Demenza Poetica Storia di un poeta al di sopra di ogni sospetto

Demenza Poetica
storie di un poeta al di sopra di ogni sospetto
Renè Butade

© 2010 Renè Butade rene.butade@gmail.com

Demenza Poetica Storia di un poeta al di sopra di ogni sospetto

Esercizietti di stile

Oasi psicdelici
O Proserpine, Musi ispiratrici, Oggi tenterò di far magnifici onomatopeti: trrr...prrrr...frrr patatà…pitutì…dadadà... drin…dron...dran... taratatà cipiripì…brum...brum schhhhhhhhhhhhh (questo era discarici di piano di sopra, prego, no offenditi!)

Amori amari
O Calliope, Musa ispiratrici! Oggi il mio io è molti poco brio, mi sento propri: pesce fuor d'acqua, pinguino alle terme, stufetti freddoloso pantofoli da marcipiede radio sordi-muti, Natale con chi vuoi Pasquetti con i tuoi

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Lievito di rima
O Prono, figlia di Nessuno! diletta, che mi ispiri e aspiri come una sigaretti. Il tuo rossetto indlebili si stampò sull' valvoli poetici dentr' di me e così fui poeta, poeta, però, co la P musclosi.

Donzelletto capretto
Forse oggi non mi capisci, domani credo nimmeni, però Musetta Vergine, non disperar. Il mio verbo efferviscenti si sciolie dentr' bicchierini co acqua e ci vo pochette di tempe

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Ciclo Epico
Estratto di poemetto De

duplicatio celluli

(v. 180- 208) battallia finale sotto del muro di Troia (farmaco): Ferma allor che il giorno ancor no ha baci il notte! Ripeto, ferma prodi cellulo! Tu che oncogena sei, meriti di perir al istante. (cellulo): chi sei tu che vuoi di me la morte? Vade retromarci co quel brando in pugni! Oncogena son per voler di Zeus (farmaco):Fui nominato citostatici al cospeto di Juppiter, di sterminar la razza tua l'ordine mi fu, scendi dentr' del campo e combatti! (cellulo): no mi prendi! no mi fermi! la velocitade magna di duplicar la mia progenie ha in simil pari solo il saetto di onnipotino Zeus. Fai un sol passo e intorno troverai millioni, anzi, trillioni di quei tu chiami oncogeni Avran li occhi puntati su di te e a nulla ti varrà l'ésil armaturo. (farmaco): muori vil guerriero! solo il rapiditade del mio brando ha simil pari dentr' del saetto di Zeus! (infligge il colpo) (cellulo): esanimi son! Oh dolore, che di te son sempri stato causa, adesso ti capitovolti su di me, Oh morte, di cui servo mi son fatto, giungi presto! Di mia soffrenzi mostra alcuna vollio dar, avvolgi su di me li ali tue di gabbianella, portami teco dentr' del infero tuo buio.

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Enea fillio di Troia
Ancor'ora mi peto se abbia fatto cosa justa Enea ad' bbandonare la Cartagienica Ditone insu le coste de l'Affrica. Se nosiffose imbarcado sul primo traghetto pe Latina, la fanciula no sarebbe defunta suicidia e di certo la stirpe laziale, co tuto il suo seguito, no sarebbe capitata a l'mondo. Se Enea fosi rimasto co la sua 'bbella a gnoscere affondo le gioe de ll'amore oggi il mondo sarebbe milliore, le farfalle no avrebbero difficolta di trova un lavoro, i bruchi muterebbero in crisalidi senza dovè stisciare come vermi pe tutta la vita, i picciol insetti prenderebbero finalmente l'sole senza del pezo di sopra e le api snifferebbero direttamenti cocchiina invexce d'impollinarsi il naso dentr' dei fiori. Enea, fillio di Troiapercualo prendesti cuel tragheto?!

