.......

' .....

. ..... -.

, -

.'.~;;~:>"

. rc. .

'. J

.. '

.;·.:I.~·· •

. .;

..... . -: ..

C:. to", .. . -, . I

,." . .: .~- '.' .

~ ~\ ~~~:~ .. . , '. . .... ::

- _. ; ....• "'. ... ~

':. ~.:

/

STUD I E r_t'ESTI.

IJ

:~.

PIO FRANCHI DE' CAY ALlERt

SCRITTORB ONOItARIO DELLA D1BLlOl'ItCA VATlCA:SA

LA

P l\SSIO SSt MARIANI E11 IACOBI

ROMA TIPOGRAFIA VATICAN A

1900

IMPRIMATUR:

Fr, ALBERT US LEPlDI, O. P., S. P. A. Magister.

JOSEPHUS CBPPETELLI, Archiep. Myr., Vicesgerens.

RISTAMPA ANASTATICA 1972

AL LETTORE

Dei tro cnpitoli ill cui ho compartito la introduziono a questa nuova recensiouo della Pussio 8R. Mtel'lmd ci Iacobi, il primo, occupandosi csclusivameute degli Atti di s. Montano c <lei suoi compagui, potrebbe nppariro un fuori proposito. Vetlt'i\ il paziente lottore che non e (,OSI. Qualm'a iufatti iutoruo alla Passio MOlttmil si do\'es~ero accogliero le conolusioni dn me combnttute in quol capitolo, i1 valore storico della Passio Mtll'limi rimarrebbe, non diro solo scemato di molto , rna quasi intiernmeuto distrutto, II primo capitolo adunque, Iungi dull' essere superfluo ed inutile, forma come il sostrato del sccondo, nel qualo io prondo in esnme il testo della Pnssione, rilevnndono gl'Indist interni di genuinita 0 diseutendoue le poche difficolta. La conclusione eli tale esnme t giustiflcn 10 molto cure cho io ho spose nel preparare In nuova edizione del testo, Di queste cure si di\ con to nell' ultimo capitolo,

I Por un utile complemento del mio studio vedasi A, Dufourcq i:tUM lUI' les Gosla martyrum romainl, Paris 1900, p, 6i-75, 10 non compreudo pel'6 come l'orudito autore, parleudo della Corma lettoraria dogJi Atti di B. Mariano 0 Giacomo, abbin potuto PI1S8l1I'O BOtto silentio la spiceata conformitA di lingua 0 di stile ch' essi, al pari della PlAlsio Lucii et Mall/ani, oll'l'ono COli 10 opere di s, Cipriano, Le cspressioni notate a p. G9 (Iaeculi prll"urae, [raiernita« = [ratres ecc.) lion BOliO punto strano in un COIltemporaneo edimilatore del gran vescovo di Cartagine, an7.i una di esse (conununit," "itae) Ii addirittura Ciceroniana (0 Fam, 24, 3: I Offic, 14, 45),

I.

Due anni fa pubblicai un lungo studio sngli Atti dei martiri cartaginesi Montano, Lucio e com pagni \ nel quale credetti di aver dimostrato essere in realta quel documento una esposizione dei fatti grave e sincera, rna, in pari tempo, uu' opera letteraria, i1 cui autore, pure studiandosi di couformare la lingua e 10 stile alia lingua ed aUo stile di s, Cipriano, suo vescovo e maestro, aveva insieme tenuto d' occhio, senza pero recare offesa aUa verita storiea, la Passione di s, Perpetua. Quauto in particoiare ai cc. 1-11, che i1 redattore del documento dO. per una lettera dettata dai martiri in carcere, io era d' avviso che vi si dovesse riconoscere un rimaneggiamento, a solo scopo letterario, di uno scritto piiI semplice e disadorno.

Le mie osservazioni, mentre parvero abbastanza con vincenti al Wilamowitz 2 ed ai Bollandisti 3, non riescirono ad ottenere l' approvazione di V. Schultze, Questo dotto, attenendosi pin 0 meno alla sentenza dell' Harris e del Gifford 4, nella Passw Montani non vede altro che uno scritto tendenzioso, dei tempi forse di Dioc1eziano, senza nulla di veramente storieo, all'infuori dei nomi dei personaggi encomiati e del fatto del loro martirio. Doppio sarebbe stato, seeondo lui, 10 scopo propostosi dall' autore di codcsto romanzo foggiato principalmente, ma non eselusivamente, sulla Passio s. Perpetuae 5, e cioe da un lato inculcare la pace alia comunita cristiana di Oartagine, agitata da qualche Interns discordia mentre l' autore

I Gli Alii dlli II. Montano, Lucio II compagni. Recensiono del testo ed introdu-

xione sul1e sue relasioai con la Pussio s. Perpetuae. Roma 1898.

I Lesefruchtll in Hermes 34 (1898) P 212. 3 Anahcla Bollandiana 18 (1899) p. 67.

4 The Acts Of the martyrdom Of Perpetua and Eelicitas, London 1890, p. 27. 5 L'autore si sarebbe servito probabilmonte ancbe di altri scritt! agiografici oggi

pculnti,

I.A PASRIO SS, MARIANI RT IACOni.

scriveva, ed indurre gli eretici a ricntrare nell' onita della Chiesa; dall' altro lato, ~lorificare iI martirio I,

Non posso nssociarmi a questo giudizio del professore di Greifswald , rome a qucllo che lion mi sembra tenere nel debito conto i grnvissimi indizl di verita e di genuinita offertici dalla Possio Lucii cf lIlolltani 2, 10 non tornere ora di proposito sulla controvorsia; ma ripubblicando come anteutieo e sincere un documento a~i()grafico contcmporaneo agli Atti di Montano e coinvolto dallo Schultze nella stossa coudanna di questi ultimi 3, non posso ometterc di richinmare I'attenzione del mio cortese contradittorc sopra 11n argomeuto che devo ana dottrina del Wilamowitz ', ed il cui \'11.101'<', qnantnnque poco apprczzato \ c, pel' mio gindizio, tutt' altro che trascurabilo.

Chi ll'ggc con attenzione le due parti delle quali consta Ill.

Tussio JI[oJlfalli, avverte subito fra di esse una notevole differenza di suono. Questa differenzn, cho del rcsto non era sfuggita neanche a me (ef, Gli Ait! de! 8S, Lucio ecc, p, 25), nasce sopra tutto dal fatto, che mentre nella narrazione dettata da110 storico in proprio nome si trovano scmpre osservate in fin di periodo, ed in genere dinanzi alle pause, quelle 'Ieggi ritmiche cui placque a s. Cipriano di seguire con grande costanza uei snoi trattati (per 10 pin - u - --, a voltc 'un doppio cretico 0 un doppio trocheo) Ii, nella lettera, al contrario, queste leggi soffrono numerosissime eccezioni.

11 fatto richiede una spiegaziouc plausibile , quale , se il mio vedere non erra, difficilmente potrebbe esserei fornita da chi condivide I' opinione dello Schultze. Ed in verita pare manifesto che quells mnno la qnale scrisso icc. 12-23 con sl scrupolosa cura del ritmo,

I 1'lIeol0!lisehes Literaturblatt 20 (IROO) col, 470.

! Ni! in trnlasciai ,Ii pm-li ill rilievo nello studio sopra citato pp. 2 sqq.; 9. 54. 64. :. « Die Passio lacobi, Mariau] ot soeiorum .... deren Echtheit kaum giinstiger

stoht wie die 1111""1"0;' Act,! » (~cil. MOllla"i ~t Lucii) ecc. Loc, cit. col. 471, 4 Loc. cit.

~, Ved: A. Ehrhard Die altchristllche Litteratur u. ihl'~ Erfol'sehUlIU lIon 1884.1900, Fraiburg i. B. 1900, p. :>Hli 5H7.

r. 811 que-to leggi cr. \V. Meyel' Die "II!11hmisclle loieinisclu: Prosa (Estratto dalle G,jllill!lische !Jele'" Ie ,11J::eige IR!);3 n. 1) p. (j sqq.; E. Watson Th~ slyle of st ('Yl'riml ill Studi" biblicn et ecclesiastica 4 (Oxford 1896) p, 217 sqq.; E. Norden Die antike Kunstprosa 2, Leipzig 1898, p, 944 sq.

OI.I ATTI DEI S8. MONTANO E LUCIO.

9

non possa essersi lasciate sfuggire tante clausole false, quante ne occorrono nei cc. 1-11. In aItri termini, se III. lettera attribuita ai martiri fosse una invenzione pnra c sernp :icc del retore agiografo, noi con ogni probabilita avremmo una narrazione cgualo da capo a fondo - come appunto Ill. Iussio ~Ma1"ialli et Iacd« - dove Ill. clansola metrics non farebbe difetto mai, 0 quasi mai,

Mil. poiche il ritmo osservato 0 meno ci rivcla due maui diverse, l' una nei primi undid capitoli, l'altra nei rimanenti, non converra ritornarc alia sentenza comunemente segulta dai dotti prima delI' Harris e del Gifford, e dll. qnalcuno sostenuta ancor oggi t, che cine icc. 1-11 sono una lettera vera c propria inserita ad verbum dal redattore nella sna Iussio ~ 10 riteugo di no; poiche (pur facendo astrazione dngli argomcnti recati da me nel prime lavoro), come lao lettera si differeuxia dal res to 1)c1· le molte clausolo errate, cos} nella lettera stessa, mentre alcuue parti non hauno punto di ritmo, altre ei offrono una serie di clausole metricamente esatte.

In effetto, dove i martiri raccontano il 101'0 arresto e le pone sofferte nel carcere (specie nei primi qoattro capitoli) il ritmo generalmente c' e 2, come c' e anche un giro di frasi retorico. Dove 11.1 eontrario si riportano le visioni (cc. 5. 7. 8. 11), abbondano Ie clausole false e il discorso corre del tutto piano e famigliare. Ora sembra, a dir poco, assai innatnralc che uno stesso autore in un medesimo scritto non lungo qua procedesse con to no oratorio, tenendo

t NllolJO Bulleltillo di m·cheologia cristiana 4 (1898) p. 241 sqq. Cf. Literarischer Anzeigel· f. d. hathol. Osten·cich 13, 1899, col. 279.

2 E avverta"i che la mia edizione, benchs meno imperfotta delle antecedenti, lascia ancor molto a desiderare (come dimostrano Ie eorrezioni del Wilamowitz), in parto per la mia insufficienza, rna pili per la mancanza di codici antichi e di buona nota. Certo Ii che 1101 solo c. 3, sostituendo alia lezione da me ricevuta quell a fornitaci da altro codico, tre clausole rimarrebbero sanate: I. quod die hesterllo ardens (il preside) nobis inttlritum millarelur (cosi iI Brusellense, invece di quod hllri corpus nostrum minarelur urere); 2. a nobis saevitiam praesidis »erti: (cosi iI cod. Bruxell, ed il Noallino, oesia it piti antico ed il pi I" buono, invece di a nobis sae". praes. afJertit: si potrebbe anche pensare a praes. saefJ, a"ertit [quanto all'iato, cf. Meyer loc, cit. p. 15 sq.]); 3. fJiJlcebat ill nobis (cod. Bruxell., in cambio di fJilic. ct in flobis). Ove qneste tro correzioni si adottino, icc, 1-4 della Passio MOlltaJli risultano scritti, con solo poche occezioni, secondo la clausola metrica. La clausola ill qnattro lunghe bapti· .Ja"it, alia fino del c. 2, non fa grande dillicoltA, occorrendo talvolta in s. Cipriano ed in altri scrittorl ehe al pal'i di lui ossorvano con costenea e rigore Ie leggi ritmiche (I'f. Mevor loc. cit, P. 10),

10

LA PA~SlO S~. MARIANI F.T JACOBI.

ad osservare le leggi ritmiche t, e l3. (per I' appunto nell' esporro lo visioni, e cioe lit parte pill importante) trascurasse aft'atto l' una e I' altra cosa. Nulla di simile occorre nei document! stesi da nn' unica mano, p. es. nella Vita G.'Jpriani per RlIItium. e nella nostra Passio Mariani ct Iacobi.

Dira 10 Schultze che I' assenza del ritmo e di colorito retorico proviene dalla stndiata imitazione della Passio s. .Perpetuae, Ie cui mirabili visioni presentano molte coincidenze verbali con la lettera dei nostri martiri. Ma, riflettendoci bene, appare quasi inconcepibile che un ammiratore ed imitatore di s. Cipriano, il grande maestro dello scrivere retorico, 10 scrupoloso applicatore delle leggi ritmiche, trovasse degna d'imitazione la natia e disarmonica semplicita di linguaggio della eroina cartaginese. Un tale imitatore di s. Cipriano poteva bensl desumere dalla Passio s. Pe1petuae vuoi la drammatica disposizione del racconto, vuoi de' concetti, rna non mai delle espressioni, eccettuato it caso che queste non 10 costringessero a violare Ie leggi ritmiche cosl rigorosamente osservate dal suo gran vescovo, come pienamente ignorate da Perpetna 2. Del resto, se I'antore della lettera si fosse proposto. d' imitare Ie memorie personali della sua gloriosa concittadina, appena si PUQ dubitare che egJi avrebbe dettato con la stessa famigliare semplieita tanto il racconto delle visioni, quanto qnello delle pene patite nel carcere e Is introdnzione.

COil la ipotesi da me proposta, che 10 storico non invento di sana pianta la letters, rna solo accomodo ed am plio 3, per renderlo

I Tanio che una volta (c. 3) modiflea una espressione biblica in lin modo abbastanza strano: in cuiu, manu s"",or.e' el corda ,unt regis (cf. Pro». 21, I cor regi' in manu Dei).

, Si ponga mente a quel luogo del c. 6 procuratorem qui defuncti proconsulis paries administrabat, dove se IQ scrittoro ha tenuto d'occhio Pass. s, Perp. 6 pl'OCUrator qui tUIIC loco proconsulis .... defuncti ius gladii acceperat, ha por'o modifiea!a I'eepressione in modo da osservar moglio la legge ritmlca,

3 Distinguore cio che l' agiografo aggiunso di suo, a muto, e ora in molti easi impossibile, anehe per 10 stato non buoao del testa. f: probabile che parecchie clausole false non fossero originariamente tali , come sombra potersi ritenero di queIle cho una semplice trasposiaione renderebbe esaUe (e. gr. C. 6 per forum totum, invece di per totum forum; C. 9 nobi' carissimum praebuit, in luogo di carissimum nobi' praebuil). La stesso si dica di certe cIausole che basterobbe una lievissima modificaziono a rendere perfette (c, 9 neceuita, inferatur, in cambia di n. in(el'l'elllrj C. 10 di,cordiae remansisse; inveeo di d. m'lns;~'l't. fie plI~e non si preferil!lle, leggendo rigol'e, an7:i <"he

01.1 ATTI UEI S8. MONTANO E LUCIO.

11

letterariamente pill bello, uno scritto preesistente dettato in latino volgare I (come e. g. le let tere di Oelerino e Luciano e queUe di s. Cornelio papa) 2, parmi che ogui coss si spieghi senza difficolta, 11 compilatore nella prima parte procedette con maggior libt'rta (quindi iJ ritmo frcquento); mil. in seguito (e sopra tutto nel raeconto delle visioni) non si permise che pochissime mutazioni, non tanto, forse, per risparmio di fatica 0 di tempo, quanto per rispetto 11.1 documcnto che avera in mano. Un tal rispetto apparisce invero, secondoche ha notato acutamente il Wilamowitz 3, anehe in quel breve passo del c. 21, ill cui si riportauo le visioni di Flaviano, Quivi, centro luso costantissimo delltagiografo, osservasi nelle clansole un largo difetto di ritmo, difetto the viene a cessarc non s1 tosto 10 storico ripreude III. narrazione in nome proprio. Egli ebbe

(,.igor" 1.'01 rod. Bruxelleuse, trasporre : diecordiae rigore mansissel). Ognuno comprende pel'o cbe in un testo cosl ritoccato OI.'COITe procedere con sornma cautela 0 non permottors! moditicazioni di SOI·ta sam .. a I"autorita di codici.

I Come si puo raccogliere, fra l'altro, dal v. l'e(rigerare = I'efi'igel'al-i e dai due termini reqioname» e solo certamoute doll'uso popolare. Quanto a solo, 0 so 1011, sono state avvortito con ispiacevole sorpresa da C, Woyman (Hislorisches Johrbuch. d, Gorres Gesellscha(l 20, I 89!), p. 502) che la epiegazioue del vocabolo da me proposta negli Afti £lei ss. Lucio e Monlano p, 32-34 era stata gia data moho prima dal Duchesne in una nota disgraxiatameute sfuggitami (Comples l'elld;,s de l'Acadbllie des Inscriptions e des Belles Lettres 18, 1890, p. 229-232). Voglia l'Illuetre MOllaigllore accettar Ie mio RCURe. 10 non saprei pero conveniro con lui che l'espressione ad s%llem fiscalem et aquam (rigidam laborarent sia correxione di UII volgare a sololJem et aquam {rigidam (cioo a 10 lone 1.'1 aqua fi·.). Socondo me i cristiani non ammalavano perche 101'0 non si dava altro a mangiare cbe del solon, no altro a bere che dell'acqua fredda ; lion ammalavano insomnia, como ritiene iI Duchesne, por il caUivo cibo e la bevauda fredda ; cit) che del 10stO non sarobbe mai il colmo della fame e della sete (cf. hoc pl'at'lium luum (ol·tissiTlitl gessil ldiabolus] c. U): rna essi iufermavauo, perche por avcre quolla misoria di razione (al c. 9 la sl dice non cibus, sed pnellu!'ia et uecessilas) dovevano lungameu te stelliare [cf c. 9 cibus nullus 'Iobis subtl'at; IIllIli et altera die ieiuni lIIansel'amus). Ora «aft'atical'!!i per oLtonere » in latiuo si dice appunto laborar, ad, Intendendo cosi il luogo, cade la difficolJa dell'acqua fredda, che male si comprende come potesse essor causa della sete, meutre anzi 0 cio cho pili gli assetati desidorano (Pro". 25, 25 ':;,nnp iioo)p ~'JUI.. ~'Jy_f. oI4';a~ 1tp,-a1i.i~), L'osservaalone dol Duchesne, che i Romani solevan bere tiopido, non mi paro cho ginatiflchi la sua sentenza. II fatto 0 cho la scarsa bevanda 0 distribuivasi ai prigioui gia calda, 0, mulata di ratio, s'infllol.'a\'a e corrompeva nell' ada ardoute del cal'COI'8 (cf. Pass. ptJ·JI. 3), divenendo inatta a refrigeraro Ie fauci riarse dei confossori.

I Cf. Hartel p. XI.VIII-XLIX; G. MOl'cati n'alculli nuovi sU,fsidi per l" oritica del testo di s. CipriatlO, Roma 1899, 1" 72 sqq,

3 Lor. cit. n, 214 ron la 1I0tn.

12

I.A PASSIO SS. MAIUANI ET IACOBI.

dunque sott' oeehio scritte in forma famigliare , come Ie visioni di Reno, Vittore, Quartillosa e Montano, cost anche qnelle di Flaviauo, e si fece un dovere di rispettarle i1 piil possihile I.

No qnesto fatto ei ha dn sorprcndcro come troppo singolarc, Negli Atti p. es, di Dative, Satnrnino ecc. la narrazione e scritta, in genere - per qnanto almeno ho potu to constatare in una rapids lettura - secondo Is clansola metrica; non cosi Ie risposte date dal martiri al preside ill tribunale, Gli c che eodeste risposte il redattore, eonforme egli stesso dichiara 2, le trascrisse ad verbum dagli Atti proconsolari , facendosi scrupolo di alterarne la forma comeehessia,

Oonelndiamo, l , Poiche 10 scrittore della Passin Mnntani uso costantemente la clausola metrica 3, clausola che non si trova nella lettera, so non con moltissime eccezloni, egli non puo ritencrsi inventore di detta lettera 4. 2. Ma poiche nella lettera la clausola metrica dove e studiatamente usata , dove trascnrata affatto, non sembra potersi dnbitare ehe una parte del documento fu rimaneggiata od aggiunta, un' altra pili 0 mono rispettata. 3, Un tale rispetto, che sopratutto si manifesta nelle visioni, costitnisce una notevole conferma dell' autenticita sostanziale della letters e della serieta del compilatore degli Atti.

Resta ora ehe vediamo brevissimamente per quale motivo 10 Schultze s'indusse a trattare di pretto romanzo una Passione cos1 bella.

In primo luogo mi sembra ehe Ie coincidenzo eon la Pussio s. Perpetuae abbiano prodotto suUo Schultze, come gia sull' Harris e sul Gifford, una troppo grande impressione. Che la disposizione del racconto sia stata snggerita da quel celebre seritto, e appena dubbio. Cite qualche espressione sia stata pari mente desunta di la, e, per 10 meno, assai probabile, Ma che una parte delle coincidenze

i Come rispeUa naturalmente la forma dei luoghi della Sacra Scritlura.

I Acta martyrum Saturnini, Felicis ece. c. 1 ap. S. Optati opera ed. Dupin (Antuerpiae 1702) p. 151.

3 Per Ie poche eccezioui che s'Incontmuo nella mia ediaioae, v, Wilamowits Ioc, cit.

, A questa stessa conclusione io ero giA venuto nel primo studio (p. 24 sqq.) per altra via.

GLI A.TTI DEI SS. MONTA.NO E LUCIO.

13

verbali si debba soltanto al caso, 0 per dir meglio, all' uso, non si PUQ ragionevolmente recare in dubbio I; giacehe tali coincidenze ricorrono specialmente nella lettera, e piu particolarmente in queUe parti della lettera che meno furono ritoccate dal redattore, cioe nelle visioni. In ogni modo l'imitazione e di forma, non di sostanza, e non ha nulla di sorprendente in persone posteriori solo di un mezzo secolo alla grande martire e certo molto studiose deUe memorie personali da lei lasciate, Quanto alle visioni, III. cui originalita fu da me posta in quel rilievo che meritava, non saprei troppo comprendere, supposto che si trattasse di una pura invenzione, come it loro fabbro avesse pensato ad attribuirle a personaggi diversi in parte da quelli, alla cui memoria era esclusivamente consacrato il suo scritto.

Un altro fatto che ispira diffidenza allo Schultze e III. somiglianza degli Atti di Montano con quelli di Mariano e Giacomo. Questa somiglianza dimostra -: cosl egli ragiona - l' esistenza nell' Africa settentrionale di una sorta di schema, principalmente foggiato sngli Atti di s. Perpetua, per chinnque volesse esercitare III. sua penna nel campo dell' agiografia. Ora, che nell' Africa settentrionale , ed in ispecie a Cartagine, esistesse un tipo di Passioni destinate non tanto a ragguagliare dei fatti i lettori, quanto ad infiammarli ai gloriosi combattimenti della fede (quindi grandissima parte aile visioni, piccola , 0 nessuua , agl'interrogatori) 2, si dcvc ammettere, come si deve ammettere altresi - cosa del resto troppo naturale - che il tipo fu ispirato dalla inimitabile Passio s. PerlJetfMJe. Peru sono da rilevare due cose: la prima, che le linee di codesto, chiamiamolo pure, schema, erano cost larghe da non pregiudicare punto alla sostanza dei fatti (nessnno neghera che la storia di Per-

I E quello ehe dieo della Paui? Montatli vale ancor piti per la Passio Mariani et Iacobi, dove pure occorre un certo numero di coincidenze verbali con la Passio I. Perpetuae, e eios : c. 6 vmtum est et ad me (cr. Pass. Perp. 6 vent .. m est et ad me); ibid. ascendebam in illam catastam (PP. ibid. ascendimw in catastam); .ibid, fial4m quae super marginem .... iacebat (PP. 8 et super margine fiala); c. 7 cuills vesnt." discincta in tantum candida l .. ce (PP. 10 vestit." di,cinctam candidam); ibid. cui." pedes tlll"ram non calcabant (PP. 10 terram non calcans); c. 8 (rater mew carnali. (PP. 7 (uerat (rater mew carnali,); c. 12 ibi tunc et Marian." (PP. 3 ibi tunc Tertius).

I Questi solevano 8810r ripor~ti nogli' Atti cosi detti proconsolari.

14

LA I'ASSIO 55. M.o\lIl..\NI ET IACORI.

petua e compagni e tutt' altra da quells di Montano e questa diversissima da quella di Mariano e Giacomo}; l' altra, che esso, suggerito com' e da un modello antcriore di mezzo secolo alla persecuzione di Valeriano, PUQ benissimo risalire per se a questa persecuzioue 0 ai tempi che immediatamente III. seguirono. Se 10 si vuole ringiovanire di 30 0 40 anni, occorre mostrare gl' indizi di una tale posteriorita di tempo.

Seri indizl io non sono riuscito a trovarne, pur cercandoli con la miglior volonta. Dico seri indizl : poiche qualcuno potrebbe notare che del VOC8 bolo centenarius nel senso di ceniurio , come trovasi adoperato al c. 20, s' ignorano esempi anteriori alia meta del sec. IV'. Ma ne il valore di centenoriue nel citato luogo C COS! certo, ne la mancanza d' esempl , trattandosi d' un solo vocabolo, potrebbe costituire un grave argomento.

II terzo fatto che , secondo il teologo di Greifswald, rivela nella Passio Monlani la non storicita del documento , e la duplice tendenza da noi accennata in principio. Ma l' avere una 0 pili tesi lion credo davvero che sia argomento contro I' autenticita di uno scritto storico. In questo casu non sarebbe autentica neppure 111. Passio s. Perpetuae, neppure la Vita Oypriani per Pentium 2, le quali hanno entrambe una tesi spiccatissima. Che poi le due tesi degli Atti di Montano e Lucio sieno tali da ripugnare in uu contemporaneo di s. Cipriano, in un testimone della persecuzione di Valeriano, chi pub asserirlo? Differenze in una comunita come la cartaginese , sempre portata a scindersi 3, quando mai saranno mancate? Certo non mancavano al tempo di s. Cipriano che ill tanti luoghi delle sue opere si vede raccomandare la pace, pace desiderata alle volte perfino tra i confessori rinchiusi nel carcere 4, cd aspettanti, al pari di Lucio e Montano, la corona del martirio. E quanto agli cretici da richiamare all' unita, c troppo noto che durante la persecuzione di Valeriano ve n' avevano non pochi. La glorificazione

I Cf. Gli Atli dei ss. Lucio, Montano etc. p. 26.

I La cui autenticita oggi non e pili controversa. Vedi K. Gotz Geschichle ·d. cyprianischen Litteratur, Basel 1891, p. 22 sqq.

3 Gia s. Porpetua parla di diasensioui osistonti al suo tempo nella chiesa di Cartaglue, tJ'asformata quasi in un circo (Pass. c. 13).

~ Cyprian. ef. 13 p, 508, 4 Harte!.

AOTENTICITA DELLA PAS!110 !IS. ~IARIANI ET JACOBI.

15

dei martiri e del martirio, in ultimo, conviene ad ogni tempo, ed in modo speciale ai primi mornenti di pace dopo calmata la tempesta.

Insomnia le osscrvazioni dello Schultze lion mi paiono distruggere ne inferrnare la mia sentenza. Gli Atti .di Lucio e Montano sono stati redatti senza dnbbio dopo passato il turbine della persecuzioue , in parte su un documento preesistente, in parte di getto, da un discepolo di s. Cipriano. 11 suo stile e notevolmentc inferiore allo stile del maestro, rna e an cora lontanissimo dalla turgidezza e dalla decadenza che offeudouo e. g. nelle Passioni donatlstiche di Marculo e Donato I, d'Isacco e Massimiano, imitazioui letterarie e di penna relativamente non volgare cost degli Atti che tin qui abbiamo tenuto diuanzi, come di queUi che ora veniamo a studiare 2.

II.

Si deve gin. considerare come un argornento bello e buono in favore della genuita della Passio Mariani et Jacobi il solo fatto, che la Passio Lucii et MOlltani presenta gravissimi titoli ad essere annoverata fra Ie pill autentiche e sincere. Invero Ie due Passieni, meutrc da una parte offrono una notevolissima somiglianza di lingua, di stile, d' idee; appariscono dall' altra del tntto indipendenti fra loro. La somiglianza nasce dunque da ciu, che i due scrittori - i quali narrano fatti avvenuti precisamente nella stessa epoca - appartenuero

I S. Cipriano godetto di una incomparabile autol'ita fluo al termine del soc. V lcf. G. Moreati Di un (also donatistico nelle opere di s. Cipriano p. I, EstraUo dai Uendieonli del R. lSI. Lombardo di sr;iell:e e lettere SCI'. 2 "01. 32, 1899). L'jmitaxioue lotteraria ebbe forso pin eorta vita; ma ehe nellV secolo durasse ancora, sembra potersi dedurre dai rnigliori testi donatistici e da parocehio iscrizioni aia africane, sia romano (cf. do Rossi De titulis christ, Cm·lhag. in Spieil. Solesm. 4 p. 536; Bull. crist. 1877 1" 30; 1894 p. 58 0 P. Franchi Gli Atti dei ss. Lucio e .I1101llallo p. 28 nota 5).

