Augusto Agabiti

Ipazia

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Augusto TRADUTTORE: CURATORE: NOTE: DIRITTI D'AUTORE: no LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www. 1998.e-text. Il tuo sostegno ci aiuterà a far crescere ulteriormente la nostra biblioteca. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet: http://www.it/ QUESTO E-BOOK: TITOLO: Ipazia AUTORE: Agabiti. introduzione di Emilia Rensi. si pone come scopo la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico. .it Informazioni sul "progetto Manuzio" Il "progetto Manuzio" è una iniziativa dell'associazione culturale Liber Liber. Qui le istruzioni: http://www.Questo e-book è stato realizzato anche grazie al sostegno di: E-text Editoria. Aperto a chiunque voglia collaborare.it REVISIONE: Paolo Alberti. paoloalberti@iol.42 p. – (Anteo .liberliber.liberliber.it PUBBLICAZIONE: Catia Righi. catia_righi@tin. catia_righi@tin. invia una donazione a Liber Liber. Web design. . 3) CODICE ISBN: non disponibile 1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 13 ottobre 2008 INDICE DI AFFIDABILITA': 1 0: affidabilità bassa 1: affidabilità media 2: affidabilità buona 3: affidabilità ottima ALLA EDIZIONE ELETTRONICA HANNO CONTRIBUITO: Catia Righi. Multimedia http://www. 17 cm.it/ Aiuta anche tu il "progetto Manuzio" Se questo "libro elettronico" è stato di tuo gradimento. o se condividi le finalità del "progetto Manuzio".it/biblioteca/licenze/ TRATTO DA: Ipazia : la prima martire della liberta di pensiero / Augusto Agabiti . Ragusa : La Fiaccola.it/sostieni/ 2 .liberliber.

Augusto Agabiti Ipazia La prima martire della libertà di pensiero .

Ipazia Augusto Agabiti Ipazia La prima martire della libertà di pensiero [. come Socrate.] [.] Bellezza.. dottrina la rendevano celebre in tutta la città e grande era il prestigio di cui godeva [. anche nelle strade a chi volesse udirla.] [..] Partecipava alle assemblee di uomini dotti... ingegno...] Il pericolo non la trattenne dal continuare il suo insegnamento anche in pubblico. cercando in questo modo di opporsi alla prepotenza della propaganda cristiana [..... insegnava. 4 .

la scena straziante e grandiosa della fine d'Ipazia in un tempio. tessono in telai d'alabastro. una tela mortale: per dare vesti. sotto il giustacuore di velluto! Armonizzano. sotto la clave e i pugnali dei settari nazareni. tante classi enumeriamo di uomini. per vie diverse. Chi alle opere rudi. guerriero. la coscienza dell'essere proprio e della missione divina. tessono. I pochi materiali storici qui raccolti serviranno a dare un'evanescente e imprecisata idea della personalità spirituale e mentale spiccata.Ipazia Augusto Agabiti «Quando io ti vedo e odo la tua voce ti adoro. e soprattutto il mistero di alcune vite eroiche. Quando tal fatto avviene c'è una ragione: sono pure Essenze. sostanze costruite di soave melodia. Il telaio d'alabastro è lo scheletro umano. o per servire altri d'esempio: Lino. o divina Ipazia. Museo. può solo spiegare certi ricorsi storici altrimenti sibillini. sono Eroi. sono le vene e i fasci di fibre della carne. la matematica o la poesia o la forza. alcuno ch'è pronto alle lotte sanguinose. nel mondo. La dottrina reincarnazionista della scuola filosofica neoplatonica. la quale per essere stata della gloriosa schiera dei pensatori pagani riformatori del platonismo. Questi spiriti eccelsi. ma nondimeno saranno bastevoli. dicevano i Greci. ma costituite di sola luce. raccolgono essi tutte le doti sublimi dell'anima. straziata. i quali ebbero riepilogate nella mente tutte le facoltà supreme. alle scintille del Cielo. alla quale appartenne Ipazia. e per sé quelle virili. Orfeo. prive del natural fuoco distruttivo.. dei grandi lottatori per la liberazione morale e spirituale dell'Umanità. esuberante. è di regola. della perfetta figura etica della grande assassinata. d'eccezione invece la discesa quaggiù di enti pel completo evoluti. compirono la missione celeste. come Teseo ed Ercole. dalla plebaglia cristiana. incominciò la lunga e pietosissima serie dei martiri della Ragione. con naturale di squisiti sentimenti. guardando la casa stellata della vergine: poiché i tuoi atti si estendono al cielo. Saranno: quegli che in altre esistenze molto ha lottato. nelle vite passate. Viene alla vita. uomini cioè molto vicini agli Dei. per usare un paragone medievale. i fili policromi sono i nervi. quale vittoria ultima e nuova della propria evoluzione spirituale. formate nella personalità con tanti affanni. stella purissima dell'arte della sapienza» (Pallada) Le Parche. Che in questo basso mondo terreno perfezionino nelle esperienze del dolore anime rozze. a dimostrare che fu ispirato Vincenzo La Bella quando scelse come soggetto per un affresco del palazzo nuovo destinato a sede dell'Università di Napoli. Sono quelli che sanno praticare gentili virtù femminili nei contatti con gli altri. ornamento di ogni discorso. Hanno il giaco. e aver difeso dalla cattedra la libertà di coscienza e di scienza. le inclinazioni dell'animo umano. Talvolta non scintille cadono stelle.. divinità misteriose. speriamo. di tale schiatta spirituale è la greca Ipazia alessandrina. Ma anche fra i più nobili uomini eccellono alcuni. alle anime. matematica. e giunge pure qui. tale ch'è fatto per commuovere e per affratellare. veli. appaiono spiccate e preclare. 5 . espresso la copia delle idee sempiterne che portarono nella mente dall'alto. Così dai primi tempi storici: e avviene tuttora. e per quante ve ne sono di singolari. pieno di forza. Molte. e che scendono o per purificare la Terra dai mostri. Occultista. oratrice. e di più v'aggiungono. con fili bianchi e rossi. chi alle arti gentili. e filosofo o poeta questi che anni diede alle meditazioni ed agli intensi amori. con la musica o con l'architettura. dicevano gli antichi Greci.

