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I

Oggi

VIDEOINTERVISTA

IL COMODINO

LA MEMORIA

tuttoLIBRI
iPad Edition
NUMERO ANNO XXXV SABATO 18 GIUGNO 2011

Andrej Longo: parlo la lingua dei girasoli

Lucrezia Reichlin Con Borges tra Gombrich nei labirinti e la Yourcenar di Dante

Con le recensioni e le classifiche dei bestseller

1770

tuttoLIBRI
Le foto che hanno fatto epoca DallOttocento a oggi
50 immagini che si sono fissate nella nostra memoria, un racconto che ha per temi centrali il corpo e la politica, leros e la guerra
MARCO BELPOLITI

ROMANZI

Il padrone e la vedova
Parise soccombe, Amis si eccita
CAMON - DAMICO P. III - V

MONTAIGNE

E unarte la vita saggia


Il filosofo che insegna la serenit
DCINA LOMBARDI P. VI

Che cos unicona? Una porta aperta tra la terra e il cielo. Cos potevano rispondere gli uomini del mondo classico. Unimmagine del divino che permette la comunicazione tra il mondo degli uomini e quello degli dei. Immagine terrena del Divino. Le icone moderne conservano qualcosa della sfera sacra, ma approfondiscono il valore dimmanenza dellimmagine stessa. Detto altrimenti: divinizzano il mondo umano, lo sacralizzano. Funzionano in una direzione sola, poich laccesso al mondo degli dei appare precluso. Michel Maffesoli in Icone doggi (Sellerio, 2009) scrive che spesso si tratta di vecchi archetipi che diventano stereotipi quotidiani. Smuovono entusiasmi e sviluppano ragioni del cuore che la ragione non intende. Per quanto Roland Barthes avesse tentato nei suoi Miti doggi di fondare una critica del mito stesso, di demitizzarlo, comera accaduto allinizio del Novecento nella

1827
Vista dalla finestra a Le Gras, foto di N. Nipce

1962
Marilyn - lultima seduta, foto di Bert Stern

1914
Giovani contadini foto di August Sander

LETTURE DESTATE

Un album Taschen curato da Koetzle: visioni simbolo che condensano i fatti e le emozioni
teologia di Rudolf Bultman, finiva invece per rivelare la rinnovata presenza del mito sotto forma di oggetti, messaggi, pubblicit e icone visive. Tali sono le immagini del Che, oppure di James Dean, o ancora di Marilyn Monroe, sia quella fotografata poche settimane prima della morte da Bert Stern sia quella ritratta postmortem da Andy Warhol nelle sue serigrafie a colori squillanti. Hans-Michael Koetzler in un interessante volume - 50 icone della fotografia. Le storie degli scatti, in uscita da Taschen (pp. 304, 19,99) - ha cercato di individuare a sua volta le 50 immagini fotografiche che dalle origini di questa tecnica ai nostri giorni costituiscono altrettante icone che si sono infisse nella nostra memoria. Un compito difficile, se non impossibile, dato che le icone non sono le medesime per tutti; vi sono infatti icone tali per i giapponesi ma non per gli americani, per gli italiani e non per i tedeschi. Faccio un esempio. Tra gli scatti indimenticabili Koetzle, autore di pregevoli testi che accompagnano le immagini, pone la fotografia del sequestro di Hanns Martin Schleyer, il presidente della Confindustria tedesca, ucciso dalla Raf nel novembre del 1977, mentre nella nostra memoria ditaliani sono le due polaroid di Aldo Moro sequestrato dalle Br nel 1978. Cos come una delle foto importanti comprese in questa rassegna

1991
Kuwait, nellinferno del petrolio, foto di S. Salgado

Tra scalate e delitti


Libri di montagna e storie in giallo
BOBBIO - SORIA P. VIII-IX

1936
Migrant Mother, foto di Dorothea Lange

1945

2001

Manhattan vista da BrooIl giorno della vittoria a Time Square, foto di A.Eisenstaedt klyn l11/9, foto di T. Hoepker

DIARIO DI LETTURA

Battiston voce dautori


Un attore tra Beckett e Lucentini
GUERRIERI P.XI

Cos uno scatto diventa unicona


lincontro tra Willy Brandt a Breznev a Bonn nel 1973, momento decisivo del rapporto tra Est e Ovest. Si tratta, com ovvio, di una scelta compiuta da un punto di vista preciso, quello del curatore tedesco, e dellimportanza che per lui ha la storia del suo Paese nella visione iconografica del XX secolo. Il libro parte da due immagini decisive per tutti, la Vista dalla finestra a Le Gras, fissata da Nicphore Nipce nel 1827, la prima foto in assoluto, ritrovata da Alison e Helmut Gernsheim solo centotrentotto anni dopo, e Boulevard du Temple di Louis Jacques Mand Daguerre, del 1838, il primo dagherrotipo mai realizzato; tuttavia sarebbe pi giusto leggerlo al contrario, ovvero partendo dalle ultime immagini, poich la nostra idea dicona fotografica a determinare il modo in cui noi guardiamo le foto del passato, e perci a elevarle ad archetipi viventi del nostro stesso immaginario. La foto che chiude il libro uno scatto a suo modo scandaloso: Thomas Hopker, fotografo tedesco, fissa lincendio delle Torri gemelle dalla parte opposta della citt, e in primo piano pone un gruppo di giovani in atteggiamento rilassato sul bordo dellacqua: lapocalisse ridimensionata. Un modo anti-massmediatico e anti-sensazionale di descrivere uno degli avvenimenti decisivi del XXI secolo. Seguono, nello sfoglio a ritroso, le foto del corpo, vero protagonista del XX secolo: Chambre Close di Bettina Reims con un nudo femminile conturbante e insieme manierato; poi la foto di gruppo dei turisti giapponesi al Partenone di Martin Parr (da Small World), perfetto complemento del porno-glamour della Reims; e

TUTTOLIBRI
A cura di: LUCIANO GENTA con BRUNO QUARANTA tuttolibri@lastampa.it www.lastampa.it/tuttolibri/

LA STAMPA

Continua a pag. VI

II

Scrittori italiani
LE ANIME IN CARPIONE DI PAOLO FERRERO

Unosteria in cerca di stella


= Paolo Ferrero, torinese di nascita e astigiano
dadozione, si fatto conoscere e apprezzare con una serie di libri enogastronomici, tra cui La salsa del diavolo, originale rilettura dellopera di Beppe Fenoglio attraverso i cibi presenti nei suoi libri. Anche questo romanzo desordio ruota intorno al mondo della cucina, ma il lettore sia avvertito: siamo pi vicini alle pentole di Anthony Bourdain che a quelle di Benedetta Parodi. Anime in carpione (Mursia, pp. 166, 15), infatti, ripercorre con realismo lavventura di una osteria torinese alla velleitaria conquista dellambita stella Michelin.

Paolo Ferrero

Ferrero, che ha gestito per quasi dieci anni il ristorante di famiglia in un piccolo paese del Monferrato, descrive in modo appassionato quanto graffiante un microcosmo che conosce alla perfezione. La voce narrante - quella del matre di sala, Giacomo - ha sempre una parola grama per chiunque: padroni boriosi, ridicoli critici gastronomici, cuochi bovinamente incistati tra solidi allori e ben lardellati onorari, camerieri corrotti, rappresentanti di vino che metterebbero il gessato anche in spiaggia, clienti che piluccano, civettuoli e superflui e le cui libagioni somigliano allabbeveraggio isterico di un armento sbandato, vegetariani tritamarroni e cos via. A far da contrappunto al cinismo di Giacomo il carattere

impulsivo dello chef, Leo, che prender una sbandata per laiutante Franca, zoccola per vocazione, mettendo a rischio le sorti del locale fino a un amaro quanto indimenticabile cenone di Capodanno. Ferrero va ben oltre limpietoso ritratto della vita di un ristorante, della fauna disperata (e sensuale) che ne anima le cucine e dellepico attaccamento di questa fauna alla propria vita sfasata: con uno stile che sa alternare nella stessa frase la lingua pi sboccata e quella pi raffinata, confeziona piccoli ordigni di perfidia psicologica, ma non dimentica mai che lessere pi commovente e pi sorprendente del creato resta lUomo, quandanche ficchi una fetta di limone in un Barolo dannata. Enrico Remmert

DIALOGHI IN VERSI
MAURIZIO CUCCHI

BRUNO QUARANTA

Il passo lungo della tartaruga


La riscoperta di Cesarano e altri poeti appartati, da rileggere

i sono figure, nella poesia del nostro Novecento, che hanno avuto un'originalit e un valore evidente, ma che purtroppo la cronaca (e spesso anche la critica) tende a dimenticare. E' il caso di Giorgio Cesarano, al quale la rivista Istmi di Eugenio De Signoribus dedica un intero fascicolo intitolato Dissenso e conoscenza. Cesarano, nato nel 1928 e morto suicida nel 1975, stato un poeta (La tartaruga di Jastov, 1966, il postumo Romanzi naturali,'80) di non comune forza innovativa, creatore di veri e propri racconti in versi condotti per strappi e frammenti, e puntati sulla necessit di assorbire, nel tessuto e nel linguaggio, poetico elementi, anche, vistosamente impoetici, o magari pi vicini alla materia di racconti cinematografici. Basti pensare a titoli come Autodromo o Catch e altro o, dal libro postumo, Il sicario, l'entomologo, una sorta di inconsueto giallo in versi. Un poeta sicuramente da rileggere, anche per capire meglio a quali risorse, oltre i territori pi abituali della lirica, possa far ricorso la poesia. E in questo senso il fascicolo di Istmi (che presenta un saggio introduttivo di Giorgio Luzzi e un carteggio con Giovanni Raboni curato da Rodolfo Zucco) utilissimo, grazie alla scelta antologica che comprende. Va poi ricordato che Cesarano fu anche autore di un romanzo, in presa diretta, sulla contestazione del '68 (I giorni del dissenso) e che negli

ultimi anni si era dedicato soprattutto a un ampio lavoro saggistico. Un caso diverso, di autore vivente, ma singolarmente appartato, quello di Anna Cascella Luciani, di cui escono ora Tutte le poesie 1973-2009 (Gaffi p.750, 25) con un saggio introduttivo di Massimo Onofri. Cascella nata a Roma, dove vive, nel '41 e era presente, nell'80, nel primo quaderno della Nuova Poesia di Einaudi. Il suo percorso parte da un forte legame con la tradizione, da una necessit trasparente di comunicazione legata a un costante rapporto di adesione e attrito con il reale. La musicalit del suo procedere predilige l'uso di un verso brevissimo, di tipo primo novecentesco, con esiti ulteriormente efficaci quando si modifica addensandosi e facendosi materico. Un caso ancora diverso quello di Alberto Schieppati, che torna alla poesia. Nato nel '55, aveva partecipato alla fase iniziale della rivista Niebo, diretta da Milo De Angelis. Suoi versi erano anche apparsi a inizio anni 80 in un Almanacco Guanda. Il suo silenzio durava da quasi vent'anni. Ora pubblica Alta risoluzione (Cierre Grafica, p.44, s.i.p.) con introduzione di Giancarlo Pontiggia. Schieppati si lega ai luoghi e ai ricordi, con discrezione e freschezza, con un verso un po' troppo versicolo e con una felice vocazione a una lirica essenziale: E invece, transumanti / verso il centro, abbiamo / cercato l'origine / nel giorno dei giorni / che va spegnendo le luci / per non disturbare altre albe. dialoghi@lastampa.it

La lingua di Andrej Longo come il sangue di San Gennaro. Bisogna cullarla perch si sciolga. Gi sera appicciata, accesa, in Dieci, i racconti desordio, e nel successivo Chi ha ucciso Sarah?, sempre per Adelphi. Ora, in Lu campo di girasoli, suoni indigeni e non cessano di alternarsi. A sosciare (a soffiare) un sillabario apparentemente, ed esclusivamente, napoletano (lautore nativo di Ischia), invece modellato, impastato, ascoltando e afferrando le voci nel vento, vento del Sud intiero. E, quella di Lu campo di girasoli, una lingua che Longo avverte leditore - dice di non aver costruito a tavolino, ma di avere sognato (cos distinguendosi dallalfabeto camilleriano?). Attraversando laffocato paesaggio pagano, sacralmente pagano, primitivo (Primitivo si chiama il vino che via via atterra e suscita) si

Andrej Longo In un Sud primitivo, affocato,


una musicalissima storia di amore e violenza

La tammorra suona per Caterina


p Andrej Longo p LU CAMPO DI GIRASOLI p Adelphi, pp. 183, 16
Longo (Ischia, 1959) ha esordito per Adelphi con Dieci

Lu campo di girasoli: due giovani poveri, ma belli, una banda di bravi, una miseria che non mai cupezza
riv a Poe: Color che sognano di giorno sono esperti di molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. [...]...si avvedono di aver sfiorato lorlo del grande segreto. A sfolgorare un dialetto - se cos vogliamo nominare lo spartito di Lu campo di girasoli - che come quello di Raffaele Viviani (chioser Domenico Rea) ignora lesistenza della lingua italiana, non potendo, non volendo riconoscere se non il copione viscerale, la visceralit del fantastico, vera chiave, vera formula, vera pizia. Spartito. Ch sono musicalissime la pagine di Andrej Longo: tale lo strumento che le ritma, la tammorra (si ricorder il cupo-cupo di Cristo si fermato a Eboli: ... lanciavano nellaria nera i primi rauchi suoni dei cupi-cupi); oltre - tale la sonorit della prosa - lo strumento che Lorenzo, lu scarparo che pareva nu sarraciniello, incarnava: E aviva pigghiato a battere su la tammorra. Prima nu picca, comu si teneva scanno ca si rompeva. Poi lera vinuto curaggio e aviva pigghiato a sbattere chi diciso.... Lorenzo e Caterina la storia che sinarca tra una processione, un party, un ricatto, una fuga marina. Lui e lei, poveri ma belli, assediati dagli epigoni di don Rodrigo e dei bravi, luomo pi ricco del villaggio, il di lui figlio Rancio Fellone (Rancio Fellone era lu capo. Suo patre, Mino Calasetta, smazzava cu li costruzioni e li appalti), i compari dellenergumeno abituato a tutto ottenere spargendo banconote e violenza. Dattorno, Dummenico e lu Professore, figure felliniane, interpreti di una miseria mai immiserita dalla cupezza, due autentici proletari, unica ricchezza la prole, il lunario da sbarcare una volta licenziati, il miraggio che il lotto, non la giocata, ma la rapina... Una carovana di caratteri (a risaltare pure la madre di Caterina, un anello forte, di caduta in trasfigurazione) che Longo dipinge, non incide, non scolpisce, quasi li alita. Sospingendoli magistralmente verso lagone che , che si riveler, lu campo di girasoli. Dove Rancio Fellone vor-

Andrej Longo pubblic i suoi primi racconti con Meridiano Zero nel 2002 e il romanzo Adelante con Rizzoli nel 2003. Con Dieci vinse il Bagutta.

r, vorrebbe, schiattare Caterina; dove il coltello squarcer il Professore; dove la tammorra soccorrer Lorenzo e la vuaglionna; dove la natura briller come il coro del teatro greco, nel mentre il bullo si calava li calzoni: E li girasoli, ca erano a migliara p dinta lu campo, tutti assime voltaino la capa da la parte de lu stagno, comu si p la virgogna non vulessero chi vederi chello ca steva capitanno. A Caterina non interessavano forse li libri cu li romanzi da dentro? Andrej Longo, che sa scrivere perch sente la donna (una condizione stabilita dal critico Luigi Ambrosini, amico di Renato Serra), le innalza un altare di cui si conserver sicura memoria.

