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I

Oggi

VIDEOINTERVISTA

SUL COMODINO

LA MEMORIA

tuttoLIBRI
1773

Edoardo Nesi, Mandelli, Giulio Einaudi: filare storie tra radio e tv vi racconto con i telai di Prato con John Fante il mio Struzzo
Con le recensioni e le classifiche dei bestseller

iPad Edition

NUMERO ANNO XXXV SABATO 9 LUGLIO 2011

tuttoLIBRI
Estate in giardino/2 Un racconto ispirato alle Argonautiche:
in viaggio sulla nave di Orfeo, cercando le creature met fanciulle e met pesci e il loro prato marino tra gli scogli, con gigli e viole
P. II

RITORNI

Le cicogne di Santucci
Inediti di una voce alla Chesterton
PICCIOLI

DallEden alle Sirene: la serie estiva di Tuttolibri prosegue con un racconto che prende spunto dalle Argonautiche orfiche, poema bizantino posteriore alla met del V secolo d.C. in cui il protagonista delle imprese della nave Argo non pi Gisone ma Orfeo. La voce narrante del racconto quella di Bute, il cui episodio si rintraccia in Apollonio Rodio.
SILVIA RONCHEY

Nellisola delle sirene fiorisce limmortalit


per questo, se nulla pu eguagliare la bellezza di un fiore selvaggio, il giardino pi bello quello il cui artefice la morte. Sono pi goloso dellape attica, cara ad Atena, pi vibrante dello scarabeo dal verde guscio, sacro agli egizi. Per me il sentore di un fiore pi complesso di qualsiasi melodia scaturita dal flauto o dalla lira, pi plastico di qualsiasi forma scolpita da Apelle o da Fidia. Avevo sentito parlare di un giardino, che il giardino dei giardini. Cresce su un nudo scoglio proteso nel mare, la

IL ROMANZO

Lassassino di Simenon
Un borghese ribelle e perdente
BOSCO P. IV

Ogni giardiniere sa che il principio di ogni giardino la morte. E dalla putrefazione e dalla decomposizione pi amara che nascono i fiori pi dolci, le orchidee pi delicate, le rose pi profumate, le viole dalle striature pi cupe, che trascinano nel vortice dello stame come al fondo del pozzo sul cui orlo si sporgono. Posso annegare in una viola, perdermi nel labirinto di unorchidea, sciogliermi nella pura contraddizione di una rosa.

IL SAGGIO

Le piante crescono tra le rocce scoscese, si specchiano nel mare e si nutrono dei corpi dei marinai
Sono affascinato dai giardini pi che da ogni altra forma di bellezza, perch sono il perfetto punto di congiunzione tra la bellezza e la morte. Mi chiamo Bute, sono un viaggiatore. Prima di imbarcarmi sulla nave di Orfeo ho girato il mondo, ho visto i giardini pensili di Babilonia, gli orti che gli egizi circondano di alte mura per preservarli dalle tempeste di sabbia, i cortili minoici striati di croco. Conosco il parco dove si riuniscono i discepoli di Socrate, il recinto ombroso dei seguaci di Epicuro, i tetti fioriti in onore di Adone, i ninfei circondati di statue e le esedre traboccanti di campanule e gigli. Ho visto signori prodigarsi per le loro ville sulle coste ausonie o sulle spiagge libiche, frustare i loro giardinieri e offrire sacrifici a Flora perch le terrazze in pendio sul mare fossero tappezzate di dalie fiammeggianti come soli o di ortensie livide come lune. Gareggiavano tra loro, e con la natura genitrice di tutto. Ed erano sempre insoddisfatti. Poi, nel sud dellEgeo, ho visto gonfiarsi allequinozio rose gigantesche, i cui mille petali spalancati emanavano un profumo che stordiva chiunque costeggiasse quelle rive. Ho capito che i fiori pi belli non possono essere coltivati, ma devono emergere spontanei dal ciclo inesorabile dellessere. E che

Il profumo di un fiore pi complesso di qualunque melodia scaturita dal flauto o dalla lira del poeta
punta di un promontorio dove la roccia si tuffa a precipizio dallalto. Alcuni la chiamano Anthemoessa, lIsola dei Fiori. Come gli insetti gremiscono le rose e ronzano creando una melodia che ipnotizza e rapisce, cos in questo giardino ammaliano i marinai col loro canto strane creature, per met fanciulle, per met pesci secondo alcuni, uccelli secondo altri, in realt grandi insetti dalle code iridate e traslucide, come quelli che precipitano dal cielo insieme agli angeli ribelli. Alcuni le chiamano Sirene, e il loro nome, seirn, infatti uguale a quello che in greco designa alcune api solitarie. Secondo altri viene dal verbo seiro, lego, e allude al nesso tra tutte le cose, o da seir, catena, la grande catena dellessere. Come che sia, la vibrazione irresistibile che emettono in qualche modo simile alla musica degli astri. Platone, nel racconto di Er, parlando del fuso che vortica sulle ginocchia della Necessit, ha detto che larmonia delle otto sfere celesti si fonde nel suono della voce continua, incessante delle Sirene. Si sa che destinato a non fare ritorno chiunque si tuffi dalla nave vinto da quel canto. Ma a vincermi non stato

Nellofficina della bellezza


Il corpo rifatto dal chirurgo
TOGNOTTI P. VI

DIARIO DI LETTURA

Un Subsonica fantascrittore
Boosta: un thriller e una casa editrice
FERRARIS P.VIII

La sirena Lighea (1873) dipinta da Dante Gabriel Rossetti


LETTURE
Classici
Per chi vuole saperne di pi sulle atmosfere evocate dal racconto di Silvia Ronchey, si pu viaggiare nellOdissea di Omero, soprattutto il canto XII e il canto XXIII (nelledizione Mondadori / Fondazione Lorenzo Valla). Per le Argonautiche di Apollonio Rodio, si consiglia la traduzione di Guido Paduano (commento di Paduano e Fusillo, BUR). Le argonautiche orfiche, con testo greco a fronte, sono state pubblicate da Studio Tesi a cura di Luciano Migotto. giardini. Una breve storia (Donzelli) del grande latinista francese Pierre Grimal.

TUTTOLIBRI
A cura di: LUCIANO GENTA con BRUNO QUARANTA tuttolibri@lastampa.it www.lastampa.it/tuttolibri/

Le sirene
Sulle fantastiche creature, da Il mito delle Sirene di Bettini e Spina (Einaudi) ai contributi romanzeschi di Kafka, Il silenzio delle Sirene, Andersen, La Sirenetta, Tomasi di Lampedusa, Lighea.

Giardini antichi
Sullargomento, testo fondamentale I giardini di Roma antica (Garzanti) o Larte dei

LA STAMPA

Continua a pag. IV

II

Scrittori italiani
NOVANTACINQUE ANNI

Angeli e Inganni di Cancogni


= Nel 1949, Manlio Cancogni, che il 6 luglio ha compiuto
novantacinque anni, fece sulla spiaggia di Fiumetto, in Versilia, dove tuttora vive, un incontro salvifico. Pensavo allora quasi ossessivamente a me stesso, in particolare ero concentrato sulla morte. Al punto da richiamare, sulla spiaggia, lattenzione di un villeggiante, un gesuita polacco, quale si riveler. Nei suoi occhi c la tragedia - mi lesse dentro -. Eppure lei un artista, obbedisca al richiamo dellArte. Ne seguii il consiglio, lincubo si dilegu. Cancogni, giornalista (inviato speciale, corrispondente, elzevirista, direttore - della Fiera Letteraria) e scrittore (con

Manlio Cancogni

Allegri, giovent vinse il premio Strega nel 1973, ma un romanzo che rinnego), ha ricevuto in dono per il compleanno la bibliografia delle opere e della critica, Angeli neri, la storia degli anarchici pubblicata la prima volta negli anni Sessanta, ora riproposta da Mursia (pp. 158, 14) e Perfidi inganni (da Rizzoli nel 78, ora per i tipi di Elliot, pp. 171, 16,50). Il critico per me optimus? Montale, di unacutezza ineguagliabile. Il libro mio a cui sono maggiormente legato? La carriera di Pimlico, storia di un cavallo, Parlami, dimmi qualcosa, La linea del Tomori, sulla guerra in Albania. Letture e riletture. Nel 2009, Cancogni attravers lUlisse joyciano, non lesinando - let rende liberi - il giudizio tranchant: Di una noia.... In queste settimane sar

Shakespeare a intrattenermi sotto lombrellone. Con alcune parentesi. Ho appena term inato lopera omnia di Tobino, mi attende Un eroe del nostro tempo di Lermontov. Leggendo e scrivendo: Ho appena concluso lintroduzione a Il taglio del bosco di Cassola, a lui mi leg unamcizia profonda. che ispir Azorin e Mir. Infine si ruppe, quando in Carlo prese il sopravvento il fanatismo: pacifismo dabord e dintorni. Leggendo, scrivendo e ricordando: Era il 1958, incontrai sul lungomare Giulio De Benedetti. Gli annunciai che, appassionato comero di atletica leggera, sarei andato a Stoccolma per gli europei. Mi commission un paio darticoli, uno lo riservai alle donne. Non c solo larte. Bruno Quaranta

ono usciti da poco inediti di Giorgio Manganelli per la cura di Salvatore Nigro, Ti uccider, mia capitale (Adelphi 2011), e ora, a questo scrittore (che si mosso in uno spazio di scrittura tutta mentale, su temi poco concreti, con una prosa opulenta, eccessiva, manierista, irriducibile a ogni realismo) la rinata rivista Autografo edita da Interlinea dedica una corposa Scommemorazione. La rivista, fondata da Maria Corti nel 1984, ora diretta da Maria Antonietta Grignani e Angelo Stella, costituisce una costola del Fondo Manoscritti dellUniversit di Pavia (Fondo preziosissimo, consacrato ai cammini dellinvenzione negli autografi che vi sono custoditi, ma che sta attraversando, come molta parte delle istituzioni pubbliche, e nonostante lappoggio dellUniversit, un momento di drammatica crisi per mancanza di fondi). Un Fondo senza fondi, ma straricco di presenze, da Foscolo a Saba, Quasimo-

PAROLE IN RIVISTA
GIAN LUIGI BECCARIA

GIANANDREA PICCIOLI

Manganelli labirinto e rovina


Su Autografo una corposa scommemorazione dello scrittore
tellessa d allarticolo dedicato a Giambattista Tiepolo, dal titolo assai azzeccato Il soffitto come palcoscenico. Ma al soffitto del cielo che Manganelli ha dedicato pagine strepitose: Cortellessa commenta la sua immaginativa astronomica, quando si scatena sulle comete, segnale e portentoso annuncio di tutto e di nulla. Di singolare ricchezza lintervento di Clelia Martignoni porto tra scrittura, ambiguit e non senso. Singolare il pezzo sul rapporto tra scrittura e corporalit di Filippo Milani, un serrato confronto tra la scrittura verminosa di Camporesi e la prosa di Manganelli. Manganelli ha mostrato grandi passioni per gli autori barocchi, per lilleggibile, il tibetano (cos lo chiama) Alfieri, per lopulento e saccheggiatore di una lingua morta come DAnnunzio, per Meneghello che si speso tutto a lavorare su un francobollo di fantasia, comunque per la retorica in genere, per enciclopedie, cataloghi, vocabolari, per ci che archivio, cimitero, deposito, che contiene un mondo come se fosse morto, ed quindi insieme labirinto e rovina, come lo sono appunto i dizionari. Con ci non concordiamo con chi ha voluto vedere in Manganelli il talentuoso creatore di macchine verbali e sterili giochi. Il suo talento inventivo si speso in realt nellesprimere le diverse direzioni e potenzialit dellesperienza letteraria, sviluppando al massimo il principio dellindeterminatezza, dellambiguit, della molteplicit di sensi, delloscurit anche, dellinsensatezza, cosa che ha mostrato non tanto nella ricchezza lessicale, ma soprattutto in quella sua sintassi che non schiarisce, non crea relazioni, ma ostacoli, turba la pagina. Prova ne siano i depistaggi interpuntivi cui la citata Bricchi ha dedicato in Autografo un succoso paragrafo.

