Per costruire insieme un’Europa plurale

NOTA POLITICA
Vicenza e la crisi del potere / Francesco Lauria

L’Europa oggi ha bisogno di nuove idee e nuove prospettive. Il processo di integrazione, così come lo si è conosciuto, ha esaurito la sua spinta propulsiva e la sua capacità di mobilitare il cuore e la mente dei cittadini europei.

Dalla partecipazione all’autogoverno della comunità locale: verso il federalismo municipale solidale / Alberto Magnaghi Le identità locali nell'era globale: il federalismo antidoto al totalitarismo / Alain De Benoist

SGUARDI SUL FEDERALISMO

PERSONAGGI

A proposito di Alexandre Marc / Gilda Manganaro Favaretto

del Federalismo Integrale, vuole essere non solo un laboratorio di idee nuove, ma un soggetto in grado di porre sul campo proposte realmente alternative per la costruzione dell’Europa del futuro.

Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale, partendo dal patrimonio morale ed ideale

DOCUMENTI

Manifesto programmatico di Comunità / Movimento di
Comunità – Adriano Olivetti

Renditi protagonista di questo progetto: partecipa alla costruzione dell’Europa plurale!
Per informazioni europa@europaplurale.org

OSSERVATORIO

Informazione: potere di costruire la verità? / Francesco Lauria Erto 2004/2005/2006 / Emiliano Oddone Per un Partito Democratico antioligarchico / Claudio Giudici

Nota Politica

Europa Plurale – 1/2007

essere fragili come un castello illusorio, come un miraggio evanescente. interrogare.

VICENZA E LA CRISI DEL POTERE
Era mia intenzione, con questo editoriale spiegare la partecipazione di Europa Plurale alla manifestazione per la Pace e contro il raddoppio della Base militare Dal Molin a Vicenza. La situazione politica è in queste ore precipitata, ma

E’ la Politica delle Istituzioni e dei partiti nelle ore della “crisi del potere” a doversi Non può più usare la mobilitazione di Vicenza come un’alibi per le proprie contraddizioni irrisolte ma deve prendere atto della propria inesorabile e autodistruttiva autoreferenzialità ed incapacità di ascolto. La posta in gioco è alta: la democrazia reale si rigenererà solo se rincontrerà la partecipazione; la società dei flussi e dell’insicurezza ritroverà un’anima ed un orizzonte di senso solo se reincontrerà i luoghi e le relazioni comunitarie.

Presidente Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale

Francesco Lauria

credo che alcune letture possano essere rafforzate dagli ultimi eventi e non confutate. La manifestazione, come ha ben scritto il vicentino Ilvo Diamanti, è passata: affollata, festosa, tranquilla, io aggiungerei, plurale e molteplice. No, non erano le bandiere della sinistra radicale o della Cgil, o la presenza di amministratori e deputati locali di Ds e Margherita in dissenso con i rispettivi partiti, a trovare pienamente l’anima di questo corteo. Le rivendicazioni semplici e dirette dei cittadini di Vicenza parlano un linguaggio universale: in nome della difesa dell'ambiente e della qualità della vita, della richiesta di democrazia reale e del rifiuto della guerra globale. Ai cittadini di Vicenza si affiancavano le bandiere (tantissime) delle comunità della Val di Susa e di molti altri luoghi che hanno saputo attivare mobilitazioni consapevoli, non localistico-corporative al fine di salvaguardare e promuovere quella che il sociologo Aldo Bonomi definisce nei suoi scritti: “la coscienza di luogo”. rete di comunità, fa paura. Fa paura perché parla ai Poteri cardine di una democrazia più formale che sostanziale per cui il rapporto con i territori e con la vita delle persone è un impaccio, un orpello. E’ la politica della rappresentazione che si scontra con il suo scollamento dal concetto di rappresentanza, dalla sua lontananza ormai antropologica con i territori e le relazioni; con la sua interessata e colpevole rinuncia ad una dinamica di mediazione comunitaria. Per questo la manifestazione di Vicenza con la sua identità comunitaria, aperta ad una rendere particolarmente significativa la manifestazione: non erano quelli i settori in cui

Il messaggio positivamente sovversivo della manifestazione di Vicenza sta nello slogan che l’ha accompagnata: “Il futuro è nelle nostre mani”.

Il messaggio positivamente sovversivo della manifestazione di Vicenza sta nello slogan che l’ha accompagnata: “Il futuro è nelle nostre mani”. Poco prima della caduta del Governo Prodi il Presidente della Repubblica Napolitano pronunciava frasi molto dure, negando il valore aggiunto democratico di questa e di altre mobilitazioni (che non si esauriscono in un corteo, ma, ad esempio nel caso della Val di Susa, hanno una complessa e affascinante storia più che decennale) rifugiandosi in un perentorio: “a decidere sono comunque le istituzioni”. Le ore successive ci hanno dimostrato che sono proprio quelle istituzioni che devono “comunque decidere” ad 4

Sguardi sul Federalismo - 1 DALLA PARTECIPAZIONE

Europa Plurale – 1/2007

come condizione per la crescita di forme di autonomia e di autogoverno (Magnaghi 2000,

ALL’AUTOGOVERNO

DELLA

Becattini 1999). in un

COMUNITÀ LOCALE: VERSO IL FEDERALISMO MUNICIPALE SOLIDALE*
“Federazioni fra piccole unità territoriali, come tra Alberto Magnaghi uomini uniti da lavori comuni nelle loro rispettive Presidente Rete del Nuovo corporazioni, e federazioni tra città e gruppi di città Municipio costituiscono l’essenza stessa della vita e del pensiero in quest’epoca. Il periodo compreso fra il X e il XVI secolo della nostra era potrebbe dunque essere descritto come un immenso sforzo per stabilire l’aiuto e l’appoggio reciproco in vaste proporzioni, il principio di federazione e d’associazione essendo applicato in tutte le manifestazioni della vita umana ed in tutti i gradi possibili” ((Piotr Alexeevic Kropotkin 1902)

che,

Ma, “egli solo” chi? Anche su questo punto ho più volte chiarito, per dissipare equivoci, territorio abitato da molte culture, da cittadinanze plurali, è

l’autoriconoscimento dei soggetti che si relazionano e si associano per la cura dei luoghi l’atto costituente di elementi di comunità; ovvero la comunità è una chance, non un dato storico riservato agli autoctoni, ma un progetto delle genti vive, degli abitanti di un luogo,

che deriva dall’ interazione solidale fra attori diversi in una società complessa, che sono in consumo fondate sulla convivialità, la solidarietà e l’autosostenibilità. antropologici creati dalla società del fordismo, grado di reinterpretare l’anima del luogo per attivare nuove forme di produzione e Dunque il luogo appartiene a chi se ne prende cura: in molti casi estremi, dopo i guasti l’”anima del luogo” ( Bonesio 2002,

Decandia 2004, Hillman 2004) è riconosciuta e coltivata proprio dagli ospiti, dagli praticare, guidati da immaginari esogeni di salvifiche patrimoniali. modernizzazioni, il “localismo

“stranieri”, mentre molti “locali”, presunti custodi “dell’avita sua terra” si attardano a vandalico”, ovvero il consumo scriteriato e autodistruttivo delle proprie risorse A partire da queste premesse ho indicato il concetto di autosostenibilità delle società

Democrazia partecipativa e autogoverno

Questo ragionamento sembra quasi anticipare il concetto di “coscienza di luogo” (“coscienza del suo essere”, per Cattaneo) che ho posto alla base di una concezione della democrazia partecipativa

popolo può avere molti interessi da trattare in comune con altri popoli; ma vi sono interessi che può trattare egli solo, perché egli solo li sente, perché egli solo li intende. E v’è

Nel testo “Il diritto federale” Carlo Cattaneo scriveva: “ Ogni

locali (nelle molte declinazioni riguardanti la sovranità alimentare e energetica, il governo

collettivo dei beni comuni, i modelli produttivi e di consumo a valenza etica fondati sulla valorizzazione durevole delle risorse, l’inclusione sociale, sul riconoscimento del mondo rurale come produttore di beni e servizi pubblici ecc), come presupposto essenziale per trasformazioni del modello di sviluppo capaci di produrre relazioni solidali e non gerarchiche fra società locali. A questo fine ho proposto di assumere le politiche e le

inoltre in ogni popolo anche la coscienza del suo essere, anche la superbia del suo nome, anche la gelosia dell’avita sua terra. Di là il diritto federale, ossia il diritto dei popoli; il

Questo ragionamento sembra quasi anticipare il concetto di “coscienza di luogo” (“coscienza del suo essere”, per Cattaneo) che ho posto alla base di una concezione della democrazia partecipativa che veda la crescita della società locale, dei suoi istituti di codecisione inclusiva e di partecipazione, della sua capacità di esprimere autoriconoscimento dei suoi valori, dei suoi giacimenti

nazione, accanto al diritto dell’umanità” (Cattaneo 1973)

quale debbe avere il suo luogo, accanto al diritto della

dell’impronta ecologica (condizione essenziale per poter tenere relazioni
verso la crescita di forme di autogoverno attraverso la progressiva ai grandi apparati tecno-

azioni verso l’ autosostenibilità in una duplice direzione: da una parte verso la riduzione di scambio solidali e non gerarchiche con altre regioni del nord e del sud del mondo); e dall’altra

sottrazione

finanziari e produttivi della globalizzazione economica degli strumenti del loro dominio omologante e distruttivo democrazia locale, ecologica, solidale, capace di tessere sul “diritto dei popoli”. Ipotizzo in altri termini che una reti federative dal basso possa costituire un importante antidoto ai modelli imperial-militari della globalizzazione economica (Magnaghi 2004). In questa prospettiva viene configurandosi una visione della democrazia partecipativa che non la interpreta solo come uno strumento di rivitalizzazione della vita 6

patrimoniali (“che egli solo li intende”), della sua identità,
*

partecipative e ruolo delle autonomie locali verso l’autogoverno” tenuta al Convegno Organizzato dalla Rete del Nuovo Municipio e dalla Provincia di Milano su: Federalismo e partecipazione: dal municipio

relazione introduttiva: “Dai municipi alle province, alle regioni: evoluzione delle esperienze

Questo testo, pubblicato sul n° 3/2006 di Democrazia e Diritto, costituisce una rielaborazione della

In un territorio abitato da molte culture, da cittadinanze plurali, è l’autoriconoscimento dei soggetti che si relazionano e si associano per la cura dei luoghi l’atto costituente di elementi di comunità

all’Europa. Milano 20-21 ottobre 2006

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democratica a fronte della crisi della democrazia rappresentativa; anche questo; ma

soprattutto la interpreta come uno strumento di “liberazione” della vita quotidiana individuale e collettiva dalle sovradeterminazioni e coazioni del mercato, verso l’autodeterminazione degli “stili” di produzione, di scambio, di consumo. Il distacco ormai crescente e riconosciuto fra crescita economica e benessere1 fa si che la democrazia

governo in tutti i settori e a tutti i livelli dell’amministrazione locale3

l’amministrazione locale in un cambiamento complessivo delle forme di decisione. I passaggi necessari per dare concretezza nelle pratiche dei municipi a questo obiettivo

che investe

consistono in sintesi nell’individuare coerenze, relazioni di complementarietà e di integrazione nei livelli decisionali che riguardano: a) l’attivazione di attiva e strumenti di ascolto e di valorizzazione dei delle espressioni di società complessa

partecipativa si riproduca quotidianamente come coagulo di interessi sociali locali relativi

alla qualità della vita contro scelte economiche, territoriali, ambientali, infrastrutturali non più riconosciute come portatrici di benessere. E questo forse giustifica le molte resistenze, negli enti di governo del territorio, ubriachi a destra come a sinistra di crescita economica,

cittadinanza

postindustriale, che produce nelle sue molteplici componenti conflitto, ma anche

saperi diffusi

(expertises)

di

una

Il distacco ormai crescente e riconosciuto fra crescita economica e benessere fa si che la democrazia partecipativa si riproduca come coagulo di interessi sociali locali relativi alla qualità della vita contro scelte non più riconosciute come portatrici di benessere

di privatizzazioni e globalizzazioni competitive, ad attivare trattare i modelli conflittuali della partecipazione: prevale in

precorsi strutturati di democrazia partecipativa in grado di molti casi la sensazione che aprire alla partecipazione significhi mettere a nudo ideologie e interessi ormai stellarmente estranei al “comune sentire” delle popolazioni locali. Se questa è la posta in gioco della partecipazione (rimettere il benessere e la felicita pubblica al centro delle politiche istituzionali locali), è evidente l’importanza dei percorsi di maturazione culturale e pratica in questi anni dei processi partecipativi: da un insieme scollegato e episodico di consultazioni, bilanci partecipativi, sociali e di genere, arene deliberative, percorsi negoziali su singoli problemi su cui caso per caso si cercano soluzioni a conflitti, verso un percorso di progressiva costruzione di reti di reti volte a fino al configurarsi, nelle esperienze

progettualità molecolare, che si avvale di nuovi saperi produttivi, comunicativi, artistici,
ambientali, relazionali ecc.; saperi che si vanno esplicando in processi cognitivi innovativi, nell’avanzare di stili di vita attenti alla cura del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, nella costruzione di reti comunicative comunitarie; nella crescita di forme di intrapresa a

valenza etica, dove le figure di abitante e di produttore si riuniscono nell’autogoverno dei mille forme di saperi della cittadinanza attiva operanti nel territorio significa per le fini e dei mezzi della produzione. Ascoltare e contaminare le politiche pubbliche con le

amministrazioni locali accettare altri orizzonti strategici e priorità nelle agende politiche; orizzonti e agende che si definiscono a partire dall’attivazione di strumenti di democrazia partecipativa in grado di affrontare le l’elaborazione delle scelte fondamentali per la vita delle comunità locali e per la loro gestione; a questo fine è necessario che i processi partecipativi siano strutturati, continuativi, intersettoriali, inclusivi, tecnicamente e finanziariamente attrezzati; b) la riformulazione dei ruoli e di modi di operare delle assemblee elettive, degli organi di decisione e della struttura amministrativa degli enti locali, al fine di rendere politicamente e tecnicamente operative le scelte che scaturiscono dai percorsi partecipativi4; c) l’estensione dei tavoli di programmazione negoziale, attualmente riferiti a pratiche consociative fra pochi attori forti, alla complessità delle rappresentanze di interessi delle rappresentanze degli attori deboli e sottorappresentati, sia nella società urbana che rurale; mobilitazione autonoma e conflittuale sui temi delle grandi opere, proponendo agenzie d) l’attivazione di strumenti di ascolto delle comunità locali che si formano nella presenti nella società contemporanea, con particolare riferimento a politiche inclusive

connettere, confrontare, creare osmosi fra le diverse esperienze2 amministrative più avanzate, della proposta

democrazia partecipativa come

pratica ordinaria di

della

1

divaricazione fra il PIL e il benessere segnalo il Quars, indice per la qualità regionale dello sviluppo, promosso dalla Campagna Sbilanciamoci (Sbilanciamoci 2006)
2

Fra i molti indicatori che di benessere che da anni sanciscono, per i paesi del nord del mondo, la

3

legge regionale sulla partecipazione della Regione Toscana. Vedi: www. nuovomunicipio.org.; www.regione.toscana.it/partecipazione
4

si tratta dello slogan riassuntivo che accompagna il percorso partecipativo per la formazione della

2006) sono state proposte da diverse associazioni ai municipi una serie di azioni riassunte in un

Nel convegno nazionale della Rete del Nuovo Municipio di Milano (provincia di Milano 20-21 ottobre

decalogo, sui temi del federalismo dal basso, delle economie solidali, sulla ripubblicizzazione dei cooperazione decentrata, ecc; www.nuovomunicipio.org servizi pubblici e dei beni comuni, sulla produzione locale di energia, sul consumo di suolo zero, sulla

cittadinanza attiva e gli esiti operativi dei processi partecipativi nelle politiche pubbliche nei diversi campi di trasformazione della città e del territorio, delle politiche ambientali, ecc. La macchina dai processi partecipativi. amministrativa, per la sua strutturazione, non è in grado di rendere operative le decisioni scaturenti

attualmente si verifica uno scarto molto forte fra l’impegno diffuso della società civile in forme di

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terze a livello regionale (del tipo del francese Débat public ) che conducano il percorso

partecipativo strutturandolo dall’inizio della proposizione del problema, alla discussione sull’utilità sociale della grande opera, alla messa a confronto e alla valutazione di alternative progettuali, alle scelte condivise delle soluzioni; solo in questo modo è possibile rendere pubblici gli interessi in gioco, ridefinire le opzioni e i settori strategici dello sviluppo, armonizzando benessere locale e interesse generale. L’integrazione nei sistemi decisionali pubblici di questi requisiti del processo partecipativo partecipa solo per indicare ad altri (ceto politico, imprenditori, ecc) cosa dovrebbero fare

ai Comuni medievali e alle loro leghe e federazioni, al conflitto nella rivoluzione francese fra costituzione municipale/partecipata e centralistica statuale, fino allo scontro, dopo l’unità d’Italia, fra modelli federativi e modelli centralistici dello stato7. Il federalismo municipale contemporaneo poggia nuovamente, a partire dalla crisi dello stato-nazione, sul concetto di estensione della sovranità del municipio in quanto

processi partecipativi, del superamento del ruolo subalterno di “amministrazione locale” è destinata a determinare un cambiamento generale della forma della politica: non si (elezioni, referendum, arene deliberative, ecc), ma si partecipa per contribuire a produrre (di servizi) cui lo stato moderno di modello inglese centralista ha ridotto la municipalità; e come espressione di nuove forme di autogoverno contro i poteri forti ademocratici della globalizzazione economica. per

espressione della sovranità popolare: in una ricerca capillare, che vive nella diffusione dei

direttamente il proprio ambente di vita e di relazione, creando nuovi intrecci fra attività
individuali e finalità sociali della produzione e del consumo, estendendo i valori d’uso, i beni comuni non negoziabili, le attività fuori mercato con molteplici forme di scambio. Il nesso inscindibile fra partecipazione e federalismo. La crescita della cittadinanza attiva verso forme di autogoverno locale e il recente sviluppo di processi partecipativi dai municipi ai circondari, alle province, alle regioni5 configurano un percorso che la Rete del Nuovo Municipio ha definito federalismo municipale solidale6 .

Richiamo a questo proposito la tesi di Silvio Trentin (1987) “Il federalismo come struttura partecipare”, per rafforzare il concetto che non esiste federalismo se non è espressione di una autonomia e democrazia compiuta a livello di comunità locale. Come ha ampiamente argomentato Daniel Elazar (1993), il federalismo attuato attraverso riforme costituzionali non funziona se non è stato anticipato da comportamenti pratici di tipo autonomista. Questo percorso concreto verso il federalismo, che ha come asse portante e nucleo fondativo la democrazia partecipativa, si pone dunque in antitesi al “federalismo di stato”, che procede dall’alto verso il basso attraverso il decentramento istituzionale (devolution) che produce nuove forme “decentrate” di accentramento e esclusione nel sistema decisionale e che può presentare risvolti egoistici desolidarizzazione verso il separatismo. Il problema è stato enunciato con chiarezza da Giuseppe Gangemi nella relazione introduttiva al Convegno organizzato dalla Rete del Nuovo Municipio a Bari (Novembre di

Questa definizione comporta un assunto centrale: che il federalismo si costituisca “dal basso”, come federazione di reti di municipi che siano a loro volta espressione della sovranità popolare. Il progetto di federalismo municipale solidale affonda le radici in uno scontro nei tempi lunghi della civilizzazioni europee e mediterranee fra sovranità municipale federata in reti sovralocali e centralizzazione statuale: dai conflitti

per l’autonomia delle colonie greche (polis) dalla città etrusche, al municipio romano interprete

madre (metropolis), alla federazione delle lucumonie della

respublica, dei concetti di civitas , di sovranità popolare e
dello stato federativo-municipale in epoca repubblicana,

La crescita della cittadinanza attiva verso forme di autogoverno locale e il recente sviluppo di processi partecipativi dai municipi ai circondari, alle province, alle regioni configurano un percorso che la Rete del Nuovo Municipio ha definito federalismo municipale solidale

5

Comuni”; insieme alla Regione Toscana ha promosso un coordinamento di 7 regioni sul tema della formazione partecipata delle leggi regionali
6

La rete del nuovo Municipio ha promosso coordinamenti fra province sul tema “le Province dei

Il federalismo municipale contemporaneo poggia nuovamente, a partire dalla crisi dello stato-nazione, sul concetto di estensione della sovranità del municipio in quanto espressione della sovranità popolare
7 8

2005): “Il federalismo deve partire dalle pratiche di autonomia e partecipazione, rafforzarle e diffonderle… “Il federalismo, in quanto struttura per partecipare e far partecipare sviluppo costruire le condizioni per lo sviluppo politico e per lo locale, basandosi sulle proprie i cittadini, è finalizzato all’obiettivo di

risorse

finanziarie, professionali e politiche, e di sviluppare gli strumenti locali e non, della democrazia deliberativa”8. Dunque un federalismo che promana “dal basso”; anche perché è solo nella dimensione locale (quartiere, municipio, piccola città, paese) che si può esprimere compiutamente la democrazia partecipativa attivando tutte le componenti sociali in forme dirette nel processo: la federazione delle componenti sociali in un processo partecipativo locale è l’atto costituente primario di un

Municipio, www.nuovomunicipio.org

Vedasi la Relazione di Giorgio Ferraresi al convegno di Bari del novembre 2005 della Rete del Nuovo

su questa ultima fase vedasi: Gangemi 1999

9

10

www.nuovomunicipio.org. Il tema è ripreso e trattato in Gangemi 2006

se il meccanismo decisionale è quello della proposta di legge nazionale Lupi (i grandi operatori industriali. di comune. In un territorio posturbano di reti e di flussi questa “modernizzazione” della città Per questo motivo. town meeting. il riequilibrio fra valorizzazione delle peculiarità dei propri giacimenti immobiliari propongono interventi sul territorio i comuni li recepiscono nei piani con varianti.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 processo federativo ai livelli superiori di governo. alta velocità) e concentrazioni di impresa e finanziarie per la moltiplicazione degli scambi e la velocificazione di merci e persone nel mercato mondiale. workshop. alla Laika a San Casciano. le reti di comuni si svuotano di significato. L’esperienza romana dei municipi come laboratori di democrazia partecipativa (Smeriglio 2006). fissando a livello regionale criteri e forme di democrazia partecipativa. agli inceneritori nella piana. nella ricerca di posizionamento verso l’alto dumping ambientale. la realizzazione di grandi opere (megainfrastrutture. esclusione e disintegrazione sociale: per la concentrazione degli investimenti in megaopere che precludono gli investimenti nel miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni. infrastrutture. incrementa regione Toscana (LR 1/2005). fertilità di questo approccio. alla mobilità mondiale e consumo e di loisir da “città globale”. immaginare il proprio futuro e confrontarlo in narrazioni collettive. per attivare questi atti costituenti. per il continuo processo di dissoluzione delle relazioni sociali e degli spazi collettivi. le multisale. di provincia. è chiaro che l’autonomia data ai comuni diviene licenza ognuna delle quale espressione di autogoverno della propria cittadinanza attiva. gli ipermercati. all’Acaquabolla a Montespertoli. Questa crescita è perseguita attraverso l’inclusione gerarchica di città e territori periferici. altissimi costi e nuove povertà. in cui i governi locali hanno come obiettivo competitivo la felicità pubblica. delle relazioni. attraverso la la gestione sociale dei beni comuni. dell’amministrazione locale convegno del 13 gennaio 2006(Firenze): è impossibile un percorso che coinvolga in un unico ambito partecipativo la comunità toscana nel suo insieme. Marson 2005). anche la grande città va scomposta in unità decisionali a misura della partecipazione di tutti. di crescita di tecnostrutture e mega-apparati finanziari. per l’aumento dei costi sociali connessi regionale di merci/persone legate sostanzialmente a fenomeni di dumping salariale e di di riproduzione della vita materiale e di relazione (Magnaghi 2006a). di Questo percorso aggregativo di reti e funzioni gerarchiche. vale a dire testimoni privilegiati di percorsi partecipativi locali già in atto ( nei quali la presenza dei cittadini può concretamente attivarsi) e del fitto sistema associativo e di reti civiche presenti in Toscana. divario che si risolve in una crescita di povertà In questo percorso la perdita di sovranità dei diversi livelli ulteriormente una spirale perversa di concentrazioni e privatizzazioni di servizi e di beni comuni. ricercando lo sviluppo di megafunzioni di produzione. Se i Comuni al contrario sono espressione(e/o ostaggi) dei poteri forti. dei consumi. anche nei paesi sviluppati. per l’aumento del degrado ambientale e dei costi sociali e materiali 9 Prendo ad esempio la costruzione della legge regionale toscana sulla partecipazione. strutture logistiche visione cerca soluzioni ai problemi di crisi/ristrutturazione della metropoli postfordista (o dell’informazione o della conoscenza) concependo la per competere nel mercato globale. Va ad esempio in questa direzione un’idea di “città metropolitana” perseguita come processo di concentrazione e privatizzazione di servizi. assoluta nel sud del mondo. applicando integralmente il principio di sussidiarietà. assemblee di quartiere. attraverso controllo di tutte le componenti sociali sulle azioni di governo) abbiamo una applicazione piena e positiva del principio di sussidiarietà in chiave neomunicipalista. ovvero le politiche locale acuiscono il problema della dipendenza). di privatizzazione di servizi. È la legge che attribuisce totale autonomia di governo del territorio per i E’ utile a questo proposito un esempio sulla applicazione della legge di governo del territorio della comuni. di autogoverno della società locale ( e dunque c’e la garanzia di un regole di autovalutazione delle politiche locali. in corso dal In sintesi questo modello fondato esclusivamente sulla competizione economica genera un aumento insostenibile dei costi scaricati sulla collettività facendo crescere il divario fra PIL e benessere. ha mostrato la metropolitana come aumento di potenza nella competizione globale. delle istituzioni finanziarie e commerciali. ma anche di povertà relative nella metropoli occidentale. locali sono terminali delle strategie del mercato globale (e i crescenti tagli alla finanza risultando semplici crocevia funzionali di reti globali. ecc). 10 locali e internazionali. piattaforme logistiche. dei nella competizione globale10. oggetto e non soggetto di politiche tese alla concentrazione delle imprese. finanziari e province adeguano i piani di coordinamento). le di saccheggio del territorio da parte dei poteri forti (Magnaghi. riesca a esprimere e comunicare il proprio stile di vita. Solo a partire da percorsi decisionali di cittadinanza attiva a livello della comunità locale è possibile attivare a livelli territoriali più vasti reti non gerarchiche e sussidiali che siano espressione derivata della democrazia di base: province e regioni dei comuni 9. riferendosi agli ambiti della vita quotidiana. al tessuto diffuso degli interessi immobiliari che guidano il consumo di suolo attraverso lottizzazioni. In questo caso se i comuni sono espressione. Le molte attività multiscalari attivate (convegni hanno visto presenti in gran parte livelli rappresentativi “di secondo grado”. delle public utilities. alle grandi opere per l’alta velocità a Firenze. ognuna delle quale espressione di autogoverno della propria cittadinanza attiva 11 12 . le espansioni immobiliari mascherate da interventi produttivi e sociali. allontanando sempre più i sistemi decisionali e le macchine finanziarie dai livelli di decisione accessibili ai cittadini. altrimenti. ecc Si può dare una seconda visione di città metropolitana come rete federata policentrica di città. fondato sull’applicazione integrale del principio di sussidiarietà. crea diseconomie. per poter attivare forme conviviali di relazione (nel senso sviluppato da Ivan Illich) in cui ciascuno. Tuttavia si può dare una seconda visione di città metropolitana come rete federata policentrica di città. gruppi immobiliaristi. Gli esempi in Toscana non mancano: da Monticchiello a Pienza. per l’atomizzazione e precarietà dei lavori. attraverso crescita economica e benessere.

lacustri e fluviali. I municipi che si muovono in questa direzione acquistano la forza per praticare queste Se il comune è espressione della cittadinanza attiva esso è infatti in grado di esercitare autogoverno. Le politiche strategiche di questa visione riguardano la ricostruzione dello spazio pubblico. peculiarità. la costruzione di reti sussidiali di città a diversi livelli territoriali. la occorre che basso. Non si federano strutture clonate dal centro. in molte forme possibili. Alexander conflittuale. in quanto sviluppa autonomia (culturale. sociale. scambio di beni peculiari e irripetibili. anche le riviere marine. In questo A tutti questi luoghi sociali recintati. gli spazi aperti interclusi della città diffusa. ovvero il campo politico. la valorizzazione dei patrimoni ambientali. la crescita della qualità dei nodi urbani nel contesto ambientale e rurale di riferimento. reintroducendo il concetto “terzo” di uso comune di molti di questi beni 13 . degradati e recintati. emergenti da forme di democrazia partecipativa ai livelli locali adeguati come patrimoniali. cooperazione adeguamento/sussidiarietà. reintroducendo il concetto “terzo” di uso comune di molti di questi beni. diversità strategie se si fanno portatori istituzionali degli interessi collettivi della comunità locale. federandosi in ambiti territoriali coerenti con la scala dei problemi. i municipi come che privatizzati. la salute. dotate di identità. e la riorganizzazione dei territori delle regioni urbane in reti solidali non gerarchiche di città. la ricca rete della viabilità storica (sostituita dai paesaggi semplificati delle autostrade e superstrade) e cosi via: in una parola il territorio.” (Quaini 2006) “questo registro identitario non punta sull’adeguamento passivo all’ordine mondiale. delle pratiche. sociale e culturale. delle villettopoli e della disseminazione dei capannoni industriali. che fa proprio l’elogio della lentezza e si realizza nella costruzione di uno spazio più conviviale che conflittuale.è un registro fatto di molte identità locali non ancora sacrificate sull’altare della velocità e della competizione dei flussi e delle reti. dal conflitto alla produzione diretta del proprio ambiente di vita. l’informazione. economico. congestione. senza tuttavia escludere il mercato. e dunque federare entità territoriali socioeconomiche e culturali. Questi principi abitanti/produttori di una collettività territoriale che. dei rifiuti. In questa ottica riesce a recuperare in maniera più pertinente e duratura l’idea di sostenibilità. Una città metropolitana di questo tipo non porta i propri abitanti nel baratro della globalizzazione del nulla. si candidano ad esplicitare trasformazioni del modello di sviluppo verso l’autosostenibilità. l’attivazione di reti corte di produzione e consumo. dell’autogoverno. supermercati e centri commerciali). ambientale). ecc). Se il in grado di esercitare autogoverno. percorso la federazione non gerarchica di città dovrebbe affrontare. economica energetica. la riconnessione multifunzionale della città con il proprio territorio agricolo (chiusura locale la produzione locale di energia. e che individuino forme di gestione collettiva e comunitaria che consentano di riprendere il significato e i principi (non necessariamente la forma storica) 11 sulla centralità del territorio locale…. diversità. culturali locali. l’alimentazione. molti paesaggi agroforestali semplificati. senza perdere comune è espressione della cittadinanza attiva esso è infatti dotate pratica ordinaria di governo. e dunque di identità. l’energia.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 La ricostruzione della civitas in questa visione richiede azioni di risanamento e riqualificazione delle città e delle reti attraverso la cura delle malattie da ipertrofia. in ogni suo nodo municipale. del territorio “erosi”. ciascuna in equilibrio con il proprio ambiente. in cui si collocano. dell’alimentazione. partecipazione /organizzazione policentrica. la partecipativa forma ordinaria di governo. la valorizzazione delle identità urbane. peculiarità. territoriali e culturali in funzione Estendendo il concetto di cittadinanza attiva dalla rivendicazione di diritti alla produzione sociale di valori d’uso. praticano democrazia federare entità territoriali socioeconomiche e culturali. della disastrosa corsa verso il basso (Brecher e Costello 1996): sviluppa energie propositive di scambi solidali e non gerarchici con il resto del mondo. delle soluzioni di problemi strategici citati alla giusta scala territoriale. degrado della qualità della vita e del benessere per la produzione di ricchezza durevole. paesistiche. dotato di autonomia rispetto complessità dei campi ai beni privati e pubblici. è possibile superare la dicotomia fra uso pubblico e uso privato del territorio e del governo dei suoi beni dei cicli delle acque. la riqualificazione delle reti ecologiche. le gated communities e le città blindate. i paesaggi degradati e anomici delle periferie urbane. Questo uso comune dovrebbe riguardare molte componenti territoriali e sociali che sono in via di privatizzazione e di sottrazione alla fruizione e alla gestione collettiva: oltre all’acqua. a partire dalla produzione dei beni comuni di vicinato (Gorz 1994). alle scale appropriate delle azioni. che parlano tutte la stessa lingua. restituiscano il valore statutario di bene comune. come sostiene Lanfranco Nosi (2005). patrimoniali in forme lente e autoriproducibili11. Autogoverno locale dei beni comuni e federalismo dal basso I municipi che si federano a partire dagli obiettivi di crescita della cittadinanza attiva per l’autogoverno del proprio futuro. stili di vita originali. allora il federalismo dal il filo conduttore dell’autogoverno municipale. molti spazi pubblici urbani (sostituiti da parcheggi. esprime la necessaria messa in comune dei problemi. i quattro livelli proposti da Marc(1986): autonomia/autodeterminazione. si associano per 14 E’ possibile superare la dicotomia fra uso pubblico e uso privato del territorio e del governo dei suoi beni patrimoniali. omologata dalle leggi del mercato mondiale. l’elevamento del benessere individuale e dell’elevamento del benessere. ma piuttosto una pluralità di riguardano: l’esistenza della comunità che è costituita da degli usi civici. l’equità.

