You are on page 1of 21

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE “La protezione internazionale dei diritti dell’uomo” Con il termine “diritti dell’uomo” si intendono tutti quei

diritti che riguardano la sfera fisica e spirituale dell’essere umano (a differenza dei diritti dell’individuo che concernono solamente i diritti dell’uomo prendendo in considerazione il solo aspetto puramente fisico dell’uomo stesso). Per natura l’uomo è mosso a fare, ad ottenere, a chiedere, ad astenersi ma anche a proteggersi ed a rifuggire dal dolore. Queste prerogative non sono di per se “diritti” ma lo diventano nel momento in cui ottengono uno specifico e necessario status giuridico che si ottiene attraverso il riconoscimento e la disciplina da parte di una norma giuridica. La nozione di diritti dell’uomo varia, naturalmente, dal punto di vista della dottrina filosofica che si prende in considerazione. La prima grande ed importante distinzione da fare è quella tra la concezione positivista e quella giusnaturalista. Nella dottrina positivista il termine utilizzato è “diritti fondamentali”, con questo termine i giuristi positivisti intendono tutti i diritti che vengono riconosciuti come tali da un ordinamento giuridico. Per la dottrina giusnaturalista il discorso cambia nettamente, infatti essi intendono i diritti non come tali perché indicati espressamente in una legge, ma questi diritti si trovano nella stessa natura dell’uomo, nella sua ragione o in un’altra realtà che comunque appare decisamente superiore a quella della legge positiva. Titolare attivo di questi diritti è la persona umana (diventa passivo nel momento in cui esso è chiamato a cooperare per il realizzarsi dei diritti degli altri esseri umani. Così prende forma uno dei principi fondamentali cioè quello della solidarietà) mentre quello passivo è senza dubbio lo Stato che risulta essere l’obbligato principale, proprio perché rappresenta il titolare del potere e custode dell’ordinamento giuridico. IMP Questi diritti sono: IMPRESCRITTIBILI, INALIENABILI, IRRINUNCIABILI ED UNIVERSALI. Nella loro evoluzione fra i primi diritti che si fanno strada da indicare significativamente è il “Diritto alla Vita”, inserito addirittura nel codice Hammurabi in Mesopotamia, mentre a Roma lo troviamo inserito nella legge Numa e in quella Silla. Diritto riconosciuto, non solo quello alla vita ma anche quello all’integrità fisica. In epoca medioevale oltre al diritto alla vita ed alla integrità fisica si fanno spazio i “Diritti di natura contrattuale” dunque si inizierà a parlare di “diritto alla libertà di circolazione”, “diritto di libertà personale” e “diritto della proprietà”, ecc. Diritti che in epoca monarchica vengano assolutamente soppressi. In questa evoluzione rivestono una notevole importanza altresì tutti quei testi che contengono l’indicazione di questi diritti: • La Magna carta libertatum, nel quale si afferma l’importanza delle libertà fondamentali nello Stato d’Inghilterra; • La Magna carta redatta nel 1215, sempre in Inghilterra, nella quale si evince una chiara volontà di protezione dei sudditi del Re contro l’arbitrio della Corona. In essa è evidente l’intenzione decisa di proteggere le libertà individuali sancendo quanto segue: “nessun uomo libero sarà arrestato o imprigionato o spogliato dei suoi beni o messo fuori legge o esiliato, e non gli farà alcun torto, se non a seguito di un giudizio legittimo dei suoi pari o in virtù della legge del paese”; • L’Editto di Nantes del 1598 attraverso il quale si trova un accordo con i sudditi la pacificazione per sopprimere i disordini. In esso si evince anticipatamente quello che poi sarà la libertà del culto religioso; • La Petition of rights del 1628. Documento che Re Carlo d’Inghilterra sarà chiamato a firmare per l’ottenimento da parte del Parlamento dei finanziamenti necessari per poter combattere

contro la Spagna. In esso si evidenziano principi importanti quali: la libertà delle persone, la non introduzione di tasse se non per volontà del parlamento, il divieto di arresti abusivi, il diritto di difesa dell’imputato, ed il rispetto dell’Habea Corpus, divieto di pene corporali, ecc.; • Il Bill of rights del 1689, documento firmato da Gugliaelmo d’Orange come presupposto per salire al trono. In esso troviamo una serie di principi fondamentali che introducono allo Stato di diritto, esempio il diritto di petizione, il diritto di voto, le libertà individuali, garanzie giudiziarie affermate nell’habea corpus, ecc; • La procedura dell’habea corpus nasce in Inghilterra a protezione delle libertà individuali e della sicurezza personale. Tale procedura garantisce il divieto di arresto o pene arbitrarie,ecc.; • La Dichiarazione dei diritti della Virginia stilata nel 1776. in essa si afferma che “tutti gli uomini sono uguali e dotati dal suo creatore di diritti inalienabili dai quali derivano la libertà della ricerca della felicità”. Tale Dichiarazione farà da apripista ai primi emendamenti della costituzione degli Stati Uniti; • A quest’ultima si accosta, e di importanza decisiva per l’instaurazione dell’indipendenza degli Stati Uniti è la “Dichiarazione di Indipendenza americana” nella quale si afferma che –tutti gli uomini sono uguali e dotati dal suo creatore di diritti inalienabili dai quali derivano la libertà e la ricerca della felicità-; • Mentre in Francia nell’agosto del 1789 viene adottata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, documento nel quale convergono i diritti naturali ed imprescrittibili. In essa troviamo alcuni diritti che concernono la libertà dell’uomo come ad esempio la libertà e la sicurezza fisica dell’uomo, la libertà di opinione e di coscienza , la libertà di stampa e di proprietà, la soppressione delle discriminazioni giuridiche legate alla nascita, l’uguaglianza dinanzi alla legge ed alla giustizia. Altri esempi che trovano un riscontro anche nella nostra epoca sono: la presunzione di innocenza, la responsabilità de pubblici funzionari, la separazione dei poteri, il diritto di partecipazione politica, la sovranità popolare, ecc.; dunque tale dichiarazione si presenta come un documento applicabile in ogni tempo ed in ogni luogo e naturalmente rappresenta un testo dei diritti fondamentali della concezione moderna dei diritti dell’uomo. Neo delle dichiarazioni sopraccitate è l’assenza dell’abolizione della schiavitù, trattamento che si scontra con il principio di uguaglianza degli uomini e il diritto di libertà degli stessi. Così a mano a mano gli Stati adottarono l’abolizione della schiavitù. LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO. Adottata nel corso della Conferenza di San Francisco, nella quale si elaborò altresì lo Statuto delle Nazioni unite, essa non è inserita nello Statuto stesso ma rappresenta un alto documento nel quale trovano ispirazione il rispetto dei diritti dell’uomo. Sin dal 1946, anno di entrata in vigore dello Statuto, ci si è posti il problema se dalle disposizioni statutarie nascessero o meno obblighi giuridici. Ovviamente il problema venne affrontato prendendo in considerazione i vari schieramenti di chi dice una cosa e chi ne afferma un’altra. Secondo alcuni, infatti, tali disposizioni hanno valore giuridico nella misura in cui gli organi delle Nazioni Unite promuovono il rispetto dei diritti mediante raccomandazioni, risoluzioni o atti che non hanno forza obbligatoria. Secondo altri, invece, la natura delle disposizioni risulta essere prettamente programmatico nel momento in cui all’art. 56 invita gli Stati a cooperare per il rispetto di questi diritti, sottolineando l’obbligo di cooperazione non di un obbligo formale al rispetto dei diritti dell’uomo. Secondo figure eminenti in ambito internazionale come il caso dello studioso Lauterpacht “gli Stati Membri hanno un obbligo contrattuale secondo quanto stabilito dallo Statuto a perseguire le finalità imposte dello Statuto stesso e quindi anche il rispetto dei diritti dell’uomo”. Altri invece stabiliscono che tale rispetto derivi da un obbligo legale, proprio per quegli Stati membri delle NU, che trova la sua fonte in un obbligo previsto dallo Statuto, in qualità di parti del trattato stesso.

Addirittura andando ad analizzare la posizione della CIG nella Convenzione per il genocidio stabilisce con fermezza che “i principi che sono alla base della convenzione sono principi riconosciuti dalle nazioni civili come vincolanti anche in assenza di rapporti di tipo convenzionale”. quindi questo determina il riconoscimento del valore giuridico autonomo di questi diritti e della loro tutela sia negli ordinamenti internazionali che in quello internazionale. Questo comporta che. Lo scopo del documento è quello di formulare dei principi e non di produrre norme idonee ad essere applicate. 55 dello Statuto impone un obbligo collettivo del rispetto dei diritti dell’uomo. infatti secondo la corte i principi generali della protezione dei diritti umani inseriti nello Statuto delle NU e nella dichiarazione universale rappresentano essere diritto positivo proprio perché si creano mediante la pratica degli Stati e l’opinio juris incorporati. o creazione in generale. 56 sancisce di intraprendere azioni individuali e collettive al raggiungimento del rispetto universale dei diritti umani. le norme a protezione dei diritti dell’uomo diventano obblighi erga omnes. essendo norme di diritto consuetudinario. dunque vincolanti a tutti gli Stati della comunità internazionale. libertà di opinione. Attraverso la sua giurisprudenza rafforza lo sviluppo delle relazioni internazionali e con le sue sentenze contribuisce allo sviluppo del diritto internazionale. alla sicurezza ed alla libertà in generale. Ciò avviene perché da un lato la dichiarazione risulta essere una interpretazione di quelli che sono i principi stabiliti nello stesso Statuto dell’ONU. Durante la redazione della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo ci si pose il problema di crearla in forma di “Convenzione “ o “Patto” o in semplice forma di Dichiarazione e basta. Circa il contenuto della Dichiarazione possiamo dire che essa presenta un carattere giuridicamente non obbligatorio. così. . quindi un obbligo rivolto agli Stati membri nel loro insieme. si può dire che oggi l’ONU attribuisce alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo un valore simile a quello dello Statuto dell’Organizzazione. il diritto di proprietà. nel diritto internazionale generale estendendo la loro applicazione all’intera comunità internazionale. all’integrità fisica. Da subito la dichiarazione acquisisce valore puramente morale con la conseguenza che risulta essere quasi assente la valenza giuridica della Dichiarazione stessa. i diritti giudiziari. 1 stabilisce che in mancanza di una consuetudine o un accordo internazionale per la soluzione di un caso concreto possano essere presi in considerazione i “principi generali del diritto riconosciuti dalle nazioni civili”. fino ai diritti economici. La Corte internazionale di giustizia all’art. Innanzitutto si può dire che i diritti dell’uomo acquistano rilevanza e carattere universale in quanto affermati e condivisi dalla generalità degli individui. Nella giurisprudenza le convenzioni che trattano la protezione dei diritti umani vengono considerate alla stregua del diritto consuetudinario. Dunque per ovviare questo problema furono elaborati due documenti: • Una dichiarazione più completa e concepita in termini generali. ancora l’art. In essa convergono tutta una serie di principi che vanno dal diritto alla vita. Dopo aver superato le difficoltà durante la sua elaborazione. mentre da un lato essa rende più forte gli obblighi derivanti dallo Statuto stesso.Secondo altri studiosi l’art. La CIG è l’organo giurisdizionale delle Nazioni Unite la quale ha il compito di risolvere le controversie internazionali e pronunciarsi su qualsiasi questione concernente il diritto internazionale. Nell’ordinamento internazionale la protezione dei diritti dell’uomo rappresentano un obbligo per gli Stati che risultano essere i destinatari dei diritti e degli obblighi disciplinati da questo diritto. sociali e culturali. Circa la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo nel sistema delle fonti del diritto internazionale. l’obbligo al rispetto dei diritti umani è un obbligo positivo poiché inserito all’interno di una fonte normativa che impone obblighi e diritti agli Stati membri. • E una Convenzione o patto nella quale vennero inseriti tutti quei punti che formavano oggetto di obbligazioni formali. 38 par. Secondo altri studiosi ancora.