Se le basi antropologiche della fede nella trascendenza sono nellassenso alla positivit della vita, nonostante tutto il male naturale e umano, non c' dubbio che Luigi Santucci sia stato scrittore naturaliter religioso. Anzi, essendo nato in queste contrade, cristiano. E certamente pi cristiano che cattolico, come lui stesso ebbe a scrivere a Giuseppe Lazzati. E tutta la sua narrativa, il suo stile di vita, la sua esistenza stessa sono stati improntati a una lotta gioiosa, ma lucida e sofferta nellintimo, contro il negativo. Ilare come un francescano della prima ora; con una faccia da boxeur che piaceva alle donne; come Pampaloni fedele alle amicizie, anzi: grande tessitore di amicizie come lui stesso si definisce in una lettera a padre Turoldo; brillantissimo conversatore; virtuoso della fisarmonica; partecipe della Resistenza e vicino a quel riformismo cristiano da cui poi

Luigi Santucci nato a Milano nel 1918, dove mor nel 1999. Vinse il Campiello nel 1967 con Orfeo in paradiso. Nella foto, scattata nel 1973 da Giovanna Borgese a Ponte in Valtellina lultimo a destra, con i suoi amici (da sin.): Peppino Cederna, Corrado Stajano, Antonio Cederna, padre Camillo De Piaz, Carluccio Cederna

Tra parole-gong che attivano infiniti, imprevedibili percorsi e la passione per gli autori barocchi
do, Montale, Luzi, Penna, Zanzotto, Meneghello, Gadda, Volponi, Parise, Bufalino, Rigoni Stern, Calvino. Di Manganelli custodisce le carte, le varie stesure delle opere, lettere, quaderni di appunti critici e di spogli lessicali, e lintera grande biblioteca. Nel fascicolo di Autografo compaiono contributi notevoli: mi limito a ricordare Salvatore Nigro sui libri di viaggio, intenzionalmente non documentari, ma fantastici, fiabeschi: per Manganelli, si sa, i fatti sono sempre stati di per s cose fatue. Nel fascicolo si accenna anche ai notevolissimi scritti d'arte (occorrerebbe che un editore li raccogliesse in un volume apposito). Pensiamo soltanto al rilievo che Cor-

I nidi delle cicogne: il primo volume di tutti gli scritti, nel segno della imperfetta letizia
nacque il Concilio, Santucci un esemplare raro nellalbum della letteratura italiana novecentesca. Fu scoperto da Vittorini (Forse il miglior manoscritto italiano che abbia letto tra quanti ne ho avuti da casa Mondadori negli ultimi due anni. La realizzazione letteraria completa, perfetta il suo giudizio a proposito dello Zio prete) e con Pomilio, Coccioli, Stefano Jacomuzzi, Chiusano, i pi giovani Crovi e Parazzoli e pochi altri fa parte della ristretta pattuglia di scrittori italiani attratti da tematiche religiose, o meglio: con sensibilit religiosa, ma non inquadrati o inquadrabili nelle file del cattolicesimo ufficiale. Nella sua generazione paradossalmente lo scrittore

Ritratto Uno fra i pochi scrittori italiani


con sensibilit religiosa, che in pagina riusc a fondere Chesterton e Bacchelli

Giorgio Manganelli

sul libro parallelo che Manganelli ha scritto intorno a Pinocchio, e che insieme commento e parafrasi, modo di leggere che dilata il testo di partenza, producendo effetti di eco, amplificazioni prodotte da serie di parole intese come parole-gong, che instaurano connessioni anche con cose non dette, per attivare percorsi imprevedibili e infiniti. Altrettanto notevole il rigoroso intervento sulla sintassi del Nuovo commento di Mariarosa Bricchi, dove si sviluppa il rap-

Santucci, scintille di grazia nellabisso


pi vicino a lui Italo Calvino, di cui fu amico, almeno il Calvino degli Antenati, delle Fiabe italiane, di Marcovaldo, delle Cosmicomiche: consanguinei gli dice nel 1959 lo scrittore ligure. Non certo per contenuti n per carattere, ma per affinit di scelte letterarie, evitando entrambi il neorealismo attraverso una scrittura incline al fantastico, al surreale, al favolistico. Nelle sue pagine Santucci riesce a fondere miracolosamente Jacopo da Varazze e Voltaire, Chesterton (senzaltro uno dei suoi grandi maestri) e Bacchelli (per via di manzonismo e di gusto per la storia), divertissement filologici e schizzi da macchiaio-

VINCENZO PARDINI

Marcoaldi Il cane Baldo


troppo colto, poco se stesso

Uomini e cani convivono dalla notte dei tempi. Non si sa come riuscirono a intendersi, in un mondo dove vigeva la legge del pi forte e dove i lupi, antenati dei cani, svolgevano il ruolo che continuano tuttora: quello di predatori. Si vuole che gli uomini abbiano imparato a cacciare da essi, finch non ne catturarono i cuccioli, addomesticandoli. Semiselvaggi, i primi cani si rivelarono adatti solo alla conduzione degli armenti, oppure erano gregari di popolazioni in movimento, come accadde con lo Swedish Elkhound che, nellet della pietra, troviamo nelle regioni scandinave. In seguito, avremo i cani da compagnia. Gli egizi li imbalsamavano a somiglianza del dio-sciacallo Anubi. Le razze verranno definite nel tardo Ottocento, in Gran Bretagna, subito imitata da altre nazioni. Ma, nonostante la variet delle selezioni, il cane resta il discen-

Un quattrozampe come terapeuta e angelo custode


dente del Lupo Grigio. Si dice, anzi lha detto un filosofo, che Dio lo cre per riparare di aver creato luomo. La nostra vita senza di lui sarebbe di sicuro stata pi faticosa e scialba, considerata la gamma di lavori che sa svolgere e laffetto che sa darci. Ma non sempre gliene siamo grati come meriterebbe. Lendemica piaga del randagismo, la vivisezione, lallevamento allo scopo di commerciarne addirittura la pelliccia, sono qualcosa di riprovevole e di aberrante, che dovrebbe farci vergognare, come si dovrebbero vergognare quei politici che potrebbero intervenire e non lo fanno. Ci non toglie vi siano molti che lo amano. Spesso, scrittori gli dedicano libri. Franco Marcoaldi con Baldo. I cani ci guardano narra il rapporto che ha con lui, Nina e il figlio Pozzo, tre Setter Gordon, razza da caccia, ma che non disdegna-

p Franco Marcoaldi p BALDO. I cani ci guardano p Einaudi, pp. 135, 13

Franco Marcoaldi

no i ruoli di guardia e compagnia. In questo racconto lungo, o romanzo breve, compaiono come soggetti di gruppo, integrati in una famiglia di marito, moglie e unanziana signora, madre del narratore o del Dio uomo, secondo Baldo. Il cui compito narrare quanto vede e gli accade dal pomeriggio che viene acquistato a un allevamento di Collesalvetti, fino alla vecchiaia. Una vita condivisa col padro-

ne, fumatore incallito, con angosce e momenti di isolamento, quando lavora allo scrittoio, e il cane gli funge da angelo custode e terapeuta. Se il Dio uomo non riesce a dormire, gli si stende accanto, nel letto, trasmettendogli la quiete che solo gli animali sanno dare agli umani, perch non hanno perduto contatto e intesa con le forze primigenie della natura. Le parti migliori sono quando Baldo vede il mondo con

occhi di animale, perde forza quando ragiona da un uomo, o peggio ancora da intellettuale e incappa in dissonanze del dettato, con il proliferare di avverbi e altro, oppure discrimina le donne di servizio extracomunitarie, preferendo litaliana Caterina. Un terreno insidioso, quello della psicologia dei cani. Thomas Mann, in Cane e padrone svolge la trama descrivendo lanimale dallesterno; Jack London, ne Il richiamo della foresta, racconta Buck senza mai caricarlo di saggezza umana, ma attenendosi alle percezioni del suo istinto e della sua rude ed essenziale intelligenza. Il libro di Marcoaldi da leggersi come un tributo damore verso un cane che ha stabilito col padrone unamicizia anche di supporto psicologico, ma non rivela niente di inedito riguardo alla sua natura pi riposta, che lo vuole cercatore, mai rassegnato, della perduta dimensione selvaggia. Un Setter Gordon troppo colto e antropico, Baldo.

