DIRITTO COMMERCIALE (BUONOCORE-LIBONATI) PARTE PRIMA L’IMPRENDITORE IMPRENDITORE INDIVIDUALE Caposaldi dell'imprenditore sono: • Artt.

2082 e ss. c.c.; • azienda; • segni distintivi; • scritture contabili. L'IMPRENDITORE (ART. 2082 C.C.) L'articolo 2082 c.c. disciplina non l'imprenditore commerciale o individuale, ma l'imprenditore "tout court": "l'imprenditore è colui il quale esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni e servizi". Requisiti dell'impresa sono: • ATTIVITÀ ECONOMICA: produzione o scambio di beni o servizi. Per attività si intende una serie di atti finalizzati ad uno scopo, e scopo degli atti dell'imprenditore è l'esercizio dell'impresa cioè della produzione o scambio di beni o servizi. È economica ogni attività diretta ad utilizzare tutti i mezzi produzione - capitale e lavoro - allo scopo di produrre o scambiare beni o servizi a vantaggio di tutti cioè occorre che l'attività stessa sia naturalmente destinata al mercato (destinazione dell'attività economica al mercato). L'articolo 41 Cost. stabilisce che "l'iniziativa economica è libera (nel senso di "libera concorrenza" tra le imprese) e che non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale", nonché il terzo comma stabilisce che "la legge dispone gli opportuni controlli perché l'attività economica possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". Possiamo notare che a
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caratterizzare un attività come attività economica sono due concetti: utilità sociale e funzione sociale, inscindibili perché un attività diretta al mero godimento di un unico soggetto (ad esempio, il proprietario) non è un attività economica. È necessario che abbia anche una utilità economica e che dunque torni a vantaggio anche di altri soggetti, perché la ricchezza creata dall'impresa (occupazione, investimento) torni a vantaggio della comunità. Apparentemente l'articolo contiene un pleonasma, un quid pluris. Infatti attività economica vuol dire già di per sé "attività diretta alla produzione o scambio di beni o servizi". In realtà il codice del 1942 contiene un'innovazione data dalla distinzione tra atto e attività: atto inteso nel senso di fatto naturale definito a posteriore giuridico, perché produce effetti giuridici; attività come complesso di atti giuridici distinti tra loro da un punto di vista concettuale, temporale, ecc., il cui unico comune denominatore è dato dall'elemento teleologico o finalistico, dallo scopo cioè l'esercizio dell'attività economica e dunque la produzione di beni o servizi. La distinzione tra atto e attività è maggiormente evidenziata dal fatto che l'attività può essere lecita e ricomprendere in sé atti illeciti o viceversa. Esempio: nell'ambito di un attività illecita, come il contrabbando di armi, è plausibile il compimento di atti perfettamente illeciti, come la stipulazione del contratto di locazione della sede dell'attività. • ORGANIZZAZIONE: coordinamento dei mezzi di produzione. È requisito fondamentale per distinguere l'attività economica dall'attività d'impresa. Mentre l'attività d'impresa è sempre attività economica, l'attività economica è attività di impresa solo quando il soggetto esercente organizza i fattori di produzione. Infatti, un attività produttiva non organizzata non assume il carattere di impresa, nonostante sia diretta alla produzione o scambio di beni o servizi (es. lavoro autonomo). L'importanza del concetto di organizzazione per il nostro legislatore la si deduce dal fatto che è utilizzato in altre due norme: articolo 2555 c.c. definisce l'azienda come "un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa"; articolo 1155 c.c. definisce l'appalto come "il contratto con il quale una parte, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione proprio rischio, assume il compimento di un'opera o un servizio verso un determinato corrispettivo".
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PROFESSIONALITÀ: abituale e stabile. Si fa riferimento ad un attività esercitata in modo abituale e stabile sebbene non continuativo (es. stabilimento balneare), dunque ad un attività data dal ripetersi di atti relativi a quella professione senza che ciò implichi permanenza o continuità. È sufficiente che non sia occasionale. • SCOPO DI LUCRO: la destinazione del profitto nell'imprenditore non è essenziale. È una componente della "professionalità". Secondo la dottrina lo scopo di lucro non connota l'imprenditore. L'importante è è che il lucro non si è escluso e che si eserciti un attività in grado di produrre un lucro, uno scopo astrattamente lucrativo. Non è un elemento indefettibile per l'imprenditore individuale, ma lo è per la società. Infatti, l'articolo 2247 c.c. definisce il contratto di società come "il contratto con il quale due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune dell'attività economica, allo scopo di dividerne gli utili". In questo caso lo scopo di lucro rientra nella causa del contratto. È vero che l'imprenditore esercita un attività allo scopo di trarne un sostentamento, ma è anche vero che esistono ipotesi in cui si esula da tale scopo. Esempio: società cooperative e mutue assicuratrici, il loro scopo è di offrire beni, servizi e lavoro ai soci a condizioni molto più vantaggiosa di quelle che riscontrerebbero nel mercato. Scopo dei soci è dunque un "risparmio di spesa".