LORENZO MONDO

Il romanzo Lultima sposa di Palmira rivela pi di ogni altro lattitudine di Giuseppe Lupo nel raccontare la sua Basilicata, lattrito della Storia e della cronaca con una cultura arcaica, intrisa di favola e di leggenda. Tutto ha inizio con il 21 novembre 1988, quando il terremoto colpisce la Basilicata e lIrpinia. Viviana, una antropologa milanese, si addentra nella zona pi devastata in cui sorgeva Palmira, un paese che gi prima sembrava inesistente perch non compariva sulle carte geografiche e sulle insegne stradali. Compariva su una mappa diversa, perch Palmira si chiamava la donna del suo mitico fondatore, come la citt del re magio Melchiorre e della regina Zenobia. In tanta desolazione, il falegname Gerusalemme continua a frequentare la sua bottega sbilenca, vuole ultimare i

Lupo Profezie e ossessioni


dopo il terremoto del 1988

La Basilicata nella bottega del falegname


mobili che gli hanno commissionato per le nozze di Rosa Consilio. In questi arredi, il vecchio scolpisce figure ed emblemi che alludono alle storie di Palmira. Sono eventi fantastici in cui si intrecciano profezie e magie, amori e ossessioni, ritrovamenti e perdite, sul labile confine che viene varcato indifferentemente dai vivi e dai morti. Gerusalemme li racconta per esteso a Viviana che appare sempre pi sedotta, e lautore li registra in capitoli che si alternano regolarmente a quelli condotti in presa diretta sulla realt del sisma: gli scavi alla ricerca dei cadaveri, le operazioni di soccorso, i crolli di assestamento. Affiora nelle sue parole un curioso sentimento che presiede alle vicende di Palmira e dei suoi abitanti. Viene definito il dolore del tempo e alimenta il desiderio di fermare gli orologi,

p Giuseppe Lupo p LULTIMA SPOSA DI PALMIRA p Marsilio, pp. 171, 18

Giuseppe Lupo

di persistere in una vita immutabile e coesa, di sottrarsi - par di capire - al flusso di una normalit che si teme pi imprevedibile e accidentata di quel mondo fantasmatico. Si raccontava a Palmira che in anni lontani, presi dalla disperazione, gli uomini di Vicolo del Lanciere avevano deciso di ripetere, dodici mesi di fila, trecentosessantacinque giorni, i festeggiamenti di Capodanno: senza arrender-

si, ogni mattina, alla smentita del calendario. Ubbidisce alla strategia di fermare il tempo anche la dedizione del falegname al suo lavoro per provvedere al corredo dellultima sposa, la sola garante che tutto a Palmira potrebbe ricominciare. Ma il terremoto rappresenta una fatale cesura che non consente illusioni e patteggiamenti. Rosa Consilio fugge improvvisamente dal paese e

dallo sposo promesso, i mobili a lei destinati si consumano in un fal. E la stessa Viviana trover, in un amore che arriva dal Nord, il modo di liberarsi dal sortilegio di Palmira. Nella donna, studiosa di antropologia, si riflette in qualche misura la persona dellautore, che ama investigare nelle tradizioni della sua terra, ricorrendo non soltanto ai testi di studiosi come De Martino e Lombardi Satriani, ma anche alle testimonianze orali, ai ricordi familiari di un magico Sud. Analogo anche latteggiamento, di Viviana e dello scrittore, sul discrimine della fascinazione e del disincanto. Alla prima appartengono le pagine surreali (forse un poco stipate e prevaricanti), al disincanto le pagine fattuali e la pur asciutta trama narrativa. Lultima sposa di Palmira un romanzo singolare, che si risolve nella metafora del doloroso ma liberatorio sradicamento da un mondo remoto e immobile per entrare nel tempo vivo della Storia.

Tuttolibri
SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

III

LINGEGNERE DI PAOLO BARBARO

La vita come unofficina


= Ponti, dighe, centrali. Il gran capo disegna, scrive,
calcola, borbotta, tossisce, fuma. Zitto e curvo il progettista in un buco dufficio. Zitto e attento il laureato in prova. Rabbioso o incantato da quei fogli, calcoli, cifre impeccabili, che si fanno idee, pensieri, azioni. Le due vite sintrecciano nel dopoguerra della febbrile ricostruzione che culminer con il miracolo economico e le sue cattedrali dacciaio, cemento e asfalto. Sintrecciano in quel lavoro che condiziona lesistenza, stravolge i confini del giorno e della notte, provoca e distrugge sentimenti, amori, passioni.

Nella sala disegnatori allultimo piano, tutta finestre e luce, sintuisce un po di vita: anche i riti e poi la fine di un bordello. Sintuisce un po di citt: in mezzo a tegole antiche, camini scrostati e un gatto bianconero passano alberi di nave, bandierine di segnalazione, fanali, troppo vicini per non capire dessere a Venezia. Ma i dipendenti hanno altri pensieri, ogni giorno aspettano che il maestro controlli se mani, compassi, goniometri abbiano eseguito gli ordini muti, impartiti con numeri e segni. E approvi, ritocchi, cambi progetti di scavi abissali, acque imbrigliate, viadotti vertiginosi. Su diagrammi, carte geografiche e planimetrie di montagne e di fiumi qualcuno segnala lavanzamento dei lavori in Germania, Inghilterra, Giappone, Africa. O

sulle nostre Alpi orientali dove, nelleterna sfida fra Tecnica e Natura, il gran capo, il grande vecchio, ha fissato la prova pi ardita. Paolo Barbaro spinge Lingegnere, una vita (Marsilio, pp. 153, 16) a un epilogo grandioso e drammatico. Essendo lo scrittore un ingegnere, chiss quanto di autobiografico ha confidato nel libro, quanto c di lui nellallievo narrante. E chiss quanto volute o involontarie sono le affinit del romanzo con La chiave a stella di Primo Levi. Certo, alla vigilia dei novantanni, sorprende la scrittura di Barbaro, fine, asciutta, ironica, rapida, che saccelera in un crescendo di fatti, immagini, scrosci, schianti. Coinvolgente, commovente, titanico. Alberto Sinigaglia

Paolo Barbaro

FERDINANDO CAMON

Leggo il libro e seguo unagenzia che lancia notizie ogni pochi minuti. Notizia: Padre dimentica il figlioletto in auto sotto il sole. Libro, pagina 87: I miei sentimenti sono svaniti per lasciare posto alla realt che prima di tutto la ditta, mi chiedo cosa farei senza un padrone che mi usa come fossi un bicchiere, una automobile, una sedia, un letto. Un dipendente una cosa. Programmato per un lavoro e basta. Pi sa il suo lavoro, meno sa il resto. Il padre che dimentica il figlioletto in auto , con ogni probabilit, un eccellente lavoratore. Gli incidenti dei figlioletti dimenticati sotto il sole oggi li spiega questo libro di Goffredo Parise, Il padrone, ristampato adesso da Adelphi, uscito in prima edizione 46 anni fa da Feltrinelli.

p Goffredo Parise p IL PADRONE p Adelphi , pp. 270, 19

ERA GARZANTI?
Quasi tutti ne erano convinti: il modello di padrone per Parise era il suo ex editore, lamato-odiato Livio Garzanti. Che del resto lo ha di redcente riconosciuto in una intervista: Parise ha scritto contro di me un intero romanzo. Invece Parise neg sempre. Di mezzo cerano questioni di carattere e di soldi.

Il protagonista viene assunto in un ufficio che non c, lo si ricava dal gabinetto del padrone, cos il neo-assunto potr essere confuso col wc. Il padrone si fa iniezioni di vitamine, le offre al suo dipendente, sarebbe immorale rifiutarle, un oltraggio allordine. Quando la madre del padrone propone-impone al dipendente di sposare una bambina ritardata, si capisce che padrone e padrona vorrebbero dal dipendente una discendenza di ritardati-obbedienti, perfette cose inanimate e docili, e gli fan capire che sarebbe immorale rifiutare: lordine questo, starne fuori essere un elemento di disordine, un errore umano. A met romanzo il protagonista teme di aspirare ormai alla morte, ma non quella la conclusione, la conclusione lultima pagina, quando si rende conto di offrire non se stesso, ma la propria stirpe: Col

BLOC NOTES
LAMEZIA, RIMINI, MODICA

Festival
= E dedicato ai libri sulle
mafie il festival Trame a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, direttore Lirio Abbate. Tra gli ospiti Gian Carlo Caselli, Francesco Barbagallo, don Luigi Ciotti, Nando Dalla Chiesa. Fino a domani: a Rimini, un Mare di libri-Festival dei ragazzi che leggono (www.maredilibri.it); e a Modica, Contaminazioni, festival di poesia, filosofia e culture di confine.
A FELICI, PER LA TRADUZIONE

Il Monselice
= Glauco Felici riceve domani
pomeriggio il premio Monselice 2011 per la traduzione del libro di Javier Marias Il tuo volto domani 3. veleno e ombra e addio (Einaudi). Al mattino, convegno su Fortuna e traduzione degli scrittori del Risorgimento italiano.
SCRITTORI TWITTER

Un salto profetico nel cuore del mondo che viene, un transito non verso il dolore, ma verso la pazzia
Dunque il libro dura, anche oggi vero. Allora la civilt naturale moriva, la civilt industriale diventava tutto, e nel passaggio da quella a questa veniva ingoiato tutto, uomo, famiglia, generazioni, genitori-figli, amore-sesso, religionechiesa, lavoro-giustizia. Non un transito verso il dolore, ma verso la pazzia. Lo stadio finale del dipendente non la sofferenza, ma la pazzia. Arriva nella grande azienda un uomo, porta con s i progetti e le speranze della civilt che sta per morire, e che lo collegano ai genitori e alla fidanzata. Alla fine del romanzo una cosa, paragona se stesso (e il figlio che avr) ad un barattolo, perfetta condizione priva di cervello e di nervi: la felicit dei giocattoli sta nella felicit di chi ci gioca. Al

Goffredo Parise nato a Vicenza nel 1929 scomparso a Treviso nel 1986 Tra le sue opere Il prete bello

Parise E sempre vero il romanzo uscito


46 anni fa: il dipendente da uomo a cosa

La civilt naturale moriva, la civilt industriale diventava tutto, e tutto veniva ingoiato nel passaggio
mio matrimonio il dottor Max si molto placato in quanto vede nella mia famiglia il prototipo della famiglia ideale che intende creare in futuro: il capolavoro della propriet assoluta. Luomo-cosa sar del padrone in ogni momento, non esister per s. Quando col padrone, del padrone. Quando non col padrone, in funzione del padrone. stato il lungo e difficile transito che ha segnato la morte del mondo naturale, evento che introduce la storia in cui viviamo. Ottiero Ottieri ha raccontato come avveniva lo scontro, Paolo Volponi ha fatto un salto indietro, rimpiangendo il mondo naturale perduto, Goffredo Parise fa un salto avanti, nel cuore del mondo che viene: e dentro ci vede la pazzia. Fra i tre, il pi moderno. fercamon@alice.it

Romanzo sms
= Nasce lo scrittore twitter sul
sito aggiungimessaggio.it. Registratisi, si comincia lavventura: scrivere una storia collettiva che si former via via, di sms in sms. Nessuna avvertenza, nessun canone, nessun limite di lunghezza.
ERRORACCIO E ERRORUCCIO

Il Padrone e il suo barattolo


di sopra del padrone sta un altro padrone, il padre del padrone, e su tutti il Padreterno. Il padrone introduce nellazienda la radio, per diffondere musiche. Adesso sono canzonette americane. Ma uno stadio imperfetto dello sviluppo. Domani saranno musiche sacre. Il lavoratore deve trovare nel lavoro la sua religione, nellazienda la sua chiesa, e nel padrone il suo dio. Pare un libro statico, ma non vero: non va avanti ma va in basso, precipita, il suo viaggio quello del palombaro, limmersione. Negli stadi profondi delluomo-che- trova luomoche-sar, luomo-cosa. Luomocosa una protesi, i dipendentimodello sono perfette protesi del padrone, non hanno orario n ufficio n contratto n stipendio n mansione, lo stipendio pu essere decurtato del 20 o del 30 o del 50 per cento, senza che nessuno sia in grado di fornire spiegazioni, il dipendente modello colui che non cerca spiegazioni, conscio che una spiegazione c anche se nessuno la sa. la dottrina teologica sul dolore degli innocenti.

LAdone di Marino
= Un nostro erroraccio da
matita blu, in un titolo sabato scorso a pag. VI. LAdone, attribuito a Tasso, il poema di Giovambattista Marino, scritto nel 1623. Un cattivo esempio di meraviglia, per cui chiediamo scusa allautore dellarticolo, G. Davico Bonino, e ai lettori. E cos pure per lerroruccio tecnico (un salto di colonna) nellimpaginazione dellarticolo di Alessandro Barbero.