Olimpiodoro. quanto da pensatori solitari. di allontanare dal mondo quattordici secoli e più di medioevo! Oh se la voce di Ipazia e dei suoi fosse stata ascoltata! Ma i pretoriani di Cesare. giù fino all'India.. umana! La Biblioteca. e il malgoverno bizantino. sarebbe stata distrutta. l'oratoria di dotti greci asiatici o africani fa penetrare nelle aule del suo Museo tolemaico. E d'Alessandria furono Euclide. accettato dalla Chiesa Romana e da Dante. *** 6 . tutto distruggono e radono al suolo. credesi. dottrine pure strane e di cento civiltà. Energie potentissime il cristianesimo acquisisce in questa lotta. raccolto e sublimato. Giuliano imperatore e filosofo. che si trova menzionata col nome di scuola delle sacre parole. laboratori di vivisezione. creano in Alessandria scienze e problemi della mente e della vita. mutano radicalmente l'Egitto antico. descritta in tante opere antiche e moderne. Crisanto. In Alessandria viene sistemato. Cresibo. e poi. v'erano giardini zoologici e botanici. l'apertura del delta del Nilo al commercio mondiale. Fu uno sforzo nobilissimo: il tentativo di prevenire. Teofilo vescovo. il paganesimo. Giamblico. prima. venne fondata ad Alessandria una cattedra di filosofia cristiana. Massimo di Tiro. fuso con la filosofia idealistica greca. v'annovera qualche rappresentante famoso. il mondo greco aveva avuto un movimento d'espansione nell'Oriente mediterraneo. Insieme al Museo per l'insegnamento. in maniera affatto casuale. Eratostene misurava la terra. Ammonio Sacca. Marcione. secondo lo stato della scienza del tempo. teosofico. Ipparco aveva scoperto le precessioni degli equinozi. Ho già detto che questi volevano la fusione di tutte le Chiese e l'armonizzazione teoretica di quanto si sa con quel che si crede. propugnato da indegni sacerdoti e da infime plebi. il cristianesimo. ma i cristiani fanatizzati della Tebaide. la costruzione di Alessandria con un celebre foro e colossali istituti di cultura. era stato pensato nella terra ellenica e nel mondo barbarico. tuttora presenti e grevi nella moderna società. Erone e Apollonio. poiché ben per tempo. sale di anatomia per la scuola di medicina: perfino. diviene il programma filosofico. Le conquiste asiatiche del Macedone. in tempi e luoghi disgiunti. Una folla multicolore approda al suo porto. Alessandria aveva toccato l'apogeo dello splendore nelle scienze. Eudesio. descrivendo questi. quand'ella visse. La ristretta concezione mosaica s'allarga e si perfeziona. dall'altro stava un ideale immortale.Ipazia Augusto Agabiti Allora. secondo la leggenda. Come reazione all'assalto dei satrapi. da scuole avversarie. Ipazia stette per molti anni a capo della scuola dei neoplatonici.. della parte più colta dei pensatori. difese da uomini grandi. Filone. e alla quale appartenevano Clemente e Origine. Ogni dottrina scientifica o religiosa. Dall'un lato v'erano idee mortali. vi combatté l'ultima e infelice battaglia contro il dilagante prepotere del cristianesimo. approfondito. mentre sembra che autori di tanto disastro per la civiltà siano stati Cesare. Proclo. sistematizza. dal califfo Omar. si afforza e si nobilita: l'unificazione di tutte le fedi e di tutte le religioni con la Scienza. coscientemente. Il mondo asiatico e greco romano politeista si affronta con quello giudaico e cristiano. geometra. ma i barbari che urgono poi sulle frontiere. nel IV secolo. Plotino. Sinesio. il quale fu distruttore parimenti del tempio meraviglioso dedicato a Serapide e di altri monumenti della civiltà greco-orientale. Il mondo greco (le sette filosofiche e religiose del paganesimo). Porfirio. Teofilo. nelle arti e nella letteratura. fissando quegli un sistema astronomico. il neoplatonismo occultista sorge. come ricorda Carlo Pascal. il quale doveva durare mille e duecento anni. prima. fisici. la Terra intera. Tolomeo infine e Strabone avevano raggiunto la massima fama scientifica. e lo asservano di fatto alla Grecia. Eunapo.

Basti osservare che l'autrice. e infine. e quindi pure involontariamente partigiana. Il Cantù. Qualche monografia è stata scritta in Germania. L'importante Dictionnaire biographique dell'Heffer appena la menziona.. su Ipazia. figlia di Plutarco d'Atene. chiosando il famoso volume degli Oracoli Caldei. Mentre il gran segno redentor stringea. del quale uno scrittorello del Giornale Arcadico. che diresse ivi la scuola segreta di spiritualismo greco-orientale. dell'anno 1827. Cito qualche verso: Languida rosa sul reciso stelo nel sangue immersa la vergin giacea Avvolta a mezzo nel suo bianco velo. 1907). Ma scarsi. Diotima. si tratta di una poesia di ben poco valore artistico e di niuno storico. e fu più famoso per la bella Ipazia sua figlia. insieme a un articolo della Revue contemporaine e a una piccolissima biografia pubblicata nella rivista «Preussische Jahrbücher» (Berlin. In italiano abbiamo pure uno studio del Bigoni. Soavissimamente sorridea Condonatrice de l'altrui delitto. ispiratrice di Platone. perché frutto di menti devote del cristianesimo e sue ammiratrici in maniera esagerata ristretta. col che le portò a metodo più rigoroso. mentre. moglie di Pitagora. fondandosi però sopra le scienze esatte. che cosa pensò. E anche gli studi del Bigoni e della Revue contemporaine hanno un errore d'origine. e un saggio elegante di Carlo Pascal. e introducendone le dimostrazioni nelle speculative. Come visse. Qualche storico della matematica la ricorda per libri di geometria e di astronomia. e soprattutto che cosa insegnò a tanti e illustri discepoli. ella fu inviata in patria a insegnare filosofia. Questi pochi scritti. Asclepigenia. non viene ricordato nei libri più letti econsultati oggi dagli studiosi. per la quale il recensionista ha una vera e propria cornucopia di lodi entusiastiche. e di superba fattura. in Francia e in Inghilterra. commentò Euclide e Tolomeo. è quello del Bigoni. come diremo. riteneva la nostra eroina una martire cristiana. professore in Alessandria.. In italiano abbiamo un Poema d'Ipazia ossia delle Filosofie. ma a giudicare dai pochi luoghi riferiti. qualche altro scrittore la glorifica quale martire della libertà di pensiero. e quasi insignificanti accenni troviamo nelle enciclopedie. sono i documenti. nella Storia Universale. ma ciò è tutto. sulla vita e sulle opere sue. e d'indagine difficile. con altre.». perché non fanno menzione del lato più importante della figura e dell'insegnamento d'Ipazia: non conoscono o rifiutano di apprezzare le sue idee di spiritualismo classico pagano. le notizie che abbiamo su Ipazia: molto poco ella è conosciuta e ammirata nei nostri tempi. i quali distrussero il suo bel corpo come avevano abbattuto i marmi delle religioni antiche: il tempio meraviglioso detto Serapeo. e seguiva gli eclettici. un dotto articolo del Faggi. chi amò. Il miglior lavoro. ma anche questi sono studi incompleti e di data non recente. in qual maniera e perché morì.Ipazia Augusto Agabiti Ipazia non è la sola donna greca che rappresenta il pensiero occultista: v'era stata prima la bella e sdegnosa Teano. per l'estensione e per la conoscenza delle fonti. 7 . fu appunto vittima di fanatici monaci della Tebaide torrida e desolata. scrisse soltanto: «Teone. ci dice «essere stato mandato alla luce dalla marchesa Diodata Saluzzo Roero». e le rovine imponenti di Tebe e di Menfi. formano la ristretta letteratura fiorita su questo argomento nel secolo XIX e nella prima decade del XX. Da lui imparato le matematiche e perfezionatasi ad Atene. che scrisse.