LA SPENDITA DEL NOME La spendita del nome è, invece, un elemento necessario per l'imputazione ad un soggetto di un atto che adesso è collegato il rischio di impresa. Ma dato che l'attività è un fatto e non un atto, ci si è chiesti se fosse necessario per l'imputazione di un attività la "spendita del nome". La maggioranza della dottrina dice di sì, ma si pone il problema dell'imprenditore occulto. L'IMPRENDITORE OCCULTO È colui il quale è il vero dominus dell'impresa, ma chi agisce è un prestanome. Un soggetto può ricorrere all'imprenditore occulto perché

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ma che attengono all'esercizio dell'impresa. invece. 2. Secondo il Bigiavi bisogna capire se il soggetto è imprenditore in relazione al criterio della "spendita del nome" o in relazione all' "esercizio dell'attività". stabilisce che gli atti compiuti dall'institore. invece. stabilisce che "è imprenditore che esercita un attività economica". cioè "la tutela dei terzi". il creditore può aggredire le 2 posizioni: l'imprenditore palese secondo il criterio della spendita del nome.1. In questo caso il principio della spendita del nome viene di derogato. Colui il quale ha combattuto per l'affermazione della responsabilità e il coinvolgimento del fallimento dell'imprenditore occulto è stato il Bigiavi. l'imprenditore occulto secondo il principio esistente in tema di responsabilità civile. Bigiavi. arriva a configurare l'imprenditore occulto come imprenditore senza parlare di responsabilità così come Ferri. Questo principio di responsabilità è filtrato da un altro principio importante. per cui con il quale è l'effettivo titolare di certi atti risponde che gli effetti negativi e positivi. l'attività imprenditoriale non è compatibile con il proprio status (esempio: minore senza autorizzazione). ma di fatto non lo è? L'articolo 2082 c. civ. 147 l. facendo apparire o un imprenditore nullatenente.. Secondo Ferri. per evitare che i terzi creditori possano far valere le proprie pretese sul patrimonio del reale imprenditore. fall. che è il soggetto che agisce in nome proprio. 4 . coinvolgono la responsabilità non solo dell'institore. A chi si rivolge il terzo creditore che ha contrattato con un soggetto che appariva imprenditore. Nella ricostruzione del Bigiavi le norme fondamentali sono l'art. Dunque per coinvolgere anche l'imprenditore occulto è necessario: • dimostrare che esiste un rapporto sociale tra l'occulto e il palese. ma pure l'imprenditore. Nel nostro ordinamento giuridico vige il principio secondo il quale la responsabilità del compimento di determinati atti rileva nei confronti di colui il quale gli atti sono imputati.c. 2208 cc e l'art. anche senza spendere il nome dell'imprenditore. Ci si è chiesto come riversare gli effetti negativi di un attività sfociata in un fallimento sull'imprenditore occulto. L'articolo 2208 cod.

far fallire la società ed applicare l'articolo 147 L. fall. secondo il quale ".... se risulta l'esistenza di altri soci, il tribunale dichiara il fallimento dei medesimi". In questo caso non si sovvertono il principio della spendita del nome, perché il fallimento dell'imprenditore occulto, una volta scoperto, avviene in estensione e non autonomamente come imprenditore.