I Cih potrei dimostrare facilmente con una sarie di roincidenze che non mi ssmbra il C&80 di riferire. Ricordero sol tan to UII Iuogo del De tJexalione donaliSllll'. temporib. Leontii et Ursacii c. II (in S. Oplati opp. od. Dupin p. (92), dove si parJa di Ull cateeumeno, il quale sul punto di veniro ueciso domandava il baUesimo: anima ... hoc sibi magnum tJoluisse continqer« ullima l'OC' lIi!7naiJat, si ad instar dominicae lwssionis aqua san!luini iun.qeretur. E: troppo manifosta la imitazione da Pass. MOlit"flj c. 23: pluebal ul dominiclle passionis excmplo nqua sanguilli iun!/e,·elllr. La violenzu st03Sll del pa.·agone basterebbe a provare, se ee ne foase il pin lontano bisogno, l'originaliLa della Pass. Mcmlani eli (.'0:110 :II sormoue donatistico.

A ..

10

LA. PASSIO 88. MARIANI BT IA.COBI.

ad una medesima scuols e vissero nella medesima eta. Ora se dell'uno e provato che narra avvenimenti accaduti al suo tempo, conviene ritenere altrettanto dell'altro.

Mil. basta dare una scorsa alla narrazlone, per convincersi della sua mirabile schiettezza. 11 fatto calza perfettamente a quanto sappiamo d'altronde della persecuzione di Valeriano, ed in tutte quelle piceole circostanze, le quali 10 storico spesso pin che narrare accenna ana sfuggita, presenta un tal suggello di verita , da dissipare ogni sospctto ragionevole d'invenzione.

Tre cristiani in viaggio per III. Numidia - e cioe Mariano, Giacomo e 10 serittore dei loro trionfi - si soffermano in un luogo prossimo a Cirta, denomiuato Muguae I, prendendo alloggio in una villa. Capitano in questa medesima villa due vescovi, Agapio e Secondino B, rivocati, per ordine del preside, dan' esilio, 11.1 fine di subire un nuovo interrogatorio e III. morte. E precisamente i1 medesimo che sappiamo essersi fatto con s. Cipriano, i1 quale da Curuba, ove era stato relegate l'anno innanzi, conforme prescriveva it primo editto di Valeriano s, fu richiamato in patria e, dopo sommario processo, condotto 11.1 supplizio. 11 nuovo editto invero del 258 comandava inesorabilmente III. esccuzione immediata di tutti i vescovi, preti e diaconi •.

Come i due vescovi ebbero ripreso i1 101'0 viaggio, ecco una grosse mano di soldati circondare III. villa e sorprendere i nostri santi. Vienc arrestato prima 10 scrittore della Passio, e forse qualche altro, 'poi Giacomo e Mariano traditisi nell'incoraggiare che facevano i loro fratelli 5, e tutti insieme sono condotti davanti

t Su queato sobborgo di Cirta v. Tissot Geographitl comparee dtl la prooince romml'ltl d'Afriqll6 2, Paris 1888, p. 394 (dove si cita erroneamente s. Optato) e Toulotte Geogmphitl de I'AfriqllS chretitlmltl, Numidie, Rome-Paris 1894, p. 31.

I Senza dubbio il &cundinlls aCedia" cbe incontriamo nelle Senltlrltiatl episco-

porum 87 dtl Mtlrtltici, bapti.landi, 11 (in s, Cvpriani 0pp. ed. Hartel p. 442).

3 V. Allard Le, dtlmiere' p""'ecutio1ll du Ill « ,iecle, Paris 1887, p. 52 sqq. 4 S. Cypriani ep. SO, I (p, 839, 16 Hartel).

II DegJi arreatati lddio aveva destinato aUa gloria del martirio i soli Mariano e Giacomo (Siquidtlm ad nos otlntum elt propter hoc tantum, ut Dei digMtion6m Mariani ct Jacobi iustus sanguis e » pier e t}. Perci6 COI01'O di cui si dice cbe ,equebantur e cbe ad palmam pallionis elecli (uerant anttlceslUri, non sono (come credeUe il Tillemont, Memoir68 4 p. 217) dei laici ritrovatisi aU'arreato; ma per l'appunto Mal'iano e Oiacomo (cf. il principio del Co sU888guente. Tunc attentantur eec.),

AUTENTICITA DEI.I.A I'A8SIO 88. lIIARIANI ET JACOBI.

ai magistrati municipali di Cirta. Ql1esti li esaminano, impiegando perfino Is tortura; rna e molto notevole che mentre essa viene spietatamente applicata a Mariano lettore, c risparmiata a Giacomo confessatosi subito diacono I. 11 particolnre trova 11, sua spiegazione nell' editto di Valeriano, la cui piena conoscenza c sup posta dallo scrittore della Passio nei suoi lcttori. 1.' editto iuvero non comminava esplicitamente la pens capitale, se nou ai vescovi, preti e diaconi. Ora i magistrati di Cirta , che non avendo il ius gladii dovevano limitarsi ad appurnre chi dcgli arrestati appartenesse ad una delle categoric specificate ncIl' editto, vcnuero in sospetto che Mariano si protestasse da meno che diacouo per isfuggire alia certa condanna di morte; quindi pretesero coi tormenti di strappargli di bocca il suo vero grado, La pronta coufessione di Giacomo poi, quantunquc 10 preservasse dana tortura ~ I e data uondimeno dallo scrittore come una prova di coraggio, perche gli assicurava Ia morte.

Dopo alcuni giorni di tregua, comparsi i nostri santi in pubbliea udienza 3 (il primo interrogat.orio era stato private, come di Bolito), vengono spediti con la informazione del PI"OCCSSO t (clo.qiwn) a Lambesa, Quivi in quel tempo risiedeva il legato Imperiale c tuttora sono visibili Ie grandiose rovine del suo pretorio, quello stesso pretorio (restaurato peraltro nel 267) ill cui risuono Ill. gloriosa confessione dei nostri martiri s. La quale udita, il preside li fa di nuovo rinchiuder nel carcere 6 ad atteudervi il momento della dccollazione 7. II desi-

I Cio Iu nota to dal Tillcmont Memoi"es 4 pp. 7. 650.

t Per I" impiogo dolla tortura noll a perseeuaiono di Valeriano, mi sia locito rimandaro ad lin mio UI'OVO articolo, S. Lorenzo e il supplisio della grlllicola, in Hom. Quartalschrif' 14 (1900) p. 161 sq.

3 Durante I' udienza avvione un incidoute simile a quello I'iforito da Oiustino nolla sl1a secunda Apologia (cf. pure Eus, H. e.5, I, 10),0 cioo che domandatosi a un assisteuto so anch'egli c cristiano e rieevutano risposta affermativa, si da. immediamonto I'ordine d'unirlo agli altri confessori. Se fossa anch' egli mandate a mor to non sappiamo.

4 Cum l)(1rte iam damllalionis. Pass. c, 9,

S Riproduzione del pretorio in Du:'uy Histoire des Romaina 6 p, 22, in Cagnat LambBse, Paris 1893, p, 40 e, migliore di tutte, in F. Wieland EiIJ Au.fluu ins altC"Jaristliche Afrika, Stuttgart u. Wien 1900, p. 139. Per deecrizlonl cf. ancbe Tissot op, cit. 2 p, 491 sqq.; Boissier L'Afrique "omaine, Paris 1895, p. 109 sqq.

6 Leone ReniercredoUe di averno ritrovate le rovine; si tralta invece dolle scholaedei sotto-ufflciali. Vedi M. Besnier Lea scholae des s~us-officiers dallS le camp romaill de Lambese in Melanuesd'archeologieetd'histoirede l'Ecole frant;aise de Rome 19, 1899, p. 227 sq. , Che l'editto ordinasse appuato questa pona, parrebbe potersi dedurre dal verbo

. . .

17 / .. ~~,.,.... If'

"

r.:

18

LA 1'A8SI0 8S. )IARIANI ET IACOBI.

derato momento tarda di molti giorni, duranti i quali riceve la corona una ingente moltitudine di laici, nou eselusi dei giovinetti e delle donne I. Cio lion significa che siamo in un periodo di persecuziono geuerale contro ogni classe di cristiani; poiche in questo caso non si comprenderebbe come i martiri sieno poi assistiti pubblicamente sul luogo dell' esecuzione dai loro fratelli nella fede. La condanna a morte di quei laid deve avere una qualche ragione speciale, che il nostro agiografo uou ci permette di determinare, Forse crano stati colti nell' atto di una riunione illecita in un cimitero 0 in un luogo rcligioso; forse avevano cercato di difendere dei sacerdoti 11.1 memento dell'arresto. Splende iufine il gioruo del trionfo anche per Mariano, Giacomo ed i loro compagni. Essi sono decapitati snlla riva di un flume, e i tronchi sanguinosi preeipitati nelle acque 2.

Una uccisione in massa, come quella cui ci fa assistere la nostril.

Tussio, malgrado che l' editto non colpisse di morte la plebe cristiana, non ci deve sorprendere ::, atteso anche che siamo nella Numidia, provincia irrequieta, esposta a continui attacchi da parte delle tribu indipendenti, e quindi govemata da un legato avvezzo natural mente a repression! pronte ed energiche. E non bisogna neppure dimenticare che siamo proprio alla vigilia di una invasione del territorio da parte delle qcnies ofricanae, e cioe dei numidi, dei quali illegato C. Macrinio Deciano,: I' csecutore della persecuzione valerian ell. centro i cristiani, nou riesel ad aver ragione se non dopo diversi eombattimenti 4.

animadvcl'tanltlr adoperato da s, Cipriano, dovo riferisce POI' sommi capi il contenuto doll'editto stOS80. 1\Ia quantunque il sonso tecnico del verbo animad"ertere sia in realtA quello di decollare -(cf. 1\Iommsen lltimisches Strar,.echt, Leipzig 1899, pp. 911. 924 not. 3), e!S8O pu,', anche ricevere un significato pili largo, e cosi deve prendersi verosimilmente nel caw nostro, come ho spiegato altrove (Rom. Quartalschr. 1000 p. 160),

J PtlSS. Marialli c. 11.

I Gettaro nel fiume i corpi dei condannati, speeie quando si trattava di una moltitudino, fu usato a volto nella stessa Roma. V. Diod. 60, 35; Tacit. An. 6, 19. Auehe s. Ireneo di Sirmio sarebbe stato decapitato sur un ponte e poi precipitato gili (Pass, c. il, Ruin. p.358 ed. Veron.). Del resto ct. III ]leg. 18,40; Diod. Sic. 20,71,2; 72, 3,

3 Uccisioui ill massa Roma e Ie provincie lie videro parecchie. Seneca De ira 2, 5, 5 racconta di Voleso, proconsolo d'Asia al tempo di Augusto, che in un sol giorno rece deeapitare ben 300 persona. Nella persecuzione di Diocleziano una cittA della FJ'igia vide bruciati i cristiani tutti assieme entre una chiesa, con Ie donne e i bambini (Eus. H. e. 8, II, I; Lact. Di"in. inst. 5, 11).

4 Di questa invasicne parlano duo iserizioni contemporanee: GIL 81111. i024. 0047.

Cf. Pallu do Lessort Pastes des pro"inces a{ricaine' I, 2, Paris 1897, p. 450.

OBIEZIONI CONTRO I.A GENUINITA DELLA PASSIO MARIANI. 19

Che se alcuni dotti pretendono senza giusto motivo di far risalire la causa di quell' irruzione al malcontento dei cristiani per-: seguitati, propagatosi fra le tribu indipendenti I, e possibile peri> che il legato supponesse delle secrete intelligenze fra i barbari ed i cristiani da lui e dal popolo riguardati come nemici dell'impero.

II governo militate della Numidia spiega anche ccrte espressioni adoperate dall' autore della Passio Mariani, dove dice che la persecuzione era condotta per militares manus,· officiis militaribus 2. Egli manifestamente vuolc iusistere sui particolare che in Numidia la ricerca dei cristiani non era fatta , come nell' Africa proconsolare I ed altrove , dai soliti ageuti dell' officium, rna dai soldati stessi della legione.

II fatto pertanto narrato dalla Passio Mariani riftette in modo che non si potrebbe desiderare piu fedele ne piil vivo la furibonda persecuzione di Valeriano e 10 stato della provincia di Numidia verso il 259, non solo nelle linee generali, ma perfino nei minuti particolari e nei fuggitivi accenni, i quali non credo di aver notato cost completamente, che non se ne potrebbero ancora rilevare degli altri 4.

Di difficolta contro la esattazza di questa relazione non ne conosco che una, non meritando, a mio avviso, quel nome la osservazione dell' Aube s, che la profezia fatta dai martiri nell' ultimo capo, della cattura di Valeriano e della coalizione dei capi indigeni contro i Romani, rivela che il documento non pote essere scritto da persona immolata nel 259. Che infatti la Passio Mariani sia stata

I Cosl p. es. il Ragot in Reclleil de Constantine 17, 1875, p. 210, giustamente combattuto dal Pallu de Lessert, op. cit. p. 451, COil I'ossorvaziono ehe la lettera 62 di 8. Cipriano ai voscovi della Numidia (p. 698 Hartol) circa it riscatto dei fodoli prigioni doi barbari, ripugna a quel modo di vedere,

• II Le Blant, Les persecwteurs et les martyrs p. 308, noga che quests espreesioni abbiano per se un valoro docisivo, ondo concludere che qui si tro.tti di soldati. Ma ache insisloro sopra 10 mani mil ita r i, gli offici mil ita I' i, se non si fosse trattato che delle solite guardio, dei soliti offici 1

S Di dovo sembra cho venissoro Mariano 0 Giacomo per inoltrarsi noll a Numidia.

Almono dalla vorsione esposta al c. 6 risulta che Mariano avova conosciuto personalmonte s. Cipriano.

4 P. os. quolluogo del c. 6 lit admo"ebantu,' con(essorum singulae classe" rivel., 118 non m'inganno, la conoscenza dell'editto con Ie sue diverse distinzioni (cf. Cypriani ep.80 p. 839 sq.) 0 10 parole del fratello di Emiliano Sci/ote ecc. (p. 56, 5) rottamonte suppongono cho l'editto stesso non punisca, ill termini espressi, di morte ogni c1asse di cristiani.

5 L'l.'glile el rEtal clam Ia deuxieme moitie flu III siecle, Paris 1885, p. 403.

I.A l'A~SIO S5. MARIAl\) E1' IACOBI.

scritta da persona uccisa in quell' anno, chi 10 dice? NOll certo l' all tore del documeuto, the tutto nnzi fa supporre abbia scritto la 81Ut rclazione (,OS) aecu rata , auche dal lato letterario , dopo sopito iI terribile inccudio (nota p. cs. c. 2 in qua t U It c lIia:rinw civiiaie persccntionis impetu« tumescebani ... in ea rcgiollc in qua persecution is tell/pest as turlndcutius [urcrct ecc.). Cil) non significa che io credo di dover ricouosecre nella minacciosa predizione dei murtiri un particolure sicuramente iuvcutato. Chi a futti eouipiuti avcsse voluto di suo ccrvello POITC in bocea a Mariano una profezia dei medeslmi fatti , avrebhe trovato termini hen pin chiari e prccisi. 0 comc persuadersi che con un plurale captivifates I, mescolato con taute ultre miuacce coiuuui 1\ tntto il popolo c probabilmente rivolte in particolare alla Numidia, 10 scrittore abbia inteso proprio d'iudicare lu cattura di Valeriano? Tanto pill chc i barbari In quelIe 10)'0 incursioui , simili al passaggio d' un nuvolo di cavallette, facevano purtroppo dei prigioni 2. Ed ove nei bianchi cavalieri correnti per I' aria s' avessc anche a riconoscere uu coperto acceuno all'Jnvaslone dei cavalier] numidi (io pCI' me non ci trovo che una reminiscenza hiblica : Apoc. 19, 14 et eaerciius qui suni .in carlo sequebaniur eum 'ill equi« albis induti byssinum album mundum) 3, qual meraviglia? Tali incursioni non erano rare nella provincia di Numidia, ne e impossibile chc un qualche scntore della immiuente coalizione dei quattro eapi indigeni , che una iscrizione del tempo chiama reqes, fosse perveuuto alle orecchie dei martiri. Del rimanente io non intcndo di escludere la possihilita di UIIIl. vera rivelazione. Chi prenuuzio a Policarpo la morte sui rogo , a Pionio il suo prossimo arresto ,a s. Cipriano 10 scoppio della persecuzione cd il martirio per illadium, lI1H) bene aver fatto prevedere a Mariano la bufera di mali che la divina giustizia stava per iscatenare sull' empia terra.

Ma, come dicevo, esiste una difficolta piti grave, almena apparentemente, contro l' esattezza della nostra Paesio. Narra I' autore

I Voro 0 cho l' Aubd loggeva captivitalem, secondo i1 tosto dol Ruinart, Ma i codici hanuo captiuitates 0, pel' facile corruxiono, captiuitatis,

2 I~ superfluo ricordare la lettara di 8. Cipriano pocanzi citata p. 19 nota 1.

3 Ho citato i1 passo secondo s, CiPI'iRIlO Testim, 2, 30 p, 99, in Hal'tel. Simili appariaioui OCCOI'l'ono altrosi in Afflcc. 2, 5, 2 sqq,. ill Flavio Giuseppe Bell. Jud, G, 5, a od altrovo.

ODIEZIONI CONTRO LA GENUINITA DELI.A PASSIO MARIANI. 21

cbe da Cirta i martiri furouo condotti a Lambcsa e quivi , dopo l' udienzn, rinchiusi ncl carccre fino al gioruo dell' esccuzionc, allorquando vennero menati all coronae locum. I'nr tanto chiaro che, secondo l' agiografo, Mariano ed i snoi commartiri ehbero mozza Ill. testa nelle vicinanze di Lambcsn , che , pel' fermo, non si sarebbc mai sollevato in proposito alcnn dubbio , ove non fosse comparsa un' antica testimonianza in contrario.

MoIti anni addietro vicino a Cirta, in uno scoglio ergentesi sulla riva del fiume Amsaga (oggi Roummel), si trove incisa una iscrizione, III. quale comincia 1111 non. sept. passione mariumrmn horiensiom Mariani ei lacobi Dati lapini Rostiet ecc. I o scm bra posta cola a perpetuate III. memoria del coronae locus di cotesti santi. La descrizione del coronal! locus nel c. 11 della Passio Mariani risponde appuntino allo scoglio in parol a 2.

Eccoci pertanto innanzi a due testimoninnze difficili a metter d' accordo : Ill. Iussio che suppone martirizzati Giacomo e Mariano a Lambesa ; l' epigrafe cho scm bra assicurarci il fatto esse I' segulto a Cirta. 01'11. due ricerche son necessaria: 1. La Tnssio e Ill. epigrafo si contraddicono realmente? 2. In casu nffermativo, quale delle due autorita sara da preferire,

Per poter negare ehe frn le testimonianze esista contradizione, convcrrebbe dimostrare delle due l'nna: 0 che l'nutore della Passione parla del martirio come avvennto a Cirta, 0 che Ill. iscrizione sullo scoglio non intemle commemorate il luogo della csecnzione dei nostri santi. Dimostrare Ill. prima cosa mi sembrn impossibile ; poiche e troppo difficile che I' ngiografo cosi bene informato tralasciasse di accennare il nnovo viaggio da Lambcsa a Cirtn, trattaudosi di un viaggio negotiosltm ac difficile, com' egJi stesso 10 qnalifica 3. Di piu III. moltitndine enorme di condaunati si spicga benissimo

telL 8 n. 7024; Toulotto GJo!Jraphie de I'A{riqll(: chrcticnue, Numidie p. 30; Wieland Ein Ausflu!J ins altchristl. Afi'ikn p. 161.

I Co~i mi nssicura l\tr Toulottn, In cui squisitn bont,\ mi ha foruita moHo notizie in proposito. Del rosto una piccola riproduzioue della scoglio PIIU vedorsi ill Wieluud op. ci t. p. 162 .

• 3 L' AlIM dice che la distauza fra Cirtn 0 Lambesn e di 35036 miglia (L' i;!llisc et fEtal p. 402); I'Allard invece In fa ascendere ad 80 miglia (1Iist. des pen.::I p. 132). In qualunque modo era un viagglo considerevole per persona sfinite dal digiuno e in parte dalla tortura, aenza dire dei maltrattamenti da parte delle guardie,

22

I,A PASSIO SS. MARIANI ET IACOTlI.

a Lambesa, dove i cristiani veuivano tradotti diuanzi al preside tla tutte Ie cittit. della provincia, non cost forse a Cirta.

AUa prima difficolta si potrebbc rispondere che i martiri devono aver com pinto il viaggio da Cirta a Lambesa anehe aItre voltc oltre quell a cspressamente ricordata dall' ngiografo I, poiche, do po accennato l'ultimo viaggio, cgli scrive: IIiIlC cos pracsuli admoios iam bis cis ndu«, bis usdaius derum Lamhacsitanu» career accepii. Dondo parrebbe lecito dedurre ehe i confcssori avcvano gilt dimorato ncl cnrcere di Lambesa altre due voltc, quando ifcrum vi furuno riuchinsi 2. Mit in primo luogo Ie parole Us cis notus, bis usitalus maucano in tutti i mss, piu compiuti e di miglior nota, onde vogliono giudicarsi, scnza esitazione alcuna, interpolate. Mil. dato pure ehc lion 10 fossero, il senso del luogo suonerebbe sempre diverso dal sopra aecennato. L'autore verrebbe a dire: i martiri furono di 11110VO ricondotti ncl carcere, ormai (tam) due volte esperimentato. E Ie due volte e facile trovarle scnza ricorrere ne alla improbabilissima ipotesi di due viaggi da Cirta a Lambesa e da Lambesa a Cirta a, IIe alia supposizione che 0 Giacomo, il quale aveva giit. sotferto nella pcrsecuzione di Decio (c. Ii), 0 it cristiano arrestato nell' ultima udienza, 0 qualche altro dei prigioni 'condntti da Cirta, si fosse giu. altre volte ritrovato nelcarcere lambesitano. In Lambesa Mariano e Giacomo attcsero natural mente nel carcere it giorno dell' udienza. E poiche furono ad praesulem admot! ed interrogati, rientrarono nello stesso carccre per aspettarvi la sentenza : cos1 esso divenne 101'0 bis notus.

Un aeccnno pill palese al martirio in Cirta parrebbe doversi riconoscero nolle parole intcllegeballt (J[arianus ei Iocobus) sua ... ad ipsum coronae locum direcia vestigia, giacche i due santi erano diretti

I Ma, per carita, non si pretenda di vedero un accenno ad altro viaggio da Cirta a Lambesa, 0 viceversa, nel c, 7: superioribus diebus cum ... iter ... carperemus ; poiche qui si pnt-la di tin fatto avvonuto divorsi giorni innanzi alia tortura di Mariano, tortura iuflittagl] appena arrestato.

2 Cosi dovette ragiouare I\I~ Toulotle, poiche nell' opera sopra citata, a p. 30, afferma : « D'apres leur's Actos, les saints, .. subirent un long emprisonnement et comparuront an moins t r o i s f'o i s au tr:i1Jl1nal dn praeses Ii Lambaese ».

3 Non si potrebbe immaginare nulla di meno rispondente al carattere del legato pronto, risoluto, sanguinario. Tontar di spiegara i viaggi con Ie assenze che sfJesso dovevano venir imposte al legato dal suo ufficio militare e dalla insurrezione di Faraxen (probabilmente non ancora scoppiata) mi parrebbe POI' 10 meno una sottigliez7.a.

ORIEZIONI CONTRO LA GENUINIT'\ DEI.J.A PASSlo IIIARIA~I, 2~

vcrosimilmente a Cirta. 1\Ia se ben si guarda, i1 senso di tutto i1 passe non e altro che questa: esseudo i martiri ill viaggio per quella regione che pill era. tiagellata dai marosi della persecuzioue, cnpivano di esser incamminati proprio al luogo della corolla. II luOAO della corona non e qui nel pensiero dello scrittore ne Cirta ne Lambesa, rna la regiouc intiera.

Al c. 11 c uominato espressamcnte il cat'crr Oirtensis, e siamo alia vigilia della esecnzione: villelJam omnes quos una llobiseum Ci"tensis career incluserat, 1\Ia nulla ci pcrmette comechessia di dcdurro che al memento in cui Giacomo pronunzia le recitate parole sta tuttora ncl career Cirtensi«. Anzi al career e dnto quel determinative, in caso diverse affutto supertluo, per indicate ehe non si tratta del carccre in cui attualmente dimora chi parla. Del resto Giacomo afferma che al banchetto da lui ammirato nella. visione scdevano tutti i suoi eompagni di prigiouia giil. coronati per it martirio, Ora i1 martirio non era stato peranco sofferto tile dai laid I (c. 10), i quali se si erano trovati con i nostri santi in Cirta, non a.VCVIlIIO peru potu to dividere con 101'0 la prigionia di Lambesa , dove gli ecclesiastic] crane tenuti in disparte.

III conclusione, 11011 c' c alcun motivo per credere che, contrariameute ad ogni apparcuza , 10 scrittore della Passio jlariani et Iacdn ritenga consnmati i due martirl presso Cirta. Ora la iscrizione.

Incisa in una roccia all' aperto, essa nou puo essere stata posta, si dice, se non a eommemoraziouc del luogo in cui In. tradizione pretendeva coronati i nostri santi, Questa sentenza non mi sembra di un' assoluta certezza, Vero l~ hensl che le ragioni arrecato dall' Anhe per combatterla non S0l10 tutte convinccnti. Che in fatti alcuni dei martirl menzionati nella epigrafe appartengano alia pcrsecuzione dei Vandall, non basta a provarlo la semplice coincidenza dei uomi, D' altronde non chiude la via ad ogni difficoW ... l' ipotcsi dell' Aul,..'!, che I' epigrafe alluda a una commemorazione complessiva di alcuni dei principali martiri della Numidia, fra cui Mariano e Giacomo, commemorazione solita farsi nel giorno di una supposta traslazione in Cirta di alcune loro reliquie, 0 della consecrazione di un oratorio in 101'0

t Ad eceezione di Agapio ueeiso I8paratamente molto prima (iamdudum).

24

I.A PASSIO SS. MARIANI ET lACOIII.

onore J Poiche se da un canto questa ipotesi (~ favorite dalla data ill principia della iscriziouc, rho non coincide affutto con qnella del martirio di Mariano e Giacomo ", dull' altro canto sembra opporvisi Ill. parola passio, Si potrehbe nucora uotare che snl luogo santificato dnl sanguo dei martiri si 'solevnno, quando mai, crigcrc degli oratort , non giit. apporre delle semplici iscrizioni (cost aRoma si fcce nel cimitero di Pretestato , dove s. ~isto II ehhe 11107.Za Ill. testa ed a Cartagine nell' aqer Seati , ove fu immolate s. Cipriano) :I. Sopra tale osservazione non si pnt) tuttavia insistere , poiche molte volte il Inogo della esecualono 11011 si prestava (come probahilmente e il caso del nostro sco,qlio rlei marth'i) alla ereziono di una cnppella,

Mil. e cgli poi cosl indubitato che il Mariano cd il Giacomo della iscrizione siano i nostri due santi? Quelli SOil detti, insieme ai loro compagni , mal'fyl'l>,r;; hortenses e cosl diehiarati tutti di uno stesso 1uogo. Gli Atti, invece, non solo non ci dicono nulla, assolutamente nulla, che sparga qunlehe luce su questo 1IO,.(('I1Sf8; mil. di Mariano e Giacomo fanno nil gruppo a se. Altri clcrici in grandissimo numero 4 (non gill. soli 8, quanti ne nomina In epigrafe in esamc) vengono decollati 10 stcsso giorno; rna qnesti clerici ne erano stati arrestati insicme COil Mariano c Giacomo S, ne avevauo con 101'0 comune III. patria; poiche l'autore della l'assio, scrivendo ai suoi fratelli nella fede e compatrioti, non si dil. ncanchc il carico di registrarne i uomi. Si pntrebbe pur do maud are come mai il rozzo e tar do iucisore dello scoglio avesse intorno all'origine dei nostri santi piu particolareggiate notizic di quelle the si leggono nella Iussio, unica fonte a cui attinge

I Lo commemorazioui complossive 11011 recano pel' ~e alcuua meraviglia: a Roma p. os. il Hi settcmbre si facova quclla di Emerenziann, Vittore, Felice, Papin, Mauro eel Alo~~allelro (cf, de Rossi Del lllogo nppellnt» al! Capream, Roma 1884, p, 8), uccisi probabilmante ill tempi 0 luoghi diversi,

2 Cioe il {j maggio. Kal. Carlhag.: JJ. non. maio Mal';ni et Jacobi mm1yris· Martyr·of. hieron.: Prid. 11011. llIoi. In Ar";ra Secundiani elJi.copi, Iacoln , Mm';ani (cf. eel, Ducbesne 1'. r.xx).