profondamente. Però l'imperatore Arcadio perseguitava. forse anche perché conosceva molte parti allora ignote ai cristiani. I cristiani cimentavano al paragone le credenze proprie e quelle del paganesimo ormai consunto. nei suoi secoli d'oro. Il Bigoni. Teone si occupò specialmente di meccanica e di astronomia. la geometria le servì di primo avviamento all'esame dei problemi dell'anima. autore di scritti matematici e magici. e lo stimavano o pari o inferiore alla filosofia orfica ed eleusina. ultimo della lista dei membri del Museo. occultista. Lo studio dei fenomeni e dei problemi metafisici. matematico famoso. perché tanto Damascio quanto Socrate Scolastico la dicono dotta nella filosofia neoplatonica e nella sapienza aristotelica e dei maggiori. nella Chiesa. Il suo Commentario all'Almagesto di Tolomeo. ma non si può affermare che vi sia stata aggregata. esprime il parere ch'ella. nella città del mondo allora più sapiente e cosmopolita. avesse accettato il punto di vista di Temistio e dei pagani contemporanei più illuminati.Ipazia Augusto Agabiti Seguace di un sistema eclettico di filosofia. Fu scienziato. aveva già acquistato fama mondiale. Il padre che le impose la gloria di tanto nome («sublime». «eccelsa») fu quasi dotato di spirito profetico. Come voleva Pitagora. del politeismo greco-orientale decrepito e non capiva la necessità di abbracciare la religione nuova più di forme che non d'idee: predicazione la quale rappresentava pei conoscitori dell'antica Gnosi. filosofo. Certo deve avere ascoltato con grande larghezza di vedute. della scuola alessandrina. a trent'anni. parlando delle convinzioni religiose di Ipazia. farà opera nova. e che ognuno è libero di scegliere quella che più gli aggrada». Ipazia nacque poco prima dell'anno 370: nel 400. come pure accenna il Faggi. restò refrattaria all'esclusivismo cristiano. la quale seguiva i dettami del padre. In tal modo potrà spiegare ai dotti un perché rimasto molto oscuro alla maggior parte dei biografi di Ipazia. che vi sono molte vie per giungere a Dio. i pagani e i liberi pensatori. Infatti Bisanzio e non Roma diede il carattere di religione di Stato al cristianesimo. pur esso. soltanto un adattamento nuovo. tanto che si ricorda avere osservato un'eclisse solare e una di luna. astronomo. geometra. profondo esegeta dei classici. sotto l'impero di Arcadio. è stimato ottimo su tutti i lavori di astronomia. Seguo perciò l'opinione dell'Aubé. il quale. essendo soltanto forme esterne ed espressioni particolari del sentimento del divino. e che probabilmente era già uomo maturo quando Teodosio salì al trono. È storicamente accertato che la sua città natale fu Alessandria. di gran pregio storico. voglio dire. insieme con Pappo. da questo punto di vista dimenticato. dottrine di ogni scuola. i Gentili dotti comparavano il cristianesimo alla religione dei loro padri. eresse a sistema. se non coltissimi. e. era molto importante per Ipazia. la ragione. del meraviglioso fascino. la persecuzione degli eresiarchi. pel fatto che il padre fu membro di questa istituzione. dice che fiorì. concernenti l'ultrasensibile. i quali dicevano «che i culti. Non posso né voglio colmare il vuoto lasciato dai biografi di Ipazia. 8 . probabilmente. Sappiamo che la nobilissima ebbe un fratello chiamato Epifanio. dovendomi tener pago d'esporre qualche notizia ma credo che se in avvenire taluno studierà la sua vita. esercitato da lei su tanti. quel che più importa. Studiò col padre filosofia e scienze esatte. pel quale Teone scrisse il libro intitolato Introduzione agli Elementi di Euclide. Teone d'Alessandria. non sono differenti l'uno dall'altro. ebbe per figlia Ipazia. per così lungo tempo. una volgarizzazione poco profonda e molto popolare dei Veri conosciuti da essi per eccellenza. Compì gli studi nel Museo. IV). seguendo Suida e altri pochi scrittori del tempo. sotto Teodosio Magno (sec.