LA SOCIETÀ APPARENTE Non è da confondere l'imprenditore occulto come la società apparente che è un'invenzione della giurisprudenza che si ha quando più soggetti agiscono ingenerando dei terzi la convinzione di agire uti soci (come soci).

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CAPACITÀ ALL'ESERCIZIO DELL'IMPRESA. Per l'esercizio dell'impresa è richiesta la capacità d'agire. Esistono una serie di deroghe (riguardanti le imprese commerciali e non anche quelle agricole) alle regole esistenti per la legittimazione al compimento degli atti giuridici. L'incapace (minore o interdetto) e l'inabilitato possono essere autorizzati solo a continuare, ma non ad iniziare, l'esercizio di un’attività commerciale. Solo il minore emancipato può iniziare ex novo l'esercizio dell'impresa commerciale, su autorizzazione del tribunale. EMANCIPAZIONE L’emancipato, nei casi in cui sia eccezionalmente consentito ad un minore di 16 anni il matrimonio su autorizzazione del tribunale, acquista limitata capacità d’agire ipso iure col matrimonio e non durante il matrimonio. Effetti dell’emancipazione sono: Cessazione della potestà genitoria, sostituita dalla curatela (il curatore non rappresenta, ma assiste l’incapace, integrando la sua volontà.); Acquisto di capacità d’agire limitata agli atti di ordinaria amministrazione, non piena in quanto per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione è richiesto il consenso del curatore e del giudice tutelare. Ma qualora l’emancipato è autorizzato dal tribunale all’esercizio di un’impresa commerciale può compiere da solo, senza l’assistenza del curatore e previo parere del giudice tutelare e del curatore, anche gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, compresi quelli estranei all’esercizio dell’impresa: in altre parole, acquista la piena capacità di agire nell’ambito patrimoniale, con esclusione però della capacità a donare.

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LE CATEGORIE IMPRENDITORIALI L'imprenditore individuale si distingue relazione: • alla dimensione  piccolo imprenditore • all'attività  imprenditore agricolo e imprenditore commerciale. PICCOLO IMPRENDITORE. La dottrina economica ed aziendalistica distingue l'imprenditore in piccolo, medio e grande, in base al diverso criterio strategico da applicare, perché una cosa è la conduzione di una impresa di sole 15 persone, altra di 5000, poiché cambia del tutto la filosofia di gestione. A noi la distinzione interessa solo per il differente statuto applicabile al piccolo imprenditore. L'articolo 2083 cod. civ. indica come il piccolo imprenditore "i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro i quali esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente con il proprio lavoro e dei componenti della propria famiglia". L'avverbio prevalentemente si riferisce all'elemento lavoro. Nel tempo è avvenuta una progressiva erosione da parte della legislazione speciale attraverso l'interpretazione quantitativa dell'avverbio "prevalentemente". Infatti, il coltivatore diretto è colui il quale "coltiva il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia, sempre che tale forza lavoro costituisca almeno 1/3 di quell'occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, tenuto conto anche dell'impiego delle macchine agricole". Il coltivatore diretto deve avere un personale estraneo non superiore a 1/3 dell'intera forza lavoro. Oggi, in seguito ad una direttiva comunitaria, s'intende piccolo imprenditore colui il quale ha un fatturato non superiore ai 3,5 milioni €. Piccolo commerciante è colui il quale svolge un’attività d’intermediazione nella circolazione dei beni.

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personalmente e in qualità di titolare l'impresa svolgendo il proprio lavoro prevalentemente senza introdurre meccanizzazione". È colui il quale "esercita professionalmente. ma quella che produce beni di natura artistica o usuale.L'artigiano. l'altra del 1985. L'artigiano è regolato da due leggi. una del 1956. Assistiamo con tali legge al passaggio della classificazione dell'artigiano dal profilo quantitativo a quello qualitativo. 8 . perché oggi non è un'impresa artigiana quell'impresa che ha più di tot operai.

