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I

Oggi

IL VIAGGIO

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LA CLASSIFICA

tuttoLIBRI
iPad Edition
NUMERO ANNO XXXV SABATO 11 GIUGNO 2011

Violante sulle orme di Lilith

Guardando con gli occhi di Dondero

Camilleri e i rivali: Nesbo e la Cornwell

Con la videointervista di Maggiani e la memoria di Soldati

1769

tuttoLIBRI
Anteprima Un inedito di Ray Bradbury da Era una gioia
appiccare il fuoco, antologia di racconti in cui si anticipa o prosegue Fahrenheit 451: qualcuno sta per premere il tasto cancella
RAY BRADBURY

VARGAS LLOSA

Un fiero irlandese
Il Celta che lott contro i colonialisti
BIANCHINI P. IV

DANTE ALIGHIERI

Cos prepar la Commedia


Lofficina del poeta sperimentatore
BECCARIA-BARBERO P.VI-VII

A William Peterson dispiaceva innanzitutto per Shakespeare, Platone, Aristotele, Jonathan Swift, William Faulkner, le poesie di Weller e magari per Robert Frost, John Donne e Robert Herrick. Naturalmente, tutti nel Fal. Poi cominci a pensare ad alcuni dei quadri appesi nei musei o riprodotti nei libri che conservava al suo rifugio, per esempio i buoni Picasso: non quelli brutti ma i rari buoni; e ai buoni Dal (perch ce nera qualcuno, effettivamente), al miglior Van Gogh, alle linee di un certo Matisse, per non parlare del colore e del modo in cui Monet creava fiumi e corsi dacqua, o del sottilissimo velo che pareva posarsi sulle facce di pesca delle donne di Renoir, nellombra destate. Per andare pi indietro nel tempo, cerano i meravigliosi El Greco illuminati dal livido dei lampi e i corpi dei santi allungati come da una gravita celeste verso bianchi, sulfurei nuvoloni temporaleschi.

Questo mondo allultimo Fal


sumati dai vermi, non erano morti veramente; adesso ci avrebbe pensato il fuoco. Squill il telefono. William Peterson mosse una mano nella stanza buia e prese il ricevitore. Bill? Oh, ciao, Mary. Che stai facendo? Ascolto un po di musica. Non ti andrebbe di fare qualcosa di speciale, stasera?. E cosa ci resta? ribatte lui. Dio sa dove saremo domani a questora, quindi pensavo.... Non ci sar domani a questora la interruppe Peterson. Ci sar il Fal e basta. Che strano modo di dirlo. E che vergogna disse la donna da lontano. Pensavo allo spreco. Mia madre mi mette al mondo, mi alleva, mio padre mi manda a scuola e lo stesso i tuoi, Bill. Lo stesso per due miliardi di abitanti della terra. Eppure succeder ugualmente.

STORIE

Tu hai scritto tre fra i pi bei libri della nostra epoca, per niente. Poi arriva qualcuno con un fiammifero
Dopo aver passato in rassegna quei candidati alla combustione (perch non sarebbero serviti ad altro), Peterson penso alle massicce sculture di Michelangelo, al ragazzo David con i polsi tondi e il collo muscoloso della giovent, la morbida bocca, le mani e gli occhi sensibili; e alle coppie appassionate di Rodin, alla fossetta delicata sul posteriore del nudo che si poteva ammirare in un salone interno del Museum of Modern Art, linvitante fossetta su cui, passando, avrebbe posato volentieri una mano per congratularsi con larte di Lehmbruck... William Peterson rimase in studio fino a tardi, con le luci spente; solo il riflesso rosa del giradischi sfiorava il suo volto ossuto. La musica filtrava nella stanza con il pi dolce movimento, un coro di locuste dalla Sinfonia di Jena di Beethoven, un pizzicato che scrosciava come pioggia fra la Quarta di Ciaikovskij e la Sesta di Shostakovic, un fantasma dalla Valse. A volte Peterson si toccava il viso con la mano e scopriva un che di umido sotto le palpebre. Non autocompassione, vero? E solo la frustrazione di non poter fare niente, in quella situazione. Per secoli i loro pensieri si erano propagati nel mondo, vivendo ancora. Domani sarebbero morti: Shakespeare, Frost, Huxley, Dali, Picasso, Beethoven, Swift, tutti insieme. Finora, bench i loro corpi fossero con-

Le Mille vite spezzate


Dopo Garibaldi suicidi e fughe
BOATTI P. IX

E questa la cosa meravigliosa e stupida. Siamo andati avanti pur sapendo che saremmo finiti nella fornace
Non solo pens lui, con gli occhi chiusi, il microfono vicino alla bocca. Ci sono voluti milioni di anni per arrivare a questo punto. So che potresti chiedermi: dove siamo andati? A che punto siamo arrivati? Il fatto e che comunque siamo qui, nel bene e nel male. E ci sono voluti milioni di anni perch lumanit strisciasse dov ora. Mi fa semplicemente infuriare che un pugno di individui arroccati nei posti che contano possano fare tabula rasa. Lunica consolazione e che bruceranno anche loro. Apr gli occhi. Tu credi nellinferno, Mary?. Non ci credevo. Adesso s. Dicono che una volta accesa, la terra brucer per un miliardo di anni, come un piccolo sole. S, linferno quello e noi ci siamo dentro. Non ci avevo mai pensato, ma le nostre anime arrostiranno qui, nellaria, trattenute finch la terra non sar altro che un fal. Lei cominci a piangere nel-

DIARIO DI LETTURA

Paolo Terni parole e note


Un musicologo tra Morante e Einaudi
SINIGAGLIA P.XI

Fahrenheit 451, il rogo dei libri; in alto a destra lautore Ray Bradbury in una caricatura in Rete
TUTTO COMINCI CON UN POMPIERE, MOLTO DOPO MEZZANOTTE
Un romanzo, un titolo diventato un archetipo, Fahrenheit 451, scritto da Ray Bradbury a 33 anni, nel 1953, portato sullo schermo nel 1966 da Truffaut: un simbolico, visionario futuro in cui la Tecnica e il Potere bruciano i libri perch non possono accettare il libero arbitrio, l'indipendenza, la creativit dellindividuo. Ora esce unantologia, Era una gioia appiccare il fuoco, curata negli Stati Uniti da Donn Albright e Jon Eller, tradotta e annotata per gli Oscar Mondadori da Giuseppe Lippi, in cui si riuniscono i due lunghi racconti preparatori del romanzo: Il Pompiere del 1951 e il precedente Molto dopo mezzanotte, che si pu considerare il manoscritto primitivo rimasto inedito fino al 2006. A essi si aggiungono episodi che sarebbero dovuti rientrare nelle Cronache marziane e storie pi recenti, come Il Fal che anticipiamo in questa pagina: il comun denominatore, come ben spiega lintroduzione di Lippi, locchio profetico di Bradbury, la sua angoscia per il tracollo di una civilt che sacrifichi la Bellezza al Dominio, le idee al Dogma, la morale al Successo, con la miopia di chi prepara per tutti un nuovo, definitivo rogo del Pianeta. Ecco perch i libri fanno paura: per Bradbury, scrive Lippi, conservano la memoria dellet delloro e presagiscono la catastrofe.

TUTTOLIBRI
A cura di: LUCIANO GENTA con BRUNO QUARANTA tuttolibri@lastampa.it www.lastampa.it/tuttolibri/

p Ray Bradbury p ERA UNA GIOIA


APPICCARE IL FUOCO

LA STAMPA

p trad., intr. e note di Giuseppe Lippi p Oscar Mondadori p pp. XIII - 368, 10,50

Continua a pag. II

II

Scrittori italiani
STEFANO FERRIO: RITROVARSI SUL CAMPO DI CALCIO

Tuttolibri
SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

La vita una Partita


= C sempre una via Paal nei destini del mondo.
Anche nel Veneto di fine Anni Settanta. Il villaggio di Stefano Ferrio, giornalista e scrittore vicentino. Il microcosmo dei suoi involontari picari, prima in calzoncini corti, quindi nelle strade che si sono fabbricate o che si sono parate loro dinanzi. Dura una vita La partita (Feltrinelli, pp. 204, 15). In campo gli idealisti e i fighetti (gli sfigati e i figli di buona famiglia?). Gli uni battezzatisi Inghilterra (ancora vibrante leco dei campioni di Wembley 1966, da Banks a Bobby Charlton), gli altri pi ovviamente, pi pigramente

Stefano Ferrio

ancorati alla quotidiana amaca, il Bar Fantasia. Sfidarsi e, quindi, darsi appuntamento - stesso rettangolo derba - di l a trentatr anni, nel nuovo secolo e millennio. Per continuare la partita interrotta, causa pallone resosi irreperibile, una volta atterrato nel campo di mais (allora unico era non solo il partito, anche il pallone). Rieccoli, i comuni eroi, chi avvocato, chi medico, chi onorevole, chi professore universitario, chi morto e sepolto, chi terrorista in permesso speciale, a furor di popolo bipartisan. E la Partita di Calcio, arbitro lincorrotto, incorruttibile signor Greco di Sorrento. Come finir? Non nellaria il 4-3 di Germania-Italia, Messico Settanta? O forse no? Il

tiro al volo disegnato da Dio conceder il bis? Stefano Ferrio cuce una storia epica nelle intenzioni, non cos quando affonda (o mira ad affondare) i tacchetti nelle zolle. Troppo veloce e, insieme, oltremodo al rallentatore. Studiata a tavolino con un eccesso di meticolosit perch nellarco dei novanta minuti con recupero riesca mitica, ossia un racconto, cos point da non reclamare aggettivi. Una partita interrotta, il copione di Stefano Ferrio? Diciamolo pure. La scommessa era ardita: mescolare le letture di Keynes o di Voltaire con i lanci di Gianni Rivera e i seni al vento di Brigitte Bardot. Al prossimo colpo di fischietto. Bruno Quaranta

Calligarich Da piazza Navona a Capri, da Barcellona


a Lugano: amore, colpe, fallimenti, eleganza, ricchezza
ANGELO GUGLIELMI

Gianfranco Calligarich un grande costruttore di storie. E di queste la pi grande questa che con Privati abissi ha arditamente architettato. Caratteristica delle grandi storie di poter essere spese tanto per costruire una fiction televisiva che per erigere un grande romanzo. In fondo la La Certosa di Parma o lo stesso Il rosso e il nero non fanno riferimento a trame (ovviamente in un contesto diverso) capaci di fare piangere folle di lettrici assidue acquirenti di fogli di appendice? Certo poi interviene il linguaggio a fare la differenza, distinguendo tra la proposta consolatoria e di intrat-

Il contorsionista stupisce ovunque

forse cerca di nasconderla (quellenfasi) rivestendola di panni linguisticamente punitivi; ancora si convince di conquistare meglio quella materia (in realt cos incontenibile) moltiplicando e spezzettando lo sforzo (larmamentario) di penetrazione. Quali che siano i motivi - uno di quelli indicati o tutti e tre - ne consegue che il romanzo si apre con un semplice Allora seguito da punto fermo e si chiude con una serie di punti fermi quanti sono i singoli componenti della frase finale: Per andare al posteggio dei. Taxi. A raggiungere i tavoli del mio. Sostentamento. Di l dai. Ponti. Dallaltra. Parte. Del. Fiume (senza punto, come per un prolungamento senza fine del finito). Ma che ne di tanto accanimento linguistico? Serve a garantire esiti di maggiore vitalit o riduce la forza del romanzo? Certo di gagliarda misura e po-

Bloc notes
IL PREMIO VON REZZORI

Con Zadie Smith


= Una lectio della scrittrice
americana il 15 giugno a Firenze Zadie Smith per il Premio von Rezzori, che da questanno si trasforma in tre giorni di Festival degli scrittori. Il pubblico inconter i finalisti: Aleksandar Hemon (Il progetto Lazarus, Einaudi), David Mitchell (I mille autunni di Jacob de Zoet, Frassinelli), Marie NDiaye (Tre donne forti, Giunti), Miguel Syjuco (Ilustrado, Fazi), Wells Tower (Tutto bruciato, tutto devastato, Mondadori). Premiazione il 17. Gi decisi i vincitori per la miglior traduzione: ex aequo a Franca Cavagnoli, Tommaso Pincio e Roberto Serrai per il Grande Gatsby di Scott Fitzgerald.
A GENOVA

Privati abissi: una lussuosa trama che contiene ogni sorta di lusinghe per il lettore pi esigente
tenimento e la cosiddetta opera darte (che difficile definire altrimenti). Non voglio defraudare il lettore dal piacere di scoprirla lui stesso anticipando la lussuosa trama di Privati abissi. Mi limito a dire che davvero lussuosa e contiene ogni sorta di lusinghe (e seduzioni) per il lettore pi esigente e affamato. Amori travolgenti ma impossibili, ferite inguaribili, colpe passate irrimediabili, fallimenti inevitabili e poi straordinari protagonisti, bellezza, eleganza, ricchezza, tormenti, dolori inestinguibili, castit, peccato, tradimenti, morte. Altrettanto straordinari sono gli scenari in cui il racconto si dipana tra Roma intorno a Piazza Navona, lazzurrissima Capri, Barcellona felice di essere stata coQui sopra, Gianfranco Calligarich, gi autore di molti sceneggiati Rai. A sin. Piazza Navona dipinta da Scipioni: uno tra gli scenari del suo romanzo Privati abissi

Un linguaggio violentemente frantumato, una lingua martoriata e come ferita


tente impatto il racconto delle vicende che si svolgono nel Palazzo cattedrale di Locarno di fronte a un lago livido di morte; pi insicure e involontariamente caricaturali sembrano le pagine dedicate alle avventure romane dei protagonisti soprattutto tenendo conto che gli anni in cui quelle avventure si svolgevano erano gli anni in cui a Roma, in particolare intorno dei Piazza Navona, infuriava il sessantotto. E destino dei progetti arditi la difficolt di governarli; e se lardimento acquista il volto dellambizione decisa a esplorare gli spazi abissali della vita delluomo dove ha residenza stabile la tragedia allora il fallimento patito il solo modo di vincere: non vero che tutti gli uomini muoiono, la morte bisogna meritarla.

