Andrea Gatti

L'INTELLETTUALE E IL SUO STRUMENTO

Il “ritratto con il libro” come specchio della coscienza umanistica In quel momento decisivo della storia europea che segna il passaggio tra Medioevo ed età moderna, il libro rappresenta il terreno di scontro ideale tra il ritorno di una mentalità classica a lungo addomesticata e la millenaria tradizione ecclesiastica, che fino a quel momento, era stata il fulcro indiscusso della cultura europea. Il XV secolo d'altro canto porta con sé una considerevole crescita del tasso di alfabetizzazione, mentre le Università si aprono alla cultura umanistica con sempre maggior senso critico. Il risultato di quest'opera culturale è la nascita di un metodo scientifico per analizzare i testi nel loro contesto – la filologia, che avrà un'importanza decisiva nel modificare il modo di pensare i testi e quindi le loro incarnazioni, i libri. E' difficile infatti rintracciare, nella grande arte dell'ultimo periodo medioevale, tra XIII e XIV secolo, sufficienti esempi di personaggi ritratti insieme a libri, che non siano direttamente riconducibili all'ambito ecclesiastico. La Bibbia, i libri dei Padri, i Saggi Agiografici, hanno rappresentato per dieci secoli, un simbolo tenacissimo del potere culturale della Chiesa. L'intellettuale medioevale è fatalmente spinto alla carriera ecclesiastica, al monachesimo o all'eremitaggio. Esso si esemplifica nella figura canonica dei Padri della Chiesa. Sono molti infatti i Santi che hanno come attributo il libro. Invece nessun laico o quasi viene rappresentato mentre legge: in questo senso le donne sono all'avanguardia. Leggono nei giardini delle corti, come testimoniato da alcuni cicli di affreschi a tema profano, tra le mura chiuse dei castelli signorili. Nel castello di Trento, il ciclo cortese mostra le dame intente nella lettura dei romanzi cavallereschi, uno svago diventato comune in tutte le corti d'Europa. A partire dal primo '400, il processo di progressiva “umanizzazione” della cultura e di maggiore apertura nei confronti dell'eredità classica da parte degli intellettuali, giunge a maturazione in tempi e modalità differenti in tutta Europa. In Italia, dove maggiore era l'influenza della cultura classica, comprensibilmente questa nuova figura di intellettuale viene codificata prima e più definitamente. Il primo laico ad essere rappresentato costantemente con un libro in mano è, non a caso, Petrarca. Il “Francesco Petrarca” all'interno delciclo di Andrea del Castagno degli Uomini Illustri ora agli Uffizi, è un esempio. Tuttavia anche nei Paesi Bassi – pur rimanendo nell'ambito del culto privato – compaiono i primi ritratti, questa volta di borghesi e mercanti e non di poeti e umanisti, con libri aperti a far sfoggio di una cultura che comincia ad essere status, come si può vedere nella “Madonna del Cancelliere Rolin” di Jan van Eyck. La grande Riforma luterana significa, soprattutto nel Nord Europa, la consacrazione del fortissimo potere sociale degli intellettuali. Il libro come simbolo del sapere, diventa al contempo strumento di critica sociale da una parte, e documento di indipendenza individuale dall'altra Tra Germania e Paesi Bassi, (e per certi versi anche in Francia) l'indipendenza di pensiero conquistata con lo studio individuale o con il lavoro speculativo, porta ad una crescente insofferenza verso tutte le credenze ortodosse o dogmatiche: questo si manifesta compiutamente solo nei ritratti individuali. Il caso più eclatante di questo genere è il “Ritratto di Erasmo” fatto da Q. Metsijs, dove è rappresentato l'intellettuale in assoluto più significativo di questo tormentato periodo. In Italia invece la committenza della Chiesa indirizza quasi tutte le energie artistiche nella realizzazione di grandi imprese. Solo nelle corti principesche e a Venezia si conserva questo genere di commissione borghese che raggiunge, con Tiziano e Raffaello, completa codificazione.

Il ritratto con il libro riflette l'evoluzione del pensiero europeo sul valore e la qualità del sapere. Dal testo sacro depositario di tutte le risposte, al testo inteso come oggetto della critica e del giudizio individuale, fino al libro come baluardo dei valori e status symbol di una società che verteva fatalmente verso l'età moderna. Analizzando a posteriori quanto detto, assistiamo ad un cambiamento sostanziale delle dinamiche culturali, una vera rivoluzione dei ruoli e degli scopi della cultura stessa.

