UNIVERSITA` DEGLI STUDI DI PALERMO

FACOLTA` DI INGEGNERIA
Dipartimento di Ricerche Energetiche ed Ambientali
Jiale delle Scienze. 90128 - Palermo. Tel. · 39 91 236225 - Fax · 39 91 484425






DISPENSA DEL CORSO DI

Cestione delle Risorse Energetiche nel 1erritorio


Prof. Ing. Gianfranco Rizzo


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SISTEMI SOLARI A BASSA TEMPERATURA

(a cura di Maria La Gennusa)





A.A. 2007-08
2
1. INTRODUZIONE

Tra la vita sulla terra e l`energia solare vi e un legame inscindibile. InIatti. l`energia solare.
accumulata sulla Terra sotto varie Iorme. e la Ionte primaria di gran parte dell`energia utilizzata
dall`uomo. Se ripercorriamo a ritroso i passaggi e le trasIormazioni subite dalle Ionti energetiche
nel corso dei cicli geologici. Iatta eccezione per l`energia geotermica e l`energia nucleare. si ritorna
inequivocabilmente all`energia solare quale Ionte originaria.
Le Iorme di energia maggiormente sIruttate sono:
l`energia termica da combustione di legno;
l`energia del vento e del moto ondoso;
l`energia idraulica;
l`energia termica da combustione di combustibili Iossili (carbone. idrocarburi. gas naturale.
A conti Iatti. l`attuale sviluppo della societa umana si basa quasi esclusivamente sul consumo dei
combustibili Iossili. che sono Ionti energetiche non rinnovabili. esauribili. perche il tempo
necessario alla ricostituzione delle scorte e inIinitamente superiore a quello in cui queste vengono
esaurite. e dannose per gli eIIetti che hanno sull`ambiente. con particolare riIerimento alle emissioni
di sostanze inquinanti in atmosIera. Basti notare che le concentrazioni di anidride carbonica in
atmosIera sono enormemente aumentate.
L`ecosistema non e piu in grado di assorbire l`eccessiva quantita di sostanze inquinanti prodotta
dalle attivita umane. Le conseguenze che ne derivano per l`habitat e per la salute rendono
assolutamente necessaria una revisione della produzione e dei consumi energetici da parte di tutti.
Lo scenario esaminato rende evidente l`importanza assunta dalle Ionti energetiche pulite e
rinnovabili. tra cui l`energia solare con le sue vastissime potenzialita e le molteplici applicazioni.
Se il secolo XIX e stata lera del carbone e il XX quello del petrolio. il XXI secolo sara lera del
Sole (Randhall Thomas. Photovoltaics and architecture).
Questa aIIermazione e sostenuta da numerosi esperti che vedono nell`uso delle tecnologie solari
la possibilita di incidere sui problemi legati all`inquinamento atmosIerico e di limitare il
depauperamento delle risorse naturali. Una teoria sostenuta dai molti progressi attuati nel settore
delle tecnologie solari negli ultimi anni. in particolare a partire dalle grandi crisi petroliIere dagli
anni 70 in poi.
La Iine del XX secolo ci ha dato la consapevolezza dell`imminente esaurimento delle Ionti di
energia Iossile ma. soprattutto. dei problemi ambientali legati al loro uso incontrollato e allo spreco
delle risorse naturali idriche e Iorestali. Problemi di livello globale come l`eIIetto serra. il buco
dell`ozono atmosIerico. l`aumento della desertiIicazione. e cosi via. sono arrivati ad essere
conosciuti da tutti noi attraverso ogni mezzo di comunicazione rendendoci piu consapevoli dei
rischi che le societa dei paesi industrializzati. tra i maggiori responsabili di questa situazione. e il
mondo intero devono aIIrontare.
L`uso eIIiciente dell`energia. soprattutto nel settore civile che e responsabile del 30° dei
consumi energetici totali. insieme all`applicazione delle tecnologie che utilizzano Ionti rinnovabili.
sono oggi strumenti chiave per migliorare l`eIIicienza energetica complessiva di un paese e
diminuire la dipendenza dalle energie Iossili e di conseguenza l`inquinamento ambientale.
Le tecnologie solari garantiscono attualmente ottime prestazioni. e in alcuni paesi. anche a prezzi
molto convenienti. Tuttavia ci si chiede il motivo della loro scarsa diIIusione ad esempio sul
territorio italiano.
L`Italia oIIre condizioni meteorologiche molto buone per l`uso dell`energia solare. Il valore di
insolazione e compreso tra 1200 e 1750 kWh/m
2
all`anno. presenta una diIIerenza tra nord e sud
intorno al 40°. ma in entrambi i casi rimane maggiore del Iabbisogno annuo procapite di calore
necessario per la preparazione di acqua calda nel residenziale.
A queste condizioni di insolazione. un impianto solare standard consente di risparmiare Iino
all`80° dell`energia necessaria per la preparazione di acqua calda e Iino al 40° della domanda
3
complessiva di calore necessaria sia per l`acqua calda sanitaria sia per il riscaldamento degli
ambienti.
Condizioni climatiche tanto Iavorevoli e la disponibilita di una tecnologia oggi aIIidabile ed
eIIicace. conIeriscono all`Italia un alto potenziale economico e tecnico per il solare termico.
Tuttavia. sebbene l`Italia presenti condizioni Iavorevoli il mercato italiano del solare termico puo
essere considerato piuttosto basso e stagnante in conIronto ad altri paesi europei come Austria.
Danimarca. Germania e Grecia.
La superIicie di collettori attualmente installata in Italia e di circa 4 m2 per 1000 abitanti. in
conIronto a una media europea di 19 m
2
per 1000 abitanti.
Il tasso annuale di installazione di collettori solari in Italia e di circa 30.000 m
2
all`anno. oppure
0.5 m
2
per 1000 abitanti all`anno. Circa la meta di questi sono localizzati nelle province di Trento e
di Bolzano.
Tuttavia all`interno dell`Europa. l`Italia viene attualmente considerata essere un mercato molto
promettente. per il quale nei prossimi anni viene pronosticata una Iorte crescita. Dopo il Iallimento
della prima espansione del mercato negli anni ottanta. che marchio la tecnologia solare con
un`immagine negativa purtroppo ancora percepibile. ora e ancora piu importante presentare
all`utenza le tecnologie del solare dal loro lato migliore: le attrattive di questa tecnologia sono
inconIutabili e i prodotti reperibili oggi sul mercato sono aIIidabili e giunti a piena maturita.
Non suIIicientemente adeguato. invece. e il livello di Iormazione nel campo della progettazione e
dell`installazione degli impianti solari termici.


2. IL SOLE E LA RADIAZIONE SOLARE

Per 'energia solare¨ si intende l'energia raggiante sprigionata dal Sole per eIIetto di reazioni
nucleari (fusione dell´idrogeno) e trasmessa alla Terra (ed in tutto lo spazio circostante) sotto Iorma
di radiazione elettromagnetica.
Il processo di Iusione trasIorma l`idrogeno in elio e contemporaneamente sprigiona una potenza
di 36 x 10
24
Watt. La parte che incide sulla superIicie terrestre sarebbe suIIiciente a coprire 10.000
volte il Iabbisogno di energia primaria di tutto il mondo.
La potenza radiante del sole prima di entrare nell`atmosIera misura in media 1367 W/m
2
e
prende il nome di costante solare.
L`intensita dell`irraggiamento solare si attenua nel passaggio attraverso l`atmosIera: una parte
viene riIlessa verso lo spazio. una parte e diIIusa in tutte le direzioni dalle molecole dei gas
atmosIerici e dal vapore acqueo. una parte viene assorbita dalle molecole dell`atmosIera e da queste
riemessa come radiazione inIrarossa (Figura 1).


Figura 1. Distribuzione della radiazione solare nel passaggio attraverso l`atmosIera.
4

La parte di irraggiamento che raggiunge direttamente il suolo costituisce la radiazione diretta
mentre la parte rimanente costituisce la radiazione diffusa. A queste va inIine aggiunta la
radiazione riflessa o albedo. che rappresenta la percentuale di radiazione diretta e diIIusa che viene
riIlessa dal suolo o dalle superIici circostanti sulla superIicie considerata.
Quando il cielo e sereno giungono sulla superIicie terrestre circa 1000 W/m
2
di radiazione solare
globale. mentre quando il cielo e completamente coperto l`irradiazione diminuisce Iino a circa 50
W/m
2
ed e costituita al 100° di radiazione diIIusa.
Per l`utilizzo solare a scopo termico. e interessante la somma della radiazione disponibile su tutto
l`anno.
L`Italia oIIre condizioni meteorologiche molto buone per l`uso dell`energia solare. Come si e
detto. il valore di insolazione e compreso tra 1200 e 1750 kWh/m
2
all`anno. e ricopre il Iabbisogno
annuo procapite di calore necessario per la preparazione di acqua calda sanitaria nel residenziale.
Circa il 75° della quantita di energia irradiata e da ascrivere ai mesi estivi. da aprile a settembre.
La radiazione solare e composta da una determinata combinazione di raggi elettromagnetici di
diversa lunghezza d`onda (spettro). Quasi il 99° della radiazione solare ha lunghezza d`onda
compresa tra 0.15 e 4 m. ed il massimo di intensita si ha a circa 0.5 m; la parte compresa tra 0.4 e
0.74 m occupa la zona visibile dello spettro mentre a sinistra ed a destra di tale Iascia si trovano
rispettivamente le zone dell`ultravioletto e dell`inIrarosso. In Iigura 2 e riportata la distribuzione
spettrale della radiazione solare con sole allo zenit.


Figura 2. Irraggiamento monocromatico al suolo ed all`esterno dell`atmosIera (sole allo zenit m÷1).

L`atmosIera terrestre si comporta come un Iiltro permettendo il passaggio solo di determinati
range di lunghezze d`onda. Una buona penetrazione si veriIica nella zona della luce visibile. I raggi
ultravioletti. piu corti. o quelli inIrarossi. piu lunghi. vengono riIlessi. assorbiti o diIIusi
nell`atmosIera esterna. La somma della radiazione incidente su una superIicie orizzontale viene
deIinita radiazione globale. E` costituita dalla radiazione diretta. che arriva direttamente dalla
direzione del sole. e dalla radiazione diIIusa. che dopo una o piu deviazioni arriva da tutte le
direzioni del cielo.
In Italia la parte di radiazione diIIusa copre al sud il 25° e al nord il 40° della radiazione
incidente durante tutto l`anno.

