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CORSO MULTIMEDIALE DI BASSO ELETTRICO

A CURA DI GAETANO FERRARA

LEZIONE 1 INTRODUZIONE
Quello che qui viene presentato è un vero e proprio corso multimediale per basso elettrico che, partendo dalle prime nozioni fondamentali, vi accompagnerà lungo un percorso progressivo dove imparerete a conoscere e a praticare le tecniche sullo strumento, la lettura delle note, il ritmo, i generi e gli stili musicali, i grandi musicisti. I mezzi tecnologici offrono l’occasione di realizzare manuali e metodi didattici, dotati di un’efficacia grandemente potenziata rispetto al passato. Il computer, internet (con rimandi e approfondimenti disponibili sul nostro sito), supporti video, audio (mp3, midi file), ipertesti, tutto questo, strutturato adeguatamente e supportato dagli “antichi” sistemi del linguaggio scritto e del pentagramma, produce una nuova visione, più dettagliata e completa, della didattica e della pratica musicale. Il corso è diviso in lezioni, ogni lezione contiene più argomenti di ordine sia pratico che teorico (la teoria viene comunque sempre collegata direttamente alla pratica, al piacere di suonare), con esempi ed esercizi da leggere, suonare e guardare. Le lezioni saranno disponibili su CD-ROM e verranno inviate per posta direttamente a casa vostra. La qualità dei video su CD-ROM, in formato 640x480, sarà naturalmente superiore a quella che potete osservare qui in rete. Adesso iniziate a studiare la prima lezione disponibile gratuitamente on-line

1 COSA SERVE PER INIZIARE
Per cominciare a studiare il basso elettrico occorrono i seguenti elementi:

basso elettrico amplificatore accordatore metronomo accessori: cavo, tracolla, custodia per il basso

IL BASSO ELETTRICO
E’ ovviamente l’elemento fondamentale, ne esistono infiniti modelli con tutte le varietà di prezzo. La prima cosa che ci viene in mente di dirvi è: “Entrate in un negozio di strumenti e acquistate un bel Fender Jazz, che con quello non sbagliate mai.” Iniziare con uno strumento affidabile, di marca, è, avendone la possibilità, sicuramente una buona idea Solitamente però, per vari giustificati motivi, chi inizia non vuole spendere troppo, cerca dunque uno strumento decente che gli permetta di sperimentare la “via” del basso elettrico, senza salassare il portafoglio. Esistono ormai, in una fascia di prezzo economica, strumenti suonabili che possono essere presi in considerazione. Per chi ha le mani piccole è possibile provare degli strumenti a scalatura corta, questi bassi permettono di lavorare in posizione più comodamente, senza cioè allargare eccessivamente le dita della mano. Se siete decisi comunque a risparmiare, esiste naturalmente il mercato degli strumenti usati, dove potete trovare dei bassi a prezzi inferiori. Se però, come si presume, siete dei principianti, dovete stare attenti a non incappare in fregature, la cosa migliore è rivolgersi a dei negozianti specializzati (quasi tutti trattano anche l’usato) e, possibilmente, “fidati”. Controllate comunque che il manico non sia storto; l’usura dei tasti (o meglio delle barrette metalliche che formano i tasti); eventuali difetti della verniciatura; il funzionamento dei magneti. Qualunque sia la vostra scelta è preferibile che il basso vi piaccia anche esteticamente, che si accordi con la vostra personalità, provate a produrre qualche nota, toccatelo, saggiatene la tastiera, cercate di sentirvi comodi, valutatene il suono, il peso, il bilanciamento, lo spessore del manico. Se le corde sono troppo alte considerate che è possibile regolarle, chiedete consiglio a qualche bassista esperto o al negoziante. E’ raccomandabile provare lo strumento sull’amplificatore che avete deciso di acquistare. E’ importante non avere fretta, prendersi il proprio tempo.

