IL FRANCESE IN AFRICA – ZANG ZANG

Le motivazioni del soggetto.
Per molte persone la purezza della lingua francese è in pericolo. C’è chi ricollega questa decadenza linguistica ad una più generale decadenza della civiltà odierna. C’è invece chi dice che è specchio della crisi del XX secolo e della perdita dei valori morali tipica di questo secolo di guerre. Il progresso scientifico non ha aiutato la lingua, portando la lingua all’essenziale, niente più (sms, fax, etc.). Nella lingua si perde sempre più il contatto con la realtà. Per il francese in Camerun questo non avviene. La lingua è arricchita da nazionalismi e particolarismi linguistici che da una parte mettono in pericolo la sopravvivenza del francese ‘’puro’’ in Camerun, dall’altra sono una grande risorsa di arricchimento. Perché parlare di dialettizzazione piuttosto che di d’arricchimento o degenerazione del francese? Ci sono due pressioni contraddittorie che si esercitano sui Camerunesi al momento dell’apprendimento della lingua. Ci sono, da un lato, le norme accademiche che vegliano sulle istituzioni scolastiche, e dall’altro il conformismo che la società impone all’individuo. Non è più l’epoca in cui il francese europeo rappresenta LA norma di prestigio da raggiungere per distinguersi dalla massa; al contrario ci troviamo in un periodo in cui parlare un perfetto francese è motivo di scherno ed esclusione nei confronti di chi si è fatto influenzare dalla cultura europea. Secondo Chevrier questo desiderio di liberazione rappresenta una aspirazione legittima. Fino ad ora chiunque abbia scritto ha scritto per i lettori europei. E come se l’aspirazione legittima a un trattamento di pari dignità rispetto all’uomo bianco passasse attraverso la scrittura, attraverso la dimostrazione di poter perfettamente parlare il francese europeo. Ma la situazione è cambiata. Dopo l’indipendenza, parlare francese come un nativo non è più rimasto l’ideale dell’intellettuale africano. Una volta andato via il colonizzatore gli indigeni si sono appropriati della lingua che hanno ereditato, rivendicando il loro ‘’parlare come un Africano’’. Si crea però così il conflitto tra norma e uso. Se il camerunese vuole farsi comprendere da un senegalese, o da un francese nativo, deve utilizzare delle regole internazionali riconosciute. Quello che alcuni si chiedono è perché debba essere il francese camerunese ad adattarsi? In realtà quello che dovrebbe esserci è uno sforzo di mutua comprensione. Il francese, tanto in Francia quanto negli altri paesi francofoni, pone al linguista una serie di problematiche. Alla luce della linguistica funzionale, è importante sapere di non poter mai considerare la lingua come un processo sincronico puramente statico. Tutte le lingue del mondo si evolvono ogni giorno, in ogni istante. Il francese è il prodotto di una cultura, le lingue camerunesi anche. La lingua rispecchia una cultura, perciò, per quanto si tratti della stessa lingua, è normale dare sfumature diverse ad una stessa parola. Per un francese l’espressione “blanc comme neige” è chiarissima, ma per un camerunese che non ha mai visto la neve non può esserlo ugualmente, per lui il simbolo di purezza rimane il cotone. Eppure parlano la stessa lingua. La lingua traduce una visione del mondo. Ciò che influenza la lingua non è la lingua madre. Ciò che si manifesta quando i camerunesi parlano francese è la formazione che essi hanno ricevuto. Ogni lingua presenta differenti opposizioni fonologiche inesistenti in altre. La dialettizzazione del francese è un processo di differenziazione linguistica che tenta di fare in modo che il popolo camerunese si appropri della lingua francese e ne faccia uno strumento per la comunicazione linguistica adattato alla soddisfazione dei propri bisogni e conforme alle strutture già stabilite dalle lingue locali. Abbiamo due tendenze: la prima riguarda l’individuo che attraverso uno sforzo intellettuale cerca di fare sue le strutture del francese, rinnegando in qualche modo la propria cultura, la seconda, più diffusa, riguarda coloro invece si appropriano della lingua e la adattano alle proprie strutture pre-esistenti, e che fanno della lingua un mezzo per rivendicare la propria indipendenza e la propria personalità culturale.

Capitolo 1. Tendenze fonetiche del francese in Camerun
Il francese non si pronuncia allo stesso modo tra tutti i francofoni. Il diverso apparato fonatorio che ognuno di noi può avere, e le influenze di differenti lingue madri possono influire sule realizzazioni linguistiche. Interessante è vedere come lo studio di accenti regionali posso aiutare a capire i mutamenti fonetici del francese in Cameroun rispetto al francese europeo.

Le tendenze fonetiche del francese Bamiléké.
Il francese bamiléké si parla nella provincia ovest del Cameroun.

1. Il problema della consonante R
Il fonema /r/ è un fonema che non esiste in tutte le lingue del mondo, e inoltre, nelle lingue in cui è presente può assumere diverse varianti dialettali. In Francia possiamo attestare tre differenti realizzazioni di /r/ che non hanno tuttavia valore distintivo. [r] vibrante apico-dentale sorda, come la /r/ italiana, è tipica del sud della Francia. [ʁ] fricativa uvulare sorda, fa vibrare il dorso della lingua, è la /r/ del francese standard, parigino. [R] vibrante uvulare sorda, simile alla /j/ spagnola. Siccome la consonante R non ha un punto di articolazione preciso i parlanti tendono ad adottare spontaneamente la soluzione più facile: conservare l’articolazione presente nella propria lingua madre anche se non è conforme con gli usi del francese. La più utilizzata in Cameroun è la [r], giacché è quella che alcune lingue locali possiedono. 1.1 Il problema della confusione fonologica tra [r] e [l] Molti dialetti Bamiléké non possiedono la consonante R. Si desume quindi che l’opposizione R/L si sia ridotta alla sola consonante L. L’opposizione /l/-/r/ è quindi confusa nella loro coscienza linguistica e questo crea un’insicurezza la momento della pronuncia. L’effetto che si ottiene è quello che molte parole vengono pronunciate in modo scorretto, e, essendo ascoltate sempre in questo modo, si adotta incoscientemente una forma erronea. Arbitre > Albitre Pluriel > Pruriel Secondo Jakobson la differenziazione tra le liquidi l e r è una delle più difficili da acquisire del sistema fonetico francofono. Le consonanti [r] e [l] vengono confuse perché hanno molte caratteristiche comuni, come il luogo di articolazione. Si articolano infatti entrambe attraverso il contatto dell’apice della lingua con gli alveoli. La sola differenza è che la [l] è laterale, quindi l’aria esce dai alti della lingua, mentre la [] è una vibrante, quindi il contatto tra apice e alveoli non è continuo, e il passaggio dell’aria tra i due produce il suono. 1.2 L’ammutolimento della R implosiva La consonante R in posizione pre-vocalica è esplosiva, e pertanto mantiene tutte le sue caratteristiche. Ma in posizione post-vocalica, implosiva, tende a sparire. Lo stesso fenomeno si produce per l’articolazione della consonante L. Quando r e l spariscono a fine sillaba, la vocale che li precede si allunga. Questo fenomeno è meno pronunciato quando a sparire è la /l/. Esistono anche dei acsi in cui la vocale non si allunga. I suoni implosivi sono più deboli e quindi tendono a cadere o ad essere modificati. mère > [mε : ] partir > [pa : ti : ] faut qu’il retourne > [fo ki : rətu : n] Ils ont [izõ]

Si nota inoltre che la consonante /l/ esiste in Bamiléké ma non appare mai in posizione implosiva (post-vocalica); in questa posizione è rimpiazzata dalla /t/. Questa influenza della lingua madre non si limita al livello dell’orale. Gli studenti Bamiléké omettono spesso la R post-vocalica quando la sillaba successiva comincia con una consonante. Hierarchisé > Hierachisé Gouvernement > Gouvenement La conseguenza immediata dell’allungamento vocalico è la tendenza alla dittongazione. 1.3 Dittongazione Dittonghi e trittonghi sono estranei al sistema vocalico della lingua francese. Quando incontriamo due vocli vicine esse sono in genere foneticamente divise da uno iato, o si trasformano in suoni unici. fait > [fɛ] Il francese Bamiléké tende invece a sviluppare questi dittonghi attraverso l’aggiunta fonologica di un suono vocalico. La vocale tende a dittongare a causa dell’allungamento eccessivo. sœr > [sœ : ] > [sœ : ə] dire > [di: ] > [di : ə] Questo avviene soprattutto in seguito all’annullamento della r implosiva Mère > [mɛ: ə] Père > [pɛ: ə] Frère> [frɛ: ə]

1.4 Tendenza alla velarizzazione della [r] L’assenza della R nella lingua madre e il carattere implosivo della R portano il nativo Bamiléké a non pronunciare questo suono (vedi 1.2) . Notiamo però la tendenza a sostituire questo suono, piuttosto che eliminarlo, quando esso si trova all’interno di una parola (e non alla fine). Alla fine di una sillaba, davanti ad una consonante della stessa parola [r] diventa [k, g, ?]. In generale essa si adatta ai tratti del fono consonantico successivo. Avremo [k]+ sorda; [g] + sonora e [?] + nasale/labiale. Parti > [pakti] Gardait > [gagdɛ] Derniers > [de? ɲe] N.B. Vediamo quindi che la sequenze ‘’vocale + r’’ sono rimpiazzate dalle seguenti tendenze: -Quando una sillaba termina per R, il parlante nativo Bamiléké non pronuncia la R, bensì aumenta la durata della vocale. Dittongo > Vocale + [:] : <frère> [frε r ] > [frε : ] > [frε : ə] -Per permettere una migliore articolazione delle sillabe contigue di una stessa parola, il parlante introduce uno stop tra la fine della vocale e l’inizio della sillaba contigua. Questi stop, che intervengono e prendono il posto della consonante [r] possono essere rappresentati da [k, g, ?] a seconda della consonante contigua. Vocale + r + consonante sorda > Vocale + [k] : <parti> [parti ] > [pakti] Vocale + r + consonante sonora > Vocale + [g] : <gardait> [gardɛ] > [gagdɛ] Vocale + r + nasale/labiale > Vocale + [?] : <normal> [nɔrmal] > [nɔ?mal]

1.5 Mutazione della [r] in [R] o [ʁ] Il rimpiazzamento della [r] anteriore in favore di [k, g ,?] non è un fenomeno isolato nel francese Bamiléké. Esso fa parte di una tendenza generale che consiste ne rimpiazzare le articolazioni apicali con delle articolazioni dorsali in posizione post-vocalica. Possiamo considerare questo fenomeno come una tappa della mutazione da [r] anteriore a [R, ʁ] posteriori. Le consonanti [R] e [ʁ] si adattano meglio alla base articolatoria del francese Bamiléké che ha la predilezione per le articolazioni posteriori e che tende a rilasciare l’articolazione di questi suoni. Questi suoni sono meno forti del fono [r] e sono entrambi posteriori e velari. Hanno un rapporto molto stretto con [k, g, ?] per il quale la [r] tende ad essere rimpiazzata in posizione implosiva. Possiamo infatti notare che queste consonanti hanno uno stesso luogo di articolazione. Mentre [k] e [g] corrispondono ad una [R], il colpo di glottide, [?] corrisponde ad una [ʁ], ululare. La differenza tra [k,g,?] e [R, ʁ] è che le prime sono occlusive e le seconde costrittive. Invece di continuare ad insegnare l’articolazione della [r] apicale ai parlanti nativi Bamiléké, articolazione che tende comunque a scomparire in posizione implosiva, si potrebbe educare gli apparati fonatori in modo da produrre una costrittiva dorsale velare [R] al posto di [k, g] o una costrittiva dorso-uvulare [ʁ] al posto di [?] quando si presenta la consonante R.

2. Trattamento delle vocali e delle consonanti nasali
La consonante [n] va incontro alla stessa sorte della [r] apicale in posizione implosiva. 2.1 Tendenza alla palatalizzazione della [n] La consonante [n] è apico-alveolare (come la [r]). Essa si articola esattamente allo stesso modo che la [t] e la [d] con la sola differenza che durante l’articolazione della [n] la lingua si abbassa per lasciar passare l’aria laringale per la cavità nasale. Dal punto di vista acustico, il suono prodotto al momento del rilascio dell’aria è secco e breve. Nei parlanti Bamiléké, quando la consonante [n] interviene in posizione post-vocalica ed è seguita da [j, y, e] + vocale (V + [n] + [j,y,e] + V) la sincronizzazione tende ad essere imperfetta. Il n’y avait [iɲavɛ] pas moyen Possiamo constatare che i gruppi [ny], [nj] e [ne] + vocale diventano sistematicamente [ɲ]. Il parlante non solleva la punta della lingua per metterla in contatto con gli alveoli, bensì pone tutto il dorso della lingua in contatto con il palato duro. Invece di pronunciare una [n], pronuncia quindi una [ɲ]. Si passa da un’articolazione apico-alveolare ad una dorso-palatale. Dal punto di vista acustico, il suono prodotto al momento del rilascio dell’aria non è più secco e breve, ma da l’impressione di essere liquido, e sembra un po’ più lungo. La palatalizzazione non è la conseguenza di un rilasciamento articolatoria, consiste piuttosto in un rafforzamento dell’articolazione. La palatalizzazione della [n] non è un semplice fenomeno di assimilazione. Essa ha origini psico-fisiologiche. Le opposizioni [nj] - [ɲ], [ne] + vocale - [ɲ], [ny] - [ɲ], non esistono nel Bamiléké. In Bamiléké il gruppo [nj] si pronuncia [ɲ]. Se in francese questa opposizione ha valore distintivo, in questa lingua non lo ha: [nj] e [ɲ] sono considerati lo stesso suono. Non è per niente facile per un Bamiléké distinguere la differenza tra coppie come: nous peinons/ nous peignions nous tenions/ nous teignions Questa confusione tende a creare delle omonimie che pregiudicano il funzionamento del sistema della lingua francese, tanto più che la palatalizzazione non è la sola tendenza fonetica che tocca il funzionamento della [n], che in certi casi tende a velarizzarsi. 2.2 Tendenza alla velarizzazione della [n]

Quando una [n] interviene in posizione implosiva, tende a subire la stessa mutazione della [r]. La [n] tende infatti a velarizzarsi e diventare quindi una [ŋ].  Le Cameroun > [kameruŋ] L’articolazione apico-alveolare è rimpiazzata sa un’articolazione dorso-velare [n] > [ŋ]. Invece di alzare la punta della lingua per articolare la [n], il parlante solleva tutto il dorso della lingua come se volesse far passare l’aria per la cavità nasale.. Si nota meglio la mutazione della [n] in [ŋ] quando questa consonante è seguita da una vocale. La sillaba aperta fa in modo che la consonante perda la sua posizione finale e si leghi alla vocale contigua per formare una nuova sillaba sul modello consonate + vocale.  Le Cameroun a..> [lə.ka.me.ru.ŋa] I gruppi [ŋ] + vocale sono in effetti frequenti in Bamiléké. L’interferenza nel francese di questa consonante ha alcune conseguenze importanti.

3 Fonologizzazione della [n]
L’introduzione della nasale dorso-velare [ŋ] nel sistema fonologico del francese Bamiléké crea delle nuove tendenze fonetiche che entrano in contraddizione con le regole di pronuncia francese. Malgrado le numerose grafie, in francese non esistono che quattro vocali nasali: [ã ][ɛ̃ ][õ ][œ ] Tuttavia, nel francese Bamiléké osserviamo una tendenza a nasalizzare vocali che non lo sono nel francese standard. 3.1 Eliminazione delle vocali nasali Il francese Bamiléké tende, a questo livello, a rapportarsi al Bamiléké, dove non esistono vocali nasali propriamente dette. Tutte le vocali possono essere nasalizzate quando si trovano in prossimità di una consonante nasale. La tendenza dei parlanti Bamiléké è quella di considerare le vocali nasali del francese come delle vocali che, a seconda del contesto, possono prendere colorazione nasale. In francese standard la nasalità è inerente alla vocale indipendentemente dal contesto. Essa ha infatti un valore distintivo: due parole come vais [vɛ] (aller) e vin [vɛ̃] si distinguono grazie alla nasalizzazione assente nella prima vocale e presente nella seconda. La vocale nasale francese possiede questa particolarità: durante la sua articolazione, la cavità orale e quella nasale sono aperte allo stesso tempo. La vocale in Bamiléké invece non è nasale, è al massimo nasalizzata. Essa si articola come nella lingua madre: il parlante articola una vocale orale e, subito dopo, la consonante nasale. Avremmo quindi:
-[õ ] > [ɔŋ] (La vocale nasale è rimpiazzata dal suo equivalente orale nasalizzato.) -[ɛ̃ ] > [ɛŋ] (La vocale nasale è rimpiazzata dal suo equivalente orale nasalizzato.) -[ã ] > [aŋ] (La vocale posteriore nasale è rimpiazzata da una a anteriore nasalizzata.) -[œ ] > [œ ŋ] (La vocale nasale è rimpiazzata dal suo equivalente orale nasalizzato.)

L’aria laringale passa prima per la bocca e poi per il naso. 3.2 Tendenza all’annullamento dell’opposizione vocale orale + N/ vocale nasale L’opposizione vocale nasale – vocale + N ha un rendimento elevato in francese. Essa permette di distinguere coppie come: Il vient [ilvjɛ̃ ] / Il viennent [ilvjɛn]

Davanti alle consonanti labiali il fenomeno di assimilazione provoca la mutazione di [ŋ] in [m]. il singolare dal plurale (tien/tiennent). è solo il riflesso di quella che è la maniera in cui le vocali nasali funzionano nel Bamiléké. davanti [t] e [d] diventa [n]. le regole di combinazione delle vocali nasali sono differenti.3 Tendenza alla variazione dell’appendice consonantica In francese standard la nasalità è una caratteristica propria delle vocali. Spesso parole che terminano con una vocale nasalizzata vengono invece realizzate con la corrispondente denasalizzata: non [nõ ] > [ n ɔ]. Essa tende ad adottare lo stesso punto di articolazione della consonante che la segue. Davanti a una consonante labiale. Questa appendice consonantica varia in funzione della consonante contigua. l’indicativo dal congiuntivo (qu’il vient/qu’il vienne). davanti [k] e [g] diventa [ŋ]. Questa denasalizzazione rischia di creare una confusione fonologica tra parole quali mais/main. Si nota così una tendenza generale del francese Bamiléké: il rimpiazzo di articolazioni apicodentali in favore di articolazioni dorso-velari. la vocale nasale è rimpiazzato dal gruppo vocale orale + [m]: -[õ ] > [ɔm] : comporte > [kɔmpɔkt] -[ã ] > [am] : embrouillé > [ambruje] Si può credere che sia un’influenza dello scritto sull’orale. Questo fenomeno è così diffuso nel francese Bamiléké che anche quando [p] e [b] non sono precedute da una [m] nello scritto. Quindi. On m’a dit > [ɔmadi] La vocale nasale del francese è realizzata in Bamiléké come una vocale orale seguita da un’appendice consonantica nasale.  On peut [õ p ∅ ] > [ ɔmp∅ ] Ton billet [tõ b i j ɛ] > [tɔmb i j ɛ] Assistiamo allo stesso fenomeno quando la vocale nasale è seguita da una labio-dentale. Envoyer [ã vwaje] > [amvwaje] In effetti. Le consonanti [p] e [b] non possono essere precedute da altra nasale che non sia [m]. 3. Anciennes [ansiɛŋ] Vienne [vjɛŋ] Questa pronuncia. de Mai/demain etc.Lion [liõ ] / Lionne [liɔn] Tuttavia questa opposizione tende ad annullarsi nel francese Bamiléké. In realtà. anche le labio-dentali in Bamiléké non sono precedute da altre nasali che non siano la [m]. davanti a [p] e [b] l’appendice consonantica diventa [m]. Davanti ad [m] e [n] la vocale si denasalizza completamente. può passare inosservata. Nel francese Bamiléké. . In francese Bamiléké la [n] tende a non comparire mai a fine sillaba. In questa posizione è sostituita sempre da [ŋ]. fin tanto che non intacca il senso. Resta tuttavia il problema che essa non permette di distinguere il maschile dal femminile (lion/lionne). i parlanti rimpiazzano la vocale nasale che precede con il gruppo vocale + [m].

