggetto delle prove scritte e sulle altre indi-
cate nel bando di concorso e si intende superato con una votazione di
almeno 21/30 o equivalente;
b) per i profili professionali della quinta e sesta qualifica o categoria:
in due prove scritte, di cui una pratica o a contenuto teorico-pratico,
e in una prova orale. Conseguono l’ammissione al colloquio i candi-
dati che abbiano riportato in ciascuna prova scritta una votazione di
almeno 21/30 o equivalente. Il colloquio verte sulle materie oggetto
delle prove scritte e sulle altre indicate nel bando e si intende supe-
rato con una votazione di almeno 21/30 o equivalente.
2. I bandi di concorso possono stabilire che una delle prove scritte per
l’accesso ai profili professionali della settima qualifica o categoria
superiore consista in una serie di quesiti a risposta sintetica. Per i
profili professionali delle qualifiche o categorie di livelli inferiori al
settimo, il bando di concorso relativo può stabilire che le prove con-
sistano in appositi test bilanciati da risolvere in un tempo
predeterminato, ovvero in prove pratiche attitudinali tendenti ad ac-
certare la maturità e la professionalità dei candidati con riferimento
alle attività che i medesimi sono chiamati a svolgere.
3. Il punteggio finale è dato dalla somma della media dei voti conse-
guiti nelle prove scritte o pratiche o teorico-pratiche e della votazio-
ne conseguita nel colloquio.
Art. 8. Concorso per titoli ed esami.
1. Nei casi in cui l’ammissione a determinati profili avvenga mediante
concorso per titoli e per esami, la valutazione dei titoli, previa
individuazione dei criteri, precede le prove d’esame.
2. Per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo
superiore a 10/30 o equivalente; il bando indica i titoli valutabili ed
il punteggio massimo agli stessi attribuibile singolarmente e per ca-
tegorie di titoli.
3. Le prove di esame si svolgono secondo le modalità previste dagli
articoli 6 e 7 del presente regolamento.
4. La votazione complessiva è determinata sommando il voto conse-
guito nella valutazione dei titoli al voto complessivo riportato nelle
prove d’esame.
Art. 9. Commissioni esaminatrici.
1. Le commissioni esaminatrici dei concorsi previste dagli articoli
precedenti sono nominate con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri nei casi di concorsi unici, o con decreto dell’autorità
competente negli altri casi. Questa ne dà comunicazione alla Presi-
denza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pub-
blica.
2. Le commissioni esaminatrici di concorso sono composte da tecnici
esperti nelle materie oggetto del concorso, scelti tra funzionari delle
amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime e non possono
farne parte, ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 23 dicembre
1993, n. 546, i componenti dell’organo di direzione politica dell’am-
ministrazione interessata, coloro che ricoprano cariche politiche o
che siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni
ed organizzazioni sindacali. Almeno un terzo dei posti di componen-
te delle commissioni di concorso, salva motivata impossibilità, è ri-
servato alle donne, in conformità all’art. 29 del sopra citato decreto
legislativo. Nel rispetto di tali princìpi, esse, in particolare, sono così
compost e:
a) per i concorsi ai profili professionali di categoria o qualifica settima
e superiori: da un consigliere di Stato o magistrato o avvocato dello
Stato con qualifica equiparata o da un dirigente generale, con funzioni
di presidente, e da due esperti nelle materie oggetto del concorso; le
funzioni di segretario sono svolte da un funzionario appartenente alla
ottava qualifica o categoria;
Appendice 93
b) per i concorsi per la quinta e la sesta qualifica o categoria: da un
dirigente o equiparato, con funzioni di presidente, e da due esperti
nelle materie oggetto del concorso; le funzioni di segretario sono
svolte da un impiegato appartenente alla settima qualifica o categoria;
c) per le prove selettive previste dal capo terzo del presente regola-
mento, relative a quei profili per il cui accesso si fa ricorso all’art. 16
della legge 28 febbraio 1987, n. 56 e successive modifiche ed
integrazioni: da un dirigente con funzioni di presidente e da due esperti
nelle materie oggetto della selezione; le funzioni di segretario sono
svolte da un impiegato appartenente alla sesta qualifica o categoria.
3. Le commissioni esaminatrici dei concorsi per esami o per titoli ed
esami possono essere suddivise in sottocommissioni, qualora i can-
didati che abbiano sostenuto le prove scritte superino le 3.000 unità,
con l’integrazione di un numero di componenti, unico restando il
presidente, pari a quello delle commissioni originarie e di un segreta-
rio aggiunto. A ciascuna delle sottocommissioni non può essere as-
segnato un numero di candidati inferiore a 500.
4. Il presidente ed i membri delle commissioni esaminatrici possono
essere scelti anche tra il personale in quiescenza che abbia posseduto,
durante il servizio attivo, la qualifica richiesta per i concorsi sopra
indicati. L’utilizzazione del personale in quiescenza non è consenti-
ta se il rapporto di servizio sia stato risolto per motivi disciplinari,
per ragioni di salute o per decadenza dall’impiego comunque determi-
nata e, in ogni caso, qualora la decorrenza del collocamento a riposo
risalga ad oltre un triennio dalla data di pubblicazione del bando di
concorso.
5. Possono essere nominati in via definitiva i supplenti tanto per il
presidente quanto per i singoli componenti la commissione. I sup-
plenti intervengono alle sedute della commissione nelle ipotesi di
impedimento grave e documentato degli effettivi.
6. Alle commissioni, di cui al comma 2, lettera a) del presente articolo,
possono essere aggregati membri aggiunti per gli esami di lingua stra-
niera e per materie speciali.
7. Quando le prove scritte abbiano luogo in più sedi, si costituisce in
ciascuna sede un comitato di vigilanza, presieduto da un membro della
commissione ovvero da un impiegato dell’amministrazione di quali-
fica o categoria non inferiore all’ottava, e costituita da due impiegati
di qualifica o categoria non inferiore alla settima e da un segretario
scelto tra gli impiegati di settima o sesta qualifica o categoria.
8. Gli impiegati nominati presidente e membri dei comitati di vigilan-
za sono scelti fra quelli in servizio nella sede di esame, a meno che, per
giustificate esigenze di servizio, sia necessario destinare a tale fun-
zione impiegati residenti in altra sede.
Art. 10. Cessazione dall’incarico di componente
di commissione esaminatrice.
1. I componenti delle commissioni, il cui rapporto di impiego si risol-
va per qualsiasi causa durante l’espletamento dei lavori della com-
missione, cessano dall’incarico, salvo conferma dell’amministrazio-
ne.
Art. 11. Adempimenti della commissione.
1. Prima dell’inizio delle prove concorsuali la commissione, conside-
rato il numero dei concorrenti, stabilisce il termine del procedimento
concorsuale e lo rende pubblico. I componenti, presa visione del-
l’elenco dei partecipanti, sottoscrivono la dichiarazione che non
sussistono situazioni di incompatibilità tra essi ed i concorrenti, ai
sensi degli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile.
2. La commissione prepara tre tracce per ciascuna prova scritta, se gli
esami hanno luogo in una sede, ed una sola traccia quando gli esami
hanno luogo in più sedi. Le tracce sono segrete e ne è vietata la divul-
gazione.
3. Le tracce, appena formulate, sono chiuse in pieghi suggellati e fir-
mati esteriormente sui lembi di chiusura dai componenti della com-
missione e dal segretario.
4. All’ora stabilita per ciascuna prova, che deve essere la stessa per
tutte le sedi, il presidente della commissione esaminatrice o del
comitato di vigilanza fa procedere all’appello nominale dei con-
correnti e, previo accertamento della loro identità personale, li fa
collocare in modo che non possano comunicare fra loro. Indi fa
constatare l’integrità della chiusura dei tre pieghi o del piego con-
tenente i temi, e nel primo caso fa sorteggiare da uno dei candidati
il tema da svolgere.
5. Le procedure concorsuali devono concludersi entro sei mesi dalla
data di effettuazione delle prove scritte o, se trattasi di concorsi per
titoli, dalla data della prima convocazione. L’inosservanza di tale
termine dovrà essere giustificata collegialmente dalla commissione
esaminatrice con motivata relazione da inoltrare alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, o al-
l’amministrazione o ente che ha proceduto all’emanazione del bando
di concorso e per conoscenza al Dipartimento della funzione pubbli-
ca.
Art. 12. Trasparenza amministrativa nei procedimenti
concorsuali.
1. Le commissioni esaminatrici, alla prima riunione, stabiliscono i
criteri e le modalità di valutazione delle prove concorsuali al fine di
motivare i punteggi attribuiti alle singole prove. Sono, altresì,
predeterminati, immediatamente prima dell’inizio di ciascuna prova
orale di ogni candidato, i quesiti da porre ai candidati per ciascuna
delle materie di esame. I quesiti sono, quindi, rivolti ai candidati stes-
si secondo criteri predeterminati, che garantiscono l’imparzialità delle
prove. I criteri e le modalità di cui al presente comma sono formalizzati
in appositi atti.
2. Nei concorsi per titoli ed esami il risultato della valutazione dei
titoli, che deve in ogni caso precedere le prove scritte, deve essere reso
noto agli interessati prima dell’effettuazione delle prove di esami.
3. I candidati hanno facoltà di esercitare il diritto di accesso agli atti
del procedimento concorsuale ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto
del Presidente della Repubblica 23 giugno 1992, n. 352, con le mo-
dalità ivi previste.
Art. 13. Adempimenti dei concorrenti durante
lo svolgimento delle prove scritte.
1. Durante le prove scritte non è permesso ai concorrenti di comuni-
care tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione
con altri, salvo che con gli incaricati della vigilanza o con i membri
della commissione esaminatrice.
2. I lavori debbono essere scritti esclusivamente, a pena di nullità, su
carta portante il timbro d’ufficio e la firma di un membro della commis-
sione esaminatrice.
3. I candidati non possono portare carta da scrivere, appunti mano-
scritti, libri o pubblicazioni di qualunque specie. Possono consulta-
re soltanto i testi di legge non commentati ed autorizzati dalla com-
missione, se previsti dal bando di concorso, ed i dizionari.
4. Il concorrente che contravviene alle disposizioni dei commi prece-
denti o comunque abbia copiato in tutto o in parte lo svolgimento del
tema, è escluso dal concorso. Nel caso in cui risulti che uno o più
candidati abbiano copiato, in tutto o in parte, l’esclusione è disposta
nei confronti di tutti i candidati coinvolti.
5. La commissione esaminatrice o il comitato di vigilanza curano l’os-
servanza delle disposizioni stesse ed hanno facoltà di adottare i prov-
vedimenti necessari. A tale scopo, almeno due dei rispettivi membri
devono trovarsi nella sala degli esami. La mancata esclusione all’atto
della prova non preclude che l’esclusione sia disposta in sede di
valutazione delle prove medesime.
Art. 14. Adempimenti dei concorrenti e della commissione
al termine delle prove scritte.
1. Al candidato sono consegnate in ciascuno dei giorni di esame due
buste di eguale colore: una grande munita di linguetta staccabile ed
una piccola contenente un cartoncino bianco.
2. Il candidato, dopo aver svolto il tema, senza apporvi sottoscrizio-
ne, nè altro contrassegno, mette il foglio o i fogli nella busta grande.
Scrive il proprio nome e cognome, la data ed il luogo di nascita nel
cartoncino e lo chiude nella busta piccola. Pone, quindi, anche la
busta piccola nella grande che richiude e consegna al presidente della
commissione o del comitato di vigilanza od a chi ne fa le veci. Il pre-
sidente della commissione o del comitato di vigilanza, o chi ne fa le
veci, appone trasversalmente sulla busta, in modo che vi resti compre-
so il lembo della chiusura e la restante parte della busta stessa, la
propria firma e l’indicazione della data della consegna.
3. Al termine di ogni giorno di esame è assegnato alla busta contenen-
te l’elaborato di ciascun concorrente lo stesso numero da apporsi
sulla linguetta staccabile, in modo da poter riunire, esclusivamente
attraverso la numerazione, le buste appartenenti allo stesso candida-
t o.
4. Successivamente alla conclusione dell’ultima prova di esame e co-
munque non oltre le ventiquattro ore si procede alla riunione delle
buste aventi lo stesso numero in un unica busta, dopo aver staccata la
relativa linguetta numerata. Tale operazione è effettuata dalla commis-
sione esaminatrice o dal comitato di vigilanza con l’intervento di
almeno due componenti della commissione stessa nel luogo, nel gior-
no e nell’ora di cui è data comunicazione orale ai candidati presenti
in aula all’ultima prova di esame, con l’avvertimento che alcuni di
essi, in numero non superiore alle dieci unità, potranno assistere alle
anzidette operazioni.
94 Appendice
5. I pieghi sono aperti alla presenza della commissione esaminatrice
quando essa deve procedere all’esame dei lavori relativi a ciascuna
prova di esame.
6. Il riconoscimento deve essere fatto a conclusione dell’esame e del
giudizio di tutti gli elaborati dei concorrenti.
7. I pieghi contenenti i lavori svolti dai candidati nelle sedi diverse
da quelle della commissione esaminatrice ed i relativi verbali sono
custoditi dal presidente del singolo comitato di vigilanza e da questi
trasmessi in plico raccomandato per il tramite del capo dell’ufficio
periferico al presidente della commissione dell’amministrazione inte-
ressata, al termine delle prove scritte.
Art. 15. Processo verbale delle operazioni d’esame
e formazione delle graduatorie.
1. Di tutte le operazioni di esame e delle deliberazioni prese dalla
commissione esaminatrice, anche nel giudicare i singoli lavori, si re-
dige giorno per giorno un processo verbale sottoscritto da tutti i
commissari e dal segretario.
2. La graduatoria di merito dei candidati è formata secondo l’ordine
dei punti della votazione complessiva riportata da ciascun candidato,
con l’osservanza, a parità di punti, delle preferenze previste dall’art.
5.
3. Sono dichiarati vincitori, nei limiti dei posti complessivamente
messi a concorso, i candidati utilmente collocati nelle graduatorie di
merito, formate sulla base del punteggio riportato nelle prove d’esa-
me, tenuto conto di quanto disposto dalla legge 2 aprile 1968, n. 482
o da altre disposizioni di legge in vigore che prevedono riserve di
posti in favore di particolari categorie di cittadini.
4. La graduatoria di merito, unitamente a quella dei vincitori del con-
corso, è approvata con decreto del Ministro per la funzione pubblica
o dall’autorità competente nel caso in cui il concorso sia bandito da
altre pubbliche amministrazioni ed è immediatamente efficace.
5. Le graduatorie dei vincitori dei concorsi sono pubblicate nel Bol-
lettino ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri o del-
l’amministrazione interessata.
6. Di tale pubblicazione è data notizia mediante avviso nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica. Dalla data di pubblicazione di detto avvi-
so decorre il termine per le eventuali impugnative.
7. Le graduatorie dei vincitori rimangono efficaci per un termine di
diciotto mesi dalla data della sopracitata pubblicazione per eventuali
coperture di posti per i quali il concorso è stato bandito e che succes-
sivamente ed entro tale data dovessero rendersi disponibili. Non si dà
luogo a dichiarazioni di idoneità al concorso con esclusione delle
procedure di concorso relative al personale del comparto scuola.
Art. 16. Presentazione dei titoli preferenziali
e di riserva nella nomina.
1. I concorrenti che abbiano superato la prova orale dovranno far per-
venire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento del-
la funzione pubblica, per i concorsi unici, o all’amministrazione inte-
ressata, nel caso di concorso espletato dalla medesima, entro il termine
perentorio di quindici giorni decorrenti dal giorno successivo a quello
in cui hanno sostenuto il colloquio, i documenti in carta semplice
attestanti il possesso dei titoli di riserva, preferenza e precedenza, a
parità di valutazione, il diritto ad usufruire dell’elevazione del limite
massimo di età, già indicati nella domanda, dai quali risulti, altresì, il
possesso del requisito alla data di scadenza del termine utile per la
presentazione della domanda di ammissione al concorso. Tale docu-
mentazione non è richiesta nei casi in cui le pubbliche amministrazio-
ni ne siano in possesso o ne possano disporre facendo richiesta ad
altre pubbliche amministrazioni.
2. I candidati appartenenti a categorie previste dalla legge 2 aprile
1968, n. 482, che abbiano conseguito l’idoneità, verranno inclusi
nella graduatoria tra i vincitori, purchè, ai sensi dell’art. 19 della
predetta legge n. 482, risultino iscritti negli appositi elenchi istituiti
presso gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione e
risultino disoccupati sia al momento della scadenza del termine per la
presentazione delle domande di ammissione al concorso sia all’atto
dell’immissione in servizio.
Art. 17. Assunzioni in servizio.
1. I candidati dichiarati vincitori sono invitati, a mezzo assicurata
convenzionale, ad assumere servizio in via provvisoria, sotto riserva
di accertamento del possesso dei requisiti prescritti per la nomina e
sono assunti in prova nel profilo professionale di qualifica o catego-
ria per il quale risultano vincitori. La durata del periodo di prova è
differenziata in ragione della complessità delle prestazioni professio-
nali richieste e sarà definita in sede di contrattazione collettiva. I prov-
vedimenti di nomina in prova sono immediatamente esecutivi.
2. Le pubbliche amministrazioni comunicano alla Presidenza del Con-
siglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, il numero
dei candidati vincitori assunti ed eventuali modifiche nell’arco dei
diciotto mesi di validità della graduatoria di cui all’art. 15, comma 7.
3. I vincitori dei concorsi, salva la possibilità di trasferimenti d’uffi-
cio nei casi previsti dalla legge, devono permanere nella sede di prima
destinazione per un periodo non inferiore a sette anni e, in tale peri-
odo, non possono essere nemmeno comandati o distaccati presso sedi
con dotazioni organiche complete.
In ogni caso non può essere attivato alcun comando o distacco nel
caso in cui la sede di prima destinazione abbia posti vacanti nella
dotazione organica della qualifica posseduta, salvo che il dirigente
della sede di appartenenza non lo consenta espressamente.
4. Il vincitore, che non assuma servizio senza giustificato motivo entro
il termine stabilito, decade dalla nomina. Qualora il vincitore assuma
servizio, per giustificato motivo, con ritardo sul termine prefissatogli,
gli effetti economici decorrono dal giorno di presa di servizio.
Art. 18. Compensi.
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato di
concerto con il Ministro del tesoro, sono determinati, per tutti i tipi
di concorso, i compensi da corrispondere al presidente, ai membri ed
al segretario delle commissioni esaminatrici, nonchè al personale
addetto alla vigilanza.
2. La misura dei compensi indicati nel comma 1 può essere aggiornata,
ogni triennio, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
di concerto con il Ministro del tesoro, in relazione alle variazioni del
costo della vita, rilevate secondo gli indici ISTAT.
Art. 19. Concorsi unici.
1. Le amministrazioni pubbliche, ad eccezione delle regioni, delle
amministrazioni, aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, degli
enti locali e loro consorzi, delle istituzioni universitarie e delle isti-
tuzioni ed enti di ricerca e di sperimentazione, reclutano il personale
di cui necessitano, mediante ricorso alle graduatorie di vincitori di
concorso predisposte presso la Presidenza del Consiglio dei Mini-
stri - Dipartimento della funzione pubblica.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta
del Ministro per la funzione pubblica, le amministrazioni pubbliche
possono essere autorizzate a svolgere direttamente i concorsi.
Art. 20. Concorsi circoscrizionali e sedi di esami.
1. Per gli uffici aventi sede in determinate regioni, compartimenti o
province, sono banditi, per i posti ivi disponibili, concorsi circoscri-
zionali per l’accesso ai profili professionali di qualifica o categoria,
fatta salva la facoltà di parteciparvi per tutti i cittadini.
2. Le prove di esami dei concorsi si possono svolgere in sedi
decentrate, qualora il numero dei concorrenti lo renda necessario.
Art. 21. Adempimenti per il concorso unico.
1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della fun-
zione pubblica, procede a selezionare un numero di vincitori pari alle
esigenze programmate, per un biennio.
2. A tal fine, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica, entro il mese di febbraio di ogni anno, sulla
base di comunicazioni delle amministrazioni relative alle necessità di
personale per il biennio successivo, fissa il contingente di posti da
coprire mediante i vincitori del concorso.
3. Entro il successivo mese di maggio la Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, indice il concorso
da svolgere durante l’anno.
4. Le amministrazioni di cui all’art. 19, comma 1, possono utilizzare
il contingente di un concorso solo dopo l’esaurimento della
graduatoria del concorso precedente.
5. Ove il numero dei candidati al concorso sia superiore al triplo del
numero costituente il contingente, si procede alla pre-selezione dei
concorrenti mediante il ricorso a prove psico-attitudinali o anche
congiunte a valutazione del titolo di studio in modo da ridurre il
numero dei partecipanti al triplo dei posti messi a concorso.
6. Il reclutamento del personale per determinati profili professionali,
individuati con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri può avvenire, con l’ausilio di strumenti automatizzati, me-
diante selezione volta ad accertare la professionalità richiesta, con
riguardo alle mansioni del profilo professionale per il quale è espletato
il concorso.
Appendice 95
Art. 22. Richiesta delle amministrazioni e relative assegnazioni.
1. Le amministrazioni avanzano richiesta alla Presidenza del Consi-
glio dei Ministri-Dipartimento della funzione pubblica, per le unità
di personale relative ai posti da coprire distinti per sede di destina-
zione e profilo professionale.
2. Entro venti giorni dalla richiesta, la Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, con decreto del Pre-
sidente del Consiglio, assegna il personale richiesto.
3. Tale decreto costituisce autorizzazione ad assumere qualora le di-
sposizioni legislative in materia la richiedano.
Art. 23. Campo di applicazione.
1. Le amministrazioni pubbliche effettuano le assunzioni per le cate-
gorie, le qualifiche ed i profili professionali per i quali è richiesto il
solo requisito della scuola dell’obbligo, sulla base di selezioni tra
gli iscritti, nelle liste di collocamento formate ai sensi dell’art. 16
della legge 28 febbraio 1987, n. 56, che abbiano la professionalità
eventualmente richiesta ed i requisiti previsti per l’accesso al pubbli-
co impiego. I lavoratori sono avviati numericamente alla selezione
secondo l’ordine di graduatoria risultante dalle liste delle sezioni
circoscrizionali per l’impiego territorialmente competenti.
2. Possiede il requisito della scuola dell’obbligo anche chi abbia
conseguito la licenza elementare anteriormente al 1962.
3. I lavoratori possono iscriversi in una sola lista di collocamento,
anche di sede diversa da quella di residenza.
4. La presente disciplina non si applica per le assunzioni del perso-
nale militare e militarizzato delle Forze armate, dei Corpi di polizia,
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
5. Gli avviamenti sono effettuati sulla base delle graduatorie circo-
scrizionali, oppure, nel caso di enti la cui attività si esplichi nel ter-
ritorio di più circoscrizioni, con riferimento alle graduatorie delle
circoscrizioni interessate, e per gli enti la cui attività si esplichi nel-
l’intero territorio regionale, con riferimento alle graduatorie di tutte
le circoscrizioni della regione.
Art. 24. Iscrizione nelle liste.
1. Le sezioni circoscrizionali per l’impiego formano una graduatoria
relativa a categorie, qualifiche e profili generici e diverse graduatorie
per categorie, qualifiche e profili che richiedono specifiche professio-
nalità, nelle quali l’inserimento, a differenza della prima, è operato
sulla base del possesso di qualifica riconosciuta con attestati o sulla
base di precedenti lavorativi, anche nell’impiego privato. Le
graduatorie sono formate sulla base degli elementi di cui alla tabella
allegata al presente decreto, valutati uniformemente in tutto il territo-
rio nazionale secondo i coefficienti ivi indicati.
2. Hanno titolo a partecipare alle selezioni per l’assunzione:
a) presso le amministrazioni e gli enti a carattere infraregionale o uffici
periferici anche di amministrazioni e di enti a carattere nazionale e
pluriregionale, il cui ambito territoriale di competenza è compreso o
coincide con quello di una sezione circoscrizionale per l’impiego, i
lavoratori inseriti nella graduatoria della selezione stessa;
b) presso le amministrazioni e gli enti, o uffici periferici, il cui ambito
territoriale è compreso o coincide con quello di più sezioni della stes-
sa provincia o della stessa regione, i lavoratori inseriti nelle
graduatorie di tutte le sezioni circoscrizionali per l’impiego rispetti-
vamente interessate;
c) presso le sedi ministeriali delle amministrazioni centrali dello Sta-
to, le sedi delle direzioni generali e centrali delle amministrazioni ad
ordinamento autonomo e degli enti a carattere nazionale o ultraregionale
e le strutture alle sedi stesse direttamente riferibili, i lavoratori iscritti
nella graduatoria di qualsiasi sezione circoscrizionale per l’impiego
operante nel territorio nazionale.
3. Il lavoratore aspirante all’avviamento al lavoro deve dichiarare alla
sezione di iscrizione, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, il
possesso dei requisiti generali di ammissione agli impieghi e la non
sussistenza delle ipotesi di esclusione. é comunque riservato all’am-
ministrazione o ente che procede all’assunzione di provvedere al-
l’accertamento di titoli e requisiti nei modi di legge.
4. I lavoratori che si trovino nelle condizioni di cui all’art. 30 della
legge 31 maggio 1975, n. 191, come sostituito dall’art. 19 della legge
24 dicembre 1986, n. 958, debbono produrre alle sezioni circoscrizio-
nali per l’impiego apposita certificazione rilasciata dagli organismi
militari competenti. La sezione circoscrizionale per l’impiego annota
il titolo a fianco dei nomi dei lavoratori interessati nella graduatoria
degli iscritti nelle liste di collocamento.
5. I dipendenti aventi titolo alla riserva di posti partecipano alle pro-
ve selettive previste dal presente decreto, di norma unitamente ai la-
voratori iscritti nelle liste di collocamento appositamente avviati e
convocati. Per la copertura di posti riservati a dipendenti in servizio
ed ai destinatari dell’art. 19 della legge 24 dicembre 1986, n. 958,
eventualmente dagli stessi non ricoperti, si provvede con lavoratori
da assumere con le procedure previste dal presente decreto.
6. Ai fini delle assunzioni con rapporti a tempo parziale e a tempo
determinato, i lavoratori interessati debbono espressamente dichiara-
re la propria disponibilità. La dichiarazione si intende revocata qua-
lora il lavoratore non risponda alla convocazione o rifiuti l’avvia-
mento a selezione, limitatamente al relativo tipo di rapporto. Le sezio-
ni circoscrizionali per l’impiego formano, con le medesime modalità
per le assunzioni a tempo indeterminato, separate graduatorie dei la-
voratori che abbiano dichiarato la disponibilità ai predetti rapporti.
7. I lavoratori assunti con rapporti a tempo determinato permangono
nelle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato.
Art. 25. Procedure per l’avviamento a selezione
a livello locale o periferico.
1. Le amministrazioni e gli enti con circoscrizione amministrativa,
anche periferica, compresa in quella di competenza di una sola sezione
circoscrizionale per l’impiego, inoltrano direttamente alla sezione
medesima la richiesta di avviamento a selezione di un numero di lavo-
ratori pari al doppio dei posti da ricoprire, con l’indicazione del tito-
lo di studio, della qualifica di iscrizione nelle liste di collocamento e
del livello retributivo. La sezione circoscrizionale per l’impiego, entro
dieci giorni dalla ricezione della richiesta, salvo eccezionale e moti-
vato impedimento, procede ad avviare a selezione i lavoratori nel
numero richiesto secondo l’ordine di graduatoria degli iscritti aventi
i requisiti indicati nella richiesta stessa.
2. Le amministrazioni e gli enti con circoscrizione amministrativa,
anche periferica, compresa in quelle di competenza di più sezioni cir-
coscrizionali per l’impiego, inoltrano a ciascuna di dette sezioni ri-
chiesta di un numero di lavoratori pari al doppio dei posti da ricopri-
re. La richiesta deve essere trasmessa anche all’ufficio provinciale del
lavoro e della massima occupazione, nel caso in cui siano interessate
più circoscrizioni della stessa provincia, ovvero all’ufficio regionale
del lavoro e della massima occupazione, nel caso in cui siano interes-
sate circoscrizioni di province diverse, perchè formulino, sulla base
dei punteggi comunicati dalle sezioni circoscrizionali interessate,
apposita graduatoria unica integrata dai lavoratori individuati dalle
sezioni medesime secondo l’ordine delle rispettive graduatorie ap-
provate. La graduatoria unica è resa pubblica mediante l’affissione
all’albo degli uffici e delle sezioni interessate. L’ufficio provinciale
o l’ufficio regionale del lavoro, entro dieci giorni dalla ricezione della
richiesta, salvo eccezionale e motivato impedimento, sono tenuti ad
avviare a selezionare i lavoratori secondo l’ordine della graduatoria
unica in numero corrispondente al doppio dei posti da ricoprire.
3. Le amministrazioni e gli enti obbligati ad assumere militari in ferma
di leva prolungata e volontari specializzati delle tre Forze armate
congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma contratta,
debbono indicare nella richiesta di avviamento il numero dei posti
riservati ai lavoratori aventi diritto ai sensi dell’art. 30, comma 1,
della legge 31 maggio 1975, n. 191, come modificato dall’art. 19, leg-
ge 24 dicembre 1986, n. 958.
Art. 26. Assunzioni nelle sedi centrali.
1. Le selezioni di personale per le sedi centrali delle amministrazioni
dello Stato, anche ad ordinamento autonomo e degli enti pubblici non
economici a carattere nazionale sono effettuate dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, me-
diante selezioni uniche per le stesse categorie, qualifiche e profili
interessanti più amministrazioni ed enti.
2. Le amministrazioni di cui al comma 1, entro il 1º febbraio di ogni
anno, segnalano il contingente di posti da coprire distinti per catego-
ria, qualifica e profilo professionale.
3. I lavoratori iscritti nelle liste delle sezioni circoscrizionali per l’im-
piego, interessati a tali assunzioni, presentano domanda secondo le
modalità e nei termini previsti dai bandi di offerta di lavoro emanati
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della fun-
zione pubblica, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
4. I bandi debbono indicare il numero dei posti offerti, distinti per
profilo professionale e per amministrazione, nonchè l’aliquota di posti
riservati.
5. Le domande degli aspiranti, compilate su modelli predisposti, de-
vono, in ogni caso, essere corredate, a pena di nullità, da apposita
certificazione della sezione circoscrizionale per l’impiego d’iscri-
zione, attestante l’iscrizione nelle liste di collocamento della mede-
sima e la relativa qualifica, nonchè la posizione in graduatoria ed il
punteggio attribuito. L’attestazione può essere apposta anche in cal-
96 Appendice
ce alla domanda.
6. Con riferimento ai profili professionali di cui al bando di offerta di
lavoro, si formula apposita graduatoria integrata, ordinata secondo il
punteggio attestato dalle sezioni circoscrizionali per l’impiego. Nella
graduatoria sono evidenziati i nomi degli aventi titolo alla riserva.
7. La graduatoria è resa pubblica con le stesse modalità previste per il
bando di offerta di lavoro. Entro dieci giorni dalla pubblicazione, i
lavoratori possono proporre opposizione avverso la posizione in
graduatoria se derivante da errata trascrizione del punteggio. La ret-
tifica è effettuata nei cinque giorni successivi. La collocazione nella
graduatoria integrata costituisce ordine di precedenza per la convo-
cazione dei lavoratori per le prove selettive. I lavoratori sono convo-
cati in numero pari al doppio dei posti da ricoprire.
8. In casi di particolare urgenza, qualora non sia possibile provvedere
tempestivamente con le procedure di cui sopra, la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Dipartimento della funzione
pubblica può autorizzare amministrazioni ed enti ad attivare diretta-
mente graduatorie integrate con le medesime modalità indicate nel
presente articolo.
Art. 27. Selezione.
1. Le amministrazioni e gli enti, entro dieci giorni dalla ricezione
delle comunicazioni di avviamento, ovvero la Presidenza del Consi-
glio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, entro dieci
giorni dalla pubblicazione delle graduatorie integrali, debbono con-
vocare i candidati per sottoporli alle prove di idoneità, rispettiva-
mente secondo l’ordine di avviamento e di graduatoria integrata, in-
dicando giorno e luogo di svolgimento delle stesse.
2. La selezione consiste nello svolgimento di prove pratiche attitudi-
nali ovvero in sperimentazioni lavorative i cui contenuti sono deter-
minati con riferimento a quelli previsti nelle declaratorie e nei
mansionari di qualifica, categoria e profilo professionale dei comparti
di appartenenza od eventualmente anche delle singole amministrazio-
ni e comunque con riferimento ai contenuti ed alle modalità stabilite
per le prove di idoneità relative al conseguimento degli attestati di
professionalità della regione nel cui ambito ricade l’amministrazione
che deve procedere alla selezione, alla stregua degli articoli 14 e 18
della legge 21 dicembre 1978, n. 845.
3. La selezione deve tendere ad accertare esclusivamente l’idoneità
del lavoratore a svolgere le relative mansioni e non comporta valuta-
zione comparativa.
4. Alla sostituzione dei lavoratori che non abbiano risposto alla con-
vocazione o non abbiano superato le prove o non abbiano accettato
la nomina ovvero non siano più in possesso dei requisiti richiesti, si
provvede fino alla copertura dei posti con ulteriori avviamenti effet-
tuati, secondo l’ordine della stessa graduatoria vigente al momento
della richiesta, in seguito alla comunicazione da parte dell’ente del-
l’esito del precedente avviamento.
5. Le operazioni di selezione sono, a pena di nullità, pubbliche e sono
precedute dall’affissione di apposito avviso all’albo dell’ammini-
strazione o dell’ente. A tutte le operazioni provvede la stessa com-
missione, fino alla completa copertura dei posti complessivamente
indicati nella richiesta di avviamento o nel bando di offerta di lavoro.
Art. 28. Assunzioni in servizio.
1. Le amministrazioni e gli enti interessati procedono a nominare in
prova e ad immettere in servizio i lavoratori utilmente selezionati,
anche singolarmente o per scaglioni, nel rispetto dell’ordine di av-
viamento e di graduatoria integrata.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della fun-
zione pubblica, nel rispetto dell’ordine della graduatoria integrata,
assegna i lavoratori utilmente selezionati alle amministrazioni ed enti
di cui al bando di offerta, per la rispettiva nomina in prova ed immis-
sione in servizio.
Art. 29. Campo di applicazione.
1. Le assunzioni obbligatorie presso le amministrazioni ed enti pub-
blici, dei soggetti di cui all’art. 1 della legge 2 aprile 1968, n. 482,
come integrato dall’art. 19 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, avven-
gono secondo le modalità di cui all’art. 30 del presente regolamento.
Art. 30. Modalità di iscrizione e requisiti.
1. I soggetti appartenenti alle categorie protette presentano domanda
di iscrizione all’ufficio provinciale del lavoro e della massima occu-
pazione. La domanda deve essere munita della necessaria documenta-
zione, concernente la sussistenza dei requisiti che danno titolo al
collocamento obbligatorio ed attestante le attitudini lavorative e
professionali del richiedente anche in relazione all’occupazione cui
aspira e deve essere, altresì, corredata, per coloro che hanno
menomazioni fisiche, da dichiarazione di un ufficiale sanitario com-
provante che l’invalido, per la natura ed il grado di mutilazione o di
invalidità, non è di pregiudizio alla salute o incolumità dei compagni
di lavoro o alla sicurezza degli impianti.
2. I soggetti appartenenti alle categorie protette al momento dell’iscri-
zione negli appositi elenchi formati dall’ufficio provinciale del lavo-
ro devono dichiarare, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, il
possesso dei requisiti generali di ammissione nelle amministrazioni
pubbliche previsti dalla normativa vigente.
3.È comunque riservata all’amministrazione od ente che procede al-
l’assunzione la facoltà di provvedere all’accertamento dei titoli e dei
requisiti nei modi di legge.
4. Il titolo di studio richiesto è quello delle declaratorie dei profili
professionali o qualifica o categoria nelle quali è prevista l’assunzio-
ne.
5. Gli uffici provinciali del lavoro inseriscono i lavoratori negli elen-
chi previo accertamento del grado di invalidità.
Art. 31. Graduatorie.
1. Le graduatorie dei soggetti di cui all’art. 30 hanno validità annuale
e sono formate dagli uffici provinciali del lavoro e della massima oc-
cupazione entro il 31 dicembre di ciascun anno.
2. I criteri da adottare ed i punteggi da attribuire per la formazione
della graduatoria sono riportati nell’allegata tabella.
3. Le richieste di avviamento da parte di amministrazioni ed enti pub-
blici anche a carattere nazionale e regionale devono essere rivolte
all’ufficio provinciale del lavoro competente nella sede presso la quale
il lavoratore dovrà prestare servizio. Tali richieste devono essere rese
pubbliche mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
— 4a serie speciale — concorsi ed esami.
Art. 32. Modalità di assunzione.
1. Gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione in
analogia a quanto previsto per le assunzioni di cui all’art. 16 della
legge 28 febbraio 1987, n. 56, avviano i soggetti protetti alla prova
tendente ad accertare l’idoneità a svolgere le mansioni, in misura
doppia rispetto ai posti da ricoprire, secondo l’ordine di graduatoria
risultante dagli elenchi degli iscritti per ogni singola categoria.
2. Le prove non comportano valutazione comparativa e sono
preordinate ad accertare l’idoneità a svolgere le mansioni del profilo
nel quale avviene l’assunzione.
3. In mancanza di iscritti appartenenti ad alcune categorie, l’ufficio di
collocamento invia proporzionalmente i riservatari di altre categorie.
Allegato 1
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE
A) Elementi che concorrono alla formazione delle graduatorie.
a) carico familiare, si intende quello rilevato dallo stato di famiglia e
determinato secondo le modalità previste per la corresponsione del-
l’assegno per il nucleo familiare.
Le persone a carico da considerare sono:
1. coniuge convivente e disoccupato iscritto in prima classe;
2. figlio minorenne convivente a carico;
3. figlio maggiorenne fino al compimento del ventiseiesimo anno di
età se studente e disoccupato iscritto in prima classe, oltre che convi-
vente e a carico ovvero senza limiti di età se invalido permanentemen-
te al lavoro;
4. fratello o sorella minorenne convivente a carico;
b) situazione economica e patrimoniale del lavoratore. Deve intender-
si la condizione reddituale derivante anche dal patrimonio immobi-
liare e mobiliare dell’iscritto, con l’esclusione del suo nucleo fami-
liare;
c) anzianità di iscrizione. Deve intendersi quella maturata in costanza
di iscrizione nella prima classe delle liste di collocamento — compre-
si i periodi relativi a rapporti di lavoro a termine con durata comples-
siva non superiore a 4 mesi nell’anno solare, nonchè quella maturata
in costanza di rapporti di lavoro a tempo parziale con orario non su-
periore a 20 ore settimanali — o quella di decorrenza del trattamento
straordinario di integrazione salariale senza rotazione.
B) Variazione degli elementi.
A tutti gli iscritti è attribuito un punteggio base uguale a 1.000 rife-
rito alla data convenzionale del mese di aprile di ogni anno; su tale
punteggio base sono da operare le seguenti variazioni, con l’avver-
tenza che il punteggio da attribuire per l’anzianità di iscrizione o
reiscrizione è quello relativo al mese a cui si fa riferimento, senza con-
siderare le frazioni:
I) per ogni mese di anzianità pregressa alla suddetta data punti - 1;
II) per le iscrizioni e le reiscrizioni effettuate successivamente alla
Appendice 97
data convenzionale del mese di aprile di ogni anno, si dovranno ag-
giungere al punteggio base per ogni mese punti - 1;
III) per ogni persona a carico, punti - 12;
IV) per redditi annui a qualsiasi titolo imputabili personalmente al
lavoratore:
fino a L. 1.000.000 punti 0 da L. 1.000.000 fino a L. 2.000.000 punti
+ 1 da L. 2.000.000 fino a L. 3.000.000 punti + 2 da L. 3.000.000 fino
a L. 4.000.000 punti + 3 da L. 4.000.000 fino a L. 5.000.000 punti +
6 da L. 5.000.000 fino a L. 6.000.000 punti + 12 da L. 6.000.000 fino
a L. 7.000.000 punti + 18 da L. 7.000.000 fino a L. 8.000.000 punti +
24 da L. 8.000.000 fino a L. 9.000.000 punti + 36 da L. 9.000.000 fino
a L. 10.000.000 punti + 48 per ogni ulteriore fascia di L. 1.000.000,
ulteriori + 12.
Il punteggio conseguito dal lavoratore iscritto nella prima classe delle
liste di collocamento della sezione circoscrizionale di residenza è
diminuito di un coefficiente del 10 per cento qualora il tasso ufficiale
di disoccupazione del territorio circoscrizionale sia superiore di un
terzo a quello medio nazionale.
Il punteggio complessivo di graduatoria deve essere riferito alla data
del 31 dicembre di ciascun anno.
Il punteggio per i figli a carico è attribuito ad entrambi i genitori
disoccupati; in caso di assunzione di uno dei due coniugi la posizio-
ne in graduatoria dell’altro rimasto disoccupato è immediatamente
rideterminata non computando il punteggio prima attribuito per il
coniuge ed i figli.
Il lavoratore con punteggio minore precede in graduatoria il lavora-
tore con punteggio maggiore; in caso di parità i lavoratori sono col-
locati in graduatoria secondo la maggiore anzianità di iscrizione e, in
caso di ulteriore parità, in ordine decrescente di data di nascita.
Appendice 99
LEGGE 12 MARZO 1999, N. 68
(in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 1999 - S.O. n. 57)
“NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI”
Capo I
DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI
Art. 1. (Collocamento dei disabili).
1. La presente legge ha come finalità la promozione dell’inserimento
e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del
lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.Essa si
appl i ca:
a) alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche
o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino
una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, ac-
certata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’in-
validità civile in conformità alla tabella indicativa delle percentuali
di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata, ai sen-
si dell’articolo 2 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509,
dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazio-
nale delle menomazioni elaborata dalla Organizzazione mondiale della
sani t à;
b) alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superio-
re al 33 per cento, accertata dall’Istituto nazionale per l’assicurazio-
ne contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL)
in base alle disposizioni vigenti;
c) alle persone non vedenti o sordomute, di cui alle leggi 27 maggio
1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e
successive modificazioni;
d) alle persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide
per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria
di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di
pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Re-
pubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.
2. Agli effetti della presente legge si intendono per non vedenti colo-
ro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non
superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzio-
ne. Si intendono per sordomuti coloro che sono colpiti da sordità
dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata.
3. Restano ferme le norme per i centralinisti telefonici non vedenti di
cui alle leggi 14 luglio 1957, n. 594, e successive modificazioni, 28
luglio 1960, n. 778, 5 marzo 1965, n. 155, 11 aprile 1967, n. 231, 3
giugno 1971, n. 397, e 29 marzo 1985, n. 113, le norme per i massag-
giatori e massofisioterapisti non vedenti di cui alle leggi 21 luglio
1961, n. 686, e 19 maggio 1971, n. 403, le norme per i terapisti della
riabilitazione non vedenti di cui alla legge 11 gennaio 1994, n. 29, e
le norme per gli insegnanti non vedenti di cui all’articolo 61 della
legge 20 maggio 1982, n. 270. Per l’assunzione obbligatoria dei sor-
domuti restano altresí ferme le disposizioni di cui agli articoli 6 e 7
della legge 13 marzo 1958, n. 308.
4. L’accertamento delle condizioni di disabilità di cui al presente
articolo, che danno diritto di accedere al sistema per l’inserimento
lavorativo dei disabili, è effettuato dalle commissioni di cui all’arti-
colo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, secondo i criteri indicati
nell’atto di indirizzo e coordinamento emanato dal Presidente del
Consiglio dei ministri entro centoventi giorni dalla data di cui all’ar-
ticolo 23, comma 1. Con il medesimo atto vengono stabiliti i criteri e
le modalità per l’effettuazione delle visite sanitarie di controllo della
permanenza dello stato invalidante.
5. In considerazione dei criteri adottati, ai sensi del testo unico delle
disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presi-
dente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, per la valutazione
e la verifica della residua capacità lavorativa derivante da infortunio
sul lavoro e malattia professionale, ai fini dell’accertamento delle con-
dizioni di disabilità è ritenuta sufficiente la presentazione di
certificazione rilasciata dall’INAIL.
6. Per i soggetti di cui al comma 1, lettera d), l’accertamento delle
condizioni di disabilità che danno diritto di accedere al sistema per
l’inserimento lavorativo dei disabili continua ad essere effettuato ai
sensi delle disposizioni del testo unico delle norme in materia di
pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Re-
pubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.
7. I datori di lavoro, pubblici e privati, sono tenuti a garantire la con-
servazione del posto di lavoro a quei soggetti che, non essendo disabili
al momento dell’assunzione, abbiano acquisito per infortunio sul
lavoro o malattia professionale eventuali disabilità.
Art. 2. (Collocamento mirato).
1. Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di stru-
menti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente
le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle
nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di soste-
gno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli am-
bienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidia-
ni di lavoro e di relazione.
Art. 3. (Assunzioni obbligatorie. Quote di riserva).
1. I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro
dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all’articolo
1 nella seguente misura:
a) sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 di-
pendent i ;
b) due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
c) un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.
2. Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti
l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni.
3. Per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni
che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale,
dell’assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computa
esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svol-
gente funzioni amministrative e l’obbligo di cui al comma 1 insorge
solo in caso di nuova assunzione.
4. Per i servizi di polizia, della protezione civile e della difesa nazio-
nale, il collocamento dei disabili è previsto nei soli servizi ammini-
strativi.
5. Gli obblighi di assunzione di cui al presente articolo sono sospesi
nei confronti delle imprese che versano in una delle situazioni previ-
ste dagli articoli 1 e 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive
modificazioni, ovvero dall’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre
1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre
1984, n. 863; gli obblighi sono sospesi per la durata dei programmi
contenuti nella relativa richiesta di intervento, in proporzione all’at-
tività lavorativa effettivamente sospesa e per il singolo ambito pro-
vinciale. Gli obblighi sono sospesi inoltre per la durata della proce-
dura di mobilità disciplinata dagli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio
1991, n. 223, e successive modificazioni, e, nel caso in cui la procedu-
ra si concluda con almeno cinque licenziamenti, per il periodo in cui
permane il diritto di precedenza all’assunzione previsto dall’artico-
lo 8, comma 1, della stessa legge.
6. Agli enti pubblici economici si applica la disciplina prevista per i
datori di lavoro privati.
7. Nella quota di riserva sono computati i lavoratori che vengono
assunti ai sensi della legge 21 luglio 1961, n. 686, e successive
modificazioni, nonché della legge 29 marzo 1985, n. 113, e della legge
11 gennaio 1994, n. 29.
Art. 4. (Criteri di computo della quota di riserva).
1. Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da
assumere, non sono computabili tra i dipendenti i lavoratori occupati
ai sensi della presente legge ovvero con contratto a tempo determina-
to di durata non superiore a nove mesi, i soci di cooperative di produ-
zione e lavoro, nonché i dirigenti. Per i lavoratori assunti con contrat-
to a tempo indeterminato parziale si applicano le norme contenute
nell’articolo 18, comma secondo, della legge 20 maggio 1970, n. 300,
come sostituito dall’articolo 1 della legge 11 maggio 1990, n. 108.
2. Nel computo le frazioni percentuali superiori allo 0,50 sono consi-
derate unità.
3. I lavoratori disabili dipendenti occupati a domicilio o con modalità
di telelavoro, ai quali l’imprenditore affida una quantità di lavoro atta
a procurare loro una prestazione continuativa corrispondente all’ora-
rio normale di lavoro in conformità alla disciplina di cui all’articolo
11, secondo comma, della legge 18 dicembre 1973, n. 877, e a quella
stabilita dal contratto collettivo nazionale applicato ai lavoratori
dell’azienda che occupa il disabile a domicilio o attraverso il
telelavoro, sono computati ai fini della copertura della quota di riser-
va.
4. I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie
mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere
computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 se hanno subito
una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60 per cento o,
comunque, se sono divenuti inabili a causa dell’inadempimento da
parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme
in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. Per i predetti lavoratori
l’infortunio o la malattia non costituiscono giustificato motivo di
100 Appendice
licenziamento nel caso in cui essi possano essere adibiti a mansioni
equivalenti ovvero, in mancanza, a mansioni inferiori. Nel caso di
destinazione a mansioni inferiori essi hanno diritto alla conservazio-
ne del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di
provenienza. Qualora per i predetti lavoratori non sia possibile l’as-
segnazione a mansioni equivalenti o inferiori, gli stessi vengono
avviati, dagli uffici competenti di cui all’articolo 6, comma 1, presso
altra azienda, in attività compatibili con le residue capacità lavorati-
ve, senza inserimento nella graduatoria di cui all’articolo 8.
5. Le disposizioni di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 25 ottobre 1981, n. 738, si applicano anche al per-
sonale militare e della protezione civile.
6. Qualora si renda necessaria, ai fini dell’inserimento mirato, una
adeguata riqualificazione professionale, le regioni possono autoriz-
zare, con oneri a proprio carico, lo svolgimento delle relative attività
presso la stessa azienda che effettua l’assunzione oppure affidarne lo
svolgimento, mediante convenzioni, alle associazioni nazionali di
promozione, tutela e rappresentanza, di cui all’articolo 115 del decre-
to del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e succes-
sive modificazioni, che abbiano le adeguate competenze tecniche, ri-
sorse e disponibilità, agli istituti di formazione che di tali associazio-
ni siano emanazione, purché in possesso dei requisiti previsti dalla
legge 21 dicembre 1978, n. 845, nonché ai soggetti di cui all’articolo
18 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai fini del finanziamento delle
attività di riqualificazione professionale e della corrispondente assi-
stenza economica ai mutilati ed invalidi del lavoro, l’addizionale di
cui al primo comma dell’articolo 181 del testo unico approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,
detratte le spese per l’assegno di incollocabilità previsto dall’artico-
lo 180 dello stesso testo unico, per l’assegno speciale di cui alla
legge 5 maggio 1976, n. 248, e per il fondo per l’addestramento pro-
fessionale dei lavoratori, di cui all’articolo 62 della legge 29 aprile
1949, n. 264, è attribuita alle regioni, secondo parametri predisposti
dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione econo-
mica, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata “Confe-
renza unificata”.
Art. 5. (Esclusioni, esoneri parziali e contributi esonerativi).
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare
entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23, comma 1,
sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, che espri-
mono il parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione dello
schema di decreto, e la Conferenza unificata, sono individuate le man-
sioni che, in relazione all’attività svolta dalle amministrazioni pub-
bliche e dagli enti pubblici non economici, non consentono l’occu-
pazione di lavoratori disabili o la consentono in misura ridotta. Il
predetto decreto determina altresí la misura della eventuale riduzione.
2. I datori di lavoro pubblici e privati che operano nel settore del
trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre non sono tenuti, per
quanto concerne il personale viaggiante e navigante, all’osservanza
dell’obbligo di cui all’articolo 3. Sono altresí esentati dal predetto
obbligo i datori di lavoro pubblici e privati del solo settore degli
impianti a fune, in relazione al personale direttamente adibito alle aree
operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto.
3. I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che, per le
speciali condizioni della loro attività, non possono occupare l’intera
percentuale dei disabili, possono, a domanda, essere parzialmente
esonerati dall’obbligo dell’assunzione, alla condizione che versino
al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili di cui all’articolo
14 un contributo esonerativo per ciascuna unità non assunta, nella
misura di lire 25.000 per ogni giorno lavorativo per ciascun lavora-
tore disabile non occupato.
4. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da
emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23, comma
1, sentita la Conferenza unificata e sentite altresí le Commissioni par-
lamentari competenti per materia, che esprimono il loro parere con le
modalità di cui al comma 1, sono disciplinati i procedimenti relativi
agli esoneri parziali dagli obblighi occupazionali, nonché i criteri e
le modalità per la loro concessione, che avviene solo in presenza di
adeguata motivazione.
5. In caso di omissione totale o parziale del versamento dei contributi
di cui al presente articolo, la somma dovuta può essere maggiorata, a
titolo di sanzione amministrativa, dal 5 per cento al 24 per cento su
base annua. La riscossione è disciplinata secondo i criteri previsti al
comma 7.
6. Gli importi dei contributi e della maggiorazione di cui al presente
articolo sono adeguati ogni cinque anni con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, sentita la Conferenza unificata.
7. Le regioni, entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23,
comma 1, determinano i criteri e le modalità relativi al pagamento, alla
riscossione e al versamento, al Fondo regionale per l’occupazione dei
disabili di cui all’articolo 14, delle somme di cui al presente articolo.
8. I datori di lavoro, pubblici e privati, possono essere autorizzati, su
loro motivata richiesta, ad assumere in un’unità produttiva un nume-
ro di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore
a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor nu-
mero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima
regione. Per i datori di lavoro privati la compensazione può essere
operata in riferimento ad unità produttive ubicate in regioni diverse.
Capo II
SERVIZI DEL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO
Art. 6. (Servizi per l’inserimento lavorativo dei disabili e
modifiche al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469).
1. Gli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’articolo 4 del
decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, di seguito denominati
“uffici competenti”, provvedono, in raccordo con i servizi sociali,
sanitari, educativi e formativi del territorio, secondo le specifiche
competenze loro attribuite, alla programmazione, all’attuazione, alla
verifica degli interventi volti a favorire l’inserimento dei soggetti di
cui alla presente legge nonché all’avviamento lavorativo, alla tenuta
delle liste, al rilascio delle autorizzazioni, degli esoneri e delle
compensazioni territoriali, alla stipula delle convenzioni e all’attua-
zione del collocamento mirato.
2. All’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997,
n. 469, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “maggiormente rappresentative” sono sostituite dalle
seguenti: “comparativamente più rappresentative”;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Nell’ambito di tale
organismo è previsto un comitato tecnico composto da funzionari ed
esperti del settore sociale e medico-legale e degli organismi indivi-
duati dalle regioni ai sensi dell’articolo 4 del presente decreto, con
particolare riferimento alla materia delle inabilità, con compiti relativi
alla valutazione delle residue capacità lavorative, alla definizione
degli strumenti e delle prestazioni atti all’inserimento e alla
predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle con-
dizioni di inabilità. Agli oneri per il funzionamento del comitato tec-
nico si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizza-
zione di spesa per il funzionamento della commissione di cui al comma
1".
Capo III
AVVIAMENTO AL LAVORO
Art. 7. (Modalità delle assunzioni obbligatorie).
1. Ai fini dell’adempimento dell’obbligo previsto dall’articolo 3 i
datori di lavoro assumono i lavoratori facendone richiesta di avvia-
mento agli uffici competenti ovvero attraverso la stipula di conven-
zioni ai sensi dell’articolo 11. Le richieste sono nominative per:
a) le assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano da 15
a 35 dipendenti, nonché i partiti politici, le organizzazioni sindacali
e sociali e gli enti da essi promossi;
b) il 50 per cento delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro
che occupano da 36 a 50 dipendenti;
c) il 60 per cento delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro
che occupano più di 50 dipendenti.
2. I datori di lavoro pubblici effettuano le assunzioni in conformità a
quanto previsto dall’articolo 36, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, come modificato dall’articolo 22, comma 1, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, salva l’applicazione delle
disposizioni di cui all’articolo 11 della presente legge. Per le
assunzioni di cui all’articolo 36, comma 1, lettera a), del predetto
decreto legislativo n. 29 del 1993, e successive modificazioni, i lavo-
ratori disabili iscritti nell’elenco di cui all’articolo 8, comma 2, della
presente legge hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della com-
plessiva quota d’obbligo e fino al cinquanta per cento dei posti messi
a concorso.
3. La Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, che esercitano le
funzioni di vigilanza sul sistema creditizio e in materia valutaria, pro-
cedono alle assunzioni di cui alla presente legge mediante pubblica
selezione, effettuata anche su base nazionale.
Appendice 101
Art. 8. (Elenchi e graduatorie).
1. Le persone di cui al comma 1 dell’articolo 1, che risultano disoccu-
pate e aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità
lavorative, si iscrivono nell’apposito elenco tenuto dagli uffici com-
petenti; per ogni persona, l’organismo di cui all’articolo 6, comma 3,
del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato
dall’articolo 6 della presente legge, annota in una apposita scheda le
capacità lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni, nonché
la natura e il grado della minorazione e analizza le caratteristiche dei
posti da assegnare ai lavoratori disabili, favorendo l’incontro tra do-
manda e offerta di lavoro. Gli uffici competenti provvedono al collo-
camento delle persone di cui al primo periodo del presente comma alle
dipendenze dei datori di lavoro.
2. Presso gli uffici competenti è istituito un elenco, con unica
graduatoria, dei disabili che risultano disoccupati; l’elenco e la
graduatoria sono pubblici e vengono formati applicando i criteri di
cui al comma 4. Dagli elementi che concorrono alla formazione della
graduatoria sono escluse le prestazioni a carattere risarcitorio perce-
pite in conseguenza della perdita della capacità lavorativa.
3. Gli elenchi e le schede di cui ai commi 1 e 2 sono formati nel rispetto
delle disposizioni di cui agli articoli 7 e 22 della legge 31 dicembre
1996, n. 675, e successive modificazioni.
4. Le regioni definiscono le modalità di valutazione degli elementi
che concorrono alla formazione della graduatoria di cui al comma 2
sulla base dei criteri indicati dall’atto di indirizzo e coordinamento
di cui all’articolo 1, comma 4.
5. I lavoratori disabili, licenziati per riduzione di personale o per
giustificato motivo oggettivo, mantengono la posizione in
graduatoria acquisita all’atto dell’inserimento nell’azienda.
Art. 9. (Richieste di avviamento).
1. I datori di lavoro devono presentare agli uffici competenti la richie-
sta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono ob-
bligati all’assunzione dei lavoratori disabili.
2. In caso di impossibilità di avviare lavoratori con la qualifica richie-
sta, o con altra concordata con il datore di lavoro, gli uffici competenti
avviano lavoratori di qualifiche simili, secondo l’ordine di graduatoria
e previo addestramento o tirocinio da svolgere anche attraverso le
modalità previste dall’articolo 12.
3. La richiesta di avviamento al lavoro si intende presentata anche
attraverso l’invio agli uffici competenti dei prospetti informativi di
cui al comma 6 da parte dei datori di lavoro.
4. I disabili psichici vengono avviati su richiesta nominativa median-
te le convenzioni di cui all’articolo 11. I datori di lavoro che effettua-
no le assunzioni ai sensi del presente comma hanno diritto alle
agevolazioni di cui all’articolo 13.
5. Gli uffici competenti possono determinare procedure e modalità di
avviamento mediante chiamata con avviso pubblico e con graduatoria
limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro; la
chiamata per avviso pubblico può essere definita anche per singoli
ambiti territoriali e per specifici settori.
6. I datori di lavoro, pubblici e privati, soggetti alle disposizioni
della presente legge sono tenuti ad inviare agli uffici competenti un
prospetto dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori
dipendenti, il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella
quota di riserva di cui all’articolo 3, nonché i posti di lavoro e le
mansioni disponibili per i lavoratori di cui all’articolo 1. Il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Conferenza unificata,
stabilisce con proprio decreto, da emanare entro centoventi giorni
dalla data di cui all’articolo 23, comma 1, la periodicità dell’invio dei
prospetti e può altresí disporre che i prospetti contengano altre infor-
mazioni utili per l’applicazione della disciplina delle assunzioni
obbligatorie. I prospetti sono pubblici. Gli uffici competenti, al fine
di rendere effettivo il diritto di accesso ai predetti documenti ammini-
strativi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, dispongono la loro
consultazione nelle proprie sedi, negli spazi disponibili aperti al
pubbl i co.
7. Ove l’inserimento richieda misure particolari, il datore di lavoro
può fare richiesta di collocamento mirato agli uffici competenti, ai sensi
degli articoli 5 e 17 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, nel caso in cui
non sia stata stipulata una convenzione d’integrazione lavorativa di
cui all’articolo 11, comma 4, della presente legge.
8. Qualora l’azienda rifiuti l’assunzione del lavoratore invalido ai
sensi del presente articolo, la direzione provinciale del lavoro redige
un verbale che trasmette agli uffici competenti ed all’autorità
giudiziaria.
Art. 10. (Rapporto di lavoro dei disabili obbligatoriamente assunti).
1. Ai lavoratori assunti a norma della presente legge si applica il trat-
tamento economico e normativo previsto dalle leggi e dai contratti
col l et t i vi .
2. Il datore di lavoro non può chiedere al disabile una prestazione non
compatibile con le sue minorazioni.
3. Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significa-
tive variazioni dell’organizzazione del lavoro, il disabile può chie-
dere che venga accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate
con il proprio stato di salute. Nelle medesime ipotesi il datore di la-
voro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del
disabile per verificare se, a causa delle sue minorazioni, possa conti-
nuare ad essere utilizzato presso l’azienda. Qualora si riscontri una
condizione di aggravamento che, sulla base dei criteri definiti dall’at-
to di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 1, comma 4, sia
incompatibile con la prosecuzione dell’attività lavorativa, o tale in-
compatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell’orga-
nizzazione del lavoro, il disabile ha diritto alla sospensione non re-
tribuita del rapporto di lavoro fino a che l’incompatibilità persista.
Durante tale periodo il lavoratore può essere impiegato in tirocinio
formativo. Gli accertamenti sono effettuati dalla commissione di cui
all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, integrata a norma
dell’atto di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 1, comma 4,
della presente legge, che valuta sentito anche l’organismo di cui al-
l’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n.
469, come modificato dall’articolo 6 della presente legge. La richiesta
di accertamento e il periodo necessario per il suo compimento non
costituiscono causa di sospensione del rapporto di lavoro. Il rappor-
to di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i pos-
sibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, la predetta com-
missione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile
all’interno dell’azienda.
4. Il recesso di cui all’articolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991,
n. 223, ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giu-
stificato motivo oggettivo, esercitato nei confronti del lavoratore
occupato obbligatoriamente, sono annullabili qualora, nel momento
della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori oc-
cupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista
all’articolo 3 della presente legge.
5. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è
tenuto a darne comunicazione, nel termine di dieci giorni, agli uffici
competenti, al fine della sostituzione del lavoratore con altro avente
diritto all’avviamento obbligatorio.
6. La direzione provinciale del lavoro, sentiti gli uffici competenti,
dispone la decadenza dal diritto all’indennità di disoccupazione
ordinaria e la cancellazione dalle liste di collocamento per un periodo
di sei mesi del lavoratore che per due volte consecutive, senza giusti-
ficato motivo, non risponda alla convocazione ovvero rifiuti il posto
di lavoro offerto corrispondente ai suoi requisiti professionali e alle
disponibilità dichiarate all’atto della iscrizione o reiscrizione nelle
predette liste.
Capo IV
CONVENZIONI E INCENTIVI
Art. 11. (Convenzioni e convenzioni di integrazione lavorativa).
1. Al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili, gli uffici
competenti, sentito l’organismo di cui all’articolo 6, comma 3, del
decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dal-
l’articolo 6 della presente legge, possono stipulare con il datore di
lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un pro-
gramma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di
cui alla presente legge.
2. Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle
assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le mo-
dalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della
scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o
di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo
svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal con-
tratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia
riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca
motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.
3. La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che
non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge.
4. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro con-
venzioni di integrazione lavorativa per l’avviamento di disabili che
presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel
ciclo lavorativo ordinario.
102 Appendice
5. Gli uffici competenti promuovono ed attuano ogni iniziativa utile
a favorire l’inserimento lavorativo dei disabili anche attraverso con-
venzioni con le cooperative sociali di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e con i consorzi di cui
all’articolo 8 della stessa legge, nonché con le organizzazioni di
volontariato iscritte nei registri regionali di cui all’articolo 6 della
legge 11 agosto 1991, n. 266, e comunque con gli organismi di cui
agli articoli 17 e 18 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con
altri soggetti pubblici e privati idonei a contribuire alla realizzazione
degli obiettivi della presente legge.
6. L’organismo di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo
23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall’articolo 6 della pre-
sente legge, può proporre l’adozione di deroghe ai limiti di età e di
durata dei contratti di formazione-lavoro e di apprendistato, per le
quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 3 ed al
primo periodo del comma 6 dell’articolo 16 del decreto-legge 16 maggio
1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio
1994, n. 451. Tali deroghe devono essere giustificate da specifici pro-
getti di inserimento mirato.
7. Oltre a quanto previsto al comma 2, le convenzioni di integrazione
lavorativa devono:
a) indicare dettagliatamente le mansioni attribuite al lavoratore
disabile e le modalità del loro svolgimento;
b) prevedere le forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio da
parte degli appositi servizi regionali o dei centri di orientamento
professionale e degli organismi di cui all’articolo 18 della legge 5
febbraio 1992, n. 104, al fine di favorire l’adattamento al lavoro del
di sabi l e;
c) prevedere verifiche periodiche sull’andamento del percorso
formativo inerente la convenzione di integrazione lavorativa, da parte
degli enti pubblici incaricati delle attività di sorveglianza e control-
l o.
Art. 12. (Cooperative sociali).
1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 9 e 11, gli uffici
competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati soggetti
agli obblighi di cui all’articolo 3, con le cooperative sociali di cui
all’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n.
381, e successive modificazioni, e con i disabili liberi professionisti,
anche se operanti con ditta individuale, apposite convenzioni fina-
lizzate all’inserimento temporaneo dei disabili appartenenti alle ca-
tegorie di cui all’articolo 1 presso le cooperative sociali stesse, ov-
vero presso i citati liberi professionisti, ai quali i datori di lavoro si
impegnano ad affidare commesse di lavoro. Tali convenzioni, non
ripetibili per lo stesso soggetto, salvo diversa valutazione del comi-
tato tecnico di cui al comma 2, lettera b), dell’articolo 6, non possono
riguardare più di un lavoratore disabile, se il datore di lavoro occupa
meno di 50 dipendenti, ovvero più del 30 per cento dei lavoratori
disabili da assumere ai sensi dell’articolo 3, se il datore di lavoro
occupa più di 50 dipendenti.
2. La convenzione è subordinata alla sussistenza dei seguenti requi-
si t i :
a) contestuale assunzione a tempo indeterminato del disabile da parte
del datore di lavoro;
b) copertura dell’aliquota d’obbligo di cui all’articolo 3 attraverso
l’assunzione di cui alla lettera a);
c) impiego del disabile presso la cooperativa sociale ovvero presso il
libero professionista di cui al comma 1, con oneri retributivi,
previdenziali e assistenziali a carico di questi ultimi, per tutta la du-
rata della convenzione, che non può eccedere i dodici mesi, prorogabili
di ulteriori dodici mesi da parte degli uffici competenti;
d) indicazione nella convenzione dei seguenti elementi:
1) l’ammontare delle commesse che il datore di lavoro si impegna ad
affidare alla cooperativa ovvero al libero professionista di cui al comma
1; tale ammontare non deve essere inferiore a quello che consente alla
cooperativa stessa ovvero al libero professionista di cui al comma 1 di
applicare la parte normativa e retributiva dei contratti collettivi na-
zionali di lavoro, ivi compresi gli oneri previdenziali e assistenziali,
e di svolgere le funzioni finalizzate all’inserimento lavorativo dei
di sabi l i ;
2) i nominativi dei soggetti da inserire ai sensi del comma 1;
3) l’indicazione del percorso formativo personalizzato.
3. Alle convenzioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni dell’articolo 11, comma 7.
4. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro pri-
vati soggetti agli obblighi di cui all’articolo 3 e con le cooperative
sociali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novem-
bre 1991, n. 381, e successive modificazioni, apposite convenzioni
finalizzate all’inserimento lavorativo temporaneo dei detenuti
di sabi l i .
Art. 13. (Agevolazioni per le assunzioni).
1. Attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11, gli uffici compe-
tenti possono concedere ai datori di lavoro privati, sulla base dei
programmi presentati e nei limiti delle disponibilità del Fondo di cui
al comma 4 del presente articolo:
a) la fiscalizzazione totale, per la durata massima di otto anni, dei
contributi previdenziali ed assistenziali relativi ad ogni lavoratore
disabile che, assunto in base alla presente legge, abbia una riduzione
della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte
dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico
delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e succes-
sive modificazioni; la medesima fiscalizzazione viene concessa in re-
lazione ai lavoratori con handicap intellettivo e psichico, assunti in
base alla presente legge, indipendentemente dalle percentuali di in-
validità, previa definizione da parte delle regioni di criteri generali
che consentano di contenere gli oneri a tale titolo nei limiti del 10 per
cento della quota di loro competenza a valere sulle risorse annue di
cui al comma 4 e con indicazione delle modalità di utilizzo delle risor-
se eventualmente non impiegate;
b) la fiscalizzazione nella misura del 50 per cento, per la durata massi-
ma di cinque anni, dei contributi previdenziali ed assistenziali rela-
tivi ad ogni lavoratore disabile che, assunto in base alla presente
legge, abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67
per cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta
categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a);
c) il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie alla trasforma-
zione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità ope-
rative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al
50 per cento o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero
per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsi-
asi modo l’integrazione lavorativa del disabile.
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono estese anche ai datori di
lavoro che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente
legge, procedono all’assunzione di disabili.
3. Il datore di lavoro che, attraverso le convenzioni stipulate ai sensi
dell’articolo 11, assicura ai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo
1 la possibilità di svolgere attività di tirocinio finalizzata all’assun-
zione, per un periodo fino ad un massimo di dodici mesi, rinnovabili
per una sola volta, assolve per la durata relativa l’obbligo di assun-
zione. I datori di lavoro sono tenuti ad assicurare i tirocinanti contro
gli infortuni sul lavoro, mediante convenzioni con l’INAIL, e per la
responsabilità civile. I relativi oneri sono posti a carico del Fondo di
cui al comma 4.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è istituito presso il Mini-
stero del lavoro e della previdenza sociale il Fondo per il diritto al
lavoro dei disabili, per il cui finanziamento è autorizzata la spesa di
lire 40 miliardi per l’anno 1999 e lire 60 miliardi a decorrere dall’an-
no 2000.
5. Dopo cinque anni, gli uffici competenti sottopongono a verifica la
prosecuzione delle agevolazioni di cui al comma 1 del presente arti-
col o.
6. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a lire 40 miliardi per
l’anno 1999 e a lire 60 miliardi annue a decorrere dall’anno 2000, si
provvede mediante corrispondente utilizzo dell’autorizzazione di
spesa di cui all’articolo 29-quater del decreto-legge 31 dicembre
1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
1997, n. 30. Le somme non impegnate nell’esercizio di competenza
possono esserlo in quelli successivi.
7. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione econo-
mica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti varia-
zioni di bilancio.
8. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da
emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23, comma
1, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della program-
mazione economica, sentita la Conferenza unificata, sono indicati i
criteri e le modalità per la ripartizione fra le regioni delle disponibilità
del Fondo di cui al comma 4, nonché la disciplina dei procedimenti per
la concessione delle agevolazioni di cui al comma 1.
9. Il Governo della Repubblica, entro tre anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, procede ad una verifica degli effetti delle
disposizioni del presente articolo e ad una valutazione dell’adegua-
tezza delle risorse finanziarie ivi previste.
Appendice 103
Art. 14. (Fondo regionale per l’occupazione dei disabili).
1. Le regioni istituiscono il Fondo regionale per l’occupazione dei
disabili, di seguito denominato “Fondo”, da destinare al finanzia-
mento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi
servizi.
2. Le modalità di funzionamento e gli organi amministrativi del Fondo
sono determinati con legge regionale, in modo tale che sia assicurata
una rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei
di sabi l i .
3. Al Fondo sono destinati gli importi derivanti dalla irrogazione
delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge ed i con-
tributi versati dai datori di lavoro ai sensi della presente legge, non-
ché il contributo di fondazioni, enti di natura privata e soggetti co-
munque interessati.
4. Il Fondo eroga:
a) contributi agli enti indicati nella presente legge, che svolgano
attività rivolta al sostegno e all’integrazione lavorativa dei disabili;
b) contributi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’articolo 13,
comma 1, lettera c);
c) ogni altra provvidenza in attuazione delle finalità della presente
l egge.
Capo V
SANZIONI E DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 15. (Sanzioni).
1. Le imprese private e gli enti pubblici economici che non adempiano
agli obblighi di cui all’articolo 9, comma 6, sono soggetti alla sanzio-
ne amministrativa del pagamento di una somma di lire 1.000.000 per
ritardato invio del prospetto, maggiorata di lire 50.000 per ogni gior-
no di ulteriore ritardo.
2. Le sanzioni amministrative previste dalla presente legge sono di-
sposte dalle direzioni provinciali del lavoro e i relativi introiti sono
destinati al Fondo di cui all’articolo 14.
3. Ai responsabili, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, di ina-
dempienze di pubbliche amministrazioni alle disposizioni della pre-
sente legge si applicano le sanzioni penali, amministrative e discipli-
nari previste dalle norme sul pubblico impiego.
4. Trascorsi sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di
assumere soggetti appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1, per
ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause
imputabili al datore di lavoro, la quota dell’obbligo di cui all’artico-
lo 3, il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento, a titolo di san-
zione amministrativa, al Fondo di cui all’articolo 14, di una somma
pari a lire 100.000 al giorno per ciascun lavoratore disabile che risul-
ta non occupato nella medesima giornata.
5. Le somme di cui ai commi 1 e 4 sono adeguate ogni cinque anni con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
Art. 16. (Concorsi presso le pubbliche amministrazioni).
1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 3, comma 4, e 5,
comma 1, i disabili possono partecipare a tutti i concorsi per il pub-
blico impiego, da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi.
A tal fine i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgi-
mento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di con-
correre in effettive condizioni di parità con gli altri.
2. I disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici
possono essere assunti, ai fini dell’adempimento dell’obbligo di cui
all’articolo 3, anche se non versino in stato di disoccupazione e oltre
il limite dei posti ad essi riservati nel concorso.
3. Salvi i requisiti di idoneità specifica per singole funzioni, sono
abrogate le norme che richiedono il requisito della sana e robusta
costituzione fisica nei bandi di concorso per il pubblico impiego.
Art. 17. (Obbligo di certificazione).
1. Le imprese, sia pubbliche sia private, qualora partecipino a bandi
per appalti pubblici o intrattengano rapporti convenzionali o di con-
cessione con pubbliche amministrazioni, sono tenute a presentare
preventivamente alle stesse la dichiarazione del legale rappresentan-
te che attesti di essere in regola con le norme che disciplinano il dirit-
to al lavoro dei disabili, nonché apposita certificazione rilasciata dagli
uffici competenti dalla quale risulti l’ottemperanza alle norme della
presente legge, pena l’esclusione.
Art. 18. (Disposizioni transitorie e finali).
1. I soggetti già assunti ai sensi delle norme sul collocamento obbli-
gatorio sono mantenuti in servizio anche se superano il numero di
unità da occupare in base alle aliquote stabilite dalla presente legge
e sono computati ai fini dell’adempimento dell’obbligo stabilito dalla
stessa.
2. In attesa di una disciplina organica del diritto al lavoro degli orfani
e dei coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di
lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravar-
si dell’invalidità riportata per tali cause, nonché dei coniugi e dei
figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di
servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati, il cui status è
riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763, è attribu-
ita in favore di tali soggetti una quota di riserva, sul numero di dipen-
denti dei datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di cin-
quanta dipendenti, pari a un punto percentuale e determinata secondo
la disciplina di cui all’articolo 3, commi 3, 4 e 6, e all’articolo 4,
commi 1, 2 e 3, della presente legge. La predetta quota è pari ad un’uni-
tà per i datori di lavoro, pubblici e privati, che occupano da cinquantuno
a centocinquanta dipendenti. Le assunzioni sono effettuate con le
modalità di cui all’articolo 7, comma 1. Il regolamento di cui all’arti-
colo 20 stabilisce le relative norme di attuazione.
3. Per un periodo di ventiquattro mesi a decorrere dalla data di cui
all’articolo 23, comma 1, gli invalidi del lavoro ed i soggetti di cui
all’articolo 4, comma 5, che alla medesima data risultino iscritti nelle
liste di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni,
sono avviati al lavoro dagli uffici competenti senza necessità di inse-
rimento nella graduatoria di cui all’articolo 8, comma 2. Ai medesimi
soggetti si applicano le disposizioni dell’articolo 4, comma 6.
Art. 19. (Regioni a statuto speciale e province autonome).
1. Sono fatte salve le competenze legislative nelle materie di cui alla
presente legge delle regioni a statuto speciale e delle province auto-
nome di Trento e di Bolzano.
Art. 20. (Regolamento di esecuzione).
1. Entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23, comma 1,
sono emanate, sentita la Conferenza unificata, norme di esecuzione,
aventi carattere generale, cui le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano si conformano, nell’ambito delle rispettive com-
petenze, ai fini dell’attuazione delle disposizioni della presente leg-
ge.
Art. 21.
(Relazione al Parlamento).
1. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale ogni due anni,
entro il 30 giugno, presenta al Parlamento una relazione sullo stato di
attuazione della presente legge, sulla base dei dati che le regioni an-
nualmente, entro il mese di marzo, sono tenute ad inviare al Ministro
st esso.
Art. 22. (Abrogazioni).
1. Sono abrogati:
a) la legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni;
b) l’articolo 12 della legge 13 agosto 1980, n. 466;
c) l’articolo 13 della legge 26 dicembre 1981, n. 763;
d) l’articolo 9 del decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito,
con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1983, n. 79;
e) l’articolo 9 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, converti-
to, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638;
f) l’articolo 14 della legge 20 ottobre 1990, n. 302.
Art. 23. (Entrata in vigore).
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, comma 4, 5, commi 1, 4 e 7, 6,
9, comma 6, secondo periodo, 13, comma 8, 18, comma 3, e 20 entrano
in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione della presen-
te legge nella Gazzetta Ufficiale.
2. Le restanti disposizioni della presente legge entrano in vigore dopo
trecento giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta
Uf f i ci al e.
Appendice 105
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
n. 445 DEL 28 DICEMBRE 2000
(in Gazzetta Ufficiale n. 42 del 2-02-2001 )
“TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI
LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI IN MATERIA
DI DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA”
(L=legge R=regolamento)
CAPO I
DEFINIZIONI E AMBITO DI APPLICAZIONE
Articolo 1 (R) Definizioni
1. Ai fini del presente testo unico si intende per:
a) DOCUMENTO AMMINISTRATIVO ogni rappresentazione, co-
munque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche
amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell’attività ammini-
strativa. Le relative modalità di trasmissione sono quelle indicate al
capo II, sezione III del presente testo unico.
b) DOCUMENTO INFORMATICO la rappresentazione informatica
di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti.
c) DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ogni documento munito
di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico
o informatico, da una pubblica amministrazione italiana o di altri Sta-
ti, che consente l’ identificazione personale del titolare.
d) DOCUMENTO D’IDENTITÀ la carta di identità ed ogni altro
documento munito di fotografia rilasciato, su supporto cartaceo, ma-
gnetico o informatico, dall’amministrazione competente dello Stato
italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l’iden-
tità personale del suo titolare.
e) DOCUMENTO D’IDENTITÀ ELETTRONICO il documento ana-
logo alla carta d’identità elettronica rilasciato dal comune fino al
compimento del quindicesimo anno di età.
f) CERTIFICATO il documento rilasciato da una amministrazione pub-
blica avente funzione di ricognizione, riproduzione e partecipazione
a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o
registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni
pubbl i che.
g) DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE il do-
cumento, sottoscritto dall’interessato, prodotto in sostituzione dei
certificati di cui alla lettera f).
h) DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ il
documento, sottoscritto dall’interessato, concernente stati, qualità
personali e fatti, che siano a diretta conoscenza di questi, resa nelle
forme previste dal presente testo unico.
i) AUTENTICAZIONE DI SOTTOSCRIZIONE l’attestazione, da
parte di un pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in
sua presenza, previo accertamento dell’identità della persona che
sot t oscri ve.
l) LEGALIZZAZIONE DI FIRMA l’attestazione ufficiale della lega-
le qualità di chi ha apposto la propria firma sopra atti, certificati, copie
ed estratti, nonché dell’autenticità della firma stessa.
m) LEGALIZZAZIONE DI FOTOGRAFIA l’attestazione, da parte di
una pubblica amministrazione competente, che un’immagine fotogra-
fica corrisponde alla persona dell’interessato.
n) FIRMA DIGITALE il risultato della procedura informatica
(validazione) basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia,
una pubblica e una privata, che consente al sottoscrittore tramite la
chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettiva-
mente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità
di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.
o) AMMINISTRAZIONI PROCEDENTI le amministrazioni e, nei rap-
porti con l’utenza, i gestori di pubblici servizi che ricevono le dichia-
razioni sostitutive di cui alle lettere g) e h) o provvedono agli accer-
tamenti d’ufficio ai sensi dell’art.43.
p) AMMINISTRAZIONI CERTIFICANTI le amministrazioni e i ge-
stori di pubblici servizi che detengono nei propri archivi le informa-
zioni e i dati contenuti nelle dichiarazioni sostitutive, o richiesti
direttamente dalle amministrazioni procedenti ai sensi degli articoli
43 e 71.
q) GESTIONE DEI DOCUMENTI l’insieme delle attività finalizzate
alla registrazione di protocollo e alla classificazione, organizzazione,
assegnazione e reperimento dei documenti amministrativi formati o
acquisiti dalle amministrazioni, nell’ambito del sistema di classifica-
zione d’archivio adottato; essa è effettuata mediante sistemi informa-
tivi automatizzati.
r) SISTEMA DI GESTIONE INFORMATICA DEI DOCUMENTI
l’insieme delle risorse di calcolo, degli apparati, delle reti di comuni-
cazione e delle procedure informatiche utilizzati dalle amministrazio-
ni per la gestione dei documenti.
s) SEGNATURA DI PROTOCOLLO l’apposizione o l’associazio-
ne, all’originale del documento, in forma permanente e non modificabile
delle informazioni riguardanti il documento stesso.
Articolo 2 (L) Oggetto
1. Le norme del presente testo unico disciplinano la formazione, il
rilascio, la tenuta e la conservazione, la gestione, la trasmissione di
atti e documenti da parte di organi della pubblica amministrazione;
disciplinano altresì la produzione di atti e documenti agli organi della
pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi nei
rapporti tra loro e in quelli con l’utenza, e ai privati che vi consento-
no. Le norme concernenti i documenti informatici e la firma digitale,
contenute nel capo II, si applicano anche nei rapporti tra privati come
previsto dall’articolo 15, comma 2 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
Articolo 3 (R) Soggetti
1. Le disposizioni del presente testo unico si applicano ai cittadini
italiani e dell’Unione europea, alle persone giuridiche, alle società di
persone, alle pubbliche amministrazioni e agli enti, alle associazioni
e ai comitati aventi sede legale in Italia o in uno dei Paesi dell’Unione
europea. (R)
2. I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione regolarmente sog-
giornanti in Italia, possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di
cui agli articoli 46 e 47 limitatamente agli stati, alle qualità personali
e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani,
fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regola-
menti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione
dello straniero. (R)
3. Al di fuori dei casi previsti al comma 2, i cittadini di Stati non
appartenenti all’Unione autorizzati a soggiornare nel territorio dello
Stato possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui agli arti-
coli 46 e 47 nei casi in cui la produzione delle stesse avvenga in
applicazione di convenzioni internazionali fra l’Italia ed il Paese di
provenienza del dichiarante. (R)
4. Al di fuori dei casi di cui ai commi 2 e 3 gli stati, le qualità personali
e i fatti, sono documentati mediante certificati o attestazioni rilasciati
dalla competente autorità dello Stato estero, corredati di traduzione
in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana che ne
attesta la conformità all’originale, dopo aver ammonito l’interessato
sulle conseguenze penali della produzione di atti o documenti non
veritieri.
Articolo 4 (R) Impedimento alla sottoscrizione e alla dichiarazione
1. La dichiarazione di chi non sa o non può firmare è raccolta dal
pubblico ufficiale previo accertamento dell’identità del dichiarante.
Il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione è stata a lui resa dal-
l’interessato in presenza di un impedimento a sottoscrivere. (R)
2. La dichiarazione nell’interesse di chi si trovi in una situazione di
impedimento temporaneo, per ragioni connesse allo stato di salute, è
sostituita dalla dichiarazione, contenente espressa indicazione del-
l’esistenza di un impedimento, resa dal coniuge o, in sua assenza, dai
figli o, in mancanza di questi, da altro parente in linea retta o collaterale
fino al terzo grado, al pubblico ufficiale, previo accertamento dell’iden-
tità del dichiarante. (R)
3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano in materia di
dichiarazioni fiscali. (R)
Articolo 5 (L) Rappresentanza legale
1. Se l’interessato è soggetto alla potestà dei genitori, a tutela, o a
curatela, le dichiarazioni e i documenti previsti dal presente testo
unico sono sottoscritti rispettivamente dal genitore esercente la po-
testà, dal tutore, o dall’interessato stesso con l’assistenza del curato-
re.
CAPO II
DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA
Sezione I
DOCUMENTI AMMINISTRATIVI E ATTI PUBBLICI
Articolo 6 (L-R) Riproduzione e conservazione di documenti
1. Le pubbliche amministrazioni ed i privati hanno facoltà di sostitu-
ire, a tutti gli effetti, i documenti dei propri archivi, le scritture conta-
bili, la corrispondenza e gli altri atti di cui per legge o regolamento è
prescritta la conservazione, con la loro riproduzione su supporto fo-
tografico, su supporto ottico o con altro mezzo idoneo a garantire la
106 Appendice
conformità dei documenti agli originali. (L)
2. Gli obblighi di conservazione ed esibizione dei documenti di cui
al comma 1 si intendono soddisfatti, sia ai fini amministrativi che
probatori, anche se realizzati su supporto ottico quando le procedure
utilizzate sono conformi alle regole tecniche dettate dall’Autorità per
l’informatica nella pubblica amministrazione. (L)
3. I limiti e le modalità tecniche della riproduzione e
dell’autenticazione dei documenti di cui al comma 1, su supporto
fotografico o con altro mezzo tecnico idoneo a garantire la conformità
agli originali, sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri.
4. Sono fatti salvi i poteri di controllo del Ministero per i beni e le
attività culturali sugli archivi delle amministrazioni pubbliche e su-
gli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico, ai sensi
delle disposizioni del Capo II del decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 490.
Articolo 7 (L) Redazione e stesura di atti pubblici
1. Le leggi, i decreti, gli atti ricevuti dai notai, tutti gli altri atti pub-
blici, e le certificazioni sono redatti, anche promiscuamente, con qua-
lunque mezzo idoneo, atto a garantirne la conservazione nel tempo.
2. Il testo degli atti pubblici comunque redatti non deve contenere
lacune, aggiunte, abbreviazioni, correzioni, alterazioni o abrasioni.
Sono ammesse abbreviazioni, acronimi, ed espressioni in lingua stra-
niera, di uso comune.
Qualora risulti necessario apportare variazioni al testo, si provvede
in modo che la precedente stesura resti leggibile.
Sezione II
DOCUMENTO INFORMATICO
Articolo 8 (R) Documento informatico
1. Il documento informatico da chiunque formato, la registrazione su
supporto informatico e la trasmissione con strumenti telematici, sono
validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, se conformi alle disposizio-
ni del presente testo unico.
2. Le regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conserva-
zione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche tempo-
rale, dei documenti informatici sono definite con decreto del Presi-
dente del Consiglio dei Ministri sentiti l’Autorità per l’informatica
nella pubblica amministrazione e il Garante per la protezione dei dati
personali. Esse sono adeguate alle esigenze dettate dall’evoluzione
delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, con cadenza almeno bien-
nale.
3. Con il medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
sono definite le misure tecniche, organizzative e gestionali volte a
garantire l’integrità, la disponibilità e la riservatezza delle informa-
zioni contenute nel documento informatico anche con riferimento al-
l’eventuale uso di chiavi biometriche di cui all’articolo 22, lettera e).
4. Restano ferme le disposizioni di legge sulla tutela della riservatez-
za dei dati personali.
Articolo 9 (R) Documenti informatici delle pubbliche
amministrazioni
1. Gli atti formati con strumenti informatici, i dati e i documenti infor-
matici delle pubbliche amministrazioni, costituiscono informazione
primaria ed originale da cui è possibile effettuare, su diversi tipi di
supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge.
2. Nelle operazioni riguardanti le attività di produzione, immissione,
conservazione, riproduzione e trasmissione di dati, documenti ed atti
amministrativi con sistemi informatici e telematici, ivi compresa l’ema-
nazione degli atti con i medesimi sistemi, devono essere indicati e resi
facilmente individuabili sia i dati relativi alle amministrazioni inte-
ressate sia il soggetto che ha effettuato l’operazione.
3. Le pubbliche amministrazioni provvedono a definire e a rendere
disponibili per via telematica moduli e formulari elettronici validi ad
ogni effetto di legge.
4. Le regole tecniche in materia di formazione e conservazione di do-
cumenti informatici delle pubbliche amministrazioni sono definite
dall’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione d’in-
tesa con l’amministrazione degli archivi di Stato e, per il materiale
classificato, con le Amministrazioni della difesa, dell’interno e delle
finanze, rispettivamente competenti.
Articolo 10 (R) Forma ed efficacia del documento informatico
1. Il documento informatico sottoscritto con firma digitale, redatto in
conformità alle regole tecniche di cui all’articolo 8, comma 2 e per le
pubbliche amministrazioni, anche di quelle di cui all’articolo 9, comma
4, soddisfa il requisito legale della forma scritta e ha efficacia probatoria
ai sensi dell’articolo 2712 del Codice civile.
2. Gli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro
riproduzione su diversi tipi di supporto sono assolti secondo le
modalità definite con decreto del Ministro delle finanze.
3. Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale ai sensi
dell’articolo 23, ha efficacia di scrittura privata ai sensi dell’articolo
2702 del codice civile.
4. Il documento informatico redatto in conformità alle regole tecniche
di cui all’articolo 8, comma 2 soddisfa l’obbligo previsto dagli arti-
coli 2214 e seguenti del codice civile e da ogni altra analoga dispo-
sizione legislativa o regolamentare.
Articolo 11 (R) Contratti stipulati con strumenti informatici
o per via telematica
1. I contratti stipulati con strumenti informatici o per via telematica
mediante l’uso della firma digitale secondo le disposizioni del pre-
sente testo unico sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge.
2. Ai contratti indicati al comma 1 si applicano le vigenti disposizio-
ni in materia di contratti negoziati al di fuori dei locali commerciali.
Articolo 12 (R) Pagamenti informatici
1. Il trasferimento elettronico dei pagamenti tra privati, pubbliche am-
ministrazioni e tra queste e soggetti privati è effettuato secondo le
regole tecniche definite col decreto di cui all’articolo 8, comma 2.
Articolo 13 (R) Libri e scritture
1. I libri, i repertori e le scritture, ivi compresi quelli previsti dalla
legge sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili di cui sia
obbligatoria la tenuta possono essere formati e conservati su supporti
informatici in conformità alle disposizioni del presente testo unico e
secondo le regole tecniche definite col decreto di cui all’articolo 8,
comma 2.
Sezione III
TRASMISSIONE DI DOCUMENTI
Articolo 14 (R) Trasmissione del documento informatico
1. Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende
inviato e pervenuto al destinatario, se trasmesso all’indirizzo elettro-
nico da questi dichiarato.
2. La data e l’ora di formazione, di trasmissione o di ricezione di un
documento informatico, redatto in conformità alle disposizioni del
presente testo unico e alle regole tecniche di cui agli articoli 8, comma
2 e 9, comma 4, sono opponibili ai terzi.
3. La trasmissione del documento informatico per via telematica, con
modalità che assicurino l’avvenuta consegna, equivale alla notifica-
zione per mezzo della posta nei casi consentiti dalla legge.
Articolo 15 (L) Trasmissione dall’estero di atti agli uffici di
stato civile
1. In materia di trasmissione di atti o copie di atti di stato civile o di
dati concernenti la cittadinanza da parte delle rappresentanze diplo-
matiche e consolari italiane, si osservano le disposizioni speciali sulle
funzioni e sui poteri consolari.
Articolo 16 (R) Riservatezza dei dati personali contenuti nei
documenti trasmessi
1. Al fine di tutelare la riservatezza dei dati personali di cui agli arti-
coli 22 e 24 della legge 31 dicembre 1996, n.675, i certificati ed i
documenti trasmessi ad altre pubbliche amministrazioni possono
contenere soltanto le informazioni relative a stati, fatti e qualità per-
sonali previste da legge o da regolamento e strettamente necessarie
per il perseguimento delle finalità per le quali vengono acquisite.
2. Ai fini della dichiarazione di nascita il certificato di assistenza al
parto è sempre sostituito da una semplice attestazione contenente i
soli dati richiesti nei registri di nascita.
3. Ai fini statistici, i direttori sanitari inviano copia del certificato di
assistenza al parto, privo di elementi identificativi diretti delle perso-
ne interessate, ai competenti enti ed uffici del Sistema statistico nazio-
nale, secondo modalità preventivamente concordate. L’Istituto na-
zionale di statistica, sentiti il Ministero della sanità e il Garante per
la protezione dei dati personali, determina nuove modalità tecniche e
procedure per la rilevazione dei dati statistici di base relativi agli
eventi di nascita e per l’acquisizione dei dati relativi ai nati affetti da
malformazioni e ai nati morti nel rispetto dei princìpi contenuti nelle
disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati persona-
l i .
Appendice 107
Articolo 17 (R) Segretezza della corrispondenza trasmessa per
via telematica
1. Gli addetti alle operazioni di trasmissione per via telematica di atti,
dati e documenti formati con strumenti informatici non possono pren-
dere cognizione della corrispondenza telematica, duplicare con qual-
siasi mezzo o cedere a terzi a qualsiasi titolo informazioni anche in
forma sintetica o per estratto sull’esistenza o sul contenuto di corri-
spondenza, comunicazioni o messaggi trasmessi per via telematica,
salvo che si tratti di informazioni per loro natura o per espressa indi-
cazione del mittente destinate ad essere rese pubbliche.
2. Agli effetti del presente testo unico, gli atti, i dati e i documenti
trasmessi per via telematica si considerano, nei confronti del gestore
del sistema di trasporto delle informazioni, di proprietà del mittente
sino a che non sia avvenuta la consegna al destinatario.
Sezione IV
COPIE AUTENTICHE, AUTENTICAZIONE
DI SOTTOSCRIZIONI
Articolo 18 (L-R) Copie autentiche
1. Le copie autentiche, totali o parziali, di atti e documenti possono
essere ottenute con qualsiasi procedimento che dia garanzia della ri-
produzione fedele e duratura dell’atto o documento. Esse possono
essere validamente prodotte in luogo degli originali. (L)
2. L’autenticazione delle copie può essere fatta dal pubblico ufficiale
dal quale è stato emesso o presso il quale è depositato l’originale, o
al quale deve essere prodotto il documento, nonché da un notaio,
cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal
sindaco. Essa consiste nell’attestazione di conformità con l’origina-
le scritta alla fine della copia, a cura del pubblico ufficiale autorizzato,
il quale deve altresì indicare la data e il luogo del rilascio, il numero
dei fogli impiegati, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita
nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell’ufficio. Se
la copia dell’atto o documento consta di più fogli il pubblico ufficiale
appone la propria firma a margine di ciascun foglio intermedio. Per le
copie di atti e documenti informatici si applicano le disposizioni
contenute nell’articolo 20. (L)
3. Nei casi in cui l’interessato debba presentare alle amministrazioni
o ai gestori di pubblici servizi copia autentica di un documento,
l’autenticazione della copia può essere fatta dal responsabile del pro-
cedimento o da qualsiasi altro dipendente competente a ricevere la
documentazione, su esibizione dell’originale e senza obbligo di de-
posito dello stesso presso l’amministrazione procedente. In tal caso
la copia autentica può essere utilizzata solo nel procedimento in cor-
so. (R)
Articolo 19 (R) Modalità alternative all’autenticazione di copie
1. La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui all’artico-
lo 47 può riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un
documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione,
la copia di una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o di
servizio sono conformi all’originale. Tale dichiarazione può altresì
riguardare la conformità all’originale della copia dei documenti fisca-
li che devono essere obbligatoriamente conservati dai privati.
Articolo 20 (R) Copie di atti e documenti informatici
1. I duplicati, le copie, gli estratti del documento informatico, anche se
riprodotti su diversi tipi di supporto, sono validi a tutti gli effetti di
legge se conformi alle disposizioni del presente testo unico.
2. I documenti informatici contenenti copia o riproduzione di atti
pubblici, scritture private e documenti in genere, compresi gli atti e
documenti amministrativi di ogni tipo, spediti o rilasciati dai
depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, hanno piena
efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile, se ad
essi è apposta o associata la firma digitale di colui che li spedisce o
rilascia, secondo le disposizioni del presente testo unico.
3. Le copie su supporto informatico di documenti, formati in origine
su supporto cartaceo o, comunque, non informatico, sostituiscono, ad
ogni effetto di legge, gli originali da cui sono tratte se la loro confor-
mità all’originale è autenticata da un notaio o da altro pubblico uffi-
ciale a ciò autorizzato, con dichiarazione allegata al documento
informatico e asseverata secondo le regole tecniche di cui all’articolo
8, comma 2.
4. La spedizione o il rilascio di copie di atti e documenti di cui al
comma 2 esonera dalla produzione e dalla esibizione dell’originale
formato su supporto cartaceo quando richieste ad ogni effetto di legge.
5. Gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti previ-
sti dalla legislazione vigente si intendono soddisfatti a tutti gli effetti
di legge a mezzo di documenti informatici, se le procedure utilizzate
sono conformi alle regole tecniche dettate nell’articolo 8, comma 2.
Articolo 21 (R) Autenticazione delle sottoscrizioni
1. L’autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiara-
zione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della
pubblica amministrazione, nonché ai gestori di servizi pubblici è
garantita con le modalità di cui all’art. 38, comma 2 e comma 3. (R)
2. Se l’istanza o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è
presentata a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 o a questi
ultimi al fine della riscossione da parte di terzi di benefici economici,
l’autenticazione è redatta da un notaio, cancelliere, segretario comu-
nale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro di-
pendente incaricato dal Sindaco; in tale ultimo caso, l’autenticazione
è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale, che
autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza,
previo accertamento dell’identità del dichiarante, indicando le moda-
lità di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio
nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria
firma e il timbro dell’ufficio. (R)
Sezione V
FIRMA DIGITALE
Articolo 22 (R) Definizioni
1. Ai fini del presente Testo unico si intende:
a) per sistema di validazione, il sistema informatico e crittografico in
grado di generare ed apporre la firma digitale o di verificarne la vali-
di t à;
b) per chiavi asimmetriche, la coppia di chiavi crittografiche, una pri-
vata ed una pubblica, correlate tra loro, da utilizzarsi nell’ambito dei
sistemi di validazione o di cifratura di documenti informatici;
c) per chiave privata, l’elemento della coppia di chiavi asimmetriche,
destinato ad essere conosciuto soltanto dal soggetto titolare, mediante
il quale si appone la firma digitale sul documento informatico o si
decifra il documento informatico in precedenza cifrato mediante la
corrispondente chiave pubblica;
d) per chiave pubblica, l’elemento della coppia di chiavi asimmetriche
destinato ad essere reso pubblico, con il quale si verifica la firma di-
gitale apposta sul documento informatico dal titolare delle chiavi
asimmetriche o si cifrano i documenti informatici da trasmettere al ti-
tolare delle predette chiavi;
e) per chiave biometrica, la sequenza di codici informatici utilizzati
nell’ambito di meccanismi di sicurezza che impiegano metodi di veri-
fica dell’identità personale basati su specifiche caratteristiche fisiche
del l ’ut ent e;
f) per certificazione, il risultato della procedura informatica, applicata
alla chiave pubblica e rilevabile dai sistemi di validazione, mediante
la quale si garantisce la corrispondenza biunivoca tra chiave pubbli-
ca e soggetto titolare cui essa appartiene, si identifica quest’ultimo e
si attesta il periodo di validità della predetta chiave ed il termine di
scadenza del relativo certificato, in ogni caso non superiore a tre anni;
g) per validazione temporale, il risultato della procedura informatica,
con cui si attribuiscono, ad uno o più documenti informatici, una data
ed un orario opponibili ai terzi;
h) per indirizzo elettronico, l’identificatore di una risorsa fisica o
logica in grado di ricevere e registrare documenti informatici;
i) per certificatore, il soggetto pubblico o privato che effettua la
certificazione, rilascia il certificato della chiave pubblica, lo pubblica
unitamente a quest’ultima, pubblica ed aggiorna gli elenchi dei cer-
tificati sospesi e revocati;
l) per revoca del certificato, l’operazione con cui il certificatore annul-
la la validità del certificato da un dato momento, non retroattivo, in
poi ;
m) per sospensione del certificato, l’operazione con cui il certificatore
sospende la validità del certificato per un determinato periodo di tem-
p o ;
n) per validità del certificato, l’efficacia, e l’opponibilità al titolare
della chiave pubblica, dei dati in esso contenuti;
o) per regole tecniche, le specifiche di carattere tecnico, ivi compresa
ogni disposizione che ad esse si applichi.
Articolo 23 (R) Firma digitale
1. A ciascun documento informatico, o a un gruppo di documenti in-
formatici, nonché al duplicato o copia di essi, può essere apposta, o
associata con separata evidenza informatica, una firma digitale.
2. L’apposizione o l’associazione della firma digitale al documento
informatico equivale alla sottoscrizione prevista per gli atti e docu-
108 Appendice
menti in forma scritta su supporto cartaceo.
3. La firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo sogget-
to ed al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o asso-
ciata.
4. Per la generazione della firma digitale deve adoperarsi una chiave
privata la cui corrispondente chiave pubblica non risulti scaduta di
validità ovvero non risulti revocata o sospesa ad opera del soggetto
pubblico o privato che l’ha certificata.
5. L’uso della firma apposta o associata mediante una chiave revocata,
scaduta o sospesa equivale a mancata sottoscrizione. La revoca o la
sospensione, comunque motivate, hanno effetto dal momento della
pubblicazione, salvo che il revocante, o chi richiede la sospensione,
non dimostri che essa era già a conoscenza di tutte le parti interessate.
6. L’apposizione di firma digitale integra e sostituisce, ad ogni fine
previsto dalla normativa vigente, l’apposizione di sigilli, punzoni,
timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere.
7. Attraverso la firma digitale devono potersi rilevare nei modi e con
le tecniche definiti con il decreto di cui all’articolo 8, comma 2, gli
elementi identificativi del soggetto titolare della firma, del soggetto
che l’ha certificata e del registro su cui essa è pubblicata per la consul-
tazione.
Articolo 24 (R) Firma digitale autenticata
1. Si ha per riconosciuta, ai sensi dell’articolo 2703 del codice civile,
la firma digitale, la cui apposizione è autenticata dal notaio o da altro
pubblico ufficiale autorizzato.
2. L’autenticazione della firma digitale consiste nell’attestazione, da
parte del pubblico ufficiale, che la firma digitale è stata apposta in sua
presenza dal titolare, previo accertamento della sua identità persona-
le, della validità della chiave utilizzata e del fatto che il documento
sottoscritto risponde alla volontà della parte e non è in contrasto con
l’ordinamento giuridico ai sensi dell’articolo 28, primo comma, n.1
della legge 6 febbraio 1913, n.89.
3. L’apposizione della firma digitale da parte del pubblico ufficiale
integra e sostituisce ad ogni fine di legge la apposizione di sigilli,
punzoni, timbri, contrassegni e marchi comunque previsti.
4. Se al documento informatico autenticato deve essere allegato altro
documento formato in originale su altro tipo di supporto, il pubblico
ufficiale può allegare copia informatica autenticata dell’originale,
secondo le disposizioni dell’articolo 20, comma 3.
5. Ai fini e per gli effetti della presentazione di istanze agli organi
della pubblica amministrazione si considera apposta in presenza del
dipendente addetto la firma digitale inserita nel documento informatico
presentato o depositato presso pubbliche amministrazioni.
6. La presentazione o il deposito di un documento per via telematica
o su supporto informatico ad una pubblica amministrazione sono validi
a tutti gli effetti di legge se vi sono apposte la firma digitale e la
validazione temporale a norma del presente testo unico.
Articolo 25 (R) Firma di documenti informatici delle
pubbliche amministrazioni
1. In tutti i documenti informatici delle pubbliche amministrazioni la
firma autografa o la firma, comunque prevista, è sostituita dalla firma
digitale, in conformità alle norme del presente testo unico.
2. L’uso della firma digitale integra e sostituisce ad ogni fine di legge
l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi co-
munque previsti.
Articolo 26 (R) Deposito della chiave privata
1. Il titolare della coppia di chiavi asimmetriche può ottenere il depo-
sito in forma segreta della chiave privata presso un notaio o altro
pubblico depositario autorizzato.
2. La chiave privata di cui si richiede il deposito può essere registrata
su qualsiasi tipo di supporto idoneo a cura del depositante e deve
essere consegnata racchiusa in un involucro sigillato in modo che le
informazioni non possano essere lette, conosciute od estratte senza
rotture od alterazioni.
3. Le modalità del deposito sono regolate dalle disposizioni dell’ar-
ticolo 605 del codice civile, in quanto applicabili.
Articolo 27 (R) Certificazione delle chiavi
1. Chiunque intenda utilizzare un sistema di chiavi asimmetriche di
cifratura con gli effetti di cui all’articolo 8, comma 1 deve munirsi di
una idonea coppia di chiavi e rendere pubblica una di esse mediante
la procedura di certificazione.
2. Le chiavi pubbliche di cifratura sono custodite per un periodo non
inferiore a dieci anni a cura del certificatore e, dal momento iniziale
della loro valutabilità, sono consultabili in forma telematica.
3. Salvo quanto previsto dall’articolo 29, le attività di certificazione
sono effettuate da certificatori inclusi, sulla base di una dichiarazione
anteriore all’inizio dell’attività, in apposito elenco pubblico,
consultabile in via telematica, predisposto tenuto e aggiornato a cura
dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione, e dotati
dei seguenti requisiti, specificati con il decreto di cui all’articolo 8,
comma 2:
a) forma di società per azioni e capitale sociale non inferiore a quello
necessario ai fini dell’autorizzazione all’attività bancaria, se sogget-
ti privati;
b) possesso da parte dei rappresentanti legali e dei soggetti preposti
all’amministrazione, dei requisiti di onorabilità richiesti ai soggetti
che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo pres-
so banche;
c) affidamento che, per competenza ed esperienza, i responsabili tecni-
ci del certificatore e il personale addetto all’attività di certificazione
siano in grado di rispettare le norme del presente regolamento e le
regole tecniche di cui all’articolo 8, comma 2;
d) qualità dei processi informatici e dei relativi prodotti, sulla base di
standard riconosciuti a livello internazionale.
4. La procedura di certificazione di cui al comma 1 può essere svolta
anche da un certificatore operante sulla base di licenza o autorizzazio-
ne rilasciata da altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spa-
zio economico europeo, sulla base di equivalenti requisiti.
Articolo 28 (R) Obblighi dell’utente e del certificatore
1. Chiunque intenda utilizzare un sistema di chiavi asimmetriche o
della firma digitale, è tenuto ad adottare tutte le misure organizzative
e tecniche idonee ad evitare danno ad altri.
2. Il certificatore è tenuto a:
a) identificare con certezza la persona che fa richiesta della
certificazione;
b) rilasciare e rendere pubblico il certificato avente le caratteristiche
fissate con il decreto di cui all’articolo 8, comma 2;
c) specificare, su richiesta dell’istante, e con il consenso del terzo
interessato, la sussistenza dei poteri di rappresentanza o di altri titoli
relativi all’attività professionale o a cariche rivestite;
d) attenersi alle regole tecniche di cui all’articolo 8, comma 2;
e) informare i richiedenti, in modo compiuto e chiaro, sulla procedura
di certificazione e sui necessari requisiti tecnici per accedervi;
f) attenersi alle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati
personali,emanate ai sensi dell’articolo 15, comma 2 della legge 31
dicembre 1996, n. 675;
g) non rendersi depositario di chiavi private;
h) procedere tempestivamente alla revoca od alla sospensione del
certificato in caso di richiesta da parte del titolare o del terzo dal quale
derivino i poteri di quest’ultimo, di perdita del possesso della chia-
ve, di provvedimento dell’autorità, di acquisizione della conoscenza
di cause limitative della capacità del titolare, di sospetti abusi o
falsificazioni;
i) dare immediata pubblicazione della revoca e della sospensione della
coppia di chiavi asimmetriche;
l) dare immediata comunicazione all’Autorità per l’informatica nella
pubblica amministrazione ed agli utenti, con un preavviso di almeno
sei mesi, della cessazione dell’attività e della conseguente rilevazione
della documentazione da parte di altro certificatore o del suo annulla-
mento.
Articolo 29 (R) Chiavi di cifratura della pubblica amministrazione
1. Le pubbliche amministrazioni provvedono autonomamente, con
riferimento al proprio ordinamento, alla generazione, alla conserva-
zione, alla certificazione ed all’utilizzo delle chiavi pubbliche di
competenza.
2. Con il decreto di cui all’articolo 8 sono disciplinate le modalità di
formazione, di pubblicità, di conservazione, certificazione e di utiliz-
zo delle chiavi pubbliche delle pubbliche amministrazioni.
3. Le chiavi pubbliche dei pubblici ufficiali non appartenenti alla
pubblica amministrazione sono certificate e pubblicate autonoma-
mente in conformità alle leggi ed ai regolamenti che definiscono
l’uso delle firme autografe nell’ambito dei rispettivi ordinamenti
gi ur i di ci .
4. Le chiavi pubbliche di ordini ed albi professionali legalmente rico-
nosciuti e dei loro legali rappresentanti sono certificate e pubblicate
a cura del Ministro di grazia e giustizia o suoi delegati.
Appendice 109
Sezione VI
LEGALIZZAZIONE DI FIRME E DI FOTOGRAFIE
Articolo 30 (L) Modalità per la legalizzazione di firme
1. Nelle legalizzazioni devono essere indicati il nome e il cognome di
colui la cui firma si legalizza. Il pubblico ufficiale legalizzante deve
indicare la data e il luogo della legalizzazione, il proprio nome e co-
gnome, la qualifica rivestita, nonché apporre la propria firma per este-
so ed il timbro dell’ufficio.
Articolo 31 (L) Atti non soggetti a legalizzazione
1. Salvo quanto previsto negli articoli 32 e 33, non sono soggette a
legalizzazione le firme apposte da pubblici funzionari o pubblici uf-
ficiali su atti, certificati, copie ed estratti dai medesimi rilasciati. Il
funzionario o pubblico ufficiale deve indicare la data e il luogo del
rilascio, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita, nonché
apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell’ufficio.
Articolo 32 (L) Legalizzazione di firme di capi di scuole
parificate o legalmente riconosciute
1. Le firme dei capi delle scuole parificate o legalmente riconosciute
sui diplomi originali o sui certificati di studio da prodursi ad uffici
pubblici fuori della provincia in cui ha sede la scuola sono legalizzate
dal provveditore agli studi.
Articolo 33 (L) Legalizzazione di firme di atti da e per l’estero
1. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere al-
l’estero davanti ad autorità estere sono, ove da queste richiesto, lega-
lizzate a cura dei competenti organi, centrali o periferici, del Ministero
competente, o di altri organi e autorità delegati dallo stesso.
2. Le firme sugli atti e documenti formati all’estero da autorità estere
e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze diploma-
tiche o consolari italiane all’estero. Le firme apposte su atti e docu-
menti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o con-
solari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a
legalizzazione. Si osserva l’articolo 31.
3. Agli atti e documenti indicati nel comma precedente, redatti in lin-
gua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana
certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentan-
za diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.
4. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere nello
Stato, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera
residente nello Stato, sono legalizzate a cura delle prefetture.
5. Sono fatte salve le esenzioni dall’obbligo della legalizzazione e
della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali.
Articolo 34 (L) Legalizzazione di fotografie
1. Le amministrazioni competenti per il rilascio di documenti perso-
nali sono tenute a legalizzare le prescritte fotografie presentate perso-
nalmente dall’interessato. Su richiesta di quest’ultimo le fotografie
possono essere, altresì, legalizzate dal dipendente incaricato dal Sin-
daco.
2. La legalizzazione delle fotografie prescritte per il rilascio dei docu-
menti personali non è soggetta all’obbligo del pagamento dell’impo-
sta di bollo.
Sezione VII
DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO E DI IDENTITA’
Articolo 35 (L -R) Documenti di identità e di riconoscimento
1. In tutti i casi in cui nel presente testo unico viene richiesto un
documento di identità, esso può sempre essere sostituito dal docu-
mento di riconoscimento equipollente ai sensi del comma 2. (R)
2. Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto, la patente di
guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abi-
litazione alla conduzione di impianti termici, il porto d’armi, le tesse-
re di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra
segnatura equivalente, rilasciate da un’amministrazione dello Stato.(R)
3. Nei documenti d’identità e di riconoscimento non è necessaria l’in-
dicazione o l’attestazione dello stato civile, salvo specifica istanza
del richiedente. (L)
Articolo 36 (L)Carta d’identità e documenti elettronici
1. Le caratteristiche e le modalità per il rilascio della carta d’identità
elettronica e del documento d’identità elettronico sono definite con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del
Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per la funzione
pubblica, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
2. La carta d’identità elettronica e l’analogo documento, rilasciato a
seguito della denuncia di nascita e prima del compimento del
quindicesimo anno, devono contenere:
a) i dati identificativi della persona;
b) il codice fiscale;
3. La carta d’identità e il documento elettronico possono contenere:
a) l’indicazione del gruppo sanguigno;
b) le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge;
c) i dati biometrici indicati col decreto di cui al comma 1, con esclusio-
ne, in ogni caso, del DNA;
d) tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e semplificare l’azio-
ne amministrativa e i servizi resi al cittadino, anche per mezzo dei
portali, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza;
e) le procedure informatiche e le informazioni che possono o deb-
bono essere conosciute dalla pubblica amministrazione e da altri
soggetti ivi compresa la chiave biometrica, occorrenti per la firma
di gi t al e.
4. La carta d’identità elettronica può altresì essere utilizzata per il
trasferimento elettronico dei pagamenti tra soggetti privati e pubbli-
che amministrazioni.
5. Con decreto del Ministro dell’interno, sentiti l’Autorità per l’in-
formatica nella pubblica amministrazione, il Garante per la protezione
dei dati personali e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono
dettate le regole tecniche e di sicurezza relative alle tecnologie e ai
materiali utilizzati per la produzione delle carte di identità e dei do-
cumenti di riconoscimento di cui al presente articolo. Le predette re-
gole sono adeguate con cadenza almeno biennale in relazione alle
esigenze dettate dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tec-
nol ogi che.
6. Nel rispetto della disciplina generale fissata dai decreti di cui al
presente articolo e delle vigenti disposizioni in materia di protezione
dei dati personali, le pubbliche amministrazioni, nell’ambito dei ri-
spettivi ordinamenti, possono sperimentare modalità di utilizzazione
dei documenti di cui al presente articolo per l’erogazione di ulteriori
servizi o utilità.
7. La carta di identità, ancorché su supporto cartaceo, può essere rin-
novata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la scadenza.
Sezione VIII
REGIME FISCALE
Articolo 37(L) Esenzioni fiscali
1. Le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 sono esenti
dall’imposta di bollo.
2. L’imposta di bollo non è dovuta quando per le leggi vigenti sia
esente da bollo l’atto sostituito ovvero quello nel quale è apposta la
firma da legalizzare.
CAPO III
SEMPLIFICAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE
AMMINISTRATIVA
Sezione I
ISTANZE E DICHIARAZIONI DA PRESENTARE
ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Articolo 38 (L-R) Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze
1. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica ammi-
nistrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere
inviate anche per fax e via telematica. (L)
2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide
se sottoscritte mediante la firma digitale o quando il sottoscrittore è
identificato dal sistema informatico con l’uso della carta di identità
elettronica. (R)
3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da pro-
durre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o eser-
centi di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presen-
za del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente
a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del
sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fasci-
colo. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità pos-
sono essere inviate per via telematica; nei procedimenti di aggiudica-
zione di contratti pubblici, detta facoltà è consentita nei limiti stabi-
liti dal regolamento di cui all’articolo 15, comma 2 della legge 15
marzo 1997, n.59. (L)
Articolo 39 (L) Domande per la partecipazione a concorsi pubblici
1. La sottoscrizione delle domande per la partecipazione a selezioni