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Oh sorte! ci manca soli che apri le porte a la morte!
Sedea io insù di uno scollio a flor d'acua, in plena contemplatio de l'Eggeo, quanno tuti dun tratto un suono, similaro dun claxo, mi spodestò da un pensiero su cui tropo m'era agiato. Da claxo che era, il suono fensi lamento prolungato e da lamento, in finis, si espletò in una clara recuesta: Oh Ulipse, res facit là sedduto?! Io, stregatto da sittale natural prodìgo, rintuzzolai: Nossòno Ulipsi, né cognosco alcuna persona coccotale nomine, ma prego, vi piaccia dir chissiete et cual buon vento vi porta a cuesti topi Son'io del mar ancella, metadona e metapescia vengo a te pe rìportati ne l'abiso cui sfucisti al tempore que fus. Forza, mettiti costumini da bagno et entra dentr' de l' acua mi spiacci, ma nossò notare fec'io ancora diffido. Oh bela cuesta! Tus que translocasti mari tempestosi afrontando lire funestre delli dei, adeso mi conti simil frottoli?Andiamo! movi l'culo da cuelo roxcia e vieni ammè Si tu in vero est una sirrena, cantami, o diva, un canzone et rendimi tuo sclavo pe l'eternitade La metapescia principiò d'intonare una mellodìa di sittale meravillia, ch'io m'era cuasi convincto di concedermi tuto ed entrare ne l'impido acuarrio, ma al'appice de la tenzone, spuntò, darretro lo sperrone de l'abbaia, a gran velocitade, un motoscaffo. Ei non vide, ahimé,la sireneta, incautmenti sprovvista di paloncino SUB e in un sol colpo d' ellica ne ricavò due filetti di tenero merluzzo. Così finìa l'avventureta estiva, prim'ancor del suo cominciamento. © 2010 Renè Butade rene.butade@gmail.com

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Il pòmelo di Addam
Appen la pergola mano porsi al melo din su l'ramo, dal monito di uno strisciòlo fui colti men che al volo: "Rittrai quel mano sozzo! -profferì il melandrinono tu sai che è peccato rovinar cotal giardino?" Pe l'meschin monito urtato, batibbeccai d'immediato: <<guarta da che purpo vien la pretica, parli propri tu che dentr' del melo hai vitto e aloggio>> Lo sagomino dal traforo, per intero sbucò e impettito all'attaco più deciso tornò <<ti ci provaci a tocca il melo et sarai catpultati in un posto ai confini del realtà che ignomìnano terra;>> Io, menfreghetto quale sono, il mio stomaci providdi a saziare con quel dono, il veto contravvenni e solo tropo tardi del seguito mi avvenni La comunitade tutta incipit d'insulatrmi: Terrone, Terrafondaio, Ma vai a zappa la tera ! Terriccio, Terrorista et così fui costrecti di dipartere et Terrabondare pe l'resti di mie vita.

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Poeta Ispirato e Aspirato

Mi specchio in due per te
Erabbondava io al colar del vespro, pe lo sentierelo scarno, allor che d'un tratto vidi l'immago mia catvupltati dentr' di un stagnolo, similarum latrinam. Ignaro di cotalo natural prodigio, balzai guardingamento in retro e tentai di aprocciarmi co un parolo: <<Ohilà pellgrinio! possum gnoscere la cagion per la cuali continui di fissarmi co sì fatta esprissioni di melgrano tropo lungmento lasciati sopr' del ramo a matura?>> Avvenendomi del muto risposto del sub acueo, trovai indarno perpetuar co i paroli e cum majore attentionem mi appropincuiai a l'rivo. Poscia ch'ebbi, per lo mezzo di un ramoscielo, turbato de l'acua il vitreo specculum, vidi il figuro principiar di un eppiletici convulsionem tremoris e fui colto da pavento di perderlo appenalo trovato. E Inveci.....Oh...mirabil visionem che pervenisti dritti dentr' dei mie globi aculei! L'imago si ricomposi similarum di un puzzli, del loffio melgrano lo sguardi fe ritorni, io mi sentì il cor come specchiato in due e capacitommi alor d'essermi innmorati comi un colombino pasquale.