Per coltivazione diretta del fondo. all'allevamento di animali e attività connesse. da latte e da lana. 228/01: "L'imprenditore agricolo è chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo. da lavoro. comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e il forestale. che utilizzano o possono utilizzare il fondo. nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata. oppure in senso ampio includendovi anche gli animali da pelliccia o da allevamento (cani e cavalli) e le attività di itticoltura e di apicoltura. salmastre o marine. La parola bestiame ha sempre contraddistinto le sole specie animali legate al fondo. dirette alla manipolazione. Si distinguono le attività agricole in: • ATTIVITÀ AGRICOLE PRINCIPALI: coltivazione del fondo. il bosco o le acque dolci. commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti prevalentemente ottenuti dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. alla silvicoltura. trasformazione. Si intendono connesse le attività.L'IMPRENDITORE AGRICOLO L'articolo 2135 c. 9 . Adottando il termine animali il legislatore ha voluto mettere fine a tale polemica. silvicoltura e allevamento di animali devono intendersi attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso. LGS. ricomprendendovi ogni specie di animale senza alcuna altra specificazione." NOVITA’: Il termine bestiame è stato sostituito dalla locuzione animali. è stato così modificato dalla D. conservazione. di carattere vegetale o animale. silvicoltura e allevamento di animali. e si è sempre discusso se tale locuzione dovesse essere interpretata in senso restrittivo ricomprendendovi il bestiame da carne. ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. esercitate dal medesimo imprenditore agricolo.c.

ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale il forestale ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. Con la nuova legge non esiste più la distinzione tra attività agricole atipiche e tipiche. Sono state create due categorie di ATTIVITÀ CONNESSE TIPICHE:  la prima è un'attività diretta alla manipolazione. trasformazione. da corsa.  10 . abbandonato il principio secondo il quale l'allevamento di animali per essere qualificato come agricolo non doveva essere disgiunto dal fondo. di qualsiasi tipo e genere (da pelliccia. commercializzazione e valorizzazione avente ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. conservazione. nell'attività agricole principali.). cioè l'imprenditore può trasformare sia prodotti provenienti dal proprio fondo. • ATTIVITÀ AGRICOLE PER CONNESSIONE: sono quelle connesse ad una attività agricola principale o da questa dipendenti. nonché quelli acquistati al mercato. sia i prodotti provenienti da altri fondi. il fondo assume il ruolo di fattore produttivo e non di un mero strumento per la conservazione delle piante.Nella coltivazione del fondo. anche dette atipiche. Scompare il criterio della normalità per essere sostituito dal CRITERIO DELLA PREVALENZA: si parla di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. poiché la sostituzione del termine bestiame con animali fa rientrare le attività normalmente connesse. L'introduzione di questa categoria di attività connesse è avvenuta per legittimare l'inquadramento nella categoria dell’imprenditore agricolo delle attività agrituristiche.  La silvicoltura costituisce una species della coltivazione del fondo ed è un'attività diretta alla produzione del legname.  La seconda attività è diretta alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata. la qualifica di impresa agricola è riconosciuta a tutti gli allevamenti di animali. ecc. La nuova legge sancisce che non rientra nell'attività silvicolturale l'attività meramente estrattiva del legname (attività tipicamente industriale) si è disgiunta dalla coltivazione del bosco.  Per quanto riguarda l'allevamento di animali.

