You are on page 1of 250

Comune di Capaccio Paestum, Provincia di Salerno

PIANO URBANISTICO COMUNALE, PUC
NOVEMBRE 2010
progettista: Prof. Arch. Francesco Forte,
Corso Vittorio Emanuele 171, 80121 NAPOLI
progettista associato: Dott. Arch. Fabrizia Forte
collaborazioni alla ricognizione svolta nella prima fase :
Dott. Arch. Fabrizia Forte (insediamento storico e recente)
Dott. Arch. Francesco Ruocco (valori ambientali, rete ecologica comunale),
Dott. Arch. Elena Pagliuca (base economica locale, stato e previsione; decodificazione Gis cartografico),
Dott. Ing. Marco Scerbo ( valori archeologici, paesistici, storici)
collaborazioni alla progettazione nella seconda fase :
progettazione e controllo di conformità
Dott. Arch. Viola Albino, Dott. Arch. Fabrizia Forte, Dott. Arch. Francesco Ruocco
Marco Manna (rappresentazione tridimensionale)
Dott. Arch. Elena Pagliuca (Valutazione Ambientale Strategica)
Prof. Arch. Fabiana Forte (analisi microeconomica)
funzionario responsabile: Dott. Ing. Carmine Greco
Ufficio Comunale di piano :
Coordinatore : Dott. Arch. Vito Scairati
componenti:
Dott. Ing. Giuseppe Agresti, sig. Roberto De Vendel
approfondimenti specialistici :
Dott. Domenico Serlenga: carta dell’uso del suolo in atto ai fini agricoli
Dott.ri Annarita Esposito, Lorella Russo, Giuseppe d’Angelo: caratteristiche geologiche ed idrologiche
Prof. Ing. Gennaro Scarselli: Inquinamento acustico e da rumore
Dott. Nicola Pasquino: Misurazione di esposizione ai campi elettromagnetici
Elaborato
RELAZIONE GENERALE, articolata in:
Sommario Generale
A – PRESENTAZIONE
B – RELAZIONE AMBIENTALE
PARTE PRIMA: LA RICOGNIZIONE
Tomo Primo: L’attività ricognitiva concernente i valori spaziali del territorio comunale.
Tomo Secondo: I caratteri della base economica comunale
PARTE SECONDA: LE DETERMINANTI STRATEGICHE
Tomo Primo: Il dimensionamento programmatico del Piano Urbanistico Generale.
Tomo Secondo: La forma della struttura territoriale.
PARTE TERZA: LE DETERMINANTI STRUTTURALI
PARTE QUARTA: LE DETERMINANTI OPERATIVE E PROGRAMMATICHE ATTUATIVE
PARTE QUINTA: VERIFICA DI FATTIBILITÀ ECONOMICO FINANZIARIA
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
REGOLAMENTO URBANISTICO ED EDILIZIO
ELABORATI CARTOGRAFICI: DI RICOGNIZIONE , del tipo A-B-C-D
ELABORATI CARTOGRAFICI DI PIANO, del tipo P.1-P.2-P.3-P.4-P.5-P.6-P.7-P.8.
IL SINDACO IL DIRETTORE GENERALE IL SEGRETARIO COMUNALE
Dott. Pasquale Marino Dott. Pasquale Silenzio Dott. Andrea D’Amore
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ I
PIANO URBANIS1ICO COMUNALL - PUC
- RLLAZIONL GLNLRALL÷
Novembre 20J0

SOMMARIO GLNLRALL

LLABORA1O A : Presentazione
Le trattazioni della Presentazione` e del Rapporto Ambientale` , partecipano del Primo dei
Ouaderni costituti·i della Relazione Generale


J. L'attività 8
2. Llaborati partecipi del PUC 10
3. Contenuto della relazione J8
4. Sintesi del processo formativo J8
4.1 La metodica della narrazione 19
4.2 Obietti·i conseguenti a íabbisogni stimati 20
4.3 La ricognizione esempliíicazione,: cartograíia tematica 23
4.4 La proposizione: le determinanti strategiche 28
4.5 La ·alutazione: correlazione tra cartograíia tematica di ricognizione, e determi-
nanti programmatiche elaborato P.2, 34
4.6 La proposizione: le determinanti strutturali 38
4.¯ La proposizione : le determinanti operati·e, la disciplina del patrimonio urbani-
stico ed edilizio esistente, la z.t.o. del tipo B, non classiíicata come insediamento
storico, ad attuazione diretta, o diííerita qualora si sancisca obbligo di PUA 40
4.8 La proposizione : le determinanti operati·e, la trasíormazione urbanistica attra-
·erso zone territoriali omogenee da realizzare con regole di comparto 46
5. Regole di comparto 46
5.1 Presupposti giuridici dell`attuazione attra·erso il comparto ediíicatorio lr 22 di-
cembre 2004, n. 16, capo iii,
5.2 I comparti
5.3 Moti·azione dei comparti
5.4 Inter·enti di iniziati·a comunale nei comparti
5.5 L`attribuzione di ediíicabilita ammissibile
5.6 I (omparti, Lsempliíicazione: Indicatori e consistenza delle pre·isioni insediati-
·e
5.¯ (omparti ed ambiti di comparto
5.8 I comparti del tipo (.d, D.d, l.d, I.d
6. Llaborati di dettaglio definiti negli allegati del PUC da ratificare attraver-
so l'atto di programmazione 5J
6.1 La con·enzione
7. La ricerca di qualità dell'edilizia pubblica e privata, e dell'architettura (lr
n. J6/2004, art. 23, comma f) : il contributo del piano urbanistico 52
¯.1 Le ·isioni di sistema nella genesi delle determinanti 52
¯.2 La correlazione del dettaglio all`insieme nella genesi delle determinanti 63
¯.3 Il calibramento di dettaglio nella genesi delle determinanti 64
8. Le determinanti operative: gli atti di programmazione 65
8.1. Atti di programmazione: attuazione del Parco della Laguna di Paestum` 66
8.2 Atti di programmazione: attuazione del Parco della Memoria` attra·erso
comparti 6¯
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ II
8.3 Atti di programmazione : attuazione dei comparti del tipo (d.1.1, posizione
centrale, in (apaccio Scalo Nord, uso pre·alente abitati·o ¯0°sus,,
Jtmax~0.34mqsus´mqst, Jtord.~020mqsus´mqst: jt pub~0.14mqsus´mqst. 68
9. L'infrastrutturazione: la strada giardino e la rete ciclabile 69
9.1 Obietti·i generali della strada giardino
9.2 Modelli di riíerimento
9.3 Allestimento paesaggistico dei bordi e delle íasce di rispetto
9.4 Ruolo
9.5 L`attuazione
9.6 La rete ciclabile
J0 L'uso agricolo-zootecnico-forestale del suolo: zona territoriale omogenea
del tipo L, a prevalente utilizzazione agricola - zootecnica ÷ forestale 77
JJ Le Norme 1ecniche di Attuazione: sommario 78
J2 Le N1A, Sintesi 80
J3 Il Regolamento Urbanistico ed Ldilizio J3J
J4. La trasformazione urbanistica J32
14.1 (onsistenza dei comparti nelle localita: Sintesi 132
14.2 (onsistenza delle zone normati·e conseguente alla destinazione íunzionale di
uso del suolo riportata negli elaborati del tipo P.3 e del tipo P.4, sintesi 134
14.2.1 I connotati delle zone íunzionali rappresentati negli elaborati del tipo P.2-P.3-P.4 134
14.2.2 Deduzioni 136
14.2.2.1 Il ruolo dell`inírastrutturazione
14.2.2.2 Spazi pubblici di ruolo locale.
14.2.2.3 Attrezzature urbane di rango economico
14.2.2.4 Parchi urbani
14.2.2.5 Spazi pubblici ·olti a qualiíicare la ricetti·ita
14.2.2.6 Spazi ad uso di atti·ita produtti·e
14.3 (onnotati delle determinazioni strategico-strutturali 13¯
J5 Verifica analitica della conformità delle destinazioni di uso urbano del
suolo e dell'edificabilità ammissibile agli obiettivi di programma enun-
ciati nella definizione dei fabbisogni obiettivo J37
15.1 Obietti·i strategici: sintesi dei íabbisogni - obietti·o assunti nella speciíicazione
delle determinanti programmatiche 13¯
15.1.1 Spazi pubblici
15.1.1.a: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno com-
plessi·o degli abitanti insediati nei complessi insediati·i esistenti e di nuo·a
produzione a pre·alente uso abitati·o o terziario tabella 5.3.1,
15.1.1.b: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno di a-
ree di parco pubblico e di attrezzature sanitarie
15.1.1.c: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno pre-
gresso connesso all`esistente oííerta turistico ricetti·a.
15.1.2 Stima pre·enti·a del íabbisogno complessi·o di aree ad uso residenziale
15.1.3 Stima pre·enti·a del íabbisogno complessi·o di aree per complessi insediati·i ad
uso del terziario produtti·o o ·olte alla produzione integrata di ser·izi plurimi
15.1.4 Stima pre·enti·a del l íabbisogno di aree ediíicabili destinate a complessi inse-
diati·i ad uso produtti·o turistico ricetti·o .
15.1.5 Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree ediíicabili destinate atti·ita íieristica.
15.1.6 Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produt-
ti·o, artigianale o industriale.
15.1.¯ Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produt-
ti·o, per la media e grande distribuzione commerciale.
15.1.8 Sintesi del programma
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ III
15.1.9 Gli spazi pubblici : obietti·i dimensionali assunti nella speciíicazione delle de-
terminanti programmatiche
15.1.10 labbisogni aggregati
J5.2 Consistenza delle aree impegnate da destinazioni di uso del suolo com-
portanti trasformazione urbanistica da realizzare attraverso comparti J40
J6 Conformità delle destinazioni di uso del suolo sancite attraverso il PUC
agli obiettivi assunti nelle determinazioni strategiche J4J
16.1 Lo spazio pubblico calibrato da standard: lo stato attuale
16.2 Gli spazi pubblici nelle destinazioni di uso del suolo sancite attra·erso il PU(
16.2.1 Obietti·o dichiarato: spazi pubblici integranti gli usi abitati·i
16.2.1.1 (onseguente dalla attuale popolazione residente
16.2.1.2 (onseguente da crescita della popolazione, con obietti·o assunto nel PU( pari a
abitanti 24.000
16.2.1.3 labbisogno-obietti·o totale
16.2.1.4 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.2 Spazi pubblici oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre-
·ista: parchi e giardini
16.2.2.1 labbisogno-obietti·o
16.2.2.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.3 Spazi pubblici oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre-
·ista: attrezzature pubbliche, in zona normati·a del tipo í.1 ed í.3
16.2.3.1 labbisogno-obietti·o
16.2.3.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.4 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi integranti le case ·acanza
16.2.4.1 labbisogno-obietti·o
16.2.4.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.5 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi integranti la ricetti·ita
16.2.5.1 labbisogno-obietti·o stimato nel tomo primo della parte seconda della relazione
generale
16.2.5.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.6 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi íieristici
16.2.¯ La citta degli sport in (annito
16.3 Le superíici territoriali acquisibili al patrimonio comunale attra·erso le regole
compensati·e
16.4 Il soddisíacimento del bisogno abitati·o
16.5 Il soddisíacimento del íabbisogno di strutture ricetti·e di nuo·a localizzazione
16.6 La dotazione di spazi pubblici ad abitante
J7 La congruità delle determinanti con i fabbisogni obiettivo J46
J8. Leggere il PUC, la rappresentazione grafica della disciplina urbanistica
enunciata attraverso le ´norme tecniche di attuazione¨ J47
Llaborato P.2 14¯
Llaborato P.3.A, estratto dal íoglio 8 150
Llaborati P.3.B 153
Llaborato P.4, estratto da íoglio 16 159
Llaborato P.5, estratto dal íoglio 16 162
Llaborato P.6 163
- Dimensionamento 165

LLABORA1O B : RLLAZIONL AMBILN1ALL
Le trattazioni della Presentazione` e del Rapporto Ambientale` , partecipano del Primo dei
Ouaderni costituti·i della Relazione Generale

________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ IV
Premessa
J Questioni di metodo J67
2. La ricognizione J7J
2.1 Metodo e contenuti
2.2 Gli elaborati
3 Deduzioni J90
3.1 Le unita di paesaggio 190
3.2 Le determinanti spaziali strategiche 192
4 La rappresentazione su cartografia analogica dei connotati ambientali e
delle scelte di uso del suolo J96
4.1 La ·alorizzazione del parco archeologico 196
4.2 La ·alorizzazione delle aree di tutela di ·alori di paesaggio 200
4.3 L`inno·azione nel paesaggio collinare: attrezzature sporti·e a (annito 205
4.4 La ·alorizzazione del patrimonio storico insediati·o 208
4.5 La ·alorizzazione del patrimonio ambientale e della rete ecologica comunale 210
5 Iattori e settori di attenzione 2J4
5.1 La ·alorizzazione del patrimonio delle acque di scorrimento e regimentazione
5.2 La qualiíicazione dell`ambiente urbano attra·erso la reciprocita delle relazioni
tra esistente e nuo·o insediamento 215
5.3 La qualiíicazione dell`ambiente urbano attra·erso la ·alutazione della íorma tri-
dimensionale degli inter·enti ammissibili nell`interazione con il paesaggio storico
urbano 215
5.4 La ·alorizzazione del patrimonio di beni archeologici e naturalistici
5.5 La ·alorizzazione dei connotati dell`ambiente naturale 218
5.6 La ·alorizzazione del carattere dei suoli 224
5.¯ La ·alorizzazione della rete natura 225
6 La valutazione ambientale strategica 228
7 Conclusioni 233

PAR1L PRIMA: LA RICOGNIZIONL
La trattazione delle atti·ita di Ricognizione`, parte prima della Relazione Generale, partecipa
del Secondo dei Ouaderni costituti·i della Relazione Generale

1OMO PRIMO : l'attività ricognitiva concernente i caratteri plurimi
del territorio comunale, naturali, antropici, culturali. La spazialità dei
valori
J ÷ Premessa 2
2 - La specificazione della rappresentazione cartografica 4
2.J ÷ Il sistema istituzionale 4
A 1 - inquadramento territoriale: scala sintetica
2.1.1 L` elaborato A1 - inquadramento territoriale
A.1.1 il Piano 1erritoriale Regionale
A.1.2 il Piano 1erritoriale di (oordinamento Pro·inciale
A.2 - stato attuale di diritto dei suoli:
2.1.2 Llaborato cartograíico A.2 , stato attuale di diritto dei suoli: a, nel pre·igente
Prg, inquadramento generale: b, nel piano dell'Autorita di Bacino del Sele: c, nel
piano del Parco del (ilento: d, nei siti di interesse comunitario Sic`: e, nei siti
Unesco`, rappresentazione nella scala 1´10.000 1¯
2.2 ÷ Il patrimonio culturale di interesse paesaggistico, storico, archeologico ed ar-
chitettonico, elaborati cartografici B.J ÷ B.2 26
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ V
2.2.1 L`elaborato cartograíico B.1, patrimonio culturale di interesse paesaggistico
rappresentazione nella scala 1´10.000 28
aree sottoposte a ·incolo di tutela paesaggistica
aree sottoposte a ·incolo íunzionale
ulteriori unita areali ·incolate
le zone di protezione speciale ed i siti d`interesse comunitario
ulteriori intenzionalita di tutela di beni di insieme
elementi incidenti sul sistema ambientale paesaggistico
2.2.2 - L`elaborato cartograíico B.2,, il patrimonio culturale di interesse storico-
archeologico, rappresentazione nella scala 1´10.000 35
complessi archeologici
percorsi di interesse archeologico: pia
immobili isolati di interesse storico situati nel perimetro della z.n. del tipo a1 di Pae-
stum.
aree di potenziale ritro·amento di materiale archeologico
immobili isolati presenti nel nucleo antico di capaccio ·ecchia
insediamenti urbani di interesse storico - centro storico
ediíici e beni di note·ole interesse dichiarato situati nell'insediamento
insediamenti urbani di interesse storico
insediamenti urbani di interesse testimoniale
·iabilita storica
immobili isolati di interesse storico
tracciati dei percorsi storici
2.3 ÷ Il sistema insediativo 47
2.3.J elaborato C÷Isr.J - insediamento storico e recente, ad utilizzazione pre-
valentemente abitativa o specialistica, come invariante di politiche pubbli-
che di conservazione, recupero, riqualificazione, rappresentazione nella
scala J/J0.000
componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l`identita archeologica e
storica dell`insediamento
le componenti ed elementi territoriali di interesse storico:
- componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l`identita archeologica
beni e complessi storici: il complesso archeologico e i siti adiacenti.
beni di integrazione
- componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l`insediamento storico
urbano`
nucleo antico
centro storico
insediamento urbano di interesse storico
insediamento urbano di interesse testimoniale
immobili isolati di interesse storico
·iabilita storica
sistema insediati·o recente .
insediamento recente consolidato di completamento attra·erso integrazione
aree urbane specialistiche
insediamento urbano recente ad impianto compiuto consolidato .
insediamento urbano recente consolidato, con coníigurazione conseguente da
progettazione unitaria.
insediamento urbano recente in ambiente costiero ad uso pre·alentemente abitati-
·o per popolazione non stanziale
insediamento urbano recente di impianto incompiuto
insediamento recente di matrice rururbana
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ VI
·erde pri·ato in insediamento urbano recente
insediamento urbano di impianto incompiuto ricadente in area dichiarata a rischio
idraulico.
Le aree urbane specialistiche`
area urbana specialistica esistente con utilizzazione turistico ricetti·a a gestione u-
nitaria e rotazione d'uso
area urbana specialistica esistente con utilizzazione per la produzione di ser·izi e di
beni
- aree urbane specialistiche a coníigurazione unitaria`
il sistema degli spazi pubblici
attrezzature di interesse locale in quanto complementari all'insediamento resi-
denziale`
di interesse generale`
interesse generale non normate nella legislazione`
spazi pubblici per atti·ita, attrezzature ed impianti di interesse generale connessi
alla mobilita`
il sistema della mobilita.
il sistema ambientale.
·egetazione di ruolo paesaggistico
2.3.2 Commento: connotati della struttura insediativa multipolare 56
2.3.2.1 premessa
2.3.2.2. popolazione e territorio: questioni di metodo, la disaggregazione spa-
ziale.
2.3.2.3 strumenti, íinalita e tecniche dell`indagine conosciti·a
2.3.2.3.1 criteri di classiíicazione
2.3.2.3.2 a base iníormati·a geograíica
2.3.2.4, dati generati con processi dedutti·i
2.3.3 Informazioni organizzate nei quadri statistici 62
2.3.4 Valutazioni sintetiche sulla forma della struttura insediativa 96
polo insediati·o di (apaccio capoluogo
polo insediati·o di (apaccio scalo
polo insediati·o di Rettiíilo - Vuccolo di Maiorano
polo insediati·o di Licinella
polo insediati·o de la Laura
polo insediati·o di Ponte Barizzo
polo insediati·o di Gromola
polo insediati·o di Spinazzo
polo insediati·o di loce Sele
2.3.5 Deduzioni
2.4 ÷ Il sistema ambientale : la ´rete ecologica¨, elaborato S.A,, elementi partecipi
della rete ecologica comunale, dedotti dalle caratteristiche dei suoli, rappresenta-
zione nella scala J/J0.000 99
2.4.1 l`elaborato cartograíico d-sa il sistema ambientale: la rete ecologica`
2.4.2 le correlazioni territoriali : la rete ecologica regionale e pro·inciale
2.4.3 la rete ecologica comunale di (apaccio-Paestum`
2.4.4 componenti strutturanti la rete ecologica comunale
2.4.5 componenti complementari e di dettaglio della rete ecologica comunale
2.4.6 le tecnologie per l`ambiente
2.4.¯ le instabilita naturali ed il rischio
2.4.8 criticita di sistema
2.4.9 relazioni con il sistema insediati·i
Appendice : informazioni concernenti categorie di beni J24
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ VII

1OMO SLCONDO : I caratteri della base economica locale, l'identità
sociale, la popolazione e le attività
La popolazione e l'evoluzione demografica J32
J La demografia J32
2 L'evoluzione demografica J33
3. La struttura della popolazione J37
4 . La popolazione nelle località J40
La base economica
5. La popolazione attiva e non attiva J48
6. I settori J53
7. I settori specializzati J55
¯.1 Il settore agricolo-zootecnico-íorestale 155
¯.2 Il settore turistico 164
¯.3 Il settore terziario 1¯2
¯.4 Il settore industriale 1¯5
8. Il settore edilizio J78
9. La consistenza degli spazi pubblici J84

PAR1L SLCONDA: LL DL1LRMINAN1I S1RA1LGICHL
Le trattazioni delle determinanti strategiche, parte seconda della Relazione Generale, e delle
determinanti strutturali, parte terza, partecipano del 1erzo dei Ouaderni costituti·i della Rela-
zione Generale

1OMO PRIMO: La domanda d'uso del patrimonio di risorse: Il di-
mensionamento programmatico del Piano Urbanistico Comunale
1. La previsione della popolazione 3
Pre·isioni per la popolazione straniera stanziale 5
2. La struttura delle famiglie nel 20J8
La struttura delle íamiglie per la popolazione straniera nel 2018 5
3. I
l dimensionamento degli spazi per utilizzazioni abitative 6
3.1 Premessa
3.2 Sintesi delle componenti considerate per il calcolo del íabbisogno abitati·o al 2018
3.3 La domanda di spazi per utilizzazione abitati·a ordinaria ¯
3.3.1. La componente deri·ante dal íabbisogno pregresso
3.3.2 Il íabbisogno deri·ante dalle dinamiche demograíiche
3.3.3 Lííetti del mercato immobiliare
3.3.4 L`atti·ita di ricerca
3.4 L`oííerta 8
3.4.1 Il patrimonio esistente utilizzato
3.4.2 Le abitazioni improprie
3.4.3 Il patrimonio edilizio temporaneamente non utilizzabile
3.4.4 Le abitazioni adibite ad altri usi
3.5 Le quantita íisiche di spazi edilizi realizzabili. Superíici nette di solaio 11
3.6 Le superíici necessarie
3.¯ La componente d`oííerta di nuo·a produzione pubblica e pri·ata 12
3.8 La superíicie territoriale
3.9 La superíicie territoriale totale coníigurante comparti di inter·ento ad uso íunziona-
le connesso alla residenza 13
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ VIII
3.10 Lííetti della LR n. 19 del 28 Dicembre 2009 Misure urgenti per il rilancio economi-
co, per la riqualiíicazione del patrimonio esistente, per la pre·enzione del rischio si-
smico e per la sempliíicazione amministrati·a` 14
4. Le attività, le logiche J5
a. Ill calibramento della residenza
5. Il dimensionamento dello spazio pubblico complementare all'utilizzazione
abitativa J5
5.1 I bisogni di spazio pubblico
5.1.1 Le aree per spazi pubblici coníiguranti la zona normati·e del tipo G nel ·igen-
te PU(, con classiíicazione da coníermare
5.1.2 La consistenza riscontrata
5.2 Il íabbisogno teorico ed eííetti·o di spazi pubblici 16
5.2.1 La stima della dotazione teorica di superíici di suolo pubblico, integrata con gli
insediamenti residenziali
5.2.2 La stima del íabbisogno di superíici di suolo pubblico, da pre·edere opzio-
nalmene, con lo scopo di innalzare la qualita insediati·a dell`esistente patrimo-
nio immobiliare ad uso turistico ricetti·o 1¯
6. Il modello produttivo ottimale al 20J8 J8
6.1 Valutazioni preliminari
6.2 La stima della popolazione atti·a nel 2018 19
6.3 Osser·azioni sulla dinamica occupazionale
6.4 Le prospetti·e per il íuturo 21
6.5 Dagli atti·i al 2018, agli addetti al 2018 21
7. Il dimensionamento del PUC: le superfici di suolo ad uso specializzato, da
destinare ad attività produttive 22
¯.1 Il íabbisogno complessi·o di aree per complessi insediati·i ad uso del terziario pro-
dutti·o, del commercio,o ·olte alla produzione integrata di ser·izi plurimi, quali ente
íiera ed atti·ita comportanti spazi espositi·i, impianti cinematograíici multisala, sedi di
enti istituzionali.
¯.1.1 La íenomenologia
¯.2 (alibramento del íabbisogno nei rami di atti·ita: il íabbisogno di aree per il terziario
produtti·o 23
¯.3 Il íabbisogno di spazi ad uso íunzionale specialistico di interesse colletti·o, quali im-
pianti multisala, discoteche, parcheggi multipiano, spazi espositi·i e centro multime-
diale.
¯.3.1 Le atti·ita ludico ricreati·e necessitanti spazi íunzionali specializzati
¯.3.2 L`atti·ita íieristica
¯.4 Il íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso specializzato produtti·o turisti-
co ricetti·o, da localizzare in zona di nuo·a urbanizzazione specialistica 24
¯.4.1 (riteri
¯.4.2 Lo stato attuale di oííerta
¯.4.3 labbisogni di superíici di solaio
¯.4.4 La superíicie territoriale
¯.4.5 Deduzioni: labbisogno complessi·o di aree producenti ser·izi, o destinate alla
ricetti·ita specializzata
¯.5 Il íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti·o, artigianale o indu-
striale 25
¯.5.1 La pre·isione
¯.5.2 Gli scopi da assumere per la deíinizione di obietti·i
¯.5.3 Le deduzioni sul íabbisogno
¯.5.3.1 labbisogno complessi·o
¯.5.3.2. Le regole per la íormazione di complesso insediati·o ad uso produtti-
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ IX
·o
¯.6 labbisogno di superíici da destinare alla promozione del commercio specializzato per
la media e grande distribuzione 26
8. La sintesi dei fabbisogni 26
8.1.1 labbisogno di spazi pubblici 2¯
8.1.1a: per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno
complessi·o degli abitanti insediati nei complessi insediati·i esistenti e di nuo-
·a produzione a pre·alte uso abitati·o o terziario
8.1.1b: per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno di
aree di parco pubblico e di attrezzature sanitarie
8.1.1c: per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno pregres-
so connesso all`esistente oííerta turistico ricetti·a opzionale, qualora ritenuto oppor-
tuno dall`amministrazione comunale,.
8.1.2. Il íabbisogno complessi·o di aree ad uso residenziale 2¯
8.1.3. Il íabbisogno complessi·o di aree per complessi insediati·i ad uso del terziario pro-
dutti·o o ·olte alla produzione integrata di ser·izi plurimi
8.1.4. Il íabbisogno di aree ediíicabili destinate a complessi insediati·i ad uso produtti·o
turistico ricetti·o opzionale in adozione di standard PU1,.
8.1.5. Il íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti·o, artigianale o indu-
striale 28
8.1.6. Il íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti·o, per la media e
grande distribuzione commerciale 28
8.1.8. Sintesi del programma 28
8.1.9. Spazi Pubblici: obietti·i dimensionali assunti nella speciíicazione delle determinanti
strategiche 28
8.1.10. labbisogni aggregati 29
9. (onclusioni 29

1OMO SLCONDO: La strategia per la forma della struttura territoria-
le, annuncio delle disposizioni strutturali del PUC

Premessa 30
J I riferimenti territoriali del progetto di PUC e la modernizzazione infrastrut-
turale 32
1.1 Il Piano 1erritoriale Regionale 32
1.2 Il Piano 1erritoriale di (oordinamento Pro·inciale 34
1.2.a. La tutela e la ·alorizzazione dell`economia agraria quale íinalita del Ptcp.
1.2.b L`inno·azione inírastrutturale, le politiche di tutela e ·alorizzazione del patrimonio
culturale, l`insediamento nel Ptcp
2. Le intenzionalità programmatiche : La disciplina del suolo agricolo mirata
alla valorizzazione colturale 4J
2.1 La (arta dell`uso agricolo e delle atti·ita colturali`
2.2 L`uso agricolo del suolo negli Indirizzi dettati dal (onsiglio (omunale attra·erso la
Delibera n. 65, del 21 Luglio 2008
2.3 Il ruolo attribuito alLa ricognizione dell`uso agricolo del suolo negli Indirizzi
2.4 La disciplina dell`uso agrolo nella presente proposta
2.5 Le limitazioni all`ediíicabilita
3. Le intenzionalità programmatiche: le politiche suggerite per la formazione
del Puc. Gli invarianti 52
3.1 La ·alorizzazione del patrimonio culturale: il patrimonio archeologico 52
3.1.1 I cespiti e la zonazione
3.1.2 La struttura
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ X
3.1.3 La classiíicazione zonale 53
3.1.4 La ricognizione dei connotati del complesso archeologico di Paestum sollecitata
dagli Indirizzi deliberati dal (onsiglio (omunale
3.2 La ·alorizzazione del patrimonio culturale: il patrimonio storico architettonico 5¯
3.2.1 Dalla ricognizione alla classiíicazione zonale
3.2.2 Il patrimonio storico architettonico : Il centro antico
3.3 Il patrimonio storico architettonico: Il centro storico di (apaccio (apoluogo 59
3.3.1 Il centro storico negli Indirizzi
3.3.2 La ricognizione
3.3.3 La disciplina urbanistica
3.3.4 Politiche di raííorzamento del centro storico
3..4 L`insediamento urbano di interesse storico 61
3.5. L`insediamento urbano di interesse testimoniale 61
3.6. Immobili isolati di interesse storico
3.¯ Il (omprensorio (ulturale Lcologico Produtti·o Paestum - (apoluogo - Monta-
gna
4 Le intenzionalità programmatiche, la valorizzazione del patrimonio cultura-
le: il patrimonio paesaggistico 62
5 L'insediamento esistente ed il recupero 63
5.1 Recupero edilizio e riqualiíicazione urbana negli Indirizzi` di cui alla Delibera-
zione del (onsiglio (omunale n.65 del 21 Luglio 2008
5.1.1 Gli Indirizzi
5.1.2 Il recupero urbanistico
5.1.3 Abusi·ismo edilizio
5.1.4 Studio speciíico per il recupero e la riqualiíicazione urbana
5.1.5 Piano per il recupero della qualita urbana
5.1.6 La regolamentazione degli inter·enti di recupero del patrimonio edilizio esistente
ad uso abitati·o
5.2.1 La ricognizione
5.2.2 Piano (asa e disciplina urbanistica
5.2.3 Le Zone normati·e concernenti gli insediamenti recenti, ad utilizzazione pre·a-
lente abitati·a, o pluriíunzionale, o specialistica
5.2.4 La regolamentazione degli inter·enti di recupero del patrimonio edilizio esistente
ad uso abitati·o proposta nelle N1A allegate, (apitolo Ouinto, riíerimento della
rappresentazione riportata nella cartograíia in scala 1´10.000, elab. (-isr.1 il si-
stema insediati·o, Insediamento storico e recente, ad utilizzazione pre·alente-
mente abitati·a o specialistica`, allegata alla presente Relazione
6 Le decisioni strategiche incidenti nella forma della struttura territoriale, e
degli insediamenti 69
6.1 (onser·azione ed Inno·azione
6.2 Nuo·i complessi insediati·i a pre·alente uso abitati·o o terziario
7 L'innovazione
¯.1 L`inno·azione inírastrutturale
¯.1.1 L`inno·azione inírastrutturale nel Piano 1erritoriale di (oordinamento Pro·inciale
¯.1.2 Gli Indirizzi dettato dal (onsiglio (omunale incidenti nell`inno·azione inírastrut-
turale
¯.1.3 La capitalizzazione inírastrutturale ed il progetto del piano urbanistico.
¯.2 (onser·azione ed Inno·azione
¯.3 Nuo·i complessi insediati·i a pre·alente uso abitati·o o terziario
8. Il potenziamento della dotazione di spazi pubblici, attrezzature di ruolo
comunale e di integrazione degli insediamenti 79
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ XI
9. I complessi insediativi di recente configurazione, tra recupero, riqualifica-
zione, rafforzamento 80
9.1. Il polo di (apaccio Scalo, Borgonuo·o, (aíasso, Rettiíilo Vannulo, la Laura 81
9.2 Il ruolo dello scalo íerro·iario 81
9.3 Nuo·a piazza giardino in (apaccio Scalo 88
9.4 Ipotesi di modalita acquisiti·a al patrimonio comunale del cespite immobiliare
1abacchiíicio` attra·erso articolazione di comparto del tipo l.d 88
9.5 Il potenziamento delle correlazioni tra la citta e la Laura: il Pendolo` 89
J0 I comprensori del mare, tra riqualificazione e rafforzamento degli usi del
suolo 90
10.1 La riqualiíicazione del comprensorio loce Sele - Varolato
10.2. La riqualiíicazione del nucleo della Laura, con correlato raííorzamento insediati·o
mirato al recupero ed allo s·iluppo della ricetti·ita.
JJ La spiaggia 95
11.1 Il tema
11.2. L`accesso alle spiagge
11.3 Il lungo mare
11.4 Il canale - approdo
J2. La riqualificazione dei nuclei insediativi di Licinella ÷ S. Venere 97
J3. La riqualificazione della Via Linora J00
J4 La pineta costiera J0J
J5 Il rafforzamento dei borghi: Gromola ÷ Spinazzo J02
J6 La riqualificazione dei nuclei di Ponte Barizzo ÷ Sabatella J02
16.1 L`in·aso del percorso matrice coin·olgente le aree site a destra ed a sinistra della
SS.18 tra Ponte Barizzo e Sabatella
1¯ Il comprensorio collinare
1¯.1 Il comprensorio collinare: il percorso storico 104
1¯.2 Il comprensorio collinare settentrionale: Vuccolo di Maiorano 104
1¯.3 Il comprensorio collinare settentrionale: Scigliati 104
1¯.4 Il comprensorio collinare meridionale: oltre Spinazzo, la (itta degli Sport` nella
·alle interna 105
J8. Nuove unità di produzione al confine con Cicerale J05
J9 Il territorio montano J06
20. La tutela delle fragilità attraverso le zone normative del tipo ´Iv¨ J06
2J. Conclusione J09

PAR1L 1LRZA: LL DL1LRMINAN1I S1RU11URALI
Premessa JJ2

Paragrafo Primo: le Norme 1ecniche di Attuazione JJ5

Paragrafo Secondo: la rappresentazione grafica delle determinanti strutturali e la disci-
plina di uso del suolo proposta attraverso le Norme 1ecniche di Attuazione:
gli elaborati P.3.A J75

Paragrafo 1erzo: Il recupero e la riqualificazione dell'insediamento recente: i piani ur-
banistici attuativi di recupero J86

Paragrafo Quarto: L'insediamento recente, stima della capacità edificatoria residua
nelle zone normative del tipo B.J e B.2, conseguente ad interventi di com-
pletamento. Consistenza ammissibile di interventi di completamento in zo-
ne normative del tipo B.J e del tipo B.2 J95
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ XII
Paragrafo Quinto: Le zone territoriali omogenee del tipo Cd, Dd, Id, Hd, di ´1ra-
sformazione Urbanistica, da attuare attraverso la disciplina dei ´comparti¨.
La consistenza delle trasformazioni ammissibili 2J8
5 La trasíormazione urbanistica, i comparti nel PU(: consistenza della trasíorma-
zione urbanistica promuo·ibile attra·erso i comparti
- I comparti del tipo (d1.1, a destinazione residenziale pre·alente, localizzazione
centrale 219
- I comparti del tipo (d1.2, a destinazione residenziale pre·alente, localizzazione
semicentrale 220
- I comparti del tipo (d1.3, a destinazione residenziale pre·alente e localizzazione
periíerica 221
- I comparti del tipo (d1, totali 224
- I comparti del tipo (d2.2, a destinazione terziaria pre·alente e localizzazione se-
micentrale225
- I comparti del tipo (d2.2, totali 226
- I comparti del tipo Dd1.2, a destinazione produtti·o-artigianale e localizzazione
semicentrale 22¯
- I comparti del tipo Dd1.3, a destinazione produtti·o-artigianale e localizzazione
periíerica 22¯
- I comparti del tipo Dd.1, totali 228
- I comparti del tipo Dd2..2, ad utilizzazione per la media e grande distribuzione
commerciale, localizzazione semicentrale 229
- I comparti del tipo Dd2.3, ad utilizzazione per la media e grande distribuzione
commerciale e localizzazione periíerica 229
- I comparti del tipo Dd.2, totali 230
- I comparti del tipo Dd3.2, a destinazione turistico-ricetti·a e localizzazione semi-
centrale 230
- I comparti del tipo Dd3.3, a destinazione turistico-ricetti·a e localizzazione peri-
íerica 231
- I comparti del tipo Dd3.4, a destinazione turistico-ricetti·a e localizzazione pe-
riurbana 232
- I comparti del tipo Dd.3, totali 233
- I comparti del tipo ld.1, ad utilizzazione per atti·ita ed attrezzature di interesse
colletti·o di ruolo generale, pubbliche o pri·ate, integrate con usi plurimi compati-
bili, e localizzazione centrale 234
- I comparti del tipo ld.2, a destinazione ricetti·a ad utilizzazione per atti·ita ed
attrezzature di interesse colletti·o di ruolo generale, pubbliche o pri·ate, integrate
con usi plurimi compatibili, e localizzazione semicentrale 235
- I comparti del tipo ld.3, ad utilizzazione per atti·ita ed attrezzature di interesse
colletti·o di ruolo generale, pubbliche o pri·ate, integrate con usi plurimi compati-
bili, e localizzazione periíerica 236
- I comparti del tipo ld.4, ad utilizzazione per atti·ita ed attrezzature di interesse
colletti·o di ruolo generale, pubbliche o pri·ate, integrate con usi plurimi compati-
bili, e localizzazione periurbana 238
- I comparti del tipo ld, totali 239
- I comparti del tipo Id.3, a destinazione per atti·ita plurime ·olte al raííorzamen-
to ed alla riqualiíicazione urbana e localizzazione periíerica 240
- I comparti del tipo Id.4, a destinazione per atti·ita plurime ·olte al raííorzamen-
to ed alla riqualiíicazione urbana e localizzazione periurbana 242
- I comparti del tipo Id, totali 243


________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ XIII
Paragrafo Sesto : La trasformazione urbanistica
6.1 (onsistenza dei comparti nelle localita, sintesi 244
6.2 (onsistenza delle zone normati·e conseguente alla destinazione íunzionale di uso
del suolo riportata negli elaborati del tipo p.3 e del tipo p.4, sintesi 244
6.2.1 I connotati delle zone íunzionali rappresentati negli elaborati del tipo P.2-P.3.A-
P.4 246
Lo spazio pubblico o ad uso di atti·ita di interesse colletti·o nei comparti 248
6.2.2 Deduzioni 248
6.2.2.1 Il ruolo dell`inírastrutturazione 248
6.2.2.2 Spazi pubblici di ruolo locale 248
6.2.2.3 Attrezzature urbane di rango economico 249
6.2.2.4 Parchi urbani 249
6.2.2.5 Spazi pubblici ·olti a qualiíicare la ricetti·ita 249
6.2.2.6 Spazi ad uso di atti·ita produtti·e 249
6.3 (onnotati delle determinazioni strategico-strutturali 249

Paragrafo Settimo : verifica analitica della conformità delle destinazioni di uso urbano
del suolo e dell'edificabilità ammissibile agli obiettivi di programma enun-
ciati nella definizione dei fabbisogni obiettivo 250
7.J Obiettivi programmatici: sintesi dei fabbisogni ÷ obiettivo assunti nella
specificazione delle determinanti programmatiche
¯.1.1 Spazi pubblici
¯.1.1.a: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno com-
plessi·o degli abitanti insediati nei complessi insediati·i esistenti e di nuo·a pro-
duzione a pre·alente uso abitati·o o terziario tabella 5.3.1,
¯.1.1.b: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno di aree
di parco pubblico e di attrezzature sanitarie
¯.1.1.c: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno pre-
gresso connesso all`esistente oííerta turistico ricetti·a.
¯.1.2 Stima pre·enti·a del íabbisogno complessi·o di aree ad uso residenziale
¯.1.3 Stima pre·enti·a del íabbisogno complessi·o di aree per complessi insediati·i ad
uso del terziario produtti·o o ·olte alla produzione integrata di ser·izi plurimi
¯.1.4 Stima pre·enti·a del l íabbisogno di aree ediíicabili destinate a complessi insediati-
·i ad uso produtti·o turistico ricetti·o .
¯.1.5 Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree ediíicabili destinate atti·ita íieristica.
¯.1.6 Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti-
·o, artigianale o industriale.
¯.1.¯ Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti-
·o, per la media e grande distribuzione commerciale.
¯.1.8 Sintesi del programma
¯.1.9 Gli spazi pubblici : obietti·i dimensionali assunti nella speciíicazione delle deter-
minanti programmatiche
¯.1.10 labbisogni aggregati
7.2 Consistenza delle aree impegnate da destinazioni di uso del suolo compor-
tanti trasformazione urbanistica da realizzare attraverso comparti 253

Paragrafo Ottavo : Conformità delle destinazioni di uso del suolo sancite attraverso il
puc agli obiettivi programmatici 254
8.J Lo spazio pubblico calibrato da standard: lo stato attuale 254
8.2 Gli spazi pubblici nelle destinazioni di uso del suolo sancite attraverso il
PUC
8.2.1 Obietti·o dichiarato: spazi pubblici integranti gli usi abitati·i
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ XIV
8.2.1.1 (onseguente dalla attuale popolazione residente
8.2.1.2 (onseguente da crescita della popolazione, con obietti·o assunto nel puc pari a
abitanti 24.000
8.2.1.3 labbisogno-obietti·o totale
8.2.1.4 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
8.2.2 Spazi pubblici oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre·i-
sta: parchi e giardini
8.2.2.1 labbisogno-obietti·o
8.2.2.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
8.2.3.1.1 Spazi pubblici oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre·i-
sta: attrezzature pubbliche, in zona normati·a del tipo í.1 ed í.3
8.2.3.1 labbisogno-obietti·o
8.2.3.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
8.2.4 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi integranti le case ·acanza
8.2.4.1 labbisogno-obietti·o
8.2.4.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
8.2.5 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi integranti la ricetti·ita
8.2.5.1 labbisogno-obietti·o stimato nel tomo primo della parte seconda della rela-
zione generale
8.2.5.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
8.2.6 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi íieristici
8.2.¯ La citta degli sport in (annito
8.3 Le superfici territoriali acquisibili al patrimonio comunale attraverso le
regole compensative 258
8.4 Il soddisíacimento del bisogno abitati·o
8.5 Il soddisíacimento del íabbisogno di strutture ricetti·e di nuo·a localizzazione
8.6 La dotazione di spazi pubblici ad abitante
9 La congruità delle determinanti con i fabbisogni obiettivo 259

PAR1L QUAR1A: LL DL1LRMINAN1I OPLRA1IVL
L PROGRAMMA1ICHL A11UA1IVL
Le trattazioni delle determinanti operati·e e programmatico attuati·e, parte quarta della Rela-
zione Generale, e la Veriíica Lconomico linanziaria, parte quinta, partecipano del Ouarto dei
Ouaderni costituti·i della Relazione Generale

Premessa J

Paragrafo Primo: la rappresentazione grafica delle determinanti operative e la discipli-
na di uso del suolo proposta attraverso le Norme 1ecniche di Attuazione
- Llaborati del tipo P.4, 1-22, scala di originale 1´2000, Rappresentazione su
cartograíia numerica 2

Paragrafo Secondo: la rappresentazione grafica delle determinanti operative e la disci-
plina di uso del suolo proposta attraverso le Norme 1ecniche di Attuazione
- Llaborati del tipo P.5, 1-22, scala di originale 1´2000, Rappresentazione su
cartograíia catastale ·ettorializzata, Lsempliíicazione 15

Paragrafo 1erzo: temi obiettivo nel PUC, indirizzi all'attuazione. Determinanti pro-
grammatiche attuative: Llaborati di dettaglio conformanti schede progetto
allegate al PUC, ad efficacia precettiva condizionata, del tipo P.6,J-n, com-
parti ed ambiti, rappresentazione su base topografica in scala J:2000 ÷
J:J000 27
________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ XV
Sommario: I comparti 2¯
P.6.1: il territorio collinare: la ·alorizzazione. (omparti ed ambiti in (apaccio capoluogo, cen-
tro storico,
P.6.1.1: Via (hiusa di Leone (ampo Sporti·o,, comparti del tipo (d1 n° 123, 124,
125 30

P.6.2 : Inter·enti per il raííorzamento del comprensorio collinare: (annito
P.6.2.1: (annito, comparto del tipo ld n° 24 34

P.6.3-6: La pianura mediana centrale: l`inno·azione
- P.6.3, (omparti ed ambiti in (apaccio Scalo-Borgonuo·o-(aíasso
P.6.3.1: (apaccio Scalo nord, comparti del tipo (d.1 n° 62, 63, 65 e del tipo Dd.1
n° 64 41
P.6.3.2: (apaccio Scalo sud, comparti del tipo ld n° 88, 122 4¯
P.6.3.3: Via Magna Grecia, comparti del tipo ld n° 8¯, 90 e del tipo (d1 n° 85 52
P.6.3.4: Borgonuo·o-(aíasso, la liera, comparti del tipo ld n° 129 e del tipo (d1
n° 91 58
- P.6.4, comparti ed ambiti in (aíasso-Linora 63
P.6.4.1: (aíasso-Linora, ex-1abacchiíicio, comparti del tipo ld n° 20
- P.6.5, comparti ed ambiti in Rettiíilo e siti adiacenti,
P.6.5.1: Via S.Pertini-Via lilette Vignone, comparti del tipo (d1 n° 36, ¯1, ¯2 ¯2
- P.6.6, comparti ed ambiti di connessione, il pendolo tra (apaccio Scalo e la Laura,
P.6.6.1: Viale Repubblica, il Pendolo, comparti del tipo Id n° 21, 60, 61, 111, 3¯, 4 ¯5

P.6.¯-10: la pianura costiera: l`inno·azione
- P.6.¯, la pianura costiera: l`inno·azione alla Laura 86
P.6.¯.1: Via lrancesco Gregorio nord, comparti del tipo Id n° 50, 52, 53, 54, 130 86
P.6.¯.2: Via lrancesco Gregorio sud, comparti del tipo Id n° 51, 55 e del tipo
(d2 n° 59 92
P.6.¯.3: Via Laura, Parco della Memoria, comparti del tipo ld n° 56, 58 96
- P.6.8, la pianura costiera: l`inno·azione a Varolato
P6.8.1: Varolato, comparto del tipo ld n° 49 99
- P.6.9, la pianura costiera: l`inno·azione a Licinella-Santa Venera
P.6.9.1: Via Molino di Mare - (a·e di tuío, comparti del tipo ld n° 1, 83 102
- P.6.10, la pianura costiera: l`inno·azione a Via Linora
P.6.10.1: Via Linora nord, comparti del tipo Dd3 n° 112 e del tipo ld n° 113 111
P.6.10.2: Via Linora - (anale Linosa, comparti del tipo Id n° 103 e del tipo Dd3
n° 11¯ 118
P.6.10.3: Via Linora Sud, comparti del tipo Id n° 11, 14, 104, 118 124

Paragrafo 1erzo: temi obiettivo nel PUC, indirizzi all'attuazione. Determinanti pro-
grammatiche attuative: Llaborati di dettaglio conformanti schede progetto
allegate al PUC, ad efficacia precettiva condizionata, del tipo P.7, J-n, J33

- P.7, J-3 LL DL1LRMINAN1I PROGRAMMA1ICHL A11UA1IVL

- P.¯.1, L'area protetta dalla l.220/J957: Gli ambiti oggetto di proposta di
piano urbanistico obbligatorio da predisporre in accordo con le Soprintendenze J33
P.¯.1.1: Inquadramento, Stato attuale, base cartograíica in scala 1´5000
P.¯.1.2: Disciplina urbanistica, proposta di íormazione di PUA condi·iso con
gli organi dello Stato preposti alla protezione, obietti·i,
base cartograíica in scala 1´5000

________________________________________________________________________________
Prof.Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio-Paestum(Sa), Piano Urbanistico Comunale-PUC, Novembre 2010
SOMMARIO GENERALE…………………………………………………………………………………………./ XVI
P.¯.1.3: (onsistenza delle esistenti unita edilizie
P.¯.1.3.a: (onsistenza delle esistenti unita edilizie, quadrante Sterpinia - Lupata
P.¯.1.3.b: (onsistenza delle esistenti unita edilizie, quadrante 1orre di Mare - Licinella
P.¯.1.3.c: (onsistenza delle esistenti unita edilizie, quadrante Santa Venera
P.¯.1.4: Il Parco della Laguna di Paestum

- P.¯.2, La riqualificazione del fronte mare alla Laura. : Dal pontile per
l'approdo nautico di Varolato a Sterpinia J55
- 1ratto 1: dal pontile per l`approdo nautico al parco urbano costiero.
- 1ratto 2: dal parco urbano costiero a Sterpinia.

- P.¯.3, La riqualificazione del fronte mare alla Licinella J69

Paragrafo Quarto: temi obiettivo nel PUC. L'azione infrastrutturale

P.8.1 La strada giardino 1¯9
P.8.2 La rete ciclabile 184

PAR1L QUIN1A, La VLRIIICA DI IA11IBILI1A'
LCONOMICO IINANZIARIA
Compensazione e verifica del comparto Hd 3, n. 52 J85
1. Premessa
2. Il comparto di trasformazione del tipo Hd. 3 ed i beni pubblici oggetto di stima: connotati
3. La verifica di convenienza
4. I finanziamenti pubblici per l’incentivazione delle attività d’impresa alberghiera
5. Deduzioni
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 1
Comune di Capaccio Paestum, Provincia di Salerno
PIANO URBANISTICO COMUNALE, PUC
NOVEMBRE 2010
progettista: Prof. Arch. Francesco Forte,
Corso Vittorio Emanuele 171, 80121 NAPOLI
progettista associato: Dott. Arch. Fabrizia Forte
collaborazioni alla ricognizione svolta nella prima fase :
Dott. Arch. Fabrizia Forte (insediamento storico e recente)
Dott. Arch. Francesco Ruocco (valori ambientali, rete ecologica comunale),
Dott. Arch. Elena Pagliuca (base economica locale, stato e previsione; decodificazione Gis cartografico),
Dott. Ing. Marco Scerbo ( valori archeologici, paesistici, storici)
collaborazioni alla progettazione nella seconda fase :
progettazione e controllo di conformità
Dott. Arch. Viola Albino, Dott. Arch. Fabrizia Forte, Dott. Arch. Francesco Ruocco
Marco Manna (rappresentazione tridimensionale)
Dott. Arch. Elena Pagliuca (Valutazione Ambientale Strategica)
Prof. Arch. Fabiana Forte (analisi microeconomica)
funzionario responsabile: Dott. Ing. Carmine Greco
Ufficio Comunale di piano :
Coordinatore : Dott. Arch. Vito Scairati
componenti:
Dott. Ing. Giuseppe Agresti, sig. Roberto De Vendel
approfondimenti specialistici :
Dott. Domenico Serlenga: carta dell’uso del suolo in atto ai fini agricoli
Dott.ri Annarita Esposito, Lorella Russo, Giuseppe d’Angelo: caratteristiche geologiche ed idrologiche
Prof. Ing. Gennaro Scarselli: Inquinamento acustico e da rumore
Dott. Nicola Pasquino: Misurazione di esposizione ai campi elettromagnetici
Elaborato
RELAZIONE GENERALE, articolata in:
Sommario Generale
A – PRESENTAZIONE
B – RELAZIONE AMBIENTALE
PARTE PRIMA: LA RICOGNIZIONE
Tomo Primo: L’attività ricognitiva concernente i valori spaziali del territorio comunale.
Tomo Secondo: I caratteri della base economica comunale
PARTE SECONDA: LE DETERMINANTI STRATEGICHE
Tomo Primo: Il dimensionamento programmatico del Piano Urbanistico Generale.
Tomo Secondo: La forma della struttura territoriale.
PARTE TERZA: LE DETERMINANTI STRUTTURALI
PARTE QUARTA: LE DETERMINANTI PROGRAMMATICHE ATTUATIVE
PARTE QUINTA: VERIFICA DI FATTIBILITÀ ECONOMICO FINANZIARIA
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
REGOLAMENTO URBANISTICO ED EDILIZIO
ELABORATI CARTOGRAFICI: DI RICOGNIZIONE , del tipo A-B-C-D
ELABORATI CARTOGRAFICI DI PIANO, del tipo P.1-P.2-P.3-P.4-P.5-P.6-P.7-P.8.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 2
R L L A Z I O N L G L N L R A L L
- P R L S L N 1 A Z I O N L -
____________________________________________________________
L`elaborato Presentazione` e l`elaborato Relazione Ambientale` si sono redatti con l`obietti·o di comunicare sintetica-
mente il processo íormati·o del PU(. Per approíondimenti si rimanda alle PAR1I costituti·e della Relazione Generale`, e
al Rapporto Ambientale Deíiniti·o` redatto nel procedimento di íormazione della Valutazione Ambientale Strategica.

SOMMARIO
J. L'attività
2. Llaborati partecipi del PUC
3. Contenuto della relazione
4. Sintesi del processo formativo
4.1 La metodica della narrazione
4.2 Obietti·i conseguenti a íabbisogni stimati.
4.3 La ricognizione esempliíicazione,: cartograíia tematica
4.4 La proposizione: le determinanti programmatiche
4.5 La ·alutazione: correlazione tra cartograíia tematica di ricognizione, e determinanti programmatiche elabo-
rato P.2,
4.6 La proposizione: le determinanti strutturali
4.¯ La proposizione : le determinanti operati·e, la disciplina del patrimonio urbanistico ed edilizio esistente, la
z.t.o. del tipo B, non classiíicata come insediamento storico, ad attuazione diretta, o diííerita qualora si sanci-
sca obbligo di pua
4.8 La proposizione : le determinanti operati·e, la trasíormazione urbanistica attra·erso zone territoriali omoge-
nee da realizzare con regole di comparto
5. Regole di comparto.
5.1 Presupposti giuridici dell`attuazione attra·erso il comparto ediíicatorio lr 22 dicembre 2004, n. 16, capo iii,
5.2 I comparti
5.3 Moti·azione dei comparti
5.4 Inter·enti di iniziati·a comunale nei comparti
5.5 L`attribuzione di ediíicabilita ammissibile
5.6 I (omparti, Lsempliíicazione: Indicatori e consistenza delle pre·isioni insediati·e
5.¯ (omparti ed ambiti di comparto
5.8 I comparti del tipo (.d, D.d, l.d, I.d
6. Llaborati di dettaglio definiti negli allegati del PUC da ratificare attraverso l'atto di programmazio-
ne
6.1 La con·enzione
7. La ricerca di qualità dell'edilizia pubblica e privata, e dell'architettura (lr n. J6/2004, art. 23, comma
f) : il contributo del piano urbanistico.
¯.1 Le ·isioni di sistema nella genesi delle determinanti
¯.2 La correlazione del dettaglio all`insieme nella genesi delle determinanti
¯.3 Il calibramento di dettaglio nella genesi delle determinanti
8. Le determinanti operative: gli atti di programmazione
8.1. Atti di programmazione: attuazione del Parco della Laguna di Paestum` attra·erso comparti
8.2 Atti di programmazione: attuazione del Parco della Memoria` attra·erso comparti
8.3 Atti di programmazione : attuazione dei comparti del tipo (d.1.1, posizione centrale, in (apaccio Scalo
Nord, uso pre·alente abitati·o ¯0°sus,, Jtmax~0.34mqsus´mqst, Jtord.~020mqsus´mqst: jt
pub~0.14mqsus´mqst.
9. L'infrastrutturazione: la strada giardino e le piste ciclabili
9.1 Obietti·i generali della strada giardino
9.2 Le piste ciclabili
J0 L'uso agricolo-zootecnico-forestale del suolo: zona territoriale omogenea del tipo L, a prevalente
utilizzazione agricola - zootecnica - forestale
JJ Le Norme 1ecniche di Attuazione: sommario
J2 Le N1A, Sintesi
J3 Il Regolamento Urbanistico ed Ldilizio
J4. La trasformazione urbanistica
14.1 (onsistenza dei comparti nelle localita: Sintesi
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 3
14.2 (onsistenza delle zone normati·e conseguente alla destinazione íunzionale di uso del suolo riportata negli
elaborati del tipo p.3 e del tipo p.4, sintesi
14.2.1 I connotati delle zone íunzionali rappresentati negli elaborati del tipo p.2-p.3-p.4
14.2.2 Deduzioni
14.2.2.1 Il ruolo dell`inírastrutturazione
14.2.2.2 Spazi pubblici di ruolo locale.
14.2.2.3 Attrezzature urbane di rango economico
14.2.2.4 Parchi urbani
14.2.2.5 Spazi pubblici ·olti a qualiíicare la ricetti·ita
14.2.2.6 Spazi ad uso di atti·ita produtti·e
14.3 (onnotati delle determinazioni strategico-strutturali
J5 Verifica analitica della conformità delle destinazioni di uso urbano del suolo e dell'edificabilità
ammissibile agli obiettivi di programma enunciati nella definizione dei fabbisogni obiettivo
15.1 Obietti·i programmatici: sintesi dei íabbisogni - obietti·o assunti nella speciíicazione delle determinanti
programmatiche
15.1.1 Spazi pubblici
15.1.1.a: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno complessi·o degli abitanti in-
sediati nei complessi insediati·i esistenti e di nuo·a produzione a pre·alente uso abitati·o o terziario ta-
bella 5.3.1,
15.1.1.b: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno di aree di parco pubblico e di
attrezzature sanitarie
15.1.1.c: Per dotazione di aree a standard urbanistici ·olti a soddisíare il íabbisogno pregresso connesso all`esistente
oííerta turistico ricetti·a.
15.1.2 Stima pre·enti·a del íabbisogno complessi·o di aree ad uso residenziale
15.1.3 Stima pre·enti·a del íabbisogno complessi·o di aree per complessi insediati·i ad uso del terziario produt-
ti·o o ·olte alla produzione integrata di ser·izi plurimi
15.1.4 Stima pre·enti·a del l íabbisogno di aree ediíicabili destinate a complessi insediati·i ad uso produtti·o turi-
stico ricetti·o .
15.1.5 Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree ediíicabili destinate atti·ita íieristica.
15.1.6 Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti·o, artigianale o industria-
le.
15.1.¯ Stima pre·enti·a del íabbisogno di aree per complessi insediati·i ad uso produtti·o, per la media e grande
distribuzione commerciale.
15.1.8 Sintesi del programma
15.1.9 Gli spazi pubblici : obietti·i dimensionali assunti nella speciíicazione delle determinanti programmatiche
15.1.10 labbisogni aggregati
15.2 (onsistenza delle aree impegnate da destinazioni di uso del suolo comportanti trasíormazione urbanistica da
realizzare attra·erso comparti
J6 : Conformità delle destinazioni di uso del suolo sancite attraverso il puc agli obiettivi programmatici
16.1 Lo spazio pubblico calibrato da standard: lo stato attuale
16.2 Gli spazi pubblici nelle destinazioni di uso del suolo sancite attra·erso il puc
16.2.1 Obietti·o dichiarato: spazi pubblici integranti gli usi abitati·i
16.2.1.1 (onseguente dalla attuale popolazione residente
16.2.1.2 (onseguente da crescita della popolazione, con obietti·o assunto nel puc pari a abitanti 24.000 -2.335 abi-
tanti,
16.2.1.3 labbisogno-obietti·o totale
16.2.1.4 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.2 Spazi pubblici oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre·ista: parchi e giardini
16.2.2.1 labbisogno-obietti·o
16.2.2.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.3 Spazi pubblici oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre·ista: attrezzature pubbliche,
in zona normati·a del tipo í.1 ed í.3
16.2.3.1 labbisogno-obietti·o
16.2.3.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.4 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi integranti le case ·acanza
16.2.4.1 labbisogno-obietti·o
16.2.4.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
16.2.5 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi integranti la ricetti·ita
16.2.5.1 labbisogno-obietti·o stimato nel tomo primo della parte seconda della relazione generale
16.2.5.2 Perseguimento dell`obietti·o attra·erso la zonazione urbanistica
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 4
16.2.6 Spazi pubblici ·olti all`oííerta di ser·izi íieristici
16.2.¯ La citta degli sport in (annito
16.3 Le superíici territoriali acquisibili al patrimonio comunale attra·erso le regole compensati·e
16.4 Il soddisíacimento del bisogno abitati·o
16.5 Il soddisíacimento del íabbisogno di strutture ricetti·e di nuo·a localizzazione
16.6 La dotazione di spazi pubblici ad abitante
J7 La congruità delle determinanti con i fabbisogni obiettivo
J8. Leggere il PUC, la rappresentazione grafica della disciplina urbanistica enunciata attraverso le
´norme tecniche di attuazione¨
Llaborato P.2
Llaborato P.3.A, estratto dal íoglio 8
Llaborati P.3.B
Llaborato P.4, estratto da íoglio 16
Llaborato P.5, estratto dal íoglio 16
Llaborato P.6
Dimensionamento
____________________________________________________________________________________






PRLMLSSA

L`approíondimento delle istanze interpretati·e del reale, reso possibile dalla riílessione connessa alla íor-
mazione del PU( di (apaccio Paestum, ha tratto gli stili e temi dalla condizione di transizione e crisi` che
coin·ole il contemporaneo. Si ritiene iníatti che le modalita attra·erso cui si go·ernano le citta nella crisi, e il
bisogno di íuturo che comunque incombe, assumono signiíicati·o ruolo, sollecitando l`impegno
dell`Amministrazione comunale e delle istituzioni coin·olte nella go·ernance. Ld il piano urbanistico comu-
nale, espressione di questo impegno, nella sua speciíicita coníigura signiíicati·a opportunita di ·eriíica delle
modalita attra·erso cui íronteggiare le minacce che si intra·edono.

La transizione dell'urbano, il post industriale

Negli ultimi lustri del secolo bre·e` si e iniziato a percepire diííusamente la correlazione tra diritti, lega-
lita, decisionalita, lungimiranza, struttura e strategia, struttura ed operati·ita, malgo·erno o buon go·erno,
che non implica la sola coníormita alle regole ma ancor piu congruita con il processo storico.
Si e constatata la crescita impetuosa delle atti·ita di ser·izio, alle íamiglie, alle imprese, alla go·ernance ed
al go·erno locale, a loro ·olta interagenti con il modiíicarsi di domanda e di modalita di consumo. La crescita
impetuosa del bisogno di interazione comunicante` ha e·idenziato il ruolo dei produttori di ser·izi immate-
riali, connessi all`espandersi della domanda di educazione, ricerca, intrattenimento, iníormazione, tempo libe-
ro, consumo indi·iduale e colletti·o, e quindi commercio e ser·izi íinanziari di sostegno ai decisori. In un ba-
cino di utenza globalizzato ha acquisito ruolo la produzione specializzata e di nicchia, tipica della media e
piccola impresa, che anche in (ampania con creati·ita ha interagito con il modiíicarsi di aspirazioni e stili di
·ita.
La regione urbana e l`interazione metropolitana si e aííermata incidendo sulla condizione antropologica.
La íolla solitaria` della metropoli ha sostituito l`ideale comunitario, tutta·ia deducendo le relazioni intrau-
mane da un riconosciuto íondamentale ·alore, la dignita` dell`uomo e i suoi diritti íondamentali alla citta ed
alla natura, e quindi di cittadinanza. 1ra di·ersita antropologica e·idenziata da condizioni sociali di abbon-
danza, o all`opposto di indigenza, si e imposta all`attenzione l`attualita della íilosoíia morale trasmessaci da
Paolo di 1arso, íondata sul solidarismo intraumano`. Il ·alore attribuito alla di·ersita esplicita il ·alore della
liberta`, condizionata per eííetto della dignita dell`altro dalle regole comunitarie sancite dalla giustizia. La
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 5
liberta dell`essere` esplicita liberazione, ·alore positi·o, da condizionare alla luce della dignita dell`altro, at-
tra·erso l`educazione alla ·ita di relazione, íondata su consape·olezza e rispetto. La citta cooperati·a` ha
aííiancato l`attenzione alla citta competiti·a`.
1rasíormazioni sociali impetuose hanno accompagnato l`inno·azione produtti·a, con ri·erberi sulla di-
mensione socio politica. I bisogni primari si sono dilatati, in·estendo il diritto al la·oro, alla sicurezza, alla tu-
tela della proprieta, all`esercizio delle liberta, della competizione e della concorrenza, assieme al bisogno
all`igiene urbana, all`aria pulita, all`acqua non inquinata, alla citta cooperati·a e solidale, alla partecipazione,
alla qualita dell`ambiente, alla condi·isione e codecisione mirata alla decisione su piani di azione.
Un popolo urbano di produttori di ser·izi creati·i` ha acquisito spazio in quella stagione sulla scena
delle citta. L nell`aííermarsi quale attore di processi strutturali, ha ideato modi di essere, di sentire, consumare
e comunicare. Si e compreso che l`eííicienza puo non risultare eííicace, qualora la si colti·i in mancanza di
proiezioni territoriali e di correlazioni tra le tante responsabilita compresenti nel go·erno dei territori. Si e
consolidata la percezione della necessita di go·ernare le contraddizioni proprie al consolidarsi della multietni-
cita.
Le liberta, e la condizione di legalita che ne tutela l`esplicitarsi, hanno coníigurato l`habitat ía·ore·ole al
consolidarsi del processo. Le necessita imposte ai go·erni delle citta di ricon·ersione del ruolo storico ha i-
spirato politiche pubbliche ·olte a sostenere e íacilitare l`operare dell`impresa, attribuendo ruolo
all`autoresponsabilita. Se nella stagione industriale si adatta·a l`ambiente naturale ai bisogni della citta-
macchina, nel post industriale di·iene impellente il ·oler essere, o··ero costruire l`ambiente adatto ai nuo·i
bisogni condizionati dalla complessita delle relazioni transnazionali. L`attenzione alle modalita` ed alle rego-
le ha consentito di e·itare che il principio di liberta si trasíormasse in arroganza, arbitrio e conílitto.
La complessita del mutamento ha accentuato la ·ulnerabilita delle regioni urbane e dei comuni partecipi.
Si sono comprese le potenziali minacce` conseguenti a contraddizioni antiche e nuo·e, quali il mercato
sel·aggio: l`iniquita decisionale, la rendita urbana, la scarsita energetica, la polarizzazione ed il dualismo urba-
no: le perequazione amorale: la írammentazione nell`uso del suolo conseguente alla suburbanizzazione, la de-
íormazione prospettica attra·erso l`illusione mediatica: la ·isione per promuo·ere suggestione attra·erso cui
incidere per acquisire il consenso: le illusioni della programmazione íinanziaria di lungo periodo. L tra le mi-
nacce si e imposto all`attenzione anche il precario go·erno della societa multietnica che si e consolidata.
Le minacce intra·iste nel mutamento accentuano la responsabilita del go·erno comunale.
La potenziale írammentazione conseguente al pul·iscolo di un tessuto sociale che tende a lacerarsi attra-
·erso l`accentuarsi del connotato di minoranze.andrebbe íronteggiata riconnettendo i legami tra le membra.
Andrebbe perseguita la ·alorizzazione del ruolo della donna, nella societa e nella spazialita delle citta, atte-
nuando le tante rigidezze che ne ostacolano l`impegno, entro e íuori della íamiglia. Gli anziani, nuo·i attori
della citta contemporanea esito di una condizione demograíica e ci·ile che allunga la speranza di ·ita, po-
trebbero ispirare moti·i nel promuo·ere serenita
La po·erta si concentra e si raííorzera nelle aree urbane, imponendo la genesi di programmi ·olti a con-
tenerne le implicazioni, íondati su criteri ·olti ad arginare la spontanee tendenze all`emarginazione e isola-
mento, riattribuendo ruolo alle politiche di crescita del la·oro ed occupazione con modalita congrue ad un
contesto tanto di·erso da quel che ha caratterizzato il íordismo.
L`intensiíicarsi della mobilita umana tra le nazioni del pianeta do·rebbe ratiíicarsi nel perseguire
l`inclusione, riconoscendo i diritti e do·eri di cittadinanza. La írammentazione conseguente alla societa
dell`iníormazione do·rebbe sostenere politiche di íormazione diííusa, di·ersiíicata e aperta.
La sostenibilita do·rebbe ritro·arsi nel promuo·ere qualita dell`ambiente di ·ita e di la·oro, e quindi qua-
lita dell`artiíicio urbanistico ed architettonico.
Andrebbe rimeditato il contenuto delle politiche pubbliche che ha caratterizzato la citta post industriale
íondate sulla legittimita dei írammenti programmati immessi attra·erso la politica dei settori, e
l`irrigimentazione dei controlli sulle atti·ita non contemplate dai settori.
La citta dei írammenti e dei settori relega al margine il bisogno di íorma di struttura, incenti·ando la par-
zialita, l`agire per settori e íunzioni, il connesso scollamento delle parti e la conseguente írammentazione del-
le terre, dando luogo ad insiemi pri·i di ·ertebre e struttura. L` espressione di una pratica amministrati·a`
debole, maniíestazione di una intenzionalita di mediazione di istanze, interpretazione labile del processo di
liberazione` attra·erso cui si storicizza l`ispirazione alla liberta.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 6
Una nuova stagione della storia dell'urbano : la destrutturazione finanziaria, crisi e creatività nel
soddisfare la domanda di futuro

Le alterazioni a quanto abbiamo sperimentato conseguenti alla destrutturazione dei processi sperimentati
di accumulazione, produzione, consumo, risparmio, intercorsa nel recente biennio, incidendo in particolare
sulla popolazione urbana, hanno accentuato lo spessore delle minacce.
La destrutturazione incide sull`indigente comunita urbana, soííocando le tensioni interpreti del riscatto
sociale, negando íuturo alla piccola impresa che ancor oggi da ·olto alla citta metropoli. La popolazione ur-
bana, in pre·alenza plasmata dalla cultura del terziario, societa di minoranze` conseguenti al pluralismo in-
trinseco alla complessita delle atti·ita che partecipano al terziario, appare scossa dalla caduta del tenore di
·ita, dal senso di insicurezza conseguente alla precarieta la·orati·a e dal reddito eííetti·o, dalla e·idenza della
necessaria re·isione del simbolismo proprio alla grande impresa industriale, dalla íragilita delle politiche abita-
ti·e e delle politiche sociali, ancor piu che dalla criminalita e multietnicita.
L`eníasi riposta sull`insicurezza urbana appare strumentale ad una intenzionalita che manipola l`eííetti·ita
del cambiamento. I rischi conseguenti alla destrutturazione che so·rastano la struttura della citta generano
paura. Sergio Rizzo, nel commentare la ricerca s·olta da (ittalia, íondazione per le ricerche dell`Anci, ha e·i-
denziato Le citta hanno paura. Della crisi`. Ma congiuntamente la condizione di crisi suscita riílessione sul
íuturo, e speranze su íuturi che ·adano oltre le írustrazioni che abbiamo sperimentato. Moti·atamente Giu-
lio 1remonti ha intitolato un suo recente ·olume La paura e la speranza`. L la speranza si alimenta con il
richiamo alla dimensione etica dell`essere citta, oltre che di produzione, anche di cooperazione ed accoglien-
za, alla íedelta all`identita della ci·ilta urbana europea sedimentata in secoli di conquiste sociali e di qualita di
progetto degli artiíici dell`urbano, alla íedelta alla consuetudine delle correlazioni tra insediamento e natura
sedimentata nell`identita della íorma urbana íin dai tempi di Biagio Rossetti.
I moti·i di ispirazione si ritro·ano nella riílessione in corso, íoriera di íuturi percorsi decisionali.
La societa multietnica si ·a consolidando quotidianamente attra·erso la mobilita planetaria, e le soííe-
renze che il processo ri·ela accentua la consape·olezza della necessita di intra·edere positi·i percorsi da im-
mettere nelle politiche urbane. (ome gia a··enuto nel ·entesimo secolo, trattasi di processo permeato da
soííerenza, che potrebbe attenuarsi attra·erso il senso e gli strumenti per l` `accoglienza`.
L`azione pubblica do·rebbe proporsi di rein·entare le politiche che e tenuta a s·olgere, con contenuti in
grado di interpretare l`identita comunitaria, ·olgendone il potenziale interno al perseguimento di ·alori posi-
ti·i.
La comunita identitaria origina l`antropologia del luogo. La citta della Magna Grecia si annienta·ano -
(rotone contro Sibari - nell`aííermare la supremazia di una comunita e dei suoi ·alori sull`altra. La storia in-
segna quindi che il conílitto potenziale puo e·ol·ersi in minaccia alla comunita urbana.
Nella citta íordista le logiche di riscatto sociale íondate su identita di classe hanno costituito essenziale
íattore di inno·azione sociale e progresso ci·ile. La multietnicita, attrice della scena del ·entunesimo secolo,
do·rebbe proporsi quale íattore di consape·ole maturazione di processi di comunicazione íorieri di integra-
zione. Le íorme organizzate dello Stato incidenti sulla sicurezza, sulla giustizia, sulla salute e istruzione, do-
·rebbero cooperare nel perseguire inclusione.
Nel contemporaneo i processi tendenziali accentuano la solitudine dell`esclusione, che a sua ·olta pro-
muo·e aggregazioni coníormanti comunita separate, accomunate dalla condi·isione di condizioni esisten-
ziali e culturali.
La minaccia si intra·ede nel consolidarsi di comunita chiuse, di uni·ersi chiusi, interpreti
dell`atomizzazione urbana, a cellule separate da interstizi, membrane desolate di un arcipelago di periíerie.
linalita dell`azione pubblica promossa dai go·erni do·rebbe ritro·arsi nel promuo·ere le íunzioni socializ-
zanti, gli istituti ·olti a riproporre l`integrazione e la solidarieta nella legalita, quelle che Dindi (ohen ha deíi-
nito istituzioni comunque laiche`, anche se sostenute da istituzioni religiose, e nella spazialita la ·italita delle
membrane.
Il determinismo ecologico naturalista, moti·ato dalla crisi ambientale, andrebbe necessariamente correla-
to alle aspirazioni dell`uomo e delle comunita organizzate, attra·erso l`acquisizione di responsabilita plurime,
come trascritte negli statuti costituzionali di tante nazioni con riíerimento alle dignita, dell`uomo, del la·oro,
della terra, delle istituzioni, della storia.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 7
La societa della conoscenza si alimenta attra·erso l`intensita del la·oro nel pensiero e nella sua capacita di
indirizzo del processo produtti·o. 1ende a separare l`accesso al sapere, il grado di istruzione. La comunita
identitaria separata di·iene essa stessa escludentesi. Per tali moti·i la íunzione pubblica do·rebbe riconoscere
l`istruzione e l`accesso al sapere superiore quale prioritario connotato dell`inno·azione.
La nuo·a condizione sollecita pertanto l`attenzione a modalita creati·e da esplicitare nel íronteggiare la
condizione urbana immersa in un contesto che esplora percorsi ·olti a diramare l`incertezza conseguente alla
destrutturazione. Le modalita attra·erso cui promuo·ere il soddisíacimento del bisogno, adeguando
l`umanizzazione dell`urbano e la struttura degli insediamenti, si propongono pertanto come signiíicati·o ri-
·erbero della nuo·a condizione antropica conseguente alla destrutturazione della post modernita.
Le politiche conseguenti a decisioni do·rebbero risultare eííicaci nel bre·e periodo onde incidere nella
destrutturazione del mercato del la·oro e dell`impresa, ma do·rebbero altresi íondare condizioni ía·ore·oli
all`aííermarsi di inno·ati·e originali coníormazioni strutturali, esito di nuo·a creati·ita inner·ata sui bisogni
e·idenziati dai processi di destrutturazione.
Ld in questa cornice ·a riesplorata la scienza del pianiíicare`, ed il íuturo della pianiíicazione urbanistica
delle citta. 1ra le sollecitazioni conseguenti a riíormismo ·elleitario e in alternati·a a razionalizzazione pro-
gettata, solo quest`ultima suscita speranza, per la speciíica storicita dell`identita del luoghi e della cultura co-
munitaria che li plasma, l`attenzione sinergica ai capitali, umano, naturale, íinanziario, immobiliare.
Ouesti principi hanno maniíestazione anche nel go·erno delle citta attra·erso piani, programmi, progetti.
Le politiche pubbliche, osteggiando e contenendo gli eííetti della destrutturazione, do·rebbero perse·erare
nella ricerca di condizioni di sostenibilita multi·alente del mutamento, onde correlare a mete coerenti i cam-
biamenti conseguenti ai necessari processi di ristrutturazione.