produssero quelle grandi opere del pensiero. Perché allora è più facile di tenergli gli occhi addosso. infatti. Altre sentenze davano insegnamenti sull'anima umana. Nei primi stavano riassunte le dottrine egiziane. La scienza per eccellenza che Plutarco aspirava a propagare era quella degli Oracoli caldei. ma non si limitava più alle questioni aride della scuola greca. degli Spiriti. con frasi molto laconiche. Sua figlia. sul potere purificatore delle potenze angeliche. di fronte alla causa che sosteneva. l'ardente Asclepigenia. la responsabilità attribuita agli oratori brutti e spiacenti. ai loro abiti mentali. sulle virtù morali. si dimentica di stare a sentire. versione di P. Né si sa con quali mezzi abbia potuto operare tanta trasformazione. Ampliò grandemente le sue cognizioni filosofiche e scientifiche. più tardi doveva essere ristretto ancora di più. e divenire una semplice tradizione famigliare. delle Leggi del mondo sensibile. I predicatori brutti hanno dunque una grande responsabilità» (v. «allorché Ipazia andò ad Atene». sui veicoli e strumenti della forza spirituale dell'uomo. Si parlava in essi. Sembra che Plutarco apprendesse occultismo neoplatonico dal padre Nestorio. Pavolini). della Gran madre. il quale. il fascino d'idee non comuni e ignote ivi nella forma com'essa le esponeva. tali tradizioni. Sugli Oracoli caldei ha scritto di recente G. dice la scrittrice della Revue contemporaine. sull'arte della Teurgia e della Pietà. senza di che sarebbe impossibile profittare di ciò che dice. della natura del Cosmo. quelle babilonesi e assire. appena incominciò a insegnare. da questo punto di vista. S. raccogliendo in Alessandria il sapere dei più grandi popoli della Terra. anche pel fatto che Ipazia portò in Alessandria. Il suo insegnamento era quasi segreto. della scrittrice leggiadra giapponese Sei Sônagon: «Un predicatore — parla Sei — dev'essere un uomo di bell'aspetto. sulla schiavitù e liberazione delle anime. tanto ignorate: i libri ermetici e i canti caldaici. tutto fa credere che avesse portato dal suo viaggio in Grecia qualcosa di veramente originale». Se gli occhi si distraggono. per aiuto dei soli iniziati all'occultismo orientale. su Ipazia e nota che «nell'attività intellettuale di Alessandria vi è una specie di infiacchimento quando d'un tratto Ipazia sorge e vi riaccende lo spirito di investigazione filosofica. intitolata Echoes from the Gnosis. sotto l'impero di Valentiniano. R. comunicava questo sapere divino a qualche adepto favorito. In questo ambiente Ipazia forse è vissuta. giacché Plutarco aveva aperto ivi una scuola di filosofia e di gnosticismo. degli Eoni. spiegandole e rafforzandole. per beneficiare i posteri. Adattando alla loro psiche. Abbozzi del guanciale. e si fondano su di un passo di Damascio riferito da Suida. E v'è ragione di credere al viaggio in Atene. «Tutti sono d'accordo nel riferire che Plutarco insegnasse con un certo successo». furono in particolar maniera impressionati dalla grandezza e potenza delle tradizioni sacre dell'Egitto e di Babilonia. 9 . Questa dimora ad Atene avrebbe avuto grande importanza per lei. fu discepolo di Giamblico. Mead un'opera di piccola mole. e si voltano qua e là. il filosofo era divenuto piuttosto un teosofo che non un maestro di filosofia.Ipazia Augusto Agabiti Alcuni biografi asseriscono che si recò a fare gli studi ad Atene. e non ebbe certo. Il suo insegnamento aveva come punto di partenza Aristotele. dell'Unione mistica. del Principio supremo. La scrittrice della Revue allude all'ipotesi di un'influenza dell'insegnamento occultista di Plutarco e di Asclepigenia. sebbene in tale epoca fosse già condiviso da un piccolo numero. al dire del Bigoni. dell'Amor divino. di cui esponeva la dottrina parallelamente a quella di Platone. e. e. e nei secondi. dei Sette firmamenti. e fu molto dotto e stimato pontefice del corpo sacerdotale. della Monade e della Dualità. I Greci. con ragionamenti filosofici. che costituisce i volumi VIII e IX della sua interessantissima collezione di testi e di commenti sull'occultismo classico e orientale. dell'Emanazione delle idee. E.

gli disse: «Vedi. pura. dimenticato dalla divina anima tua. e quel ch'è più. vol. Sinesio ricorda Esichio. Si racconta che una volta un suo giovane discepolo. confr. 10 . specialmente nel'astronomia. Filostorgio afferma ch'ella fu superiore al padre. e molti furono illustri. fu Oreste. Sinesio. le comandò di portare panni e filacce che prima aveva tenute su di una piaga. poeta. cioè. per unanime attestazione. vescovo di Cirene. poiché anche io sono di carne. bello e gentile: «Ipazia! — le dicesse — Ipazia io muoio d'amore per te!». Sinesio. prefetto dell'Egitto. gr. Essi ebbero per Ipazia ammirazione e devoto amore. per mezzo dell'armonia. le dedicò un famoso epigramma che fu trascritto nell'Antologia. amato e venerato poeta e pastore. ma lo è soprattutto la natura umana. «La natura è l'impero della musica. fu autore di un Trattato dei Sogni. di materia vile. era superiore a qualunque sospetto. perché tutti la rispettavano e onoravano». composto in una notte e inviato a Ipazia perché lo leggesse e giudicasse. San Tommaso d'Aquino parla della musica e della musica vera. per l'importanza data in ogni tempo dai filosofi ai fenomeni misteriosi del sonno. essa li trattava con modi gentili e famigliari. trovò leggiadra e grata la compagnia dell'illustre filosofa. e Damascio la contrappone. al dotto scrittore Isidoro. fra l'altro.. Il fatto è da notare. centro immobile e libero dell'anima». al fine di riabbracciare lei e gli amici. raffinatamente istruita e mondana. Forse non scelse uno sposo. e fattele vedere al giovane. E altra volta (Epist. Infine Ipazia si maritò. la mia bellezza è soltanto apparente. 1347): «Sono rimasto solo. Pensate: era una donna che parlava così! E altra volta. E non è uno strano caso! In risposta al Brunetière. disingannati. Afferma (ed è vero) che la musica ci libera dal mondo esteriore. che io speravo a me rimanesse più forte e degli assalti della fortuna e dei flutti del destino». Sebbene superiore agli amici e discepoli suoi. Pallada. di nome Ercoliano. nell'animo che aveva turbato (Traditur Hypatiam oye musicae illum a morbo isto liberasse). col. In Alessandria. era divenuto di moda il filosofare frequentando la società di una donna attraente per tante virtù e bellezze. uno scrittore francese osserva che per i turbamenti del sentimento la musica è salutare. ma un fratello: era l'amore platonico dei neoplatonici! *** Ipazia ebbe un grande numero di scolari. finemente esteta. Infatti presso uno di questi. è il discepolo più affezionato d'Ipazia. Ella non si commosse né lo cacciò ma..Ipazia Augusto Agabiti La stessa società alessandrina. La sua virtù. un altro languiva d'amore per lei. Ercoliano e Olimpio che trova a Costantinopoli. 10. e fece rientrare la pace. religiosa — con simpatia e tenerezza. «Non si vergognava — dice Socrate Scolastico — di comparire ad un'assemblea d'uomini. ci riconduce all'interno. Da Cirene imprendeva spesso il viaggio per Alessandria. Assiduo alle sue lezioni e innamorato sì da offrirlese sposo. si fa merito di avergli fatto conoscere in quella città «un miracolo ch'egli conosceva solo di fama — così scrive Sinesio — rendendolo spettatore e auditore di quella donna straordinaria che altrui apriva i misteri della vera filosofia». patrol. per la geometria. 66. chiamata una domestica. franca e dignitosa in un tempo. e di putredine!».. dicono le fonti. la giovane platonica impiegò la musica per guarire il malato. senza i figli miei e senza tutti gli amici maggiormente cari. ricorda il Chateaubriand.