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Tabella 1. Intensita approssimata della radiazione solare.


La somma della radiazione su una superIicie con orientamento qualsiasi dipende essenzialmente
dal suo orientamento (angolo sull`orizzontale e orientamento cardinale). La somma di radiazione
massima si ottiene su una superIicie orientata a sud con un angolo di inclinazione di circa 30°. Una
superIicie con angolo 45° e con orientamento a sud-est o a sud-ovest registra una diminuzione della
radiazione globale media annua inIeriore al 5°. L`angolo di inclinazione ottimale dipende tuttavia
anche dal tipo di impiego previsto. Per lo sIruttamento dell`energia solare per il riscaldamento degli
ambienti puo essere vantaggiosa un`inclinazione piu ripida.
La tecnologia del solare termico consente di trasIormare direttamente l'energia associata alla
radiazione solare in energia termica. Essa sIrutta i principi basilari della termodinamica ed in
particolar modo la trasmissione del calore da un corpo 'caldo¨ ad uno 'Ireddo¨: il corpo caldo e il
sole che irraggia energia nello spazio circostante ed il corpo Ireddo e il Iluido che scorre all`interno
del pannello; si ha quindi un sistema che Iunziona senza l'uso di alcun combustibile.
Di tutta l'energia solare che investe un pannello solare sotto Iorma di radiazione luminosa e
termica. solo una parte viene convertita in energia termica (energia utile). la restante parte viene
dispersa sotto Iorma di calore trasmesso dal pannello all`ambiente circostante (per questo motivo e
necessario porre una adeguato isolamento termico al di sotto del pannello).
Il rendimento dei pannelli solari e aumentato di un buon 30 ° nell'ultimo decennio. rendendo
varie applicazioni nell'edilizia. nel terziario e nell'agricoltura commercialmente competitive.
L'applicazione piu comune e il collettore solare termico utilizzato per scaldare acqua sanitaria.
Un metro quadrato di collettore solare puo scaldare a 4560 °C tra i 40 ed i 300 litri d'acqua in un
giorno a secondo dell'eIIicienza che varia con le condizioni climatiche e con la tipologia di
collettore tra il 30 ° e 80°.


3. LA STORIA

I Romani utilizzarono per primi l`acqua calda sIruttando il calore prodotto dalla combustione di
legna e viecolato tramite i Iumi di combustione in appositi sistemi posti sotto al pavimento o
all`interno delle pareti.
La pratica di riscaldare l`acqua viene persa nel Medioevo. e ripresa nell`800.
Il primo pannello solare per scaldare l'acqua pare sia stato costruito nel diciottesimo secolo dallo
scienziato svizzero Horace Benedict de Saussure. Si trattava di una semplice scatola di legno con un
vetro nella parte esposta al sole e la base di colore nero. capace di assorbire la radiazione solare
termica intrappolata nella scatola stessa grazie a un locale "eIIetto serra" e alla scarsa dispersione
dovuta alle caratteristiche termiche del legno (buon isolante termico). Il pannello consentiva di
raggiungere temperature di circa 87 ºC.
Sir John Herschel. utilizzo un sistema simile per cucinare il cibo durante la sua spedizione
nell`AIrica Meridionale intorno al 1830. Dal 1860 in poi. lo scienziato Irancese Auguste Mouchout.
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sperimento una serie di invenzioni nel campo del solare (in particolare del solare termico per la
produzione di energia meccanica e non di acqua calda sanitaria). partendo dalle considerazioni sui
rischi della dipendenza del suo paese dal carbone. Nel 1861 brevetto il primo motore Iunzionante
grazie all`energia solare e continuo a perIezionarlo nel ventennio successivo: Napoleone III Iu
Iavorevolmente impressionato dall`invenzione. tanto da elargire Iinanziamenti a Mouchout per la
realizzazione di un motore solare su scala industriale. L`inventore. dopo aver realizzato un
concentratore a Iorma di tronco di cono. dotato di una superIicie captante di circa 20 m2. riusci a Iar
produrre al suo motore poco piu di 1 kW. In seguito Mouchout sviluppo ulteriori invenzioni.
considerate dei successi tecnici ma degli insuccessi economici a causa del basso prezzo del carbone
nell`ultimo ventennio del XIX secolo.
Altri successi scientiIici nel campo del solare termico si ebbero negli anni successivi: nel 1878.
l`Inglese William Adams comincio la costruzione della prima torre a concentrazione. nel 1885 un
altro Irancese. Charles Tellier. utilizzo per la produzione del vapore dei collettori piani.
Poco prima. negli Stati Uniti. l`ingegnere John Ericsson. aveva inventato il primo concentratore
parabolico.
Il primo sistema commerciale per la produzione di acqua calda Iu brevettato dall`Americano
Clarence Kemp nel 1891. Gia nel 1897 un terzo delle case di Pasadena. in CaliIornia. erano dotate
di dispositivi solari per il riscaldamento della acqua.
Nel 1909 Bailey brevetto il primo collettore solare simili a quelli usati oggi.
Dal 1920 in poi si diIIuse nelle regioni maggiormente soleggiate degli Stati Uniti. come Florida e
CaliIornia. il cosiddetto "day and night water heater". che era in grado di Iornire acqua calda
durante tutto il giorno (era un sistema a circolazione naturale in cui l`acqua veniva accumulata in un
serbatoio posto piu in alto dei collettori piani). Pochi anni dopo. intorno al 1935 Iu realizzato il
primo ediIicio in cui l`impianto di riscaldamento utilizzava una serie di collettori solari per ottenere
il Iluido scaldante.
Negli anni '50 gli scaldacqua solari si diIIusero particolarmente. grazie all`introduzione di
sistemi piu eIIicienti; i dati relativi a quegli anni parlano di 250.000 piccoli impianti in Giappone.
50.000 negli Stati Uniti (Florida e CaliIornia soprattutto) ed un discreto numero in Australia. Israele
e Sud AIrica.
Un nuovo Iorte impulso allo sviluppo di questa tecnologia Iu dato dalla crisi petroliIera agli inizi
degli anni '70.
Nell`ultimo decennio si e assistito ad un Iorte sviluppo del solare termico in virtu delle
migliorate prestazioni di tali impianti. di una raggiunta maturita ambientale in molti paesi
industrializzati e del Iondamentale intervento dei loro governi per lo sviluppo di tale tecnologia.
Oggigiorno i sistemi solari per scaldare l'acqua sono in genere utilizzati per gli usi domestici di
singole Iamiglie. per il riscaldamento degli ambienti e per il riscaldamento dell`acqua delle piscine.
Gli impianti per uso domestico sono in media di 4-6 m
2
. con serbatoio di 150-300 litri. che
consentono di produrre acqua calda a 'bassa¨ temperatura (55-65 °C). tuttavia adatte agli usi di
cucina. bagni. riscaldamento. L'energia disponibile (alle nostre latitudini) alle utenze nelle 24 ore e
dell'ordine di 1.5-3.5 kWh per ogni m
2
di superIicie del collettore. rispettivamente in inverno e in
estate con cielo sereno.
Nei paesi in cui la ricerca e piu avanzata. in aggiunta agli impianti di tipo uniIamiliare. sono stati
realizzati. a scopo dimostrativo o nell'ambito di programmi sovvenzionati. impianti a collettori
solari piani centralizzati. i quali aprono nuove prospettive di applicazione di questa tecnologia.
In Germania. impianti Iino a 3.500 m
2
. con serbatoi per l'acqua calda di alcune centinaia di m
3
.
sono stati installati per il riscaldamento di appartamenti. con sistemi di distribuzione e conteggio del
calore. di alberghi. di impianti sportivi. di aziende maniIatturiere. Di particolare interesse gli
impianti per il riscaldamento dell'acqua delle piscine (possono Iornire Iino al 100° delle necessita
termiche delle piscine). realizzati in genere con pannelli in polipropilene sono inoltre i piu semplici
da installare della categoria. e possono ripagarsi anche in tempi brevi (un anno e mezzo).
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Recenti applicazioni 'ibride¨ riscaldano il Iluido vettore utilizzando il retro di pannelli
Iotovoltaici. ottenendo anche il risultato di abbassare la temperatura di questi ultimi. con beneIicio
per la loro eIIicienza.
InIine. la disponibilita di nuove tecnologie per la costruzione di ediIici (per esempio i nuovi
materiali isolanti termicamente e trasparenti alla luce) sta aprendo anche la strada alla possibilita di
utilizzare i pannelli solari nella climatizzazione invernale e estiva di abitazioni e ediIici. A Friburgo.
il FraunhoIer Institute Ior Solar Energy Systems sta sperimentando da anni un nuovo tipo di
abitazione climatizzata tutto l`anno solo con l'energia solare.
Le prime ricerche sistematiche per il riscaldamento solare dell`acqua Iurono eIIettuate in Italia
agli inizi degli anni '60 dal Politecnico di Milano nell'ambito di un programma Iinanziato dal CNR.
che comprendeva la sperimentazione di diverse tipologie di impianto a Cortina d'Ampezzo. I primi
modelli di scaldacqua solari commerciali iniziarono a diIIondersi intorno al 1975. Agli inizi degli
anni '80 l`ENEL promosse una campagna per l'installazione nel nostro paese di 100.000 m
2
di
collettori solari. che. tuttavia. in assenza di riIerimenti normativi per la loro produzione e
installazione. non ebbe il successo previsto. Oggi la diIIusione dei collettori solari sta avendo un
nuovo momento di slancio. grazie a programmi a carattere nazionale e regionale.


4. DISPOSITIVI DI CAPTAZIONE DELLA RADIAZIONE SOLARE

L`irraggiamento solare e convertito in energia termica per mezzo di componenti preposti alla
captazione della radiazione solare. Alcuni di questi dispositivi sono in grado di sIruttare la sola
radiazione diretta. mentre altri consentono di utilizzare le tre componenti diretta. diIIusa e riIlessa
della radiazione stessa.
La radiazione solare giunge al dispositivo di captazione. viene assorbita dall`assorbitore e
trasIerita ad un Iluido termovettore. che puo essere acqua. aria o un Iluido diatermico.
I dispositivi di captazione possono essere classiIicati in base alla temperatura del Iluido
termovettore e al rapporto di concentrazione Cr. deIinito come il rapporto tra la superIicie di
ammissione dell`irraggiamento solare non concentrato e la superIicie di assorbimento del
dispositivo.