Dalle criticità le opportunità

La destrutturazione, la metropoli planetaria, la globalizzazione, pongono domande ai go·erni locali ed al-
la scienza concernenti il prodotto ed il processo.
La di·ersita qualiíica la societa delle minoranze`, multietnica e multiculturale, nella quale si condi·ide il
·alore attribuito alla dignita della persona, e íondata su questa ·alenza si persegue il riconoscimento di essen-
ziali diritti di cittadinanza, da ritro·are nel progetto di go·erno delle citta nella íorma di unita di produzione,
di abitazioni sociali inclusi·e housing, e di mercato, di ser·izi, di attrezzature spazializzate, di spazi di pros-
simita.
La di·ersita e la dignita possono alimentare la piu marcata conoscenza` dei connotati della struttura ur-
bana e del suo paesaggio storico, la seletti·ita di politiche, le metodiche di ·alutazione dei piani e programmi
intrapresi e da intraprendere, la coerenza delle scelte, delineando i connotati congrui a perseguire risposte in-
no·ati·e idonee a delineare íinalita e strumenti di interesse generale cui indirizzare le ristrutturazioni econo-
miche, sociali, tributarie, ed anche urbanistiche, che la destrutturazione ha generato.
La struttura multietnica e multiculturale della popolazione urbana do·rebbe proporsi quale opportuni-
ta` per la deíinizione di nuo·e creati·e politiche incidenti sulla íormazione, sul tempo libero,
sull`articolazione della citta della natura, sui connettori, sulla tipomoríologia dell`abitare, incrociando queste
storiche ·alenze con i nuo·i dilemmi, quali l`inclusione sociale, l`autosostenibilita energetica, la risorsa riíiuti,
il ciclo delle acque, ed altresi modalita inno·ati·e che sostengano la produzione di ricchezza e la socializza-
zione del capitale.
L`esplorazione delle implicazioni di questi assunti sulla di·ersita conduce a traguardare le immagini di
architettura della citta` che non possono prescindere dall`idea di citta, a sua ·olta maniíestazione di una i-
dentita culturale sedimentata nella storicita del luogo.
Il passato della citta coníigura il patrimonio` cui si ·olge l`acquisizione di coníidenza soggetti·a, íiltrato
dall`indi·idualita del territorio storico. Ouesto traguardo do·rebbe consolidare proposizioni promuo·enti stili
di decisione incidenti sulla struttura della íorma urbana storicizzata, indirizzando per concatenazioni seman-
tiche l`inno·azione connessa alla íorma della citta, incidente nel ·alorizzazione l`identita dei luoghi, la com-
plessita negli usi del suolo, nel promuo·ere ·italita della struttura economico produtti·a.
A questo quadro di riíerimenti intellettuali ·a ricondotto l`impegno riposto nella íormazione del PU(, ed
illustrato nella presente Relazione Generale.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 8
J. L'A11IVI1A

1.1 In data 28 Dicembre 2009 tra l`Amministrazione (omunale di (apaccio Paestum, rappresentata dal
Responsabile del Settore III ing (armine Greco, e lo scri·ente si e stipulato Atto Aggiunti·o alla (on·en-
zione prot. n. 549¯ del 08´02´2008 di incarico, per l`aggiornamento e per il completamento del redigendo
Puc e Ruec, uniíormato alla LR 22 Dicembre 2004, n. 16, Norme per il go·erno del territorio`.
Gli impegni da ottemperare regolati dall`Atto sono indi·iduati nell`allegato schema.
(on l`art 2 dell`Atto Aggiunti·o
si e sancito che il Puc ·ada predi-
sposto in due íasi, la prima a·ente
ad oggetto la Relazione di Pro-
gramma, la seconda il Progetto del
PU( costituito da elaborati redatti
sulla base cartograíica aggiornata al
2009, e , con annesse N1A: il Rego-
lamento Urbanistico ed Ldilizio
(omunale: la Valutazione Ambien-
tale Strategica, VAS: la proposta di
primo atto triennale di programma-
zione degli inter·enti.
Si e con·enuto che la redazione del progetto di Piano Urbanistico (omunale - PU( - debba íondarsi
sulla ricognizione, sulla sintesi, sulle proposizioni, elaborate di concerto con la Giunta (omunale nel qua-
dro del programma esposto nella "Relazione Programmatica". Al procedimento unitario ·a ricondotta la ·a-
lutazione, obbligatoria esplicitazione della Valutazione Ambientale Strategica.
Pertanto, sulla base di quanto gia elaborato attra·erso le a··enute consultazioni, gli Indirizzi dettati dal
(onsiglio (omunale nel Luglio 2008: l'esame s·olto dal (onsiglio (omunale e dalla Giunta della proposta
di R.P. trasmessa dal progettista nell'Ottobre 2008: gli elaborati ricogniti·i redatti nella scala 1.10.000 alle-
gati alla R.P. 2008 (apitolo Primo,: le deduzioni del (onsiglio (omunale e della Giunta assunte nel Mar-
zo 2009: le moti·azioni esposte dallo scri·ente: la modalita condi·isa di riesame delle pre·isioni insedia-
ti·e e normati·e proposte: si e riíormulata la Relazione Programmatica, trasmessa in data 20 Gennaio
2010.
Il (onsiglio (omunale ha preso atto, attra·erso Deliberazione n. 3, del 23´02´2010, dichiarandosi che
la predetta Relazione Programmatica soddisía allo stato gli indirizzi, obietti·i e criteri adottati dal (onsiglio
(omunale con proprie delibere n. 65 del 21´0¯´2008, n. 66 del 30´0¯´2008, e n. 1¯ del 6´03´2009`. La pre-
sa d`atto e risultata oggetto di ·otazione, con ·alutazione positi·a espressa da maggioranza del (onsiglio
(omunale ·oti 13 su 21 presenti,.
La Giunta comunale ha preso atto della Relazione Programmatica con deliberazione n. 1¯0, del
15´04´2010, dichiarandosi che la predetta R.P. soddisía allo stato gli indirizzi, obietti·i e criteri adottati dal
(onsiglio (omunale con proprie delibere n. 65 del 21´0¯´2008, n. 66 del 30´0¯´2008, e n. 1¯ del
6´03´2009`. (on la stessa delibera si e sancito l`a··io della íase seconda di íormazione del PU(, come de-
scritta all`art.2 della (on·enzione prot n. 51¯26 del 30´12´2009, ponendosi limite temporale alla progetta-
zione da concludersi con la consegna degli elaborati entro il 30 No·embre 2010: e si e acquisito il Rapporto
Preliminare Ambientale, documento indispensabile all`a··io della complessa procedura concernente la Valu-
tazione Ambientale Strategica.
Nei successi·i mesi si e approíondita la proposta di Progetto di Piano Urbanistico (omunale, non-
che del Regolamento Urbanistico ed Ldilizio (omunale, e del primo atto di programmazione degli inter·enti
contemplati nel Puc.
Il dirigente del 1erzo Settore, dott. Ing. (armine Greco, ha impostato e seguito l`istruttoria amministra-
ti·a della Valutazione Ambientale Strategica di cui all'Art. 4¯ della L.R. n. 16´2004, VAS.
Il PU( sostituisce la regolamentazione degli usi e dell`ediíicabilita dei suoli di cui al pre·igente PRG, a-
dottato con delibera commissariale n. 1 del 20´10´1984, e successi·a delibera n. 1 del 10´01´198¯, ed ap-
pro·ato con Decreto del Presidente della Pro·incia di Salerno, pubblicato su BUR( n. 2 del 13´01´1992.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 9


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 10
1.2 La Relazione, allegato del PU(, ne comunica le íinalita, la metodologia assunta per la progettazione, le
sue determinanti programmatiche, strutturali, operati·e. Si articola nella quattro Parti riportate nel Sommario
Generale.
Attra·erso la Presentazione` si intende proporre sintesi di quanto si espone in ciascuna delle Parti della
Relazione, proponendo trattazione di insieme che possa promuo·ere approíondimenti di speciíiche parti,
correlate tutta·ia all`insieme.

2. LLABORA1I PAR1LCIPI DLL PUC

Le Norme 1ecniche dettano la disciplina urbanistica ed edilizia per l`attuazione del PU(.
Il PU( si compone dei quadri cartograíici ricogniti·i, e dei quadri normati·i cartograíici e di testo di se-
guito riportati. La ricognizione eííettuata, le ·alutazioni cui si e per·enuti, le alternati·e scelte possibili, e le
decisioni di uso proposte sono illustrate attra·erso la Relazione del PU(, e la Relazione Ambientale esito
della VAS, elaborato S.5, allegato del PU(.

2.J L L A B O R A 1 I C A R 1 O G R A I I C I ricognitivi

S1A1O A11UALL ( i quadri cartografici di riferimento critico conoscitivo e valutativo sono ripor-
tati nella Relazione, quelli di contenuto specialistico costituiscono allegati tecnici di specifica con-
figurazione)

A ÷ IL SIS1LMA IS1I1UZIONALL:
- A 1 - Inquadramento territoriale
- A2 - Stato attuale di diritto dei suoli: a, nel pre·igente Prg, inquadramento generale: b, nel piano dell'Auto-
rita di Bacino del Sele: b, nel Ptcp della Pro·incia di Salerno: c, nel piano del parco del (ilento: d, nei Siti di
Interesse (omunitario: nei siti Unesco: scala 1:10.000.

B ÷ IL PA1RIMONIO CUL1URALL
- B.1, Patrimonio culturale di interesse paesaggistico, territori oggetto di limitazioni ricogniti·e, rap-
presentazione di perimetri, nella scala 1:20.000:
- B.2 Beni storici, archeologici ed architettonici, insediamento storico: beni paesaggistici, oggetto di
tutela, siti di interesse comunitario, siti Unesco. Perimetrazione, classiíicazione, rappresentazione nella scala
1:10.000.

C ÷ IL SIS1LMA INSLDIA1IVO
- ISR ,1-n, insediamento storico e recente, rappresentazione nella scala 1:10.000: elaborati di dettaglio, rap-
presentazione nella scala 1:5.000. (onnotati della struttura insediati·a multipolare della popolazione e delle
atti·ita insediate, usi specialistici, rappresentazioni in íormato testo.
(on riíerimento alle disposizioni di cui alla Deliberazione della GR della (ampania n. 834´200¯, inte-
grano la rappresentazione aggregata dei caratteri del sistema insediati·o i seguenti elaborati tematici, propo-
sti con rappresentazione graíica e tabellare in diííerenziata scala metrica:
- ISR.2.1 a-b,: localizzazione, perimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature ed aree pubbliche:
delle attrezzature scolastiche, e sanitarie, scala 1:10.000:
- ISR.2.2: in·entario e localizzazione, caratteri delle strutture ricetti·o turistiche esistenti, scala
1:10.000:
- ISR.2.3: indi·iduazione delle aree o·e sono localizzati ediíici dismessi, con indicazione del preceden-
te utilizzo, scala 1:25.000:
- ISR.2.4: delimitazione del (entro Storico, come sancita nel pre·igente Prg, scala 1:2.000:
- ISR.2.5 a-b,: perimetrazione del centro abitato, ai íini della circolazione stradale, scala 1:10.000:
- ISR.2.6 a-b,: perimetrazione del centro ediíicato, scala 1:10.000:
- ISR.2.¯: ubicazione delle attrezzature religiose, scala 1:25.000:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 11
- ISR.2.8: tracciato e caratteristiche degli elettrodotti esistenti, scala 1:25.000:
- ISR.2.9 a-b,: ·olumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola realizzata gia
condonata, o per la quale l`Uííicio 1ecnico (omunale ha attestato la legittima condonabilita, scala
1:10.000:
- ISR.2.10: perimetrazione, consistenza, e caratteri di uso degli insediamenti abusi·i LR 22 Dicembre
2004, n. 16, art. 23. comma3,: e delle unita urbanistiche o immobiliari non suscettibili di sanatoria
LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23, comma 6,.

D ÷ IL SIS1LMA AMBILN1ALL : la ´RL1L LCOLOGICA¨
- SA - Llementi partecipi della rete ecologica comunale, dedotti da sintesi pluritematica di cui agli elaborati
del tipo L` ed l`, grado di biodi·ersita, ·alenze di paesaggio: rappresentazione nella scala 1´10.000.

L ÷ IL SIS1LMA NA1URALL, Allegati tecnici conseguenti ad elaborazioni tematiche specialisti-
che
Llaborati tecnici obbligatori, gruppo A1. Gli elaborati costituiscono allegati tecnici di speciíica coníi-
gurazione, a íirma di proíessionista che su incarico dell`Amministrazione comunale ne ha curato
l`elaborazione.
- A1.1 - carta dell`uso agricolo del suolo: rappresentazione nella scala 1:5.000:
- A1.2 - studio geologico tecnico dei suoli: rappresentazione su base topograíica in diííerenziate scale
metriche:
- A1.3 - carta della permeabilita: rappresentazione su base topograíica in diííerenziate scale metriche:
- A1.4 - carta del reticolo idrograíico: rappresentazione su base topograíica in diííerenziate scale metriche
Gli elaborati, non allegati al PU(, sono depositati presso il Settore 1erzo dell`Amministrazione comunale.
I - IL RISCHIO, Allegati tecnici conseguenti ad elaborazioni tematiche specialistiche
- A1.5 - (arta di zonazione in prospetti·a sismica: rappresentazione nella scala 1:5.000:
- A1.6 - Zonazione acustica del territorio comunale: rappresentazione nella scala 1:5.000:
- A1:¯ - Il rischio idrogeologico e da írana: rappresentazione nella scala 1:10.000 ed 1:5.000.
Gli elaborati, non allegati al PU(, sono depositati presso il Settore 1erzo dell`Amministrazione comunale.

S - SIN1LSI : CRI1LRI DI PIANIIICAZIONL: INDIRIZZI DI S1RA1LGIA
- S.1 - Relazione Ambientale, Llaborato B della Relazione Generale.
- S.2 - Rapporto Ambientale, illustrati·o di Vas Valutazione Ambientale Strategica,.

2.2 IL PROGL11O DI PUC RAPPRLSLN1A1O SU BASL 1OPOGRAIICA IN SCALA
VARIABILL
- P.3.A, 1-n Le determinanti strutturali: Zonazione urbanistica concernente l'intero territorio comu-
nale, rappresentazione su base topograíica in scala 1:5.000 dell`inírastrutturazione, delle z.t.o,
delle z.t.o del tipo A-B, e dei perimetri di comparto o ambito di attuazione coordinata.

LLABORA1I:
P.3.A.1: liume Sele - Iera Argi·a
P.3.A.2: Ponte Barizzo
P.3.A.3: Rio La Lama
P.3.A.4: Scigliati - Vuccolo di Maiorano
P.3.A.5: Gromola - Sabatella
P.3.A.6: loce Sele - Varolato
P.3.A.¯: la Laura
P.3.A.8: Scalo - Borgonuo·o - (aíasso
P.3.A.9: Pietrale - (apaccio Vecchio
P.3.A.10: (ase Gorga - Montagna del (onte
P.3.A.11: (apaccio (apoluogo
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 12
P.3.A.12: Spinazzo - Vecchia (ilentana
P.3.A.13: Paestum - Licinella
P.3.A.14: Licinella - Via Linora
P.3.A.15: Varco (ilentano - 1empa di Lepre

- P.3.B,1-6, scala 1´5.000, stima della consistenza degli inter·enti di completamento ammissibile nelle zone
normati·e del tipo B.1-B.2, decodiíicata da numerazione graíici e tabelle,

- P.4, J-n Le determinanti operative: Zonazione urbanistica di efficacia precettiva degli usi urbani
del suolo, rappresentazione su base topograíica in scala 1:2.000 delle zone territoriali omogenee
disaggregate in zone normati·e elementari, di perimetri di comparto e di ambito.

LLABORA1I:
P.4.0 Legenda
P.4.1: loce Sele
P.4.2: Via Gromola-Varolato
P.4.3: la Laura
P.4.4: Via Padule
P.4.5: Paestum
P.4.6: Santa Venere - Spinazzo
P.4.¯: Licinella
P.4.8: Via Linora
P.4.9: Ponte Barizzo
P.4.10: Gromola
P.4.11: Sabatella
P.4.12: 1empa S.Paolo - Scigliati
P.4.13: Vuccolo di Maiorano
P.4.14: leudo - Via S.Pertini
P.4.15: Scalo - Viale della Repubblica
P.4.16: Via Magna Graecia - Borgonuo·o - (aíasso
P.4.1¯: (apodiíiume - Getsemani
P.4.18: Vecchia (ilentana
P.4.19: (apaccio (apoluogo
P.4.20: Via Scorzello
P.4.21: (annito
P.4.22: S.(aterina - 1empa di Lepre

- P5,J-22 Zonazione urbanistica riportata sulle planimetrie catastali, riíerita alle zone normati·e e-
lementari partecipi delle z.t.o di trasíormazione urbanistica, rappresentazione in scala 1:2.000.

- P.6, J-n Le determinanti programmatiche attuative:
1emi Obiettivo nel PUC, elaborati di dettaglio conformanti Schede ad efficacia precetti-
va condizionata, disciplina di indirizzo all`attuazione, rappresentazione su base topograíica in
scala 1:2.000 - 1:1.000.

P.6.J: IL 1LRRI1ORIO COLLINARL: LA VALORIZZAZIONL

- P.6.1, (OMPAR1I LD AMBI1I IN (APA((IO (APOLUOGO, (LN1RO S1ORI(O,

P.6.J.J: Via Chiusa di Leone (Campo Sportivo), comparti del tipo CdJ n° J23, J24, J25
LLABORA1I:
P.6.1.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 13
P.6.1.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.1.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.1.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

P.6.2: IL 1LRRI1ORIO COLLINARL: L'INNOVAZIONL

- P.6.2, IN1LRVLN1I PLR IL RAllORZAMLN1O DLL (OMPRLNSORIO
(OLLINARL, (ANNI1O
P.6.2.J: Cannito, comparto del tipo Id n° 24
LLABORA1I:
P.6.2.1.1a: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.2.1.1b: inquadramento e sezioni moríologiche, scala 1:5.000
P.6.2.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.2.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.2.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.2.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000
P.6.2.1.6: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000
P.6.2.1.¯: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

P.6.3-6: LA PIANURA MLDIANA CLN1RALL: L'INNOVAZIONL

- P.6.3, (OMPAR1I LD AMBI1I IN (APA((IO S(ALO-BORGONUOVO,

P.6.3.J: Capaccio Scalo nord, comparti del tipo Cd.J n° 62, 63, 65 e del tipo Dd.J n° 64
LLABORA1I:
P.6.3.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.3.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.3.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.3.2: Capaccio Scalo sud, comparti del tipo Id n° 88, J22
LLABORA1I:
P.6.3.2.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.3.2.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.3.2.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.2.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.2.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.3.3: Via Magna Grecia, comparti del tipo Id n° 87, 90 e del tipo CdJ n° 85
LLABORA1I:
P.6.3.3.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.3.3.2: Llaborato P.4: zonizzazione e zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.3.3: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.3.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.3.4: Borgonuovo, la Iiera, comparti del tipo Id n° J09 e del tipo CdJ n° 9J
LLABORA1I:
P.6.3.4.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.3.4.2: Llaborato P.4: zonizzazione e zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.4.3: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.3.4.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 14

- P.6.4, (OMPAR1I LD AMBI1I IN (AlASSO-LINORA

P.6.4.J: Cafasso-Linora, ex-1abacchificio, comparti del tipo Id n° 20
LLABORA1I:
P.6.4.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.4.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.4.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.4.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.4.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

- P.6.5, (OMPAR1I LD AMBI1I IN RL11IlILO L SI1I ADIA(LN1I

P.6.5.J: Via S.Pertini-Via Iilette Vignone, comparto del tipo CdJ n° 72
LLABORA1I:
P.6.5.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.5.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.5.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.5.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.5.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

- P.6.6, (OMPAR1I LD AMBI1I DI (ONNLSSIONL, IL PLNDOLO 1RA (APA((IO
S(ALO L LA LAURA

P.6.6.J: Viale Repubblica, il Pendolo, comparti del tipo Hd n° 2J, 60, 6J, JJJ, 37, 4
LLABORA1I:
P.6.6.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.6.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.6.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.6.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.6.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.7-J0: LA PIANURA COS1ILRA: L'INNOVAZIONL

- P.6.¯, LA PIANURA (OS1ILRA: L`INNOVAZIONL ALLA LAURA

P.6.7.J: Via Irancesco Gregorio nord, comparti del tipo Hd n° 50, 52, 53, 54, 6
LLABORA1I:
P.6.¯.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.¯.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.¯.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.¯.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.¯.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.7.2: Via Irancesco Gregorio sud, comparti del tipo Hd n° 5J, 55 e del tipo Cd2 n° 59
LLABORA1I:
P.6.¯.2.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.¯.2.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.¯.2.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.¯.2.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.¯.2.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 15
P.6.7.3: Via Laura, Parco della Memoria, comparti del tipo Id n° 56, 58
LLABORA1I:
P.6.¯.3.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.¯.3.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.¯.3.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.¯.3.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.¯.3.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

- P.6.8, LA PIANURA (OS1ILRA: L`INNOVAZIONL A VAROLA1O

P.6.8.J: Varolato, comparto del tipo Id n° 49
LLABORA1I:
P.6.8.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.8.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.8.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.8.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

- P.6.9, LA PIANURA (OS1ILRA: L`INNOVAZIONL A LI(INLLLA

P.6.9.J: Via Molino di Mare ÷ Cave di tufo, comparti del tipo Id n° J, 83
LLABORA1I:
P.6.9.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.9.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.9.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.9.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.9.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

P.6.9.2: Santa Venera, comparto del tipo Cd.2 n° JJ0
P.6.9.2.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.9.2.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.9.2.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.9.2.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.9.2.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

- P.6.10, LA PIANURA (OS1ILRA: L`INNOVAZIONL A VIA LINORA

P.6.J0.J: Via Linora nord, comparti del tipo Dd3 n° JJ2 e del tipo Id n° JJ3
LLABORA1I:
P.6.10.1.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.10.1.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.10.1.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.10.1.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.10.1.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche
P.6.10.1.6: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.J0.2: Via Linora ÷ Canale Linosa, comparti del tipo Hd n° J03 e del tipo Dd3 n° JJ7
LLABORA1I:
P.6.10.2.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.10.2.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.10.2.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.10.2.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.10.2.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 16
P.6.10.2.6: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

P.6.J0.3: Via Linora Sud, comparti del tipo Hd n° JJ, J4, J04, JJ8
LLABORA1I:
P.6.10.3.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.6.10.3.2: Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.6.10.3.3: zonizzazione di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.10.3.4: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.6.10.3.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche
P.6.10.3.6: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000 e ·iste prospettiche

- P.7, J-3 LL DL1LRMINAN1I PROGRAMMA1ICHL A11UA1IVL

- P.7.J, L'area protetta dalla l.220/J957: Gli ambiti oggetto di proposta di piano urbani-
stico obbligatorio da predisporre in accordo con le Soprintendenze
LLABORA1I:
P.¯.1.1: Inquadramento, Stato attuale, cartograíia diacronica, scala 1´5000
P.¯.1.2: Disciplina urbanistica, proposta di íormazione di PUA condi·iso con gli organi dello Sta-
to preposti alla protezione, obietti·i, base cartograíica in scala 1´5000
P.¯.1.3: (onsistenza delle esistenti unita edilizie
P.¯.1.3.a: (onsistenza delle esistenti unita edilizie, quadrante Sterpinia - Lupata
P.¯.1.3.b: (onsistenza delle esistenti unita edilizie, quadrante 1orre di Mare - Licinella
P.¯.1.3.c: (onsistenza delle esistenti unita edilizie, quadrante Santa Venera
P.¯.1.4: Il Parco della Laguna di Paestum, elaborati P.¯.1´4.1´4.2´4.3

- P.7.2, La riqualificazione del fronte mare alla Laura. : Dal pontile per l'approdo
nautico di Varolato a Sterpinia.

P.7.2.J - 1ratto 1: dal pontile per l`approdo nautico al parco urbano costiero.
- 1ratto 2: dal parco urbano costiero a Sterpinia.
LLABORA1I:
P.¯.2.1.1: Inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1: 10.000.
P.¯.2.1.2: 1ratto 1 - Inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1: 5.000
P.¯.2.1.3: Llaborato P.4: zonizzazione e indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.¯.2.1.4: Indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000
P.¯.2.1.5: 1ratto 2 - Inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1:5.000
P.¯.2.1.6: Llaborato P.4: zonizzazione e indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.¯.2.1.¯: Indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000

- P.7.3, La riqualificazione del fronte mare alla Licinella.
LLABORA1I:
P.¯.3.1: inquadramento e zonizzazione urbana, scala 1: 5.000
P.¯.3.2: 1ema 1 - Il lungomare. Llaborato P.4: zonizzazione e indicazioni moríologiche di detta-
glio, scala 1:2.000
P.¯.3.3: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000
P.¯.3.4: 1ema 2 - Gli accessi alla spiaggia. Llaborato P.4: zonizzazione, scala 1:2.000
P.¯.3.5: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000
P.¯.3.6: 1ema 3 - Il percorso a traííico controllato. Llaborato P.4: zonizzazione e indicazioni
moríologiche di dettaglio, scala 1:2.000
P.¯.3.¯: indicazioni moríologiche di dettaglio, scala 1:1.000



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 17
- P.8, J-n Le previsioni di piano di Settore: l'infrastrutturazione

P.8.J: Le inírastrutture ·iarie, la strada giardino`
disciplina di indirizzo all`attuazione, rappresentazione su base topograíica in scala 1:25.000 con
indicazioni moríologiche di dettaglio in scala 1:200.

P.8.2: Rete ciclabile comunale
disciplina di indirizzo all`attuazione, rappresentazione su base topograíica in scala 1:20.000.

2.3 NORML 1L(NI(IL DI A11UAZIONL, N1A

2.4 (OMUNI(AZIONL: il PU( e illustrato attra·erso la RLLAZIONL GLNLRALL, articolata in:

Llaborato A: Presentazione.
Llaborato B: Relazione Ambientale.
I due elaborati sono proposti in íascicolo unico

PAR1L PRIMA: LA RI(OGNIZIONL
1omo Primo: L`atti·ita ricogniti·a concernente i ·alori spaziali del territorio comunale.
1omo Secondo: I caratteri della base economica comunale
I due elaborati sono proposti in íascicolo unico

PAR1L SL(ONDA: Le Determinanti Strategiche
1omo Primo: Il dimensionamento del Piano Urbanistico Generale.
1omo Secondo: La íorma della struttura territoriale.
PAR1L 1LRZA: Le Determinanti Strutturali
Le due Parti sono presentate in íascicolo unico

PAR1L OUAR1A: Le Determinanti Operati·e e Programmatiche di Attuazione
PAR1L OUIN1A: Valutazione di íattibilita economico íinanziaria
Le due Parti sono presentate in íascicolo unico.

Le scelte eííettuate attra·erso il PU( sono oggetto di ·alutazione, illustrata nel Rapporto Ambientale
Preliminare` e nel Rapporto Ambientale Deíiniti·o`, esito di Valutazione Ambientale Strategica, redatta in
coníormita con la disciplina regionale.
La disciplina sancita attra·erso il PU( si integra con le disposizioni riportate nel Regolamento Urbani-
stico ed Ldilizio (omunale, RUL(` L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16, art.li 28 -29,. La struttura del RUL( si
articola nei sei 1itoli di seguito esposti.




_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 18
3. CON1LNU1O DLLLA RLLAZIONL

Nel primo tomo della Parte Prima si illustrano i quattro íondamentali elaborati esito della ricogni-
zione, che, rappresentati su base cartograíica nella scala 1´10.000, speciíicano i connotati istituzionali, natura-
li, antropici ed inírastrutturali caratterizzanti il territorio comunale. Nel secondo tomo si illustrano i caratteri
della base economica locale. Attra·erso il (apitolo si promuo·e una complessi·a rappresentazione dello stato
di íatto che si riscontra nel comune.
Nel primo tomo della Parte Seconda si illustra il dimensionamento programmatico, íondato su íabbi-
sogni stimati sociali, ci·ili ed economico produtti·i, il cui soddisíacimento si e assunto quali íinalita del Pc, in
coerenza con quanto riporta l`art. 4 della (ostituzione della nostra Repubblica.
Nel secondo tomo della Parte Seconda si illustrano le determinanti programmatiche` di incidenza
spaziale. Nel tomo si espongono i criteri cui ci si e ricondotti nella progettazione della parte della citta di re-
cente íormazione o·e si e·incono conílitti con la stratiíicazione di ·alori culturali e testimoniali: nonche i cri-
teri cui ci si e ricondotti nella progettazione dei sistemi, archeologico ambientale, insediati·o, produtti·o, di
mobilita, di spazi pubblici aperti ed ediíicati per attrezzature colletti·e. Le determinanti hanno tratto riíeri-
mento dagli Indirizzi alla íormazione del PU( dettati dal (onsiglio attra·erso delibere n. 65 del 21´0¯´2008,
n. 66 del 30´0¯´2008. Delle stesse ha preso atto il (onsiglio (omunale attra·erso la Deliberazione n. 3, del
23´02´2010 , e la Giunta comunale con deliberazione n. 1¯0, del 15´04´2010.
Nella Parte 1erza si commentano le determinanti strutturali`, nella Parte Ouarta le determinanti
programmatiche attuati·e, riíerimento delle direttrici per la deíinizione del Primo Atto di Programmazione
I temi progetto ·engono descritti ed illustrati attra·erso rappresentazione graíica proposta
nell`Llaborato del tipo P.6, P.¯,P.8. La íorma degli istituti giuridici assunti nella íormazione del PU( ·iene
speciíicata nelle Norme 1ecniche di Attuazione`. Attra·erso il Regolamento Urbanistico ed Ldilizio` si
dettaglia la regolamentazione degli inter·enti di conser·azione, recupero e mantenimento del patrimonio edi-
lizio esistente resi ammissibili nelle zone territoriali omogenee del tipo A, B, ed L, non comportanti trasíor-
mazione urbanistica.

4. SIN1LSI DLL PROCLSSO IORMA1IVO

Nel corso del primo decennio del nuo·o secolo signiíicati·e inno·azioni incidenti nella íormazione del
piano urbanistico comunale si sono aííermate. Il (odice dei Beni (ulturali e del Paesaggio` sollecita gli enti
territoriali a curare i ·alori di paesaggio ía·orendo la pubblica íruizione e la ·alorizzazione del patrimonio
culturale operando attra·erso la disciplina di uso del suolo e correlati inter·enti (odice dei Beni culturali e
del Paesaggio`, integrato e corretto attra·erso il DL 26 Marzo 2008, n. 63, art 1, Principi, comma 3,.Si e
consolidata l`obbligatoria dotazione di spazi pubblici calibrati da standard minimi concernenti le diííerenziate
atti·ita, abitati·e, commerciali, terziarie, maniíatturiere. Si sono aííermate molteplici íigure di piano, ed i pro-
getti d`area. Si e chiaramente delineata la disciplina edilizia attra·erso il 1esto Unico, reíerente dell`attuazione
diretta della regolamentazione urbanistica. Si sono apportate incisi·e inno·azioni al regime immobiliare, san-
cendo attra·erso la legge regionale il ricorso a criteri di piano perequati·i o compensati·i. Lquita ed eííicienza
si ra··isano quali mete del regime immobiliare perequati·o o compensati·o, contemplato nella recente legi-
slazione regionale. Attra·erso gli Gli Atti di Programmazione` si e delineato il percorso teso ad innalzare
l`eííicienza attuati·a nel go·erno del territorio. La legislazione regionale ha sollecitato un piu congruo rappor-
to tra urbanistica ed architettura, sollecitando attenzione alla qualita dell`edilizia pubblica e pri·ata. Si e resa
obbligatoria la ·alutazione pre·enti·a di piani e programmi. La Valutazione Ambientale Strategica, resa ob-
bligatoria LR 22 Dicembre 2004, n. 16, Norme per il go·erno del territorio`, art.4¯,, incorpora le molte-
plici ·alutazioni connesse a deíinizioni della íutura condizione di luoghi di riconosciuto ·alore culturale, ·is-
suti intensamente da comunita insediate le cui aspirazioni orientano le decisioni assunte dagli organi di rap-
presentanza. Si e aííermata la ricerca di strumenti di decisione che ía·oriscano la sburocratizzazione, raííor-
zando gli strumenti di attuazione diretta gia contemplati nel 1esto Unico in Materia Ldilizia, come delibera-
to nella legislazione sul piano casa.
La íormazione del PU( ha teso a acquisire le suddette inno·azioni attra·erso la speciíicazione deli ela-
borati tecnici restitui·i delle determinanti strategiche, strutturali, operati·e e programmatico attuati·e.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 19

Cíi eíevevti aeí Piavo |rbavi.tico Covvvaíe cov.egvevti aaíía íegge aeíía Regiove Cavpavia 22 Dicevbre 2001. v. 1ó.


4.J LA ML1ODICA DLLLA NARRAZIONL

Il territorio comunale di (apaccio Paestum e
noto per la stratiíicazione di ·alori archeologici,
storico insediati·i, paesaggistici, ed ambientali,
nonché per la ·i·acita della struttura sociale ed
economico produtti·a. (oníigura pertanto un ide-
ale spazio laboratorio` per sperimentare modalita
di ricognizione sistematica, di ·alorizzazione ed
inno·azione, di ·alutazione dell`incidenza sui beni
tutelati delle scelte di uso del suolo, di regolamen-
tazione delle modalita di inter·ento, e di conse-
guenza del regime immobiliare. A questi temi si e
dedicato il ·olume edito nel 2006 con Inu Ldizio-
ni.
Il PU(, nel delineare un íuturo per il passa-
to`, compatibile con la connotazione delle risorse
culturali ed ambientali, con l`autenticita delle ma-
niíestazioni sensibili, tende altresi a rispondere alle
aspettati·e e speranze della comunita locale, de-
codiíicate attra·erso il laborioso dialogo intercor-
so e la parametrizzazione resa possibile dalla
strumentazione statistica e cartograíica ricorrendo
alla pre·isione di bisogni umani assunti quali di-
ritti di cittadinanza.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 20


A··alendosi delle riílessioni e correlate tecniche analitiche e progettuali poste in essere operando nella
íormazione di questo signiíicati·o progetto, si indagano nella Relazione le categorie esplorati·e connesse alla
ricognizione-proposizione-·alutazione, correlando le diííerenziate determinanti.
Attra·erso la Presentazione` ci si propone di rendere comprensibile il PU(, a··alendosi di esposizione
sintetica delle determinanti strategiche, strutturali, operati·e e programmatico attuati·e che ne caratterizzano
il contenuto.

4.2 OBIL11IVI CONSLGULN1I A IABBISOGNI S1IMA1I. IL DIMLNSIONAMLN1O:
LA SIN1LSI DLI IABBISOGNI ÷ OBIL11IVO.

Gli obietti·i di contenuto dimensionale del PU( si espongono nella Parte Seconda della Relazione, 1o-
mo Primo.

4.2.J Stima preventiva del fabbisogno di spazi pubblici
Si e·incono i seguenti íabbisogni eííetti·i:

1.2.1.a: per aota.iove ai .pa.i caíibrati aa .tavaara vrbavi.tico. roíti a .oaai.tare ií tabbi.ogvo covpíe..iro aegíi abitavti
iv.eaiati vei covpíe..i iv.eaiatiri e.i.tevti e ai vvora proav.iove a preraíevte v.o abitatiro o ter.iario

- Spazi pubblici da destinare ad attrezzature complementari all`uso degli insediamenti abitati·i o·e risiede
l`attuale popolazione: ettari 41.00, articolati in aree da destinare a ·erde pubblico, gioco e sport ettari
35.00,: ed attrezzature per l`istruzione ettari 5,40,. Nella classiíicazione zonale del PU(, tali spazi qua-
liíicano la z.n. del tipo G1-G2-G3. Per i nuo·i insediamenti gli spazi pubblici calibrati da standard
ammontano a 6,50 ettari, di cui per ·erde pubblico, gioco e sport ettari 4.00: e per attrezzature per
l`istruzione ettari 1,20.


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 21
1.2.1.b: per aota.iove ai ai .pa.i caíibrati aa .tavaara vrbavi.tico. roíti a .oaai.tare ií tabbi.ogvo ai aree ai parco pvbbíico e
ai attre..atvre .avitarie

- Spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale: ettari 40,80, dei quali ettari 36.00 per aree di parco
pubblico, urbano e territoriale: ha. 2.00 per aree destinate ad attrezzatura sanitaria, ettari 3.00 per aree
destinate all`istruzione superiore. Aliquota consistente della dotazione di aree a parco pubblico potra
ottenersi destinandosi a tale scopo componenti della rete ecologica locale.
Nella classiíicazione zonale del PU(, tali spazi qualiíicano la z.n. del tipo l1-l2-l3.

1.2.1.c: per aota.iove ai ai .pa.i caíibrati aa .tavaara vrbavi.tico. roíti a .oaai.tare ií tabbi.ogvo pregre..o covve..o
aíí`e.i.tevte otterta tvri.tico ricettira.

- Spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale per ricetti·ita in esistenti case per ·acanze: ettari
29,80 articolati in ettari 20.00 per aree a ·erde e per il gioco e lo sport: e di ettari 6.00 per aree da desti-
nare a parcheggi: ed aree pari ad ettari 3,¯0 da destinare ad attrezzature di interesse comunale.
- Spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale integranti le strutture ricetti·e esistenti: ettari 41.00,
articolati in ettari 2¯,50 per aree a ·erde e per il gioco e lo sport: e di ettari 8,20 per aree da destinare a
parcheggi: ed aree pari ad ettari 5,30 da destinare ad attrezzature di interesse comunale
- Spazi per attrezzature sporti·e di interesse colletti·o di ruolo so·ra comunale non calibrate da standard,
quali il campo di golí, e l`impianto equestre con ca·allerizza con percorsi allestiti : ettari ¯0.00
Si stima di conseguenza che il soddisíacimento dell`obietti·o comporti impegno di superíicie territoria-
le di consistenza pari ad ettari 140.00.

4.2.2 Stima preventiva del fabbisogno complessivo di aree per nuovi complessi insediativi ad uso
residenziale

In totale, si stima un íabbisogno pari ad ettari 86.00 di superíicie territoriale complessi·a di comparto.
Gli usi pubblici di integrazione dei nuo·i complessi insediati·i rientrano nella consistenza suddetta. Ld al-
tresi rientrano gli spazi pubblici ·olti a soddisíare íabbisogno pregresso, di consistenza stimata in ettari
29.00. La disciplina di uso e inter·ento si struttura attra·erso perimetrazione deíinita da articolazioni zonali
del tipo (. Aliquota della superíicie sara destinata alla produzione di edilizia residenziale pubblica, nelle di-
·erse modalita con·enzionata, age·olata, so··enzionata, o di edilizia sociale, di cui aliquota sotto il con-
trollo comunale.

4.2.3 Stima preventiva del fabbisogno complessivo di aree per complessi insediativi ad uso del
terziario produttivo o volte alla produzione integrata di servizi plurimi

Si e dedotta stima di íabbisogno pari a ha. 5.00 di Superíicie territoriale ed alla pre·isione di 1,20 ha da
destinare a spazi pubblici.

4.2.4 Stima preventiva del l fabbisogno di aree edificabili destinate a complessi insediativi ad uso
produttivo turistico ricettivo (opzionale).

Si stima pari a circa ettari no·anta, con indice di ediíicabilita medio territoriale su superíicie ediíicabile
pari a 0,20 mqsls´mqst, comprensi·a della consistenza di aree da destinare a spazi pubblici ettari 30.00,.

4.2.5 Stima preventiva del fabbisogno di aree edificabili destinate attività fieristica.

Sulla base di esperienze s·oltesi, si e ritenuto che la condizione inírastrutturale iniziale da inner·are at-
tra·erso disciplina di uso del suolo debba comportare oííerta di beni, diííerenziati per íunzioni, per ha
35.00, comprensi·i di spazi pubblici e strutture ricetti·e integrate.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 22
4.2.6 Stima preventiva del fabbisogno di aree per complessi insediativi ad uso produttivo, arti-
gianale o industriale

Il presumibile bisogno di aree da destinare ad uso produtti·o maniíatturiero si e stimato in circa ettari
1¯.00. L`area da destinare a standard urbanistici integranti gli inter·enti - pari a 0.10 di St - si stima pari a
ha 1,¯0. Il 50 per cento del íabbisogno stimato e da destinare ad iniziati·a pri·ata: la restante parte da de-
stinare a iniziati·a pubblica da gestire attra·erso Piano speciíico Pip,.

4.2.7 Stima preventiva del fabbisogno di aree per complessi insediativi ad uso produttivo, per la
media e grande distribuzione commerciale.

Si e stimato íabbisogno di consistenza pari ad ha ¯,00 comprensi·i di spazi pubblici integranti gli usi.

4.2.8 Sintesi del programma
Iabbisogni obiettivo in ettari
Programma


- Parchi urbani ed attrezzature superiori z.n. del tipo l, 41.00

- superíici conseguenti a spazi pubblici integranti l`oííerta ricetti·a: ¯1.00

- superíici conseguenti a spazi pubblici integranti l`oííerta ricetti·a
non calibrati da standard: ¯0.00

- superíici per zone a pre·alente uso abitati·o
comprensi·e di spazi pubblici calibrati da standard 86.00 con 29 ettari per spazi pubblici,

- superíici per zone a pre·alente uso terziario e ser·izi 6.00

- superíici per zone a pre·alente uso turistico ricetti·o 90.00 con ha 30.00 di spazi pubblici,

- superíici per zone a pre·alente uso industriale artigianale 1¯.00

- superíici per zone a pre·alente uso della media
distribuzione commerciale ¯.00

- atti·ita íieristica 35.00 comprensi·a di spazi di
compensazione,

Dalle stime sui íabbisogni si e dedotta la consistenza di inno·ati·e destinazioni d`uso, che do·rebbero
coin·olgere circa 423 ettari della superíicie territoriale comunale, estesa su 11.258 ettari.
La superíicie territoriale impegnata da agglomerati e nuclei abitati al 2001 risulta·a pari a 1162 ettari ,
o··ero il dieci per cento della complessi·a estensione del territorio comunale pg. 256 del ·olume a cura di l.
lorte Il caso (apaccio-Paestum: la relazione di programma`, Inu Ldizioni, 2005,.
L`adeguamento della struttura urbanistica do·ra comportare ulteriori usi urbani per un`estensione pari al
4.00 per cento della complessi·a estensione del territorio comunale.
Il dimensionamento programmatico ha acquisito il ruolo di scelta strategica, costituendo riíerimento del
programma spazializzato che caratterizza il PU(, apportandosi le integrazioni conseguenti dalle speciíicita
normati·e, dalla modalita dell`azzonamento e dalla modalita dell`ediíicabilita deíinita dalle Norme 1ecniche
di Attuazione, allegato del PU(.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 23
4.3 LA RICOGNIZIONL (esemplificazione): Cartografia tematica
L`atti·ita ·iene esaurientemente esposta nella Relazione Ambientale`, elaborato B`, nonché nella Parte
Prima della Relazione Generale

4.3.J LA RICOGNIZIONL: decisionalità di contesto


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 24
4.3.2 LA RICOGNIZIONL (esemplificazione): 1av. B.J - Il Patrimonio

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 25
4.3.2 LA RICOGNIZIONL : Cartografia tematica



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 26

Llaborato di ricognizione ISR.10:
perimetrazione degli insediamenti di
pre·alente abusi·a realizzazione ed LR
22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23. com-
ma, 3, oggetto di sanatoria, da riqualiíi-
care attra·erso piano attuati·o di recu-
pero, o attra·erso altre íigure di PUA
LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23.
comma, 6,
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 27
4.3.3 LA RICOGNIZIONL : Cartografia tematica




_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 28
4.3 LA PROPOSIZIONL: LL DL1LRMINAN1I S1RA1LGICHL












ííaborato P.1. ívqvaaravevto territoriaíe: aa rapre.evta.iove iv .caía 1´2:.000
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 29


ííaborato P.1. ívqvaaravevto territoriaíe: aa rapre.evta.iove iv .caía 1´2:.000: ííCí^D.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 30

Llaborato P.2.a :
Le determinanti Strategiche,
estratto

Scala di originale: 1´10.000
Base cartograíica numerica scala
1´5.000:
rile·azione 2009.

Le Norme 1ecniche di Attuazione in-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 31

Llaborato P.2.b :
Le determinanti
Strategiche

Scala di originale:
1´10.000
Base cartograíica
numerica scala
1´5.000:
rile·azione 2009.

Le Norme 1ecni-
che di Attuazione
integrano il qua-
dro cartograíico

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 32


Llaborato P.2.b :
Le determinanti
Strategiche
Scala di originale:
1´10.000
Base cartograíica
numerica scala
1´5.000:
rile·azione 2009.

LLGLNDA
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 33
4.5 LA VALU1AZIONL: CORRLLAZIONL 1RA CAR1OGRAIIA 1LMA1ICA DI
RICOGNIZIONL, L DL1LRMINAN1I S1RA1LGICHL (Llaborato P.2)

4.5.J LA VALU1AZIONL: CORRLLAZIONL 1RA CAR1OGRAIIA 1LMA1ICA DI
RICOGNIZIONL DLI VALORI PALSAGGIS1ICI, L DL1LRMINAN1I S1RA1LGICHL


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 34
4.5.2 LA VALU1AZIONL: CORRLLAZIONL 1RA CAR1OGRAIIA 1LMA1ICA DI
RICOGNIZIONL DLI VALORI DLLLA S1ORIA, L DL1LRMINAN1I S1RA1LGICHL


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 35
4.5.3 LA VALU1AZIONL: CORRLLAZIONL 1RA CAR1OGRAIIA 1LMA1ICA DI
RICOGNIZIONL DLI VALORI , L DL1LRMINAN1I S1RA1LGICHL




_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 36



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 37
4.6 LA PROPOSIZIONL: LL DL1LRMINAN1I S1RU11URALI







ía propo.i.iove: íe aetervivavti .trvttvraíi: ííaborato P.². 1·1:. articoía.iove .ovaíe. .caía 1´:.000. . íe aetervivavti
.trvttvraíi aeíí`iv.eaiavevto ai Capaccio ´caío·ßorgovvoro·Cata..o·Rettitiío. e ai íavra









_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 38
Llaborato P.3, J-J5:
Le determinanti Struttu-
rali.
Scala di originale: 1´5.000.
Base cartograíica numerica
scala 1´5.000:
rile·azione 2009.

L L G L N D A
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 39
4.7 LA PROPOSIZIONL : LL DL1LRMINAN1I OPLRA1IVL

capoívogo
Capaccio ´caío·ßorgovvoro·Cata..o
íe aetervivavti operatire. e.tratto aa ííaborato aeí tipo P.1.1ó. .caía ai origivaíe 1´2.000
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 40


Llaborato P.4, J-22: Le determinanti Operative, Scala di originale: 1´2.000.
Base cartograíica numerica scala 1´2.000: rile·azione 2009.
L L G L N D A, parte prima
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 41






Llaborato P.4, J-22: Le determinanti Operative, Scala di originale: 1´2.000.
Base cartograíica numerica scala 1´2.000: rile·azione 2009.
L L G L N D A, parte seconda
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 42
4.8 LA PROPOSIZIONL : LL DL1LRMINAN1I S1RU11URALI, LA DISCIPLINA DLL
PA1RIMONIO URBANIS1ICO LD LDILIZIO LSIS1LN1L, la z.t.o.. del tipo B, non classificata
come insediamento storico, ad attuazione diretta, o differita con obbligo di PUA

















La z.t.o. del tipo B perimetra il sistema insediativo recente aree ediíicate otto no·ecentesche non classiíi-
cate come insediamenti storici, nonche le aree urbanizzate ed ediíicate con sostanziale continuita successi·amen-
te al periodo 1950-1960,:
La Zona e costituita da esistente insediamento urbano, agglomerato o nucleo, a pre·alente utilizzazione abitati·a
o mista, dalle aree urbane specialistiche esistenti: o da insediamento urbano specialistico recente, comportante
riqualiíicazione di impianto attra·erso nuo·a utilizzazione e rinno·o dei caratteri di tessuto.
Sono perimetrale zone normati·e del tipo B ad attuazione diretta di inter·enti ediizi, coníormi al DPR 380´2001
testo unico della Regolamentazione Ldilizia, comprensi·i di adeguamenti, anche dimensionali, nonché di com-
pletamenti, coníormi a disciplina della ediíicabilita e della dotazione di spazio pubblico deíinita dalle N1A.
Gli insediamenti recenti oggetto pre·alente di sanatoria conseguente a irregolare realizzazione sono da riqualiíi-
care attra·erso inter·ento diííerito conseguente alla íormazione obbligatoria di piano attuati·o di recupero, come
sancito dalla LR n. 16´2004. Sono ammissibili inter·enti su singole unita minime di inter·ento coníormi alle de-
íinizioni di cui al testo unico, mentre attra·erso la disciplina sancita dal piano attuati·o di recupero sono ammis-
sibili adeguamenti dimensionali, e completamenti. L`obbligo di attuazione diííerita si estende alle Zone territoriali
omogenee da attuare attra·erso comparti limitroíe alla zona del tipo B.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 43
Si articola nelle seguenti zone normati·e elementari :
B.1 Zona normati·a costituita da esistente consolidato insediamento urbano, agglomerato o nucleo, a
pre·alente utilizzazione abitati·a o mista.
B.2 Zona normati·a costituita da esistente insediamento urbano ad impianto incompiuto, comportante
completamento attra·erso integrazione
(iascuna zona normati·a si disaggrega in aree normati·e, e si integra con ulteriori utilizzazioni attra·erso
il distretto di inter·ento, qualora se ne programmi trasíormazione urbanistica.

Le ´aree urbane specialistiche esistenti¨ nel perimetro della z.t.o del tipo B
ß² .ova v. co.titvita aaííe aree vrbave .peciaíi.ticbe e.i.tevti dotate di opere di urbanizzazione primaria ed edi-
íicate totalmente o parzialmente,.
Si articola nelle seguenti zone normati·e elementari :

B.3.1: zona n.e. costituita da area urbana specialistica
esistente, con utilizzazioni turistico ricetti·e a rotazio-
ne d`uso, quali alberghi, motel, ·illaggi - albergo: resi-
denze turistico alberghiere: ostelli: o all`aria aperta
campeggi,.

B.3.2 : zona n.e. costituita da area urbana specialistica
esistente, ad utilizzazione per la produzione di ser·izi,
o per la produzione di beni.

ß.².²: zona normati·a costituita da aree urbane specia-
listiche esistenti oggetto di modiíicazione dei caratteri
attra·erso riqualiíicazione insediamento urbano spe-
cialistico recente, comportante riqualiíicazione di im-
pianto attra·erso nuo·a utilizzazione ed ediíicazione o
rinno·o dei caratteri di tessuto,.

B.4: zona n.e. ad uso abitati·o o specialistico ad impian-
to urbano deíinito o da strumenti attuati·i del pre·igente
Prg, titoli abilitanti o piani in corso di attuazione,, quale
la zona Pip: o da disciplina conseguente a deroga`, as-
sunta su deliberazione del (onsiglio comunale in appli-
cazione della LR n. 19 del 2009, piano casa comunale`.

La decodiíicazione iníormatica resa possibile dalla
cartograíia numerica manipolata attra·erso program-
ma Gis ha consentito di dimensionare inter·enti di
completamento resi ammissibili nelle zone normati·e
B.1 e B.2. L`iníormazione acquisita si e correlata a o-
bietti·i normati·i íondati sulla congruita delle relazioni
íorma-norma. Il raddoppio dello spazio pubblico cali-
brato da standard mq.st 56.00 ad abitante, sancito
negli inter·enti di completamento consente di dotare
l`esistente insediamento di spazi pubblici qualiíicanti
giardini urbani, parcheggi pubblici, a··iando a solu-
zione le consistenti carenze riscontrate. Attra·erso le
azioni di completamento si stima che possa soddisíarsi
aliquota signiíicati·a del íabbisogno abitati·o, come si
e·ince dalle seguente tabella.

í.evpíitica.iove aeíía perivetra.iove ai iv.eaiavevto recevte.
qvaíiticavte ía .ova territoriaíe ovogevea aeí tipo ß
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 44


Sul patrimonio edilizio sito nel perimetro delle zona territoriale omogenea del tipo B sono resi ammissi-
bili inter·enti di adeguamento. Insediamenti partecipi dela zona t.o. sono oggetto di piano urbanistico attua-
ti·o obbligatorio.


Zove oggetto ai piavo attvatiro ai recvpero obbíigatorio: ´ovo rap·
pre.evtati vegíi eíaborati aeí tipo P.² e P.1 íe .ove vorvatire parte·
cipi aeíía .ova territoriaíe ovogevea aeí tipo ß cov.egvevti
aíí`ííaborato ai ricogvi.iove í´R.2.10. Perivetra.iove aegíi iv.e·
aiavevti abv.iri e.i.tevti tíR 22 Dicevbre 2001. v. 1ó. art. 2².
covva ²) per i qvaíi .i ritieve iv covtorvita aíía rigevte íegi.ía.iove
.oprarrevvta ía .avatoria. Per aetti iv.eaiavevti .i .avci.ce obbíigo
ai torva.iove ai piavo ai recvpero ai iv.eaiavevto abv.iro. ai cvi
aíí`art. 2². covva ¨. aeíía íR 22 Dicevbre 2001. v. 1ó.


ííCí^D.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 45
4.9 LA PROPOSIZIONL: LL DL1LRMINAN1I PROGRAMMA1ICHL A11UA1IVL, LA
1RASIORMAZIONL URBANIS1ICA A11RAVLRSO ZONL 1LRRI1ORIALI OMOGLNLL
DA RLALIZZARL CON RLGOLL DI COMPAR1O

La classiíicazione zonale del suolo e dettata nelle N1A al titolo primo, capo secondo, art.i 5-6, del Puc,
correlata a elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a, del tipo P.1, scala 1´25.000: P.2, scala 1´10.000: P.3,
scala 1´5.000 coin·olgenti l`intero territorio comunale: nonché a elaborati del tipo P.4, scala 1´2000, coin-
·olgenti i suoli urbani. La regolamentazione dell`attuazione si completa attra·erso il Primo Atto di Program-
mazione degli Inter·enti, cui sono allegati elaborati del tipo P.5, nella scala 1´2000 o maggiore, con rappre-
sentazione di indirizzi tipo moríologici, íunzionali, e inírastrutturali riíerimento della programmazione
dell`attuazione.
Si deíiniscono nelle N1A del PU( le classi di atti·ita antropica ammissibili nell`uso del suolo titolo se-
condo , capo terzo, usi del suolo, art.li 13-19,: gli spazi pubblici ed i criteri di calibra mento N1A, titolo ter-
zo, capo primo, sezione prima gli spazi pubblici ed il calibramento coníorme, art. 24-2¯,: le opere di urba-
nizzazione N1A, titolo terzo, capo primo, sezione seconda, opere di urbanizzazione, art. 28-309.
Attra·erso la classiíicazione zonale N1A, 1itolo Ouinto, Norme di Zona, il PU( rende ammissibile il
recupero del patrimonio edilizio esistente attra·erso inter·enti manutentori, conser·ati·i, e trasíormati·i di
organismi edilizi ad attuazione diretta N1A, titolo secondo, capo secondo, sezione terza, l`attuazione diretta
attra·erso titoli abilitanti l`ediíicazione, Art.12, Gli inter·enti,. La regolamentazione di tali modalita di inter-
·ento e speciíicata nel presente RUL(, al (apo Secondo del 1itolo Secondo. Anche con riíerimento alla LR
n. 19 del 28 Dicembre 2009, speciíico ruolo nel PU( assol·ono gli inter·enti ad attuazione diretta delle di-
sposizioni del PU(, comportanti trasíormazione urbanistica attra·erso titoli abilitanti atti·ita di trasíorma-
zione edilizia con·enzionata, in applicazione del disposto dell`art. 22 del DPR 6 Giugno 2001, n. 380, capo-
·erso 2, lett. (,.
Speciíica trattazione ha il comparto ediíicatorio N1A, 1itolo secondo, (apo primo, Sezione Seconda ,
art. 10: il comparto ediíicatorio,. Il comparto, nel Puc, oltre a ratiíicare il regime immobiliare sancito con gli
art.li 32-33-34 dela LR, ha altresi il ruolo di unita urbanistica coníigurante distretto di inter·ento ad attuazio-
ne coordinata.

5. RLGOLL DI COMPAR1O

Le N1A del PU( - al titolo secondo, capo primo, sezione seconda, il comparto ediíicatorio, art. 10, ed
al titolo quarto, capo secondo, i comparti, art. 34 - hanno indi·iduato la equi·alenza dell`unita di suolo ad
attuazione coordinata signiíicante nella struttura urbanistica ed usualmente deíinita distretto` con il com-
parto`.

5.J Presupposti giuridici dell'attuazione attraverso il comparto edificatorio (LR 22 Dicembre
2004, n. J6, Capo III)
Attra·erso il comparto di ediíicazione si persegue il coordinamento dell`attuazione. Il comparto ediíica-
torio puo essere attuato dai proprietari degli immobili inclusi nel comparto stesso, anche riuniti in consorzio.
Puo altresi essere attuato dal comune, o da societa mista.
Nel caso di attuazione di un comparto da parte di soggetti pri·ati de·ono essere pre·enti·amente ceduti
a titolo gratuito al comune, o ad altri soggetti pubblici, gli immobili necessari per la realizzazione nel compar-
to di inírastrutture, attrezzature, aree ·erdi, edilizia residenziale pubblica e altre opere pubbliche o di interesse
pubblico cosi come localizzate dal comune attra·erso il Puc`tíR 22 Dicevbre 2001. v. 1ó. Capo ííí. art.²1,,
come deíiniti nella zonazione urbanistica sancita nel Puc, íacendo riíerimento alle inírastrutture matrici e di
impianto, ed alle zone e attrezzature di interesse generale zone l, o integrate con gli usi íunzionali zone G,.

5.2 I Comparti
In coníormita agli art.li 32-33-34 della LR n. 16´2004:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 46
a, Il Puc perimetra comparti, onde rendere realizzabili le trasíormazioni pre·iste nel Puc attra·erso le zone e
le reti inírastrutturali, a··alendosi degli elaborati ad eííicacia precetti·a del tipo P.3, nella scala 1´5.000, i cui
perimetri sono rappresentati altresi negli elaborati del tipo P.4 nella scala 2.000.
b, Il Puc perimetra zone di trasíormazione z.t.o. del tipo (d-Dd-Id-ld,, ser·ite da reti inírastrutturali, a·-
·alendosi degli elaborati ad eííicacia precetti·a del tipo P.3, nella scala 1´5.000, e P.4 nella scala 2.000. Per-
tanto gli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a deíinenti il Puc rappresentano la rete inírastrutturale, le
zone territoriali omogenee e la loro disaggregazione in zone normati·e, nonché i perimetri di comparto. Il
comparto ha una consistenza in superíicie conseguente dal suo perimetro, che si esplicita nella Superíicie
1erritoriale di (omparto`, ´St¨. Le zone di trasíormazione si attuano ricorrendo alla disciplina del compar-
to.
c, Al comparto il Puc assegna aliquota della ediíicabilita necessaria a soddisíare il íabbisogno obietti·o com-
plessi·o stimato per le diííerenziate atti·ita. Iníatti íí Pvc riparti.ce qvote eaiticatorie veaiavte covparti. ivaipevaev·
tevevte aaíía ae.tiva.iove .pecitica aeííe aree ivtere..ate. e quindi indipendentemente dalla zonizzazione LR
16´2004, art 32, c.2,. 1utti i suoli partecipi di comparto di trasíormazione sono pertanto dotati di ediíicabili-
ta. La quota di ediíicazione attribuita al comparto si esplicita attra·erso misuratore, indi·iduato nell` Indice
di Ldiíicabilita 1erritoriale di comparto, Jt.c`.
d, Nel comparto, si perimetrano ambiti, ediíicati e non` L.16, art. 33, capo·. 2,, che inglobano zone nor-
mati·e, sottoclassi della zona territoriale omogenea.
Gli ambiti non ediíicati di comparto si articolano in
- ambiti ´edificabili¨: le zone omogenee del tipo ( e D si riconducono a questi ambiti. í`avbito eaiticabiíe
ha una consistenza metrica espressa dalla superíicie conseguente dal suo perimetro. La superíicie dell`ambito
ediíicabile ·iene denominata ´Se¨, superíicie territoriale ediíicabile. Partecipa della superíicie territoriale edi-
íicabile. la ·iabilita locale, la superíicie destinata a spazi pubblici integranti l`uso íunzionale dettata da stan-
dard: l`insieme dei lotti íondiari.
- ambiti ´non edificabili¨, in quanto speciíicanti la quantita e la localizzazione degli immobili da cedere
gratuitamente al comune o ad altri soggetti pubblici per la realizzazione di inírastrutture, attrezzature e aree
·erdi` LR n. 16´2004, art.33, comma 2,. Nel Puc le zone omogenee del tipo l1-l2: G1-G2 si riconducono
a questi ambiti.














In tutte le zone di trasíormazione urbanistica l`attuazione ía
ricorso a strumenti attuati·i nella íorma di A, piano urbanisti-
co attuativo, con·enzionato se di iniziati·a pri·ata: ed altresi at-
tra·erso: B, titolo abilitante convenzionato, coerente con le
pre·isioni insediati·e deíinite attra·erso elaborati di dettaglio al-
legati al Puc attra·erso gli ´Atti di programmazione¨.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 47

Nella superíicie ediíicabile che caratterizza l`ambito ediíicabile rientrano
i lotti íondiari sui quali si realizzera edilizia residenziale pubblica, o sociale,
deíinita da zona normati·a del tipo (.s, sottoclasse della z.t.o del tipo (, con
il pedice s` indica la destinazione ad edilizia sociale dei suoli.
La disciplina di incenti·azione alla produzione da parte di soggetti pri-
·ati di alloggi sociali` e alla cessione di suoli partecipi di zona normati·a e
·olta ad assicurare che il cinquanta per cento del íabbisogno abitati·o dichia-
rato assunto quale obietti·o del PU( ·enga soddisíatto attra·erso edilizia
residenziale sociale con·enzionata,, ed attra·erso edilizia residenziale pub-
blica da realizzare su suoli ceduti consensualmente e gratuitamente al patri-
monio comunale.
(aratterizza altresi l`ambito la superíicie ediíicabile destinata a edilizia re-
sidenziale ordinaria di mercato, deíinita da zona normati·a del tipo (.1-n, ,
sottoclasse della z.t.o del tipo (. La consistenza metrica della zona normati·a
·iene designata attra·erso la sigla ´Seo¨ superíicie ediíicabile ordinaria,.
L`ambito non ediíicabile ingloba le zone omogenee, e sotto zone conse-
guenti, destinate a spazi pubblici, o di interesse pubblico, di ruolo comunale
o di ruolo locale ·olte a colmare le carenze di dotazione soddisíacendo il
íabbisogno pregresso zone l-G,.
All`ambito non ediíicabile ·engono attribuite quote ediíicatorie, e quindi
consistenza di ediíicazione. Ouesta consistenza di ediíicazione non puo rea-
lizzarsi nell`ambito non ediíicabile, e ·a quindi traslata.
La traslazione si eííettua attribuendo all`ambito ediíicabile la complessi·a ediíicabilita conseguente: a,
dalla consistenza della superíicie dell`ambito ediíicabile: b, dalla consistenza della superíicie dell`ambito non
ediíicabile: c, dall` Indice di Ldiíicabilita 1erritoriale di comparto, Jtc, riíerito alla totale superíicie territoriale
del comparto, come dettato dalle N1A. Ne consegue la speciíicazione del misuratore di ediíicabilita
dell`ambito ediíicabile, deíinito nel Puc Jte, indice di ediíicabilita di ambito. La disciplina generale sancita at-
tra·erso il Puc si limita alla speciíicazione dell`Indice di Ldiíicabilita 1erritoriale di comparto, Jt: a rappresen-
tare l`articolazione zonale: a rappresentare i perimetri degli ambiti rientranti nel comparto. I promotori im-
mobiliari potranno assumere la responsabilita di attuazione delle pre·isioni urbanistiche LR 22 Dicembre
2004, n. 16, art.33, comparti ediíicatori, comma 1,, íormalizzando l'associazione di interessi coin·olgente i
cespiti immobiliari localizzati catastalmente nel perimetro del comparto. Gli inter·enti di trasíormazione rap-
presentati nel perimetro dell`unita di suolo, coníormi alla disciplina zonale, coníigurano sistema. Nel proce-
dimento attuati·o diretto, ·a perseguita unita di azione, deíinita attra·erso progetto unitario` degli elementi
del sistema, pubblici e pri·ati. Il Progetto unitario` ·iene deíinito nel 1itolo 1erzo del RUL(, art. ¯¯. Il ti-
tolo abilitante e corredato da con·enzione.