problemi generali per il passaggio concettuale da un ‘Europa continentale ad una visione euromediterranea: questo allargamento geografico. di ricomporre le figure di produttore. dei percorsi partecipativi. ovvero che sia agevolato un attraverso processi di democrazia partecipativa dell’ambiente locale che alludono ad una diversa progettualità territoriale. strategie generali di interesse comune. le culture dell’ospitalità. rappresentanze di interessi. in cittadinanza attiva in grado di associarsi per la gestione e la produzione dei beni comuni. forme più varie del “far rete” dei comuni: i coordinamenti delle Agende 21.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 non di profitto. la ridiscussione del ruolo e della domanda di mobilità delle merci e dei relativi corridoi strategici. azione di controllo. del suo uso” (Molinari 2005). l’abitare. paesistica. ovvero percorsi identitari di la rete notavnopontenomose. ma di produzione di beni. una gestione oculata e comunitaria delle acque. unificare sul territorio i percorsi partecipativi entro strategie più generali di valorizzazione ambientale e territoriale (è il caso ad esempio del coordinamento delle Agende 21 in Val di Cornia (alta Maremma) che è confluito in un coordinamento dei piani strutturali della valle da parte dei comuni. la finalità favorirebbe una trasformazione politica generale. un uso di diffuse e contenute sorgenti alternative. la tutela e la Il processo partecipativo deve consentire di avviare processi di trasformazione di produttori alienati e atomizzati. ma di costruire a partire dal proprio frammento un disegno comune di trasformazione e di innovazione sociale e politica” (Marcon 2006). che. indirizzando il produrre. in quanto tali. La democrazia partecipativa in questo percorso ha il ruolo di valorizzare il “saper fare” dei beni. verso la capacità propositiva di trasformazione del concetto di interesse pubblico e di progettualità alternativa. riuscirebbero a gestire correttamente l’uso sociale del territorio in assenza di consapevolezza da parte dei residenti e quindi di impegno da parte delle amministrazioni comunali” (Federico 1995) 13 “fondamentali sarebbero. con l’identità di un luogo 12 giacimenti patrimoniali. pattizie e comunitarie. verso un ruolo dell’Europa fondato sul riconoscimento di una sociale e identitaria più complessa. valorizzazione della proprietà collettiva…. un governo locale (federato?) dell’acqua e della produzione energetica. solidali. La costruzione di reti solidali allude a un precorso federativo che pur non negando le peculiarità dei luoghi. all’Europa: costruire un percorso “multilivello”denso di reti solidali Si sta verificando. 16 L’homo civicus si da in una società civile che si associa e si occupa. il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace che. appendici della democrazia televisiva. del meticciato fra culture e etnie diverse. Dai comuni alle regioni. propongono temi più generali come l’abolizione della Legge Obiettivo. contenendo i processi di privatizzazione e mercificazione dei beni comuni e riattribuendo all’ente pubblico territoriale il ruolo di salvaguardia dei beni stessi e della valorizzazione del patrimonio civico. Il problema principale di questa prospettata inversione di tendenza dei processi di privatizzazione e mercificazione dei beni comuni è infatti che non si può dare una gestione del territorio come bene comune se esso è gestito da una sommatoria di interessi individuali in una società individualistica di consumatori12. 15 . il Nodo Sud della Rete del Nuovo Municipio pone. servizi e lavoro per i membri della comunità e esercitare una cura e un uso collettivo dei beni patrimoniali della società locale. da una visione della competizione incentrata sull’economicismo neoliberista cultura avviato nel 2000 a Lisbona. conformano le attività di ogni attore allo scopo comune della valorizzazione ambientale. le culture locali. economica del patrimonio stesso in forme durevoli sociale. distribuito e differenziato nel territorio. le religioni. Qualche esempio: universitari) oltre a far maturare nelle popolazioni locali la “coscienza di luogo”. a partire da vertenze territoriali specifiche. comitati. della salvaguardia e e sostenibili (autoriproducibilità della risorsa). normativa. ove venisse attuato il ruolo della pianificazione paesistica. del dono. Come scrive Giulio Marcon “Il “mettersi in rete” … fa parte del tentativo di molte esperienze locali di non rinchiudersi nella dimensione localistica e autocentrata. “il governo dell’acqua e delle forme energetiche alternative obbligano a pensare ad un modello decentrato. il rapporto fra grandi infrastrutture e territori attraversati. a partire dai processi partecipativi locali uno straordinario processo di costruzione di reti che vanno assumendo il ruolo di far uscire le singole esperienze dal localismo “Nimby”. dell’amicizia. che il mediterraneo incarna come patrimonio di millenni di scambi fra nord e sud” ( Perna 2005). solidali e comunitarie . il consumare verso forme relazionali. all’abitare. consumatori passivi. come condizione imprescindibile territorio. come propone Tonino Perna si alimenti della molteplicità delle culture mediterranee entro “principi che riconoscano gli stili di vita. laboratori reidentificazione con i valori patrimoniali del territorio e dell’autogoverno dei fattori di produzione e riproduzione del proprio per la fruizione pubblica in generale. costituisce l’occasione per un cambiamento di concezione degli orizzonti strategici. fa maturare nel confronto e nella relazione non gerarchica. che tendono ad Posso ancora fare esempi di “embrioni” di municipalismo federato che procede dalle ricostruiscano propensioni al produrre. sviluppando reti civiche e forme di autogoverno responsabile delle comunità locali. al consumare in forme relazionali. E’ necessario dunque che esistano forme di reidentificazione collettiva con i cambiamento politico-culturale che 13 E’ necessario che esistano forme di reidentificazione collettiva con i giacimenti patrimoniali. associazioni. attraverso un patto fra individui. di decidere sul futuro delle città. (che riguarda comuni. degli obiettivi. come scrive Emilio Molinari. abitante e consumatore ricostruendo identità comunitarie e relazioni sociali capaci di autogoverno nel progettare collettivamente il futuro e nel praticarlo. con l’identità di un luogo. l’affermazione di proprietà e forme d’uso collettivo conservazione e valorizzazione del patrimonio (Nervi 2003). che.sono proprio le terre collettive a evidenziare che nessun funzionamento. gruppi. L’introduzione di questo terzo attore comunitario nella gestione e governo del territorio (attraverso la proprietà collettiva e la gestione comunitaria di beni comuni). Per esempio. della cosa pubblica.

Se ci riferiamo poi al livello delle reti di città a livello europeo è urgente avviare una rappresentazione dei nodi. delle reti e delle relazioni che caratterizzano lo spazio europeo. finanza etica. cinquanta reti europee.CO per la valorizzazione e la certificazione dei prodotti operati dall’industria alimentare e dalle tendenze liberiste dell’UE. Lazio). obiettivo perseguito anche dalla Rete dei comuni solidali (Recosol). Palermo. per non parlare del sud del mondo. destinate a creare nuovo protagonismo municipale nel contesto decisionale europeo. una linea di sviluppo della democrazia partecipativa come forma ordinaria di governo dal municipio all’attività legislativa regionale alle politiche sui migranti. Ma giova ancora ricordare che il percorsi di rete hanno investito recentemente i livelli provinciali di governo (ad esempio le Province coordinate nella Rete del Nuovo Municipio sistemi territoriali locali che si sono andate costituendo su base volontaria. finalizzate cioè ad elevare il rango delle città piccole e medie nella competizione economica globale (anche se queste hanno avuto un grande sviluppo e determinano politiche sovranazionali)15. attraverso un rinnovato rapporto con i valori territoriali e dell’ospitalità. la Rete delle Città Educative. del turismo. e cosi via. anche se ancora con uno scarto enorme fra enunciati e realizzazioni. di la Rete dei comuni aderenti a DE. ambientale. che induce al cambiamento delle forme della politica e del governo. sulla pace. consumo responsabile. la Rete delle città slow che propone regole del “ben vivere” fondate sulla develocificazione. Marson 2004) ma anche a tutte quelle reti di città. Si sta profilando. una linea di sviluppo della giovanili (Puglia). con il nuovo rischio di motivazioni lobbistiche sulla UE per ottenere nuovi fondi piuttosto Ciò è testimoniato dal fatto che “la grande maggioranza di reti di città si occupa di progettazione. ma sono anche una molteplicità crescente di reti che promuovono politiche solidali. Si sta cioè profilando. sono molteplici: dalle reti funzionali per i piani strategici ( ad es. anche se ancora con uno scarto enorme fra enunciati e realizzazioni. Lisbona. dei processi partecipativi. delle grandi infrastrutture. Queste iniziative spaziano dai sevizi regionali alle agende 21. di cui riporto in nota una prima classificazione16. della pace. Il fatto che in molte regioni la partecipazione sia intesa non solo some sociale. al piano territoriale regionale (Emilia Romagna). ha prodotto la crescita delle ragionare in modo concreto sulla partecipazione come tema non settoriale. sovente monotematiche. Queste reti non sono solo di tipo competitivo. 15 Il rischio insito dentro molte reti nate da progetti europei è il ‘tempo determinato che caratterizzava volontario. concertazione. la Rete dei comuni per il bilancio di genere e per un welfare municipale comunitario. oltre a costruire sensibilità contro la guerra e per il disarmo. sull’uso terapeutico della marijuana (Lazio). le Reti intermunicipali per la gestione dei servizi pubblici. Tuttavia se lo scopo delle reti è unicamente la democrazia partecipativa come forma ordinaria di governo dal municipio all’attività legislativa regionale. si hanno anche processi di forte gerarchizzazione urbana in poche città. “La gara per entrare in questo “club ristretto ha visto finora pochi vincitori e molti perdenti” (Dematteis 1997). sul reddito sociale. in una “disastrosa corsa verso il fondo” (Brecher e Costello 1996). URBAN. alla programmazione la loro esistenza’. URBACT. sui bilanci di genere e sociali (Abruzzo). Barcellona. a livello europeo e mondiale. culturale. e alla riqualificazione dei sistemi urbani policentrici che caratterizzano molte politiche metropolitane europee (Magnaghi. Lione). della cooperazione decentrata a livello comunale e regionale. la Rete dei comuni virtuosi che propone altre economie solidali. sulle politiche di genere. 16 economico. ecc).Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 politiche di cooperazione decentrata. oltre ai noti fenomeni di polarizzazione sociale. sui temi della cultura. 14 alimentari locali contro processi di omologazione e deterritorializzazione dei prodotti sui temi partecipativi e sull’elaborazione di nuovi ruoli delle “province dei comuni” e le proposte di moltiplicazione dei Circondari) e i livelli delle Regioni. delle reti e delle relazioni che caratterizzano lo spazio europeo nell’attività legislativa e promozionale di molte regioni. coordinando azioni locali. ambientale del territorio. L’evoluzione europea dei modelli di reti di città che affiancano nelle politiche e sovente si sovrappongono agli stati nazionali. ecc. sullo spettacolo. in campo sociale. la Rete FAL nata a partire dal Forum delle Autorità locali per l’inclusione locale di Porto Alegre ed oggi strutturatasi anche in Commissione sulla Democrazia Partecipativa e l’Inclusione Sociale (CISPD) in seno all’Unione Mondiale delle Città e dei Qualche esempio di reti solidali di città europee e mondiali: Eurocities. investendo i principali temi del governo competizione economica. le azioni dell’Anci e di altre associazioni sull’estensione del diritto di voto agli stranieri extracomunitari residenti. e per il diritto di asilo. oltre a URBAL o ASIA URBS che guardano anche al rapporto con altre città' di altri continenti14. Atene. Dal confronto delle esperienze delle diverse regioni coordinate su questo tema dalla Regione Toscana (in occasione della preparazione della legge regionale sulla partecipazione) emerge che è già avviata l’organizzazione di processi partecipativi (oltre che concertativi) CPT (Bari 2005). la rete di Comuni 18 . Per farvi fronte molte città' si sono trovate unite in Reti permanenti a carattere che la condivisione ideale di un disegno o di un approccio olistico alla rigenerazione urbana. che presume un’economia al servizio della comunità. o sulla applicazione di forme di Se ci riferiamo al livello delle reti di città a livello europeo è urgente avviare una rappresentazione dei nodi. in questa rappresentazione andrebbe fatta maggiore attenzione denotativa non solo ai progetti istituzionali (quali INTERREG. la Rete delle città dell’asilo che promuove forme locali di pratiche di accoglienza. svantaggiando appunto le città periferiche rispetto al cuore continentale come Napoli. Ad esempio la rete delle regioni formatasi sul problema dei democrazia partecipativa alla formazione delle leggi regionali (Firenze 2006). al governo delle coste e alle politiche strategica e economico-finanziaria (Puglia. alle più di ambiente. sui migranti. dell’ dello sviluppo locale. ma anche come investimento diretto della cittadinanza su tematiche importanti permette di 17 dell’Alleanza per il clima. che investono anche le “città globali”. ossia è in grado di sviluppare progetti e avviare interventi” (Perulli 2004). al piano energetico e territoriale (Friuli-Venezia Giulia).

leggibile in filigrana rispetto all’Europa degli stati. la Rete dei Sindaci contro l’Accordo di Privatizzazione dei Servizi (AGCS). la Coalizione Europea delle Città contro il Razzismo. può prospettare nuovi federalismo municipale solidale. la rete della campagna europea delle città sostenibili. la rete dei comuni dell’Agenda 21 della cultura (Barcellona). il Car Free Cities Network. come sostiene Isidoro Mortellaro. il Cooperation Network of European Medium-Sized Cities. il Réseau des villes de proximité (APPELLA . la Rete Megapoles (1997). mettendo in valore queste energie costituenti “dal basso” l’Europa si potrà dotare di un progetto identitario autonomo che superi il suo status attuale di crocevia di potenze economico-miltari globali. Sarebbe un’ulteriore 19 20 . e cosi via. la Rete delle città europee legate al FALP (il Forum delle Autorita’ Locali della Periferia). quella delle città' aderenti alla Carta di Aarhus. i loro obiettivi e potrebbero rappresentare una geografia anche parzialmente diversa rispetto a quella istituzionale (Magnaghi 2006b). In queste prospettive una “costituzione federalista dei cittadini europei” che superi l’attuale distanza percepita sia dal testo della costituzione che dalle modalità della sua elaborazione. la creazione di una zona di scambio e di cooperazione significherebbe “passare da una posizione di margine a una di “ponte” verso i sistemi urbani dell’arco mediterraneo e orientale…come precondizioni per sviluppare e trasformare in valori esportabili alcune Governi Locali (CGLU). il network Démocratiser radicalement la démocratie che coinvolge alcune concettuali e operative bilancio partecipativo.a partire tra le singole reti nazionali di Enti locali per la Pace. il Network of European Cultural Capitals. In particolare per il sistema italiano. mentre queste reti che già operano. (Russo 2005) “Non sarà “il popolo in piazza” a elaborare la Carta Costituzionale. sviluppatasi nell’ambito città e gruppi organizzati di abitanti in una discussione che parte dalle esperienze di esperienze di presenti nel territorio europeo è una delle chiavi dei processi di Agenda 21. la rete di città aderenti 17 pubblico in cui le rappresentanze democraticamente e lette e i/le cittadini/e possano discutere e inaccettabile fuga dalla democrazia”. la FEDENATUR. La Rete dei firmatari della Carta dei Diritti Umani nella città. e per il disarmo nucleare. africa e medioriente. Il punto di partenza non è confortante se. tanto meno di indicare una via altra da quella che. trascinandola con la forza o per inerzia al servizio dei propri interessi” (Tarchi 2005). e economica e tecnologica con paesi terzi mediterranei un protagonismo diretto sui temi della pace e del co-sviluppo soprattutto per quello meridionale. orizzonti programmatici e di ruoli arricchendo i sistemi decisionali attraverso forme di L’Europa delle regioni e delle città proiettata in una visione euromediterranea. ma certo occorre uno spazio (CLIP). la Rete ‘Living Labs Europe’. Mayors for peace e la Association of Peace Messenger Cities. hanno i loro programmi. reti di economia solidale. “ la sua presenza (dell’Europa) oggi nel mondo non mostra capacità alcuna di determinare o influenzare la corsa con isuoi tassi di crescita. sviluppando attraverso il riconoscimento multiculturale.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 L’elenco è ormai esponenziale e costituisce un reticolo molto interessante perché va molto oltre le semplificazioni delle figure territoriali rappresentate nelle mappe ufficiali e che possiamo interpretare come un progetto in fieri di una “geografia dal basso” dell’Europa dei Comuni e delle Regioni. Il discorso sullo Spazio Europeo e sulla nasce in fondo da un dialogo fra gli stati. la rete europea per lo Un concetto di Europa che si fondi sulla valorizzazione delle peculiarità delle culture e dei giacimenti patrimoniali locali.2002). per dare risposte a queste sfide Cities Network. che . affrontando il bivio posto da Marco Tarchi ”l’Europa ha una vita autonoma o diventare appendice di un occidente che farà altrove le sue scelte. Quindi l’Europa delle Regioni (Euroregioni) e dei Comuni. lo European Green Cities Network (EGCN) e l’Edge ancorandosi ad una definizione “ad alta risoluzione “ identitaria e sociale dello spazio europeo17: un concetto di Europa che si fondi sulla valorizzazione delle peculiarità delle culture e dei giacimenti patrimoniali locali. la Rete Cities of Tomorrow e il New Local Government Network(NLGN). sviluppo rurale (ELARD). la Rete dei delle Città' Sane. attivando un principio di cittadinanza europea che trovi le sue radici nella federazione di regioni e di città autonome organizzate ciascuna con forme di democrazia partecipativa come forma ordinaria di governo. La Rete di Città amiche dei bambini e delle decidere: una costituzione non può essere il frutto di un trattato fra stati. l’organizzazione delle città patrimonio dell’Umanità (OVPM). il Network of European Cities for Local Integration Policies for Migrants bambine. Si profila in altri termini un nuovo protagonismo delle città che non solo modifica la geografia dello potenzialità presenti nella base culturale ed economica delle città del Mezzogiorno” (Dematteis 1997). lo dispone in un dumping planetario a detrimento dei diritti dell’umanità e della vivibilità generale” (Mortellaro 2005) Il federalismo municipale solidale. ma può modificarne i costituzione contenuti costituzionali e il sistema decisionale. che valorizzi ed estenda il complesso sistema “multilivello” di reti solidali di città alternativa rigida: o dotarsi delle risorse e strutture per una spazio europeo verso un’alta densità di relazioni multipolari. lo European Urban Knowledge Network (EUKN). attivando un principio di cittadinanza europea che trovi le sue radici nella federazione di regioni e di città autonome organizzate ciascuna con forme di democrazia partecipativa come forma ordinaria di governo dalla loro scala internazionale – in Europa agiscono con le loro campagne come occasione di contatto alla Carta di Aalborg. affiancandosi e integrando l’Europa degli stati nazione (la cui costituzione è già in crisi). potrebbe nascere a partire dal federalismo dal basso di reti di città a fini solidali. oltre a configurare in uno scenario diverso il rapporto fra competizione e cooperazione. Come scrive Umberto Allegretti “La forma della rete come forma di relazione prioritaria fra più centri operativi consente di passare da una società di Stato a una multilivello” (Allegretti 2005). attribuirebbe all’Europa nei rapporti fra mediterraneo. stressando rovinosamente il pianeta. la Rete delle Città e delle Regioni per l’Economia Sociale (REVES).

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non smetteranno di ripetere Saint-Just e Robespierre. della società. Essa appare infatti con l'Ancièn Regime. non può essere privato della sua autorità. Essa si limita a trasferire alla nazione le prerogative del principe e l'unità indivisibile che al tempo della monarchia assoluta si attribuivano alla persona del re. Tale concezione si ispira all'assolutismo papale (e. Dato che la sua legittimità proviene dal fatto che gli altri associati hanno volontariamente rinunciato alla sopra dei diritti e delle leggi. Il popolo è talmente e la cui indivisibilità sono loro sovranità a suo favore. a rendere paritetiche su uno stesso territorio. Essa porta con sé una nuova teoria della rappresentanza politica.2 LE IDENTITÀ LOCALI NELL'ERA GLOBALE: IL FEDERALISMO ANTIDOTO AL TOTALITARISMO* Sono stato invitato a venire ad esporvi i principi essenziali del federalismo. L'idea di nazione. avendo ricevuto il suo potere dalla volontà razionale di tutti. e questo è il motivo per cui la Francia. infatti. ovvero dello Stato-nazione. i gruppi sociali non saranno altro che organi passivi della Repubblica. e in particolare con la comparsa nel XVI secolo. l'unità politica e l'unità sovranità esclusiva. caratterizzato dai rapporti di sudditanza e dalla Alain De Benoist Il sovrano. egli non dipende da nessuno e si pone in questo modo al di Storicamente il giacobinismo corrisponde alla forma più estrema dell'ideologia dello Stato moderno. la concezione rivoluzionaria della sovranità rende sinonimi nazionalità e cittadinanza: d'ora in poi non c'è più un membro della nazione che non sia cittadino (salvo privazione dei suoi diritti civili) né cittadino che non sia membro della nazione. prima ancora. L'ossessione dell'unità è più forte che mai. La concezione bodoniana della sovranità getta così le basi dell'assolutismo per diventare poco a poco sinonimo di potere illimitato. «L'unità è il nostro principio fondamentale. Mentre nel Medio Evo l'autorità sovrana rappresentava solamente l'autorità dalla competenza più vasta. Benché il termine "giacobinismo" faccia senza dubbio allusione all'operato del Club dei Giacobini all'epoca della Rivoluzione francese. non essendo egli in debito con nessuno. non solo non è tenuto alla reciprocità del contratto. che d'ora in poi agirà come un fattore di unità ed omogeneità. Meglio ancora. caratterizzato dai rapporti di sudditanza e dalla dispersione della sovranità.Traduzione italiana di Giangiacomo Vale. l'unità è la nostra salvezza». Credo che il modo migliore di soddisfare questa richiesta sia quello di definire innanzitutto ciò cui il federalismo si oppone nelle sue stesse fondamenta. ovvero dello Statonazione sovranità diventa la facoltà per il principe di porsi al di sopra della legge positiva (legibus solutus). succede un blocco monolitico che si riassume nella persona e nel corpo del re 23 . la stessa tendenza al centralismo. Questa inclinazione all'unità non può che portare a considerare lo Stato e la nazione. alla diffusione del dritto romano a spese del diritto consuetudinario. esasperandola. inaugurando una tradizione che. l'unità è la nostra difesa antifederalista. A partire da questo momento. poiché non ne ha preso parte. infine. Infine. la concezione sottostante è molto più datata. Al pluralismo medievale. Si ringrazia Sergio Terzaghi per la gentile concessione alla pubblicazione. d'altra parte. di una nuova teoria della sovranità. grazie a Jean Bodin (1520-1596). poiché lo Stato incarna tutti i mèmbri dispersione della sovranità. quella alla quale faceva capo il potere ultimo di decisione. Si tratta di un'ideologia che punta a far coincidere in modo rigoroso. ma conserva. linguistica o etnica. Nel 1789 la Rivoluzione francese da per la prima volta un significato politico all'idea di nazione abolendo gli ordini dell'Ancien Regime. si trova nella posizione di colui che può esigere da ciascuno un'obbedienza totale. Il principe. La sua sovranità è dunque tanto indivisibile quanto assoluta. per mezzo dell'azione di un potere centrale titolare di una Sovrano e rappresentante sono una sola persona. non è uno Stato federale e non può riconoscere 24 Al pluralismo medievale. con Jean Bodin la culturale. ovvero l'ideologia giacobina. succede quindi un blocco monolitico che si riassume nella persona e nel corpo del re. * rivista L'insorgente . pensata come un essere unitario e trascendente la cui unità necessariamente indipendenti da ogni principio esteriore. la cittadinanza e la nazionalità come dei sinonimi. il principe è il solo la cui libertà illimitata derivi dallo stato di natura nel quale egli è rimasto. riassume in sé tutti i corpi intermedi. al modello dell'onnipotenza divina). essendo ogni divisione o frammentazione del potere interpretata a priori come causa di instabilità e di divisione politica. lungi dall'essere un delegato o un esecutore. Estratto dagli atti del convegno "le Identità locali nell'era globale" 15/10/2005 Varese a cura della «indivisibile» e unitario da essere divenuto una semplice astrazione. finisce allora per comprendere la nozione di popolo fino a sostituirvisi. ancora oggi. è istituita come profondamente unitaria e si identifica con lo Stato. e si accompagna. ma.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Sguardi sul Federalismo . la stessa concezione della sovranità. depositario dell'interesse di tutti e rappresentante unico dell'insieme dei cittadini. Storicamente il giacobinismo corrisponde alla forma più estrema dell'ideologia dello Stato moderno. di averne il monopolio e di disporne a suo piacimento. Il popolo. non può opporglisi poiché. a partire da questo momento. il diritto pubblico di molti paesi non ha più smesso di tramandare.

che usa per descrivere la sua posizione. Gli individui contrattano ad ogni livello. Il federalismo è infatti il solo sistema nel quale il governo centrale condivide le differenti competenze costituzionali e legislative con le collettività sulle quali ha autorità. e lo Stato coincide con essa. Considerate collettive come vengono contingenti. facendo in modo che si esercitino al livello più basso possibile . da Johannes Althusius nella sua opera principale. È così che le minoranze si trovano private di ogni statuto politico. cultura. decisionale. Il federalismo è il sistema nel quale il governo centrale condivide le differenti competenze costituzionali e legislative con le collettività sulle quali ha autorità. alla mutua solidarietà e alla La modernità politica bandisce gli elementi etnici e culturali dalla sfera politica e li confina nella società civile. cooperanti e reciprocamente stimolantesi. comunità civili e collegi secolari. La modernità politica bandisce gli elementi etnici e culturali dalla sfera politica e li confina nella società civile. tanto durante la Rivoluzione che durante l'Ancien Regime. fondandosi su Aristotele.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 l'esistenza di un popolo corso o bretone. agli inizi del XVII secolo. la democrazia diretta. I rivoluzionari denunciano il «federalismo» impiegando gli stessi termini usati dalla monarchia assoluta quando ad esempio accusava i protestanti di voler «cantonizzare» la Francia sulla falsariga della Svizzera. da parte di una moltitudine di associazioni (o «consociazioni») pubbliche e autonome. facendo in modo che tali competenze si esercitino al livello più basso possibile. risalendo dalla base. naturali e ed istituzionali. ma trasferendo alla nazione le prerogative assolute del re. cooperanti e reciprocamente stimolantesi. il riconoscimento dei corpi intermediari delle identità collettive e delle comunità. ma con lo Stato. È così che le minoranze si trovano private di ogni statuto politico. leghe e private: famiglie dinastie. La sovranità dei giacobini non ha più restrizioni di quella di Jean Bodin. Tale principio riposa sulla «eguaglianza» degli individui nel solo ambito del sistema politico. che si applicano a tutti gli individui al di là delle loro caratteristiche specifiche.. che non abbandona mai la totalità dei suoi diritti a beneficio di una società più 26 Il sistema federalista si caratterizza come un sistema di unità politiche strettamente intrecciate. Essi lanciano anatemi e lottano contro i particolarismi locali nello stesso modo in cui il potere reale si sforzava in tutti i modi di ridurre l'autonomia dei feudatari. sesso ecc. Per legittimare la giustizia rivoluzionaria. insomma di tutto ciò che fa sì che la gente sia fatta in un certo modo e non altrimenti. non certamente rifiutandolo. e che è quella che è stata esposta. 25 corporazioni. città e province etc. L'esigenza della rappresentanza unica che fa capo alla nazione politica (una sola assemblea deve rappresentare tutti i cittadini) implica che non potrebbero esserci leggi particolari che si applicano ad un gruppo specifico. Così. non ci sono che leggi generali. L’autonomia permette ad ogni collettività di conservare il massimo di libertà d'azione. ma come membri di una comunità già esistente. l'idea di un individuo autosufficiente. da cui il nome di «simbiotica». non in qualità di atomi individuali. essi avanzano gli stessi argomenti usati da Richelieu alle prese con la difesa del potere arbitrario del principe. descrive naturalmente incline l'uomo come un essere sociale. mentre tutto ciò che li differenzia viene confinato nella sfera privata. dei servizi e dei diritti). i cui fondamenti sono il principio di sussidiarietà (o di competenza sufficiente). e che si costituisce attraverso una serie di patti politici e sociali conclusi successivamente. ritroviamo la stessa concezione della sovranità quale «potere assoluto ed eterno» di una repubblica fonte di tutti i diritti e doveri del cittadino. Il sistema federalista si caratterizza come un sistema di unità politiche strettamente intrecciate. La sussidiarietà permette di far valere in ogni caso la presunzione di competenza in favore Avversario di Bodin. La partecipazione permette ad ogni livello di collaborare alla fase del livello più vicino agli interessati. Contestando afferma che la società ha il primato sui suoi membri (o «simbiotici»). ed è questo il motivo per cui la generalizzazione del principio dello Stato-nazione si concretizzerà un po' dappertutto nell'oppressione delle minoranze. se non addirittura illusorie. Queste «consociazioni» si incastrano le une nelle altre in un ordine che va dal più semplice al più complesso. Il principio moderno della cittadinanza non tiene dunque conto di lingua. ovvero quella dello sradicamentodigestione: l'Altro deve diventare l'Identico. le differenze culturali e le identità come reciprocità (ciò che chiama la comunicazione dei beni. Con la Rivoluzione la sovranità nazionale si oppone all'assolutismo reale. Questo sistema implica una concezione della sovranità che è antitetica a quella di Jean Bodin. La nazione si identifica allora non più con il popolo o con la società. È costituita dallo Stato. I suoi tre principi fondamentali sono l’autonomia. la Politica methodice digesta (1603). La dottrina ufficiale è da questo momento in poi quella dell’assimilazione. la ripartizione della sovranità. ed è questo il motivo per cui la generalizzazione del principio dello Statonazione si concretizzerà un po' dappertutto nell'oppressione delle minoranze credenza. viste minori. la partecipazione e la sussidiarietà. La scienza politica consiste per lui nel descrivere metodicamente le condizioni della vita sociale. politicamente insignificanti e sono tollerate alla sola condizione di rimanere invisibili o prive di effetti nella sfera pubblica. Althusius (1557-1638). È esattamente a questa concezione che si oppone il federalismo.

Non è il proprietario della sovranità. che rimane il suo fine principale. Lungi dall'essere separata dal popolo. Il principio di sovranità è così mantenuto. esercita il suo potere sovrano per delega. Il popolo può ceduto.essendo l'idea fondamentale che «ciò che dipende da tutti deve essere anche approvato da tutti» («quod omnes tangit. che sono legittimate a mantenere al loro livello tanto potere quanto possono esercitarne concretamente. Sono costoro che gli danno vita. scrive Althusius non può essere La società globale. ovvero alla repubblica delegarla. In altre parole. aggiungendo di non tenere «conto dei clamori di Bodin». che gli impedisce di attentare ai poteri particolari di cui queste ultime devono poter godere. che dispongono di poteri che si accavallano gli uni con gli altri. una spartizione delle competenze che va dal gradino più basso a quello più alto. Essendo le deleghe sottoposte a certe condizioni. ma il suo depositario e. Il corpo politico è il risultato di capacità d'azione dal rispetto dell’autonomia dei livelli inferiori. ma è al contrario distribuita o condivisa. la sovranità o «maestà» appartiene al Popolo e non smette mai di questo processo di incorporazione comunitaria. Essa rappresenta solamente il livello di potenza (puissance). «Il diritto di maestà. ma può farne uso solo nella misura in cui tale potere gli è riconosciuto o concesso. ma allo stesso tempo è limitato dall'autonomia delle «consociazioni». La sovranità in Althusius non è in alcun modo sinonimo di una competenza totale. ma degli individui definiti innanzitutto dalle loro appartenenze. il potere del gradino superiore riposa sempre sul consenso dei gradini inferiori. non sotto forma di un trasferimento di potere che il popolo cederebbe a suo favore. come in Bodin. esse stesse costituitesi sulla base di associazioni anteriori e di appartenenze multiple. che integra in un processo continuo di comunicazione «simbiotica» solamente dei diritti che le sono inerenti. l'autonomia. nel quale la sovranità è ripartita a differenti livelli della società 28 La società globale. Secondo Althusius. sulla base di una delega di potere che può essergli in ogni momento revocata. che sono anche i suoi rappresentanti al gradino superiore. Essa è imprescrittibile perché risiede inalienabilmente nella comunità popolare e perché «non c’è potenza assoluta personale in una comunità». Althusius prevede che ad ogni gradino della società si debbano trovare due serie di organi.]. Althusius dà in questo modo alla nozione di rappresentanza un senso totalmente differente da quello che le è riconosciuto nel pensiero contrattualista liberale: il contratto sociale non è per lui un atto unico risultante dal libero gioco delle volontà individuali. Il principe stesso. abbandonato o alienato da parte di chi ne è il proprietario [. Ma li ho attribuiti al regno. Di conseguenza. l'intreccio dei livelli di potere e di autorità. Lo Stato è superiore a ciascuno dei livelli che gli stanno sotto. come abbiamo visto. Egli è colui che dispone di un potere più ampio degli altri. ma non può rinunciarvi. ab omnibus approbetur»). il cui consenso deve essere reso possibile e organizzato in una dialettica aperta del generale e del particolare . ovvero una differenziazione delle istanze. la sovranità ne è la sua posizione che in funzione del diritto immutabile del popolo ad auto-governarsi. la sovranità non è assoluta. ma attraverso la delega di un potere che il popolo non smette mai di conservare intrinsecamente ed essenzialmente. Il potere del principe è senza dubbio un potere supremo. esse stesse costituitesi sulla base di associazioni anteriori e di appartenenze multiple o al popolo». entrambi partigiani di uno «Stato federativo delle nazionalità». che dispone dei più ampi poteri di autorità. alla quale Althusius dà il nome di «comunità simbiotica integrale». le cui competenze sono sempre limitate dalle prime. Non c'è altra autorità che quella di cui è investito dal popolo. La sovranità di tipo althusiano si è concretizzata in passato in alcune formazioni imperiali o soprannazionali. che dispone dei più ampi poteri di autorità. e il popolo (la «comunità simbiotica») il mandante.. in quanto tale. gode 27 dunque un’emanazione diretta. senza di loro. Il sovrano non è colui che può fare tutto a suo piacimento. di decisione e di attuazione . L'azione pubblica mira ad articolare ad ogni livello la solidarietà reciproca e l'autonomia degli attori collettivi.. di decisione e di attuazione. Tale diritto è stato stabilito da tutti coloro che fanno parte del regno e da ognuno di essi. «Ho restituito i diritti di maestà alla politica. pur rimanendo subordinato al consenso associativo. gli altri rappresentanti il livello superiore. Ogni livello nomina i suoi dirigenti. un'«alleanza» (foedus). esso esercita il suo potere sotto il controllo del popolo e non può farne uso che in vista del bene comune. la sovranità in Althusius è di tipo «labirintico»: essa implica la pluralità. Ad ogni livello esiste uno «scambio di sovranità». che ai criteri di funzionamento delle associazioni mutualistiche e cooperative delle vecchie città anseatiche. Ne ritroviamo ancora l'eco in teorici dell'austromarxismo come Otto Bauer e Karl Renner. senza rendere conto a nessuno. Mentre la sovranità di Bodin è contemporaneamente una piramide ed una circonferenza la cui intera superficie è disposta in direziono del centro. gli uni rappresentanti le comunità inferiori. precisa ancora Althusius. Non governa la società come se ne fosse separato o indipendente. si definisce dunque come un'organizzazione ascendente di comunità plurali. sulla base di un patto reciproco in cui è considerato il mandatario. alla quale Althusius dà il nome di «comunità simbiotica integrale». si definisce dunque come un'organizzazione ascendente di comunità plurali. Il principe non occupa La sovranità in Althusius non è in alcun modo sinonimo di una competenza totale. Essa rappresenta solamente il livello di potenza (puissance). Ispirandosi sia al modello imperiale delle antiche "libertà" comunali germaniche. poiché il principe è colui la cui giurisdizione è la più vasta. in cui ogni livello trae legittimità e appartenergli. come in Bodin.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 vasta. ma non all'insieme che essi formano essendo riuniti. non può né essere stabilito né essere mantenuto».

