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Erasmo Darwin

Gli amori delle piante

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QUESTO E-BOOK:

TITOLO: Gli amori delle piante
AUTORE: Darwin, Erasmus
TRADUTTORE: Gherardini, Giovanni
CURATORE:
NOTE:

DIRITTI D'AUTORE: no

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TRATTO DA: "Gli amori delle piante".
Poema con note filosofiche di Erasmo Darwin medico di Derby.
Traduzione dall'originale inglese di Giovanni Gherardini medico di
Milano;
Presso Pirotta e Maspero Stampatori-Librai;
Milano, 1805

CODICE ISBN: informazione non disponibile

1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 22 novembre 2007

INDICE DI AFFIDABILITA': 1
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GLI
AMORI DELLE PIANTE
POEMA
CON NOTE FILOSOFICHE

DI
ERASMO DARWIN
MEDICO DI DERBY

TRADUZIONE DALL'ORIGINALE INGLESE

DI

GIOVANNI GHERARDINI
MEDICO DI MILANO.

Vivunt in Venerem frondes; nemus omne per altum
Felix arbor amat; nutant ad mutua Palmæ
Fœdera, Populeo suspirat Populus ictu,
Et Platani Platanis, Alnoque assibilat Alnus,
CLAUD, EPITH.

MILANO

Presso PIROTTA e MASPERO Stampatori-Librai.

1805.

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Gli amori delle piante Erasmo Darwin [II] . . se fior la lingua abborra. . DANTE. . . . . . .qui mi scusi La novità. . . . . . . . 4 .

od allorchè sotto la inesorabile loro lente appare qualche lieve macchia sfuggita all'occhio dell'autore. forte. se la private del suo primo scopo. come dice l'A. troppo forte nelle sue immagini. che nel suo genere siasi tentato. Il poema di Darwin è un giardino. tra le quali non poche novissime ed ignote alla plebe de' Trattatisti. che tanti elogi si è meritato da' più colti ingegni. che a limarne e pulirne le già fatte. si è d'essere troppo ardito. Il ta- lento di ben descrivere mentr'è sortito da pochi. o allorchè s'abbattono in que' tratti di genio. ma da cui non sapete dipartirvi. Il poema. il quale s'attenta. che gl'Inglesi non ebbero finora negli annali della loro letteratura un'epoca sventurata simile a quella. per voi infine cuori bennati cantava Darwin GLI AMORI DELLE PIANTE. grette e stentate. di cui interamente mancano. che viene generalmente a codesto poema attribuito come difetto. che noi schiveremmo per non arrischiare d'es- sere oggetto di scherno. e se alcun mai gli si può paragonare. dalla con- giuntura. Questa impertinente genía. Ma il suo poema è puramente descrittivo. laddove gli Inglesi. che vi sproni ad ap- prenderla: ed allorchè vi riesce. come rimproverar si debba un poeta. finisce per istan- carla. che degno di lode è ciò stesso. lontani da cotal timore. se è ardito. che vien fatta a Darwin. se egli si fosse proposto di offrire un poema veramente didascali- co. quel carattere d'evidenza. che imprende a descrivere. che adornano un giardino. poco felice potevasi giudicarne l'orditura e la condotta. e quindi di trasmetterla all'immaginativa degli altri per mezzo delle 5 . menano un romore. ma benchè queste miniature presentino argomenti tra loro di- sparati. Certo. troverà molto onde latrare contro Darwin. come le miniature. che per non essere alla loro portata sembrano loro assurde stravaganze. più inten- to a crear nuove cose. e per voi solo io ne ho assunta la traduzione. ond'è fregiato un gabinetto. in quanto a condotta s'allontana interamente da qualunque altro. che vi presento. pur voi non ne rimovete l'occhio. che è quello di ricreare. e vuolsi riputare un suo pregio accessorio. Laonde si potreb- be asserire. osano tentare voli. e vi pone termi- ne. Non comprendo poi. il quale. da una semplice ghirlanda di nastri. lo è espressamente ed a solo fine di dare agli oggetti. che negar non possono. sì gli alberi ed i fiori.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [III]IL TRADUTTORE A CHI LEGGE. in cui furo- no poste le stravaganze di quel secolo. che invano trovar si spera in opere meticolose. Ma per ben descrivere un oggetto qualunque. tarpa bene spesso le ali alla fantasia de' nostri poeti. Darwin non è ne' suoi versi un institutore di Bota[IV]nica: egli è solo un zelante amatore di codesta scienza. tormento eter- no delle menti non volgari. giacchè una macchina qualunque. che vi assorda. Per voi fervidi ingegni stanchi del monotono tenore delle ordinarie poesie. Un'accusa non meno generale. nè saprei qual altro egual vanto possa riscuotere la poesia. di destarne in voi tanta vaghezza. in cui sor- gono con bel disordine alberi e fiori diversi. se non dopo aver tratto diletto dalla contemplazione della rispettiva loro varietà: che è quanto dire. interessano indipendentemente [V] dall'ordine. gli è pur quello che distingue il vero genio da' limi- tati scrittori. dalle cui pareti pendono vaghe miniature appena avvinte insieme. non manca tosto nelle Note d'insegnarvi di molte cose. se prima non gli avete ad uno ad uno contemplati. I pedanti sempre dormigliosi e mutoli sulle bellezze ori- ginali. tenendo lungamente sospesa la mente. e troppo lussureggiante nelle sue descrizioni. dico il seicento: la rimembranza della derisione. ch'ebbimo noi Italiani. se talvolta v'istruisce. fiacche. dalla progressione: e ciò appunto si riscontra nella lettura de' canti di Darwin. ed a cui ritor- nate qualora vi sia mancato l'ozio di tutti in una volta vagheggiarli: egli è un gabinetto d'una Bella. è necessario primieramente d'averne ri- cevuta una viva impressione. e niuno ignora che la stanchezza risolve in noia ogni qualunque ricreazione. Primamente io farò riflettere a' miei lettori. i quali inte- ressano indipendentemente da qualunque macchina. nel suo proemio. siccome alcuni si diedero stortamente a credere. egli è l'Invito a Lesbia di Masche- roni. e finiamo così non di rado per istrasciare al [VI] suolo. per voi spiriti applau- denti a' nuovi liberi voli. per aver egli chiamato poema una raccolta di descrizioni. lussureggiante nelle sue immagini e descrizioni. da qualunque parte abbiate intrapreso il vostro passeggio.

colla scelta d'un linguaggio che sempre vi parli agli occhi. ec. [IX] GLI AMORI DELLE PIANTE ebbero in Inghilterra il più grande successo. offrendoli al merito letterario. e rari caratteri ma unicamente proprj del vero genio. primi elementi per produrre interesse e diletto. per cui furono sì avidamente in patria ricercati. queste presero tosto diletto da un poema. le quali ben s'avveggono. non vorrei già. se pur non le verranno defraudate dal poco merito della mia traduzione. che non è l'a- rena per l'erbe e per li fiori. che aver possa un poema. e col presentarle d'una maniera nuova. che ne sembrerebbero meno suscettibili. che abbiate a vedervi distintamente innanzi agli occhi quasi in realtà ciò. i quali ricchi di mille tesori. che gli è dato d'impiegare. ch'io mi mostro cotanto partigiano di Darwin. III Lez. non si trarrebbero dietro gran folla d'ado- ratori. che censurano il mio poeta. a pittrici ec. altro non fanno che protestarsi nemici della novità e della origi- nalità. onde colpir possano per modo la vostra fantasia. coll'aprirsi nuovi varchi. Egli medesimo ha trattata la propria causa nell'intermedio II. Nulladimeno io spero. prive de' medesimi. come troppo ardito e troppo immaginoso. che sonvi tut- tavia sul Parnasso. inaspettata. che ad alcuno troppo superficiali rassembrano e sforzati. Ad ogni tratto Darwin fa allusioni nazionali. col raccogliere le circostanze meno comuni. ma egli è poi ricompensato a dovizia dai più grandi [VIII] pregi. a campagne. come Darwin fece pel primo. di costruirne un poema dietro il sistema sessuale di Linneo. in confronto dell'immediata contemplazione dell'oggetto medesimo? Sarà dunque dovere del poeta de- scrittivo di supplire alla debolezza de' mezzi. origina- le. in fuor di pochissime. nè io ho veruna cosa a soggiugnere. Or chi non vede la debolezza di questo mezzo per risvegliar l'idea di qualsiasi oggetto. originale. Sia pure un difetto. Ma nel nostro paese le donne. ch'egli non vi presenta se [VII]non per via di segni convenzionali. in cui ravvisano piuttosto prodigalità. il cui argomento e la cui varietà e dilicatezza doveano renderlo principalmente ad esse gradito. 6 . ad illustri per- sonaggi. a pittori. che taluno sti- masse aver io in pensiero d'esibire un modello di poema colla pubblicazione del presente. de' suoi Canti. ma esso fia sempre riguardato come esclusivamente proprio de' grandi ingegni. dalla novità e dalla originalità. voglio dire la soverchia negligenza nella scelta e nel fasto di quegli ornati. In Inghilterra le belle lettere e la botanica sono con trasporto coltivate dalle donne. ne palesarono il loro voto. a celebri scrittori. avrebbero a vile e crede- rebbero prostituire i loro voti. e dando figura e vita agli [X] stami ed ai pistilli. e nessun uomo fu così poco garbato da ricusarvi il proprio. come sarebbe a fiumi. Sia pur questo un difetto. che so- 1 Vedi Blair Lez. pretendo infine d'insegnare. che il presente poema troverà anche fra noi molti lettori e non iscarse lodi. e- gli potrà così servire a temperare il difetto opposto della più parte de' moderni nostri poeti. III. il quale per la comune sarebbe più sterile. Ma i detrattori di Darwin continuano a tacciarlo d'intemperanza nello adornare ed abbellire i suoi quadri. inaspettata. Ma come si può mai rappresentar le cose d'una maniera nuova. che non mancano nuovi colori ed imma- gini. Non io m'arresterò quì a difendere Darwin d'un altro non meno acre rimprovero. di Ret. Ma nel momento. che un ingegno veramente caro alle Muse può con rara pom- pa di bella poesia adornare un argomento. col tentare nuovi colori. che si possono spargere di fuoco i tratti. T. Quale interesse adunque non dovea destare. di cui tanto vanno ambiziose le Muse. che convenienza poetica. coll'usare d'uno stile non pria conosciuto? Coloro adunque. per chi ambisce al titolo di vero poeta. che indorano tutte le sabbie su cui passano. ameni sentieri non prima impressi da for- tunato piede. Io mi lu- singo soltanto di mostrare con questo.Gli amori delle piante Erasmo Darwin parole1. mancano loro molte di quelle circostanze. ed a cui puossi attingere con sommo vanto. e quanti voti certi ottenere il poema di lui? Ma questi voti non lo seguono allor ch'egli esca dal suolo nativo. possono paragonarsi alle onde del Tago. Molte poesie si sono scritte intorno alle piante. onde far aggradire quadri già prima da cent'altri eseguiti. che. se non se col deviare dalle altrui tracce. ma trasportati in Ita- lia. Sia pure un difetto. che vi sono larghe fonti di ricchezze poetiche o ignorate o neglette. a monti. Mi dò ad intendere di provare. ma nessuno ha mai immaginato. che gli vien fat- to circa i rapporti delle sue similitudini.

che al solo Darwin. del naturalista. Ma per ritrarre. d'ogni filosofo. quanto più era per me fattibile. che [XII] mi sono usurpato. o di aggiunge- re un riempitivo. da che Darwin non tragga partito: egli mette continuamente a profitto la storia antica e moderna. imperocchè ora sonomi preso l'arbitrio. il quale traduce per un istrumento una suonata stata scritta per un altro. i fenomeni della natura: continuamente egli dipinge o paesi o costumi. Di quanto io dico forse interamente non converranno coloro. nè io per questi l'ho in Italia trasportato. ed una traduzione che manchi di questi non può essere che un assai meschino lavoro. non osando tuttavia per- suadermi d'esservi ben riuscito. Ma gracchi pure ciascuno a suo senno: questa tradu- zione viene offerta solo agli spiriti liberi. la fisonomia [XIII] d'un poeta del nord. ed ora. e che non possono essere accompagnati dal silenzio. che rapiti tutti alla lettura de' suoi versi. molta ritrosia m'aspetto da coloro. e dal rendere at- tamente i pensieri dell'autore. dentro però que' limiti concessi dal- l'indole di quella lingua. Questi sono pregi. Quello però. Tolta la fisonomia dell'originale. benchè di rado. Qual poi accoglienza possa ottenere la traduzione. deve necessariamente la traduzione perdere ogni pregio. Egli è perciò. Quelli i quali. una inesausta miniera di tesori poetici. il Professore Rasori. e quale merito abbia lasciato. e così pratica ogni musico. potranno confrontare i miei versi coll'originale. di cui non parmi che scansare si possa un traduttore. che v'impediscono di distinguere le false gemme. in cui si traduce. ora v'instruisce in fisica ora in morale. degli episodj vincere la povertà del soggetto. la mitologia. trasporta i suoi lettori in tutte le parti del mondo. quale tolto all'originale. è rimesso alla discretezza ed al giudizio de' miei lettori. e dal conservare i tropi e le locuzioni. in una sua nota alla Zoonomia di Darwin. si fu di ritenere. si è d'aver in qualche circostanza uniti insieme. i romanzi. ora ho modificate espressioni. Imperocchè que- sta fisonomia d'altro non risulta. nè cittadinanza. che mancanza commessa ne' requisiti necessarj per ben tradurre. che non è però abbietta schiavitù. del medico. Dunque mancanza di fisonomia fra traduzione ed origina- le è lo stesso. che vi s'incontrano. ov'io pure ho alquanto modificate l'espres- sioni dell'originale. Darwin non preparò già il suo pascolo per vermi e rettili. ed il cui merito appunto non consiste che nell'osservanza delle leggi medesime. versati nella lingua inglese. e mettere novità e brio ove n'era minore l'aspettazione. e della violazione di qualsiasi poe- tica legge. lode non mai una difficoltà ben superata. alcuna breve im- magine di mia propria fantasia. che dall'avere esattamente il traduttore penetrati. 7 . ed ha egli così risparmiato a me il dispiacere d'alzar voci di biasimo e di sdegno. Egli è questo un obbligo. che talvolta gli cadon di mano. è indispensabile soventemente il deviare da' li- neamenti del mezzodì. s'accorge- ranno della mia fedeltà. ed avvezzi essi pure a spiegar l'ale. Le leggi in materia d'opere di genio non sono fatte che per gli autori di minore sfera. di cui mi sono dato maggior cura. niuno meglio di Darwin ha saputo coll'aiuto delle similitudini. per via d'alcun picciolo nodo. come io ho ten- tato di fare. ove le leggi del metro mi vi astrinsero. Di modo che. che ora presento io all'Italia. ove queste mi parvero urtare contro la schifa indole della nostra lingua.Gli amori delle piante Erasmo Darwin no appunto i maschi e le femmine de' fiori. la fisonomia dell'o- riginale. egli anima tutto. i quali conoscono questo Poema per mezzo della traduzione francese in prosa del Cittadino Deleuze. i quali per modo v'abbagliano. Non v'è cosa o circostanza. d'ogni novità. Un altro arbitrio infine. Un argomento così sterile non ha aperta. dal tener conto d'ogni bellezza. di sopprimere alcun epiteto meno importante. non possono accorgersi de' difetti. alcuni tratti. in somma egli signoreggia in guisa tale la mente dell'innamorato. dall'imitare la qualità dello stile da lui usata. qualche modo di dire non prima fra noi usato. del pittore. che in tutti i paesi ed in tut- te l'età vengono riconosciuti. la sacra e la profana. dello storico. Così pure fu sempre d'avviso chiunque imprese collo scarpello a tradurre sul rame un'opera di pennello. che mentre spero di trovare indulgenza presso gl'intelligenti della lingua inglese. ove mi parve opportuno. Il prezzo di quest'opera fu già laco- nicamente fatto conoscere al pubblico dal mio celebre maestro e caro amico. Dopo Pindaro. le cui mancan[XI]ze risaltano tostamente all'occhio. delle allusioni. i quali sono ignari della medesima al pari che della audacia poetica di chi la parla. che a prima giunta po- teano sembrare disparati. ho inserito. verrò tacciato di fantasticheria e di stravaganza: di rado troverà compatimento presso costoro alcun verso men fluido. non potendo eglino rapire a se la mente de' lettori.

mentr'io non sono sì poco conoscitore di me stes- so per aspirare alla intera soddisfazione de' miei lettori. che l'autorità d'un sì celebrato uomo possa soffocare i sibili [XIV] d'alcuni serpi. non solo affine di non far- mi plagiario di lui. e di cui cotanto abbonda l'Italia. vaghi solo di spaventare i nascenti ingegni. che vantino gl'Inglesi. in quella guisa che altrove all'opposito razzano a dismisura altri innominati animali.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Ecco in breve ciò. Del resto. presumo tuttavia. a cui tanto è debi- trice la lingua italiana. fatto sentire in proposito della sua traduzione d'Ossian. nè io ho schivata dal mio canto alcuna fatica per procurar loro un tale passatempo. che si compiac- ciono di lambire qualunque succidume. poichè gli è solo per mezzo di questo mio lavoro. ma sperando ancora. così rimando volen- tieri i miei lettori alla sua prefazione dell'edizion seconda di que' poemi. 8 . che non abbiano essi a sa- permene del tutto mal grado. benchè mi sarebbe giova- to d'estendermi più oltre ma siccome quanto avrei potuto dire fu già da Cesarotti. che vien loro dato di passeggiare nel più bel giardino. era almeno illeso dal dente della satira. che doveasi per me dire intorno alla mia traduzione. a rischio anco del mio nome. il quale appunto per essere igno- to.

donne. trasformò uomini.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [XV] PROEMIO DELL'AUTORE. e dell'eleganza degli ornati. che muovonsi e danzano con apparenza di vita. 9 . Ovidio. mercè l'arte poetica. Tu li contempla come fossero altrettante miniature appese al- le pareti del gabinetto d'una Bella. Siccome P. potrai tuttavia prender diletto della bellezza de' sem- bianti. Eccovi. Addio. in cui si veggono su bianca tela passare Ombre. Quand'anche tu non ne conosca gli originali. gran Negromante presso la Corte di Cesare Augusto. Quando tu abbia tutto l'ozio per intrattenerti di così tri- viale passatempo. ed osserva le meraviglie del mio GIARDINO INCANTATO. e per fino dei e dee in alberi ed in fiori io ho colla stess'arte intrapreso a ridonare ad alcuni tra essi l'esistenza primiera. dopo ch'e' rimasero sì lunga età rinchiusi ne' loro carceri vegetabili. lettor cortese. entra. e qui te li presento. una CAMERA OSCURA. della grazia degli atteggiamenti. ed insieme avvinte appena da una semplice ghirlanda di nastri.

ed allorchè parla di pastorelle. di ninfe ec. onde agevolare i riscontri. Ogni squarcio del presente poema è corredato di note. 10 . di cui parlasi nel poema. — Il Tradut. o di qualunque altra cosa necessaria. che troverete in seguito all'ultimo Canto. su cui cade la descrizione.. cioè alle loro femmine. egli allude agli stami. come quelle che istruttivamente informano delle diverse piante. Per lo che si è stimato opportuno di numerizzare i versi a cinque a cinque. ed il numero sì degli stami che dei pistilli è sempre in ca- rattere corsivo. che più chiara ed interessante vi riuscirà la poesia di Darwin. di sposi ec. mentre in majuscolo è la pianta. cioè ai maschi de' fiori. di forosette.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [XVI] NB. di drudi. Piacemi però d'avvertirvi. se le farete precedere di mano in mano la lettura delle suddette note. che quando il poeta parla di pastori.. allude ai pistilli. — Per mag- gior intelligenza poi si avvisa ancora.

il freddo Galanto ed il Giacinto 20 Da gli occhi azzurri sul ruscel curvandosi Mescono il pianto lor. 25 La gelosa Sanicola declina Le fosche bocce. o ruscelli. Le dipinte Sfingi raccolgan l'aureo-occhiute piume. intanto ch'io A l'umil suon di facile zampogna 10 In dolci modi la ridente canto Spente de' prati. In sua bellezza rigoglioso. e sospira e priega e cara infine Ottien mercede de' suoi casti affetti! Mira. [3] E muta a' frescheggianti alberi in vetta Sieda la calma. o Gnomi. Da gli aerei giri 40 Scendan gli scarabei. la Primoletta Pallida e la patetica Viola Piegano il capo grato-olente. [2] Da' Roveri giganti. nè a voi rincresca Di riposar le tremule vostr'ali. infino al tenue Musco pigméo. che sulla lor corteccia 15 S'arrampica. fermate La dolce-mormorante onda. Ma de la Rosa il giovine marito. e de le fila Commosse il soavissimo tintinno Concordi a' vostri passi. e gli amorosi affanni. s'annodano Con caldi amplessi. oh quanta 30 Bee voluttà da la vermiglia tinta Ond'ella adorna vergognando il volto! Le innamorate Madreselve in tanto S'incontrano. e il vergin Fiordaliso Segretamente sospirando langue. qual mai di Belle stuolo E di giovani Drudi empie i festosi Boschi. s'abbracciano. e con le molli Dita vezzose risvegliar vi piaccia L'armonia chiusa ne l'argentea lira: 5 Voi col magico piè stampate. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [1] GLI AMORI DELLE PIANTE CANTO I Scendete aerei cori. e meste A l'alito di zefiro susurrano. 11 . Taccia de' venti il susurrìo. Vostri cerchi sull'erba. e imprimonsi commosse 35 Su le meliflue labbra alterni baci. e voi scendete Silfi lieve-aleggianti. che tentennano Nell'aere il capo annoso. Argentee farfallette.

E quanti infine Amor-insetti libransi Su leggerissim'ale di farfalla. 75 CALLITRICE gentil! ve' come accese Da' tuoi occhi stellati e dal raggiante Volume del bel crin. 50 E voi. di rival fiamma Per la bella COLLINIA ardono a un tempo. e. e l'occhio Irrequïeto l'un su l'altro gira. Due germani Pastor vaghi del paro. Aracne Lunghesso i tesi stami suoi discenda. e la man stende All'invocata nuzïal catena Che a l'amante l'annoda. 85 E del nome gentile ambo superbi Che a' COLLIN usurpâr. da' cerosi favi Intento orecchio a' canti miei prestate. 80 E. tra lor contendonsi Due Verginelle del tuo cor l'impero! Su verde sponda il giovinetto asside. 90 Con affetto pietoso ambo compiagne La vergin Bella. Primiera s'offre l' alta CANNA. Ninfe-Api. [4] Le punte aguzzan de gli aculei. visitando 55 Seco le valli rugiadose e gli erti Monti e le selve e i sinuosi lidi. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Curvin le lunghe antenne. sovra la verzura Brilli la vispa luccioletta. lavando nel rìo le sparse trecce. Ahi savia coppia! 70 Nata in suolo più mite il crudo teme Soffio de l'autunnal brinata aurora! Ma il buon consorte piega la vermiglia Veste a la Bella abbrividita intorno. O BOTANICA MUSA! O tu che Scorto Hai coll'aerea man l'illustre Sveco Luce del secol nostro. Mira la bella immagine dipingere L'onda fuggente. e scoccano 65 Fulgidi strali da l'elastic'arco. Deh! narra a me quante sovr'ogni foglia 60 Piccole Grazie si raccolgon. e sorridendo acqueta 12 . al cielo Erge il capo ricciuto. E timorosa se la stringe al Petto. quanti D'un fiore in sen folleggiano Piaceri. [5] La fronte increspan nubilosa. nè il rapito ciglio Più ritorce dal liquido cristallo. Svelasti a gli occhi suoi ad uno ad uno I tesòr del tuo regno ed i misteri. e de le trombe 45 Svolgan le spire. Anco le tarde chiocciole cornute Sdrucciolin quivi co'smaltati nicchj.

Cocente voluttade arde la bella IRIDE vario-pinta. ma lor sonno accoglie 130 Letto diverso. onde gli avvinse La vezzosa MEADIA. E. Voluttuosa in atto a tutti porge Ben che indistinto lusinghier saluto. 135 Mostruoso. 100 E dieci tentan cupidi germani Amor destarle nel superbo core. l'un per mano 105 Traendo l'altro. e. — Cinque supplici amanti. adorabile MELISSA. Mostrano i cari lacci. Co' dolci modi e verecondi offici 125 Di platonico amore. ed obbliquo Torce la schifa sovra lui lo sguardo: Ma però quattro giovinetti imberbi. 95 Al profumato altare tuo dinanzi Umilmente piegar vedi il ginocchio Due cavalier. insiem recansi innante A la Bella contesa: ella dai labbri Lascia sfuggir maliziosetta un ghigno. che le serpe in seno 115 Tre non gelosi giovani mariti. — Tu fra tanto. Di PIANTAGGINE il germe tralignato. a poco a poco Movono il cor de la inflessibil ninfa. deforme. — E mentre a l'ombra de l'idalio mirto S'orna GENISTA d'olezzanti fiori. in altra parte. Fugge l'atro CIPRESSO de la bruna Sposa gli abbracci. — L'orgoglioso OSIRI Schiva del par l'irata sua compagna. sventurata al pari De la trista Eloisa. 110 Agita a l'aura il crin dorato. Ahi. cui seguono due servi. fra i medesmi lari Giacciono entrambi. ed alternando [6] Spengon la fiamma. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Alternamente la gelosa coppia Col dono imparzïal di sue carezze. 140 Tal la bella Desdemona infelice 13 . ben da lei diversa. ell'ama e piagne! Non lunge in tanto. Pur molle donzella A sue note amorose apre l'orecchio. 120 Le lunghe cure de l'ardente sposo Sprezza la fredda CURCUMA. avvinta il busto da sue cento braccia. E separata stanza alberga questa Coppia che i riti del bel Mondo segue. e l'occhio Nero-brillante a ognun rapida volge. — Ma la pensosa ALCEA di vane brame Ognor si strugge. all'aure estolle Le cento teste. [7] Contra il seno di lui palpita ed arde.

LYCHNI gentil! d'esser con te seguaci De la casta Diana un dì fean voto 185 Cinque ninfe sorelle. o ANTOXA. a la dolente storia D'ogni suo sgrano evento il seno alzava Con un sospiro. Da le capanne lor d'erba conteste S'alza ceruleo fumo. ch'or mirano il sole. pur da lui lontano Schive torcono il piè. ove non giunge Invido sguardo. essi concordi Gemono pur. due pastor leggiadri 150 E due belle germane a lor consorti Teco vivono. nascosta a l'ombre in seno. e l'eriche disperse 155 In un confondon la dorata luce. Ma presto. Se la volubil ninfa Dal sen tragge un sospiro. Ahi voto inane! Sotto un tetto medesmo albergan seco Le verginette. Eolia cetra. Conscia de' pregi suoi volge CONDRILLA. tosto Con rival gioja a lei struggonsi intorno. La bella OSMUNDA va cercando il queto Silenzio de la valle. e ascoso in grembo De l'eterea fragranza lo stuol cresce De' cari pegni. l'umido pupillo 145 Ne le pupille sue fise tenea. e le stillanti grotte: [8] Quivi. compie 165 Furtivamente i nuzïali riti. s'ella sorride. sdegnando altere La mano che lor offre: ma sì tosto 14 . Ebbra infine d'amore abbandonossi Sul mauritan fuligginoso petto. 180 Or da robusta agile man vibrate Fean gl'inni risuonar sacri a gli Dei. oh incauta! la crescente prole Svela il mister de' mal celati amori. Chiusi in verde recesso. Con despotico imper. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Compiangendo pendea da' seducenti Labbri d'Othello. amabil vita Sparsa d'ambrosia là dove le vaste Apriche lande del purpureo manto Vanno superbe. di cinque amanti 170 Il giovin cor. 175 Di soave armonia tue corde affini All'unisono tese. or da le blande Ali d'estivo ventolino scosse Romoreggiavan d'un tal mesto suono Che in tenera cadenza si perdea. i verdeggianti Frascati d'edra. Così fremer soleano. 160 Or bevono di pioggia argentee stille.

L'orgogliosetta dietro ad ogni passo Tre si adducea scelti pastor. Sul brando rovesciandosi. queste piume istesse T'accolsero nascente. ahi dunque!” egli grida.” A tali note il giovine. le convulse braccia Protese incerto. Dieci Bravi audaci A le putte sfrontate offron lor mano. confuso. Quando a la bella GLORIOSA il crine 200 Intrecciavano l'ore giovinette Col bianco giglio e il bottoncin di rosa. “Dunque. Nate a la strage. 220 Tu vita avesti. da questo fianco. il vital sugo La prima volta questo sen ti porse. la vita 235 In uno tronca e il mal concetto amore. 15 . s'arretrò. — Tra i focosi nodi De le sue braccia avvinta. 225 Attonito. e quel che avanza 210 Allegrar de' suoi giorni. 230 Mordendo allora le tremanti labbia E mormorando non intesi accenti. Tu. in lei fremendo I truci affisse ardenti lumi. sclamò. qual uomo All'aspetto di morte. Tre si veggono ancor nuovi garzoni A fianco sospirarle. Temerario garzon spegni una fiamma Empia nefanda!.. e “Garzon. ahi de l'astuta Sua tarda etade vittime sedotte! Tal sul pendìo de la beltà. ed un reo sguardo ancora Lanciò di furto sul materno letto. da' suoi Virginei lacci incatenati il core.. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 190 [9] Come l'ore più dolci agitan l'aura Colle tiepide piume. La ria SILENE e le due belle suore. La pallida alzò al ciel fronte pentita. ella il respinse Con le palme. succinte offerendosi in leggiadra Veste negletta. t'arresta. con rival lusinga Chiamansi al sen lo stupefatto amante. 205 Che più? Non meno allor ch'invido il Tempo Le deturpò di senil ruga il volto E sul capo le sparse argentee brine. E. cadde Sopra i ginocchi. Le Belle lascivette in vista adorne Di tutte grazie. da la rosea gota 195 Scuotono rugiadose argentee stille.. e furibondo.. fu vista Ninon mal cauta con fatal sorriso Ardere il figlio: lasso! e' non sapea 215 [10] D'esserle figlio. e lieto maggio Al redivivo Amor l'arpa consacra. ognor tendono agguati Sparsi di vischio.

cui pietà move De la pavida Bella. nè di sugger mai Disìo vi prenda il nettare soave Ahi compro ognora di vostr'alme a prezzo! Allor che nubi raggruppate ingombrano 255 L'alta volta del ciel. e del fatato Pozzo diè morte al vigilante drago. e le lor care Sorelle-spose e i pargoletti figli: Per le foreste da nulla orma impresse Scorta si fanno al pellegrin solingo. ahi tosto in ceppi Stretti e invischiati. ma se cauto Tu li rispetti. Lungi fuggite. popoli lucenti Cittadini dell'etra! Se con molli Parolette e co' cenni e co' sorrisi 245 E col finto pudor l'empie Sirene V'adescano a la rete. che al soffio D'aura ancor placidissima s'aggira Sul liscio perno. 285 I miti Re proteggono de gli ampi Domini di Nidvòd. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 240 E in volto arcigni vegliano custodi [11] De la magica pania. Quattro guerrieri de'giganti schiatta Albergano con ELCE. lenemente allora Qual venticel che il mar lambe senz'onda E l'auree spighe d'incurvar non osa. fuggite. 260 Sei rivali garzon. Tutto per voi fia vano! Ite fuggite. e qual meteora errante. e le pudiche involi Sue vaghe membra al furïar del vento. le fan core E su gli affanni suoi spargon la calma. 16 . scuotervi dibattervi Arrotar l'ago stridere coll'ale. — Ite. Ognuno in pugno Ha mille frecce. 270 L'aere dintorno sfavillando lustra. mal docile a le offese 280 Il petto lor tosto ritorce l'onta O rende la ferita. aurea rifulge [12] Banderuola versatile. e mille d'acciar punte Orrida luce sparpaglianti al guardo 275 Copron le squame dell'irsuto usbergo Tal armossi l'Etïope immortale Che l'incantesmo ruppe. 250 Ed i compagni o gl'infantili sciami Lungi traete. — Sì pure al tardo vespro in su l'eccelsa Cùpola de le moli al Nume sacre 265 Illuminata da' cadenti raggi Del pianeta maggiore. — Non gl'irritar. E con incerto piè cerca la valle Che la ricovri. fugge AMARILLI Paventando la grandine imminente.

Così di Wright il libero pennello [13] Or da la vetta del Vesèvo slancia Contro la torba notte ignei torrenti 295 Di rosse lave. ed i fronzuti onori Rovescia a scroscio in sul ruscel suggetto. Spaurata fugge TULIPA leggiadra. e l'oceàno irato L'abbagliante riflette orrida luce. La grave asta imbrandiva. in duro usbergo Imprigionata la sorgente mamma. Securo padiglione! occulta alberga 17 . Quando il cadente Autunno in su le vaste Deserte lande e i coltivati solchi A soffiar manda gli Aquilon ruggenti. ed in romita grotta. là di rugiada spruzza Vellutati pratelli: i sospiranti Zefiretti si tuffano ne l' onde Del terso rivo. E in vorticose stipe ora affastella Le giallognole spoglie. il crestato cimiero alto agitando. fin da lungi La campagna ne crolla: a l'atterrita Calca ella volge folleggiando un guardo. e qui placide valli Fa serpeggiar. da l'erculea Calpe Sgorgan vampe fumanti. or le sparpaglia. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 290 O guidano nel bujo de la selva La timorosa forosetta errante. i firmamenti Scoppiano in fiamme. Ed in tumultuose onde ripiega 330 Le scosse selve. [14] Fra i combattenti rapida scorrea. Delizia e in un terror de le pianure D'Orixa regna la gentil KLINHOVIA Tra le ninfe gigante: erculei nervi Tendon sue membra e su la calda guancia 310 Nuota il rossor di giovenil beltade. e dal fiammante Carro di Marte fulminava. Tal la vaga Talestri. ed i cattivi Eroi Molli intrecciâr colla servil catena 325 Ghirlande ordite da la man d'Amore. Tra severa e gioconda all'aure spiega 315 Gli onor di sua bellezza. Ed al materno sen più stretto tiensi Il caro pegno. ed orgogliosa Si reca in braccio i trepidanti drudi. Or a posare l'ombre sue richiama 300 Su liete scene. 320 E. Indarno S'armò la Grecia. Ma quand'ella torreggia. ed il chiaror di luna 305 Su le sue sponde biancicanti dorme. Ed a la terra si nasconde in grembo 335 Il mal difeso abbrividito insetto.

— Pur da la terra audacemente in tanto COLCHICA emerge. 375 Sovra sponde di giunchi ricoperte Il passo volge. girando lentamente il capo. e sei leggiadri 355 Garzon. scalda Il freddo sen de la stagion canuta. e ne l'azzurra Carriera de la notte il carro guida Folgoreggiante. sei fredde Lune. Or parte col suo Ben l'aureo ricolto. E fra i turbini danza e le procelle Il grande ELIANTO con solenne pompa De' suoi Dervis lo stuol guida ne'campi 365 Tinti pur or da dubbïosa luce: In cinque schiere li diparte. Tre pudiche ancelle Seguon l'ardita ninfa. E cinque garzonetti innamorati. ove d'omaggio in atto [16] A l'aurora si prostra. Rompe a traverso le stagnanti nebbie. beve coll'occhio Indi. Quand'ella in atto grazïosa inchina 18 . preda d'amor. e in talami si corca Di muschio ornati DRÒSERA superba De' lagumi reina. scorta le fanno. il Ghiro Stringesi al sonno in braccio. — In guisa tal. e cinque Or sostengono a lei ninfe-sorelle Leggiadramente gli ondeggianti seni De la purpurea veste. Ornano e fanno 380 Serici nastri strascicanti al suolo Lucido cinto al gracil busto.— Tal coronato da' minor pianeti Splende l'astro di Giorgio. ed or s'arrampica Tra le folte di biade ondose selve. o sotto al ciel turbato 350 Fa brillar l'occhio radïante. Fiso accompagna la diurna spera. Obbedïenti attendono l'impero Del soave accennar di sue pupille. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 340 Infin che amico sovra lei riversi I suoi favori più sereno il cielo. e seco Una piumata verginella adduce. E col fulgor di sua beltà rischiara La buja sfera. Oh sonno amico! Ei sotto l'ali tue benigne spazia 345 [15] Ne' fantastici campi. maestoso in fronte 360 Sovra le ondose nubi alto si libra. innanzi Procede ognuna tripudiando. Come l'aquila suol. ora negletta 385 Lascianla svolazzar giuoco de' venti. e i primi raggi. Con sollecito passo ei tosto ascende 370 La collinetta.

395 La vezzosetta LONICÈRA stampa Su la campagna rugiadosa l'orme [17] Di più vivace porpora abbellendo L'alba rosata: a le ronchiose valli S'aggira intorno ed a le ombrate balze. Dolce in lei fanno a l'occhio altrui lusinga. 400 Via profumando i zefiretti estivi D'alito più fragrante. ambizïosa VISCA 425 Da gli angelici tuoi voli sublimi. cui dietro segue Giovin coppia di servi. e fra le nubi 430 Sugge la gioja de l'alterno amore. e batte gli auro-pinti vanni. [18] Oh! dell'aer lucente abitatrice T'arresta. ascendon queste 420 Irsute balze: tra' cadenti raggi Appàr la Bella grandeggiando. Dove l'eccelso Teneriffe estolle L'azzurra vetta. Che solleciti in pria con occhio obbliquo Veglian l'aureo tesoro. Sopra muscoso letticciuol corcata Entro inaccesso mar dorme ZOSTÈRA. tra le braccia 405 Il fertile stringendo olenio corno. ma d'amor feriti Cinque a lei fansi pastorelli intorno. scendi. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 390 Il niveo collo. Ne sorride la ninfa. la vitrea volta Sopra vitree colonne il dorso inarca: Brillan le torricelle di corrusche 19 . l'albeggiante piuma Agita. onde son'arsi. Di seder vaghi A lei vicino. Alta nel mar s'estolle Sua cerulea magion. d'adamanti un serto Su la sua fronte tremolar si vede: Come si volge. audaci infine 410 Le svelano la fiamma. De' boschi di corallo alma reina: L'alga argentata a lei molli fornisce 435 Coltrici. e. irradïando splende L'argenteo alone. e favellarle amore Quattro illustri garzon. Atti cortesi. e sorde onde lontane mormorano Sovra il suo capo. Vezzi nativi. Riguarda e passa. e libere maniere. L'imo sdegnando sordido terreno Alto ella s'erge. 415 Ch'apronsi intorno dove un dì Vulcano La montagna minò. Per l'etra immenso vaga. ed ove un passo muova Di vivace fulgore escon scintille. e l'alta Ombra ne ondeggia su lontane rive. a l' aquile compagna Fabbrica il nido la superba DRABA Sovra scabri pendente antri agghiacciati.

e di lontan dardeggiano Sull'oceano i colorati rai: All'innalzarsi e infrangersi dell'onde Passano successive ombre fugaci Su la bianca parete. Anche al polo dintorno Amor diffonde 455 Le dolci fiamme. Piega il duttile collo intorno intorno. sbruca Il timo. Vegetale Agnel. e galleggiando 470 Nell'oleosa sua vasta armadura. — Le fesse unghie egli figge entro la terra. e alternamente Scosso da l'aura artoe risplender fai 460 Sotto povero ciel l'aurata chioma. e lambe con rosata lingua 465 Le fondentisi brine: un guardo volge Con muto affetto a la discosta madre. e di pellucid'onda 480 Due soffia al cielo liquide colonne. ed agghiacciati petti Senton la possa del segreto foco. O BÀROMETZ gentile! entro la neve Quasi in culla corcato. o con la cornea siepe Chiude vorace le mascelle enormi: Su gli agitati gorghi alto solleva Le ignude nari. e tremule fugaci Iridi su io specchio erran dell'onde. sembra che beli. e quell'immensa mole Spinge a traverso l'isole natanti: Ella sbarrando orrendamente il varco 475 [20] De la gran bocca le fuggenti insegue Torme de' pesci. Morde la bigia corallina. accolgono Gli obbliqui raggi. Non altrimenti la Balena immane. Ve' la casta MIMOSA! in sorte ottenne 485 Tale di sensi mobile testura. sbigottita 20 . E. Da la bruma schermita. Che. Che le timide man schiva ritragge Ad ogni tocco. Ed a la chioma irradïante fanle D'orïentali perle intreccio e serto. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 440 Conche smaltate. in archi argentei ricadendo. o su la piaggia ascende. e folgoreggia 450 Quale argentea meteora diurna: Di sua bùccina al suon la vispa aduna Squamosa torma de gli amanti suoi Figlj del mare. — Intorno accorre 445 A la ninfa lo stuol de le Sirene. Solca essa allora con veloci pinne [19] Le liquide campagne. Balza su i mar di ghiaccio: ampio remeggio Percote l'onde. e non di rado allora Che via passano lievi nuvolette Al sole estivo innanzi.

di plumbea clava Armato il pugno. la cui Voce soave i fiorellini elice. 505 Così de l'etra al varïante pondo Con alterna vicenda or alto sale Ora discende il liquido metallo In vitreo tubo imprigionato: e tale Trema l'ago magnetico. ella sclama. che. la ferrea Branca lunge ne scosta. a soffiar. e via coll'ali Labendo spazza le cerulee piagge. al sorridente Mattin saluti invia: velata il capo Con vezzoso decoro. e fausto a' miei Pètali eburni di sbocciar concedi: Così vergini fior. poi che il sonno le irrigò le membra Di soave ristoro. Ed a che dunque tardi. 525 Il cui pennello li dipinge. augusta [21] Lenta procede.” Zefiro accoglie la preghiera. che al crin d'Aprile Fanno ghirlanda. umile in vista 500 E in un'altera a la meschita. oh lunge scaccia [22] Il crudo Verno. e con fini 510 Libramenti si volge al polo amato. a te spargan su l'ale 535 Gli atomi vari de la lor fragranza. e fausto a' suoi 21 . Gli amori delle piante Erasmo Darwin 490 Trema a la fosca instabil'ombra. e il lene Alito li profuma. da l'egizie sponde Ad olezzanti venticei commessa La Rondine veleggia. O Zefiro. Pallida e tutta abbrividita. ascende Ratto la lieve conca. La mesta fronte ANEMONE reclina. viva com'è. e cupi Romoreggiar. e dal suo ciglio pendono Di gemme in guisa rugiadose stille. ahi preme in lungo sonno Fratel di morte i miseri miei figli! 530 Tu ne rattempra il duro cor. ed al mio core Non comparte l'angelico tuo labbro I balsamici influssi? O tu. E fra le braccia de l'ardente Sire Nel fastoso serraglio entra reina. per entro Sentesi a tutte l' intime latèbre “I susurri forier de la tempesta. orïentale sposa: Ivi d'eterno amor scioglie il gran voto. Lunghe a lei cure depredâr sul volto 515 Le natìe rose. Sovra il bel tetto de l'afflitta scuote 540 La verga sibilante. E. in mezzo A' sfrondati víottoli de' boschi. A l'accostarsi de la fresca notte 495 Le tenerelle palpebre socchiude. “Ecco. de la state 520 Alma foriera.

e invano a' miti nembi A le rugiade invan chieggon ristoro I sitibondi solchi. Ed il letto selcioso a lei col freddo 565 Raggio indora la luna. E saluta d'un riso il ciel giocondo. co' suoi casti influssi 575 Risponde a' voti. a lei scherzando intorno. 550 Ond'ha frenato mollemente il crine. ed arsi Ammutiscono i rivi. Mentre intorno A' fessi greppi volano fischiando Turbini e venti. Con rozzi baci le scomponga e scosti Il vel custode del bel seno. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Pètali eburni di sbocciar concede. E tale allor. gl'intricati Sentier lustrando. Con piè mal fermo a la romita valle La vezzosetta DÌPSACA rifugge: “Scendi. e de la Ninfa a' piedi Negri ondeggiano nugoli tonanti. con fioca voce sclama. Pago Imenèo la face accende. e ignota altrui Beve l'aure solinghe. e mille a lei dintorno Scuotono l'ale impazïenti aurette. Se avvien. ah scendi Rugiada amica!” e a pover'ombra in tanto 590 Si ripara. ma fervida è pur l'ombra. ardon brillando Su la sua fronte innumerevol'astri. se ad un cenno Pronto valletto le contragga al tergo [23] Il pieghevole cuojo. 560 Sovra il sommo cocuzzolo s'inerpica La romita LICHENE. Tal casta Ninfa in alto cocchio assisa 545 Più bella in suo pudor splende che mai. intorno A le rupi s'aggira. e l'attonito deserto Di rose ancor non conosciute adorna. Dove l'irto Snodenio il capo inchina La rauca ad ascoltar onda suggetta. La giovin prole nuova vita assume. Allor che Sirio da l'eterea volta [24] Sovra Albïone vampeggiando squassa 580 Gl'ignei capegli. che sovra erboso piano Chiusa biga trascorre. 555 Brillando appare la vezzosa coppia Ch'entro v'asside. 22 . Il suo sposo fedel dietro le corre 570 Per gli erti calli. e tenti Rapirle al capo le trapunte bende. allor che i fiumi Giaccion su l'urna polverosa. che formâr segreti Que' due cori. e le sue lucid'orme Su la rugiada pur mo' pressa insegue. ond' ha coperchio. e languono l'erbette. che un vento. e lo sfiorito 585 Margo screpola.

oscure onde. Se non che quattro giovani Silvani D'intatta vena a lei recano il dolce Tesoro in nappi cristallini. che innalzasi. testimon voi foste! 640 Pendenti balze. Il calice proferto. allor con mano Fe' cenno al buon parente: ecco già nuota Il vecchio Esone ne la fervid'onda. 625 Là sovra l'onda. Sovra la spiaggia alzò magica pira. Gli amori delle piante Erasmo Darwin E invan chiama le Najadi in soccorso. che il ventoso morde Indico lito. —” O degli eterei campi (Sclama angosciosa) allumatrici sfere 635 Che in mar bagnate le raggianti trecce. e stendono gl'intrisi Fiocchi. che a la muta Notte Orni d'argenteo vel la tetra fronte. sonanti 23 . Voi del tenero addio. liba Da le lor mani. le pupille innalza Umide e meste. ultimo addio Ch'egli mi disse. [26] O cada il giorno o l'alba nasca. e. E tra il vapor. O di mentite rose ornano il volto 610 A la ninfa da gli occhi pallidetti. e la fresc'onda Ne riflette le labbia coralline. ognora Per lui esala taciti sospiri La derelitta. Con mente accorta la modesta RUBIA 600 Elegge e mesce le vermiglie tinte Sul vagello curvata. rosseggia Qual tra la nebbia mattutina rosa. 630 Il nome chiama del perduto amante. grata 595 L'umile Ninfa al don cortese. rimbrottando il cielo. Così Medea quando recava a Iolco “L'auree lane rapite al fero drago. E novello vigor tosto l'enfiate Sue membra invade. grazïosa in atto. ardon sue luci Di più liete scintille. Su la mano di giglio reclinando La rosea guancia. con acuto frizzo 620 I risentiti nervi suoi dardeggia Foco obblïato. or diffondon su la grinza gota De la vecchiaja il giovenile ardore. Quattro eletti garzon. i bianchi Velli or tingono. cui le segrete 605 [25] Dottrine aprìo la chimic'Arte. ed a la fronte Scherzano intorno brune ancor le chiome. A le cui fiamme crepitanti in mezzo 615 Ampia bollìa caldaja. Pallida Luna. ed a' precordi intorno Fluttua il sangue più caldo. VALLISNERIA asside. arde la ninfa.

Ma sì tosto 685 Come d'amore i palpiti conobbe. cerca il suo signor tra flutti Non pria solcati. Là de la Dova su le verdi sponde Albergo aveva la gentil TREMELLA. i quai corcati Entro natanti culle a lei dintorno Stanno adocchiando. —” Ohimè t'arresta 690 Ritorna! “ lungo l'eccheggianti rive 24 . e vegliano Sovra i suoi pargoletti. Che sovra i flutti da le nivee piume Lanciano ad or ad or lampi di luce. Mentre i divini occhi ella volge. [28] E la propria godea scherzosa immago Mirar pinta nell'onda. dolce Sospirano le aurette. ai boschi Ripeteva in suo stile i dolci affanni Di sue fiamme segrete. Gli astri forse. i mari Di ritener l'ale d'Amore han possa? 645 Oh. N'andò raminga. tripudiando s'erge Da gli antri di corallo a mezzo il petto Lo stuol de le Sirene. l'ale Scuotono tosto gli Alcïoni. La bella Galatea guida con bianca Destra l'argentea conca: eletta coppia 660 Di scherzosi delfin tende le lievi Seriche briglie... che da' cari labbri Ei pur scioglieva. ed a le scabre rupi. e docile a l'impero Di sua tenera voce in alto scorre A dilungo pel mar. e mille aleggiano 675 Al suo carro dintorno Amor seguaci. Mentre a' selvosi De le coste meandri intorno passa 665 La Diva sorridente. od a le trarupate Balze od a' boschi tentennanti innanzi. Così su l'onde. a galleggiante schifo Commessa. se crudi non siete. Citerea dal cielo 650 Arride a' voti de la ninfa. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Piagge. e le Napèe 670 Da gli erti pini scuotono le trecce: Attoniti i Tritoni a le ritorte Conche dan fiato. a queste braccia Omai tornate il mio ramingo amante!” L'intrepid'ULVA.. o de'ruscelli Presso le foci. e l'increspato mare 655 Questa si porta nuova flotta in dorso. A le valli romite. agli antri. Le vaghe Oceanine a lei lo sguardo Volgon tra scoglio e scoglio. antri cupi! dolce eco voi feste A' giuramenti. che con moto alterno [27] Mollemente si gonfiano e s'appianano. e l'oceàno 680 Da le fiamme d'amor freme commosso.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

Le Najadi esclamâro in suon di doglia.
Ella non riede più. — Cinta di nubi
La bieca Notte increspa intanto il ciglio,
Ed Euro furïando alza e convolge
695 Nembi di polve. Già la nebulosa
Luna ritrasse la cornuta lampa,
E con Espero insiem sotto le falde
De le tenèbre si nascose. In vano
Speri che aurora boreal diffonda
700 Le rosse chiome per lo bujo, od altro
Elettrico ruscel tremi su i campi
Con benigno fulgor. Nè un astro pure
Un astro solo non appàr, che il calle
Allumi, e scorga con fuggevol raggio
705 La vagabonda. Sol turbini e venti
S'odon fischiare a rotti balzi intorno,
A cui sul dorso gemono le selve,
Ed ingrossando a piè rimugghian l'onde.
Mentre la ninfa angoscïosa volge
710 [29] Sovra le rupi irresoluto il passo,
Le Drïadi pietose alzan querele
Entro i materni boschi. — Ella s'invola,
Trema, s'arresta, anelita, si volge
A mirar chi la segue, ed ogni vento
715 Un dèmone le pàr, che mugghi. — Ahi lassa!
Mentre il freddo Aquilone a lei sciorina
L'ondoso manto, sovra il sen le fiocca
Gelida neve; un brividìo dardeggia
Sua trepida compagine, e l'acuto
720 Strale di ghiaccio infisso trema al core.
“Io manco, io cado! aita, aita!” esclama;
Ma tra le fauci soffocato il suono
Perdesi tosto, chè temprarlo niega
La lingua assiderata: a rivi scorre
725 Giù per la guancia il pianto, onde stillando
Smalta l'erbette di lucenti perle:
A le mal ferme piante intorno strigne
Ceppi la neve, e la sua fuga arresta,
Ed al suol la configge: ella a gli Dei
730 Tacite preci invìa, stende le braccia;
Ma le sue braccia in supplichevol'atto
Ristansi, fatte rigido cristallo;
E dïafano un velo a lei le mute
Labbra, ed il capo, ed il collo tremante,
735 E il bianco seno, e le proferte palme
Copre e invetria scendendo, si che tutta
[30] In duro gel corrugasi la ninfa
Or non più tal, ma simulacro immoto.
O Tremella infelice! ancor le glauche
740 Vergini de la Dova offrono ogni anno
D'ingenuo pianto tenero tributo

25

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

A le tue pene: coronate il crine
Di molli giunchi, e in lungo ordine unite
Sovra l'arena procedendo, al mesto
745 Suon de le conche ripetendo vanno
De gli amor tuoi la miseranda istoria.
Quivi riposa la mia Musa. Oscuri
Nugoli al polo ottenebrato intorno
Veleggiano fremendo; il tuono s'ode
750 “Che di lontano mormorando viene.
Già la grandine rugge, le silvestri
Ninfe tremando menano la Diva
Sotto a l'intime lor pergole occulte.
Ed, appeso ad un lauro il muto plettro,
755 A le sue tempia d'amorosi mirti
Pongono serto —. L'agil rondinella
E l'aerea sua prole irrequïeta
Rade coll'ale i verdi praticelli,
E l'increspato rìo. Da lo sfrondato
760 Pruno alto zirla il solitario tordo;
Lo scarabeo smarrito a lo stridente
Corno dà fiato; da la impresa tela
[31] Pende l'aragna, e colle tenui dita
Dal gomitolo tragge e a cerchio tende
765 Il lento filo, e su la trama arrampica.
Rapide a volo riedono le pecchie
A' cerosi alveari; gli esultanti
Gnomi in lucenti drappelletti accolti
Posano lungi d'avvizzato fungo
770 Sotto il patulo tetto; e tremebonda
A' casti gigli si raguna in seno
L'alma turba de' Silfi. Ecco giocondo
Nembo a traverso il queto aere scroscia,
E de la pioggia le brillanti stille
775 ornano quasi perle i fior ridenti.

26

[32] INTERMEDIO I.
ossia

DIALOGO TRA IL POETA
ED IL SUO LIBRAJO.

Librajo. I vostri versi, signor Botanico, non sono che una pura descrizione; il senso, per quel che mi
pare, è nelle note.
Poeta. Io sono unicamente un pittore di fiori; ed è un accidente se talvolta mi provo nel paesetto;
del resto lascio la figura ed i soggetti storici a più abili artisti.
L. Ben per voi, che conoscete i limiti del vostro pennello; molti mancarono di successo per difet-
to appunto di non conoscere se medesimi. Ma ditemi in grazia, qual è la differenza essenziale tra la
poesia e la prosa? è ella solamente la melodia o la misura del parlare?
P. Non è questa solamente, io penso; poichè alcune prose hanno la loro melodia, ed anche la loro
misura. Ed ottimi versi, bene recitati in una lingua sconosciuta all'uditore, difficilmente per lui di-
stinguonsi da una bella prosa.
L. È ella forse la sublimità, la bellezza, la novità de' concetti?
[33] P. Neppure; giacchè sublimi concetti sono non di rado benissimo espressi in prosa. Così
quando Warwick, in una tragedia di Shakespeare, è rimasto ferito sul campo, in seguito alla perdita
della battaglia, ed il suo amico gli dice: O poteste almeno fuggire! qual risposta può darsi più su-
blime di questa: Che? allora io non vorrei fuggire. Nessun metro, io credo, potrebbe accrescer di-
gnità a questo sentimento. E sarebbe facile di trarre da' scrittori in prosa altri esempj di bellezze e di
novità, a cui penso che verun pregio non aggiugnerebbe il metro.
L. In che dunque consiste la differenza essenziale tra Poesia e Prosa?
P. Dopo la misura delle parole, parmi che la principale distinzione consista in ciò, che la Poesia
non ammette che pochi termini espressivi d'idee molto astratte, invece che la prosa ne ridonda. E
siccome le nostre idee derivate da oggetti visibili sono più distinte che quelle derivate dagli oggetti
degli altri nostri sensi, così i termini espressivi delle idee appartenenti alla visione, costituiscono la
parte principale del linguaggio poetico (a). Cioè il Poeta scrive principalmente all'occhio, il Prosato-
re usa termini più astratti. Pope non s'espresse poeticamente nella Foresta di Windsor dicendo:
. . . . . . . . . . ed il veloce
[34] Kennet famoso per le argentee anguille2.
La parola famoso non presenta alla mente l'idea d'un oggetto visibile, ed è perciò prosaica. Ma sosti-
tuete così:
. . . . . . . . . . ed il veloce
Kennet, in cui guizzano argentee anguille3.
e diventerà poetica, perchè viene così presentata innanzi all'occhio un'immagine.
L. Ciò può farsi anche in prosa.
P. Ed ove lo si faccia con debita moderazione, le dà anima e gusto; così quando si legge nella
storia di Gibbon: la Germania era in allora ombreggiata da ampie foreste; questa locuzione piace
assai più che il dire: la Germania era in allora PIENA d'ampie foreste. Ma ove un cotal modo d'e-
sprimersi occorra troppo frequentemente, la prosa s'accosta alla poesia: e nelle opere gravi, in cui ci
aspettiamo più l'istruzione che il diletto, egli diventa tedioso ed incongruo. Alcuni tratti delle ora-
zioni eloquenti del sig. Burke appajono intricati e snervati a motivo di superfluità di ornamenti poe-
tici; e ciò, che qui è difetto, sarebbe stato gradito in un poema, dove molti ornamenti si desiderano.
L. Unico officio dunque della Poesia è il diletto?