specialmente le consonanti apicali. C’è dunque un rapporto stretto ed evidente tra la quantità fonetica della vocale e lo sforzo muscolare impiegato per la sua produzione.Questa tendenza fonetica non è dovuta alla debolezza della tensione muscolare ma alla distribuzione particolare dei suoni della lingua madre a cui sono abituati i parlanti. Lo sforzo muscolare che egli fornisce non è uguale a quello richiesto dalla dizione francese. l. E’ qui che nasce la difficoltà per il parlante Bamiléké. le quali si articolano attraverso una dispensa d’aria discendente. tutta l’intensità è già assorbita da essa così che l’intensità necessaria per la produzione di [i. si può spiegare perché alcuni suoni sono evasivi alla fine nel francese Bamiléké. Potremmo dire che questi tre fenomeni possono ricondursi ad uno solo. 4 Incidenza della debolezza della tensione articolatoria Abbiamo constatato che le consonanti implosive in francese Bamiléké sono deboli. Il problema è che per fare ciò si ricorre ad espedienti che sono estranei al funzionamento della sistema della lingua francese. ed hanno tutti e tre il tratto acuto. così deboli che vanno incontro spesso a modificazioni quando non ad un ammutolimento totale. 4. I parlanti Bamiléké tendono a rinforzare l’articolazione di queste consonanti che si indeboliscono in posizione post-vocalica attraverso delle consonanti che in francese Bamiléké . Nel francese standard invece esse sono forti. Questa opposizione resta valida per quel che riguarda il consumo dell’aria: l’articolazione delle vocali brevi necessita di una dispensa d’aria crescente e più importante di quella che necessitano le vocali lunghe. [r] e [l] hanno infatti caratteristiche comuni: condividono il luogo di articolazione. Questo implica che necessitano di uno sforzo muscolare importante. essi tendono a rinforzare le articolazioni post-vocaliche. Possiamo riassumere l’opposizione tra vocali brevi e lunghe in questo modo: le vocali brevi hanno una curva melodica ascendente e si accompagnano con una tensione crescente. Quando un suono esagera la sua durezza si crea un’azione debilitante sul suono immediatamente successivo.2 Palatalizzazione e velarizzazione In posizione post-vocalica le consonanti [r. Questo spiega perché alcuni parlanti dicono: -Je suis [ʒəsy: ] invece di [ʒəsyi ] -Quelqu’un [kɛ:kœ ŋ] invece di [kɛlkœ ] -Partir [pa:ti:] invece di [partir] Nella catena parlata ogni suono deve avere una quantità ben precisa per permettere agli altri suoni di essere prodotti. Despuis [dəpy:] M’ecrire [mekri:] Possiamo constatare come i gruppi [y] + [i] e vocale + [r] sono caratterizzati dalla scomparsa di [i] e [r]. L’ammutolimento è un segno di indebolimento totale della consonante: la vocale preconsonantica assorbe tutta la tensione necessaria alla produzione della consonante.1 Tendenza al rinforzamento delle articolazioni post-vocaliche Alcuni parlanti sono coscienti del fatto che l‘indebolimento e l’ammutolimento delle consonanti implosive può pregiudicare la comunicazione linguistica. o un allungamento della semi-vocale e la scomparsa della [i]. Abbiamo inoltre già parlato della tendenza fonetica che concerne la scomparsa cella [l] in posizione implosiva. l] è praticamente annullata. In tutti e tre i casi c’è un allungamento della vocale e la scomparsa della consonante. Compiendo lui uno sforzo simile a quello richiesto dalla sua lingua madre. r. e tra la dispensa d’aria richiesta. Questi tre suoni [i]. Dal momento che i parlanti allungano eccessivamente la vocale. mente le lunghe che hanno una curva melodica discendente si accompagnano con una tensione muscolare discendente. e nettamente percettibili. Le due varietà di francese si oppongono perciò per il fatto che una ha un’articolazione tesa e l’altra ha un’articolazione rilasciata. 4. Per rimediare a ciò. n] sono deboli.

è infatti la consonante che segue la [s] a sparire. Un altro modo di rinforzare l’articolazione della [n] post-vocalica è di velarizzarla nel francese Bamiléké. E’ chiusa quando termina per una consonante come nelle parole tape [tap].zã pl] > [e. mentre la [r]. i parlanti le rimpiazzano con delle consonanti posteriori dorsali. mentre.tã . Il n’y avait [iɲavɛ] invece di [injavɛ] Questo fenomeno ha tutta l’aria di un’assimilazione regressiva della [j] sulla[n].si. Post centrale > [posaŋtralə] In alcuni parlanti la [l] si ammutolisce anche in posizione intervocalica.saŋ. continua a passare come se si trattasse di una vocale anche se essa subisce una fricazione a livello alveolare. tendendo. La consonante [ɲ] non ha in francese standard lo stesso statuto che ha nel francese Bamiléké. Il francese Bamiléké è caratterizzato da una tendenza all’eliminazione delle sillabe chiuse. Nel francese Bamiléké essa è considerata come una variante fonetica del gruppo [nj]. 4.trak]. 4. una appartiene alla sillaba precedente e una alla successiva: porter [por. Le Cameroun > [kameruŋ] invece di [kamərun] Possiamo constatare che le consonati apicali [n.za. Elle est [ɛ’ɛ] I gruppi consonantici tendono a semplificarsi così: -[gz] > [z] : example [ɛg.dã ] > [a. Ma i gruppi consonante + [r] e consonante + [l] non si disgregano. Non si tratta d’altro che di una limitazione articolatoria. Solo la [s] non è soggetta a questa tendenza fonetica.za.sjõ ] . salo rare eccezioni.te].maŋ] -[ks] > [s] : accident [ak.l] in particolare sono molto deboli in posizione implosiva nel francese Bamiléké . y. semole [sã . Così.daŋ] -[st] > [s] : poste centrale [post. ?] che esistono in Bamiléké. E’ così che la consonante [n] diventa rispettivamente [ŋ] o [ɲ]. quando c’è un gruppo si consonanti differenti. non esiste. un 20% sono chiuse.non perdono le loro caratteristiche.r.mplə] -[kt] > [t] : exactement [ɛg. g. ma non è così. L’instabilità delle consonanti apicali e la stabilità delle consonati dorsali nel francese Bamiléké è causata dall’influenza che esercita la base articolatoria del Bamiléké sul francese. come nelle parole cas [ka].tə. In francese la consonante intervocalica appartiene sempre alla sillaba seguente: attention [a. . la [r] è rimpiazzata in posizione post-vocalica dalle consonanti [k.təmã ] > [e.. Questo si può spiegare con il fatto che la consonante [s] ha il tratto [+continuo] con le vocali. l’aria.si. Il parlante tende a fare economia sui suoi movimenti articolatori. e] + vocale la sincronizzazione tende ad essere imperfetta. thé [te]. Durante l’articolazione della [s] post-vocalica.zã k.tral] > [pos. ed appartengono entrambi alla siillaba seguente: matraque [ma.tral] Possiamo notare come sia la consonante che chiude la sillaba che tende sempre a sparire in modo che la consonante seguente funzioni come iniziale della sillaba contigua. di conseguenza a rimpiazzare la consonante [n] segiuta da [j] per la consonante nasale con il punto di articolazione più vicino all’approssimante: [ɲ]. Si tratta di un problema di statuto fonologico. sac [sak]. prediligendo questo le articolazioni posteriori. La lingua tende a non effettuare tutti i movimenti necessari all’articolazione della [n] e della [j].ble].sã .3 Il trattamento delle occlusive orali Il francese è una lingua in cui la sillabazione è essenzialmente aperta. Per rendere l’articolazione più udibile. Quando la consonate [n] interviene in posizione post-vocalica ed è seguita da [j. la sillaba si dice aperta quando termina con una vocale. Un 80% delle sillabe francesi sono aperte.4 Rinforzamento delle consonanti implosive.

caratteristica del linguaggio informale. quando la parola non termina graficamente con una e muta. la consonante è esplosiva. Questo dona più forza alla consonante post-vocalica che è in una posizione debole. -Per la tendenza ad una pausa estremamente debole. La fonologizzazione di questa consonate porta il francese Bamiléké ad avere una consonate in più del francese standard. Donando un valore simbolico alle e muta finale. La parola juste in francese ha una sola sillaba. che si complica ancora di più con la tendenza dei parlanti locali a confondere [l] e [r]. Possiamo constatare che alcuni parlanti introducono il colpo di glottide tra la vocale e la consonante implosiva. Per rafforzare la consonante post-vocalica i parlanti non si limitano solo all’uso del colpo di glottide. -Per la tendenza all’uso della laringale [?] che non esiste nel sistema fonologico francese. mentre nel francese Bamiléké ne ha due. i soggetti fanno di una consonante finale una consonante iniziale di sillaba: juste [ʒyst] > [ʒys. Nei parlanti Bamiléké le consonanti in posizione debole tendono a indebolirsi ancora di più. La pronuncia a cui si è abituati è in effetti sempre la più semplice. La pronuncia del francese Bamiléké tende quindi ad assomigliare molto più a quella del Bamiléké che a quella del francese standard. Essa si manifesta: -Per il carattere evasivo delle consonanti [r] e [l] in posizione debole. Le fait [fɛtə] Possiamo constatare che il soggetto conferisce a [ə] il ruolo di una vocale d’appoggio. Questo processo permette di posizionare la consonante che tende ad indebolirsi in una posizione forte. Così. Questo sarà l’origine di una riorganizzazione del sistema fonologico del francese Bamiléké per la creazione di opposizioni fonologiche estranee al francese standard. ŋd] non sono costituiti da due consonanti. i parlanti aggiungono una [ə] all’orale per aprire le sillabe chiuse: Le fait [lə. e conserva tutta la sua forza. In posizione iniziale. Questa pronuncia composta da un rilasciamento articolatorio tende sempre ad essere considerata volgare.L’ammutolimento delle consonanti in posizione implosiva è stigmatizzato per i non Bamiléké.fɛ. L’assenza della consonante [r] in tutti i dialetti Bamiléké da più ampiezza a questo fenomeno. In Bamiléké i gruppi [mb. L’aggiunta di [ə] permette inoltre di aprire la sillaba. Essi aggiungono anche una [ə] alla consonante finale.tə] L’indebolimento delle consonanti post-vocaliche è una tendenza fonetica che prende un’importanza particolare nell’evoluzione del francese bamiléké.tə]. Le tendenze fonetiche del francese Beti. . ŋt. “vocale orale + [ ] + consonante nasale + consonante orale” Tombe [tõ b] > [tɔ?mbə] Chante [ʃã t] > [ʃa?ntə] Il parlante arrangia le consonanti come nella lingua madre. l’inserimento dell’occlusiva laringale si può giustificare con la tendenza a mozzare la vocale nel suo momento di massima intensità nelle lingue a colpo brusco. Le vocali si allungano mentre le consonanti post-vocaliche tendono ad ammutolirsi. bensì ciascuno da una consonante complessa. Stade [sta?də] Village [vila? ʒə] Da un punto di vista funzionale.

1Statuto fonologico della e muta nel francese standard La e detta muta costituisce ancora oggi soggetto di controversie. dove la e è pronunciata. In questi contesti la e non si pronuncia mai e deve quindi essere considerata come solo un fenomeno ortografico. I fonologi francesi invece non si chiariscono ancora riguardo il suo statuto fonologico. Secondo Carton la e muta non è un fonema poiché la sua apparizione in un discorso non è rilevabile.2 Fonologizzazione dello schwa nel francese beti. Qualsiasi si il metodo adottato. I grammatici cercano di mantenere questa e regolandone l’uso. secondo lui. Per Fouche si manterrà l’appellativo di e muta. Per i camerunesi tuttavia questo non è un gran problema: la tendenza è quella della semplificazione delle regole del funzionamento della e muta. Ed è qui che per i parlanti del francese beti nasce un problema. Non avendo il coraggio di avventurarsi. il suo funzionamento diventa estremamente complesso. la (é) con accento acuto <était>.L’accento detto beti è quello delle provincie originarie delle province del sud e del centro. Quindi il suo epiteto di e muta è utile a comprendere tale lettera. è e ê non sono che forme che essa può prendere a seconda del contesto. Senza un contatto direttamente europeo. si ha una distorsione della trasmissione del mssaggio. 1. Nelle popolazioni del Camerun dell’Est troviamo tratti linguistici propri del gruppo Fang-Beti. difatti. nelle zone dell’est questo contatto c’è stato attraverso i camerunesi nativi delle province del centro e del sud. Possiamo quindi constatare che i fonologi francesi non riconoscono l’esistenza di una e muta se non nella misura in cui essa è un fenomeno ortografico che a volte può avere fini grammaticali. Lui propone infatti di dare nome ‘’e muta’’ alla e non accentata che si trova in parole come due. 1 Il problema della e muta Quando si insegna il francese. La designazione di e muta è quindi puramente convenzionale. spectre etc. La denotazione [ə]. Altri insegnanti spiegano invece ai loro alunni che esiste un solo tipo di e in francese (quella che si trova nell’alfabeto) e che può eventualmente presentare un accento acuto. la provincia dell’est è rimasta molto refrattaria alla dominazione europea. non corrisponde alla e muta poiché essa designa nell’IPA una vocale centrale neutra. Ma un suono può essere considerato un fonema solo se ha valore distintivo. Quindi se nelle province del centro e del sud il primo contatto con il francese si è avuto attraverso insegnanti madrelingua europei. trascritta [ə] nella tabella delle vocali della lingua francese perché essa non ha valore distintivo se non in rari casi in cui è in opposizione con ∅: dors [dɔr] – de hors [dəɔr]. In effetti. Visto che la e muta non ha fono logicamente un valore distintivo e si oppone tutt’al più con ∅. pertanto non leggono petit [pti] bensì [pəti]. i francese si sono serviti delle popolazioni beti che hanno ‘’colonizzato’’ il Camerun dell’Est . asseoir etc. Troviamo dunque in queste popolazioni dell’Est la maggior parte dei tratti linguistici appartenenti alle popolazioni del gruppo Fang-Beti. ma dipende dal livello linguistico dei parlanti. . Desirat e Horde affermano che la e muta interviene per facilitare la pronuncia di alcune consonanti. L’insegnamento in queste regioni è stato effettuato in ewondo o in boulou. Questo epiteto è tuttavia completamente errato in parole come recette. lo studente finisce per convincersi che la e pronunciata [ə] sia una vocale della lingua francese e è. senza fini grammaticali. non ha nulla di descrittivo. Capelle non si prende proprio la briga di far figurare la e muta. la sua caratteristica è l’instabilità. finie. la (è) con accento grave <lève> e la (ê) con l’accento circonflesso <fête>. spesso si spiega agli alunni che esistono 4 tipi di E: la (e) muta <petit>. 1. come quello di distinguere il maschile dal femminile: un ami/une amie. grave o circonflesso. Dal lettore Beti quindi la [ə] è considerata come una lettera dell’alfabeto francese rappresentata da e.

Questo è probabile che avvenga perché i parlanti riservano al gruppo soggetto + me e soggetto + ne il trattamento riservato a un polisillabo che termina con una e muta. la [ə] è considerata come una vocale alla stessa stregua di tutte le altre perché essa appare come un elemento essenziale dell'edificio fonologico. per farsi comprendere meglio.. Ma se la e etimologica si trova alla fine di una parola. dove conserva la e muta. La caratteristica della e muta in francese è l'instabilità.2 L’opposizione /ə/ /∅/ in finale di polisillabi La e muta si ammutolisce quasi sempre in finale di polisillabi. La scomparsa della e muta in ne è il riflesso di una tendenza generale del francese che consiste nell’indebolimento di questa particolare negazione. le [lə] etc. Attraverso un esperimento fatto tra gli studenti beti si è arrivati alla conclusione che. allora non si pronuncia. e si pronuncia. Il parlante si sforza di pronunciare bene le vocali. ma non nei rupi tu me. Si constata quindi che a questo livello. come le parole je [ӡə]. ne e je. Nei francesi beti la e muta non ha lo stesso statuto che nel francese standard. Maternelle [matε rnε l] Si sviluppa così un fenomeno degno di interesse. 2 Annullamento dell’opposizione /ə/ /∅/ Possiamo constatare che lo’opposizione /sva/-/zero/ non esiste che alla fine di polisillabe. tendenza che non esiste solo in Camerun. I parlanti il francese beti calcano l'uso della e muta su quello dello scwha nella loro lingua madre. 2. [tyn] come se si trattasse di una sola parola. etc. Questa tendenza viene applicata al francese./∅/ alla fine di monosillabi La e muta. La caduta della e muta esercita un’azione debilitante sulla consonante che la precede: -Caduta della [l]: Elle dit [ε di] -Caduta della [t]: Soixante-neuf [swasannφf] -Caduta della [r]: Quatre [kat] . È dunque. la e muta è quella che ha funzione grammaticale. per alcuni studenti. in cui esso rappresenta una grande stabilità ed è sempre pronunciato. se. le non perdono mai la loro e. il me. La [ə] tuttavia si ammutolisce spesso nei monosillabi me. nei parlanti beti.1 L’opposizione /ə/ . La e (breve) è quella che ha valore etimologico. I pronomi personali complemento te. que [kə]. E’ necessario constatare che in queste lingue le vocali sono sempre pronunciate onde evitare ambiguità.Se per i funzionalismi la e muta [ə] non ha alcun valore funzione distintiva nella lingua francese. te [tə]. è sempre pronunciata quando si trova alla fine di un monosillabo. una vocale indeterminata. Un’ulteriore analisi ci permette di osservare che me perde la sua e muta solo nel gruppo je me. il francese beti adotta le caratteristiche della lingua madre così che le norme sulla pronuncia della lingua madre diventano anche quelle della lingua francese. tu ne sono infatti così compatti che si pronunciano attraverso una sola emissione di voce [zsvam]. essa infatti non è mai articolata pienamente. come diceva Troubetzkoy. compresa la e muta. I parlanti il francese beti assimilano la e muta della lingua francese allo scwha della loro lingua madre. Di conseguenza gli viene riservato il trattamento di un fonema. 2. si è visto come nei generativi invece. L’ammutolimento dello [ə] in je non è che il riflesso della tendenza che consiste nell’indebolimento del soggetto. Un’ulteriore analisi ci ha permesso di constatare che il Beti come quasi tutte le altre lingue bantou è praticamente monosillabico. I gruppi je me. Non si pronuncia perché essa ha il solo compito di distinguere il maschile dal femminile.