5.3 Motivazione dei comparti
L' precetti·a l'a··enuta attribuzione nel 1itolo Ouinto delle N1A del PU( di capacita media di ediíica-
zione ai comparti. La capacita media attribuita alla superíicie territoriale si concentra sulla superíicie ediíicabi-
le caratterizzante zona normati·a elementare del tipo ( - D. In speciíiche condizioni, sulle aree a destinazio-
ne pubblica, qualiíicanti zone t.o. del tipo G-l, la disciplina urbanistica speciíica modi di utilizzazione, con-
nessi a successi·a necessaria deíinizione programmatica di iniziati·a comunale Peep, Pip, altro,, deíinendo-
ne indici e parametri, ricorrendo in tali condizioni comportanti cessione di aree al patrimonio comunale,
all`indice massimo di comparto. Le regole di impianto speciíicate negli elaborati di piano pongono in correla-
zione moríologica gli inter·enti assentiti, promossi da promotore - proprietario, e dal comune. La compen-
sazione é íondiaria, esercitata anche con lo scopo di consentire traslazione di quote ediíicatorie attribuite a
zone del tipo G o l, ad uso mono·alente, per la cessione delle aree al patrimonio comunale: nonché di con-
sentire l'attuazione di programmi di edilizia residenziale sociale, o pubblica. L'insieme delle ·olumetrie ·iene
disciplinato dalle articolazioni proposte attra·erso la progettazione diííerita di strumento attuati·o, nella íor-
ma di progetto unitario di inter·ento, o piano urbanistico attuati·o.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 48
5.4 Interventi di iniziativa comunale nei comparti
Nel perimetro dei comparti sono rappresentate le zone normati·e elementari destinate ad inter·ento
pubblico. Le zone diííerenziate comportano: íormazione di spazi pubblici coníormi alle disposizioni di legge
in zone del tipo G-l: o inter·ento pubblico nella produzione di edilizia abitati·a, destinata a LRP edilizia
residenziale pubblica, o all`alloggio sociale, o a traslazione di quote di ediíicazione in zone del tipo ( pubbli-
che La disciplina speciíica di comparto speciíica indici e parametri proposti all' inter·ento comunale. Il pro-
getto di dettaglio elaborati del tipo P6, contempla i suddetti inter·enti, speciíicandone le implicazioni íun-
zionali, inírastrutturali e tipo moríologiche.

5.5 L'attribuzione di edificabilità ammissibile
Ai comparti partecipi della zona territoriale omogenea nel PU( si assegnano quote di ediíicazione ordi-
naria, espresse in mqsus´mqst, e denominate attra·erso l`Indice di ediíicabilita territoriale Jt. Le quote risul-
tano ·ariabili in relazione alla posizione dello speciíico comparto nella struttura urbanistica, centrale, semi-
centrale, periíerico, periurbano, a prescindere dalla modalita assentita di utilizzazione. La norma ammette
ediíicabilita pubblica aggiunti·a all`ordinaria, da contenere nel limite dell`indice massimo di ediíicazione,
Jtmax, attra·erso il quale si rende altresi esercitabile il ricorso a premialita a ía·ore del promotore, mirata ad
incenti·are il perseguimento di obietti·i pubblici attra·erso intrapresa di pri·ato promotore, quali la produ-
zione di alloggi sociali, o la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria.








L`ediíicabilita sancita dall`Indice re-
gola la consistenza dell`inter·ento
zonalmente speciíicato su superíicie
íondiaria.
Si demanda alla (on·enzione la
speciíicazione della consistenza di
inter·ento ·olto alla produzione di
attrezzature pararicetti·e o ·olto
all`utilizzazione degli spazi pubblici
di interesse generale, deíiniti dalle
zone normati·e l.1, comportanti
ediíicazione, l.2, parchi e giardini
urbani, l.4, attrezzature di interesse
colletti·o non qualiíicanti spazi
pubblici calibrati da standard, quali
gli spazi e connesse unita edilizie de-
stinate a liera.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 49
5.6 I Comparti, Lsemplificazione: Indicatori e consistenza delle previsioni insediative (íe eíabo·
ra.iovi .ovo e.po.te veí Ovivto Paragrato aeíía Parte )er.a aeíía Reía.iove Ceveraíe)

)abeíía 1.a. Covvotati aeííe aeterviva.iovi .trvttvraíi. reritica aeííe preri.iovi ai tra.torva.iove vrbavi.tica. i covparti aeí
tipo Ca1.1. a ae.tiva.iove re.iaev.iaíe preraíevte e íocaíi..a.iove cevtraíe t Cov.vítare ía Parte )er.a aeíía Reía.iove Ceve·
raíe. cov ía reritica aeíía totaíita aeííe preri.iovi ai tra.torva.iove cov.egvevti ai covparti)

1ipologia dei comparti del tipo CdJ.J, centrali, superfici in mq
id Localita (omparti S1
mq
1ipologia Se
mqst
Sne
mqst
Jt 0.20
mqsus´mqst
ó² ´caío ^ora (d1.1 82.034 centrale 61.830 20.204 16.40¯
ó2 ´caío ^ora (d1.1 32.000 centrale 21.819 10.181 6.400
ó: ´caío ^ora (d1.1 38.0¯4 centrale 28.831 9.243 ¯.615


1O1ALL J52.J08 JJ2.480 39.628 30.422
^.ß.: cia.cvv covparto e ivairiavabiíe veíía rappre.evta.iove cartogratica attrarer.o peaice vvverico iaevtiticati·
ro tia)
)abeíía 1... priva parte

1ipologia dei comparti del tipo CdJ.J, centrali, superfici in mq
id (omparti Jt max
0.34
mqsus´
mqst
Jtincr
0.26
mqsus´
mqst
JtoR
0.18
mqsus´
mqst
JtoS
0.08
mqsus´
mqst
JtR_SP
0.06
mqsus´
mqst
JtS_SP
0.02
mqsus´
mqst
J1R
0.24
mqsus´
mqst
Abitanti
40
mqsus´ab,
Alloggi
tot
95
mqsus´all.,
Alloggi
sociali
su suoli
pri·ati
Alloggi
sociali
su suoli
ceduti
0,34 0,26 0,18 0,08 0,06 0,02 0,24 40,00 95,00 0,09 0,06
ó² (d1.1 2¯.892 21.329 14.¯66 6.563 4.922 1.641 19.688 492 20¯ ¯8 52
ó2 (d1.1 10.880 8.320 5.¯60 2.560 1.920 640 ¯.680 192 81 30 20
ó: (d1.1 12.945 9.899 6.853 3.046 2.284 ¯61 9.138 228 96 36 24
1otale 5J.7J7 39.548 27.379 J2.J69 9.J26 3.042 36.506 9J3 384 J44 96
)abeíía 1... .ecovaa parte

1ipologia dei comparti del tipo CdJ.J, centrali, superfici in mq
zn G zn l1-l2 zn GR zn l3-l4
id (omp. zne
C.J
mqst
zne
C.J.p
mqst
zne
C.2
mqst
zne
G.J
mqst
zne
G.2
mqst
zne
G.3
mqst
zne
I.J
mqst
zne
I.2
mqst
zne
G.JR
mqst
zne
G.2R
mqst
zne
G.3R
mqst
zne
I.3
mqst
zne
I.4
mqst

ó² (d1.1 4¯.614 14.216 0 1.434 11.126 0 0 0 0 0 0 0 0
ó2 (d1.1 16.666 5.153 0 0 6.146 0 0 0 0 0 0 0 0
ó: (d1.1 28.831 8.168 0 0 2.4¯5 0 0 0 0 0 0 0 0

1ot. parz 1.434 19.¯4¯ 0 0 0 0 0 0 0 0
1otale 93.JJJ 27.537 0 2J.J8J 0 0 0
)abeíía 1... ter.a parte

Incremento per incenti·azione alla produzione di alloggio sociale
Superíicie lorda abitabile ~ mqsus 30 DM n.1444´1968, art.3, - mq 10.00 parcheggio pertinenziale
mqsus 100 per mc 10 di costruzione, ~ mqsus 40.00.
Si considera come riíerimento una superíicie media ad alloggio ~ 95 mqsus, comprensi·a di perti-
nenze.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 50
5.7 Comparti ed ambiti di comparto

Nella superíicie territoriale di comparto rappresentata negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a
del Puc del tipo P.3, in scala 1´5.000, e del tipo P.4, nella scala 1´2.000, si perimetrano ambiti`, caratterizza-
ti attra·erso disciplina zonale íondata sulle z.n.e. del tipo (, D, G-l, zone normati·e complementari, zone
normati·e destinate a spazi pubblici integranti le atti·ita pre·iste nella zonazione, e zone normati·e destinate
ad utilizzazione abitati·a mirata alla produzione dell`alloggio sociale.
L`ediíicabilita media ammissibile dell`ambito ediíicabile ·a dedotta dal misuratore di ediíicabilita sancito
per il comparto, correlato alla posizione del comparto. L'ediíicabilita media ordinaria di ambito conseguira da
quella compartuale.
Nel perimetro degli ambiti ediíicabili di comparto si persegue l`articolazione della superíicie territoriale,
con riíerimento alla superíicie pubblica di interesse generale e ·iabilita, alla superíicie pubblica calibrata da
standard integranti l`uso íunzionale z.n. del tipo l - G,, alla superíicie íondiaria delle zone íunzionali del
tipo (-D,.
Negli ambiti a destinazione coníorme si realizza la pre·isione della ediíicabilita traslata da zone ad uso
mono·alente partecipi del perimetro compartuale.

5.8 I comparti del tipo C.d, D.d, I.d, H.d

Ai comparti perimetrati dal PU( ·iene attribuita denominazione dedotta dalla zona territoriale omogenea
che ci si propone di attuare attra·erso il comparto. Possono pertanto ricondursi ai tipi (.d: D.d: l.d, I.d. I
comparti perseguono l`integrazione tra zone normati·e.

6. LL DL1LRMINAN1I PROGRAMMA1ICHL A11UA1IVL : LLABORA1I DI
DL11AGLIO DLIINI1I NLGLI ALLLGA1I DLL PUC DA RA1IIICARL A11RAVLRSO
L'A11O DI PROGRAMMAZIONL

Attra·erso il 1itolo Ouinto delle N1A del PU(, ed attra·erso la rappresentazione zonale di cui
all`elaborato P.4, si propongono le trasíormazioni urbanistiche ed edilizie, i tipi di inter·ento, le íunzioni ur-
bane ammissibili, la ·olumetria complessi·a realizzabile .., la quantita e la localizzazione degli immobili da
cedere gratuitamente al comune o ad altri soggetti pubblici per la realizzazione di inírastrutture, attrezzature e
aree ·erdi . Attra·erso l`Atto di Programmazione si allegano al PU( elaborati cartograíici di dettaglio con-
cernenti comparti elaborati del tipo P.6,. Gli elaborati speciíicano la disciplina urbanistica, con riíerimento
alla modalita di utilizzazione, all' articolazione della superíicie territoriale in area a destinazione pubblica, ed
area destinata allo speciíico uso íunzionale, alle regole tipologiche e moríologiche da assumere negli strumen-
ti di attuazione del PU(. Gli elaborati coníigurano norme disegnate, rappresentazione di soluzioni íunzionali,
disposizioni plano ·olumetriche e tipo moríologiche, concernenti speciíici ambiti e comparti comportanti
trasíormazione urbanistica, consigliate in relazione al sistema degli accessi e di ·alutazioni di compatibilita
moríologica e tipologica. Gli elaborati di dettaglio hanno ruolo indicati·o. L'attuazione diretta, íondata su
progetto oggetto di titolo abilitante, do·ra trarre i moti·i di approíondimento progettuale dalla disciplina di
indirizzo proposta negli elaborati di dettaglio, oltre che risultare coníorme alla modalita di utilizzazione, ed
agli indici e parametri sanciti nelle N1A del PU(. Nell`attuazione diííerita, lo strumento urbanistico attuati·o
di iniziati·a pri·ata o pubblica, qualora proposto, do·ra risultare coníorme alla modalita di utilizzazione, ed
agli indici e parametri di uso del suolo, mentre potra perseguire articolazione tipologica e moríologica dií-
íorme da quella caratterizzante gli elaborati di dettaglio.

6.J La convenzione

Nel caso di attuazione di un comparto da parte di soggetti pri·ati, il trasíerimento al patrimonio pubblico
di cespiti immobiliari, qualiíicati di interesse generale nella zonazione urbanistica sancita nel PU(, e da ratiíi-
care attra·erso con·enzione, sancita con atto notarile. Attra·erso la con·enzione si eííettua la pre·enti·a
cessione a titolo gratuito al patrimonio comune, o ad altri soggetti pubblici concordati con il comune, degli
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 51
immobili necessari per la realizzazione nel comparto di inírastrutture, attrezzature, aree ·erdi, edilizia resi-
denziale pubblica e altre opere pubbliche o di interesse pubblico cosi come localizzate dal comune attra·erso
il PU(. Attra·erso la con·ensione si sancisce e precisa altresi la natura e la misura delle opere di urbanizza-
zione primaria da realizzare nel comparto a cura e spese del promotore, in coníormita agli elaborati proget-
tuali incorporati nella con·enzione, operando sotto il controllo degli uííici comunali.
La natura e la misura delle opere di urbanizzazione secondaria da realizzare nel comparto a cura e spese
del promotore e esito di negoziazione tra promotori di comparti ed amministrazione comunale, dedotta da-
gli obblighi dichiarati íunzionali all`attuazione del comparto`, e dalla disciplina della ediíicabilita assentita al
comparto. Ouesti obblighi sono speciíicati nel PU(, ricorrendo alla rappresentazione ad eííicacia precetti·a
di inírastrutture, attrezzature, aree ·erdi, edilizia residenziale pubblica e altre opere pubbliche o di interesse
pubblico: nonché alla disciplina di uso, inter·ento ed attuazione speciíicata nelle presenti N1A. La con·en-
zione sancisce e precisa la natura e la misura delle opere di urbanizzazione secondaria da realizzare nel com-
parto a cura e spese del promotore.

7. LA RICLRCA DI QUALI1A DLLL'LDILIZIA PUBBLICA L PRIVA1A, L
DLLL'ARCHI1L11URA LR N. 16´2004, AR1. 23, (OMMA l, : IL CON1RIBU1O DLL PIANO
URBANIS1ICO.

7.J LL VISIONI DI SIS1LMA NLLLA GLNLSI DLLLL DL1LRMINAN1I









_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 52





ív covtivvita cov ía .igviticatira cvítvra arcbitettovica cbe covvota ía citta evropea. .i ritieve cbe íe aetervivavti ivciaevti .víía
tvtvra .trvttvra vrbava aebbavo avvvvciarve ía qvaíita arcbitettovica. agevao .v covvettori. ivtra.trvttvra.iove ea ivra.i pvb·
bíici e prirati. vortoíogia e tipoíogia. íe ivvagivi re.titvi.covo íe vvore ave pia..e ai citta preri.te veí qvaaravte ai Capaccio
´caío ´va. a .egvito ai ivterrevti ai tra.torva.iove vrbavi.tica virati a rattor.are ía aire.iovaíita e í`avvivi.tra.iove.

|vita re.iaev.iaíe a ßorgovvoro - Cata..o
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 53

.rticoía.iove tvv.iovaíe. tipoíogica e vortoíogica aei covparti ter.iari ea abitatiri ai Capaccio ´caío e ßorgovvoro






.rticoía.iove tvv.iovaíe. tipoíogica e vortoío·
gica aei covparti ter.iari ea abitatiri ai Ca·
paccio ´caío. tovaata .víía pia..a bipoíare. íí
rattor.avevto iv.eaiatiro ai ßorgovvoro·
Cata..o cov.egvevte aíía pro..ivita aíía .ta·
.iove terroriaria .i per.egve attrarer.o i .iti
aeíía tvtvra íiera covve..a ai ívogbi cevtraíi ai
Capaccio ´caío attrarer.o ía .traaa giaraivo.
´i tvteía í`ori..ovte attrarer.o gíi v.i agricoíi·
.ootecvici aeíía ra.ta piavvra. eritavaove .eg·
vevta.iove. íe vatrici ivpív.ire
aeíí`arcbitettvra aeíí`avtica Pae.tvv bavvo
ivairi..ato íe .ceíte ettettvate veíía aetivi.iove
aeííe aetervivavti operatire.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 54



ía tiera a ßorgovvoro - Cata..o


íe tre airettrici ai rattor.avevto aeí .ivboíi.vo vrbavo
íe ivvagivi re.titvi.covo ía
coerev.a aeííe aetervivavti pro·
gravvaticbe - .trvttvraíi ea
operatire a..vvte veí rattor.a·
vevto vrbavo aeíí`iv.e·aiavevto
ai Capaccio ´caío·ßorgovvoro·
Cata.·.o. aa per.egvire attrarer·
.o íe vvore poíarita co.titvite
aaíía citta aei .erri.i e aeíía
íiera. aai vvcíei abitatiri. e aaí
pevaoío ai correía.iove cov ía
citta aeí vare·piveta. ´i revae
tattibiíe ía .peciaíi..a.iove aeí
tív..o ívvgo gíi ivra.i vrbavi ai
1iaíe aeíía Repvbbíica
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 55




íí Pevaoío




íí parco aeíía vevoria. reterevte ai crvciaíi erevti aeíía .toria aeíí`occiaevte veí revte.ivo .ecoío. ivrita .ivboíicavevte aíía veai·
ta.iove .oííecitata aaíía ri.iove ai ori..ovte. aeí vare. aei cavpi agricoíi. aeí vovte


íí covpíe..o iv.eaiatiro ai 1ia
aeííe Ro.e aa v.o preraíevte abita·
tiro. cov attva.iove tovaata .v re·
goíe ai covparto. e proav.iove ai
abita.iovi ai vercato e .ociaíi. ´i
articoía ivtorvo a ivpiavto rerae
cevtraíe íiveare. e riabiíita ai .erri·
.io ai borao.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 56



íí parco aeíía vevoria. cerviera tra ií pevaoío e gíi ivra.i vrbavi aeíía íavra
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 57

íí rioraivo aeíí`iv.eaiavevto ai íavra attrarer.o ía riqvaíitica.iove aeíío .pa.io pvbbíico e aeíía riabiíita aegíi attvaíi ivra.i
cevtraíi. e ía geve.i ai vvora cevtraíita.












Parco aeíía Mevoria
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 58

íí Parco aeíía Mevoria .ivboíicavevte raccoraa gíi ori..ovti vatvraíi agíi ivra.i vrbavi aeíía íavra







ía riqvaíitica.iove
aeíí`iv.eaiavevto ai
íavra attrarer.o
ivvoratiri ivra.i vr·
bavi
Rattor.avevto vrbavo
a íiciveíía attrarer.o
ivvora.iove veíí`ivtra·
.trvttvra.iove. veíía
rete rerae e veíí`iv.e·
aiavevto.
íe regoíe ai covparto
correíavo í`avbito eai·
ticabiíe ai íiciveíía cov
í`avbito )abaccbiticio
ai Cata..o. ívogo ai
attre..atvra ai rvoío
vrbavo.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 59





Rattor.avevto vrbavo a
íiciveíía attrarer.o ivvo·
ra.iove veíí`ivtra.trvt·
tvra.iove. veíía rete rer·
ae. e veíí`iv.eaiavevto.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 60






Rattor.avevto vrbavo
a ´avta 1evera attra·
rer.o ivvora.iove
veíí`ivtra.trvttvra.iove
. veíía rete rerae e
veíí`iv.eaiavevto.
ívvora.iove veíí`iv·
tra.trvttvra.iove. veíía
rete rerae. vegíi acce..i
aí vare. veííe .trvttvre
ricettire ívvgo ía riret·
trice per .gropoíi.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 61











ívvora.iove veíí`iv·
tra.trvttvra.iove. veíía
rete rerae. vegíi acce..i
aí vare. veííe .trvttvre
ricettire ívvgo ía riret·
trice per .gropoíi.
Parco pvbbíico vrbavo a íiciveíía aeííe acqve. ivvoratiro percor.o vare·terra. per.egvito attrarer.o regoíe cov·
pev.atire cai covparto.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 62
7.2 LA CORRLLAZIONL DLL DL11AGLIO ALL'INSILML NLLLA GLNLSI DLLLL
DL1LRMINAN1I


















































_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 63
7.3 IL CALIBRAMLN1O DI DL11AGLIO NLLLA GLNLSI DLLLL DL1LRMINAN1I






































La speciíicazione
della inírastruttura-
zione di impianto,
carattere delle de-
terminanti strut-
turali rappresentate
nella scala 1´5.000
Articolazione in sub-comparti
partecipi della zona t.o. del tipo Id
Deíinizione dell`ambito ediíicabile e non ediíicabile dei tre com-
parti. L`inírastrutturazione e gli spazi pubblici connotano le
componenti dichiarate non ediíicabili
I comparti nella trasformazione urbanistica.
Llaborato cartograíico P.4, scala 1´2.000, l`articolazione zonale del
(omparto del tipo Id
Perimetrazione di sub-comparti in rapporto con l`inírastrutturazione
di impianto, dedotta dalle determinanti strutturali
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 64
8. LL DL1LRMINAN1I PROGRAMMA1ICHL A11UA1IVL:
GLI A11I DI PROGRAMMAZIONL



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 65
8.J. A11I DI PROGRAMMAZIONL: A11UAZIONL DLL PARCO DLLLA LAGUNA DI
PALS1UM




_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 66
8.2 A11I DI PROGRAMMAZIONL: A11UAZIONL DLL PARCO DLLLA MLMORIA
A11RAVLRSO COMPAR1I








íí parco rvoíe te.tivoviare i aravva·
tici erevti .torici cbe .i .ovo .roíti .ví
territorio covvvaíe veí cor.o aeíía .e·
covaa gverra vovaiaíe
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 67
8.3 A11I DI PROGRAMMAZIONL :
A11UAZIONL DLI COMPAR1I DLL 1IPO Cd.J.J,
posizione centrale, in Capaccio Scalo Nord, uso preva-
lente abitativo (70¼sus), Jtmax=0.34mqsus/mqst,
Jtord.=020mqsus/mqst, Jt pub=0.J4mqsus/mqst.








Zovi..a.iove .rticoía.iove tipo vortoíogica
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 68


9. L'INIRAS1RU11URAZIONL: La strada giardino e le piste ciclabili

9.J Obiettivi generali della strada giardino
Il tracciato della strada giardino recepisce la sollecitazione a·anzata dall`Amministrazione Pro·inciale di
Salerno al comune di (apaccio di rideíinizione della ·iabilita costiera concernente il territorio comunale, in
considerazione delle correlazioni perseguibili nel processo di riqualiíicazione della íascia litoranea della piana
del Sele. A questo nuo·o asse si attribuisce pertanto, nel territorio di (apaccio-Paestum, il ruolo di elemento
preposto a determinare nuo·i rapporti di reciprocita íormale tra elementi paesaggistici connotanti il territorio
agrario, il parco archeologico, e l`insediamento urbano.
Nel PU(, come speciíicato nell`elaborato del tipo P.8.1, si richiede che il progetto del manuíatto stradale
sia predisposto con modalita tali da inglobare le íunzioni di ser·izio al traííico su gomma, ed altresi íunzioni tali
da eníatizzare il senso di architettura della strada. Pertanto nelle diííerenziate tratte la strada giardino do·ra per-
seguire contestualmente uno dei seguenti obbietti·i: a, segnalazione di limite di insediamento conseguente a tra-
síormazione urbanistica: b, connessione tra diííerenziate polarita: c, ruolo nei processi di riqualiíicazione e po-
tenziamento di polarita urbane: d, continuita ·isi·a tra insediamento eurbano e uso agricoli.
















_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 69



ía cía..itica.iove aeííe .traae e ía .traaa giaraivo. eíaborato P.º.1 aeí P|C
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 70
Pertanto nelle diííerenziate tratte la strada giardino do·ra, nella sua connotazione progettuale, perseguire con-
testualmente uno dei seguenti obbietti·i:
- argine ai processi di trasíormazione urbanistica:
- connessione tra diííerenziate polarita:
- partecipazione nei processi di riqualiíicazione e potenziamento di polarita urbane:
(on riíerimento al tracciato della tratta stradale, nel quadrante centrale costiero la strada giardino do·ra
perseguire i seguenti obbietti·i:
- alleggerimento del traííico ·eicolare lungo le mura di Paestum:
- innesto per le penetrazioni ·erso il sistema dei parcheggi dell`area archeologica.
- riordinare la mobilita negli insediamenti di Laura e di (apaccio Scalo.
Alla strada giardino e demandato inoltre il compito, nella sua deíinizione íormale, di integrare i tre sistemi di
mobilita principali: percorsi pedonali, percorsi ciclabili, e percorsi ·eicolari.

9.2 Modelli di riferimento
Relati·amente alle tratte a·enti ruolo di bordo dei nuclei insediati·i, quindi argine del processo di tra-
síormazione urbanistica, la strada giardino assume ruolo di elemento relazionale tra il paesaggio agrario e in-
sediamento urbano. Do·endo perseguirsi l`integrazione tra i di·ersi sistemi di mobilita, nella redazione pro-
gettuale e nella esecuzione andra assunto lo schema di riíerimento tipologico del manuíatto inírastrutturale di
seguito esposto.
Lo schema applica le seguenti indicazioni:
- presenza di 2 carreggiate per senso di marcia di dimensioni pari a mt ¯,00:
- presenza di 2 corsie per carreggiata della sezione di 3,50 mt:
- presenza di spartitraííico lineare alberato, in posizione centrale della dimensione di 6 mt, dotato di
zanelle laterali della proíondita di mt 1,00 e íascia centrale ·erde larga 4,00 mt allestita ad aiuola, pra-
to con superíicie totalmente permeabile.
Lato nucleo insediati·o:
- presenza di percorsi ciclabili della dimensione minima di 1.50 mt qualora la pista presenta un unico
senso di marcia: e 2,50 mt qualora si persegue il duplice senso di marcia, separati dalla carreggiata da
zanella della proíondita di mt 1,00 ed aiuola di sezione pari a 4 mt allestita a prato con alberatura
centrale, totale distanza dalla carreggiata mt 5,00:
- presenza di percorso pedonale di dimensione minima di mt 1,50 delimitato íilare alberato che e·en-
tualmente lo separa dalla pista ciclabile,
- assenza di parcheggi laterali lungo l`intera tratta, a meno di quelli specializzati in piazzale:
- e·entuali immissioni monodirezionali ·erso parcheggi laterali o strade locali, opportunamente separa-
ti da siepe:
- presenza della siepe come elemento di separazione tra lo spazio pubblico identiíicabile nell`asse stra-
dale, nelle adiacenti íasce di rispetto e spazio pri·ato nelle sue maniíestazioni íormali caratteristiche
dello spazio urbano:
Lato del paesaggio agrario:
- presenza di percorsi ciclabili della dimensione minima di 1.50 mt qualora la pista presenta un unico
senso di marcia: e 2,50 mt qualora si persegue il duplice senso di marcia, separati dalla carreggiata da
zanella della proíondita di mt 1,00 ed aiuola di sezione pari a 4 mt allestita a prato pri·a di alberatura
centrale, totale distanza dalla carreggiata mt 5,00:
- presenza di percorso pedonale di dimensione minima di mt 1,50 adiacente la pista ciclabile:
- assenza di parcheggi laterali lungo l`intera tratta:
- allestimento di parterre con alberatura rada della dimensione di mt 16,00:
- ulteriore percorso pedonale tra parterre e paesaggio agricolo:
- e·entuali immissioni monodirezionali in parcheggi laterali, opportunamente separati da siepe, o stra-
de locali:

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 71
9.3 Allestimento paesaggistico dei bordi e delle fasce di rispetto
(aratteristica peculiare della strada giardino do·ra risultare l`allestimento alberato dei bordi, tali da deíini-
re dei corridoi ·erdi lungo il quale si snodano le relazioni tra i diííerenziati usi che essa lambisce.
Sono compatibili con l`allestimento arboreo le seguenti alberature: leccio, tiglio, eucalipto
(aratteristica peculiare della strada giardino do·ra risultare l`allestimento delle íasce di rispetto, qualora
non risolto con la realizzazione di aiuole poste ad esaltare la percezione del paesaggio agrario, ·a eííettuato
con essenze tipiche della cultura agricola autoctona.


ía .traaa giaraivo. eíaborato P.º.1 aeí P|C
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 72
9.4 Ruolo
(ontestualmente allo snodarsi nel territorio comunale, il tracciato della strada giardino assume ruolo ur-
bano o extraurbano: pertanto nelle operazioni di progettazione della stessa, ·anno riíeriti i disposti del D.lgs
285´92 il nuo·o codice della strada` e del D.P.R. 495´92 disposizioni relati·e all`attuazione del nuo·o codi-
ce della strada.
9.5 L'attuazione
La realizzazione della strada giardino, o di sue parti, seguendo quanto descritto nel quadro normati·o
cartograíico, puo a··enire mediante progetto preliminare dell`intera tratta stradale, redatto su iniziati·a del
comune comportante acquisizione delle aree: o per tratte coníormi alle speciíicazioni graíicizzare nel PU(,
attra·erso i comparti, ponendosi a carico dei promotori pri·ati i costi della progettazione ed esecuzione delle
opere concernenti la speciíica tratta íunzionale. (on tale obietti·o i perimetri di comparto inglobano le aree
coin·olte dal sedime della strada giardino, che in tal senso sono dotate di ediíicabilita da traslare nel perime-
tro del comparto con allocazione in zona íunzionale congrua. Gli elaborati di dettagli allegati al PU( sono
stati redatti con le suddette speciíiche. Oualora si procedera per iniziati·a dell`Amministrazione comunale, le
quote di ediíicazione conseguenti alle aree coin·olte dalla strada giardino si riterranno partecipi di diritti edi-
íicatori di acquisizione pubblica, applicandosi le disposizioni di cui agli articoli 32-33-34 della LR n. 16´2004

9.6 La rete ciclabile
L`articolazione delle piste ·iene speciíicata nell`elaborato del tipo P.8.2, allegato del PU(.. Nella proget-
tazione e realizzazione delle piste ciclabili, in ambito urbano ed exstraurbano, ·anno rispettate le linee guida
contenute nel Decreto Ministero LL.PP. 30 no·embre 1999 n° 55¯. Si coníigura come pista ciclabile la parte
longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riser·ata alla circolazione dei ·elocipedi.

·.ó.1 )ipoíogie
La pista ciclabile ai sensi dell`art. 6 del su citato DM del Min. LL.PP. puo essere realizzata:
- in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia, qualora la sua sede sia separata íisicamente da quel-
la relati·a ai ·eicoli a motore ed ai pedoni, attra·erso idonei spartitraííico longitudinali íisicamente in-
·alicabili:
- su corsia riser·ata, rica·ata dalla carreggiata stradale, ad unico senso di marcia, concorde a quello della
contigua corsia destinata ai ·eicoli a motore ed ubicata di norma a destra rispetto a quest`ultima corsia,
qualora l`elemento di separazione sia costituito essenzialmente da striscia di delimitazione longitudinale
o da delimitatori di corsia:
- su corsia riser·ata, rica·ata dal marciapiede, ad unico o doppio senso di marcia, qualora la ampiezza ne
consenta la realizzazione senza pregiudizio per la circolazione dei pedoni e sia ubicata sul lato adiacente
alla carreggiata stradale.
Gli elaborati graíici del tipo P.8.2 rappresentano i tracciati della pista ciclabile, nel correlare luoghi cospi-
cui distanti, ed in ambito urbano .Gli elaborati graíici che si allegano nel Regolamento Urbanistico ed Ldilizio
(omunale rappresentano la tipologia di impianto della pista ciclabile connessa con l`articolazione della strada
giardino. I caratteri si concretizzano nella specializzazione di percorso ciclabile delle sponde della strada giar-
dino, in parallelo al percorso pedonale. Negli elaborati del tipo P.8.2, allegati del PU(, si rappresentano i
tracciati delle piste ciclabili, che coníormano la rete ciclabile`.

·.ó.2 Caratteri.ticbe aivev.iovaíi
Le piste ciclabili de·ono coníormarsi alle seguenti caratteristiche dimensionali:
- sezione minima comprensi·a delle strisce di margine di mt. 1.50 qualora la pista presenta un unico
senso di marcia: mt 2.50, qualora si persegue il duplice senso di marcia.
- segnaletica ·erticale e orizzontale speciíica appropriata coníormi al decreto l.·o 30´04´1999 n° 285 e
al DPR 16´12´1992 n° 495.
- raggi di cur·atura relazionati alla ·elocita di progetto, i quali comunque de·ono risultare superiori a mt.
5.00, e·entualmente riducibili a 3,00mt, purche ·enga rispettata la distanza di ·isuale libera e la cur·a
·enga opportunamente segnalata, specialmente nel caso e nel senso di marcia rispetto al quale essa ri-
sulti preceduta da una li·elletta in discesa.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 73









ía rete cicíabiíe covvvaíe. eíaborato P.º.2 aeí P|C

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 74

ía rete cicíabiíe covvvaíe vegíi iv.eaiavevti vrbavi. eíaborato P.º.2 aeí P|C

Gli attra·ersamenti delle carreggiate stradali eííettuate con piste ciclabili de·ono essere realizzati con le
stesse modalita degli attra·ersamenti pedonali, tenendo conto di comportamenti dell`utenza analoghi a quella
dei pedoni. Negli attra·ersamenti a raso, in aree di intersezione ad uso promiscuo con i ·eicoli a motore ed i
pedoni le piste ciclabili de·ono aííiancarsi al lato interno dell`attra·ersamento pedonale, in modo tale da isti-
tuire per i ciclisti la circolazione a rotatoria con senso unico antiorario sull`intersezione medesima.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 75
Gli attra·ersamenti delle carreggiate stradali eííettuate con piste ciclabili de·ono essere realizzati con le
stesse modalita degli attra·ersamenti pedonali, tenendo conto di comportamenti dell`utenza analoghi a quella
dei pedoni. Negli attra·ersamenti a raso, in aree di intersezione ad uso promiscuo con i ·eicoli a motore ed i
pedoni le piste ciclabili de·ono aííiancarsi al lato interno dell`attra·ersamento pedonale, in modo tale da isti-
tuire per i ciclisti la circolazione a rotatoria con senso unico antiorario sull`intersezione medesima. Nel caso
di attra·ersamento con so·rappasso o sottopasso ·a assicurato che, la pendenza massima longitudinale delle
rampe non superi il 10°, e nel caso di so·rappassi ·engano realizzate barriere protetti·e laterali di altezza
non iníeriore a 1,50mt.
Per le piste ciclabili realizzate in sede propria la larghezza dello spartitraííico íisicamente in·alicabile, che
separa la pista ciclabile dalla carreggiata destinata ai ·eicoli a motori, non de·e essere iníeriore a 0,50mt.





ía pi.ta cicíabiíe veíí`ivterrevto ai riqvaíitica.iove aeí trovte vare: eíaborato P.¨.2´². aííegato aeí P|C. rappre.evta.iove .v
ba.e topogratica iv .caía 1:2.000 - 1:1.000: aettagíi .víío .pa.io pvbbíico


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 76
J0 L'USO AGRICOLO-ZOO1LCNICO-IORLS1ALL DLL SUOLO: Zona territoriale omo-
genea del tipo L, a prevalente utilizzazione agricola - zootecnica ÷ forestale

La zona t.o. del tipo L, come perimetrata negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU( del
tipo P.2 nella scala 1´10.000, e del tipo P.3 nella scala 1´5000, indi·idua le parti del territorio non urbano, di-
sciplinando l'utilizzazione agricola - zootecnica - íorestale attra·erso articolazione in zone normati·e e cor-
relate disposizioni, compatibilmente con gli obietti·i di tutela e sal·aguardia conseguenti a caratteristiche in-
trinseche ai suoli: nonché con l`obietti·o di rendere íattibile la ·alorizzazione del patrimonio edilizio inusato,
írequentemente di interesse storico testimoniale, sito nelle aree rurali, indirizzandone la modalita di riuso
all`articolazione dell` albergo diííuso`, sollecitata negli Indirizzi alla íormazione del PU( enunciati dal (on-
siglio (omunale con la Deliberazione n. 65 del 21 Luglio 2008.

ía cía..itica.iove .ovaíe aeí .voío
La classiíicazione zonale del suolo consegue dalla ricognizione dell`uso agricolo rappresentata dalla (arta
omologa a íirma del dott agr. D. Serlenga, allegato del PU(, riconducendo le modalita colturali i·i rappresen-
tate alle classi enunciate nella LR della (ampania, n. 14´1982, coníermata per tali disposizioni dalla LR n.
16´2004.
· í1. .ree irrigve ai piavvra ai eíerata ivportav.a agrovovica·proavttira ae.tivate a .evivatiri irrigvi. trvtteti. coítvre
pregiate. orti a proav.iove cicíica ivtev.ira:
· í2. .ree agricoíe coííivari ae.tivate a coítira.iovi .evivatire. cereaíicoíe. oíireti e rigveti.
· í². .ree bo.cbire. pa.coíatire ea ivcoíte ai vovtagva. aree ivcoíte ai coííiva: ta.cia co.tiera pivetata.

La legenda correla le atti·ita colturali in atto nelle zone non urbanizzate LR 20 Marzo 1982, n. 14,,
come conseguenti dalla (arta dell`Uso Agricolo redatta dal Dr Agr. D. Serlenga con la classiíicazione della
zona territoriale omogenea del tipo L, e connesse sottozone normati·e deíinite in coníormita alle disposizi-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 77
oni della LR n 14´1982, 1itolo II, Diretti·e e Parametri di Pianiíicazione, paragraío 1.8 Zone Agricole, cui
si riconducono gli Indirizzi` dettati dal (onsiglio (omunale, delib n. 65, Luglio 2008. Gia assunta nel pre-
·igente Prg, si e coníermata tale classiíicazione nel PU(. Ai sensi della legislazione regionale l`ediíicabilita
ammissibile mirata a soddisíare bisogni conseguenti all`utilizzazione agricola-zootecnica-íorestale ·a dedotta
dalla classiíicazione, a meno di limitazioni imposte da piani so·raordinati di tutela dal rischio, o di tutela di
·alori ambientali., adeguatamente rappresentati nella rappresentazione cartograíica ad eííicacia precetti·a del
PU(.

JJ LL N O R M L 1 L C N I C H L D I A 1 1 U A Z I O N L
Si articolano in 1itolo, Primo, Secondo, 1erzo, Ouarto, Ouinto. (iascun 1itolo si articola in (api e Se-
zioni. Se ne riporta l`articolazione.

1itolo Primo, Disposizioni Generali
1itolo Primo, (apo Primo, Disposizioni Generali, Art.li 1-4
1itolo Primo, (apo Secondo: (lassiíicazione zonale del suolo, Art.li 5-6
1itolo Primo, (apo 1erzo: Limitazioni so·raordinate, Art. ¯

1itolo Secondo, Modalità di Attuazione del Puc
1itolo Secondo, Modalite di Attuazione del Puc, (apo Primo: Inter·enti non comportanti trasíormazione
urbanistica, ad attuazione diretta attra·erso titoli abilitanti l`ediíicazione, Art.8, Gli Inter·enti
1itolo Secondo, Modalita di Attuazione del Puc, (apo Secondo: Inter·enti (omportanti 1rasíormazione
Urbanistica, Sezione Prima: Inter·enti ad attuazione diííerita o diretta, Art.li 9-11
1itolo Secondo, Modalita di Attuazione del Puc: (apo Secondo, Inter·enti (omportanti 1rasíormazione
Urbanistica, Sezione Seconda: Il (omparto Ldiíicatorio, Art.li 12-13.
1itolo Secondo, Modalita di Attuazione del Puc: (apo Secondo, Inter·enti (omportanti 1rasíormazione
Urbanistica Sezione 1erza : La Programmazione dell`attuazione, Art.li 14-16
1itolo 1erzo : Definizioni
1itolo 1erzo, (apo Primo: Le Atti·ita negli usi del suolo, Art.li 1¯-23
1itolo 1erzo: Deíinizioni, (apo Secondo: Gli Spazi Pubblici ed il calibramento coníorme, lo Standard,
Art.Li 24-2¯.
1itolo 1erzo, Deíinizioni: (apo 1erzo: Opere di Urbanizzazione, Art.li 28-30

1itolo Quarto, Indicatori di Controllo dell'attività urbanistica
(apo Primo: Indici Urbanistici e Parametri di Misura, Art.li 31-33.

1itolo Quinto, Norme Di Zona
1itolo Quinto, Capo Primo: L'identità Culturale
1itolo Ouinto, (apo Primo, Sezione Prima: Il Patrimonio, Disciplina d'uso e tutela mirata a ·alorizzare
l`identita archeologica e paesaggistica, Art.li 35-46.
1itolo Ouinto, (apo Primo, Sezione Seconda: Il Patrimonio, Beni e (omplessi Storici, Insediamento Sto-
rico Urbano, Beni Isolati di Interesse Storico, Art.li 4¯-51.
1itolo Quinto, Capo Secondo: Zona Ad Uso Urbano Del Suolo. Sezione Prima, L'insediamento
recente, zone normative del tipo B, Art.li 52-55.
1itolo Ouinto, (apo Secondo, L`insediamento recente ad utilizzazione pre·alentemente residenziale o mi-
sta. Sezione Seconda, Gli Inter·enti Sul Patrimonio Ldilizio Lsistente nelle zone normati·e del tipo B.1
e B.2, Art.56
1itolo Ouinto, (apo Secondo, L`insediamento recente ad utilizzazione pre·alentemente residenziale o mi-
sta. Sezione 1erza, La Riqualiíicazione di esistente insediamento, Art.li 5¯-58
1itolo Ouinto, (apo Secondo, L`insediamento Recente. Sezione Ouarta, le Aree Urbane Specialistiche L-
sistenti, Le zone normati·e del tipo B.3 e B.4, Art.li 59-62

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 78
1itolo Quinto, Capo 1erzo, Le zone di 1rasformazione Urbanistica, del tipo C, per Nuovi Com-
plessi Insediativi Plurifunzionali, Art.li 63-64
1itolo Ouinto, (apo 1erzo, Sezione Prima, Le Zone
1itolo Ouinto, (apo 1erzo, Sezione Seconda, Disciplina Speciíica della zona territoriale omogenea del tipo
(d, da attuare attra·erso (omparti del tipo (d, Art.li 65-69

1itolo Quinto, Capo Quarto, Z.N. del tipo "D¨
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione Prima: Le zone specialistiche di trasíormazione urbanistica, del tipo
D, Art.li ¯0-¯1
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione Seconda, Nuo·e Urbanizzazioni Specialistiche, con pre·alente uti-
lizzazione per la produzione artigiana o industriale di beni : Le Zone, Art.¯2
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione 1erza, Disciplina speciíica della zona territoriale omogenea del tipo
Dd, da attuare attra·erso (omparti del 1ipo Dd.1, Art.¯3
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione Ouarta, Nuo·e Urbanizzazioni Specialistiche con pre·alente utilizza-
zione per la produzione di ser·izi distributi·i specializzati, le Zone, Art.¯4
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione Ouinta, Nuo·e Urbanizzazioni Specialistiche con pre·alente utilizza-
zione per la produzione di ser·izi distributi·i specializzati: Disciplina speciíica della zona territoriale o-
mogenea del tipo Dd, da attuare attra·erso (omparti del tipo Dd.2, Art ¯5
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione Sesta, Nuo·e Urbanizzazioni Specialistiche, con pre·alente utilizza-
zione per la produzione di attrezzature ricetti·e : Le Zone, Art.li ¯6-¯¯
1itolo Ouinto, (apo Ouarto, Sezione Settima, Nuo·e Urbanizzazioni Specialistiche con pre·alente utiliz-
zazione per la Produzione di attrezzature ricetti·e: Disciplina Speciíica della zona territoriale omogenea
del tipo Dd, da attuare attra·erso (omparti del tipo Dd.3, Art ¯8

1itolo Quinto, Capo Quinto, Z.N. del tipo "I", e del 1ipo ´G¨.
1itolo Ouinto, (apo Ouinto, Sezione Prima, Disciplina delle z.t.o. del tipo "l", e del tipo G`. Il sistema
degli spazi pubblici per le atti·ita e le attrezzature complementari agli usi íunzionali, per le attrezzature
pubbliche di interesse generale, per le atti·ita producenti ser·izi di interesse colletti·o, Art.li ¯9-81
1itolo Ouinto,, (apo Ouinto, Sezione Seconda, Disciplina Speciíica degli Spazi Pubblici destinati ad atti-
·ita ed attrezzature complementari all'insediamento residenziale , Art.li 82-83
1itolo Ouinto, (apo Ouinto, Sezione 1erza, Disciplina Speciíica delle zone elementari destinate ad attrez-
zature pubbliche di interesse generale Art. 4, (. 5, D.M. 2´04´1968, N. 1444,, Art.li 84-86
1itolo Ouinto,, (apo Ouinto, Sezione Ouarta, Disciplina Speciíica delle zone normati·e destinate ad at-
trezzature di interesse colletti·o non normate dal D.M. 2´04´1968, N. 1444, Art.8¯
1itolo Ouinto,, (apo Ouinto, Sezione Ouinta, Il Sistema degli Spazi ad uso di Inírastrutture di trasporto e
per la mobilita.

1itolo Quinto, Capo Sesto, Le Zone 1erritoriali Omogenee del tipo Id ed Hd
1itolo Ouinto, (apo Sesto, Sezione Prima, La Zona 1erritoriale Omogenea del tipo ld, da attuare attra·erso
(omparti del tipo ld, Art 92.
1itolo Ouinto, (apo Sesto, Sezione Seconda, La Zona 1erritoriale Omogenea del tipo Id, da attuare at-
tra·erso (omparti del tipo Id, Art 93
1itolo Quinto, Capo Settimo, Uso Agricolo, Zootecnico, Iorestale
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Prima, L`uso Agricolo - Zootecnico - lorestale attra·erso la
Z.1.O. del tipo L`, Art.li 94-96
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Seconda, Principi Generali: Disposizioni concernenti le trasíorma-
zioni ammissibili nella utilizzazione agricola - zootecnica - íorestale , Art.9¯
1itolo Ouinto , (apo Settimo, Sezione 1erza, Disposizioni concernenti le trasíormazioni ammissibili
nell`utilizzazione, conser·azione e trasíormazione del patrimonio edilizio esistente , Art.li 98-99
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Ouarta, Disposizioni concernenti le trasíormazioni ammissibili at-
tra·erso inter·enti ·olti alla íormazione di nuo·o patrimonio edilizio, íunzionale all`esercizio
dell`atti·ita agricola - zootecnica - íorestale , Art.li 100-106
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 79
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Ouinta: Norme per la tutela ecologica: La 1utela della lragilita I-
draulica, Art.li 10¯-108
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Sesta, La íormazione del Piano di S·iluppo Aziendale o Interazien-
dale, Art.109
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Settima, Disposizioni concernenti la realizzazione di attrezzature
sporti·e in ambito ad utilizzazione non urbana del suolo, Art.110
1itolo Ouinto, (apo Settimo, Sezione Otta·a, Disposizioni concernenti le inírastrutture tecnologiche nel-
le zone normati·e del tipo L, Art.111

1itolo Quinto - Capo Ottavo , Limitazioni in zone oggetto di vincoli sovraordinati
1itolo Ouinto, (apo Otta·o, Sezione Prima, Unita di Suolo ad utilizzazione non urbana oggetto di speciíica
tutela: zona normati·a del tipo "l·", di speciíico interesse culturale o ambientale, Art.li 112-113
1itolo Ouinto, (apo Otta·o, Sezione Seconda, Unita di suolo ad utilizzazione urbana oggetto di speciíica
tutela: Zona Normati·a del tipo "l·", di speciíico interesse culturale o ambientale, Art.114

J2. SIN1LSI DLLLL NORML 1LCNICHL DI A11UAZIONL

Nell'esercizio dei principi di autonomia normati·a, organizzati·a e amministrati·a sanciti all'art. 3, com-
ma 2, del D.L. 18 Agosto 2000, n. 26¯ " 1esto unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali", delle íun-
zioni amministrati·e coníerite in materia urbanistica dalla Regione (ampania attra·erso la l.r. 29 Maggio
1980, n.54, e della legge R. 22 Dicembre 2004, n. 16, art.li 22-23, il Piano Urbanistico Generale (omunale -
denominato PU( - inno·a la disciplina dell'uso del suolo gia ·igente nella parti del territorio comunale con
riíerimento a quanto sancito nel Prg appro·ato con Decreto del Presidente della Pro·incia di Salerno pub-
blicato nel BUR( n. 2, del 12.1.1992 ll PU( e redatto ai sensi della Legge della Regione (ampania 22 Di-
cembre 2004, n.16, (apo 1erzo, art.li 22 e seg.ti. N1A, 1itolo Primo, (apo Primo, Disposizioni generali,
Art. 1, . Il PU( si articola negli elaborati riportati al (apo·erso 2 della Presentazione.
La classiíicazione zonale, rappresentata negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU( del ti-
po P.3-P.4, e riportata nelle N1A, 1itolo Primo, (apo Secondo, Art.li 5 e seg.ti, si articola come di seguito
esposto.
A Zona territoriale omogenea concernente le componenti ed elementi territoriali di interesse archeo-
logico, storico ed ambientale.
B Zona territoriale omogenea costituita da esistente insediamento urbano a pre·alente utilizzazione
abitati·a o mista: dalle aree urbane specialistiche esistenti: o da insediamento urbano specialistico
recente, comportante riqualiíicazione di impianto attra·erso nuo·a utilizzazione e rinno·o dei ca-
ratteri di tessuto.
(d Zona territoriale omogenea di trasíormazione urbanistica attra·erso nuo·e urbanizzazioni pluri-
íunzionali integrate, a pre·alente uso abitati·o o terziario.
Dd Zona territoriale omogenea di trasíormazione urbanistica attra·erso nuo·e urbanizzazioni specia-
listiche, con pre·alente utilizzazione per atti·ita produtti·e, ricetti·e, commerciali, artigianali o in-
dustriali.
Ld. Zona territoriale omogenea disciplinante la modalita dell`utilizzazione agricola - zootecnica - íore-
stale dei suoli.
lV Zona territoriale omogenea ad utilizzazione agricola-zootecnica-íorestale, comportante limitazioni
all`ediíicabilita ammissibile onde assicurare la tutela di speciíiche categorie di beni paesaggistici ed
ambientali.
ld Zona territoriale omogenea di trasíormazione urbanistica costituita dagli spazi per le atti·ita e at-
trezzature di interesse colletti·o di ruolo generale, pubbliche o pri·ate, integrati con usi plurimi
compatibili.
G Zona territoriale omogenea costituita dagli spazi per le atti·ita e attrezzature producenti ser·izi
pubblici o di interesse colletti·o di integrazione di esistenti ambienti insediati·i, o complementari
agli ambienti insediati·i conseguenti da trasíormazione urbanistica.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 80
Id Zona territoriale omogenea di trasíormazione urbanistica ·olta alla costituzione di insediamenti
urbani integrati mirati al raííorzamento della dotazione di capitale sociale ed alla riqualiíicazione
urbana.
Le zone territoriali omogenee di cui alla classiíicazione zonale si connotano in conseguenza di caratteri
speciíici, indi·iduati attra·erso la disaggregazione in zone ed aree normati·e, come segue:
A ZONA territoriale omogenea concernente le componenti ed elementi territoriali di interes-
se storico ed ambientale: l'identità archeologica, storica e paesaggistica.
..1 Zova vorvatira covcervevte íe covpovevti ea eíevevti territoriaíi ai ivtere..e arcbeoíogico. .torico ea avbievtaíe: í`
iaevtita arcbeoíogica e pae.aggi.tica
La zona si disaggrega nelle seguenti zone normati·e .
..1.a ßevi e covpíe..i .torici: ií covpíe..o arcbeoíogico. e i .iti aaiacevti.
(aratterizzano la zona normati·a i seguenti beni:
A.1a.1 Area archeologica, e parco archeologico:
A.1a.2 I beni archeologici singoli:
A.1a.3 Le aree di potenziale ritro·amento di materiali archeologici,
A.1a.4 Percorsi di interesse archeologico PRA,
.1.b ßevi ai ivtegra.iove.
(aratterizzano la zona normati·a le seguenti aree normati·e:
A.1.b.1 - Attrezzature del parco archeologico e dell`area archeologica:
A.1.b.2. - 1ratta di ·iabilita ostati·a della íruizione di beni archeologici oggetto di riqualiíica-
zione e connesso recupero ambientale dell`area di sedime:
A.1.b.3 - Attrezzature pubbliche di ser·izio.
A.1.b.4 - Parco acquatico naturalistico del Salzo, di interesse archeologico:
A.1.b.5 - Parco agricolo archeologico, inglobante le aree ad utilizzazione agricola rientranti nel
perimetro della zona di protezione di cui alla legge 220´195¯ :
A.1.b.6 - Nucleo di insediamento storico nell`area archeologica
A.1.b.¯ - Insediamento recente nella zona di protezione di cui alla legge 220´195¯, nonché
nel biotopo pinetale costiero:
A.1.b.8 - Insediamento recente specialistico nella zona di protezione di cui alla legge
220´195¯:
A.1.b.9 - Verde pri·ato nella zona di protezione di cui alla legge n. 220´195¯:
A.1.b.10 - (ampeggi e ·illaggi albergo nella zona di protezione di cui alla legge n. 220´195¯:
A.1.b.11 - Percorsi allestiti di interesse archeologico, esistenti o di nuo·o impianto:
Si considera l`intero territorio comunale quale area di potenziale ritro·amento di materiali archeologici.
.1.c ßevi ai ivtere..e pae.aggi.tico.
(aratterizzano la zona normati·a le seguenti aree normati·e:
A.1.c Aree tutelate dal rischio idraulico con ·ocazione alla coníormazione del Parco llu·iale
del Sele e del Soloírone: nonche area tutelata sita nel perimetro di protezione delle
mura di Paestum L. n. 220´195¯, ·olta alla íormazione del Parco della Laguna.
Gli elementi che connotano l`identita storico architettonica coníigurano speciíica zona normati·a, del
tipo A.2, disaggregata come si riporta.
..2 íe Covpovevti ea eíevevti territoriaíi ai ivtere..e .torico : í`iv.eaiavevti .torico vrbavo
La zona normati·a del tipo A.2 si caratterizza attra·erso le seguenti zone normati·e elementari:
A.2.a Nucleo antico insediamento extraurbano connesso allo s·iluppo storico di insedia-
mento maggiore, o di sistema insediati·o territoriale,.
A.2.b (entro storico agglomerato insediati·o urbano gia centro di cultura locale e di pro-
duzione artistica, contenente opere d`arte entro il contesto storico per cui sono nate,
ed in rapporto con il tessuto urbano ed al contesto paesaggistico di pertinenza, e che
conser·ano l`aspetto ed i connotati di insieme della citta storica,:
A.2.c Insediamento urbano di interesse storico parti del territorio risultanti ediíicate con
sostanziale continuita e con impianto íortemente caratterizzato, e comunque ricono-
scibile, entro la prima meta del XX secolo,:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 81
A.2.d Insediamento urbano di interesse testimoniale, íormalizzato mediante progettazione
unitaria dell`impianto e dell`ediíicazione borghi della riíorma agraria,:
A.2.e Immobili isolati di interesse storico :
A.2.í Percorsi storici
La zona normati·a si disaggrega in aree normati·e.

Il sistema insediativo recente aree ediíicate otto no·ecentesche non classiíicate come insediamenti stori-
ci, nonche le aree urbanizzate ed ediíicate con sostanziale continuita successi·amente al periodo
1950-1960,:
B ZONA territoriale omogenea costituita da esistente insediamento urbano, a prevalente
utilizzazione abitativa o mista. Si articola nelle seguenti zone normati·e elementari :
B.1 Zona normati·a costituita da esistente consolidato insediamento urbano, a pre·alente utilizza-
zione abitati·a o mista, comportante ammissibili integrazioni mirate a qualiíicare lo spazio
pubblico e l`uso riscontrato.
B.2 Zona normati·a costituita da esistente insediamento urbano ad impianto incompiuto, compor-
tante riqualiíicazione attra·erso completamento.
B3 zona normati·a costituita dalle aree urbane specialistiche esistenti dotate di opere di urbanizza-
zione primaria ed ediíicate totalmente o parzialmente,. Si articola nelle seguenti zone normati·e
elementari :
B.3.1 zona n.e. costituita da area urbana specialistica esistente, con utilizzazioni turistico ricetti·e a ro-
tazione d`uso, quali alberghi, motel, ·illaggi - albergo: residenze turistico alberghiere: ostelli: o
all`aria aperta campeggi,..
B.3.2 zona n.e. costituita da area urbana specialistica esistente, ad utilizzazione per la produzione di ser-
·izi, o per la produzione di beni.
ß.².² zona normati·a costituita da aree urbane specialistiche esistenti oggetto di modiíicazione dei ca-
ratteri attra·erso riqualiíicazione insediamento urbano specialistico recente, comportante riquali-
íicazione di impianto attra·erso nuo·a utilizzazione ed ediíicazione o rinno·o dei caratteri di tes-
suto,.
B.4 zona n.e. ad uso abitati·o o specialistico ad impianto urbano deíinito o da ·igenti strumenti ur-
banistici attuati·i, anche in corso di attuazione, quale la zona Pip: o da disciplina compartuale
conseguente a deroga`, assunta su deliberazione del (onsiglio comunale in applicazione della
LR n. 19 del 2009, piano casa comunale`.

C ZONA normativa di trasformazione urbanistica attraverso nuove urbanizzazioni mirate
alla conformazione di complessi insediativi integranti usi funzionali compatibili.
Si articola nelle seguenti zone normati·e:
(.1 Zona n.e. costituita da nuo·e urbanizzazioni pluriíunzionali, con pre·alente utilizzazione abitati-
·a: nonche ser·izi mirati al consumo íinale pri·ato commercio al dettaglio: pubblici esercizi: ri-
parazioni: ser·izi culturali e ricreati·i : altri ser·izi personali,.
(.2 Zona n.e. costituita da nuo·e urbanizzazioni specialistiche, con pre·alente utilizzazione terziaria
per la produzione di ser·izi alle imprese credito e ser·izi íinanziari, assicurazioni, mediazioni
immobiliari, ser·izi legali, ser·izi di contabilita e di consulenza íiscale, ser·izi tecnici, pubblicita e
pubbliche relazioni, ricerca e s·iluppo, pulizie, altri ser·izi,: nonche ser·izi per il consumo íinale
pri·ato commercio al dettaglio: pubblici esercizi: riparazioni: ser·izi culturali e ricreati·i : altri
ser·izi personali,.
L`integrazione delle zone normati·e con altre modalita zonali compatibili si attua attra·erso le zone`
del tipo (d1-(d2, come rappresentate negli elaborati del tipo P.3, e con la speciíicazione rappresentata negli
elaborati del tipo P.4, allegati del PU(. Le trasíormazioni pre·iste sono da realizzare mediante comparti edi-
íicatori LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 33 e seg.ti,, in coníormita alla disciplina di comparto di cui al 1ito-
lo Ouinto.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 82
D ZONA normativa di trasformazione urbanistica attraverso nuove urbanizzazioni specia-
listiche, con prevalente utilizzazione per usi produttivi ricettivi, commerciali, artigianali
o industriali.
Si articola nelle seguenti zone normati·e elementari :
D.1 zona n.e. costituita da nuo·e urbanizzazioni specialistiche con pre·alente utilizzazione per la
produzione artigiana o industriale di beni, conseguenti da necessita di rilocalizzazione, ed a pro-
cessi di crescita e potenziamento dell`atti·ita produtti·a.
D.2 zona n.e. costituita da nuo·e urbanizzazioni specialistiche` con pre·alente utilizzazione per la
produzione di ser·izi distributi·i specializzati commercio all`ingrosso ed intermediazione
D.3 zona n.e. costituita da nuo·e urbanizzazioni specialistiche per utilizzazioni turistico ricetti·e a
rotazione d`uso, e con gestione ed oííerta di ser·izi accentrata, e cioe : alberghi, motel, ·illaggi -
albergo: residenze turistico alberghiere: ostelli: rico·eri connessi ad atti·ita escursionistiche,.
L`integrazione delle zone normati·e con altre modalita zonali compatibili si attua attra·erso le zone ter-
ritoriali omogenee` del tipo Dd e del tipo Id, come rappresentate negli elaborati del tipo P.3, e con la speci-
íicazione rappresentata negli elaborati del tipo P.4, allegati del PU(. Le trasíormazioni pre·iste sono da rea-
lizzare mediante comparti ediíicatori LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 33 e seg.ti,, in coníormita alla disci-
plina di comparto di cui al 1itolo Ouinto.

Zone normative mirate alla conferma di spazi pubblici esistenti, o alla costituzione di spazi pubbli-
ci, o di interesse collettivo, attraverso nuove urbanizzazioni.
G ZONA normativa costituita dagli spazi per le attività e attrezzature producenti servizi
pubblici o di interesse pubblico complementari ad usi funzionali (G), calibrati da stan-
dard obbligatori conformi alla legislazione regionale.
Si articola nelle seguenti zone normati·e elementari di ruolo locale in quanto complementari
all'insediamento residenziale art. 3, d.m.. n. 1444´1968,.
- z.n.e. del tipo G1, superíici di agglomerato urbano ·olte a coníigurare spazi pubblici, di ruolo
locale in quanto integranti gli insediamenti residenziali d.m. 2 Aprile 1968, n. 1444, art. 3,, esi-
stenti contraddistinti dal pedice 'e', o··ero di nuo·a costituzione.
- z.n.e. del tipo G2, spazi destinati al ·erde pubblico di ruolo locale.
- z.n.e. del tipo G3, spazi destinati al parcheggio pubblico.
L`integrazione delle zone normati·e con altre modalita zonali compatibili si attua attra·erso le zone
territoriali omogenee` del tipo B, e del tipo (d, come rappresentate negli elaborati del tipo P.4-P.6 , allegati
del PU(. Le trasíormazioni pre·iste sono da realizzare mediante comparti ediíicatori LR 22 Dicembre
2004, n. 16, art. 33 e seg.ti,, in coníormita alla disciplina di comparto di cui al 1itolo Ouinto.

GR ZONA normativa costituita dagli spazi per le attività e attrezzature producenti servizi di
ruolo locale mirati a rafforzare l'attrazione turistica, calibrati da da standard a specifi-
cazione prestazionale demandata al piano urbanistico comunale.
L`integrazione delle zone normati·e con altre modalita zonali compatibili si attua attra·erso le
zone territoriali omogenee del tipo Dd e del tipo Id, come rappresentate negli elaborati del tipo
P.4-P.6, allegati del PU(. Le trasíormazioni pre·iste sono da realizzare mediante comparti ediíi-
catori LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 33 e seg.ti,, in coníormita alla disciplina di comparto di
cui al 1itolo Ouinto.

I ZONA normativa costituita dagli spazi per le attività e le attrezzature di interesse collet-
tivo di ruolo generale, pubbliche o private
ai rvoío geveraíe a .pecitica.iove aetivita veíía íegi.ía.iove va.iovaíe tart. 1. c. :. a.v. 2´01´1·óº. v. 1111)
- z.n.e. del tipo l.1, spazi destinati ad attrezzature pubbliche di interesse generale, per l`istruzione
superiore all`obbligo, o aggreganti attrezzature attra·erso la coníigurazione della cittadella scola-
stica: nonche destinati alle attrezzature sanitarie ed ospedaliere:
- z.n.e. del tipo l.2, spazi destinati ai parchi pubblici urbani, e ad impianti sporti·i di interesse gene-
rale.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 83
ai rvoío geveraíe a .pecitica.iove aevavaata aí piavo vrbavi.tico covvvaíe. proavcevti .erri.i cvítvraíi e ricrea·
tiri .peciaíi.tici. avcbe otterti aa prirati per ií cov.vvo tivaíe prirato. articoíata veííe .egvevti vvita .peciaíi.ticbe :
- z.n.e del tipo l.3, spazi destinati ad attrezzature direzionali e sociali di interesse colletti·o, di
carattere pubblico o pri·ato, quali: attrezzature di interesse generale per i ser·izi amministrati·i
dello Stato, del comune, e di enti territoriali: sedi bancarie: sedi di enti íunzionali o di societa:
uííici di ·aria natura e dimensione:
- z.n.e. del tipo l.4, spazi destinati ad atti·ita plurime di interesse colletti·o e di carattere pub-
blico o pri·ato, quali atti·ita socio-culturali, attrezzature íieristiche ed atti·ita comportanti spa-
zi espositi·i, impianti cinematograíici multisala, centri multimediali: attrezzature sporti·e e ricrea-
ti·e pubbliche o pri·ate, campo di golí, impianto equestre, oasi ecologica acquatica protetta.
- z.n.e. del tipo l.5, le spiagge:
- z.n.e. del tipo l.6, concernente spazi destinati ad attrezzature per atti·ita producenti ser·izi spe-
ciali, quali attrezzature di impiantistica territoriale ·olte a attenuare la íragilita ambientale cen-
trali elettriche, depuratori, impianti di trattamento di residui solidi urbani,.

It Il sistema degli spazi pubblici per le attività, attrezzature ed impianti di interesse genera-
le connessi alla mobilità, esistenti se contraddistinti dal pedice ´e¨, ovvero di nuova co-
stituzione
L`integrazione delle zone normati·e con altre modalita zonali compatibili si attua attra·erso le zone ter-
ritoriali omogenee` del tipo ld ed Id, come rappresentate negli elaborati del tipo P.3 - P.4, allegati del
PU(. Le trasíormazioni pre·iste sono da realizzare mediante comparti ediíicatori LR 22 Dicembre 2004, n.
16, art. 33 e seg.ti,, in coníormita alla disciplina di comparto di cui al 1itolo Ouinto.

Zona territoriale omogenea caratterizzante la conformazione naturale a prevalente utilizzazione
agricola-zootecnica-forestale.
L. ZONA territoriale omogenea concernente l' utilizzazione agricola-zootecnica-forestale dei
suoli caratterizzanti la conformazione naturale del territorio comunale.
La zona t o si disaggrega in zone normati·e elementari. Le singole componenti risultano:
- L1. Agricole di pianura
- L2. Agricole di collina
- L3. Aree montane a pre·alente indirizzo agricolo - íorestale.

IV ZONA territoriale omogenea di tutela di specifiche categorie di beni di interesse ambienta-
le (elaborati cartografici di ricognizione, nella scala J/J0.000).
La zona si disaggrega nelle seguenti zone normati·e elementari ed aree normati·e :
- I.V.a Aree ed oggetti di interesse biologico,
.ree vorvatire
- l.V.a..l Boschi ed aree boscate:
- l.V.a..2 Aree ripariali e le zone umide:
- I.V.b Unità geomorfologiche e formazioni geologiche (geotopi),
.ree vorvatire
- l.V.b..l Aree dichiarate a rischio idraulico:
- l.V.b.1.1 lascia ílu·iale del tipo A da Piano di Bacino,:
- l.V.b.1.2 lascia ílu·iale del tipo B, sottoclasse B1da Piano di Bacino,:
- l.V.b.1.3 lascia ílu·iale del tipo B, sottoclasse B2da Piano di Bacino,:
- l.V.b.1.4 lascia ílu·iale del tipo B, sottoclasse B3da Piano di Bacino,:
- l.V.b.1.5 lascia ílu·iale e·idenziata dallo studio geologico tecnico comunale, assimila-
ta alla sottoclasse B3, di cui al piano di tutela dal rischio.
- l.V.b.2 aree dichiarate a rischio da írana, o di íragilita geomoríologica e relati·a instabilita:
- l.V.b.3, Aree di íragilita idraulica nel restante territorio comunale
- l.V.c Aree di speciíico interesse paesaggistico:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 84
- l.V.d (orridoi biologici:
- l.V..e (orridoi coníigurati da rete di elettrodotti.