2
And Kennet swift for silver eels renown 'd.
3
And Kennet swift, where silver gray lings play.

27

che in poesia.” 28 . si ristrinse solamente a far pendere dall'alto una medaglia della testa dell'Eroe. to fint out a fault. and each circumstance weigh 'd. says Reason. ogni cosa librando. a questo riguardo. Ed il gran Roubiliac nel suo impareggiabile monu- mento del Tempo e della Fama che si contendono il trofeo del General Wade. per essere chiaramente distinta e conseguentemente inverisimile. I' ve no need to be taught. like a vorm i' th' bud. If that's all. Le Personificazioni e le Allegorie non sono un carattere distintivo della poesia? P.ella non disse L'amor suo mai. . reply'd I. entra in iscena la Ragione personificata. . che ben conobbe questa circostanza. Le Muse sono giovani donzelle. nella galleria del Luxemburgo. Grave in atto rispose a le mie preci. nè risaperlo Fa d'uopo a me. non introdusse figure mor- tali in mezzo a' suoi Amori ed alle sue Grazie. sono generalmente meno praticabili in pittura ed in statuaria. e rare volte possono essere introdotte nelle due prime arti in compagnia del- le figure naturali. Ma ne' versi. che esse stesse diventano la minor parte di se. Benchè sienvi opere di poesia didascalica. La signora Angelica Kauffman. in return to my prayer. i' replicai. and intreated her aid.” — 5 “To Reason I flew. E quella tosto. ossia di esprimere i sentimenti nel linguaggio della visione. a lato a cui sono collocate. . venni a te. Ragione. — S'altro pur non dimandi. ritorna. Che fra le belle era bellissima Ebe. Qual venisti. Feed on her damask cheek. In Poesia le personificazioni o le figure allegoriche sono generalmente indistinte. la loro inverisimiglianza urta ancor più. le 4 “— She never told her love. . To find fault with Hebe would forfeit my name. Who paused on my case. Ma come ciò. e per questa ragione. perchè il suo modo di ragionare consiste più in strette analogie che in metafore e similitudini.. Così il Segreto personificato ne' seguenti bei versi di Shakespeare. e noi amiamo di vederle abbigliate. . ma in pittura. L. e. Then gravely reply 'd. per iscoprire in lei Alcun difetto.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [35] P. essendo tutte le figure molto più distinte. oltraggio fora Al nome mio trovar difetto in Ebe5. la quale. ma lasciasi il Segreto Pascere sovra la vermiglia gota. . e perciò non ci colpiscono abbastanza fortemente per farci por mente alla loro inverisimiglianza. [37] Le figure allegoriche. But let Concealment. return as you came. Queste sono altre arti di esibire gli oggetti innanzi agli occhi. la loro inverisimiglianza non può non apparire e non atti- rarvi la nostra attenzione. le Georgiche di Virgilio ec. . le chiesi aita. che sono per riportare. T came to you. . — È vero. E posta mente al misero mio stato. . ella soggiunse. That Hebe was fairest of all that were fairs That 's a truth. le quali sono molto ammirate. non ci obbliga a por mente alla sua inverisimi- glianza4. Alla Ragion volai. tuttavia ciò che è scienza meglio si tratta in prosa. come apparisce dal ridicolo effetto di molte pitture di Rubens. venendo ivi poste a con- fronto colle figure di persone reali. Reason. con tanti veli e piume. come p. e sono per verità più adattate alla penna che al pennello. ma non alla foggia di alcune moderne belle. . . mo- strandosi in una maniera [36] del tutto indistinta. finisce per dispiacere. Sonovi però alcune figure allegoriche. L. Quale un insetto nel botton di un fiore. se avete voi appunto detto ch'esse sono usate per esibire i loro oggetti innanzi agli occhi? P. .

le quali ci interessino in modo. La prima si è. Questa è una quistione metafisica. come sarebbero le figure della [38] mitologia de' pagani. ed esige maggior attenzione di quella che vi ha prestato Reynolds. e non possono perciò essere la opposizione colle nostre sensazioni. viene in allora prodotta un'estasi completa. genio incomparabile tanto nella teoria che nella pratica della sua arte. ed è d'avviso. Veniamo all' applicazione. sebbene ne' nostri sogni siamo affetti da passioni diverse. durante il qual tempo. e per conseguenza non possiamo percepire la loro incongruenza. — La se- conda circostanza si è. L. come da iracondia. Sonovi due circostanze. gli 11 Dicembre 1786. Per la qual cosa. o viste disegnate. pure non pro- viamo mai alcuna sorpresa. passandoci in sogno le serie delle no- stre idee nella immaginazione. 29 . e quindi le osserviamo senza stupore. che. P. ci viene suggerita all'immagi[41]nazione una se- rie d'idee. quanto sovra le idee della nostra mente. pel dolore o pel piacere che ne arrecano. un momento. e che anche nelle nostre estasi in tempo di veglia. dovesse es- ser appunto meno suscettibile d'un tale inganno. durante il sonno. da quelle eccitate dalle nostre sensazioni. Per lo che. ci sembrano esistere dinanzi oggetti veramente reali.Gli amori delle piante Erasmo Darwin quali abbiamo tante volte sentito a descrivere. noi non possiamo paragonarle colla previa conoscenza delle cose. che gli spettatori abbiano a prendere gli avvenimenti che vi si rappresentano. nè ragioniamo nel sonno completo. e rompono il corso e la serie [40] delle nostre idee. Fielding di cattivo criterio. da amore. che essendo quegli un igno[39]rante. foss'anche. come se realmente innanzi loro accadessero. Ed egli perciò accusa il sig. che. passanti nell'immaginazione. da farci cessare di por mente alle irritazioni degli ordinarj oggetti esterni. de' demonj. — Voi accorderete che noi siamo perfettamente ingannati ne' nostri sogni. allorchè studiasi in una sua novella di fare un complimento al sig. Quindi con- cludo. come nella sorpresa. le quali contribuiscono a questa completa illusione ne' nostri sogni. breve quanto volete. per quel ch'io penso. o far presumere. per cui possiamo distinguere le serie delle idee passanti nella nostra immaginazione. che prende la rappresentazione d'una scena dell'Amleto per un fatto reale. siamo bene spesso così assorti nella contemplazione di quanto passa nella nostra immaginazione. a meno che non siamo altrimenti tanto interessati nella lo- ro contemplazione da non accorgerci della loro inverisimiglianza. Questo ragionamento sopra i gradi di verisimiglianza è poi giusto? — Il Cavaliere Giosuè Re- ynolds. P. cioè dal non essere disturbate nè rotte o dalle impressioni di corpi esterni. della morte e del tempo. non pos- sono in alcuna maniera tendere ad un'apparente illusione. che per alcun istante non poniam mente al progresso del tempo od al luogo in cui ci troviamo. imperocchè la sorpresa è solamente prodotta quando alcune esterne irri- tazioni hanno luogo improvvisamente. come facciamo durante la veglia. che quasi ci dimentichiamo non e- sister esse nella vita comune. che un certo grado di probabilità è necessario per impedire che non venghiamo spiacevol- mente ributtati da immagini non naturali. così proviamo un genere d'illusione simile a quello de' nostri so- gni: cioè crediamo d'aver presenti agli occhi cose. degli angeli. privati de' soli due mezzi. che durante il sonno avvi una totale sospensione del poter volontario tanto sovra i muscoli dei nostro corpo. Quando. giacchè noi nè passeg- giamo. introducendo un uomo ignorante. (Elementi di Critica di Lord Kaimes). e. Garrick. da gioja. Così noi siamo. ha asserito in un discorso presentato alla Real Accademia. che da un in- gegnoso Critico fu chiamato la presenza ideale di tali oggetti. e grande scrittore non meno che pittore eccellentissimo. e quasi le prendiamo per esseri reali ancor quando sono miste con rappresentazioni di naturali forme umane. egualmente che i più alti generi del Dramma. L. è grandemente accresciuta dalle cause soprammentovate. e quindi la serie delle idee associate nella nostra immaginazione non sono interrotte o separate dalle irritazioni d'oggetti esterni. o da' no- stri esercizj volontarj paragonandole colla previa nostra conoscenza delle cose. gli organi del senso sono chiusi ossia inerti. perchè egli è questo un esercizio volontario. i più alti stili di pittura. che non ci sono per niun conto. mercè l'arte del Poeta o del Pittore. Questo è ciò. durante il sonno. e d'impiegare alcuno sforzo volontario per paragonare queste interessanti serie d'idee colla nostra previa conoscenza delle cose. Poichè la vivacità di codeste serie d'idee. come allorquando vi ragionam sopra. e siamo tratti per la loro vivacità a crederle appartenere a quest'ultime.

Non reca egli adunque veruna conseguenza. Io spero che i mostri del vostro Giardino botanico possano venir considerati di quest'ultimo genere. Sicuramente. Voi stesso sentirete la verità di questa dottrina. che io credo non esistere. Garrick. e con alquanto disgusto ritorniamo entro i confini della vita comune. il quale abbia alcuna previa credenza nella apparizione degli spiriti. giacchè saremmo colpiti dalle patenti inverisimiglianze. che lo Stato. dovess'essere più suscettibile di cadere in estasi. e pure i mostri tanto improbabili che si trovano nelle me- tamorfosi d'Ovidio sono già [44] da parecchi secoli ben ricevuti da tutto il mondo. È necessario che la materia sia interessante per la sua sublimità. Fielding intese fare al sig. che eminentemente possiede tutti i pregi già accennati. crediamo continuamente che l'azione succeda davanti a' nostr'occhi. giacchè in verità nelle nostre contrade pochi sembianti si veggono. se s'innalza al di sopra della natura. e novità. che il sig. Non è vero? P. le quali disgustano talmente gli spettatori. P.Gli amori delle piante Erasmo Darwin E rispetto al complimento. sa cattivarsi in ma- niera lo spettatore da non lasciargli por mente a nessun genere di violazione sia di tempo. determinò seriamente di distruggerle. tempo fa. Quanto più l'artista si scosta dalla natura. purchè queste rappresentazioni interessino per modo il lettore o lo spettatore d'indurre l'e- stasi sovraccennata. nel che parti- colarmente si è segnalato il grande Shakespeare. bellezza. L. L. sia di luo- go. cui in realtà non avremmo fatta considerazione (c). tanto più è probabile che produca maggior novità (b). negli in- tervalli della rappresentazione. Grand'arte vuolsi richiedere nel Pittore o nel Poeta per produrre così fatto genere d'illusione. e di rimanervi più lungo tempo d'uno il quale avesse maggior conoscenza della natura reale delle cose. o d'esistenza. il quale fa at- tenzione a codesta inverisimiglianza. An- gelica Kauffmann attira i nostri occhi con un genere di bello. ed a' tavolieri da giuoco. in essi noi ammiriamo l'immagine di persone. parrebbe che alla rappre- sentazione dell'Amleto un ignorante villano. descritti ne' viaggi de' signori Brydone e Swinburne. produce il sublime. L. Spetta al candido Lettore il giudicarne. abbia l'orecchio duro come la mala erba che s'abbarbica sulle sponde di Lete: così in molte scene della Tempesta. La natura può vedersi ne' mercati. Reynolds ha introdotto un carattere di sublimità per fino ne' suoi ritratti. e più facilmente fosse portato a far uso della sua ragione. ma noi cerchiamo qualche cosa di più al teatro od in una galleria. questa è la parte scientifica. in maniera da produrre (come si è detto più sopra) la presenza ideale dell'oggetto. 30 . Siccome. Io sono d'avviso che un poeta di minor abilità avrebbe trovato un così grande soggetto assai difficile ed ingrato a trattarsi. e ci rapisce coll'incanto della più interessante novità. che possano dirsi [43] greci. E l'ardito pen- nello di Fuseli ci trasporta oltre i limiti della natura. L. al primo apparire dell'ombra d'Amleto. ne' giar- dini d'un nobile Siciliano. che le rappresentazioni corrispondano o no colla natura? P. E Shakespeare. rivolgendo nella vostra mente le opere de' tre nostri cele- brati artisti. No. dicesi che vi sieno seicento statue di mostri immaginarj. P. In cotal guisa. La sig. ed il bello è probabilmente una scelta ed una nuova combinazione delle parti di lei più vistose. l'arte [42] poi consiste nel porgere distintamente innanzi agli occhi il soggetto scel- to. bisogna che colui.

le desse attributi concernenti il senso della vista. che. il bello sono in natura. coll'autorità del sommo Poeta. usando in poesia l'istesso lin- guaggio che in prosa userebbero. e in questo caso egli parlò all'orecchio invece di parlare all'occhio. siccome le qualità nel linguaggio comune dette morali. (c) Ciò. il quale tanto carattere dona a' suoi ritratti. Tuttavia. vuolsi da noi riportare ad Andrea Appiani. a cui soltanto pare. che l' A. il bello. e che le vanno continuamente mancando. — Il Trad. generalmente anche quest'ultime ricorrono alla mente. da ciascuna trascelse le parti perfette. di cui tanto abbisogna la poesia. che gli fu [47] possibile. che costituisce il sublime. — Ho riportato a bella posta questo esempio per rivendicare il pregio d'un passo tanto oltraggiato da' frivoli saccenti. che i Poeti più accorti nella lor arte hanno macchinato di schivare questo inconveniente. un poeta adunque. così non solo non sarà ripro- vevole. che parlando della luce. e mettereb- be in azione quell'istesso senso. mas- sime allor quando con un solo vocabolo di questo genere si presenta il complesso di molte qualità fisiche. com'egli medesimo s'espresse in altro sito: E vengo in parte. I versi francesi soprattutto ordinariamente sono prosaici appunto perchè i loro autori poco si curano di codesta distinzione. non direbbe nulla di nuovo. come si sarebbe dovuto fare nel linguaggio ordinario. non troverà che mostri. Quindi Dante. e dando un'aria di novità ad una cosa comunissima. è quindi officio del poeta o del pittore di raccoglierlo accuratamente. E non solo per questo riguardo voglionsi non proscrivere dalla poesia tali vocaboli. ovvero. (a) La principale distinzione. volendo schivare questo difetto. Ed è giusto appunto ad oggetto di non istancare sempre un senso. sosti- tuendovi perfezioni e bellezze. grandi elementi entrambe della bella poesia. i nostri scrittori a prevalersi d'una sì tersa fonte di varietà e di novità. mentre la prosa ridonda invece di termini esprimenti idee astratte. e che tanto viene dai sommi maestri raccomandato. in natura è qua e là sparso. disse: I' venni in loco D'OGNI LUCE MUTO. il nuovo. e di servire nel- l'istesso tempo alla varietà e novità. e compose così un tutto. e nell'istesso tempo per animare. e che si esprimono con quel genere di vocaboli detti astratti.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [45] Note all'Intermedio I. sebbene tolto nelle sue parti dalla natura. che invece di colpire il senso. vorrebbe si parlasse. giacchè ogni parte componente fu dalla natura copiata per formare un tutto. ove non è che LUCA. non si sarebbe tal quale in natura ritrovato. e di offrirlo sotto il più opportuno aspetto innanzi al lettore od allo spettatore. che è interamente simile ad un altro della sua specie presentato dalle mani della natura me- desima. il nuovo. che l'autore suppone tra poesia e prosa. invece di dire: io venni in luogo. in cui non RISPLENDEVA alcuna luce. che in questo genere di pittura non ha rivali. le copiò. di ben comporlo. 31 . — Il Trad. e par- lando di quelle. fuorchè in quello artificiale si sono schivati più che fu possibile gli ordinarj difetti. Ma ciò. che talvolta il poeta introduca parole esprimenti qualità morali. variando ad un tempo lo stile ordinario. ma sarà anzi ben fatto. non fece che radunare le più belle fanciulle. — Il Trad. onde ella fosse di un bello straordinario. e non affaticar sempre unicamente il senso della vista. è assai giudiziosa. Così Zeusi. che dice Darwin di Reynolds. e ch'egli dichiara consistere nel parziale uso che fa la poesia di vocaboli esprimenti idee spettanti alla visione. Per esempio: la luce suole agire sull'occhio. ne col[46]pissero un altro. che ne è tutto giorno affetto. prerogative. (b) Il sublime. ma an- cora per variare lo stile. e chi fuor di essa li vuol ricercare. e aver sempre presente la do- vrebbe chiunque vuole scrivere in poesia. Nè in altro senso parmi che si debba pigliare ciò che chiamasi Bello ideale. che colpir sogliono nell'ordinario corso. sono il risultato di qualità fisiche. col presentare i lo- ro oggetti in maniera. esse pure dalla natura copiate. allorchè dipinse la sì celebra- ta Elena. ma che altron- de non può dirsi fuor di natura.

l'Artefice leggiadra 30 In ordine distinte intorno adatta Ad ossei steli divergenti piume. Il passo Lenemente sospende. e sovra larghe penne Traete al cielo l'idolatra vostra!” In così dir. e le trillanti fila Ne tempra a note ancor più strane. La folta turba stupefatta segue [51] Il gran portento. e con gli occhi Fissi al cielo. E di molle lanugine coprendo Ogni serico filo. e sopra l'aure e i venti Con angelico passo alto vïaggia. Mentre lunghe di luce argentee strisce Rapidamente invèr la gelid'orsa 25 Guizzan sul manto de l'opaca notte!. e innanzi move 5 L'Attenzïon: di su gl'intenti boschi Il Silenzio si libra: in cerchio stretta La villereccia turba a lei dintorno Vaga d'udir s'accoglie. e da piacer rapita 32 . 10 “Molli aurette soffiate!” (alto la bella CARLINA esclama)” e sovra larghe penne Traete al cielo l'idolatra vostra! Oh quante di colôr dolci vicende Là d'orïente appajono sul balzo. ed i celesti Canti riflette ombrifero frascato. e. i monti S'apre cammino. allor ch'Iride mesce I varj raggi. ed intentato Di sovra le città. e l'anelito sospeso. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [49] CANTO II La bella Dea su l'aurea cetra piega La man di nuovo. che ondeggiando varca Le vie de' nembi. 15 Mentre la mano de l'Aurora versa Le sboccianti sue rose! Oh quale a gli occhi Brilla sereno.. che de' figli audaci 35 Affigge al dorso. Molli aurette soffiate. le torri. e al dì cinge la fronte Di listata corona! E qual rapisce 20 Dolcezza quando la pendente Luna [50] Con pallido chiaror sovra l'azzurra Siderea volta il latteo vel dispiega. sfavillando scorre Quella serica mole. ampj ne ordisce Dedalei vanni.. qual fra i campi azzurri Meteora ardente. e la cerulea volta 45 Del giorno indora. Ond'ei primo assalir tentò le nubi. 40 Alto sorvola. Tal l'intrepido Gallo a l'aere immenso Già spinse in grembo il galleggiante globo. Tacita. a miei sospiri Porgete orecchio.

e fia ch'eterna vampa A lo attonito polo intorno splenda. Tale pur. e passeggiera nube Alfin la invola ad uman guardo. aure più pure 65 Ei beve. e 'l rosso Occhio di Marte con veloci penne Lasciati retro. oltre l'idalia stella 75 [52] Che fulgida qual perla in orïente Mostra il bel volto ad annunciar festosa Che l'aurora sen viene. e protendendo a un tempo Le braccia. e mentre a' lumi suoi più grandi Appajon gli astri. 33 . o stelle. da le australi onde sorgendo. In fronte 55 Supplici allora. e le ginocchia al suol piegando. L'aure notturne di nuovi astri alluma D'Argo il navìlle. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 50 Che tra i palpiti sorge e lo spavento. Via scemar tanto più mira la sfera Quanto più s'erge. alzati. o Montgolfier! spigni il felice Volo. celesti spirti Che il ben largite. e rugghiar ode Innocui tuoni. Con miste grida a' Numi offrono voti I riguardanti. e coll'amico raggio 100 Ne l'ardito cammin. Per te l'Orsa contrae l'irsute branche. se pietà vi move. che primo ei corse. sì che un picciol punto Omai rassembra. di Cinzia oltre la smorta luce Ghiaccio-riflessa. E l'antiquo per te seggio ritira Cassiopèa. o venti! nè vi spiaccia Guidarlo. 60 Deh traetelo a scampo! e voi tranquilli Trasportatelo. Sovra le artòe contrade L'aurea tua sfera rotear vedrassi 95 Nel mar de l'etra. e i vaghi Raggi sormonta. — Alzati. e mugolar tempeste.” — O voi. e di Saturno Vinci l'anello cristallino. e del superbo Giove 80 Passa innante a' seguaci. co' propizj rai!” — Placidamente per lo etereo vano Il gran Sofo veleggia. che al rimoto Uràno Con novello splendore ardono in fronte: Del Sole evìta l'attraente soglio 85 Co' remi poderosi. le rapide comete A traverso gli armonici sistemi 90 Torcono il vampeggiante orrido corso. qual su pinta mappa In serpeggianti error vede a la terra Le limpid'acque luccicar d'intorno: Di sotto a' piedi rosseggiar si mira 70 I forcuti baleni. u' con crescente foga Rovinando. e 'l folgorante Eclittico sentier fuggi e la lattea Siderea zona.

innanzi assisa Al novo ordigno. che a la gentil testura [54] De le nivee lor vesti. — 115 Da sue fatiche istrutta Isi immortale. folleggiando. e spiega e liscia 150 I raggruppati velli: opposto quindi Pettin si move. e lente in tanto Vedi dal subbio svolgersi le ordite Fila. Dono del fertil suol. e con sottili dita 34 . — Innamorati in tanto A le Belle operose intorno fansi Cinque pastor. vestìo le rive Del settemplice Nilo: e la superba Aracne in sul rival subbio chinata Udì tremando di suo vinto merto 120 La sentenza crudel. accorta intreccia Le vario-tinte sete: agili tosto 110 Battonvi contro le sonanti casse. e tragge Con occhio intento dal barbato guscio La lana vegetal. ed. Mentr'ei fila. con alterna mano 105 Lancia traverso a' saltellanti stami La volante sua spola. Ma chi vegg'io? La vezzosetta LINA De la trama inventrice. ond'ei si fa letto. drudi esperti. oggi la Ninfa GOSSIPIA preme le molli erbe. a la nov'arte. Con ferrei denti Aggirantesi cardo a mano a mano Scioglie i nodi intricati. o più d'erbe Brami o di fiori o d'altro industre ornato Trapuntarne il tessuto. la man stende al tridente 145 — De le Najadi emerge il coro. Volgono quindi le meliflue labbia Dolci loro a narrar fole d'amore. ed in sottili Fusa ne cangia i ponderosi remi Co' giocondi suoi vezzi il core innebria De l'amante canuto. Scendono e s'alzan dal bel piè premute Le calcole suggette. — Cinque leggiadre Ninfe-germane torcono il lucente Lino con dita rugiadose ed ora Tendono e avvolgon su veloci fusa Lo stame rifluente. ed arde Con rosati sorrisi il Dio de l'onde Sovr'ampie ruote le spumanti versa 140 Urne. or coll'alterno 125 Premer del molle piede aggirar fanno L'aspo abbagliante. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [53] A' nocchieri risplende auspice e duce. — Così pur dove la Derwenta sotto 135 Arcati monti e fra l'orror di boschi Volge i torbidi flutti. e. 130 Ed a le vaghe artefici gran vanto Danno meravigliando. e. e i gran pesi dondolar da tergo.

e con geloso orecchio La liquida vocal libra e la sorda. e qual vie più veloce tende Le discorrenti falde: ardono allora 160 I rapid'assi. fra 'l bujo de l'eterno obblìo 175 Gl'invitti in un perîr Duci e le illustri Divinatrici fra' Celesti assunte. ed in sorgenti [55] Piramidi le avvolge: a' ratti passi Girano subbj successivi. lento allor con dolci Labbri accoglie volubile canestro 155 Le morbide matasse. innamorati alunni. infin che amica 180 A lo attonito mondo omai Papira In mistici insegnò pinger colori [56] Suono e Pensiero. i maestosi epici carmi Calpesti andâr. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Carmina lo scardasso. però che le vetuste Note. e le africane arene 35 . — D'Alfa ad Omega in adeguate righe Accoppia l'uno de le lettre i semi. e de' padri l'idïoma primo I Nepoti ignorarno. e via deduce Perenne filo. 195 La parola volubile in sonanti Sillabe ei tronca. 165 E pensosa agitava argenteo stilo. e. — 185 Le più tenere cure Ella comparte A tre scelti garzon. e in adamante Le rapide segnar orme del Tempo. L'aureo e' tentan processo. e i grand'archi Al trionfo dicati. e balbettanti a pena Morien l'arti infantili. Dolente il Genio in su gli sparsi avanzi Traea sospiri. 200 In decupla ragion s'aggiran quelle. E all'aggirarsi loro ei le rugiade D'Egitto conta. celebrati Invan. e l'ardue Storïate piramidi. alta loro empie Maraviglia le menti. in fra la polve Giacean sepolti. ed amoroso Stando in ascolto beono veleno. E lenta sotto l'ampio magistero Volvesi intorno l'instancabil ruota. e del Saper la voce In alme imprimer carte. e mentre istrutti 190 Fansi per le sue note. che alla sagace Voce gentil de la studiosa Ninfa Porgono orecchio. volano i cannelli. — I simulacri d'allòr cinti. vile ingombro! I sacri 170 Simboli. e quale Rattiene. Su le sponde dal Nilo in trono assisa Stendea PAPIRA la sua liscia foglia. Quindi in gradanti schiere ordina l'altro De le sue cifre l'operoso stuolo.

e fra cancelli chiude [57] Le fluttuanti armoniche falangi. — Ora in tal guisa a pergole mentite Delany diede forma. ebbro di gioja Il Genio cinse a' pochi eletti il crine Di bell'alloro. Il muschio appiè v'arrampica. l'Arti giovinette 240 Le abbracciâro i ginocchi. 205 Cui dietro vanno in drappelletti unite Le amorose germane. insiem misto ad intervalli. la solenne pausa Parco v'ammette. in rosso pinge Le vergate corolle. e dechinando al suolo La bruna fronte. e lento filo 250 A metallici steli avvolge intorno. Gli amori delle piante Erasmo Darwin E sovra quattro infin concordi righe Il terzo segna la solinga croma. e carta e seta 245 A simularne fiori e foglie astrinse. udissi D'arpe un concento e di sonore tube E di corni e di conche: in su la lira 220 Maravigliando si piegava intanto L'intonso Bardo. e de la Luna Il fulgido segnò corso ineguale. indi il festoso Trillo egli nota. — Tutti prostesi. — Ratto. Spinger vide le rapide Comete L'ignito carro. e fuso corse [58] Il bruno acciaro. ed a lor senno Volser per mano. 210 Plaudendo allor la stupefatta calca Intorno fêssi de la ninfa al trono D'indiche canne intesto. a la gentil Papira Ordito di sue man chiesero il serto D'immortal fama. e cerose Pendono frutta da' ricurvi rami. alto le rudi Palme percosse. e trasmutâro il volto A la docil materia: entro le cupe De la terra latèbre il pallid'oro 235 Per lor fu cerco e svelto. Con mano accorta il suo virgineo stuolo Tratta force ingegnose. e più robuste corde Colle dita scuotendo. indi le verdi Fronde imprime di vene. e in lance pose il sole Co' minor'astri intorno a lui rotanti. alto fea gl'inni Sovra eterne salire ali di foco. e s' indurò temprato. Fra suoi regni di neve il freddo Verno 36 . di tripudio in atto 215 Ecco un Nume gridava. ed ecco un Nume Del Nil rispose la sonante piaggia. e la Virtù sorrise. D'Urania allor l'ardito amico al cielo 225 Volse gli occhi più acuti. — 230 Alto innalzarno la cillenia verga I Chimici sagaci.

e l'una 275 Sospinge l'altra. co' rosei labbri Dolci baci dividono e dolce esca 300 Di domestica gioja a' cari pegni. — A se dintorno 270 Ecco bruna d'acciar molla s'avvolge A repugnante enea celletta in seno: Metallico cordiglio indi ricopre Conico rame di sue spire. Vedi là tu quelle sì vaghe nubi Ch'ora velano il ciel? Tosto le lievi Loro forme cangiarsi. e la gentile LAPSANA! Ognuna de la terra mira [59] Il diurno cammin con occhio intento. con mimic'arte i passi addita Del Tempo. e le veloci Scosse ne conta de le tremul'ale. che. inarcando il dorso. spiana il severo Cipiglio. ed i delubri e l'are Ne rovescia e le torri. Ed il solar marcandone e il sidereo Giro. ed a lo iniquo Suo capo intorno i polverosi getta [60] Abborriti rottami. Colla mano infantil. 290 E di rosee ghirlande il crine adorne. e i lisci poli scorrono Entro cavo adamante. spargon del Gusto 295 I bei germogli. l'oricrinita 260 CALENDULA brillante. e lento lento Movesi l'ago su smaltato disco De' trofei pinto del fuggevol'anno. E di piacere sfavillanti gli occhi. Ed ivi liete. e la superba 285 Ria Superstizïon da l'arduo soglio Vindice abbatte. Gli agili Momenti Danzando in tanto con alato piede. Noi v'imitammo. e 'l varïante 265 Cielo. E stupefatto germinar contempla I fiori tutti ond'ave April corona. e a poco a poco Porporeggiando in su l'immensa strage Spargono del Saper. o Ninfe. scosse Mordonsi allor dentate ruote. e il lento librarse. Ve' la bella NINFEA. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Le vegetali respirar veggendo 255 Statue di Delany. intanto sotto Palpita il bilanciero. al cui piede fugace intorno Getta magiche anella. 280 E cui dintorno in bel rilievo cinge Dorato serpe. Co' denti afferra la squamosa coda. Quì colle branche smisurate il Tempo Afferra la gran clava. Guidano l'Ore fra gli sparsi avanzi Le giovini compagne. frena le brinate penne. e i rutilanti 37 .

Brillavano vivaci. gelido è il labbro Donde pendeano i teneri sorrisi. vendetta del ciel. il cor ferièno De' saggi e de' pastori. E ne muor fra le braccia. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Dileguarsi colòr vedrai pur anco. E. o lagrimette Per le gote distilla: ancor sul labbro De l'Adulazïon s'odon le usate 350 Blandizie. onde terror spargea Per tutto l'orbe. ed al gibboso petto Intorno fanno mostruoso ammanto Lunghe penne aquiline. oltre le labbia Stende la rossa lingua. Come presto cangiâr! buja caligo Copre il guardo divin. e l'erbeggianti Biade sbruca ed i fiori. smunta ogni sembianza Volge a livido verde.. rovinar fu visto. e i magri fianchi Negri s'arriccian maculati peli [62] Romoreggianti al vento. 345 A schiera a schiera de' vassalli suoi La pompa il segue taciturna. novelle forme 330 Assunte ed intelletto. o pure Vergin boccia di giglio o argentea piuma. D'in su 'l dorso 340 D'in su le crespe membra. e umane palme D'artigli armate stampano l'arena. ahi lasso! ne' nostr'occhi langue Il molle fior di giovenil beltade. immondo. e dietro. qual suol d'indica perla 310 Conca matrice o nivea rosa. 305 Tal nel suo verde april. Tale il potente Regnatore assiro Dal trono eccelso. Carpon pe' boschi erra il gran Sire. ed or n'attinge Le lucid'acque. E la fioca parola in su la lingua Tremola e manca. ma non più sì dolce suono A lui penètra le pendule orecchie. e sospirando E supplicando chiedean lor la mano!. e di lusinghe Piene in vista e di grazia. che da begli occhi 320 Sfavillando fuggìa. — Un dì le belle ELLEBORE. Oh quanti intorno 315 [61] A le gaje sorelle emuli drudi Struggevansi d'affetto.. or fra la rugiadosa 38 . A l'inarcato collo Ed a le braccia. In vano La Beltate sorride. errar co' bruti Sotto nembi e procelle. Al suolo ei piega La temeraria fronte. e dal cannoso 335 Margine de l'Eufrate il flutto lambe Torbido. ed il Fastidio 325 Raggrinzando le nari il viso torce. mentre pur l'alme Incanta. Bella coppia di ninfe al Gange in riva Move l'agile passo.

argentee turbe. Aureo insetto esibendo. Estinto cade Chi v'appressa le labbia: e vostre salme 370 Frali e briache galleggiar vedransi Di sovra i flutti. in tondi cerchj Barcollerete sopra vane pinne 375 Di Lontre ed Aïron preda infelice! — Così quando il gran Divo in muto duolo Fuggendo l'Euganee reprobe sponde Del mar si trasse a la infeconda spiaggia. e l'invisibil amo. ed appannato il lustro De le scaglie perlate. in sull'ondoso velo 360 Innebrianti coccole sparpaglia. mentre quattro bruni Eunuchi e quattro A' sacri campi vegliano custodi. e razze e squali E pistrici e torpedini e delfini 390 Spingersi al lido intorno. a vostre vite [63] Tende inganno men crudo. Vostro recesso. i fulgid'occhi Lungi torcete. Il giovine Profeta allor nel suolo 395 [64] Le ginocchia piegò. Guata il gregge squamoso. entro le vostre Cristalline latèbre. Restate. e fida l'eco Da cento grotte vi rispose: udillo 405 Di Proteo il gregge. ed a maligno Trastullo intesa. e deformi 385 Capidogli repente in tonde schiere Accostarse fur visti. e rapido a lui corse 39 . benedite. nè la perfid'esca Afferrate co' denti! Infesto meno 365 Spazza il tramaglio i vorticosi gorghi. “Poi che de l'uomo al duro orecchio indarno Io grido. rapito in vista Le infocate pupille al ciel converse. voi del mar figli squamosi Ascoltatemi voi!” Disse. egli con voce 400 Gridò di tuono. E sotto i colpi de la chiusa mano Risuonavagli il petto. e le tarde pupille Fattesi fosche. Sovr'atterrato faggio alto levossi. e d'orche e ceti carca Gonfiarsi e mugolar l'onda lontana. e le pendenti spiagge E i monti e i boschi replicar s'udîro Benedite il Signor: i venti e l'onde Accolsero quel grido. e smisurate Foche intralciando le squassanti pinne Scorrer lor dietro. e su lo scoglio In sua bruna armadura arrampicarse La testuggine lenta. Oh. Benedite il Signor. 380 E fe' col cenno de la man protesa L'assordante tacer rombo de l'onde. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 355 Oriza spazia e le commosse canne. E.

e l'oceàn percosso 410 Da sue convulse pinne urla e spumeggia. e in suo stupor tentenna Il capo dormiglioso. La gran Lammia scuote Ancor la verga. con immoto ciglio. ed ardente Rossor ne pinge le vezzose gote. A schiera a schiera Le vane intorno a lei forme de' Sogni 420 E de la Fantasia lievi sorvolano. Dolce palpita il cor. Prigion de' morti. che a la terra in seno 40 . — Ella già snuda la rugosa mano E tre fïate volve alto la nera D'ebano verga. 425 E qual chi priega. sospir profondi Esalano le fauci. il varco schiude De l'enormi mascelle. o de la Notte al tristo 450 Lito adduceva. Di Cillenio così l'orrida verga [66] L'alme traea da le latèbre oscure. e subito serpendo Nuovi brividi scorrono le membra Irrigidenti. guatano la Fata. agghiacciansi le fonti De la vita ministre. e sotto Bujo frascato d'amaranto eterno. (Dolce recesso ove custode posa 415 Il silenzio ed il sonno) il fianco stende L'accigliata PAPAVERA su molle Serico letto. e ferreo sonno Le immote copre lor vitree pupille. o del rio Dite al regno. Al suon celeste d'invisibil'arpe Sposano il canto eteree voci. Nuova vita scalda Que' simulacri. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Furor sacro le vene. ebbro di zelo Anelita sull'onde. e flessuose e molli 430 Muovonsi tosto le marmoree fibre. alzasi il petto. In fra torri incantate. e le viscose Teste dechina. soavi accenti Suonano ancora su le accese labbia 435 De le tenere vergini. Le pigre larve in taciturne schiere. E ne' regni del gusto. accanto a' freddi 445 Vaghi impietran le ninfe. Ed occupati da rigor di sasso Le membra dome. in mezzo a' campi Di loto sparsi e d'asfodillo. Orme stampano i piè. e ne gl'immensi De l'agil fantasia magici campi. e lievi Odonsi Amor co' susurranti vanni 440 Fendere l'aure. Co' pennelli ondeggianti arbitra al pari 455 Crewe impon legge: con possente voce Le Forme evòca. [65] E vaghe ninfe e bei garzoni in tanto Per magic'opra al verde suol confitti.

o quelle chiama Che sovr'ale invisibili per l'aere Erran diserte. a lei rivale Chiamò l'agil suo coro e. ancora Dormìa cullato per la man d'Aprile. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Dormono e nell'abisso. via premendo 470 Col molle piè le rugiadose erbette. fervidi Le vene di novella 500 Vita. Più dolce mormorìo Manda sgorgando il rìo. “Nato là dove l'aere 475 Arde il nascente raggio. che pargoletto. ed abbellirsi in volto 465 O languir meste. In rozzo suon dolci saluti al vago Maggio porgea. E innalzano giulivi A te canti votivi. 41 . o vampeggiando nuotano 460 Nel foco elementale: e a' molli tocchi De la sua dotta creatrice mano Sorgon Ninfe ridenti e Grazie e Amori. ed i teneri Piaceri saltellanti Mano intrecciar con mano: 495 Vedi trescar sul piano Cupìdo. folgorar d'un riso O piagnere. i pesci. al girar de le sue luci Questa è la bella CISTA: allor che in cielo L'alba porporeggiava. Che alla vezzosa Incantatrice avante Prostrarse vedi. [67] I.” III.” [68] IV. e a te sorridere. “Per te fragranti spirano I zefiretti molli. E per te solo ingemmano La conscia siepe più ridenti fior. o gentil Maggio! Apri gli azzurri omai Voluttuosi rai. te Dio salutano De la stagion più bella. Le pioggie estive scendono 485 A nudrir prati e colli. E dolce ne' bei cor tosco soffiar. 490 “Vedi le lievi Grazie Adorne d'olezzanti Ghirlandette. 480 E sulla fronte piacciati Gli ombreggianti agitar capelli d'or.” II. “Gli augelli. Deh sorgi e mostra il fulgido Sembiante.

510 Cui Pane innanzi balzellava u' l'erta Iudnesse ombreggia il prato. e con iscorci E con mimico passo imitar furbe. e morì. o tiepid'ala Scuota Favonio. Di balsamici germi e di soavi Fiori ghirlande ordìa. Protervette le Naiadi emergeano 515 Dal rìo materno. Là ne' boschi che ombreggiano di Quito I dolci campi. ed al giocondo suono Far godeano tenore. e de la torbida Severna intanto su le verdi sponde. sull'urna mia!” — Cadde. in liquide rugiade 540 Scende il baglior fugace. Il danzante drappello — “Io svengo. Lento guidando con la scossa verga Le agnelle erranti. e l'ampie Radici figge ne' sabbion roventi. io cado!” Gridò la Bella a mezzo il dìe: “piagnete 520 Ninfe. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Questi fendendo l'aere 505 Co' vanni. a fiocca [69] O muta neve o argentee brine versa. a se dintorno De' suoi fidi traea lo stuol vivace. ed irrigata Da lattei mari di lontano vede 535 Trasparir la città: maravigliando Ei volge l'occhio intorno: ma se avvegna Che il Sol. E rivi e fiumi sonnacchiosi. da fuggenti aurette [70] Ognor lambiti. co' labbri rosseggianti Scorrea soffiando su le sette canne.” Così dicea la Ninfa. e quelli con le pinne il mar. schiusa una nube. mira il verde abete Mollemente velato. voti Sciogliendo ed inni da' canori labbri. 545 Un dì l'alma CINCHONA. mentre su' balzi 525 Abbarbaglianti stampa i molli passi. fragrante ornato 42 . e. e di gel carche Le rubiconde sfavillar sue pine 530 Là giù riguarda lucccicanti valli. Il solingo pastor. i rai dardeggi Su i brillanti arbuscelli. e quinci Pendenti cateratte. e all'aere in grembo Il fulgido spettacolo si strugge. e la barbuta Guancia enfiata. Dove la Cordigliera il capo asconde Nubi-cerchiato ne la neve. in fra le belle Vergini peruvane la più bella. Allor non meno che il canuto Verno Giù per lo algente cielo a fiocca. a la gioconda Diva 550 De la Salute un'ara eresse. o doccie e selve Cristalline a rincontro. Alternando carole.

Su gl'infelici. amica un'aura 560 Soffiò tosto. A se repente 590 La Gioventù trasse e la Gioja. e ne proteggi. alto le ferree palme [71] Ringhiando batte il rio Demòne. te invocano: oh propizia Odi i nostri lamenti. e le foreste e i campi Scorre ululando. che a te porgon voti. dolcemente Volta a la Vergin pia. o Dea. su grand'ale Di vampiro discende: a lei dinante Va barcollando tremoroso i membri Il Brividìo. in caligine avvolta. che asconda ne le aerie rupi O nel suolo Natura. e ne proteggi!” 585 Da l'ardue de gli Dei sedi beate L'alma Igèa vide rugiadosi i lumi Alzar la mesta Ninfa. “Deh! piegar non isdegna. che. 43 . e con vipereo 580 Flagello incalza le strillanti torme. deh sorgi. larghe al cielo Protendendo le braccia.. siegue la cruda l'orme Di sue calcagna. 570 E. sovresso l'ara Tutti depose: per la inferma Loxa Supplice alzò la voce. e avvampando arse l'incenso. Igèa divina. scalpita Con livid' ugna. Di funesta irrigando orrida luce La muta notte. Gli amori delle piante Erasmo Darwin De la pergola sacra. ed i più rari 555 Tesor. odi propizia I nostri gridi.. al suolo Le ginocchia. E nervi fiacca e polsi. Deh! piega. e. o vero in seno A perlifero mar. e. entrambe Sue leggiadre compagne. Ad un girar de le stellanti ciglia 600 Conscie l'ombre indorârsi. e folgorando Con seco in giù per lo seren calossi. gli angelici tuoi guardi Su gl'infelici. Sciolto ondeggiava a lei sovra le spalle L'aurea dovizia del bel crine. Accolti fûro i voti tuoi. Gli angelici tuoi guardi. in suono gridò di paradiso. e tinto 595 Come zaffiro le nuotava il manto Per l'aere diffuso. prostrando. Ahi! mentre 565 L'Astro d'autunno in sua carriera scuote Le radïanti nebulose trecce. sospir cupi Esalar da' precordi. d'un suo celeste Riso la benedì: “Fra le mie braccia [72] Vieni. e rosee guance sfiora. in su le sparse Glebe e sul bigio scompigliato musco Mosse la Diva maestoso il passo. per le nari fuora 575 Vampe soffiando. truculenta irrompe Da' tetri stagni la gigante FEBBRE.

e gonfia l'esultante core. lenta Riede la cara vita. E. ed arde le vivaci Pupille. ed iscrosciando a un tempo Erompe al vulgo sitibondo in mezzo L'onda sfrenata. e fuor del fulvo letto 620 Ribocca intorno a gli squarciati rami. e tu ne spargi 610 Le amare frondi sul commosso flutto. grida. e i bianchi labbri 630 [73] Innonda lor di rifluente minio: Nuova gioja dardeggia a' risentiti Nervi traverso. su per invie sabbie Innanzi trasse ad infocata rupe Le sue querule schiere.” Arrossendo la Vergine chinosse In taciturno omaggio. e in fosche strosce “Scendono a valle per diversi errori. temprate o ruscei. Anelitando il volto enfiato estolle. alto la sacra Verga in sua possa alzò. indi. e. da l'asce reciso Caggia il sacro tuo bosco. al duolo ed a' bisogni in preda. 645 Qual nappi e conche. e luccica per vìa. e de le ardenti palme Chi si fa vase. e qual prono v'attuffa Le aduste labbia. rimbombâr le selve. Stesa in vile grabato ecco la smorta Idrope. — Squarciasi il fianco 640 Del gran macigno. D'ogni parte affollarse allor tu vedi L'avide turbe. ed atterrite 615 In questo al forte raddoppiar de' colpi Rintronâr le colline. e mentre l'egro Volto vi miran sospirando. 635 Dal cielo istrutto. e chi v'immerge o spruzza Gli sparuti bambini. In cotal guisa d'Israello il Duce. 650 Grazie a lo eterno Sire ergono e voti. di forcuto Raggio in fronte avvampando. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 605 Ninfa benigna! e là dove a le nubi Ergon la vetta e intrecciano le torte Barbe intricate annosi alberi e beono Il rìo suggetto. Scosso ribolle il turgido ruscello Insin da l'imo. prostrando L'umil ginocchio in su la fessa rupe. e rovinando Sovra la terra. ed a le infrante Grige cortecce: austeri flutti lavano Lo sfiancante suo margo. e qual n'empie l'elmetto. temprate 655 L'acre mia sete colle gelid'acque! 44 . e via via pinge Le gote risorgenti. 625 Pallide torme in su la riva incurvansi Ad attingerne l'onda. ed a lei cinque Offrîro tosto giovinetti atleti L'opra de le lor braccia. A le brune radici.

675 Co' dolci accenti le fa cor. e dal sen l'altra Mefitico esalava alito lungo. alzavano lo squallido Capo. E de la bella DIGITALE assunte Le vesti e il passo. in fra diserte Vallèe nevose. e la vermiglia guancia E 'l niveo collo e il nero crin mentita. l'onda 660 Da le sue labbia rifluendo fugge: La fronte egli alza. Così qualora. — Propizia Igèa. dal curvo ciel scendendo. e largo Di sua vita e di stenti. — 695 Di regno in regno. ovunque inopia e lagrime E mortali hanno stanza. Non men così quando l'attrita Fame E la Contage. sì che ognor da l'onde Circuìto. e biechi Volge gli occhi ne l'orbita profonda. e il rivo a lui di novo Il petto lava. ove l'Ambascia 45 . o sia dove la Croce Porta il carco adorato. o dove splende L'odrisia Luna. che incontro A la turba accorrente le fan siepe. al fuggente spirto fean ritegno. o Dea. e fausta Fra le dire prigioni arde tua luce Qual sul notturno velo artica stella. con la destra A lei la fronte e l'omer lasso ergendo. E in donna cangia la deforme salma. gli occhi portando intenti U' covigli sventura: e de la fama Sordo e de l'auro a le lusinghe. e a' medicati sughi Mescendo i preghi. per immensi flutti. 690 Diva Filantropía! tu da la Zembla “A mezzo il cerchio del moto superno Saetti i raggi a l'orbe intorno. Ella scuote la verga angui-intrecciata Su l'infelice. 700 Sovra sabbie infocate. ahi rio tormento! inchina Tantalo il capo sul rigagno. 680 L'una in volta gemeva. entro goccianti scende Carceri tenebrose. ambo di Morte ancelle. L'almo di Londra generoso Edìle [75] E il buon Pastor del marsigliese gregge. Porgean co' cibi e coll'avìta fede 685 Conforto a gli egri. giù per cupi 705 Scaglion ritorti. Move in tutto la Dea pari a la Ninfa: 670 Scorta da quattro giovani. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [74] L'avida lingua in tanto irrora. di nuova Rosa a lei scalda il pallido sembiante. e prona. 665 A le acute sue grida orecchio porge. di sete ognor si strugge. O di nuova accendean vital favilla L'occhio natante in lagrima di morte. vïaggia OVARDO tuo.

de l'aspre Anella almeno ad alleggiare il pondo: Od a feral bujo a traverso guida La commossa Pietate. [77] Sembiante al sole. 710 O ne l' atre segrete. e mormorando L'odia e l'ammira la infernal famiglia. che perenni i rai. De l'Opulenza ei molce Il duro cor coll'eloquente lingua Arbitra degli affetti. Ossequïosi i Gnomi Depongono il divin plettro su l'ara 745 Ad Igèa sacra. ove con breve raggio 715 Unqua il sol non penètra. ed i fastelli Ardono crepitando: ella co' sommi 755 Diti vezzosi la verd'erba toglie Dono d'invidïati orti cinesi. su gli ombrosi vanni Coglie le stille de la queta pioggia. e già lucente Arrampica la fiamma. e si chiedean tra loro Quai celesti imprimean orme la terra. fratello de la tomba! addita. — . Gli amori delle piante Erasmo Darwin Alto sclama gemendo. e mite un'aura Non soffia mai. — 740 Ei passa. E pago n'esce allor. E. onde sol pianti A risuonare impara l'eco e dove Nulla s'apre già mai propizia sbarra Ad un amico..Ma ecco gentil Najade modesta 750 Dal suo fonte selcioso empie di terso Flutto l'urna d'argento: arido cedro V'accatasta dintorno. che a l'orecchio affida Del cor gli arcani. e vinta innanzi a lui la Morte S'arrètra ed ogni Male. — I benefici Spirti. che la devota Madre ridona a gli orbi pegni. Quì la Dea posa. che un Angelo quà giuso Ospite errasse. e scosse stridono Ferree catene. ed a lei schiude Le stringentisi palme: o ne gli oscuri 720 Antri conduce la severo-occhiuta Astrèa. e giù de' Silfi il coro Scendendo allenta le tremanti fila. In preziose tazze indi riversa 46 . e 'l lamentoso 725 Carcer. cinto la fronte 735 D'immortal serto. se non a frangere. dardeggiava intorno. giuocolando. che da l'alte 730 Sfere volgono l'auspice pupilla Su le scene terrestri. ei scende entro caverne [76] Sparse di molto polveroso ossame.. allor che avvolto Fra l'aureo di Virtù velo più puro Videro in prìa pellegrinar sul globo Il fido Ovardo suo. Argomentâr. e al caro Parente e sposo libertade e vita..

e a dolce riso Aprendo il labbro. 47 . sul chino ginocchio 760 Offre del Te la ridolente essenza. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Il fumante tesoro.

e finalmente deve portare la verisimilitudine a un grado tale. I Pittori a questo riguardo si sono resi più colpevoli de' Poeti. ed i tormenti de' Martiri agoniz- zanti hanno disonorati i moderni. nondimeno non sono spiacevoli nè pericolosi. che contribuisce alla tem- poraria illusione. esse non quadrano o s'adattano a guisa. DIALOGO TRA IL POETA ED IL SUO LIBRAJO. sia col pennello sia collo 48 . l'aspetto del moribondo moverebbe a compassione. delle più formali similitudini d'alcuni scrittori moderni. P. e de' draghi soffianti fuoco. la nostra estasi teatrale verrebbe distrutta dal di- sgusto. hanno dell'Omerico. introduce una lunga tirata di similitudini. essi si succedono l'un l'altro abbastanza piacevolmente per interessarlo. questo sommo poeta. sì che nauseati ne torceremmo lo sguardo. ma le vostre similitudini. L'illusione. e facesse apparire le carni sanguinanti e le os- sa del tronco fracassate. in cui trovasi il lettore. e nella maniera che voi gli avete concatenati insieme presentandogli al lettore. ed il [81] palco fosse co- perto di sangue grumoso e di cervella sparpagliate. ovvero estasi del lettore. se un'artista rappresentasse la morte d'un officiale in battaglia. trascorre nella nostra immagina- zione il tempo necessario all'azione. e così converte ciascuna similitudine in una specie di breve episodio. Certamente: il lettore farà quegli stessi sforzi per togliersi da un'estasi disaggradevole. mostrando una goccia di sangue sovra la sua camiscia intorno al petto. egual[80]mente che da immagini im- probabili ed incongruenti? P. fa d'uopo adunque che una similitudine rassomigli il soggetto soltanto in quella guisa. che fa- rebbe per sottrarsi dall'incubo. per cui piacciono. Librajo. e non poesia. quella pittura farebbe nascere nelle nostre menti idee d'un macello. dopo poche botte e risposte. o dell'idiosincrasia di mente ne' diversi individui. e ne risulta un grado di probabilità. Omero certamente. e li pone in zuffa con gran furore. ella diverrebbe allora una analogia filosofica.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [78] INTERMEDIO II. che custodiscono i frutti delle Esperidi. Egli allora procede a spargere: tratti d'amena poesia sopra questo nuovo oggetto. Al contrario. Ma le [79] similitudini d'Omero hanno un altro carattere. E da ciò si può determinare la linea di confine fra il Tragico e l'Orri- do. In ciò almeno rassomigliano ai mostri delle metamorfosi d'Ovidio. Per esempio. Così se si portassero sul- le scene caratteri aventi i loro membri dislogati da tormentosi strumenti. Non si richiede gran genio per esporre. che la poesia deve rassomigliar la natura: bisogna che ella abbia sublimità bellezza e novità bastante per interes- sare il lettore e che sia espressa in un linguaggio talmente pittoresco da presentare la scena innanzi all'occhio. e della associazione particolare d'idee. e se nel medesimo tempo fosse nel- l'atteggiamento di lui espressa la fortezza dell'animo. che scortica Marsia bello e vivo è un soggetto favorito presso gli antichi artisti. L. Parrebbe adunque non essere necessario che una similitudine abbia a corrispondere con tutta l'accuratezza al soggetto. sarebbe raziocinio. al sentimento della compassione si aggiugne- rebbe anche quello della meraviglia. un solo punto di rassomiglianza sembra per lui essere un pretesto sufficiente per introdurre un cotal genere di digressione. ed allora. la qual linea non pertanto vergerà un poco da questa o da quella banda. a mio giudizio. Poeta. secondo la prevalenza de' costumi dell'età o del paese. che il lettore non abbia ad essere riscosso dall'urto dell'improbabilità o dell'incongruenza. e sortiremmo dal teatro inorriditi. L. se all'artista piacesse di rappresentare la coscia di lui come se fosse squarciata da una palla di cannone. Egli trasporta i suoi valorosi eroi nel campo con molto apparec- chio. No certo. o della sala d'operazione d'un chirurgo. La crudeltà d'Apollo. non può ella essere tolta o disturbata da immagini disag- gradevoli che vengano presentate alla immaginazione di lui. conobbe assai bene l'uso da farsi di un cotal ge- nere d'ornato nella poesia epica. Intanto si suppone che la battaglia continui. come s'ivi fosse penetrata una palla. I mostri del vostro Giardino Botanico non sono meno strani dei tori co' piedi di bronzo.

e sotto questo rapporto può dirsi che ne prendano piacere. allorchè la pittura rappresenta orride scene di crudeltà. le quali ci obbligano a piangere. ag- giunge. se alcune circostanze di dolore occorrano in un modo che urti di troppo la nostra sensibilità. L. dove egli descrive un naufragio. fuorchè da un maestro di accurato di- scernimento e di gusto ben coltivato. nel suo bel poema sovra i piaceri dell'Immaginazione. quasi ad ogni momento. furono eglino nelle loro opere intera- mente esenti dall'Orrido? e voi pure nel vostro terzo Canto? P. e volontariamente ci sforziamo di toglierci dall'illusione. essendochè gl'intervalli sono profondi. noi siamo contenti. una delle nostre sensazioni più dispiacevoli. male inclinati ad abbandonare il piacere. e quindi. possiamo volontariamente farci animo e riflettere che la scena non è reale. Un ingegnoso scrittore. l'esistenza degli oggetti innanzi a noi rappresentati. o sostenente l'uomo. e dice. che non è facile a spiegarsi. Non è stato ciò spiegato da Lucrezio. che non sia vero. che criticò questo dialogo. ma. L. subitamente ci lasciamo ricadere nella il- lusione. alla rappresentazione d'una bella tragedia. nella Pena accom- pagnata dal Disgusto. Perciò. che a lei si consacra. la più aggradevole di tutte le nostre passioni: e l'Orrido. oltre di ciò. ma non già dalla pena de' sofferenti. che ci vengono offerti dinanzi. Omero e Shakespeare. e così alternativamente crediamo e non crediamo. è certamente. dato che sia stata scritta da Shakespeare (lo che per intrinseca evidenza parmi assai improbabile) sonovi molte circostanze orride e disgustose. nel medesimo tempo. a questo riguardo. perchè la nostra mente viene alleviata dalla giustizia di qualche segnalato gastigo. onde fummo compresi dall'apparente spettacolo di dolore. la quale dicesi esse- re associata all'Amore. sotto questo rapporto. E nella tragedia di Tito Andronico. La descrizione degli sbranati cadaveri [84] de' compagni d'Ulisse. Per qual definizione distinguereste voi l'Orrido dal Tragico? P. ma quelle tenere gradazioni d'azione muscolare. Noi siamo. e noi continuiamo a contemplare gli oggetti di questa interessante illusione con un diletto. i muscoli in azione convulsiva. che [82] ne potrebbero fare.Gli amori delle piante Erasmo Darwin scarpello. il quale ascrive ciò al nostro ritrovamento d'oggetti pel dovuto esercizio delle nostre passioni(a)! P. Ma. come è quello della virtù trionfante sopra ogni ostacolo ed oppressione. in luo- go che l'amaro calice della vera tragedia è mescolato d'alquante dolci stille di consolazione. con quelle che proviamo alle sceniche rappresentazioni tragiche. riprovevole come fu bene osservato da Scaligero. Gli spettatori d'un naufragio possono essere attratti dalla novità e dignità dell'oggetto. deriva dal piacere che noi abbiamo di contemplare generalmente nel medesimo tempo uno de' più nobili oggetti della natura. Io suppongo che il Tragico consista nella Pena accompagnata dalla Pietà. viene scemata. che è associato all'Odio. non solo la pena. che pende sul reo. e. Il seguente Canto è sottomesso alla schiettezza del critico lettore. noi procuriamo di diffidare della loro esi- stenza. I due sovrani del regno poetico. oltre ogni sof[83]ferenza: o veramente. nella grotta di Polifemo. alla cui opinione mi arrenderò in silenzio. L. dove ciò non occorre. Non bisogna confondere le nostre sensazioni al contemplar che facciamo de' mali reali. simile a quello che frequente- mente abbiamo provato nel destarci da un sogno penoso. sono difficili a concepirsi e ad eseguirsi. che costituiscono i graziosi atteg- giamenti del corpo. 49 . ma ci si apre una nuova fonte di piacere. noi non troviamo solamente diletto nella dignità novità e bel- lezza degli oggetti. che gli spettatori ritraggono piacere dal trovarsi in sicuro sulla spiaggia? come pure da Akenside. che una gran sorgente del piacere che si trae dalla pena scenica. che riceviamo dalle altre inte- ressanti circostanze del dramma. e le linee forte- mente marcate.

nè meno sfrontato mostrossi ne' presenti Intermedj: l'ultimo fra gli altri è stralciato per più della metà. giacchè le cose da lui taciute o corrotte erano appunto le più interessanti. ed in questo caso non avrebbe fatto che offrire un sag- gio di malignità imperdonabile. p. uno fortissimo. e perciò gli ha tacciuti o corrotti. Primamente dal bisogno. — Il Trad. ed ecco oltre tanti altri bisogni. onde poterle esercita- re. egli non avrebbe per certo quì soppressa l'opinio- ne d'Akenside. non [86] è poi. e talvolta per fino erano necessarie. che hanno gli uomini d'esercitar le loro passioni.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [85] Nota all'Intermedio II (a) Il Traduttore francese è solito a mutilare o contraffare l'originale tanto riguardo al poema. Ma quai motivi hanno indotto co- desto traduttore a contenersi in tal modo nel suo lavoro? Io non so supporne che due: o ch'egli ha creduti frivoli tanti tratti dell'autore. 50 . che lo stato naturale dell'uomo doveva essere il sociale. per cui risulta. siccome soddisfare un bisogno importa piacere. mentre sono interamente dell'autore. In secondo luogo appare. monta in ira. ch'eglino non potevano a meno di non unirsi fin da' primi tempi in società. molte delle quali egli ha l'impudenza di spacciare per sue. ed allora egli non avrebbe fat- to che testificare la propria ignoranza. unica meta cui irresistibilmente tende la natura uma- na. onde presentare un'opera spogliata di pregi. che sì grandi lodi gli ha compartite. che allorquando un uomo si lascia trasportare da una passione. ed i bisogni voglion essere soddisfatti. e. come alle note. O veramente egli n'ha soppressi i tratti migliori a bello studio. da chiamarsi sì bruscamente colpevole: giacchè. e disonorare così tanto l'autore quanto la nazione. ne deri- va. Se così non fosse. quì è di netto ommessa l'opinione d'Akenside ec. così in questa o simile circostanza egli non fa che procac- ciarsi uno de' principali elementi della felicità. come quella che apre alla mente un vasto campo di considerazioni. Le due principali sono le seguenti. come vorrebbe una certa gerarchia di pretesi zelato- ri.