per l’assunzione, a qualsiasi titolo, in tutte le pubbliche amministra-
zioni, nonché ad esami per il conseguimento di abilitazioni, diplomi
o titoli culturali non è soggetta ad autenticazione.
110 Appendice
Sezione II
CERTIFICATI
Articolo 40 (L) Certificazioni contestuali
1. Le certificazioni da rilasciarsi da uno stesso ufficio in ordine a stati,
qualità personali e fatti, concernenti la stessa persona, nell’ambito
del medesimo procedimento, sono contenute in un unico documento.
Articolo 41 (L) Validità dei certificati
1. I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati,
qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità
illimitata. Le restanti certificazioni hanno validità di sei mesi dalla
data di rilascio se disposizioni di legge o regolamentari non prevedo-
no una validità superiore.
2. I certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile, gli estratti
e le copie integrali degli atti di stato civile sono ammessi dalle pub-
bliche amministrazioni nonché dai gestori o esercenti di pubblici
servizi anche oltre i termini di validità nel caso in cui l’interessato
dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel
certificato stesso non hanno subìto variazioni dalla data di rilascio.
Il procedimento per il quale gli atti certificativi sono richiesti deve
avere comunque corso, una volta acquisita la dichiarazione dell’inte-
ressato. Resta ferma la facoltà di verificare la veridicità e la autenticità
delle attestazioni prodotte. In caso di falsa dichiarazione si applicano
le disposizioni di cui all’articolo 76.
Articolo 42 (R) Certificati di abilitazione
1. Tutti i titoli di abilitazione rilasciati al termine di corsi di formazio-
ne o di procedimenti autorizzatori all’esercizio di determinate attivi-
tà, ancorché definiti “certificato”, sono denominati rispettivamente
“diploma” o “patentino”.
Sezione III
ACQUISIZIONE DIRETTA DI DOCUMENTI
Articolo 43 (L-R) Accertamenti d’ufficio
1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi non
possono richiedere atti o certificati concernenti stati, qualità perso-
nali e fatti che risultino elencati all’art. 46, che siano attestati in do-
cumenti già in loro possesso o che comunque esse stesse siano tenute
a certificare. In luogo di tali atti o certificati i soggetti indicati nel
presente comma sono tenuti ad acquisire d’ufficio le relative informa-
zioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, dell’amministra-
zione competente e degli elementi indispensabili per il reperimento
delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiara-
zione sostitutiva prodotta dall’interessato. (R)
2. Fermo restando il divieto di accesso a dati diversi da quelli di cui
è necessario acquisire la certezza o verificare l’esattezza, si considera
operata per finalità di rilevante interesse pubblico, ai fini di quanto
previsto dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, la consulta-
zione diretta, da parte di una pubblica amministrazione o di un gestore
di pubblico servizio, degli archivi dell’amministrazione certificante,
finalizzata all’accertamento d’ufficio di stati, qualità e fatti ovvero al
controllo sulle dichiarazioni sostitutive presentate dai cittadini. Per
l’accesso diretto ai propri archivi l’amministrazione certificante rila-
scia all’amministrazione procedente apposita autorizzazione in cui
vengono indicati i limiti e le condizioni di accesso volti ad assicurare
la riservatezza dei dati personali ai sensi della normativa vigente.(L)
3. Quando l’amministrazione procedente opera l’acquisizione d’uf-
ficio ai sensi del precedente comma, può procedere anche per fax e via
telematica. (R)
4. Al fine di agevolare l’acquisizione d’ufficio di informazioni e dati
relativi a stati, qualità personali e fatti, contenuti in albi, elenchi o
pubblici registri, le amministrazioni certificanti sono tenute a con-
sentire alle amministrazioni procedenti, senza oneri, la consultazione
per via telematica dei loro archivi informatici, nel rispetto della riser-
vatezza dei dati personali. (R)
5. In tutti i casi in cui l’amministrazione procedente acquisisce diret-
tamente informazioni relative a stati, qualità personali e fatti presso
l’amministrazione competente per la loro certificazione, il rilascio e
l’acquisizione del certificato non sono necessari e le suddette infor-
mazioni sono acquisite, senza oneri, con qualunque mezzo idoneo ad
assicurare la certezza della loro fonte di provenienza. (R)
6. I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazio-
ne tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad
accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma
scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del
documento originale. (R)
Articolo 44 (R) Acquisizione di estratti degli atti dello stato civile
1. Gli estratti degli atti di stato civile sono richiesti esclusivamente
per i procedimenti che riguardano il cambiamento di stato civile e, ove
formati o tenuti dagli uffici dello stato civile in Italia o dalle autorità
consolari italiane all’estero, vengono acquisiti d’ufficio.
2. Al di fuori delle ipotesi di cui al comma l le amministrazioni posso-
no provvedere all’acquisizione d’ufficio degli estratti solo quando
ciò sia indispensabile.
Sezione IV
ESIBIZIONE DI DOCUMENTO
Articolo 45 (L-R) Documentazione mediante esibizione
1. I dati relativi a cognome, nome, luogo e data di nascita, la cittadi-
nanza, lo stato civile e la residenza attestati in documenti di identità
o di riconoscimento in corso di validità, possono essere comprovati
mediante esibizione dei documenti medesimi. È fatto divieto alle am-
ministrazioni pubbliche ed ai gestori o esercenti di pubblici servizi,
nel caso in cui all’atto della presentazione dell’istanza sia richiesta
l’esibizione di un documento di identità o di riconoscimento, di ri-
chiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti nel documento
esibito. È, comunque, fatta salva per le amministrazioni pubbliche ed
i gestori e gli esercenti di pubblici servizi la facoltà di verificare, nel
corso del procedimento, la veridicità e l’autenticità dei dati contenuti
nel documento di identità o di riconoscimento. (L)
2. Nei casi in cui l’amministrazione procedente acquisisce informa-
zioni relative a stati, qualità personali e fatti attraverso l’esibizione
da parte dell’interessato di un documento di identità o di riconosci-
mento in corso di validità, la registrazione dei dati avviene attraverso
l’acquisizione della copia fotostatica non autenticata del documento
stesso. (R)
3. Qualora l’interessato sia in possesso di un documento di identità
o di riconoscimento non in corso di validità, gli stati, le qualità per-
sonali e i fatti in esso contenuti possono essere comprovati mediante
esibizione dello stesso, purché l’interessato dichiari, in calce alla
fotocopia del documento, che i dati contenuti nel documento non hanno
subito variazioni dalla data del rilascio. (R)
Sezione V
NORME IN MATERIA DI DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE
Articolo 46 (R) Dichiarazioni sostitutive di certificazioni
1. Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all’istanza,
sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle normali
certificazioni i seguenti stati, qualità personali e fatti:
a) data e il luogo di nascita;
b) residenza;
c) cittadinanza;
d) godimento dei diritti civili e politici;
e) stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
f) stato di famiglia;
g) esistenza in vita;
h) nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discen-
dent e;
i) iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministra-
zi oni ;
l) appartenenza a ordini professionali;
m) titolo di studio, esami sostenuti;
n) qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di
abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tec-
ni ca;
o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione
dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione
dell’ammontare corrisposto;
q) possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi
dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;
r) stato di disoccupazione;
s) qualità di pensionato e categoria di pensione;
t) qualità di studente;
u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di
tutore, di curatore e simili;
v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi
t i po;
z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari,
ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di ser-
vi zi o;
aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario
Appendice 111
di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di preven-
zione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti
nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti
penal i ;
cc) qualità di vivenza a carico;
dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei
registri dello stato civile;
ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver
presentato domanda di concordato.(R)
Articolo 47 (R) Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà
1. L’atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti che
siano a diretta conoscenza dell’interessato è sostituito da dichiara-
zione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle moda-
lità di cui all’articolo 38. (R)
2. La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può
riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri sogget-
ti di cui egli abbia diretta conoscenza. (R)
3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rap-
porti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pub-
blici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espressa-
mente indicati nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato
mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. (R) 4. Salvo
il caso in cui la legge preveda espressamente che la denuncia all’Au-
torità di Polizia Giudiziaria è presupposto necessario per attivare il
procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di documenti
di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità personali
dell’interessato, lo smarrimento dei documenti medesimi è comprova-
to da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva.
(R)
Articolo 48 (R) Disposizioni generali in materia
di dichiarazioni sostitutive
1. Le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità temporale degli
atti che sostituiscono.
2. Le singole amministrazioni predispongono i moduli necessari per
la redazione delle dichiarazioni sostitutive, che gli interessati hanno
facoltà di utilizzare. Nei moduli per la presentazione delle dichiara-
zioni sostitutive le amministrazioni inseriscono il richiamo alle san-
zioni penali previste dall’articolo 76, per le ipotesi di falsità in atti e
dichiarazioni mendaci ivi indicate. Il modulo contiene anche l’infor-
mativa di cui all’articolo 10 della legge 31 dicembre 1996, n. 675.
3. In tutti i casi in cui sono ammesse le dichiarazioni sostitutive, le
singole amministrazioni inseriscono la relativa formula nei moduli
per le istanze.
Articolo 49 (R) Limiti di utilizzo delle misure di semplificazione
1. I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE,
di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento,
salvo diverse disposizioni della normativa di settore.
2. Tutti i certificati medici e sanitari richiesti dalle istituzioni scola-
stiche ai fini della pratica non agonistica di attività sportive da parte
dei propri alunni sono sostituiti con un unico certificato di idoneità
alla pratica non agonistica di attività sportive rilasciato dal medico di
base con validità per l’intero anno scolastico.
CAPO IV
SISTEMA DI GESTIONE INFORMATICA DEI DOCUMENTI
Sezione I
DISPOSIZIONI SULLA GESTIONE INFORMATICA
DEI DOCUMENTI
Articolo 50 (R) Attuazione dei sistemi
1. Le pubbliche amministrazioni provvedono ad introdurre nei piani
di sviluppo dei sistemi informativi automatizzati progetti per la rea-
lizzazione di sistemi di protocollo informatico in attuazione delle
disposizioni del presente testo unico.
2. Le pubbliche amministrazioni predispongono appositi progetti
esecutivi per la sostituzione dei registri di protocollo cartacei con
sistemi informatici conformi alle disposizioni del presente testo uni-
co.
3. Le pubbliche amministrazioni provvedono entro il 1° gennaio 2004
a realizzare o revisionare sistemi informativi automatizzati finalizzati
alla gestione del protocollo informatico e dei procedimenti ammini-
strativi in conformità alle disposizioni del presente testo unico ed
alle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati per-
sonali, nonché dell’articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997,
n. 59 e dei relativi regolamenti di attuazione.
4. Ciascuna amministrazione individua, nell’ambito del proprio ordi-
namento, gli uffici da considerare ai fini della gestione unica o coor-
dinata dei documenti per grandi aree organizzative omogenee, assicu-
rando criteri uniformi di classificazione e archiviazione, nonché di
comunicazione interna tra le aree stesse.
5. Le amministrazioni centrali dello Stato provvedono alla gestione
informatica dei documenti presso gli uffici di registrazione di proto-
collo già esistenti alla data di entrata in vigore del presente testo
unico presso le direzioni generali e le grandi ripartizioni che a queste
corrispondono, i dipartimenti, gli uffici centrali di bilancio, le segre-
terie di gabinetto.
Articolo 51(R) Sviluppo dei sistemi informativi delle
pubbliche amministrazioni
1. Le pubbliche amministrazioni adottano un piano di sviluppo dei
sistemi informativi automatizzati in attuazione delle disposizioni del
presente testo unico e secondo le norme tecniche definite dall’Auto-
rità per l’informatica della pubblica amministrazione.
2. Le pubbliche amministrazioni provvedono a realizzare o revisiona-
re sistemi informativi finalizzati alla totale automazione delle fasi di
produzione, gestione, diffusione ed utilizzazione dei propri dati,
documenti, procedimenti ed atti in conformità alle disposizioni del
presente testo unico ed alle disposizioni di legge sulla tutela della
riservatezza dei dati personali.
3. Le pubbliche amministrazioni valutano in termini di rapporto tra
costi e benefìci il recupero su supporto informatico dei documenti e
degli atti cartacei dei quali sia obbligatoria o opportuna la conserva-
zione e provvedono alla predisposizione dei conseguenti piani di
sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici.
Articolo 52 (R) Il sistema di gestione informatica dei documenti
1. Il sistema di gestione informatica dei documenti, in forma abbreviata
“sistema” deve:
a) garantire la sicurezza e l’integrità del sistema;
b) garantire la corretta e puntuale registrazione di protocollo dei
documenti in entrata e in uscita;
c) fornire informazioni sul collegamento esistente tra ciascun docu-
mento ricevuto dall’amministrazione e i documenti dalla stessa forma-
ti nell’adozione dei provvedimenti finali;
d) consentire il reperimento delle informazioni riguardanti i docu-
menti registrati;
e) consentire, in condizioni di sicurezza, l’accesso alle informazioni
del sistema da parte dei soggetti interessati, nel rispetto delle dispo-
sizioni in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al
trattamento dei dati personali;
f) garantire la corretta organizzazione dei documenti nell’ambito del
sistema di classificazione d’archivio adottato.
Articolo 53 (R) Registrazione di protocollo
1. La registrazione di protocollo per ogni documento ricevuto o spe-
dito dalle pubbliche amministrazioni è effettuata mediante la
memorizzazione delle seguenti informazioni:
a) numero di protocollo del documento generato automaticamente dal
sistema e registrato in forma non modificabile;
b) data di registrazione di protocollo assegnata automaticamente dal
sistema e registrata in forma non modificabile;
c) mittente per i documenti ricevuti o, in alternativa, il destinatario o
i destinatari per i documenti spediti, registrati in forma non
modificabile;
d) oggetto del documento, registrato in forma non modificabile;
e) data e protocollo del documento ricevuto, se disponibili;
f) l’impronta del documento informatico, se trasmesso per via telema-
tica, costituita dalla sequenza di simboli binari in grado di identifi-
carne univocamente il contenuto, registrata in forma non modificabile.
2. Il sistema deve consentire la produzione del registro giornaliero di
protocollo, costituito dall’elenco delle informazioni inserite con
l’operazione di registrazione di protocollo nell’arco di uno stesso
gi orno.
3. L’assegnazione delle informazioni nelle operazioni di registrazio-
ne di protocollo è effettuata dal sistema in unica soluzione, con esclu-
sione di interventi intermedi, anche indiretti, da parte dell’operatore,
garantendo la completezza dell’intera operazione di modifica o regi-
strazione dei dati.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica, sono specificate le
regole tecniche, i criteri e le specifiche delle informazioni previste
nelle operazioni di registrazione di protocollo.
112 Appendice
5. Sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e
spediti dall’amministrazione e tutti i documenti informatici. Ne sono
esclusi le gazzette ufficiali, i bollettini ufficiali e i notiziari della pub-
blica amministrazione, le note di ricezione delle circolari e altre di-
sposizioni, i materiali statistici, gli atti preparatori interni, i giornali,
le riviste, i libri, i materiali pubblicitari, gli inviti a manifestazioni e
tutti i documenti già soggetti a registrazione particolare dell’ammini-
strazione.
Articolo 54 (R) Informazioni annullate o modificate
1. Le informazioni non modificabili di cui all’articolo 53 lett. a), b), c),
d), e) e f) sono annullabili con la procedura di cui al presente articolo.
Le informazioni annullate devono rimanere memorizzate nella base di
dati per essere sottoposte alle elaborazioni previste dalla procedura.
2. La procedura per indicare l’annullamento riporta, secondo i casi,
una dicitura o un segno in posizione sempre visibile e tale, comunque,
da consentire la lettura di tutte le informazioni originarie unitamente
alla data, all’identificativo dell’operatore ed agli estremi del provve-
dimento d’autorizzazione.
Articolo 55 (R) Segnatura di protocollo
1. La segnatura di protocollo è l’apposizione o l’associazione al-
l’originale del documento, in forma permanente non modificabile, delle
informazioni riguardanti il documento stesso. Essa consente di indi-
viduare ciascun documento in modo inequivocabile. Le informazioni
minime previste sono:
a) il progressivo di protocollo, secondo il formato disciplinato all’ar-
ticolo 57;
b) la data di protocollo;
c) l’identificazione in forma sintetica dell’amministrazione o dell’area
organizzativa individuata ai sensi dell’articolo 50, comma 4.
2. L’operazione di segnatura di protocollo va effettuata contempora-
neamente all’operazione di registrazione di protocollo.
3. L’operazione di segnatura di protocollo può includere il codice
identificativo dell’ufficio cui il documento e’ assegnato o il codice
dell’ufficio che ha prodotto il documento, l’indice di classificazione
del documento e ogni altra informazione utile o necessaria, qualora
tali informazioni siano disponibili già al momento della registrazione
di protocollo.
4. Quando il documento è indirizzato ad altre amministrazioni ed è
formato e trasmesso con strumenti informatici, la segnatura di proto-
collo può includere tutte le informazioni di registrazione del docu-
mento.
L’amministrazione che riceve il documento informatico può utilizzare
tali informazioni per automatizzare le operazioni di registrazione di
protocollo del documento ricevuto.
5. Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
dell’Autorità per l’informatica nella pubblica Amministrazione di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica, sono stabiliti il
formato e la struttura delle informazioni associate al documento
informatico ai sensi del comma 4.
Articolo 56 (R) Operazioni ed informazioni minime del sistema
di gestione informatica dei documenti
1. Le operazioni di registrazione indicate all’articolo 53 e le opera-
zioni di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 nonché le ope-
razioni di classificazione costituiscono operazioni necessarie e suffi-
cienti per la tenuta del sistema di gestione informatica dei documenti
da parte delle pubbliche amministrazioni.
Articolo 57 (R) Numero di protocollo
1. Il numero di protocollo è progressivo e costituito da almeno sette
cifre numeriche. La numerazione è rinnovata ogni anno solare.
Sezione II
ACCESSO AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI
DEL SISTEMA
Articolo 58 (R) Funzioni di accesso ai documenti e alle
informazioni del sistema
1. L’accesso al sistema da parte degli utenti appartenenti all’Ammini-
strazione, nonché la ricerca, la visualizzazione e la stampa di tutte le
informazioni relative alla gestione dei documenti sono disciplinati
dai criteri di abilitazione stabiliti dal responsabile della tenuta del
servizio di cui all’articolo 61.
2. La ricerca delle informazioni del sistema è effettuata secondo criteri
di selezione basati su tutti i tipi di informazioni registrate. I criteri di
selezione possono essere costituiti da espressioni semplici o da com-
binazioni di espressioni legate tra loro per mezzo di operatori logici.
Per le informazioni costituite da testi deve essere possibile la speci-
ficazione delle condizioni di ricerca sulle singole parole o parti di
parole contenute nel testo.
3. Il sistema deve offrire la possibilità di elaborazioni statistiche sulle
informazioni registrate allo scopo di favorire le attività di controllo.
Articolo 59 (R) Accesso esterno
1. Per l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi,
possono essere utilizzate tutte le informazioni del sistema di gestione
informatica dei documenti anche mediante l’impiego di procedure
applicative operanti al di fuori del sistema e strumenti che consentono
l’acquisizione diretta delle informazioni da parte dell’interessato.
2. A tal fine le pubbliche amministrazioni determinano, nel rispetto
delle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati
personali, e nell’ambito delle misure organizzative volte ad assicura-
re il diritto di accesso ai documenti amministrativi i criteri tecnici ed
organizzativi per l’impiego, anche per via telematica, del sistema di
gestione informatica dei documenti per il reperimento, la
visualizzazione e la stampa delle informazioni e dei documenti.
3. Nel caso di accesso effettuato mediante strumenti che consentono
l’acquisizione diretta delle informazioni e dei documenti da parte
dell’interessato, le misure organizzative e le norme tecniche indicate
al comma 2 determinano, altresì, le modalità di identificazione del
soggetto anche mediante l’impiego di strumenti informatici per la fir-
ma digitale del documento informatico, come disciplinati dal presente
testo unico.
4. Nel caso di accesso effettuato da soggetti non appartenenti alla
pubblica amministrazione possono utilizzarsi le funzioni di ricerca e
di visualizzazione delle informazioni e dei documenti messe a dispo-
sizione - anche per via telematica - attraverso gli uffici relazioni col
pubbl i co.
Articolo 60 (R) Accesso effettuato dalle pubbliche amministrazioni
1. Le pubbliche amministrazioni che, mediante proprie applicazioni
informatiche, accedono al sistema di gestione informatica dei docu-
menti delle grandi aree organizzative omogenee di cui al comma 4
dell’articolo 50, adottano le modalità di interconnessione stabilite
nell’ambito delle norme e dei criteri tecnici emanati per la realizzazio-
ne della rete unitaria delle pubbliche amministrazioni.
2. Le pubbliche amministrazioni che accedono ai sistemi di gestione
informatica dei documenti attraverso la rete unitaria delle pubbliche
amministrazioni utilizzano funzioni minime e comuni di accesso per
ottenere le seguenti informazioni:
a) numero e data di registrazione di protocollo dei documenti, ottenu-
ti attraverso l’indicazione alternativa o congiunta dell’oggetto, del-
la data di spedizione, del mittente, del destinatario;
b) numero e data di registrazione di protocollo del documento ricevu-
to, ottenuti attraverso l’indicazione della data e del numero di proto-
collo attribuiti dall’amministrazione al documento spedito.
3. Ai fini del presente articolo, le pubbliche amministrazioni provve-
dono autonomamente, sulla base delle indicazioni fornite dall’Auto-
rità per l’informatica nella pubblica amministrazione, alla determina-
zione dei criteri tecnici ed organizzativi per l’accesso ai documenti e
alle informazioni del sistema di gestione informatica dei documenti.
Sezione III
TENUTA E CONSERVAZIONE DEL SISTEMA
DI GESTIONE DEI DOCUMENTI
Articolo 61 (R) Servizio per la gestione informatica dei
documenti dei flussi documentali e degli archivi
1. Ciascuna amministrazione istituisce un servizio per la tenuta del
protocollo informatico, della gestione dei flussi documentali e degli
archivi in ciascuna delle grandi aree organizzative omogenee indivi-
duate ai sensi dell’articolo 50. Il servizio è posto alle dirette dipen-
denze della stessa area organizzativa omogenea.
2. Al servizio è preposto un dirigente ovvero un funzionario, comun-
que in possesso di idonei requisiti professionali o di professionalità
tecnico archivistica acquisita a seguito di processi di formazione
definiti secondo le procedure prescritte dalla disciplina vigente.
3. Il servizio svolge i seguenti compiti:
a) attribuisce il livello di autorizzazione per l’accesso alle funzioni
della procedura, distinguendo tra abilitazioni alla consultazione e
abilitazioni all’inserimento e alla modifica delle informazioni;
b) garantisce che le operazioni di registrazione e di segnatura di pro-
tocollo si svolgano nel rispetto delle disposizioni del presente testo
uni co;
Appendice 113
c) garantisce la corretta produzione e la conservazione del registro
giornaliero di protocollo di cui all’articolo 53;
d) cura che le funzionalità del sistema in caso di guasti o anomalie
siano ripristinate entro ventiquattro ore dal blocco delle attività e,
comunque, nel più breve tempo possibile;
e) conserva le copie di cui agli articoli 62 e 63, in luoghi sicuri diffe-
rent i ;
f) garantisce il buon funzionamento degli strumenti e dell’organizza-
zione delle attività di registrazione di protocollo, di gestione dei
documenti e dei flussi documentali, incluse le funzionalità di accesso
di cui agli articoli 59e 60 e le attività di gestione degli archivi di cui
agli articoli 67, 68 e 69;
g) autorizza le operazioni di annullamento di cui all’articolo 54;
h) vigila sull’osservanza delle disposizioni del presente testo unico
da parte del personale autorizzato e degli incaricati.
Articolo 62 (R) Procedure di salvataggio e conservazione
delle informazioni del sistema
1. Il responsabile per la tenuta del sistema di gestione informatica dei
documenti dispone per la corretta esecuzione delle operazioni di sal-
vataggio dei dati su supporto informatico rimovibile.
2. E’ consentito il trasferimento su supporto informatico rimovibile
delle informazioni di protocollo relative ai fascicoli che fanno riferi-
mento a procedimenti conclusi.
3. Le informazioni trasferite sono sempre consultabili. A tal fine, il
responsabile per la tenuta del sistema di gestione informatica dei
documenti dispone, in relazione all’evoluzione delle conoscenze
scientifiche e tecnologiche, con cadenza almeno quinquennale, la ri-
produzione delle informazioni del protocollo informatico su nuovi
supporti informatici.
4. Le informazioni relative alla gestione informatica dei documenti
costituiscono parte integrante del sistema di indicizzazione e di orga-
nizzazione dei documenti che sono oggetto delle procedure di con-
servazione sostitutiva.
Articolo 63 (R) Registro di emergenza
1. Il responsabile del servizio per la tenuta del protocollo informatico,
della gestione dei flussi documentali e degli archivi autorizza lo svol-
gimento anche manuale delle operazioni di registrazione di protocol-
lo su uno o più registri di emergenza, ogni qualvolta per cause tecni-
che non sia possibile utilizzare la normale procedura informatica.
Sul registro di emergenza sono riportate la causa, la data e l’ora di
inizio dell’interruzione nonché la data e l’ora del ripristino della
funzionalità del sistema. (R)
2. Qualora l’impossibilità di utilizzare la procedura informatica si
prolunghi oltre ventiquattro ore, per cause di eccezionale gravità, il
responsabile per la tenuta del protocollo può autorizzare l’uso del
registro di emergenza per periodi successivi di non più di una setti-
mana. Sul registro di emergenza vanno riportati gli estremi del prov-
vedimento di autorizzazione. (R)
3. Per ogni giornata di registrazione di emergenza è riportato sul re-
gistro di emergenza il numero totale di operazioni registrate manual-
mente. (R)
4. La sequenza numerica utilizzata su un registro di emergenza, anche
a seguito di successive interruzioni, deve comunque garantire l’iden-
tificazione univoca dei documenti registrati nell’ambito del sistema
documentario dell’area organizzativa omogenea. (R)
5. Le informazioni relative ai documenti protocollati in emergenza
sono inserite nel sistema informatico, utilizzando un’apposita fun-
zione di recupero dei dati, senza ritardo al ripristino delle funziona-
lità del sistema. Durante la fase di ripristino, a ciascun documento
registrato in emergenza viene attribuito un numero di protocollo del
sistema informatico ordinario, che provvede a mantenere stabilmente
la correlazione con il numero utilizzato in emergenza.(R)
Sezione IV
SISTEMA DI GESTIONE DEI FLUSSI DOCUMENTALI
Articolo 64(R) Sistema di gestione dei flussi documentali
1. Le pubbliche amministrazioni provvedono in ordine alla gestione
dei procedimenti amministrativi mediante sistemi informativi
automatizzati, valutando i relativi progetti in termini di rapporto tra
costi e benefici, sulla base delle indicazioni fornite dall’Autorità per
l’informatica nella pubblica amministrazione.
2. I sistemi per la gestione dei flussi documentali che includono i
procedimenti amministrativi di cui al comma 1 è finalizzata al miglio-
ramento dei servizi e al potenziamento dei supporti conoscitivi delle
amministrazioni secondo i criteri di economicità, di efficacia dell’azione
amministrativa e di pubblicità stabiliti dalla legge.
3. Il sistema per la gestione dei flussi documentali include il sistema
di gestione informatica dei documenti.
4. Le amministrazioni determinano autonomamente e in modo coordinato
per le aree organizzative omogenee, le modalità di attribuzione dei docu-
menti ai fascicoli che li contengono e ai relativi procedimenti, definendo
adeguati piani di classificazione d’archivio per tutti i documenti, compre-
si quelli non soggetti a registrazione di protocollo.
Articolo 65 (R) Requisiti del sistema per la gestione dei flussi
documental i
1. Oltre a possedere i requisiti indicati all’articolo 52, il sistema per
la gestione dei flussi documentali deve :
a) fornire informazioni sul legame esistente tra ciascun documento regi-
strato, il fascicolo ed il singolo procedimento cui esso è associato;
b) consentire il rapido reperimento delle informazioni riguardanti i
fascicoli, il procedimento ed il relativo responsabile, nonché la ge-
stione delle fasi del procedimento;
c) fornire informazioni statistiche sull’attività dell’ufficio;
d) consentire lo scambio di informazioni con sistemi per la gestione
dei flussi documentali di altre amministrazioni al fine di determinare
lo stato e l’iter dei procedimenti complessi.
Articolo 66 (R) Specificazione delle informazioni previste dal
sistema di gestione dei flussi documentali
1. Le regole tecniche, i criteri e le specifiche delle informazioni previ-
ste, delle operazioni di registrazione e del formato dei dati relativi ai
sistemi informatici per la gestione dei flussi documentali sono speci-
ficate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su pro-
posta dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione
di concerto con il Ministro della funzione pubblica.
Sezione V
DISPOSIZIONI SUGLI ARCHIVI
Articolo 67 (R) Trasferimento dei documenti
all’archivio di deposito
1. Almeno una volta ogni anno il responsabile del servizio per la
gestione dei flussi documentali e degli archivi provvede a trasferire
fascicoli e serie documentarie relativi a procedimenti conclusi in un
apposito archivio di deposito costituito presso ciascuna amministra-
zione. (R)
2. Il trasferimento deve essere attuato rispettando l’organizzazione
che i fascicoli e le serie avevano nell’archivio corrente. (R)
3. Il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali
e degli archivi deve formare e conservare un elenco dei fascicoli e delle
serie trasferite nell’archivio di deposito. (R)
Articolo 68 (R) Disposizioni per la conservazione degli archivi
1. Il servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi
elabora ed aggiorna il piano di conservazione degli archivi, integrato
con il sistema di classificazione, per la definizione dei criteri di orga-
nizzazione dell’archivio, di selezione periodica e di conservazione
permanente dei documenti, nel rispetto delle vigenti disposizioni
contenute in materia di tutela dei beni culturali e successive
modificazioni ed integrazioni.
2. Dei documenti prelevati dagli archivi deve essere tenuta traccia del
movimento effettuato e della richiesta di prelevamento.
3. Si applicano in ogni caso, per l’archiviazione e la custodia dei
documenti contenenti dati personali, le disposizioni di legge sulla
tutela della riservatezza dei dati personali.
Articolo 69 (R) Archivi storici
1. I documenti selezionati per la conservazione permanente sono tra-
sferiti contestualmente agli strumenti che ne garantiscono l’accesso,
negli Archivi di Stato competenti per territorio o nella separata sezio-
ne di archivio secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni in
materia di tutela dei beni culturali.
Sezione VI
ATTUAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEI SISTEMI
Articolo 70 (R) Aggiornamenti del sistema
1. Le pubbliche amministrazioni devono assicurare, per ogni aggior-
namento del sistema, il pieno recupero e la riutilizzazione delle infor-
mazioni acquisite con le versioni precedenti.
114 Appendice
CAPO V
CONTROLLI
Articolo 71 (L-R) Modalità dei controlli
1. Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei
controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati
dubbi, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui agli arti-
coli 46 e 47. (R)
2. I controlli riguardanti dichiarazioni sostitutive di certificazione
sono effettuati dall’amministrazione procedente con le modalità di
cui all’articolo 43 consultando direttamente gli archivi dell’ammini-
strazione certificante ovvero richiedendo alla medesima, anche attra-
verso strumenti informatici o telematici, conferma scritta della corri-
spondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei registri da que-
sta custoditi. (R)
3. Qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino delle
irregolarità o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non costituenti fal-
sità, il funzionario competente a ricevere la documentazione dà noti-
zia all’interessato di tale irregolarità. Questi è tenuto alla
regolarizzazione o al completamento della dichiarazione; in mancan-
za il procedimento non ha seguito. (R)
4. Qualora il controllo riguardi dichiarazioni sostitutive presentate
ai privati che vi consentono di cui all’articolo 2, l’amministrazione
competente per il rilascio della relativa certificazione, previa defini-
zione di appositi accordi, è tenuta a fornire, su richiesta del soggetto
privato corredata dal consenso del dichiarante, conferma scritta, an-
che attraverso l’uso di strumenti informatici o telematici, della corri-
spondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei dati da essa
custoditi. (L)
Articolo 72(R) Responsabilità dei controlli
1. Ai fini dei controlli di cui all’articolo 71 le amministrazione certi-
ficanti individuano e rendono note le misure organizzative adottate
per l’efficiente, efficace e tempestiva esecuzione dei controlli medesi-
mi e le modalità per la loro esecuzione. (R)
2. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni
costituisce violazione dei doveri d’ufficio. (R)
CAPO VI
SANZIONI
Articolo 73 (L) Assenza di responsabilità della pubblica
amministrazione
1. Le pubbliche amministrazioni e i loro dipendenti, salvi i casi di
dolo o colpa grave, sono esenti da ogni responsabilità per gli atti
emanati, quando l’emanazione sia conseguenza di false dichiarazioni
o di documenti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità,
prodotti dall’interessato o da terzi.
Articolo 74 (L-R) Violazione dei doveri d’ufficio
1. Costituisce violazione dei doveri d’ufficio la mancata accettazione
delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notorietà
rese a norma delle disposizioni del presente testo unico. (L)
2. Costituiscono altresì violazioni dei doveri d’ufficio:
a) la richiesta di certificati o di atti di notorietà nei casi in cui, ai sensi
dell’articolo 43, ci sia l’obbligo del dipendente di accettare la di-
chiarazione sostitutiva; (R) b) il rifiuto da parte del dipendente addet-
to di accettare l’attestazione di stati, qualità personali e fatti mediante
l’esibizione di un documento di riconoscimento; (R) c) la richiesta e
la produzione, da parte rispettivamente degli ufficiali di stato civile e
dei direttori sanitari, del certificato di assistenza al parto ai fini della
formazione dell’atto di nascita. (R)
Articolo 75 (R) Decadenza dai benefici
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 76, qualora dal con-
trollo di cui all’articolo 71 emerga la non veridicità del contenuto
della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente
conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazio-
ne non veritiera.
Articolo 76 (L) Norme penali
1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso
nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice
penale e delle leggi speciali in materia.
2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità
equivale ad uso di atto falso.
3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le
dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’articolo 4,
comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale.
4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per ottenere la
nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una
professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l’inter-
dizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte.
CAPO VII
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 77 (L-R) Norme abrogate
1. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono abro-
gati: la legge 4 gennaio 1968 n.15; l’articolo 2, comma 15, primo
periodo della legge 24 dicembre 1993 n.537; l’articolo 2 commi 3, 4,
7, 9 e 10 e l’articolo 3 commi 1, 4, 5, e 11 come sostituito dall’articolo
2, comma 10 della legge 16 giugno 1998, n. 191, della legge 15 mag-
gio 1997 n. 127; l’articolo 2, comma 11 della citata legge 16 giugno
1998 n. 191; gli articoli 2 e 3 della legge 24 novembre 2000, n.340;
l’articolo 55, comma 3 della legge 21 novembre 2000, n.342. (L)
2. Sono altresì abrogati: il D.P.R. 10 novembre 1997 n. 513; il D.P.R.
20 ottobre 1998 n. 403; il D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 428; i commi 2
e 3 dell’articolo 37 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. (R)
Articolo 78 (L-R) Norme che rimangono in vigore
1. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico restano
comunque in vigore:
a) tutte le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia
di trasmissione delle dichiarazioni fiscali e le disposizioni di cui al
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 concernenti la dichiarazio-
ne sostitutiva unica per la determinazione dell’indicatore della situa-
zione economica equivalente dei soggetti che richiedono prestazioni
sociali agevolate;
b) l’articolo 16 della tabella, allegato B, annessa al D.P.R.26 ottobre
1972 n.642 in materia di imposta di bollo;
c) gli articoli 18 e 30 della legge 7 agosto 1990 n. 241;
d ) l’articolo 2, comma 15, secondo periodo della legge 24 dicembre
1993 n.537;
e) le disposizioni in materia di dati personali di cui alla legge 31
dicembre 1996, n. 675 e ai decreti legislativi adottati in attuazione
delle leggi 31 dicembre 1996, n. 676 e 6 ottobre 1998, n. 344;
f) fino alla loro sostituzione, i regolamenti ministeriali, le direttive e
i decreti ministeriali a contenuto generale, nonché le regole tecniche
già emanate alla data di entrata in vigore del presente testo unico;
g) tutte le disposizioni legislative in materia di conservazione di beni
archivistici di cui al capo II del d.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490.
2. Per le forze di polizia, restano in vigore, con riferimento agli articoli
43, comma 4, 59 e 60, le particolari disposizioni di legge e di regola-
mento concernenti i trattamenti di dati personali da parte delle forze
dell’ordine, ai sensi dell’articolo 4 legge 31 dicembre 1996, n. 675.
Appendice 115
DECRETO LEGISLATIVO N. 165 DEL 30 MARZO 2001 (Estratto)
[in Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2001- Supplemento
Ordinario n. 112 (Rettifica G.U. n. 241 del 16 ottobre 2001)]
“NORME GENERALI SULL’ORDINAMENTO
DEL LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLE
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE”
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 ed 87 della Costituzione.
Vista la legge 23 ottobre 1992, n. 421, ed in particolare l’articolo 2;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni;
Visto l’articolo 1, comma 8, della legge 24 novembre 2000, n. 340;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata
nella seduta del 7 febbraio 2001;
Acquisito il parere dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso in data 8 febbraio
2001; Acquisito il parere delle competenti Commissioni del Senato
della Repubblica e della Camera dei Deputati, rispettivamente in data
27 e 28 febbraio 2001; Viste le deliberazioni del Consiglio dei Mini-
stri, adottate nelle sedute del 21 e 30 marzo 2001; Su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione
pubbl i ca;
EMANA
il seguente decreto legislativo:
Titolo I
PRINCIPI GENERALI
Articolo 1 Finalita’ ed ambito di applicazione
(Art. 1 del d.lgs n. 29 del 1993, come modificato dall’art. 1 del
d.lgs n. 80 del 1998)
1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano l’organizzazio-
ne degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche, tenuto conto delle autonomie locali e di
quelle delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dell’arti-
colo 97, comma primo, della Costituzione, al fine di:
a) accrescere l’efficienza delle amministrazioni in relazione a quella
dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell’Unione europea, anche
mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa
complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di
finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pub-
bliche amministrazioni, curando la formazione e lo sviluppo profes-
sionale dei dipendenti, garantendo pari opportunita’ alle lavoratrici
ed ai lavoratori e applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del
lavoro privato.
2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazio-
ni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado
e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad
ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le
Comunita’ montane. e loro consorzi e associazioni, le istituzioni uni-
versitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti
pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministra-
zioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
3. Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fonda-
mentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione. Le Regioni a
statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarita’
dei rispettivi ordinamenti. I principi desumibili dall’articolo 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421, e successive modificazioni, e dall’ar-
ticolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni ed integrazioni, costituiscono altresi’, per le Regioni
a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano,
norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica.
Articolo 2 Fonti
(Art. 2, commi da 1 a 3 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti prima
dall’art. 2 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 2 del d.lgs n. 80 del
1998)
1. Le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi gene-
rali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, median-
te atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fonda-
mentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di mag-
giore rilevanza e i modi di conferimento della titolarita’ dei medesimi;
determinano le dotazioni organiche complessive. Esse ispirano la loro
organizzazione ai seguenti criteri:
a) funzionalita’ rispetto ai compiti e ai programmi di attivita’, nel
perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicita’.
A tal fine, periodicamente e comunque all’atto della definizione dei
programmi operativi e dell’assegnazione delle risorse, si procede a
specifica verifica e ad eventuale revisione;
b) ampia flessibilita’, garantendo adeguati margini alle determinazio-
ni operative e gestionali da assumersi ai sensi dell’articolo 5, comma2;
c) collegamento delle attivita’ degli uffici, adeguandosi al dovere di
comunicazione interna ed esterna, ed interconnessione mediante si-
stemi informatici e statistici pubblici;
d) garanzia dell’imparzialita’ e della trasparenza dell’azione ammini-
strativa, anche attraverso t’istituzione di apposite strutture per l’in-
formazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun
procedimento, della responsabilita’ complessiva dello stesso;
e) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con
le esigenze dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbli-
che dei Paesi dell’Unione europea.
2. I rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche
sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V
del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nel-
l’impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente
decreto. Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che
introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilita’ sia
limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie
di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi
collettivi e, per la parte derogata non sono ulteriormente applicabili,
salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario.
3. I rapporti individuali di lavoro di cui al comma 2 sono regolati
contrattualmente. I contratti collettivi sono stipulati secondo i criteri
e le modalita’ previste nel titolo III del presente decreto; i contratti
individuali devono conformarsi ai principi di cui all’articolo 45,
comma 2. L’attribuzione di trattamenti economici puo’ avvenire
esclusivamente mediante contratti collettivi o, alle condizioni previste,
mediante contratti individuali. Le disposizioni di legge, regolamenti o
atti amministrativi che attribuiscono incrementi retributivi non previsti
da contratti cessano di avere efficacia a far data dall’entrata in vigore dal
relativo rinnovo contrattuale. I trattamenti economici piu’ favorevoli in
godimento sono riassorbiti con le modalita’ e nelle misure previste dai
contratti collettivi e i risparmi di spesa che ne conseguono incrementano
le risorse disponibili per la contrattazione collettiva.
Articolo 3 Personale in regime di diritto pubblico
(Art. 2, commi 4 e 5 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti dall’art.
2 del d.lgs n. 546 del 1993 e successivamente modificati dall’art. 2,
comma 2 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. In deroga all’articolo 2, commi 2 e 3, rimangono disciplinati dai
rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari, amministrativi e conta-
bili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle
Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della
carriera prefettizia nonche’ i dipendenti degli enti che svolgono la
loro attivita’ nelle materie contemplate dall’articolo 1 del decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n.691,
e dalle leggi 4 giugno 1985, n.281, e successive modificazioni ed
integrazioni, e 10 ottobre 1990, n.287.
2. Il rapporto di impiego dei professori e dei, ricercatori universitari
resta disciplinato dalle disposizioni rispettivamente vigenti, in atte-
sa della specifica disciplina che la regoli in modo organico ed in
conformita’ ai principi della autonomia universitaria di cui all’arti-
colo 33 della Costituzione ed agli articoli 6 e seguenti della legge 9
maggio 1989, n.168, e successive modificazioni ed integrazioni, te-
nuto conto dei principi di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 23
ottobre 1992. n.421.
Articolo 4 Indirizzo politico-amministrativo.
Funzioni e responsabilita’
(Art. 3 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 2 del
d.lgs n. 470 del 1993 poi dall’art. 3 del d.lgs n. 80 del 1998 e succes-
sivamente modificato dall’art. 1 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-
amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed
adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento ditali funzioni, e
verificano la rispondenza dei risultati dell’attivita’ amministrativa e
della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi spettano, in particola-
re:
116 Appendice
a) le decisioni in materia di atti normativi e l’adozione dei relativi atti
di indirizzo interpretativo ed applicativo;
b) la definizione di obiettivi, priorita’, piani, programmi e direttive
generali per l’azione amministrativa e per la gestione;
c) la individuazione delle risorse umane, materiali ed economico-fi-
nanziarie da destinare alle diverse finalita’ e la loro ripartizione tra gli
uffici di livello dirigenziale generale;
d) la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a
terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di
terzi;
e) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da speci-
fiche disposizioni;
f) le richieste di pareri alle autorita’ amministrative indipendenti ed al
Consiglio di Stato;
g) gli altri atti indicati dal presente decreto.
2. Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e provvedimenti ammini-
strativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione ver-
so l’esterno, nonche’ la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa
mediante autonomi poteri di spesa di organizzazione delle risorse
umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclu-
siva dell’attivita’ amministrativa, della gestione e dei relativi risul-
tati.
3. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal comma 2 possono essere
derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni
l egi sl at i ve.
4. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano
direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica,
adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indi-
rizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall’altro.
Articolo 5 Potere di organizzazione
(Art.4 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 3 del
d.lgs n. 546 del 1993, successivamente modificato dall’art. 9 del d.lgs
n. 396 del 1997, e nuovamente sostituito dall’art. 4 del d.lgs n. 80 del
1998)
1. Le amministrazioni pubbliche assumono ogni determinazione
organizzativa al fine di assicurare l’attuazione dei principi di cui al-
l’articolo 2, comma 1, e la rispondenza al pubblico interesse dell’azio-
ne amministrativa.
2. Nell’ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all’articolo
2, comma 1, le determinazioni per l’organizzazione degli uffici e le
misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dagli
organi preposti alla gestione con la capacita’ e i poteri del privato
datore di lavoro.
3. Gli organismi di controllo interno verificano periodicamente la
rispondenza delle determinazioni organizzative ai principi indicati
all’articolo 2, comma 1, anche al fine di propone l’adozione di even-
tuali interventi correttivi e di fornire elementi per l’adozione delle
misure previste nei confronti dei responsabili della gestione.
Articolo 6 Organizzazione e disciplina degli uffici
e dotazioni organiche
(Art. 6 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 4 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 5 del d.lgs n. 80 del 1998 e suc-
cessivamente modificato dall’art. 2 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Nelle amministrazioni pubbliche l’organizzazione e la disciplina
degli uffici, nonche’ la consistenza e la variazione delle dotazioni
organiche sono determinate in funzione delle finalita’ indicate all’ar-
ticolo 1, comma 1, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previa
consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative ai sen-
si dell’articolo 9. Le amministrazioni pubbliche curano l’ottimale
distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione
dei processi di mobilita’ e di reclutamento del personale.
2. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autono-
mo, si applica l’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988,
n. 400. La distribuzione del personale dei diversi livelli o qualifiche
previsti dalla dotazione organica puo’ essere modificata con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro
competente di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ove comporti riduzioni di spesa o co-
munque non incrementi la spesa complessiva riferita al personale effet-
tivamente in servizio aI 31 dicembre dell’anno precedente.
3. Per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche si pro-
cede periodicamente e comunque a scadenza triennale, nonche’ ove
risulti necessario a seguito di riordino, fusione, trasformazione o tra-
sferimento di funzioni. Ogni amministrazione procede adottando gli
atti previsti dal proprio ordinamento.
4. Le variazioni delle dotazioni organiche gia’ determinate sono ap-
provate dall’organo di vertice delle amministrazioni in coerenza con
la programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all’ar-
ticolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni ed integrazioni, e con gli strumenti di programmazione
economico - finanziaria pluriennale. Per le amministrazioni dello Sta-
to, la programmazione triennale del fabbisogno di personale e’ deli-
berata dal Consiglio dei ministri e le variazioni delle dotazioni orga-
niche sono determinate ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della
legge 23 agosto 1988, n. 400.
5. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri, per il Ministero degli
affari esteri, nonche’ per le amministrazioni che esercitano competen-
ze istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia
e di giustizia, sono fatte salve le particolari disposizioni dettate dalle
normative di settore. L’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 503, relativamente al personale appartenente alle
Forze di polizia ad ordinamento civile, si interpreta nel senso che al
predetto personale non si applica l’articolo 16 dello stesso decreto.
Restano salve le disposizioni vigenti per la determinazione delle do-
tazioni organiche del personale degli istituti e scuole di ogni ordine
e grado e delle istituzioni educative. Le attribuzioni del Ministero
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, relative a
tutto il personale tecnico e amministrativo universitario, ivi compresi
i dirigenti, sono devolute all’universita’ di appartenenza. Parimenti
sono attribuite agli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano
tutte le attribuzioni del Ministero dell’universita’ e della ricerca scien-
tifica e tecnologica in materia di personale, ad eccezione di quelle
relative al reclutamento del personale di ricerca.
6. Le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli adempimenti
di cui al presente articolo non possono assumere nuovo personale,
compreso quello appartenente alle categorie protette.
Articolo 7 Gestione delle risorse umane
(Art.7 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 5 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi modificato dall’art. 3 del d.lgs n. 387 del
1998)
1. Le amministrazioni pubbliche garantiscono parita’ e pari
opportunita’ tra uomini e donne per l’accesso al lavoro ed il tratta-
mento sul lavoro.
2. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la liberta’ di insegna-
mento e l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attivita’
didattica, scientifica e di ricerca.
3. Le amministrazioni pubbliche individuano criteri certi di’ priorita’
nell’impiego flessibile del personale, purche’ compatibile con l’or-
ganizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situa-
zioni di svantaggio personale, sociale e familiare e dei dipendenti
impegnati in attivita’ di volontariato ai sensi della legge 11 agosto
1991, n. 266.
4. Le amministrazioni pubbliche curano la formazione e l’aggiorna-
mento del personale, ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali,
garantendo altresi’ l’adeguamento dei programmi formativi. al fine di
contribuire allo sviluppo della cultura di genere della pubblica ammi-
nistrazione.
5. Le amministrazioni pubbliche non possono erogare trattamenti eco-
nomici accessori che non corrispondano alle prestazioni effettivamen-
te rese.
6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio,
le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individua-
li ad esperti di provata competenza, determinando preventivamente
durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
Articolo 8 Costo del lavoro, risorse finanziarie e controlli
(Art. 9 del d.lgs n. 29 del 1993)
1. Le amministrazioni pubbliche adottano tutte le misure affinche’ la
spesa per il proprio personale sia evidente, certa e prevedibile nella
evoluzione. Le risorse finanziarie destinate a tale spesa sono determi-
nate in base alle compatibilita’ economico-finanziarie definite nei
documenti di programmazione e di bilancio.
2. L’incremento del costo del lavoro negli enti pubblici economici e
nelle aziende pubbliche che producono servizi di pubblica utilita’,
nonche’ negli enti di cui all’articolo 70, comma 4, e’ soggetto a limiti
compatibili con gli obiettivi e i vincoli di finanza pubblica.
Articolo 9 Partecipazione sindacale
(Art. l0 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 6 del d.lgs
n. 80 del 1998)
1. I contratti collettivi nazionali disciplinano i rapporti sindacali e
gli istituti della partecipazione anche con riferimento agli atti interni
di’ organizzazione aventi riflessi sul rapporto di lavoro.
Appendice 117
TITOLO II
ORGANIZZAZIONE
Capo I
Relazioni con il pubblico
Articolo 10 Trasparenza delle amministrazioni pubbliche
(Art. 11 del d.lgs n. 29 del 1993, come modificato dall’art. 43, comma
9 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. L’organismo di cui all’articolo 2, comma 1, lettera mm), della legge
23 ottobre 1992, n. 421, ai fini della trasparenza e rapidita’ del proce-
dimento, definisce, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c), i mo-
delli e sistemi informativi utili alla interconnessione tra le ammini-
strazioni pubbliche.
2. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della fun-
zione pubblica ed i comitati metropolitani di cui all’articolo 18 del
decreto-legge 24 novembre 1990, n. 344, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 gennaio 1991, n. 21, promuovono, utilizzando il per-
sonale degli uffici di cui all’articolo 11, la costituzione di servizi di
accesso polifunzionale alle amministrazioni pubbliche nell’ambito
dei progetti finalizzati di cui all’articolo 26 della legge 11 marzo
1988, n. 67, e successive modificazioni ed integrazioni.
Articolo 11 Ufficio relazioni con il pubblico
(Art. 12, commi da 1 a 5-ter del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti
dall’art.7 del d.lgs n. 546 del 1993 e successivamente modificati
dall’art. 3 del decreto legge n. 163 del 1995, convertito con
modificazioni dalla legge n. 273 del 1995)
1. Le amministrazioni pubbliche, al fine di garantire la piena attuazio-
ne della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed
integrazioni, individuano, nell’ambito della propria struttura uffici
per le relazioni con il pubblico.
2. Gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono, anche me-
diante l’utilizzo di tecnologie informatiche:
a) al servizio all’utenza per i diritti di partecipazione di cui al capo III
della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed
integrazioni;
b) all’informazione all’utenza relativa agli atti e allo stato dei proce-
di ment i ;
c) alla ricerca ed analisi finalizzate alla formulazione di proposte alla
propria amministrazione sugli aspetti organizzativi e logistici del
rapporto con l’utenza.
3. Agli uffici per le relazioni con il pubblico viene assegnato, nell’ambito
delle attuali dotazioni organiche delle singole amministrazioni, persona-
le con idonea qualificazione e con elevata capacita’ di avere contatti con
il pubblico, eventualmente assicurato da apposita formazione.
4. Al fine di assicurare la conoscenza di normative, servizi e strutture,
le amministrazioni pubbliche programmano ed attuano iniziative di
comunicazione di pubblica utilita’; in particolare, le amministrazioni
dello Stato, per l’attuazione delle iniziative individuate nell’ambito
delle proprie competenze, si avvalgono del Dipartimento per l’infor-
mazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri quale
struttura centrale di servizio, secondo un piano annuale di coordina-
mento del fabbisogno di prodotti e servizi, da sottopone all’approva-
zione del Presidente del Consiglio dei ministri.
5. Per le comunicazioni previste dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni ed integrazioni, non si applicano le norme
vigenti che dispongono la tassa a carico del destinatario.
6. Il responsabile dell’ufficio per le relazioni con il pubblico e il per-
sonale da lui indicato possono promuovere iniziative volte, anche
con il supporto delle procedure informatiche, al miglioramento dei
servizi per il pubblico, alla semplificazione e all’accelerazione delle
procedure e all’incremento delle modalita’ di accesso informale alle
informazioni in possesso dell’amministrazione e ai documenti ammi-
ni st rat i vi .
7. L’organo di vertice della gestione dell’amministrazione o dell’en-
te verifica l’efficacia dell’applicazione delle iniziative di cui al comma
6, ai fini dell’inserimento della verifica positiva nel fascicolo perso-
nale del dipendente. Tale riconoscimento costituisce titolo autono-
mamente valutabile in concorsi pubblici e nella progressione di’ car-
riera del dipendente. Gli organi di vertice trasmettono le iniziative
riconosciute ai sensi del presente comma al Dipartimento della fun-
zione pubblica, ai fini di un’adeguata pubblicizzazione delle stesse.
Il Dipartimento annualmente individua le forme di pubblicazione.
Articolo 12 Uffici per la gestione del contenzioso del lavoro
(Art. 12-bis del d.lgs n. 29 del 1999, aggiunto dall’art. 7 del d.lgs n.
80 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche provvedono, nell’ambito dei rispet-
tivi ordinamenti, ad organizzare la gestione del contenzioso del lavo-
ro, anche creando appositi uffici, in modo da assicurare l’efficace svol-
gimento di tutte le attivita’ stragiudiziali e giudiziali inerenti alle
controversie. Piu’ amministrazioni omogenee o affini possono istitu-
ire, mediante convenzione che ne regoli le modalita’ di costituzione
e di funzionamento, un unico ufficio per la gestione di tutto o parte del
contenzioso comune.
Capo II
Dirigenza
Sezione I
Qualifiche, uffici dirigenziali ed attribuzioni
Articolo 13 Amministrazioni destinatarie
(Art. 13 del d.lgs n. 29 del 1993,come sostituito prima dall’art. 3 del
d.lgs n. 470 del 1993 e poi dall’art. 8 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle amministrazio-
ni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo.
Articolo 14 Indirizzo politico-amministrativo
(Art. 14 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 8 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 9 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all’articolo 4, comma 1. A tal
fine periodicamente, e comunque ogni anno entro dieci giorni dalla
pubblicazione della legge di bilancio, anche sulla base delle propo-
ste dei dirigenti di cui all’articolo 16:
a) definisce obiettivi, priorita’, piani e programmi da attuare ed emana
le conseguenti direttive generali per l’attivita’ amministrativa e per
la gestione;
b) effettua, ai fini’ dell’adempimento dei compiti definiti ai sensi della
lettera a), l’assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di
responsabilita’ delle rispettive amministrazioni delle risorse di cui
all’articolo 4, comma 1, lettera c), del presente decreto, ivi comprese
quelle di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n.
279, e successive modificazioni ed integrazioni, ad esclusione delle
risorse necessarie per il funzionamento degli uffici di cui al comma 2;
provvede alle variazioni delle assegnazioni con le modalita’ previste
dal medesimo decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo
altresi’ conto dei procedimenti e subprocedimenti attribuiti ed adotta
gli altri provvedimenti ivi previsti.
2. Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il Ministro si avvale
di uffici di diretta collaborazione, aventi esclusive competenze di sup-
porto e di raccordo con l’amministrazione, istituiti e disciplinati con
regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della
legge 23 agosto 1988, n. 400. A tali uffici sono assegnati, nei limiti
stabiliti dallo stesso regolamento: dipendenti pubblici anche in po-
sizione di aspettativa, fuori ruolo o comando; collaboratori assunti
con contratti a tempo determinato disciplinati dalle norme di diritto
privato; esperti e consulenti per particolari professionalita’ e
specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata e conti-
nuativa. Per i dipendenti pubblici si applica la disposizione di cui
all’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Con lo
stesso regolamento si provvede al riordino delle segreterie particola-
ri dei Sottosegretari di Stato. Con decreto adottato dall’autorita’ di
governo competente, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilan-
cio e della programmazione economica, e’ determinato, in attuazione
dell’articolo 12, comma 1, lettera n) della legge 15 marzo 1997, n. 59,
senza aggravi di spesa e, per il personale disciplinato dai contratti
collettivi nazionali di lavoro, fino ad una specifica disciplina contrat-
tuale, il trattamento economico accessorio, da corrispondere mensil-
mente, a fronte delle responsabilita’, degli obblighi di reperibilita’ e
di disponibilita’ ad orari disagevoli, ai dipendenti assegnati agli
uffici dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato. Tale trattamento, con-
sistente in un unico emolumento, e’ sostitutivo dei compensi per il
lavoro straordinario, per la produttivita’ collettiva e per la qualita’
della prestazione individuale. Con effetto dall’entrata in vigore del
regolamento di cui al presente comma sono abrogate le norme del regio
decreto legge 10 luglio 1924, n. 1100, e successive modificazioni ed
integrazioni, ed ogni altra norma riguardante la costituzione e la di-
sciplina dei gabinetti dei Ministri e delle segreterie particolari dei
Ministri e dei Sottosegretari di Stato.
3. Il Ministro non puo’ revocare, riformare, riservare o avocare a se’ o
altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti.
In caso di inerzia o ritardo il Ministro puo’ fissare un termine peren-
torio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti o i provvedimen-
ti. Qualora l’inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza delle
direttive generali da parte del dirigente competente, che determinino
118 Appendice
pregiudizio per l’interesse pubblico, il Ministro puo’ nominare, sal-
vi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando
comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo
provvedimento. Resta salvo quanto previsto dall’articolo 2, comma
3, lett. p) della legge 23 agosto 1988, n. 400. Resta altresi’ salvo
quanto previsto dalL’articolo 6 del testo unico delle leggi di pubbli-
ca sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni ed integrazioni, e dall’articolo 10 del rela-
tivo regolamento emanato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635.
Resta salvo il potere di annullamento ministeriale per motivi di
legittimita’.
Articolo 15 Dirigenti
(Art. 15 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 4 del d.lgs
n. 470 del 1993 e successivamente modificato dall’art. 10 del d.lgs. n.
80 del 1998; Art. 27 del d.lgs n. 29 del 1993, commi 1 e 3, come sosti-
tuiti dall’art. 7 del d.lgs n. 470 del 1993)
1. Nelle amministrazioni pubbliche di cui al presente capo, la dirigen-
za e’ articolata nelle due fasce del molo unico di cui all’articolo 23.
Restano salve le particolari disposizioni concernenti le carriere di-
plomatica e prefettizia e le carriere delle Forze di polizia e delle Forze
armate. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento au-
tonomo, e’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6.
2. Nelle istituzioni e negli enti di ricerca e sperimentazione, nonche’
negli altri istituti pubblici di cui al sesto comma dell’articolo 33
della Costituzione, le attribuzioni della dirigenza amministrativa non
si estendono alla gestione della ricerca e dell’insegnamento.
3. In ciascuna struttura organizzativa non affidata alla direzione del
dirigente generale, il dirigente preposto all’ufficio di piu’ elevato
livello e’ sovraordinato al dirigente preposto ad ufficio di livello
inferiore.
4. Per le regioni, il dirigente cui sono conferite funzioni di coordina-
mento e’ sovraordinato, limitatamente alla durata dell’incarico, al
restante personale dirigenziale.
5. Per il Consiglio di Stato e per i tribunali amministrativi regionali,
per la Corte dei conti e per l’Avvocatura generale dello Stato, le
attribuzioni che il presente decreto demanda agli organi di Governo
sono di competenza rispettivamente, del Presidente del Consiglio di
Stato, del Presidente della Corte dei conti e dell’Avvocato generale
dello Stato; le attribuzioni che il presente decreto demanda ai dirigen-
ti preposti ad uffici dirigenziali di livello generate sono di competen-
za dei segretari generali dei predetti istituti.
Articolo 16 Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali generali
(Art. 16 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 9 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 11 del d.lgs n. 80 del 1998 e
successivamente modificato dall’art. 4 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. I dirigenti di uffici dirigenziali generali, comunque denominati,
nell’ambito di quanto stabilito dall’articolo 4 esercitano, fra gli altri,
i seguenti compiti e poteri:
a) formulano proposte ed esprimono pareri al Ministro, nelle materie
di sua competenza;
b) curano l’attuazione dei piani, programmi e direttive generali defi-
nite dal Ministro e attribuiscono ai dirigenti gli incarichi e la
responsabilita’ di specifici progetti e gestioni; definiscono gli obiet-
tivi che i dirigenti devono perseguire e attribuiscono le conseguenti
risorse umane, finanziarie e materiali;
c) adottano gli atti relativi all’organizzazione degli uffici di livello
dirigenziale non generale;
d) adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi ed esercitano i
poteri di spesa e quelli di acquisizione delle entrate rientranti nella
competenza dei propri uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti;
e) dirigono, coordinano e controllano l’attivita’ dei dirigenti e dei
responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con potere sosti-
tutivo in caso di inerzia, e propongono l’adozione, nei confronti dei
dirigenti, delle misure previste dall’articolo 21;
f) promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere di conciliare e
di transigere, fermo restando quanto disposto dall’articolo 12, comma
1, della legge 3 aprile 1979, n.103;
g) richiedono direttamente pareri agli organi consultivi dell’ammini-
strazione e rispondono ai rilievi degli organi di controllo sugli atti
di competenza;
h) svolgono le attivita’ di organizzazione e gestione del personale e
di gestione dei rapporti sindacali e di lavoro;
i) decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i provvedimenti
amministrativi non definitivi dei dirigenti;
l) curano i rapporti con gli uffici dell’Unione europea e degli organi-
smi internazionali nelle materie di competenza secondo le specifiche
direttive dell’organo di direzione politica, sempreche’ tali rapporti
non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo.
2. I dirigenti di uffici dirigenziali generali riferiscono al Ministro
sull’attivita’ da essi svolta correntemente e in tutti i casi in cui il
Ministro lo richieda o lo ritenga opportuno.
3. L’esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma 1 puo’ essere
conferito anche a dirigenti preposti a strutture organizzative comuni
a piu’ amministrazioni pubbliche, ovvero alla attuazione di partico-
lari programmi, progetti e gestioni.
4. Gli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice
dell’amministrazione e dai dirigenti di uffici dirigenziali generali di
cui al presente articolo non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
5. Gli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche al cui vertice e’
preposto un segretario generale, capo dipartimento o altro dirigente
comunque denominato, con funzione di coordinamento di uffici diri-
genziali di livello generale, ne definiscono i compiti ed i poteri.
Articolo 17 Funzioni dei dirigenti
(Art. 17 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 10 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 12 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. I dirigenti, nell’ambito di quanto stabilito dall’articolo 4, eserci-
tano, fra gli altri, i seguenti compiti e poteri:
a) formulano proposte ed esprimono pareri ai dirigenti degli uffici
dirigenziali generali;
b) curano l’attuazione dei progetti e delle gestioni ad essi assegnati
dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali, adottando i relativi atti
e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di
acquisizione delle entrate;
c) svolgono tutti gli altri compiti ad essi delegati dai dirigenti degli
uffici dirigenziali generali;
d) dirigono, coordinano e controllano l’attivita’ degli uffici che da
essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi,
anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia;
e) provvedono alla gestione del personale e delle risorse finanziarie
e strumentali assegnate ai propri uffici.
Articolo 18 Criteri di rilevazione e analisi dei costi e dei
rendimenti
(Art. 18 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 5 del d.lgs
n. 470 del 1993)
1. Sulla base delle indicazioni di cui all’articolo 59 del presente de-
creto, i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale
adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e
l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attivita’ amministrativa, del-
la gestione e delle decisioni organizzative.
2. Il Dipartimento della funzione pubblica puo’ chiedere all’Istituto
nazionale di statistica - ISTAT - l’elaborazione di norme tecniche e
criteri per le rilevazioni ed analisi di cui al comma 1 e, all’Autorita’
per l’informatica nella pubblica amministrazione - AIPA, l’elabora-
zione di procedure informatiche standardizzate allo scopo di
evidenziare gli scostamenti dei costi e dei rendimenti rispetto a valori
medi e standards.
Articolo 19 Incarichi di funzioni dirigenziali
(Art. 19 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 11 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 13 del d.lgs n. 80 del 1998 e
successivamente modificato dall’art. 5 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Per il conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale e
per il passaggio ad incarichi di funzioni dirigenziali diverse, si tiene
conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare,
delle attitudini e della capacita’ professionale del singolo dirigente,
anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza, applicando di
norma il criterio della rotazione degli incarichi. Al conferimento degli
incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si applica l’articolo
2103 del codice civile.
2. Tutti gli incarichi di direzione degli uffici delle amministrazioni
dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, sono conferiti a tempo
determinato, secondo le disposizioni del presente articolo. Gli inca-
richi hanno durata non inferiore a due anni e non superiore a sette
anni, con facolta’ di rinnovo. Sono definiti contrattualmente, per cia-
scun incarico, l’oggetto, gli obiettivi da conseguire, la durata del-
l’incarico, salvi i casi di revoca di cui all’articolo 21. nonche’ il
corrispondente trattamento economico. Quest’ultimo e’ regolato ai
sensi dell’articolo 24 ed ha carattere onnicomprensivo.
3. Gli incarichi di Segretario generale di ministeri, gli incarichi di
direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali
generali e quelli di livello equivalente sono conferiti con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Appendice 119
ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima
fascia del ruolo unico di cui all’articolo 23 o, con contratto a tempo
determinato, a persone in possesso delle specifiche qualita’ profes-
sionali richieste dal comma 6.
4. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale gene-
rale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei mini-
stri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fa-
scia del ruolo unico di cui all’articolo 23 o, in misura non superiore
ad un terzo, a dirigenti del medesimo ruolo unico ovvero, con contrat-
to a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualita’
professionali richieste dal comma 6.
5. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale sono
conferiti, dal dirigente dell’ufficio di livello dirigenziale generale, ai
dirigenti assegnati al suo ufficio ai sensi dell’articolo 4, comma 1,
lettera c).
6. Gli incarichi di cui ai commi precedenti possono essere conferiti
con contratto a tempo determinato, e con le medesime procedure, entro
il limite del 5 per cento dei dirigenti appartenenti alla prima fascia del
ruolo unico e del 5 per cento di quelli appartenenti alla seconda fascia,
a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale,
che abbiano svolto attivita’ in organismi ed enti pubblici o privati o
aziende pubbliche e private con esperienza acquisita per almeno un
quinquennio in funzioni dirigenziali o che abbiano conseguito una
particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica
desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pub-
blicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro, o prove-
nienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle ma-
gistrature e dei moli degli avvocati e procuratori dello Stato. Il tratta-
mento economico puo’ essere integrato da una indennita’ commisurata
alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della
temporaneita’ del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle
specifiche competenze professionali. Per il periodo di durata del con-
tratto, i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in
aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianita’ di ser-
vi zi o.
7. Gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di cui ai commi
precedenti sono revocati nelle ipotesi di responsabilita’ dirigenziale
per inosservanza delle direttive generali e per i risultati negativi
dell’attivita’ amministrativa e della gestione, disciplinate dall’arti-
colo 21, ovvero nel caso di risoluzione consensuale del contratto
individuale di cui all’articolo 24, comma 2.
8. Gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di cui al comma 3
possono essere confermati, revocati, modificati o rinnovati entro no-
vanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo. Decorso tale termine,
gli incarichi per i quali non si sia provveduto si intendono confermati
fino alla loro naturale scadenza.
9. Degli incarichi di cui ai commi 3 e 4 e’ data comunicazione al Senato
della Repubblica ed alla Camera dei deputati, allegando una scheda
relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti.
10. I dirigenti ai quali non sia affidata la titolarita’ di uffici dirigenzia-
li svolgono, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni
che ne abbiano interesse, funzioni ispettive, di consulenza, studio e
ricerca o altri incarichi specifici previsti dall’ordinamento. Le modalita’
per l’utilizzazione dei predetti dirigenti sono stabilite con il regola-
mento di cui all’articolo 23, comma 3.
11. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri, per il Ministero degli
affari esteri nonche’ per le amministrazioni che esercitano competenze
in materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia, la
ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti e’
demandata ai rispettivi ordinamenti.
12. Per il personale di cui all’articolo 3, comma 1, il conferimento
degli incarichi di funzioni dirigenziali continuera’ ad essere regolato
secondo i rispettivi ordinamenti di settore.
Articolo 20 Verifica dei risultati
(Art. 20 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 6 del d.lgs
n. 470 del 1993 e successivamente modificato prima dall’art. 43, comma
1 del d.lgs n. 80 del 1998 poi dall’art. 6 del d.lgs n. 387 del 1998 e,
infine, dagli artt. 5, comma 5 e 10, comma 2 del d.lgs n. 286 del 1999)
1. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per le amministrazio-
ni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello
Stato, di polizia e di giustizia, le operazioni di verifica sono effettuate
dal Ministro per i dirigenti e dal Consiglio dei ministri per i dirigenti
preposti ad ufficio di livello dirigenziale generale. I termini e le
modalita’ di attuazione del procedimento di verifica dei risultati da
parte del Ministro competente e del Consiglio dei ministri sono sta-
biliti rispettivamente con regolamento ministeriale e con decreto del
Presidente della Repubblica adottato ai sensi dell’articolo 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed
integrazioni, ovvero, fino alla data di entrata in vigore di tale decreto,
con provvedimenti dei singoli ministeri interessati.
Articolo 21 Responsabilita’ dirigenziale
(Art. 21, commi 1, 2 e 5 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti prima
dall’art. 12 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 14 del d.lgs n. 80
del 1998 e successivamente modificati dall’art. 7 del d.lgs n. 387 del
1998)
1. I risultati negativi dell’attivita’ amministrativa e della gestione o
il mancato raggiungimento degli obiettivi, valutati con i sistemi e le
garanzie determinati con i decreti legislativi di cui all’articolo 17
della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed
integrazioni, comportano per il dirigente interessato la revoca del-
l’incarico, adottata con le procedure previste dall’articolo 19, e la
destinazione ad altro incarico, anche tra quelli di cui all’articolo 19,
comma 10, presso la medesima amministrazione ovvero presso altra
amministrazione che vi abbia interesse.
2. Nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite dall’orga-
no competente o di ripetuta valutazione negativa, ai sensi del comma
1, il dirigente, previa contestazione e contraddittorio, puo’ essere
escluso dal conferimento di ulteriori incarichi di livello dirigenziale
corrispondente a quello revocato, per un periodo non inferiore a due
anni. Nei casi di maggiore gravita’, l’amministrazione puo’ recedere
dal rapporto di lavoro, secondo le disposizioni del codice civile e dei
contratti collettivi.
3. Restano ferme le disposizioni vigenti per il personale delle quali-
fiche dirigenziali delle Forze di polizia, delle carriere diplomatica e
prefettizia e delle Forze armate.
Articolo 22 Comitato dei garanti
(Art. 21, comma 3 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 14
del d.lgs n. 80 del 1998)
1. I provvedimenti di cui all’articolo 21, comma 2, sono adottati previo
conforme parere di un comitato di garanti, i cui componenti sono no-
minati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il comi-
tato e’ presieduto da un magistrato della Corte dei conti, con espe-
rienza nel controllo di gestione, designato dal Presidente della Corte
dei conti; di esso fanno parte un dirigente della prima fascia del ruolo
unico di cui all’articolo 23, eletto dai dirigenti del medesimo ruolo
con le modalita’ stabilite dal regolamento di cui al comma 3 del mede-
simo articolo e collocato fuori molo per la durata del mandato, e un
esperto scelto dal Presidente del Consiglio dei ministri, tra soggetti
con specifica qualificazione ed esperienza nei settori dell’organizza-
zione amministrativa e del lavoro pubblico. Il parere viene reso entro
trenta giorni dalla richiesta; decorso inutilmente tale termine si pre-
scinde dal parere. Il comitato dura in carica tre anni. L’incarico non e’
ri nnovabi l e.
Articolo 23 Ruolo unico dei dirigenti
(Art. 23 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 15 del d.lgs
n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 8 del d.lgs n.
387 del 1998)
1. E’ istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ruo-
lo unico dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato, anche ad or-
dinamento autonomo, articolato in due fasce. La distinzione in fasce
ha rilievo agli effetti del trattamento economico e, limitatamente a quanto
previsto dall’articolo 19, ai fini del conferimento degli incarichi di
dirigenza generale.
2. Alla prima fascia del ruolo unico appartengono i dirigenti generali
in servizio all’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3 e i
dirigenti della seconda fascia che abbiano ricoperto incarichi di dire-
zione di uffici dirigenziali generali ai sensi dell’articolo 19 per un
tempo pari ad almeno a cinque anni, senza essere incorsi nelle misure
previste dall’articolo 21, comma 2, per le ipotesi di responsabilita’
dirigenziale. Nella seconda fascia sono inseriti gli altri dirigenti in
servizio alla medesima data e i dirigenti reclutati attraverso i meccani-
smi di accesso di cui all’articolo 28.
3. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinate le modalita’ di costi-
tuzione e tenuta del ruolo unico, articolato in modo da garantire la
necessaria specificita’ tecnica. Il regolamento disciplina altresi’ le
modalita’ di elezione del componente del comitato di garanti di cui
all’articolo 22. Il regolamento disciplina inoltre le procedure, anche
di carattere finanziario, per la gestione del personale dirigenziale
collocato presso il ruolo unico e le opportune forme di collegamento
con le altre amministrazioni interessate.
4. La Presidenza del Consiglio dei ministri cura una banca dati infor-
matica contenente i dati curricolari e professionali di ciascun dirigen-
120 Appendice
te, al fine di promuovere la mobilita’ e l’interscambio professionale
degli stessi fra amministrazioni statali, amministrazioni centrali e lo-
cali, organismi ed enti internazionali e dell’unione europea.
Articolo 24 Trattamento economico
(Art. 24 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 13 del
d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 16 del d.lgs n. 80 del 1998 e
successivamente modificato prima dall’art. 9 del d.lgs n. 387 del 1998
e poi dall’art. 26, comma 6 della legge n. 448 del 1998)
1. La retribuzione del personale con qualifica di dirigente e’ determi-
nata dai contratti collettivi per le aree dirigenziali, prevedendo che il
trattamento economico accessorio sia correlato alle funzioni attribu-
ite e alle connesse responsabilita’. La graduazione delle funzioni e
responsabilita’ ai fini del trattamento accessorio e’ definita, ai sensi
dell’articolo 4, con decreto ministeriale per le amministrazioni dello
Stato e con provvedimenti dei rispettivi organi di governo per le altre
amministrazioni o enti, ferma restando comunque l’osservanza dei
criteri e dei limiti delle compatibilita’ finanziarie fissate dal Presiden-
te del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica.
2. Per gli incarichi di uffici dirigenziali di livello generale ai sensi
dell’articolo 19, commi 3 e 4, con contratto individuale e’ stabilito il
trattamento economico fondamentale, assumendo come parametri di
base i valori economici massimi contemplati dai contratti collettivi
per le aree dirigenziali, e sono determinati gli istituti del trattamento
economico accessorio, collegato al livello di responsabilita’ attribu-
ito con l’incarico di funzione ed ai risultati conseguiti nell’attivita’
amministrativa e di gestione, ed i relativi importi.
3. Il trattamento economico determinato ai sensi dei commi 1 e 2
remunera tutte le funzioni ed i compiti attribuiti ai dirigenti in base a
quanto previsto dal presente decreto, nonche’ qualsiasi incarico ad
essi conferito in ragione del loro ufficio o comunque conferito dal-
l’amministrazione presso cui prestano servizio o su designazione
della stessa; i compensi dovuti dai terzi sono corrisposti direttamente
alla medesima amministrazione e confluiscono nelle risorse destinate
al trattamento economico accessorio della dirigenza.
4. Per il restante personale con qualifica dirigenziale indicato dall’ar-
ticolo 3, comma 1, la retribuzione e’ determinata ai sensi dell’articolo
2, commi 5 e 7, della legge 6 marzo 1992, n. 216, nonche’ dalle succes-
sive modifiche ed integrazioni della relativa disciplina.
5. Il bilancio triennale e le relative leggi finanziarie, nell’ambito delle
risorse da destinare ai miglioramenti economici delle categorie di per-
sonale di cui all’articolo 3, indicano te somme da destinare, in caso di
perequazione, al riequilibrio del trattamento economico del restante
personali dirigente civile e militare non contrattualizzato con il trat-
tamento previsto dai contratti collettivi nazionali per i dirigenti del
comparto ministeri, tenendo conto dei rispettivi trattamenti economi-
ci complessivi e degli incrementi comunque determinatisi a partire dal
febbraio 1993, e secondo i criteri indicati nell’articolo 1, comma 2,
della legge 2 ottobre 1997, n. 334.
6. I fondi per la perequazione di cui all’articolo 2 della legge 2 ottobre
1997, n. 334, destinati al personale di cui all’articolo 3, comma 2,
sono assegnati alle universita’ e da queste utilizzati per
l’incentivazione dell’impegno didattico dei professori e ricercatori
universitari, con particolare riferimento al sostegno dell’innovazio-
ne didattica, delle attivita’ di orientamento e tutorato, della
diversificazione dell’offerta formativa. Le universita’ possono desti-
nare allo stesso scopo propri fondi, utilizzando anche le somme at-
tualmente stanziate per il pagamento delle supplenze e degli affida-
menti. Le universita’ possono erogare, a valere sul proprio bilancio,
appositi compensi incentivanti ai professori e ricercatori universitari
che svolgono attivita’ di ricerca nell’ambito dei progetti e dei pro-
grammi dell’Unione europea e internazionali. L’incentivazione, a
valere sui fondi di cui all’articolo 2 della predetta legge n. 334 del
1997, e’ erogata come assegno aggiuntivo pensionabile.
7. I compensi spettanti in base a norme speciali ai dirigenti del molo
unico o equiparati sono assorbiti nel trattamento economico attribu-
ito ai sensi dei commi precedenti.
8. Ai fini della determinazione del trattamento economico accessorio
le risorse che si rendono disponibili ai sensi del comma 7 confluisco-
no in appositi fondi istituiti presso ciascuna amministrazione,
unitamente agli altri compensi previsti dal presente articolo.
9. Una quota pari al 10 per cento delle risorse di ciascun fondo con-
fluisce in un apposito fondo costituito presso la Presidenza del Con-
siglio dei ministri. Le predette quote sono ridistribuite tra i fondi di
cui al comma 8, secondo criteri diretti ad armonizzare la quantita’ di
risorse disponibili.
Articolo 25 Dirigenti delle istituzioni scolastiche
(Art. 25-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 1 del d.lgs n.
59 del 1998; Art. 25-ter del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 1
del d.lgs n. 59 del 1998)
1. Nell’ambito dell’amministrazione scolastica periferica e’ istituita
la qualifica dirigenziale per i capi di istituto preposti alle istituzioni
scolastiche ed educative alle quali e’ stata attribuita personalita’
giuridica ed autonomia a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni. I dirigenti
scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale e rispon-
dono, agli effetti dell’articolo 21, in ordine ai risultati, che sono va-
lutati tenuto conto della specificita’ delle funzioni e sulla base delle
verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l’am-
ministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e com-
posto da esperti anche non appartenenti all’amministrazione stessa.
2. Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzio-
ne, ne ha la legale rappresentanza, e’ responsabile della gestione delle
risorse finanziarie e strumentali e dei risultati deI servizio. Nel rispet-
to delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al
dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento
e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente
scolastico organizza l’attivita’ scolastica secondo criteri di efficien-
za e di efficacia formative ed e’ titolare delle relazioni sindacali.
3. Nell’esercizio delle competenze di cui al comma 2, il dirigente sco-
lastico promuove gli interventi per assicurare la qualita’ dei processi
formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali,
sociali ed economiche del territorio, per l’esercizio della liberta’ di
insegnamento, intesa anche come liberta’ di ricerca e innovazione
metodologica e didattica, per l’esercizio della liberta’ di scelta
educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendi-
mento da parte degli alunni.
4. Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche,
spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle
risorse e del personale.
5. Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e ammini-
strative il dirigente puo’ avvalersi di docenti da lui individuati, ai
quali possono essere delegati specifici compiti, ed e’ coadiuvato dal
responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia opera-
tiva, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi
assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell’istitu-
zione scolastica, coordinando il relativo personale.
6. Il dirigente presenta periodicamente al consiglio di circolo o al
consiglio di istituto motivata relazione sulla direzione e il coordina-
mento dell’attivita’ formativa, organizzativa e’ amministrativa al fine
di garantire la piu’ ampia informazione e un efficace raccordo per l’eser-
cizio delle competenze degli organi della istituzione scolastica.
7. I capi di istituto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ivi
compresi i rettori e vicerettori dei convitti nazionali, le direttrici e
vice direttrici degli educandati, assumono la qualifica di dirigente,
previa frequenza di appositi corsi di formazione, all’atto della prepo-
sizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della
personalita’ giuridica a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni, salvaguar-
dando. per quanto possibile, la titolarita’ della sede di servizio.
8. Il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto, defini-
sce gli obiettivi, i contenuti e la durata della formazione; determina le
modalita’ di partecipazione ai diversi moduli formativi e delle con-
nesse verifiche; definisce i criteri di valutazione e di certificazione
della qualita’ di ciascun corso; individua gli organi dell’amministra-
zione scolastica responsabili dell’articolazione e del coordinamento
dei corsi sul territorio, definendone i criteri; stabilisce le modalita’ di
svolgimento dei corsi con il loro affidamento ad universita’, agenzie
specializzate ed enti pubblici e privati anche tra loro associati o
consorziati.
9. La direzione dei conservatori di musica, delle accademie di belle
arti, degli istituti superiori per le industrie artistiche e delle accade-
mie nazionali di arte drammatica e di danza, e’ equiparata alla dirigen-
za dei capi d’istituto. Con decreto del Ministro della pubblica istru-
zione sono disciplinate le modalita’ di designazione e di conferimento
e la durata dell’incarico, facendo salve le posizioni degli attuali diret-
tori di ruolo.
10. Contestualmente all’attribuzione della qualifica dirigenziale, ai
vicerettori dei convitti nazionali e alle vicedirettrici degli educandati
sono soppressi i corrispondenti posti. Alla conclusione delle opera-
zioni sono soppressi i relativi ruoli.
11. I capi d’istituto che rivestano l’incarico di Ministro o Sottose-
gretario di Stato, ovvero siano in aspettativa per mandato parlamen-
tare o amministrativo o siano in esonero sindacale, distaccati, coman-
Appendice 121
dati, utilizzati o collocati fuori ruolo possono assolvere all’obbligo
di formazione mediante la frequenza di appositi moduli nell’ambito
della formazione prevista dal presente articolo, ovvero della formazio-
ne di cui all’articolo 29. In tale ultimo caso l’inquadramento decorre
ai fini giuridici dalla prima applicazione degli inquadramenti di cui al
comma 7 ed ai fini economici dalla data di assegnazione ad una istitu-
zione scolastica autonoma.
Articolo 26 Norme per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale
(Art. 26, commi 1, 2-quinquies e 3 del d.lgs n. 29 del 1993, modificati
prima dall’art. 14 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 45, comma
15 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Alla qualifica di dirigente dei ruoli professionale, tecnico ed ammi-
nistrativo del Servizio sanitario nazionale si accede mediante concor-
so pubblico per titoli ed esami, al quale sono ammessi candidati in
possesso del relativo diploma di laurea, con cinque anni di servizio
effettivo corrispondente alla medesima professionalita’ prestato in
enti del Servizio sanitario nazionale nella posizione funzionale di
settimo e ottavo livello, ovvero in qualifiche funzionali di settimo,
ottavo e nono livello di altre pubbliche amministrazioni. Relativa-
mente al personale del ruolo tecnico e professionale, l’ammissione e’
altresi’ consentita ai candidati in possesso di esperienze lavorative
con rapporto di lavoro libero-professionale o di attivita’ coordinata
e continuata presso enti o pubbliche amministrazioni, ovvero di
attivita’ documentate presso studi professionali privati, societa’ o
istituti di ricerca, aventi contenuto analogo a quello previsto per cor-
rispondenti profili del molo medesimo.
2. Nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali determinati in rela-
zione alla struttura organizzativa derivante dalle leggi regionali di
cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, si
deve tenere conto della posizione funzionale posseduta dal relativo
personale all’atto dell’inquadramento nella qualifica di dirigente. E’
assicurata la corrispondenza di funzioni, a parita’ di struttura
organizzativa, dei dirigenti di piu’ elevato livello dei ruoli di cui al
comma 1 con i dirigenti di secondo livello del ruolo sanitario.
3. Fino alla ridefinizione delle piante organiche non puo’ essere di-
sposto alcun incremento delle dotazioni organiche per ciascuna delle
attuali posizioni funzionali dirigenziali del ruolo sanitario, profes-
sionale, tecnico ed amministrativo.
Articolo 27 Criteri di adeguamento per le pubbliche
amministrazioni non statali
(Art. 27-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 17 del d.lgs n.
80 del 1998)
1. Le regioni a statuto ordinario, nell’esercizio della propria potesta’
statutaria, legislativa e regolamentare, e le altre pubbliche ammini-
strazioni, nell’esercizio della propria potesta’ statutaria e regolamen-
tare, adeguano ai principi dell’articolo 4 e del presente capo i propri
ordinamenti, tenendo conto delle relative peculiarita’. Gli enti pub-
blici non economici nazionali si adeguano, anche in deroga alle spe-
ciali disposizioni di legge che li disciplinano, adottando appositi
regolamenti di organizzazione.
2. Le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 trasmettono, entro
due mesi dalla adozione, le deliberazioni, le disposizioni ed i provve-
dimenti adottati in attuazione del medesimo comma alla Presidenza
del Consiglio dei ministri, che ne cura la raccolta e la pubblicazione.
Sezione II
Accesso alla dirigenza e riordino della Scuola superiore della pubbli-
ca amministrazione
Articolo 28 Accesso alla qualifica di dirigente
(Art. 28 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 8 del
d.lgs n. 470 del 1993, poi dall’art. 15 del d.lgs n. 546 del 1993, suc-
cessivamente modificato dall’art. 5-bis del decreto legge n. 163 del
1995,convertito con modificazioni della legge n. 273 del 1995, e poi
nuovamente sostituito dall’art. 10 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. L’accesso alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni
statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non
economici avviene esclusivamente a seguito di concorso per esami.
2. In sede di programmazione del fabbisogno di personale di cui al-
l’articolo 39 della legge 23 dicembre 1997, n.449, e successive
modificazioni ed integrazioni, sono determinati i posti di dirigente da
coprire con due distinte procedure concorsuali, cui possono rispetti-
vamente partecipare:
a) i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di
laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio, svolti
in posizioni funzionali per l’accesso alle quali e’ richiesto il posses-
so del diploma di laurea. Per i dipendenti delle amministrazioni sta-
tali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio e’
ridotto a quattro anni. Sono, altresi’, ammessi soggetti in possesso
della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non ricomprese
nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, muniti del diplo-
ma di laurea, che hanno svolto per almeno due anni le funzioni diri-
genziali. Sono, inoltre, ammessi coloro che hanno ricoperto incarichi
dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un perio-
do non inferiore a cinque anni;
b) i soggetti muniti di laurea nonche’ di uno dei seguenti titoli: di-
ploma di specializzazione, dottorato di ricerca, o altro titolo post-
universitario rilasciato da istituti universitari italiani o stranieri,
ovvero da primarie istituzioni formative pubbliche o private, secondo
modalita’ di riconoscimento disciplinate con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, sentiti il Ministero dell’universita’ e del-
la ricerca scientifica e tecnologica e la Scuola superiore della pubblica
amministrazione. Sono ammessi, altresi’, soggetti in possesso della
qualifica di dirigente in strutture private, muniti del diploma di lau-
rea, che hanno svolto per almeno cinque anni le funzioni dirigenziali.
3. Con regolamento governativo di cui all’articolo 17, comma 1, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed
integrazioni, sono definiti, sentita La Scuola superiore della pubbli-
ca amministrazione, distintamente per i concorsi di cui al lettere a) e b)
del comma 2:
a) i criteri per la composizione e la nomina delle commissioni esami-
nat ri ci ;
b) le modalita’ di svolgimento delle selezioni.
4. I vincitori dei concorsi di cui al comma 1, anteriormente al
conferimento del primo incarico dirigenziale, frequentano un ciclo di
attivita’ formative organizzato dalla Scuola superiore della pubblica
amministrazione e disciplinato ai sensi del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 287. Tale ciclo comprende anche l’applicazione pres-
so amministrazioni italiane e straniere, enti o organismi internaziona-
li, istituti o aziende pubbliche o private. Per i vincitori dei concorsi
di cui alla lettera a) del comma 2, puo’ essere previsto che il ciclo
formativo. di durata complessivamente non superiore a dodici mesi, si
svolga anche in collaborazione con istituti universitari italiani o
stranieri, ovvero primarie istituzioni formative pubbliche o private.
5. Ai vincitori dei concorsi di cui al comma 1, sino al conferimento del
primo incarico, spetta il trattamento economico appositamente deter-
minato dai contratti collettivi.
6. I concorsi di cui al comma 2, sono indetti dalla Presidenza del Con-
siglio dei ministri. Gli enti pubblici non economici provvedono a
bandire direttamente i concorsi di cui alla lettera a) del comma 2.
7. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di accesso delle
qualifiche dirigenziali delle carriere diplomatica e prefettizia, delle
Forze di polizia, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco.
Articolo 29 Reclutamento dei dirigenti scolastici
(Art. 28-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 1 del d.lgs n.
59 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 11, comma 15 della
legge n. 124 del 1999)
1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso
concorso selettivo di formazione, indetto con decreto del Ministro
della pubblica istruzione, svolto in sede regionale con cadenza perio-
dica, comprensivo di moduli di formazione comune e di moduli di
formazione specifica per la scuola elementare e media, per la scuola
secondaria superiore e per gli istituti educativi. Al corso concorso e’
ammesso il personale docente ed educativo delle istituzioni statali
che abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamen-
te prestato di almeno sette anni con possesso di laurea, nei rispettivi
settori formativi, fatto salvo quanto previsto al comma 4.
2. Il numero di posti messi a concorso in sede regionale rispettivamen-
te per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore
e per le istituzioni educative e’ calcolato sommando i posti gia’ va-
canti e disponibili per la nomina in ruolo alla data della sua indizione,
residuati dopo gli inquadramenti di cui all’articolo 25, ovvero dopo
la nomina di tutti i vincitori del precedente concorso, e i posti che si
libereranno nel corso del triennio successivo per collocamento a ri-
poso per limiti di eta’, maggiorati della percentuale media triennale di
cessazioni dal servizio per altri motivi e di un’ulteriore percentuale
del 25 per cento, tenendo conto dei posti da riservare alla mobilita’.
3. Il corso concorso, si articola in una selezione per titoli, in un con-
corso di ammissione, in un periodo di formazione e in un esame finale.
Al concorso di ammissione accedono coloro che superano la selezio-
ne per titoli disciplinata dal bando di concorso. Sono ammessi al
periodo di formazione i candidati utilmente inseriti nella graduatoria
del concorso di ammissione entro il limite del numero dei posti messi
a concorso a norma del comma 2 rispettivamente per la scuola elemen-
122 Appendice
tare e media, per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni
educative, maggiorati del dieci per cento. Nel primo corso concorso,
bandito per il numero di posti determinato ai sensi del comma 2 dopo
l’avvio delle procedure di inquadramento di cui all’articolo 25, il 50
per cento dei posti cosi’ determinati e’ riservato a coloro che abbiano
effettivamente ricoperto per almeno un triennio le funzioni di preside
incaricato previo superamento di un esame di ammissione a loro riser-
vato. Ai fini dell’accesso al corso di formazione il predetto personale
viene graduato tenendo conto dell’esito del predetto esame di ammis-
sione, dei titoli culturali e professionali posseduti e dell’anzianita’
di servizio maturata quale preside incaricato.
4. Il periodo di formazione, di durata non inferiore a quello previsto
dal decreto di cui all’articolo 25, comma 2, comprende periodi di tiro-
cinio ed esperienze presso enti e istituzioni; il numero dei moduli di
formazione comune e specifica, i contenuti, la durata e le modalita’ di
svolgimento sono disciplinati con decreto del Ministro della pubbli-
ca istruzione, d’intesa con il Ministro per la funzione pubblica, che
individua anche i soggetti abilitati a realizzare la formazione. Con lo
stesso decreto sono disciplinati i requisiti e i limiti di partecipazione
al corso concorso per posti non coerenti con la tipologia del servizio
prestato.
5. In esito all’esame finale sono dichiarati vincitori coloro che l’han-
no superato, in numero non superiore ai posti messi a concorso, ri-
spettivamente per la scuola elementare e media, per la scuola seconda-
ria superiore e per le istituzioni educative. Nel primo corso concorso
bandito dopo l’avvio delle procedure d’inquadramento di cui all’ar-
ticolo 25, il 50 per cento dei posti messi a concorso e’ riservato al
personale in possesso dei requisiti di servizio come preside incarica-
to indicati al comma 3. I vincitori sono assunti in ruolo nel limite dei
posti annualmente vacanti e disponibili, nell’ordine delle graduatorie
definitive. In caso di rifiuto della nomina sono depennati dalla
graduatoria. L’assegnazione della sede e’ disposta sulla base dei
principi del presente decreto, tenuto conto delle specifiche esperien-
ze professionali. I vincitori in attesa di nomina continuano a svolgere
l’attivita’ docente. Essi possono essere temporaneamente utilizzati,
per la sostituzione dei dirigenti assenti per almeno tre mesi. Dall’an-
no scolastico successivo alla data di approvazione della prima
graduatoria non sono piu’ conferiti incarichi di presidenza.
6. Alla frequenza dei moduli di formazione specifica sono ammessi, nel
limite del contingente stabilito in sede di’ contrattazione collettiva,
anche i dirigenti che facciano domanda di mobilita’ professionale tra
i diversi settori. L’accoglimento della domanda e’ subordinato al-
l’esito positivo delL’esame finale relativo ai moduli frequentati.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro della pubblica istruzione, di concerto col Ministro per
la funzione pubblica sono definiti i criteri per la composizione delle
commissioni esaminatrici.
Capo III
Uffici, piante organiche, mobilita’ e accessi
Articolo 30 Passaggio diretto di personale
tra amministrazioni diverse
(Art. 33 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 13 del
d.lgs n. 470 del 1993 e poi dall’art. 18 del d.lgs n. 80 del 1998 e
successivamente modificato dall’art. 20, comma 2 della Legge n. 488
del 1999)
1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico
mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qua-
lifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda
di trasferimento. Il trasferimento e’ disposto previo consenso dell’am-
ministrazione di appartenenza.
2. I contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i
criteri generali per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1.
Articolo 31 Passaggio di dipendenti per effetto
di trasferimento di attivita’
(Art. 34 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 19 del d.lgs
n. 80 del 1998)
1. Fatte salve le disposizioni speciali, nel caso di trasferimento o
conferimento di attivita’, svolte da pubbliche amministrazioni, enti
pubblici o loro aziende o strutture, ad altri soggetti, pubblici o priva-
ti, al personale che passa alle dipendenze ditali soggetti si applicano
l’articolo 2112 del codice civile e si osservano le procedure di infor-
mazione e di consultazione di cui all’articolo 47, commi da 1 a 4, della
legge 29 dicembre 1990, n. 428.
Articolo 32 Scambio di funzionari appartenenti a Paesi diversi
e temporaneo servizio all’estero
(Art. 33-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 11 del d.lgs n.
387 del 1998)
1. Anche al fine di favorire lo scambio internazionale di esperienze
amministrative, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, a se-
guito di appositi accordi di reciprocita’ stipulati tra le amministra-
zioni interessate, d’intesa con il Ministero degli affari esteri ed il
Dipartimento della funzione pubblica, possono essere destinati a
prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche
degli Stati membri dell’Unione europea, degli Stati candidati all’ade-
sione e di altri Stati con cui l’Italia intrattiene rapporti di collabora-
zione, nonche’ presso gli organismi dell’Unione europea e le orga-
nizzazioni ed enti internazionali cui l’Italia aderisce.
2. Il trattamento economico potra’ essere a carico delle amministrazio-
ni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra
esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano
dall’unione europea o da una organizzazione o ente internazionale.
3. Il personale che presta temporaneo servizio all’estero resta a tutti
gli effetti dipendente dell’amministrazione di appartenenza. L’espe-
rienza maturata all’estero e’ valutata ai fini dello sviluppo professio-
nale degli interessati.
Articolo 33 Eccedenze di personale e mobilita’ collettiva
(Art. 35 del d.lgs n. 29 del 1993. come sostituito prima dall’art. 14 del
d.Lgs n. 470 del 1993 e dall’art. 16 del d.Lgs n. 546 del 1993 e poi
dall’art. 20 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato
dall’art. 12 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Le pubbliche amministrazioni che rilevino eccedenze di personale
sono tenute ad informare preventivamente Le organizzazioni sindaca-
li di cui al comma 3 e ad osservare le procedure previste dal presente
articolo. Si applicano, salvo quanto previsto dal presente articolo, le
disposizioni di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223, ed in particolare
l’articolo 4, comma 11 e l’articolo 5, commi 1 e 2, e successive
modificazioni ed integrazioni.
2. Il presente articolo trova applicazione quando l’eccedenza rilevata
riguardi almeno dieci dipendenti. Il numero di dieci unita’ si intende
raggiunto anche in caso di dichiarazioni di eccedenza distinte nel-
l’arco di un anno. In caso di eccedenze per un numero inferiore a 10
unita’ agli interessati si applicano le disposizioni previste dai commi
7 e 8.
3. La comunicazione preventiva di cui all’articolo 4, comma 2, della
legge 23 luglio 1991, n. 223, viene fatta alle rappresentanze unitarie
del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto
collettivo nazionale del comparto o area. La comunicazione deve con-
tenere l’indicazione dei motivi che determinano la situazione di ecce-
denza; dei motivi tecnici e organizzativi per i quali si ritiene di non
poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all’interno
della medesima amministrazione; del numero, della collocazione, del-
le qualifiche de personale eccedente, nonche’ del personale abitual-
mente impiegato, delle eventuali proposte per risolvere la situazione
di eccedenza e dei relativi tempi di attuazione, delle eventuali misure
programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale del-
l’attuazione delle proposte medesime.
4. Entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al
comma 1, a richiesta delle organizzazioni sindacali di cui al comma 3,
si procede all’esame delle cause che hanno contribuito a determinare
l’eccedenza del personale e delle possibilita’ di diversa utilizzazio-
ne del personale eccedente, o di una sua parte. L’esame e’ diretto a
verificare le possibilita’ di pervenire ad un accordo sulla ricollocazione
totale o parziale del personale eccedente, o nell’ambito della stessa
amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestio-
ne del tempo di lavoro o a contratti di solidarieta’, ovvero presso altre
amministrazioni comprese nell’ambito della Provincia e’ in quello
diverso determinato ai sensi del comma 6. Le organizzazioni sindacali
che partecipano all’esame hanno diritto di ricevere, in relazione a
quanto comunicato dall’amministrazione, le informazioni necessarie
ad un utile confronto.
5. La procedura si conclude decorsi quarantacinque giorni dalla data
del ricevimento della comunicazione di cui al comma 3, o con l’accor-
do o con apposito verbale nel quale sono riportate le diverse posizio-
ni delle parti. In caso di disaccordo, le organizzazioni sindacali pos-
sono richiedere che il confronto prosegua, per le amministrazioni dello
Stato, anche ad ordinamento autonomo, e gli enti pubblici nazionali,
presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del
Consiglio dei ministri, con L’assistenza dell’Agenzia per la rappre-
sentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - ARAN, e per le
altre amministrazioni, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto legisla-
Appendice 123
tivo 23 dicembre 1997, n. 469, e successive modificazioni ed
integrazioni. La procedura si conclude in ogni caso entro sessanta
giorni dalla comunicazione di cui al comma 1.
6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e
procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del
comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il pas-
saggio diretto ad altre amministrazioni nell’ambito della provincia o
in quello diverso che, in relazione alla distribuzione territoriale delle
amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito
dai contratti collettivi nazionali. Si applicano le disposizioni del-
l’articolo 30.
7. Conclusa la procedura di cui ai commi 3, 4 e 5, l’amministrazione
colloca in disponibilita’ il personale che non sia possibile impiegare
diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non
possa essere ricollocato presso altre amministrazioni, ovvero che non
abbia preso servizio presso La diversa amministrazione che, secondo
gli accordi intervenuti ai sensi dei commi precedenti, ne avrebbe con-
sentito la ricollocazione.
8. Dalla data di collocamento in disponibilita’ restano sospese tutte
le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il Lavoratore ha dirit-
to ad un’indennita’ pari all’80 per cento dello stipendio e
dell’indennita’ integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi al-
tro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata mas-
sima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell’indennita’ sono
riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla
pensione e della misura della stessa. E’ riconosciuto altresi’ il diritto
all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-
legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge
13 maggio 1988, n. 153, e successive modificazioni ed integrazioni.
Articolo 34 Gestione del personale in disponibilita’
(Art. 35-bis del d.lgs n. 29 del 1993,aggiunto dall’art. 21 del d.lgs n.
80 del 1998)
1. Il personale in disponibilita’ e’ iscritto in appositi elenchi.
2. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo
e per gli enti pubblici non economici nazionali, il Dipartimento della
funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri forma
e gestisce l’elenco, avvalendosi anche, ai fini della riqualificazione
professionale del personale e della sua ricollocazione in altre ammini-
strazioni, della collaborazione delle strutture regionali e provinciali
di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e realizzando
opportune forme di coordinamento con l’elenco di cui al comma 3.
3. Per le altre amministrazioni, l’elenco e’ tenuto dalle strutture re-
gionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997,
n. 469, e successive modificazioni ed integrazioni, alle quali sono
affidati i compiti di riqualificazione professionale e ricollocazione
presso altre amministrazioni del personale. Le leggi regionali previ-
ste dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, nel provvedere
all’organizzazione del sistema regionale per l’impiego, si adeguano
ai principi di cui al comma 2.
4. Il personale in disponibilita’ iscritto negli appositi elenchi ha
diritto all’indennita’ di cui all’articolo 33, comma 8, per la durata
massima ivi prevista. La spesa relativa grava sul bilancio dell’ammi-
nistrazione di appartenenza sino al trasferimento ad altra amministra-
zione, ovvero al raggiungimento del periodo massimo di fruizione
dell’indennita’ di cui al medesimo comma 8. Il rapporto di lavoro si
intende definitivamente risolto a tale data, fermo restando quanto pre-
visto nell’articolo 33. Gli oneri sociali relativi alla retribuzione go-
duta al momento del collocamento in disponibilita’ sono corrisposti
dall’amministrazione di appartenenza all’ente previdenziale di riferi-
mento per tutto il periodo della disponibilita’.
5. I contratti collettivi nazionali possono riservare appositi fondi per
la riqualificazione professionale del personale trasferito ai sensi del-
l’articolo 33 o collocato in disponibilita’ e per favorire forme di
incentivazione alla ricollocazione del personale, in particolare me-
diante mobilita’ volontaria.
6. Nell’ambito della programmazione triennale del personale di cui
all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni ed integrazioni, le nuove assunzioni sono subordinate
alla verificata impossibilita’ di ricollocare il personale in
disponibilita’ iscritto nell’apposito elenco.
7. Per gli enti pubblici territoriali le economie derivanti dalla minore
spesa per effetto del collocamento in disponibilita’ restano a dispo-
sizione del loro bilancio e possono essere utilizzate per la formazione
e la riqualificazione del personale nell’esercizio successivo.
8. Sono fatte salve le procedure di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, relative al collocamento in disponibilita’ presso gli
enti locali che hanno dichiarato il dissesto.
Articolo 35 Reclutamento del personale
(Art. 36, commi da 1 a 6 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti prima
dall’art. 17 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 22 del d.lgs n. 80
del 1998, successivamente modificati dall’art. 2, comma 2-ter del de-
creto legge 17 giugno 1999, n. 180 convertito con modificazioni dalla
legge n. 269 del 1999; Art. 36-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto
dall’art. 23 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato
dall’art. 274, comma 1, lett. aa) del d.lgs n. 267 del 2000)
1. L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con con-
tratto individuale di lavoro:
a) tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte
all’accertamento della professionalita’ richiesta, che garantiscano in
misura adeguata l’accesso dall’esterno;
b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai
sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali
e’ richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi
gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalita’.
2. Le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbli-
che, aziende ed enti pubblici dei soggetti di cui alla legge 12 marzo
1999, n. 68, avvengono per chiamata numerica degli iscritti nelle liste
di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della
compatibilita’ della invalidita’ con le mansioni da svolgere. Per il
coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze armate, delle
Forze dell’ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del per-
sonale della Polizia municipale deceduto nell’espletamento del ser-
vizio, nonche’ delle vittime del terrorismo e della criminalita’ orga-
nizzata di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, e successive
modificazioni ed integrazioni, tali assunzioni avvengono per chiama-
ta diretta nominativa.
3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si
conformano ai seguenti principi:
a) adeguata pubblicita’ della selezione e modalita’ di svolgimento
che garantiscano l’imparzialita’ e assicurino economicita’ e celerita’
di espletamento, ricorrendo, ove e’ opportuno, all’ausilio di sistemi
automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione;
b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare
il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in rela-
zione alla posizione da ricoprire;
c) rispetto delle pari opportunita’ tra lavoratrici e lavoratori;
d) decentramento delle procedure di reclutamento;
e) composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di pro-
vata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle
amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano
componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione,
che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti
sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindaca-
li o dalle associazioni professionali.
4. Le determinazioni relative all’avvio di procedure di reclutamento
sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della
programmazione triennale del fabbisogno di personale deliberata ai
sensi dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e succes-
sive modificazioni ed integrazioni. Per le amministrazioni dello Sta-
to, anche ad ordinamento autonomo, l’avvio delle procedure e’ su-
bordinato alla previa deliberazione del Consiglio dei ministri adot-
tata ai sensi dell’articolo 39, comma 3, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e successive modificazioni ed integrazioni.
5. I concorsi pubblici per le assunzioni nelle amministrazioni dello
Stato e nelle aziende autonome si espletano di norma a livello regio-
nale. Eventuali deroghe, per ragioni tecnico-amministrative o di
economicita’, sono autorizzate dal Presidente del Consiglio dei mi-
nistri. Per gli uffici aventi sede regionale, compartimentale o provin-
ciale possono essere banditi concorsi unici circoscrizionali per l’ac-
cesso alle varie professionalita’.
6. Ai fini delle assunzioni di personale presso la Presidenza del Con-
siglio dei ministri e le amministrazioni che esercitano competenze
istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia, di
giustizia ordinaria, amministrativa, contabile e di difesa in giudizio
dello Stato, si applica il disposto di cui all’articolo 26 della legge 1
febbraio 1989, n. 53, e successive modificazioni ed integrazioni.
7. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi degli enti
locali disciplina le dotazioni organiche, le modalita’ di assunzione
agli impieghi, i requisiti di accesso e le procedure concorsuali, nel
rispetto dei principi fissati dai commi precedenti.
Articolo 36 Forme contrattuali flessibili di assunzione
e di impiego del personale
(Art. 36, commi 7 ed 8 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti prima
dall’art. 17 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 22 del d.lgs n. 80
del 1998)
124 Appendice
1. Le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle disposizioni sul
reclutamento del personale di cui ai commi precedenti, si avvalgono
delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del per-
sonale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro
subordinato nell’impresa. I contratti collettivi nazionali provvedo-
no a disciplinare la materia dei contratti a tempo determinato, dei con-
tratti di formazione e lavoro, degli altri rapporti formativi e della
fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo, in applicazione di quan-
to previsto dalla legge 18 aprile 1962, n. 230, dall’articolo 23 della
legge 28 febbraio 1987, n. 56, dall’articolo 3 del decreto legge 30
ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
dicembre 1984, n. 863, dall’articolo 16 del decreto legge 16 maggio
1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994,
n. 451, dalla legge 24 giugno 1997, n. 196, nonche’ da ogni succes-
siva modificazione o integrazione della relativa disciplina.
2. In ogni caso, la violazione di disposizioni imperative riguardanti
l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche am-
ministrazioni, non puo’ comportare la costituzione di rapporti di la-
voro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministra-
zioni, ferma restando ogni responsabilita’ e sanzione. Il lavoratore
interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla presta-
zione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. Le ammini-
strazioni hanno l’obbligo di recuperare le somme pagate a tale titolo
nei confronti dei dirigenti responsabili, qualora la violazione sia
dovuta a dolo o colpa grave.
Articolo 37 Accertamento delle conoscenze informatiche e di
lingue straniere nei concorsi pubblici
(Art. 36-ter del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 13 del d.lgs n.
387 del 1998)
1. A decorrere dal 1 gennaio 2000 i bandi di concorso per l’accesso
alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, preve-
dono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature
e delle applicazioni informatiche piu’ diffuse e di almeno una lingua
straniera.
2. Per i dirigenti il regolamento di cui all’articolo 28 definisce il
livello di conoscenza richiesto e le modalita’ per il relativo accerta-
mento.
3. Per gli altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato, con rego-
lamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23
agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed integrazioni, su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sono stabiliti i
livelli di conoscenza, anche in relazione alla professionalita’ cui si
riferisce il bando, e le modalita’ per l’accertamento della conoscenza
medesima. Il regolamento stabilisce altresi’ i casi nei quali il comma
1 non si applica.
Articolo 38 Accesso dei cittadini degli Stati membri della
Unione europea
(Art. 37 d.lgs n.29 del 1993, come modificato dall’art. 24 del d.lgs n.
80 del 1998)
1. I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea possono accede-
re ai posti di lavoro presso te amministrazioni pubbliche che non
implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non
attengono alla tutela dell’interesse nazionale.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi del-
l’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni ed integrazioni, sono individuati i posti e le funzioni
per i quali non puo’ prescindersi dal possesso della cittadinanza ita-
liana, nonche’ i requisiti indispensabili all’accesso dei cittadini di
cui al comma 1.
3. Nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comu-
nitario, all’equiparazione dei titoli di studio e professionali si prov-
vede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato
su proposta dei Ministri competenti. Con eguale procedura si stabi-
lisce l’equivalenza tra i titoli accademici e di servizio rilevanti ai fini
dell’ammissione al concorso e della nomina.
Articolo 39 Assunzioni obbligatorie delle categorie protette
e tirocinio per portatori di handicap
(Art. 42 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 19 del d.lgs
n. 546 del 1993 e modificato prima dall’art. 43, comma 1 del d.lgs n. 80
del 1998 e poi dall’art. 22, comma 1 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche promuovono o propongono program-
mi di assunzioni per portatori di handicap ai sensi dell’articolo 11
della legge 12 marzo 1999, n. 68, sulla base delle direttive impartite
dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della fun-
zione pubblica e dai Ministero del lavoro, della salute e delle politi-
che sociali, cui confluisce il Dipartimento degli affari sociali della
Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 45, comma
3 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 con le decorrenze
previste dall’articolo 10, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 lu-
glio 1999, n. 303.
Finito di stampare nel mese di agosto 2002
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anche se curati con scrupolosa attenzione.Fax 0825. 0825.it Tutti i diritti sono riservati.La presente edizione è stata chiusa in redazione il 10 luglio 2002 a cura della redazione © 2002 .828066 . 13 .so Europa. non possono comportare specifiche responsabilità per involontari errori o inesattezze .83031 Ariano Irpino (AV) Per informazioni: Servizio Clienti Tel. amministrazione e redazione: C. È vietata la riproduzione anche parziale e con qualsiasi strumento. I testi e l’elaborazione dei testi.825849 email: edipress@libero.Edipress sas Sede legale.