Negli elaborati cartograíici di ricognizione si rappresentano i ·incoli e le ser·itu atti·i nel territorio co-
munale, riportati nelle N1A. Dai ·incoli conseguono limitazioni procedimentali o incidenti sulla modalita di
uso del suolo. La disciplina zonale di uso enunciata si ritiene compatibile con la connotazione rile·ata e con
la qualiíicazione sistemica della pluralita di ·alori.
Nel 1itolo Secondo delle N1A si speciíicano le Modalita` di attuazione del PU(`. Attra·erso il (apo
Primo si deíiniscono gli inter·enti non comportanti trasíormazione urbanistica, ad attuazione diretta attra-
·erso titoli abilitanti l`ediíicazione. Le caratteristiche degli inter·enti ammissibili sono regolamentate attra-
·erso le disposizioni di cui al RUL(, Regolamento Urbanistico Ldilizio (omunale N1A, Art 8,. In con-
íormita alla L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16, art.li 28, comma 1, ·engono deíinite nel RUL( :
a,le modalita esecuti·e e le tipologie delle trasíormazioni`:
b,l`atti·ita concreta di costruzione, modiíicazione, e conser·azione delle strutture edilizie`:
c,i criteri per la quantiíicazione dei parametri edilizi ed urbanistici` art. 28, comma2,, dedotti
dall`ediíicabilita sancita nella disciplina della trasíormazione enunciata dal PU(.
Nel Regolamento Urbanistico ed Ldilizio si rappresenta pertanto la speciíicazione di norme e criteri di
natura generale e prestazionale riguardanti il concreto s·olgersi dell'atti·ita edilizia nell'intero (omune.
La regolamentazione degli inter·enti edilizi e riportata al (apo Secondo, del 1itolo Secondo del RUL(.
La 1ipologia delle trasíormazioni edilizie e dei tipi di inter·ento, dei titoli abilitanti l`inter·ento e esposta
nella Sezione Seconda del (apo Secondo del 1itolo Secondo del RUL(. Si rende ammissibile il lraziona-
mento o accorpamento di unita immobiliari`, contemplate quale modalita di adeguamento di componenti
dell`esistente patrimonio edilizio da recuperare RUL(, Art. 38,.
Il PU( classiíica attra·erso l`azzonamento i cespiti immobiliari, e ne speciíica il tipo di inter·ento am-
missibile.
L`insediamento esistente e classiíicato nella zonazione urbanistica quale zona territoriale omogenea del
tipo B. La disciplina zonale disaggregata si rappresenta attra·erso il 1itolo Ouinto delle N1A.
Le disposizioni concernenti le modalita esecuti·e e le tipologie delle trasíormazioni, nonché l`atti·ita
concreta di costruzione, modiíicazione e conser·azione delle strutture edilizie` sono dettate dal RUL(,
"Regolamento Urbanistico ed Ldilizio" comunale, attra·erso la speciíicazione di tipi di inter·ento. Le unita
edilizie partecipi di z.t.o concernente l`insediamento esistente cui si riíeriscono i tipi di inter·ento sono rap-
presentate su base topograíica nel quadro normati·o cartograíico nella scala 1´2000, elaborato P.4, allegato
del Puc. Nel RUL( si speciíicano pertanto tipi di inter·ento riíeriti ad unita edilizie ricadenti in zona nor-
mati·a partecipe della z.t.o del tipo A, del tipo B, del tipo L, con rappresentazione nel quadro normati·o
cartograíico del tipo P3 e P4. Le deíinizioni concernenti gli indicatori di controllo dell`atti·ita edilizia ed i pa-
rametri connessi sono dettate nel (apo Primo del 1itolo Secondo del RUL(.
I tipi di inter·ento che interessano il recupero degli spazi costruiti ·engono estesi anche al patrimonio
non ediíicato ed all`esistente spazio aperto urbano. Sono ·alide per tali beni le medesime necessita di tutela e
quindi di inter·ento, conseguenti dal necessario recupero degli spazi, da perseguire attra·erso operazioni di
manutenzione, conser·azione, ristrutturazione. 1ali inter·enti riguardano le aree a ·alenza paesistico-
ambientale presenti all'interno del perimetro della z.t.o. A e B, e gli spazi ad esse annessi in·asi e percorsi,:
i sistemi delle spazi pri·ati, considerati come spazi liberi ed estesi ai relati·i spazi ipogei: le aree interstiziali a
·erde, pubbliche o pri·ate. Riguardano iníine tutti gli spazi non ediíicati che costituiscono il tessuto connet-
ti·o dei nuclei insediati·i e le aree ad essi pertinenti, strade - piazze - slarghi - marciapiedi - portici - sotto-
passi - spazi sosta - parcheggi - piste - ecc.
Nel RUL( si speciíicano le modalita di inter·ento. Il 1itolo Ouinto del RUL( detta disposizioni con-
cernenti i Requisiti degli ediíici`, il 1itolo Sesto i Requisiti per la progettazione`. Al (apo Ouarto del 1ito-
lo Sesto si speciíicano le disposizioni energetico ambientali. Gli inter·enti di nuo·a ediíicazione de·ono
soddisíare i requisiti minimi di rendimento energetico`, speciíicati nel D.Lgs n. 311´2006. Le implicazioni
edilizie conseguenti ad opere ed allestimenti ritenute necessarie alla protezione dall'irraggiamento solare dei
manuíatti non sono da computare nelle ·alutazioni degli indici di capacita media di utilizzazione ediíicatoria,
né nelle altezze dei corpi di íabbrica N1A, Art. 8, comma8, capo·. 3,. Negli inter·enti di ristrutturazione di
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 85
esistenti unita edilizie e di nuo·a ediíicazione di unita edilizie ·anno contemplate opere di accumulo idrico
delle acque di pioggia, corredate a tecnologie di íiltraggio ed agli impianti tecnici di uso N1A, Art. 8, com-
ma8, capo·. 4,.
Gli inter·enti comportanti trasíormazione urbanistica, ad attuazione diííerita, o ad attuazione diretta
attra·erso titoli abilitanti l`ediíicazione, hanno signiíicati·o ruolo nelle Modalita` di attuazione del PU(`, e
alla deíinizione di detti inter·enti si ·olge il (apo Secondo del 1itolo Primo delle N1A
Sono ammissibili ad attuazione diretta sulla base di titolo abilitante con·enzionato coníormato da Pro-
getto Unitario`, come deíinito nel 1itolo 1erzo del RUL(, gli inter·enti partecipi di zone territoriali omo-
genee di trasíormazione urbanistica disciplinate da regole di comparto enunciate nel PU( e coníermate negli
Atti di Programmazione N1A, Art. 9,.
Possono pertanto ad attuazione diretta gli inter·enti di nuo·a costruzione, di cui alla lettera e, dell`art. 3
del 1esto Unico delle Disposizioni in Materia Ldilizia, e gli inter·enti di ristrutturazione urbanistica, qualo-
ra:
a, ne sia speciíicata nel PU( la perimetrazione di comparto, l`articolazione zonale, le modalita ed implica-
zioni del coordinamento attuati·o con riíerimento alle zone a destinazione pubblica, l'articolazione mor-
íologico tipologica e íunzionale:
b, non sussistano speciíicazioni ostati·e all`attuazione diretta nella disciplina zonale di comparto ad attua-
zione coordinata:
c, sia recepita dal promotore di inter·ento la suddetta disciplina nella predisposizione dei progetti edilizi
allegati all'istanza di titolo abilitati·o:
d, sussista associazione di interessi coin·olgente i cespiti immobiliari regolarmente accatastati ricadenti nel
perimetro di comparto.
e, gli inter·enti edilizi siano oggetto di con·enzione`, deíinente sia la cessione al patrimonio comunale degli
immobili a destinazione pubblica, come rappresentati nella zonazione proposta negli elaborati cartogra-
íici ad eííicacia precetti·a del tipo P.4, e ad eííicacia indicati·a del tipo P.6, coníluiti tra gli allegati agli
Atti di Programmazione, che la realizzazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie coníormi alle
speciíicazioni d`uso e moríologico tipologiche.
Le z.t.o di trasíormazione urbanistica sono rappresentate su base topograíica negli elaborati cartograíici
ad eííicacia precetti·a, elaborati del tipo P.2-P.3-P.4, allegato del PU(.
I comparti per i quali il PU( ha sancito precise disposizioni plano ·olumetriche` sono rappresentato
negli elaborati del tipo P.6, allegati del PU(, e recepiti nell` Atto di Programmazione.
In applicazione del riportato comma 3. lettera c,, le disposizioni plano·olumetriche e tipo moríologiche
rappresentate nelle schede progetto allegate agli Atti di Programmazione, riíerite a comparti e ambiti, legit-
timano l'attuazione diretta degli inter·enti rappresentati, sulla base di titolo abilitante unico, costituito da
permesso di costruire, risultando gli stessi soggetti al contributo di costruzione DPR 6 Giugno 2001, n. 380,
art. 22, comma 5 , ed a stipula di con·enzione attra·erso la quale i promotori di inter·ento si impegnano alla
pre·enti·a cessione a titolo gratuito e consensuale al patrimonio comunale, o ad altri soggetti pubblici, degli
immobili necessari per la realizzazione di inírastrutture, attrezzature, aree ·erdi, edilizia residenziale pubbli-
ca e altre opere pubbliche o di interesse pubblico, cosi come localizzate dal comune attra·erso il Puc ed at-
tra·erso le schede progetto costituenti allegati dello stesso: alla esecuzione delle opere di urbanizzazione
primaria: alla esecuzione delle attrezzature interpreti dell`urbanizzazione secondaria concordate con
l`Amministrazione comunale nell`atto di con·enzione.
L`istanza all`abilitazione degli inter·enti pre·isti ·a corredata dei pareri, autorizzazioni, nulla osta e pro·-
·edimenti all`uopo necessari, ed acquisiti dall`istante.
La proposta di atto di con·enzione, disciplinante i rapporti deri·anti dall`attuazione degli inter·enti pre-
·isti, e íormulata dal proponente, ed e oggetto di controllo di accuratezza da parte degli uííici
dell`Amministrazione comunale. Segue le modalita contrattuali proprie ai rapporti di tipo pri·atistico.
Gli inter·enti ad attuazione diretta de·ono risultare coníormi al disposto di cui all'art. 41 quinquies,
comma 6, della L. 1¯ Agosto 1942, n. 1150, potendosi pertanto eííettuare in presenza di costruzioni com-
portanti ·olumi iníeriori a mc. 3.00 per mq di area ediíicabile, o altezze iníeriori a mt. 25.00. La regolamen-
tazione degli inter·enti comportanti trasíormazione urbanistica ad attuazione diretta e riportata al (apo
Primo del 1itolo Secondo del RUL(.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 86
L`attuazione diííerita` di inter·enti di trasíormazione urbanistica si íonda sul Piano Urbanistico Attua-
ti·o, il PUA, come deíinito nella LR n.16´2004 N1A, Art. 10,. L`appro·azione dei PUA non puo compor-
tare ·ariante al PU( L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16,art. 26,.comma 3,. Non costituiscono ·arianti al PU( :
a, la ·eriíica di perimetrazioni conseguenti alla di·ersa scala di rappresentazione graíica del piano: b, la pre-
cisazione di tracciati ·iari: c, le modiíicazioni del perimetro del PUA rese necessarie da esigenze sopra·-
·enute, quali ritro·amenti archeologici, limitazioni connesse all`imposizione di nuo·i ·incoli, problemi
geologici: d, le modiíiche delle modalita di inter·ento sul patrimonio edilizio esistente, di cui al D.L. 6
Giugno 2001, n. 380, art. 3, comma 1, lettere a,b,c,d: e, la di·ersa dislocazione, nel perimetro del PUA,
degli insediamenti, dei ser·izi, delle inírastrutture e del ·erde pubblico, senza aumento delle quantita e
dei pesi insediati·i. L`adozione delle modiíiche di cui al comma 3 dell`art. 26 della LR n. 16 e moti·ata
dal comune, al íine di dimostrare i miglioramenti conseguibili ed in ogni caso l`assenza di incremento del
carico urbanistico L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16,art. 26,.comma 4,.
La giunta comunale puo decidere di coníerire alla delibera di appro·azione del PUA ·alore di permesso
di costruire abilitante gli inter·enti pre·isti.L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16,art. 26,.comma 5,.
L`amministrazione comunale pro··ede alla stipula di con·enzioni disciplinanti i rapporti deri·anti
dall`attuazione degli inter·enti pre·isti dal PUA L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16,art. 26,.comma 6,.
Ai sensi dell`art. 2¯ della L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16, i PUA sono redatti, in ordine prioritario:
a, dal comune: b, dalle societa di trasíormazione urbana.: c, dai proprietari, con oneri a loro carico, purche
il piano attuati·o non sia subordinato alla necessita di acquisire immobili da parte dell`amministrazione co-
munale. In tale ultimo caso, i pri·ati proprietari possono promuo·ere la íormazione di piano attuati·o qua-
lora pro··edano alla pre·enti·a cessione a titolo gratuito al comune o ad altri soggetti pubblici, gli immobili
necessari per la realizzazione di inírastrutture, attrezzature, aree ·erdi, edilizia residenziale pubblica, e altre
opere pubbliche o di interesse pubblico cosi come localizzate dal comune attra·erso il PU(, ricorrendosi ad
atto d`obbligo, da ratiíicare nella con·enzione correlata all`appro·azione del PUA.
Gli elaborati di analisi e progetto concernenti i piani urbanistici attuati·i de·ono risultare coníormi alle
disposizioni di cui al paragraío 5.1 della Deliberazione n. 834 della G.R della (ampania, seduta del 11 Mag-
gio 200¯.
Gli strumenti attuati·i di iniziati·a pri·ata promuo·ono la condi·isione degli obietti·i indi·iduati dal
comune attra·erso il PU(. Negli inter·enti ad attuazione diííerita ·a íatto pertanto ricorso alla disciplina del
comparto ediíicatorio di cui agli art.li 33 e 34 della L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16.
I promotori pri·ati possono promuo·ere la redazione del PUA nei casi in cui, essendo pre·ista la re-
dazione dei PUA da parte del comune, questi non ·i pro··ede nei termini deíiniti dagli Atti di programma-
zione degli inter·enti`, purche il piano attuati·o non sia subordinato alla necessita di acquisire immobili da
parte dell`amministrazione comunale` L.R. n. 16 del 2004, art. 2¯, comma 1, lett. c,. 1ale necessita si esplici-
ta attra·erso il ricorso all`acquisizione pubblica attra·erso espropriazione, da e·itare nel piano attuati·o di
iniziati·a pri·ata. Oualora sussista condi·isione da parte di promotore pri·ato alla cessione gratuita e con-
sensuale al patrimonio comunale degli spazi pubblici, con le modalita calibrate e rappresentate dal PU(, iI
promotore puo promuo·ere la redazione del PUA, coníorme alla disciplina sancita attra·erso il PU(. Nel
corso del procedimento attuati·o del PUA, I detentori di una quantita corrispondente al 51 per cento delle
quote ediíicatorie complessi·e attribuite ad un comparto ediíicatorio possono procedere all`attuazione del
comparto nel caso di riíiuto od inerzia dei rimanenti proprietari`, seguendo il procedimento di cui all`art. 34,
comma 3 della LR n. 16´2004. Le acquisizioni delle quote ediíicatorie e dei relati·i immobili a··engono
mediante procedura di esproprio art.34, comma 5,.
La con·enzione coníorma l`atto amministrati·o attra·erso cui si dettano ed eseguono gli obblighi con-
nessi alle trasíormazioni urbanistiche da realizzare attra·erso il comparto ediíicatorio.
In applicazione della disciplina del comparto ediíicatorio di cui agli art.li 33 e 34 della L.R. 22 Dicembre
2004, n. 16, nell`attuazione diííerita intrapresa da promotore pri·ato ·a assicurata sia la cessione al patrimo-
nio comunale delle aree a destinazione pubblica, come rappresentati nella zonazione proposta negli elaborati
cartograíici ad eííicacia precetti·a del tipo P.4-P.5, e degli elaborati ad eííicacia indicati·a del tipo P.6, alle-
gati al PU(: che la realizzazione delle urbanizzazioni coníormi alle speciíicazioni d`uso e moríologico tipo-
logiche. La con·enzione de·e sancire che l'esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria sia eííettuata
dal promotore pri·ato, con correlata cessione e allestimento delle aree a destinazione pubblica conseguenti
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 87
all'inter·ento zone normati·e del tipo l.1-G1: l.2-G.2,. La con·enzione de·e altresi asicurare la realizza-
zione delle opere di urbanizzazione secondaria o di loro componenti, dedotta da ·alutazione economico íi-
nanziaria riíerimento della con·enzione, assicurando comunque l`allestimento temporaneo delle aree pubbli-
che quale spazio attrezzato come giardino urbano.
Appro·ato il PUA, gli inter·enti ammissibili necessitano di titolo abilitati·o rilasciato dal (omune con-
íorme alle speciíicazioni del piano urbanistico attuati·o. Nell`atti·ita edilizia conseguente dal piano attuati·o
si applicano le disposizioni di cui all`art. 22, comma 3, lettera a, del DPR 6 Giugno 2001, n. 380, "1esto uni-
co delle disposizioni legislati·e e regolamentari in materia edilizia", come integrato con il D.L. n. 301, del 2¯
Dicembre 2002.
In tutto il territorio comunale, l'Amministrazione puo procedere all'attuazione di scelte urbanistiche
concernenti aree perimetrate nel PU(, predisponendo strumento urbanistico attuati·o N1A, Art 10, com-
ma 4,. L` pertanto ammissibile la íormazione di Piano Urbanistico Attuati·o di iniziati·a comunale concer-
nente speciíico comparto, come perimetrato negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, del
tipo P.3-P.4. Negli inter·enti ad attuazione diííerita intrapresa da promotore pubblico - comune o societa di
trasíormazione urbana - si applicano le disposizioni sull`espropriazione di cui alla ·igente legislazione. Nella
esecuzione degli inter·enti pre·isti dal PUA nel perimetro di comparto, nel caso di inerzia del promotore
pri·ato l`Amministrazione comunale puo rendere operati·e le disposizioni di cui ai capo·ersi 4-5
dell`articolo 34 della LR n. 16´2004, attuando direttamente, o a mezzo di una societa mista, il comparto edi-
íicatorio.
Le aree residue di zona territoriale omogenea, gia oggetto di piano urbanistico attuati·o íormato ed ap-
pro·ato in coníormita alla pre·igente disciplina urbanistica sono soggette alla disciplina sancita nel pre·igen-
te piano attuati·o, a··alendosi dagli indici e parametri gia' prescritti, i quali ·engono acquisiti dal PU(.
Al (apo Primo del 1itolo Secondo del RUL(, art.li 14-15-16, si espongono il lessico, i principi, i criteri,
le regole disciplinanti i comparti. La speciíicazione del lessico concernente parametri ed indicatori urbanisti-
ci e esposta nella Sezione Prima del (apo Primo del 1itolo Secondo del RUL(, art.li 10-11. Al comparto il
Puc assegna aliquota della ediíicabilita necessaria a soddisíare il íabbisogno obietti·o complessi·o. Iníatti íí
P|C riparti.ce qvote eaiticatorie veaiavte covparti. ivaipevaevtevevte aaíía ae.tiva.iove .pecitica aeííe aree ivtere..ate. e
quindi indipendentemente dalla zonizzazione L16, art 32, c.2,. Le quote ediíicatorie rese ammissibili risul-
tano indipendenti dalla zona. Si correlano pertanto alla posizione del comparto nella complessi·a struttura
territoriale.
La quota di ediíicazione attribuita al comparto si esplicita attra·erso misuratore, indi·iduato nell` Indi-
ce di Ldiíicabilita 1erritoriale di (omparto, Jt.c`, espresso in metri quadri di superíicie utile di solaio per me-
tro quadro di superíicie territoriale. 1utti i suoli partecipi di comparto di trasíormazione sono pertanto dota-
ti di ediíicabilita. La quota di ediíicazione attribuita al comparto ·iene ripartita tra i proprietari sulla base di
criteri tra gli stessi concordati, e·entualmente in proporzione alla írazione percentuale della superíicie terri-
toriale da ciascuno di essi detenuta.
La disciplina generale sancita attra·erso le N1A del PU( speciíica l`Indice di Ldiíicabilita 1erritoriale di
comparto, Jtc. Attra·erso gli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del tipo P.3, redatti nella scala
1´5.000, si rappresentano zone territoriali omogenee di trasíormazione urbanistica. I perimetri di comparti
e di ambiti rientranti nel comparto, rappresentati attra·erso gli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a
del tipo P.4, redatti nella scala 2.000, ricalcano l`articolazione zonale, disaggregandone la consistenza con
l`obietti·o di innalzare l`eííicacia realizzati·a. La disciplina dell`ediíicabilita ammissibile nei comparti e ripor-
tata al 1itolo Ouinto delle N1A.
Le N1A art. 34, titolo quarto, capo secondo,, deíiniscono il criterio di misurazione di ediíicabilita in-
trinseca nell`uso pre·alentemente dei comparti sancito dal PU(, sulla base dell'indicatore ordinario di edi-
íicabilita territoriale. 1utti i cespiti areali partecipi di comparto sono connotati da ediíicabilita intrinseca, og-
getto di traslazione.
La capacita ordinaria media di utilizzazione ediíicatoria, espressa in superíicie utile di solaio per metro
quadro di suolo, ·iene dedotta da indice di ediíicabilita territoriale Jt,, che esprime la quota di ediíicabilita
assentita dal PU( sulla superíicie territoriale totale del comparto di inter·ento. L'indicatore della ediíicabilita
ammissibile e riportato nel 1itolo Ouinto delle N1A del PU( nella disciplina dello speciíico comparto.
Ouesto indice deíinisce la capacita media ordinaria di utilizzazione ediíicatoria assentita dal PU( al compar-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 88
to ·olto alla produzione di complesso insediati·o, ad uso residenziale, per atti·ita terziarie o di ser·izio, o ad
uso produtti·o per atti·ita industriali o alle stesse assimilabili.
Viene precisata nella disciplina del comparto l'area ediíicabile, quota parte della superíicie territoriale,
somma della superíicie íondiaria, di quella a standard e di quella ad uso di ·iabilita. L'area ediíicabile con-
templa la superíicie ediíicabile ordinaria. Nei comparti (d.1.1 e (d1.2 alla superíicie ediíicabile ordinaria si
aííianca la superíicie ediíicabile pubblica equiparata a standard urbanistico.
Viene altresi precisata nella disciplina del comparto la consistenza di area per l'urbanizzazione destinata a
spazi pubblici, nonché la sua perimetrazione a··alendosi degli elaborati cartograíi ad eííicacia precetti·a del
PU(. Negli elaborati del tipo P.4, si perimetra quindi il comparto di inter·ento, coníigurante il nuo·o com-
plesso insediati·o, con segno speciíico riportato nella cartograíia di Piano. Nell'area cosi perimetrata ·iene
deíinito il perimetro della zona elementare, componente del complesso insediati·o, e la zonazione restituen-
te la destinazione pubblica del suolo.
Attra·erso il PU( si perimetra l`articolazione delle zone di trasíormazione urbanistica, ricadenti in peri-
metri di comparto. L`ediíicabilita ammissibile nei comparti e disciplinata dallo loro posizione nella struttura
dell`insediamento, deíinita centrale, semicentrale, periíerica, periurbana. Le regole di posizione dei comparti
nella complessi·a struttura territoriale comunale sono speciíicate nella rappresentazione riportata alla pagina
seguente.

In tutti i comparti si sancisce obbligo di cessione gratuita e consensuale al patrimonio comunale di ali-
quota della superíicie territoriale, destinandosi le aree di cessione a spazi pubblici calibrati da standard sanci-
to da legge, ·olti a integrare la carente dotazione dell`esistente insediamento soddisíacendo il íabbisogno
pregresso. Le zone normati·e destinate a ser·izi e da cedere sono denominate G1-G2-G3, ed l1-l2. Le
L’edificabilità territoriale or-
dinaria consegue dalla posi-
zione del comparto nella struttu-
ra urbanistica, e si articola come
segue:
- comparti periurbani : Jtc =
da 0.03 a 0.06 mqsus/mqst.;
- comparti periferici : Jtc =
0.12 mqsus/mqst, innalza-
bile a 0.14 mqsus/mqst;
- comparti semicentrali : Jtc
= 0.16 mqsus/mqst, innal-
zabile a 0.20 mqsus/mqst;
- comparti centrali : Jtc =
0.20 mqsus/mqst, innalza-
bile a 0.26 mqsus/mqst.
La disciplina zonale di cui al
Titolo Quinto specifica le con-
dizioni che rendono ammissibile
l’innalzarsi dell’edificabilità.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 89
zone normati·e come rappresentate negli elaborati cartograíici del tipo P.4, sono soggette al regime norma-
ti·o speciíico delle aree destinate a promuo·ere ser·izi pubblici.
Nei comparti del tipo Id si sancisce disciplina di uso del suolo comportante obbligo di destinazione di
aliquota consistente zonale ad attrezzature di interesse colletti·o, coníigurate da giardini urbani, impianti per
il gioco e lo sport, parcheggi, ·olti a integrare la carente dotazione di spazi destinati a ·erde, gioco, sport e
parcheggi delle esistenti strutture ricetti·e e case ·acanza. L`Amministrazione comunale in sede di stipula di
con·enzione puo promuo·ere l`utilizzazione congrua da parte di soggetti pri·ati promotori del comparto,
con ·incolo di destinazione da trascri·ersi nei registri immobiliari. In mancanza di impegni da parte dei
promotori di comparto puo rendere obbligatoria la cessione gratuita e consensuale al patrimonio comunale
delle zone normati·e, destinate a spazi per attrezzature di interesse colletti·o. Le zone normati·e sono de-
nominate G1R-G2R-G3R. Le zone normati·e come rappresentate negli elaborati cartograíici del tipo P.4,
non sono soggette al regime normati·o speciíico delle aree destinate a promuo·ere ser·izi pubblici calibrate
da standard minimo.
Negli inter·enti intrapresi da promotore pri·ato la con·enzione speciíica gli impegni assunti, dal promo-
tore dell'attuazione e dall'amministrazione comunale. Oualsi·oglia con·enzione do·ra sancire che aliquota
delle unita abitati·e conseguenti dall'attuazione degli inter·enti di comparti a pre·alente uso abitati·o, deíini-
ta dall`amministrazione comunale, da utilizzare in regime di proprieta o di aííitto, sia destinata a cittadini che
hanno la residenza anagraíica nel comune di (apaccio.
Partecipa del comparto del tipo l.d il complesso sporti·o poli·alente e del tempo libero, perimetrato
nella ·alle interna di `(annito`, rappresentato nell` elaborato cartograíico ad eííicacia precetti·a del PU(
del tipo P.3-P.4, e speciíicato nell`elaborato del tipo P.6.2. La concentrazione degli impianti permette di rea-
lizzare la cittadella dello sport` al ser·izio dell`ambito territoriale indi·iduato dal P1R. Il complesso sporti-
·o poli·alente e del tempo libero pre·edera impianti di·ersiíicati per le pratiche sporti·e, o··ero Palazzetto
dello Sport: (ampo di calcio ed atletica: ca·allerizza e impianti equestri etc. La opportuna integrazione tra
atti·ita conduce a e·idenziare l`opportunita anche di usi abitati·i.
Nei comparti ad uso pre·alentemente abitati·o, ad attuazione demandata a promotori pri·ati, o·e si pre-
·ede la íormazione di programmi di edilizia residenziale pubblica o di alloggi sociali operanti su aree cedute
gratuitamente e consensualmente al patrimonio comunale, congiuntamente alla speciíicazione zonale si san-
cisce quale indice regolatore della capacita di utilizzazione ediíicatoria dei suoli l` edificabilità territoriale
massima`, aggiunti·a all`ediíicabilita ordinaria N1A, Art 12,.
Aliquota di detta ediíicabilita e ·olta ad incenti·are la produzione di alloggi sociali a··alendosi di ediíi-
cabilita ordinaria.
Ulteriore aliquota e ·olta ad age·olare la cessione al patrimonio comunale di superíicie ediíicabile di
comparto.
La quota restante dell`ediíicabilita massima regola l`ediíicazione su area ceduta di alloggi sociali, attri-
buendosi al comune o a soggetti preposti dallo stesso istituiti la titolarita dell`ediíicabilita aggiunti·a conse-
guente al diííerenziale tra l`ediíicabilita ordinaria incrementata dalle premialita, e quella massima.
Nei comparti ad uso pre·alentemente abitati·o del tipo (d1.3 non si pre·ede cessione di superíicie edi-
íicabile. Aliquota della edificabilità territoriale massima` e ·olta ad incenti·are la produzione di alloggi
sociali a··alendosi di ediíicabilita ordinaria.
Ne conseguono caratteristiche programmatiche degli speciíici comparti. Nei comparti destinati a pre·a-
lente uso abitati·o la compensazione íondiaria e in pre·alenza destinata agli usi abitati·i, ed ai connessi spazi
pubblici, soddisíacendo íabbisogni pregressi o conseguenti a nuo·a oííerta abitati·a. Nei comparti del tipo
(d.2, destinati a pre·alente uso terziario, la compensazione íondiaria e destinata a coníigurare spazi per at-
trezzature di ruolo comunale zone del tipo l, o G ·olte a integrare le carenti dotazioni,, ed ai connessi spazi
pubblici.
I cespiti immobiliari acquisiti dall'amministrazione comunale sono destinati ad usi pubblici, ·olti a soddi-
síare il íabbisogno pregresso di spazi per atti·ita ed attrezzature, come rappresentato negli elaborati carto-
graíici del tipo P del PU(: nonché a promuo·ere azioni ·olte a soddisíare la domanda di alloggi sociali sotto
il controllo dell`amministrazione comunale. Attra·erso speciíica destinazione zonale, deíinita dalla superíicie
ediíicabile pubblica, i cespiti possono altresi destinarsi a recepire la traslazione di capacita di utilizzazione e-
diíicatoria di pro·enienza da unita di suolo altro·e localizzate.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 90
Nella speciíicazione della modalita di utilizzazione di usi abitati·i o terziari si applica la categoria dell`uso
pre·alente riíerita al ¯0 ° della capacita assentita di utilizzazione ediíicatoria. Il 30° della detta capacita po-
tra pertanto destinarsi ad usi prescelti dai promotori di inter·ento, operando nei limiti di compatibilita pre-
stazionale con l`atti·ita pre·alente.
Nel calibramento delle pre·isioni di inter·ento, ai íini della ·alutazione di coníormita al íabbisogno abi-
tati·o generale assunto nel programma per il piano, si destinano aliquota della zona territoriale omogenea
del tipo ( ad utilizzazione abitati·a pre·alente. L`incidenza dell`inter·ento abitati·o risultera per tali zone
pari quanto meno al ¯0 ° della capacita assentita di utilizzazione ediíicatoria. 1ale limitazione ·a assunta
come incidenza dell`uso abitati·o, non derogabile nelle scelte di inter·ento.
I comparti aggreganti zone normati·e di inter·ento ad uso pre·alentemente abitati·o e zone alle stesse
complementari del tipo G-l sono destinati a soddisíare il complessi·o íabbisogno delle diííerenziate atti·ita,
stimato nel dimensionamento del PU(.
Aliquota signiíicati·a del íabbisogno abitati·o é da soddisíare attra·erso la produzione di edilizia resi-
denziale pubblica, o l`alloggio sociale. Pertanto nei comparti del tipo (d.1.1 e (d1.2, nella zona normati·a ad
uso pre·alentemente abitati·o rappresentata nei quadri cartograíici di zonazione urbanistica, e perimetrata la
parte destinata agli inter·enti di edilizia sociale come sottoclasse della zona normati·a. L'estensione della sot-
toclasse risulta congrua con la disciplina sancita nelle N1A del PU(. Al Paragraío 15 della Presentazione si
espone la misurazione della consistenza di edilizia sociale realizzabile.
La disciplina urbanistica attribuisce al comparto perimetrato un`ediíicabilita deíinita. Detta ediíicabilita
·a localizzata sulla superíicie ediíicabile, rappresentata dalla superíicie della zona normati·a elementare ad
uso íunzionale speciíico. Gli strumenti attuati·i del PU( per·erranno all'indi·iduazione delle superíici íon-
diarie, e di conseguenza anche di quelle a standard e per la ·iabilita di ruolo locale.
La superíicie ediíicabile ad uso íunzionale destinata ad edilizia abitati·a sociale ·iene classiíicata come
sottoclasse della zona normati·a elementare ad uso íunzionale speciíico. L`ediíicabilita assentita al comparto
·a utilizzata sia per la produzione di edilizia abitati·a ordinaria, che per la produzione di alloggi sociali, con
rapporto tra le due modalita del cinquanta per cento. Nei comparti di iniziati·a di promotore pri·ato, la re-
sponsabilita dell`esecuzione degli inter·enti edilizi ·a attribuita al promotore di inter·ento.
Oualora acquisita al patrimonio comunale attra·erso cessione, sulla stessa il comune puo applicare quote
aggiunti·e di ediíicazione, contenute nell`indice massimo di ediíicazione attribuito al comparto attra·erso la
N1A del PU(.
L` sempre ammessa la íormazione di piano urbanistico attuati·o coníorme alla disciplina del PU( con-
cernente l`ediíicabilita ammissibile e la modalita pre·alente di utilizzazione, ma che persegua disposizioni
plano·olumetriche e di articolazione dell`inírastrutturazione di ruolo locale alternati·e alle pre·isioni enun-
ciate dal PU( attra·erso elaborati di dettaglio.
Attra·erso il 1itolo Ouinto delle N1A, ed attra·erso la rappresentazione zonale di cui all`elaborato P.4,
il PU( propone le trasíormazioni urbanistiche ed edilizie, i tipi di inter·ento, le íunzioni urbane ammissi-
bili, la ·olumetria complessi·a realizzabile .., la quantita e la localizzazione degli immobili da cedere gra-
tuitamente al comune o ad altri soggetti pubblici per la realizzazione di inírastrutture, attrezzature e aree
·erdi .
Attra·erso gli Atti di Programmazione` puo sancirsi obbligo di attuazione urbanistica diííerita coordi-
nata attra·erso il comparto, conseguente alla redazione ed appro·azione di piano urbanistico attuati·o`,
PUA, da redigere con i caratteri e contenuti speciíicati nella L.R. 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 26. La pro-
posta di piano urbanistico attuati·o puo risultare di iniziati·a pubblica o di iniziati·a di pri·ati promotori,
con oneri a loro carico, disciplinato da con·enzione.
La perimetrazione dell`area partecipe di comparto rappresentata negli elaborati cartograíici di zonazione
urbanistica, puo ·ariarsi nella íormazione del piano attuati·o, qualora si coníermino le dotazioni di spazi
pubblici e inírastrutture dettate nella disciplina generale.
Il PU( ammette il ricorso al potere di deroga da s·olgersi con le procedure di legge negli inter·enti ·olti
a realizzare compiutamente le pre·isioni inírastrutturali e íunzionali concernenti l`urbanizzazione secondaria
enunciate nella disciplina dei comparti. Le zone normati·e a destinazione pubblica partecipi delle z.t.o. del
tipo lt- G-l possono risultare oggetto di deroga della ediíicabilita ordinaria territoriale alle stesse ricono-
sciuta dalle presenti N1A, sulla base di dimostrato ·alore della trasíormazione conseguente alla realizzazio-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 91
ne delle tratte di inírastrutturazione e delle attrezzature ritenute necessarie per lo s·olgersi delle atti·ita sugli
spazi pubblici. L`incremento di ediíicabilita ammissibile da traslare con allocazione in zone normati·e con-
grue ha quale causale il ·alore della trasíormazione, da dimostrare attra·erso ·alutazione íinanziaria del co-
sto di trasíormazione in sede di strumentazione attuati·a diretta o diííerita, e la stima del beneíicio conse-
guente da innalzamento della consistenza ammissibile di ediíicazione, da contenere nel limite della equipara-
zione del costo di trasíormazione.
Nel RUL( )itoío ´ecovao. Capo Privo. ´e.iove ´ecovaa. tipoíogia aeííe tra.torva.iovi vrbavi.ticbe: i covparti ,
Art.li 13-20, ,si dettano disposizioni coordinate con le N1A del PU(.
La programmazione dell`attuazione delle pre·isioni del PU(, come sancito nella LR n. 16´2004, Art.
25,, si íonda sugli Atti di programmazione degli inter·enti N1A, Art. 14, Il Primo Atto e da predisporre
onde consentire l`appro·azione del PU(. Adottato con delibera del (onsiglio (omunale, l'Atto di Pro-
grammazione sancisce gli inter·enti coníormi al PU( da realizzare nell`arco temporale di tre anni comma 1
dell'art. 25 della citata L.R.,, e coordinato con il bilancio pluriennale comunale comma 3 dell'art. 25 della ci-
tata L.R, e con il programma triennale per la realizzazione di opere pubbliche comma 6 dell'art. 25 della ci-
tata L.R, ed appro·ato per la prima ·olta contestualmente all'appro·azione del PU( comma ¯ dell'art. 25
della citata L.R.,. Il RUL( nella Sezione Seconda del (apo Primo del 1itolo Secondo, art.li 1¯ e seg.ti, in-
quadra l`attuazione dei comparti attra·erso l`Atto di Programmazione ricorrendo all`articolazione del territo-
rio comunale in comprensori`.
Nel programmare l`attuazione l`Amministrazione comunale puo istituire societa di trasíormazione urba-
na N1A, Art. 16,. Il RUL(, nella Sezione 1erza del (apo Primo del 1itolo Secondo, art. 22, ne speciíica la
missione. In coníormita all`art. 120, comma 2, del D.L. 18 Agosto 2000, n. 26¯, " 1esto unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali", il (onsiglio comunale indi·idua le aree interessate dall'inter·ento di tra-
síormazione` sulla base delle disposizioni di uso e tutela del suolo sancite attra·erso il Puc.
La societa di trasíormazione urbana pro··edera alla pre·enti·a acquisizione delle aree interessate dal-
l'inter·ento, alla trasíormazione ed alla commercializzazione delle stesse`. Le acquisizioni delle aree potran-
no a··enire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune....".
Il Puc detta precetti che indirizzino l`acquisizione consensuale, e·entualmente anche attra·erso coopta-
zione nella societa della proprieta immobiliare pri·ata, ed attra·erso l'associazione di ulteriori soggetti pri·ati
in grado di contribuire a diramare la complessita, per capacita progettuale, economico íinanziaria, gestionale,
come suggerito dalla circolare del Ministero dei La·ori Pubblici 11 Dicembre 2000, n. 622´segr., Direzione
generale delle Aree urbane e dell'edilizia residenziale.
Il (apo Primo del 1itolo 1erzo delle N1A del PU( sancisce deíinizioni concernenti le atti·ita` negli usi
del suolo` N1A, Art. 1¯,. Le atti·ita sono da correlare agli spazi pubblici che ne integrano la prestazione,
come deíiniti nella legislazione nazionale e regionale.
La classiíicazione so·rintende la modalita di utilizzazione delle zone, sancita nel PU(, ed indirizza la re-
golamentazione delle e·entuali modiíiche di destinazione d`uso che si potranno rendere necessarie.
Il (apo Secondo del 1itolo 1erzo delle N1A del PU( sancisce deíinizioni concernenti gli spazi pub-
blici ed il calibramento coníorme`, riconducendosi a detti spazi anche le azioni ·olte alla pratica dell` allog-
gio socialeN1A, Art. 22, comma 2,.
Attra·erso la L.R n. 19 del 28 Dicembre 2009 si sono sollecitati le Amministrazioni comunale a deíinire
politiche urbane ·olte a soddisíare il bisogno di alloggi sociali`, promossi ed eseguiti da promotori pri·ati.
L`Amministrazione comunale, attra·erso gli Indirizzi assunti per la íormazione del PU(, ha sancito che ali-
quota assimilabile al cinquanta per cento della produzione abitati·a in programma attra·erso il PU( sia de-
stinata all`alloggio sociale.
Il Puc attra·erso la disciplina dei comparti del tipo (d.1 mirati al pre·alente uso abitati·o, attribuisce
l`ediíicabilita ammissibile ordinaria. Il PU( propone quale obietti·o che aliquota dell`ediíicabilita ordinaria`
assentita attra·erso la disciplina del comparto ·ada destinata alla produzione di alloggi sociali, con ubicazio-
ne in zone del tipo (.1, destinate ad ediíicazione di edilizia residenziale ordinaria nelle operazione di comple-
tamento o di trasíormazione urbanistica intraprese da promotori pri·ati. Incenti·a pertanto, nella disciplina
zonale di cui al 1itolo Ouinto, i promotori a promuo·ere inter·enti congrui con l`obietti·o
Llaborati di dettaglio allegati al PU(, del tipo P.6, taluni dei quali redatti con riíerimento all`Atto di Pro-
grammazione obbligatoriamente da speciíicare in sede di appro·azione del PU(, deíiniscono con ruolo in-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 92
dicati·o la consistenza dell`ediíicazione ammissibile conseguente ai connotati del comparto e della zona nor-
mati·a, gli spazi pubblici di ruolo locale integranti l`ediíicazione, l`inírastrutturazione di ruolo locale.
In conseguenza della carente dotazione di spazi pubblici e di beni sociali, ruolo signiíicati·o assol·e tra
le íinalita dichiarate da perseguire attra·erso il PU( la congrua dotazione di spazi ad uso di atti·ita e correla-
te attrezzature pubbliche, o di interesse pubblico.
Nell`attuazione diretta delle pre·isioni insediati·e residenziali concernenti zone di trasíormazione urba-
nistica, le opere di urbanizzazione e gli spazi di cui agli standard urbanistici mq. 28 per abitante, conse-
guenti al bisogno generato dall'inter·ento, sono deíinite in sede di rilascio di titolo abilitante, correlandosi lo
stesso a con·enzione N1A, Art. 25, comma 2, capo·. 1,. Le aree conseguenti coníigurano zone normati·e,
perimetrate nella rappresentazione cartograíica ad eííicacia normati·a del PU(, do·endosi coníermare nel
titolo abilitante con·enzionato.
Nell`attuazione diííerita di zone di trasíormazione urbanistica perseguita attra·erso redazione di PUA
piano urbanistico attuati·o,, le opere di urbanizzazione e gli spazi di cui agli standard urbanistici conseguen-
ti al bisogno generato dall'inter·ento sono da deíinire in sede di appro·azione del piano urbanistico attuati·o
del PU(, con localizzazione nel perimetro della superíicie ediíicabile.
Le aree conseguenti non sono quindi localizzate nella rappresentazione cartograíica ad eííicacia norma-
ti·a del Puc, do·endosi localizzare nel piano urbanistico attuati·o. Sono tutta·ia computate nella ·eriíica di
coníormita al dimensionamento delle pre·isioni urbanistiche enunciate con il PU(. I íabbisogni da soddisía-
re sono riportati nella speciíica norma zonale attra·erso elencazione delle speciíiche situazioni areali correla-
te a classiíicazione numerica.
Nell`attuazione diííerita di zone di trasíormazione urbanistica, le opere di urbanizzazione e gli spazi di
cui agli standard urbanistici conseguenti a íabbisogno di spazi per attrezzature di interesse generale coníigu-
rano zone normati·e, perimetrate nella rappresentazione cartograíica ad eííicacia precetti·a del PU( come
z.n del tipo l, coníormi a disciplina di comparto.
Le zone normati·e sono da coníermare nella loro consistenza nel piano urbanistico attuati·o. L` am-
messa la riíormulazione dei perimetri nella speciíicazione del PUA, che non costituisce ·ariante del PU(.
La modiíicazione della tipologia di attrezzatura di interesse generale in sede attuati·a non coníigura ·ariante
al PU(, in applicazione dell`art. 9, comma 5, del Dpr 32¯´2001.
L'attuazione urbanistica del PUA di iniziati·a comunale puo a··enire attra·erso espropriazione
dell`intera unita di suolo perimetrata, destinata al complesso insediati·o D.L. 8 Giugno 2001, n. 32¯, 1esto
unico delle disposizioni legislati·e e regolamentari im materia di espropriazione per pubblica utilita`,. L'at-
tuazione urbanistica del PUA redatto per iniziati·a di promotore pri·ato si persegue attra·erso cessione con-
sensuale e non onerosa dal promotore pri·ato al comune :
- delle aree destinate ad urbanizzazione primaria, secondaria, e all`edilizia residenziale pubblica:
- delle opere di urbanizzazione primaria realizzate dal promotore, e delle opere di urbanizzazione se-
condaria dettagliate nella con·enzione LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 34, comma 2,.
Nel perimetro di comparti e ambiti localizzati in area di trasíormazione urbanistica coníigurante zona
per nuo·e urbanizzazioni pluriíunzionali o specialistiche, e nel perimetro di comparti di trasíormazione ur-
banistica perseguita attra·erso riqualiíicazione localizzati nella zona normati·a concernente l`insediamento
recente, nell'ambito di superíici perimetrate coníormanti zone elementari del tipo l sono localizzati gli
spazi destinati a standard di interesse generale, ·olti a soddisíare il bisogno di programma, che risultano cor-
relati a zone normati·e elementari attra·erso la perimetrazione di comparto N1A, Art. 25, comma 3, capo·.
2,. L'attuazione urbanistica puo a··enire o attra·erso espropriazione dell'intera superíicie perimetrata: o at-
tra·erso cessione compensati·a consensuale e non onerosa dal pri·ato al comune, nell`attuazione diretta in
sede di rilascio di titolo abilitante correlandosi lo stesso a con·enzione: e nell`attuazione diííerita in sede di
appro·azione del piano urbanistico attuati·o del PU(, correlato a con·enzione.
Nelle zone normati·e concernenti l`insediamento recente, ediíicate o parzialmente ediíicate, qualiíicanti
la zona territoriale omogenea del tipo B deíinita nel PU(, si sono indi·iduate e perimetrate zone normati·e
del tipo G o l destinate a standard urbanistici ·olte a soddisíare il íabbisogno pregresso di spazi pubblici`
espresso dall'insieme delle zone di recente ediíicazione carenti di dotazioni, che risultano pertanto correlate a
zone normati·e di completamento o di ristrutturazione urbanistica dell`ediíicazione recente N1A, Art. 26,.
Oualora non perimetrale negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, la speciíicazione delle
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 93
suddette zone e dei loro perimetri puo deíinirsi altresi nella strumentazione edilizia ed urbanistica con·en-
zionata attuati·a del PU(, operando nel perimetro della speciíica zona normati·a sottoclasse della z.t.o del
tipo B. L'attuazione urbanistica puo a··enire o attra·erso espropriazione conseguente a piano attuati·o di
iniziati·a comunale, o progetto deíiniti·o di opera pubblica: o attra·erso cessione compensati·a consensuale
e non onerosa dal pri·ato al comune, nell`attuazione diretta in sede di rilascio di titolo abilitante correlandosi
lo stesso a con·enzione: e nell`attuazione diííerita intrapresa da promotore pri·ato in sede di appro·azione
della strumentazione edilizia ed urbanistica con·enzionata attuati·a del PU(.
Possono essere realizzate da pri·ati promotori attra·erso stipula di con·enzione, a propria cura e spese,
le attrezzature pre·iste pubbliche o di interesse pubblico, di ruolo generale o locale, coníormanti opere di
urbanizzazione secondaria, come posizionate nella rappresentazione cartograíica ad eííicacia precetti·a del
PU(: nonché le pre·isioni di edilizia residenziale con·enzionata nei íitti, localizzate su spazi pubblici deíi-
nenti zone normati·e del PU( N1A, Art. 2¯, comma 2,
Il (apo 1erzo del 1itolo 1erzo delle N1A del PU( sancisce deíinizioni concernenti le Opere di Urba-
nizzazione`N1A, Art. 28, comma 1,. L`esistenza delle opere di urbanizzazione primaria costituisce requisito
indispensabile per l`ediíicazione. Nella Regolamentazione Urbanistica speciíicata nel RUL(, con riíerimento
agli inter·enti comportanti trasíormazione urbanistica si dettano all`art. 23 disposizioni concernente le opere
di urbanizzazione, primaria e secondaria. I requisiti progettuali di tali opere, e la loro modalita di esecuzione,
sono disciplinati dal RUL(, art. 13¯.
Ouando all`interno delle delimitazioni di comparto si perimetrano e speciíicano spazi pubblici., tali spazi
·anno ceduti interamente al comune, sal·o conguaglio nel computo del costo della realizzazione delle opere
di urbanizzazione.
Gli spazi utili per le opere di cui sopra debbono essere reperiti nell`attuazione diretta in sede di rilascio
di titolo abilitante correlandosi lo stesso a con·enzione: e nell`attuazione diííerita in sede di appro·azione
del piano urbanistico attuati·o del PU(.
Gli spazi pubblici concernenti il ·erde, i parcheggi, gli impianti sporti·i e le attrezzature di interesse gen-
erale, possono essere lasciati in gestione ai proprietari mediante accordo con·enzionato, qualora siano dagli
stessi realizzati con le modalita e le limitazioni sancite nella con·enzione.
Per gli impianti turistici, gli alberghi, campeggi e ·illaggi turistici, e per gli ulteriori usi specialistici anche
industriali o artigianali, le aree ·erdi di urbanizzazione secondaria e le attrezzature di interesse colletti·o
possono essere concesse in gestione ai proprietari o promotori mediante accordo con·enzionato, qualora
siano dagli stessi realizzati con le modalita e le limitazioni sancite nella con·enzione.
Si considerano opere di urbanizzazione secondaria anche i parcheggi , quando ri·estano carattere di
íunzione urbana di interesse generale.
Vanno ceduti interamente al patrimonio comunale gli spazi pubblici di interesse generale di ruolo urba-
no, del tipo G, GR o l, perimetrati attra·erso la rappresentazione zonale e la disciplina di comparto, come
speciíicato al 1itolo Ouinto delle presenti N1A.
Le tipologie costrutti·e concernenti i parcheggi da realizzare in inter·enti di nuo·a costruzione , intra-
presi da promotori pri·ati o pubblici, sono speciíicate nel RUL(, art. 44. Analoghe speciíicazioni ti-
pologiche si applicano ai parcheggi pubblici, di cui all`art. 44, capo·erso 2, comma 1 del RUL(.
Disposizioni concernenti i parcheggi pri·ati, pertinenziali o senza ·incolo di pertinenzialita, in inter·en-
ti ·olti al recupero o in inter·enti di trasíormazione urbanistica sono dettate nel RUL(, art. 44, capo·erso 3.
Nelle nuo·e costruzioni e nelle aree di pertinenza delle abitazioni localizzate nei nuo·i complessi insediati·i
ad uso pre·alente residenziale, ai sensi dell'art.2 Legge 122´89 de·ono essere pre·isti nell' ambito del lotto
íondiario parcheggi coperti o scoperti in misura non iníeriore ad 1 mq per ogni 10 mc. di costruzione íuori
terra.
Nelle aree íondiarie di pertinenza di nuo·e costruzioni localizzate nei nuo·i complessi insediati·i ad uso
di ricetti·ita turistica, ai sensi della l.r. 20 Marzo 1982, n. 14, 1itolo II, comma 1.9, Aree a destinazione tu-
ristica`, de·ono essere pre·isti parcheggi coperti o scoperti congrui con le deíinizioni parametriche di cui
alla suddetta legislazione, con dotazione minima di mq. 8,00 per posto letto.
Nelle aree íondiarie di pertinenza di nuo·e costruzioni localizzate nei nuo·i complessi insediati·i ad uso
pre·alente commerciale, ai sensi della l.r. ¯ Gennaio 2000, n. 1, de·ono essere pre·isti parcheggi coperti o
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 94
scoperti congrui con le tipologie di atti·ita commerciale, e le deíinizioni parametriche concernenti il par-
cheggio alle stesse connesse.
Le aree per parcheggi cosi computate rientrano nella superíicie íondiaria di pertinenza della speciíica co-
struzione: i ·olumi per parcheggi coperti, interrati o íuori terra, non sono compresi nel computo
dell`ediíicabilita assentita, e quindi della ·olumetria della costruzione.
Il PU( assume quale obietti·o l'idonea dotazione delle unita immobiliari ed edilizie di superíici coperte,
pertinenze delle stesse speciíicamente destinate ed allestite per il parcheggio, obietti·o da perseguire attra-
·erso il recupero del patrimonio edilizio esistente, con lo scopo di attenuare l'utilizzazione dei parcheggi
pubblici per il soddisíacimento di bisogni primari pri·ati.
Gli inter·enti sulle unita edilizie, o loro parti, de·ono perseguire la dotazione dell'unita edilizia di spazi
coperti destinati a parcheggio, di pertinenza delle unita immobiliari, perseguendo la disponibilita di uno o piu
posti auto per ciascuna unita immobiliare.
Non puo autorizzarsi l'inter·ento di ristrutturazione integrale di unita edilizie che non pre·eda opere di
parcheggio pri·ato pertinenziale.
Per ciascuna unita immobiliare ad uso residenziale ·a pre·isto quanto meno 1 posto auto e spazio di
mano·ra, di superíicie pari a mq. 25.00.
Gli inter·enti comportanti utilizzazione del sottosuolo de·ono risultare coníormi alla ·alutazione pre-
·enti·a eííettuata dalla Soprintendenza ·olta a consolidare l'identita archeologica del territorio comunale.
Possono essere destinate alla produzione di ser·izi di parcheggio a tariíía aree pri·ate libere da ediíica-
zione non costituenti giardini interposte tra unita edilizie, qualora compatibili con riíerimento all'accessibilita
da ·iabilita comunale, alla condizione di sicurezza, non dannose all'uso residenziale con riíerimento ad in-
quinamento da rumore. I parcheggi e le autorimesse esistenti nelle z.t.o. del tipo A e B, realizzati coníorme-
mente alle norme tecniche e amministrati·e ·igenti, possono essere oggetto di opere edilizie interne tali da
aumentarne la capacita.
Il PU( promuo·e inter·enti nella ·iabilita, di impianto urbano, e di ruolo locale. La speciíicazione di
dette opere e deíinita nel RUL(`, Sezione Ouarta del (apo Primo del 1itolo Secondo, art. 25.
In rapporto agli inter·enti, le prescrizioni del PU( sono eííicaci con riíerimento alle aree interessate, e
non sono prescritti·e con riíerimento allo speciíico andamento di tracciato. Le aree interessate sono desunte
dalla íascia di rispetto al nastro stradale, come rappresentata nei quadri cartograíici del tipo P3, P4, P6 allega-
ti del PU(, conseguente alle disposizioni di cui alle categorie proposte nel Decreto legislati·o 30 Aprile
1992, n. 285, Nuo·o codice della strada: e nel D.P.R. 16 Dicembre 1992, n. 495, "Regolamento di esecuzio-
ne e di attuazione del nuo·o (odice della Strada" 1itolo II, (ostruzione e tutela delle strade, e successi·e
modiíiche ed integrazioni.
La disciplina delle opere ·iarie é riportata al 1itolo Ouinto, zone normati·e del tipo lt. Va sempre per-
seguita la coníigurazione delle tratte ·iarie ispirata alla "strada giardino".
Inter·enti ·olti a razionalizzare la ·iabilita di ruolo urbano di interesse comunale sono indi·iduati nella
cartograíia di piano con riíerimento ai tracciati, ed a íasce di protezione interessanti aree. Le caratteristiche
di tratte di ·iabilita di ruolo urbano di interesse locale di nuo·a costruzione sono rappresentate nei quadri
normati·i cartograíici di piano del tipo P.6, allegati al PU( N1A, Art. 30, comma 2, capo· 1,.
La speciíicazione tipologica di dette opere e deíinita nel Regolamento urbanistico ed edilizio` comuna-
le, RUL(`, art. 25 capo·erso 4.
Indicazioni tipologiche graíicizzate concernenti inter·enti di mantenimento dell`esistente ·iabilita sono
esposte nel RUL(, art. 25, capo·erso 6.
Nei nuo·i inter·enti, la disciplina delle aree per la ·iabilita ía riíerimento alla complessi·a íascia costitui-
ta dal tracciato del nastro stradale riportato negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, e
dalle íasce di protezione che lo accompagnano, anche se non rappresentate graíicamente.
I limiti delle íasce, se non riportati in cartograíia, ·anno dedotti dalla classiíicazione di cui alla Decreto
legislati·o 30 Aprile 1992, n. 285, Nuo·o codice della strada: e nel D.P.R. 16 Dicembre 1992, n. 495, "Rego-
lamento di esecuzione e di attuazione del nuo·o (odice della Strada" 1itolo II, (ostruzione e tutela delle
strade, come e·entualmente modiíicati ed integrati da successi·e disposizioni. Nell`elaborato P.8.1 si sugge-
risce la classiíicazione delle strade congrua con le determinanti strutturali del PU(.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 95
Il tracciato rappresentato nei quadri normati·i cartograíici allegati del PU( assume ruolo indicati·o. Lo
speciíico tracciato conseguente dal progetto deíiniti·o di opera potra snodarsi nei limiti del complessi·o in-
gombro areale di cui al primo capo·erso. La íascia di protezione al nastro stradale e inediíicabile.
I tracciati con ruolo indicati·o possono essere modiíicati attra·erso piani urbanistici attuati·i, o attra·er-
so progetti esecuti·i di opere di pubblica utilita.
L'ubicazione dei percorsi per pedoni e cicli e indicati·a, ed e speciíicabile nell'ambito di strumenti attua-
ti·i, o di progetti edilizi oggetto di titolo abilitati·i, con·enzionati. Il piano attuati·o puo apportare integra-
zioni al sistema delle ·ie di comunicazione di interesse locale. (on riíerimento alla 1utela dall'inquinamento
acustico, ·algono le prescrizioni di cui all'art. 8 della L. 26 Ottobre 1995, n. 44¯, "Legge quadro sull'inqui-
namento acustico", concernenti l'impatto acustico delle opere di costruzione stradale . La progettazione di
opere stradali del tipo D,L,l de·e essere corredata da documentazione di impatto acustico.
Le aree per inírastrutture di trasporto in sede propria sono costituite da impianti per esercizio del tra-
sporto inglobando negli stessi anche le relati·e attrezzature di ser·izio, nonche da opere inírastrutturali dií-
íuse. Nel RUL(, all`art. 2¯, capo·erso 1, se ne speciíicano le caratteristiche. Nell'ambito delle stazioni íer-
ro·iarie, di terminal bus, di stazione della cabino·ia, possono essere collocate íunzioni terziarie a ser·izio dei
·iaggiatori.
Gli impianti di raccolta e trattamento dei riíiuti solidi urbani coníormano zona del tipo l.1, a destina-
zione pubblica. Gli obietti·i sono enunciati nel RUL(, art. 28, capo·erso 2. L'amministrazione comunale
cura la dotazione di attrezzature pubbliche ·olte alla raccolta diííerenziata dei residui solidi, al loro sti·aggio
per il trasíerimento programmato ed il successi·o trattamento, in tutti i nuclei insediati·i presenti nel territo-
rio comunale. Nei comparti di cui al 1itolo Ouinto, tra le opere dell'urbanizzazione primaria ·anno pre·isti
gli spazi e gli impianti necessari per la raccolta diííerenziata dei riíiuti, e per il coníerimento di riíiuti inerti, o
ingombranti. Nelle unita immobiliari ad uso abitati·o ·anno pre·isti appositi spazi o·e siano collocabili i
contenitori attra·erso cui si pratica la raccolta diííerenziata in ambiente domestico. Nelle unita edilizie ad
uso produtti·o, sia ricetti·e che commerciali-terziarie, o ·olte alla produzione di beni, il titolo abilitante in-
ter·ento speciíicato progettualmente de·e deíinire il ílusso del ciclo riíiuti, pre·edendo appositi spazi o·e
siano collocabili i contenitori attra·erso cui si pratica la raccolta diííerenziata.
Il comune puo pro··edere a localizzare in aree destinate a standard urbanistici di ruolo locale o comu-
nale z.n.e. del tipo l1, o del tipo l2, selezionate sulla base delle condizioni di íragilita dei suoli, gli impianti
ed attrezzature per la gestione del ciclo dei riíiuti urbani, e per il recupero o la distruzione di beni dure·oli
N1A. Art. 30, comma 4,.
L'amministrazione comunale cura la predisposizione, nell'ambito della programmazione triennale delle
opere pubbliche, dei progetti di adeguamento della rete íognaria comunale, sancendo l'obbligo agli allaccia-
menti laddo·e la stessa risulta in essere, o imponendone la immissione non appena nuo·e tratte della stessa
siano poste in uso.
Nelle trasíormazioni urbanistiche conseguenti a completamento o nuo·a costruzione ·anno progettate
ed eseguite le reti íognarie, connesse alla rete primaria comunale. Non e ammissibile l`abilitazione ad opere
di trasíormazione urbanistica in mancanza di rete primaria comunale.
Nell`adeguamento ·a perseguita la separazione della rete delle acque coníiguranti reílui da sottoporre a
trattamento, dalla rete delle acque meteoriche e di pioggia. Le acque meteoriche ·erranno con·ogliate negli
al·ei che attra·ersano il territorio comunale, con lo scopo di integrarne il regime idrico, e contenere l'entita
delle la·orazioni di trattamento dei reílui. Il piano di settore potra promuo·ere bacini di con·ogliamento e
detenzione di acque meteoriche, a··alendosi degli spazi destinati al ·erde pubblico.
Negli inter·enti sulle unita edilizie esistenti, o di nuo·a ediíicazione, ·a praticata la separazione dei reílui
dalle acque meteoriche, a··alendosi di reti diííerenziate. Le acque meteoriche possono essere con·ogliate in
cisterne, pertinenze delle unita edilizie, anche di nuo·a realizzazione, la cui incidenza metrica é da non com-
putare negli indicatori urbanistici.
I nuo·i complessi insediati·i de·ono attuare le opere che consentano il collettamento e la depurazione
delle acque. Dette opere coníigurano elementi della urbanizzazione primaria. Nella attuazione di nuo·i
complessi insediati·i la modalita di collettamento, adduzione, trattamento e sti·aggio delle acque meteoriche
·a deíinita nel progetto delle opere di urbanizzazione primaria. Le acque metoriche possono essere adopera-
te per usi compatibili, quali irrigazione di giardini pri·ati, o pulizia delle strade.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 96
Ruolo signiíicati·o ·iene attribuito nel PU( al coordinamentro tra la regolamentazione pubblica e
l`eííicienza ed eííicacia dell`inter·ento pri·ato per l`attuazione N1A, Art. 30, comma ¯,. In applicazione
della Sentenza della (orte (ostituzionale del 20 Maggio 1999, n. 1¯9, nel presente PU( quale scelta pro-
grammatica si assume che gli obietti·i di interesse generale, di dotare il territorio di attrezzature e se·izi,
sono realizzabili anche attra·erso l`iniziati·a economica pri·ata, con·enzionata con il comune`. Si assumo-
no pertanto realizzabili a cura e spese di promotore pri·ato, che agisca in regime di economia di mercato
con·enzionando con il comune le modalita d`azione, le attrezzature coníiguranti: a, opere di urbanizzazio-
ne secondaria realizzabili ad iniziati·a pri·ata o promiscua pubblico - pri·ata, interpreti delle destinazioni di
uso del suolo enunciate nel PU( generanti ·incoli per spazi pubblici o di uso pubblico anche di contenuto
speciíico, integrati con gli insediamenti residenziali: b, opere di urbanizzazione secondaria di interesse gene-
rale.
Le attrezzature scolastiche concernenti la scuola dell`obbligo sono necessariamente da programmare e
realizzare per iniziati·a esclusi·amente pubblica.
La (on·enzione concernente la realizzazione di speciíica attrezzatura do·ra deíinire le modalita:
a, di produzione, e·entuale cessione o locazione al comune della speciíica attrezzatura, allorquando rea-
lizzata: b, di controllo delle modalita di realizzazione s·olto dal comune: c, di e·entuale accordo qualora per
la realizzazione dell`attrezzatura si ricorra alla íinanza di progetto`: d, di gestione e di manutenzione. Nella
(on·enzione ·anno speciíicate le garanzie íinanziarie a ía·ore del comune che assicurino da inadempienze
contrattuali: nonche le limitazioni all`esercizio dell`attrezzatura che assicurino la íruizione pubblica.
Laddo·e il PU( sancisce obbligo di attuazione diííerita in coníormita a piano urbanistico attuati·o, e
demandata al PUA la ·eriíica della deíinizione delle speciíiche attrezzature gia enunciata nel PU(.
La disciplina dell`ediíicabilita degli spazi pubblici perimetrati nel PU( ed a destinazione di attrezzatura,
acquisiti al patrimonio comunale con le modalita sancite dalla legislazione e dal PU( e proposta all`art. 30
delle N1A. L`ediíicabilita ordinaria sancita dal PU( di zone territoriali omogenee da realizzare attra·erso
comparti e ·olta a rendere íattibile la cessione a titolo gratuito e consensuale al patrimonio comunale di
spazi a destinazione zonale pubblica, ed a rendere íattibile l`inírastrutturazione, l`urbanizzazione primaria e
quota parte della urbanizzazione secondaria.
L`ediíicabilita conseguente alla realizzazione di attrezzature secondarie di interesse colletti·o ·olte a
produrre ser·izi per il consumo íinale pri·ato e aggiunti·a` a quanto regolamentato attra·erso la disciplina
zonale di cui al 1itolo Ouinto. La consistenza dimensionale delle attrezzature non e deíinita dal PU(, anche
in conseguenza dell`ineííicacia della e·entuale speciíicazione.
Alla gestione urbanistica del processo attuati·o ·iene demandata la caratterizzazione delle attrezzature
incidenti su zone destinate a spazi calibrati da standard, attra·erso decisioni s·olgentesi secondo i seguenti
possibili percorsi attra·erso i quali ·a deíinito il progetto edilizio di inter·ento.
a, La consistenza edilizia delle attrezzature di interesse colletti·o producenti ser·izi ·olti al consumo íinale
pri·ato localizzate su spazi producenti ser·izi de·e risultare minore o uguale alla consistenza dell` ediíicabi-
lita ordinaria` resa ammissibile per le íunzioni urbane caratterizzanti il comparto.
b, La realizzazione di comparto consegue da progetto di sistema concernente le opere pubbliche, pri·ate e
di interesse colletti·o deíinite nello strumento attuati·o. Il piano o progetto deíinisce pertanto anche le at-
trezzature di interesse colletti·o producenti ser·izi ·olti al consumo íinale pri·ato localizzati su spazi pub-
blici perimetrati nel comparto. Nell`attuazione intrapresa da promotore pri·ato e obbligatoria la (on·enzi-
one. Sono da deíinire nella stessa le caratteristiche prestazionali, progettuali e di consistenza dimensionale,
íinanziarie e gestionali delle attrezzature, e tra queste di quelle ·olte a produrre ser·izi per il consumo íinale
pri·ato, di consistenza coníorme a quanto prescritto al comma a,.
c, Nella gestione del patrimonio comunale di aree a congrua destinazione di uso enunciata nel PU(, e íacol-
ta dell`Amministrazione ricorrere a bando di gara di e·idenza pubblica per la produzione, anche con
l`esclusi·o in·estimento di promotore pri·ato, di attrezzature, ·olte a produrre ser·izi per il consumo íina-
le pri·ato, speciíicandone la prestazione ed il dimensionamento di massima.
d, I promotori di opera coníigurante attrezzatura ·olta a produrre ser·izi per il consumo íinale pri·ato pos-
sono presentare al comune istanza corredata da schema programmatico preliminare e bozza di con·enzio-
ne, speciíicante il perimetro zonale di inter·ento, gli obietti·i, la prestazione, i criteri di ·alutazione e gli ob-
blighi conseguenti connessi alla realizzazione dell`attrezzatura. Le procedure di selezione, ·alutazione e ac-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 97
cordo ·erranno deíinite dalla Giunta comunale attra·erso deliberazione moti·ata. La (on·enzione ratiíica i
criteri di accordo consensuale tra le parti.
Speciíica attenzione si ripone nelle N1A, art. 30, alla realizzazione delle attrezzature. I progetti deíini-
ti·i di opere qualiíicate come attrezzature redatti a cura e spese dell`Amministrazione comunale ·anno ratiíi-
cati in coníormita a quanto sancito nel DPR n. 380´2001 1esto unico delle disposizioni in materia edilizia,.
I progetti deíiniti·i di opere qualiíicate come attrezzature redatti a cura e spese di promotori pri·ati nelle
prestazioni assicurate dalle speciíiche attrezzature de·ono risultare coníormi alla legislazione ·igente e
promuo·ere qualiíicazione simbolica dell`architettura della citta. Sono oggetto di titolo abilitante coníorme
alle disposizioni del DPR 380´2001. La consistenza dell`inter·ento de·e coníormarsi alle disposizioni di cui
al comma 2, capo·erso a,, del presente articolo.
Il (apo Primo del 1itolo Ouarto delle N1A del PU( sancisce deíinizioni concernenti gli Indici Urba-
nistici ed i Parametri di Misura`N1A, Art. 31,. Il Puc esprime le densita edilizie, territoriali e íondiarie, re-
lati·e a singole zone e aree normati·e, comparti e distretti di inter·ento, come indici di superíicie, espressi
dal rapporto íra mq. utile di solaio Su,, e mq. di superíicie di suolo St,. L'indicatore di superíicie si espri-
me in centesimi, e millesimi, ricorrendo a prima ciíra decimale da 0 a 1,, separata da seconda ciíra centesi-
male dal punto, separata a sua ·olta da ciíra millesimale da ·irgola esempio Jt ~ 0.28,80 mqsls´mqst,. La
Sus misura in mq. la somma delle superíici lorde comprese entro il perimetro interno delle murature esterne
delle unita edilizie, comprensi·a di tutti i li·elli íuori e dentro terra degli ediíici e´o manuíatti, compreso i
sottotetti con altezza utile superiore a mt 1,80, qualunque sia la destinazione d`uso: e compresa nella Sus la
proiezione orizzontale di muri, scale íisse o mobili, ·ani ascensori e ·ani montacarichi, ser·izi tecnologici
ammessi ed impianti centrali termiche, cabine elettriche, locali per raccolta riíiuti solidi, etc.,.
La superíicie utile di solaio coincide con la superíicie di pa·imento, ed e delimitata dal perimetro interno
delle murature esterne dei manuíatti edilizi. Non si computano pertanto nella s.u.s. le discontinuita conse-
guenti da partiture interne delle unita immobiliari.
Rimangono tutta·ia esclusi : a, gli spazi non interamente chiusi perimetralmente, anche se coperti, quali
logge, balconi, porticati a piano terra, questi ultimi entro il limite di superíicie del 20° della Sc: b, i locali in-
terrati entro i limiti della superíicie coperta dell`ediíicio, anche se parzialmente, purche di altezza non supe-
riore a mt. 2.40, ed a condizione che siano destinati a locali asser·iti agli usi ed alle unita íunzionali dei li·elli
so·rastanti: c, i locali rica·ati tra l`intradosso del solaio di copertura e l`estradosso del solaio dell`ultimo li·ello
di calpestio, per le parti di altezza utile iníeriore a ml. 1.80.
La Sus e correlata direttamente all` Jt, indice territoriale di ediíicabilita di comparto o zona normati·a
íunzionale. Da questo indice consegue la superíicie utile di solaio ammissibile. Si e ·eriíicato che detta super-
íicie risulti congrua con gli "indici di ediíicabilita ·olumetrica" richiamati da disposizioni non abrogate pre-
senti nella legislazione nazionale e regionale. Nel deíinire la relazione tra superíicie utile e ·olume, nelle uti-
lizzazioni abitati·e o per ser·izi si e di norma assunto interpiano di altezza pari a mt. 3.20. 1ra l`indicatore
íondato sulla Su superíicie utile di solaio,, e l`indicatore ·olumetrico espresso in mc´mq, pre·ale il primo.
L`altezza di interpiano non e precetti·a, puo quindi ·ariare, con conseguente ·ariazione del calibramento ·o-
lumetrico, nella coníormita assicurata all'indice di superíicie.
L`atti·ita edilizia concernente il patrimonio edilizio esistente si regolamenta attra·erso tipi di inter·ento,
e modalita di utilizzazione, come deíiniti nella legislazione, condizionati dalla densita edilizia preesistente ri-
íerimento degli adeguamenti resi ammissibili. Oualora si renda ammissibile la trasíormazione urbanistica di
unita di suolo gia ad uso urbano caratterizzata da esistente patrimonio edilizio, ·engono dal PU( speciíicati
gli indicatori ed i parametri di controllo, nonché la consistenza di inter·enti di completamento. Nel RUL(
1itolo Secondo, (apo Primo, la regolamentazione urbanistica - Sezione prima: parametri edilizi ed urbani-
stici, Art.li ¯-12, si dettano le deíinizioni.

íe ^orve )ecvicbe ai .ttva.iove: Regoíavevta.iove .ovaíe
Le Norme di Zona sono dettate al 1itolo Ouinto delle N1A art.li 34 e seguenti,. Nel rimandare al testo
normati·o, si riporta sintesi della disciplina delle zone oggetto di tutela e ·alorizzazione, o··ero della zona
territoriale omogenea del tipo A.