~ Sull'oratorio erollo 1101 luogo ove fu docollato s, Cipriano cr. Augustin, sermo 310, 2 (ap. Migne I'L :!)l, 141:~). Qllanto alia cappella sorgente nel cirnitero di PI'etestato, ubi decollatus est X!lsIUS, vedi de Rossi Roma sotterranea I PI" I f! I. 247; 2 p. 89.

4 cr. Marfyrol. hieJ·oll. II non. mai. (cod. Eptern.) cd, do Rossi-Duchesne p. 55. ~ PoichC degli arrestati con loro a Muguae (seppuro altri artestati vi furono nitro l'autore elE>A'li Atti) solo e""i duo 1I0no c1etti tu! po/mam passionis electi.

OlllEZIONI CONTRO J.A GENUINITA DELLA PASSIO MARIANI. 2rJ

molto prima di lui s. Agostino '. So che qnalcuno propose di sostituire cirtensium ad liortensium ; ma it non conoscerc il significate di 11l1a parola lion ci antorizza a mutarla '. Dunquc la epigrafe d fornirebbe intorno a Mariano e Giacomo nn particolare taciuto dnll' autore della Passione, anzi cozzante col suo racconto, ne porrebbc lu ecmmemorazlone in nn giorno diverso da qnello in cui essi soffrirono, darebbe loro per compngni dc' personaggi non nominati negli Atti. Posto cie , non sara. forse da ritenere che it grnppo dei martiri horienses abhia a distingnersi da quello dei nostri santi , e che il Mariano e Giacomo horienses sieno due fratelli, dell' epoca forse vandalica, cost chiamati dagli antichi e celebri eroi uccisi per la fede nel 258? NOli sara. forse da annoverarc il nostro con gli altri gruppi di martiri, del pari ignoti alla storia ed ai fasti ecclesiastiti, della cui notizin audiamo solo dehitori ai monumeuti epigrafici della Numidia (v. de Rossi Bull. di arch. crist., 1875, p. 162 sqq.)?

Quanto alia somiglianza del lnogo con III. deserizione degli Atti, non e forse cosa troppo grave. II Val's 3, a cui giudizio i nostri sunti sarebbero stati mnrtirizzati presso Cirta , osserva tuttavia che i1 torrente Aru-Drinn, i1 quale attraversa il territorio di Lambesn, c aucor esso incassato in una valle profonda, E In. descrizione cle:;Ii Atti, che lion e poi una fotografia, piu 0 meno si pUll adnttare au ogni letto di flume flancheggiato da alte ripe.

Ma poniamo che I' epigrafe si riferisca, come io non credo sin fuori di ogni dubbio, sebbene per certo pit) probabile, al Marian') e Giacomo periti al tempo di Valeriano, e che si tratti di una iscrizione posta ad eternare il luogo del loro martirio. Cosa concluderemo ill questo caso? Rigetteremo, come qualcuno nou si e peritato di fare \ la testimonianza degli Atti?

Questi, come sopra abbiamo veduto, si raccomandano sotto ogni aspetto, e rivelano 111. mann ed il sentimento di un contemporauco.

I Sermo 2R4 ap, Millne PL ::lR, URH-I293.

I AlIiJO loe. cit. M. Toulotte, (lJo!"'nl'lti~ de l','rl';qu~ clu·,:tiellne, Proconsulai, t.

Rennes-Paris IH!J2, p. H!!), co.igattura cho Horta si trovassa nella regione dotta ancho oggi SrA Orta al sud di Cirta,

S In Recueil d~ Constantine 28 (1f-!!J4) p. 3?3.

4 Val'S loco cit. Egli "eni U IIUII ha volulo ,IRI·,.i la peuu di luggere In H,ss;" Mariani, 0 lion ba iI sense eritico (lOr giudicare di tali documenti,

26

1 •. 0\ PA88IO 88. MARIANI ET IACOBI.

N essun diritto adunque di ritenerli sospetti. La rozza iscrizione, al contrario, sembra posteriore alla ricuperazione dell' Africa per opera di Giustiniano (527-565) I. Or quanto e difficile che, senza un oratorio, si fosse conservata la memoria del luogo preciso della morte dei nostri santi , attraverso cosl terribili vicende , come la bufera dioclezianea e l' ultima secolare pcrsecuzione vandalica l Ne i primi cristiani al tempo delle persecuzioni solettero generalmente venerare i luoghi del martirio I, perche il maggior numero dei fedeli Iascio la vita 0 nei pubblici monumenti destinati agli spettacoli , 0 nei campi riservati alle csecuzioni dei malfattori 3. Se un martire ebbe la ventura di spargere il suo sangue in un luogo speciale , come s. Cipriano e s. Sisto, allora soltanto i cristiani ne serbarono la memoria, e venuta la pace, vi ercssero dei santuart. Ma non pare che questo sia il easo nostro 4.

Insomma, ovc fra la testimonianza degli Atti e quella della tarda epigrafe esista contradizione \ ciu che, ripeto, a me non sembra del tutto evidente, bisogna, senza esitare, attcncrsi alia prima.

I Mr TouloUo crede di aver letto ill fino della iscrizione la cifra di questo imperatore. Tale cifra lion fu peraltro riprodotta ne dallo stesso Toulotte nella Geographitl de l'Afrique ch,·ctiellnl1, ne u!timamente dal Wieland nel suo Ausflug ins allschristl. Afrika. Alia metl\ incirca del sec. VI ci riporta forse anche la indicazione dell'indizione senza altra nota eli tempo (cr. de Rossi Inscript, christ. I p. XCIX).

2 cr, Anal. Bolland. 19, 1900, p. 43.

3 Tali luoghi esistevano, come in Roma (cf. Momrnsen Rom. Strafreclu p.913.!H4), eosl anche nella cittA di provincia. AI passo dei Gromatici (I, 55 Blume-LachmanaRudorft') allegato in proposito dal Mommsen, loc, cit., so ne potrebboro aggiungere parecchi altri di testi agiografici sicuramento attendibili, quali Pass. Monlani 18. 23; Pass. Theodoli Aneyr. 17 (Ruin. p. 302); Acta s. Ciryci 4 (Anal. Bolland. I, 1882, p. 199) etc.

f A chi obieUasse: se il luogo della esecuzione era il soli to, ache descriverlo 1, non sarebbe diftici1e rispondere. Se invero 10 scrittore degli Atti fosse un larnbesitano e scrivosse pori lambesitani, certo l'obieziono presentorebbe qualche gravitA (Ponzio non avrebbe forse descritto il campo in cui s. Cipriano fu decollate, ove quel campo fosse stato iI Fusciano); rna non essendo il nostro autore di Lambesa e scrivendo in singolar modo per i suoi concittadini, ognuno vede che Ia difficolta pel-de ogni valore.

S In questo C8S0, potrebbe darsi che la aomiglianaa appunto delluogo alia descrizione della Passio c. II abbia contribuito a far loealizzare presso Cirta I' esecuzione dei nostri santi. Essi erano certo veneratissimi in codesta citta, gia testimono di una parte del loro martirio,

I.A NUOVA RECENSIONE DELLA PASSIO MARIANI.

27

III.

Posta, come spero, abbastanza in luce la genuinita della Passin Mariani e sciolta l' unica difficolta che si potrcbbe muovere contro di essa, vengo alla nuova edizione del testo e alle cure che Ito creduto di spendervi intorno.

Primo editore della bellissimn relazione, il cui autore , come assai bene si esprime il Tillemont I, non respira che it martirio e sembra intingere III. penna nel saugue, fu it Surio (De vitis sandorum, april. 30). Questi si valse, quantunque non 10 indichi , del solo codice 707-708 della Bibliotecn reale di Bruxelles , il medesimo codice onde io ho dimostrato aver egli tratto anche la Passioue di Lucio e Montano 2.

It Baronio insert it testo Suriano nei snoi Annali (ad an. 262, n. 36-52), e benche in margine accenni a dci codiei vatican! 3, eerto C che non vide alcun manoscritto ne vatieano ne d' altra biblioteca, o se ne vide, non ne cave profitto di sorts. Sembra 10 stesso caso degli Atti di Lucio e Montano, ill propos ito dei quali temo di essermi mostrato altra volta fin troppo canto 4. Molto probabilmente Sl tratta in ambedne i casi di un errore non difficile di memoria. Quanto a me, ho fat to varie ricerche nella Vaticana, rna pur troppo infruttnose.

Per la nuova edizione che comparve negli Acta sandorum Bolland. (april. III 755-758) 10 Henschen compulso pill codici, di

. uno solo peraltro fece espressa menzione, designandolo codex s. llfaximini Treoerensis. In Treviri ho interessato la squisita cortesi a. del Dr Keuffer, prefetto della biblioteca comunale, a fare delle ricerche. Mil. anche di qneste il risultato e statu negativo.

Esaminando Ie lezioni nuove introdotte dan' Henschen, mi sono facilmente persuaso ell' egli a base del suo testo tolse it cod. 9290

I Memoires 4 p. 215. L'espressione gli fu suggerita da Baron. Annal. ad an. 2(;2 n.54.

t Cf. i miei AlIi !lei ss, Lucio ~ Monlallo p, 56.

3 Niente perl! tl'OVO notato nell' autografo (cod. Vat. lat. 0(85).

4 Franchi op. cit. pp. 56 eq.; 101. Oggi aITal'merer piti rieolutamente che il Baronio lion collaziono codici vaticani.

2R

I.A I'ASSIO 88. lIIARIANI ET rsconr.

della biblioteca realo di Bruxelles, del quale, grazie alia gentilezza dei }l[l. Bollandisti , ho potato proeurarmi una fotografia. Pochissimi luoghi del testo hcnscheninno si allontanano dalla lezione del codice citato, o quei pochissimi sono tali chc, sc somministrati essi soltanto dal cod. Trevirense, ci conforterebbero a toglierne in pace la perdita I.

Fiualmente it Ruinart, volendo ornare i snoi Acta sincera di una nueva recensioue, si tenue pago a collazionare il testo henscheniano con Ull solo codice di Heims, che tutto fa ritenere peri to nell'immane iucendio, oude il 15 gennaio 1774 rimase consuuta Ill. celebre abbazia di s. Remigio.

Lc quattro edizioni riescirono imperfettissime, perche eseguitc sopra eodici derivanti da un unico archetipo gia. guasto in diversi luoghi. Infatti it chiaro D. Giovanni Mercati , avendo avuto, in ltavcnna , tre anni sono, la ventura di porre le mani sopra un fogIio della Iussio jllariani scritto ill rozza onciale del sec. VII od VIII, vi rilevo, ill non piu che [)O brevi linee, un considerevole numero di lezioni lndiscutibilmeute genuine, non forniteci da nessuno dei codici dianzi eonosciuti 2. Peccato ehe di codesto prezioso manoscritto ci sin. pervenuto un cosi meschino frammento!

Se peri> a me c vietato basare Ill. nueva edizione sopra un eodice dell' antichita del Ravennate, e concesso almeno di utilizzarne

I Ecco i priucipall : c. I Quotjescumqul, iuvece del "iii armouico Quotilms; ad promillsa re!lni cael, (che guasta III. clausola motrica 0 prob. 11011 deriva che dalla stampa errata del Surio), iuvoce di p,·omis.fI reglla cael.; domeslicis aRi:ctibus adlklesisse, iuvoce di don», tiff. inhaesisse ; quando nos tempus pers. jllvellit (col cod. Monaceuse), inveco di q. 11, t. pers. invenej'it; c. 2 !/er.tilium ... [urore et e.c officiis mililaribus, dove rex (cue OCCOI'I'O giA in Surio, pel' errore, iuvece di el) lion C punto uecessario; c. 10 clericis separotos (Corse errore di stampa), invece di a ct. sep.; Co II ad A!lapium, malissimo, in cambio di ad A!l0pii; c. I t in ordinem redi!lebat, in luogo di ill ord, diri!lebat che sta egualmente bene pel sonso e moglio per iI metro, altrisuenti orrato. Una lezione che pel' se parrebbe preferibile (oltre c. 3 fidem ... adstruere, seU7.a dubbio migliore di extruere), c c. II: qui f71<lrlyrio suo cOllsummato (in eambio di consummatae; cC. 0, gr. Cyprian, ep, 76, I iam ma,'lyrii sui consummatiolle praecesserit) fidei sacrmllcllta per(ecerat; ma il confrouto con c. J cOnlUmmalal fidei virtute dimostra cbe la genuina lezione c I'altra,

I II MOl'cati pubblico dapprima Ie solo variauti di questo Cramrnento in Le Titulationes nella opere dO!llllatiche di s. Ambrogio, Milano 18Ui, p. 26 not. 2; poi I'intioro (I ammenlo «I equi)rebat - lal(iu@) p. 49, 2 - 50, !{) nel bollissimo scritto D'alcuni nuovi su".,icii rer 10 critira del testa di #:. (,iprinno, Roma 1899, p, 87-90.

11. COlHCE AUGUSTODUNENSE.

29

uno non di molto piu reccnte e di nota forse non peggiore, sfuggito completamente agli editori passati.

E il codice 34 della biblioteca del Seminario di Autun, membrauaceo , alto m. 0,2G, largo 0,185. Cc utienc vite e passioni di santi (ciascuna col suo titulo in capitali rustiche), pCI' il cui compiuto elenco rimando alIa sonunaria descrizioue del codice nel Catalogue general lit'S manuscrlts des iJiUioiilc'lu('s pubiiqut!s des Departements 1, Paris 1849, p. 20-21. La. scrittura in liuee piene (24 pCI' pagina , occupanti m. 0,190 per 0,115) seiubra doversi asseguarc piuttosto alla scconda che alia prima mctiL del sccolo IX. Il testo della Passio ]{ariani, che va dal f. 2iV 11.1 35'", c generulmeute corretto, sc non quail to il frammento ravennate, certo poco mcno I. Esso offre mende per solito di lieve peso, e cioe l'Inversionc di qualche parola (p. es. c. 3 dignarelltltr intrare per inir. dig.; c. 11 sub ictu passionis ipso per sub ipso i. p.) 2, 10 scambio di qualche letters 0 sillaba (p. es. una volta egypt us per Agapius, inquiet per inquit, cOlUwlaret 3 per convolarat, prestarent per persiarent, infestinationes per illt"esiatiollt!s, acerbaret per acervaret 4 ecc.), lit. ripetizione 0 III. omissione di qualche altra (p. es. distric per d~.,tracta, iacob per lacobo, roseasea per rosea, cirdatus per circumdatus); rna di congetture, di modificazioni ill tellzionali, neppur I' ombra, L' ortografia c ill genere assai buona (nota l' accusativo pI. martyras, dove gli altri codd. hanno martyres; intel-

I Qualche loxione e preferibilo 1101 Ravsnnato, qualcho nlh'a PC1-Q ci c meglio conservata daU'Allgustor!ullenso: o. gl·. ill eeilia submotos (Augustodun.) dovetto scriV01'e l'agiografo, non ill exilic submotos (Rav.) che uuberebbe il metro (vvv---) nella clausola, come mi ha avvertito il Meyer, L'ablativo non farebbe difficolta ; cf. e. gr. c. 2 in ea re!lione deducti.

t Inutile iI dire che altre volto l'Augustoduuouse mantioue il giusto ordine delle parole, como c. gr. C. 10: ad Jfariani et Jacobi, dove tutti gli alu-i codici adeperati dagli autichi editor] ad lac. at Mar. II uostro autoro iufatti, quando nomina iusieme i due eroi, promette sempre il uome di Mal'iano, quantunque iuferiore di grado a Giacomo, forse anche pel'chi! egli avova COil lui pili spociale relaaione. Nota c. 1 Mm';anunl e » dilectiuimis rrall"ibus n o s t r i s et lacobunl; c. 5 .1lfll'i(mtls noster.

3 A meno che dopo habebat 11011 sia eaduto un altro verbo; ipotcsi non del tutto improbabile, aUeso che anche due altri codici, iI pili antico ed iI migliore dopo l'Augustodun., oft"rono la stessa lezione.

4 Sebbene, essendo assai frequente in Africa l'uso di b per v (cf. SitU Die loka~n Verschiedenheiten d. latein, Sprach», Erlaugen 188~, p. 69), acerbarat potrobbo bene per se esse re la lezioue origiuaeia. Quanto al d iu illquid, datoci pill volte dal nostro codice, e noto com' esso ricorre auche uei classici dinanzi a cousouauto (cf. Forcelliul Bo v. inquio).

30

I.A PASSIO SS. MARIANI ET JACOBI.

le!Jebant, dove altri intelligebant, pi!JnerunI, dove altri pi!Jnorum; urqueret, mentre altri urqere: I ccc.); accurata eziandio la punteggiatura (un punto per indicate III. virgola ; un punto e virgola per segnare Ie pause pill forti). II testo fu qua e la corretto dall'amanuense stesso, dove si avvide di aver saltato una lettera 0 scrittaue una per un' altra, ovvero invertito l' ordine delle parole, 0 aggiunto qualche sillaba, Nel primo caso suppli III. lettera sopra il verso, uel secondo scrisse III. lettera giusta su quella sbagliata ; note nel terzo il retto ordine delle parole con due virgolette I!; nel quarto 0 erase la lettera o indico I' errore con due punti, l' uno sopra la linea e l'altro sotto.

Le lezioni di questo cod ice (che ho potuto studiare sopra una stupenda fotografia del1a grandezza del vero, fornitami dal ch. abbate Enrico Olive, professore nel Seminario di Autun) S, buon numero delle quali ritorna in due altri mss. - l' Eugubino ed il Corsiniano - rimasti similmente sconosciuti fin qui, sono per solito eccel1enti, lila a volte abbisognano di qualche dichiarazioue, come apparira da quest' ultima parte del mio Iavoro.

Divido Ie lezioni del codice Augustodunense in tre gruppi: 1) lezioni che colmano delle lacune ; 2) omissioni apparenti; 3) pure varianti.

I. La esposizione delle visioni dei ss. Mariano e Giacomo scritta da s. Pier Damiano mi ave va gill. insegnato che i1 sogno riferito ul c. 6, secondo i codici su cui furono faUe le varie edizioni mancava di qualche parol a in principio t. Invero s. Pier Damiano nota che il giudice apparso 11.1 martire in cima alia catasta 5, era satis decora

I 10 ho quindi seguito costantemente 10. gratia del codice anche dove Ie Corme usate non sono Ie piti comuni e regolari, P. es. al c. I ho lasciato quantum modestius, tanto e/ficaciu, (cC. Tit. Liv. 3, 15; Sallust. [u!Jurt. 88; Apulei. De mag. 69 COil 10. nota dello Hildebrand 2 p. 581; Cyprian. ep .. 10, I p. 400,8 Hartel); al c.5 tor,,"; 0.1 c. 6 pulpi'" (Corma di ablative usitata neU'Af.·ica; cf la mia Pass, II. Perp. et Fe'ic. p. 19 not. I); 0.1 c. 12 mum ministerium (v. Ransch [tala u. Vulgata p. 276; Collectanea philologa p. 9).

• Cib accade una sola volta 0.1 c. 6, dove, dopo avera scritto Ostensum e,t mihi (ratre, inquit, nota doversi trasporro ostensum e,t inquit mihi (ratre, (come pure ha uno dei codd. Bruxellensi).

3 Vedi, per saggio, la tavola Cototipica annessa a questa pubblicazione. • Gli Alii dei II. Lucio e Montano p. 36 nota 4.

Ii Calasta ill questo luogo della Pallia Mariani non indica un palco destinato esclusivamellte ai rei ed eretto dinanzi al tribunale del preside (TIl 'lrpll Toii IlIXllcrTOii

lL CODICE AUGUSTODUNENSE.

31

et honesta facie. Ora nulla di cio si legge nel testo della Passione fin qui divulgato. Ma il guasto prodottosi nd testo ci e rivelato anche assai chiaramente dalla difficolta che offroi.o Ie parole in quo quidam iudicis ad vicem praesidebat; perche il personaggio non face va le veci di giudice, essendo realmente e precisamente giudice , come infatti viene sempre designato nel segnito della visione. Era bensl invece del preside feroce ed ingiusto (mai chiamato iude» nella Passio), che siedeva in tribunale quel personaggio divinameute bello e sereno I. Ed eeco il codice di Autun che colmando la breve lacuna da me osservata, spiana eziandio I' acceunata difficolta: in quo ad uice", praesidis iude» satis decora facie praesidebat 2.

Nel giardino che Mariano attraversa insieme a s. Cipriano, accompagnando il giudice al suo pretorio, giardino piantato a cipressi ed a pini (pinis pulsantibus caeiu,,, e la vera lezione, non pinni.s come suI cod. Bruxell. 20i -208 fu stampato dal Surio e ripetnto in tutte Ie altre edizioni), scaturisce una limpida e copiosa fonte, suI margine della quale si trova una fiala. Et cum illam (Cyprianus) de fontis rivulis impiesset (COSt l'Henschen ed il Ruinart dal cod.

fJii,..«, Eus. H. e. 8, 9, 5), poichs si dice cbe it giudice sedeva in alliore catastae loco. Sembra quindi Ch9 il preside avosse il suo seggio Rulla catasta atesea, ma pili elevalo. Si noli ancora che tribunal nella nostra visione signiflca la sala, I' ediflzio, 0 praetorium la resideuza dol giudice, il palazzo, la villa. Praetorium nel senso di palazzo ill villa, anche di privati, occorre ill Marsiale 10, 79 ed in molti altl'i luogbi citati nel lessico di Forcellini s. v. praetorium n.Ill, ai quali aggiungi Aug. Conf. 10,8 p. 234, 19, Knoll in campos et lata praetoria 0 la iscr. cristiana di Valeria Ma:x:ima citala dal de Rossi, It monastero di ,. Erasmo presso s, Stefano ROtOlldo, Roma 1886, p. 12.

I ,td gladium duci, espressione tecnica, generalmente sottintendondo ad gladium (Senec. De ira 1,18; De trallq. all. 14; Plin. ad Trai. 96, 3; Acta mart. Scyll. p. 116, II Robinson).

I Manca l'altro aggeUivo che pur leggesi in s. Pier Damiano (honesta). Ma esso e probabilmente un' aggiunta dell' espositore, il quale cita per soli to ad sensum. P. es, egli scrive E.J.'urgens iudex ad praetorium suum ibm, quem 110' pariter sequebamur (Migne PL 14'&, 1032 C), mentre la Passio ha Et surrexit ill« iude:x: et 1I0S eum dedueebamu, ad praetorium SUUlllj scrivo iter nobis erat per pratum (ibid. 1033 B), dove la Pasrio legge per locum pratis amoenumj nota cbe Mariano vide nel giardino e:x:celsas arbores eI ordinate dispositas, mentre la Passio nomina espreesamente cipreesi e pin e nulla dice dell'ordine loro. Similmente scrive della fonto aquas perspicuas emanabat (ibid. e), laddove il testo puris licoribus redundabat, e dell'apparizione al c. 7 caput ... super nubes extulerat. invece di caput eiu, super nubes erato Notero intine, come dalle parole nee illud "acat mysterio, quod istae "este, diDersis colol-1bus distinctae rtJferunlUr, risuIta cbe II. Pier Damiano leggeva malamente nel suo cod. al c. 7 cui", vestitus di,tinctu, (ill luogo di di,cincta).

I.A I'ASSIO SS. MARIANI ET JACOBI.

Ilruxell. 9290), hausii. 11 Surio scrisse invece col suo cod. et cum i'lam de [onte implesse; Ttausit, e non si pui> negare che questa lezione si raccomanda pel" la sua maggiore uaturalezza e semplicita, Non e peri> da credere cli'essa sia in tutto e PCI" tutto lu lezione originaria, poiche non ci spiega l'origine della. straua correzione de fonti« rivuus. La lezioue origiuaria ci e serbata dall' Augustodunense: et cum illa"" tle fonie sdienii simili« implessct, hausii. 11 desiderio ardente del martirio, espresso da s. Cipriano Helle sue opere con SI grande vivezza (d. ep. 81 p. 841, 15 Hartel mart!Jrium oraiionibus coniinuis et v:Jtis omnibus exoptatum), non si poteva tradurre in una immagiue pilI. commovente e pilI. bella, lie meglio rispondente al liuguaggio stesso del grau vescovo che tanto amava di chiamare il martirio poculum saluiare, calix salutis '. Perche e manifesto che s. Cipriano, bevendo lu fiala, designa il proprio martirio 2, e invitando Mariano a fare nltrettanto, gli predico la stessa flue, Mariano, infatti, iucoraggiato (!:LU' esempio , prende la coppa dalle sante III all i del vescovo e la vuota di buon grado, libenier, appunto come s. Cipriano ancora ill vita aveva taute volte inculcato di fare (cf. epp. 37, 2; 76, 4 pp. 578, 3; 831, 15). 11 contenuto della fiala non e amaro cd austero, mil. una pura acqua freschissima, La quale immagine tende forse a persuadere Mariano che il colpo mortale lion gli dara dolore, 11 pensiero di dover soffrire terribilmente in quell'estremo si affacciava tal vol ta alla mente dei cristiani vicini . al martirio, turbaudone la serenita. Ma non mancava it Signore di incoraggiarli nelle visioni per bocca di chi era gill. passato per quella stretta suprema. A Flaviano che 10 interroga in proposito, il vescovo risponde: la carne non soffre, quando l'anima e in Dio 3; a Mariano viene a dire quasi il medesimo, bevendo con l'avidita di Ull assetato la fiala d'acqua limpida. III questa immagine il calice della passione e della morte, per se amaro, e come fuso insieme al calice onde i beati attingono in

I UII tal linguaggio, del resto, (, comune ill geuere a tutti i Padri, ossendo dosunto dai Libri sacri (P.:I. 115,4). Orig. Exhort. ad marlyr. 28 'I;~nip'~~ IIi i:!~; tl~o:,"!i~ea:=ra.1 TO :,"a.?TUPIO~ w; h Tr;; eua.n!').iljJ e(jp01'"!~' Cf. Atli dei ss. Lucio (J Montano p. 44 n, 1.

I Pacian. cp. 2, 7 (Migne PL 13, 1063) Cypriflllus ... multa laceratiolle "exatlls ttno"i,.. ,imc salutari cal ice propillatus est. Hoc {uit coronari. -11 confronto con questo luogo della PIISS. Maria/Ii et Jacobi mi COli vince sempre piil che in Pass. Monlani 8 le parole dell'appaJ'izione ai confessori : tertia adhuc flala supel'Deniet "obi, sono una predizione del martirio,

3 Pass. Lucii et Monlalli c. 21.

II. COIHCE AUllUliTODUNEI\Sg.

paradiso l'acqua di vita eterna, di guisa cho il martirc fissi il suo pcnsiero, pili che sul breve istante della morte , sulla susseguentc dolcezza che non aVl·a. tcrmiue, 0 per dirla con Ie parole di s. Cipriano, de' cui inseguamenti son pieni i nostri sauti c 10 scrittore dei 101'0 trionfi , non ma.rJis mortem ('o.rJitet quam immo,.talitatl'm (cp. 80, 2 p, 840 Ha.rteI) I. Tornaudo alle lezioni dei codici, si comprcnde come in uu mnnoscritto mancante del participle sitienti (lacuna prodotta dall'essere l'amanuensc sorvolato COil l'occhio dal si iniziale di sitienti 11.1 si iuiziale di similis) il de fonte similis venisse da un correttore mutato in de [onti« rioulis (iuulis c graficameute vicinissimo a imilis e fontis a funkS), da un altro ill de [onte sibi 2, da un tcrzo emendnto con 180 sopprcssionc di simi/is.

Bevuta Ill. fiala, Mariano riugrazin Dio. Ed anche qui l' Augustodnncnsc ci offre la lezione genuina: et cum "Deo g,.atias ' dicerem, excuatu« .. mea voce surrezi. Le edizioni hanno, con clausola falsa, Deo gratias agerem e del pari gli altri codici, ad eccezione del Oorsin., dell'Eugub. e del Bruxell. 9290 che porta gratias aqens dicerem. Mil. noll' agere llratias Deo non c' e necessariamente il concetto di alzar la voce, e in ogni modo Deo grotias aqere e quanto pin generico, tanto men vivo di "Deo gratias' dicere. Deo gratias sono Ie precise parole che i martiri solevano pronunziare dopo ascoltata 180 sentenza di morte, Ie parole che pronunzio 10 stesso s. Cipriano 3. Si confronti ancora il luogo in esame con 1hss. s. Perp. c. 4: dixerunt ' .Amen'. et ad sonum vocis experrecia sum.