LO STATUTO DELL'IMPRENDITORE AGRICOLO: • l'imprenditore agricolo non è soggetto le procedure concorsuali.CARATTERI DELLA CONNESSIONE: La connessione deve essere soggettiva. nel senso che vi deve essere identità tra la persona che esercita l'attività agricola principale e la persona che esercita l'attività connessa. società in accomandita. anche efficacia dichiarativa. ad esempio. • deve iscriversi nella sezione speciale del Registro delle imprese. ovvero forniscono ai soci beni e servizi diretti alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico. prevalentemente prodotti dei soci. Il criterio oggettivo. per cui. oltre che una funzione di certificazione anagrafica. In deroga al principio della connessione soggettiva. società cooperative almeno la metà dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale. non è imprenditore agricolo chi trasforma in olio le olive prodotte da altri. Le società sono considerate di imprenditori agricoli a titolo principale qualora: • lo statuto prevede quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricola. L'impresa agricola può svolgersi anche in forma associata e societaria. • nelle società di capitali il 50% del capitale sociale deve essere sottoscritto da imprenditori agricoli a titolo principale.c. si considerano imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli e di loro consorzi quando utilizzano per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 2135 c. Tale iscrizione ha. in forza del quale i prodotti da trasformare dovevano comunque provenire dal fondo dell'imprenditore principale. 11 . viene meno con la sostituzione del criterio della normalità come il criterio della prevalenza. • per le società di persone. • non è obbligato a tenere le scritture contabili.

commercializzazione al dettaglio all'ingrosso dei prodotti del mare. ristorazione. 12 . Il legislatore in un'apposita legge equipara l'imprenditore ittico all'imprenditore agricolo. fornitura di servizi. attività culturali finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici ed esercitate da pescatori professionisti attraverso l'utilizzo della propria abitazione.L'IMPRENDITORE ITTICO. consistente in ospitalità. definendo come attività connesse a quelle di pesca:  l'attività di pescaturismo. trasformazione.  le attività di ittiturismo.  le attività di lavorazione. consistente nell'imbarco di persone su navi da pesca a scopo turistico.

All’attività imprenditoriale partecipano diversi soggetti. Gli ausiliari subordinati sono. La rappresentanza institoria è per sua natura generale. sia da parte di persone che agiscono nell’ambito dell’impresa e che si pongono. I caratteri degli ausiliari subordinati. Questa collaborazione si attua mediante la prestazione di opera sia da parte di persone estranee all’organiz-zazione (ausiliari autonomi). • Potere di rappresentanza.GLI AUSILIARI DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE. il cui contenuto tipico consente loro di svolgere un’attività complementare all’attività d’impresa. o di una sede secondaria o di un ramo particolare dell’impresa. L’INSTITORE L’institore è la persona preposta dal titolare all’esercizio di un’impresa commerciale. 13 . l’imprenditore agricolo ha un solo ausiliare che è il Fattore. Tra i poteri dell'institore vi sono:  la rappresentanza dell'imprenditore. • Spedizionieri. • Procuratori. • Mediatori. invece. • Commissionari. Il fondamento della rappresentanza sta nel fatto stesso della preposizione. invece. • Subordinazione. rispetto all’imprenditore. • Commessi. Gli ausiliari autonomi sono legati. sono: • Aiuto. di 3 specie: • Institori. in posizione di subordinazione (ausiliari subordinati). all’imprenditore da un contratto di prestazione d’opera. La disciplina degli ausiliari subordinati attiene solo all’imprenditore commerciale. legati all’imprenditore da un rapporto di lavoro subordinato. Secondo una parte della dottrina gli ausiliari autonomi sono 4 categorie: • Agenti.

neppure per gli atti da lui posti in essere. Ciò che varia per ciascuna categoria è il CONTENUTO DEL POTERE RAPPRESENTATIVO. in base ad un rapporto continuativo. ma lo stesso non vale per i procuratori. art. L’institore è l’unico che abbia una predeterminazione legale di poteri rappresentativi. Il codice prevede un sistema speciale di rappresentanza che non si fonda sulla presenza di una procura. in virtù della quale l'institore che omette di fare conoscere che tratta per il preponente risponde personalmente (principio della spendita del nome).  non può essere preposto ad una piccola impresa.  non può nominare altri institori.d.  il procuratore è incaricato di specifiche mansioni che si possono concretare solo in una serie di atti particolari relativi all’esercizio dell’impresa e ha un limitato potere decisionale. contemplatio domini. ma costituisce un effetto naturale di una determinata collocazione nell’impresa.  Non gravano sul procuratore gli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. La DIFFERENZA TRA INSTITORE E PROCURATORE sta nel fatto che  l’institore svolge un’attività generale e complessa di gestione e può porre in essere multiformi atti. se non per effetto di un apposito conferimento di potere. Infatti il potere di rappresentanza deriva da un potere gerarchico nell’organizzazione dell’impresa. in quanto i suoi poteri si estendono alla sola gestione dell’attività cui è preposto. pur non essendovi preposti.  la c.  I PROCURATORI Sono procuratori coloro i quali. Egli – al pari dell’institore – è un rappresentante generale dell’imprenditore a questi legato da un rapporto di lavoro subordinato.  né compete ad esso la rappresentanza processuale dell’imprenditore. consistente nel fatto che l’institore può compiere 14 .la corresponsabilità con l'imprenditore per l'osservanza delle disposizioni riguardanti l'iscrizione nel Registro delle imprese e la tenuta delle scritture contabili. 2209. possono compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa.