...............................La Pubblica Amministrazione 1............4.......... La Pubblica Amministrazione .......... 65 .................................................... 1................... 7 Capitolo 1 .......................Internet 4........... 55 Capitolo 4 ...5.... 15 Pubblicità della selezione sui Bollettini Ufficiali............. 34 1...........6..... 11 Il bando di concorso e il modello di domanda ..............2..1...... .....I Mass Media 3..... I Giornali di annunci ........ I Mass Media ........... Internet ........Indice 5 INDICE Premessa ............1......... 36 Capitolo 2 .....1. 1................................... 1.. Le Agenzie di lavoro interinale .......notificazione... 1......Il Lavoro Interinale 2..... 33 Contenuto delle prove d’esame............... preparazione e svolgimento.... 55 3...3... 11 La Gazzetta Ufficiale e il Bollettino Ufficiale............ 41 Capitolo 3 .2...... Contestazione dei risultati in un concorso .........1..........

487 del 9/5/1994 (“Regolamento sulle modalità di svolgimento dei concorsi pubblici”).......... 71 5.... 72 Capitolo 6 ......2.....165 del 30/3/2001 (estratto) (“Norme sul lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione ”) ...... 77 Appendice D................. 99 D.... 105 D........ n.... n...... n..... Il Panorama del lavoro..... La new economy .................. 115 . Le Aziende ....................R....1............R......68 del 12/3/1999 (“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”) ...P.................. 91 L..Le Aziende 6..... 445 del 28/12/2000 (“Testo Unico in materia di documentazione amministrativa”) ............... Lgs.................1..6 Indice Capitolo 5 ........... n......Il Panorama del lavoro 5.......P.....