Al c. 7, avendo l' autore raccontata un' apparizione veduta da Giacomo in pieno giorno, mentre viaggiava incomodamente soprs un carro, esclama: quantum exultantes quam que sublimes animas martyrum fuisse (cost l' Augustodun., i1 Corsin. e I' Eugub., gli altri tutti esse, men bene) credendum est, quibus.: et audire Ghristum ante contigit et videre offerentem se sllis quocumque in loco, quocumque tempore. Le parole quocllmque i1J loco serbateci dai tre codici anzi

I La fiala della nostra Passio richiama eziandio al pensiero it poculum imm"rtalitatis dei pagani (Capell. I, 34; 141; cr. 134. Apuloi. 6 Met. 23).

• E la lezione (rlo~ivata (01'80 da 11:1 mutilo simi) del codice Turicensc, di cui pa~lero in brove.

4 .-lcIII proc. 4, vol. 3 p. CXIII Hartel. cr. Le Blant Les persecuteU,.s et les martyrs r- 226.

34

LA PASSIO SS. alARIANJ ET JACOBI.

detti, giovano a qualcosa di meglio che a rendere il periodo pin pieno. Poiche 10 straordinario della visione non stava menu nel luogo che nell'ors, come poi spiega l'autore stesso: non (uit impedimenio velticuli promoventis (Ie edd, se prom., sulla fede del" cod. Bruxell. 9290) inquieta iactatio.

Senza indugiarmi in molte piccole aggiunte di troppo manifesta genuinita , ricordero due altri soli luoghi. L'uno e al c. 5 addita etiam pedibus iniusta pondera, ut dum ... de nervis suis totius corporis compaqo penderet. Potrebbe invero la particola dum sembrare superflua ed errata. Ma come spiegare la sua intrusione? II fatto e che ut dum in cambio di scilicet ut (cf. c. 12) non manca di esempl, come si PUQ vedere in Ennodio ep. 6, 3 (p. 216, 20 Vogel) I. L'altro luogo e c. 6 tunc wi Cyprianus {ialam ... arripuit, dove I'ibi sembrerebbe similmente superfluo; se non che il confronto con c. 12: ibi tunc et ][arianus (dove il solo Augustodun. ha conservato il tunc) e con R,ss. s. Perp. 3 ibi tunc Tertius 2 etc. fa sparire ogni dobbio sulla sua genuinita,

2. Delle apparenti lacune bastera notare le poche seguenti , benche non esclusivamente proprie dell' Augustodunense.

Al c. 4- il cod. Augustodunense legge (come anche del resto, oltre il Corsin. e I'Eugub., il Bruxell. 92!J0) ita ... disposilos reliquerunt, ut gloriae suae vestigia dimitterent secuturis. Le edizioni aggiungono sulla fede del Bl'UxeII. 707-708 un illorum viana che, se ben si guarda, e peggio che inutile, formando una elausola errata, cosa nel nostro testo quasi senza esempio (per la espressione cf. e. g. De laps .. 2 p. 327, 20' Hartel secuturis (ratribus (uistis exemplo).

Lo stesso c. 4 si chiude nell' A ngnstodun., come nel Brnxell. 207-208 non seguito dagli ultimi editori, cum in (ortissima

t Dum = ut oecorre anche in Viet. Vito DtI Bell. Wand. 1,5 (MGD, auct. anti. qulss. 3, 1 p. 3, 5). Ut = scilicet e frequents in 8. Cipriano; cf. tlpp. 26. 34, 19 (pp. 540, 4; 569, 19 Hartel).

• Le ultime edizioni, del Robinson, cioc, e mia, interpungono: ibi. TUllc etc.

Ma iI confronto con i vari pasai sopra citati (ai quali aggiungi c. 12 Mira tUIlC ibi cernert.) dimostra che la interpunzione del Ruiuart e la vel'a. Lo stOS80 confronto mi ha persuaao ad abbandonare la lez. del cod. Oorein. tunc ibit (scil. jllit), che, preaa da BOla, aembrerebbe preferibile.

IL CODICE AUGUSTODUNENSE.

35

nominis confessione perstarent, deducuntur in carcerem, mentre il Bruxell. 9290, che parve pin compiuto, dopo nominis aggiunge Christi. Ma III. miglior armonia del periodo e I'essere III. espressione nominis c()nfessio senz'altro molto comune in s. Cipriano (vedi epp. 57, 2; 73, 22; 76, 1 pp. 652, 6; 795, 18; 827, 21; cf. Testim. cap. 37 p. 103, 23 Hartel) ci rendono certi che i1 nome Christi fu ioserito uel testo posteriormente.

Nel c. 5, dopo descritta la tortura di Mariano sollevsto I per i pollici delle mani e con ai piedi gravissimi pesi, l'autore fa. questa osservazione: Marianus noster quantum corpore, tantum et mente crescebat. II Bruxellense 707-7 OS e le edizioni inseriscono dopo corpore nn verba patiebatur (Sur.) 0 torquebator 0 deficiebat.. che a Olio avviso non puc) credersi originario, II peosiero dello scrittore deve essere stato che Mariano, qnanto piu cresceva. col corpo in grazia dei pesi attaccati ai snoi piedi (cf. e. g. Prudent. Per·isteph. 10, 109 eviscerandum corpus equuleo eminus I pendere et uncis vinculisque cr eseer e; Ill-ss. s. Vincenlii c. 6 Ruin. p. 326 distentus membris cr escit ad poenam) 2, altrettanto cresceva (nota l' et mente) con la mente. Pensiero che in un retore non ha nulla di strano e meno chemai in nn retore africano 3.

3. Ora Ie semplici varianti.

11 cod. d'Autun ha 11.1 c. 2 dilectos DeL. praesidis furor ... infensis et infenstantibus animis refJ,uirebat, lezione che parrebbe inferiore a quella del Ruin. impensil4S et infe{Jtis animis. N ondimeno prima di rigcttare la leziooe di un codice generalmente cost superiore agli altri, bisogna rifletter bene. E infatti la lezione del Rninart

I Sospendere il reo era uno del modi di tortura phi comuni gia nell' antichitA classica, come rimase fino a tompi non molto lontaui dai nostri. cr. Arilltoph. Ran. 619; Lucian. Fug. 31; Herond. 5, 68; Poll. 8, 72; Marly", II. Pionii 20 (Archil) f. lIla11. Philol. IR, 1896, p, 169); Marlyr. K'"'pi, Papyli etc. 23. 35. cr. Le Blant LeI Act.,1 fU' martyr' p. 163 sq. La phi particolareggiata descrizione ai ha in Plauto Asin. 2, 2, 37 ad p.d., quando adligalum.t aequom cent_umpondium, I ubi manus manica. compl.:ru ,"n' Rtque adductae ad trabem. cr. EU8. H. II. 8, 10, 5 IT!POI III ld Ti'~ GTOa~ I'u!~ X.llpO~ It'llpT'll: ... i'~ol iH"jl2i;'TO, wiay,; &Al'llIHn; all'fOTiplll~ T"A~ &w~ T"" !p:Jp"''' xlIIl,IoIA .... Tc&al'f IX.O"T!~.

I cr. Sen. lip. 67, 3 eculeo longior ractu,.

8 cr. Aug .• lIrmo 380 (Migne PL 39, 1683) Ille cre11jt ill /i!J1lo (ChriIlUS), laic "' demillNtUl in r.rro (lola. Bapt.).

36

I.A PASSrO SS. MArtIANI ET IM·oBl.

non sodisfa certamcute, desiderandosi, conformc ul c. 9 turlmlentis et [ureniibus alii mis, due a~~l'tti\'i di anituis. 11 lim'lItilms poi di questo passe e il frcquente uso di pnrticipl in luogo di n~gl'ttivi, che il nostro agiografo hn coinune COil s. Cipriano I, confermano la giustezza dell' i IIfesfalltibus 2. ]~~ vero pui che i IIli'sttlnt ilms lIOIl diversificn da 'illf(~lIsis c che quiudi ';lI/p(,lIsi,~ scmhra per sc preferibile, Ma io comprendo meglio como du ';11/('1/8;8 sinsi passnt] .IL inpensis (appunto pel' evitarc IlL tuutologiu) rho non l'opposto. D'altro canto l'uso di due aggetti vi (collie nuche di due sostauti vi 0 di due verbi) di eguale significato e di formu molto simile, pel' avere l'ullittcrazione, trovasi giiL in s. Cipriano (c. ~. l'p. 73, 10 p. 785, 22 potus salubrcs ct solutorcs).

Dove si narra (c. 4) 1:1. cattura di Giacomo e Mnrinnu, l' Ileuschou ed il Ruinart stampano : nee ttt alii« ';/1 locis II1IllS hoc aut alius stationarilts miles a.qebat, sed centuria. nam riolent« manu» et illprobn muititltdo etc. Nello stesso modo scrive il ::;11 rio , con la SOIlL variaute subceniurio (cod. Bruxell. 707-708, iuveee di sed centflrio), che 'mi dispenso dal dimostrnre sbugliata, La. clnusola sed centurio c metricamente falsa, cio che in un testo sotto questo riguardo tanto accurate bastcrehbe senz'altro a farci sospettnre di qualehe corruzione. Ora il cod. di Autun (d'accordo, 11.1 solito, con l'Eugub. cd il Corsin.) ha nee .. : unus hoc aut alius statiollarills llIilrs a,qifa~at: sed centuriollmn violenta 'manus etc., dove insicmc con III pausa dopo ceniurio sparisce naturalmente anche la clausola falsa, Iuoltre la forma a.fJitabat correggc un'altra clausolu errata miles a.fJ('I)llt riduceudolu al tipo 5 del Meyer. Non so se a qualcuno d:l.l'iL fustidio il plurale centurionum, quantunque esso reuda innegabilmentc piil perfetto il coutrapposto : al grado di un scmplice siationarins lIIi/('s 3 si OppOIlC quello tanto

I Vedi Watson The slyle of sl C!lprirrn 1" 215.

I Poco prima si ba diaboli infestantis. La ,·il'olil.ione della pnrola a breve distanza non depone centro la gouuiuita dell'infesl"'lli/,lIS, 11111 piuttosto ill suo favore, spesso aecadendo al UOStl'O autore di ripetero lin vocabolo, No il ~110 maestro si gual·tI(} sempre da simili ripetlzioni. Vedi e, gr. cJl. II, 4 1" 4\)8, n quod pater [amilias sederet, sede.v» libi ad dexteram iUIJene qui ... mnesto 1m It II sederet.

3 Gli stotionarii (cr. Ulpiau, Dig. 1,12, I, I~), su cui vedi Mommsen Ramische» Strafrectu "p. :{01 1I0t. 2; :312 not, I; :1'!1, ritoruuu» nella I'ass .. s, l'hili1lpi lleracl . :i; negli Acta ss. Datioi, Saturnini 13k. 2; nella l'ass. s« . .I~/rrJICS, ('/riOllillc otc. 4 (Ruin. pp. 3:39. 349. 364 VOI'OIl.). Gli Acta Datioi dicondo : {I coloninc llI(1gislmtibus alque all

IL CODICE AUOUSTODUNENSE.

maggiore di centurione, al numero di uno 0 di due si oppone una. mano. La difficolta stnrehhe lid fatto, che l'arresto si trova operate allc volte da nil centnrione (d. Ells. 11. e. 7, 11,22), rna non da parecehi centurioni. E nil solo ccnturione ritorna al c. 5 ne11'atto di presenziare I' interrogatorio e Ill. tortura dei martiri. Senonche non mi pare tanto strano che trattandosi di sorprendere dei cristiani, da parte dei quali si potevn temerc, se non della. resistenza I, almeno un abile tentative di fuga, si recnssero sui Iuogo, alia testa di una grossa mano di guardic, pill centurioni. S. Cipriano fn scortato al luogo del martirio non solo da centuriones, ma anche da tribuni, quantunque per solito un solo ecnturione accompagnasse i rei 2 al supplizio e sorvegliasse l'csecuzione; e quando in Roma s'cra trattato di far morire Seneca, un tribuno con i suoi ceutnrioni (Tacit. Ann. 15. 60. 61) oillam globis militlml saepsit. Se poi nella scena della tortura comparisce un solo centurione, non monta. Altro e prcsenziare l' istruzione di un processo, aItro impossessarsi di una villa creduta piena di gente chc puo resistere 0 sfuggire 3. Den e vero che le misure prese dalla polizia per operate l'arresto di Mariano e Giacomo ebbero dell' eccessivo , onde non senza forse una leggiera punta d'Ironia I'agiografo osserva : inproba multiiudo sic ad uillam quae nos habebat, quasi ad famosam sed em fidei, vOllvolarat.

ipso stationnrio milite apprehenduntur mi pare che designino iI comandante della statio, il praefectus stationibus, come 0 chiamato in una iscrizlone (Brambach 736 j Hirschfold ill Berl. Sits-Ber. 1891 p. 375). Lo stesso si diea di Aristemaco qualificato nella Pass. s. Phil. come stationarius ci"itatis.

I Degli atti di violeuza da parte dei crlstiani contro gli agenti della forza pubblica qualche volta si vorificarono. Tutti conoscono il fatto di Dionisio d'Alessandria, che, mentre veuiva tradoUo dalle guardia in cittil, fu liberate a viva forza da un gruppo di cristiani. Ad arrostare s. Pietro di Alessaudria furono spediti, secondo I"antica - rna non so quanto attendibile - Passio (ap. Migne PG 18, 456 C), lJuinque tribulli stipati militum calel""is, ovidentemente per tema di una sollevazioue. E infaUi si narra che una folia di fodeli cireondasse il careers, non permottentlo ad alcun pagano di entrarvi. Similmente a prender possesso della chiosa di Nicomedia al tempo di Diocleziano andll, come riforisce 10 pseudo-Lattanzio (I>c mort. pers. I :l), prae(cctus cum ducibus et triwllis et rationnbilibu s,

• Ai Inoghi da me citati nogli ill1i tlei ss. Lucio e Montallo p. 26 not. 3 aggiungasi Senec. De ira I, 18 centuria supplicio praepositus condrrc glatlium speculatorem iubet; De tranquill. all. 14 cClltUI"!'O aqmcn PCI'iIUl"orum t,·ohell s. Cf. peraltro Pass. Montani 10: »ideo »enisse ad nos celli" rio n e s .

3 La villa diffieilmante era piena di fedeli, Fa la polizia .' impadroni (como 0 assai probabile) doi soli tre, Giacomo, Mariano e 10 IIC.'rittoro degli A Hi.

I.A PASSIO 88. MARIANI RT IACOnl.

Ho detto francamente che un centuriono assiste alia tortnra dei nostri santi, perche la lezione accolta dal Ruin. al c. ;:) Ceniurionum et Cirfensimn malli-sfmfilms, oltre il non aver l'nppoggio del codice d' Autun, c per se iusosteuibilo. Sc l'autore a vessc volute dire che si erano uniti i magistrati di Cirtn o di Centuriones (cosa d'altra parte abbastanza improbabile), avrebbe scrittto, secondo III. giustissima osservazione del Tillemout I, CenturionensiuJIJ et Oil·tcns1U1n. Del resto Ia lozione ceniurione c confermata da altri luoghi (p. es, Ens, 7, 11, 22), dove noi vediamo i magistrnti municipali coadiuvati, in simili circostnnzo, da Ull ccnturioue 2.

In un testo come il nostro non lnscia di sorprendcre Ill. clausola piuttosto ram, che occorre I1cI c. 3, 'lui Dei scrmonem t'ideballt. 1\[11. anchc prescindcndo da citl, il dirsi di due santi posti tuttora in questo mondo che non potevano tacere, perchc redeoano il V crbo di Dio non appaga in ncssun modo. Ogui difficolta c tolta dal cod. di Autun, il quale solo, con espressione suggerita dalle sacre Scritture c usitatissima dagli autori cristiani 3, legge 'lui Dei sermoue vivelJant.

Men buona si direbbe a prima fronte Ill. lezione del cod. Augustodunense in quel passo del c. 4-: ita miro modo ct inmaculato pcr.fJendi ordine sequcbanfur illi qui [uerant 4 antecessuri, <lore tutti gli altri codd. invece di inmaculaio hanno inmutaio. Mu un pOCO di riflessione basta a convincerci che l'ill1nutato online (che vcde ognuno quanto male risponda al m i 1'0 modo) e una volgare correzione di chi non comprese il pensiero dell'agiografo, ovvcro una rcstituzione congctturale della paroln evanida 0 mutila, Perfetto era l'ordine della marcia, perche avanti a tutti andava l'autore della

I }.f,:moircs 4 p. 050. Nil di questa osservaz.o.re, lie della vnriante cenfurioJle ha tenuto couto l\Jr Toulotte Numidie p, Ill. I nosu-i Atti non si possono addurre nc pCI' provare la correttezza della forma Cellt!lriones (centro Optato che I Schism. Donat. It, p. I;;, !) Dupin, ha l'aulativo Centurioniss, nc per istabilire In vicinauza di questa citta a Cirta, come fece il Morcelfi (Ar,.iert christ. 1 p, 1:IG).

I Negli .ieta Tarachi etc. (Ruin, p, 3iG S!]!].) (l il centurio..e che presouta i mnrtid al tribunalo 0 mette bocca liberamente nell' iutcn-ogatorio. In Eusebio 11. e. G, 41, 21 un centurione istruisce egli il proccsso, Nella Icltera ,lei clero Lionoso, R(1, Eusob. 0(1. cit. 5, I, 8, il processo C invece istruito cia un tribune accompngnato dai mngistrati muuicipali, ~1tQ TI T~V i'.L).Lci?i'.~'J x.'Xi t'ld .. r.(~la':''''~~Tw~ TT.~ r.~).'w; i;~uaud".

3 Mattb. 4, 4; Lue. 4, 4.

4 Per questo false pili che porfetto iudicativo, cho ritorna aocho nl c. SUSl!Ceuente (sicuti tuerat); cf. Alii dei IS. Lucio e Montnno I). 2R not. 2.

II, CODICE AUOUSTODUNENSE.

Passio, nl quale non era. dcstinato it mnrtirio , e dietro venivano quelli chc, tul }Jalmam lJaS.~iollis clecti, per primi sarebbero asccsi al regno lId cieli (o doe ~£ariallo I~ Gincomo), cunforme nl detto di Cristo (Mattlt. I!), 30 j Marc., 10, 31) eruni nooissuni primi et primi IIOVtSSlnU.

La elausola metrica ristabilita ci c garante della bonta della lezioue 'lui tUIlC claro sub sole I fulgebat (c. 7), liL dove Ie edizioni portnvnno con espressione, fra l'altro, assai pin dura e ricercata, 'lui sub colore tunc ful,r}l'lmt ,~olis. Ed c pure III. clausola metrica restituita clio ci conferma Ill. gcnuiuita al e. 8 della lczione (comnne del resto col cod. Bruxell, 707-708) 2 all quinquogesimun prope aeiaiis annum carnis continentia puer venerat. E dico solo: conferma, perche l'espressioue nella sua. vivace naturalczza offre una pin che sufficiento prom di ortginalitu (cf, Index oerbor. s. v. puer).

Riferisce il c. 9 come i magistrati di Cirta (il cod. di Autun Ita il plurale, In cui correttezza c confemiata dal c. 5 Cirtensium magistratilms) spedirono a Lambesa i martiri elogio fo-rtissimae COIlfessionis hcnoraios (gli altri codd, adoperati ill addietro confessionis suae con danno dell'annonia), e che i martiri difficile iter clim voizmtate 3 propf'mlmllf. Cosl leggendo COil i codd. Augustodunense, Corsin. ed Eugub., la clausola del periodo risulta esattissima, mentre adottando i1 properavemnt delle edizioni , sarebbe errata. Potrcbbe tutt'al piil

I Anche il DI·UIell. Q~!)O, COli liove modiflcaziono, sub calente t. s. f. cr. CYJlI'ialli vita per Pontium c. IG (p, cvu 21 Hartol) dies ... daro sale radialus.

• Anche un'altra lezione nello "toRSO c. 7 il nostro codice ha comuno col Bruxellense cilato e con altri, cioe ut oeuli in etlm constnuter uidere non posSl'm. Henschen e Ruin. a vide!'e preferiscono intcndere, ma a tOI·tO. Poiche da nn lato intendere vizia la clausola metrica, e dall'altro xidere in aliquid, nel ~OIl~O di tlSl\ar gli sguardi sopra qnalcho cosa, corre eg!,p~iamellto. Vedi p. es, Minuc. Fel. Oeta». 32, 5 in solem »ider« non possumus. Mich. 7, IU oculi nlei vidcbunt ill eam. Ioh, Econy. 19,37 l1idebunt in qllel1l transfirerunt. - Solo invece a il nostro cod. (con i soliti due Eugub. Corsin. sconosciuti agli autichi editori) nel leggoro postqunm .. e rcitatus evigilat, lozione certamente geuuiua , come prova la eorrettszza del ritmo, II passaggio dal passato al presente in UIIO I\tO!l~O periodo ;, usato ancho alii e volta dal nostro autore (e, 4 dUIn quacrit ... perstrinxit ; dum odhortantur ... IJrodid.rnlll). come dallo scri ttore della Pass. Montani (c. 18 stabat easpectans donce l·oeet"r).

3 Non vedo per('ha 10 Henschen scguito dal Ruin. si risolvesse a mutaro voll1ntate in tJolllptate mutaxioue, invcro, cho ho trovato auche uel cod. Vindobon. e, essguita da una mana molto pili recente, nell' Eugubino. II senso e che i martiri camminavano volontarosamente, 0, como direbbe fl. Cipriano, sponl. p'·o~abant.

10

I.A PASSIO SS. lIlARIANI ET IACORI.

osservarsi che comiuclaudo il susscguente pcriodo con le parole f /I 1/(' praesull tuimoio« (e l'ioe dopo cornpiuto il vinggio), all' imperfetto properavant scmhru, per ln maggiore esattezza, preferihile il pin che perfetto properauerant del eod. Bruxell. 9290. Per me tuttavia l'Imperfetto e di una grande evidenza, mostrundoei i martiri Pl'Oprio nell'atto di compicre il doloroso vinggio. D'altronde il tUI1C non e atfatto nccessnrio di prenderlo 1\ rigorc (cf. c. G rleducllll11W ill carccrem. Tunc aitentantnr].

N el c. 12 In descrizione del martirio riceve dai tre nuovi codici diverse correzioui. Lasciamo qucllc che avrcmmo potuto esegnire eol solo aiuto dei mss. giil. noti, come p. es. cruorem J veati san.fJuinis, lezione iudegnamcnte posposta dni due nltimi cditori a {tun-rem b. sanguinis (cod. Bruxell. 9290), forse per cvitare l'accoppiamento di due sinonimi. Ma essi non avvertirono che l'espressione e di qnelle molto usitate da s. Cipriano, il qunle , come in genere gli serittori africnni, amn di far seguire un sostantivo da nn genitive sinonimo (e. g. lapsus ruinae, oencnorum virus, amiciu« oesiie, certaminis prael-iwlI) 2. Sono soli i codici Augustodun., Eugub., Corsin. a loggcrc inunensam sira.t]em (gli altri s~ru('m) corporum cumulus aceroarei, nl~ si ueghera cho l'espressiono e piu bella. Anehe palcograficamente pin facile e il passaggio da stragem (caduta la g) a struem, che non viceversa, attesa la grande somiglianza della a aperta con la u. L'unica obiezione a eui forse potrebbe venir fatto di pensare, e che 130 parola strage ritorna subito dopo: tania strage conplp.tus

I Quosto vocabolo mi ricorda !n bella iscrixione trovata appunto in Numidia tertiu idus iunias depositio c r II 0 r i s sanctOt'llnl nllIrturum qui SUlit pnssi sub pre'ide Fiore etc. (de Rossi Dull. crist, !H75 p, lG3; 1877 tav. 111 2). Cf. Ind. verbor. 8. v. crllor.

2 Watson The slyle of st Cyprian p, 232. Cf. Sittl Die lokalen Yerschiedenheiten. der lat. Sprnche p. 02 sqq. II nostro anlore stesso scri vo e. gr. al c. G circuitus nmbitum o 1\1 c. 7 »ultus oris. Un altro passo in cui Henschen e Ruin. hanno abbaudonato uoa lezione "iIi espressivn , pili adatta c, sccondo me, cortameuto gonuiua per una pili comnuo, c qnello: [rntribus v("or'em (in eambio di illccnlir:um) aemulanclae »irtuti« et quasi classicum praeconebat, IncelllivlIm in primo luogo si trova tanto nel De laude mar'tyr'ii c. 27 (p. 48, 14 Hartel), quanto nella Cypriani vita per POlltiulll c. i (p. XCVJI 24 ed, cit.), duo scri tti contemporanei della uostra Passio. Secondariamentc illcentivum si diceva proprio dei suoi eccitanti i soldati alia pugna. Anon. Pallegyr. ad Constantin. I Non tubae SOlUIII, seil etiam Spartanae tibiae incentivum aliquod (erunlur habuiss«; Cf. Forcellini Lexicon ... v. lnccntious,

1 CODD. EUGUlmW, conSI:S-IA~O), TunrCENSE.

41

alveus. 1\Ia a mio giudizio tale ripetizione, lungi dall'offendere, parrebbe voluta ad artc. III ogui modo I'agiografo, comc sopra ho accennato, non si suol mettere troppo ill peua pCI' evitaro le ripetizioni (c. 6 oireniium ... oirentibus ; [ous ... 'lnm:(,illf,1It fontis... de [onie ; c. 11 l}1'llesidis seutentia ... sentcnti« ((II inuulocrsion is ; c. 12 sacculi l}la.qlls... saeculi plat/as ctc.).

Seguitu il testo u uarrure come il carncfice aveva disposto i martiri in tanto file, ut netlll',;plicabih tierci crucnium ilium et barbanun minisieruun, Gli ultri codici couosciuti, assai peggio, expectabile o inexpectalnlc, poich« In. gcuuiuita dell'ille.11}7icalJile e provata dall'apodosi del periodo luuic sibi exp e d.it! oncm scrleris inrenit,

I luoghi esaminnti bastauo a POtTC ill luce Itt grande superiorita del codice Augustuduneuse sugli altri tin qui usati, giustiticandomi d'avergli data la preferenza ill modo da non discostarmene mai senza ragioui gravissime.

Come si e gia. rilevato, l' Italia possiede due 111SS. che conser,'RIIO molte delle huone lezioni offcrteci dul cud. Augustodunense. VUllO, il cod. seguato XVIII: A, 5 della bibl, comunale di Gubbio (nell'lilvellfario dei mss. delle tuu. d'llalia del Mazzatinti, 1 p. 143, porta, fra i codd. apparteuuti gia a. V. Annanni, il 11. 179), C Ull frammeuto - sedici pagine ill tutto - di U11 Passionario del sec. XI I scritto a. due C010llUC alquanto sbiadite su fogli membrauacei assai grandi (em. 56 X 40). 11 nostro teste, clie non giuuge a riempire 4 pagine (cioe i if. 288v - 290 dell'untico Passiouario, conformc c'Iusegna In uumerazione ill cifre parte arabiche, parte romano apposta ai margiui da una. mano del see, XI.V), fu corretto qua. o lil. da due studiosi, l'uno del sec. XV, l'altro del XVI-XVII, i quali scrissero auche in margine qualche lemma e qualche nota 2. Di lezioni proprio il codice Eugubino 3 ne offre beu poche ; csso tuttavia ci ha serbuto il testo incorrotto nei tre luoghi seguenti : c. 1 impetrarullt; c. 2 qui est Cirtensie coloniae ; c. 10 coeperani.

I Da questo medesimo frammeuto pubblicarono la vita di s. Giovanni Laudcuso it Sarti ed i Bollandisti, V. ,teta 88. Iii sept. p. 161 ~qq.

2 Le correzioui (tutte ovidontemente congotturali) di questa duo maui 60110 iudiffereuteuieute indicate 1101 mio apparato critico con >II. 2.

3 Di quosto cod. il Rig. T. Mengarolli, prosido.rto dullu Coug. eguzlouo di c8l'it:1 in Gubbio, mi ha goutilmente permesso di tl'I1I'IO una fotografia.

LA P.\SSIO SS. ~l.\nIANI ET JACOBI.