a meno che anche queste due funzioni non siano comprese. cioè senza atto scritto. I loro poteri rappresentativi sono strettamente collegati alle mansioni svolte potendo compiere solo gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. purché pertinenti all’esercizio dell’impresa. invece. ad esclusione di quelli relativi all’alienazione o ipoteca di beni immobili. I COMMESSI I commessi sono coloro che esercitano attività subordinata di concetto o di ordine. 15 . estranea però a funzioni direttive. Essi possono essere: • preposti alla vendita nei locali dell’impresa (commessi di negozio). • incaricati della vendita da piazza a piazza (commessi viaggiatori).tutti gli atti. sono quelli per i quali il contenuto del potere rappresentativo è dato dalla visibilità delle mansioni. I commessi.

Su uno stesso prodotto possono coesistere sia il primo. 2. composto esclusivamente da figure. marchio misto. 3. 2. anche se dopo la riforma del 1992 è possibile anche la licenza non esclusiva del marchio. Da notare che non può invece essere considerata una funzione del marchio quella di garanzia della qualità dei prodotti: nessuna norma può infatti vietare al produttore variazioni qualitative della propria produzione. Marchio denominativo. che lo concede in uso a produttori o commercianti consociati (es. CLASSIFICAZIONE DEL MARCHIO:  in relazione alla forma: 1. “Pura lana vergine” o “Prosciutto di Parma”). disegni. apposto dal rivenditore. marchio figurativo. la differenziazione del prodotto da quelli concorrenti. il marchio può essere utilizzato anche da imprese che producono servizi.  in relazione all’oggetto: 1. 3. la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi”. Il marchio è il segno idoneo a distinguere i prodotti o i servizi dell’impresa da altri dello stesso genere. cifre. marchio di commercio: apposto dal rivenditore. attrarre i consumatori. quando titolare del marchio è un soggetto o un ente che svolge la funzione di “garantire l’origine. FUNZIONI DEL MARCHIO: 1. Marchio collettivo. sia il secondo. è indicatore di provenienza da una fonte unitaria di produzione. 2. composto da combinazione di parole e altri simboli. 3. che non può comunque sopprimere il marchio del produttore. 16 . marchio di servizio.  In relazione ai soggetti che la utilizzano: 1. composto solo da parole. lettere. apposto dal fabbricante.IL MARCHIO. Marchio di fabbrica: apposto dal fabbricante.