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 98

La z.t.o. del tipo A
Il (apo Primo del 1itolo Ouinto ha ad oggetto la tutela e la ·alorizzazione del patrimonio culturale, che si
attua attra·erso la z.t.o. del tipo A. La Sezione Prima del (apo Primo detta la disciplina d'uso e tutela mi-
rata a ·alorizzare l`identita archeologica e paesaggistica, cui si riíerisce la zona normati·a del tipo A.1. La Se-
zione Seconda del (apo Primo detta la disciplina d'uso e tutela mirata a ·alorizzare l`identita storica, cui si
riíerisce la zona normati·a del tipo A.2.
í`avbito territoriaíe. ía .ova vorvatira aeí tipo ..1. e íe .ove vorvatire eíevevtari t^).. .rt.²ó)
Le unita di suolo perimetrate partecipano di zona normati·a del tipo A.1, di tutela e ·alorizzazione dei
beni e complessi storici a contenuto archeologico, e di beni di speciíico ruolo paesaggistico .
Le zone normati·e elementari sono costituite dalle seguenti unita di suolo:
- A.1.a : complesso archeologico, area archeologica, beni archeologici singoli, zona di protezione,
percorsi.
- A.1.b : componenti di integrazione
- A.1.c : parco ílu·iale del Sele e del Soloírone, e Parco della Laguna di Paestum.
Sono soggetti a conser·azione tutti gli immobili e tutti gli elementi minori pozzi, recinzioni, lapidi, íon-
tane, cappelle, ecc., riscontrati o riscontrabili nei suoli ad uso regolamentato dalla presente disciplina, di co-
struzione anteriore al 195¯, nonché le testimonianze di carattere ambientale e paesistico ^).. .rt. ²¨. cov·
va 2). Le modalita di inter·ento ammesse su detti immobili ed elementi minori sono la manutenzione ordi-
naria: il restauro: il restauro e risanamento conser·ati·o, come deíiniti nel RUL(, 1itolo Secondo, (apo Se-
condo, Art.li 31-32-33-34-35. Nell'area perimetrata coníigurante zona normati·a del tipo A.1 e ·ietata qual-
siasi nuo·a ediíicazione, anche di carattere precario, che non sia mirata alla tutela o ·alorizzazione del
patrimonio archeologico, o a perseguire compatibilita con i ·alori di antichita delle atti·ita insediate, ed in
quanto tale non sia speciíicata attra·erso elaborati di dettaglio, da predisporre con modalita diííerita quale
corredo della strumentazione attuati·a.
L` ammissibile il diradamento del biotopo pinetale costiero destinato ad oasi naturale, e coníigurante
zona normati·a del tipo "lV", qualora si persegua la conser·azione delle capacita produtti·e della ·egetazi-
one, esplicitata attra·erso progettazione di inter·ento N1A, Art. 3¯, comma 4,. Nel biotopo pinetale cost-
iero destinato a parco urbano ·a curata la íruizione da parte del pubblico, attrezzandosi il sito con percorsi
pedonali allestiti, ed operandosi attra·erso progetto di inter·ento di iniziati·a comunale concordato con la
Soprintendenza ai BB. AA. di Salerno.
Le trasíormazioni ammissibili dei beni di interesse archeologico sono dettate all`art 38 delle N1A. Il
progetto ·a documentato con il rilie·o, l'analisi storico moríologica dell'unita di suolo ed edilizia, e dell'area
di pertinenza della stessa. Sulla base del rilie·o, le Soprintendenze possono o recepire il progetto di inter-
·ento: o prescri·ere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad e·itare danni al patrimonio arche-
ologico, da recepire attra·erso la riíormulazione del progetto di inter·ento. Nell'articolazione delle operazi-
oni, il progetto concernente unita edilizie de·e pre·edere gli inter·enti di adeguamento ·olti ad acquisire i
requisiti di sicurezza di cui al 1itolo Sesto, (apo Secondo del RUL(, art. 143, attra·erso il consolidamento
statico e la tutela dal rischio sismico: nonché l`adeguamento socio sanitario di cui all`art. 146 del RUL( .
Rientrano nel risanamento conser·ati·o gli inter·enti di adeguamento, deíiniti nelle caratteristiche pro-
gettuali sulla base della compatibilita riscontrata dalla Soprintendenza Archeologica, e dall`ente competente
responsabile .
Gli elaborati di dettaglio allegati al PU(, del tipo P.6, a·enti ad oggetto le (omponenti di integrazione
del tipo A.1.b` speciíicano con ruolo indicati·o le modalita progettuali attra·erso cui si ritiene di rendere
compatibile la ·alorizzazione dell`identita archeologica con il consolidamento delle atti·ita antropiche pro-
dutti·e caratterizzanti lo stato riscontrato dei luoghi.
1utti i cespiti immobiliari, costruiti e non, partecipi della zona normati·a del tipo A.1, si ritengono con-
íormare l'identita archeologica del territorio comunale. L'intenzionalita di inter·ento ·a pertanto comunicata
alla competente Soprintendenza Archeologica, con a··iso notiíicato per tempo con riíerimento all'a··io
delle la·orazioni, tale che se ne consenta la ·alutazione pre·enti·a delle implicazioni. 1ale tempo congruo si
assume pari a trenta giorni: la Soprintendenza potra modiíicare detta temporalizzazione, attra·erso comuni-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 99
cazione al comune. L`obligo non si applica negli inter·enti di ordinaria manutenzione N1A, Art. 38,
comma 2, Obbligo di notiíica di inter·ento,.
Speciíiche disposizioni si dettano con riíerimento a (apo di liume , all`Ieraion di loce Sele, al 1em-
pietto e necropoli del Gaudo, a Paestum entro le mura e immobili contigui. Le trasíormazioni ammissibili di
ediíici esistenti di interesse storico architettonico Basilica paleocristiana: Villa e buíalara Salati: Palazzo De
Maria, possono conseguire esclusi·amente da inter·enti di manutenzione ordinaria` e restauro scien-
tiíico`. Gli spazi liberi a prato, parco, giardino sono soggetti a recupero e risanamento.
Le costruzioni a carattere precario, baracche, edicole e simili, sono da demolire, con rilocalizzazione
delle atti·ita all`interno delle strutture edilizie stabili esistenti.
Il PU( pre·ede la demolizione della strada che attra·ersa il parco archeologico di Paestum ai íini del
proseguimento della ricerca archeologica. L`inter·ento ·a programmato congiuntamente alla costruzione
della ·iabilita destinata a sostituirne la íunzione, sulla base di accordo di programma tra (omune, Soprin-
tendenza Archeologica, Soprintendenza ai BB.AA. e Pro·incia di Salerno.
L`accordo do·ra contemplare la deíinizione di progetto mirato alla riarticolazione delle tratte di ·iabilita
che lambiscono la cinta muraria di Paestum, pre·edendosi la loro demolizione, laddo·e compatibile con la
continuita dei ílussi, la riíormulazione del loro tracciato e delle caratteristiche tipologiche, sulla base delle
deíinizioni rappresentate nella cartograíia ad eííicacia precetti·a del tipo P, reíerente normati·o del PU(.
Le aree di sedime di ·iabilita delocalizzata ·anno ricondotte alla quota altimetrica riscontrabile al 195¯, de-
dotta dalla rappresentazione cartograíica redatta dall'Istituto Geograíico Militare nell'anno 1956, edita nella
scala 1´25.000 íoglio 198, 1erzo Ouadrante, 1a·oletta "N.O.",: e ·anno allestite come percorso, pedonale
e ciclabile, e di mezzo meccanico di trasporto di íruitori, alimentato da energia elettrica.
L`inter·ento de·e altresi contemplare la riarticolazione della tratta di ·iabilita che correla il complesso
archeologico con gli adiacenti nuclei insediati·i di Laura, 1orre di Paestum e Licinella, con potenziamento
del carico ammissibile, integrazione con percorso pedonale e ciclabile, allestimento con íilari arborei delle
aree spondali mirato a consolidarne il ruolo di quinta naturalistica N1A, Art. 38, comma 3, capo·. 1, Disci-
plina di tratta di ·iabilita di nuo·a coníigurazione ritenuta prioritaria in rapporto a obietti·i di ·alorizzazione
paesaggistica attra·erso la coníormazione del parco urbano e la riarticolazione della rete inírastrutturale,.

Di.cipíiva aeííe aree a prerigevte vtiíi..a.iove agricoía · .ootecvica ivterve aí perivetro aeííe vvra aeí covpíe..o arcbeoíogico
ai Pae.tvv t^).. .rt. ²º. covva ². capor 2)
1utte le aree interne al recinto murario di Paestum possono risultare oggetto di esproprio ai íini della
ricerca archeologica e della loro utilizzazione coníorme alle caratteristiche del complesso archeologico. Si
sollecita l`acquisizione al patrimonio pubblico delle ·aste superíici ad utilizzazione agricola ricadenti nel pe-
rimetro interno alle mura, da eííettuare attra·erso acquisizione íondata su esproprio, o su compensazione
condi·isa dai titolari della proprieta, come deíinita dal comune in collaborazione con la Soprintendenza Ar-
cheologica. In attesa degli inter·enti di esplorazione archeologica, le aree libere acquisite al patrimonio pub-
blico potranno essere date in concessione ad operatori agricoli con le do·ute riser·e di legge. Le stesse pos-
sono anche sistemarsi con prato erboso, ed attrezzarsi con percorsi pedonali, luoghi di sosta, illuminazione
appropriata, in coníormita con le disposizioni delle autorita competenti in materia dei beni archeologici.
Nelle aree libere soggette a coltura interne al perimetro delle mura del complesso archeologico di Paes-
tum e ·ietato eseguire mo·imenti di terra a íini agricoli con mezzi meccanici oltre la proíondita
dell`ordinaria írangizzolatura dei terreni posti a coltura. L`ediíicio (irio potra utilizzarsi come attrezzatura di
ser·izio del parco archeologico di Paestum N1A, Art. 38, comma 3, capo·. 2,.
Le aree partecipi della zona elementare, coníiguranti giardini pri·ati prospicienti le unita edilizie oggetto
di tutela, possono essere destinati a parco di uso pubblico, con·enzionando con il comune il modo di uso,
comunque mirato alla ·alorizzazione culturale e sociale dei beni archeologici e dei beni di interesse biologico
naturalistico.
Gli inter·enti sul costruito sono da correlare ad inter·enti sugli spazi non costruiti, ricorrendo a pro-
getto di recupero dell'insieme degli spazi. L'atto autorizzati·o de·e íare riíerimento alle modalita di inter-
·ento assentite attra·erso il pro··edimento, a·ente ad oggetto il costruito ed il non costruito.
L'attuazione ·a eííettuata in coníormita alle prescrizioni dettate dalle competenti Soprintendenze.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 100
ía .ova vorvatira ..1.b t^).. .rt. ²·. covva 1)
La zona normati·a A.1.b ingloba i cespiti immobiliari ricadenti nel perimetro oggetto di disciplina di tu-
tela sancita attra·erso la legge 5 Marzo 195¯, n. 220, nonche le componenti oggetto di tutela da rischio i-
drogeologico estese lungo le acque pubbliche del íiume Salzo, tra (apo di liume e la íoce. I caratteri dei
suddetti diííerenziati cespiti sono rappresentati negli elaborati ricogniti·i allegati al PU(.
L`intima correlazione con il complesso archeologico di Paestum impone speciíica attenzione al recupe-
ro di questa íondamentale componente territoriale, mirato ad attenuare l`incidenza delle modalita di utiliz-
zazione del suolo a localizzazione non condizionata da speciíicita posizionali: a ricomporre unita paesaggi-
stiche intenzionalmente ·ocate alla esaltazione dei ·alori di monumento e di memoria: a enunciare adeguate
soluzioni alle condizioni di mobilita ed accesso: ed alla prestazione di ser·izi ai íruitori del complesso ar-
cheologico.
Gli scopi sono da perseguire attra·erso trasíormazioni compatibili disciplinate dal PU(, a··alendosi
della strumentazione ad attuazione diretta e ad attuazione diííerita, pubblica e pri·ata.
La zona normati·a si disaggrega in aree normati·e elementari` diííerenziate, i cui perimetri inglobano i
seguenti beni:
A.1.b.1, attrezzature del parco archeologico e dell`area archeologica:
A.1.b.2, tratta di ·iabilita ostati·a della íruizione di beni archeologici oggetto di riqualiíicazione e connes-
so recupero ambientale dell`area di sedime:
A.1.b.3, attrezzature pubbliche di ser·izio.
A.1.b.4, parco acquatico naturalistico del Salzo, di interesse archeologico:
A.1.b.5, parco agricolo archeologico, inglobante le aree ad utilizzazione agricola-zootecnica rientranti nel
perimetro della zona di protezione di cui alla legge 220´195¯ :
A.1.b.6, nucleo di insediamento storico nell`area archeologica
A.1.b.¯, insediamento recente nella zona di protezione di cui alla legge 220´195¯:
A.1.b.8, insediamento recente specialistico nella zona di protezione di cui alla legge 220´195¯:
A.1.b.9, ·erde pri·ato nella zona di protezione di cui alla legge n. 220´195¯:
A.1b.10, campeggi e ·illaggi albergo nella zona di protezione di cui alla legge n. 220´195¯:
A.1.b.11, percorsi allestiti di interesse archeologico, esistenti o di nuo·o impianto.
ía .ova vorvatira .1.c Parco pvbbíico aeíía íagvva ai Pae.tvv t^).. .rt. ²·. covva 2)
Nel perimetro della zona di protezione sancita dalla Legge 220´195¯, tra Porta Marina del recinto mu-
rario e la pineta costiera, il Puc pre·ede insediamento del parco naturalistico in oggetto, da perseguire attra-
·erso azione di riqualiíicazione urbanistica, con modalita ablatorio espropriati·e, ed altresi compensati·e,
assumendosi il procedimento gestionale esposto all`art. 93, capo·erso 4, comma 4, delle N1A.
ía .ova vorvatira ..1.c. parcbi tívriaíi t^).. .rt. ²·. covva ²)
La zona normati·a A.1.c ingloba altresi i cespiti immobiliari estesi lungo le ri·e dei íiumi Sele e Solo-
írone, oggetto di tutela da rischio idrogeologico. I caratteri dei suddetti diííerenziati cespiti sono rappresen-
tati negli elaborati ricogniti·i allegati al PU(. La trasíormabilita nelle speciíiche aree normati·e elementari e
regolamentata attra·erso le disposizioni del PU(.
ía .ova vorvatira ..a. parco aeí Movte ai Capaccio 1eccbio. aetto avcbe aeí Movte Carpa.iot^).. .rt. ²·. covva 1).
La zona normati·a A.d ingloba i cespiti immobiliari di interesse storico-naturalistico-paesaggistico,
nonché la ca·a in localita Pietrale. I caratteri dei suddetti diííerenziati cespiti sono rappresentati negli elabo-
rati ricogniti·i allegati al PU(. La trasíormabilita nelle speciíiche aree normati·e elementari e regolamentata
attra·erso le seguenti disposizioni.
Si applicano le disposizioni concernenti gli inter·enti ammissibili di cui all`art. 3¯, comma 2.
Per le destinazioni pubbliche ad uso mono·alente, sulla base di procedimento acquisiti·o di cespiti
immobiliari il comune promuo·era la realizzazione dell'opera, concordata con le Amministrazioni preposte
alla tutela archeologica e paesaggistica. L`Amministrazione comunale operando attra·erso progetti edilizi
potra promuo·ere l'allestimento di speciíiche aree normati·e, ·olte a coníormare spazi pubblici non co-
struiti ed aperti, attrezzature, percorsi e parcheggi.
Oualora comportino accordi condi·isi tra promotori pri·ati ed amministrazione comunale, le trasíor-
mazioni ammissibili si attuano attra·erso titolo abilitante correlato a con·enzione, o atto unilaterale
d`obbligo.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 101
Le zone del tipo A qualiíicate come parco, quali il parco delle colline, ed il parco delle acque, inediíica-
bili, possono acquisirsi al patrimonio comunale attra·erso traslazione di ediíicabilita connessa a attrezzature
ludico sporti·e, anche comportanti ·olume, da localizzare nelle zone del tipo G1-G2-G3 perimetrate
nell`elaborato del tipo P.3-P.4 del PU(. La con·enzione connessa al progetto di inter·ento correla l`area di
cessione, la zona di traslazione, le caratteristiche dell`attrezzatura ludico sporti·a da promuo·ere.
L` ammissibile l`allestimento ad attrezzatura di parco urbano del perimetro zonale partecipe della z.t.o
del tipo A` qualiíicato come parco, su iniziati·a di soggetti pri·ati titolari dei cespiti immobiliari, qualora
sia condi·isa esecuzione dalle Soprintendenze preposte alla tutela dei ·alori la modalita di destinazione,
progettazione, allestimento.
L'attuazione dell'area adibita a parco si íonda su ·alorizzazione compatibile di cespiti immobiliari pri·ati
ad utilizzazione diííerenziata. Ai suddetti cespiti si riíerisce la disciplina delle trasíormazioni ammissibili ri-
portata. L'attuazione coníorme alle disposizioni zonale puo risultare diretta o diííerita.
Di.cipíiva ai v.o aei bevi partecipi aeíí`iv.eaiavevto e.i.tevte veíía .ova ai prote.iove ai cvi aíía íegge 220´1·:¨. e veí bio·
topo co.tiero t^).. .rt. 11)
La speciíicazione zonale, cui si riconduce la disciplina delle trasíormazioni ammissibili, si rappresenta
negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU( del tipo P.2 - P.3 - P.4.
Le attuali utilizzazioni si assumono compatibili con la tutela dei siti. La nuo·a utilizzazione di ediíici esi-
stenti perseguibile per lo s·olgersi di atti·ita sanitarie e assistenziali e limitato ai centri di primo soccorso.
Nell`al·eo del íiume Salzo in modellamento atti·o e nell`area golenale, come rappresentata negli elabo-
rati cartograíici ad eííicacia precetti·a del tipo P.2-P.3-P.4, si applicano le disposizioni di tutela dal rischio
di esondazione sancite nelle Norme del Piano redatto dall`Autorita di Bacino, riportate al (apo Otta·o del
presente 1itolo Ouinto, art. 112. Gli inter·enti di recupero di esistenti ediíici sono ammessi in applicazione
di tale limitazione nell`uso. 1ale limitazione si applica altresi alle trasíormazioni, íisiche e íunzionali, dei
manuíatti edilizi a·enti interesse storico-artistico o storico-testimoniale, localizzati nell'area golenale.
Si applicano le disposizioni di cui ai seguenti articoli.

Di.cipíiva aeííe tra.torva.iovi eaiíi.ie ti.icbe aei vavvtatti cía..iticati ai ivtere..e .torico te.tivoviaíe íocaíi..ati veíía .ova ai
prote.iove ai cvi aíía íegge 220´1·:¨. e aei vavvtatti recevti t^).. .rt. 12)
La íonte di riscontro dell'ediíicazione si e indi·iduata nella rappresentazione cartograíica redatta dall'Isti-
tuto Geograíico Militare, nell'anno 1956, edita nella scala 1´25.000 íoglio 198, 1erzo Ouadrante, 1a·oletta
"N.O.",. La detta rappresentazione esplicita lo "stato della localita" di cui all'art. 2 della legge 5 Marzo 195¯,
n. 220. I manuíatti esistenti alla suddetta data sono classiíicati di interesse storico - testimoniale, a prescin-
dere dalla loro modalita di utilizzazione. Il sopra··enuto ampliamento o modiíicazione di costruzioni ri-
scontrate attuato in coníormita all'art. 3 della citata legge non ne modiíica la classiíicazione.
Il patrimonio edilizio, ad utilizzazione rurale e non, classiíicato di interesse storico testimoniale, ·a
conser·ato, promuo·endone il riuso íunzionale se necessario ai íini della conser·azione.
A tale scopo é ammissibile la modiíica della destinazione di uso delle unita edilizie, sia di quelle gia ad
uso di abitazione íunzionale alle esigenze di addetti agricoli, sia di quelle ad ordinaria utilizzazione abitati·a.
La ridestinazione dell`uso ·a ·olta alla produzione di ser·izi di ricetti·ita a rotazione d`uso, o di ser·izi di
ristorazione, o íormazione, o commercializzazione, perseguita attra·erso inter·ento di restauro o risana-
mento conser·ati·o. Nel riuso, sono ammessi inter·enti di írazionamento o accorpamento di unita immo-
biliari, o di unita edilizie.
I manuíatti edilizi esistenti, indi·iduati come unita edilizie o manuíatti di interesse storico, possono es-
sere oggetto di restauro o risanamento conser·ati·o. Si applicano le prescrizioni concernenti gli inter·enti
·olti al recupero conser·ati·o del patrimonio urbanistico ed edilizio esistente`, deíiniti nel RUL(, art.li
34-35, e le norme speciíiche proprie alla z.n e. del tipo A.2.b
La 1orre di Paestum e destinata ad attrezzature di interesse comune`. La torre ·a conser·ata nel suo
stato originario e puo essere soggetta a manutenzione ordinaria e restauro scientiíico, da connettere
all`adiacente spazio aperto. Puo essere utilizzata per atti·ita culturali che non siano tali da snaturarne il suo
carattere originario, a titolo esempliíicati·o quale sede del centro di documentazione multimediale degli e-
·enti bellici che hanno interessato la localita nel corso del secondo conílitto mondiale: o quale polarita di
museo ·irtuale. Attra·erso piano attuati·o di iniziati·a pubblica, con·enzionato qualora di iniziati·a pri·ata,
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 102
autorizzato dall`autorita preposta alla ·alorizzazione del patrimonio archeologico, paesaggistico, e naturali-
stico, puo perseguirsi la riorganizzazione degli spazi adiacenti la 1orre, mirata ad integrare la dotazione di
ser·izi resa possibile dall`uso del bene, ·eriíicando la íattibilita di museo ·irtuale`.
Nelle speciíicazioni operati·e del piano attuati·o e ammissibile l`esercizio di traslazione di esistente edi-
íicazione, con il ricorso alle disposizioni di cui all`art.42.5, comma 42.5.1.
Al Piano attuati·o e da allegare la Relazione paesaggistica`, di cui al Decreto del Presidente del (onsi-
glio dei Ministri emanato in data 12 Dicembre 2005, in applicazione di quanto sancito dall`art.146, comma 5
del (odice dei beni culturali e del paesaggio`.
íe tra.torva.iovi ti.icbe e tvv.iovaíi aegíi eaitici e.i.tevti. cía..iticati recevti iv qvavto reaíi..ati .vcce..iravevte aíía rap·
pre.evta.iove propo.ta veíía rappre.evta.iove cartogratica reaatta aaíí´í.titvto Ceogratico Miíitare veíí´avvo 1·:ó. eaita veí·
ía .caía 1´2:.000 ttogíio 1·º. )er.o Ovaaravte. )aroíetta ¨^.O.¨). covtorvi aííe íivita.iovi ai cvi aíía íegge v.
220´1·:¨t^).. .rt. 12. covva 1)
Gli ediíici classiíicati come recenti` sono indi·iduabili attra·erso il raííronto della rappresentazione
cartograíica redatta dall'Istituto Geograíico Militare nell'anno 1956, edita nella scala 1´25.000 íoglio 198,
1erzo Ouadrante, 1a·oletta "N.O.", con la cartograíia di base del presente PU(, esito di rile·azione aereo-
íotogrammetrica del 2009. Si sono classiíicati come "recenti" gli ediíici esistenti rappresentati nella carto-
graíia conseguente alla rile·azione aereoíotogrammetrica redatta per iniziati·a del comune, non classiíicati
di interesse storico - testimoniale.
La rappresentazione degli esiti della ricognizione ·iene proposta negli elaborati del tipo P.¯.1.
Ai manuíatti recenti realizzati in coníormita` alle disposizioni regolamentati·e dell'atti·ita edilizia si
applicano le seguenti disposizioni.
L' ammissibile il mutamento dell'uso di ediíici esistenti realizzati in coníormita alla pre·igente disciplina
urbanistica, a·enti in atto un uso abitati·o íunzionale alle esigenze di addetti all'agricoltura, qualora se ne
dimostri, mediante piani di s·iluppo aziendale o interaziendale, la non necessita alle esigenze abitati·e di ad-
detti all'agricoltura. Il riuso ·a ·olto ad utilizzazione compatibile con la íruizione del complesso archeologi-
co, sia ricetti·o che di ser·izio. L` ammissibile il mutamento dell'uso da quello in atto a quello come annesso
rustico.
Degli ediíici e degli altri manuíatti edilizi esistenti realizzati in coníormita alla pre·igente disciplina ur-
banistica, non indi·iduati come unita edilizie o manuíatti di interesse storico, ad ordinaria utilizzazione abi-
tati·a, o ricetti·a, o commerciale, o comunque produtti·a, sono ammissibili le trasíormazioni íisiche neces-
sarie all`adeguamento degli ediíici alle destinazioni d`uso consentite, anche conseguenti a modiíicazione
dell`esistente modalita d`uso per nuo·i usi congrui con l`obietti·o di conseguire compiutezza íunzionale
dell`insediamento.
Sono ammissibili gli inter·enti di manutenzione straordinaria: restauro e risanamento conser·ati·o: ris-
trutturazione edilizia, come deíiniti nel RUL(, artli 32-33-34-35-36-3¯, qualora autorizzate dall`autorita pre-
posta alla tutela. Negli inter·enti ·a contemplata l'esecuzione di opere di adeguamento statico ed antisis-
mico, igienico sanitario e tecnologico, nonché dimensionale, ·olti a perseguire i requisiti degli ediíici di cui
al 1itolo Ouinto del RUL(.
Gli inter·enti di ristrutturazione sono oggetto di titolo abilitante con·enzionato, contemplante opere di
urbanizzazione e di attrezzatura, risparmio energetico, per il trattamento dei carichi inquinanti, come si
speciíica nel 1itolo Sesto, (apo Ouarto e Ouinto, del RUL(.
La consistenza dei manuíatti edilizi che si coníigurino come tettoie, baracche e altri manuíatti precari, o
come proser·izi di altezza iníeriore a metri 2,50, non puo essere computata nel contesto delle trasíormazi-
oni di ediíici. Sono da classiíicare come superíetazioni, oggetto di demolizione.
L` prescritto il rilie·o, edilizio, statico e del quadro íessurati·o, nonché l`analisi tipo moríologica, storica,
e paesaggistica.

ívcevtiri aíía aeíocaíi..a.iove ai covpovevti aeí patrivovio eaiíi.io e.i.tevte t^).. art. 12. covva :)
Le unita edilizie regolarmente autorizzate che ·ersano in condizioni tecnologiche precarie, nonché le
unita edilizie ad utilizzazione abitati·a, o quelle ad utilizzazione ibrida in relazione al ·alore di antichita e na-
turalita che ispira la tutela nella zona di protezione, possono essere demolite inter·ento di ristrutturazione,
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 103
comportante demolizione senza ricostruzione, per iniziati·a di promotore di inter·ento su íondamenti de-
cisionali condi·isi dall`Amministrazione (omunale, esplicitati da con·enzione.
I ·olumi delle unita edilizie esistenti di riscontrata legittimita possono traslarsi, con ricostruzione su a-
ree pubbliche concertate con l'amministrazione comunale, rese dalla stessa disponibili, pre·ia cessione gra-
tuita e consensuale al patrimonio comunale dell`area íondiaria, e conseguente esercitatile demolizione delle
opere edilizie. Si ritiene che questa modalita di inter·ento possa generare ·antaggio ambientale` ottenen-
dosi per tale moti·o condi·isione nel rilascio di autorizzazione paesaggistica sentenza n. 31¯ del 19 Marzo
2008, del 1ar Brescia,
Si premia questa modalita di inter·ento consentendosi nel nuo·o inter·ento, localizzato in zona a de-
stinazione coníorme resa disponibile dall`Amministazione comunale, incremento della consistenza ediíicata
riscontrata attra·erso il rilie·o asse·erato, misurata attra·erso la superíicie utile di solaio. Nella speciíicazio-
ne dell`incremento di consistenza si applicano le disposizioni regolanti gli adeguamenti resi ammissibili in
inter·enti sull`esistente patrimonio edilizio sito nelle zone normati·e del tipo B.1-B.2.
La consistenza della ediíicabilita traslata de·e risultare coníorme alla regolamentazione prescritta con-
cernente la zona normati·a prescelta dal comune partecipe del patrimonio pubblico. In coníormita a tale
limitazione, l`ediíicabilita traslata puo disaggregarsi in piu inter·enti, anche diííerenziati temporalmente
nell`attuazione. L`inter·ento e oggetto di titolo abilitati·o di inter·ento progettualmente speciíicato, correla-
to a con·enzione a·ente ad oggetto sia la demolizione e correlata cessione, che la nuo·a ediíicazione dedot-
ta da traslazione. I costi di demolizione e di riallestimento naturalistico dell`area íondiaria da recuperare so-
no a carico del promotore.

ívcevtiri aíía riqvaíitica.iove aeí rapporto terra varet^).. .rt. 12. covva :. capor. 2)
Attra·erso speciíicazione progettuale di iniziati·a pubblica, con·enzionata qualora di iniziati·a pri·ata,
autorizzata dall`autorita preposta alla ·alorizzazione del patrimonio archeologico, paesaggistico, e naturali-
stico, puo perseguirsi la riqualiíicazione dell`esistente modalita di accesso alle spiagge, e di articolazione dei
percorsi pedonali che le lambiscono.
Partecipa del piano attuati·o la ·alutazione di incidenza` dell`inter·ento sulla coníormazione naturali-
stica, come sancito dall`art 5 del DPR 8 Settembre 199¯, n. 35¯ per la conser·azione degli habitat naturali
dei Siti di Interesse (omunitario, ed alla rete ecologica Natura 2000`. La ·alutazione di incidenza` incor-
pora la Relazione paesaggistica`, di cui al Decreto del Presidente del (onsiglio dei Ministri emanato in da-
ta 12 Dicembre 2005, in applicazione di quanto sancito dall`art.146, comma 5 del (odice dei beni culturali
e del paesaggio`.

Di.cipíiva aeííe tra.torva.iovi eaiíi.ie ti.icbe aei vavvtatti eaiíi.i e.i.tevti cía..iticati recevti. íocaíi..ati veíía .ova ai prote·
.iove ai cvi aíía íegge 220´1·:¨. reaíi..ati iv aittorvita aííe ai.po.i.iovi aeíía íegge. art.íi 2 - ²: o íocaíi..ati veí bioto·
po piveaíe co.tiero. iv aittorvita aeíía prerigevte ai.cipíiva vrbavi.tica t^).. .rt. 1²)
Si sono indi·iduate nell`elaborato P.¯.1 le unita edilizie realizzate in diííormita alle disposizioni di cui al-
la legge 220´195¯, art.li 2 - 3, o in diííormita della pre·igente disciplina urbanistica. Il metodo di ricogni-
zione si e dedotto dal raííronto della rappresentazione cartograíica redatta dall'Istituto Geograíico Militare
nell'anno 1956, edita nella scala 1´25.000 íoglio 198, 1erzo Ouadrante, 1a·oletta "N.O.", con la rappre-
sentazione cartograíica redatta nel 1989 e 2002, ed iníine con cartograíia di base del presente PU(, esito di
rile·azione aereoíotogrammetrica del 2009. Gli esiti della ricognizione sono rappresentati nell`elaborato del
tipo (.IS(, redatto nella scala 1´5.000, allegato del PU(.
Le unita edilizie realizzate in diííormita alle disposizioni non risultano suscettibili di sanatoria ai sensi
dell'art. 33 della legge 29 lebbraio 1985, n. 4¯, coníermato dalle disposizioni del Dlg del 22 Gennaio 2004,
n. 42, art. 146, comma 10, lett c, autorizzazione paesaggistica non puo essere rilasciata in sanatoria succes-
si·amente alla realizzazione degli inter·enti`,, e dal successi·o Dls16 Marzo 2008, n. 63. Modalita di inter-
·ento che possano generare ·antaggio ambientale` sono peraltro state dichiarate compatibili con la deroga
al suddetto di·ieto di sanatoria ambientale sentenza n. 31¯ del 19 Marzo 2008, del 1ar Brescia,.
L`auspicato successo delle politiche di ·alorizzazione del grande attrattore culturale`, costituito dal com-
plesso archeologico e dalla zona di protezione: nonche il successo delle politiche di riqualiíicazione urbana
ed ambientale suggerite attra·erso il PU(, impone lo s·olgersi di procedimento amministrati·o che, assicu-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 104
rando ·antaggi ambientali`, imposti la soluzione della contraddizione. La ·alutazione del "grado di pregiu-
dizie·olezza" delle speciíiche trasíormazioni sopra··enute, e del possibile ·antaggio ambientale` conse-
guente ad azione speciíica, nel presente PU(, si íonda sul riordino delle modalita riscontrate di uso conse-
guente dalle seguenti azioni rappresentate negli elaborati del PU(:
- riordino delle inírastrutture di mobilita ·eicolare e ciclabile, e delle opportunita di parcheggio, mirato
alla costituzione del parco archeologico-naturalistico di Paestum:
- compatibilita con il ·alore di antichita dell`uso agricolo-zootecnico i cui connotati costituiscono re-
íernti di aree di parco, e di tratte di percorso, come proposti negli elaborati ad eííicacia precetti·a del
tipo P.4:
- polinuclearismo nell`oííerta di ser·izi alla íruizione del ·alore di antichita e di naturalita, con polarita
site nelle direttrici di accesso ai parcheggi pubblici localizzati. Il polinuclearismo si ritiene perseguibile
attra·erso riuso di esistenti strutture edilizie.
- coníigurazione del Parco delle laguna costiera`, perimetrato nell`elaborato P.3, scala 1´5.000, quale
zona normati·a del tipo A1.c, correlata ai comparti dai pedici numerici 101-102-105-106 di cui all`art.
93 delle N1A. Dalla classiíicazione i·i riportata si sono dedotti : a, la classiíicazione zonale` del suo-
lo, rappresentata in elaborato P.4, in scala 2.000: b, la speciíicazione operati·a deíinita negli elaborati
partecipi di Scheda Progetto restituti·a del tema obietti·o, rappresentata con elaborati del tipo P.¯.1,
allegati del PU(. La Scheda Progetto coníigura tema obietti·o da assumere attra·erso impegno di
íormazione del Piano Urbanistico Attuati·o. La natura degli inter·enti da promuo·ere e dedotta del
programma speciíicato nella Scheda Progetto, deíinendosi nella stessa le modalita che correlano la ri-
qualiíicazione alle age·olazioni dedotte da criteri di compensazione urbanistica, con le modalita di
cui all` articolo 42, comma 5, capo·erso 1, ulteriormente deíinite all`art. 93, capo·erso 4, comma 4,
delle presenti N1A. La Scheda Progetto, come deíinita nel presente PU(, coníluira nell` "Intesa isti-
tuzionale di programma", con correlato accordo da sottoscri·ere tra le istituzioni dello Stato, degli en-
ti territoriali, e l`Amministrazione comunale corresponsabilizzate nell`attuazione.
La ·alutazione del "grado di pregiudizie·olezza" delle speciíiche trasíormazioni sopra··enute ·iene re-
sa íattibile dai suddetti obietti·i, cui ricondurre il PUA, piano urbanistico attuati·o, la cui íormazione do-
·rebbe contemplarsi nel primo Atto di Programmazione. Attra·erso il dialogo con le amministrazioni dello
Stato preposte alla protezione, ·a deíinito itinerario condi·iso che consenta la suddetta trasparente ·aluta-
zione, ratiíicata attra·erso la disciplina del PUA programma di recupero ·olto alla riqualiíicazione dell`area
protetta`, coin·olgente le aree ed i soggetti portatori di interessi moti·ati.

Di.cipíiva aeííe tra.torva.iovi avvi..ibiíi covcervevti í`vtiíi..a.iove agricoía e .ootecvica: e covcervevti i vavvtatti eaiíi.i
e.i.tevti tvv.iovaíi aíí´e.erci.io aeíí´attirita agricoía .ootecvica. veíía .ova ai prote.iove ai cvi aíía íegge 220´1·:¨ t^)..
.rt.11).
La speciíicazione normati·a delle trasíormazioni ammissibili si rappresenta negli elaborati cartograíici ad
eííicacia precetti·a del PU(, del tipo P.3-P.4.
L` ammissibile la modiíicazione dei colti·i riscontrati nella carta dell`uso agricolo allegato del PU( sulla
base di piano aziendale` che ne testimoni la razionalita paesaggistica e produtti·a.
L'esercizio delle atti·ita di pascolo e ammesso nei limiti dei carichi di pascolamento da deíinirsi con spe-
ciíici atti regolamentari a opera del soggetto pubblico competente.
Le attuali serre ·anno rimodellate attra·erso il piano aziendale`, da redigere con attenzione
all`incidenza sul paesaggio e sui ·alori di archeologia, sulla base di ·alutazione di compatibilita enunciata dal-
le competenti Soprintendenze.
Negli usi zootecnici, ·a incenti·ata la razionalizzazione produtti·a, da perseguire attra·erso associazione
di produttori, con delocalizzazione delle buíalare e loro riuso, conseguente ad inter·enti conser·ati·i mirati
alla produzione di ser·izi compatibili con la ·alorizzazione archeologica. Si applicano a tale scopo le dispo-
sizioni di cui al 1itolo Ouinto delle presenti N1A.
Oualora non risulti esercitabile la delocalizzazione, le necessita edilizie conseguenti ad atti·ita di alle·a-
mento ·anno soddisíatte in primo luogo attra·erso il recupero di ediíici rurali esistenti: in secondo luogo
attra·erso ampliamento degli stessi.
Non é consentita la realizzazione di nuo·e unita stalla.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 105
Oualora la stalla sia inglobata in unita edilizia ad uso abitati·o, ne é consentita la disatti·azione per mo-
ti·azioni igienico-sanitarie, con recupero conser·ati·o delle consistenze ·olumetriche, e riuso per ser·izi
compatibili con la íruizione del complesso archeologico - naturalistico.
L` ammissibile la disatti·azione delle stalle con recupero conser·ati·o delle consistenze ·olumetriche, e
riuso coerente con i connotati tipo moríologici delle unita edilizie, ·olto alla produzione di ser·izi compati-
bili con la íruizione del complesso archeologico - naturalistico. Le consistenze ·olumetriche proprie alle
stalle possono di conseguenza trasíerirsi in zona t.o. del tipo L ad utilizzazione agricola - zootecnica, som-
mandosi all`ediíicabilita intrinseca attribuita all`unita aziendale nel cui perimetro si eííettua la ricostruzione.
Per gli alle·amenti di zootecnia minore si applica la disciplina dell'adeguamento dimensionale ·alida di
cui all`art. 55 delle N1A. L' prescritta la conser·azione degli elementi esistenti annessi all'atti·ita agricola
pozzi, íorni, íienili, e delle alberature.
Nelle aziende agricole e agrozootecniche operanti nel perimetro della zona di protezione di cui alla leg-
ge 220´195¯ sono compatibili con la tutela ricercata le operazioni edilizie mirate ad annullare le immissioni
noci·e all`ambiente naturale, e comportanti l`adeguamento tecnologico necessario al trattamento e raccolta
delle deiezioni solide e liquide, alla conser·azione e utilizzo di reílui e deiezioni animali, la realizzazione di
paddock, purche le stesse siano inquadrate in progetti di ricostruzione paesaggistica dettagliati attra·erso il
piano aziendale` che ne attesta l`indispensabilita igienico sanitaria, redatti con speciíico riíerimento alla
íruizione dell`interazione percetti·a con i beni archeologici, e autorizzati dalle competenti Soprintendenze.
Il rimodellamento del suolo reso necessario dagli inter·enti di adeguamento ·a accompagnato con ri-
composizione ·egetazionale ed arborea. Non si speciíicano parametri limitati·i di opere di protezione dei
paddock, la cui deíinizione tecnologica, di consistenza e compatibilita paesaggistica, e demandata al piano
aziendale. L` ammissibile la realizzazione di osser·atori ·isi·i dell`atti·ita zootecnica localizzati lungo tratte
di ·iabilita su aree di proprieta aziendale, e realizzati a cura delle aziende zootecniche, pre·ia autorizzazione
di compatibilita paesaggistica del progetto di allestimento.
L' ammessa l'atti·ita agrituristica, di cui alla l.r. n. 41´1984, da parte dell'imprenditore agricolo nell'am-
bito della propria azienda, anche attra·erso íorme di associazionismo e cooperazione. L` ammissibile la rea-
lizzazione e la manutenzione di aree sistemate a ·erde, a prato o alberato, e dotate di attrezzature mobili, o
amo·ibili, per la sosta e la consumazione di cibi e be·ande. Le speciíicazioni progettuali allegate al PU( con
ruolo di indirizzo segnalano possibili priorita conseguenti dalla correlazione tra usi zootecnici in atto e esi-
stenti percorsi.
Sono ammissibili gli inter·enti di manutenzione, adeguamento, risanamento conser·ati·o, dei manuíatti
edilizi rappresentati nella cartograíia Igm 1956, íunzionali all`esercizio dell`atti·ita agricola, .
Il mutamento dell`uso di annessi rustici e regolamentato dalle disposizioni di cui al presente titolo. Non
e ammissibile il mutamento dell'uso da quello in atto a quello abitati·o íunzionale alle esigenze di addetti
all'agricoltura. L` ammissibile il mutamento dell'uso da quello in atto a quello íunzionale alla produzione di
ser·izi ·olti alla íruizione del complesso archeologico.

Di.cipíiva aeííe tra.torva.iovi avvi..ibiíi veííe .piagge e veíía piveta co.tiera rievtravte veí perivetro aeíía .ova ai prote·
.iove ai cvi aíía íegge 220´1·:¨. e veíía .ova vorvatira ..1.c. ae.tivata aí Parco aeíía íagvva t^).. .rt. 1:·
Le spiagge, anche quelle rientranti nel perimetro dell`area tutelata dalle disposizioni di cui alla L.
220´195¯, coníormano la zona normati·a del tipo l.5, cui si applicano le disposizioni di cui al presente 1i-
tolo. L`insieme dei beni coníiguranti spiagge si articola nel presente PU( in : spiagge a pre·alenza di natura-
lita, e spiagge attrezzate per la balneazione organizzata.
La prossimita agli insediamenti di Licinella e S. Venera, e le opportunita di accesso consolidatesi per ini-
ziati·a pubblica successi·amente all`emanazione della L. 220´195¯, hanno condotto a utlizzazioni del suolo
·olte alla produzione di ser·izi alla balneazione ed alla ricetti·ita.
Anche per l`uso delle spiagge partecipi del perimetro dell`area tutelata si propone che si proceda alla ·a-
lutazione del "grado di pregiudizie·olezza" delle speciíiche trasíormazioni sopra··enute, di cui all`art.43. Le
spiagge ricadenti nel perimetro dell`area tutelata do·ranno tendere a qualiíicarsi come spiagge a pre·alenza
di naturalita`, assicurando attra·erso il riuso di manuíatti esistenti i ser·izi necessari alla balneazione ed i
ser·izi di parcheggio.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 106
Nelle more di redazione del programma di recupero, sono ammissibili le opere di restauro e risana-
mento conser·ati·o dei manuíatti edilizi esistenti a·enti interesse storico-artistico o storico-testimoniale: le
operazioni conseguenti alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei manuíatti esistenti coníormi alle dis-
posizioni di cui alla legge 220´195¯: le operazioni ·olte a promuo·ere la qualita dello spazio pubblico, come
speciíicato dal RUL(, 1itolo Ouinto, (apo Primo Sezione 1erza, art. 13¯, La qualita urbana degli spazi
non ediíicati`.

)ra.torva.iovi avvi..ibiíi aeíía piveta co.tiera. covtorvavte .ito ai ivtere..e covvvitario rievtravte veí perivetro aeíí`area
tvteíata aaííe ai.po.i.iovi ai cvi aíía í. 220´1·:¨t^).. .rt. 1:. covva 2)
L` area pinetale coníigura bene tutelato per legge ai íini della protezione delle qualita dell`ambiente na-
turale. Nell`area sono consentiti inter·enti di miglioramento a scopo produtti·o, inter·enendo nelle íorme
di go·erno, e nella composizione íloristica con graduale sostituzione dei pini con il leccio.
Sono pertanto consentiti inter·enti íinalizzati ad accrescere il ·alore ecologico, ambientale e paesaggi-
stico dell`impianto arboreo, con azioni di rinaturalizzazione e di riíorestazione a ía·ore delle associazioni
·egetali che nel processo di e·oluzione possano raggiungere il climax tipico dell`area dunale.
L'esercizio della gestione sil·ocolturale ·a indirizzata altresi al diradamento progettato della pineta, a
partire dalle e·entualmente esistenti chiarie, e alla promozione dell`espansione e dello s·iluppo delle specie
delle comunita ·egetali autoctone, da eííettuare nel rispetto degli equilibri biologici íloro-íaunistici gia pre-
senti nell`ecosistema. L` consentita in tal senso la rimozione della ·egetazione spontanea legnosa di coloniz-
zazione secondaria, .da accompagnare con adeguate misure di sistemazione delle terre, al íine di assicurare
idonee condizioni di drenaggio superíiciale e di conser·azione dei suoli. L` ammissibile la manutenzione e
la realizzazione di piste írangiíuoco, di esbosco, di ser·izio e íruizione, di larghezza non superiore a 2,50
metri lineari, strettamente moti·ate dalla necessita di migliorare la gestione e la tutela, non asíaltate, né pa-
·imentate con altri materiali impermeabilizzanti, né di ostacolo al deílusso delle acque.
Non possono in alcun caso essere consentiti: a, l'asporto di materiali e i mo·imenti di terra, quali sban-
camenti, riporti e simili, che non siano strettamente íinalizzati a inter·enti di restauro del paesaggio: b, il
deposito permanente di qualsiasi corpo ingombrante suscettibile di alterare lo stato del terreno sottostante:
c, la raccolta, l'asportazione, il danneggiamento degli esemplari autoctoni íloristici spontanei e íaunistici sel-
·atici, sal·i gli e·entuali inter·enti mirati di prelie·o seletti·o, eííettuati o prescritti dai soggetti competenti:
d, l'introduzione in qualsiasi íorma di specie ·egetali e animali non autoctone.
Le azioni ·olte alla ·alorizzazione ed umanizzazione della pineta costiera, Sito di Interesse (omunita-
rio`, sono da sottoporre a ·alutazione di incidenza`, come sancito dall`art 5 del DPR 8 Settembre 199¯, n.
35¯ per la conser·azione degli habitat naturali dei Siti di Interesse (omunitario, cui si riconduce la rete eco-
logica Natura 2000`. L`umanizzazione della pineta puo perseguirsi ·agliando attra·erso la Valutazione di
incidenza` la compatibilita di realizzazione di attrezzature di ristoro di ser·izio ai íruitori, localizzate in
prossimita delle inírastrutture ·iarie che delimitano l`area pinetata, e accessibili attra·erso la rete di piste di
ser·izio e íruizione, allestite in coníormita alle disposizioni di cui al RUL(, art. 128, capo·erso 2, comma 3
Inter·enti sulla rete di relazione`. La ·alutazione di incidenza` incorpora la Relazione paesaggistica`, di
cui al Decreto del Presidente del (onsiglio dei Ministri emanato in data 12 Dicembre 2005, in applicazione
di quanto sancito dall`art.146, comma 5 del (odice dei beni culturali e del paesaggio`.
Negli inter·enti di rinaturalizzazione della pineta costiera ·a promossa la rinno·azione naturale attra-
·erso la specie ·egetale del leccio`. Negli inter·enti di rinaturalizzazione delle sponde dell`al·eo del íiume
Salzo, ·a promossa il raííorzamento degli impianti arborati a íilari, e·entualmente piantumando colture di
pioppi, ·olti a segnare orli. Sono oggetto di protezione gli esistenti íilari di eucalipti o altre essenze arboree
installati lungo canali irrigui e tratte di ·iabilita. Ne ·a eííettuato il mantenimento, e laddo·e si promuo·a
potenziamento o riuso di tratte di rete, altresi il potenziamento degli impianti di arborato. L' ammissibile il
ripristino di lembi di palude costiera, e speciíicamente la íormazione del Parco pubblico della Laguna di
Paestum`. In tutti gli inter·enti su tratte di rete, irrigua o ·iaria, ·a proposta l`immagine della strada giardi-
no, e di rete ·erde`. Nelle íasce inediíicabili di protezione del nastro stradale ricadenti nel perimetro zona-
le, ·a sollecitata la piantumazione di essenze arboree, idonee a promuo·ere attenuazione di íragilita paesag-
gistica, nonché di inquinamento acustico ed olíatti·o.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 107
Alle attrezzature ricetti·e esistenti coníormanti campeggi site nel contesto della pineta costiera si appli-
cano le disposizioni caratterizzanti la zona normati·a del tipo D, nonché le disposizioni concernenti i com-
plessi turistici ricetti·i complementari di cui all`art. 12¯ del RUL(. L` da programmare nella íormazione del
PUA di cui all`art. 43 la delocalizzazione del campeggio costiero con ricorso al procedimento compensati·o
comportante traslazione di consistenza immobiliare su aree pubbliche a destinazione coníorme, e riallesti-
mento dei siti per spazi pubblici promuo·enti íruizione della naturalita.

Parco pvbbíico aeíía íagvva ai Pae.tvv t^).. .rt. 1:. covva :. capor. 1)
La speciíicazione normati·a delle trasíormazioni ammissibili si rappresenta negli elaborati cartograíici ad
eííicacia precetti·a del PU(, del tipo P.3-P.4. La speciíicazione delle modalita di attuazione ·iene deíinita
all`art.93 delle N1A.

Parcbi tívriaíi aeí ´eíe e aeí ´oíotrove
L`amministrazione comunale cura la íormazione di speciíico strumento attuati·o concernente le aree dei
parchi ílu·iali del Sele e del Soloírone`, o loro parti, redatto in coníormita alle prescrizioni del PU(, nella
íorma di piano attuati·o o progetto unitario di inter·enti di allestimento di spazi e correlate attrezzature di
íruizione, dal quale conseguano progetti deíiniti·i di opere pubbliche, acquisendo su tale base i cespiti im-
mobiliari attra·erso esproprio, o procedura compensati·a. Agli usi produtti·i agricoli-zootecnici si applicano
le disposizioni zonali di cui alle presenti N1A.
In attesa della íormazione e legittimazione dello strumento attuati·o, per la disciplina di uso, inter·ento
ed attuazione concernente i cespiti immobiliari partecipi della zona normati·a si applicano le disposizioni
concernenti le aree tutelate da rischio idraulico di cui alle Norme del Piano dell`Autorita di Bacino, 1itolo
II, art. 8, "Aree a rischio idraulico", riportate al`art. 112 delle presenti N1A. Le aree oggetto di tutela dal ri-
schio idrogeologico e di írana, come perimetrate e classiíicate nel piano stralcio delle Autorita di Bacino del
Sele, e riportate negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU( del tipo P.3-P.4, sono oggetto di
limitazioni alle trasíormazioni ammissibili, sancite dal suddetto Piano specialistico.

Di.cipíiva aeííe tra.torva.iovi ivtra.trvttvraíi avvi..ibiíi veí perivetro aeíía .ova ai prote.iove ai cvi aíía íegge
220´1·:¨ t^).. .rt. 1ó)
Gli inter·enti di nuo·a realizzazione di inírastrutture tecnologiche coníiguranti reti sono ammissibili,
qualora siano completamente interrati.
Sono ammissibili nuo·e tratte di ·iabilita e parcheggi qualora coníormi ai tracciati, alla tipologia della
strada giardino, ed alle opere di protezione, di cui alla rappresentazione proposta negli elaborati cartograíici
ad eííicacia precetti·a del PU(, del tipo P.2-P.3-P.4. Si rende opportuno progetto di riqualiíicazione delle
aree interposte tra la pineta e la spiaggia, qualora oggetto di a··enuti precari inter·enti di inírastrutturazio-
ne ·iaria.
Sono ammissibili inter·enti ·olti alla realizzazione di nuo·i percorsi , pedonali, ciclabili, equestri, qualo-
ra coníormi ai tracciati, alla tipologia, ed alle opere di protezione, di cui alla rappresentazione proposta negli
elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, del tipo P.2-P.3-P.4: o qualora speciíicati progettual-
mente negli strumenti urbanistici di attuazione, nel rispetto delle seguenti caratteristiche: a, larghezza media
non superiore ai mt. 2.5: b, muri di contenimento ed opere d`arte in pietra da taglio calcarea locale o in c.a.
ri·estito in pietra: c, sistemazione delle scarpate con piantumazioni operate con specie autoctone, sal·a-
guardando la ·isibilita dei ·ersanti panoramici: d, di·ieto di usare asíalto o cemento per la pa·imentazione,
ricorrendo, in·ece, a materiali che assicurino la completa permeabilita e, comunque, riponendo massima at-
tenzione al deílusso delle acque: e, per i percorsi equestri ·a pre·ista la sistemazione superíiciale del percor-
so con materiale naturale resistente alle sollecitazioni meccaniche: í, separazione tra le piste ciclabili, o e-
questri, ed i percorsi pedonali qualora lo s·olgersi di tali percorsi a··enisse in modo parallelo, da realizzarsi
attra·erso aiuola continua di larghezza non iníeriore a mt. 1.50. In tali aiuole di separazione, qualora si ri-
scontri mancanza di consone superíici, potra íarsi ricorso a ·arieta arborea a taglia ridotta inter·allata da
siepi libere costituite da gruppi compatti di arbusti sempre·erdi che ·anno messe a dimora tra gli elementi
del íilare con lo scopo di impedire l`attra·ersamento pedonale: l`attra·ersamento pedonale andra assicurato
in punti selezionati. Va perseguito il ripristino dei sentieri esistenti.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 108
Le tratte di nuo·a ·iabilita riportate negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, e il ·erde
arborato che ne deíinira l`orlo, sono da ritenersi compatibili con la tutela delle aree ·incolate.
Sono ammessi inter·enti ·olti alla realizzazione di segnaletica ad uso di orientamento, da progettare ed
eseguire in coníormira a criteri condi·isi dalla Soprintendenza Archeologica

1itolo Quinto, Capo Primo, Sezione Seconda: Beni e complessi storici, insediamento storico ur-
bano, beni isolati di interesse storico, la zona normativa del tipo A.2 (N1A, Art. 47).
Il ruolo che assumono gli inter·enti sul patrimonio edilizio ed urbanistico esistente ne conducono a
speciíicare la disciplina attra·erso:
- Norme di contenuto generale, ·alide nelle z.n. del tipo A.2, concernente l'insediamento storico:
- Norme di contenuto speciíico, ·alide con riíerimento alla singola zona normati·a elementare.
- Norme dettate nel RUL(, al 1itolo Ouinto, con riíerimento ad inter·enti sull`ediíicato esistente, art. 136: e
sullo spazio non ediíicato, art. 13¯-138.
In coníormita alle consistenza e condizione del patrimonio edilizio esistente, come ·eriíicato nelle ana-
lisi e nella ·alutazione del bisogno abitati·o, prioritario ruolo assol·e nel PU( l'obietti·o del recupero con-
ser·ati·o diííuso del patrimonio edilizio esistente di interesse storico, da attuarsi con modalita compatibili
con i ·alori riconosciuti. Signiíicati·e componenti del patrimonio suddetto rientrano nelle z.n. del tipo
A.2. Pertanto la disciplina delle dette zone normati·e coníigura, in correlazione con le deíinizioni degli in-
ter·enti conser·ati·i proposte nel RUL( agli art.li 34-35, signiíicati·o strumento ·olto a perseguire l'obiet-
ti·o del recupero conser·ati·o diííuso del patrimonio edilizio caratterizzante l`insediamento storico.
Il perimetro delle zone n. del tipo A.2 , come riportato negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a
del PU(, partecipa del perimetro della zona di recupero. Attra·erso le N1A si speciíicano le trasíormazio-
ni ammissibili operando attra·erso inter·enti edilizi selezionati tra quelli riportate nel 1itolo Secondo, e
speciíicati al (apo Secondo del 1itolo Secondo del RUL(, ritenuti compatibili con i caratteri del tessuto
urbanistico ed edilizio. La disciplina degli inter·enti edilizi di recupero si applica a··alendosi delle norme di
seguito descritte: nonché alla disciplina degli inter·enti edilizi rappresentata nel Regolamento Urbanistico
ed Ldilizio`.

Di.cipíiva ai vtiíi..a.iove tvv.iovaíe
Valgono le deíinizioni concernenti le atti·ita ammissibili, abitati·e, ·olte a produrre ser·izi: produtti·e:
agricole produtti·e, turistico ricetti·e, i parcheggi.
All'interno del perimetro della z.n. del tipo A.2, e ammessa l'utilizzazione degli ediíici esistenti per l'e-
sercizio delle seguenti atti·ita: atti·ita abitati·e e residenziali: atti·ita direzionali e terziarie, quali uííici, studi
proíessionali, alberghi, con·i·enze: atti·ita religiose, quali ediíici per culto: atti·ita ricetti·e turistiche o
·olte alla ristorazione: atti·ita produtti·e artigiane, quali esercizi e laboratori artigiani di ser·izio alla popola-
zione, ed alle atti·ita, non inquinanti, sia nel rumore, che di suolo, aria ed acqua: atti·ita colletti·e, quali sa-
le di spettacolo, ediíici per lo sport e la ricreazioni, per l'istruzione e la cultura, con emissioni sonore com-
patibili con i ·alori di attenzione di cui alla L. 26 Ottobre 1995, n. 44¯: atti·ita connesse alla íormazione :
atti·ita connesse alle transazioni commerciali, quali negozi per la distribuzione, mercati rionali: atti·ita ·ol-
te alla pre·enzione ed assistenza sanitaria, quali ospedali e ambulatori: atti·ita amministrati·e, quali sedi di
rappresentanza e di amministrazione, uííici di pubblica sicurezza.
Autorimesse e parcheggi, in quanto correlati all'esercizio delle atti·ita, sono ammessi, purche non ne
deri·i disturbo o molestia e purche la ·iabilita risulti adeguata alle esigenze delle citate atti·ita.
Sono ammesse le modiíiche di destinazioni di uso, che contribuiscono alla ·alorizzazione del patrimo-
nio artistico, storico, archeologico, testimoniale: al suo recupero con inter·enti compatibili: alla diííusione
di ser·izi ·olti al consumo íinale pri·ato, alla domanda turistica ed all'artigianato di ser·izio e produzione:
nonche ad incrementare l'attrazione per l'uso residenziale.
La disciplina concernente la speciíica zona elementare deíinisce l'utilizzazione íunzionale compatibile.
Le utilizzazioni íunzionali non speciíicate, se richieste, sono da dimostrare nella loro compatibilita con le
caratteristiche di uso pre·alenti nella zona elementare.
ía Zova vorvatira aeí tipo ..2. covcervevte íe Covpovevti ea eíevevti territoriaíi ai ivtere..e .torico : í`iv.eaiavevto .tori·
co vrbavo t^).. .rt. 1º)
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 109
Nel perimetro delle zone territoriali omogenne caratterizzanti gli usi urbani` del suolo, si perimetra
l`insediamento urbano di interesse storico. Nel perimetro delle zone territoriali omogenne caratterizzanti
gli usi non urbani` del suolo si perimetrano immobili isolati di interesse storico`.
La classiíicazione dei singolo beni attra·erso sigle richiama il procedimento di indi·iduazione e perime-
trazione assunto nella redazione dei quadri ricogniti·i, allegati al presente PU(. La zona normati·a elemen-
tare del tipo A.2 e assimilata alla z.t.o. del tipo A, come deíinita nel disposto del d.m. 02.04.1968 n.1444.
L`insediamento storico si articola nelle seguenti zone normati·e elementari:
..2.a ^vcíeo avtico insediamento extraurbano connesso allo s·iluppo storico di insediamento maggiore, o
di sistema insediati·o territoriale LR.25´09´2002, 1it. I°, art. 2, comma b,. A tale deíinizione si riconduce
l`insediamento extraurbano costituito dal complesso monumentale d'interesse culturale storico - artistico -
paesaggistico - religioso della Madonna del Granato, e le aree circostanti caratterizzanti l`interazione tra ·a-
lori scenici di orizzonte conseguenti alla coníormazione naturale del suolo e ·alori antropici: ed il connesso
complesso monumentale d'interesse storico - paesaggistico del (astello di (aput Aquae, ed i siti adiacenti.
Il PU( pre·ede la costituzione del Parco della (ollina sottostante il Monte (arpazio`, coin·olgente il (a-
stello di (aput Aquae, il Santiario della Madonna del Granato, la ca·a in localita Pietrale, e gli adiacenti siti
connotanti l`ambiente naturale. Ai suddetto beni si applica la disciplina delle speciíiche zone normati·e cui
partecipano, coordinata nelle relazioni tra le unita costituti·e attra·erso comparto del tipo A.d, come si rap-
presenta negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, del tipo P.3-P.4.
..2.b Cevtro .torico agglomerato insediati·o urbano gia centro di cultura locale e di produzione artistica,
contenente opere d`arte entro il contesto storico per cui sono nate, ed in rapporto con il tessuto urbano ed
al contesto paesaggistico di pertinenza, e che conser·ano l`aspetto ed i connotati di insieme della citta stori-
ca, l.r.25´09´2002, 1it. I°, art. 2, comma a,. A tale deíinizione si riconduce l`insediamento di (apaccio (a-
poluogo, come perimetrato degli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(, del tipo P.3-P.4.
..2.c ív.eaiavevto vrbavo ai ivtere..e .torico parti del territorio risultanti ediíicate con sostanziale continuita
e con impianto íortemente caratterizzato, e comunque riconoscibile, entro la prima meta del XX secolo,.
..2.a ív.eaiavevto vrbavo ai ivtere..e te.tivoviaíe. íormalizzato mediante progettazione unitaria dell`impianto
e dell`ediíicazione. A tale deíinizione si riconduce l`insediamento dei Borghi della Riíorma.
..2.e ívvobiíi i.oíati ai ivtere..e .torico
Gli elaborati ricogniti·i hanno indi·iduato e perimetrato gli immobili isolati di interesse storico`.
..2.g 1iabiíita .torica
ía ai.cipíiva vrbavi.tica ea eaiíi.ia. Pre.cri.iovi geveraíi
Nello speciíicare disposizioni generali si e íatto riíerimento alla deíinizione degli inter·enti edilizi
esposta nel RUL(, 1itolo Secondo, (apo Secondo, art.lo 29 e seguenti
A meno di limitazioni all'uso riportate nella speciíicazione normati·a della singola area normati·a, sono
compatibili con le caratteristiche di zona le seguenti atti·ita congrue con le disposizioni di cui al 1itolo Se-
condo, (apo Secondo, Sezione Prima, art.li 13 e seguenti:
- atti·ita abitati·e 1it. II, art. 14, tipo 1, residenza permanente: tipo 2, residenza turistica,:
- atti·ita di ser·izio per il consumo íinale pri·ato 1it. II, art. 15, tipo 1, usi di tipo diííusi·o: tipo 3, atti·ita
commerciali al dettaglio: tipo 6, atti·ita pararicetti·e ed esercizi pubblici,
- atti·ita produtti·e 1it. II, art. 16, tipo 1, atti·ita artigianali di ser·izio alle íamiglie ed alla produzione, e
laboratoriali, compatibili con gli usi residenziali, da punto di ·ista del rumore, del traííico generato, e del-
l'inquinamento di suolo ed aria.
- atti·ita produtti·e turistico-ricetti·e 1it. II, art. 18, tipo 1, atti·ita ricetti·e a rotazione d'uso,.
- atti·ita connesse all'istruzione, dell'obbligo, e della íormazione superiore.
- attrezzature pubbliche e di uso colletti·o.
Non sono compatibili all'uso le pertinenze agricole costituite da stalle. Le e·entuali pertinenze agricole
dismesse possono essere oggetto di riuso attra·erso inter·enti di recupero dei ·olumi, eííettuato nel rispet-
to delle preesistenti caratteristiche ·olumetriche, proíili, e copertura tradizionale. L'inter·ento si coníigura
come di ristrutturazione. Sono compatibili le autorimesse, a meno di speciíiche disposizioni zonali.
L' esercitabile il cambiamento di destinazione d'uso anche parziale, per íunzioni compatibili con l'im-
pianto tipo moríologico, producenti ser·izi pubblici istituzionali, scientiíico culturali, museali,: ser·izi di
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 110
uso colletti·o uííici, ser·izi commerciali,: ricetti·ita alberghiera: parcheggi pertinenziali: abitazioni.
Gli inter·enti sulle unita minime sono ad attuazione diretta, a meno di speciíicazioni presenti nei qua-
dri normati·i cartograíici del PU( concernenti l'attuazione attra·erso disciplina di comparto.
Gli inter·enti intrapresi da promotori pri·ati sulle unita edilizie di interesse testimoniale sono oggetto
di attuazione diretta, con permesso di costruire o concessione correlata a con·enzione .
Gli inter·enti di manutenzione ordinaria e straordinaria sono oggetto di dichiarazione di inizio atti·ita
con asse·erazione.
Gli inter·enti comportanti ristrutturazione edilizia, anche parziale, de·ono acquisire titolo abilitati·o
coníigurato da permesso di costruire, correlato a con·enzione o atto unilaterale d'obbligo.
La realizzazione di parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto e oggetto di permesso di costruire
gratuito, correlato ad atto d'obbligo. L'area normati·a e l'unita minima di inter·ento costituiscono riíeri-
mento di progettazione architettonica compiuta concernente il consolidamento, l' adeguamento, il risana-
mento, la ristrutturazione, l' allestimento interno, la íinitura esterna.
Gli inter·enti di adeguamento íunzionale di unita immobiliari con implicazioni dimensionali sono da ri-
tenersi di ristrutturazione edilizia, oggetto quindi di concessione onerosa.
Gli inter·enti sul costruito sono da correlare ad inter·enti sugli spazi non costruiti, ricorrendo a proget-
to di insieme. L'atto autorizzati·o de·e íare riíerimento alle modalita di inter·ento assentite attra·erso il
pro··edimento, a·ente ad oggetto il costruito ed il non costruito.
ía ai.cipíiva vrbavi.tica aeíía .ova vorvatire eíevevtare aeí tipo ..2.a. pre.cri.iovi .peciticbe covcervevti ií vvcíeo avtico
ea i bevi aaiacevti t^).. .rt. 1·)
La zona normati·a elementare denominata nucleo antico` concerne i complessi architettonici della
Madonna del Granato, e del castello medioe·ale di (aput Aquae. I suddetti elementi risultano partecipi
dell`insediamento storico, e questo speciíico interesse si correla altresi ad interesse relazionale, conseguente
dalla ruolo íocale conseguente dalla ·isione dalla pianura e dal mare: e dal ruolo di bel·edere paesaggistico
connesso alla loro íruizione. (aratterizzano pertanto la zona normati·a i seguenti beni:
- il complesso monumentale della Madonna del Granato d'interesse religioso, e culturale storico - artistico -
paesaggistico, non·he le aree circostanti caratterizzanti l`interazione tra ·alori scenici di orizzonte
conseguenti alla coníormazione naturale del suolo e ·alori antropici.
- il complesso monumentale d'interesse storico e paesaggistico del (astello di (aput Aquae, ed i siti adia-
centi.
Sulla base della rappresentazione proposta negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(,
del tipo P.3-P.4, i suddetti cespiti immobiari, congiuntamente ai cespiti immobiliari siti nella localita Pietra-
le ed inglobanti l`esistente ca·a ed i siti adiacenti, coníormano il Parco delle colline del Monte (arpazio`.
L`esistente ca·a coníigura detrattore paesistico ambientale`, ed e quindi da ricon·ertire nell`uso e nella
articolazione tipologica e moríologica, in coníormita alle prescrizioni di seguito esposte. Sulle singole com-
ponenti dell`area di parco e ammissibile l`inter·ento diretto, coerente con l`obietti·o di ·alorizzazione, in-
trinseco al Parco.
Nell`ambito di inter·ento di recupero di unita edilizie esistenti e ammissibile la modiíicazione della mo-
dalita di uso, qualora l`inno·azione nell`uso contribuisca a qualiíicare i ser·izi oííerti ai íruitori dell`area di
parco. Nell`ambito di inter·ento di recupero di spazi aperti accessibili da tratta di ·iabilita, e ammissibile la
modiíicazione della modalita di uso, con riuso a spazi di parcheggio, paesaggisticamente compatibile.
L` ammissibile la realizzazione di impianto di mobilita a rete aerea, nella íorma di seggio·ia o cabino·ia.
Ia ruolo indicati·o il tracciato riportato nella rappresentazione proposta negli elaborati cartograíici ad eííi-
cacia precetti·a del PU(
I cespiti immobiliari non oggetto di ·incolo dichiarato ricadenti nel perimetro zonale sono ritenuti di
primario interesse storico architettonico e paesaggistico. Le aree libere da ediíicazione, a ·erde ornamentale
aree connotate da colture non di reddito agricolo, destinate al godimento e praticate in spazi di pertinenza
di residenze,, o ad utilizzazione agricola, o boschi·a, o inusate, sono ritenute di primario interesse paesaggi-
stico in conseguenza di ·alutazioni qualitati·e íormulate attra·erso la ricognizione, per la complementarieta
con i beni di interesse storico.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 111
Di.cipíiva a´ivterrevto
Sono ammissibili nel perimetro della zona normati·a le atti·ita di ricerca e´o di restauro: di ·alorizza-
zione delle modalita di íruizione, condotte sotto l`egida delle autorita competenti in materia di beni storici
o archeologici: di consolidamento inírastrutturale ·olto alla promozione di aree di parcheggio pubblico ne-
cessarie alla íruizione del parco collinare o dei singoli beni storici.
Inter·enti sui singoli beni sono da inquadrare nell`azione gestionale ·olta alla costituzione del parco
del Monte di (apaccio Vecchio`, in coníormita agli indirizzi rappresentati negli elaborati cartograíici ad eí-
íicacia precetti·a del PU(.
Va speciíicato attra·erso progetto unitario, di cui al RUL(, 1itolo 1erzo, (apo 1erzo, art. ¯¯,
l`inter·ento ·olto a dotare di area di parcheggio il Santuario della Madonna del Granato. Al progetto unita-
rio si demanda la speciíicazione progettuale della mobilita su rete aerea, degli impianti di accesso, e dei par-
cheggi integranti l`uso.
Sulle aree che dai pre·igenti usi risultano a destinazione naturalistica sono ammissibili inter·enti di re-
cupero e risanamento, escludendosi l`uso di materiali quali l`asíalto, suscettibili di alterarne i caratteri natu-
rali. Nell`e·entualita della íormazione di piano di recupero, sono ammessi inter·enti di restauro scientiíico o
risanamento conser·ati·o, con le destinazioni ritenute compatibili dalle competenti Soprintendenze.
All`esistente patrimonio edilizio coníorme alla pre·igente disciplina urbanistica si applicano le disposi-
zioni enunciate con riíerimento alla zona normati·a del tipo A.1.
Nell'articolazione delle operazioni, il progetto concernente unita edilizia de·e pre·edere gli inter·enti di
adeguamento socio sanitario, e di consolidamento statico ed antisismico, deíiniti nelle caratteristiche pro-
gettuali sulla base della compatibilita riscontrata dalla Soprintendenza archeologica, qualora comportanti
operazioni di esca·azione o sui piani terra: e dalla commissione integrata cui e demandata la gestione del
nulla osta autorizzati·o di cui al DL n. 42´2004, riscritto con il DL 62-63´2008.
Le aree costituenti la zona elementare, coníiguranti giardini pri·ati prospicienti le unita edilizie oggetto
di tutela, possono essere destinati a parco di uso pubblico, con·enzionando con il comune il modo di uso,
comunque mirato alla ·alorizzazione culturale e sociale dei beni archeologici e dei beni di interesse biologi-
co naturalistico.
Gli inter·enti di restauro autorizzati dalle competenti Soprintendenze sono oggetto di "d.i.a.".
La realizzazione di parcheggi di pertinenza e oggetto di titolo abilitante gratuito, correlato ad atto d'ob-
bligo.
Il progetto di inter·ento sull`esistente patrimonio edilizio, nell'articolazione delle operazioni, de·e pre-
·edere la priorita attribuita agli inter·enti di adeguamento e di consolidamento antisismico.
Gli inter·enti sul costruito sono da correlare ad inter·enti sugli spazi non costruiti, ricorrendo a proget-
to integrato di recupero dell'insieme degli spazi. Il titolo abilitante de·e íare riíerimento alle modalita di in-
ter·ento assentite attra·erso il pro··edimento, a·ente ad oggetto il costruito ed il non costruito.
ía ai.cipíiva vrbavi.tica aeíía .ova vorvatire aeí tipo ..2. pre.cri.iovi .peciticbe covcervevti íe .ove vorvatire eíevevtari
aeí tipo ..2.b. ..2.c. ..2.a. partecipi aeíí` iv.eaiavevto .torico vrbavo t^).. .rt. :0)
· Z.v.e. aeí tipo ..2.b. cevtro .torico ivairiavato iv Capaccio Capoívogo
L` recepita nel PU( la disciplina di utilizzazione, inter·ento ed attuazione sancita nel piano di recu-
pero` del centro storico redatto per iniziati·a del comune. Nel perimetro giurisdizionale del piano di recu-
pero gli inter·enti do·ranno risultare coníormi alle disposizioni dettate dal suddetto piano.
Nel perimetro dell`insediamento storico non oggetto di speciíica disciplina dettata dal piano di recupero
si applicano le disposizioni seguenti.
Sono ammesse le destinazioni in atto. Sono ammessi uííici proíessionali, purché tali destinazioni non
comportino alterazioni nella struttura tipologica e architettonica. Le destinazioni commerciali debbono esse-
re conser·ate, sal·o che esigenze di restauro delle strutture originarie dell`unita edilizia entrino con esse in
conílitto. Valgono a questo proposito le indicazioni del piano commerciale. Vanno altresi conser·ate le des-
tinazioni artigianali di ser·izio alla residenza ed alla íruizione turistica, non moleste.
Le atti·ita proprie all' artigianato produtti·o a conduzione indi·iduale sono ammesse qualora non
richiedano l`ediíicazione o l`ampliamento di ambienti specializzati, quali capannoni e simili, nel perimetro
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 112
della zona normati·e del tipo A.2: e sempre che l'atti·ita non arrechi molestie di alcun genere e non con-
templi la·orazioni insalubri, né sia allocata in immobili interni a zone l e´o G, coníormanti spazi pubblici.
(on l`obietti·o di raííorzare gli usi produtti·i compatibili, il PU( ha perimetrato per tali atti·ita speci-
íica zona normati·a specialistica a ridosso del centro storico. In presenza di delocalizzazione di atti·ita esis-
tente insediata nel perimetro della zona normati·e del tipo A.2 nella zona di trasíormazione specialistica, si
ammette il recupero con riuso dei manuíatti edilizi gia sede dell'atti·ita produtti·a, da attuarsi con modalita
tali da ritenersi non pregiudizie·oli dalla competente Soprintendenza.
Sono ammesse atti·ita ricetti·e e pararicetti·e, esistenti o di nuo·a realizzazione, in questo secondo caso
purché compatibili con le modalita di inter·ento ammesse. Le atti·ita di carattere pubblico o di ser·izio so-
ciale corrispondenti alle destinazioni di cui alle zone l1, l2, G1 e G2, sono ammesse all`interno di spazi
e´o immobili pubblici o pri·ati esistenti, purché l`adattamento necessario delle unita di inter·ento risulti
compatibile con la conser·azione.
Sono ammesse destinazioni pri·ate aperte all`uso del pubblico, quali luoghi di ricreazione e di spetta-
colo, circoli culturali, politico-sindacali e simili, sempre che non si crei incompatibilita con le modalita di in-
ter·ento ammesse. Non sono ammesse autorimesse di uso pubblico, nonché strutture di tipo industriale.
Moaaíita ai ivterrevto t^).. .rt. :0. covva 2)
L` ·ietata di norma qualsiasi manomissione suscettibile di alterare il carattere storico architettonico degli
ediíici. In modo particolare e ·ietato: trasíormare íinestre in porte-íinestre, modiíicare ·ani di ingresso alla
strada, aprire nuo·e íinestre, íormare nuo·i balconi e balconcini, installare all`esterno iníissi metallici e´o di
materiale plastico, apporre ri·estimenti esterni di ceramica o di altro materiale estraneo agli usi storici, tras-
íormare le coperture, apporre insegne contrastanti con i caratteri dell`ambiente.
In sede di íormazione di ulteriori piani di recupero, o di programmi integrati di inter·ento, gli inter·enti
ammissibili di norma sono i seguenti:
- restauro scientiíico negli ediíici di maggior pregio architettonico:
- restauro e risanamento conser·ati·o nella generalita dei casi:
- manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia negli ambienti piu po·eri e meno qualiíicati
non ancora adibiti a regolare abitazione, o··ero pri·i di certiíicato di abitabilita:
- demolizione parziale o totale delle parti ediíicate incoerenti con l'organismo architettonico, qualora
la loro presenza coníiguri contrasto con l`ambiente o metta in essere condizioni igieniche non tollerabili,
sulla base di ·alutazioni coerenti con il progetto di restauro o risanamento conser·ati·o:
- ripristino tipologico, laddo·e si sono a·uti inter·enti recenti su aree storicamente libere, ai íini di
rideíinire i caratteri ambientali coerentemente con la struttura urbanistica storica:
- nel caso di rustico esistente di una costruzione interrotta, se ne ammette la riediíicazione mantenen-
do la íorma e l`altezza esistente, perseguendo la riíunzionalizzazione statica ed estetica, anche con un mode-
sto incremento ·olumetrico.
La demolizione e ricostruzione di speciíiche unita edilizie puo contemplarsi ai íini dell`adeguamento alle
norme antisismiche qualora moti·ata dalle ragioni progettuali enunciate nel piano di recupero. Gli spazi
liberi, gli orti e giardini interstiziali sono soggetti a risanamento e recupero `.
Paravetri ai eaitica.iove
Valgono le disposizioni del piano di recupero, e per le parti esterne, le disposizioni concernenti la con-
sistenza e le categorie di inter·ento congrue con il restauro, il risanamento conser·ati·o, il ripristino tipolo-
gico, la parziale ristrutturazione edilizia connessa ad inter·ento di restauro o risanamento conser·ati·o,
come sancite dall`obbligatoria autorizzazione di compatibilita paesaggistica.
Z.v.e. aeí tipo .. 2.c ív.eaiavevto vrbavo ai ivtere..e .torico. ivairiavato veíía 1iíía Ricciarai o Doria D`.vgri
t^).. .rt :0. covva ²)
Valgono le disposizioni sancite nella Deliberazione del (onsiglio (omunale n. 29 del 12´04´2010, a-
·ente ad oggetto (ambio di destinazione d`uso della Villa Doria D`Angri in localita Ponte Barizzo`, coníi-
gurante ·ariante urbanistica al Prg appro·ato con decreto del Presidente della Giunta Pro·inciale pubblica-
to sul B.U.R.(. n. 2 del 13 Gennaio 1992. Al parco della ·illa si applica la categoria di inter·ento mirata al
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 113
suo risanamento`: ·anno rigorosamente conser·ate le alberature esistenti che, in caso di deperimento,
debbono essere adeguatamente sostituite nello stesso luogo. Va perseguito il mantenimento del (entro So-
ciale-Ricreati·o dell`Istituto Suore Piccole Operaie dei Sacri (uori. L`istituto puo essere oggetto di inter-
·enti di adeguamento íunzionale e dimensionale, se necessario di ristrutturazione edilizia.
Z.v.e. aeí tipo ..2.a ív.eaiavevto vrbavo ai ivtere..e te.tivoviaíe. ivairiavato vei ßorgbi ai Crovoía: Capaccio ´caío
: Cata..o: Pagíiara aeíía 1i.cegíia t´piva..o) t^).. .rt :0. covva 1)
Le strutture edilizie debbono mantenere le caratteristiche che ri·estono all`atto dell`adozione del PU(:
nel perimetro zonale non sono ammesse nuo·e costruzioni.
Gli ediíici possono essere soggetti ai seguenti inter·enti: a., Manutenzione ordinaria: b., Manutenzione
straordinaria: c., Restauro scientiíico: d., Restauro e Risanamento conser·ati·o.
Le modalita di utilizzazione sono da indi·iduare tra quelle compatibili con i caratteri architettonici che
assicurino il recupero conser·ati·o degli immobili, pri·ilegiandosi per i tabacchiíici destinazioni museali, o
poliíunzionali con atti·ita di interesse colletti·o aperte al pubblico.
Gli spazi liberi possono essere oggetto di recupero e risanamento `. Vanno rigorosamente conser·ate
le alberature esistenti: in caso di loro deperimento esse debbono essere adeguatamente sostituite nello stesso
luogo.
)abaccbiticio ai Cata..o
Valgono le disposizioni di cui al precedente comma. Il tabacchiíicio potra tro·are idonea utilizzazione in
correlazione con l`attrezzatura íieristica cui ·engono destinati suoli partecipi del nucleo insediati·o di
(aíasso, attra·erso percorsi pedonale da realizzare attra·erso sottopasso della rete íerro·iaria. Nel riuso ·a
·agliata tra le opportunita l`allestimento del Museo Virtuale di Poseidonia`.
Nell`acquisizione al patrimonio pubblico, e ammissibile il ricorso alla disciplina compartuale íondata su
compensazione di quote di ediíicazione, in correlazione con la praticabile disciplina espropriati·a. La disci-
plina compartuale ·iene speciíicata nell`elaborato del tipo P.6. Il 1abacchiíicio e l`adiacente zona normati·a
del tipo lt-l2 coníorma ambito a destinazione pubblica di comparto, comportante traslazione di ediíica-
bilita assentita al comparto localizzata a··alendosi della zona normati·a del tipo (.1, partecipe dell`ambito
ediíicabile del comparto.
ía ai.cipíiva vrbavi.tica aeíía Zova vorvatire aeí tipo ..2. pre.cri.iovi .peciticbe covcervevti íe .ove vorvatire eíevevtari
aeí tipo ..2.e. ivvobiíi i.oíati ai ivtere..e .torico t^).. .rt. :1).
:1.1. ßevi vorvati
Sono oggetto delle disposizioni zonali gli immobili elencati, indi·iduati e perimetrati nella ricognizione,
e rappresentati negli elaborati cartograíici ad eííicacia precetti·a del PU(.
Obietti·o del PU( e la conser·azione degli elementi del patrimonio, anche attra·erso ri·italizzazione
sollecitata da inno·azione nella modalita di uso, ed e·entuale adeguamento íunzionale e dimensionale. Gli
immobili possono essere assoggettati ai seguenti inter·enti:: a., manutenzione ordinaria: b, manutenzione
straordinaria: c, restauro scientiíico: d, restauro e risanamento conser·ati·o: e, ripristino tipologico: í, ristrut-
turazione edilizia parziale connessa ad inter·ento di restauro o risanamento conser·ati·o. Sono ammissibi-
li. inter·enti di ristrutturazione o di ampliamento, o anche di parziale demolizione e ricostruzione. Vanno
proposti nell`ambito di progetto concernente l`intera unita edilizia o complesso di unita edilizie, dal quale
risulti e nel quale sia garantito un risultato complessi·o di conser·azione, tutela e rispetto delle parti
dell`ediíicio che presentano maggiore interesse storico architettonico.