Rousseau. il popolo delega contrattualmente la sua sovranità ai governanti. In Nel sistema federale la delega si fa. che era già la chiave di volta del sistema di Althusius. ovvero al fatto che sono tutti ugualmente mèmbri di una stessa unità politica . esige che le decisioni vengano sempre prese al livello più basso possibile. Ne consegue che. Ciò implica dunque che le più piccole unità politiche detengano delle competenze autonome sostanziali e che siano allo stesso tempo rappresentate collettivamente ai livelli di potere più elevati. è piuttosto il popolo che governa tramite esso. di conseguenza. Il popolo sovrano è un «essere collettivo». Se si ammette che la democrazia è il regime fondato sulla sovranità del popolo. Questa è l'idea «ogni organo del corpo sociale deve poter perseguire il più liberamente possibile i suoi autorità mantiene le linguistiche. a un'abdicazione. infatti. mentre risolve con i suoi propri mezzi tutti i problemi effettivamente di sua competenza. Nel sistema federale la delega si fa. In questo schema. implica la queste condizioni. Non è nemmeno investito del potere che fa capo alla volontà generale. Nel caso della sussidiarietà avviene il movimento opposto: il livello locale non delega ai gradini superiori che le responsabilità e i compiti di cui non può farsi carico esso stesso. Ma è soprattutto il federalismo che sembra essere oggi la dottrina più in grado di autonomia e di sussidiarietà. non sul criterio di sufficienza. da parte di coloro che ne subiscono più direttamente le conseguenze. a partire dal basso: i gradini inferiori lasciano a quelli superiori unicamente le decisioni che non sono m grado di prendere di sussidiarietà: permettere alla gente di decidere il più possibile da sola in merito a ciò che la riguarda. e in questo caso non è più sovrano. ovvero al fatto che sono tutti ugualmente mèmbri di una stessa unità politica. al contrario. La libertà. tradurre in fatti concreti l'idea di una sovranità strettamente associata ai principi di Il principio di sussidiarietà. a questo punto. l'idea di una democrazia partecipativa si oppone all'idea di una democrazia puramente parlamentare e rappresentativa. per esempio. ovvero distruggersi con le sue stesse mani. creando un sistema politico e sociale in cui i problemi possano essere risolti al livello più basso possibile. I grandi teorici storici della rappresentanza sono Hobbes e Locke. poiché per principio è supposto essere sempre maggiormente competente. La democrazia è la forma di governo che risponde al principio dell'identità dei governati e dei governanti. che rimane il nucleo sostanziale della vita pubblica in una concezione strettamente piramidale della società. Nella decentralizzazione. al contrario. implicando una politica riconoscimento delle identità collettive. piuttosto di vedersi imporre un'offerta standardizzata di beni e servizi. ovvero della volontà popolare e della legge. Non appena il popolo elegge i suoi rappresentanti. a partire dal basso: i gradini inferiori lasciano a quelli superiori unicamente le decisioni che non sono m grado di prendere. «è schiavo. Il termine essenziale. In Hobbes si tratta di una delega totale e conduce a un monarca investito di un potere assoluto (il «Leviatano»). al contrario. significa che la potenza (autorità) pubblica e le leggi provengono dal popolo. Non si tratta solamente di «decentralizzare». 29 principio della centralizzazione e al rifiuto giacobino di La democrazia è la forma di governo che risponde al principio dell'identità dei governati e dei governanti. Ciò significa che propri fini» (Robert Nisbet). Questa identità rimanda all'uguaglianza sostanziale dei cittadini. La sussidiarietà è direttamente antagonista della concezione bodiniana della sovranità che riposa.ma solo su questo punto . Secondo Rousseau. non è niente» (II contratto sociale. i loro rapporti dipendono esclusivamente dalla legge. ovvero della volontà popolare e della legge. Il principe non è che l'agente del popolo. sono i suoi rappresentanti che detengono il potere. etniche e altre.raggiunge incontestabilmente quella di Althusius. non per essenza ma per vocazione. Così come la concezione federalista della sovranità e della sussidiarietà. lo Stato centrale non può che pretendere tutta l’autorità solo per sé. non si può che dar ragione a Rousseau. La sussidiarietà rappresenta dunque una spartizione delle competenze secondo il criterio della sufficienza o dell'insufficienza: ogni livello di competenze per le quali è sufficiente. come si è visto. Il ragionamento di Rousseau è molto semplice: se il popolo è rappresentato. la cui opinione su questo punto . 15). Tanto meno la sovranità popolare è soppressa o sospesa tra due elezioni. che rimane l'unico titolare del potere legislativo. non rinuncia che alle competenze che non può assumersi. la delega avviene a certe condizioni: il popolo accetta di spogliarsi della sua sovranità solamente in cambio di garanzie riguardanti i diritti fondamentali e le libertà individuali. ma su quello di capacità superiore. la sovranità popolare non può essere che indivisibile e inalienabile e ogni rappresentanza non può che corrispondere. In Locke. che non potrebbe essere rappresentato se non da se stesso. deve poter liberamente decidere da sé quali sono i beni e i servizi che crede le convengano. Affermare che il popolo è sovrano. il popolo non stipula alcun contratto con il sovrano. III. si riconoscere la realtà delle differenze del oppone al culturali. in quanto diritto inalienabile. assumendosi lui stesso le conseguenze delle sue decisioni e delle sue scelte.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 politica. Questa identità rimanda all'uguaglianza sostanziale dei cittadini. da parte sua. ogni comunità. il potere locale non è titolare che della parte di autorità che il potere centrale gli concede: non rappresenta che una delega di questo potere centrale. Per entrambi. I governanti non 30 pienezza di un esercizio senza il quale non ci può essere vera cittadinanza politica. considera l'esigenza democratica come antagonista di ogni regime rappresentativo. è quello di autonomia. Rinunciare alla sua sovranità sarebbe come rinunciare alla sua libertà.

nonostante le ambiguità che può ispirare questa espressione sono continuamente celebrate dai teorici del liberalismo. in un clima generale di confusione ed irresponsabilità parlamentarismo. identitari). Il ruolo dei rappresentanti deve essere ridotto al massimo. Un tale riposizionamento appare al giorno d'oggi maggiormente necessario. in un'epoca in cui coloro che possiedono un potere di decisione lo traggono molto più spesso dalla nomina o dalla cooptazione che dall'elezione. senza che la volontà popolare possa modificarle e controllarne il funzionamento. La non rappresentanza. pienamente capo all'attività dello Stato o alla produzione legislativa del partito al potere. e più precisamente alla rappresentanzaincarnazione. che devono adeguarsi ai fini determinati dalla volontà generale. che continua ad esistere e rimane superiore alla Costituzione e alle regole costituzionali. un'altra oligarchia di «esperti". Ora. così. è in effetti indifferente ai fini specifici del politico. ma secondo la sua propria volontà giudica buono fare. in Europa. anche alla luce dell'evoluzione generale della società. la caratteristica comune è non più la difesa di interessi contrattabili ma di valori esistenziali. I così libero spazio allo scontro degli interessi. il baricentro del potere risiede immancabilmente nei rappresentanti e nei partiti che li raggruppano. se non nel caso in cui l'autorità del potere costituente è riconosciuta come sempre in grado di modificarne la forma e il contenuto. Nel sistema rappresentativo. La classe politica forma ben presto un'oligarchia di professionisti che difendono i loro interessi privati. Tale sistema è all'origine delle critiche che in passato sono sempre state rivolte al in altri termini. ma dipende innanzitutto dalla conformità della pratica di governo ai fini che gli sono stati assegnati dalla volontà generale e popolare. avendo l'elettore delegato per mezzo del suffragio la sua volontà politica a colui che lo rappresenta. La classe politica forma un'oligarchia di professionisti che difendono i loro interessi privati. non più secondo la volontà di coloro che lo hanno eletto. È evidente che non si potrà mai sfuggire totalmente alla rappresentanza. Nelle democrazie liberali il primato è dato alla rappresentanza. da luogo dall'alto. Il rappresentante. la rinascita della vita associativa. Tutto ciò ci porta ad affermare che il potere costituente non può essere totalmente delegato o alienato. tramite tutta una serie di dibattiti sul «deficit di democrazia» e sulla «crisi della rappresentanza». e non più nel popolo. cioè conformi alla Costituzione e alle procedure previste per 31 valori sono esclusi dalle sue preoccupazioni. la comparsa politici l'emergere di nuovi movimenti sociali o regionalisti. non sembra poter porre riparo alla situazione. come se fossero un fine in sé. Allo stesso modo. anche nel caso in cui queste ultime pervengono da esso. La crisi delle strutture istituzionali e la scomparsa dei "grandi racconti" disaffezione sempre maggiore dell'elettorato per i partiti politici di tipo classico. di alti funzionari e di tecnici. La crisi dello Stato-nazione. poiché l'idea di difficoltà rimedio essere Nel sistema rappresentativo. e non più nel popolo. e nemmeno dalla conformità alla Costituzione. La giustizia e la validità delle leggi non farebbero. maggioranza governante si scontra nelle società moderne con delle insormontabili. Questa concezione positivista- legalista della legittimità invita a rispettare le istituzioni in quanto tali. A questa si aggiunge oggigiorno. la cui (ecologisti. non si potrebbe parlare di legittimità della Costituzione. pur non essendo mai un semplice rimedio momentaneo. che si considera in qualche modo autorizzato dal voto a fare tutto ciò che la loro adozione. critiche che echeggiano al giorno d'oggi. Basandosi su un insieme di procedure e di regole giuridiche formali. in democrazia la legittimità del potere non dipende solo dalla conformità alla legge. il baricentro del potere risiede immancabilmente nei rappresentanti e nei partiti che li raggruppano. Ciò significa che trova nella sua elezione la giustificazione che gli permette di agire. La legittimità si riduce allora alla legalità. detta anche democrazia organica o democrazia incarnata. lungi dall'essere solamente "demandato" ad esprimere la volontà dei suoi elettori. le cui virtù . non esaurisce tuttavia il principio democratico. avendo l'elettore delegato per mezzo del suffragio la sua volontà politica a colui che lo rappresenta. Lo Stato di diritto.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 possono dunque che essere degli agenti esecutori. in un clima generale di confusione ed irresponsabilità. ciò è esattamente l'opposto di ciò che succede al giorno d'oggi. poiché il mandato di rappresentanza perde ogni legittimità non appena si occupa di fini o progetti che non corrispondono alla volontà generale. Essa può essere ampiamente corretta tramite l'applicazione della democrazia partecipativa . fondatori. Le leggi hanno autorità per il solo fatto di essere legali. lasciano intravedere la possibilità di ricreare una cittadinanza attiva a partire dalla base. momentaneo. lasciando ampiamente corretta tramite l'applicazione della democrazia partecipativa. esaurisce pur il non essendo mai un semplice Essa può tuttavia principio democratico. incarna egli stesso tale volontà per il solo fatto che è stato eletto. attraverso diversi tentativi atti a ricreare a un livello sopranazionale una coerenza e un'efficienza nella 32 mondializzazione della vita economica e alla par parte sua a due superamenti: un superamento La rappresentanza. dovuta in particolar modo alla diffusione di fenomeni di interesse planetario. Infine. Ora. la legittimità del diritto non potrebbe essere garantita dalla sola esistenza di un controllo giurisdizionale: perché il diritto sia legittimo bisogna inoltre che risponda a ciò che i cittadini si aspettano da esso e che integri delle finalità orientate verso il servizio del bene comune.

Non è al livello delle grandi istituzioni collettive. al ricrearsi di rapporti di solidarietà di vicinato. ciò che porterebbe ad un'ulteriore espansione dell'egemonia del privato e a un abbandono dell'iniziativa politica a favore di forme di potere obsolete. L'appartenenza giustifica la cittadinanza. entrate oggi tutte più o meno in crisi e incapaci dunque di giocare il loro ruolo tradizionale di integrazione e di intermediazione sociali. I fondamenti essenziali del federalismo mi sembrano essere dunque questi: una società in cui la libertà e la ripartite a tutti i livelli in funzione del principio di sussidiarietà. di cittadinanza e di democrazia siano legate. sono sia sovrano. ma quello che vuole che il popolo democrazia non è quello secondo cui la individuale del cittadino che agisce come membro della collettività popolare». Tale democrazia di base non ha lo scopo di generalizzare la discussione a tutti i livelli. diceva René Capitani. a ricreare un tessuto sociale disgregatesi a causa del diffondersi dell'individualismo e dell'estremizzarsi del sistema della concorrenza e dell'interesse. Si tratta piuttosto di permettere agli individui di sperimentarsi in quanto cittadini. Essa non potrebbe nemmeno risolversi in una semplice opposizione della "società civile" alla sfera pubblica. Favorendo i rapporti di reciprocità. Questa concezione partecipativa della democrazia si oppone radicalmente alla legittimazione liberale dell'apatia politica. una concezione della democrazia che riposa in origine non sulla nozione di numero o su quella di delibera parlamentare. La qualifica di cittadino non si esaurisce nel fatto di votare. che permetterebbe. essa può aiutare a ricostituire delle solidarietà organiche oggi indebolite. Ha anche una portata sociale. che incoraggia indirettamente l'astensione e porta al regno dei gestori. tutto sommato. e assumere il ruolo attivo che deriva da una tale appartenenza. Partecipare. partecipazione più ampia possibile di tutti i cittadini alla responsabilità. un superamento dal basso. è l'atto Non è al livello delle grandi istituzioni collettive. permettendo la rinascita di un legame sociale. bensì su quella di cosa pubblica. Queste due tendenze. In quanto produttrice di socialità elementare. implicano entrambe che si ponga rimedio al deficit democratico che riscontriamo attualmente. così come non potrebbe riassumersi in un'idea puramente aritmetica o quantitativa. sperimentarsi come parte di un insieme o di un tutto. La democrazia partecipativa non può essere oggi che una democrazia di base La procedura referendaria (sia che essa risulti dalla decisione dei governanti o dall'iniziativa popolare. cosicché il massimo di democrazia si confonde con il massimo di partecipazione. e non in quanto membri della sfera privata. La democrazia partecipativa non può essere oggi che una democrazia di base. ma come istituto che ha autorità sulle materie più vaste solamente in ultima istanza. consiste più nulla partecipazione del popolo alla vita pubblica che nella forma di governo propriamente detta. La partecipazione sancisce la cittadinanza. che è possibile ricreare una tale cittadinanza attiva. e infine. strettamente legate l'una all'altra. sia che il referendum sia facoltativo o obbligatorio) non è altro che una forma di democrazia diretta tra le altre di cui d'altra parte si è sopravvalutata la portata. che deriva dall'appartenenza. poiché la vita pubblica condiziona l'esistenza quotidiana di tutti. Si capisce così quanto le nozioni di appartenenza. di guidare il processo della pubblica. permettendo la rinascita di un legame sociale. nuove procedure decisionali conformi sia alle sue proprie esigenze. significa prendere parte.almeno in parte. a ricreare un tessuto sociale disgregatesi a causa del diffondersi dell'individualismo e dell'estremizzarsi del sistema della concorrenza e dell'interesse 34 . che non solo non si contrappongono. Ciò significa che la democrazia è un principio politico che non potrebbe confondersi con i mezzi di cui fa uso. ma ha piuttosto lo scopo di determinare. degli esperti e dei tecnici. che è possibile ricreare una tale cittadinanza attiva. con il concorso del più gran numero. Ma la democrazia partecipativa non ha solamente una portata politica. con la sempre maggiore importanza delle piccole unità politiche e delle autonomie locali. sia a quelle che provengono dalle aspirazioni dei cittadini. sul posto di lavoro etc. che sono di per sé stesse delle forme di responsabilità e di autonomia. la democrazia partecipativa si accompagna allora alla rinascita di comunità vive. di esprimere un rifiuto o un'approvazione. ma sono complementari. favorendo per quanto possibile il fiorire e il moltiplicarsi di nuovi spazi pubblici di iniziativa e di responsabilità. che permette la partecipazione. Sottolineiamo ancora una volta che il principio politico della maggioranza decide. Conviene dunque esplorare sistematicamente tutte le forme possibili di partecipazione attiva alla vita 33 La democrazia partecipativa ha anche una portata sociale. Il controllo del potere non può nemmeno essere appannaggio dei soli partiti politici la cui attività si risolve troppo spesso nel clientelismo. entrate oggi tutte più o meno in crisi e incapaci dunque di giocare il loro ruolo tradizionale di integrazione e di intermediazione sociali. Il voto stesso non è che un semplice mezzo tecnico di consultare e di manifestare l'opinione. «La partecipazione. di quartiere. Favorendo i rapporti di reciprocità. essa può aiutare a ricostituire delle solidarietà organiche oggi indebolite.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 decisione mondializzazione ricreando un mondo multipolare. ma consiste procedimenti che permettono di manifestare o rifiutare piuttosto nel mettere in atto tutti i il consenso. La democrazia. una concezione della sovranità non come potere assoluto e competente su tutto.

si era impegnato alla ricerca della “terza via” assieme a coloro che. Montreal tesi di dottorato il suo l’allievo Ch. Su tale tema precedentemente aveva pubblicato la J. The Communitarian Third Way. sottovalutando il suo contributo. Roy. attraverso il Centre international de formation européenne (CIFE) e l’Institut des Hautes Etudes Internationales (IEHEI) da lui fondati a Nizza. Alexandre Marce et la jeune Europe (1904-1934): L’Ordre 36 Nouveau aux origines du personnalisme. la figura di Marc è stata fatta oggetto di un intero saggio dedicato soprattutto alla sua formazione intellettuale durante gli anni trenta del secolo scorso1. dopo la morte avvenuta nel 2000. pur con diverse sfumature. Come è noto. in realtà. . si tratta di un periodo particolarmente importante per la comprensione dei drammatici eventi che seguiranno specie per quanto riguarda la genesi dei regimi totalitari. è. nello spirito decisamente illiberale del suo tempo. nel dopoguerra. egli ha perseguito fin da quando si era impegnato alla ricerca della “terza via” assieme a coloro che sono ora designati come “i non conformisti” 1 &Kingston. Recentemente. suo malgrado. pur con diverse sfumature.Europa Plurale – 1/2007 Personaggi A PROPOSITO DI ALEXANDRE MARC La figura intellettuale di Alexandre Marc è rimasta a lungo ai margini della cultura politica francese verso l’idea di “République” una e indivisibile egli è andato proponendo durante tradizionalmente protesa Gilda Manganaro Favaretto piuttosto che verso le tesi di tipo federalistico che l’intero arco della sua vita. MacGill-Queen’s University Press. sono ora designati come “i non ci descrive Marc come un personaggio L’impegno di Marc verso la costruzione dell’Europa è la diretta conseguenza delle sue convinzioni giovanili. Docente di Storia del Pensiero Politico Università degli Studi di Trieste PERSONAGGI però. 2002. Hellman coinvolto. Hellman. studente a Parigi. con infaticabile perseveranza per oltre un cinquantennio. 1998. lo storico J. egli ha perseguito fin da quando. in ultima analisi. All’interno di tale dimensione. Presses d’Europe. a favore della diffusione dell’idea di federazione europea e la sua opera di educazione all’europeismo promossa tra le giovani generazioni. di una originale posizione che potremmo oggi definire “liberalsocialista” e che. Alexandre Marc and Ordre Nouveau 1930-2000. Nice. di una originale posizione che potremmo oggi definire “liberal-socialista” e che. dopo il saggio di Loubet del Bayle. la diretta conseguenza delle Eppure il suo impegno verso la costruzione dell’Europa sue convinzioni giovanili. lasciando nell’ombra e.

quella nazista ma anche quella liberale che gli apparivano tutte largamente insoddisfacenti. convinto che essi potessero essere alla base della costruzione di un “fronte comune della gioventù europea” contro quel mondo delle “cancellerie” che sembrava portarli alla distruzione. Questa loro essenzialità implicava. scambi personali ed epistolari. quella fascista. Lefebure Un movimento di pensiero piuttosto eterogeneo che. che gli valse l’oblio da parte degli ambienti intellettuali della capitale che. di una palingenesi sociale. tutte. della divinità quanto piuttosto era l’espressione dell’esigenza che l’uomo uscisse da sé. 1969 37 . esprimeva tale disagio e. Il aderirono al comunismo altri come Th. di conseguenza. Si trattava di un movimento di pensiero piuttosto eterogeneo che. ma piuttosto alla necessità di una analoghi tentativi in particolare da quello. come gabbie liberticide. politico o religioso che fosse. La sua adesione era derivata da una apertura all’ecumenismo: il suo essere un esule russo. a loro avviso. e dall’altro dal sentimento di una progressiva perdita della capacità di controllo su una società che “il progresso tecnologico” sembrava disumanizzare tanto negli Stati Uniti quanto nell’Unione sovietica “Esprit”. In ciò egli si distingueva da altri giovani di ricercare un diverso modo di pensare e costruire il proprio futuro. dell’universale. della giovinezza ni droite ni gauche. egli infatti non pensava a una sorta di combinazione tra liberalismo e socialismo. prima ancora di Mounier. Marc apprezzava del personalismo la concezione di persona come espressione della natura creatrice presente nell’uomo e in ciò vedeva il legame con Dio da cui l’essere umano derivava la propria dignità e indipendenza. Paris Seuil. del resto. Egli vi vedeva la via per valorizzare l’individuo che il comunismo sembrava ignorare senza ricadere nella prospettiva atomistica della società. quella comunista. la guerra di Spagna costringendo molti dei giovani di allora a prendere posizione: disgregarono questa comunità di intenti mentre un P. L’istanza era giovani esprimevano peraltro diffuso nell’intero continente. a cui pure aveva inizialmente partecipato in qualità di collaboratore fin dalla sua Il suo obbiettivo è stato quello di progettare una società che fosse in grado di integrare al suo interno l’idea di libertà e quella di solidarietà senza sottomettere una istanza all’altra. propria del liberalismo. dal timore della guerra con la Germania. Loubet del Bayle. a differenza di Mounier e di Berdjaeff. Il suo obbiettivo è stato quello di progettare una società che fosse in grado di integrare al suo interno l’idea di libertà e quella di solidarietà senza sottomettere una istanza all’altra. alla paura del conflitto cercando un’intesa con i giovani tedeschi attraverso incontri.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 all’insegna del motto ni droite ni gauche. il solo capace di indicare una via d’uscita tra coloro che venivano definiti “i farisei del nazionalismo” da un lato e gli “internazionalisti rivoluzionaria che stalinisti” i dall’altro. A ciò si aggiungeva una certa insofferenza verso le oligarchie della politica e i partiti valutati come strutture incapaci di garantire effettivamente la rappresentanza popolare. della gioventù parigina stretta. l’esclusione di una qualsivoglia forma di mediazione. giungendo alla conclusione che esso fu un tentativo velleitario e comunque inscrivibile entro il triennio che va dal 1930 al 1933 fino a quando cioè gli avvenimenti politici come la guerra d’Etiopia. da un lato. Marc ne era uno dei protagonisti e reagiva. presentita come imminente. ritenendole entrambe contemporaneamente essenziali 38 2 J. mantenevano saldamente in mano il potere in ciascuna delle nazioni europee impedendo qualunque mobilità sociale. Era presente in questi giovani il mito. agisse nel mondo per cambiarlo. da un lato. non si sentì di operare una scelta radicale tra le ideologie. interpretata come un elemento salvifico. non intese rinunciare alla prospettiva del ni droite ni gauche e. Se da un lato ciò fa capire perchè l’approfondimento rifondazione di entrambi. quanto nell’Unione sovietica con le collettivizzazioni forzate. in lui l’adesione al personalismo non era tanto espressione di un’esigenza di approfondimento della filosofia esistenziale sul senso del mondo. aveva dato espressione al disagio di gran parte della gioventù parigina stretta. il Fronte popolare. Un tentativo per molti versi utopico il suo. esperito da Emmanuel Mounier con la rivista fondazione nel 1932. Alexandre Marc invece è quello che.L. con l’avvento del “fordismo”. ritenendole entrambe contemporaneamente essenziali. di “terza via” e la storiografia Moltissime riviste incarnarono allora questo tentativo francese ne ha ampiamente dato conto. Les non-conformistes des années trente. dal timore della guerra con la Germania. assieme agli altri. pur nelle difficoltà del momento. assieme a un piccolo gruppo di amici. egli abbandonò di lì a poco trasferendosi in Provenza. e dall’altro dal sentimento di una progressiva perdita della capacità di controllo su una società che “il progresso tecnologico” sembrava disumanizzare tanto negli Stati Uniti. per Marc. all’insegna del motto ni droite ni gauche. ebreo d’origine. aveva dato espressione al disagio di gran parte conformisti”2. Nizan o un H. la necessità per i generazionale e rivolta contro i potentati economici e politici che. Maulnier si schierano su posizioni decisamente più conservatrici. dunque. Nel 1933 sotto il suo impulso usciva la rivista “Ordre nouveau” con l’intento di delineare i “tratti concreti” di una società al di là delle ideologie che egli interpretava. Alla base di questo atteggiamento stava la scoperta della filosofia personalista che egli aveva conosciuta in Germania ascoltando le lezioni di Scheler e diffuso in Francia. ambizioso e non privo di ambiguità. Ma. di formazione culturale insieme tedesca e francese lo portava naturalmente a superare ogni tipo di stereotipo culturale.

Se si accettava una simile monistico che. rischiava di misconoscere anche i diritti dell’uomo come faceva il capitalista quando non teneva conto dei diritti dei lavoratori. Marc critica infatti tutte le forme di proprietà che sono disgiunte dalla dimensione personale.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 della tematica personalista lo abbia avvicinato al cattolicesimo a cui nel 1933 si convertì. Era necessario. Se. infatti. portata agli estremi. Ma denunciava. Ma c’è da chiedersi. il federalismo permetteva di superare la concezione liberale che. si colloca. le contraddizioni sociali non trovavano soluzione in delle sintesi ma solo in nuovi continui e sempre rinnovabili equilibri e forme di coordinazione 39 A livello politico. si analizzano le sue proposte emerge chiaro che è questo l’obbiettivo che ha sempre perseguito. non conoscono uomini ma solo azionisti “numerati e intercambiabili”. permetteva altresì di guardarsi dalla tentazione di ridurre l’uomo e il mondo a un sistema globale e unitario alla maniera del comunismo. A livello politico. allora si poteva evitare. definito più da ciò che non deve essere che da ciò che è. Marc partiva nelle sue analisi dalla critica sia del liberalismo che del comunismo: a suo avviso. in primo luogo quella delle società anonime che. dunque. dall’altro é stato proprio il suo originale modo di intenderlo che lo allontanò dall’interpretazione di un Mounier e di un Maritain. Troisièmes voies à la française in AAVV. anche l’appello al volontarismo irrazionalista altrettanto pericoloso perché conduceva direttamente ai regimi totalitari a lui contemporanei. in inteso genericamente come “federalismo”. rischiava di misconoscere anche i diritti dell’uomo come faceva il capitalista quando non teneva conto dei diritti dei lavoratori. Nouvelle Histoire des Idées politiques. una sorta di fondazione plurima della realtà e le opposizioni. e lo identificava nel federalismo che rappresentava in concreto il modo in cui tali equilibri e coordinazioni si potevano prospettiva. portata agli estremi. Ory. commenta Ory se questa novità non sia altro che una questione di vocabolario. Per Marc vi era. della visione relativistica negatrice di ogni fondamento (quella dell’anarchismo) o alla visione propria dell’assolutismo di trovarsi di fronte all’impasse che conduceva o ad una Per Marc vi era una sorta di fondazione plurima della realtà e le opposizioni. nella versione liberale. della sua volontà di rifondazione ex novo che non persuasero i due teologi per il carattere troppo politico che vi riscontravano. dice. come si è voluto sottolineare. E’ proprio da questa incomprensione derivante dal diverso significato attribuito all’idea di persona che si era consolidata in lui l’esigenza di cimentarsi direttamente nel progetto di organizzazione di un nuovo modello di società in cui la persona potesse divenire il concetto architrave per una trasformazione politica e dove degli spazi di libertà e autonomia potessero essere previsti accanto alla solidarietà senza che ciò comportasse concessioni a forme di socializzazione. Allo stesso tentativo non fatto all’insegna del riformismo ma all’insegna dell’ “andare oltre”. l’originale tentativo di Alexandre Marc di fare coesistere libertà e socialismo. permetteva altresì di guardarsi dalla tentazione di ridurre l’uomo e il mondo a un sistema globale e unitario alla maniera del comunismo 3 40 1987 pp. totalitaria. a livello meramente spirituale. per Marc. e alle pianificazioni forzate. essi erano fungibili tra loro perché espressione di un identico costruttivismo razionalistico. caratterizzava ogni indagine filosofica. Ed in effetti l’idea di persona come atto anziché conoscenza e amore sottendeva una concezione idealistico-rivoluzionaria in Marc che si rivelava scettica nei confronti di una possibilità di miglioramento graduale della società. Marc cercherà di dare una risposta durante l’intero corso della sua riflessione. Paris Hachette . neppure lui completamente soddisfatto. Entro questo spazio. alla ultima analisi come abbiamo detto. Egli chiamava questo fondamento il metodo “dicotomico”. dunque. Certo. Sono stati soprattutto i suoi accenti a favore della rivoluzione spirituale. Pasqual Ory ha osservato che in tale tesi è presente la classica ambiguità di coloro che rimproverano alla filosofia politica del razionalismo laico sia il materialismo che l’idealismo e che per uscire da questo presunto vicolo cieco propongono la terza via. quella spirituale3. ma ciò che qui importa constatare è che il risultato che ne esce è quello legato a una prospettiva che potremmo definire appunto liberal-socialista e non. non restando. Se c’era una fondazione della realtà questa era plurale e non si lasciava ingabbiare in formule o sistemi definitivi ma solo federare. L’atto implicava invece una volontà di rottura anche se egli si sforzava di isolarlo nell’elemento della volontà. nella visione comunista. invece. le contraddizioni sociali non trovavano soluzione in delle sintesi ma solo in nuovi continui e sempre rinnovabili equilibri e forme di coordinazione.451-459. il federalismo permetteva di superare la concezione liberale che. infine. un negazione più che di una precisa volontà di sistema. in ultima analisi. P. organizzatore della produzione in base alla catena di montaggio. Innanzitutto per quanto concerne il diritto di proprietà esso é giustificato solo a condizione che si tratti di un diritto “a misura d’uomo” sia quanto a dimensioni che a capacità di controllo sulla stessa. per l’insistenza sul dato della rottura violenta che Marc sottolineava appunto contro ogni ipotesi di mediazione. il richiamo idealistico all’idea di nazione o di razza. prendere egualmente le distanze dai modelli di società il cui fondamento era l’individualismo metodologico o il materialismo dialettico o. a suo avviso. il pericolo realizzare. senza riuscire però a persuadere i suoi interlocutori. sarà sostenibilità e giustificabilità di tale metodo che. al contempo.

di L. famiglia e proprietà”5. Marc ricorre alla tesi già sostenuta da Robert Aron e Arnaud Dandieu nel saggio La révolution allo scopo di si tratta di destrutturare un potere comunismo nel perseguire tale spossessamento scientificamente intervenendo anche negli comunismo in modi diversi spossessa l’uomo dalla proprietà né più né meno di come fa il Marc. senza garantire il risultato che sarà diverso a seconda dei diversi meriti di ognuno. nella visione di 4 5 6 La società a cui pensa è una società in cui è garantita a ciascuno la possibilità di autorealizzazione. anche chi pretende di misurare la proprietà sotto veste di salario. Ivi. riservandosi ulteriori approfondimenti. non c’è soluzione di continuità tra capitalismo e comunismo. Tale servizio civile configura. 1993. 7-12. quello riguardante la questione del potere e dello stato il cui solo compito doveva essere quello di garantire l’indipendenza dei singoli e delle comunità. Dall’altro. Assolto questo obbligo e provveduto così alle prevedere un servizio sociale civile obbligatorio per tutti poter finanziare “il minimo garantito” cioè un alloggio. Le nazionalizzazioni e le collettivizzazioni mostrano solo la maggior “logicità” del ambiti privati: “ il sistema. che il fondamento del diritto non è da cercare nello stato. 25 agosto 1934. svaluta il lavoro prestato dalla persona. cibo. anche attraverso un articolo pubblicato sul giornale italiano “Il Cantiere” nel 1934. tradizionalmente concentrato nelle istituzioni statali e di diffonderlo sul territorio in modo da consentire la partecipazione allargata. i punti di riferimento per la persona sono rappresentati da questi ultimi istituti che le permettono di realizzarsi direttamente. dalla capacità e anche dal rischio cui si sottomette. ma nei corpi sociali che generano il diritto. per Marc. Hauriou. Non a caso è a questa stessa matrice culturale che si riallaccia anche l’altro versante della contestazione di Marc. Aron. è quella a cui Marc si riferisce rappresentanza per interessi e non politica che derivava in sindacalismo rivoluzionario. che esaltava il dato della rappresentazione come specchio della società e non come delega. dal rapporto spontaneo che si stabilisce tra Francia dal pensiero proudhoniano e dal D. La Révolution nécessaire (1933). si tratta di destrutturare un potere tradizionalmente concentrato nelle istituzioni statali e di diffonderlo sul territorio Dietro la sua concezione di corporazione sta la riflessione sul problema della rappresentanza per interessi e non politica che derivava in Francia dal pensiero proudhoniano e dal sindacalismo rivoluzionario. il solo e limitato ambito entro il quale c’è spazio per un settore pianificato dell’economia. Duguit e di G. della famiglia e ne fa l’ideale che si chiama proletario”4. di mettere in atto una serie di misure che diano eguale opportunità di partenza. Quanto alle produzioni che richiedono una vasta organizzazione egli propone. garantire il risultato che sarà diverso a seconda dei diversi meriti di ognuno. Davanti a questo potere centrale mostruoso l’uomo è privo di tutte le difese naturali: regioni. e il suo livello di benessere e di realizzazione dipenderà dal merito. La società a cui pensa è una società in cui è garantita a ciascuno la possibilità di questa autorealizzazione. Cahors. Marc. Dandieu et R. è quella a cui Marc si riferisce. ossia allo sradicamento …il comunismo prende quest’uomo sradicato. da un lato. Si tratta allora. corporazioni. Si tratta da un lato. décembre 1934. Il capitalismo: “il capitalismo conduce alla separazione dell’uomo dalla proprietà. pp. . « Ordre Nouveau ». Ordre Nouveau e il corporativismo. Questa prospettiva. anche di quello liberale. in base alla quantità industriale di oggetti prodotti. però. Jeanmichelplace. in linea con le tesi di M. In altri termini.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 modo. Questa prospettiva. A. Gurvitch. ha come obbiettivo il rivendicare proprio il carattere autonomo della corporazione rispetto al ruolo di organizzatore e controllore che vi esercita lo stato in Italia7. ciascuno deve poter essere libero di agire nel mercato. mentre lo stato fornisce loro solo il luogo propizio all’esistenza e allo sviluppo. la formula della corporazione che concepisce come un organo di cooperazione tra gruppi professionali diversi con una sorta di struttura reticolare di comunicazione. vesti utili per la nécessaire6 cioè la necessità di sociale sussistenza. quest’ultimo si limita a radicalizzare il processo di spossessamento i cui germi però sono ben presenti anche nel liberalismo. della iniziativa politica ed economica. perchè si tratta di uno solo. Libération de la Propriété. finisce nella maggior tirannide che l’umanità abbia conosciuto a causa della coincidenza nelle mani dello stato. “Il Cantiere”.Ardouint et a. Da ciò la valorizzazione delle piccole comunità: “è dal sentimento irriducibile di attaccamento al proprio ambiente. privato non solo della proprietà. ma anche dell’attaccamento nazionale vero e proprio. In realtà dietro questa sua concezione di corporazione sta la riflessione sul problema della produzione dei servizi di base essenziali. Anzi l’insistenza con cui prende le distanze da quest’ultimo. Dall’altro. A. contro il positivismo giuridico imperante. Per quanto concerne il primo aspetto. Dunque. Marc. di mettere in atto una serie di misure che diano eguale opportunità di partenza senza. però. della patria regionale. che esaltava il dato della rappresentazione come specchio della società e non come delega. 7 41 42 Cfr. Al tradizionale aspetto ordinatorio e sanzionatorio della struttura statale Marc sostituisce il principio della coordinazione delle funzioni al punto da sostenere. La corporazione va intesa come un istituto ben diverso dal modello che a quei tempi proponeva il fascismo. Tutti debbono prestare tale servizio civile in modo da garantire la esigenze primarie “incomprimibili”.