Creatore. da Tolemaide assediata dai barbari — là pure io mi ricorderò ancora d'Ipazia. suo prediletto allievo. perfettamente l'una nell'altra compenetrata e inclusa. dobbiamo ricorrere allo studio dei ruderi delle opere di Senesio. e si leggono Platone e Senofonte. nell'intento di ottenere aiuti a Cirene minacciata di morte. Si giova talvolta lo storico del metodo usato spesso dal pittore greco di terrecotte. sicché il rosso naturale della creta. il Commentario al Canone astronomico e il Commentario alle sezioni coniche d'Apollonio Pergeo. Era questi deista. e d'isolarla a colpi di scalpello.Ipazia Augusto Agabiti In un'altra epistola di Sinesio a Ipazia. rimasto senza segno né macchia finiva per segnarlo con vivacità inattesa. per comprendere Socrate. se l'aria stessa ci è nemica e oscurata dagli uccelli rapaci che agognano alle carogne?). nell'attesa di partecipare alla loro sorte. perché l'amico parlò alla sua volta. serbasi senza tradirle. Principio. la lascerei» (Ep. di lei meno belle o deformi. Nell'Epistola 142 è scritto: «Crisanto non aveva svelato a Esculapio i segreti filosofici. Ed ecco qualche frase toccante e famosa: «Se l'oblio avvolge i mortali. e respirando il fetore dei cadaveri ammonticchiati. «In quel tempo i filosofi che avevano grandi successi oratorii scrivevano poco. Con brevi e fitti tratti di color nero questi copriva la superficie del vaso tutt'attorno escludendo l'esiguo spazio che l'immagine. Pure a questa mia terra sono inchiodato. e fu imprudenza. togliendole d'attorno le membra delle altre che. oblierei anche la patria e. 124). facendosi promettere che nessun altro avrebbe saputo qualcosa. ossia: il Commentario a Diofanto. e Sinesio dovette rimproverarlo con una lettera nella quale insistette con molto calore nella necessità di saper tacere: scritto per noi molto importante. sorella. Plutarco pure. Quanto all'esistenza d'insegnamenti segreti. credo. se son Libio e di qui sono i miei maggiori. dal letto ti scrivo questa lettera. non essendoci rimasto nessuno scritto suo. appunto come si studiano gli Evangelisti per intendere Cristo. Per formarci un chiaro concetto del sistema filosofico di Ipazia. ma che tentarono di significare per mezzo delle opere sue: Padre. Edesio non volle che si raccogliessero le sue lezioni. la stringono e la celano. Dionisio Petavio fu il traduttore italiano delle lettere del vescovo cristiano e filosofo neoplatonico Sinesio. appena potessi. Causa. 11 . di là dall'Erebo — così scriveva altra volta. Egli dice che gli uomini non hanno ancora potuto trovare un nome che esprima di Dio tutta l'essenza. tutte maniere indirette e manchevoli di cercarlo nelle cose da lui provenienti. per timore che cadano in altre mani». e permise soltanto a Proclo di scrivere qualche frammento negli ultimi anni». Lo scultore sempre suole impiegare questa tecnica che afferma negando. e la sua fede confessò con squisite espressioni. schiacciato dalla vista dei disgraziati che soccombono. E come nol sarei. benefattrice e degna di quanti titoli sono maggiormente onorevoli e pur sempre inferiori al tuo merito. quando già i tempi erano foschi e calamitosi.. tu mia madre. onde veggo le inclite tombe? — Per te sola. in mezzo alle miserie della mia patria. quasi per invidia. in un memorabile discorso detto in presenza dell'imperatore Arcadio. Perizia somma è in lui: vedere intera di contorno e d'espressione la più bella e vivente fra tutte le statue che il macigno. è facile averne testimonianza dallo stesso Sinesio: «Nelle ordinarie conversazioni non parlo mai se non di cose comuni e anche quando scrivo ai filosofi nulla di chiaro dico nelle lettere.». L'insegnamento filosofico di Ipazia è andato perduto. (Poiché chi v'è ancora che possa sperare. avrebbe occupato. leggiamo: «Infermo. naturalmente.. Eppure ci rimangono i titoli di tre scritti di Ipazia. poiché io me ne ricordo qui. maestra. possa riceverla stando bene. se dipinta. Una volta però Sinesio aprì lo scrigno d'antiche gemme dinanzi a un compagno di ricerche chiamato Ercoliano. se non vent'anni dopo che aveva cominciato a istruirlo nelle lettere».