prevedono che in casi di pericolo. rispettare un nucleo minimo di norme di diritto umanitario. In definitiva la corte sistema i diritti dell’uomo fra le norme di jus cogens proprio per il loro carattere obbligatorio e imperativo erga omnes e non derogabili. si possano derogare temporanee. addirittura nel caso degli insorti essi tra i requisiti per poter avere una rilevanza sul piano del diritti internazionale devono. il diritto dei diritti umani si applica agli esseri umani indipendentemente dalla situazione in cui questi si trovano. gruppo di ribelli. Le fonti del diritto umanitario internazionale sono “le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949”: • La 1^ Convenzione a protezione dei feriti e malati nella guerra terrestre. Da sottolineare che la CIG non fa ancora riferimento ai diritti umani come jus cogens ma conferma solo il carattere erga omnes delle stesse. . • La 3^ Convenzione a protezione dei prigionieri di guerra. IMPda ricordare che non tutti i diritti possono essere derogati. A queste Convenzioni si sono aggiunti due protocolli addizionali: • Il Primo Protocollo ad integrazione della disciplina dei conflitti armati internazionali. cioè quelli interni agli Stati. infatti. civili e politici e la stessa carta sui diritti umani dell’africa. non indicano previsioni che legittimano o vietano l’uso della forza nelle relazioni internazionali. • La 2^ Convenzione a protezione dei feriti e dei malati nella guerra marittima. si parla di diritto umanitario quando è essenziale proteggere determinate persone che si trovano in una situazione di emergenza e pericolo. per l’appunto. A fronte di ciò i diritti umani esistono sono vincolanti indipendentemente dall’esistenza o meno di una norma giuridica che li contiene. Dapprima possiamo dire come i diritti dell’uomo si applichino a tutti gli esseri umani senza che si prenda in considerazione la nazionalità o il luogo di appartenenza territoriale di questi ultimi. Anche se in modo meno incisivo il diritto umanitario trova applicazione anche nei conflitti civili. Dunque si parla di norme che hanno carattere generale affiancate da un sistema a carattere speciale. ecc) e le sue norme non possono in alcun modo essere derogate. Circa l’applicazione dei due diritti si può dire che. a livello internazionale come l’art 4 sul patto dei diritti dell’uomo. dunque non norme di carattere positivo ma la mera espressione del diritto naturale.anche i diritti umani per lasciare spazio alle norme di diritto umanitario internazionale). Tale deroga . Il diritto umanitario in qualità di ius in bello. I diritti umani si applicano in tempo di pace e le sue norme sono derogabili in situazioni di estrema emergenza (ad esempio in ambito europeo e cioè all’art 15 della Convenzione Europea si stabilisce che in casi di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione ogni altra parte contraente può prendere delle misure in deroga alle obbligazioni previste nella presente convenzione). cioè norme che trovano applicazione nel corso di un conflitto. come ad esempio indica la Convenzione Europea sono esenti da questa deroga: il diritto alla vita. mentre il diritto umanitario per la sua natura di lex specialis interviene in situazioni di guerra e deve essere osservata da chiunque sia parte al conflitto (Stato. fino a considerarli come jus cogens. • Il Secondo Protocollo nell’ambito dei conflitti armati non internazionali. Mentre ad esempio nel patto ONU sono esenti da deroghe un numero decisamente maggiore di diritti. in caso di grave emergenza o guerra. Essa infatti considera i diritti umani come jus naturale. mentre il discorso cambia notevolmente per il diritto umanitario poiché esso trova urgente applicazione i condizioni di particolari gravità o emergenza.Addirittura la Corte dapprima ha inteso i diritti umani come obblighi erga omnes. • La 4^ Convenzione a protezione della popolazione civile. DIRITTI UMANI (norme generali) E DIRITTO UMANITARIO INTERNAZIONALE (norme speciali). Le relazioni che esistono tra il diritto internazionale umanitario e i diritti dell’uomo sono inquadrate sia sul piano concettuale sia su quello pratico applicativo. in buona sostanza. all’integrità fisica e alla libertà in genere.

in modo totale o parziale. Nello Statuto sono compresi anche gli elementi del crimine e cioè l’intenzionalità. e per questo sono stati istituiti specifici organi competenti in materia di diritti dell’uomo. le sanzioni. ma anche l’uccisione di membri di un gruppo.Si ritiene che i diritti dell’uomo concerno i rapporti fra individuo e Stato. . Altra differenza si evidenzia nella sanzione che avviene se non attraverso il rinvio per la violazione degli stessi diritti dell’uomo. stabilire l’eventuale risarcimento del danno subito dall’individuo per il ripristino del danno. i quali agiscono in via sussidiaria allorquando l’ordinamento Statale (e quindi le sue giurisdizioni) non riescono in modo sufficiente e adeguato a tutelare gli individui titolari di questi diritti. e sono: 1. La caratteristica principale di questi due tribunali fu proprio quella di essere stati creati per individuare le responsabilità penali dei soggetti dinanzi alla comunità internazionale. nella sua totalità. • Seconda parte 16-20 stabilisce una lista di reati. la condotta. Ovvio che questi sono aspetti molto importanti per il diritto umanitario internazionale perché è importante ricondurre eventuali comportamenti illeciti che debbono essere considerati violazioni del diritto umanitario. il Tribunale di Tokyo il quale istituì una Commissione d’inchiesta per verificare le violazioni commesse da 25 criminali di guerra giapponesi. razziale o religioso. nella sanzione che ne consegue alla violazione e che tale violazione venga ricondotta come crimine internazionale. totale o parziale. tutti e due istituiti con risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle NU. reati o crimini internazionali e prevederne. cioè al ricorso di quei singoli individui che hanno subito tali violazioni. Il controllo dalla comunità internazionale avviene attraverso il monitoraggio del comportamento degli Stati sul rispetto di questi diritti. le conseguenze e le circostanze nelle quali è stato commesso il crimine. Il progetto si suddivide in: • Prima parte 1-15 tratta della Teoria generale del crimine internazionale commesso da individui. Lo scopo di questi organi non è solamente quello di controllo su eventuali violazioni da parte degli Stati sui diritti umani ma. il crimine di genocidio. I crimini internazionali sono inseriti nello STATUTO DI NORIMBERGA. dunque questi organi rappresentano essere uno strumento di tutela dei diritti umani. Altro tribunale fu il Tribunale internazionale per l’ex Jugoslavia e il Tribunale per il Rwanda. Nel caso del diritto dei diritti umani non si prende in considerazione la sanzione che ne consegue dalla violazione di suddetti diritti. di un gruppo nazionale. la consapevolezza. altresì. Questo crimine si caratterizza nella realizzazione di un’insieme di atti finalizzati alla distruzione. il sottoporli deliberatamente a condizioni di vita idonee a cagionare la loro distruzione fisica. Nel 1996 nasce il Progetto del Codice dei crimini contro la pace e la sicurezza dell’umanità. del gruppo stesso. I primi organi che il diritto internazionale vede venire alla luce furono il Tribunale militare internazionale di Norimberga. istituito per pronunciarsi circa i crimini commessi dai nazisti. altresì. Altre differenze concettuali le troviamo nella fase patologica del diritto e cioè nel momento della violazione del diritto. esso è un crimine internazionale sia commesso in tempo di pace che in tempo di guerra. il cagionare gravi lesioni alla loro integrità psichica e fisica. mentre il diritto umanitario riguarda i rapporti fra Stati. mentre il problema non si pone per il diritto umanitario poiché eventuali sanzioni vengono comunque previste all’interno degli accordi e quindi viene codificato. l’imposizione di misure dirette ad impedire le nascite nel gruppo ed il trasferimento forzato di bambini da un gruppo ad un altro gruppo diverso. ma pone in esame solo la violazione in sé. etnico. Questo perché non prevede una norma che indica esplicitamente determinate sanzioni per determinati tipi di violazioni. ma esiste solo una norma che invita gli Stati ad accertare l’illiceità del comportamento e punire eventualmente chiunque si macchi di questo illecito. Questi organi sono aperti anche al ricorso individuale.