Tabella 2. ClassiIicazione dei sistemi di captazione solare.


Dalla Tabella 2 si evince che i pannelli solari piani sono adatti per applicazioni a bassa
temperatura. a diIIerenza degli altri sistemi piu idonei per applicazioni a media ed alta temperatura.
I pannelli solari. per questo motivo. sono preIeriti per usi civili. anche perche possono Iacilmente
essere integrati nell`organismo edilizio.
Quindi una prima classiIicazione degli impianti che utilizzano l`energia solare puo essere
eIIettuata rispetto alla temperatura di esercizio del Iluido termovettore.
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Si distinguono: sistemi a bassa temperatura (BT). a media temperatura (MT) ed alta
temperatura (AT); in base a questa classiIicazione si ottengo tipologie di impianti che Iunzionano in
maniera molto diversa tra loro.

Solare termico a bassa temperatura (BT)
Le tecnologie a bassa temperatura comprendono i sistemi che usano un collettore solare
(pannello solare) per riscaldare un liquido o l'aria. Lo scopo e captare e trasIerire energia solare per
produrre acqua calda o riscaldare gli ediIici. Con la denominazione "bassa temperatura" ci si
riIerisce a Iluidi scaldati al di sotto dei 100 °C (raramente si puo arrivare a 120 °C).
I pannelli solari piani utilizzano le tre componenti della radiazione solare e sIruttano il principio
dell`effetto serra.

Solare termico a media temperatura (MT)
La piu comune tra le applicazioni della conversione a media temperatura e rappresentata dai
Iorni solari.
I Iorni solari sono costituiti da una scatola metallica a Iorma di cubo con le pareti interne
verniciate di nero opaco e le pareti esterne avvolte con stracci di lana (isolamento termico). e chiusa
con un coperchio di vetro trasparente (Figura 3).

Figura 3. Forno solare.

Se si espone questa scatola al sole splendente (non velato da Ioschia) per un`ora. si ottiene
all`interno una temperatura massima di circa 95°C. Questa temperatura verra raggiunta solo se la
bocca del Iorno (coperchio di vetro) sara rivolta esattamente al sole. di conseguenza almeno ogni
ora sara necessario spostare il Iorno per centrarlo con la nuova posizione dei raggi solari.
I Iorni solari sIruttano l`eIIetto serra: i raggi solari passano attraverso il vetro. cedono il loro
calore alle pareti metalliche verniciate di nero e queste a loro volta scaldano il cibo introdotto nel
Iorno. Il rendimento e piuttosto basso (circa il 25°) perche buona parte del calore viene disperso
attraverso il vetro e la lana. Si puo arrivare a un rendimento del 45° aumentando lo spessore
dell`isolamento e usando un doppio vetro; in questo modo si puo ottenere una temperatura massima
di circa 120°C.
Oppure si possono usare quattro specchi (carta di alluminio incollata su cartone) da posizionare
attorno al coperchio di vetro del Iorno stesso. In questo modo si convoglia attraverso il vetro altri
raggi solari. Con questa miglioria si puo raggiungere una temperatura massima di 170°C.

Figura 4. Forno solare con specchi.

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In Italia riguardano una nicchia di mercato relativa all`hobbistica. mentre possono avere buone
applicazioni nei Paesi ove la scarsita di risorse energetiche e un problema quotidiano. Altre
applicazioni di questo tipo possono essere legate al calore di processo industriale. ma non sono
molto diIIuse.

Solare termico ad alta temperatura (AT)
Detto anche 'solare termodinamico¨. viene utilizzato perlopiu nelle centrali solari per la
produzione di elettricita: il Iluido caldo che si ottiene viene usato per Iar muovere una turbina a
vapore. e produrre quindi energia elettrica.
Le tecnologie ad alta temperatura piu utilizzate sono: le torri solari. gli specchi parabolici
lineari ed i sistemi a concentratori parabolici indipendenti.
Generalmente. in queste centrali. il Iluido viene portato allo stato di vapore dal calore raccolto in
un ricevitore energetico (caldaia puntuale) posto sulla sommita di una torre. Quest`ultima e posta al
centro di un campo di specchi . Iormato da un elevato numero di superIici riIlettenti che seguono
automaticamente il percorso del sole e che ne concentrano istante per istante i raggi solari verso il
ricevitore. Il sistema di regolazione consente agli specchi di mantenersi ortogonalmente alla
direzione della radiazione diretta.
Successivamente il Iluido si espande evolvendo in un impianto turbo-vapore simile a quelli
utilizzati nella generazione termoelettrica tradizionale.


Figura 5. Centrale solare a torre.

I sistemi a concentratori sono composti da uno specchio o da lenti ottiche che convergono i raggi
solari verso l`assorbitore in cui scorre il Iluido termovettore. Questi sistemi sIruttano la sola
radiazione diretta. per cui necessitano di dispositivi atti a mantenere in ogni istante la superIicie
riIlettente ortogonale alla direzione dei raggi solari.
Si distinguono in sistemi a non immagine. che concentrano i raggi solari casualmente
sull`assorbitore. ed sistemi a immagine che riproducono l`immagine del sole sul piano Iocale.
Quest`ultimi possono essere di tipo puntuale o lineare. se rispettivamente convergono i raggi solari
nel punto Iocale o in un asse passante per il Iuoco.
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I principali collettori ad immagine puntuale sono i concentratori parabolici. caratterizzati da una
superIicie riIlettente parabolica e da un assorbitore posto nella zona Iocale (Figura 6).


Figura 6. Concentratori parabolici.

I concentratori parabolici possono avere l`assorbitore Iisso e solidale con il riIlettore che si
muove per inseguire il sole. oppure il riIlettore Iisso e l`assorbitore mobile che si dirige nella zona
in cui il riIlettore converge la radiazione solare.
In Figura 7 sono riportati alcuni esempi di collettori a concentrazione.


Figura 7. Alcuni tipi di collettori a concentrazione.


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I concentratori cilindro-parabolici sono invece sistemi ad immagine di tipo lineare.
L`assorbitore e posto nella zona Iocale del riIlettente. ed e in genere costituito da una tubazione in
rame o acciaio inox entro la quale scorre il Iluido termovettore (Figura 8).
Per ridurre le perdite per convezione e per Iavorire l`eIIetto serra. la tubazione puo essere posta
all`interno di un tubo di vetro (Figura 9).


Figura 8. Concentratore cilindro-parabolico.


Figura 9. Sezione traversa della caldaia Iocale di un collettore a paraboloide cilindrico.

Impianti con collettori parabolici puntuali o a disco sono stati sviluppati in Germania. Stati Uniti.
Israele e Australia. I recenti sviluppi tecnologici Ianno prevedere un rilancio applicativo di questa
tecnologia sia per la generazione di energia elettrica. sia per la produzione di calore di processo per
l'industria chimica.
In Italia. l'esperienza di maggior rilievo nel solare termico AT e stata realizzata agli inizi degli
anni ottanta con la costruzione della piu grande centrale solare del mondo presso Adrano in
provincia di Catania. L'impianto. chiamato Eurelios. e costituito da una torre centrale alla sommita
della quale e posta la caldaia riscaldata dalla radiazione riIlessa da un campo di specchi. La centrale
ha la potenza di 1 MW.
La compagnia israeliana Solel Solar Systems ha costruito presso il proprio centro solare termico
di Beit Shemesh in Israele. un impianto solare di 800 m· per alimentare il sistema di
condizionamento degli ambienti di un ediIicio destinato ad uIIici. L'impianto. della potenza di 50
kW. copre completamente il Iabbisogno di energia per gli impianti di condizionamento. il 10° della
richiesta di elettricita per l'illuminazione e parte dell'energia termica necessaria al riscaldamento
invernale.
Le tecnologie della Solel Solar Systems. che consentono di produrre calore alle basse. medie e
alte temperature. sono state impiegate nel deserto del Moiave in CaliIornia. per produrre elettricita
nella piu grande centrale termoelettrosolare del mondo. da 350 MW.
Il loro uso puo essere particolarmente conveniente per il raIIrescamento di grandi ediIici come
alberghi. ospedali ed ediIici commerciali e industriali.
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Di seguito. in questo lavoro. si prendera in esame la sola produzione di energia termica a bassa
temperatura per la produzione di acqua calda per usi sanitari. per il riscaldamento ed il
raIIrescamento degli ambienti.


5. IL COLLETTORE SOLARE PIANO

Il collettore solare piano. detto anche pannello solare. e il cuore di un impianto solare a bassa
temperatura.
Il collettore solare ha la Iunzione di convogliare o raccogliere l`energia solare. trasIormandola in
energia termica. e si distingue cosi da un pannello Iotovoltaico che trasIorma la luce del sole in
corrente elettrica. e di trasIerire tale energia al Iluido termovettore.
Gli elementi essenziali che compongono un collettore solare piano sono(Figura 10):