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Bocone post bocone
Sic potes spezzare un'arancia in tuo favore, Oh mio anielo pascqualo, fareilo senza esitatio alcuna. Tus, que jacei at centro-tavoli cum limonem conficti dentr' del cavolo oralo e l'tenerelo ventre sezionati in tres partes intra loro similarum, mi fai senti vilipendulo nei dei tuoi confronti et bocone post bocone averto scivollare dentr' di me i semi del peccato. Vorrei masticarmiti senza di romperti et ingoiarmiti senza di digerirti afinché tu potes, il matino postumo, risurgere, per mea magna defecatio, integretto comi ante de l'indiciturus sacrifitio. Anielo ti amo comi no imai! nei sechioli dei sechioli ammen

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Dal saggio in tre attici "Io

che no vivo senza un té"

"se io nossono per me stesso, chissarà per me? E se io sono per me solo, chessono io? Se no ora, cuando1?" …e ancora.. "se io nossò cosa sono alli'occhi de l'altro e l'altro nossà neanche cosa è ai suoi stesi occhi, significa forse ch'è tempore duna visita occulistica? Se no ora, cuando?" …di più… “se oggi non è ieri, ma ieri è stato, pe necessitade, un oggi in potenza, chi è nato primo, ll'ovo olla frittata?” In un mondo senza contorno, dove, comi primo piato, è servito solo un sofficino triste, io mi ciberò unicamente dei tuoi risposti. Ripongo in te le ali del mio ntelletto ne la speranza che tu nolle sgualcisca, se proprio ti sembrono impillaccherate, lavli sempre a mano e mai co l’candegio. Nel topo, in sua madre et nei putativi padri2 Se no ora, cuandomai?

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intercalare similare de "l'ammen" cristiano sostutuisce il trio comico "padre, fillio e spirto santo

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A metà tra scienza e poesia

Parabbolo vitae
Fui di Wundt grandi exstimator et in cualità di tale volli tentari un risolutionem a l'suo maximum gratcappio psicofisiolocico: stabbliri cuali chessia il nesso intra riflexo condizionatum et inconditionatum. Così, pulso da moventem scienfitico, addaggiai insu l'tavolo da labbortorio il cane de l'vixcino ch' è sempri plus verde. Splancai del sua la bocca et mescei, intra palatino e 'linguor, un gosciolo d' acis muriatici ut observare reationem riflessa. Vidi che l'cagnolo in primis gridava et post moriva di subbito, senzi nianco riflettere un momenti! Percualo est sucieso hic haec hoc?! Percualo no ha riflettuti primi di perire?! Appellai a mme la comunitade scienfitica et petei un pareo a riguardo. Fui instintaneamento radiopillotato dall'albo del categoria et expulsum dal sistema solaro a bordo di uno sciattlo. Eccovi la storia di come divensi astronato de la Nasa. TUTO QUESTO NO HA SENSO DI COLPA

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Saper a volte nuoxce
Attracto da l'pscicchianalisi similarum de la tera vers'il re Sole, feci comodare sul lettino di Ginger &Freud la nonna del vixcino ch'è sempri plus verde. Poscia che l'ebbi stupefatta, iniettandole un siero positivo intra un musclo e l'altro, recisi del suo il cranium et areoportai li strati superflui del cerebbro, ut observare quel che no si vedi da l'di fuoro:IL SUBCONCIO. Indi poscia, chiesi al soggeto un rappido excurzio memoriae et rilevai, cum extrema gratificatio, l'emergere subbitaneo d'un blocco : Il soggeto no parlava, no muoveva e no respirava -res rei era suciesso?La natural propensionem, mi spinse a trovar la causale in un grossi tram d'infanzia et, comi si conviene a un luminaro de la scienza, codivisi co i colleghi di Lipsia l'esito del mio esprimento. In un battipanni fui expulso dall' albume proffesionali, mi rittrovai un curriculu vitae non plus cristillino et persi ora et per sempre del vixcino il saluto. SAPER A VOLTI NUOXCE!