5. facendo ciò si pronunciò a favore della creazione di un doppio meccanismo di controllo: • il primo a carattere obbligatorio e basato su rapporti periodici presentati dagli Stati.2. mentre per i diritti economici. l’uccisione di ostaggi. la loro progressiva realizzazione. accordi e garanzie internazionali. Nozione rivisitata e modificata nella Convenzione internazionale per la repressione delle attività di finanziamento del terrorismo. la Commissione dei diritti dell’uomo ricevuto il mandato dal Consiglio economico e sociale elaborò una “convenzione o un patto sui punti idonei a costituire oggetto di obbligazioni formali”. i crimini contro l’umanità. 4. allorquando lo scopo di questo atto è quello di intimidire una popolazione o di costringere un governo od una organizzazione internazionale a compiere o ad astenersi dal compiere un determinato atto. riduzione in schiavitù. dapprima si definiva questo crimine come quell’atto o insieme di atti criminali finalizzati a provocare uno stato di terrore tra la popolazione. due strumenti distinti per disciplinare le diverse categorie di diritti. 16 del Patto dispone che gli Stati debbano presentare periodicamente dei rapporti sulle misure adottate ed ai progressi realizzati nell’attuazione dei diritti . o la preparazione di un piano comune o ad una cospirazione per il compimento di qualcuno di questi atti. In definitiva per i diritti civili e politici si ha la necessità di un controllo quasi giurisdizionale. città o villaggi i le devastazioni non giustificate da necessità militari. comprendono una serie di atti criminosi contro le persone che non partecipano direttamente alle ostilità o conflitti armati (omicidio volontario. i crimini contro la pace. Circa l’attività di controllo l’art. Fra i diritti economici si ricordano: il diritto al lavoro. sociali e culturali richiedono una concreta attività da parte degli Stati che necessita di un finanziamento e quindi la loro applicazione non è immediata. o di una guerra in violazione dei trattati. fra quelli culturali ricordo: il diritto all’istruzione. i diritti sindacali. Essa elaborò. a giuste condizioni dello stesso. 3. la distruzione di centri. disponendo il libero utilizzo delle proprie risorse economiche. IL PATTO SUI DIRITTI ECONOMICI. fra i diritti sociali ricordo: il diritto ad un livello di vita adeguata. alla protezione della famiglia. sociali e culturali ci si limita a rapporti periodici presentati dagli Stati permettendo. sono rappresentati da tutte quelle violazioni delle leggi o delle consuetudini di guerra . La maggior parte dei diritti sociali e politici si fonda su un obbligo di non ingerenza da parte dello Stato e quindi è richiesta una loro applicazione immediata. la preparazione. l’aggressione. altresì. il saccheggio di proprietà pubbliche i private. non ha ancora una definizione ancora definitiva. il tutto ai danni di una popolazione civile). un gruppo di persone per scopi politici. l’inizio e la condotta di una guerra di aggressione. completato dalla possibilità di ricorrere a commissioni di conciliazione ad hoc a base consensuale delle parti in causa. stabilendo che per crimine di terrorismo si intendesse: “ogni atto finalizzato a causare la morte o lesioni personali gravi ad un civile o ad un’altra persona che non prende attivamente parte alle ostilità in una situazione di conflitto armato. il maltrattamento o la deportazione per lavoro forzato o per altri fini delle popolazioni civili dei territori occupati. mentre per i diritti economici. SOCIALI E CULTURALI Con questo patto si sottolinea l’importanza del principio di autodeterminazione dei popoli. sterminio. il crimine di terrorismo. i crimini di guerra. così. l’uccisione o maltrattamenti di prigionieri di guerra o di persone in mare. I PATTI DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELL’UOMO Dopo aver elaborato la dichiarazione dei diritti dell’uomo. alla partecipazione alla vita culturale e godimento dei benefici del progresso tecnologico. e in qualunque dei casi atti ingiustificati. cioè la programmazione. • il secondo a carattere facoltativo che si avvale di un meccanismo di inchiesta e di conciliazione. esse comprendono l’assassinio.

non discriminazioni di sesso. IL PATTO SUI DIRITTI CIVILI E POLITICI Il contenuto di questo patto è molto simile a quello della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. come ho già detto. appunto. Dunque i diritti che vengono garantiti conformemente al diritto internazione debbono applicarsi al territorio degli Stati membri. Dunque il Comitato per ovviare questo problema stabilisce che l’estensione dell’applicazione del patto si estenda. ad esempio: il diritto alla vita. In caso di pericolo pubblico eccezionale che possa minacciare l’esistenza della nazione è previsto di adottare deroghe agli obblighi assunti con il patto ovvio proporzionalmente alla situazione e sempre che queste deroghe non siano incompatibili con gli altri obblighi imposti dal diritto internazionale. Naturalmente questo determina motivo di scontro e confusione nel verificarsi di determinate situazioni nelle quali ad esempio un individuo potrebbe essere vittima di violazioni dei diritti dell’uomo in uno Stato diverso dal suo. al riconoscimento della personalità giuridica. al diritti di libertà di pensiero. di formulare suggerimenti e raccomandazioni di carattere generale.riconosciuti dal Patto. così facendo si evita che non si realizzi lo scopo del trattato. La funzione principale del Comitato è quella . invia questi rapporti alla Commissione per i diritti dell’uomo ma per pura informazione. sociali e culturali non esiste un organo di controllo ad hoc ma a svolgere questa funzione di supervisione è il Comitato economico e sociale ad occuparsene. 14. così come possono verificarsi le situazioni più diverse. attraverso una osservazione generale ha manifestato la chiara volontà di differenziare le riserve dalle mere dichiarazioni interpretative (cioè ricerca della volontà delle parti secondo quello che è l’oggetto del contratto) e dalle affermazioni relative ad una determinata linea di condotta. Questi rapporti sono inviati al Segretario Generale dell’ONU e questi li invia al Consiglio economico e sociale (per la parte che gli compete) e a gli istituti specializzati. secondo la convenzione di Ginevra in materia di disciplina di trattati. 15 e 19 e una dichiarazione interpretativa dell’art. della schiavitù. 6 della Convenzione europea. Gli stati deroganti debbono. che le riserve siano ammesse qualora non siano incompatibili con l’oggetto e lo scopo del trattato. Malgrado il documento non indichi nessun divieto nell’apporre riserve. I diritti giudiziari previsti dall’art. dopo aver ricevuto i rapporti da parte degli Stati. Elaborato il patto si contano circa 150 riserve. all’arresto per debiti. 14 del patto sono anche inseriti nell’art. successivamente. Infatti non sono tassativamente previste riserve che vanno contro le norme imperative o di diritto internazionale consuetudinario. la schiavitù. dunque da tempo operanti all’interno dell’ordinamento italiano. Per il Patto sui diritti economici. tramite il Segretario generale dell’ONU. Per quanto concerne la posizione dell’Italia in materia di riserve possiamo dire che essa appone una riserva circa gli artt. esso stabilisce che suddetto patto si applica a tutte le unità costitutive di Stati federali. Circa l’applicazione territoriale del patto. comunicare agli altri Stati le deroghe adottate e le ragioni che le giustificano. altresì. lingua. tortura. Il Consiglio economico e sociale. di religione. sappiamo bene che sono ammesse delle riserve da parte degli Stati firmatari. evitando. al divieto di tortura. Malgrado ne il patto ne il protocollo. Nessuna deroga può riguardare: il diritto alla vita. razza. riserve attraverso le quali uno Stato parte può decidere di non accettare quella parte senza travolgere tutto il contenuto del trattato. come sarà deducibile la formulazione di molti diritti è decisamente più completa e precisa anche di altri documenti come la Convenzione europea. Alla lettera d) dello stesso articolo si riconosce all’imputato il diritto di “essere presente” e “difendersi personalmente o .(dunque riserve non ammesse per tutti quei diritti inderogabili). Il patto in quanto tale. il comitato per ovviare a questo problema. la quale se sarà necessario formulerà raccomandazioni di carattere generale. a tutti quei casi nei quali è riscontrabile una responsabilità dello Stato anche a prescindere dal luogo nel quale si è verificata la pretesa violazione. di coscienza. non significa che il Comitato ammetta qualsiasi tipo di riserva. secondo quanto previsto dai principi generali del diritto. religione. ecc. non indichino espressamente il divieto di apporre riserve. Quindi la procedura stabilirà. ecc. detenzione arbitraria.

Il governo italiano si è pronunciata su questo punto interpretando l’art. Mediante questo protocollo si attribuisce al Comitato per i diritti dell’uomo la competenza a ricevere i ricorsi da privati. In merito all’art. Questa funzione può essere esperita solo se gli Stati hanno. che uno soggetto non possa essere condannato se al tempo della commissione del reato esso non era considerato tale. la procedura interstatale non è mai stata utilizzata. N. ratificarlo o aderire al patto senza assumere impegni nei confronti del protocollo. in modo più favorevole per il reo. Il protocollo facoltativo esso è un atto che si aggiunge al Patto ed ha. secondo il governo italiano il reo deve giovare dell’applicazione. affermando.attraverso un difensore di fiducia”.. appunto. 31 del patto sancendo un’equa ripartizione geografica e della rappresentanza dei diversi sistemi giuridici. 3. cioè. ma in casi di necessità o di importanza del caso si passa a votazione. Il comitato non può comprendere più di un cittadino dello stesso Stato in ottemperanza di quanto stabilisce l’art. attribuendo all’individuo il diritto di scegliere in modo libero fra una difesa personale o attraverso un legale di fiducia. Tale funzione è operativa solo se almeno 10 Stati riconoscono la competenza del comitato. 38 e comunque opera come un organo dell’ONU. Il quorum richiesto per la validità delle riunioni è di 12 membri. All’interno del nostro ordinamento è previsto il cosiddetto “processo in contumacia” cioè in assenza dell’imputato e le possibilità di autodifesa sono davvero rare ma ammesse.B. 15 si parla di principio di irretroattività della legge penale. la seconda funzione è rappresentata dalla competenza del comitato per l’esame di comunicazioni presentate dal parte di uno Stato membro nei confronti di un altro Stato membro. Il protocollo sulla pena di morte. il quale è “accusato” di aver violato gli obblighi previsti dal patto. anch’esso è un atto aggiuntivo al patto nel quale si promuove l’abolizione della pena di morte. il patto. appunto. cioè gli Stati sono liberi di sottoscriverlo. Il comitato è composto da 18 membri eletti individualmente dagli Stati membri del patto. Il comitato si riunisce in una sessione ordinaria due volte l’anno ed in sessioni speciali su richiesta di almeno 2\3 dei suoi componenti o di uno Stato membro. di una pena più lieve. Lo Stato italiano interpreta questo art. ma nel momento in cui un soggetto che commette un reato e la legge lo identifica come tale prevedendone una determinata pena e successivamente questa pena viene mitigata attraverso una nuova legge. dunque il governo italiano afferma che le disposizioni del trattato non sono incompatibili con la legge italiana. ORGANI E PROCEDURE DI CONTROLLO: IL COMITATO DEI DIRITTI DELL’UOMO. . 2. la terza funzione concerne il protocollo facoltativo. Generalmente le decisioni del comitato sono prese per consenso. Il comitato è competente a ricevere ed esaminare le comunicazioni degli individui che sostengono di essere vittime di una violazione di uno dei diritti riconosciuti nel patto da parte di uno Stato membro del patto e del protocollo. riconosciuto tale competenza al comitato secondo il principio di reciprocità. appunto. sempre nello stesso anno si stabilì con fermezza che “il diritto di denunciare il patto è incompatibile con la natura dello stesso”. Da ricordare è che il Comitato non è un organo delle NU ma esso è costituito dagli Stati membri del patto sulla base dell’art. pertanto non si può condannare. la prima funzione è quella di esaminare i rapporti sulle misure adottate dagli Stati membri con lo scopo di rendere effettivi i diritti riconosciuti dal patto ma soprattutto individuare le difficoltà incontrate nella loro applicazione. I PROTOCOLLI. un carattere facoltativo. entrambi. Per quanto concerne la denuncia. dopo la minaccia arrivata nel 1997 da parte della Corea del Nord la quale espresse l’intenzione di denunciare. Qualora non fosse sufficiente l’intervanto da parte del comitato verrà istituita una commissione ad hoc (naturalmente previo consenso degli Stati). Le funzioni principali del comitato (stabilito sia dal patto che dal protocollo facoltativo) sono 3: 1. Nel trattare questi punti il comitato deve operare inoltrando i suoi pareri allo Stato interessato e all’individuo.