la copertura trasparente Irontale. realizzata tramite una o due lastre di vetro (non di piu per non
ridurre eccessivamente la trasparenza della copertura e. di conseguenza. la percentuale di
radiazione solare captata). Alternativamente. si puo utilizzare una lastra di materiale plastico
come ad esempio il policarbonato alveolare che. seppure caratterizzato da una minore
trasparenza. ha una struttura alveolare capace di minimizzare le perdite di calore verso l`esterno;
oppure si possono avere coperture di particolari materiali chiamati TIM. Translution Insulation
Material. con struttura a celle d`api. inseriti in un doppio vetro. con uno spessore di 8-10 cm.
caratterizzati da una trasmittanza termica simile a quella di una parete dello spessore di 30 cm.
Esistono. anche. collettori solari scoperti. Iatti in materiale plastico. come polipropilene. PP. o
caucciu sintetico. EPDM. utilizzati soprattutto per il riscaldamento di impianti balneari in zone
dove le temperature non scendono mai al disotto dello 0°C. per evitare che l`acqua congelando
spacchi i tubi;
la piastra assorbente ha la Iunzione di assorbire la radiazione solare incidente a onde corte e di
trasIormarla in calore (trasIormazione Iototermica). Solitamente e composta da un metallo con
buona capacita di condurre il calore. come rame. acciaio o allumino anodizzato. Al giorno
d`oggi nella maggior parte dei collettori piani o a tubi sottovuoto vengono impiegati assorbitori
dotati di un cosiddetto strato selettivo. che determina un alto grado di assorbimento (a ~ 0.95)
nel range delle lunghezze d`onda della radiazione solare e contemporaneamente irradiano poca
energia. grazie a un basso Iattore di emissivita (e · 0.1) nelle lunghezze d`onda della radiazione
termica. Gli strati selettivi possono essere ottenuti con procedimento galvanico (cromo.
alluminio con pigmentazione al nickel) oppure applicati sotto vuoto (per esempio Tinox o
Cermet). La piastra assorbente e la base su cui sono realizzati o saldati i tubi entro cui scorre il
Iluido termovettore;
i tubi o canali attraverso i quali scorre il Iluido termovettore. molto spesso realizzati in rame;
quest`ultimo e. inIatti. un metallo dotato di una buona conducibilita termica e Iacilmente
lavorabile. Un buon contatto termico tra l`assorbitore e un Iluido termovettore in circolazione
(per esempio acqua. glicole oppure aria) permette la cessione del calore al Iluido termovettore e
di conseguenza il trasporto Iuori dal collettore del calore pronto per essere usato;
lo strato di isolante atto a isolare termicamente il Iondo ed i lati del collettore; si utilizzano
generalmente poliuretano. polipropilene o lana di roccia. Di norma uno spessore di 45 cm di
materiale isolante e suIIiciente a limitare le perdite di calore da questi lati. Nei collettori a tubi
sottovuoto ogni striscia di assorbitore e inserita in un tubo di vetro in cui e stato creato il vuoto.
che consente un`ottima coibentazione che rende possibile il raggiungimento di temperature di
lavoro anche nel campo del calore per processi industriali;
l`involucro esterno. tipicamente realizzato con una scatola di Iorma parallelepipeda
assemblabile di acciaio. con Iunzione di contenimento e di protezione da polvere. umidita.
13
sollecitazioni esterne ed agenti atmosIerici; si trova anche in materiali non metallici per
diminuire al minimo le trasmissioni di calore indesiderate.



Figura 10. Schema e sezione di un collettore solare piano a liquido.

La radiazione solare incidente viene utilizzata per riscaldare un Iluido che puo circolare in
scambiatori di calore o direttamente in tubazioni e corpi radianti posti nei locali da riscaldare o per
Iar evaporare le sostanze volatili che vengono utilizzate nei cicli di reIrigerazione.
Il fluido termovettore e l`elemento essenziale dei collettori solari. permette di trasportare il
calore ricevuto dal Sole ai sistemi di accumulo e scambio termico che si e scelto di adoperare Esso
puo essere di varia natura: acqua. aria. glicole. Iluidi diatermici od altri liquidi.

L`acqua potrebbe essere usata direttamente come acqua calda sanitaria anche se. solitamente.
cede il suo calore (la sua energia termica) mediante uno scambiatore all`acqua che verra utilizzata
eIIettivamente dalle utenze. Si usa quasi sempre lo scambiatore di calore per motivi igienici e
poiche l`acqua che circola nel collettore e solitamente addizionata di antigelo (normalmente glicole
etilenico).

L'aria e un Iluido vettore che ha diversi vantaggi e svantaggi rispetto all`acqua. Tra i vantaggi: il
costo zero. l'immediata utilizzabilita per il riscaldamento degli ambienti. nessun problema di
corrosione o congelamento. la semplicita dei sistemi di controllo. Tra gli svantaggi: il minore
aumento della temperatura del pannello e il ridotto scambio termico con la piastra per il basso
calore speciIico dell'aria. che comporta un basso rendimento del pannello.
Per aumentare lo scambio termico bisogna imporre un moto turbolento all'aria che circola nel
collettore. dando un proIilo Irastagliato e ruvido alla piastra assorbente. badando pero a non indurre
grosse perdite di carico che andrebbero poi compensate con potenti ventole.
In Figura 11 e riportata la sezione di un collettore ad aria.

I Iluidi diatermici sono costituiti da oli minerali di origine petroliIera; vengono generalmente
utilizzati per eliminare i problemi di corrosione determinati dai Iluidi a base d`acqua su alcuni
metalli delle piastre captanti.

14
Altri liquidi a bassa temperatura di ebollizione vengono usati nei collettori solari integrati in
particolari circuiti IrigoriIeri e nelle pompe di calore.



Figura 11. Sezione di un collettore ad aria.


6. CARATTERISTICHE GENERALI DEI COLLETTORI SOLARI PIANI

Un primo metodo per classiIicare i sistemi solari termici prevede la loro suddivisione in sistemi
diretti (a circuito aperto) ed indiretti (a circuito chiuso).
I primi utilizzano direttamente il Iluido in rete come Iluido termovettore; in altre parole.
l`insieme dei canali che costituiscono parte integrante del collettore e attraversato dallo stesso Iluido
(in questo caso acqua) che. raggiunta la temperatura richiesta. si rendera disponibile all`utenza.
I secondi prevedono l`utilizzo di un Iluido termovettore ausiliario che. riscaldato nel collettore.
provvedera a cedere il proprio calore all`acqua destinata all`utenza. all`interno di un apposito
scambiatore; i Iluidi scorrono in questo caso in due circuiti distinti e restano. quindi. completamente
separati: l`utenza sara raggiunta esclusivamente dall`acqua di rete.

In base al tipo di moto del Iluido i sistemi solari a bassa temperatura si dividono tra sistemi solari
attivi e passivi. ossia tra sistemi in cui la circolazione dell'acqua puo avvenire per eIIetto dell'azione
di una pompa (sistemi attivi o a circolazione forzata) o per circolazione naturale. sIruttando le
diIIerenze di temperatura del circuito (sistemi passivi o a "termosiIone").

Nei sistemi a circolazione naturale (Figura 12) il sole riscalda una piastra captante (assorbitore)
nella quale sono integrate le tubazioni in cui scorre il "Iluido scambiatore". Questi sistemi sIruttano
i moti convettivi naturali dell`acqua. che si instaurano a causa della diIIerenza di temperatura di
masse di acqua adiacenti: le masse calde. dotate di minore densita. tendono a salire al di sopra di
quelle piu Iredde.
I motivi per cui non viene Iatta passare nelle piastre direttamente l'acqua sanitaria sono almeno
due: il primo e che l'acqua. riscaldandosi. rilascia calcare che in breve tempo renderebbe
inutilizzabili le piastre. il secondo e che una eventuale gelata distruggerebbe il sistema.
E' invece il Iluido che. scaldandosi. per il noto "eIIetto termosiIone". si muove. andando
all'interno del serbatoio che deve essere posto superiormente alle piastre captanti: qui il Iluido
riscaldato cedera il calore all'acqua da mettere in rete mediante il sistema del "serbatoio ad
intercapedine". che massimizza lo scambio termico e minimizza le perdite di carico Iavorendo cosi
la circolazione. L'acqua. una volta riscaldata. grazie all`apposita coibentazione per esterno. resta
disponibile alle varie ore del giorno.
I sistemi a circolazione naturale. per l'assenza di parti mobili e la semplicita di installazione.
risultano convenienti per tutte le piccole utenze relative al soddisIacimento dell'acqua calda
sanitaria.

15

Figura 12. Collettori solari piani a circolazione naturale.

Per sistemi di grande scala. oppure per sistemi a cui si richiede l'integrazione di impianti di
riscaldamento. o inIine per i casi in cui. a causa della presenza di vincoli paesaggistici. sia
impossibile disporre il serbatoio all`esterno. e necessario un sistema a circolazione forzata (Figura
13).
In questo tipo di sistemi la circolazione del Iluido primario e spinta da una pompa che agisce
comandata da una centralina elettronica. La centralina Ia in modo che ci sia circolazione del Iluido
solo quando eIIettivamente c'e un guadagno termico tra la temperatura del Iluido scambiatore in
uscita dal collettore e la temperatura dell'acqua del serbatoio. evitando cosi dispersioni notturne e
sIruttando al 100° il calore emanato dal sole.
Il controllo del Iunzionamento e aIIidato ad un termostato diIIerenziato provvisto di due sensori
che rilevano le due temperature. Quando la diIIerenza tra queste due temperature e superiore ad un
valore preIissato viene azionata automaticamente la pompa di circolazione. Il Iunzionamento
continua Iino a quando tale diIIerenza di temperatura non scende al di sotto del valore di
riIerimento. Oltre al termostato diIIerenziale. in un impianto a circolazione Iorzata devono essere
presenti altri dispositivi di controllo e sicurezza. Tra di essi assume Iondamentale importanza la
valvola di ritegno (Figura 14) che. consentendo il moto in una sola direzione. impedisce che si
instauri una circolazione naturale inversa a pompa spenta.


Figura 13. Impianto solare a circolazione Iorzata.



16

Figura 14. Valvola di ritegno.

I sistemi a circolazione Iorzata. a Ironte di una maggiore complessita derivante dalla presenza dei
dispositivi di azionamento e controllo. presentano invece numerosi vantaggi: nessuna limitazione
riguardo alla posizione del serbatoio di accumulo; diametri modesti per le tubazioni; rapide risposte
alle variazioni dell`irraggiamento solare; la possibilita di stabilire la velocita di circolazione del
Iluido tale da rendere massima l`eIIicienza energetica; possibilita di soddisIare sia piccole che
grandi utenze. In Figura 15 sono rappresentati i componenti di un impianto a circolazione Iorzata
standard.

Figura 15. I componenti di un impianto a circolazione Iorzata (pacchetto standard)

La classiIicazione dei sistemi solari a bassa temperatura. BT. puo essere eIIettuata anche in base
al tipo di Iluido usato. Pertanto. si hanno: impianti a liquido. impianti ad aria e impianti ad altro
fluido.