Q~cste lezioni, all'infuori della seconda, ricorrouo uell'altro cod. italiano, C cioe il cod. 777 della bibl, Corsini; Ull volume di vito di santi, scritto a Napoli ill lettera longobardu nel sec, Xl-XII. Della sua conoscenza e di una esattissima collazione COli Ill. stampa sono grato al mio amico D. Giov. Mercat! I. 11 cod. Cursiuiano, che e fratello dell'Eugubiuo, come c'Inseguano le 11 II III erose lezioni errate comuni, non ci fa restituire il testo originurio in alcuno di quei luoghi che il cod. Augustoduuense c I' Eugubiuo lasciuno dubbl,

Uu poco meuo lontauo dull' Allgustudullensc per il tempo, ma di molto inferiore per bouta, c il cod icc C 10i <lelia. biblioteca civica di Zurigo scritto nel mouastero di s. Gallo fru il secolo X e I'XI. Ne devo la conoscenzn ed una accuratissima collazioue alla gcneroslta del professore Guglielmo Meyer, al quale mi c grato di esprimere pubblicamente Ill. mia riconoscenza. 11 codice deriva purtroppo da quel mcdesimo archetipo guasto o mancante , on de provengono i due mss. Bruxcllcnsi e proveni vauo gli altri adoperati dallo Henschen e dal Ruiuart. II Turicense conserva perc in parte la grafia antica, sebbene gia. modificata qua e 111. da un secondo inchiostro (p. es. pulpitu e corretto in pulpito, inlustri in illu.stri, urgueret in urgeret) ed offre qualche luogo, corrotto bensi, ma non ancora ricorretto a sproposito. P. es. al c. 8 il fratello di Emiliano dice, con la ripetizioue, solita agli scrittori africani, di due aggetti vi sinonimi (cf. c. 1 socio perique comiiaiu ; c. 2 irfensis et i-nfestantibus; c. 10 tam lenia et tam sera otc.): Velim scire an omllibl£s vobis indiscreta et aequalia praemia rependaniur. Invece di questa lezione naturalissima, il Bruxellense 707-708 ed il Monacensc hanno illdiscrete aequalia, il Bruxell, 9290 discreta an aequalia. L'origine di tali correzioni ci e spiegata dal cod. di Zurigo, chc legge, con una semplice omissione della congiunzlone, indiscl'eia aequalia. Questa lezione fu giodicata corrotta, come infatti era, da due amanuensi, rna nessuno di cssi vide in che consisteva real mente il guasto. L'uno

4 Del cod. Corsin. 777 parlano il Portz (cho erroncamonto 10 ascrive al sec. IX) nell'Archiv d. Gesellscha(l r auer« Deutsche Geschichtkund«, Hannover 1872, p. 3\J4 ed iI \Vait7. (che uo.i mouo erroncamente 10 ascrivo, ingannato dal Mazzocchi, al soc. XIII) in Scripiores ,·trum langobard. et ital. saec, VI-IX, p. 401-402; rua no l'uuo lie I'altro acconna comechossia alia Pass; Mariani BCI·itta nei fr. I65Y-171r.

J CODD. DRUX. D2DO. VJNDOBONBNSE. IIWNACES.'1E. 43

cerco di correggere COll la minorc possibile alterazione del testo che aveva dinanzi (indiscrete aeq.), l'altro procedette con maggior libertit. ed arditezza (discreta an ac'l.).

11 tentativo piil libero ed ardito si trova, nel codice Bruxellense 9290 I del sec. XII, il cui testo e generalmente piil di quello degli altri codici dcturpato da modificazioui intenzionali , ne quindi PUQ essere adoperato senza grandissima cautela. Di codeste modificazioni una parte si trovava gia , come pare, nel codice da cui il Bruxellense fu copiato, una parte fu introdotta dopo, inter lineae, dalla elegante mann dello scriba stesso I. P. es. di Agapio e Secondino, mentre il giit. mutilo archetipo dice va ambo spiritali dlleciione, alter et carnolie continentiae sancidaie, il nostro codice porta alterute« carnalis contineniiae scmctitate con l'aggiunta sopra il verso di un ei prima di alterute«. Al c. 6 do po Addlta c aggiunto sopra la linea un inutilissimo suni. II passo (c. 6) molto alterato gia nel cod. Turicense (ouit illos deus patri dicatos [rtuerniias diebu« christi ac noctibu«, e COS! restituito: Fouet illos deus diebus ac noctwus pari dicatos christo (raternitate. All'aItro, che nel Turicense suona de gladium duci iubebat, e che da un amanuense fu poi secondo grammatica, rna contro il buon senso, mutate in de glOOio, il dotto scriba del Bruxell, aggiunse un ad se. Un terzo luogo corrotto del Turicense ci spiega una correzione sbagliata del Bruxellense, e cioe pluris liquoribus invece di puris I. II Bruxellense, 0 meglio, il codice da cui esso fu copiato, emends plttrimis. Ancora una lezione alterata del cod. di Zurigo ci spiega la restituzione stranissima cuiue vastitas disiinc/a erato E chiaro infatti che vastitas e una congettura di chi, leggendo nel suo cod ice vestitlls diatincta erat (come ha il Turicense invece del sostanti vo rliscillcta). an do in cerca di lUl vocabolo graficamentc poco loutauo da oesuiu« e che per il geuere potcsse accordarsi con l'aggettivo fcmmiuilc distincta. Ancora: di Emiliano dice il cod. Bruxelleuse 'lui ad quillquagesimum prope oetaue allnum cum carnie continentia peroenerat,

I Dcscrizione di quosto cod. ill Cutal. codd. h,,!}io!l,·aph. lat. biblioth, reaioc Bruxell., edidd. hagiogr, Bnllaudiani ~, Bruxellis IRR!J, p. 299 sqq.

t U 118 sola corruzioue 11011 apparisce trol'l'o chiaro so sia della Ilrima rnnuo, cil o a f. 97r col. I [amilia ri s , iuvece di [amilia r i t a t i s , C()~i mi scrive il p. Poucelet Bollandista, che ha avulo la cortcsia di esaminare attentameute suI codice Ie \"a'"ic aggiunte e correzioni interlinoari.

I.A PASSIO 88. MARIANI ET JACOBI.

II cum c aggiunto, perche it sempliee ablntivo che l'amanuense trove nel suo codice, come si trova iufatti nel Turicense, non trattandosi di un ablative di causa, non va. Mil di causa era l'ablativo nel testa primitive, dove non stava scritto pervenerat, si bene puer venerat. In fine l'esclumazioue 0 te merito Mariam corrotta, come nel Tur., 0 te merdo Mariani, diede luogo alla restituzionc 0 te felicem matrem merito Mariani fiJi·i.

Insomma it cod. Bruxellense deriva da un manoscritto della stessa famiglia del Turicense, rna, COI'I'cttO con grandissimo arbitrio. Alla medesima fumiglia nppartieue i1 cod. Vindoboncnse 377 (scritto a Spira ncl scc.: X-XI), di cui devo la notizia al prof. G. Meyer c Ill. eollazione alla generosita del P. Dreves.

L'altro Bruxellense I fa capo allo stesso archetipo guasto, da cui discendono il Bruxell, 9290, il Turicense ed il Yindob.; ha pero delle lezioni ancora sane che nel Turicense appariscono gia corrotte: p. e. a(l gladium, puris liquoribus, uestttus discinctus, continentia puer uenerai.

llispetto al codicc Monacense 2546 (Aldersb. 16) 2, del qnale ho anche una fotografia fatta eseguire per me dal cortesissimo signore Dr Franz Doll, bastera osservare come il testa di questo ms. (sec. XII) , al pari del Bruxcll. 9290, fa capo ad un cod. della famiglia del Turiceuse COli cui hn comuni gli errori illdolis, de gladio, peroenerai. Ma disgraziatameute csso e cosl mutilo e eosi male rabberciato, che I'aiuto ch'esso }lub rendere si riduce a qoasi nulla,

Qllesti i codici con cui io mi sono accinto a ripubblicare la Passw ss. Mariani et lacobi, lbssio che, dopo quanto ho qoalche fiducia d'aver dimostrato nelle pagine superiori, sara (ne son certo) giudicata concordemente non solo meritevole di tutte le core che io ci ho spese, rna degnissima di on editore piti felice di me.

I Catal. codd. lurgio[/raph lat. bibl. regiae Brueelt. I, 1886, p. 135 sqq.

• Descrialene di questo codice ap. O. Holder-Egger Aus miinehene1' Handlehriften in Neues Archi" f. deutsche GeschichtkunM 13 (1885) (I. 73 sqq.

p.\ssru S.\~CTOHV~I \lAH[A~1 ET L\COHI.

CODICES

A == Augustodunensis saec. IX

B == Bruxellensis 707 -708 saec. XII

E == Eugubinua saec. XI

L == Bruxellensis 9290 saec. XII

M = Monacensis S88C. XII

N == Oorsinianus saec. XI-XII

R == fragmentum Ravennas saec. VII-VIII Be == Remigianus

T == Turicensis saec. X-XI

V == Vindobonensis saec. X-XI

PASSIO SANCTORVM MARIANI ET IACOBI

I. Quotiens aliquid beatissimi mart.yres Dei omnipotentis et Christi eius festinantes ad promissa regna caelorum carissimis suis vereeundius mandant. memores humilitatis quae semper in fide solet facere maiores, quantum 5 mndestius petiverunt. tanto efficaeius impetrarunt. et nobis quoque hoc praedicandae gloriae suae munus Dei testes nobilissimi reliquerunt, Marianum dico, ex dileetissimis fratrihus nostris, et laeobum, quos mihi seitis praeter eommunem sacramenti religionem. vitae etiam soeietate et domesticis affeetibus inhaesisse. qui contra saevientis saeeuli pressuras et gentiles impetus 10

F. 28 habituri tam sublime I certamen. praelium suum, quod instinetu spiritus caelestis inierunt, in notitiam fraternitatis pel" nos venire iusserunt , non

I INCIPIT PASSIO SCORVM MARIANI ET IACOB[ A; Passio scorum Mariani et iaeobi B; INC[PIT PASSIO SCORVM MARIANI. ET IACOBI. QD EST. II. KL. MAl L; II kal. madias passio scorum mariani et iacobi E; p r idie kl, maio Pasaio beatorum mfiim Mariani et lacobi. et sociorum eorum M; ldus Magii Nt scorum mar Mariani et soclorum ej. N; INCIPIT PASSIO (+ SCORVM T) MARIANI ET IACOBI. QVOD EST PRIDIE ("~ in ras. T; Dm II V) NONAS MAIAS (NON MAL V) TV- 3 Quotiens (Quociens U) ABLMT; Quoties ENVj Quotiescumque Hensch. Ruin. beatissimi ex beatissime A mres corr. ex mris M; martires N m, di AELMTV; d[ matt. B om. omn. E et] ex E - 4 r egna ABELMNTVj regni edd. karissimie N - 5 memores + semper T; + sunt IJdd. solet facere AELMNTVj sola facere solet B potiores AEN; maiores BLMTV quantum Aj quanto ELMNTVj et quanto B - 6 modestius] molestius T petiuerunt AENV; petieruut BLMT efficatius ABM7' inpetrauerunt A; impetrarunt ENj impetrsuarunt BLMTV et (ut EN) nobis quoque AENj et nobis BM; lit nobis LTV - 7 di testes nob. (nobilissime N) ABEMNTVj nob. ill tlstes L reJinquerent T cum n pro in ras. -' ex dilectissimis AENV; dilectissimis M; unum ex dil. B; dilectissimi ffs nri 7' corr. 1J1I et dilectiseimis rrli Dris m. 2; om. ex dil. (I'. n. L Iacobo N quos corr. ex quod E michi E (corr. ea; mihi supra lin. tn. 2) MN; om. B ante praeter scripserat A pro, sed delevit - D sacramentis N

relig.] regionem N uite (In te N) etiam (~tiam N) societate (sotiet. E) et AEN;

uiteque (uitequa M) societatem BLM; uitae. qui societate (- tem V) TV om. affeetibus M - lu inhesisse ABELMTV; inuesisse N; adhaesiue Hensch. Ruin. lIOuientis

AEN; s,}uientes (seu. T) BLMTV pesuras E - II habituri A 1Ja; habiture tam]

tune M suum '"pra u«; add. L 1 m. quo E; quod "'pra lin. add. T spiritus c~lestis (eel. NT) AELMNTVj spiritue sci B - II noticiam BLMT uenilnire B,

sed ni semel delet.; deduci E add. in marg. alia m. iuseerunt] ingerunt EN.

48

PASSIO SS. ~lARIANI ET JACOBI.

quod in terris vellent coronae suae glorium pel' iactantiam praedicari, sed ut praecedentibus experimentis multitude plehis et Dei populus ad exemplum fidei possot nrruari. nee iumorito ill ob-ecuturo mihi flducia familiaris iniunxit; (luis r-nirn dubitet quae nobis in pace vitae communitas fuerit, quando

nos individua dilectione viventes unum tempus persecutionis invenerit t ;0,

2. Xam porgebamus in Numidiam simul ut SPill pel' antea, socio parique comitatu ingressi viam, quae nos all exoptatum fl<ifli ac religionis obsequium, illos iam ducehnt ad caelum. et veneramus wi JOCUlIi qui appellatur Muguas. qui est Cirtensis coloniae suburbana vicinitas, in qua tunc maxime civitate gentilium caeco furore pt officiis militarilius persecutionis impetus quasi III fluctus saeculi tumescehant, (It avidis faucibus all tentandam iustorum fidem rabies rliaboli infestantis inhiabat. unde Marianus et Jacobus beatissimi martyres certissime exoptnta divinae in se dignationis signa tenuerunt, qui

F 28' in ea regione, in qua persecutlouis tempestas turhulentius fureret, I hora iam rnaturante deducti . intellegehant sua Christo gubernante all ipsum HI coronae locum directa vestigia. namque omnes dilectos Dei cruenti el cae-

I coroue e-: coronet W 0111. pel' iaetautiam B; jitlical'i pel' iact. L, sed CUIU

transpositionis 1I0ta - 3 possit EN armari cor". SUpl'll liu, ani L f m. id obsecuturo lex obsecutoro] mihi A; ill obsacutore RN; nobilem edituram L; indolis eorum M; indolis edituro (- UI'II. V"l T\'; idem edituro mihi Hensch, /luin.; et ut uestrae mihi Re; om. uee inmerito-iuiuuxit B fiducii N familiaris "lBRMNT: miliaria V; familiaritatis L (sed :supra till, nlin , ut vid, , m, C01'l'. ris) Re - 4 qu~ lql1e N) ABELMNTl"; quill Hensch. Ruin. communitas ABE (comun, E) LNT; communio M; commonitus r - ~ om. nos L unum AENV; una BLM7' [ors, "cctitls inuenerit ABELNTV; inuenit M Hensch. Ruin, - 6 simul ill numidiam 7' numidiam cor,., ex numitiam B, e.c numieiam R; numediam N sempel' lit simul B, qui tamell ordinem ,'eclUlll nllmeris supra scriptis restituit sotio ET - 7 eomitatu A ingre88i viam ABRl.MNTV; viam ingressi Hensch. Ruin. nos] nobis T fidei ac religionis

AENV; fidei re I. BLMT; fidei et rel. Hensch. Ruin. - • illos + nero L celum

(cael. T) ABRJINTV; regnum L ueneramus AELMNTV; ueneruut B ad locum

A EN; in I. BLJITV muguas ABL V: muguis /':N; munguas M; mugias T cum i in l'llS. - 9 cui A.BL.lIN1'V est Till ras. m. fort. J cirtensis .4.Ji:N1'; circeusie BM;

cyrthensis L; cireensis V; cirensis Re et ita semptJ/·, teste Ruin. colonie ABEN;

colonia LMV; colonia" T sububana N cum u sec. ill ms. atram. 2 ciuitas ENT (E

C01'1·. tis supra lin,) maximae (maxime A) .1 T ciuitales V - 10 furore A et ofticiis (oftitiis ET) .4.BELMNTV, ex off. Sur.; et ex oft'. Hensch. Ruin persecutio EII tumescebat A cum II supra add. tiitandam A; temptandam BELMN7' V iustorum

fidem ALMT; f. iust, B; fide E - II infestitantis inibat N - II martires AN eer-

tissime A; certissima (- mi N) et BELMNTV in se dignationis diuiD~ L om.

signa E qui ABELNTV; quod M eaJ quid - 14 ea rsgionem M turbulsntius AE; turbnlsntium BTV; turbulentitl M; turbulenta ui L fureret A ELM NT V; fueret B cum r. supra add. Ora N - 15 deduxit M; dedueit V intellegebant AENV; intelJige M; intellegelil' T; om, dedueti intell. B sua] bonorum M; bonum suo (0 "t,.am. 2 T; sua V) TV direxerunt B - I~_IR intellegebant-vestigia] intellexere ipo gubernante sua direeta uestigia ad ipsum bonum coroue locum L. - 16 di in ras. 7' eruenti ABEMNTV; prvleruenti L.

PASSIO SS. MARIANI ET IACOBI.

49

cati praesidia furor per militares manus infensis et infestantibus animis requirebat, nee in hos solos crudelitatis exercebatur insania, qui superio ... ribus persecutionibus inconcussi libere Deo viverent, sed et in illos quoque manum diabolus insatiabilem porrigebat, quos iamdudum in exilia submotos, etsi nondum sanguine, mente iam martyras, ferox praesidis amentia coro- 5 nant.

3. In his ergo ab exilic suo perducebantur ad praesidem Agapius

et Secundinus episcopi praedicandi, ambo spiritali dilectione concordes, alter et carnalis continentiae sanctitate... perducebantur, inquam, non l\ poena, sicut gentilibus videbatur, ad poenam, sed a gloria potius ad gloriam, l~ a certamine ad certamen aliud, ut qui captiosas saeculi pompas in obtinendo Christi nomine subegissent, etiam mortis aculeos consummatae fidei virtute calcarent. neque enim fas erat u~ tardius quaererent in terrena conluctatione victoriam, quos iam Dominus secum habere properabat. et

.... 29 contigit, fratres, ut Agapius et Secundinus ex inlusn-i sacerdotio I marlyres n gloriosi, in eo transitu, quo ad beatae passionis suae praelium, praesidis

I militaril E inCenlil et inCeltantibul AENj impenlil (inp. T) et infeatia LT. impendil88 inCeRtil Mj impendi888t infeatia Vj impenliul et infeatil Htmle1&. Ruill. j om. infenlil et info B - • 08 E cum h ,upra add. m. e qui Inp. (erioribna in nu. T) pOI'l8C. (ae in rtJlura T atram. e) AELMRNTV; qui in Inp. pera. B_3 inconcnl8ibilea B; iiconcnl8i M libere AELMNTVj linerae R; om. B aed et in (om. in R) ilIoe quoque ARV; sed in Illos (illo E) quoque BELMNT - • in .. tiahilem AEJCRTV; inaaciabilem BL iiidudum A j iam dudum BEMTV; iidudii L; iandudum R exi. lia ABELMNTV; nilio R - 5 nondum AELMNRTV; non B martyru Aj martyI'M BLMRTVj marlirea EN amentia jjlidia L - .... coronanerat Aj coronanit B; corolllJ'at ELMNRVj coronaret T - 70mm. ergo BELMNRTV 1JdcI. omm. lao BELMNTV

ctld, lufducebantur EN; dueebantur L, ,ed per '''pra tJdd. preaidii N euptnl A;

Agapal T, ,ed cum i supra add. f atrmn. - • Ipiritali ABEMNRTVj apirituali L eoneordea AENRj omm. BLMTV,dd. - , alter (aliter M) et AMRTV; om. alter ENj alter at ('c. etiam) Bj et alterut L cum et 'wpra tJdd. PO" .. netilate adi~eti"um ,:x;cidislI. qual' landabili., praeelaru., "idit [011.. Mercali perdneebatur T cum tur in r4l.; om. M inquam] iaqua BT(T cum m ,nu.)i hi inquam M _ '_10. ptna ALj • penl& BAli a (add. m. e) poena TVj ad pena (poe. R) ENR lient]lienti TV videbatur] dncebantur N ptnam ALj penam (peni N) BEMN; poenam RTV gloriam + perdueebantnr M - II cermine E captioau eaecnli (acH AE) pompal AENR; captiuoe a iCli pompie BLMTV edd. obtinendo ATV; oplinendo BELJlNR - II eeuleos EN cum eonlummal, MT.V; eonaumalf N - II qnerere Rom. neque - quaer. E; om. neque-terrena N terrene E - .t conlactationeARj eoneulcatione EN; eolluctaetione LTV; eollnctaeione M nictorie EN - ' .... et eontigit fratrea ut AEMRTV; et eontigit ut fratrea Bj et eontigit ut (om. fratres) LRe - '5 Agabina N illlnltri ART (slJd in T m. e Con'. '"PrtJ litt. 1); muatri BELMNV .. eerdocio A - .. ad] • N beate (beat, A) AENRj beatnm BLMTV om. praeL EN.

50

PASSIO SS. MARIANI ET HCOSI.

quidem temporali potestate, sed Christi electione pergebaut, 1108h'um intrare dignai-entur hospitium. quibus tantus inerat spiritus viviflcaiionis et gratiae, ut tam sanctis et tam prncclaris Dei testibus iam parum esset quod ipsi martyrio glorioso pretiosum sanguinem destinassent , nisi etiam alios martyras fidei suae inspiratlono fecissent. horum tanta in fratres caritas (uit 5 et tanta dilectio. ut licet taciti possent tam devotae ot ohstinatae virtutia oxemplis fidem fraternitatis adstruere, tamen all stahilitntem perseverantiae latius consulentes, pectoribus nosh-is rorem trnctatus snlutnris infunderent ; neque enim tacere potorant qui Dei scrmono vivebant. nec mirum si paucis illis diebus tam large nostrum omnium mentes eorum tractatus saluhris 10 animavit, in quibus inm Clu-istus micanto gl'alia de proxima passione fulgebat.

4. Denique ita proflciscentes illi Marianum et Iacobum exemplo et magisterio suo dispositos reliquerunt, ut recentissima gloriae suae vestigia dimitterent secuturis. vixdum enirn biduum fluxerat , et ecce Marianum 15

I.'.2U' et Iacobum carissimos nostros sua palma quaerebat. nec lit allis in locis I un us hoc aut alius stationarius miles agitabat; sed centurionum violenta manus et improba multitudo sic ad villam quae nos habebat , quasi ad famosam sedem fidei convolarat. 0 exoptata nobis incursio l 0 felix et digna

I temporali AELMNR V; temporanea B; temporalia T intrare dignareu-

tur ENR; d. intrare A; interim dignarentur BLM1' V .....:. t tantus ABENR; Ian tum LU (tantii) Be (1 Ruin.) TV spiritus BEllMNTV; sp;i A i spiritualis L gratiae] gloril,l M - 3 et tam AELMNR7' (supm lin. m. 2) V; et B, am. tam - t ipso LMV

omm. ~lorioso BELMNRT pl'f}ciosum (prec. 7') M1' sanguine E eciam M- 5 martyras AU; martyres BLMTV; martires EN am. in fratres B - 6 possent tam AELMNR1'V; p. iam B obstinate (obstinatae R) ABLMRTV; obstinati EN; obsignatae Baron., SUit opinor coniecturn; obflrmatae Ruin. in ed. A.mstelodam. 1713. sed obstinatae in ed. Paris, 1689 - 7 fraternitatiss (CIIIll s sec. e,·as.) A adstruero (abstr. N) ENR Hensch. (astruere) Ruin.; exstruere (extrners A) ABLMTV stabilitate (- eN) perseusrautiii EN - • elatius EN; laeius .1l tractamus E - 9 sermono uiuebant A; sermonem (sermone N) uidebant BELMNTV Nec cOI·r. ex Nequo T - 10 diebus] diu B V; diu lam T omnium nostrum ELN tractus V salubrius EN - II animauit ABELMTV; armauit N (ut viti.) Re (1 Ruin.) xl'i micantis gratia A; aps micante (micanti LMV) gratia BELMNl"; micanti gratia, am. "ijill. T ~lssima N cum ss ill ras. - 14 disposito B relinquerunt N recentissime SIIf;! gloril,l Nom. ut TV - 15 secuturis + uia T; + iIIorum uiam B; secutores E.V uixdum AELN; uiadum V; dum B1'; vis M et ecce AELlofNT; ecce B V, am. etIS clarissimos EN querebant T cum n eras. aliis in ABEL TV; in al. Mi al. N _ 17 aud N stationarius ABLN1'V; stationarus E; stacionarius !oJ agitabat AEN; agebat BLMTV fed centurionum AEN; sed eenturio, Nam LRe1'V; subcenturio. Nam B Sur. Baron.; aut centurio' lIl; sed centuria. Nam Hensch. secutus cod. s. Jl(!ximini Treoer., qui habebat centuriaria uiolenta ABE[,N7"; uiolente (- tae V) lIlV - 18 inproba (n carr. m T nll·am. 2) AT; improba BELMNV - 19 fidei sedem lit eonuolarat BL; conuolarunt M; ccuuolarent TV; conuolaret AEN, quite si !)era lectio, verbum I.'xcidit post babe bat exoptata A V; exoptanda RELMN: optanda T.

PASSIO S8. MARIANI ET IACORJ.

51

exultatioue trepidatio I siquiclem ad nos ventum est propter hoc tautum, ut Dei rlignationem Mariani et Iacobi iustus sanguis expleret, vix hoc in loco pUSSUIUUS, fratres dilectissimi , gaudia cumulata frenare , qui alios ante biduum ad ipsum passionis exiturn a nostris amplexibus miseramus , alios adhuc nobiscum futuros martyras habebamus, quos cum iam matura divinae 5 dignationis hora fortius quaerit , nos etiam aliqua fraternae gloriae parte perstrinxit, et pertrahebamur a :\fuguis in Cirtensem coloniam. sequebantur autem carissimi nobis et ad palmarn passionis electi, quos et nostri amor clucobat et Christi iam matura dignatio. ita miro modo et inmaculato pergendi ordine sequebantur illi qui fuerant antecessuri, denique illis non 10 fuit longa dilatio; namque dum nos exultantius adhortantur , se quoque christianos esse liberiore gaudio prodiderunt. mox interrogati , cum in fortissima nominis confessione perstarent, deducuntur in carcerem.

5, Tunc attentantur numerosis durisque cruciatibus pel' stationarium

1-'. 30 militem, I iustorum piorumque carniflcem, adhibitis ill auxilium crudelitatis l~) eius centurione et Oirtensium magistratlbus , hoc est diaboli sacerdotibus,

I trepidatio ABELJllN1'Vj tripudiatio Re siquidem AELMNV; Sic quidem BRe (4( alia, sed tamen aequ,lli manu» Ruin.) T ad nos] nos I nos A, om, ad; ad uos E

propter ABELNTV; ad .ll - t dignationem ABEL TV; dignatione MN iuetus

sanguis ABEI.MNTVj iusta sanguinis eft'usio Re expleret ABELNT (T cum et ill ms, atl'am, 2) V; expleretur M - 3 possumus ABL; possum .liRe1'V; om. EN fratres dilectissimi (dilectissima 1') ABM1'V; tr. possumus EN; fr. mei L comlllata EN - 4 uiduum ltI ips" N; om, M exitus N a nostria] dug N - 5 mal'tyras Aj martyros BLMTV; martires EN mature diuine N - 6 dignationis AELMTV; dignatioue B; dignationi N hora forti us (forti tel' EN; forcius M) qU~I'it (querit MN) AELMNTV; fortine d8 quereret, om. bora, B; bora iortiores faceret & nos etiam A; e, (eciam M) nos BELMN1'V parte AELMNT (T cum e in ras,) V; pars B - '.l.lstrinxel'it EN et AE.llNTV; quia BL pertrahebatur M; .ptrahebamus N 1\] ad E munguis M; mugiis T cirlensem (certensem E, sed corr. supra lin.; cireensem M) col,.AE.\fN; cyrenensium col. B; eyrthensium col. L; cirll:t:l:ensium col. T; chirensium col, V sequebatur N; sequebantur + nos L - 8 nobis carissimi 'l'

am, ad N ~Iecli N quos ex quod atram, 2 T; qui V - 9 om. iam B; om. iam

matura M tura N inmaculato Ai Imutato B; imrnutato L; inmutato EMNTV....,

10 pergondi ex pergendo A om, qui fuerant M anteceseuri cum uri in !'QI, Bj Itlltecessores EN denique] nam M - II namque dum] Dum enim M nos] nobis EN adhortantur ABEL TV; adhortarentur M; adornantur N - It liberiore gaudio AENj liberiori g, B (cum i fin, eras.) LMTV prodiderant A - 13 in fOl'tiuima ABEN (omm, in EN) LT; firmissime ill M; inCormissima V nominisABENTV; nominis fiiiLM pl'~starent A Baron. ill ABEL.1INTV; ad Buran. carcare N - 14 attetantur A; nttemptantur BL V; adtenuantur (aU. N) EN; adtiiptaotllr MT (d corr, t T) numerosis durisque ABENTVi innumeris (cum in supra add.) dUI', L; diris, om. numerosir, .ll atantiouarium A - 15 iustorumque, om, piorumque, E atbibitis A axilium T- 16 cenluriore A; eeuturiouum B; eenturione ELNR~V; centurionem T cum m eras.; contnriarum sine causa calli. Hensch. eirtensium AELT (cirlhtensium T); cyreae,isium Bj cirensium Rej cbirtensium V - 1t.IS om, per stat-sacerdotibua M.