L’AMPLIFICATORE
L’amplificatore è una parte essenziale, ma separata, di ogni strumento elettrico. Per poter ascoltare il suono del vostro strumento, è bene acquistarne uno contemporaneamente al basso, in modo di avere subito un’idea chiara dell’insieme. Come per il basso le soluzioni sono innumerevoli e la prima condizione da considerare è naturalmente la dimensione del portafoglio. Tenete presente che suona meglio un mediocre strumento su un buon amplificatore, che viceversa un buon basso con un mediocre amplificatore. Uno dei parametri fondamentali dell’amplificatore è la sua potenza, che si traduce in termini di maggiore o minore volume, l’unità di misura della potenza è il watt RMS, diciamo, molto semplicisticamente, che sotto i 100 watt abbiamo degli amplificatori adatti per studiare da soli, dai 100 watt in su potete permettervi di suonare con un batterista, senza essere sovrastato dal suono dei suoi tamburi.

un battito regolare. Altre soluzioni. elettronici economici – hanno un bel suono ma anche una certa fragilità. sono una batteria elettronica. in teoria gli speakers più grandi dovrebbero rispondere meglio sulle basse frequenze. elettronici al quarzo – affidabili. all’altra uno stereo a 2 RCA maschio che ha due spinotti. Alle brutte. suono piacevole. Suonare accordati significa abituare le orecchie alla corretta intonazione dei suoni ed è quindi una condizione basilare. IL METRONOMO Il ritmo è un elemento fondamentale della musica. costosi e fragili. che vanno collegati nell’ingresso ausiliare dello stereo. Esistono vari tipi di metronomi: meccanici – è il modello tradizionale con la carica manuale e il pendolino oscillante. se non tutto. vi offre insomma un ausilio molto importante per imparare ad andare a tempo. Se tenete basso il volume forse non vi partono le casse…… L’ACCORDATORE Uno strumento musicale cordofono per suonare deve essere accordato. l’accordatore è in grado di indicarvi se la nota prodotta deve essere aggiustata tirando o allentando la corda. perché con il vostro metronomo ci dovrete lavorare a lungo. mediante l’ausilio un software musicale audio e midi (tipo Cakewalk o Cubase). Il metronomo fornisce proprio questa pulsazione.3mm. ma il suono molto spesso è troppo acuto. dipende dalla qualità della produzione. Quindi vi consiglio di ascoltarne il suono prima dell’acquisto. rendono possibile l’uso delle cuffie. ricordatevi però che molto. le misure più comuni sono quelle da 8. che permette di accordare strumenti acustici senza bisogno del cavo di collegamento. portatili: i migliori. Esistono fondamentalmente due tipi di accordatori. per potersi realizzare ha bisogno di basarsi su una pulsazione. L’unità di misura della velocità della pulsazione è il BPM (Battiti Per Minuto). 12 e 15 pollici. sono belli. tradizionalmente da 40 a 208. senza però il pregio della portabilità. Insisto in modo particolare sulla questione del suono. permette di regolarne la velocità. ma è una soluzione altamente sconsigliabile. scaricarsi un metronomo da internet.Un’altra caratteristica importante è il numero e la grandezza degli speakers (altoparlanti). soprattutto per un principiante. che andrebbe collegato al basso. concepiti per chitarra e basso. detti anche pin-jack. Alcuni accordatori inoltre sono dotati di un piccolo microfono . che individuano cioè tutte le note della scala cromatica. utilizzare i patterns di batteria di qualche pianola… GLI ACCESSORI . come tutti i metronomi elettronici. sul metronomo troverete vari numeri. insomma non si finisce mai di usarlo. precisi. elettronici digitali – hanno le stesse caratteristiche di quelli al quarzo. le corde devono avere una certa tensione per produrre ognuna una specifica nota musicale. e quelli cosiddetti “cromatici”. potete attaccare allo stereo un cavo che abbia ad una estremità un normale Jack maschio 6. quelli che segnalano l’altezza di ogni corda. regolandolo a 60 BPM avrete una pulsazione ogni secondo. utilizzare i suoni midi della scheda audio di un computer. Collegandolo con il basso e pizzicando la corda. 10. e permettono di amplificare il suono.

e comprare almeno una buona custodia morbida/semirigida ben imbottita. intelligenza……. il cavo. di base abbiamo due pezzi di legno: il corpo (body) e il manico (neck). con spinotti jack da 6. disciplina. dimenticavo. dipende dal livello di protezione che volete assicurare al vostro strumento durante gli spostamenti. Ah. deve essere quantomeno decente e non lunghissimo. la tracolla è preferibile che sia larga (il basso pesa!). . 2 COME È FATTO IL BASSO ELETTRICO Cominciamo col vedere quali sono le componenti fondamentali del basso. esiste anche un modello in cui il manico è parte del corpo stesso. semirigida o morbida. per iniziare a suonare il basso è bene fornirsi di orecchie. oltre a questi elementi. tali strumenti vengono chiamati “neck through body” (letteralmente “manico attraverso il corpo”). la custodia può essere rigida. pazienza. sensibilità.3 mm.Solitamente vi vengono forniti all’acquisto del basso e dell’amplificatore. passione. Questi due pezzi vengono uniti tra loro tramite avvitamento (bolt-on). il mio consiglio è quello di spendere un po’ di più.