ERNST GOMBRICH: “Aspirazioni e limiti dell'iconologia” in “Immagini Simboliche” , Leonardo Arte 2002 Ernst Gombrich (1909 – 2002) è considerato il padre dell'iconologia moderna. Quest'opera altro non è che una raccolta dei suoi saggi più significativi, sul valore del simbolo nell'arte del Rinascimento. Secondo Gombrich, ogni professione viene rappresentata durante il Rinascimento, accanto al suo strumento specifico. Così come i santi hanno i loro oggetti-attributo, così anche l'homo phaber del 400 e 500 verrà frequentemente rappresentato nel momento del lavoro. Il chirurgo con i suoi ferri, l'intellettuale con i suoi libri.

“... E' sorprendente vedere come durante il Rinascimento gli oggetti ritornino ad essere decisivi nell'identificare una persona. Ma non oggetti casuali; oggetti in grado di svolgere l'azione che più contraddistingue il loro proprietario: il chirurgo sarà allora rappresentato con i suoi ferri, il sarto con le forbici e l'intellettuale con i suoi libri...”

Questo libro è stato un punto di partenza generale per la riflessione sul valore della rappresentazione degli “attributi simbolici” dal punto di vista teorico. Mi ha anche fornito uno spunto importante per la scelta del tema.

MATILDE BATTISTERI: “Il Libro” in “Simboli Allegorie – Dizionari dell'Arte”, Electa 2002

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Questo è un pratico volume di consultazione dove le più grandi tematiche dell'arte del Rinascimento vengono affrontate in ordine alfabetico.

“ Il libro rappresenta sempre la ricerca di risposte. Quindi ogni rappresentazione del libro è incentrata dapprima in ambito sacrale, poi anche nel contesto della nuova cultura laica... “

E' stato molto utile per recuperare diverse fonti iconografiche utilizzate nel saggio breve. Dal punto di vista del contenuto, invece, si è rivelato piuttosto sintetico e con pochi spunti interessanti.

Per quanto molto riduttivo questo libro mi ha aiutato molto a stabilire un iter cronologico molto più definitamente. Le numerose illustrazioni e i rimandi iconografici mi sono stati utilissimi.

JACOB BURCKHARDT: “La scoperta del mondo esteriore e dell'uomo“ in “La Civiltà del Rinascimento in Italia”, Sansoni 2007

“... Con coscienza ancora più compiuta e decisa, il Petrarca, uno dei primi uomini perfettamente moderni, dimostra il significato del paesaggio per un'anima sensitiva...”

Jacob Burckhardt (1818 -1887) è il fondatore della moderna concezione del Rinascimento, autore di saggi fondamentali anche per la comprensione artistica dell'arte italiana.

Nel passaggio tra Medioevo e Rinascimento, la riscoperta dell'antico e il mito della gloria terrena, spinge gli uomini del Rinascimento a rivolgersi verso l'esterno, verso il mondo, iniettando nuova linfa nei meccanismi stanchi della cultura.

Questo testo è assolutamente imprescindibile per farsi un'idea storica di che cosa significasse essere un intellettuale durante il Rinascimento, e mi è stato utilissimo per tracciare l'evoluzione di pensiero nelle diverse età indicate nel mio saggio.

www.homolaicus.com: “LA FISIONOMIA DEL NUOVO INTELLETTUALE ITALIANO NEL RINASCIMENTO CORTE E ACCADEMIE COME ASTENSIONE, CARATTERE ESEMPLARE DEL CORTEGIANO”, articolo divulgativo

“L'intellettuale in Olanda o in Belgio invece viene rappresentato frequentemente solo a partire dalla Grande Riforma, che indirizzerà gli sforzi dell'Arte, inizialmente esplicitamente contro Roma e solo poi alla costruzione di una nuova iconografia laica.”

Articolo generico sulla fisionomia dell'intellettuale del Rinascimeno

Poco utile davveero, troppo riassuntivo e senza spunti significativi. Buono però l'accenno all'arte dei Paesi Bassi, paragonata a quella italiana.

Poco utile davveero, troppo riassuntivo e senza spunti significativi. Buono però l'accenno all'arte dei Paesi Bassi, paragonata a quella italiana.

http://193.205.206.41/portale/demo/dol_demo_phot ogallery.htm : link per “Lucas Cranach” Traduzione on-line della serie dei Maestri del Colore

“Nel “Ritratto di Erasmo”, Lucas codifica la figura dell'intellettuale moderno. Non a caso viene rappresentato con un libro bianco davanti: un'anomalia iconografica che risale al Medioevo. Tuttavia in questo caso, Erasmo non è un amanuense che ricopia classici in un buio scriptorium. Egli sta dando una forma espressiva ad un'idea creativa ed innovativa. Sta facendo arte...”

Biografia, opere e repertorio iconografico del grande pittore tedesco. Provvidenziale per recuperare le immagini e il testo del volume de “I Maestri del Colore” su Lucas Cranach, fondamentale per il suo “Ritratto di Erasmo”

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