nell'atto che opera sul nostro animo. L. chè mancanza è certo per me. che orrendamente battuto dall'onde. o come o- pinione d'altri filosofi. a mio parere. III. ma se la mente arriva a fare qualche azio[89]ne. Il terrore. T. e diversi fors'anco sono gli effetti prodotti nell'un caso e nell'altro. giacchè in quel subito istante non solo l'uomo non può rivolgere la mente in se stesso. quindi passeremo ad osservare la moltitudine che vi accorre: imperocchè parmi già fin d'adesso di travede- re una cotale specie di sentimenti diversi. è dire una cosa. che suppo- niamo prima un uomo solingo che improvvisamente s'abbatte a vedere il suddetto spettacolo. e soprattutto assai opportuna è la differenza. 3. sta per naufragare. un uomo osservando dalla spiaggia una burrasca di mare. VII. e T. Sez. Ma per esaminare accuratamente una tal quistione è necessario. perchè è cosa soave il contemplare que' mali che tu non soffri. tutto ad un tratto s'accorge d'un vascello. §. 51 . passato questo primo periodo di terrore (sentimento che importa massima pena). il che addiviene. [90] L. IL TRADUTTORE ED UN SUO LETTORE. I. Vorreste voi supplire a codesta mancanza. e fare un rapporto tra se ed i naufraganti. il terrore è le fonte del sublime: il sublime a chi non riesce aggradevolissimo? Dunque la vista di un naufra- gio. A me pare che nulla si possa obbiettare a quanto egli riporta come opinion sua. Cosa pensate voi di ciò che Darwin dice intorno alla celebre quistione nata da' versi di Lucre- zio: Suave mari magno etc. chiude l'adito ad ogni altro sentimento. per quel sentimento irrefrenabile di simpatia che l'uomo ha pel suo simile: e se così è. ma non anco. non può essere riconosciuto se non che dopo cessata o grandemente diminuita l'azione del terrore medesimo. — Indagheremo primieramente se l'opinione di Lucrezio sia fondata sulla verità: egli dice che è cosa soave il mirare dal lido un naufragio. Mi proverò. XXII. [88] L. II Sez. può cominciare a nascere nell'animo del riguardante il sentimento della speranza che alcuno possa salvarsi. Perdonatemi. che in questi due casi può provare lo spettatore. forse ha una sorgente diversa. che si sarebbe potuto dar maggiore estensione ad un argomento sì spesso e da tanti trattato. Giusta l'opinione di quello stesso Burke da voi citato. §. e quindi intorno alla Tragedia? Trad. XVI. Lett. come a me pare diffatti. T. Or dunque. si è quella di trasportare l'uomo nella situazione e condizione de' sofferenti. Penso però. deve recar piacere. sviluppato abbastanza. Qual è il primo primo senti- mento che nascerà in quest'uomo? — Il terrore. mentre il piacere o il dolore. Così penso anch'io. che in grado eminente è sublime appunto perchè produce molto terrore. trovando io ancora la quistione assai intricata? T. ch'egli vuole si faccia tra uno spettacolo reale ed uno simulato. e un tale sentimento se non arriva in questo terribile caso a pro- durre piacere. Non è possibile ch'egli provi altro sentimento: il di- re che a lui deve recar piacere il trovarsi fuor di pericolo. e toglie la facoltà di ragionare: di modo che il carattere di sublimità negli oggetti. anzichè provare piacere di sorta veruna. certamente contribuisce a diminuire il terrore e la conseguente pena allora: quell'uo- 6 Affine di convalidare vieppiù la mia opinione invito il lettore a confrontare quanto dice Darwin nella Zoonomia T. e 4. Avete ragione.. a cui non è possibile che colui rifletta. al dire di Burke. supposto pure che abbia luogo in essi unicamente allorchè vagliono ad incutere terrore. Tornando adunque al nostro proposito.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [87] DIALOGO ADDIZIONALE DEL TRADUTTORE ALL'INTERMEDIO II intorno alla quistione nata da' versi di Lucrezio: Suave mari magno etc. ed intorno alla Tragedia. che nascer deggiono nell'uno e nell'altro caso.. se v'interrompo. Pregovi di continuare il vostro ragionamento. deve quel tale provare a un dipresso le pene di coloro che trovansi in effettivo pericolo6.

che p. se non m'inganno. La moltitudine accorre dopo essere stata. e per ciò stesso da nessun terrore è per lo più compreso quegli che volontariamente s'affaccia. e siccome il soddisfare ad un bisogno importa piacere. Giacchè se il trovarci noi salvi e il vedere il nostro simile in pene fosse una circostanza producente piacere in grazia del confronto che noi facciamo tra noi ed il sofferente.. e mentre pensa se vi è mezzo onde soccorrere i pericolanti. ed allora certo egli comincia a provare una sorta di piacere. e partecipare involontariamente de' loro martiri. il quale veda p. ch'egli ne tragge. che alla vista di sì orridi spettacoli si mostra ancor meno coraggio di chi n'è l'og- getto. Un uomo po[92]trà godere alla vista d'un suo simile in pene. quia cernere soave est. che corre a vedere un naufragio in conseguenza d'esserne stato avvertito. L. ad oggetti che previamente sa essere terribili. gioireste nel mirare un uomo fra- cassato sotto le ruote d'un cocchio ec. che il piacere onde può essere affetto il riguardante. siccome abbiam detto essere la curiosità un bisogno. quanto meno previsti sono gli oggetti che lo producono. e quali sono i sentimenti ch'essa prova. Il trovarci noi salvi ed il vedere il nostro simile in pene. Dunque se è vero. o bene o male instrutta di ciò che altrove succede: dunque ella accorre colla mente. venendo la di lui mente occupata perciò d'altri oggetti. in cui vediamo esser giunto il riguardante. Imperocchè la moltitudine. per cui la moltitudine accorre a vedere tali spettacoli di miseria. dal grido sparso. che soffoca gli altri. se non glielo avesse conteso una circostanza qualunque. pure già preoccupata dell'idea di ciò che si aspetta di vedere: dunque questa moltitudine si pre- senta allo spettacolo di terrore allorchè non è più in istato d'esserne colpita. che passato il primo involontario sentimento di terrore. di pena. così la molti- tudine in simili circostanze deve per primo sentimento provar quello del piacere. E per ritornare all'obbiezione che voi mi faceste intorno all'effetto della sublimità dello spettacolo. non è contaminato dall'egoismo supposto da Lucrezio. ma tuttavia questo piacere non avrà luogo. s'apre il varco alla curiosità: il riguardante la soddisfa. la serie de' sentimenti che provar debbe ognuno il quale s'ab- batta a vedere l'improvviso spettacolo d'un naufragio. di poter pascere la sua curiosità. in cui si sarebbe trovato ei pure. ripete una sorgente ben diversa da quella addotta da Lucrezio. lo che viene cotidianamente contraddetto dal fatto. ec. può in lui destarsi l'idea del sublime. su cui egli sarebbe salito. il qua- le ci attesta anzi. in seguito però a penoso intervallo. e si cade per fino in isvenimento. allorchè egli abbia inimicizia contro di lui. se il destino non lo favoriva. ed il piacere poi. dice che ciò dipende: quibus ipse malis careas. su di che passerò tosto a parlare. che sol- tanto a questo punto. o d'altra disgrazia. che non cessa d'essere veramente tale benchè mi- sto a gran dose di sentimenti disaggradevoli: imperocchè la parola soddisfazione implica. lo che può ve[94]rificarsi p. proverà piacere in pensando d'avere schivata una disgrazia. piacere. e godo d'aver rilevato. questo bisogno che hanno gli uomini d'acquistar cognizione di ciò ch'è loro ignoto. sotto questo aspet[91]to. Anch'io convengo nella vostra opinione. senza re- plica. e. che lo attendeva. che un uomo alla vista d'uno spettacolo di disgrazia può risentire una sorta di piacere. giacché il terrore è tanto più forte. che Lucre- zio abbia torto quando. ed egli trarne. è l'unico mo- vente.Gli amori delle piante Erasmo Darwin mo si dà ad aggirarsi pel lido. voi vi rechereste ad uno spedale pieno di miseri infermi ogni qual volta vorreste rallegrare il vostro cuore. l'idea di piacere positivo. che tirannicamente la dominava. Dunque la 52 . ne' soldati alla battaglia. che accorre all'annunzio d'una disgrazia. ma in questo caso ha luogo il sentimento della vendetta. ne verrebbe. vi faccio osservare. non è più nello stato in cui vidimo il solingo riguardante d'un impensato naufragio. supponendo in cotal circostanza un dolce piacere nel riguardante. e. e non disonorante il cuore umano. è una circostanza piuttosto. naufragare un vascello. e. per lasciar di nuovo subentrare quello di pena causato appunto dal mirare in altrui lo stato. Così pure un uomo. Ma prima di questo momento l'idea del sublime non poteva entrare nella di lui mente preoccupata dal terrore. in conferma di quanto vi rispondeva. ciò non avviene che in seguito a previo periodo. [93] T. fuorichè egli siasi inteso di parlare di una persona. e parmi quindi. il terrore e la pena vanno sempre più scemando: fi- nalmente dopo questi primi moti. Così credo d'aver dimostrato: ora passiamo ad esaminare ciò che spinge la moltitudine ad accorrere a vedere uno spettacolo di miseria. Ora. Questa mi pare. benchè in confu- so. più o men lungo. che ci lascia dimenticare di noi stessi per pensare alla situazione degli in- felici. — La Curiosi- tà. e con animo preparato.

che accorre ad una spettacolo di miseria. questi sono i sensi. ed avete det- to esser ella un bisogno. ma a dirittura trovasi nella circo- stanza. Vi possono essere altre sorgenti. le quali deggiono da lei allontanare quello di susseguente terrore. onde mostrare. co- munque però. sbadigliar tutta la brigata. Così pure i vecchj. e mormorando non intese pa- role fra denti. che il più delle volte questo sentimento non è nobile e puro. e la speranza di soccorrere altrui è uno de' sentimenti che più rallegrano il cuore umano. non può che appartenere a quella specie d'imitazione non accompagnata da sensazione. ma che non possono a meno di non venerare nel fondo del loro animo: tanto è il potere e la nobiltà di queste qualità del cuore umano. di- straggano la mente dall'oggetto. benchè io sia d'avviso. ma fondato sull'interesse. bisogno tale che pare istintivo. solo può dirsi misto a qualche piccolissima pena. come credo che avrete inten- zione di fare. lo che importa infine piacere. per cui non passa la moltitudine accorrente. qualità di cui gloriansi tutti. che dissi della moltitudine. qualunque ei sia? Inoltre gli accorrenti parlando e schiamazzando gli uni cogli altri. Ciò. giacchè o il dolore è reale (il che non credo aver luogo. che hanno gli uomini d'acquistar cognizione di ciò. per cui accorsero. che fu da noi ammessa. come allorchè si vede. non vi rincresca di spiegarmi una cosa. In secondo luogo. col pianto e co' gridi esse si liberebbero da sensazione disaggradevole. mentre in simili circostanze avendo io a donne. Or questo 53 . concerne egualmente an- che una o poche persone. ed anche prima. per le cose fin qui dette. messa in azione in grazia delle impressioni degli oggetti esterni: dunque essendo questi sensi fino da un'epoca così re- mota stati messi in azione. quanto più sono le persone accorrenti. che l'uomo isolato ed inavvertito alla vista d'uno spettacolo di sventura passa per una serie di sentimenti. strascinansi in mezzo alla calca. Voi avete parlato della curiosità. che quello dell'in- te[95]resse. sonvi ancora altre circostanze. e come sapreste voi spiegarlo? T. ed allora in questo caso di mera supposizione. tanto più facile è. ond'ella è affetta. elleno provano un'altra specie di piacere qual è quello di far crede- re che hanno sortito dalla natura un cuore sensibile e pietoso. dunque egli è o imitativo. i quali vi hanno rinunciato [96] per darsi in preda all'atrocità de' delitti. — L'uomo è fornito di stromenti. non può esser reale. in cui vidimo quello pure cominciare a trarre piacere. onde soccorrere i pericolanti. Ma questo dolore. non mi seppero rispondere nulla). non eccet- tuati persino coloro. Prima di passare all'esame delle rappresentazioni tragiche. non passa già per quella serie di sentimenti. che allargando le braccia. [97] L. che abbiam veduto provare il riguardante isolato ed inavvertito. allo sbadigliar d'una sola persona. Le donne. è d'uopo che vi si sieno per tal modo abituati da far ben tosto diventare lo stato loro attivo un bisogno (conseguenza dell'abitudine). In tutti gli animali parte de' sensi fu subito dopo la nascita. im- perocchè. che grandemente contribuiscono a dimi- nuire il terrore ed a far crescere il piacere. e non sentono che il piacere di esercitare la loro lingua. Ma donde risulta questo bisogno. piacere sì prediletto dal volgo. ch'è loro ignoto. ritraggono anch'essi grandissimo piacere. far la distinzione. che gridano o piangono. e che per conseguenza debbesi. Primieramente la circostanza di trovarsi radunate insieme molte persone è una delle più potenti per scemare ed anche sbandire il terrore. od ostentato: se è imitativo. trovano molto piacere in questa espressione del loro dolore. che il piacere. a differenza dell'uomo isolato ed inavvertito. da cui trae piacere in simili casi la folla. sul bel principio il sentimento del piacere. il qual piacere è nel linguaggio ordinario conosciuto sotto il nome di sfogo di passione. la moltitudine accorrente ad uno spettacolo di miseria. giacchè compagna della pena viene in simili casi la pietà. Non posso altrimenti spiegarvi la mia opinione. chiesto la causa del loro dolore. ed allora il loro cuore è in istato d'indifferenza: se è poi ostentato. per mezzo de' quali soltanto acquista la cognizione delle cose. il cui esercizio produce piacere dolcissimo. prova. Ma trat- tandosi della moltitudine. che si trovino mezzi.Gli amori delle piante Erasmo Darwin moltitudine. ma per me basta d'aver accennate le principali. cioè nel momento in cui egli si lascia portare a soddisfare la propria curiosità. che sembravano disperate. come abbiam visto. pìamente lusingandosi che in vista delle loro preci abbia a venir posto riparo a' danni minacciati. le quali avvertite accorrano a vedere uno spettacolo di disgrazia. il quale all'incontro agisce tanto più fortemente sull'uomo quanto più egli trovasi isolato. qual sentimento più aggradevole per tutto l'uman genere. che prendendo la cosa da lontano. la qual pure infine si risolve in piacere an- ch'essa. e tante sono le cir- costanze. agitando la presente questione.

che ancor ignorano i fanciulli ed il volgo. giacchè questi sono gli elementi della tragedia. Di maniera che la rappresentazione d'un fatto tragico deve per questa ragione cagionar minor dolore di quello che cagionar possa la lettura d'una storia o d'un poema. nell'ordinario linguaggio. che il poeta fosse nell'arte sua sì abile da porre tanto interesse nella sua tragedia da far cadere lo spettatore in una profonda illusione. basta egli solo il più delle volte per toglier quasi in- teramente questo effetto. e supplisce coll'im- maginazione al bisogno di soddisfare la curiosità che gli potrebbe p. e vogliano veder tutto. [101] T. impieghiamo per acquistarne la cognizione. che desideriamo di soddisfarli. che gli uomini si sono proposti di conseguire con tali spettacoli. presente nel suo ingegno di poter trovare qualche cosa di nuovo in quel fiore. Ma l'erudito. perocchè. Non potrebbe però avvenire. L. quelli cioè che più ci pajono appropriati. per via di raziocinio. che la curiosità d'oggetti comuni è propria del volgo o de' fan[99]ciulli. che. — E qui primieramente io dimando: può mai una si- tuazione veramente tragica produr dolore? A me pare di no. di cui appena intuitamente ha sospettato. finalmente che un essere quanto meno sente la curiosità tanto più indica d'avere ottusità di sensi. Eppure ognuno sa per pro- va. cioè bisogno de' sensi d'acquistar cognizione delle cose. tuttavia quell'esser noi prevenuti. e po- ter così soddisfare la previa curiosità d'una cosa. Non vi rincrescerebbe adesso di ritornare al soggetto? T. è finto. molti de' nostri [98] appetiti possono ridursi alla curiosità. La stessa ragione è quella. in cui [100] impensatamente si descrivano vicende terribili. anche durante il sonno. che possono recar dolore. che produce sull'animo degli uomini uno spettacolo di mise- ria reale. d'un esercito che passa la rivista ec. che noi siamo sempre apparecchiati ad ogni sforzo per liberarci dalle sensazioni disaggradevoli. Ma la curiosità dell'uomo erudito diversifica in quanto che egli ha già ac- quistata la cognizione di quelle cose. e giusta le diverse qualità di cose. che in questo caso potrebbe lo spettatore tutto ad un tratto provar benissimo dolore. Ognuno. in secondo luogo perchè è proprio degli oggetti. volentieri passerò ad esaminare quali sieno quelli prodotti dallo spettacolo di miserie finte. che l'erudito è mos- so a curiosità da cose. e. ad 54 . e sa che deve vedere oggetti tristi e miserandi. siccome il primo anello della catena degli effetti successivi che produr deve la tragedia. che spinge il volgo ad accorrere ad ogni romore. tutto si pongano in bocca. La mancanza di cognizione del maggior numero di cose fa che i fanciulli tocchino tutto. a cui il volgo punto non baderebbe. 7 È tanto vero. diversi sensi. Da ciò appare. anche in realtà. e che è più che mai necessario. E benchè uno dei fini della rappre- sentazione scenica sia di riavvicinare a noi persone vissute molti secoli passati. viene in noi quasi onnina- mente distrutto il sentimento del dolore quando ci presentiamo volontariamente innanzi ad oggetti. che siamo spettatori di cose finte. massime rela- tivamente alla prima volta. di per- der tanto più questo loro potere. che accorre alla rappresenta- zione d'una tragedia. che produr potrebbe la tragedia. così quello spettatore sull'istante rifletterebbe che ciò. Ora facil cosa è il dar ragione della curiosità diversa ne' fanciulli e nel volgo. eccitare la notizia d'un in- cendio. che abbia per lui l'aria di novità ec. diminuisce od anche lascia d'eccitare in noi quella forza di simpatia. L. che la lettura di simili storie poco o nessun dolore produce. e ciò io credo dipendere primiera- mente perchè la non conoscenza delle persone. che il volgo trascura. per conseguenza tanto più s'accosta alla stupidità. se innanzi alla nostra immaginazione vengano a passare sogni sì tetri e sinistri da produrre in noi sensazione dolorosa. quanto più sono da noi rimoti. che vede. per cui arriviamo a partecipare tanto del bene che del male de' nostri simili. viene tosto eccitata la potenza di volizione. mentre nello stesso tempo lo vediamo poi compiacersi per esempio della contemplazione d'un fiore.. ma siccome noi siamo sempre apparecchiati ad ogni sforzo per liberarci dalle sensazioni disaggradevoli7. Dopo avere analizzati gli effetti. di maniera che per un dato tempo egli abbia a prendere per reale ciò che è finto? E voi vedete. cioè dalle sceniche rappresentazioni tragiche. od allorchè procuriamo di soddisfarli con un mezzo nuovo. sa che portasi a vedere uno spettacolo finto.. e negli uomini eru- diti. ad arrestarsi estatico innanzi ad ogni oggetto. chiamasi curiosità.Gli amori delle piante Erasmo Darwin bisogno de' sensi ad esser messi in azione è ciò. che previamente sapevamo doverlo eccitare. Sia pure. In questa accettazione. che. e dividano tutto in parti. Or questa prevenzione toglie tutti gli effetti penosi. di cui vi si fa parola. stato in cui è sospeso l'esercizio della volontà.

eccitato dalla tragedia. che il poeta abbia messo tant'arte nella sua tragedia da alienare a poco a poco la mente da codesta sorta d'operazione. E che ciò addivenga è innegabile. che oggetto di liberarci dalla medesima: quindi o ci avviciniamo allo stato di veglia movendoci di luogo. Che se. che il vero dolore è a tutto potere schivato da' nostri sensi. poichè noi sappiamo che. è necessario dico. o ci svegliamo interamente se in sommo grado venga eccitata la suddetta potenza di volizione. anche nello straordinario caso summentovato. mentre. se così è le- cito esprimermi. così avviene sempre. che convien dire esser egli stesso già misto a qualche cosa di piacevole. durante l'estasi. espressione ingenua del piacere che reca l'esercizio della pietà. allorchè l'estasi è prodotta da grande sforzo di vo- lontà. E siccome anche alle sensazioni in sommo grado piacevoli tengono dietro i movimenti volontarj. che avendolo una volta provato. 55 . che noi poniamo alle rappresentazioni sceniche. e nel medesimo tempo si sa. che gli attori dicono o fanno. non può aver luogo durante il suddetto confronto dalla nostra mente instituito: e tolta l'illu- sione. di ciò che si rappresenta. ossia vera estasi. per cui veniamo intera- mente occupati a tener dietro a qualche interessante serie d'idee. sempre presente a se stesso. è sfuggito quanto più puossi: dun- que noi non impiegheremo questo sforzo di volontà per occuparci esclusivamente d'un oggetto qua- lunque. Ma supponiamo. Per costituir l'estasi è necessa[104]rio. il colpo d'acciajo. passione veramen- te nobi[103]lissima fra le passioni sociali: e nessuno ignora quanta soddisfazione rechi l'esercizio delle medesime all'uman cuore. è finto. che quel piacevole dolore. giacchè il dolore. non desideri di riprovarlo altre volte. ma nuove fonti gli si aprirebbero di piacere ancor più squisito di quello. che un oggetto finto ci illude. la ragione però di questo fatto credo. l'istante del possibile dolore è sì breve. giacchè l'esercizio della volizione non è compatibile collo stato di sonno. circostanza necessaria. che ciò. quando lo crediamo reale. è uno de' maggiori ostacoli che si oppongano alla perfetta illusione. il poeta aveva già nel progresso della scena disposto l'animo degli spettatori. anzi questa specie di dolore diversifica talmente dal dolore re- ale. è probabile che consista nella impossibilità di darsi un'illu- sione perfetta e continuata. che quella specie di dolo- re contenga in se qualche cosa di piacevole. con quello che a noi sembra avrebber dovuto dire e fare giusta le cognizioni storiche e que' precetti dell'arte che ne sug- geriscono. in cui eravamo rapiti. Così pure non potrà aver luogo dolore. Del resto. per quanto sappiamo da Darwin (che nella Zoonomia ha sì bene analizzato e definito questo stato). cioè non impiegheremo più tanto sforzo di volontà per occuparci unicamente dello spettacolo. e sì rapido e preponderante è il susseguente piacere. oc- cupando sempre la mente in confrontare ciò. è un fatto. il quale. che i sensi ne perdono al momento l'impressione. essendochè non v'è al- cuno. non solo continuano imperturbati i movimenti volontari. e che appunto si ri- conosce essere nell'atto allorchè sentiamo serpeggiare per le nostre fibre un rapido brividío e ne si bagnano le ciglia.Gli amori delle piante Erasmo Darwin e da questa riflessione (come già avvertì Darwin) non solo ne verrebbe distrutta di repente ogni traccia di dolore. che noi ci destia- mo nel miglior momento de' nostri sogni deliziosi. una impensata situazione della tragedia sarà tale da poter produr sensazione dolorosa in chi la credesse reale. non si [102] lascia trasportare a sì lontano grado d'illusione. perchè venga eccitato positivo dolore: o veramente nella pietà. ces- serà in noi tosto l'estasi. ma ben anco imperturbati continuano i movimenti [105] associati. e da obbligarla ad oc- cuparsi unicamente. per eccitare il qua- le. come apparisce chiara- mente. che prova un altro spettatore. o gettando gridi. o un grande sforzo di volontà. che stia o nella impossibilità di darsi un'illusione veramente perfetta e continuata. se l'estasi è prodotta da una gran sensazione di piacere. — Dunque una rappresentazione tragica non può eccitar dolore effettivo. giacchè allor solo può dirsi. ma anzi rivolgeremo la potenza di volizione a rimem- brarci. anzichè venir cercato volontariamente. che non può aver luogo il sentimento di dolore. dolce sentimento. e con tutta l'intensità. durante l'estasi. per cui veniamo improvvisamente scossi da sogni spaventosi indipendentemente da qualunque causa esterna. Ma io diceva anche poco fa. se non nel caso che questo oggetto ci rechi piacere. lo che. Ecco la ragione. in maniera da produrre la più grande illusione. Infatti l'attenzione. che vediamo. ognun conviene. Ora. non può in questo caso aver luogo il dolore. che si suppone eccitar la tragedia. Dunque se ad una tragica rappresentazione tu cadessi in uno stato tale d'estasi da non poterne essere riscosso. che abbia luogo una gran sensazione di piacere. e. e credessi reale p. come quello che dalla realtà positiva od immaginaria è sempre prodotto. non re- stando più affetti che piacevolmente.

ve ne ha moltissime. ed è emozione di piacere. Non so. che la presenza di sen- sazione dolorosa non è compatibile coll'estasi. ed io accennerò quelle che mi pajono le principali. o di farlo almen cre- dere. Dopo ciò che dice Darwin allorchè definisce cos'è tragico. della giustizia che sta per punire lo scellerato ec. che lo stesso allontanamento del dolore produce piacere. il quale non consistendo in altro che nella pena accompagnata dal disgu[108]sto. che quanto voi dite non vada d'accordo colla definizione. bisogna che cessi l'estasi. che è necessario per l'uman cuore l'esercizio delle sue passioni. che l'Orrido. che il tragico consiste nella pena accompa- gnata dalla pietà. sieno d'ordinario inferiori alla voluttà pura. Vi sono taluni.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Merope sta per vibrare sul proprio figlio. che tutte contribuisco- 8 T. e cessata l'estasi. Eppure vado d'accordo seco lui interamente. dopo che abbiamo veduto doversi escludere la presenza del dolore. per servirmi del linguaggio di Mendelssohn. Dunque voi vorreste concludere. sentimento tale. o per non aver prestato abbastanza di attenzione alla rappresentazione. della sof- ferenza dell'uomo alla virtù consacrato. che. secondo l'opinione del suddetto autore. nè può sospettarsi essere altrimenti. che una situazione tragica. come si può risentir dolore per eventi. Ma ciò non avviene giammai. che ha la particolar qualità d'imprimersi più profondamente nell'anima e di conservarvisi assai più lun- gamente di quel che faccia la voluttà pura. ma. ed accorgendosi pure che que' vicini furono commossi da qualche passo. [106] non può più dirsi ch'egli trovisi nello stato d'indifferenza. T. che è quanto dire. e così procuransi un'altra specie di piacere. e ad ogni altro dilicato sentimento. siccome quello che produce sull'animo effetti opposti a quelli del Tragico. ed ha mostrato. T. mentre apertamente egli dice. egli trovasi in uno stato di forte emozione. Una gran parte di piacere deriva dall'attuale esercizio della pietà. tu eseguiresti que' movimenti. quantunque i sentimenti misti. Sembrami. di modo che. L. che sappiamo essere simulati? L. il quale di- ce. che hanno tutti gli [107] uomini. dopo ciò infine. se reale fosse ciò che tu vedi. Burke ha confutata questa opinione. che non comprenda quanto piacere trar non si debba dall'esercizio di questo no- bile sentimento. Così opino. non può assolutamente che cagionar dispiacere. essendo l'estasi uno stato piacevole della mente. non vi può essere più nessuno. che subito dopo il piacere causato dall'attual esercizio della pietà. che per la legge d'associa- zione. che si trae dal contemplare uno de' più nobili oggetti della natura. quanto vuolsi artifiziosamente condotta. dico. e voi non ammettete punto l'intervento della pena. e che per conseguenza il ritrovar oggetti atti a questo necessario esercizio importa piacere. correresti ad impedire il colpo ec. dopo aver imparato da Akenside. siccome fu già accennato nell'intermedio di Darwin. essendo un sentimento composto di- saggradevole. Ma nelle sceniche rappresentazioni tragiche. d'avere e di far sapere che hanno. cui abbiam vedu- to essere sempre piacevoli. Comunque sia. debbesi rammentare quello. tuttavia la loro maggiore penetrazione e durata li rende soavissimi all'uman cuore. che derivano dalla tragedia. da te sarebbonsi eseguiti. devesi intendere un sentimento misto. devesi riguardare come il massimo difetto da schivarsi da un abile artista. Ma altre molte circostanze vi sono. com'è quello della virtù trionfante. anzichè essere confondibile col Tragico. se in questo luogo si potrebbe rammentare l'opinione di Loke. che Dar- win esibisce del tragico. quando l'animo dello spettatore è colpito da qualche inte- ressante situazione. Ritornando ora a far parola delle varie sorgenti di piacere. Lezione 8 verso la metà. getteresti cioè un grido. Un momento. Imperocchè per pena accompagnata dalla pietà non debbonsi intendere due sentimenti separati. un cuore aperto all'altrui commiserazione. o per essere naturalmente. dalla pietà. La cagione poi di questo piacere non è una sola. 56 . che egli ha distinto il tra- gico (da cui io non veggo scaturire che piacere) dall'orrido. parmi di poterlo dimostrare col farvi riflettere. Dal che risulta. cioè ripeto. III. ed anzi produce piacere. E che tale fosse l'opinione di Darwin. qual è quella di soddisfare l'orgoglio. non può produr dolore. che l'allontanamento del dolore produce stato d'indifferenza. sensibili od altro. ed in alcuna circostanza alla voluttà pura preferibili. dunque bisogna inferire. che dietro le più sane opinioni de' filosofi dice Blair nelle sue lezioni8. riguardo al diletto. e perchè la mente cessi d'essere piacevolmente affetta. simulano anch'essi d'esserne stati commossi parimenti. meno de' vicini.

(di cui ho dimenticato il titolo)9 che un principe rapitore d'una principessa fuggiva colla sua preda entro una slitta giù per una montagna. si servisse di mezzi deboli ed incerti. (come può benissimo darsi il caso) furono affetti da quella stessa passione. che il caso da se solo non può produrre effetto tragico. la maestosa presenza degli attori ec. Quanto non gode. che è quello di render l'uomo virtuoso.Gli amori delle piante Erasmo Darwin no a produr piacere. lo spettatore pensando al grado di abilità. T. sono tutte circostanze accessorie. e qualunque uomo di ca- rattere irritabile non può da questo cieco [112] torsi vendetta. nel momento che stava per passarlo. non farebbe che scostarsi dal proprio scopo. e stimandola una disgrazia effettiva. onde abbiam veduto affetto il solin- go spettatore d'un impensato naufragio. che trovino scusa presso gli altri uomini. ed ambedue precipitavano nel torrente. gli svenimenti in al- cune donne. ancorchè possano esse talvolta in via accessoria contri- buire ad accrescere l'effetto della tragedia. ed in alcuni all'espressione del dolore sarà susseguito il riso. per esempio. In secondo luogo se la tragedia si occupasse a rappresentare di- sgrazie provenienti dal caso. è poi obbligata a farlo in modo da escludere totalmente l'idea del caso. e quando pure ella introduce il gastigo o il premio del cielo. Arrivata la slitta ad un ponte. le mani ai capelli. Le bellezze della poesia. L. che inavvertiti videro quello spettacolo? Perchè essi non pensavano. che prima di giugne[110]re al ponte. Il caso non fa differenza tra il reo e l'innocente. ond'è fatto bersaglio [111] l'uomo virtuoso. per esem- pio. Ma che? Disingannati subito dai loro vicini. il ponte si rompeva sotto questo nuovo peso. che è il massimo grado della pena. Conchiudo adunque da ciò. 9 Questo ballo era intitolato: Il sotterraneo. Io mi ricordo d'avere una volta veduto in un ballo tragico. riguardata unicamente come tale. perchè gli spettatori nella circostanza da voi addotta furono spaventati la prima volta. 57 . oltrachè deve farlo assai parcamente. come all'aspetto di disgrazia reale: e le grida. ec. ossia Caterina di Coluga. È da notarsi. eccitino in noi il sentimento misto della pena e della pietà. che siamo spettatori di finzioni. o gli attori sieno nostri amici. rimarcando che il piacere tratto dalle riflessioni suddette si aumenta ancor più. è necessario che siffatte disgrazie non sieno mai rappresentate come provenienti dal caso. giacchè in primo luogo le disgrazie provenienti dal caso. Sarò convinto di quanto voi dite allorchè m'avrete sciolta l'obbiezione che sono per farvi. ed allontanare il dolore. dietro la quale si fermava la slitta con- tenente i due ballerini. quando può usarne di potentissimi e sicuri. anche in realtà. trovavasi una capannuccia. composizione di Lorenzo Panzieri eseguita nell'Autunno del 1802. così alla caduta della slitta venivano essi spaventati. nondimeno sarà sempre vero. fino al grado dell'entusiasmo. la sofferenza dell'innocente oppresso da' malvagi ec. che cospirano tutte al grande oggetto di produr piacere. fanno sempre un'impres- sione inferiore a quella. che farebbero disgrazie provenienti da cagioni umane: e perciò riprovevole sarebbe quel poeta. e trovando che il sogno non è vero. che quella caduta fosse un accidente collegato coll'azione rappresentata. Sapete voi. Dunque nelle operazioni del caso non v'è intervento di umane passioni: dunque. che. od anche l'uomo reo di colpe tali però.. siccome quelle che ci ricordano incessantemente. offrendogli innanzi lo specchio de' terribili effetti delle umane passioni portate ol- tre i loro confini. la mente del poeta? E che da queste riflessioni lo spettatore tragga sommo [109] piacere lo si prova facilmente. per ottenere un fine tragico. — Ma un'altra cosa vorrei che rifletteste. e che perciò lo renda- no non indegno della loro commiserazione. ed in suo luogo ne veniva spinta innanzi una contenente due fantocci: ma siccome questo cangiamento non era avvertito dagli spettatori. e amici sinceramente intimi. che vi possono essere sceniche rappresentazioni atte a produrre vero terrore. a cui ha potuto giugnere un uomo nella imitazione della natura umana rispetto al linguaggio delle passio- ni. la magnificenza e convenevolezza dello sceneggiamento e del vestiario. fecero abbastanza fede del terribile effetto di quella caduta. e ciò si ottiene dalla tra- gedia facendo sempre agire gli uomini e le loro passioni. allor che il poeta. che si prova destandosi da un sogno terribile. sotto cui scorreva un torrente. Affinchè nella tragedia le disgrazie. essi avranno tosto provato quel piacere. vero ed unico linguaggio della legittima tragedia? Quanto non gode nel vedere dagli attori scru- polosamente eseguita. per tutto quanto loro spetta.

° Che una tragedia. ma non produrrà pure verun altro sentimento. che la caduta della slitta avrà spaventato allorchè lo spettatore inavvertito l'avrà presa per un caso reale: ma. che voglia a prezzo procacciarsi un sentimento di dolore. Le quali cose così essendo. avrà provato invece soltanto un sentimento di compiacenza ponendo mente alla mae- stria del macchinista. giacchè non è facile trovar molte altre persone. che l'evento corrisponda [113] all'intenzione dell'inventore: che se poi l'evento non corrisponde. si dovesse appunto biasimar ciò. imperocchè egli è facile il convincersi. Dalle cose fin quì dette parmi evidentemente risultare 1. bene condotta a rigor di termine in tutte le sue parti. la terza non si sarà curato pure di farvi attenzione. Io concedo. e non per ispaventarsi. sarà un accidente inutilmente introdotto. che si va al teatro per di- vertirsi. solo avrei desiderato. in ascoltarvi. che nel Ballo da voi menzionato. giacchè nella tragedia. In questo momento convengo nelle vostre opinioni. 58 . sia espressa in versi od in pantomima. Viva la sincerità. fuorchè quello del compatimento allo scarso ingegno di chi concepì un sì povero pensiero. che l'obbiezione da voi fattami nulla toglie al mio assunto. E ciò dico sul supposto. parmi. e minori ripetizioni e superfluità. allora è bensì vero che non produrrà spavento. maggior brevità ed ordine. la se- ra vegnente.° Che diversa causa ripetono gli effetti prodotti da uno spettacolo di miseria reale. giacchè la caduta della slitta non può riguardarsi come una circostanza tragica. che ho avuta io. nel vostro discorso.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Da queste riflessioni parmi chiaramente risultare. che ottenne in allora i non ragionati elogi della moltitudine. T. e perciò biasimevole. e non v'è nessuno. tutto devo tendere a muovere gli affet- ti. 2. e quelli prodotti da uno simulato. quan- tunque erroneamente nel linguaggio famigliare si chiami tragico ogni spettacolo che ti faccia ag- gricciare. in quella vece che orrido dovrebbe propriamente esser detto. non può che causar piacere nell'animo dello spettatore. che abbiano la sofferenza. L. che è quanto dire.

ed atterrita Rattien la luna il conscio raggio: acuto Strido dintorno spargono digiune 20 Upupe. e tal mormora carme Che de gli Estinti le quete ossa turba. Al dubbio lume De le pendenti lampade i duo Spirti Errano in volta. innanzi 59 . un bisbiglio. ampio delubro Loro a rincontro si spalanca. e con le mani ai crini. 10 Tre volte intorno la feral CIRCEA Calca il terreno. la possente Verga baciata. Su le pie zolle squassa indi la bruna Cresta. con maligno labbro. e scuote sonito più cupo L'incantata vallèa. e gufi tremebundi. fiochi Sospiri Rispondon susurrando a le tue corde. stendono le branche Filigginose a la gran Lammia: innante 30 Corrono entrambi ove il funesto tasso Di notturna rugiada aridi asperge Polverosi carcami. pallidi in volto. E. urlan l'Erinni Fin da l'abisso. e gli Angeli su in cielo Stillan dal ciglio lagrima segreta. Ma già tu rechi l'aurea cetra al seno. Che a la bieca reina invïan saluti. piagnenti. e girando la terribil verga 15 Alto percote l'eccheggianti tombe. mugghiando. che pel cavo Suol via via si propaga. e rauche In sui cardini stridono le gravi 35 Porte ferrate: immani ombre deformi Su le pareti tremolar tu scerni Qualor traverso i colorati vetri Mandi un raggio la Luna. 40 Un murmure. E fuor n'erompe sovra d'ampj vanni 25 Oscena coppia di Demòn malvagi. [116] Ed alti di lontan lunghi ululati Mandano i cani per lo vasto bujo! — Quinci. Scarni. e strigi. 5 All'erboso tuo seggio errano intorno Gli Affanni ed i Timor. — Smorte a traverso de la torba notte Tralucono le stelle. e. O Diva. E per metà da la guaina tratto All'Ire in pugno folgoreggia il brando. in due s'apre la terra. [117] Con empio ghigno sovra il muto coro Muove la coppia abbominosa. e ad ogni passo Un rombo ascolti di battute penne. sbigottite tremano Le adorate reliquie e i simulacri 45 De' tutelari Divi. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [115] CANTO III.

de l'alte erede Del libero Scechspìr grazie felici. lungi. scende. — Lungi. e popoli tremanti. ond'è ravvolto il capo. E fuor de' lauri. e sovra a l'irto crine La mitra impone. Tal fra tacite nebbie. ansando Alzasi a stento il soffocato petto. abbandonate Di fuor del letto pendono le nivee 95 Braccia e il bel piede. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 50 Tratta del Nume a la grand'ara. Scalpita il piè. e in tale orrida guisa Immascherati. — Da l'aurato seggio Di non sua sapïenza allor tuonando La Vergin schiude involontarj accenti. Ed interrotti i palpiti del core Nuotano nella morte. 60 Non senza offrir con esecranda vece De le lor alme i temerarj affetti. ed ove in preda a grave Sonno pur miri tenera donzella Vaneggiante d'amor. e gli occhi alto levando Con beffarda pietade. ambo a la Croce Prostransi innanti. e ringhiando 85 A lei si corca su le ignude mamme. vedove piagnenti. sospirando. E di vin bestemmiato a gara lorda Il santo nappo. 100 Pallidi amanti arrovesciati in negro 60 . e invocano con turpi Mimici riti gli immortali Numi. sovra pigri stagni E livide paludi il corpulento INCUBO scorre. a la notturna 80 Cavalla in groppa. — (Così di mezzo a tenebroso cielo Dianzi e' fu visto dal poetic'occhio Del mio Fuselio. — Il busto cinti De l'efod sacro e di ghirlande ornati Diece fan cerchio Sacerdoti e diece A l'augusta cortina osti nemiche [118] Mutole in tanto. il sen tumido anela 65 Pieno del Dio che l'agita. 70 E ondeggiano ne l'aere. 90 A l'aereo fantasma il primo diede Coll'ardito pennel forma ed albergo. Balzano gl'irti rabbuffati crini.) — Sul cedente origlier giace supino Il volto rubicondo. che. o Profani! ecco da' sacri Suoi boschi muove forsennata il passo La Pitia LAURA. ne gli occhi Arde il furore. i sacri Gradi n'ascende con immondo piede. Alte querele Di città dome. e clamidi profana 55 E pallj e stole. spumano le labbra. scontorconsi le membra. 75 Gl'immutabili attendono del Fato Alti decreti.

in fra dirupi. ed altri cento L'un da l'altro incalzati orridi Sogni Le conquidon la mente. e. E via scuote le braccia e i piè sospigne. e con orecchio Di cuojo beve i teneri lamenti. in lattee strisce. scoppiando. mentre ad ogni nuovo Giorno a THOR sacro convenièno appresso L'orrido tempio a celebrar le usate Palestre. Ch'ella susurra fra socchiusi labbri. al curvo tetto Ponderosi pilastri fan sostegno. lento Ne la marmorea loro orbita volve 120 Le gorgonee pupille. boccheggiando. Via via ciascun pel suo selcioso letto 125 Ruotansi. invano ir vuole Correr fuggir nuotare inerpicarsi L'egra infelice! Ov'ha dimora il SONNO 115 Non impera il VOLER. qua e là senza norma e l'un su l'altro 140 A guisa d'Iri piegansi vasti archi: Giù scendendo dall'alto. Qui le Najadi. dondolando Il corpo libra affumicato. E. un tremito Scorre e convelle le formose membra. invano Tenta mettere un grido. affrettandosi prècipiti [120] A mescolar l'onde sorelle. muto Deserto senza via. — Ritto s'accoscia. e solcan di lucenti righe L'atro limo. che nel marmoreo fianco Del nubi-cinto Wèttone. ampio a traverso A la sua fuga non previsto scoscio. Che le terse lor onde e i verdeggianti 61 . sul virgineo seno Lo infingardo Demòne. Sottil fascetto d'illusivi raggi Lustra i pendenti greppi e gli scoscesi Burroni e le voragini. Dove Hampso e Manifolde. Alto n'alzâr vulcanici torrenti La cupola massiccia: infrante rupi 135 A rupi imposte formano in sconnessi Enormi massi l'ardue torri e l'ampie Allungate cortine. 110 Chiudono paralitiche palpèbre I tremuli occhi. Un gelo. Tempo già fu. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [119] Sanguinato ferètro. ed indora 145 La spaventosa tenebrìa profonda. torvi sicari 105 Col pugnale a le spalle. Di scimmia in guisa. Gelida notte non stellata. spesso giù da rossi altari 150 Vedean rivi grondar d'innocuo sangue. e. e dove Nel loro argenteo sen pur oggi ascose Le amiche Ninfe inorridendo sguardano 130 Di THOR gigante il sanguinoso albergo.

liete ascoltando La rustica canzon del minatore. 160 Or quelle Ninfe. e in lor trionfo Empie Furie plaudian da ciascun balzo. e ferien lor l'orecchio 155 Miseri lai di moribondi parti In duro vinco imprigionati: in tanto Gli Ecchi d'abisso fuor da nere cave Mettean voci di scherno. su letti [122] Di lava. Chiudono gli occhi al sonno. Infine ove il famoso 185 Ilam trae le bollenti onde a traverso Floridi prati e soprastanti boschi. fuggono indietro Sommergendo i bei corpi. supplici drudi. s'avanzano lunghesso L'allargantesi valle: e quì. E del buon pecorajo. D'eburneo rostro e curvi artigli armata. insin che lor non s'offre La crudel vista. in folleggianti gruppi Torcono il piè da la turrita villa. Ma sì tosto Come giganteggiar di lontan veggono La gran caverna. E de la Dova in sen lanciansi a nuoto. Il repugnante flutto. che strider fea [121] L'aure impaurite. Via per tre mila passi entro ampi fessi Di pirite smaltati erran le ninfe. In mezzo a gonfj circuenti fiotti 190 Risorgono a la luce. e lagrimose gli occhi E palpitanti il cor. e tolte al giorno Nuotan sotterra. Su cui l'azzurro crine erra disciolto. e successivi Più larghi cerchj spingonsi a la proda. 62 . Rasente a' capi loro. in se medesmo 175 Si volge e si profonda. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Letti di canne deturpava. Paghe del terso scaturir de l'acque. ovver su pesci Di diaspro o su d'agata conchiglie Mandan sospiri. e fimbrïate Di perlata rugiada i glauchi manti. E in atto leggiadrette via trascorrono 165 L'increspantesi rìo. acuto Gridar di madri udian. emergono da l'onde Alto sporgendo la nevosa spalla. trepide sull'acque 170 Vansi aggirando. e in freddo obblìo Vive a la terra in sen: nè amica a' vostri Amorosi sospir. 200 Ne l'arena penètra. Le deserte abbandonano tenèbre. O buio calle cercano per mezzo 180 A ritrose miniere. E scuotendo la nitida dovizia De le trecce. — VARINGA così pur d'alto scendendo. e là. succinte 195 Le molli vesti. in antri di corallo stese.

di fior cinte Fumavan l'are. e di ludibrio Carca e d'onte sè vide. E da le braccia furibondo slancia I pargoletti! — Empia così fu vista Infellonir Medea. Sopra ruote di foco. o Ingratitudine.. E sua possa scampò. cui d'Oro arda la sete?”. nè inferno puote Frenar'alma. e da le stigie grotte L'Erinni alto chiamò. E chi. 250 Scalpitò furïando. ahi pure! su le tumid'onde Amorosi gittârsi. osò spergiuro Romperle fede? e chi sprezzarne l'ira E la vendetta? Quei medesmo. ella gridò. indarno Molle gli occhi di pianto. e in mezzo 'l core Sentissi.. il capo scosse Raccapricciato. Come la sventurata in prima volse I cupid'occhi.. Nè terra. e i cari amici Co' cenni de le man le fean richiamo. E indarno. le prime 240 D'amor fiamme obblïate. e i cari figli D'onor nudi e d'imperio errar diserti In un pur vide e d'ogni speme tolti Fra straniere contrade!. con un fremito Cupo d'odio e di rabbia intorno tutta 210 Sbigottisce l'attonita foresta. e popoli plaudenti 230 Al rèduce Signor porgean saluti. Bieco uno sguardo 245 Lanciò al perfido Sire. inorridendo vide Nuovo talamo adorno. 225 Ma la funesta omai Tessala piaggia Da l'alto mare inaspettata accoglie L'eroina matrona. Gloria ed Amore Spingean la prora alternamente. Alto da lungi 220 Fulgea l'aureo tesor. “Ah! nè ciel dunque. dal natìo terreno 215 Fuggì la maga: il buon parente. confitta La più acuta tua spina. avvolto in tetra 63 . Stenti e perigli Sprezzando audace. Con truce occhio fernetico su l'orma [123] BALSAMINA s'affigge. e al ciel s'estolle 205 De le fronde agitando il vago onore. empieano l'aura Trïonfali oricalchi. ed a vezzosa Bambinella guancial fea del suo petto. enfia le smorte Guance.. e al tempio tratta [124] Del suo Giason fra le venali braccia 235 La superba Creusa. vibra le mani. ed ella Blandiva intanto co' soavi labbri Rubicondo fanciullo. ahi lassa! Cui del suo volto la beltà già vinse. infin che di novella Beltà s'orna fiorendo. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Piega l'orecchio. — Fuor de la terra.

e su lui china. Qui. a le festose turbe Lento in faccia s'alzò magico carro. e tre volte con ardenti labbia 265 Premerli. E. sul terren se il passeggier riposa La stanca fronte. e furente Lanciò da l'alto i palpitanti membri. ite a divider seco 270 La gioja nuzïal!” Disse. u' fiere 285 Mugghian tempeste. versa Il rio velen nel tormentato orecchio. o fiammeggiando splende. volge DICTAMNA Tardo e lento il bel piè: lieve in sulfurei Effluvi un'aura a l'accigliata ninfa 295 Intorno scherza. E in sua possanza con le negre mani Stende la Morte lurida gramaglia Sovra mille infelici. e riguardarli. Che fiammeggiando per lo ciel librossi. [125] Degna aspettando orribile vendetta. in convulso cachinno sgangherando La bocca immàne. Onde fêro gli estinti atro rigagno. impallidendo. ignei baleni Rosso-guizzanti fuor da nembi scagliano 275 Piogge di strali. immerse Entro il sangue innocente. Là intorno a le vessate isole. — “Ite. 290 Pe' fronzuti vïali o per le arene Da mal certo crepuscolo ancor tinte. squarciasi la terra. — Se là ti volgi. Ingordi i Dèmoni 280 De la Vendetta bevonsi il rio sangue. al suo muscoso letto Bieca s'aggira MANCINELLA intorno. Nè pria balzovvi la Regina in grembo. Rimbombando sprofonda ampia rovina. e poi che alquanto Con bianchi occhi supini immota stette. — Mugghiano i tuoni. Tre volte in tanto a l'affannato seno Medea fu vista stringersi i diletti Pegni. In mesta dignità. e da fischianti tratto 255 Crudi dimonj. o gelide accarezzano Tropiche aurette l'estuoso lido. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Notte di nubi. e a lui furtiva 300 Fattasi presso. Mesce l'atro suo suco. impazïente vedi Stizzire il pellegrin. — Supplichevole in atto e al suol prostesa 260 La traditrice coppia erge le palme. baciate Il Genitore. cui l'empia Ortica Dardeggia contro le barbute frecce 64 . [126] Sì tosto come su gli ombrati fiori Stende la Sera il trasparente manto E vela i prati nebbïosi e i poggi. Trepido ferro. crollano le torri E i marmorei palagi. l'Erebo gli accoglie.

appar pur'anco L'alta Palmira. e squallide vestigia D'acquidotti e di volte. balza spaurato indietro All'apparir di sozzo Coccodrillo. dolorosa in atto E taciturna piegasi sovresso I pochi avanzi de la gloria antica. e l'Avvoltor digiuno 335 Stride sull'ale tremebunde. E bee tremando: lo scaglioso Mostro Via via d'anello subito in anello Snoda e dardeggia l'ondulante coda. Gli occhi stillanti al ciel converge. — L'odio Di queste crude e lo spavento annebbia 310 Gli sbigottiti boschi: e pur anch'esse. Mugola la Pantèra. bieco 340 Il Leone cammina. e volteggiando rade I lucenti zampilli: il magro Lupo Con mascelle spumanti e ardente lingua Lambe. e spicciano Loro per mezzo chiare linfe. alto squittisce Il Liopardo. e via corre trafelando. miti zefiretti 65 . e intorno a polverose Tombe e colonne vacillanti splende. ode il terribile [128] Serpe fischiar su la sonante riva. a mezzo 'l corso invìa Lunghe traverso a le sue fesse torri Argentee strisce. 345 Ed incurvando la crestata fronte Ei pur sul rìo. Cosi non meno altre crudeli belve [127] Miransi a torme convenir sul margo 315 De' Sirïaci fonti. Che sotto l'onde sbarra la gran bocca. E smorti e freddi sovra gli ermi campi 325 Diffonde i raggi. che a le fresche aurette Carca di morte l'umid'ale. In volta gira la feroce Jena. ampia s'estende Piaggia nel grembo in eminente scena: Ergonsi rupi sovra rupi. Dove con bel riflesso a' verdi fianchi 350 Mirasi intorno vitrei mar sorridere La palmifera Giava. e fra le sparte Membra d'atrj e di templi. Ahi lassa! allor che Cintia. 320 De' venti al soffio. — In tanto ove un ruscello 330 Fuori sgorgando da romite balze Solca la sabbia con fuggevol'onda. eterna 355 Regna la state. attuffa L'arido rostro. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 305 E gli aculei attoscati. Parlano amore a le cognate piante. Di teneri pensier la mente ingombra. — E più da lunge LOBELIA iniqua un soffocante esala Alito lungo. e trepide Le man protende. Ivi da lunge Fra nude arene.

Un dì passò l'irremeabil fine. s'aggruppa In intricato nodo. attorcendosi. e sibila fra i tuoni. Arrampicando. Ove un erboso ammanto Veste i bruni poggetti? ove di fiori Odorata ghirlanda il margo cinge D'irrigua fonte? ed u' velluto muschio. ed alti strugge Monumenti dell'arti. non torreggia un platano 360 Da cui la valle in sul meriggio speri Ombra e frescura. e fiochi Mandano fischi.— Invano! — Un nardo. argentea pinna solca Lo spopolato rìo. o ferir tentan l'aure 400 D'ululi più squillanti. Là fiero in formidabile silenzio Di mezzo giace e l'annebbiata landa Il truculento UPAS. ed or s'appiccano All'Aquila superba alto volante Sovra il deserto. e il guardo spigne Entro le nubi. mille fuor dardeggiano Lingue in rapidi guizzi. se minando il suolo. e vagolando Pel ciel sovra rombanti ale spiumate Vibran gli aculei. Ora tutto. — In cotal guisa Con forti braccia il Tempo a cerco mena 405 L'inesorabil falce. a cento Dar forma e cento vegetanti serpi Su dieci leghe lo squamoso mostro Ora in fulgidi raggi intorno intorno 385 Stende e raggira i divergenti capi. mentr'egli disserra 390 Gli aguzzi denti. 365 O coriaceo lichene intorno copre. Tinte in rio tosco. e feconde Piogge allegrano il suolo. indietro volta. Sotto la sabbia avvelenata. o. infra le piante 380 Idra di morte. unqua gli aerei Mari non fende rivolante piuma. mentre in vano 395 Schierata oste s'azzuffa. intorno spargono D'umani scheltri il biancheggiante suolo. nè mai fu vista Palmata talpa o vermicciuol rostrato 375 D'indi redire. Un cinnamomo ivi non è. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Sovra l'ale vaneggiano. Mirane le barbe. e dispietata preda Fanno d'innocui insetti. i polverosi clivi [129] Di purpureo tappeto? In su le arene Retrograda non vedi orma stampata Che a visitar quell'orrido deserto 370 Novello ospito inviti. or fiedono il Leone [130] Che via lento trapassa. e regni e imperi 66 . Due si giacciono avvinti innesti-dèmoni A le radici di quel crudo. che l' aure D'April profumi. Nè.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin Fin da la base. sì il mio sposo è salvo! 455 Vinta è la pugna!” Disse. Non altrimenti da notturno arciero. in uno alfine Col balzellante suo cerbiatto slanciasi Per entro il bosco. e incontro ascolta Di gioja alto clamor. trafitta il petto Fugge la Cerva. (ahi l'ale Dièlle una furia.. e tondono Di domestiche gioje i dolci germi. Tutta vezzi essa culla in fra le braccia Il suo bambino.. ne sa dove. E calde intorno al sen vampe d'amore 445 Le gìan serpendo. fra mute Ombre appiattata. dal braccio suo cullata. Su la sua gota: irradïando in tanto A lei lambìa luce d'onor la fronte. che di sè cura. [132] Sì che traverso a' vortici del fumo. e scintillar su l'elmo 450 L'auree stelle. e le mistiche d'amore Cifre ravvisa dianzi pur tessute Da le caste sue dita. Cui la selva ascondea. “Avendo più di lui. Audace a fianco si traea per mano Un balbettante fanciullino. o veder pur credea 435 Del prode sposo volteggiar l'insegna. ov'ha suo trono. e l'ale 420 [131] Ponle a' piedi la fuga. Con arditi sguardi 430 Cercava in mezzo a le sanguigne file Il compagno fedel de la sua vita. ivi. e più e pìù s'appressa. 410 La bella ORCHIDE è questa: al par dell'alba Rubiconda e splendente incanta gli occhi. Che le dirige il guardo. ondeggiar vede La nota cresta. 425 Pende sul dolce parto. a l'aure Vedea da lunge. e per lui solo Piagne la vita che mancar si sente. apron passando in tanto Le forci l'Ore giovinette. ed ecco in questa Fischia per l'aure crudel palla. e di sanguigne stille Spruzza il conscio terreno. Sua più cara metà. e vaga 440 Pargoletta fra l'orrido frastuono Queta dormìa. al caro dì si toglie. Sì pure Eliza da boscosa vetta Iva mirando su i Mindenj campi L'incerta pugna. “fuggono! fuggono! — “. e un dèmone la guida!) 67 . di colle in colle Seguiva l'oste rovinosa. e tale a lei fomenta Dolce Amore il bel cor. Impavida la Bella Raddoppia i passi. E lieta il passo ognor movea più ratto Come de l'armi udìa scostarse il rugghio..Numi! egli è salvo. 415 Che intenta ognor guarda l'amato pegno.