La Zona territoriale omogenea del tipo B, Insediamento recente
La disciplina urbanistica della Zona territoriale omogenea del tipo B, Insediamento recente, e esposta
nelle N1A al 1itolo Ouinto, (apo Secondo, Sezione Prima, ricorrendo a Norme di contenuto generale:
nonché Norme di contenuto speciíico, ·alide con riíerimento alla singola zona normati·a elementare.
Covtevvti geveraíi aeíía ai.cipíiva tart. :2 e .egvevti)
In coníormita alle consistenza e condizione del patrimonio edilizio esistente, come ·eriíicato nella rico-
gnizione sistematica del territorio comunale e nella ·alutazione del bisogno abitati·o, prioritario ruolo as-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 114
sol·e nel PU( l'obietti·o del suo recupero diííuso, da attuarsi con adeguamenti compatibili con i ·alori pa-
esaggistici ed ambientali dichiarati.
Il patrimonio edilizio esistente rientra in massima parte nella zona territoriale omogenea del tipo B.
Pertanto la disciplina zonale coníigura il principale strumento ·olto a perseguire l'obietti·o del recupero dií-
íuso delle esistenti unita edilizie ed immobiliari, e dell` insediamento di recente coníigurazione.
Il perimetro della zona territoriale omogenea del tipo B, come riportato negli elaborati cartograíici ad
eííicacia precetti·a del PU( del tipo P.3-P.4, partecipa del perimetro della zona di recupero.
Si considerano partecipi della zona normati·a del tipo B altresi le unita edilizie realizzate in data succes-
si·a alla rile·azione aereoíotogrammetrica sulla base di titolo abilitati·o coníorme alla disciplina di uso e tu-
tela sancita attra·erso il pre·igente piano regolatore generale, anche se non riportate negli elaborati carto-
graíici ad eííicacia precetti·a del PU(.
Attra·erso le N1A si speciíicano le trasíormazioni ammissibili operando attra·erso piani urbanistici at-
tuati·i di recupero concernenti ambiti caratterizzati da incoerenze insediati·e, nonché attra·erso inter·enti
edilizi ad attuazione diretta selezionati tra quelli deíiniti agli art.li 29 e seguenti del RUL(, ritenuti compa-
tibili con i caratteri del tessuto urbanistico ed edilizio.
La disciplina degli inter·enti edilizi di recupero si applica a··alendosi delle norme di seguito descritte:
nonché alla disciplina degli inter·enti edilizi rappresentata nel Regolamento Urbanistico ed Ldilizio`,
RUL(, 1itolo Secondo, (apo Secondo, La regolamentazione edilizia`, art. 29 e seguenti.
Zove oggetto ai piavo attvatiro ai recvpero obbíigatorio
Sono rappresentati negli elaborati del tipo P.3 e P.4 le zone normati·e partecipi della zona territoriale
omogenea del tipo B conseguenti all`Llaborato di ricognizione ISR.2.10, Perimetrazione degli insediamenti
abusi·i esistenti `LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23. comma 3, per i quali si ritiene in coníormita alla ·i-
gente legislazione sopra··enuta la sanatoria. Per detti insediamenti si sancisce obbligo di íormazione di
piano di recupero di insediamento abusi·o`, di cui all`art. 23, comma ¯, della LR 22 Dicembre 2004, n. 16.
Di.cipíiva ai vtiíi..a.iove tvv.iovaíe t.rt. :2. covva 1)
Valgono le deíinizioni concernenti le atti·ita, abitati·e, ·olte a produrre ser·izi: produtti·e: agricole
produtti·e, turistico ricetti·e, commerciali: parcheggi, di cui al 1itolo Secondo, (apo 1erzo delle presenti
N1A. All'interno del perimetro della z.t.o del tipo B, e ammissibile l'utilizzazione degli ediíici esistenti per
l'esercizio delle seguenti atti·ita:
- atti·ita abitati·e e residenziali: atti·ita direzionali e terziarie, quali uííici, studi proíessionali, alberghi,
con·i·enze: atti·ita religiose, quali ediíici per culto: atti·ita ricetti·e turistiche o ·olte alla ristorazione:
atti·ita produtti·e artigiane, quali esercizi e laboratori artigiani di ser·izio alla popolazione, ed alle atti·i-
ta, non inquinanti, sia nel rumore, che di suolo, aria ed acqua: atti·ita colletti·e, quali sale di spettacolo,
ediíici per lo sport e la ricreazioni, per l'istruzione e la cultura, con emissioni sonore compatibili con i
·alori di attenzione di cui alla L. 26 Ottobre 1995, n. 44¯: atti·ita connesse alla íormazione: atti·ita
connesse alle transazioni commerciali, quali negozi per la distribuzione, mercati rionali: atti·ita ·olte al-
la pre·enzione ed assistenza sanitaria, quali ospedali e ambulatori: atti·ita amministrati·e, quali sedi di
rappresentanza e di amministrazione, uííici di pubblica sicurezza: spazi pubblici ad uso di parcheggi
z.n.G.3-l.3,, attrezzature di interesse comune z.n. G.1-l.1,, per il ·erde e lo sport all`aperto z.n. G.2-
l.2,: tratte di ·iabilita z.n. lt,.
L` ammissibile la destinazione commerciale di tutti i locali siti a piano terreno esistenti sulle strade co-
munali, a meno di íattori ostati·i di ordine igienico-sanitario e di sicurezza riscontrabili dalla documenta-
zione allegata ad istanza di titolo abilitante. La disciplina recepisce la necessita ra··isata negli Indirizzi íor-
mulati dal (onsiglio (omunale di contrastare il riscontrato continuo ed insostenibile incremento dei canoni
di locazione dei locali adibiti a negozi, incrementando le opportunita di oííerta onde calmierare i canoni.
Sono altresi ammissibili le attrezzature commerciali sparse` come deíinite nel pre·igente Prg pag. 8¯
delle N.A,: nonché le atti·ita classiíicabili commerciali di qualsiasi tipo se connesse alle esigenze dei resi-
denti nelle aree rurali ed allo s·olgimento delle atti·ita agricole e di trasíormazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli, ·olte a disincenti·are il commercio ambulante.
Autorimesse e parcheggi, in quanto correlati all'esercizio delle atti·ita, sono ammessi, qualora non ·ie-
tati dalle speciíiche disposizioni zonali, purche non ne deri·i disturbo o molestia e purche la ·iabilita risulti
adeguata alle esigenze delle citate atti·ita.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 115
Non sono compatibili con i caratteri delle z.n. del tipo B.1-B.2 gli usi qualiíicanti atti·ita industriali, la-
boratori per artigianato di ser·izio e´o produtti·o quando comportino la·orazioni insalubri ai sensi del d.m.
23.12.19¯6 e´o diano luogo a rumori, a odori molesti e a scarichi inquinanti: macelli, stalle, porcilaie, alle·a-
mento di animali in genere e ogni altra atti·ita che risulti in contrasto con il carattere connesso al pre·alente
uso abitati·o della zona. Sono ammesse le modiíiche di destinazioni di uso, che contribuiscono alla ·aloriz-
zazione del patrimonio artistico, storico, archeologico, testimoniale: al suo recupero con inter·enti compati-
bili: alla diííusione di ser·izi ·olti al consumo íinale pri·ato, alla domanda turistica ed all'artigianato di ser-
·izio e produzione: nonche ad incrementare l'attrazione per l'uso residenziale. Le utilizzazioni íunzionali
non speciíicate, se richieste, sono da dimostrare nella loro compatibilita con le caratteristiche di uso pre·a-
lenti nella zona elementare.
L`articolazione in zone normati·e si espone all`art. 53 delle N1A. Le zone normati·e perimetrano le
parti del territorio ad uso urbano inglobanti il sistema insediati·o recente aree ediíicate otto no·ecentesche
non classiíicate come insediamenti storici, nonche le aree urbanizzate ed ediíicate con sostanziale continuita
successi·amente al periodo 1950´1960,. Rientrano nell` insediamento recente le Aree urbane esistenti a
pre·alente utilizzazione abitati·a o mista` partecipi della zona normati·e del tipo B.1 e B2. Rientrano
dell`insediamento recente le Aree urbane specialistiche esistenti`, partecipi della zona normati·e del tipo
B.3, anche allorquando oggetto di riqualiíicazione.
La zona t.o del tipo B si disaggrega nelle seguenti subzone
- B.1, zona n.e. costituita da insediamento urbano recente ad impianto compiuto consolidato espansioni
insediati·e recenti con un impianto urbano riconoscibile e densita edilizie medie ed ele·ate,, o in ·ia di
consolidamento perseguito attra·erso opere programmate dall`amministrazione comunale, o piani ur-
banistici attuati·i appro·ati e con·enzionati, o gia oggetto di titoli abilitanti: nonché esistenti insedia-
menti caratterizzati da ·erde pri·ato, di matrice rururbana, a bassa densita ex zona normati·e del tipo
B4 del pre·igente Prg ,.
.- B.2, zona n.e. costituita da insediamento urbano recente di impianto incompiuto espansioni insediati·e
recenti carenti di progettazione unitaria, con impianto urbano labile,.
- B.3, zona n. del tipo B.3 Aree urbane specialistiche esistenti` dotate di opere di urbanizzazione primaria
ed ediíicate, totalmente o parzialmente,. Si articola nelle seguenti zone ed aree normati·e :
- B.3.1, zona n.e. costituita da area urbana specialistica esistente, con utilizzazioni turistico ricetti·e a rota-
zione d`uso, quali alberghi, motel, ·illaggi - albergo: residenze turistico alberghiere: ostelli: o all`aria a-
perta campeggi,:
- B.3.2, zona n.e. costituita da area urbana specialistica esistente, ad utilizzazione per la produzione di ser·i-
zi, o per la produzione di beni.
- B.3.3, zona n. costituita da Aree urbane specialistiche esistenti` oggetto di trasíormazione urbanistica at-
tra·erso riqualiíicazione insediamento urbano specialistico recente, comportante riqualiíicazione di
impianto attra·erso nuo·a utilizzazione e rinno·o dei caratteri di tessuto,.
- B.4, zona n.e. ad uso abitati·o o specialistico ad impianto urbano deíinito o da ·igenti strumenti urbani-
stici attuati·i, anche in corso di attuazione, quale la zona Pip: o da disciplina compartuale conseguente a
deroga`, assunta su deliberazione del (onsiglio comunale in applicazione della LR n. 19 del 2009,
piano casa comunale`.
L`insediamento esistente recente, ad utilizzazione abitati·a, mista, o specialistica, cui si riconducono le
zone normati·e suddette, si assimila alla zona territoriale omogenea del tipo B, di cui al d.m. n. 1444, del 2
Aprile 1968, al íine della ·eriíica di coníormita con le disposizioni sullo standard minimo di cui al citato de-
creto. Nel perimetro delle suddette articolazioni dell'insediamento urbano recente sono altresi localizzati
spazi pubblici, coníiguranti componenti della zona normati·a del tipo l e del tipo G, oggetto di speciíica
disciplina narrata nei successi·i (api del presente 1itolo, partecipi del sistema delle attrezzature colletti·e,
del sistema degli spazi aperti, del sistema della mobilita.
Gli insediamenti esistenti partecipi delle zone normati·e elementari del tipo B.1 e del tipo B.2 sono og-
getto di coníerma delle modalita di utilizzazione che si sono riscontrate nella condizione dello stato esis-
tente. L` ammessa sempre la residenza permanente o prima casa`,: l`Amministrazione (omunale puo
stipulare con·enzioni con i titolari di titoli abilitanti inter·enti, con lo scopo di garantire la continuita d`uso
delle costruzioni a titolo di prima casa`.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 116
Si applicano le disposizioni delle N1A di cui all`art. 52.comma 3, concernenti le atti·ita ammissibili. Gli
spazi ad uso delle atti·ita ·anno integrati con gli spazi pri·ati ·olti a perseguire dotazione di parcheggi perti-
nenziali.
Nel perimetro della zona normati·a del tipo B.1 e della zona normati·a del tipo B2, e ammesso ed in-
centi·ato il cambio di utilizzazione degli immobili esistenti, da residenza stagionale a ricetti·ita a rotazione
d`uso: da residenza stagionale a produzione di ser·izi: e da residenza stagionale a residenza permanente.
L`incenti·azione si esercita attra·erso incremento della consistenza delle superíici utili di solaio conseguenti
ad inter·ento di ristrutturazione, dedotta dalla pre·igente consistenza delle superíicie utile di solaio attestata
dal rilie·o edilizio: dagli adeguamenti ammissibili di cui all`art. 55, e dalla maggiorazione del 20 per cento
della consistenza risultante.
La LR n. 19 del 28 Dicembre 2009 Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualiíicazione del
patrimonio esistente, per la pre·enzione del rischio sismico e per la sempliíicazione amministrati·a` ha reso
ammissibili inter·enti sul patrimonio edilizio esistente so·raordinate ed in deroga al ·igente strumento ur-
banistico. Il PU( si coníorma alla LR, dichiarando ammissibili i suddetti inter·enti sugli immobili esistenti,
nel tempo sancito dalla LR. A·endo il PU( ·alidita a tempo indeterminato, e esplicando la propria eííicacia
nelle stagioni programmatiche successi·e ai diciotto mesi di cui alla LR, si sono disciplinate le modalita di
inter·ento.
Sulle unita immobiliari ed edilizie esistenti localizzate in zone normati·e non oggetto di PUA obbligato-
rio, sono ammissibili inter·enti di adeguamento, con le modalita proprie alla manutenzione ordinaria:
manutenzione straordinaria: restauro e risanamento: nonché di ristrutturazione edilizia, anche integrale,
comportanti anche adeguamento dimensionale coníorme alle disposizioni di cui al comma 3 del presente
articolo.
Le maggiorazioni conseguenti da adeguamento comportanti incremento di carico edilizio ed urbanistico
ad attuazione diretta sono ammissibili esclusi·amente nelle zone normati·e non oggetto di piano di recu-
pero` obbligatorio. Le limitazioni alla riediíicazione integrale di unita edilizie sono riíerite alla pre·igente
consistenza delle superíici utili di solaio e della ·olumetria, riscontrata attra·erso rile·azione del cespite im-
mobiliare. Nelle speciíiche situazioni si applicano le disposizioni concernenti gli usi ammissibili di cui all`art.
54 delle N1A, comma due.
Sono ammissibili inter·enti complessi deíiniti attra·erso Programmi Integrati di Inter·ento, o di Recu-
pero Urbano, da deíinire attra·erso l`atti·ita di programmazione pluriennale di competenza comunale.
Le disposizioni concernenti l`adeguamento comportanti incremento di superíici di solaio con utilizzazi-
one di suolo non partecipe di esistente sedime si applicano una tantum`, non rendendosi ammissibile la re-
iterazione dell`inter·ento.
I successi·i atti di programmazione sanciranno l`ammissibilita della mutazione incenti·ata della modalita
di utilizzazione con riíerimento agli inter·enti edilizi conseguenti alle disposizioni dettate con la LR n. 19 del
28 Dicembre 2010.
ívterrevti ai aaegvavevto aeí patrivovio eaiíi.io e.i.tevte covportavti ivcrevevti ai cov.i.tev.a ai paravetri eaiíi.i ea vrba·
vi.tici t^).. art. ::. covva 2. capor 1)
Nelle zone normati·e per le quali si prescri·e la íormazione di piano di recupero, nelle more della sua
íormazione sono ammissibili inter·enti di adeguamento, con le modalita proprie alla manutenzione ordi-
naria: manutenzione straordinaria: restauro e risanamento: nonché di ristrutturazione edilizia, anche inte-
grale, che non comportino gli adeguamenti dimensionali di cui al comma 3, capo·erso 3, del presente arti-
colo. Attra·erso la disciplina conseguente al piano attuati·o di recupero, obbligatorio per gli ambiti peri-
metrati nella rappresentazione riportata negli elaborati del tipo P.3-P.4 del PU(, puo sancirsi
l`ammissibilita degli adeguamenti dimensionali comportanti incrementi di consistenza di parametri urbani-
stici di cui al comma 3 e seguenti dell`art. 55.
ívterrevti ai aaegvavevto aeí patrivovio eaiíi.io e.i.tevte t^).. art. ::. covva ²)
ívpiavti retívi togvari ea opere ai vrbavi..a.iove per ía riqvaíitica.iove ecoíogica
La precarieta igienico sanitaria richiede che gli inter·enti assentiti siano ammessi solo laddo·e siano con-
template opere di connessione delle unita edilizie alla rete íognaria pubblica di ser·izio ai cespiti immobiliari
partecipi della zona omogenea, sancendo l'obbligo agli allacciamenti laddo·e la stessa risulta in essere, o im-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 117
ponendone l` immissione non appena nuo·e tratte della stessa siano poste in uso. A questa disciplina si con-
sente deroga solo con riíerimento ad inter·enti di manutenzione, ordinaria e straordinaria.
Le istanze íinalizzate all`abilitazione di inter·enti di recupero attuati da pri·ati o da altri soggetti de·ono
asse·erare la dotazione di allacciamenti alla rete íognaria, o il progetto edilizio della loro realizzazione, anche
laddo·e non sia agibile tratta di rete.
L'amministrazione comunale predisporra nell'ambito della programmazione triennale delle opere pub-
bliche piano di settore di adeguamento della rete íognaria comunale. L'amministrazione comunale predis-
porra altresi piano di settore mirato alla dotazione di attrezzature pubbliche ·olte alla raccolta dei residui
solidi, al loro sti·aggio per il trasíerimento programmato ed il successi·o trattamento.
::.².2 .aegvavevto virato aíí´ivtegra.iove ai ivpiavti.tica igievico .avitaria aeííe abita.iovit.rt. ::. covva ². capor
2.)
L' obbligatorio l'adeguamento igienico sanitario delle unita immobiliari perseguito attra·erso opere con-
cernenti gli impianti delle stesse RUL(, art. 32, capo· 5, comma1,. L'adeguamento da luogo ad inter·ento
di manutenzione straordinaria, le cui opere sono oggetto di dichiarazione asse·erata.
Adeguamento dimensionale con incremento delle superíici utili di solaio, mirato all'integrazione di im-
piantistica igienico sanitaria delle unita immobiliari ad uso abitati·o, di impiantistica ·olta
all`autosostenibilita energetica ed idrica, di cantinole RUL(, art. 38,, di íunzionalita tipologica.
L'adeguamento puo comportare l'accorpamento all' unita immobiliare di ulteriori stanze o pertinenze,
per adeguamento di natura igienica, íunzionale e dimensionale. Non si pongono limitazioni all'entita degli
accorpamenti. Le disposizioni di cui all`art. 38, capo·erso 2, comma 3 del RUL( deíinisco l`accorpamento
L'adeguamento puo comportare írazionamento dell' unita immobiliare. Il írazionamento de·e comun-
que promuo·ere unita immobiliari di consistenza non iníeriore a sessanta metri quadrati utili di solaio. Le
disposizioni di cui all`art. 38, capo·erso 2, comma 2 del RUL( deíinisco il írazionamento.
L'adeguamento dimensionale puo eííettuarsi anche con il riuso di sottotetti, attuato in coníormita alle
disposizioni della LR. 28 No·embre 2000, n. 15. Le disposizioni di cui all`art. 38, capo·erso 2, comma 1, del
RUL( deíiniscono il riuso di esistenti sottotetti
Il írazionamento, l`accorpamento, il riuso dei sottotetti non comportano la produzione di nuo·e super-
íici di solaio.
L'adeguamento dimensionale puo eííettuarsi anche con il soppalcamento, come deíinito nelle disposizi-
oni dell`art. 38, capo·erso 2, comma 4, del RUL(.
L`adeguamento puo contemplare la realizzazione di cantinole, disciplinata nel RUL(, art. 38, capo·erso
1, ultimo comma.
Oualora l'adeguamento comporti la produzione di nuo·e` superíici utili di solaio aggiunti·e alle esis-
tenti operando su aree esterne, l'incremento non puo risultare maggiore del 20° delle superíici utili origi-
narie. Le disposizioni di cui all`art. 38, capo·erso 3, del RUL( deíinisco la modalita di adeguamento.
L`incremento dimensionale delle superíici utili di pa·imento di unita immobiliari da luogo ad inter·ento
di manutenzione straordinaria, qualora perseguito senza implicazioni nei ·olumi e nella íorma materiale
dell'unita edilizia: di ristrutturazione edilizia se comportante nuo·e ·olumetrie sostituti·e o aggiunti·e.
L`adeguamento e esercitatile in zone ed aree normati·e oggetto di conser·azione qualora il progetto di
cui al titolo abilitante sia autorizzato dalle autorita preposte alla tutela dei ·alori. In tali inter·enti e ammissi-
bile l`adeguamento perseguito attra·erso corpi edilizi separati dalla preesiste unita edilizia.
L'adeguamento dimensionale de·e essere contemplato in titolo abilitante, con correlato atto d'obbligo
unilaterale legge 45¯´¯8, art. 2¯, ultimo comma,, nel quale si sancisce l`esecuzione una tantum`
dell`inter·ento, e si riportano gli estremi della trascrizione alla conser·atoria immobiliare delle implicazioni
planimetriche conseguenti alla modalita di adeguamento.
Negli inter·enti di ristrutturazione edilizia l'aumento delle superíici utili consentite de·e essere realizzato
in modo da integrarsi spazialmente con la ·olumetria esistente. Lsso non costituisce pretesto per l'incre-
mento del numero di abitazioni.
Il progetto oggetto di titolo abilitante de·e documentare esaurientemente lo stato di íatto, ricorrendo a
rilie·o ed idonea documentazione íotograíica. Il progetto di inter·ento de·e perseguire la ·alorizzazione
della coníigurazione ·olumetrica compositi·a e decorati·a del manuíatto oggetto di adeguamento, nonche la
·alorizzazione della sua coníigurazione tipologica e della sua articolazione distributi·a.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 118
Si applicano le limitazioni di cui all`art. 55. comma 2, capo·erso 2.
.aegvavevto aivev.iovaíe virato aíí´ivtegra.iove ai ivpiavti.tica tecvoíogica ea igievico .avitaria ai vvita eaiíi.ie aa v.o
proavttiro.
L`inter·ento e disciplinato nel RUL(, art. 39, capo·erso 1-2.
Le unita immobiliari utilizzate come negozi, botteghe artigiane, magazzini e locali di deposito, labora-
tori, opiíici, íabbricati per la piccola industria, possono risultare oggetto di adeguamento igienico sanitario,
perseguito anche attra·erso incremento di superíicie utile da contenersi nel limite del 20° della consistenza
originaria e da promuo·ere con compatibilita tipologica e moríologica.
L'adeguamento dimensionale non puo essere íinalizzato ad installazione di impianti di la·orazione con
correlate unita di la·oro, ma ·a mirato esclusi·amente all' igiene ed alla sicurezza degli ambienti di la·oro
esistenti. Si applicano le limitazioni di cui all`art. 55. comma 2, capo·erso 2.
.aegvavevto .tatico: ai.po.i.iovi geveraíi.
Gli inter·enti sulle unita edilizie, costituite dall'insieme delle unita immobiliari e dalle parti comuni, de-
·ono perseguire l'adeguamento statico della struttura al rischio sismico, attra·erso le opere di consolida-
mento ed adeguamento. L'unita minima di inter·ento e rappresentata dall`unita statica identiíicata, catastal-
mente e tramite rilie·o edilizio, dal piano interrato alla linea di colmo della copertura. La congruita
dell`identiíicazione ·a asse·erata dai responsabili dell'inter·ento.
L'inter·ento di adeguamento statico pri·o di adeguamento íunzionale o di adeguamento dimensionale,
coníigura inter·ento di manutenzione straordinaria, come tale oggetto di dichiarazione asse·erata, in rap-
porto alle implicazioni sulla sagoma dell'ediíicio. Se comportante adeguamento íunzionale o dimensionale, si
coníigura come inter·ento di parziale ristrutturazione, oggetto di titolo abilitante nella íorma di permesso di
costruire. Si applicano le disposizioni di cui all`art.38, capo·erso 4, del RUL(
ííiviva.iove ai .vperteta.iovi: L`inter·ento e disciplinato nel RUL(, art. 35, capo·erso 2.
|tiíi..a.iove aei .ottotetti: L`inter·ento e disciplinato nel RUL(, art. 38, capo·erso 2, comma 1.
L`utilizzazione di sottotetti mirata a perseguire íunzionalita di esistente unita immobiliare senza mutamento
della modalita di uso della stessa non coníigura adeguamento dimensionale, rende ammissibile l`attuazione
diretta, anche in ambiti per i quali e obbligatoria la íormazione del piano attuati·o di recupero.
.aegvavevto pro.petti: l`inter·ento e disciplinato nel RUL(, art. 38, capo·erso 2, comma 1, sottocomma 1.
Al comma 4 dell`Art. 55 delle N1A si settano prescrizioni generali concernenti la consistenza degli in-
ter·enti di ristrutturazione integrale di unita edilizie localizzate in zone normati·e non partecipi di ambiti
per i quali e prescritto la íormazione di piano urbanistico attuati·o.
Nei casi di demolizione e ricostruzione attra·erso ristrutturazione edilizia integrale di unita edilizie loca-
lizzate in zone normati·e per le quali non ·i e obbligo di íormazione di piano attuati·o di recupero, e am-
missibile la ricostruzione della consistenza del ·olume preesistente, incrementato attra·erso gli adeguamenti.
La consistenza della ·olumetria dei cespiti immobiliari oggetto di inter·ento ·iene accertata attra·erso rile-
·azione diretta asse·erata. Il progetto di ricostruzione do·ra risultare migliorati·o rispetto al manuíatto pre-
esistente soprattutto per quanto attiene all`impiantistica tecnologica, all`autosostenibilita energetica ed idrica,
all`altezza, alle distanze dalle strade e dai coníini, alla dotazione di parcheggi. Negli inter·enti coníermati·i
dell`utilizzazione abitati·a le operazioni sul cespite immobiliare do·ranno risultare contenute nei limiti delle
·olumetrie asse·erate nel rilie·o edilizio, incrementate attra·erso gli adeguamenti.
In inter·enti di ristrutturazione eííettuati in zone normati·e per le quali non ·i e obbligo di íormazione
di piano attuati·o di recupero, e ammissibile l`incremento di superíicie di solaio, íinalizzato ad adeguamento
dimensionale ed igienico sanitario di unita immobiliari, al perseguimento di íunzionalita distributi·a delle
stesse, e, qualora compatibile, ad incremento di unita immobiliari. Il progetto di ricostruzione do·ra risultare
migliorati·o rispetto al manuíatto preesistente per quanto attiene al rapporto di reciprocita con il contesto
paesaggistico urbano e naturale, all`altezza, alle distanze dalle strade e dai coníini, alla dotazione di parcheg-
gi. Negli inter·enti che promuo·ono cambio di destinazione di utilizzazione da usi abitati·i per residenze
temporanee, ad utilizzazioni íinalizzate ad incremento della ricetti·ita alberghiera, e negli inter·enti di demo-
lizione e ricostruzione che perseguano la riediíicazione con adozione di tecniche costrutti·e che garantisca-
no prestazioni energetico-ambientali, anche coin·olgendo piu unita immobiliari catastali prossime e le relati-
·e pertinenze esterne: risultando obietti·o del PU( questa ricon·ersione, la si premia, rendendosi possibile
incremento aggiunti·o, pari al 20 per cento delle ·olumetrie asse·erate dal rilie·o.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 119
L` obbligatoria nei suddetti inter·enti la coníormita alle norme sulle costruzioni in zona sismica.
L`inter·ento di ristrutturazione ha luogo mediante titolo abilitante l`ediíicazione nella íorma di permesso
di costruire con·enzionato.
Nel caso di ristrutturazioni edilizie integrali che comportino ampliamenti in altezza sopralzi,, o·e
l`ediíicio oggetto del sopralzo presenti distanze dalla strada e dai coníini iníeriori a quelle prescritte per la
zona, il sopralzo potra essere ugualmente eííettuato sul íilo del íronte esistente ·erso strada e pure sul íilo
del íronte ·erso il coníine, ma, in questo caso, purché la distanza del sopralzo dalla strada e dal coníine non
risulti iníeriore a m.3, 00.
Nei perimetri zonali partecipi di ambito sottoposto a piano urbanistico attuati·o di recupero obbligato-
rio, la ristrutturazione edilizia integrale comportante incremento di superíicie di solaio e ammissibile esclu-
si·amente sulla base della disciplina delle speciíiche unita edilizie sancita nel piano attuati·o.
Gli inter·enti ammissibili comportanti nuo·a costruzione, come deíinita nel DPR 380´2001, do·ranno
perseguire la dotazione di spazi di parcheggio e di mano·ra, interni al lotto di proprieta, non iníeriori
nell`uso abitati·o a mq.10.00 per mc.100.00 di costruzione. Nel caso degli ediíici residenziali, tale spazio
minimo potra essere rica·ato in íorma di posti macchina o box coperti, a condizione che il posto macchina
o i box íacciano parte integrante del progetto architettonico.
Gli inter·enti ammissibili comportanti nuo·a ediíicazione ad utilizzazione commerciale, ricreati·a ed al-
berghiera, do·ranno dotarsi di spazi di parcheggio pertinenziale coníormi ai precetti di legge, nonché di spa-
zi esterni alla superíicie coníigurante lotto ediíicabile pari a mq.40 per ogni mq.100 di superíicie utile di so-
laio. Si applicano ai parcheggi di nuo·a costruzione le disposizioni di cui all`art. 44 del RUL(.
Il procedimento attuati·o puo essere diretto in tutte le zone normati·e non qualiíicate come insedia-
mento abusi·o oggetto di sanatoria Art. 55, comma 6,.
Nelle zone normati·e qualiíicate come insediamento abusi·o oggetto di sanatoria, come rappresentate
negli elaborati del tipo P.3-P.4 del PU(, e ammissibile l`attuazione diretta di inter·enti che in quanto pri·i
di adeguamento non alterano l`esistente carico urbanistico.
La disciplina dell`adeguamento con conseguente alterazione del carico urbanistico delle zone qualiíicate
come insediamento abusi·o oggetto di sanatoria e da deíinire attra·erso la íormazione del piano urbanistico
attuati·o di recupero, condizione necessaria all`attuazione di inter·enti comportanti adeguamento. L` per-
tanto diííerita l`attuazione di inter·enti di adeguamento di unita edilizie o immobiliari comportanti altera-
zione dell`esistente carico urbanistico
Si applicano le disposizioni sui requisiti degli ediíici, la qualita urbana, la progettazione di cui al 1itolo
Ouinto del RUL(.
Cíi ivterrevti .ví patrivovio eaiíi.io e.i.tevte veííe .ove vorvatire aeí tipo ß.1 e ß.2t ^).. .rt. :ó)
La Zona normati·a del tipo B.1 e costituita da insediamento urbano recente ad impianto compiuto
consolidato espansioni insediati·e recenti con un impianto urbano riconoscibile e densita edilizie medie ed
ele·ate,, o in ·ia di consolidamento perseguito attra·erso opere programmate dall`amministrazione comu-
nale, o piani urbanistici attuati·i appro·ati e con·enzionati, o con ediíicazione in corso sulla base di titoli
abilitanti: nonché esistenti insediamenti caratterizzati da ·erde pri·ato, di matrice rururbana, a bassa densi-
ta ex zona normati·e del tipo B4 del pre·igente Prg,.
La Zona n.e. del tipo B.2 e costituita da insediamento urbano recente di impianto incompiuto, caratte-
rizzato da lotti interclusi e carenza di spazi pubblici espansioni insediati·e recenti, carenti di progettazione
unitaria con impianto urbano labile,, da completare attra·erso possibili integrazioni íunzionali e nella dota-
zione di spazi pubblici e ser·izi.
Per dette zone normati·e, il PU( propone quale obietti·o il recupero dei caratteri del patrimonio ur-
banistico ed edilizio esistente, congiuntamente ad una sua piu eííiciente e compiuta utilizzazione. Si perse-
gue il recupero attra·erso inter·enti diííeriti, laddo·e si sancisce obbligatoria redazione di piano attuati·o di
recupero: o attra·erso inter·enti ammissibili in diretta esecuzione del PU( nelle zone normati·e non sot-
toposte ad obbligo di íormazione di PUA.
L`inter·ento diretto de·e risultare coníorme alle categorie di inter·ento di cui alla legge 05.08.19¯8
n.45¯, come integrate nel DPR 6 Giugno 2001, n. 380, art. 3, "Deíinizione degli inter·enti edilizi": ed alle
deíinizioni di categorie di inter·ento speciíicate nel 1itolo Secondo, (apo Secondo, art. 29 e seguenti, del
RUL(.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 120
Negli inter·enti su unita edilizie localizzate in zone normati·e non oggetto di piano attuati·o di recupe-
ro obbligatorio, in inter·enti ad attuazione diretta sono ammissibili gli adeguamenti comportanti incremen-
to di carico urbanistico di cui all`art. 55, comma 2.
Possono risultare ammissibili gli adeguamenti di unita edilizie localizzate in zone normati·e per le qua-
li e d`obbligo la íormazione del piano attuati·o di recupero, comportanti incremento di carico urbanistico
di cui all`art. 55, comma 3, capo· 3, sulla base della disciplina di adeguamento sancita attra·erso lo stru-
mento urbanistico attuati·o.
Di.cipíiva aeíí´vtiíi..a.iove tvv.iovaíe N1A, Art. 56, comma 1, capo· 2,
Valgono le disposizioni di cui all`art. 54. Gli spazi ad uso delle atti·ita ·anno integrati con gli spazi pri-
·ati ·olti a perseguire dotazione di parcheggi pertinenziali.
56.2 Disciplina degli inter·enti su singola unita di inter·ento
Si applicano le disposizioni concernenti le unita di inter·ento di cui all`art. 29 del RUL(, cui riíerire il
tipo di inter·ento, di cui agli art.li 31 e seguenti del RUL(.
Negli inter·enti su unita edilizie localizzate in zone normati·e non oggetto di piano attuati·o di recu-
pero obbligatorio ·algono le limitazioni concernenti la consistenza degli inter·enti di cui agli art.li 54-55:
nonché le disposizioni concernenti il recupero delle aree coníiguranti orti e giardini urbani. Si demanda al
rilie·o edilizio, obbligatorio, la speciíicazione dei caratteri tipo moríologici delle unita edilizie e dello stato di
conser·azione.
Sulle unita edilizie o·unque localizzate sono ammissibili gli inter·enti non comportanti incremento di
carico urbanistico caratterizzanti la manutenzione ordinaria: la manutenzione straordinaria: la ristrutturazi-
one edilizia: la demolizione e ricostruzione per gli ediíici posteriori al 1920: il restauro e risanamento per gli
ediíici anteriori al 1920.
Nei casi di demolizione, e ammessa ad attuazione diretta la ricostruzione, nei limiti della consistenza del
·olume preesistente, con gli adeguamenti di cui all`art.lo 55 qualora l`inter·ento abbia luogo su unita edilizie
non partecipi di ambito per il quale si e sancita l`obbligatorieta del piano attuati·o di recupero. Il progetto di
ricostruzione do·ra risultare migliorati·o rispetto al manuíatto preesistente soprattutto per quanto attiene
all`impiantistica tecnologica, all`autosostenibilita, all`altezza, alle distanze dalle strade e dai coníini, alla do-
tazione di parcheggi.
Nei suoli di pianura sottoposti a rischio di esondazione, rappresentati negli elaborati ad eííicacia precet-
ti·a del PU( del tipo P.3-P.4, gli inter·enti di ristrutturazione delle unita edilizie de·ono consentire il libero
scorrimento del ílusso idrico attra·erso i piani terra. L`obietti·o necessita il ricorso alla ristrutturazione in-
tegrale, comportante demolizione e ricostruzione. Le superíici di solaio dei piani terra non sono da compu-
tare nella consistenza della superície utile di solaio ammissibile nell`inter·ento di demolizione e ricostruzio-
ne. Nel caso di ampliamenti in altezza sopralzi,, o·e l`ediíicio oggetto del sopralzo presenti distanze dalla
strada e dai coníini iníeriori a quelle prescritte per la zona, il sopralzo potra essere ugualmente eííettuato sul
íilo del íronte esistente ·erso strada e pure sul íilo del íronte ·erso il coníine, ma, in questo caso, purché la
distanza del sopralzo dalla strada e dal coníine non risulti iníeriore a mt.3, 00.
Sono consentiti inter·enti sulla stessa unita edilizia di tipo pluri·alente comportanti manutenzione,
restauro, risanamento conser·ati·o: ristrutturazione edilizia, condizionata o di tipo combinato.
Le unita edilizie ad uso residenziale costituite da solo piano terra, nello stato esistente rappresentato da
rile·o edilizio, localizzate in zona normati·a non partecipe di ambito oggetto di piano attuati·o di recupero
obbligatorio, in applicazione di principi di omogenizzazione tipologica possono essere oggetto di comple-
tamento tipologico, perseguito attra·erso la parziale ristrutturazione edilizia comportante la sopraele·azione
dell'esistente piano di calpestio di copertura, parziale o totale, mirata sia all'adeguamento dimensionale delle
esistenti unita immobiliari, che alla costituzione di nuo·a unita immobiliare.pari alla superíicie del piano esi-
stente. Nel caso di ampliamenti in altezza di unita edilizia, o·e necessario per osser·are i parametri di cui al
DM 2 Aprile 1968, n. 1444, di cui all`art. 54, e ammessa una maggiore altezza íino a perseguire allineamento
del proíilo alle adiacenti unita edilizie. Vanno applicate le distanze dai coníini sancite nelle norme di zona.
L` ammissibile il completamento tipologico di unita edilizie costituite da solo piano terra partecipi di
ambito oggetto di piano attuati·o di recupero obbligatorio qualora la disciplina sancita attra·erso lo stru-
mento attuati·o ne legittimi la compatibilita.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 121
Ciaraivi prirati a rerae orvavevtaíe t^).. art. :ó. covva 2. capor. 2)
Su dette aree ·algono le prescrizioni di cui al 1itolo Secondo, ed all`art. 13¯ del RUL( ·olto a speciíi-
care le modalita attra·erso cui perseguire La qualita urbana degli spazi non ediíicati`.
Va soddisíatto negli inter·enti di ristrutturazione edilizia il disposto concernente le opere di urbanizza-
zione e la dotazione di spazi pubblici calibrati da standard , dandosi luogo attra·erso titolo abilitante corre-
lato a con·enzione alle opere di urbanizzazione concordate poste a carico dei pri·ati promotori di inter·en-
ti.Valgono le disposizioni sul parcheggio pri·ato di cui al 1itolo Secondo, ed all`art 44 del RUL(.
Di.cipíiva aeíí´attva.iove ai ivterrevto .v .ivgoía vvita viviva t^).. art. :ó. covva 2. capor. ²)
L'inter·ento edilizio diretto de·e contemplare una singola Unita Minima d'Inter·ento, come deíinita
al- l`art. 29 del RUL(, con riíerimento all`unita immobiliare, o a speciíica unita edilizia. Gli inter·enti di
parziale ristrutturazione di unita edilizie sono soggetti ad attuazione diretta, subordinata a "titolo abilitan-
te".nella íorma di permesso di costruire, correlato a atto d`obbligo qualora l`inter·ento comporti impegno a
realizzare opere di urbanizzazione e spazi publici nell'eííettuare gli inter·enti di recupero assentibili.
Sono soggetti ad attuazione diretta subordinata a permesso di costruire gli inter·enti sul patrimonio e-
dilizio esistente non localizzato in ambito oggetto di piano attuati·o di recupero obbligatorio, contemplanti
adeguamento dimensionale mirato a scopi igienico sanitari incidenti sulla sagoma dell`unita edilizia.
Gli inter·enti comportanti ampliamenti della superíicie di pa·imento conseguente a ristrutturazione in-
tegrale ad attuazione diretta sono ammissibili: a, nelle zone normati·e non oggetto di piano attuati·o di re-
cupero obbligatorio: b, allorquando le unita edilizie sono dotate di opere di urbanizzazione primaria colle-
gate íunzionalmente con quelle comunali: c, allorquando sussista impegno sancito da con·enzione a realiz-
zare le opere di urbanizzazione primaria mancanti. Pertanto il permesso di costruire e rilasciabile con riíe-
rimento all'uso di aree, dotate di opere di urbanizzazione, o per le quali esista l'impegno dei concessionari a
realizzarle nell'eííettuare gli inter·enti di recupero assentiti, speciíicati nella con·enzione.
In tutte le zone normati·e sono ammissibili ad attuazione diretta attra·erso "d.i.a." o a s.c.i.a`gli inter-
·enti speciíicati nella Sezione Seconda - (apo Secondo - 1itolo Secondo, art. 32, del RUL(, comportanti:
- restauro o risanamento conser·ati·o in quanto non incidenti nella íorma esteriore:
- ·arianti a concessioni edilizie gia rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle ·olu-
metrie, che non cambino la destinazione d' uso, la categoria edilizia, non alterino la sagoma, non
·iolino le e·entuali prescrizioni contenute nella concessione edilizia
- impianti tecnologici resi necessari da nuo·e disposizioni comportanti la re·isione o istallazione.
- parcheggi di pertinenza, da realizzare nel sottosuolo del lotto su cui insiste l`unita edilizia, o in locali
a piano terra, o comunque nel perimetro dell'area íondiaria coníigurante il lotto.
- aree destinate ad atti·ita sporti·e senza creazione di ·olumetrie
- opere di eliminazione delle barriere architettoniche in ediíici esistenti consistenti in rampe o ascen-
sori esterni o··ero in manuíatti che alterino la sagoma dell'ediíicio
- recinzioni, muri di cinta e cancellate
- opere interne di singole unita immobiliari che non comportino modiíiche della sagoma e dei pro-
spetti, e non rechino pregiudizio alla statica dell'immobile:
- opere di manutenzione straordinaria non a·enti implicazioni sulla sagoma e sui prospetti: nonche le
ulteriori "opere ·arie", di cui al 1itolo Secondo delle presenti N1A.
Le zone íunzionali del tipo l-G a destinazione mono·alente rappresentate nella cartograíia del PU(
sono da acquisire al patrimonio comunale, attra·erso procedura ablatoria espropriati·a.
In sostituzione e ammissibile il ricorso a procedura compensati·a, applicandosi alla zona le disposizioni
di cui al successi·o art. 80, comma 1.
ía riqvaíitica.iove ai e.i.tevte iv.eaiavevto
Nelle N1A la disciplina della riqualiíicazione di esistente insediamento attra·erso completamento ·ie-
ne dettata al 1itolo Ouinto, (apo Secondo, Sezione 1erza, art. 5¯ e seguenti
Il completamento propone come obietti·o il raííorzamento di riscontrate modalita d`uso, operando at-
tra·erso l'integrazione dell`esistente insediamento partecipe di speciíica area normati·a con spazi pubblici
allestiti a giardino urbano, o destinati ad atti·ita sporti·e non specializzate, o ad atti·ita colletti·e e par-
cheggi, e con nuo·a inírastrutturazione di ruolo locale, nonché con usi misti conseguenti a ediíicabilita resa
ammissibile. Le modalita d'inter·ento e le destinazioni d'uso ammesse sono deíinite nel presente articolo.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 122
Sono ammissibili inter·enti di completamento ad attuazione diretta laddo·e si riscontrino aree inediíi-
cate o intercluse, site nel perimetro di zone normati·e non oggetto di piano attuati·o di recupero obbligato-
rio, come rappresentate negli elaborati ad eííicacia precetti·a del PU( del tipo P.3-P.4. N1A, art.5¯,
comma 1,
I cespiti immobiliari partecipi di operazioni di completamento non de·ono coníigurare superíici íon-
diarie di esistenti unita edilizie, conseguenti o meno da inter·enti eííettuati in attuazione di pre·igente disci-
plina urbanistica. La consistenza degli spazi pubblici ·a dedotta dalle disposizioni concernenti lo standard
obbligatorio mq. 28,00 ad abitante da insediare nella zona normati·a, e 0.8 mqsuolo per mq. di solaio
nell`uso commerciale, terziario o ricetti·o, insediato o da insediare nella zona normati·a,, raddoppiandone
la consistenza.
Nel perimetro di zone normati·e per le quali si sancisce l`obbligatoria íormazione ed appro·azione di
piano attuati·o di recupero si demanda allo strumento urbanistico attuati·o la deíinizione degli inter·enti di
completamento ammissibili, applicandosi le disposizioni concernenti l`indice di ediíicabilita, l`altezza, lo
spazio pubblico calibrato da standard di cui al presente articolo, comma 2, capo·ersi 1-2 N1A, art.5¯,
comma 2,.
Si applicano gli indici e parametri riportati nell`abaco sintetico.
.baco covcervevte í`eaiticabiíita avvi..ibiíe iv ivterrevti ai covpíetavevto veííe .ove vorvatire aeí tipo ß.1·ß.2
Nell`elaborato del tipo P.3.B, allegato del PU(, si espone attra·erso graíici e 1abelle la stima della consi-
stenza degli inter·enti di completamento ammissibile in ciascuna zona normati·a, decodiíicata da numera-
zione. La stima ha ruolo precetti·o. Puo risultare riíormulata dal promotore di inter·ento qualora non
condi·isa, riíormulandosi il calcolo con la procedura esposta.
Gli inter·enti ·olti al recupero del patrimonio edilizio esistente di cui all'art.3 1.comma, lett.í, del DL 6
Giugno 2001, n. 380, coníiguranti ristrutturazione urbanistica di insieme di unita edilizie esistenti partecipi
di perimetro della zona territoriale omogenea del tipo B, sono soggetti ad attuazione diííerita, dedotta da
piano di recupero o equi·alente programma integrato di inter·ento di recupero o riqualiíicazione urbana,
adottato ed appro·ato dall'amministrazione comunale, qualora redatto da soggetti pri·ati - come i soggetti
subentranti nella titolarita dei diritti immobiliari agli originari promotori pubblici - correlato a con·enzione.
Il piano attuati·o, proposto anche nella íorma di programma integrato di inter·ento, applica la capacita
di utilizzazione ediíicatoria dedotta dalla ·alutazione della consistenza edilizia esistente, computandosi le
maggiorazioni conseguenti dagli adeguamenti, completamenti ed incenti·azioni rese ammissibili con il pre-
sente (apo, e speciíicandosi le modalita d`uso di cui all`art. 54. Deíinisce di conseguenza il carattere degli
inter·enti sull'insieme delle unita edilizie, le opere di urbanizzazione necessarie, e la natura dell'atto amminis-
trati·o disciplinante i singoli inter·enti contemplati.
Nella íormazione del piano attuati·o ·anno applicate le disposizioni concernenti le opere di urbaniz-
zazione, e ·a soddisíatto il íabbisogno di spazi pubblici calibrati da standard dedotti dal modo d`uso carat-
terizzante l`inter·ento, raddoppiandone la consistenza.
Sono ammessi gli inter·enti da realizzare su aree libere, ·olti alla produzione da parte di pri·ati di opere
di urbanizzazione primaria o secondaria conseguenti da atti di con·enzione, qualora risultino paesaggisti-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 123
camente compatibili, e diano luogo a miglioramento delle prestazioni del nucleo insediati·o, con riíerimento
alla dotazione di atti·ita pubbliche o ad uso pubblico. Le disposizioni di cui all`art. 13¯ del RUL( hanno
ruolo di indirizzo nel promuo·ere la qualita degli inter·enti.
Le disposizioni di cui ai piani attuati·i conseguenti da programmi complessi che ·erranno deliberati ed
appro·ati costituiscono speciíicazione normati·a del PU(.
Di.cipíiva aeíí´attva.iove t^).. art. :¨. c. :):
Il tessuto si completa:
a, attra·erso piano urbanistico attuati·o di recupero, obbligatorio per speciíici ambiti rappresentati negli
elaborati del tipo P.3-P.4 del PU(:
b, attra·erso piano urbanistico attuati·o di recupero, proposto da promotori coníorme alla disciplina
sancita nel presente articolo:
c, titolo abilitante, qualora le operazioni edilizie di completamento coníermano la stima della consis-
tenza di inter·ento riportata nell`elaborato del tipo P.3.2, allegato del PU( .
In inter·enti comportanti la realizzazione di spazi pubblici e ·iabilita locale, il titolo abilitante puo ac-
quisire la íorma del progetto unitario` di cui all`art.¯¯ del RUL(.
La con·enzione ratiíica le regole che consentono l`acquisizione al patrimonio comunale degli spazi
pubblici perimetrati, ed il loro allestimento. Do·endosi trascri·ere catastalmente la cessione di superíici al
patrimonio comunale, la con·enzione ·a redatta attra·erso stipula notarile.
La consistenza degli spazi pubblici ·a dedotta dalle disposizioni concernenti lo standard obbligatorio
mq. 28,00 ad abitante insediato o da insediare nella zona normati·a, e 0.8 mqsuolo per mq. di solaio
nell`uso commerciale, terziario o ricetti·o, insediato o da insediare nella zona normati·a,, raddoppiandone la
consistenza. Lo spazio pubblico calibrato da standard qualiíica la zona del tipo G1-G2, coníigurante spazi
destinati ad attrezzature, giardini e parcheggi pubblici. L`Amministrazione comunale potra coníerire la ges-
tione dello spazio pubblico al promotore di inter·ento.
Nella nuo·a ediíicazione l`arretramento dal ciglio stradale de·e risultare non minore di mt. 10.00, con
íormazione di marciapiede e allestimento a ·erde ornamentale o parcheggio dello spazio pubblico adiacente
la strada. Si applicano le disposizioni concernenti i limiti di altezza degli ediíici` ed i limiti di distanza tra
íabbricati` di cui agli art.li 8-9 del DM 2 Aprile 1968, n. 1444.
íe aree vrbave .peciaíi.ticbe e.i.tevti: .ove vorvatire aeí tipo ß.² e ß.1
La disciplina ·iene dettata al 1itolo Ouinto, (apo Secondo, Sezione Ouinta, art. 59.
L'area.n.e. del tipo "B.3.1" perimetra la parte dell'insediamento esistente, ad utilizzazione specialistica ri-
sultando·i insediate strutture turistico ricetti·e a rotazione d'uso, quali alberghi, motel, ·illaggi - albergo: re-
sidenze turistico alberghiere: ostelli: o all'aria aperta campeggi,: o ad utilizzazione per la produzione di ser-
·izi complementari all'atti·ita ricetti·a.
Per dette utilizzazioni, il PU( propone quale obietti·o il perseguimento:
a, di una piu eííiciente e compiuta utilizzazione del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, attra·erso
adeguamento dimensionale, igienico sanitario e tecnologico delle unita immobiliari o edilizie ad uso
produtti·o compatibili per localizzazione:
b, di riqualiíicazione dei cespiti immobiliari, ·olta a promuo·ere il raííorzamento della capacita di accoglien-
za anche attra·erso riarticolazione tipologica delle parti comuni, e incremento dell`ediíicabilita laddo·e
paesaggisticamente compatibile:
c, di razionalizzazione, perseguibile attra·erso delocalizzazione programmata di atti·ita incompatibili con
gli usi pre·alenti che si riscontrano nell`insediamento, da eííettuarsi correlando la delocalizzazione al
Piano di Insediamento Produtti·o, di cui all'art. 2¯ della L. 865´19¯1.
Il potenziamento dell'atti·ita turistico ricetti·a costituisce pertanto obietti·o del PU(, in conseguenza
delle implicazioni sulla base economica locale, e sull'occupazione indotta. Al potenziamento de·ono concor-
rere le imprese esistenti, operanti nel patrimonio urbanistico ed edilizio esistente, compatibilmente alla tutela
dei ·alori culturali dei luoghi, percepiti anche come risultanti dalla reciprocita dei rapporti tra ambiente co-
struito e naturale. 1ale risulta l`obietti·o dichiarato dal (onsiglio (omunale attra·erso la Delibera n. 65 del
21 Luglio 2008. Sono pertanto coníermate le esistenti modalita di utilizzazione, conseguenti alle esistenti
strutture turistico ricetti·e a rotazione d'uso a gestione unitaria, nonché ai ser·izi ed attrezzature comple-
mentari.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 124
Moaaíita ai ivterrevto
.aegvavevti avvi..ibiíi
Nelle zone normati·e del tipo B 3.1 gli inter·enti ammissibili sull`esistente patrimonio edilizio, íinaliz-
zati ad integrare la dotazione di posti letto esistenti, qualora coníermati da autorizzazione di compatibilita
paesaggistica e storico archeologica , contemplano:
a, la ricon·ersione delle esistenti utilizzazioni per ser·izi, con l`obietti·o di integrare la dotazione di posti let-
to esistenti:
b, incremento delle consistenze ·olumetriche della struttura ricetti·a esistenti alla data di appro·azione del
PU(, pari al ·enticinque per cento 25°, del ·olume certiíicato da rilie·o asse·erato:
c, la piu eííiciente utilizzazione delle superíici íondiarie, attra·erso ampliamenti orizzontali. A tale scopo so-
no ammissibili negli inter·enti di ristrutturazione edilizia i seguenti parametri di ediíicazione : Rapporto
di copertura, Sc´Sí ~ ': I ~ mt 12.50: Distacco tra gli ediíici, De ~ mt 10.00: Distacco tra i coníini,
Dc ~ mt 5.00: Distacco íra gli ediíici e le strade pubbliche, Ds ~ mt. 10.00.
d, il risanamento conser·ati·o e il ripristino tipologico di unita edilizie ad utlizzazione ricetti·a classiíicate di
interesse storico.
Sono ammissibili inter·enti di adeguamento dimensionale delle unita edilizie ad uso produtti·e, attuato
attra·erso incremento di superíicie utile ad utilizzazione ricetti·a. L'e·entuale incremento delle superíici utili
de·e essere realizzato in modo da integrarsi spazialmente con la ·olumetria esistente, e con le limitroíe mo-
dalita di utilizzazione del suolo.
I progetti di riíerimento del procedimento autorizzati·o de·ono documentare esaurientemente lo stato
di íatto, attra·erso il rilie·o, anche íotograíico. L'indice di piantumazione da assicurare e pari a 4 alberi di
essenze pregiate, per ogni 40 mq. di pa·imento. De·esi altresi assicurare superíicie permeabile pari al 25°
della superíicie íondiaria. Gli impianti sporti·i all'aperto ·anno opportunamente mascherati e protetti dalla
·ista con idonee alberature e comunque esclusi·amente con l'ausilio di elementi ·egetali.
Le íasce di rispetto stradale sono da allestire con l'obietti·o di promuo·ere la "rete ·erde".
Sono applicabili le disposizioni sul parcheggio pri·ato: nel sottosuolo delle íasce di rispetto stradale so-
no realizzabili parcheggi, con allestimento del ·erde pubblico nel soprassuolo.
Le aree libere dalla ediíicazione sono da considerarsi come partecipi del sistema ambientale locale.
Moaaíita ai attva.iove
La zone normati·e del tipo B.3.1, come rappresentate negli elaborati del tipo P.3 e P.4 del PU(, non
partecipano del perimetro zonale da sottoporre obbligatoriamente a piano urbanistico attuati·o, pur se rica-
dono nelle superíici territoriali partecipi di perimetri di cui alla suddetta rappresentazione.
Di.cipíiva aeíí´ attva.iove aeíía .ova v.e. aeí tipo ß.².1. aa vtiíi..a.iove tvri.tico ricettira.
L'incremento di eííicienza e compiutezza nell'uso e da perseguire attra·erso inter·ento diretto, coníor-
me alla deíinizione di inter·ento di cui alle disposizioni di cui alle presenti N1A, art 12. La selezione tra tipi
di inter·ento della modalita idonea de·e rapportarsi alla compatibilita degli inter·enti conseguenti con le ca-
ratteristiche e la qualita del patrimonio edilizio esistente.
Sono oggetto di attuazione diretta subordinata a titolo abilitati·o coníigurato da permesso di costruire
oneroso correlato a con·enzione o atto unilaterale d'obbligo gli inter·enti diretti al recupero del patrimonio
edilizio esistente, di cui all'art.3, comma 1, lett. d, del D.L. 6 Giugno 2001, n. 380, coníiguranti operazioni di
ristrutturazione edilizia integrale, come deíinita nel 1itolo Secondo della presente normati·a, e nel (apo Se-
condo del 1itolo Secondo del RUL(. Il titolo abilitante detto inter·ento e ammissibile con riíerimento ad
aree dotate di opere di urbanizzazione o per le quali esista l'impegno dei richiedenti il titolo abilitante a rea-
lizzarle, sancito con atto di con·enzione.
Sono oggetto di attuazione diretta subordinata a permesso di costruire oneroso gli inter·enti coníigu-
ranti operazioni di ristrutturazione edilizia parziale.
Gli inter·enti di ristrutturazione urbanistica sono ad attuazione indiretta, subordinata ad appro·azione
di strumento urbanistico attuati·o di iniziati·a pri·ata o pubblica.
Sono soggetti ad attuazione diretta subordinati a denuncia di inizio di atti·ita gli inter·enti su cespiti
immobiliari comportanti allestimento di aree per il parcheggio pri·ato non comportanti esca·azione: la rea-
lizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate: l`adattamento di aree ad atti·ita non comportanti creazio-
ne di ·olumetrie: la realizzazione di opere di eliminazione delle barriere architettoniche in ediíici esistenti
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 125
consistenti in rampe o ascensori esterni, o··ero in manuíatti che non alterino la sagoma dell'ediíicio: le ope-
re di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conser·ati·o, le opere esterne o interne in ediíici
esistenti, qualora non alterano ·olumi e sagome dell'ediíicato esistente.
Covpíe..i tvri.tici covpíevevtari e.i.tevti covtorvavti .trvttvre .peciaíi.ticbe ae.tivate aa vtiíi..a.iovi tvri.tico ricettire. cov·
tigvravti riííaggi tvri.tici. ea ai reíatiri .erri.i t^).. art. :·. covva 1)
Sono compatibili con la destinazione gli impianti igienico-sanitari e di sicurezza, i ser·izi generali: le at-
trezzature ricreati·e e le attrezzature sporti·o ricreati·e
All`interno dei ·illaggi esistenti e consentita la costruzione di ser·izi, qualora carenti, anche oltre l`indice
di ediíicazione piu a·anti indicato e anche oltre l`Sc´Sí: gli altri parametri debbono essere rispettati. L` am-
missibile il recupero del patrimonio immobiliare attuato anche attra·erso la ristrutturazione edilizia, qualora
autorizzato dagli enti preposti alle politiche di tutela.
L`inter·ento si attua mediante titolo abilitante con·enzionato, nel progetto del quale de·e essere com-
preso l`intero ·illaggio, cio anche nei casi di integrazioni e completamento dell`esistente.
Di.cipíiva .pecitica aeííe attre..atvre ricettire e.i.tevti ae.tivate aí cavpeggio. íocaíi..ate veíía piveta co.tiera t^).. art. :·.
covva :)
I campeggi e ·illaggi turistici inclusi nella pineta costiera sono anche essi oggetto delle disposizioni di cui
al successi·o art ¯5, concernenti le dotazioni di queste tipologie di strutture ricetti·e, deíinendosi in tal
senso obietti·i di adeguamento delle stesse. Nei campeggi inclusi nella pineta costiera sono pertanto ammis-
sibili le opere di adeguamento igienico e íunzionale, quelle di riqualiíicazione, restauro e risanamento con-
ser·ati·o, demolizione parziale o totale, ristrutturazione edilizia calibrata con gli adeguamenti di cui all`art.
55, recupero e risanamento delle aree libere e delle piazzole, nonché la creazione di posti di ristoro, uííici
direzionali ed ediíici per lo spaccio delle merci, parcheggi. I campeggi debbono essere recintati su tutti i lati,
anche quando coníinino con spiagge, canali, argini di ·aria natura: la recinzione do·ra essere íornita di can-
celli di emergenza. Le recinzioni de·ono essere di materiale leggero, di colore mimetico, tese tra paletti di
legno , escludendosi assolutamente parti in muratura. Oltre alle strutture ricetti·e ·ere e proprie, sono ri-
chieste strutture di ser·izio, igieniche, sanitarie e di ristoro di carattere integrati·o, tali da non occupare piu
del 10 ° dell`area totale.
O·e l`Amministrazione (omunale intenda mettere in atto un piano produtti·o turistico ai sensi dell`art.
2¯ della legge n.865´19¯1 su zone di nuo·o impianto a destinazione coníorme, ·a nei termini di legge assi-
curata la priorita di assegnazione a quegli operatori ai quali non íosse stata coníermata la concessione.
Nel caso di diííicolta di tali attrezzature esistenti ad adeguarsi agli standars dettati, do·ute alle condizioni
ambientali, possono essere concesse limitate deroghe. Gli inter·enti di adeguamento non de·ono comunque
essere tali da richiedere tagli di alberi e´o del sottobosco, sal·o parere della lorestale. Non puo essere eííet-
tuato spianamento e trasíormazione dello stato dunale. Al concessionario compete l`assenso del concedente
e dell`autorita preposta alla tutela, concernente le opere di adeguamento