Durante e dopo la guerra. peraltro sempre in formazione e mai considerato da lui definitivo. sia quando. lo Stato va inteso con la s minuscola e perciò non come ente organizzatore ma semplicemente coordinatore delle diverse realtà dei gruppi sociali. un eguale approccio autoritario. 43 44 . infatti. comunque. partiva da una diversa sensibilità nei confronti del problema dell’Europa. come dicevamo. infine. bonariamente considerato un’utopista dallo stesso Spinelli. ad avviso di Marc. Questa coordinazione poteva assumere esclusivamente la forma istituzionale della federazione tra comuni. ma era un valore da difendere su scala mondiale. L’insofferenza nei confronti delle realizzazioni contemporanee gli impedisce. balza evidente che il lo Stato va inteso con la s minuscola e perciò come coordinatore delle diverse realtà dei gruppi sociali. serve esclusivamente alla finanza. ci si addentra alla ricerca del senso che egli ha voluto dare al suo pensiero federalista. l’intera sua attività culturale continuerà sulla base delle stesse premesse sia quando inviterà tutte le forze disperse degli ex compagni non conformisti a federarsi sotto l’insegna “l’unione o la morte” nel 1937. Ma è in ambito internazionale che la sua tesi troverà un’eco più ampia contribuendo a farne uno dei protagonisti della battaglia per la costruzione dell’Europa. hanno. invece. di dichiararsi a chiare lettere. di porsi essere umano e potenza del suolo e del sangue che deriva il vero patriottismo”8. vedeva nel federalismo. Il suo agire concreto era esso stesso all’insegna dell’accettazione di quel 8 A. socialismo senza quelli del materialismo). non quindi la forma del super-stato nella quale si è “travestita” la federazione negli Stati Uniti dove. p. quali appunto il tema della corporazione. se è vero che per Marc il federalismo era una bandiera che non poteva esser ristretta ad un ambito solo europeo. seppur in diverso modo. seppur limitato quanto a competenze. una loro collaborazione sul piano pratico. Il suo pregiudizio antiriformista. Se. non la forma del superstato nella quale si è “travestita” la federazione negli Stati Uniti né in quella delle repubbliche federaliste sovietiche Nel dopoguerra preferirà definirsi “socialista libertario” e continuerà ad insistere sul termine rivoluzione per sottolineare la necessità del cambiamento dello status quo in direzione della diffusione del potere. che avrebbe finalmente consentito di superare le pretese egoistiche dei singoli statinazione. si augurerà che la ricostruzione del tessuto civile e politico della Francia possa essere rifondato proprio su basi federaliste. spesso. che avrebbe portato poi a una federazione mondiale e.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 é quella in cui si riconoscono le proprie radici e non quella struttura artificiale e lontana che coincide con lo stato-nazione. risulta poco plausibile perché distorsiva dei fini che egli si è proposto e gli argomenti a sua giustificazione paiono insufficientemente contestualizzati. partiva da una diversa sensibilità nei confronti del problema dell’Europa europeo e si scontrerà allora in particolare con Altiero Spinelli che. Quest’ultimo. quale fu in realtà. è pur vero che. egli non esitava ad accettare le mediazioni e financo i compromessi della politica pur di promuovere il processo di unificazione. dichiarato a più riprese più che effettivamente perseguito. Il concetto di federalismo cui fa riferimento fin da queste giovanili ricerche va ridefinito e distinto dai modi in cui è stato realizzato che. Tali divergenze non impedirono. restando sul piano teorico. dopo la fine del governo di Vichy. invece. soprattutto un governo centrale forte. dove serve a nascondere un produttivismo colonizzatore e una tirannide statale. celano tutti. Nation. quando la battaglia per la costruzione dell’Europa si rivelava complicata e difficile. Porterà questo atteggiamento anche nelle riunioni che si faranno all’interno del movimento federalista europeo e si scontrerà allora in particolare con Altiero Spinelli che. Nel dopoguerra preferirà definirsi “socialista libertario” e quasi per vezzo intellettuale continuerà ad insistere sul termine rivoluzione per sottolineare la necessità del cambiamento dello status quo in direzione della diffusione del potere. La patria tema di fondo è quello dell’antiautoritarismo. indotto J. 1936. Una simile lettura però se riferita a Marc. 30. lungi dal pensarla come una struttura di potere diffuso e reticolare. unito all’uso di alcuni termini che appartenevano anche alle ideologie che pur combatteva. Etat. come dicevamo. né. per Marc. nella versione della Mitteuropa tedesca dove è al servizio dell’imperialismo della razza. prevedeva la costruzione dell’Europa come il primo passo verso un allargamento era perciò. né in quella delle repubbliche federaliste sovietiche. come già Hamilton in America. consapevole della valenza di entrambe le prospettive cerca il modo di farle coesistere ( liberalismo senza certi eccessi del liberismo. Marc. “Ordre Nouveau”. juin. Il tentativo di mantenersi coerente al postulato di base ni droite ni gauche. Il discorso di Marc. invece. Questa coordinazione poteva assumere esclusivamente la forma istituzionale della federazione tra comuni. Hellman a collocarlo tra i simpatizzanti del fascismo e del nazismo. cioè un liberal-socialista intendendo per tale definizione colui che. il mito della gioventù o l’insistenza sugli aspetti materiali di sangue e terra legati al concetto di piccola patria. Porterà questo atteggiamento anche nelle riunioni che si faranno all’interno del movimento federalista sempre al di là di “destra e sinistra” vuol dire dunque per lui allargamento della partecipazione ed eliminazione di ogni momento delegato. Patrie.

mentre sul spesso permesso di unire efficacemente i nostri sforzi”.Europa Plurale – 1/2007 pienamente consapevole: il richiamo ad “andare oltre”. gradualismo che “teoricamente” diceva di ripudiare9. piano della tattica le nostre differenze erano assai meno significative. A conti fatti. 43-48: 45 . alla necessità di una rivoluzione spirituale era per lui la maniera di tenere gli animi all’erta in difesa di quella libertà che vedeva continuamente minacciata. Quanto alla strategia essa ci ha Lettera di A. p. la sua era una strategia DOCUMENTI 9 “apparentemente Altiero Spinelli ed io ci eravamo confrontati sul piano delle ideologie e. febbraio 1993. ora in “Combat”.Marc a Luciano Bolis 15 dicembre 1991.

Politica è rapporto attivo. e azione politica è lo sforzo di creare istituzioni che rendano operante tale possibilità. da parte dei comunisti da Lenin in poi. credenti e non credenti. tra la tecnica e la cultura. 48 . in ordine alla moralità. democratico. Di qui. non è certamente tradizionali del mondo capitalistico. federalista. di intera felicità. L' azione programmatica del Movimento Comunità esula infatti dai limiti tradizionali della «politica» intesa come rapporto di forze. il grande valore «politico» che ha per noi l'urbanistica. 2. l'habeas animam. Lo Stato. tra lo stato e un ente territoriale locale. tra la burocrazia e il cittadino. ha deliberato di rendere pubblica una dichiarazione politica che prenda in esame la situazione italiana e internazionale. Su questo piano si è basato. in senso che potremmo chiamare strategico o radicale. 1'anarchismo vissuto e attuale: continuo richiamo. tra il mero piano MANIFESTO PROGRAMMATICO DI COMUNITA’ La Direzione Politica Esecutiva del Movimento Comunità. riunitasi a Roma nel gennaio 1953. che non è impegnato. socialista e personalista: ma tali caratterizzazioni. economico e il piano urbanistico. nella tattica del giorno per giorno. e azione politica è la ricerca delle condizioni in cui questo rapporto possa avere vita. di espressione. Il Movimento Comunità è antifascista. Sotto la egida di tale schieramento si dànno infatti per risolti. appunto. A questa morale personalistica (in cui convergono tutti gli elementi più urgenti della morale cristiana. lo sfruttamento in nome del privilegio. l'insorgere delle lotte coloniali e il risvegliarsi alla coscienza politica di larghe masse popolari di oriente è. Quello che fu chiesto con drammatica evidenza per il mondo comunista.appunto realizzare nel tempo. Il rifiuto di ogni forma di sfrutamento dell'uomo. acquisito nella società capitalistica ed in gran parte degli Stati democratici. armonioso tra l'uomo e l'ambiente del suo operare quotidiano. Il rispetto assoluto della persona umana. con i suoi organi di studio e con quelli più propriamente politici. di riunione. problemi che invece attendono ancora. soluzione urgente. al modo dei partiti. ove «occidente» si identificherebbe con democrazia. e tensione. E così anche l'anarchia prevista da Lenin (quella che determinati mutamenti di Struttura finirebbero per realizzare nel tempo) perde quel valore almeno pedagogico che ha.Il mondo politico contemporaneo è oggi profondamente diviso da un massiccio contrapporsi di blocchi armati. Inoltre. consapevole. Nel suo richiamarsi ai valori della civiltà cristiana e della libertà personale. è destinato a scomparire. e infine tra l'ipotetico idillio di una società avvenire e la reale angoscia delle «generazioni bruciate». il Movimento Comunità si inserisce per sua natura nella cultura occidentale. D'altra parte. tra la macchina e l'uomo. storicamente. si accompagnano oggi in molti stati con una mortificazione crescente della stessa democrazia formale. il mondo comunista staliniano è ormai fondato sulla certezza che in esso si realizzerà un regno di intera prosperità. con questo utopismo d'idillio. ma il riconoscimento definitivo da parte dei laici. Dovunque ci sia conflitto. 1. . nella nostra società. uno dei fatti centrali del nostro tempo e non può essere risolto in alcun modo nel quadro semplicistico della contrapposizione orienteoccidente. Il nostro rifiuto di subordinare. ma non accetta le premesse dell'attuale schieramento di stati che prende il nome. del socialismo) noi crediamo sia indispensabile rimanere fedeli se si vuole. Un simile impegno non è certamente volontario astrattismo. cattolici e non cattolici.Documenti Europa Plurale – 1/2007 del profitto e l'economia del bisogno. in via d' esempio. la disoccupazione endemica. tra l'economia 1 «L'indirizzo spirituale del nuovo Stato è rappresentato da quell'insieme di valori spirituali e morali che per accettazione comune si intendono denominare "civiltà cristiana". e si fonda su una diversa moralità sociale: «politica» è per noi la possibilità dell'uomo di armonizzare e sintetizzare esigenze e vocazioni diverse. dalla profonda crisi del nostro tempo.Le definizioni che del Movimento Comunità si possono dare secondo il linguaggio politico corrente sono insufficienti. il pauperismo. dell'anarchismo. Lotta per un socialismo istituzionale. n. la presente dichiarazione affronta i problemi della vita italiana con una prospettiva molto ampia. Secondo la natura e gli scopi del Movimento Comunità. occidentale. di. ne indicano la realtà solo in modo generico. con il diminuito rispetto per le minoranze religiose e razziali. Questa dichiarazione non implica per nessuno una sottomissione politica all'autorità religiosa. La fiducia nella tolleranza come attivo dialogo e non come passiva rassegnazione. i mezzi ai fini. nei migliori tra gli anarchici. tra l'automatismo e il piano. di intera perfezione. dei valori spirituali contenuti nel Vangelo». della libertà di stampa. al riesame e al rinnovamento delle strutture stesse del regime democratico. con il «salto dal Regno della Necessità al Regno della Libertà». il rifiuto di creare uno Stato che si fondi sul diritto. Di qui soprattutto il nostro rifiuto di distinguere tra morale personale e morale politica. Pertanto la legge superiore della Comunità è illuminata dall'Evangelo. animati l'uno contro l'altro da uno spirito di crociata. repubblicano. ecc. una volta per tutte. cristiano e laico1. . tra la città elefantiaca e l'insediamento a misura d'uomo. ma è volto. per esempio. allo scopo di precisare in modo esplicito alcuni punti fondamentali delle sue linee d'azione. ma al contrario fa parte integrante del nostro programma politico. per l'escatologia marxistica. e giustifica quindi. ma che pur sempre rappresenterà una pietra di paragone per le strutture sociali in atto o in fieri. I delitti Programma aperto. I. Il rifiuto della violenza se non di fronte alla aperta prevaricazione. la più spietata «moralità di Stato». Proposizioni fondamentali 1949 del Movimento Comunità. verso un'anarchia ideale che non si potrà mai . risalire alla gioia della libertà e all' unità dell'uomo. se possono servire a situare approssimativamente il Movimento Comunità in un settore dello schieramento culturale e politico italiano.noi sapremo immediatamente qual' è la nostra parte. del liberalismo. .

aversene altri ispirati al cristianesimo. la istituzionalità congrua di quella libera civiltà della quale il Movimento Comunità vuol farsi promotore. fondato sulla integrazione armonica delle forze del lavoro e della cultura con quelle della democrazia. si può dire che per lui ci si avvii. il diritto di unirsi in organizzazioni sociali: sindacati. volti solo alla riforma della legislazione economico-sociale e scarsamente consapevoli del valore sociale del diritto come tale. fondato su norme certe uguali per tutti.R. con molta fermezza. Se.S. che mèta della lotta politica debba essere la creazione di un nuovo ordine giuridico. malgrado la Costituzione del 1936 e le varie dichiarazioni teoriche di uomini sovietici autorevoli. • ma in questa lotta vuol scendere più a fondo di quell'economicismo che (lo si riconosca o no) è ineliminabile nell'impostazione marxistica. su una proprietà socializzata e radicata agli Enti territoriali autonomi (le Comunità). cooperative. al futuro comunismo propriamente detto.mentre i cittadini più attivi e più coscienti appartenenti alla classe operaia e agli altri strati di lavoratori si uniscono nel Partito comunista (bolscevico) dell'U.le necessità della pratica e quelle della polemica teorica con gli anarchici. Articolo 126: «In conformità con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di sviluppare l'iniziativa delle masse popolari nel campo dell'organizzazione e la loro attività politica. consideriamo il diritto una delle garanzie più forti contro gli arbitrî e i trasformismi. ed esprimente la volontà dell'intero popolo sovietico. eccetera. noi crediamo di doverci distinguere non solo dai socialisti rivoluzionari e comunisti. terminate le graduali trasformazioni. rivoluzionari o gradualistici. che: • da un lato accetta l'unità delle forze del lavoro nella lotta contro il privilegio. ci sia una più profonda intenzione di arrivare a dissolvere il partito nello Stato. ecc. come si sa. Lo stato comunitario. ma il diritto dovrà presentarsi sempre come una ipotesi di lavoro ben certa. guidato dalle classi lavoratrici capeggiate dal Partito comunista. e basterà qui accennarne gli elementi essenziali. ibrida e diseducativa mescolanza di diritto e di fatto. cap. che arrivano più rapidamente allo scopo. di volta in volta. le necessità della rottura rivoluzionaria e quelle di prospettare una legalità che permetta il funzionamento dell'ordine nuovo. è stato illustrato nella letteratura del Movimento. tanto sociali che di stato».S. si pone nella realtà politica contemporanea come una forza operante di «socialismo istituzionale». ma anche quale sia la distribuzione di potere che essa determina. sia dai marxisti che sopravvalutano la priorità del mutamento delle strutture economiche nel processo di rinnovamento sociale . Il diritto di presentare dei candidati è assicurato alle organizzazioni sociali e alle associazioni dei lavoratori: alle organizzazioni del Partito comunista. Torino. con minor violenza alla libertà e soprattutto con minor confusione tra fini e mezzi. • e infine prende a fondamento della propria opera il valore «sociale» del diritto e a propria mèta la creazione di un «ordine» nuovo. istituzionale. della cui configurazione istituzionale poco si preoccupano. insisterà sulla tradizionale separazione dei poteri e sul consolidamento e lo sviluppo del regime socialista e rappresenta il nucleo dirigente di tutte le organizzazioni dei lavoratori. di Viscinskij. in quanto non si tratta soltanto di stabilire a chi sia attribuita la proprietà. istituzionale. ordine giuridico. 49 50 . e. ai sindacati. cit. L 'ultimo congresso del partito comunista dell 'U . al cap. Articolo 141 : «I candidati alle elezioni vengono presentati per circoscrizioni elettorali. in linea generale. . organizzazioni sportive e di difesa. conferma la nostra convinzione. ma anche dai socialisti riformisti che accettano passivamente le costituzioni «borghesi».S. che è l'avanguardia dei lavoratori nella loro lotta per il socialista: «Il diritto socialista durante il compimento della ricostruzione socialista e il graduale trapasso dal socialismo al comunismo» viene definito come «un sistema di norme stabilite in forza di legge dallo Stato dei lavoratori. 3. tecniche e scientifiche. Potrà mutare il contenuto di un dato sistema giuridico. si perverrà alla società socialista.è possibile immaginare variamente le caratteristiche di questo finale stadio comunista: «totale realizzazione dei definitivi ideali del liberalismo e dell'anarchismo» o «ferrea disciplina in cui nessuno osi opporsi alla decisione della maggioranza»?). alle organizzazioni della gioventù. Ma. ma piuttosto ricerca quegli strumenti. VIII) ha fatto nel 1939 alcune precisazioni sul diritto 2 spiegabilmente contradditorio. ciò va debitamente provato: ma. non può essere provato. vecchia verità questa: furono i plebei a esigere leggi certe. al socialismo. Il . ed è difficile dire con esattezza quale è il significato di dittatura e di legalità (fino a che punto dittatura in senso stretto. . E crediamo di poter opporre. «scritte». secondo noi. contro le «costituzioni rivoluzionarie». società culturali. Comunque a noi importa denunciare intanto gli sviluppi storici del leninismo: che sinteticamente possono essere resi da due articoli della Costituzione sovietica del 1936 (artt. fondato sul diritto come norma certa.. che non esclude a priori la legalità). Di questo Stato socialista è tuttavia difficile prevedere se sia una fase transitoria di pochi anni o di secoli. dove ci sarà una società politicamente organizzata ma non la consueta coazione statale (cfr. Comunità territoriali e ordini politici. agli uni e agli altri. (Del resto. almeno per ciò che riguarda il gruppo attualmente al potere. di rivoluzione e di ordine nuovo. è assicurato ai cittadini dell'U. op. in luogo del diritto «borghese».. il Movimento Comunità. 1952. Viscinskij (citato dallo Schlesinger. le future XII Tavole)2: Ci rendiamo conto che il pensiero di Lenin (il testo fondamentale è.. oscillando fra diverse esigenze .Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Ora. Parlare di «diritto rivoluzionario» è una contraddizione in termini (se non lo si intenda come una semplice formula politica di comodo): occorre distinguere sempre tra la singolarità del fatto e la generalità del diritto. di risultare.S. alle società culturali».Quale sia poi il nuovo ordine. che risponda al requisito. organizzazioni della gioventù. alle cooperative. che cioè guardano antistoricisticamente al punto in cui. e quando dittatura in senso puramente sociologico.S.R. le osservazioni dello Schlesinger in La teoria del diritto nell'Unione sovietica. • e dissente in egual misura sia dai moralisti che pretendono di mutare astrattamente gli uomini prima della realtà sociale.R. 126 e 141) e da un commento teorico autorevole. • dall'altro lato non crede nel mito della rivoluzione in quanto tale. al fine di proteggere. In tal senso. rafforzare e sviluppare i rapporti socialisti e la formazione di una società comunista». attraverso uno Stato socialista. Stato e rivoluzione) è In conclusione. perennemente essenziale.S.

Il suffragio universale dello stato democratico infatti.delle istanze culturali e delle garanzie democratiche.. scienza. il quale abbisogna oggi. Stato) . e circa il pericolo. educazione. Solo così il principio vitale della libertà. ma veri e propri ordini politici. di forme istituzionali pluraliste di delicata struttura. Milano. specialmente in regime di partitocrazia. in tutte le sue ramificazioni. educazione. aziende. "La libertà è garantita quando si stabilisca giuridicamente un nuovo equilibrio tra le forze sociali e spirituali che vivono in uno Stato moderno. l'unilateralità. dei popoli coloniali e del risveglio nazionale d'Africa e d'Oriente. nell'àmbito delle Comunità territoriali.S. Regioni. così da poter essere considerato alla fine una organizzazione più nazionale che classista. essa tcnde a rafforzarc gli interessi costituiti e a rendere più deboli proprio quelli che lo stato dovrebbe difendere come generali o meglio ancora universali. Queste precisazioni possono aiutare a chiarire il carattere antitecnocratico e anticorporativo del Movimento Comunità. tra le forze sindacali. 2. la sostituibilità di tale Gruppo. Ma il Partito comunista dell'U. l'apertura. non dà assolutamente garanzie per la formazione di una classe dirigente politica «aperta». "La formazione differenziata e indipendente di ciascuno degli organi tra i quali è diviso l'esercizio dei tre poteri. rappresentano la specializzazione. • equilibrio dinamico. cioè di un àmbito che tende a coincidere con quello statale. è proprio l'inverso di ciò che secondo noi deve proporsi una società organizzata. mentre a noi sembra che proprio qui sia necessario proporre soluzioni storicamente più fondate e concettualmente più audaci. accettata nello Stato sovietico. oggi entrato in una fase drammatica e sanguinosa. sia delle possibili soluzioni: il problema. per Urbanistica. il pensiero socialista democratico ha denunciato una insufficienza di sensibilità storica. ma anche dall'immissione. e sotto certi aspetti diviene sempre di più. in esso ha limitazioni assai gravi la democrazia interna e non è discorre sopra. lavoro. La situazione mondiale. Il Movimento Comunità non indica quindi come nuova classe politica gli ordini professionali. nel quadro dell'assedio a cui la nazione russa è stata sottoposta per anni da parte delle potenze internazionalista. economia. O.R. ha indubbiamente valore sul terreno dell'evoluzione costituzionale: ma in effetti. delle diverse forze sociali e spirituali che caratterizzano uno Stato moderno.. Si ha in tal modo una concreta integrazione e un superamento del marxismo-leninismo. che non è stato sinora compreso da tutti. che abbiamo già analizzato nelle sue tre componenti (cultura lavoro democrazia) è rappresentato nelle singole Comunità dal nucleo originario del potere. Il potere politico sorgerà come sintesi di queste forze (nucleo originario del che affidava la rivoluzione sociale alla diarchia operaio-intellettuale senza tuttavia riconoscere il nesso eterno tra libertà e democrazia né il valore differenziato dei termini giustizia. appartenenti a tutto l'uomo. le cui funzioni riflettono tutte e solamente le attività politiche aventi una radice spirituale e una validità universale: giustizia. 1951. democratica. entro ciascuno degli organi costituzionali che tali poteri esercitano. non affrontato che parzialmente dalla democrazia politica e risolto invece per eccesso dal regime sovietico.S. e dei fini stessi. in esso si è vincolati a una determinata filosofia politica . Inoltre esso si porrà il problema fondamentale della Come si esprime a questo proposito Adriano Olivetti nel suo volume L'ordine politico delle Comunità4. Su di esso. 310-311. e la teoria del Gruppo Guida. organo di parte. rimane pur sempre. . in tutte le fasi del processo costituzionale . .Se a questo punto ci trasferiamo sul piano della situazione mondiale. assistenza. urbanistica. autonomie tra periferia e centro. l'analisi. Inoltre la stessa «apertura». in quanto tali. "La libertà non è adunque salvaguardata unicamente dalla separazione e dall'equilibrio dei poteri. I tecnici. sindacati. ed. 4. Popoli coloniali e aree depresse.S. : L'ordine politico delle Comunità. che è coesistenza di forze. né in generale la complicazione della società moderna e quindi dello Stato. la competenza del politico invece deve saper vedere ogni esigenza specifica sotto l'angolo più ampio degli interessi generali. per una sua civile esplicazione. • presenza attiva e coerente. giudiziario. cioè alimentata e provata dal passaggio obbligato attraverso il governo degli enti territoriali minori e di aggregati sociali naturali come scuole. postulata dai corporativisti. che esso si trasformi in oligarchia3.R.ad ogni grado (Comunità. pagg. deve riflettere l'equilibrio politico rappresentato dal nucleo originario del Potere. In verità i mezzi adeguati a raggiungere i nostri fini sono molto complessi e si prospettano in tre fasi distinte ma compresenti : • organizzazione istituzionale della cultura fondata sul riconoscimento giuridico di istituti culturali specializzati a statuto democratico (Istituti per le Scienze politiche e Amministrative. della società. può anche segnare la definitiva involuzione in senso nazionalistico di un ideale 4 51 52 A. gli organi decentrati delle istituzioni culturali e i Centri Comunitari di formazione Potere). capitalistiche. La rappresentanza professionale di categoria. ecc. per la Istruzione e la Educazione. inteso nel senso di equilibrio di rappresentanza politica. è ben lontana dall'offrirci le necessarie guarentigie giuridiche circa la formazione. la troviamo 3 Queste osservazioni sono fatte senza ignorare la maggiore «apertura» che si è voluta dare via via al dominata da un problema che ci sembra esemplare sia delle origini del travaglio contemporaneo. Questo equilibrio. impregnerà come una linfa. quindi.S. il grande albero dello Stato ». di cui si più di una. legislativo.dove lo stesso socialismo ne ammetterebbe possibile un controllo istituzionale del potere dei suoi capi. lavoro.).Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 principio di un nuovo integrale federalismo interno. esecutivo. per non dire innumerevoli -. Partito comunista dell'U.

razziale. che nel voler risvegliare la spinta libertaria di larghe masse . spesso in minoranza all'inizio. e buona parte della confusione del mondo di oggi deriva inevitabilmente da insignificante e impotente in mezzo a una società potente e ad uno Stato onnipotente. gli schemi della democrazia partitica (e certi precisi interessi da conservare o da alimentare) hanno portato gli occidentali «democratici» all'appoggio di forze. in quanto. c'è da sceverare il bene dal male. con larga prevalenza di contadini. latifondisti. e ciò che qui si vuol concedere a ogni operaio 54 . offrirebbero una interessante soluzione a un arduo problema costituzionale sinora insoluto. possesso della cultura internazionale (il Disegno di Costituzione Mondiale presentato da un gruppo di studiosi dell'Università di Chicago) postula accanto ai tradizionali valori democratici il peso delle istituzioni culturali e delle forze sindacali. e fiere della loro tolleranza. In particolare molti uomini di cultura. e sono concepiti nel sociali e costituzionali desiderati. importanza di primo piano ai partiti politici. si possa evitare la lotta per il potere. 4. C'è gruppi politici (non esclusi i socialisti democratici). ognuna di esse. fanno sì. Ci sembra che la soluzione sia da ricercarsi in direzione di un sistema di piccole organizzate democrazie. Viceversa l'esperienza recente ci insegna che in questi paesi arretrati. come fondamentale al pari di esso. affondano le loro radici nella all'ordine del giorno. fondate su integrazioni tra il principio territoriale e il principio funzionale. una rivoluzione sociale ha inizio con un'alleanza di elementi eterogenei. Roy è uno dei maggiori scrittori politici dell' Asia. Non ci riesce di comprendere lo scopo di tutta la fatica da lui spesa a presupposto che la detenzione del potere politico sia essenziale per il conseguimento dei mutamenti questo proposito. Un formale (e interessato. Ora. che gli occidentali appaltatori di tasse per conto di autocrazie feudali. che non hanno alcuna seria analogia con le borghesie . che non verranno mai realizzati»). tutte categorie che non hanno alcun interesse né economico-sociale né culturale o religioso alla libertà. sia che alzino la rossa bandiera della rivoluzione. di effettivo potere economico e politico»5. di effettivo potere economico e politico. la democrazia locale ha spesso tradizioni millenarie in diverse civiltà contadine dell'oriente. Lo stesso Brown dimostra di cogliere il punto essenziale quando scrive che «la decentralizzazione del controllo industriale ed economico.sono. e se la lotta per il potere continua ad essere la molla della prassi politica. e dotate. e sollecitato anche dalle burocrazie coloniali) rispetto della situazione costituita. Questo concetto merita di essere studiato «spetta altresì ad ogni cittadino nei confronti del potere politico ed economico». per le quali al mutamento delle strutture economico-sociali si nega la priorità assoluta e viene richiesta. mista a paura per l'avanzare dello stalinismo. integrate in una struttura a piramide. Egli è certo conscio dei pericoli legati ai partiti politici. esistendo i partiti politici. come in Occidente. 5 Manvendranath Roy ha partecipato dal 1906 al movimento di liberazione nazionale in India e. 1951]) egli scriveva: «Non c'è dubbio che l'autore [Brown] attribuisce. non hanno per mezzo di essa la possibilità di esprimere organismi validi ai fini della civiltà. e dotate. poi. ha avuto un ruolo di primaria importanza entro le formazioni politiche di sinistra d'Asia. gli errori e le colpe degli occidentali sono insieme di governi. come in genere in tutte le aree depresse. sul terreno delle idee e su quello delle istituzioni. effettuata in modo che l'operaio senta che attraverso il suo voto egli diviene qualcuno sia nella fabbrica che nello Stato. uno strano oblìo sulle origini spesso violente delle stesse democrazie occidentali e una buona dose di presunzione e di arroganza. invece. operano in nome di una libertà etnica. «in direzione di piccole organizzate democrazie integrate in una struttura a piramide che costituirebbe lo Stato. Le strutture comunitarie. la liberazione sociale e il progresso sono ideali immaginari. Anche un documento di alto interesse in 53 favoriscano continuamente le forze più illiberali: nazionalisti confessionali. dalla parte della ragione. di gruppi di produttori che pur una notevole incapacità e cattiva volontà. tirannici scontisti. da parte di tutti. sia che sotto le apparenze delle libertà nominali si facciano strumento di un feudalismo decadente. di umanesimo radicale.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Verso questi popoli. D'altra parte i comunisti. I partiti politici propriamente detti hanno origine recente. di Ivor Brown (sulla rivista The Humanist Way da lui diretta [voI. storicamente. è evidentemente la necessità del momento attuale».dell'occidente sette-ottocentesco. di uomini della cultura. che non è esattamente la nostra libertà. di cogliere il senso della storia di questi popoli. in tutti costoro. Quindi la conquista del potere politico è stato l'argomento principale questo concetto. delle forze della cultura e per una democrazia federalista. la fondazione di istituti per l'esercizio concreto e diretto. Ora. Nel recensire The Meaning of Democracy. come in genere nelle aree depresse. che si ritengono versati nei problemi orientali (ma in realtà sono uomini di limitato interesse culturale) passano dalla sufficienza paternalistica al falso rispetto (il rispetto per le cose «così come stanno») all'infatuazione per il pittoresco e l'esoterico.illuministiche e imprenditrici . n. Le masse rimangono fatalmente dominio di oligarchie totalitarie. la tradizionale democrazia politica formale è reazionaria e masse inorganizzate di milioni di uomini. costretta a farsi dei loro programmi. hanno colto tutti i vantaggi possibili dalla situazione. E in questo ordine di idee è ancora l'azione politica di Manvendranath Roy e del suo gruppo neo-umanistico indiano. I partiti politici miserabile. nella quale solo il permanere di certe cause specifiche finisce per determinare la prevalenza dello stalinismo. ma ritiene che possano essere eliminati con una riforma delle condizioni delle masse. Non appare chiaro come. d'Europa e d'America (Messico). La tragedia dei tempi moderni è l'atomizzazione della persona. e anche. In Oriente. Nei paesi coloniali. dal 1917. Nelle loro correnti migliori le grandi religioni orientali sono tolleranti. di vorrebbero essere considerati liberali. IV. nella sua esposizione. il pregiudizio nei riguardi di qualsiasi possibile successore giacobino. ed hanno fatto dell'individuo un essere vuoto e ognuna di esse. In realtà i metodi che l'autore cerca di correggere nel suo volume sono da natura stessa degli uomini. affaristi legati a interessi esterni al paese e affermatisi all'ombra delle armi straniere. ed daborato in tutti i suoi aspetti e le sue conseguenze.specie rurali . Brown ammette tuttavia che i partiti (e nel caso particolare si deve intendere i partiti politici) sono inevitabili. che lotta per l'emancipazione. Per molti anni è stato a capo del «dipartimento orientale» dell'Internazionale Comunista: si è poi via via orientato verso posizioni «al di là del comunismo». vere radici atte a determinare nel corpo costituzionale una linfa vitale. aggiungiamo. le strutture comunitarie particolarmente si prestano a indicare un sistema atto ad avviare verso Stati federali sopranazionali. è da dire che nei paesi che escono da un regime coloniale. nell'imporre alla libertà forme nate da esperienze storiche particolari od estranee. che costituirebbe lo Stato. l'inganno e la demagogia saranno attribuirsi in massima parte ai partiti politici. delle libertà indi viduali («salvo che come somma totale di libertà e di benessere attualmente goduti da parte degli individui.