valuta le condizioni e può dichiarale l’irricevibilità: ratione persona. rappresentano uno strumento efficace di pressione politica che colma le sopraccitate lacune giuridiche. ratione loci e ratione temporis. Tale sistema non da luogo a nessun meccanismo di natura giurisdizionale ma meramente conciliatorio. dell’abuso . che l’organo preposto accolga questi rapporti li esamini completando le notizie ricevute verificando tutto ciò che non figura all’interno degli stessi. Quindi lo Stato che ha ricevuto la comunicazione fa pervenire all’altro ogni osservazione e ogni notizia che sia utile per chiarire la situazione. Il sistema di presentazione da parte dello Stato dei propri rapporti ha un’efficacia limitata. e la procedura prevede. 3. Per quanto concerne le comunicazioni interstatali il patto sui diritti civili e politici prevede un sistema di controllo più incisivo rispetto all’altro patto. Infatti. La procedura si svolge in tre fasi fondamentali: 1. 41 e depositata presso il Segretario generale dell’ONU che ne trasmette copia gli altri Stati. accertata la ricevibilità della comunicazione. Tutto sommato. A Questo proposito il comitato crea un gruppo di lavoro e nomina un Relatore speciale per le nuove comunicazioni. come in alcuni casi è successo. prevedono l’obbligo a carico degli Stati membri di presentare un rapporto periodico sull’attività svolta circa la realizzazione dei diritti umani. Le comunicazioni interstatali. è stato chiesto agli Stati interessati di non espellere. Nell’ipotesi in cui si rifiutino la procedura comunque non conosce seguito e si bloccherà anche nel caso in cui la commissione non avesse alcuna proposta da fare. 2. tale sistema è basato su “COMUNICAZIONI” presentati dagli Stati al comitato per i diritti dell’uomo. Verrà istituita una commissione ad hoc composta da 5 membri nominati dal Comitato. altresì. Entro 12 mesi dalla data di notifica della comunicazione il comitato dovrà concludere la procedura e presentare un rapporto che sarà presentato agli Stati interessati. Così il comitato sarà investito della controversia e. In questa fase la procedura si svolge prettamente fra Stati. se uno Stato ritiene che un altro non applica le disposizioni del patto. malgrado la non efficacia diretta di questi rapporti essi per la pubblicità che può venir loro accordata e per l’importanza che rivestono all’interno del Consiglio economico e sociale. e in secondo luogo perché il comitato non ha nessun potere di informazione diretta. primo perché questo rapporto è presentato dallo stesso Stato che è sottoposto ad indagine. questa procedura è subordinata ad una esplicita dichiarazione a matrice facoltativa che può essere formulata dagli Stati membri in applicazione dell’art. Queste comunicazioni individuali sono inoltrate al Segretario generale e le trasmette al comitato. o . il comitato ha il potere di ricevere le comunicazioni degli individui che ritengono di essere vittime di violazioni di uno dei diritti elencati nel patto. basato sulla buona volontà degli Stati. Il preambolo del protocollo facoltativo prevede che al fine di raggiungere gli scopi del patto sui diritti civili e politici. Importante da ricordare è che queste comunicazioni devono soddisfare le condizioni di ricevibilità. Le comunicazioni individuali nel protocollo facoltativo. esso può richiamarlo sulla questione. la questione non è stata risolta in modo soddisfacente da entrambe le parti. Le disposizioni. il comitato interviene solo se entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione dallo Stato destinatario. ovviamente con il consenso delle parti. Il comitato analizza eventuali misure provvisori prese dallo Stato interessato come ad esempio: sospensione dell’esecuzione capitale. mette a disposizione degli stessi i Buoni uffici per una soluzione amichevole. dell’insufficienza di prove nelle dichiarazioni. Registrata la comunicazione deve essere esaminata circa la sua ricevibilità. si aprirà la terza fase solo dove gli Stati non abbiano risolto la questione. Dunque sulla base del difetto della posizione dell’autore (cioè che non sia anonima). a riprova di ciò. ratione materiae. e questi ultimi avranno tempo di tre mesi per far conoscere al presidente del comitato se intendono accettare o meno.Ambedue i patti prevedono la procedura dei rapporti presentati dagli Stati. deportare o estradare l’individuo vittima delle violazioni delle disposizioni pattizie. infatti. così da facilitare la procedura.

infatti tale diritto può essere presentato solo da individui che agiscono come rappresentanti dell’organizzazione. Dunque da ciò si evince che il comitato non può considerare una comunicazione che sia già oggetto di una diversa procedura di investigazione o compromesso internazionale. 1 del protocollo facoltativo prevede che il comitato può ricevere una comunicazione da individui che si dichiarano vittime di una violazione dei diritti indicati nella convenzione. Le disposizione pattizzie stabiliscono che ogni Stato membro si impegna a rispettare e garantire ad ogni individuo i diritti indicati nel patto entro il suo territorio. il comitato è competente ad esaminare comunicazioni di individui che rivendicano di essere vittime di violazioni dei diritti indicati nella convenzione. Il comitato ha stabilito che un’organizzazione. dunque l’individuo è chiamato ad apportare prove documentali. Per quanto concerne l’esaurimento delle vie di ricorso interno possiamo dire che si può invocare questa causa se esistono delle pre-condizioni. ma questo può avvenire solo se l’individuo è soggetto alla giurisdizione di quello Stato. Così come dichiarerà irricevibili quei casi di comunicazioni anonime o per le quali ci sia un abuso del diritto di presentazione.del diritto di presentare comunicazione. Per quanto concerne l’irricevilibità ratione materiae. il comitato ha la competenza ad esaminare una comunicazione proposta da un individuo contro uno Stato. Per quanto concerne la nozione di vittima. in quanto tale. L’irricevibilità secondo il protocollo. Dapprima i ricorsi di cui si richiede il compimento sono quelli esperibili dall’autore nelle situazioni del suo caso e che si presentano con un certo grado di successo (disponibilità ed efficacia). Lo Stato membro sarà chiamato a specificare quali ricorsi efficaci sono a disposizione dell’autore nelle particolari circostanze del caso. del mancato esaurimento dei ricorsi nazionali. il comitato stabilisce che non può essere considerata tale se non è stato colpito direttamente da nessuna violazione dei diritti indicati nella convenzione. il comitato stabilisce che prende in esame solo quelle violazioni dei diritti umani che hanno luogo al momento e successivamente all’entrata in vigore del patto e del protocollo per lo Stato interessato. . però. dell’incompatibilità col patto. stata vittima delle suddette violazioni. Se lo Stato membro sostiene l’irricevibilità per mancato esaurimento dei ricorsi. Dunque in sintesi il gruppo di lavoro può decidere se dichiarare una comunicazione inammissibile. In sintesi il comitato eliminerà qualsiasi caso che non sia supportato da fatti o atti rilevanti. Dunque saranno considerate irricevibili quelle comunicazioni che denunciano violazioni prima dell’entrata in vigore del patto e del protocollo. Questi casi di sovrapposizione giurisdizionale se ne occupa la CIG. altresì. 1 del protocollo facoltativo. della preclusione a causa di una riserva dello Stato membro interessato e del contemporaneo esame presso una diversa procedura internazionale di investigazione o compromesso. Circa la manifestata infondatezza il comitato ritiene che un individuo che presenta una comunicazione deve. sempre secondo l’art. Il termine individuo non prende in considerazione solo una persona ma può essere presentata anche da un gruppo di persone. I PARERI DEL COMITATO. 5 del protocollo stabilisce che il comitato non deve considerare una comunicazione individuale a meno che non si accerti che la medesima questione non è in corso di esame presso un’altra procedura di investigazione o compromesso internazionale. del difetto di competenza del comitato. Per l’irricevibilità ratione loci. anche se la vittima risiede fuori dallo Stato al momento della denuncia. Per l’irricevibilità ratione temporis. Il patto impone l’obbligo allo Stato membro di assicurare un ricorso efficace a coloro che abbiano subito la violazione di uno dei diritti previsti dal patto stesso. Per l’irricevibilità ratione persona l’art. L’art. esso avrà l’obbligo di dimostrare quale ricorsi sono utilizzati dall’autore del caso in esame. non possa presentare alcuna comunicazione. una volta che si appura che ognuna di queste sia. quindi il comitato ha competenza a giudicare quei fatti avvenuti quando l’individuo era soggetto alla giurisdizione dello Stato. presentare una prova valida di queste violazioni. da parte di uno Stato membro. unitamente alla loro efficacia. testimonianze e comunque qualsiasi elemento che possa provare la sua dichiarazione.