Le corde vengono fissate a degli elementi metallici: il ponte (o ponticello. . basate sul principio della vite senza fine. servono per accordare lo strumento. posizionate sulla paletta (headstock. parte estrema del manico). La parte del manico dove passano le corde viene detta tastiera. come il nome stesso suggerisce sulla tastiera sono presenti i tasti (fret). machine head). che viene avvitato sul corpo. e le meccaniche (tuning machine. Le meccaniche (o chiavette). I tasti vengono realizzati applicando sulla tastiera delle barrette metalliche. bridge). E’ possibile trovare anche dei bassi senza tasti (fretless).

il 13°. 5°. la sua importanza è data dal fatto che le note prodotte sul 12° sono le stesse della corde a vuoto ma un’ottava più alte. 12°. essa vibra dal capotasto (nut) al ponticello. Quando la corda viene fatta vibrare senza spingere con la mano sinistra sui tasti viene detta “corda a vuoto”. e così via. l’11° e il 23°). 7°. 15°. premuti dalle dita. producendo delle note dalla corretta intonazione. Normalmente sulla tastiera sono presenti dei punti di riferimento detti segnatasti (position markers). . precedentemente fissate alle meccaniche. Il capotasto tiene le corde. ferme e pronte a vibrare. Il tasto successivo al capotasto viene detto 1° tasto. 17° e 19° tasto. essi segnalano il 3°. Il 12° tasto viene evidenziato con un doppio puntino. Da notare che a parte il 12° e il 24° i tasti segnati sono quelli dispari (meno il 1°. il seguente 2°.I tasti. Nel caso di strumenti a 24 tasti sono indicati dai segnatasti anche il 21° e il 24° tasto. 9°. servono a dividere la lunghezza della corda.

Il ponte. hanno un ruolo essenziale per la natura stessa (elettrica) del nostro strumento. Ne esistono molti tipi e modelli: single-coil. prima di tutto va sottolineato che esso è una massa di legno pieno (solid body). truss-rod) che ne regola la curvatura (concava o convessa) e ne assicura la stabilità. alloggiati negli appositi scassi sul corpo. piezoelettrico. . I magneti sono controllati dai potenziometri (pot. sul corpo sono presenti due elementi fondamentali il ponte e i magneti. esafonico. potentiometer) che ne regolano le funzioni di volume e tono mediante delle manopole (knob). Volgiamo adesso lo sguardo sul corpo dello strumento. attivo. humbucker (cattura rumori). come abbiamo visto. infatti essi trasformano le vibrazioni delle corde in segnali elettrici amplificabili elettronicamente. I magneti (pick-up).. ecc. e dell’intonazione attraverso le viti che allontanano o avvicinano le sellette al capotasto. è il punto di ancoraggio delle corde e ne permette la regolazione dell’altezza (action) per mezzo delle sellette (saddle). passivo.All’interno del manico è inoltre presente una barra di metallo (barra di torsione. double-coil.

. non tutti i bassi ne sono dotati. solitamente in plastica. come dice il nome stesso. che verrà inserito in un foro di uscita del segnale (output jack) posto sopra o a lato del corpo. recepito dai magneti e controllato dai potenziometri. verrà trasmesso ad un amplificatore mediante un cavo. serve ad evitare che l’azione del plettro rovini la verniciatura (e anche a coprire eventuali scassi dove vengono alloggiate alcune parti elettroniche). Infine il battipenna (pickguard) o mascherina che.Il segnale.

la capacità di accordare usando le orecchie. Bisogna dunque cominciare ad imparare il prima possibile “l’arte” di accordare! L’accordatura standard del 4 corde è la seguente: I II III IV corda corda corda corda SOL RE LA MI . è estremamente importante studiare con lo strumento accordato. l’orecchio infatti deve abituarsi da subito a percepire i suoni e le loro combinazioni (scale e accordi) in modo corretto. oltre a risolvere varie situazioni. pur molto utile. è un importante passo verso lo sviluppo dell’orecchio stesso. La cosa più semplice da fare è comprare un accordatore (vedi il 1° argomento di questa lezione).3 ACCORDARE LO STRUMENTO Ecco un argomento fondamentale. ma affidarsi solamente a questo oggetto. si può rivelare alla lunga dannoso.