.baco covcervevte í`eaiticabiíita avvi..ibiíe iv ivterrevti ai covpíetavevto veííe .ove vorvatire aeí tipo ß.².1
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 126
Zova.v.e. aeí tipo ß.².2. area vrbava .peciaíi.tica e.i.tevte. aa vtiíi..a.iove per ía proav.iove ai .erri.i. o per ía proav.iove
ai bevi t^).. art. ó0)
La zona .n.e. ingloba la parte dell' area urbana esistente coníigurante "Area urbana specialistica esisten-
te, ad uso produtti·o specializzato, industriale, artigianale, commerciale".
Per dette utilizzazioni. il PU( propone quale obietti·o il perseguimento di una piu eííiciente e compiu-
ta utilizzazione del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, attra·erso adeguamento dimensionale, igie-
nico sanitario e tecnologico delle unita immobiliari o edilizie ad uso produtti·o compatibili per localizza-
zione: nonche attra·erso delocalizzazione programmata di atti·ita incompatibili con gli usi pre·alenti che si
riscontrano nell`insediamento, da eííettuarsi correlando la delocalizzazione al Piano di Insediamento Pro-
dutti·o, di cui all'art. 2¯ della l. 865´19¯1. L'obietti·o e da perseguire attra·erso inter·ento diretto, coníor-
me alle categorie di inter·ento di cui alle disposizioni di cui al 1itolo Secondo. La selezione tra le deíinizioni
di tipi di inter·ento di quella idonea de·e rapportarsi alla compatibilita degli inter·enti conseguenti con le
qualita del patrimonio edilizio esistente.
La zone normati·e del tipo B.3.2, come rappresentate negli elaborati del tipo P.3 e P.4 del PU(, non
partecipano del perimetro zonale da sottoporre obbligatoriamente a piano urbanistico attuati·o, pur se rica-
dono nelle superíici territoriali partecipi di perimetri di cui alla suddetta rappresentazione.
Sono ammessi i seguenti usi: atti·ita artigianali o piccola industria: usi di tipo diííusi·o, purché compa-
tibili con l'uso produtti·o e da questo non penalizzati: magazzini-depositi-írigoriíeri-commercio all'ingros-
so: commercio al dettaglio: uso abitati·o limitatamente all`esistente modalita di uso testimoniata da asse·e-
razione. L' ammesso il riuso íunzionale delle consistenze ·olumetriche costituenti attrezzature produtti·e,
limitatamente alla pre·alente nuo·a utilizzazione per attrezzature ricetti·e e pararicetti·e.
Partecipano della zona normati·a le atti·ita insediate nelle unita edilizie site in localita Sabatella anti-
stante l`area PIP, ad esistente utilizzazione pre·alentemente commerciale: nonché i seguenti immobili esi-
stenti realizzati per lo s·olgimento di atti·ita industriali-artigianali: 1, stabilimento Parmalat 2, caseiíicio Di
Lascio 3, caseiíicio Di Benedetto 4, S.A.L..
ívterrevto .v vvita eaiíi.ie t^).. art. ó1)
L'incremento di eííicienza e compiutezza nell'uso e perseguibile attra·erso inter·enti íinalizzati al recu-
pero, riuso o ricon·ersione del patrimonio edilizio esistente caratterizzato da lotti ediíicati, attra·erso opere
di manutenzione, come speciíicate al (apo Secondo, 1itolo Secondo del RUL(, art.32, capo·erso 4: o at-
tra·erso opere di ristrutturazione edilizia, come speciíicate al (apo Secondo, 1itolo Secondo del RUL(,
art.li 36-3¯. Negli inter·enti di ristrutturazione edilizia parziale o integrale, e di demolizione senza ricostru-
zione, e ammissibile il ricorso alla disciplina degli adeguamenti di cui all`art. 55. L'inter·ento edilizio diretto
de·e contemplare almeno una singola Unita Minima d'Inter·ento, come speciíicata nell`art. 29 del RUL(.
Sono ammessi inter·enti di adeguamento dimensionale delle unita produtti·e, attuato attra·erso incre-
mento di superíicie utile, come sancito con le disposizioni di cui al (apo Secondo del presente 1itolo, nei
limiti imposti dalla coníigurazione di superíicie coperta, che con l'adeguamento non de·e superare il 50°
della superíicie íondiaria. L'aumento delle superíici utili consentite de·e essere realizzato in modo da inte-
grarsi spazialmente con la ·olumetria esistente.
Depositi e magazzini all'aperto ·anno opportunamente mascherati e protetti dalla ·ista con idonee albe-
rature e comunque esclusi·amente con l'ausilio di elementi ·egetali. Non e consentito l'uso a superíici di
deposito delle íasce di rispetto stradale, oggetto di ·incoli coníormati·i. Sono da applicare le disposizioni
sul parcheggio pri·ato: nel sottosuolo delle íasce di rispetto stradale sono realizzabili parcheggi.
L' ammessa la ricon·ersione di atti·ita produtti·e, non compatibili con la residenza in quanto inquinanti
aria, suolo, o dell'acqua, o acustico, o comunque pregiudizie·oli per la salute pubblica. In tale condizione e
prescritta la delocalizzazione entro il termine di anni due dalla notiíica del Sindaco al diretto interessato, sen-
tita la competente Unita Sanitaria. Le strutture edilizie e le aree rese libere a seguito di tale delocalizzazione
possono essere ricon·ertite nella modalita d`uso, risultando ammissibili atti·ita produtti·e compatibili con la
residenza, e´o atti·ita di tipo commerciale, laboratoriale, di tipo diííusi·o, o ricetti·e. La ricon·ersione si at-
tua attra·erso riuso delle superíici utili preesistenti accertate tramite rile·azione edilizia oggetto di asse·era-
zione, con possibile incremento non maggiore del ·enti per cento della riscontrata superíicie utile di solaio,
operandosi nei limiti dei caratteri ·olumetrici rile·ati. Le aree libere dalla ediíicazione sono da considerarsi
come partecipi del sistema ambientale urbano.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 127

Va soddisíatto negli inter·enti di ristrutturazione integrale il disposto del d.m. 02.04.1968 n.1444, con-
cernente gli standard urbanistici dedotti dall' intensita di inter·ento. La dotazione di spazi pubblici, obbliga-
toria negli inter·enti di ristrutturazione integrale comportanti riuso, puo essere computata in misura doppia
di quella eííetti·a. I progetti di riíerimento del procedimento autorizzati·o de·ono documentare esaurien-
temente lo stato di íatto, anche con íotograíie. L'indice di piantumazione da assicurare e pari a 4 alberi di
essenze pregiate, per ogni 40 mq. di pa·imento. De·esi altresi assicurare superíicie permeabile pari al 25°
della superíicie íondiaria.
Zova v.e. aeí tipo ß.².2. ivav.triaíe-artigiavaíe. ai covpíetavevto. aa attva.iove airetta t^).. art ó1. covva 2)
In tali zone sono ammissibili atti·ita ·olte alla produzione di beni manuíatti, esito di la·orazioni s·olte
da aziende industriali o artigiane. Sono ammissibili i complementi della atti·ita, quali mensa e ser·izi sociali
aziendali, magazzini in íunzione dell`atti·ita produtti·a, attrezzature tecnologiche, spazi ad uso ricreti·o e
sociale per gli addetti all`industria, uííici connessi con le atti·ita produtti·e, ambienti di esposizione. Non
sono ammesse abitazioni, neppure per il personale di sor·eglianza o per i titolari dell`azienda, se non quelle
gia esistenti. Non sono ammesse le atti·ita classiíicate insalubri di prima classe dalle ·igenti disposizioni di
legge. Nelle zone di ser·izio all`auto·eicolo e ammessa la ·endita di prodotti accessori, nonché la presenza
di ambienti di ristoro. Le atti·ita classiíicate come insalubri di seconda classe - e in generale tutte quelle che
arrechino danni e molestie sotto íorma di scarichi, emissioni liquide o gassose o rumori o che risultino co-
munque incompatibili con l`ambiente circostante qualora esistenti - possono essere oggetto di ordinanza di
trasíerimento da parte del comune , da eseguirsi entro un congruo periodo di tempo stabilito dall`ordinanza
stessa. Non puo essere deliberato nelle zone di completamento l`insediamento ex-no·o di atti·ita insalubri
di prima e seconda classe e in generale di tutte quelle che arrechino danni e molestie.
Le atti·ita ed impianti esistenti localizzate in zona t. o. del tipo B possono essere soggetti ad amplia-
mento in una misura non superiore al 20°. L`ampliamento de·e sottostare ai seguenti parametri:
- Rapporto di copertura da calcolarsi al lordo delle aree da cedersi per urbanizzazioni: Sc´ Sí ~1´2 mas-
simo:
- Per costruzioni esistenti, puo essere ammessa una quota di ampliamento tale che non ·enga superato il
rapporto di copertura pari al 60° della superíicie al lordo delle aree da cedersi al patrimonio comunale:
- Altezza massima I, ~ mt. 9 00 sal·o ·olumi tecnici e speciali emergenti :
- Distanze dai coníini: Dc, ~ mt. 5, 00 :
- Distanza da ediíici : De, ~ mt. 10, 00 :
- Distanze da strade pubbliche, Ds : dedotta dalle prescrizioni di cui al (odice della Strada.
I titolo abilitanti nuo·e ediíicazioni in aree di completamento, o ampliamenti o ricostruzioni parziali o
totali, de·ono contemplare la cessione al patrimonio comunale del dieci per cento dell`area del lotto di
competenza dell`inter·ento di ampliamento, della quale almeno la meta do·ra essere destinata a parcheggio
e il resto a ·erde alberato: tale area potra essere reperita anche all`esterno del lotto. La realizzazione delle
opere e responsabilita del promotore di inter·ento.
Zova v.e. aeí tipo ß.².². co.titvita aa .ree vrbave .peciaíi.ticbe e.i.tevti ai tra.torva.iove vrbavi.tica .v provo.iove
pvbbíica. attrarer.o riqvaíitica.iove tiv.eaiavevto vrbavo .peciaíi.tico recevte. covportavte riqvaíitica.iove ai ivpiavto attra·
rer.o vvora vtiíi..a.iove e rivvoro aei caratteri ai te..vto. ^).. art ó1. covva ²)
Mercato Ortotrvtticoío
La delocalizzazione in programma dell`esistente mercato ortoírutticolo` sito in (apaccio Scalo a··ia
procedimento di recupero urbanistico per insediamento integrato pluriíunzionale. L`area potra essere utiliz-
zata per atti·ita e strutture edilizie ·olte alla produzione di ser·izi, culturali, commerciali, ed alla politica so-
ciale, con congrue dotazioni di spazi pubblici. Si applicano le disposizioni di cui all`art. ¯, comma c, del
D.P.R. 6 Giugno 2001, n. 380, qualora l`inter·ento si qualiíichi come Atti·ita edilizia delle pubbliche am-
ministrazioni`.

ívpiavti ivav.triaíi .par.i t^).. art. ó1. covva 1)
í.i.tevti ivpiavti proavttiri
Si intendono per tali gli impianti produtti·i esistenti alla data di adozione del PU(, e regolarmente auto-
rizzati, di tipo industriale o artigianale, che, non essendo stati classiíicati all`interno di zone industriali o arti-
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 128
gianali e non essendo classiíicabili neppure come impianti di la·orazione dei prodotti agricoli, si tro·ano
all`interno della zona agricola ordinaria. Possono essere soggetti ad adeguamento dimensionale da persegui-
re attra·erso ampliamento íino al 20°, nonché ad adeguamento íunzionale, tecnologico ed igienico sanita-
rio. Negli adeguamenti si ía riíerimento alle disposizioni di cui all`art. 55.
í.i.tevti ivpiavti .par.i ai íarora.iove aei proaotti agricoíi.
S`intendono per tali quegli impianti produtti·i esistenti, che pure essendo collocati in zone non classiíi-
cate industriali, presentano attrezzature di tipo industriale per la la·orazione dei prodotti agricoli-zootecnici,
quali le stalle, i caseiíici, le cantine e simili, con l`esclusione delle industrie ·ere e proprie del settore agro -
alimentare. 1ali impianti, in quanto gia esistenti, si intendono ammissibili in tutte le zone agricole. Possono
essere soggetti ad adeguamento dimensionale da perseguire attra·erso ampliamento íino al 20°, nonché ad
adeguamento tecnologico ed igienico sanitario. La disposizione si applica alle esistenti "buíalare", attra·erso
cui si esercita l'alle·amento intensi·o della buíala, e la la·orazione del latte. Ai suddetti impianti, qualora
classiíicati di interesse storico, si applicano le limitazioni alla modalita di inter·ento, risultando ammissibile
esclusi·amente la manutenzione ordinaria o il restauro scientiíico, o il restauro ed il risanamento conser·ati-
·o. Ldiíici abbandonati e´o inutilizzabili in senso produtti·o possono essere recuperati con destinazione
mirata al raííorzamento dell`azienda agricola, anche con destinazione turistico ricetti·a o pararicetti·a.
í.i.tevte Cara iv íocaíita Pietraíe
L`area de·e risultare oggetto di un complessi·o inter·ento di riqualiíicazione ambientale, coerente con la
·alorizzazione del promontorio e del`insediamento storico del (astello di (aput Aquae, e del Santuario della
Madonna del Granato, contribuendo attra·erso il riuso del sito a innalzarne l`attratti·ita e la íruizione. La
coníigurazione moríologica puo suggerire indirizzi alle decisioni di riuso, selezionandosi azioni comportanti
adattamenti ad aníiteatro della riscontrata modellazione dei ·ersanti, e rimodulando la continuita del manto
·egetale mirata alla deíinizione di quinte arboree
Zova v.e. aeí tipo ß.1. .ova v.e. aa v.o abitatiro o .peciaíi.tico aa ivpiavto vrbavo aetivito o aa rigevti .trvvevti vrbavi.ti·
ci attvatiri. avcbe iv cor.o ai attva.iove. qvaíe ía .ova Pip: o aa ai.cipíiva covpartvaíe cov.egvevte a aeroga. a..vvta .v
aeíibera.iove aeí Cov.igíio covvvaíe iv appíica.iove aeíía íR v. 1· aeí 200·. piavo ca.a covvvaíe.
Per dette z.n.e. il PU( propone quale obietti·o l`attuazione compiuta delle pre·isioni urbanistiche dei
piani attuati·i ·igenti, o degli atti deliberati in deroga: il recupero delle unita edilizie, e degli spazi inediíicati
adiacenti o interstiziali, ricorrendosi ad inter·enti di manutenzione ordinaria e straordinaria, di ristruttura-
zione. L'obietti·o e da perseguire attra·erso inter·ento diretto o diííerito, coníorme alle categorie di inter-
·ento riíerimento di azioni di recupero, come riíormulate nel DPR 380´2001, ed alle disposizioni di cui al
1itolo Secondo della presente Normati·a.
Nel perimetro della zona elementare sono compatibili con le caratteristiche di zona le atti·ita produtti-
·e: le atti·ita ·olte alla produzione e distribuzione di beni e di ser·izi: le atti·ita produtti·e turistico ricetti-
·e, applicandosi la classiíicazione di cui al 1itolo Secondo. Sono altresi ammissibili le atti·ita ritenute com-
patibili negli inter·enti comportanti riutilizzazione del patrimonio immobiliare: nonché le atti·ita pre·iste
nel ·igente piano di insediamento produtti·o`.
Negli spazi ad uso delle atti·ita ·anno contemplati gli spazi destinati ai parcheggi pertinenziali.
Di.cipíiva aegíi ivterrevti
Le unita edilizie partecipi della zona elementare possono essere oggetto di inter·enti di manutenzione
ordinaria o straordinaria, o ristrutturazione edilizia. Sono ammessi gli inter·enti di completamento delle
pre·isisioni di inter·ento sancite negli strumenti urbanistici attuati·i che hanno soprasseduto alla realizza-
zione del complesso insediati·o, la cui disciplina costituisce parte integrante del PU(.
Le aree libere dall'ediíicazione ricadenti nel perimetro della z.e. sono da considerarsi come partecipi del
sistema ambientale urbano, a meno di speciíiche intenzionalita deíinite dalla ·ariante, o da programma di
recupero urbano. Su dette aree ·algono le prescrizioni per il recupero degli spazi non costruiti 1itolo Se-
condo,.
Di.cipíiva aeíí´attva.iove
L'inter·ento edilizio diretto de·e contemplare almeno una singola Unita Minima d'Inter·ento, come
deíinita all`art. 29 del RUL(. Sono ammessi gli inter·enti da realizzare su aree libere, ·olti alla produzione
da parte di pri·ati di opere di urbanizzazione primaria o secondaria deíiniti nel titolo abilitante con·enzio-
nato.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 129
Sono soggetti ad attuazione diretta subordinata a s.c.i.a`, o "d.i.a." gli inter·enti su unita edilizie costi-
tuti·e del patrimonio edilizio esistente, comportanti ·arianti a concessioni edilizie gia rilasciate che non in-
cidano sui parametri urbanistici e sulle ·olumetrie, che non cambino la destinazione di uso e la categoria e-
dilizia, che non alterino la sagoma e non ·iolino le e·entuali prescrizioni contenute nella concessione edili-
zia: la realizzazione di parcheggi di pertinenza a raso, con tettorie: la realizzazione di impianti tecnologici
resi necessari da nuo·e disposizioni comportanti la re·isione o istallazione: allestimento di aree destinate ad
atti·ita sporti·e senza creazione di ·olumetrie: opere di eliminazione delle barriere architettoniche in ediíici
esistenti consistenti in rampe o ascensori esterni o··ero in manuíatti che alterino la sagoma dell'ediíicio: re-
alizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate.
.baco covcervevte í`eaiticabiíita avvi..ibiíe iv ivterrevti ai covpíetavevto veííe .ove vorvatire aeí tipo ß.².2 - ß.².² · ß.1

Nei successi·i (api del 1itolo Ouinto delle N1A si detta la regolamentazione degli inter·enti urbanistici
ed edilizi ammissibili nelle diííerenziate zone territoriali omogenee, e la modalita di realizzazione delle tra-
síormazioni urbanistiche íondate su regole di comparto: nonché la disciplina delle zone ad uso agricolo-
zootecnico-íorestale. Si allegano gli Abachi sintetici della disciplina sancita attra·erso le N1A.

.baco covcervevte í`eaiticabiíita avvi..ibiíe vei covparti aeí tipo Ca

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 130






J3 IL RLGOLAMLN1O URBANIS1ICO LD LDILIZIO

Si articola in 1itolo, Primo, Secondo, 1erzo, Ouarto,
Ouinto, Sesto. (iascun 1itolo si articola in (api e Se-
zioni. Se ne riporta l`articolazione.


















_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 131
J4 : LA 1RASIORMAZIONL URBANIS1ICA
Lstratto dal testo riportato nella Parte 1erza, Paragraío Sesto, della Relazione Generale

J4.J CONSIS1LNZA DLI COMPAR1I NLLLL LOCALI1A', SIN1LSI
1abella J. consistenza dei comparti nelle località: Dati aggregati per íocaíita. .vpertici territoriaíi iv vq

Capaccio Capoluogo
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

7J.883 0 25.429 0 47.64J 0 0

Ieudo
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

93.J00 0 0 0 29.558 0 0

Gromola
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

J9.500 0 0 0 0 0 0

Laura
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

70.344 25.8J4 0 60.294 202.822 336.33J 50J.840

Licinella-S.Venere
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

0 J9.JJ8 0 0 JJ0.457 236.677 J88.J02

Ponte Barizzo - Sabatella
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

66.575 0 0 73.050 0 0 0

Rettifilo
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

86.064 0 0 J4.343 0 0 0

Capaccio Scalo
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

352.248 93.847 93.760 JJ.490 J5.907 542.J7J 9J.272

Scigliati
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

0 0 0 0 0 22.437 0
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 132

Spinazzo
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

J9.632 0 0 44.360 0 0 0

Vuccolo Maiorano
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

39.552 0 22.524 5.JJ0 0 0 0

Zona pedecollinare
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id

0 0 72.868 0 73.88J 0 0

Cannito
(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id ld (annito

0 0 0 0 0 0 0 282.540


1O1ALL

(d1 (d2 Dd1 Dd2 Dd3 ld Id ld (annito

837.069 J38.779 2J4.58J 208.647 480.266 J.J37.6J6 78J.2J4 282.540

Superíicie territoriale totale: mq 4.080.¯12 ha 408,



1abella 2. Superficie territoriale da cedersi al patrimonio comunale



1O1ALI St
mq
1abella 1.D tCovparti Ca1) 292.893
1abella 2.B tCovparti Ca2) 52.364
1abella 3.( tCovparti Da1) 82.844
1abella 4.( tCovparti Da2) 83.263
1abella 5.( tCovparti Da²) 145.889
1abella ¯.L tCovparti ía) 861.220
1abella 8.( tCovparti ía) 4¯5.540

J.994.0J3

Nota 2: attra·erso gli istituti ·olti alla produzione di alloggi sociali, si destina il 54,2° della produzione abitati·a
in programma a tale obietti·o alloggi sociali prodotti 905,.

Nei comparti del tipo ld e Id la superíicie ceduta
al patrimonio comunale e la somma della Superíicie
non ediíicabile di comparto Sne, e della superíicie
destinata ad inírastrutturazione di impianto lt,.


Nota 1: La superíicie territoriale che si pre·ede sia
ceduta al patrimonio comunale nell`ambito
dell`attuazione dei comparti di trasíormazione urba-
nistica corrisponde complessi·amente a ba 200 o·-
·ero il 49,0¼ della superíicie territoriale totale ogget-
to di trasíormazione urbanistica.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 133
Nota 3: nella tabella dimensionale non sono computate le zone normati·e del tipo (1 che le Norme di Attuazio-
ne del PU( permettono di localizzare sui suoli ceduti all`Amministrazione comunale nel procedimento di attua-
zione dei comparti del tipo Id n°101, 102, 105, 106 in localita Laura e classiíicati nella zonazione urbanistica L-
laborato P.4, come zne G.2R. L`opportunita si rendera possibile solo nell`ipotesi di cessione consensuale e gra-
tuita al patrimonio comunale dei suoli presenti in area tutelata dalla L. 220´195¯, perimetrati dal PUA Parco
della Laguna di Paestum`.

1abella 3. Produzione di nuovi alloggi

1O1ALI abitanti alloggi
totali
alloggi sociali
su suoli privati
alloggi sociali
su suoli ceduti
1abella 1.A tCovparti Ca1.1) 913 384 144 96
1abella 1.B tCovparti Ca1.2) 1.293 543 190 164
1abella 1.( tCovparti Ca1.²) 1.065 449 225 0
1abella 2.A tCovparti Ca2) 1¯3 ¯3 3¯ 0
1abella 6.A tCovparti ía.1) 115 49 0 49
1abella 6.B tCovparti ía.2) 332 140 0 0
1abella 6.D tCovparti ía.1) 113 30 0 0
4.004 J.668 596 309


1abella 4. Produzione di nuovi posti letto

1O1ALI Posti letto
1abella 5.A tCovparti Da².2)
224
1abella 5.B tCovparti Da².²) 208
1abella 5.( tCovparti Da².1)
64
1abella 6.( tCovparti ía.²)
445
1abella 6.D tCovparti ía.1)
31
1abella ¯.A tCovparti ía.²)
¯23

J.695


Lo spazio pubblico o ad uso di attività di interesse collettivo nei comparti

Dalle tabelle si e·ince la seguente potenzialita di dotazione espressa in mq. di superíicie :

1abella 5, spazi pubblici o di interesse comunitario per ií cov.vvo tivaíe prirato. vq.
z.n. G z.n. l1-l2 z.n. l4 z.n. GR
1ab. 1D, comp (d.1 155.323
1ab. 2B, comp. (d.2 9.14¯ 10.313
1ab. 3(, comp Dd.1 2¯.325 19.02¯
1ab. 4(, comp Dd.2 28.¯45 33.49¯
1ab. 5D, comp Dd.3 30.998 111.086
1ab. 6(, comp ld 121.898 281.302 158.8¯0
1ab. ¯(, comp Id 235.591
----------- ----------- ------------ -----------
1otali 220.540 215.¯33 281.302 505.54¯

Lo spazio a destinazione di attrezzature pubbliche o di interesse colletti·o per il consumo íinale pri·ato
pre·isto nel PU( attra·erso la disciplina dei comparti ammonta a mq 1.223.122, o··ero circa 122 ettari.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 134
J4.2 CONSIS1LNZA DLLLL ZONL NORMA1IVL CONSLGULN1L
ALLA DLS1INAZIONL IUNZIONALL DI USO DLL SUOLO
RIPOR1A1A NLGLI LLABORA1I DLL 1IPO P.3 L DLL 1IPO P.4,
SIN1LSI

11.2.1 í covvotati aeííe .ove tvv.iovaíi rappre.evtati vegíi eíaborati aeí tipo P.2·P.²·P.1

Nelle 1abelle che seguono si riportano le consistenze metriche delle zone normati·e di trasíormazione
urbanistica, contemplate nei diííerenziati comparti, attra·erso cui si realizzano le zone omogenee pre·iste nel
PU( di cui alle determinanti strategiche. La 1abella 6 consegue dalle metriche concernenti i singoli comparti,
riportate nella Parte 1erza, Paragraío Sesto, della Relazione Generale.

1abella 6, consistenza degli usi funzionali vei covparti

Comparti
zne
Id Hd Cd.J Cd.2 Dd.J Dd.2 Dd.3
1O1ALI
A.2.d ²1.º²º 3J.838
C.J º¨.¨²1 1¨ó.0¨· 563.8J3
C.J.p 1.1:ó ¨ó.1ºó 80.342
C.2 ·ó.º¨· 12.:²· º1.ó0¨ 224.025
C.2.p º.º:¨ 8.857
D.J 20.º2² ··.20² J20.026
D.J.a ²2.²10 32.3J0
D.2 12².1ó² 12:.²º² 248.846
D.3 20².ó2² 2ó².2ó² 2¨2.1ó1 739.050
G.J 2².:¨0 23.570
G.2 111.22º ·.11¨ 2ó.¨¨: 2¨.111 J74.59J
G.3 20.:2: ::0 1.²01 22.379
G.JR 2:.::º ¨.1·2 ó.·²1 39.68J
G.2R 12².¨21 21¨.22: 1¨.0:º 388.007
G.3R ·.:ºº 11.1¨1 2².¨·² 44.555
I.J 10.²1² 1·.02¨ 12.º1² ·.óºº 5J.87J
I.2 121.º·º ²1.ó11 20.ó:1 21.²10 J95.473
I.3 0
I.4 2º1.²02 28J.302


1.1²·.11² :¨².001 ¨0¨.:ºº 101.0ó¨ 1¨¨.ºó: 1º¨.ó2: ²º0.·11 3.270.536
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 135
L`articolazione zonale esposta nella 1abella e coníorme alla disciplina sancita con le N1A, e rappresentata
negli elaborati del tipo P.3-P.4-P.5-P.6-P.¯-P.8. Si riportano le zone normati·e del PU( comportanti tra-
síormazione urbanistica.
C.J - nuo·e urbanizzazioni pluriíunzionali, con pre·alente utilizzazione abitati·a.
C.J.p - nuo·e urbanizzazione pluriíunzionali, con pre·alente utilizzazione abitati·a, sotto il diretto control-
lo comunale.
C.2 - nuo·e urbanizzazioni specialistiche, con pre·alente utilizzazione terziaria.
C.2.p - nuo·e urbanizzazioni specialistiche, con pre·alente utilizzazione terziaria, sotto il diretto controllo
comunale.
D.J - nuo·e urbanizzazioni specialistiche per la produzione artigianale o industriale di beni.
D.J.a - nuo·e urbanizzazioni specialistiche per la produzione artigianale o industriale di beni, sotto il diretto
controllo comunale.
D.2 - nuo·e urbanizzazioni specialistiche con pre·alente utilizzazione per la produzione di ser·izi distribu-
ti·e specializzati.
D.3 - nuo·e urbanizzazioni specialistiche per utilizzazione turistico ricetti·a.
G.J - attrezzature ed atti·ita pubbliche comportanti ediíicazione.
G.2 - spazi destinati al ·erde pubblico di ruolo locale.
G.3 - parcheggi pubblici
G.JR - attrezzature ed atti·ita pubbliche comportanti ediíicazione, non coníiguranti standard obbligatorio.
G.2R - spazi destinati al ·erde pubblico di ruolo locale, non coníiguranti standard obbligatorio.
G.3R - parcheggi pubblici, non coníiguranti standard obbligatorio.
I.J - spazi destinati ad attrezzature pubbliche di interesse generale destinati all`istruzione superiore
all`obbligo o alle attrezzature sanitarie ed ospedaliere.
I.2 - spazi destinati ad impianti sporti·i e a parchi urbani pubblici di interesse generale.
I.3 - spazi destinati ad attrezzature direzionali e sociali di interesse colletti·o, di carattere pubblico o pri·a-
to.
I.4 - spazi destinati ad atti·ita plurime di interesse colletti·o e di carattere pubblico o pri·ato.


J4.2.2 Deduzioni

11.2.2.1 íí rvoío aeíí`ivtra.trvttvra.iove

Il totale delle aree oggetto di trasíormazione attra·erso regole di comparto ammonta ad ettari 406 mq
4.05¯.621 ,. Le zone ad uso íunzionale impegnano 32¯ ettari mq. 3.2¯0.536).
Viene destinata a zona normati·a del tipo lt, per inírastrutturazione di impianto urbano, speríicie estesa
su ¯9.00 ettari, pari al 19.50 per cento della complessi·a area destinata a trasíormazione urbanistica, percen-
tuale coníorme a standard di ·alutazione pre·enti·a riportati nei manuali.

11.2.2.2 ´pa.i pvbbíici ai rvoío íocaíe.

La superíicie territoriale destinata a zone íunzionali qualiíicanti spazi pubblici di ruolo locale del tipo G
nella diííerenzata natura prestazionale ammonta ad ettari 22.00 circa mq. 220.540,.
(ontribuiscono alla pre·isione in pre·alenza i comparti del tipo (d.1 mq 155.323, z.n. G,. I comparti
del tipo (d.2 e Dd contribuiscono con circa sette ettari.
La pre·isione ·a correlata alla consistenza degli spazi di analoga caratterizzazione conseguenti : a, dalle
azioni di completamento di esistente insediamento, stimata in circa ettari 10.00: e b, dallo spazio calibrato da
standard incorporato nelle zone normati·e del tipo (.1 , stimato in circa 10.00 ettari.
Ne conseguono indicazioni idonee ad orientare priorita di attuazione.

11.2.2.² .ttre..atvre vrbave ai ravgo ecovovico

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 136
La superíicie territoriale destinata a zone íunzionali qualiíicanti spazi di interesse colletti·o non regolati
da standard del tipo l.4 ammonta ad ettari 28.00 mq 281.302, con destinazione mirata alla costituzione del-
la liera di Paestum`, e della (itta degli Sport`, incidenti sull`attrazione economica íunzionale del territorio
comunale.

11.2.2.1 Parcbi vrbavi

La superíicie territoriale destinata a zone íunzionali, qualiíicanti spazi pubblici di interesse generale rego-
lati da standard, del tipo l.2, parchi urbani ad uso specialistico, come si e·ince dalla 1abella 13, ammonta ad
ettari 19.50 mq. 195.4¯3,. Sono altresi perimetrati nella rappresentazione cartograíica del tipo P.3-P.4 il Par-
co di Gromola ettari 3.00,, il Parco (ostiero alla Laura ettari 5.00,, il parco Scuola in (apaccio Scalo ettari
3,10,, il Parco in (apaccio (apoluogo ettari 3.00,, il Parco di Laura Nord ettari 1,60,. La consistenza com-
plessi·a della zona normati·a del tipo l.2 ammonta a mq.352.4¯3, o··ero ettari 35.20
Nella realizzazione la rete di parchi urbani e da correlare alla rete del ·erde urbano, per il gioco e lo sport
all`aperto, coníigurata attra·erso le zone nornati·e del tipo G.2, di consistenza pari ad ettari 1¯.00 mq
1¯4.591,.

11.2.2.: ´pa.i pvbbíici roíti a qvaíiticare ía ricettirita

La superíicie territoriale destinata a zone íunzionali qualiíicanti spazi pubblici ·olti a qualiíicare la ricetti-
·ita in zona normati·a del tipo GR, nella diííerenzata natura prestazionale, ammonta ad ettari 4¯.00. (ontri-
buiscono alla pre·isione in pre·alenza i comparti del tipo ld mq 25.558 - mq 123.¯24- mq 9.588 ~ mq
158.8¯0, e Id mq ¯.192 - mq 21¯.225 - mq 11.1¯4 ~ mq 235.591,.
Di signiíicati·o rilie·o in questa modalita di utilizzazione del suolo e la pre·isione di attrezzature di inte-
resse colletti·o ·olte al consumo íinale pri·ato del tipo G1.R e G3.R, di consistenza pari ad ettari 5.00. (on-
tribuiscono alla pre·isione in pre·alenza i comparti del tipo ld mq 25.558 - mq ¯.192 ~ mq 32.¯50, e Id
mq 9.588 - mq 11.1¯4 ~ mq 20.¯62,.

11.2.2.ó ´pa.i aa v.o ai attirita proavttire
Ai íini della crescita delle atti·ita economiche ruolo prioritario assumono le modalita di uso del suolo per
atti·ita produtti·e, assicurato dalle zone normati·e del tipo D.1-D.2-D.3, di consistenza complessi·a pari ad
ettari 36.50 mq. 365.490, da 1abella 13,.
Le atti·ita ·olte alla produzione di beni in zona specializzata del tipo D1 possono usuíruire di superíici di
consistenza pari ad ettari 15.00 mq. 20.823 - mq 99.203 - mq 32.310 ~ mq 152.336,.
Le atti·ita ·olte alla produzione di ser·izi commerciali specializzati ·olti al consumo íinale pri·ato in
zona specializzata del tipo D2 possono usudruire di superíici di consistenza pari ad ettari 25.00 mq 123.463
- mq 125.383~ mq 248.846,.
Le atti·ita ·olte alla produzione di ser·izi ricetti·i in zona specializzata del tipo D3 possono usudruire di
superíici di consistenza pari ad ettari ¯4.00 mq ¯39.050,.
La superíicie territoriale delle zone normati·e del tipo D ·olte a sollecitare l`economia locale ammonta a
mq 1.140.232, o··ero ha 114.00, sui 406.00 ettari contemplati da azioni di trasíormazione urbanistica. Il 28°
delle azioni di trasíormazione degli usi del suolo e ·olto ad atti·ita di produzione di beni e ser·izi.
L`uso terziario conseguente a zone normati·e del tipo (.2 coin·olge ettari 22.00 mq. 224.025, da 1abella
13,. L`uso per attrezzature ·olte a innalzare il capitale sociale incidente sulla produzione attra·erso zone nor-
mati·e del tipo l.4 ammonta ad ettari 28.00.
Pertanto gli usi ·olti a raííorzare l`economia locale ammontano ad ettari 164.00, pari al 40.39 ° delle su-
períici territoriali impegnate in azioni di trasíormazione urbanistica.

11.2.2.¨ ´pa.i aa v.o ai attirita re.iaev.iaíi veíía tra.torva.iove vrbavi.tica
Le zone normati·e ad uso pre·alente abitati·o del tipo (.1 ammontano a mq 644.155 1abella 13, , o·-
·ero ettari 65.00 circa, pari al 16° delle azioni di trasíormazione urbanistica dell`uso del suolo

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 137
11.2.2.º ´ivte.i aegíi v.i aeí .voío cov.egvevti aaíía tra.torva.iove vrbavi.tica cove rappre.evtata aegíi eíaborati aeí tipo
P.²·P.1. e regoíavevtata aaííe ^).
Si e·ince la seguente articolazione distributi·a dei 406.00 ettari destinati ad usi inno·ati·i del suolo: a, ca-
pitalizzazione inírastrutturale ettari 80.00 20°,: capitalizzazione íondiaria per l`atti·ita economico-
produtti·a : ha 164.00 40°,: usi abitati·i: ettari 65.00 16°,: usi ·olti alla qualiíicazione dell`ambiente urba-
no ettari 9¯.00 24°,.
L` signiíicati·o rile·are che il 20° delle azioni e ·olto alla capitalizzazione inírastrutturale: 40° delle a-
zioni e ·olto a raííorzare la capacita di produzione di beni e ser·izi: il 40° e ·olto a qualiíicare insediamento.
In questi indicatori si esplicitano le ·irtu del Piano Urbanistico (omunale, unico strumento che consente
di íondare su tras·ersalita intersettoriale l`azione del go·erno locale e dei promotori del mutamento.

J4.3 CONNO1A1I DLLLL DL1LRMINAZIONI S1RA1LGICO-
S1RU11URALI

Il (apoluogo attra·erso i comparti del tipo (d.1 raííorza l`attrazione alla residenza con impegno di circa
dieci ettari: e raííorza la produzione di beni e ser·izi attra·erso i comparti del tipo D impegno di circa undici
ettari,, con incidenza sul totale delle pre·isioni del cinque per cento.
1ra (apaccio Scalo e la Laura si concentra il 48 per cento della complessi·a oííerta, con equilibro nella
riparto tra i due insediamenti ·entiquattro per cento in ciascun insediamento,, ma con ruolo diííerenziato.
Iníatti a Scalo s·olgono speciíico ruolo il raííorzamento di attrezzature con impegno nei comparto ld di et-
tari 30, nei comparti Id, (d2, D.d1, Dd.3 di ettari 30, nonché dell`abitare con impegno nei comparti (d.1 a
pre·alente uso abitati·o di ettari 39. L`oííerta di attrezzature soddisía anche la domanda di Rettiíilo, il cui po-
tenziamento ha pre·alente connotato abitati·o , con impegno di ettari sette comparti del tipo (d.1,.
Alla Laura al contrario circa no·anta ettari sono ·olti raííorzare gli impianti urbani di ser·izio alla ricet-
ti·ita, attra·erso i comparti Id ed ld. La residenza incide per circa cinque ettari.
La riqualiíicazione di Licinella si orienta al raííorzamento della ricetti·ita e dei ser·izi, con impegno nelle
zone territoriali omogenee del tipo Dd, ld, ed Id di circa cinquanta ettari.
La (itta dello Sport pre·ista a (annito comporta impegno di circa ·entotto ettari, conseguenti in pre·a-
lenza alla pre·isione di attrezzature sporti·e all`aperto ad ele·ato íabbisogno di aree. Per prossimita tende a
ri·erberarsi positi·amente sul (apoluogo e su Licinella - S. Venera. Acquisira incremento di accessibilita in
conseguenza delle pre·isioni inírastrutturali enunciate dalla Pro·incia di Salerno nel progetto di Ptcp.

.rticoía.iove .trvttvraíe
La massima consistenza di oííerta di nuo·i usi abitati·i si registra a (apaccio Scalo e (apaccio (apoluo-
go. Le superíici utili di solaio conseguenti dalle trasíormazioni possono dedursi dalle disposizioni concer-
nenti le Norme 1ecniche di Attuazione. (on media di utilizzazione per superíici di solaio di consistenza pari
al ·entidue per cento delle superíici territoriale, possono stimarsi in circa ottocentottanta mila metri quadrati,
a destinazione plurima. La superíicie coperta puo stimarsi in circa quattrocentomila metri quadrati. Le super-
íici pubbliche ·olte alla produzione di ser·izi di interesse colletti·o si stimano in circa due milioni di metri
quadrati.

J5. VLRIIICA ANALI1ICA DLLLA CONIORMI1A DLLLL
DLS1INAZIONI DI USO URBANO DLL SUOLO L DLLL'LDIIICABILI1A
AMMISSIBILL AGLI OBIL11IVI DI PROGRAMMA LNUNCIA1I NLLLA
DLIINIZIONL DLI IABBISOGNI OBIL11IVO

J5.J Obiettivi programmatici: sintesi dei fabbisogni ÷ obiettivo assunti nella specificazione delle
determinanti programmatiche

Dalle pre·isioni esposte nella Parte Seconda, 1omo Primo, della Relazione, si e·incono i seguenti íab-
bisogni obietti·o assunti quali caratterizzanti la íormazione del PU(.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 138

J5.J.J Spazi pubblici

1:.1.1.a: per aota.iove ai aree a .tavaara vrbavi.tici roíti a .oaai.tare ií tabbi.ogvo covpíe..iro aegíi abitavti iv.eaiati vei
covpíe..i iv.eaiatiri e.i.tevti e ai vvora proav.iove a preraíevte v.o abitatiro o ter.iario ttabeíía :.².1)
- Spazi pubblici da destinare ad attrezzature complementari all`uso degli insediamenti abitati·i o·e risiede
l`attuale popolazione: ettari 41.00, articolati in aree da destinare a ·erde pubblico, gioco e sport ettari
35.00,: ed attrezzature per l`istruzione ettari 5,40,. Nella classiíicazione zonale del PU(, tali spazi qua-
liíicano la z.n. del tipo G1-G2-G3.
Per i nuo·i insediamenti gli spazi pubblici calibrati da standard ammontano a 6,50 ettari, di cui per ·er-
de pubblico, gioco e sport ettari 4.00: e per attrezzature per l`istruzione ettari 1,20.
Le componenti di spazi pubblici, concernenti gli spazi e le attrezzature di interesse comune ed i par-
cheggi a ser·izio degli insediamenti residenziali, risultano globalmente gia soddisíatte nel perimetro
delle zone omogenee e zone íunzionali a pre·alente uso abitati·o, anche per le pre·isioni íuture.

1:.1.1.b: per aota.iove ai aree a .tavaara vrbavi.tici roíti a .oaai.tare ií tabbi.ogvo ai aree ai parco pvbbíico e ai attre..a·
tvre .avitarie
- Spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale: ettari 40,80, dei quali ettari 36.00 per aree di parco
pubblico, urbano e territoriale: ha. 2.00 per aree destinate ad attrezzatura sanitaria, ettari 3.00 per aree
destinate all`istruzione superiore.. Nella classiíicazione zonale del PU(, tali spazi qualiíicano la z.n. del
tipo l1-l2-l3.

1:.1.1.c: per aota.iove ai aree a .tavaara vrbavi.tici roíti a .oaai.tare ií tabbi.ogvo pregre..o covve..o aíí`e.i.tevte otterta
tvri.tico ricettira.
- Spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale per ricetti·ita in esistenti case per ·acanze: ettari
29,80 articolati in ettari 20.00 per aree a ·erde e per il gioco e lo sport: e di ettari 6.00 per aree da desti-
nare a parcheggi: ed aree pari ad ettari 3,¯0 da destinare ad attrezzature di interesse comunale.
- Spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale integranti le strutture ricetti·e esistenti: ettari 41.00,
articolati in ettari 2¯,50 per aree a ·erde e per il gioco e lo sport: e di ettari 8,20 per aree da destinare a
parcheggi: ed aree pari ad ettari 5,30 da destinare ad attrezzature di interesse comunale
Si stima di conseguenza che il soddisíacimento dell`obietti·o comporti impegno di superíicie territoria-
le di consistenza pari ad ettari ¯0.00.
Nella classiíicazione zonale del PU(, tali spazi qualiíicano la z.n. del tipo GR.

J5.J.2 Stima preventiva del fabbisogno complessivo di aree ad uso residenziale
In totale, si e stimato un íabbisogno pari ad ettari 86.00 di superíicie territoriale complessi·a di com-
parto a pre·alente uso abitati·o. Gli usi pubblici di integrazione dei nuo·i complessi insediati·i rientrano
nella consistenza suddetta. Ld altresi rientrano gli spazi pubblici ·olti a soddisíare íabbisogno pregresso, di
consistenza stimata in ettari 29.00. La disciplina di uso e inter·ento si struttura attra·erso perimetrazione
deíinita da articolazioni zonali del tipo ( e del tipo G. Aliquota della superíicie e da destinare alla produ-
zione di edilizia residenziale pubblica, nelle di·erse modalita con·enzionata, age·olata, so··enzionata, o
di edilizia sociale, di cui aliquota sotto il controllo comunale.

J5.J.3 Stima preventiva del fabbisogno complessivo di aree per complessi insediativi ad uso del
terziario produttivo o volte alla produzione integrata di servizi plurimi
Riíerendosi quanto proposto al paragraío ¯.2, si deduce stima di íabbisogno pari a ha. 5.00 di Superíi-
cie territoriale ed alla pre·isione di 1,20 ha da destinare a spazi pubblici.

J5.J.4 Stima preventiva del l fabbisogno di aree edificabili destinate a complessi insediativi ad uso
produttivo turistico ricettivo .
Si e stimato pari a circa ettari no·anta, con indice di ediíicabilita medio territoriale su superíicie ediíi-
cabile pari a 0,20 mqsls´mqst, comprensi·a della consistenza di aree da destinare a spazi pubblici.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 139

J5.J.5 Stima preventiva del fabbisogno di aree edificabili destinate attività fieristica.
Sulla base di esperienze s·oltesi, si e ritenuto che la condizione inírastrutturale iniziale da inner·are at-
tra·erso disciplina di uso del suolo debba comportare oííerta di beni, diííerenziati per íunzioni, per ha
35.00, comprensi·i di spazi pubblici e strutture ricetti·e integrate.

J5.J.6 Stima preventiva del fabbisogno di aree per complessi insediativi ad uso produttivo, arti-
gianale o industriale.
Il presumibile bisogno di aree da destinare ad uso produtti·o maniíatturiero si e stimato in circa ettari
1¯.00. L`area da destinare a standard urbanistici integranti gli inter·enti - pari a 0.10 di St - si stima pari a
ha 1,¯0. Il 50 per cento del íabbisogno stimato e da destinare ad iniziati·a pri·ata: la restante parte da de-
stinare a iniziati·a pubblica da gestire attra·erso Piano speciíico Pip,.

J5.J.7 Stima preventiva del fabbisogno di aree per complessi insediativi ad uso produttivo, per la
media e grande distribuzione commerciale.
Si e stimato íabbisogno di consistenza pari ad ha ¯,00 comprensi·i di spazi pubblici integranti gli usi.
J5.J.8 Sintesi del programma
1abella 8, sintesi dei fabbisogni obiettivo

Iabbisogni obiettivo in ettari
Programma
- Parchi urbani ed attrezzature superiori z.n. del tipo l, 41.00
- superíici conseguenti a spazi pubblici integranti l`oííerta ricetti·a: ¯1.00

- superíici conseguenti a spazi pubblici integranti l`oííerta ricetti·a
non calibrate da standard: ¯0.00
- superíici per zone a pre·alente uso abitati·o
comprensi·e di spazi pubblici calibrati da standard
·olti a soddisíare il íabbisogno pregresso 86.00 con 29 ettari per spazi pubblici,
- superíici per zone a pre·alente uso terziario e ser·izi 6.00
- superíici per zone a pre·alente uso turistico ricetti·o 90.00 con ha 30.00 di spazi pubblici,
- superíici per zone a pre·alente uso industriale artigianale 1¯.00
- superíici per zone a pre·alente uso della media
distribuzione commerciale ¯.00
- atti·ita íieristica 35.00
Dalle stime sui íabbisogni si e dedotta la consistenza pre·edibile di inno·ati·e destinazioni d`uso, che a-
·rebbero do·uto coin·olgere circa 423 ettari della superíicie territoriale comunale, estesa su 11.258 ettari.
La superíicie territoriale impegnata da agglomerati e nuclei abitati al 2001 risulta·a pari a 1162 ettari , o·-
·ero il dieci per cento della complessi·a estensione del territorio comunale pg. 256 del ·olume a cura di l.
lorte Il caso (apaccio-Paestum: la relazione di programma`, Inu Ldizioni, 2005,.
L`adeguamento della struttura urbanistica do·ra comportare ulteriori usi urbani per un`estensione pari a
circa il 4.00 per cento della complessi·a estensione del territorio comunale.
Il dimensionamento programmatico ha costituito riíerimento del programma spazializzato, apportandosi
le integrazioni conseguenti dalle speciíicita normati·e, dalla modalita dell`azzonamento e dalla modalita
dell`ediíicabilita deíinita dalle Norme 1ecniche di Attuazione, allegato del PU(.

J5.J.9 Gli spazi pubblici : obiettivi dimensionali assunti nella specificazione delle determinanti
strategiche

í tabbi.ogvi obiettiro

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 140
Iabbisogno pregresso conseguente ad uso abitativo (dm 2 Aprile J968, n. J444, e successive inte-
grazioni):
labbisogno pregresso conseguente a carente dotazione delle zone B1-B2, da soddisíare:
- zona G1-G2-G3art. 3 dm 1444´68, : ha 31.
- zona l2art. 4, ~ parco pubblico ha 36.00:
- zona l1, ist super. ha 2.00: attrezzature sanitarie cimiteriali e unita ecologica, zona l.6, ha 3.00. 1otale ha
5.00
Somma di íabbisogni di spazi pubblici: ettari ¯2.00
Il íabbisogno di spazi pubblici conseguente a trasíormazione e soddisíatto dalla speciíica destinazione
zonale.

Iabbisogno pregresso conseguente a ricettività, non definente standard urbanistico, zone GR :
- spazi pubblici casa ·acanze: zona G2R, ha 20 ·erde, gioco sport: 6 parchi: zona l4, attrezzature ha. 4.00.
1otale ha. 30.00
- spazi pubblici di integrazione di esistenti attrezzature ricetti·e: zona G2R, ha 28.00 ·erde,gioco,sport: zo-
na G3, ha 8.00 parcheggi: zona l4, attrezzature di interesse comunale, ha 5.00. 1otale ha. 41.00
Somma di íabbisogni di spazi pubblici: ettari ¯1.00

J5.J.J0 Iabbisogni aggregati :
´tavaara obbíigatori:
- zone G1-G2-G3 ~ ha 31.00:
- zona l1, attrezzature sanitarie ~ ha 3.00
- zona l1, istruzione superiore ~ ha. 2.00
- zona l2, Parco pubblico: ha 36.00
1otale : ha. ¯2.00
Zove CR. vov covtorvavti .tavaara:
- zona G4R, Attrezzature di interesse generale~ ha 4.00-5.00 ~ ettari 9.00
- zone G2R : ha 20.00-28.00 ·erde, gioco, sport, - 6.00 parco~ ha54.00
- zona G3R, parcheggi pubblici di integrazione di ricetti·ita ~ ha 8.00
1otale ha. ¯1.00

´pa.i pvbbíici iv totaíe : ha ¯2.00 - ha ¯1.00 ~ ha 143.00

J5.2 CONSIS1LNZA DLLLL ARLL IMPLGNA1L DA DLS1INAZIONI DI USO DLL SUOLO
COMPOR1AN1I 1RASIORMAZIONL URBANIS1ICA DA RLALIZZARL A11RAVLRSO
COMPAR1I

Nella 1abella di Sintesi n 1 esposta al Paraíraío 14 si sono riportate le superíici territoriali dei comparti
del tipo (d, Dd, ld, Id dedotti dalle zone territoriali omogenee comportanti trasíormazione urbanistica,
conseguenti dalla rappresentazione su base topograíica contenuta negli elaborati del PU( del tipo P.2-P.3-
P.4.
Le consistenze ricondotte agli ettari con l`approssimazione conducono ai seguenti esiti:

1ABLLLA 9 : Superficie territoriale delle zone territoriali omogenee comportanti trasformazione
urbanistica, aa attvare attrarer.o ai.cipíiva ai covparto. cov ce..iove ai aree aí patrivovio covvvaíe ettettvata a titoío gra·
tvito e cov.ev.vaíe iv ivterrevti ivtrapre.i aa prirati provotori.

)ipoíogia aei covparti. .vpertici iv vq.
Ca.1 Ca.2 Da.1 Da.2 Da.² ía. ía ía Cavvito
83.¯0 13.8¯ 21.45 20.86 45.¯1 113.¯6 ¯8.12 28.25

1O1ALL : ha. 406.00, comprensi·i degli impianti sporti·i pre·isti in (annito.

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 141
La zona territoriale omogenea del tipo B da luogo a completamenti coin·olgenti superíici territoriali che,
dalle tabelle presentate nel paragraío dedicato, si sono stimati di consistenza pari ad ha 16.00, comportanti
allestimento di spazi pubblici calibrati da standard di consistenza pari ad ha. 10.00.
Si e·ince la complessi·a oííerta di superíici territoriali ad uso urbano di consistenza pari ad ettari 422.00.
(orrelandosi gli obietti·i conseguenti dai íabbisogni stimati ettari 423.00, con le determinanti strutturali
prospettate negli elaborati del PU( del tipo P.3 ettari 422.00,, si riscontra diííerenziale tra pre·isioni dimen-
sionale e disciplina dei suoli, di consistenza pari ad ettari uno. Il diííerenziale ·a ritenuto compatibile con la
tolleranza necessaria nei rapporti tra enunciato teorico e ·eriíica progettuale spazializzata.

J6 : CONIORMI1A' DLLLL DLS1INAZIONI DI USO DLL SUOLO
SANCI1L A11RAVLRSO IL PUC AGLI OBIL11IVI PROGRAMMA1ICI

J6.J Lo spazio pubblico calibrato da standard: lo stato attuale

Nella Parte Prima della presente Relazione Generale, 1omo Secondo, paragraío 9, pg. 184 e seg.ti, si e-
·idenzia la dotazione riscontrata al 2008 di spazi pubblici , riportata nella 1abella 9, che si ripropone.


1abella 9: La consistenza dello spazio pubblico nella rilevazione
comunale al 2008
Dotazione
rilevata
2008
SPAZI PUBBLICI LSIS1LN1I
S1ANDARD
NORMA1IVI
Mq/Ab Mq.
IN1LRLSSL (OLLL11IVO 2,5 59.166
PLR L'IS1RUZIONL 5 66.414
PAR(ILGGI 2,5 95.292
VLRDL 36.595
SPOR1 18 44.159
Articolo 3
D.M.
1444 del 2
aprile
1968
L.R. n. 16
del 2004 1O1ALL Art. 3, 28 301.626
PLR L'IS1RUZIONL SUPLRIORL 1,5 5.400
SANI1A' 1 6.¯13
PAR(II PUBBLI(I URBANI L
1LRRI1ORIALI 15 0
MA(LLLO - 6.1¯¯
DLPURA1ORL - 32.160
(IMI1LRO - 13.394
MLR(A1O OR1OlRU11I(OLO 25.535
Articolo 4
D.M.
1444 del 2
aprile
1968 1O1ALL Art. 4, 1¯,5 89.3¯9
1otale Standard DM 1444´68 45,5 391.005
Popolazione 2J.688

Riíeriti alla popolazione, si e registrato standard pari a mq ad abitante 13.90 per spazi pubblici qualiíicanti
l`art. 3 del d.m. 2 Aprile 1968, n. 1444: e standard pari a mq ad abitante 4.12, per spazi pubblici qualiíicanti
l`art. 4, ad uso di attrezzature di interesse generale.
In base alla Legge Regionale Urbanistica n. 14´1982, coníermata dalla LR 22 Dicembre 2004, n. 16, at-
tra·erso il PU( occorre assicurare a ciascun abitante insediato la dotazione di mq. 28,00 di spazi pubblici at-
trezzati integrati con gli usi residenziali qualiíicanti il citato art. 3: nonché la dotazione di mq. 1¯.50, per spazi
pubblici ad uso di attrezzature di interesse generale, di cui mq. 15.00 destinati a parco urbano.
Si riscontra pertanto nello stato attuale assoluta carente dotazione di zone di parco, del tipo l.2: e sod-
disíacente dotazione di attrezzatura sanitaria e scolastica.
Su tali speciíicazioni legislati·e si e dimensionato il íabbisogno, il cui soddisíacimento si e assunto quale
obietti·o del PU(.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 142
La modesta dotazione di spazi pubblici ad abitante ·a altresi correlata all`intenso uso turistico del territo-
rio comunale. Nella Regione (ampania la legge regionale n. 35´198¯, a·ente ad oggetto il Piano Urbanistico
1erritoriale della Penisola Sorrentino Amalíitana, ha calibrato lo spazio pubblico ad abitante obbligatorio in
mq. 2¯,00: nonché ha prescritto spazi pubblici per l`utenza turistica, nella misura di 0,80 mq. di suolo per mq.
di solaio delle strutture ricetti·e, i·i comprese le abitazioni per ·acanza.
Il (onsiglio (omunale e la Giunta hanno recepito la sollecitazione enunciata nella Relazione Program-
matica ·olta a pre·edere spazi pubblici ·olti a soddisíare i íabbisogni di strutture ricetti·e e case ·acanza.

J6.2 Gli spazi pubblici nelle destinazioni di uso del suolo sancite attraverso il PUC

J6.2.J Obiettivo dichiarato: Spazi pubblici integranti gli usi abitativi

1ó.2.1.1 Cov.egvevte aaíía attvaíe popoía.iove re.iaevte
Il íabbisogno pregresso di spazi pubblici integranti gli usi abitati·i conseguente dall`attuale popolazione
residente d.m. 2´04.1968, n. 1444, art.3, consegue dalla diííerenza tra lo standard di legge, pari a mq. 28.00
ad abitante all`attualita, e la dotazione riscontrata, pari a mq ad abitante 13.90.
Il PU( de·e assicurare integrazione con spazi pubblici dedotti da standard pari a mq ad abitante 14.10.
Riíeriti all`attuale popolazione si e dedotto l`obietti·o, pari a mq. 305.490, o··ero ettari 30.50.

1ó.2.1.2 Cov.egvevte aa cre.cita aeíía popoía.iove. cov obiettiro a..vvto veí P|C pari a abitavti 21.000 t-2.²²: abitavti)
Il íabbisogno di spazi pubblici integranti gli usi abitati·i conseguente dalla crescita della popolazione
ammonta a mq. 65.380, o··ero ettari 6.50

1ó.2.1.² íabbi.ogvo·obiettiro totaíe
Il íabbisogno di spazi pubblici integranti gli usi abitati·i conseguente alla crescita della popolazione ed al
soddisíacimento dell`attuale domnda ammonta a mq. 3¯0.8¯0, o··ero ettari 3¯.00

1ó.2.1.1 Per.egvivevto aeíí`obiettiro attrarer.o ía .ova.iove vrbavi.tica
La zona normati·e del tipo G sono ·olte a soddisíare il íabbisogno.
La 1abella 13 misura il dimensionamento e·idenziando la consistenza degli usi nelle zone omogenee da
realizzare attra·erso i diííerenti comparti.
Le zone sono pre·iste:
a, nella zto del tipo B operando con la disciplina dei completamenti, con consistenza di spazi pubblici o di
interesse colletti·o calibrati da standard stimata in ettari 10.00:
b, nella zto del tipo (, attra·erso gli spazi pubblici obbligatori conseguenti a standard pari a mq 28.00 ad abi-
tante, conseguenti agli abitanti stimati in ciascuna zona normati·a del tipo (.1 a pre·alente uso abitati·o.
Gli spazi risultano inglobati nella rappresentazione zonale proposta negli elaborati del tipo P.4. Sono in-
·ece rappresentati nella rappresentazione zonale proposta negli elaborati del tipo P.6.
Nella 1abella 1.D si e esposta la stima della consistenza della superíicie territoriale dei comparti del tipo
(d.1, a pre·alente uso abitati·o, pari a mq. 83¯.069. Nella 1abella si e esposta altresi la stima della consi-
stenza dei íuturi abitanti nei comparti del tipo (d.1, a pre·alente uso abitati·o. Si stima che nei comparti
del tipo (d.1. possano risiedere 3.2¯1 abitanti. (iascun abitante do·ra íruire di spazi pubblici integranti
l`uso abitati·o calibrati da standard minimo deíinito da legge, obbligatorio, pari a mq. 28.00, incorporato
nelle superíici ediíicabili dei comparti nella rappresentazione zonale. La prescrizione consente di stimare
la consistenza dei suddetti spazi pubblici, pari a : abitanti stimati 3.2¯1 x mq 28.00 ~ mq 91.588. La stima
si approssima ad ettari 10.00. Si stima pertanto in ettari 10.00 la consistenza di detti spazi.
c, nella zto del tipo (d, attra·erso i comparti del tipo (d.1, delle cui superíici territoriali ettari 83.¯0, circa
16.00 ettari mq 23.5¯0-mq 111.228-mq 20.525 ~ mq 155.323, sono destinati a zona normati·a del ti-
po G consultare la 1abella 1.D, dati totali dei comparti (d.1,.
d, nella zto del tipo (d, attra·erso i comparti del tipo (d.2, delle cui superíici territoriali mq 9.14¯ sono de-
stinati a zona normati·a del tipo G consultare la 1abella 12,.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 143
In totale si destinano a zone normati·e del tipo G ettari 10.00 in zone normati·e del tipo B - ettari
10.00 nei comparti del tipo (d1 - mq 155.323 suoli ceduti nei comparti (d1, - 9.14¯ suoli ceduti nei
comparti (d2,, per un totale di mq o··ero 36.44 ha mq. 364.4¯0,
Si constata che si persegue equilibrio tra obietti·o di programma ha. 3¯.00, e modalita di uso del suolo
ha 36.44, .

J6.2.2 Spazi pubblici offrenti servizi di interesse generale alla popolazione attuale e prevista: parchi
e giardini

1ó.2.2.1 íabbi.ogvo·obiettiro
La domanda complessi·a di spazi pubblici, qualiíicanti zone normati·e del tipo l2, parco e giardini ur-
bani, oíírenti ser·izi di interesse generale alla popolazione attuale e pre·ista d.m. 2´04.1968, n. 1444, art.4,
si e stimata in ettari 36.00.

1ó.2.2.2 Per.egvivevto aeíí`obiettiro attrarer.o ía .ova.iove vrbavi.tica
L`oííerta di spazi destinati a parco urbano che si promuo·e attra·erso il PU(, rappresentata negli elabo-
rati cartograíici del tipo P.3 e P.4 attra·erso zone normati·e del tipo l.2, si articola attra·erso le seguenti
pre·isioni:
- mq 121.898 nei comparti del tipo ld 1abella 13,, comprensi·i del Parco della Memoria - mq 31.611 nei
comparti del tipo Id 1abella 13, - mq 20.654 nei comparti del tipo Dd.2 - mq 21.310 nei comparti del
tipo Dd3. Sono altresi perimetrati nella rappresentazione cartograíica del tipo P.3-P.4 il Parco di Gromola
ettari 3.00,, il Parco (ostiero alla Laura ettari 5.00,, il parco Scuola in (apaccio Scalo ettari 3,10,, il Parco
in (apaccio (apoluogo ettari 3.00,, il Parco di Laura Nord ettari 1,60,.
La consistenza complessi·a della zona normati·a del tipo l.2 ammonta a mq.352.4¯3, o··ero ettari
35.20
Si constata che si persegue equilibrio tra obietti·o di programma ha. 36.00, e modalita di uso del suolo
ha 35.20, .
L`oííerta di aree di parco urbano si completa attra·erso la consistente estensione della zona normati·a
del tipo G2, destinata a spazi pubblici per il ·erde, il gioco e lo sport all`aperto.
L`oííerta di spazi destinati a parco urbano si completa attra·erso le zone normati·e del tipo A1.c, il parco
delle colline di (apaccio Vecchia, ed i parchi ílu·iali, del Salzo, del Sele e Soloírone, zone di tutela realizzabi-
li attra·erso inter·enti speciíici e·itandosi attra·erso la destinazione la decadenza dei ·incoli urbanistici.
La disciplina urbanistica íondata su compensazione guidata dall`Amministrazione comunale rende attua-
bile, sulla base di condi·isione espressa dalle strutture dello Stato preposte alla protezione, la zona normati·a
del tipo A1.d, parco della laguna di Paestum, di consistenza pari ad ettari 30.00.

J6.2.3 Spazi pubblici offrenti servizi di interesse generale alla popolazione attuale e prevista: attrez-
zature pubbliche, in zona normativa del tipo I.J ed I.3

1ó.2.².1 íabbi.ogvo·obiettiro
La domanda complessi·a di spazi pubblici del tipo l1 oíírenti ser·izi di interesse generale alla popola-
zione attuale e pre·ista d.m. 2´04.1968, n. 1444, art.4, si e stimata in ettari 5.00.

1ó.2.².2 Per.egvivevto aeíí`obiettiro attrarer.o ía .ova.iove vrbavi.tica
L`oííerta di spazi destinati ad attrezzatura che si promuo·e attra·erso il PU(, rappresentata negli elabo-
rati cartograíici del tipo P.3 e P.4 attra·erso zone normati·e del tipo l.1 e del tipo G1, si articola:
- attra·erso la zona n. del tipo l.1 pre·ista nel comparto (d.2 mq. 10.313,:
- attra·erso la zona n. del tipo l.1 pre·ista nel comparto Dd.1 centrali riíiuti,, di consistenza pari a mq.
19.02¯:
- attra·erso la zona n. del tipo l.1 pre·ista nel comparto Dd.2 mq. 12.843,:
- attra·erso la zona n. del tipo l.1 pre·ista nel comparto Dd.23mq. 9.688,:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 144
Si constata che si persegue equilibrio tra obietti·o di programma ha. 5.00, e modalita di uso del suolo
mq. 51.8¯1,.
Gli Indirizzi alla íormazione del PU( ·arati dal (onsiglio (omunale nel 2008 hanno posto in e·idenza il
ruolo da attribuire alla (ittadella Scolastica`. Si e proposta, nella rappresentazione cartograíica di cui agli e-
laborati del tipo P.3-P.4, di ·agliare per tali usi i suoli in dismissione ad uso del Mercato Ortoírutticolo`.
lattori ostati·i a tale ricon·ersione possono condurre a ·agliare l`opportunita di destinare alla íormazione
della (ittadella Scolastica` suoli che possono per·enire al patrimonio comunale consensualmente e gratui-
tamente partecipi di zone normati·e del tipo l.1 e G.1.

J6.2.4 Spazi pubblici volti all'offerta di servizi integranti le case vacanza

1ó.2.1.1 íabbi.ogvo·obiettiro
- Spazi pubblici di integrazione di casa ·acanze: zona G2R, ha 20.00 ·erde, gioco sport: 6.00 parchi: zona
l4, attrezzature ha. 4.00. 1otale ha. 30.00

1ó.2.1.2 Per.egvivevto aeíí`obiettiro attrarer.o ía .ova.iove vrbavi.tica
La superíicie territoriale dei comparti del tipo ld ha consistenza pari a circa ettari 113.00 , come riporta-
to nella 1abella 8. Si soddisía il íabbisogno obietti·o di spazi pubblici di integrazione di esistenti case ·a-
canza destinandosi nei comparti del tipo ld a zona normati·a del tipo G.1R mq. 22.3¯2: a zona normati·a
del tipo G.2R mq. 126.910: a zona normati·a del tipo G.3R mq. 9.588 1abella 12,.
La superíicie territoriale dei comparti del tipo Id ha consistenza pari a circa ettari 5¯.00 , come riporta-
to nella 1abella 8. Si soddisía il íabbisogno obietti·o di spazi pubblici di integrazione di esistenti case ·a-
canza destinandosi nei comparti del tipo Id a zona normati·a del tipo G.1R mq. ¯.192: a zona normati·a
del tipo G.2R mq. 21¯.225: a zona normati·a del tipo G.3R mq. 11.1¯4 1abella 13,.
Dai comparti del tipo ld ed Id consegue oííerta complessi·a di spazi destinati a zone normati·e del ti-
po GR pari a ettari 39.44 mq. 394.461, 1abella 13,. Di tale consistenza, ettari trenta soddisíano il íabbiso-
gno di spazi pubblici ·olti a integrare la esistente dotazione di case ·acanza. Lttari no·e equilibrano il íabbi-
sogno di spazi ·olti ad integrare l`esistente dotazione di strutture ricetti·e.
Si e·idenzia pertanto equilibrio tra obietti·o di programma conseguente al soddisíacimento del bisogno
di spazi pubblici di integrazione di esistenti case ·acanza e modalita di uso del suolo ratiíicate dal PU(.

J6.2.5 Spazi pubblici volti all'offerta di servizi integranti la ricettività

1ó.2.:.1 íabbi.ogvo·obiettiro .tivato veí )ovo Privo aeíía Parte ´ecovaa aeíía Reía.iove Ceveraíe
- Spazi pubblici di integrazione di esistenti attrezzature ricetti·e: zona G2R, ha 28.00 ·erde,gioco,sport: zo-
na G3, ha 8.00 parcheggi:
- zona l4, attrezzature di interesse comunale, ha 5.00.
1otale ha. 41.00

1ó.2.:.2 Per.egvivevto aeíí`obiettiro attrarer.o ía .ova.iove vrbavi.tica
Dai comparti del tipo ld ed Id consegue oííerta di ettari no·e destinati a zone normati·e del tipo GR,
·olte ad integrare l`esistente dotazione di strutture ricetti·e.
Permane íabbisogno di ulteriori ettari 32.00.
I comparti del tipo Dd.3 originano zone normati·e del tipo G.1R mq. 6.931,, G.2R mq 4¯.058,, G.3R
mq 23.¯93,, pe complessi·i mq. ¯¯.¯82, o··ero circa ettari 8.00.
Aliquota del íabbisogno si soddisía attra·erso l`oííerta di attrezzature sporti·e pre·iste in (annito, con-
íormanti zone normati·e del tipo l4, di consistenza stimata in ettari diciotto.
Rientrano nella zona normati·a del tipo lt gli spazi destinati all`inírastrutturazione di impianto, a par-
cheggi pubblici, ed alle piste ciclabili consultare la metodologia della progettazione di dettaglio esposta nella
Presentazione, attra·erso esempliíicazione su comparti del tipo Id,.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 145
La somma della consistenza della zona normati·a del tipo lt ettari 8.00, ·enti ° della St ~ ettari 41.00 x
0.20 ~ ettari 8.00,, della zona normati·a del tipo l.4 ettari 18.00,, della zona normati·a del tipo GR ettari
1¯.00, coníigura spazi di consistenza pari ad ettari 43.00.
La pre·isione cartograíata bilancia il íabbisogno obietti·o di spazi pubblici di integrazione di esistenti at-
trezzature ricetti·e, pari ad ettari 41.00.
La pre·isione enunciata negli elaborati cartograíici del PU( puo ritenersi compatibile.
J6.2.6 Spazi pubblici volti all'offerta di servizi fieristici
La íormazione della liera di Paestum` si a··ale delle z.n. del tipo l.4, con uso speciíico di consistenza
pari a mq 41.881, integrato con usi ricetti·i e inírastrutturali pari ad ettari dodici, ed incrementato con le su-
períici territoriali conseguenti al 1abacchiíicio di (aíasso
Si e·idenzia equilibrio tra obietti·o di programma e modalita di uso del suolo.