Tuttolibri
SABATO 9 LUGLIO 2011 LA STAMPA

III

IL GIALLO DI MARCO POLILLO

Morire sul pontile di Orta


= Marco Polillo un autore senza fronzoli. Tranquillo,
misurato, in qualche modo antico. I suoi pochi romanzi - intensi e pieni di gradevoli caratterizzazioni giocano sul terreno classico del delitto da risolvere, senza ammiccamenti alle mode e senza tentare di arrampicarsi sugli specchi per trovare guizzi di originalit spesso improbabili. Una sorta di amichevole Piero Chiara con porto d'armi e libert di investigazione. Il suo vicecommissario Enea Zotta un tipo alla mano, esente da manie e superomismi da azione allo stato puro. Ascolta, osserva, indaga, e alla fine i conti

tornano, mentre al lettore rimane l'impressione di aver percorso un bel romanzo, non solo un thriller in grado di riconciliare con il genere. Anche in questo nuovo lavoro, Il pontile sul lago (Rizzoli, pp. 284, 19), Zotta alle prese con un omicidio normale, quello di un burbero professore in pensione, Gennaro Vattuone, trovato ucciso sul pontile della sua villetta di Orta. E la vita di provincia, come si potr capire, al centro dellinchiesta, che vede coinvolti personaggi ambigui ma concreti, anonimi nella loro quotidianit spicciola ma non esenti da piccoli segreti che conservano come reliquie, o armi di riscatto. I tre vecchi amici daperitivo di Vattuone, suo figlio - il notaio Fabio Massimo, vittima della severit paterna - e

varie altre figure locali, ruotano attorno a una ricerca lunga pochi giorni, in cui Zotta vorrebbe anche dirimere il piccolo mistero delle quattro statue di Vattuone, di cui una, la Primavera, stata ruotata con le spalle al lago. Se poi aggiungiamo che in arrivo la bella Serena, possibile salvezza sentimentale dallinfelice matrimonio di Enea con Enza, il gioco sul piatto. Il romanzo vive di ipotesi sotterranee e limpide suggestioni lacustri e ci fa capire che la bellezza del mistery risiede spesso nella semplicit - assai ben delineata in quanto a stile e tracciato narrativo - di certi luoghi comuni che serpeggiano da sempre nella pigra indolenza dei malesseri umani. Sergio Pent

Marco Polillo

emarginati dal mainstream contemporaneo) pubblica ora il primo di 4 volumi delle Opere di Santucci, da cui sono tratte le citazioni precedenti. Curiosamente si comincia non con i testi maggiori ma con una miscellanea di inediti: racconti, apologhi, riflessioni, poesie, testi teatrali in lingua e in dialetto milanese e, la parte pi interessante del libro, excerpta di carteggi che si vorrebbero completi tanto sono ricchi di stimoli culturali, di riferimenti polemici al mondo letterario del tempo, di calore d'affetti, di confessioni reciproche, specie relative alle intermittenze della fede. Introducono il volume -I nidi delle cicogne e altri scritti inediti un affettuoso ricordo dellamico cardinal Ravasi e un saggio criti-

Allievo di Apollonio, scoperto da Vittorini, amico di Calvino (li univa la scrittura fantastica) e Turoldo
tamente, consapevolmente costruita come argine all'angoscia, nella vita e nella narrativa. Le invenzioni migliori di Santucci, grande narratore di storie declinate spesso in fantasie, nel senso anche musicale del termine, sono come dei presepi, mandorle di luce circondate dalloscurit, scintille di grazia nell' abisso del male. Il pericolo del bozzettismo e del manierismo dietro l'angolo, ma quasi sempre sovrastato dalla forma in cavo dellidillio, l'imperfezione appunto. I momenti di felicit sono fragili, capillari: C una felicit sempre possibile entro il battere d'ogni nostra ora. Anche se dura per un tempuscolo, puoi accorgerti di come la vita sia bella e salvarti dalle sue disillusioni e dai suoi veleni. Dipende solo da te, dal tuo imparare a vivere in quella capillarit scrisse nel libro di congedo, Eschaton. Il sempre benemerito editore Aragno (l'unico, insieme con ISBN nella collana Novecento italiano di Davico Bonino, a riproporre testi importanti ma co di Ermanno Paccagnini. Manca invece, e sarebbe stata utile, una nota del curatore, Marco Beck, che specificasse i criteri seguiti nella scelta dei testi. Cos come mancano un indice dei nomi (non lo fa quasi pi nessuno!) e le date di composizione dei testi letterari qui pubblicati per la prima volta. Una miniera di informazioni, e di brevi profili critici, lesaurientissimo apparato di note, sempre del curatore, cui vorrei aggiungerne una sola a pag. 36: la conclusione, a me arrivata per tradizione orale, dellaneddoto su Gennaro Caciocavallo, studente somaro inventato da Santucci per scherzare sulla proverbiale indulgenza agli esami del suo maestro Mario Apollonio. Il quale, davanti alla tranquilla ignoranza di Caciocavallo, alla fine gli domanda chi l'autore della Divina Commedia. Dopo lunga esitazione arriva la risposta trionfale: Torquato Tasso! E Apollonio, licenziandolo con un 18: Beh no... Sarebbe Dante Alighieri. Per per c una buona intuizione: poeti cattolici tutti e due.

orna negli Oscar Mondadori Il deserto della Libia di Mario Tobino (introduzione di Laura Barile, pp. 259, 9,50) e suggerisce una serie di considerazioni per cos dire esterne, che prescindono da una ormai consolidata valutazione critica. Si tratta certo di un bel libro che vale la pena di leggere o di rileggere, come mi accaduto, con immutato diletto. Ma induce a riflettere sul fatto che siano poche negli scaffali letterari le opere di narrativa ispirate al colonialismo italiano. Mi vengono appena in mente, alla rinfusa, il Flaiano di Tempo di uccidere, il Montanelli di XX Battaglione eritreo e il Marcello Venturi di Dalla Sirte a casa mia, che contese vittoriosamente un premio Viareggio proprio a questo romanzo di Tobino. La disattenzione si spiega forse col fatto che quello italiano stato un colonialismo povero e tardi-

UN CLASSICO PER OGGI


LORENZO MONDO

Tobino, la Libia senza petrolio


Nel Deserto un tenente posseduto da un estro maligno e fantasioso
guendo, con stacchi diaristici e lirici, le vicende del tenente Marcello, alter ego dellautore: dalloasi di Sorman a Tripoli, al sanguinoso assedio di Tobruk. Tobino stette in Libia diciassette mesi prima di essere rimpatriato per ragioni di salute, ma tanto gli bast per fare della storia africana uno snodo importante della sua narrativa. Era gi medico psiossessione illustra allegoricamente la disastrosa condotta della guerra. Il suo grottesco comportamento si riverbera sul pressappochismo e la vilt di generali e gerarchi, offende il sacrificio di tanti soldati che si trovano a combattere senza bandiera e senza fiamma. Quelli che non fuggono perch imbecilli e in certo modo innocenti, e quelli che, pur consapevoli degli inganni della dittatura, resistono per un sentimento di solidariet e di superstite dignit. La Libia di allora non conosce petrolio, uno scatolone di sabbia di cui soltanto gli spiriti contemplativi sanno apprezzare la malia. C tempo perch loro nero diventi la posta di unaltra guerra. Gli arabi vivono in miserabili abituri che dividono con le mosche, sembrano indifferenti alle sorti del conflitto e hanno contatti con gli italiani soltanto per farsi curare lepidemico tracoma. Il tenente Marcello cerca vanamente riscontri con il mondo delle Mille e una notte che, complice la sua sensualit, sembra occhieggiare dalle donne velate e segregate. Ma prova rispetto per una gente che, nonostante la miseria e larretratezza, conserva i sedimenti di una antica cultura. La narrativa di Tobino non andr mai deserta, anche nei casi estremi, di generosi impulsi, di condivisione con gli umili e i perdenti.

Dalloasi di Sorman allassedio di Tobruk: torna una fra le poche nostre opere narrative ispirate al colonialismo
vo, e non a caso viene per lo pi evocato, sulla scorta di esperienze personali, nel tempo del suo tramonto. La Libia diventata inoltre dattualit per la guerra cos controversa e inconcludente contro il colonnello Gheddafi, e non escluso che i calcoli editoriali ne abbiano tenuto conto per la ripresa del Deserto. E comunque ci viene offerto il destro di leggerlo in controluce, Libia contro Libia. Il libro ha avuto una lunga e travagliata gestazione perch dai quaderni di appunti e dagli sparsi lacerti pubblicati occasionalmente si generasse un romanzo, che conserva daltronde un andamento rapsodico: se-

p Luigi Santucci p I NIDI DELLE CICOGNE p p p p


e altri scritti inediti premessa di Gianfranco Ravasi intr. di Ermanno Paccagnini Aragno, pp. IX-364, 20 Primo di 4 volumi che raccoglieranno le Opere di Santucci

Mario Tobino

lo; grottesco e teologico, come in certi dipinti dei maestri nordici; e la qualit della sua prosa per impasto linguistico, cura stilistica, levit e flessibilit sintattiche una delle migliori del nostro Novecento. La sua cifra quella della imperfetta letizia. Imperfetta perch volontaristicamente, cocciu-

chiatra e sappiamo che la sua professione lascer un marchio indelebile e seducente negli scritti a venire. Ma intanto gli permette di inventare la figura strepitosa di Oscar Pilli, lufficiale medico posseduto da un estro maligno e fantasioso. Tra le sue bizzarrie, si segnala il vezzo di stampare timbri su ogni superficie e perfino sulla fronte dei subalterni. Oscar Pilli uno psicopatico, tollerato oltre misura dai superiori, e la sua burocratica

GIOVANNI TESIO

Torregrossa Gente avida


di piante, di terra, di potere

Lesordio quattro anni fa, la conferma due anni dopo con Il conto delle minne. Ora accompagnato dallingresso nella classifica dei pi venduti il terzo titolo, Manna e miele, ferro e fuoco, uscito da Mondadori. Giuseppina Torregrossa non ha cominciato presto, ma pare bruciare le tappe con la dedizione della neofita e il suo ultimo romanzo (come del resto era gi accaduto con il precedente) sta l a testimoniare quanto le storie rotonde siano destinate a un successo, di cui i critici possono diffidare, ma che accontentano le attese di un pubblico non necessariamente corrivo. Storia rotonda perch solidamente scandita, con un inizio e un finale calibrati, personaggi articolati, ambientazione caratterizzata, intreccio legato, svolgimento progressivo. Non sarebbe di per s poco, se tutto ci non rispondesse a un

Nelle Madonie tra carusi e baronesse


gusto largamente consolatorio, alla concezione di una narrativa fluente, di taglio ottocentesco, magari intinta in una patina mitemente dialettale (nel caso specifico il siciliano madonita). Osservazioni che non vogliono sminuire, ma inquadrare, perch il lettore sappia di cosa stiamo parlando. Dopodich la vicenda lunga pu essere sintetizzata in breve. Ci sono due piani che si alternano e che sincrociano. Uno racconta la storia di un mannaluoro (di un cercatore di manna, estratta dalle piante di frassino secondo un rituale primitivo, magico, religioso) e della sua famiglia. Laltro racconta la storia di due baroni, diversamente avidi di terra e di potere. Il territorio quello delle Madonie con i suoi paesaggi di intatta bellezza; il tempo quello che va di una Sicilia ancora arcaica, che viene visitata dalla rivolu-

p Giuseppina Torregrossa p MANNA E MIELE,


FERRO E FUOCO

p Mondadori, pp. 384, 19

Giuseppina Torregrossa

zione unitaria per finire - ma poco conta il filo storiografico - nella delusione postunitaria (in cui respirano modelli narrativi che stanno tra Capuana e Tomasi di Lampedusa passando per Verga, De Roberto, Pirandello: pagine come quelle sui carusi delle solfare o contrasti di beni e di averi che respirano nel loro esempio). A contare - qui - piuttosto la narrazione per se stessa, pi di

quanto conti la narrazione di mondi e personaggi a contrasto: da un lato il mannaluoro Alfonso, la moglie Maricchia, i figli (linquieto Tanuzzo, il femmineo Nino, il sollecito Mario, la selvatica Romilda); dallaltro il barone don Vincenzo di Ventimiglia e il figlio adottivo, don Francesco: il loro legame con la terra, la loro sete di acquisto, il loro mondo di oscuri e profondi disagi interiori. E i momenti migliori - al di l del

tessuto che lega i due mondi destinati a incrociarsi ma mai a incontrarsi davvero e del tutto - sono specialmente le pagine sul bosco e sulla sua natura quasi misterica, luniverso sapienziale di Alfonso e Maricchia, a cui il viaggio di Romilda (o di Anna-Romilda) circolarmente ritorna. A muovere le umane vicende la forza del destino, un pedale che tiene molto della musica, almeno quanto tiene di una vibrante sensualit. La simpatia dellautrice sembra propendere pi per le sue donne (e ci che esse rappresentano) che per i suoi uomini. Pi per Maricchia o Romilda o la baronessa Margherita (la loro tormentata natura, la loro conquista di interiorit, la loro libertaria esigenza di libert) che non per il pur virtuosissimo Alfonso oppure per il barone don Francesco, avvitato alla sua corrusca solitudine. Tra la manna e il miele Giuseppina Torregrossa sa smuovere il ferro e il fuoco di una leggibile istoria di altri tempi, di altri confini.