Je suis [ӡsyi]>[ʃsyi].-[z] > [s]: Valise [valis] -[k] > [g]: Physique [fizig] Notiamo che quando una parola finisce per due o tre consonanti (c+c+sva o c+c+c+sva) la caduta della e muta tende a trascinare con se l’ultima consonante: Soixante-neuf [swasannφf]. essa perde la sua individualità in favore del gruppo. la consonante che la precede tende a sparire. soprattutto nel francese informale: toujours [tu’ӡur] > [t’ӡur] t’jour. a causa del loro tono. 3. Al contrario. 2. la vocale non accentata e il tono basso. nelle quali il significato delle parole è proporzionato dal tono che a esse viene dato. Possiamo quindi dire che la /ə/ finale gioca un ruolo di vocale di sostegno: quando essa sparisce. La vocale accentata è resa come una vocale trattata con un tono alto e la vocale non accentuata come una vocale trattata con un suono basso.1 Mutamento della e muta in [o] . in cui parole così lunghe non esistono. essendo non accentata e debolmente articolata. 3 Le tendenze evolutive della e muta Esistono molte parole che hanno unico significante in ewondo. Il francese ha un solo accento. la vocale accentata e il tono alto. In francese non esiste né tono né accentuazione a tendenza lessicale. Quando una parola termina con un’occlusiva seguita da una e muta. posizionato sempre sull’ultima vocale pronunciata di una parola. Da qui nascono un certo numero di variazioni che possono essere considerate indici di un’evoluzione fonetica. Questo avviene per influenza della lingua madre. detto tonico. Esse sono pienamente articolate. nel francese beti. E’ questo il caso della e muta in francese.3 Opposizione /ə/ /∅/ in mezzo e all’inizio La e muta talvolta si perde nelle parole eccessivamente lunghe. La [r] che non ha nessun corrispettivo sordo tende a sparire quando la caduta della e esercita su di essa un effetto debilitante: Quantre [katr] > [kat].  toujours [tu’ӡur] > [t’ӡur] > [tùӡúr] Abbiamo un fenomeno di identificazione abusiva che si produce tra la e muta e lo schwa. I parlanti tendono allora ad alleggerire il gruppo consonantico attraverso la pronuncia distinta della e muta. Quando una parola francese è inserita in una frase. tende a sparire. Immédiatement [im(m)edjatmã] > [imdjatəmaŋ] Troviamo qui la stessa norma che si trova nel francese standard: il beti ignora nella sua fonologia gruppi di consonanti. e quindi il parlante tende ad abbreviarle. Da un punto di vista fonetico. che sono entrambi tratti soprasegmentali. Essa. come éclairicissement. le parole conservano sempre una propria individualità a seconda del gruppo in cui sono inserite. con una curva melodica discendente. e la caduta della e porta all’incontro di due consonanti. La particolarità delle vocali non accentate in francese è che esse sono così deboli da tendere a sparire. E’ qui che nasce il problema: i parlanti beti confondono accento e tono. mente le altre sono dette non accentuate. così come nella lingua madre. L’ewondo è una lingua a toni melodici. ma a tutte le altre vocali. le vocali non accentate non tendono mai a sparire perché sono trattate con un tono basso. La vocale accentata marca la fine del gruppo ritmico che è generalmente costituito da 3 a 7 sillabe. Essa è detta accentata. la caduta della e tende a sonorizzare l’occlusiva e a rendere sorda la fricativa: Physique [fizik]>[fizig]. La stessa sorte tocca non solo alla e.

il pronome relativo e la congiunzione di subordinazione que sono in generale realizzate con un tono alto. ma anche nei giornali. A causa dell’assenza di /φ/ nel sistema fonologico dei dialetti del Beti.3 Mutamento della e muta in /e/ Spesso la e muta si trasforma in /e/ nella prima sillaba cominciante con una consonante. In questo caso la e si trasforma molto spesso in [o]. Essi sono a nostro avviso dovuti all’influenza della pronuncia locale. Venait [vε n ] > [ven ] Petit [p(ε )ti] > [peti] Despuis [d(ε )pyi] > [depyi] Così arriviamo alla conclusione che la /ə/ e la /e/ si oppongono in variazioni libere su quel punto preciso. Questo sforzo provoca il mutamento in [o]. Spesso si arriva a trasformare la e muta in /e/ così come avviene nei parlanti del nord. L’esistenza dello schwa nel sistema fonologico dell’ewondo non presenta che un vantaggio per i nativi beti. In molti altri contesti la e muta francese si trasforma in /φ/. Essa tende anche ad adottare caratteristiche che gli sono estranee in dati contesti. Questa variazione la troviamo anche tra i nativi del Camerun del nord. più arrotondata e articolata più indietro di /ə/. secondo lui. SI tratta. Il préfère se mettre débout. Si ha l’impressione che il soggetto marchi l’articolazione per renderla percepibile. non solo tra gli studenti. constatando che esse si oppongono per il fatto che /o/ è più tesa. ma che ha sorpassato la barriera dello scritto dove si sta fissando progressivamente. Elle a amené le [lo] résultat La e muta passa costantemente a [o] nei contesti in cui viene facilitato il suo ammutolimento. que e qe’eux tra i beti. Da questa attrazione possono risultare delle confusioni fonologiche. le parole contenenti uno schwa con tono alto possono essere realizzate con un /φ/ senza rischio di creare ambiguità. L’aggettivo dimostrativo e il pronome dimostrativo ce. dopo il segmento consonantico nella prima sillaba. E’ per questo che a volte troviamo allo scritto la e muta con un accento acuto. Ciò sarà evidente se osserviamo i tratti caratteristici delle due vocali. della tendenza che hanno certi fonemi di attirarne altri con lo scopo di facilitare la soddisfazione dei bisogni comunicativi. In bolou la e ha delle realizzazioni che sfumano tra [ə] e [φ] di modo che i parlanti hanno dei problemi a mantenere distinte queste due articolazioni quando imparano il francese. 4 L’attrazione di /ə/ sulle vocali anteriori Il concetto di attrazione in fonologia è sviluppato da Martinet.Nelle posizioni in cui la e muta del francese è talmente debole che essa è ‘’condannata’’ a sparire. 3. Questo fenomeno non influenza solo la e muta ma anche altri fonemi del francese.2 Mutamento della e muta in [φ ] Quando lo schwa ha un tono alto. come la lingua materna. Si tratta di una tendenza evolutiva del francese che non resta stabile solo a livello orale. portando quindi a una confusione tra le grafie e e eu. i parlanti beti hanno la tendenza a identificare il suo timbro con quello della vocale anteriore chiusa arrotondata /φ/. La . 3. Per questo l’identicità del suono [ə] e [φ] crea molto frequentemente confusioni a livello di accento tra ce e ceux. Veiller > Veuiller : ‘’vous resterez veuiller sur mes verve malades’’ La confusione tra /ə/ e /φ/ è tra i soggetti beti all’origine di una grande insicurezza linguistica che si traduce in una grande esitazione tra le grafie EU e E. Nel francese parlato in Camerun la e muta non tende ad indebolirsi ma bensì a stabilizzarsi come schwa. Questi ‘’errori’’ non sono del tutto imputabili all’ignoranza dei francofoni camerunesi. i francofoni beti fanno uno sforzo per pronunciarla.

4.fonologizzazione dello schwa crea delle attrazioni nel sistema fonologico del francese beti. In posizione iniziale e nella prima sillaba cominciante per consonante la /ə/ diventa /e/. Questa pronuncia porta talvolta i parlanti ad ammutolire /φ/ come se si trattasse di una e muta che allo scritto porta a rimpiazzare EU con E. . Préfèrons > Préferons Abbiamo visto come nelle posizioni in cui la e muta è atona.2 Attrazione di [ə] su [e] La /ə/ e la /e/ nei francofoni tendono ad opporsi in distribuzione complementare. Si comprende immediatamente che all’orale. Serve essere sufficientemente attenti ed avere l’orecchio sufficientemente allenato per distinguere la differenza tra /φ/ e /ə/ che si fonda sul fatto che la /φ/ si pronuncia con le labbra arrotondante e protratte in avanti come la /u/. si trasforma in /o/. la /e/. Ma una volta acquisito /φ/ si nota che /ə/ che è più attivo attira costantemente /φ/ che al contrario è passivo. Carrément [kaRε mã ]> [karəmaŋ] Venait [vənε ]> [venε ] La confusione frequente tra /ə/ e /φ/ nei parlanti beti fa si che a /φ/ sia risevato lo stesso trattamento di /φ/ in posizione iniziale (/φ/ > /e/). Ma questa situazione diventa problematica quando i parlanti ammutoliscono /φ/. La /ə/ impone a /e/ un funzionamento ben definito così come nella lingua madre. cioè quando diventa /ə/. e in posizione mediana /e/ diventa /ə/. la /e/ tende a perdere il suo accento e a diventare muta.1 Attrazione di /ə/ su /φ/ Il /φ/ del francese ha un suono praticamente identico a quello dello schwa quando esso ha un tono alto in ewondo. infatti i parlanti beti hanno serie difficoltà per acquisire /φ/. Quindi l’attrazione tra le due lettere è così forte da portare a confusione. mentre lo /ə/ non è ne teso ne arrotondato. Esiste dunque una situazione conflittuale nel sistema fonologico del beti perché lo /ə/ non consente il libro uso dello /φ/. 4. i parlanti. poiché i parlanti sembrano riuscire a comprendersi. quando è mediana. Lo stesso cambiamento avviene anche in posizione mediana: Europeen > Eropéén Anche allo scritto constatiamo come ad inizio parola e nella prima sillaba cominciante con consonante. essa tende. nel francese beti a trasformarsi in /o/. Al livello orale questa situazione non è molto grave. Seulement > S’leument [slφmaŋ] Peut-être > P’têt [ptε t] La situazione diventa più grave quando l’attrazione di // su // porta gli studenti a commettere degli errori allo scritto: capita che si rimpiazzi EU con la E muta. Malheureseument > Malheuresement Quindi: nei beti è [φ] non è articolata in modo diverso da [ə]. riservano a /φ/ lo stesso trattamento della e muta: puà essere ammutolito. L’apprendimento della lingua madre esercita un’influenza negativa su quello del francese. Di conseguenza. Quello che Gallison e Coste chiamano un trasferimento negativo.

Esso assomiglia a [œ ] per il suo timbro e a [ɛ̃ ] per il fatto che le labbra non sono ne tese ne arrotondate. e piano). Ma fono logicamente. Foneticamente la [i] ewondo si articola nello stesso modo che nella lingua francese. tutt’al più ha un valore semantico. vocale anteriore molto chiusa e arrotondata. vocale anteriore chiusa e non arrotondata. in beti. Pain [pɛ̃ ] > (nord) [ p ε ŋ] > [pəŋ] Il suono [əŋ] in beti ha un suono praticamente identico al francese [œ ]. per conservare la sua natura. non ritroviamo mai la vocale [ε ] davanti alla consonante nasale [ŋ].1 Attrazione della [i] sulla [y] I fonemi della lingua madre tendono a rimpiazzare quelli della lingua francese soprattutto quando esiste una certa identità tra di loro. esiste una /e/ nei dialetti beti. poiché non esiste la /y/ in beti. ed essa è in opposizione libera con la /i/. I suoni più fissati influenzano quelli la cui acquisizione non è perfetta. In questa posizione la [ε ] è rimpiazzata da una [ə]. Brun > Brin L’esistenza di un fonema // nel dialetto beti può sembrare di primo acchitto come un vantaggio per i parlanti nativi di questa lingua.Numéro > Numero > Nimoro Possiamo notare qui un’interazione che conduce ad una riorganizzazione del loro funzionamento nel sistema del francese del Cameroun. La /i/ della lingua francese. fa si che al variare del tono il suo timbro si confonde con [φ]. bassa. E’ molto difficile far ammettere ai francofoni del Camerun che esiste una netta differenza tra i fonemi del francese tradizionale e quelli della loro lingua madre. I parlanti affermano che non c’è differenza tra la /i/ del francese e quella della loro lingua madre. e alla /Y(. c‘è una netta distinzione: non funzionano allo stesso modo e non subiscono le stesse pressioni fonologiche all’interno dei loro specifici sistemi. il suo suono può variare tra /i/ e /y/ senza che questo distorca la comunicazione. Ovviamente così non è in francese. Essa si oppone a /e/ perché è molto chiusa e a /Y/ perché è non arrotondata. in beti la /i/ è una vocale che gode di una grande libertà: il suo campo di dispersione è vasto. [ɛ̃ ] e [œ ] della lingua francese. La conseguenza è che gli risulta molto difficile integrare la /y/ nel loro . mentre [əŋ] è uno schwa nasalizzato avente un tono alto. giacché questi suoni non sono mai del tutto distinti. D’altra pare. Si tratta infatti di un’articolazione intermedia tra le due. Al contrario. ma il fatto che questo suono possa avere tre differenti toni (alto. la vocale [ε ] si ritrova davanti alla velare [ŋ] e il suono prodotto è molto simile alla vocale nasale francese [ɛ̃ ]. con la sola differenza che [œ ] è anteriore e arrotondato. La // pone ai beti gli stessi problemi dello schwa. [œ ]. Tuttavia. 5. 5 Il problema della /i/ nei parlanti francofoni Beti. Questo porta spesso ad avere una confusione allo scritto. 4. poiché si deve sempre opporre alla /E/. Questa vocale deve sempre mantenere le sue caratteristiche acustiche.3 Attrazione di [ə] su [ɛ̃ ] e [œ ] Nei beti la [ɛ̃ ] e la [œ ] tendono ad essere rimpiazzate per il gruppo [əŋ]. deve sempre rimanere molto chiusa e non arrotondata. Afin [afɛ̃ ] >[afəŋ] Nelle altre lingue camerunensi che non possiedono lo /ə/ come il beti. Perdendo una sola delle sue caratteristiche essa diventa o /e/ o /y/. Ad inizio morfema l’opposizione /i/-/e/ sui annulla: essa non ha nessun valore fonologico. altrimenti essa si confonde con le altre vocali a cui si oppone.

il francese tende ad adottare questa caratteristica: la /e/ e la /i/ non si oppongono più in variazione libera solo ad inizio morfema. <Féliciter>  <féléciter> La cionstatazione da fare è che la /i/ tende a mutare in /e/ sia in posizione centrale che mediana di un morfema. Così. Questa integrazione suscita sempre dei conflitti con la /i/. La lettera /i/ rimpiazza spesso la /u/.’’ tende ad essere rimpiazzata per l’espressione ‘’du point de vie de. l’espressione francese ‘’du point de vu de. I soggetti non scolarizzati sostituiscono sistematicamente la /y/ con la /i/. la prima si trasforma in /e/. stirate e molto acute. Alcune parole del beti tendono a fissarsi nella loro forma scorretta e vengono scritte così come vengono pronunciate. Possession > Possission [posisjɔŋ] Ici [esi] Si può constatare che non si tratta affatto di un’incapacità articolatoria o di un errore di pronuncia perché di fatto queste parole sono fissate in questa forma nella coscienza dei parlanti. Per articolarle. quando due sillabe contigue contengono una /i/.La /e/ è meno chiusa della /i/: la mascella e i denti sono più separati per la /e/ che per la /i/ e la lingua è più bassa per la /i/.’’ che non ha alcun senso. c + i + c + i > c + e + c +i Ici > éci Féliciter > Féléciter Il mutamento da /e/ in /i/ ha una frequenza minore che quello di /i/ in /e/. Come regola generale.sistema fonologico.2 Annullamento dell’opposizione /i/-/e/ Secondo Peyrollaz e Towar. Le labbra devono essere attaccate alle gengive e presentare un’apertura allungata orizzontalmente. Queste due vocali hanno in effetti molti punti in comune: sono entrambe anteriori.3 Mutamento di /e/ in /j/ davanti vocale I beti sono molto abituati a gruppi vocalici v + v.. La stessa pronuncia. la punta della lingua deve essere piazzata contro gli incisivi e la mascella deve essere molto vicina. quando una parola ha al suo interno sia delle i che delle u. ma anche nel fatto che esse si oppongono in variazione libera ad inizio morfema nella lingua madre. Nella zona Fang-beti. Inutile > uni > unitile 5. Questi gruppi sono rari in francese. Bullettins > Billetins L’attrazione della /i/ sulla /y/ porta a delle pesanti conseguenze sul francese in Cameroun. porta a trascrivere poi in modo scorretto alcune parole. l’insicurezza linguistica porta il soggetto a non sapere dove piazzarle esattamente. la e chiusa è molto simile alla i francese. Ma producono bene solo quelli conosciuti nella loro lingua madre. Essi usano infatti la pronuncia a cui sono stati abituati.. C’è un’azione della pronuncia sullo scritto. ma anche in posizione mediana. Nei beti. Possiamo notare anche che. quando due . Il soggetto tende a riorganizzare le lettere nelle parole creando nuove strutture sulle strutture di parole che conosce già. Come regola generale. Je l’ai vu ici [vi esi] : Non c’è differenza tra vu e vie in questa affermazione. la similitudine tra queste vocali non risiede solamente nel fatto che esse hanno articolazioni simili. 5.

∅ ad inizio morfema è. esse possiedono consonanti non presenti nel’altra lingua. le consonanti hanno acquisito un funzionamento che è il risultato dell’influenza che esse hanno subito a contatto con il dialetto beti. 6. non è che un semplice segno ortografico che non ha più valore fonologico. ad un problema di norma di pronuncia. l’influenza dello scritto sull’orale. Questo porta. Come essa. A ben vedere notiamo che la reintroduzione di /h/ nel sistema consonantico del francese opera in funzione del suo buon funzionamento. e quello tra /e/ e /i/ a quella tra imminent e éminent. se è aspirata. nel francese. I suoni [ae] e [eo] non sono molto conosciuti in posizione mediana. per di più. Queste due vocali hanno nel francese beti grosso modo lo steso statuto fonologico che nella lingua madre. oltre a confondere la e muta con lo schwa della loro lingua madre. nel beti. I parlanti. diverso da quello del francese. la pronuncia esercita un’influenza molto sottile sull’ortografia delle parole della lingua francese . Malgrado il carattere conservatore della grafia. SI può dire che sono gli stessi genitori non istruiti a condizionare con una pronuncia scorretta i propri figli. L’opposizione /h/ . l’h è una lettera dell’alfabeto francese. La costrittiva laringale sorda /h/ esisteva nel latino.∅ Alcune opposizioni non esistono in francese standard. coscienti dell’ortografia della parola non distinguono la differenza tra il suono e la lettera. non c’è ne liaison ne elisione (la haine). Troviamo così errori sia all’orale che ortografici come: Stéréo > [sterjo] > Stériot Il mutamento da /e/ a /j/ conduce alla confusione tra parole come séance e science. réèlement > rièlement [rjε ləmaŋ] Questo mutamento ch si rileva in molti parlanti beti può essere considerato anche come un fatto sociale. In ognuna delle due lingue le consonanti hanno dunque un funzionamento particolare. non si pronuncia proprio: le parole inizianti per h si pronunciano come se iniziassero per vocale. 6 I mutamenti consonantici nel francese beti Nel francese beti. La sua non pronunziazione suscita dei conflitti di . Quando esiste uno iato tra le vocali che devono essere pronunciate distintamente. con il passaggio da generazione in generazione. Non si pronuncia con un soffio come in ewondo o in inglese.2 Creazione dell’opposizione /h/ . il gruppo é + v diventa i + v. (chantaient > [ʃã tε ]). ma. ma non è un fonema. esse si pronunciano come una sola vocale. Quindi.1 La fonologizzazione di /h/ Il problema che si pone con l’h è molto simile a quello posto con la e muta. Le due lingue non possiedono lo stesso numero di consonanti e. E’ questo il motivo delle modificazioni che il francese subisce da parte dei parlanti nativi beti. Questa tendenza si nota anche nell’insegnamento. 6. La denominazione ‘’h muta’’ o ‘’h aspirata’’ indica semplicemente che all’interno del gruppo h muta si ha una liaison o elisione (l’homme). Questo porta a nuove opposizioni fonologiche. oggi.vocali si incontrano in francese. Il sistema vocalico del francese beti si caratterizza per il funzionamento particolare delle vocali /i/ e /ə/ e soprattutto attraverso le influenze che esse esercitano sulle altre vocali francesi con le quali esse si possono commutare. essi confondono la lettera h del francese per il fonema /h/ che esiste nella loro lingua madre. anzi.