RENATO BARILLI

Di fronte al folto stuolo di Racconti con figure che ora Antonio Tabucchi ci offre, si potrebbe temere di essere di fronte a un'impresa minore, di quelle in cui un grande autore va a pescare nel fondo del barile allineando scritti vari condotti sul filo delle occasioni, o, in alternativa, mossi dall'ambizione di sfidare i competenti scendendo nell'agone di un'attivit specifica come la critica d'arte. Ma non cos. Intanto bisogna riconoscere il coraggio insito gi nel titolo di sbandierare la misura del racconto, si sa quanto Tabucchi soffra, per sua esplicita ammissione, nell'incontrare qualche difficolt a sollevarsi al romanzo, il che del resto, oggi, visto che questo genere maggiore messo sotto accusa, potrebbe divenire addirittura un merito. Quanto alle figure, anch' esse poste in primo piano, si pu stare tranquilli, a ben vede-

Tabucchi Mini-racconti,
una galleria di madeleines

Tante cartoline illustrate al lontano amore


re esse entrano secondo il meccanismo che a questo autore riesce dovunque assai bene, dei piccoli equivoci senza importanza. Infatti i documenti visivi che fanno da stimoli a questi mini-racconti sono quasi sempre di scarso valore intrinseco, pochi gli artisti di riconosciuto valore, come per esempio Valerio Adami, Tullio Pericoli, Davide Benati. Gli altri entrano con prove marginali, sono appunto le occasioni che consentono a Tabacchi di svolgere tanti episodi di un'eterna rincorsa dietro a delle madeleines proustiane. Dopotutto, il primo racconto della serie, che anche uno dei pi belli, si attacca a nulla di pi che a banali cartoline illustrate, con cui il protagonista vorrebbe comunicare, a distanza di anni, con un lontano amore sparito per sempre, tanto che alla fine decide di non fare

p Antonio Tabucchi p RACCONTI CON FIGURE p Sellerio, pp. 356, 15

Alberto Tabucchi

la spedizione e di donare il pacchetto dei souvenir a un ragazzino suo omonimo, augurandogli di ricominciare una vita per lui gi terminata.Figure e colori valgono insomma come minimi barbagli di vita cui riesce utile attaccarsi per cercare di non scomparire nel nulla. Che Proust aleggi sempre nella prosa di Tabucchi, lo dimostra un altro di questi racconti, dedicato a un personaggio della

Recherche, al Bergotte che va a morire trascinandosi stancamente per contemplare un favoloso giallo contenuto in un dipinto di Vermeer, questo il talismano che il protagonista proustiano si vuole portare con s affrontando il viaggio ultimo. Come dire che il valore intrinseco dell' opera d'arte non mai finale ma solo strumentale. L'Autore lo dice a proposito dell'amato Adami, che forse pre-

tenderebbe di far valere i suoi disegni schematici proponendo in essi un mistero da risolvere, ma il narratore pronto a rovesciare la bilancia asserendo che ... la vita a essere misteriosa. Con un altro dei suoi artisti d'elezione, Benati, quello che conta di darsi un appuntamento per ammirare insieme l'intonaco di una terrazza, carico di un'intensit inspiegabile. Quanto a Pericoli, che il fine del loro rapporto non sia l'arte ma al solito la vita, risulta quando Tabucchi lo riporta alla sua stessa professione, dicendogli sei un narratore. Insomma, le figure, pur puntualmente presenti in ciascuno di questi apologhi o brevi liriche come altrettanti haiku, sono appunto occasioni, madeleines, tanto vero che, volendo, Tabucchi ci potrebbe dare altre serie di questi suoi mini-componimenti intestandoli ad ogni altro responso sensoriale, odori, profumi, suoni, a tutto ci si pu attaccare per esistere e resistere.

IV

Scrittori stranieri
BIOGRAFIA

Schulze Un maestro della short story


osserva la vita su e gi per lItalia
LUIGI FORTE

IL POETA DELLE AVANGUARDIE

Mal di Apollinaire
= Sentiva che larte stava
andando molto avanti, mentre la societ non andava avanti altrettanto fortemente. Lui era lo stimolo dei giovani artisti di Parigi, tutti gli debbono moltissimo. Basterebbero queste parole di Giuseppe Ungaretti, riferite a Guillaume Apollinaire, a giustificare limpresa di Renzo Paris - poeta, narratore e docente universitario - che a quello che considera il pi grande poeta lirico del Novecento ha dedicato unesauriente biografia, La banda Apollinaire, (ed. Hacca, pp. 270, 14) Se poi si considera che raccontare la vita del poeta dei Calligrammes significa inevitabilmente parlare dellambiente artistico e umano in cui si svolse - lirripetibile Parigi dei primi due decenni del secolo scorso - ci si potr fare unidea di quanto fascino abbia il libro di Paris. Che ad Apollinaire ha gi dedicato studi e traduzioni e ha condotto la sua fatica da scrittore pi che da biografo: tralasciando dunque minuzie e dettagli insignificanti, senza trascurare per la ricca aneddotica che da sempre accompagna il poeta, che del resto fu un personaggio per molti aspetti romanzesco: prima di diventare il papa delle avanguardie novecentesche, infatti, Apollinaire fu un bastardo, un meteco, uno squatter, un sans papier, povero in canna, vicino alla delinquenza parigina, lui stesso a volte delinquente, mentre si travestiva da elegantone, soffrendo di quella sua ambiguit. Avanguardista, ma attento alla tradizione, instancabile scopritore di talenti, generoso di articoli e recensioni, fedele alle amicizie (spesso senza esserne ripagato: quando fu arrestato per il famoso furto della Gioconda, Picasso, convocato come testimone a discarico, sostenne di non conoscerlo) Apollinaire riassume in s, meglio di chiunque altro, i caratteri di una stagione che stata forse la pi ricca di tutta la storia dellarte. E poco importa se, come poeta, appare oggi un po datato. Paradossalmente, il suo magistero poetico stato pi vivo in Italia che in Francia, e questo fino a poco tempo fa. Paris ne ha rincorso il fantasma, nelle strade di Roma (dove nacque) come in quelle di Parigi (dove si svolse gran parte della sua breve vita): si confessa affetto dal mal di Apollinaire e fa di tutto per contagiare il lettore. Felice Piemontese

Un'Italia cos la vediamo tutti i giorni, ma sulla pagina di Ingo Schulze sembra un'altra cosa: se possibile, ancora pi dolente, sconclusionata, enigmatica. E' il tocco da maestro della short story, il montaggio che carica di tensione anche l'aneddoto pi banale, i guizzi della mente fra presente e passato che inoculano un segreto fascino nel suo ultimo libro, Arance e angeli, proposto da Feltrinelli nella bella traduzione di Stefano Zangrande e con fotografie di Matthias Hoch. Eppure le sue figure di emarginati non hanno nulla di fantasioso, ben lontane da quella galleria di ritratti un po' surreali che dominavano nel libro d'esordio, 33 attimi di felicit (Mondadori, 2001) ambientato in una visionaria e grottesca Pietroburgo. Ma gi allora il giovane Schulze, dramaturg e scrittore della

Un polipo festeggia lospite tedesco


Ingo Schulze, che esord con 33 attimi di felicit, galleria di ritratti in una visionaria e grottesca Pietroburgo, ora raccoglie in Arance e angeli i suoi bozzetti made in Italy

Arance e angeli: un mondo che pur nel suo degrado mostra segni di inquietante vitalit
provincia socialista, osservava la realt con uno spiccato gusto per i particolari, annotava con scrittura asciutta esistenze asfittiche e vuote, personaggi che sognavano un futuro affondando nella miseria quotidiana. Il viaggiatore di oggi non ha perso la sua curiosit e si rifugia al margine degli eventi, schizza fuggevoli identikit, annota o simula storie di sconfitti, osserva la vita non dai santuari dell'arte, ma da angoli un po' discosti, come a Randazzo, in Sicilia, dove la facciata della chiesa costellata di fori di proiettili apre un capitolo sulla precariet e la gioia del sopravvivere, o come in un supermercato romano dove s'incrociano storie di immigrati che lo scrittore capta e amplifica in tristi epopee quotidiane. Ospite per un intero anno, con moglie e figliolette, nella bella sede romana di Villa Massimo con una borsa di studio dell'Accademia tedesca, Schulze si lascia alle spalle la retorica del viaggio italiano, da Winckelmann a Goethe e Seume che pur cita, e s'immerge nel disagio quotidiano, in

p Ingo Schulze p ARANCE E ANGELI


Bozzetti italiani

p trad. di Stefano Zangrando p Feltrinelli, pp. 187, 16

una realt multietnica, dove anche i monumenti dell'Urbe sembrano spettatori disillusi e affranti, testimoni di un passato sopraffatto dalle insolubili contraddizioni del presente. Qui come gi nei racconti di Bolero berlinese, il tocco minimalista trasforma il dettaglio in un universo, e figure come il giovane Gustl, misterioso romeno dall'aspetto indiano vittima di un'orgia inscenata da tre spudorate e brutali sorelle, o il nero Idris, cittadino del Darfur, custode di un agriturismo vicino a Siracusa, a cui hanno massacrato quasi tutta la famiglia, diventano le icone di un mondo sfuggente e violento che la scrittura sembra proteggere dando loro voce e respiro. Brutalit e dolcezza si affiancano in brevi, vividi flash: l'uo-

mo sulla carrozzella con un passato da stupratore, l'anziano candy man nel racconto omonimo che calca fugacemente la scena lasciandosi dietro nostalgie e tristi ricordi per poi scomparire o anche la bibliotecaria Karin, che seppur molto malata, ospita uomini di colore per dare loro una speranza e, dopo la morte, viene venerata come una santa. Questi bozzetti italiani non dimenticano i paesaggi di sempre, da Roma alla Sicilia passando per una Napoli dalle tinte forti, dove i grandi reperti del Museo archeologico si affiancano alla sagoma lontana del Vesuvio o al labirinto di vicoli fra strisce chiare di cielo che infonde all'anomalo turista un senso di inspiegabile felicit. Schulze attratto dal brulichio di una vita che pur nel suo degrado mostra i segni di inquietante vitalit. La sua scrittura si anima nel gioco delle contaminazioni: sogna come in una fiaba, nel duomo di Siracusa, fra colonne doriche e atmosfera cristiana, o s'entusiasma davanti agli affreschi di von Mares all'acquario di Napoli dove stringe una sorta di segreta alleanza con un polipo gigante in vena di esibizioni. Cos in queste pagine scorre un'Italia un po' inedita sotto lo sguardo eccentrico di uno scrittore che inventa poesia anche dove pi greve la prosa del mondo.

Amis La mitica estate del 70, un gruppo


di coetanei in Campania, tra minigonne, sontuose mammelle e glutei imponenti

Lerotismo stanco nella vacanza inglese al castello


MASOLINO DAMICO

Il mondo uscente non lascia eredi, bens una vedova incinta dice Alexandr Herzen nella citazione che funge da epigrafe allultimo romanzo di Martin Amis, il cui narratore, che come Amis nato nel 1949 ed alto un po meno di un metro e settanta (ma che a differenza di lui si chiama Keith, Keith Nearing, ed figlio adottivo di una coppia di accademici), rievoca nel 2009 lestate del 1970, quella dopo la quale per lui, appunto, nulla fu pi come prima. Molte cose avranno certo contribuito a trasformare il

ventenne un po impacciato nellarticolato, sobrio intellettuale che adesso si volta a contemplarlo, ma nel ricordo ne campeggia quasi ossessivamente una sola, e cio il sesso, inteso non soltanto come libert nel praticarlo (quale esplose appunto alla fine degli Anni Sessanta) ma anche come nuova impostazione del rapporto col partner - conquista cui il nostro eroe pervenne lentamente, se gli ci vollero due mogli di passaggio per approdare alla terza e a quanto pare definitiva, con cui il libro si conclude. Nella mitica estate che occupa i tre quarti della narrazione (non senza per qualche flash

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SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

p p p p

Martin Amis LA VEDOVA INCINTA trad. di Maurizia Balmelli Einaudi, pp.430, 22

Sopra, Martin Amis ; a sin. dipinto di Tom Wesselmann

forward sulla condizione attuale di Keith) un gruppo di coetanei si trova ospite di un lussuoso castello da qualche parte in Campania. Tra questi sono la bellissima Scheherazade, figlia degli assenti padroni di casa, suo fratello con la fidanzata Gloria, un omosessuale americano con il boyfriend arabo, Keith con la sua ragazza Lily, e altri ancora. Fresco di studi e aspirante poeta, Keith si portato, o trova nella biblioteca del castello, un mucchio di classici della narrativa inglese sette-ottocentesca (Richardson, Austen, Bront, Dickens...) e li divora, elucubrando sui sottintesi circa lattivit erotica dei personaggi; si ferma spesso, anche, a meditare sulletimologia delle parole che gli capita di adoperare. Lerotismo permea tutta latmosfera di quella lenta vacanza, iniziando col contrasto tra le disinvolte nudit delle ragazze inglesi, le cui minigonne e i cui top depoca sono meticolosamente descritti, e le reazioni dei giovanotti locali ogni volta che il gruppo dei villeggianti si avventura per le pittoresche viuzze del borgo, sotto i classici bucati appesi alle finestre: codazzi che le seguono per ammirare i glutei, o le precedono camminando allindietro per contemplare le sporgenze anteriori (quel po di colore locale che c tutto improntato a simili luo-

ghi comuni, del resto in carattere con latmosfera un po sognante della reminiscenza. Ma talvolta Amis esagera in superficialit, come quando manda i personaggi da l dove si trovano a fare un rapido bagno nellAdriatico in quanto, dicono, stanchi del Mediterraneo!). Non che tette e culi ossessionino solo la sottosviluppata fauna locale. Sia pure senza troppo darlo a vedere, anche Keith non ha occhi che per le sontuose mammelle dellalgida Scheherazade, bionda gambalunga dal collo interminabile, nonch per il posteriore pur sempre nascosto sotto estrosi drappeggi della misteriosa, trasgressiva Gloria. Keith si innamora di Scheherazade e si arrovella senza osare approcci - fidanzata con un tale che assente ma sempre in procinto di raggiungerla, ella al momento attivamente corteggiata da un conte italiano molto ricco, molto avventuroso e molto interessante ancorch alto solo un metro e quarantasette (KeithAmis molto specifico sulle misure di tutti). Per dai e dai, imprevedibilmente, Scheherazade si rivela disposta a concedersi a Keith, il quale maldestramente rovina la sua grande occasione. Al posto delle poppe che sfumano arriva tuttavia il non meno imponente deretano di Gloria, dapprima rivelato grazie alla provvida puntura di un insetto che obbliga la proprietaria a scoprirlo, quindi concesso allincredulo Keith da un capriccio di costei - disinibita baccante, si scopre, che gli spalanca orizzonti prima impensabili. Per arrivare a questo punto ci sono volute pi di trecento

Dubus Meditazione su fede e amore


di uno scrittore accostato a Cechov
GIUSEPPE CULICCHIA

RACCONTI
AH, LA MEZZA ET!

Andre Dubus, autore americano scomparso nel 1999, ci ha lasciato in dote molti splendidi racconti e alcune novelle, quel genere di testi troppo lunghi per appartenere al primo genere ma troppo brevi per diventare dei romanzi, cosa che da un punto di vista editoriale e commerciale non facilita certo la vita a uno scrittore, specie da noi. E' il caso di questo Voci dalla luna, pubblicato meritoriamente da Mattioli 1885, vero e proprio gioiello narrativo di cento e poco pi pagine che vede come protagonista Greg Stowe, un uomo alle prese con un problema non da poco, considerato che a un certo punto ha scoperto di amare Brandi, l'ex moglie del figlio Larry, e che come se non bastasse Brandi corrisponde questo suo sentimento, al punto da volersi risposare proprio col padre del suo ex marito.