abbiamo pensato immediatamente all’impianto da dare a quest’opera e ci siamo subito resi conto della difficoltà di condensare in un libro. né tanto meno miravamo a un libro per la preparazione ad un concorso pubblico. La Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione. quotidianamente. si ha un’idea più chiara di quello che abbiamo appena detto. e consente a tutti i cittadini. Allo stesso tempo. Internet e le Aziende sono le fonti dalle quali traiamo le informazioni. allo stesso tempo. abbiamo voluto percorrerne l’iter. le informazioni necessarie per la ricerca di un lavoro.Premessa Alcuni mesi fa. la nostra redazione compie nella ricerca delle fonti per la composizione dei nostri bollettini di informazione sul lavoro: “Dimensione Lavoro”. che lo stesso attraversa: dalla pubblicazione. è il mondo delle amministrazioni centrali e di quelle locali. non soltanto le informazioni basilari per ricercare un lavoro. con determinati requisiti. alla cono- . che apre questo libro. i Mass Media. Un’opera che contenesse. Attraverso l’analisi di un concorso. quando è nata l’idea di questo libro. l’unica percorribile e in grado di dare un’organicità a quello che avevamo in mente e che ritenevamo la più utile per i nostri lettori. In altre parole. “La Domanda” e “Diario lavoro”. non volevamo renderla un’opera didattica o accademica. ci siamo trovati di fronte a una scelta obbligata ma. Se si scorre l’indice. che passando al nostro vaglio. a pagina 5. di accedere alle carriere pubbliche. le Agenzie di lavoro interinale. sono pubblicate sui nostri giornali e arrivano fino a voi. Una volta escluse tutte queste ipotesi. mettere per iscritto quello che. ma anche le indicazioni per concretamente trovarne uno. realmente pubblicato in Gazzetta.

I capitoli dedicati ai mass media. Le modifiche più importanti sono riportate nelle note ai vari capitoli del libro. fino al momento in cui scriviamo. A proposito di questo primo capitolo. confidiamo nello sforzo del Parlamento a indirizzarli in un miglioramento dell’occupazione. senza alcuna diminuzione dei diritti fondamentali dei lavoratori. Non conoscendo quali e quanti saranno i vincoli che verranno soppressi. per conoscere nello specifico: le norme che disciplinano le modalità di un concorso pubblico. la Redazione . il lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. vi consentirà una lettura aggiornata delle disposizioni legislative. senza alcuna nota correttiva per le eventuali modifiche apportate negli anni. allo svolgimento delle prove. a cui indirizzare il curriculum vitae. eliminando vari vincoli a cui sono soggetti i cosiddetti “job center” verso una maggiore “privatizzazione” del lavoro.scenza attraverso i mezzi predisposti. Terminiamo con uno strumento per la flessibilità del lavoro. Il capitolo dedicato a questa nuova formula analizza il funzionamento del sistema. non casuale. mentre l’ordine conseguenziale. di recente entrata nella normativa vigente italiana: il lavoro interinale. con un’analitica catalogazione dei maggiori mezzi di comunicazione e circa 100 recapiti di aziende. al momento in cui scriviamo. la documentazione amministrativa. a internet e alle aziende sono la parte concreta del libro. delle leggi in appendice. abbiamo inserito un’appendice normativa. Le norme pubblicate sono corrispondenti al testo promulgato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta. su tutto il territorio nazionale. alla contestazione delle stesse. è intenzione dell’attuale Governo in carica di riformare il precedente testo legislativo. Dalle recenti esternazioni del Ministro del lavoro. cioè agli inizi di luglio.

Capitolo 1 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE .

.

che la Pubblica Amministrazione deve compiere.” Così recita l’art 1. ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative. diretti anche a realizzare forme di preselezione. “Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato. ove è opportuno.ro 80 del 1998. tutti gli enti pubblici non economici nazionali. all’ausilio di sistemi automatizzati. In ultimo.Lgs. le Provincie. 1 del D. gli Istituti autonomi case popolari. le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale. e loro consorzi e associazioni. 36 del D. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. della loro preparazione e del loro svolgimento. le istituzioni universitarie. n. produzione e presentazione della domanda. ricorrendo. compilazione. Le pagine che seguono vi condurranno alla conoscenza dell’iter di un concorso pubblico attraverso l’analisi minuziosa delle varie fasi di: reperimento del bando. le aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo.ro 29 del 3 febbraio 1993 come modificato dall’art. n. Lgs.1. le amministrazioni. le Regioni. le Comunità montane. 1. regionali e locali. daremo uno sguardo alla sfortunata eventualità di esclusione dal concorso e l’iter per contestare i risultati. del Decreto legislativo n.2. il testo normativo che ha rivoluzionato il lavoro pubblico. le Camere di commercio. .…” L’inizio del comma 3 dell’art. i Comuni. notificazione e contenuto delle prove di esame. comma 2. LA GAZZETTA UFFICIALE E IL BOLLETTINO UFFICIALE. per portare a conoscenza degli interessati le assunzioni messe a concorso.ro 29/1993 evidenzia il primo passo. “Le procedure di reclutamento nella pubblica amministrazione si conformano ai seguenti principi: a)adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento. artigianato e agricoltura e loro associazioni. industria.La Pubblica Amministrazione 11 1.

Si tenga presente che molti dei concorsi. i decreti del Presidente della Giunta . Sul frontespizio sono indicati i concorsi “Di particolare evidenza in questo numero”. per non ritrovarsi di fronte alla cruda realtà di veder sfumare la partecipazione al concorso per invalidità della domanda. come le cancellerie dei tribunali o gli uffici comunali o qualunque altro posto adibito alla consultazione gratuita. La prima è edita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e il secondo dalle singole Regioni. La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana si può comprare in edicola e nelle librerie concessionarie .12 La Pubblica Amministrazione I mezzi predisposti a questa funzione sono principalmente due: la Gazzetta Ufficiale e il Bollettino Ufficiale. sono completi del bando di concorso e relativo modello di domanda e nella maggior parte dei casi fanno decorrere il dies a quo ( cioè il giorno a partire dal quale è possibile inviare la domanda e che non si computa nel termine stesso) solo dalla pubblicazione per estratto in Gazzetta Ufficiale.dell’Istituto Poligrafico. oppure è possibile consultare gratuitamente le G.integralmente o in sunto . Questo decorrere del tempo è importante.riportate nelle ultime pagine della versione cartacea della Gazzetta stessa oppure chiamando il numero verde 800 864035 . ne erano e ne .U. che sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale. pubblicate negli ultimi 60 giorni sul sito internet: www. perché era quasi impossibile comprarlo nei punti vendita come le edicole e di trovarlo nei luoghi dove ragionevolmente si pensava che fosse. Il reperimento del Bollettino Ufficiale fino a qualche tempo fa è stato arduo.gazzettaufficiale. Il Bollettino Ufficiale delle Regioni contiene tutte le leggi e i regolamenti del Consiglio e della Giunta Regionale.parte prima” della Gazzetta e sono pubblicati il martedì e il venerdì di ogni settimana.it. dalle aziende ospedaliere presenti sul territorio della regione stessa. Il Bollettino Ufficiale è pubblicato settimanalmente.che possono interessare la generalità dei cittadini e nella sua terza parte contiene i concorsi che sono pubblicizzati dagli enti locali. dalle comunità montane. I concorsi ed esami sono inseriti nella “4^ serie speciale .

Z.ro verde 800 864035 Nel frontespizio sono inseriti i concorsi di maggiore rilievo su quel numero. .it L’I. è di € 1. oppure è consultabile gratuitamente sul sito: www. chiamando il centralino 06/85081 oppure il n.gazzettaufficiale.P. Il costo di ogni numero della G.U. nelle librerie convenzionate con l’I. ha dedicato la “4^ serie speciale” della Gazzetta per la pubblicazione dei Concorsi ed Esami.S.U.U.La Pubblica Amministrazione 13 Si può comprare in edicola.50 a partire dallo 01/01/2002.S.P. dei Concorsi ed Esami è pubblicata il martedì e il venerdì di ogni settimana È possibile avere informazioni più dettagliate sulla G. Sono pubblicati tutti i concorsi e le prove d’esame della Pubblica Amministrazione La G.Z.

nomedellaregione. il giorno di pubblicazione cambia da regione a regione .it.regione. Pubblicazione settimanale.14 La Pubblica Amministrazione La consultazione gratuita può essere fatta sul sito della regione competente: www. E sono indicati anche gli indirizzi per la consultazione gratuita della versione cartacea.

it.3. e si può trovare anche una guida sui luoghi predisposti alla consultazione cartacea del Bollettino. c) mediante chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste costituite dagli appartenenti alle categorie protette di cui al titolo 1 della legge 2 aprile 1968. all’indirizzo: www. oggi quasi tutte offrono la possibilità di una consultazione gratuita del bando integrale. Il concorso pubblico deve svolgersi con modalità che ne garantiscano la imparzialità.nome dellaregione. ove necessario. all’ausilio di sistemi automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione ed a selezioni decentrate per circoscrizioni territoriali. 1. b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento tenute dagli uffici circoscrizionali del lavoro che siano in possesso del titolo di studio richiesto dalla normativa vigente al momento della pubblicazione dell’offerta di lavoro. “Art.La Pubblica Amministrazione 15 sono sprovvisti. avvalendosi anche di sistemi automatizzati. 1.regione. 1. ricorrendo. n. IL BANDO DI CONCORSO E IL MODELLO DI DOMANDA. L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche avviene: a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami. l’economicità e la celerità di espletamento. per titoli ed esami. per titoli. 482 e successive modifiche ed integrazioni. Modalità di accesso. Con l’avvento di internet le regioni hanno fatto passi da gigante. per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria. . 2.

Il bando inizia con l’indicazione dell’amministrazione che lo ha indetto. dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi”. 554. e continua con un grassetto che mette in evidenza: i posti e le modalità di assunzione dell’organo che provvederà all’inserimento nel proprio organigramma. n. . è il bando a comunicare con quale di queste forme bisognerà cimentarsi. analizzando nel dettaglio un concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Proviamo insieme a leggere un bando di concorso. di cui alla legge 29 dicembre 1988. Con le medesime procedure e modalità. individuando. La disciplina del DPR 487/1994 ha regolato tutte le fasi del concorso pubblico. 1 del DPR n.16 La Pubblica Amministrazione 3.ro 487 del 9 maggio 1994: “ Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi. ce ne sono alcuni anche per estratto. Il bando di concorso è il “libretto d’istruzione”. Iniziamo il nostro viaggio con un esempio pratico. non tutti i bandi sono pubblicati per intero in Gazzetta. una precisazione. sono quelli degli enti locali e delle unità sanitarie. 1. di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo è reclutato il personale a tempo parziale. le modalità di accesso a seconda dell’amministrazione dello Stato. e possono essere rintracciati solo sui Bollettini Ufficiali regionali o sulle pagine web dei siti ufficiali della pubblica amministrazione. che indice il concorso. così come avete avuto modo di leggere nel disposto del comma 1 dell’art. all’interno del quale è possibile trovare tutte le informazioni che vi porteranno alla formulazione della domanda di partecipazione e alle prove d’esame. Prima di iniziare. Il concorso può essere solo per esami o solo per titoli o per titoli ed esami o per corso-concorso o per selezione. nel caso di specie: “L’ Università “Federico II” di Napoli” .” È questo il disposto dell’art.

Presentazione delle domande di ammissione. in questo caso. In alcuni casi. che così recita: “Art. Non sempre il bando è integrato dal modello di domanda. 4. Questo è possibile nei casi in cui la domanda sia presentata in carta semplice. integrato. è previsto un modello predisposto direttamente dall’amministrazione competente ma rintracciabile anche nelle sedi dislocate sul territorio nazionale (vedi esempio: concorso per 350 uditori giudiziari pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. il modello era riportato in allegato ma si poteva ritirare anche presso le procure della Repubblica). La domanda di ammissione è disciplinata dall’art. Le domande di ammissione al concorso. modificato negli anni il concorso in questione. importante per avere un’idea chiara delle regole che disciplinano sia l’accesso nelle amministrazioni pubbliche sia le norme di disciplina interna delle singole amministrazioni.ro 21 del 15/3/2002. redatte in carta semplice. oltre alle norme in materia di documentazione amministrativa. 4 del DPR 487/ 1994. è importante risalire agli articoli che ne determinano la composizione.La Pubblica Amministrazione 17 Segue l’indicazione in ordine cronologico di tutte le norme che hanno istituito. devono essere indirizzate e presentate direttamente o a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento alla Presidenza . 1. Le singole norme sono richiamate per estremi così è possibile ricercarne i testi.

*Controllare con attenzione la dicitura nei bandi. quello del comandante del reparto presso il quale prestano servizio”. Per i candidati dipendenti da pubbliche amministrazioni è sufficiente il visto del capo dell’ufficio presso cui prestano servizio. 6. con esclusione di qualsiasi altro mezzo. per i militari.ro 15 del 4/1/1968 recante: “Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme”. L’amministrazione non assume responsabilità per la dispersione di comunicazioni dipendente da inesatte indicazioni del recapito da parte del concorrente oppure da mancata o tardiva comunicazione del cambiamento dell’indirizzo indicato nella domanda.Lgs.18 La Pubblica Amministrazione del Consiglio dei Ministri — Dipartimento della funzione pubblica — per i concorsi unici e all’amministrazione competente negli altri casi. 77 del D. La firma da apporre in calce alla domanda deve essere autenticata. nè per eventuali disguidi postali o telegrafici o comunque imputabili a fatto di terzi. La data di spedizione delle domande è stabilita e comprovata dal timbro a data dell’ufficio postale accettante*. . i candidati sono tenuti a fornire.A. n. 3. 2. è stata in vigore fino al 6/3/2001. 20 della legge 4 gennaio 1968. da uno dei pubblici ufficiali di cui all’art. entro il termine perentorio di giorni trenta dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. a caso fortuito o forza maggiore. a pena di esclusione.ro 445 del 28/12/2000. 15**. 5. 4. La domanda deve essere redatta secondo lo schema che viene allegato al bando di concorso. inserire un termine massimo oltre la scadenza del concorso entro il quale dovranno pervenire le raccomandate anche se il timbro postale riporta una data antecedente alla scadenza del concorso stesso. dato che non è infrequente da parte della P. n. riportando tutte le indicazioni che. L’intero provvedimento è stato abrogato dall’art. **La legge n. secondo le norme vigenti.

da leggere con attenzione per evitare di produrre una domanda. La raccomandazione iniziale è quella di scrivere la domanda a macchina o a stampatello. delle quali deve essere specificata la natura (dichiarazione da rendersi anche se negativa. l’indirizzo del destinatario: “All’Università degli studi di Napoli Federico II . F) gli eventuali procedimenti penali in corso. ovvero i motivi della non iscrizione o della cancellazione dalle liste medesime. e riporre su di essa delle speranze. G) il titolo di studio e l’eventuale diploma di qualifica professionale . per una maggiore leggibilità. normalmente.Corso Umberto I . “Requisiti di partecipazione” e “Domanda di partecipazione”. La prima cosa da analizzare è l’articolo dei “requisiti di partecipazione”. i primi tre articoli del bando che determinano quanto detto sopra e cioè gli articoli con le didascalie: “Posti a concorso”. B) data. da indicare anche se sia stata concessa amnistia. condono o perdono giudiziale). oppure con un computer che la renda ancora più leggibile. E) le eventuali condanne penali riportate. D) il comune in cui è iscritto nelle liste elettorali. Nella domanda i candidati dovranno indicare: A) cognome e nome. Una volta accertato di avere tutti i requisiti richiesti si passa alla formulazione della domanda. luogo di nascita e codice fiscale.80138 Napoli”. indulto. per un concorso al quale non si poteva partecipare per mancanza di uno o più requisiti. come prima cosa. Si ricerca.La Pubblica Amministrazione 19 Sono. la cittadinanza e le altre indicazioni qui di seguito riportate: “2. Si continua con i dati personali. C) il possesso della cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione europea (sono equiparati ai cittadini dello Stato italiano gli italiani non appartenenti alla Repubblica). dei quali deve essere specificata la natura (dichiarazione da rendersi anche se negativa).

ai sensi della vigente normativa. 1859 del 31 dicembre 1962. . L’omissione della relativa dichiarazione. indicando l’avvenuta equipollenza del proprio titolo di studio con quello italiano. I candidati portatori di handicap dovranno specificare nella domanda di partecipazione. come previsto dal presente bando. I) di aver prestato ovvero di non aver prestato servizio presso pubbliche amministrazioni e le cause di risoluzione di eventuali precedenti rapporti d’impiego (dichiarazione da rendersi anche se negativa. H) la propria posizione nei riguardi degli obblighi militari. N) il possesso di eventuali titoli di preferenza tra quelli previsti dal bando di concorso. l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap nonché l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove di esame. e di avere un’adeguata conoscenza della lingua italiana.20 La Pubblica Amministrazione o attestato di qualifica. ovvero i motivi del mancato godimento. se la dichiarazione è positiva elencare i servizi prestati). anteriormente all’entrata in vigore della legge n. M) di avere l’idoneità fisica all’impiego. con l’indicazione della votazione. dell’anno e dell’istituto presso il quale è stato conseguito. altresì. I candidati cittadini degli Stati membri dell’Unione europea dovranno dichiarare. comporta l’inapplicabilità dei benefici conseguenti al possesso del titolo di preferenza. Possiede il requisito della scuola dell’obbligo anche chi ha conseguito la licenza elementare. I candidati che hanno conseguito il titolo di studio all’estero dovranno allegare il titolo di studio tradotto e autenticato dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare italiana. da rendere in conformità allo schema esemplificativo. L) di non essere stato destituito dall’impiego presso una pubblica amministrazione o licenziato per giusta causa o giustificato motivo soggettivo (dichiarazione da rendersi anche in assenza di rapporti di impiego presso pubbliche amministrazioni). di godere dei diritti civili e politici anche negli Stati di appartenenza o di provenienza.

... e...... .................... posizione economica B3........... Punto A ............. a………………………… (provincia di ) ................................... Il…………………….......... (provincia di ) . a dieci posti di categoria B.... tel……………………...... via . 02/10................. a……………………… (provincia di…............ al concorso pubblico.............. ) il…………… ............... Chiede di essere ammess.........................a.......... sottoscritt…......... per esami.......... ... Punto B nat...... nelle liste elettorali del comune di......................................... 445/2000 per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci.mail .... c.................. Punto D 3) di essere iscritt......................... area servizi generali e tecnici per le aule didattiche informatizzate dell'Università degli studi "Federico II" di Napoli (cod............... dichiara sotto la propria responsabilità: 1) di essere nat. sottoscritt.. 76 del decreto del Presidente della Repubblica n............ e residente in…………………………………….p………...............................codice fiscale........ rif....... 02/10)...........l.......................... Punto C 2) di essere cittadin..consapevole delle sanzioni penali previste dall'art.l......................... italian.....La Pubblica Amministrazione 21 Indirizzo a cui inviare la domanda All'Università degli studi di Napoli Federico II Corso Umberto I 80138 Napoli Oggetto: concorso codice di riferimento n.

.. sito in via/piazza……………………………………......................................... Punto I 8) di aver prestato i seguenti servizi presso pubbliche amministrazioni/di non aver prestato alcun servizio presso pubbliche amministrazioni............ condono o perdono giudiziale).............. ovvero diploma di istruzione secondaria di secondo grado conseguito in data………………......................... indulto................................. Punto G 6) di essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado conseguito in data…………........ presso ......... sito in via/piazza . ............ 845/1978 conseguito in data…………... ... presso……………… sito in via/piazza..... con giudizio di………...22 La Pubblica Amministrazione Punto E 4) di non aver riportato condanne penali/di aver riportato le seguenti condanne penali: (da indicarsi anche se sia stata concessa amnistia...................................... e del diploma di qualifica professionale o attestato di qualifica rilasciato ai sensi della legge n......................................... . Presso ................. Punto H 7) di essere nella seguente posizione per quanto riguarda gli obblighi militari....... Punto F 5) di non avere procedimenti penali in corso/di avere i seguenti procedimenti penali in corso............... con voto…………………................

. esprime il proprio consenso/dissenso alla diffusione e comunicazione dei propri dati personali a soggetti estranei al procedimento concorsuale. città.La Pubblica Amministrazione 23 Punto L 9) di non essere stat. sottoscritt..l.. se diverso dalla residenza. altresì: 1) il versamento del prescritto contributo per la partecipazione al concorso (allegare ricevuta). dall'impiego presso una pubblica amministrazione ovvero licenziat. Punto M 10) di essere in possesso dell'idoneità fisica all'impiego.. sottoscritt. Punto N 11) di non essere/di essere portatore di handicap ed aver necessità del seguente ausilio o tempi aggiuntivi. dichiara di aver preso visione del presente bando e di essere a conoscenza di tutte le prescrizioni e condizioni previste dal medesimo.. ... per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. 2) la residenza del candidato (indicare via.. 3) la dichiarazione dell’impegno a segnalare le variazioni di recapito che dovessero intervenire successivamente.. Dalla domanda deve risultare.” Punto 1 Si allega ricevuta del versamento di   ... destituit. provincia e numero telefonico) e il recapito ai fini di ogni eventuale comunicazione relativa al concorso.. .... c.. numero civico.a.l...p..

Data.  concorso. Firma .

.. nat.... 3) invalidi e mutilati civili o....24 La Pubblica Amministrazione Punto 2 e 3 Recapito cui indirizzare eventuali comunicazioni (il candidato si impegna a segnalare successive variazioni dello stesso): telefono n. di aver diritto ... ai sensi della vigente normativa.. ) il……………… codice fiscale ………………………………... 76 del decreto del Presidente della Repubblica n.. via ………………………………………… tel……………………………… e-mail ……………………… consapevole delle sanzioni penali previste dall’art..alla preferenza in quanto appartenente ad una o più delle seguenti categorie (A): 1) mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato o. . ..... 445/2000 per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci...……………………………………………….. a pena di inapplicabilità dei benefici conseguenti al possesso dei titoli stessi... ) c...... 2) genitore con riguardo al numero di figli a carico (B) o..a parità di punteggio nella graduatoria generale del concorso in oggetto .l. a…………………………………… (provincia di….... Dichiara sotto la propria responsabilità. All’Università degli Studi di Napoli Federico II Corso Umberto I 80138 Napoli Oggetto: concorso codice di riferimento n.. da allegarsi alla domanda di partecipazione al concorso (da inviare in carta semplice). alla presente istanza Allegato 2 Schema di autocertificazione comprovante il possesso dei titoli di preferenza.p……………... 4) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito a termine della ferma o rafferma o.. La dichiarazione relativa al possesso di eventuali titoli di preferenza tra quelli previsti dal bando di concorso va allegata.. 02/10.. ...a. e residente in……………………………(provincia di…... sottoscritt.

Firma ______________ .o Data……………..La Pubblica Amministrazione 25 5) disoccupati con particolare riguardo all’anzianità di iscrizione nelle apposite liste dei centri per l’impiego (C).

o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali. anche contestuali all’istanza. decesso del coniuge. di formazione. h) nascita del figlio. b) residenza. d) godimento dei diritti civili e politici. g) esistenza in vita. esami sostenuti. vedovo o stato libero. n) qualifica professionale posseduta. coniugato. che con la precedente normativa dovevano essere allegati al modello. Per sapere quali sono leggiamo quanto disposto dagli artt. sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni i seguenti stati. p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto.26 La Pubblica Amministrazione L’allegato 2 su citato. della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria. i) iscrizione in albi. m) titolo di studio. di aggiornamento e di qualificazione tecnica. Dichiarazioni sostitutive di certificazioni” 1. n. f) stato di famiglia. . 46 e 47 del D. e) stato di celibe. q) possesso e numero del codice fiscale. fa riferimento ai documenti e agli atti sostitutivi da presentare nei modi previsti dal bando.ro 445 del 28/12/2000 : “Articolo 46. di abilitazione. qualità personali e fatti: a) data e il luogo di nascita. registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni. l) appartenenza a ordini professionali. c) cittadinanza.Lgs. titolo di specializzazione. Sono comprovati con dichiarazioni. soprattutto in sostituzione dei documenti. dell’ascendente o discendente.

s) qualità di pensionato e categoria di pensione. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica. Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà” 1. *Articolo 38 . qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all’articolo 38*. ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato. u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche. bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali. cc) qualità di vivenza a carico. 2. di curatore e simili. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se sottoscritte mediante la firma digitale o quando il sottoscrittore è identificato dal sistema informatico con l’uso della carta di identità elettronica 3.” “Articolo 47. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presen- . ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio.La Pubblica Amministrazione 27 r) stato di disoccupazione. di tutore. dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile. t) qualità di studente. di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa. v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo. L’atto di notorietà concernente stati. Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze 1. aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione. z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari.

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La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza. 3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espressamente indicati nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. 4. Salvo il caso in cui la legge preveda espressamente che la denuncia all’Autorità di Polizia Giudiziaria è presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di documenti di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità personali dell’interessato, lo smarrimento dei documenti medesimi è comprovato da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva.” È da tener presente così come specificato nella stessa domanda, che eventuali false dichiarazioni saranno perseguite a norma di legge così come specificato nell’art. 76 del D.Lgs. n.ro 445/2000: “Articolo 76. Norme penali* 1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. 2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso.
za del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate per via telematica; nei procedimenti di aggiudicazione di contratti pubblici, detta facoltà è consentita nei limiti stabiliti dal regolamento di cui all’articolo 15, comma 2 della legge 15 marzo 1997, n.59. *art. 483 del codice penale: Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale (p. 357), in un atto pubblico (p. 491-bis , 492), fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni . Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.

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3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’articolo 4**, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale. 4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte.” Terminiamo questa analisi con la firma, che deve essere apposta in calce alla domanda a pena di nullità. Richiamiamo ancora una volta il D.Lgs. 445/2000: “Articolo 39. Domande per la partecipazione a concorsi pubblici 1. La sottoscrizione delle domande per la partecipazione a selezioni per l’assunzione, a qualsiasi titolo, in tutte le pubbliche amministrazioni, nonché ad esami per il conseguimento di abilitazioArt. 489 del codice penale: Uso di atto falso. Chiunque senza essere concorso (c.p. 110 ss.) nella falsità, fa uso di un atto falso soggiace alle pene stabilite negli articoli precedenti, ridotte di un terzo. Qualora si tratti di scritture private (c.p. 492) chi commette il fatto è punibile soltanto se ha agito al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno (p. 491, 493-bis ; nav. 1128) Art. 495 del codice penale. Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri. Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale (p. 357), in un atto pubblico (c. 2699 s.) , l’identità o lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione fino a tre anni. Art. 496 del codice penale. False dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di altri. Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti, interrogato sull’identità, sullo stato o su altre qualità della propria o dell’altrui persona, fa mendaci dichiarazioni a un pubblico ufficiale (p. 357), o a persona incaricata di un pubblico servizio (p. 358), nell’esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire un milione (p. 651). **Articolo 4. Impedimento alla sottoscrizione e alla dichiarazione 1. La dichiarazione di chi non sa o non può firmare è raccolta dal pubblico ufficiale previo accertamento dell’identità del dichiarante. Il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione è stata a lui resa dall’interessato in presenza di un impedimento a sottoscrivere. 2. La dichiarazione nell’interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo, per ragioni connesse allo stato di salute, è sostituita dalla dichiarazione, contenente espressa indicazione dell’esistenza di un impedimento, resa dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado, al pubblico ufficiale, previo accertamento dell’identità del dichiarante. 3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano in materia di dichiarazioni fiscali.

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ni, diplomi o titoli culturali non è soggetta ad autenticazione.” Il testo unico in materia di documentazione amministrativa introdotta con il D.Lgs. 445/2000, legge-regolamento in materia di semplificazione di procedure amministrative, ha snellito e facilitato la procedura di presentazione di una domanda per partecipare a un concorso nella pubblica amministrazione, oltre a renderla meno onerosa per gli interessati. Concludiamo questo paragrafo con l’analisi di un dettaglio. Mi riferisco all’eliminazione dei limiti di età per la partecipazione ai pubblici concorsi: L’art. 3, comma 6, della Legge n.ro 157 del 15/05/1997 così recita:”La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione.” I limiti o l’eventuale elevazione dei limiti di età sono determinati dalle singole amministrazioni e normalmente sono inseriti in un articolo del bando, come ad esempio l’art. 3 del concorso per 350 uditori giudiziari pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.ro 21 del 15/03/2002:”Art. 3. Elevazione del limite di età. Il limite di età di 40 anni, previsto dall’art. 124, 1º comma, dell’ordinamento giudiziario, e’ elevato: a) di un anno per gli aspiranti che siano coniugati; b) di un anno per ogni figlio vivente; c) di cinque anni in favore dei candidati che abbiano conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato entro il quarantesimo anno di età. Detta elevazione del limite di età non si cumula con quelle previste da altre disposizioni vigenti; d) di un periodo pari all’effettivo servizio prestato, comunque non superiore a tre anni, a favore dei cittadini che hanno prestato servizio militare volontario, di leva e di leva prolungata, ai sensi della legge 24 dicembre 1986, n. 958. Si prescinde dal limite di età per i candidati che siano dipendenti civili di ruolo delle pubbliche amministrazioni, per gli ufficiali e sottufficiali dell’esercito, della marina o dell’aeronautica cessati di autorità o a domanda; per gli ufficiali, ispettori, sovrintendenti, ap-

funzionepubblica.palazzochigi.it descrizione sito del Presidente della Repubblica sito della Corte Costituzionale sito della Camera dei Deputati sito della Senato della Repubblica siti del Governo dipartimento Affari sociali dipartimento Funzione pubblica dipartimento Pari opportunità dipartimento Politiche comunitarie dipartimento Affari regionali Ministero degli esteri Ministero dei beni culturali Ministero delle infrastrutture Ministero del Commercio con l’estero www.quirinale.affarisociali.it o www.it www.it Ministero del lavoro .it www. nonché delle corrispondenti qualifiche degli altri Corpi di polizia.minlavoro.” Gli ordinamenti della pubblica amministrazione sono molti e la loro pubblicazione potrebbe tediare i nostri lettori in una lettura non consona al progetto di base di quest’opera. carabinieri e finanzieri in servizio permanente dell’Arma carabinieri e del Corpo della guardia di finanza.it www.esteri.it o www.it www.welfare.it www.beniculturali.mincomes.it/affariregionali www.it/parioppurtunità www.camera.palazzachigi.palazzochigi.it www. così abbiamo pensato di inserire nelle pagine che seguono un piccolo elenco di indirizzi internet dei siti della Pubblica Amministrazione. dove sarà possibile ricercare tutte le informazioni utili: sito www.cortecostituzionale.it www.it www.it www.La Pubblica Amministrazione 31 puntati.politichecomunitarie.governo.infrastrutturetrasporti.it www.it www.senato.

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sito www.tesoro.it www.giustizia.it www.mininterno.it www.cittadinitalia.it www.poliziadistato.it www.vigilidelfuoco.it www.istruzione.it www.minambiente.it www.serviziocivile.it www.difesa.it www.esercito.difesa.it www.marina.difesa.it www.aeronautica.difesa.it www.carabinieri.it www.inps.it www.inail.it www.regione.nome.it www.provincia.nome.it www.comune.nome.it
www.comune.nome.siglaprovincia.it

descrizione Ministero del tesoro Ministero della giustizia Ministero dell’interno
nuovo indirizzo Ministero dell’interno

polizia di stato vigili del fuoco Ministero dell’istruzione Ministero dell’ambiente Servizio civile Ministero della Difesa Esercito Italiano Marina militare Aeronautica militare Arma dei carabinieri
Istituto nazionale previdenza sociale Istit. naz. ass.ni infortuni sul lavoro

sito delle singole regioni sito delle singole provincie sito dei singoli comuni siti dei comuni non capoluoghi Unione naz. comuni enti montani Automobil club d’italia

www.uncem.it www.aci.it

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sito www.minindustria.it www.finanze.it www.guardiadifinanza.it www.sanità.it www.iss.it www.murst.it www.politicheagricole.it www.bancaditalia.it

descrizione Ministero dell’industria Ministero delle finanze Guardia di finanza Ministero della salute Istituto superiore della sanità Mininistero dell’università Ministero delle politiche agricole Sito della banca d’italia

1.4. PUBBLICITÀ DELLA SELEZIONE SUI BOLLETTINI UFFICIALI.
Non sempre la Gazzetta Ufficiale è l’unico strumento per avere un’adeguata conoscenza del bando integrale del concorso. Nella sezione “ENTI LOCALI” e “UNITÀ SANITARIE LOCALI E ALTRE ISTITUZIONI SANITARIE” della Gazzetta Ufficiale “Concorsi ed Esami” sono pubblicati, nella maggior parte dei casi, gli estratti dei bandi che rimandano agli estremi della pubblicazione nei vari bollettini ufficiali delle regioni o direttamente sui siti internet ufficiali delle amministrazioni interessate. Per la ricerca dei bandi nei B.U.R. (Bollettini Ufficiali Regionali) si rimanda a quanto detto nel paragrafo 2. Si tenga presente che il termine di presentazione della domanda, decorre dal giorno di pubblicazione per estratto in Gazzetta Ufficiale, (salvo che non sia già contenuto nel B.U.R. e quindi non ci sarà nessuna pubblicazione in Gazzetta). Ma anche di questo abbiamo già parlato nel paragrafo 2.

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1.5. CONTENUTO DELLE PROVE D’ESAME, NOTIFICAZIONE, PREPARAZIONE E SVOLGIMENTO. Concludiamo questo nostro viaggio parlando dell’ultima parte di un bando di concorso, quella dedicata alle prove d’esame, alla loro preparazione e al loro svolgimento. Le prove d’esame hanno una duplice funzione: di accertare sia la conoscenza degli elementi di base di una formazione scolastica di cultura generale sia di alcune specifiche materie contemplate dall’Amministrazione, che ha indetto il concorso. In entrambi i casi il nostro consiglio è di studiare per evitare brutte sorprese. Ma in che modo studiare e attraverso quali strumenti ? Innanzi tutto, è buona regola riprendere i testi scolastici e universitari per un ripasso generale e in particolare delle materie specifiche per i singoli concorsi, successivamente è indispensabile passare ad uno studio più specifico attraverso libri, preparati da editori che si sono specializzati in questo settore, esclusivamente per la figura professionale richiesta. Un nostro consiglio è quello di visitare il sito della Simone Concorsi, all’indirizzo: www.simone.it, per avere una panoramica soddisfacente su quanto abbiamo appena detto. Le commissioni esaminatrici che si insediano per svolgere gli esami, in situazioni quali ad esempio un numero eccessivo di candidati, possono far precedere gli esame da prove preselettive concernenti domande a risposta multipla, da risolvere in un intervallo di tempo determinato. Si tenga presente che la comunicazione ai candidati per questo genere di prove può avvenire in maniera singola o collettiva, in altre parole, può essere comunicata ai singoli candidati tramite lettera raccomandata o telegramma da parte della Pubblica Amministrazione oppure collettivamente tramite Gazzetta Ufficiale. Le prove preselettive riguardano domande di cultura generale, a seconda del grado di scolarizzazione, e in test psico-attitudinali. Ci si può esercitare con test usciti in anni precedenti e raccolti in testi specifici. Terminate le prove preselettive e stilata una graduatoria degli am-

che stiamo analizzando. quindi sulla conoscenza dei maggiori sistemi operativi. a contenuto teorico-pratico. verterà sui seguenti argomenti: utilizzo dei sistemi operativi Windows 98 e Windows 2000 per le attività di ordinaria amministrazione (installazione programmi. di avere una maggiore conoscenza sia delle lingue straniere che dell’informatica. conoscenze di base relative alle reti locali. Come è evidente le prove sono due: una scritta. a contenuto teorico-pratico. È necessario tener presente che.Lgs. l’accertamento delle materie di cui sopra. n. e sempre la P. La prima verterà su argomenti inerenti la professione “di addetto ai servizi nell’area generale e tecnica delle aule didattiche informatizzate”. definizione utenti e risorse). l’altra orale. . decide nei casi in cui. Access). l’integrazione europea ha obbligato il legislatore a rendere gli impiegati della Pubblica Amministrazione sempre più efficienti e.ro 165 del 30/03/2001. utilizzo di applicativi di produttività individuale della suite Microsoft Office (Word. Le modalità e i livelli di conoscenza sono stabiliti dalle amministrazioni interessate. Excel. in base ai ruoli che dovranno occupare i nuovi assunti. La prova scritta. utilizzo del WEB e dei principali servizi Internet (posta elettronica. Così. attraverso il D. in grado. ed in un colloquio secondo il seguente programma. alla voce prove d’esame così si esprime: “Le prove di esame consisteranno in una prova scritta. non si applica. ha introdotto nelle prove d’esame: una prova obbligatoria di lingua straniera e una prova di informatica. Il concorso. mentre la prova orale verterà su un colloquio sulle materie della prova scritta e su una prova d’inglese. file transfer).A. si procede con le prove d’esame stabilite dal bando.La Pubblica Amministrazione 35 messi. Il colloquio verterà sulle materie della prova scritta a contenuto teorico-pratico e sull’accertamento della conoscenza della lingua inglese”.

36 La Pubblica Amministrazione Così l’art. 400. Per i dirigenti il regolamento di cui all’articolo 28 definisce il livello di conoscenza richiesto e le modalità per il relativo accertamento. sono pubblicate sui siti internet delle Amministrazioni. con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17. 2.ro 165 del 30/03/2001: “1. oppure nella peggiore delle ipotesi vedersi scavalcati da un altro candidato. su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. Segnaliamo ai nostri lettori che. Non sempre. le graduatorie dei candidati.Lgs.6. L’impugnativa delle operazioni . n. ammessi alle prove successive. comma 1. 37 del D. al termine delle prove d’esame per la partecipazione a un concorso pubblico. che hanno svolto il concorso. prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di almeno una lingua straniera. in particolare. anche in relazione alla professionalità cui si riferisce il bando. così da non essere presenti nella graduatoria finale. e le modalità per l’accertamento della conoscenza medesima. Per gli altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato. della graduatoria di merito formata dalla commissione giudicatrice. sempre più di frequente. n. Il regolamento stabilisce altresì i casi nei quali il comma 1 non si applica”. sono stabiliti i livelli di conoscenza. A decorrere dal 1 gennaio 2000 i bandi di concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1. e successive modificazioni ed integrazioni. comma 2. CONTESTAZIONE DEI RISULTATI IN UN CONCORSO PUBBLICO. 3. 1. In questi casi è possibile fugare ogni dubbio presentando ricorso avverso le operazioni consorsuali. si ritiene di aver demeritato nello svolgimento delle prove medesime. della legge 23 agosto 1988. indirizzandolo contro l’atto conclusivo del procedimento e.