Numerose sono in francese le parole che si oppongono per la presenza o l’assenza della h iniziale (Hace/ache.). il francese tende a perdere la pratica degli iati. I dittonghi sono due vocali che cambiano timbro nel corso della loro emissione. A contatto con i dialetti del beti. il parlante inserisce tra i due segmenti un suono di transizione omorganico per aiutare a distinguere in modo chiaro e netto le due vocali. esse sono realizzate come un suono unico e fanno parte di una sola sillaba Quando due vocali si incontrano o fanno parte di una stessa sillaba (faisaient [fəzε ]) o formano uno iato: esse sono realizzate distintamente e fanno parte di due sillabe diverse (cré-er [kre'e]. 7 Eliminazione degli iati nel francese beti. Introdurre in francese l’opposizione /h/. All'interno di una parola solo le vocali i e u/o possono incontrare un'altra vocale e oralmente esse sono realizzate rispettivamente per le semi-consonanti /j/ e /w/.∅ permette di migliorare il funzionamento della lingua. Essa alleggerisce considerevolmente il funzionamento della lingua francese eliminando possibili frequenti confusioni. nell'articolazione di uno iato.omofonia in francese che vengono spesso riscontrati in dettati e redazioni. che tende a sparire. da una vocale all'altra senza interruzione. Esiste nel francese beti una forte tendenza ad eliminare gli iati. Non conosce proprio lo iato giacché le vocali non di incontrano mai se non quando una è a fine parola e una ad inizio. fa utilizzare gli omofoni uno al posto dell’altro (alor que > or que > hors que).1 inserzione di una /h/ di epentesi Una delle molteplici ragioni che può giustificare la fonologizzazione dell'/h/ è che essa gioca il ruolo di una consonante epentetica. ma permette anche di riempire la classe lasciata vuota dalla perdita della costrittiva laringale /h/ del sistema fonologico del francese standard. Lo yod è la semi-consonante con l'articolazione più vicina a quelle vocali giacché essa si articola nella parte anteriore della cavità orale.2 inserzione di una /j/ epentetica Quando uno iato è costituito da un gruppo di vocale anteriore + vocale anteriore la distinzione del gruppo si effettua grazie all'inserzione tra le due vocali di uno yod epentetico. Nella coscienza linguistica degli studenti l’h deve essere pronunciata. Ritroviamo quindi la pratica del movimento articolatorio che consiste nello scivolare. I beti pronunciano l’h con un soffio espiratorio per distinguere coppie di parole come tu heus [tyhy] / tu eus [ty’y]. che così vengono risolti. Questo fenomeno si manifesta spesso negli studenti beti. Quando due vocali in francese si incontrano. Hêtre/être etc. La distinzione h muta/h aspirata sparisce in favore dell’opposizione h aspirata/∅. 7. La sua non pronunziazione confonde gli studenti: mettono l’h lì dove non esiste (aisé > haisé). Una delle caratteristiche del francese moderno è che non ha né dittonghi né tantomeno trittonghi. Questo permette non solo di rendere questa opposizione funzionale. La fonologizzazione dell’/h/ ha per obiettivo quelli di adattare il sistema della lingua francese alle abitudini dei parlanti locali. Véhiculé [vehikyule] Prohibée [prohibe] Si capisce che i parlanti hanno nella loro coscienza l'ortografia delle parole che producono. In francese l’articolazione è tesa. o ancora esse costituiscono un gruppo formato sul modello semi-consonante [j. viene omessa dove dovrebbe esserci (hésite > ésite). perciò il suo rendimento è elevato. w] + vocale (bien [bjε ]. 7. Invece di effettuare uno scivolamento ininterrotto tra le due vocali. Uno iato è un gruppo di due vocali contigue che appartengono a due sillabe differenti. y. o il hait [ilhε ]/ il est [il’ε ]. . L'ewondo per esempio si basa sulla struttura c + v + c. Essa permette di distinguere uno iato e di riabilitare la struttura c + v + c + v.

I gruppi di vocali tendono a riorganizzarsi in questo modo: Francese standard /o/ + vocale Francese Beti . Coordinateurs [kowɔrdinatœ r] Se il beti è marcato per la tendenza a separare gli iati. Essa è anche molto influenzata dalla lingua madre. Come possiamo notare lo yod ha qui una funzione demarcativa: permette di mantenere distinte le vocali che si incontrano in uno iato. mentre nei meno acculturati l'ortografia è calcata sulla pronuncia. che per i generativi hanno una funzione demarcativa e permettono di mantenere intatte le vocali in uno iato. C'è un processo fu distruzione/ricostruzione nella struttura sillabica delle parole. pronunciano l'h poiché calcano la pronuncia sulla grafia.4 La crasi nel francese beti Si ritrovano alcune tendenze simili sia tra i soggetti acculturati che quelli non. Questo fenomeno di assimilazione ha il suo riflesso sullo scritto dove la lettera h è rimpiazzata dal gruppo -ill. Chier > chiller In alcuni studenti si constata dei problemi che si ripercuotono sull'ortografia. Envahir > envaillir Questo fenomeno è molto pronunciato quando la consonante h è seguita da vocale. Ma ci alcune differenze. Pronuncia acculturata: h > /h/ Dehors [dəhɔr] Cohérence [koherans] Pronuncia non acculturata /h/ > /j/ > [dejɔr] > [kowerans] Nei parlanti acculturati la pronuncia è calcata sull'ortografia. tendenza che consiste nell'inserire tra le vocali la costrittiva glottidale [h] o le approssimanti [j] e [w]. I soggetti più acculturati. 7. la consonante /h/ è una costrittiva laringea e quindi il suo luogo di articolazione è molto lontano da quello della /i/ che è una vocale anteriore. bisogna tuttavia riconoscere che in un registro informale esiste una tendenza a schiacciare l'articolazione dello iato. L'ammutolimento della /h/ crea una tendenza a separare i gruppi vocalici attraverso uno yod. e viene quindi rimpiazzato dalla semi-vocale /j/ che è omorganica alla vocale /i/. mentre i meno acculturati rimpiazzano la /h/ per le /j/ e /w/ epentetiche.3 Inserzione di una /w/ epentetica Quando lo iato è costituito da un gruppo di vocale posteriore + vocale anteriore. All'orale si produce in fenomeno di assimilazione del luogo di articolazione.Séance [sejans] Quando lo iato è formato da in gruppo vocale anteriore + vocale posteriore è sempre lo /j/ epentico che gioca il ruolo di transizione tra le due vocali. I soggetti distruggono la struttura alla quale non sono abituati e la rendono conforme alla struttura sillabica che è a loro familiare. la dislocazione si effettua attraverso l'inserimento di una /w/ epentetica tra i due segmenti vocalici. 7. Déontologie [dejɔŋtoloӡi] Questa pronuncia è all'origine di parecchi errori ortografici.

o ŋkp. mv. w] + vocale Francese Beti > j + vocale Coefficient [koefisjã ] > [kowefisjaŋ] > [kwefisjaŋ] > couefficient Stéréo [stereo] > [sterejo] > [sterjo] stériot Il passaggio dalla dieresi alla crasi ha una soglia che si può considerare normale nei beti. Il rimpiazzamento di /t/ e /d/ per /r/ indica un indebolimento più pronunciato dato che la . y. In beti esistono gruppi consonantici come kp. L’ewondo per esempio si caratterizza per il fatto che l’opposizione sorda/sonora praticamente si annulla in posizione implosiva. si possono pronunciare tanto [mot] come [mod] o [mor] senza variare il loro senso. w] + vocale } } > w + vocale Francese standard /e/ + vocale /i/ + vocale /e/ + [j. E’ questo che ci porta a constatare due tendenze forti volte ad eliminare gli iati nel francese beti./u/ + vocale /o/ + [j. Ma se il beti spinge la crasi fino al punto di pronunciare [bε ] il processo di evoluzione non è più logico e la parola diventa incomprensibile. Le consonanti sorde sono forti e quelle sonore sono deboli. y. E’ qui spiegata la tendenza del beti a non ammutolire la e muta in francese. e passa all’imprevedibile. poiché ogni variazione può creare opposizione. w] + vocale /i/ + [j. y. il francese tende ad adottare la struttura sillabica del beti e questa tendenza traspare anche a livello di gruppi consonantici.1 Indebolimento delle consonanti L’utilizzo dei toni conferisce alle vocali un carattere molto forte: le vocali devono essere netta e ben distinte. Se la parola billet [bijε ] si pronuncia [bjε ] si può dire che l’evoluzione è normale perché è conforme alle modalità articolato rie dei aprlanti. Ci sono dunque delle parole la cui evoluzione fonetica supero lo stadio ‘’normale’’. y. In qualsiasi caso. l’evoluzione è imprevedibile e tutt’altro che normale. ŋk. 8. w] + vocale /u/ + [j. la tendenza allo iato e quella di introdurre delle consonanti epentetiche tra le vocali dello iato e l’indebolimento delle consonanti postvocaliche. Passato questo stadio. e questa parola può essere riconosciuta dagli stranieri. La sonorizzazione di una consonante sorda indica un indebolimento. Esistono fondamentalmente tre modi d’adattare l’articolazione dei gruppi consonantici alle abitudini fonetiche dei beti. ŋgb. Aéroport [aeropɔr] > [ajeropɔr] > [arjopɔr] > arioport Possiamo prevedere che la parola Aéroport si pronunci [ajeropɔr]. Ma i beti hanno degli arrangiamenti consonantici così diversi che ciò che naturale per uno non lo è affatto per un altro. Per i francesi gruppi del genere sono molto difficili da pronunciare. e l’altra che consiste a ridurre gli iati creando una crasi invece di mantenere la dieresi. Le parole come mot (uomo). 8 Scomposizione dei gruppi consonantici I gruppi consonantici subiscono un processo di distruzione-ricostruzione per adattarsi alle abitudini sillabiche dei beti. prevedibile. Una costituisce nell’introdurre elementi non vocalici tra le due vocali al fine di permettere un passaggio coerente e senza assimilazione tra le due vocali (tendenza che si ritrova tra i parlanti acculturati). ma non che si pronunci [arjopɔr].

i fonemi /r/ e /l/ condividono con le vocali i tratti [+ vocalico] e [+ continuo]. 8. Le occlusive sono le più colpite per la loro natura occlusiva. /nd/. Ks > gs : accident > [agsidaŋ] K > g : sac > [sag] P > b : soupçonnes > [subson] Questo fenomeno è talmente sottile che si può avere l’inmpressione ch i beti non percepiscano distintamente l’opposizione sorda/sonora in posisizione implosiva. Questa pratica è nata fin dai primi contatti del francese con l’ewondo. Questo è un fenomeno generale tra i aprlanti che traspare anche allo scritto. 8. /ng/ sono pre-nasali. essa ha un effetto debilitante sulle consonanti implosive. Flower > fulawo Blue > bulum . Ma in posizione iniziale il problema non è lo stesso. I beti ammettono ad inizio morfema gruppi consonantici che si realizzano con un sono movimento articolatorio. anche fino al punto di ammutolirla: -Perdita della [g] : [gz] > [z] : par exemple [parezampl] -Perdita della [k] : [ks] > [s] : acceptes [asε bt] -Perdita della [k] : fonctionnaires [fɔŋsjonε r] La vocale francese tende ad acquisire le stesse caratteristiche che la vocale beti: essa è netta. I gruppi /dz/. In più. In alcune lingue i fonemi /r/ e /l/ sono utilizzati come vocali. E’ così che ancora oggi troviamo nell’ewondo numerose parole che per essere adottate. /kp/ e /gb/ sono occlusive labio-velari. La forza della vocale è compensata dalla debolezza della consonante: la consonante sorda (forte) tende nel francese beti ad essere rimpiazzata per la sonora (debole) che tende a sparire nel parlato in posizione implosiva.costrittiva vibrante apico-alveolare [r] condivide con /t/ e /d/ lo stesso opunto di articolazione e con le vocali la caratteristica di non avere occlusioni. Il francese tende ad adottare dall’ewondo l’0annulamento dell’opposizione sorda/sonora a fine sillaba. In effetti. Tutti questi gruppi all’orale si comportano come una sola consonante. Non tende mai ad ammutolirsi. I gruppi /dz/ e /dr/ si pronunciano in un solo movimento articolatorio. Essa ha influenzato anche i gruppi consonante + r e consonante + l a causa del loro carattere nuovo per i beti di allora. L’admosphère Babtisé Obtiques L’opposizione sorda/sonora tende ad inibirsi in posizione implosiva nel francese beti perché resta incerta nella coscienza linguistica dei parlanti. /ts/ sono affricate semi-occlusive. hanno dovuto subire un epentesi preliminare.3 L’epentesi nel francese beti L’epentesi consiste nell’intercalare a ll’interno di una parola un fonema non etimologico.2 Scomposizione dei gruppi consonantici. chiara e soprattutto forte. Ogni volta che un gruppo consonantico francese non si pronuncia come una consonante complessa. /mb/. Questi gruppi sono considerati come delle consonati complesse perché ogni gruppo di consonanti si comporta come se fosse una sola consonante. La vocale è talmente forte che esercita un effetto debilitante nei confronti delle consonati. Solo i gruppi consonante + r e consonante + l resistono a questa tendenza. I beti articolano la vocale francese con la stessa tensione muscolare e la stessa energia che nella loro lingua madre. esso tende a dissociarsi.

[sk-] sono nomi maschili. [sp-]. per questo lampe [lã p] è diventata in ewondo [alamba]. Radio > Aradio Rosalie > Orosalie 2. [sp-]. k. Parole come german hanno conosciuto uno sviluppo di una /ŋ/ e sono diventate ndzaman. I nomi stranieri comincianti per un fonema che non si incontra mai in questa posizione nella lingua madre o che si incontra raramente subisce una protessi. Inoltre. Essi non si rendono conto che il francese non è una lingua a toni e che di conseguenza. Questo fenomeno ha il vantaggio di aiutare a separare due consonanti che il parlante non saprebbe articolare in posizione iniziale. 8. Nel francese beti hanno due origini: 1. Il gruppo /p/ + consonate tende ad essere separato da una /u/ (pneumonie[punemoni]) o da uno /ə/ (pneu [pənφ]) in posizione iniziale. Pronunciando aprle come slip o snack i parlanti credono di percepire una /i/ che segue la /s/ e pertanto pronunciano [silip] e [sinak] giacché ingorano l’ortografia di queste parole. Contrariamente alle parole inglesi e tedesche che prendono una /i/ dopo la /s/ nei gruppi s + consonante. La tendenza a sviluppare una /ŋ/ o una /m/ ad inizio parola cominciante per b. Score > Escore Stade> Estade All’origine di questo fenomeno si trova il fatto che molte parole francesi comincianti per [st]. Le sport > L’esport Le stade > L’estade La e dell’articolo definito maschile singolare le si agglutina al nome. [sp-].L’epentesi riguarda soprattutto l’inserzione di vocali tra consonanti nelle parole di origine germanica in cui la struttura sillabica è differente dalla lingua madre. [sk-] hanno effettivamente una /e/ etimologica iniziale che tende a modificare la struttura di quelle parole che non la hanno. Psychiatre > pissychiatre [pisikjatrə] Slip > Silip [silip] Snack > sinack [sinak] La consonante /s/ è quasi sempre seguita da una /i/ epentetica a causa del suo carattere sibilante. la differenza di timbro tra le vocali gioca in francese lo stesso ruolo della differenza di toni nella lingua madre. Resta solo la tendenza ad aggiungere in posizione iniziale di parole inizianti per /r/ la stessa vocale della sillabala iniziale. molte parole inizianti per [st]. il francese subisce molteplici trasformazioni. g.4 Le protesi nel francese beti Consistono nel piazzare ad inizio parola un fonema non etimologico. d è completamente sparito. A contatto con il dialetto beti. Ma in posizione mediana la /p/ diventa /b/: hypnotisme > inobtisme. Di conseguenza essi prendono l’articolo le che i parlanti scambiano per l’. La ritroviamo anche allo scritto dove rappresenta un’influenza della pronuncia. le parole farncesi prendono principalmente una /e/ iniziale nelle parole comincianti per [st]. I parlanti identificano abusivamente i fonemi della lingua madre a quelli del francese. Tendenze fonetiche del francese detto nordista . Si sviluppa quindi un francese avente le stesse opposizioni fonologiche della lingua madre. [sk-] etc. La /l/ per esempio in ewondo si trova raramnte ad inzio aprola.

I francofoni originari di queste regioni si riconoscono dalle loro parlata rapida. Possiamo quindi constatare che il sistema vocalico si compone nel seguente modo: i e a A partire dall'osservazione del funzionamento di questo sistema possiamo fare le seguenti constatazioni: -/a/ funziona come una vocale anteriore. lo stesso fenomeno non si produce in francese. alle quali si aggiungono e/ e /o/. o] conservano la rotondità come tratto distintivo. molte opposizioni fonologiche presenti nel francese sono totalmente sconosciute dai parlanti natali di queste lingue. a. Solo il bamiléké e il beti compensano la povertà del loro sistema vocalico con i toni basso. C'è inoltre un problema di condizionamento nato dall'influenza del filone afro-asiatico e adamawa-oubanguien parlato nella regione. In effetti. La costrittiva vibrante [r] è tanto allungata e arrotolata quanto la R spagnola di perro e la tendenza a stirare le vocali è così forte che solo le vocali [u. con una tensione articolatoria importante. tanto che essa tende a minacciare la sopravvivenza di alcune lingue locali.L'accento detto nordista è caratteristico della popolazione che vive nella parte settentrionale del Camerun che comprende le province dell'Adamaoua. Nei parlanti nordisti la povertà del sistema vocalico si manifesta attraverso una maggiore acutezza. Nelle lingue nordiste si ritrovano in tutto cinque vocali [i. u]. Tuttavia. Questa lingua è più diffusa in questa regione del francese. del Nord e dell'estremo nord. /e/ e /a/ e si accompagna sempre al tratto [non arrotondato]. ɔ. Analizzando queste lingue si nota che molte delle vocali della lingua francese non esistono nel loro sistema vocalico. Il loro sistema vocalico è molto più povero di quello delle lingua francese. e. In questo sistema il tratto [anteriore] è proprio delle vocali /i/. Di fatto. La particolarità del Camerun settentrionale è che le tre provincie sono coperte da una sola lingua veicolare chiamata fulfuldé. Tuttavia la povertà del sistema vocalico di queste lingue è compensato dalla quantità vocalica che ha valore fonologico. Essa si caratterizza per un rafforzamento articolatorio e una netta predilezione per le articolazioni anteriori. -Tutte le vocali anteriori sono stirate. e [anteriore] a [posteriore]. possiamo affermare che la presenza di un tratto implica immediatamente la presenza dell'altro. una delle più grandi difficoltà dei francofoni nordisti nell'apprendimento del francese è l'acquisizione delle vocali che non esistono nella loro lingua madre. Quindi il sistema vocalico del francese nordista è formato da cinque vocali: le tre vocali di base /i/. -Tutte le vocali anteriori sono arrotondate Vediamo quindi come il tratto [arrotondato] si opponga al tratto [non arrotondato]. La loro base articolatoria è situata all'opposto di quella dei francesi Bamiléké. Di fatto. il bamiléké possiede dieci vocali e due semi-vocali così come il beti comprende otto vocali e due semi-vocali. /a/ e /u/. u o 2 Studio dei campi di dispersione Chiusa Anteriori Non Arrotonda arrotondata ta i (y) Posteriori Non Arrotonda arrotondata ta [uu] u . In fulfuldé ogni vocale può infatti essere lunga o breve. degno di interesse. Nella coscienza dei parlanti locali. mentre il tratto [posteriore] si accompagna sempre con quello [arrotondato]. il sistema fonetico della lingua francese comprende sei vocali e tre semivocali. alto e minore. 1 Studio dei condizionamenti Questa regione comprende un centinaio di lingue strettamente imparentate tra loro. o.