Se il divorzio doppio ci pensi Iddio


Andre Dubus (1936 - 1999) stato in America uno stimato autore di short story: educazione cattolica, una vita costellata di tragedie e dolori, incidenti e malattie

Pub Roddy Doyle


= Roddy Doyle, che stato il
formidabile cantore della bellezza dell'infanzia nel delizioso romanzo Paddy Clark ah ah ah, nei racconti ora raccolti in Bullfighting (trad.di Silvia Piraccini, Guanda, pp. 271, 17) ci consegna invece un garbato ritratto del mondo della mezza et. In un ambito specifico, irlandese e maschile, ma in grado di suscitare pi di un moto di riconoscimento anche sulle nostre sponde mediterranee. C' la malinconia per quello che non c' pi, l'ardore giovanile, la volont progettuale, la folta chioma (ma questultima cosa di poco conto, spiega il protagonista di uno dei racconti); c' la filosofica accettazione di un tran tran coniugale senza slanci ma almeno senza drammi; ma c' anche, nei casi pi fortunati, il riconoscimento, magari dopo 26 anni di matrimonio, del permanere di quella sensazione di stupita ammirazione che accompagn il primo incontro. Questo non tanto per merito degli uomini. Ma per merito delle loro mogli. Le figure femminili sono quasi sempre in secondo piano, sullo sfondo, a volte appena citate. Ma sono le donne le depositarie della vitalit e della sessualit: decise, intraprendenti, volitive. Il sentimento pi sottolineato, tuttavia, quello dell'amicizia e della solidariet tra maschi. Esemplare il racconto che d il titolo al volume, il ritratto di quattro amici uniti da un legame esistenziale solidissimo, che per rinnovarsi non ha bisogno di grandi discorsi, a volte neppure di parole, perch bastano i condivisi silenzi. Tanto nel loro pub in Irlanda quanto nel borgo non lontano da Valencia della loro breve vacanza spagnola, dove nulla di speciale accade, ma dove la forza rassicurante dellamicizia trionfa. Questa era vita, si legge nellultima frase del racconto Questa era la felicit. Bullfighting una piacevole e istruttiva lettura per noi uomini (di qualsiasi et); ma forse lo ancor pi per le lettrici, che, sorridendo, potranno fare tesoro delle non-avventure maschili che Roddy Doyle, con il suo stile asciutto, essenziale, spesso fatto di frasi brevi e brevissime, affida al suo bonario ma vigoroso sense of humour irlandese. Paolo Bertinetti

Voci dalla luna: il racconto magistrale del fallimento della famiglia e la storia della sua redenzione
E' colpa del divorzio, si giustifica lui. Dove il divorzio doppio. Perch oltre a quello di Larry da Brenda c' anche quello di Greg dalla moglie Joan. Ed questa frase, con cui Dubus apre il libro, a rimanere impressa nella mente dell'altro figlio di Greg, il dodicenne Richie, che con la sorella Carol, ventiseienne che da parte sua non si mai sposata o divorziata ma reduce da tre convivenze fallite nel suo appartamento di Boston, compone la famiglia Stowe. A complicare ulteriormente le cose (ma forse anche a semplificarle, da un certo punto di vista, e sia detto senza troppa ironia), c' il fatto che Greg e i suoi sono cattolici: a tale proposito, Richie formula proprio in chiesa una delle frasi pi divertenti del libro: Ti prego, Cristo Nostro Signore, aiutami. Sar molto difficile rimanere cattolici a casa nostra. Il che per il ragazzo, da parte sua assai devoto e affascinato dall'idea di diventare sacerdote, costituisce un fardello piuttosto pesante. In realt, il richiamo che la spiritualit esercita su Richie un po' una caratteristica degli Stowe. Solo che ciascuno di essi vive la propria spiritualit a mo-

La vedova incinta: trecento pagine molto ripetitive, e persino irritanti, poi il libro prende un altro passo
pagine molto ripetitive, e persino, almeno per un lettore impaziente, irritanti. Poi il libro prende un altro passo e conduce velocemente la vicenda ai giorni nostri ragguagliandoci sul destino successivo dei personaggi incontrati pi altri prima appena accennati perch assenti, come il fratello maggiore nonch confidente di Keith e la loro sciagurata sorella ninfomane destinata a una fine tragica quanto precoce. Le somme di quello che Keith diventato sono tirate ora con energia e con un piglio sicuro quanto sardonico; dal bozzolo informe dellinetto inglesino in vacanza insomma emerso lo scrittore.

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Andre Dubus VOCI DALLA LUNA trad. di Nicola Manuppelli Mattioli 1885, pp. 136, 17,90

do suo. Greg per esempio non pi praticante, ma per lui la casa dove vive una sorta di monastero, e il terrazzo che d sul verde il luogo dove si rifugia, solo, a meditare e a sognare. Non l'unico ad aver sviluppato una specie di rituale per fronteggiare il dolore originato dai conflitti in seno alla famiglia, un dolore che pare essere il prezzo da pagare in cambio del piacere come succede quando proprio l'amore la causa del male (cosa questa apparentemente legata a una certa idea del mondo visto attraverso le lenti della religione, ma a tutti gli effetti alquanto oggettiva, come sa anche chi in un recente passato si ribellato alle famose convenzioni e costrizioni tentando la strada dell'amore libero). Anche gli altri Stowe infatti hanno i loro riti: si tratti dell'alcol, o del cibo, o

delle sigarette, ciascuno fa del suo meglio per tentare di isolarsi a tratti dal resto del mondo, e di trovare la pace interiore. Impresa non da poco per Joan, che due anni prima dei fatti raccontati ha deciso di andarsene a vivere per conto suo, abbandonando non solo il marito ma anche i figli, e in particolare Richie, che all'epoca aveva appena dieci anni. Meditazione appassionata sulla fede e sull'amore, come scrive Peter Orner nella postfazione, Voci dalla luna uno di quei libri capaci di lasciare il segno e di trovare albergo dentro il lettore, accompagnandolo dal momento in cui si terminata la lettura in poi. Paragonato dalla critica americana a scrittori come Cheever, Carver e Cechov, semisconosciuto in Italia, Dubus si dimostra uno scrittore capace di restare. Per lui la riconciliazione, dopo il tradimento, passa necessariamente per l'amore che malgrado tutto unisce i membri del nucleo famigliare. Non si tratta insomma di non fare del male, ma di capire che cosa possiamo fare dopo averlo causato. E se Voci dalla luna il racconto magistrale del fallimento della famiglia, anche la storia della sua redenzione attraverso strumenti quali il perdono e la comprensione. Visti i temi trattati, e il trend in costante crescita di divorzi e separazioni, parrebbe un libro destinato a trovare un adeguato numero di lettori.

VI

Idee e personaggi
AUTOBIOGRAFIA, TRA IDEE E AFFETTI

Severino e il ricordo degli eterni


= E il filosofo di Parmenide, il pensatore dellEssere assoluto, che
negava il divenire. Emanuele Severino ripercorre la sua esistenza in Il mio ricordo degli eterni (Rizzoli, pp. 163, 18,50). La famiglia dorigine (natali a Brescia nel 1929), gli studi, i maestri (allievo di Gustavo Bontadini, da cui si distaccher), la controversia con la Chiesa che lo allontan dalla cattedra alla Cattolica, la figura essenziale che stata la moglie Esterina. Luoghi, volti, esperienze, alla luce della consapevolezza che ci che se ne va scompare per un poco. Ma poi, tutto ci che scomparso riappare. Lautore di Essenza del nichilismo sospeso tra vita e pensiero, via via lasciando intendere, come giunse a sostenere Bobbio, che procedendo negli anni a contare sono infine pi gli affetti che i concetti.

Biografia Lautore degli Essais, breviario di laicit


e saggezza, tolleranza e umilt, amore per il sapere

Emanuele Severino

Quando uno scatto diventa unicona


MARCO BELPOLITI

CONFRONTI
ERMANNO BENCIVENGA

Sai dirmi se esiste il Nulla?


Quando non basta il buon senso per rispondere alle grandi domande

Ecco Montaigne, il blogger della serenit


PAOLA DCINA LOMBARDI

Segue da pag. I

ancora le foto-choc di Joel-Peter Witkin, e quindi Lisa Lyon, la culturista americana ritratta da Robert Mapplethrope nel 1982, vera icona degli Anni Ottanta. Il corpo e la politica (attraverso la guerra del Vietnam o Che Guevara, o il Vopos che salta al di l del muro) sono i due poli di questo racconto iconologico dei quasi due secoli di questa invenzione visiva che ha cambiato il nostro modo di pensare il mondo e di immaginarlo a posteriori. Per quanto l800 sia il secolo in cui la fotografia nata, nel 900 che il valore dicona delle foto diventa centrale, per via della diffusione degli apparecchi di riproduzione, e della stampa delle foto in giornali e periodici, delle mostre e dei libri. Diventa naturale affidare alla fotografia la memoria del passato. Anzi, elevare unimmagine a simbolo stesso degli avvenimenti, perch forse pi della parola icona il termine simbolo a essere il vero oggetto di questo libro: simbolo nel suo significato etimologico di mettere insieme, quello che accaduto e la comprensione immediata del fatto. Unimmagine vale mille parole, ci dice Koetzle, anche se poi accompagna ogni immagine con la storia dellavvenimento e del fotografo che lha scattata. La guerra, insieme alleros, e pi di questultimo, il tema che ossessiona lautore: il miliziano di Capa (finalmente restituito alla sua verit di combattente); le macerie di Dresda; il riconoscimento delle spie nel Lager dopo la liberazione nel 1945; il ritorno dei prigionieri nella Vienna del 1947. E dallaltro il bacio di Doisneau (una foto costruita) e quello di Eisenstaedt il giorno della vittoria a New York (sar vera?). E poi la foto di Barbara incinta e con i jeans sbottonati, la moglie di Will McBride, il fotografo di Twen, nel 1960. Queste due immagini sono state scelte, non a caso, per illustrare la copertina. Le vere icone cominciano dunque dopo Barbara, negli Anni Sessanta e culminano con Marilyn nuda dietro il velo trasparente nello scatto di Bert Stern, e con Andy Warhol ritratto da Gerard Malaga in mezzo ai Velvet Underground. Lepoca dellIo domina la seconda met del XX secolo: Sua Maest il Corpo. Licona ci mostra il bene visivo pi durevole di unepoca dedita allansia e al consumo progressivo di antidepressivi e di stimolanti sessuali. La moda e la pubblicit divorano tutto, e lo risputano sotto forma di santino della vita quotidiana.

ra tutte le discipline accademiche, dichiara Simon Blackburn, la filosofia rappresenta unanomalia, poich sembra prediligere le domande rispetto alla ricerca di risposte. E procede a formulare venti Grandi domande (trad. di Andrea Migliori, Dedalo, pp. 208, 15) tra quelle che noi tutti - uomini, donne, bambini - ci poniamo spesso. unesagerazione: non credo che uomini, donne e bambini si interroghino spesso, o anche solo talvolta, su Che cosa riempie lo spazio, su Perch esiste qualcosa piuttosto che nulla o su Come posso mentire a me stesso. Forse dovreb-

Il professor Blackburn ci rassicura, ma noi preferiamo Russell, uno scettico che aveva solo dubbi da offrire
bero porsi tali questioni; forse il punto proprio che la filosofia, disciplina anomala, dovrebbe insinuare dubbi e incertezze dove la vita quotidiana di uomini, donne e bambini non d loro lopportunit di coglierli. Forse dovrebbe anche sgomentarli, invitarli a mettersi in gioco, ad attentare al proprio equilibrio, a vacillare fra i baratri che dimprovviso apre sul loro cammino. Forse, ma per unattivit cos destabilizzante dovremmo cercarci unaltra guida. Blackburn, infatti, professore di Filosofia allUniversit di Cambridge, Research Professor di Filosofia allUniversit del North Carolina, stranamente distante dalla sua disciplina e condisce i venti brevi itinerari aperti dalle sue domande con rassicuranti esortazioni a non prendersi troppo sul serio, a rimpiazzare langoscioso interrogare filosofico con un po di sano buon senso. Come possiamo affrontare lincubo dello scetticismo totale? possibile che stia vivendo un sogno solitario? si chiede, e risponde: No. Si tratta di uneventualit del tutto remota. Riusciamo a comprenderci a vicenda, o anche a comprendere quel che noi stessi abbiamo detto, considerando che non solo non ci bagniamo mai due volte nello stesso fiume ma forse una nostra parola non ha mai due volte lo stesso significato? Naturalmente essenziale allontanarsi da questo abisso, e come sempre la miglior difesa contro lo scetticismo il ricorso a situazioni familiari. Quanto poi al fatto che c qualcosa

piuttosto che nulla, eccoci rimasti a bocca aperta, ma ce lo siamo meritati perch sapevamo gi dalla struttura della domanda che non saremmo stati in grado di trovare una risposta. Prima di Blackburn, a Cambridge cera stato Wittgenstein, ed a lui che risale latteggiamento dominante in questo libro: la filosofia stravolge gli usi comuni delle parole impegolandosi (e impegolandoci, se le diamo retta) in pseudoproblemi; occorre curarsi dalle distorsioni prospettiche che essa causa e ritornare alle regole ordinarie del gioco linguistico. Tale atteggiamento terapeutico poteva indicare la strada di una pace invano cercata da Wittgenstein, che alle distorsioni filosofiche e ai turbamenti che ne seguono dedic tutta la sua esistenza; ma fa un effetto peregrino quando il suo successore, con laria tranquilla di un curato di campagna, invece di acquietare anime tormentate da quesiti impossibili solleva gli stessi quesiti in un libro presumibilmente rivolto al grande pubblico, che perlopi (nonostante le sue dichiarazioni iniziali) non si mai sognato di porseli, per concludere in fretta che non c niente di cui preoccuparsi. Cambridge ha una lunga storia, e varr la pena di tornarvi indietro un altro passo. Negli Anni Dieci del secolo scorso, vi lavorava Bertrand Russell, che per non ne fu nominato membro per il suo agnosticismo in materia religiosa e fu successivamente licenziato. Ce lo racconta lui stesso, nei Saggi scettici pubblicati ori-

La lettura e la scrittura come antidoto allangoscia di morte, lautobiografia come riflessione sui limiti della condizione umana e comunicazione: questa la strategia per vivere meglio che spinse Michel Eyquem de Montaigne, tra il 1570 e il 1580, a scrivere unopera di straordinaria modernit. Aveva trentasette anni, faceva con poca gioia il magistrato al parlamento di Bordeaux ed era appena scampato a un incidente mortale. Iniziato come un esercizio in cui osservare e saggiare se stesso con grande sincerit, con i difetti al vivo, per lasciare un suo ritratto veritiero a parenti e amici, quel diario quotidiano lo aiut a salvaguardare il piacere di vivere in un periodo flagellato dalle guerre di religione e dalla peste. In effetti, destinata alla posterit, lopera non ha smesso di essere considerata un bre-

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Sarah Bakewell MONTAIGNE. Larte di vivere trad. di Thomas Fazi pp. 445, 19

LUOMO NELLA TORRE


Due altre novit in libreria su Montaigne. Per Franco Angeli, Leducazione nella torre di Carlo Cappa (pp. 281, 32) approfondisce in particolare il suo pensiero pedagogico, la formazione dellindividuo nel Rinascimento, attraverso lidea di viaggio, il rapporto con la natura, leducazione del figlio. Per Bollati Bortinghieri,Oro, cannibali, carrozze di Carlo Montaleone descrive Il Nuovo Mondo nei Saggi di Montaigne (pp. 275, 17,50): la sua scoperta dellAmerica come epifania della modernit, la sua analisi antropologica della dialettica tra selvaggi e conquistatori. I Saggi di Montaigne (1533 - 1592), gi editi da Adelphi e da Mondadori, sono fuori catalogo. Nella Bur Rizzoli si pu trovare invece Viaggio in Italia (pp. 544, 12,50, a cura di E. Camesasca) e da Mondadori Education le Lettere (pp. VI-186, 15). Per una sintesi del suo pensiero, Carocci offre il Montaigne di Nicola Panichi (pp. 321, 20,50).