IV

Scrittori stranieri
GABRIELLA BOSCO

Nellisola delle sirene fiorisce limmortalit


SILVIA RONCHEY

Simenon Un noir claustrofobico degli Anni Trenta sul tema pi amato dallo scritt

Segue da pag. I

il canto. Orfeo, dritto sulla prua, lo aveva messo a tacere. Con la sua cetra, che detta ordine a ogni creatura, aveva vinto e umiliato le Sirene. A paragone dellincalzante armonia di Orfeo, il loro era diventato un gemito indistinto. Non sono stato sedotto dalle Sirene, non mi sono tuffato dalla nave per il loro canto. Volevo vedere il giardino. I fiori che nascono nel prato tra le rocce scoscese, e si specchiano e moltiplicano nellinfinita lente del mare che laratro non solca, li immaginavo simili a quelli che secondo i giudei adornano il giardino dellEden, o forse a quelli dei cimiteri dei cristiani. Perch, come Circe ha rivelato a Odisseo, nascono da uomini marciti. Perch le sirene dalla voce di miele non si nutrono di altro animale che non sia luomo. Ed essere il migliore dei concimi una delle non molte qualit che rendono superiore agli altri animali il bipede implume che chiamiamo uomo perch, stando ai latini, fatto di terra, humus, e l ritorner. Tutto va sotto terra e rientra in gioco. Un gran mucchio dossa, la pelle che scompare, esseri umani fusi in una spessa assenza. Nel

Il protagonista de L'assassino, Hans Kuperus, ha unossessione: continuamente spia allo specchio le trasformazioni del suo volto, via via che gli eventi lo trascinano verso un epilogo claustrofobico. Ed questo in effetti uno dei romanzi di Simenon in cui pi agisce lidea secondo cui esse est percipi. Il doppio omicidio che Kuperus commette nelle prime pagine, quasi fosse in trance, nasce da una lettera anonima che lo ha messo al corrente della relazione tra sua moglie e un noto avvocato. Lumiliazione che lo fa agire tutta nellopinione altrui: pur di non essere agli occhi dei suoi concittadini il marito ingannato, pur di non apparire ridicolo in seno alla comunit, il dottor Kuperus imbocca la via del crimine. Lumiliazione oltretutto duplice: sua moglie Alice lo tradisce con il conte Schutter che non solo luomo pi ricco e pi invidiato di Sneek, ma onta suprema - anche stato nominato Presidente dellAccademia di Biliardo della cittadina, una carica cui Kuperus

che cerca la fuga dalla sua spenta quotidianit attraverso il delitto, e una sensualit

Un assassino allo spe


p p p p
Georges Simenon L'assassino Adelphi, pp. 153, 16 Trad. di Raffaella Fontana

Un medico uccide la moglie e lamante: e dietro la fiction si celano fantasmi reali dello scrittore
aspirava da sempre. Ottenerla avrebbe rappresentato per lui il riscatto dellintera esistenza. Eliminare luomo che doppiamente artefice del suo disonore gli appare a un tratto come lunica strada imboccabile per sottrarsi al giudizio del mondo. Non riflette sulle conseguenze del gesto: lo compie. In un primo momento pensa che, uccisi i due amanti, sparer anche a se stesso. Ma di fronte ai corpi senza vita della moglie e del conte, nuovamente di colpo decide che non ce n pi bisogno. Vede anzi aprirsi un varco inatteso. Ora che il Presidente in carica dellAccademia di Biliardo giace in fondo a un canale, potr candidarsi a succedergli. Forse riuscir finalmente laddove finora ha sempre fallito. Il protagonista de L'assassino entra cos a pieno titolo nel-

Io, che non amo porre confini tra me e il mondo, ho preso la decisione di farmi giardino
prato marino le ossa erano in putrefazione, largilla rossa aveva bevuto il loro biancore e il dono di vivere era passato ai fiori. Grandi gigli purpurei, grandi gigli rosati schiudevano corolle odorose dai bordi dentellati; i caldi dispiegavano foglie policrome filigranate doro bruno, cesellate doro verde; le viole si gonfiavano tra fogliami gladiolati; le bromeliacee rizzavano le loro spate enormi come sessi impudichi. Intorno, il cielo cantava allanima consunta gli scogli mutati in rumore. Come diceva il mio compagno di remi sulla nave di Orfeo, anche noi saremmo divenuti canto. E cos che ho deciso di farmi divorare, perch la decomposizione del mio imperfetto corpo mortale contribuisse alla perfezione dellunica bellezza immortale, che a ogni stagione si ricrea sempre sublime e mai uguale: la bellezza del giardino. Credetemi, questa limmortalit. Non quella di Odisseo, che alle Sirene ha resistito spalmando le orecchie di cera. Non quella di Gisone, che ha evitato lIsola dei Fiori per conquistare il Vello dOro. Loro sopravvivono nei versi dei poeti, ma sono carta, segno, effigie, immagine di unimmagine io disprezzo la letteratura. Io mi sono dato alle Sirene come il Buddha alle tigri. Narciso, che amava se stesso, diventato un fiore. Io, che non amo porre confini tra me e il mondo, mi sono fatto giardino. www.silviaronchey.it

la galleria di quei personaggi cari a Simenon che a un certo punto della loro vita si ribellano a un destino fino a quel momento accettato con una sorta di spenta rassegnazione. Personaggi che si accendono come colti da raptus e scappano dalla quotidianit, sconvolgono senza preavviso il quadretto tranquillo e modesto che hanno composto fino a quel punto e si affidano poi alla fuga, ma incapaci di farne qualcosa. Gli anni Trenta sono fitti, per il Simenon serio, di romanzi costruiti su questa idea. Si pensi al Borgomastro di Furnes, al Testamento Donadieu, a Luomo che guardava passare i treni, alla Marie del porto. Capolavori, per gli appassionati del genere. Qui il tema declinato in modo particolarmente efficace perch la fuga tutta mentale. Rispetto alle volte in cui il protagonista sale su un treno e mette tanti chilometri tra s e lo sguardo sociale cui vuole sottrarsi, Hans Kuperus incarna la velleit pi grande: quella di fuggire restando sul posto. Simenon lo ritrae nel suo sforzo vano di cogliere allo specchio unimmagine nuova, e registra con lucida freddezza il permanere, anzi il degenerare dello stesso volto, reso ancora pi inaccettabile - per il protagonista come per i concittadini - dal fallimento. C anche

UNESTATE CON MAIGRET Alle nove di mattina faceva gi caldo. Maigret, in maniche di camicia, scorreva svogliatamente la posta. Un nuovo caso si profila per il commissario di Parigi, aspettando di trascorrere le vacanze, in settembre, a Meung-sur-Loire, nella sua casa simile a una canonica. Maigret e luomo solitario , in ordine di tempo, lultima inchiesta nel catalogo Adelphi (pp. 156, 10, trad. di Simona Mambrini). La creatura di Georges Simenon indaga sulla morte di un uomo allapparenza (solo allapparenza) di modeste condizioni. Sembra un vecchio attore nel ruolo di un barbone. Quel volto, sulla sgangherata branda, continuava ad affascinarlo. Perch?

Simenon scrisse Lassassino nel 1935, lanno in cui falliva il suo matrimonio con Tigy

un aspetto, nella vicenda del medico assassino, che funge da spia riguardo alle ragioni intime di una tematica cos ricorrente: la relazione che egli intreccia, subito dopo aver ucciso la moglie, con la cameriera Neel. Desiderava la donna anche prima, ma

non aveva mai osato toccarla. La libert illusoria che crede di aver conquistato lo induce a prendere per s la cameriera tondetta, a farne la sua amante, a ostentare persino lo spudorato legame. Arriva a trasformarla in un surrogato di moglie, come

una forma di sfida alle convenienze borghesi. Il 35, anno in cui scrive Lassassino, proprio quello in cui Simenon - constatato il fallimento del matrimonio con Tigy e non potendola lasciare perch in arrivo un figlio - sfoga la sua ama-

MASSIMO ROMANO

Corelli Torna un classico


della Ghost Story vittoriana

NellInghilterra di fine Ottocento la forbice tra autori di bestseller e scrittori di talento profonda. Cos scrive Joseph Conrad a una cugina del padre nel Natale del 1898 riferendosi al successo di tre romanzieri oggi sconosciuti ma allora molto amati dai lettori, Grant Allen, Hall Caine e Marie Corelli: Tutti e tre sono molto popolari e sono anche gonfiati dalla stampa. Il loro lavoro non possiede qualit durature, il loro pensiero convenzionale e lo stile privo di raffinatezze. Sono popolari perch

Piaceva a Joyce la vendetta del sepolto vivo


terarie, seppe conquistare decine di migliaia di lettori, tra i quali la stessa regina Vittoria, lo statista Gladstone e persino il giovane Joyce, con romanzi che mescolavano generi diversi, dal fantasy alla fantascienza, dallhorror alla ghost-story, dalle storie bibliche a quelle mistiche. Figura eccentrica nel mondo tardo vittoriano, seppe trasformare la propria vita in un romanzo. Il suo vero nome era Mary Mackay (1855-1924), nata a Londra e figlia illegittima di un giornalista, poeta e autore di canzoni scozzesi, e della sua governante Mary Elisabeth Mills. Rimase zitella per tutta la vita e visse fino alla morte con Berthe Vyver, sua ex compagna di collegio a Parigi. A trentanni assunse lo pseudonimo di Marie Corelli, si spacci per ventenne e scrisse il primo di oltre venti romanzi, L'idillio dei due mondi, storia di una giovane pianista malata di nervi curata da un maestro caldeo. Esce con il titolo originale in italiano il suo secondo romanzo, Vendetta! (1886), in cui mescola larmamentario del gotico con gli orrori del dramma elisabettiano e gli stereotipi del feuilleton francese, e non rinuncia al tema del morto vivo ripreso da Poe. Protagonista della storia, ambientata a Napoli, dove infuria il colera, il conte Fabio Romani, che sinnamora di una donna bellissima, Nina, la sposa, ha una figlia, Stella, e vive in amicizia con il pittore Guido Ferrari. Contagiato dal morbo, viene sepolto vivo nella cripta di famiglia, esce dalla bara e trova un tesoro na-

p p p p

Marie Corelli VENDETTA! Trad. di Monica Meloni Gargoyle, pp.345, 15

Un ritratto di Marie Corelli


LA STREGA DELLE PIRAMIDI
E in libreria un altro romanzo di Marie Corelli, Ziska, La strega delle piramidi, edito da Castelvecchi (trad. di Marco Bisanti, pp. 245, 14): ancora una storia gotica, un artista che ha dipinto un ritratto di donna dellantico Egitto la incontrer davvero e ne rester stregato.