Il primo passo per accordare è quello di avere una fonte sonora di riferimento per intonare almeno una corda. a questo punto potete staccare il dito e portare la mano sinistra alle chiavette delle meccaniche per accordare. cliccate sulla III corda. facciamo risuonare insieme la nota sul 5° tasto della III corda con quella della II corda a vuoto. Principalmente vengono usati due sistemi: il primo prevede l’utilizzo dei tasti. in questo modo produrremo la frequenza esatta della II corda (RE). Per ottenere questo armonico poggiate. un dito esattamente all’altezza della dodicesima barretta metallica (quella dopo i due puntini) e pizzicate la corda. indicato sull’immagine della tastiera. Nel caso fosse più alto abbassate la tensione della corda. . convenzionalmente la nota più usata per questo scopo è il LA (vedi diapason). video (320x240) – video (160x120) Una volta accordata la III corda potremmo procedere allo stesso modo per le rimanenti. Un punto essenziale per realizzare l’accordatura è la percezione dei battimenti: quando due frequenze sono vicine ma non perfettamente coincidenti. infatti in questo modo otteniamo un suono più puro e nitido all’ascolto. in caso contrario la corda va tirata fino a raggiungere la coincidenza delle frequenze. nel nostro caso iniziamo quindi dalla III corda. Utilizzare gli armonici per accordare può essere vantaggioso. le onde sonore producono delle variazioni d’intensità a intervalli regolari.La IV corda (MI) è quella più bassa come frequenza e più grossa come diametro. dopo il suono della corda a vuoto seguirà quello dell’armonico al 12° tasto (che corrisponde alla stessa nota un’ottava sopra). il secondo degli armonici. Cominciamo con il primo sistema. più i due suoni si avvicinano. andate sulla home page del sito. ma è certamente più utile imparare ad accordare le altre corde usando come punto di riferimento la III corda stessa. Se non avete a disposizione una tastiera o altro. Cercate di far corrispondere il suono della III corda con quello del pianoforte. premiamola al 5° tasto e pizzichiamola. provate a cantare i due suoni separatamente e a percepire se il suono del vostro strumento è più alto o più basso della nota di riferimento. delicatamente senza spingere. ricavandoci cioè le note da una fonte esterna. più radi si fanno i battimenti (fino a scomparire del tutto quando le note coincidono). corrispondente alla frequenza del LA sulla III corda. il punto di partenza è ovviamente la corda che abbiamo precedentemente accordato con una tastiera o da altra sorgente. ascoltiamo i due suoni e proviamo a farli coincidere agendo sulla chiavetta della II corda. Se avete un pianoforte (accordato!) o una tastiera premete il tasto. al contrario il numero dei battimenti aumenta se i suoni si allontanano.

produciamo dunque l’armonico presente esattamente all’altezza della quinta barretta metallica della . Come per il primo sistema cominciamo considerando la corda precedentemente intonata.video (160x120) Una volta sistemata la II corda. video (160x120) Per sistemare la IV corda (MI) procediamo in modo inverso: la premiamo sul 5° tasto. i suoni armonici hanno il vantaggio di essere percepiti. inoltre dopo averli realizzati non richiedono l’azione della mano sulla tastiera. ripetiamo l’identico procedimento per accordare la I corda (SOL): la nota sul 5° tasto della II corda deve corrispondere al suono prodotto dalla I corda a vuoto. video (320x240) – video (160x120) Il secondo sistema è sicuramente più accurato e professionale. dandoci la possibilità di ascoltare contemporaneamente i due suoni da confrontare. L’unica controindicazione è che per produrre gli armonici bisogna avere un po’ di pratica. e nello stesso tempo di avere la mano libera per agire sulle meccaniche. essendo suoni più puri. in modo più limpido dall’orecchio. confrontiamo la nota prodotta con quella della III corda a vuoto e questa volta invece di agire sulla corda a vuoto (che è stata precedentemente accordata) giriamo la chiavetta della corda di cui stiamo premendo il tasto (la IV).