68 del D. Il termine per l’impugnativa comincia a decorrere dal giorno in cui il provvedimento amministrativo sia stato loro comunicato personalmente dall’amministrazione. consistenti nell’espletare le prove d’esame e correggere gli elaborati. e altre ancora. e una specifica. anche se sintetica. In relazione alle modalità di contestazione delle prove la III sezione del TAR Lombardia ha osservato. L’atto di approvazione degli atti del concorso è di natura amministrativa e può essere impugnato dinanzi al Tar. ma il legislatore ha assicurato anche la piena trasparenza amministrativa a chiunque abbia un interesse giuridicamente rilevante da difendere. la questione alla Corte Costituzionale. La legge 241/ . durante lo svolgimento delle prove. la liceità del conoscere il perché del voto stabilendo che: “è un giudizio di cui sfugge la motivazione. in funzione del giudice del lavoro. mancata comprensione del tema proposto.La Pubblica Amministrazione 37 compiute dalla commissione. incapacità di analisi e/o di sintesi. è rimandata al momento in cui si realizza l’esito negativo così da costituire il presupposto per l’interesse a ricorrere per il candidato. superficiale o confusa conoscenza della materia trattata. 213 a n. 253 del 27 gennaio 2000.Lgs. che ritenga questi atti viziati. inadeguatezza dell’esposizione.ro 29 del 3/2/1993 ha devoluto al giudice ordinario. n. tutte le controversie relative ai rapporti alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. perché le ragioni di una valutazione negativa possono essere le più diverse: errori concettuali e/o ortografici. con ordinanze da n. enunciazione delle ragioni di un giudizio non positivo corrisponde al generalissimo precetto del parlar chiaro consentendo al candidato un adeguato riscontro tra il contenuto della prova svolta e la sua negativa valutazione il che può condurre il candidato ad avere una consapevole reazione in sede giurisdizionale oppure ad accettare il risultato. nel rimettere. entro 60 giorni dalla conoscenza dell’atto stesso. L’art.” La motivazione del voto è l’esigenza del candidato di conoscere cosa non ha funzionato. incluse le controversie concernenti l’assunzione dei pubblici dipendenti.

In questo modo il legislatore ha voluto predisporre un sistema. inoltre. riguardante le norme sull’accesso ai documenti amministrativi. a tutela degli altri candidati a usare le informazioni acquisite al solo scopo di tutelare delle situazioni giuridiche inerenti la difesa di interessi per i quali è stata richiesta la visione degli atti. puntualizzato e invitato. infatti sancisce che: “Al fine di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto. il diritto di accesso ai documenti amministrativi”. a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti. Il Garante per la protezione dei dati personali ha confermato la piena trasparenza. che favorisse l’imparziale procedimento di un concorso e rendesse trasparente l’operato della pubblica amministrazione. Ha. 43 della legge 675/96 sulla privacy. che deve contrassegnare i concorsi. Il disposto dell’articolo sopra citato è perfettamente compatibile con l’art. 22. e riconosce la possibilità per i candidati di un concorso di richiedere la visione delle prove scritte svolte da altri candidati.38 La Pubblica Amministrazione 90 all’art. qualora la conoscenza dei singoli documenti sia effettivamente necessaria per curare o per difendere gli interessi giuridici del richiedente l’accesso. .

Capitolo 2 IL LAVORO INTERINALE .

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in possesso di una professionalità medio alta per un periodo limitato di tempo. L’attività di fornitura di lavoro temporaneo può essere esercitata da una Società di capitali o cooperativa.E. e’ stato istituito l’albo delle società esercenti attività di fornitura di lavoro temporaneo e sono state individuate le modalità di presentazione della domanda di iscrizione all’albo. esso offre l’opportunità di gestire con maggiore flessibilità le particolari dinamiche della domanda e dell’offerta di lavoro. Un esempio potrà chiarire meglio il concetto. previdenziali e assistenziali. seppure in ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea. promuovendo op- . invece di assumere un lavoratore direttamente si può rivolgere ad un’apposita agenzia. Se un’azienda ha necessità di utilizzare un lavoratore. 381 e 382/97).ro 196 del 1997) regola fissando una serie di requisiti e limiti affinchè‚ sia correttamente utilizzato.Il Lavoro Interinale 41 2. Con due Decreti del Ministro del lavoro (i nn. Utilizzato già da diversi anni negli altri Paesi della U. lo assume e lo pone a disposizione dell’azienda.1. L’Agenzia individua il lavoratore in possesso delle caratteristiche professionali richieste. che sia in possesso di un’autorizzazione amministrativa rilasciata a seguito dell’accertamento di determinati requisiti e formalizzata nell’iscrizione in un albo istituito presso il Ministero del Lavoro. Le Agenzie di lavoro interinale svolgono la fondamentale funzione di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. italiana o comunitaria. offre l’opportunità di gestire con maggiore flessibilità le particolari dinamiche della domanda e dell’offerta di lavoro. Si tratta di una grande novità nel panorama del mercato del lavoro italiano che.. LE AGENZIE DI LAVORO INTERINALE Il lavoro interinale rappresenta la principale novità introdotta nel mercato del lavoro italiano. Sulle società di fornitura di lavoro temporaneo ricadono tutti gli oneri contributivi. che si occupa professionalmente di fornitura di lavoro temporaneo. È un rapporto trilaterale che la legge Treu (n.

Per far ciò è importante che i lavoratori siano sempre aggiornati professionalmente per favorirne la maggiore “spendibilità’” sul mercato. un contribuito pari al 5% delle retribuzioni corrisposte ai lavoratori assunti per rendere prestazioni di lavoro temporaneo. l’agenzia si propone come promotrice dei lavoratori interinali dei quali si avvale. per l’utilizzazione temporanea di qualifiche non previste nei normali assetti produttivi dell’azienda. istituito presso il Ministero del Lavoro. svolge la propria attività lavorativa alle dipendenze dell’azienda utilizzatrice. Gli attori del lavoro interinale sono dunque tre: il lavoratore. Con il contratto di lavoro interinale il prestatore. percepisce un’indennità di disponibilità determinata dai contratti collettivi. Il rapporto trilaterale viene gestito con due contratti: uno tra lavoratore ed agenzia di lavoro temporaneo e uno tra quest’ultima e l’impresa utilizzatrice. nei periodi in cui il lavoratore non svolge alcuna prestazione lavorativa. Poiché‚ l’agenzia per ogni lavoratore “prestato” all’impresa utilizzatrice percepisce un compenso. In altri termini.42 Il Lavoro Interinale portunità di impiego fino ad oggi difficili da cogliere per la presenza di ostacoli di legge. E’ possibile stipulare un contratto di fornitura di lavoro temporaneo solo nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali della categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice. per la sostituzione dei lavoratori assenti con diritto al mantenimento del posto di lavoro. le imprese fornitrici devono versare ad un Fondo. pur assunto e retribuito dall’impresa fornitrice. Il Fondo è utilizzato soprattutto per finanziare la formazione professionale dei lavoratori attraverso dei corsi che possono essere svolti in strutture pubbliche o private. In questo secondo caso. . A tal fine. l’agenzia di lavoro temporaneo e l’impresa utilizzatrice. Il contratto tra l’agenzia e il lavoratore potrà essere stipulato a tempo determinato (corrispondente alla durata della missione) o a tempo indeterminato. è facile comprendere il suo interesse a collocare quanto piu’ possibile i lavoratori presso le varie aziende “clienti”.

La legge Treu stabilisce. Si consiglia di telefonare e chiedere maggiori informazioni. ha delle sedi periferiche. che durante il periodo di lavoro presso l’impresa utilizzatrice al prestatore di lavoro temporaneo è corrisposto un trattamento non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti a tempo indeterminato di pari livello. Si ricorda ai lettori che ognuna di queste agenzie di cui abbiamo indicato la sede centrale. Attraverso l’interinale. Nell’ipotesi che l’agenzia si opponga a tale evenienza.Il Lavoro Interinale 43 Il lavoratore assunto con contratto di lavoro interinale ha diritto ad un pari trattamento rispetto a quello stabilito per lavoratori assunti a tempo indeterminato presso l’impresa utilizzatrice. presenti anche nelle vostre zone o di prossima apertura. . Lo schema che segue è una sintesi delle agenzie iscritte all’albo di cui sopra. il legislatore ha stabilito che è nulla qualsiasi pattuizione in tal senso fatta sottoscrivere al lavoratore. perché perderebbe un’opportunità di guadagno. il lavoratore è in grado di conoscere varie realtà di impresa e di farsi conoscere. infatti. presenti al momento in cui scriviamo. L’esperienza internazionale dimostra che il lavoro interinale può diventare un trampolino di lancio per assunzioni a tempo indeterminato.

10 20144 Milano Tel.it ARTICOLO 1 Via Leonardo da Vinci. 027256231 Fax 0272562363 www. 027779151 Fax 0277791538 www.antex. 0574514040 Fax 0574537217 ADECCO Piazza Diaz.it Tel.articolo1. 4 20122 Milano RECAPITI Tel.le Monte Grappa. 02795051 Fax 02795052 ALI V. 0248537393 Fax 0248537208 www. 142 59100 Prato Tel. 58 33170 Pordenone ANTEX LAVORO TEMPORANEO Via Salaino. 71 00144 Roma Tel. 2 20123 Milano Tel.it AD INTERIM ADARTE V. 065964991 Fax 0654225097 www. 309 00145 Roma .44 Il Lavoro Interinale AGENZIA INDIRIZZO Gall.adecco.adinterim. 2 20122 Milano Tel. 0654220812 Fax 0654220888 ALMA Via Dante.le Esperanto.so Monforte. Passarella.it ALLBECON ITALIA C.

0321669111 Fax 0321669277 ERGON LINE Via Molise. Murat.it .it ELETTRA SERVICES Via Biandrate. 23 20159 Milano Tel.creyfsinterim. 0332809911 Fax 0332289428 EASY JOB Viale Italia.etjca. 0243983117 Fax 0243983063 www. 11 21100 Varese Tel. 10/A 20094 Corsico (MI) Tel.so di Porta Romana. 02697761 Fax 0260736890 www. 38 20145 Milano Tel. 0258430022 Fax 0258327119 CENTRO INTERINALE COSERV INTERIM Via Piave. 52 00187 Roma Tel. 0642011906 Fax 0642010067 CREYF’S INTERIM Via G. 0815621231 Fax 0815621269 ETJCA Via Mario Pagano. 7 80100 Napoli Tel. 72 20122 Milano RECAPITI Tel.it CRONOS Via Veratti. 0245109327 Fax 024402435 www.easyjob. 62 28100 Novara Tel.Il Lavoro Interinale 45 AGENZIA INDIRIZZO C.

VI. 0817879640 Fax 0817509714 www. 3 10099 San Mauro Torinese (TORINO) GE. 0267100242 Fax 0267100282 www.80143 Napoli GENERALE INDUSTRIELLE ITALIA Via Cola Montano.horecca.it Tel.it EUROINTERIM E-WORK V. JOB Via Toscana. 02673381 Fax 026733883 www.it HORECCA Piazza Duca D’Aosta.eurointerim. 06729901 Fax 067234522 www.it Tel. 50 20124 Milano FLESSOLABOR Via delle Canovine.idealavoro. 21 20159 Milano Tel.generaleindustrielle. 0354243912 Fax 035310377 www.it Tel.it Tel. 70 00173 Roma . 12 35129 Padova RECAPITI Tel.flessolabor.46 Il Lavoro Interinale AGENZIA INDIRIZZO Piazzetta Modin.it Tel. B.it Tel.e-work.gbjob. G1 . 0498934994 Fax 0498935068 www. 10 20124 Milano IDEA LAVORO Via Carnevale. Centro Direzionale Isola. 0112270200 Fax 0112270299 www. 02606353 Fax 0266807343 www. 46 24126 Bergamo G.gevi.le Tunisia.

Taurus V.it Tel.so di Porta Ticinese. 12 20123 Milano RECAPITI Tel.interim25.intime.le dell’Industria. 13 57123 Livorno Tel.incontrofamiglia. 22 09010 Villaperuccio (CA) IN TIME Via Provinciale. 0283387217 Fax 0283211024 www. 23 25050 Rodengo Saiano (BS) . 15 41100 Modena INTERITALIA Via Cagliari.injob.it IN JOB V. 19 70124 Bari Tel. 0458287611 Fax 0458287611 www. 22 37135 Verona INNOVEX STAFF SERVICES Centro Direzionale Colleoni Pal.interitalia.Il Lavoro Interinale 47 AGENZIA INCONTRO FAMIGLIA INDIRIZZO C. 059238378 Fax 059212132 www. 0306810237 Fax 030611535 www. Giovanni. 0805681269 Fax 0805096574 www. 0586841655 Fax 0586841658 INTERIM 25 ITALIA Via Cardinale Ciasca.it INTERIM POWER Via Crivellari.le Colleoni.it Tel.it Tel. 0781950222 Fax 0781950324 www.interimpower. 0396057785 Fax 0396898406 INTEMPO Via S. 3 20041 Agrate (MILANO) Tel.it Tel.

37 00198 Roma RECAPITI Tel. 0239312695 Fax 0239314232 www. .lain. 5 25122 Brescia LAVOROPIU’ Via Dei Benci.kellyservices. 9 20158 Milano LAVOROMIO V. Carini.LAVORO TEMPORANEO Via G.it Tel. 0685357417 Fax 0685301946 www. P.B. 24 50122 Firenze Tel.it INWORK ITALIA ITALIA LAVORA Via Lario.lavorotemporaneo. 06583261 Fax 0658326333 www.it Tel. 02668141 Fax 0266814350 www.justonbusiness.O.italialavora. 29 20154 Milano KELLY SERVICES Via Dante. 7 20123 Milano LA. 0552638801 Fax 0552638817 LT . 23 00152 Roma Tel. 023313549 Fax 023314329 www.lavoromio.48 Il Lavoro Interinale AGENZIA INDIRIZZO Via Carissimi.it Tel. 16 20159 Milano J. 03044399 Fax 0302990596 www. IN.it Tel.le Stazione.JUST ON BUSINESS Via Melzi D’Eril.it .le Lugano. 02880731 Fax 0288073370 www.com Tel.inwork.

27 20124 Milano Tel. 36/B 21013 Gallarate (VA) ORIENTA Via Tuscolana. 1 20123 Milano . 0280680080 Fax 02866428 www. 13 25124 Brescia Tel.it Tel.it Tel.Il Lavoro Interinale 49 AGENZIA INDIRIZZO Via del Corso. 184 00186 Roma RECAPITI Tel. 0267380061 Fax 0267077064 OBIETTIVO LAVORO Via Fabio Filzi.it Tel. 0669540213 Fax 0669540221 www. 0267380042 Fax 0267380297 www.orienta. 27 20124 Milano Tel.openjob.it OPEN JOB Via Marsala.marvecs. 0302428346 Fax 0302450532 METIS Via Vittor Pisani. 0672902244 Fax 0672900476 www.it Tel.pageinterim. 26 Centro Dir.manpower. 0331777539 Fax 0331777668 www. 1762 00173 Roma PAGE INTERIM ITALIA Via Spadari.com MANPOWER MARVECS Via Paracelso.obiettivolavoro. 039684641 Fax 0396892426 www. Colleoni 20041 Agrate (MI) MEN AT WORK Via Aldo Moro.

quandoccorre interinale. 0309651535 Fax 0309664141 www. 0248193460 Fax 0248193329 www.passwordjob. 6 20143 Milano SINTERIM Via Frua. 0116565311 Fax 0116565351 www.com QUANTA C. 13 10125 Torino Tel.50 Il Lavoro Interinale AGENZIA INDIRIZZO V.it Tel.com Tel.it Tel. 026764261 Fax 026703170 www. 12 20123 Milano Tel. 19 20122 Milano RECAPITI Tel. 1 20124 Milano Tel. 108/B 25018 Montichiari (BS) PUNTO LAVORO V. 02833871 Fax 028321672 RANDSTAD ITALIA Via L. 0289159421 Fax 0289159331 www.randstad. Gasparotto. 0258432132 Fax 0258432125 www.sinterim.le Beatrice d’Este. 22 20146 Milano .it RISORSE Via Walter Tobagi. 0228970244 Fax 0228970260 QUANDOCCORRE INTERINALE C.so Marconi.so di Porta Ticinese.risorse.pianetalavoro. 17 20127 Milano Tel.le Brianza.it PASSWORD JOB PIANETA LAVORO Via Brescia.

Segni. Milanofiori Strada 4. 32 20148 Milano Tel.it Tel.tempor.trenkwalder.it TEMPORARY Via Pantano. 0115618749 Fax 011535500 TEAM WORK Via della Conciliazione.Il Lavoro Interinale 51 AGENZIA START LAVORO TEMPORANEO INDIRIZZO Centro Dir. 10 00043 Ciampino (RM) Tel. 067911123 Fax 067911170 www. 65/B 30030 Oriago (VE) .temporary. 025759341 Fax 02575934399 SYNERGIE ITALIA Via Giolitti. 15 10123 Torino Tel. 02324122 Fax 02324227 TRENKWALDER Via Santi.it Tel. 2 20122 Milano TRAVEL FARO Via S. 44 00193 Roma Tel. 059822209 Fax 059821304 www. Pal. Q5 20089 Rozzano (MI) RECAPITI Tel. Veniero. 02806979 Fax 02862616 www.it UMANA Via Ghebba. 068415782 Fax 068415263 TEMPOR Via A.umana. 0415631121 Fax 041472087 www. 4/6 41100 Modena Tel.

52 Il Lavoro Interinale AGENZIA VEDIOR LAVORO TEMPORANEO INDIRIZZO Via della Industrie. 11 20090 Vimodrone (MI) RECAPITI Tel. 02833941 Fax 0283394218 . 02250151 Fax 0227409474 www.vedior. 4 20123 Milano Tel. Nicola da Tolentino.it WORKNET Salita S. 0642012121 Fax 0642013160 WORKFORCE ON LINE Via del Gonfalone. 1/B 00187 Roma Tel.

Capitolo 3 I MASS MEDIA .

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I MASS MEDIA La ricerca di un lavoro è un argomento molto importante. Intere pagine sono dedicate all’argomento.I Mass Media 55 3. basta andare sulla pagina iniziale e seguire le indicazioni sul numero della pagina dedicata all’argomento. I GIORNALI DI ANNUNCI I giornali di annunci economici. 3. così come “Il Sole 24 Ore” nell’edizione del lunedì riserva le pagine finali del quotidiano alla rubrica: “Lavoro & Carriere” (www.2.com). Nel settore della carta stampata ci sono poi una serie di testate specifiche.corriere.it) e “Articolo 1” collocandole all’interno del palinsesto in orari sempre diversi. che altro non è se non il televideo per la Rai e mediavideo per Mediaset. L’emittente pubblica Raitre dedica ben due trasmissioni al lavoro: “Okkupati” (www.okkupati. . tanto da aver creato un mercato dell’informazione specializzato. Molti quotidiani nazionali dedicano degli speciali settimanali all’argomento: “il Corriere della Sera” pubblica un intero supplemento il venerdì: “Corriere Lavoro” (www. Un fenomeno che ha dato un’accelerazione alla ricerca di occupazione tramite mass media è però quello dei giornali di annunci. Abbiamo pensato di dedicare ad esso tutto il prossimo paragrafo. è data dalla Gazzetta Ufficiale e dai Bollettini Regionali.ilsole24ore. L’informazione ufficiale. per quanto riguarda i concorsi nella pubblica amministrazione. Una novità degli ultimi anni è l’informazione tramite teletext. che abbiamo trattato nel primo capitolo. così come li conosciamo oggi.1. molte di esse hanno rubriche sul lavoro e la televisione.it). Il fenomeno dell’informazione sul lavoro ha ovviamente investito anche le emittenti radiofoniche. quelle che pubblicano soprattutto concorsi pubblici e che sono sempre molto in evidenza nelle edicole.rai.

portaportese.it) e nel sud invece si chiama “Bric à Brac” e viene pubblicato a Napoli (www. se non addirittura truffaldini. bastava farlo pubblicare sul giornale e il lettore. b) non versare soldi in nessun caso: se c’è una richiesta di danaro . finchè due giovani milanesi non inventarono “Secondamano”. Da sempre i quotidiani pubblicavano piccoli annunci. Il successo di questi giornali è stato enorme.56 I Mass Media hanno avuto origine verso la fine degli anni settanta.it). se interessato. Per verificare la credibilità di chi vi offre un lavoro tramite giornale di annunci basta seguire questi consigli: a) recarsi al colloquio o appuntamento solo se è presso un ufficio dell’azienda che ve lo propone o almeno in un posto pubblico. il maggiore giornale di annunci è “Porta Portese” di Roma (www.secondamano. Se una azienda offriva un lavoro o una persona un qualsiasi oggetto. Alcuni annunci non sono veritieri. L’idea era semplice ma geniale. perchè dietro gli stessi si celano persone disoneste che a volte sfuggono al controllo se pur scrupoloso delle redazioni. Il successo della versione cartacea li ha spinti alla produzione di una rivista specializzata: “Il panorama del lavoro”.bricabrac. contribuendo a loro modo ad avvicinare la domanda e l’offerta di lavoro. I numeri bastano a dare una risposta: Secondamano ha delle edizioni in tutte le grandi città del nord Italia e quella principale di Milano pubblica migliaia di annunci al giorno per cinque giorni a settimana. Il giornale di annunci è sicuramente il mezzo più veloce e semplice per trovare un lavoro ma ha le sue controindicazioni. Oggi Secondamano è tra i più grandi gruppi mondiali editoriali specializzati nell’editoria dell’inserzione gratuita. poteva rispondere a quell’annuncio senza alcuna intermediazione. cliccabile dalla home del suo sito internet (www. ma non c’era nulla di specifico nell’editoria di settore.it) con un motore di ricerca molto funzionale. Nel centro Italia.

associazione nazionale stampa periodica annunci economici gratuiti.it per chi voglia saperne di più.S.G.A. . sono spesso banali catene di Sant’Antonio. I maggiori giornali di annunci gratuiti in Italia hanno creato una loro associazione: A.pagine bianche. i recapiti telefonici e internet.it per verificare a chi appartiene il numero. facendosi rilasciare una fotocopia di un documento dell’inserzionista proprio perchè il numero di telefonino non è verificabile diversamente. . sono pubblicate le maggiori testate italiane di annunci gratuiti con le sedi delle redazioni. d) se l’inserzione a cui rispondete ha un numero di telefono urbano chiamate il numero telecom 12 oppure andate sul sito www. tipo quelli di network marketing o sistemi di vendita multilivello. i loro indirizzi. Si trovano anche annunci pubblicati con numero di cellulare. Il sito internet è: www. gli stessi sono verificati direttamente dalle redazioni dei giornali. Nelle pagine che seguono. In questo caso sarete voi ad essere contattati. può essere una valida informazione.E.P. ma i consigli sopra elencati sono sempre validi.anspaeg. Ricordate che su un giornale di annunci si può anche inserire gratuitamente un proprio annuncio di ricerca lavoro oltre a rispondere a quello delle aziende. c) non credere agli annunci che offrono compensi elevati in poco tempo.I Mass Media 57 da parte dell’imprenditore o presunto tale è sicuramente una truffa.N.

: 090357979 Fax.it Pagina Web: http://www.it/ Editore: Edizioni Fisal srl Giornale delle pulci (Palermo) Indirizzo: Via Simone Corleo.: 0458670850 Fax. 0734229909 E-mail: corriere@tin. 0461362150 E-mail: studiotn@bazar.it Editore: Inthesa F. 9 90139 Palermo Tel.: 0353591011 Fax.it Pagina Web: http://www. 0815519599 E-mail: info@bricabrac. 110 18038 Sanremo (IM) Tel. 80 06127 Perugia Tel.: 0817908888 Fax.it Editore: Maxi editor srl Corriere Annunci (Fermo) Indirizzo: V. 0755052422 E-mail: redazione@cercoetrovo.: 0755004411 Fax.corriereannunci.it Pagina Web: http://www.le Trento.A.it Pagina Web: http://www. 091320470 E-mail: annuncipulci@ctoline.gabriella@libero.31 98167 Messina Tel.: 0461362122 Fax. srl Business (Bari) Indirizzo: Via Gallo. 2 70015 Conversano BA Tel.it/ Editore: Curcu & Genovese Bric à Brac (Napoli) Indirizzo: Via D’Aquino.it/ Editore: Edinorba srl Citta’ in tasca (Bergamo) Indirizzo: Via Madonna della neve. 0458670850 E-mail: annunci@arenabazar.com/ Gli Affari (Sanremo) Indirizzo:Strada San Martino.gliaffari.cercoetrovo.affarinet.it Pagina Web: http://www.edinord. 20 80133 Napoli Tel.arenabazar.it Pagina Web: http://www.it Pagina Web: http://www.bricabrac.: 0184509999 Fax.giornaledellepulci.bazar. 0353591117 E-mail: annunci@edinord. 24 24100 Bergamo Tel.58 Affari (Messina) Indirizzo: Via nuova panoramica.businessannunci.net/ Editore: Edinord srl Cerco & Trovo (Perugia) Indirizzo: Via Gallenga.it Pagina Web: www.it/ Editore: Nord Press srl Bazar (Trento) Indirizzo: Via Ghiaie. 5 .: 091589680 Fax. 0804957293 E-mail: business.: 0734228880 Fax.it/ Editore: Affari fisco e finanza I Mass Media Arena Bazar (Verona) Indirizzo: Via Magellano.1 37138 Verona Tel. 0184502795 E-mail: gliaffari@gliaffari.it/ Editore: Ediriviera srl . 36 63023 Fermo (AP) Tel.38100 TN Tel.: 0804955453 Fax. 090356969 E-mail: affari@affarinet.it Pagina Web: http://www.net Pagina Web: http://www.

: 0522550055 Fax. 071205016 E-mail: wfedit@tin. 60 09129 Cagliari Tel.: 0425422222 Fax.it Editore: Mediaservices srl .it Pagina Web: http://www.so Mazzini. 25 45100 Rovigo Tel. 095339555 E-mail: ilmercatino@mediaonline.: 096227888 Fax.net/ Editore: Grafiedit pscarl Il Mercatino (Trieste) Indirizzo: Via Gambini. 0522268035 E-mail: publire@libero. 0532247269 E-mail: annunci@ilfe.com/ Editore: Ariete Edizioni srl Il Fe’ (Ferrara) Indirizzo: Via Cavour.: 070402400 Fax. 092224333 E-mail: annunci@ilbottegone.myline.it/ Editore: Publire srl Il Ro’ Più (Rovigo) Indirizzo: P.ilre.it/ Editore: Ediper srl 59 Il Krò (Crotone) Indirizzo: Via interno S. 30 33100 Udine (UD) Tel.net/ilkro Editore: Briefing srl Il Mercatino (Ancona) Indirizzo: C. 21 44100 Ferrara Tel.3 34138 Trieste (TS) Tel. 13 88074 Crotone Tel.it Pagina Web: http://www.: 0957330206 Fax. 67/a 42100 Reggio Emilia Tel.net Pagina Web: www.zza Garibaldi. 122 Ancona (AN) Tel.it/ Editore: Il mercatino snc Il Re degli affari (Reggio Emilia) Indirizzo: Via Giovanni Turri. 070498113 E-mail: ilbarattoannunci@inwind. 040660088 E-mail: mercatino@spin.: 071202646 Fax.: 0532200033 Fax. 0432501071 E-mail: annunci@labancarella.it Pagina Web: http://www.ilfe.it Pagina Web: http://www.: 092227000 Fax. 69 95100 Catania (CT) Tel.ilmercatinosicilia.I Mass Media Il Baratto (Cagliari) Indirizzo: Via Palestrina. Leonardo.: 043226600 Fax.it Pagina Web: http://www.it Pagina Web: www. 096229759 E-mail: ilkro@myline.it/ Editore: Ediper srl La Bancarella (Udine) Indirizzo: Via Morpurgo. 0425242308 E-mail: ilropiu@tin.it Editore: Di Ferdinando Editore Il Mercatino (Catania) Indirizzo: Via Novaluce.net Pagina Web: http://www.labancarella.it Pagina Web: http://www.ilmercatino.: 040636462 Fax.barattonline.ilro.it/ Editore: Media di Indelicato snc Il Nuovo Bottegone (Agrigento) Indirizzo: Via Giovanni XXIII.ilbottegone. 170 92100 Agrigento (AG) Tel.

it Pagina Web: http://www.occasione.it/ Editore:VIEFFE Occa$ione (Viterbo) Indirizzo: Via Monfalcone. Borgogna.: 0332821010 Fax.lapulce. 151 1501 Acqui Terme (AL) Tel.linserzione. 042222919 E-mail: info@lapulce.60 La Pulce (Treviso) Indirizzo: Via Scudetto. 19 31100 Treviso (TV) Tel. 116 91100 Trapani (TP) Tel.informaffare.it/ Editore: Il Punto srl Passaparola (Pavia) Indirizzo: Via Depretis.it Pagina Web: http://www. da Settimello 5 50135 Firenze (FI) Tel.: 0733292326 Fax 0733281920 E-mail: annunci@loggiamercanti. E.it Pagina Web: http://www. 6 13100 Vercelli Tel. 0144324139 E-mail: linserzione@libero.: 0923555999 Fax.it/ Editore: La Pulce Telelibera srl L’affare (Ragusa) Indirizzo: Via E.it Pagina Web: http://www.it Pagina Web: http://www. 038222833 E-mail: passapv@tin.: 0932655905 Fax.loggiamercanti.: 0144321539 Fax.: 0761325496 Fax. 0332820888 E-mail: occasione@edeureka. 016158893 E-mail: informaffare@edizionimercurio. Eureka srl Loggia Mercanti (Macerata) Indirizzo: Via B. G.net Pagina Web: http://www.: 038234292 Fax.it/ Editore: Centro sasl L’Occasione (Varese) Indirizzo: Via Manin 21100 Varese (VA) Tel.com/ Editore: Ed. C.it Pagina Web: http://www.net/ Editore: Edimedia snc I Mass Media La Pulce (Firenze) Indirizzo: Via A.laffarone.it Pagina Web: http://www.: 05565560 Fax.: 0161255858 Fax. 69 97100 Ragusa Tel.net/ Editore: Giulio Ottaviano Edizioni L’affarone (Trapani) Indirizzo: Via Palermo.laffare.net Pagina Web: http://www.: 042222422 fAX.loccasione. 0923555828 E-mail: affarone@galactica. 0761324899 E-mail: occasione@occasione.it .it/ Editore: I. Lupis. sas di Grimaldi L’ Informaffare (Vercelli) Indirizzo: Via F. 055666161 E-mail: grafica@lapulce. 178245285 E-mail: annunci@laffare. 5 27100 PAVIA (PV) Tel.go Piediripa 73/d 72100 Macerata (PS) Tel.lapulce. 3 01100 Viterbo (VT) Tel.it/ L’inserzione (Acqui Terme) Indirizzo: Via Nizza.

so della Libertà.: 02838721 Fax.tram.it/ Piazza Grande (Arezzo) Indirizzo: Via Masaccio 14 52100 Arezzo Tel. 085694123 E-mail: quotazioni@quotazioni.secondamano.piazzaaffarisalerno.it Editore: Tutto Affari S.it/ Editore: Publimax srl Portobello (Padova / Vicenza) Indirizzo: Via Gramsci.portobello.it Editore: A & T Gruppo editoriale srl Tutto Affari (Avezzano) Indirizzo: C.it Pagina Web: http://www.it Pagina Web: http:// www.net Pagina Web: http://www.it Pagina Web: www.it Pagina Web: http://www.tuttoaffari. 6 47890 San Marino (RSM) Tel.it Pagina Web: www.n. . 0575911038 E-mail: info@piazzagrande.sm Pagina Web: / Editore: EdInter edizioni int Secondamano Indirizzo: Via Argelati.quotazioni.net/ 61 Porta Portese (Roma) Indirizzo: Via di Porta Maggiore.0863416800 E-mail: tuttoaffari@tuttoaffari.it/ Editore: Sege srl Portobello Club (Brescia) Indirizzo: Via Solferino 8/a 25122 Brescia (Bs) Tel.piazzagrande. 0283872700 E-mail: cristina. 067030007 E-mail: trepi@porta-portese.it Editore: Ed.portobellonet.: 0863412997 Fax. 030280323 E-mail: publimax@dracmanet.it Pagina Web: www.c.Secondamano srl Tram & Affari (Palermo) Indirizzo: Via Isidoro La Lunnia.it/ Editore: Portobello editrice di Camelli Quotazioni (Pescara) Indirizzo: P.: 0549991672 Fax.: 049643048 Fax 049643550 E-mail: clarinda@tin.: 091328120 Fax.: 0670350258 Fax.: 0303776552 Fax. 1 35020 Casal Serulo (PD) Tel.it/ Editore: Gamma 88 San Marino Affari (RSM) Indirizzo: Via Cà Giello.it Pagina Web: http://www.I Mass Media Piazza affari (Salerno) Indirizzo: Via xx Settembre. 9 84100 Salerno (SA) Tel.it Pagina Web: http://www.: 0575911005 Fax. 35 67051 Avezzano (L’ AQUILA) Tel. 95 Roma Tel. 1/a 20124 Milano (MI) Tel.porta-portese.: 08565100 Fax. 091335701 E-mail: tram@affarinet.: 089721959 Fax 089721418 E-mail: piazzaaffarisalerno@tin.zanbon@secondamano. 1 90139 Palermo (PA) Tel.zza Garibaldi 40/5 65127 PE Tel. 0549991672 E-mail: mgoraggi@omnyway.

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Capitolo 4 INTERNET .

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google.it. il nostro consiglio è di inserire una o più parole chiave.it). Grazie alla rete sono nati anche altri siti specializzati.Internet 65 4. Innanzitutto le aziende. al fine di ottenere un risultato soddisfacente. definiti portali. con l’avvento di internet. INTERNET A partire dagli inizi degli anni novanta. preferiscono dare comunicazione di eventuali assunzioni attraverso il web. Ogni grande azienda. bene impostato sia graficamente che per contenuti. A tale proposito. avendo creato dei propri siti sulla rete. prevede una sezione “lavora con noi” dove indica le figure professionali ricercate e solitamente pubblica anche il modello di curriculum. l’informazione sul lavoro ha avuto una evoluzione. www. Per utilizzare i motori di ricerca (i più importanti sono: www. In questo modo le informazioni sono precise e rapide e anche la valutazione del curriculum è molto più veloce.virgilio.articolo1.1. che si può compilare e inviare on line. sul suo sito. www. Collegarsi ai vari siti internet delle aziende italiane e inviare il proprio curriculum on line potrebbe essere un buon inizio di ricerca di un lavoro. proprio nella ricerca di un lavoro. Nelle prossime pagine troverete gli indirizzi web e la nostra recensione ai maggiori portali sul lavoro. www. Il nome del resto è tutto un programma.it sito internet fondato da imprenditori per la ricerca di personale. abbiamo inserito l’indirizzo civico e quello internet delle maggiori aziende italiane. .it. nell’ultimo capitolo di questo libro.yahoo.

è dedicato soprattutto alla formazione. www.it/lavoro è la sezione dedicata al lavoro del sito uffiale del “Corriere della Sera”. Il sito è ben costruito e di facile consultazione.jobcafe. quindi troverete tutto su università. stage con largo spazio per l’estero. Molto ricca di notizie e utile per chi voglia lavorare in America.jobbankusa.ilsole24ore. ci sono anche parecchi articoli giornalistici sul settore lavoro e formazione e molti link di collegamento a siti interessanti. www. Sulla home page c’è un link: “scuola e lavoro” che porta alle pagine di vostro interesse.europalavoro. www.it interessanti gli speciali e gli articoli su varie importanti questioni del mondo del lavoro. Il sito è in inglese. Utile la divisione in settori e professionalità.corriere.com è il sito ufficiale del quotidiano economico italiano più famoso d’Italia.jobonline.66 Internet www.com è una banca dati sul lavoro americana.it è una rivista via internet dedicata a chi è alla ricerca di un primo lavoro. borse di studio. riporta sul web l’edizione cartacea del supplemento del venerdì del famoso quotidiano. Utile la divisione in sezioni.it è un sito pubblico realizzato in collaborazione con il ministero del lavoro e finanziato dal Fondo Sociale europeo. . www. www. Molta importanza viene data all’informazione sulle grandi aziende private.

essenziale nella grafica.monster. veloce.Internet 67 www.monsteritalia. aziende e operatori della ricerca di un lavoro.com con sedi in molti paesi. che tende a mettere in contatto privati.com un sito chiaro.com è una parte del portale internazionale www. www. .lavoronline. Consigliato a chi voglia cercare qualcosa di internazionale soprattutto nel settore hi-tech.

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Capitolo 5 IL PANORAMA DEL LAVORO .

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la Germania. Molti italiani sperando in un futuro migliore avevano lasciato la loro terra natale e si erano trasferiti. o addirittura sviluppatasi negli anni delle due guerre mondiali. gli italiani dimostrarono di essere uno dei popoli più fantasiosi e attivi. ad esempio. nata già verso la fine dell’800 o nei primi anni del novecento. il lavoro portava reddito alle famiglie. Eccetto qualche azienda privata e/o pubblica. anche i cittadini del Veneto o del Friuli. anche di grandi dimensioni (vedi la FIAT). Il fenomeno dell’emigrazione non era solo delle popolazioni del sud Italia. Si stava avviando un circolo economico positivo: la ricostruzione dava lavoro. nei paesi più ricchi del nostro: il Belgio. operante nel settore metallurgico o meccanico e passata indenne.1. che aumentavano la produzione e le assunzioni. soli o con tutta la famiglia. la Francia. . per il resto la nostra nazione era ancora rurale e contadina. gli Stati Uniti o l’Argentina. non avevano il benessere di oggi. l’Italia non si poteva di certo chiamare un paese industrializzato. che saranno poi la spina dorsale dell’industria italiana media e piccola. Erano migliaia.Il Panorama del Lavoro 71 5. così come Milano non era la capitale economica italiana. mentre nel nord occidentale e in Lombardia si stava sviluppando la grande industria. con il periodo della ricostruzione e degli aiuti del piano Marshall. Nel centro e nel nord-est italiano si erano sviluppate le aziende soprattutto a conduzione familiare. Questa fase di sviluppo continuò fino ai primissimi anni sessanta e venne chiamata “boom economico”. le persone che affrontavano interminabili viaggi pur di iniziare una nuova vita. però. IL PANORAMA DEL LAVORO Fino alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo il 1945. un maggiore reddito portava a maggiori spese in beni di consumo e quindi a maggiore introiti per le aziende.

2. I settori che dal dopoguerra in poi avevano creato più posti di lavoro erano stati l’edilizia e l’industria soprattutto quella legata alla ricostruzione. gli elettrodomestici grandi e piccoli erano uno “status” per la popolazione di quarant’anni fa. l’economia era stabile tanto che nel 1959 la lira divenne una delle monete più forti in Europa.72 Il Panorama del Lavoro Il tasso di occupazione era alto. 5. Nella seconda metà degli anni sessanta e per tutto il decennio dei settanta una serie di motivi politici e sociali. forse eccessivo. portarono ad un forte ridimensionamento di questo “boom”. che portano alla nascita di un nuova economia e quindi di un nuovo mercato del lavoro. Per adeguare gli stipendi al costo della vita nacque la scala mobile. La politica economica mondiale conosce l’inizio di un liberismo estremo. A tutto questo si aggiunse la crisi petrolifera. che segue sempre un periodo di sviluppo. associati ad un ristagno dell’economia. LA NEW ECONOMY Agli inizi degli anni ottanta accadono alcuni eventi. I paesi dell’ OPEC. e che fino ad allora era stato venduto a prezzi bassissimi. che era diventato la maggiore fonte di energia del mondo occidentale. nazionali e internazionali. i maggiori produttori di petrolio. Gli italiani conoscevano il benessere: l’automobile. tanto che questo periodo è da noi ritenuto il vero inizio della “new economy”. La conseguenza più immediata di questa crisi fu l’aumento dell’inflazione a tassi che sfiorarono il venti per cento. contribuendo alla forte espansione dell’economia mondiale. significava che se uno stipendio fosse rimasto uguale da un anno all’altro avrebbe perso un quinto del proprio potere d’acquisto. Il periodo è chiamato della “deregulation” proprio perchè i governi escono dall’economia e lasciano più li- . avevano deciso di aumentare e di parecchio il prezzo a barile dell’oro nero.

Un’altra rivoluzione paragonabile a quella si avrà solo con la nascita e l’affermazione di internet a partire dagli inizi degli anni novanta (definibile net-economy e non new-economy). verso la fine degli anni settanta. che sarebbe ben presto arrivato negli uffici e nelle case. In questo il settore terziario era stato aiutato dallo sviluppo dell’informatica. fornendo le fondamenta per tutta la nuova tecnologia. aspetti burocratici. i progenitori dei nostri computer erano nati dalla fantasia e dall’ingegno di alcuni giovani statunitensi.Il Panorama del Lavoro 73 bertà all’industria privata. Cosa cambia nel mondo del lavoro a partire dagli anni ottanta? . Il forte sviluppo dell’industria. negli anni precedenti. portando ad una nuova fase positiva nell’ economia. aveva portato anche a questo enorme sviluppo dei servizi. contabilità. Steve Jobs e Steve Wozniak avevano creato il primo computer di nuova generazione: Apple Computer. mentre Bill Gates e Paul Allen avevano realizzato il primo software. Un altro evento che caratterizza il decennio è il definitivo consolidamento del settore terziario. la più grande casa costruttrice di computer. aspetti legali. che diventerà più importante di quello dell’agricoltura e dell’industria. Quella informatica è forse la vera rivoluzione di quegli anni. pubblicità. Questa politica è fortemente voluta dagli Stati Uniti di Reagan e dall’Inghilterra della Thatcher e influenza tutti gli stati maggiormente industrializzati. trasporto delle merci. Se fino ad allora la fabbrica era il sogno di molti ora nascono uffici. quello dei servizi. Quando la IBM . che gestiscono risorse finanziarie. affidò alla Microsoft di Bill Gates la realizzazione del primo sistema operativo per computer nacque il primo personal computer con sistema operativo ms-dos. Era nato il “pc” di largo utilizzo. Questo implica notevoli differenze anche nelle figure professionali richieste dalle aziende.

74 Il Panorama del Lavoro Innanzitutto la professionalità dei lavoratori. L’informatica ha maggiormente diffuso l’uso dell’inglese. Ai giorni nostri. . addirittura... Molte aziende. Le aziende. che non esistevano fino ad un ventennio fa. Oggi è diventato indispensabile avere una buona conoscenza del computer e dei software di base. quello informatico (software. sono proprio quelle che operano nel campo delle alte tecnologie: il settore delle telecomunicazioni (telefonia.) e della tecnologia in genere. un giovane che sappia usare ottimamente un computer ha un lavoro sicuro nel novanta per cento dei casi. effettuano le loro assunzioni quasi esclusivamente via internet. tv generalista e satellitare.. Siamo finalmente arrivati al nostro decennio. che oggi stanno creando maggiori opportunità di lavoro. strumenti di lavoro. internet. difatti la conoscenza della lingua anglosassone è un’altra delle caratteristiche maggiormente richieste ai giovani in cerca di occupazione. hardware.).

Capitolo 6 LE AZIENDE .

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it Via Cassa di Risparmio.78 Le Aziende AZIENDA AUTOMOBILI LAMBORGHINI HOLDING INDIRIZZO Via Modena. 21 20122 Milano editoria BANCA CARIGE SPA www.editore.it Via Mantova.carige.it Via Crocefisso. 31 37060 Castel D’Azzano (VR) dolciario .bancodinapoli. 166 43100 Parma alimentare BAULI SPA Via Verdi. 180 00144 Roma bancario BANCO DI NAPOLI SPA www. 15 16123 Genova bancario BANCA DI ROMA SPA www.bancadiroma.barilla. 177 80134 Napoli bancario BARILLA SPA www.it Via Roma.it Viale Umberto Tupini. 12 .40019 Sant’Agata Bolognese (BO) SETTORE automobilistico AZIENDA COMUNALE CENTRALE LATTE Via Fondi di Monastero 00131 Roma alimentare BALDINI & CASTOLDI SRL http://baldini.

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165 del 30/3/2001 (estratto) (“Norme sul lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione ” ) .APPENDICE Decreto Presidente della Repubblica n.68 del 12/3/1999 (“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”) Decreto Presidente della Repubblica n. 487 del 9/5/1994 (“Regolamento sulle modalità di svolgimento dei concorsi pubblici”) Legge n. 445 del 28/12/2000 (“Testo Unico in materia di documentazione amministrativa”) Decreto Legislativo n.

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Salvo che i singoli ordinamenti non dispongano diversamente sono equiparati ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. 3. la esclusione dal concorso per difetto dei requisiti prescritti. di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo è reclutato il personale a tempo parziale. 125. Per le assunzioni obbligatorie dei centralinisti ciechi il limite massimo di età è di 50 anni. o le abbiano indicate in numero insufficiente in relazione al posto occupato in graduatoria. 4. contenere la citazione della legge 10 aprile 1991. L’amministrazione non assume responsabilità per la dispersione di comunicazioni dipendente da inesatte indicazioni del recapito da parte del concorrente oppure da mancata o tardiva comunicazione del cambiamento dell’indirizzo indicato nella domanda. con decreto motivato. 61. devono essere indirizzate e presentate direttamente o a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri — Dipartimento della funzione pubblica — per i concorsi unici e all’amministrazione competente negli altri casi. 1. della legge 24 dicembre 1993. riportando tutte le indicazioni che. graduati e militari di truppa in servizio continuativo dell’Arma dei carabinieri. n. alla Gazz. Nel caso di concorso unico. 185. a caso fortuito o forza maggiore.Appendice DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA N. 1. per titoli ed esami. con esclusione di qualsiasi altro mezzo. 537. 1. La domanda deve essere redatta secondo lo schema che viene allegato al bando di concorso. 41 del decreto legislativo 3 febbraio 1993. ai sensi della legge 24 dicembre 1986. L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche avviene: a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami.Dipartimento della funzione pubblica. a favore dei cittadini che hanno prestato servizio militare volontario. i termini e le modalità della loro presentazione. Categorie riservatarie e preferenze. di leva e di leva prolungata. I candidati che non abbiano indicato preferenze. Il limite di età di 40 anni è elevato: a) di un anno per gli aspiranti coniugati. b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento tenute dagli uffici circoscrizionali del lavoro che siano in possesso del titolo di studio richiesto dalla normativa vigente al momento della pubblicazione dell’offerta di lavoro. 1. 3. per gli ufficiali e sottufficiali e vice brigadieri. così come modificato dall’art. Per i candidati appartenenti a categorie per le quali leggi speciali prevedono deroghe. Si prescinde dal limite di età per i candidati. i candidati sono tenuti a fornire. 29. Deve indicare le materie oggetto delle prove scritte e orali. presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le amministrazioni che esercitano competenze istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Stato. 2.. da uno dei pubblici ufficiali di cui all’art. comma 51. le riserve di posti. per titoli. Art. 7. 3. entro il termine perentorio di giorni trenta dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. 4. n. n. Bando di concorso. Modalità di accesso. n. La data di spedizione delle domande è stabilita e comprovata dal timbro a data dell’ufficio postale accettante. Tale requisito non è richiesto per i soggetti appartenenti alla Unione europea. Il requisito della condotta e delle qualità morali stabilito per l’ammissione ai concorsi nella magistratura viene richiesto per le assunzioni comprese quelle obbligatorie delle categorie protette. in conformità alle normative vigenti nei singoli comparti e le percentuali dei posti riservati da leggi a favore di determinate categorie. I concorsi sono indetti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per i concorsi unici o con provvedimento dell’organo di vertice dell’amministrazione o ente interessato. Il bando di concorso deve. in conformità all’art. se vincitori. 554. 29. n. per i sottufficiali dell’Esercito. Le domande di ammissione al concorso. 2. Art. 61 del decreto legislativo 3 febbraio 1993. n. 4. 3. 546. c) di cinque anni per coloro che sono compresi fra le categorie elencate nella legge 2 aprile 1968. Uff. Possono accedere agli impieghi civili delle pubbliche amministrazioni i soggetti che posseggono i seguenti requisiti generali: 1) cittadinanza italiana. il limite massimo non può superare i 55 anni. Presentazione delle domande di ammissione. 482 e successive modifiche ed integrazioni. Art. n. l’economicità e la celerità di espletamento. secondo le norme vigenti. 487 DEL 9 MAGGIO 1994 (in Suppl. Marina o Aeronautica cessati d’autorità o a domanda. La firma da apporre in calce alla domanda deve essere autenticata. serie generale n. 1. il contenuto di quelle pratiche. in ordine di preferenza. 6. n. le percentuali dei posti riservati al personale interno. DEI CONCORSI UNICI E DELLE ALTRE FORME DI ASSUNZIONE NEI PUBBLICI IMPIEGHI. per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria.” Art. ordinario n. Non possono accedere agli impieghi coloro che siano esclusi dall’elettorato politico attivo e coloro che siano stati destituiti dall’impiego presso una pubblica amministrazione. 113. 29 del decreto legislativo 23 dicembre 1993. i requisiti soggettivi generali e particolari richiesti per l’ammissione all’impiego. 482 e successive modifiche ed integrazioni. che ne informa la Presidenza del Consiglio dei Ministri . 20 della legge 4 gennaio 1968. 2. n. già dipendenti civili di ruolo delle pubbliche amministrazioni. la votazione minima richiesta per l’ammissione alle prove orali. 5. 4. 2) età non inferiore agli anni 18 e non superiore ai 40. e per coloro ai quali è esteso lo stesso beneficio. intendono essere assegnati. Per i candidati dipendenti da pubbliche amministrazioni è sufficiente il visto del capo dell’ufficio presso cui prestano servizio. ricorrendo. sono assegnati ad un ruolo con posti disponibili dopo l’accoglimento. Art. c) mediante chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste costituite dagli appartenenti alle categorie protette di cui al titolo 1 della legge 2 aprile 1968. 958. nè per eventuali disguidi postali o telegrafici o comunque imputabili a fatto di terzi. redatte in carta semplice. I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione. Per le assunzioni obbligatorie di personale appartenente a tali categorie. per i militari. Nei pubblici concorsi. della Guardia di finanza e dei Corpi di polizia. b) di un anno per ogni figlio vivente dei predetti aspiranti. n. i 45 anni di età. i candidati. Essi possono dichiarare di concorrere solo per posti di alcune amministrazioni. 3) idoneità fisica all’impiego. in base alla normativa vigente. 91 5. di cui al successivo comma . Per l’ammissione a particolari profili professionali di qualifica o categoria gli ordinamenti delle singole amministrazioni possono prescrivere ulteriori requisiti. n. 6. e) il suddetto limite di età dei 45 anni non trova applicazione per i dipendenti collocati a riposo ai sensi dell’art. a pena di esclusione. Requisiti generali. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 1994. avvalendosi anche di sistemi automatizzati. 1. i titoli che danno luogo a precedenza o a preferenza a parità di punteggio. all’ausilio di sistemi automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione ed a selezioni decentrate per circoscrizioni territoriali. La Presidenza del Consiglio dei Ministri o l’amministrazione interessata dispongono in ogni momento. delle preferenze espresse dagli altri vincitori. 2. nella domanda di ammissione. che garantisce pari opportunità fra uomini e donne per l’accesso al lavoro come anche previsto dall’art. “REGOLAMENTO RECANTE NORME SULL’ACCESSO AGLI IMPIEGHI NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E LE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEI CONCORSI. altresì. indicano. 3. L’amministrazione ha facoltà di sottoporre a visita medica di controllo i vincitori di concorso. Per l’accesso a profili professionali di ottava qualifica funzionale è richiesto il solo diploma di laurea. 3. Con le medesime procedure e modalità. 5. 15. comunque non superiore a tre anni. secondo l’ordine di graduatoria. quello del comandante del reparto presso il quale prestano servizio. di polizia e di giustizia. fatte salve le eccezioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994. Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonchè l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche. del 9 agosto). Il concorso pubblico deve svolgersi con modalità che ne garantiscano la imparzialità. il limite massimo non può superare. anche in caso di cumulo di benefici. di cui alla legge 29 dicembre 1988. ove necessario. 5. d) di un periodo pari all’effettivo servizio prestato. 2. le amministrazioni e le sedi in cui.

di norma. 18) i coniugati e i non coniugati con riguardo al numero dei figli a carico. in conformità all’art. scelti tra funzionari delle amministrazioni. Conseguono l’ammissione al colloquio i candidati che abbiano riportato in ciascuna prova scritta una votazione di almeno 21/30 o equivalente. 14) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di guerra. 5.4a serie speciale . 8) i feriti in combattimento. A parità di merito i titoli di preferenza sono: 1) gli insigniti di medaglia al valor militare.Dipartimento della funzione pubblica. I concorsi per esami consistono: a) per i profili professionali della settima qualifica o categoria superiore: in almeno due prove scritte. Le prove orali devono svolgersi in un’aula aperta al pubblico. 6. Concorso per esame.92 3 del presente articolo. con funzioni di presidente. 13) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti in guerra. Il diario delle prove scritte deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica . essa si attua in misura proporzionale per ciascuna categoria di aventi diritto a riserva. salva motivata impossibilità. è riservato alle donne. 16) coloro che abbiano prestato servizio militare come combattenti. 4. nei giorni di festività religiose ebraiche rese note con decreto del Ministro dell’interno mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Le commissioni esaminatrici di concorso sono composte da tecnici esperti nelle materie oggetto del concorso. 574. senza computare gli appartenenti alle categorie stesse vincitori del concorso.concorsi ed esami. 3) i mutilati ed invalidi per fatto di guerra. n. Art. 958. sia necessaria una riduzione dei posti da riservare secondo legge. 2) i mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti. . 2. n. coloro che ricoprano cariche politiche o che siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali. 4. di cui una pratica o a contenuto teorico-pratico. o equiparate. ovvero in prove pratiche attitudinali tendenti ad accertare la maturità e la professionalità dei candidati con riferimento alle attività che i medesimi sono chiamati a svolgere. n. n. 4) i mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato. il bando indica i titoli valutabili ed il punteggio massimo agli stessi attribuibile singolarmente e per categorie di titoli. 2) riserva di posti ai sensi della legge 24 dicembre 1986. Art. Art. Le commissioni esaminatrici dei concorsi previste dagli articoli precedenti sono nominate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei casi di concorsi unici. 7. I voti sono espressi. Ai candidati che conseguono l’ammissione alla prova orale deve essere data comunicazione con l’indicazione del voto riportato in ciascuna delle prove scritte. il bando di concorso relativo può stabilire che le prove consistano in appositi test bilanciati da risolvere in un tempo predeterminato. per non meno di un anno nell’amministrazione che ha indetto il concorso. Le prove di esame si svolgono secondo le modalità previste dagli articoli 6 e 7 del presente regolamento. 17) coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo. non meno di quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Svolgimento delle prove. Per i profili professionali delle qualifiche o categorie di livelli inferiori al settimo. Il colloquio verte sulle materie oggetto delle prove scritte e sulle altre indicate nel bando di concorso e si intende superato con una votazione di almeno 21/30 o equivalente. e in una prova orale. b) per i profili professionali della quinta e sesta qualifica o categoria: in due prove scritte. non possono complessivamente superare la metà dei posti messi a concorso. 101. La votazione complessiva è determinata sommando il voto conseguito nella valutazione dei titoli al voto complessivo riportato nelle prove d’esame. Il punteggio finale è dato dalla somma della media dei voti conseguiti nelle prove scritte o pratiche o teorico-pratiche e della votazione conseguita nel colloquio. con l’indicazione dei voti da ciascuno riportati che sarà affisso nella sede degli esami. 29 del sopra citato decreto legislativo. 9. Conseguono l’ammissione al colloquio i candidati che abbiano riportato in ciascuna prova scritta una votazione di almeno 21/30 o equivalente. 5. Le categorie di cittadini che nei pubblici concorsi hanno preferenza a parità di merito e a parità di titoli sono appresso elencate. ai sensi dell’art. una delle quali può essere a contenuto teorico-pratico ed in una prova orale. sono così composte: a) per i concorsi ai profili professionali di categoria o qualifica settima e superiori: da un consigliere di Stato o magistrato o avvocato dello Stato con qualifica equiparata o da un dirigente generale. 9) gli insigniti di croce di guerra o di altra attestazione speciale di merito di guerra. n. 7) gli orfani dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato. Il colloquio verte sulle materie oggetto delle prove scritte e sulle altre indicate nel bando e si intende superato con una votazione di almeno 21/30 o equivalente. per gli ufficiali di complemento. 8. 11) i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra. I bandi di concorso possono stabilire che una delle prove scritte per l’accesso ai profili professionali della settima qualifica o categoria superiore consista in una serie di quesiti a risposta sintetica. Qualora tra i concorrenti dichiarati idonei nella graduatoria di merito ve ne siano alcuni che appartengono a più categorie che danno titolo a differenti riserve di posti. Le prove del concorso sia scritte che orali non possono aver luogo nei giorni festivi nè. 12) i figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel settore pubblico e privato. A parità di merito e di titoli la preferenza è determinata: a) dal numero dei figli a carico. della Marina e dell’Aeronautica. 6 del decreto legislativo 23 dicembre 1993. calcolata sulle dotazioni organiche dei singoli profili professionali o categorie nella percentuale del 15%. 15) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato. nonchè i capi di famiglia numerosa. Almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso. in particolare. si tiene conto prima del titolo che dà diritto ad una maggiore riserva nel seguente ordine: 1) riserva di posti a favore di coloro che appartengono alle categorie di cui alla legge 2 aprile 1968. 1. Nel rispetto di tali princìpi. 4. già previste da leggi speciali in favore di particolari categorie di cittadini. b) dall’aver prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche. 6) gli orfani dei caduti per fatto di guerra. Questa ne dà comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri . Nei casi in cui l’ammissione a determinati profili avvenga mediante concorso per titoli e per esami. c) dalla maggiore età. 1. nonchè nei giorni di festività religiose valdesi. la valutazione dei titoli. i componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione interessata. tra quelle indicate nel bando. 2. 546. in relazione a tale termine. 19) gli invalidi ed i mutilati civili. indipendentemente dal fatto che il candidato sia coniugato o meno. L’avviso per la presentazione alla prova orale deve essere dato ai singoli candidati almeno venti giorni prima Appendice di quello in cui essi debbono sostenerla. 3. le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario appartenente alla ottava qualifica o categoria. qualora si tratti di concorsi per impiegati o del 10% nei concorsi per operai. 1. o con decreto dell’autorità competente negli altri casi. delle vacanze annuali dei posti messi a concorso. precede le prove d’esame. docenti ed estranei alle medesime e non possono farne parte. 3) riserva del 2% dei posti destinati a ciascun concorso. a favore dei militari in ferma di leva prolungata e di volontari specializzati delle tre Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma contrattuale nel limite del 5%. Al termine di ogni seduta dedicata alla prova orale. Commissioni esaminatrici. 10) i figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti. ai sensi della legge 20 settembre 1980. comprendente l’accertamento della conoscenza di una lingua straniera. che hanno terminato senza demerito la ferma biennale. 3. ai sensi della legge 8 marzo 1989. 1. Art. 20) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma. 2. 5) gli orfani di guerra. 2. e da due esperti nelle materie oggetto del concorso. Se. di capienza idonea ad assicurare la massima partecipazione. 3. esse. la commissione giudicatrice forma l’elenco dei candidati esaminati. 2. 482 e successive modifiche ed integrazioni. Per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo superiore a 10/30 o equivalente. 3. previa individuazione dei criteri. Concorso per titoli ed esami. in trentesimi.

Adempimenti dei concorrenti e della commissione al termine delle prove scritte. Sono. 4. Adempimenti dei concorrenti durante lo svolgimento delle prove scritte. Le tracce. 10. All’ora stabilita per ciascuna prova. almeno due dei rispettivi membri devono trovarsi nella sala degli esami. anche la busta piccola nella grande che richiude e consegna al presidente della commissione o del comitato di vigilanza od a chi ne fa le veci. n. Al candidato sono consegnate in ciascuno dei giorni di esame due buste di eguale colore: una grande munita di linguetta staccabile ed una piccola contenente un cartoncino bianco. se trattasi di concorsi per titoli. 3. sia necessario destinare a tale funzione impiegati residenti in altra sede. li fa collocare in modo che non possano comunicare fra loro. di cui al comma 2. stabiliscono i criteri e le modalità di valutazione delle prove concorsuali al fine di motivare i punteggi attribuiti alle singole prove. La commissione prepara tre tracce per ciascuna prova scritta. e costituita da due impiegati di qualifica o categoria non inferiore alla settima e da un segretario scelto tra gli impiegati di settima o sesta qualifica o categoria. considerato il numero dei concorrenti. e da due esperti nelle materie oggetto del concorso. Il concorrente che contravviene alle disposizioni dei commi precedenti o comunque abbia copiato in tutto o in parte lo svolgimento del tema. Gli impiegati nominati presidente e membri dei comitati di vigilanza sono scelti fra quelli in servizio nella sede di esame. salvo conferma dell’amministrazione. 5. L’utilizzazione del personale in quiescenza non è consentita se il rapporto di servizio sia stato risolto per motivi disciplinari. 1. I criteri e le modalità di cui al presente comma sono formalizzati in appositi atti. previo accertamento della loro identità personale. Possono essere nominati in via definitiva i supplenti tanto per il presidente quanto per i singoli componenti la commissione. il cui rapporto di impiego si risolva per qualsiasi causa durante l’espletamento dei lavori della commissione. se previsti dal bando di concorso. le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato appartenente alla settima qualifica o categoria. 5. 4. potranno assistere alle anzidette operazioni. 1. Trasparenza amministrativa nei procedimenti concorsuali. appena formulate. 3. Art. sono chiuse in pieghi suggellati e firmati esteriormente sui lembi di chiusura dai componenti della commissione e dal segretario. 5. in numero non superiore alle dieci unità. con funzioni di presidente. alla prima riunione. Successivamente alla conclusione dell’ultima prova di esame e comunque non oltre le ventiquattro ore si procede alla riunione delle buste aventi lo stesso numero in un unica busta. Art. sottoscrivono la dichiarazione che non sussistono situazioni di incompatibilità tra essi ed i concorrenti. presieduto da un membro della commissione ovvero da un impiegato dell’amministrazione di qualifica o categoria non inferiore all’ottava. in tutto o in parte. la data ed il luogo di nascita nel cartoncino e lo chiude nella busta piccola. 14. . 1. A tale scopo. dopo aver svolto il tema. La mancata esclusione all’atto della prova non preclude che l’esclusione sia disposta in sede di valutazione delle prove medesime. n. Possono consultare soltanto i testi di legge non commentati ed autorizzati dalla commissione. in ogni caso. Le tracce sono segrete e ne è vietata la divulgazione. 13. pari a quello delle commissioni originarie e di un segretario aggiunto. possono essere aggregati membri aggiunti per gli esami di lingua straniera e per materie speciali. salvo che con gli incaricati della vigilanza o con i membri della commissione esaminatrice. 4. con le modalità ivi previste. a meno che. Il presidente della commissione o del comitato di vigilanza. 3.000 unità. e nel primo caso fa sorteggiare da uno dei candidati il tema da svolgere. 56 e successive modifiche ed integrazioni: da un dirigente con funzioni di presidente e da due esperti nelle materie oggetto della selezione. se gli esami hanno luogo in una sede. appunti manoscritti. quindi. 4. Al termine di ogni giorno di esame è assegnato alla busta contenente l’elaborato di ciascun concorrente lo stesso numero da apporsi sulla linguetta staccabile. il presidente della commissione esaminatrice o del comitato di vigilanza fa procedere all’appello nominale dei concorrenti e. è escluso dal concorso. 12. Scrive il proprio nome e cognome. 7. A ciascuna delle sottocommissioni non può essere assegnato un numero di candidati inferiore a 500.Appendice b) per i concorsi per la quinta e la sesta qualifica o categoria: da un dirigente o equiparato. i quesiti da porre ai candidati per ciascuna delle materie di esame. I supplenti intervengono alle sedute della commissione nelle ipotesi di impedimento grave e documentato degli effettivi. 1. ai sensi degli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile. per ragioni di salute o per decadenza dall’impiego comunque determinata e. nè altro contrassegno. dopo aver staccata la relativa linguetta numerata. con l’avvertimento che alcuni di essi. Cessazione dall’incarico di componente di commissione esaminatrice. quindi. 2. Art. 1. 3. La commissione esaminatrice o il comitato di vigilanza curano l’osservanza delle disposizioni stesse ed hanno facoltà di adottare i provvedimenti necessari. dalla data della prima convocazione. stabilisce il termine del procedimento concorsuale e lo rende pubblico. la qualifica richiesta per i concorsi sopra indicati. 2. I candidati non possono portare carta da scrivere. Le commissioni esaminatrici. Tale operazione è effettuata dalla commissione esaminatrice o dal comitato di vigilanza con l’intervento di almeno due componenti della commissione stessa nel luogo. c) per le prove selettive previste dal capo terzo del presente regolamento. Nel caso in cui risulti che uno o più candidati abbiano copiato. si costituisce in ciascuna sede un comitato di vigilanza. immediatamente prima dell’inizio di ciascuna prova orale di ogni candidato. con l’integrazione di un numero di componenti. l’esclusione è disposta nei confronti di tutti i candidati coinvolti. 2. esclusivamente attraverso la numerazione. cessano dall’incarico. su carta portante il timbro d’ufficio e la firma di un membro della commissione esaminatrice. libri o pubblicazioni di qualunque specie. predeterminati. nel giorno e nell’ora di cui è data comunicazione orale ai candidati presenti in aula all’ultima prova di esame. in modo da poter riunire. 6. qualora la decorrenza del collocamento a riposo risalga ad oltre un triennio dalla data di pubblicazione del bando di concorso. Art. presa visione dell’elenco dei partecipanti. durante il servizio attivo. a pena di nullità. unico restando il presidente. per giustificate esigenze di servizio. I candidati hanno facoltà di esercitare il diritto di accesso agli atti del procedimento concorsuale ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1992. I lavori debbono essere scritti esclusivamente. Le procedure concorsuali devono concludersi entro sei mesi dalla data di effettuazione delle prove scritte o. qualora i candidati che abbiano sostenuto le prove scritte superino le 3. Il presidente ed i membri delle commissioni esaminatrici possono essere scelti anche tra il personale in quiescenza che abbia posseduto. deve essere reso noto agli interessati prima dell’effettuazione delle prove di esami. le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato appartenente alla sesta qualifica o categoria. che deve essere la stessa per tutte le sedi. ovvero di mettersi in relazione con altri. I componenti. I componenti delle commissioni.Dipartimento della funzione pubblica. Durante le prove scritte non è permesso ai concorrenti di comunicare tra loro verbalmente o per iscritto. 3. appone trasversalmente sulla busta. ed una sola traccia quando gli esami hanno luogo in più sedi. che garantiscono l’imparzialità delle prove. Adempimenti della commissione. L’inosservanza di tale termine dovrà essere giustificata collegialmente dalla commissione esaminatrice con motivata relazione da inoltrare alla Presidenza del 93 Consiglio dei Ministri . Pone. Il candidato. 8. 16 della legge 28 febbraio 1987. o all’amministrazione o ente che ha proceduto all’emanazione del bando di concorso e per conoscenza al Dipartimento della funzione pubblica. rivolti ai candidati stessi secondo criteri predeterminati. le buste appartenenti allo stesso candidato. ed i dizionari. 11. Nei concorsi per titoli ed esami il risultato della valutazione dei titoli. Art. I quesiti sono. Le commissioni esaminatrici dei concorsi per esami o per titoli ed esami possono essere suddivise in sottocommissioni. Indi fa constatare l’integrità della chiusura dei tre pieghi o del piego contenente i temi. che deve in ogni caso precedere le prove scritte. senza apporvi sottoscrizione. in modo che vi resti compreso il lembo della chiusura e la restante parte della busta stessa. la propria firma e l’indicazione della data della consegna. altresì. Alle commissioni. lettera a) del presente articolo. o chi ne fa le veci. relative a quei profili per il cui accesso si fa ricorso all’art. Quando le prove scritte abbiano luogo in più sedi. 2. 352. Prima dell’inizio delle prove concorsuali la commissione. mette il foglio o i fogli nella busta grande.