Una donna vipera tra sensualit, tradimenti e odio nella Napoli dell800 funestata dal colera
esprimono il pensiero popolare, e luomo comune lusingato di trovarsi daccordo con la gente che si suppone distinta. Questo il segreto di molte popolarit. Dei tre, il caso letterario pi interessante quello di Marie Corelli, reduce da uno strepitoso successo con il romanzo esoterico I dolori di Satana (1895). Stroncata o ignorata dalla critica, e poi esclusa dalle storie let-

scosto da un brigante. Torna di notte alla sua villa e scopre che Nina e Guido sono amanti. A questo punto prepara la vendetta, un piano raffinato e implacabile che esclude il suicidio o lomicidio, troppo banali, e innesca una strategia lenta e progressiva, per far soffrire di pi i due colpevoli. Cambia nome, mette un paio di occhiali scuri, si fa crescere la barba sotto i capelli diventati bianchi per lo choc sepolcrale.

Una storiaccia, di cui vietato svelare gli ingredienti, un meccanismo perfetto per solleticare limmaginario del mondo piccolo borghese dellInghilterra tardo vittoriana, con scene e descrizioni di puro kitsch, dialoghi da libretti dopera e un linguaggio che puro artificio neobarocco, come rileva nella bella postfazione Carlo Pagetti. Nina come vipera velenosa, serpente dagli occhi di giada e pantera dai movimenti flessuosi fa il paio con Fabio ridotto a un Conte di Montecristo pi comico e grottesco che cinico. Marie Corelli ricorda la nostra Carolina Invernizio, esperta in casi di sepolte vive e inverosimili travestimenti, e come lei non seppe rinunciare al trucco di posticipare la data di nascita.

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SABATO 9 LUGLIO 2011 LA STAMPA

tore: il borghese t trasgressiva

MASOLINO DAMICO

ecchio

Neanche Patrick Dennis sfugg alla legge secondo cui se un personaggio nuovo piace, bisogna riproporlo con nuove avventure. Il principio funziona bene, di solito, quando il personaggio sufficientemente interessante, e le avventure le hanno gli altri, lui essendone soprattutto il testimone: caso tipico, quello dellinvestigatore, sia Holmes, Poirot o Montalbano. Pi difficile quando costui loggetto della storia. Quante cose potranno mai capitare anche allindividuo pi originale e imprevedibile del mondo? Spinto a inventare una nuova serie di situazioni per quella sua creatura, ovvero linossidabile Mame, stravagante ed eccessiva avventuriera degli Anni Trenta (eccessivi e spensierati anche loro), il creatore escogit una cornice. Il narratore sempre Michael, il nipotino di Mame, che a questo punto diventato adulto, ed sposato da anni

Patrick Dennis (1921- 1976), in una foto di Cris Alexander per un altro suo libro di successo Piccola mia, anchesso tradotto da Adelphi Il personaggio di Zia Mame, ispirato dalla zia Louise Tanner, fu interpretato da Rosalind Russell, in un film del 1958

RITRATTI
GISELE FREUND

I giorni di Joyce
= Album Joyce. Tre giorni a
Parigi con lautore di Finnegans Wake. E il maggio 1938 quando Gisle Freund, lartista di origine tedesca naturalizzata francese, ritrae lo scrittore irlandese. Il servizio le era stato commissionato per il lancio del romanzo. Un ritardo nelluscita comporter la richiesta, da parte di Time Magazine, di una foto a colori, che sar rocambolescamente realizzata lanno successivo, completando cos la galleria di pose (su tutte Joyce nella libreria di Sylvia Beach, che pubblic Ulisse nel 1922). Tre giorni con Joyce la galleria di immagini firmata Gisle Freund, con prefazione di Philippe Sollers, ora riproposta da Abscondita (pp. 93, 28). Di Joyce, Minimum fax offre l antologia Scrivere pericolosamente, (pp. 166, 10). riflessioni su vita, arte, letteratura, tratte dalle opere e dalle lettere, a cura di Federico Sabatini.

Dennis Girando Intorno al mondo


con limpavida maliarda Anni Trenta

Il seguito del fortunato bestseller mostra un umorismo troppo autocompiaciuto, che rischia di stuccare
con Pegeen, donnina singolarmente priva di umorismo. Pegeen preoccupata perch Mame, ormai sessantenne, ha involato il loro figlioletto per portarselo in una gita di istruzione: e ha ben ragione di preoccuparsi, perch sono passati due anni, e di prozia e bambino non si hanno notizie. Per placare la consorte allora il nostro le racconta le esperienze da lui avute a suo tempo con la medesima Mame, che se lo port dietro in un vorticoso giro per lEuropa quando ormai il ragazzo cominciava a essere grandicello. Non per nulla si comincia con la emancipazione di Michael dal rigidissimo tutore assegnatogli a norma di legge. Questo avviene a Parigi, quando Mame per

Alle Folies la vedette zia Mame


Babcock, che quindi oltrepassa i limiti della decenza fino a dover rinunciare alla tutela del non pi tanto imberbe Michael. Nella seconda tappa siamo a Londra, dove Mame vuole investire parte della sua fortuna in una escalation mondana di cui artefice una dubbia aristocratica. Questa facendole balenare presentazioni e inviti a Corte in realt le spilla un monte di quattrini, ed proprio Michael, che crescendo alla scuola della zia si fatto furbo, a smontare le sue mene. Il terzo episodio si svolge a Biarritz, dove per salvare lamica Vera dalla corte di un odioso messicano zia Mame seduce a sangue freddo questultimo, con la conse-

p Patrick Dennis p INTORNO AL MONDO


CON ZIA MAME

rezza con Boule, la ragazza che fa i lavori di casa. La trasposizione narrativa di Boule nel personaggio di Neel, per il lettore che ne scoprir il ruolo decisivo rispetto allintera vicenda, assume a sorpresa un valore di svelamento.

p trad. di Mariagrazia Gini p Adelphi, pp.350, 19.50

aiutare lamica attrice Vera finisce addirittura sul palcoscenico delle Folies Bergre, in un tripudio di scandalo durante il quale fa in modo di ubriacare lirreprensibile Mr

guenza imprevista che Vera si consola proprio col corteggiatore di Mame, un nobile britannico momentaneamente accantonato per necessit. Il quarto episodio si svolge a Venezia, ed ancora una volta Michael a salvare la situazione, liberando la zia dalla persecuzione di un parente del di lei defunto marito che lincarnazione della peggiore volgarit yankee (la caricatura di costui, irrefrenabile autore di battutacce acrobaticamente rese dalla traduttrice, forse la zona pi divertente del libro). Nel quinto episodio siamo a Vienna... Ma il riassunto pu finire qui. S, gli ammiratori della impavida maliarda cos memorabilmente incarnata sullo schermo da Rosalind Russell, cui il volume doverosamente dedicato, ne ritrovano i manierismi e limperturbabilit; ma malgrado il cambiamento degli sfondi, peraltro descritti sbrigativamente, per stereotipi - club a Londra, gondole a Venezia - i meccanismi sono sempre gli stessi. E anche il tono della narrazione, di un umorismo troppo costantemente autocompiaciuto, rischia di stuccare, in un modo pi raffinato ma in definitiva non poi troppo dissimile rispetto allimplacabilit con cui il congiunto importuno di cui sopra insiste per essere divertente a tutti i costi.

CHRIS KRAUS

Corpo estremo

= La trasgressiva artista

newyorkese Chris Kraus racconta lofficina del suo film Gravity & Grace in Alines & Anorexia (Obarrao edizioni, pp. 243, 16, traduzione di Patrizia Brighi). Esplorazioni ai confini del corpo tra critica darte, filosofia, letteratura, cinema. Via via colloquiando con Walter Benjamin, Andy Warhol, Ulrike Meinhof, Simone de Beauvoir, Simone Weil...

MODELLE
RUGGERO BIANCHI

Sue Uno zio Tom cos


mansueto, cos vendicativo

Dora e Kiki
= Due favolose modelle.
Nicole Avril racconta Dora Maar (Angelo Colla, pp. 199, 16,90, traduzione di Marco Cavalli), lamante di Picasso, nel decennio che condurr alla creazione di Guernica. Marco Ongaro rende omaggio a Kiki la modella, in arte Kiki di Montparnasse (Edizioni Anordest, pp. 202, 15), di atelier in atelier nella favolosa Parigi inizio Novecento: da Modigliani a Soutine, da Picasso a Man Ray.

Hanno davvero qualche buona ragione quegli autori, oggi sempre pi frequenti, che, invece di inventarsi intrecci e personaggi immaginari, pongono al centro delle proprie opere artisti e scrittori del passato, elaborandone le avventure intellettuali, sondandone il fervore creativo, interpretandone e contaminandone i capolavori pi celebri, cos dando vita a pagine affascinanti e sovente intriganti che oscillano tra la narrativa e la saggistica, la ricostruzione storica e la linguistica.