Festival poesia
= Parole spalancate a
Genova, fino al 19 giugno, in Palazzo Ducale e in altri luoghi del centro, il 17 festival della poesia. Con un omaggio speciale a Edoardo Sanguineti, scomparso un anno fa e la lettura integrale dellUlysses di Joyce in 23 punti della citt, il 16 giugno per il Bloomsday.
A TORRE PELLICE

p p p p

Gianfranco Calligarich PRIVATI ABISSI Fazi pp. 237, 18

struita, il Mare Ligure, i percorsi sognanti che tra declivi e salite portano in Svizzera, il lago di Lugano e le ville cattedrali che lo circondano. E una Porche decappottabile bianca. Ma quale il trattamento linguistico che Calligarich dedica a questa ribollente materia? Lautore evita la lingua di riferimento che ne valorizzerebbe gli aspetti di contenuto punendone le valenze espressive e attua un linguaggio paratattico, violentemente frantumato, una lingua martoriata e come ferita, sovrabbondante di punteg-

giatura, con parole-funzione (per indicare il cuore il muscolo cardiaco, la ricchezza ci che conta e il mestiere dellio che racconta - un giocatore di poker i tavoli del mio sostentamento) e con frasi di ardua crescita magari con il soggetto in chiusura, loggetto dopo il verbo e le forme modali in apertura. Mi chiedo il perch di un contorsionismo cos sfrenato e azzardo pi risposte. Intanto lautore cerca di frenare lenfasi vieppi crescente della materia opponendole forme di resistenza che ne ritardino la marcia; o

Torre di Libri
= Anteprima a Torre Pellice,
oggi, della manifestazione Una Torre di libri. Alessandro Barbero presenta il suo romanzo Gli occhi di Venezia (Mondadori). Il 26, inaugurazione ufficiale con Andrea Camilleri, che ricever la cittadinanza onoraria. Tra gli ospiti degli incontri, tra giugno e luglio, Agnello Hornby, Giovanni De Luna, Elena Loewenthal, Mario Calabresi, Margherita Oggero.

Il fal, prima e dopo Fahrenheit


RAY BRADBURY

Segue da pag. I

lappartamento allAltro capo della citt. Non piangere, Mary disse Peterson. Mi addolora pi il tuo pianto di qualsiasi altra cosa, in questo schifo. Non posso farne a meno disse lei. Sono veramente furiosa. Pensare che abbiamo sprecato le nostre vite, consumato il tempo... Tu hai scritto tre fra i pi bei libri della nostra epoca, e tutto per niente. E la gente, migliaia di ore di scrittura, pensieri, progetti che non si possono neanche contare perch il totale sarebbe spaventoso. Poi arriva qualcuno con un fiammifero. Lui le concesse un lungo minuto di sfogo nel silenzio, poi disse: Credi che non ci abbiano pensato anche gli altri? Ab-

biamo tutti la nostra piccola croce, tutti diciamo: Ges, per questo che il nonno ha attraversato le pianure, Colombo ha scoperto lAmerica, Galileo ha fatto cadere quei pesi dalla torre? E per questo che Mos ha attraversato il Mar Rosso? Quello che sta per succedere azzera di colpo lequazione e rende inutile qualsiasi conquista, perch invece del tasto totale abbiamo deciso di premere il tasto cancella. E non c niente che possiamo fare?. Io ho fatto parte di tutte le organizzazioni, ho parlato, ho picchiato i pugni sul tavolo, ho votato e adesso sono ridotto al silenzio rispose Peterson. Abbiamo tentato di tutto, ci sfuggito di mano lo stesso. Verso il 1940 qualcuno ha buttato il volante dal finestrino e a nessuno venuto in mente di controllare i freni. Perch ci siamo dati tanto da fare, allora? ribatte Mary.

Non lo so. Vorrei tornare indietro e dire al me stesso del 1939: stai attento, ragazzo, non affrettarti, non correre, non eccitarti troppo, non torturarti il cervello, non scrivere racconti e non pubblicare libri, non bene e non serve a niente, perch nel 1960 butteranno te e tutto il resto nellinceneritore! E mi piacerebbe dire a Matisse: smettila di dipingere quelle belle linee, e a Picasso: lascia perdere Guernica, e a Franco: non affannarti a sottomettere il tuo popolo. Nessuno avrebbe dovuto preoccuparsi di niente!. Invece era necessario, dovevamo andare avanti. S ammise lui. E questa la cosa meravigliosa e stupida. Siamo andati avanti pur sapendo che saremmo finiti nella fornace. Potremo vantarci fino alla fine: suonavamo il violino, dipingevamo, parlavamo, ci riproducevamo, fingevamo che tutto sarebbe continuato per sempre. Una vol-

ta mi sono ingannato, pensando che almeno una parte della terra si sarebbe salvata, che qui e l qualcuno avrebbe messo al sicuro Shakespeare, Blake, il frammento di un mio racconto. Per un po ho creduto che asiatici e polinesiani avrebbero ereditato il mondo, ma stavolta e diverso.

Una volta mi sono ingannato, pensando che almeno una parte della terra si sarebbe salvata
Stavolta siamo in gioco tutti. A che ora pensi che succeder?. Ormai, da un momento allaltro. Non sanno quali effetti produrr la bomba, vero?. Ci sono le stesse probabilit in un senso e nellaltro. Perdona il mio pessimismo, credo sia un

grosso errore di calcolo. Vuoi venire da me? domand lei. Perch? Potremmo parlare, almeno. Perch?. Avremmo qualcosa da fare.... Perch?. Per discutere. Perch, perch, perch?. Lei aspett un momento. Bill? Silenzio. Bill! Nessuna risposta. Peterson pensava a una poesia di Thomas Lovell Beddoes, a un pezzetto di pellicola tratto dal vecchio film Quarto potere; pensava allalone bianco e leggero come una piuma in cui volteggiavano le ballerine di Degas, al mandolino di Braque, a una chitarra di Picasso, a un orologio di Dal, a un verso di Housman. Pensava alle mille mattine in cui

si era buttato lacqua fredda in faccia, al miliardo di mattine e al miliardo di persone che si erano buttate lacqua fredda in faccia prima di andare al lavoro negli ultimi diecimila anni. Pensava a prati derba, di frumento e denti di leone. Pensava alle donne. Bill, sei sempre l?. Nessuna risposta. Finalmente, dopo aver deglutito, ammise: S, sono qui. Io... lei disse. Avanti. Io voglio.... La terra scoppi e brucio continuamente per mille milioni di secoli. Ray Bradbury, Bonfire (2006) Dal volume: A Pleasure to Burn Copyright @ 2010 by Ray Bradbury. All right reserved @ 2011 Arnoldo Mondadori Ed. S.p.A, Milano. I Edizione Piccola Biblioteca Oscar giugno 2011. Traduzione, introduzione e note di Giuseppe Lippi

Pagine gialle
SCHEDE A CURA DI SERGIO PENT

Tuttolibri
SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

III

Lantieroe di Carlotto

Le paludi di Baldini

Di Fulvio orwelliano

Dieci anni dopo una trappola per Pellegrini

Massimo Carlotto

Se lUomo Nero inforca la bicicletta blu

Eraldo Baldini

Dodici coppie per il grande Scomunicato

Luca Di Fulvio

on una bella cosa l'attrazione nei confronti di un personaggio negativo. Ma ci che il lettore prova , ritrovando in Alla fine di un giorno noioso la figura perfida e senz'anima di Giorgio Pellegrini (Arrivederci amore ciao), una sensazione di delirio da lettura senza freni, diabolica e contemporanea, in cui affondare con il beneplacito di un'altra appartenenza, morale e sociale. Pellegrini il perfetto, asettico emblema di un opportunismo che non conosce valori o sentimenti, che cerca di restare in piedi ad ogni costo e in ogni circostanza, sfruttando il prossimo - o annientandolo - pur di concedersi tutto il concedibile da una vita fatta di sesso, soldi e violenza. Un antieroe che cresce di statura - se possibile - in questa storia selvaggia, che ce lo presenta proprietario di un vivace locale alla moda della provincia veneta: sposato con Martina - che domina e ammansisce con le sue perfide torture -, trafficone e procacciatore di escort, Pellegrini si ritrova - dieci anni dopo la storia precedente - messo al palo dall'onorevole Sante Brianese, suo ex-avvocato e alleato in affari. Quando la trappola scatta, Giorgio lesto a liberarsi e a sfruttare le sue doti di predatore. Il resto un limpido delirio di violenza assai poco fantastica. Un Carlotto superbamente impietoso.
Massimo Carlotto ALLA FINE DI UN GIORNO NOIOSO e/o, pp. 177, 17

al gotico alla nostalgia rurale: il mondo di Baldini felicemente racchiuso in una geografia provinciale - Ravenna e paludi limitrofe - in cui il Male esercita i suoi influssi violenti in atmosfere spesso solari e arcaiche, dove il dolore e l'orrore piombano come elementi assoluti e annichilenti. C' meno orrore, in questo romanzo in cui l'autore tenta un sereno recupero memoriale della sua generazione, quella che attravers in calzoni corti e sogni lunghi l'estate del 1963. L'estate in cui Gigi sbava per la bicicletta blu vista in vetrina, anche se i soldi mancano, la famiglia langue in crisi economica mentre la televisione - per chi la possiede trasmette le velleit di un mondo che comincia a correre in fretta. Ma per Gigi il sogno rimane ben presente, accanto all'amicizia con la bella coetanea Allegra, di famiglia benestante ma assai affettuosa con il suo compagno di basso rango. E' un'estate magica e ricca di figure squinternate e ruspanti, almeno fino a quando l'Uomo Nero delle strampalate favole raccontate dalla Tugnina fa la sua comparsa nel peggiore dei modi. Allora torna l'orrore, allora torna in pista il Baldini subdolo, cattivo ma assai ammaliante che ben conosciamo.
Eraldo Baldini L'UOMO NERO E LA BICICLETTA BLU Einaudi, pp. 275, 17,50

opo aver sperimentato noir ad altissima tensione e romanzi di formazione dal respiro internazionale, Luca Di Fulvio si concede una parentesi orwelliana in cui la trama si rivela quella di un ibrido thriller fantapolitico calato in una dimensione senza tempo, che tuttavia possiede non pochi difetti congeniti dei nostri tempi. Il Grande Scomunicato l'uomo per tutte le stagioni che decreta vita e morte dei suoi sudditi. E' l'uomo pi malvagio e opportunista che abbia mai calpestato la terra: ha vissuto, odiato e ucciso fino a quando, per un banale errore di valutazione, non caduto in disgrazia. Ma sa rinascere altrove, in un territorio abitato da dodici coppie di mentecatti che non conoscono tempo e dolore. Il Grande Scomunicato ricostruisce il suo immenso potere, ma sar l'amore di un ragazzo per la sua unica figlia a determinare la sconfitta definitiva. In questo feroce apologo intessuto di violenza e soprusi, Di Fulvio ha trovato una nuova dimensione del suo narrare, sempre pronto a mettersi in gioco e a scommettere sui grandi temi della letteratura, tra noir quotidiano e mali dai contorni assoluti.
Luca Di Fulvio IL GRANDE SCOMUNICATO Bompiani, pp. 230, 17

La saga di Camilleri

na bomba davanti a un magazzino vuoto, un motore di automobile messo fuori uso, unaltra bomba in un altro magazzino vuoto, un proiettile che si infila nella carrozzeria dellauto di Montalbano. E poi lettere e telefonate anonime, piccoli e grandi spacciatori, una (va da s) bellissima signora (torinese, questa volta) che intrattiene relazioni clandestine nellindifferenza del consorte rappresentante di computer e insidia pure il commissario, in modo troppo esibito per non insospettire, strani movimenti sulla spiaggia, davanti alla verandina della celebre casetta

Orson Welles in soccorso di Montalbano

Andrea Camilleri

allultimo a confondere il lettore attraverso una girandola di spiazzamenti che ogni volta modificano, o ribaltano, la verit fino a quel momento (in apparenza) acquisita. Lo strumento privilegiato di questa operazione appunto lo specchio che entra nel titolo, un topos borgesiano e di molta letteratura e filmografia novecentesca. Lo specchio rivela e insieme confonde, riflette limmagine della realt ma la restituisce ribaltata. Montalbano se ne rende conto abbastanza presto. Ripensa a un vecchio film di Orson Welles, La signora di Shanghai, la cui scena finale si svolgeva nel labirinto degli specchi di un luna park e uno non capiva cchi

Il gioco degli specchi: bombe, proiettili, telefonate anonime, piccoli e grandi spacciatori, una bella torinese, due cadaveri
diventata - grazie anche ai film tv - il sogno di tanti italiani. E naturalmente un paio di morti ammazzati: ed ecco Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri. Ci sono almeno due scogli da aggirare in un giallo seriale come quelli che hanno per protagonista Montalbano: il primo come mantenere la tensione, sapendo che alla fine leroe uscir in un modo o nellaltro vincitore; il secondo come disseminare tracce apparentemente irrelate, sapendo che prima o poi convergeranno tutte in uno stesso intrigo. In questo diciottesimo episodio della saga, dove rispetto ad altri precedenti c forse meno ambiente ma pi trama, Camilleri riesce fino

Ripensando a un vecchio film, La signora di Shanghai, il commissario impara a muoversi in un mondo ribaltato
indove sattrovava, pirdiva il senso dellorientamento e cridiva di parlari con uno che gli stava davanti mentre nveci quello era darr a lui. Con il commissario qualcuno (o forse pi duno) vuole fare lo stesso gioco, lui lo sa ma questo non gli giova granch. Fino a quando impara a muoversi in un mondo ribaltato. Alla fine, nella consueta Nota, Camilleri avverte che questo giallo, a differenza di altri, pura invenzione. Nessun nesso con fatti realmente accaduti. Anche se, certo, potrebbero accadere. E infatti accaduto, nellestate del 2010, dopo che avevo terminato di scrivere il romanzo. Lultimo colpo di coda, lennesimo gioco di specchi: della realt, questa volta, che riflette la fantasia. Maurizio Assalto