a seguito dell’uso che ne è stato fatto e della notorietà che ha acquistato presso il pubblico. “Amplifon” -“Udifon”). NULLITÀ E CONVALIDA. Ai fini dell’originalità.  Novità.  Verità (o non ingannevolezza del marchio). 2. o Marchi forti sono invece quelli dotati di forte capacità distintiva e quindi in genere i marchi di pura fantasia. La novità riguarda l’uguaglianza o la somiglianza con altri marchi. in genere grazie ad un’accorta pubblicità. Il diritto all’uso può acquisirsi:  Con la registrazione del marchio presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Il marchio non deve andare contro la legge. che attribuisce al titolare del marchio il diritto all’uso esclusivo dello stesso su tutto il territorio nazionale. non deve contenere segni protetti da convenzioni internazionali. Il difetto dei requisiti di validità comporta la nullità del marchio. la nullità del marchio per difetto di novità non può più essere dichiarata quando chi lo ha richiesto non era in mala fede ed il titolare del marchio anteriore ne abbia tollerato l’uso per cinque anni (è questa la convalida del marchio). l’ordine pubblico. il buon costume. Due eccezioni sono previste: 1. lesivi di diritto d’autore o di proprietà industriale. Il diritto di 17 . tipo “Bambolina”). la nullità del marchio per difetto di originalità non può più essere dichiarata quando il marchio ha acquisito capacità distintiva grazie al secondary meaning. E’ il caso di marchi registrati ma privi di capacità distintiva (come parole generiche.  Originalità. Nel marchio non possono essere inseriti segni idonei ad ingannare il pubblico. è importante parlare del “secondary meaning”. Il marchio deve cioè essere composto in modo da consentire l’individuazione sul mercato dei prodotti contrassegnati. Si distinguono in questo caso i marchi deboli da quelli forti: o marchio debole. che possono diventare marchi “forti”. USO DEL MARCHIO.REQUISITI DI VALIDITÀ:  Liceità. e quindi validi. bastano poche modifiche per imitarlo(es.

c. non deve essere ingannevole nei confronti dei terzi. 2.M. parziale. indipendentemente dalla cessione di altri elementi dell’azienda. DECADENZA. 2571 c. e la rimozione degli effetti degli stessi.  sopravvenuta ingannevolezza dello stesso. l’Ufficio B. verifica solo i requisiti di non ingannevolezza e liceità. (e non dalla registrazione!). art. e dal 1992 può essere trasferito o concesso in licenza anche senza trasferimento dell’azienda. salvo che l’inerzia del titolare non sia dovuta a motivo legittimo. 18 .  Con l’uso di fatto. [ma] nei limiti in cui anteriormente se ne è avvalso. Dopo il deposito del marchio.esclusiva decorre in maniera retroattiva dalla data di presentazione della domanda all’Ufficio B. Il marchio registrato è tutelabile civilmente e penalmente: il titolare del marchio leso nel diritto di esclusiva. Il marchio può essere trasferito a titolo sia temporaneo sia definitivo. mentre riguardo all’originalità e alla novità possono sorgere problemi e controlli solo in caso di controversie. che consente a colui che ha fatto uso di un marchio non registrato di continuare ad utilizzarlo.  mancata utilizzazione entro cinque anni dalla registrazione. Aspirina). o se l’utilizzazione è stata sospesa per uguale periodo. nonostante la registrazione da altri ottenuta. TRASFERIMENTO DEL MARCHIO. salvo che non sia dichiarata nullità o decadenza del marchio. es. ma è rinnovabile un numero infinito di volte (tutela pressoché perpetua).M. può promuovere azione di contraffazione. sempre che sia poi arrivata la successiva conferma. per ottenere l’inibitoria della continuazione di atti lesivi. La cessione a titolo definitivo può aversi: 1. Un marchio decade per:  volgarizzazione (marchio diventato denominazione generica. LICENZA: è una concessione in godimento temporaneo anche non esclusiva. La registrazione del marchio dura 10 anni. 3.

19 .MERCHANDISING: è la concessione in uso a terzi di un marchio celebre.