52

PASSIO SS. AIARJANI ET IACOBI.

tanquam membrorum laceratione frangeretur fides cui cura corporis vilis est. et Iacobus quidem , sieuti erat in virtute fidei semper austerior , qui

et infestationes iam semel Decianae persecutionis evicerat, affectavit sa non christianum tantum sed et diaconum confiteri. Marianum autem tormentis fecit obnoxium quod se lectorem tan tum. sicuti fuerat, fatebatur. quaenam r. ilia tormenta! quam nova, quam diaboli venenato sensu et deiciendi artibus exquisita supplicia! pependit Marianus ad vulnera , eoque martyri etiam

in ipsis lacerationibus suis affuit gratia, sic torsus est, ut illum exaltaret

et paena. nexus autem qui pendentem gerebant, non manus, sed summos apices pollicum vinxerant, scilicet ut digitorum tenuis exilitas plus in 10 ferendis membris ceteris laboraret. addita etiam pedibus iniusta pondera,

ut dum discordantibus poenis utrimque distracta et viscerum convulsione resolute, de nervis suis totius corporis conpago penderet. nihil egisti iuxta Dei tempI urn, iuxta Christi coheredem, nequitia gentilis. suspenderis lieet membra, concusseris latera, divulseris viscera, Marianus noster in Deum Jr.

(0'. 30· fidens I quantum corpore, tantum et mente crescebat, victa denique feritata

I tiiquam A; tanqnam BL; t'iqua N; tamquam EMTV; tamquam I!i Htm6ch.

Itui". laceratioD8 N eorporia cura L uilia] uigilil Nest uilis V - • lecuti A; sicut Jl erat] erant N om. in M fidei uirtute L; u. semper fidei B uirtnti N austerior (ast. V)] rernentior M - • infestinationes A deciant (detiaDt E) perseeutionie AELMV; dipDe peri. N; uanae (corr. ex deuaaae) pers. T; uane pers. B euicerat] deuicerat N atrectauit BELNTVj afectauit A; deliberauit M Ie non 118 T - 4 tantum i" ra •. B &CODum A; dyaeonum B; diaconii EN; diaeonllm LMTV antem] igitur primo M - 4.5 tormentis fecit (fecerunt M) ABELMNTV; fecit tormentia Renlch. Ruin. - 5 quod AENV; qui BLMT sieuti (sicut EN) fnerat ABELNTV;

sicut erat M- quaenam] QUt tam M - 8 quam nova iteraoit E, sed .lImel del.

Dona (qnam era •• ) diaboli ueDato (ne 'upra lin. add. m. 2) 7' om, quam .ec. N uenenatu (- atue N) EN deitiendis Ej deiciendis N; decipiendi L, .ed '"pra lin. CO"". deiciendi - 7 esquiaita + fuere edd. eoque AEN; et qnt BLTVj et quia M martyrii,Bj mar.tirio EN - • omm. suia BLMTV atruit corr, ex adr.

m. 2 T sie] IIi N torsus A V; tortus BELMNT ilInd EN exultaret V

- D autem ABENTV; enimL s~prtJ lin.; Damque M gerebant AENV; gare-

bat BLMT - Iu policum EM uinserant A V; uinxerat BE (sed E cum n .upro add.) LMT; om. N - ".It inferendis N - II addita + sunt L '"p"a lin.; Addit ENV; adduntur M etiam ABELNTV; quoque M - II ut dum AEN; ut BLMTV om, poenis T utriqua EV; utrimque MT (T ex utrumque}; utrinqne L; utrumque (utriique B) ABj utriusque N a eonvulsione N distracta BLMT; diltric A; diatricta V; diatincta EN - II toeius B conpago (cor,.. compo atram. 2 T) AENTV; compago BLM pendere N Nichil BEMN iusta ..• iuxta] iusta ... iUlta N; ad .•• ad M - 14 spi eoheredem ABEMNTV; dl cohered. L luapendideris B nilCera + denadaneris EN - 18 quantum corpore AELNVj q. C. torquebatur BT; q. C. deficiebat M; q. c. patiebatur Sur. tan tum 8t AENV; tantum, om. et, BLMT deniqoe AELMNTV; Dique B.

PASSIO SS. MARIANI ET JACOBI.

53

torquentium, rursus in carcerem de triumpho suo multum Iaetatus includitur. ibi cum Iacobo et ceteris fratribus gaudium victoriae dominicae frequenti oratione celebravit.

6, Quid nunc, gentiles? creditis christianos sentire carceris poenas

ot saeculares horrere tenebras, quos manet gaudium lucia aeternae? spi- II ritus cum tida spe venientis gratiae caelos mente con plexus. suis iam non interest poenis, secretam licet suppliciis quaeratis et abditam sedem, graves antd caligantis horrores domumque tenebrarum, tidentibus in Deum nullus squalidus locus, nullum tempus trlste sentitur, fovet illos Deo patri dicatos fratres diebus Christus et noctibus. etenim Mariano post illam vexationem 10 corporis altius in soporis tranquilla resolute quid divina dignatio ad tiduciam spei 'salutaris ostenderit, expergefactus nobis sic ipse narravit: Ostensum est, inquit, mihi, fratl'es, tribunalis excelsi et candidi nimium sublime fastigium, in quo ad vicem praesidis iudex satis decora facie praesldebat.

I carcere BEMNTV letatul in ra •. B - 1_' rursua-Inelud.] ruraul de triumpho IUO IVtulI multum in carcere includitor L - I ibi ALTVj ibique BEN; obi M ceteril corr .• x ceris E; "eliql1is LMV gaudium] gaudentiii B - a frequente oratione B oration., N - 4-' eentire·tenebru] temporalol carceris tenebras horrere Jl- • tenebraa horrere T, •• d cum transpositionis nota quos] quod N - 8 Ipiritul cum] Spiritol enim &Corum Jl fida] fide ET speue mentis gra N j spe uenientis gratie Bin "0'.; I, u. gri E; I. uenturv gloriv Jl e (V N) celo EN eomplexans M iam Ai suie iam BENT V; luis, om. iam, LM ii supra add. M - '7 ter ellt E om. poenis EN lecra E; eecreta N supplitis, (subpliciaque N) EN quaer. et abd.] satis et abdita N grauell (- ill EN) AELMT Vi graueaque B i graueacenteaque Be - • anthri caligantill •• ; antri (eentri JlV) cal. BLMTVj antri et calligantil E, sed corr. m. 2; a. et caligatiR N ealiginill R. herrores A; horrore EN; horroree BLMT (corr. supra lin. atram. 2 .x horrorem T); horreres V tenebrarum +ac L deum] dnm EN - • Ipaiidul L loeus AELJlNTV; loci B - '_10 fouet iIIOlI dno (Oils N) patri dieatoll (dieatos A) ffij diebus xps (xVi N) et noetibus AEN; (nuet (fouit TV) iIIos ds patri dicatos fraternitas diebus XVi (xjiii V) ac noetibus BTV; Fouet iIIos de diebue ae noctibaa pari dieatos xl'o frateroitate L; Fouit iIIos fraternitlll dlebus XVI etiam noetibus M; Fouet illos Deo Patri dicatos fraternitu Chrillti d. ae D. ~dd. - 10 mariano AEMNTV; marianull B; om. L - II eorporis + Mariano L om. altiull in sop. N sopori. (corr. ex soporee A; om. in sop. E) tranquillitate (- to A) A EN; soporil tranquilla BLJlTV resolutue B fldutiam BE - II salaalutatarill A e:r.pergefactoll (expel'rectull ELM; expe rectull N; expergitur T) nobis sic ipee ABELJlNTV; experrectull (expergefactul Sur. Baron.) lie ipw nobil .dd. - II mihi fro inquit ( •• d A Cf'lJIUpon.nd. notat i, m. fr.) AB T, mihi (michi M) i. (inquid EN) fro ELJlNV teibanal candidum et exceillum Jl exelai A - 13.14 nimium-praelidebat] in qoo iudex residebat Jl, rd. om. - II in quo (A scrips. quod, sed d d.l~"it)-decora faeiv (fatie E) j)aidebat (pres. N) AEN; in quo ad uicem OOUII (omm. unus TV) jjeidebat (p.ideat V) BTV; in quo qoidam ad uicem iudicil ji.idebat L Hmsch. Ruin.; P.t""

Damian", post decora '-git (ort, in suo cod. et honesta uiee EN.

51

PASSIO S8. MARI.~NI ET IACOB:.

illic erut catasta non humili pulpitu , nee uno tantum ascensibilis gradu , sed multis ordinata gradibus et longo sublimis ascensu. et admovebantur

F. :·H confessorum singulae classes, qUM iIIe iudex ad gladium duci I iubebat. ventum est et a.l me. tunc exauilitur mihi vox clara et inmensa dicentis :

Marianuui applica ! at ascemlebam ill illum catastam. et ecce ex inproviso :; mihi sed ens ad dexteram eius iudicis Cypriauus apparuit et porrexit manum

et levavit me in altiorem catastae locum et arrisit et ait: Veni, sede mecum. et factum est ut audirentur aline classes, me quoque assidente,

et surrexit ilIe iudex et nos eum deducebamus ad praetorium suum. iter autem nobis erat pel' locum pratis amoenum et virentium nemorum laeta 10 fronde vestitum , opacum cupressis consurgentibus in excelsum et pinis pulsantibus caelum, ut putare s eum locum pel' omnem circuitus ambitum lucis virentibus coronatum. sinus autem in medic perlucidi fontis uberantibus venis et puris Iicoribus redundabat, et ecce subito ab oculis nostris ill" iudex recessit. tunc ihi Cyprianus flalam, quae super marginem fontis I" iacebat, arripuit, et cum ilium de fonte sitienti similis inplesset, hausit, et

I era A catasta + oxcelsa M pulpitu .4.NT (sed all'am. 2 carr. pulpito T):

pulpito BL V; humili pulpito corl·. humilis pulpit! E 711. 2 ascenslbili AEN7'V; ascerrsus B; cscensibilis L - t lougo AEI.N; longe BTV - 1_' non bumili-asceusu] et multis asconsibilis gradibus ill amouebantur AN - 3 singuli A; singulae (- Ie N) BELMNTV; singulorum Hensch. Ruin. ed. Paris. 168[J ad gladium ABEN; do gladio <+ ad se supl'a lin. add. L) LMV; ,Ie gladinm T - , uentum est et ad me A; omm. BELMN7'V edd. tunc "lELMN; tum Bll1l7'V exauditur ABEL.1INTV;

esandita est Re am. mihi M iumousa AETV; imellsa B; immeusa L cum m

SUpl'!! (ldd.; .0111. et inmeusa ,11 mihi diceutis M - 5 om. iIIam M cathastam L

iuprouisu N - 8 eius] eiusdem L v. sedeus ad dext, eius iud. M post apparuit

scripsit cyprianus AEN7'l'; ciprianus BLM apparuit mi A et porrexit m.

Ilt] et poirigens m. J,[ - 7 Iouauit me AM7'; mo leu. BELNV an-isit (adeisit T)

et ait AELReTV; arridons dixit B; et ait, om. et arrisit, M; ICI·ibelJd . .,id. ar.·is't ot dixit - 8 adeidente EN -lIno~ eum deducebamus ALMTV; n03 ducebamus eum B; 1I0sque eum ducebamus EN - to prati amoennm (ameli. E) AE amoenum suprll till. add. al:oam. 2, sed Ill. [orsitan 1, T uirentium AEN; uiridantium BLMTVII om. opacum JI cupressis (cupressi A) ABL; cipressie ENV; cypressis .117' oxcels'ii T corr. ex excelsis I m, pinis AELMNRe V; pinnis B 7' - It ut ABELNV; et /liT omnem circuitus ambitum ALN; omnes (oiilis E) C. a. BETV; omuem in eircuitu ambitum M; omnem eircuitum ambitus Re - t3 lucis] locis EN sinus] Sin V sinus autem in medio] In medio autem (uero M) MRe. omm. antem EN perlucidi fontis ABELNT (add. in 711ar!J. m 2 T) V; perlucidus fons MRe. uberautibus ABENT; esuberautibus LM; superantibus He V - It nenis E et puris ,"BERe.; sed p. N; et pluris T; et plurimis LV licoribus A; liquoribus BEL T; IiqUDris N; am. et P: Iic. M et ecce] Ecce E - 15 tUIlC ibi (ibit N) AENVj tunc, am. ibi, BLAIT edd, ciprianus B in ras. fialam ABELMNT V, phialam edd. fo.itis margiuem M - 18 am. iacebat N c. i. (illo N) de fonte sitienti (sitientis EN. scd ill E s fin. del. m. 2) similis inplesset (impl. EN) AEN; c. i. de fonte (+ sibi 7') impl. BReTj c. i, de Con tis riuulis (similis V) impl. L Vj hauriens de Conte .ll.

PAS!:;)O SS. MARIANI ET JACOBI.

55

inplens iterum mihi porrexit, et libenter bibi. et cum' Deo gratias ' dicerem, excitatus, inquit, mea voce. surrexi.

7. Tunc Jacobo quoque in recordationem rediit quod hnnc sibi signiflcasset cornnam rlivinne dignationis ostensio. nam superioribus diebus cum

F :lIY eiusdem carrucae vehiculo Marianus I et Jacobus et cum his ego viam com- 5 muniter cnrperernus , ad medium fere diem inter ilia itineris confragosa mirabili et alto sopore correptus, postquam a nobis interpellatus et excitatus evigilat. Perturbatus sum, inquit, non sine gaudio meo, fratres ; sed et vos mecum gaud ere debetis, vidi, inquid, iuvenem inenarrabili et satis ampla magnitudine, cuius vestitus disclncta erat in tantum candida luce, ut oculi 10 in eam constanter videre non possent. cuius pedes terram non calcabant et vult us oris super nubes erato is cum transcurreret, unam tibi, Mariana, et unam mihi zonas purpul'eas in sinus nostros iaculatus est et ait: Sequimini me cito. 0 quietem vigiliis omnibus fortlcrem ! 0 quietem, quam feliciter dormiat quisquis in fide vigilnt! quae terrena tantum membra 15 sopierat, quoniam videre Dominum nisi spiritus non valebat. quantum exultantes quamque sublimes animos martyrum fuisse credendum est, quibus

I et inplens (impleue EMN) iterum AEMN; et iterum implens B; et implenit iterum et LT V mich porrexit E; porrexit michi M cum djj gratias dicerem AEN; cum do (dum cum eo 111) gratia •• gerem DMT; cum do gratias agen8 (.gerem V) dicerem LV - t excitatull (in E e:r: exitatus m. 2) inquit (inquid EN) mea (in ea T) uoco Burrei (surrexi RT; surreait EN; euigilaui M) ABEMNTV; 8J:C. m. II. surrexi, om. inquit, L; 8J:C. inquit surr., om. mea uoee, Re - 'quoque BELMNTV; om. A in] ad EN hanc I!ibi AELMl\"TV; sibi hanc D sibi + signiflentionem N corona N - , diuina dignatio M cum + in Jl eiusdem ABELNTV;

cuiusdam 111 carruce uegieulo N - 5 0".. ~lal'i3nns-bis ego M conmuniter T

- 8 earcsrem A.; caparem EN; carperemus LMT V; caperemus B diem] dum E,

sed diem supra lin. eorr. m. 2 ytilleriB E inter il. itineris] interdum iter N inter-mirabili et] in ipso itinere M - 1 .. pore Nom. postq. an. interp, E _ 1..4 esc, euigilet A; exeitatus (exit. N) euigilat EN; excitatue est euigilauit D; esc, euig·. lauit LMTV edd. - • om. sum N ffi (fMII Jl), om. meo, EM om. sed M; om. et E - , om. mecum EN iuquid AEj inquit BLJlNTV - 10 uestitus disci". cta A V; nestitns dieeinctus B; uestitue distinetus EN; uastitas distincta L; uestin.s distinct" ReT candidns V - '_10 lnenarrabili-luce] tlnla claritale fulgentem 111

post luce erei"it, aut eyo (allor, adiectie., qual. praefulgene - II in eam ABL; eam ENRe; in eum MTV uidere ABEMNReTV; intendere L euius ABETl'; Huins L; Cui N terram] dexterii N - II horis eius A; oris (boris N) BELNT'1j - 11.11 cuius pedes. erat om. M - It His E; etelJ his N traoscurreret] hansi. et M unam] una N - 13 purpuream ZODam Re Dlos corr. in E eupra lin. ex ui'08 m. 2 - 13.14 et ait] le!lend. (ort. aiona - 14 quietem pr.] quietum Tom. quietem sec. M uigilis V - II quam (qna V) feliciter dormiat (dormit M) AEMNTV; in qua felieiter dormit B; qlla fel. dormit L quae] qui LV tantum] tanto N - .8 sopierat ABENReTl"; sopierit L (eorr. supra lin. ez sopierat) Hettsch. Ruin. quoniam] qru N uidere dominum (dniii E) AENj uidere dum BLTV spiritus] spu N ualebat AENRe V; nalebit DLT - 15.11 qnae terrena·,·alebat om. 111 - ".17 quantum-est] Qua:ltum (Til. dimus exultasse M - 11 (uiRe ((uiRet N) AEN; e88e BL TV.

56

PASSIO S8. MARIANI ET IACOBI.

in sancti nomims confessione passuris et audire Christum ante contigit at videre offerentem se suis quocumque in loco, quocumque tempore. non fuit inpedimento vehiculi promoveutls inquieta iactatio, nec dies medius

F. 32 qui sub claro tunc sole fulgebat. nulla noctis expectata secreta sunt: I novo

genere gratiae martyri suo Dominus novum tempus visionis elegit. l'>

8. Nec in uno hoc aut alio fuit ista dignatio. namque Aemilianus, quamvis equestris ordinis gentillter haberetur, unus tamen in carcere et ipse de fratrlbus, qui ad quinquagesimum prope aetatis annum carnie continentia puel' venerat, contiuuatis ill carcere gemina superpositione ieiuniis et orationibus saepe repetitis, per quas rlevota mens pasta in IQ alium diem sacramento Domini parabatur, in somno die medic reclinatus, InOX, quiete discussa, talia nobis suae visionis arcana patefecit: Producto mihi, inquit, e carcere homo gentilis, hoc est frater meus carnalis, occurrit.

I sancti (scls N) nominis AELNV; scimoniis BT; pro sui nominis Jl ante XI'IO T, ,ed m. 2 ante delevit et pOlt xpm denuo .cripsit - t ut E, ud '''pra lin. corr. et m. 2 !ferentem E, sed m. 2 add. 0 supm lin.; e!ferentem N omm. quocumque (quoq; N) in loco BLTV edd. quocumque tempore ABENTV; quocumque eHim tempore L, add. in marg se eis obtulit - 1_' et audire-tempore om. M - 3 inpe. dimento (imp. LN) AELN; impedimentum B7'V non fuit inp.] quos a uisione sui !&Inatoris impedire non potuit nee Jl u. (uegieuli N) promouentie ABMNTV; uehieulisprom. E, .ed litterae s m. 2 adscripsit e; se promou. L edd. iaetacio BJl; iactantia N; iactatione T - 4 sub clare (calore T; ealente LM) tunc sole fulgebat AELMNTV; sub calore tunc fulgebat solis B edd. nulla ABENT; nee una L; Non enim M expeceata A 1I0UO] sed nouo M - 5 gra genere EN mal·tyribuB suis M . suo carr. ex suos A nouum opus B visionis] uisitatlonie JlV - 6 Dec in uno hoc aut (+ in N) alio AENj nee in unum aut in alium B; nee in (am. in V) unum aut ali urn LTV; Nee tam en semel ant bis M diguatio + led frequentior M namque ABENTV; nanqno L; nam M milianii EN; Aemilianlll+ quidam LJl- 'eqllestri (~q. N) EN hordiuis A am. gentiliter B - 7.,8 unus

tam. in care. et ipse de fr.] unus tamen et ipse de fr. qui el'ant in careere M om.

unus taman-qui ad B - • ad quinquag. ELMNTV; a quinquagesimum A earnis

ABENTVj cum carnie L [cum supra lin. add.); in carnis M - • puer uenerat (erat N) ABENj' peruenerat (+ dum M) LJlTV eoncontinuatls E am. gemina superp. M - 10 serepetitie E (ante se m. 2 add. a) repetitis + inaisteret M quas ABELJlNVj quos T; quas eius Hensch. Ruin. douota A paseitur AEN; pastus B; pasta L; pastis TV; am. M - 10_11 in aliun A; et in alium EN - II sacramento dni AL; ex saeremento di dlii EN; sacramento (0 in T e» i m. 2) di dni TVj et sacramento di B

parabatur ABLT; paratur EN in alium-Domini] diuine reuelationi M somno]

sonii Nj somnurn V die medio AELMNTV; media die B reclinatnr A; rec1inatul (+ est Jl) BELMT (u corr. ex i T) Vj renatus N - II mox AEMV; mos N; uoz BT; rnoxque L; uixque Be diseusse EN archana (h del. T) patefecit (petefecit A; paLaeCecit T) AELNTV; patefeeit archana B; archana reuelauit M producto ADLMNR,TV; Perducto H,nsch. Ruin _13 mihi (michi N) AELMNV; me BT in., quiet A; inquit BELJlNTV a A; e EN; de BLJlTV inquid (in Em. 2 supra

lin. carr. t) mihi (michi N) EN hoe elt ABELJlNV; id est T.

PAS810 88, MARIANI KT IACOUl,

57

IS In res nostras admodum curiosus, insultabunda voce perquirit. sciscitans quatenus nos in illis poenalibus tenebris et inedia careens haberemur, cui responsum dedi. milites Christi et in tenebris clarlssimam lucem et in ieiunio cibum saturabilem Dei habere sermonem. et cum haec audisset, Scitote. inquid, quod omnes vos qui in carcere hahemini, si obnixe perstabltis, 5 manebit poena capita1is. at ego qui verebar ne cnnpositum luderet fraude

F, 3:c:Y mendacium , conflrmare votum meum volui, et Vere, inquam , I patiemur oumes l at ilIe rursus affirmat: Gladius vobis et sanguis in proximo est. sed velim scire, inquit, an omnibus vobis qui vitam istam contempnitis indiscreta et aequalia munerum caelestium praemia rependantur, cui respon- 10 sum dedi: Non sum idoneus huius tam mflgnae rei ferre sententiam, attolle, inquam, oculos paulisper ad caelum; iam videbis innumerabilem turbam micantium siderum. numquid stella omnis pari luminis honors praefulget'

et tamen lumen omnibus unum est. ad haec ilIe curiosius iterum quod interrogaret invenit. Ergo si qua discretio est. inquit, qui vestrum sunt in pro- 15

, in res AELMNV; res, om. in, BT ecW. admodum BELMNTV; ammodum A

insujtabnnda A eiscitaue E - I quatinns L in (omm. in EN) iIIis (+ nos T)

poenalibus (penal. ELMN) tenebris AELMNTV; penalibus ten. in illia B haberemur AELMNV; haberemus BT edd. - 1_3 cui responsum dedi (dedit E) AELNTV; cui respondi BM - 3 om. et post xpi M - 4 cii cibii E saturabilem ABELNT V;

vternum M audisset A; audiret BELNTV edd. - 5 inqnid AENV quot E

om. omnes B qui ALM; quique BT (1' e» quicllque) V; quicllque EN habemini

post col. odd. aliI! m. T obnose EN porstabitis .lBEN7'V; perstiteritie L; perstatis M - 6 manebit AEN; maneat BLMTV poua et EN ego] ergo N voraobat E compositua N ego qui-eompositum in ras. B_' mendatium BET (sed in T corr, calrom. 2) - 6_' eomposlto frail de mandacio michi ilIuderet Mom. luderet-mendacium N - , Et uere A V; nero, om. et , BELMNT patiamur MVI rursue AELMTV; runu B aftlrmat (ex adf. atrmll. 2 T) AJITV; adfirmat EN; aftlrmana dixit BL edel. vobis et a.] nobis et sanguinis Nom. et sanguis !l1- 9 scire inquit (inquld EN) AEN; scire, om. inquit, BLMT omm. istam BLMT edd. contempnitis ABELNMV; contemnitis T - 10 indiscrcta et squalia (A scripsera: icequalia, sed in dele"it) AEN; indiscrete equalia BM; discreta an equalia L; indiscrota equalia TV rapendatur A - 1o_11 responsum dedi (dedit E) AELNi respondi BMTV - " sum idon.] sui donns N huius A V; omm. BELMNT ~dd. ferre aententiam (consentiam A; sentonti. EL) AELMTV; proferre sent. B edd. altolle ABELMNTV edd; legend, fort. at toile - It oculos paulispar (panli.p A; palisper N) ad celum (CVlum L; caelum T) AELNTV; oculos ad celum, om. paul., BM; ad caelum paulIisper oculos Rensch. Ruin. uldebitis .1. turbam] multitudinem M - II siderum AELNMV; ayderllm BT Niiquit E stalla omnis (litenii oms N) AEMNTV; steUa, om. omnia, B; stellae omnes L luminis honore (honora N) ABENTV; lumine LM prvfulget (pref. B; jjfulget E) AEBNTV; jifulgent L; refulget M- 14 lumen omnibus unum est A; omnibus lumen unum est EN; 0,1. est,onl. unum, BLM7'V; scribend. opinor ot unum tamon omnibus lumen ost Al iIIe h~c B; At h~c (hec E) ille ET euriosius (curiosua E. sed cum i supra add. t nI.) AELMNT V; om. B; curiosua edd. om. iterum M quod AELMNTV; quid B - 15 discretio E, sed c sec. delel. inquid N qui] 'ld N qui suut uestrum st L, sed nolala "'ansposiliona 61 sl deleto,

58

PASSIO SS, MARIANI ET IACOBI,

merenda Domini voluntate potiores l Nimirum, inquam, prae ceteris duo, quorum nee tibi dicenda et Deo nota sunt nomina, novissime incumbenti acrius et perscrutanti molestius, Ii sunt, inquam, qui quod difficilius et tardius vineunt, gloriosius coronantur ; et propter hoc scriptum est: Facilius

intrabit camelus per foramen acus, quam dives in regna caelorum. s

V. Post has ostensiones in careers etiam diebus paucis commorati, producuntur in publicum, ut ens Cirtensium magistratus elogio fortissimae confessionis honoratos transmitterent cum parte iam damnation is ad prae-

F. 33 sidem. et ecce un us e circumstantibus fratribus nostris omnium in se I gentilium convertit oculos, quod iam per gratiam proximae passionis Christus 10 in eius ore et facie relucebat. cum que ex eo turbulentis et furentibus animis quaereretur an eiusdem et ipse esset religionis et nominis, rapuit tam dulcem promptissima confessione comitatum, sic elogiis suis beati martyres plures Dei testes, dum ipsi ad martyrium parantur, adquirunt. et iam transmissi ad praesidem, negotiosum ac difficile iter cum voluntate 15

( dill A; dl BELMTj dei NV uoluntatii N inqua preceteris N - , tibi]

inter N et do ABEMNTV; do enim L nouissime AELMNTV; nouissimi B - U ineumbenti actius (acrius in margo add. L) et perscrutanti ALMTVj incumbentes acrius et perscrutantes B; in me conuenit aerius et perscrutanti EN; incumbente a. et perscrutante edd. recte opinor - 3 molestius + est EN ii Aj hi BELMNTV

quod AE Vi quo BLNT; om. M difficius N - 4 tardius (tradiue E; corr. 'Up"4

lin. m. 2) ABEN; rarius LM1'V uiucunc A j iuncunt N; uincunt + sed tamen

dum uincunt M glorieius E hoc ADELMNR.TV; has Hensch, Ruin, - • intrauit A - U Faciliua-eaelorum] cf. Aug .• p. 157'; Facilius est camelum per foramen aeu transire. et cetera B - 5 diuites N regnum EN - 6 omm. etiam BT diebus paueis AEMNj pauculis diebus L: diebus pauculis DTV commorati] quod memorati N - '7 om. eos E cirtensium AEN; cyrthensium BLj circensium M; cirtbensium TV - 7JJ elogio (eologio 7') fortis8im~ (- me N) confessionis (- oni N) houoratos AELMN7'Vj eulogio confessionis sue bon. B - a tranBmitterent AEN; transmitteret BLM; transmittere. Vt TV om. iam B dampnationis ABELMN, et ecce] Ecce V; Et dum producti fuissent M e cicunetantlbus B, om. frltribus j circumst. E, om. e - (0 quod iam] quid iam E; qnoniam M per supra add. A passionis AELMNReTV; confession is B - II eius ore (hore E) AELNTV; ore eius B; om. oro et M ex eo + non minus Be feruentibus BLNTVj inferuentibus E; om. et C. M - (I et ipse einsdem esset EN; esset et ipse Mom. et nominis M - (3 tam] mox M promptissime confessioais A j promptiseima conCessione BELMNTV comitatu N elogiis AELMNTV; eulogiis B - (3..14 beaLy martires E - (4 ad martyrii E adquirunt ALNTV; adq.i1 E; acquirunt BM - 15 om. iam M negociosv B ae difficile] addifficile E (m. 2 supra d pro corr. c) j difficillimum M, om. negotiosum ac netiosum N iter] onT N cum uoluntate ABELN (in Em. 2 corr. uolupt.); uoluntarie at cum magna cordis alacritata M; cum uoluptato TV Hensch. Ruin:

PASSIO SS. MARIANI ET IACOBI.