Tale universalità deve rispondere ad un quesito importante. mentre oggi i 2\3 degli Stati membri dell’ONU non facevano parte delle NU. Per quanto concerne l’universalità dei diritti dell’uomo. dunque l’essere umano è medesimo in qualunque ambito e in qualunque epoca. trascurando quelli economici. poiché essa risulta essere espressione solo di quelli Stati che vi avevano partecipato alla formazione. Analizzando la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo si evince che in essa trovano ispirazione numerosi principi (e dunque fonte di un ampio valore morale) ma è privo di reale e concreto controllo nella sua applicazione. religione. il cui testo ancora oggi. ecc. ed evidente. Una prima. A differenza della Corte Europea. L’universalità dei diritti dell’uomo è inserito in ogni documento nel quale si ribadisce l’importanza che questi diritti hanno per l’umanità intera. partendo dal presupposto che questi non ammettono nessuna eccezione e non possono essere sottoposti a nessuna specificità di natura politica. differenziazione tra le due categorie di diritti. rappresenta. sociali e culturali. i bisogni primari e gli aspetti economici e sociali per un . In sintesi in questi casi il comitato suggerisce quelli che possono le linee guida per rimediare alla violazione inflitta alla vittima. affermando così la specificità di alcuni Stati. ASPETTI REGIONALI DELLA PROTEZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO IL CARATTERE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO. Carattere dell’universalità che. il protocollo non prevede nessun meccanismo di costrizione o sanzionatorio. Da ricordare è che il comitato non è ne un tribunale nel un organo provvisto di mandato quasi giurisdizionale. è proprio da qui che parte l’analisi che porta ad un ragionamento univoco e cioè quello che mette in discussione l’universalità stessa della Dichiarazione. infatti ad oggi non esiste uno Stato che abbia esplicitamente respinto i diritti umani. si trova in relazione alle condizioni di sviluppo di quelle nazioni. in fase finale dell’esame di merito. come ben si evince dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. esso stesso ha dichiarato di applicare i provvedimenti del patto e del protocollo secondo uno spirito giudiziario. razza. il protocollo non prevede per il comitato il potere di trasmettere decisioni vincolanti. del carattere universale? Ad oggi la Convenzione europea sui diritti dell’uomo. se prendiamo ad esempio un paese povero di risorse economiche le quali non permetto la sopravvivenza degli individui. culturale. Dunque gli Stati prometteranno di atteggiarsi in modo da osservare questi pareri. trasmette le proprie considerazioni allo Stato parte interessato ed all’individuo. Un elemento importante è che all’epoca della sua redazione le NU erano composte solo da 56 Stati membri. ma anche nella differente possibilità di imporre il rispetto da parte degli Stati sottoponendoli ad un efficace meccanismo di controllo. Malgrado le diverse ideologie e tutti gli Stati ribadiscono l’importanza del rispetto dei diritti dell’uomo. condizione sociale. economica. Questa differenza non risiede solamente nella diversa natura dei diritti. ad esempio: l’obbligo di rilascio della vittima. linguistica e religiosa. si da maggiore rilievo ai diritti civili e politici. UNIVERSALISMO E SPECIFICITA’ CULTURALI.Il comitato. e dunque il dubbio è proprio quello: riflette o no tale documento. lo strumento più efficace per la protezione dei diritti dell’uomo. commutare la sentenza di morte. Per quanto concerne la categoria di diritti sia nella Dichiarazione universale e negli altri atti successivi adottati sia in America che in Europa. lingue. è connesso all’uomo in quanto tale. cioè senza distinzione di sesso. In questa prospettiva l’essere umano si trova al centro dell’universo. è cioè se questi diritti dell’uomo ricevono un’applicazione universale. malgrado ciò non si possono dimenticare tutte le riserve e dichiarazioni che oggi limitano il carattere universale dei diritti dell’uomo. ecc. possiamo bene affermare che i diritti dell’uomo sono tali in qualunque spazio e tempo. essi sono uguali e godono degli stessi diritti senza alcuna differenza (vedi sopra). ma in casi di rifiuto. Il principio cardine dell’universalismo di questi diritti è proprio l’uguaglianza degli individui. culture o civiltà.

poiché sono diritti primari. il divieto di espulsioni individuali e collettive dal territorio dello Stato di cui si è cittadini e il divieto delle espulsioni collettive degli stranieri. in un determinato momento storico non ha (in ambito dei diritti umani) le stesse aspirazioni e le stesse concezioni degli altri paesi perché questi diritti sono influenzati e contaminati da fenomeni più specifici di carattere storico. cioè quelli definiti imperativi ed inderogabili poiché rappresentano l’essenza della dignità umana. l’Italia ha depositato lo strumento di ratifica nel 1955 a seguito della legge n. il diritto di libera circolazione. nell’intervento o meno dello Stato nelle diverse categorie di diritti. in questo modo. • Protocollo n° 7. 848. entrato in vigore nel 1954 aggiunge alla convenzione il diritto di proprietà. ci si pone il dubbio circa l’universalità dei diritti dell’uomo. i cui diritti sono di immediata applicazione in ogni Stato per i quali si attiva un efficace meccanismo di controllo internazionale. Per la realizzazione dei diritti economici. poiché la loro applicazione è progressiva. dinamiche che mal si conciliano con un efficace controllo internazionale. • Protocollo n° 6. di conseguenza debbono essere ratificati da tutti gli Stati che al momento risultano essere parti contraenti. LA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO Essa è entrata in vigore nel 1953. è in vigore in tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa. il diritto ad un . poiché gli altri sono stati assorbiti dalla Convenzione proprio perché essi sono a carattere modificativo della stessa. • Protocollo n° 4. politica e sociale. Sono stati emanati diversi PROTOCOLLI aggiuntivi. culturali e religiose. e di quelli adottati prima della riforma della Convenzione (1-10) solo quattro sono ancora in vigore. dopo una serie di ratifiche. economico e politico. In sintesi quando si parla di diritti dell’uomo si prende in considerazione il loro carattere universale riferendosi ad essi come ad un insieme di diritti naturali validi per tutti gli esseri umani. Infatti. entrato in vigore nel 1988 aggiunge nuovi diritti alla convenzione come le garanzie giurisdizionali per gli stranieri oggetti di provvedimenti di espulsione. Un’altra profonda differenza la si ritrova. dunque diritti che non prevedono tassativamente alcuna deroga o eccezione. ma si risolse anche un altro annoso problema legato al contrasto tra universalismo e specificità il cui risultato portò a ribadire l’universalità dei diritti dell’uomo salvaguardando le diversità storiche. culturale. economica. Elenco dei Protocollo: • Protocollo n° 1. altri invece hanno natura aggiuntiva ed entrano in vigore con la ratifica di un numero limitato di Stati (attualmente il numero è di 10 Stati). le culture che sono il fondamento delle stesse. infatti per i diritti civili e politici l’intervento dello Stato si può definire di astensione dello stesso delineando. entrato in vigore nel 1985 abolisce la pena di morte stabilendone la legittima previsione normativa solo in caso di guerra o di pericolo imminente di guerra. La conferenza di Vienna del 1993 sui diritti dell’uomo ha risolto il problema della gerarchia delle categorie di diritti stabilendo in modo decisivo la loro indivisibilità ed interdipendenza. sociali e culturali è inevitabile l’intervento dello Stato (intervento che è subordinato alle risorse economiche a disposizione). il diritto all’istruzione. entrato in vigore nel 1968 riconosce ulteriori diritti come ad esempio il principio che nessuno può essere privato della libertà perché inadempiente ad un’obbligazione contrattuale. Da non dimenticare che tutto sommato esiste un nucleo comune di questi diritti.progressivo sviluppo sono di gran lunga prioritarie rispetto all’affermazione dei diritti civili e politici. alcuni di questi protocolli hanno carattere modificativo di norma della convenzione. e non necessariamente si prende in esame i problemi legati alla loro applicazione nelle varie società diverse per tipicità culturale. La realtà delle cose ci porta a dover riconoscere le relatività dei diritti dell’uomo e considerare che ciascun popolo. la libertà dell’uomo che è lo stato di natura. NB. Oggi la convenzione. l’obbligo per le parti contraenti di organizzare elezioni libere a scrutinio segreto. Se andiamo a considerare le diverse società esistenti. altresì.

Essa però si estende. circa la sua applicazione. ma altresì in quei territori di cui si assicurano le relazioni internazionali. • Protocollo n° 14. APPLICAZIONE TERRITORIALE DELLA CONVENZIONE. Come deducibile tale facoltà concessa agli Stati potrebbe limitare l’efficacia della convenzione poiché potrebbe essere utilizzata indiscriminatamente dagli Stati. infatti l’art. controllo che si limiterà a valutare le misure adottate dallo Stato derogante. anche nei confronti di attività poste in essere dagli organi ed agenti dello Stato (quindi prescindendo dal territorio sul quale le attività stesse si concretizzano). il quale ha lo scopo di predisporre un insieme di norme per assicurare l’applicazione del principio di non discriminazione. altre modifiche a riguardo dei ricorsi introducendo un nuovo criterio di ricevibilità dei ricorsi individuali (ad oggi devono ancora ratificarlo Polonia. contiene una significativa modifica al meccanismo di controllo. entrato in vigore nel 2005. senza limiti di tempo. ONG e gruppi di privati. il diritto ad un giusto indennizzo per le persone condannate a seguito di un errore giudiziario. adottato nel 2002 ma non ancora entrato in vigore. Lo Stato derogante sarà chiamato a comunicare alla Commissione i motivi di deroga. come da art. rappresenta la prima significativa modifica dell’originale meccanismo di controllo (in passato la presenza di una commissione e una corte) prevedendo una Corte Unica. della procedura dinanzi la Corte Unica. In primis abbiamo visto che la deroga agli obblighi convenzionali si limita ai soli casi “di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita dell’intera nazione”. L’art. i motivi e l’oggetto. 4 sul divieto di schiavitù sono tassativamente inderogabili sempre. L’art. Naturalmente non tutte le disposizioni della convenzione sono derogabili. • Protocollo n° 12. 6 abolendo la pena di morte in ogni circostanza. infine deve avere carattere eccezionale nel senso che le misure e le restrizioni già consentite dalla convenzione per garantire la sicurezza. in qualsiasi situazione.secondo grado di giudizio per ogni procedimento penale. il quale per essere definito tale deve risultare attuale o imminente. L’applicazione territoriale della convenzione può essere temporaneamente sospesa nei confronti di tutto o parte del territorio in base a quanto stabilito dall’art. ecc. non si limita a individuare una facoltà di deroga. Gli organi di Strasburgo hanno affermato la loro competenza a sindacare lo scopo. firmato nel 1994 è entrato in vigore nel 1998. la salute e l’ordine pubblico devono risultare chiaramente insufficienti. sia l’accettazione dei ricorsi individuali sia la giurisprudenza della Corte. notificherà al Segretario Generale del Consiglio d’Europa quelli che sono i territorio di cui si assicurano le relazioni internazionali ai quali si estende l’applicazione della convenzione. le relative competenze. ratificata la convenzione. Queste modifiche concernono la composizione della corte e la sua articolazione interna. 2 sul diritto alla vita. 56 della Convenzione stabilisce che essa trovi applicazione non solo sul territorio degli Stati membri. integra e modifica l’art. • Protocollo n° 11. • Protocollo n° 13. Importane da delineare è la definizione di “pericolo pubblico”. ma ne disciplina le condizioni e le modalità. Gli obbiettivi di questo protocollo sono stati quelli di abolire le clausole facoltative rendendo obbligatoria. deve avere risonanza su tutto lo Stato (dunque deve rappresentare una minaccia per la vita organizzata dell’intera comunità). Questo protocollo modifica la Convenzione richiedendo la ratifica di tutti gli Stati membri per la sua entrata in vigore. concluso a Strasburgo nel 2004. Russia e Turchia). 15 che prevede tale sospensione in “caso di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione”. Naturalmente lo Stato. . 3 sul divieto di tortura. l’art. 34. in queste circostanze la facoltà può essere esperita “nella stretta misura in cui la situazione lo esigua ed a condizione che tali misure non siano in contrasto con gli obblighi derivanti dal diritto internazionale”. SOSPENSIONE DELLA APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE. l’art. A questo punto ogni Stato deve dichiarare l’accettazione della competenza della Corte a conoscere i ricorsi di persone fisiche. senza alcun limite. dunque la legittimità delle misure adottate dallo Stato in applicazione dell’art 15.