questi fonemi hanno nel francese una frequenza d’utilizzo molto alta. /a/ . fanno battaglia ai nuovi fonemi per impedire la loro integrazione nel sistema dell’individuo perché l’integrazione di nuove unità equivale alla riduzione del campo di dispersione di unità già integrate. 3. sono sottomessi a delle pressioni a livello psicologico e a livello articolatorio da parte della lingua madre./o/./a/. -/a/ varia tra [a]. cioè. sono distinzioni già acquisite da parte dei parlanti nordisti attraverso la lingua madre. [ɔ] e [ɣ]. Quindi l’integrazione di nuove unità fonologiche provoca sempre dei conflitti nel sistema dei parlanti: i fonemi più integrati. Il livello di scolarizzazione è debole. /e/ . Molti studenti smettono di parlare francese nel momento in cui entrano in classe. quelli della lingua madre. 3 Studio del sistema interferenziale Siamo arrivati a constatare che i parlanti. poiché [y] non fa parte del sistema fonologico della lingua mare. [ε ]. a livello fonologico e motorio. Le distinzioni tra le vocali /i/ . Ma è solo attraverso la pratica quotidiana del francese che il parlante riesce ad integrare nel suo sistema i fonemi del francese che non esistono nella lingua madre. da una parte. -/i/ tenderà a variare tra [i] e [y]. anch’esse molto utilizzate in francese. meno numerose sono le vocali. maggiore è il loro campo di dispersione. Inoltre. l’articolazione di questi suoni non entra in conflitto con le abitudini articolato rie di nordisti.1 I suoni che si integrano Due fonemi appartenenti alla lingua francese si sono tuttavia integrati nel sistema vocalico dei parlanti nordisti: /ε / e /ɔ/. L’integrazione di /ε / e /ɔ/ è inoltre facilitata dal fatto che i parlanti le considerano come i suoni a partire dai quali si sviluppano le vocali nasali /ɛ̃ / e /õ /. A livello accademico la norma francese è molto tollerante in queste regioni. -/o/ varia tra [o]. /o/ . Molti letterati non hanno che una conoscenza passiva del francese. [φ]. tutti i modi in cui uno stesso fonema può essere realizzato. [æ] e [α]. giacché esso esercita una sorta di connotazione religiosa: i cristiani animisti usano il francese (sud del Cameroun). poiché queste vocali hanno già valore fonologico nella loro lingua madre. quando fanno uso della lingua francese. [ə] e [œ ].Semichiusa Semiaperta Aperta Molto aperta e (φ) (ə) o (ε ) [æ] a (œ) (α) (ɔ) Il campo di dispersione è l’insieme delle variazioni combinatorie che può conoscere uno stesso fonema. In fonologia. e quindi non hanno modo di conoscere il francese se non attraverso i loro professori. La loro articolazione è facile poiché essi seguono la regola che il tratto . gli islamici il fulfuldé (nord del Cameroun). Le distinzioni più nette e stabili sono quelle presenti nella lingua madre e i suoni estranei a questo sistema appaiono come variazioni di fonemi già esistenti./u/ etc. -/u/ varia tra [u] e [uu]. Questa integrazione è giustificabile per il fatto che.. Essi sono divisi tra l’organizzazione alla quale la lingua madre li ha abituati e le distinzioni nuove alle quali il sistema della lingua francese li vuole abituare./e/. che non risultano tuttavia complementari. -/e/ varia tra [e]. Si esige dunque da parte loro uno sforzo di differenziazione che deve essere svolto dall’ambiente sociale e dall’insegnamento. L’uso del fulfuldé come lingua veicolare offre una resistenza a l’espansione del francese.

da un punto di vista puramente psicologico. a livello fonetico. Questo fenomeno si capisce facilmente: gli usi di /α/ passano al fonema /a/. . e il fonema nasale /ã / diventa /a/. Questa economia si giustifica con la ricerca della chiarezza che si manifesta attraverso l’eliminazione delle opposizioni inutile e troppo sottili. Si ha qui un problema di rieducazione poiché la differenza tra [a] e [α] è talmente sottile che è realmente distinguibile solo per i francese. 3. In francese queste due vocali permettono di distinguere parole quali pâte [pαt] e patte [pat]. il fonema /α/ si confonde con il fonema /ɔ/. Non è la stessa cosa per i fonemi /φ/.2. Quindi i parlanti sono molto più abituati a comprendere il fonema /a/. giacché essi non hanno differenze di pronuncia tra il passato semplice e l’imperfetto etc. Secondo Fouche ‘’qualsiasi sia la sua grafia. Ma dal punto di vista della pronuncia. /œ/. E’ dunque evidente che l’insegnamento esercita una pressione maggiore sull’individuo che la società. con l’unica vocale centrale che conoscono. Solo i francesi sembrano distinguere le opposizioni tra /α/ e /ɔ/. maggiormente si correggono a livello ortografico. Arriviamo così alla conclusione che l’opposizione /e/-/ε / non ha valore fonologico per i nordisti. la tendenza resta la stessa. Ma questa pressione non si compie che a livello ortografico. E accentata seguita da una consonante si pronuncia sempre aperta. /α/ e /y/.2 I suoni che non sembrano integrarsi Abbiamo detto che i suoni [ε ] e [ɔ] si snono integrati perfettamente nel sistema fonetico dei nordisti ma non nel loro sistema fonologico giacché appaiono come semplici varianti contestuali di /e/ e /o/./α/ è praticamente inesistente nella loro lingua madre. dato che tra l’altro il fonema /α/ non esiste nel sistema fonematico della loro lingua madre. Inoltre. /ã / e /õ /. quindi la distinzione tra questi due fonemi diventa per il nordista quasi impossibile. mentre E accentata non seguita da una consonante si pronuncia aperta o chiusa. ma gli altri tratti rimangono invariati. La pressione che tende ad esercitare la confusione tra [e] e [ε ] si esercita molto di più sullo scritto che a livello orale. I nordisti articolano [ε ] e [ɔ] come articolano [e] e [o] ma ingrandendo semplicemente l’apertura: [e] e [ε ] si distinguono per il fatto che una è più aperta dell'altra. Constatiamo una tendenza sistematica ad utilizzare [e] in sillaba aperta e [ε ] in sillaba chiusa: aimer [eme]/ j’aime [ӡε m]. a livello fonologico. L’opposizione /a/. E’ così che l’opposizione /e/-/ε / prende un valore fonologico poiché un cambiamento di timbro può creare una variazione del senso. Possiamo dire che è la consonante a provocare l’apertura di E. Tuttavia i nordisti non sembrano distinguerle. sembrano opporre i suoni [e] e [ε ] e [o] e [ɔ]. Questo fenomeno si può spiegare con il fatto che la /a/ ha una frequenza di molto maggiore alla /α/. Un soggetto che non la ha nella sua lingua madre per percepirla necessita di una rieducazione del proprio udito apparato articolatorio che si acquisisce solo tramite l’apprendimento della lingua.1 Il caso di [α] e [ã ] I fonemi /α/ e /ã / sono inesistenti nel sistema fonologico nordista. Se i nordisti. Stesso discorso per [o] e [ɔ]. Così non si confonde più (je) chanterai da (je) chanterais. Possiamo constata tre che l’incapacità di distinguere [e] e [ε ] all’orale esercita un’influenza sullo scritto: Très > trés était > été Più gli studenti avanzano di livello.[anteriore] è accompagnato dal tratto [non arrotondato]. Se questa pressione non ha effetto sulla pronuncia è perché la società esercita una pressione inversa che tende ad annullare quella esercitata dall’insegnamento: una volta usciti dalla classe si può pronunciare come si preferisce perché tanto tutti capiscono. L’eliminazione di /α/ per i nordisti è positiva perché permette l’elasticità e il buon funzionamento del sistema. i contrasti semantici non sono sempre rispettati. 3. e quindi esse si pronunciano entrambe [pat].

A livello psicologico. Per i parlanti nordisti quindi non c’è distinzione tra la /α/ e la /a/. Il fonema /œ/ arriva ad essere nient’altro che una variante contestuale di /ɛ̃/. 3. Non si è registrato nessun caso in cui avvenga il contrario. Lo spostamento di /ã / da dietro verso avanti non è un fenomeno specifico del francese camerunese. Per compensare questa perdita. a mutare in /ɛ/ e /ɛ̃/.2 Il caso di [φ] Nei nordisti la /φ/. Capelle ci rivela che in effetti essa è praticamente scomparsa tra i giovani parigini. i soggetti sanno perfettamente identificare le vocali di coppie di parole come plan/plain. per necessità di chiarezza.La vocale /œ/ quindi conserva la sua labialità quando è posta davanti ad una consonate labiale ma perde completamente la sua nasalità diventando [œm] + labiale. .2. Possiamo notare però come la trasformazione da /α/ in /a/ risponde anche ad altri criteri. Entrambe vengono realizzate come [a].3 Il caso di [œ] e [œ] I fonemi /œ/ e /œ/ tendono. Questo fenomeno è sicuramente dovuto all’assenza della vocale /y/ nel sistema vocalico della lingua madre. e questo rende a livello articolatorio difficile la sua produzione. giacché non sono abituati a questo suono. énerveux 3. Possiamo giustificare questo per il fatto che /e/ ha una frequenza superiore a /φ/. Il fonema /α/ none esiste nella lingua madre dei nordisti. Anche allo scritto troviamo errori che testimoniano il fatto che l’ortografia EU si renda come /e/ all’orale. lo spostamento di /ã / verso la parte anteriore della cavità orale non minaccia per niente l’opposizione /ã /-/ɛ̃ / dato che anche senza l’aiuto del contesto.2. tende a diventare costantemente /e/. il fonema /y/ è reso frequentemente con [i]. Non c’è alcun rischio di confusione tra i fonemi /ã / e /ɛ̃ /. L’eliminazione di questa distinzione è favorita dal fatto che essa non minaccia la comprensione del messaggio o il funzionamento ella lingua francese. Il mutamento di /œ/ in /ɛ/ è stato già segnalato tra i parlanti parigini.4 Il caso di [y] Nei nordisti. Titulaire [titylε :R] > Tituleur [titylε :r] Non sono state segnalate confusioni tra /œ/ e /e/. così come insegnano anche nelle scuole. con la sola differenza che quella del francese camerunese è più accelerata. il timbro posteriore di /ã / porta a confusione perché non permette di distinguere bene i fonemi /ã / e /õ /. i nordisti eliminano il fonema /ã / dal loro sistema. I fonemi /i. a. una volta inseriti nel sistema fonologico dei parlanti nordisti. La conseguenza immediata di questo fenomeno è che. Di fatto. La confusione tra // e // e tra // e // esercita delle influenze considerevoli anche a livello ortografico.2. La dialettizzazione dl francese in Camerun dovrà quindi essere considerata in prima linea come una tendenza all’eliminazione di distinzioni troppo sottili che appesantiscono il funzionamento della lingua francese. La perdita del tratto nasale viene compensata dall’apparizione di un’appendice consonantica. Per quanto riguarda l’opposizione /ɛ̃/-/œ/. Nei parlanti nordisti vediamo invece come il fonema ha praticamente perso interamente la sua nasalità. 3. essi nasalizzano il fonema /a/ che diventa /aŋ/. così che un peu [œpɸ] si pronuncia [œmpɸ].Possiamo notare come l’evoluzione del francese camerunese a questo livello sia perfettamente conforme a quella del francese parigino. u/ costituiscono il sistema vocalico basico di tutte le lingue del mono e sono le prime acquisizioni vocaliche del linguaggio infantile.

una scelta facile quando il soggetto apprende il francese che ha un sistema fonologico con unità differenti. L'eliminazione delle zone d'insicurezza non può che nascere dall'uso sistematico della lingua. E’ qui che compare il ruolo che il sistema scolastico dovrebbe avere nel correggere gli errori degli studenti. Tu > [ty] o [ti] 3. [s] esercitano tra le loro combinazioni. Si parla di cambiamento fonetico quando il campo normale di un fonema in un dato contesto. Le loro opposizioni risultano troppo sottili a chi non ha mai appreso a distinguerle. Fissare la /y/ nel sistema fonologico dei parlanti nordisti è dunque un arduo compito visto che essa corrisponde ad una restrizione del campo di variazione di /i/.5 Il caso di [ʃ]. [ӡ]. Questa tendenza è taemente diffusa che forme errornee tendono a fissarsi nel lessico nordista. . /s/-// e /z/-// sono molto instabili. perciò tutti si capiscono. È quindi normale che i parlanti tendano ad utilizzare il linguaggio della società e non quello scolastico. scrivono le parole così come le sentono pronunciare senza avere idea del fatto che quello è un errore. ma dall’incapacità di opporre fono logicamente /i/ e /y/. alla [ʃ] (chèque [ʃε k] / sec [sε k]). Si può dire che il suono [y] appare nella lingua madre come una variante fonetica di /i/ in alcuni contesti e che nel francese /i/ e /y/ sono fono logicamente distinti. [z]. e soprattutto combatte la pressione sociale che li spinge a ‘’sbagliare’’. Nello stesso parlante. la distinzione tra i e u non è per niente netta. comprensibilmente. [z]. Infatti il problema non risiede in difficoltà articolatorie.L’acquisizione di /y/ da parte dei nordisti corrisponde al riempimento di un caso vuoto nel proprio sistema fonologico. dato che tutti parlano così. la vocale /y/ può passare a /i/ senza cambiare il senso della parola. alla [ӡ] (masse [mas] / mage [maӡ]). Anche allo scritto. di fatto. Il campo di dispersione di un fonema non è altro che il limite che esso ha con altri fonemi. Il problema nasce qui: imparare il francese non é un fine. in cui questa pronuncia non è un problema. [s] Il sistema consonantico delle lingue nordiste non conosce le consonanti [ӡ] e [ʃ]. Perché si ha bisogno di un margine di sicurezza che esiste già nel sistema fonologico della lingua madre. [ӡ]. Nel francese invece.. [s]-[ʃ] e [ʃ]-[ӡ]. Tra due fonemi c’è un margine di sicurezza in cui non c’è nessun fonema. si sposta in una direzione o in un’altra. L’insistenza di un margine di sicurezza tra questi fonemi crea una zona di instabilità. I nordisti sono vittime di diverse influenze che le [ʃ]. pertanto non esistono le opposizioni [z]-[ӡ].2. che. Nei nordisti le opposizioni /s-/z/. I nordisti tendono sempre a rimpiazzare le /ʃ/ per /s/ e le /ӡ/ per /z/. ma un mezzo che serve a parlare per farsi comprendere. Questa insicurezza linguistica fa in modo che i parlanti non conoscano la forma esatta di alcune parole del francese. Inutil > Initil Molti sono gli esempi che ci indicano che i parlanti nordisti sono un grado di produrre il suono [y]. Troviamo questa tendenza anche tra gli studenti. La /s/ si oppone costantemente alla /z/ (basse [bas] / bas [baz]). esse hanno un’importanza fondamentale. in modo tale che il margine di sicurezza che lo separa dai suoi vicini cresce o decresce. È dalla pratica che nascono i riflessi. Je > Zé Chez > Sé La pressione esercitata dall’insegnamento non sembra sradicare questo genere di pronuncia poiché sopraffatta dalla pressione sociale. Allo scritto ritroviamo troviamo errori che sono testimonianza di questa difficoltà di opposizione per i nordisti. Meno si insite sulle zone di insicurezza più si lascia libero il campo ad un processo di dialettizzazione del francese. Résidence > Régidence Chercher > Cherger Corriger > Corrisier Il rimpiazzo dei casi vuoti nel sistema fonologico della lingua madre non è. Dato che si scrivono come si pronunciano possiamo dire che la differenza fonologica tra /i/ e /y/ confonde le loro coscienze linguistiche.

ogni lingua. φ.1 Il problema delle equivalenze L’onomatopea è per definizione una parola che emette un rumore. possiamo trovare onomatopee e inerazioni che non esistono assolutamente in francese. Ma un rumore ben distinto non è sempre interpretato allo stesso modo da tutte le popolazioni del mondo. Esso è rappresentato nelle onomatopee francesi attraverso delle vocali. Qui. Esse esprimono: le acute. 1. E’ così che il francese distingue nettamente un colpo di revolver (Bang! Squillante) dal suono di un cannone (Boum! Scuro ). Le vocali si distinguono in chiare e. Ogni nuova parola viene a colmare un bisogno d soddisfazione personale nei soggetti che ne fanno uso nel contesto camerunese. delle nozioni e delle pratiche estranee alla cultura francese. In Camerun la frase semplice può limitarsi ad una onomatopea. L’ambiente sociale non contiene gli stessi elementi. per adattarsi a questo nuovo contesto evolve a seconda delle proprie esigenze e della soddisfazione dei bisogni comunicativi. Infatti. Il francese parlato in Camerun tende a calcare il suo sistema di interpretazione sui suoni da lui conosciuti nella lingua locale. 1.2 Interpretazione dei suoni nelle onomatopee Il suono è per definizione un onda prodotta attraverso delle vibrazioni periodiche. acute i e y. possiede specifiche onomatopee e interazioni. le chiare un suono prolungato. œ. ɔ. squillanti a. ma sembra prorpio essere percepito in modo differente. Le nasali aggiunte ai rumori precedenti rappresentano l’allungamento. L’uso dei toni nel sistema fonologico della lingua madre ha particolarmente esercitato l’orecchio del camerunese alla . Alcune corrispondenze tra le onomatopee del francese standard e quello parlato in Camerun: Oggetto Un uomo che sussurra Rumore di passi Un montone che bela Francese esagonale Pst! Pst! Toc! Toc! Bêê Francese camerunese Chop! Chop! Kos! Kos! Mêê La parola mêê può indicare anche il montone: on va manger le mêê. Creazione lessicale nel francese del Camerun L’ecologia. Miagolare Un uomo che mangia con appetito Miaou Miam! Miam! Mììang Gnos! Gnos! Notiamo come il rumore non sono non è reso allo stesso modo. 1 Onomatopee e interazioni Ogni lingua possiede i propri suoni e un modo del tutto particolare di arrangiarli in parole. gli usi e i costumi specifici del Camerun contengono degli oggetti.Capitolo 2. Di conseguenza la lingua francese. ε . le vocali nasali appartengono alla stessa categoria della vocale orale corrispondente. ə e scure o e u. le squillanti un suono eclatante e le scure un suono sordo. l’acutezza di un suono.

la sostituiscono. Il Camerunese tende dunque a riprodurre le differenze di altezza nelle sue onomatopee. I parlanti ricorrono al sistema consonantico della lingua madre per interpretare i rumori. esprimono un rumore secco e rapido. non traducono cioè. Esso esprime con la’iuto delle onomatopee dei fenomeni che spesso non sono percepiti dai nativi francesi. Le consonanti si distinguono in istantanee e continue. Alcuni autori di testi a volte si ritrovano a dover spiegare le loro onomatopee a lettori non camerunesi.percezione di differenti registri di suoni.4 Tendenza alla motivazione delle onomatopee Constatiamo che c’è una sorta di rifiuto delle onomatopee del francese standard. il modo in cui i camerunesi percepiscono il rumore. in sibilanti f. d. Quindi quando non trovano un’onomatopea che gli richiami un’esatta immagine mentale. s e z. in liquide l. Con una che gli sembra più espressiva. v. m che hanno le stesse proprietà delle vocali nasali. A questo livello il francese camerunese di rapporta molto alle lingue locali. sorde p. Francese standard P Pan! R Ron Ron Gr Grrr S Ssss Rimpiazzata da (scoppio)  Rimpiazzata da (russare)  Rimpiazzata da (cane che ringhia)  Rimpiazzata da (sibilo del serpente)  Francese camerunese Mb Mbang! Ngr Ngroong Ngroong ŋ ŋŋŋ Ts tsss 1.3 Interpretazione dei rumori nelle onomatopee I rumori sono delle vibrazioni non periodiche e vengono rappresentate con delle consonanti. k o sonore b. Le seconde si dividono in nasali n. Oggetto Rumore del cannone Francese esagonale Boum! Traduce solamente l’esplosione Francese camerunese kpàkùm Traduce anche il movimento del cannone. ʃ e ӡ che suggeriscono un soffio o un sibilo. Rumore della dinamite Boum! Traduce solo la deflagrazione Tinding [tìndìŋŋ] Traduce la deflagrazione e il suo eco 1. che per i camerunesi non sembrano abbastanza motivate. La parola kpàkùm viene utilizzata anche per designare il cannone. Biling Per esprimere Un intrusione: “Il est entré chez moi na biling” (senza bussare ne annunciarsi) Un dribbling: “A wach a wach a wach Il les a tous dribblés” Wach Per esprimere . Le prime. t. Notiamo nel francese africano una propensione all’uso di consonanti complesse al posto di consonanti semplici dl francese standard. g. r che evocano una la liquidità e l’altra lo stridio.