Egli a traverso La mormorante tenebrìa sospigne Rapido il piede. Diè loro un bacio.. s'aggira Per la selva intricata. e in lunghe strisce Le tinge i veli. baciò i bambini. e. e co' sporgenti labbri Il materno tentare arido seno!) “Oh noi lassi! ei seguiva.. La mamma desterassi tosto. o crudeli. che lievi Ornanle il capo grazïoso. o spirto Che m'abbandoni. ed ecco Eliza Nel suo sangue convolta e ne la morte! — Non pria l'intento suo bambino ascolta Il disïato scalpiccìo. ahi misera! sul suolo [134] La bamboletta con sanguigne dita Premer gemendo. [133] Perdonate. e con le mani giunte. là dorme Eliza Sovra la fredda rugiadosa sabbia.. — Ahimè! gridò la sventurata. sovra me tutto versate. Ma che? tu piagni? Perchè?. e. Parla piano.” Sì disse.” 500 (Vedeasi in tanto. fugge Da' cruenti di Marte atri sentieri L'Angel de la Pietade! — Oh perdonate. — “Ah! piano. Stride da lunge l'avvoltojo. col furor ne gli occhi E la tema nel cor. 68 . Gli amori delle piante Erasmo Darwin Parte le ciocche del bel crin.. a' teneri anni 475 Di codesti innocenti.. il furor vostro Sovra me. a' gemebundi acervi Scorre frammezzo. sotto 480 L'insanguinata veste ambo nascose. Eliza eccheggia 485 Per ogni padiglione. lunghesso il campo Chiama il nome d'Eliza..” “ — Non desterassi più!” gridò piangendo Il disperato. anco per poco Di palpitar non cessa! attendi. fiede 460 La bella orecchia. e ne l'eburneo collo Oh dio! s'immerge. e boccheggianti e spente Salme calpesta. entra.. e nel dir porge La pargoletta man. singhiozzando. egli dice. a la campagna intorno 490 Furïando cammina. grave 465 Cadendo al suol. Da le azzurre vene Sgorga vermiglio un rivo. fonte di vita.... ambo di freddo 505 E di fame tremiam... che innanzi 495 A lui saltella con aperte braccia E con pupille sfavillanti. ah meno De la ferita che di lor pensosa! “Oh cor. oh del mio caro attendi 470 Solo il ritorno! — Rauco ulula il lupo.. e quindi con languide braccia Porse carezze a' piagnolenti pegni. — Di tenda in tenda impazïente vola Il buon guerriero. e il niveo sen deturpa.

all'atterrita calca Guizzando in mezzo. 69 . roteâr gli rossi 550 Occhi. ti scorda Del mio primiero sconsigliato voto! Questi a la terra legano. intorno A' suoi ravvolse abbrividati figli 520 Il rubicondo sajo. Poi feramente. e gli azzurri Colli inarcando. a la difesa giunti Del vecchio padre. Allor fur visti Duo gran colùbri sovra il mar levarse Sferzando le canute onde col lungo Strascico della coda. la fiera 540 Asta avventando. in su 'l terren prosteso Stupido e fisso alquanto stette. un lungo 510 Trasse sospiro. ove le altere 535 Dardanie torri risplendean ne' flutti Alzò le braccia. e. intorno avvolgono A la vittima lor le ferree braccia. Ma di un balzo 555 Ambo s'avvinghian gli squamosi mostri Ed al padre ed a' figli. Gli amori delle piante Erasmo Darwin E con le ciglia al ciel rivolte. Gli assunse e strinse al doloroso petto. e con le anella Del volubile tergo. e con gli studiati Semplici modi. astutamente 530 Fansi vicine. in intricate Tenaci spire più e più stretto intorno A torcentisi lor membri s'aggruppano. con vigor più che mortal. e tutta in core arder sentissi 515 La paterna pietade. E composto il sorriso. per questi Di viver priego!” — Egli sì disse. E. travestite de' dimessi ornati De la modestia. a' tremebundi regni Con fatidico grido alto predisse D'Ilio ingannato la fatal caduta. traforò nel fianco L'eccheggiante cavallo. e. audacemente spingonsi Al terribile lor corso attraverso. [136] E ne sfidan la rabbia. e vibrâro le forcute lingue. e l'occhio in giù raccolto. Tal pure allor che a lo Scamandro in riva Mosse Laocoonte. lagrimando. co' macchiati petti Gieno fendendo lo spumante calle. tutti allor spiegando I perigliosi incanti. altrui tendono insidie? [135] Ve'. Due giovinetti.” Oh ciel. Due Meretrici-Ninfe ora al tuo guardo Si vengono ad offrir: CUSCUTA han nome Le vezzosette: oh quai co' negligenti 525 Loro artificj. alto le creste 545 Minacciose scuotevano. e fervidi Sull'esanime creta stampò baci: In piè quindi con fier balzo convulso Risorse.

ecco la bella CICLAME esala il fuggente sospiro 605 Su l'esanime prole. Co' lusinghieri teneri sorrisi La scaltra putta a la mortal sua rete 575 Cinque adesca infelici pastorelli. lo spumante nappo alto agitando. allor che l'ira Del Tonante sfidando. in taciturna Agonìa. Intorno 570 Fanno al suo capo mobile corona Purpurei grappi e verdi fronde.” Ria la Chimica in tanto un guardo obbliquo 580 [137] Torce al fatal banchetto. si convelle. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 560 E co' bavosi aguzzi denti infiggono Venenate ferite. dolci garzon. da gli ardui regni Del giorno scese. Rugiadosa le ciglia. E. Al ciel vôlta la fronte. “Su via. “L'obblìo bevete d'ogni trista cura. osò l'eterea 590 Rapir favilla a l'avvampante soglio. a sinuosa Cortina. alto su i freddi Caucasei balzi dal Sicano fabbro 595 Fu catenato: irrequïeto ognora Magro falco svolazza a lui d'intorno. bevete”. ed alto Tirso a lei folce il barcollante passo. di stupida Lagrima aspersa i lucid'occhi. di sè tolta. esclama La seduttrice ognor VITE. E. “Dolce pegno! anzi tempo ahimè languente. il fatal don recando A l'umano suo fango. E nascostala in sen. PROMETÈO così pure. basso al suolo [138] Chinando il capo. il tumido a lui fegato squarcia. con pietose mani Ne l'arena dà tomba al caro estinto. esclama. sogghignando. Il santo Veglio. e con l'adunco Rostro. e velen mesce Ne le nettaree tazze. in bianca 585 Veste. e più bel fior risorgi! 70 . la Lepra le sue macchie asconde. Mentre con alte dolorose strida 565 L'imbelle prole al genitor crucciato Affissa invan le moribonde luci. Oh dormi. tutta l'ira lor sostiene. e morde La muta Frenesia le sue catene. “Su via bevete” in suon canta di gioja. e. spìa traverso L'empia Podagra e non veduta a tergo L'enfiata Idrope anela: avvolta. Ed egli in vano le convµlse membra Stende e contorce. onde spezzare o sciorre Gli eterni nodi adamantini: in tanto 600 Lieto de' suoi martir l'augello ingordo Cogli spietati artigli.

la vezzosa CASSIA Ode. — Figlia de la sventura! in van di teneri [139] Baci coperto. sua dolce 630 Ultima speme. a l'affollato Tumulo in sen scender le vide. palpitante il cor. e lenemente il fiume Trascorre. in tanto seco 71 . Viva ascoltando il bisbigliante gemito De le altrui pene. Poi. 635 Aggavignato all'arido tuo seno. Con fievole vagito a te l'estremo Addimandò mesto soccorso. ella fomenta. 655 E a' flutti in preda i bruni figli affida. — Là dove le non salse onde il superbo Ontario volge. e viva in mezzo 650 A' putridi cadaveri lanciosse. ed a le proprie sorda! — Un sorridente bambolin. con spalancate 640 Palpèbre. alquanto il guardo affisse. Oh fortunata! chè dal monte spirano Miti le aurette. e di tranquilla 625 Religïon piena la tener'alma. E i cigolanti lor d'ebano carri 620 Via traeva il Silenzio. nè coprìa funereo Vel le fredd'ossa: mentre Notte e Morte Volgeano in mucchi le nudate salme. e tenebrosa intorno Spargea caligo. crollava Gli umidi vanni. e chinando i ginocchi Cader lasciollo ne la vasta tomba. e investigiati boschi Si nutre in riva. fra sue braccia avvinto E posato sul petto. e di Norvegia a le selvose [140] Sponde i tuoi reca pargoletti amori! 660 D'auro il fianco precinti. accarezzato in vano. Tutto bebbe del duol l'amaro sorso. “Io ti vengo pur dietro!” alto piagnendo Disse la forsennata. il freddo pargoletto. mugolar le selve. rapido il piede Volse là dove alto la sacra terra I pii seguaci di Brunone aprîro: 645 L'ultimo suo tesor portò traverso A l'atra notte. in suo furor. e pianse. Pria de l'aurora. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 610 Tale allor che la Peste in su l'inferma Londra anelante. tremando. Lassa! al cielo sommessa. in un col dolce Sposo mietute videsi Cleonia Sei amabili figlie. e niuna in lento suono 615 Era nenia cantata al derelitto Ferètro innante. i rigidi Membri protese. allor che nulla prece Letta veniva. e ti spirò nel grembo! — Ella sul figlio allor. alquanto Gli asciutti al ciel converse occhi impietrati.

e in sua vendetta Fièno per lui le ferree tue catene. Abbominanda Schiavitute. Del Nil confida ne' squamosi mostri. E tra foglie di loto entro v'asconde Il sorridente pargoletto. Con intrepido passo in tanto cerca Il curvo lito. e vindici a l'offeso Fate ragione. Da le prostese nazïoni fia Salutato Profeta: alle superbe Mani de la Tirannide il vermiglio 690 Ei strapperà flagello. e rotto esalò sospir segreto. squallida in vista Là sovra i liti d'occidente geme La Disperazïon. e quegli Miste col latte a' sorsi bee le salse 680 Lagrime de la madre! In sul cannoso Margo essa allora con pietoso inganno Si cela. voi che al prode offrite Laude e mercede. E quell' orride grida un gelo. o genitrice! Un giorno. 685 Messaggere del cielo. Ma. da la sanguigna Memfi 665 Tacitamente Iocabed fuggìo. e con orrendo Urlo la fera SCHIAVITUTE scorre 700 Le africane foreste. e i luccicanti fiotti Impavida ruggire ode a rincontro. un tremito A nere nazïon portan per l'ossa! 705 VOI SENATORI. con tremante core. infrante. e cupa rugge E si storce l'Angoscia. oggi pur. zitto! udiste qual acuto grido Agitò l'onde. impresse il tenero Bacio. e dal guinzaglio Scatena i cani de l'inferno. 675 Di giunchi intesse galleggiante culla. Coll'un braccio incurvato al palpitante Seno premendo il caro suo bambino Per entro avvolto al sinuoso manto. In suo gran duol. Al notturno così raggio di Luna. ed isquarciò le nubi? 695 Oggi pure. già che in vostra possa 72 . il cui libero voto Tempra gli anglici regni. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Diece ristansi teneri germani. ei dal romito [141] Suo tetto uscendo maestoso in fronte. il poderoso braccio 710 Omai stendete. attende. e. a l'avide Sue labbra porge il bianco seno. — Deh non temere. E sul natío terren guardan la Bella. I suoi fiochi vagiti ella con blandi 670 Susurri quetar fece. miste Di valle in valle eccheggiano le grida. e cui la gemina India obbedisce.

non i fulgid'astri Che ornando vanno de la queta Notte L'azzurra volta. Quì si tacque la Musa. 73 . e la sonora 735 Conca posò: tumultuose cure [143] Enfianle il petto ansante. per l'uman delitto 740 Tragge un lungo sospir la Dea pietosa. Vincon la luce. o rara gemma Che scintillando da l'orecchio pende De la Beltate. ah questa udite Verità somma! De' tiranni istessi Reo non è men chi tirannia consente. che da la viril gota La VIRTÙ stilla su gli altrui martiri. in su l'accesa Guancia ella abbassa il serico suo velo. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [142] Sta la salvezza! Alto a' mortali in core Suo terribile asilo. Ed a la vista de le umane angosce A lei s'oscuran le celesti luci. e torva Ivi siede a giudizio: ivi d'un basso 715 Fremito arcano sbigottir fa il dubbio Meditante Delitto. in voce 720 Grida di tuono allor ch'è il rio compiuto. Uditela. e il ghirlandato Capo dechina. Incrocicchia le braccia. il trono pone Inesorabil COSCÏENZA. nè sorgenti soli 730 Che il bel mattino indorano d'Aprile. o Senati. onde spuntando brilla La lagrima. e da l'alzato pugno Ritoglie il ferro: ma di bujo cinta E di paure sue ministre. il mascherato Fronte a lui scopre. Non radïante perla onde si fregia 725 La crestata Fortuna.

per produrre un forte effetto. Ma oltre questa essenziale somiglianza di linguaggio comune alla penna poetica ed al pennello. Le quai dessa. Nella navata. 10 When we have laugh'd to see the sails conceive.. da cui attraverso una grata di ferro si stendeva fuori una mano rugosa in atto di prendere una tazza di brodo. Il poeta.. presenta tutta la figura innanzi a' nostri occhi co' caratteri distinti della realtà. la descrizione del passo nuotante. che guarda a mezzogiorno.. in cui i caratteri subordinati sono depressi. perchè più spicchi la figura principale. ov'era rappresentata una prigione. che vedendo una stampa. e delle loro maniere. mi ricordo. in una specie di nicchia o d'incavatura nel muro. che esprimono idee. Librajo. signor gravido allora) Con nuotante imitava andar leggiadro. pure l'immaginazio- ne supplisce alla mancanza. e cinque piedi circa distante. Si è già osservato. ovvero un volto appassionato. che forse avrebbe sovra me prodotto l'aspetto di tutta la perso- na. seguendo il proprio grembo. de- scrivendo una semplice fattezza od attitudine in parole pittoresche.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [144] INTERMEDIO III. La Poesia è stata chiamata arte sorella tanto della Pittura che della Musica. e indebolendone il colo- rito. che la parte principale del linguaggio poetico consiste di quelle parole. evvi un antico monumento d'una figura coricata. e nascondendo il resto del corpo fra gli altri oggetti. ed anche diminuendone la naturale misura. (then rich with my young squire) Would imitate. Allor che riso abbiam. Io mi ricordo. Sovra la terra navigando. 74 . che [146] quella stampa mi colpì delle idee della miseria del prigioniere giù in fondo del car- cere in un modo più orrido di quello. queste due sorelle si rassomi- gliano l'una all'altra. i piedi e le caviglie. in un'al- tra apertura o incavatura nel muro. e sembra che tutta la figura intiera esista innanzi a' nostri occhi. se così posso esprimermi. e del ventre prominente. e quantunque lo spazio intermedio sia un solido muro di pietra.10. il capo ed il collo della quale giacciono sopra un rotolo di stuoja. della cattedrale di Lichfield. Il pittore. in gran parte de' loro costumi. veggonsi orizzontalmente. che del poeta? Il pittore spesso presenta un braccio muscoloso in mezzo ad un gruppo di figure. Which she with pretty and with swimming gate. Ciò è simile alla comune maniera del comporre [145] poetico. fuorchè coll'eccitare le idee o le sensazioni appartenenti al senso della visione. viste per opra D'osceno vento concepir le vele. produce innanzi alla mente u- n'immagine del tutto. la quale non può in alcun'altra maniera esprimersi. ombreggiando il rimanente. ed in ciò la poesia certamente rassomiglia la pittura. con alcune pieghe d'abito. DIALOGO TRA IL POETA ED IL SUO LIBRAJO. Non rassomiglia egli ciò ad una delle arti tanto del pittore. ec. E. per innalzare e dare importanza all'eroe od all'e- roina della composizione. Following her womb. and sail upon the land. (Del mio giovin. dà a poche parti del suo quadro grandezza. nella seguente bella scena tratta dal Sogno della notte di mezza state (Midsummer-night's Dream). lascia all'immaginazione di compir ciò che manca. cui originalmente noi riceviamo per mezzo dell'organo della vista. distinzione e lu- me. And grow big-bellied with the wanton wind. E di ventre agitar crescente mole. Io desidero sa- pere quali sono le particolarità de' loro rapporti? Poeta. dico. giacenti pure so- pra una stuoja.

cioè. il nostr'occhio può solamente avvertirci de' colori o delle ombre. che può essere letto in un istante di tempo. se tanto la poesia che la prosa sieno lette in tuoni melodiosi di voce. Nella poesia del nostro linguaggio io non penso che nulla si debba cercare d'analogo alle note della solfa: giacchè. come a sorelle. tanta è la poesia che vi si trova concentrata in un momento di tempo. in cui la penna ed il pennello assai differiscono tra loro: e questa è la quantità di tempo. Quindi. la quale consta di aggradevoli successioni di note riferibili alla solfa. che appartiene. che le più artificiali disposizioni di questi due linguaggi hanno pel poeta e pel pittore una simile analogia. il pittore lo è nel rappresentarne una stazionariamente: ambedue hanno i loro vantaggi. noi os- serviamo quella pittura con aggradevole sorpresa. ossia catastrofe dell'azio- ne. come i viaggiatori assicurano. mentre il poeta da una parte ha il potere di preparare gradata- mente la mente del suo lettore per mezzo di previe climatteriche circostanze. può spargere più forte luce e tratti più distinti sul momento principale. L'ingegnoso vescovo Berkeley nel suo trattato sulla Visione. e muore. Shakespeare. allo spettato- re: lo che si ottiene in ambedue le arti descrivendo o dipingendo gli effetti o le altera[147]zioni. la musica? P. e questo si è il presentare sentimenti e passioni. Vorreste voi ora farmi il piacere d'informarmi delle relazioni che passano tra la poesia e l'altra sorella di lei. il pittore. L. e contribuendo a spiegare od ingrandire l'effetto principale. favorendosi o fa- cendo contrasto l'una coll'altra. che il linguaggio Chinese. o in cui le consonanti sieno frammezzate dalle vocali. evvi un bell'e- sempio di pittura poetica: il vecchio Re è introdotto come moribondo per l'afflizione della perdita di Cordelia. che abbiano meno improvvisi intoppi. benchè non descritta con parole. che que' colori o quelle ombre ci suggeriscono la di lui forma cilindrica coperta di scabrezze prominenti o depresse. ha molte parole di simile articolazione. Così. e la contempliamo con incessante ammirazione. la quale consta delle loro aggradevoli combinazioni. come fassi nel reci- tativo o cantando. Ma evvi una circostanza. ma le suggeriscono soltan- to alla mente per via delle abitudini o delle associazioni di previa esperienza. e si è in grazia della previa esperienza del senso del tatto. oltre il vantaggio ch'egli ha di usare un linguaggio universale. tanto all'arte del pittore che a quella del poeta. Da ciò apparisce esservi [148] una strettissima analogia fra colori e suoni. che possono costituire la storia di giorni o di anni. i quali non rappresentano le loro idee corrispondenti. [149] dove un gran numero di figure sono tutte vedute insieme. Quali sono i tratti. opera di grande sapere. A questa crisi. sono solamente un linguaggio. slacciatemi questo fermaglio — vi ringrazio. che puossi impiegare nelle loro rispettive rappresentazioni. tutta- volta ciò non costituisce melodia. per così dire. signore.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Evvi un terzo tratto di somiglianza. Il poeta è più felice nel descrivere scene successive. tranne forse alcune poche esclamazioni o interrogazioni. signore. Coypel. che noi avevamo dapprima ricevute per mezzo del sen- so del tatto. Se è vero. Il poeta può sviluppa- re una lunga serie di eventi. lo rappresenta in atto solo di parlare con fioca voce ad un cortigiano che lo accompagna: in grazia. che questi sentimenti o passioni producono sul corpo. allorchè vediamo il tronco di un albero. in cui queste arti sorelle non si somigliano l'una all'altra? P. stampa tratta da un quadro di Ant. l'oppressione al petto del re moribondo è resa visibile. Quando s'introducono passioni. non dallo scrittore: giacchè. ha prova- to. noi siamo in libertà di alzare o di abbassare la nostra voce una o due ottave a piacimento. L. In cotal modo. non essendo gli uni e gli altri che linguaggi. secondo che vengono pronunciate in una nota musica più alta o più 75 . me- diante l'arte del poeta. ciò devesi ripetere dal leggitore. Nella rappresentazione del sagrificio della figlia di Jefte. o veramente armonia. Quindi. che i colori che noi vediamo. dall'altra par- te. mentre il pittore può solamente esporre le azioni d'un momento. Egli è perciò ragione- vole il conchiudere. quantunque possano scegliersi parole le quali sieno meno aspre di altre. in un colpo d'occhio noi leggiamo tutti i passi interessanti dell'ultimo atto d'un'ottima tragedia. immaginando essere la veste del Re affibbiata da un ferma- glio. le quali però significano idee differenti. In sulla fine della tragedia di Lear. senza alterare il senso delle paro- le. visibili. per cui vengono suggerite alle no- stre menti le idee di solidità e di estensione. e che ab[150]biano lettere meno sibilanti.

l'e si suppone da' grammatici come soppresso. 2 Master ¦ Mamozet's head was not ¦ finished so soon. e tempo ordinario. relativamente alla parte udibile della poesia. e d'un'altra croma. e quindi due semicrome ed una croma. In questi versi ciascuna battuta consta d'una croma. Sir. se noterete i caratteri musici summentovati sot- to i versi. ciascuna delle quali contiene quattro crome od un numero proporzionale delle loro suddivisioni in semicrome e biscro[152]me. e con due semicrome principia il verso susse- guente. I seguenti versi di Shenstone appartengono parimente al tempo ordinario. e che è stata generalmente conosciuta. 4 For it ¦ took up the barber a ¦ whole afternoon. che equivalgono a quattro crome. La quarta battuta consiste di semicrome e crome alternativamente. in cui the in fa due biscrome. corrispondendo anche ciò ad alcuni pezzi di musica. di due semicrome. as it rolls. od un numero proporzionale delle loro suddivi- sioni in semicrome e biscrome. 4 And vo ¦ cal rosebuds thrill ¦ the inchanted grove. battendo il tempo. una croma. Questa sorta di tempo musicale è analoga ai versi dattili del nostro linguaggio (inglese). di quel che lo sieno alcuni linguaggi che noi conosciamo. Chiaramente percepirete la verità di ciò. Il tempo ordinario de' musici è diviso in battute. Evvi però un'altra affinità. 4 And a king ¦ dom bread and butter. In questa specie di verso la battuta non principia sempre dopo la prima o seconda sillaba. Nell'ultima battuta evvi una semicroma ed una pausa dopo di essa. in cui la poesia e la musica si rassomigliano tra loro più da vicino.e. ed una pausa dopo la parola poles. e ciascuna battuta consiste di due crome e di due semicrome. 4 He ¦ weighs above twenty-three ¦ stone and half. pos- sono essere suddivise in due. nè possono essere divisi in battute analoghe al tempo ordinario. 3 Life buds or breathes ¦ from Indus to ¦ the poles. senza alterare la misura. Così i due seguenti distici sono divisi ciascheduno in cinque battute di tempo triplo. così: [151] 3 Soft warbling beaks ¦ in each bright blos ¦ som move. 4 And the ¦ vast surface kind ¦ les. senza che le battute s'intersechino con alcune delle crome. cioè la loro misura od il tempo. Questa specie di tempo è analoga alla misura del nostro verso (in- glese) eroico o jambico. Il primo è diviso per battute. e dove il verso è interamente comple- to. eccet- to l'ultima. Non vi sono che due sorte di tempo ammesse nella musica moderna. 2 Yet ¦ if one may guess by the ¦ size of his calf. Gli amori delle piante Erasmo Darwin bassa. lo che ogni orecchio tostamente determinerà non esser vero. questa prima sillaba unita all'ultima compisce la battuta esattamen- te. e scritto da un buon orecchio. chiamate tempo triplo. ed alla guisa di molte battute del tempo ordinario nella musica. 76 . A ¦ river or a sea ¦ 2 Was to him a dish ¦ of tea.¦ In questi versi evvi una semicroma ed una croma alternativamente in ciascheduna battuta.¦ In questi versi evvi una semicroma ed una croma alternativamente nella prima battuta: una semi- croma. egli deve essere suscettibile d'effetto più fino. cioè dopo la parola kindles. e ciascuna battuta contiene tre crome. Sir. due crome ed una semicroma formano la seconda battuta: nella terza battuta evvi una semi- croma. dividansi p.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

La prima e la seconda battuta constano ciascuna d'una croma, d'una semicroma, d'una croma,
d'una semicroma, d'una cro[153]ma. La terza battuta consta d'una semicroma, di due crome, d'una
semicroma, d'una croma. L'ultima battuta non è completa se non vi si aggiunge la lettera A, con cui
comincia il primo verso, ed allora consta d'una semicroma, d'una croma, d'una semicroma, d'una
croma, di due semicrome.
Bisogna osservare, che le crome nel tempo triplo generalmente vengono eseguite dai musici più
lentamente che quelle del tempo ordinario, e conseguentemente i minuetti sono generalmente notati
in tempo triplo, e la contraddanza in tempo ordinario. Così i versi sovraccennati, che sono analoghi
al tempo triplo, sono generalmente letti più lentamente che quegli analoghi al tempo ordinario; e per
conseguenza vengono generalmente usati per componimenti gravi. Io sono d'avviso, che tutte le va-
rie specie de' versi inglesi possono essere compresi sotto l'uno o l'altro di questi due tempi musicali,
concedendo che una nota o due talvolta precedano il cominciamento della battuta, ed occasionali ri-
posi, come ne' componimenti musicali. Se a ciò si riflettesse da coloro che mettono la poesia in mu-
sica, egli è probabile che il suono ed il senso coinciderebbero un po' più frequentemente. Io non pre-
tendo determinare se questi tempi musicali possano applicarsi ai versi lirici ed eroici de' poeti Greci
e Latini; certo è che il verso dattilo della nostra lingua, quando finisce [154] con doppia rima, ras-
somiglia assai alla misura d'Omero, e di Virgilio, eccetto nella lunghezza de’ versi (a).
L. E tra le altre due di queste sorelle, la Pittura e la Musica, non evvi qualche relazione?
P. Evvi almeno tra loro una relazione matematica, ossia forse, avrei dovuto piuttosto dire, una re-
lazione metafisica. Newton ha osservato, che le ampiezze de' sette primarj colori nell'immagine del
sole, rifratti da un prisma, sono proporzionali alle sette note musiche della solfa, ossia agl'intervalli
degli otto suoni contenuti in un'ottava; cioè sono proporzionali ai seguenti numeri:
Sol. La. Fa. Sol. La. Mi. Fa. Sol.
R R G V A I V
o a i e z n i
s n a r z d o
s c l d u a l
o i l e r c e
a o r o t
t o t
o o
1 1 1 1 1 1 1
— — — — — — —
9 16 10 9 16 16 9
Ottica di Newton, Lib. I. p. 2. propos. 3 e 6. — Il D. Smith, ne' suoi Armonici, ha una nota, che
spiega questa felice scoperta, com'ei la chiama, di Newton. Sez. 4. art. 7.
Dietro questa curiosa coincidenza, è stato proposto di produrre una musica di luce, consistente di
successioni o combinazioni di colori analoghi ad un accordo musicale rispettivamente alle propor-
zioni summentovate. Ciò potrebbe eseguirsi per via di una forte luce, ottenuta per mezzo delle lam-
pade del [155] Sig. Argand, passante attraverso di vetri colorati, e cadente sovra una parte determi-
nata d'una parete, con ripari (blinds) movibili innanzi a codeste lampade, la qual luce potesse comu-
nicare con la tastiera d'un arpicordo, e così produrre nel medesimo tempo una musica visibile ed u-
dibile in unisono l'una coll'altra
Il Sig. Guyot dice, che l'esecuzione di questa idea fu tentata dal Padre Caffel, ma con poco suc-
cesso.
Se ciò si tentasse di bel nuovo, evvi un altra curiosa coincidenza tra suoni e colori, scoperta dal
Dott. Darwin di Shrewsbury, e spiegata in un opuscolo sopra ciò ch'egli chiama Spettri oculari;
quest’opuscolo trovasi inserito nelle Transazioni Filosofiche vol. 76., e può molto facilitare l'esecu-
zione di ciò che si diceva. In questo trattato Darwin ha dimostrato, che noi vediamo certi colori, non
solamente con più grande facilità e distinzione, ma con sollievo e piacere, dopo aver per alcun tem-
po contemplati certi altri colori; come il verde dopo il rosso, o il rosso dopo il verde; il rancio dopo

77

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

l'azzurro, o l'azzurro dopo il rancio; il giallo dopo il violetto; o questo dopo quello. Ciò secondo a
lui pare, nasce dallo spettro oculare del colore ultimo veduto coincidente coll'irritazione del colore
attualmente contemplato. Ora, siccome il piacere che noi riceviamo dalla sensazione di note melo-
dio[156]se, indipendentemente da previe associazioni d'idee aggradevoli con esse, bisogna che na-
sca dall'ascoltare più facilmente, più distintamente o più aggradevolmente alcune proporzioni di
suoni dopo altri; e siccome evvi una coincidenza tra le proporzioni de' primarj colori, e de' primarj
suoni, se così possono chiamarsi; egli arguisce che le stesse leggi debbano governare le sensazioni
degli uni e degli altri. Per via di questa circostanza, pertanto, la Musica e la Pittura possono riguar-
darsi come sorelle, e quindi arrogarsi il diritto di prendersi in prestito a vicenda alcune metafore: i
musici hanno diritto di parlare della lucidezza di suoni, e del chiaroscuro d'un concerto; ed i pittori
di parlare dell'armonia de' colori, e del tuono d'una pittura. Per lo che non è poi cosa del tutto tanto
assurda, come si era immaginato, che un cieco abbia chiesto se il colore scarlatto era simile al suono
d'una tromba. Siccome la coincidenza o l'opposizione di questi spettri oculari (ossia colori che ri-
mangono nell'occhio dopo aver per alcun tempo contemplato un oggetto luminoso), dopo che le lo-
ro leggi furono investigate dal Dott. Darwin, sono con maggior facilità ed accuratezza verificate, di
quel che sieno gli avanzi di suoni evanescenti sopra l'orecchio; così egli è da desiderarsi che alcun
ingegnoso musico voglia più oltre coltivare questo curioso campo di scienza: [157] imperocchè se
mai si potesse produrre una musica visibile, che riuscisse veramente aggradevole, sarebbe più facile
d'aggiugner sentimento alla musica stessa mercè la rappresentazione di boschetti e d'Amori e di
Ninfe dormenti fra cangianti colori, di quel che comunemente si faccia colle opere di musica udibile
(b).
L. Voi avete fatta menzione della maggior lunghezza de' versi d'Omero e di Virgilio. Questi poeti
non hanno eglino un gran vantaggio nella superiorità del loro linguaggio paragonato al nostro?
P. Egli è probabile, che l'introduzione della filosofia in un paese debba gradatamente imprimere
il suo carattere nella di lui lingua; essendochè la filosofia usa termini più appropriati ed astratti; e
quindi per gradi va sradicando la copia di metafore, che furono usate ne' primi secoli della società.
Del resto, benchè le parole greche composte abbiano più vocali, in proporzione delle loro consonan-
ti, che le inglesi, tuttavia i modi di comporle sono meno generali, come può vedersi dalla varietà
d'esempj recati nella prefazione de' traduttori premessa al sistema de' vegetabili dalla Società di Li-
chfield; la qual felice proprietà della nostra lingua portò, che la traduzione di Linneo riuscì forse più
espressiva e concisa dello stesso originale.
Ed, in un certo riguardo, credo che la lingua inglese possa prestarsi alla poesia an[158]cor meglio
delle lingue antiche; intendo di dire nella maggior facilità di personificare; perocchè siccome i no-
stri nomi non hanno, generalmente, verun genere loro attribuito ne' componimenti prosaici e nell'u-
so della conversazione, facilmente vengono personificati soltanto coll'addizione d'un pronome o
mascolino o femminino, come,

“Pale Melancholy sits, and round her throws
“A death-like silence, and a dread repose.
(Pope's Abelard.)

. . . . . . . smorta Melancolia
Siede, e d'intorno a se sparge un silenzio
Fratel di morte, e spaventosa calma.

E, secondariamente, siccome la più parte de' nostri nomi hanno loro premesso l'articolo a (uno) o
the (il) tanto negli scritti de' prosatori, come nel parlare della conversazione, così, generalmente,
vengono pure personificati per mezzo dell'ommissione di questi articoli; come nell'ardita immagine
d'un naufragio nell'Elegia di Miss Seward sopra il Capitano Cook.

“Butround the steepy rocks and dangerous strand

78

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

“Rolls the white surf, and SHIPWRECK guards the land.

All'erte rupi e al dubbio lido intorno
Bianchi i flutti si volgono, e NAUFRAGIO
Guata a la terra.

[159]Aggiugnete a questo, che se i versi nella nostra poesia eroica sono più corti de' versi degli
antichi, sono poi similmente più corte anche le nostre parole; e, rispetto alla loro misura o tempo,
che fu erroneamente chiamato melodia ed armonia, io dubito, dietro ciò che si è detto di sopra, se
noi siamo poi veramente tanto inferiori, come si vuol generalmente far credere; giacchè molti tratti,
tolti dagli antichi poeti, furono tradotti nella nostra lingua senza perdere nulla della beltà della versi-
ficazione. Il seguente passo di Giovenale fu da Johnson trasportato in un verso solo molto superiore
all'originale:

Haud facile emergunt, quorum virtutibus obstat
Res angusta domi.

Ecco la traduzione di Johnson:

“Slow rises Worth by Poverty depress'd.

Rado s'erge Virtù da Inopia oppressa (c).

L. Piacemi d'udirvi rammentare i plagi de' moderni poeti fatti agli antichi, le cui opere però, io
suppongo, sono state riputate legittimo furto in tutte le età. Ma, e voi non avete usurpato epiteti, fra-
si, ed anche casualmente qualche mezzo verso da' poeti moderni?
P. Egli è difficile di marcare il confine [160] esatto di ciò, che chiamasi plagio: dove si usurpa,
ad un tempo, e l'espressione ed il sentimento, senza confessarlo, com'è di, dovere, non v'è dubbio;
— le semplici parole, al contrario, prese da altri autori non possono convincere uno scrittore di pla-
gio; elleno sono legittima caccia; sono proprietà di chiunque può impadronirsene; — e forse alcuni
pochi fiori comuni di lingua possono esser colti, in quella guisa, che passiamo innanzi alla siepe
d'un nostro vicino, senz'esser tacciati di ladroneccio; ma dobbiamo però guardarci dal rubargli un
frutto coltivato.
I quattro versi alla fine della pianta Upas sono un'imitazione tratta da Young. Il verso nell'episo-
dio aggiunto a Cassia “The salt tear mingling with the milk he sips” è usurpato da un pio ed interes-
sante passo nella Langhorne's Justice of Peace. Ve n'ha probabilmente alcuni altri, i quali, se me ne
ricordassi, mi farei quì un carico d'accennare. Però io spero, che la loro mescolanza co' nativi possa,
a guisa delle piante esotiche, aggiugner bellezza al mio Giardino botanico. Del resto tal qual è ve
l'offro, e a voi lascio poi, Sig. Librajo, di desiderare che vi vengano a passeggiare e Dame e Signori:
ma compiacetevi d'avvertirli, che, pari agli spettatori d'un insulso divertimento dato sotto qualche
portico rustico di campagna, io spero che vi acquisteranno il Buon-umore; e così suppliranno essi
medesimi a' difetti della rappresentazione.

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finisce con istancare i sensi. — Vedi Darwin Zoonom.) 80 . giusta i diversi metri e le loro rispettive varietà di tessitura. alle sozzure. III. p. che la combinazione di alcune dolci sensazioni accresca diletto. per poter fare un confronto di ciò. si riducono al principio universale della regolar misura del tempo. quantunque di musica ignorante. che gli abili poeti esprimono i loro pensieri piuttosto in un metro che in un altro. queste pure perdono in intensità tutti que' gradi. e un lene gorgogliar di ruscelli rompe alquanto il placido silenzio che regna fra quella solitudine. e che a' nostri versi si possa riferire ciò che Darwin dice degl'inglesi. e la natura stessa delle loro varie specie obbliga ad affrettare la pronuncia o ad allentarla. e combinano spesse volte insieme differenti specie di versi. ed oltrechè le più deboli sono sempre più o meno distrutte dalle più forti. — Blair Lezioni di Retorica T. Il nostro sensorio non è capace di molte sensazioni contemporanee ed egualmente intense. ove questa combinazione non sia con cauta parsimonia esercitata. con inevitabile strazio de' dilicati orecchi. co' versi italiani. Or da quanto si è detto appare. i quali in allora non adatterebbero a ciascun metro. 302.) (b) Io temo assai. al delitto. conveniva l'immaginare il famoso festino. Nulladimeno i miei lettori non ignoreranno. di modo che. che la quistione messa in campo a Darwin non è niente nuova. ma ci descrive la celeste coppia abbracciata là in vetta all'Ida. 115 e se- guenti. che l'A. (Il Trad. come agli altri Dei de' Pagani. lungi dal guar- do de' numi e de' mortali: azzurra nube nasconde alla luce i riti d'amore. fra cui merita particolar menzione l'Abate Francesco Venini. Intorno a codesto argomento dovrebbero porre attento studio i dotti maestri di musica. che fornir sogliono a' semplici pastori. Il piacere è ristretto entro confini. che un dato tempo. e la nota del Trad. che si fanno dagli uomini per aumentare le fonti del piacere. e benchè paja. (Il Trad. e solo un lieve garrir d'aure e di frondi. sul lago d' Agrippa. bene inteso. gigli e viole forniscono a' divi sposi il talamo. tan- to più sono da schivarsi le disaggradevoli. tuttavia. credo che l'Abate Venini abbia colpito nel segno. in mezzo al rumore di suoni e di canti festivi ec. che vanno elidendosi colle più deboli. e non esaurirne tantosto la sorgente. come pure ri- sulta. T. che per produrre piacere intenso. lasciando riposare. ad unire insieme a riprese più o meno sillabe. Ed è appunto in conseguenza di questa proprietà della nostra versificazione.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [161] Note all'Intermedio III. per quanto è possibile. allorchè ci vuol dipingere Giove (a cui. (a) Mi rincresce assaissimo di non esser punto versato ne' principj della musica. . che al solo Nerone. non debba infine esser seguito da un effetto opposto. grande conoscitore [163] dell'uma- na natura. ec. che se lo stesso simultaneo concorso di dolci sensazioni nuoce allo scopo prefisso. dico. allorchè. e per migliorarne le usate. Con ciò si spiega il giornaliero fe- nomeno di vedere i grandi libertini bruteggiare a fianco delle più succide prostitute. ch'egli diede. Del resto per quanto a me pare. bisogna interessare soavemente un solo senso. gli altri. lez. dice riguardo a' versi inglesi. non lo colloca già nell'Empiro circondato da abbagliante luce. quando è esaurito ogni genere di sensazioni universalmente giudicate aggradevoli. il quale magistralmente arriva a provare che i versi italiani. subentrano i di lui antagonisti ne' suoi dominj. ed allorchè ne sorte. II. a far certe pause od a scorrere senza interruzione. si attribuivano qualità umane). e metterli in necessità di altre sensazioni ancor più forti per ridestarli.Dissertazione del- l'Abate Venini sui principi dell'armonia musicale e poetica. giac- chè un buon lettore legge con diversa misura di tempo i differenti versi. meglio forse degli stessi versi latini. e che molti fra gl'I- taliani l'hanno con grande ingegno ventilata. al dir di Petronio. e non [162] si troverebbero più nella riprovevole circostanza di dover sì spesso far correre zoppiconi i più bei versi. Ma Omero. o ad altr'uomo a lui emulo. si cerca fi- nalmente il piacere in mezzo all'orrore.. che gli sforzi. cui tanto tempo prima si accordarono intrinseci rapporti colla musica. ci vuol dipingere Giove godente con Giunone il più dolce di tutti i piaceri. supposti non riconoscere altre leggi che quelle dell'orecchio. I. a pag.

) 81 . Il Naufragio perso- nificato. (Il Trad. di quel che sia col piccolo artifizio di collocazione di parole. che quanto dice Darwin in favore della lingua inglese. tuttavia negli autori italiani trovansi mille esempj di nomi personificati per mezzo dell'[164]ommissione dell'arti- colo. la quale poi in dolcezza di suono le è incomparabilmente superiore.” il Naufragio. che ad esseri viventi appartengono.Gli amori delle piante Erasmo Darwin (c) Ognuno rileva. e Naufragio “Guata a la terra. è egualmente riferibile all'italiana. non acquisterebbe molta approvazione fra noi. dico. così personificato. come si vede da' versi riportati “All'erte rupi e al dubbio lido intorno “Bianchi i flutti si volgono. benchè meglio da noi si ami di personificare le cose inanimate od astratte col dar loro quegli attributi.

5 E piega il vario-pinto arco nell'etra. od. o l'indolente 45 Esalano sospiro. che. ED ULTIMO. pel fosco aere il piede Cercando alpestre asilo. e scosse le sublimi torri. e porporina 40 Farsi la calda gota. Gli amori delle piante Erasmo Darwin [165] CANTO IV. intorno 30 Al polo ardendo. adocchi Zenit. il labbro aperse A l'Idalia canzon. ed amorosa l'Eco Lungo il suol bisbigliava: intento orecchio 15 Porse Lichfield da' sacri suoi frascati. E le ombrose dividono tue chiome. l'armonìa svegliando 10 Di più tenere corde. e le cosparte Nubi colora: sull'azzurra volta Rifratta luce saettando sgorga. Brillar si mira. astro tu medesma Ben più lucente. e sospirando esali I virginei tuoi voti. e l'incantato campo Vegliano muti. in muta Estasi. e. Ninfa! per te del nuovo dì non riede Il raggio in ciel: l'aureo per te solstizio. indi a più dolci tuoni Temprò la cetra. [166] CEREA brillante. Colle belle tue forme a l'alta Notte 25 La fredda accendi stupida pupilla. Ampio il Sol scopre omai l'aurea sua sfera. ruotano di lunge Gl'intatti. fuochi. All'occàso fiammeggia. a' parchi rai di Cintia. E. A te d'attorno Stretti in calca gli attoniti pastori Stansi ammirando. 20 Ninfa. al par vivace De la sorgente rubiconda aurora. plaudendo. i soli annoveri. Schiudi il bel labbro. — Dolce Vergin notturna! intanto ch'ivi 35 A te lambono zefiri soavi Con alito interrotto il niveo collo. Il morbido tuo seno. — Al rosseggiante firmamento. e inebbrïata Estasi vanno da' tuoi rai beendo. Ivi a l'olimpo alzi le lunghe ciglia. stillano sul ciglio La lagrima segreta. incurvò le altere vette De' boschi. e. non arde! Tu pensosa movi. In simil guisa quando pur d'azzurra [167] Ombra o latteo chiaror la Notte pinge Le antiche di Nidvòd brinate scene 82 . Da lunghi in tanto Filari d'elci ritornar s'udìa L'argenteo suono. il bianco. marchi ove il gran Giove Sul cielo volge il folgorante carro. fisse la canora Diva I fulgid'occhi.

e picciol'orme Stampano in giro il suol: d'argentee voci Suona ogni fonte. Otto garzoni la virginea luce: 70 Scherzano a lei l'elettriche faville Su le forme vezzose. ed in più vivi accenti 60 De la Notte gorgheggia il caro augello. fisse.. — Allor traverso A gl'infocati vortici il gran Sire. e sfavillando lustra I prati. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 50 (Dove fra il cerchio de le intente ninfe MUNDY. tutti e tre di mezzo a l'ira 95 D'orrido incendio.. alzansi e scendono Vasti d'intorno mantici anelanti. Pria che il bell'occhio d'adamante inchini Sul purpureo orïente il lucid'astro Messaggere de l'Alba. la pudica 65 TROPÈA si toglie dal secreto letto. lor s'appressa! Innocue 100 A' loro passi arretransi le fiamme! 83 . e. Che! Novello In pellegrine angeliche sembianze Scende garzone. serpeggiando. Soffiano ferree nari. qual a' Divi. — “Eccoli! il piè disciolti E le man. vegghiando. e fredda in mezzo Ella pur move a la lambente fiamma. In sua terribil maraviglia. a l'eccheggianti valli In alto e dolce suon disse l'addio). più de la medesma Luce splendente. E co' sandali intatti.. pe' notturni campi Con amoroso piè sieguon. ampia fu vista D'arido abete e resinoso pino E sulfureo carbone ergersi pira A l'aurea effige innanzi. o Assiria. Gli occhi abbagliati. Con passo misurato inceder suole La gran Lammia Reina. Non altrimenti. — Alto le fiamme 85 Mugghiano. intorno Tremola un cerchio. Aureo al suo capo. E settemplice vampa arde e roventa 90 La bianchita fornace. allor che l'empio 80 Tuo Re superbo a l'Idol suo tre in voto Umane ostie sacrava. più e più rosso L'igneo diluvio sfolgorando sgorga. agita in fronte 55 Le altere piume. partendo. guida a' verdi lecci intorno Lo scherzoso suo coro. non fumanti il crine. e il tenebroso aere ingemma 75 [168] Di fosforica lampa: E tal su lenta Palude o stagno d'improvviso errando Lucide svïann traditrici strisce L'incauto piè del pellegrin ramingo. Tal la lucciola splende (allor che il Sole Declina).

che il pastorello Sulla sera ripete. com'io. o ver. O di veltro alti guai. voi 135 Lusingatele il sen con mutua. Al suol piegò la coronata fronte. Gli amori delle piante Erasmo Darwin E lenti ne l'ignivoma bufèra [169] S'aggiran'essi! — “Ei disse. a le sue sponde Rose da l'acque lievemente il piede Movono intorno. Voi. i tuoi selvaggi Greppi marezza con danzanti raggi? 2 Deh! penetrar non possano qui mai 120 Aspri clamori. genuflesso. 4 E se. Mentre del Tida l'onda. úluli cupi Insegnando a le tue querule rupi. come soave Inspira Amor. 1 Dolce Eco! la vocal tua conca dorme Ov'alto sopra la vallèa profonda 115 Pende quest'arco informe. incisa 84 . i Cigni avanzasi Fendendo il vitreo mar: per l'aere attonite 140 Sovra librate penne in cerchio volgonsi Le Allodolette. le vezzose AVENE. guidan le lanute torme Per li campi del Tida. — Tre pastorelli d'un bel faggio a l'ombra Intrecciano di fior serti rivali 145 Per le canore verginette. e con argentea lingua 110 Ne destan l'Eco. le pentite Braccia al cielo protese. Mentre il tenero augello Caro a la Notte là da l'alte fronde 130 Orecchio porge. due ninfe germane. Nè cruda belva intorno Erri a mezza la notte. 105 Là. balze amiche. e a' metri suoi risponde. Simpatía tenerissima di suono! Il covante Alcïone in tanto pigola Da' ricurvi salceti. vergin d'amor ferita Mai venisse a cantar gli affanni suoi A l'ombra tua romita. e. o strepito di corno. Riverberando il sole. da la forata canna Traggon co' labbri e coll'esperte dita Note conformi a' casti lor desiri. in dono. [170] 3 125 Tu propagar per queste valli quete Dèi l'inculta canzon. e gli Aghironi taciti A l'agreste canzon porgono orecchio.

al partirsi de le ciocche. Che incessante s'allunga d'ora in ora. Nudo. Ampia al suol d'Asia regïon dà fama. allargandosi. e mille lava e mille Genti diverse: tutte ara e sementa Le sue foreste. u' trae la bella CANAPA 170 L'utile vita: a tardi passi e lenti Ella misura la ventosa piaggia. or piega a manca L'eburneo collo. 150 E le cifre. e in Pafie curve tragge 175 [172] Le cerulee sue fila. 190 Concordevol contrasto! intarsia Cloto. e popola i suoi flutti. E coll'altro la bara. il mischio fil di vita. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Da le lor mani in ogni liscia scorza La mistica d'amor cifra tu miri. ombrosa ondeggia La cigliata palpèbra sul torto occhio. e al lito giunta rade Le impresse note. carolando. E le fluisce fra l'esperte dita Scarmigliata conocchia. appare: Or con leggiadra flessïone alquanto 180 Piegasi a dritta. e il bell'orecchio. L'una Spinge l'altr'onda. e pende. e i serici palagi. i teneri sospiri N'ode ed i voti. 185 E la grazia gl'incanta ella a ciascuno Con un blando sorridere si curva Amabilmente. CHINA nomata: in lungo ordine altero Fin dalla più remota alba del tempo Tutti mostra i suoi Re cari a la patria 160 Da clima a clima in su deserte sabbie. Verde cresce il faggio. e in tanto il fuso avvolge. — Cinque adescati pastorelli a guardia Vegliano de la ninfa. 165 E le arcate pagodi: ampi deduce Fertili rivi. il fuso. tal via via le molli 155 Si struggono d'Amor forme neglètte. a muta a muta Loro arde il petto la beltà di lei. Il girevole fuso offre di molli 85 . E che la culla coll'un capo tocca. E profondi burroni. ove ridente 195 Volga Fortuna la incostante ruota. Arde la rosea gota. Bieca lo sguardo. accoppiansi veloci Gli stami. tal di vivo Amore Spandonsi i germi tenerelli. O ver segnato ne la bianca arena [171] Il caro nome. — Questa è la patria. — Così non men quando di luce ed ombra. ed ardue vette Stende solido muro: alto a l'intorno Di squille orna e di draghi le murrine Fulgide torri. più grandi Fansi con esso.

fuore de la tomba chiama L' ébete Ghiro. d'allegrar fà cenno 215 Al muto Petirosso il germogliante Bosco. vigorosi e baldi Da fiammante fornace in terree forme Versano il rosso acciar. il viso tinta Di bel rossore. ed il temuto 245 Strale figura con vulcanic'arte. ognuno Spïane i miti guardi. impon. E le occhiute sue corna e il pinto usbergo Mirano intenti. o verdi salci Col ridolente tamarisco intrecciano. a l'ara tua d' intorno. Ridente Maggio. e tutto D'oro sfavilla il serico tessuto. [173] Brillando arde GALANTA. con dolce e mite Voce del tardo giugnere garrisce 210 A Primavera. e sciolgonsi le nevi 205 Da' suoi premute folleggianti passi Su bianchi poggi. Sveglia il rauco Cuculio entro la buja Sua cava. or cacciano con lesto Passo e con allargate avide braccia [174] Di fiore in fiore e via di prato in prato 230 La posante farfalla. la scherzosa tragge Sei rivali pastor. E con esso la smorta primoletta E l'azzurro giacinto. e co' bei labbri 200 Rugiadosi gli asperge. seco adducendo L'oricrinita de gli Amor famiglia. allor dispiega Tinte di cielo ogni matassa. l'un con la calda Forcipe volge la rovente massa Sovra incude sonante. e invita la querula Colomba Dolci note a temprare in suon d'amore. e per man giunti In bell'ordin procedono festosi 235 Gl'innocenti a depor serti votivi. 240 Altri di loro. che la raccolta Ala dispieghi il dormiglioso Zefiro. e sovra il piano Il Cherubico stuol vispo s'aggira: Con infantile meraviglia or stendono 225 A la lumaca sdrucciolante il dito. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Sete carico il grembo: ma se amico Attorce Amor con pargolette dita Gli scorrevoli stami. e rilucenti prati. Per le Idalie selvette in simil guisa Si diporta la dea. E tacit'onde. O primavera! omai BELLIDE lieta Coll'armonica tua lingua e col proprio 220 Tuo sì dolce sorriso i figli chiama: A cavalcion di lieve canna. Quegli n'aguzza l'uncinata cima 86 .

presiede su la fervid'onda. in cupe ampie caverne Sotto il suol periglioso arde e fiammeggia Ceruleo zolfo. mentre sorge Da imo e ondeggia vorticoso fuoco. — 295 Tale. i zefiretti invita A gli olenti frascati. in alto indi congesti. o l'aurea mosca impiglia 255 Entro seriche reti. e mentre 87 . i suoi segreti affetti. indi la punta Merge in tosco per l'alma. E quasi par. 275 In torti rivi scorrono dal curvo Di Masson tetto. E su coralli e pomici e conchiglie [176] E cristalli via via serpeggia in letti Di stalattite. che 'l rio Matlock antico Con marmoree mascelle al piè sbadigli. il florido FUCO. o. E i meandri ne guida. E chini su la trepida Derventa 265 Silicei denti. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Su rotante diaspro. — Lo stuolo in tanto de' minor germani Torce con mano affaccendata. i verdi muschi incrosta E la selva intricata. bollono ruscelli Imprigionati. e vïolenti a un tempo A fesse rupi spiccansi traverso 270 In spirali colonne atri vapori Assalendo le nubi. Lieve aleggiando. Un sorridente garzonetto. e giù per le merlate Sue mura cade il liquido tesoro 280 Di rupe in rupe. e fra splendenti cave. e con soavi Baci la vaga Primavera indugia. e in lene suono Ne tempra il rombo. Su mar lucenti di crosciante lava Soffiando vanno. a le sue grige Torri d'intorno. 260 Ov'aspro e freddo al ciel s'erge l'altero Masson. ogni aurora. e di soavi spirti I sorgenti vapor empie e profuma. mentre per l'aure Alto si ruota. Sovra le fonti di Bethsaida un giorno Scuoteva l'ali rugiadose. o ver spaventa [175] Il nero scarabèo. un Angelo scendendo. 250 O l'arco tende repugnante al nervo. e scintillando 285 Tuffasi in grembo del paterno flutto. e stende. e parte impenna Di candid'ale ogni polita freccia. Indi nel gorgo nebbïoso immerge La bella fronte. floridi vincigli Di ramo in ramo. portando infeste rocche in vetta. e squarciangli il gran fianco Di pirìte coverto. Ch'ivi ha dimora. in antri di natìo 290 Metallo ei canta a l'amorevol'Eco.

e nutre e carca De' suoi tesori immisurabil'onde. Gli amori delle piante Erasmo Darwin A le celesti tralucenti membra Ei fea lavacro. or con giocoso balzo Tutte emergono a un tratto. o scorrono lunghesso 315 Il conscio fiume. Or. dolce gli occhi D'adamante intendendo. inalza Perlato il capo. 305 Ma fedo usbergo d'intrecciate scaglie Deforma il resto. alto battendo L'attonito aere con le molli penne. La gentil TRAPA. Cinta la cresta di vulcanie fiamme. Piegan gli agili capi. e sferzano la spuma 320 Collo sguizzar de l'ondulante coda: Sù. giù calando. amfibia ninfa. del par candido e puro. Sale la scabra rupe. Quà volgi il piè. Lunga versa di luce argentea riga Sopra i rivi di Plata. Ed agita su l'onde il crin dorato. s'avanzano. e. tratta Da quattro pastorelli ebbri d'amore. dal prolific'alvo Del Nil sorgendo. salutevol possa 300 Gìa penetrando le turbate linfe. e l'eburneo collo in tanto lava. giù. e al fioco lume [178] De l'incerto crepuscolo s'invola 335 Da gli adusti recessi. Ma già. E casta. Rapite intorno a lei quattro donzelle Nerejdi a le forme. A lei fiorìa Sovra la gota il lusinghier colore Di giovinezza. Lieta in viso la bella OCIMA chiama Il leggiero suo carro. ed ampie schiude 330 Sorgenti ed auree cave. ivi discopre Le pudiche attrattive. incontro al sole 325 D'instabili color brillano adorne. Confuse in aria e in mar tesson carole. e fra le braccia 88 . e ne' begli occhi il dolce Sfavillava d'amor nascente raggio. — Dove la Cordigliera. in scherzosi avvolgimenti. in un sol gruppo tuffansi Di sotto a' fiotti. pura. lenta lenta intorno 310 Scorre. le anelanti branchie E le tremule pinne ella nasconde. [177] E sovra il fiume dispiegar sol osa Le argentee braccia. candida una zona 340 D'argento ornava il tenero suo petto Casto del par. arretransi. ruotansi. a lei bella rosseggia La vergin gota ed il modesto seno. in tondi balli Errando vanno. Sopra fervide ruote ella via solca 345 Le arene tinte del chiaror di luna.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

I sospiranti zefiri si chiama.
Ma l'aereo vapore, alto emergendo
350 Da l'oceàno, a lei le belle irrora
Nitide forme, le odorate svolge
Del crine anella, aspro di sale un velo
Intorno avvolve a le raggianti membra,
E, qual traverso a limpido cristallo
355 Diva reliquia, la Beltà sfavilla, —
L'erba così, che trae dal ghiaccio nome,
Di pellucide borchie offre ingemmati
I bianchi steli e le brinose foglie.
E in simil guisa da le vitree corna,
360 E da gli occhi di perla intorno slancia
[179] Mille color lo scarabeo dorato;
Sul venticello de la sera ei monta
Con preste ali smaltate, ed in usbergo
Adamantino, volteggiando, splende. —
365 Allor così che fragorosi tuoni
Scoppiàr sovra Gomorra, e fiero urtando
Svelse il tremuoto l'esecrate mura;
A Lot rivolto o a la fedel mogliera
Un Angelo lor ospite fea noto
370 L'instante eccidio, e la trepida Bella
Con mano tutelar d'ivi traendo,
“Fuggite, o giusti, (egli dicea) lasciate
Questi di tutte colpe orridi campi,
Accelerate l'agil piè, nè indietro
375 Unqua volgete l'indugevol occhio.”
(Tal fu imposto ad Orfeo quando, rapito
A' suoi flebili modi il truculento
Re de la Notte, e mansuete fatte
Le pallide fantasme, a lui fu dato
380 Trarre la bella Rediviva al giorno.)
Tosto in ampie voragini la terra
Spalancarsi fu vista, e in fiera pioggia
Vampeggiar la tempesta, e sgominate
Rovesciarsi le torri e le cittadi. —
385 Quelli movono innante; alto da tergo
Rugghia il Terrore, e angosciose strida
Urlar nel vento. La gentil raminga,
[180] Oppressa allor da mille teme il core,
Giù per le gote singhiozzando versa
390 Un rìo di pianto; e sì l'afflitto seno
A lei squarcia ogni tenera memoria,
Che, dimentica omai del gran divieto,
Ella si volge. — “Io manco! io cado! ahi lassa!
Gelidi sensi a l'ossa mie traverso
395 Scorron qual lampo, trafiggendo acuti
Il tremante mio seno! Io gelo! io gelo!
Giusto il ciel guarda l'error mio; già sento
Queste rigide farsi algenti membra,

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Gli amori delle piante Erasmo Darwin

Ed in sale indurire! Oh non ancora
400 Cedi, o mio cor, le moribonde fiamme!
E tu.... tu questo estremo.... estremo bacio
Da me ricevi non più a lungo tua!” —
Sì disse, e più non disse. — A quella vista
Il buon consorte stese ambo le braccia
405 A la salma impietrata; al petto strinse
L'immoto sal; trepido pose il labbro
Su l'esanime neve, e pianse, e al muto
Monumento di duolo il guardo infisse. —
Non altrimenti allor ch'Enea di mezzo
410 Le Iliache fiamme a' suoi omeri imposto
Togliea l'egro parente, e per man preso
Adducevasi a fianco il caro figlio;
Troppo lenti alternando i picciol passi
Rimase addietro la gentil Creusa;
415 [181] E fu da Morte in bujo eterno avvolta. —
Fuor di via tratto, il pellegrin solingo
Spesso calca col piè l'ampie rovine
Ed i laghi di zolfo; e sovra biche
Polverose e tra il fango e il nero asfalto
420 Ode il rauco aghirone u' già superba
Stette Gomorra: ivi più volte ei chiama
La sventurata coppia, ed al ciel volti
Gli occhi, e sul freddo cristallino avello
Pensoso in atto il cubito posando,
425 Dal seno esala tacito sospiro.
Di fulgida gorgiera e di leggiadra
Ciarpa a rete adornata, e avvolta il seno
In purpureo velame, ecco la bieca
ARA increspa le ciglia, a gravi passi
430 Misura i campi, al suol lunga una lancia
Strascina, e ombrose in fronte agita piume:
Ma pur dolci d'amor escon faville
Da l'occhio traditore, ed a le assunte
Larve traverso la beltà traluce. —
435 Tempo già fu, che in non dissimil guisa,
Allor che Alcide, cui domar non valse
Unqua fatica, confessò la dolce
Possa del lusinghevole sorriso
Di Dejanira, folleggiando chiese
440 A lui la Bella del lion le spoglie.
[182] A le inette sue mani offrendo in cambio
La muliebre conocchia. Al niveo collo
Già ne si getta la velluta giuba,
E dinanzi abbassati infin sul ciglio
445 I bifidi mustacchi, a l'agil busto
S'adatta intorno il setoloso manto,
E sul morbido petto in croce affibbia
L'ispide zampe. A la nodosa clava
Indi piegando le tenere mani,

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Gli amori delle piante Erasmo Darwin

450 Dal suol la innalza a stento, e la si reca
Sovra l'omero imbelle. Allor più altera
Mover fu vista, e strascicar su i prati
L'ondoso lembo del vajato cuojo.
Lupi, orsi, pardi a quella vista in fuga
455 Abbandonâro le atterrite selve,
E ringhiando tremâr Satiri e Fauni.
Questo è l'altier DIANTO: ov'egli scorga
Soavemente lampeggiar d'un riso
La bella CARIOFILLA, avido il guardo
460 Fisando, n'arde di vietate fiamme:
E sì duolsi e sospira, che a pietate
Move la ninfa, e vincitor la piega
Ad illeciti affetti, ond'è lor data
Mostruosa progenie, erede a un tempo
465 De l'orgoglio paterno, e travisata
De le rosee beltà tolte a la madre. —
[183] Allor così che fra gli eòi boschetti
Su tremul'ale l'Usignuol vagheggia
La Reina de' fiori, e a vol librato,
470 Soavemente gorgheggiando molce
La vereconda ninfa, ed i fragranti
Spirti respira, ond'ella olezza intorno;
Mezzo-augel, mezzo-rosa, ecco un bel mostro
Spunta, e già move le sottili foglie,
475 E l'aere tratta co' lucenti vanni;
Le cosce ei mostra irte di lunghe spine
E di muschio vestite, e con radici
Che a un tempo son virgulti e sono artigli
S'abbarbica a la terra; a lui ricopre
480 Verde corteccia l'aggrinzato collo,
E serto fanno a la ricciuta fronte
Pètali porporini; ogni fior' apre
Canori becchi, e l'incantato bosco
Vocali allegran bottoncin di rosa.
485 Attonita la Sera alto sofferma
La fulgida sua stella; e cheto orecchio
Porge dal carro d'ebano la Notte:
Su candid'ale discendendo in tanto
Fansi intorno le belle Houri, e rapite
490 Beon le sonore e le odorifer'onde.
Quando da l'urna d'ôr versa il Solstizio
Le fervid'ore sovra i bruni figli
[184] Ch'Africa nutre, e nullo a gli abbronzati
Suoi colli intorno venticello aleggia,
495 Fuor de l'arso Harmattàn, che morte sparge
Qualora soffia; e quando ne la polve
Giaccion là stesi i trafelanti pardi,
E bavosi e aggruppati in dure spire
Muojono gli angui; allor che gli sfrondati

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e scinta il fianco. Sorride in mezzo a l'avvampante strage. E Gambia trema. Maravigliando in taciturni armenti 540 Si lavano le foche. e guada i flutti. lieve galleggia Soavemente garrula NELUMBA. e innanzi scorre Con bel riflesso a ricche ampie pagodi 525 E lunate moschèe. e de la luna al raggio Brilla ogni monte. e l'Oceàno Volge sul lito il suo languente gregge: — 505 La bella CHUNDA. ed il Contagio scorre Lungo le salse arene. alto si rota Con placid'ala lo sparviero intento. a lo scostarsi lor. Mentre a lei fosco -trasparente scherza Su le nitide membra. 535 Di pascolar dimentico si posa Il bufalo cornuto. Ed applaude a' suoi liti e con le fresche Aure ragiona. e pènetra col canto 530 L'onde canute. che. l'orizzonte albeggia Di lattea luce. E. Però che dieci giovani fratelli Fanno riparo a l'anelante ninfa 510 Con lieve ombrello. E connivendo il coccodrillo assonna. intorno A l'eburneo suo collo con fermagli D'oro affibbiato. ed a' nativi Boschi tolto l'attonito elefante Tende il patulo orecchio. Immani ispide forme A quel barlume su le peste nevi 92 . — Mentre a lei d'intorno Porgendo orecchio scherzano i suoi Vaghi. che mancar si vede Gli usati flutti. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 500 Suoi boschi piagne l'iracondo Atlante. Là dove freddo da ben cento rupi Deriva il Gange i riboccanti fiotti A' suoi torridi prati. tratte sul lido Le tigri affissan mitemente il guardo. Ov'alto sopra il gelido oceàno 545 [186] E 'l suol nevoso il nordic'Astro guida I suoi seguaci. Libere le svolazzano le chiome. nudo il sorgente Seno n'appare e la rivolta gota: 515 E di seta un sottil manto. e i bei tesori 520 [185] Asconder sembra. E sul liquido pian veglian custodi Di sì cara beltà. traditor gli svela. o le viscose Fronti crollan su l'acque. sinuoso ondeggia. disadorna il capo De le ravvolte bende. e spazïando invoca Gli ecchi a lui fidi. o vero a lei d'intorno Con sollecita mano agitan l'aure.