cinese o indiano è legata alla sorte dell'operaio urbano europeo e americano. se si vuole. di stabilità economica e di ordine internazionale. esiste contemporaneamente un diritto di veto per i più grandi. ed è ormai impossibile prescindere dalla sua presenza in qualsiasi azione politica anche marginale.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Per tornare su un terreno più contingente. anche la stessa ammissione all'assemblea. in passato. ove sono scartate imposizioni unilaterali). sarà facile risalire alla posizione del Movimento Comunità problema generale dei rapporti internazionali. disperazione». non dei gruppi sezionali. ma anche contro i loro nemici di sempre: fame. dell'Indonesia. mentre.) La democrazia soltanto può fornire quella forza vitale atta a stimolare i popoli del mondo a un'azione vittoriosa non solo contro i loro oppressori umani. carica spesso di non 6 Ecco i passi più importanti del Punto IV di Truman (dal discorso inaugurale da lui tenuto al Congresso nel febbraio 1949. con l'accordo di tutte le nazioni del Commonwealth stesso. Così chiamato dalla città di Colombo nell'isola dì Ceylon) si concertò per i paesi asiatici del Commonwealth. Alla consueta antitesi di occidente contro oriente. (. ma sboccare in Asia e in Africa in federazioni continentali e sub-continentali educate alla lotta per un ordine internazionale. . Altra sua caratteristica essenziale consiste nel non essere di formazione autoritaria. O addirittura. è sottoposta ai mutevoli criteri della guerriglia diplomatica.) Il vecchio imperialismo . a seconda che fosse necessario fortificare le proprie aziende in fase critica o sconfiggere le Industrie artigiane dei paesi arretrati (mentre spesso. Oggi crediamo apparisca finalmente evidente che il progresso occidentale è legato a una visione unitaria del mondo: la sorte del contadino persiano. in virtù dell'ossequio alla politica di potenza. o depresse. contro gli accordi dei «grandi» stipulati in conto e sulla pelle dei «piccoli». e per concludere: la spinta all'emancipazione nazionale. e mentre alle riunioni per la sua redazione erano presenti osservatori della Birmania. in virtù dell'ossequio alle sovranità nazionali. ma contro il tipo di rappresentanza costituito dall'ONU. Ciò che noi intendiamo è un programma di sviluppo fondato sul concetto di un leale Il Piano di Colombo (del 1950. alternato protezionismo e liberismo. allo stato attuale delle cose. tipo Piano di Colombo7 (piano per lo sviluppo economico cooperativo dell' Asia meridionale e sud-orientale. solo se accompagnata dalla lotta per il diritto e per la libertà della cultura. ma nel chiamare anzitutto in causa le rappresentanze responsabili dei paesi interessati. Il primo passo verso una normalizzazione dei rapporti internazionali sarebbe dato certamente dal democratizzarsi interno dell'ONU. Siamo. accompagnandovi non raramente la conquista militare). se non sono interamente democratici gli Stati che vi appartengono. non porterà ad imboccare una via cieca. 55 . partecipare all'elevazione del livello di vita delle aree arretrate «unilaterale». ove. e attualmente sorretta dai comunisti. d'altra parte. iniziavano uno sfruttamento intenso di materie prime. Questa onnipotenza dello Stato (oggi nessuna opposizione.Alla luce di questi esempi. In altri termini. i ceti capaci di realizzarle. qualunque sia il confine geografico che li divide. E' un piano fondato sul presupposto che sia un dovere per le nazioni più progredite e in posizione più fortunata. E dove. è terreno troppo vasto e infuocato perchè il Movimento Comunità possa pensare di determinarne gli sviluppi con una dichiarazione programmatica. D'altro canto. è chiaro che gli occidentali rimarranno nell'errore sinchè insisteranno nell'appoggiare una economia liberale inesistente: essi che hanno. certo. abbiamo preferito l'antitesi tra il mondo ove si ha «certezza del diritto» e il mondo in cui questa certezza del diritto non è garantita. Occorre rendere operante la politica del «punto quarto» di Truman6. tra il mondo ove vige l' habeas corpus e il mondo ove l' habeas corpus non vige. hanno perduto quasi del tutto ogni significato politico se non quello di agenzie esecutive di uno Stato guida. e contro la colonizzazione russa (eventuale) in Europa. sia piuttosto questione di chiarezza di principi che di chiari motivi polemici. e se il mandato ai delegati nazionali non sia conferito in modo più esplicito dai popoli che essi rappresentano. fallisce al suo scopo e va respinto senza compromessi. contro le zone d'influenza e ogni tipo di politica di potenza. 7 piani. Persino le Internazionali di qualsiasi tipo. un'altra considerazione ci sembra qui necessaria. La politica estera internazionale. E ciò per ragioni di comune benessere e di giustizia. diremo che noi siamo contro la colonizzazione occidentale (in atto) in Asia. e i piani nazionali e sopranazionali. miseria. ma che. legata alle aspirazioni libertarie. e tenere soprattutto presente che il riarmo può essere uno strumento sussidiario e di emergenza. e se dovrà non già concludersi in nuovi Stati sovrani. al termine della quale c'è stasi e involuzione se non guerra. Siamo cioè contro tutti quei sistemi che o tendono a fare di alcuni popoli i soggetti e di altri gli oggetti della politica internazionale. come 33° Presidente degli Stati Uniti d' America): «Dobbiamo impegnarci in un nuovo audace programma al fine di utilizzare i benefici della nostra marcia scientifica e del nostro progresso industriale nel miglioramento e nello sviluppo delle aree depresse. per una assise internazionale di stati. ma è ben difficile che una Organizzazione delle Nazioni Unite sia democratica. anzichè essere un diritto di ogni stato democratico. La lotta per la libertà può essere sostenuta proprio e soltanto appoggiando le riforme di struttura (specie agrarie). attuato senza discriminazioni e sotto la responsabilità degli Stati. Noi pensiamo tuttavia che. (. E per chiarire infine in assoluto i rapporti tra le democrazie «progressive» in Europa e le democrazie «storiche» in Asia. anche la più accanita.sfruttamento da parte di stranieri . in ordine al 5. (quale per esempio la Federazione dell' Asia del Sud-Est vagheggiata anche da Nehru) L' ordine internazionale. con il contrapporsi di blocchi armati a dividersi l'intera faccia della terra. dell'Indocina e del Siam. particolarmente delle masse rurali. se esso porta ad alleanze degli occidentali coi ceti oppressori nei paesi che lottano per il loro progresso tccnico e per un assetto sociale più giusto. Lo stato moderno è andato via via estendendo in modo inesorabile la rete dei suoi interventi nella vita sociale. Pertanto un qualsiasi riarmo è giustificato solo nei limiti in cui conservi carattere difensivo e si accompagni a un radicale piano di cooperazione economica. come contropartita. gli Stati Uniti o l'URSS hanno in linea di diritto lo stesso peso delle più piccole nazioni. respingerebbe 56 abilità diplomatica.non trova posto nei nostri comportamento democratico.

. il Movimento Comunità ha sempre opposto alla struttura verticale e gerarchica dei partiti la ripartizione del potere. e preparare invece una classe politica non esclusivamente legata ai partiti . falsando in tal modo una delle condizioni più preziose della democrazia. ma ciò stabilmente per sè e in modo esemplare per gli esterni. oltre tutto. alla cui redazione ha dato un suo contributo dottrinario e di pratica esperienza (vedi la europeo dei comuni». Inoltre. Per questo il Movimento Comunità è naturalmente federalista. La Federazione europea darà all'Europa autonomia e salvezza. diretto e personale tra il corpo elettorale e la sua deputazione. l'esperienza dimostra che solo Stati strategicamente forti pongono e risolvono il problema delle autonomie all'interno. di autonomia generale anche nei confini degli Stati. partiti e classe politica. e costituisce un diaframma artificiale. Nel caso poi particolare dell'Europa. senza che ciò significhi un nostro entrare nella polemica partito. il che implicherebbe una sorta di riconoscimento giuridico. staccò invece il contatto umano. la Federazione europea. 15. Il monopolio della vita politica in tutte le sue fasi ormai assunto dai partiti. una Federazione europea è l'unica risposta democratica coerente ai vari nazionalismi. La proporzionale riuscì solo in piccola misura a infrangere le clientele meridionali e. II. pur dando per scontato il danno che ne potrebbe venire in un primo tempo alle fortune elettorali proprio con ballottaggio per le elezioni della Camera. 1951: «Partecipazione delle libere collettività locali a un consiglio 57 58 . regioni. tenda a sovvertirlo in senso totalitario. ma al contrario struttura sempre più autonomistica nell'àmbito degli Stati. un elemento di progresso nel fenomeno federativo. ottobre. con la responsabilità di tutti i partiti politici e dei loro dirigenti. contro le «scuole di partito» e i diversi inviti alla politique d'abord. che il Movimento Comunità è d'avviso che occorra assolutamente un dispositivo costituzionale per impedire alla maggioranza di essere arbitra del suo perpetuarsi. federazioni continentali o sub-continentali. convinti che ciò avrebbe un decisivo valore per l'elevazione del livello culturale del Parlamento. anzichè essere un elemento di innovazione. non interamente dissimile da quello che si è andato imponendo per i sindacati. A qualunque costo. Aggiungeremo che alcuni di noi. abbiamo detto: ma appunto per questo occorre avere le carte rigorosamente in regola. 1952: «Carta europea delle libertà locali»).In primo luogo. mascheratosi di legalità. accettando un assetto interno di democrazia garantita dalle leggi. ripetiamo.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 a priori l'occasione di una partecipazione al governo.nel quale la democrazia ha avuto per buona parte il carattere reazionario di una restaurazione. autonomia generale. E in linea più generale. di articolazione politica e amministrativa antimonopolistica in ogni senso. -Venendo infine sul terreno della politica interna. che limitino. 6. Va contingente. il Movimento Comunità. Il partito moderno è uno strumento centralizzato e burocratico che svolge nell'àmbito dello Stato una funzione di sclerosi analoga a quella svolta dai spesso oppressivo. Probabilmente conviene spezzare il monopolio creando una serie di strutture e nazionalismi riguardo alla vita internazionale. In definitiva gli Stati Uniti d'Europa saranno una realtà viva e operante in quanto immediata conseguenza di un comune scopo spirituale e di un assetto politico e sociale nuovo e omogeneo8. Ma. e n. i partiti. e Federazione europea.che sono poi le cose che a noi interessano di più. dall'esterno. attuando un astratto criterio di giustizia. rivolge la sua opposizione Il Movimento Comunità ha appoggiato sin dagli inizi gli scopi dichiarati dal «Consiglio dei Comuni 8 d'Europa» e appoggia la battaglia per la realizzazione dei princlpi contenuti nella «Carta europea delle libertà locali». comuni. suggerirebbe una strada per altro non scevra di pericoli . auspicano un ritorno al collegio uninominale subito detto tuttavia.si.per garanzia dei cittadini: cioè un controllo costituzionale continuo sulla democraticità interna dei partiti. Una Federazione europea. II Movimento Comunità vede. e anzi l'unica strada per riacquistare alle nazioni d'Europa la qualità di soggetti della storia. 7. associazioni. in quanto ha reso arbitro il partito delle scelte dell'elettorato e addensato i riflettori della propaganda sui dogmi anzichè sui problemi e sugli uomini. diremo che l'adozione del sistema proporzionale in questo dopoguerra italiano . solo se federazione è intesa nel senso integrale di decentramento assoluto. Una federazione di Stati accentrati e nazionalisti è una contraddizione in termini e potrebbe addirittura servire a bloccare lo status quo sociale esistente. e data la divisione del mondo in sfere d'influenza. giugno. qualunque fossero le differenze ideologiche con gli altri partiti compartecipi) sembra far concludere per la necessità di concentrare gli sforzi in favore del superamento degli Stati nazionali interamente sovrani e in favore della costituzione di ordinamenti giuridici superiori. province. rimarrebbe sempre estremamente difficile stabilire il criterio «obiettivo» per il diritto alla permanenza e per le ammissioni di nuovi soci nel vincoli costituzionali. Federalismo non deve essere statalismo. risolti sempre nel dogmatismo. Con maggior coerenza di coloro che fanno della proporzionale una questione di principio. sopranazionale. Naturalmente lo Stato democratico si deve difendere a qualunque costo contro qualsiasi gruppo che. il federalismo interno e l'integrazione ininterrotta di elementi autonomi. ma piuttosto per prendere aperta posizione verso un problema che la congiuntura politica ha sollevato. contro la partitocrazia. il dei partiti che si presentano meno massicci. Stato. ma vede con decisa opposizione la possibilità che l'idea federalista declini in una sorta di strumentalismo strategico e in una coalizione di Stati. . beninteso. e la realtà politica attuale indica che attraverso la battaglia per il federalismo europeo e per una costituente europea si possono individuare e combattere i nemici di ogni struttura federalista e comunitaria. può affermare che abbia avuto effetti non benefici nella nostra vita politica. tra la realtà sociale e gli organi politici della collettività. n. Fermandoci a un aspetto della contesa elettorale. in nome dei principi autonomistici e concretamente liberali esposti sinora. aperta a tutti gli Stati che vogliano accedervi. rivista Comunità.

in pratica difficilmente attuabile. come tengono a dichiarare i suoi stessi membri laburisti. la diffusione di notizie di particolare rilievo politico e sociale dovrebbe essere garantita da altre disposizioni: quale l'obbligo. nelle attività urbanistiche. e non pochi. ma stabilita. possa divenire sul piano parlamentare uno degli strumenti essenziali per la loro realizzazione. Ma questo è lavoro a lunga scadenza. ad dovrebbero essere equamente ripartiti fra tutti i giornali. una classe Movimento Comunità offre l'esempio della Società Fabiana inglese9 e la solida strumento della lotta politica. Il socialismo e la crisi internazionale. contro ogni coartazione). il Movimento Comunità si richiama al fervore personalista che lo anima per farsi interprete della necessità del rispetto della persona (contro il mantenimento di leggi e regolamenti di tipo fascista o contrari alla Costituzione. e mai l'unico. per la realizzazione di obiettivi politici. infine. egli è in balìa d'ogni brezza passeggera. sottraendone la produzione e la distribuzione al regime di monopolio. Non si tratta soltanto di «difesa della libertà». nel servizio sociale. se non addirittura di un partito che. naturalmente se militano in uno di quei partiti che lasciano intravvedere la possibilità di tradurre sul piano della politica quotidiana alcune delle informandosi ai postulati del Movimento. che Unioons (e conservando «gelosamente». possono essere coerentemente e di ugual diritto comunitari. In questo senso i centri comunitari dovrebbero essere i luoghi nei quali tale opinione liberamente si forma. London 1952. ital. Occorre tuttavia chiarire a questo punto che. da più diecine di centri o società fabiane locali. Piuttosto che attraverso il controllo delle fonti di finanziamento dei giornali e delle agenzie d'informazione. contro ogni intolleranza e ogni censura. Sarà forse a questo punto utile riportare una considerazione del laburista Aneurin Bevan (In Plact' of fear. e anche attraverso scuole e convegni. mentre altri. . a cui è chiaro che ogni uomo che rispetti se stesso debba associarsi. D'altro canto. che senta la vita politica come una necessità pregiudiziale. e rimane in posizione indipendente rispetto ai partiti. le riforme atte a consentire nel modo più ampio. Tuttavia anche in questo campo esso mette in guardia contro chi nell'astratta difesa della libertà universale trova (o cerca) un alibi per non arrivare a riforme di struttura e per non risolvere le questioni concrete. si potrebbe dire. le minori imprese giornalistiche alla sopraffazione dei grossi monopoli economici. Nessun uomo di stato può reggere alla tensione imposta dalla vita politica moderna senza quell'intima serenità che deriva dall'aderenza a un certo numero di convinzioni fondamentali. Per una concreta difesa delle libertà. premesse mai smentite d'oppressione e di intolleranza. una più vasta garanzia per l'esercizio di tale diritto sarà probabilmente da ricercare attraverso disposizioni che consentano di ridurre il costo delle 9 La Fabian Society. nelle aziende.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 maturazione di una classe dirigente aperta a tutti i problemi della collettività.senza dogmatismi . sono i problemi che presentano carattere di urgenza. da parte di tutti. Ma altri che sono impegnati in un'azione di partito. dirigente. e si associa in questo alla più sana tradizione liberale. una più larga politica di esenzioni fiscali in favore delle aziende editoriali e. nella traduz. con giustizia geografica. la sua forza è consistita nell'assenza di ogni tatticismo. in vari decenni di lavoro in stretto dialogo col partito laburista e con le Trade pubblicazioni e della diffusione di notizie. nella formazione di una classe dirigente fedele alla amministrazione e alla autonomia. i sindacati autonomi. la sua indipendenza) si è preoccupata di delineare una serie di riforme di struttura. abitudine di molti pubblicisti irridere al Partito laburista per il suo attaccamento a quelli che passano in politica. dai contratti pubblicitari stipulati da enti e società di diritto pubblico. attraverso nuclei di dibattito popolare: luoghi di incontro e di ricerca e non. Di fatto. 3). nella più energica complementarità delle forze economiche e degli organi amministrativi. nella larga apertura . al tempo stesso. [Novara] 1952): «È per princìpi dottrinari». 2). 59 . della 60 esempio. sulla base delle premesse morali e politiche di cui ai punti I ). 8. oltre che delle Proposizioni fondamentali 1949 del Movimento Comunità. II Movimento Comunità infatti respinge l'interpretazione del partito o dell'azione parlamentare come unico principali esigenze del Movimento Comunità. sancito per legge. In primo luogo. Senza la loro influenza equilibratrice. come le sezioni dei partiti. e non la ideologia e il mito come pregiudiziali alla vita politica. le forze della cultura. la cosa più conveniente. il controllo delle fonti di finanziamento indiretto rappresentate. la maggior parte dei comunitari è impegnata direttamente e politicamente nella vita delle amministrazioni. la socializzazione (almeno parziale. nei sindacati. Dal tono di questi attacchi vien fatto di pensare che la mancanza di princìpi sia. il Movimento Comunità offre l'azione chiarificatrice e illuminante portata nella pianificazione urbanistica. ma si tratta principalmente di creare gli strumenti per l' esercizio della libertà in concreto. anche quando non se ne vedeva immediatamente possibile la realizzazione per gli esistenti rapporti di forza politici. oltre che con i consueti libri e pamphlets. nei centri più importanti) delle aziende tipografiche consentirebbe di disciplinare l'utilizzazione dei relativi impianti secondo criteri distributivi e di assicurare al maggior numero possibile di correnti d'opinione le più agevoli condizioni per l'espressione del proprio pensiero. di trovare i mezzi idonei onde si formi e si esprima liberamente l'opinione pubblica. Contro le parole d'ordine e i puri rapporti di forza.Sul terreno delle libertà politiche tradizionali minacciate in questi ultimi tempi da clamorosi attentati. monopolio di soluzioni prefabbricate. e fonda tutta la sua azione sulla efficacia politica delle associazioni territoriali autonome.agli esperti e nella sua fiducia nell'azione educativa svolta. Per esempio. l'esercizio della libertà di stampa e d'informazione. Intelligenza e agilità politica non possono sostituirle validamente». non è incompatibile per un comunitario militare in un partito politico.. nella scuola. di «partiti» anzichè di partito. contro ogni eccesso poliziesco nell'amministrazione della giustizia e nel regime carcerario. Non impegnata nelle contese elettorali politiche. Tuttavia essi dovranno avere ben chiaro che un partito non potrà mai essere che uno degli strumenti. Altre misure per facilitare la libertà di espressione potrebbero essere: una congrua riduzione dei costi della carta. sottraendo. nel giornalismo. nel servizio sociale.

instruire. Sidney e Beatrice Webb scrivevano: «È dalla facoltà di pensare nuovi pensieri e di formulare anche le più inattese idee nuove che dipende il progresso futuro dell'umanità»12. mais qui au contraire raisonnèrent et chantèrent comme chantent les oiseaux. a questo punto. la lotta politica. rimandiamo all'articolo Ricreazione educazione e servizio sociale (v. Noi accettiamo questa distinzione per intendere l'espressione libertà della cultura in senso attivo: non soltanto quindi libertà dallo Stato. non intende appoggiarsi a determinati gruppi privilegiati naturalmente conservatori che detengono oggi unilateralmente gli strumenti della cultura. empoisonnè. i rapporti tra politica e cultura. Ce gran ramage des génies fait ce qu'on nomme très bien les Humanités. . de quelle. della scuola gratuita. pensiamo noi. de quelle. Oggi i partiti hanno spesso bilanci formidabili e privi di qualsiasi controllo. richiamare una pagina di Alain (del 1934. Don Quichotte. Qualche esempio.-febbr. Faust. quali per es. Einaudi. con divieto di invadere le zone riservate alle liste avverse10. pur apprezzando e coadiuvando gli sforzi in atto per l'educazione popolare e l'organizzazione del tempo libero. in linea di principio e di fatto. la cultura oggetto. su possibili nuovi modi di organizzare gli uomini in società. d'où l'instruction tire ses richesses. un problema che il Movimento Comunità ritiene fondamentale. della pianificazione urbanistica. Nel campo scientifico. Torino 1950) si dice: «Molto più grave [rispetto ai mali della burocrazia]. delle borse di studio. cultura per l'uomo. e alle minoranze democratiche è praticamente impossibile affrontare la tempesta e il fragore delle lotte elettorali in condizioni di ragionevole equilibrio.Archimède. Il. ou bien attelé comme un cheval. per il pericolo che può derivarne per il futuro progresso sociale. ma vuole combattere una battaglia per la cultura e per uno Stato che si appoggi. de poètes.S. Mais si ces Politica e cultura. de quelle. porzioni di appositi spazi. non della critica dell'amministrazione. de quelle. l. In secondo luogo. la société ne peut. ma libertà nello Stato. «Post scriptum» alla seconda edizione. Othello. nella vita politica). la commodité.S. contro la frammentarietà delle tecniche. Cornia. pubblici ma indipendenti dall'Esecutivo.marzo 1951) di Angela Zucconi. On ne demande pas de quelle nation la Bible. personne ne pensera plus du tout. a favore del pieno impiego. il importe que je ne sois pas dépouillé. 2616 del 25 marzo 1952 presentata al Parlamento dai deputati Calamandrei. La première clameur . le choléra et l'ordure soient balayés. Et quant aux supérieures. 1-2-3. e la libertà della cultura la vittima) e «politica della cultura» (in cui invece sono gli uomini di cultura i soggetti. Et pourquoi? Parce que les fonctions de sociètè sont importantes. Ora. È stata chiarita di recente la distinzione tra «politica culturale» (di cui è soggetto lo Stato. parlamentari e la edizione da parte delle amministrazioni locali di bollettini d'inserzioni analogia con la situazione auspicata per la magistratura. Ci piace inoltre. On en tirera à peine une dictée. il Movimento Rossi Paolo. della decisa riprovazione e anche repressione. del bracciante. luglio 1951): «Viendra-t-il un temps. Mondolfo. la regolamentazione circa l'affissione dei manifesti elettorali solo su adeguate prezzo politico della carta e altri accorgimenti per diminuire la schiacciante superiorità economica di alcune formazioni politiche su altre. sans quoi je ne penserais guère. Per questa cultura (cultura unitaria. e il cui regime dovrebbe essere riformato con il porla a servizio della cultura attraverso l'elaborazione di nuovi e più specializzati programmi e con la istituzione su base democratica di organi direttivi. ripubblicata dalla rivista francese Federation. d'artistes. tecnici e di controllo. in 10 deve essere assiduamente cercata. n. certes. de penseurs. où la politique ne declamera plus? Il faut l'esperer. il 11 A chiarimento del nostro pensiero. libertà nell'impegno. in quanto tali. et tant d'autres sont humaines. est dû à un bon nombre de fortes têtes. è la persistenza nell'U. le principe d. Il n'y a pas lieu de gonfler par la rhétorique ces fonctions inférieures. il Movimento Comunità è favorevole ad organi di indagine e di informazione tecnico-politici e scientifico-sociali. e in cui risplenda l'amore per la vita). anche. Certes. sulla cultura. Proposta di legge n. Par exempIe. dei centri comunitari e culturali. la géométrie de Thalès. divenuta in Italia monopolio governativo.Iliade. d'après les règles de la cooperation. E infine le riforme rivolte a moralizzare. che intervengono. 61 62 balayages et défenses prennes tout le temps. Proprio sottolineando tale pericolo insito nel regime sovietico. ma del pensiero indipendente su problemi sociali fondamentali.Sfioriamo qui. 12 In Il comunismo sovietico: una nuova civiltà di Sidney e Beatrice Webb (voI. mais basses.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 pubblicazione da parte di tutti i quotidiani dei resoconti sommari ufficiali dei lavori gratuite di richieste e offerte di lavoro e di altre informazioni di preciso e riconosciuto interesse sociale. Ricreazione. la société ne le peut. ed è favorevole invece al rispetto profondo per la spontaneità e l'interiorità dell'operaio. Le vrai fonds inéquisable. dell'uomo della strada. la propreté. Nel campo del Servizio Sociale. per altra via. che è. il problema della radio. Belliardi e Cavinato. genn. le loro spese (elettorali e non) raggiungono miliardi. libertà nella vita. il importe que la peste. de quelle. il Movimento Comunità mette in guardia contro il pericolo di inghiottire tutto l'uomo nell'azienda «umanizzata» e nella ricreazione organizzata. On demande à la societe la sûreté. e l'unilateralità dei linguaggi specializzati. Nel campo scolastico.R. una cultura in cui sia possibile la sintesi. ces oeuvres. e ad evitare interpretazioni «conservatrici» di esso. su nuove forme di attività sociale e nuovi sviluppi del codice di condotta socialmente stabilito. ogni garanzia di libertà Comunità è favorevole all'autonomia disciplinare e didattica degli insegnanti statali. In coerenza con questi princìpi il Movimento Comunità nella sua lotta contro il pauperismo. Elle ne tirera de sa rhétorique propre que quelques phrases misérables qui changeront avec le gouvernement. è anche vero che i partiti maggiori esercitano nel campo politico una funzione simile a quella che esercitano nel campo economico i grossi monopoli. anno III. 9. de quelle. anch'essi «persone»11. La nation ne peut nourrir l'homme. qui ne furent point soumis à la commune opinion. È dalla facoltà di pensare nuovi pensieri e di formulare anche le più inattese idee nuove che dipende il progresso futuro dell'umanità». più persistentemente e più attivamente incoraggiata che in qualsiasi altro paese. assommé. se è vero che un controllo del bilancio dei partiti è di ipotetica realizzazione e presenta anche qualche difficoltà di principio. Ariosto.

C'est ainsi qu'on citoyen a confiance par la publique confiance. Leur pensée. Mais il importe premièrement de repousser ce qui envahit. loisirs pour apprendre. On est cela. Et s'il pouvait alors prononcer d'après sa seule experiénce. et au contraire j'accepte l'égalité des suffrages. j'y dois courir e j'y cours. Milano. Regìe industriali degli Enti territoriali e infine le Comunità di azienda. mais que tout disent qu'on dit. toutefois sous cette condition de prudence que le citoyen soit seul au moment où il decide. Il y a beau temps qui nos seigneur ont dénoncé l'incrédulité comme le mal des à peine. et chacun enseigne en défendant contre la rumeur le plus Républiques. ma profondamente inserito nel processo economico produttivo. car il enseignera ce qu'on doit croire. on le comprend très bien. dans les rues. ainsi la presse. mais du reste qu'il ne s'occupe pas de Vedi L'industria nell'ordine delle Comunità. En ce sens je les aime. 63 . tale che le centrali sindacali sono divenute esclusivamente le masse d'urto dei partiti politici che sono asservite ad essi. commence toujours par supposer faux ce qu'il se sent porté à croire. E solo in tal modo è possibile avviare a soluzione il problema della democrazia di fabbrica. Les autres font de même et n'en savent pas plus. per generale ammissione. il Movimento Comunità ha rivolto da tempo il suo interesse verso un'economia pluralista. si arrivi a quella salvaguardia della dignità umana dei lavoratori che è ancor oggi uno dei diritti più conclamati ma più calpestati e che è invece. Mai leur demander ce que je dois penser. Et pourquoi l'homme descend si vite au ridicule et à l'odieux. et contrarient d'abord de leur place. l'affiche et la radio sont en mesure de créer des paniques et finalement d'imbéciles massacres. . e ciò réalité ce sont les individus qui enseignent. cela signifie que personne ne dit. Questa politica non esclude più ampie esperienze dirigistiche. che secondo il Movimento Comunità è intimamente legato alle soluzioni economiche sopra esposte. per cui mediante la vigilante responsabilità delle Comunità di azienda e una più larga autorità.) e le Aziende Agricole Autonome (A. Ma le vuole attuate attraverso organi estremamente qualificati. Mentre quindi da un lato il Movimento Comunità postula per i lavoratori il controllo effettivo delle loro fabbriche ed aziende agricole. 11. il piccolo Stato e i relativi istituti scientifici che assicurarono per mezzo secolo alla fabbrica un primato tecnico e sociale. d'altro canto. 13 Un modello estremamente efficiente di industria autonoma il cui governo venne affidato al binomio cultura-democrazia è rappresentato dalla fabbrica di strumenti ottici Zeiss di Jena. Comme la publicité vous enfonce un nom dans les yeux et dans les oreilles. -Solo in tal modo. 1952. J'avais raison de dire que l'Etat n'est pas capable d'énseigner. degli assistenti sociali.A. pagg. Tout le mal vient de cette fantastique opinion publique qui n'est de personne et que tous subissent. Il y a comme un frein invisible qui amortit les oscillations. soit. espressione in forma cooperativa dei lavoratori. par masse. et cette méthode qui produit de grandes poussées. autant qu'elle leur est commune.S. Si stabilì in tal modo una comunità di interessi tra l'industria. L 'esprit roulé comme Ulysse par la vague. La panique et la furereur remédieront aux maux de nature par des maux encore pires. On examinera. La situazione del sindacalismo italiano è oggi. tout irait bien. servizio e previdenza sociale. mediante una serie di realizzazioni positive. Qu'il soit libre d'abord ». qui m'a donné protection. les premiers signes de l'incrédulité paraissent étonné alors de ce sillage qu'on homme libre laisse après lui. la cui proprietà sarebbe divisa tra Fondazioni tecniche e sociali. che preveda la trasformazione in enti di diritto pubblico delle industrie chiave e la trasformazione delle altre aziende. est puérile. si preoccupa dall'altro lato di radicare il più possibile fabbriche e aziende nella vita della Comunità chiamando a partecipare alla proprietà ed alla gestione gli enti territoriali in cui esse operano. La proposta di Industrie Sociali Autonome (I. 39-69 e 89-106.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Socialismo economico pluralista. il Movimento Comunità è favorevole a una assistenza svolta capillarmente nell'àmbito delle Comunità territoriali .A. ma profondamente autonomo e al tempo stesso non chiuso nell'esclusivo meccanismo della richiesta di con la creazione delle Comunità di azienda. secondo uno schema più volte esposto nella nostra letteratura13. et même plus vite qu'on ne l'espérait. par coopération. Tecnica della riforma agraria. in « Tecnica delle riforme ». On dit. fanatique et folle. Le calme revient. da garantire urgentemente. corresponsabili dei servizi sociali e della gestione economica: vere anticipatrici e artefici dello schema proposto di decentramento organico e generale che è sola via concreta ed efficiente di reale liberazione delle masse lavoratrici. Sindacalismo autonomo. bénir la société à laquelle j'appartiens. Nel I896 il fondatore Abbe conferì il suo patrimonio azionario ad una Fondazione che divenne proprietaria totale dell'industria. ma al tempo stesso lasci un certo giuoco allo stimolo dell'economia di mercato. l951. La lotta per la stabilità. et sans crier. produit en revanche de très petites pensées. coordinando il piano economico con i piani urbanistici.). poi in « Società Stato Comunità ». quand il est digne de son nom. [Torino]. non. volto verso una socializzazione che tolga al capitale la preminenza nella proprietà dei mezzi di produzione e ogni possibilità di sfruttamento. ou tout autre périI. sono esempio abbastanza chiaro del pensiero economico del Movimento Comunità. Preuve qu'on bon nombre de citoyens ont compris la malice. C'est qu'il agit comme société. fera preuve. selon la méthode de civiliser qui est si bien dépeinte dans Candide. Ce n'est pas que l'homme de la rue manque de bon sens. 10. puissants moyens. Je suis bien loin de le penser. L 'esprit. Ils criaient avant d'être écorchés. socializzata e non statizzata. et qu'il y ait incendie ou écroulement.articolata nei centri comunitari e nelle aziende raggruppata nelle regioni. Assurément je dois. mentre al centro dovrebbe essere costituito un solo organismo 64 aumenti di salari. sia industriali sia agricole. In particolare. apparaît quelquefois nageant selon sa loi. et la paix.A. toute rumeur qui leur vient aux oreilles. En haut de lui-même. anche sul terreno politico-sociale. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Zeiss era nominato dal Dipartimento del granducato di Sassonia-Weimar dal quale dipendeva l'Università di Jena. afin de rendre à mes semblables ce qu'ils ont fait pour moi. et je me soumets à leur masse.Sul terreno economico. entro l'azienda. En réalité. si je veux être juste. Depuis la paix quelles rumeurs n'a-t-on pas lancées? Il me semble toutefois qu'elles ne courent pas longtemps. et défiance par la publique defiance. Il Movimento Comunità crede invece nella possibilità di rinascita di un sindacalismo non solo apartitico. è possibile avviare a soluzione il problema del sindacalismo autonomo.