2 Le deglutinazioni La deglutinazione è per definizione: un cambiamento nell’aspetto fonico di una parola risultante di una frattura non etimologica dovuta spesso a una confusione di una vocale iniziale con l’articolo precedente. la composizione e l’abbreviazione. Il francese moderno offre numerosi esempi di parole che si sono agglutinate: Tous jours > Toujours Au jour d’hui > Aujourd’hui Ma dame > Madame Un ange > Mon petit nange (francese popolare) Questo fenomeno secondo Saussure è cosciente e ironico. Queste risposte si concretizzano attraverso dei processi di creazione lessicale quali il prestito. L’école > Notre lècole Anche l’articolo femminile singolare tende a congiungersi al nome. Tutte le parole nuove costituiscono una risposta concreta a un problema concreto che si pone nell’attività della lingua. Così ci sono delle forme alle quali i parlanti camerunesi non sono abituati e che li portano ad errori di percezione che portano poi all’ agglutinazione e alla deglutinazione. .Molti autori camerunesi sentono la costante necessità di riprodurre la realtà attraverso il modo in cui essa è percepita localmente. Les élastique > les lastique L’électricité > Le lecticité La agricolture > La agricolture Tanto allo scritto quanto all’orale a e en hanno numerosi problemi. Questo problema si riscontra anche allo scritto. Il pronome en si riattacca al verbo tanto che la en iniziale del verbo è interpretata come un pronome complemento. In francese camerunese questi fenomeni perdono le loro caratteristiche cosciente e ironico se non nelle persone che hanno una grande padronanza della lingua. le parole inizanti per vocale tendono a fondersi con l’articolo eliso. Il linguaggio infantile abbonda di agglutinazioni. derivazioni e abbreviazioni La creazione lessicale obbedisce sempre a delle regole ben precise. ma che si ritrovano frequentemente nello stesso sintagma nella frase. la derivazione. si saldano in una unità assoluta difficilmente analizzabile. SI nota infatti che i più piccoli non distinguono i nomi comincianti per a da quelli preceduti dall’articolo la. Il francese non sembra sufficientemente espressivo. Ignorando il femminile e l’articolo eliso. La a iniziale di alcuni verbi è costantemente interpretata come la terza persona singolare del verbo avere. La radio > Un aradio 2. A questo livello traspaiono anche le tendenze linguistiche dei parlanti. composizioni. Abbandonné > bandonné En prier > Emprier 2 Prestiti. 2 Agglutinazione e deglutinazione Ogni popolo è abituato ad un’organizzazione particolare dei suoni lungo la catena parlata dato che ogni popolo combina diversamente le parole.1 Le agglutinazioni Secondo Saussure: L’agglutinazione è quando due o più termini originariamente distinti. 2.

médecin traditionnel. Si può notare un rapporto stretto tra la società e la lingua. ecole du village. carte) Parola pidgin cordoglio. tradition orale. Mentre prostitution è il termine utilizzato per esprimere l’uso del sesso in cambio di denaro. tribunal extra coutumier etc. . 2. chef de village. Il francese parlato in Camerun merita d’essere inserito nel proprio quadro socioculturale per meglio comprendere i diversi meccanismi che conducono ai prestiti da questa lingua. usata per (Le 3 Abbia Assia Ebamba esprimere Prostitution e ebamba non significano esattamente la stessa cosa.2. méedicin indigèene. Ndamba Oyenga Tara Pallone. Questo indica che la parola francese esprime una realtà che non è esattamente la stessa nella cultura camerunese. gioia Oyenga fam è quello maschile. Il vocabolario tende ad imitare l’organizzazione sociale. Traditionnel etc sono serviti a formare numerose parole composte: Chef de familie. E’ facile quindi trovare nel francese africano parole come: Aba Casa principale del villaggio in cui si tengono le riunioni. Gioco d’azzardo tradizionale.2 La composizione La composizione permette di introdurre nuove distinzioni nel francese. Un camerunese che parla francese ad un altro camerunese può utilizzare un termine di una lingua locale soprattutto se gli interlocutori sono della stessa regione del paese o dellla stessa tribù. Prostituzione. Grido di femminile. per questo è avvenuto il prestito.1 I prestiti Due lingue che coesistono non possono vivere fianco a fianco senza farsi dei prestiti. fille tutte le donne non sposate. Local. senza che l’intelligibilità della comunicazione venga meno. Quindi sono 3 le motivazioni principali che portano al meccanismo del prestito: intelligibilità. Il desiderio di farsi comprendere porta il parlante ad utilizzare tutta la vasta riserva di parole a lui disponibili. Aggettivi Africain. Termine utilizzato per designare una persona a noi familiare. stanza principale della casa che appartiene al marito e capo famiglia. Viene spesso usato per esprimere il gioco del calcio. guitare africaine. Nel francese standard si chiama femme qualsiasi donna che è legalmente sposata. Il prestito è spesso cosciente e motivato. Eau à boire Eau de menage Ami-garçon Amie-fille Femme célibataire Femme mariée Acqua potabile Acqua non potabile Amico Amica Nubile Sposata Nel francese del Camerun la parola femme non ha lo stesso senso del francese standard. e vieille fille donne in età adulta non Questa distinzione c’è perché in Camerun si utilizza l’acqua di sorgente (potabile) e l’acqua di fiume (non potabile). ebamba simbolizza prima di tutto un desiderio morboso di soddisfazione sessuale che si manifesta nell’infedeltà e in cui il compenso monetario passa in secondo piano. espressività e economia. La composizione permette anche di introdurre nuove sfumature nel significato di parole della lingua francese.

Con la forma –IèRE al femminile. Pane imbottito Pane imburrato Ora africana Ora europea Moto-taxi Taxi-macchina I Camerunesi sono famosi per la loro mancanza di puntualità che viene messa in confronto con la puntualità degli europei. I contesti non sono gli stessi. i prefissi e i suffissi usati nella creazione lessicale sono sempre dotati di significato. E’ in genere utilizzata nei verbi terminanti in –ER. per cui c’è una forte tendenza ad usare: -Buter > Buteur: chi segna -Bavardeur invece di bavar -Critiqueur invece di critique -AGE Questo suffisso esprime un’azione o il suo risultato. In effetti. -Motamoter > Motamotag: imparare a memoria una lezione -ARD Questo suffisso è usato per esprimere l’esagerazione o un carattere peggiorativo. Nel francese camerunese si chiama femme qualsiasi donna di età adulta o adatta a sposarsi e procreare. Questi nomi sono in genere derivati dai verbi del primo gruppo. -Riche > Richard estremamente ricca : persona -IER E’ uno dei suffissi più utilizzati. -Tribu > Tribaliser > Tribalisation : dare del carattere tribale -EUR Questo suffisso è utilizzato per indicare un agente. L’azione fatta dall’agente può essere espressa con un verbo della stessa radice. il suo dominio di utilizzo è molto vario.Pain-chargé Pain beurré Heure africaine Heure européenne Moto-Taxi Voiture-taxi sposate. giacché il solito termine taxi risultava impreciso. e quindi i nuovi bisogni di comunicazione impongono dinamiche particolari al francese. C’è nel Francese camerunese la tendenza ad eliminare alcune irregolarità.1 L’uso dei suffissi -TION Serve a creare dei nomi che esprimono un’attività o il risultato di un’attività.3. La composizione è una tecnica necessaria d introdurre delle nuove distinzioni all’interna di una stessa nozione. In Camerun il francese viene parlato da un popolo la cui cultura è differente da quella della metropoli. -Porte > Portier: portiere notturno -AIRE -Fac > Facaire: student di una facoltà universitaria -AT -Tâcheron > Tacheronnat: attività di lavoro a cottimo . 2. quindi fille è colei che ancora non si può sposare. L’uso sempre più frequente di biciclette e moto per il trasporto urbano ha reso necessaria questa distinzione.3La derivazione E’ un processo sintattico che permette di esprimere con una sola parola un idea che si dovrebbe esprimere con più parole. 2. Essi apportano dei dettagli nuovi che rendono normalmente la aprola una parola-frase.

Solo che si pone un problema: I nomi che designano gli individui che esercitano un’attività designate da nomi in –ISME non comportano il suffisso –ISTE nel Francese standard. ma anche avverbi.2 L’uso dei prefissi I prefissi permettono di generare sfumature e nuovi significati senza necessariamente cambiare la categoria grammaticale della parola. designa la cultura che viene fatta. -ISME e –ISTE. In base al nome a cui viene accompagnato. -Marabout > Maraboutisme: pratica della magia -Vandale > Vandalisme > Vandaliste -OIR -Puiser > Puisoir: recipiente che si cala per prendere dell’acqua dal pozzo CULTU RE Si tratta in effetti di una parola che si presta a crearne altre. Esso viene preso dall’inglese dove I verbi terminanti in –ize sono derivati dei nomi in –ISME e –ISTE. . Nel francese camerunese c’è una tendenza a uniformare per una derivazione regressiva per cui gli viene attribuito il suffisso -ISTE. -Indigéne > Indigénement: in modo indigeno 3. In alcune parole si utilizzano insieme ai suffissi. -Café > Caféculture : Cutura di caffè -MENT Serve a formare non solamente nomi.2. pratiche o attitudini. Il suffisso –ISME è nuovo in Francese. Il Francese adotta questi tre suffissi che ritroviamo nelle forme: -ISER.-ANT -Manque > contabile Manquant : mancanza -ATRE -Père > Parâtre: secondo marito di una madre -E -Certificat > Certifié: persona titolare di un titolo di studio -ESSE -Boy > Boyesse: donna di servizio -IE -Chef > Chefferie: territori l’autorità di un capo tradizionale sotto -IEN -Primaire > Primairien: scuola primaria Alunni della -ISME -ISTE Questo suffisso è utilizzato per creare parole che designano dottrine.

Cabosse > Décabosser: eliminare le ammaccature Disconvenir convenire > Déconvenir: non INTER- E’ utilizzato per esprimere un’attività alla quale prendono parte più entità. Re + entrer > Rentrer: Rientrare 2. In + légal > Illégal: illegal DE- Esprime una cessazione e si usa con parole che indicano azioni.viene sostituito da DE-. quindi il termine è utilizzato senza trattino. Esso è più conosciuto ed usato. SI tende ad utilizzarlo con un trattino.4. Permette di designare con cosa si condivide qualcosa. Alimentaire > Agro-alimentaire: che ha a che fare con prodotti prodotti in vivaio. Quando una parola diventa di uso comune l’abbreviazione avviene spontaneamente. Essa adatta le parole alle esigenze della conversazione corrente. Habitant > Cohabitant: che abita in uno stesso luogo PRO- E’ utilizzato come diminutive di giocatore professionale. Hippopotame > Hippo . -Senza consonanti ne vocali: Si apocopa semplicemente la parola senza aggiungere una vocale o un consonante. Village > Inter-village: tra più villaggi Musculaire > Intermuscolaire: intramuscolare SUR- Indica si un eccesso. Passé > Surpassé: dopo colui che è passato CO- Significa con. si nota che la coscienza linguistica non fa più distinzione tra prefisso e radice.4 Le abbreviazioni L’abbreviazione ha lo scopo principale del’economia linguistica.1 Le abbreviazioni semplici SI generano solitamente per apocope. Essa si manifesta in diverse forme. 2. Pharmacie > Propharmacie: negozuio che vende prodotti farmaceutici pur non essendo una farmacia. Quando il prefisso e la radice si uniscono. RE- E’ un prefisso reiterativo: esprime un’azione o uno stato che riprende il suo corso. Esso indica l’assenza o la negazione del significato espresso nella radice.AGRO- Questo prefisso è in realtà un’abbreviazione del termine agriculture e riguarda tutto ciò che concerne la terra. Perde la sua E muta quando è affiancato da alcune parole inizianti per vocale. ma serve anche a formare parole. Amphithéâtre > Amphi Il y a même des amphis où il est dificile de faire cours. IN- E’ un prefisso privativo. Questo prefisso tende a fare concorrenza al prefisso DIS-. Della parola non resta che una o due sillabe. sia dopo. SI tende ad utilizzare con un trattino. La sua particolarità sta nel fatto che tende ad assimilare la sua n alla prima consonante della radice. Tende a rimanere invariabile. In alcuni casi viene aggiunta una cononante per produrre effetti particolari. quindi in alcune parole DIS.

Bon Appétit > Appétit 2. MINEDUC: ministero dell’educazione MINTOUR: ministero del turismo Il francese parlato in Camerun ha un suo modo di ridurre le locuzioni denominative. Titulaire > Titu’s Qui est votre titu’s? 2. 2. donna di servizio).-Con una vocale: Si aggiunge una vocale alla parola apocopata. Più si ritrovano nelle conversazioni.3 Le sigle Le sigle sono delle unità formate dall’unione delle lettere iniziali o delle sillabe iniziali di parole che compongono una locuzione. Alcune parole in –ING tendono a non essere più percepite come prestiti. Nel linguaggio comune si trovano spesso parole terminanti in –ING come prestiti dell’inglese (smoking. specie se vanno pronunciate lettera per lettera. Esse abbondano nel vocabolario dell’amministrazione e della stampa. Per questo c’è una tendenza ad abbandonare questo tipo di sigla per creare delle sigle più facilmente pronunciabili.4. -ING: Il suffisso –ING è conosciuto bene da tutta la popolazione scolarizzata del Camerun.2 L’influenza dell’inglese e del pidgin L’influenza del francese e del pidgin si nota molto attraverso l’uso del suffisso in e dei nomi man e boy come affissi. Solo che esse presentano grandi problemi. Invece di prendere solo le iniziali di una proposizione si sceglie di prendere solo le parole che ne simboleggiano il significato. del prestigio.4. Essa è adottata come suffisso attraverso alcune parole prestate: cameraman etc. Figidiaire > Frigo Clandestin > Clando -Con la ‘S: Si tratta di un’influenza dell’inglese sul francese. parking. La o è la vocale più usata in questi casi. L’influenza del pidgin si manifesta molto nella creazione lessicale del francese parlato in Camerun. Per fare questo si usa ad esempio l’abbreviazione MIN per ministere. Nella lingua familiare significa ragazzo. Chercher (fr) > Cherching: ricerca scolastica -MAN: Questa parola è comunemente utilizzata in francese. Taximan (eng taxi driver): tassista Lieman (eng liar): bugiardo BOY: Nel francese parlato questo termine significa ‘’uomo di servizio’’ (per il femminile abbiamo boyesse. Chewing-gum > Chingomme Il francese parlato in Camerun ha creato dei termini in –ING affianco a quelli prestati dall’inglese. La ‘s inglese che indica l’appartenenza produce una sensazione di prestigio. o non conoscere le corrispondenze di una stessa sigla in lingue diverse (AIDS e SIDA).4.).4 La lessicalizzazione delle abbreviazioni .. dell’economia e del dinamismo di due lingue che si adattano progressivamente al contesto socio-culturale camerunese. Molte sigle si ricordano difficilmente. Al finco di questi prestiti i francesi hanno creato elle proprie parole. tizio. L’aggiunta della vocale da l’impressione che quella prodotta non sia un’abbreviazione. più tendono a francesizzarsi. Il francese parlato in Camerun è molto esposto all’influenza inglese a causa della volontà politica. L’aggiunta di un suffisso francese a questa radice mostra bene che il termine è già stato preso in prestito dal francese. E’ facile confondere i significati delle varie sigle (SP Secretariat Particulier o Service du Personnel?).

Accoucher: questo verbo tende ad utilizzarsi transitivamente come il suo equivalente contestuale nella lingua camerunese. è necessario che esse rispondano a diversi criteri: 1 Devono essere frequenti nelle conversazioni. il rapporto è molto stretto tra la parola e l’organo che la produce.Se baigner: Nelle culture camerunesi esiste un solo verbo che significa lavarsi interamente il corpo con dell’acqua (in un fiume. La parola viene dotata di una connotazione sacra e simbolica. 3 E’ necessario che si possa designare l’ogetto descritto dall’abbreviazione anche se non si conosce la formula estesa. .Bandit: persona molto intelligente e furba. Molti camerunesi fanno uso di prestiti e calchi nella loro lingua parlata. il modo di lavarsi è designato da un verbo ben preciso. Quindi il francese camerunese riprende la divisione giornaliera delle lingue locali. . (Noi conosciamo il termine avion e sappiamo che significa pur non sapendo che sta per Appareil Volant Imitant l’Oiseau Naturel) 3 I calchi Il calco è un fenomeno vicino al prestito. bensì qualcuno che non si frega facilmente ma che frega facilmente gli altri.Bonsoir: usato per bon après-midi e bon soir. Quella francese invece in tre. Ma mère a accouché un beau bébé. La bocca è l’organo che produce la parola. in una doccia etc). Si è uomo quando si sa rispettare la propria parola. . ma nella sua forma tradotta. Le poule accouche un oeuf (pondre) La chienne accouche des chiots (mettre bas) Le bananier accouche des reset (donner) .Perfar si che le abbreviazioni entrino nel lessico comune del farncese parlato in camerun. Un uomo saggio non apre mai la sua bocca per dire cose insensate. SI possono dunque anche trovare esempi come: Se baigner avec un seau d’eau . Come si rispetta la sua parola. Quindi se francese. Nelle culture camerunesi. La nozione di après-midi è estranea alla cultura camerunese. con un secchio. quanto agli animali e alle piante. Ecco spiegate alcune espressioni: Ouvrir sa bouche: parlare Ne pas avoir la bouche: non avere la parola Donner sa bouche: dare la propria parola Fermer sa bouche: stare zitti Mettre sa bouche: mettre son nez: ficcare il naso. Nel francese camerunese un bandito non è necessariamente un malfattore o un criminale. Per alcuni. il prestito fa colore locale ed è più espressivo. Nel calco un elemento passa dalla lingua madre al francese. se baigner e se voucher non sono altro che varianti stilistiche di se baigner.Bouche: parola. . mentre il significante no. Essi sono dei processi di arricchimento che utilizzano la lingua francese a contatto con le lingue locali o per colmare alcune lacune del proprio sistema o per assicurare il suo mantenimento. in Camerun se laver. Il trasferimento è perciò parziale: il significato è conservato. per altri il calco è più francese (si francesizza la forma camerunese). Il calco e il prestito possono essere per certi versi semplici varianti stilistiche. si rispetta la sua bocca. Le docce e le vasche sono della cultura occidentale. 2 Il loro funzionamento deve essere come quello di una parola intera. tanto che a volte sebrano confondersi. Esiste in generale nelle lingue camerunesi un solo verbo per spiegare la proliferazione della specie che si applica tanto agli umani. è essa a fare l’uomo. Nella cultura camerunese la giornata è divisa in due parti: la mattina si dice bon matin e la sera bon soir. quindi la conoscenza per averla appresa in francese non serve per sapere esattamente quando inizia la sera o quando finisce l’après-midi.

avverbio. Je n’ai plus l’argent. poiché il valore affettivo gioca qui un ruolo fondamentale. etnici o geografici. L’articolo indefinito scompare in favore di quello definito. La parola è l’unità più piccola alla quale corrisponde un senso. Il termine père o papa designa uno zio o qualunque persona di una certa età che si ama molto o che si deve rispettare per la sua età. ogni sistema si distingue per il ruolo e la possibilità di combinazione degli ellementi nella costruzione di una frase. . La determinazione indica in modo preciso o no la limitazione della sostanza evocata in una frase e conferisce al significante una validità grammaticale. pronome.Enfant: persona la cui maturità non è evidente né attestata. ma di una sostituzione. ma anche quelli dei vostri fratelli (nipoti) o tutti i bimbi che si possono mettere al mondo. le/un. Sintatticamente. Le possibilità di combinazione sono limitate per ogni sistema e la posizione di ogni parola dipende dalla sua natura. Funzionamento delle categorie lessicali In francese esistono 9 categorie lessicali che sono: nome. congiunzione. In effetti. Il rango sociale e il livello di istruzione che sono i fondamentali della gerarchia nella società moderna entrano in conflitto con la considerazione della società tradizionale in cui la gerarchi è basata sulla primigenie. Sembra quasi cje l’articolo cominci a prendere categorie che prima non aveva. essa non è per niente facile da delimitare. Il termine enfant in francese camerunese ha in generale una colorazione negativa. E’ da notare che nelle lingue locali l’articolo non esiste. Le sfumature espresse da questa opposizione sembrano così sottili che i parlanti tendono ad eliminarle poiché non le percepiscono in modo chiaro e netto. Qyuindi i parlanti apprendono l’opposizione le/la. aggettivo. determinante. esso può essere anche un adulto o un uomo della terza età che si rifiuta di essere maturo. E’ la categoria nella quale la si inserisce che regola il suo funzionamento. E’ sufficiente avere con qualcuno dei rapporti d’amicizia sufficientemente stretti per considerarlo uno di famiglia. preposizione e interiezione. Ogni categoria lessicale rappresenta un sistema con un funzionamento peculiare all’interno del grande sistema che costituisce la lingua francese. La categoria dei determinanti I determinanti sono strumenti grammaticali il cui ruolo è quello di individualizzare il sostantivo che interviene in un enunciato. Stesso discorso per mère e maman. Il funzionamento di ogni parola è soggetto a un certo numero di obblighi. La società tradizionale da un’importanza particolare al’’età degli individui. Ma voiture a fait l’accident sur la route A. les/des solo dal francese. Un enfant non è necessariamente un bambino o un adolescente. Il termine fils non designa solo i vsotri figli. Non si tratta della perdita di una categoria (neanche mentale). 2 Recessione del partitivo SI potrebbe addirittura dire che nel francese parlato in Camerun non esista l’articolo partitivo. Capitolo 3.Famille: Insieme di eprsone unite da rapporti di parentela.. 1 L’opposizione definito/indefinito Questa opposizione tende ad annullarsi per qaunto riguarda gli articoli. Spesso c’è un invertimento. Ogni sistema opuò essere diviso in sistemi più piccoli. Le parole francesi usate per designare i membri della famiglia non hanno qui lo stesso senso. Cambia la forma. Il determinante un tende nel francese camerunese a specializzarsi come aggettivo numerale cardinale. . Si dice che la famiglia camerunese sia “elastica”. ma non il senso.