Questa facoltà è possibile. Da sottolineare che questa denuncia non può avere l’effetto di svincolare l’alta parte contraente dagli obblighi convenzionali soprattutto per quei fatti che potendo costituire violazione di questi obblighi. La corte può comprendere più di un cittadino di uno stesso Stato. non vi è nessuna differenza tra Stati membri del Consiglio d’Europa ed alte parti contraenti della convenzione visto che si è implicitamente stabilito che per essere membri del Consiglio è necessario ratificare in tempi brevi la convenzione. Questi giudici debbono godere di una alta considerazione orale e possedere i requisiti richiesti per l’esercizio delle più alte funzioni giudiziarie. al momento della ratifica della presente convenzione o del deposito del suo strumento di ratifica. infatti l’art 58 della convenzione stabilisce che un’Alta Parte contraente possa denunciare la convenzione dopo un periodo di tempo di 5 anni dalla data di entrata in vigore della convenzione stessa all’interno del suo territorio. Il secondo paragrafo dell’art 58 stabilisce che “cessa di essere parte della presente convenzione ogni parte contraente che cessi di essere membro del Consiglio d’Europa”. La struttura della Corte è così suddivisa: • Assemblea plenaria della Corte (ha competenza di tipo organizzativo: esempio elegge il presidente della Corte. LA DENUNCIA DELLA CONVENZIONE. Con questo secondo limite si è voluto evitare che uno Stato possa apporre delle riserve in contrasto con norme posteriori all’entrata in vigore del della convenzione. a maggioranza di 2\3. ecc). . elegge il Cancelliere. innanzitutto la riserva deve avere ad oggetto una disposizione particolare della convenzione e tale riserva deve essere formulata “nella misura in cui una legge vigente sul territorio dello Stato riservante non sia conforme a tale disposizione”. Una volta eletti non potranno svolgere alcuna attività che sia incompatibile con le esigenze di indipendenza. ad esempio. notificarlo al Segretario generale del Consiglio d’Europa che avrà il compito di informare le altre Alte Parti contraenti. nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non sia conforme a tale disposizione. fossero stati compiuti da essa anteriormente alla data in cui la denunzia produce i suoi effetti. per evitare che possa nominarne uno appartenente ad uno Stato che non appartiene ai paesi europei (come in passato accadde che indicò un giudice canadese) potrà candidare un giudice di un paese europeo. che un piccolo Stato come quello del Liechtenstein non abbia un candidato e. LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELLUOMO: Composizione. 57 della convenzione prevede che ogni Stato. Secondo il nuovo protocollo n° 14 è prevista la revoca dei giudici. Essa è composta da un numero di giudici pari al numero delle Alte Parti Contraenti. Struttura e Funzioni. ammesse riserve di carattere generale. o essere dei giureconsulti di riconosciuta competenza. L’art. imparzialità e disponibilità della stessa funzione. però. sei mesi prima di denunciare la convenzione. Naturalmente l’apposizione di una riserva comporta un breve esposto della legge in questione. Come si evince l’art 57 pone due limite all’esercizio di questa facoltà. Gli effetti della denuncia si manifestano solo dopo lo scadere del periodo prescritto. la Convenzione prevede un controllo diretto sulle questioni interne della Parte contraente che intende avvalersi della disposizione convenzionale. può formulare una riserva riguardo ad una particolare disposizione della convenzione. I giudici della corte sono eletti dall’assemblea parlamentare a titolo di ciascuna alta parte contraente a maggioranza dei voti espressi su una lista di tre candidati presentati dall’alta parte contraente stessa.Mentre lo Statuto ONU prevede il principio di domistic jurisdiction con il quale si esclude qualsiasi competenza dell’Organizzazione su questioni interne allo Stato. perché reputato non più idoneo a rispondere ai requisiti richiesti. Può capitare. Non sono. comunque non potranno svolgere la loro funzione oltre i 70 anni. la procedura prevede che può essere revocato un giudice solo se gli atri giudici decidono. L’Alta Parte dovrà. Il mandato dura 9 anni e non sono rieleggibili. adotta il regolamento della Corte. LE RISERVE DELLA CONVENZIONE.

• Preparare un rapporto per la corte sull’ammissibilità del ricorso e proporre una possibile procedura per trattare il caso. 33 stabilisce che ogni alta parte contraente può adire alla corte un ricorso che ha ad oggetto una violazione delle disposizioni convenzionali. Per quanto concerne la funzione consultiva. al Comitato. cambia in buona sostanza il quorum necessario all’interno del Comitato dei Ministri per pronunciarsi sulla richiesta di un parere alla Corte. In questa lettera quindi si preciseranno i diritti che si ritiene siano stati violati. all’art. I RICORSI INTERSTATALI. ed indicare per ognuna di queste decisioni indicare la data e nello specifico le autorità che le ha emesse. Dopo essere stato presentato in cancelleria della corte. funzione che quindi non è indicata dall’articolo ma dalla convenzione nasce il diritto-obbligo dello Stato a fornire le informazioni circa l’applicazione delle disposizioni convenzionali all’interno del proprio ordinamento. 49 prevede la motivazione dei pareri. indicare le decisioni prese nei confronti del ricorrente da una qualsiasi autorità. La decisione del Giudice è definitiva (questo naturalmente è stato introdotto per snellire la procedura). Il Giudice Relatore. I RICORSI INDIVIDUALI. Diversamente il Giudice trasmetterà il ricorso. e tutti i Presidenti delle Camere). LE FUNZIONI DEL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO D’EUROPA. i due Vice presidenti. Il Giudice Unico può dichiarare irricevibile e cancellare dal ruolo un ricorso individuale. L’inizio della procedura inizia con la presentazione del ricorso dinanzi la Corte europea. o dei protocolli. 47 i termini per la richiesta dei pareri. Diciamo che la procedura per la richiesta dei pareri alla Corte sia pressoché uguale. LA PRESENTAZIONE DEI RICORSI. esso viene assegnato ad una della camere. ed all’art. • I Comitati composti da 3 giudici. L’art 52 della convenzione il segretario generale riceve le informazioni degli Stati parte della convenzione circa il modo in cui il proprio diritto interno assicura l’applicazione di tutte le disposizioni della Convenzione stessa. 48 si stabilisce la competenza della Corte a giudicare la legittimità degli stessi. 34 stabilisce che la corte può essere adita a ricevere i ricorsi di ogni persona fisica. indicare i ricorsi esperiti a livello nazionale. LA PROCEDURA DI CONTROLLO.Una Grande Camera composta da 17 giudici della Corte (tra i 17 giudici troviamo il Presidente della Corte. • Più Camere composte ciascuna da 7 giudici. il nuovo protocollo n° 14 prevede all’art. Anche il Comitato potrà definire irricevibile un ricorso individuale ma dovrà farlo unanimemente tra i tre giudici e senza che questa decisione possa essere adottata senza un esame complementare. da parte di un'altra alta parte contraente. 27 del protocollo n° 14 prevede la figura del Giudice Unico che si aggiunge a quelli previsti per i Comitati e le Camere. Da ricordare è che nella procedura non è espressamente prevista la funzione di controllo del segretario generale. quando la decisione può essere adottata senza ulteriore esame. Il regolamento della corte prevede che l’incaricato ad esaminare il fascicolo sia il giudice relatore. cioè l’indicazione delle violazioni per le quali si fa ricorso. Il comitato è chiamato a pronunciarsi su questioni di semplice portata ed in base al nuovo protocollo n° 14 vengono conferiti a questa più poteri decisionali. Circa le competenze della Camera l’art. Sarà dichiarata vittima chi è colpito direttamente dalla violazione dei diritti garantiti dalla convenzione o dai suoi protocolli. ONG e gruppo di individui che pretenda di essere vittima di una violazione da parte di una delle alte parti contraenti dei diritti riconosciuti dalla convenzione o dai suoi protocolli. • . L’art. I compiti di quest’ultimo sono: • Studiare il caso. reputato ricevibile. Dietro questi ricorsi spesso uno Stato utilizza questa procedura allorquando sussiste nei confronti di quello Stato una situazione di tensione preesistente ovvero un interesse politico. L’art. tale quorum è uguale alla maggioranza assoluta. il ricorso interstatale e quello individuale. Si invierà al cancelliere della corte una lettera nella quale si espongono i punti che formano l’oggetto del ricorso. Le alte parti contraenti si impegnano a non impedire in nessun modo l’esercizio di questo diritto.