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Il raptus della rapta
Aderendo corpor'et mente alle torie Skinneriane sul conditionamento operando, voli tentare un exprimento per testare che vette può raggiungere l'ardire intelletivo d’uni topa femina. Caputovoltai il traditionale modo di proxcedere, serrando memmedesimo in spaziosa caiola et affidando ala topina la custodia de l'chiave. La rapta, ch'era stata cavia diligente, pur appartnendo a uni razza tanto discussa, in cuel momento diede mostra del sui lato plus scuro. Ragiunse cum raptorum velocitade la serratura e la chiuse a doppia mandata, poi lanciò la chiave nel saetelo e scappò via. No ha mai plus fatto ritorno. Si chiamava Rosana. Comi diceva mio nonno tuareg “le donne sono tutte zoccole”

Ogni bimbino ha dentr' di se uno Zingarello
Noam Chomsky, lustro pater de le psicolinguine, arrivò a sostenere, a l' fulmine dei sui studi, que i bimbini vengono al' luce, dotatti di sixstemi percettivi spicificatmenti rivolti al' pprendimento linguistico et que verso i due ani di età, già poxxiedono un vocapillaro di 300 paroli et plus. S'è vvero que ogni bimbo ha dentr' di se uno Zingarello, cuesti Natale no compri un vocallobario, adotta un bimbino Campagna addizzioni 99/2000. FARE DEL BBENE TI 'FFARA' BENE

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Oltre il Poeta

Discorso sull'impurità di certuni materiali
Quantuncue il mio animo sia nobbile e votato a cuele cose che han nome posie, m'aggrada nondimeno, metter manusqueintellecto in compiti d'inferior gradiente, ma degni altresì d'onor e merito. Fu su la scia di tal convintione che misi a punto un piano di smaltimenti dei rifiut' organci, basato sul rilascio di tali sostanze ne l'buco de lo zoo, ai confini de l'tmosfera. Secondo le leggi de la fisica, il pattumem de l'intera umanitade prenderebbe ad orbitare attorno al globo e magari, più in là nel tempore, sotto la forza d'aggregatio de la materia, potrebbe anche accorparsi in un novello saettello e far da sorela a la primogenita 'lluna. Noappena resi manifesti i miei intenti subito si sollevaro le primi obiezioni: "e se i due saettelli, trovandosi insula stesi orbita e roteando a differenti velocitade, sopravvenissero a clamoroso scontro, chimmai forbirebbe l'opacca lucerna1, intrisa de la nostra sozzura?” e a seguito: "Voi, che paventate pe l'opacca lucerna avvezza alle macchie sin dai tempi di Galeon Gallilei (una in plus di merda no le cambia certo il corso de l'evvolutione ), siate consci, plustosto, che ciò che si caccia via, primopost sempre indietro torna !" La general' disapprovazione a fronte del progieto mi vide desistere da l'sua rializzizione. Oggi la cartusciela jace piegata dentr' del cassetto e se devo esse schietto puzza un pochett

Lalluna

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Uncinetto
Io, che no diniego 'ggià mai lavori muliebri, ho lavorato un pigimino ad uncineto pe l'mio nipote appena venuto di nascere. Mia sorela, pe riconoscienza , ha voluto mettelo indosso a lo sgravaturo lo stesso dì natale e subbito è calato un velo di tragedia sul lieto evento. Il drappo cominciò di stringersi semper di plus fino a strittolare il neo appena nato, il respiro fensi affannoso, il vaggito divensi muggito, il visino si colorò d'un cianottico aspetto e i giovini membra cominciaro di pulsare 11O all'ora. La salvatione giunse però grazie a la mia incompetentia in materia d'uncineto: I punt' e croce cominciaro di saltare comi cavallette storne in un campo di grano e il piggimino claustrofobbico si sdrucì in primis di lato et post dinanzi, aprendosi a cerniera similarum d'una banana. Il corpuscolo in finis jaceva ne la culla nudolo ma vivo. Adesso il 'bbambini ha compiuti 5 ani e no sa di avere un zio. PREGO, devolvi anch' tu un liquido all'associzzione "L’O ZIO D'AMERICA", permetterai il ritorno in patria a millioni di zii allontanati ingiustimente. FARE DEL BENE TI FFARA' BENE!

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