Dipartimento della funzione pubblica. . ai membri ed al segretario delle commissioni esaminatrici. adottato di concerto con il Ministro del tesoro. Per gli uffici aventi sede in determinate regioni. nei limiti dei posti complessivamente messi a concorso. Art. è approvata con decreto del Ministro per la funzione pubblica o dall’autorità competente nel caso in cui il concorso sia bandito da altre pubbliche amministrazioni ed è immediatamente efficace. fatta salva la facoltà di parteciparvi per tutti i cittadini. 2. Il reclutamento del personale per determinati profili professionali. 6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri . Art. salvo che il dirigente della sede di appartenenza non lo consenta espressamente. non possono essere nemmeno comandati o distaccati presso sedi con dotazioni organiche complete. 2. Le pubbliche amministrazioni comunicano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri . comma 1. Di tale pubblicazione è data notizia mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. per tutti i tipi di concorso. aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale. per i posti ivi disponibili. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la funzione pubblica. Le prove di esami dei concorsi si possono svolgere in sedi decentrate. Entro il successivo mese di maggio la Presidenza del Consiglio dei Ministri . 3. Ove il numero dei candidati al concorso sia superiore al triplo del numero costituente il contingente. con l’osservanza. la Presidenza del Consiglio dei Ministri . Art. individuati con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri può avvenire. I pieghi contenenti i lavori svolti dai candidati nelle sedi diverse da quelle della commissione esaminatrice ed i relativi verbali sono custoditi dal presidente del singolo comitato di vigilanza e da questi trasmessi in plico raccomandato per il tramite del capo dell’ufficio periferico al presidente della commissione dell’amministrazione interessata. compartimenti o province. 19. mediante selezione volta ad accertare la professionalità richiesta. Art. in relazione alle variazioni del costo della vita. dai quali risulti. si redige giorno per giorno un processo verbale sottoscritto da tutti i commissari e dal segretario. che non assuma servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito. Di tutte le operazioni di esame e delle deliberazioni prese dalla commissione esaminatrice. 482 o da altre disposizioni di legge in vigore che prevedono riserve di posti in favore di particolari categorie di cittadini. 19 della predetta legge n. 15. che abbiano conseguito l’idoneità. entro il termine perentorio di quindici giorni decorrenti dal giorno successivo a quello in cui hanno sostenuto il colloquio. I prov- Appendice vedimenti di nomina in prova sono immediatamente esecutivi. a mezzo assicurata convenzionale. 1. il possesso del requisito alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione al concorso. entro il mese di febbraio di ogni anno. a parità di valutazione. devono permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a sette anni e.94 5. gli effetti economici decorrono dal giorno di presa di servizio. ad assumere servizio in via provvisoria. n. Concorsi circoscrizionali e sedi di esami. I pieghi sono aperti alla presenza della commissione esaminatrice quando essa deve procedere all’esame dei lavori relativi a ciascuna prova di esame. verranno inclusi nella graduatoria tra i vincitori. sotto riserva di accertamento del possesso dei requisiti prescritti per la nomina e sono assunti in prova nel profilo professionale di qualifica o categoria per il quale risultano vincitori. Processo verbale delle operazioni d’esame e formazione delle graduatorie. 1. le amministrazioni pubbliche possono essere autorizzate a svolgere direttamente i concorsi. 1. delle amministrazioni. La durata del periodo di prova è differenziata in ragione della complessità delle prestazioni professionali richieste e sarà definita in sede di contrattazione collettiva. altresì. 1. 20. 4. i documenti in carta semplice attestanti il possesso dei titoli di riserva. qualora il numero dei concorrenti lo renda necessario. salva la possibilità di trasferimenti d’ufficio nei casi previsti dalla legge. rilevate secondo gli indici ISTAT. Qualora il vincitore assuma servizio. reclutano il personale di cui necessitano. 5. possono utilizzare il contingente di un concorso solo dopo l’esaurimento della graduatoria del concorso precedente.Dipartimento della funzione pubblica.Dipartimento della funzione pubblica. fissa il contingente di posti da coprire mediante i vincitori del concorso. con l’ausilio di strumenti automatizzati. delle preferenze previste dall’art. o all’amministrazione interessata. a parità di punti. 6. con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. il numero dei candidati vincitori assunti ed eventuali modifiche nell’arco dei diciotto mesi di validità della graduatoria di cui all’art. La graduatoria di merito dei candidati è formata secondo l’ordine dei punti della votazione complessiva riportata da ciascun candidato. sulla base di comunicazioni delle amministrazioni relative alle necessità di personale per il biennio successivo. per un biennio. ogni triennio. 482. 5. con ritardo sul termine prefissatogli. mediante ricorso alle graduatorie di vincitori di concorso predisposte presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri . i candidati utilmente collocati nelle graduatorie di merito. in tale periodo. 2. 16.Dipartimento della funzione pubblica. Assunzioni in servizio. Art. Il vincitore. Dalla data di pubblicazione di detto avviso decorre il termine per le eventuali impugnative.Dipartimento della funzione pubblica. 1. di concerto con il Ministro del tesoro. La misura dei compensi indicati nel comma 1 può essere aggiornata. Concorsi unici. In ogni caso non può essere attivato alcun comando o distacco nel caso in cui la sede di prima destinazione abbia posti vacanti nella dotazione organica della qualifica posseduta. nel caso di concorso espletato dalla medesima. I candidati dichiarati vincitori sono invitati. ai sensi dell’art. delle istituzioni universitarie e delle istituzioni ed enti di ricerca e di sperimentazione.Dipartimento della funzione pubblica. I concorrenti che abbiano superato la prova orale dovranno far pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri . 19. unitamente a quella dei vincitori del concorso. Le graduatorie dei vincitori dei concorsi sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri o dell’amministrazione interessata. con riguardo alle mansioni del profilo professionale per il quale è espletato il concorso. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Le amministrazioni pubbliche. A tal fine. Le graduatorie dei vincitori rimangono efficaci per un termine di diciotto mesi dalla data della sopracitata pubblicazione per eventuali coperture di posti per i quali il concorso è stato bandito e che successivamente ed entro tale data dovessero rendersi disponibili. decade dalla nomina. tenuto conto di quanto disposto dalla legge 2 aprile 1968. 5. per giustificato motivo. 2. Non si dà luogo a dichiarazioni di idoneità al concorso con esclusione delle procedure di concorso relative al personale del comparto scuola. 2. Presentazione dei titoli preferenziali e di riserva nella nomina. 3. concorsi circoscrizionali per l’accesso ai profili professionali di qualifica o categoria. ad eccezione delle regioni. Art. 4. 2. 21. formate sulla base del punteggio riportato nelle prove d’esame. purchè. il diritto ad usufruire dell’elevazione del limite massimo di età. degli enti locali e loro consorzi. per i concorsi unici. n. 1. Il riconoscimento deve essere fatto a conclusione dell’esame e del giudizio di tutti gli elaborati dei concorrenti. sono determinati. 6. 7. 482. 18. 1. anche nel giudicare i singoli lavori. nonchè al personale addetto alla vigilanza. comma 7. Adempimenti per il concorso unico. 15. La graduatoria di merito. Le amministrazioni di cui all’art. I candidati appartenenti a categorie previste dalla legge 2 aprile 1968. al termine delle prove scritte. preferenza e precedenza. Compensi. i compensi da corrispondere al presidente. risultino iscritti negli appositi elenchi istituiti presso gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione e risultino disoccupati sia al momento della scadenza del termine per la presentazione delle domande di ammissione al concorso sia all’atto dell’immissione in servizio. 4. indice il concorso da svolgere durante l’anno. I vincitori dei concorsi. 7. sono banditi. 3. Art. Sono dichiarati vincitori. procede a selezionare un numero di vincitori pari alle esigenze programmate. 2. già indicati nella domanda. Tale documentazione non è richiesta nei casi in cui le pubbliche amministrazioni ne siano in possesso o ne possano disporre facendo richiesta ad altre pubbliche amministrazioni. 17. si procede alla pre-selezione dei concorrenti mediante il ricorso a prove psico-attitudinali o anche congiunte a valutazione del titolo di studio in modo da ridurre il numero dei partecipanti al triplo dei posti messi a concorso.

salvo eccezionale e motivato impedimento. I lavoratori assunti con rapporti a tempo determinato permangono nelle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato. da apposita certificazione della sezione circoscrizionale per l’impiego d’iscrizione. I lavoratori possono iscriversi in una sola lista di collocamento. qualifiche e profili che richiedono specifiche professionalità. 16 della legge 28 febbraio 1987. a pena di nullità. ovvero all’ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione. debbono produrre alle sezioni circoscrizionali per l’impiego apposita certificazione rilasciata dagli organismi militari competenti. della qualifica di iscrizione nelle liste di collocamento e del livello retributivo. compresa in quella di competenza di una sola sezione circoscrizionale per l’impiego. entro il 1º febbraio di ogni anno. Procedure per l’avviamento a selezione a livello locale o periferico. 1. interessati a tali assunzioni.Dipartimento della funzione pubblica. anche periferica. Le selezioni di personale per le sedi centrali delle amministrazioni dello Stato. del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 191.Dipartimento della funzione pubblica. procede ad avviare a selezione i lavoratori nel numero richiesto secondo l’ordine di graduatoria degli iscritti aventi i requisiti indicati nella richiesta stessa.Appendice Art. Le amministrazioni pubbliche effettuano le assunzioni per le categorie. 3. n. 1. Hanno titolo a partecipare alle selezioni per l’assunzione: a) presso le amministrazioni e gli enti a carattere infraregionale o uffici periferici anche di amministrazioni e di enti a carattere nazionale e pluriregionale. La richiesta deve essere trasmessa anche all’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione. i lavoratori inseriti nelle graduatorie di tutte le sezioni circoscrizionali per l’impiego rispettivamente interessate. 3. 2. Le graduatorie sono formate sulla base degli elementi di cui alla tabella allegata al presente decreto. Il lavoratore aspirante all’avviamento al lavoro deve dichiarare alla sezione di iscrizione. n. anche nell’impiego privato. il cui ambito territoriale è compreso o coincide con quello di più sezioni della stessa provincia o della stessa regione. Le amministrazioni e gli enti con circoscrizione amministrativa. 19 della legge 24 dicembre 1986. con riferimento alle graduatorie delle circoscrizioni interessate. qualifica e profilo professionale. nel caso di enti la cui attività si esplichi nel territorio di più circoscrizioni. 15. entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta. pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. anche ad ordinamento autonomo e degli enti pubblici non economici a carattere nazionale sono effettuate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri . come modificato dall’art. il possesso dei requisiti generali di ammissione agli impieghi e la non sussistenza delle ipotesi di esclusione. Ai fini delle assunzioni con rapporti a tempo parziale e a tempo determinato. sulla base di selezioni tra gli iscritti. 3. L’attestazione può essere apposta anche in cal- . 4. 958. comma 1. 958. nonchè l’aliquota di posti riservati. La dichiarazione si intende revocata qualora il lavoratore non risponda alla convocazione o rifiuti l’avviamento a selezione. Le amministrazioni e gli enti obbligati ad assumere militari in ferma di leva prolungata e volontari specializzati delle tre Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma contratta. anche di sede diversa da quella di residenza. nelle liste di collocamento formate ai sensi dell’art. oppure. attestante l’iscrizione nelle liste di collocamento della medesima e la relativa qualifica. 5. Campo di applicazione. 6. Iscrizione nelle liste. Entro venti giorni dalla richiesta. anche periferica. b) presso le amministrazioni e gli enti. La sezione circoscrizionale per l’impiego annota il titolo a fianco dei nomi dei lavoratori interessati nella graduatoria degli iscritti nelle liste di collocamento. 5. devono. entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta. Le amministrazioni e gli enti con circoscrizione amministrativa. legge 24 dicembre 1986. di norma unitamente ai lavoratori iscritti nelle liste di collocamento appositamente avviati e 95 convocati. Art. inoltrano direttamente alla sezione medesima la richiesta di avviamento a selezione di un numero di lavoratori pari al doppio dei posti da ricoprire. inoltrano a ciascuna di dette sezioni richiesta di un numero di lavoratori pari al doppio dei posti da ricoprire. n. é comunque riservato all’amministrazione o ente che procede all’assunzione di provvedere all’accertamento di titoli e requisiti nei modi di legge. nel caso in cui siano interessate più circoscrizioni della stessa provincia. 4. per le unità di personale relative ai posti da coprire distinti per sede di destinazione e profilo professionale. n. 19. come sostituito dall’art. n. compresa in quelle di competenza di più sezioni circoscrizionali per l’impiego. 4. Possiede il requisito della scuola dell’obbligo anche chi abbia conseguito la licenza elementare anteriormente al 1962. e per gli enti la cui attività si esplichi nell’intero territorio regionale. che abbiano la professionalità eventualmente richiesta ed i requisiti previsti per l’accesso al pubblico impiego. Art. apposita graduatoria unica integrata dai lavoratori individuati dalle sezioni medesime secondo l’ordine delle rispettive graduatorie approvate. 191. segnalano il contingente di posti da coprire distinti per categoria. Per la copertura di posti riservati a dipendenti in servizio ed ai destinatari dell’art. mediante selezioni uniche per le stesse categorie. n. si provvede con lavoratori da assumere con le procedure previste dal presente decreto. nelle quali l’inserimento. dei Corpi di polizia. I lavoratori che si trovino nelle condizioni di cui all’art. a differenza della prima. Richiesta delle amministrazioni e relative assegnazioni. 22. sono tenuti ad avviare a selezionare i lavoratori secondo l’ordine della graduatoria unica in numero corrispondente al doppio dei posti da ricoprire. 2. I bandi debbono indicare il numero dei posti offerti. o uffici periferici. 19 della legge 24 dicembre 1986. I lavoratori iscritti nelle liste delle sezioni circoscrizionali per l’impiego. Le amministrazioni di cui al comma 1. è operato sulla base del possesso di qualifica riconosciuta con attestati o sulla base di precedenti lavorativi. ai sensi della legge 4 gennaio 1968. assegna il personale richiesto. qualifiche e profili interessanti più amministrazioni ed enti. Tale decreto costituisce autorizzazione ad assumere qualora le disposizioni legislative in materia la richiedano. La presente disciplina non si applica per le assunzioni del personale militare e militarizzato delle Forze armate. I dipendenti aventi titolo alla riserva di posti partecipano alle prove selettive previste dal presente decreto. eventualmente dagli stessi non ricoperti.Dipartimento della funzione pubblica. il cui ambito territoriale di competenza è compreso o coincide con quello di una sezione circoscrizionale per l’impiego. Art. presentano domanda secondo le modalità e nei termini previsti dai bandi di offerta di lavoro emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri . 30 della legge 31 maggio 1975. c) presso le sedi ministeriali delle amministrazioni centrali dello Stato. i lavoratori interessati debbono espressamente dichiarare la propria disponibilità. 7. della legge 31 maggio 1975. La graduatoria unica è resa pubblica mediante l’affissione all’albo degli uffici e delle sezioni interessate. qualifiche e profili generici e diverse graduatorie per categorie. 24. in ogni caso. con decreto del Presidente del Consiglio. sulla base dei punteggi comunicati dalle sezioni circoscrizionali interessate. la Presidenza del Consiglio dei Ministri . 26. compilate su modelli predisposti. 958. i lavoratori inseriti nella graduatoria della selezione stessa. 30. debbono indicare nella richiesta di avviamento il numero dei posti riservati ai lavoratori aventi diritto ai sensi dell’art. separate graduatorie dei lavoratori che abbiano dichiarato la disponibilità ai predetti rapporti. limitatamente al relativo tipo di rapporto. 3. Le sezioni circoscrizionali per l’impiego formano. La sezione circoscrizionale per l’impiego. le qualifiche ed i profili professionali per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo. 1. n. nel caso in cui siano interessate circoscrizioni di province diverse. Le sezioni circoscrizionali per l’impiego formano una graduatoria relativa a categorie. essere corredate. perchè formulino. 56. 2. Gli avviamenti sono effettuati sulla base delle graduatorie circoscrizionali. 1. Assunzioni nelle sedi centrali. 2. con l’indicazione del titolo di studio. salvo eccezionale e motivato impedimento. valutati uniformemente in tutto il territorio nazionale secondo i coefficienti ivi indicati. 5. 1. I lavoratori sono avviati numericamente alla selezione secondo l’ordine di graduatoria risultante dalle liste delle sezioni circoscrizionali per l’impiego territorialmente competenti. con riferimento alle graduatorie di tutte le circoscrizioni della regione. con le medesime modalità per le assunzioni a tempo indeterminato. distinti per profilo professionale e per amministrazione. i lavoratori iscritti nella graduatoria di qualsiasi sezione circoscrizionale per l’impiego operante nel territorio nazionale. le sedi delle direzioni generali e centrali delle amministrazioni ad ordinamento autonomo e degli enti a carattere nazionale o ultraregionale e le strutture alle sedi stesse direttamente riferibili. 3. Art. 23. L’ufficio provinciale o l’ufficio regionale del lavoro. Le domande degli aspiranti. 25. 2. Le amministrazioni avanzano richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della funzione pubblica. nonchè la posizione in graduatoria ed il punteggio attribuito.

1. con l’avvertenza che il punteggio da attribuire per l’anzianità di iscrizione o reiscrizione è quello relativo al mese a cui si fa riferimento. 3. categoria e profilo professionale dei comparti di appartenenza od eventualmente anche delle singole amministrazioni e comunque con riferimento ai contenuti ed alle modalità stabilite per le prove di idoneità relative al conseguimento degli attestati di professionalità della regione nel cui ambito ricade l’amministrazione che deve procedere alla selezione. 3. 2. I soggetti appartenenti alle categorie protette presentano domanda di iscrizione all’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione. La selezione consiste nello svolgimento di prove pratiche attitudinali ovvero in sperimentazioni lavorative i cui contenuti sono determinati con riferimento a quelli previsti nelle declaratorie e nei mansionari di qualifica. 16 della legge 28 febbraio 1987. ordinata secondo il punteggio attestato dalle sezioni circoscrizionali per l’impiego. In mancanza di iscritti appartenenti ad alcune categorie. Entro dieci giorni dalla pubblicazione. 104. c) anzianità di iscrizione. come integrato dall’art. A tutte le operazioni provvede la stessa commissione. Gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione in analogia a quanto previsto per le assunzioni di cui all’art. oltre che convivente e a carico ovvero senza limiti di età se invalido permanentemente al lavoro. A tutti gli iscritti è attribuito un punteggio base uguale a 1. Le assunzioni obbligatorie presso le amministrazioni ed enti pubblici. secondo l’ordine della stessa graduatoria vigente al momento della richiesta. 3. B) Variazione degli elementi. 2. La selezione deve tendere ad accertare esclusivamente l’idoneità del lavoratore a svolgere le relative mansioni e non comporta valutazione comparativa. in misura doppia rispetto ai posti da ricoprire. 2. indicando giorno e luogo di svolgimento delle stesse. 845. 4. 4. Art. per la natura ed il grado di mutilazione o di invalidità. 29. per coloro che hanno menomazioni fisiche. 32. Art. 5. Deve intendersi la condizione reddituale derivante anche dal patrimonio immobiliare e mobiliare dell’iscritto. Art. Le operazioni di selezione sono. La collocazione nella graduatoria integrata costituisce ordine di precedenza per la convocazione dei lavoratori per le prove selettive. Deve intendersi quella maturata in costanza di iscrizione nella prima classe delle liste di collocamento — compresi i periodi relativi a rapporti di lavoro a termine con durata complessiva non superiore a 4 mesi nell’anno solare. 1 della legge 2 aprile 1968. Modalità di assunzione. nel rispetto dell’ordine della graduatoria integrata. Le richieste di avviamento da parte di amministrazioni ed enti pubblici anche a carattere nazionale e regionale devono essere rivolte all’ufficio provinciale del lavoro competente nella sede presso la quale il lavoratore dovrà prestare servizio. n. per la rispettiva nomina in prova ed immissione in servizio. anche singolarmente o per scaglioni. figlio minorenne convivente a carico.Dipartimento della funzione pubblica. I lavoratori sono convocati in numero pari al doppio dei posti da ricoprire. fino alla completa copertura dei posti complessivamente indicati nella richiesta di avviamento o nel bando di offerta di lavoro. 8. Nella graduatoria sono evidenziati i nomi degli aventi titolo alla riserva. il possesso dei requisiti generali di ammissione nelle amministrazioni pubbliche previsti dalla normativa vigente. Le prove non comportano valutazione comparativa e sono preordinate ad accertare l’idoneità a svolgere le mansioni del profilo nel quale avviene l’assunzione. 1. Le persone a carico da considerare sono: 1. b) situazione economica e patrimoniale del lavoratore. Assunzioni in servizio. si provvede fino alla copertura dei posti con ulteriori avviamenti effettuati. Con riferimento ai profili professionali di cui al bando di offerta di lavoro. su proposta del Dipartimento della funzione pubblica può autorizzare amministrazioni ed enti ad attivare direttamente graduatorie integrate con le medesime modalità indicate nel presente articolo. La Presidenza del Consiglio dei Ministri . Art. a) carico familiare. concernente la sussistenza dei requisiti che danno titolo al collocamento obbligatorio ed attestante le attitudini lavorative e professionali del richiedente anche in relazione all’occupazione cui Appendice aspira e deve essere. 30 hanno validità annuale e sono formate dagli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione entro il 31 dicembre di ciascun anno. Modalità di iscrizione e requisiti. entro dieci giorni dalla pubblicazione delle graduatorie integrali. In casi di particolare urgenza. 1. avviano i soggetti protetti alla prova tendente ad accertare l’idoneità a svolgere le mansioni. dei soggetti di cui all’art. 28. La rettifica è effettuata nei cinque giorni successivi. avvengono secondo le modalità di cui all’art. Le graduatorie dei soggetti di cui all’art. 56. n. 19 della legge 5 febbraio 1992. n. 1. i lavoratori possono proporre opposizione avverso la posizione in graduatoria se derivante da errata trascrizione del punteggio. coniuge convivente e disoccupato iscritto in prima classe. Le amministrazioni e gli enti. 3. fratello o sorella minorenne convivente a carico. n. 4. da dichiarazione di un ufficiale sanitario comprovante che l’invalido. altresì. figlio maggiorenne fino al compimento del ventiseiesimo anno di età se studente e disoccupato iscritto in prima classe. ai sensi della legge 4 gennaio 1968. si intende quello rilevato dallo stato di famiglia e determinato secondo le modalità previste per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare. si formula apposita graduatoria integrata. 27. II) per le iscrizioni e le reiscrizioni effettuate successivamente alla . Allegato 1 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE A) Elementi che concorrono alla formazione delle graduatorie. senza considerare le frazioni: I) per ogni mese di anzianità pregressa alla suddetta data punti . entro dieci giorni dalla ricezione delle comunicazioni di avviamento. La graduatoria è resa pubblica con le stesse modalità previste per il bando di offerta di lavoro. corredata. nel rispetto dell’ordine di avviamento e di graduatoria integrata. Art. La domanda deve essere munita della necessaria documentazione. 2. 6.000 riferito alla data convenzionale del mese di aprile di ogni anno. Gli uffici provinciali del lavoro inseriscono i lavoratori negli elenchi previo accertamento del grado di invalidità. ovvero la Presidenza del Consiglio dei Ministri .Dipartimento della funzione pubblica. assegna i lavoratori utilmente selezionati alle amministrazioni ed enti di cui al bando di offerta. pubbliche e sono precedute dall’affissione di apposito avviso all’albo dell’amministrazione o dell’ente. I criteri da adottare ed i punteggi da attribuire per la formazione della graduatoria sono riportati nell’allegata tabella. debbono convocare i candidati per sottoporli alle prove di idoneità. alla stregua degli articoli 14 e 18 della legge 21 dicembre 1978. Tali richieste devono essere rese pubbliche mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica — 4a serie speciale — concorsi ed esami. a pena di nullità. su tale punteggio base sono da operare le seguenti variazioni. Graduatorie. rispettivamente secondo l’ordine di avviamento e di graduatoria integrata. in seguito alla comunicazione da parte dell’ente dell’esito del precedente avviamento. 1. con l’esclusione del suo nucleo familiare. 31. Selezione. 30.È comunque riservata all’amministrazione od ente che procede all’assunzione la facoltà di provvedere all’accertamento dei titoli e dei requisiti nei modi di legge. Campo di applicazione. Art. Alla sostituzione dei lavoratori che non abbiano risposto alla convocazione o non abbiano superato le prove o non abbiano accettato la nomina ovvero non siano più in possesso dei requisiti richiesti.96 ce alla domanda. 2. l’ufficio di collocamento invia proporzionalmente i riservatari di altre categorie. nonchè quella maturata in costanza di rapporti di lavoro a tempo parziale con orario non superiore a 20 ore settimanali — o quella di decorrenza del trattamento straordinario di integrazione salariale senza rotazione. non è di pregiudizio alla salute o incolumità dei compagni di lavoro o alla sicurezza degli impianti. secondo l’ordine di graduatoria risultante dagli elenchi degli iscritti per ogni singola categoria. 7. Le amministrazioni e gli enti interessati procedono a nominare in prova e ad immettere in servizio i lavoratori utilmente selezionati. 482. 2. Il titolo di studio richiesto è quello delle declaratorie dei profili professionali o qualifica o categoria nelle quali è prevista l’assunzione. I soggetti appartenenti alle categorie protette al momento dell’iscrizione negli appositi elenchi formati dall’ufficio provinciale del lavoro devono dichiarare. 5. qualora non sia possibile provvedere tempestivamente con le procedure di cui sopra. n. 3. 15.1. 30 del presente regolamento. 1. la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

IV) per redditi annui a qualsiasi titolo imputabili personalmente al lavoratore: fino a L.000 fino a L. in ordine decrescente di data di nascita.000 punti + 12 da L.000. in caso di parità i lavoratori sono collocati in graduatoria secondo la maggiore anzianità di iscrizione e.000.000.000. 7.000 fino a L.000. 3.1.000.000. in caso di ulteriore parità. ulteriori + 12.000 punti + 24 da L.000 fino a L.000. 4. 1.000.000. Il punteggio conseguito dal lavoratore iscritto nella prima classe delle liste di collocamento della sezione circoscrizionale di residenza è 97 diminuito di un coefficiente del 10 per cento qualora il tasso ufficiale di disoccupazione del territorio circoscrizionale sia superiore di un terzo a quello medio nazionale.000.000. 6. 8.000. 1. 9.000 punti + 36 da L. 4.000 punti + 3 da L. 3.000 punti 0 da L. 2.000 punti + 2 da L.000.000 fino a L. 10. .Appendice data convenzionale del mese di aprile di ogni anno. 2.000. 9.000. III) per ogni persona a carico. Il punteggio complessivo di graduatoria deve essere riferito alla data del 31 dicembre di ciascun anno. Il punteggio per i figli a carico è attribuito ad entrambi i genitori disoccupati.000 fino a L. 5.000. si dovranno aggiungere al punteggio base per ogni mese punti .12.000 punti + 48 per ogni ulteriore fascia di L.000 punti + 1 da L. Il lavoratore con punteggio minore precede in graduatoria il lavoratore con punteggio maggiore.000.000.000 fino a L. in caso di assunzione di uno dei due coniugi la posizione in graduatoria dell’altro rimasto disoccupato è immediatamente rideterminata non computando il punteggio prima attribuito per il coniuge ed i figli.000 fino a L. 5.000. 6.000 punti + 6 da L.000 punti + 18 da L.000 fino a L. 7. 8. 1.000 fino a L. punti .000.

.

1. 4. 113. abbiano acquisito per infortunio sul lavoro o malattia professionale eventuali disabilità. 2. operano nel campo della solidarietà sociale. e successive modificazioni. 29. 270. se sono divenuti inabili a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro. 1. lettera d). 28 luglio 1960. n. Art. n. 104. 5 marzo 1965. 3. Si intendono per sordomuti coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata. N. e successive modificazioni.O. le norme per i terapisti della riabilitazione non vedenti di cui alla legge 11 gennaio 1994. 113. 381. 231. 1. i soci di cooperative di produzione e lavoro. per il periodo in cui permane il diritto di precedenza all’assunzione previsto dall’articolo 8. e successive modificazioni. b) alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento. 223. come sostituito dall’articolo 1 della legge 11 maggio 1990. in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e per il singolo ambito provinciale. n. e successive modificazioni. che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento. Con il medesimo atto vengono stabiliti i criteri e le modalità per l’effettuazione delle visite sanitarie di controllo della permanenza dello stato invalidante. 3 giugno 1971. ai quali l’imprenditore affida una quantità di lavoro atta a procurare loro una prestazione continuativa corrispondente all’orario normale di lavoro in conformità alla disciplina di cui all’articolo 11. comunque. 155. 1. e 26 maggio 1970. e a quella stabilita dal contratto collettivo nazionale applicato ai lavoratori dell’azienda che occupa il disabile a domicilio o attraverso il telelavoro. 594. n. n. con modificazioni. 308. In considerazione dei criteri adottati. e della legge 11 gennaio 1994. Per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale si applicano le norme contenute nell’articolo 18. n. delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. 223. sono tenuti a garantire la conservazione del posto di lavoro a quei soggetti che. n. è effettuato dalle commissioni di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992.Appendice LEGGE 12 MARZO 1999. (Collocamento mirato). 11 aprile 1967. L’accertamento delle condizioni di disabilità di cui al presente articolo. 778. I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60 per cento o. nel caso in cui la procedura si concluda con almeno cinque licenziamenti. 2. 915. 5. della stessa legge. I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1 nella seguente misura: a) sette per cento dei lavoratori occupati. n.Essa si applica: a) alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche. le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che. n. 6. e 29 marzo 1985. 382. invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra. Per i predetti lavoratori l’infortunio o la malattia non costituiscono giustificato motivo di . se occupano da 15 a 35 dipendenti. della protezione civile e della difesa nazionale. n. per la valutazione e la verifica della residua capacità lavorativa derivante da infortunio sul lavoro e malattia professionale. 99 Art. di cui alle leggi 27 maggio 1970. Nel computo le frazioni percentuali superiori allo 0. se occupano da 36 a 50 dipendenti. accertata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti. 300. n. Per i soggetti di cui al comma 1. pubblici e privati. 4. e 19 maggio 1971. n. ovvero dall’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984. e. n. n. n. della legge 20 maggio 1970. n. n. b) due lavoratori. 7. 68 (in Gazzetta Ufficiale n. 4. Gli obblighi sono sospesi inoltre per la durata della procedura di mobilità disciplinata dagli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991. ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 23 novembre 1988. secondo i criteri indicati nell’atto di indirizzo e coordinamento emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978. 6. 2. dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dalla Organizzazione mondiale della sanità. c) alle persone non vedenti o sordomute. n. e successive modificazioni. ai sensi del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Agli effetti della presente legge si intendono per non vedenti coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi. non sono computabili tra i dipendenti i lavoratori occupati ai sensi della presente legge ovvero con contratto a tempo determinato di durata non superiore a nove mesi. e successive modificazioni. (Assunzioni obbligatorie. Art. approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978. e le norme per gli insegnanti non vedenti di cui all’articolo 61 della legge 20 maggio 1982. d) alle persone invalide di guerra. 397. n. psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo. 877. le norme per i massaggiatori e massofisioterapisti non vedenti di cui alle leggi 21 luglio 1961. comma 1.S. I datori di lavoro. secondo comma. 29. 1. sono computati ai fini della copertura della quota di riserva. n. c) un lavoratore. n. Per i servizi di polizia. Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere. attraverso analisi di posti di lavoro. 915. 7. n. Agli enti pubblici economici si applica la disciplina prevista per i datori di lavoro privati. n. approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965. il collocamento dei disabili è previsto nei soli servizi amministrativi. (Collocamento dei disabili). n. Per i partiti politici. 3. n. e successive modificazioni. che danno diritto di accedere al sistema per l’inserimento lavorativo dei disabili. e successive modificazioni. dalla legge 19 dicembre 1984. comma 1. se occupano più di 50 dipendenti. nonché i dirigenti. accertato in sede giurisdizionale. 57) “NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI” Capo I DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI Art. forme di sostegno. 686. nonché della legge 29 marzo 1985. 108. 726. Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto. n. 3. Quote di riserva). I lavoratori disabili dipendenti occupati a domicilio o con modalità di telelavoro. Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni. senza scopo di lucro. gli obblighi sono sospesi per la durata dei programmi contenuti nella relativa richiesta di intervento. n. (Criteri di computo della quota di riserva). 1124. dell’assistenza e della riabilitazione. Gli obblighi di assunzione di cui al presente articolo sono sospesi nei confronti delle imprese che versano in una delle situazioni previste dagli articoli 1 e 3 della legge 23 luglio 1991. accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile in conformità alla tabella indicativa delle percentuali di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata. 5. La presente legge ha come finalità la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. ai fini dell’accertamento delle condizioni di disabilità è ritenuta sufficiente la presentazione di certificazione rilasciata dall’INAIL. 403. Restano ferme le norme per i centralinisti telefonici non vedenti di cui alle leggi 14 luglio 1957. della legge 18 dicembre 1973. 509. Per l’assunzione obbligatoria dei sordomuti restano altresí ferme le disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 della legge 13 marzo 1958. la quota di riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative e l’obbligo di cui al comma 1 insorge solo in caso di nuova assunzione. Nella quota di riserva sono computati i lavoratori che vengono assunti ai sensi della legge 21 luglio 1961. 68 del 23 marzo 1999 . gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione. 2. 686. 4. 863. convertito. n. con eventuale correzione. azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti. comma secondo. l’accertamento delle condizioni di disabilità che danno diritto di accedere al sistema per l’inserimento lavorativo dei disabili continua ad essere effettuato ai sensi delle disposizioni del testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra. non essendo disabili al momento dell’assunzione. 3.50 sono considerate unità. n.

738. Il predetto decreto determina altresí la misura della eventuale riduzione. gli stessi vengono avviati. 29. non consentono l’occupazione di lavoratori disabili o la consentono in misura ridotta. sono disciplinati i procedimenti relativi agli esoneri parziali dagli obblighi occupazionali. agli istituti di formazione che di tali associazioni siano emanazione. n. alla condizione che versino al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili di cui all’articolo 14 un contributo esonerativo per ciascuna unità non assunta. determinano i criteri e le modalità relativi al pagamento. che esercitano le funzioni di vigilanza sul sistema creditizio e in materia valutaria. dagli uffici competenti di cui all’articolo 6. in relazione all’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti pubblici non economici. I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che. Le richieste sono nominative per: a) le assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti. da emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. 29 del 1993. effettuata anche su base nazionale. 616. l’addizionale di cui al primo comma dell’articolo 181 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965. Per le assunzioni di cui all’articolo 36. possono essere autorizzati. sanitari. alla stipula delle convenzioni e all’attuazione del collocamento mirato. All’articolo 6. secondo parametri predisposti dal Ministro del tesoro. 80. in attività compatibili con le residue capacità lavorative. si applicano anche al personale militare e della protezione civile. ai fini dell’inserimento mirato. da emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. che avviene solo in presenza di adeguata motivazione. mediante convenzioni. dal 5 per cento al 24 per cento su base annua. n. comma 2. che esprimono il loro parere con le modalità di cui al comma 1. 2. di seguito denominati “uffici competenti”. per le speciali condizioni della loro attività. sono individuate le mansioni che. 1. n. Gli importi dei contributi e della maggiorazione di cui al presente articolo sono adeguati ogni cinque anni con decreto del Ministro del Appendice lavoro e della previdenza sociale. 281. Art. al rilascio delle autorizzazioni. senza inserimento nella graduatoria di cui all’articolo 8. e la Conferenza unificata. alla programmazione. entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. n. e successive modificazioni. 6. 264. 8. secondo le specifiche competenze loro attribuite. alle associazioni nazionali di promozione. alla riscossione e al versamento. al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili di cui all’articolo 14. lettera a). a mansioni inferiori. all’osservanza dell’obbligo di cui all’articolo 3. per quanto concerne il personale viaggiante e navigante. Qualora per i predetti lavoratori non sia possibile l’assegnazione a mansioni equivalenti o inferiori. pubblici e privati. con oneri a proprio carico.100 licenziamento nel caso in cui essi possano essere adibiti a mansioni equivalenti ovvero. Qualora si renda necessaria. possono. Sono altresí esentati dal predetto obbligo i datori di lavoro pubblici e privati del solo settore degli impianti a fune. i seguenti periodi: “Nell’ambito di tale organismo è previsto un comitato tecnico composto da funzionari ed esperti del settore sociale e medico-legale e degli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’articolo 4 del presente decreto. b) il 50 per cento delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano da 36 a 50 dipendenti. del decreto legislativo 23 dicembre 1997. alla tenuta delle liste. comma 1. del decreto legislativo 31 marzo 1998. in raccordo con i servizi sociali. 7. 3. in mancanza. di seguito denominata “Conferenza unificata”. come modificato dall’articolo 22. per l’assegno speciale di cui alla legge 5 maggio 1976.000 per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore disabile non occupato. (Modalità delle assunzioni obbligatorie). Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. e per il fondo per l’addestramento professionale dei lavoratori. (Servizi per l’inserimento lavorativo dei disabili e modifiche al decreto legislativo 23 dicembre 1997. 469). non possono occupare l’intera percentuale dei disabili. Ai fini del finanziamento delle attività di riqualificazione professionale e della corrispondente assistenza economica ai mutilati ed invalidi del lavoro. 469. 6. 2. comma 3. Nel caso di destinazione a mansioni inferiori essi hanno diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. 1. della presente legge hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d’obbligo e fino al cinquanta per cento dei posti messi a concorso. n. in relazione al personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto. n. nonché i criteri e le modalità per la loro concessione. Ai fini dell’adempimento dell’obbligo previsto dall’articolo 3 i datori di lavoro assumono i lavoratori facendone richiesta di avviamento agli uffici competenti ovvero attraverso la stipula di convenzioni ai sensi dell’articolo 11. a domanda. educativi e formativi del territorio. le regioni possono autorizzare. n. comma 1. comma 1. portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione. comma 1. alla verifica degli interventi volti a favorire l’inserimento dei soggetti di cui alla presente legge nonché all’avviamento lavorativo. di cui all’articolo 115 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977. n. In caso di omissione totale o parziale del versamento dei contributi di cui al presente articolo. Le disposizioni di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1981. nonché ai soggetti di cui all’articolo 18 della legge 5 febbraio 1992. lo svolgimento delle relative attività presso la stessa azienda che effettua l’assunzione oppure affidarne lo svolgimento. presso altra azienda. in fine. n. 845. che esprimono il parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto. delle somme di cui al presente articolo. Capo II SERVIZI DEL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO Art. I datori di lavoro pubblici e privati che operano nel settore del trasporto pubblico aereo. a titolo di sanzione amministrativa. essere parzialmente esonerati dall’obbligo dell’assunzione. sentita la Conferenza unificata e sentite altresí le Commissioni parlamentari competenti per materia. una adeguata riqualificazione professionale. 248. i lavoratori disabili iscritti nell’elenco di cui all’articolo 8. (Esclusioni. provvedono. detratte le spese per l’assegno di incollocabilità previsto dall’articolo 180 dello stesso testo unico. purché in possesso dei requisiti previsti dalla legge 21 dicembre 1978. ad assumere in un’unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto. e successive modificazioni. sentita la Conferenza unificata. la somma dovuta può essere maggiorata. sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia. 2. 7. 5. 5. è attribuita alle regioni. 1. nella misura di lire 25. nonché i partiti politici. comma 1. La riscossione è disciplinata secondo i criteri previsti al comma 7. del bilancio e della programmazione economica. n. La Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi. c) il 60 per cento delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano più di 50 dipendenti. marittimo e terrestre non sono tenuti. Capo III AVVIAMENTO AL LAVORO Art. alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all’inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilità. 5. le organizzazioni sindacali e sociali e gli enti da essi promossi. b) sono aggiunti. del decreto legislativo 3 febbraio 1993. risorse e disponibilità. che abbiano le adeguate competenze tecniche. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. con compiti relativi alla valutazione delle residue capacità lavorative. all’attuazione. sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: “maggiormente rappresentative” sono sostituite dalle seguenti: “comparativamente più rappresentative”. Le regioni. degli esoneri e delle compensazioni territoriali. Per i datori di lavoro privati la compensazione può essere operata in riferimento ad unità produttive ubicate in regioni diverse. n. Gli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1997. su loro motivata richiesta. del predetto decreto legislativo n. 6. 1124. sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997. . comma 1. I datori di lavoro. di cui all’articolo 62 della legge 29 aprile 1949. procedono alle assunzioni di cui alla presente legge mediante pubblica selezione. n. tutela e rappresentanza. 3. 104. Agli oneri per il funzionamento del comitato tecnico si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa per il funzionamento della commissione di cui al comma 1". comma 2. esoneri parziali e contributi esonerativi). n. I datori di lavoro pubblici effettuano le assunzioni in conformità a quanto previsto dall’articolo 36. salva l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 11 della presente legge. 4. con particolare riferimento alla materia delle inabilità. 469.

lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo. senza giustificato motivo. 4. n. sono annullabili qualora. mantengono la posizione in graduatoria acquisita all’atto dell’inserimento nell’azienda. Gli uffici competenti possono determinare procedure e modalità di avviamento mediante chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro. sulla base dei criteri definiti dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 1. Capo IV CONVENZIONI E INCENTIVI Art. I datori di lavoro devono presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono obbligati all’assunzione dei lavoratori disabili. sentiti gli uffici competenti. la periodicità dell’invio dei prospetti e può altresí disporre che i prospetti contengano altre informazioni utili per l’applicazione della disciplina delle assunzioni obbligatorie. da emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. pubblici e privati. comma 4. che valuta sentito anche l’organismo di cui all’articolo 6. lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento. Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. La richiesta di accertamento e il periodo necessario per il suo compimento non costituiscono causa di sospensione del rapporto di lavoro. la chiamata per avviso pubblico può essere definita anche per singoli ambiti territoriali e per specifici settori. della legge 23 luglio 1991. Gli uffici competenti. negli spazi disponibili aperti al pubblico. La richiesta di avviamento al lavoro si intende presentata anche attraverso l’invio agli uffici competenti dei prospetti informativi di cui al comma 6 da parte dei datori di lavoro. 1. 1. l’elenco e la graduatoria sono pubblici e vengono formati applicando i criteri di cui al comma 4. 4. 5. 1. 5. Nelle medesime ipotesi il datore di lavoro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del disabile per verificare se.Appendice Art. comma 4. il disabile può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute. favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. I disabili psichici vengono avviati su richiesta nominativa mediante le convenzioni di cui all’articolo 11. Qualora l’azienda rifiuti l’assunzione del lavoratore invalido ai sensi del presente articolo. n. come modificato dall’articolo 6 della presente legge. 6. comma 1. I lavoratori disabili. n. 101 Art. 4. anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro. 3. del decreto legislativo 23 dicembre 1997. 9. Il datore di lavoro non può chiedere al disabile una prestazione non compatibile con le sue minorazioni. 2. Le regioni definiscono le modalità di valutazione degli elementi che concorrono alla formazione della graduatoria di cui al comma 2 sulla base dei criteri indicati dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 1. integrata a norma dell’atto di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 1. 241. le competenze e le inclinazioni. a causa delle sue minorazioni. sentita la Conferenza unificata. comma 4. il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all’articolo 3. non risponda alla convocazione ovvero rifiuti il posto di lavoro offerto corrispondente ai suoi requisiti professionali e alle disponibilità dichiarate all’atto della iscrizione o reiscrizione nelle predette liste. agli uffici competenti. 2. la predetta commissione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all’interno dell’azienda. La direzione provinciale del lavoro. 3. dispone la decadenza dal diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria e la cancellazione dalle liste di collocamento per un periodo di sei mesi del lavoratore che per due volte consecutive. Le persone di cui al comma 1 dell’articolo 1. 3. 6. esercitato nei confronti del lavoratore occupato obbligatoriamente. nonché la natura e il grado della minorazione e analizza le caratteristiche dei posti da assegnare ai lavoratori disabili. le abilità. 8. La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge. dispongono la loro consultazione nelle proprie sedi. 56. comma 4. con unica graduatoria. 10. annota in una apposita scheda le capacità lavorative. . il disabile ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a che l’incompatibilità persista. l’organismo di cui all’articolo 6. possa continuare ad essere utilizzato presso l’azienda. del decreto legislativo 23 dicembre 1997. possono stipulare con il datore di lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge. ai sensi degli articoli 5 e 17 della legge 28 febbraio 1987. soggetti alle disposizioni della presente legge sono tenuti ad inviare agli uffici competenti un prospetto dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti. Ai lavoratori assunti a norma della presente legge si applica il trattamento economico e normativo previsto dalle leggi e dai contratti collettivi. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro. I datori di lavoro. n. si iscrivono nell’apposito elenco tenuto dagli uffici competenti. gli uffici competenti avviano lavoratori di qualifiche simili. (Elenchi e graduatorie). il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista all’articolo 3 della presente legge. 7. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Gli accertamenti sono effettuati dalla commissione di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992. della presente legge. sia incompatibile con la prosecuzione dell’attività lavorativa. n. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa. della presente legge. al fine della sostituzione del lavoratore con altro avente diritto all’avviamento obbligatorio. stabilisce con proprio decreto. (Rapporto di lavoro dei disabili obbligatoriamente assunti). sentito l’organismo di cui all’articolo 6. 469. (Convenzioni e convenzioni di integrazione lavorativa). Qualora si riscontri una condizione di aggravamento che. ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo. o con altra concordata con il datore di lavoro. Il recesso di cui all’articolo 4. per ogni persona. comma 3. 2. 469. nel caso in cui non sia stata stipulata una convenzione d’integrazione lavorativa di cui all’articolo 11. 5. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro convenzioni di integrazione lavorativa per l’avviamento di disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario. il datore di lavoro può fare richiesta di collocamento mirato agli uffici competenti. Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell’organizzazione del lavoro. n. del decreto legislativo 23 dicembre 1997. come modificato dall’articolo 6 della presente legge. comma 9. nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori di cui all’articolo 1. dei disabili che risultano disoccupati. Presso gli uffici competenti è istituito un elenco. come modificato dall’articolo 6 della presente legge. 223. licenziati per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo. 2. Dagli elementi che concorrono alla formazione della graduatoria sono escluse le prestazioni a carattere risarcitorio percepite in conseguenza della perdita della capacità lavorativa. I prospetti sono pubblici. ai sensi della legge 7 agosto 1990. comma 3. Gli uffici competenti provvedono al collocamento delle persone di cui al primo periodo del presente comma alle dipendenze dei datori di lavoro. che risultano disoccupate e aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative. n. Il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui. In caso di impossibilità di avviare lavoratori con la qualifica richiesta. 3. purché l’esito negativo della prova. l’assunzione con contratto di lavoro a termine. Ove l’inserimento richieda misure particolari. nel momento della cessazione del rapporto. 675. Al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili. secondo l’ordine di graduatoria e previo addestramento o tirocinio da svolgere anche attraverso le modalità previste dall’articolo 12. qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto. 104. Art. non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro. o tale incompatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell’organizzazione del lavoro. Gli elenchi e le schede di cui ai commi 1 e 2 sono formati nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 7 e 22 della legge 31 dicembre 1996. 11. n. Durante tale periodo il lavoratore può essere impiegato in tirocinio formativo. 8. 1. la direzione provinciale del lavoro redige un verbale che trasmette agli uffici competenti ed all’autorità giudiziaria. il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione. 4. nel termine di dieci giorni. I datori di lavoro che effettuano le assunzioni ai sensi del presente comma hanno diritto alle agevolazioni di cui all’articolo 13. al fine di rendere effettivo il diritto di accesso ai predetti documenti amministrativi. comma 3. (Richieste di avviamento). e successive modificazioni. gli uffici competenti. 469.

se il datore di lavoro occupa più di 50 dipendenti. 381. procede ad una verifica degli effetti delle disposizioni del presente articolo e ad una valutazione dell’adeguatezza delle risorse finanziarie ivi previste. 4. n. non ripetibili per lo stesso soggetto. (Cooperative sociali). comma 3. apposite convenzioni Appendice finalizzate all’inserimento lavorativo temporaneo dei detenuti disabili. da parte degli enti pubblici incaricati delle attività di sorveglianza e controllo. 2. e con i disabili liberi professionisti.102 5. e per la responsabilità civile. 381. lettera b). comma 1. gli uffici competenti sottopongono a verifica la prosecuzione delle agevolazioni di cui al comma 1 del presente articolo. assolve per la durata relativa l’obbligo di assunzione. 5. 6. in quanto compatibili. con le cooperative sociali di cui all’articolo 1. I relativi oneri sono posti a carico del Fondo di cui al comma 4. Art. b) copertura dell’aliquota d’obbligo di cui all’articolo 3 attraverso l’assunzione di cui alla lettera a). 104. dell’articolo 6. n. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. come modificato dall’articolo 6 della presente legge. I datori di lavoro sono tenuti ad assicurare i tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro. dei contributi previdenziali ed assistenziali relativi ad ogni lavoratore disabile che. L’organismo di cui all’articolo 6. e con i consorzi di cui all’articolo 8 della stessa legge. 2) i nominativi dei soggetti da inserire ai sensi del comma 1. 9. e successive modificazioni. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 9 e 11. b) la fiscalizzazione nella misura del 50 per cento. sono indicati i criteri e le modalità per la ripartizione fra le regioni delle disponibilità del Fondo di cui al comma 4. 381. attraverso le convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 11. 13. 3. per la durata massima di otto anni. ovvero con altri soggetti pubblici e privati idonei a contribuire alla realizzazione degli obiettivi della presente legge. salvo diversa valutazione del comitato tecnico di cui al comma 2. n. Tali convenzioni. del decreto legislativo 23 dicembre 1997. d) indicazione nella convenzione dei seguenti elementi: 1) l’ammontare delle commesse che il datore di lavoro si impegna ad affidare alla cooperativa ovvero al libero professionista di cui al comma 1. n. assunti in base alla presente legge. può proporre l’adozione di deroghe ai limiti di età e di durata dei contratti di formazione-lavoro e di apprendistato. abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a). approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978. pari a lire 40 miliardi per l’anno 1999 e a lire 60 miliardi annue a decorrere dall’anno 2000. di concerto con il Ministro del tesoro. al fine di favorire l’adattamento al lavoro del disabile. e di svolgere le funzioni finalizzate all’inserimento lavorativo dei disabili. 2. n. si provvede mediante corrispondente utilizzo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 29-quater del decreto-legge 31 dicembre 1996. nonché la disciplina dei procedimenti per la concessione delle agevolazioni di cui al comma 1. 299. 3) l’indicazione del percorso formativo personalizzato. del bilancio e della programmazione economica. se il datore di lavoro occupa meno di 50 dipendenti. b) prevedere le forme di sostegno. 7. 30. che non può eccedere i dodici mesi. c) prevedere verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo inerente la convenzione di integrazione lavorativa. n. non possono riguardare più di un lavoratore disabile. gli uffici competenti possono concedere ai datori di lavoro privati. n. e successive modificazioni. di consulenza e di tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali o dei centri di orientamento professionale e degli organismi di cui all’articolo 18 della legge 5 febbraio 1992. la medesima fiscalizzazione viene concessa in relazione ai lavoratori con handicap intellettivo e psichico. 8. Il Ministro del tesoro. ai quali i datori di lavoro si impegnano ad affidare commesse di lavoro. . dei contributi previdenziali ed assistenziali relativi ad ogni lavoratore disabile che. 266. assicura ai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 1 la possibilità di svolgere attività di tirocinio finalizzata all’assunzione. n. assunto in base alla presente legge. Attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11. entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare. per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 3 ed al primo periodo del comma 6 dell’articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994. comma 7. 7. Oltre a quanto previsto al comma 2. 1. pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge. comma 1. sulla base dei programmi presentati e nei limiti delle disponibilità del Fondo di cui al comma 4 del presente articolo: a) la fiscalizzazione totale. anche se operanti con ditta individuale. convertito. (Agevolazioni per le assunzioni). 12. Dopo cinque anni. previdenziali e assistenziali a carico di questi ultimi. 915. Il datore di lavoro che. da emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. della legge 8 novembre 1991. procedono all’assunzione di disabili. 4. nonché con le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all’articolo 6 della legge 11 agosto 1991. previa definizione da parte delle regioni di criteri generali che consentano di contenere gli oneri a tale titolo nei limiti del 10 per cento della quota di loro competenza a valere sulle risorse annue di cui al comma 4 e con indicazione delle modalità di utilizzo delle risorse eventualmente non impiegate. Art. Gli uffici competenti promuovono ed attuano ogni iniziativa utile a favorire l’inserimento lavorativo dei disabili anche attraverso convenzioni con le cooperative sociali di cui all’articolo 1. ovvero più del 30 per cento dei lavoratori disabili da assumere ai sensi dell’articolo 3. 3. della legge 8 novembre 1991. Per le finalità di cui al presente articolo è istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. per la durata massima di cinque anni. lettera b). Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati soggetti agli obblighi di cui all’articolo 3 e con le cooperative sociali di cui all’articolo 1. le convenzioni di integrazione lavorativa devono: a) indicare dettagliatamente le mansioni attribuite al lavoratore disabile e le modalità del loro svolgimento. c) il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa del disabile. n. comma 1. assunto in base alla presente legge. 6. c) impiego del disabile presso la cooperativa sociale ovvero presso il libero professionista di cui al comma 1. n. Le somme non impegnate nell’esercizio di competenza possono esserlo in quelli successivi. ivi compresi gli oneri previdenziali e assistenziali. con modificazioni. abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra. 451. per tutta la durata della convenzione. Agli oneri derivanti dal presente articolo. e comunque con gli organismi di cui agli articoli 17 e 18 della legge 5 febbraio 1992. comma 1. 469. e successive modificazioni. 1. La convenzione è subordinata alla sussistenza dei seguenti requisiti: a) contestuale assunzione a tempo indeterminato del disabile da parte del datore di lavoro. sentita la Conferenza unificata. dalla legge 28 febbraio 1997. con modificazioni. per un periodo fino ad un massimo di dodici mesi. Alle convenzioni di cui al presente articolo si applicano. per il cui finanziamento è autorizzata la spesa di lire 40 miliardi per l’anno 1999 e lire 60 miliardi a decorrere dall’anno 2000. apposite convenzioni finalizzate all’inserimento temporaneo dei disabili appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1 presso le cooperative sociali stesse. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono estese anche ai datori di lavoro che. lettera b). con oneri retributivi. Il Governo della Repubblica. convertito. n. 104. tale ammontare non deve essere inferiore a quello che consente alla cooperativa stessa ovvero al libero professionista di cui al comma 1 di applicare la parte normativa e retributiva dei contratti collettivi nazionali di lavoro. gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati soggetti agli obblighi di cui all’articolo 3. 669. rinnovabili per una sola volta. ovvero presso i citati liberi professionisti. lettera b). con propri decreti. mediante convenzioni con l’INAIL. dalla legge 19 luglio 1994. prorogabili di ulteriori dodici mesi da parte degli uffici competenti. indipendentemente dalle percentuali di invalidità. Tali deroghe devono essere giustificate da specifici progetti di inserimento mirato. della legge 8 novembre 1991. le disposizioni dell’articolo 11. n. le occorrenti variazioni di bilancio.

Per un periodo di ventiquattro mesi a decorrere dalla data di cui all’articolo 23. nonché dei coniugi e dei figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra. Le imprese private e gli enti pubblici economici che non adempiano agli obblighi di cui all’articolo 9. maggiorata di lire 50. che occupano da cinquantuno a centocinquanta dipendenti. Al Fondo sono destinati gli importi derivanti dalla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge ed i contributi versati dai datori di lavoro ai sensi della presente legge. 20. e all’articolo 4. sulla base dei dati che le regioni annualmente. norme di esecuzione. 1. Il Fondo eroga: a) contributi agli enti indicati nella presente legge. Trascorsi sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere soggetti appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1. aventi carattere generale. e successive modificazioni. di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati. pubblici e privati. cui le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano si conformano. convertito. con modificazioni. 3. sono tenute ad inviare al Ministro stesso. 2. Art. comma 1. 1. amministrative e disciplinari previste dalle norme sul pubblico impiego. 3. 6. enti di natura privata e soggetti comunque interessati. comma 5. commi 3. e 5. 18. pena l’esclusione. n. comma 6. sul numero di dipendenti dei datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di cinquanta dipendenti. Sono fatte salve le competenze legislative nelle materie di cui alla presente legge delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. che alla medesima data risultino iscritti nelle liste di cui alla legge 2 aprile 1968.000 per ogni giorno di ulteriore ritardo. Capo V SANZIONI E DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE Art. 1. 302. 2.000 per ritardato invio del prospetto. 763. (Regolamento di esecuzione). pari a un punto percentuale e determinata secondo la disciplina di cui all’articolo 3. qualora partecipino a bandi per appalti pubblici o intrattengano rapporti convenzionali o di concessione con pubbliche amministrazioni. 763. 482. 15. nell’ambito delle rispettive competenze. A tal fine i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di concorrere in effettive condizioni di parità con gli altri. I disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici possono essere assunti. 19. n. per cause imputabili al datore di lavoro.000 al giorno per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata. 21. n. Ai responsabili. nonché apposita certificazione rilasciata dagli uffici competenti dalla quale risulti l’ottemperanza alle norme della presente legge. n. Le imprese. di seguito denominato “Fondo”. comma 1. convertito. Art. f) l’articolo 14 della legge 20 ottobre 1990. 482. (Fondo regionale per l’occupazione dei disabili). Le modalità di funzionamento e gli organi amministrativi del Fondo sono determinati con legge regionale. (Relazione al Parlamento). secondo periodo. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 3. dei datori di lavoro e dei disabili. I soggetti già assunti ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio sono mantenuti in servizio anche se superano il numero di unità da occupare in base alle aliquote stabilite dalla presente legge e sono computati ai fini dell’adempimento dell’obbligo stabilito dalla stessa. 5. al Fondo di cui all’articolo 14. sentita la Conferenza unificata. b) contributi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’articolo 13. 23. 2. 1. Le regioni istituiscono il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili. sono avviati al lavoro dagli uffici competenti senza necessità di inserimento nella graduatoria di cui all’articolo 8. commi 1. ai sensi della legge 7 agosto 1990. Art. 463. ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause. Le somme di cui ai commi 1 e 4 sono adeguate ogni cinque anni con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. di inadempienze di pubbliche amministrazioni alle disposizioni della presente legge si applicano le sanzioni penali. a titolo di sanzione amministrativa. Le restanti disposizioni della presente legge entrano in vigore dopo trecento giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. presenta al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione della presente legge. comma 1. 3. comma 4. d) l’articolo 9 del decreto-legge 29 gennaio 1983. n. gli invalidi del lavoro ed i soggetti di cui all’articolo 4. Il regolamento di cui all’articolo 20 stabilisce le relative norme di attuazione. 9. sia pubbliche sia private. 1. per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta. 638. comma 3. 22. 4 e 7. Salvi i requisiti di idoneità specifica per singole funzioni. sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 1. Le sanzioni amministrative previste dalla presente legge sono disposte dalle direzioni provinciali del lavoro e i relativi introiti sono destinati al Fondo di cui all’articolo 14. il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981. il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento. (Obbligo di certificazione). la quota dell’obbligo di cui all’articolo 3. nonché il contributo di fondazioni. con modificazioni. è attribuita in favore di tali soggetti una quota di riserva. commi 1. 241. i disabili possono partecipare a tutti i concorsi per il pubblico impiego. 1. comma 6. anche se non versino in stato di disoccupazione e oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso. da destinare al finanziamento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi servizi. Le assunzioni sono effettuate con le modalità di cui all’articolo 7. c) ogni altra provvidenza in attuazione delle finalità della presente legge. 103 Art. 79. Art. 1. ai fini dell’attuazione delle disposizioni della presente legge. La predetta quota è pari ad un’unità per i datori di lavoro. comma 6. lettera c). 2 e 3. n. 17. ai fini dell’adempimento dell’obbligo di cui all’articolo 3. In attesa di una disciplina organica del diritto al lavoro degli orfani e dei coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro. (Entrata in vigore). che svolgano attività rivolta al sostegno e all’integrazione lavorativa dei disabili. 14. (Abrogazioni). da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi. c) l’articolo 13 della legge 26 dicembre 1981. dalla legge 25 marzo 1983. in modo tale che sia assicurata una rappresentanza paritetica dei lavoratori. Sono abrogati: a) la legge 2 aprile 1968. Art. n. sono abrogate le norme che richiedono il requisito della sana e robusta costituzione fisica nei bandi di concorso per il pubblico impiego. e 20 entrano in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale. 16. 1. 4. (Disposizioni transitorie e finali). Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale ogni due anni. di guerra o di servizio. sono emanate. 1. 13. entro il 30 giugno. comma 1. b) l’articolo 12 della legge 13 agosto 1980. comma 8. n. n. 3. comma 1. 2. . 5. comma 4. di una somma pari a lire 100. 4 e 6. 1. (Sanzioni). entro il mese di marzo. sono tenute a presentare preventivamente alle stesse la dichiarazione del legale rappresentante che attesti di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili. 4. 18. 17. della presente legge.Appendice Art.000. (Concorsi presso le pubbliche amministrazioni). 2. Art. (Regioni a statuto speciale e province autonome). 466. n. e successive modificazioni. dalla legge 11 novembre 1983. e) l’articolo 9 del decreto-legge 12 settembre 1983. Ai medesimi soggetti si applicano le disposizioni dell’articolo 4. Art. comma 2. Entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23. Le disposizioni di cui agli articoli 1. n.