Orson Welles con Rita Hayworth nel film La signora di Shanghai

Andrea Camilleri IL GIOCO DEGLI SPECCHI Sellerio, pp. 253, 14

Grugni, anni di piombo

Surreale Carabba

Misteri Fogli&Pinotti

Il chirurgo, la donna ferita e la stella Br

Paolo Grugni

Le vecchiette che allevano pesci voraci

Enzo Fileno Carabba

Stragi dItalia, un giornalista come segugio

Patrick Fogli

el romanzo di memoria, oltre che thriller di buona fattura, Lodore acido di quei giorni di Paolo Grugni. Un testo ricco di accadimenti datati 1977, anno di piombo a ridosso di altri anni di piombo, in cui l'eversione di certe frange pseudo-politiche mise in serio pericolo le ragioni di Stato, seminando morte e rancori - anche postumi in un Paese alla deriva. La vicenda personale ma allargabile a qualunque militante dell'epoca: Alessandro Bellezza, chirurgo radiato dall'albo a causa di un fatto di sangue in cui lo coinvolsero le Brigate Rosse, diventato una specie di raccattacadaveri di animali lungo la statale tra Persiceto e San Giacomo di Martignone. Evita incidenti agli automobilisti, ma non evita di trovare, su quel tratto di strada, una donna ferita, che si porta a casa per cercare di curarla. Una mano assassina sembra condurre i sospetti della polizia su Bellezza, ma la rivelazione, condita di illuminanti flash-back sulla cronaca politica dell'epoca, sar solo unumana, impotente rivelazione su ci che l'Italia cominci a nascondere da allora: segreti che rimangono a galla nella memoria, in quel luogo oscuro in cui nessun detective e nessun scrittore possono arrivare.
Paolo Grugni L'ODORE ACIDO DI QUEI GIORNI Laurana, pp. 284, 16,50

o scaltro, surreale racconto di Carabba Con un poco di zucchero sarebbe potuto appartenere a Tommaso Landolfi. Non due zittelle, ma due amiche attempate - Giulia e Camilla - sole in una antica, immensa dimora fiorentina dalla quale osservano il mondo cambiare a velocit troppo elevata. Nobilmente recluse, le due arzille vecchiette si fanno derubare da un rosticciere perfido e volgare e allevano con cura una nutrita serie di voraci pesci della taiga. Rimaste senza fornitore di pozione magica - l'unico loro vizio di sempre - le due donne si ritrovano a mal partito dopo aver malmenato un piccolo spacciatore occasionale. La vendetta a cui dovrebbero essere sottoposte, diventa una stralunata gara di sopravvivenza all'interno della vecchia magione, mentre una piena dell'Arno rischia di seppellire ogni cosa, come in una catartica apoteosi del male. Giocato su toni ambiguamente isterici e grotteschi, il romanzo trova la sua generosa credibilit in un contesto fuori dal tempo, in cui ogni figura sembra felicemente ritagliata da un bozzettismo toscano d'altri tempi, aggiornato su toni perfidi e diabolici.
Enzo Fileno Carabba CON UN POCO DI ZUCCHERO Mondadori, pp. 181, 18

incontro tra un giallista di razza - Fogli - e un attento giornalista d'inchiesta - Pinotti - d vita a un romanzo ampio e superbo, ambiguo e dolente, che mette il dito nelle piaghe sempre aperte dei misteri d'Italia. Non voglio il silenzio - il romanzo delle stragi, come recita il sottotitolo -, quasi un invito aperto a non mettere il sigillo di chiusura su troppe verit ancora da rivelare del nostro recente passato. Tra mafia e politica, stragi di magistrati e tangentopoli, il romanzo un abile susseguirsi di ipotesi e ricerche, che passano attraverso la figura di un bel protagonista, un giornalista che ripercorre la trama delle pagine pi oscure della nostra storia sociale. La telefonata di una sconosciuta, il suo omicidio in un'aula di tribunale, un nome: Solara. Forse l'uomo dovrebbe lasciar perdere, dovrebbe badare a Giulia, la figlia che deve crescere da solo dopo la morte della moglie. Ma nomi come Falcone e Borsellino, e poi le bombe di Firenze, Milano e Roma, sono un invito a tuffarsi nei meandri del male. Con il rischio di venirne risucchiati per sempre. Un romanzo straordinario, provocatorio, irritante, sulla cui trama sarebbe sempre pi necessario riflettere.
Patrick Fogli - Ferruccio Pinotti NON VOGLIO IL SILENZIO Piemme, pp. 539, 19,50

IV

Scrittori stranieri
Ada Leverson Le storie brillanti
e leggere di unamica di Oscar Wilde
MASOLINO DAMICO ANGELA BIANCHINI

Rilasciato dopo due anni di carcere duro, Oscar Wilde approd allalba a casa di un conoscente, dove si cambi dabito (la sera stessa avrebbe lasciato lInghilterra per sempre) e dove lo raggiunsero pochi sodali, imbarazzati sul contegno da tenere. Tra questi cera solo una donna, Ada Leverson, che lesteta amava chiamare Sfinge. Sfinge, - le disse andandole incontro e affettando un tono leggero per sdrammatizzare la circostanza - che meraviglia! Solo tu potevi sapere che cappellino ci si mette alle sette di mattina per incontrare un amico che stato via. Lo avrebbe raccontato lei stessa, in uno dei pi vivaci tra i numerosi libri di reminiscenze su Wilde. Ada Leverson (1862-1933), nata Beddigton, era la moglie di Frank Leverson, ricco figlio di un

Nella casa di bambola che buffa coppia

p p p p

Ada Leverson AMORI E MALINTESI trad. di Marcella Bonsanti Astoria, pp.254, 16

Amori e malintesi: penetrante lattenzione rivolta ai personaggi femminili, anche se sono flebili le trame
commerciante in diamanti nonch, pare, pessimo marito. Donna vivace e spiritosa, contribu a Punch e scrisse romanzi di tono brillante e leggero, oggi dimenticati. A giudicare dal libro Amori e malintesi, uscito nel 1908 e ora tradotto, il suo talento eccelleva nellosservazione dei personaggi e dei costumi sociali ma non si curava troppo di costruire trame: delle due che qui si incrociano, alternando gli episodi, una non pu nemmeno definirsi tale sono soltanto momenti nella vita di una giovane coppia - e laltra, pur originale nello spunto, si conclude in maniera scontata. La pagina tuttavia sempre piacevole, e lattenzione rivolta ai personaggi femminili, di solito assai pi intelligenti di quelli maschili, penetrante. La giovane coppia formata da Bruce e Edith e vive in una piccola casa alla moda (siamo agli albori del secolo scorso) - una vera casa di bambola ibseniana, col tronfio marito che tratta la moglie come una ingenua scioccherella e lei che si adegua assecondandolo, pur di ottenere

Nella bella e agile versione di Glauco Felici, esce ora in Italia Il sogno del Celta, la cui pubblicazione in spagnolo coincise con il Nobel a Mario Vargas Llosa. Protagonista, un personaggio ben noto e ancora oggi molto discusso: Roger Casement, irlandese, nato a Dublino nel 1864 e morto, perch condannato allimpiccagione, a Londra nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale. E lui il celta che tirato su come protestante dal padre militare e (forse) segretamente battezzato dalla madre, che tuttavia mor quando lui aveva nove anni, si orient fin dallinizio verso la carriera diplomatica inglese. In qualit di console, fu inviato nel 1903 dal governo nel Congo belga. E scopr le incredibili crudelt a cui erano sottoposti gli indigeni, destinati alla raccolta e allo sfruttamento del lattice, indispensabile per la creazione del caucci. Dopo il tragico successo suscitato dalla sue denunce, a Casement tocc lincarico di proseguire le indagini in America Latina: dal Brasile pass al Per dove, incontrando altre orri-

Roger Casement in Amazzonia, dove fu inviato dopo la missione in Congo

Vargas Llosa La vera (e inventata)


storia dellirlandese Roger Casement, anticolonialista e indipendentista

quello che necessario per mandare avanti il mnage. Nella sua prosopopea Bruce disprezza i propri genitori borghesi e delega alla consorte il compito di spremerne qualche indispensabile quattrino, mentre ingenuamente vagheggia piccole evasioni mon-

OSCAR WILDE

Prose scelte
Fu curata da Robert Ross lantologia Larte, la vita e altre menzogne , prose scelte di Oscar Wilde, con brani e lettere inedite, ora proposta da Mattioli 1885 ( pp. 163, 15,90, postfazione di Angelica Chondrogiannis). Ross ne fu lesecutore testamentario per la parte letteraria: La prosa di Wilde - scriveva - si distingue per straordinarie disinvoltura e chiarezza e per lassenza - molto singolare nel suo caso - di ricercatezza. Di Wilde la Piano B Edizioni ha di recente raccolto altri scritti, con il titolo La disciplina del dandy (pp. 124, 11).

dane. Una di queste la partecipazione alle attivit di una filodrammatica, dove si rende ridicolo quando corteggia goffamente una collega. Decisa a salvare il matrimonio a ogni costo (ma quanto durer ancora?), Edith finge di ignorare la brutta figura di Bruce e anzi lo consola e rassicura. Nellaltra vicenda campeggia una bellissima ereditiera, Hyacinth, che vive con una dama di compagnia. Tutti sono innamorati di Hyacinth, il partner ideale per la quale sembra senzaltro il non meno attraente e facoltoso Cecil. Spinta dal coro di coloro che la circondano, Hyacinth finisce per innamorarsi di Cecil, il quale, soccombendo a pressioni analoghe, la ricambia. Sennonch Cecil era e rimane irresistibilmente attratto da unaltra donna, pi anziana e meno avvenente di Hyacinth, la signora Raymond; per noi di oggi irresistibile pensare al celebre triangolo Carlo-Diana-Camilla. Saggiamente la signora Raymond respinge Cecil e sposa suo zio, mentre Cecil si convince a impalmare Hyacinth, ma poi non riesce a dimenticare davvero la donna che non lo vuole. Pu il buon senso indirizzare i sentimenti? Forse s, dice lautrice, ma anche nel caso di questa seconda storia, lasciando nel lettore qualche ragionevole dubbio.

Il sogno del Celta: denunci le crudelt nel Congo belga, lott per la liberazione della Patria sfruttata
bili crudelt and a scontrarsi con la Peruvian Amazon Society, di propriet inglese, ma controllata da potentissimi baroni locali e, come se non bastasse, le rivalit politiche tra Per e Colombia. Nel frattempo, tuttavia, i suoi coraggiosi rapporti sulle tragedie del colonialismo avevano risvegliato oltre allopinione pubblica inglese, quella mondiale, e a Casement fu conferito il titolo di Sir. Contemporaneamente, per una terribile fatalit, nellanimo di Casement, si erano risvegliati il ricordo e la nostalgia della patria irlandese, anchessa seppure in altro modo sfruttata dal governo inglese. Di qui non soltanto il suo ritiro dal servizio consolare nel 1913, ma lorganizzazione di un corpo di volontari per lIrlanda, linfittirsi del suo sostegno alle attivit pro Irlanda e anti Inghilterra. Il culmine fu raggiunto nel 1914, alla vigilia della guerra, quando costitu una sorta di coalizione con la Germania che lo port ad organizzare con i tedeschi addirittura una spedizione militare

C un console che aspetta limpiccagione


di armi in favore dei volontari della Settimana Santa in Irlanda nel 1916. Le armi, a bordo di un sottomarino, non furono mai consegnate, la nave intercettata, Casement arrestato e poi impiccato. Su questa esistenza, di per s fin troppo eccezionale, ricca di incontri fatali, Vargas Llosa costruisce uno straordinario romanzo, fatto di vuoti e di pieni, di chiusure e aperture, di materiale storico e proprie esperienze narrative. Lavvio del primo capitolo (Quando aprirono la porta della cella, insieme al fiotto di luce e a un colpo di vento, entr anche il rumore della strada che i muri di pietra attutivano del tutto, e Roger si ridest, spaventato) continua attraverso i capitoli dispari mentre, in contrasto, in quelli pari dovrebbero trovar posto soltanto le verit oggettive della vicenda. In realt, i due versanti delle reminiscenze si mescolano di continuo anche se il chiuso della cella a rivelare a Casement i ricordi, i rimorsi e contraddizioni della propria condizione di omosessuale. Questa era emersa durante le missioni civilizzatrici e costituir uno dei pi potenti argomenti in favore della sua condanna. Affascinante per il lettore

Uno straordinario romanzo di critica sociale, che alterna materiali storici ed esperienze narrative
laffollarsi di personaggi noti: non solo quellHenry Morton Stanley che anni prima aveva aperto le vie dellAfrica, trovando anche il famoso esploratore David Livingstone, non solo gli stessi ricordi di Vargas Llosa dellAmazonia e, in particolare di Iquitos, dove gi aveva ambienta-

Tuttolibri
SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

IL PERSONAGGIO
PAOLO BERTINETTI

Russo Tra realismo e allegoria,


il capolavoro di un premio Pulitzer
CLAUDIO GORLIER

p p p p

Mario Vargas Llosa IL SOGNO DEL CELTA trad. di Glauco Felici Einaudi, pp. 422, 22

Il passaparola Mordecai
Per meglio conoscere lautore di La versione di Barney

Saggi e autobiografia
Leditore Libri Scheiwiller avvia la pubblicazione degli scritti saggistici e memorialistici di Mario Vargas Llosa, lo scrittore peruviano premio Nobel lanno scorso. I primi tre volumi sono , Epitaffio per un impero culturale (pp. 162, 18, trad. di Chiara Tana), La tentazione dellimpossibile (pp. 213, 20, a cura di Antonella Ciabatti) e Il pesce nellacqua (pp. 615, 24, trad. e cura di Vittoria Martinetto e Angelo Morino). In Epitaffio per un impero culturale sono raccolti scritti degli anni 1962- 67, tra la rivoluzione cubana e il Vietnam, tra lappoggio al movimento guerrigliero di Paul Escobar e la condanna dellUrss per la repressione degli scrittori, tra una visita a Marx e un ritratto di De Gaulle. La tentazione dellimpossibile uno studio critico su Victor Hugo e I Miserabili. Il pesce nellacqua, ora in uscita, una ponderosa autobiografia: dallinfanzia tra Per e Bolivia alla formazione letteraria, dagli amori alla zia Julia, dai viaggi in Europa alla (dis)avventura politica (candidato presidente nel 1990, sconfitto da Fujimori).

to parte dei romanzi La casa verde e Pantalen e le visitatrici. I punti forti di questo grande romanzo storico, cos diverso da tanta letteratura domestica imperante oggi un po in tutto il mondo, sono davvero molti, ma non va taciuta quella che la sua vera originalit: innanzitutto lumana anche se critica simpatia per il protagonista e le sue debolezze. E, pi importante ancora per la nostra coscienza, una critica del colonialismo che, andando al di l tante connivenze politiche degli orrori fisici, delle crudelt, a tuttoggi ancora tragicamente radicate, un vero e proprio furto di cultura. E questo furto di cultura, che, accomunando il Congo allIrlanda, rappresenta il post colonialismo di oggi e fa di Casement, secondo la citazione di Jos Enrique Rod, posta allinizio del romanzo, non uno ma molti uomini. Insomma uno di noi e del nostro tempo.

utti gli innamorati di La versione di Barney, il long seller di Mordecai Richler faranno bene a non lasciarsi sfuggire Mordecai, un libriccino pubblicato da Adelphi (pp. 106, 7) che contiene tre contributi diversi, tutti e tre, ciascuno a suo modo, destinati a rafforzare il loro innamoramento. Pap, il film e io, di Noah Richler, figlio di Mordecai, conferma e arricchisce di particolari tutto ci che sapevamo della passione per gli alcolici e per i bar del gran bevitore Mordecai (e quei bar dove lo scrittore ascoltava e metabolizzava le storie raccontate dagli avventori hanno un sapore curiosamente simile alle scomparse piole e agli scomparsi trani della Torino e della Milano di un tempo). Ma incuriosisce soprattutto per il ritratto del set di La versione di Barney, il film del romanzo, con un Dustin Hoffman strabordante e un Paul Giamatti, un attore molto dotato, ma anche molto serio, teso e preoccupato. Il terzo contributo, Mordecai remix, dovuto a Matteo Codignola, il traduttore del capolavoro di Richler. Codignola ricama brillantemente su alcune delle promozioni giornalistiche che accompagnarono quel passaparola che trasform un romanzo quasi ormai destinato ad essere ritirato dagli scaffali delle librerie in uno strepitoso best seller. La promozione anomala e inaspettata fu quella del quotidiano Il Foglio. Le promozioni canoniche furono quelle organizzate dalla casa editrice, con Mordecai Richler impegnato a fare, come lui stesso diceva, il venditore ambulante di se stesso: significativo il rispetto, il riserbo, la delicatezza con cui Codignola, tra il racconto di una miseria e laltra del mondo dellinformazione, regala al lettore piccoli episodi, fulminee notazioni, rapidi flash, che ci fanno intravedere una faccia in parte diversa dellirriverente,

impudente, sfacciato e graffiante Mordecai Richler. Il quale conferma tutte le nostre impressioni (e risponde pienamente alle nostre aspettative) nellarticolo, Diario di un ambulante, che apre il libriccino. Il diritto morale a criticare gli altri dovrebbe essere basato sulla capacit di applicare lo stesso rigore critico nei propri confronti. Richler si fa beffe, in questo articolo come nei suoi romanzi, dellestablishment culturale, della determinazione feroce degli editori e dei giornalisti, della vacuit di