Lo schiavo che ispir Benito Cereno


mes Fenimore Cooper avrebbe finito per influenzare addirittura Melville? Eppure cos. Quando nel 1831, appena ventisettenne, pubblic AtarGull, il suo modello dichiarato era Il pilota (1821), un romanzo giovanile del futuro autore di L'ultimo dei Mohicani salutato ancor oggi dalla critica come il primo esempio forte di narrativa marinara. Ma una decina di anni dopo la sua prima traduzione americana (1846), l'autore di Moby-Dick (a propria volta ammiratore di Cooper) ne trasse chiara ispirazione per Benito Cereno (1855) e in particolare per il ritratto di Babo, in apparenza servitore devoto e paziente ma in realt occulta anima nera della rivolta a bordo del bastimento ispanico. Opera bizzarra e contraddittoria, spaziante disinvoltamente dal lirismo pi delirante alla perfidia pi atroce, cinica e disincantata ma anche provocatoria e polemica, AtarGull, per esplicita dichiarazione del suo autore (che ne illustra gli intenti e la struttura in una lettera pubblica indirizzata a Cooper stesso), scandita in tre parti, ciascuna con un personaggio principale, come si conviene a un racconto di viaggio che attraversa e si lascia alle spalle, lungo il tragitto, esperienze e mondi diversi: un pacioso capitano di una nave negriera innamoratissimo di una moglie alquanto in carne, nella prima; un pirata da horror movie al coman-

p Eugne Sue p ATAR-GULL


La vendetta dello schiavo

Eugne Sue

p trad. di Alfredo Pisati p Donzelli, pp. 242, 22,50

A NEW YORK

Atar-Gull, lafricano scambiato tra negrieri, pirati e coloni, rovescia il mito del buon selvaggio
La storia della letteratura contiene un patrimonio di trame e figure segrete ancora tutte da scoprire e da (ri) scrivere, trasudanti enigmi, misteri, sorprese. Prendete il caso di Eugne Sue: chi mai potrebbe pensare che il popolare narratore francese, noto soprattutto per I misteri di Parigi e L'ebreo errante, nel proporsi di imitare Ja-

do di un vascello corsaro, nella seconda; un colono che nella propria piantagione tratta gli schiavi da padre/padrone, nella terza. Ma a fare da filo conduttore e imporsi infine come protagonista assoluto colui che d il titolo al romanzo, un giovane africano imbarcato dal negriero, rapito dal pirata e acquistato infine dal piantatore. Un individuo lucido, intelligente e padrone di s al punto da fingersi per anni un mansueto, sottomesso, infaticabile e servile zio Tom, pur di attuare la propria vendetta spietata contro i suoi aguzzini e anzi contro l'intero mondo dei bianchi, arroganti e potenti e tuttavia incapaci di smascherare i suoi segreti disegni e anzi talmente ingenui da

ignorarne fino all'ultimo i delitti e premiarne con una cerimonia pubblica la docile e animalesca fedelt. Visto l'intreccio, non sorprende che il volume di Sue sia stato pubblicato con due diversi sottotitoli: Un romanzo nautico, dove il rimando chiaramente agli scritti marinari di Cooper; e La vendetta dello schiavo, dove l'accento posto tutto su Atar-Gull, chiara prefigurazione di Babo, sebbene di costui assai pi cinico e lungimirante. Tra i due, l'editore Donzelli ha giustamente optato per il secondo. Una scelta quasi obbligata che vuol forse far riflettere quanti ancora coltivano l'illusione che la schiavit sia cosa di altri tempi.

Con la Fallaci
= Un incontro che cambia la
vita. Elena Attala-Perazzini La segretaria dello scrittore. Il romanzo (Barbera, pp. 114, 12,90) ha uno sfondo autobiografico. Lo scrittore, Oriana Fallaci, offre un lavoro alla giovane italiana laureata in criminologia, agendo nei suoi confronti maieuticamente. La sua scrivania era cos piccola da sembrare inadeguata. Poteva contenere solo la macchina da scrivere, una di quelle antiche col rullo, con la leva per andare a capo...Ho visto il curriculum. Luniversit, i tuoi hobbies... cosa stai facendo a New York?. Lesperienza sar brutale. E indimenticabile.

VI

Il saggio
Costume La chirurgia estetica
come via al successo e al denaro
EUGENIA TOGNOTTI

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SABATO 9 LUGLIO 2011 LA STAMPA

LA TIRANNIA DELLA SCELTA

Liberi di rimodellarsi?
Lillusione di essere se stessi, artefici del proprio destino. Le opzioni sono molteplici, siamo sovrani, siamo liberi di seguire questo o quel sentiero. Libert sessuale, libert religiosa, libert estetica, libert rimodellare il proprio corpo (e la propria anima). E veramente cos? O, a imperare, come documenta Renata Salecl, filosofa e sociologa, La tirannia della scelta? (Laterza, pp. 169, 16). Perch (ecco perch) siamo meno liberi di quanto non crediamo.

Da principio fu il naso. NellItalia del XVI secolo, Gaspare Tagliacozzi, chirurgo allUniversit di Bologna utilizza con perizia lembi di cute prelevati dal braccio per ricostruire nasi mutilati a causa di tenzoni cavalleresche, ferite di guerra, malattie come la sifilide. A chi manzava el naso a mezo el volto e a chi el membro, scrive un annalista bolognese, evocando, in una sola riga, tutto lorrore dei danni provocati dal mal francese, regalo del Nuovo mondo. Osteggiata dalla chirurgia ufficiale, ritenuta unarte da ciarlatani, la rinoplastica conosce uneclissi di secoli. Ricompare dopo la prima guerra mondiale, le cui armi avevano lasciato - oltre a milioni di cadaveri sui campi di battaglia - uninfinit di facce rotte. Da allora la chirurgia plastica - con le sue due subspecialit: ricostruttiva ed estetica - si misurata, di

Good looking con il meccano della bellezza


gione dalle malattie, ma la bellezza, la trasformazione dei corpi. E un rompicapo storico nel suo intrecciare sogni e percezione di unesigenza medica, scrive la famosa storica americana Elizabeth Haiken, autrice di Linvidia di Venere, appena tradotto da Odoya. Una storia affascinante - ricca di riferimenti storici e letterari - che prende le mosse nel primo Novecento. La pratica chirurgica ricostruttiva accumula esperienza e prodezza tecnica, intervenendo su lesioni alla testa, mascelle frantumate, nasi e labbra spappolate dalle nuove armi della Grande guerra. Ricostruire significava ancora lottare contro la sofferenza e aiutare a recuperare la forma fisica. Ma le evidenze e i protocolli affermati in quellemergenza, aprono la strada al decollo della chirurgia estetica. Nel 1923 la chiacchieratissima rinoplastica della celebre attrice comica ebrea Fanny Brice (la Fanny girl interpretata negli Anni 60 da Barbra Streisand) segna la prima svolta: la mano del chirurgo non opera per ricostruire, ma per rispondere a una preoccupazione estetica. Tra i primi a ricorrere alla rinopla-

p E. Haiken p L'INVIDIA DI VENERE


Storia della chirurgia estetica

p trad. di Barbara Sonego p Odoya, pp. 381, 20

Una rivisitazione plastica della Gioconda, nella Rete

e donne con facce e corpi forgiati secondo gli imperiosi diktat della potente industria della bellezza e della moda: Giornali, televisioni, cinema - scrive nella prefazione al libro, Marco Gasparotto, specialista in chirurgia plastica e allievo di Ivo Pitanguy, conosciuto in tutto il mondo - bombardano costantemente la societ con immagini irreali di creature belle, alte, giovanissime. A ogni epoca un ideale di bellezza. Passando per il laboratorio estetico - ci racconta questo libro profondo e rivela-

L invidia di Venere: la trasformazione dei corpi anzich la guarigione delle malattie


volta in volta, con lesigenza di riparare ai danni di malattie e di ferite di guerra, correggere segni di differenze razziali, rispondere a ideali culturali di bellezza. La chirurgia estetica il filone pi rappresentativo della Medicina dei desideri. Trasgredendo la tradizione ippocratica non insegue la guari-

stica, gli ebrei, i cui nasi denunciavano lappartenenza etnica. Protesi allassimilazione, finiscono per accrescere la clientela dei chirurghi plastici, influenzando le mode e contribuendo a far accettar quella pratica, ancora rara e stigmatizzata. Dopo i nasi, la volta di altre parti del corpo, orecchie, forma degli occhi, colore della pelle. Mentre alcune voci cominciano a censurare il fatto che fosse possibile interpretare la condizione umana come patologica, la medicina ufficiale stenta a dare legittimazione scientifica a quella branca della chirur-

gia. Ma, naturalmente, a vincere il robusto pragmatismo americano e la forza dellequazione: Good looking uguale successo e denaro. Gli americani- sostiene la Haiken - considerano il miglioramento di s uno degli inalienabili diritti, quasi alla pari con il voto e lostentazione di patriottismo. Il progresso delle tecniche chirurgiche e le scoperte di nuovi materiali, come il silicone segna una svolta, una delle tante nella storia breve ma densa di eventi, della chirurgia estetica. Ogni parte del corpo ora suscettibile dintervento: seno, occhi, naso, mento, mandibola, braccia, cosce, gam-

be, glutei, pancia, prepuzio. Negli anni pi recenti, i rituali estetici dintegrazione riguardano il modello estetico-culturale dominante: i clienti dei chirurghi, ai quali non riconosciuto lo status di pazienti, desiderano cambiare i loro corpi per cambiare le loro vite. Vogliono passare per pi giovani, pi forti, pi magri. Michael Jackson e Cher fanno scuola. Ma, oggi, la forsennata corsa a plasmare e modificare i corpi sta suscitando perplessit e disagio. Qualcuno parla di darwinismo cosmetico e traccia linquietante scenario di un mondo affollato di uomini

Prodigioso Novecento: dalla rinoplastica dellattrice Fanny Brice negli Anni Venti allera del silicone
tore - gli individui hanno, di volta in volta, rimodellato il loro corpo per evitare lassociazione con tratti considerati negativi, per aumentare le opportunit di carriera e di essere felici, per ricrearsi nel pi moderno dei modi possibili. Il mondo troppo complesso per cercare di cambiarlo: pi facile cambiare il s.