Impianto solare termico a liquido.
Questa tipologia impiantistica e quella piu diIIusa nelle applicazioni civili; in particolare gli
impianti piu diIIusi sono quelli attivi (a circolazione Iorzata) con circuito chiuso (con accumulo).
Gli elementi essenziali di questo tipo di impianto sono: il collettore solare. la centralina. il
circuito idraulico. il Iluido termovettore. la struttura di sostegno ed il sistema di accumulo.
Il collettore solare (con la sua struttura di sostegno) e solitamente posizionato sul tetto
dell`ediIicio. mentre la centralina ed il sistema di accumulo sono posti in un locale apposito. Il
circuito idraulico collega questi elementi ed il Iluido termovettore scorre all`interno dell`impianto.
17
La centralina (sistema di controllo) comanda l`avvio e lo spegnimento della pompa di
circolazione del liquido (negli impianti a circolazione Iorzata). La centralina ha al suo interno un
termostato diIIerenziale dotato di due sonde termiche che rilevano la temperatura del pannello
solare e di quella dell'acqua d'accumulo.
Se la centralina rileva una diIIerenza di temperatura tra le due sonde compresa nell`intervallo
520°C mette in Iunzione la pompa.

Circuito idraulico
Detto anche circuito solare. comprendente le tubazioni (che trasportano l`acqua) (Figura 16). la
pompa di circolazione (negli impianti a circolazione Iorzata o 'attivi¨). le valvole ed il vaso di
espansione (per contenere la dilatazione del liquido solare quando aumenta la propria temperatura).
E un circuito idraulico molto semplice. paragonabile in complessita a quello di un impianto di
riscaldamento.


Figura 16. Particolare del collettore solare piano.

Struttura di sostegno
E la struttura metallica (Figura 17) che sostiene i collettori solari e che li orienta secondo la
giusta inclinazione rispetto al piano orizzontale; nel caso in cui vengano montati su una struttura
orizzontale e inIatti opportuno dar loro la corretta inclinazione.


Figura 17. Struttura di sostegno.

18
Sistema di accumulo
Il sistema di accumulo. detto anche 'boiler solare¨ (Figura 18). ha la duplice Iunzione di
accumulatore del Iluido vettore caldo e di scambiatore di calore tra il Iluido caldo ed il Iluido
secondario (l`acqua che verra usata per scopi sanitari od altri usi dalle utenze).
E un serbatoio che viene solitamente installato nel locale caldaia dell`ediIicio. Il posizionamento
in verticale dell`accumulatore consente l`ottenimento di una utile stratiIicazione termica (l`acqua
riscaldata sara sempre nella parte piu alta del serbatoio. proprio dove avviene il prelievo).
consentendo in tal modo un signiIicativo miglioramento del rendimento del sistema. Il serbatoio
contiene due serpentine ('scambiatori termici¨). Una serpentina (nella parte bassa del serbatoio) Ia
parte del circuito solare (entro di essa scorre il liquido che attraversa i collettori). l`altra ( nella parte
alta) e collegata alla caldaia (o scaldabagno elettrico) di integrazione. Maggiore e la capacita di
accumulo e maggiore e il risparmio energetico conseguibile. perche nella maggior parte dei casi il
consumo dell`acqua calda avviene quando non c`e piu sole e quindi e bene poter disporre di una
riserva soddisIacente.


Figura 18. Sistema di accumulo per sistema Iorzato.

Impianto solare a liquido combinato
Gli impianti solari combinati sono quei sistemi solari termici a bassa temperatura che Iorniscono
sia acqua calda ad uso domestico. sia calore per il riscaldamento degli ambienti interni. I sistemi
combinati sono usati perlopiu in ediIici ad uno o due piani. abitati da una o due Iamiglie e sono
composti da cinque elementi principali: collettore solare. serbatoio di accumulo. centralina. sistema
ausiliario (gas. biomasse. elettrico. ecc.) ed il sistema di distribuzione del calore.
La quota di mercato di questi sistemi ha registrato ultimamente notevoli incrementi (Iino al 50°
in piu) in paesi come Austria. Germania. Danimarca. Olanda e Svizzera. In altri. come la Svezia.
sono da tempo la tipologia di sistema solare predominante. I sistemi solari combinati sono piu
complessi di quelli utilizzati solamente per scaldare l'acqua. avendo anche collegamenti ed
interazioni con sistemi esterni all'impianto solare (in particolare con l`impianto di riscaldamento e
l`ediIicio). Proprio queste interazioni inIluenzano notevolmente i rendimenti complessivi della parte
solare del sistema. La complessita degli impianti ha portato a realizzare numerose tipologie
impiantistiche. Oggi. nonostante l'esperienza sul campo e con progettazioni sempre piu complesse.
resta ancora un enorme potenziale per la riduzione dei costi. per il miglioramento delle prestazioni e
dell'aIIidabilita.
I sistemi solari combinati hanno interessanti potenzialita di mercato nell'Italia settentrionale e
nelle localita d'alta quota degli Appennini centrali e meridionali. Si possono ottenere risparmi che
posso variare nell`intervallo del 1550° sulla domanda totale di calore.
19

Impianto solare termico ad aria
Nel campo della climatizzazione ambientale il vantaggio di utilizzare i collettori ad aria consiste
nel Iatto che l'aria in essi riscaldata puo essere inviata direttamente all'ambiente senza scambiatori
di calore intermedi. Cio permette un notevole aumento di eIIicienza del sistema. basti pensare che.
di solito. con un impianto di riscaldamento ad acqua. per riscaldare un ambiente a 2022 °C.
occorre portare l'acqua almeno a 6070 °C.
Il principio di Iunzionamento dei collettori ad aria e pressoche lo stesso di quelli ad acqua. ma i
parametri di dimensionamento variano sostanzialmente. in quanto l'aria scambia calore con
maggiore diIIicolta dell'acqua.
Negli impianti ad aria per accumulare il calore si preIeriscono grandi masse solide di elevata
capacita termica e grande superIicie di scambio. come ad esempio un letto di pietre in una
Iondazione scatolare coibentata.
I punti piu deboli dell'impianto ad aria sono i maggiori costi per il trasporto del Iluido (potenza
del ventilatore Iino al 100° maggiore di quella richiesta da una pompa per liquido) e per la posa in
opera e l`isolamento dei condotti (piu grandi). queste diIIicolta possono cadere utilizzando delle
grandi superIici vetrate come "collettori anomali".
Se non si puo realizzare un letto di pietre. si ricorre all'impianto ad aria senza accumulo. da
utilizzare solo se la temperatura dell'aria nei collettori lo permette: l'impianto solare serve cosi solo
a risparmiare combustibile nelle giornate invernali soleggiate.
Un impianto ad aria che invece Iornisce calore ad un letto di pietre e in grado di immagazzinare
l'energia intercettata e non richiesta per Iornirla quando c'e richiesta (anche quando i collettori sono
Ireddi): l'aria calda aspirata dall'accumulatore puo essere utilizzata direttamente per il riscaldamento
degli ambienti e/o per la produzione di acqua calda tramite uno scambiatore aria-acqua.


7. TIPOLOGIE PARTICOLARI DI COLLETTORI SOLARI

Di concezione diversa. rispetto al collettore solare piano. risultano le seguenti tecnologie.

Collettori ad accumulo integrato
Sono dei particolari impianti che inglobano in una unica struttura tutti i componenti
dell`impianto: collettore. circuito idraulico e sistema di accumulo (Figura 19). Solitamente sono a
circolazione naturale: il serbatoio posto al di sopra del pannello stesso e l`acqua calda si deposita in
esso a causa di moti convettivi naturali che si instaurano grazie al riscaldamento dell`acqua (gli
strati di acqua riscaldata hanno una densita minore di quella Iredda e quindi tendono a 'galleggiare¨
su questi ultimi: questo movimento delle molecole di acqua e il moto convettivo naturale). Questa
tipologia di collettori sono ben utilizzabili in zone a clima mite e abbassano i costi dell`impianto.


Figura 19. Impianto integrato collettore accumulo.
20
Collettori sottovuoto
Per incrementare ulteriormente l`eIIicienza dei collettori. oltre ad usare delle superIici selettive.
si puo praticare il vuoto nella intercapedine tra la piastra e la copertura di vetro. Cio e molto
diIIicile da realizzare nei collettori piani. sia per problemi di resistenza meccanica del vetro. sia per
problemi di tenuta del vuoto. E` invece piu semplice praticare il vuoto in una struttura tubolare.
Un collettore a tubi e Iormato da un insieme di tubi di vetro in ciascuno dei quali vi e una lamella
assorbente nera con superIicie selettiva collegata ad un tubo nel quale scorre il Iluido termovettore
bassobollente (es. pentano o a volte acqua) che 'trasporta¨ il calore verso uno scambiatore posto in
cima alla serie dei tubi (Figura 20). Il vuoto e praticato tra il tubo di vetro e l`elemento captante e la
tenuta del vuoto viene assicurata all`estremita del tubo.
I collettori sottovuoto sono ad alta eIIicienza. piu costosi. ma ben utilizzabili durante tutto l`arco
dell`anno soprattutto se l`impianto e dedicato al riscaldamento ambientale. Sebbene piu costosi
rispetto alla media. tali collettori permettono buone prestazioni anche con climi rigidi.



Figura 20. Collettori a tubi sottovuoto

In ogni tubo sottovuoto e integrato un assorbitore. Esso assorbe le radiazioni solari e le trasmette
al tubo termovettore. La trasmissione del calore al tubo termovettore causa l`evaporazione del
liquido all`interno del tubo termovettore. Il vapore perviene all`interno del condensatore che si trova
nello scambiatore a doppio tubo. Tramite lo scambiatore di calore a tubo doppio in cui si trova il
condensatore. il calore viene ceduto al Iluido termovettore che scorre all`esterno del condensatore.
In questo modo il vapore si condensa e il Iluido scorre nuovamente nel tubo termovettore e il
processo si ripete.

Collettori scoperti
Sono realizzati con tubi in materiale plastico (polipropilene o caucciu sintetico) hanno il
vantaggio di essere molto economici. ma Iorniscono prestazioni soddisIacenti solo se utilizzati per
impianti Iunzionanti nel periodo estivo. quando la grande disponibilita della Ionte solare sopperisce
alla loro bassa eIIicienza.

In Figura 21 sono riportate le sezione dei principali tipi dei collettori solari.
21

Figura 21. Tipi di collettori solari.


8. PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO

La parte di radiazione solare che riesce ad attraversare la superIicie captante giunge alla piastra
assorbente superando un`intercapedine generalmente riempita da uno strato di aria (Ianno eccezione
naturalmente. le tipologie 'sottovuoto¨. tecnologicamente piu avanzate).
L`energia termica acquisita dalla piastra deve essere ceduta in massima parte ai tubi o canali in
cui scorre il Iluido termovettore e deve tornare il meno possibile all`ambiente sottoIorma di perdite.
Una volta investita dai raggi del sole. la piastra trasmette calore (per conduzione. convezione ed
irraggiamento) sia al Iluido sottostante sia all`aria all`interno ed all`esterno del collettore stesso. Al
Iine di potenziarne al massimo la capacita di assorbimento della radiazione incidente. la piastra e
normalmente trattata con apposite vernici selettive: il dispositivo e in grado di assorbire Iino al
95÷98° della radiazione solare giunta e di contenere l`energia radiante al 12÷20°. Allo scopo di
limitare le perdite causate da tale remissione. le superIici trasparenti di copertura (scelte con la
massima trasmittanza per le lunghezze d`onda tipiche della radiazione solare) vengono trattate per
ottenere la minima trasmittanza per le radiazioni emesse dalla piastra assorbente (principalmente
radiazione inIrarossa). In questo modo si ottiene una sorta di trappola¨ per la radiazione solare che.
una volta entrata. non puo piu uscire. Questa caratteristica. detta selettiva. realizza un vero e proprio
'eIIetto serra¨ all`interno del collettore con conseguente innalzamento della temperatura e
miglioramento delle prestazioni del collettore stesso.
In Figura 22 si riporta il bilancio energetico di un collettore solare piano.
22


Figura 22. Flussi energetici in un collettore solare

L`equazione Iondamentale del bilancio energetico dei collettori piani si puo scrivere nel modo
seguente:
( ) ( )
{ } c u L S
c d
A HR HR Q Q Q t o t o · + · = + +


dove
H ÷ potenza della radiazione collimata o diIIusa incidente sull`unita di area di superIicie di
orientazione qualunque.
R ÷ Iattore che converte la radiazione collimata o diIIusa in quella incidente sul piano del collettore.
(t·o) ÷ prodotto trasmittanza-assorbanza del sistema di copertura per la radiazione collimata o
diIIusa.
A
c
÷ area del collettore.
Q
u
÷ potenza termica utile trasIerita al Iluido termovettore nello scambiatore solare.
Q
L
÷ potenza persa dal collettore verso l`esterno per reirraggiamento. convezione e conduzione
attraverso il supporto della piastra col lettrice. ecc. le perdite dovute a riIlessione sulla
copertura sono incluse nel termine (t·o).
Q
S
÷ energia termica immagazzinata nel collettore nell`unita di tempo.

Una misura delle prestazioni del collettore e data dalla eIIicienza di raccolta. deIinita come il
rapporto Ira l`energia utile raccolta in un certo periodo di tempo per unita di superIicie del collettore
e l`energia solare incidente nello stesso periodo di tempo per unita di superIicie del collettore.

u
c
Q
dt
A
HRdt
n =
í
í


La potenza termica utile trasIerita al Iluido termovettore nello scambiatore solare. Q
u
. si puo
calcolare con l`equazione di Bliss:

( ) ( )
u R c i a
Q F I U T T
|
t o = · ÷ ÷


dove
T
i
÷ temperatura del Iluido in ingresso nel collettore.
23
T
a
÷ temperatura dell`ambiente esterno.
I
|
÷ radiazione solare globale.
U
c
÷ coeIIiciente di trasmissione globale del collettore.
F
R
÷ Iattore di asporto termico. · 1. deIinito come il rapporto Ira l`energia utile eIIettivamente
raccolta e quella che si avrebbe se Iosse possibile trasIerire il calore dalla piastra alo Iluido
senza diIIerenze Iinite di temperature(con T
p
÷ T
a
. cioe con una superIicie di scambio piastra-
Iluido inIinitamente estesa). Dal punto di vista Iisico F
R
indica quanto dista il sistema reale da
quello ideale in cui sono assenti le perdite connesse alle irreversibilita prodotte dagli scambi
termici Ira corpi a diIIerente temperatura.

L`equazione di Bliss puo essere scritta anche nel modo seguente:

( )
u p u i
Q Gc T T = ÷
dove
G ÷ portata di massa per unita di area |kg/sec·m
2
|.
c
p
÷ calore speciIico del Iluido.

Il prodotto trasmittanza-assorbanza del sistema di copertura per la radiazione collimata o diIIusa
(t·o) e sempre noto. ed e Iornito dalle ditte produttrici di pannelli solari. come opure il valore di F
R
.
Il Iattore termico di asporto. F
R
. si puo determinare ponendo T
i
÷ T
a
. In questo modo si ha:

( )
( )
u R
u p u i
Q F I
Q Gc T T
|
t o = ·
= ÷
¬ ( ) ( )
R p u i R
F I Gc T T F
|
t o · = ÷ ¬

Il coeIIiciente di trasmissione globale del collettore puo calcolarsi come segue:

di notte ¬
( )
( )
u R c i a
u p u i
Q F U T T
Q Gc T T
= ÷ ÷
= ÷
¬ ( ) ( )
R c i a p u i c
F U T T Gc T T U ÷ ÷ = ÷ ¬

L`eIIicienza del collettore allora si puo scrivere:

( )
( )
u R c i a
R
Q F U T T
F
I I
| |
n t o
÷
= = · ÷

Se assumiamo i prodotti ( )
R
F t o ·
R c
F U costanti. l`espressione di n assume la Iorma
dell`equazione di una retta. Si ottiene la seguente equazione lineare:

( )
( )
( )
u R c i a
R
R R c
Q F U T T
F
I I
v F F U x
| |
n t o
t o
÷
= = · ÷
= · ÷ ·


che rappresenta la curva di eIIicienza del collettore solare.
L`equazione si puo anche scrivere:

( )
i a
b T T
a
I
|
n
÷
= ÷
24
Nel caso in cui non e deIinito il tipo di collettore. valori tipici medi che in prima analisi possono
essere utilizzati per a e b sono:
a ÷ 0.6; b ÷ 6 W/m
2
°C.

Figura 23. Retta di eIIicienza di un collettore in Iunzione dei parametri esterni.

La temperatura alla quale opera il collettore e la temperatura media tra quella in ingresso e quella
in uscita del Iluido termovettore: T
m
÷ T
u
T
i
.
Il rapporto T
*
÷ (T
m
T
a
) / I
|
rappresenta l`eIIicienza istantanea. che ha andamento curvilineo.
La curva di eIIicienza e il 'passaporto¨ del collettore solare; essa si calcola in base alle
prescrizioni della normativa EN 12975-2. la curva di eIIicienza Ia sempre riIerimento ad una
determinata superIicie del collettore; inIatti il produttore deve sempre Iornire la curva di eIIicienza
del collettore solare e speciIicare secondo quale superIicie e stata determinata.


Figura 24. Curva dell`eIIicienza di un collettore solare.
25

Il rendimento di un collettore varia a seconda della tipologia del collettore solare. I collettori
solari a tubi sottovuoto hanno un maggiore rendimento rispetto al collettore solare piano standard;
inIatti 3 m
2
di collettore sottovuoto Iorniscono lo stesso rendimento di 5 m
2
di collettore piano
standard.
Il rendimento varia anche al variare degli strati di vetro nella copertura del collettore solare
piano; per piccoli valori di T
*
e per strati multipli di vetro il rendimento e piu basso. per valori piu
alti di T
*
e strati multipli di vetro il rendimento aumenta leggermente.


9. PROGETTAZIONE DI UN IMPIANTO TERMICO SOLARE

Per un impianto domestico non e necessario eIIettuare un accurato dimensionamento
dell`impianto per il riscaldamento dell`acqua sanitaria. E inIatti possibile calcolarlo con Iormule
spannometriche` e valori di riIerimento. Prima di passare alla progettazione vera e propria bisogna
innanzitutto eseguire un rilievo e veriIicare a livello generale la Iattibilita dell`impianto. L`elemento
piu importante per il dimensionamento e la deIinizione del Iabbisogno di acqua calda. in riIerimento
al quale si determina la dimensione dell`impianto solare. cioe la superIicie dei collettori e il volume
del serbatoio. I passi successivi sono costituiti dalla deIinizione della portata e del diametro delle
tubature nel circuito del collettore. dalla scelta della pompa di circolazione e dal dimensionamento
del vaso di espansione e della valvola di sicurezza.

E sempre di grande aiuto avere il rilievo Iatto in loco. cioe un disegno Iatto a mano che riporti le
dimensioni essenziali e le caratteristiche del manuIatto (Figura 25).

Figura 25. Rilievo in loco.
26

I criteri piu importanti per veriIicare la possibilita di installazione di un impianto solare sono
riportati qui di seguito:
Esiste un impianto centrale per il riscaldamento dell`acqua sanitaria. oppure si puo pensare di
installare un impianto simile?
La superIicie del tetto a disposizione e suIIiciente?
Il tetto ha un orientamento adeguato?
Il tetto viene messo in ombra da parti di ediIicio. alberi o altro?
Lo stato del tetto rende possibile l`installazione dei collettori?
Il tetto lascia la possibilita di accesso ai collettori per una successiva manutenzione?
Le dimensioni di porte. scale e cantina permettono il trasporto e il passaggio del serbatoio?
Esistono vincoli della soprintendenza?
Sono necessari altri permessi per poter installare l`impianto solare?

Analisi del fabbisogno di acqua calda
Negli ediIici residenziali il Iabbisogno termico per la produzione di acqua calda rimane costante
nel corso dell`anno. Un`indicazione sul Iabbisogno di acqua calda e data dal numero di persone che
abitano l`ediIicio.
Solitamente il consumo giornaliero pro capite di acqua calda a 45 °C viene stimato intorno a
queste ciIre:
comIort basso 35 l/(persona/giorno)
comIort medio 50 l/(persona/giorno)
comIort alto 75 l/(persona/giorno)

Nel caso si vogliano collegare all`impianto solare anche la lavatrice e la lavastoviglie. il
Iabbisogno deve essere aumentato di:
lavatrice 20 l/giorno (1 lavaggio al giorno)
lavastoviglie 20 l/giorno (1 lavaggio al giorno)

Se e previsto un circuito di ricircolo per la distribuzione dell`acqua calda nell`impianto. allora
anche le sue dispersioni devono essere considerate come Iabbisogno di acqua calda. E importante
calcolare questo dato perche anche la sua dispersione puo essere coperta dall`impianto solare. La
quantita di questo surplus di calore dipende strettamente dalla lunghezza del circuito di ricircolo.
dalla sua coibentazione e dal tipo di Iunzionamento (gestione a timer o a temperatura). e deve
quindi essere accuratamente stimato caso per caso.
Il Iabbisogno di acqua calda dipende direttamente dal comportamento individuale.
Per un calcolo piu preciso si possono utilizzare i dati delle bollette del gas o dell`elettricita.
Il Iabbisogno puo essere calcolato anche montando un semplice contatore di Ilusso nella tubatura
dell`acqua calda.



