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Il punto. Le elezioni amministrative: qualcosa sta cambiando in Italia.

Non è la rivoluzione, non è l'abbattimento della casta, non è (ancora) la sconfitta definitiva di
Berlusconi (che ha mille vite e mille risorse mediatiche e finanziarie da giocarsi). Ci sono ancora i
ballottaggi da vincere, a Milano e a Napoli anzitutto. C'è da considerare che nelle elezioni
amministrative il centro-sinistra è abitualmente premiato rispetto alle politiche (basta riguardare ai
risultati vincenti negli anni che precedettero la deludente affermazione di Prodi nel 2006). Non
suscitano di certo entusiasmo i successi di vecchi arnesi del PD quale Fassino a Torino e De Luca a
Salerno e dello scialbo Merola a Bologna. E comunque non è sicuramente questo centro-sinistra a
poter suscitare la speranza di una radicale trasformazione e riscatto dell'Italia dal punto di vista
economico, sociale, morale, culturale. Ma è indubbio che i risultati di queste elezioni locali
presentano una serie di aspetti positivi. Berlusconi aveva evocato un referendum tra lui e i giudici
'comunisti' e la stampa 'faziosa ed eversiva' e ne è uscito sconfitto. La moderata Milano ha preferito
Pisapia, il candidato del centro-sinistra e membro di Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola, alla
Moratti e ora lo proietta come favorito al ballottaggio. La Lega e il PDL sono punite ovunque al
nord: è il minimo che potesse avvenire di fronte ad una crisi economica che si trascina da
lunghissimo tempo ed al discredito morale che non poteva non cadere sul regime del bunga bunga.
Anzi appare fin troppo ampio, oltre ogni logica, il seguito che questa destra, nonostante tutto,
continua a mantenere.
Il rilevante consenso riscosso dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che non può essere
considerato tout-court una formazione di sinistra ma i cui punti cardine del programma
(l'ambientalismo, la legalità, la lotta alle caste) sono condivisi dal popolo progressista, rappresenta
un ulteriore segnale del desiderio di cambiamento espresso dai cittadini.
E' la prova che esiste un'area che rivendica una trasformazione radicale della politica che esprime
almeno tra il 20 e il 30 per cento degli elettori.
Ora è auspicabile ed indispensabile che i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle convoglino i propri
voti, se non vogliono restare prigionieri della logica del 'tanto peggio tanto meglio', sui candidati del
centro-sinistra ai ballottaggi, almeno a Milano e Napoli.
Il terzo polo, che pure continua a rivendicare la pretesa di porsi quale ago della bilancia tra i due
contendenti, esce ridimensionato nelle proprie aspettative. I risultati più significativi sono
rappresentati proprio dal passaggio al ballottaggio dei due candidati meno moderati della sinistra,
Pisapia e De Magistris, a dimostrazione del fatto che non è l'appiattimento al centro, la scolorazione
della proposta politica la formula vincente di un'alternativa alla Lega e a Berlusconi.
Se a questo si aggiunge un contenuto incremento dell'astensionismo, si deve concludere che lo
scontro politico continua a dipanarsi secondo la logica destra-sinistra a dispetto di chi considera
ormai superata questa contrapposizione.
Ulteriori indispensabili elementi di giudizio verranno forniti dai risultati ufficiali delle singole liste
e soprattutto dall'esito dei ballottaggi fra quindici giorni. Ci diranno soprattutto se la Lega sarà
costretta finalmente a staccare la spina al moribondo governo Berlusconi.