595 A le braccia sostegno!” — E ciò dicendo. Sciolta a lei nuota la cerulea veste 600 Su per l'acque. scherza lascivetto in alto. — 560 “Deh ti sveglia. Colle spiegate galleggianti piume. e leva i fulgid'occhi. che riede. e la limpida corrente 93 . o venti! Onde. Ah stendi omai Le sì belle tue membra. — Ma fosca in mezzo a la lontana spuma Alfin ravvisa una sorgente macchia. 555 E tardo cede a Primavera il regno. dolce amor mio! Dormite. ahi lassa. e tratto tratto Sotto i lor piè con orrido fragore De gl'irti ghiacci squarciansi le falde. “È desso! è desso!” grida tosto. e tutte esplora L'onde fuggenti. amor mio! (dolce allor sclama L'invaghito LICHENE). Colpiti gli occhi da vivaci dardi Di sfolgorante intorno argentea luce Fuggono in negre e lamentose torme Gli abbarbagliati Démoni notturni. — Come ivi l'ale Carche di brina il senìl Verno scuote. invan! chè tutte 580 Senza carco via via rotansi al lido. o Cigni. sovra il venticello Salito. mio signor.. — [187] Sorgi! vieni a mirar come frondeggia La riscossa foresta.. e in tanto Ch'ei d'ambo i lati con robuste braccia 585 Percote i flutti e li respinge. è desso! 590 Mia vita. già la gleba Verde germoglia. alma donzella! Sorgi.” 575 Mentre di sovra a' queti laghi tremola De l'alta Notte l'usurpato raggio. e i nostri amori Sotto l'ombra celiam d'amiche rose.. Già il bianco monte in torrenti giù versa Lo squagliantesi incarco. — “È desso. Con sollecito passo ardita affronta I gorgoglianti fiotti.. schiudi le tenere palpèbre A lo spuntante raggio. E protende le palme. e fende Col petto in alto l'agitato lago. e co' bei labbri 565 Di rubino saluta il dì. E il francolin tripudïando tratta 570 La torpid'ala. restate! Intorno A la sua fronte svolazzar vi piaccia Fidi Alcïoni! E voi fategli. Gli amori delle piante Erasmo Darwin 550 Erran tacite e lente. La gentil EGA impazïente volge Gli occhi al lucido spazio. La Ninfa piega il bel ginocchio. Ed intronano il ciel.. e preme L'umide arene. e. e per l'ondoso [188] Piano riscontra il rifluente amico. il fior purpureo sboccia.

— E tale in nido 650 [190] Di musco ordito. le faceva riparo 610 Contro il vento nimico: ardenti voti Porge fra tanto a la sua Diva. germe di Gnomi. Tal da sublime torre ondi-cerchiata. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Trasparir lascia le sue nivee membra. Alto in ampie caverne la pudica TRUFFELIA. onde tutt'arde. Su le roccie spandea fioco barlume. In morbida lanugine corcata. e mentre vispi 635 Amori scherzan sovra bianche piume. in alto appesa 605 Chiara lucerna. in che la chiuse Magico carme. Dietro spiegando a la tremula fiamma Il curvo manto. E lo smeraldo umìl verdi a l'intorno Vibra splendòr: cerchio a la volta fanno 630 Lucidi lapislazoli. e fra l'avide braccia Tutto anelante l'amador si stringe. A lui già spreme La molle chioma. E l'Eco impara ne le arcate grotte 640 Tenere a replicar voci amorose. A l'occaso. — Da l'alto a lei sul talamo beato [189] Pendono vivi dïamanti.. Caldo ruscello in luccicanti righe Con grato mormorìo lunghesso cade Riflettenti pareti. La vezzosetta CAPRIFICO alberga Entro ceruleo frutto.. alberga Dolce ognor sorridendo. — Tal pure in silenzio 645 Dorme il Gorgoglio in tenebrose celle Di cava noce.. ardon cerulei Zaffiri a piè. prole de la Terra. alfine un dì pertugia L'arcata scorza con eburneo rostro.. il picciolo Fanello 94 . rosseggiano rubini. e varj 625 Di bell'oro diramansi disegni Sovra il ciel di cristallo. astro nocchier d'amore. E a l'agitar de le facelle spargono Celeste giorno. la bella Ero mirava L'infrangentesi mare. già gli scalda e terge 615 Il nudo petto. E l'amante fanciulla genuflessa. e sovra ordite 620 Di molle amianto nitide coltrìci S'offre a lo sposo suo. ad intervalli s'ode Il dolce suono de l'Eolie corde. E sovra membranose ali s'invola A l'angusto abituro. Confessando l'amore. e di pinte Agate appare intarsïato il suolo. e guida Su per gli gonfj tenebrosi flutti L'audace suo Leandro.

Benchè sorgan di mezzo ardue montagne. e nel segreto Suo tetto cerca l'indulgente Bella. arrossendo. de le palme un velo. E le pudiche Oceanine a gli occhi Fansi. E così pur si volge Magnetic'ago impazïente al polo. e modular s'attenta 655 Teneri metri. Al sen chiamando l'incantato Silfo Ond'è consorte. E da boschi ricinta.. — L'invaghito BISSO Colla florida sposa ivi apre a l'aure Le verdi vele. ed alto in aria Pende sul mare: al ponderoso tetto 680 Quà e là sostegno di se fanno antique Di basalto colonne. e a l'atre mura intorno Rauchi soffiano i venti. Sovra spiegate placid'ale ei fende 665 L'aere cedente. e fervon l'acque 685 Abbarbaglianti. E fuor tosto balzando agita a l'aere Le nuove piume. saettando i flutti Come raggio di sole. Con lieve briglia. obbliqua piega La verde valle ad incontrar del mare I salsi flutti. Ma l'errante ingegno Ove me porta a volo? — Ecco non pria La vaga Ninfa il talisman percuote. e scintillando guida 690 Al segreto covil la fida coppia A lei devota: agili Amori intorno Al letto nuzïal agitan l'ali. 700 Il PROTEO AMANTE supplicando s'offre 95 . guida Il volante destriero. Ampia e buja caverna in arco piega Le marmoree sue braccia. I foschi fiotti indora L'idalia stella. e lo spumoso mare Affronta audace.. immerse il piede Nel girevole flutto: a' susurranti Merli traverso.. che l'aereo Sire 660 Tosto cavalca l'agile Zanzara. Gli amori delle piante Erasmo Darwin Sotto il materno sen destato in vita Lieto garrisce ne l'aperto guscio. — Così traverso ad ogni corpo slancia Elettric'aura con repente impulso 670 La sottil vampa. opra d'Aracne. E vastissimi mar rotolin l'onde Dove a le Calidonie Orcadi intorno 675 Bianchi torrenti con perpetua rabbia [191] Scavan mugghiando l'imminente lito.. 695 Dove irrigata da le gelid'onde. e giù si cala Per vitree scese d'invisibil'etra. sovra cui splendendo Versa il meriggio tremule scintille.

In vago procedendo ordine. a la fine all'aere egli apre Le piumate sue vele. Mentr'ei spazia a di lungo. Or fra nuvoli tresca e fra procelle. 705 Ecco. Paga la ninfa sul fiorito margo Con mano lusinghiera a terra volge 725 Il natante suo drudo. Ergono a l'aure la canzon festosa. Ma in fine giunti gli esultanti sposi 96 . la velluta zampa. [193] Gli ampi vanni dispiega. e di traverso 750 Sfugge da l'occhio lo scaltrito Guardo. al tempio S'avvìan d'Imène: idalio mirto ombreggia A' sorridenti giovani la fronte. e quella. Ma già i sembianti di macchiato Pardo Ei toglie. girando Il rilucente sinuoso collo. e d'un suo sottil nastro lo imbriglia. sì ch'ora in su l'arena scherza. ne l'onde i fianchi Scagliosi lava. Imprime a lei con porporino rostro Teneri baci su l'ardente gota. saltellando in giro. Gli amori delle piante Erasmo Darwin A la lepida sposa. erge superba 730 D'ebano cresta. Con nivee dita la furbetta in tanto Stringe serici nodi a lui sul tondo Muso. alto percote Il cembalo sonoro. accarezzato. e omai la non più schiva Consorte al sen lanuginoso ei strigne. e su la curva schiena Si trae l'allegra forosetta. Compagne a cento pastorei leggiadri Fansi cento fanciulle. Lievi i Piacer con luccicante piede Seguono il coro. a' passi de la Bella intorno Vispo trastulla. mille assumendo Forme. vôlto in delfin. 740 E vela un serto d'olezzanti rose Il virgineo rossor de le donzelle. imprime 715 La man di lei con bianchi denti. 745 Folto in tanto drappel di lieti Amori Contro i facili cor lanciano a gara Promiscue frecce dal sonante nervo: Dolci susurri sibilando svolano Su leggerissim'ali. e mite Sul sen le stende. e l'Oceàno 710 Maravigliando le sue note ascolta. e vincer pensa [192] De la bella il rigor. e. ed i vïali guarda A lei più cari. e quei. 720 Quale un Cigno. e altiero innanzi A' ventilanti zefiri trascorre. e loro a scorta 735 S'offre il tenero ADONE: a coppia a coppia Lungo sacre selvette i lieti Amanti.

760 A gli Otaïti Venere comparte. 770 Ritrosi i Gnomi a la terrestre stanza Fêro ritorno. e tenda de gli aerei strati. e tutte leggi Amore. In fuor di quelle di natura. di lucenti stelle I taciti ingemmò campi de l'etra. Tale pur. alto i rapiti Silfi levôrsi in garruli drappelli. Gli amori delle piante Erasmo Darwin D’Imene a l'ara. e abbrividato chiuse Ogni fioretto le vellute bocce. A se facendo de le molli nubi Guanciale. là di mezzo a l'onde australi. con mormorante labbro Sciolgono il voto infido: allor lo Dio 755 Licenzïoso impalma loro e strigne [194] Le miste mani. FINE. Lieve in punta di piè quindi appressando Chinò la NOTTE sul discorde plettro 775 La bruna orecchia. irride. ed in lascive accoppia Nozze comuni il meretricio stuolo. 97 . e umilemente chini Sul pio terren. Quì la Diva cessò: plaudendo i lieti 765 Zefiretti strisciar le mute fila Colle piume ondeggianti. E replicar le favolose pene A' suoi canori Usignuoletti impose. Vezzi e sorrisi e s'altro egual v'ha dono. Di sua serica rete la beata Isola copre.

Questa pianta viene recata dalle regioni calde dell'Asia e dell'Africa entro le nostre serre. v. o canna d'India. Silfi lieve-aleggianti ec.T. intorno ai vasi ugnendo Le leggerissim'ale di farfalla. (ivi v. Su leggerissim'ale di farfalla. Onde il bel volto vergognando adorna “La sua cara metà: cara a me pure. . (p. e sua nota. giacchè è probabile.). 63. . In sua bellezza rigoglioso. Le note del Traduttore sono chiuse fra parentesi. Gl'Indiani servonsi de' semi per sostituirli alle palle d'arme da fuoco. ivi v. 3.T. Poi che ugual vanti a la mia Diva il nome. e non di rado sono per modo intarsiati insieme da potervi comodamente passeggiar sopra. 28. oh quanta [196] Bee voluttà da la vermiglia tinta. CANNA (canna Indica L. CALLITRICHE (callitriche verna L.) Canna. 203. . Le foglie superiori crescono in forma d'una stella. ed in alcune contrade cattoliche vengono invece infilzati ad uso di rosario.) (v. La Primoletta ec.T. 98 . .) (ivi v. 2. I. e segnate in fine con un T. Ma de la Rosa ec. o d'ambedue i sessi. che si sup- pongono da’ poeti presedere alle operazioni degli elementi. Vocabolo da me coniato sul latino primula veris. I Silfi come pure i Gnomi sono genietti invisibili. N.) p. 4-v. Il testo ha invece ale di ragnatela (cobweb wings). Ciascun fiore contiene un maschio ed una femmina. Vedi la descrizione nel Canto IV. giacchè non mi garbava punto il nome triviale di primavera. 75. I suoi gambi e le sue foglie galleggiano da lontano sopra l'acque. 19 il freddo Galanto (Galanthus nivalis): questo è il primo fiore che compare dopo il sol- stizio d'inverno. Questo fiore contiene un maschio e due femmine.) (p. 18. ragione per cui da Ray e da altri chiamasi stella- ria aquatica. v. ritrar tu fai A gli audaci la man colle adirate Tue spine.” .) p. e porta un bel fiore chermisì. ed ha costruito sulle lor nozze il suo impareggiabile sistema di Botanica.T.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [195] NOTE AL CANTO I. che tutti i fiori contengono famiglie di maschj o di femmine. B. 2 v. ha dimostra- to. celebre naturalista Svedese. che questi fossero originalmente i nomi delle figure geroglifiche degli elementi medesimi.T. 21. 66. Ottien mercede de' suoi casti affetti! Linneo. Se Darwin si fosse trovato nelle circostanze del suo traduttore avrebbe potuto in proposito della rosa fare la seguente digressione: Ma de la Rosa il giovine marito. v. ella coll' armi del contegno. E in mezzo ad ogni fior sorgi reina Com'ella in mezzo a tutte l'altre Belle: Paga d'un solo amor. Il verso da me usato è tolto a Parini là ove dice: Mille d'intorno a lui volano odori Che a le varie manteche ama rapire L'auretta dolce. Il maschio vive talvolta in un fiore separato.

oppure indica egli un istinto vegeta- bile per la conservazione della specie?. e si rialza tosto ch'è fecondata. i maschi. È questo un effetto meccanico. ed in parecchie altre. ed il Dott.) ivi V. [199] ivi v. sono distribuiti in due fascetti. che ad aprire la carena de' fiori di ginestra prima che si sieno schiusi spontanea- mente. carcuma. pare. che niun altro animale fra i bruti si diletti d'alcun odore fuori di quelli del loro cibo o della lor preda. I fiori di questa classe sono chia- mati papilionacei per la loro somiglianza ad una farfalla. che il T. Vedi la nota sopra la collinsonia. ed in altri fiori di questa classe. MELISSA (melissa officinalis L. che i due stami o maschi inferiori arri- vano alla maturità prima dei due più alti. ossia il ca- po della femmina. [198] (ivi. meadia. ossia la femmina. Subito. Il pistillo è molto più lungo degli stami.Nello spartium scoparium. ossia due fratelli: nulladimeno nella genista sono uniti in un fascetto solo. v. = Vedi gloriosa e genista. Egli è probabile che una dalla antere possa maturare avanti l'altra. uno de' quali s'innalza sopra l'altro d'un quarto di pollice. Quindi necessariamente addiviene 1. e si applica all'altro.MEADIA. e la femmina si piega fino a giugnere a contatto con uno di essi. Le femmine nella nigella sono altissime in confronto de' maschi. 99. continuando ad innalzarsi un pochettino.) Ciascun fiore contiene una femmina e quattro ma- schi. affinchè. Tutte le piante di questa classe. danno al fiore una tal quale rassomiglianza colla corona reale. e la draba. come nel fiore de' piselli. 5. nella borago. ossia immaturo. ossia due poteri. si toccano l'uno coll'altro. (genista L. ossia gli stami.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [197] ivi v. le quali hanno i semi nudi. e lo stimma. sono aromatiche. ha fatti alcuni cambiamenti di luogo riguardo alle descrizioni del- la genista. che sono for- mati i semi. ossia le antere. egli si ritorce all'istante come un corno da caccia. melissa. per lo che Linneo ha chiamata questa classe diadelfia. . trovasi tra il fascetto superiore. 94. Mead ad affigergli il proprio.Vedi la nota all'elce ed alla gloriosa. Io ho ultima- mente osservata una circostanza singolarissima in questo fiore: ognuno de' due maschi sta molto lontano e diverge assaissimo dall'altro. Nella meadia. o ginestra comune.T. e non abbia così il fiore a perdere la sua bellezza. Ed i petali sono così vagamente ripiegati da impedire. nel solanum. continua ad allungarsi. ho ultimamente osservata una curiosa circostanza.) Ginestra. I maschi sono gene- ralmente uniti al fondo in due serie. il fa- scetto superiore non può arrivare alla maturità così presto come l'inferiore. una femmina. Dopo che questi hanno versato il loro polline. 104.). o le gocce della rugiada discorrano giù e lavino via codesta polvere prematura. lo stimma possa pendere all'ingiù e ricevere la polvere fecondante delle antere. ma sì tosto come il pistillo ha acquistato abbastanza d'ingrandimento per dischiudere la carena. GENISTA. quindi i peduncoli de' fiori sono elegantemente curvati. Due maschi. La bellezza straordinaria di questo fiore indusse Linneo a dargli un nome esprimente le dodici divinità. si applica agli stami superiori. la gloriosa. si rivolgono all'infuori. o maturo fascetto de' ma- schi.) Cinque maschi ed una femmina. ed in pochi giorni arriva di nuovo a porsi in mezzo al fascetto superiore pel tempo della sua maturità. per lo che questa classe vien chiamata didynamia. ossia lo stimma. piegandosi sovra loro in giro. ossia la femmina. ed inserisce il suo capo. COLLINIA (collinsonia Canadensis L. non si ha. Il maro e la nepitella formano particolarmente la delizia de' gatti. si erigono tutti i peduncoli per impedire che non vengano a cadere. alcea ed iride. Per convincersi di questo fatto maravi- glioso. Dieci maschi. nel mentre che la espongono alla luce ed all'aria. che la pioggia. nel cyclamen. dopo alcun tempo lo abbandona. e le ha collegate insieme per mezzo di tenui nodi. Ho osservato nella ballota. ed una femmina. giacchè erano queste troppo brevi per restar disgiunte. Si avverte. . ed il pistillo. La femmina dell'epilobium angustifolium s'incurva giù fra i ma- schi per molti giorni. 87. nell'inferiore. Vedi la nota sopra la gloriosa e la genista. i filamenti sono cortissimi in paragone dello stilo. (dodecatheon meadia L. e. I maschi.° che gli stami sieno forniti 99 . p. due de' quali sono più alti. Il pistillo.

nella bocca del fiore a guisa d'un insetto. ma vi sono inoltre quattro ma- schi imperfetti. e neutri. [200] ivi v. Evvi anche uno stilo privo di stimma in tutto l'ordine della [202] dioecia ginan- dria. come nel girasole. i fori a for[201]ma di ruota. femmine.Gli amori delle piante Erasmo Darwin di lunghe antere. nelle rose. Alcune specie d'iride hanno un fiore vagamente screziato. co- 100 . e che perciò. ossia maschi confederati. come nella campanula.) Un maschio ed una femmina. col quale inganno ella probabil- mente nel suo clima nativo previene. 6. Circa altri generi di mostri vegetabili vedi la nota alla piantaggine. p. 113. come nella caltha. come pure ne viene esclusa la piog- gia. i filamenti sono le parti più costanti. e sono chiamati eunuchi. e s'insinua. . L'opulus è un'altra pianta che contiene alcuni fiori non prolifici. ma soltanto cinque terminano con antere: il lino del Portogallo ha dieci maschi o stami perfetti: la verbena delle nostre contrade ha quattro maschi. chiamati da Linneo eunuchi. Il lino delle no- stre contrade ha dieci filamenti. 3.° Che questi peduncoli si erigano allorchè il germe è fecondato. quindi si può soventemente scoprire il genere o la fami- glia per mezzo del calice. 150. mentre n'è ammessa l'aria. 2. Botan. non hanno che la metà de' loro filamenti forniti di antere. nella peonia e nell'alcea. che si trovano nel margine. nella nigella. la margheritina e la matricale ne somministrano esempj. copre i tre maschi. . e nello stramonium: ma in altri i petali diventano così numerosi da escludere totalmente gli stami o maschi.° Dall'allungamento de' floscoli nel centro.Phil. (curcuma L.° Dalla moltiplicazione dei petali e dalla esclusione de' nettarj. IRIDE.° Che s'incurvino i petali. o filamenti privi delle rispettive antere. non sono forniti che di uno stilo privo dello stimma. analoga ai rudimenti degli stami sopradescritti. per così dire. o capo della femmina. ma senza escludere gli stami. che non si apra sover- chiamente durante il giorno. contraffacendo un petalo colle sue divisioni. Evvi una curiosa circostanza riguardo alla classe degl'insetti.° Dalla moltiplicazione de' nettarj e dalla esclusione de' petali come nella colombina. Noi pos- siamo da ciò dedurre. nell'alcea. se i filamenti soltanto divenis- sero più lunghi. quindi facilmente si riconosce il numero naturale de' petali. 121. CURCUMA.Phil. 4. e strisce ranciate. Nell'iris persica l'estremità del petalo inferiore è porporina. una femmina. Il periantio non si cangia in fiorj doppi. Nella stessa guisa alcune razze d'insetti hanno tra loro maschi. come nel delphinium (larkspur). In alcuni di questi i petali sono moltiplicati tre o quattro volte. sono da' botanici riguardati come mostri vegetabili. Nell'istessa guisa i floscoli formanti i raggi de' fiori. il largo stimma. Questi mostri vegetabili sono formati in varie guise. che hanno due ale. quella di Svezia non ne ha che due. Bot. ALCEA. la serie inferiore de' petali rimane immutata in quanto al numero. 128. (iris L. le formiche. che hanno molti petali. 2. e lo facilita a rimettersi alla notte. queste non producono semi. affinchè il fiore possa pendere in giù. N. rispettivamente allo stilo fornirebbe un contrassegno più certo del loro carattere ge- nerico. 116. la gratiola ed il geranio a foglia di cicuta. ivi v. sono moltiplicati ad esclusione de' fiori a forma di campana. come ne' papaveri. ) Tre maschi. quindi producono alcuni semi. in codesti fiori. v.° Che si allunghi e pieghi il peduncolo. cioè trovansi due picciole protuberanze collocate ciascuna sopra un gambo o peduncolo. le quali. che appartengono all'ordine della poligamia frustanea della classe singenesia. che tutto questo apparato poteva risparmiarsi. (alcea rosea flore pleno) I fiori doppj. di cui tanto dilettarsi i fioristi. che trovansi nel centro. 1. generalmente sotto una piccola scaglia curvata. In questi fiori. ossia dipteri. la bigonia catalpa. che un simile insetto non la depredi del suo mele: gli orli del petalo inferiore si combaciano con quelli del superiore: lo che impedisce. come nell'ebulo (gelder-rose). i cui fiori maschi sono per conseguenza sterili.° In alcuni fiori crescenti a parasole (florum cyma). L'albuca. cotale nell'hepatica. con orli bianchi. le vespe. e che quindi la loro lunghezza. nel ranunculus. p. 4. e per conse- guenza sono sterili. 3. tali sono le api.

è una prova maravi- gliosa di questa opinione. La sandraca si ottiene dal ginepro comune. Desdemona. OSIRI. come non soggetti a corruzione. “And I loved her that she did pity them. e non aveano in tutto quel tempo sofferto alcun danno. Critical Review for March. Pietro di Roma.) Due case. I fio- ri doppi diventano mostri per la moltiplicazione de' loro petali o nettarj. e le squa- me dell'amento nel salix rosea. ivi v. T. Sono degni d'es- sere qui riportati i due seguenti versi: “She loved me for the dangers I had past. se il giorno è sereno. senza sup- porre una particolare attrazione: queste piante rassomigliano ad alcuni insetti. Reynier. o su differenti piedi. col crescere diventan foglie. 101 . (osyris alba L. ed in una specie di dianto. Dict art. abbondantissimo. L'Aut. con disegno di prevenire la loro fecondità. ed esser portato a lontani pistilli. 1788. allude alla Tragedia di Shakespear. de' cangiamenti in alcune parti de' loro corpi. e raccogliendo il sugo che ne trasuda. e la gluma. che hanno durato dal tempo di Costantino fino a quello di Papa Eugenio IV. gli Ateniesi seppellivano i corpi de' loro eroi entro sforzieri di cipresso.) Una casa. CIPRESSO. V. Bladh. ed in molti esperimenti il fiore gettò fuori nuovi [203] filamenti dalla parte ferita. Gli esperimenti furono fatti sopra il geum rivale. I maschi di alcune di queste piante che stanno in fiori separati dalle femmine. s'allargano fuor di misura. Quindi Orazio [204] speramus carmina fingi posse linenda cedro et lævi servanda cupresso. Acad. istituiti per un al- tro oggetto. ma sulla stessa pianta. Secondo Tu- cidide. Le squame paleacee del calice nel xeranthemum. coniferæ) Le porte della chiesa di S. s'accorda colla dignità del Creatore di tutte le cose. I maschi e le femmine sono in differenti piedi di pianta. (p. Amœn. 127. come le formiche e la cocciniglia. l'Othello. 7. Altri animali sembrano aver sofferto. Sonvi molti esempi da riferire. I maschi e le femmine di tutte le piante conifere trovansi in fiori separa- ti. PIANTAGGINE. 7. al momento della loro nascita. Queste piante danno resina. i rudimenti d'ali inferiori. su diver- se specie di malve. e si suppone che molte di esse possano supplire a' più durevoli legni. Ritornando al nostro proposito. di differenti lunghez- ze. e si convertono in vere foglie. ivi v. Vedi A. hanno una membrana elastica. che con- tengono le mummie d'Egitto. (cupressus sempervirens L. sembra. di cui sono coperte le matite.Gli amori delle piante Erasmo Darwin me apparisce. o sullo stesso. o lolla. ripie- ne generalmente d'una specie di latte allungato. sono. e producono altri generi di mostri. la quale lancia il loro polline ad una distanza considerabile. Le incorruttibili casse. ed il cedro. spesse volte rassembra una nube. e sull'æchinops eitro. sono di cipresso. e l'incenso da quello a frutto giallo. Vedi la nota all'alcea. come può vedersi nell'ortica comune. erano di cipresso. 140. Farebbero mai tutte le produzioni della natura de' progressi verso una maggior perfezione? Questa idea appoggiata alle moderne scoperte e deduzioni sopra la formazione progressiva delle parti solide del globo terracqueo. che i filamenti privi d'antera siano uno sforzo delle pian- te a produrre più stami. come apparirebbe da alcuni esperimenti del Sig. il qual polline. (Vedi Miln's Bot. (plantago major rosea) In questo mostro vegetabile le brattee. ossia sfoglie. Ciò che chiamasi trementina di Venezia si ottiene dal larice incidendo la corteccia circa due piedi dalla terra. e le femmine ne sono prive. cioè a dire mille e cento anni.v. ivi v. La esistenza di mammelle sovra il petto degli animali maschi. co- sicchè può stendersi assai ampiamente nell'atmosfera. 134. 130. Egli tagliò via gli stami di parecchi fiori. i cui maschi hanno ali. non è sog- getto ad essere tarlato. durante un lungo processo di tempo. in alcune gramigne alpestri. allorchè le antere si aprono. i quali possono aver avuto luogo per renderli atti a nuovi mezzi di procurarsi l'alimento. e chiamansi da Linneo halteres. Una simile incorruttibilità fu pure accordata al cedro. in cui le femmine sono state fecondate a grandissima distanza dal loro maschio: il polline dischiuso dalle antere è leggerissimo. sottilissimo. I maschi vivono in fiori separati. ma che non produssero nuove antere.

= Vedi Mad. è pur troppo riconosciuto per vero da tutte le donne! come sanno esse. tutti i filamenti. in luogo di semi. . Questa pianta cresce sovra le rupi umide. ch'ella è frequentemente vivipara. LYCHNI. V. E. = Traduz. = Milano presso Pirotta e Maspero. La festuca dumetorum emette bulbi dalle vagine del suo culmo. ital. che n'ebbe. che se un filamento venga toccato. e questi sono connessi in cima. Chondrilla. 168. Il polygonum viviparum. V. L'alium magicum. Acad. gli stami trovansi sui petali. Le altre gramigne hanno tre maschi e due femmine: i fiori di questa danno l'odor fragrante al fieno. tutta quanta la polvere fecondatrice si raccoglie sullo stimma. e l'antera. cioè ch'ella porta alcune volte radici o bulbi in luogo di semi. Ed io amai lei per la pietà. e spesso ad una 102 . dopo esser egli stato separato dal floscolo. e metton radice entro terra. sui carcioffi. che questa circostanza abbia luogo in molte gramigne alpestri. ai quali era stato esposto. le parti del suo fiore. (chondrilla juncea L. la gloria che possono riflettere sopra. e in questa situazione rimangono perfettamente rigide. i cui semi vengono continuamente divorati da piccoli uccelli. ( Observ. che cascan via. quindi il nome di codesta classe. mercè questo alzarsi e deprimersi dell'antera. che sostengono il cilindro dell'antera. come si dice. lo stame piegasi istantaneamente all'insù. i quali sono succeduti da bottoni o bulbi. T. in un discorso sopra l'irritabilità de' fiori. che il solo mezzo impiegato per sedurre Desdemona fu il racconto dei pericoli. I suoi esperimenti furono tentati sulle centaurea calci- trapoides. ivi v. che contengono le cinque femmine. 151. A. de Staël-Holstein della letteratura considerata ne' suoi rapporti colle istituzioni sociali. ovvero con un ago spuntato. che costituiscono il disco de' fiori in questa classe. Uno scritto- re italiano.Holstein parlando di questa tragedia s'esprime così = Come bene Shakespear ha colto ciò che forma il legame dei due sessi. ed ovipara in autunno. è il loro incanto più irresistibile. abbracciando lo stimma. by T.) ivi v. ossia canna. [205] Mad. Amœn. (lychnis) Dieci maschi e cinque femmine. ossia i suoi semi sono assai poco discernibili. Dicesi. si contrarrà alla guisa delle fibre muscolari degli animati. che se venga toccata la sommità del floscolo. la qual produzione sembra essere un nisus naturæ. sotto le cui concave sommità si ricovrano le antere. che non consiste nell'adulazione l'arte onnipotente degli uomini per farsi amare da loro! La protezione tutelare. sparge il suo polline. come ciò ch'ei dice. ma toccando al di dentro il filamento vicino alla base di lui con una sottil setola. Io sono informato. s'innalza circa un piede con una bella spiga di fiori. Smith.Gli amori delle piante Erasmo Darwin che ho io altravolta così tradotti Ella amò me per le sventure mie. Staël. ch'eglino accordar possono al timido oggetto della loro scelta. I numerosi flo- scoli. M. 161. asserisce. si trovano sovra differenti piedi.T. i quali dopo qualche tempo cadono. 8. D. produce bulbi sul suo capo. I fiori. Egli aggiunge. che non è meno stra- ordinaria: la stessa specie d'aphis è vivipara in estate. 182. e fanno radice. Bladh. Le piante più giovani sono di un bel verde vivace. il coraggio e la debolezza! Quando Othello protesta a- vanti il Senato di Venezia. on the Irritation of Vegetables. ANTOXA. contengono in ciascuno cinque maschi cir- condanti una femmina. una debil vita. p. Si vede fre- quentemente [206] sovra la betulla (birch tree) una produzione simile al nido d'un uccello. e che. OSMUNDA. si contraggono. per produrre un altro albero.) ivi v. (anthoxanthum odoratum L ) Due maschi e due femmine. [207] Nello stato naturale del fiore espanso del berbero. quindi Linneo ha dato a questa classe il nome di matrimonio clandestino. 7.) Della classe maschi confederati. e quelli che contengono i dieci maschi. cardoni ec. Evvi un esempio di questo doppio modo gli produzione nel regno animale. allorchè ca- scando via può metter radice nella terra umida.

s'avvicinano gli altri tre. o sono così irritabili. o divorino il seme. Forse ha luogo una differenza circa il tempo della maturanza in tutti que' fiori. e nell'istesso tempo ammettono l'aria a' net- 11 Parini Mat. GLORIOSA. il lychnis. e circondano la femmina qualche tempo prima degli altri sei: e quando questi declinano. (gloriosa superba L. La dionæa muscipula possiede un ancor più meraviglioso artifizio per impedire la depredazione degli insetti: le foglie di lei sono armate di lunghi denti. s'innalzano intorno ai petali. e strisciando una paglia lungo il mezzo della costa delle foglie men- tr'esse giacevano sulla terra intorno allo stelo. queste antere sorgono separatamente dalle loro nicchie. 103 . e periscono quindi nel fiore. simili alle antenne degli insetti. Nella kalmia. che quando un insetto vi si arrampica sopra. Il fiore manda un odore di cadavere. è un curioso ritrovato per [209] impedire che i varj insetti predino il mele. una femmina. Io vidi oggi una pianta di dionæa muscipula. Parecchi altri fiori hanno. e s'appressano al pistillo per alcun tempo. La materia viscosa che circonda lo stelo sotto i fiori di codesta pianta. e subentrano in loro luogo. Nella drosera si osserva un altro genere di trappola a mosche (V. v.) p. perciò il suo nome di fly- eater (mangiatore di mosche). e quindi ritornano alla primiera loro situazione. ed il pistillo si piega loro vicino ad angolo retto per inserire in mezzo a loro il suo stimma. Quando le femmine pervengono alla loro maturità. sorgono gli altri tre stami. p. SILENE. Cinque dei dieci maschi arrivano alla loro maturità alcuni giorni prima degli altri cinque. 235. Linneo nel suo Supplementum Plantarum racconta quanto segue intorno all'arum muscivorum.Gli amori delle piante Erasmo Darwin gran distanza gli uni dagli altri. e quando questi declinano. e [208] tre vi si avvi- cinano alternativamente pei primi. esse si stringono. Questa è la in mille scritti Celebrata Ninon. in simil guisa. la saxifraga (Vedi geni- sta). sta collocato un recipiente d'acqua intorno a ciascun nodo del gambo (Vedi la Nota a questa pianta). e s'accostano al pistillo. (fly-trap of Venus = trappola da mosche di Venere) nella collezione di Sir Boothby. e ciascuna antera è nicchiata nella corolla. come i denti d'una trappola da sorci. I petali di questo bel fio- re. 9. due serie di stami di differente età. 10. e le antere trovansi in distanza del pistillo. che sono primi a maturare. Nell'apocymum androsæmifolium le antere convergono suvra i nettarj. onde sia difesa dal freddo e dall'umidità. Nel dipsacus evvi un altro ritrovato a questo oggetto. 198. e schiaccianlo o trafiggonlo a morte. con tre degli stami. a misu- ra che questi declinano. Quelli di colore scarlatto contribuiscono molto alla bellezza de' nostri prati in maggio ed in giugno. che loro s'oppongono. ed una femmina). v. si rinserrò incrocicchiando le spine ossia orli della foglia. i sei stami sono egualmente lunghi. come si può vedere aprendo la corolla avanti ch'ella sbocci naturalmente. a motivo de' peli pungenti al di dentro. s'innalzano in apparente disordine. Nella fritillaria persica. e spargono grato odore durante la notte (Vedi cerea). che hanno nu- merosi stami. e del cucùbalus otites. per lo che le mo- sche sono attirate a deporvi entro le loro uova. sorgono gli altri sei. (ivi v. Riguardo all'episodio introdotto da Dar- win. bellissimo fior rosso che cresce sulle sponde de' fiumi. In pochi giorni. ciascheduna. ) Ciascun fiore è abitato da tre femmine e da dieci maschi. che sono formati [210] di cinque corpuscoli glandolari ovali circondanti il germe. ma invano sforzansi poi di fuggire. i dieci stami sono collocati intorno al pistillo alla forma de' raggi d'una ruota. ma si aprono. circa in un secondo di tempo.11 di cui tanti si raccontano curiosi aneddoti in fatto d'amore.T. Nel lithrum salicaria (che ha dodici maschi. novella Aspasia ec. (silene armeria L.) Sei maschi. sei de' maschi maturano. . drosera). NINON. vedi Vie de Ninon de Lenclos premessa alle sue lettere. I fiori della silene e del cucùbalus stanno chiusi tutto il giorno. come se guardasse- ro fuori per vedere i loro distanti sposi. o giacciono distese sopra la terra intorno allo stelo. come l'adoxa.

° Per produrre un tale effetto. a guisa d'una banderuola. ossia pendenti obbliquamente all'orizzon- te: e queste. la corolla è frastagliata. volgono il dorso al vento. Ma tostochè una mosca inserisce la sua proboscide fra queste antere per depredarvi il mele. ingegnoso giardiniere a Newark. e quindi di porta- re lo stimma frammezzo alle antere. per cui frequentemente le mosche giungono a fuggire. non meno che molti animali. il loro polline cade sullo stimma. così lo stilo ed i filamenti in molti di questi fiori continuano a crescere e farsi più lunghi. il pistillo e gli stami sono fatti in guisa da poter piegarsi all'ingiù.Gli amori delle piante Erasmo Darwin tarj fra' rispettivi interstizj. la corolla è profondamente divisa. ed altre morte: generalmente elleno vengono af- ferrate pel corpo o per la proboscide. v. o 104 . siccome i loro peduncoli sono assai gracili. come nella rosa e nel berbero. ho ve- duti molti fiori d'un apocymum con tre mosche morte in ciascuno ec. Altri fiori campaniformi lasciano pendere all'ingiù lo loro aperture. che quasi ogni fiore di questa elegante pianta avea una mosca afferrata. hanno le loro corolle solamente tentennanti. e quattro femmine. ovvero in tempo di pioggia o di freddo. ed of- fre un bell'esempio d'arte. e sono al medesimo tempo riparati.) Quattro maschi. sono fornite di armi per loro difesa. AMARILLI. mi favorì di sue ulteriori notizie su questo oggetto. L'ho visitato di spesso.° Il pistillo è assai grande in confronto degli stami. come nel martagon. offrano qualche riparo alla pioggia ed alla rugiada che vi cade perpendicolarmente. Molti di questi fiori. e quindi preservano molto opportunamente i loro inchiusi stami ed antere dalla pioggia e dal freddo. di quel che sia l'usuale inclinazione della corolla in questo genere. 254. s'addossano e chiudono lo stilo ed i filamenti. la nota). ed ho frequentemente ritrovate ne' suoi fiori quattro o cinque mosche. affinchè il polline fecondatore cada sulle antere o sullo stimma. “Il mio apocymum non è ancora sfiorito. giacchè i fiori rimangono aperti durante la notte. 271. e nel medesimo tempo. dalla pioggia e dalla rugiada. che sono formati dalla superficie della corteccia della pianta. come l'hemerocallis e l'amaryllis. piegandosi fortemente più basso all'orizzonte. è più lungo degli stami. affine d'accorciarlo. Ma siccome è necessario per la loro fecondazione. come nella meadia (V. 2. per quel ch'io suppongo. Molte piante. e con ciò proteggono gli inchiusi loro stami e pistilli. Ciò mi venne riferito da R. 12. che vi venga libe- ramente ammessa l'aria. che sono un prolungamento del legno. Darwin. W. Altri fiori campaniformi. Presso il Sig. [212] L'amaryllis formosissima è un fiore appartenente al genere ultimamente menzionato. e le divisioni sono rivoltate in cima. ELCE. si osserva più costantemente nel fiore. quand'è maturo. e poche settimane dopo.° In contrapposizione di questa circostanza. dopo che la corolla si è allargata. 1. esse convergonsi più strettamente. colle due più piccole vicine. alcune vive. dal che ne risulta la maggior ele- ganza del fiore. e pendono giù sotto il suo orlo.) Sei maschi. p. (amaryllis formo[211]sissima L. e quindi più difficili de' primi ad essere staccate. Evvi un altro ritrovato a questo oggetto nell'hemerocallis flava: spesso il lungo pi- stillo di lui è ritorto alcun poco alla foggia di un N majuscola. come nella spinalba. e che invano re- plicatamente si sforzò di liberarsi fino a che le antere non furono separate per mezzo d'uno spillo: per alcuni giorni egli aveva osservato. e possessore d'una bella collezione di piante. al contrario di ciò. queste sono o aculei. In altri fiori. come ben si vedeva per mezzo d'un microscopio. egualmente come la meadia. come il convolvulo. Cavaliere d'Elston in Nottinghamshire. lo che non può essere spiegato come un mero meccanismo. e la più piccola divisione. come da un ombrello. Molti fiori campaniformi chiudono di notte le loro aperture. (ilex aquifolium L. il quale mostrommi la pianta in fiore li 2 luglio 1788 con una mosca tenuta stretta per la fine della sua proboscide. 3. e ciò è quanto. ve n'ha una presente- mente acchiappata solamente per una gamba. V. Io non credo che questa pianta dorma. sì prima che dopo la stagione di lor fecondazione. nell'economia vegetabile. per così dire. Ordoyno. la quale generalmente vi perisce. come molti fra i giglj: in questi il pistillo. e mercè la detta attitudine della corolla a pender all'ingiù quando screpolano le antere. una femmina. che ha luogo negli altri fiori di questo genere. ovvero spine. erigono i loro capi perpendicolarmente all'orizzonte. e colla maggior violenza imprigionano la mo- sca. ed assicurarlo allorchè è prodotto.” p. alcune volte pel corpo e per una gamba. 11. affinchè non impediscano l'accesso dell'aria.

lussureggiano perciò maggiormente nelle foglie. giudicandosi degna di dare eredi al suo impero. Il nome di questa classe può tradursi per viragini.Gli amori delle piante Erasmo Darwin pungoli. i fiori esi- stono in altri bulbi egualmente come nel giacinto. ed una delle radici. e così grossi.) In questa classe i maschi in ciascun fiore sono portati dalle femmine. (tulipa gesneriana L. L'ampiezza della sommità è da 120 a 150 piedi. Evvi un bitume fossile elastico trovato a Matlock. è da Linneo detto hybernaculum. v. 105 . Una circostanza curiosa si riscontra ne' lecci. e sarebbono essi prestamente divorati. e veduti ad occhio nudo.. Adanson dice che il diametro del tronco spesse volte eccede 25 piedi. o femmine-maschi. Regina delle Amazzoni. Il vischio otte- nuto dalla corteccia d'elce sembra essere una materia del tutto simile alla gomma ela[214]stica. Le spine della mimosa cornigera sembrano tanto per l'ap- parenza. per ogni riguardo. 14. meadia. che le forbici producano lo stesso effetto ne' lecci de' giardini. i pungoli sem- brano una difesa contro alcune specie d'insetti e contro le nude bocche d'alcuni quadrupedi. messa allo scoperto soltanto in parte dall'acque del fiume che lavarono via la terra. e dirigono i viaggia- tori attraverso la medesima in varie direzioni. sono questi ar- mati di foglie spinose fino circa ad otto piedi d'altezza. e stami. vengono tagliati. 13. come sa- rebbe l'uvaspina. 306. Ciò che.. in Derbyshire. solamente fino all'altez- za a cui possono arrivare gli animali. ed il bestiame non giungono all'altezza de' rami su- periori (Ved. ma essendo questi assai piccoli non possono così facilmente essere notomizzati. e che. (Voyage to Senegal) (ivi v. Allorchè i rami superiori. Molte piante. nella foresta di Needwood. ossia quartier d'inverno della giovine pianta. ivi v.. corna di vacca. perdono le loro spine in quella guisa che selvatici animali per- dono la loro ferocia. Raccontasi da Curzio I. le tonache concentriche d'una cipolla di tulipano. essendo costantemen- te da quelli sbrucati. Questi bulbi. che per l'uso. di Derby. i cervi ne strameggiano le foglie e gli scorzano. VI. ed offrono nell'inverno un ricovero a' cervi ed al be- stiame. era lunga 110 piedi. chia- masi cipolla. (kleinhovia hospita L. La causa efficiente che rende i lecci spinosi. il quale assomiglia molto queste sostan- ze per la sua elasticità ed infiammabilità. nel linguaggio comune. come nelle ortiche. Wright. v. ed in tempo di carestia forniscono abbondante foraggio. lon- gitudinalmente dalla sommità alla base. che ciascun ramo è eguale a' più grossi alberi d'Euro- pa. è questo l'a- dansonia. L'albero forse più grande del mondo è dello stesso natural ordine della kleinhovia. lo che è egualmente curioso. e racchiudono in miniatura le foglie ed i fiori. TALESTRI. e mancinella). ed a' bei paesetti di M. Si allude ai grandi quadri delle eruzioni del Vesuvio e della distru- zione de' vascelli spagnuoli davanti a Gibilterra.) p. Se con precauzione si taglino nell'inverno. Alessan[215]dro non rifiutò l'esibizioni di sì bella regina. che sono forniti d'un fluido velenoso a danno de' nudi animali. vedesi ad occhio nudo tut- to l'intiero fiore del tulipano della primavera prossima. Così di Wright ec. ed i rami orizzonta- li sono lunghi da 45 a 55 piedi. e si levino via di mano in mano. i quali sono privi d'aculei. TULIPA. rassembrano gemme. come se fossero conscie.) Il tulipano. I numerosi tronchi di elci nella foresta di Needwood servono come di guide. 316. in grazia della coltivazione. che i cavalli. dopo il qual limite non hanno che foglie morbide. se non fossero così armati.. francamen- te gli rispose.. ad eccezione dell'esser eglino prodotti sotto terra. e alcuni fra questi le corna. con i suoi petali. 291. che sono destinati a sbocciare nella primavera vegnen- te. mentre ciò non ha luogo poi in altre piante. Egli è probabile. Gli ar- buscelli e gli alberi mu[213]niti di aculei e di spine. richiesta da lui cosa bramasse. offrono un grato cibo a molti animali. che desiderava d'avere figlj da lui. od elci della foresta di Needwood. KLINHOVIA. pistillo. può derivare da ciò che i rami più bassi. 335. p.. che costei presentossi ad Alessandro il Grande seguita da trecento donne. ed ancora questi stupendi alberi non erano più alti di 70 piedi.T.

che crescono sulle sponde de' fiumi. in cui cadono. non già torcendo il suo stelo. che mentre è l'ultimo a metter foglie. carlina) p. le foglie della pianta sono state così distintamente osservate. contengono per ciascuno cinque maschi circondanti una femmina.) ivi v. altri per mezzo d'uncini. escono i fiori da' nodi de' rami. che produce violenti effetti sulla costituzione umana. quindi il nome di questa classe. Altre piante. 367. Altri semi vengono disseminati da animali. alla punta di ciascun filo di questa frangia ritta trovasi un [218] corpo pellucido mucilagi- 12 Mascheroni. e di quelle. N. pel quale ammirabile meccanismo. e sembrano in aria un volante. ed in aprile sorge fuor della terra il pericar- pio: i semi maturano in maggio. Bot. Ferber scoprì per mezzo loro a qual pianta appartenevano i semi. (Phil. quando cascano le foglie.) ivi v. 355. suo munificentissi- mo mecenate. completa in tutte le sue parti. (Amœn. ed altri sono inghiottiti intieri per via del frutto. (V. zostera. v. il geranio. p. vengono disseminati dai venti lungi dal nativo stelo.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Ne' semi della nymphæa nelumbo. l'impatiens ed i semi delle piante acquatiche. 120. cassia. che è cu- rioso il vedere ne' bottoni dell'hepatica. I semi di molte piante di questa classe sono forniti di una piuma. ed alla. COLCHICA (colchicum autumnale L) Sei maschi. la pianta perfetta dell'anno sus- seguente. Le foglie di questa pianta di palude sono porporine. come la lingua di cane. Plant. è poi il primo a perderle. 106 . v. e nella Virginia i loro semi maturano nella prossima primavera. come la vena. 348. L'astro di Giorgio. la qual sembra quindi costituire una parte del fiore. maschi confederati. 15. 16.) Egli dice.Miller's Dict. Vedi la nota sulla chondrilla. ma fra noi maturano di rado. Questi fiori singolari ap- paiono in autunno senza foglie. allorchè sono chiuse in una stanza. i quali fioriscono in primavera. e nel- le gemme del daphne mezereon. ed i cui semi maturano in autunno. La fioritura del colchicum annuncia lo sfrondarsi degli alberi. Il germe [216] è se- polto dentro la radice. il gine- pro. Acad. ed impedisce pure che essa venga rosa da' sotter- ranei insetti.T. per cui in alcune contrade vengono chiomati naked ladies (donzelle ignude). che il Sig. impa- tiens. I numerosi floscoli. Il girasole segue il corso del sole per via di nutazione. 363. all'opposto dell'usuale abitudine de' vegetabili. e ciò che è curioso. ed hanno una frangia differentissima dalle altre produzioni vegetabili. base dell'osmunda lunaria. Il suo scopritore Herschel lo chiamò Giorgianum sidus in onore di Giorgio III.) L'hamumelis è un'altra pianta che fiorisce in autunno. fra' quali il frassino. (Lin. ed aggiunge. (elianthus) Girasole. volgono la lucida superficie delle loro foglie. Questo pianeta è lo stesso che Urano Il ritrovato padre di Saturno Già smarrito per secoli12. 275. V. i cinque stami han- no le loro antere connesse in cima. Cinque maschi e cinque femmine. che abbia fatta questa osservazione. Spec. .) (ivi v. che costituiscono il disco [217] di questo fiore. Nel vegnente marzo spuntano le foglie verdi. e scaricati illesi. Una piumata verginella ec. tre femmine. vengono trasportate per molte miglia dalle correnti. ELIANTO. . DRÒSERA. come la spinalba. ancor giacente nella terra. e della pedicularis hirsuta. 6. Altri semi ancora si disperdono da per se per mezzo d'un pericarpio elasti- co. ed alcune gramigne. garantendo così il pericarpio durante l'inverno. 376. che Mariotte fu il primo. p. (Vedi mimosa. Il sugo della radice di questa pianta è così acre. alcuni di questi si attaccano al loro pelo o piume per mezzo d'un glutine come il visco. e in- clinano i loro intieri rami alla luce.