Classifiche
AI PUNTI
LUCIANO GENTA

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SABATO 9 LUGLIO 2011 LA STAMPA

VII

Zia Mame, la Madonna e Montanelli


I PRIMI DIECI

ominciano le vacanze ma il valore in copie vendute dei 100 punti qui continua a scendere. Siamo questa settimana appena sopra quota 11 mila e sempre grazie al fiato lungo del maratoneta Montalbano. Nella tabella dei primi 10, otto romanzi e due saggi narrati, due soli cambi: escono la Cornwell anatomopatologa e la Dandini giardiniera, entrano la Murgia teologa femminista e la globetrotter zia Mame, mattatrice dellestate 2009, sempre esuberante e spudorata quanto ripetitiva (DAmico a pag. V). E regola degli editori frustare il cavallo che vince e riprovarci, ma non tutti gli autori sono Simenon, un Bach capace di variazioni sul tema di pari

qualit, tensione, spessore: e il suo Assassino, qui 13 assoluto, un capitolo non minore della sua antologia di ribelli e falliti nellarte della fuga (Bosco a pag. IV). In fondo alla narrativa italiana resiste la Veladiano, lunica della cinquina Strega premiata dai lettori senza attendere lesito di quel caravanserraglio chiamato giuria. Nella straniera appare la Yoshimoto, trasparenza di una adolescente alla scoperta dellamore, e risale lo spassoso Centenario di Jonasson, un partner che saprebbe tener testa a zia Mame, anche lui in fuga ma lesatto opposto comico del dottor Kuperus di Simenon, uno di quei titoli, si diceva sabato scorso, capaci di correre con le proprie gambe. In saggisti-

ca sale il Berlusconi visto da Montanelli, a sua volta tratteggiato in chiaroscuro, senza aureola, nella incisiva prefazione di Massimo Fini. Avremmo dovuto prenderci linfluenza, ma poi uscirne vaccinati. E invece... Daltra parte abbiamo stracomprato La casta e ci ritroviamo con il Re dei peones, a conferma che non bastano i libri a mutare le cose. Non ci resta che partire con il Blues del rapinatore di Flemming Jensen (Iperborea): I politici sono come i pannolini. Bisogna cambiarli spesso. E per la stessa ragione. E andare Nel paese delle donne con Gioconda Belli (Feltrinelli) dove governa il Partito della Sinistra Erotica. Oh ragazzi, non stiam mica qui ad aspettare i Tartari.

INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

1
CAMILLERI SELLERIO

100

50

44

43

5
KATE RIZZOLI

38

Il gioco degli specchi

Il linguaggio segreto dei fiori


DIFFENBAUGH GARZANTI

Le luci di settembre
RUIZ ZAFN MONDADORI

Cosa tiene accese le stelle


Storie di italiani
CALABRESI MONDADORI

Passion

33

7
SNCHEZ GARZANTI

31

8
MURGIA EINAUDI

30

9
NESB EINAUDI

24

10
DENNIS ADELPHI

24

Nessuno si salva da solo


MAZZANTINI MONDADORI

Il profumo delle foglie di limone

Ave Mary
E la Chiesa invent la donna

Il leopardo

Intorno al mondo con zia Mame

Narrativa italiana
1. Il gioco degli specchi CAMILLERI
14,00 SELLERIO

Narrativa straniera
100 1. Il linguaggio segreto dei fiori 50 DIFFENBAUGH
18,60 GARZANTI

Saggistica
1. Cosa tiene accese le stelle CALABRESI
17,00 MONDADORI

Varia
43 1. La dieta Dukan DUKAN
16,00 SPERLING & KUPFER

Tascabili
21 1. Il piccolo principe SAINT-EXUPRY
7,90 BOMPIANI

Ragazzi
20 1. Viaggio nel tempo 4 STILTON
23,50 PIEMME

19

2. Nessuno si salva da solo MAZZANTINI


19,00 MONDADORI

33

2. Le luci di settembre RUIZ ZAFN


19,00 MONDADORI

44

2. Ave Mary MURGIA


16,00 EINAUDI

30

2. Dai diamanti non nasce niente 21 DANDINI


19,00 RIZZOLI

2. Il palazzo della mezzanotte 18 RUIZ ZAFN


13,00 MONDADORI

2. La maledizione del titano RIORDAN


17,00 MONDADORI

12

3. Per sempre TAMARO


18,00 GIUNTI

24

3. Passion KATE
18,00 RIZZOLI

38

3. Sanguisughe. Le pensioni... 17 M. GIORDANO


18,50 MONDADORI

3. 220 assistentiAgenzia entrate 8 29,00 ED. GIURIDICHE SIMONE

3. Bianca come il latte... DAVENIA


13,00 MONDADORI

17

3. Cars 2. Giocakit 12,90 WALT DISNEY COMPANY ITALIA

11

4. Il libro segreto di Dante FIORETTI


9,90 NEWTON COMPTON

18

4. Il profumo delle foglie di limone 31 SNCHEZ


18,60 GARZANTI

4. Ve lo avevo detto MONTANELLI


12,00 RIZZOLI

12

4. The secret BYRNE


18,60 MACRO EDIZIONI

4. Lamico ritrovato UHLMAN


5,50 FELTRINELLI

15

4. Diario di una schiappa. Vita... 9 KINNEY


12,00 IL CASTORO

5. Otel Bruni MANFREDI


19,00 MONDADORI

15

5. Il leopardo NESB
21,00 EINAUDI

24

5. Scuote lanima mia Eros SCALFARI


17,00 EINAUDI

12

5. facile smettere di fumare... 7 CARR


10,00 EWI

5. Lombra del vento RUIZ ZAFN


13,00 MONDADORI

14

5. Diario di una schiappa KINNEY


12,00 IL CASTORO

6. Un filo dolio AGNELLO HORNBY


14,00 SELLERIO

15

6. Intorno al mondo con zia Mame 24 DENNIS


19,50 ADELPHI

6. Indignatevi! HESSEL
5,00 ADD EDITORE

11

6. Forte la donna PINKOLA ESTS


17,50 FRASSINELLI

6. La solitudinedei numeri primi 13 GIORDANO


13,00 MONDADORI

6. Cars 2 3,50 WALT DISNEY COMPANY ITALIA

7. Alla fine di un giorno noioso 13 CARLOTTO


17,00 E/O

7. Autopsia virtuale CORNWELL


20,00 MONDADORI

23

7. Odio gli indifferenti GRAMSCI


7,00 CHIARELETTERE

11

7. Cotto e mangiato PARODI


14,90 VALLARDI

7. Se questo un uomo LEVI


10,50 EINAUDI

13

7. I Gemelli di Kuma TROISI


17,00 MONDADORI

8. Io e te AMMANITI
10,00 EINAUDI

12

8. Lassassino SIMENON
16,00 ADELPHI

22

8. Carta straccia PANSA


19,90 RIZZOLI

10

8. La guida allo chic, parigina LA FRESSANGE; GACHET


25,00 LIPPOCAMPO

8. Il libro delle anime COOPER


13,00 TEA

13

8. Diariodi una schiappa.La legge... 6 KINNEY


12,00 IL CASTORO

9. Le sante dello scandalo DE LUCA


8,50 GIUNTINA

11

9. High & Dry. Primo amore YOSHIMOTO


10,00 FELTRINELLI

20

9. Vieni via con me SAVIANO


13,00 FELTRINELLI

10

9. Le ricette della dieta Dukan DUKAN


16,00 SPERLING & KUPFER

9. Canale Mussolini PENNACCHI


14,00 MONDADORI

13

9. Top model per un giorno STILTON


8,50 PIEMME

10.La vita accanto VELADIANO


16,00 EINAUDI

10

10.Il centenario che salt... JONASSON


17,90 BOMPIANI

17

10.Togliamo il disturbo MASTROCOLA


17,00 GUANDA

10.Instant English SLOAN


16,90 GRIBAUDO

10. Il sentiero dei nidi di ragno 13 CALVINO


9,00 MONDADORI

10.Percy Jackson, Il mare... RIORDAN


17,00 MONDADORI

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI REALIZZATA DALLA SOCIET NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PI VENDUTO TRA LE NOVIT. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 26 GIUGNO AL 2 LUGLIO.

u dammi vento, io ti dar miglia era il patto stipulato tra Joshua (la barca che portava il nome di Slocum, il primo a circumnavigare il globo in solitario alla fine dell800, personaggio da leggenda, Solo, intorno al mondo il suo diario) e Bernard Moitessier (1925-94), il francese vagabondo dei mari del Sud che voleva rimanere per sempre in mare (forse anche per salvare la mia anima). Moitessier mantenne la parola: arrivato quasi al traguardo nella Golden Globe, la regata folle di 30 mila miglia senza scalo, invert la prua, rifece il giro del pianeta, sbarc in Polinesia diventando anche un accanito ecologista. Con lui, dicono i velisti, il 68 era arrivato anche sugli oceani.... Moitessier ha raccontato le sue avventure in libri, da Capo Horn alla vela a La lunga rotta, editi da Mursia nella Biblioteca del Mare. Un catalogo di 400 titoli aperto da Ugo Mursia nel 1959, inizialmente per pubblicare, partendo dal Tifo-

PROSSIMA MENTE
MIRELLA APPIOTTI

Nel mare infinito di Mursia


ne, tutta lopera dellamatissimo Conrad del quale stato anche cotraduttore, e che oggi consente di ricostruire una sorta di mappa della cultura marinara e della sua evoluzione nel nostro Paese. Diciotto sezioni, dai classici della narrativa (Conrad, Melville, London sino a Chichester, Bombard, Knox-Johnston), ai portolani, ai dizionari nau-

tici, alla manualistica il cui testo di base resta il Corso di navigazione dei Glnans, la scuola di vela francese fondata nel dopoguerra da ex membri della Resistenza per il recupero di giovani traumatizzati dal conflitto. Particolare questultimo che riporta alla linea, storia, memoria, impegno civile, cui si attiene da sempre la sigla condotta da Fiorenza Mursia, figlia del fondatore. Nella fattispecie anche una bussola per la ricerca di talenti: caso collaudato quello di Donatello Bellomo, di cui esce La settima onda, ottima scrittura per il romanzo del ritrovamento, nel XVII secolo, negli abissi delloceano, del pi grande tesoro nella storia navale. La riedizione dellautobiografia di Enzo Maiorca, Sotto il segno di Tanit, sar del pari apprezzata dai subacquei italiani, 300 mila ad oggi e in aumento. Cos come, in generale, la passione per il mare, bench troppo spesso -annota Fiorenza ancora confusa con il lusso. Noi siamo "minimal", la passione per il mare, per noi, uno stile di vita.

eanche nel Paese di Cuccagna le cose vanno bene, per i traduttori. Il 13% di tutte le traduzioni del mondo viene fatto in Francia. In Francia, il 18% dei libri pubblicati tradotto. Tariffa media: 20 euro a cartella, contro gli 8/10 della Spagna. Per, c' pi di un per. Editori e traduttori non si parlano, in quanto categorie, da ben diciotto anni. Le lamentele e rivendicazioni sono reciproche: di qua deplorano la qualit non sempre sufficiente e l'eccesso di anglisti rispetto ai sinologi o agli specialisti in lingue rare; di l protestano perch le traduzioni vengono rimaneggiate redazionalmente, e soprattutto perch non riconosciuto lo status del traduttore quale coautore - meritevole di avere il nome in copertina, di intervenire nei talk show letterari, eccetera.

CHE LIBRO FA ...IN FRANCIA


GIOVANNA ZUCCONI

Venti euro a cartella quel affaire!