quindi interverrà solo laddove gli Stati non garantiranno la rimozione della violazione ed un’adeguata riparazione. asilo o estradizione.camera . deve prendere in considerazione tutta la fase preparatoria svolta dal giudice relatore e valutarne anche la documentazione raccolta. Il termine di sei mesi. Questo regolamento le disciplina stabilendo lacuna camera o il suo presidente (qualora fosse impossibilitata la camera) deve indicare alle parti e anche agli Stati. • Creare un possibile accordo amichevole dopo che il ricorso sia stato dichiarato ammissibile. LE CONDIZIONI DI RICEVIBILITA’. caso permettendo. Questo significa che una volta emessa la decisione interna definitiva. Esso è un principio generale del diritto internazionale. sostituzioni che avverrà soprattutto nella manifestazione del potere che il giudice unico avrà di dichiarare l’irricevibilità o la cancellazione dal ruolo del ricorso. I Comitati ed il Giudice Unico. abuso del diritto. Per i ricorsi interstatali le condizioni che si prendono in considerazione sono: l’esaurimento delle vie di ricorso interno e i termini di sei mesi. 39 il quale prevede. Tale principio permette agli Stati di riparare alla violazione eventualmente compiute attraverso i mezzi e gli organi nel proprio ordinamento interno. Nei ricorsi interstatali possono essere anche più di uno. incompatibilità. dovrà attendere che gli organi nazionali aditi emettano una decisione. I comitati sono istituiti all’interno delle camere. infatti la competenza della corte ha meramente carattere sussidiario. le misure provvisorie che si ritiene necessario si debbano adottare. La decorrenza di questo termine non potrà iniziare se non dal momento in cui il ricorrente ha avuto la facoltà di proporre ricorso. le sue raccomandazioni allo Stato interessato.• Tenere i contatti fra le parti in causa.Giudice unico (il quale rappresenterà la prima tappa per i ricorsi individuali). Quando si parla di ricorsi interni si prendono in considerazione sia quelli giurisprudenziali che quelli amministrativi. Il giudice unico analizzerà un ricorso in prima analisi dichiarandolo irrivecibile o lo cancellerà dal ruolo. che il giudice unico sostituirà di fatto il giudice relatore. Naturalmente questo presupposto non si applica a quei . Circa le misure provvisorie possiamo dire che esse sono tutte quelle misure che si adottano per cautelare l’interesse del ricorrente o il buon svolgimento dei della procedura. Sarà dichiarato irrivecibile il ricorso dove manca l’indicazione dell’autore del ricorso stesso. In ultima analisi la corte valuta la richiesta e farà. appunto. Quando entrerà in vigore il protocollo n° 14 il passaggio avverrà in questo modo: Giudice relatore . manifesta infondatezza. si potrà fare ricorso. mentre oggi il giudice relatore non lo può fare. mentre per i ricorsi individuali le condizioni sono più numerose: a parte quelle due previste per l’altro ricorso sono previste: l’anonimato. Verranno dichiarati irricevibili tutti quei ricorsi già esaminati dalla stessa corte o sottoposti ad un’altra istanza internazionale. LE MISURE PROVVISORIE. Il giudice relatore è nominato dalla corte fra la rosa di nomi di tutti i giudici. qualora si avesse necessità di un controllo più approfondito tale ricorso si invierà al comitato o alla camera. Ne bis in idem. Possiamo dire. Questa lacuna è stata colmata dal regolamento della corte all’art. Quando il giudice relatore dichiara che le motivazioni del ricorso sono valide presenta tale ricorso direttamente alla Camera. queste misure provvisorie.comitato . quindi. Infatti la tutela dei diritti dell’uomo deve essere assicurata dapprima dagli stessi Stati contraenti. L’istituzione del giudice relatore è previsto sia per i ricorsi individuali che per quelli interstatali e a tutti i livelli (cioè camera e grande camera). Il giudice relatore può essere inviato dalle camere per assistere il comitato stesso nelle sue deliberazioni. Esempi di misure provvisorie sono legate e ricorsi in cause di: espulsione. ne bis in idem. ed la nuova condizione apportata del protocollo n° 14 è “l’importanza del pregiudizio”. Una volta che la corte possiede il ricorso ciò che in primis deve fare e valutare la condizione di ricevibilità. essi possono dichiarare inammissibile un ricorso (la delibera deve essere unanime). Anonimato. Il richiedente prima di fare richiesta alla corte europea . Esaurimento delle vie di ricorso interne.

Incompatibilità. composizione amichevole fra le parti. che per ogni altro motivo di cui la corte accerta l’esistenza e la prosecuzione del dell’esame del ricorso non si giustifica più. 2. La decisione del ricorrente non coinvolge automaticamente la corte visto che sarà quest’ultima a dover verificare che non vi siano esigenze di ordine generale che si oppongano alla cancellazione del ruolo. repliche e contromisure. Sarà dichiarato irricevibile il cui richiedente non abbia subito un pregiudizio importante. • La corte non può invocare questa condizione per respingere un ricorso che non sia stato adeguatamente esaminato da un tribunale nazionale. La corte dichiara irricevibile un ricorso qualora questo sia incompatibile (quindi non conforme) con le disposizioni della convenzione. attraverso il quale. dopo aver proposto il ricorso e dopo essere stato più volte invitato a fornire elementi indispensabili per la valutazione del caso. alla rinuncia delle rispettive pretese. L’ESAME DEL MERITO. IL RINVIO DI COMPETENZA DALLA CAMERA ALLA GRANDE CAMERA. Se la questione oggetto del ricorso all’esame di una camera solleva gravi problemi circa l’interpretazione della convenzione o dei sui protocolli o se una sua soluzione rischia di essere in contrasto con una sentenza pronunciata anteriormente dalla corte. Manifesta infondatezza. dunque risulterà che “ha commesso un abuso manifesto del suo diritto di ricorso”. dunque elementi che possano rimettere in discussione la decisione pronunciata nel precedente ricorso. ma deve constatare se dal suo esame si possono escludere ogni possibilità di violazione. Abuso del diritto. questo elemento è subordinato a due elementi: • Il ricorso non può essere respinto. omette di farlo senza una sufficiente motivazione. soprattutto quando ciò non risulta manifestatamene. e si concluderà con reciproche concessioni che concerneranno. La corte continuerà con l’esame del ricorso qualora il rispetto dei diritti dell’uomo della convenzione e dei protocolli lo imponga. Naturalmente in questo rapporto le parti dichiareranno di aver raggiunto tale risultato ispirato al rispetto dei diritti dell’uomo. e fino a quando la camera non pronuncia una sua sentenza. In questa circostanza la corte dovrà esaminare non la violazione di un diritto o di libertà garantiti dalla convenzione. dunque la corte redigerà un rapporto nel quale si indica tale risultato. cioè attraverso il raggiungimento dell’intesa fra le parti. la corte cancellerà un ricorso dal ruolo quando le circostanza permettono di concludere che il ricorrente non intende più mantenerlo. può rimettere il caso alla Grande Camera (a meno che una delle parti non si opponga). ed una fase orale in contraddittorio delle parti. La remissione del caso avviene solo in favore della grande camera. visto che l’assemblea plenaria della corte non ha alcuna funzione giurisdizionale. fondamentalmente. In sintesi se la camera che per prima esamina il ricorso e la stessa dichiara la sua incompetenza tanto da rimettere il ricorso direttamente alla grande camera.ricorsi che contengano “fatti nuovi” (fatti sopravvenuti o ignorati in precedenza). appunto si oppone alla decisione della camera. questioni pratiche. tale decisione è possibile solo se una della parti in causa non esprime il suo veto. . Dunque sarà dichiarato irricevibile quel ricorso dal cui esame non risulta alcuna violazione. Si ha la possibilità per uno Stato di ottenere la sentenza della camera e richiedere successivamente il riesame del caso da parte della grande camera in base a quanto stabilisce l’art 43. INTERVENTO IN CAUSA. cancellazione del ruolo. La procedura dinanzi la Corte può concludersi mediante: 1. Sarà dichiarato irricevibile quando il ricorrente. che la controversia sia stata risolta. la Corte procede all’esame del merito sia attraverso una procedura scritta caratterizzata da osservazioni. Una volta dichiarato ricevibile un ricorso. Il protocollo n° 14 ha introdotto un nuovo motivo di ricevibilità. qualora sotto il profilo della tutela dei diritti umani non meriti in ogni caso un esame approfondito.

se il collegio della grande camera respinge una richiesta di rinvio formulata in base a quanto stabilisce l’art 43. all’unanimità. la quale consente all’individuo di ottenere il risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali a causa dei processi giudiziari troppo lunghi. nel momento in cui viene pronunciata. La sentenza della grande camere è definitiva mentre quella della camera lo è allorquando le parti abbiano dichiarato che non utilizzeranno il rinvio alla grande camera. Per quanto concerne l’esecuzione della sentenza. Divenuta definitiva. o una grave questione di carattere generale. Il presidente della corte può invitare ogni alta parte contraente che non è parte in causa o ogni persona diversa dal ricorrente cittadino. La sentenza della camera. può chiedere il riesame della grande camera. La richiesta di riesame deve passare al vaglio di un collegio di 5 giudici della grande camera. Il giudice italiano accerterà il danno seguendo i criteri previsti dalla convenzione e riprodotti nella legge italiana. Fintantoché lo Stato non adotta le misure soddisfacenti. Questo collegio opera sia per i ricorsi individuali che interstatali. altresì. Qualora una parte non si ritenga soddisfatta. trascorsi tre mesi dal deposito della sentenza della camera. Le sentenze della corte sono sentenze di “accertamento” proprio perché tendono ad accertare il diritto e quindi verificare se i fatti oggetto del ricorso siano o no riconducibili ad una violazione dei diritti previsti e garantiti dalla convenzione o dei suoi protocolli. LA CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA. oppure allorquando il collegio della grande camera ha respinto la richiesta di rinvio in applicazione dell’art 43. Tendenzialmente il quorum per emettere la sentenza è pari alla maggioranza ma può essere adottata. LA SENTENZA DELLA CORTE. In attesa che lo Stato adempi. Ad esempio nell’ordinamento italiano è stata introdotta una legge la cd legge Pinto. che accogli la domanda allorquando la questione oggetto del ricorso solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione della convenzione o dei suoi protocolli. IL RIESAME DELLA GRANDE CAMERA. La sentenza deve prevedere un’equa soddisfazione da riconoscere al ricorrente che ha subito la violazione accertata dei diritti. in base a quanto stabilito dalla convenzione all’art 43 stabilendo che tale ricorso è ammesso entro tre mesi a decorrere dalla sentenza di una camera. Una volta dichiarato il ricorso ricevibile ed esclusa ogni possibilità di composizione amichevole la camera è chiamata a pronunciarsi sul merito sia dei ricorsi individuali che interstatali. il comitato può adottare una risoluzione per far pressione sullo Stato inadempiente. dopo tre mesi la data della sentenza (se non è stato richiesto il rinvio dinanzi alla grande camera). la sentenza rimane all’ordine del giorno del comitato dei ministri. possiamo sottolineare il ruolo di rimordine che riveste il Comitato dei ministri. non è definitiva. La procedura dinanzi alla corte europea dei diritti dell’uomo si conclude con l’emanazione di una sentenza adottata a maggioranza e delineando una giusta motivazione.Durante l’esame della ricorso (da parte di una camera o grande camera) un’alta parte contraente o un individuo cittadino contraente può presentare osservazioni per iscritto e partecipare alle udienze. ma lo diventa: quando le parti dichiarino che non richiederanno il rinvio alla grande camera. La sentenza definitiva viene pubblicata ed assume carattere obbligatorio e vincolante per le parti in causa. Una volta che il collegio di 5 giudici accerta che esistono i presupposti perché una domanda di riesame venga accolta. ovvero non è stato proposto il riesame. Innanzitutto le alte parti contraenti parti della controversia dovranno conformarsi a quanto stabilito nella sentenza definitiva della corte. la grande camera si pronuncerà sul caso emettendo una sentenza. Il risarcimento prevede un’equa soddisfazione che assume carattere di risarcimento pecuniario e comprende i danni materiali ma anche i danni morali. In sintesi il suo accertamento il limita a ciò che è denunciato nel ricorso. a presentare osservazioni per iscritto o a partecipare alle udienze. la sentenza viene trasmessa al comitato dei ministri che ha il compito di invitare lo Stato a dare comunicazione delle misure adottate ed il pagamento dell’eventuale risarcimento accordato e le eventuali misure generali o individuali prese per conformarsi alla sentenza. .