i nettarj stanno ritti in su. somigliante ad una corona ducale (ducal coronet). pochi giorni dopo che sbocciò il fiore. simile alla materia viscosa che sta intorno agli steli del fiore della silene. trovasi ora gran quantità di 107 . rubia e conferva polymorpha) [220] (p. ivi v. si può quindi supporre. sembrando in apparenza già preoccupati. come il cavolo e la rapa. DRABA. per l'anno 1784. ed in alcuni generi di delphinium. La colombina. simile ad un cornucopia.) In parecchie cavità di questa montagna. impedisce che i piccoli insetti infestino le foglie: in quella guisa. 403. Fuvvi altre volte un vulcano. benchè egli voli solamente alla sera. aggiunge.) ivi v. avviluppandolo completamente e distruggendolo. i vari nettarj sono collocati in cerchio come altrettante piccole brocche. così presto come i più alti. su cui giace. che essi sfuggano molte volte da codesti soliti la- dri. ad oggetto di predare il mele. e sembra pos- sedere movimenti ancor più versatili della proboscide dell'elefante.Gli amori delle piante Erasmo Darwin noso. molto al di sotto della sommità. La natura ha in molti fiori usato un maraviglioso apparato per garantire il nettario dagli insetti. che vanno tardi a dormire. il crescione. (lonicera caprifolium L. che si estinse dopo il 1684. cibo a loro gratissimo. LONICERA. ma condite e cotte diventano un dolce e salubre cibo. Ma la sphinx convolvu- li. Questa proboscide è formata di articolazioni e di muscoli. negli animali. tali sono le tignuole. Ognuno sa. M. e siccome questa capra nacque e fu nudrita presso Oleno. 17. disse Ovidio. Nel caprifoglio il petalo termina in un lungo tubo. lo che accresce d'assai la bel- lezza del fiore. (Phil. mantiene questo bell'insetto grasso e grosso. che il cornucopia è uno de' corni della capra Amaltea. a guisa di due corni coperti d'un cappuccio carico d'una materia così acre che nessun insetto s'arrischia di penetrarvi. v. Wheatley ha osservato che le foglie della drosera alla maniera delle foglie della muscipula veneris. si piegano all'insù allorchè venga a posare sovr'essa qualche insetto. che ha luogo nell'ophris. una femmina. Trans. (draba alpina L. Nell'aconito. Broussonet nelle memorie del- l'Accad. Il testo ha “the born of plenty” . Cinque maschi. per preservare il loro mele: in questi il nettario ed i petali somigliano in forma ed in colore gl'insetti da cui vengono depredati. Io ho osservato in molte piante di que- sta classe. che allattò Giove. 411. come la senape. quattro de' quali soprastanno agli altri due. . Oltreciò evvi una circostanza curiosa. una varietà di api ec. così Olenia fu cognominata. è in questo clima fornita d'una proboscide molto rimarchevole.) Caprifoglio.T. e n'è quindi più difficile l'accesso: e nel medesimo tempo i brillanti colori della sfinge contribuiscono alla propria sicurezza. non essendo maturi. e voltano i loro globuli di muco verso il centro. o aquilegia. Questo muco è una secrezione fatta da cer- te glandole. sulla cima di Tenerif. ed il mele viene. che il cerume degli orecchi. M. ed i due petali collocati a fianco rappresentano le ali: [219] quindi il nome di colombina. e. quando i fiori hanno già rinchiusi i loro petali. leggesi presso Stazio. che una simile apparenza è stata osservata nelle foglie di due specie di drosera. Olenio corno.Questa frase suona lo stesso.) Una femmina e sei maschi. dopo aver descritto il movimento della dionæa. ha un nettario simile al collo ed al corpo d'un uccello. e dividesi verso la fine in due tubi capillari. quindi il nome di questa classe. Ella la porta ordinariamente ri- piegata su in cerchj concentrici sopra il suo mento. silene). 393. (V. che cornucopia. alla mede- sima altezza degli altri quattro. delle Scienze. Molti insetti sono provveduti d'una lunga e pieghevole proboscide. come se ras- somigliasse al nido di piccioni dibattenti le ali al momento che la loro madre porge loro l'imbeccata. ingannando ella così gli uccelli. ed all’occasione la svolge e la protende alla lun- ghezza in circa di tre dita. o madroselva. Oleniis manant tot cornibus imbres. Nell'elleboro. fabbricato nel di lui fondo. sembra in parte essere destinato per impedire che vi penetrino o pulci od altri insetti (V. E per la stessa ragione olenie furono dette pure le sue corna. che i due maschi più bassi s'innalzano. le farfalle. i quali la prendono pel fiore. Nascitur oleniæ sidus pluviale capel- læ. (Vedi gloriosa) Tut- te le piante di questa classe posseggono virtù simili: chiamansi acri ed antiscorbutiche allorchè sono crude. L'eccellenza di un tal ritrovato per depredare i fiori del loro mele. quattro poteri.

v. ed è infine get- tata sulla spiaggia. Trans. che stassi su quattro gambe. ed i suoi frutti sono bianchi come latte. (polypodium barometz L.) ivi v. sono anche cattivi conduttori di calorico. dirò così. e s'ab- barbicano nella sua corteccia. molti maschi. si osserva quindi. facendo schiudere il polline prima ch'egli arrivi ad inumidire lo stimma del fiore (Vedi Dissertazioni di Spallanzani ). Hunter. sembra destinata al medesimo fine di impedire la perdita troppo su- bitanea del calore del corpo ne' climi freddi. affinchè nè la polvere dell'antera. 430. ZOSTÈRA. in maniera da dargli qualche somiglianza con un agnello. 18. che tengono o l'uno o l'altra. Trans. Durante il tempo ch'ella fluttua sul mare. siccome la lana degli animali. si staccano dalla pianta. se ve[222]nivano bagnate rigettavano come un umore oleoso. Needham ha osservato. La crassa lanugine. Ella cresce al fondo del mare. aderiscono ai rami dell'albero su cui cresce la pianta. da alcuno de' rami inferiori della radice. traggono da loro molto nutrimento. quanto perchè contie- 108 . ne ha data una tavola ancor più curiosa. e di penetrare fra gli interstizj della loro pelle o lana. essendo le di lei foglie fornite di capaci catini per raccogliere e ritenervi l'acqua piovana. ma trae piccolo o nessun nutrimento dai medesimi. crassa. e si è pur detto. si scorgevano alcune vescichette. XI. che il barometz distrugge tutte le altre piante a lui vicine. p. (Vedi la nota sul dipsacus) I muschi. montando alla superficie quando è in fiore. nella sua edizione of the terra of Evelyn. in cui rassomiglia molto ad una pecora. Ordine. a- bridg. l'aria: per lo che tanto il vetro che la cera p. (viscum) Due case. (Vedi callisneria). ma egli pensa che gli sia stata data artifiziosamente un'apparenza animale. da cui stil- lava un fluido. che crescono sulla scorza d'alberi. tanto perchè ella stessa è un cattivo conduttore di calorico. che gli alberi. cre- scono quasi il doppio degli altri (Phil. Spec. Classe. copre molte leghe. questi frutti sono così viscosi che [221] servono per impaniare gli uccelli. La lanugine è usata nell'India esternamente per fermare le e- morragie. senza che si scottino le dita. BAROMETZ. Sembra necessario che le nozze di queste piante abbiano ad essere celebrate nell'aria aperta. che i peli essi stessi sono conduttori imperfetti. come la scillœa (Vedi Barbut's Genera Vermium ). Alga marina. innumerevoli animali vivono sopra la sua superficie inferiore. 646). Quindi i fiori del maschio della vallisneria nascono sotto acqua. il suo fogliame è giallo. 19. 422. La neve preserva pure dal freddo i vegetabili. Questa pianta non cresce sulla terra. e. esaminato col microscopio. v. e l'aria. tengono le gambe. non meno del visco. Questa specie di felce è nativa della China: la di lei radice è decumbente. e ne ha data una stampa (Philos. o di altri animali del nord. Sarebbero mai queste congelazioni una conseguenza della quotidiana soluzione della brina. Il Dott. sembra destinata a proteggerli dalle ingiurie del freddo. o venendo da quella rispinti. densissima. (Lin. intensamente gialla. s'oppone alla perdita del loro calor na- turale: aggiungendo poi. ad oggetto di passeggiare sotto di lei. come il vetro. p. che ne vengono ricoperti. onde sono coperti al[223]cuni vegetabili. i quali sono annualmente spogliati da' muschi per mezzo d'una sorta di spazzola. e che quelle che ancora la ritenevano. che sono cattivi conduttori d'elettrici- tà. la cera. Matrimonio clande- stino.Gli amori delle piante Erasmo Darwin ghiaccio in tutte le stagioni. od il serbatojo del mele. ricevano ingiuria dall'acqua. Quindi le stagioni piovose producono scarsezza di grano. raccolte al dorso. Que' corpi. vestita d'una lanugine mollissima. V. e quando sono maturi. Plant) Il curioso stelo di questa pianta è talvolta spinto fuori dalla terra orizzontalmente. e vien chiamata muschio dorato. 455. e quando cadono. Sir Hans Sloane lo descrive sotto il nome d'agnello di Tartaria. ed alzandosi alla superficie vengono condotti dall'aria ai fiori femmine. in grazia di circondare la superficie de' corpi animali. e. La tillandsia cresce sopra al- tri alberi. Queste osservazioni sono state verificate da Spal- lanzani e da altri. VISCA. La grassa o l'olio delle ba- lene. subito esposte ad un forte calore. nè la mucilagine sullo stimma. o sono da uccelli recati a distanti alberi. possono essere squagliati per mezzo della fiamma d'un tubo feruminatorio. che si produce sulla vetta durante la notte? p.) Agnello della Tartaria. femmine e maschi. ed essendo specificamente più leggieri dell'acqua del mare. od interrompono la sua fecondità. che nel polli- ne maturo di ciascun fiore.

v. Plinio dice che questo fiore non apre i suoi petali se non quando soffia il vento. La Rondine ec. e si fosse del tutto allargata. non si potrebbe egli riferir ciò ad un torpore o paralisi in conseguenza d'irritazione troppo violenta. tre de' quali per ciascuna serie. I naturali- sti non hanno ancora spiegata la causa immediata del contrarsi della sensitiva. che l'offizio di codesta superficie della foglia fosse di esporre i fluidi della pianta tanto alla luce. se vengono toccate di notte durante il loro sonno. ivi v. lasciandone però sortire una estremità. s'assomiglia al loro stato di sonno. come gli svenimenti degli animali a cagione di dolore o di fatica? Io tenni una pianta di sensitiva entro una camera oscura per alcune ore dopo lo spuntar del giorno. e differisce ancora dal ranuncolo nel non avere un poro melifero sull'unghia di ciascun petalo. passarono circa venti minuti innanzi che la pianta fosse perfettamente svegliata. da abbassarsi ancor ulteriormente. che l'anemone de' boschi sboccia in Isvezia al- l'arrivo della rondine. Forse una simile coincidenza di comparsa in qualche parte dell'Asia ha dato occasione alla storia degli amori della rosa e del rosignuolo. che sui tempi della comparsa de' vegetabili in primavera. come facilmente si può riscontrare ovunque si serbano queste radici per uso. v. germinare in primave[226]ra sotto un grado di ca- lore assai minore di quello dell'autunno. 21. ANEMONE. Ora.) = Uno scolaro di Linneo osservò. = Verso di Monti. dopo essere state esposte a violenza esterna. 20.) Tuttavia sembra. vedesi. [224] Le foglie si ravvicinano e chiudonsi di notte durante il sonno della pianta. Linneo osserva. molte femmine. Classe. ma a misura che la neve si discioglie. con un grado però maggiore di contrazione. Evvi una mirabile conformità tra la vegetazione di alcune piante. fornendoli così d'un'abitazione secca e calda. e che sono piegati sovra gli stami ed il pistillo in una bella e singolar maniera. piegando insieme le loro superficie superiori. v. Molti maschi. come lo sono nel suo più profondo sonno. e la caltha palustris. ovvero quando sono esposte di giorno a molto freddo. ma in veri- tà non si contraggono tanto bene. non trovansi bagnati. nella medesima maniera come quando sono affette da violenza esterna. ed in parte applicandosi l'una sull'altra. le sue foglie ed i suoi picciuoli erano contratti. conformemente alle loro abitudini acquisite. in cui giacciono. .) La sensitiva. 511. (Ved. La parola coccux in greco significa tanto fico fiore. lo che supponsi derivare dalla coincidenza del loro apparire in Grecia. IV. I susurri forier de la tempesta. che sembra essere la loro parte più sensibile od irritabile. (Kalm's Travels) = Le parti 109 . Per la medesima ragione. come cuculo. allorchè vi- vi animali sono sepolti nella neve. quindi il di lui nome anemone.) p. Se s'immerga in una palla di neve un pezzo di canfora. Egli propriamente non ha calice. come io ho veduto. siccome la loro situazione. Durante la notte le superficie superiori o più morbide delle foglie trovansi insieme avvicinate. MIMOSA. ossia fiore del vento. affine di esporre all'aria quanto più poco è possibile della loro superficie superiore. e non davano frutti. a foggia di squame o te- gole. (Fordyce on agricul. = I grani e le radici recateci da latitudini più meridionali germinan quivi più presto di quelle che ci furono recate da parti più settentrionali. 482. specialmente quando vengono toccate a piè del picciuolo fra gli steli e le fogliette. ma in seguito impararono a prestarsi alla loro nuova situazione. la similitudine apposta al dianto C. lo che sembrerebbe mostrare. a misura che la neve dilegua.T. tanto celebrati da' poeti orientali. che i meli mandati da qui alla Nuova Inghilterra fiorivano per pochi anni troppo per tempo riguardo a quel clima. s'in- grandisce la cavità. [225] (p. p. non meno che la loro sensibilità pel calorico: giacchè veggonsi le radici di patate. abbiano casual- mente grande influenza le loro abitudini acquisite.Gli amori delle piante Erasmo Darwin ne molta aria ne' suoi pori. (mimosa pudica L. allorchè comincia il cuculo a cantare. che corrisponde al verso inglese The whisper'd murmurs of the gathering storm. e l'arrivo di certi uccelli di passaggio. di cipolle ec. a cui si appicchi fuoco. che all'aria. poligamia: una casa. ma due o tre serie di petali. (Vedi helianthus) Molti fiori chiudono i loro petali in tempo di notte. 20. 517. ed avendola io esposta alla luce. 491. venir assorbita l'acqua dalla neve all'intorno per mezzo d'attrazione capillare. La medesima coincidenza fu osservata in Inghilterra da Stillingfleet.

La romita LICHENE ec. e quindi recano il necessario refrigerio a' viaggiatori ne' paesi caldi. Tuttavia l'ingegnoso autore ascrive ciò ad un'altra causa (Trans. of the Royal Soc. i quali v'arrampicano sopra. La ragione di questo. e trae forse il suo nutrimento particolarmente dall'aria. sono più precoci e fansi più vigorose di quelle. lo che li rende meno visibili al falcone. che svolazzano fra le siepi. sono generalmente verdi. e quattro maschi. Zeyl. e quelle. (Lichen calcareus L. [228] un catino alla fine di ciascheduna foglia (Burm. I bruchi. le loro ossa si troveranno dipinte a cerchi concentrici di bianco e di rosso (Belchier.) ivi v. divorino i suoi semi (Ved. Quattro maschi ed una femmina. (Dampier's Voyage to Campeachy). mentre nella notte dei 12 egli era a 41. Questa circostanza merita ulteriore attenzione. Quegli uccelli. che frequentano. ed il ventre d'un color chiaro come quello del cielo. Sloane fa menzione d'un gene- re d'aloe fornito di foglie. non paiono essenziali alla vita della pianta. silene). v. gli uccel- letti. p. ad oggetto di simili esperimenti. 1736). allorchè furono dissecati. Allorchè ella perisce. Phil. che furono custodite entro terre durante l'inverno (Kennedy on Gardening). Trans. hanno il dosso verdiccio come le frondi. dopo che in grazia di fuochi sotterranei emerse fuora dall'antico ocea- no. e della terra su cui dimorano. I pesci. per cui queste materie sono nauseose o micidiali. essendo il termometro a 44 gradi. Walker. Ciò sembra accadere anche a' vegetabili. le quali. che nella notte dei 25 il termometro era a 34 [227] gradi. Questa pian- ta è la prima che vegeti sopra le nude balze coprendole di una specie di tappezzeria. come quelle che servono per conciare od inverniciare. 24. dopo essere state previamente espo- ste al freddo. giacchè le viti che sono state esposte al freddo dell'inverno. e col loro cibo usuale puro. o pino salvatico delle Indie occidentali.Gli amori delle piante Erasmo Darwin degli animali diventano più sensibili al caldo dopo essere stati previamente esposti al freddo. Intorno a ciascun nodo dello stelo di questa pianta evvi un catino.) Matrimonio clandestino. è ulteriormente illustrato da un esperimento del Dott. Egli fece delle incisioni in una betulla (birch-tree) a differenti altezze. la quale serve tanto pel nutrimento della pianta in tempo d'asciutto. v. che tutta la terra si coperse gradatamente di vegetazione. si trovò che avevano la bile più diluta (Comment. mentre le medesime incisioni non aveano stillato ai 13 dello stesso mese. che passa sopra o sotto di loro. L'accrescimento dell'irritabilità delle piante rispetto al caldo. Le materie coloranti de' vegetabili. 597. lascia una terra in cui possono radi- care altri muschi: e in capo a molti anni si va producendo un suolo capace di nutrire e far crescere più grandi e più succolenti vegetabili. e se questi vengano alternativamente nutriti per quindici giorni con una mistura di robbia. colori- sce in rosso le loro ossa. of Edinburgh. I colori degli insetti e di molti più piccoli animali contribuiscono a nascondergli alla vista di animali più grandi che li de- predano. che contiene da un cucchiajo ad una foglietta d'acqua. penso che consistesse in ciò. RUBIA. v. essendo il termometro a 39 gradi. Con ciò si rende ragione della rapidissima vegetazione ne' climi settentrionali dopo dileguate le nevi. che contiene da mezza ad una foglietta d'acqua. la lepre hanno il colore delle stoppie. che vivono sulle foglie. e le ron- 110 . pel me- desimo oggetto. terminano vicino al picciuolo con un catino concavo. La nepenthes porta pure. ed i varj oggetti medicinali. sono verdi. 1. come per impedire che gl'insetti. ma sembrano loro date come un altro mezzo per difendersi dalla depredazione degli insetti o d'altri animali. così le nostre mani entrando in casa scottano dopo averle tenute nella neve. Egli è forse in questa maniera. Le rane cangiano il loro colore secondo il fango de' rigagnoli. Questa pianta viene coltivata in grande quantità per tingere in rosso. L'allodola. Mescolata al cibo de' giovani animali. a guisa del pino salvatico o della banana. (dipsacus) Una femmina. che vivono sopra alberi. che aggiransi generalmente nell'acqua. ed ai 26 di marzo alcune di queste incisioni perdettero o stillarono il succhio. ed i vermi terrestri sono del co- lore della terra in cui abitano.) p. le farfalle sono dipinte alla foggia de' fiori che frequentano. Le foglie della tillandsia. 23. che amano di stare in mezzo a' fiori. contengono acqua. Gli animali nudriti di robbia. come il cal[229]derino (fringilla carduelis) so- no forniti di colori vivaci.) Robbia. Il Dott. 559. DIPSACA. de rebus Lipsia). (rubia tinctorum L. 585. la pernice.

da ricoprire spesse volte la superficie del fiume a considerabile estensione. e la staphylæa hanno i loro pericarpj distesi d'aria. ma le sue foglie sono fatte in maniera che formano tante cellule curiose o labirinti. v.. Matrimonio clandestino.ecco già nuota Il vecchio Esone ne la fervid'onda. nel primo momento che viene separata dal sangue dell'animale o dalla pianta. e servono loro all'uopo di nuotare nell'acqua. Verso di Parini. come nel merluzzo. e sorgono alla superficie. e la pan- cia del color di cielo. consistente di un gran numero di foglie o doppiature. poste nelle doppiature delle sue foglie. “L'auree lane rapite al fero drago. L'aria contenuta in queste cellule fu trovata dal Dott. benchè minutissimi. e de' torrenti alpestri che vi si scaricano dentro. e può quest'aria probabilmente diventare meno pura a misura che l'em- brione matura: negli esperimenti. la brumata.. o diventano cornei od ossei. e le estremità de' minimi vasellini. La colutea vesicaria. la ketmia ha il nodo superiore dello stelo immediatamente sotto il ricettacolo del fiore. 624. sono termini meccanici.) Questa pianta straordinaria è della classe Due case. i fiori della pianta femmina galleggiano sulla superficie dell'ac- que. anch'ella molto disteso d'aria. continuando a fiorire. sia aria deflogisticata.) ivi v. v. In alcuni di questi. Le vesciche aeree de' pesci sembrano organi si- mili a' suddetti. L'aria contenuta all'estremità ottusa dell'uovo è probabilmente un organo inserviente 111 .La storia di Esone ringiovanito per mezzo del bagno medicato di Medea. e cominciano ad ema- ciarsi. ad oggetto di galleggiare nell'acqua (Vedi ulva labyrin- thi-fomis Lin. i quali hanno passato il meriggio della vita. of Fisch. e sono forniti d'uno stelo elastico spirale. sembra essere stata diretta ad insegnare l'efficacia del ba- gno caldo in ritardare i progressi della vecchiaja. le quali cose sembrano analoghe al vaso pieno d'aria alla e- stremità ottusa dell'uovo. La causa immedia- ta della vecchiaja sembra risedere nella inirritabilità de' minimi vasellini. 25.Gli amori delle piante Erasmo Darwin dini che generalmente volteggiano nell'aria. ivi v. ch'io ho tentato. e vengono recati dall'aria. e. e sì tosto come il loro polline è maturo. Le sue radici s'abbarbicano al fondo del Rodano.). ULVA. come p. (p. che vanno in essa a terminare.. e non le femmine. Plant. Ella trovasi nelle Indie orientali. in tanto che quelli de' vegetabili sembrano conseguenti alle altre proprietà de' materiali che li posseggono. 614. facendo uso d'un ba- gno caldo due volte per settimana. si distaccano dalla pianta. o trasportati dalle correnti ai fiori femmine. Questi fiori maschi sono tanto numerosi. 645. p. le formiche. Ella trovasi pure ne' bagni caldi di Padova. hanno per lo più il dorso del colore della terra. lo che succede in grazia della rapida discesa del fiume. ed umettando e ammollendo la pelle. entro il sacchetto aereo. 26. Le parole rilassamento e tensione.. 610. Ne' climi più freddi molti di questi diventano bianchi durante i mesi nevosi. che si allunga o si contrae a misura che l'acqua s'in- nalza o si abbassa. in cui i maschi a certe stagioni acquistano ali. VALLISNERIA.). ed hanno la pelle arida. Spec.T. la phalæna. propria- mente applicati alla pelle de' tamburi ed alle corde musiche: ma non sono poi che termini metaforici quando vengono applicati agli effetti del bagno caldo o freddo sui corpi animali. In ciò s'assomigliano a quelle razze d'insetti. il coccus. Priestley essere talvolta più pura. la li- chanella. che con eminente vantaggio ritarderebbero i progressi dell'età. nella Norvegia. e vengono trasportate a guisa di picco- li vascelli aerei. Quelli. la quale probabilmente secerne quest'aria dal sangue dell'animale (Monro Physiol. I fiori della pianta maschio so- no prodotti sott'acqua. accrescendo egli l'irritabilità. . a segno di montare a molti piedi in poche ore. È cosa degna di ricerca il determinare se l'aria. o delle parti del nostro si- stema: per lo che cessano questi di agire e di contrarsi. e forma immensi fluttuanti campi di vegetazione: le giovani piante ramificano dalle più grandi. Il ba[230]gno caldo è particolarmente adattato a prevenire siffatte circostanze. la purezza dell'aria era eguale a quella dell'admo- sfera ambiente. Dalle quali cose risulta esistere apparentemente un fine ne' colori degli animali. trovasi una membrana rossa. (vallisneria palustris L. e tal'altra meno dell'aria comune. [231] p. Questo genere d'alga galleggia sull'acqua per mezzo di vesciche d'aria. ed in varie parti d'Italia. . io credo. la lampyris. che general- mente si usano per esprimere gli effetti del bagno caldo e freddo.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin [232] alla respirazione del pulcino. 112 . dopo essere stati agghiacciati nelle mattine d'autunno: ella è questa una proprietà curiosa. ed il fungus vinosus o mucor nelle cantine oscure. ossia canna delle gramigne. cessa d'essere adesiva dal momento che si è congelata. se i funghi avessero ad esser classificati nel dipartimento animale o vegetabile. ch'essi s'approssimano agli animali. I gambi di questa canna erano da 40 a 50 piedi in altezza. contenente circa due fogliette. Trans. e finalmente il loro crescere. ed i funghi esculenti sovra solchi coperti di folta paglia. il quale s'annegò in una nave sommergibile (diving ship) di sua propria costruzione. ed introdusse nella cavità una candela accesa. e vi resterebbe dentro. o lo penetrano. ossia il tartuffo. 1780. non recano alcun inconveniente. ed il loro odore animale quando si abbruciano. Le vesciche ripiene d'aria de' pesci prestansi ottimamente al loro uopo. sur la physique. vol. siasi condensata in uno spazio così piccolo da rendere la nave incapace di [233] gal- leggiare allorchè egli sforzossi di ascendere. L'aria esistente nel culmo. Gli Ostiacks. la quale si raggrinza su dopo aver adempiuto il suo officio di spingere innanzi lo stelo o la piuma. se cosi può dirsi. ed il loro continuo stato di salute indi- pendentemente dalla luce. senza impiegar le pinne. le quale si estinse immediatamente. in minore spazio. Hubert fece alcune osservazioni sull'aria contenuta nelle cavità del bambou (sorta di canna con più nodi). ch'esse contengono. poichè io ho veduto. che insieme unisce i due potenti regni della natura animale e vegetabile. ha dell'ana- logia coll'aria contenuta nelle penne ed in alcuni ossi degli uccelli: e questa occupa il luogo della midolla. o la decozione di tre di questi. Nichols. o sulle coste ove generalmente frequentano gli aironi. Quindi. 27 v. gli usano per dar la morte: un fungo della specie dell'agaricus muscarum. in Siberia. I. fosse anch'ella al pari di codesti funghi prodotta: ma fui poi bene informato. Duy. che li distingue da alcune altre mucilagini vegetabili. nulladimeno. lo che importerebbe fati- ca. ma ricuperarono tosto la loro a- gilità. ed i cotiledoni de' quadrupedi sono organi respiratorj. [234] Alcuni di questi funghi sono così acri. essendo probabile. così è probabile che i funghi comuni commesti- bili possano talora nuocere in grazia di non essere abbastanza cotti. i quali sembrarono un poco male affetti. Egli tagliò un bambou. che la quantità d'aria ch'egli avea seco lui. Egli è supponibile. e di alcune piante ombellifere. par M. giac- chè la pressione cresciuta dell'acqua condensa l'aria. Si disputò. Matrimonio clandestino. Molti sono d'opinione che anche la placenta del feto umano. (Observ. Gli Ostiacks servonsi d'un fun- go. ed alcune volte furono rinvenuti in mezzo ad essa avanzi di rane: ella trovasi quasi sempre sovra pianure. come il lycoperdon tuber. che si trova sulla betulla. per vescicatorio. Il loro sapore animale allorchè sono cucinati.) p. poichè.). sebbene rendano i pesci atti a nuotare verso la superficie dell'acqua. che la pasta fatta colla farina di frumento nell'acqua. Rozier. ch'ella è una mucilagine vomitata dagli aironi dopo es- sersi cibati di rane: ha quindi l'apparenza d'essere stata premuta in un canale.). anzi che nutritizj. verrebbe compressa in modo da divenire specificamente grave come l'acqua. Egli fece questo esperimento circa 60 volte in una cavità del bambou. che una goccia del loro sugo leva vesciche sulla lin- gua. e da 4 o 5 dita in diametro. 680. ed usano l'agaricus officinalis per sapone. e potevano contenere circa 30 fogliette d'aria elastica. M. insieme alla loro tendenza alla putrefazione. mangiato crudo. Introdusse a diverse riprese in queste cavità alcuni sorci. altri avvelenano chi li mangia. se un pezzo di sughero od una vescica d'aria fosse immersa a grandissima profondità nell'oceano. abbia naufragato in grazia di non aver posto mente a questa circo- stanza. Dicesi che negli uccelli alcune di queste cavità delle ossa comunichino co' polmoni (Phil. quando eglino stansi a profondità più alta. Io sospettai che la tremella nostoc. Io ho frequentemente osservato funghi di que- sto genere prendere la forma d'una gelatina trasparente. che lo sfortunato Sig. se discese più basso di quello che si figurava. Siccome tutte le piante acri perdono questa loro proprietà esposte al calore dell'acqua bollente. sembrerebbero mo- strare. TREMELLA. le divi- sioni fra le cavità sono convesse all'ingiù. avvelenano in 12 a 16 ore (History of Russia. ove alcuni vasi di quest'organo sono sovra lui sparsi a guisa di placenta. o fanno un genere d'istmo. La canna del bambou non è vuota fino a che egli non s'innalza più d'un piede da terra.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin (p. 748. v.) 113 .Verso tolto a Parini. . 30. Che di lontano mormorando viene.T. .

[236] (p. Ma non ve n'è forse alcuna. e dopo questo il bianchimento). come il visco. . s'attorcigliano intorno alle braccia degli alberi. anno- tazione). “Tibi jam brachia contrahit ardens Scorpius. Della classe de' maschi confederati. Sopra il fiume Derwent appresso Matlock in Der- byshire. essendo ancora troppo tenera pel fuso. Cinque maschi e cinque fem- mine. GOSSIPIA. la quale fu invano prima di lui tentata da diversi ingegnosi artisti.Virg. I pappi sono di differente costruzione. Questa pianta cresce sui rami degli alberi. ancora mollissimamente attortigliata. La lana di cotone è primieramente da donne mondata de' nodi e de' semi. Questa falda. e toglie via la lana dai cardi lon[237]gitudinalmente riguardo alle fibre.) Il lino. Ella viene allora passata fra due paia di cilindri. 65. Ricardo Arkwright si è non solo abbreviata e semplificata la fatica e l'arte di scardassare e di filare la lana di cotone. 11. v. e non già sulla terra. ed innalzandosi quindi alla cima degli alberi. » . perchè io la riporti in que- sto luogo. (Herschel's Construction of the Heavens. in fila spirali. del canape. v. o della corteccia del moro. dentro il quale viene rotolata. La natura ha molti altri curiosi ripieghi vegetabili per la dispersione de' semi (Vedi elianto. p. 91. 37. E dopo l'ingegnosa macchina del Sig. altri sono ramificati a guisa di penne. che ha un movimento simile a quello del grattare. Ricardo Arkwright ha eretta la sua magnifica e curiosa macchina di filar cotone. altri infine trovansi immediatamente sulla coroncina del seme. i quai fili. . Monti: ella è troppo conosciuta. che Iside inventasse l'arte di filare e di tessere: il genere umano avanti quest'epoca si vestiva colle pelli degli animali. ma si 114 . La grande abbondanza di questi fini e flessibili fili. Lib. ed in seguito viene avvolta sopra cannelli. vol. 34. v. allorchè i semi vengono trasportati dai venti. Ciò ha molta analogia col passare che fanno i ragni da un luogo all'al- tro. p. e sono disseminati lungi dalla pianta ond'hanno origine. 53. 52. I semi di questa e di molte altre piante dell'istessa classe sono forniti d'una piuma. e vi si tengono stretti infino alla loro vegetazione. Una elegantissima ode su questo argomento è stata scritta dal primo nostro poeta vivente. Per te l'Orsa contrae ec. La favola d'Aracne fu immaginata per celebrare questa nuova arte di filare e di tessere.Nella costellazione di Cassiope apparve una nuova stella l'anno 1572.T. Fu per la prima volta trovato sulle sponde del Nilo. v. v. La vezzosetta LINA. che muovon- si contro l'un l'altro con differenti velocità: da questi poi passa ad un pettine.) p.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [235] NOTE AL CANTO II. Trans. Ella viene allora scardassata da cardi cilindrici. il cui secondo pajo movendosi più veloce- mente del primo allunga il filo con maggior eguaglianza di quello che possa farsi colle mani. rende la detta pianta di somma importanza pel mondo. quanto l'ap- parato meraviglioso della tillandsia.) p. è allora ricevuta ossia tirata in un canestro che gira intorno. alcuni sono elevati dalla coroncina del seme per mezzo d'un sottil peduccio che dà loro una elegantissima apparenza. 50. mentre alcuni sono simili ad un ciuffetto divergente di capelli. il Sig. 49. (linum usitatissimum L. dalla forza centrifuga. e della ortica. attraversando laghi e deserti. Phil. che somministra il cotone (mentre quelli del lino. che abbia maggior apparenza d'aver un dato fine. CARLINA. i semi sono forniti di molti lunghi fili sulle loro corone. producendo un filo continuato e mollemente coerente chiamato falda (rove or roving). (gossypium) Il cotone. V. I. Ge- org. 102. supposta superare in finezza la tela del ragno. 137. e molta fatica meccanica. 54. v. È opinione. attaccandosi al capo di un lungo filo. Il linum lusitanicum ha dieci maschi (Ve- di la nota sopra la curcuma). pel cui meccanismo meraviglioso fanno lunghi viaggi aerei. sem- brando ne' loro voli altrettanti volanti. o delle fab- briche allorquando vengono trasportati da accidentali venticelli. Tal l'intrepido Gallo ec. richiedono una previar putrefazione della sostanza parenchimatosa.

Egli annovera 46 fiori. ed a questa artifiziale raccolta ha dato il nome di mosaico di carta (paper-mosaic). cioè all'età di 89 anni tutte le qualità d'un intendimen- to fino e sano. ed evvi quindi la necessità d'impiegare alcune migliaja di caratteri. 259 Ve' la bella NINFEA ec. Dopo la scoperta delle lettere. i fatti d'astronomia e di chimica furono commemorati nel linguaggio scritto. e la loro accuratezza è meno fallace de' disegni. che le nazioni europee s'accordino a rifor- mare il nostro alfabeto. p. Io 115 . Nella China non si è [239] per anco imparato a dividere le parole in sillabe. 164. e sette caratteri musicali. Il suo metodo consiste in di- sporre le foglie di ciascuna pianta coi petali. rappresentano per via delle loro numero- se combinazioni tutte le nostre idee e sensazioni. dieci cifre. La Sig. L'antichità dell'invenzione della musica e delle osservazioni astronomi- che. Egli è probabi- le che il vestito ottenuto da questo piccol seme possa diventare il vestito principale degli uomini. quindi liber significa un libro. 58. ivi v. di obbligare il figlio a praticare la professione del padre. che io suppongo contenere un maggior numero di piante di quello che possano sempre essere disegnate al naturale da una sola persona. 243.Gli amori delle piante Erasmo Darwin eseguiscono ambedue queste circostanze più bene di quel che possa farsi colle mani. giacchè. hyali saturo fucata colore. sì bene come le note ed il tempo. essendo que- ste materie conduttori più imperfetti del calore. benchè la lana d'animale e la seta possa essere preferibile ne' climi più freddi. e quindi impastarle sovra un fondo scuro. Carlo XII di Svezia ebbe in pensiero d'introdurre una numerazione per quadrine invece di una per decine. Egli è da desiderarsi in questo secolo ingegnoso. North. il tuono. L'alfabeto è anco- ra in uno stato assai imperfetto: forse diciassette lettere esprimerebbono tutti i suoni semplici negli idiomi europei. donde venne la parola papiro. 55. la lapsana. colle parti de' loro fiori. fruttificazioni ec. che posseggono un cotal genere di sensibilità. La foglia di questa pianta fu la prima ad essere usata per iscrivervi sopra. Prima dell'invenzione delle lettere. quan- do la sua vista non era per lasciarle continuar più a lungo ad occuparsi di pittura in cui tanto si di- stinse. la quale potesse corrispondere alle viste filosofiche in una maniera miglio- re di ciò che presentemente si pratica. ivi v. che tuttavia sussiste nell'Indostan. se non che. che va a divenire un lavoro d'un prezzo inestimabile. altra ingegnosissima donna. IV. Pare che i caratteri della musica siano giunti alla loro perfezione. v. mentre le arti di un'età. Georg. (cyperus papyrus L. Ora in tal guisa a pergole mentite Delany diede forma ec. Venti lettere circa. quantunque gli antichi caratteri geroglifici per li pianeti e pe' metalli si manten- gono in uso anche oggidì. 344. v. sovra carte egualmente co- lorate. o di un paese generalmente morivano in un co' loro inventori. Ella cominciò la sua opera all'età di 44 anni. Quindi ne nacque la politica. forniscono per conseguenza un vestito che tien più caldo. vorrebbero essere espressi l'enfasi. Ella conservava ancora nel 1788. il qual fenomeno costituisce ciò. ed una corteccia d'un albero. infatti si dice che ne abbiano circa ottan- tamila. conformemente alla classificazione di Linneo. e lo eseguisce sovra un fondo di papier vélin con [240] tanta eleganza di gusto e accuratezza di scien- za. eam circum Milesia vellera Nymphæ Carpebant. 145. epoca in cui perdette interamente la vista. La nymphœa alba. PAPIRA. la calendula. Dappoi si usò la corteccia d'una specie di moro. e che si dice essere invenzione degli Arabi. che Linneo chiama orologio di Flora. ed il ripieno. può dirsi che il genere umano sia stato perpetuamente nella sua infan- zia. = Virg. ed in tagliarle accuratamente con forbici secondo la loro grandezza e forma naturale. La Signora Delany ha compite 970 accurate ed eleganti rappresentazioni di differenti vegetabili. sta costruendo un simile hortus siccus. Delle Najadi emerge il coro. eseguì il curioso Hortus siccus sovrammenzionato.) Tre maschi. e le manifatture d'oro e di ferro sono ricordate nella Scrittura. Fra lo spazio de' 74 anni agli 82. e tutte le altre parti de' fiori. una femmina. il cui effetto è maraviglioso. [238] p. e molti altri fiori chiudono ed aprono i loro petali a certe ore del giorno.

e siasi ciò fatto in tempi. si chiude tra le 8 e le 9. e degenera in un calice (V. 3. La lactuca sativa si apre alle 7. e tanto più ricca di quelle verità. [243] non è già impresa. che s'aprono al mattino. Io bramo vivamente. Il dianthus prolifer si apre alle 8. nel linguag- gio del celebre Professor Rasori. Il convolvulus si apre tra le 5 e le 6. che abbia niente meno per oggetto. La lapsana si apre tra le 5 e le 6. giacchè tanto più scevra uscirà da conghietture. o suo stato nebbioso e umido. è un cornetto colorato che cresce fuori del calice. L'arenarea purpurea si apre tra le 9 e le 10. e ve- nerato da' rispettivi settatori. L'helleborus niger. che appaja presto alla luce la teorìa promessa al pubblico da quel chiaro ingegno. si richie- derebbe.T. o rosa di natale. che si può dedurre dal moltissimo stato fin qui detto intorno alle proprietà medici- nali di questa pianta. ma rimane la corolla bianca. e chiudonsi avanti sera ogni giorno. e si chiude alle 7. Ei li divide 1. che. ELLEBORE. (helleborus) Molti maschi. 309. Quindi l'orologio di Flora è formato di numerose piante. quando cadono i nettarj. o Ninfe. in cui più necessario ne parrebbe l'u- so. Questo nodo manca nell'originale.° In fiori tropici. e si chiude ad un'ora. Per quel poco. si chiude alle 2. e le 12. che l'elleboro possedesse due qualità fra loro contraddittorie. e si chiude tra le 11 e le 12. La nymphœa alba si apre alle 7. che di rovesciare in gran parte quanto fu edificato da più cospicui maestri. la quale va a poco a poco facendosi verde. e si chiude tra le 7 e le 8. e per la più parte chiudonsi ad un altr'ora determinata. 2. Noi v'imitammo.Gli amori delle piante Erasmo Darwin farò attenzione di pochi di essi. Dopo la fecondazione il fiore soffre un considerevole cangiamento. non si se- para più alcun sugo bianco nella corolla.° in fiori meteorici. Ma non farò tuttavia lamenti. Il tragopogon luteum si apre tra le 3 e le 5. Fa meraviglia. mentre l'osservazione giornaliera. e si chiude alle 12. che in me- dicina non sono finora. La pichris si apre tra le 4 e le 5. e molte femmine. e si chiude a un'ora. (ivi. i nettarj cadono. come Linneo le chiama. L'hieraceum pilosella si apre alle 8. a misura che cresce o diminuisce la lunghezza del giorno. La malva si opre tra le 9 e le 10.° In fiori equinoziali. Siccome queste osservazioni furono probabilmente fatte ne' giardini botanici ad Upsal. mostra che l'aver molto ingegno è lo stesso che essere in uno stato di predisposizione alla pazzia. . e si chiude tra le 4 e le 5. ma si allargano più presto o più tardi secondo la pressione dell'atmosfera. Il cicho- reum si apre tra le 4 e le 5. come siasi quasi posta in obblivione una sostanza tanto efficace e sì agli anti- chi famigliare. che un desiderio. v. sembra mostrare che i bianchi sughi della corolla venivano dapprima porta- ti ai nettarj ad oggetto di elaborarvi il [242] mele: giacchè. La calendula africana si apre alle 7. fra cui le seguenti sono le più comuni in Inghilterra. Portare in una scienza una rivoluzione. e si chiude alle 3. v. Il papaver nudia[241]cule si apre alle 5. ma l'ora d'allargarsi diventa più tempestiva o più tarda. La crepis si apre tra le 4 e le 5. e si chiude tra le 10 e la 1. qual'è l'elleboro nero. e si chiude alle 10. e si chiude tra le 9 e le 10. Il nettario del tropœolum. colle loro rispettive ore di levare e di tramontare. Il leontodon taraxacum si apre tra le 5 e le 6 del mattino. e si chiude tra le 10 e le 11. 116 . L'hemerocallis fulva si apre alle 5. dovrebbesi credere. L'anagallis si apre tra le 7 e le 8. e in un con me ogni medico zelatore de' progressi della scienza. ma ella diventa verde. cui si possa in breve tempo imporre termine. generalmente parlando. (p. pare che dovrebbe essere posta fra quella classe di sostanze. e si chiude alle 5. adornato di un cerchio di nettarj tubulari bilabbiati. 59. i quali meno accuratamente osservano l'ore di spiegarsi. se tarda sarà la comparsa della me- desima. ha un ampio fiore candido assai bello. La portulaca hortensis si apre tra le 9 e le 10. che si tenesse lor dietro nel nostro clima con ulteriore attenzione (Vedi Stillingfleet's ca- lendar of Flora). e si chiude tra le 11. come quella che per togliere la pazzia e per aguzzar l'ingegno fu cotanto celebrata: benchè se ciò fosse vero. chiamansi controstimolanti. la nota sulla lonicera). L'hypocœris si apre tra le 6 e le 7. 60. La calendula arvensis si apre alle 9. 269. quando questi nettarj cadono. che s'aprono ad una certa ed esatta ora del giorno. e si chiude tra le 3 e le 4. Il sonchus lævis si apre alle 5. Questa curiosa metamorfosi della corolla.) p. e si chiude tra le 2 e le 3.

se pur non può dirsi anche madre.) p.) (p. cioè il canuto profeta. e il fianco: E l'intelletto sì gli offusca e tolle. ed a guisa di gufi luci- fughi. che dicendo l'erbeggianti biade? Tutti i sinceri letterati italia- ni spero renderanno grazie al cittadino Monti per aver egli colla sua traduzione di Persio arricchita la nostra lingua di molti vocaboli. Le frasi orientali. di tutte l'arti e di tutte le scienze. come quella che tutta al cieco empirismo appoggia la medicina. Tale il potente Regnatore Assiro ec. ad immaginar la quale fu da altri fatti condotto. 61. ovvero il profeta dalle chiome coperte di brina. egli è frutto di quanto l'autore di codesta teoria si è compiaciuto di comunicarmi. che mal suona all'orecchie della plebe ippocratica. le quali dipendo- no interamente dalla occasione. che a guisa d'un bue si pasceva d'erbe. . 62.Nabucodonosorre non fu già cangiato in un mostro. allorchè il popolo non volle ascoltare la sua parola.T. ma d'esser divenuto tale credevasi quel re allorchè fu preso da mania. Nell'originale si legge the hoary Seer. attributo che non conviene al Santo di Padova. . Due case. o che erano dimenticati. - T. Ma gli è questo un parlare. 63. A questa guisa si legge.Sant'Antonio di Pa- dova. sola perfezionatrice. e nudo e squallido errò pe' deserti [244] fino a che in capo a sette anni riacquistò il sano esercizio del- le facoltà intellettuali..e l'erbeggianti Biade sbruca ed i fiori ec.disse: E Dio per questo fa. e sè manco. solo lodatori de' morti. Nel fiore femmina sonvi due stili. chia- mati da Linneo eunuchi (V. Il sempre elegante e giudizioso Monti lo ha pel primo usato nella sua traduzione di Persio: “Che temi? il puoi: lavora. Massimiliano Stoll. Il cocco innebbria i pesci. e l'altro erbeggia.. per[245]chè loro non reche- rebbe più molestia qualsiasi maligna persecuzione.) (p.) Il cocco. ed otto filamenti senza antere sulle loro sommità. o nuove stabilirne in quella teoria. che volle Nabucodonosor Dio punir' anco. v. Il verbo erbeggiare è di recentissima da- ta. Quel superbissimo re in quell'epoca era talmente preso da mania. chiarissima appare la spiegazione della storia del re Nabucodonosorre. il petto. . v. e li convertì. andò a predicare ai pesci. . Che non può altrui conoscere. v. Una im- presa di tal fatta non poteva essere assunta che da lui. la nota sulla curcuma).T. qualunque sia il susurro che facciano alcuni miseri pedanti. come si poteva più acconciamente trasportare in italiano l'espressione inglese the bladed herb. e i loro modi di parlare ci sono abbastanza noti.” Dell'opinione di Stoll fu pure l'Ariosto allorchè. E mostra nudo il ventre. che le cose da lui dette vengono tosto dal grido pubblico sanzionate. (menispermum cocculus L. dodici maschi. come a suo allievo ed amico. non essendo in potere del medico di creare un tale stato morboso ogniqualvolta ha d'uopo di verificare le tali leggi. giac- 117 .” Come si sarebbe potuto meglio tradurre l'espressione latina “en seges in herba est?” E così pure.. ch'egli va folle. che qual bue. (Addison's travels in Italy. 326. In conferma di che riporterò un passo d'un illustre medico. .Gli amori delle piante Erasmo Darwin Ella non può essere che il risultato di lunghe meditazioni e di ripetute esperienze. come taluno tiene per fede. pasceva l'erba e il fieno. 394. che se mai mi occorrerà di dire alcuna cosa sul controstimolo. “Da quanto si è detto intorno alla mania. che non esistevano dapprima. Avverto i miei lettori. 332. 352. parlando della pazzia d'Orlando. Bella coppia di Ninfe ec. Il giovine Profeta ec.) (ivi v. come quegli che nell'impero delle lettere oc- cupa un tal grado. Che sette anni il mandò di furor pieno Sì. s'invola sempre lontano da chiunque vuole in questa facoltà portare la face della buona logi- ca. che alcuni cattivi interpreti della Sacra Scrittura hanno creduto essere stato cangiato in bue.

non istanno al- largati che poche ore. si è inconsapevolmente reso.) p. ed i ridicoli e goffi gesti de' mangiatori d'oppio in Costantinopoli. (papaver somniferum L. Rasori).Vedi le note sulla digitale. ch'uscita era di quello14. I petali di questo vago e fragrante arbuscello. ivi v. come sa- rebbe il produrre allegria. = Le sette canne. suo clima nativo. eccetto un sufficiente pezzo d'oppio per se stessi. La facoltà di trarre i pesci al lido fu dall'Ariosto attribuita pure ad Alcina. che eglino sono bianchi al loro primo allargarsi. Le piante di questa classe sono quasi tutte velenose. cadendo circa verso il mezzodì. 454. 13 Cioè Alcina. con cui Pane è frequentemen- te descritto. 416. La gomma o resina di questo fragrante vegetabile viene raccolta nell'Oriente da' suoi ampj ce- spugli con un apparato singolare. 14 Cioè da un suo castello. e si tirano sopra le sommità di questi arboscelli verso il mezzogiorno: la polvere delle antere aderisce al cuojo. con cui le api raccolgono sulle loro cosce e gambe alcune materie per la costruzione de' favi. ma hanno questa proprietà rimarcabile. v. ne' giorni caldi. Provata la facoltà stimolante dell'oppio. delirio ce. che comunemente si creda. in cui cadde Darwin poco conoscitore del sacro leggendario. Un certo costume di galante urbanità è facilmente ravvisabile fra i maschi e le femmine di questi fiori: i maschi si avvicinano e si scostano alternativamente dalle femmine. 68. dicendo Il giovine profeta ec. che voleva. sembrano indicare ch'egli sia stato l'inventore delle note musicali. Mi sono quindi presa la libertà di correggere un erro- re. Ed i fiori dell'hibiscus trionum dicesi che non durino che un'ora. i medici hanno tosto ciecamente attribuita una fa- coltà con lui identica a tutte quelle sostanze. e senza amo traeva Tutti li pesci al lito. e morte. di cui si parlò ne' versi antecedenti. languore. L'oppio migliore si ottiene incidendo i capi de' grossi papaveri con un ferro tricuspidato. L'oppio in poca quantità esilara la mente. 66.) Molti maschi e mol[246]te femmine. 118 . Scorrea soffiando sulle sette canne. che non è quella dello stimolo (siccome ha sco- perto il Dott. 467. e viene a tempo opportuno raschiata via. v. L'accigliata PAPAVERA ec. ma la loro esistenza è di notte. ed uno più grosso pe' cavalli a certe stazioni. vi ha prestata fede. non vivono che un giorno. trovansi bene descritti nelle memorie del Baro- ne de Tott. ) Molti maschi. dà energia alle passioni. Nell'India i viaggiatori sogliono fare circa cento miglia di cammino senza prender nè riposo nè cibo. Avrebbe mai egli avu- to in pensiero di profanamente scherzare sul miracolo del Santo? Trovammo lei13. (ivi. al pari di quelli dell'œnothera.) p. Si allude a molti bellissimi quadri di Miss Emma Crewe. Ciò sembra in qualche grado un'imitazione della maniera. o subito dopo. e diventano rossi quando stanno per cadere.T. p. una femmi[247]na. I fiori dell'hibiscus sinensis nelle Indie occidentali. (cistus labdaniferus L. I bellissimi fiori del cactus grandiflorus (vedi cerea) sono di un egual breve durata. ebbrietà. ed applicando loro de' piccoli recipienti per rac- coglierne le gocce. v. i cui effetti apparenti sembrarono loro eguali. Si attaccano ad una pertica lunghe coregge. 64. e vigore al corpo: preso in lar- ga dose produce ebbrietà. Crewe impon legge ec. volgono quindi ad un verde cupo.Gli amori delle piante Erasmo Darwin chè egli morì nella freschissima età di 36 anni. . stupore. chi sa quante volte? l'ucciso- re de' proprj clienti. . e chi. e d'altri. 513. E stava sola in ripa alla marina. Questa è la bella CISTA. non sospettando di alcuna legge della vita organica riguardante una particolar maniera d'agire di moltissime sostanze. Ma una tale apparenza è fallace più di quello. L'aspetto emaciato e decrepito. E senza rete.

e perciò debb'esserne sospeso l'uso infino a che le replicate osservazioni de' prudenti ed ingegnosi medici non le abbiano acconciamente classificate. ma che sieno stati amministrati in dose non abbastanza forte per togliere ogni avanzo di diatesi. che il non essere tutte le intermit- tenti curabili con questa corteccia. giacchè spessissimo accade di vedere soggetti recidivi indipendentemente da veru- na causa debilitante. Ho io avuto il caso d'una quartana stata per ben più di 18 mesi refrattaria ad ogni sorta di stimolo prescritto da più valenti medici della città.: e così si termina. E certamente fa d'uopo di tutta la cecità e caparbietà possi- bile per non volere ammettere un fatto. è generale: avverto però. si vuol fra gli stimoli tuttavia ritenere la graziola. la colla (intorno a cui sono state ultimamente scritte tante scioc- chezze) ec. i quali negano apertamente codesta verità. che i Pratici cominciano a persuadersi. tanto perchè egli è più d'ogni altro. Cinque maschi ed una femmina. di cui pare vada orgogliosa una cotal genia di laureati sicari. idropi. il sale ammoniaco. Ed è appunto in conseguenza di questo falso criterio. se ostinatamente s'insista nell'intrapreso metodo. Bramerei perciò. allorchè una febbre epidemica d'indole mortale infierì a Loxa. oltre tante altre. Annuncio preferibilmente questo caso. il quale con sorpresa di tutti fu visto coperto di densis- sima cotenna. ftisi. senza cangiarne i sintomi: e in simili casi si continua in buona fede anco da' più accorti a stimolare.) La corteccia peruviana. le cui vittime sono sì frequenti e numerose. guarirono dalla febbre. 69. il taraxaco. che le intermittenti sieno tutte asteniche. le terre assorbenti. il mal essere. come nell'altro caso. Un dì l'alma CINCHONA (cinchona officin. che i medici fossero meno tenaci delle proprie opinioni. che gli stimoli sieno bensì stati opportunamente indicati. o nuovi ne appajono. flati ec. 70. e [250] s'esacerbano i soliti sintomi. che tuttora sienvi alcuni. ma non però la noja. [248] o chi- nachina. giacchè sono giunti ad arrestare i pa- rossismi. ed alla guarigione che se ne ottiene per mezzo della chinachina. e con una larga cacciata di sangue. o l'ostruzione de' visceri. col produrre ostruzioni. Io inchino a credere. Egli è da poco tempo. ec. la gigante FEBBRE. egli è chiaro. e che tanto si ritardano i progressi della scienza. ed i guardaboschi avendo accidentalmente bevuta di quell'acqua. che stimolanti dovransi riputare tutte le sostanze. dolori dell'addome. L'autore allude alle febbri intermittenti. è però assai equivoco. che la moltitudine ha giurato. come quella che in mille casi fu evidentemente riconosciuta dannosa. le foglie e le radici di persico. che non si deve giudicare essere ella stata bene indicata ogniqualvolta abbia arrestato parossismi. L. Parecehi di questi alberi erano stati gettati giù in un lago per tutt'altro oggetto. che sì spesso cade sott'occhio. ed a ragione.Gli amori delle piante Erasmo Darwin p. l'inappetenza. 545. che la soverchia profusione degli stimoli cangi la diatesi d'una intermittente decisamente astenica in origine. il cui effetto suol essere o la ricomparsa de' parossismi. 569. odio implacabile contro la corteccia peruviana. dipende da ciò unicamente. e che in nulla s'oppone alle teorie più ricevute in medicina. e che quindi non isdegnassero di cangiar metodo di cura allorchè non corrisponde quello. che non tutte le intermittenti sono a- steniche. Non è raro il caso di vedere sotto l'uso della china fermati bensì gli accessi febbrili. almeno apparente. il cui effetto. v. nelle intermittenti. Ecco come fu scoperta la virtù di questa famosa droga. che altro non fanno che disonorare la scienza in faccia a chi non è al pari di costoro cieco e caparbio. Avviene pure non infrequentemente. Stabilito. sostanze tutte dalla sana esperienza giudicate d'una qualità opposta. che ancora indistintamente spacciansi i prete- si febbrifughi. se non è ancor deciso fuor di dubbio essere controstimolante. come sarebbero le palpitazioni di cuore. re- cando in mezzo di frivolissime ragioni. In simili casi si cre- de. v. Egli è quindi in conseguenza di questi imperdonabili difetti. stato da prima in tutta l'estensione praticato. e tutta la caterva delle affezioni lente steniche. (p. o l'idrope. cefalea. che mi sia 119 . che. Tuttavia non cessa. dal cui uso furono domate. che la più parte delle recidive dipenda appunto dal metodo di cura erronea- mente praticato. nel Perù. tutto ciò in somma che esclude stato di salute. E così si scrivono ricette via via più generose. e meno creduli a' proprj supposti talenti. e da me finalmente guarita colla graziola combinata alla digitale. e stimolar sempre più prodigamente a misura che più pertinace fassi la febbre. L'uso della chinachina semplice o unita all'oppio. a danno dell'[249]umanità.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

occorso, evidente e decisivo; quanto perchè la testimonianza oculare di moltissimi fra medici e non
medici, mette fuor di dubbio un fatto, che la malignità di taluno potrebbe altrimenti negare. - T.)

p. 74. v. 666. E della bella DIGITALE ec. [251] (digitalis purpurea L.) Classe, Due poteri. Quattro
maschi, una femmina. L'effetto di questa pianta in quel genere d'Idropisia detta anassarca, dove le
gambe e le cosce sono assai gonfie, e che viene accompagnata da gran difficoltà di respiro, è vera-
mente maraviglioso. Nelle asciti accompagnate da anassarca, a cui vanno soggette le persone che
hanno passato il meriggio della vita, riuscirà alcune volte non meno utile. Il metodo d'amministrare
la digitale richiede qualche precauzione, essendo facile, a dosi soverchie, che induca violentissimi
sconcerti debilitanti, i quali persistono uno o due giorni, durante il qual tempo però scompare la col-
lezione acquosa. Una buona cucchiajata, od una mezz'oncia del seguente decotto, otterrà lodevoli
effetti in pochi giorni; ma ne' soggetti più robusti, una buona cucchiajata ogni due ore fino a con-
sumarne quattro cucchiajate, o fino a che la malattia lo richiegga, evacuerà i gonfiamenti idropici
con molta certezza, ma non di rado con molta violenza d'azione. = Si facciano bollire 4 once di fo-
glie recenti di digitale purpurea (le cui foglie possono aversi in tutte le stagioni dell'anno), in due
pinte d'acqua alla riduzione di 12 once. Si coli il liquore, e mentr'è ancor caldo, vi si aggiungano tre
once di spirito di vino rettificato. Si può vedere una teoria degli effetti di questo medicamento, con
molti casi in cui ebbe buon successo, in un opuscolo chiamato Experiments ora mucilaginous and
Purulent matter, pubblicato dal Dott. Darwin 1780.