59

properabant. tunc eos praesidi admotos iterum Lambesitanus career accepit ; haec enim sola apud gentiles hospitia iustorum.

10. Interim per dies plurimos effusions sanguinis transmittebatur ad Dominum numerosa fraternitas, nee pervenir« ad Mariani et Iacobi clericorumque victimam rabies insanientis praesidis poterat, laicorum tam multis 5 occupata vulneribus. nam ita inter se nostrae religionis gradus artifex saevitia diviserat, ut laicos a clericis separatos temptationibus saeculi et terroribus suis putaret esse cessuros. ergo carissimi nostri et fldelissimi miJites Christi ceterique de clero contristari aliquantulum coeperant, quod, laicis certaminis sui laude perfunctis, servaretur sibi tam lenta et tam 10 sera victoria,

11. Tunc Agapius qui iamdudum marty rio suo consummatae : fidei sacramenta perfecerat, qui et ipse cum Pl'O pueJlis I duabus Tertulla et Antonia, quas sibi carissimas ad vicem pignerum diligebat, repetitis frequenter precibus oraret ut secum et ilJae Dei dignatione martyres flerent, 15 retulerat meritorum suorum tali revelations flduciam, cui dictum est: Quid assidue petis quod una oratione meruisti I is ergo Agapius agenti Iacobo in careers per tempus quietis apparuit, nam sub ipso ictu passion is, dum

I properabaut AEN; properausrt B; properauerant LV; pr'operauef' M; properauerat 7'; properaverunt edd. admotos (admotus AM; amotos EN) iterum lambesitanus career accopit AE1IIN7' V; admotos iter'v lambesitanus accepit B; admotos iterum iam bis usitatus career accopit L; admotos, iam his eis notus, bis usitatus lamb, carcer accepit Hensch. Ruin. - I haec + sunt BELMN7' sola supm lin.

add. L aput 7', sed corr. 2 alram. apud hospieia BM; ospitia E - 3 pluri-

bus A elfusione + sui M transmittebat N - 3_4 ad dnm ABMTV; ad enm E;

ad dni LN - 4 frutemitas ABLNTV edd.; Iratemitatis E; fratrum multitude M ad mariani et iacobi AEN; ad iacobv et marianum B; ad iacobi et mariani LTV; om. M - 4_5 clericorum M - 5 uictimarrabies E iusanientis ABELNT V edd.; insani M laycorum AN - 6 narn] lam EN om. ita Mom. gradus E - 7 seuiti\! M dimuiserat ...v cum m delet, acclericis AN; a clericis BELM1' V; clericis, Olll. a, Hensch. Ruin. om. temptationibus saee. et M - 8 putarent EN; putarst + facilius M e.se] se T censuros BN ergo carissimi (kmi L; karissimi NT) nostri (~upl'li lill. add. T)-coeperant (om. LT)] Tunc clerici contristari ce~unt aliquantu-

111m M aliqllallt:i EN ceperant EN; coeperunt 'ABLM1' edd.; om. V - l°l'el'-

fuuctis E talenta A V; tii talenta N - 12 Agabius N iildudus E, sed us cOI·r. ii

f m. consummate (consumate EN) ABELMllel'V; consummate Hensch. Ruin. - 13 omm. qui EN om. pro E - 14 om. sibi car'. M ac uice E; uice N pigne-

rum A; pignorum BELMNTV edtl. repentas E; repontis N - 15 ut] Et V mar-

tyras A - I~ rettulerat A; retulera N dignatione A EN; reuolatione BL.uTV fidutiam (+ releuatam M) B.lfT cui dictum est AEN; omm. BLMTV edd. - ., His E - 17_r8 agonti in carcere iacobo A; a. iac. in care, Bf.:LMN1' V - 18 sub ictu (subito E) passionis ipso AEN; sub ipso ictu pass, LMTV.

PASSIO SS. MARIANI ET IACOBI.

expectatur carnifex, Et bene, inquit Iacobus , ad Agapii ceterorumque martyrum beatissimorum pergo convivium. nam ista nocte, fratres, Agapium nostrum videbam inter omnes alios laetiorem, quos una nobiscum Oirtensis career incluserat, sollemne quoddam et laetitiae plenum celebrare convivium. quo cum ego et Marianus quasi ad agapem spiritu dllectionis et caritatis 5 raperemur, adcucurrit nobis obvius puer, quem constabat esse alterum ex geminis ante triduum cum matre conpaesis, corona rosea collo circumdatus

et in manu dextera palmam viridisslmam praeferens, et Quid prcperatis] inquid i gaudete et exultate, eras enim nobiscum et ipsi cenabitis. 0 Dei magna in SU08 et praeclara dignatio! 0 vera et paterna pietas in Iesu Ohristo 10 domino nostro, qui dilectis suis et indulget tam larga beneficia et clementiae

F, 34 suae munera praestaturus I ante declarat, dies a visione primus inluxerat,

et iam promissis Dei sententia praesidia serviebat, quae Marianum et Iacobum

et ceteros clericos tandem patriarchis cum gloria redditos, e pressuris sacculi sententia animadverslonis emisit. nam perducti sunt ad coronae locum, qui 15 riparum collibus hinc et inde sublimibus, media fluminis convalle subsederat; sed et spectaculo erat excelsa utrimque aggeris altitude. alveus ipse medio

I expectatur] et peccator TV om. Et M inquid EN iacob A ad agapii

AELMNi ad agapium TV Hensch. Ruin. mai-tyrum] martini N - I mart. beatiaa.]

beatorum mart. Mi mal·t, beatorum V nam sub ipso (p. 59, 18) - convivium om. B ista nocte AELMNTV; ipsa inquit nocte B om. fratres D agapitum B_3 omues alios] ceteros M eirtensis A; cyrthensis DL; lambesitanvs (- bessitanua N) EN (cum v supra add.); cireensis M; cirthensis l'V - 4 carceres N sollemne ANTVj 60lliipne BELM loticie BM - 5 ego et] et cgo V agapem AT; kgapi B; agapen ELN (g in N carr. ut tid. ex ,,) V agabem Af sps A; spiritu BELMNTV caritate AEN - 6 rapsremur] prl.'pararemus M cum ra supra adel. adcueurrit

. (acc. T) ADTV; oecurrit EMN; adcurrit L nobis obuius AEN; obu, n. BLMTV

puer] super Vi om. M - 7 triduum + hie M coupassia ADLMTV; conpasaus E;

compassis N; passis Hensch. Ruin. rosea [roseasea A) ADELMNTVj aurea IU eeollo E cirdatus A - 8 dedl'a palma uiridissima N .. :t (corr, elD Vt L) quid AELNTVj Et quo BM properali E - 9 inquid ANV; inquit BETMT eeld, ot ante exult. mpra add. E - 10 magna et pr~clara in SilOS 1. 0 uera ATV; Qui B; o uere Li 0 uera et EMN - 10_11 xpo ihesu L Vj in domino ihesu M, om. Christo tit nostro clementie N cum e ex ot, ut l1id. - It prestaturus ADEMNTV; prestiturus L inluxerat ANTV; illuxerat BELM - 13 et iam] etiam N presidit N seuiebat EN - 14 cleros EN (in E ie add. supra lin. m. 2) tandem patriarehis cum gl. redditos e preseuris (ex preseurie [presuris E] EN) ADELNTV; patriarcharum finibus redditos M; patriarchis cum gloria redditus est et e pressul·i. Re - 15 I8ntentii E Nam perducti (reducti EN) AEN; Et pard. BLMTV eeld. coronae locum ADLM7'V; locum corone EN - II subllmibus AENj sublimis BLMTVn pectaculo A; spectaculo BEMNTV; expectaculo L excelsa AEN; celsa BLMTV (T sub col, alia m.) utrimque (utrinque L; utriiqlle E; utrique NV) aggeril altitudo AELMNTV; utrimque alt. agg. Bedel, alueue] alueis E (seel carr. IUpTa lin, m. ,2).

PAS8IO 88. MARIANI BT IACORI.

61

sinu cruorem beati sanguinis hauriebat. nec deerat utriusque sacramenti genus, cum et baptizarsntur suo sanguine et lavarentur in flumine.

12. Mil'a tunc ibi cerneres et exquisita c-mpendia saeviendi. namque cum manum carniflcis gladiumque ipsum tot cervicibus deditum numerosus iustorum populus urgueret, artifex feritas dispositas agminum series per 5 ordinem dirigebat, scilicet ut saerilegi percuseoris ictus velut impetu quodam furoris pia colla pereuteret, deinde ut ne inexplicabile fleret cruentum ilium et barbarum ministerium, hanc sibi expediLionem sceleris invenit; Dam si uno in loco percussurus ipse consisteret, inmensam stragem 001'porum cumulus acervaret , ipse denique spatium tanta strege conpletus 10 alveus den ega ret. tunc oculis sub ictu fel'ri de more velatis, nulIae tamen

".3-1' aciem Jiberae I mentis clausere tenebrae ; sed largus atque inaestimabilis splendor inmensae lucis effulsit. nam et plerique cum proximis et assistentibus sibi fratribus, quam vis carnaliter in visum acies non pateret, videre

se tamen mira quaedam loquebantur, quod sibi apparerent equi desuper 15

, cruorem All; fluoram (tJuOI'ii N) ELMNTV beati sanguinis AEL (sed L

cum cransposilionis nota) MNTV; sanguinis beati B Nec deerat AELMNTV; Nee

erat B utriequo EN - • cum] quo EN - 3 cerueree AEM; cerDere sed LTV; cernere po8688 B; cornentesN compendiaN; generaM namque AEN; Nam BLMTV cdd, - • manns] Marianus N earnifleea B; artifici. N man, earn. gl. ipsum] gladium carnifici. M deditum AE; debitum BLMNTV - I urgueret AET (u in T Imls.); uigeret BLMN; uugueret V; ciugerot Hensch. Ruin. in ed. Paris. 1689 al'tifex AELMNTVj artificis B fOJ·jlas AUELTV; reritatis M Ruin. in ed. Amstelodnm. 1713, sed fOI'itlUJ in ed. Pm·is.1689 - 1,6 por ord. AEN; in ord. BLMTV - o dirigebat ABELMTj redigebat Hensch. Ruin. h!lud recte am. ut T aacrileglls pel'CUSSOI' M uelud E (supra lin. COl.,.. t m. 2) impelu E - , pereuterot AEN; poreurreret BI.M; concuteret V; pereurrerent T Ruin. ed. Amslelod. 1713, sed percurreret ed. Paris. 1689 ut ne (omm. ne EN) inesplieabile (- cabilee N) AEN; ut ne expectabila BLM (om. M ut) TV - • ilium A; iIIud BLMNTV; iIIut E (corr. d m. 2) am. ministerium N hac L (sed c:ml n supra add) M espedictionii E; expeditione MV seelerie add. in margo L inuonit AELN; inuenisse B; inuentum MTV - , si] sicut E porcussuru N inmensam AEMN; lmansam B; immenllam LTV. stragem AEN; struem BLMTV - '_10 corporum cumulus (cumu-

li. MV; eumul N) ABE,VNTV; cumulis eorporum Lli« - 10 acerbaret A ipse

AEN; ut ipsum B; et ipsum L (cum et supra lin. add.); ipsum M; ipsud V spa-

eium L tanta] lantum V completii N - II sub ictu] subieeto EN vela tis] bellantis EN; lIela1& V - 12 libero mentis aciem M atit; E tene E (supra lin. add. bra m. 2) am. largua atque M - 13 inmense lucia AE; imBO I. B; immensv I. L; eordibus sanctorum M eft'ulsit AL; aft'uit R; aft'lIlsit EMNTV nam et A EN; Nam. om. et, BLMT V edd. prox. (proximiis t:, sed i semel de let. ; proximu N) at ABEI.NTV; Pl'ox. atque Hensch, Ruin. - 13_ft asistentibus E; adsistentibus T (std d corr. B m. 2) - 14 earnalitar in uisum (uisu ELNV) acies (aeu T; acie V) AELNTV; in uisum carnaliter acies pars B; oculi earnis non paterent M; in visum carnalis acies Hensch. Ruin. uidebant carr. in E ex uidere m. 2 - 15 tamon + et BENT V; + etiam L (ltd corr. supra lin. at) quod ABELNTV; ulI8reutee qnod 11;

et quod Hensch.-Ruin. desuper] supor EN.

62

PASSIO SS. Ml\nl.~~H ET IACOBI.

niveo colore can dentes, quibus veherentur iuvenes candidati. nec defuere ex eodem martyrum numero qui collegarum relationem adtestarentur auribus et ex audito equorum fremitu ac sono recognoscerent. ibi tunc et Marianus prophetico spiritu iam repletus, fidenter ac fortiter praedicabat proximam iusti sanguinis ultionem, variasque saeculi plagas velut de caeli iam culmine 5 minabatur, luem, captivitates, famem terraeque motus et cynomiae venena cruciantia. qua praedicatione non tan tum gentilibus insultabat fides martyris , sed etiam fratribus incentivum aemulandae virtutis et quasi classicum praecanebat, ut inter tantas saeculi plagas a iustis Dei tam bonae

atque pretiosae mortis raperetur occasio. 10

13. His peractis , Machabaeico gaudio Mariani mater exultans et passione perfecta iam secura de filio, non illi tantum coeperat, sed et sibi, quae tale pignus erliderat, gratulari. conplectebatur in filii corpore suorum

F. 35 viscerum gloriam, et in ipsa cervicis vulnera frequens I osculum pietas

religiosa figebat. 0 to merito Mariam l 0 te beatam et fiJio tuo, mater, et I:;

1 niveo col, cand.] niuei coloris M quibus 1 a quibns EN ueherentur

(uon. E, sed COlT. h m. 2) AENj inuehereutur BLMTj uehementer l' candidati A cum d sec. ex t defuere] deftuero E - 2 eodem COI'r, ex oorum L omm. qui BT eolegarum Aj collegarum quidem qui B; colligarum 7' relationem AETV; relationi LMj relationo Nj reuelatione B adtestareotur A j attestarontur BELMN; actest. TV om. auribus L - 3 ox audito ARe j ox auditn BNV; ox auditii E, om. et ; ox aurium auditu L fremitu (- tli EN) ac sono AENReTVj fremitus ac sonos BL; se oquornm fremitum percipere afflrrnantes M I';;cognoscel'e EN ibi tunc et Aj Ibi tunc EN; Ibi ot BL7'Vj lbi otiam M - 4 om. iam M fidonter ac fort. om. M - 5 uarias M scli AEV; s~cli N; 8:'10 BLML uelud N de caeli iam culmine] de celis iaculabuntur E; iaculabantur N - , lucem ,cripserant

AT, sed c delevenmtj lucii B; Ince EN; lucem Vj scilicet L; luem M captiui-

tates ANTj captiuiLatis BELMV; captivitatem Hensch. Ruin. fames N cyno-

mit"! (cynomiae 7') ALTVj cinomie BEN - 7 cruciantia] crutiantis EN; cruentia V om. et cyuom.scruciantia M qua] a qua N insultabat] exultabat EN - • incsntiuum (incentiuim A) AELMNT (T cum c in ras.); ingentinm B V; vigorem Hensch. Ruin. aemulendae V - , praecanebat ABEN; j7cineuat LT (sed T corr. ex praecan. 2 atram.) - 8..9 et quasi-praecanebat] ministrabat M praeeauebat] praecinebat V edd. a omm. V Hensch. Ruin. - " int tanta N - 10 preciose A; pretiose ENT (tiose ill 7' supm. add. m. 2); ji B; pclarl.l L; prae V - 9_l0 om. ut inter-occasio M - Ii machabeico (macbabeicou E, sed cum n delet.) AE; machabaico BM7'V; machabaeico L cum e sZlpm add.; In achabeico N - It filie E, sea COlT. m. 2 om. et N - 13 gratulari] gratiari 7' "el'bis ediderat gratulari subd. in M Acta;; hec pridie KI maio regnante domino ihesu if.o. cui honor et gia cum patre. et spu seo. in secula seculorum Amen. lleliqua omnia omilSa sunt conploetabatur A; cuplectebatur B; cun plectebatur Ii: (lineola supm lilt. 0 deleta); complectebatur LNT (sed in 7' corr, m. 2 ex con pl.) V - 14 ipsa] ipsi E obsculum EN _ 15 religiosa] slo~a N fiebat AEN1'V (sed in T m. 2 add. g supra lin.); figebat BL beata N 0 to merito mariam ANIle; 0 te merito mariani BTVj 0 te

felice matrs merito mariani filii L; om. E -et + in E.

PA8SIO S8. MARIANI ET IACOBI.

nomine! quis in ea tanti vocabuli felicitatem ali quando credat errasse, quam sic uteri sui fetus ornavit? inaestimabilis ver« Dei omnipotentis et Christi eius in suns misericordia, qUI fldentes in suur, nomen non solum gratiae dignatione confortat, sed et sanguinis redemptione vivificat. nam quis digna aestimatione possit eius beneficia metiri l qui in hoc quoque paterna indul- 5 gentia semper operatur, ut in nos et hoc ipsum, quod in nostro sanguine rependi credimus, conferatur ab omnipotente Deo, cui est gloria in saecula saeculorum. amen.

I nomine] ex nom. EN; Baronius add. Beata onim ipsa appellabatur , SUlI, et

quidem pessimll, conieclurll in ea BN; in earn T uocabulis EN aliquaudo A;

olllm. BEI-NT V edd. eredat COlT. e» credas B aliquando cr. orrasse] non 00

clases E; lion crodat es-e N - t foetus I- Inextimabilis EN uer C AEN; nero lJLT edd. - 3_4 qui fidontes-vivificat] qui fille ideo (ad;;o N) exigit pIII·a. ut id ips" inuicii sentire disponat EN - 5 extinratione EN beuofltia E metiri] 1II00'ili 1Y hoc, am. in, L quoque A EN; 0111111. BL7'V edd. - 5_6 palema iudulgautill H.V - II in nOB et hoc ipsum] et 1I0S in hoc ips. V; etia hoc ipsu EN quod in .. 1"0 sauguine (sangui E) AEN; quod (quo V) dC mi sanguine BLTV - 7 credimus + in nobis EN; m'O sanguine L ab omnipotents (omuipotouti EN) do (duo N) AI~N;

omm. BLTV est + honor et L1'V gloria + ivium B.

VOCABULA ET LOCUTIONES

AeCl'varo stragem iii, 9· 10,

acies mentis 61, 12; a, carnaliter in visum non paton" GI, 14,

aculei mortis 49, 12 (cf, l '(ISS, Lucii ct ],[on-

lani 4 1" i3, G Franchi).

adcurrcro : per]; adcucurrit GO, G, adhiboro in n u xilium crudclitatis 51, 15, adhortari 51, II.

admoveri 5.1, 2; adm. praesidi 51), 1. adqnirore Doi testes 5,'{, 14, adstruere fidem 50, 7.

Aemilianus 56, G.

alfllctal'o so christianum eonflteri 52,3·4, alfectus domestic] 47, 9.

agape eo, 5.

Agapius 4U,7, 15; 59, 12. 17; GO, 1. 2. agere (= vivere, lit ap, Cyprian, I'p. 5f>5, :3;

G2ft, 19 Hal'tel) in carcere 59, 17. agger eo, 17.

agminum aeries 61, 5.

alius = alter 50, 17; 50, 6. II (ita eaepe

Cyprian.; cf. Hartolii ind.], altus sopo r 55, 7,

alveus 60, 17 j 61, 11.

ambitus circuitus 54, 12, amentia ferox 49, 5.

amplexus 51, 4,

animadversio 60, 15.

animare (= incitare; cf. Cyprian, 1" 4RI, 6) 50, II.

animi infensi ot infestantes 49, I; turbu-

lenti et furentes 58, 11. antecerlero 51, 10.

Antonia 59, 14,

antrum caligans (career) 53, 8 (cf. Pas s.

Lucii III Monl, 4 p. 72, 18). apices summi pollicum 52, 10. apparere 54, 6; 59, 18.

applicare 54, 5, arcana visionis 50, 12,

armari ad excmplum fidei 4t-C, 2-3, ar r idere 54, 7.

arripore 54, 10.

a r tifex feritas 61, 5; a, saovitia 59, 0·7 assidore 54, 8.

attentari erueiatibus 51, 14.

attollere oculos ad caelum 57, II (cf, Miuue,

Fill. Octavo 17, 4). audiri 54, H-

auribus adtestari algil. G2. 2. austerior ill virtute fidei 52, 2.

Barbarum miuisterium 61, 8. baptizari suo sanguiue GI, 2,

beatissimi martyres 47, 3; 48,12-13, GO, 2; beatus sanguis 61, I; boata passio 49, 16. biduum 50, 15; 51, 4,

Caelestis spiritus 47, 11-12; caolestia munera 57, lO.

calcaro aculeos mortis 49, 12-13; terram

55, 11.

candens niveo colore 62, 1. eaudidatua 62, I,

captiosae pompae saeculi 49, II. captivitas (;2, 6,

career Cirteusis 60, 3-4; c. Lambesitanue 59, I; earceris inedia 57, 2; poenae 53, 4 (cf, Pass. Lucii 61 Mont. 13. 20 pp. 79, 12; 83, 19).

carissimi nostri 50, 16; 59,8 i e. nobis 51, 8. earitas et dilectio 50, 5-6; 50, 5.

carnalis frater 56, 13; c. continentia 49, U. carnaliter 61, 14 (cf. Cyprian, p. 38G, 24 i

i:!0,21),

carnifex 51, 15; 60, I.

66

VOCABULA ET LOCUTIONES.

carpere viam 55, 6 (c(. e. g. Hor, &It. 2, 6,93).

carrucae vehiculum 55, 5.

catasta 54, I ; in catastam asceudore 54, 5; altior catastae locus 54, 7.

codere temptationibus 50, i-8.

celobrare convivium 160, 4 (c(. Cic. 3 Vel·r.

26); c. gaudium 52, 11-12. cenare 60, 9.

centuriobl, 16;centurionum manus 50, 17.18. certamen habere 49, II; eertaminis sui

laude perfuncti 59, 10.

cervix 6 I, 4; cervieis vulnera 62, 14. Christ liS in (martyribus) fulgebat 50, 11-12; in (confessoris) facie relucebat 58, 10-11. Christi electio 50, I; milites 57, :~; 5U, 9; nomen 49, 12. Christum audire ot videra 56, 1-2. Christo gubernante 48,15.

cibus saturabilis 57, 4.

Cirtenais career 60, 3-4 ; colonia 48, 9; 51, 7; Cirtensium magi stratus 51,16; 58, 7. classes confessorum 54, 3. 8.

elassicurn 60, 8-9 (ef, Cyprian. pp. :H7, II;

318, 29; 625, 22). elerici 5V, 4. 7; 60, 14.

clerus: de clero (= c1erici) 59, 9.

coecus furor 48, 10 (cf Hor. Epod.7, 14). colles riparum 60, 16.

collum 60, 7 j colla percutere 61, 7 (c(.

Cypriani vita p, cxv 19 Hartel).

eomi tatua : socio parique eomitatu 48, 6-7; rapuit dulcem comitatum 58, 12-13. commorari in careere 58, 6.

communis sacramenti religio 47,9 (cf. Cypriani vita p. XCVI 21).

eommunitas vitae 48, 4 (c(. e. g. Cie. 9 Fam.24).

comr.ago corporis 52, 13 (cr. Cyprian. pp. 5,

7; 642, 23).

compendia saeviendi 61, 3.

compleeti 61, 3; e. caelos mente 53, 6. concordes spiritali dilectione 49, 8 (cf. Cy-

prian. p. 271, 15 spiri tus consensione concordes).

eoncutere latera 52, 15.

eonfeesio nominis sancti 56, 1; nominis

51, 13; c. prom ptissima 58, 13. confessor (v. classes).

eonfortare 63. 4.

eonfragasa itinerie 55, 6. conluctatio terrena 49, 13-14. conpatior cum alquo 60, 7. consistere 61, 9.

constantsr 55, II.

eonsulere 50, 8.

consummata fides 49, 12; 59, 12. continentia carnis 56, 8-9; c. carnal is 49, 9. con tristar] 59, 9.

eonvallis fluminis 60, 16.

eouvertere oculos 58, IO(cf Cyprian. p. 8,22). convivium 60, 2. 4.

convolaro 50, io.

convulsio viscerum 52, 12.

corona 55. 4; c. rosea collo eireumdatus t 60, 7 (cf. Miuuc. Fel. Octao. 38, 2); coronae gloria 48, I; coronae locus 48, 16; 60, 15.

coronari 58, 4; locus lucia virentibes COI"O-

natus 54. 13. corripi sopore 55, i. erescere menle 52, 16.

cruciatus numerosi durique 51, 14 (cr. Cyprian. pp.339, 25; 409, 15).

cruentus praoses 48, 16; cruentum ministerium 61, 7·8.

eruor sanguinis 61, I (cr. Cyprian. p.714,

I sanguine et eruore), culmen caeli 62, 5. cumulata gaudia 51, 3. cumulus eorporum 61, 9-10.

eupressus consurgenles in excelsum 54, II. cura corporis 52, 1.

eurioeus 57, l : curioeius 57, 14. cynomiae venena crueiantia 62, 6. Cyprianus 54, 6. 15.

De pro obtutieo causalJ 50, II j eeteri de clero 59, 9j de more 61, II (ef. Vergil. Aen. 3, 65); de fonte implere 54, 16 i secura de filio 62, 12.

I cr. PIJ3 •.•. P.rp. 17 p. 136 Franchi CUIn (ll .. m e. .. ,,,,, ... 'lu.Alum in ipsi' er .. t. no .. e ..... m li/"r.m. ud ","p." e. .... rpnt. ubi legebatur fort •.. ,.p.n e.l,brann' (graec. &jri,",~ &1rI~ri).oln, qued corruptiun vi,lt'111r ex inITil.ou'l).

, MUr1yrii Iymbol.; cr. Cyprian. 1h op. " d. 26 p, 394; PI" 10, 3 1'. 495, I.

VOCAIlULA ET I.OCUTIONES.

67

Deciana persecutio 52, 3.

deducere 54,9; deduci in carcerem 51, 13 ; deduci in cum. abl. 48, 14-15. deiciendi aries 52, G (cf. Cyprian. p. 317,

23).

donegaro spatium 61, 10-11. doniquo 50, 13; 51, 10; GO, 10.

devota mens 50, 10; d. virtus 50, G (cf.

Cyprian. p. 317, 12).

Deus pater 53, 9 (cf. Cyprian. pp. 214, 23; 373, 3; 388, 23; 723, 4 etc. etc.) diabolus infeslans 4R, 12; diaboli manus 49, 4; sacerdotes 51, 16 (cf, Cyprian. r- 723, 4); sensus venonatus 52, 6. dicatus Deo 53, 9 (cf. Hartelii indo in Cypriani opp.).

dies modi us 55, 6; 5G, 3. II; <lies iuluxel'at 60, 12; diebus et noctibus 53, 10 (cf. Cyprian, p. 594, 15 etc. ete.),

dignatio (= gratia, lit saepo ap, Cyprian., e. gl·. pp. 82H, 6; 833, 15) divina 48, 13; 53, 11 ; 55,4; Christi 51, 9; Dei 51, 2; dignatio gratiae G3, 3-4.

dignor 50, 2.

dilatio 51,11 (cf. Pas,. Manlalli 16 p.81, 15). dilecti Dei 48, 17; dilectissimi fratres 47, 8;

51, 31 (cf. Watson The style Of st Cy,will" p. 272).

dilectio spiritalis 49, 8; d. et earitas 50, 5-6; flO, 5; individua dilectione vivere 48, 5 (cr. Cyprian. p. 711, 21). dimittore vestigia gloriae socuturis 50, 14-15. disciucta 55, 10.

dlscordaatea poenae 52, 12.

discretio 57, 15.

diseutere quietem 56, 12.

disponere alqm magiaterio et oxemplo 50, 13-14; dispositas series GI, 5. distrahor' 52, 12.

divellere viscera 52, 15 (cf. Cyprian p, 231,

10).

domestici atrectus 47, 9·10. domus tenebrarum 53, 8. duci ad gladium 54, 3.