a titolo di osservatori.d. di ciò deve informare il Segretario generale del Consiglio d’Europa. Con questa revisione si è apportata una nuova procedura quella dei c. Alla fine dei lavori. Il sistema di controllo si sviluppa in due procedure basate sulla presentazione di rapporti e da un sistema di reclami collettivi introdotto dal protocollo del 1995. i redattori della Carta Sociale hanno preferito adottare una soluzione flessibile (cd menu a la carte) inserendo nel testo 31 diritti ma permettendo agli Stati di indicare fra quali diritti enunciati volessero vincolarsi. può chiedere informazioni complementari alla parte contraente e. • Il diritto alla protezione della salute. diritto dei lavoratori migranti e delle loro famiglie. ognuno dei quali ha un mandato di 7 anni rinnovabili una sola volta. tutela della lavoratrice madre. il comitato redige le proprie conclusioni sul rapporto . a regolare. Importante da ricordare che anche la Carta Sociale prevede deroghe in caso di guerra o di pericolo pubblico. può essere in un secondo momento modificato attraverso l’accettazione progressiva di ulteriori articoli o paragrafi numerati. Le parti contraenti presentano. composto da un rappresentante per ogni alta parte contraente. diritto ad un’equa retribuzione. È entrata in vigore nel 1965 e revisionata. L’impegno minimo che gli Stati debbono sottoscrivere al momento della ratifica. La Carta Sociale non vieta la possibilità di apporre riserve e dichiarazioni interpretative. Questo perché si prende in considerazione la natura di questi diritti sociali connessi alla situazione della società dello Stato nel quale operano. due organinmi internazionali di “datori di lavoro” e di “lavoratori” a titolo consultivo. Un comitato governativo.LA CARTA SOCIALE EUROPEA Essa è un documento che concerne la protezione dei diritti diversi da quelli politici e civili. Il sistema di controllo previsto dalla Carta sociale si avvale di due organi ad hoc: il comitato dei ministri composto da 15 membri. un rapporto biennale sull’applicazione delle disposizioni della parte II della Carta sociale. • Il diritto all’abitazione. 2. accettate da ciascuna di esse. stabilendo però un impegno minimo. LE PROCEDURE DI CONTROLLO. garanzie di eque condizioni. dunque dinanzi a una serie di differenti situazioni esistenti tra gli Stati membri. ma prevedere. nel caso. soprattutto. • Il diritto dei bambini e degli adolescenti. la seconda parte contiene l’elencazione dei diritti: • il diritto al lavoro. infatti elenca gli obbiettivi di una politica sociale e la progressiva realizzazione e di diritti e dei principi in essa enunciati. Un rappresentante dell’OIL partecipa a titolo consultivo ai lavori del comitato. Essa è suddivisa in due parti: 1. diritto all’esercizio dei diritti sindacali. nei suoi contenuti ed adottata nella nuova versione come carta sociale revisionata. successivamente. RECLAMI COLLETTIVI (meccanismo alternativo a quello dei rapporti degli Stati. eventuali riserve e dichiarazioni interpretative interviene la convenzione di Vienna sul diritto dei trattati. ma non ne disciplina il meccanismo e non indica alcuna condizione. come vincolanti. quindi. Tali impegni hanno carattere programmatico e ogni parte contraente deve indicare. La Carta sociale contiene un ALLEGATO che tende a chiarire ulteriormente il significato e la portata degli obblighi assunti dagli Stati. la prima parte ha carattere dichiarativo e programmatico. Il comitato di esperti indipendenti esamina i rapporti e nello svolgere questa funzione. sicurezza ed igiene del posto di lavoro. convocare i rappresentanti di questa parte contraente. Una caratteristica importante di questo documento è quella di costituire un unico documento di riferimento. almeno 6 articoli. obblighi differenti da uno Stato all’altro. • Il diritto alla non discriminazione. I DIRITTI ENUNCIATI. procedura necessaria per la verifica di un reale rispetto dei contenuti della Carta Sociale da parte degli Stati contraenti. al segretario generale del consiglio d’Europa.

così da invitarlo ad adottare le misure necessarie suggerite. di sottoporre. e dello Stato di diritto. in vista di eventuali pareri. Egli può effettuare anche visite ufficiali allo scopo di verificare l’attendibilità delle informazioni ricevute. Il commissario raccoglie le informazioni utili che gli provengono dalle autorità di governo. • Fornisce assistenza e diffonde informazioni sulla protezione dei diritti umani evitando. dei diritti dell’uomo.esaminato. Il meccanismo di controllo prevede anche la presentazione di RECLAMI COLLETTIVI da organizzazioni internazionali di datori di lavoro e di lavoratori. Questi reclami devono essere presentati per iscritto e devono indicare la mancata o l’insufficiente applicazione di una delle disposizioni della carta sociale accettata dalla parte contraente nei cui confronti il reclamo è rivolto. Il commissario è nominato dall’assemblea parlamentare su una lista stilata dal comitato dei ministri. prima di dichiarare la ricevibilità. La conclusione della procedura avviene attraverso un rapporto del comitato degli esperti indipendenti nel quale il comitato stesso inserisce le sue conclusioni che sottolineano l’insufficiente o la mancata applicazione delle disposizioni della carta sociale. Il comitato di esperti. Esso è un organo monocratico istituito nel 1997. dai difensori civici nazionali o da organismi simili. sia all’assemblea parlamentare. • Contribuisce a promuovere il rispetto ed il pieno godimento dei diritti umani. in seduta plenaria. le osservazioni e le informazioni concernenti l’oggetto del reclamo. Il comitato si limita a trasmettere alle parti contraenti interessate i rapporti dei due comitati (di esperti e governativo) ed il parere dell’assemblea. così. possibili violazioni degli stessi. Esso non ha alcuna funzione di controllo verso gli Stati e né può agire su ricorso di individui ed ONG. • Coopera con altre istituzioni internazionali che operano per la promozione e la protezione dei diritti umani. NB questo rapporto non è ancora pubblico. Accertate le violazioni. un Relatore (decide in merito alla ricevibilità). all’Assemblea parlamentare ed alle organizzazioni internazionali che partecipano al comitato. Il rapporto è trasmesso al comitato dei ministri e d all’assemblea parlamentare. ha la facoltà di informare la parte contraente e richiedere a questa ed all’autore del reclamo. da singoli individui o da organizzazioni. con maggioranza qualificata. i rapporti dei due comitati e le risoluzioni del comitato dei ministri. • Agevola l’attività dei difensori civici nazionali. rivolge alla parte contraente una specifica raccomandazione e pubblica il rapporto. con l’obbiettivo di favorire la promozione ed il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. Nel suo rapporto sono contenute tutte le raccomandazioni che il commissario ritiene utili indicare allo Stato visitato. Egli opera in piena imparzialità ed indipendenza. per ogni reclamo. La seconda procedura è rappresentata rapporti che concernono quelle disposizioni della carta sociale che non sono state accettate dalla parti contraenti. Il commissario presenta annualmente il rapporto che ha ad oggetto i risultati della propria attività sia al comitato dei ministri. Quindi possiamo dire che svolge un ruolo di promozione e sviluppo ponendosi in continuo dialogo con gli Stati membri. rafforzamento della democrazia. I suoi compiti fondamentali sono: • Promuovere l’educazione e la sensibilizzazione dei diritti umani. il comitato dei ministri. Come nelle altre procedure i reclami sono trasmessi al segretario generale del consiglio d’Europa che li trasmette al comitato di esperti indipendenti che nomina. Queste ultime sono chiamate a presentare dei rapporti nei quali si inseriscono tutti quei motivi che impediscono l’accettazione di queste disposizioni. nomi che vengono indicati in base all’alto profilo morale e riconosciuta competenza nel campo dei diritti umani. IL COMMISSARIO PER I DIRITTI UMANI DEL CONSIGLIO D’EUROPA. . Queste conclusioni sono pubbliche e vengono trasmesse al comitato governativo. entro i termini stabiliti. Dunque il comitato adotta le sue decisioni ritenute appropriate e l’assemblea parlamentare discute.

IL RAPPRESENTANTE OSCE PER LA LIBERTA’ DEI MEZZI DI INFORMAZIONE. Nominato dal comitato dei ministri su raccomandazione del presidente. questo si concretizza mediante la raccolta di informazioni provenienti da diverse fonti o da visite in loco. La sua primaria funzione è quella di agire preventivamente mediante una rapida risposta a situazioni di preallarme caratterizzate da diverse inosservanze degli obblighi e principi adottati dall’OSCE. e pluralisti. con le NU e altre agenzie specializzate ed il Consiglio d’Europa. . I suoi interventi si basano sulla raccolta di fatti. Il rappresentante verifica di continuo lo stato dei mezzi di informazione a i relativi sviluppi di questo campo in tutti i paesi OSCE. indipendenti. condizioni essenziali per lo sviluppo di una società aperta e di sistemi di governo responsabili. sul dialogo con le parti coinvolte e sulla formulazione di raccomandazioni mirate a risolvere il problema o a migliorare la situazione ad esso relativa. Il rappresentante agisce in stretta cooperazione con gli Stati partecipanti e con tutti gli organi OSCE. viene istituito per effettuare un controllo affinché in ogni Stato OSCE siano presenti: mezzi di informazione liberi.