205. la purezza.). thought-reading.. il distacco dalla terra e dalla stessa esistenza. Ipazia (n.). Il più grande dottore e scrittore è Plotino. E l'Haret scrive: «Già riassumendo le dottrine di Platone — Le Christianisme et ses origines. † 273 d. e le anime umane. and kind of pious fraud were practised by impostors. Tempi d'intransigenza.. Magic. II. sommo critico (n..C.. spiritism. nominati dèmoni (allora la parola non aveva assunto il significato di «enti del male» — o «diavoli» — come avvenne poi nel M. il segreto era diventato strettamente necessario. some with large followings. Ricordiamo Ammonio Sacca. for a time at least. Giamblico († 330 d.C. il sesto dell'Uno.» (pp. sotto il titolo di Eneadi. E. «Their influence was widely spread and most mischievous. I neoplatonici non volevano credere soltanto. le idee di un giudizio dopo morte. sect. the beautiful martyr of philosophy (d.Ipazia Augusto Agabiti Da ciò risulta che Ipazia mantenne la massima fissata da Plotino. che fiorirono dal secolo III al secolo V d. who thought Neo-Platonism strong enough to oust Christianity and to revive the ancient religion of Rome. 429) — as that of the Neo-Platonists. the connecting link between Greek philosophy and the scholastic philosophy of the middle ages. il terzo del Cosmo. faithcures. fondatore di questa scuola (n. and Proclus (411-485).)..C. e quindi Porfirio. sviluppando enormemente le dottrine platoniche. unirono alla filosofia la teurgia. *** La filosofia neoplatonica era tutta occultismo. Still we must not forget that the same Neo-Platonism counted among its teachers and believers such names also as the Emperor Julian (331-363). 370. diedero fondamento scientifico agli assunti filosofici del Maestro. e il Matter. thaumaturgy. 12 . † 250 d. il quarto della psiche. Per riuscire. dalla quale erano emanati gli spiriti della Terra e del Cielo. In morale l'esaltazione dell'anima e il disprezzo dei sensi.C. discepolo di quest'ultimo (233 d. che assegna alle anime il castigo e il guiderdone. 213.. il secondo della Fisica. Non vi si trova abbastanza la carità verso il prossimo. il quinto della Mente. Augustine (354-430). levitation. del tutto spirituale. Longino. St.). 415). 6) e che negli inni di Sinesio il neoplatonismo è associato alle credenze ortodosse insieme coi principi gnostici: nonostante le opposte asserzioni e confutazioni di altri scrittori. nato a Nicopoli (in Egitto).C.). la condanna del suicidio. In teologia vi si trova un Dio supremo — e piuttosto unico — ineffabile. † 485 d. la proibizione di rendere il male per il male. Il Matter. Già si faceva sentire lo spirito settario dei Bizantini i quali avevano mostrato di volere parteggiare per il Cristo dimenticandolo. La scuola neoplatonica ebbe molti rappresentanti dottissimi. 1867 — vi troviamo intera la filosofia cristiana.C. Plotino. «Revue Moderne». l'inglese Mead nei libri su Plotino e sui Frammenti di una fede obliata.). p. le cinquantaquattro dissertazioni e le divide in gruppi di nove: dei quali il primo tratta dell'Uomo. «Yet no sect or school counted so many decepti deceptores — scriveva Max Müller (v. who travelled about from place to place. l'umiltà. per un destriero di Mauritania. sostenendolo cioè con la sofistica e col tumultuare: come solevano i causidici la mala causa. 429-430). III. nella Storia dello Gnosticismo. Egli ammetteva una divinità unica. ne pubblica. la Blavatsky. ma. also. suo biografo. l'avversione per l'empietà.C.C. and with Dionysius one of the chief authorities of the mediaeval mystics.). come ci attestano il Bandi di Vesme. Hypatia.». 175. † 270 d. 410. Theosophy or Psychological religion. il più famoso di tutti (n. o gli azzurri e i rossi. al circo. † 415 d. c.) e infine Proclo (n. una fede ragionata nella Provvidenza... il quale trae molto profitto dalle dottrine neopitagoriche e giudaiche filoniane. sia pure basando la fede su ragioni filosofiche. Porfirio. sostiene che il legame fra Ipazia e Sinesio è il solo esempio di rapporti fra i neoplatonici e i gnostici (t.

o uno spirito sotto le sembianze del Dio. quindi si presenta Apollo. la scienza di coloro che si posero in comunicazione con malvagi spiriti. ossia divinità protettrici dell'uomo. similmente fa Crisanto. così credettero i neoplatonici di poter comunicare con gli spiriti degli estinti. e come gli Israeliti e i Cristiani insegnano esistere nei cieli la gerarchia degli Angeli. ma senza ricercare le cause profonde. o per modestia o per altro.Ipazia Augusto Agabiti Questi dèmoni o spiriti erano divisi in categorie. Molto belle e acconce sono le considerazioni poste dal Matter come chiusa della sua opera storica sugli gnostici: «che cioè la scienza moderna non è più saggia. come spesso succedeva ai Santi cristiani. in purificazioni contro i cattivi: era il moderno spiritismo applicato alla vita! Queste pratiche formarono la Teurgia. o Magia nera. né più previdente della loro filosofia. ne è risanato per cura dello stesso Esculapio. e guarisce radicalmente Proclo per mezzo di passi e toccamenti benefici. per scopi riprovevoli. benché non fosse uso dipartirsi da un atteggiamento grave». tante virtù per risalire». interrogato intorno a' suoi miracoli. cui i medici applicano un apparecchio per farlo risanare. e fornisce parecchie spiegazioni particolari delle supposte loro manifestazioni. emanatista. Al discepolo di Giamblico. sorrise. fu detta Goezia. Giamblico dice: «Quanto ai fantasmi delle anime. Edèso. le due parti adunque del sistema si tengono e si rispondono: quanti gradi di discesa. Per sua grande dottrina. — conclude il Fiorentino il suo dotto studio su questo antico sistema filosofico — l'Etica è un ritornarvi. conducendoli fino a Dio. e se le propizia con riti funebri ed espiatori. Il culto di molti alessandrini consistette allora in omaggi resi ai buoni dèmoni. Eroi (ἤρωεξ). la scienza moderna. in esorcismi. Arconti (ἄρ‐ χοντεξ). «L'emanazione è un discendere da Dio. allora si trasfigurava. Un giorno Proclo è ferito al piede da un insetto che gli produce un'ulcera profonda. viene a medicarlo. è la fede nel progressivo sviluppo delle facoltà spirituali dell'Uomo e del potere della Virtù. il suo capo s'attorniava di un'aureola lucente». Il neoplatonismo è un sistema di filosofia panteistica. ovvero Magia bianca. Uno spirito lo avvertì che Porfirio stava per suicidarsi. Come coi dèmoni. pure essendo più deboli». che tutto studia e valuta secondo sintomi ossia apparenze. Altra volta il filosofo si rompe un braccio. Si tratta dell'antica e mai spenta filosofia dell'amore universale. «Giamblico — scriveva dunque lo storico dello spiritismo Baudi di Vesme — cadendo in estasi. Un uccello scende dall'alto e toglie l'apparecchio. Le Enneadi di Plotino e il Libro dei Misteri di Giamblico. trattano di demonologia. Proclo considera le anime dei morti quali dèmoni. i Numi svelano l'avvenire in sogno. adombrata da Leone Tolstoj nella leggenda buddistica e indiana di Kandata. Anche Plotino vedeva gli Dei e conversava con essi. Angeli (ἀγγελοι). così Giamblico distingue i dèmoni in Arcangeli (ἁρχα‐ γγελοι). Un mattino che gli erano usciti di memoria gli oracoli ottenuti nella visione. 13 . ossia di spiritismo. E invece le ragioni di tutto l'operare della natura. somigliano a quelli degli Eroi (ἤρωε‐ ξ). la quale purifica gli spiriti dagli influssi della materia e li redime. Eunapio dice però che «Giamblico. comprendente l'idea dell'esistenza dell'anima e della sua immortalità. Plotino accorse presso il discepolo e lo distolse dal triste proposito. sono dovute a forze dotate di vita e d'intelletto». così diceva il Matter nei primi lustri del secolo XIX: «che cosa possiamo dire di meglio noi. il suo servo gli fa osservare che gli stavano scritti sulla mano (fenomeno di scrittura diretta). Demoni propriamente detti (δαίμονεξ). la quale non si cura dei dèmoni e ignora degli angeli. il quale. invece. dopo un secolo?». come tutti gli antichi popoli ci parlano di specie diverse di entità spirituali e astrali. E. veniva talora sollevato in aria di dieci cubiti.