La struttura della frase francese diventa rigorosamente identica a quella delle lingue locali. Venez là. da una parte. indefinito e partitivo. Le sfumature tra i vari articoli vengono percepite come troppo sottili. cette e ces sono rimpiazzati dall’articolo definito. anche se i parlanti sanno che esiste l’opposizione tra articolo definito. Vediamo come sono gli avverbi ci e là a giocare il ruolo dell’aggettivo. 3 La neutralizzazione dell’opposizione CE + N vs CE + N + LA/CI L’aggettivo tende ad essere rimpiazzato dall’articolo definito. Gli aggettivi dimostrativi si posizionano davanti al nome determinato mentre l’avverbio si posiziona dopo il nome. perciò. è l’aggettivo dimostrativo che. La sua struttura tende a diventare una copia conforme delle lingue locali. Con l’assenza dell’articolo definito nelle lingue locali. riempie la funzione di dimostrativo e di particella che serve a indicare la vicinanza o la lontananza. 4 Neutralizzazione dell’opposizione CI vs LA Nel francese camerunese la recessione delle forme in –ci è una tendenza molto pronunciata. vengono utilizzate nel francese in camerun perché esistono nelle lingue locali. Ce. Il francese standard oppone bene le seguenti rasi: Le garçon qui parle est mon frère / Ce garçon qui parle est mon frère. cette e ces. Esso marca una direzione qualunque e non più una lontananza in rapporto alla persona che parla. Questa struttura è esattamente quella che ritroviamo nel francese camerunese dove. Con la recessione delle forme in –ci. si diventa incapaci di interpretare le sfumature tra l’uso di Le garçon e Ce garçon. L’opposizione ci vs là ha come punto di riferimento la posizione che occupa il parlante al momento in cui produce il suo enunciato: ci ‘’vicino a me’’. Tien toi ici-là. Nella maggior parte delle lingue locali noi abbiano notato in effetti che l’aggettivo dimostrativo si posiziona dopo il nome che esso determina. Anche le costruzioni che non sono permesse in francese standard. o la lontananza. là. là ‘’lontano da me’’. L’avverbio là tende a giocare due ruoli: il proprio e quello dell’avverbio (i)ci. Questo rappresenta un handicap serio per la lingua. l’avverbio là significa ormai ‘’da quella parte’’ e non più ‘’lontano da me’’. i parlanti creano nuove combinazioni: l’espressione della vicinanza si esprime attraverso la combinazione ici + là. La recessione delle forme in –ci crea quindi una mancanza nel sistema della lingua francese: la localizzazione è ormai indipendente dalla posizione del parlante.Probabilmente questo è dovuto all’assenza dell’articolo partitivo nella lingua madre. non li oppongono durante i discorsi. gli aggettivi dimostrativi: ce. 5 Economia delle forme in LA La recessione delle forme in –ci crea uno squilibrio nel sistema del dimostrativo in francese. . Le jour là nous sommes rentrés à pied. l’avverbio là tende a giocare da solo il ruolo di deittico spaziale. il verbo venir richiede ici e non là. da solo. Per riequilibrare il sistema. Il francese camerunese tende a diventare un calco della lingua locale. tra ci e là. il dimostrativo e la valenza locativa sono entrambi compresi nella stessa parola. Si ritrova tanto nel parlato quanto nello scritto. e dall’altra parte degli avverbi di luogo che indicano o la prossimità. In altre combinazioni viene rafforzata la precisione riguardo alla posizione del parlante. al quale esso è legato attraverso un trattino (Cette fille-là). Le influenze risultanti dalla struttura della lingua madre portano ad un certo numero di perturbazioni nel francese camerunese. ci. cet. Sebbene sia un pleonasmo. cet. Sistematicamente. La generalizzazione dell’uso dell’avverbio là fa in modo che esso ormai indichi sia la vicinanza che la lontananza. Il francese standard possiede. Si pone tuttavia un problema. Nelle lingue locali invece.

là è utilizzato nel senso di ‘’in quella direzione’’. • Espressione del modo -Comme ça + là . • Espressione della presenza o dell’assenza: -Verbo + là L’enfant-là est là. c’est là que j’allais tomber évanouie. Infatti. je lui ai tanti donnè de la peine. mentre in francese è anteposto (là haut). • Espressione del tempo -Avverbio di tempo + là J’ai rencontré un frère dernièrement là. Regardez ici là. Il parlante non dice al suo interlocutore di guardare ici o là. là è sempre posposto (haut-là). Tra le sue funzioni deittiche e anaforiche l’avverbio là entra in parecchie combinazioni per esprimere differenti cose: • Designazione di un oggetto.Loin-là (in quella direzione che è lontano da me) A côte-là (in quella direzione che è accanto a me) Notiamo un’altra volta che in tutte queste combinazioni . -Possessivo + nome + là Il est parti chez son ami-là. infatti non è là a determinare la parola anteposta. La parola principale in ognuna di queste combinazioni è là. -Avverbio + avverbio + là Maintenant même là. casomai il contrario. -Articolo + nome + complemento + là C’est à Douala qu’il a appris le métier de férrailleur-là. -Articolo + nome + aggettivo qualificativo + là Il doit rentrer le lundi procaina-là. Per altri in alcune di queste combinazioni. il ne m’a rien dit. si elle revient. esso si combina non solo agli elementi spaziali che precisano il luogo ma anche al nome e ai suoi determinanti. qu’elle ne revienne pas avec l’idèe que. ma di guardare in quella direzione (là) che è vicina a lui (ici) L’avverbio ici fa parte di un insieme di elementi avverbiali che si organizzano in microsistemi semantici. -Possessivo + numerale + nome + là Ce sont ses deux cousins-là qui sont à mesure de nous donner des informations. -C’est/C’était + là Quand j’ai vu mon fils. Abbiamo detto che l’avverbio là gioca il ruolo deittico spaziale di ‘’in quella direzione’’. una persona o una cosa: -Articolo + nome + là Le jour-là nous sommes rentrès à pied. la parola anteposta è tutt’al più una precisazione supplementare.

interviene nei contesti in cui l’assenza dell’articolo è di rigore.a nche nei gruppi più forti. L’ordine delle parole negli enunciati è praticamente totalmente identico. ‘’porter malheur’’ etc sono dislocati dall’inserimento du un articolo davanti al nome. Le regole che regolano il funzionamento della’rticolo zero non sono rispettate nel francese camerunese. Gruppi come ‘’porter fruit’’. Le parole apostrofate restano le uniche in cui i parlanti non hanno bisogno dell’articolo. Nel francese metropolitano. nel francese camerunese troviamo frasi di questo tipo: Je suis un homme qui a déjà vécu des pareilles situations . un sostantivo preceduto da un’aggettivo qualificati non ha bisogno dell0artilo. la presenza o l’assenza del determinante specifico corrisponde in generale a degli usi differenti. In effetti il francese standard non ammette gruppi formati sul modello possessivo + nome + là (mon frèrelà). sintatticamente e semanticamente parlando. nel francese camerunese. Per un dato sostantivo. Rimarchiamo. J’ai fait un laccident à Bafia Non c’è che l’articolo definito che. Tuttavia. -Dimostrativo + là + pronome relativo  L’histoire que vous aurez à découvrir ne sera pas de celles-là qui n’ont rien à avoir avec notre contexte acque. -Si rimpiazza il gruppo della lingua francese con un calco: Aller à pied > Marcher avec le pied: Je marche avec le pied quand mon argent est fini. L’acquisizione dell’articolo è il passaggio di concretizzazione di un’idea astratta che acquista la definizione di quel soatntivo. l’assenza dell’articolo equivale a uno stato di astrazione provvisoria. La presenza della’rticolo. • Espressione dell’insistenza -Là + avverbio di luogo Je suis allé là où elle frequente -Dimostrativo + nome + là + avverbio Nous ne sommes plus à cette époque-là où les femmes ne parlaient pas aux hommes. Essi hanno valore deittico. Molte di queste forme si sono fissate nella sintassi del francese camerunese. Altri autori camerunensi lo sfruttano a fini stilistici. sul piano sintattico. Abbiamo qui un modo di esprimersi e tradurre alcune realtà che i parlanti hanno acquisito attraverso la pratica delle loro lingue locali. I gruppi que voilà/que voici sono in realtà delle preposizioni subordinate relative dove il verbo voir e l’avverbio di luogo si sono agglutinati per formare una sola parola che è oggi considerata come un presentativo. Anche l’articolo indefinito si ritrova in molti casi: Avoir rendez-vous > Avoir un rendez-vous Porter fruit > Porter des fruit Nel farncese standard. 6 Lo statuto linguistico dell’articolo definito I parlanti hanno una tendenza a conservare l’articolo definito davanti al nome. che sarebbe tutt’al più interpretato come “mon frére que voilà/que voici”. rappresenta una tendenza generale della lingua francese in acmerun. Questo modo di esprimersi si ritrova solo nel parlato quotidiano. Questo avviene in due modi: -Si mette semplicemente l’articolo rtra il nome e la parola che lo precede Porter fruit > Porter des fruit: Mon mensonge commence à porter des fruits. che la struttura del francese camerunense di rapporta a quella delle lingue locali.Je suis allé à l’hôpital comme ça là.

La sua attribuzione non si spiega che attraverso ragioni di forma. di modo che i sostantivi a terminazione femminile tendono a femminilizzarsi e quelli a terminazione maschile tendono a mascolinizzarsi. Nel francese camerunese la tendenza a rimpiazzare il dimostrativo con l’articolo definito conduce ad attribuire alla particella avverbiale la funzione del dimostrativo. un maschile un essere maschile e un neutro le cose che non hanno sesso. analogia o etimologia. e. L’articolo determinativo francese funziona come l’affisso normale della lingua madre che serve ad esprimere il singolare. esso non ha alcun valore grammaticale. Il nome ha sempre bisogno di essere validato attraverso i tratti del genere e del numero. Il genere grammaticale è puramente conversazionale in francese. l’articolo definito tende a rimpiazzare l’indefinito e il partitivo. Spesso i parlanti camerunesi associano abusivamente il genere alle sonorità. 1 Il genere Il genere grammaticale pone seri problemi. 1. • Le parole che terminano all’orale con una consonante e allo scritto con una e muta tendono a femminilizzarsi: La première étage. La categoria del nome La categoria del nome comprende le parole con le quali si designano gli altri.1 L’analogia Le sonorità giocano un ruolo importante nell’evoluzione del genere del sostantivo. Il nome costituisce la testa del sintagma nominale. l’articolo definito plurale funziona come l’affisso che serve ad esprimere il plurale. La grammatica francese considera la e muta come tratto del femminile. ongle. Alcuni nomi sono percepiti come maschili e altri come femminili. Un incendie > Une incendie . La logica della lingua madre tende a prendere il sopravvento su quella del francese. gli oggetti.I parlanti rimpiazzano “de pareilles situations” con “des (de + les) pareilles situations” Si ha spesso l’impressione che i parlanti camerunesi restino indifferenti ad alcune sfumature specifiche della lingua francese. ci deve essere concordanza tra genere e sesso. i fenomeni. i sentimenti. L’opposizione tra maschile e femminile non esiste che tra i soggetti animati. O essi non le percepiscono in modo adeguato. Questa esigenza costituisce una delle particolarità della lingua francese. Alcuni parlanti arrivano anche a sbagliare alcuni nomi in c’è l’articolo definito. Queste restrizioni non lasciano alcun margine di manovra ai parlanti perché le regole che riguardano il funzionamento delle categorie del genere e del numero sono fisse.. per cui un nome femminile designerà una essere femminile. Quando si esaminano le lingue locali si nota che esse non hanno gli articoli. Infatti. a] sono percepite come femminili. I parlanti confondono questi affissi come articoli della lingua francese. In questo il francese si distingue dall’inglese e sa tutte le altre lingue camerunesi. intervalle. • Le parole che terminano per i suoni [i. Logicamente. E’ così che molte parole maschili diventano femminili: épisode. ma fuori dalla frase. agglutinandolo al nome (laccident). Il bisogno di renderla più concreta si manifesta nella recessione dell’articolo zero. quindi le opposizioni tra i veri articoli non sono conosciute. o non prestano attenzione. Il conflitto tra lingua madre e francese fa trasparire un conflitto tra la cultura francese e quella camerunese. Ma essendo il neutro completamente sparito dalla lingua francese questa concordanza di genere non risponde più. y. Esso soppianta anche l’aggettivo dimostrativo. Il francese è percepito come una lingua troppo astratta. etc.

Oltre il carattere economico che comportano questi calchi. Parole come ami e amie non si oppongono assolutamente per la loro lunghezza vocalica finale. ricorre a questo processo il cui fine è quello di fornire una informazione sufficiente per preservare le distinzioni fondamentali. Quando il parlante non è sicuro che la differenza di sesso venga percepita dal suo interlocutore. L’azione composita dell’iniziale e della finale è. a Parigi in particolare. la quantità vocalica non ha alcun valore fonologico. Le bébé-fille/ Le bébé-garçon In un primo tempo si nota una tendenza a generalizzare la regola. Nel caso specifico. I parlanti fanno intervenire questo processo. la vocale iniziale del sostantivo agisce sulla finale dell’aggettivo anteposto secondo l’effetto della liaison: “premier étage” tende a diventare “première étage”. Parole come pâte e patte si oppongono solo per la quantità vocalica della vocale a. In effetti. il genere grammaticale non è un carattere morfologico circostanziale attaccato ad ogni sostantivo come in francese. Esso non interviene che quando il parlante ha bisogno di esprimere un’opposizione dei sessi. Abbiamo qui un problema legato all’orale. ami vs amis.3 La differenziazione compensatoria Secondo alcuni teorici c’è in francese una quantità di parole che hanno dei significati del tutto differenti a seconda se esse sono pronunciate con una vocale lunga o breve. la durata vocalica di una vocale che appare in posizione finale permette perciò di distinguere il maschile dal femminile in parole come passé e passée. giacché c’è un reale bisogno di opporre il sesso maschile a quello femminile nell’attività linguistica. in generale. quello che agisce è un fenomeno di insicurezza linguistica. Per questi epiceni il francese camerunese tende ad utilizzare il determinante maschile per il sesso maschile e il determinante femminile per il sesso femminile: Un ange/une ange Un cas/une cas 1. u. che in realtà è un calco. i. etc. Secondo Grevisse questo stato della lingua tende a sparire in alcune regioni. in francese per differenziare il maschile dal femminile nelle parole in cui la terminazione non è di aiuto per distinguere il genere. φ. Sono degli epiceni.2 Il cambiamento dei determinanti In francese il genere è un carattere morfologicamente variabile attaccato ad ogni sostantivo. i cambiamenti tendono a compiersi pienamente. amie. si produce necessariamente un altro cambiamento strutturale che compensa la perdita di informazione che ne consegue. Nel francese camerunese. Molti di questi epiceni sono di un unico genere grammaticale. In effetti. Tuttavia ci sono dei sostantivi che non cambiano dal punto di vista morfologico quando esprimono sessi diversi. . e che le regole variabili diventano invariabili. Le vocali [e. seguite da una s sono lunghe: ami vs amies. y] seguite da una e muta sono lunghe: aimée. Si ha quindi una perdita di informazioni che i parlanti cercano di compensare con l’aiuto di processi già esistenti nella lingua madre. In questo caso. L’evoluzione del genere risponde a un desiderio di discriminazione. c’è da notare che durante l’evoluzione linguistica. è così che si permette di diminuire il numero di parole che possono servire a caratterizzare i sostantivi per i parlanti che vogliono indicare il genere.• C’è una tendenza a cambiare il genere a causa dell’influenza di altre parole che già esistono nel lessico della lingua francese: Hémisphere > tende a femminilizzarsi a causa di > Sphère étage > tende a femminilizzarsi a causa di > image Caramelle > tende a femminilizzarsi a causa di > Semelle Inoltre. molto determinate. 1. nelle lingue locali. ma si mantiene in altre regioni della Francia. In effetti la categoria del genere che non corrisponde ad una differenziazione sessista è un deficit della lingua francese.

mentre une bordelle è una prostituta. dall’altra permette di esprimere l’idea della persona che fa l’azione di. di pregiudizi sociali e di superstizioni..Le opposizioni homme vs femme. • Si denasalizza la vocale nasale: Cochon/truie >Cochon/Cochonne . Esso è motivato da un bisogno di chiarezza. Il suffisso si attacca al sostantivo che attraverso la sua terminazione permette di derivare il femminile. garçon vs fille non indicano solamente la differenza d’età bensì apportano una precisione supplementare legata non solo alla differenza d’età ma anche allo statuto sociale dell’individuo in questione. • Si conserva il maschile quando il femminile è raro o non esiste: Maître Tabou Lo stesso fenomeno si produce in francese standard con l’opposizione docteur/doctoresse. e. Il sostantivo doctoresse sta scomparendo in favore di docteur che ormai designa sia gli uomini che le donne.4 L’opposizione del genere per derivazione La derivazione per suffisso è un processo molto attivo nell’opposizione del genere. • Si rimpiazza un suffisso poco frequente con uno più frequente: Bailleur/bailleresse > bailleur/bailleuse Il rimpiazzo del suffisso –eresse per –euse si fa per analogia con bâilleur/bâilleuse. in tutta risposta ricorrono a diversi processi. Esso è un essere umano di sesso maschile che conduce una vita dissoluta. Footballeur > Footballeuse Défenseur > Défenseuse 1. Gli uomini sono sempre considerati migliori delle donne. Questa opposizione pone a livello del Camerun un problema di mentalità. Non c’è solamente l’eliminazione di forme rare ma anche di forme arcaiche: Grand-mère > grande mère • Si rimpiazza un suffisso che non permette una netta opposizione con un altro più adatto: Supérieur/supérieure > Supérieur/supérieuse • Si modifica la terminazione cambiando il determinante: Un bordel > Une bordelle Nel francese camerunese un bordel non è un luogo in cui si pratica la prostituzione.5 Le motivazioni delle terminazioni Un processo di distruzione-ricostruzione è in atto nel farncese parlato in Camerun. La lingua elimina e distrugge le terminazioni che non soddisfano la necessità di un opposizione chiara tra maschile e femminile. 1. • Si rimpiazza un sostantivo con un aggettivo sostantivato: Une recrue: recruteur > un recruté> une recrutée • Si crea un parola nuova per derivazione regressiva: Un bavard/une bavarde > un bavrdeur/une bavardeuse Il suffissco –eur con uil suo femminile in –euse ha un valore simbolico molto importante perché da una parte permette di opporre maschile e femminile senza errori.