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da parte di una pubblica amministrazione competente. comma 2 della legge 15 marzo 1997. Le norme concernenti i documenti informatici e la firma digitale. delle pubbliche amministrazioni o. dopo aver ammonito l’interessato sulle conseguenze penali della produzione di atti o documenti non veritieri. nonché dell’autenticità della firma stessa. all’originale del documento. 445 DEL 28 DICEMBRE 2000 (in Gazzetta Ufficiale n. alle associazioni e ai comitati aventi sede legale in Italia o in uno dei Paesi dell’Unione europea. corredati di traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana che ne attesta la conformità all’originale. Al di fuori dei casi previsti al comma 2. magnetico o informatico. Articolo 3 (R) Soggetti 1. sottoscritto dall’interessato. copie ed estratti. del contenuto di atti. per ragioni connesse allo stato di salute. su supporto cartaceo. f) CERTIFICATO il documento rilasciato da una amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione. Se l’interessato è soggetto alla potestà dei genitori. dal tutore. (R) Articolo 5 (L) Rappresentanza legale 1. di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici. su supporto cartaceo. fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione dello straniero. in sua assenza. nei rapporti con l’utenza. che un’immagine fotografica corrisponde alla persona dell’interessato. assegnazione e reperimento dei documenti amministrativi formati o acquisiti dalle amministrazioni. o) AMMINISTRAZIONI PROCEDENTI le amministrazioni e. b) DOCUMENTO INFORMATICO la rappresentazione informatica di atti. delle reti di comuni- 105 cazione e delle procedure informatiche utilizzati dalle amministrazioni per la gestione dei documenti. da altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado. la corrispondenza e gli altri atti di cui per legge o regolamento è prescritta la conservazione. nell’ambito del sistema di classificazione d’archivio adottato. utilizzati ai fini dell’attività amministrativa. il rilascio. i) AUTENTICAZIONE DI SOTTOSCRIZIONE l’attestazione. sezione III del presente testo unico. q) GESTIONE DEI DOCUMENTI l’insieme delle attività finalizzate alla registrazione di protocollo e alla classificazione. comunque. disciplinano altresì la produzione di atti e documenti agli organi della pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi nei rapporti tra loro e in quelli con l’utenza. (R) 3. (R) 2. a tutela. organizzazione. i gestori di pubblici servizi che ricevono le dichiarazioni sostitutive di cui alle lettere g) e h) o provvedono agli accertamenti d’ufficio ai sensi dell’art. rispettivamente. in mancanza di questi. dai figli o. o a curatela. Il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione è stata a lui resa dall’interessato in presenza di un impedimento a sottoscrivere. sono documentati mediante certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero. m) LEGALIZZAZIONE DI FOTOGRAFIA l’attestazione. qualità personali e fatti. che consente l’ identificazione personale del titolare. elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche. in forma permanente e non modificabile delle informazioni riguardanti il documento stesso. d) DOCUMENTO D’IDENTITÀ la carta di identità ed ogni altro documento munito di fotografia rilasciato. g) DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE il documento. con la finalità prevalente di dimostrare l’identità personale del suo titolare. su supporto ottico o con altro mezzo idoneo a garantire la . (R) 4. certificati. CAPO II DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA Sezione I DOCUMENTI AMMINISTRATIVI E ATTI PUBBLICI Articolo 6 (L-R) Riproduzione e conservazione di documenti 1. Ai fini del presente testo unico si intende per: a) DOCUMENTO AMMINISTRATIVO ogni rappresentazione. alle società di persone. possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 limitatamente agli stati. Le norme del presente testo unico disciplinano la formazione.Appendice DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. La dichiarazione di chi non sa o non può firmare è raccolta dal pubblico ufficiale previo accertamento dell’identità del dichiarante. da parte di un pubblico ufficiale. degli apparati. che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza. e) DOCUMENTO D’IDENTITÀ ELETTRONICO il documento analogo alla carta d’identità elettronica rilasciato dal comune fino al compimento del quindicesimo anno di età. (R) 3. p) AMMINISTRAZIONI CERTIFICANTI le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi che detengono nei propri archivi le informazioni e i dati contenuti nelle dichiarazioni sostitutive. è sostituita dalla dichiarazione. riproduzione e partecipazione a terzi di stati. si applicano anche nei rapporti tra privati come previsto dall’articolo 15. i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione autorizzati a soggiornare nel territorio dello Stato possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 nei casi in cui la produzione delle stesse avvenga in applicazione di convenzioni internazionali fra l’Italia ed il Paese di provenienza del dichiarante. le qualità personali e i fatti. contenente espressa indicazione dell’esistenza di un impedimento. prodotto in sostituzione dei certificati di cui alla lettera f). h) DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ il documento. a tutti gli effetti. Le relative modalità di trasmissione sono quelle indicate al capo II. con la loro riproduzione su supporto fotografico. che siano a diretta conoscenza di questi. da una pubblica amministrazione italiana o di altri Stati. le dichiarazioni e i documenti previsti dal presente testo unico sono sottoscritti rispettivamente dal genitore esercente la potestà. Al di fuori dei casi di cui ai commi 2 e 3 gli stati. resa nelle forme previste dal presente testo unico. la tenuta e la conservazione. Le disposizioni del presente testo unico si applicano ai cittadini italiani e dell’Unione europea. c) DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ogni documento munito di fotografia del titolare e rilasciato. alle persone giuridiche. alle pubbliche amministrazioni e agli enti. sottoscritto dall’interessato. 42 del 2-02-2001 ) “TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI IN MATERIA DI DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA” (L=legge R=regolamento) CAPO I DEFINIZIONI E AMBITO DI APPLICAZIONE Articolo 1 (R) Definizioni 1. Articolo 2 (L) Oggetto 1. contenute nel capo II. che consente al sottoscrittore tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica. comunque formata. s) SEGNATURA DI PROTOCOLLO l’apposizione o l’associazione. una pubblica e una privata. e ai privati che vi consentono. Le disposizioni del presente articolo non si applicano in materia di dichiarazioni fiscali. o richiesti direttamente dalle amministrazioni procedenti ai sensi degli articoli 43 e 71. fatti o dati giuridicamente rilevanti. r) SISTEMA DI GESTIONE INFORMATICA DEI DOCUMENTI l’insieme delle risorse di calcolo. I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione regolarmente soggiornanti in Italia. (R) 2. la gestione. l) LEGALIZZAZIONE DI FIRMA l’attestazione ufficiale della legale qualità di chi ha apposto la propria firma sopra atti. dall’amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati. le scritture contabili. anche interni. alle qualità personali e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani. essa è effettuata mediante sistemi informativi automatizzati. concernente stati. Articolo 4 (R) Impedimento alla sottoscrizione e alla dichiarazione 1. La dichiarazione nell’interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo.43. Le pubbliche amministrazioni ed i privati hanno facoltà di sostituire. al pubblico ufficiale. magnetico o informatico. qualità personali e fatti contenuti in albi. previo accertamento dell’identità del dichiarante. resa dal coniuge o. 59. n. i documenti dei propri archivi. o dall’interessato stesso con l’assistenza del curatore. previo accertamento dell’identità della persona che sottoscrive. la trasmissione di atti e documenti da parte di organi della pubblica amministrazione. n) FIRMA DIGITALE il risultato della procedura informatica (validazione) basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia.

ai sensi delle disposizioni del Capo II del decreto legislativo 29 ottobre 1999. In materia di trasmissione di atti o copie di atti di stato civile o di dati concernenti la cittadinanza da parte delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane. Articolo 15 (L) Trasmissione dall’estero di atti agli uffici di stato civile 1. comma 2 e 9. (L) 3. Il documento informatico sottoscritto con firma digitale. Il trasferimento elettronico dei pagamenti tra privati. anche temporale. Esse sono adeguate alle esigenze dettate dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. Le pubbliche amministrazioni provvedono a definire e a rendere disponibili per via telematica moduli e formulari elettronici validi ad ogni effetto di legge. Articolo 13 (R) Libri e scritture 1. Al fine di tutelare la riservatezza dei dati personali di cui agli articoli 22 e 24 della legge 31 dicembre 1996. i direttori sanitari inviano copia del certificato di assistenza al parto. determina nuove modalità tecniche e procedure per la rilevazione dei dati statistici di base relativi agli eventi di nascita e per l’acquisizione dei dati relativi ai nati affetti da malformazioni e ai nati morti nel rispetto dei princìpi contenuti nelle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali. di uso comune. . 3. per il materiale classificato. n. 2. Sono ammesse abbreviazioni. Gli obblighi di conservazione ed esibizione dei documenti di cui al comma 1 si intendono soddisfatti. 490. Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende inviato e pervenuto al destinatario. Il testo degli atti pubblici comunque redatti non deve contenere lacune. si provvede in modo che la precedente stesura resti leggibile. rispettivamente competenti. comma 2. Sono fatti salvi i poteri di controllo del Ministero per i beni e le attività culturali sugli archivi delle amministrazioni pubbliche e sugli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico. gli atti ricevuti dai notai. Articolo 9 (R) Documenti informatici delle pubbliche amministrazioni 1. comma Appendice 4. (L) 2. L’Istituto nazionale di statistica. ed espressioni in lingua straniera. se trasmesso all’indirizzo elettronico da questi dichiarato. si osservano le disposizioni speciali sulle funzioni e sui poteri consolari. 3. ha efficacia di scrittura privata ai sensi dell’articolo 2702 del codice civile. comma 4. 3. 2. 2. abbreviazioni. alterazioni o abrasioni. sentiti il Ministero della sanità e il Garante per la protezione dei dati personali. Gli atti formati con strumenti informatici.675. Articolo 12 (R) Pagamenti informatici 1. Gli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto sono assolti secondo le modalità definite con decreto del Ministro delle finanze. tutti gli altri atti pubblici. dell’interno e delle finanze. La trasmissione del documento informatico per via telematica. Sezione III TRASMISSIONE DI DOCUMENTI Articolo 14 (R) Trasmissione del documento informatico 1. Articolo 7 (L) Redazione e stesura di atti pubblici 1. Sezione II DOCUMENTO INFORMATICO Articolo 8 (R) Documento informatico 1. Ai fini statistici. la riproduzione e la validazione. i certificati ed i documenti trasmessi ad altre pubbliche amministrazioni possono contenere soltanto le informazioni relative a stati. secondo modalità preventivamente concordate. Le regole tecniche in materia di formazione e conservazione di documenti informatici delle pubbliche amministrazioni sono definite dall’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione d’intesa con l’amministrazione degli archivi di Stato e. documenti ed atti amministrativi con sistemi informatici e telematici. Con il medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono definite le misure tecniche. I contratti stipulati con strumenti informatici o per via telematica mediante l’uso della firma digitale secondo le disposizioni del presente testo unico sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge. Qualora risulti necessario apportare variazioni al testo. anche se realizzati su supporto ottico quando le procedure utilizzate sono conformi alle regole tecniche dettate dall’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione. con cadenza almeno biennale. 3. costituiscono informazione primaria ed originale da cui è possibile effettuare. sono opponibili ai terzi. privo di elementi identificativi diretti delle persone interessate. ai competenti enti ed uffici del Sistema statistico nazionale. con modalità che assicurino l’avvenuta consegna. comma 2 soddisfa l’obbligo previsto dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile e da ogni altra analoga disposizione legislativa o regolamentare. equivale alla notificazione per mezzo della posta nei casi consentiti dalla legge. Il documento informatico da chiunque formato. La data e l’ora di formazione. sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge. la registrazione su supporto informatico e la trasmissione con strumenti telematici. 2. atto a garantirne la conservazione nel tempo. dei documenti informatici sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sentiti l’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione e il Garante per la protezione dei dati personali. 4. n. la conservazione. sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il documento informatico redatto in conformità alle regole tecniche di cui all’articolo 8. riproduzione e trasmissione di dati. comma 2 e per le pubbliche amministrazioni. Nelle operazioni riguardanti le attività di produzione. anche promiscuamente. la duplicazione. Restano ferme le disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali. con le Amministrazioni della difesa. ivi compresi quelli previsti dalla legge sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili di cui sia obbligatoria la tenuta possono essere formati e conservati su supporti informatici in conformità alle disposizioni del presente testo unico e secondo le regole tecniche definite col decreto di cui all’articolo 8. Articolo 10 (R) Forma ed efficacia del documento informatico 1. fatti e qualità personali previste da legge o da regolamento e strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità per le quali vengono acquisite. 2. 2. acronimi. Articolo 11 (R) Contratti stipulati con strumenti informatici o per via telematica 1. Ai fini della dichiarazione di nascita il certificato di assistenza al parto è sempre sostituito da una semplice attestazione contenente i soli dati richiesti nei registri di nascita. 4. i dati e i documenti informatici delle pubbliche amministrazioni. redatto in conformità alle disposizioni del presente testo unico e alle regole tecniche di cui agli articoli 8. aggiunte. la disponibilità e la riservatezza delle informazioni contenute nel documento informatico anche con riferimento all’eventuale uso di chiavi biometriche di cui all’articolo 22. Le regole tecniche per la formazione. 3. e le certificazioni sono redatti. sottoscritto con firma digitale ai sensi dell’articolo 23. immissione. conservazione. i decreti. su supporto fotografico o con altro mezzo tecnico idoneo a garantire la conformità agli originali. se conformi alle disposizioni del presente testo unico. ivi compresa l’emanazione degli atti con i medesimi sistemi. anche di quelle di cui all’articolo 9. di trasmissione o di ricezione di un documento informatico. I limiti e le modalità tecniche della riproduzione e dell’autenticazione dei documenti di cui al comma 1. la trasmissione. organizzative e gestionali volte a garantire l’integrità. soddisfa il requisito legale della forma scritta e ha efficacia probatoria ai sensi dell’articolo 2712 del Codice civile. riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. Articolo 16 (R) Riservatezza dei dati personali contenuti nei documenti trasmessi 1. i repertori e le scritture. comma 2. Il documento informatico. lettera e). pubbliche amministrazioni e tra queste e soggetti privati è effettuato secondo le regole tecniche definite col decreto di cui all’articolo 8. Le leggi. redatto in conformità alle regole tecniche di cui all’articolo 8. 4.106 conformità dei documenti agli originali. con qualunque mezzo idoneo. 2. I libri. devono essere indicati e resi facilmente individuabili sia i dati relativi alle amministrazioni interessate sia il soggetto che ha effettuato l’operazione. Ai contratti indicati al comma 1 si applicano le vigenti disposizioni in materia di contratti negoziati al di fuori dei locali commerciali. sia ai fini amministrativi che probatori. correzioni. su diversi tipi di supporto. 4.

nonché da un notaio. mediante la quale si garantisce la corrispondenza biunivoca tra chiave pubblica e soggetto titolare cui essa appartiene. la qualifica rivestita nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell’ufficio. Le copie autentiche. Gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti previsti dalla legislazione vigente si intendono soddisfatti a tutti gli effetti 107 di legge a mezzo di documenti informatici. la coppia di chiavi crittografiche. dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro dipendente incaricato dal Sindaco. l) per revoca del certificato. con dichiarazione allegata al documento informatico e asseverata secondo le regole tecniche di cui all’articolo 8. in ogni caso non superiore a tre anni. scritture private e documenti in genere. dati e documenti formati con strumenti informatici non possono prendere cognizione della corrispondenza telematica. comma 2. attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza. in poi. (L) 3. la sequenza di codici informatici utilizzati nell’ambito di meccanismi di sicurezza che impiegano metodi di verifica dell’identità personale basati su specifiche caratteristiche fisiche dell’utente. Articolo 23 (R) Firma digitale 1. ivi compresa ogni disposizione che ad esse si applichi. o a un gruppo di documenti informatici. (R) Articolo 19 (R) Modalità alternative all’autenticazione di copie 1. La spedizione o il rilascio di copie di atti e documenti di cui al comma 2 esonera dalla produzione e dalla esibizione dell’originale formato su supporto cartaceo quando richieste ad ogni effetto di legge. Essa consiste nell’attestazione di conformità con l’originale scritta alla fine della copia. segretario comunale. l’operazione con cui il certificatore sospende la validità del certificato per un determinato periodo di tempo. m) per sospensione del certificato. 3. L’autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione. destinato ad essere conosciuto soltanto dal soggetto titolare. che autentica. da utilizzarsi nell’ambito dei sistemi di validazione o di cifratura di documenti informatici. 38. comunicazioni o messaggi trasmessi per via telematica. nonché al duplicato o copia di essi. se le procedure utilizzate sono conformi alle regole tecniche dettate nell’articolo 8. e) per chiave biometrica. l’operazione con cui il certificatore annulla la validità del certificato da un dato momento. totali o parziali. non retroattivo. formati in origine su supporto cartaceo o. Per le copie di atti e documenti informatici si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 20. Le copie su supporto informatico di documenti. o) per regole tecniche. L’apposizione o l’associazione della firma digitale al documento informatico equivale alla sottoscrizione prevista per gli atti e docu- . Gli addetti alle operazioni di trasmissione per via telematica di atti. compresi gli atti e documenti amministrativi di ogni tipo. il proprio nome e cognome. 2. sono validi a tutti gli effetti di legge se conformi alle disposizioni del presente testo unico. (R) 2. con il quale si verifica la firma digitale apposta sul documento informatico dal titolare delle chiavi asimmetriche o si cifrano i documenti informatici da trasmettere al titolare delle predette chiavi. i) per certificatore. la copia di una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o di servizio sono conformi all’originale. l’autenticazione della copia può essere fatta dal responsabile del procedimento o da qualsiasi altro dipendente competente a ricevere la documentazione. c) per chiave privata. il proprio nome. Nei casi in cui l’interessato debba presentare alle amministrazioni o ai gestori di pubblici servizi copia autentica di un documento. Articolo 21 (R) Autenticazione delle sottoscrizioni 1. duplicare con qualsiasi mezzo o cedere a terzi a qualsiasi titolo informazioni anche in forma sintetica o per estratto sull’esistenza o sul contenuto di corrispondenza. segretario comunale. indicando le modalità di identificazione. La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui all’articolo 47 può riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione. se ad essi è apposta o associata la firma digitale di colui che li spedisce o rilascia. Se l’istanza o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è presentata a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 o a questi ultimi al fine della riscossione da parte di terzi di benefici economici. In tal caso la copia autentica può essere utilizzata solo nel procedimento in corso. Tale dichiarazione può altresì riguardare la conformità all’originale della copia dei documenti fiscali che devono essere obbligatoriamente conservati dai privati. cancelliere. pubblica ed aggiorna gli elenchi dei certificati sospesi e revocati. anche se riprodotti su diversi tipi di supporto. l’identificatore di una risorsa fisica o logica in grado di ricevere e registrare documenti informatici.Appendice Articolo 17 (R) Segretezza della corrispondenza trasmessa per via telematica 1. può essere apposta. gli estratti del documento informatico. e l’opponibilità al titolare della chiave pubblica. salvo che si tratti di informazioni per loro natura o per espressa indicazione del mittente destinate ad essere rese pubbliche. A ciascun documento informatico. su esibizione dell’originale e senza obbligo di deposito dello stesso presso l’amministrazione procedente. il numero dei fogli impiegati. 5. con cui si attribuiscono. nei confronti del gestore del sistema di trasporto delle informazioni. il soggetto pubblico o privato che effettua la certificazione. in tale ultimo caso. gli atti. 2. l’efficacia. o al quale deve essere prodotto il documento. L’autenticazione delle copie può essere fatta dal pubblico ufficiale dal quale è stato emesso o presso il quale è depositato l’originale. mediante il quale si appone la firma digitale sul documento informatico o si decifra il documento informatico in precedenza cifrato mediante la corrispondente chiave pubblica. l’autenticazione è redatta da un notaio. 4. il sistema informatico e crittografico in grado di generare ed apporre la firma digitale o di verificarne la validità. l’elemento della coppia di chiavi asimmetriche destinato ad essere reso pubblico. cognome e la qualifica rivestita. il quale deve altresì indicare la data e il luogo del rilascio. l’elemento della coppia di chiavi asimmetriche. n) per validità del certificato. i dati e i documenti trasmessi per via telematica si considerano. sostituiscono. Articolo 20 (R) Copie di atti e documenti informatici 1. nonché ai gestori di servizi pubblici è garantita con le modalità di cui all’art. l’autenticazione è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale. spediti o rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali. ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile. d) per chiave pubblica. il risultato della procedura informatica. h) per indirizzo elettronico. g) per validazione temporale. di atti e documenti possono essere ottenute con qualsiasi procedimento che dia garanzia della riproduzione fedele e duratura dell’atto o documento. ad uno o più documenti informatici. una data ed un orario opponibili ai terzi. nonché apponendo la propria firma e il timbro dell’ufficio. le specifiche di carattere tecnico. previo accertamento dell’identità del dichiarante. Sezione IV COPIE AUTENTICHE. comunque. (R) Sezione V FIRMA DIGITALE Articolo 22 (R) Definizioni 1. f) per certificazione. Se la copia dell’atto o documento consta di più fogli il pubblico ufficiale appone la propria firma a margine di ciascun foglio intermedio. le copie. di proprietà del mittente sino a che non sia avvenuta la consegna al destinatario. il risultato della procedura informatica. gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato. o associata con separata evidenza informatica. non informatico. si identifica quest’ultimo e si attesta il periodo di validità della predetta chiave ed il termine di scadenza del relativo certificato. una privata ed una pubblica. Agli effetti del presente testo unico. b) per chiavi asimmetriche. a cura del pubblico ufficiale autorizzato. (L) 2. rilascia il certificato della chiave pubblica. cancelliere. I documenti informatici contenenti copia o riproduzione di atti pubblici. correlate tra loro. secondo le disposizioni del presente testo unico. lo pubblica unitamente a quest’ultima. la data ed il luogo di autenticazione. 2. comma 2. applicata alla chiave pubblica e rilevabile dai sistemi di validazione. Ai fini del presente Testo unico si intende: a) per sistema di validazione. ad ogni effetto di legge. I duplicati. una firma digitale. Esse possono essere validamente prodotte in luogo degli originali. comma 2 e comma 3. o altro funzionario incaricato dal sindaco. AUTENTICAZIONE DI SOTTOSCRIZIONI Articolo 18 (L-R) Copie autentiche 1. dei dati in esso contenuti. hanno piena efficacia.

6. sulla procedura di certificazione e sui necessari requisiti tecnici per accedervi. L’autenticazione della firma digitale consiste nell’attestazione.1 della legge 6 febbraio 1913. comma 2 della legge 31 dicembre 1996. sulla base di una dichiarazione anteriore all’inizio dell’attività. La procedura di certificazione di cui al comma 1 può essere svolta anche da un certificatore operante sulla base di licenza o autorizzazione rilasciata da altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. Articolo 27 (R) Certificazione delle chiavi 1. 4. sulla base di standard riconosciuti a livello internazionale. la sussistenza dei poteri di rappresentanza o di altri titoli relativi all’attività professionale o a cariche rivestite. secondo le disposizioni dell’articolo 20. Le chiavi pubbliche di ordini ed albi professionali legalmente riconosciuti e dei loro legali rappresentanti sono certificate e pubblicate a cura del Ministro di grazia e giustizia o suoi delegati. Le chiavi pubbliche di cifratura sono custodite per un periodo non inferiore a dieci anni a cura del certificatore e. 2. In tutti i documenti informatici delle pubbliche amministrazioni la firma autografa o la firma. n. La firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o associata. La chiave privata di cui si richiede il deposito può essere registrata su qualsiasi tipo di supporto idoneo a cura del depositante e deve essere consegnata racchiusa in un involucro sigillato in modo che le informazioni non possano essere lette. 5. Articolo 25 (R) Firma di documenti informatici delle pubbliche amministrazioni 1. Il titolare della coppia di chiavi asimmetriche può ottenere il deposito in forma segreta della chiave privata presso un notaio o altro pubblico depositario autorizzato. comma 2. direzione e controllo presso banche. . Articolo 26 (R) Deposito della chiave privata 1. la firma digitale. 6. dal momento iniziale della loro valutabilità. per competenza ed esperienza. Le modalità del deposito sono regolate dalle disposizioni dell’articolo 605 del codice civile. 2. conosciute od estratte senza rotture od alterazioni. Salvo quanto previsto dall’articolo 29. 2. in quanto applicabili. comma 2. della cessazione dell’attività e della conseguente rilevazione della documentazione da parte di altro certificatore o del suo annullamento. in conformità alle norme del presente testo unico. Per la generazione della firma digitale deve adoperarsi una chiave privata la cui corrispondente chiave pubblica non risulti scaduta di validità ovvero non risulti revocata o sospesa ad opera del soggetto pubblico o privato che l’ha certificata. Articolo 24 (R) Firma digitale autenticata 1. è tenuto ad adottare tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad evitare danno ad altri. sono consultabili in forma telematica. e con il consenso del terzo interessato. gli elementi identificativi del soggetto titolare della firma. d) attenersi alle regole tecniche di cui all’articolo 8. comma 1 deve munirsi di una idonea coppia di chiavi e rendere pubblica una di esse mediante la procedura di certificazione. h) procedere tempestivamente alla revoca od alla sospensione del certificato in caso di richiesta da parte del titolare o del terzo dal quale derivino i poteri di quest’ultimo. in apposito elenco pubblico. 2. il pubblico ufficiale può allegare copia informatica autenticata dell’originale. Il certificatore è tenuto a: a) identificare con certezza la persona che fa richiesta della certificazione. l’apposizione di sigilli. alla generazione. che la firma digitale è stata apposta in sua presenza dal titolare. e) informare i richiedenti. dei requisiti di onorabilità richiesti ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione. Le chiavi pubbliche dei pubblici ufficiali non appartenenti alla pubblica amministrazione sono certificate e pubblicate autonomamente in conformità alle leggi ed ai regolamenti che definiscono l’uso delle firme autografe nell’ambito dei rispettivi ordinamenti giuridici. alla certificazione ed all’utilizzo delle chiavi pubbliche di competenza. di sospetti abusi o falsificazioni. 3. La presentazione o il deposito di un documento per via telematica o su supporto informatico ad una pubblica amministrazione sono validi a tutti gli effetti di legge se vi sono apposte la firma digitale e la validazione temporale a norma del presente testo unico. 675. Le pubbliche amministrazioni provvedono autonomamente. g) non rendersi depositario di chiavi private. predisposto tenuto e aggiornato a cura dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione. 3. 2. 4. Ai fini e per gli effetti della presentazione di istanze agli organi della pubblica amministrazione si considera apposta in presenza del dipendente addetto la firma digitale inserita nel documento informatico presentato o depositato presso pubbliche amministrazioni. con riferimento al proprio ordinamento. Con il decreto di cui all’articolo 8 sono disciplinate le modalità di formazione. 4. La revoca o la sospensione. della validità della chiave utilizzata e del fatto che il documento sottoscritto risponde alla volontà della parte e non è in contrasto con l’ordinamento giuridico ai sensi dell’articolo 28. contrassegni e marchi comunque previsti. comma 2. L’uso della firma apposta o associata mediante una chiave revocata. se soggetti privati. L’uso della firma digitale integra e sostituisce ad ogni fine di legge l’apposizione di sigilli. in modo compiuto e chiaro. i responsabili tecnici del certificatore e il personale addetto all’attività di certificazione siano in grado di rispettare le norme del presente regolamento e le regole tecniche di cui all’articolo 8. e dotati dei seguenti requisiti.108 menti in forma scritta su supporto cartaceo. specificati con il decreto di cui all’articolo 8. Se al documento informatico autenticato deve essere allegato altro documento formato in originale su altro tipo di supporto. d) qualità dei processi informatici e dei relativi prodotti. ad ogni fine previsto dalla normativa vigente. le attività di certificazione sono effettuate da certificatori inclusi. Attraverso la firma digitale devono potersi rilevare nei modi e con le tecniche definiti con il decreto di cui all’articolo 8. punzoni. di perdita del possesso della chiave. 7. c) affidamento che. comma 3. o chi richiede la sospensione. scaduta o sospesa equivale a mancata sottoscrizione. comunque prevista. da parte del pubblico ufficiale. i) dare immediata pubblicazione della revoca e della sospensione della coppia di chiavi asimmetriche. di pubblicità. punzoni. con un preavviso di almeno sei mesi. timbri. comunque motivate. L’apposizione della firma digitale da parte del pubblico ufficiale integra e sostituisce ad ogni fine di legge la apposizione di sigilli. Appendice 3.emanate ai sensi dell’articolo 15. la cui apposizione è autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato. certificazione e di utilizzo delle chiavi pubbliche delle pubbliche amministrazioni. contrassegni e marchi comunque previsti. timbri. alla conservazione. è sostituita dalla firma digitale. n. previo accertamento della sua identità personale. hanno effetto dal momento della pubblicazione.89. n. consultabile in via telematica. contrassegni e marchi di qualsiasi genere. del soggetto che l’ha certificata e del registro su cui essa è pubblicata per la consultazione. comma 2: a) forma di società per azioni e capitale sociale non inferiore a quello necessario ai fini dell’autorizzazione all’attività bancaria. non dimostri che essa era già a conoscenza di tutte le parti interessate. f) attenersi alle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati personali. 5. L’apposizione di firma digitale integra e sostituisce. primo comma. ai sensi dell’articolo 2703 del codice civile. 4. sulla base di equivalenti requisiti. b) rilasciare e rendere pubblico il certificato avente le caratteristiche fissate con il decreto di cui all’articolo 8. b) possesso da parte dei rappresentanti legali e dei soggetti preposti all’amministrazione. c) specificare. di provvedimento dell’autorità. Chiunque intenda utilizzare un sistema di chiavi asimmetriche o della firma digitale. di conservazione. su richiesta dell’istante. di acquisizione della conoscenza di cause limitative della capacità del titolare. l) dare immediata comunicazione all’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione ed agli utenti. Chiunque intenda utilizzare un sistema di chiavi asimmetriche di cifratura con gli effetti di cui all’articolo 8. timbri. punzoni. Articolo 29 (R) Chiavi di cifratura della pubblica amministrazione 1. 3. comma 2. Articolo 28 (R) Obblighi dell’utente e del certificatore 1. salvo che il revocante. 3. 2. Si ha per riconosciuta.

Nelle legalizzazioni devono essere indicati il nome e il cognome di colui la cui firma si legalizza. 5. detta facoltà è consentita nei limiti stabiliti dal regolamento di cui all’articolo 15. 2.Appendice Sezione VI LEGALIZZAZIONE DI FIRME E DI FOTOGRAFIE Articolo 30 (L) Modalità per la legalizzazione di firme 1. Articolo 31 (L) Atti non soggetti a legalizzazione 1. b) il codice fiscale. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. il proprio nome e cognome. del DNA. nell’ambito dei rispettivi ordinamenti. sentiti l’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione. 4. nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell’ufficio. comma 2 della legge 15 marzo 1997. La carta di identità. del Ministero competente. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se sottoscritte mediante la firma digitale o quando il sottoscrittore è identificato dal sistema informatico con l’uso della carta di identità elettronica. CAPO III SEMPLIFICAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA Sezione I ISTANZE E DICHIARAZIONI DA PRESENTARE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Articolo 38 (L-R) Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze 1. 2.59. Agli atti e documenti indicati nel comma precedente. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere nello Stato. L’imposta di bollo non è dovuta quando per le leggi vigenti sia esente da bollo l’atto sostituito ovvero quello nel quale è apposta la firma da legalizzare. . occorrenti per la firma digitale. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica. Le predette regole sono adeguate con cadenza almeno biennale in relazione alle esigenze dettate dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. (R) 3. la patente di guida. (L) 2. Sezione VIII REGIME FISCALE Articolo 37(L) Esenzioni fiscali 1. d) tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e semplificare l’azione amministrativa e i servizi resi al cittadino. e) le procedure informatiche e le informazioni che possono o debbono essere conosciute dalla pubblica amministrazione e da altri soggetti ivi compresa la chiave biometrica. in ogni caso. 109 2. le tessere di riconoscimento. In tutti i casi in cui nel presente testo unico viene richiesto un documento di identità. Su richiesta di quest’ultimo le fotografie possono essere. non sono soggette a legalizzazione le firme apposte da pubblici funzionari o pubblici ufficiali su atti. La legalizzazione delle fotografie prescritte per il rilascio dei documenti personali non è soggetta all’obbligo del pagamento dell’imposta di bollo. di concerto con il Ministro per la funzione pubblica. nel rispetto della normativa in materia di riservatezza. 7. rilasciate da un’amministrazione dello Stato. la qualifica rivestita. con esclusione. La carta d’identità elettronica può altresì essere utilizzata per il trasferimento elettronico dei pagamenti tra soggetti privati e pubbliche amministrazioni. Salvo quanto previsto negli articoli 32 e 33. legalizzate dal dipendente incaricato dal Sindaco. il libretto di pensione. copie ed estratti dai medesimi rilasciati. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate per via telematica. La carta d’identità elettronica e l’analogo documento. 2.(R) 3. 4. nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell’ufficio. rilasciato a seguito della denuncia di nascita e prima del compimento del quindicesimo anno. Le firme dei capi delle scuole parificate o legalmente riconosciute sui diplomi originali o sui certificati di studio da prodursi ad uffici pubblici fuori della provincia in cui ha sede la scuola sono legalizzate dal provveditore agli studi. Le caratteristiche e le modalità per il rilascio della carta d’identità elettronica e del documento d’identità elettronico sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’interno. può essere rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la scadenza. Le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 sono esenti dall’imposta di bollo. Le firme apposte su atti e documenti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a legalizzazione. Le firme sugli atti e documenti formati all’estero da autorità estere e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero. Articolo 34 (L) Legalizzazione di fotografie 1. le pubbliche amministrazioni. devono contenere: a) i dati identificativi della persona. salvo specifica istanza del richiedente. il proprio nome e cognome. legalizzate a cura dei competenti organi. Nei documenti d’identità e di riconoscimento non è necessaria l’indicazione o l’attestazione dello stato civile. la patente nautica. (R) 2. 6. anche per mezzo dei portali. Le amministrazioni competenti per il rilascio di documenti personali sono tenute a legalizzare le prescritte fotografie presentate personalmente dall’interessato. (L) Articolo 39 (L) Domande per la partecipazione a concorsi pubblici 1. 3. il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. o di altri organi e autorità delegati dallo stesso. rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente nello Stato. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere all’estero davanti ad autorità estere sono. sentito il Garante per la protezione dei dati personali. in tutte le pubbliche amministrazioni. altresì. nei procedimenti di aggiudicazione di contratti pubblici. possono sperimentare modalità di utilizzazione dei documenti di cui al presente articolo per l’erogazione di ulteriori servizi o utilità. 5. Si osserva l’articolo 31. ancorché su supporto cartaceo. Articolo 33 (L) Legalizzazione di firme di atti da e per l’estero 1. il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici. Articolo 32 (L) Legalizzazione di firme di capi di scuole parificate o legalmente riconosciute 1. La carta d’identità e il documento elettronico possono contenere: a) l’indicazione del gruppo sanguigno. diplomi o titoli culturali non è soggetta ad autenticazione. 3. b) le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge. ove da queste richiesto. esso può sempre essere sostituito dal documento di riconoscimento equipollente ai sensi del comma 2. il porto d’armi. redatti in lingua straniera. Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto. deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare. certificati. Nel rispetto della disciplina generale fissata dai decreti di cui al presente articolo e delle vigenti disposizioni in materia di protezione dei dati personali. la qualifica rivestita. Sono fatte salve le esenzioni dall’obbligo della legalizzazione e della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali. Il funzionario o pubblico ufficiale deve indicare la data e il luogo del rilascio. sono legalizzate a cura delle prefetture. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo. n. a qualsiasi titolo. nonché ad esami per il conseguimento di abilitazioni. ovvero da un traduttore ufficiale. Con decreto del Ministro dell’interno. c) i dati biometrici indicati col decreto di cui al comma 1. sono dettate le regole tecniche e di sicurezza relative alle tecnologie e ai materiali utilizzati per la produzione delle carte di identità e dei documenti di riconoscimento di cui al presente articolo. (L) Articolo 36 (L)Carta d’identità e documenti elettronici 1. La sottoscrizione delle domande per la partecipazione a selezioni per l’assunzione. Il pubblico ufficiale legalizzante deve indicare la data e il luogo della legalizzazione. purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente. centrali o periferici. Sezione VII DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO E DI IDENTITA’ Articolo 35 (L -R) Documenti di identità e di riconoscimento 1.

Le restanti certificazioni hanno validità di sei mesi dalla data di rilascio se disposizioni di legge o regolamentari non prevedono una validità superiore. n) qualifica professionale posseduta. t) qualità di studente. dell’amministrazione competente e degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti. ove formati o tenuti dagli uffici dello stato civile in Italia o dalle autorità consolari italiane all’estero. (R) 2. g) esistenza in vita. della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria.(R) 3. In luogo di tali atti o certificati i soggetti indicati nel presente comma sono tenuti ad acquisire d’ufficio le relative informazioni. aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario . I certificati anagrafici. sono denominati rispettivamente “diploma” o “patentino”. Fermo restando il divieto di accesso a dati diversi da quelli di cui è necessario acquisire la certezza o verificare l’esattezza. In caso di falsa dichiarazione si applicano le disposizioni di cui all’articolo 76. in fondo al documento. o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza. vedovo o stato libero. qualità personali e fatti. (R) Appendice Articolo 44 (R) Acquisizione di estratti degli atti dello stato civile 1. (R) Sezione V NORME IN MATERIA DI DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE Articolo 46 (R) Dichiarazioni sostitutive di certificazioni 1. esami sostenuti. Articolo 42 (R) Certificati di abilitazione 1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi non possono richiedere atti o certificati concernenti stati. 135. qualità personali e fatti che risultino elencati all’art. le certificazioni dello stato civile. qualità personali e fatti attraverso l’esibizione da parte dell’interessato di un documento di identità o di riconoscimento in corso di validità. le amministrazioni certificanti sono tenute a consentire alle amministrazioni procedenti. Al di fuori delle ipotesi di cui al comma l le amministrazioni possono provvedere all’acquisizione d’ufficio degli estratti solo quando ciò sia indispensabile. la consultazione diretta. q) possesso e numero del codice fiscale. nell’ambito del medesimo procedimento. di curatore e simili. vengono acquisiti d’ufficio. Le certificazioni da rilasciarsi da uno stesso ufficio in ordine a stati. da parte di una pubblica amministrazione o di un gestore di pubblico servizio. qualità e fatti ovvero al controllo sulle dichiarazioni sostitutive presentate dai cittadini. (L) 2. di abilitazione. I dati relativi a cognome. il rilascio e l’acquisizione del certificato non sono necessari e le suddette informazioni sono acquisite. sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni i seguenti stati. qualità personali e fatti: a) data e il luogo di nascita. purché l’interessato dichiari. qualità personali e fatti presso l’amministrazione competente per la loro certificazione. fatta salva per le amministrazioni pubbliche ed i gestori e gli esercenti di pubblici servizi la facoltà di verificare. la registrazione dei dati avviene attraverso l’acquisizione della copia fotostatica non autenticata del documento stesso. ancorché definiti “certificato”. s) qualità di pensionato e categoria di pensione. u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche. le qualità personali e i fatti in esso contenuti possono essere comprovati mediante esibizione dello stesso. z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari. e) stato di celibe. decesso del coniuge. possono essere comprovati mediante esibizione dei documenti medesimi. di richiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti nel documento esibito. con qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza. ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio. la veridicità e l’autenticità dei dati contenuti nel documento di identità o di riconoscimento. (R) 4. I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati. la consultazione per via telematica dei loro archivi informatici. in calce alla fotocopia del documento. contenuti in albi. ai fini di quanto previsto dal decreto legislativo 11 maggio 1999. m) titolo di studio. Qualora l’interessato sia in possesso di un documento di identità o di riconoscimento non in corso di validità. qualità personali e fatti. può procedere anche per fax e via telematica. di formazione. f) stato di famiglia. che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subìto variazioni dalla data di rilascio. Articolo 41 (L) Validità dei certificati 1. una volta acquisita la dichiarazione dell’interessato. Quando l’amministrazione procedente opera l’acquisizione d’ufficio ai sensi del precedente comma. 2. che i dati contenuti nel documento non hanno subito variazioni dalla data del rilascio. (R) 5. Sono comprovati con dichiarazioni. n. la cittadinanza. p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto. Tutti i titoli di abilitazione rilasciati al termine di corsi di formazione o di procedimenti autorizzatori all’esercizio di determinate attività. Per l’accesso diretto ai propri archivi l’amministrazione certificante rilascia all’amministrazione procedente apposita autorizzazione in cui vengono indicati i limiti e le condizioni di accesso volti ad assicurare la riservatezza dei dati personali ai sensi della normativa vigente. r) stato di disoccupazione. lo stato civile e la residenza attestati in documenti di identità o di riconoscimento in corso di validità. gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile sono ammessi dalle pubbliche amministrazioni nonché dai gestori o esercenti di pubblici servizi anche oltre i termini di validità nel caso in cui l’interessato dichiari. Sezione IV ESIBIZIONE DI DOCUMENTO Articolo 45 (L-R) Documentazione mediante esibizione 1. qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata. finalizzata all’accertamento d’ufficio di stati. È. Gli estratti degli atti di stato civile sono richiesti esclusivamente per i procedimenti che riguardano il cambiamento di stato civile e. concernenti la stessa persona. b) residenza. senza oneri. Sezione III ACQUISIZIONE DIRETTA DI DOCUMENTI Articolo 43 (L-R) Accertamenti d’ufficio 1. di tutore. titolo di specializzazione. luogo e data di nascita. di aggiornamento e di qualificazione tecnica. v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo. senza oneri. gli stati. anche contestuali all’istanza. che siano attestati in documenti già in loro possesso o che comunque esse stesse siano tenute a certificare. nome.110 Sezione II CERTIFICATI Articolo 40 (L) Certificazioni contestuali 1. Al fine di agevolare l’acquisizione d’ufficio di informazioni e dati relativi a stati. h) nascita del figlio. Resta ferma la facoltà di verificare la veridicità e la autenticità delle attestazioni prodotte. degli archivi dell’amministrazione certificante. ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato. Il procedimento per il quale gli atti certificativi sono richiesti deve avere comunque corso. coniugato. elenchi o pubblici registri. sono contenute in un unico documento. c) cittadinanza. previa indicazione. nel rispetto della riservatezza dei dati personali. registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni. 2. I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax. È fatto divieto alle amministrazioni pubbliche ed ai gestori o esercenti di pubblici servizi. (R) 6. dell’ascendente o discendente. 46. nel corso del procedimento. o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali. i) iscrizione in albi. soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale. d) godimento dei diritti civili e politici.(L) 3. comunque. da parte dell’interessato. l) appartenenza a ordini professionali. In tutti i casi in cui l’amministrazione procedente acquisisce direttamente informazioni relative a stati. si considera operata per finalità di rilevante interesse pubblico. Nei casi in cui l’amministrazione procedente acquisisce informazioni relative a stati. nel caso in cui all’atto della presentazione dell’istanza sia richiesta l’esibizione di un documento di identità o di riconoscimento.

Il sistema deve consentire la produzione del registro giornaliero di protocollo. f) l’impronta del documento informatico. Il modulo contiene anche l’informativa di cui all’articolo 10 della legge 31 dicembre 1996. veterinari. le singole amministrazioni inseriscono la relativa formula nei moduli per le istanze.(R) Articolo 47 (R) Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà 1. se disponibili. Tutti i certificati medici e sanitari richiesti dalle istituzioni scolastiche ai fini della pratica non agonistica di attività sportive da parte dei propri alunni sono sostituiti con un unico certificato di idoneità alla pratica non agonistica di attività sportive rilasciato dal medico di base con validità per l’intero anno scolastico. f) garantire la corretta organizzazione dei documenti nell’ambito del sistema di classificazione d’archivio adottato. i criteri e le specifiche delle informazioni previste nelle operazioni di registrazione di protocollo. Le pubbliche amministrazioni provvedono a realizzare o revisionare sistemi informativi finalizzati alla totale automazione delle fasi di produzione. le segreterie di gabinetto. registrati in forma non modificabile. tutti gli stati. Le pubbliche amministrazioni provvedono ad introdurre nei piani di sviluppo dei sistemi informativi automatizzati progetti per la realizzazione di sistemi di protocollo informatico in attuazione delle disposizioni del presente testo unico. b) garantire la corretta e puntuale registrazione di protocollo dei documenti in entrata e in uscita. 3. costituita dalla sequenza di simboli binari in grado di identificarne univocamente il contenuto. 2. cc) qualità di vivenza a carico. e) data e protocollo del documento ricevuto. di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento. in alternativa. 2. sono specificate le regole tecniche. b) data di registrazione di protocollo assegnata automaticamente dal sistema e registrata in forma non modificabile. per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci ivi indicate. 3. Le pubbliche amministrazioni adottano un piano di sviluppo dei sistemi informativi automatizzati in attuazione delle disposizioni del presente testo unico e secondo le norme tecniche definite dall’Autorità per l’informatica della pubblica amministrazione. 2. c) fornire informazioni sul collegamento esistente tra ciascun documento ricevuto dall’amministrazione e i documenti dalla stessa formati nell’adozione dei provvedimenti finali. da parte dell’operatore. anche indiretti. con esclusione di interventi intermedi. I certificati medici. gli uffici centrali di bilancio. in forma abbreviata “sistema” deve: a) garantire la sicurezza e l’integrità del sistema. su proposta dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione di concerto con il Ministro per la funzione pubblica. Salvo il caso in cui la legge preveda espressamente che la denuncia all’Autorità di Polizia Giudiziaria è presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di documenti di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità personali dell’interessato. garantendo la completezza dell’intera operazione di modifica o registrazione dei dati. 2. Articolo 49 (R) Limiti di utilizzo delle misure di semplificazione 1. La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati. (R) 4. L’assegnazione delle informazioni nelle operazioni di registrazione di protocollo è effettuata dal sistema in unica soluzione. in condizioni di sicurezza. salvo diverse disposizioni della normativa di settore. le qualità personali e i fatti non espressamente indicati nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. c) mittente per i documenti ricevuti o. d) oggetto del documento. nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi. nonché dell’articolo 15. se trasmesso per via telematica. Le singole amministrazioni predispongono i moduli necessari per la redazione delle dichiarazioni sostitutive. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. documenti. dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile. Nei moduli per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive le amministrazioni inseriscono il richiamo alle sanzioni penali previste dall’articolo 76. 675. 111 4. 4. Articolo 51(R) Sviluppo dei sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni 1. l’accesso alle informazioni del sistema da parte dei soggetti interessati. La registrazione di protocollo per ogni documento ricevuto o spedito dalle pubbliche amministrazioni è effettuata mediante la memorizzazione delle seguenti informazioni: a) numero di protocollo del documento generato automaticamente dal sistema e registrato in forma non modificabile. Articolo 52 (R) Il sistema di gestione informatica dei documenti 1. registrata in forma non modificabile. Il sistema di gestione informatica dei documenti. registrato in forma non modificabile. i dipartimenti. (R) Articolo 48 (R) Disposizioni generali in materia di dichiarazioni sostitutive 1. n. diffusione ed utilizzazione dei propri dati. n. ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato. d) consentire il reperimento delle informazioni riguardanti i documenti registrati. gestione. della legge 15 marzo 1997. che gli interessati hanno facoltà di utilizzare. L’atto di notorietà concernente stati. nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Ciascuna amministrazione individua. Le pubbliche amministrazioni predispongono appositi progetti esecutivi per la sostituzione dei registri di protocollo cartacei con sistemi informatici conformi alle disposizioni del presente testo unico. il destinatario o i destinatari per i documenti spediti. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge. bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali. Le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità temporale degli atti che sostituiscono. 5. e) consentire. 59 e dei relativi regolamenti di attuazione. procedimenti ed atti in conformità alle disposizioni del presente testo unico ed alle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali. In tutti i casi in cui sono ammesse le dichiarazioni sostitutive. 3. nell’ambito del proprio ordinamento. costituito dall’elenco delle informazioni inserite con l’operazione di registrazione di protocollo nell’arco di uno stesso giorno. (R) 2. Articolo 53 (R) Registrazione di protocollo 1. 3. di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa. . sanitari. comma 2. Le amministrazioni centrali dello Stato provvedono alla gestione informatica dei documenti presso gli uffici di registrazione di protocollo già esistenti alla data di entrata in vigore del presente testo unico presso le direzioni generali e le grandi ripartizioni che a queste corrispondono. di origine. qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all’articolo 38. (R) 3.Appendice di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione. lo smarrimento dei documenti medesimi è comprovato da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva. 2. Le pubbliche amministrazioni provvedono entro il 1° gennaio 2004 a realizzare o revisionare sistemi informativi automatizzati finalizzati alla gestione del protocollo informatico e dei procedimenti amministrativi in conformità alle disposizioni del presente testo unico ed alle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali. qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza. di conformità CE. Le pubbliche amministrazioni valutano in termini di rapporto tra costi e benefìci il recupero su supporto informatico dei documenti e degli atti cartacei dei quali sia obbligatoria o opportuna la conservazione e provvedono alla predisposizione dei conseguenti piani di sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici. gli uffici da considerare ai fini della gestione unica o coordinata dei documenti per grandi aree organizzative omogenee. CAPO IV SISTEMA DI GESTIONE INFORMATICA DEI DOCUMENTI Sezione I DISPOSIZIONI SULLA GESTIONE INFORMATICA DEI DOCUMENTI Articolo 50 (R) Attuazione dei sistemi 1. nonché di comunicazione interna tra le aree stesse. assicurando criteri uniformi di classificazione e archiviazione.

Il sistema deve offrire la possibilità di elaborazioni statistiche sulle informazioni registrate allo scopo di favorire le attività di controllo. possono essere utilizzate tutte le informazioni del sistema di gestione informatica dei documenti anche mediante l’impiego di procedure applicative operanti al di fuori del sistema e strumenti che consentono l’acquisizione diretta delle informazioni da parte dell’interessato. c) l’identificazione in forma sintetica dell’amministrazione o dell’area organizzativa individuata ai sensi dell’articolo 50. Articolo 56 (R) Operazioni ed informazioni minime del sistema di gestione informatica dei documenti 1. sulla base delle indicazioni fornite dall’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione. Sezione III TENUTA E CONSERVAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI DOCUMENTI Articolo 61 (R) Servizio per la gestione informatica dei documenti dei flussi documentali e degli archivi 1. comunque in possesso di idonei requisiti professionali o di professionalità tecnico archivistica acquisita a seguito di processi di formazione definiti secondo le procedure prescritte dalla disciplina vigente. ottenuti attraverso l’indicazione della data e del numero di protocollo attribuiti dall’amministrazione al documento spedito. Il servizio svolge i seguenti compiti: a) attribuisce il livello di autorizzazione per l’accesso alle funzioni della procedura. 3. i giornali.attraverso gli uffici relazioni col pubblico. Al servizio è preposto un dirigente ovvero un funzionario. e nell’ambito delle misure organizzative volte ad assicurare il diritto di accesso ai documenti amministrativi i criteri tecnici ed organizzativi per l’impiego. le pubbliche amministrazioni provvedono autonomamente.anche per via telematica . in forma permanente non modificabile. Articolo 54 (R) Informazioni annullate o modificate 1. La numerazione è rinnovata ogni anno solare. del mittente. gli atti preparatori interni. b) numero e data di registrazione di protocollo del documento ricevuto. La ricerca delle informazioni del sistema è effettuata secondo criteri di selezione basati su tutti i tipi di informazioni registrate. Articolo 59 (R) Accesso esterno 1. la visualizzazione e la stampa di tutte le informazioni relative alla gestione dei documenti sono disciplinati dai criteri di abilitazione stabiliti dal responsabile della tenuta del servizio di cui all’articolo 61.112 5. Nel caso di accesso effettuato mediante strumenti che consentono l’acquisizione diretta delle informazioni e dei documenti da parte dell’interessato. L’operazione di segnatura di protocollo va effettuata contemporaneamente all’operazione di registrazione di protocollo. del destinatario. Quando il documento è indirizzato ad altre amministrazioni ed è formato e trasmesso con strumenti informatici. comma 4. 2. della data di spedizione. L’operazione di segnatura di protocollo può includere il codice identificativo dell’ufficio cui il documento e’ assegnato o il codice dell’ufficio che ha prodotto il documento. Il servizio è posto alle dirette dipendenze della stessa area organizzativa omogenea. Ai fini del presente articolo. b). 2. b) la data di protocollo. Le informazioni annullate devono rimanere memorizzate nella base di dati per essere sottoposte alle elaborazioni previste dalla procedura. accedono al sistema di gestione informatica dei documenti delle grandi aree organizzative omogenee di cui al comma 4 dell’articolo 50. a). la segnatura di protocollo può includere tutte le informazioni di registrazione del documento. 3. l’indice di classificazione del documento e ogni altra informazione utile o necessaria. Per le informazioni costituite da testi deve essere possibile la specificazione delle condizioni di ricerca sulle singole parole o parti di parole contenute nel testo. La segnatura di protocollo è l’apposizione o l’associazione all’originale del documento. I criteri di selezione possono essere costituiti da espressioni semplici o da com- Appendice binazioni di espressioni legate tra loro per mezzo di operatori logici. ottenuti attraverso l’indicazione alternativa o congiunta dell’oggetto. gli inviti a manifestazioni e tutti i documenti già soggetti a registrazione particolare dell’amministrazione. comunque. della gestione dei flussi documentali e degli archivi in ciascuna delle grandi aree organizzative omogenee individuate ai sensi dell’articolo 50. altresì. Nel caso di accesso effettuato da soggetti non appartenenti alla pubblica amministrazione possono utilizzarsi le funzioni di ricerca e di visualizzazione delle informazioni e dei documenti messe a disposizione . i bollettini ufficiali e i notiziari della pubblica amministrazione. b) garantisce che le operazioni di registrazione e di segnatura di protocollo si svolgano nel rispetto delle disposizioni del presente testo unico. Articolo 60 (R) Accesso effettuato dalle pubbliche amministrazioni 1. 3. distinguendo tra abilitazioni alla consultazione e abilitazioni all’inserimento e alla modifica delle informazioni. come disciplinati dal presente testo unico. . da consentire la lettura di tutte le informazioni originarie unitamente alla data. d). Ne sono esclusi le gazzette ufficiali. nonché la ricerca. all’identificativo dell’operatore ed agli estremi del provvedimento d’autorizzazione. le riviste. 4. Ciascuna amministrazione istituisce un servizio per la tenuta del protocollo informatico. le misure organizzative e le norme tecniche indicate al comma 2 determinano. secondo il formato disciplinato all’articolo 57. Articolo 55 (R) Segnatura di protocollo 1. L’amministrazione che riceve il documento informatico può utilizzare tali informazioni per automatizzare le operazioni di registrazione di protocollo del documento ricevuto. mediante proprie applicazioni informatiche. alla determinazione dei criteri tecnici ed organizzativi per l’accesso ai documenti e alle informazioni del sistema di gestione informatica dei documenti. Sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e spediti dall’amministrazione e tutti i documenti informatici. Sezione II ACCESSO AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI DEL SISTEMA Articolo 58 (R) Funzioni di accesso ai documenti e alle informazioni del sistema 1. Le pubbliche amministrazioni che accedono ai sistemi di gestione informatica dei documenti attraverso la rete unitaria delle pubbliche amministrazioni utilizzano funzioni minime e comuni di accesso per ottenere le seguenti informazioni: a) numero e data di registrazione di protocollo dei documenti. nel rispetto delle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali. Articolo 57 (R) Numero di protocollo 1. 2. sono stabiliti il formato e la struttura delle informazioni associate al documento informatico ai sensi del comma 4. Il numero di protocollo è progressivo e costituito da almeno sette cifre numeriche. L’accesso al sistema da parte degli utenti appartenenti all’Amministrazione. A tal fine le pubbliche amministrazioni determinano. 4. su proposta dell’Autorità per l’informatica nella pubblica Amministrazione di concerto con il Ministro per la funzione pubblica. delle informazioni riguardanti il documento stesso. i libri. Essa consente di individuare ciascun documento in modo inequivocabile. 2. Le operazioni di registrazione indicate all’articolo 53 e le operazioni di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 nonché le operazioni di classificazione costituiscono operazioni necessarie e sufficienti per la tenuta del sistema di gestione informatica dei documenti da parte delle pubbliche amministrazioni. del sistema di gestione informatica dei documenti per il reperimento. 2. La procedura per indicare l’annullamento riporta. c). le modalità di identificazione del soggetto anche mediante l’impiego di strumenti informatici per la firma digitale del documento informatico. Per l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi. i materiali statistici. i materiali pubblicitari. le note di ricezione delle circolari e altre disposizioni. adottano le modalità di interconnessione stabilite nell’ambito delle norme e dei criteri tecnici emanati per la realizzazione della rete unitaria delle pubbliche amministrazioni. Le informazioni minime previste sono: a) il progressivo di protocollo. secondo i casi. e) e f) sono annullabili con la procedura di cui al presente articolo. 2. una dicitura o un segno in posizione sempre visibile e tale. anche per via telematica. qualora tali informazioni siano disponibili già al momento della registrazione di protocollo. Le pubbliche amministrazioni che. 3. 3. la visualizzazione e la stampa delle informazioni e dei documenti. 5. Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Le informazioni non modificabili di cui all’articolo 53 lett.

E’ consentito il trasferimento su supporto informatico rimovibile delle informazioni di protocollo relative ai fascicoli che fanno riferimento a procedimenti conclusi. Le informazioni relative alla gestione informatica dei documenti costituiscono parte integrante del sistema di indicizzazione e di organizzazione dei documenti che sono oggetto delle procedure di conservazione sostitutiva. d) cura che le funzionalità del sistema in caso di guasti o anomalie siano ripristinate entro ventiquattro ore dal blocco delle attività e. di efficacia dell’azione 113 amministrativa e di pubblicità stabiliti dalla legge. il responsabile per la tenuta del protocollo può autorizzare l’uso del registro di emergenza per periodi successivi di non più di una settimana. g) autorizza le operazioni di annullamento di cui all’articolo 54. ogni qualvolta per cause tecniche non sia possibile utilizzare la normale procedura informatica. definendo adeguati piani di classificazione d’archivio per tutti i documenti. f) garantisce il buon funzionamento degli strumenti e dell’organizzazione delle attività di registrazione di protocollo.Appendice c) garantisce la corretta produzione e la conservazione del registro giornaliero di protocollo di cui all’articolo 53. La sequenza numerica utilizzata su un registro di emergenza. A tal fine. I sistemi per la gestione dei flussi documentali che includono i procedimenti amministrativi di cui al comma 1 è finalizzata al miglioramento dei servizi e al potenziamento dei supporti conoscitivi delle amministrazioni secondo i criteri di economicità. I documenti selezionati per la conservazione permanente sono trasferiti contestualmente agli strumenti che ne garantiscono l’accesso. Le informazioni relative ai documenti protocollati in emergenza sono inserite nel sistema informatico. Si applicano in ogni caso. Le pubbliche amministrazioni provvedono in ordine alla gestione dei procedimenti amministrativi mediante sistemi informativi automatizzati. che provvede a mantenere stabilmente la correlazione con il numero utilizzato in emergenza. 4. nel più breve tempo possibile. . Articolo 63 (R) Registro di emergenza 1. anche a seguito di successive interruzioni. le disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali. Sul registro di emergenza vanno riportati gli estremi del provvedimento di autorizzazione. Articolo 66 (R) Specificazione delle informazioni previste dal sistema di gestione dei flussi documentali 1.(R) Sezione IV SISTEMA DI GESTIONE DEI FLUSSI DOCUMENTALI Articolo 64(R) Sistema di gestione dei flussi documentali 1. il pieno recupero e la riutilizzazione delle informazioni acquisite con le versioni precedenti. il responsabile per la tenuta del sistema di gestione informatica dei documenti dispone. sulla base delle indicazioni fornite dall’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione. in luoghi sicuri differenti. (R) 2. Dei documenti prelevati dagli archivi deve essere tenuta traccia del movimento effettuato e della richiesta di prelevamento. senza ritardo al ripristino delle funzionalità del sistema. 2. utilizzando un’apposita funzione di recupero dei dati. 3. Il responsabile del servizio per la tenuta del protocollo informatico. Articolo 62 (R) Procedure di salvataggio e conservazione delle informazioni del sistema 1. 2. b) consentire il rapido reperimento delle informazioni riguardanti i fascicoli. Il sistema per la gestione dei flussi documentali include il sistema di gestione informatica dei documenti. c) fornire informazioni statistiche sull’attività dell’ufficio. con cadenza almeno quinquennale. incluse le funzionalità di accesso di cui agli articoli 59e 60 e le attività di gestione degli archivi di cui agli articoli 67. su proposta dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione di concerto con il Ministro della funzione pubblica. Qualora l’impossibilità di utilizzare la procedura informatica si prolunghi oltre ventiquattro ore. per ogni aggiornamento del sistema. 2. Almeno una volta ogni anno il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi provvede a trasferire fascicoli e serie documentarie relativi a procedimenti conclusi in un apposito archivio di deposito costituito presso ciascuna amministrazione. (R) 3. delle operazioni di registrazione e del formato dei dati relativi ai sistemi informatici per la gestione dei flussi documentali sono specificate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. nonché la gestione delle fasi del procedimento. la riproduzione delle informazioni del protocollo informatico su nuovi supporti informatici. di selezione periodica e di conservazione permanente dei documenti. Articolo 65 (R) Requisiti del sistema per la gestione dei flussi documentali 1. Il trasferimento deve essere attuato rispettando l’organizzazione che i fascicoli e le serie avevano nell’archivio corrente. Il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi deve formare e conservare un elenco dei fascicoli e delle serie trasferite nell’archivio di deposito. Articolo 69 (R) Archivi storici 1. Il servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi elabora ed aggiorna il piano di conservazione degli archivi. 3. per l’archiviazione e la custodia dei documenti contenenti dati personali. le modalità di attribuzione dei documenti ai fascicoli che li contengono e ai relativi procedimenti. per cause di eccezionale gravità. nel rispetto delle vigenti disposizioni contenute in materia di tutela dei beni culturali e successive modificazioni ed integrazioni. Le amministrazioni determinano autonomamente e in modo coordinato per le aree organizzative omogenee. d) consentire lo scambio di informazioni con sistemi per la gestione dei flussi documentali di altre amministrazioni al fine di determinare lo stato e l’iter dei procedimenti complessi. valutando i relativi progetti in termini di rapporto tra costi e benefici. (R) 3. Per ogni giornata di registrazione di emergenza è riportato sul registro di emergenza il numero totale di operazioni registrate manualmente. i criteri e le specifiche delle informazioni previste. il sistema per la gestione dei flussi documentali deve : a) fornire informazioni sul legame esistente tra ciascun documento registrato. comunque. Le informazioni trasferite sono sempre consultabili. il procedimento ed il relativo responsabile. integrato con il sistema di classificazione. Durante la fase di ripristino. di gestione dei documenti e dei flussi documentali. h) vigila sull’osservanza delle disposizioni del presente testo unico da parte del personale autorizzato e degli incaricati. Le pubbliche amministrazioni devono assicurare. Sezione VI ATTUAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEI SISTEMI Articolo 70 (R) Aggiornamenti del sistema 1. 68 e 69. (R) 5. Sul registro di emergenza sono riportate la causa. negli Archivi di Stato competenti per territorio o nella separata sezione di archivio secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni in materia di tutela dei beni culturali. (R) 2. 4. Le regole tecniche. Sezione V DISPOSIZIONI SUGLI ARCHIVI Articolo 67 (R) Trasferimento dei documenti all’archivio di deposito 1. 3. (R) Articolo 68 (R) Disposizioni per la conservazione degli archivi 1. (R) 4. per la definizione dei criteri di organizzazione dell’archivio. e) conserva le copie di cui agli articoli 62 e 63. la data e l’ora di inizio dell’interruzione nonché la data e l’ora del ripristino della funzionalità del sistema. in relazione all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. deve comunque garantire l’identificazione univoca dei documenti registrati nell’ambito del sistema documentario dell’area organizzativa omogenea. compresi quelli non soggetti a registrazione di protocollo. Il responsabile per la tenuta del sistema di gestione informatica dei documenti dispone per la corretta esecuzione delle operazioni di salvataggio dei dati su supporto informatico rimovibile. il fascicolo ed il singolo procedimento cui esso è associato. a ciascun documento registrato in emergenza viene attribuito un numero di protocollo del sistema informatico ordinario. Oltre a possedere i requisiti indicati all’articolo 52. della gestione dei flussi documentali e degli archivi autorizza lo svolgimento anche manuale delle operazioni di registrazione di protocollo su uno o più registri di emergenza.

qualità personali e fatti mediante l’esibizione di un documento di riconoscimento. Articolo 74 (L-R) Violazione dei doveri d’ufficio 1. CAPO VII DISPOSIZIONI FINALI Articolo 77 (L-R) Norme abrogate 1. Qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino delle irregolarità o delle omissioni rilevabili d’ufficio. il giudice. del certificato di assistenza al parto ai fini della Appendice formazione dell’atto di nascita. non costituenti falsità. f) fino alla loro sostituzione. Sono altresì abrogati: il D.15. le particolari disposizioni di legge e di regolamento concernenti i trattamenti di dati personali da parte delle forze dell’ordine. e) le disposizioni in materia di dati personali di cui alla legge 31 dicembre 1996. 4. secondo periodo della legge 24 dicembre 1993 n. qualora dal controllo di cui all’articolo 71 emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione. n. 428. 20 ottobre 1998. con riferimento agli articoli 43. (L) 2. 676 e 6 ottobre 1998. comma 2. (L) 2. i commi 2 e 3 dell’articolo 37 del D. nonché le regole tecniche già emanate alla data di entrata in vigore del presente testo unico. sono esenti da ogni responsabilità per gli atti emanati. 10 novembre 1997 n. 675 e ai decreti legislativi adottati in attuazione delle leggi 31 dicembre 1996. n. (R) b) il rifiuto da parte del dipendente addetto di accettare l’attestazione di stati. in mancanza il procedimento non ha seguito. Articolo 76 (L) Norme penali 1. il D. gli articoli 2 e 3 della legge 24 novembre 2000. c) gli articoli 18 e 30 della legge 7 agosto 1990 n. comma 11 della citata legge 16 giugno 1998 n. sono considerate come fatte a pubblico ufficiale. 2 e 3 sono commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una professione o arte. n. 403. 20 ottobre 1998 n. 3. il funzionario competente a ricevere la documentazione dà notizia all’interessato di tale irregolarità. 2. 191.R. il D.114 CAPO V CONTROLLI Articolo 71 (L-R) Modalità dei controlli 1. 7. comma 15. l’articolo 2. forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.P. salvi i casi di dolo o colpa grave.R. ai sensi dell’articolo 43.642 in materia di imposta di bollo. conferma scritta della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei registri da questa custoditi. n.P. I controlli riguardanti dichiarazioni sostitutive di certificazione sono effettuati dall’amministrazione procedente con le modalità di cui all’articolo 43 consultando direttamente gli archivi dell’amministrazione certificante ovvero richiedendo alla medesima. da parte rispettivamente degli ufficiali di stato civile e dei direttori sanitari. Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso. (L) Articolo 72(R) Responsabilità dei controlli 1. 127. 5. primo periodo della legge 24 dicembre 1993 n. comma 15.P. comma 3 della legge 21 novembre 2000. (R) 4. 344. l’articolo 55. 30 maggio 1989. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci. nei casi più gravi.537. ai sensi dell’articolo 4 legge 31 dicembre 1996. i regolamenti ministeriali. e 11 come sostituito dall’articolo 2. (R) c) la richiesta e la produzione. 675. della legge 15 maggio 1997 n.P. Ai fini dei controlli di cui all’articolo 71 le amministrazione certificanti individuano e rendono note le misure organizzative adottate per l’efficiente. anche attraverso strumenti informatici o telematici. d ) l’articolo 2. 59 e 60. l’amministrazione competente per il rilascio della relativa certificazione. b) l’articolo 16 della tabella. comma 10 della legge 16 giugno 1998. 490. 4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 76. g) tutte le disposizioni legislative in materia di conservazione di beni archivistici di cui al capo II del d. 9 e 10 e l’articolo 3 commi 1. Se i reati indicati nei commi 1. n. (R) Articolo 78 (L-R) Norme che rimangono in vigore 1. può applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte. Per le forze di polizia. è tenuta a fornire.R.P. n. Questi è tenuto alla regolarizzazione o al completamento della dichiarazione.340. n.26 ottobre 1972 n. 191.342. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico restano comunque in vigore: a) tutte le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di trasmissione delle dichiarazioni fiscali e le disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998. . n.R. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono abrogati: la legge 4 gennaio 1968 n. conferma scritta. su richiesta del soggetto privato corredata dal consenso del dichiarante. anche a campione. n. le direttive e i decreti ministeriali a contenuto generale. (R) 2. sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47. Costituisce violazione dei doveri d’ufficio la mancata accettazione delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notorietà rese a norma delle disposizioni del presente testo unico. (R) CAPO VI SANZIONI Articolo 73 (L) Assenza di responsabilità della pubblica amministrazione 1. ci sia l’obbligo del dipendente di accettare la dichiarazione sostitutiva. anche attraverso l’uso di strumenti informatici o telematici. 29 ottobre 1999. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’articolo 4. efficace e tempestiva esecuzione dei controlli medesimi e le modalità per la loro esecuzione. allegato B. della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei dati da essa custoditi. l’articolo 2 commi 3. 109 concernenti la dichiarazione sostitutiva unica per la determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate. previa definizione di appositi accordi. comma 4. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituisce violazione dei doveri d’ufficio. 2. Costituiscono altresì violazioni dei doveri d’ufficio: a) la richiesta di certificati o di atti di notorietà nei casi in cui. annessa al D.R. il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera. quando l’emanazione sia conseguenza di false dichiarazioni o di documenti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità. 223. Qualora il controllo riguardi dichiarazioni sostitutive presentate ai privati che vi consentono di cui all’articolo 2. 513. prodotti dall’interessato o da terzi. (R) 3. e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi. 241.Lgs. 4.537. n. l’articolo 2. Le pubbliche amministrazioni e i loro dipendenti. (R) Articolo 75 (R) Decadenza dai benefici 1. n. restano in vigore. (R) 2.

lgs n. Esse ispirano la loro organizzazione ai seguenti criteri: a) funzionalita’ rispetto ai compiti e ai programmi di attivita’. 106 del 9 maggio 2001. periodicamente e comunque all’atto della definizione dei programmi operativi e dell’assegnazione delle risorse. come sostituiti prima dall’art. diretta e indiretta. si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione. le Province. 1 del d. b) ampia flessibilita’. comma 4. Visto l’articolo 1.U. e successive modificazioni. della responsabilita’ complessiva dello stesso. 3. Funzioni e responsabilita’ (Art. artigianato e agricoltura e loro associazioni. e successive modificazioni ed integrazioni. ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative. 29 del 1993. 2. come sostituito prima dall’art. il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia nonche’ i dipendenti degli enti che svolgono la loro attivita’ nelle materie contemplate dall’articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947. o a categorie di essi. secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e. al fine di: a) accrescere l’efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell’Unione europea. 546 del 1993 e poi dall’art. 2 del d. 3. 421. regolamenti o atti amministrativi che attribuiscono incrementi retributivi non previsti da contratti cessano di avere efficacia a far data dall’entrata in vigore dal relativo rinnovo contrattuale. comma 2 del d. I rapporti individuali di lavoro di cui al comma 2 sono regolati contrattualmente. tutti gli enti pubblici non economici nazionali.168. 80 del 1998) 1. tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle regioni e delle province autonome. n.lgs n. I trattamenti economici piu’ favorevoli in godimento sono riassorbiti con le modalita’ e nelle misure previste dai contratti collettivi e i risparmi di spesa che ne conseguono incrementano le risorse disponibili per la contrattazione collettiva. per ciascun procedimento.lgs n. nel rispetto dell’articolo 97. n. 2 del d.lgs n.lgs n. 59. anche attraverso t’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio. i Comuni. I rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del capo I. e successive modificazioni ed integrazioni. in particolare: . 1 del d. e dalle leggi 4 giugno 1985. n. comma2. 29. le amministrazioni. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 29 del 1993. della legge 23 ottobre 1992. ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici. In deroga all’articolo 2. commi 2 e 3.lgs n. Le disposizioni di legge. 29 del 1993. 80 del 1998) 1. ed in particolare l’articolo 2. per la parte derogata non sono ulteriormente applicabili. mediante contratti individuali. le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo. comma 1. possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e. Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica. n. tenuto conto dei principi di cui all’articolo 2. individuano gli uffici di mag- 115 giore rilevanza e i modi di conferimento della titolarita’ dei medesimi. norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica. n. n.lgs n. amministrativi e contabili. Articolo 3 Personale in regime di diritto pubblico (Art. Vista la legge 23 ottobre 1992. e 10 ottobre 1990. contenendo la spesa complessiva per il personale. 1 del d. 2 del d. 2 del d.281. Eventuali disposizioni di legge. c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni. n. e) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell’Unione europea. Articolo 2 Fonti (Art. Le disposizioni del presente decreto disciplinano l’organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. n.lgs n.lgs n. 241 del 16 ottobre 2001)] “NORME GENERALI SULL’ORDINAMENTO DEL LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE” IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 ed 87 della Costituzione.Appendice DECRETO LEGISLATIVO N. anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici. Acquisito il parere dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997. le Comunita’ montane. 387 del 1998) 1. sulla base dei medesimi. le Regioni. per le Regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano. Il rapporto di impiego dei professori e dei. 340. della legge 24 novembre 2000. 2. Le amministrazioni pubbliche definiscono. 2. A tal fine. e verificano la rispondenza dei risultati dell’attivita’ amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. del libro V del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa. 29 del 1993. Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione. gli avvocati e procuratori dello Stato. garantendo pari opportunita’ alle lavoratrici ed ai lavoratori e applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato. in attesa della specifica disciplina che la regoli in modo organico ed in conformita’ ai principi della autonomia universitaria di cui all’articolo 33 della Costituzione ed agli articoli 6 e seguenti della legge 9 maggio 1989. adottate nelle sedute del 21 e 30 marzo 2001. I principi desumibili dall’articolo 2 della legge 23 ottobre 1992. 2. entro i vincoli di finanza pubblica. n.lgs n. b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico. 112 (Rettifica G.421. il personale militare e delle Forze di polizia di Stato. come modificato dall’art. 421. Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri. costituiscono altresi’. regionali e locali. i contratti individuali devono conformarsi ai principi di cui all’articolo 45. le linee fondamentali di organizzazione degli uffici. definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento ditali funzioni. rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari.Supplemento Ordinario n. salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario. 2. industria. e successive modificazioni ed integrazioni. che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilita’ sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche. adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna. 59. fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente decreto. Articolo 4 Indirizzo politico-amministrativo. 3 del d. 281. garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali da assumersi ai sensi dell’articolo 5. 546 del 1993 e successivamente modificati dall’art. 470 del 1993 poi dall’art. 2. Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella seduta del 7 febbraio 2001. L’attribuzione di trattamenti economici puo’ avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi o. comma primo. EMANA il seguente decreto legislativo: Titolo I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Finalita’ ed ambito di applicazione (Art. Acquisito il parere delle competenti Commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. nel perseguimento degli obiettivi di efficienza. e dall’articolo 11. commi 4 e 5 del d. regolamento o statuto. n. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato. e loro consorzi e associazioni.691. rispettivamente in data 27 e 28 febbraio 2001. le istituzioni universitarie.lgs n. commi da 1 a 3 del d. c) collegamento delle attivita’ degli uffici. n. titolo II. curando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti. come sostituiti dall’art. 165 DEL 30 MARZO 2001 (Estratto) [in Gazzetta Ufficiale n. Ad essi spettano. espresso in data 8 febbraio 2001. I contratti collettivi sono stipulati secondo i criteri e le modalita’ previste nel titolo III del presente decreto.lgs n.287. e successive modificazioni ed integrazioni. efficacia ed economicita’. 80 del 1998) 1. d) garanzia dell’imparzialita’ e della trasparenza dell’azione amministrativa. n. 3 del d. ricercatori universitari resta disciplinato dalle disposizioni rispettivamente vigenti. della legge 15 marzo 1997. le Camere di commercio. determinano le dotazioni organiche complessive. mediante atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti. Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993. Le Regioni a statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarita’ dei rispettivi ordinamenti. comma 2. gli Istituti autonomi case popolari. alle condizioni previste. della Costituzione. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politicoamministrativo. comma 8. Vista la legge 15 marzo 1997. n. le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.