Ora Pierre Assouline, forse il pi importante giornalista culturale francese, ha pubblicato un rapporto sullo stato dell'arte traduttoria in Francia, risultato di due anni e mezzo di inchiesta. Suggerisce che le categorie dialoghino (e infatti a met settembre ci sar un incontro fra l'associa-

zione editori e i sindacati dei traduttori), che le azioni di lobbying aumentino, e che venga creato un grande portale dedicato. La tesi lampante: la traduzione la lingua comune dell'Europa, occorre riconoscerle mezzi congrui alla sua ambizione oppure rinunciare a questo leitmotiv. Che rispetto ad altri paesi la Francia sia gi il Paese di Cuccagna, o almeno di Cuccagnetta, lo provano anche le anticipazioni sulla rentre autunnale. Fra agosto e ottobre usciranno soltanto 654 romanzi, cio 47 in meno rispetto all'anno scorso. Tempi grami per i debuttanti: 74 contro i 121 del 2004. In decrescita la narrativa francese, 435 opere invece di 497 del 2010. Aumentano soltanto i romanzi stranieri, 219 contro 204. I traduttori di Paul Auster, Haruki Murakami, David Grossman eccetera brindino.

VIII

Diario di lettura

Tuttolibri
SABATO 9 LUGLIO 2011 LA STAMPA

Boosta
GABRIELE FERRARIS

Il musicista

che le hanno cambiato la vita?

Davide Dileo, in arte Boosta, 36 anni, tastierista dei Subsonica, la band italiana pi amata e popolare del momento, uno strano tipo. A giudicarlo cos, con il metro delle popstar, pu sembrare un fighetto: donne sempre bellissime, unaria da capiscarico, e nel gruppo il ruolo dello spiritoso un po gat, di quello che ti immagini pi in una discoteca che in una biblioteca. Invece Boosta scrive libri. Non che significhi molto, oggi in Italia, Paese dove tutti scrivono e nessuno legge. Per Boosta uno che ci crede davvero, nei libri: ha fondato, con gli amici Michele Dalai e Andrea Agnelli una casa editrice, la Add, e hanno subito azzeccato un filotto di successi da paura, culminato nel caso del pamphlet Indignatevi! di Stphane Hessel, un best seller stratosferico. E intanto, Davide ha pure curato una sezione del Salone del Libro dellanno scorso. Adesso arrivato in libreria con un nuovo romanzo, Un buon posto per morire, un thriller fantastorico molto americano, scritto a quattro mani con Tullio Avole-

Al liceo, il libro che ricordo di pi Il Maestro e Margherita di Bulgakov; ancora prima, da bambino, amai tantissimo Cera due volte il Barone Lamberto di Gianni Rodari, e nelladolescenza La storia infinita di Michael Ende. Da adulto, direi che il libro italiano numero uno per qualit di scrittura Q di Luther Blisset, una rivelazione impagabile.
E oggi? Cosa sta leggendo, quali sono i suoi libri del comodino?

Leggo narrativa, ma anche saggistica e filosofia. Sono affezionatissimo alle edizioni Codice, che mi hanno aperto

Sono pure diventato editore con gli amici Agnelli e Dalai, per pubblicare quel che ci piace leggere
la mente: di Codice, sto leggendo Io vivo nel futuro di Nick Bolton, un giornalista del New York Times che si occupa di nuove tecnologie; mi sono piaciuti molto anche Frank, The Voice, una biografia di Sinatra scritta da James Kaplan e pubblicata da Random House, e per la narrativa Il magnifico Spilsbury di Jane Robins, edito da Einaudi. Pi in generale, i miei autori favoriti sono i grandi maestri del romanzo dazione: primo fra tutti Don Wislow, una divinit assoluta della letteratura hard boiled, autore di libri come Linverno di Frankie Machine e Il potere del cane, che considero una versione 2.0 di James Ellroy. Di Winslow letteralmente adoro Satori, una storia con una potenza narrativa fantastica. E poi c Christopher Moore, quello di Un lavoro sporco e Il vangelo secondo Biff: affascinante, visivamente ricchissimo, a mezzo tra Stephen King e i Monty Python. Ecco, Winslow e Moore sono i miei idoli incontrastati: vorrei una T-shirt con le loro facce....
Si fa un gran parlare del futuro difficile dei libri, minacciati dai nuovi media...

A scuola subito Manzoni, le prime scintille quando portai alla maturit i Crepuscolari...
do, pubblicato da Einaudi e volato subito in classifica. Poi, lo vedi con quella sua aria da prendi-per-i-fondelli abbarbicato alle sue avveniristiche tastiere sul palco dei Subsonica, e ti domandi chi diavolo sia, per davvero, Boosta.
Una popstar, uno scrittore in carriera, un pensoso intellettuale?

La vita. Davide Di Leo, in arte Boosta, nato a Torino nel 1974. Musicista, compositore, scrittore. Si diplomato al Conservatorio di Torino, ha frequentato il Centro Jazz della citt. Collabora ai programmi Rai. E diventato anche editore, socio della ADD ( la casa, tra gli altri, di Hessel con Indignatevi!), con Andrea Agnelli e Michele Dalai. Le opere. Esce da Einaudi, con Tullio Avoledo, Un buon posto per morire (Einaudi, pp. 656, 12,99). Per i tipi di Dalai ha pubblicato altri due romanzi: Unora e mezza e Diana blu.

I PREFERITI

Il tastierista del gruppo torinese firma con Tullio Avoledo un thriller fantastorico molto americano, un romanzo da Terzo Millennio sul filo delle mail e del Blackberry

Di sicuro, non sono un pensoso intellettuale. Sono curioso, mi diverto con quello che mi propone la vita. Credo che un artista debba esprimere qualcosa, e io questo faccio, con i mezzi che ho. Quanto al mio ruolo nei Subsonica, in ogni gruppo si creano certi rapporti, certi equilibri, anche certe maschere: divertente che ciascuno esprima una sua personalit. Ma ci che uno davvero non si esaurisce l.

OSCAR WILDE

Opere
Mondadori, pp. 1690, 60

Da l mi sono tuffato nella letteratura inglese e americana, che mi ha dato davvero molto

Invito Gozzano al concerto dei Subsonica


tanti, di soggetti verbi complementi oggetto, e quindi si impongono altre soluzioni... Tullio ed io ci siamo subito riconosciuti come patiti del complottismo, io sono il tipo che si affascina per cose come il Club Bilderberg... Quelle faccende l, e la teoria di Everett sui mondi paralleli, sono state il nostro punto di partenza per architettare una storia tutto sommato verosimile, un romanzo storico sulla fine del mondo. A noi piace definirlo cos.
E stato complicato, scrivere a quattro mani?

Io resto dalla parte del libro, pi potente di qualsiasi altro mezzo: aprire un libro come aprire uno stargate che ti inghiotte e ti porta via....
Una fiducia confermata dalla sua decisione di diventare anche editore.

Da bambino il Rodari di Barone Lamberto, da adolescente la Storia infinita di Ende, poi Q di Luther Blisset
Ma come cominciata, la sua esperienza di scrittore?

MICHAIL BULGAKOV

Il Maestro e Margherita
Feltrinelli, pp. 552, 8,50

Tutti gli scrittori allinizio partono dal flusso di coscienza: noi italiani, poi, siamo un popolo di scrittori di se stessi. Anchio ho cominciato cos. Diana Blu, il mio primo libro, nato da una mia storia finita male: con una donna, naturalmente. Credo sia inevitabile. Limportante rendersene conto, e andare oltre: cos mi sono affezionato alla letteratura hard boiled: una trama forte da raccontare e uno stile immediato, essenziale....
Tipo soggetto, verbo, complemento oggetto?

Letto al tempo del liceo, il libro che sicuramente ricordo di pi

zione: subivo, come tutti, Manzoni e gli altri classici inevitabili, senza entusiasmo. Ho cominciato ad avvertire le prime scintille al momento della maturit, quando portai allesame i Crepuscolari: mi scoprii unaffinit con Gozzano e Corazzini, pensi un po. La passione per la letteratura mi esplosa allora, a diciannove anni, e un po alla volta sono diIL TOUR

ventato un lettore compulsivo. Dopo i Crepuscolari, mi sono innamorato di Oscar Wilde, e da l mi sono tuffato nella letteratura inglese e americana, che mi ha dato davvero molto. Negli ultimi quindici anni mi sono spostato soprattutto sugli italiani: i Cannibali per me sono stati fondamentali.
A proposito di fondamentali. Mi vuol parlare dei libri

I miei favoriti sono i grandi maestri del romanzo dazione, ho due idoli, Moore e soprattutto Winslow
Con Michele Dalai e Andrea Agnelli siamo legati dalla passione per i libri e dallamicizia: cos abbiamo deciso di farci carico di una sfida, fondare una piccola casa editrice specializzata in saggistica. E andata bene, questanno vogliamo arrivare a venti titoli, sempre restando eterodossi. La nostra strategia molto semplice: pubblichiamo soltanto ci che ci piacerebbe leggere.
E infatti, lei uno strano scrittore italiano: oltre a scrivere, legge.

IL PARTNER

Con Eden
Eden, uscito lo scorso 8 marzo, il nuovo album dei Subsonica. La band torinese lo presenta nel tour estivo cominciato il 18 giugno a Genova. Fra le prossime tappe: Quarto SantElena, nel Cagliaritano, il 14 luglio; Ferrara il 21, Napoli il 22, Milano il 26, Nettuno il 3 agosto, Cuneo il 5, Grottammare l8, Brescia l11, Viareggio il 12, Gallipoli il 14. Dal 6 giugno online su Youtube il video de La Funzione, il nuovo singolo dei Subsonica (vi hanno collaborato i Righeira). Per informazioni: www.subsonica.it

Lelenco di Avoledo
Tullio Avoledo nato nel 1957 a Valvasone, in Friuli. Ha pubblicato tre romanzi per Sironi: L'elenco telefonico di Atlantide, premio Forte Village-Montblanc, Mare di Bering, Lo stato dell'unione. I primi due titoli sono disponibili nei Tascabili Einaudi. Presso Einaudi sono inoltre usciti i romanzi Tre sono le cose misteriose (Super Grinzane Cavour 2006), Breve storia di lunghi tradimenti, La ragazza di Vajont, L'anno dei dodici inverni, Un buon posto per morire. Per le Edizioni Ambiente L'ultimo giorno felice (da Einaudi nel 2011).

CHRISTOPHER MOORE

Un lavoro sporco
Elliot, pp. 443, 16,50

Ma no, un po come in qualsiasi coppia, se c un po daffetto e ti trovi bene, tutto funziona. Di sicuro, il nostro un vero romanzo da Terzo millennio, tutto pensato e costruito sul filo delle mail e del Blackberry.
Da ragazzo era gi appassionato di libri?

Beh, s, anche se in settecento pagine ce ne stanno

Il mio idolo, con Winslow: affascinante, visivamente ricchissimo, sta tra Stephen King e i Monty Python

Per niente. Ho passato i primi diciottanni della mia vita ignorandoli, o quasi. La scuola non mi dava nessuna motiva-

Beh, non capisco lo scrittore che non legge: come un musicista che non ascolta altra musica.
Ce ne sono?

Lei che dice?.