Esempio
Una Iamiglia di quattro persone necessita. per avere un comIort medio. di circa (50 litri x 4 ÷) 200
l/giorno di acqua calda. Considerando anche la lavatrice si calcolano circa 230 l/giorno.
Negli ediIici con Iunzione ricettiva il Iabbisogno di acqua calda e strettamente dipendente dalla
presenza di clienti. Il calcolo del Iabbisogno giornaliero viene eseguito sulla presenza media di
persone nel periodo compreso tra maggio e agosto. e su questo dato si eIIettua il dimensionamento
dell`impianto. I valori di riIerimento per il Iabbisogno giornaliero medio pro capite sono qui
riportati:
ostello della gioventu 35 l/(persone e giorno)
27
standard semplice 40 l/(persone e giorno)
standard alto 50 l/(persone e giorno)
standard molto alto 80 l/(persone e giorno)
Se la struttura oIIre anche servizio cucina. il Iabbisogno di acqua calda aumenta indicativamente in
questo modo:
pasto semplice 10 l/(giorno e pasto)
pasto a piu portate 15 l/(giorno e pasto)

Esempio
Un agriturismo viene gestito da una Iamiglia di quattro persone. Durante il periodo estivo da
maggio ad agosto la presenza media di ospiti e di circa 15 pernottamenti al giorno. Per gli ospiti
vengono preparati due pasti al giorno. La lavatrice Ia cinque lavaggi al giorno.
Fabbisogno per la Iamiglia (4 x 50 l ÷) 200 l/giorno
Fabbisogno per gli ospiti (15 x 50 l ÷) 750 l/giorno
Cucina (30 x 10 l ÷) 300 l/giorno
Lavastoviglie (5 x 30 l ÷) 150 l/giorno
Totale 1400 l/giorno



Dimensionamento della superficie dei collettori
Per una situazione con orientamento ideale (sud. inclinazione 30°) si utilizzano i valori di
riIerimento riportati in Tabella 3 per dimensionare la superIicie del collettore. Questa viene quindi
calcolata in relazione al Iabbisogno giornaliero di acqua calda.

Tabella 3. Valori di riIerimento per il dimensionamento dei collettori.


Questi valori di dimensionamento permettono di coprire completamente il Iabbisogno durante i
mesi estivi. cioe in estate tutta l`acqua calda sanitaria viene riscaldata dall`impianto solare.
Calcolato su tutto l`anno. il risparmio energetico ottenuto e di circa 50-80°. I valori in tabella
devono essere ridotti del 30 ° nel caso in cui si usino collettori a tubi sottovuoto.

I valori riportati sono valori indicativi. La superIicie reale dei collettori e da calcolare
eIIettivamente sulle dimensioni dei moduli esistenti. DiIIerenze del 20 ° possono essere
considerate non problematiche.
I valori di riIerimento valgono per collettori piani. Per collettori a tubo sottovuoto sono
suIIicienti i 2/3 della superIicie calcolata.
Per il dimensionamento dei collettori nelle strutture ricettive bisogna utilizzare il valore
medio del Iabbisogno giornaliero di acqua calda calcolato nei mesi da maggio ad agosto.

Orientamenti diversi da quello ideale riducono la prestazione dell`impianto molto meno di
quanto normalmente si pensi. Nella maggior parte dei casi questo puo essere compensato da un
minimo aumento della superIicie dei collettori.
Una struttura di supporto per ottenere un migliore orientamento del collettore e. ove possibile. da
evitare per motivi estetici.
28
In Tabella 4 sono indicati i valori di correzione per i diversi orientamenti. La superIicie del
collettore calcolata come descritto Iinora deve essere quindi divisa per il Iattore di correzione.

Tabella 4. Fattori di correzione per l`orientamento dei collettori.

(questi valori valgono solo per impianti solari impiegati per il riscaldamento dell`acqua sanitaria)

Per le strutture ricettive un angolo di inclinazione piu piano. nell`ordine di 20° 40°. ha un
eIIetto positivo. poiche il maggiore Iabbisogno di acqua calda viene registrato in estate.

Dimensionamento del serbatoio
Il serbatoio serve a equilibrare la diIIerenza temporale tra la presenza dell`irraggiamento e
l`utilizzo dell`acqua calda. Serbatoi dall`ampio volume permettono di superare periodi anche lunghi
di brutto tempo. tuttavia causano anche maggiori dispersioni di calore. Il volume del serbatoio
corrispondera circa a 50 - 70 l/(m· superIicie di collettore piano).
Negli impianti con riscaldamento ausiliare integrato nel serbatoio (per esempio un secondo
scambiatore di calore oppure una serpentina elettrica) il volume in temperatura. cioe la parte di
serbatoio che viene mantenuta sempre alla temperatura desiderata per l`acqua calda. viene sempre
calcolato secondo il Iabbisogno giornaliero di acqua calda. Dovrebbe aggirarsi sui 20 l/persona.
Quando si eIIettua il dimensionamento di grandi impianti. bisogna calcolare il volume da tenere
in temperatura (spesso si tratta di un secondo serbatoio piu piccolo) tenendo conto anche della
potenza della caldaia.

Scambiatori di calore del circuito solare
Negli impianti semplici. come di norma sono quelli delle case uniIamiliari. si preIerisce
solitamente impiegare all`interno del serbatoio scambiatori di calore a tubi lisci o corrugati. Negli
impianti piu grandi si utilizzano scambiatori di calore esterni a piastre o a Iasci di tubi.
La superIicie dello scambiatore di calore dovrebbe essere circa 0.4 m
2
/(m
2
superIicie del
collettore).
Per gli impianti piu grandi si calcola la potenza massima che i collettori possono trasmettere e a
seconda di questa potenza si sceglie un adeguato scambiatore di calore esterno.

Circuito solare

Fluido termovettore.
Dove non vi e pericolo di gelo si utilizza l`acqua come liquido termovettore all`interno del
circuito solare. In questo caso per evitare corrosioni bisogna aggiungere gli inibitori indicati dal
produttore.
Nelle zone a rischio di gelo si usa invece una miscela di acqua e di propilenglicolo atossico. La
concentrazione del glicolo deve essere deIinita secondo le indicazioni del produttore in modo che la
sicurezza antigelo ci sia Iino a una temperatura che sia di 10 °C inIeriore alla temperatura minima
media su cui si esegue il calcolo di progettazione dell`impianto di riscaldamento. Per esempio se il
riscaldamento viene dimensionato per una temperatura minima media di 5 °C. la concentrazione
del glicolo dovrebbe essere suIIiciente a garantire l`antigelo per una temperatura di 15 °C. Gli
29
inibitori di corrosione sopra citati sono di norma gia miscelati con la maggior parte dei liquidi
antigelo per impianti solari reperibili sul mercato.

Portata del flusso.
La portata del Ilusso all`interno del circuito solare deve essere abbastanza grande da garantire
una buon asporto del calore dal collettore. Se la portata del Ilusso e troppo alta. pero. aumenta di
conseguenza la perdita di pressione nelle tubature e quindi anche l`impegno di energia che deve
essere Iornito da parte della pompa di circolazione.
La portata del Ilusso deve essere di circa 30 40 l/(m
2
h) per ogni metro quadrato di collettore
solare. Se si impiegano preIiniti collettori bisogna seguire le indicazioni del produttore.
Negli impianti di dimensioni maggiori e possibile. con un montaggio continuo in serie delle
strisce di assorbimento all`interno del collettore. ottenere da una parte che in ognuna delle strip
passi una quantita suIIiciente di acqua per garantire un buon asporto del calore. e dall`altra che il
Ilusso speciIico attraverso tutto il collettore possa essere tenuto piuttosto basso (per esempio 12 20
l/(m
2
h)) riducendo cosi decisamente le spese per le tubature del circuito solare e per la pompa.

Tubature.
Per le tubature del circuito solare si possono usare tubi di rame oppure tubi corrugati Ilessibili di
acciaio inossidabile.
Non bisogna assolutamente impiegare materiali zincati nel circuito solare se si usa una
miscela di acqua e glicole.
Il diametro dei tubi di rame viene dimensionato in relazione al Ilusso scelto. come si puo
evincere dai dati della Tabella 5.

Tabella 5. Diametro consigliato per i tubi del circuito solare.


Sia i tubi Ilessibili in rame. sia i tubi corrugati in acciaio inox sono reperibili con il nome di
LiIeline` gia coibentati e a coppie con il cavo per il sensore della temperatura del collettore gia
montato.
La perdita di pressione e maggiore con i tubi corrugati inox rispetto a tubi dalle pareti interne
lisce. quindi la sezione deve essere maggiore. come indicato nei dati Iorniti dal produttore.

Calcolo della perdita di pressione e scelta della pompa.
La pompa di circolazione del circuito solare deve essere dimensionata con molta cura. Se la
potenza della pompa e troppo bassa si possono generare grandi escursioni termiche all`interno del
circuito del collettore. causando quindi un rendimento troppo basso del collettore. Una pompa
troppo potente causa invece un consumo energetico inutilmente grande.
Nei piccoli impianti. Iino a 12 m
2
di superIicie dei collettori e Iino a 50 metri di tubature.
possono essere impiegate piccole pompe da riscaldamento a tre posizioni (per esempio GrundIos
UPS 25-40).
Negli impianti piu grandi e inevitabile procedere al calcolo della perdita di pressione e quindi
alla scelta di una pompa adeguata. In questo caso. inIatti. i valori di perdita di pressione sono da
calcolare per le tubature e per tutte le componenti (collettori. Iluido termovettore. raccordi. valvola
di non ritorno. valvole ecc.). I dati sono indicati nella documentazione tecnica delle diverse
componenti e nelle tabelle e diagrammi riportati nei manuali per installatori . I diagrammi della
30
perdita di pressione per le miscele di acqua e glicolo sono messi a disposizione dai produttori di
glicolo.