Un magnifico ritratto di Sarah Bakewell: il pensatore francese come modello di How to live
viario di saggezza e laicit. Pubblicata nel 1581 col titolo Essais, ovvero Saggi, nel senso di osservazioni, assaggi, approcci, scritti secondo il corso dei pensieri e degli avvenimenti, e arricchita fino alla morte, nel 1593, descriveva Montai-

gne con vivacit e franchezza come un uomo comune, non troppo dotato n fisicamente n sessualmente, ma socievole, col senso dellironia e della moderazione, sempre pronto a sospendere il giudizio, perch illusoria l'idea di stabilire la verit, e a usare il dubbio come difesa dalle passioni distruttive. Il successo fu immediato e nonostante l'ostilit di Cartesio e Pascal, e la messa al bando dellInquisizione, da Shakespeare a Francis Bacon, da Voltaire a Sterne, Nietzsche, Joyce, Stephen Zweig, l'importanza e attualit dei Saggi non stata scalfita. Lettore assiduo di Montaigne, Flaubert ne raccomandava la lettura addirittura come una terapia: Ti consoler, scriveva alla nipote; e a Louise Colet confidava di non conoscere un libro che disponesse alla serenit meglio degli Essais. Prendendo alla lettera le raccomandazioni di Flaubert, l'inglese Sarah Bakewell ha riproposto Montaigne come un modello di How to live in una magnifica biografia appena tradotta da Fazi nella collana Campo dei fiori diretta dalleditore e da Vito Mancuso. Il titolo italiano, L'arte di vivere, tanto accattivante quanto originale il disegno di proporre la vita di Montaigne in una domanda e venti tentativi di risposta, come recita il sottotitolo. In tempi di fanatismi religiosi e massacri, catastrofi naturali ed epidemie, abusi di potere, crisi di ogni tipo e smarrimenti, a giustificare il grande successo in Inghilterra e in America non

FRANCA DAGOSTINI

Riscoprire il metodo di Wittgenstein: correggere la filosofia ritornando alle regole del gioco linguistico
ginariamente nel 1928 e ripresentati in una nuova edizione da Longanesi (trad. di Sergio Grignone, intr. di Giulio Giorello, pp. 333, 19,60). Il vecchio maestro non disdegna le piccole certezze della quotidianit, ma non ne trae generale conforto perch ovunque simpongano scadenze decisive quelle certezze non hanno nulla da dirci e chi afferma altrimenti un ipocrita. Sono dubbi, dunque, tutto ci che Russell ha da offrire: non solo sulla religione ma sulla politica, sulletica, sulla scienza, sulla psicologia, sulleconomia, sul futuro e perfino sullo scetticismo! Con il coraggio e lonest intellettuali di chi disposto a mettere davvero tutto in gioco e a lasciarcelo: di chi sa vivere linquietante anomalia filosofica fino in fondo.

Perch i filosofi sono antipatici? Perch qualunque cosa diciate lo sanno gi, oppure sanno che sbagliato. Per esempio, l'economista Amartya Sen dice: siamo unici e plurali; un filosofo commenta: e allora? Lo sapevamo gi, ed era ben noto nell'antichit: ogni volta che dite uno, intendete uno singolo ma anche uno tutto, dunque chiaro che ciascun uno (anche) molti, e i molti sono (anche) uno. Poi un illustre politologo, David

Il filosofo Un negoziatore che ridefinisce

Nel bazar dei co


re uno pi importante dell'altro, un'insensatezza. L'impressione, fortissima, che il filosofo sia solo un fastidioso distruttore della semplicit, dell'uso comune e un po' zoppicante delle parole. A che cosa serve questa raffinata consapevolezza linguistica? Da un po' di tempo Roberto Casati, insieme ad Achille Varzi (con cui ha scritto alcuni libri di successo) e da solo, sta cercando di diffondere in Italia un'immagine della filosofia diversa da quella che siamo abituati a incontrare sulle pagine dei giornali. Un' immagine che non rinuncia affatto all'antipatia di cui sopra, ma lascia vedere bene a che cosa serva questo speciale modo di essere intellettualmente dispotici. La sua Prima lezione di filosofia entra direttamente nella questione, e offre una immagine della filosofia non nuova nei contenuti, ma originale e brillante nella formulazione: il filosofo un negoziatore concettuale, qual-

La Prima lezione di Roberto Casati: come procedura base lesercizio dellimmaginazione


Brooks, spiega: la ragione non importante in politica, importante l'emozione. Un filosofo dice: ragione ed emozione sono termini distinti ma sovrapponibili; pensare che si confrontino come battaglioni in armi, o che stiano accanto l'uno all' altro come sedie e tavoli, oppure che si possa considera-

p Roberto Casati p PRIMA LEZIONE DI FILOSOFIA p Laterza, pp. 203, 12

cuno che definisce e ridefinisce i concetti, corregge, rivede, propone definizioni concettuali. L'esperienza relativa ai concetti, per esempio appunto all'uso dei termini uno e molti, o ai significati di ragione ed emozione, un requisito tipico del lavoro filosofico, ed ci che lo caratterizza, al di l di qualsiasi distinzione disciplinare e divergenza di scuola o canone.

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SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

VII

Montaigne in un ritratto di Paolo Guidotti disegnato per la copertina dei Saggi editi negli Oscar Mondadori, 1970

zione dei conflitti ideologici tra cattolici e protestanti durante le guerre di religione, dalla fortuna dei Saggi alle loro interpretazioni. La Bakewell, insomma, coglie al vivo il pensiero di Montaigne immergendoci nell'amore per il sapere e la conoscenza di s che gli aveva fatto ritenere perfetta l'iscrizione con cui gli Ateniesi avevano accolto Pompeo: Tanto pi sei divino, quanto pi ti riconosci uomo. Indagati con sottigliezza, gli squarci familiari e i legami affettivi scolorano rispetto a quello con Etienne de La Botie, l'autore di Discorso sulla servit volontaria, un intrigante pamphlet contro la tirannide appena riproposto da Chiarelettere. Se mi si chiede di dire perch l'amavo - confessa Montaigne, sento che questo non si pu esprimere che rispondendo: perch era lui, perch ero io. Amicizia spirituale alimentata dalla stessa passione umanistica per le opere morali e i classici, o omosessualit malcelata? Con quel gemello, come pi tardi con la giovanissima Marie de Gournay, prima curatrice dei Saggi, stabil una comunicazione che lo pose al riparo, come sotto una campana di vetro. Con dei limiti. Come l'incomprensione per la frenesia creativa e la perfezione che avevano ridotto Torquato Tasso alla follia o il temporeggiare con cui, sottraendosi ai suoi doveri di sindaco, si

DON ANDREA GALLO COME SAVONAROLA

Il prete che non tace


= Un gemellaggio fra la Firenze quattrocentesca di Savonarola e la
Genova di don Andrea Gallo, il prete dei diseredati. Due voci contro, due figure non use a ubbidir tacendo. Tant che Io non taccio il titolo ad hoc del cofanetto (libro+dvd) edito da Promo Music - Corvino Meda Editore ( www.promomusic.it, 19). Il dvd la registrazione del recital in cui don Gallo d voce - con speciale adesione - al frate rivoluzionario che non esit a cospargere di invettive la Chiesa e la societ corrotte del suo tempo. Nel libro sono adunate, riscritte dal regista fiorentino Stefano Massini, le prediche del domenicano ferrarese finito al rogo. In una intervista conclusiva don Gallo le riporta alloggi, tra leghismo e bunga bunga: il cristiano non pu rimanere indifferente.

Andrea Gallo

Coltiv l arte di vivere oltre ogni flagello: ma possibile salvarsi da soli, aspettando che il peggio passi?
era salvato dalla peste. Maestro di vita e filosofo dellumilt, apostolo di modernit e laicismo o campione di opportunistica prudenza? E magari padre della nuova generazione di blogger narcisistici come sul Telegraph ha scritto Oliver Benson? Franois Guizot lo defin il gran seduttore della letteratura francese. Ma Michel Leiris lo ha emulato nella sua Rgle du jeu. Oggi la biografia della Bakewell grazie alla sua dialettica pone al lettore qualche dubbio. E' ancora possibile salvaguardare la propria umanit prendendo distanza dalle atrocit, aspettando che il peggio passi e tutto rientri nellordine?

sono soltanto linvito alla moderazione e alla tolleranza, lattenzione per la natura, per la complessit del reale e per se stessi; o il ricorso alla letture, assimilate lentamente seguendo il piacere senzordine n programma, e le strategie di scantonamento dai pensieri dolorosi. Ad affascinare il lettore, sono certamente la morale laica di Montaigne che rende eroica l'individualit delluomo comune e la sua decisa critica del senso di onnipotenza e dellarroganza umana. Ma a catturarlo con

altrettanto interesse e piacere il procedimento con cui la Bakewell partendo in medias res, dallincidente che spinse Montaigne a una vita nova, ne ricostruisce il vissuto pi autentico e la quotidianit attingendo dagli Essais e da una vastissima documentazione con una tale padronanza da restituirli con naturalezza in un racconto con sconfinamenti appassionanti: dalla rivisitazione delle filosofie ellenistiche e delle opere, soprattutto le Historiae di Tacito e le Vitae di Plutarco, alla ricostru-

ormalmente gli instant books - scritti o, meglio, raccolti nella scia immediata di un evento inatteso: una guerra, un disastro naturale, l'apparire di un inatteso protagonista... - nonostante la loro tempestivit, arrivano dopo l'evento, cercando di spiegarne l'apparire, di ricostruirne la preistoria, di mostrarne le radici nascoste. invece estremamente insolito che un libro descriva tutte queste cose prima che l'evento accada e che lo faccia senza nessuna velleit profetica, propria di chi pensa di indovinare o addirittura suscitare un futuro diverso dal presente che sotto gli occhi di tutti, ma con il semplice discernimento che previene il senno di poi. Un esempio di questa merce rara l'ultimo volume di don Antonio Sciortino, direttore del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, pubblicato da Laterza, Il limite. Etica e politica nelle lettere di Famiglia Cristiana: un libro, scritto e pensato prima della recente tornata elettorale amministrativa e dei referendum abrogativi; un libro che per di pi raccoglie e riordina lettere al direttore scritte nell'arco degli ultimi cinque-sei anni. Un libro datato, quindi, che tuttavia, ci consente di cogliere come non cos inatteso quel cambiamento di vento che ha percorso l'Italia in queste ultime settimane. E non a caso, il capitolo conclusivo dell'opera - che riporta e commenta lettere inviate all'inizio di quest'

LONTANO E VICINO
ENZO BIANCHI

Caro padre, la misura colma


Nelle lettere a Famiglia Cristiana i segnali di unItalia che vuol cambiare

Antonio Sciortino, direttore del settimanale Famiglia cristiana

Il limite. Etica e politica nei dialoghi epistolari con Antonio Sciortino, direttore del settimanale
anno - si intitola La misura colma. Don Sciortino lo congeda il 19 marzo 2011, senza pretese, sperando solo di offrire spunti di riflessione, confronto e dialogo, di porsi come sentinella che veglia nella notte, per annunciare le prime luci dell'alba. noto che le lettere a un giornale o a una rivista hanno una duplice valenza: sono s la voce dei lettori, ma la risonanza che le data dipende dal direttore che sceglie quali pubblicare e cosa rispondere. E questo, in un equilibrio che nonostante tutto il direttore non sempre pu maneggiare a proprio piacimento: quando il consenso generale dei lettori si sposta in una certa direzione, anche la consueta opera di filtraggio e dosaggio dei messaggi e delle risposte non pu sconfessarla. Come dimenticare che la vergognosa gogna cui fu sottoposto il direttore di Avvenire fu orchestrata in seguito non a uno o pi editoriali sgraditi, ma a un paio di risposte a una serie di lettere pubblicate? Le lettere a Famiglia Cristiana, poi, hanno una lunga tradizione in questo senso e non da oggi costituiscono uno dei punti di forza ma anche di vulnerabilit del settimanale dei paolini. Questo perch, credo, i lettori sono s in massima

e, corregge e propone

oncetti

Il filosofo Roberto Casati

Da qui discendono una serie di conseguenze non banali. Anzitutto il fatto che, dice Casati, la filosofia una attivit diffusa, sparpagliata qui e l in ciascuna scienza e attivit umana. Chiunque pu trovarsi di fronte a problemi di negoziazione concettuale, deve cio ripensare che cosa si intende per esempio per persona, per felicit, o giustizia, o anche per concetti meno tradi-

zionalmente filosofici, come famiglia o pianeta. I filosofi professionali di solito creano artificialmente i problemi concettuali, e li esaminano sistematicamente; ma chiunque di noi pu all'occorrenza dedicarsi all'operazione, e pu farlo perch (seconda conseguenza interessante) la filosofia non propriamente una scienza dotata di un canone definito, ma, spiega Casati, piuttosto un'arte. Ci non significa che non abbia un metodo, o anzi pi artifici metodici. La procedura base della filosofia come di qualsiasi arte la creazione di possibilit, dunque l'esercizio dell'immaginazione. Si tratta, in pratica, di modificare o spostare parametri, imporre variazioni sulla comune visione delle cose, escogitare slittamenti per via analogica. Per esempio: che cosa succederebbe se gli uomini - esseri umani di sesso maschile - potessero partorire? Forse le relazioni tra uomini e donne cambierebbero, e cambierebbero i significati di maschile e femminile. Eccoci dunque a una delle tecniche pi caratteristiche della filosofia: l'uso degli esperimenti mentali, una pratica ben nota alla tradizione. L'arte della filosofia dice Casati consiste so-

prattutto nell'offrire possibilit, la filosofia in certo modo una fabbrica di condizionali, e ci significa che il negoziatore concettuale a volte non offre soluzioni, ma semplicemente allarga la visione del gioco. Costruita nello stile rapido e illuminante caratteristico dell' autore, questa Prima lezione non un'opera di divulgazione, ma contiene una vera e propria teoria filosofica della filosofia, una negoziazione riguardante il concetto di filosofia secondo le linee indicate. La teoria si potr forse discutere nei dettagli, ma le intenzioni di fondo so-

p Antonio Sciortino p IL LIMITE. Etica e politica nelle


lettere di Famiglia Cristiana

p Laterza, pp. 156, 16

Una fabbrica di condizionali che a volte non offre soluzioni, ma allarga la visione del gioco
no del tutto condivisibili. Si tratta di far vedere che la filosofia potrebbe essere ( gi) diversa da come la si pensa: da come la pensa chi trova antipatici i filosofi, e da come la pensano i filosofi stessi, specie quelli che ritengono di avere l'esclusiva della negoziazione concettuale: e perci sono, francamente, antipatici.