fondatore di quella specie di neoplatonismo detto «scuola di Siria». e Proclo di Costantinopoli. potenza invisibile. Quel dèmone infelicissimo non sapeva ancora la forza ideale dell'amore.Ipazia Augusto Agabiti Kandata.. si chiese il Tolstoj. Kandata pregò Buddha di avere pietà. e questi. Che cos'è l'inferno ove soffriva Kandata?. e incendiò le speranze di tutti i dannati. era morto dopo mille e mille delitti.] Unità assoluta. ove soffriva terribili tormenti. 520). tenendo acceso perennemente il sacro fuoco d'amore. [. Ma i vescovi orientali apprezzavano a tal grado l'ingegno e il carattere di Sinesio. un fiero bandito. il filo è mio». disse il ragno al demonio. La più elevata di queste è il Figlio. alla teurgia. il primo la precedette. Ecco perché i neoplatonici sono poetici e generosi! Importantissime per potere intuire quali dovettero essere le idee filosofiche di Ipazia. ne togliamo tutta la pienezza dell'essere no14 . perché sospetta di piegare verso quella. e da tanti altri scrittori e storici dell'occultismo. e di avere una missione celeste. saliva su. leggera come un filo di ragno. fra i neoplatonici. Giamblico. Subito questo si ruppe e Kandata precipitò di nuovo nell'inferno. monade suprema: questo è il concetto di Dio per Sinesio. un raggio della sua luce penetrò fin nel luogo di perdizione. Egli crede in una divinità nascosta nei penetrali del Cosmo e che dirige tutte le intelligenze emanate dal suo seno. e vòlto in giù lo sguardo. Infine lo studio delle opinioni dissidenti della fede cristiana. e l'uomo piomba di nuovo nell'antica situazione d'individualità circoscritta. sono i due scrittori meno filosofi e più occultisti. con la pietà. non solo insegna magia. la separatività. ma attesta di essere stato in una vita anteriore il pitagorico Nicomaco. L'intelligenza spirituale e divina opera una continua creazione. alla preghiera. anzi concetti simili a quelli della Cabbalà ebraica? La filosofia cabbalistica. campione del neoplatonismo ateniese (fondato da Plutarco. A un tratto si accorse che il filo si scuoteva. ci rivelano una parte dell'istruzione filosofica che egli aveva ricevuta da Ipazia. il secondo la seguì di pochi anni. e a diventare essa pure divina. l'anima umana risale fino a confondersi con Dio. che non esitarono e gli permisero di conservare la sua sposa e le sue opinioni (p. dottrina ritenuta allora eterodossa dai cristiani. della metempsicosi. «Attàccati al filo». E risponde: — È l'egoismo. Compiuta l'evoluzione terrena. Nell'epoca in cui il Buddha apparve sulla Terra. la divisione di sé dagli altri uomini. Ma non appena. sono le dottrine di Giamblico e di Proclo. superando bàratri infernali. il filo si rompe. Venne anzi condannata poi a Costantinopoli. ascendeva. alle quali Sinesio non voleva rinunciare quando gli fu offerto l'ufficio di vescovo. tanto che le parole di Giamblico «non possiamo giudicare quest'unione divina quasiché dipendesse dal nostro capriccio di ammetterla o di respingerla: siamo contenuti in lei. e che pure sostiene migliaia di uomini nell'opera loro di elevazione verso la luce. quale anello della Catena Ermetica di spiriti. Non riscontriamo qui analogie. vide che una moltitudine infinita d'altri infelici si era attaccata al filo del ragno. scendete. riguardando principalmente la preesistenza dell'anima al corpo. ed era rinato demonio dell'inferno più profondo. insiste in questo sopra ogni altro principio. viene a mancare il sentimento d'unione con tutti gli esseri. e lo seguiva. crede alla mantica. meravigliandosi della saldezza di quella fune quasi invisibile. Allora Kandata gridò a quella gente «Lasciate. figlio di Nestorio. temuta e derisa. e questi gli inviò giù un ragno in fondo a un filo lunghissimo. scendendo fino ai baratri tenebrosi e micidiali della materia. mentre il Nirvana si crea con la vita comune di tutti i cuori. in disgrazia di Dio. da Jerocle e da Siriano).. riassunta da Adolfo Frank. poi. e l'altra affermante l'indistruttibilità del mondo e delle sue parti. dal Papus. al culto delle immagini. Giamblico e Proclo. apportatori in terra del mistico sapere.

su per le vie spirituali. avendo ogni parte del Cosmo simpatia per le altre. Nella realtà forse non esiste se non un'infinita coscienza universale. sono le condizioni dell'apparizione della nostra individualità relativa. Noi possiamo vedere questa duplicità di coscienza e di personalità negli altri. alla quale non può sottrarsi perché è condizione della sua esistenza. seppe riaffermare i suoi principii con questi versi chiaramente teosofici: «Vieni a me. Nel XXII canto del Paradiso Dante. o mio spirito. ed è che se cade l'idea d'una coscienza permanente e una. Natura le è stata prodiga di bellezze. ma perfino gli abitatori dell'America precolombiana. padre nostro. innalzarono templi non gli Ateniesi soltanto. unito al padre celeste.Ipazia Augusto Agabiti stro. niuno indugio a lasciare la terra! Ecco. l'antica filosofia della Gnosi. elèvati con la preghiera. ma il vederla negli altri ci assicura che esiste latente anche in noi. donde siamo venuti e a cui ritorneremo». Le barriere. Di qui può derivare una conseguenza d'immensa portata. come è noto. se posso così esprimermi. *** Ma le nuvole si addensano di fronte al sole. con gli scritti e la parola. dice: Ma già volgeva il mio disiro e il velle. e che si lancia. 15 . là ove brilla la divina bellezza: Coraggio. sarai Dio nel seno stesso d'Iddio?». verso il Supremo Creatore. Né Sinesio volle rinunciare a questa filosofia. o diremo meglio. L'amor che muove il sole e l'altre stelle. fuggendo ai richiami della materia e involandosi da questo mondo basso. La città era in preda ai partiti più fieri di religione. sembrano di un cabbalista medievale o moderno. sotto il nome di Ignoto Nume. e a lui. che filosofi e scienziati la trovino atta a spiegare i misteri sempre più profondi della moderna psicologia sperimentale. dopo i canti del vecchio Teone. Anche l'Italia nuova possiede una donna che tenta restaurare. l'Universo è considerato da Sinesio come unità. Sì come ruota ch'egualmente mossa. rapidamente! Felice l'uomo libero dall'opre e dalle ambasce di questa terra. né la beltà di giovani innamorati. Olga Galvari. e vivendo tutte compenetrate dall'energia dell'anima universale. ma nella realtà quei limiti non esistono punto. sale verso Dio volando. tutte le manifestazioni dell'universo. «Felice chi. alterazione e moltiplicazione della stessa personalità umana. Ella a sé di virtù. ripeti su di un tono più grave versi che non celebrano già la leggiadria di fanciulle dai sorrisi vezzosi. Di questo grande Alito animatore della natura. dissetati alle eterne scaturigini. i limiti che noi poniamo alla nostra coscienza. sorge l'idea d'una coscienza permanente la quale accompagna tutte le manifestazioni della vita. Trattando dei fenomeni spiritici e di quelli stranissimi della divisione. il buddhismo. sono illusioni. constatati per mezzo dei fenomeni ipnotici. Molto notevole è il fatto che ora a questa idea si ritorni. Poeta. lira armoniosa. non possiamo vederla in noi. Gaetano Negri scriveva: «La coscienza in ognuno di noi è limitata a se stessa. verso gli abissi della Divinità! Un raggio precursore di tutta la luce t'aprirà gli orizzonti dell'intelletto. per una legge di ottica psichica. accettando dai cristiani della Cirenaica il seggio di vescovo. la quale vivifica il Creato intero. Parimenti. dopo gli accenti della Lesbiana. fra le religioni. confessarono l'esistenza in special modo. fra poco. fra i sistemi filosofici lo spinozismo. dobbiamo tutto quanto siamo soltanto alla conoscenza degli Dei».