A questo proposito. artistici.Ma i più gravi problemi della riorganizzazione della vita sociale ed economica non potranno essere visti e risolti che attraverso un'opera di pianificazione generale e particolare. abilitato ad attuare un coordinamento effettivo. organi regionali dell'organizzazione economica.A.in più comunità. Attraverso i tre gradi della pianificazione. Questo Ente pubblico unitario dovrebbe svolgere la sua azione largamente decentrata nelle regioni.A.i piani veri e propri . Nell'àmbito della comunità s'inquadreranno. mosso da forze spirituali. Resta il problema del coordinamento tra produzione e consumo.S. anche in questo. l'inverarsi di una civiltà di cultura. Tale coordinamento non sarà quindi realizzabile che in piccole unità territoriali. integrandone le finalità di mero reddito con permanenti ragioni di interesse sociale. inerenti a una determinata branca. a raccogliere cioè in forma unitaria i dati e le rilevazioni e a promuovere gli studi e le ricerche necessari. In questa opera di pianificazione possono essere distinti tre gradi. Poichè civiltà è sintesi di valori etici. orizzontali e verticali. il sistema comunitario cellulare sarà solo apparentemente statico. le attività di carattere economico. per la sua incompiutezza. L 'approntamento degli strumenti tecnici di intervento . economici. ma più complesse strutture demografiche e territoriali. per cui oggi le funzioni fondamentali dello Stato appaiono frammentarie e disperse. sotto il profilo giuridico. nelle singole Comunità).e la pratica attuazione degli interventi stessi saranno invece conseguibili soltanto su una scala più ridotta.come in quella intercelluare . la posizione del Movimento si chiama alle proprie premesse ideologiche. sociale. ai quali dovrà conformarsi poi l'intervento operativo. deriverà la possibilità di dare soddisfacente assetto ai rapporti che coinvolgono non soltanto interessi locali e circoscritti. 65 un'essenziale condizione: la costituzione di un'autorità capace di operare la sintesi 66 . infatti. ma unilaterali di valutazione. importazione. Dall'equilibrio interno delle singole comunità. destinando eventuali redditi esclusivamente al raggiungimento dei propri fini istituzionali sotto il controllo di una rappresentanza democratica dei lavoratori e delle aziende interessate. compatibilmente con le capacità finanziarie della nazione. E pure nell'àmbito della comunità concreta si svilupperà quello che può essere considerato il terzo grado della pianificazione: la pianificazione edilizia. nelle forme più sopra delineate. 12. . scientifici.A.A. una combinazione fra il trust e la cooperativa. siano considerati nelle loro linee più generali al fine di trarne anzitutto i concetti di base. Perciò lo Stato delle Comunità tenderà. delle questioni economiche e tecniche oggi demandate a dicasteri ed enti diversi. conservando del cartello la caratteristica razionale di centro unitario di distribuzione e assumendo il merito sociale della cooperativa: la sostituzione dell'idea di servizio a quella di profitto.. Superando gli schemi della classica economia di mercato. Condizionata da tutti i fattori sociali della comunità. esportazione in modo coerente e unitario per tutte le I.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 nazionale di coordinamento («Ministero dei Servizi Sociali») con puri compiti tecnicodistributivi. Allo scopo sarà indispensabile dar vita a nuovi organismi atti a promuovere una sintesi tra l'economia delle singole unità produttive e le necessità generali del consumo. Un attento studio dovrebbe essere poi dedicato all'organizzazione proposta dal piano Beveridge e alla possibilità di applicare anche in Italia. sulla scala della comunità concreta. il sistema garantirà la stabilità delle fonti produttive nell'àmbito della comunità. Lo Stato delle Comunità non potrebbe accettare formule esclusive di predominio economico e affidare la direzione degli affari industriali ai soli produttori o ai soli consumatori. linee e mezzi di azione unitari ed organici. a raggiungere un'unità (controllata) tra: organizzazioni produttive (I. la pianificazione edilizia costituisce il risultato tipico di una sintesi creativa. Pianificazione e distribuzione. il Movimento Comunità auspica il riordinamento dì tutta la relativa legislazione in un testo unico organico e la contemporanea creazione di un solo Ente pubblico che raccolga in una snella struttura le funzioni oggi esercitate da una pluralità di organismi. una estensione ampia e gratuita dei servizi sociali di più urgente necessità. guidata dalla conoscenza tecnica dei problemi e degli strumenti per risolverli. L'amministrazione dei Centri Autonomi sarà congegnata in guisa da coordine produzione. nessuna civiltà può aspirare al suo compimento senza organica delle molteplici attività che modificano incessantemente la forma di una società ancora sottoposta. La realtà economica sociale è assai più complessa di formule semplici ciascuna delle quali contenga elementi reali. consumo. Nemmeno la totale integrazione reciproca fra i due estremi del ciclo economico risolverebbe definitivamente il problema della fissazione di un giusto prezzo. l'organizzazione procederà armonicamente nella dimensione cellulare . Legato al territorio e fondato sulla stabilità dell'assetto produttivo. quali la rispondenza alle più generali istanze sociali e l'aspirazione a un costante progresso scientifico.nella comunità . In vista del raggiungimento di tali obbiettivi il Movimento Comunità sostiene in particolare l'esigenza del riconoscimento giuridico della professione di assistente sociale. Tale compito potrà essere svolto da un organismo a carattere nazionale. e A. Tali organismi di coordinamento («Centri Autonomi») saranno. In primo luogo occorre. organizzazioni di distribuzione (Centri Autonomi). a profondi squilibri. politici. che i grandi problemi della vita sociale e dell'ambiente fisico in cui essa si svolge. assistenziale ed educativo.S. attraverso le comunità territoriali e quelle aziendali. Per quanto riguarda la previdenza e le varie assicurazioni sociali. illuminata dall'intuizione artistica. ma effettivamente dinamico. capace di sostituire alle divisioni e suddivisioni.

è favorevole alla scuola laica: ma il laicismo non è inteso come una nuova (più potente) religione. Ogni sforzo. se ne fa strumento demagogico. le quali finirebbero per rattrappire in un mondo di sole cose o di soggetti da intendere come enti puramente ricettivi. per mostrare loro. tutta la vita dello Stato. che vogliono essere persuasi e non violentati (sia pure in senso puramente psicagogico). 3) scuola e società. centri di servizio. Devono inoltre a questo proposito essere chiarite due cose : a) il Movimento Comunità. di vita. Rispetto al primo problema il Movimento Comunità vede. hanno un valore strumentale . in forma compiuta. di fronte all'eccessivo moltiplicarsi di scuole private. e per intendere.il Movimento non può che esprimere un atteggiamcnto di critica e di scetticismo sulle possibilità di stabili e positive conclusioni. La scuola 14. delle situazioni locali. che non sono. spesso di dubbia serietà professionale. sradicando quei residui di mentalità feudale. nella situazione attuale. visione integrale delle strutture dello Stato. ecc. molte delle quali a carattere angustamente confessionale. la scuola. la forma di democrazia auspicata dal delle comunità. sarà la sola a garantire la funzionalità dell'intero sistema delle comunità e dello Stato federale 67 14 dell'amorevole persuasione. più degne e stabili forme di esistenza alla gente della campagna. È chiaro che per tutti costoro le varie istituzioni della vita associata.attraverso la costituzione di borghi residenziali. dovrà essere rivolto . meno assetati di giustizia che di libertà. che ritengono la umana. 68 . volta per volta. allora. in cui si affermi il valore della persona in cui alla verità trascendente o almeno metastorica si sostituisce una veritas filia temporis: c' è posto fra i laicisti sia per gli storicisti che per i non storicisti. Alla radice di un conseguente spirito laico non c'è necessariamente una "religione della libertà". ecc. risalendo la scala dal particolare al generale. nuovi proprietari o braccianti che siano. aprile 1951) -. tenderà sovente a incontrarsi con uomini della le occasioni di lavorare insieme agli "altri ". il più rispettoso delle libertà individuali14. lo stesso Stato. per quanto concerne il dibattuto problema della riforma agraria. ma l'attribuzione di un valore semplicemente parziale. per essere fecondo. quale si conviene a tutti coloro che .sarà possibile avviare a duratura soluzione quei problemi. col "modo" di lavorare. i partiti. speranza e carità". 13. Fondata sulla comunità concreta. comunque. per cui la grande proprietà fondiaria confina e sconfina in una specie di sovranità. Qui basterà riaffermare che la riforma dovrà mirare: a) in primo luogo. Condizioni per la riforma agraria. il grado di profondità e il senso della nostra fede. -In particolare. articolata in una Movimento trarrà la sua forza dalla pianificazione.trascendentisti o immanentisti - « S'intende parlare di un laicismo inteso come adesione al metodo della non-violenza.il che non implica un loro avvilimento. purchè non finanziata. ma come un metodo di lavoro. la pianificazione inquadra attivamente disegnando le linee attraverso le quali essa potrà condursi a miglior forma. credono che non sia altrimenti proponibile una vita spirituale. Il panorama agricolo italiano è così frazionato che non si potrà non tener conto. centri comunitari. nel confuso gioco della «grande politica». come la riforma del latifondo. frequentemente strumento delle categorie privilegiate. ma di garantire insieme nuove. . La struttura delle comunità agricole potrà esser così ricostituita e vitalizzata. 2) scuola e assistenza. Ciascuno. che oggi agitano il paese e turbano. una classe dirigente che. Di fronte a impostazioni di carattere sezionale . la rinascita della montagna e lo sviluppo tecnico-industriale del Mezzogiorno. ma anche umani. sotto l'altrui professione di fede.per usare parole di don De Ménasce (articolo "Fede. Non si tratta quindi soltanto di arrivare ad una redistribuzione della proprietà fondiaria e a un miglioramento tecnico dei sistemi di conduzione e di produzione agricola. da una conversazione «Movimento internazionale di unione e fraternità»). si è detto. nella serie Laicismo e non laicismo organizzata dal morale che la sorregge. nell'incapacità di affrontarli dal profondo. Questo spirito laico è proprio di tutti coloro che sono. l'impegno al Centro culturale di Comunità di Roma. l'amore e il dolore che la alimentano». non importa su quale scala.che intendano cioè risolvere. acuti specie nel Mezzogiorno. del rispetto. propostisi nel dopoguerra e già in qualche modo affrontati sul terreno politico. e non ne sarà insidiata.. a restituire ai lavoratori della terra la piena dignità e libertà della persona. (Umberto Serafini. consentendo di penetrare i problemi della società attuale e Da queste premesse si configura l'atteggiamento del Movimento in merito ai problemi più immediati. il Movimento Comunità conferma l'esigenza già posta in generale: ogni riforma deve consistere in miglioramenti sì produttivistici. attrezzature cooperativistiche. In tal modo e al di fuori dei criteri elettoralistici con cui i partiti hanno sinora improvvisato i loro programmi . uno ed un solo problema . Il Movimento Comunità non ha alcuna pregiudiziale in proposito. e non contrasta alla più ampia libertà per la scuola privata. b) a sviluppare un vasto progresso tecnico-culturale degli agricoltori. direttamente o indirettamente. stessa vocazione o della stessa fede: ma in questo mondo così ricco di fratture dobbiamo moltiplicare per mutua consolazione o per un ascolto corroborante. c) a risolvere i problemi dell'insediamento umano nelle campagne. nel tentativo di superare l'antica e drammatica antitesi fra città e campagna. amano il prossimo per se stesso e non vogliono fare "della virtù a spese del prossimo" . dove si trova la base di incontro e di soluzione di quell'intreccio vivente di problemi che condiziona la nostra società. ragione un dono "divino" da difendere in ogni caso. da fondi statali. vivamente preoccupati di interrogare sempre la propria coscienza. . che non sono aridi di cuore. le maggiori garanzie di libertà spirituale e di efficienza didattica nella scuola di Stato. che sentono necessità di questo prossimo per la vita della propria coscienza e della propria intelligenza. nella rivista Studium. aprendosi la via a quella più radicale riforma politico-amministrativa che.alla creazione di unità socialmente organiche ed efficienti sul piano della produttività.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Così. il diritto.I problemi della scuola italiana possono a nostro avviso ricondursi ai tre seguenti fondamentali: 1) scuola privata e scuola di Stato.

nei casi migliori. ma non si vede al contrario alcun tentativo per approfittare della nuova legislazione regionale per soltanto la scolaresca iscritta è chiamata a fruire di questi servizi. tra la scuola e il mondo del lavoro. ecc. Naturalmente sorge la parallela esigenza di dare incremento a scuole di servizio sociale. Inoltre . La situazione della scuola. 16 « Laddove la realtà di un profondo e operante progresso sociale è stata raggiunta attraverso una pianificazione urbanistica integrale -nell'Inghilterra . di operare uno spostamento della cultura tradizionale a favore delle classi popolari.e a ciò annettiamo molta importanza . 69 70 . sul terreno degli ordini politici e nell'àmbito dello Stato comunitario. da un giardino. a Torino dal periodico L'eco della scuola nuova).000-1. La causa di queste manchevolezze non è sempre la povertà di mezzi finanziari o la colposa inosservanza delle norme regolamentari. sotto il titolo «La parola della scuola». è disastrosa. esiste oggi una frattura profonda e irragionevole che deve al contrario essere sanata. 15. di una cultura moderna. il Movimento Comunità pensa a una scuola largamente decentrata. Oltre tutto non si è riflettuto neanche all'altissimo reddito. che devono essere attribuite per concorso». biblioteche popolari. . Ogni iniziativa attuale in senso decentrativo (cooperative scolastiche. L 'edificio scolastico è tradizionalmente inteso come un insieme di aule. l'unità-borgo (4. dove avrà la possibilità di mettere l'insegnante di fronte ai problemi collettivi della sua scolaresca e di legare molto di più di oggi la scuola a fatti economico-sociali dell'ambiente. «accanto all'umanesimo classico si deve formare l'umanesimo moderno». Intorno. scolastico il suo luogo d'incontro e il fulcro di ogni forma di vita associata. sono sistemati i campi e le attrezzature sportive. delle somme impiegate per la scuola. editi. comprende sale di riunione. ormai divenuti puri strumenti di ideologia. le elementari e le scuole medie di tutti i gradi. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana15 è questione di elementare coerenza. di rispetto. art.. anzi retribuita. Come è stato detto. Scuola e urbanistica tenuta al XIV Congresso Nazionale della Federazione Nazionale Insegnanti Scuole Medie. e richiede l'autonomia didattica e disciplinare dell'ordine degli insegnanti statali. tra le misure d'emergenza si chiede una rivalutazione dei patronati scolastici e un aumento radicale dei loro fondi. Spesso ci si limita alle aule. in una nazione dove . 34. da una palestra. agli uffici e ai gabinetti. Egli sarebbe quindi uno degli strumenti del necessario rinnovamento della scuola. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio. l'unità-distretto (20-30. Il servizio che la scuola è chiamata a rendere alla comunità può essere determinato solo avendo ben presenti le caratteristiche funzionali della comunità. La vitalità di un complesso scolastico dipende dalla vitalità dell'unità cui appartiene. In particolare. ma si deve porre una pregiudiziale molto netta. è obbligatoria e gratuita.000 abitanti) l'asilo. ecc. Roma 13/15-III-1952. « La scuola è aperta a tutti. relazione L'istruzione inferiore. che deve avviarsi a divenire il nucleo attivo e vitale di ogni centro comunitario16.sin dall'unità . la tradizione e le nuove esigenze economiche. I vari tipi di scuole caratterizzano i vari tipi di unità residenziali : l'"unità-vicinato" (composta di 1.l'assistente sociale deve essere introdotto nella scuola. ancora non affrontato se non da esigui gruppi isolati.si è pur riusciti a organizzare un'attrezzatura militare e a imporre una coscrizione «obbligatoria e gratuita» . In questo àmbito. nella zona verde. biblioteca e locali per la ricreazione ed i giuochi. E nell'annosa querelle tra scuola formativa e scuola informativa ci pare si debba concludere per l'autentica scuola di libertà: che vuol dire capacità di azione autonoma nel proprio ambiente.Riguardo infine al problema della regione.000-7. assegni alle famiglie ed altre provvidenze. e riportata negli Atti. da cui oggi è in pratica assente. completato da pochi uffici. La scuola è la base e la misura dell'intero centro abitato. «Il legame fra scuola e città è di carattere organico. In tutta l'edilizia scolastica italiana si è sempre trascurato questo aspetto fondamentale. Il complesso scolastico. sul piano urbanistico» (Riccardo Musatti. sono ormai molti disposti a riconoscere che esiste in atto in Italia una grave crisi del sistema di rappresentanza politica. Questa è. Per risolverlo. più intimamente legata alle Regioni e alle Comunità.) è vista con favore dal Movimento Comunità.500 abitanti) il nido e la scuola elementare. volte a creare assistenti specializzati nel servizio di comunità. Non mero problema quantitativo. e dove si sono sollecitati più volte tutti i cittadini ad accettare la responsabilità di morire per la collettività. situato in posizione centrale. bisogna aver chiaro soprattutto un punto: il problema dell'edilizia scolastica non è un occorre trasferirlo sull'unico piano cui attiene. L'"optimum" di funzionalità di una scuola serve a stabilire qual è l'"optimum" delle dimensioni dell'unità residenziale. in linea preliminare si osserva che il rendere operante l'art.la scuola ha determinato l'unità dimensionale dei piani urbanistici. anche se privi di mezzi. possiamo tranquillamente affermarlo. hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. si sono dimostrati incapaci a risolvere. Passando all'assistenza. da impianti igienici più o meno completi e.500 abitanti) comprende il nido d'infanzia.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 b) in linea generale. l'unica via maestra (e qui ci riferiamo al terzo punto da noi suggerito) per avviare a soluzione il problema della cultura nella democrazia che i partiti politici. Quando si perde la vera funzione della scuola in tutto il complesso urbanistico. in relazione alla produttività dell'economia nazionale e agli effetti della lotta contro la disoccupazione. sempre in conformità con i criteri generali della sua azione politica. come cuore dell'intero dispositivo urbanistico. si può anche rinunciare a cuor leggero a questo o a quel Il servizio»: l'essenzialità di esso diventa materia opinabile. «Concludendo. La scuola elementare e la scuola media sono destinate ad essere i centri attivi dell'intera comunità. impartita per almeno otto anni. a nostro avviso. «Ma non si tratta solamente di questo. Il problema vero non è tanto quello di «divulgare» la cultura. bensì quello. capace di operare problemi economico-sociali. l'intera comunità trova nel complesso 15 Costituzione Italiana. efficacemente nella società in cui viviamo e di contribuire alla chiarificazione dei suoi La rappresentanza politica nello Stato federale. specie nelle regioni depresse. I capaci e meritevoli. scuola di base e scuola di qualificazione professionale. nè è soltanto un problema di buona o cattiva architettura. laiche e a indirizzo largamente pratico.

che esprima con grande approssimazione la volontà del Paese e che nel contempo sia dotato di una grande efficienza. Questi punti non esauriscono evidentemente il panorama politico italiano. mandataria di ciascun Consiglio regionale in modo proporzionale a ciascuna funzione rappresentanti.. inteso astrattamente. vietando ogni clericalizzazione della funzione «naturale» che è chiamato a svolgere («date a Cesare. abbiano ampi poteri esecutivi e divengano a loro volta concreto strumento del decentramento regionale (per es. Gli statuti regionali devono essere anzitutto uniformi allo scopo di ricondurre attraverso la pluralità di organismi periferici alla unità dello Stato. ma che tuttavia ha le identiche radici democratiche della prima camera. le forze del lavoro e le forze democratiche propriamente dette. la riunione delle Giunte Provinciali dovrebbe costituire di per sè il Consiglio Regionale). né il programma del Movimento Comunità. a un corpo numeroso e qualificato che rappresenta una nuova classe politica . La soluzione deve presentarsi come tale da permettere al cittadino di essere interamente religioso. Si ottiene in questo modo una camera altamente qualificata. Gli amministratori delle Comunità saranno designati con particolari procedimenti atti a garantire l'equilibrio fra le forze della cultura. alla distinzione fra politica culturale e politica della cultura. il Movimento Comunità intende la regione anzitutto come strumento di decentramento statale e di autonomia e non di arbitrario particolarismo.e a una sua intima connessione con l'orientamento politico della popolazione. ceda alla tentazione di sostituire le conversioni per imperativo della coscienza con le conversioni per prudenza terrena. cultura. al limite. derivano dall'aver ricondotto. al rapporto fra persona e società nella politica di educazione e di assistenza saranno valsi a introdurre al nostro pensiero in argomento. si turberebbe infine quell'equilibrio tra forze del lavoro. culturale o spirituale. gli accenni sopra fatti al laicismo come è inteso dal Movimento Comunità. giocando come in una scacchiera. Nei rapporti con la Chiesa. lavoro. Gli amministratori di una Comunità (presidenti di divisione) ne diventano i suoi naturali valori di una rappresentanza formata da un'unica persona. La seconda camera avrebbe: la stessa base elettorale costituita dai Presidenti di Divisione di Comunità. Tuttavia. nel dar luogo alla seconda camera essi si raccolgono in collegi nazionali divisi per funzione.. garantirebbe la rappresentanza delle minoranze e l'affermazione di valori nazionali. interamente rispettoso del suo proprio credo (senza remore.potrebbe definirsi come il regno delle vocazioni.modificando l'espressione kantiana . essi si raccolgono per Regione. a sostituire a una società dove prevalgono la potenza e il privilegio una società che . ogni rappresentanza tecnica è sottoposta a una direzione e a un giudizio politico. la cui posizione può essere in realtà pericolosa per l'unità nazionale. democrazia. e l'insieme nazionale rappresenti la sovranità nazionale. -Circa i rapporti fra Stato e Chiesa. scrupoli o riserve mentali) ed interamente rispettoso e leale verso lo Stato. e con le persone singole. La seconda camera.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 vincere tale crisi.dalla quale emanerà l'intero potere dello Stàto. L'insieme dei Presidenti di Divisione di Comunità rappresenta il corpo politico dal quale. Non vi sono altre alternative. valori della cultura e istituzioni democratiche che abbiamo indicato come necessario per garantire la stabilità della nuova costruzione. pur rispettando i valori personali. Stato e Chiesa. 16. Lo Stato. là pure dove i suoi interventi sono molteplici: esso serve a dare (anche mediante il giusto uso della forza) organizzazione pacifica alla società. Si delinea così l'idea di una rappresentanza pluralista ben più ricca di Senza rispettare questo criterio si creerebbe un'assemblea disarmonica con un eccesso di componenti in taluni dei rami della pubblica amministrazione e con una carenza di componenti in altri rami. si può con facilità dar luogo a un Parlamento moderno. Stabilendo il caposaldo fondamentale che la rappresentanza della nazione risiede nel corpo costituito dall'insieme totale dei Presidenti di Divisione. La coerenza del sistema e la possibilità di una soluzione definitiva del problema. nell'evolversi delle situazioni 71 72 . Nessun altro modo di costituire una camera funzionale sàrebbe legittimo da un punto di vista democratico. E infine. secondo il pensiero del Movimento Comunità dovrebbe avere la rappresentanza politica in seno alla Comunità. sin dall'origine. L'idea di rappresentanza economica e sindacale è ricondotta al principio territoriale insostituibile garanzia democratica . L'idea di sovranità e di rappresentanza si trasferisce così dalla primitiva affermazione del Contratto sociale che la commetteva al popolo. caratteristica del collegio uninominale. per cui le Province opportunamente aumentate di numero secondo le naturali esigenze territoriali (Comunità). ciascun rappresentante funzionale allo stesso e identico principio territoriale. Si può pertanto considerare che l'insieme regionale dei Presidenti di Divisione rappresenti la sovranità nella Regione. L'elezione di secondo grado è l'unico dispositivo democratico atto a raggiungere questi fini.»).radicalmente aperta . Alcuni di essi. e l'organica compresenza delle tre fondamentali forze sociali. E tuttavia dovrà essere di una estrema severità nella tutela del suo còmpito modesto. insistiamo. tendendo. mentre per eleggere i deputati della prima camera. con qualunque società culturale o spirituale. deve conservare un valore esclusivamente strumentale. lo Stato conserverà questa posizione di estrema modestia. è impossibile pensare all'efficacia della Regione se prima non si sia provveduto a una riforma della legge comunale e provinciale. si può con facilità raggiungere la formazione dei nuovi istituti. In altre parole. È nota la struttura funzionale che. impedendo senza eccezioni che qualunque società. Di fronte ai regionalisti massimalisti. o di quella rappresentanza dissociata dalla vita locale che è caratteristica di un regime di rappresentanza proporzionale. La camera bassa potrà essere concepità come un'assemblea di secondo grado politica e alla popolazione di ciascuna Regione.

per una politica di difesa del consumatore. potranno anche dimostrarsi contingenti e suscettibili di revisione. delle iniziative locali contro i mastodontici consorzi politici burocratizzati. e volta alla soluzione dei problemi umani (di libertà. accanto ad una convinzione profonda. Noi confidiamo quindi che ne risultino chiari i criteri informativi della nostra azione volta all'autonomia delle comunità nell'àmbito dello Stato federale. e così via Per una vita politica più vicina ai reali bisogni e alla misura dell'uomo. il lavoro potenziale non esercitato dai contadini nei mesi invernali e nei lunghi periodi di sottoccupazione). per una politica edilizia inquadrata in discussione e al dialogo. c'è un largo margine di invito alla stabilire con molta fermezza le finalità fondamentali e certe della nostra azione politica. quindi a favore delle cooperative. Così sarà chiaro che il Movimento Comunità si batte per una politica economica di pieno impiego. quelle offerte dalla capitalizzazione del lavoro (utilizzando. oltre alle sempre limitate risorse finanziarie. dei piccoli consorzi. ad esempio. la metodologia che noi riteniamo essenziale ad ogni lotta politica che non voglia esaurirsi nel compromesso o nell'avventura. di solidarietà sociale) come preminenti su ogni altra considerazione politica. per una riforma tributaria impostata sulla una integrale politica di pianificazione urbana e rurale che sappia utilizzare. di dignità personale.Europa Plurale – 1/2007 politiche. per l'edilizia rurale. tassazione esercitata sul reddito e non sul consumo. In ogni nostra affermazione. Ciò che tuttavia rimane costante in queste pagine è la volontà di OSSERVATORIO 73 .

anche se non possiamo esserne certi. culturalmente determinato” “tecnicamente parlando una notizia è un rapporto per un pubblico su un avvenimento”. sono le notizie che cercano i giornalisti e il discorso vale ancor di più per il Sud del Mondo. costituito delle agenzie di stampa è ancor più Altro tema che qui non è possibile approfondire. storico direttore della coraggiosa rivista Avvenimenti. “quando si spense l’ubriacatura mediatica”. Il fatto davvero sconvolgente fu che. un inganno di queste dimensioni sarebbe stato più difficile da realizzare. con l’avvento di internet e dei weblogs informativi diffusi su scala planetaria. e chi deve compiere l'operazione inesauribile di selezione e codifica l''industrializzazione del processo produttivo dell'informazione ha frapposto una rete organizzata di strutture denominate agenzie di stampa. con una lunga ferita sul torace. Nei giorni seguenti la notizia. Icona del massacro divenne il corpicino di una bimba che giaceva su quello di una donna. dallo stesso Fracassi (nel testo “Le notizie hanno le gambe corte”) e definito da Ignacio Ramonet. tutti i corpi riportavano i segni delle torture e delle mutilazioni. Solo in seguito. il 17 dicembre 1989.” Un esempio spesso citato è costituito da un clamoroso falso giornalistico che riuscì ad successivi dal giornalista Paolo Rumiz (nel suo libro “Maschere per un massacro”) . quasi sempre. non hanno purtroppo nulla a che vedere con i valori sociali.1 Europa Plurale – 1/2007 televisione ungherese arriva la drammatica conferma del massacro: le immagini delle fosse comuni di Timisoara in cui i cadaveri. televisione di Budapest e dalla radio di Vienna. definisce la notizia come e aggiunge che. culturali e professionali dei singoli giornalisti. ma. un prodotto Avvenimenti. Si tratta ovviamente di un esempio tra i tanti e oggi forse. Durante la rivoluzione rumena.Osservatorio . appena esumati e ancora parzialmente ricoperti di terra. nella città di Timisoara era stato compiuto un orribile massacro. un prodotto culturalmente determinato” e aggiunge che. definisce la notizia come innanzitutto “una costruzione umana. quasi sempre. a casa sua. ma. sepolti nei mesi precedenti senza cassa e senza croce dopo una rapida autopsia”. direttore di Le Monde Diplomatique: “ il più grande inganno mondiale dopo ingannare il mondo intero costituito dai fatti di Timosoara nel 1989. causa della ferita sul torace dei cadaveri interpretata dai reporter come conseguenza delle torture. una prospettiva particolare e forse distorta. erano allineati alla luce delle torce elettriche.” I criteri di selezione delle notizie. dall’agenzia di i cui racconti erano stati poi riferiti dalla Claudio Fracassi. dunque in un “giorno di disperata carenza di notizie (e di rilassate distrazioni) nelle redazioni giornalistiche di tutto il mondo”. mentre quello della donna con la lunga ferita sul torace era di “una anziana alcolizzata morta di cirrosi epatica l’8 novembre”. lo stesso Fracassi. le immagini messe in onda dalla televisione ungherese erano state girate nel cimitero dei poveri e quelli riesumati erano i “corpi di sventurati barboni. probabilmente la madre. non sono i giornalisti che cercano le notizie. le cronache del lunedì successivo informarono de ”l’orrendo massacro”. dopo tutto. pochi giornali fecero sapere quanto era accaduto in realtà. una volta arrivati a Timisoara gli inviati dei maggiori giornali. infatti. il 9 dicembre 1989”. è dalla manipolazione pubblicitaria e dalla creazione continua e surrettizia di nuove necessità di 76 Oggi non sono i giornalisti che cercano le notizie. a partire dalle emittenti dell’Est europeo fino a diventare “una verità assodata e indiscutibile come il sole che sorge ogni mattina”. In totale le vittime degli scontri a Timisoara erano state poche decine. un'agenzia d'informazione specializzata sul Sud del mondo) ci ricorda un altro aspetto del problema della manipolazione dell’informazione: “in realtà INFORMAZIONE: POTERE DI COSTRUIRE VERITA’? Claudio Fracassi. per molti anni direttore dell’Agenzia Missionaria Misna (Missionary Service News Agency. mancò un “accertamento dei fatti e delle cifre”. A prova della tragedia il ritrovamento di fosse comuni con 4632 cadaveri di persone mutilate e torturate. mentre la cifra degli assassinati e quella degli arrestati salgono sempre di più fino ad assestarsi rispettivamente a 4. “tecnicamente parlando una notizia è un rapporto per un pubblico su un avvenimento” stampa ungherese Mti. alcolizzati emarginati. Questo accadde una domenica. dove il predominio accentuato. oggi. storico direttore della coraggiosa rivista innanzitutto “una costruzione umana. raccontato negli anni Presidente Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale Francesco Lauria l’invenzione della televisione” Nei giorni del Natale 1989 una terribile notizia fece il giro del modo. La fonte della notizia rimane vaga e in ogni modo anonima.000 proprio quando dalla soltanto in piccola parte il fatto è la fonte diretta della notizia perché tra la fonte primaria.600 e 13. a due mesi e mezzo di età. sono le notizie che cercano i giornalisti e il discorso vale ancor di più per il Sud del Mondo . assolutamente priva di riscontri oggettivi si impose sui mezzi di comunicazione del pianeta. Sono loro le vere "signore dell'informazione" che dettano le regole del gioco. paragona l’informazione a “una finestra aperta che ci da un’inquadratura. La prima fonte della notizia era anonima: un non meglio identificato “viaggiatore cecoslovacco”. Padre Giulio Albanese. Complice il fatto che il venerdì precedente si erano effettivamente verificati “scontri sanguinosi tra i manifestanti e la polizia di Ceausescu”. Il corpicino icona del massacro era quello di una bimba “deceduta per congestione. ossia l'insieme inesauribile degli accadimenti.

così scelsi Erto… nella valle del Vajont. organizzazioni umanitarie. che il sociologo Marco Deriu. Nebbia densa. Dopo la Carovana della Pace. l'articolo 21 della Costituzione sancisce la libertà di informazione per tutti e il libero uso dei mezzi di informazione. apparati militari. da Maria Grazia Cutuli ad Enzo Baldoni e così via. In conclusione. lo spartiacque è ancora poco netto. che mi sembrano ancora lacrime dal cielo. Ma emerge un ulteriore aspetto. Qui si è vissuto in solitudine. concentrazioni antipluralistiche e occupazione pluridecennale e bipartisan del servizio pubblico da parte dei partiti politici. Peacelink e. Sembra un lago bianco e soffice. tra conflitti di interessi. le Gaie (due anziane donne ertane che vivono insieme per lo più come vivevano le loro nonne. Deriu ci fa notare che. costituisce un importante segnale di speranza. Vita della morte… anche se qui la vita è ormai confusa alla morte. ricorda il passato. fra i pochi. Erto è… ma è anche: Mauro Corona. alla quale avevo partecipato e che mi aveva portato fra le realtà di margine del Sud Italia. mi portò ancora fra le montagne… in un luogo dove si poteva incontrare una Emiliano Oddone L'ideologia umanitaria che si è andata affermando negli ultimi anni svolge una funzione fondamentale nel creare consenso attivo o passivo ad una strategia politicomilitare. il Vajont. ma anche d’estate o d’inverno dopo le piogge. In Italia. imponenti ma brevi o prolungate ma fredde. L’esperienza di alcuni network come Misna. la mia voglia di affrontare la ricerca di uno stile di vita non falsamente semplificato e la voglia di affiancare contesti dove si sono sviluppate logiche di comunità che aveva sofferto a causa dell’ingiustizia e che ancora poteva testimoniare memoria di essenzialità… volevo esserci quotidianamente. le Gaie e il romanticismo selvatico… e molti uomini e donne che meriterebbero di essere incontrati. ha studiato a fondo in particolare nel suo testo “L’illusione umanitaria”. donando empatia al ricordo dalla parte della vita più che della morte) e il romanticismo selvatico a rendere Erto ciò che è. Ad ottobre. possono contare su un consenso "virtuale" e "mediatico" che impoverisce enormemente la qualità della democrazia. la storia da dentro. Fenomeno che avviene quando cambiano le stagioni. che copre la valle e che lambisce l’abitato di Erto. senza voler screditare in toto la classe giornalistica. D'altra parte è importante mostrare in maniera approfondita come operazioni militari e operazioni umanitarie non siano affatto modalità di azione in sé contraddittorie. che mi sembrano ancora lacrime dal cielo. In realtà l'informazione è libera solo per coloro che anche parallelamente mezzi e professionalità per esercitarla . si alza la nebbia ogni mattina nella valle del Vajont. ma anche lasciati in Pace. cui la nostra democrazia ha enorme bisogno per non diventare sempre più una democrazia di carta. si alza la nebbia ogni mattina nella valle del Vajont. in luoghi che ancora contengono le conoscenze utili a praticare stili Pace… perché riescano ad essere uomini e donne di 77 . eccomi qui. e ricordando il sacrificio di tanti valorosi professionisti dell’informazione (da Antonio Russo. tutti di raggiungere quell’ informazione che non c’è e di Dopo quella notte dell’ottobre del 1963. oltre le acque sconvolte e i morti. MigraNews. Fenomeno che avviene quando cambiano le stagioni. contenere e controllare tutte le forme di alterità. qui si è tornati… qui si è rimpastato il pane.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 consumo.. sono state sempre più raggiunte dall’ingiusta menzogna e di conseguenza dalla profonda agonia e infine dalla rabbia che essa genera. in particolare le recenti operazioni belliche. partendo dal momento della tragedia fino ad arrivare oppressione. Non sono di certo Mauro Corona. ghiacciaio diciottomila anni fa (questa nebbia infatti simula volumetricamente spazialmente wurmiano come anche ricorda il lago del Vajont ). sembrano in fondo incontrarsi per stringere un comune patto segreto: quello di anestetizzare.2 ERTO 2004/2005/2006 A settembre del 2004 finì la Carovana della Pace proposta dagli Istituti Missionari Comboniani. sul caldo fronte dell’informazione interculturale e dell’immigrazione. il Vajont. ma al contrario come oggi rappresentino diverse facce della stessa medaglia e come in verità siano necessarie le une alle altre. un sistema che il noto giornalista Ennio Remondino. democrazie virtuali. ad Ilaria Alpi. Luogo oltre… nel senso che. definisce “senza regole”. è fra i più compromessi. ma anche d’estate o d’inverno dopo le piogge. La sfida è la costruzione di un’ informazione dal basso ed il fare rete per dare ad essa la possibilità di esistere. Mass media. Dopo quella notte dell’ottobre del 1963. tenendole alla maggiore distanza possibile da noi stessi. Da questo punto di vista l'ideologia umanitaria che si è consenso attivo o passivo ad una strategia politico-militare. un’opportunità per hanno la proprietà dei mezzi. imponenti ma brevi o prolungate ma fredde 78 alle epoche dei ghiacci e in massima il espansione.) è importante tenere sempre presente la cornice e gli effetti del potere dei media. Di fatto non si può fare libera informazione se non si hanno andata affermando negli ultimi anni svolge una funzione fondamentale nel creare Osservatorio . Da dopo il disastro queste comunità. E il caso del nostro paese.