parte cattolici, ma al contempo non necessariamente appartenenti a gruppi o movimenti ecclesiali: sono cristiani di tutti i giorni che scrivono al direttore, per uno sfogo o un consiglio. Sono padri e madri di famiglia, giovani coppie, lavoratori e pensionati, gente di campagna e di citt, della provincia o delle metropoli, casalinghe, studenti, catechisti che giorno dopo giorno cercano di coniugare la propria fede con il vissuto, la propria appartenenza alla chiesa con l'inserimento nel mondo e nella societ, con le sfide non facili che la vita richiede e per le quali nessuno ha ricette infallibili. Il libro di don Sciortino fedele a questo spaccato che settimana dopo settimana si potuto ritrovare nelle edicole in questi anni non facili per la chiesa e per la societ italiana. Ritroviamo qui, ben introdotte e organizzate, lettere e risposte che a suo tempo hanno destato vivaci reazioni, dentro e fuori la chiesa, opinioni che hanno scatenato pesanti accuse contro il direttore,

punti di vista che hanno incoraggiato alcuni e scandalizzato altri, ma che hanno comunque offerto uno spaccato fedele non solo del cattolicesimo italiano ma anche della pi vasta societ civile. Gli argomenti, infatti, abbracciano davvero tanti aspetti decisivi della polis nella quale ci troviamo tutti insieme a vivere e, per i cristiani, anche a testimoniare il Vangelo: l'economia e la dignit delle persone; l'Italia e gli immigrati; la Chiesa, la politica e il bene comune; un paese violento e in crisi di valori; le donne tra immagine e realt... Se questa semplice raccolta tanto efficace nel tratteggiare la societ italiana e nel far balenare un cambiamento di clima cos forte come quello sperimentato in questi giorni, credo lo si deb-

L economia, le donne, la violenza, i migranti: il pregio di saper ascoltare le speranze e le ferite dei propri simili
ba - oltre alla grande sapienza dei semplici lettori e al loro sensus fidei - alla capacit di ascolto di don Sciortino e della sua redazione. Solo chi sa davvero ascoltare le ansie, le speranze e le ferite dei propri simili, solo chi piega l'orecchio sulle sofferenze, i dubbi, l'indignazione dei piccoli sa discernere anche un bandolo della matassa, sa riconoscere e assecondare la sete di Vangelo, sa significare, fare segno verso un domani migliore, pi umano e pi cristiano. Un domani che inizia gi oggi.

VIII

Pagine in salita
SCHEDE A CURA DI SIMONE BOBBIO

Tuttolibri
SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

Alpi segrete

Imprese originali

Nella cengia degli Dei con lorso Dino

Quelli che arrampicano con humour

orvolare le Alpi, la loro orografia tormentata da cime e valli, tra boschi e pascoli, poi scendere in picchiata in angoli remoti, lontano dalle zone pi conosciute e griffate, un privilegio raro, reso possibile dalle parole evocative di Marco Albino Ferrari che in Alpi segrete. Storie di uomini e di animali accompagna il lettore in una serie di percorsi minori nei territori dove la cultura alpina si conservata, nonostante lo spopolamento e il turismo di massa causati dal pensiero dominante della pianura. Territori dove la montagna vive nelle tradizioni antiche, nei racconti e negli ecomusei, tra le Dolomiti bellunesi, Elva (Piemonte) e i dialetti germanici dei Mcheni in Trentino. Anche l'alpinismo rappresenta un importante fenomeno culturale, soprattutto su certe montagne segrete come la cengia degli Dei, in Friuli, esaltata da Julius Kugy, il Pizzo Badile conquistato da Riccardo Cassin e la Val di Mello valorizzata dai sassisti anticonvenzionali degli Anni 70. La conclusione affidata al lungo viaggio a piedi coperto dallorso Dino, inconsapevole osservatore delle Alpi di oggi.
Marco Albino Ferrari ALPI SEGRETE Storie di uomini e di montagne Laterza, pp. 192, 16

G
Illustrazioni da Iconografie delle montagne Priuli & Verlucca 2010

Letteraltura Per gli appassionati di viaggi, avventure e montagne appuntamento con Letteraltura, che per la sua quinta edizione ha scelto come animale simbolo la mucca: incontri a Verbania dal 22 al 26 giugno (poi in luglio nelle Valli di Antrona, Antigorio, Formazza e Vigezzo). Tra gli ospiti di Verbania, Folco Quilici, Guccini, Vassalli, Cristina Comencini, Margherita Oggero, Marina Jarre, Laura Pariani; alpinisti come Diemberger e Gogna e autori di saggi e reportages sulle pi famose imprese alpinistiche.

li alpinisti tradizionalmente amano raccontare le loro avventure in forma autobiografica: il kazako Denis Urubko e l'inglese Mick Fowler lhanno fatto con freschezza narrativa e contenuti anticonvenzionali. Urubko, che ha conquistato tutti i 14 Ottomila lungo vie difficili e poco battute, in Colpevole dalpinismo, vincitore del premio Itas 2011 a Trento, narra i suoi esordi nel mondo delle scalate. Non quindi epopee recenti e gi conosciute sui giganti himalayani, ma avventure giovanili di uno scavezzacollo tra le montagne a noi poco note dell'ex Unione Sovietica. Originario del Caucaso settentrionale, trapiantato ad Almaty in Kazakhstan, Urubko racconta con stile leggero, ironico e autoironico, le sue vicende estreme nell'epoca della dissoluzione sovietica. Mick Fowler ha compiuto spedizioni sulle montagne del mondo, ma sempre tornato alla propria scrivania presso l'Ufficio delle imposte. Un cristallino humour inglese caratterizza la sua autobiografia Su ghiaccio sottile originale e divertente: Fowler riesce a rendere normali imprese straordinarie.
Denis Urubko Colpevole d'alpinismo Priuli e Verlucca, pp. 335, 18,50 Mick Fowler Su ghiaccio sottile Alpine Studio, pp. 276, 22

Anuk e Modestine

Scalate in tribunale

Due psicoatleti

Il cane e lasina fedelissimi amici di viaggio

Signor giudice dica lei chi scal il Monte Bianco

Uno sale veloce mentre laltro cammina lento

n montagna i migliori amici delluomo sono il cane e lasino. Jack London ha esaltato listinto naturale e spesso incoercibile di Buck, nel Richiamo della foresta, e di Zanna Bianca. Tradizionalmente per il cane stato addomesticato dai montanari e utilizzato come efficiente guardiano di bestiame. Il suo carattere docile e ubbidiente lo rende un infallibile soccorritore di escursionisti smarriti e di alpinisti travolti da valanghe. Lasino viene associato, in letteratura, a immagini malinconiche di animale da soma adoperato nei lavori di montagna o sui fronti della Prima Guerra Mondiale. Oggi, sostituito da macchine pi avanzate, si trasformato in un ottimo mezzo di trasporto per turisti a piedi. Si chiamano Anuk (il cane) e Modestine (lasinella) i protagonisti di due libri che raccontano ed esaltano limportanza e la simpatia di questi animali. La penna di Enrico Camanni e lesperienza diretta di Daniele Ollier, addestratore professionista del Soccorso alpino, firmano a quattro mani Anuk che descrive il legame tra un soccorritore e il suo cane. Non si pu dire che ad Anuk manchi la parola dal momento che gli autori si sono calati nella sua mente per esprimere con il discorso diretto stati danimo e sentimenti delleroe a quattro zampe: la voce del cane si alterna con quella del suo padrone in un esperimento vivace e piacevole di immedesimazione e di affiatamento dei due personaggi. Robert Louis Stevenson, di cui Mursia ha ripubblicato Viaggio con un somaro nelle Cevenne (1879), racconta la propria avventura a piedi attraverso la catena montuosa del Midi francese condita da riflessioni sulle sanguinose guerre di religione che hanno sconvolto pittoreschi villaggi e paesaggi. Ma il vero filo conduttore levoluzione del rapporto con Modestine: dapprima un semplice animale da soma, poi una riservata e mite compagna di viaggio.
Enrico Camanni e Daniele Ollier Anuk Liaison, pp. 64, 12 Stevenson Viaggi con un somaro nelle Cevenne Mursia , pp. 162, 14

erch gli alpinisti litigano fra loro? Perch spesso mentono e singannano? La storia delle imprese alpinistiche piena di polemiche sulla loro autenticit che in diversi casi hanno dato vita a vicende giudiziarie. Scalate e scalatori sono finiti in tribunale. Ne parla La legge della montagna di Augusto Golin, scrittore e alpinista, a lungo responsabile del Festival del cinema di montagna di Trento. Materia originale, in parte inedita, i processi di alpinismo riguardano anche grandi epopee, dalla prima salita del Bianco alla gara per la cima del Cervino. Golin tratta entrambi questi episodi, quindi scava a fondo in altre tre vicende: la conquista italiana del K2 nel 1954, la prima ascensione del Dhaulagiri nel 1960 e la tormentata salita di Reinhold e Gunther Messner al Nanga Parbat (1970). Nel caso del Bianco, i primi salitori furono due abitanti di Chamonix nel 1786: il medico condotto Michel G. Paccard e il cercatore di cristalli Jacques Balmat. Ma il loro successo venne svalutato dallo scienziato Horace Bendict de Saussure, che si accan, in particolare, a mettere in cattiva luce Paccard, favorito dalle menzogne di Balmat. Nel caso del Cervino, la vittoriosa salita di Whymper nel 1865 si trasform in una tragedia per la morte di quattro suoi compagni, precipitati dalla vetta allinizio della discesa: a Zermatt ci fu uninchiesta giudiziaria che ci concluse con un non luogo a procedere, ma ci non fren le polemiche che arrivarono fino alla regina Vittoria. La vicenda del K2 produsse un processo che vide smentita la versione ufficiale di Ardito Desio, capo spedizione, che andava a detrimento di Walter Bonatti. Sempre contrasti con versioni fasulle dei capi spedizione costrinsero grandi scalatori a rivolgersi, con ragione, alle autorit giudiziarie: Diemberger sul Dhaulagiri e Reinhold Messner sul Nanga Parbat, accusato di aver abbandonato il fratello. Alberto Papuzzi
Augusto Golin LA LEGGE DELLA MONTAGNA Corbaccio, pp. 168, 18,60

rizzontale/verticale. Alla dimensione delle lunghe distanze da coprire nel minor tempo possibile la tradizione contrappone quella del salire con gesti lenti e ponderati per superare brevi tratti di elevata difficolt. Ma tutti i luoghi comuni hanno delle eccezioni. Ueli Steck, alpinista fuoriclasse svizzero, si specializzato nella salita in velocit delle pi difficili pareti alpine, le nord di Cervino, Eiger e Grandes Jorasses, scalando in un tempo complessivo di appena 7 ore quella che veniva definita la trilogia dei problemi delle Alpi. Le sfide, limpegno e lingaggio fisico e mentale di tali imprese vengono raccontati in Speed. Enrico Brizzi, invece, appassionato di lunghe traversate a piedi dove l'exploit sportivo solo il mezzo per affrontare un viaggio in cui il tempo, che scorre lento, cadenzato dai passi, favorisce la conoscenza degli altri e di se stessi, ispirando storie da raccontare. La scorsa estate Brizzi ha percorso l'intero stivale dallestremo Nord della Vetta dItalia (Alto Adige) alla punta meridionale di Capo Passero (Sicilia), e questa esperienza confluita nel libro Gli psicoatleti. Stek e Brizzi si definiscono, a loro modo, atleti. Brizzi ha chiuso la propria trilogia di romanzi ispirati a lunghi viaggi a piedi immergendosi, con il pretesto sportivo, per tre mesi nella pancia dellItalia unita e scoprendo elementi forti di coesione che resistono al campanilismo centrifugo. Il romanzo rivolge uno sguardo impietoso sui costumi di un popolo e di una generazione, quella dei trentenni. LItalia contemporanea viene messa a confronto con il periodo postunitario attraverso una divertente vicenda fantastorica. Per Steck al contrario la performance atletica il cuore dellimpresa e lalpinista, ne discute con i grandi che lo hanno preceduto: Reinhold Messner, Walter Bonatti e Cristophe Profit.
Ueli Steck SPEED. 7 ore che hanno cambiato la mia vita Priuli e Verlucca, pp. 270, 18,50 Enrico BrizziGLI PSICOATLETIDalai, pp.512, 20

Pagine gialle
SCHEDE A CURA DI PIERO SORIA

Tuttolibri
SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

IX

Olle Lonnaeus

Ake Edwardson

Michael Ridpath

Lubriacone risorge in Svezia per suo figlio

Olle Lonnaeus

Il pornocrate uccide a Londra e Gteborg

Ake Edwardson

Elfi assassini in una Islanda alla Tolkien

Michael Ridpath

lle Lonnaeus ha la capacit di disegnare storie dure con mano leggera cogliendo squarci inusitati in una societ quella svedese - che ha perso antiche certezze riplasmate dalla crisi e dallimmigrazione. Il suo Cuore nazista (anche se il titolo vagamente deviante) la storia, amara e violenta, della ricostruzione di una famiglia smembrata dalle circostanze. Mike Larsonn a suo modo profondamente onesto anche se sta uscendo dal carcere dove ha scontato una condanna per furto. E un ubriacone rissoso che sinfiamma per nulla. Ma ha deciso di ricuperare laffetto del figlio Robin, abbandonato (e seviziato) da vari genitori temporanei. Perci decide di comportarsi bene per ottenerne laffidamento: si procura un lavoro (presso un serbo bieco che lo mette nei guai), va ad abitare da un vecchio amico dinfanzia tanto estroso quanto mentalmente instabile e stringe un legame ambivalente con una donna violentata a cui i serbi hanno ucciso il figlioletto durante la loro pulizia etnica. Come si vede, una sorta di miscela esplosiva: ma la pazienza e la ragione vinceranno.
Olle Lonnaeus CUORE NAZISTA trad.di Mattias Cocco, Newton Compton, pp. 384, 12,90

ispettore Erik Winter lo abbiamo gi conosciuto ne Il cielo un posto sulla terra. Ora ritorna in Balla con langelo. Ma per quelle strane scelte che popolano leditoria, questa una storia precedente, dove il poliziotto di Gteborg molto pi giovane e la sua amicizia con lomologo scozzese Steve Macdonald al primo approccio. E nasce dalla necessit di far luce su quattro orridi omicidi sullasse Inghilterra- Svezia: pare che lassassino sia lo stesso, che bazzichi lequivoco ambiente del porno e delle luci rosse e che il suo vizio sia tra i pi inconfessabili. Lautore, Ake Edwardon, stato definito da molti il nuovo Mankell con ottime ragioni. Intanto li accomuna una prosa pacata, densa di ricordi e rimorsi, di riflessioni profonde e di amore per i luoghi e le cose. In questo caso, per esempio, sono notevoli le ambientazioni nel quartiere di Brixton, nel Sud londinese, meta quasi sconosciuta ai turisti mordi e fuggi, ma posto dellanima, sfavillante di musica e colori, per chi di casa. Finale vagamente incerto, ma fa premio su tutto la buona scrittura.