J6.2.7 La città degli Sport in Cannito
L` ·olta alla produzione di ser·izi ·olti ad incrementare l`attratti·ita dell`oííerta turistica. La superíicie
territoriale della z.t.o del tipo ld, da attuare attra·erso comparti del tipo ld, ha consistenza pari ad ettari
28.00 mq. 282.540,.
La superíicie territoriale destinata ad attrezzature sporti·e all`aperto ed al coperto ·olte al consumo íinale
pri·ato, coníiguranti zona normati·a del tipo l.4, non partecipe quindi di standard obbligatori, ha consisten-
za pari a ettari 18.00 mq. 180.501, consultare scheda progetto in elaborato del tipo P.6.2,

J6.3 Le superfici territoriali acquisibili al patrimonio comunale attraverso le regole compensative
Risultano costituite dalle superíici ad uso di inírastrutture ·iarie, piste ciclabili e parcheggi, e dagli spazi
pubblici nei diííerenziati usi íunzionali. Si stimano in ettari duecento, come risulta dalla Sintesi riportata nel
Paragraío Sesto 1abella 9,.

J6.4 Il soddisfacimento del bisogno abitativo
Attra·erso le azioni di trasíormazione urbanistica ed edilizia in programma, deíinite negli Llaborati del
tipo P.3-P.4 applicando la disciplina sancita con le N1A, si stima che nelle zone di trasíormazione urbanistica
del tipo (1 si renda perseguibile la produzione di 1.668 nuo·i alloggi, comportanti la produzione di 309 al-
loggi sociali su suoli ceduti, e di 596 alloggi sociali realizzabili da promotori pri·ati.
Gli ulteriori alloggi necessari onde soddisíare il íabbisogno obietti·o si rendono realizzabili attra·erso i
¯02 alloggi conseguenti ai completamenti ammissibili nella z.t.o. del tipo B.
In totale si stima che il PU( renda realizzabili circa 2.3¯0 nuo·e abitazioni, il settantadue per cento rea-
lizzabili attra·erso disciplina di comparto di trasíormazione, ed il ·entotto per cento attra·erso completa-
mento di esistenti insediamenti.
Si ritiene che il diííerenziale che si riscontra tra íabbisogno obietti·o assunto e ·eriíica analitica delle op-
portunita rientri nella tolleranza ammissibile.

J6.5 Il soddisfacimento del fabbisogno di strutture ricettive di nuova localizzazione

La 1abella 11 rappresenta la stima dei posti letto realizzabili attra·erso le determinazioni sancite con il
PU(, pari a 1.6¯8. Si ritiene che il diííerenziale che si riscontra tra íabbisogno obietti·o assunto p.l. 1500, e
·eriíica analitica delle opportunita rientri nella tolleranza ammissibile.

J6.6 La dotazione di spazi pubblici ad abitante

· .pa.i pvbbíici ai rvoío íocaíe. qvaíiticavti í`art. ² aeí a.v. 2 .priíe 1·óº. e .vcce..ire ivtegra.iovi. preri.ti veí P|C attrarer·
.o ía .ova ovogevea aeí tipo C.1 - C.2 - C.².
Le pre·isioni urbanistiche generano:
- mq 220.540 attra·erso le zone normati·e del tipo G 1abella 13,:
- mq 100.000 di spazi pubblici integranti le zone del tipo ( a pre·alente uso abitati·o:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 146
- mq 100.000 di spazi pubblici conseguenti a completamenti integranti le zone normati·e del tipo B.1-
B.2 a pre·alente uso abitati·o.
La complessi·a dotazione di spazi pubblici sanciti nella disciplina zonale si stima di consistenza pari a
mq 420.540. Riíerita alla popolazione obietti·o, pari ad abitanti 24.000, si constata dotazione di nuo·i spazi
pubblici di ruolo locale, qualiíicanti l`art. 3 citato, pari a mq 1¯.52 per abitante pre·isto insediato. L`esistente
dotazione e risultata pari a mq 13.90 ad abitante. Ne consegue dotazione pari a mq ad abitante pre·isto
31.42.

· .pa.i pvbbíici ai rvoío íocaíe. qvaíiticavti í`art. 1 aeí a.v. 2 .priíe 1·óº. e .vcce..ire ivtegra.iovi. preri.ti veí P|C attrarer·
.o ía .ova ovogevea aeí tipo í.1 - í.2 - í.².
Le pre·isioni urbanistiche generano:
- mq 352.4¯3, coníiguranti zone normati·e del tipo l.2, aree di parco urbano, con standard ad abitante pari
a mq. 14.86.
- mq 51.8¯1 di spazi coníiguranti zone normati·e del tipo l.1, spazi per attrezzature sanitarie e scolasti-
che di ruolo comunale, con standard ad abitante aggiunti·o all`esistente pari a mq ad abitate 2.16. Si e con-
statato che si persegue equilibrio tra obietti·o di programma ha. 5.00, e modalita inno·ati·e di uso del suolo
mq. 51.8¯1,.
Lo standard ad abitante risulta pari a mq 1¯.02
Lo standard ad abitante conseguente a zone normati·e del tipo l e del tipo G ammonta a mq. 48.44, su-
periore allo standard minimo prescritto nella legislazione.

· .pa.i pvbbíici vov caíibrati aa .tavaara preri.ti veí P|C attrarer.o ía .ova vorvatira aeí tipo C.1R - C.2R· C.²R
- mq 4¯2.243 1abella 13, , con standard ad abitante aggiunti·o all`esistente pari a mq 19.6¯.
Lo standard consegue dalla somma dei tre dati parziali, ed ammonta a mq 68.11.
La trasíormazione urbanistica che il PU( programma promuo·e dotazione di mq 68.00 ad abitante,
comprensi·a dell`attuale dotazione. La dotazione minima conseguente dalla legislazione regionale risulta di
mq 45.50. Il diííerenziale con la dotazione minima conseguente alla legislazione regionale risulta di mq 22.50.
La dotazione aggiunti·a si moti·a per eííetto della consistente dotazione di strutture ricetti·e che si riscontra,
da potenziare con riíerimento ad obietti·i strategici, ed alla correlata necessita di adeguare l`oííerta di spazi
·olti a promuo·ere ser·izi in grado di innalzare la capacita attratti·a e l`accoglienza.

J7 LA CONGRUI1A DLLLL DL1LRMINAN1I CON I IABBISOGNI
OBIL11IVO

Il riscontro spazialmente ·eriíicato si ritiene compatibile con i íabbisogni obietti·o esposti al paragraío
¯.1, e con le íinalita enunciate negli Indirizzi dettati dal (onsiglio (omunale attra·erso la delibera n. 65 del 21
Luglio 2008, e·idenziandosi diííerenza limitata 423 ettari pre·isti, 422 ettari da speciíicazione cartograíica,,
da ritenersi compatibile con l`indicatore di tolleranza tra pre·isione strategica stimata e determinanti struttu-
rali. Onde perseguire le inno·azioni incidenti nel soddisíacimento di aspettati·e radicate nel sociale, e il so-
stanziale raííorzamento dei settori dell`atti·ita economica, come auspicato nel trattato di Lisbona ratiíicato
dalle nazioni dell`Unione Luropea, sollecitandone la crescita dimensionale perseguita con modalita compati-
bili con la stratiíicazione di ·alori culturali, si programma coerente struttura di usi del suolo, comportanti tra-
síormazione di esistenti usi di consistenza pari a circa il 4.00 per cento dell`estensione del territorio comuna-
le.
Va richiamato quanto e·idenziato al paragraío 6.2.2.9. Il 20° delle azioni di trasíormazione urbanistica e
·olto alla capitalizzazione inírastrutturale: 40° delle azioni e ·olto a raííorzare la capacita di produzione di
beni e ser·izi: il 40° e ·olto a qualiíicare insediamento. Il regime immobiliare compensati·o assunto nella
íormazione del PU( puo consentire l`acquisizione al patrimonio comunale delle estese superíici a destina-
zione pubblica cui la legislazione demanda la compatibilita della struttura insediati·a. Si riconosce al promo-
tore pri·ato guidato da regole pubbliche il ruolo che gli compete nell`economia sociale di mercato.
In questi indicatori si esplicitano le ·irtu del Piano Urbanistico (omunale, unico strumento che consente
di íondare su tras·ersalita intersettoriale l`azione del go·erno locale e dei promotori del mutamento.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 147


ía covtorvita aivev.iovaíe ra .evpre correíata aa obiettiri ai qvaíita aeíía tvtvra .trvttvra e torva ai citta








_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 148
J8. LLGGLRL IL PUC, LA RAPPRLSLN1AZIONL GRAIICA DLLLA
DISCIPLINA URBANIS1ICA LNUNCIA1A A11RAVLRSO LL
´NORML 1LCNICHL DI A11UAZIONL¨

LLABORA1O P.2





Si rappresenta su cartograíia nella scala 1´10.000. Si riporta
nell`elaborato l`uso agricolo del suolo, classiíicato come zona nor-
mati·a del tipo L.1: i beni di interesse storico architettonico, coníi-
guranti zona normati·a del tipo A.2: l`esistente insediamento carat-
terizzante la zona normati·a del tipo B.1-B.2-B.3-B.4:
l`inírastrutturazione di impianto di nuo·a costituzione: le zone ter-
ritoriali omogenee di trasíormazione urbanistica, classiíicate del ti-
po (d - Dd - ld - Id. Nella zona omogenea del tipo (d, il primo
pedice indica la modalita pre·alente di uso.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 149








Llaborato P.2, LLGLNDA, parte prima
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 150






Llaborato P.2, LLGLNDA, parte seconda

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 151
LLABORA1O P.3.A, estratto dal foglio 8
Si rappresenta su cartograíia nella scala 1´5000. Si rappresenta nell`elaborato l`uso agricolo del suolo, classi-
íicato come zona normati·a del tipo L.1: i beni di interesse storico architettonico, coníiguranti zona norma-
ti·a del tipo A.2: l`esistente insediamento caratterizzante la zona normati·a del tipo B.1-B.2-B.3-B.4:
l`inírastrutturazione di impianto di nuo·a costituzione: le zone territoriali omogenee di trasíormazione urba-
nistica, classiíicate del tipo (d - Dd - ld - Id. Nella zona omogenea del tipo (d, il primo pedice indica la
modalita pre·alente di uso: il secondo pedice la posizione cui si correla l`ediíicabilita ordinaria ammissibile, Jt
posizione centrale~mqsus´mqst 0.20: posizione semicentrale ~mqsus´mqst 0.16: posizione periíerica
~mqsus´mqst 0.12,. . Nella zona omogenea del tipo ld il pedice indica la posizione cui si correla
l`ediíicabilita ordinaria ammissibile, Jt posizione centrale~mqsus´mqst 0.20: posizione semicentrale
~mqsus´mqst 0.16: posizione periíerica ~mqsus´mqst 0.12,. La legenda rende comprensibile l`elaborato.





_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 152









Llaborato P.3.A, scala J/5000, LLGLNDA, parte prima
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 153







Llaborato P.3.A, scala J/5000, LLGLNDA, parte seconda
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 154
LLABORA1I P.3.B
í`eíaborato P.².ß.:. aííegato aeí P|C. va.cberiva e íegevaa

CONSIS1LNZA DIMLNSIONALL DI IN1LRVLN1I DI COMPLL1AMLN1O:
AMMISSIBILI1A L LIMI1AZIONI

Stima dei nuovi alloggi realizzabili nelle zone normative del tipo B.J e B.2 attraverso interventi di
completamento

A··alendosi di programma GIS si sono dedotte dalla cartograíia numerica le seguenti iníormazioni:

- il numero di piani degli ediíici a destinazione residenziale e mista, deri·ati dal rapporto tra l`altezza
rile·ata dell`ediíicio e quella dell`interpiano di mt. 3,50:

- la superíicie utile di solaio sus, degli ediíici ottenuta moltiplicando il numero di piani per l`area co-
perta Ac, per gli ediíici a destinazione residenziale e mista: per gli ediíici produtti·i si e assunta una
sus pari all`area coperta:

- Il rapporto di copertura tra ediíici esistenti e superíicie territoriale della singola zona normati·a del
tipo B.1 o B.2, deíinito come Ac:

- la stima della superíicie íondiaria esistente nelle zone B, calcolata in íunzione della posizione con i
seguenti rapporti: zone centrali Sí ~ Ac x 6: zone semicentrali Sí ~ Ac x 8: zone periíeriche Sí ~ Ac
x 10:

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 155
- la stima della Superíicie territoriale residua a cui applicare l`indice di ediíicabilita di zona, data dalla
diííerenza tra superíicie territoriale esistente e superíicie íondiaria stimata:

- la stima della popolazione insediata. Assunta una superíicie residenziale procapitaria pari a mq 40.00,
la popolazione insediata esistente presunta solo per gli ediíici ad uso misto escludendo ·olumi con
destinazione ricetti·a e´o produtti·a,.

La stima della capacità edificatoria residua e dei nuovi alloggi realizzabili

a, Si sono considerate suscettibili di completamento solo le zone normati·e del tipo B.1 o B.2 con in-
dice di copertura iníeriore al 25°. 1utte le zone B con indice di copertura maggiore sono state clas-
siíicate sature`, inidonee ad inter·enti di completamento.

b, Si e misurata la quota residua della St suscettibile di ediíicabilita .

c, Si e dedotta la posizione della singola zona normati·a applicando le disposizioni sancite nella N1A
del PU( centrale, semicentrale, periíerica, periurbana,.

d, L`indice di ediíicabilita di ciascuna zona normati·a si e dedotto dalla disciplina sancita attra·erso le
N1A 1itolo Ouinto, (apo Secondo, Sezione 1erza, La riqualiíicazione di esistente insediamento
attra·erso completamento`, art.5¯, Il completamento dell`insediamento esistente nelle zone norma-
ti·e del tipo B.1 e B.2,, secondo la seguente speciíica:

Jt Zna Posizione
centrale
0,09 B1
semicentrale
centrale
0,0¯ B2
semicentrale
B1
0,05
B2
periíeriche

e, La dimensione di mq. 55.00 di nuo·a superíicie di solaio ediíicabile e stata assunta come soglia mi-
nima di ·i·ibilita di unita immobiliare ad uso abitati·o.

e, Sono state classiíicate sature le zone normati·e del tipo B.1 o B.2 la cui ediíicabilita non consente
di ediíicare unita immobiliare ad uso abitati·o connotata da superíici utili di solaio maggiori di mq.
55.00.

Stima della popolazione insediabile, il numero di alloggi e le aree a standard da produrre.

g, La nuo·a popolazione insediabile e stata stimata attribuendo per ogni abitante mq. 40.00 di SUS.

h, Il numero di alloggi ediíicabili e stato stimato considerando una dimensione media di 95 mq. Il dato
e stato arrotondato alla ciíra intera, per eccesso e per diíetto.

i, Le nuo·e aree pubbliche connesse alla residenza da realizzare sono stimate applicando lo standard
di mq. 56.00, assunto come dotazione obbligatoria nella disciplina sancita attra·erso le N1A, alla
popolazione presunta.

Le suddette ·alutazioni si riportano nelle 1abelle allegate agli elaborati del tipo P.3.B, 1-n.
I risultati e·idenziano la realizzabilita nelle zone B di completamento di 702 nuo·i alloggi, per J.643 abi-
tanti, con 9. 20 ettari da destinare a standard, ed una densita di circa 82 abitanti ´ha.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 156
LA RAPPRLSLN1AZIONL GRAIICA: GLI LLABORA1I DLL 1IPO P.3.B, J-6
Cratico riportato veíía )aboía P.².ß.:: cia.cvva vicro.ova ba coaice vvverico iaevtiticatiro. attrarer.o cvi .i acceae aíía .e·
gvevte )abeíía. aííegata aíía cartogratia
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 157
Cov.i.tev.a e preri.iove ai ivterrevto riportata veíía )aboía P.².ß.:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 158

Cov.i.tev.a e preri.iove ai ivterrevto riportata veíía )aboía P.².ß.:. aettagíio
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 159

Cratico riportato veíía )aboía P.².ß.:. Cia.cvva vicro.ova vorvatira aeí tipo ß.1 e ß.2 rieve ivairiavata aa vvita vvveri·
ca. coaice ai iaevtitica.iove aei .ivgoíi covvotati. riportati veíía )abeíía ai riterivevto
Cov.i.tev.a e preri.iove ai ivterrevto riportata veíía )aboía P.².ß.:
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 160
LLABORA1O P.4, estratto da foglio J6
Si rappresenta su cartograíia numerica nella scala 1´2000. Si rappresenta nell`elaborato:
- l`uso agricolo del suolo, classiíicato come zona normati·a del tipo L.1, nonché la zona agricola del tipo lV
o·e sussistono limitazioni edilizie all`uso:
- i beni di interesse archeologico coníiguranti zona normati·a del tipo A.1: e storico architettonico, coníigu-
ranti zona normati·a del tipo A.2:
- l`esistente insediamento caratterizzante la zona normati·a del tipo B.1-B.2-B.3-B.4:
- l`inírastrutturazione di impianto di nuo·a costituzione:
- le zone territoriali omogenee di trasíormazione urbanistica, classiíicate del tipo (d - Dd - ld - Id.
- le zone normati·e elementari del tipo (.1, (.2: D.1, D.2, D.3, D.4: G.1, G.2, G.3: GR1, Gr2, GR3: l.1,
l.2, l.3, l.4, l.5, l.6: lt inírastrutturazione,.
Le zone omogenee sono da realizzare attra·erso comparti, la cui numerazione e indicata nell`elaborato. I ca-
ratteri e la consistenza degli inter·enti ammissibili nei singoli comparti e esposta nella Parte 1erza della Rela-
zione. Nella zona omogenea del tipo (d, il primo pedice indica la modalita pre·alente di uso: il secondo pe-
dice la posizione cui si correla l`ediíicabilita ordinaria ammissibile, Jt posizione centrale~mqsus´mqst 0.20:
posizione semicentrale ~mqsus´mqst 0.16: posizione periíerica ~mqsus´mqst 0.12,. Nella zona omogenea
del tipo ld il pedice indica la posizione cui si correla l`ediíicabilita ordinaria ammissibile, Jt posizione cen-
trale~mqsus´mqst 0.20: posizione semicentrale ~mqsus´mqst 0.16: posizione periíerica ~mqsus´mqst
0.12,. La legenda rende comprensibile l`elaborato.


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 161

Llaborato P.4, scala J/2000, LLGLNDA, parte prima
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 162




Llaborato P.4, scala J/2000, LLGLNDA, parte seconda

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 163
LLABORA1O P.5, estratto dal foglio J6
Si rappresentano, su cartograíia ·ettorializzata nella scala 1´2000 riportante i riíerimenti catastali, le pre·i-
sioni urbanistiche riportate nell`elaborato del tipo P.4




_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 164
LLABORA1O P.6
Si rappresentano su cartograíia numerica nella scala 1´2000, ed 1´1000, indicazioni íunzionali, e tipo morío-
logiche, ·olte ad indirizzare l`attuazione delle pre·isioni urbanistiche con l`obietti·o di qualiíicare
l`architettura della citta, nei suoi ·alori ambientali, simbolici, e prestazionali. Nell`elaborato zonale si detta-
gliano gli spazi pubblici calibrati da standard integrati con gliusi íunzionali e rientranti nella superíicie ediíi-
cabile., obbligatori.
LA PIANURA MLDIANA CLN1RALL: L'INNOVAZIONL
P.6.3, COMPAR1I LD AMBI1I IN CAPACCIO SCALO-BORGONUOVO-
CAIASSO
P.6.3.4: LA IILRA, COMPAR1I DLL 1IPO Id , N. 87-J29, e Cd.J, N. 9J

.ovi..a.iove


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 165







.rticoía.iove vortoíogica

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010
ELABORATO “A,” PRESENTAZIONE…………………………………………………………………………. / 166

1iabiíita ai ivpiavto
DIMLNSIONAMLN1O


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 167
Comune di Capaccio Paestum, Provincia di Salerno

PIANO URBANIS1ICO COMUNALL, PUC
NOVLMBRL 2010

progettista: Prof. Arch. Irancesco Iorte, (orso Vittorio Lmanuele 1¯1, 80121 NAPOLI
progettista associato: Dott. Arch. Iabrizia Iorte

collaborazioni alla ricognizione s·olta nella prima íase :
Dott. Arch. Iabrizia Iorte (insediamento storico e recente)
Dott. Arch. Irancesco Ruocco (valori ambientali, rete ecologica comunale),
Dott. Arch. Llena Pagliuca (base economica locale, stato e previsione, decodificazione Gis cartografico),
Dott. Ing. Marco Scerbo ( valori archeologici, paesistici, storici)

collaborazioni alla progettazione nella seconda íase :
progettazione e controllo di conformità
Dott. Arch. Viola Albino, Dott. Arch. Iabrizia Iorte, Dott. Arch. Irancesco Ruocco
Marco Manna (rappresentazione tridimensionale)
Dott. Arch. Llena Pagliuca (Valutazione Ambientale Strategica)
Prof. Arch. Iabiana Iorte (analisi microeconomica)

funzionario responsabile: Dott. Ing. Carmine Greco
Ufficio Comunale di piano :
Coordinatore : Dott. Arch. Vito Scairati
componenti:
Dott. Ing. Giuseppe Agresti, sig. Roberto De Vendel

approfondimenti specialistici :
Dott. Domenico Serlenga,
carta dell`uso del suolo in atto ai íini agricoli
Dott.ri Annarita Lsposito, Lorella Russo, Giuseppe d'Angelo
caratteristiche geologiche ed idrologiche
Prof. Ing. Gennaro Scarselli
Inquinamento acustico e da rumore
Dott. Nicola Pasquino
Misurazione di esposizione ai campi elettromagnetici
Llaborato
RLLAZIONL GLNLRALL, articolata in:
Sommario Generale
A - PRLSLN1AZIONL
B ÷ RLLAZIONL AMBILN1ALL
PAR1L PRIMA: LA RI(OGNIZIONL
1omo Primo: L`atti·ita ricogniti·a concernente i ·alori spaziali del territorio comunale.
1omo Secondo: I caratteri della base economica comunale
PAR1L SL(ONDA: LL DL1LRMINAN1I S1RA1LGI(IL
1omo Primo: Il dimensionamento programmatico del Piano Urbanistico Generale.
1omo Secondo: La íorma della struttura territoriale.
PAR1L 1LRZA: LL DL1LRMINAN1I S1RU11URALI
PAR1L OUAR1A: LL DL1LRMINAN1I PROGRAMMA1I(IL A11UA1IVL
PAR1L OUIN1A: VLRIlI(A DI lA11IBILI1A L(ONOMI(O lINANZIARIA
NORML 1L(NI(IL DI A11UAZIONL
RLGOLAMLN1O URBANIS1I(O LD LDILIZIO
LLABORA1I (AR1OGRAlI(I: DI RI(OGNIZIONL , del tipo A-B-(-D
LLABORA1I (AR1OGRAlI(I DI PIANO, del tipo P.1-P.2-P.3-P.4-P.5-P.6-P.¯-P.8.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 168
L L A B O R A 1 O B
RLLAZIONL AMBILN1ALL
___________________________________________________________________________________

Sommario

Premessa
1 Ouestioni di metodo
2. La ricognizione
2.1 Metodo e contenuti
2.2 Gli elaborati
3 Deduzioni
le unita di paesaggio
la spazialita nelle determinanti programmatiche
4 La rappresentazione su cartograíia analogica dei connotati ambientali e delle scelte di uso del suolo
4.1 La ·alorizzazione del parco archeologico
4.2 La ·alorizzazione delle aree di tutela di ·alori di paesaggio
4.3 L`inno·azione nel paesaggio collinare: attrezzature sporti·e a cannito
4.4 La ·alorizzazione del patrimonio storico insediati·o
4.5 La ·alorizzazione del patrimonio ambientale e della rete ecologica comunale
5 lattori e settori di attenzione
5.1 La ·alorizzazione del patrimonio delle acque di scorrimento e regimentazione
5.2 La qualiíicazione dell`ambiente urbano attra·erso la reciprocita` delle relazioni tra esistente e nuo-
·o insediamento
5.3 La qualiíicazione dell`ambiente urbano attra·erso la ·alutazione della íorma tridimensionale degli
inter·enti ammissibili nell`interazione con il paesaggio storico urbano
5.4 La ·alorizzazione del patrimonio di beni archeologici e naturalistici
5.5 La ·alorizzazione dei connotati dell`ambiente naturale
5.6 La ·alorizzazione del carattere dei suoli
5.¯ La ·alorizzazione della rete natura
5.¯.1 Azioni mirate alla ·alorizzazione comportanti ·alutazione di incidenza,
6 La ·alutazione ambientale strategica
¯ (onclusioni

PRLMLSSA

Il comma 4 dell`art. 4¯ della LR 22 Dicembre 2004 richiede che sia allegata al PU( una relazione che il-
lustra come le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano e come si e tenuto conto del rapporto
ambientale di cui al comma 2` comma 2: La ·alutazione scaturisce da un rapporto ambientale..,.
Nel presente Llaborato si speciíica l`attenzione riposta, ed alla pluralita di tematiche che la categoria ri-
chiama, all`ambiente esplicitata nelle íasi di íormazione delle scelte urbanistiche: nonché le deduzioni che
questa attenzione ha consentito di delineare concernenti le determinanti programmatiche, strutturali ed ope-
rati·e del PU(.

J QULS1IONI DI ML1ODO

L`introduzione del processo di VAS, resa obbligatoria nella íormazione del PU(, mira a generare un
cambiamento di metodo nella íormazione del piano urbanistico comunale. Si cerca con la pratica della Valu-
tazione di esaltare la consequenzialita logica tra obietti·i, scelte di piano ed eííetti generati, nella con·inzione
che cio raííorzi la capacita di per·enire ad una soluzione ambientalmente sostenibile.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 169
Il giudizio di sostenibilita ambientale, che chiude il processo di elaborazione del PU(, e solo l`ultimo
passo di un procedimento costellato di atti di ·alutazione ambientale, che nel corso delle íasi della sua deíi-
nizione hanno orientato la ricerca tra le soluzioni possibili di quella che dal punto di ·ista della sostenibilita
puo ritenersi la piu ragione·ole.
1eoricamente i requisiti che de·ono essere posseduti da una soluzione di piano ambientalmente soste-
nibile e cosi riassumibile:
a. e l`alternati·a che minimizza gli impatti ambientali negati·i
1
, la decisione e condizionata dalla scelta degli
impatti considerati il ·alore economico, il ·alore ecologico, quello culturale, quello sociale o quello sani-
tario .,, dal ·alore positi·o´negati·o, attribuito e dal peso relati·o. La soluzione di questo problema
comporta l`esplicitazione, da parte del decisore, della struttura di preíerenza attra·erso cui i ·ari aspetti
·engono ponderati per renderli comparabili. La comparazione necessita di un metodo multicriteri. 1ra
le alternati·e ·a considerata l`opzione zero: l`e·oluzione in assenza di PU(
b. l`alternati·a comprensi·a di e·entuali mitigazioni, e tale per cui gli impatti negati·i residui ricadono nel
campo dell`ammissibilita
2
. Le soglie di ammissibilita sono generalmente deíinite da leggi, regolamenti e
norme
3
. Le alternati·e, dunque, de·ono scartare preliminarmente tutte le aree intangibili o íortemente
limitate per l`ediíicabilita, a cui il piano de·e dare risposte d`uso di·erse da quello insediati·o
c. compensa le e·entuali perdite di naturalita in modo che il bilancio d`impatto tra perdite e guadagni sia al-
meno a saldo nullo
4
: ogni scelta di espansione del costruito su spazi agronaturali comporta una riduzio-
ne del patrimonio di naturalita del territorio, si preíeriscono ecosistemi dotati di un buon grado di ripro-
ducibilita e, di conseguenza, compensabili con inter·enti di rinaturalizzazione opportunamente progetta-
ti.
d. assicura il massimo dell`equita nella distribuzione spaziale, temporale e sociale degli impatti
5
: non ammet-
tendo, in linea teorica, che il beneíicio di qualcuno compensi il danno di qualcun altro e necessario pero
distinguere tra impatti economici risarcibili, ed impatti ambientali i cui danni non sono compensabili,
anche in questo caso la ·alutazione quantitati·a de·e essere supportata dalla ponderazione delle ·ariabili
considerate per misurare gli impatti.
e. risponde al criterio della massimizzazione dell`eííicienza economica dal punto di ·ista dell`interesse della
colletti·ita. Il conto economico riguarda aspetti non solo monetizzabili, hanno per oggetto le prestazioni
del piano, e ·aluta il rapporto costi´eííicacia delle azioni messe in campo.
Una siííatta soluzione e il risultato di un metodo le cui íasi logiche possono essere cosi elencate:
1. ·alutazione della qualita ambientale dello stato di íatto:
2. íormalizzazione della mappa dei ·incoli di tutela ambientale:
3. indi·iduazione degli scenari di piano alternati·i:
4. pre·isione degli impatti cumulati·i per ciascun scenario alternati·o:
5. adozione di misure di mitigazione per situazioni critiche e ·eriíica dell`ammissibilita degli impatti residui:
6. inter·enti compensati·i delle perdite di naturalita e íormazione del bilancio d`impatto ecologico:
¯. ·alutazione del costo delle alternati·e:
8. coníronto multicriteriale e scelta dell`alternati·a ottimale:
9. attuazione, monitoraggio e reporting.

1
In questo caso è necessario definire il tipo di impatti da minimizzare poiché il problema ha soluzioni di ottimo relati-
vo, e non assoluto
2
vanno escluse dal confronto le alternative che presentano situazioni di potenziale criticità ambientale non mitigabile
3
Preferibilmente limiti di ammissibilità normativi relativi ai vari tipi di emissioni o di concentrazioni di inquinanti; o ai
limiti derivanti da leggi di tutela dei beni culturali ambientali o dei biotopi rari, o di inedificabilità di zone a rischio i-
drogeologico, oppure l’intangibilità come per ecosistemi il cui mix di biodiversità sia raro e irriproducibile
4
Scenario di sostenibilità ecologica forte, derogabile solo per interventi comportanti una forte crescita economica, si
assume in questo caso uno scenario di sostenibilità ecologica debole, rapportata ad interessi prioritari di sviluppo
5
Esempi: la realizzazione di una nuova circonvallazione di un centro abitato può produrre un impatto positivo per colo-
ro che attualmente subiscono l’impatto del traffico di attraversamento, ma può causare impatti negativi per coloro che
abitano sulla corona di periferia interessata dalla nuova circonvallazione; l’inquinamento attuale dei corpi idrici sotter-
ranei può precluderne l’utilizzo futuro anche per periodi di tempo molto lunghi; la riduzione del traffico lungo
un’arteria di addensamento commerciale produce benefici per gli abitanti ma può produrre danni economici per i com-
mercianti.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 170
Il procedimento ha comportatp l`atti·o coin·olgimento dell`Amministrazione comunale, chiamata a in-
terloquire in quanto soggetto proponente con le strutture sociali ed economico produtti·e indirizzando il
progettista nell`elaborazione degli obietti·i e delle proposizioni di incidenza urbanistica: e ad interloquire
con le istituzioni territoriali e íunzionali indi·iduate nella íase di scoping` sollecitando commento pre·en-
ti·o alle stesse. Le atti·ita presso gli uííici comunali hanno quindi a·uto ad oggetto:
- collaborazione nella ricognizione attra·erso apporti alla costruzione del Ouadro (onosciti·o, indi-
·iduazione di priorita e indicatori di stato, risultato ed impatto
- collaborazione alla deíinizione del Ouadro Programmatico. Scelta degli indicatori pertinenti, in
particolare degli indicatori che indi·iduano eííetti sinergici e cumulati·i deducibili dalla ricognizione
della programmazione, pianiíicazione, ed dell`attuazione di altri piani e programmi in corso. (ostru-
zione del modello tassonomico delle categorie di piano e popolamento degli indicatori di stato rela-
ti·i ai carichi insediati·i esistenti.
L`obbligo di esplicitare attra·erso il Rapporto Ambientale la Valutazione Strategica pre·enti·a del PU(
ha inciso nel procedimento íormati·o delle decisioni, attra·erso il ruolo attribuito alla Ricognizione Siste-
matica` delle connotazioni plurime del territorio comunale e dei suoi insediamenti. Le cartograíie tematiche
esposte nel 1omo Primo, e l`esplorazione della base economica locale esposta nel 1omo Secondo della Pri-
ma Parte della Relazione sono proposti quali reíerenti degli obietti·i socio economici e spaziali assunti nel
PU( e da perseguire attra·erso il PU(. La VAS ha peraltro sollecitato l`indi·iduazione di indicatori presta-
zionali relati·i all`attuazione del piano, l`accuratezza dell` atti·ita di trasíormazione pre·ista esposta nella
Parte Ouarta della Relazione, la produzione di nuo·e risorse ambientali anche negli insediamenti urbani, e
nella ·alorizzazione delle unita spaziali gia tutelate:la deíinizione dei criteri e stima degli impatti conseguenti
dalle azioni di ·alorizzazione e trasíormazione degli usi del suolo. Attra·erso la VAS si sono deíiniti indica-
tori di controllo delle azioni sancite nel PU(, esito sia della regolamentazione speciíicata nelle Norme 1ec-
niche di Attuazione, che nella struttura zonale attra·erso cui si spazializza la regolamentazione.
La spazializzazione qualiíica pertanto le determinanti, programmatiche, strutturali, operati·e, come e-
sposto nelle Parti Seconda -1erza- Ouarta della Relazione.
Le scelte di uso nel presente PU( conseguono dai connotati spaziali del territorio comunale, antropolo-
gici, culturali e íisico naturali, come decodiíicati attra·erso la ricognizione, assumendo la domanda sociale
quale reíerente degli obietti·i di dimensionamento, e la congruita delle relazioni tra íunzioni urbane ed usi
del suolo delineate da modello di struttura territoriale . La metodica delle scelte ha di conseguenza attribuito
prioritario ruolo alla riílessione conseguente alla correlazione tra cartograíia pluritematica restituti·a di esiti
di ricognizione, e decisioni incidenti sulle determinanti programmatiche e strutturali. Si e reso necessario in-
globare nella deíinizione di determinanti l`articolazione della regolamentazione, e quindi l`articolazione delle
Norme 1ecniche di ruolo strategico.
Si espongono gli elaborati tematici che comunicano le moti·azioni delle scelte di tutela, ·alorizzazione,
inno·azione nell`uso del suolo perseguite attra·erso il PU(.


ívqvaaravevto geogratico
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 171

Cartogratia .torica

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 172
2. LA RICOGNIZIONL
consultare la Parte Prima, 1omo Primo e Secondo, della presente Relazione Generale,

2.J Metodo e Contenuti



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 173


2.2 GLI LLABORA1I

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 174


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 175


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 176


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 177


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 178


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 179


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 180




ííevevti aeí patrivovio arcbeoíogico
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 181


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 182



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 183


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 184

_______________________________________________________________________________



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 185


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 186


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 187



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 188


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 189


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 190



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 191
3. DLDUZIONI
(onsultare la Parte Seconda della presente Relazione Generale,

3.J Le Unità di paesaggio




Moaeíío ai tvtvra .trvttvra covpatibiíe cov i covvotati aeí territorio
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 192



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 193

Llaborato P.2.a :
Le determinanti
Strategiche
Lstratto
Scala di originale:
1´10.000
Base cartograíica
numerica scala
1´5.000:
rile·azione 2009.

Le Norme 1ecni-
che di Attuazione
integrano il qua-
dro cartograíico
3.2, DETERMINANTI
STRATEGICHE
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 194

Llaborato P.2.b :
Determinanti
Strategiche:
Lstratto
Scala di originale:
1´10.000
Base cartograíica
numerica scala
1´5.000:
rile·azione 2009.

Le Norme 1ecni-
che di Attuazione
integrano il qua-
dro cartograíico

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 195



Llaborato P.2: Le Determi-
nanti Strategiche
Scala di originale: 1´10.000.
Base cartograíica numerica
scala 1´5.000:
rile·azione 2009.

L L G L N D A
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 196
4. LA RAPPRLSLN1AZIONL SU CAR1OGRAIIA ANALOGICA DLI CONNO1A1I
AMBILN1ALI L DLLLL SCLL1L DI USO DLL SUOLO
(onsultare la Parte Seconda, la Parte 1erza e la Parte Ouarta della presente Relazione Generale,

4.J LA VALORIZZAZIONL DLL PARCO ARCHLOLOGICO



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 197












_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 198




íocaíi..a.iove aei bevi tvteíati. arcbeoíogici e .torico arcbitettovici
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 199




















































í bevi íocaíi..ati
íe aetervivavti .trategico·.trvttvraíi veíí`area protetta ai Pae.tvv
Si prevede:
- riarticolazione della viabili-
tà;
- parco della laguna;
- parco del Salzo;
- governo della pineta;
- centri di servizio alla frui-
zione;
- conferma di usi zootecnici;
- formazione del PUA di aree
critiche
íoto aa aereo 1·1²: ía piveta
co.tiera cov.egve aaíía ritorva
agraria
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 200
LA VALORIZZAZIONL DLLLL ARLL DI 1U1LLA DI VALORI DI PALSAGGIO




_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 201







íiciveíía íí pevaoío riario tra Capaccio ´caío e ía íavra
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 202



Tabacchificio a Cafasso
Masseria d’Alessio
Masseria Vanullo
Masseria Cardogno
Masseria Crispi

toce aeí ´aí.o
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 203



í.i.tevte approao ai 1aroíaao
Masseria Feudo
Masseria Stregara
Piazza Santini
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 204

ía torva.iove aeí pae.aggio agrario: .trvttvra poaeraíe aeííe aree e.propriate veíía ritorva ea i cevtri .erri.i


íí pae.aggio vovtavo


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 205
4.3 L'INNOVAZIONL NLL PALSAGGIO COLLINARL:
A11RLZZA1URL SPOR1IVL A CANNI1O


ívqvaaravevto aeí .ito .v ortototo
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 206

|.o tvv.iovaíe e a..etto vortoíogico: aa eíaborato P.ó.1. .caía 1´2000
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 207



ía raíori..a.iove aei aitterev.iati covvotati aeí pae.aggio
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 208
4.4 LA VALORIZZAZIONL DLL PA1RIMONIO S1ORICO INSLDIA1IVO










_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 209

íí Cevtro .vtico: Capvt .qvae e ií ´avtvario aeíía Maaovva aeí Cravato.
ií parco aeí Movte ai Capaccio 1eccbia




íí Parco aeí Movte ai Capaccio 1eccbio correía ía
Cara iv íocaíita Pietraíe aa riqvaíiticare. ií ´avtva·
rio. ea ií Ca.teíío. ´i prereae cabivoria per í`acce..o
aí parco vovtavo ea ai ívogbi ai trvi.iove. ivtrare·
aevao itiverari ivvoratiri roíti a rattor.are
í`attra.iove e í`iaevtita íocaíe.
íí ´avtvario aeíía Maaovva aeí Cravato veí
covte.to pae.aggi.tico trvito aaí Movte
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 210

íí Cevtro ´torico: ív.eaiavevto ai ivtere..e .torico iv Capaccio Capoívogo

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 211

íí piavo vrbavi.tico attvatiro aeíí`iv.eaiavevto .torico aeí Capoívogo

_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 212




























4.5 LA VALORIZZAZIONL
DLL PA1RIMONIO AMBILN1ALL L DLLLA RL1L LCOLOGICA COMUNALL

Beni isolati di interesse storico

ía cartogratia .torica prevvitaria e .vcce..ira aíí`|vita .i e po.ta qvaíe tovte aeíí`e.píora.iove
Capaccio Capoívogo.
Cevtro ´torico.
Piavo ai recvpero.
ía tvteía ea ií rerae vrbavo
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 213






_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 214
5. IA11ORI L SL11ORI DI A11LNZIONL

5.J LA VALORIZZAZIONL
DLL PA1RIMONIO DLLLL ACQUL DI SCORRIMLN1O L RLGIMLN1AZIONL


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 215
5.2 LA QUALIIICAZIONL DLLL'AMBILN1L URBANO A11RAVLRSO LA
RLCIPROCI1A' DLLLL RLLAZIONI 1RA LSIS1LN1L L NUOVO
INSLDIAMLN1O

5.3 LA QUALIIICAZIONL DLLL'AMBILN1L URBANO A11RAVLRSO LA
VALU1AZIONL DLLLA IORMA 1RIDIMLNSIONALL DLGLI IN1LRVLN1I
AMMISSIBILI NLLL'IN1LRAZIONL CON IL PALSAGGIO S1ORICO URBANO



_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 216
(APA((IO S(ALO,
BORGONUOVO,
(AlASSO,
RL11IlILO,
LA LAURA.
L`inno·azione persegue
la riqualiíicazione dei
nuclei insediati·i, do-
tandoli di íunzioni
urbane molteplici e di
spazi pubblici per
attrezzatura in una
coerente struttura di
insieme, delineata attra-
·erso azioni sui percorsi
e canali di mo·i-
mentazione, e sugli
ambiti di trasíormazione
urbanistica.
L`accuratezza conse-
guente all`approíon-
dimento di Schede
Progetto`, reíerenti di
Atti di Programmazione,
consente la simulazione
del paesaggio urbano cui
tendere attra·erso la
gestione del PU(
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 217
ía progetta.iove ai aettagíio roíta aíía qvaíitica.iove aeíía torva vrbava ea aíí`etticacia attvatira
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 218


Covparto ía ai íiciveíía. roíto a riqvaíiticare
attrarer.o rioraivo aeíía rete ai trattico e aeíía
peaovaíita. attev.iove ai raíori .ivboíici aeííe
acqve ai .corrivevto e aeí vare. vvore reía.iovi
veí rapporto terra vare. pia..e e parco pvbbíico.
etticiev.a iv.eaiatira. í`attva.iove attrarer.o
avbiti ai covparto correía ií )abaccbiticio ai
Cata..o. aa v.o ai .pa.i pvbbíici. aíí`avbito ai
tra.torva.iove ai íiciveíía. ´i per.egve ía
tattibiíita aeíía ce..iove a titoío gratvito e
cov.ev.vaíe aí patrivovio covvvaíe
aeíí`attre..atvra. arraíevao.i aeííe opportvvita
vorvatire ivtroaotte cov ía íR 22 Dicevbre
2001. v. 1ó. art.íi ²²·²1.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 219
Llaborato P.7.3, 1emi obiettivo nel PUC, indirizzi all'attuazione. Riqualificazione del fronte mare
alla Licinella, rappresentazione su base topografica in scala J:2000 ÷ J:J000
P.7.3: La riqualificazione del fronte mare alla Licinella, disciplina di indirizzo all’attuazione, rappresentazione su
base topografica in scala 1:2.000 – 1:1.000: Inquadramento, continuazione



INDI(AZIONI MORlOLOGI(IL
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 220




ACCLSSI ALLL SPIAGGL
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 221
P.7.3: La riqualificazione del fronte mare alla Licinella, disciplina di indirizzo all’attuazione, rappresentazione su
base topografica in scala 1:2.000 – 1:1.000: accessi alle spiagge


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 222
P.7.3: La riqualificazione del fronte mare alla Licinella, disciplina di indirizzo all’attuazione, rappresentazione su
base topografica in scala 1:2.000 – 1:1.000: percorso a traffico controllato







PERCORSO
DI RIQUALIFICA-
ZIONE
A TRAFFICO
CONTROLLATO
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 223
P.7.3: La riqualificazione del fronte mare alla Licinella, disciplina di indirizzo all’attuazione, rappresentazione su
base topografica in scala 1:2.000 – 1:1.000: percorso a traffico controllato




PERCORSO
DI RIQUALIFICAZIONE
ED ACCESSO ALLE SPIAGGE
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 224
5.6 LA VALORIZZAZIONL DLL CARA11LRL DLI SUOLI





i tvtvri eaitici ter.iari
i tvtvri eaitici ter.iari
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 225
5.7 LA VALORIZZAZIONL DLLLA RL1L NA1URA


_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 226
5.7.J AZIONI MIRA1L ALLA VALORIZZAZIONL
(comportanti Valutazione di Incidenza)



Recvpero aeííe
vvita eaiíi.ie e
Porto a terra
iv 1aroíaao
Parco vrbavo iv piveta a íavra
Cevtro. iv aiaíogo cov ií parco
vrbavo aeíía Mevoria
Percor.o attre..ato tra
.piaggia e piveta
spiaggia e pineta tra Ioce Sele e Laura centro
Percor.o carrabiíe tavgevte ovae
riqvaíiticare ií cevtro .erri.i ai
íavra
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 227

spiaggia e pineta tra la Laura sud e la foce del Solofrone
´traregia ai tvteía e
raíori..a.iove aeíí`area
protetta
P|. virato aíía riqvaíitica.iove
ai e.i.tevti iv.eaiavevti

Rattor.avevto vrbavo ai íiciveíía.
cov riarticoía.iove aeíía rete ai
^vori acce..i aííe .piagge
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 228
6 LA VALU1AZIONL AMBILN1ALL S1RA1LGICA

Dalla ricognizione alla proposizione attraverso la valutazione

Le proposizioni strategiche, strutturali, operati·e e programmatico attuati·e conseguono dalla
ricognizione, e partecipano alla íormazione del Rapporto Ambientale, attra·erso il quale si ratiíica la
Valutazione Ambientale Strategica. Nel merito dell`interazione ·a e·idenziato quanto segue.
Llaborati A: La ricognizione del sistema istituzionale incidente nello stato attuale sul territorio del
comune di (apaccio, integrata dagli elementi della programmazione in corso, supporta il recepimento delle
indicazioni di tutela e le intenzionalita progettuali della pianiíicazione-programmazione so·rordinata. La
contestuale lettura del PRG ·igente
1
ha supportato la ·alutazione dello stato di diritto dei suoli discendente
dai diritti maturati per eííetto del regime urbanistico ·igente. Su questa base si e operato per l`indi·iduazione
degli eííetti sinergici e cumulati·i deducibili e che il PU( ha inteso go·ernare con le scelte di piano.
Llaborati B: La ricognizione del patrimonio culturale di interesse paesaggistico, storico, archeologico ed
architettonico ha supportato l`elaborazione delle strategie di ·alorizzazione per le risorse rile·ate
indi·iduando sia i beni tutelati per legge che le ulteriori sensibilita e ·alori da sottoporre a politiche di tutela.
L` analisi ha e·idenziato contestualmente la ricchezza e la írammentarieta delle risorse nel territorio
comunale.
Il PU( ha quindi promosso la categoria normati·a dei Beni di integrazione zone norm. A.1.b, quali
componenti per il potenziamento delle opportunita e l`innalzamento della qualita dei modelli di íruizione del
patrimonio archeologico, architettonico, storico e paesaggistico. In particolare gli approíondimenti sul sito
archeologico di Paestum, hanno promosso un insieme di inter·enti cír cap 4.1, che ne orientano
l`e·oluzione a Parco Agricolo archeologico. La categoria della connessione della rete dei siti archeologici e
storici comunali ha colti·ato sia la ·alenza íisica, mediante la rete dei percorsi, che percetti·a, mediante la
costituzione di parchi tematici e territoriali e sistemi di íruizione comportanti inno·azione cír cap. 4.4,.
La ·alutazione della compatibilita paesaggistica íonda le trasíormazioni ammissibili di piano cír. cap 4.5
sul coníronto tra i diííerenziati connotati e·idenziati nella cartograíia di ricognizione. L`approíondimento si
e condotto anche mediante elaborazioni mirate a preíigurare gli esiti della íorma tridimensionale degli
inter·enti ammissibili, per la ·alutazione dell`interazione con il paesaggio storico urbano cír cap 5.3,.
L`attenzione ai ·alori paesaggistici ha indi·iduato le aree di massima ·ulnerabilita o·e il piano si attrezza
di opportuni strumenti
2
per il go·erno delle tensioni insediati·e esistenti e per la ·alorizzazione, con
l`obietti·o della preser·azione dei ·alori percetti·i e della riqualiíicazione delle aree compromesse cír . cap.
4.2,.
Llaborato (: Nel rile·are il sistema degli in·arianti per le politiche pubbliche di conser·azione, recupero
e riqualiíicazione dell`insediamento esistente, l`elaborato descri·e esaurientemente la coníigurazione a nuclei
degli assetti insediati·i rile·ando puntualmente le dotazioni di spazi pubblici o destinati ad attrezzature di
uso pubblico. Su questa base il PU( ha calibrato le íuture spazialita insediati·e mediante localizzazione di
aree di trasíormazione e riqualiíicazione. L`indirizzo del piano tende al raííorzamento e qualiíicazione dei
ruoli polarizzati nei nuclei esistenti da attuare mediante gli strumenti dell`attuazione coordinata e le zone di
riqualiíicazione dell`ambiente urbano esistente, nonche pre·edendo integrazioni íunzionali e di adeguati
spazi pubblici. Nel ridisegno degli assetti insediati·i i nuo·i tracciati ·iari tangenziali costituiscono
un`alternati·a all`attuale sistema di attra·ersamento che congestiona l`ambiente urbano e ne compromette la
·i·ibilita. La rile·azione degli usi pre·alenti ha inoltre costituito la chia·e di lettura per interpretare le
tendenze localizzati·e delle atti·ita connesse al turismo il cui s·iluppo risulta cruciale per l`attuazione delle
dinamiche di s·iluppo promosse dall`amministrazione comunale con gli obietti·i della sostenibilita sociale.
Ne discende un modello insediati·o che mitiga la propensione alla concentrazione sulla linea di costa
deíinendo nuo·e opportunita nelle aree meno sensibili della íascia pedemontana ricetti·ita diííusa, e nella
·alle intermontana in localita (annito cír. cap 4.3,.

1
Anche in considerazione delle dinamiche spontanee registrabili nell’ultimo decennio ed ascrivibili al sostanziale
esaurimento delle opportunità di sviluppo del vigente PRG 1992
2
I Comparti: ai fini della concentrazione insediative e della produzione coordinata di beni paesaggistico – ambientali.
Le zone di tutela paesaggistica (zne F.V.c)
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 229
Il PU( mira all`ele·azione degli standard di qualita ambientale degli insediamenti ricetti·i esistenti e di
progetto e persegue la sua politica assoggettando ad attuazione coordinata le nuo·e opportunita per atti·ita
specialistiche nei (omparti che introducono quote signiíicati·e di spazi attrezzati complementari pubblici e
pri·ati. Ulteriori attenzioni sono colti·ate per le aree dimesse indi·iduate con la ricognizione per le quali si
pongono in essere opportunita di riaggregazione insediati·a iníormata da modelli íunzionali per nuo·e
polarita del terziario. Iníine la rile·azione delle aree interessate da dinamiche abusi·e ha determinato la scelta
di destinare parte dell`inno·azione del piano a ricollocare le consistenze edilizie che recano pregiudizio ai
·alori riscontrati, mirando alla riqualiíicazione degli ambiti interessati cír cap 5.2,
Llaborato D: La codiíica del complesso sistema ecologico ambientale comunale ha guidato
l`elaborazione progettuale ·erso la proposizione di molteplici inter·enti di riconnessione della rete ecologica
comunale, opportunita che coin·olge le risorse gia oggetto di tutela ma anche le componenti minori con
·alenza ecologica e naturalistica rile·ate nella per·asi·a distribuzione territoriale e classiíicate in íunzione dei
ruoli diííerenziati. La ·eriíica della compatibilita ambientale delle trasíormazioni ammissibili in íunzione
della localizzazione e stata condotta mediante map o·erlav, ponendo in relazione il quadro delle risorse con
quello delle trasíormazioni cír. 4.5: 5.1,. Dalla riílessione e scaturita la proposizione del sistema dei parchi
urbani e territoriali, quali connettori ecologici, e dei sistemi per la íruizione che esaltano caratteri e ruoli delle
risorse in una interpretazione del PU( quale occasione per coniugare i ·alori ambientali con quelli dello
s·iluppo in una dimensione di sostenibilita cap 5.¯,.
In relazione alle risorse di massimo ·alore ecologico e naturale aree Sic e Zps, che per la posizione
costiera risultano in·estite dalle íorti pressioni della domanda turistica, il PU( si pone in un`ottica di tutela,
di riqualiíicazione dei ·alori compromessi, ma anche di compensazione laddo·e alcune proposizioni di
piano per la íruizione delle risorse possono produrre localmente degli impatti. Posto che in questi luoghi
l`attuazione delle pre·isioni di piano sara soggetta a ·alutazione d`incidenza e, in alcuni casi, a VIA
Valutazione di Impatto Ambientale,, il PU( propone una strategia di compensazione che mira alla
realizzazione di beni a ·alenza naturalistica di íorte impatto con ·alore di connessione degli spazi oggi
írammentati. Il PU( promuo·e iníatti il ridisegno degli accessi e della sosta deíinendo inírastrutture
dedicate alla riqualiíicazione e ·alorizzazione del wateríront il íronte mare, come risposta agli attuali
percorsi ed al libero parcheggio in area dunale. Piu a sud, nell`area di estrema sensibilita e íragilita di 1orre di
Paestum, compromessa da ediíicazione abusi·a ed usi poco qualiíicanti, con il Parco della Laguna` in
stretta connessione al parco archeologico cír capp 5.4: 5.¯.1,, si pongono le basi per un inter·ento di
riqualiíicazione ambientale integrale con ripristino delle condizioni di naturalita. L` da sottolineare che in
entrambi i casi i luoghi presentano íorti criticita nello stato presente.

6.2 La valutazione ambientale strategica: procedimento

La diretti·a 42´2001´(L ha dettato alle nazioni dell`UL i principi riguardanti la Valutazione Ambientale
Strategica VAS,. Il D.lgs L 152´2006 e ss.mm.ii ha recepito nell`ordinamento nazionale l`obbligo dello
s·olgimento di VAS per i piani urbanistici codiíicandone l`iter procedurale. L` art 4¯ della LR 16´2004 ha
recepito questi oblighi.
Il processo di íormazione del PU( del (omune di (apaccio (omune ha a··iato, íin dalle prime íasi,
l`approíondimento dei temi ambientali incidenti sul territorio.
La proposizione progettuale ha colti·ato intensamente l`opportunita che il nuo·o PU( rappresenta, alla
luce delle speciíiche competenze attribuitegli dalla normati·a ·igente, per introdurre elementi di sostenibilita
nel go·erno del territorio per il perseguimento degli obietti·i di protezione ambientale stabiliti a li·ello
internazionale, comunitario, statale e regionale.
(ontestualmente alla íormalizzazione delle determinanti strategiche, sulla base della Relazione
Programmatica appro·ata nei primi mesi del 2010 in (onsiglio comunale e successi·amente dalla Giunta
comunale, e stato elaborato il Rapporto Ambientale Preliminare`, contenente l`analisi dei possibili eííetti
ambientali signiíicati·i deri·anti dall`attuazione del PU(. Il documento e propedeutico all`indi·iduazione dei
soggetti competenti in materia ambientale S(A, per il PU( di (apaccio, con cui intraprendere le
consultazioni, nella íase di scoping, per deíinire il dettaglio delle iníormazioni da osser·are nella redazione
del Rapporto Ambientale.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 230
Sulla base del Rapporto Ambientale Preliminare, e del li·ello di dettaglio raggiunto nell`approíondimento
delle determinanti strategiche del PU(, il (omune ha inoltrato istanza di scoping VAS - VI al Settore tutela
dell`ambiente AG( 05, della Regione (ampania assumendo il (UP 8¯4.
In data 21´0¯´2010, si e s·olta presso lo Staíí VAS AG(16, la consultazione per la íase di Scoping ai
sensi del Regolamento di attuazione della VAS n. 203 emanato il 18´12´2009 con Decreto del Presidente
della Regione (ampania art 13, c.1 DLgs 152´2006,. Nella riunione l`autorita competente e l`autorita
procedente, sulla base della documentazione del redigendo PU(, costituita da Relazione Programmatica` ed
elaborato P, Programma cartograíato delle disposizioni strutturali`, nonche degli elaborati cartograíici della
ricognizione e del Rapporto Preliminare Ambientale` rapporto di scoping,, articolato in elaborati di testo e
cartograíici, hanno stabilito il li·ello di dettaglio delle iníormazioni da includere nel Rapporto Ambientale,
nonche i soggetti competenti in materia ambientale da consultare nella íase di scoping.
Per l`espletamento delle consultazioni di scoping`, i documenti di cui sopra sono stati pubblicati sul sito
del (omune di (apaccio e ne e stata data comunicazione mediante íax ai soggetti indi·iduati con lo Staíí
VAS: Soprintendenza archeologica, Soprintendenza BAS, Lnte Parco del (ilento e Vallo di Diano, Autorita
di Bacino Interregionale Sele e regionale Sinistra sele, Riser·a Naturale loce Sele e 1anagro: copia del
materiale pubblicato e stata in·iata al settore 1utela dell`Ambiente AG( 05, della Regione (ampania.
I termini íissati per la conclusione della íase di scoping sono stati stabiliti al 5´11´2010. Si e recepita la
richiesta di proroga al 29´11´2010 íormulata dalla Soprintendenza BAP di Salerno e A·ellino, prot. n.
2¯424 del 04´11´2010.
Sarebbe auspicabile che la consultazione non incida sulle scelte proposte nell`approíondimento dei
contenuti del PU(. Oualora per·enissero ragione·oli suggerimenti ·olti ad integrare le pre·isioni di
articolazione spaziale o di disciplina enunciata con le Norme 1ecniche di Attuazione, li si ·alutera
per·enendo a coerenti deduzioni.
Il Rapporto Ambientale per il PU(, integrato dalle osser·azioni per·enute nella íase di scoping`, ed
aggiornato acquisendo gli approíondimenti conseguenti dalla stesura deíiniti·a della proposta progettuale,
e la Relazione Ambientale di Sintesi, ·engono allegati al PU( ed alle N1A.
Successi·amente all`acquisizione della proposta di PU( da parte della Giunta comunale, la
complessi·a documentazione e depositata presso la segreteria del (omune per la pubblicazione e la
acquisizione delle osser·azioni art. 24 LR 16´2004,. La documentazione e da corredare con il parere
dell`Lnte Parco del (ilento e Vallo di Diano, e con il parere dell`Lnte Riser·a Naturale loce Sele e
1anagro, con riíerimento alla Valutazione di Incidenza.
Durante i 60 gg pre·isti per la pubblicazione ·erranno raccolte le osser·azioni del pubblico ed acquisiti i
pareri dei soggetti competenti in materia ambientale
3
. La documentazione riguardante osser·azioni e pareri
e da trasmettere al Settore Regionale 1utela dell`Ambiente AG( 05,, utilizzando l`allegato IX e
speciíicando il (UP per l`a··io della íase istruttoria.
La documentazione e quindi da depositare presso il Settore regionale 1utela dell`Ambiente AG( 05,
allegato VIII, e presso la Pro·incia. Dell`a··enuto deposito si da comunicazione sul BUR( e mediante
aííissione all`Albo pretorio del (omune nonché, per quanto riguarda i soggetti competenti in materia
ambientale e gli stakeholder di cui alla DGR 62¯´2005, mediante comunicazione scritta trasmessa a mezzo
lAX.
Nelle íasi successi·e del processo di VAS il Rapporto Ambientale ·erra integrato sulla base delle
relazioni intrattenute con il settore 02 AG( 05 durante i 90 gg dell`istruttoria e prendera la sua íorma
deíiniti·a da sottoporre al parere ·alutati·o del (omitato tecnico per l`ambiente.

6.3 1ematiche ed Indicatori

Nella tabella che segue si rappresentano gli indicatori per la ·alutazione, selezionati nella redazione del
Rapporto Ambientale Preliminare` agosto 2010,




3
anche attraverso il ricorso ad una conferenza di servizi di cui all’art. 14 e ss. L241/90
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 231
Indicatori di programma
ION1L GIS del PUC del comune di Capaccio.
Iabbisogno
di spazi Stima
della domanda di
spazi dalla
relazione
programmatica
Valori
conseguenti a
formalizzazione
cartografata del
PUC. Versione
novembre 20J0
La trasformazione urbanistica. Servizi alla persona e salute umana 392/JJ.244 ha
St
(3,5¼ di St)

P1.1.I - Parchi urbani ed attrezzature per lo sport - 41 ha
P1.2.I - Spazi pubblici integranti l`oííerta ricetti·a - 140 ha
P1.3.I - Spazi pubblici a standard integranti le zone a pre·alente uso abitati·o di progetto 29 ha
P1.I - 1otale nuove attrezzature
¼ attrezzature su totale delle aree di trasformazione)
2J0 ha
(53,6¼)

P2.1.I - Superíici per zone a pre·alente uso abitati·o esclusi standard edilizia sociale
50°,
5¯ ha
P2.2.I - Superíici per zone a pre·alente uso terziario e ser·izi 6 ha
P2.3.I - Superíici per zone a pre·alente uso turistico ricetti·o - 60 ha
P2.4.I - Superíici per zone a pre·alente uso industriale artigianale - 1¯ ha
P2.5.I - Superíici per zone a pre·alente uso della media distribuzione commerciale - ¯ ha
P2.6.I - Atti·ita íieristica 35 ha
P2.I - 1otale suoli edificabili per nuovi usi
¼ suoli edificabili per nuovi usi su totale delle aree di trasformazione
¼ suoli edificabili per nuovi usi su totale del territorio comunale
J82 ha
(46,4¼)
(J,6¼ di St)


Indicatori Ambientali ION1L
(aggiornament
o)
1arget
Atmosfera e cambiamenti climatici Indicatori
15.I - dotazione di trasporto pubblico per le localita turistiche: aree di parcheggio ed
interscambio
aumento
18.I - Superíicie arborata e a ·erde urbano aumento
19.I -lunghezza delle piste ciclabili e numero di localita turistiche collegate
GIS PUC
(20J0)
aumento
Acqua
13.I - ml di costa balenabile ´ totale costa ARPA( aumento
14.I - coerenza ed adeguamento delle pre·isioni di íabbisogni idrici del Piano regionale
di tutela delle Acque o della pianiíicazione di ambito, con le pre·isioni di s·iluppo del PU(
A1O Sele
36.I - Prescrizioni e premialita nelle aree industriali e produtti·e per l`uso´riuso di
acqua non potabile nei cicli produtti·i.
aumento
.I - Prescrizioni e premialita pre·iste per sistemi di captazione dell`acqua pio·ane per
l`irrigazione delle aree a ·erde nelle attrezzature turistico-ricetti·e
GIS PUC
(20J0)
aumento
Suolo 1ARGL1
5.I - ° di nuo·o suolo urbano esito di trasíormazione ´ totalita del suolo agricolo
esistente
4
.
contenimento
6.I - Variazione dell'ediíicazione nelle aree agricole aumento
29.I - Ouantita di nuo·o suolo periurbano ´ quantita di suolo agricolo esistente diminuzione
1.I. - Ouantita di territorio agricolo ·incolato all`inediíicazione recuperato sui margini
delle polarita urbane. paesaggio,
aumento
40.I - Numero di siti contaminati riqualiíicati.
GIS PUC
(20J0)
aumento
42.I - aree classiíicate a rischio idrogeologico , negli strumenti di pianiíicazione delle
Autorita di Bacino PAI, a seguito di accurata ricognizione o a inter·enti di messa in
sicurezza
PAI AdB diminuzione
44.I - Beni edilizi localizzati in aree a rischio esondazione destinati ad attrezzature per
il turismo ed il tempo libero
aumento
46.I - Numero di ca·e recuperate
GIS PUC
(20J0)
aumento
Biodiversità ed Aree Naturali Protette ÷ rete ecologica 1ARGL1
¯.I - Superíicie colti·ata da aziende che utilizzano sistemi di produzione biologica aumento
12. I - Superíicie dunale a ridosso dell`arenile conseguente a riíormulazione della
·iabilita costiera.
aumento
20.I - Inter·enti di rimboschimento nelle aree percorse da incendio della pineta
costiera
GIS PUC
(20J0)
aumento

4
L’indicatore è da ponderare sulla categoria dei suoli periurbani perimetrali nello studio agronomico di destinazione
colturale allegato alla proposta di P
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 232
21.I - íasce tagliaíuoco nella pineta costiera e piani antincendio delle risorse boschi·e aumento
22.I - punti di connessione della pineta costiera con la rete ecologica comunale aumento
23.I - quantita di superíicie arborata realizzata con la strada giardino aumento
26.I - Ouantita di beni pubblici impegnati per la destagionalizzazione dei ílussi turistici
gio·anili destinata a campi scuola o a programmi di educazione gio·anile sporti·a e
ambientale,.
aumento
43.I - Aree ·incolate per rischio idreogeologico destinate a parco, dotate di strumenti
di gestione per es parchi urbani,
GIS PUC
(20J0)
aumento
Paesaggio indicatori 1ARGL1
1.I. - Ouantita di territorio agricolo ·incolato all`inediíicazione recuperato sui margini
delle polarita urbane.
aumento
2.I distanza massima di ·isibilita da punti di godimento, dell`integrita del paesaggio
archeologico.
aumento
3.I campo massimo di ·isibilita del paesaggio della riíorma agraria, compresi punti di
bel·edere.
aumento
2¯.I - quantita di territorio ·incolato all`inediíicazione per criteri paesaggistici,
recuperato sui margini urbani
aumento
28.I- Inter·enti di ·alorizzazione paesaggistica nell`area UNLS(O aumento
45.I - Superíicie destinata ad usi turistico ricetti·i con localizzazione alternati·a a quella
costiera
GIS PUC
(20J0)
aumento
Ambiente urbano 1ARGL1
4.I - ° aree ·erdi per unita di superíicie lorda abitabile prodotta aumento
29.I - indice di permeabilita in ambiente urbano aumento
30.I - Prescrizioni per il risparmio energetico in edilizia. aumento
31.I - Ouantita di suolo periurbano compreso in comparti ediíicatori ´ totale suolo
periurbano
aumento
32.I - Ouantita di aree a ·erde ´ mq di solaio ediíicato nei comparti aumento
33.I - Ouantita di aree a parco o a ·erde urbano indi·iduata da perimetrazioni con
·incolo all`inediíicabilita non decadibile´totale aree a parco ed a ·erde urbano pre·iste dal
PU(.
aumento
34.I - Numero di íamiglie per abitazione: 1
35.I - Numero di abitazioni in inter·enti per edilizia pubblica o con·enzionata dedicata
ai migranti´totale abitazioni prodotte
aumento
41.I - Aree urbanizzate per atti·ita residenziali in aree a rischio idrogeologico.
GIS PUC
(20J0)
diminuzione
Lnergia
54.I - N di impianti zootecnici dotati di tecnologie per la produzione di energia da
biomassa
GIS PUC
(20J0)
aumento
Rifiuti
24.I - Superíicie destinata ad isole ecologiche nella negli atti di programmazione. aumento
25.I - ° Raccolta diííerenziata nella íascia costiera aumento
3¯.I - Prescrizioni e premialita pre·iste per la localizzazione di impianti di riuso e
recupero delle írazioni merceologiche pro·enienti da raccolta diííerenziata, nelle aree per la
produzione di beni
aumento
38.I - Numero di isole ecologiche o di piattaíorme di trasíerenza attrezzate pre·iste aumento
39.I - numero di siti di compostaggio
GIS PUC
(20J0)
aumento

6.4 Valutazione di Incidenza nella procedura VAS
La Valutazione di Incidenza` ·a intrapresa dall`Amministrazione. Si rende obbligatoria per eííetto della
presenza nel territorio comunale di siti della Rete Natura 2000 Monti Soprano, Vesole, Sottano, lasce
litoranee a destra e sinistra del íiume Sele, liumi 1anagro e Sele, medio corso del íiume Sele,. La legislazione
nazionale impone di intraprendere, nell`ambito della Valutazione VAS obbligatoria, altresi la Valutazione di
Incidenza Integrazione VAS e VI,..
La Valutazione di Incidenza e ·olta a e·idenziare le implicazioni su condizioni biotiche e micro
ambientali di scelte di uso del suolo eííettuate con il PU(. In tal senso la Valutazione di Incidenza ·a
obbligatoriamente redatta da esperto di saperi naturalistici, e non puo risultare a íirma dello scri·ente.
Pertanto l`Amministrazione comunale ha designato tecnico, che, reso edotto delle determinanti
strutturali di cui l`Amministrazione ha preso atto, ha enunciato ·alutazioni delle implicazioni connesse a
scelte eííettuate con le determinanti strutturali, suggerendo integrazioni alle scelte del PU(, recepite.
La procedura dettata dalla Regione (ampania per la esplicitazione della Valutazione di Incidenza` ha
dato luogo alla íormazione di un Rapporto Preliminare`. La Redazione del Rapporto Deíiniti·o di V.I.
·erra sottoscritta dall`esperto cooptato allo scopo dall`Amministrazione.
_________________________________________________________________________________
Prof. Arch. Francesco Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa), Piano Urbanistico Comunale – PUC, Novembre 2010,
RELAZIONE GENERALE, ELABORATO “B”, Relazione Ambientale………..………………………………./ 233
7. C O N C L U S I O N I


_____________________________________

aaíí`articoío .ví íí ´oíe 21 Ore. ai Dovevica
1¨ ´ettevbre 200ó. v. 1::
_______________________________________








La íormazione del PU( esplora il íuturo: anche la
pianiíicazione si ispira a ·alori, e tra questi a quelli
che connotano la contemporaneita.
Il richiamo che il Presidente della Repubblica ha
pressantemente enunciato ai principi íondamentali
della (ostituzione ispira la riílessione sulle iniquita
sociali e territoriali. La legalita quale reíerente
primario dello Stato democratico, il diritto al la·oro
di cui all`art. 4 della (ostituzione, la responsabilita
delle strutture della Repubblica nella tutela del
paesaggio e del patrimonio storico e artistico della
Nazione, questi principi íondamentali ·anno
tras·ersalmente correlati nell`esercizio storico dei
processi decisionali. La tutela ·a resa compatibile
con le condizioni che consentano la produzione di
ricchezza, ed il la·oro che dalla stessa consegue. La
ricerca della sostenibilita do·rebbe promuo·ere
attenzione complessa all`ambiente, e quindi alle sue
·alenze plurime, antropiche e naturali, coin·olgenti i
caratteri del íuturo auspicato. Il richiamo alla
ricomposizione della contraddizione tra sociale ed
economia agendo sul comportamento delle
istituzioni, di cui all`articolo di Daniel (ohen, e
in·ito alla tras·ersalita del giudizio.
Il ritardo economico sociale del Mezzogiorno
italiano nel contesto nazionale ed europeo e noto íin
dal secondo dopoguerra. L si accentua! Si
propongono i titolo di articoli proposti nella stampa
quale richiamo all`attuale condizione strutturale della
nostra regione.
Le istituzioni urbanistiche non de·ono e·adere
dalla responsabilita che la contemporaneita richiama:
ed i contenuti del PU( ·ogliono testimoniare questa
consape·olezza. Il sogno di cui a Da·os e necessario
quale sollecitatore di positi·a ·olonta.