. Questa mia gente ricorda ancora… ed è per questo che è ancora viva… ed è per questo che mi sento di chiamarla “la mia gente”. I potenti proposero l’esproprio con la promessa di una riedificazione in zona sicura che non si realizzò. Motivata. dove non si è consumata del tutto l’ingiustizia. è ancora vivo. ti buttano addosso quando ti incontrano. Erano in otto. La notte nel 9 Ottobre 1963. con modi e metodi alieni. vedono arrivare l’Altro (il “togno”= lo straniero) ormai così distante. Nessuno riconobbe questa responsabilità… e molte altre vennero travestite o tralasciate. La Giotta . nonostatnte io sia un “togno” (straniero in ertano). di nascosto dai tedeschi. Lì ha imparato il valore della carità. sia in Africa che qua a Erto. il rischio è sospendere nella generalizzazione. etnici e capricciosi. un popolo dalla propria storia. Qui.. che sanno vedere senza fare dono di dignità. perché poi la sua vita le avrebbe richiesto ancora attenzioni per gli altri… ancora pratica instancabilmente questo intendimento. chi con la conoscenza. elemosina dignitosamente. indigesta anche questa banalizzazione umana dell’incontro… d’immagini e non di persone con pari dignità. C’è un grande “potere” nelle mani di chi disegna cose su topografiche rappresentazioni del territorio. anch’essi visualizzati da sguardi di bianchi curiosi. La gente del Vajont.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 di vita alternativi. Questa “mia” gente è ancora in grado di testimoniare. Come fare quindi a r-esistere a questa indigestione banalizzante fondata sulla diffidenza che genera diffidenza? Tutti partecipiamo… quindi come r-esistere. spesso feticisticamente. fidarsi e accogliere. così forse pensano di rendere le persone del posto controllabili. che ricorda tutto di quando faceva l’ambulante. una bambina di 85 anni. Sono ancora vivi e si sentono di dover raccontare di quei passaggi storici. come curarsi? Io sono “togno” e sono qui. la sensazione della diffidenza che questi feriti dalla storia.. Ricchi e poveri. catalogate come la più o meno scarsa sensibilità configurativa desidera. quando i tedeschi rastrellavano gli italiani (8 settembre 1943). L’aria o l’acqua. come quando queste fiere genti dei puri monti. Incontri… tipo quello con l’Osvalda. e si sono spenti tutti assieme quella notte. vedono arrivare il popolo della città. chi con il rifiuto o con il silenzio (perché. se non c’è tempo di temporeggiare. Ma il soggetto del “benessere” promesso non era la gente. impacchettabili. Anche perché. uomini e donne. perché la gente qui è viva. se le promesse della SADE fossero state veritiere. anch’essi visualizzati da sguardi di bianchi curiosi. bensì un modello. non avevano beneficiato della promessa e si trovavano a vivere in una casa che sorgeva scomodamente nella fascia di sicurezza segnata per sempre dalla SADE. gli ertani mi per-donano. si fidano di me e mi accolgono… non tutti. Sono ormai capricci anche le rappresentazioni della realtà. dunque senza guardare! Svuotati nell’incontro si sfocia nella diffidenza o nell’uso utilitaristico dell’Altro. ed ascoltare… c’è bisogno del tempo per non tremare nella banalizzazione. di quelle persone… come di chi viveva nelle zone espropriate. e che iniziò il “Vajont”. infatti. perché anch’io non so dimenticare le cose e le persone incontrate in questi anni sento di chiamarla “la mia gente”. laureato in Scienze Geologiche (aggravante). come un pazzo sovversivo fuori di senso. da diverse parti. attraverso una visita di qualche ora susseguita ad un eco televisivo. lei era a Bressanone che si preoccupava di raccogliere nomi e indirizzi. Questa mia gente ricorda ancora… ed è per questo che è ancora viva… ed è per questo che mi attenzioni anche nei miei confronti… in cambio. quando ho ancora vivo sottopelle l’amore speso per quegli africani. in tempo di guerra. ci sono 80 Bianchi. solo un po’ di compagnia e di ascolto… Forte è. nonostante i 40 anni di oscurantismo sulle verità del Vajont… i collusi con i poteri hanno tentato in tutti i modi di cancellare la Memoria… facendo sentire chi l’attende. ed è piena di 79 Come non capire i miei fratelli e sorelle ertani. perché il ricordo di chi venne. che mi racconta la storia della famiglia Filippin. a fidarsi e ad accogliere ma sembra anche che vogliano per-donare. lo Spirito l’aveva preparata. “Togni” incuriositi e distaccati tanto da essere in grado di escludere. chi con la rabbia. quindi si sente controllata. come “togni”. etnici e capricciosi.. Come non capire i miei fratelli e sorelle ertani. questa gente si sarebbe salvata. mentre la SADE realizzava l’opera dello “sviluppo”. Negri e Montanari e cittadini. Una diffidenza motivata… anche in Africa o potuto accorgermene… diffidenza motivata dalle vicissitudini subite… ma pur sempre diffidenza. ma voglioso. pensando di includere auto-invitandosi… visualizzando le persone del posto come icone. perché anch’io non so dimenticare le cose e le persone incontrate in questi anni. usata. non incontrata. Montanari e cittadini . difficilmente catalogabile perché controtendenza etc. La gente qui ha sete di acqua buona. o meglio. ma molti.. E’ vero… scarsa è la partecipazione dignitosa capace di donare dignità… Ma come fare. Negri e Bianchi. trattato come tale. dai giovani ai vecchi. quando ho ancora vivo sottopelle l’amore speso per quegli africani. in varie circostanze. morirono lì… forse. Motivata. comunque. dunque senza guardare! Svuotati nell’incontro si sfocia nella diffidenza o nell’uso utilitaristico dell’Altro. Quelli che subirono gli espropri cedettero a promesse che davano garanzia di una casa altrove. Tutti hanno voglia di parlarne. Inevitabile. rientranti nel pacchetto turistico. Sembrano divertiti nello spersonalizzare. di capire il Vajont. e dove le persone provano a resistere anche se appesantite dalla violenza subita… stentano a per-donare. “un buon tacere non fu mai scritto”). ad esempio. Indigesta questa diffidenza. a volte degli oggetti degli alpini di 20 anni che venivano caricati sui treni pronti alla deportazione… si prese l’incarico di far avere notizie ai parenti… passava anche cibo. che sanno vedere senza fare dono di dignità. ricostruita dalla onnipotente SADE. In passato sono sempre stato “togno”… ovunque mi trovassi… in Africa ero “Mzungo”…ma ho anch’io trattato gli altri.

e c’è da chiedersi perché… gravi sono gli scandali che ancora non sono emersi e gravi sono le logiche mafiose che gestiscono il nord Italia. ce le fa sentire come qualcosa di scarsamente sacro e di molto scontato… motivo di perenne indigestione… diritto. come sono tutti i “monumenti ai caduti” delle nostre guerre. Poi siamo diventati cinque e dopo due anni. Infatti. Il fine sarebbe quello di far sentire a questa gente l’utilità del dolore vissuto. attraverso il per-dono. che abbiamo nelle nostre piazze. ndr). Si tenga presente che lo sviluppo del nord-est produttivo applicate negli anni 60 e 70. veniva dall’esterno. che poi sono diventati cinque. il bel libro della Lucia Vastano: “Vajont. conniventi alle truppe armate e alle armi italiane disseminate in tutto il mondo. spesso ripetuta. deriva dalle impostazioni sociali e strutturali.. ma prima di fare bere l'ospite. Il suffisso “eco” ci ha spinto a riflettere sul senso dell’ “Abitare” e di “Farci Abitare” da questo luogo in senso profondo. vedo la possibilità curativa di instaurare una seria Scuola di Pace. questo campo. richiama a 82 Si tenga presente che lo sviluppo del nord-est produttivo dipende strettamente dalle leggi speciali del Vajont applicate negli anni 60 e 70. nelle nostre così dette democrazie. ma più in generale. che voleva instaurare un Ecomuseo in Val Vajont. Inoltre. in tre inizialmente. con l’opportunità iniziale. con la nostra presenza. Siamo arrivati qui circa due anni fa. etc. Una comunità ideale. Alessandra. facendo leva sui concetti di memoria e di continuità di vita… Il progetto ecomuseale in divenire. Fortunatamente il tempo vissuto nella Valle del Vajont non è stato un tempo di solitudine. dovrebbe venirci solo se ha chiaro nel suo cuore di voler Ascoltare ed Incontrare (e non solo Mauro Corona) per andarsene arricchiti.1963-2003 quarant’anni di tragedie e scandali” risulta particolarmente boicottato. Michele. l’affetto ed il riconoscimento sono sempre stati dimostrati abbondantemente. a donare anche il suo dolore. intagliata per l’occasione. politiche di centrarti su altro. tutti i soggetti facenti parte di questa comunità. camminando con tutti. Ecco perché. assistenza nelle conflitti. dove possa convergere una riflessione nazionale (da parte della società civile. cambiati. risoluzione dei politiche) su tematiche come: gestione territoriale. La voglia di essere ascoltati ed accompagnati caratterizza questi giovani. che attraversano un luogo vivo della Memoria. per nutrire la madre che ci acudisce. politiche dell'acqua. i giovani di Erto ci hanno consegnato le chiavi del paese. delle logiche di interesse. sono sempre più convinto che si possa aiutare questa gente. per far comprendere al mondo l’immoralità di certe interferenze e dinamiche . che ci sono state imposte a partire dal Vajont Sono sempre più convinto che si possa aiutare questa gente. solo facendola sentire erede sacrale della propria storia. che faccia memoria e riesca. di perseguire un progetto proposto da un prof. pro-vocati… frequentando il luogo come si dovrebbero frequentare i luoghi sacri. l’onda lunga. Gli si offre l'acqua in un semplice contenitore di legno. della chiesa e delle parti situazioni di emergenza-tragedia. attirato dall’esperienza. Secondariamente. Una comunità ideale. poi. ci è sembrato inquinato da ciò che porta all’esclusione ed alla divisione (logiche amministrative. Raffaella e Gianfranco. ho avuto come compagni di cammino anche quattro amici. il parallelismo con l'acqua versata in Val del Piave attraverso il disastro del Vajont è di notevole impatto emotivo e grande carica simbolica. per far com-prendere al mondo l’immoralità di certe interferenze e dinamiche. deriva dalle impostazioni sociali e strutturali. Questo è un vero e proprio invito che rivolgo a tutti gli interlocutori sensibili. infatti. attraverso il per-dono. ma la supponenza a volte. sicchè l’abbiamo prima combattuto. La nostra piccola comunità era costituita da Christian.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 concesse e donate. Ci siamo fatti comunque pro-vocare in modo serio dalla parola ecomuseo. e non come se si passasse velocemente davanti ad un “monumento ai caduti disatteso e tradito”. ma è soprattutto storia di vivi che interpella i vivi. calando le autorappresentanza). Storia di vivi che interpella i vivi!!! Vivi sono anche i potentati che non rendono verità e non permettono a questa gente di percepire la Giustizia. si versa un po' d'acqua a terra. mettendo i loro nomi su di un’enorme chiave. che faccia memoria e riesca. il sogno sarebbe quello di creare anticorpi culturali che ci permettano di vivere un più elevato livello etico. Per la Valle del Vajont e per la sua gente. individuazione delle politiche di usurpazione e di rapina. Perciò abbiamo deciso di abitare una casa del paese vecchio. vedendo comparire nel progetto la parola “partecipazione”. Pochi parlano del post-Vajont. Joseph Kizerbo ama ricordare che in molte culture africane esiste un comune denominatore che è il cerimoniale che si usa fare quando arriva lo straniero nella propria terra. universitario. che ci sono state imposte a partire 81 dipende strettamente dalle leggi speciali del Vajont nella facile e già vista tendenza a non considerare le persone e il contesto. accademiche. e che quasi tutto del nostro modello di vita attuale. individuazione dei potentati e delle pratiche mafiose. La scelta successiva è stata quella di lasciare la porta più aperta possibile agli ertani e a chi. ci è venuto spontaneo decidere di abitare questo luogo cercando di sottolinearne gli aspetti più tipici (memoria) e scegliendo inoltre di partecipare alla vita comunitaria (continuità di vita)… questa visione derivava dalla necessità di non incappare soluzioni in modo scollegato e soprattutto “dall’alto”. non grazia. a donare anche il suo dolore. Tutto questo discorso per arrivare a dire che il Vajont non è solo storia di morti (morti di mafia. manifestano fortemente questo bi-sogno. solo facendola sentire erede sacrale della propria storia. oltre alle Gente del posto. L’auspicio è quello poter venire qui come Viaggiatori. Chi passa di qui. Senza Giustizia non c’è nemmeno la Pace. e la ricchezza che rappresenta questa storia per le generazioni a venire. Quando toccavamo. ci siamo dissociati e con- dal Vajont.. e che quasi tutto del nostro modello di vita attuale.

distruggendola. aumentando l'Iva… La tradizione 83 84 . propongono di perseguire. non può limitarsi ad amministrare lo stato di fatto secondo le modalità più o meno direttamente richieste dal finanziatore di turno della campagna elettorale Si tiene a precisare che il senso del termine “antioligarchico” è utilizzato nel senso proprio della parola e non genericamente e demagogicamente nel senso di dover combattere gli strati sociali più ricchi. NELLA TRADIZIONE DI ROOSEVELT. sotto la nuova veste Il Partito Democratico. e questo è l’oligarchia appunto. nella tradizione di Fraklin Delano Roosevelt – anche in Italia il Partito Democratico segue la medesima falsariga. Una vera riforma significa dieci punti di cuneo fiscale. e più in generale un partito. Se vuoi la Pace. con un costo di 20 miliardi. si assiste ad uno scontro tra due concezioni diametralmente opposte del Partito Democratico – quella filo-oligarchica di Felix Rohatyn. Non di un punto come ha fatto il governo con Luca di Montezemolo che si è dovuto accontentare. il problema sorge nel momento in cui la ricchezza diventa insopportabile strumento di offesa degli strati sociali più bassi.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 fare di questi luoghi spazi in cui si accoglie la differenza facendo Memoria di ciò che è accaduto per rivitalizzare l'amore per la Terra in tutti i visitatori che passano di qua. Il fatto è che le vere riforme costano. e non ad interferire Osservatorio . nell’auspicio che gli esseri umani imparino a interagire con essa. alle cui istanze. Ciò lo si ha quando una ristretta casta di persone gestisce il bene pubblico come se fosse qualcosa di privato. nella tradizione di John J. 1 [Berlusconi] di errori ne ha fatti mille. nonché degli elevati fini che essi assieme si dell’unità. * Claudio Giudici Il Partito Democratico.. Il problema non sono i ricchi. prepara la Pace. la legge Biagi ha In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 2 dicembre 2005. quanto piuttosto porsi il fine di elevare le capacità morali e di vita della popolazione. È evidente che per realizzarla occorre recuperare gettito fiscale combattendo l'evasione e. anche in termini di consenso. Per riuscire bisogna intervenire pesantemente sugli ammortizzatori sociali. non può limitarsi ad amministrare lo stato di fatto secondo le modalità più o meno direttamente richieste dal finanziatore di turno della campagna elettorale. Per restare all'economia penso alla riduzione del cuneo fiscale. e quella antioligarchica di Lyndon LaRouche.3 PER UN PARTITO DEMOCRATICO ANTIOLIGARCHICO*. dai condoni a una riforma delle pensioni inadeguata fino a un provvedimento sul Tfr a futura memoria. Sul mercato del lavoro c'è un'elasticità insufficiente.. Così se negli Stati Uniti. cercando di contribuire alle sorti dell’intera umanità. al limite. De Benedetti dice: ‹‹Poi lui incrementato ma bisogna fare di più. e più in generale un partito. Da un lato il disegno oligarchico di De Benedetti1. Treu ha iniziato. MATTEI E LA PIRA Un Partito Democratico che non voglia essere un avamposto esecutivo di interessi particolaristici. molto di più. non può non tenere conto di come le parti che vengono a comporlo si siano radicate nel corso della propria storia. DE GASPERI. Raskob.

nonché la costanza di guerre guerreggiate dopo il dissolvimento dell’Unione Sovietica. Le guerre finanziarie avviatesi a partire dal 15 agosto 1971 e tutt’oggi in corso. ma nessun posto è così oscuro che. dall’altra un’esperienza che si rifà a principi ispiratori malsani che mai sarebbero dovuti essere risposati. cambiato. In questa visione. testimoniano questa nuova concezione hobbesiana dei rapporti tra i Popoli. Uno Stato ideale sarà raggiunto quando esso potrà mantenere appositi organi di trasmissione delle esperienze e dei risultati ottenuti fino allora. Per questo il progresso umano è lento. R. Tutto ciò. Questo processo benefico è andato perso tra la fine degli anni ’60 ed i primi anni ’70 quando un vero e proprio cambio di paradigma segnò il passaggio da una concezione dell’uomo come homo homini fratres nuove soluzioni concrete – a quei medesimi principi Ma cosa significa riscoprire i principi? Non significa Ma cosa significa riscoprire i principi? Significa ridare applicazione. quando vi si cooperi con Dio. Significa però ridare applicazione. sociali. a quei medesimi principi che ispirarono l’azione politica benefica di chi migliorò le condizioni di vita morali e fisiche della popolazione socialista era tutta incardinata nel patto tra produttori mentre il referente del Partito democratico deve essere il consumatore…›› 2 3 M. 71-72. dà concreta applicazione all’aforisma socratico per cui il vero male sia l’ignoranza. 2005. quanto piuttosto che si tratta di un’esperienza sociale orientato all’amore (agape. Il giudizio negativo più forte a questo stato di cose. quando vi si combatta per il bene.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 chi punta ad avere un ruolo politico di primo piano a prescindere. Degli ultimi trentacinque anni. non lo attraversi l’infinita corrente spirituale che domina l’universo. economica e sociale del Paese”. Degli ultimi trentacinque anni. Per restare ben saldi sulla strada della Verità3.. De Gasperi – Ritratto di uno statista. nonostante l’articolo 3 Cost. Il cosa fare e non fare è dunque chiaramente tracciato dalle esperienze storico-sociali contrapposte 1945-1971 da una parte e 1971-oggi dall’altra. la macchina lavora con troppa perdita. il patrimonio d’esperienze e morale acquisito da questi ultimi. Enrico Mattei4 è stato il campione italiano di questa dalle grandi correnti. . 2° co. il sorgere di una concezione speculativa dell’economia.” Alcide De Gasperi. Mondadori. nella nuova realtà – dunque con che ispirarono l’azione politica benefica di chi in ultima istanza migliorò le condizioni di vita morali e fisiche della popolazione. Milano. 31 dicembre 1921. da una parte un’esperienza che si rifà a validi principi ispiratori che dovevano semmai essere ancor più migliorati. e non il cammino stesso. limitando di fatto la libertà e la uguaglianza semplicemente di due esperienze diverse. che. quale miglior modo che quello di riscoprire avevano fatto dell’onestà intellettuale e dell’amore per il Bene Comune. del presente – che certo ripetere in modo automatico azioni e volontà in un contesto che è divenuto. nessun Paese è così remoto che. La Verità e non il i principi guida dei grandi uomini del passato – e. 4 “Il nostro posto d’azione è modesto e oscuro. l’uomo che conosce e crea e che fa dell’amore per la conoscenza e per la creazione la sua missione di vita. il che creava un grande “Mattei pensava in grande e attirava a sé tutti coloro che volevano lavorare per modernizzare il paese. dovendo ricominciare tutto da zero. il fine della loro opera politica. impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica. segnò il passaggio da un cammino droga e rock and roll. segnò il passaggio da una concezione dell’economia produttivoindustriale ad una consumistico-speculativa. Queste due diverse fasi storiche trovano dunque fonte d’ispirazione in una concezione dell’uomo diametralmente opposta. Lo scopo futuro degli Stati sarà quello di aumentare e rafforzare gli strumenti di congiunzione fra una generazione e l’altra. il teatro della nostra vita pubblica è angusto e lontano 85 86 Si trattava di portare il paese non solo al pari dell’Europa. tipo la deriva liberista verso cui per l’ennesima volta il cammino dell’umanità ha di nuovo virato. affinché non si disperda. con nuove soluzioni concrete. proviene dalle dinamiche del potere d’acquisto della maggioranza della popolazione. si è già allineato. se ve ne sono. non può essere neanche trascurata l’influenza esercitata dal cambio di paradigma che ha portato all’abbandono della visione prometeica dell’uomo. De Gasperi. e attacchi dei centri finanziari alla moneta. rappresenti solo un inciampo durante il cammino. non può essere neanche trascurata l’influenza esercitata dal cambio di paradigma che ha portato all’abbandono della visione prometeica dell’uomo dei cittadini. pagg. reciti: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale. di modo che la ripetizione di errori. dall’altro quello per il Bene Comune di coloro che sono tenuti ai margini della politica. Su questo binario ad una concezione di uomo come homo homini lupus.”2 Con queste parole Acide De Gasperi traccia il binario da percorrere a noi che veniamo in sostituzione di coloro che vanno. per l’Italia ha voluto dire essere vittima di iniquità economico-finanziarie internazionali e nazionali: il non avvio di una politica energetica volta all’indipendenza. Non può essere credibilmente detto che si tratta migliore rispetto all’altra. Questa diversa concezione dei rapporti tra gli uomini. “La generazione che segue raccoglie in eredità appena le briciole di quelle energie che avrebbe potuto applicare nella loro pienezza l’uomo che decade. le ricette liberiste imposteci a partire dalla metà degli anni ’70 dal Fmi. che ha smesso di crescere agli inizi degli anni ’70 ed ha accelerato violentemente verso il basso durante gli anni ’90. non lo investa la luce dell’eterna Verità. essa includendo pure l’inazione. così deve rifare a proprie spese quasi tutto il cammino. caritas). comodo deve tornare ad essere il traguardo degli uomini e dei loro sistemi politico- corre il treno del sistema culturale e la sua locomotiva è la Verità. alla realtà ed all’interiorità. hanno distrutto il tessuto produttivo italiano. ma più avanti. a quello del sesso.

” Intervento organizzato dallo Schiller Institure e dall’Executive Intelligence Review. Franklin Delano Roosevelt. le aree progetti rimangono tutti nel cassetto o prendono tempi biblici: Venezia ha ancora l’acqua alta. 1 che i padri costituenti erano riusciti a costruire. proposto il modello dell’uomo che consuma. come esso debba essere strumento per eliminare le disuguaglianze sociali e come applicazione delle facoltà cognitivo-creative uniche dell’uomo. 6 5 civile. ci obbliga a propendere per una risposta negativa. riversandone La concezione dell’uomo lavoratore. “Direi che l’effetto peggiore questo sistema l’ha avuto nella moralità pubblica. la Firenze-Bologna è quella di cinquant’anni fa. 26 Ottobre 2002. Un uomo che fatica ma che produce qualche cosa. l'attuale creazione di denaro ex nihilo operata dal sistema bancario è identica alla In La crise mondiale aujourd'hui. Le banche centrali europee. che gestiscono il credito e dunque subordinano le sovranità economiche nazionali. Alla luce di ciò sorgono spontanee alcune domande: A) siamo ancora una Repubblica. dove all’indipendenza economica privata si sovrapponeva. che però va ricoperto tornando ad essere produttivi popolazione. di aumentare la produttività con lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie. e le sue vedute profetiche. che fatica e che quindi ha un impegno morale. di Marcello Colitti. è bene interpretare il concetto di “lavoro” dal punto di vista più alto.” Tratto da Le banche centrali europee.colitti. 1° co. Eccetera. direi spirituale. Purtuttavia. per ovvi fini di controllo e garanzia la sovranità nazionale. perché la fatica ha una dimensione fisica. i risultati sono gli stessi. 1 e 3 della Costituzione risulta chiaro come il lavoro come la Repubblica debba a tal fine adoperarsi. In concreto. "Essenzialmente. oppure si è passati ad una diversa concezione del ruolo che un individuo deve avere. sostiene: 87 88 . il premio Nobel per l’economia 1988. 27 novembre 1992. il Po continua a straripare come sempre. per ritrovare quella strada diretta verso la crescita morale a cui fare inevitabilmente riferimento affinché si abbia una sana concezione delle relazioni politico-sociali e della persona umana. non sono altro che delle società di banche private dove dunque il del http://www. e che. Acqualagna. è tutt’oggi concreta e perseguita. tanto che il pensare in grande è da allora praticamente scomparso. lo dismesse delle città rimangono vuote. nel tono della vita Il Progetto Mattei.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 sono tra quelli che devono essere riscoperti. ma non solo quella. del lavoro come semplice lavoro delle braccia. della Costituzione italiana recita: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. e nel fatto che noi così facendo abbiamo proposto alle generazioni che vengono dopo di noi un archetipo non più di uomo produttore. quelle che ci L’art. Abbiamo creazione di moneta da parte di falsari. Questo. ma consuma. non abbiamo più proposto il modello dell’uomo che produce qualche cosa. e cioè sia un diritto. Milano. è tutt’oggi concreta e perseguita? spavento. che ha un’enorme dotazione di beni di consumo che rinnova continuamente. i suoi discorsi non politically correct Dal combinato disposto degli artt. 07 agosto 2006. ossia come individuo dedito al perseguimento del Bene Comune attraverso una sua funzione economicosociale. passando per Alexander Hamilton. non credito privato6 per la speculazione Il sistema americano così come concepitosi dalla Dichiarazione d’Indipendenza del 1776. La gente non ci crede e se li vede realizzare li ostacola.” I padri costituenti con questo primo articolo hanno doverosamente individuato un primus differenziano dagli animali e che permettono. trasformandolo in una sorta d’involontario parassita dove tutto il suo stipendio è gravato da e debiti non di consumo? L’attuale il costo debito sulla pubblico. B) La concezione dell’uomo lavoratore. In rispetto della nostra grande Costituzione concezione dell’uomo. Il Partito Democratico nascente dovrà avere come sua missione preminente quella di riportare ad una coincidenza tra Costituzione formale così come riassunta dall’art. Oggi in Italia i grandi stretto di Messina non ha ancora il suo ponte. oltre che antieconomica. civile. non sono altro che delle società di banche private dove dunque il controllato ed il controllore coincidono finanziaria totale. come strumenti operativo-dirigistici dell’Amministrazione. cioè un sistema politico-costituzionale dove il patrimonio spirituale e materiale nazionale è utilizzato nel nome e nell’interesse del Popolo sovrano. di Marcello Colitti alla conferenza L’esempio storico di Enrico Mattei come risposta alla crisi attuale. ce ne dà immediata risposta5. ossia come individuo dedito al perseguimento del Bene Comune attraverso una sua funzione economicosociale. non si sa bene da dove gli venga il denaro che usa. onde evitare l’interpretazione riduttiva. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto". 1. o piuttosto il sistema è scaduto verso derive oligarchiche dove quel patrimonio è utilizzato nell’interesse di alcuni potentati nazionali ed internazionali? L’allargamento radicale della forbice tra alti redditi e bassi redditi. Nel sistema americano un ruolo del preminente Congresso è e riconosciuto alla Banca Nazionale ed al credito.html. I sistemi costituzionali europei non sono mai riusciti a riconoscere formalmente questo pilastro repubblicanismo moderno. Abramo Lincoln. I grandi progetti in Italia non hanno consenso. Maurice Allais. “Repubblica” e “lavoro” sono i due pilastri su cui si erge il nostro sistema costituzionale. marxista e feudale. e Costituzione materiale. Credito nazionale per il progresso. e John Fitzgerald Kennedy puntò a realizzare in primo luogo una sovranità economicoCost.. che gestiscono il credito e dunque subordinano le sovranità economiche nazionali.com/marcello/mattei. attraverso le scoperte scientifiche. Marcello Colitti è stato dirigente Ecofuel (Eni) ed autore di diversi volumi su questioni petrolifere e su Mattei.

con noi confinante. 121 e ss. La Francia. La popolazione francese non si trova certo in peggior condizioni di benessere rispetto a quelle della popolazione italiana. alla dignità umana”. smaltimento del restante non è ancora completamente risolto. 41 Cost. per la libertà e dignità della Scienza. “La totalità dell’energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d’Oltralpe. quali quelle del solare e dell’eolico. riconosce sì che l’attività imprenditoriale è libera. ma anche che non possa confliggere con i diritti superiori della persona umana. Nella lettera aperta all’on. è risolto forse il energetico fare nei confronti dell’Amministrazione Usa – sia orientato verso le attività produttive. e penso che anche il resto del movimento ambientalista debba aggiornare la sua nostro pianeta da un altro possibile disastro: i cambiamenti climatici catastrofici. Ciò. non potrà fare a meno di perseguire questo primo obiettivo per fare in modo che il credito nazionale – che le assemblee legislative di volta in volta autorizzeranno agli esecutivi ad emettere. poi puntando sul nucleare con la centrale di Latina. Regno Unito e Spagna produssero.”. si dice che il 30% dell’energia elettrica europea deriva dal nucleare.” Ma la nostra Costituzione. 85 e 60 miliardi di KWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi. Nella tradizione di Mattei. Anche se le più recenti tecnologie consentono un riciclaggio del rifiuto fino al 96%. tuttavia. 47 Cost. lungo la meravigliosa costa rocciosa del nordovest.. poiché proprio l'energia nucleare potrebbe essere la fonte energetica capace di salvare il 90 . come molti miei compatrioti. che necessita di un flusso enormemente superiore. 16 aprile 2006: prospettiva. ed è stato dimostrato come la radioattività. 21mo “Nei primi anni '70. credevo che l'energia nucleare fosse un sinonimo di olocausto nucleare. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza. Galileo 2001. così come il Congresso Usa avrebbe il potere di della Federal Reserve Bank (1913). Così l’art. alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese. Tuttavia. recita: “L’iniziativa economica è libera. oltre a porre l’accento sulla produzione. quando collaborai alle fondazione di Greenpeace. Milano. dall’istituzione Kennedy (anche nella forma) si è tentato di scardinare. del 2 aprile 2006. Il Partito Democratico. prima avviando colloqui indipendenti con i Paesi detentori di petrolio. 9 I costi delle scelte disinformate: il paradosso del nucleare in Italia. 17 dicembre 2005. è chiaro come iniziativa economica e credito debbano avere una funzione sociale. pagg. rispettivamente. Convertire al nucleare di Patrick Moore.nel 2003. fino ad arrivare ai giorni nostri dove come una macchina sempre ai massimi regimi rischia di rompersi un inverno sì ed un estate pure 7 157. in quanto propriamente sovrano e non rimesso alle volontà arbitrarie di una banca centrale a partecipazione privata. F. A tal proposito. I moderni sistemi di produzione di energia nucleare. coordina e controlla l’esercizio del credito. Silvio Berlusconi e all’on. Gli aspetti inerenti alla salute sono oramai stati chiariti. fino ad arrivare ai giorni nostri dove come L’Italia non è più stata capace di intraprendere la strada dell’indipendenza energetica. se possono rappresentare una parziale soluzione per le necessità abitative. Lettera aperta al Presidente della Repubblica. 2005. sono diventati anche sicuri grazie alle tecnologie a sicurezza intrinseca del funzionamento della reazione stessa. Germania. la mia visione è cambiata. Nuove fonti energetiche impongono di essere sfruttate. può rappresentare per l’Italia una soluzione d’avanguardia. Mentre - secolo. Romano Prodi. per ridare dignità all’art. e non verso le attività speculative. non impedì a uomini come Enrico Mattei di cercare di dare un’indipendenza energetica al Paese. ha perso questo pilastro del costituzionalismo moderno. Rosati. e addirittura a prova d’impatto aereo. per cui: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. non sia nociva per la salute umana8. da parte della medesima associazione. I fatti di Chernobyl del 1986 furono strumentalizzati per avviare una campagna antinuclearista priva di ogni razionalità. 89 energetica. disciplina. tuttavia. per protestare contro i test delle bombe all'idrogeno sulle Isole Aleutine in Alaska. A. deriva la propria produzione elettrica dal nucleare per quasi l’80%. Battaglia. oltre che meno inquinanti rispetto a petrolio e carbone e più performanti rispetto a questi ultimi. di qualunque genere esse siano. Francia. alla libertà. che aveva fatto degli Stati Uniti il sistema costituzionale repubblicano meglio riuscito.. che solo con Franklin Roosevelt (nella sostanza) e John Fonti. indipendenza energetica L’Italia ha una naturale carenza energetica. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione. La questione energetica. Circa il problema delle scorie radioattive. Dopo trent'anni. l’Italia non è più stata capace di intraprendere la strada dell’indipendenza una macchina sempre ai massimi regimi rischia di rompersi un inverno sì ed un estate pure. oggi. lo problema dell’inquinamento ambientale derivante da combustione delle materie fossili? Il nucleare – oggi accettato anche da ambientalisti storici come James Lovelock e Patrick Moore9 – se veramente vorremmo reindirizzarci sulla strada dello sviluppo. che non tenne in debito conto della vetustà dell’apparato complessivo sovietico che da lì a sei anni sarebbe crollato. l’unica credibile soluzione è rappresentata dal nucleare7. 8 giova ricordare . Questa fu la convinzione che ispirò il primo viaggio di Greenpeace. questo è l’aspetto più debole della questione. entro gli specifici limiti ambientali. ci farebbero cadere dalla padella nella brace per quanto concerne il sistema produttivo. e non possano andare contro il Bene Comune.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 controllato ed il controllore coincidono. essere diretti alla produzione. Anche l’esperienza americana. Alla luce degli articoli costituzionali. pur consapevole degli ostruzionismi omicidi che in tal senso troverà sulla sua strada. 420. dunque orientato al perseguimento del Bene Comune. In seguito alla ancor oggi non chiara scomparsa del grande statista.