Tryan/∅ > Tryan/tryanne • Si rimpiazza –aire con –ère: Pécuniaire> Pécunière > Pécunier Le parole in –aire hanno l’inconveniente di non variare tra maschile e femminile. Inoltre anche unità non contabili sono viste dai camerunesi come contabili. non intera.. 2. E’ adottato in francese camerunese ed è maschile.1 Il singolare semantico . 2 Il numero La classe del numero permette di classificare le parti del discorso per ciò che riguarda la quantità numerica. (le lom etc) Il sostantivo mayo è un prestito dl fulfuldé che significa corso d’acqua. la lobé). le lingue veicolari (pidgin. Douala est plus petit que Yaoundè. allora esse è maschile. Alcune nozioni che in francese sono espresse al singolare. In francese la dualità è concepita come due esseri della stessa specie che si completano l’un l’altro (uomo/donna). in genere.6 Il genere dei prestiti I prestiti. e viceversa. in francese camerunese. Une orange Un/Une tonic Per quanto riguarda i corsi d’acqua si attribuisce il femminile a corsi e fiumi che terminano per –a (la sanaga) e per –è o ei (la kadéi. finita. L’etimologia non esercita nessuna pressione sul genere grammaticale. Alle bevande è attribuito il femminile per quanto riguarda le birre e le bevande gassate. • Si rimpiazza [ar] con [ard]: Bizares > Bizardes Il maschile e il femminile non sono ben distinti all’orale. In alcune di esse non si pone il problema del genere grammaticale. Notiamo le stesse tendenze nel francese camerunese. intera. non finita. Per quanto riguarda i prestiti la tendenza generale è quella di attribuire il maschile a tutte le parole prestate. che si oppone all’unità incompleta. Tutti i nomi comincianti per mayo (mayo-kebi) sono maschili. alle città si attribuiscono nomi maschili. I nomi di piante. a differenza del francese. Il francese oppone il plurale al singolare che distinguono l’unità dalla molteplicità. Nel francese parlato. provengono da tre principali fonti: le lingue locali. Questo pone dei problemi ai parlanti che trasformano bizares in bizardes sul modello di un bavard/une bavarde. Quando non c’è una particolare ragione per la quale quella parola debba essere femminile. Il suffisso –ére più frequenta tende a rimpiazzare –aire di modo che il maschile e il femminile delle parole in ère/er si oppone chiaramente. vengono espresse al plujralòe nelle lingue camerunesi. Le lingua camerunesi oppongono come il francese il singolo alla molteplicità ma hanno delle sfumature differenti: c’è la categoria dell’unità completa. 1. L’inglese oppone anche la dualità alla pluralità. Nei libri di geografia del Camerun esso designa i fiumi della parte settentrionale del Camerun. Gli altri sono maschili. con le loro caratteristiche di scarsa portata e di corsi ad intermittenza. fulfuldé) e l’inglese. (incendiaire) In più c’è confusione tra –aire e –ére. Questa categoria non è così in tutte le lingue parlate in Camerun. alberi e erbe sono maschili. non come in inglese che è intesa come una coppia di due cose uguali. Per le altre c’è incertezza.

Esso designa un’entità che il francese non ha necessità di contare.4 L’intero e il non intero I camerunesi oppongono l0’unità completa a l’unità non completa. Tuttavia questa rappresentazione varia da cultura a cultura. finita. nel francese metropolitano. Il modo di quantificare differisce da una cultura all’altra. gli animali. 2. mentre in inglese non lo è. si può vendere in sacchi (50kg ca). L’unità completa è un’entità normale. Nella cultura francese funérailles si utilizza sempre al plurale poiché esso designa una serie di cerimonie volte a dare l’ultimo saluto a qualcuno. Alla base di questa interpretazione esercita l’influenza della cultura locale. Il soggetto esprime in francese la realtà così come la lingua madre ha loro insegnato a percepirla. Un sostantivo che designa un insieme p utilizzata per designare una delle parti dell’insieme. In realtà qui si pone il problema della penuria di parole francesi per designare le realtà camerunesi. e gli oggetti percepiti come suscettibili ad essere isolati e contati. Nella lingua francese ad esempio la frutta è un’entità contabile. Nel francese camerunese. e di conseguenza. integrale o completa.3 Le entintà non contabili La categoria del numero oppone le entità contabili a quelle non contabili. in chili etc. La festa organizzata con l’occasione della commemorazione del decesso di qualcuno è sconosciuta alla cultura francese. Nella cultura camerunese invece. 2. che non soffre di alcuna mancanza mentre l’unità incompleta è quella che non è finita. Nella categoria dei non contabili troviamo le classi di oggetti e le nozioni rappresentate come masse indivisibili.Esso riguarda certi sostantivi che. sono utilizzati solo al plurale ma che nel francese camerunese sono designati come entità uniche. Il francese camerunese tende ad adottare il modo di quantificare delle lingue locali. Nella categoria delle entità contabili si classificano: gli uomini. Anche qui è il fenomeno culturale ad influenzare la struttura ella lingua. SI valuta la quantità in tonnellate o metri cubici. Les mais Nella cultura francese il sostantivo mais è un nome non contabile così come la sabbia o il riso. non ci sono parole che la designano in francese. si dice funéraille una festa organizzata con l’occasione della commemorazione di un deceduto. Moustaches L’utilizzo del plurale invece che il singolare viene qui considerato coome tipico del linguaggio familiare. Ci possiamo ben rendere conto che in base al fenomeno soprascritto il problema è la percezione della realtà quotidiana. si ha il bisogno di quantificare questa entità in unità più piccole che la tonnellata o il metro cubo. Demi-pain Homme entier . Funéraille Si pone qui un problema di interpretazione della realtà quotidiana. Tuttavia queste forme si stanno stabilizzando nella lingua quotidiana.2 Il plurale semantico Esso riguarda i singolari che hanno un valore collettivo. 2. dove il mais fa parte dell’alimentazione quotidiana. Ogni popolo ha la sua visione del mondo.

. C?è qui un isomorfismo della lingua francese e delle culture locali.). Questo modo di percepire la realtà non è solo un fatto di lingua. in realtà vuol dire che non è intero. Il verbo è dunque una parola che sola può esprimer in modo sintetico diverse idee. La categoria del verbo E’ il verbo che all’interno della frase può cambiare il processo o lo stato del tema. L’analisi del sostantivo attraverso lo studio delle categorie del genere e del numero ci permette di notare due grandi tendenze: una tendente a colmare le lacune inerenti al sistema della lingua francese. rimpiazzando demi con court: un homme court. Questa funzione predicativa gli conferisce un’importanza fondamentale tanto che esso è portatore di desinenze che gli permettono di esprimere il tempo (momento in cui si svolge l’azione). l’aspetto (è un azione momentanea o che dura). bensì incompleto. ordine. il modo (l’attitudine dell’enunciatore faccia faccia dell’azione espressa dal verbo: dichiarazione. la persona (chi svolge l’azione). In francese standard si traducono queste idee in modo differente. 1 La creazione dei verbi • A partire da un nome But Chicotte Croc Marabout > Buter > Chicotter > Crocquer > Marabouter Marquer un but (fare gol) Battre avec un chicotte (frustare) Mordre avec des crocs (azzannare) Avoir recours aux services d’un marabout (essere andati dallo sciamano) Tête > Têter Donner un coup de tête (dare una tazza di te) Alcuni nomi subiscono un’alterazione: Bordel Cadeau Java > Border (perdita di -el) Se prostituer (prostituirsi) Faire un cadeau (fare un regalo) Faire la java (fare la bella vita) > Cadeauter (aggiunta di -t-) > Javer (eliminazione –a-) Altri nomi sono dei prestiti Boom (ing) Flash > Boomer > Flasher Prendere parte ad una festa a sorpresa Fare brutta figura . il numero (singolare o plurale). l’espressione della visione del mondo. Questo può ben giustificare il carattere prolifico del francese camerunese nella creazione dei verbi. supposizione. e l’altra tendente ad esprimere il francese la realtà come viene concepita dalla cultura locale. La parola demi nel francese camerunese è influenzata dal suo equivalente contestuale nelle lingue locali che. corto.In francese camerunese demi non significa rigorosamente diviso in due parti uguali o che è la metà di. è anche un fenomeno culturale.

(lateriser/lateritiser).C. l’unica differenza è a livello della forma. (rassemblement Democratique du Peuple Camerounais) > Erdépécise r Espandere la dottrina del R.D.P. La creazione dei verbi permette di soddisfare il bisogno di economia. o una conseguenza dell’ignoranza. Africain Indigène Tribal Vierge > Africaniser > Indigèniser > Detribaliser > Dévierger Dare un carattere africano Dare un carattere indigeno Diminuire il carattere tribale Deflorare La creazione dei verbi a partire dal nome o dall’aggettivo pone il problema dei doppioni.La creazione dei verbi con l’aiuto del suffisso –ISER è probabilmente un prestito del suffisso inglese –IZE Camerou n Coran > Camerounizer > Coraniser Rendere camerunese Imparare col cuore le proprie lezioni • A partire da un aggettivo Questo genere di verbi indica in generale una trasformazione che obbedisce ad uno stato o che è volta a donare una caratteristica che non esisteva in partenza. Mentre certi parlanti cercano di guadagnare tempo mentre parlano altri sono più precisi.D. Ogni coppia esprime la stessa idea.P. J’en ai Mot à mot > enavoir > motamoter J’ena l’argent J’ai motamoté le poeme • A aprtire da un’abbreviazione R. Ci sono molti verbi non riconosciuti in francese standard che sono tuttavia ormai accertati nel francese camerunese come giusti e correnti. D’altra parte spesso c’è confusione tra le parole che intervengono vicine nella stessa frase.C. La tendenza è quindi ad eliminare tutto ciò che non è strettamente necessari alla comunicazione in modo da alleggerire il peso di informazioni. Questo problema si ha anche in francese stand ars (dialectiser/dialectaliser). • A partire da un gruppo di parole La creazione dei verbi a partire da un gruppo di parole è o una conseguenza dello stle. Torcher (dirigere un fascio luminoso di una torcia su qualcuno o qualcosa per illuminarlo) Braiser (cuocere alla brace) 2 Eliminare le irregolarità . Quando si tratta di un effetto stilistico c’è l’intervento della volontà e un problema di espressività.

La necssità di atnto sforzo non può verosimilmente. Je Tu Il Nous Vous Ils Dispar ai Dispar ai Dispar ai Dispar ai Dispar ai Dispar ai (s) (s) (t) (ssons) (ssez) (ssent) I verbi irregolari tendono a calcare il loro participio passato su quello dei verbi regolari del secondo gruppo. Devoir. si distinguono i verbi regolari e quelli irregolari. e su quella formano il participio del verbo irregolare. Faire e aller su 6. Gli irregolari sono quelli che non seguono questo sistema. boire. Applaudir > Applausser Rompre > Romper Frire > Frier Choisir > Choississer . ma essa arriva ad avere un’influenza sul francese stesso. Quindi la lingua madre non è più solo un fattore di identificazione. La complessità di questo sintema necessita di capacitò mnemoniche molto alte. Il francese viene poco praticato se non al di fuori della scuola. voir. modo e persona. nuire etc su 2. Savoir. envoyer etc su 3. Rompre > Romper Il verbo être si coniuga su 9 basi. C’è una tendenza linguistica che porta soprattutto i meno istruiti a coniugare un verbo scegliendo una sola base. Souffert > Souffri L’economia delle forme verbali porta il parlante a rivedere l’infinito dei verbi. recevoir. Avoir. prendre. Possiamo notare come maggiore è il numero di basi di un verbo. C’è una tendenza a superare il problema delle molteplici basi dei verbi irregolari ‘’regolarizzandole’. valoir e comprendre su 4. tenir. venir. la più usata (di solito la 3 persona singolare): Va Je Tu Va Il Va No Va us Vo Va us Ils Va Il caso del participio è simile. connaître. dal punto di vista funzionale e pratico. L’esistenza di basi numerose è in effetti legata alla frequenza d’uso: l’efficacia della comunicazione esige la massima differenziazione delle forme utili. Sono detti regolari quei verbi che si coniugano su una sola base (1 gruppo) o due (2 gruppo) e che con un'unica desinenza permettono di riconoscere tempo. Il loro gruppo è costituito da verbi che hanno comportamenti vari e che si coniugano su basi differenti. vivre.In francese. maggiore è la sua distribuzione. Parler. (La terza persona singolare diventa participio). Nettoyer. giustificare se non con il fatto che ad ogni forma corrisponde un senso distinto. I parlanti scelgono una base. plaindre. apprendre. offrir etc su 1. chanter. vouloir e pouvoir su 5. cuire. La pratica permette di aiutare la memoria.

Les lettres parviennent vite à destination. Se è vero che c’è uno stretto rapporto tra lingua e cultura non è di meno vero che la lingua è lo strumento attraverso il quale la cultura è veicolata. il va etc. Solo l’uso di un alto francese giustifica lo sforzo che si fa nel mantenere je vais. Vediamo come gli enunciati francesi e quelli camerunesi sono uguali dal punto di vista semantico. La maison est située face à la route. I verbi che terminano per –r o –ire vengono coniugati al presente indicativo come i verbi in –ier (concire > concier). Così. Secondo la sua natura. ils vont distinti.Coniugati al passato semplice dell’indicativo i verbi del secondo gruppo tendono ad adottare le desinenze dei verbi del 1 gruppo. Francese standars Les Ministres balbutiaient. Le culture locali sono empiriche e irrazionali e si manifestano abbondantemente attraverso pratiche come la magia. (vedere fotocopie d29/4) . il va. Nella cultura camerunese l’intuizione e la presenza dello spirito sono percepite come una voce che viene dal cuore. L’economia delle basi verbali fa in modo che il parlante tende a trattare tutti i verbi come se fossero del primo gruppo. alcuni verbi intransitivi funzionano come pronominali. Esso si manifesta attraverso la riduzione del numero delle basi. E’ superficiale parlare solo di differenze linguistiche. I verbi del 2 e del 3 gruppo sono coniugati al passato semplice con le desinenze del 1 gruppo (nous finissames). Di conseguenza il camerunese non ha lo stesso modo di apprendere la realtà che il francese. per cui vengono spasso attribuiti verbi con il tratto umano anche a oggetti o animali.1 Influenza dei tratti lessicali C’è una forte tendenza nel francese camerunese alla personificazione degli oggetti. vous allez. constatiamo che quelli del francese camerunese sono dei calchi che traducono la realtà come è espressa nelle lingue locali. I rapporti non sono gli stessi ne della stessa importanza tra i verbi e i suoi satelliti. Agisce in realtà una manifestazione spontanea della cultura dell’individuo al momento di parlare francese. tu va. J’ai eu l’intuition de monter. Mon coeur m’a dit de monter. Per la maggior parte dei casi è più consono dire je va. Ma è l’utilizzo delle parole in un duiscorso che permette la creazione di un senso figurato. tu vas. E’ come se i tratti allagassero il proprio dominio. La maison regarde la route. nel francese camerunese. così l’evoluzione del senso di un verbo può avere incidenze sulla sua sintassi. Francese Camerunese Les ministres mangeaient la bouche. Se analizziamo attentamente gli enunciati. ogni gruppo di parole possiede un ventaglio di funzioni che gli è possibile svolgere insieme al verbo. ne alle regole sintattiche. Il cuore è esso steso considerato come il luogo delle emozioni. La proprietà del senso figurato non appartiene ne alle unità lessicali. del pensiero e della riflessione. Le lettres marchent vite. 3. 3 Comportamento sintattico dei verbi Ai verbi sono spesso annesse delle parole appartenenti al sintagma verbale il cui ruolo è o di modificare o di completare il suo senso. ma sul piano formale essi sono differenti. Così come i sensi e gli effetti dei sensi possono modificare la natura dei rapporti tra i verbi e i suoi satelliti. nous allons. Salisserent Alla base di tutti questi problemi si trova il principio di economia linguistica. e altri transitivi funzionano come intransitivi. L’incompatibilità tra la natura di alcuni soggetti o di certi complementi con quelli di certi verbi non c’è più nel francese camerunese a causa di un fenomeno culturale.

Per il semplice fatto che queste opposizioni non esistono nelle lingue locali.3 La confusione tra l’uomo e l’atto Quand c’est un enfant qui fait ça. Gli animali e le cose sono considerati come degli esseri aventi gli stessi attributi che gli uomini: sono dunque dotati di un anima. (come se si spostassero da sole) Ta bouch parle trop. Nella cultura tradizionale p la persona che ha compiuto l’atto a dover essere sgridata. te. In injecter. Questa distinzione non è fatta dalle culture locali. vous raoppresntati lo stesso essere o la stesa cosa che il soggetto. Gli atti fatti da un animale non possono in alcun modo essere assimilati a quelli compiuti dall’uomo. E’ il verbo che ha il compito di esprimere gli atti compiuti dal soggetto. Il francese camerunese e le lingue locali notano di più la siringa: injecter vien letto di più come essere punti dalla siringa. il francese standard mette l’accento sul prodotto che va iniettato all’individuo. Qui il parlante esprime il fenomeno come è concepito nella sua cultura. (Come se fosse indipendente dal resto del corpo) C’è come una confusione nella coscienza linguistica dei parlanti tra le opposizioni [+umano] / [umano] e [+animato] / [-animato]. Questo animismo si manifesta in modo incosciente e spontaneo. creando così nuove confusioni. 4 Gli usi pronominali S’est décédeé Nous nous sommes conduit S’est éclatée I verbi pronominali sonoq ueli che sono accompagnati dai pronomi personali me. (come se la manioca fosse dotata di volontà) La pluie veut déjà tomber. E’ quello che i banchi chiamano animismo. Nel francese standard tutto ciò che ha a che fare con l’uomo è designato da termini che inspirano nobiltà e rispetto così come tutto ciò che riguarda gli animali. Si può utilizzare lo stesso termine per esprimere l’azione fatta da un uomo o da un animale o da una cosa. Queste differenze non hanno influenza che sulla compatibilità dei tratti lessicali tra verbo e soggetto e i suoi complementi. essi sembrano ignorare che esistono in francese. Nel francese metropolitano non si reproche qualcuno ma qualcosa. Mon manioc refuse de pousse. del pensiero. Non si rende conto che la sua cultura apprende il fenomeno da un angolo differente. Ogni lingua apprende da una diversa angolazione. di sentimenti.2 Caso dei tratti [± umano] e [± animato] Uno dei domini in cui si manifesta maggiormente la cultura tradizionale camerunese è quello delle parole della lingua francese che si oppongono per i tratti lessicali [± umano] e [± animato]. se. nous. 3.. non c’è una netta differenza tra gli esseri animati e quelli inanimati. Si distinguono i verbi . La lingua francese non utilizza lo stesso verbo per esprimere l’atto di concepimento tra lui e l’animale: La femme accouche L’animal met bas L’oiseau pond L’uomo è un mammifero come gli alti ma non è trattato allo stesso modo: accoucher si dice solo per gli umani. gli esseri inferiori è designato con un po’ di sprezzo. Nella cultura tradizionale camerunese. on le reproche. lui ha dei pieds mentre gli altri hanno delle pattes. Molti verbi transitivi o intransitivi nel francese funzionano qui come verbi pronominali. gli esseri umani e gli animali o le cose. (come se essa potesse manifestare le sue intenzioni) Les lettres marchent vite à la poste. Luis n’aime pas qu’on l’injecte. esso possiede dei dents mentre gli animali dei crocs. non c’è nulla in comune tra i due.3.

Il dettaglio qui è molto piccolo: un azione che ricade sul soggetto. Je m’envais réparer mes chaussures chez le cordonnier. 5 Fare e far fare I parlanti sembrano non distinguere le differenze tra fare e far fare. Si può dire che essi percepiscono la realtà a modo loro. In realtà non è je che fa l’azione di réparer le scarpe. che esprimono un’azione che ricade sul soggetto. Un palloncino che éclate.pronominali riflessisi. verbo intransitivo. dai pronominali soggettivi dove i pronomi non hanno alcun valore semnatico e non gicano dal punto di vuista sintattico nessun ruolo di complemento oggetto. al massimo è le cordonnier che le riapra. Di conseguenza il parlante dice che le ballon s’éclate. I verbi intransitivi sono quelli che sperimentano un’azione limitatat al soggeto e che non passa all’oggetto. che scoppia. si può rompere e lo si può vedere. e un’azione che si limita al soggetto. neanche tra i più acculturati. Ci sono delle sfumature che i patrlanti non sembrano percpire. Nelle lingue locali questa differenza non è percepita. Non distinguono el differenze tra un verbo intransitivo e un pronominale. verbo pronominale. . Cos’ il verbo éclater esprime un’azione che per i parlanti sembra ricadere sul soggtto. Questa azione è fine a se stessa. In francese camernese troviamo dei verbi che sena nessun ragione apparente sono utilizzati come pronominali.