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COMUNICATO RLS Telecom

Emilia Romagna, Marche, Umbria, Veneto, Trentino Aldo Adige, Friuli Venezia Giulia
I RLS NE si sono riuniti in data 30 maggio 2011, insieme ai membri sindacali dei comitati paritetici territoriali (CPSST) e nazionali (CPSSN), per affrontare in modo particolare il tema dello stress da lavoro correlato nel DVR Telecom aggiornato nel 2011. I rappresentanti hanno ripercorso tutto il processo individuato dallazienda per lapplicazione della normativa italiana (art. 28 comma 1 dlgs. 9 aprile 2008, n. 81) che prevede, tra laltro, il recepimento dellaccordo europeo dell8 ottobre 2004 sullo stress da lavoro. Si ricapitola che lazienda ha operato la valutazione effettuando alcune scelte di tipo metodologico che hanno visto la creazione di 12 gruppi di lavoro su tutto il territorio nazionale, corrispondenti alla suddivisione dellintera popolazione lavorativa in 12 gruppi omogenei. In ogni gruppo di lavoro era presente un RLS scelto possibilmente (ma non sempre) come facente parte del gruppo omogeneo medesimo. Il risultato finale il seguente: 9 gruppi di lavoratori risultano a stress basso, 3 stress medio (tecnici di rete, customer care business, customer care consumer). Per i primi 9 lazienda rieffettuer la valutazione fra 2 anni. Per i secondi 3, la valutazione sar rieffettuata fra 1 anno. Come Rappresentanti dei lavoratori ci sentiamo di non condividere questi risultati e quindi di non sottoscrivere una valutazione del rischio stress da lavoro correlato. Riteniamo che la valutazione sia viziata da evidenti errori di impostazione sia nel metodo che nel merito con cui stata effettuata. Nel dettaglio sottolineiamo una serie di criticit: 1) Premessa ed evidenziata limportanza della conquista sindacale a livello europeo sulla valutazione del benessere complessivo del lavoratore anche su fattori di rischio nuovi come appunto lo stress, quale condizione di disagio, attraverso il quale il lavoratore perde una parte del proprio benessere e non riesce ad esprimere completamente la propria personalit nel luogo di lavoro, tale condizione richiama espressamente la responsabilit sociale dellimpresa e concorre a limitare il processo produttivo in termini strutturali; 2) il percorso metodologico individuato dalla Commissione Consultiva del Ministero del Lavoro (circolare del 18-11-2010), che ha lobbligo di indicare i criteri di applicazione della direttiva europea 2004, viene definito dalla commissione stessa, minimo, nel senso di indicare elementi di principio ai quali attenersi e per i quali il datore di lavoro deve adoperarsi, con una implicita indicazione a consentire di fare meglio e di pi laddove possibile; 3) Telecom ha effettuato un percorso applicativo che appare ai sottoscritti insufficiente e limitato, con interpretazioni tali da portare a serie distorsioni della valutazione finale, che di seguito andiamo in parte ad indicare: a) costruzione unilaterale del questionario/sondaggio senza riferirne e documentarne ai componenti RLS individuati (nonostante loro espressa richiesta) le evidenze scientifiche e metodologiche scelte; b) lacune, errate interpretazioni e incoerenze tra la norma europea, le indicazioni ministeriali e le domande del questionario (esempio: sugli eventi sentinella, manca la parte riguardante il turn-over, fenomeno impressionante in Telecom Italia negli ultimi 10 anni,

c) d) e) f)

oppure sui dati di contesto, per quanto riguarda le interpretazioni degli elementi di carriera o degli obiettivi aziendali che non sono quelli legati alla sicurezza); premesso che la norma indica la possibilit di coinvolgere gruppi di lavoratori in aziende di maggiori dimensioni, il numero e la provenienza dei RLS indicati estremamente limitato rispetto agli organici e strutture organizzative; mancata formazione ai RLS coinvolti, prevista dalle norme e per le quali tale lavoro sarebbe inutilizzabile; elaborazione di un metodo di calcolo binario discutibile (attraverso un punteggio da zero a uno) che mal si addice ad una reale fotografia dellesistente e con note che spesso mettono in luce elementi di contraddizione organizzativi e di valutazione; suddivisione dei lavoratori in gruppi troppo ampi numericamente (migliaia di lavoratori a gruppo) e tuttaltro che omogenei (orari diversi, realt territoriali diverse, ecc).

Inoltre il recente manuale INAIL indica espressamente la possibilit di coinvolgere direttamente i lavoratori, ovvero di aprire alla 2 fase approfondita, in caso di mancato consenso tra le parti. Tutto ci premesso, fa ritenere ai sottoscritti, che vi sia la necessit di utilizzare tale lavoro solo come un tentativo insufficiente per rappresentare la reale condizione di lavoro e dei lavoratori presenti in Telecom Italia. Per questo motivo i sottoscritti richiedono un incontro specifico per affrontare un nuovo percorso condiviso che, da un lato ponga rimedio ad una serie di limiti evidenziati negli strumenti utilizzati e dallaltro apra ad un vero processo vissuto e condiviso tra le lavoratrici ed i lavoratori.

RLS NORD EST