Stewart Brand. Semplice. lasciò intendere una netta disponibilità ad esplorare tutte le possibili opzioni. Nel 1979. impianti chimici e vari altri obiettivi politici). i 103 reattori attivi forniscono soltanto il 20% dell'elettricità consumata. lo può fare in tutta sicurezza. Consideriamoli con attenzione: • L’energia nucleare è costosa. a uranio o idraulici. né tantomeno gli abitanti delle zone limitrofe. Ecco perché: l'energia eolica e quella solare hanno la loro voce in capitolo. rimane l'unica fonte in grado di soppiantare il carbone. e gli addetti fecero decessi. Oggi. • I reattori nucleari sono vulnerabili agli attacchi terroristici. dico che noi non possiamo semplicemente mettere al bando qualunque tecnologia considerata pericolosa. Nonostante io non viva. (Il problema dei decessi da radiazione nel sottosuolo. oltretutto. esso fu sufficiente a farci respingere terrorizzati qualunque altro sviluppo della tecnologia nucleare. Il gas naturale. come mostra il caso dell'Iran. il nocciolo del reattore dello stabilimento atomico di angoscia molto reale nella nazione. questa cifra rappresenta il 10% delle emissioni a livello globale. il primo gas-serra responsabile dei cambiamenti fonte a larga scala e a basso costo che possa ridurre tali emissioni. interpretazioni magistrali ne "La Sindrome Cinese". Anche se un jumbo-jet si abbattesse su un reattore. ma vi sono anche molti miti da sfatare. nessun lavoratore Se a Three Mile Island la vicenda terminò con un successo. tanto che da allora in tutto il Paese nessuna nuova centrale è stata commissionata. tra i vecchi ecologisti. Negli ultimi vent'anni. rimase né ferito né ucciso. cioè comparabile a quello delle centrali a carbone o idroelettriche. nessuna persona è mai morta a causa delle radiazioni. Meno di due settimane dopo la proiezione di quel film. gli addetti). anche presso gli attivisti antinucleari "duri e puri". e il più difficile da discutere. Oltretutto. Ma molti speculano sulla possibilità che tale processo. Mahmoud Ahmadinejad sull'arricchimento dell'uranio. quelle morti non sono che un pallido riflesso dei 5. il forum sull'incidente di Chernobyl che ha raccolto tantissime agenzie dell'ONU ha confermato che si possono attribuire all'incidente stesso soltanto 56 avevano il guscio di contenimento del reattore. fondatore del "Whole Earth Catalog". ora dice che il movimento ambientalista deve abbracciare l'energia nucleare perché tutti possiamo affrancarci dai carburanti fossili. Poiché gli impianti idroelettrici hanno quasi saturato i siti adatti. invece. Ma i futuri sviluppi tecnologici porteranno i costi a livelli ancora inferiori. un combustibile fossile. Egli. Three Mile Island (Pennsylvania). ecc. L'energia nucleare è l'unica imprevedibili e mancano della necessaria continuità. si comportò come nella finzione cinematografica. e io mi aspettavo un bella frustata. il nucleare. rivolsi ad un gruppo ristretto di partecipanti alcune riflessioni su un futuro all'insegna dell'energia sostenibile. fondatore della teoria di Gaia. è quello di rivolgersi in modo deciso alle fonti energetiche rinnovabili (idroelettrica. sarà nuovamente possibile usare quell'energia residua.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Consideriamola in questa maniera: più di seicento impianti a carbone negli Stati Uniti producono il 36% delle emissioni statunitensi di biossido di carbonio. un film che evocava un disastro nucleare a seguito della fusione del nocciolo di un reattore. Ora vi sono segni di una certa disponibilità. Nello scorso dicembre. nelle vicinanze di una centrale atomica. tra i minatori di uranio dei primi anni di questa industria. perlopiù dovuti alle radiazioni o alle bruciature durante le operazioni di estinzione dell'incendio. In America. dopo il primo ciclo di fissione. per aver scritto un articolo a favore del nucleare su una newsletter ecclesiastica. Tra quarant'anni il carburante esausto avrà soltanto un millesimo della radioattività riscontrata al momento della rimozione dal reattore. ha finito per credere che l'energia nucleare sia l'unica via per evitare un cambiamento catastrofico del clima. vent'anni fa l'incidente di Chernobyl fu differente.) insieme al nucleare. Nel 2004 il costo medio della produzione negli Stati Uniti fu pari a poco meno di 2 centesimi di dollaro per kWh. Jane Fonda e Jack Lemmon provocarono un brivido di paura con le loro Essa è invece tra le meno costose. per in fondo. cominciò a dire di essere d'accordo con la maggior parte delle cose da me dette: pur escludendo l'opzione nucleare. Il portavoce di Greenpeace fu il primo a Questo è il tema più scottante associato all'energia nucleare. fu che la vicenda di Three Mile Island terminò con un successo: la struttura di contenimento in cemento si comportò come da progetto. e il suo prezzo è fin troppo volatile perché si possa investire serenamente in impianti di grande portata. perché il 95% dell'energia potenziale è ancora contenuto in esso. fu obbligato a dimettersi dal direttivo di quella associazione. geotermica. capace di minacciare la sopravvivenza di una città. Questa fu la mentalità del "tutto-o-niente" in vigore durante la Guerra Fredda. oggi. Tra l'altro. Dissi che l'unico modo di ridurre le emissioni dei gas di combustione. pur continuando a soddisfare la crescente domanda di energia elettrica. causando una Ciò che all'epoca nessuno notò. oggetto di scomunica dal clero anti-nucleare: il defunto vescovo britannico Hugh Montefiore. eolica. mentre si produce energia elettrica.) • Le scorie nucleari saranno pericolose per migliaia di anni. Lo scorso anno. "Le tecnologia nucleare è per scopi pacifici. esse non possono rimpiazzare gli impianti più grossi e più solidi a carbone.000 decessi annui che avvengono nelle miniere di carbone di tutto il mondo. Vi sono molti tipi di impianti industriali diversi. 91 92 . L'80% della popolazione che vive a meno di 10 km di distanza da uno di questi reattori. Alcune volte. un'apertura all'ascolto. che sono molto più vulnerabili (impianti Il combustibile fissile può essere trasformato in armi nucleari. alla Gran Bretagna e alla Russia nel settore del riciclaggio del combustibile nucleare. è stato da lungo risolto. tuttavia. • esploderebbe.è stato intervenire nella sessione dedicata alle domande. Gli Stati Uniti non rimarranno indietro. in tutto il programma nucleare civile degli Stati Uniti. simili opinioni sono state e direttore di "Friends of the Earth".il macete . • Gli impianti nucleari non sono sicuri. è ora troppo costoso. sia in verità una copertura per la costruzione di armi nucleari. uno dei più semplici utensili . E benché io non voglia sottostimare il pericolo rappresentato dalla tecnologia nucleare nelle mani di stati canaglia. Ma si trattò di un incidente cercato. fondatore I contenitori del nocciolo sono fatti da uno spessore di cemento rinforzato di circa due metri. come è ovvio dopo l'annuncio dato dal Presidente dell'Iran nient'altro". I primi modelli sovietici di centrale nucleare non saltare la centrale in aria. Non voglio negare che all'energia nucleare siano associati vari problemi. è scorretto parlare di scoria o di rifiuto. Ora che gli Stati Uniti hanno rimosso il bando sul riciclaggio del fissile usato. ora sono Devo aggiungere che non sono l'unico. ma poiché sono climatici. ha detto. Lo scienziato britannico James Lovelock. Pur nella tragicità. L'intero progetto era pessimo. pur essendo dedicato alla produzione di elettricità. e ridurre contemporaneamente la quota di rifiuto effettivamente bisognoso di trattamento e posa in discarica. impedendo alle radiazioni di uscire e diffondersi nell'ambiente. quando partecipai al convegno sul protocollo di Kyoto a Montreal. come loro. Ma il fatto che la tecnologia nucleare possa essere impiegata per scopi malvagi non è un valido motivo per abolirla. Oltre ai danni subiti dal reattore. facendo crepare le pareti esterne. Faccio queste affermazioni con cautela. Lo scorso mese il Giappone si è unito alla Francia. allorché qualunque espressione della tecnologia nucleare sembrava indicare una minaccia per l'umanità e l'ambiente. e semplice esclusione delle alternative. Pur essendo stato l'unico incidente nella storia della produzione di energia atomica negli Stati Uniti. ad aver mutato d'opinione su questo tema. il reattore non a gas naturale. li approva (senza contare nettamente schierato dalla loro parte.

di usare la che le nuove tecnologie. Il bello è che nessuno si chiede come! Uomini come John Fitzgerald questi termini. in quanto a pulizia dell'aria e riduzione dei gas-serra. Il problema del costo – se mai è esistito – è stato affrontato dalla Francia nel periodo 1973-74. quanto ad aumentare gli spazi d’azione dell’uomo.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Ciò ci consentirebbe. come il sistema di ritrattamento introdotto in Giappone di recente (nel quale il plutonio non è più separato dall'uranio). Ogni ambientalista responsabile dovrebbe sostenere un cambiamento in questa direzione. L’Italia è piombata in un misticismo naturalista che trova il suo più manifesto antecedente nella cultura medioevale.l'equivalente di quanto producono 300 milioni di automobili. La loro idea non puntava a contrarre ciò che. non potremmo nemmeno avere L'unico modo per affrontare la proliferazione del nucleare è di dare a questo tema la priorità internazionale che le compete. Essa ha sviluppato anche programmi di zone. è sempre meno un problema. Questi inquinanti stanno erodendo la mercurio. qualsiasi approccio finanziarista alle infrastrutture. di renderla oggetto della diplomazia e. Si tratta di un numero ben superiore al numero delle vittime uccise dalle bombe di Hiroshima e di Nagasaki. i 103 impianti nucleari operanti negli Stati Uniti stanno efficacemente evitando l'emissione di altri 700 milioni di tonnellate di biossido di carbonio . dunque. Quindi. è oggi di 40 mesi. riducendo così i costi. ad una concezione entropica.l'equivalente di quanto prodotto da 100 milioni di automobili. se nell’immaginario collettivo è stata indotta l’idea per cui a “industria” corrisponda “inquinamento”. in considerazione dell’accresciuta richiesta energetica delle varie costruzioni ad hoc. In ogni caso una seria indagine a tal proposito non può non tenere conto del fatto che un impianto nucleare di nuova concezione dura più di 50 anni. sia sostanzialmente rimasto invariato. smog. cosicché soltanto il 20% dell'elettricità fosse generata dal carbone. Se ponessimo un bando su tutto ciò che può uccidere. Dagli anni ’70 siamo piombati in una cultura del non fare. in pieno spirito lapiriano. non lo rappresentava verso la fine degli anni ’60. non posero la questione in 93 . malattie respiratorie e contaminazione da Nel frattempo. se per la popolazione italiana ha rappresentato continui disagi ed impoverimento. Esistono già studi in proposito. fuorché dell’intangibilità della vita umana. D’altra parte. producendo piogge acide. facendo ricorso ad un approccio industriale “di massa” piuttosto che a aggiunte successive. mentre la Cina sta procedendo alla creazione di centrali a carbone alla velocità di un’unità alla settimana. all’idea di “infrastruttura” (o grande opera) è associata quella di “distruzione ambientale”. come si può pretendere che lo si abbia per le altre forme di vita? 94 la sussistenza di quelle popolazioni. Questa concezione. non ha confronto con la spesa inizialmente sostenuta per realizzarla. se si ha una concezione cristiana (ma non solo) dell’uomo. Il complesso infrastrutturale dell'automobile). è vittima di un errore concettuale. nel tratto Firenze-Bologna. Oggi. in Africa. ha avuto quelle ripercussioni intorno a questioni di ordine epistemologico. le infrastrutture – così come le spese per la ricerca scientifica – sono investimenti che si ripagano da sé nel tempo in modo continuo grazie allo sviluppo economico che ne deriva. il "Clean Air Council" riporta che gli impianti a carbone sono responsabili del 64% delle emissioni di anidride solforosa. alla luce del forte rincaro dei prezzi dei combustibili fossili. In ogni caso. Essi parlavano di rendere vivibili gli altri pianeti. grazie a reattori nucleari a 200 MW per la dissalazione del mare. forza per impedire a certe nazioni o ai terroristi di perseguire quei fini distruttivi. dove mancava l’idea di poter partecipare a migliorare la biosfera e dove. il costo. fertilizzanti e acciaio (quello della struttura del fuoco. dovrebbe essere intangibile. ne contrapponevano una anti-entropica. del 26% degli ossidi di azoto e del 33% delle emissioni di mercurio. D’altra ed il nostro pianeta si presta ancora ad una maggior crescita demografica. dove si poteva discutere di tutto. di poter risolvere anche il problema della scarsità idrica dell’Africa sub-sahariana e dell’area medio-orientale. impiegato per uccidere più di un milione di persone. tutt’oggi dominante. nonostante l’esponenziale incremento di automezzi? Purtroppo. che ogni cittadino può sperimentare affrontando il disagio procurato da ore di coda immettendosi sull’A1. Si deve aggiungere Gli oltre seicento impianti a carbone producono circa 2 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio ogni anno . Come è stato possibile che un tratto autostradale concepito 50 anni fa. nonché dall’incapacità di migliorare le capacità immunitarie degli individui. Inoltre. quando necessario. I tempi di realizzazione di una centrale nucleare. se non si ha rispetto assoluto per la vita umana. salute del nostro ambiente. Il paradosso è che se oggi ciò nell’immaginario collettivo rappresenta pura fantascienza. in continenti come l’Africa ha voluto dire destinare a riserva rendendo ancor più complicata la lotta per naturalistica parti importanti delle poche aree coltivabili presenti in quel continente. fosse invertito. Infatti. a causa della non efficienza del tessuto produttivo. la popolazione non cresceva restando sempre ai medesimi livelli demografici a causa della continua moria provocata dai disastri naturali. Di che cosa sono fatte le auto-bomba? Di cherosene. Questa confusione concettuale. ed il ritorno economico-finanziario che dà un’infrastruttura tecnologicamente all’avanguardia. e siamo ancora in tempo per riavviare questo cammino. Immaginate che il rapporto tra impianti a carbone e impianti a fissile questo porterebbe lontano. che portano oggi ad accettare in tutta tranquillità l’idea per cui la popolazione mondiale vada ridotta. ad una concezione parte solo in Europa vi è un’alta densità demografica Kennedy e Giorgio La Pira. possono aiutare a rendere più oneroso e difficile l'uso di fissile da parte di terroristi o di stati canaglia. e il 60% dall'uranio: Quindi.

Mario Lettieri. Da quando la comunità scientifica è riuscita a far comprendere come di idrogeno in natura non se ne trovi. ospedali. sembra essere la fonte del futuro per quanto riguarda i mezzi di trasporto. ed al biennio 1997-98 per i Paesi del Sud-Est asiatico – sta creando una bolla speculativa che impedisce che i capitali internazionali vadano verso le attività produttive e. ne contrapponevano una anti-entropica. il grande statista americano aveva ben chiara l’idea che senza un sistema finanziario stabile ed equo non potesse garantirsi lo sviluppo per tutti i Popoli del pianeta. Una rivoluzione da tempo ipotizzata nel campo dell’auto. dove si poteva discutere di tutto. sembra essere la fonte del futuro per quanto riguarda i mezzi di trasporto. D’altra parte. è quella dell’auto. senza alcuna base sull’economia reale – dunque il perfetto contrario dei due pilastri di Bretton Woods. Inghilterra. scuole. Harry Dexter White ideò gli accordi di Bretton Woods. Purtroppo oggi questo stato comunitario lo si avverte solo in occasione degli eventi elementi di dialogo che lo facciano sentire in costante sportivi. Reperire carburanti all’idrogeno necessita di reattori nucleari da almeno 800 megawatts. se non si ha forme di vita? La questione delle grandi opere. potrebbero rappresentare un trampolino di rilancio dell’economia italiana. Un nuovo sistema monetario internazionale Quando nel 1944 Franklin Delano Roosevelt insieme al suo segretario al Tesoro. Una missione per l’Italia passando per l’idrogeno L’ultima industria attiva in Italia. l’ammodernamento dei porti. Inghilterra e Stati Uniti) non rispettarono. come si può pretendere che lo si abbia per le altre conferenza internazionale per un nuovo sistema monetario e finanziario”. ci consentirebbe di sviluppo e benessere ambientale. il nostro Parlamento il 6 aprile 2005 ha approvato la mozione dell’attuale sottosegretario all’Economia. Le imprese di costruzione dovrebbero convertire gli impianti di distribuzione di benzina in distributori di idrogeno. L’idrogeno. dove il fare sia in realtà un non fare10. non aspetta che di essere realizzata. un aderito anche Bill Clinton e Michel Rocard. dal titolo “Sulla convocazione di una che un nuovo sistema energetico elettronucleare. oltre ad avere consentito ad investitori privati di condizionare ed affamare intere popolazioni nazionali e regionali – si pensi all’autunno del 1992 per Italia. nonostante la oramai fisiologica fase di crisi. energia. il sistema del Mose ed il Ponte sullo stretto di Messina. nel rispetto dell’ambiente. Convertire produzione di mezzi ad idrogeno. un Popolo non riesce a trovare stato di fratellanza. la trasformazione del sistema ferroviario attuale in quello ad alta velocità. i partecipanti più forti (Francia. Ma rispetto dell’ambiente. un velo pietoso sembra esser stato messo anche su questa prospettiva rivoluzionaria. Questo sistema. nonché poter contribuire al benessere degli altri Popoli. Un cammino ben più importante per un Popolo dovrebbe essere quello di ridare fiducia nel futuro a tutte le persone. Germania e Francia. Ecco l’ammodernamento della rete autostradale al Sud ed in generale nelle aree in cui si reputi necessario. spesso in buona fede.d. o suggerire false strade. un velo pietoso sembra esser stato messo anche su questa prospettiva rivoluzionaria. ricercatori avrebbero di che lavorare. a più riprese. più che dalla Tobin Tax – che 10 Si pensi a quella forma di disinformazione. nell’ottica di La Pira del non limitarsi a pensare esclusivamente a casa propria. e ridare una prospettiva ed un senso di missione al proprio Paese. Da questo. Le famiglie non vedrebbero rubati i propri risparmi dalle imprese petrolifere – nonostante si accusi l’Ocse – che arbitrariamente elevano i prezzi del greggio. tutt’oggi dominante. non può voler dire non fare. Cooperazione internazionale: “il vero nome della pace è sviluppo” 95 . sia per gli equilibri geo-politici sia per la tutela dell’aria che respiriamo. Da quando la comunità scientifica è riuscita a far comprendere come di idrogeno in natura non se ne trovi. prendendo ciò a pretesto. idrica. quegli accordi furono cestinati per decisione unilaterale del Presidente Nixon. all’attuale stato della scienza. I l’industria automobilistica italiana alla entrare in un mercato nuovo che darebbe lavoro. L’idrogeno.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 entropica. Il 15 agosto del 1971. Questi accordi si fondavano su un “codice d’onore” che tra la fine degli anni ’50 e durante gli anni ’60. se non piuttosto a lievitazione magnetica. sia per gli equilibri geo-politici sia per la tutela dell’aria che respiriamo 96 obiettivo da perseguire. col ricorso alle c. dunque. per cui il problema energetico di un Paese industrializzato sarebbe risolvibile. immiserendo le condizioni di vita di tutta la popolazione mondiale ad eccezione di coloro a cui è stato concesso di entrare nel circolo bancario. deve essere vista dunque in questa ottica di risoluzione dei problemi dell’uomo odierno e delle future generazioni. centri di ricerca). cambi fissi e convertibilità del dollaro in oro. a cui hanno sarebbe una legittimazione indiretta di un sistema iniquo come l’attuale – si deve ripartire per restituire un’architettura finanziaria che consenta lo sviluppo dei Popoli. e delle infrastrutture più in generale (strade. L’Italia potrebbe essere il primo paese al mondo ad attrezzarsi in questo senso. sulla falsa riga della più nota “Nuova Bretton Woods” del leader americano Lyndon LaRouche. Alla luce di ciò. Senza un senso di missione. fuorché dell’intangibilità della vita umana. energie rinnovabili. l’ampliamento e rispetto assoluto per la vita umana. instaurando così un sistema a cambi flessibili.

dobbiamo innalzare le capacità di produzione energetica.org/economy/phys_econ/physical_econ_main. dando concretezza all’idea della fratellanza universale.html. Nel rispetto della sovranità altrui. sarebbe il caso di ricordarsi per questioni di pace. per l’aumento del benessere. e Giorgio La Pira rifacendosi Tuttavia. Per portare le persone del pianeta al centro della vita economica. Alleanza planetaria di cui ha parlato John Fitzgerald Kennedy.000 anni di pace. rientra proprio in tale ottica. Creare un progetto di sviluppo infrastrutturale comune che abbia il suo cuore laddove si concentra la maggior parte della popolazione mondiale. Ovviamente. la politica nazionale non può trascurare ciò che avviene nel resto del mondo. Il Ponte di Sviluppo eurasiatico11 ideato da Lyndon LaRouche. per estendersi verso Africa. Un progetto planetario di questo tipo sarebbe realizzabile creando ex novo credito produttivo a basso tasso d’interesse ed a lunga scadenza (25-50 Stati Uniti. se non si creano anche le condizioni per la creazione di infrastrutture. ma anche delle sorti dell’umanità. l’Eurasia. Necessitiamo di quella grande a lui. anni). Oceania e le Americhe. Se promuovere un nuovo sistema monetario e finanziario più equo è una questione fondamentale. 09 agosto 2006. è quello per cui la persona umana non può occuparsi solamente degli interessi e degli affetti a lei vicini. altrettanto lo è l’avvio di una politica energetica comune. 97 . Alla luce di questo insegnamento. tutto ciò rischia di essere inutile. l’opera di dialogo deve essere una costante delle relazioni internazionali.schillerinstitute. fuori dalla logica che li relega nel ruolo di forza lavoro a basso costo. così come fatto da Franklin Roosevelt con la Tennessee Valley Authority per i soli NOTE E SEGNALAZIONI 11 Per averne una rappresentazione grafica generica si consulti la pagina web http://www. o di meri fornitori di materie prime. per avere 10. Dallo stesso indirizzo si accede ad ulteriori pagine di dettaglio per ogni macroarea del pianeta. delle infrastrutture. Non può considerarsi un caso che durante una guerra guerreggiata la prima cosa che si punta a distruggere sia il complesso infrastrutturale del nemico. piuttosto che per distruggere.Europa Plurale – 1/2007 Il messaggio più importante lasciatoci da Giorgio La Pira con la sua opera.

Raimondo Cagiano). Oltre il sistema rappresentativo?. soprattutto se si considera l’attenzione dedicata al federalismo integrale in generale. l'autore si dimostra particolarmente severo nei confronti non tanto dell'europeismo "di maniera". ricostruendo in particolare gli anni della “formazione” di Marc. ci sfuggono i motivi di una tale scelta. che pure depreca. FrancoAngeli Ed. dai rapporti conflittuali con Mounier alla rivista Ordre Noveaux. E forse è proprio il focalizzare l’attenzione su questo periodo che costituisce il limite maggiore del libro: in effetti. e in particolare quella dedicata alla storia del pensiero politico. E la panoramica che la Manganaro ci offre del Marc impegnato a costruire un fronte non conformista e federalista tra gli anni Trenta e gli inizi della Seconda Guerra lettore di inquadrare meglio la figura e di apprezzare la coerenza del percorso. senza cadere in sterili celebrazioni.Europa Plurale – 1/2007 Europa Plurale – 1/2007 Note e Segnalazioni Personalista di Alexandre Marc (1904-2000). è ormai funzionale solo al mantenimento di determinate strutture di potere. e alle elaborazioni di Marc in particolare. continui su questa strada e ci proponga prossimamente un ulteriore approfondimento delle opere e del pensiero del grande federalista francese. Europa e Federalismo Globale. E forse quella che ci presenta nel suo ultimo libro. pag. FrancoAngeli Ed. Non vogliamo pensare che possa dipendere dai conflittuali rapporti instauratisi negli anni tra Marc e il federalismo europeo organizzato in Italia (sono noti gli spinosi giudizi dati sulla persona e sulle idee da Altiero Spinelli e Mario Albertini) e che risulta sicuramente maggioritario nell’ambito accademico italiano: più probabilmente è l’ennesimo effetto di un certo provincialismo autoreferenziale spesso presente nella cultura italiana. integralmente federaliste . e quel poco ha avuto scarsissima circolazione (basti pensare ad una delle migliori raccolte. pochissimo è stato tradotto in Italia. che avrà fine solo con la sua morte nel 2000. integrale. da uno dei massimi studiosi del federalismo mondiale. contribuisce con un ottimo testo a far conoscere meglio il percorso di questo intellettuale atipico del Novecento. pubblicata nel 1996 dalla case Andrea Chiti Batelli. e in definitiva non rende merito alla complessità della produzione 99 successivi sviluppi del pensiero marciano (che comunque vengono evidenziati) risulta . E su questo Chiti Batelli è molto chiaro: non si tratta di realizzare l'unione politica sulla base dell'attuale processo di integrazione. una proposta di riforma democratica della democrazia che ha come suo "pilastro" costitutivo la realizzazione di una unità politica europea su base federale. quanto nei confronti del federalismo rappresentato in Italia dal Movimento Federalista Europeo e in Europa dall'UEF. A questo proposito. dell’Università degli Studi di Trieste. e diventa l'articolazione di una vera e propria proposta politica. anche nelle sue "prese di posizione" più controverse. Il Federalismo intellettuale ed “operativa” di Marc. – Milano. a detta dell'autore. e pone con del progetto di Ordine Politico delle Comunità che Adriano Olivetti formulò nell'immediato dopoguerra. 100 livello continentale strutture ed istituzioni già abbondantemente superate a livello altrettanta lucidità una possibile soluzione. Daniel J. ). Fa ancora più piacere se solo si pensa che. vista la qualità indubbia di questo volume. Grazia Manganaro Favaretto. la parte dedicata ai troppo sintetica. ma di riorientare tutto il processo su linee nuove ed autenticamente federaliste (o meglio. In tutta onestà. Fa sempre piacere scoprire. per chi non lo sapesse. ( Lanfranco Nosi ) – Milano. oltre ad essere un saggista prolifico e sempre interessante. Elazar. Rimane il fatto che Grazia Manganaro.consente al segnato dalla costante elaborazione di una vera e propria filosofia del federalismo (senza mai peraltro abbandonarsi allo “spirito di sistema”. del quale ci mostra tutti i limiti. un libro dedicato ad Alexandre Marc. di matrice strettamente "hamiltoniana" (del quale è stato peraltro autorevole esponente): in più occasioni ne evidenzia infatti l'incapacità di leggere correttamente la crisi del sistema democratico e i nuovi fenomeni politico-sociali. sia a livello europeo. nell’ambito di quel variegato movimento che verrà successivamente etichettato come “non conformismo”. attraverso l'aggiornamento e l''applicazione editrice Il Ventilabro e a cura del prof. edito da FrancoAngeli. ma ce ne dimostra chiaramente e lucidamente le degenerazioni sia a livello nazionale. nel dell’editoria italiana. Il libro risulta così essere qualcosa di più di un semplice atto di accusa nei confronti di un sistema che. vero e proprio padre del federalismo mare magnum Andrea Chiti Batelli. né di riproporre a nazionale. è una di queste. è un esponente storico del federalismo organizzato in Italia ed in Europa.v. sempre avversato da Marc). sempre Monidale. Non possiamo che sperare che la Manganaro. dell’immenso lavoro del grande pensatore francese. Perchè Chiti Batelli ci presenta non solo una panoramica estremamente interessante delle critiche alla democrazia rappresentativa.

In conclusione. Una critica severa. del federalismo e dell'unificazione europea. e condivisibile. ( Lanfranco Nosi ) democrazia. ma non osiamo sperare tanto. è un testo che merita un'attenzione e un approfondimento ben maggiore di quello che possiamo dare in questo spazio ristretto: certo è che risulta essere uno dei testi più interessanti nel panorama di quelli dedicatiai problemi della quelli che si richiamano al federalismo integrale. che meriterebbe una seria riflessione negli ambienti federalisti. e decisamente un testo di riferimento per tutti 101 .Europa Plurale – 1/2007 tanto da mettersi "fuori dal tempo".

...….. Data di nascita ………………… Tel.... Socio Ordinario Giovane (sotto i 30 anni)…………………………. Cognome………………………………………… Nome ………..............org ..........org – toscana@europaplurale......org Firma……………………………………....…… E-mail…………… …………………………………………………………………...00 100.….. € Socio Benemerito …………………………………………………. Via……………………………………………………………………....….………………………………….lauria@europaplurale..……………………………… 15. Luca Carapelli..n°………...... LA MODALITA’ DI PAGAMENTO VERRA’ INDICATA IN SEGUITO AL RICEVIMENTO DEL MODULO D’ISCRIZIONE Restituire a: Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale Casella Postale 595 – 59100 Prato Oppure inviare i proprio dati a europa@europaplurale..org Redazione Silvia Marcuz. Europa Plurale – DOMANDA DI ISCRIZIONE Il sottoscritto chiede di essere iscritto all’Associazione “Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale” e si impegna a rispettarne lo Statuto... Federico Manzoni europa@europaplurale....00 EUROPA PLURALE RIVISTA PER UN FEDERALISMO GLOBALE Numero 1/2007 Pubblicazione dell’Associazione “Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale” www.Tutti possono contribuire ad Europa Plurale Movimento per un Federalismo Globale prevede le seguenti forme di associazione: Per rendere possibile ogni forma di collaborazione.europaplurale...... € Socio Ordinario …………………………………………………..€ Data..org Caporedattore Lanfranco Nosi toscana@europaplurale.Prov……….00 30../Cell......………..... Città…………………………………………………………………………………………....Fax……….……………...org Direttore Editoriale Francesco Lauria f... CAP……… ……………..

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