Thomaston, cittadina sperduta nella parte settentrionale dello Stato di New York; cittadina che potremmo definire moribonda, perch inquinata da una conceria ormai agli estremi, la quale ha procurato tumori a parecchi abitanti. Da un lato, Thomaston un microcosmo, dallaltra, il luogo dal quale si desidera fuggire. Ecco allora una dimensione insieme concreta, realistica e dallaltra il suo rovescio simbolico, emblematico, in cui si colloca La donna del quadro, il poderoso romanzo di Richard Russo. Il privato, le vicende dei personaggi, quasi ne scaturiscono: un filone peculiare della narrativa americana che dura, se volete, almeno fino dalla Lettera Scarlatta di Hawthorne. Unaltra costante del romanzo, non meno esemplare, riguarda la par-

Sul mnage trois fa luce Tintoretto


drammi e contraddizioni giovanili fino a raggiungere la comprensione, pi sottile ma anche pi triste, che sopravviene con let matura. Si ritorna a casa, Noonan morir a New York, Lynch erediter il commercio di famiglia, perch la tentazione di lasciare il vecchio mondo in cui cresciuto non funziona, proprio allopposto dellamico naturalmente ribelle, Sarah sopravvissuta a una dura lotta con un cancro al seno, adotta una ragazzina nera. Russo, nato nel 1949, vincitore di un Pulitzer nel 2002 con Il declino dellimpero Whiting, qui si conferma come lo scrittore americano capace, a mio avviso pi di ogni altro, di ripensare originalmente una nozione del romanzo che padroneggia un astuto realismo e riprende alla grande la lezione di unimperiosa allegoria. Conferma il suo talento il suo precedente romanzo, di misura pi limitata ma di non me-

Richard Russo

La donna nel quadro: da una moribonda cittadina americana a Venezia, osservando il Giudizio universale
tenza, il viaggio per lEuropa, a scoprire, o riscoprire, se stessi e il mondo: in particolare, Venezia, non a caso il titolo originale del romanzo Bridge of Sighs, Ponte dei sospiri. La storia ce la racconta, in prima persona, il sessantenne Lou C. Lynch, curiosamente soprannominato Lucy, il quale ha deciso di lasciare almeno temporaneamente Thomaston per ritrovare, appunto a Venezia, un amico dinfanzia, Bobby Marconi, che ha adottato uno pseudonimo, Robert Noonan, con il quale divenuto un pittore famoso. Quarantanni prima, a Thomaston, Lucy, Bobby e Sarah, figlia di un insegnante di Storia, hanno costruito un terzetto intensamente legato, forse proprio per la loro diversit: Lucy, con un solido buonsenso, Bobby pronto a inseguire avventura e rischio, Sarah appassionata, sensuale, amata da entrambi gli amici, la cui decisione di sposare Lucy - anche se usava dire c posto per tre contribuisce alla fuga di Bobby in Europa. Quarantanni per ripensa-

Mordecai Richler

La passione per i bar, il set del film con Dustin Hoffman, le promozioni, canoniche e non, del longseller
certi ambienti universitari, di cui mette in ridicolo le ipocrisie, le falsit, la prosopopea, limmeritata alta considerazione di s. Con lo stesso disincanto, con la stessa ironia graffiante, Richler si fa beffe del suo ruolo di venditore ambulante, di promotore dei propri libri. E ci consegna una serie di osservazioni fulminanti, di immagini grottesche, di aneddoti comicamente sconfortanti in cui il lettore di Barney riconoscer immediatamente il talento ironico del suo amato autore. Richler un maestro di ironia anche perch sa essere radicalmente autoironico, come nella grande tradizione anglosassone. Come nella tradizione ebraica. E lui le incarna entrambe.

p p p p p p p p

Richard Russo LA DONNA NEL QUADRO trad. di Maria Luisa Cantarelli Frassinelli, pp. 627, 20,50 Richard Russo LA MAGIA DELLULTIMA ESTATE trad. di Stefano Bortolussi Frassinelli, pp.309, 18,50

Un talento confermato nel precedente romanzo, La magia dellultima estate, il prof in viaggio con le urne cinerarie
no penetrante respiro, La magia dellultima estate. Griffin, il professore destinato a viaggiare in auto dapprima con una e poi con due urne cinerarie da collocare, anchegli una figura peculiare della provincia americana, e il termine magico che appare nel titolo qualifica appropriatamente la strategia di Russo, che qui riesce a coniugare il quotidiano, limprevisto, il drammatico e lironico o talora il comico, scanditi dal ritmo dellesistenza domestica, in cui il matrimonio occupa una posizione privilegiata. A cinquantanni la tua vita pu volare serena come il gabbiano che si alza nel capoverso finale del libro. Bisogna capire, bisogna accettare.

re, in parte rivivere, un mnage trois non privo di risvolti torbidi, in un mondo insidiato dalle contraddizioni, le incertezze, i rischi talora fatali, la follia e nel quale lamore pu valere come salvezza e come trappola. Venezia servir a ripercorrere un passato del quale ai protagonisti erano sfuggiti, deliberatamente o meno, innumerevoli risvolti. Una sorta di illuminazione simbolica scaturir dalla contemplazione di un quadro sublime, il Giudizio universale del Tintoretto, referente utilizzato nel titolo della brillante traduzione italiana di Maria Luisa Cantarelli. Generazione dopo generazione, a partire dai genitori dei tre protagonisti, si dipanano

VI

I nostri classici
NELLARCHIVIO DI FRANCO FORTINI PAGINE DARTE IL CINEMA RITROVATO

Lezioni sulla traduzione


= Era il 1989 quando Franco Fortini - scomparir a
Milano nel 1994 - tenne quattro Lezioni sulla traduzione, ora proposte da Quodlibet (pp. 231, 16, a cura di Maria Vittoria Tirinato, premessa di Luca Lenzini). Versione poetica o filologica? Servire o interpretare il testo? Un distillato di esperienza e sapienza, offerto da chi, nel corso della sua vita, si via via misurato con Goethe ( sua la versione del Faust), Milton, Proust, Brecht, Kafka, Flaubert, Gide, Eluard, Doblin, Simone Weil... Le Lezioni sono conservate presso lArchivio Fortini dellUniversit di Siena.

Da La Capria a Bonnefoy
= Altre nugae per la collana Sintomi delleditore
svizzero Pagine darte (www.paginedarte.ch). Di Raffaele La Capria La nostalgia della bellezza (pp. 50, 12): Si pu parlare di Bellezza, in un tempo come il nostro cos poco propizio alla contemplazione e cos indaffarato in guerre e massacri?. Di Yves Bonnefoy, poeta e critico darte, Osservazioni sul disegno. Il disegno e la voce (pp. 64, 12): Che vibrazioni in questo tratto che si arrischia talvolta a farsi macchia, con i rinforzi di un po di colore: il disegno!. Tra gli autori della collana: Baudrillard, Tadini, Proust, Nizon.

Cento anni fa lInferno


= E il primo lungometraggio italiano ispirato alla
Divina Commedia. Apparve nel 1911, il titolo Inferno, ne furono autori Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe De Liguro. La pellicola viene ora riproposta dalla Cineteca di Bologna, che lo ha restaurato, in un cofanetto (dvd+libro, curato da Michele Canosa, 14,90). Con due inedite interpretazioni musicali (una elettronica, laltra per pianoforte). Un film dai molti record, in lunghezza (pi di mille metri) e come costi. Realizzato in tre anni, debutter nel marzo 1911, proiezione al Teatro Mercadante di Napoli.

Franco Fortini

GLI INDISPENSABILI
GUIDO DAVICO BONINO

Meridiano Rime, Vita Nuova


GIANLUIGI BECCARIA

Toh, chi si rivede, lAdone di Tasso...


Cinquantadue titoli da salvare: ma chi li pubblica e li difende?

e De Vulgari Eloquentia: lofficina di un irrequieto sperimentatore

alente italianista che ha lasciato lItalia emigrando ad Oxford non senza strascichi polemici (si veda il suo I Baroni, edito da Feltrinelli), Nicola Gardini pubblica sulle Mappe della benemerita Piccola Biblioteca Einaudi una sua guida a Cinquantadue classici della letteratura italiana, intitolata Per una biblioteca indispensabile (pp.329, 21). un ottimo lavoro, a cui, come ad ogni operazione selettiva (ne sa qualcosa chi qui scrive, responsabile presso lo stesso editore tre anni fa di un Novecento italiano, con oltre seicento schede), si possono muovere tante critiche

Schede criticamente solide di Gardini, con una lodevolissima concretezza empirica, di stile anglosassone
quanti sono gli addetti che sentono il diritto-dovere di intervenire. Pu lasciare perplesso quellaggettivo (indispensabile come assolutamente necessario o come minimo?); il numero delle opere trascelte (perch 52 e non 64 o 76?); la disposizione in ordine alfabetico (un po civettuola) e non cronologico. Si possono (c sempre qualcosa di lievemente sadico nel farlo) discutere le inclusioni, protestare per le esclusioni, eccepire per qualche divagazione impertinente (tre pagine e mezzo di stroncatura - nellintroduzione - del dannunziano Il piacere, quando il suo capolavoro nella prosa Notturno, non incluso), fare notare qualche svista (i Sei personaggi del 1921, giro di boa del teatro europeo, del 25 una stesura riveduta per la stampa). Ma, insomma, come avrebbe detto Tot, queste sono pinzillacchere e quisquilie: il risultato dinsieme eccellente; le schede (quasi tutte) criticamente solide, scritte con una lodevolissima concretezza empirica di schietta marca anglosassone. Non piacer a chi scrive per il proprio piacere onanistico (Smaterializzazione ed egolatria nel Piacere: il titolo lho inventato io, per far sorridere Gardini: ma tipico della saggistica accademica nostrana, esclusivamente concorsuale, anche dopo che si vinta una cattedra): ma tant, un poco di pragmatismo ermeneutico fa

bene, come lacqua minerale dopo tante ebbriet parolaie. Piuttosto mi chiedo a chi servir (uso a bella posta questo verbo) la guida. Ai cattedratici no, perch le 52 opere le conoscono tutte (anche se mi piacerebbe sottoporli ad un esamino sul prescelto Adone); agli allievi delle facolt umanistiche neppure, per il semplice fatto che non leggono (A cosa mi serve leggere? a scrivere la mia tesina di 30 pagine per portare a casa, insieme ai fiori di mamma e zia, il mio scontato 110? no, di sicuro!); ai librai susciter la consueta reazione di fastidio (Ma che rompic... sto Gardini, che mi costringe a stare dieci minuti al computer per i Trionfi del Petrarca, con tutti i Moccia che ho da vendere!); c da sperare che solletichi qualche pensionato (il solito onesto avvocato di provincia, che vuole nel tempo libero rimediare alle carenze del suo remoto triennio liceale)... Ma il mio terrore che se ne impadroniscano gli editori. Eh, s, perch - convinti come sono, oggi molto pi di ieri, che i classici italiani sono noiosi dopo aver affidato al solito zelante cococ (leggasi: il redattore da sei, sette anni non assunto) di verificare sul loro catalogo quanti dei fatali 52 titoli sono presenti e dopo aver appreso che almeno una trentina

Il I volume delle Opere di Dante pubblicato nei Meridiani Mondadori contiene le Rime, la Vita Nuova e il De vulgari eloquentia. A parte i fondamentali contributi testuali e il commento amplissimo, va segnalata l'importante Introduzione di Marco Santagata, ottimamente costruita, documentata, e anche elegantemente raccontata. Promette nel titolo quello che puntigliosamente dimostra nel corso delle pagine: mette cio in rilievo la sistematicit e la coerenza nell'opera intera di Dante, vale a dire i precisi e profondi collegamenti instaurati tra le opere: ogni testo rimanda all'altro, il Convivio preannuncia il De vulgari, la Vita nuova preannuncia la Commedia, il Convivio prende esplicitamente le mosse dagli ultimi paragrafi della Vita nuova. Santagata ci mette davanti agli occhi, con tanto di citazioni e rinvii puntuali, un Dante che tende sempre in avanti, la sua ansia proiettiva che lo spinge a bruciare i tempi: non fini-

Dante interpreta Dante


me un irrequieto e gi moderno sperimentatore che reinterpreta e ricostruisce, che pensa e ripensa di s, riprende spunti da un'opera all'altra. Diverge da Petrarca, perch colloca le proprie opere dentro un percorso unitario di tipo ascendente, mette ogni volta in risalto il succedersi delle maniere; non percorso da quell'ansia di aggiornarsi e di aggiustare la propria immagine nel corso degli anni come fa Petrarca, che ritorna incessantemente sull'opera sua riscrivendo e correggendo. Dante invece non si riscrive, ma nel corso della sua intera produzione letteraria ogni volta si reinterpreta. Torna su se stesso non gi per aggiustare e riformare un testo, ma dialoga/polemizza col suo precedente, magari lo contraddice. Tutto ci fondamentale per l'interpretazione. Questo modo di procedere ci porta continuamente a rivedere e a ridiscutere molti passi della Commedia. Basti un accenno al V dell' Inferno, dove tutto l'episodio di Francesca vuole non solo splendidamente raccontarci una storia d'amore, ma attestare soprattutto il superamento dello stadio dell'amor cortese, dell'etica mondana che perdurava nello Stil nop Dante Alighieri p OPERE VOL. 1 p a cura di Claudio Giunta,
Guglielmo Gorni, Mirko Tavoni

Il poeta torna su di s non gi per aggiustare e riformare un testo, ma dialoga/polemizza col suo precedente
sce il Convivio e gi riparte con la Commedia. Costruisce opere allacciate in modo inestricabile. Vita nuova e Commedia danno la sensazione nel nome di Beatrice di raccontare una storia unitaria: la storia di una Beatrice che prima era diventata nelle Rime oggetto di un ciclo molto ampio di poesie amorose, per trasformarsi poi in personaggio attivo nella Vita nuova, e ricomparire come un'antiBeatrice a personificare nel Convivio la Filosofia. Dante ci appare dunque co-

p intr. di Marco Santagata p Mondadori p pp. CCXLVIII-1686, 65

Per i nostri editori sono il bollino giallo del venditore di libri di Franchini: pronti per finire nelle rese
ci sono (ovviamente, i pi scontati), con i restanti e con tanti altri non inclusi avranno pagato il loro debito per gli anni che a loro restano da lavorare: Ma, dico, caro il mio professore, non pretender mica che io le stampi le Stanze per la giostra del Poliziano? Ma sa quante ne venderei? Un 1500 in tre anni! Ma vuole scherzare?. Per i nostri editori i classici sono bollino giallo, come li chiama il protagonista delle spassose Memorie di un venditore di libri di Antonio Franchini (Marsilio): escono dal magazzino delle novit solo per finire subito in quello delle rese. E strano, per, che 1500 copie in tre anni le vendono anche lottanta per cento dei 300 romanzi-opera prima, che quegli stolidi degli editori (proprio gli stessi) hanno avuto la faccia tosta di mandare in libreria nei dodici mesi dellanno scorso.

vo e si prolungava nella Vita nuova. Vuole mostrarci che Francesca e Paolo sono stati prigionieri della letteratura, delle parole dei poeti, come lo era stato lui da giovane, prigioniero degli stessi poeti, degli stessi generi letterari, degli stessi libri. Nel V dell'Inferno Dante dialoga con se stesso. Medita sulla dolcezza e sulla forza del desiderio amoroso e sulla colpa, sui principi dell'amore teorizzato dai poeti e il risultato concreto dell'applicazone di questi principi. Le parole di Francesca hanno ribadito le leggi dell'amo-

re cortese, quelle a cui Dante aveva aderito, ma adesso gli paiono peccato e causa di eterna condanna. Il V dell'Inferno una sorta di meditazione intorno alla responsabilit della letteratura, della ideologia letteraria giovanile, della partecipazione alla teorizzazione di amore dei due Guido, di Cino, di Arnaldo Daniello, fedeli a quella teoria dell'amore cortese che ha condotto Francesca a Paolo al doloroso passo. Dante vuol dirci che la dottrina di Andrea Cappellano, Al cor gentil di Guinizelli, Donna me prega di Cavalcanti avevano proposto soluzioni che ormai gli paiono eterodosse. Ora, nella Commedia, li sta ridiscutendo. La piet per i due cognati che si sono lasciati irretire dall'ingannevole discorso dei poeti e dei romanzi d'amore (Galeotto fu il libro...), piet per un errore che Dante stesso ha superato, a partire dalla Vita nuova. Il canto V una ri-

Censimento I commenti di tradizione manoscritta


che si debbono agli intellettuali medioevali (fino al 1480)
ALESSANDRO BARBERO

Cinque anni prima di scomparire in un lager staliniano, il poeta russo Osip Mandelstam scrisse un libretto intitolato Conversazione su Dante, in cui fra laltro osservava che la Commedia non neppure pensabile senza i commenti che lhanno accompagnata attraverso i secoli. Non perch altrimenti sarebbe troppo difficile da capire, ma perch i commenti sono cominciati non appena il poema stato pubblicato, forse addirittura quando Dante era ancora vivo, e fin dallinizio formano con lopera un tutto unico, un paratesto corale inscindibile dal testo. La nave portento uscita dal cantiere con piccole conchiglie gi appiccicate alla carena, scriveva Mandelstam, con unimma-

Le chiavi della civilt custodite nella Commedia


gine memorabile che giustamente Andrea Mazzucchi ha scelto per aprire la nota introduttiva di questo monumentale Censimento dei commenti danteschi, da lui curato insieme allideatore, e editore, Enrico Malato. Fa parte della grandezza della Commedia il fatto che fin dal suo primo apparire essa sia stata riconosciuta in tutta Italia come unopera senza precedenti, da mettere nella stessa categoria della Bibbia o del Corpus Iuris Civilis. Testi che avevano suscitato legioni di commentatori, ognuno dei quali aveva aggiunto la sua pietruzza allimmenso edificio, trasformando lopera conclusa nel tempo in un cantiere sempre aperto. La Commedia, insomma, venne inclusa fra quelle pochissime opere immense in cui gli intellettuali del Medioevo riconoscevano il fondamento della propria civilt, e che bisognava assaporare alternando e fondendo il testo e la glossa. La vera e propria industria dantesca suscitata dalla comparsa del poema nellItalia del Trecento si pu misurare dal Commedia, composto di otto canti in volgare e in terza rima, oltre a realizzare un vastissimo commento dellInferno. Sono ben 42 i commenti medievali alla Commedia censiti in questi due volumi, di cui 29 attribuibili ad autori con nome e cognome, compreso Giovanni Boccaccio. Ma gli oltre cinquecento manoscritti che ci hanno tramandato questo patrimonio rappresentano un fenomeno ancora pi stupefacente, ben medievale senza dubbio, ma proprio per questo stranamente moderno. Il

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SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

VII

UN THRILLER: LALIGHIERI ALLA DAN BROWN

VANVERE: TRA PARODIE E INVENZIONI DI PAROLE

STORIE DI LIBRI E DI EDITORI CON EVALDO VIOLO

Il libro segreto del Poeta


= Un codice da Vinci nascosto nella Divina
Commedia? E la tensione che si respira in Il libro segreto di Dante, un thriller di Francesco Fioretti (Newton Compton, pp. 274, 9,90). I versi pi oscuri del Poeta quale verit nascondono? Davvero lAlighieri mor di malaria? O fu assassinato? La figlia, suor Beatrice, un ex templare e un medico indagano. In un Trecento affollati di personaggi reali (da Francesco Petrarca a Giovanni Boccaccio) e immaginari. Un girotondo intorno allendecasillabo killer.

Cos la lingua si mette in gioco


= Docente di filologia romanza, Monica Longobardi
si aggira tra parodie, giochi letterari, invenzioni di parole in Vanvere (Carocci, pp. 254, 19). Di capitolo in capitolo: da Invenzioni (in primis i trovatori provenzali) a Bricolage (kit pronti per la scrittura), da Suoni (Quante cose si possono fare con un singhiozzo, un raddoppio di sillabe: catene, scale di parole e addirittura poesie per balbuzienti) a Cloni (parodie, falsi, riscritture, larte di sublimare e depurare alla fiamma del riso il carico di nozioni filologiche, pur essenziali alla parodia, verso uno stato pi gassoso.

Ah, la vecchia (e nuova) Bur!


= Quella con la mitica copertina grigia, inventata da Rusca
nel 49 e realizzata da Lecaldano, chiusa nel 72; e quella rinata con Spagnol nel 73: lavventura ripercorsa da Evaldo Violo in Ah la vecchia Bur! (Unicopli, pp. 186, 14), un racconto nato da un anno di dialoghi con Marco Vitale. Classe 1934, laurea in filosofia con Paci, esperienze al Saggiatore e in Mondadori, Violo guid la collana Rizzoli tra il 74 e il 2000, ora consulente di Aragno: una miniera di incontri e progetti, ricordi e giudizi. Tascabili e classici, lavoro editoriale, pubblico e mercato, unidea di cultura insieme alta e popolare, sobria e duratura. E un ofel che ben ha saputo fare so mest.

Evaldo Violo

Dante in esilio, ritratto di Anonimo

mento, chiarisce o prefigura chiaramente la storia, il simbolismo moderno una fuga dall'interpretazione rassicurante: indica che la realt possiede un mistero, un fondo oscuro, ha la funzione di liberare l'immaginazione, mentre l'esegesi figurale rassicura, pone dei limiti esatti alla comprensione: il senso morale incluso nel senso letterale. Il simbolo invece comporta relazione oscure, polivalenti. Il Meridiano contiene nella prima l'ingente corpus poetico delle Rime, splendidamente edite e annotate da Claudio Giunta: una singolare raccolta di versi che si distinguono dalla poesia dell'et moderna per una funzione ch'essa ha progressivamente perduto, la funzione cio di strumento per il dialogo tra l'autore e un destinatario o un gruppo di destinatari selezionati. Chiude il volume un De vulgari eloquentia curato da Mirko Ta-

I LUOGHI DI PETRARCA
ANACLETO VERRECCHIA

Dolci acque di Provenza


Un asceta nellamenissima Valchiusa, con qualche vizio

L ottima introduzione di Santagata ci spinge a collegare e ridiscutere: cos Paolo e Francesca appaiono antistilnovisti
presa di un discorso interrotto con la Vita nuova, l dove Dante prendendo congedo dalle dolci rime d'amore annuncia che sarebbe ritornato ad esse con voce pi degna, e si avviava, col poema sacro, a una graduale conquista di quel senso religioso della poesia come rivelatrice di verit celesti. Il canto V nella sostanza un canto antistilnovistico. Un ripensamento. Ho ripensato appunto al V canto a seguito del convincente invito di Santagata a leggere in continuit-discontinuit e per richiami interni l'opera dantesca, grandioso esempio di intertestualit. Ma non vanno taciute le rilevanti pagine dedicate ai caratteri dell'autobiografismo dantesco, alle sue marche di eccezionalit. A cominciare dall'eccezionalit della Vita nuova, esperienza mistica sospesa tra sogno e visione, cui segue una Commedia pur'essa interpretabile come visione o sogno e la conseguente componente profetica. L'analisi di Santagata mi ha portato a pensare che una delle componenti fondamentali della Vita nuova, il sogno, sarebbe in realt visione che entra nell'ordine della profezia, vale a dire del veridico. Quando Dante utilizmorte di Beatrice. Per Dante, come per un lettore medievale, la decodificazione di ogni visione un atto insieme drammatico e tranquillizzante: certezza, e non evanescenza di un sogno. un riconoscimento di un qualcosa di misterioso ma insieme di sicuro (proprio come lo era la profezia). Ogni evento nella visione sempre promosso a dignit tipica, a esperienza universale, a certezza futura. Non assistiamo a sogni-simbolo. Il simbolo un qualcosa che si esaurisce in quello che dice. Qui invece un sogno (in quanto visione-profezia) realissimo, un sogno certezza. Molte pagine della Vita nuova possono sembrare vaghe e complicate per noi moderni, ma non lo erano certo per il codice medievale. Non dobbiamo applicare i criteri del simbolismo moderno. Mentre l'interpretazione figurale che occorre applicare ai testi medievali decifra l'avvenivoni, un testo di un eccezionale ardimento innovativo, e di fondamentale portata storica, se pensiamo all'investimento che Dante fa sul volgare presente e futuro. Quest'opera segna la data d'inizio dell'unit ideale della nostra lingua. Dante gi vede l'Italia, dall'Adriatico alla Sicilia, come lo spazio geografico su cui una lingua letteraria ha da diffondersi. La sua un'audacissima conquista intellettuale, un' idea nuova che da allora far parte del patrimonio culturale italiano fino ai nostri giorni. La parola letteraria egli la vede gi stendersi su un'unit geografica e culturale prima che essa esista realmente. Prefigura una ideale unit linguistica e letteraria, proposta alla reale, frazionata variet dei tempi suoi. un grande testo augurale per il compleanno della nostra raggiunta Unit che di questi tempi andiamo festeggiando.

etrarca aveva un gusto infallibile nello scegliersi i posti belli in cui trascorrere la vita. La palma spetta senza dubbio alla Fontaine de Vaucluse in Provenza, che il poeta soleva chiamare il suo Elicona transalpino e che immortal nei suoi bellissimi versi, come ad esempio lincipit della canzone Chiare, fresche e dolci acque. Al primo colpo docchio, si resta stupefatti per la massa dacqua; n si crederebbe che essa provenga da un punto solo. vero che esiste una fontanella anche sulla riva destra, ma essa non aggiunge quasi niente alla quantit dacqua che trabocca da un gorgo ai piedi della roccia calcarea che chiude la valle. E dato che il gor-

Il sogno come profezia, i versi come dialogo tra autore e destinatario, lunit della lingua base della futura Italia
za i materiali della tradizione cortese (vedi per esempio il famoso sogno-visione del cuore mangiato) non ci d affatto una traslitterazione simbolica della situazione amorosa, ma intende invece promuovere una rivelazione escatologica: non a caso qui si tratta della profezia della

Vi si ritir per scrivere e per accudire il giardino, ma non trascur le grazie femminili
go, che ha quasi laria di un pozzo sacro, non si vede finch non ci si sopra, mentre locchio del visitatore colpito dalla rupe a strapiombo che chiude a semicerchio la valle, l per l ci si chiede: ma da dove sbuca tutta questacqua cristallina? Viene dal basso in alto, anzich dallalto in basso. Solo nelle descrizioni dei poeti, per esempio nellOrlando Furioso, forse possibile trovare un luogo altrettanto bello. Nella realt, lunico luogo che potrebbe gareggiare con questo in fatto di bellezza e di abbondanza dacqua sono le Terme di Varrone ai piedi dellabbazia di Montecassino. Alcuni commentatori si chiedono perch Petrarca, nellestate o nellautunno del 1337, si sia ritirato come un asceta nellamenissima Valchiusa. Lo stesso poeta, soprattutto nella Lettera ai posteri, spiega molto chiaramente il motivo di quel ritiro: Non potendo sopportare lodio e il fastidio naturalmente insiti nel mio animo per la citt, ma soprattutto per Avignone, e cercando un qualche rifugio appartato, quasi un porto per me, scoprii una valle molto piccola, ma solitaria e amena, che si chiama Valchiusa e che dista quindicimila passi da Avignone. Vi nasce la Sorga, regina di tutte le fonti. Affascinato dalla bellezza del luogo, mi trasferii l con tutti i miei libri, quando mi ero lasciato alle spalle il trentacinquesimo anno di et. Sui luoghi petrarcheschi, a cominciare naturalmente da Valchiusa, abbiamo ora un superbo volume, curato da Domenico Luciani e Monique Mosser per conto della Fondazione Benetton Studi

e Ricerche (Petrarca e i suoi luoghi, pp. 218, 28). Il libro raccoglie gli interventi di diversi petrarchisti. Ricchissime le illustrazioni, compreso il celebre disegno dello stesso Petrarca, che raffigura Valchiusa. cos bello da poter dire che Petrarca si sarebbe affermato anche come pittore o disegnatore. Ma sono soprattutto i particolari sulla vita di Petrarca che in questo volume affascinano. Valchiusa, allora, era naturalmente pi selvaggia e suggestiva. Poche capanne o casupole di contadini. E fu proprio in una di esse che il poeta, allinizio, dovette sistemarsi alla belle meglio. Quando non lavora con la penna, lavora nel giardino. E che c di pi bello? Non si creda, per, che egli, oltre alla vita cittadina, avesse rinunciato anche ai piaceri della camicia, come li chiamava il Fauno di Ceresole Reale. Per due volte gli scapp anche lasino dalla cavezza, per cos dire, e impregn due donne di cui non conosciamo il nome. Cos Petrarca ebbe due figli naturali: Giovanni, che fu il suo tormento, e Francesca, che fu la sua consolazione. Il suo soggiorno a Valchiusa dur, sia pure con interruzioni pi o meno lunghe, dal 1337 al 1352. L egli scrisse o almeno concep quasi tutte le sue opere. Il guaio che di lui, ormai, si conosce solo il Canzoniere, che non esaurisce il poeta e non d tutta la misura del suo genio. Quanti conoscono lAfri-

punto che dato un manoscritto, non sempre facile identificare esattamente di quale commento si tratta. I copisti infatti, che spesso erano anche gli utilizzatori del commento e lo trascrivevano per proprio uso, non si facevano scrupolo di fondere insieme brani tratti da commentatori diversi, interessandosi solo del contenuto e per nulla della paternit, condensando e agp CENSIMENTO
DEI COMMENTI DANTESCHI

p 1. I commenti di tradizione
manoscritta (fino al 1480) p a cura di Enrico Malato e Andrea Mazzucchi p Salerno, 2 voll., p pp. LXXXIII - 1180, 140

Ventinove (su 42 testi) attribuibili ad autori con nome e cognome, da Boccaccio a Jacopo e Pietro, figli di Dante
giungendo in base alle proprie esigenze e intervenendo anonimamente a modificare il testo, in una visione collettiva della conoscenza che non poi tanto diversa da quella che ispira oggi le pagine di Wikipedia. Censire tutti i manoscritti dei commenti danteschi, identifi-

Illustrazione di Amos Nattini per il canto XI del Purgatorio

fatto che due dei figli di Dante, Jacopo e Pietro, divennero a loro volta famosi come commentatori del poema paterno. Commentare Dante pot diventare lo scopo duna vita: un coetaneo del poeta come Guido da Pisa arriv a concepire un intero poema di introduzione alla

care e presentare, in corposi medaglioni, tutti gli autori, infine schedare puntualmente ogni singolo manoscritto, un impegno colossale, che ha richiesto quasi ventanni di lavoro e lintervento di cinquantasette collaboratori, nonch scontri defatiganti con un ministero avaro di finanziamenti e con una corporazione accademica, quella dei dantisti, famosa per le sue divisioni interne. Solo un editore ben dotato di quella che gli americani chiamano vision poteva condurre in porto questa prima tappa (si sta lavorando, ora, alla seconda: il censimento dei commenti a stampa fino al 2000), continuando, nel frattempo, limpresa ancor pi visionaria delledizione integrale dei Commenti stessi, di cui sono usciti finora 28 tomi per complessive 18.000 pagine. Chi dedica la sua vita agli studi filologici non si aspetta di solito di ricavarne la gloria, ma in questo caso non fuori luogo concludere che siamo di fronte a unimpresa gloriosa.

Ritorn in Italia nel 1353, commosso, e presto si ricreder: Non pensavo ci fossero simili cialtroni
ca, la maggiore opera poetica di Petrarca? un poema pieno di slancio e ha un grande respiro epico. Ci sono poi le opere storiche e il ricchissimo epistolario, ora accessibile a tutti grazie alleccellente traduzione di Ugo Dotti. Quando, nella primavera del 1353, Petrarca fece definitivamente ritorno in Italia, la salut con parole commosse dallalto del Monginevro: Salve, santissima terra cara a Dio; salve, o terra sicura ai buoni e terribile ai superbi. Ingenuo! Ma presto si pent di esserci ritornato: Non pensavo che sotto il nostro cielo ci fossero simili cialtroni. LItalia meglio vederla a una certa distanza, come i quadri degli impressionisti. Chi vissuto allestero questo lo sa o almeno dovrebbe saperlo. Va anche detto che lItalia ripaga male quelli che lamano. O li mette a morte, come fece con Cola di Rienzo e con tanti altri, o li dimentica.

VIII

Storie e personaggi
ALBERTO PAPUZZI

1956, l'Urss invade l'Ungheria. Fra Indro Montanelli, con le sue corrispondenze sul Corriere della Sera, e Pietro Ingrao, direttore dell'Unit, il quotidiano del Pci, chi stava pi a sinistra? La domanda pu sembrare una provocazione bella e buona, in realt smaschera i comportamenti degli intellettuali nel nostro paese. Pi a sinistra stava Montanelli, che aveva colto il tratto antisovietico ma non anticomunista della dura protesta ungherese, mentre Ingrao aveva inneggiato ai carri armati che schiacciavano la controrivoluzione. Lo afferma uno storico tutt'altro che montanelliano, Angelo d'Orsi, dell'Universit di Torino, nel suo nuovo, impegnativo libro L'Italia delle idee, che ripercorre lo sviluppo del pensiero politico nel nostro paese, dalla proclamazione del regno ai nostri giorni, mettendo a fuoco sia la battaglia delle idee sia i comportamenti degli intellettuali. Anche questo diventa un modo di leggere un po' trasversalmente i 150 anni dell'unit d'Italia. Si parte dal lombardo Carlo Cattaneo, che aveva ben poco da spartire con quello inventato dalla Lega come progenitore della Padania, poich si trattava di un raffinato intellettuale co-

Pasolini incarna per DOrsi lultimo intellettuale A cura di DOrsi, con Francesca Chiarotto, escono anche per Aragno gli atti del convegno Intellettuali. Preistoria, storia e destino di una categoria, promosso nel 2006 dalla Fondazione Salvatorelli, (pp. 634, 40)

ANNA BRAVO

LItalia delle idee Dal 1861 a oggi,


il pensiero politico riletto da DOrsi

Gli intellettuali? Pochi i salvati, troppi in grigio


rivoluzione dei barbudos, appare a D'Orsi pi un fenomeno di fascinazione emotiva, che una consapevolezza politica, a partire dalla comunicazione fisica del volto superbo, bellissimo. Per parte sua, contrappone ai miti pi facili la Lettera a una professoressa degli allievi della Scuola di Barbiana di don Milani (1967), il testo forse pi rivoluzionario dell'Italia del dopoguerra. Per quanto riguarda l'interpretazione delle vicende italiane recenti, D'Orsi fissa una data emblematica; il 1978, con il sequestro e l'assassinio di Ado Moro. Nel crepuscolo del terrorismo, scrive, segn la fine di un'epoca, e l'avvio di una lunga transizione verso un'altra epoca, assai peggiore della precedente, i mefitici anni ottanta, con l'edonismo, l'individualismo, lo yuppismo, le satrapie, il ritorno agli arcana imperii, in preparazione del lancio del berlusconismo. Finiva dunque l'Italia in cui gli intellettuali esercitavano ancora un ruolo, vedi Pasolini, che dopo i disordini di Valle Giulia si schierava a sorpresa dalla parte dei poliziotti e contro gli studenti, nella poesia Il Pci ai giovani. Il fatto , conclude D'Orsi, che era arrivato il telefascismo e tutto era destinato a cambiare, a cominciare dagli intellettuali.

Se nell'editoria vigessero le prosperose quote maschili applicate nella composizione dei pi importanti comitati per le celebrazioni del centocinquantesimo dell'Unit, sarebbe un bel guaio per la storia delle donne. Fortunatamente non cos. In questi mesi sono uscite raccolte biografiche, ricerche locali, analisi di singoli eventi e l'ottimo Italiane. Biografia del Novecento di Perry Willson, docente all'Universit scozzese di Dundee e autrice di studi rilevanti sullItalia. E' un'opera di sintesi, il genere storiografico pi difficile da maneggiare, soggetto com' al rischio di generalizzazioni e di appiattimento. Willson lo supera grazie a una bibliografia vastissima, e soprattutto a una scelta felice: l'attenzione al rapporto sempre complicato fra le norme (leggi, modelli culturali, ideologie) e i comportamenti, che a loro volta sono visti, le une e gli altri, come luoghi di contraddizioni, tensioni,

Italiane Tra norme e comportamenti,


la via nazionale allemancipazione: la felice opera di sintesi di Perry Willson

E nel Novecento le donne aprono gli occhi

Un lungo cammino, con contraddizioni, tensioni, chiaroscuri, per smantellare lordine patriarcale
chiaroscuri. In questo libro passa molta vita, e il lettore curioso trova molte sorprese. Una sicuramente l'emancipazionismo. I primi gruppi nascono allo snodo del secolo, sullo sfondo di un processo sbilanciato e caotico di industrializzazione e urbanizzazione; chiedono il diritto di voto in nome di una maternit sociale estesa al di fuori della famiglia; e la mettono in pratica. Fondano Casse di maternit, Centri di assistenza legale, Scuole per le madri, e i nuovissimi Uffici Indicazioni, collocati vicino alle stazioni ferroviarie per accogliere e guidare i nuovi arrivati lungo le pratiche necessarie a ottenere qualche aiuto, e per renderli consapevoli di averne diritto. E' una visione pi ricca e pi inclusiva della cittadinanza, una critica pratica al concetto corrente di politica. Ed un gran lavoro: a Milano i casi seguiti sono pi di 8000 nel solo 1908. Purtroppo la maternit una risorsa a doppio taglio, e con la Grande guerra una parte delle emancipazioniste cede al richiamo patriottico e si impegna nelle tante attivit del cosiddetto fronte interno. Cancellare persino il ricordo di queste pioniere

Ai modelli di ieri come don Milani e Pasolini via via si son preferite scelte acquiescenti, complicit, voltafaccia
smopolita e antirazzista,con una lucida visione della nuova nazione dal punto di vista della borghesia pi colta e avanzata; si passa attraverso D'Annunzio e De Roberto, i sindacalisti e i futuristi, i miti guerrieri, Croce e Gentile, Gobetti e Gramsci, i Rosselli e Salvemini, Ginzburg, Bauer, Spinelli, Valiani, Sturzo e Vittorini, don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, Dolci e Capitini, e si arriva fino a De Felice, Moravia, Carocci, Pasolini, Calamandrei e Bobbio, per dare un'idea del lavoro di esplorazione e scavo su cui il libro costruito. Fondamentale il capitolo 1956-1991. I sommersi e i salvati, che riprende volutamente il titolo del saggio in cui Primo Levi esponeva il tema della zona grigia, per denunciare contraddizioni, acquiescenze, complicit, voltafaccia degli intellettuali negli ultimi cinquantanni. Com' suo costume professionale, lo storico torinese non addolcisce la pillola delle sue valutazioni (si ricorder d'altron-

Rimini 1956: madre e figlia al concorso per Miss Italia (da Le donne di Lucia Motti, Editori Riuniti, 2000)

p Angelo DOrsi p L'ITALIA DELLE IDEE p Bruno Mondadori, pp.419, 23

p Perry Willson p ITALIANE


Biografia del Novecento

de il caso creato dieci anni fa dal suo libro La cultura a Torino fra le due guerre). Esemplare il suo giudizio su come la sinistra si pieg al mito maoista e al modello cinese: esempi di un abbacinamento collettivo a cui pochissimi ebbero la capacit e la volont di sottrarsi. E anche la popolarit di Che Guevara, simbolo della vittoriosa

p trad. di P. Marangon p Laterza, pp.358, 24

dellintervento sociale un successo del fascismo. Ma Willson mostra anche le contraddizioni del regime: lobiettivo di escludere le ragazze dallistruzione superiore

si scontra con il desiderio dei ceti medi di dare alle figlie uno status migliore, le politiche contro il lavoro femminile sono insidiate dallinteresse padronale per una manodopera a basso costo; la propaganda e le raffiche di decreti in tema di maternit non fermano il calo delle nascite. La famiglia avamposto dello Stato e militante della stirpe resta unillusione. Non che al fascismo manchi il consenso delle donne, anzi il reclutamento femminile ha buon esito. Perch si aprano gli occhi non bastano lillibert, l'ingiustizia e neppure le leggi antiebraiche del 38 (qui stranamente liquidate in poche righe); bisogna aspettare il dolore, la fame, il freddo, la paura - e le disfatte militari. Willson spiega limpidamente i meccanismi del distacco, senza mitizzare la par-

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150
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Tuttolibri
SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

IX

Libri dItalia
Per il 201 1

CAMICIA ROSSA E quella di Garibaldi (qui con la sua Anita) e dei suoi 1000, interpretata dalla matita tricolore di Federico Maggioni per raccontare, divagando in libert ed allegria, come vivere alla garibaldina a ragazzi di oggi e soprattutto di ieri Un quaderno alternativo per una vacanza in stile Risorgimento (Camicia rossa, Corraini, pp. 28, 10).

tecipazione delle donne alla resistenza, ma sottolineando che definirla un evento maschile un abuso storico e un'ingiustizia inflitta alle donne. Con la loro diffidenza verso la politica maschile, le giovani femministe degli Anni Sessanta e Settanta seguono, magari senza saperlo, la lezione di tante partigiane emarginate; le campagne di quegli anni, innanzitutto la lotta per la depenalizzazione dell'aborto, sono condotte da sole donne, separate dai partiti e gruppi misti. Anche il movimento lesbico tiene a distinguersi all'interno di quello omosessuale. Dove l'attenzione alla pluralit un po si perde nelle pagine sugli ultimi due decenni del secolo, dove la denuncia dellimmagine erotizzata imperante in tv lascia in ombra gli altri modelli di femminilit, specie cinematografici, che la contraddicono: donne libere, donne guerriere, donne autorevoli e via elencando. Ma il ri-

La notte dei Mille Dopo limpresa,


una malinconica e tragica diaspora

Triste, solitaria y final, la sorte dei garibaldini


GIORGIO BOATTI

mano su di s. A cominciare da quel Raffaele Piccoli, un ex-frate che prima di mettersi coi garibaldini aveva conosciuto lergastolo a Santo Stefano e la deportazione in America. Piccoli sammazza quando, nel 1880, gli tolgono la pensione riconosciuta a tutti i Mille: lascia addormentare la moglie e i cinque figli e poi, fasciatasi la testa, si conficca un chiodo in testa. Con una decisa martellata. Proprio da questo suicidio comincia a snodarsi una narrazione che procede attraverso la voce di Edoardo Herter, laureato in medicina a Pavia e che, dopo limpresa, con tanti altri studenti lombardi, finito in Argentina, medico in uno sperduto centro della Patagonia. La diaspora che contrappone i Mille al nuovo Regno pare fare a gara nello scagliarli negli angoli pi remoti del pianeta. Alcuni vanno a cercare fortuna in America, altri partecipano alla caccia alloro in Australia. Chi avvia traffici e commerci in Asia, e chi, come il salesiano Fagnano, diventa missionario e si schiera al fianco delle trib mapuche, sterminate dallavanzata dei civilizzatori in Patagonia e nella Terra del Fuoco. Qualcuno spunta al fianco di Gordon Pasci durante la spedizione di Khartum. Non manca neppure un manipolo di siberiani, volontari garibaldini che dopo essere accorsi in aiuto della Polonia e aver combattuto e perso contro i

PASSATO E PRESENTE
DAVIDE G. BIANCHI

Il Bel Paese da restaurare


Gli uomini di Metternich negli Stati della Penisola prima dellUnit

Una critica: la denuncia dellerotismo imperante in tv oscura lesistenza di modelli alternativi di libert femminile
lievo non toglie forza a questo libro documentatissimo, scritto con il piacere di mostrare che molte italiane, in forme e realt diverse, sono state disposte a mettere in discussione l'ordine patriarcale. Come le donne di Rho, che nel 1928 manifestano contro l'arresto di un medico che praticava aborti, vengono a loro volta arrestate, poi rilasciate, e quando lo anche lui, lo accolgono con mazzi di fiori e con la musica della banda del paese. Scoprire questa prova di forza confortante; vedere il tono stizzito e allarmato della lettera ministeriale che la commenta davvero divertente.

Della primavera dei Mille, anzi dei 1089 che sbarcarono con Garibaldi a Marsala nel maggio 1860, si conosceva tutto o quasi. Prima che Paolo Brogi scrivesse La lunga notte dei Mille, ben poco invece si sapeva del loro autunno. Un autunno che va ben oltre lo sbrigativo congedo novembrino quando, fatto gentile omaggio delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele II, le camicie rosse si trovano rudemente invitate a togliere il disturbo. Un tempestoso autunno che inizia proprio una volta conclusa lImpresa: la lotta finisce ma, per ognuno di essi, la vita continua. A vedere quel che accade nelle esistenze dei 1011 sopravvissuti alla guerra contro il Borbone si ha limpressione di cogliere allopera un inquietante manipolo di sceneggiatori che su queste vite sperimenta tutto quanto di eccessivo, caotico, imprevedibile pu bussare alla porta di un uomo. Brogi attraverso questa vicenda ricostruisce con efficacia la mai sopita contrapposizione tra le minoranze di bastian contrari che percorrono gli spazi e i tempi della nostra penisola e la perdurante cura del proprio

I ritratti di Paolo Brogi: decine di suicidi, venti morirono in manicomio, molti cercarono fortuna tra America e Australia
cosacchi dello zar, vengono prima condannati a morte e poi relegati nelle sperdute regioni artiche dellimpero russo. Alcuni vi moriranno mentre, dopo non poche vicissitudini, riesce a tornare nella sua Bergamo il garibaldino Febo Arcangeli che si porta a casa, come souvenir, la zanna - estratta dalla taiga - di un mammut. Le avventure e le prove non mancano neppure per quelli rimasti in patria. Chi riuscito a restare nel Regio Esercito come ufficiale spesso si vede estromesso con i pretesti pi ridicoli. Non pochi vanno e vengono tra le patrie galere, mentre qualcuno si insedia in Parlamento, fonda giornali, costruisce imprese. Altri diventano veterani dei duelli, finch sfidano lavversario sbagliato. Quando arriva lultimo appuntamento quasi tutti si fanno puntigliosi e irriducibili. In punto di morte una delle figlie chiede al lodigiano Luigi Bay: Babbo, vuoi ricevere il Signore?. La risposta immediata: Quale signore?. Poi spira. gboatti@venus.it

p p p p

Paolo Brogi LA LUNGA NOTTE DEI MILLE pref. di Gian Antonio Stella Aliberti, pp.316, 19

particulare che, ieri e oggi, tiene in ostaggio la maggioranza dei nostri concittadini. Prende evidenza la frontiera dove il coraggio della ribellione, il gusto dellirriverenza fronteggia la predisposizione allubbidienza, la rassicurante corsa a sistemare s e i propri cari. Per ognuno dei Mille, dal pi giovane che aveva 11 anni quando si era imbarcato a Quarto al pi anziano che era prossimo ai 70, il destino sceglie copioni forti, spesso intrisi di violenza e dolore. Se si volesse riassumere il tutto con dei numeri basterebbe ricordare come, tra i Mille, siano stati pi di venti i morti in manicomio e diverse decine quelli che se ne escono di scena alzando la

on la Campagna d'Italia del 1796 Napoleone aveva esportato la democrazia, per dirla con il linguaggio dei giorni nostri: governo popolare, patriottismo, abbattimento della monarchia e della chiesa, abolizione della nobilt e delle distinzioni sociali era il verbo francese che aveva valicato le Alpi. L'entusiasmo non era mancato da parte del ceto patrizio - i signori, come li chiamavano i popolani - che mezzo secolo pi tardi, nel 1848, avrebbe cacciato gli austriaci da Milano. Nellagile e intelligente libro Gli stati italiani prima dell'Unit. Una storia istituzionale, riproposto dal Mulino (pp. 213, 13), Marco Meriggi prende spunto da un dato storico interessante: negli anni immediatamente successivi al Congresso di Vienna, l'Italia era percorsa dagli uomini di fiducia di Metternich, incaricati di studiarne la realt in funzione della Restaurazione. Chi erano quest'ultimi? In larga parte quegli stessi intellettuali che avevano avuto ruoli di spicco nell'Italia napoleonica. Come faceva quindi il ministro degli Esteri austriaco a fidarsi di loro? La risposta la si trova nel suo carteggio: ne aveva stima, li considerava intelligenti e proprio per questo riteneva che fossero consapevoli dell'impossibilit di addivenire a un governo repubblicano - la democrazia di allora - in terra italiana. I rapporti che gli pervenivano non smentivano questa sensazione: onesti e obiettivi, additavano senza paura le inadeguatezze quando queste erano presenti, ma volavano molto basso. Parlavano essenzialmente di efficienza dell'amministrazione, o poco pi. Come era potuto accadere che quello slancio palingenetico e radicale trovasse, a distanza di vent'anni, una traduzione cos dimessa, materializzandosi nella "semplice" richiesta di una amministrazione di saldi principi? si chiede Meriggi. La

risposta si trova nel libro, che si sviluppa dall'et napoleonica all' Unit. Per quanto la spiegazione sia relativa a quel mezzo secolo di storia, il quesito che la muove conserva un'attualit sorprendente. Non forse vero che una delle caratteristiche pi radicate della nostra classe dirigente la verbosit enfatica, a cui segue regolarmente l'abbandono di ogni idealit a favore di un realismo senza ambizioni? Detto diversamente, difficile negare che buona parte dei problemi dello Stato italiano siano legati, banalmente, alla sua cattiva amministrazione, che ha radici lontane. La piemontesizzazione post-unitaria diede una coerenza sistematica al neonato Regno d'Italia, al prezzo per di mettere da parte le migliori esperienze della fase preunitaria (per esempio Carlo Cattaneo, dal suo esilio volontario di Castagnola, rimpiangeva l'ottima amministrazione asburgica del Lombardo-Veneto). A distanza di 150 anni dal 17 marzo 1861 i problemi non sembrano essere diversi. Si prenda il federalismo fiscale: la legge de-

Quando si aspirava solo ad essere bene amministrati (e Cattaneo rimpiangeva il governo asburgico)
lega approvata in parlamento (l. 42/2009) non ha nulla di federalista ma, nell'ottica appunto della caduta delle ambizioni riformatrici, cerca soprattutto di razionalizzare la finanza pubblica, cogliendo l'occasione per dare qualcosa in pi a regioni e comuni (soprattutto perch il patto di stabilit gli ha quasi tolto l'ossigeno vitale). In definitiva, dopo un secolo e mezzo, sono ancora i problemi amministrativi a cingere d'assedio il nostro Paese. Un esempio? Nelle more dei famosi decreti attuativi emerso che, in Calabria, il deficit sanitario non ha riscontri oggettivi nei bilanci pubblici, perch si trasmette ancora oralmente!

Sei pronto per il segreto di

Il caso editoriale dellanno


Incontra lautore al FESTIVAL ANTEPRIME di Pietrasanta (Lucca) sabato 11 giugno alle ore 21,30 presso la Sala dellAnnunziata

SANCTUS?

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LUCIANO GENTA

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SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

Comincia lestate di Vigta


I PRIMI DIECI

spettando lestate, la classifica come dabitudine si mette in giallo. E come al solito il Montalbano di Camilleri (se ne parla a pagina 3) fa il botto: il valore dei 100 punti triplica rispetto a sabato scorso, di poco sotto le 25 mila copie, tutti gli altri valgono meno di un terzo. Sono gialli anche altre due novit in ascesa nella settimana : una Patricia Cornwell che torna alle origini con le autopsie della sua Kay Scarpetta (Ho il sospetto che solo chi si occupa per professione dei morti possa capire cosa intendo... io non faccio il chirurgo: mi procuro argomenti per fare la guerra agli assassini); e il norvegese Jo Nesb - scoperto e lanciato da Piemme, ora cavalcato

da Einaudi Stile Libero - che lancia il suo poliziotto, tutto ma non uno stinco di santo, in una caccia frenetica al serial killer (Sbrigatevi, sbrigatevi. Che volete che faccia? Che lo scriva sul muro col sangue? Siete voi, non io a permettere che questi delitti continuino). Dal classico thriller action al mistery, tra miti e mistica, di Danielle Trussoni, quarta novit tra i primi dieci, avvio di una trilogia con angeli ribelli e malvagi su cui indaga, con laiuto extraterrestre della nonna, tra America, Bulgaria e Parigi, una suorina francescana che imparer a volare. E un esempio di quello che Vittorio Coletti, in un saggio per il Mulino, definisce Romanzo mondo, prodotto per un

mercato globale, desideroso di acquistare prodotti standardizzati, modello Dan Brown, per quanto fosse approssimativo e dilettantesco, impreciso, sciatto e senza il bench minimo senso dellironia. In confronto a simili beveroni, Camilleri come il vinello che il suo commissario tiene in frigo per le fimmine: onesto, disseta senza stordire. Nessunissimo segnale in saggistica degli imminenti referendum: e qui, non avendo proprio alcun legittimo impedimento al voto, possiamo trarre solo un indizio di orientamento, virtuale e virtuoso, dal titolo del romanzo di Marco Presta: Un calcio in bocca fa miracoli. Come dice Montalbano al buon Augello: Ci arrivasti?.

INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

1
CAMILLERI SELLERIO

100

32

25

22

5
DANDINI RIZZOLI

17

Il gioco degli specchi

Le luci di settembre
RUIZ ZAFN MONDADORI

Autopsia virtuale
CORNWELL MONDADORI

Il linguaggio segreto dei fiori


DIFFENBAUGH GARZANTI

Dai diamanti non nasce niente

6
Nesb EINAUDI

17

7
TRUSSONI NORD

17

15

9
MURGIA EINAUDI

14

10
TAMARO GIUNTI

14

Il leopardo

Angelology

Nessuno si salva da solo


MAZZANTINI MONDADORI

Ave Mary E la chiesa invent la donna

Per sempre

Narrativa italiana
1. Il gioco degli specchi CAMILLERI
14,00 SELLERIO

Narrativa straniera
100 1. Le luci di settembre RUIZ ZAFN
19,00 MONDADORI

Saggistica
32 1. Ave Mary MURGIA
16,00 EINAUDI

Varia
14 1. Dai diamanti non nasce... DANDINI
19,00 RIZZOLI

Tascabili
17 1. Il piccolo principe SAINT-EXUPRY
7,90 BOMPIANI

Ragazzi
9 1. La maledizione del titano RIORDAN
17,00 MONDADORI

2. Nessuno si salva da solo MAZZANTINI


19,00 MONDADORI

15

2. Autopsia virtuale CORNWELL


20,00 MONDADORI

25

2. Cosa tiene accese le stelle CALABRESI


17,00 MONDADORI

13

2. La dieta Dukan DUKAN


16,00 SPERLING & KUPFER

10

2. Bianca come il latte... DAVENIA


13,00 MONDADORI

2. I Gemelli di Kuma TROISI


17,00 MONDADORI

3. PER SEMPRE TAMARO


18,00 GIUNTI

14

3. Il linguaggiosegreto dei fiori DIFFENBAUGH


18,60 GARZANTI

22

3. Carta straccia PANSA


19,90 RIZZOLI

12

3. facile smettere di fumare... 4 CARR


10,00 EWI

3. Tutto quello che gli uomini... 5


1,90 NEWTON COMPTON

3. Diario di una schiappa KINNEY


12,00 IL CASTORO

4. Alla fine di un giorno... CARLOTTO


17,00 E/O

12

4. Il leopardo NESB
21,00 EINAUDI

17

4. Sanguisughe. Le pensioni... 11 GIORDANO


18,50 MONDADORI

4. Spinoza. Una risata vi... ANDREOLI; BONINO


12,00 ALIBERTI

4 Una donna libera STEEL


14,90 SPERLING & KUPFER

4. Principessa del buio STILTON


18,50 PIEMME

5. Un filo dolio AGNELLO HORNBY


14,00 SELLERIO

5. Angelology TRUSSONI
18,60 NORD

17

5. Indignatevi! HESSEL
5,00 ADD EDITORE

11

5. Le ricette della dieta Dukan DUKAN


16,00 SPERLING & KUPFER

5. La solitudinedei numeri primi GIORDANO


13,00 MONDADORI

5. Amici contro GARLANDO


11,00 PIEMME

6. Le sante dello scandalo DE LUCA


8,50 GIUNTINA

6. Carta bianca DEAVER


21,50 RIZZOLI

11

6. Scuote lanima mia Eros SCALFARI


17,00 EINAUDI

6. La parigina. Guida allo chic LA FRESSANGE; GACHET


25,00 LIPPOCAMPO

6. Il libro delle anime COOPER


13,00 TEA

6. Top model per un giorno STILTON


8,50 PIEMME

7. Hotel Bruni MANFREDI


19,00 MONDADORI

7. Il profumo delle foglie di limone 11 SNCHEZ


18,60 GARZANTI

7. Odio gli indifferenti GRAMSCI


7,00 CHIARELETTERE

7. Cotto e mangiato PARODI


14,90 VALLARDI

7. Lombra del vento RUIZ ZAFN


13,00 MONDADORI

7. Cars 2
3,50 WALT DISNEY

8. Il libro segreto di Dante FIORETTI


9,90 NEWTON COMPTON

8. Il sogno del Celta VERGAS LLOSA


22,00 EINAUDI

8. Tutti santi me compreso DE CRESCENZO


17,00 MONDADORI

8. The secret BYRNE


18,60 MACRO EDIZIONI

8. Il tempo che vorrei VOLO


13,00 MONDADORI

8. Il diario di una schiappa KINNEY


12,00 IL CASTORO

9. Gran circo Taddei... CAMILLERI


14,00 SELLERIO

9. Alba di fuoco CUSSLER


19,60 LONGANESI

9. Vieni via con me SAVIANO


13,00 FELTRINELLI

9. La felicit qui MORELLI; FALSIROLI


15,00 MONDADORI

9. Il simbolo perduto BROWN


14,00 MONDADORI

9. Il mare dei mostri. Percy Jackson 3 RIORDAN


17,00 MONDADORI

10.Un calcio in bocca fa miracoli 5 PRESTA


16,50 EINAUDI

10.Il centenario che salt... JONASSON


17,90 BOMPIANI

10.Tremilanovantasei giorni KAMPUSCH


17,50 BOMPIANI

10.Benvenuti nella mia cucina PARODI


14,90 VALLARDI

10.Il cacciatore di aquiloni HOSSEINI


12,00 PIEMME

10.Il giorno delle selezioni GARLANDO


11,00 PIEMME

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI REALIZZATA DALLA SOCIET NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PI VENDUTO TRA LE NOVIT. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 29 MAGGIO AL 4 GIUGNO.

on la pioggia del Blasco, sono le voci di ricercatori, precari, studenti e qualche docente (pochissimi) che arrivano dai tetti del novembre scorso e invitano a continuare la battaglia per lUniversit che vogliamo (e quella che non vogliamo): Senti che bel rumore stanno facendo. Anche sulla carta, nel primo, e per ora unico, libro non virtuale della nuovissima aAccademia University Press di Torino. Voluto per fissare unesperienza in progress nel momento in cui luniversit italiana chiamata a confrontarsi con una riforma che costituisce unoccasione perduta per rendere gli atenei e la ricerca davvero competitivi a livello europeo, e come forte dichiarazione dintenti editoriale. Sottotraccia ben visibile nella ventina di interventi (una prima parte rivolta allanalisi del sistema universitario e ai nodi con cui dovrebbe fare i conti, mentre la seconda ricostruisce le tappe del-

PROSSIMA MENTE
MIRELLA APPIOTTI

Senti che bel rumore fa lUniversity


lanno di lotta per luniversit pubblica) dei protagonisti di una stagione che potrebbe essere ricordata come profetica di un cambiamento radicale nella societ e nella politica italiana. Grande speranza, naturalmente, dello storico Bruno Maida, coordinatore delliniziativa e di Lorenzo Armando, personaggio di lungo corso nel

mondo della parola (sua la collaborazione con lineccepibile sigla di Aragno) che con questa aAccademia promuove una sorta di giro di boa al prodotto di studio. Rivolta specificamente alluniverso accademico, la nostra proposta punta a rispondere allo stesso tempo alle esigenze di drastico contenimento dei costi a fronte della diminuzione di risorse, di tutela della qualit dei prodotti editoriali e di utilizzo consapevole delle nuove tecnologie disponibili. Sicch tutti i titoli che pubblicheremo (tra i primi propriamente "scientifici" in lavorazione vi sono uno Schelling. Offerta filosofica, testi inediti in italiano; unedizione critica della Jocast di de Lauraguais) saranno sempre scaricabili on line, formato pdf e pub, quanto disponibili in cartaceo e mai esauriti. In caso di pubblicazioni finanziate, la versione on line sar gratuita, in omaggio al principio dell"open access". Ancora la rivoluzione nella trasmissione del sapere si gioca prima di tutto ai piani alti.

ual la vostra scrittrice preferita? Dell'elenco proposto dal Magazine Littraire trionfa Simone de Beauvoir, la meno amata Zadie Smith, e fra l'una e l'altra di tutto (di tutte), da Marguerite Duras e Virginia Woolf ovviamente, con la sperimentale Nathalie Sarraute che sorpassa Colette e Franoise Sagan. Mentre il povero Naipaul pietisce attenzione tritando qualche luogo comune (le femmine scrivono solo spazzatura sentimentale, e comunque lui meglio di qualunque scrittrice) il mondo va avanti. Quello dei sondaggi letterari, e quello delle classifiche. In testa c' una femmina non particolarmente sentimentale n particolarmente spazzatura: Fred Vargas con L'arme furieuse, sessantamila copie in cinque giorni, e se il genere che conta, non quello femminile ma

CHE LIBRO FA ...IN FRANCIA


GIOVANNA ZUCCONI

UnaVargas furiosa e DSK casto!


semmai l'intramontabile polar. Nella saggistica sale Le Roman vrai de Dominique Strauss-Kahn, biografia del casto e cauto pauperista del Fondo Monetario scritta dal giornalista Michel Taubmann, mentre Indignez-Vous! di Stphane Hessel ha raggiunto

i due milioni di copie, scatenando un'inondazione di punti esclamativi. Abbiamo un ovvio Engagez-vous!, intervista al medesimo Hessel, ma anche Votez pour la dmondalisation! di Arnaud Montebourg , e poi Epilez-vous! di tale Aristophane Aisselle, poi Dtrompez-vous!, l'anonimo Insolvables! Lettre d'espor au monde que j'ai quitt , e J'y crois pas!, polemica contro Hessel e i valori della Resistenza (e della resistenza) pubblicata sotto l'improbabile pseudonimo di Orimont Bolacre. Persino l'ultimo saggio di Edgar Morin stato lanciato da Fayard con lo slogan non accontentatevi dell'indignazione. Fra le imitazioni, le esortazioni e le confutazioni, la pi ficcante quella, supponiamo satirica, di Rafal Borgia con il disegnatore Luz, Enfilezvous!. Ogni riferimento all'ex star socialista Strauss-Kahn casuale, ma inevitabile.

Diario di lettura

Tuttolibri
SABATO 11 GIUGNO 2011 LA STAMPA

XI

Paolo Terni
ALBERTO SINIGAGLIA

Il musicologo

I PREFERITI

Ha conosciuto Andr Gide ad Alessandria dEgitto. Lho letto quasi tutto, compreso il Journal, precisa Paolo Terni tra i fiori della spaziosa casa romana al Celio, sul tavolo petunie blu-viola, oltre la finestra girasoli gialli, un tripudio di rose, alberi altissimi. Intorno, libri a volont e due enormi pareti di cd. Ho speso tutto per acquistare musica, dice la popolare voce di Radiotre, che al Respiro della musica dedica un volumetto appena uscito da Bompiani con una lettera-prefazione del pianista e compositore Ludovico Einaudi. Ma subito ritorna a Gide: Ricordo con particolare piacere Le retour de lenfant prodigue, La porte troite, La symphonie pastorale, Les faux monnayeurs, soprattutto Les caves du Vatican e Si le grain ne meurt. In francese li ha letti, in francese li cita. La Francia ha avuto un dominio sulla mia vita. Chiuse per la guerra le scuole littorie di Alessandria, ai ragazzi italiani non restavano che i salesiani. Siete pazzi, ne faranno un falegname!, avvert una signora una notte in rifugio. Fui dirottato al Lyce de la mission laque franaise, con professori eccelsi inviati da Parigi per proteggerlidai rischi bellici.
Quando arrivarono i Terni in Egitto?

f
LEWIS CARROLL

Alice nel paese delle meraviglie


Marsilio, pp. 253, 12

Ne so parte a memoria, in lingua inglese

f
ROBERT MUSIL

Luomo senza qualit


Einaudi, pp. 1791, 29

Un colpo di fulmine, mi ha accompagnato per anni nelle vacanze a Stromboli

f
La vita. Paolo Terni nato in Egitto ad Alessandria nel 1939. Insegna a Roma Drammaturgia musicale allAccademia nazionale darte drammatica. Ha lavorato allEinaudi e diretto la biblioteca Luigi Einaudi di Dogliani. Tra i pi assidui autori di Radiotr, da ventanni il consulente musicale di Luca Ronconi. Le opere. Da Bompiani esce ora Il respiro della musica (pp. 152, 11,90). Altri titoli: In tempo rubato, Giorgio Manganelli, ascoltatore maniacale, Un vento sottilissimo (tutti da Sellerio), Suite alessandrina ( Bompiani).
CARLO EMILIO GADDA

Una famiglia nobile, come altre di ebrei romani pi antiche dei Colonna. Tra gli antenati un grande rabbino di Ancona. Il cognome Terni pare fosse un premio dovuto a un lavoro finanziario per lo Stato pontificio. In un collegio di Firenze il giovane Michelangelo Terni, molto mazziniano, sincontra con il giovane Khedive Ismail futuro re dEgitto. Salito al trono, questi affida allamico listituzione della banca nazionale, lo premia con terre ad Alessandria. Nella citt si riuniscono esuli mazziniani insoddisfatti del Risorgimento e

Quer pasticciaccio ...


Garzanti, pp. 275, 12

Un amore a prima vista. A farlo scoppiare fu Fausta Cialente, mia nonna

Ho conosciuto Gide ad Alessandria dEgitto, dove sono nato: la Francia ha dominato la mia vita
attratti dalle prime piantagioni di cotone lungo il Nilo, dalla costruzione del Canale di Suez, approdo di gente che ha voglia di futuro, libert, soldi. Formano una comunit aperta, con ospedale, scuole, cimitero. Unepopea bellissima.
Ideali, utopie, soldi. Anche libri?

Il popolare conduttore di ascolti musicali su Radiotr, un lungo sodalizio con lEinaudi, da ragazzo cliente a collaboratore e direttore della Biblioteca di Dogliani

voravamo accanto a Natalia Ginzburg, Calvino, Elsa Morante: lho aiutata nei momenti culminanti de La storia, mi ha letto al telefono tutto Aracoeli. Ho molto amato Primo Levi come persona e come scrittore.
In tutto questo mare, qual il suo capolavoro di riferimento?

Elsa mi lesse tutto Aracoeli al telefono


Les Misrables cominciai a provare orrore per lingiustizia, la burocrazia, il potere cieco e arrogante. Ammiravo i ritratti fulminei di Victor Hugo, i contrasti, lironia.
Proprio nessun autore italiano? I suoi picchi letterari di allora?

I racconti di Edgar Allan Poe nella sublime traduzione einaudiana - goduriosa, sapida e rivelatrice! - di Manganelli.
Chi rilegge pi spesso?

Ogni volta che posso, Simenon, Conrad e James.


Che cosa non ama pi?

Il bisnonno sposa Linda Coronel, figlia di un armatore portoghese, ricchissima, dintelligenza strepitosa. Si secca alle riunioni di famiglia, si ritira scusandosi: Devo finire di leggere certi dialoghi di Platone.
Eredita da lei la passione per la lettura?

QUESTA SERA A TRANI


Proseguono oggi e domani i Dialogi di Trani. Paolo Terni presenter il suo libro Il respiro della musica con Dinko Fabris (h. 19,30). Tra gli altri ospiti della giornata: Angelo DOrsi, Virgino Colmegna, Giancarlo De Cataldo K. Fouad Allam, Angela Terzani, Paolo Flores DArcais, i giudici Spataro e Scarpinato, Riccardo Iacona e Giuseppe Catozzella.

I ragazzi terribili di Cocteau. Lincessante corpo a corpo con Proust. Il colpo di fulmine per Musil: Luomo senza qualit mi ha accompagnato per anni nelle vacanze a Stromboli.
Il trasferimento in Italia influ sulla scelta degli autori?

Per me leggere vitale. Ho letto biblioteche.


Cominciamo dallinfanziaadolescenza.

Soltanto Salgari. Era insopportabile il Manzoni spiegato dal professore di italiano arruolato da

Un ruolo centrale ha avuto Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, ne so parte a memoria, in inglese. Ho divorato Maurice Leblanc e le avventure di Arsne Lupin. Dellamatissimo Dickens provo particolare affetto per i Pickwick papers e per le immani risate che il suo profondo umorismo ha suscitato in me.
Era la scuola a suggerire le scelte?

Ho aiutato la Morante anche per La storia, ho lavorato con Calvino e la Ginzburg, ho sposato la figlia delleditore
mio padre perch mantenessi contatti con la nostra terra. Avrei scoperto I promessi sposi pi tardi, imparando a conoscere bene il nostro Ottocento musicale. Poi lavorando con Mauro Bolognini alla riduzione tv della Certosa di Parma, da Stendhal, ho capito la materia dalla quale partiva la ricerca di Manzoni: quei laghi, quellimpegno linguistico, quella moralit.

Arrivai nel 1951 a Roma. Il nonno Enrico Terni mi leggeva Les enfants du Capitaine Grant di Verne. La scrittrice Fausta Cialente, da lui sposata in seconde nozze, mi leggeva Conrad, Kipling e il duello della mangusta Rikitikitavi con il serpente. questa nonna che pi tardi mi far scoppiare un amore a prima vista: il Pasticciaccio. Da quel momento divorer Gadda.
E con Gadda finalmente apprezz la nostra lingua?

de Tot al cinema. Gadda e poi Giorgio Manganelli mi avrebbero riconciliato con la nostra lingua come ricerca e invenzione costanti.
Finch la sua vita non sintrecci con casa Einaudi.

Ero in Sardegna, presso Oristano, interprete traduttore in una specie di kibbutz dove si studiava il fattore umano dello sviluppo economico. Una pubblicit sul Giorno: Giulio Einaudi spa cerca public relation officier. Mi indign quel linguaggio e lo scrissi alleditore. Pochi giorni dopo mi trovo davanti a lui, Bobbio, Bollati, Mila, Raniero Panzieri seduti al famoso tavolo ovale. Avrei diretto la Biblioteca civica Luigi Einaudi a Dogliani, esperienza da cui nacque la fortunata Guida la formazione di una biblioteca.
... e il matrimonio con la figlia delleditore.

Trovo ormai invecchiate e anche noiose le opere di Agatha Christie che per anni ho divorato. Non ho mai apprezzato Malaparte. Credo mi deluderebbe rileggere oggi Andr Gide.

Il mio modello italiano di cultura musicale Luigi Magnani, studioso di Proust e di Beethoven
La coinvolge la contemporaneit letteraria italiana?

Scuola e famiglia. Al Lyce Franais mi fu affidata la presentazione ex cathedra di Candide ou loptimisme di Voltaire. Con Le grand Meaulnes di AlainFournier scoprii la relazione tra il quotidiano e lonirico. Con

Ad Alessandria non lamavo, mi sembrava improponibile un confronto tra il francese che studiavo, da Ronsard a Mallarm, o ascoltavo alle recite della Comdie Franaise in tourne Racine, Molire, Giraudoux - e litaliano dialettale del pur gran-

Stavo leggendo Thomas Mann - Doktor Faustus e La montagna incantata, acquistati a fatica in libreria - quando scopersi il meraviglioso servizio rateale Einaudi: un mito, una continua provocazione intellettuale, sempre un passo avanti rispetto al dibattito.
Da ragazzo cliente, ne divent collaboratore.

Ida lavorava allEinaudi di Roma, aveva avuto un problema sentimentale. Giulio la port a Torino, me laffid. Un castigo, minterrompeva le vacanze. Molto bella, timida, mi si rivel affine, complice, con valori fondamentali forti, limpalcatura etica che cercavo. La mia vita stata bella per quel privilegio, per la gioia infinita di quel grande amore.
Roma, via Gregoriana 38, un atelier letterario.

Poco, ma seguo con particolare simpatia il nuovo filone sardo, dal giovane Wilson Saba Sole&Baleno, Giorni migliori - a Sergio Atzeni, Marcello Fois, Michela Murgia.
Ha un modello di cultura musicale?

Ida Einaudi ne era il perno. La-

Luigi Magnani, lunico modello italiano cui mi sono ispirato. Penso a Beethoven lettore di Omero, ai Quaderni di conversazione, al Nipote di Beethoven, alla Musica in Proust. Mindigna che le opere di questo grande letterato musicale siano da decenni esaurite. Scusi, ma mi ha davvero acceso una miccia nella mia coscienza.

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