l sergente Magnus Jonson, della Omicidi di Boston, nei guai. Deve testimoniare contro un boss crudele e sanguinario, ma non cos sicuro di arrivare vivo al processo: infatti gi la seconda volta che un killer cerca di toglierlo di mezzo e lui si salva sempre per un soffio. E questa la premessa de Lanello dei ghiacci delloxfordiano Michael Ridpath. Memore che Tolkien ha insegnato letteratura inglese per ventanni nella sua stessa universit, Ridpath assegna temporanemente il suo investigatore, di origini islandesi, alla polizia di Reykyavik per salvarlo da ulteriori attentati. Ma, nello stesso tempo, lo infila in unindagine che porta diritto diritto al Signore degli anelli e al carteggio che il suo autore ha avuto con vari studiosi dellisola per imbastire le sue saghe. Naturalmente si parte da un assassinio, quello del professor Agnar Haraldsson, convinto di poter mettere le mani su un documento di inestimabile valore, appetito da uno stuolo di ingordi malviventi disposti a tutto, anche ad uccidere, pur di appropriarsene. Elfi, cascate e un mare di leggende nordiche: lettura affascinante.
Michael Ridpathe LANELLO DEI GHIACCI trad. di Duccio Viani, Garzanti, pp. 354, 18.60

Ake Edwardson BALLA CON LANGELO trad. di Giorgio Puleo, Dalai, pp. 360, 17.90

Jeffery Deaver

Patricia Cornwell

Il nuovo Bond? Pi buzzurro che sciupafemmine

Jeffery Deaver

Kay Scarpetta rinasce a Salem terra di streghe

Patricia Cornwell

pt per una bottiglia di Chardonnay non invecchiato in botti di quercia che proveniva da Napa, in California. Ma come? James Bond che abbandona i suoi Romane-Conti, Montrachet e Mouton Cadet per i vini della Valley? Che inventa banali cocktail a base di Triple Sec e che lui glorioso sciupafemmine - ha bisogno di ben 370 pagine per concedersi la prima avventura galante, per altro di un erotismo quasi conigliesco? Che sia invecchiato? No: continua ad avere 35 anni, ci sono M e Moneypenny, ma nel frattempo ha abbandonato la Marina, non pi il comandante Bond e si iscritto a un club di spie salvamondo non meglio identificato, seppur ossessivamente british anche se la mano che ora lo dipinge in Carta bianca quella di un vigoroso americano di Chicago che si sforza (inutilmente) di mantenergli ammalianti stimmate di snobismo londinese. E il caso di Jeffery Deaver, linventore di Lincol Rhyme, linvestigatore tetraplegico che ha affascinato con le sue avventure migliaia di lettori. Ma il salto di genere - dal delitto newyorkese compiuto nel giardino di casa al complotto universale ambientato per le strade del mondo - gli ha tolto ritmo e vigore. Quasi che, per muoversi, abbia continuamente bisogno di un Baedecker per farsi guidare in un meandro sconosciuto di vicoli, menu, sartorie, politica e societ che invece Fleming - da uomo dellImpero - aveva sulla punta delle dita. Questo avviene perch 007 un marchio depositato e gli eredi del grande londinese, morto nel 1964, hanno continuato a far girare vertiginosamente la macchina da soldi avita soprattutto con locchio proteso al cinema. Capita cos che, di volta in volta, venga individuato un autore internazionale per rimpolpare di nuove avventure la carriera di Bond. Quello che finora ha avuto pi successo stato John Gardner. Forse perch era anche lui

Il primo James Bond cinematografico, Sean Connery

inglese, anche lui specializzato in spy stories (il suo eroe era Boysie Oakes), anche lui ex di servizi segreti e dintorni. Ora toccato a Jeffery Deaver, fama decisamente superiore, ma risultati cos cos. Fin dallindividuazione del Grande Nemico. Dai fasti di Spectre e Goldfinger si passa infatti a un lugubre psicopatico, lossianico Severan Hydt, che si eccita solo alla vista di cadaveri semidisossati emergenti da immense fosse comuni, che possiede una mastodontica societ di riciclaggio rifiuti, che si accoppia solo con una vecchia raggrinzita e che sta progettando unimmane strage di esseri innocenti, per puro piacere.
Jeffery Deaver CARTA BIANCA trad. di Valentina Ricci, Rizzoli, pp.599. 21.50

empi duri per la Scarpetta: in una sola infinita notte, la sua vita sta cambiando secondo dopo secondo. Nessuno sembra pi darle retta, tutti la tengono alloscuro, le mentono, la bistrattano, la ritengono complice, seppur involontaria, del Grande Misfatto in atto. In primis Benton, il marito, che a sua insaputa pare essere ritornato a far parte integrante di quel Fbi da cui era uscito. Poi Pete Marino, il fido investigatore che la bypassa in ogni modo. Persino la pugnace nipote Lucy la protegge, ma escludendola dal nocciolo delle cose quasi che per lei, Kay, la conoscenza sia la pi pericolosa delle opzioni. E questa la carta giocata da Patricia Cornwell in Autopsia virtuale per dare una robusta sterzata alla sua regina dei cadaveri che, nonostante qualche ultimo segno di ripresa, aveva denotato una certa stanchezza di fondo. E loperazione riesce appieno. Si ha infatti la senzazione di trovarsi di fronte ad un personaggio nuovo di zecca, a cominciare dal passato (una torbida vicenda sudafricana che le pesa sulla coscienza), per proseguire in un presente denso di situazioni inattese. Per esempio: essere diventata colonnello e lavorare da sei mesi per un generale (anche lui risorto dalla notte dei tempi) nel Port Mortuary (sala autopsie) di una base dellAreonautica a Dover, nel Delaware, pur essendo il nuovo direttore del CFC, il Cambridge Forensis Center di Boston, progetto assai avanzato basato su impressionanti tecnologie. Proprio questa duplice veste la mette nei guai perch, durante la sua prolungata assenza, il Centro stato mandato avanti dal vice in modo a dir poco irrituale (estraeva lo sperma dai cadaveri maschi per vernderlo e accumulare ricchezze) fino a trovarsi in mezzo ad una bella sequela di morti sullo sfondo di una Salem affascinante e non solo perch terra di streghe e antichi patiboli.
Patricia Cornwell AUTOPSIA VIRTUALE trad. di A. Biavasco e V. Guani, Mondadori, pp. 369, 20

BESTSELLER DEL NEW YORK TIMES


Questo libro vi commuover e vi sveler una faccia dellAfghanistan che in pochi hanno visto.

ANGELINA JOLIE
La storia indimenticabile di Kamila mostra fino a che punto possiamo spingerci per salvare coloro che amiamo. Uno dei libri pi illuminanti che io abbia mai letto.

GREG MORTENSON, autore di Tre tazze di t


Questo libro disponibile anche in versione ebook www.facebook.com/sperling.kupfer

In tutte le librerie

www.sperling.it

Classifiche
AI PUNTI
LUCIANO GENTA

Tuttolibri
SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

Qui in cielo meno angeli e pi stelle


I PRIMI DIECI

nche qui i dati parlano chiaro: stravince Camilleri e porta il valore dei 100 punti, nel nostro campione di sole librerie, ancora pi in alto, sopra le 28 mila copie. Ma praticamente solo. Se fissiamo il quorum dei bestseller ad almeno 5000 copie la settimana, lo superano appena altri tre autori: Zafn, la Cornwell e la Diffenbaugh. Poi una progressiva corsa in discesa. Non una stagione brillante per le casse di librai ed editori, il mercato ristagna. Nella tabella dei primi 10 ci sono 9 conferme e un solo cambio: scendono gli angeli pasticcioni della Trussoni e salgono le stelle di Calabresi, un libro che sembra fatto apposta per incita-

re a resistere e insistere quei giovani precari definiti lItalia peggiore dal ministro Brunetta. Il quale forse non ha ancora avuto modo di leggerlo. Del resto, come dice un nostro amico che amico di Crozza, Brunetta non allaltezza di Calabresi. Nella narrativa italiana, assoluta invisibilit per le cinquine designate da Strega e Campiello: si vedr nella seconda met di luglio (e poi a settembre) se e quanto scatter leffetto premio. Finora lunico titolo in gara apparso nelle settimane scorse nelle nostre tabelle La vita accanto di Maria Pia Veladiano, mentre il primo degli esclusi dalla finale del Ninfeo di valle Giulia, Nel mare ci sono i coccodril-

li di Geda resiste da 59 settimane (questo sabato 13). Nella narrativa straniera si affaccia Il gabbiano di Marai, scritto subito dopo Le braci, quasi un remake, con un triangolo, un uomo e due donne, luna la copia (la resurrezione) dellaltra, un amore negato e perduto, rimpianto e forse ritrovato. Possono valere per Marai - ed anche per noi, giunti forse alle ultime pagine del romanzo criminale che via via i giornali ci stanno raccontando - i versi di Landolfi raccolti da Adelphi in Viola di morte: ...Quando una mano benigna/ Ci pulir lanima,/ E qualcuno dir. Ora siete/ Novellamente nuovi;/Guardiamo come farete/ A insudiciarvi daccapo.

INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

1
CAMILLERI SELLERIO

100

22

21

21

5
NESB EINAUDI

17

Il gioco degli specchi

Le luci di settembre
RUIZ ZAFN MONDADORI

Autopsia virtuale
CORNWELL MONDADORI

Il linguaggio segreto dei fiori


DIFFENBAUGH GARZANTI

Il leopardo

6
DANDINI RIZZOLI

15

7
TAMARO GIUNTI

14

8
MURGIA EINAUDI

13

12

10

11

Dai diamanti non nasce niente

Per sempre

Ave Mary E la chiesa invent la donna

Nessuno si salva da solo


MAZZANTINI MONDADORI

Cosa tiene accese le stelle


CALABRESI MONDADORI

Narrativa italiana
1. Il gioco degli specchi CAMILLERI
14,00 SELLERIO

Narrativa straniera
100 1. Le luci di settembre RUIZ ZAFN
19,00 MONDADORI

Saggistica
22 1. Ave Mary MURGIA
16,00 EINAUDI

Varia
13 1. Dai diamanti non nasce... DANDINI
19,00 RIZZOLI

Tascabili
15 1. Il piccolo principe SAINT-EXUPRY
7,90 BOMPIANI

Ragazzi
11 1. Viaggio nel tempo 4 STILTON
23,50 PIEMME

10

2. Per sempre TAMARO


18,00 GIUNTI

14

2. Autopsia virtuale CORNWELL


20,00 MONDADORI

21

2. Cosa tiene accese le stelle CALABRESI


17,00 MONDADORI

11

2. La dieta Dukan DUKAN


16,00 SPERLING & KUPFER

2. Bianca come il latte... DAVENIA


13,00 MONDADORI

2. La maledizione del titano RIORDAN


17,00 MONDADORI

3. Nessuno si salva da solo MAZZANTINI


19,00 MONDADORI

12

3. Il linguaggiosegreto dei fiori DIFFENBAUGH


18,60 GARZANTI

21

3. Sanguisughe. Le pensioni... 10 GIORDANO


18,50 MONDADORI

3. facile smettere di fumare... 4 CARR


10,00 EWI

3. Il libro delle anime COOPER


13,00 TEA

2. I Gemelli di Kuma TROISI


17,00 MONDADORI

4. Otel Bruni MANFREDI


19,00 MONDADORI

10

4. Il leopardo NESB
21,00 EINAUDI

17

4. Scuote lanima mia Eros SCALFARI


17,00 EINAUDI

4. Le ricette della dieta Dukan DUKAN


16,00 SPERLING & KUPFER

4. Se questo un uomo LEVI


10,50 EINAUDI

4. Diario di una schiappa. Vita... 4 KINNEY


12,00 IL CASTORO

5. Alla fine di un giorno... CARLOTTO


17,00 E/O

5. Alba di fuoco CUSSLER


19,60 LONGANESI

11

5. Carta straccia PANSA


19,90 RIZZOLI

5. Cotto e mangiato PARODI


14,90 VALLARDI

5. Il simbolo perduto UHLMAN


5,50 FELTRINELLI

5. Principessa del buio STILTON


18,50 PIEMME

6. Un filo dolio AGNELLO HORNBY


14,00 SELLERIO

6. Angelology TRUSSONI
18,60 NORD

10

6. Indignatevi! HESSEL
5,00 ADD EDITORE

6. The secret BYRNE


18,60 MACRO EDIZIONI

6. Tutto quello che gli uomini... 6


1,90 NEWTON COMPTON

6. Cars 2. Giocakit
12,90 WALT DISNEY

7. Le sante dello scandalo DE LUCA


8,50 GIUNTINA

7. Il profumo delle foglie di limone 10 SNCHEZ


18,60 GARZANTI

7. Odio gli indifferenti GRAMSCI


7,00 CHIARELETTERE

7. La felicit qui MORELLI; FALSIROLI


15,00 MONDADORI

7. Il sentiero dei nidi di ragno CALVINO


9,00 MONDADORI

7. Il diario di una schiappa I KINNEY


12,00 IL CASTORO

8. Il carnefice BERTUZZI
9,90 NEWTON COMPTON

8. Carta bianca DEAVER


21,50 RIZZOLI

8. Dov Dio. Il Vangelo...


14,50 EINAUDI

8. Benvenuti nella mia cucina PARODI


14,90 VALLARDI

8. La solitudinedei numeri primi GIORDANO


13,00 MONDADORI

8. Amici contro GARLANDO


11,00 PIEMME

9. Il libro segreto di Dante FIORETTI


9,90 NEWTON COMPTON

9. Il centenario che salt... JONASSON


17,90 BOMPIANI

9. Tutti santi me compreso DE CRESCENZO


17,00 MONDADORI

9. Instant English SLOAN


16,90 GRIBAUDO

9. Lombra del vento RUIZ ZAFN


13,00 MONDADORI

9. Cars 2
3,50 WALT DISNEY

10.Un calcio in bocca fa miracoli 4 PRESTA


16,50 EINAUDI

10.Il gabbiano SNDOR


16,00 ADELPHI

10.Caro Papa ti scrivo ODIFREDDI


17,50 MONDADORI

10.La parigina. Guida allo chic LA FRESSANGE; GACHET


25,00 LIPPOCAMPO

10.Il Barone rampante CALVINO


9,50 MONDADORI

10.Top model per un giorno STILTON


8,50 PIEMME

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI REALIZZATA DALLA SOCIET NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PI VENDUTO TRA LE NOVIT. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 5 ALL11 GIUGNO.