Pressione desercizio. vaso despansione e valvola di sicurezza.
Le seguenti raccomandazioni devono assolutamente essere seguite. perche l`errata
impostazione della pressione di esercizio e un calcolo impreciso delle dimensioni del vaso di
espansione sono una frequente fonte di malfunzionamento negli impianti solari. Un
dimensionamento poco accurato può portare in estate. in conseguenza a una fermata
dell`impianto per surriscaldamento. alla perdita di fluido termovettore. impedendo
all`impianto di rientrare automaticamente in funzione.

La pressione di esercizio deve essere determinata come segue:
- La pressione iniziale p
I
e la pressione (diIIerenza di pressione rispetto all`ambiente)
all`interno del circuito solare che deve essere raggiunta durante il riempimento del circuito a
Ireddo. E la stessa pressione che si raggiunge anche di notte quando la pompa di circolazione
del circuito solare non e in Iunzione. Dipende dal dislivello tra il punto piu alto del circuito
solare e la sede del vaso di espansione. Se la diIIerenza di quota e per esempio di 10 m. cio
corrisponde a 10 m di colonna d`acqua ÷ 1 bar. La pressione iniziale dovrebbe quindi. con un
supplemento di sicurezza di 0.5 bar. raggiungere almeno il valore p
I
÷ 1.5 bar. Il valore
consigliato e: p
I
÷ 2 bar Iino a 15 m di dislivello.
- La pressione Iinale p
F
e la pressione teorica (diIIerenza rispetto alla pressione dell`ambiente)
all`interno del circuito solare. che non viene mai superata se l`esecuzione e corretta. Si calcola
sulla tenuta a pressione delle componenti (per esempio collettori). ma non dovrebbe mai
superare 5.5 bar. Il valore consigliato e: p
F
÷ 5 bar. se le componenti lo permettono.
- La pressione predeIinita nel vaso d`espansione p
VE
dovrebbe essere di circa 0.3 0.5 bar al di
sotto della pressione iniziale pI. in modo che anche a Ireddo la membrana del vaso
d`espansione sia leggermente in tensione. Il vaso d`espansione puo essere acquistato con
questa pressione a riposo oppure si puo impostare il valore desiderato direttamente sulla
valvola. A questo scopo si puo utilizzare un semplice manometro per pneumatici. Valore
consigliato: p
VE
÷ 1.5 bar.
- La pressione d`intervento della valvola di sicurezza p
VS
(diIIerenza rispetto alla pressione
dell`ambiente) dovrebbe essere almeno 0.5 bar al di sopra della pressione Iinale. in modo che
la valvola di sicurezza. se l`esecuzione e corretta. non entri mai in gioco. Valore consigliato:
p
VS
÷ 6 bar. se le componenti lo permettono.
- Inoltre il Iattore di pressione DI ÷ (p
F
p
I
) / (p
F
¹ 1) del vaso d`espansione non deve essere
maggiore di 0.5 perche altrimenti la membrana al suo interno si logora inutilmente.
Il vaso di espansione serve a recepire l`aumento di volume all`aumento della temperatura del
Iluido termovettore e in caso di stagnazione dell`impianto serve a recepire tutto il Iluido contenuto
all`interno del collettore.
Il contenuto di Iluido V
Fl
all`interno del circuito solare si calcola in questo modo:
contenuto di Iluido del circuito V
Fl
÷ contenuto di Iluido nel collettore V
C
¹ contenuto di Iluido
nelle tubature ¹ contenuto di Iluido nello scambiatore di calore ¹ contenuto di Iluido in altre
componenti
La dilatazione del volume del Iluido viene cosi calcolata:
V ÷ eV
Fl
col coeIIiciente di dilatazione e ÷ 0.045 per l`acqua. e ÷ 0.07 per miscela acquaglicolo.
Il volume utile del vaso d`espansione viene calcolato con una ulteriore sicurezza del 10°:
V
U
÷ (V ¹ V
C
)1.1
Il volume nominale. cioe il volume che viene riportato nei cataloghi dei prodotti deve essere
calcolato utilizzando le pressioni determinate in precedenza:
V
N
÷ V
U
(p
F
¹ 1) / (p
F
p
I
)
Il vaso d`espansione deve avere almeno questo volume nominale.
31
In Tabella 6 si riportano i valori di riIerimento per la scelta del vaso d`espansione.

Tabella 6. Valori di riIerimento per la scelta del vaso d`espansione (volume nominale).


Se la pompa viene acquistata integrata con gli organi di sicurezza e gli indicatori a Iormare un
cosiddetto gruppo pompe e sicurezza. deve essere veriIicato il dimensionamento delle singole parti.


32
10. DIMENSIONAMENTO ECONOMICAMENTE OTTIMALE DI UN IMPIANTO A PANNELLI SOLARI

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35

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37

38
11. ANALISI ECONOMICHE RELATIVE AD INVESTIMENTI DESTINATI AD OTTENERE RISPARMI
ENERGETICI



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40

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42

43

44
12. ANALISI AMBIENTALE DEI SISTEMI SOLARI PIANI.

I sistemi solari termici specialmente se integrati negli ediIici. come lo sono per la stragrande
maggioranza. non hanno praticamente impatto ambientale (se non per i processi industriali di
produzione dei pannelli!) e sono oggi particolarmente ben visti da tutta l'opinione pubblica.
La loro silenziosita. l'assenza di qualsiasi emissione. il loro sIruttare direttamente l'energia
solare. hanno giustamente contribuito alla creazione di quella immagine di energia "pulita" a cui
sono associate tutte le tipologie di pannelli solari. I beneIici ambientali ottenibili dall`adozione di
sistemi solare termico sono proporzionali alla quantita di energia prodotta. supponendo che questa
vada a sostituire dell'energia altrimenti Iornita da Ionti convenzionali. In particolare. il parametro di
conIronto tra le diverse tecnologie a disposizione puo essere la quantita di anidride carbonica
mediamente immessa nell'ambiente per produrre. nelle stesse condizioni. acqua calda sanitaria.

Riduzione delle emissioni di CO
2

Il Iabbisogno di energia elettrica di un'utenza monoIamiliare (4 persone) per produrre acqua
calda sanitaria con uno scaldabagno elettrico e pari a 7.72 kWh/giorno.
In Italia. per produrre un kWh elettrico. le centrali termoelettriche emettono nell'atmosIera in
media 0.70 kg di anidride carbonica (CO·) (Ionte ENEL). uno dei principali gas responsabili
dell'eIIetto serra.
Pertanto. lo scaldabagno in esame e responsabile dell'immissione nell'atmosIera di:

0.70 kg CO
2
/ kWh * 7.72 kWh/giorno ÷ 5.40 kg CO
2
/giorno.

Questo signiIica che. per la sola acqua calda sanitaria. utilizzando lo scaldabagno elettrico. una
Iamiglia immette quotidianamente nell'ambiente 5.40 kg di CO
2
(con una media pro capite di 1.35
kg/giorno).
Nel caso di una caldaia a metano. nella combustione si Iormano 0.25 kg CO
2
per ogni kWh
(termico); una Iamiglia di 4 persone da quindi origine alla seguente produzione giornaliera di
anidride carbonica:

0.25 kg CO
2
/ kWh * 6.96 kWh/giorno ÷ 1.74 kg CO
2
/giorno.

Utilizzando lo scaldabagno a metano si immettono quotidianamente nell`atmosIera 1.74 kg di
CO
2
(0.43 kg/giorno pro capite): valore gia molto piu piccolo di quello dello scaldabagno elettrico.
Se Iosse possibile con i collettori solari sostituire completamente lo scaldabagno elettrico o la
caldaia a metano otterremmo rispettivamente un risparmio globale di 5.4 kg di CO
2
e 1.74 kg di
CO
2
(al giorno).
Nella realta non sara pero possibile sostituire completamente lo scaldabagno elettrico o la caldaia
a causa della variabilita delle condizioni climatiche durante l`anno. Quindi si dovranno usare delle
soluzioni 'ibride¨ che permetteranno comunque di ottenere degli ottimi vantaggi assicurando lo
stesso comIort durante tutto l`arco dell`anno.
Nel caso di impianti ibridi solare-gas. ossia collettori solari posti ad integrazione della caldaia a
gas. e possibile risparmiare. per esempio a Roma. il 60° del consumo di gas.
La stessa Iamiglia produrra. allora. giornalmente solamente 0.69 kg di CO
2
(con una media pro
capite di 0.174 kg).
Quindi tra il caso di impiego della sola caldaia a metano e quello di impianto ibrido si veriIica
una riduzione di 1.05 kg di CO
2
al giorno (0.26 kg di CO
2
pro capite).
Invece nel caso di impianti ibridi solare-elettrico. ossia impianti solari posti ad integrazione dello
scaldabagno elettrico. otteniamo (nelle stesse ipotesi del caso precedente) una riduzione di 3.2 kg di
CO
2
al giorno (0.80 kg di CO
2
pro capite).

45
Impatto visivo
L`integrazione dei collettori solari nelle coperture negli ediIici privati permette a questi impianti
di essere virtualmente invisibili. oppure di ottenere notevoli soluzioni architettoniche con le Iacciate
solari. i parapetti solari ecc..
Una soluzione molto particolare. che ha ingombro nullo e notevole praticita di utilizzo e quella
che utilizza le superIici Iinestrate esposte a sud per riscaldare acqua nell'intercapedine interna di un
inIisso a triplo vetro: purtroppo l'impianto e costoso. Iragile e richiede una circolazione Iorzata.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Barbieri D.. A Nucara e M. Pietrafesa. 1996. 'Principi fisici e criteri economici ed energetici per
il dimensionamento di impianti solari a collettori piani¨. Quaderni di Fisica Tecnica ed
Energetica. DIMET. Universita di Reggio Calabria.

Cucumo M. A.. J. Marinelli e G. Oliveti. 'Ingegneria Solare - principi ed applicazioni¨. ISBN 88-
371-0729-3. Pitagora Editrice Bologna.

Duffie J.A.. W. A. Beckman. "L'Energia Solare nelle applicazioni termiche". a cura di V.
Silvestrini. Liguori Editore. 1978.

Iqbal M.. 'An introduction to solar radiation¨. Academic Press. 1983.

Pauschinger T. M. Menard. M. Schulz.'Impianti solari termici - Manuale per la progettazione e
costruzione¨. Ambiente Italia.

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