Rdere pignus 62, 13.

eftlcacius impetrare 47, 6 (cf. Cyprian. p. 268, Itl).

elfulsit splendor lucis 61, 13 (cf. Cyprian. p. 211, 10 salutare lumen etrulsit).

electi ad palmam passion is 51, 8.

elogium confession is 58, 7·8; elogia 58, 12. equi candentes 62, I; equorum fremitus ac

801lliS 62, 3. evigilaro 55, R.

evincero infestatioues persecutiouis 52, 3. oxaltare 52, 8.

exaudi tur mihi vox 54, 4.

excitatus 55, 7; excitatus voce 55, 2. esemplum fidei 48, 2-3; exemplo et magi-

sterio 50, 13·14 (cr. Cyprian. p. 715, 4). exiliLas teuuis digitorum 52, 10.

exilium 49, 7; ill exilia submoveri 49, 4. exitus passionis 51, 4 (cr. Pass. Montalli

2 p. 72, 2 ex. consummation is) exoptata incursio 50, 19; exoptatum obsa-

quium 48, 7; exoptata signa 48, 13. expeditio sceleris 61, 8.

oxpergefactus 53, 12.

esperimentum 48, 2,

explere 51, 2-

exquisita compendia saoviendi 61, 3; supplicia 52, 7.

exultantius 51, II.

exultare 60, 9; exultans 62, 11 ; exultautes animi 55, 16-17.

exultatio 51, I.

Facies decora 53, 14; cf. v. os.

fas: neque onim fas era~ 49, 13 (cf. Cyprian. p. 650, 20).

fastigium sublime 53, 13-14 (cf. Cyprian.

p. 828, 15). fateri 52, 5.

fauces avidae 48, 11. feritas torquentium 52, 16.

ferre sententiam 57, II (cr. Minue, Fel.

Octa.,. 6, 1).

ferrum = gladius 61, 11.

festinare ad I'egna eoelorum 47, 4. fetus 63, 2.

fiala 54, 15 (cf. Gli alti di S. Montano p.38 not. 4).

fideD8 in Deum 53, 8 (c(. CypI·ian. p. 482 21); f. in nomen Dei et Christi eius 63,3.

fides consummata 49, 12; 59, 12; fidei lacramen la 59, 12-13; famosa fidei !lOdes 50, 19; fidem udstruere 50, 7; in fide vigilaro 5.';, 15.

VOCA BULA F.T J.OCUTJONES.

fideuter G2, 4.

flducia familiaris 4R, :3; f. spoi salutaris 5:1, 11-12; fkluciam meritcrum refcn e, so, IG.

fl ... aro : biduum Iluxerat f)(), 15 (cf. Miuuc.

Fel. Octao. II. ~).

fontis margo ;,~, I;); silln~ ;'4, 1:1; ,10 fonte implore 54. W.

forti tOI' Ii:!, 4.

fovero (.~ CIII'al'C, ut I;SI'IIII np, Cyprian.; cC. Hnrtelii i 1111.) 5:1, !I.

frangiuu- ficlc!; f,?, I.

frateruitas (= fratres, ut !;1l0PO ap. Cy·

prian.) 50, 7. fremitus equorum u2, 3. franara gaudia 51, 3.

frequens orntio 53, 3; osculum r.2, 14. fronde laora ve-titus locus 54, 10-11. fuerat, Iuoraut = oral, erant 51, 10: 52,5. fulgere : dios sub solo fulgebnt 5u, 4; CIII·i·

stus (in mnrtyribus) fnlgebat 50, 11-12. furero 4H, 15; furonlibus nnimis 58, I J. furor coccus gentilium 4!-l, 10; furor coocnti praesidia 4!l, I.

GOUtiilllll lucis aotcrnne 5:1, ;, [cf, Cyprian. p. Gu5, 11); g. Maccnbneicum u2, II; 11011 siue Ilolldio 5!'i, R; gnudio, liberioro Iil , 12; gnudium cclebrnro bd, 2-3.

gemini 60, t. gantiliter 56; 7.

gentilis subsl. 4R, 10; 53, 4; 58, 0: 59,2; G2, 7; adiectio, 50, 13 homo gcntilis; cf. impetus, nequitia ,

gladius et sanguis 5(1, 9: glndius corvicibus ded i tus 59, 15.

gloria coronnc 48, 1 j viscerum ""01 11m gloriam u.2, 13-14: cum gloria on, 14 (d. e. gr. Cyprian. )I, 306, 18); gloriam Doi praodicare 47, 0·7.

gradus: catasta 11011 11110 gradu asccnsibilis, Red mill tis gradibus ordiuats 5.t, 2. gl'adus roligionis W, U.

gl'ntia micaus 50, 11; g. passionis fiR, 10: g. venions 5:3, Ii; gratiae novum genus f)fi, 4-f>; grntiao spiritu« 4~), Ii; 1>eo gratias 55, I.

gratulari 62, 13.

Halll'ilo ;,4, iii: 01, ).

hom 111:11111'0 divinae diguatiouis 51, f.-O; h.

rnaturauto 41'l, 15-1U. houoi- lumiuis 57. I·t

houorati ologo coufessiouis !j.~, R. hC,ITO"O tonohrns [,3, fl.

hOITOI'C~ ~"n\"1!' :lnh'i ;,3, H.

ho'pi ti lim ;>0, 2; f,ll, 2.

Inrobus 47, R; 4H, 12::,0, 1:1. IIi; flI, 2: ;)'?,

2: ;,:J, 2; 5:;, :t ;,: :,!l, 4. 17; no, I. 1 :{. iactauriam, I'CI', 4~, I.

inctntio inqniota vehiculi ;Jfi, :l. inculor M. I:t

ictus passionis f,n, IS j forrl III, II; pm'(,I1!'IIOI'ill G I. n.

iniuuiurn ;,Ii, 10: :)7, a.

illncoo: dies illuxorat (iO, 12 (l'tr.~s. e. PCI'p. 18 p. l:i8, 0 Frnnchi : Inluxit die~ victoriao ; CYJlI';rllli »itn 1'. C\'II IS: Iuluxit dies alius) '.

impodimcnto esse fil, :~.

impetus gentiles 47, 10; i. porsecntiouis

4R, 10.

improvise, ex, 54, 5.

iuceutivum nornulandae virtutis G2, 8, iucludi in cnrcerem 53, 1-2; quos career

incluserat GO, 4.

incoucussus 40, J (d. Wntsou The sly/e of

sl CYPI·. p. 202). incumbero 5~, 2. incursio 50, W.

iudiserctus et aoqunlis 5i, 10. iudividua dilectio 4R, 5.

indulgentin paterna 63, 5-0 ('f. CYI'I'ia·l. p. i19, 9).

indulgere (= concedere; cr. Cyprian. p. 284.

12) beneficia 00, 11. inanarrabilis 55, n. infensi auimi 49, I.

infestans dinbolus 4R, 12 (cr. De lmute marl. 24 p. 40, 18); infestantos auimi 49, I. infuudero rorcm trnctatus 50, 8 (cC. CYprian, p, 219, :l-4 quornm trnctntus viI''''' infundit).

iuhaorore alicui (cr. CYIH'ian. p. 4~0, 7) 11ft!ctlbus 47, \}·IO (cf. Minuc, Fel. Octavo I, 1 mihi adfoctio hominis inhaesit],

i"'u~d

voe.-\IIUJ.'\ 1-:1' !.OCUTJO:-ot:S.

iuhiarc 4N, I'!. (d. Cyprian. 1'. 72.j, 0). iuiro praelium 47, 12.

iniusta pomloru 52, II.

illsallia crudolitatis 4\1, 2.

iusntialiilis 4!1, 4.

ill~pil'atio ;)(1, fl.

instinctu spuitus caolostis .j7, 11-12. iusultaro gontilibus G2, 7 td. l\Iilluc. Fel.

Octavo ai, I ipsi qui adversum so snutoutiam dixit insultar).

interesse poenis 53, 7.

iuterpellari 55, 7.

iutraro hospitium 50, 1-2.

is, eius ]lCI" abulldolltiani mlicclum: Dei et Christi eius (;3, 2-3 (ita saepo Cypriau ). isle, isla = hic, haec: illta "ita 5ti, II) (cf.

Hartelii iud.: in Cyprian.). index 53, 14; 5.j, 3. u 15.

iuvenis 55, 0; iuvouos cnndidati 62, 1. iustus sanguis 51, ~j no, 12; iusti subst. (lit

lSaope ap Cyprian., v. Hartelii ind.}: illsti Dei (j'!, !I; iustorum populus ti I, 5. iuxta 52, 13. 14.

Labornro 52, J I.

laccratio IIIcmLl"Ol"IIm 52, I; lacerationes

52, O.

lactm-i de triumpho 53, I. luici ;)0, 5. 7. 10. Lambesitauus career 5D, I. lurgus splendor G I, I J -12. latera concutoro 52, 15. latins 50, 8.

lavari de baplismo 61, 2. lector 52, 5.

1011 tus et serus 5D, 10-11. libeuter bibere 54, 5.

libera mens 61, 12; liberiore gaudio 51,12;

libere vivere 40, 3. licet 50, 6; 52, 14; 53, 7. licor 54, 14.

locus coronae 4f1, 17; 60,15; I. pratis amoco nus 54, 10; hoc in loco 51, 2.

loqui cum infln.: videro ~e loquobautur GI, 14-15.

luci vircutes 54, 13. ludere mcndacium 57, 6-7.

Machlibaeic,lIl1 gaudium Ii:?, II. ruagistcrio ot exemplo t v, oxemplum). magnitude satis ampla 55, 0-10. maudaro 47, 4-5.

mauero al'JIII 53, 5 (cr. Cypriau, p.345, 10 iuterfectos manent pracmia).

manus couturiouurn (v. ceuturio}: manus militares 48, IH; manum porrigere 4D, 4; 54, 13.

mnrgo Ion tis (v, fous), ~Ial'ia 62, 15.

Ma.-iallns47, 7; 4S, 12; 50,13.15; 51, 2; 52, 4. i. 15; 53,10; 54, 5; 55,5.13; 5D, 4; 60, 5. 13; G:!, 3. 11.

martyro- Dei -17,3; beati 58, 13-14; boatissimi (v, beali); gloriosi 40, 15-Hi; martyras monte, sanguille 4D, 5; WaJ"tYI'OS fiari 50, 15; lIIartyras facere 50, 5; umrtyrum ronvivinm GO, 2; ox marlytum IIUll101"0 U2, 2.

martyrium gloriosum 50, 4 (cr. Cyprian., PI'. 2';0, 7; i 4H, 1 U); ad m. parari 58, 14. mutura diguatio CIII'iHti 51, 0; m. hom (= immiueua; cC. Tibnll. 4, I, 205 matura dies) diviuae diguatiouis 51, 5-6. maturautu hom 48, 14-1;, (cr. Cypl"iall.

p, 4, 17 gratiae maturantis),

membra 52, I. 11. 15i m. terroua 55, 15. momor humilitatis 47, 5.

mondacium fraude compositum 57, 6-7. mons devol a per oratioues pa~ta 56, 10;

cf, acies, complecti, erescere, martYI·OIl. metiri aestimatione 63, 5.

micans gratia 50, 11; micautia sidera 57,13. militaris (v, manus, officia).

miuistarium barbarum et cruentum 61, 7-8. miro modo 51, 9.

misericordia Dei 63, 2·3.

modestius 47, 6.

molestius 58, 3.

mOI'(', de fil, 11.

mox 51, 12; 5Ii, 12 (cr. Alii dei ss, Lucio

c Montano ind. verbor, II. v). l\Ingulie 48, 8; 51, 7.

multitude improba 50, 18; m. plebis 48,2. IlIUIIUS rolinquere 47, 7; munera caelealia

57, 10; munera clementiae 60, 11-12.

luos G:?, (j.

lux aeterua 5:1, 5; candida 55, 10; claris- Nam = oi 60, 15.

sima 57, a; inmeusa 61, 13. uegotiosum iter 58, 15.

70

VUCAIIUI,A ET r.oCUTIONES.

nemora virentia 54, 10, neq ui tia gen til is 52, 14.

nexus qui pendentem gerebaut 52, 0. nobilissimi Dei testes 47, 7.

nomen Chr'isti 4!J, 12; sanctum 511, I; eiusdem religionis et nominis [,.'l, 12; cf. confessio.

notitiam, in, venire 47, 12 (cf. Ovid. de Iwce 2!Jj Plin. 7, 1,7; For'cellini Lex. s, v.). numerosus 51, 14; 61, 4.

numerus martyrum 62, 2 (cf. Cypr·ian. 1'1" 483, 2; 5On. 21; 585, 16).

Numidia 48, 6.

Obnixe perstaro 57, 5. obnoxius tormentis 52, 4-5.

obsequium fidei ot religicnis 4~, 7 (d. Cypr·ian. p. fl31, lU fi,lei ac dovotionis obsequin).

obsequor 48, 3.

obtinero Christi nomen 4!J, 11-12.

oculos convertero (v. convertorc): oculis

sub ictu fel'l'i velatis 61, II; cf. videro, officia militaria 48, 10.

operoi 0:1, 6.

oratio froquens 53, 3; orntioue merero 59, Ii; orationibus saepe repot i tis 511, II) (cf. Cypriani "ita 1" XCVII 7 slIff,·a· giis saepo repetitis).

ordo equcstris 50, 7; ordo iumacnlatus pergendi 51, !J·IO; per ordinem dirigore 61, 5-6.

os et facies 58, II (cf, Cy",·ian. p. 12, 17 ol'a et vultusj ; vuitus oris 55, 12. osculum figllr'e ill vulnera 62, 14·15 (cf. e. g. Ovid. Met. 4, 141).

ostendere 53, 12; ostensum est 53, 12·13. ostensio, 55, 4; 58, 6.

Palma passionis 51, 8; p. Iacobum quae-

rabat 50, 16; p. viridissima 60, 8. pars damnationis 58, 8.

pascor (v. mens).

passio beata 4!J, lIJ; proxima flO, 11; passionis exitus (v. exitus); sub ipso ictu passionis 58, 18 (cf. Cyprian. p. 471, 7). patior 57, 7; in confessione nominis 56, I.

patriarchis redditi (martyros) GO, 14. pendere ad vuluera 52, 7; do nervis 52, 13;

pondens 52, 9.

pcr: per orationes pasci 51;, 10; pe" gratiarn passiouis rcluccre 5~, 10; per' iactautinrn 4H, J.

porduci all certamou, ad gloriam, ad poenarn 40, H.IO; ad locum coronae (;0, 15; ad pruosidem 4!J, 7.

PO"CIISW" sacrilegus (ii, 6. 1'0"CII68U"IIS = pO"CII~!OI' fll, !l.

perficero passioncui G2, I:!; ~aC"1I11l0n ta ~. dei [.tI, 12-13.

perfungi (v, certameu).

porgere 4l-l, 7; 50, I: porgeudi ordo 51, 10.

perquirero 57, 1.

persecutio Dcciana 52, 3; pcrsecutiouis impetus (v. impetus), iufestatioues 52, 3 (cr. CYP,·iUII. PI" 521, 11; (i50, 17; 742,2 01('.), temjestas 4~, 14 (cf. Cyprinn, p. 237, 5 tempestntc 11I·es'\II·1l0).

pe,'Sove"antia 50, 7. perscrutari 58, 3.

perstaro in confcseione Iil , I H;obnixo 1'.57,5. pertrahi 51, 7.

perturbari nou sino gnudio 55, I(

piotas paterna ill Christo GO, 10 (cf. Cyprian.: pp. 650, 21; 831, 21); pietas religiosa 62, 14·15 [cf Cyprian. p.38t1, HI rcligiosa et vera pietaLo).

pignus (i, e. fllium] edore (i:!, l:l; ad vicom

l'igllOl'l,m ;)U, 14.

pii subst. 51, 15; pia colla Gl , 7. plagao sacculi G2, 5. \I.

plebs 4H, 2.

poona 411, 10; p. capitalis 57, ti; cf. career. pollicum apices 52, )0.

pompae sacculi 49, 11.

pondns 52, 11.

populus Dei 48, 2; p. iustorum 61. 5. porrigero manum (v. maaus}: fialam 55, 1. potestas temporalis praesidis 50, 1.

potior 58, I (cf. 47, 5 v. I.).

praeeanere 62, 9.

praeclarus 50, 3.

praedieandus 49, 8.

praedicare gloriam 47, 7; p. fortiter ac

fidenlcr H2, 4. praedicatio 62, 7. praeferre in manu 60, 8. praefulgere 57, 13.

praelium passion is 49,16; p. inire 47,11·12.

VOCABUI •• ' ET I.OCUTJONES.

il

praemia munerum caelostium 57. 10. praeses 48, IR; 40, 5. 7. 16; 53, 14; 58,

R-\I. 15; 5D, 1. 5; GO, 13. praesidere ill tribuuali 53, 14. prantorium 54, 0.

I'l'e811111'ao saeculi 47, 10; 00, 14. proces 5\1, 15.

pretiosus sallguis 50,4; pretio-a mors 02, 10,

prodore so esse Christianum 51, II. produei 0 carcero 56, 12.131'. in publicum 58,7.

promoreri Dei volunlntcm 57, 15; 58, I (Cyprian. p. 831, 8; cf. p, 260, 25 ill pl'Omorendn Doi maiestate).

promissa Doi 60, 13

properaro iter 5\1, I; quid proporatis ? 00, ~; quos Dominus socum habere 1'1'0- perabat 49, 14,

promovero (80) 50, 3,

proxima passio 50, II; ill proximo 57, 8. puella 50, I~,

I'ucr caruis contiuoutia 56, R·9 (cf, pseudoCyprian, De bono Plld. p, lfl, 19 Harlol: iufantem se usque in scnectulem .... (Cnuisso : P: 18, 17 virginilas est porseverans infuntiu),

Quando cum COlliUIICli('o 48, 5,

quies vigilii» fortior 55, 14; pel' tom pus quietis 50, IR (cf, Minuc. "'01. Ucta», 7, 0 PCI' quiotcm deos videmus); (pliotem dormire 55, 14,15, discutere 56, 12.

quotiens 47, 3.

Rabies praesidia insuuieutis 5U, 5.

rapere comi tatum 58, 12-13; occasion em

62, 10; rapi apiritu dilectionia 60,54>, recedere ab oculis 54, 14-15.

recontissima vestigia 50, 12-13 recognoscero 62, 3.

recordationem, in, rodiit 5.5, 3,

rodemptio sanguinis 63, 4,

redundare 55, 3,

regie 48, 14,

regna eaelorum 47, 4,

relation em auribus adlestari 62, 2,

roligio M, 12; roligio sacramenti 47, 9; religionis obsequium 48, 7; religionis gradus 59, 6,

relucere, 58, II.

rependoro praemia 57, 10; repondi in sanguine 63, 6-7.

requirer» 49, 2.

resolutux in soporis tranquilla 53, II (cf.

Cyprrau. p. 3, 5 solutus animus ill quietom); corporis compngo eonvulsione viscerum resoluta 52, 12-13.

revelatio 59, Hi. ri pao 00, 16.

ros tractatus salutaris 50, 8.

Sacerdotes diaboli 51, 16. sacerdotium inlustre 49, 15,

sacramentum Domini 56, I I ; 8. fidei (ut saope aI" Cypl·ian.) 59,12-13; saeramenti religio 47,9; utriusque sacramenti geIII1S 61, 1-2

saerilegus 61, 6. saeculares tonebrao 53, 5.

saecuhim saevions 47, 10; cf. fluctU8, plagae, pompae, pressurae,

saeviondi conpeudia fl, 3 (cf. D~ laude mal·l. 20 1'. 43, 7 saeviendi gonera). saevitia artifex 59, 6-7.

sanguis iustus 51 .. 2; iusti sanguinis ultio (i2, 5 (cf, Cyprian. 413, 15 sanguinis iusti vindicla); sanguinis cruor (v. cruor}; effusin 59, 3; rodemptio 63,4; sanguiuem martyrio dostium o 50, 4; cf. martyr , repondcre.

sanctitas carnalis cnntinoutiae 411, 9, 8atis= multum.uimium : 5:~, 14 satis dccora facio (ef. 0, g. Cyprian. 1'. 9, 7 honosla satia forma) : satis ampla magnitudinc 55, D-IO.

scisci taro 57, 1.

secreta eedes 53, 7; secreta noctia 56, 4. Secundiuus 40, H. If),

secura do filio (j2, 12.

sedes fidoi 50, 19; 5, secreta et abdila 53, 7. sensus diaboli veuenatus 52, 6.

sontontia praeeidis 60, !3; sanimadl'orsionis 60, 15; aententiam ferre (v. forre).

son tire poonas 53,4 (cf, Cyprian. p. 363, 22)

null urn tempus trisle sentitur 53, 9. sormo Dei 57, 4; cf. vivere,

SOI'IIS (v. lentus),

servire proml8SIS Dei 60, 13, signa divinae dignationis 4R, 13.

-r» I..,

VOCABUI.A ET LOCUTIONI~S.

sinus 55, 13; s. foutis 54, 15-16; fluminis

al voi sinus GO, 14-15. sitionti similis 5';, If. societas vitae 47, D.

socio pariquo couiitatu 4H, (i·7. sollcmue convivium (jll, 4. somuum, ill, recliunri 56, 11. sonus 5=?, 3.

sopire 55, 16.

soporo COITOptllS 55, 7. spactaculo osso 60, 17.

ape" fida5:~,(j: spei salntaris thlucia53, 11-12. spiritue 53, 5-6: 55, Hi: sl'. caelestis 47,

11-12; propheticus G=?, 4; diloctionis 60, 5; viviflcatiouis ot gratiao 50, 2. splendor 61, 13.

squalidus IOCU8 53, 9.

stabilitas 50, 7.

statiouarius miles 50, 17: 51, 14·15. stl'age;j 61, 9. 10.

sub ictu passionia 59, 18; sub sole 56, 4. subigero pompas 49, 11-12.

sublimis eatasta 54, 1-2: sublime fastigium 53,13-14; sublimes colles GO, 16; sublimos ot oxultantes animi martyrum 55, 16-17 (cf. Cyprian. p. H32, 25 qllao BUblimitas auimi, quae ... exultantis).

submovoro 49, 4. subsidere 69, 16. supplicia 52, 7; 53, 7. surgere 5.'), 2.

suspendere membra 52, 14-15

Tacitus 50, 6.

tam multi 59, 5.

tauturn, in, 55, 10.

tardioa 4D, 13: ~, 4. tempeslas (v porsccutio). tornplum Dei 52, 14. temporalis (v. potostas). tem ptare fidem 4H, 11. temptatione s saeeuli 59, 7.

touobrae 5:~, 5; 57,2: t. saeculares 53, 5; poenalos 57, 2; nul lao tenebrao aeiem mentis clausel'e(I·C. Yorgil Aen.G, 734)61,12. tenere certissime 4!l, 14.

terrae motus 62, 6.

terrenus 49, 14 (saepe ap. CYIll"ian.; cf. Watson The slyle Of sl Cyprian p. 287). tori orcs 59,R(cf. Cyprian. (lp. 347, 1; 6851111.).

TOl,tulla 51), 13.

testis Dui -17, 7; GO, :~ j 5R, 14, tormonta ;>:!, 4, Ii,

torqucri : IOI'SIIS 5:!, H; 101''1"01110>; 5:1, 1. tractatus (= adlocntio ; d. 'Val~():a The

style ofst Cyprian 1', :t71) -alubris flO, 10; !; .. luturis 50, H,

tranquilla soporis 5:1, II,

tl'all8CIII'I'O 55, 1 t.

trausmi ttore ad dominum 59, 3-4; ad prae-

sidom SR, 8-D, 15, tropidatio 51, 1.

tribunal caudidum 53, 13, triduum 60, 7.

triato scutitur tempus 5:~, 9. triumphus ~ 3, 1.

tumoscerer tluctus sacculi tumescoban t 4~,II (cf Cyp,.iani villt p, CVI 5 saoculo tumescente).

turba siderum 57, 12-13,

turbulentus 58, II; turbuloutius 4~, 14.

Ilberantes venao 54, 1:.1-14. undo = qual'e 4~, 12,

linus: III1I1S ot ipse do fratrihus f,G, 7-R (cf, Cyprian. (I. 540, 14 ot ipso linus de roufessoribus}; uuus aut alius 50, 17; 5G, ti; unum lumen 57, 14; unum tempus 48, 5,

ut dum = scilicet lit 52, 11 ; ut 110 61, 7

Valere: vidore Doum non valebat 55, lG. vehiculum carrucae 55, 5; cf. iactatio, velare: oculis de 0101'0 velatis 61 J II. venae (fontis) 54, 13-14.

venenatus 52, 6 (saepe Cypl'ian. venenate

ore, vellenata rabies etc.), vouiro = pervenire 56, 9. venlum est 51, I: 54, 4. varecuudius 47, 4.

vestigia 4!l, 16,

vesti tus subst, 55, 10. vexatio corporis 53, 10·11.

viam carpere 55, 1:-6; ingredi 48, 7. vicem, ad, piguorum 5D, 14; praesidia 53, 14. vicinitas suburbaua 4t1, 10,

victima =1I'¥Cltj'"Ii 59, 5 (cf AlIi d~i SS, Lucio e Montano, indo verbor. a, v.),

victoria 59, II; v, dominica 53, 2; victoriam quaerero 4P, 13-14.

VOCAn'jl.A In r.OCUTIO:'olES.

viderc ill (11'1" :,5, 11. vigilnre ill Ihle ;,ii, I;" vi Iln W. 1 R.

viucire, 52, 10.

vireutes luci f>4, 1:1; virontin nemora 54, 10, virtus (lZ, H; v. fidei ;,2, 2; v, consurnma-

tae fi.loi 4!l, 12 1;1 (ef. CYI'I'inn. I'r.04R, 14; (lVII, 12) j v, devotn ot uu!<tiuntR ro, u,

viscera divollere r,~, 1:-,; viscorum eouvulsio 52, 12,

\'i"in !i(i, 5 j no, 12; visionis nrcann M, 12, "ita [v, societas, commuuitns): vitam istnrn coutemuoro ;,7, !I,

vivore Ilea 49, 3 (cC, Cyprian, p. soe, 21);

v. sermone Dei 50, 9 (d, 50, 5), vivificar- G3, 4,

viviflcai " 50, 2.

voluutas Dei f>8, I j cum voluntate pr0l'crnre ;,R, 15,

"OX clara ot inmensa 54, 4; insultabunda M, 2 j voce exci tatus 5!i, 2.

vnlnus : vulnora cervicis OZ, 14; ad vulnera peudero 52,7; rabies praesidia laicorum vulnoribus occupnta ;'9, !i.(l,

vultus ori!< {V, 0").

Zona P'II'IIIII'OD. ;,r" 13.

INDICE

rAG.

Al lettore • • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. 5

Cap. I. Gli AUi dei S8. Lucio 0 Montano scritti da lin discepolo di s. Cipriano ill parte di getto , in parte 8U un documcnto preeeistonte - conferma

cbe di questo fatto ricav.si dalla clausola metrica, . 7

~ 11. Auteuticita della Paseio ss. Mariani et lacobi - obiezioni centro di 88sa -

la iscrizione incisa sullo seogllo presso C08tautina. . . . • • . • 15 ,. III. La nuova recensione della Passio s. Afariani - il cod. Augustodunense

ed esame delle sue lozioni r Engubino - il Corsiniauo - il Turicense - il Bruxollense 9200 - il Bruxell. 707. 708 - il Vindobonense - il MOllacense Z7

Testo della Pallio ss. Mariani et lacobi. Vocabllla et locutiones. . . . . .

47 63

BR 1110.M34 C.1

La PMIIo 88 . ......, .c IKOb

DATE DUE

STANFORD UNIVERSITY LIBRARIES STANfORD, CALIFORNIA 9430'S~6004

_- - _

. - .

- - -

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful