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Voci da Shambhalla

Abele e Caino
1. Un uomo di nome Adamo conobbe una donna di nome Eva che divenne sua moglie, la quale concepì e partorì Caino dicendo: “Ho ottenuto un uomo con l’aiuto di Dio”.

2. In seguito partorì il fratello di lui, Abele. Abele fu pastore di pecore; Caino, agricoltore. 3. Ora avvenne che dopo molto tempo Caino fece al Signore un’offerta dei frutti della terra. Il Signore distolse lo sguardo da Caino e dai suoi doni ed egli ne fu afflitto. 4. Anche Abele fece un’offerta; gli offrì i primogeniti del suo gregge, i più grassi. Il Signore trovò soave l’odore del sangue e guardò benignamente Abele e i suoi doni. 5. Una vampa avvolse Caino e il suo volto si oscurò. 6. Il Signore gli disse: “Perché sei irritato? Perché il tuo viso è stravolto? 7. Caino rispose col silenzio. Poi disse a Abele suo fratello: “Andiamo fuori”. E quando furono nei campi gli saltò addosso e l’uccise. 8. Il Signore disse a Caino: “Dov’è Abele tuo fratello?” Egli rispose: “Non lo so. Sono io forse il custode di mio fratello?”. 9. Allora il Signore gli disse: “Che hai tu fatto! La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra; per questo tu sarai maledetto sopra la terra che ha aperto la sua bocca per ricevere dalla tua mano il sangue di tuo fratello. 10.Anche se l’avrai lavata essa non ti darà i suoi frutti e tu sarai ramingo e fuggiasco per il mondo”.

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Voci da Shambhalla
11.Grande fu la disperazione di Caino che fuggì nella notte perseguitato dalla maledizione divina. 12.All’apparire delle prime luci dell’alba vide una grotta. Vi si rifugiò dentro perché non sopportava la luce. E disperato si dispose ad aspettare il calar delle tenebre. Finché venne la notte. 13.Ma il Signore continuava a torturare l’anima afflitta e a chiedere la ragione del suo tremendo peccato. Così Caino cadde svenuto e nel sonno agitato non conobbe pace. 14.Si svegliò disperato, perseguitato dalla voce che gli colpiva le orecchie: “Che tu sia maledetto per il tuo inestinguibile peccato, che tu sia maledetto per sempre... per sempre...”. 15.Nel momento del sommo dolore, quel dolore che entra nel cuore e lo schianta, Caino vide la liberazione nel precipizio. 16.Raggiunse l’abisso e guardò l’oscurità della terra con il cuore nel tumulto degli ultimi istanti. 17.Ma all’improvviso un bagliore di luce lo prese e gli diede accesso alla fonte del Vero. 18.E allora, nel bordo del vuoto, comprese. 19.Capì che la voce era dentro di lui e non fuori. 20.Capì che era la voce di mille generazioni traviate che parlavano insieme. 21.Capì che non era la legge di Dio, ma degli uomini che inventano Dio. 22.E ricordò i belati innocenti degli agnelli squartati da Abele. Rivide il loro terrore e il loro supplizio. Provò ribellione per il sangue dell’innocenza versato. Sentì il dolore per l’abbandono delle leggi dei primi avi per seguire l’immagine paranoica grondante di sangue negli scannatoi. 23.E allora ebbe chiarezza del vallo tra Compassione e Malvagità e riconobbe che il Bene aveva trovato covile in lui. 24.Con lui era nata la grande stirpe di coloro che a tutto antepongono Giustizia. Che non badano a vani legami di sangue, ma alla Pietà. E l’affermano oltre ogni ragione. 25.La voce di dentro sparì e il suo cuore, pur dolente, fu leggero. “Fratello mio... sarai tu... il maledetto... per il sangue innocente offerto a nessuno. E che, per ogni abele, viva sempre un caino vendicatore; portatore di giustizia e di amore per gli indifesi e i

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Voci da Shambhalla
derelitti, per coloro che sono senza parola e coloro ai quali vien tolta la parola, per coloro che desiderano vivere in pace e sono costretti a vivere in sofferenza; contro i furiosi che uccidono, i prepotenti che vessano, i massacratori che sacrificano, i forti che violentano la sacralità della terra.” 26.Caino comprese che aveva perfezionato la sua natura. 27.Così pensò Caino e, raggiunta la pace assoluta, il salto spiccò.

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