e la rispondenza al pubblico interesse dell’azione amministrativa. della gestione e dei relativi risultati. compreso quello appartenente alle categorie protette. della legge 23 agosto 1988. 5 del d. astrofisici e vesuviano tutte le attribuzioni del Ministero dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica in materia di personale. nonche’ la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche sono determinate in funzione delle finalita’ indicate all’articolo 1. sono fatte salve le particolari disposizioni dettate dalle normative di settore. nonche’ negli enti di cui all’articolo 70. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la liberta’ di insegnamento e l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attivita’ didattica.lgs n. adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo.lgs n. successivamente modificato dall’art. Per le amministrazioni dello Stato.lgs n. comma 1. d) la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. al fine di contribuire allo sviluppo della cultura di genere della pubblica amministrazione. 80 del 1998) 1. strumentali e di controllo. g) gli altri atti indicati dal presente decreto. Le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli adempimenti di cui al presente articolo non possono assumere nuovo personale. 5. del decreto legislativo 30 dicembre 1992. n. 400. l0 del d.lgs n. Articolo 6 Organizzazione e disciplina degli uffici e dotazioni organiche (Art. Parimenti sono attribuite agli osservatori astronomici. Le amministrazioni pubbliche curano l’ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilita’ e di reclutamento del personale. e nuovamente sostituito dall’art. 5 del d.lgs n. programmi e direttive generali per l’azione amministrativa e per la gestione. Le amministrazioni pubbliche assumono ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare l’attuazione dei principi di cui all’articolo 2. Per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche si procede periodicamente e comunque a scadenza triennale.lgs n. relative a tutto il personale tecnico e amministrativo universitario. anche al fine di propone l’adozione di eventuali interventi correttivi e di fornire elementi per l’adozione delle misure previste nei confronti dei responsabili della gestione. 4 del d. Le amministrazioni pubbliche garantiscono parita’ e pari opportunita’ tra uomini e donne per l’accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro.4 del d. 4. priorita’. piani. 4 del d. 29 del 1993) 1. sono devolute all’universita’ di appartenenza. Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi. Le amministrazioni pubbliche adottano tutte le misure affinche’ la spesa per il proprio personale sia evidente. comma 4-bis. 3 del d. tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa di organizzazione delle risorse umane. 4. Articolo 9 Partecipazione sindacale (Art. a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale. Le amministrazioni pubbliche curano la formazione e l’aggiornamento del personale. nonche’ ove risulti necessario a seguito di riordino. . ove comporti riduzioni di spesa o comunque non incrementi la spesa complessiva riferita al personale effettivamente in servizio aI 31 dicembre dell’anno precedente. Le variazioni delle dotazioni organiche gia’ determinate sono ap- Appendice provate dall’organo di vertice delle amministrazioni in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 2. ivi compresi i dirigenti. comma 4-bis. come sostituito dall’art. 387 del 1998) 1. Articolo 8 Costo del lavoro. 3. 9 del d. 3. 3 del d. 546 del 1993 e poi modificato dall’art. 387 del 1998) 1. 2. e con gli strumenti di programmazione economico . ad eccezione di quelle relative al reclutamento del personale di ricerca. 5. Nell’ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all’articolo 2. materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalita’ e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale generale.finanziaria pluriennale. 29 del 1993. su proposta del ministro competente di concerto con il Ministro del tesoro. compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno. del bilancio e della programmazione economica. 396 del 1997. Essi sono responsabili in via esclusiva dell’attivita’ amministrativa. comma 1. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica. 80 del 1998) 1. f) le richieste di pareri alle autorita’ amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato. 2. 6 del d.lgs n. come sostituito prima dall’art. nonche’ per le amministrazioni che esercitano competenze istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Stato. 6. La distribuzione del personale dei diversi livelli o qualifiche previsti dalla dotazione organica puo’ essere modificata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. previa verifica degli effettivi fabbisogni e previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi dell’articolo 9. Ogni amministrazione procede adottando gli atti previsti dal proprio ordinamento. Per le amministrazioni dello Stato. oggetto e compenso della collaborazione. per il Ministero degli affari esteri. come sostituito prima dall’art. le determinazioni per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dagli organi preposti alla gestione con la capacita’ e i poteri del privato datore di lavoro.lgs n. determinando preventivamente durata. si interpreta nel senso che al predetto personale non si applica l’articolo 16 dello stesso decreto. n. garantendo altresi’ l’adeguamento dei programmi formativi. L’articolo 5. 2.lgs n.116 a) le decisioni in materia di atti normativi e l’adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo. certa e prevedibile nella evoluzione. ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali. relativamente al personale appartenente alle Forze di polizia ad ordinamento civile. c) la individuazione delle risorse umane. e’ soggetto a limiti compatibili con gli obiettivi e i vincoli di finanza pubblica. e successive modificazioni ed integrazioni. 3. comma 1. risorse finanziarie e controlli (Art. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio. 29 del 1993. 4.lgs n.7 del d. n. 6 del d. 29 del 1993. Le amministrazioni pubbliche individuano criteri certi di’ priorita’ nell’impiego flessibile del personale. trasformazione o trasferimento di funzioni. da un lato.lgs n. 9 del d. anche ad ordinamento autonomo. 3. comma 3. comma 1. canoni e analoghi oneri a carico di terzi. fusione. n. 2 del d. della legge 23 agosto 1988. luogo. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal comma 2 possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative. si applica l’articolo 17. di polizia e di giustizia. 2. 266. e) le nomine. le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza. nonche’ la gestione finanziaria. Le risorse finanziarie destinate a tale spesa sono determinate in base alle compatibilita’ economico-finanziarie definite nei documenti di programmazione e di bilancio. 6. come sostituito prima dall’art. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri. Nelle amministrazioni pubbliche l’organizzazione e la disciplina degli uffici. e attuazione e gestione dall’altro. scientifica e di ricerca. Restano salve le disposizioni vigenti per la determinazione delle dotazioni organiche del personale degli istituti e scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative. purche’ compatibile con l’organizzazione degli uffici e del lavoro. L’incremento del costo del lavoro negli enti pubblici economici e nelle aziende pubbliche che producono servizi di pubblica utilita’. la programmazione triennale del fabbisogno di personale e’ deliberata dal Consiglio dei ministri e le variazioni delle dotazioni organiche sono determinate ai sensi dell’articolo 17. Articolo 7 Gestione delle risorse umane (Art.lgs n. comma 4. 546 del 1993. Le attribuzioni del Ministero dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica. n. designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni. Gli organismi di controllo interno verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai principi indicati all’articolo 2.lgs n. 449. 400. b) la definizione di obiettivi. 503. Articolo 5 Potere di organizzazione (Art. sociale e familiare e dei dipendenti impegnati in attivita’ di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991. I contratti collettivi nazionali disciplinano i rapporti sindacali e gli istituti della partecipazione anche con riferimento agli atti interni di’ organizzazione aventi riflessi sul rapporto di lavoro. 29 del 1993. Le amministrazioni pubbliche non possono erogare trattamenti economici accessori che non corrispondano alle prestazioni effettivamente rese.

in modo da assicurare l’efficace svolgimento di tutte le attivita’ stragiudiziali e giudiziali inerenti alle controversie. al miglioramento dei servizi per il pubblico. con modificazioni. Il Ministro non puo’ revocare.come sostituito prima dall’art. Le amministrazioni pubbliche. c) alla ricerca ed analisi finalizzate alla formulazione di proposte alla propria amministrazione sugli aspetti organizzativi e logistici del rapporto con l’utenza. n. al fine di garantire la piena attuazione della legge 7 agosto 1990. 14 del d. anche sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all’articolo 16: a) definisce obiettivi. 80 del 1998) 1. 546 del 1993 e successivamente modificati dall’art.lgs n. in particolare. comma 14. Le amministrazioni pubbliche provvedono.lgs n. 279. 3. secondo un piano annuale di coordinamento del fabbisogno di prodotti e servizi. 241. 7 del d. ai fini’ dell’adempimento dei compiti definiti ai sensi della lettera a). Con decreto adottato dall’autorita’ di governo competente. comma 4-bis.lgs n. un unico ufficio per la gestione di tutto o parte del contenzioso comune. esperti e consulenti per particolari professionalita’ e specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. convertito con modificazioni dalla legge n. per l’attuazione delle iniziative individuate nell’ambito delle proprie competenze. senza aggravi di spesa e. 21. Articolo 14 Indirizzo politico-amministrativo (Art. uffici dirigenziali ed attribuzioni Articolo 13 Amministrazioni destinatarie (Art. 1100. come sostituito prima dall’art. priorita’.lgs n. 273 del 1995) 1. piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l’attivita’ amministrativa e per la gestione. 241. ad organizzare la gestione del contenzioso del lavoro. da sottopone all’approvazione del Presidente del Consiglio dei ministri. del presente decreto. in attuazione dell’articolo 12. 241. 29 del 1993. Per le comunicazioni previste dalla legge 7 agosto 1990. nell’ambito della propria struttura uffici per le relazioni con il pubblico. 400. Gli organi di vertice trasmettono le iniziative riconosciute ai sensi del presente comma al Dipartimento della funzione pubblica. provvede alle variazioni delle assegnazioni con le modalita’ previste dal medesimo decreto legislativo 7 agosto 1997. 7. anche mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche: a) al servizio all’utenza per i diritti di partecipazione di cui al capo III della legge 7 agosto 1990. 29 del 1993. servizi e strutture. e comunque ogni anno entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio. del bilancio e della programmazione economica. Agli uffici per le relazioni con il pubblico viene assegnato. n. 29 del 1993. 5.lgs n. consistente in un unico emolumento. comma 1. n. comma 1. e successive modificazioni ed integrazioni. anche con il supporto delle procedure informatiche. b) all’informazione all’utenza relativa agli atti e allo stato dei procedimenti. definisce. Al fine di assicurare la conoscenza di normative. 4.7 del d. 11 del d. riservare o avocare a se’ o altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti. lettera mm). anche ad ordinamento autonomo.lgs n.Appendice TITOLO II ORGANIZZAZIONE Capo I Relazioni con il pubblico Articolo 10 Trasparenza delle amministrazioni pubbliche (Art. Articolo 11 Ufficio relazioni con il pubblico (Art. della legge 23 ottobre 1992.Dipartimento della funzione pubblica ed i comitati metropolitani di cui all’articolo 18 del decreto-legge 24 novembre 1990.lgs n. comma 1. A tali uffici sono assegnati. 3 del d. ivi comprese quelle di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997. n. Il Dipartimento annualmente individua le forme di pubblicazione. 470 del 1993 e poi dall’art. la costituzione di servizi di accesso polifunzionale alle amministrazioni pubbliche nell’ambito dei progetti finalizzati di cui all’articolo 26 della legge 11 marzo 1988. 2. n. n. Gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono. collaboratori assunti con contratti a tempo determinato disciplinati dalle norme di diritto privato. istituiti e disciplinati con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17. di concerto con il Ministro del tesoro. n. Il Ministro esercita le funzioni di cui all’articolo 4. l’assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilita’ delle rispettive amministrazioni delle risorse di cui all’articolo 4. 80 del 1998) 117 1. ai fini della trasparenza e rapidita’ del procedimento. si avvalgono del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri quale struttura centrale di servizio. come modificato dall’art. riformare. come sostituiti dall’art. 3 del decreto legge n. alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure e all’incremento delle modalita’ di accesso informale alle informazioni in possesso dell’amministrazione e ai documenti amministrativi. convertito. per la produttivita’ collettiva e per la qualita’ della prestazione individuale. 127. 29 del 1999. In caso di inerzia o ritardo il Ministro puo’ fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti o i provvedimenti. lettera c). le amministrazioni dello Stato. per il personale disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro. ed ogni altra norma riguardante la costituzione e la disciplina dei gabinetti dei Ministri e delle segreterie particolari dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato. 2. 6. nei limiti stabiliti dallo stesso regolamento: dipendenti pubblici anche in posizione di aspettativa. 344. dalla legge 23 gennaio 1991. 546 del 1993 e poi dall’art.lgs n. La Presidenza del Consiglio dei ministri . Articolo 12 Uffici per la gestione del contenzioso del lavoro (Art. 9 del d. 8 del d. della legge 15 maggio 1997. le amministrazioni pubbliche programmano ed attuano iniziative di comunicazione di pubblica utilita’. o in caso di grave inosservanza delle direttive generali da parte del dirigente competente. e successive modificazioni ed integrazioni. 13 del d. 80 del 1998) 1. Con effetto dall’entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma sono abrogate le norme del regio decreto legge 10 luglio 1924. n. n.lgs n. Con lo stesso regolamento si provvede al riordino delle segreterie particolari dei Sottosegretari di Stato. 29 del 1993. nell’ambito dei rispettivi ordinamenti. commi da 1 a 5-ter del d. 421. Piu’ amministrazioni omogenee o affini possono istituire. 67. tenendo altresi’ conto dei procedimenti e subprocedimenti attribuiti ed adotta gli altri provvedimenti ivi previsti. promuovono. comma 9 del d. 279. anche creando appositi uffici. n. i modelli e sistemi informativi utili alla interconnessione tra le amministrazioni pubbliche. personale con idonea qualificazione e con elevata capacita’ di avere contatti con il pubblico.lgs n. Tale riconoscimento costituisce titolo autonomamente valutabile in concorsi pubblici e nella progressione di’ carriera del dipendente. ai sensi dell’articolo 2. Capo II Dirigenza Sezione I Qualifiche. aventi esclusive competenze di supporto e di raccordo con l’amministrazione. 59. ad esclusione delle risorse necessarie per il funzionamento degli uffici di cui al comma 2.lgs n. Qualora l’inerzia permanga. Le disposizioni del presente capo si applicano alle amministrazioni dello Stato. nell’ambito delle attuali dotazioni organiche delle singole amministrazioni. n. e successive modificazioni ed integrazioni. 163 del 1995. b) effettua. non si applicano le norme vigenti che dispongono la tassa a carico del destinatario. n. aggiunto dall’art. Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il Ministro si avvale di uffici di diretta collaborazione. ai fini di un’adeguata pubblicizzazione delle stesse. Tale trattamento. e successive modificazioni ed integrazioni. utilizzando il personale degli uffici di cui all’articolo 11. lettera n) della legge 15 marzo 1997. Il responsabile dell’ufficio per le relazioni con il pubblico e il personale da lui indicato possono promuovere iniziative volte. individuano. fuori ruolo o comando. n. fino ad una specifica disciplina contrattuale. 2. comma 1. mediante convenzione che ne regoli le modalita’ di costituzione e di funzionamento. 12-bis del d. degli obblighi di reperibilita’ e di disponibilita’ ad orari disagevoli. 80 del 1998) 1. eventualmente assicurato da apposita formazione. lettera c). A tal fine periodicamente. comma 1. Per i dipendenti pubblici si applica la disposizione di cui all’articolo 17. che determinino . da corrispondere mensilmente. il trattamento economico accessorio. e successive modificazioni ed integrazioni. ai fini dell’inserimento della verifica positiva nel fascicolo personale del dipendente. 43.lgs n. e’ determinato. L’organismo di cui all’articolo 2. e’ sostitutivo dei compensi per il lavoro straordinario. della legge 23 agosto 1988. e successive modificazioni ed integrazioni. 12. a fronte delle responsabilita’. 8 del d. L’organo di vertice della gestione dell’amministrazione o dell’ente verifica l’efficacia dell’applicazione delle iniziative di cui al comma 6. 3. ai dipendenti assegnati agli uffici dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato.

29 del 1993. e dall’articolo 10 del relativo regolamento emanato con regio decreto 6 maggio 1940. un commissario ad acta. i) decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti.lgs n. le attribuzioni della dirigenza amministrativa non si estendono alla gestione della ricerca e dell’insegnamento. p) della legge 23 agosto 1988. limitatamente alla durata dell’incarico. come sostituito prima dall’art.lgs n.lgs n.lgs n. la durata dell’incarico. 29 del 1993. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 29 del 1993. applicando di norma il criterio della rotazione degli incarichi. 3. 80 del 1998) 1. 5 del d. Nelle istituzioni e negli enti di ricerca e sperimentazione. come sostituito prima dall’art. b) curano l’attuazione dei piani. 29 del 1993. 4. 15 del d. capo dipartimento o altro dirigente comunque denominato. del Presidente del Consiglio di Stato. all’Autorita’ per l’informatica nella pubblica amministrazione . 5. c) svolgono tutti gli altri compiti ad essi delegati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali. anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza. Il Dipartimento della funzione pubblica puo’ chiedere all’Istituto nazionale di statistica .lgs. del Presidente della Corte dei conti e dell’Avvocato generale dello Stato. n. 470 del 1993) 1. al restante personale dirigenziale.lgs n. l) curano i rapporti con gli uffici dell’Unione europea e degli organismi internazionali nelle materie di competenza secondo le specifiche Appendice direttive dell’organo di direzione politica. nell’ambito di quanto stabilito dall’articolo 4. c) adottano gli atti relativi all’organizzazione degli uffici di livello dirigenziale non generale. Gli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche al cui vertice e’ preposto un segretario generale.lgs n. 2. Articolo 15 Dirigenti (Art. approvato con regio decreto 18 giugno 1931. 3. Per il Consiglio di Stato e per i tribunali amministrativi regionali. Art. Resta salvo il potere di annullamento ministeriale per motivi di legittimita’. come sostituito dall’art.lgs n. come sostituiti dall’art. Quest’ultimo e’ regolato ai sensi dell’articolo 24 ed ha carattere onnicomprensivo. 2. I dirigenti di uffici dirigenziali generali riferiscono al Ministro sull’attivita’ da essi svolta correntemente e in tutti i casi in cui il Ministro lo richieda o lo ritenga opportuno. 4 del d. nell’ambito di quanto stabilito dall’articolo 4 esercitano. 773. salvi i casi di urgenza previa contestazione. e) dirigono. d) adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi ed esercitano i poteri di spesa e quelli di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza dei propri uffici. I dirigenti di uffici dirigenziali generali. Gli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell’amministrazione e dai dirigenti di uffici dirigenziali generali di cui al presente articolo non sono suscettibili di ricorso gerarchico. anche ad ordinamento autonomo. h) svolgono le attivita’ di organizzazione e gestione del personale e di gestione dei rapporti sindacali e di lavoro. n. 470 del 1993) 1. 18 del d. anche con potere sostitutivo in caso di inerzia. I dirigenti. e successive modificazioni ed integrazioni. Articolo 16 Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali generali (Art.118 pregiudizio per l’interesse pubblico. Resta salvo quanto previsto dall’articolo 2. 4 del d. 7 del d.lgs n. 13 del d. i seguenti compiti e poteri: a) formulano proposte ed esprimono pareri al Ministro. della gestione e delle decisioni organizzative. nonche’ il corrispondente trattamento economico. 3. ovvero alla attuazione di particolari programmi. f) promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere di conciliare e di transigere. nei confronti dei dirigenti. Articolo 18 Criteri di rilevazione e analisi dei costi e dei rendimenti (Art. il dirigente preposto all’ufficio di piu’ elevato livello e’ sovraordinato al dirigente preposto ad ufficio di livello inferiore. della legge 3 aprile 1979. Sulla base delle indicazioni di cui all’articolo 59 del presente decreto. la dirigenza e’ articolata nelle due fasce del molo unico di cui all’articolo 23. b) curano l’attuazione dei progetti e delle gestioni ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali. le attribuzioni che il presente decreto demanda ai dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generate sono di competenza dei segretari generali dei predetti istituti.lgs n.lgs n. d) dirigono.lgs n. salvi i casi di revoca di cui all’articolo 21. coordinano e controllano l’attivita’ dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti amministrativi. come sostituito dall’art. 546 del 1993 e poi dall’art. 16 del d. previa deliberazione del Consiglio dei . anche ad ordinamento autonomo. comma 1. 635. gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della Repubblica. progetti e gestioni. Articolo 17 Funzioni dei dirigenti (Art. comunque denominati. programmi e direttive generali definite dal Ministro e attribuiscono ai dirigenti gli incarichi e la responsabilita’ di specifici progetti e gestioni.lgs n. sono conferiti a tempo determinato. dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento.l’elaborazione di norme tecniche e criteri per le rilevazioni ed analisi di cui al comma 1 e. anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia. le attribuzioni che il presente decreto demanda agli organi di Governo sono di competenza rispettivamente. 2. Al conferimento degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si applica l’articolo 2103 del codice civile. Per le regioni. per ciascun incarico. comma 3. il dirigente cui sono conferite funzioni di coordinamento e’ sovraordinato. 19 del d. 546 del 1993 e poi dall’art. Per il conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale e per il passaggio ad incarichi di funzioni dirigenziali diverse. 29 del 1993.lgs n. coordinano e controllano l’attivita’ degli uffici che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi. 29 del 1993. Resta altresi’ salvo quanto previsto dalL’articolo 6 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. 4. n.103. Restano salve le particolari disposizioni concernenti le carriere diplomatica e prefettizia e le carriere delle Forze di polizia e delle Forze armate. si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare. come sostituito prima dall’art. L’esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma 1 puo’ essere conferito anche a dirigenti preposti a strutture organizzative comuni a piu’ amministrazioni pubbliche.lgs n. In ciascuna struttura organizzativa non affidata alla direzione del dirigente generale. Per le amministrazioni dello Stato.AIPA. 387 del 1998) 1. 11 del d. definiscono gli obiettivi che i dirigenti devono perseguire e attribuiscono le conseguenti risorse umane. sempreche’ tali rapporti non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo. per la Corte dei conti e per l’Avvocatura generale dello Stato. 470 del 1993 e successivamente modificato dall’art. n. il Ministro puo’ nominare. 5. 9 del d. 17 del d. e’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6. finanziarie e materiali. 27 del d. g) richiedono direttamente pareri agli organi consultivi dell’amministrazione e rispondono ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di competenza. lett. con funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello generale. 80 del 1998. fra gli altri. l’elaborazione di procedure informatiche standardizzate allo scopo di evidenziare gli scostamenti dei costi e dei rendimenti rispetto a valori medi e standards. e propongono l’adozione. 11 del d. Gli incarichi hanno durata non inferiore a due anni e non superiore a sette anni. 400. l’oggetto.lgs n.ISTAT . i seguenti compiti e poteri: a) formulano proposte ed esprimono pareri ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.lgs n. 12 del d. fra gli altri. con facolta’ di rinnovo. nonche’ negli altri istituti pubblici di cui al sesto comma dell’articolo 33 della Costituzione. 546 del 1993 e poi dall’art. Articolo 19 Incarichi di funzioni dirigenziali (Art.lgs n. 10 del d. gli obiettivi da conseguire. 387 del 1998) 1. Nelle amministrazioni pubbliche di cui al presente capo. salvo quelli delegati ai dirigenti. i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attivita’ amministrativa. nelle materie di sua competenza. Gli incarichi di Segretario generale di ministeri. Tutti gli incarichi di direzione degli uffici delle amministrazioni dello Stato. e) provvedono alla gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnate ai propri uffici. 10 del d. 5 del d. esercitano. Sono definiti contrattualmente. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 2. secondo le disposizioni del presente articolo. delle misure previste dall’articolo 21. commi 1 e 3. ne definiscono i compiti ed i poteri. delle attitudini e della capacita’ professionale del singolo dirigente. adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate. fermo restando quanto disposto dall’articolo 12. n.

come sostituito dall’art.lgs n. puo’ essere escluso dal conferimento di ulteriori incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello revocato. n. comportano per il dirigente interessato la revoca dell’incarico. 29 del 1993. comma 2 del d. ai fini del conferimento degli incarichi di dirigenza generale. n. infine. della docenza universitaria. ai dirigenti assegnati al suo ufficio ai sensi dell’articolo 4. 21. in misura non superiore ad un terzo. 8. le operazioni di verifica sono effettuate dal Ministro per i dirigenti e dal Consiglio dei ministri per i dirigenti preposti ad ufficio di livello dirigenziale generale. eletto dai dirigenti del medesimo ruolo con le modalita’ stabilite dal regolamento di cui al comma 3 del medesimo articolo e collocato fuori molo per la durata del mandato. come sostituito dall’art. comma 3 del d. 387 del 1998 e. ai sensi del comma 1. delle carriere diplomatica e prefettizia e delle Forze armate. entro il limite del 5 per cento dei dirigenti appartenenti alla prima fascia del ruolo unico e del 5 per cento di quelli appartenenti alla seconda fascia. Decorso tale termine. articolato in modo da garantire la necessaria specificita’ tecnica. 14 del d. n. anche di carattere finanziario. il ruolo unico dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato. tra soggetti con specifica qualificazione ed esperienza nei settori dell’organizzazione amministrativa e del lavoro pubblico. con esperienza nel controllo di gestione. designato dal Presidente della Corte dei conti. Per il personale di cui all’articolo 3. 400.lgs n. o provenienti dai settori della ricerca. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello Stato. per il Ministero degli affari esteri nonche’ per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello Stato. 2.lgs n. 7.Appendice ministri. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Nei casi di maggiore gravita’. 59. La Presidenza del Consiglio dei ministri cura una banca dati informatica contenente i dati curricolari e professionali di ciascun dirigen- . per un periodo non inferiore a due anni. la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti e’ demandata ai rispettivi ordinamenti. 3. di esso fanno parte un dirigente della prima fascia del ruolo unico di cui all’articolo 23. Articolo 23 Ruolo unico dei dirigenti (Art. sono adottati previo conforme parere di un comitato di garanti. 9. commi 1. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 12. di polizia e di giustizia. il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali continuera’ ad essere regolato secondo i rispettivi ordinamenti di settore. 6 del d. dal dirigente dell’ufficio di livello dirigenziale generale. comma 1. a persone in possesso delle specifiche qualita’ professionali richieste dal comma 6. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17. Gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di cui al comma 3 possono essere confermati. 5. che abbiano svolto attivita’ in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche e private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale. 14 del d. studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti dall’ordinamento. modificati o rinnovati entro novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo.lgs n. e con le medesime procedure. secondo le disposizioni del codice civile e dei contratti collettivi. 387 del 1998) 1. disciplinate dall’articolo 21. da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro. 21. Il comitato e’ presieduto da un magistrato della Corte dei conti. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri. culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria. comma 2. presso la medesima amministrazione ovvero presso altra amministrazione che vi abbia interesse. articolato in due fasce. 400. I termini e le modalita’ di attuazione del procedimento di verifica dei risultati da parte del Ministro competente e del Consiglio dei ministri sono stabiliti rispettivamente con regolamento ministeriale e con decreto del Presidente della Repubblica adottato ai sensi dell’articolo 17 della 119 legge 23 agosto 1988. fino alla data di entrata in vigore di tale decreto.lgs n. I risultati negativi dell’attivita’ amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi. valutati con i sistemi e le garanzie determinati con i decreti legislativi di cui all’articolo 17 della legge 15 marzo 1997. 29 del 1993.lgs n. Nella seconda fascia sono inseriti gli altri dirigenti in servizio alla medesima data e i dirigenti reclutati attraverso i meccanismi di accesso di cui all’articolo 28. 10. 286 del 1999) 1. con riconoscimento dell’anzianita’ di servizio.lgs n. comma 10.lgs n. dagli artt. Degli incarichi di cui ai commi 3 e 4 e’ data comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati. come sostituito dall’art. Articolo 20 Verifica dei risultati (Art. 80 del 1998) 1. Articolo 21 Responsabilita’ dirigenziale (Art. lettera c). Gli incarichi di cui ai commi precedenti possono essere conferiti con contratto a tempo determinato. anche ad ordinamento autonomo. Alla prima fascia del ruolo unico appartengono i dirigenti generali in servizio all’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3 e i dirigenti della seconda fascia che abbiano ricoperto incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali ai sensi dell’articolo 19 per un tempo pari ad almeno a cinque anni. su proposta del Ministro competente. anche tra quelli di cui all’articolo 19. comma 2. a dirigenti del medesimo ruolo unico ovvero. su proposta del Ministro competente. comma 2. per le ipotesi di responsabilita’ dirigenziale. La distinzione in fasce ha rilievo agli effetti del trattamento economico e. adottata con le procedure previste dall’articolo 19. E’ istituito. Articolo 22 Comitato dei garanti (Art. 4.lgs n. ovvero nel caso di risoluzione consensuale del contratto individuale di cui all’articolo 24. 6 del d. a dirigenti della prima fascia del ruolo unico di cui all’articolo 23 o. ovvero. 2. sono disciplinate le modalita’ di costituzione e tenuta del ruolo unico. senza essere incorsi nelle misure previste dall’articolo 21. i cui componenti sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse. Il parere viene reso entro trenta giorni dalla richiesta. 5. 2 e 5 del d. e un esperto scelto dal Presidente del Consiglio dei ministri. a persone in possesso delle specifiche qualita’ professionali richieste dal comma 6. 43. allegando una scheda relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti. i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni. di polizia e di giustizia. con contratto a tempo determinato. Il regolamento disciplina inoltre le procedure. con provvedimenti dei singoli ministeri interessati. comma 2. e successive modificazioni ed integrazioni. 12 del d. con contratto a tempo determinato. comma 1. tenendo conto della temporaneita’ del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali. revocati. L’incarico non e’ rinnovabile. I dirigenti ai quali non sia affidata la titolarita’ di uffici dirigenziali svolgono. 29 del 1993. Per il periodo di durata del contratto. 546 del 1993 e poi dall’art. decorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere. Gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di cui ai commi precedenti sono revocati nelle ipotesi di responsabilita’ dirigenziale per inosservanza delle direttive generali e per i risultati negativi dell’attivita’ amministrativa e della gestione. Restano ferme le disposizioni vigenti per il personale delle qualifiche dirigenziali delle Forze di polizia. 80 del 1998 poi dall’art. Le modalita’ per l’utilizzazione dei predetti dirigenti sono stabilite con il regolamento di cui all’articolo 23. l’amministrazione puo’ recedere dal rapporto di lavoro. gli incarichi per i quali non si sia provveduto si intendono confermati fino alla loro naturale scadenza. 29 del 1993. e successive modificazioni ed integrazioni. per la gestione del personale dirigenziale collocato presso il ruolo unico e le opportune forme di collegamento con le altre amministrazioni interessate. Il comitato dura in carica tre anni. 6. 23 del d. comma 1 del d. delle magistrature e dei moli degli avvocati e procuratori dello Stato. come sostituiti prima dall’art. 80 del 1998 e successivamente modificati dall’art. I provvedimenti di cui all’articolo 21. della legge 23 agosto 1988. Il trattamento economico puo’ essere integrato da una indennita’ commisurata alla specifica qualificazione professionale. previa contestazione e contraddittorio. il dirigente. funzioni ispettive. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale sono conferiti. 470 del 1993 e successivamente modificato prima dall’art. 15 del d. 387 del 1998) 1. 7 del d. e la destinazione ad altro incarico. Il regolamento disciplina altresi’ le modalita’ di elezione del componente del comitato di garanti di cui all’articolo 22.lgs n. presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.lgs n.lgs n. 3. a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale.lgs n. 8 del d. 4. limitatamente a quanto previsto dall’articolo 19. comma 3.lgs n. comma 5 e 10. di consulenza. 20 del d. Nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite dall’organo competente o di ripetuta valutazione negativa. 11. a dirigenti della prima fascia del ruolo unico di cui all’articolo 23 o.

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te, al fine di promuovere la mobilita’ e l’interscambio professionale degli stessi fra amministrazioni statali, amministrazioni centrali e locali, organismi ed enti internazionali e dell’unione europea. Articolo 24 Trattamento economico (Art. 24 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 13 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 16 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato prima dall’art. 9 del d.lgs n. 387 del 1998 e poi dall’art. 26, comma 6 della legge n. 448 del 1998) 1. La retribuzione del personale con qualifica di dirigente e’ determinata dai contratti collettivi per le aree dirigenziali, prevedendo che il trattamento economico accessorio sia correlato alle funzioni attribuite e alle connesse responsabilita’. La graduazione delle funzioni e responsabilita’ ai fini del trattamento accessorio e’ definita, ai sensi dell’articolo 4, con decreto ministeriale per le amministrazioni dello Stato e con provvedimenti dei rispettivi organi di governo per le altre amministrazioni o enti, ferma restando comunque l’osservanza dei criteri e dei limiti delle compatibilita’ finanziarie fissate dal Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. 2. Per gli incarichi di uffici dirigenziali di livello generale ai sensi dell’articolo 19, commi 3 e 4, con contratto individuale e’ stabilito il trattamento economico fondamentale, assumendo come parametri di base i valori economici massimi contemplati dai contratti collettivi per le aree dirigenziali, e sono determinati gli istituti del trattamento economico accessorio, collegato al livello di responsabilita’ attribuito con l’incarico di funzione ed ai risultati conseguiti nell’attivita’ amministrativa e di gestione, ed i relativi importi. 3. Il trattamento economico determinato ai sensi dei commi 1 e 2 remunera tutte le funzioni ed i compiti attribuiti ai dirigenti in base a quanto previsto dal presente decreto, nonche’ qualsiasi incarico ad essi conferito in ragione del loro ufficio o comunque conferito dall’amministrazione presso cui prestano servizio o su designazione della stessa; i compensi dovuti dai terzi sono corrisposti direttamente alla medesima amministrazione e confluiscono nelle risorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenza. 4. Per il restante personale con qualifica dirigenziale indicato dall’articolo 3, comma 1, la retribuzione e’ determinata ai sensi dell’articolo 2, commi 5 e 7, della legge 6 marzo 1992, n. 216, nonche’ dalle successive modifiche ed integrazioni della relativa disciplina. 5. Il bilancio triennale e le relative leggi finanziarie, nell’ambito delle risorse da destinare ai miglioramenti economici delle categorie di personale di cui all’articolo 3, indicano te somme da destinare, in caso di perequazione, al riequilibrio del trattamento economico del restante personali dirigente civile e militare non contrattualizzato con il trattamento previsto dai contratti collettivi nazionali per i dirigenti del comparto ministeri, tenendo conto dei rispettivi trattamenti economici complessivi e degli incrementi comunque determinatisi a partire dal febbraio 1993, e secondo i criteri indicati nell’articolo 1, comma 2, della legge 2 ottobre 1997, n. 334. 6. I fondi per la perequazione di cui all’articolo 2 della legge 2 ottobre 1997, n. 334, destinati al personale di cui all’articolo 3, comma 2, sono assegnati alle universita’ e da queste utilizzati per l’incentivazione dell’impegno didattico dei professori e ricercatori universitari, con particolare riferimento al sostegno dell’innovazione didattica, delle attivita’ di orientamento e tutorato, della diversificazione dell’offerta formativa. Le universita’ possono destinare allo stesso scopo propri fondi, utilizzando anche le somme attualmente stanziate per il pagamento delle supplenze e degli affidamenti. Le universita’ possono erogare, a valere sul proprio bilancio, appositi compensi incentivanti ai professori e ricercatori universitari che svolgono attivita’ di ricerca nell’ambito dei progetti e dei programmi dell’Unione europea e internazionali. L’incentivazione, a valere sui fondi di cui all’articolo 2 della predetta legge n. 334 del 1997, e’ erogata come assegno aggiuntivo pensionabile. 7. I compensi spettanti in base a norme speciali ai dirigenti del molo unico o equiparati sono assorbiti nel trattamento economico attribuito ai sensi dei commi precedenti. 8. Ai fini della determinazione del trattamento economico accessorio le risorse che si rendono disponibili ai sensi del comma 7 confluiscono in appositi fondi istituiti presso ciascuna amministrazione, unitamente agli altri compensi previsti dal presente articolo. 9. Una quota pari al 10 per cento delle risorse di ciascun fondo confluisce in un apposito fondo costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Le predette quote sono ridistribuite tra i fondi di cui al comma 8, secondo criteri diretti ad armonizzare la quantita’ di risorse disponibili.

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Articolo 25 Dirigenti delle istituzioni scolastiche (Art. 25-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 1 del d.lgs n. 59 del 1998; Art. 25-ter del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 1 del d.lgs n. 59 del 1998) 1. Nell’ambito dell’amministrazione scolastica periferica e’ istituita la qualifica dirigenziale per i capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali e’ stata attribuita personalita’ giuridica ed autonomia a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni. I dirigenti scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale e rispondono, agli effetti dell’articolo 21, in ordine ai risultati, che sono valutati tenuto conto della specificita’ delle funzioni e sulla base delle verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l’amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e composto da esperti anche non appartenenti all’amministrazione stessa. 2. Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione, ne ha la legale rappresentanza, e’ responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati deI servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l’attivita’ scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed e’ titolare delle relazioni sindacali. 3. Nell’esercizio delle competenze di cui al comma 2, il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualita’ dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l’esercizio della liberta’ di insegnamento, intesa anche come liberta’ di ricerca e innovazione metodologica e didattica, per l’esercizio della liberta’ di scelta educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni. 4. Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale. 5. Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente puo’ avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed e’ coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell’istituzione scolastica, coordinando il relativo personale. 6. Il dirigente presenta periodicamente al consiglio di circolo o al consiglio di istituto motivata relazione sulla direzione e il coordinamento dell’attivita’ formativa, organizzativa e’ amministrativa al fine di garantire la piu’ ampia informazione e un efficace raccordo per l’esercizio delle competenze degli organi della istituzione scolastica. 7. I capi di istituto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ivi compresi i rettori e vicerettori dei convitti nazionali, le direttrici e vice direttrici degli educandati, assumono la qualifica di dirigente, previa frequenza di appositi corsi di formazione, all’atto della preposizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della personalita’ giuridica a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni, salvaguardando. per quanto possibile, la titolarita’ della sede di servizio. 8. Il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto, definisce gli obiettivi, i contenuti e la durata della formazione; determina le modalita’ di partecipazione ai diversi moduli formativi e delle connesse verifiche; definisce i criteri di valutazione e di certificazione della qualita’ di ciascun corso; individua gli organi dell’amministrazione scolastica responsabili dell’articolazione e del coordinamento dei corsi sul territorio, definendone i criteri; stabilisce le modalita’ di svolgimento dei corsi con il loro affidamento ad universita’, agenzie specializzate ed enti pubblici e privati anche tra loro associati o consorziati. 9. La direzione dei conservatori di musica, delle accademie di belle arti, degli istituti superiori per le industrie artistiche e delle accademie nazionali di arte drammatica e di danza, e’ equiparata alla dirigenza dei capi d’istituto. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione sono disciplinate le modalita’ di designazione e di conferimento e la durata dell’incarico, facendo salve le posizioni degli attuali direttori di ruolo. 10. Contestualmente all’attribuzione della qualifica dirigenziale, ai vicerettori dei convitti nazionali e alle vicedirettrici degli educandati sono soppressi i corrispondenti posti. Alla conclusione delle operazioni sono soppressi i relativi ruoli. 11. I capi d’istituto che rivestano l’incarico di Ministro o Sottosegretario di Stato, ovvero siano in aspettativa per mandato parlamentare o amministrativo o siano in esonero sindacale, distaccati, coman-

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dati, utilizzati o collocati fuori ruolo possono assolvere all’obbligo di formazione mediante la frequenza di appositi moduli nell’ambito della formazione prevista dal presente articolo, ovvero della formazione di cui all’articolo 29. In tale ultimo caso l’inquadramento decorre ai fini giuridici dalla prima applicazione degli inquadramenti di cui al comma 7 ed ai fini economici dalla data di assegnazione ad una istituzione scolastica autonoma. Articolo 26 Norme per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale (Art. 26, commi 1, 2-quinquies e 3 del d.lgs n. 29 del 1993, modificati prima dall’art. 14 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 45, comma 15 del d.lgs n. 80 del 1998) 1. Alla qualifica di dirigente dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo del Servizio sanitario nazionale si accede mediante concorso pubblico per titoli ed esami, al quale sono ammessi candidati in possesso del relativo diploma di laurea, con cinque anni di servizio effettivo corrispondente alla medesima professionalita’ prestato in enti del Servizio sanitario nazionale nella posizione funzionale di settimo e ottavo livello, ovvero in qualifiche funzionali di settimo, ottavo e nono livello di altre pubbliche amministrazioni. Relativamente al personale del ruolo tecnico e professionale, l’ammissione e’ altresi’ consentita ai candidati in possesso di esperienze lavorative con rapporto di lavoro libero-professionale o di attivita’ coordinata e continuata presso enti o pubbliche amministrazioni, ovvero di attivita’ documentate presso studi professionali privati, societa’ o istituti di ricerca, aventi contenuto analogo a quello previsto per corrispondenti profili del molo medesimo. 2. Nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali determinati in relazione alla struttura organizzativa derivante dalle leggi regionali di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, si deve tenere conto della posizione funzionale posseduta dal relativo personale all’atto dell’inquadramento nella qualifica di dirigente. E’ assicurata la corrispondenza di funzioni, a parita’ di struttura organizzativa, dei dirigenti di piu’ elevato livello dei ruoli di cui al comma 1 con i dirigenti di secondo livello del ruolo sanitario. 3. Fino alla ridefinizione delle piante organiche non puo’ essere disposto alcun incremento delle dotazioni organiche per ciascuna delle attuali posizioni funzionali dirigenziali del ruolo sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo. Articolo 27 Criteri di adeguamento per le pubbliche amministrazioni non statali (Art. 27-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 17 del d.lgs n. 80 del 1998) 1. Le regioni a statuto ordinario, nell’esercizio della propria potesta’ statutaria, legislativa e regolamentare, e le altre pubbliche amministrazioni, nell’esercizio della propria potesta’ statutaria e regolamentare, adeguano ai principi dell’articolo 4 e del presente capo i propri ordinamenti, tenendo conto delle relative peculiarita’. Gli enti pubblici non economici nazionali si adeguano, anche in deroga alle speciali disposizioni di legge che li disciplinano, adottando appositi regolamenti di organizzazione. 2. Le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 trasmettono, entro due mesi dalla adozione, le deliberazioni, le disposizioni ed i provvedimenti adottati in attuazione del medesimo comma alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che ne cura la raccolta e la pubblicazione. Sezione II Accesso alla dirigenza e riordino della Scuola superiore della pubblica amministrazione Articolo 28 Accesso alla qualifica di dirigente (Art. 28 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 8 del d.lgs n. 470 del 1993, poi dall’art. 15 del d.lgs n. 546 del 1993, successivamente modificato dall’art. 5-bis del decreto legge n. 163 del 1995,convertito con modificazioni della legge n. 273 del 1995, e poi nuovamente sostituito dall’art. 10 del d.lgs n. 387 del 1998) 1. L’accesso alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene esclusivamente a seguito di concorso per esami. 2. In sede di programmazione del fabbisogno di personale di cui all’articolo 39 della legge 23 dicembre 1997, n.449, e successive modificazioni ed integrazioni, sono determinati i posti di dirigente da coprire con due distinte procedure concorsuali, cui possono rispettivamente partecipare: a) i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali e’ richiesto il possesso del diploma di laurea. Per i dipendenti delle amministrazioni sta-

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tali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio e’ ridotto a quattro anni. Sono, altresi’, ammessi soggetti in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, muniti del diploma di laurea, che hanno svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali. Sono, inoltre, ammessi coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni; b) i soggetti muniti di laurea nonche’ di uno dei seguenti titoli: diploma di specializzazione, dottorato di ricerca, o altro titolo postuniversitario rilasciato da istituti universitari italiani o stranieri, ovvero da primarie istituzioni formative pubbliche o private, secondo modalita’ di riconoscimento disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Ministero dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica e la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Sono ammessi, altresi’, soggetti in possesso della qualifica di dirigente in strutture private, muniti del diploma di laurea, che hanno svolto per almeno cinque anni le funzioni dirigenziali. 3. Con regolamento governativo di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed integrazioni, sono definiti, sentita La Scuola superiore della pubblica amministrazione, distintamente per i concorsi di cui al lettere a) e b) del comma 2: a) i criteri per la composizione e la nomina delle commissioni esaminatrici; b) le modalita’ di svolgimento delle selezioni. 4. I vincitori dei concorsi di cui al comma 1, anteriormente al conferimento del primo incarico dirigenziale, frequentano un ciclo di attivita’ formative organizzato dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e disciplinato ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287. Tale ciclo comprende anche l’applicazione presso amministrazioni italiane e straniere, enti o organismi internazionali, istituti o aziende pubbliche o private. Per i vincitori dei concorsi di cui alla lettera a) del comma 2, puo’ essere previsto che il ciclo formativo. di durata complessivamente non superiore a dodici mesi, si svolga anche in collaborazione con istituti universitari italiani o stranieri, ovvero primarie istituzioni formative pubbliche o private. 5. Ai vincitori dei concorsi di cui al comma 1, sino al conferimento del primo incarico, spetta il trattamento economico appositamente determinato dai contratti collettivi. 6. I concorsi di cui al comma 2, sono indetti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Gli enti pubblici non economici provvedono a bandire direttamente i concorsi di cui alla lettera a) del comma 2. 7. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di accesso delle qualifiche dirigenziali delle carriere diplomatica e prefettizia, delle Forze di polizia, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco. Articolo 29 Reclutamento dei dirigenti scolastici (Art. 28-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 1 del d.lgs n. 59 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 11, comma 15 della legge n. 124 del 1999) 1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione, indetto con decreto del Ministro della pubblica istruzione, svolto in sede regionale con cadenza periodica, comprensivo di moduli di formazione comune e di moduli di formazione specifica per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore e per gli istituti educativi. Al corso concorso e’ ammesso il personale docente ed educativo delle istituzioni statali che abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamente prestato di almeno sette anni con possesso di laurea, nei rispettivi settori formativi, fatto salvo quanto previsto al comma 4. 2. Il numero di posti messi a concorso in sede regionale rispettivamente per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni educative e’ calcolato sommando i posti gia’ vacanti e disponibili per la nomina in ruolo alla data della sua indizione, residuati dopo gli inquadramenti di cui all’articolo 25, ovvero dopo la nomina di tutti i vincitori del precedente concorso, e i posti che si libereranno nel corso del triennio successivo per collocamento a riposo per limiti di eta’, maggiorati della percentuale media triennale di cessazioni dal servizio per altri motivi e di un’ulteriore percentuale del 25 per cento, tenendo conto dei posti da riservare alla mobilita’. 3. Il corso concorso, si articola in una selezione per titoli, in un concorso di ammissione, in un periodo di formazione e in un esame finale. Al concorso di ammissione accedono coloro che superano la selezione per titoli disciplinata dal bando di concorso. Sono ammessi al periodo di formazione i candidati utilmente inseriti nella graduatoria del concorso di ammissione entro il limite del numero dei posti messi a concorso a norma del comma 2 rispettivamente per la scuola elemen-

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tare e media, per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni educative, maggiorati del dieci per cento. Nel primo corso concorso, bandito per il numero di posti determinato ai sensi del comma 2 dopo l’avvio delle procedure di inquadramento di cui all’articolo 25, il 50 per cento dei posti cosi’ determinati e’ riservato a coloro che abbiano effettivamente ricoperto per almeno un triennio le funzioni di preside incaricato previo superamento di un esame di ammissione a loro riservato. Ai fini dell’accesso al corso di formazione il predetto personale viene graduato tenendo conto dell’esito del predetto esame di ammissione, dei titoli culturali e professionali posseduti e dell’anzianita’ di servizio maturata quale preside incaricato. 4. Il periodo di formazione, di durata non inferiore a quello previsto dal decreto di cui all’articolo 25, comma 2, comprende periodi di tirocinio ed esperienze presso enti e istituzioni; il numero dei moduli di formazione comune e specifica, i contenuti, la durata e le modalita’ di svolgimento sono disciplinati con decreto del Ministro della pubblica istruzione, d’intesa con il Ministro per la funzione pubblica, che individua anche i soggetti abilitati a realizzare la formazione. Con lo stesso decreto sono disciplinati i requisiti e i limiti di partecipazione al corso concorso per posti non coerenti con la tipologia del servizio prestato. 5. In esito all’esame finale sono dichiarati vincitori coloro che l’hanno superato, in numero non superiore ai posti messi a concorso, rispettivamente per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni educative. Nel primo corso concorso bandito dopo l’avvio delle procedure d’inquadramento di cui all’articolo 25, il 50 per cento dei posti messi a concorso e’ riservato al personale in possesso dei requisiti di servizio come preside incaricato indicati al comma 3. I vincitori sono assunti in ruolo nel limite dei posti annualmente vacanti e disponibili, nell’ordine delle graduatorie definitive. In caso di rifiuto della nomina sono depennati dalla graduatoria. L’assegnazione della sede e’ disposta sulla base dei principi del presente decreto, tenuto conto delle specifiche esperienze professionali. I vincitori in attesa di nomina continuano a svolgere l’attivita’ docente. Essi possono essere temporaneamente utilizzati, per la sostituzione dei dirigenti assenti per almeno tre mesi. Dall’anno scolastico successivo alla data di approvazione della prima graduatoria non sono piu’ conferiti incarichi di presidenza. 6. Alla frequenza dei moduli di formazione specifica sono ammessi, nel limite del contingente stabilito in sede di’ contrattazione collettiva, anche i dirigenti che facciano domanda di mobilita’ professionale tra i diversi settori. L’accoglimento della domanda e’ subordinato all’esito positivo delL’esame finale relativo ai moduli frequentati. 7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della pubblica istruzione, di concerto col Ministro per la funzione pubblica sono definiti i criteri per la composizione delle commissioni esaminatrici. Capo III Uffici, piante organiche, mobilita’ e accessi Articolo 30 Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse (Art. 33 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall’art. 13 del d.lgs n. 470 del 1993 e poi dall’art. 18 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 20, comma 2 della Legge n. 488 del 1999) 1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Il trasferimento e’ disposto previo consenso dell’amministrazione di appartenenza. 2. I contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i criteri generali per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1. Articolo 31 Passaggio di dipendenti per effetto di trasferimento di attivita’ (Art. 34 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall’art. 19 del d.lgs n. 80 del 1998) 1. Fatte salve le disposizioni speciali, nel caso di trasferimento o conferimento di attivita’, svolte da pubbliche amministrazioni, enti pubblici o loro aziende o strutture, ad altri soggetti, pubblici o privati, al personale che passa alle dipendenze ditali soggetti si applicano l’articolo 2112 del codice civile e si osservano le procedure di informazione e di consultazione di cui all’articolo 47, commi da 1 a 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428.

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Articolo 32 Scambio di funzionari appartenenti a Paesi diversi e temporaneo servizio all’estero (Art. 33-bis del d.lgs n. 29 del 1993, aggiunto dall’art. 11 del d.lgs n. 387 del 1998) 1. Anche al fine di favorire lo scambio internazionale di esperienze amministrative, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, a seguito di appositi accordi di reciprocita’ stipulati tra le amministrazioni interessate, d’intesa con il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della funzione pubblica, possono essere destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell’Unione europea, degli Stati candidati all’adesione e di altri Stati con cui l’Italia intrattiene rapporti di collaborazione, nonche’ presso gli organismi dell’Unione europea e le organizzazioni ed enti internazionali cui l’Italia aderisce. 2. Il trattamento economico potra’ essere a carico delle amministrazioni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano dall’unione europea o da una organizzazione o ente internazionale. 3. Il personale che presta temporaneo servizio all’estero resta a tutti gli effetti dipendente dell’amministrazione di appartenenza. L’esperienza maturata all’estero e’ valutata ai fini dello sviluppo professionale degli interessati. Articolo 33 Eccedenze di personale e mobilita’ collettiva (Art. 35 del d.lgs n. 29 del 1993. come sostituito prima dall’art. 14 del d.Lgs n. 470 del 1993 e dall’art. 16 del d.Lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 20 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 12 del d.lgs n. 387 del 1998) 1. Le pubbliche amministrazioni che rilevino eccedenze di personale sono tenute ad informare preventivamente Le organizzazioni sindacali di cui al comma 3 e ad osservare le procedure previste dal presente articolo. Si applicano, salvo quanto previsto dal presente articolo, le disposizioni di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223, ed in particolare l’articolo 4, comma 11 e l’articolo 5, commi 1 e 2, e successive modificazioni ed integrazioni. 2. Il presente articolo trova applicazione quando l’eccedenza rilevata riguardi almeno dieci dipendenti. Il numero di dieci unita’ si intende raggiunto anche in caso di dichiarazioni di eccedenza distinte nell’arco di un anno. In caso di eccedenze per un numero inferiore a 10 unita’ agli interessati si applicano le disposizioni previste dai commi 7 e 8. 3. La comunicazione preventiva di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, viene fatta alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area. La comunicazione deve contenere l’indicazione dei motivi che determinano la situazione di eccedenza; dei motivi tecnici e organizzativi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all’interno della medesima amministrazione; del numero, della collocazione, delle qualifiche de personale eccedente, nonche’ del personale abitualmente impiegato, delle eventuali proposte per risolvere la situazione di eccedenza e dei relativi tempi di attuazione, delle eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione delle proposte medesime. 4. Entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, a richiesta delle organizzazioni sindacali di cui al comma 3, si procede all’esame delle cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale e delle possibilita’ di diversa utilizzazione del personale eccedente, o di una sua parte. L’esame e’ diretto a verificare le possibilita’ di pervenire ad un accordo sulla ricollocazione totale o parziale del personale eccedente, o nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarieta’, ovvero presso altre amministrazioni comprese nell’ambito della Provincia e’ in quello diverso determinato ai sensi del comma 6. Le organizzazioni sindacali che partecipano all’esame hanno diritto di ricevere, in relazione a quanto comunicato dall’amministrazione, le informazioni necessarie ad un utile confronto. 5. La procedura si conclude decorsi quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di cui al comma 3, o con l’accordo o con apposito verbale nel quale sono riportate le diverse posizioni delle parti. In caso di disaccordo, le organizzazioni sindacali possono richiedere che il confronto prosegua, per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e gli enti pubblici nazionali, presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, con L’assistenza dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - ARAN, e per le altre amministrazioni, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto legisla-

di polizia. 29 del 1993. 4. l’elenco e’ tenuto dalle strutture regionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. Le leggi regionali previste dal decreto legislativo 23 dicembre 1997. aggiunto dall’art. amministrativa. n. e successive modificazioni ed integrazioni. aa) del d. anche ad ordinamento autonomo e per gli enti pubblici non economici nazionali. sono autorizzate dal Presidente del Consiglio dei ministri. L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: a) tramite procedure selettive. Nell’ambito della programmazione triennale del personale di cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997. 449.lgs n. i requisiti di accesso e le procedure concorsuali. n. e successive modificazioni ed integrazioni. 3. 80 del 1998. 6. 5. sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. comma 2-ter del decreto legge 17 giugno 1999. docenti ed estranei alle medesime. in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro. di giustizia ordinaria. e realizzando opportune forme di coordinamento con l’elenco di cui al comma 3. n. e successive modificazioni ed integrazioni. 466. 17 del d. Il personale in disponibilita’ e’ iscritto in appositi elenchi. ovvero al raggiungimento del periodo massimo di fruizione dell’indennita’ di cui al medesimo comma 8. e successive modificazioni ed integrazioni. n. e successive modificazioni ed integrazioni. 36. b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti. n. Le determinazioni relative all’avvio di procedure di reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale deliberata ai sensi dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997. Dalla data di collocamento in disponibilita’ restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il Lavoratore ha diritto ad un’indennita’ pari all’80 per cento dello stipendio e dell’indennita’ integrativa speciale. 35-bis del d. ai fini della riqualificazione professionale del personale e della sua ricollocazione in altre amministrazioni. relative al collocamento in disponibilita’ presso gli enti locali che hanno dichiarato il dissesto. 22 del d. Conclusa la procedura di cui ai commi 3.lgs n. 274. della legge 27 dicembre 1997. Eventuali deroghe. 29 del 1993. Art. contabile e di difesa in giudizio dello Stato. convertito. commi 7 ed 8 del d.lgs n. ne avrebbe consentito la ricollocazione.lgs n. delle Forze dell’ordine. 6. per ragioni tecnico-amministrative o di economicita’. 2. avvengono per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa. aziende ed enti pubblici dei soggetti di cui alla legge 12 marzo 1999. commi da 1 a 6 del d. 8. del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale della Polizia municipale deceduto nell’espletamento del servizio. I contratti collettivi nazionali possono riservare appositi fondi per la riqualificazione professionale del personale trasferito ai sensi dell’articolo 33 o collocato in disponibilita’ e per favorire forme di incentivazione alla ricollocazione del personale. Le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche. Per gli uffici aventi sede regionale. compartimentale o provinciale possono essere banditi concorsi unici circoscrizionali per l’accesso alle varie professionalita’. avvalendosi anche. 4 e 5.lgs n. 17 del d. Articolo 34 Gestione del personale in disponibilita’ (Art. le nuove assunzioni sono subordinate alla verificata impossibilita’ di ricollocare il personale in disponibilita’ iscritto nell’apposito elenco. Per le amministrazioni dello Stato. 22 del d. E’ riconosciuto altresi’ il diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decretolegge 13 marzo 1988. 123 Articolo 35 Reclutamento del personale (Art. dalla legge 13 maggio 1988. la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni nell’ambito della provincia o in quello diverso che. Si applicano le disposizioni dell’articolo 30. secondo gli accordi intervenuti ai sensi dei commi precedenti. Il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto a tale data. Gli oneri sociali relativi alla retribuzione goduta al momento del collocamento in disponibilita’ sono corrisposti dall’amministrazione di appartenenza all’ente previdenziale di riferimento per tutto il periodo della disponibilita’.lgs n. 5. e successive modificazioni ed integrazioni. alle quali sono affidati i compiti di riqualificazione professionale e ricollocazione presso altre amministrazioni del personale. 469. 153. facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalita’.lgs n. 7. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicita’ della selezione e modalita’ di svolgimento che garantiscano l’imparzialita’ e assicurino economicita’ e celerita’ di espletamento. 4. Per le altre amministrazioni. 53.lgs n. 69. Per le amministrazioni dello Stato. n. n. La procedura si conclude in ogni caso entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 1. 449. l’amministrazione colloca in disponibilita’ il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni. d) decentramento delle procedure di reclutamento. all’ausilio di sistemi automatizzati. 36-bis del d. I concorsi pubblici per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato e nelle aziende autonome si espletano di norma a livello regionale. per la durata massima ivi prevista. 21 del d.lgs n. 3. 469. Per il coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze armate. e successive modificazioni ed integrazioni. come sostituiti prima dall’art. 267 del 2000) 1. n. e successive modificazioni ed integrazioni. successivamente modificati dall’art. n. volte all’accertamento della professionalita’ richiesta. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi degli enti locali disciplina le dotazioni organiche. Sono fatte salve le procedure di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000. si adeguano ai principi di cui al comma 2. nel rispetto dei principi fissati dai commi precedenti.lgs n. 546 del 1993 e poi dall’art. 23 del d. n. anche ad ordinamento autonomo. 29 del 1993. 8. con modificazioni. n. 80 del 1998) . Per gli enti pubblici territoriali le economie derivanti dalla minore spesa per effetto del collocamento in disponibilita’ restano a disposizione del loro bilancio e possono essere utilizzate per la formazione e la riqualificazione del personale nell’esercizio successivo. lett. della collaborazione delle strutture regionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997. 80 del 1998) 1. I periodi di godimento dell’indennita’ sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. diretti anche a realizzare forme di preselezione. c) rispetto delle pari opportunita’ tra lavoratrici e lavoratori. per la durata massima di ventiquattro mesi. 180 convertito con modificazioni dalla legge n. 2. n. 7. 68. La spesa relativa grava sul bilancio dell’amministrazione di appartenenza sino al trasferimento ad altra amministrazione. scelti tra funzionari delle amministrazioni. Ai fini delle assunzioni di personale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e le amministrazioni che esercitano competenze istituzionali in materia di difesa e sicurezza dello Stato. 469. 546 del 1993 e poi dall’art. 449.Appendice tivo 23 dicembre 1997. 6. come sostituiti prima dall’art.lgs n. Il personale in disponibilita’ iscritto negli appositi elenchi ha diritto all’indennita’ di cui all’articolo 33. ovvero che non abbia preso servizio presso La diversa amministrazione che. l’avvio delle procedure e’ subordinato alla previa deliberazione del Consiglio dei ministri adottata ai sensi dell’articolo 39. 269 del 1999. I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire. che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali. b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali e’ richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo. 7. e) composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso. 267. comma 1. 36.aggiunto dall’art. con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato. nonche’ delle vittime del terrorismo e della criminalita’ organizzata di cui alla legge 13 agosto 1980. si applica il disposto di cui all’articolo 26 della legge 1 febbraio 1989. fermo restando quanto previsto nell’articolo 33. tali assunzioni avvengono per chiamata diretta nominativa. n. che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione. 2. le modalita’ di assunzione agli impieghi. 29 del 1993. tenuto conto delle caratteristiche del comparto. in particolare mediante mobilita’ volontaria. il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri forma e gestisce l’elenco. 469. idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire. previa verifica della compatibilita’ della invalidita’ con le mansioni da svolgere. ricorrendo. ove e’ opportuno. nel provvedere all’organizzazione del sistema regionale per l’impiego. conformi ai principi del comma 3. che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno. comma 8. comma 3. Articolo 36 Forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale (Art.

n. 400. dall’articolo 23 della legge 28 febbraio 1987. sono individuati i posti e le funzioni per i quali non puo’ prescindersi dal possesso della cittadinanza italiana. sono stabiliti i Appendice livelli di conoscenza. e successive modificazioni ed integrazioni. comma 1 del d.lgs n. ferma restando ogni responsabilita’ e sanzione.lgs n. dalla legge 24 giugno 1997. 29 del 1993. 29 del 1993. aggiunto dall’art. . Le pubbliche amministrazioni. 3. 19 del d. comma 2. su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. 387 del 1998) 1. 230. n. anche in relazione alla professionalita’ cui si riferisce il bando. n. nel rispetto delle disposizioni sul reclutamento del personale di cui ai commi precedenti. 13 del d. e successive modificazioni ed integrazioni.Dipartimento della funzione pubblica e dai Ministero del lavoro. all’equiparazione dei titoli di studio e professionali si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 22. 451. 863. 3. in applicazione di quanto previsto dalla legge 18 aprile 1962. 726. n. 42 del d. I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso te amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri. 56. n. non puo’ comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni. dalla legge 19 dicembre 1984. sulla base delle direttive impartite dalla Presidenza del Consiglio dei ministri . dall’articolo 3 del decreto legge 30 ottobre 1984. ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988. della salute e delle politiche sociali. dalla legge 19 luglio 1994. con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17. I contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei contratti a tempo determinato.lgs n. n. convertito. 24 del d. 400.lgs n. n. la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori. del decreto legislativo 30 luglio 1999. ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale.29 del 1993. 43. da parte delle pubbliche amministrazioni.lgs n. nonche’ da ogni successiva modificazione o integrazione della relativa disciplina. commi 3 e 4. n. 37 d. 68. della legge 23 agosto 1988. degli altri rapporti formativi e della fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo. Articolo 37 Accertamento delle conoscenze informatiche e di lingue straniere nei concorsi pubblici (Art. comma 1 del d. A decorrere dal 1 gennaio 2000 i bandi di concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1. Il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. Per i dirigenti il regolamento di cui all’articolo 28 definisce il livello di conoscenza richiesto e le modalita’ per il relativo accertamento. Le amministrazioni pubbliche promuovono o propongono programmi di assunzioni per portatori di handicap ai sensi dell’articolo 11 della legge 12 marzo 1999.124 1. Per gli altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato. 2. Con eguale procedura si stabilisce l’equivalenza tra i titoli accademici e di servizio rilevanti ai fini dell’ammissione al concorso e della nomina. dei contratti di formazione e lavoro. Il regolamento stabilisce altresi’ i casi nei quali il comma 1 non si applica. come sostituito dall’art. e le modalita’ per l’accertamento della conoscenza medesima. 387 del 1998) 1. 299. 303.lgs n. 36-ter del d. 80 del 1998 e poi dall’art. n. qualora la violazione sia dovuta a dolo o colpa grave. comma 1. In ogni caso. 2. 196. 80 del 1998) 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. si avvalgono delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa.lgs n. 546 del 1993 e modificato prima dall’art. Articolo 38 Accesso dei cittadini degli Stati membri della Unione europea (Art. nonche’ i requisiti indispensabili all’accesso dei cittadini di cui al comma 1. 2. dall’articolo 16 del decreto legge 16 maggio 1994. con modificazioni. Le amministrazioni hanno l’obbligo di recuperare le somme pagate a tale titolo nei confronti dei dirigenti responsabili. 300 con le decorrenze previste dall’articolo 10. prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche piu’ diffuse e di almeno una lingua straniera. adottato su proposta dei Ministri competenti.lgs n. Nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario. come modificato dall’art. n. cui confluisce il Dipartimento degli affari sociali della Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 45. convertito con modificazioni. n. comma 3 del decreto legislativo 30 luglio 1999. n. Articolo 39 Assunzioni obbligatorie delle categorie protette e tirocinio per portatori di handicap (Art.

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