in senso orario. . facendo corrispondere la frequenza dell’armonico sul 5° tasto a quella prodotta sul 7° tasto della III corda. e fate in modo che coincidano accordando la II corda. ascoltate i due armonici che avete prodotto. contemporaneamente suonate l’armonico presente sul 7° tasto (sempre esattamente sulla barretta) della II corda. abbiate cura di non stoppare le due corde in alcun modo con entrambe le mani. sia la manopola dei toni. toccate leggermente. percepite i battimenti.III corda (aprite al massimo. video (320x240) – video (160x120) Una volta accordata la II corda ripetete il procedimento: usando come punto di riferimento l’armonico del 5° tasto della II corda. senza premere. la corda nel punto preciso indicato. aggiustate l’armonico del 7° tasto della I corda. pizzicate la corda posizionando la mano destra più verso il ponte che verso il manico. potete staccare la mano sinistra dalla corda. che quella del magnete vicino al ponte. imprimendo una certa forza. l’armonico continuerà a risuonare). video (320x240) – video (160x120) Infine accordate anche la IV corda. subito dopo aver pizzicato.

è il magnete. Per posizionare correttamente la mano destra occorre avere un solido appoggio per il pollice. iniziando su un quattro corde. al contrario posizionando la mano verso il manico otteniamo un suono cupo e profondo.4 L’IMPOSTAZIONE DELLE MANI LA MANO DESTRA E’ la mano che produce il suono. Il punto di appoggio più idoneo. determinando quindi una timbrica più brillante. Il punto in cui viene posizionata la mano destra è molto importante perché determina il timbro del suono. . Se possedete un basso con due magneti potete scegliere dove posizionare la mano. infatti più la mano sarà vicina al ponte e più il suono sarà ricco di armonici alti. Un altro punto di appoggio per il pollice può essere la parte finale della tastiera. che possono essere carezzate o percosse in una grande varietà di sfumature. timbro e intensità dipendono in gran parte dalla sua azione sulle corde. otteniamo così un timbro estremamente povero di frequenze alte. sul magnete vicino al ponte o su quello vicino al manico.

Fate coincidere ogni nota esattamente al battito del metronomo. sarà bene praticare. il più possibile esatta. tra il suono da voi emesso e il battito del metronomo) i seguenti esercizi con le corde a vuoto. facendo molta attenzione ad alternare le dita. .L’impostazione “classica” della mano destra prevede il pizzicato alternato a due dita (indice e medio). Pizzicate la I corda alternando l’indice e il medio. con il metronomo (cercate di percepire la corrispondenza. ESERCIZIO 1 Regolate il metronomo a 80 BPM. Nel pizzicare la I corda portate le dita fino a toccare la II corda. Abbiate cura di stoppare la IV corda con il mignolo e la III corda con l’anulare. Incrementate progressivamente la velocità dei battiti del metronomo.

la seconda a metà tra un battito e il successivo. . come per la mano destra. video (320x240) – video (160x120) LA MANO SINISTRA Come potete osservare da queste foto. Continuate seguendo le stesse fasi dell’esercizio 1. la prima dovrà cadere esattamente. sul battito del metronomo.Eseguite lo stesso esercizio sulle altre corde. video (160x120) ESERCIZIO 3 Regolate il metronomo a 60 BPM. il pollice fornisce. la mano è in posizione allargata. Eseguite due note per ogni pulsazione. video (160x120) ESERCIZIO 2 Regolate il metronomo a 60 BPM. Raddoppiate il numero delle note rispetto al metronomo (un battito due note). un punto di appoggio. Pizzicate le corde (un battito una nota) seguendo questo ordine: IV cord a III cord a II cord a cord I a cord I a II cord a III cord a IV cord a indice medio indice medio indice medio indice medio Rendete questa sequenza un ciclo continuo. e viene posizionato dietro il manico. come nell’esercizio precedente. anulare e mignolo di essere attivi sulla tastiera. medio. dando la possibilità ad indice. approssimativamente all’altezza tra il medio e l’anulare.

per posizione intendiamo una porzione della tastiera di quattro tasti. . I primi esercizi vengono eseguiti in “posizione”. occupati dalle quattro dita. Se il dito indice è piazzato sul 1° tasto la mano è in 1a posizione. ecc. è quello il punto dove si può controllare nel modo migliore la vibrazione della corda (tra l’altro posizionare le dita vicino alle barrette può fornire una buona introduzione tecnica al basso fretless)..Da notare inoltre la vicinanza delle dita alle barrette d’acciaio che delimitano i tasti (fret). quando è sul 2° tasto è in 2a posizione.