(ivi. Da' nostri migliori medici si fa uso piuttosto della polvere di digitale o dell'infuso, che del
decotto, nè la semplicità ed unità delle loro prescrizioni permette che vi [252] si aggiunga mai lo
spirito di vino, benchè potrebbe questo estrarne viemmeglio i principi resinosi; ma la loro attività
verrebbe distrutta dalla forza opposta dello spirito di vino.
La digitale è uno de' rimedj, che meno tardi d'altri si concesse possedere una facoltà opposta allo
stimolo. La sua potente maniera d'agire fece prestamente tacere i dubbj, che venivano mossi da pru-
dentissimi Pratici. I sorprendenti buoni effetti ottenuti dall'uso di questa foglia spezialmente nelle
peripneumonie, come quelle il cui carattere stenico è più facilmente riconoscibile, convinsero la
maggior parte de' medici della sua maniera d'agire riferibile al controstimolo; quantunque siavi tut-
tora qualche ostinato idolatra non della dottrina di Brown, che non intende, ma de' suoi errori, che
venera, il quale attribuisce alla digitale una forza stimolantissima, e perciò producente la pretesa de-
bolezza indiretta, a cui egli è abbastanza stupido per prestar tuttavia credenza. Nulladimeno, se non
fu difficile il persuader la maggior parte della forza controstimolante della digitale, riuscirà però dif-
ficilissimo il persuaderli egualmente rispetto a sostanze più deboli, come p. e. il taraxaco, la camo-
milla, il ferro ec., i cui effetti sono così limitati e lenti, che non possono isolatamente avventurarsi in
una diatesi grave, in cui fa, d'uopo di pronti ed efficaci sollievi; e che poco risaltano all'occhio, mas-
sime ad occhio prevenuto in contrario, in diatesi lente o piccole, le quali sogliono terminare anche
senza i presidi medici, ed anche alla per fine malgrado l'uso di medicamenti non indicati; giacchè
per buona sorte non volle il cielo, che fosse mortale ogni malattia non ben curata.
[253] L'uso della digitale fu dapprima ristretto alle idropi steniche, fu poi in seguito esteso in
moltissime altre malattie dello stesso carattere, non eccettuata la ftisi, come si legge nella Zoonomia
di Darwin. Il rinomatissimo Dottor Michele Gherardini, mio caro genitore, l'ha usata in casi di vero
o supposto aneurisma, ed i successi, che ne ottenne, furono riguardati come prodigi. Io la ho espe-
rimentata nelle gonorree sì da principio, come a malattia inoltrata, e non fui mai tradito nelle mie
speranze. E non solo ho trovata utilissima la digitale purpurea, ma ben anche la lutea, però a dose
doppia; anzi essendo questa seconda specie più comune, conseguentemente meno adulterata e meno
costosa, io me ne valgo a preferenza. Prescrivo un infuso di mezz'oncia di digitale lutea in una lib-
bra d'acqua, da usarsi per injezione; ed allorchè la gonorrea non si sopprime intieramente in pochi
giorni, vi faccio scioglier entro uno scropolo di solfato d'allumina. Ho pure veduto trarsi gran van-
taggio da questo medesimo infuso nel fluor bianco, che tanta affinità ha colla gonorrea, e nelle me-
norragie steniche. Accenno queste cose non perchè io le creda di sommo momento, ma solo affine

120

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

di sempre più persuadere al volgo medico, che i diversi rimedj non sono già specifici nelle diverse
malattie, ma utili sono ogniqualvolta vengano adoperati nelle opportune diatesi.
Leggendo le opere de' varj autori, che hanno parlato della digitale, si ritrova, che sommi vantaggi
hanno essi ottenuto dall'uso di lei nelle scrofole. Terrebbe mai questa malattia alla diatesi stenica? I
rimedj in essa più vantati, come sono gli antimoniali, i mercuriali, il muriato di barite, le pre-
pa[254]razioni di ferro, l'acqua marina ec. sostanze tutte controstimolanti, fanno inclinare a suppor-
lo, almeno nel maggior numero de' casi. Per lo che bisognerebbe correggere un errore di molti Bro-
wnisti, i quali tutte asteniche, e in sommo grado asteniche credono essere le scrofole. T.)

ivi v. 682. L'almo di Londra generoso Edile. Durante la terribile peste in Londra nell'anno 1665,
Sir John Lawrence, continuò per tutto quel tempo a disimpegnare le sue funzioni di maire nella cit-
tà; udì lamenti, e vi pose riparo; ordinò i regolamenti più savj in allora conosciuti, e li vide eseguiti.
Il giorno dopo, che fu deciso essere la malattia veramente la peste, circa 40.000 domestici furono
licenziati, ed esposti a perire per le strade, non essendovi alcuno che li volesse in sua casa ricevere;
ed i villaggi vicini a Londra li cacciarono via con forche e con armi da fuoco. Lawrence li soccorse
tutti, come pure i poveri attaccati dalla malattia, a carico delle sue proprie sostanze, fino a che non
furono sollecitate e ricevute soscrizioni da tutte le parti della nazione. (Journal of the Plague-year.)

p.75. v. 680. E il buon Pastor del marsigliese gregge. Nell' anno 1722, la peste fece terribile
strage a Marsiglia. In questo tempo il Vescovo fu instancabile nell'eseguire i suoi officj, nel visitare,
sollevare, incoraggire, assolvere gli ammalati coll'estrema tenerezza; e benchè continuamente espo-
sto all'infezione, al pari di Sir John Lawrence, menzionato di sopra, andò esente dalla malattia.

(ivi. Simili esempj di rara filantropia non [255] mancarono pure ne' mesi scorsi in Livorno, du-
rante l'epidemia che vi regnò. Fra i molti, che si sagrificarono in ajuto de' miseri infermi, merita par-
ticolar menzione il Dott. Gaetano Palloni, il quale diede a quel paese il maggior sollievo, di cui po-
tesse abbisognare, insegnò cioè il vero metodo curativo di quella febbre, felice risultato delle sue
replicate accuratissime osservazioni; e tanto fu il suo zelo, che finì per essere egli pure attaccato
dalla malattia dominante, da cui però si riebbe coll'istesso metodo che in altrui praticava. E quì gran
lode vuol essere fatta al nostro MAGISTRATO di Sanità, il quale solo per via d'induzione ha antivedu-
to il vero metodo di cura conveniente in quella epidemia, cioè il metodo antiflogistico, e trovossi
così andar di correlazione col Dott. Palloni, che fece sul sito le sue fortunate sperienze. Non giova
rammentare in questo luogo quanti ostacoli non ha dovuto superare quel saggio medico onde per-
suadere, che contagiosa era l'indole della febbre di Livorno. La ritrosia de' medici in ammettere i
contagi è sempre stata pervicace, e lo fu sempre in ragione della loro insipienza. Nella scorsa estate,
in cui infierì in Genova una malattia reumatica accompagnata da gagliarda tosse, si eccitò tal con-
trasto d'opinioni fra due medici di quella città, che alla per fine fu con mezzi violenti imposto silen-
zio a quegli dei due, il quale riputava contagiosa la corrente malattia, sebbene pare assai probabile,
che la ragione stesse per lui. La stessa ritrosia in ammettere la presenza d'una materia contagiosa
ebbe luogo pure fra i nostri medici nella primavera del 1803 quando serpeggiava fra le nostre con-
trade la Grippe; lo che mi porse argomento di scrivere la seguente

[256] ODE.

Ohime! gli Dii ti perdono
Se in Esculapio credi.
SAVIOLI.

Onde avvenne, che subito
Pensier cangiasti, Eurilla,
Nè l'orme più rivolgere

121

Gli amori delle piante Erasmo Darwin

Brami a l'usata villa?
Di tua promessa memori
Già gli olmi, e l'elci amiche,
Di lunga a te ricoprono
Ombra le strade apriche:
Mille te fiori chiamano
Dal tremolante stelo,
E mille per te d'atomi
Fragranti empiono il cielo:
Già l'usignuol patetico
A render grate apprende
Col suo canto le tènebre
Quando la notte scende;
Morfèo per lui fia ch'agiti
Le piume più tranquille,
E veli con più facile
Mano le tue pupille.....
Che? dispettoso l'omero
Tu scuoti, e torci il viso?
Qual per sì liete immagini
Ti move odio improvviso?
Paventi forse, ch'empio
Il sole in suo viaggio
Ti saetti la morbida
Guancia d'infesto raggio,
Sì che l'ardore a l'intime
Viscere in sen discenda,
E le vene di subita
Febbre e i nervi t'incenda?
[257] O che intorno aleggiandoti
Protervo zefiretto
T'abbia i lombi a trafiggere
D'acuto reuma, e il petto?
Od i Silfi, che placide
Rugiade sovra i prati
Al dì cadente spruzzano,
Contra di te spietati
Possan de le tue labbia
Passar sorto il breve arco,
Ed acri stille spargerti
De la voce in sul varco;
O i molli pori chiuderti
Con la rìa mano ignota,
Onde repente stridula
Tosse il seno ti scuota?
Certo nel facil cèrebro,
A te cotanto inane
Temenza impresse il Fisico
Venale, ch'ogni mane
Lezïoso premendoti
Col sommo de le dita

122

Ed a' sughi. E che. Che rosso in volto. non senza Enfiar le gote. Che sol care a Pitagora Lubrich'erbe dispensa. che incauta Forse il velen ricevi! Oh perchè allor ch'ei spiegati 123 . ch'ognor giudice Palpita de la vita. E nel tuo ciglio immobili Fissando i rai. ovunque artiglia Mille salme infelici. e tu dal tiepido Guancial sue note bevi. Ma dì. Ei che prima di scendere (Finto zelo!) al tuo letto. Preponesti le torpide Stille da' cedri espresse. Sotto negletta cuffia Che mezzo asconde il volto Per lui serbi de l'aureo Crine il volume avvolto: [258] Per lui con folle cambio Siedi a povera mensa. credula Al medico pedante. Egli entra.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Il polso. e gallico Nome portasi in fronte? Stolta! quali alzò tènebre Lo impostur su' tuoi lumi? Ei stesso il morbo recati. ch'entro al limite Di guardata parete A trar con lungo tedio Te astrinse ore indiscrete E ti vietò in suon rigido I densi cangiar veli. che Bromio Allegrator concesse. Onde i membri di giglio Tu mattutina celi. Certo ei fu. Che tu evitar presumi. l'ardua Esala alfin sentenza. maggiore a spargere Tema di se. le conte Forme mentisce. e le narici Stillante. L'ira così deludere Del CATARRO vagante. speri tu. Nè intanto sai. e l'occhio Turgido. Molto palpò già popolo Da la contage infetto.

Che alzò fra noi suo trono. che Amore aperse: E tal pur l'egro profugo Dal Ligure terreno Dianzi traea mal cognita Febbre d'Insubria in seno. Rompi gl'indugi. A tutt'altr'uom l'accesso: [260] Vieni. Grave osasse risponderti Pria che volgere il tergo. E fatta accusa all'aere E all'innocua stagione. Eurilla. [259] Oh perchè tu. e ergendoti Di te nol poni in bando? Che se colui. E vieti. Ov'ei fermò le piante. e recati Meco in solinga villa. Così primiero l'Arabo Ladron dal patrio suolo Tolse.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Con muliebri argomenti La favolosa origine Del male che paventi. Ma de la Senna dono: Nè già sovra instancabili Ale in Italia ei venne. Ma in sen s'ascose il perfido Del pellegrino errante. e vedrai sorridere E farti fede Igìa. e ad Europa in faccia Soffiò l'atro vajuolo: Tal dal nov'orbe reduce L'Eroe nocchiero asperse Del velen primo il tenero Solco. E n'uscì. 124 . U' bieco in su la soglia Vegli Cupido istesso. ad ambo provido. messo un sibilo. Tu digli: “il crudel demone. la guancia Per rabbia imporporando. Che l'aure ancora spirano Innocenti qual pria. di barbaro Latin fattosi usbergo. Che' tarpò miglior Fisica A' contagi le penne. Non stendi il dito. D'ogni influsso venefico Chiede ad ambo ragione.” Ah sì! se inferma premere Non vuoi le piume. Prole non è dell'aere.

e l'afflitta umanità invoca.T. 701. Questo verso è di Dante. Questo è l'illustre Giovanni Howard. e sulla peste.) (ivi v. sui lazzaretti. .) 125 . come pure d'u- n'altra opera insigne sovra gli ospitali. e dell'appendice alla medesima opera. cui fu la sorte prodiga de' suoi doni. Il nome di lui è uno de' più cari agli Inglesi. A mezzo 'l cerchio del moto superno: cioè l'equatore. che la sua memoria desti una generosa emulazione in tutti coloro.T. 691.Gli amori delle piante Erasmo Darwin (ivi v. il quale consacrò le sue ampie for- tune e la sua vita a prò dell'umanità. Egli è l'autore dell'opera intitolata Lo stato delle prigioni della Gran-Bretagna. pubblicata alcuni anni dopo. . OVARDO tuo.

Come possano diverse sostanze. Le cerimonie superstiziose o storie appartenenti ad alcuni vegetabili sono state veramente ridicole. evvi per lo contrario sommo difetto. [263] (ivi. Io ho veduto circa due cucchiaj della medesima ammazzare un grosso cane da fermo in men di 10 minuti.) Si usa nel ratafià de' distillatori. p. produrre effetti tan- to a lui conformi. (circæa). ma la dose non è egualmente bene determinata. Si suppone che la sacerdotessa Pitia s'innebbriasse con un infuso di foglie di lauroceraso allor- chè pronunciava i suoi oracoli. Pochi [262] anni fa. possa avere le medesime qualità. una femmina. 115. e si tiene oriz- zontalmente nella mano. ( Vedi la nota alla tremella. in Francia ed anche in Inghilterra. stimando eglino che al solo stimolo appartenesse l'indurre ebbrietà. libro pubblicato circa 10 anni fa. e si legano intorno al collo de' fanciulli per facilitare la loro dentizione. anzichè esistere eccesso di stimolo. Ed ultimamente v'erano molti in Francia ed alcuni in Inghilterra. distruggendo la vita così prontamente come l'acqua di lauroceraso.) Lauroceraso. Ed ancora al dì d'oggi si fregano de' pezzi di radice secca di peonia. produce lo stesso effetto deleterio. ch'ella agisca alla guisa dell'oppio e dello spirito di vino. è accuratamente descritto da Virgilio Æneid. o nuove leggi della vita organica. VI. Aggiungi a questo. i quali soffrivano un incantamento senza alcuna verga divinatoria di sorta. e per iscongiurare il demonio. v. Per lo che io mi ristringo solo presentemente a far osservare a' miei lettori un fatto assai ovvio. 10. e che la bri- onia o la mandragora mettessero un grido allorchè la loro radice veniva strappata dalla terra. La Pitia LAURA. si è egli indotto a supporre in essa una maniera d'agire. o d'altro legno leggiero. come importa il suo nome. v. e si supponeva poi. verrà evidentemente spiegato nella Teoria del Controstimolo. distillata da 14 libbre di ciriege nere ammaccate. agenti in una maniera opposta a quella dello stimolo. per cui alcuni bevitori di simili liquori sono in pochi istanti periti. È probabile. il quale li convincerà della possibilità di darsi ebbrezza indipendentemente da eccesso di stimolo. per la qual cosa evvi ragione di credere. lib. p. si usava un'altra specie di verga divinatoria per iscoprire sorgenti d'acqua in una simil guisa. Questa verga è di nocciuolo. ossia inspirazione. che le mandorle d'albicocca. Dall'aver Darwin osservato. e quindi di legarla. che si conosca in queste contrade. Venti maschi. 117. che l'acqua distillata di lauroceraso produce non di rado ebbrietà. e dicesi che si pieghi verso l'oro ogniqualvolta lo Scongiuratore passa so- pra la miniera. che l'Incantatore chiamava magnetismo animale. ed ottenne qualche credito. e qualunque altra sostanza vegetabile avente il sapore delle mandorle amare. Due maschi. e in molte altre febbri nervose? Eppure in que- ste febbri. le foglie di persico e di noce. s'infilzano e si vendono sotto il nome di amuleto. 64. opera intorno a cui (come si è detto altrove) sta assiduamente lavorando il celebre Dottor Rasori. in moltissime intermittenti indubitatamente asteniche. Questa pianta era molto celebrata ne' misterj di stregoneria. Lo stato di delirio per ebbrietà. alla coda d'un cane. e credevansi affetti da un agente invisibile. che i Druidi tagliassero il visco con una scure od una falce d'oro. e subito morisse: dietro questo racconto. e che l'animale. per mezzo di una corda. una femmi- na. Dunque date delle sostanze. L'acqua distillata delle foglie di lauroceraso è forse il più pronto veleno. CIRCEA. quando fu vantata per uso medico. che la strappava. come si direbbe nel linguaggio di Brown. al quale si davano delle percosse. s'infermasse. si usava di vangare e rimuovere la terra intorno alla radice. In più piccola dose fu vista produrre ebbrietà. affinchè la sradicasse. che passa ad essere delirio. le quali eccessivamente privino il sistema del 126 . si lisciano. Così si disse. Ella cresce in mez- zo alle ossa polverose ed alle logore bare fra le rovine delle volte della chiesa di Sleaford in Lincol- nshire.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [261] NOTE AL CANTO III. Chi è mai che non sappia aver luogo una cotal ebbrietà. (prunus laurocerasus L. Dietro una cotal fallace apparenza anco i più accurati medici sono sempre fino al dì d'oggi caduti in errore. Una foglietta d'acqua. sulla fibra animale. la Verga Divinatoria vi ha fatto ac- quistare un grado di credenza. analoga a quel- la dell'oppio. che nella Price's History of Cornwall. che quel cane soffrisse per l'empietà dell'azione.

T. [265] Queste ed altre simili sperienze decisive deggiono nella fisica animale spargere lumi. o negazione di stimolo. che i nostri nervi del senso non sono nè torpidi nè inerti durante il sonno. Non impera il VOLER. – Il sonno consiste nella cessazione di tutta la potenza vo- lontaria tanto sopra i nostri movimenti muscolari. L'acqua di lauroceraso per la sua sorprendente attività. 118. imperocchè sì il timpano che le palpebre sono private degli esercizj volontarj de' muscoli appropriati a' rispettivi oggetti. conosciuta anche fra noi. poichè il cuore e le arterie continuano a battere. di mandorle d'albicocca e di ciriegia. che preferentemente accorrono alla clinica di questo illustre Professore. così le palpebre sono chiuse nel sonno. ha specialmente provata la di lei maniera d'agire contraria a quella dello stimolo. Del libero Scechspìr ec.T. 115. Del mio Fuselio ec. che da cause aventi appunto la suddetta. benchè assai pochi v'abbiano fatta avvertenza. e delirio (il quale si riduce ad un sommo grado d'ebbrietà) come è il caso delle intermitten- ti e delle altre malattie nervose ec. d'acqua di lauroceraso a motivo pure di difetto d'eccitamento causato da negazione di stimolo? Non è egli vero. durante il sonno. non escluso forse lo stesso autore. che ne insorga ebbrietà. rappresentante l'Incubo personificato. Il professor Borda ha sperimentata l'acqua distillata di foglie di leandro. . 88. secondo la stessa dottrina di Brown. giacchè il latte versato nella bocca de' 127 . Il Dottor Borda. v. ma che sono unicamente inabilitati alla percezione degli oggetti esterni. la cui guarigione fu dal di lei uso ottenuta indipendentemente da qualunque cacciata di sangue. essendo i loro organi esterni resi incapaci a trasmetter loro le impressioni de' corpi esterni durante la sospensione della potenza di volizione. Rasori e Borda. mio dottissimo maestro ed amico. usandola in molte malattie gagliardamente steniche. Quindi concludo. ed anche farne e sete ne' nostri sogni. d'oppio ha luogo l'ebbrietà motivo di difetto d'eccitamento causato da esaustione d'eccitabilità. forse unico residuo ornamento delle scuole mediche dell'Università di Pavia. essendochè noi nè passeggiamo nè ragioniamo durante il sonno: ma nel medesimo tempo molti de' nostri movimenti muscolari e molte delle nostre idee continuano ad esser eccitate ad agire in conseguenza d'irritazioni e di [266] sensazioni interne. che possa renderli incapaci al loro officio della percezione. non è inverisimile. e soprattutto nelle peripneumonie. che in ambo i casi evvi diminuzio- ne di vita. Probabilmente agirà del pari l'acqua di foglie di noci. quanto sopra le nostre idee. che acca- da agli esterni apparati degli altri nostri organi del senso qualche cosa di simile. ed averne rivelati i più alti misteri.) (ivi v 89. verranno esposte nella citata opera del Dottor Rasori. Lo stato di salute. di cui si è fatto intieramente senza. . di cui non si era per lo addietro pur sospettato.in luogo di Shakespeare.Gli amori delle piante Erasmo Darwin conveniente eccitamento per sottrazione. il timpano dell'orecchio non è teso.. e l'ha trovata d'un'attività analoga e presso a poco eguale a quella di foglie o mandorle di persico. e. giacchè quasi sempre inconcludenti sono state le sperienze fatte sinora.) (p. e ad altre leggi appoggiate. come risulta dalla scala esposta nella dottrina medesima. l'Italia avrà il vanto d'esservi penetrata. consiste nell'equilibrio tra l'eccitabilità e gli stimoli: ove sia di[264]fetto dell'una o degli altri evvi pur sempre difetto d'eccita- mento. è stata sottoposta a decisive sperienze dai grandi riformatori della materia medica. v. com'io suppongo. come importa l'espressione browniana. Dalle replicate sperienze si è rilevato pure la maniera identica d'agire dell'acqua d'amandorle e di foglie di persico con quella di lauroceraso. 119. difetto d'eccitamento? Ma altre ragioni ancor più convincenti. . . ed è probabile. ma fu ben tosto a tali inconvenienti posto riparo mediante l'amministrazione di qualche stimolo. e noi proviamo varietà di passioni.T. Dunque se sotto una forte dose p e. Il medesimo ha non di rado veduto insorgere ubbriachezza e delirio ogniqualvolta ne fu rela- tivamente portata troppo oltre la dose. come testifica il numeroso seguito di allievi. come inglesamente si scrive. proprietà hanno certa- mente origine.Il poeta allude ad un'incisione inglese.) p. . perchè non potrà aver luogo lo stesso fenomeno sotto una forte dose p e. perchè dirette da nessun principio: e quindi se l'Inghilterra ebbe la gloria d'aprir la pri- ma le porte del tempio d'Igea.

e se la palpebra viene un poco aperta nel chiaro giorno dagli sforzi di turbato sonno. p. oggi dicesi CORTINA. e molti strati di silice e di chelonite o di lava. VARINGA.T.Io poi ho chiamato il ficus indica col suo sinonimo varinga. Allorchè il sonno diventa così imperfetto. 130.Gli amori delle piante Erasmo Darwin bambini dormenti gli obbliga ad inghiottire e succiare. alla qual epoca sembrano essere stati formati i [268] canali di questi fiumi sotterranei. come pure affine di rendere nell'egual tempo più evidente il paragone tra il corso di que' due fiumi e la maniera con cui la varinga penetra entro terra e quindi risorge. di rame. onde fug- 128 . e la quantità di macigni. conchiglie cangiate in una sorta d'agata. v. affine di schivare il difetto che seco avrebbe por[269]tato la soverchia lunghezza della simi- litudine in confronto della descrizione per cui veniva fatta. La parola cortina è da buoni autori usata nel significato. e bebbe una tazza di tè: il suo destarsi era sempre accompagnato da straordinaria sorpresa ed anche da paura. ed eseguiscono in sonno alcune domestiche incombenze. Io ho soventemente veduta una donna sonnambola. quando un lungo tratto di ru- pi fu sollevato dal mare traboccante sopra i fuochi centrali.) (ivi. o di lava. ossia bacini scavati sopra alcuna delle montagne. 120. cantò. v. ha luogo ciò che chiamasi Incubo. le loro parti non poterono comba- ciarsi esattamente.Si dice. Si avverte che nell'originale la descrizione de' fiumi Hamps e Manifold serve di similitudine alla descrizione della pianta varinga. che vanno intorno.Fece fare una larga via co- perta con due alie di grosso muro. ed ha foglie molto ovate. (ficus indica L. che alcuni movimenti muscolari obbe- discono a questi sforzi del desiderio. che si distenda a guisa d'ala. come vengono chiamate. (Vedi Le Teorie della Terra del Sig. Dove questi due fiumi tornano a risalire. 198. Lo scoscendimento della superficie di molte parti di questo paese. e di Buxton in Derbyshire. dove l'acqua piovana sprofonda dentro la terra. (Sloan. laddove nella traduzione quest'ultima serve di similitudine alla prima. . simili a cratèri vulcanici. che sembrano essere stati lanciati sopra il terreno da esplosioni vulcaniche. un miglio o due sopra Val-di- Dova. sede dello Scudiere Gio. 122. sonovi delle impronte somiglianti a' pesci. miniere di piombo. una volta in questo stato ella odorò un tuberoso (spezie di fiore). di lato di muro. Spec. sembrano aver avuta una simile origine. e tornano quindi a sorgere di nuovo. . durante il sonno. che ancor ritiene il nome di Casa di Thor: al di sotto vedesi un'estesa prateria. Le caverne di Castleton. un penoso desiderio d'esercitare i movimenti volontarj. e di zinco. cosiffatta malattia aveva quotidiani [267] periodi.) p. Hist. Dal nome di questa divinità è derivato presso i popoli del Nord il loro Thursday. e risalgo- no ne' giardini d'Ilam. le quali serpeggiano e s'abbarbicano den- tro la terra.) Della classe Poligamia. che equivale al nostro giovedì. Whitehurst. tre miglia al di sotto circa. v. e quando queste rupi di nuovo abbassaronsi. abbondano in questa par- te del paese. rinchiusi in idoli di vinco. simili a cordicelle. in cui me ne sono io prevaluto. Di THOR gigante ec. al pari di questa chiamata Casa di Thor. e dove i fiumi Hamps e Manifold si approfondano nella terra. ma lasciarono una lunga cavità inarcata sopra una tale operazione della natura.Vedi caprifico. vi sono certuni. dalla sommità de' rami sortono e pen- dono in giù sottili flessibili appendici. le voragini. of Jamaica. come pure le grandi masse di chelonite. . Quando na- sce. coralline impietrite. e sembrò essere del genere epilettico. la persona sogna d'essere molto abbagliata..Presso il villaggio di Wetton. .) (ivi. Spati calcarei. Plant. vicino ad Ashburn in Derbyshire. e quindi producente un' irresistibile e- splosione di vapore. (Matteo Villani) Il testo ha lengthen'd ai- les. Lin. Hut- ton. Questo grand'albero s'innalza con rami opposti da tutte le bande. 137. che pajono di diaspro steso sopra terra calcare. che presenta un colpo di vista pittoresco. convincono dell'esistenza di violenti terremoti succeduti in qualche antica epoca del mondo. a Thor. Port. . evvi una spaziosa caverna verso il mezzo della salita del monte. . e del Dott. che i druidi offrissero umani sagrificj. Allungate cortine ec.

126. di balsami. a cui si appiccò fuoco spontaneamente e furono totalmente consumate.Il pericarpio consta di una capsula divisa in cinque parti.Le Spezierie sono piene di resine. costrusse già il suo automa. ed incollati assieme: egli ha due piedi a- vanti e due di dietro. e questi piedi sono armati alle loro e- stremità di acute punte di ferro. altri posseggono una qualità narcotica. Nelle notti tranquille delle stagioni secche. come pure il puzzo disaggradevole di molti altri è dovuto all'esalazione de' loro olj essenziali. e s'accende all'approssimarvi d'una cande- la. si raccorcia.Gli amori delle piante Erasmo Darwin gire l'inonesto equivoco. V. così grato al nostro senso dell'odorato. dall'olio di cannella. con questa mistura spalmò l'estremità de' rami. per mezzo d'una scopetta. il di lui dorso è composto di leggier legno d'abete. come quello di lauro e di tabacco. ma perirono e gli insetti ed i rami: una soluzione d'arsenico molto diluta operò lo stesso. . Questi olj essenziali hanno maggiore o minor volatilità. ed altri insetti fuggirono per l'odore della trementina. facendo ella a se forza colla sua estremità appuntata. sovra cui versò poca quantità d'olio di trementina. BALSAMINA. fissata sopra qualche luogo. 123. La resta d'orzo è fornita di dure punte. molti di essi sono per noi veleni. i quali vi si fanno aderenti: di giorno. striscia ed arrampica a guisa d'un bruco. e i due piedi anteriori sono spinti innanzi. sia quello di difenderli dai loro voraci nemici. che intaccano sì i vege- tabili che gli animali. . an 1787. balza dal gambo. e tanto gl'insetti che i loro uovi furono distrutti. (Mem. che si piegano indietro. o gas infiammabile. e la pece ed il catrame (per usi meccanici) sono pure una produzione di secrezioni vegetabili. e siccome queste punte le impediscono di ritrocedere. può servire d'igrome- tro. ciascuna delle quali. e lungo quattro. che era coperto di aphis. che allevia il singhiozzo. Questi olj sono tutti deleterj per certi insetti.) p. che sull'istante allevia un leggier mal di denti. d'Agricult. allorchè il seme è maturo. che avrebbe prodotto il vocabolo usato dall'autore: Descending FICA dives into the sands. sovra alcuni rami d'un albero. colla sua capsula o spiga aderente. si estende nell'aria umida della notte. DICTAMNA.T. ossia impatiens noli tangere L. d'olj essenziali. Quindi allorchè il tempo è umido. 292. Uno degli olj essenziali. le quali. e si allontana molti piedi [270] dal gambo nativo. mentre la terra è meglio disposta a riceverli. che il loro uso nell'economia vegetabile. il corpo si allunga. questa pianta emana un'aria. ad oggetto di distruggere gl'insetti. E così in un mese o due l'automa passeggia a traverso il luogo da lui abitato . 129 . Trans. mentre questa lunga resta giace sopra la terra. e dal bal- samo del Perù. e la spiga dell'avena selvatica sono attorcigliate pel medesimo fine. e disper- gono i loro semi ne' giorni umidi. versandovi sopra dell'acqua fino a tanto che acquistò la consistenza di un brodo spesso. e quindi pare. che calma il dolore d'alcune ulcere. de Thosse. grosso un pollice circa. attorcigliandosi più o meno secondo l'umidità dell'aria. ) Frassinella. Egli aggiunge d'aver distrutte le pulci de' suoi cagnuolini in una sol volta. e spinge avanti i di lei grani. Sonovi esempj di creature umane. viene raccomandato dal Sig. bagnandoli in acqua calda im- pregnata d'olio di trementina. egli li distrusse tutti interamente nella se- guente maniera. La capsula del geranium. 207. Mise in una tazza un piccol pugno di terra. e sono tutti infiammabili. (dictamnus albus L. fatto di pezzi tagliati trasversalmente rispetto alle fibre del legno. sono tutte rivolte verso una parte. poi sbattè il tutto insieme con una spatola. (Phil. Avendo osservato che le piante erano attaccate da moltitudini di piccoli insetti (pucins o gorgoglioni) che infestavano i loro teneri rami. i quali portano il corpo orizzontalmente. Su que- sto principio l'ingegnosissimo Meccanico Filosofo. come vien provato dall'olio di garofa[271]ni. inaridendo. Per lo che una di queste avene. simili ai denti d'una sega. in tempo secco i piedi posteriori si avvicinano agli altri. quello cioè di trementina.) Io spruzzai dell'olio di trementina. e per mezzo della sua elasticità getta i semi a grande distanza. giacchè sono prodotti ne' fiori e nelle foglie.) L'odore di molti fiori. al minimo tocco piegasi tosto a modo di spira. v. . giacchè l'obbliquità delle punte de' piedi impedisce di ritrocedere. il Sig. Edgworth.Non si potrebbe egli applicare questa macchi- na come igrometro a qualche oggetto metereologico? p.

veggonsi le antere screpolare con forza. presa per bocca. la quale volteggia intorno alla pianta a guisa d'una nube. in quasi tutte le strade battute. come pure quelli tratti dal regno animale. L'alta Palmira. (Vedi la nota all'elce. ed è probabile. eguali effetti. Questi sughi acri o nauseosi de' vegetabili hanno fornito alla medicina i suoi principali materiali. che vi si accostasse.) Cresce nelle Indie occidentali. egualmente che le spine di altri. che si sente un'oppressione di petto anche a molti piedi di distanza. allorchè è collocata in un angolo d'una stanza. ma ancora ne' deserti. che si profumano le chiome ed i fazzoletti. od ot- tenuti dalla pietra calcare. Boer[274]haave e Mead hanno affermato. Questo sembra essere stato l'uso degli olj essenziali nell'economia vegetabile. (Ingenhouz. che sono d'ordine corintio. producono effetti più pronti o più pericolosi allorchè vengono instillati per entro una ferita. quindi sono molto più di rado mangiati dagli insetti. che viziano molto l'aria in cui trovansi. In ogni dove abbonda gran varietà di piante nocive. L. 306. in Inghilterra la morella. e producono ulceri pericolose. e quindi premuto attraverso alla perforazione nella ferita fatta della punta. sono caustiche al pari d'un vescicatorio. vedesi un colonnato singolare lungo circa 2600 braccia. quali sono i purganti. Questo. on Air. o un acido vegetabile concentrato? I veleni vegetabili. . MANCINELLA. Exper. . Così non meno ec. Ed egli è ben noto. innocuamente succhiavano fuori il veleno delle vipere. Il fluido conte- nuto in questo sacchetto.) Le esalazioni del frutto maturo. Alcuni domandarono. (ivi v. e si supponeva per questa ragione. che trovansi disperse non solamente sulle campagne. o d'una serra.T. possano produrre la stessa cosa in un grado più o men grande. o delle foglie che avvizziscono. da cui emana un forte odore. e le piante spinose in generale somministrano un cibo salubre e grato agli a- nimali granivori.Jacquini hort. Vindeb.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [272] ivi v 298. LOBELIA. che una quantità quattro o cinque volte maggiore di quella infusa in una ferita ha prodot- to presso a poco. consta per prova.) p. per lo che le famiglie de' Marsi e de' Psilli. [273] è egli un olio essenziale caustico. ed i pie- destalli delle colonne. che tutti que' vegetabili. i vomitivi. quando fa bel tempo. esattamente simile ai pungiglioni delle vespe ed ai denti delle vipere. il giusquiamo. 127. (Viaggi di Volney. egualmente come i vapori della Grotta del Cane presso Napoli. sono loro dati per difendersi dalla de- predazione di animali. ch'ei fossero dotati d'un potere sovrannaturale. dalla rosa fino alla lobelia: quindi cosa molto malsana si è il vivere continuamente in una simile odorata atmosfera. i narcotici ec. Sono stato ob- bligato a fare una tale aggiunta per ischivare il difetto d'un periodo di 20 e più versi. qual è l'uso di tale abbondanza di veleni? I sughi acri o nauseosi d'alcuni vegetabili. (urtica urens L. (lobelia longiflora L. che il gas de' liquori fermentati. e gli altri due versi non trovansi nel testo.) Gl'Indiani avvelenano le loro frecce col sugo latteo di questa pianta. le gocce di rugiada. in- tatte dagli animali. di quel che sia presi nello stomaco. oltrepassano l'altezza d'un uomo. ch'essi conoscevano quando un fluido velenoso col suo vapore potesse am- mazzare la persona. 313. e. per lo che molti trovarono la loro morte in dormendo sotto la sua ombra. come si osservò più sopra nelle note sovra il dic- tamnus e l'ilex. e spande intorno esa- lazioni così deleterie. ivi v. ivi v. ORTICA. ammazzerebbe gli animali che vi fossero immersi. nell'antica Roma.) I fiori o petali delle piante sono forse in generale più acri delle loro foglie. (hippomane mancinella.) 130 . v. e molte altre trovansi. Fra le ruine di Palmira. ed è perforato vicino alla sua punta. e quest'ordine non è che una piccola parte degli avanzi d'un solo edifizio.) L'aculeo ha un sacchetto alla sua base. come pure nuocono alla propria salute i leziosi. che cadono da essa. la cinoglossa o lingua di cane. I fiori maschi dell'ortica sono separati dalle femmine. 319. La fragranza delle piante forma così una parte della loro difesa. Dalle sperienze riferite da Becca- ria appare. 303. e sprigionare una polvere. bota- nic.

col di lui sugo si preparano le frecce più velenose. e soltanto sparsa di scheletri d'uomini e d'animali.Gli amori delle piante Erasmo Darwin p. Nella lingua di quel paese chiamasi bohon-upas. sono visibili altri bulbi più e più piccoli. con cui le piante erbacee si producono dalle loro varie radici perenni. cacciano il pedale più abbasso dentro la terra. come il tulipano. come se fosse tagliata. od i pittori disegnato. muore dopo che ha fiorito. prima appunto che incominci a germogliare. e per ottenerlo. Il pedale del ranuncolo coltivato dai fioristi. che veggonsi sopra le vecchie. e non nel centro del bulbo. spettacolo terribile superiore a tutto ciò. ed in alcune altre piante. eccetto l'esterna. non muojono prima di cinque o sette anni dopo aver fiorito. 416.) p. come nella valeriana e nella piantaggine maggiore: le nuove radici fibrose s'innalzano intorno al pedale sovra le vecchie. e le radici nuove. Il medesimo mi diede una cipolla di tulipano. giacchè la loro analogia non è ancora chiaramente stabilita. che queste cipolle non muojono mai naturalmente. ov'egli cresce. Verso di Dante. Non solo tutti gli animali d'ogni genere. Evvi nell'isola di Java un albero velenoso. ed il nuovo bulbo formossi sopra il vecchio. Quindi il Sig. e forse anche più oltre.) Il bulbo. giacchè lo stelo del tulipano dell'ultimo anno vive al di fuori. in- gegnoso fiorista di Derby. sembra degna d'ulte- riore investigazione. simile al tulipano ed all'orchis. e sottili foglie senza fiorire. e da questa parte vengono prodotte le radici fibrose ed il nuo- vo bulbo. a cui sono debitore in questa nota di molte osservazioni. 130. 379. La maniera. e fra questa e la quarta. e da quì procedono le radici fibrose od i nuovi bulbi. poichè non viene in questo tempo prodotto [276] che lo stelo. (orchis morio L. dalle relazioni avute. che i poeti possono aver descritto. 410. ed i nuovi germogli nascono dal pedale sotto il bulbo. tutti concorrenti al pedale al fondo del bulbo ma- terno e questi. Nel tulipano il pedale (caudex) sta sotto il bulbo. e staccato da lui in luogo d'esservi da una parte aderente. si raggrinza su. V. nasce sovra la di lui radice a forma [277] d'artiglio: in questo la vecchia radice muore annualmente. o vera radice. che lo stelo del fiore dell'ultimo anno si trova sempre nel centro della cipolla. ed il cui pedale si allungò di un dito circa. ma non sotto alcuna delle tonache concentriche della cipolla.T. lo che. per quel ch'io credo. e tra la prima e la seconda tonaca viene. Il pedale. ed il pedale viene cacciato entro la terra da queste nuove radici. “Avendo più di lui che di sè cura”. ma anche ogni sorta di vegetabili sono distrutti dagli effluvj dell'upas: di modo che per 12 o 14 miglia in circa all'intorno. dopo che le vecchie fibre sono cadute. da cui sono coperti. secondo mi vien detto. che dicesi aver co' suoi effluvi spopolato un'estensione di paese da' dodici a quattordici miglia intorno al luogo. Il truculento UPAS. La cipolla di giacinto differisce da quella di tulipano in ciò. Ma [275] dai registri ivi tenuti. (Vedi London Magazine for 1784 or 1783. L'annua riproduzione delle cipolle di tulipano induce alcuni fioristi a credere. v. Lo stesso dicesi aver luogo nella scabiosa. richieggono altrettanti anni avanti di fiorire quante sono le to- nache. quanto per assicurarsi dalle maligne esalazioni dell'albero. si condannano i malfattori ad andare in traccia di quest' albero. conclude. dando loro le opportune direzioni tanto per raccogliere e riportarne il sugo. Eaton. pesci e uccelli. come quadrupedi. a guisa del tulipano. ma bensì ad alcune radici bulbose. la quale fu messa troppo profondamente nella terra. la qual circostanza non è a- naloga alle altre radici tuberose o globose. Le cipolle di giacinto.) 131 . per quanto mi viene asserito. e va morendo a misura che ne cresce un nuovo. vedesi nel suo centro un fiore perfetto. La bella ORCHIDE. la superfi- cie della terra è intieramente sterile e sassosa. il bulbo vecchio. prodotto il bulbo dell'anno susseguente: fra la seconda e la terza tonaca. ed eglino sono assolti se ritornano indietro con una certa quantità di veleno. 129. da cui trae nutrimento e vita questa pianta. Se al principio di primavera si dissechi una cipolla di tulipano. alla guisa di quello dell'orchis. (Vedi arum e tulipa. risulta che di quattro assai di rado ne ritorna indietro uno. l'estremità inferiore della radi- ce diventa tronca. che la cipolla di giacinto non può perire annualmente dopo aver fiorito. Dicesi che crescano vicino a lui due altri alberetti della stessa specie. nell'orchis sta sotto la cipolla.) (ivi v. . non ha luogo ne' primi tre o quattro anni allorchè questa pianta nasce da sementa.

la tillandsia. ed assorbisce il suo nutrimento per mezzo de' vasi apparentemente inseriti ne' suoi amminicoli. Quattro maschi. come l'edera e la vitalba nuocono agli alberi più alti. Io ho mangiate delle sommità di brionya alba. la basella. il tamus. ed egli è certo. offrono un aggradevole articolo commestibile. Le cause prossime o finali di questa differenza non sono per anco state investigate. 567. il quale in conseguenza ne proibì l'uso a' suoi discepoli. come pure alcuni altri processi chimici (qual è quello di calcinar l'oro) sieno stati conosciuti ne' tempi più [280] remoti dell'antichità e siensi quindi perduti.) p. le piante pa- rassite arrampicanti. s'innalza tanto alto come i più grandi alberi in grazia di questa contesa per l'aria e per la luce. che. L'antica storia di Prometeo.Gli amori delle piante Erasmo Darwin p. il cui stelo non è più grosso d'una penna d'o- ca. che si potrebbe essere indotti a credere. che tutte le ma- 132 .) p. che dal fuoco inva- dente il seno di lui. 190. nelle sue eleganti lettere sulla botanica. 137. colle varie critiche o conseguenti malattie. p. il phaseolus. 134. e sono d'avviso che potrebbesi coltivare questa pianta con molto profitto come un vegetabile ortense assai primaticcio. Il gran bevitore di liquori spiritosi non può meglio essere rappresentato in linguaggio geroglifico. Una delle gramigne indiche. strozza il suo ospite. . ed allorchè sieno private della loro acrimonia per mezzo della bollitura. fornisce un'allegoria così acconcia degli effetti prodotti dalle bevande spiritose. e così fino a che si attorciglia intieramente a guisa d'un tire-bouchon: per lo che ad un osservatore poco attento sembra che si muova gradatamente in- nanzi e indietro.) Martyn. e le ho trovate quasi tanto ag- gradevoli come gli aspa[279]ragi. l'insania.T. Altre volgono i loro steli spirali dall'ovest- sud-est. Il processo chimico di fermentazione converte questo zuccaro in ispirito. ma quà e là soltanto qualche piccolissima squama membranosa. Ella non porta foglie. si è o uno scirro infiammato. Il tamus è meno piacevole al gusto quand'è bollito. per gratitudine di tutto questo. e così. o la paralisi del fegato. ascende spiralmente sui vegetabili a lei vicini e con un movimento contrario a quello del sole.Tutto il mondo vegetabile si contende a vicenda e luce ed aria: gli arbusti s'innalzano al di sopra delle erbe. . È rimarcabile. non contenta d'appoggiarsi ov'ella s'arrampica. e togliendo loro la luce e l'aria. non hanno fatto che aumentare la loro qualità struggitrice. La seduttrice ognor VITE ec. PROMETÈO così pure ec. una femmina. v. arrivano a danneggiarle a se[278]gno da farle perire: gli alberi soffocano e nuocono agli arbusti. come sarebbe l'humulus. egli ne fa un altro. lo che fu osservato da Maometto. due femmine. panicum arborescens. Gli Arabi furono gl'inventori della distillazione. vi tragge il suo nutrimento. che l'effetto generale di bere liquori fermentati o spiritosi. Le sommità di lupolo sono comunemente usate. l'eupatorium. Altre piante sono fornite di brocchi ad oggetto di potere arrampicare: se il brocco non trova nulla su cui appoggiarsi nel suo primo rivolgimento. e consiste principalmente di zuccaro e di mucilagi- ne. serrata sotto il ramo. l'euphorbia. Spec. CUSCUTA han nome ec. come il visco. ed altre piante parassite. i mu- schi ed i funghi nuocono a tutti loro. Plant. l'epidendrum. ed a cui fu poscia roso perpetuamente il fegato da un avvoltojo. e finalmente. che nascose in seno il fuoco da lui rapito. II. l'epilessia.) Cinque maschj. che l'arte di distillare. Questa pianta parassita (giacchè i di lei semi sbucciano senza cotiledoni) manda fuori un corpo spirale. il cynanchum. concentran- do i liquori fermentati. la gotta. - Le sommità di molte piante arrampicanti sono tenere. 136. l'helxine. Alcune delle piante con steli volatili ascendono sulle altre piante spiralmente dall'est-sud-ovest. come quello che produce più della metà delle nostre malattie croniche. (Lin. quali sono l'eruzioni leprose sulla faccia. poichè alcune volte si vede volgersi verso levante ed altre volte verso ponente. 588. v. che esistono senza essere abbarbicate entro la terra. cangia un nutrimento in veleno! Ed è quindi divenuto la maledizione del mondo cristiano. come il convolvulus. aggiugne. l'idrope. (Vedi galanthus. (vitis vinifera L.Una teoria del diabete e dell'idropisia in conseguenza d'abuso di liquori fermentati o spiritosi fu data da Carlo Darwin in un suo trattato sul moto inverso del sistema linfatico. la lonicera. (Il suddetto trattato trovasi inserito nella Zoonomia del nostro Darwin T. .v. 523. Il sugo dell'uva matura è nutritivo ed aggradevole. e lasciando d'abbar- bicarsi nella terra.

contribuendovi assai la comparsa contemporanea della nuova dottrina di Brown. birra. II. ella potrebbe fornirmi un altro argomento in favore della mia opinione. successivamente decarbonizzandolo. essendo loro sembrato di vedere una cotal malattia più frequente al soffiar del medesimo. cidro. supposto an- cora. voglio dire l'apoplessia. vorrà alcuno negarmi. Liber. e le esalazioni carbo- niche delle spiagge. Egli non è molto. Evoè! parce. in proposito di quanto si diceva. Ora inter- rogate tutti i nostri Pratici. E così sotto i nomi d'acquavite. ho potuto osservare ancora. Traduz. quando rimarco. come in istato gasiforme sia stimolante. il di lei esito infausto prostrò non di rado l'errore della diagnosi. l'alcoo- le è divenuto il veleno del mondo Cristiano. che già da alcuni anni va di giorno in giorno con sorpresa di tutti facendosi oltremodo più frequente. il kirschen-wasser. nella Camera de' Comuni. e gradatamente crescendo. con apparenza di verità nell'abuso dei liquori spiritosi. che mentr'elleno sono 133 . o carbonizzazione. io suppongo. che l'austro possa trasportar seco gli effluvj de' vegetabili putrescenti. di Rasori T. fu detto dei distillatori con grata verità: Costo- ro tolgono al popolo il pane e lo convertono in veleno. rum. Dato adunque. e sentirete. che non termini il pranzo in mezzo a' vini forastieri ed altri più squisiti liquori? ec. egli tuttavia sotto un altro rapporto conviene in azio- ne co' liquori fermentati o spiritosi: operano questi sul sistema vivente al pari dell'acido carbonico. gin. o ne' crocchj. tratto dalla Zoonomia dello stesso Darwin. alcuni anni sono. d'ond'ei parte. ec.) Dall'abuso de' liquori fermentati o spiri[281]tosi. in somma ne' luoghi ove più viziata è l'aria. che l'acido carbonico non sia stimolante. Pure. che le apoplessie date loro a curare appartengono per la mas- sima parte unicamente ad una tale diatesi. ove l'aria è più carica di gas acido carbonico. che a mantenere debitamente ossigena- to il sangue circolante. wisky. che giusta sia l'accusa fatta a questo vento. che incessantemente lavorano intorno alla riforma della Materia Medica. (Darwin Zoonom. Non potrebbesi adunque riferire un maggior numero di casi d'apoplessia all'unico fenomeno della disossigenazione? E chi non sa quanto la disossigenazione sia nociva all'economia animale? L'istessa respirazione si crede non ridursi ad altro. p. giacchè non è invero- simile. Nè credo. giacchè per lo passato lo sturare una bottiglia era riserbato solo alla celebrazione di alcuni pochi giorni solenni. Niuno ignora quanto siasi fra noi esteso l'uso de' liquori spiritosi da pochi anni in quà. che così fatte costumanze contano una data assai recen- te. il gin ec.. Sempre più mi persuado poi a riferire il maggior numero delle [283] apoplessie alla disossigenazione. Che il carbonio tanto in istato d'acido. Quando mai si videro così popolate le taverne come in questi ultimi anni. e se qualcuna fu attribuita a diatesi opposta. (ivi. come l'oppio del Maomettano. che questa malattia sorprende per lo più o nelle chie- se.Hor. Eppure queste manifatture di malattia furono ciò non ostante lasciate esistere.Gli amori delle piante Erasmo Darwin lattie prodotte dall'abuso di liquori fermentati o spiritosi sono proclivi a farsi ereditarie fino alla ter- za generazione. infino all'estinzione dello sti- pite. che univer- sale ne fu l'abuso. 265. che non si beva alla mattina a digiuno un buon bicchiero d'acquavite amara? Chi fra gli agiati cittadini. vale a dire. pareva li raccomandasse in ogni caso. disossigenando. e questa ha luogo. Una delle cause rimote dell'apoplessia fu da quasi tutti gli autori giudicato il vento meridionale. gravi metuende thirso! . che debbasi pur ripetere un'altra malattia. è opinione che vassi sempre più convalidando dietro l'autorità de' Professori Rasori e Borda. Dunque egli è evidente. Ma non furono prima conosciute queste bevande. o nelle taverne. il progetto d'u- na nuova tassa sulla distillazione de' liquori spiritosi. col far loro versare nella tesoreria circa un milione di lire sterline all'anno. usquebaugh. Parce. = Quando fu discusso. vino. che nomi ignoti presso la moltitudine erano ancora il rum ed il punch. Giova quì riportare uno squarcio. qualora continui la causa. in cui le rivoluzioni poli- tiche furono accompagnate da quella della morale con trionfo ognor più crescente del vizio? Chi è fra il minuto popolo. che dietro la storta opinione concepitane dal volgo. [282] Nulladimeno quantunque io inchini ad attribuire la frequenza delle apoplessie al suddetto abuso. che una causa generale uniforme le deve produrre.

che sia necessario in istato di salute. possa esser degna d'attenzione e d'indagini. (cyclamen europæum L. Imperocchè. come anco dovrebbe giovare u- n'atmosfera più dell'ordinario ossigenata. che vuolsi praticare. in cui s'inspiri gas acido carbonico. che delitto parrebbe oggidì il prescinderne: eppure quanto rari sono i casi. CICLAME. l'abitare in luoghi d'aria molto pura. siccome la moderna chimica insegna. che codesti rimedi appartengono tutti (per quel che mi pare) alla classe de' controstimoli.) p. L'uso de' salassi nell'apoplessia è stato quasi sempre seguito da sì buon esito. sintomo prodromo e formidabile dell'apoplessia: lo che malamente si cercherebbe di togliere per mezzo del caffè. il quale ha una maniera curiosa di nascondere i suoi semi: i floscoli inferiori sono i soli che abbian corolla e 134 .T. lo che però in questa pianta può essere solamente un espediente per involare i suoi semi alla rapina degli uccelli. in cui dovrebbe essere manifestissima. lo che si ottiene per mezzo de' vapori di gas acido muriati- co sovraossigenato. che questo caso possa servir d'obbiezione alla mia opinione. il quale ha soprattutto la proprietà. fino a che tocca il suolo. il Dott. per domarla. fortissima essendo la diatesi dominante. che occorrevano anche per lo pas- sato allorquando assai meno frequente era questa malattia. dandone però una spiegazione ben diversa da quella [285] ch'io suppongo. io non penso già. giacchè il capo glo- bulare del seme penetra nella terra. Non si dovrebbe pure dimenticare l'uso delle acque ossigenate. come dice Bedoes. ch'io non intendo già di assegnare una causa generale di tutte le apoplessie. Gli acidi muriatico e nitrico. che un carattere distintivo degli stimoli si è la cotenna del sangue. ma non dubito di cre- dere. Si potrebbe esperi- mentare l'ossido gasoso d'azoto. non già intorno alla esistenza della malattia. indipendentemente da quelle da me ascritte alla maggior parte. non potendo allignare in verun'altra situazione. se non m'accorgessi d'aver già violati i limiti d' una nota. poichè intorno alla loro frequenza soltanto si fanno giornalmente di[284]spute infinite. Se poi l'opinione. Ma cosiffatto fenomeno viene tosto spiegato ove si ammetta la mia opinione. e il muriato di potassa ossigenato sarebbero i medicamenti da prescegliersi. s'aprirebbe un nuovo campo d'indicazioni mediche curative e preservative di que- sta malattia. Evvi un altro trifoglio. Certo è però. che il caffè è nocivo agli apopletici o letargici. che più di tutto corrobora la mia opinione si è la seguente osservazione. che le ha rese più frequenti. così egli è chiaro. non può che appartenere a' disossigenanti. che un carbone più o meno perfetto. mentre si dice. è rimesso all'ingegno ed alla ingenuità de' Medici. ch'egli debba essere annoverato fra que' casi di apoplessia. come quelli che più facilmente abbandonano il loro ossigeno. Allorchè i semi sono maturi. così non è irragionevole il proporre di far uso preferibilmente di quelli. ch'io emetto qui col dovuto riserbo. 604.Gli amori delle piante Erasmo Darwin frequentissime in città. = Mì fermerei ancor più su questo argomento. che se l'esperienza e l'osservazione la confermassero. in cui il sangue cavato si presenti cotennoso? Egli è questo un fenomeno de- gno dell'attenzione de' fisici. Avverto però. lo sono incomparabilmente meno negli aperti paesi campestri. io non cerco che d'investigare la causa. tuttavia siccome la inutilità de' controstimoli usati indifferentemente si ma- nifesta in un gran numero di casi. trifolium globosum. vi depone i suoi semi. o da disossigenazione d'admosfera. che la produssero.) Il panporcino. moltissime essendo le cause che produr la possono. Anche Bergio (siccome mi ha fatto rimarcare il mio caro e coltissimo amico. come prova la generosità ed insistenza del metodo antiflogistico. imperocchè. Lomeni) aveva osservato. Egli è vero. che la cotenna non può formarsi ove abbia luogo grande disossigenazione del sangue. il quale altro non essendo. che possiedono la facoltà ossigenante. e for- zatamente ficcandosi nella terra. Quello però. Per lo che ove anche oggidì avvenga il caso di apoplessia indipendente da qualunque abuso di liquori. la quale seppellisce i suoi semi. i quali si pretende che ricevano il loro nu- trimento dalla radice materna. . e più rare sono le circostanze. la quale anco per lo addietro soleva rapirsi non poche vittime. 137. ove più ossi- genata è l'aria. il peduncolo del fiore gradatamente si attorciglia spiralmente all'ingiù. Il trifolium subterraneum è un'altra pianta. v. di togliere il sonno. la si vede poi del tutto ordinariamente mancare in una circostanza. siccome io penso avvenire nel maggior numero delle apoples- sie. e grandissimi e gagliardi gli stimoli. che la così detta cotenna pleuritica non consiste se non se in un grado d'ossidazione dell'albumina e della fibrina più grande di quello.

. il cui institutore fu S. che vengono annualmente traspor- tati sulle coste di Norvegia.) Questi 135 . Plant. larga 16. v. il qual epiteto invio è tratto dal latino invius. 651. dico. della cucurbita lagenaria. gli stami color d'oro. abridged.Durante la pe- ste di Londra del 1665 fu scavata nella Certosa una fossa capace di contenere i morti. . Il fatto è in verità maraviglioso. e sono quindi perpetuamente dissalati da' fiumi che vi scorrono attraverso. 17. le quali gettaronsi vive in questa fossa. Acad.... che è quanto dire senza via: nel C. su per invie sabbie” (o 'er trackless sands). Èvvi tuttavia un modo più soddisfacente di spiegare una tal circostanza. e di persone deliranti o disperate per la perdita de' loro amici. Lo che se avvenisse. bosco senza via:” E altrove “Non sono i liti pesti D'alcun sentier” E Dante disse pure “. nascondono perfetta- mente i calici fecondi. nel C..) ivi v.. Darwin usa spesso l'aggettivo negativo trackless. e del cocos-nucifera sono dal Dott. che gli Inglesi esprimono con un brevissimo aggetti- vo. che significa senza orma. Là dove le non salse onde ec. la quale a trackless corrispondesse. E. III. e formando un capo. Vedi stravaganza de' letterati! - T. ed al verso 430 “Entro inaccesso mar ce.T. Una ragione per questa opinione fu.ancor molto non suona. potrei dire d'aver prestato un piccolo servizio alla nostra lingua. 7..) [286] p. in cui perpetuamente passa una corrente dell'oceano. che i grandi laghi. là dove alto la sacra terra I pii seguaci di Brunone aprîro. Brunone. Trans. forse ampj presso a poco come il mar medi- terraneo. il che non ha luogo nel mediterraneo.. (Journal of the Plagueyear in 1665. I pii seguaci di Brunone sono i Certosini. che sono frequentemente respinti dal mare sulle coste delle isole delle parti settentrionali della Scozia. 287. ed è. e in due settimane furonvi gettati entro i 1114 cadaveri. 653. e che brevissimamente potremmo esprimere noi pure. 635 “. che d'una circolocuzione più o men lunga hanno dovuto servirsi que' due sommi maestri per esprimere un'idea. della piscidia erythrina.. che i laghi d'America trovansi circa al livello dell'oceano. (Phil.. così sembrerebbe che questa sorgente di sal marino non avesse esistito da tanto lungo tem- po in codesta contrada. una femmina. Sloane ha data una relazione di quattro sorte di semi. lo che parmi d'aver ottenuto col vocabolo novissimo investigiato. detto “Per le foreste da nulla orma impresse” (through the tra- ckless glade). tirati giù dalle pioggia e trasportati dai torrenti ne' laghi o ne' mari. Che da nessun sentiero era segnato". per un bosco. . Durante questa terribile calamità si diedero esempj di madri che portarono i proprj figli a questa sepoltura pubblica. il cui nome .. d'inventar quivi una parola.. e non se ne può render ragione. od a vortici d'acqua pas- santi da un paese all'altro attraverso le caverne della terra. siccome il sal marino sembra avere la sua origine dalla di- struzione di vegetabili e di corpi animali. fuor- chè attribuendolo all'esistenza di basse correnti nelle profondità del mare. v. [287] (ivi v. (Lin. II. Spec.st. mentre d'ordinario sono vilipesi quando vengono prestati da uomini. che sommi arrogato. vol. Lunga 40 pie- di.Gli amori delle piante Erasmo Darwin sieno fertili. v.L'Ariosto disse C. I semi sono nerastri. v. 644. e profonda circa 20. Spero perciò. ma cotali servivi sono valutati allorchè vengono renduti da uomini famigerati. e sono per lo più in uno stato sì fresco da poter vegetare. nel Canto I. sono formati d'acqua dolce. III. che final- mente mi possa esser perdonato l'arbitrio. venendo lor data la debita coltura. Il frutto dell'anacardium. 652. i superiori si cangiano in una sorta di lana. che dopo aver io.” (in trackless deeps). spero. 104 “Deserto senza via” (trackless desert) ec. 149) annovera- ti fra codesti semi emigranti. “. della mimosa scandens. che il continente d'Ame- rica non sia sortito fuori dal grande oceano se non dopo l'epoca che ne sortirono gli altri continenti. tratto dal radicale italiano vestigio.. 139.) ivi v. se si accettasse il mio vocabolo. Questo è uno de' frutti d'America.) Dieci maschi.) (ivi. .. e di cui non trovasi in italiano il termine corrispondente.e investigiati boschi ec. Tonning (Amœn. la vezzosa CASSIA (cassia fistula [288] L. Da' quali esempj si vede. Alcuni filosofi hanno creduto...