Oreste scrive allora all'imperatore contro la condotta di questo facinoroso. la circuisce a poco a poco di calunnie e di oscure minacce. d'infima plebe. Il sangue arrossa le pareti. le vesti degli assassini. che viveva in compagnia degli astri ch'ella uguagliava per la beltà. come gl'impone il ministero di pastore cristiano. e v'erano pagani. Sicché 'l terren del suo sangue è bagnato. a quella di Cristo (et diviserunt vestimenta mea). il pavimento del luogo. Dio redentore. a sua volta.Ipazia Augusto Agabiti Ad Alessandria viveva una grossa colonia di più di centomila israeliti. assomigliando la morte di Ipazia a quella di Orfeo. offerto in olocausto al dio delle orge. molti monaci. e nel modo di Orfeo il quale fu dilaniato dalle Menadi. Talché ogni sterpo del suo sangue è sazio: Abbiamlo a membro a membro lacerato Per la foresta con crudele strazio. «Avvenne questo — racconta Socrate — nel IV anno dell'episcopato di Cirillo. confermataci da tante fonti. non Oreste. ed egli.. Una turba di fanatici. Le vesti di Ipazia sono strappate da costoro e le sue membra ignude profanano. per rappresaglia. Gli odi s'accrebbero. Cirillo tenta di conciliarsi l'animo di Oreste e gli si reca innanzi con gli Evangeli. colpevole di questo delitto. secondo il Poliziano: Per tutto il bosco l'abbiamo stracciato. l'appassionato vescovopoeta che le aveva scritto: «Se l'oblio avvolge i mortali di là dall'Erebo. viene giustiziato: allora Cirillo. La sorte della filosofa venne decisa. noi. giunge a tanta audacia da pronunciarne pubblico elogio. Usciti d'ogni parte. I monaci sono presi allora da un impeto furibondo. soave vergine Eco. con tali armi barbaresche e crudeli. si fanno tutti addosso al bel corpo della vergine gentile e lo sbranano. Parve allora ai cristiani che unico ostacolo fosse la venerata cattedra pagana di Ipazia. i parabolani circondarono questa e ne strapparono la filosofa trascinandola fino alla chiesa detta di Cesare. schiavi del volere del vescovo. nei dintorni di Alessandria. Un monaco. di sadismo. e lo ferisce. non già angelo d'amore e di carità. «Morì — così dice il Chateaubriand — la creatura celeste. Cantavano le ebbre baccanti. diremmo che la fine d'Ipazia 16 .». a quella della mitologica. A capo di essi si era posto un energumeno detto Pietro il Lettore. sono portati al Kinaron e gettati sul fuoco. partigiano di san Cirillo. o. Nel 414 gli israeliti si vendicano contro i cristiani dei loro cattivi trattamenti. l'austera santità del tempio. IV di Teodosio. infine. al tempo dei Fasti». X consolato di Onorio. pronti qua ad ardere templi e là a trar fuori dalle tuniche grigie i veleni o il pugnale: erano i parabolani e gli eremiti della Tebaide. Un giorno Ipazia ritornava a casa in lettiga. per il giuramento della pace. ma il popolino cristiano. E nessuno v'era a difenderla. di Osiride. belluino. circonda la lettiga del prefetto. degli Egiziani. nel mese di marzo. della quale Oreste era discepolo. ma questo tentativo fallisce. vicino al mare. e dai quali aveva ricevuto le più sublimi influenze». Si estinse come Eco. e idolatri d'ogni culto. Vivevano. e nemmeno Sinesio.. E se non fosse storia. accusa Oreste. là pure io mi ricorderò ancora d'Ipazia!. Poi i suoi lacerti sanguinosi. Ma i parabolani sono accecati: con pugnali fatti di conchiglie. e san Cirillo li caccia brutalmente fuori dalla città e ne saccheggia le chiese. Gli animi si accendono maggiormente. che sospetta una nemica in Ipazia. nude e contuse dalla mazza ferrata di Pietro. e lo fa battere. e cristiani ortodossi di tutti gli scismi ed eresie. nella gran donna la quale parla di misteri incomprensibili e s'oppone alla loro rozza brutalità idolatra. Il prefetto fa arrestare un tal Jerace. nel sobborgo Bruckio.

diremmo. 17 .Ipazia Augusto Agabiti è leggendaria. Longo Sofista scrive che le membra del bel corpo vibrante di canti della ninfa Eco. si desta e si avviva la forza spirituale di quella «stella purissima dell'arte della sapienza». è simbolica. in vita certo e in morte. Ebbene diciamo noi: anche quando a un grande ideale sobbalza il nostro cuore. pietosi spiriti delle acque. furono raccolte dalle compagne. quando il vento passa attraverso i fitti canneti. e che la sua arte e potenza musicale ripete ancora altrui le voci e i suoni. perché. per volontà delle Musa. eco avventurata di ogni sublime armonia dell'Anima. un prodigio simile accade: vibra un atomo di cenere del bel corpo soave d'Ipazia. piacque sempre figurar così la fine della vita terrena degli eletti che si sacrificarono per l'Umanità.

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