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ma solo in verticale cambiando corda. Piazzate la mano con le dita sulla I corda in 5a posizione. . per comodità ad ogni dito della mano sinistra viene assegnato un numero: INDICE MEDIO = 1 = 2 ANULARE = 3 MIGNOLO = 4 ESERCIZIO 4 Regolate il metronomo a 80 BPM. Un’ultima informazione prima di iniziare gli esercizi. Suonate una nota per ogni battito dall’indice al mignolo e viceversa (sequenza delle dita: 12344321). si dice che lavora in posizione.Quando la mano agisce senza spostarsi in orizzontale.

sia libere che stoppate. Attuate le stesse modalità dell’esercizio 1. . bisogna avere il buonsenso di fermarsi quando si comincia ad avvertire qualche dolore. Ricordatevi di alternare le dita della mano destra. il dito deve. in un certo senso. diverte e affina l’aspetto ritmico e percussivo dello strumento. quando si suona con il 2° dito tenere giù sulla corda il 1° dito. video (320x240) – video (160x120) ESERCIZIO 5 Nella stessa posizione dell’esercizio 1 adottate la seguente sequenza delle dita: 121314-434241. come uno schiocco. 5 SLAP Tecnica specifica del basso elettrico (vedi il sito alla voce SLAPCITY). quello del pollice (thumb). Incrementate la velocità del metronomo. Per prima cosa bisognerà imparare a portare il colpo con precisione. immaginate di essere un’atleta che parte piano per cominciare a scaldarsi e gradualmente aumenta l’intensità dell’esercizio. Eseguite lo stesso esercizio in diverse posizioni e su diverse corde. Provate con due note per ogni battito di metronomo. THUMB SLAP Introduciamo lo slap partendo dal colpo più tipico del suo repertorio. cercate di eseguire gli esercizi rilassando il più possibile le mani e le braccia. percuotendo esclusivamente la corda scelta.Per favorire l’indipendenza delle dita e il loro contatto costante sulla tastiera. rimbalzare sulla corda. usatissima nei generi pop afroamericani. infine se il dito che spinge il tasto è il 4° anche le rimanenti tre dita devono spingere sulla tastiera. quando a suonare è il 3° dito il 1° e il 2° restano giù. Lavoreremo in questa prima fase sulle corde a vuoto. con un movimento rotatorio dell’avambraccio e mantenendo il pollice il più possibile rilassato. video (320x240) – video (160x120) ESERCIZIO 6 1324-4231 video (160x120) Due parole di avvertimento per concludere: attenzione a non sforzare troppo le mani (soprattutto la sinistra).

ESERCIZIO 1 Cominciamo il primo esercizio provando sulla IV corda (MI). Eseguite lo stesso esercizio sulle corde rimanenti. Notate. Eseguite due note per ogni pulsazione. Percuotete le corde (un battito una nota) seguendo questo ordine: . come nell’esercizio precedente. video (320x240) – video (160x120) ESERCIZIO 3 Regolate il metronomo a 60 BPM. Il punto della corda da colpire si situa. la seconda a metà tra un battito e il successivo. sul battito del metronomo. generalmente. nelle foto. regolate il metronomo a 80 BPM e fate coincidere i colpi con i battiti del metronomo (un colpo.Osserviamo nella foto la zona del pollice che andrà a colpire la corda. la prima dovrà cadere esattamente. Incrementate la velocità della pulsazione metronomica. come le altre dita della mano destra siano chiuse. un battito). video (160x120) ESERCIZIO 2 Regolate il metronomo a 60 BPM. Continuate seguendo le stesse fasi dell’esercizio 1. immediatamente dopo l’ultimo tasto. questa posizione delle dita è preparatoria al successivo colpo del repertorio slappistico: la “strappata”. Osservate il momento di “caricamento” del colpo.

chiamate in inglese ghost o dead notes. video (320x240) – video (160x120) . alternando una nota a corda libera con una a corda stoppata. video (160x120) ESERCIZIO 5 Eseguite gli esercizi precedenti. L’effetto che si ottiene caratterizza questa tecnica accentuandone le qualità ritmiche. Raddoppiate il numero delle note rispetto al metronomo (un battito due note).IV-III-II-I-I-II-III-IV Rendete questa sequenza un ciclo continuo. sono suoni di tipo percussivo. video (320x240) – video (160x120) ESERCIZIO 4 Eseguite gli esercizi precedenti stoppando le corde con la mano sinistra. che si ottengono stoppando le corde con la mano sinistra mentre vengono colpite con il pollice della mano destra. video (320x240) – video (160x120) LE GHOST NOTES Le note “stoppate”.