Una di queste piante è chiamata da Sloane phaseolus maximus perennis. e così s'accumulano quivi. tra questa corrente e quella dell'ovest spinta dai venti del tropico. nel suo corso. Franklin ne ha pubblicata una carta nel 1768. o ne vengono a caso spinti fuori dai venti. [290] i quali s'aggirano in questi vasti gorghi. 136 . nella nuova Scozia. in quest'opera ingegnosa. che spingono innanzi le acque verso ponente fino a che loro s'oppone il continente e si vanno accumulando nel golfo del Messico. il quale potrebbe pro- babilmente fare di tutte le isole una sola. Così una rapida corrente passa dal golfo di Florida al nord-est lungo le coste dell'America setten- trionale. col progresso del tempo. Egli è probabile.Gli amori delle piante Erasmo Darwin semi sono nativi delle isole occidentali. disegnandone il cammino dal golfo di Florida. come quelle nel mare Indico. crescendo in larghezza. Il Governatore Pownal ha data una elegante mappa di questa cor- rente. ed un meraviglioso cambiamento avrebbe luogo nel golfo del Messico e nelle isole delle Indie occidentali per l'abbassamento del mare. (Hydraulic and Nautical Observations. fino al Cape-Sable. ed il terzo è ivi detto niker. pubblicati nel 1781. il breve tratto di terra all'ovest del golfo del Mes- sico. ed alcuni legni leggeri. fino a che vengono arresta- te dal continente opposto all'ovest del golfo del Messico. Egli aggiunge. la causa di che dovrebbesi ripetere dalla sua provenienza da clima più caldo. Pownal similmente attribuisce questa corrente all'impeto de' venti regolati. soffiando sempre nell'istessa direzione. Questo fatto fu pure confermato dagli ingegnosi esperimenti del Dott. Il Dott. principalmente dietro le informazioni del Capitano Folger. dove trovasi in grande abbondanza sulla superficie del mare. Blagden. è trasportata dai venti e dalle correnti sopra le coste di Florida e quindi nell'oceano del nord dell'America. possa essere portato via da questa elevazione d'acqua che vi batte contro. che la lenticula marina cresce sugli scogli all'intorno della Giamaica. il quale trovò che l'acqua della corrente del golfo era da 6 ad 11 gradi più calda dell'acqua del mare attraver- so alla quale scorreva. by Governor Pownal. od unirle al continente. i quali. che. Egli attribuisce l'origine di questa corrente all'impeto de' venti regolati. fino ad occupare cinque o sei gradi di latitudine. d'altre correnti. che nel mare atlantico dovrebbe prodursi un gran flus- so e riflusso. e scorrono giù pel golfo di Florida (Phil. conosciuta da' marinaj [289] sotto il nome di corrente del golfo. verso il nord della linea. fra l'isole Canarie ed il Senegal. dalla parte settentrionale. Trans. per lo che questa immensa corrente cesserebbe d'esistere. spingono le acque del mare atlantico verso l'ovest. a cui si dà il nome di fieno di mare. il quale viene spesso trasportato sulle coste di Kerry nell'Irlanda: l'altra è chiamata nella Giamaica horse-eye-bean (doli- chos urens?). le quali si attribuiscono alla influenza delle Monsoons. e di là attraverso il mare atlantico fino alle coste d'Africa. e sembrano essere là trasportati dalle correnti sovra descrit- te. 1787) Il medesimo fa parola. ed in questo flusso e riflusso trovansi immensi campi di vegetabili galleggianti.). Assai ingegnosamente egli osserva.

N. ma non mai nella totale oscurità: ella mostrò questo fenomeno singolare al proprio padre e ad altri filo- sofi. a guisa del fosforo di Bolo- gna o delle conchiglie d'o[293]strica calcinate. è un altro fiore. è maggiore.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [291] NOTE AL CANTO IV ED ULTIMO. CEREA. di silene ec. Si allude ad un poema inedito di F. di scintillare dopo il cre- puscolo può indurre alcuno a supporre. si aprono allorchè il sole risplende lor sopra. con cui stancare o distruggere gl'insetti notturni che la infestano. alla quali- tà fosforescente di quasi tutti i corpi. I fiori della cucurbita lagena- ria. collocò una persona vicino a lui. Egli spiega una corolla più che mai bella. con ordine di fare un segno al momento. che durante l'espansione de' petali. sono candidissimi: comincia ad aprirsi verso le 7 od 8 ore della sera. durante i mesi di giugno e di luglio. ch'egli osservasse la luce. Que- sto fiore è indigeno nella Giamaica. Il Sig. ma quando il sole cade.) Otto maschi. e per assicu- rarsi che ciò non fosse un inganno dell'occhio. che fa questa pianta. 51. e così pure all'ora de' crepuscoli vespertini. (cactus grandiflorus L.. intorno a che si hanno bellissime spiegazioni dal Sig. (Vedi dictamnus) Il cessare. 167. in Isvezia. il di dentro del calice è d'un giallo splendente. ed i petali. alla stessa distanza dal mezzodì. in un grado maggiore o minore. e continuano ad emanarla ancora per alcun tempo dopo. quantunque non in quantità tale da produrre apparenti scintille. della luce dell'alba. osservò. che si suppo- ne essere il calice. che sono molto numerosi. e le sue glandole odorifere non emettono la loro fra- granza. p. sovra certi fiori un fenomeno curio- so. Il nyctanthes. che il tropœolum majus lanciava scintille o baleni in sul far del giorno avanti il levar del sole. TROPEA. Madamigella Linnea fu la prima ad osservare. MUNDY. ed emana un odore fragrantissimo per poche ore in tempo di notte. e mandano un odore soavissimo: per lo che molte piante sono chiamate nocti floræ. Questo curioso soggetto merita ulteriori ricerche. per quel ch'io suppongo. C. ec. cioè durante le ore della sua veglia: il geranium triste ha la medesima proprietà di spargere la sua fragranza solamente di notte. egli risolse di esaminarlo con attenzione. ma in allora debbon'essere invisibili. B. una femmina. dovrebbe piuttosto essere stimato una parte della corolla. ed il Sig. 21. ivi v. Wilcke ha creduto di doverlo riferire all'elettricità. e forse per via di questa circostanza di por- tare il nettario. o gelsomino d'Arabia. ed i fiori d'alcune specie di cucubalus. che due o tre degli stami erano perpetuamente piegati a contatto col pistillo. In molti fiori del cistus labdaniferus ho osservato. Ciò non è meno meraviglioso di quelle anguille e della torpedine che hanno la facoltà di dare volontariamente delle scosse elettriche: e in questa pianta forse. che una calendula offic. Wilson. partendo. per quanto dicesi. ed emàna un profumo dilicatissimo in tempo di notte e non di giorno: i filosofi botanici non hanno ancora spiegata questa ammirabile proprietà: forse ciò addiviene perchè la pianta dorme in tempo di giorno. può esser questo un mezzo di difesa. ovvero cereus) Venti maschi. lo che è dovuto. sul suo abbandono della foresta di Needwood. Entrambi la videro costantemente nel medesimo 137 . (tropœolum majus L. (Martyn's Letters) Il cistus lab- daniferus. v. si dispiegano. Una sera egli s'accorse.Il nettario di questa pianta cresce da ciò. che nel suo paese nativo porta una bellissi- ma corolla. come io ho ripetutamente osservato. . p. Haggren. e si chiude alla mattina prima del levar dei sole. per cui assorbono luce durante lo splendor del sole. come ne' suddetti animali. dardeggiava ripetutamente de' lampi di luce: sorpreso d'un fenomeno così poco comune. e nella Veracrux. che ella assorba ed emàni luce. come fanno alcuni animali. La luce della sera. e probabilmente ella può lanciare le mede- sime scintille anche durante il giorno. come il tragopogon e l'hibiscus chiudono i loro fiori prima che giunga la parte più calda del gior- no. ma questo supposto calice è colorito. e molti altri fiori perdono i loro petali dopo essere stati espansi alcune ore durante il gior- no. stanno chiusi tutto il giorno. Nel nostro clima molti [292] fio- ri. e dal Beccari. 166. V. una femmina. 64. Mundy. poichè in simili piante lo stimma viene subito fecondato dalle numerose antere. lettore di storia naturale.

Le erbe di quest'ordine di vegetabili nutriscono le innumerabili tribù di animali gramignivori. La canna dell'avena sembra essere stata il primo strumento musicale. La luce era assai brillante nelle calendule d'un color ranciato o flammeo. sono un alimento di molte sorte d'uccelli. AVENE (avena). o vermi fosforici. in que' generi che gli hanno più piccoli. non cresceranno. e non ha che due maschi. e quindi espongono il rinchiuso polline fecondato- re ad esser lavato [296] via dalle piogge. o quando l'aria era carica di vapori. benchè crudel metodo. l'orzo. di distrug- gere questi animali. 105. il quale. Haggren.) ivi v. e molte fra le gramigne. ma dopo un giorno piovoso. con cui può essere combi- nata dell'elettricità. vengono avidamente divorate da una specie di rana. e col frutto dell'albero a pane delle isole meri- dionali: quindi Cerere. viene sparso sovra i petali.° Il tropœolum majus. mentre quelli. si abbruciano a morte. 72 Tal la lucciola splende ec. di stipa ec. inventato ne' secoli pastora- li del mondo. non si vide nulla di tutto questo. I loro semi. la vena servono di nutrimento per la specie umana.° La tagetes patula et erecta. v. così assai scarsi sono i grani prodotti dalle sommità umide. Questo fenomeno fu rimarcato ne' mesi di luglio e d'agosto. lo che sembra aver dato origine al curioso. esse vi saltano intorno. Per iscoprire se mai alcuni piccoli insetti. che gli hanno più grossi. eccetto l'anthoxanthum. Il Sig. XXXIII. Se vengono nell'oscurità della sera gettati de' pezzi di carbone infocato verso di loro. 4. Egli è ben conosciuto.° La calendula officinalis. e la piantag- gine. p. vol. 3. che questa luce elettrica è causata dal polline. fu giustamente celebrata fra le sue divinità. I seguenti fiori mandano lampi più o meno vivaci. le cui antere erano considerevolmente distanti dai petali. Anche l'helianthus annuus fu talvolta veduto mandar lampi. ma poco visibile nelle pallide. alzano le loro antere sovra lunghi filamenti. Physique par M. Le numerose famiglie di gramigne hanno tutte tre maschi e due femmine. 138 .. 169.Gli amori delle piante Erasmo Darwin istante. quando l'atmosfera era chiara. in Egitto che fu la culla delle nostre arti europee. quindi egli conchiude. il quale dà un grato odore al fieno. quindi la necessità d'un'accurata scelta di grani di frumento. ma in generale sembra necessario per la produzione di cosiffatta luce il colore flammeo o d'un giallo lucente. come il frumen- to. Quando esse fermansi sulla terra. Dalla celerità del lampo e da altre circostanze si può conghietturare. III. furono esaminati i fiori con tutta la diligenza anche col microscopio. in quest'ordine: 1. ed allorchè molti fiori nel me- desimo luogo vibravano insieme la loro luce. che allorquando il pistillo d'un fiore è fecondato. il polline sbuccia e sbalza via per la sua elasticità. per lo che non fu mai osservata sopra i fiori di molti altri colori.Nel[295]la Giamaica. in alcune stagioni dell'anno. . prima della scoperta de' metalli. ne potessero esser la causa. il riso. al pari d'Osiri inventore dell'aratro. Spesso vedevasi il lampo sul medesimo fiore due o tre volte successivamente e con gran rapidità. benchè possano apparir belli e buoni all’occhio. e tostamente inghiottendoli. Ma il Sig. Rozier. sbalzando via. di briza. di quello che con le patate del Messico. (Obser. p. come i semi di aira. che non hanno ricevuto il polline delle antere. trovò che la luce procedeva solamente dai petali. che abbia luogo in codesto fenomeno la presenza di qualche poco d'elettricità. Wahlborn osserva. che siccome il frumento.° I1 lilium bulbiferum. al tramontar del sole. e [294] per una mezz'ora dopo. dopo aver osservato il lampo mandato da un giglio bulbife- ro. 2. ma più comunemente ad intervalli di parecchi minuti. di poa. Egli sembra che abbia richiesto maggior ingegno il pensare di nutrire le nazioni con un grano co- sì piccolo. veggonsi le lucciole in grandissima quantità. I semi di que' generi. il riso. senza però che se ne sia mai trovato veruno. ciò potevasi vedere a considerevol distanza.

Io ho fatte bollire alcune radici di croco. (Phil. Fitzgerald in una lettera a Sir Giu- seppe Banks.) Alcune radici di galanthus. 163 . Questo è il primo fio- re... (galanthus nivalis L.Il testo dice porcelain towers. così io ho pensato di sostituirvi la voce latina murrina. e bollite. GALANTA.le murrine fulgide torri. Verde cresce il faggio ec. che i semi d'orchis maturano ogniqualvolta si distrugga il nuovo bulbo. La margheritina. Gmelin. una femmina. nè la voce murrina è si obsoleta.Virgilio Egl. 169. Egli è probabile che l'uno o l'altro di questi metodi possa riuscire con queste e con altre piante bulbose. e crebbero a 14 piedi e 7 dita in altezza per la metà d'ottobre: avevano quasi 7 dita di circonferenza. e possa rendere la loro coltivazione profit- tevole nel nostro clima. se ne premerete e stiperete le radici entro un vaso in maniera d'impedire la produzione de' bulbi.Gli amori delle piante Erasmo Darwin (ivi v. che oggidì chiamasi porcellana: altronde. giacchè è opinione comune che l'antica murra fosse precisamente o a un di presso ciò. o d'un suono cattivo. una tale licenza viene accordata da' sommi maestri soprattutto in casi simili di necessità. . hanno il gusto insipido mucilaginoso della orchis. ma siccome in questo luogo la parola porcellana non era conveniente.) 139 . come il galanthus. 144. ma un numeroso cerchio di fiorellini sovra peduncoli s'innalza dai lati del calice. se fossero preparate nella stessa maniera. v. v. Uno scolaro di Linneo affermò.. ma le ho trovate d'un sapore disgustoso. In un'opera ingegnosa intitolata The Analysis of Beauty (A- nalisi del Bello) il Sig. nella sua storia di Siberia. 170. . con un certo grado d'incurvatu- ra. amores. per cui non fu coltivata fra noi come un articolo d'alimento.) ivi v. Lo stesso avviene nella calendula.) [297] ivi v. oltrechè si sarebbe dovuto farne un aggettivo. per cui debba esserne biasimato l'uso. che non suonava bene in verso. e circonda il prolifero fior padre. Per li campi del Tida ec.T. (Vedi Stillingfleet's Calender of Flora. BELLIDE.). e che questo contorno e questa curva serpentina costituiscano i principj della Grazia e del Bello. la bella CANAPA. La radice dell'asphodelus ramosus è usata in Francia per pasturare i majali. Cinque maschi. che il vetro triangolare dedicato a Venere nel suo tempio di Pafo. v. darebbero probabilmente del buon salep. Trans. presso le persone un po' colte. contenesse una linea ravvolta spiralmente intorno ad un cono. (Phil. Furono seminati in Inghilterra pochi semi di questa pianta li 4 di giugno..T.tenerisque meos incidere amores Arboribus: crescent illæ. che appaja dopo il solstizio d'inverno. dice che il lilium martagon sommi- nistra una parte del nutrimento di quella contrada. e possono tuttavia essere usate come un ar[298]ticolo commestibile..) ivi v. La difficoltà di ottenere l'orchis per mezzo de' semi è forse stata la ragione principale.) (p. come si è detto nella nota all'alcea. . (Mémoires d'agriculture..T. In questo bel mostro non solo ha luogo la moltiplicazione de' petali. e le loro fi- bre erano bianchissime e fortissime. Due case. crescetis. e portavano molti rami laterali. 218. e. Bot. 171.. . che le cipolle di giacinto sono egualmente insipide. e ch'egli crede essere molto migliore del canape delle altre contrade. ossia torri di porcella- na. p. (bellis perennis prolifera L. e che il lilium convallium produrrà as- sai più semi. La parola Tida è italianizzata dietro la inglese Tweed.. raccolte in inverno.) Sei maschi.) (p. Io so. 106. l'amido si ottiene per mezzo dell'alstræmeria licta. nell'heracium e nella scabiosa. Hogarth crede. e questi matureranno. che in italiano manca. e questa pianta è dello stesso ordine naturale del galanthus. . Disse: . non potendosi con verun artifizio nobilitarla. X. di cui parla il cavaliere K. in Pafie curve tragge ec. 173. 174. In alcuni tempi queste piante crescono quasi 11 dita in una set- timana.. (cannabis) Il canape della China. 203. Questa è una nuova specie di canape.

ossia tamarisco. of China. che contengono acqua. per mezzo delle loro punte o filamenti: la qual cosa apparisce immergendo una foglia pelosa bene asciutta nel- l'acqua recentemente cavata. e che è di facilitare la separazione del- l'aria. 4.) p. Egli è facile il percepire. e ch'ivi è raccolta per uso medico ed economico. che fu sì asciutta.° Sonvi numerose fenditure perpendicolari nelle roccie di Derbyshire. 176. [300] che la distanza. e quindi facilitare la loro a- scensione. o qualche odor di zolfo. 3. come i raggi del sole. tutte le altre sorgenti erano o inaridite o molto impoverite.) Du Halde parla d'una cera bianca. 140 . pos- seggono un'aggradevole fragranza [299] aromatica. a cui io credo non sia stata fatta attenzione. che trovasi intorno ad un albero della China in gran quantità. Il Dottor Priestley trovò. e per conseguenza vi si espande. trova alla punta di ciascheduna fibra un luogo dove minore è la resistenza alla di lei espan- sione. p. la cui elasticità non era appunto bilanciata che dalla forza d'attrazione delle particelle ambienti d'acqua tra loro. simili all'argento vivo. in cui si trovano delle miniere di piombo e di rame. che le sor- genti calde di questo paese sono prodotte da vapori sollevati da profondi fuochi sotterranei.Gli amori delle piante Erasmo Darwin p. possano comunicar loro più calore di quel che sia all'acqua trasparente. così è facile il comprendere. che dalle punte di questi vegetabili si sprigionava nell'acqua una quantità d'aria pura deflogisticata. lo che non può essere bene spiegato senza supporre. 265. le bacche della myrica cerifera.. e ponne essere riguardati come un articolo di Materia medica.in cupe ampie caverne ec. in cui si sono avuti buoni termometri. e che ciò per conseguenza contribuiva a preservar l'acqua ne' serbatoj dalla putrefazione. I. le quali. I. (Voyage to the Cape vol. 287. lo dimostra la forma sferica delle gocce di rugiada sulle punte delle erbe. giacchè primieramente il loro calore si conservò esattamente lo stesso forse da molti secoli. FUCO. Col ridolente tamarisco ec. elaborata da piccoli insetti. con cui queste molecole si attraggono tra di loro.. essendo rifratti e in parte riflessi d'ambe le superficie di queste piccole bolle d'aria. che la sostanza verde simile alla cera. Che poi le punte de' vegetabili attraggano le molecole con minor forza di quella con cui esse attraggonsi fra di loro. vol. è necessario. onde a certi tempi dell'anno sono coperte. e che si estendono a profondità sconosciute. Poichè. 231.v. che il vapore alzato dall'acqua bollente. ciò che prova.° Nella state del 1780. quando. o chimicamente disciolta nell'acqua.. 2. apparire sovra quasi ciascuna punta. siccome il calore dell' acqua bollente è di 212 gradi. quindi l'aria contenuta. giacchè le estremità di queste punte attraggono le molecole acquee con minor forza di quella. Una specie di fucus. . (Descript. vengavi depositata da insetti. al luogo dove si condensa il vapore possa essere calcolata dai gradi del suo calore. e certamente fino dall'epoca. e di là passando traverso a certo spazio di terra fredda.. quella di Buxton e di Matlock (siccome io ho ben rilevato sul sito) non soffrirono alcu- na diminuzione. 175. Gli argomenti che tendono a mostrare. avrebbero qualche sapore calibeato. che via via si raffreddi ad un dato grado: ed è probabile. I germogli della myrica gale. la quale trovasi meccanica[301]mente mista. 174. ardono assai meglio di quelle fatte di sego.° Se queste acque fossero scaldate per mezzo della decomposizione di piriti. particolarmente allorchè erano per- cossi da' raggi del sole. da dove esce la sorgente. al dir di lui. (fucus) Matrimonio clandestino. aumentando il loro volume. dopo essersi condensato in alcune montagne. e che possono quindi of- frire un passaggio al vapore de' grandi fuochi sotterranei. Le minute divisioni delle foglie delle piante subacquatiche (come dirò nella seguente nota alla trapa) e delle branchie de' pesci sembrano avere un altro oggetto oltre quello d'aumentare la loro superficie. e quello delle parti interne della terra è di 48. che le scaturigini di queste fontane calde esistono ad una gran pro- fondità sotto la superficie della terra. e si forma in una bolla d'aria. ch'elleno siano dapprima in uno stato di ebollizione. e quindi condensati fra gli strati delle montagne pare che sieno più concludenti dell'idea di credere che di- pendano da combinazioni chimiche operate vicino alla superficie della terra. voi vedete tosto innumerevoli globetti. Si usa dome- sticamente per far candele. o di conferva cresce in tutti i bacini. v. Sparman sospetta. Il Sig. Questo albero chiamasi tong-tsin. v.

nella sua storia del Chili. e che sebbene cresca a sei miglia distante dal mare. e dicesi.) Classe. Gli amatori della storia sacra possono leggere questo miracolo nel Vangelo secondo Giovanni Cap. e sono divise in minute ramificazioni capillari. e la cuocono ad uso di pane. ma che preferiscono pel suo sapore. ricevendo ella l'acqua e di nuovo spingendola fuori da un organo. Qualche Fisico filantropo sarà probabilmente stato l'Angelo miracoloso che agitava l'acqua morbifuga. all'influenza dell'aria. il sale non è necessario per la salute umana. ch'io ho veduti. Ocima. 332. Colà i nativi lo fanno essiccare al sole. egli dice. due poteri. Le foglie inferiori di questa pianta crescono sott'acqua. Ne' paesi più caldi. il sale sembra agire semplicemente come uno stimolo. La gentil TRAPA (trapa natans L. . La corrente d'acqua passa pure solo una volta per le branchie de' pesci. co' loro fluidi contenuti. una femmina. non contenendo alcun nutrimento. i quali sono duri e lucenti. esponendo un'ampia superficie di vasi. p 177. Molte pietre silicee e carboni fossili. e quindi è necessaria una più am- pia superficie di contatto. la qual virtù altronde non è inveri- simile. e d'alcune altre piante sono minutissima- mente frastagliate ad oggetto d'aumentare la loro superficie. alla guisa di tutti gli altri stimoli non naturali. mentre cresce spontaneamente anche ne' nostri fossi e fiumi. così queste foglie acquatiche prestansi ad un simile oggetto al pari delle branchie de' pesci. v. ch'egli chiama ocymum salinum. eccetto che il di lei stelo è rotondo e nodoso.). Cosi le piante sovra alte montagne hanno le loro foglie superiori molto divise. La balena però sembra essere un'eccezione di quanto diceva. che servono a so- stenerle sulla superficie dell'acqua. specialmente le bianco-fiorite. Siccome le foglie aeree de' vegetabili fanno l'officio di polmoni. . come sarebbe il crescione di ri- viera. Sovra le fonti di Bethsaida ec. Come articolo di dieta. dell'ænanthe. che il fondo di questa piscina fosse coperto di fanghi e altre materie minerali. intorno a cui si dovrebbero fare ulteriori ricerche. e da lontano sembrano altrettante gocce di rugiada. le quali sono per lo più grosse tre o quat- tro dita. (Ocymum salinum. che le radici di alcune piante acquatiche forniscano un buon nutrimento.Gli amori delle piante Erasmo Darwin (ivi v. mentre che le foglie superiori sono in- tiere. che il capriccio degli uomini abbia ancora ritenuta per introdurre ne' loro stomachi mescolata co' cibi. che sotto la temperata e la frigida. e rassomiglia al giglio. il ranunculus. L'abbate Molina. il petroselinum. come pure quelle del sisymbrium. le quali venendo riscosse potevano benissimo comunicare all'acqua una virtù eccellente massime per le malattie della pelle. e. che da al- cuni si crede essere la nymphæa. così le foglie subacquatiche di questa pianta. che gli abitanti raccolgono. Erodoto assicura. Nella Siberia si mangiano le radici del butomus. i quali attualmente non producono verun vegetabile commestibile. fa menzione di una spe[304]cie di basilico. che crescono ne' ruscelli o nelle fontane. V. i campi adacquatorj sono usualmente coltivati a risiere. la quale somiglia al capo d'un papavero. che io suppongo servire alla respirazione. che questa pianta rassomiglia al basilico comune. come l'antico lotus in Egitto. tuttavia ogni mattina trovasi coperta di globetti salini.) ivi v. e potrebbero quindi diventare un articolo d'utile coltivazione. benchè 141 . che il lotus d'Egitto cresce nel Nilo. venendo ella sì tosto pri- vata della sua virtù: mentre negli animali terrestri l'aria viene ricevuta e spin[303]ta fuori dall'azione de' polmoni. ne viene. essendochè ivi l'aria è più sottile. Siccome il principio tanto necessario alla vita sembra ab- bondare più nell'aria che nell'acqua. Avendo le acque sorgenti presso a poco lo stesso grado di temperatura in tutti i climi. e ne tirano fuori la polpa. e che ciascuna pianta fornisce ogni giorno circa mezz'oncia di sale puro. come la pimpi- nella. usandone come il sal comune. e contribuisce a debilitare il nostro sistema. ed hanno delle vescichette d'aria ai loro picciuoli. e forse tolgono dal- l'acqua o le rendono una simile materia. ed altre. che le piante acquatiche. e molte altre piante. mentre le foglie superiori sono ampie e rotonde. Quattro maschi. che fosse assai debole od anche nulla [302] infino a che la materia qualunque minerale gia- ceva al fondo indissoluta dall'acqua. si trovino egualmente tanto sotto la zona torrida. 296.È probabile. ed è la sola sostanza fossile.T. del ranunculus aquatilis. 301. sembrano portar l'impressione delle radici della nymphæa.

la pianta perde quasi metà del- la sua altezza. dal che si possono inferire gli effetti d'un uso continuato del sale in debilitare l'azione del sistema linfatico. v. possa conservarsi nello zucchero ordinario. 181. che la pianta s'indebolisce allorchè il fiore diventa variegato. e talora colorato. che. C. Siccome questa pianta non ha corolla o fiore. ove occorra. Il dianthus superbus manda un odore fragrantissi- mo. La singolare e maravigliosa struttura di questo fiore ha dato occasione a molte dispute fra i bota- nici. fra lo spazio di due ore circa. (arum) Della classe gynandria. giacchè i malati prestamente si ricuperano mediante l'uso di nutrimenti freschi. p. che si suppone esser prodotto dal dianthus superbus col caryophyllus. da cui io suppongo che venga preparato il mele.) [306] Quando i petali del tulipano diventano listati a molti colori. DIANTO (dianthhus superbus L. e si potrebbe così porgere a' nostri marinaj un cibo nutrientissimo e salubre. in quella guisa che il vino è necessario per chi ha lo stomaco indebolito dal di lui uso. 457.) p. (Vedi la nota all'elleboro).) Evvi un genere di garofano. che quelle radici di tulipano che hanno una cuticola rossa producono fiori rossi. ARA. Riguardo alle abitudini acquisite de' vegetabili vedi tulipa ed orchis. e di cui girano delle incisioni: questa pittura rappresenta Ercole cogli abiti femminili accanto a Jole scherzosamente co- perta della pelle del Leone da lui vinto. suggerita da una delle bellissime pitture d'Annibale Caracci eseguite nella galleria Farnese. Nel Tasso. ed il metodo di farli riuscire così colorati consiste in traspiantare i tulipani entro un terreno magro o sabbioso. 182. ed è coperto all'intorno. s'innalza alla foggia d'un chiodo. Se una per[305]sona non avvezza a molto sale. e le foglie sono non di rado strisciate di bianco. e così non hanno bisogno d'appoggio per innalzare i filamenti.La presente descrizione probabilmente fu all'A. e dovrebbe quindi essere utile a questi infermi. Riven ec. “E 'ndosso ha il cuojo del leon. Il pistillo. Malpighi. 17. (White's Hist. coi germi alla di lui base. o femmine virili. Allor che Alcide ec. (Vedi rubia. Egli sembra essere la causa immediata dello scorbu- to di mare. In molte stagioni nevose i tordi scavano e mangiano le radici d'arum. L'uso universale del sale unito a' cibi rende però difficile il provare la verità di queste osservazioni. che la carne tagliata in sottili fette. del- le antere. per così dire. Lo spadice di questa pianta è frequentemente affatto bianco. of Selbourn. ed hanno sopra di loro delle gobbe scure o scarlatte. mangiasse un pajo d'aringhe salate. 429. o nella di lui schiuma. . sarà obbligata a bevere una buona tazza d'acqua. resse le stelle. Dillen.) (ivi v. 436. si legge: “Mirasi qui fra le Meonie ancelle “Favoleggiar con la conocchia Alcide “Se l'inferno espugnò. I muli vegetabili somministrano un argomento irrefragabile in 142 . e proba- bilmente egli è la causa remota delle scrofole (le quali dipendono da difetto d'irritabilità de' vasi as- sorbenti). A me consta. che sembra “Ruvido troppo a sì tenere membra. (Vedi la nota all'anemone).T.v. egli è probabile.Gli amori delle piante Erasmo Darwin possa essere usato. Io sono d'avviso. “Or torce il fuso: Amor se 'l guarda e ride. o vestito. quindi appare. . la sua insensibile perspirazione verrà tanto accre- sciuta dallo stimolo del sale. dopo essere stati previamente coltivati in un terreno più grasso. (Vedi Tournefort. particolarmente di not[307]te. che i sughi colorati della guaina o delle foglie possa- no servire al medesimo oggetto de' sughi colorati ne' petali degli altri fiori. sì cruda che bollita. gli stami sono attaccati al ricettacolo fra i germi (prodigio naturale). “Mirasi Jole con la destra imbelle “Per ischerno trattar l'armi omicide. ed alcune specie hanno come una larga gobba di color scarlatto nel mez- zo di ciascuna foglia. ossia da' maschi. come rimedio. quindi il fiore può dirsi essere inverso. o la parte fem- mina del fiore.) Il ricettacolo si allarga in un chiodo nudo.

ch'egli tragga una simile origine da i- 143 . vol.. La favola degli amori della rosa e dell'usignuolo è notissima presso gli Orientali. n. 495. di cui essi lusingansi dover godere in paradiso. Ma il mulo generato da un asino e da una cavalla rassomiglia al padre esternamente nella statura. Trans.° 32. Acad. 517 del Canto I. VI) (p. e che guarisca ulceri ed eruzio- ni cutanee: il qual effetto può attribuirsi al cessare ch'egli fa di umettare le boccucce de' vasi assor- benti esterni.l'Usignuol vagheggia ec. e. e dalla spicata. ed allora cadono dall'aria nebbiosa minutissime particelle di un color rosso diluto. tal volta per poche ore.) Il mulo prodotto da un cavallo e da un'asina rassomiglia esterna- mente al cavallo per le orecchie. . ed è perciò un di mezzo fra ambedue.° 3. La pol- vere bianca. Lind dice. le belle Houri ec. allorchè egli è nella opportunità di [309] caricarsi delle esalazioni putride delle paludi: in altre stagioni dicesi. . una rela- zione d'un mulo curioso ottenuto dall'antirrhinum linaria. giacchè venne in seguito ad una violenta eruzione del monte Hecla e suoi contorni. Acad. e che la struttura esterna rassomigli al maschio. System. che soffia dal- le parti interne dell'Africa verso il mare atlantico. che accompagna que- sto vento o nebbia. ma per indole o maniere rassomiglia all'asina.L'Harmattano è un vento singolare. al pari de' muli animali.. lo che avviene probabilmente in seguito a tempi umidi. Così vengono denominate da' Maomettani le bellissime femmi- ne. la coprì di gocce scure simili a zolfo o fango. Egli è sempre accompagnato da una nebbia così folta da rendere invisi- bili gli oggetti alla distanza d'un quarto di miglio: il sole vi traluce attraverso soltanto verso mezzo- giorno. Acad. che coprì.T. che accompagna l'Harmattano può far credere. . nella state del 1780. nel color cenerognolo ec. L'aridità estrema. Schreber. Vedi la nota al v.. e molte piante ibride trovansi descritte nel n. da cui traggono origine.) (ivi v. che furono pro- dotte da montoni svedesi e da pecore spagnuole. 53. alla lana. che la struttura interna. (Mur- ray. . alla forma esterna. v.) Sembra per molte circostanze.) I signori Graborg. 71. sembrano d'opinione. ossia le parti della fruttificazione nelle piante ibride rassomiglino alla femmina. Veg. la quale pare essere un'ortica dai fiori ma- schi. per la chioma e per la coda. ed una parietaria dai fiori femmine e dal frutto. per molte settimane. per cui l'azione degli altri rami del sistema assorbente viene accresciuta. avevano un pelo lungo morbido di cammello. non sem- pre continuano le loro specie per mezzo di seme. e tre volte più grande dell'ordinario: cadendo della pioggia sovra una carta bianca.) p. e Ram- strom. Fuor de l'arso Harmattàn ec. la veronica hybrida si crede essere originata dalla veronica officinale. v..) Il sig. L'urtica alienata è una pianta sempre verde. avvizzisce e abbrucia intieramente le foglie de' vegetabili. (Amœn. alla statura. gran parte dell'Europa. che questo vento rassomigli a quella oscura nebbia. senza regolarità di periodo. La razza de' montoni spa- gnuoli e delle pecore svedesi. Trans. durante la quale il sole apparve rosso come il sangue. e tal altra per molti giorni. 468. ed il Dott. Fra le piante inglesi indigene.. Un montone inglese senza corna. Egli suppone che questo fenomeno traesse origine da qualche terremoto o volcano.). . in America. vol. ed una capra svedese cornuta produssero una pecora senza corna. 489. 184. Phil. che arresti malattie epidemiche e dissenterie.Gli amori delle piante Erasmo Darwin favore del sistema sessuale in botanica. che in alcune stagioni genera malattie fatali e maligne. Sterling dà la descrizione d'un'oscurità di sei od otto ore a Detroit. vol. La [308] razza avuta dalla capra d'Angora maschio e dalla capra svedese femmina. ma nell'indole rassomiglia alla cavalla. 183. e la sibthorpia europæa si crede aver per genitori la saxifraga aurea ed il cotyledon palustris. vol. che ar- sero alla foggia della polvere da cannone umida. e che si suppose avesse un'origine vol- canica. I. onde supplire alla deficienza de' primi. Evvi nelle Amœnit. (Phil. le quali fanno apparir biancastre l'erbe e per sino le pelli de' Negri. (Vedi Amœnit.. li 19 otto- bre 1762. rassomigliò alle pecore spa- gnuole. (Account of the Harmattan. Questi sono numerosi. ma in quella avuta dalla capra svedese maschio e dalla capra d'Angora femmina non si osservò alcun miglioramento di lana. ma fu robusta al pari delle svedesi: ed il contrario s'osservò in quelle razze. e l'aria mandava un odore molto solforoso. (Pulteney's View of Linnæus.T.

ossia due affratellamen- ti. Il mo- vimento spontaneo delle foglie. Tal fu in allora la siccità della stagione. 185. E connivendo il coccodrillo assonna. e quindi fu spinta dall'onde sulla spiaggia. 186. e dalla deficienza de' fiumi di acqua dol- ce. verbo latino. in senso metaforico.Gli amori delle piante Erasmo Darwin gnote montagne d'Africa. il quale ha chiamato tutti i nostri sensi in servigio della botanica. il sonno non sarebbe stato loro necessario. anno 1784. ch'egli chiama mormorio elettrico. di cui si è soltanto presso noi ritenuto il derivato connivenza. sembra essere necessario alla pianta.) Porta un bel fiore roseo purpureo sovra un ri- cettacolo grande come quello d'un carciofo La capsula è perforata di buchi alla cima. durante il novembre del 1775. durante il giorno. e ne dimanda la causa. chiamata poi da Linneo hedysarum gyrans: appartiene alla classe diadelfia. v. così parmi che l'introduzione del medesimo possa essere autorizzata. che io non avrei potuto sopprimere questa immagine senza oltraggiare il mio autore. imperocchè senza la facoltà di volizione. allorchè soffia il vento. . Marsden racconta. possano giustamente essere ascritte ad un potere volontario. Nei semi si veggono delle foglie perfette avanti la germinazione. che le tossi epidemiche. (nymphœa nelumbo L. nè avrei creduto opportuno di stemperare l'espressione con una parafrasi. sembrano essere causate da quella poca neve dileguata nel mezzo. in proposito di che fa menzione di ciò. ne' terreni pieni di lupoli. nasce dalle antere. che accadono nelle ghiacciaje. e che possano così. Nella Marchantia pol- ymorpha. i venti secchi del sud-est continuarono sì tanto più del solito. per altri esempj di spontaneità vegetabile. 505. che siccome il sonno degli animali consiste in una sospensione del moto volontario. p. Questo verbo significa originaria- mente chiudere gli occhi. la quale si [311] muove spontane- amente nell'antera allorchè ella schiude il suo polline a foggia d'atomi. Trans.. 543. 526. in tale abbondanza da contaminare tutta l'atmosfera. e da spopolare la terra? [310] ivi v. che perì gran numero di genti tra forestiere e native. simile a tuono in distanza. vol.) p. [312] e siccome noi manchiamo d'un verbo equivalente. . che accidentalmente tra- versano immensi tratti di paese. Non è egli verisimile. Veg.Il sig. fu veduta galleggiare sul mare per molte leghe. (ivi v.. Il sig. 71) ivi v. . in una memoria sopra i movimenti vegetabili inserita nella Storia dell'Accademia delle Scienze. Le sue foglie trovansi continuamente in un moto spontaneo. NELUMBA. = Vedi la nota alla Collinsonia. (Murray. che portano il fiore. come lo è la respirazione perpetua per la vita animale. ed una prodigiosa quantità di pesce di mare. ed altre s'aggirano circolarmente. ed i semi vi romoreggiano dentro. Syst. v. il suo languente gregge. un giorno o l'altro. una lana gialla. che s'i- naridirono per fino i grandi fiumi. ha data una particolar descrizione ed una bella tavola dell'hedysarum gyrans.. per cui l'acque del mare si resero troppo salate pe' suoi abitatori. che nell'isola di Sumatra. Il testo ha “And winking crocodiles are lull'd to sleep”. che ha ottenuto il nome di rattle-grass (erba romoreggiante) dal romore delle sue capsule secche sotto i nostri piedi.Le crepature ac- compagnate da violento fracasso. L'atto di chiuder gli occhi e di abbandonarsi al sonno esprime così bene gli effetti del sommo piacere.Chundali Borrum è il nome che i nativi danno a questa pianta. attortigliandosi intorno a' loro steli. morto o moribondo. per cui l'acqua prodotta scorrendo giù nelle inca- 144 . Sonvi molti altri esernpj di movimenti spontanei delle parti de' vegetabili. (Phil. Noi abbiamo ne' nostri prati una sorta di pedicularis. che le varie azioni di aprire e di serrare i loro petali e le loro foglie. .Connivendo.) Aggiungi a ciò.. altre s'abbassano. quando l'aria è perfettamente tranquilla e assai calda. 503. Linneo. ed ha dieci maschi.con orrido fragore De gl'irti ghiacci squarciansi le falde ec. Ciò si suppose essere stato causato da una grande evaporazione. . de' miasmi contagiosi essere dispersi da eruzioni sotterranee. alcune s'innalza- no. e siccome i vegetabili sono pa- rimenti soggetti a dormire. così evvi ragione di conchiudere. 551. possano essere prodotte da eruzioni volcaniche.. La bella CHUNDA ec. .T. . osservò questo romoreggiare nella nelumbo. Broussonet.

in forma globulare. 188. Questo fun- go non si manifesta sovra la terra. ( Vedi la nota all'anemone. avendo egli bisogno di poc'aria. adempiono al loro proprio officio. che i fichi d'estate di Parigi.) Il frutto del fico non è un pericarpio. Matrimonio clandestino. Nat. p. e in poche ore congelandosi di nuovo. in Provenza. dentro lo stesso ricettacolo. interchiusi in tutte le parti dal frutto. servendo così alla loro conservazione. In simil guisa il fucus natans non s'abbarbica nella terra. e. che tutti gli uccelli d'acqua sui laghi di Siberia si ritirano verso il mezzo- giorno all'incominciare de' primi geli. ella non aderisce in alcun luo- go. il quale spazza via la neve per trovarlo.) Il tartufo. dice. v. che alcuni fichi hanno l'umbilico del ricettacolo aperto.) Ella trovasi dispersa in molti laghi. e forse di nessuna luce. 618. 2. 577. L'invaghito LICHENE. articolo Caprification. (lichen rangiferinus L. che ha luogo al dileguar delle nevi ne' climi lontani dall'e[313]quatore. ma bensì anche i loro semi. v. nelle Memorie dell'Accademia delle Scienze. Plant.Gli amori delle piante Erasmo Darwin vature del ghiaccio.° Dalla irritabilità accresciuta delle piante. ed egli è. I cani ed i majali sono quelli che scoprono il tartufo per mezzo dell'odorato. La gentil EGA ec. [314] mandano fuori numerose radichette sotto ter- ra. per la qual ragione egli s'indusse a tra- sportare questa pianta della classe matrimonio clandestino alla polygamia. p. la quale dorme sepolta nella neve. e si può dire che sia una pianta di passaggio. vegga il Dizionario Botanico di Milne alla parola Caprification. ma galleggia sul mare in estesissime masse.) 145 . (lycoperdon tuber L. (Account of Siberia). Spec. che per via di stoloni e di ramoscelli. (Lin. è molto sorprendente: ella sembra dipendere da due cause 1. ed in Malta. 642. Altre piante. si può dire che questo muschio sostenga alcuni milioni d'uomini. e della grossezza d'una noce fino a quella d'un popone. v. (conferva ægagropila L. che si possa procurare durante i lunghi inverni delle maggiori latitudini. Gmelin dice. dove il calore è sempre di 40 gradi in circa. 189. 187. fa in grazia della sua espansione crepare quà e là le ghiacciaje. e va liberamente vagando in mezzo alle acque. perciò non possono essere propagati. hanno tutti stami perfetti. ma un ricettacolo racchiudente il fiore dentro di lui. ma gira da una parte all'altra del lago. A questi vegetabili si può non senza ragione dar l'attributo di viaggiatori. 561. portava il polline fecondante sulle sue ali. E Linneo osser- va. de la Hire ha mostrato. da' quali semi nascono altri fichi. Il sig. in Italia. ) Matrimonio clandestino. cioè imperfetti. cioè un di mezzo tra il punto del gelo e del calore ordinario della terra. e i loro semi non sono prolifici. e che non solo maturano i loro frutti.) Il Prof. Il sig. 919) prodotta ne' fichi maschi. ne' climi più caldi. Chi volesse informarsi ad evidenza di questo fatto. la maniera della loro fecondazione rimase inintelligibile fino a che Tournefort e Pontedera scoprirono. TRUFFELIA. Syst. Questo mu- schio vegeta sotto la neve. e rassomiglia molto a quel- le pallotole di pelo che trovansi nello stomaco degli animali bovini. ma ne' più freddi di[315]ventano abortivi. La rapida vegetazione. venendo ella trasportata dai venti da una sponda all'altra. i quali però. il solo nutrimento del cervo rangifero. che non hanno rampolli o rami sui loro steli.° Dalla lunga durata della vicinanza del sole intorno all'orizzonte. forse per motivo della mancanza del dovuto calore. La vezzosetta CAPRIFICO ec. ma che gli stami de' fichi au- tunnali sono abortivi. eccetto la gallinella acquatica (rail). Milne. lo che avviene per lo più quando le loro sommità o erbe sono mangiate dal bestiame. La conferva vagabunda abita ne' mari europei. Siccome questi alberi portano chi fiori maschi e chi fiori femmine. (ficus carica L. p. come le gramigne. che una sorta di zanzara (Cynips Pse- nes. I fichi di questo paese sono tutti femmine. nel suo Dizionario di Botanica. ivi v. veniva così a fecondarne i fiori. e siccome il latte e la carne di questo animale è quasi l'unica sussistenza. pene- trando entro il fico femmina. che i fichi coltivati hanno pochi fiori maschi collocati sopra i fiori femmine. che sono state lungo tempo esposte al freddo. per molti mesi dell'inverno.

(Phil. = Vedi la nota all'Iride. 191. ed allungandone alcune delle superiori. che i fichi in Provenza ed a Parigi maturano più presto se i loro germogli vengano punti con una paglia intrisa in olio d'oliva. il quale consti di tanti fiori. passando dal rosso al bruno. nell'isola di Staffa. in vasi entro una serra: ora a- vendoli io trasportati in vasi più capaci. i quali so- no da ogni parte chiusi nel frutto. medicago polymorpha. 57. v. sicco- me si dice.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Da tutte queste circostanze io sarei per conghietturare. Bot. queste non distruggono la sua individualità nulla più del numero delle mammelle d'una troja. 685. che que' fiori femmine di fico. e dal bruno al nero: e cangia pure talmente di forma perdendo le sue foglie inferiori. 680. che sostengono la grotta di Fingal. la primavera scorsa. senza alcun fior maschio.. . ivi v. o del numero de' suoi cotiledoni. ma circa alle parti femminili o mascoline d'un fiore. la quale può dirsi che assuma una gran varietà di conformazioni. alla guisa de' berberi e dell'uve senza semi: e che la caprifi- cazione sia o un processo antico d'uso immaginario. colle loro spine irte esteriormente. Egli può sembrare un solecismo in lingua il chiamare un individuo un fiore. che da alcuni fichi cada il frutto se non sono feriti per via della caprificazione? Io aveva. ossia matrimonio clandestino. che talora eludano la depreda- zione di codesti insetti. 193. . i maschi e le femmine trovansi sopra differenti piedi. ma.(Conferva polymorpha L. L'invaghito BISSO ec. sono evidentemente d'origine volca- nica. antique Di basalto colon[316]ne ec.. Anco la salicornia assume un'apparenza animale. ciascun de' quali contiene un porcellino.) Linneo ha posto questo vegetabile fra la cryptogamia. Ellis. Ciascun albero in vero debb'essere considerato come una famiglia od una moltitudine de' suoi ri- spettivi germogli. che formano l'Argine de' Giganti sulla costa d'Irlanda. vol. che fu lungamente esposto ad un calore di fusione nel fondo de' vasi nelle fabbriche di vetro a Stourbridge. 146 . Keir in una sua memoria nelle Transazioni filosofiche: egli os- servò nel vetro. . Molti maschi e molte femmine vivono insieme nel medesimo fiore. Le prugne e le pere punzecchiate da alcuni insetti maturano più presto. e ciecamente seguito in alcuni paesi. p. il qual sia troppo vigoroso. co' loro frutti. e più dolce è la parte intorno alla puntura. trans.) Egli cangia due volte di colore. Cre- sce sulle nostre spiagge. o ricettacolo. e la corteccia degli alberi non è che una congerie di radici di tutti questi germogli individuali. La manna non è ella prodotta dalla puntura di insetti? Col feri- re il ramo d'un pero. ora forniti ed ora privi [317] di peli. che ne contenga molti d'am- bo i sessi. ivi v. co' quali mezzi egli è probabile. e possono così stornare alcuni uccelli o insetti dal depre- darli. che loro rimangono.(Byssus L. fioriscono vigorosamen- te. . ha un color verde pallido.v. e molto più il chiamare individuo un albero od un arbuscello. ed i fichi caddero tutti.. Questa pianta galleggia sul mare di giorno. Tournefort sembra propendere per questa opinione: egli dice. Evvi un'altra pianta. ADONE.) p. giacchè i pericarpj rassomigliano alcune volte a' corni di lumaca. (Phil. alla guisa de' bruchi pelosi. mandarono fuori vigorosissimi rampolli. i quali furo- no propagati per mezzo del loro frutto. ed altre a' bruchi. il cui legno è interamente distrutto.Questa descrizione è allusiva alla grotta di Fingal. non si impedirebbe che ne cadessero i fiori. sieno mostri. come quando si taglia via un circolo della corteccia d'un pero. Il Proteo Amante ec. 700. Le colonne di basalto. lo che io ascrissi al vigore accresciuto delle piante. come ha ben dimostrato il sig. e vi s'immerge un poco durante la notte. Trovasi nelle caverne sovra le spiagge del nord. secondo il sig. I semi di calendula si ravvolgono intorno a se stessi. sei giovani alberi di fico Ischia. Quindi spesso si veggono de' roveri vuoti e de' salci. che i cristalli prodotti erano d'una forma simile alle parti delle colonne di ba- salto dell'Argine de' Giganti.) Matrimonio clandestino. e pure que' pochi rami. ed è sottile come la carta. ma i germogli essi stessi sembrano essere altrettante piante individue. 734. essendo che ciascuna ha foglie o polmoni suoi proprj. da esser preso dai non intelligenti per piante differenti. come pure quelle. o ch'ella possa contribuire alla maturanza del fico diminuendo il suo vigore.

A gli Otaïti ec. 194. 759. 147 . FINE DELLE NOTE. nell'Isola d'Otaiti.Gli amori delle piante Erasmo Darwin p. La società chiamata gli Areoi. che formano un matrimonio promiscuo. v. è composta di cento maschi e cento femmine in circa.

Delany. 16 374 Donzella sovra un precipizio. 54 134 Invenzione delle lettere. 10 235 Giganti. 55 163 Giardino di carta di Mrs. 4 75 Amanti rivali. pag. 63 376 Maga. 14 325 Processione de' Dervis.Gli amori delle piante Erasmo Darwin [319] CATALOGO DELLE PRINCIPALI DESCRIZIONI POETICHE . 4 72 Ammiratore di se stesso. de' numeri. 13 316 Autunno. 53 112 Fabbrica di cotone d'Arkwright. Wright. 60 289 Trasformazione di Nabucodonossorre. 61 326 S. Momenti. 66 452 Canzone a Maggio. e de' caratteri musicali. 19 466 Sensibilità. 24 597 Medea ed Esone. 17 409 Palagio in mare. CANTO I. 7 161 Ninon d'Enclos. 7 148 Matrimonio clandestino. 19 455 Balena. Pallone di Montgolfier. 23 576 Donzella alla caldaja. 6 134 Felicità campestre. 15 362 Donzella in abito di gala. 3 39 Marito amoroso. Antonio che predica ai pesci. 58 243 Struttura d'un oriuolo. e disegno per la sua cassa. verso GRUPPO d'insetti. 25 623 [320] Galatea sul mare. 59 269 Tempo. 27 679 CANTO II. 6 121 Marito mostro. 50 37 Arti di tessere e di filare. 18 434 Agnello vegetale. 5 104 Moglie platonica. 12 291 Talestri. 12 270 Pitture di Mr. 64 411 Disegni di Miss Crewe. 4 84 Coquette. 67 474 148 . Ore. 23 556 Donzella in atto di bere un bicchier d'acqua. 20 482 Montuosa in tempo di notte. 9 211 Meretrici. 26 654 Donzella cangiata in istatua di ghiaccio. 25 609 Ninfa disperata.

136 567 Prometeo e l'avoltojo. che fila. Donzella notturna. 75 690 CANTO III Maga e Demonj in una Chiesa. Howard. 129 377 [321] Tempo ed Ore.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Scena di ghiaccio e neve. 175 260 Angelo nella piscina. 138 610 Mosè nascoso in riva al Nilo. 115 10 Sacerdotessa inspirata. 184 505 [322] Ghiacci della Lapponia. 176 301 Donzella coperta di sale. che percuote la rupe. 130 417 Donna colpita da una palla in battaglia. e Najadi sotterranee. 169 104 Canzone all'Eco. 141 695 Musa che piagne. 173 203 Passatempo di fanciulli. 135 533 Bevitori e loro malattie. 172 197 Donzella. 123 212 Palmira che piange. 73 634 Idropisia. che seppellì il proprio figlio in tempo della peste. 69 542 Mosè. 174 237 Bagni di Matlock. 171 156 Donzella colla conocchia. 142 734 CANTO IV. e loro prole. 118 79 Grotte di Thor. 119 123 Medea e suoi figli. 181 435 Accoppiamento della Rosa coll'Usignuolo. 188 603 149 . e prigioni. 183 491 Donzella Turca in veste da camera. 140 663 Schiavitù degli Africani. ossia l'albero velenoso di Java. 168 78 Pastorelle. 130 403 Cerva ferita. 165 18 Fate. 127 315 Gruppo d'animali selvaggi che bevono. 181 426 Dejanira vestita di pelle di lione. 137 588 Donna. 167 61 I tre fanciulli nella fornace. 187 575 Ero e Leandro. 117 62 L'Incubo di Fuseli. 131 427 Meretrici. 134 522 Laocoonte e suoi figli. 173 218 Venere ed Amori. 169 113 Regno della China. 166 47 Donzella elettrica. 176 295 Sirena e Najadi. 127 329 Boa-Upas. 73 651 Mr. 177 326 Moglie di Lot. 183 466 Deserti d' Africa. 185 544 Lago rischiarato dalla Luna. 68 521 Scoperta della corteccia peruviana. 179 365 Donzella in abito militare. 171 169 Amore. che passeggia sulla neve.

che imbriglia un Pardo. 194 763 150 .Gli amori delle piante Erasmo Darwin Gnomo-marito. 191 700 Donzella sopra un Delfino. 190 674 Proteo amante. 192 705 La medesima. e palagio sotterraneo. 192 711 La medesima baciata da un Cigno. 190 656 Caverna marina. 188 617 Donzella rinchiusa in un fico. 192 720 Processione al tempio d'Imeneo. 193 732 Notte. 189 641 Silfo-marito.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin [323] INDICE DEI NOMI DELLE PIANTE. 4 75 196 Canna. 139 653 287 Cereus. 166 21 291 Calendula. 182 459 306 Cassia. 8 168 206 Chunda. 16 105 295 Barometz. 5 104 199 Draba. 17 411 220 Drosera. 115 10 261 Cistus. 74 666 250 Dodecatheon. 166 21 291 Chondrilla. 4 87 197 [324] Conferva. 6 127 203 Curcuma. 19 455 222 Bellis. 24 585 227 Ficus. 193 734 317 Ægagropila. pag. 7 151 205 Arum. 134 523 277 Cyclamen. 21 511 225 Anthoxanthum. 62 352 245 Colchicum. 126 292 270 Digitalis. 66 467 246 Cocculus. 182 457 306 Dictamnus. 11 254 210 Anemone. 6 116 200 Amaryllis. 16 376 217 Dypsacus. 189 642 314 Carlina. 176 287 300 151 . 191 700 316 Cupressus. 181 429 305 Avena. 6 121 201 Cuscuta. 187 577 313 Alcea. 171 169 297 Caprificus. 55 164 238 Dianthus. 49 11 235 Caryophyllus. 122 198 268 Fucus. 15 348 215 Collinsonia. verso e pag. 4 66 196 Cannabis. 184 505 310 Cinchona 69 545 247 Circæa. 191 685 316 Cactus. 137 604 285 Cyperus. 173 218 293 Byssus. 58 243 239 Callitriche. nelle note ADONIS.

26 645 231 Upas. 24 597 228 Silene. 54 137 236 Hedysarum. 62 352 245 Mimosa. 188 618 313 Tulipa. 58 259 240 Nelumbo. 55 164 238 Plantago. 117 64 262 Rubia. 13 306 214 Lapsana. 14 335 215 Ulva. 177 332 303 Orchis. 126 292 270 Galanthus. 10 235 208 Trapa 176 301 302 Tremella. 25 624 130 Viscum. 7 161 206 Osyris. o Lichen. 186 569 312 Nymphæa. 60 309 241 Hippomane.Gli amori delle piante Erasmo Darwin Fraxinella. 117 64 262 Lichen. 129 379 274 Urtica. 58 259 240 Lauro-cerasus. 5 104 199 Melissa. 123 207 269 Iris. 126 298 272 Ilex 12 271 212 Impatiens. 126 298 272 [325] Meadia. 19 455 222 Prunus. 130 410 275 Osmunda. 53 102 236 Lobelia. 173 203 297 Genista. 23 559 227 Linum. 27 680 233 Tropæolum. 5 94 197 Menispermum. 64 416 245 Papyrus. 15 362 216 Helleborus. 167 64 292 Truffelia. 6 130 204 Papaver. 18 420 220 152 . 126 303 172 Vallisneria. 126 306 273 Lonicera. 9 198 207 Gossypium. 5 99 198 Gloriosa. 6 134 204 Polymorpha. 185 526 311 Ocymum. 191 700 316 Polypodium. 20 482 223 Muscus. 184 505 310 Helianthus. 16 393 218 Lychnis. 188 618 313 Mancinella. 5 113 200 Kleinhovia. 8 182 207 Lycoperdon.

Gli amori delle piante Erasmo Darwin Vitis. 136 567 279 Zostera. 18 430 221 153 .

” alla loro conservazione. leggi remeggio 20 498 mescbita ” meschita 30 746 ottenobrato ” ottenebrato 32 l. 4 uno ” un 38 3 essere ” esseri 261 32 nuocciuolo ” nocciuolo 310 30 Croussonet ” Broussonet 314 4 alla conservazione. 469 remeggío.19 v. 15 Le correzioni segnalate sono state introdotte nel testo elettronico [Nota per l’edizione elettronica Manuzio] 154 .Gli amori delle piante Erasmo Darwin Errori scorsi in alcuni esemplari15 Pag.