omplimenti. C stata, a Torino e altrove in Italia a ridosso del voto, anche una bici referendaria, breve gara nobilmente dedicata. Idealmente organizzata sotto lombrello della Critical mass, movimento di controcultura nato una ventina di anni or sono a San Francisco per la liberazione del ciclista, ma non solo. Performances, forum, editoria tematica. La pi interessante delle quali, da noi, Ediciclo, da quasi un quarto di secolo una piccola Mondadori del pedale, inventrice tra il resto di Ciclomundi, il festival della silenziosa velocit... (Paolo Conte song). Grande icona pop, facile/difficilissimo strumento da sempre anche per artisti, scrittori (da Buzzati a Gianni Clerici, Tamaro e via), affabulatori, eversori, la bici, che dal 2000 ha visto triplicati i suoi utenti, pi che mai oggetto/soggetto di interi scaffali con ampi studi anche se tuttora moderatamente remunerati-

PROSSIMA MENTE
MIRELLA APPIOTTI

Pedalando tra il Po e le stelle


vi.... Ultimo il filosofico collage di Pedalo dunque sono, appena uscito per la sigla di Vittorio Anastasa, 200 titoli in catalogo, una trentina di novit lanno il cui punto forte restano le guide, scrupolosamente scelte. A giorni, dopo il Danubio, le Langhe di Pavese ecc, una deliziosa Ciclovia del Po in due volumetti, dalla leghista

sorgente allAdriatico. Non sempre bordeggiando poich, a fronte dei 40.000 km di ciclovie tedesche, il nostro Paese ne ha appena 3.000. C civilt e civilt. Il quarantanovenne Ad di Ediciclo (che dispone anche della sigla nuovadimensione, storia, inchieste, narrativa contro) annuncia per settembre La mia vita in bicicletta,singolare autobiografia della amatissima Margherita Hack mentre condivider, con la parigina Transboral, la collana Piccola filosofia del viaggio, emozioni, colori, persone: in autunno 4 titoli francesi e un italiano, La musica della neve di Davide Sapienza. La passione per la mobilit dolce, anche senza ruote, si estende, Ediciclo crede da tempo allArte del camminare (i nuovissimi consigli per partire con il piede giusto di Luca Gianotti), consolidati eroi del genere Wu Ming 2 e Enrico Brizzi, la Compagnia dei cammini che ha generato Basilicata coast to coast, minuscola spia (forse) della nuova Italia.

he eagles who soar through the sky are at rest / And the creatures who crawl, run and creep. / I know you're not thirsty. That's bullshit. Stop lying. / Lie the fuck down, my darling, and sleep. Traduzione? Meglio di no. Diciamo soltanto che una poesiola per bambini, e che per meglio che i bambini non la sentano mai: soprattutto la piccina che l'ha ispirata, la dolce Vivien oggi treenne. Diciamo anche che un brano dell'improbabile bestseller Go the xxxx to Sleep di Adam Mansbach, dove le x schermano una parola che potremmo delicatamente tradurre con accidempoli o perdiana, ma che nell'originale una brutale parolaccia, e dunque l'intero titolo non precisamente Perdirindina, dormi! Quanti genitori esasperati dall'insonnia del pargolo, cio propria, hanno pensato o persino pronun-

CHE LIBRO FA ...IN AMERICA


GIOVANNA ZUCCONI

Perdiana, ti decidi a dormire!?


ciato frasi, ehm, molto energiche e colorite per incitarlo ad addormentarsi? Uno soltanto per ne ha fatto un poemetto di una trentina di pagine, che scimmiotta le tradizionali rime della buonanotte riempiendole di improperi. La ninnananna del vaffa. Invece dei sensi di colpa, ha avuto un inaudito successo.

The flowers doze low in the meadows / And high on the mountains so steep. / My life is a failure, I'm a shitty-ass parent. / Stop fucking with me, please, and sleep. Lui, Adam Mansbach, insegna letteratura alla Rutgers University e ha scritto un paio di romanzi passati inosservati. Le sue rimette brutte ma liberatorie hanno cominciato a raccogliere fan su Facebook, poi a circolare via mail e a risalire le classifiche prima ancora di essere pubblicate: da un editore anch'esso improbabile, specializzato in narrativa nera e sudamericana, e ora miracolato. Grandi gruppi offrono milioni per accaparrarsi il titolo (e magari i successivi: Mangia la verdura, cacchiarola!). Canongate ha opzionato i diritti per l'Inghilterra e la Fox quelli cinematografici. Laudiolibro sar letto da Werner Herzog. Morale della favola? Non c'. Ma la favola s che c', per quel pap.

.
R

Diario di lettura

Tuttolibri
SABATO 18 GIUGNO 2011 LA STAMPA

XI

Giuseppe Battiston Lattore alla ribalta


OSVALDO GUERRIERI

Avviso: se vi accadesse di incontrare Giuseppe Battiston, non sorridetegli, non mostrate di riconoscerlo, non confessategli ammirazione. Lo gettereste in un penoso disagio. Questo friulano a doppia anta, promosso rapidamente ad attore di culto senza che il cinema italiano gli abbia mai dato un ruolo da protagonista, a tutto si abituato meno che alla notoriet. Ci scherza anche un po. Dice: Raggiungere una visibilit minima era lultimo dei miei obiettivi. E pensi che Battiston, da attore e quindi da fingitore, stia giocando di civetteria, poi ti accorgi che parla sul serio. E cos serio che non riesce ad evitare lincrinatura della voce quando rivela: Continuo a vivere questa faccenda della notoriet con imbarazzo. O quando spiega: Sono cresciuto senza labitudine alle gratificazioni. Per me il lavoro sempre stato lavoro e non uno strumento per arrivare allallegria. Non ero attrezzato. La sua dolce angoscia cominciata nel 2000 con il Nastro dargento per il film di Silvio Soldini Pane e

Una raccolta di fiabe russe con illustrazioni bellissime e Il Piccolo Principe.


Che sensazioni le ha dato il racconto di Saint-Exupry?

Ricordo poco. Posso dire per che di quel libro mi aveva sconvolto la poesia, la meraviglia. Mi diceva, quella lettura, che grazie a un libro si pu correre dovunque senza muoversi da casa.
Ha ritrovato mai pi quella sensazione?

S, quando ho letto Centanni di solitudine. Forse stato il romanzo che ho amato di pi. Cera una tale quantit di immagini meravigliose, da perdere la testa. Con Garca Mrquez mi sono perso nel diverso da me. Forse non chie-

La saggistica? Leggo per lavoro: il Bergson sul riso, Peter Brook, Grotowski. Ma il piacere me lo d il romanzo
do altro ad un romanzo.
E il libro che lo ha deluso?

Il Piccolo Principe, prima lettura consapevole: capii che si pu correre ovunque senza muoversi da casa
tulipani. Sono seguiti altri film, altri premi, altri registi: Roberto Benigni, Emidio Greco, Carlo Mazzacurati, Cristina Comencini. In dieci anni Battiston ha lavorato come un matto, mietendo successi e riconoscimenti ovunque, anche in teatro: Orson Welles Roast, i 18.000 giorni di Andrea Bajani, lattuale ripresa (a furor di pubblico) di Orson Welles. Battiston deve considerare il teatro il suo lavoro vero, cominciato a Milano alla Paolo Grassi dove aveva per compagno di corso Antonio Albanese, e proseguito nella bottega immaginosa di Alfonso Santagata. Sette anni di lavoro duro e molto formativo ricorda. Santagata un vero artigiano e il significato del mio lavoro sta nellapplicazione artigiana.

La vita. Giuseppe Battiston nato a Udine nel 1968. Attore cinematografico, teatrale, televisivo, si formato alla scuola Paolo Grassi. Attualmente impegnato, sul palcoscenico, nella ripresa di Orson Welles (premio Ubu 2009). E al cinema con Ambra Angiolini nel film di Emidio Greco Notizie dagli scavi tratto dal romanzo di Lucentini. Nastro dargento nel 2000 per Pane e tulipani di Silvio Soldini. Altre interpretazioni: La bestia nel cuore di Cristina Comencini, La passione di Carlo Mazzacurati, La tigre e la neve, Chiedimi se sono felice.

Mi vergogno un po a dirlo, ma devo confessare che non ho mai amato I promessi sposi. Sar una lettura altissima, ma mi ha sempre annoiato a morte. Non mai stato cos con la Divina commedia, invece.
Non sar stata colpa della scuola?

I PREFERITI

f
GABRIEL GARCA MRQUEZ

Un friulano calvinista, tra cinema, teatro, televisione, con una ossessione: riempire di libri gli interstizi della giornata come se fossero una promessa di futuro

Pu darsi. Pu anche darsi che non mi sono mai accostato a Manzoni con lo spirito giusto. Con Pascoli, per dire, stato diverso. Quando ho lavorato su di lui per uno spettacolo, ho scoperto uno scrittore opposto a quello che mi avevano fatto conoscere a scuola. Una potenza, unoriginalit... fu una bellissima rivelazione.
Non sar stata lunica.

Centanni di solitudine
Feltrinelli, pp. 343, 10

Con Garca Mrquez mi sono perso nel diverso da me. Forse non chiedo altro ad un romanzo

f
FDOR DOSTOEVSKIJ

Mi bastano Centanni di solitudine


giornata come se fossero una promessa di futuro...

Certo che no. Sono stato folgorato infinite volte nella vita. Per esempio quando ho letto Il giocatore di Dostoevskij o quando ho preso in mano Beckett. Dostoevskij mi ha obbligato a ragionare sul gioco che pu diventare una piaga sociale, Beckett sulla inesauribile molteplicit delle suggestioni. Sono rimasto incantato da Murphy, il romanzo che avrei voluto trasformare in spettacolo teatrale. Ne parlavo con altri colleghi, cercavo una via, un aiuto, ma tutti mi dicevano: non si pu, un romanzo di Beckett non pu diventare teatro. Forse vero.
Spesso ci sono confini che non si possono superare.

Non ho mai amato I promessi sposi. Mi ha sempre annoiato a morte. Non stato cos con la Divina comedia
Altro che lustrini. Battiston un calvinista, per di pi un friulano, come dire che spacca il capello in quattro, non mai contento, non cede su niente e ringhia quando gli tocca lavorare con i termosifoni sfiatati, ossia con gli attori-cane che non sanno usare la voce e impastano tutto per confondere, per bluffare. La meraviglia non il 3D, ma capire quel che dicono, ha inveito in tv, ospite del salotto post demenziale di Victoria Cabello.
Cinema e teatro, teatro e cinema, cinema e televisione, senza un attimo di tregua, rinunciando a una montagna di cose, ma con una ossessione: riempire di libri gli interstizi della

Il giocatore
Garzanti, pp. XXXI-202, 7,50

Non faccio che comprare libri, li guardo, li metto da parte, li dimentico, li ricompro, comincio a leggerli, ma difficilmente li finisco.
Come sarebbe?

Un libro che mi ha obbligato a ragionare sul gioco che pu diventare una piaga sociale

f
SAMUEL BECKETT

Non pigrizia, stanchezza. Per esempio: quando ero in tourne con Gianmaria Testa nei 18.000 giorni ero davvero schiantato. Cera la fatica dello spettacolo, ma anche lesercizio continuo sul testo. Il copione di Bajani non era teatrale, ma io volevo dargli una forma plasmabile, ne cercavo le potenzialit, gli stimoli emotivi. Sono tutte cose divertenti, ma faticose.
Lultimo libro che non riuscito a leggere?

A TORINO CON MACBETH Agenda fitta di impegni per Giuseppe Battiston. Adesso in teatro nei panni di Orson Welles e sugli schermi con Ambra Angiolini nel film di Emidio Greco Notizie dagli scavi, dal romanzo di Franco Lucentini. Lanno prossimo sar al Carignano di Torino, dal 15 maggio, per il Macbeth di Shakespeare con la regia di Andrea De Rosa, nel cartellone dello Stabile, per cui gi aveva lavorato, portando in scena il testo di Andrea Bajani 18 mila giorni.

mio. Per un po abbiamo anche lavorato insieme. Tempo fa ha scritto un testo teatrale, Safari, che non credo sia mai stato pubblicato. Volevamo metterlo in scena. E non detto che prima o poi non ci riusciamo.
Par di capire che lei sia attratto moltissimo dai romanzi e pochissimo dalla saggistica.

Per la generazione di noi quarantenni iPad e eBook sono belle novit, per... non puoi fare le orecchie
Devessere cos. Ma quel confine mi affascina e la lettura lo abbatte, un romanzo riesce a creare un tempo diverso nel quale igienico rifugiarsi. E poi esiste la sensualit, il piacere di toccare un libro, di fargli le orecchie. Qualche sera fa parlavo con gli amici di iPad e eBook, cose che la mia generazione di quarantenni non pu capire in pieno. Dicevamo che forse queste novit sono un vantaggio, perch consentiranno di risparmiare carta. Ma alliPad non puoi fare le orecchie. Al libro, invece... Il libro parte di noi, magari te lo hanno regalato, e per questo motivo lo consideri pi caro di un maglione... il libro il nostro passato, lo sfogli, ti ci ritrovi....

zo ci sono personaggi molto belli.


Pu sempre riprenderlo in mano.

Murphy
Einaudi, pp. 229, 18

Il romanzo che avrei voluto trasformare in spettacolo teatrale. Forse non si pu

Il romanzo di Tullio Avoledo Lelenco telefonico di Atlantide. Mi rammarica moltissimo non averlo terminato, sono curioso di sapere come va a finire, perch gli intrecci mi appassionano, ma pi ancora sono attratto dai personaggi. In quel roman-

Lo far, ma prima dovr dare la precedenza al romanzo di Mauro Covacich A nome tuo.
Perch?

E cos. La saggistica legata allaspetto tecnico della mia vita, funzionale al mio lavoro. Ho trovato illuminante il saggio di Bergson sul riso, che consiglio ad ogni attore. E fondamentale leggere Peter Brook e Grotowski. Ma il piacere vero me lo d la narrativa. Un romanzo levasione, la realt non mia, la somma dei personaggi che possono diventare una mia fonte di ispirazione.
Quando ha avuto questa rivelazione?

Perch Covacich un caro amico, oltre che un bravo scrittore. Mi piace il suo rigore, che un po somiglia al

Da quando ho cominciato a leggere con consapevolezza.


Le sue prime letture consapevoli?

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