nel porre restrizioni pattizie fissa limiti temporali (non possono durare più di cinque anni). trovano la loro fonte nell'esercizio dell'autonomia privata. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza.  i divieti di concorrenza in materia societaria (articoli 2301.c. e se così non fosse sarebbe monopolio. dignità umana".  il divieto di concorrenza imposto a chi aliena l'azienda (articolo 2557 c. direttamente o indirettamente. imporre leggi. Il gioco della concorrenza è falsato dal potere di imporre prezzi.c. Esistono particolari limitazioni alla libera concorrenza: • limiti legali. Gli "incentivi" falsano la concorrenza. stabilisce che "la concorrenza delle svolgersi nei limiti stabiliti dalle leggi".). 20 .c. libertà. è basata. Vi rientrano:  l'obbligo di svolgere la concorrenza in modo da non ledere gli interessi dell'economia nazionale (articolo 2595 c. La libertà di concorrenza è tale se ognuno può esercitare la propria attività senza condizionamenti né esterni né interni. sulla "libertà della concorrenza" stessa. intesa come libera competizione per l'acquisizione e la conservazione della clientela. 2390 c.LA CONCORRENZA FRA IMPRESE La disciplina della concorrenza tra imprenditori. L'articolo 2596 c.).). 2318. trovano la loro fonte nella legge per fini di utilità sociale.: "l'iniziativa economica privata è libera. • Limiti contrattuali.). comportamenti.  il divieto imposto al lavoratore di trattare affari in concorrenza con l'imprenditore (articolo 2105 c. L'articolo 2595 c.c. "Libertà di concorrenza" significa che nessuno può. che rappresenta un corollario del principio della libertà dell' iniziativa economica contenuta nel primo comma dell'articolo 41 Cost. strumenti che impediscono il libero gioco della concorrenza. Vi rientrano:  il patto di esclusiva. in linea di principio.c. territoriali (sono validi solo se circoscritti ad una determinata zona) e merceologici (sono validi solo se circoscritti ad una determinata attività).c. Necessitano della forma scritta ad probationem.

A falsare il gioco della concorrenza è il cosiddetto monopolio di fatto.   i patti di preferenza. La differenza tra concorrenza leale e sleale non è data dallo scopo da esse perseguito. appropriandosi dei pregi dei prodotti di un concorrente. i cartelli. i patti di non concorrenza. cioè fissare direttamente o indirettamente i prezzi di acquisto e di vendita. che di solito è identico. • atti per denigrazione: li commette chi diffonde notizie o apprezzamenti idonei a determinare il discredito di prodotti altrui o per vanteria.c. CONCORRENZA SLEALE. • atti non conformi ai principi della correttezza professionale: devono farsi rientrare tutti gli atti che siano giudicati scorretti dal ceto commerciale (pubblicità menzognera. storno dei dipendenti. o a non vendere a condizioni contrattuali diverse da quelle d'accordo stabilite. o rivelando ai terzi informazioni aziendali segrete). o a non vendere se non a un dato prezzo. ecc. gli investimenti o il progresso tecnologico. individua tre categorie di atti di concorrenza sleale: • atti per confusione: li commette chi usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con quelli usati da altro imprenditore o per imitazione servile dei prodotti altrui. ma dalla natura dei mezzi adoperati. I cartelli sono accordi con i quali gli imprenditori si obbligano a non vendere i loro prodotti nelle zone riservate a taluni concorrenti. gli sbocchi o gli accessi al mercato. in forza di intese o accordi. 21 . tenta di sviare a proprio vantaggio la clientela di altre imprese. monopolio per cui un imprenditore o un gruppo di imprenditori possano. boicottaggio. o vantando fuori misura in prodotti. impedire o rendere più difficile la produzione. La concorrenza sleale è quella di un imprenditore che violando le norme di correttezza professionale (denigrando gli altrui prodotti.). controllare il mercato in un determinato settore merceologico. L'articolo 2598 c.

Trattato di Parigi 1951 (istitutivo della CECA).  se commesso con dolo o con colpa. La normativa statale sancisce:  il divieto di intese fra imprese. cioè il monopolio) è stata introdotta con la legge 287/90 che costituisce un complesso di norme volte alla tutela della concorrenza e del mercato.SANZIONI: La concorrenza sleale è repressa attraverso:  l'inibizione della continuazione.  il divieto di concentrazioni fra imprese (quando due o più imprese procedono alla loro fusione. La legge 287/90 ha istituito L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. è previsto per l'autore l'obbligo di risarcire il danno. restringere o falsare la libera concorrenza all'interno del mercato nazionale. che è un organo collegiale al quale è affidato un compito di vigilanza e di irrogazione di sanzioni per la violazione dei divieti imposti dalla legge.  rimozione degli effetti già prodottosi. La normativa statale è ispirata ai principi della normativa comunitaria: Trattato di Roma 1957 (istitutivo della CEE). La Normativa antitrust (anti-trust = contro i "cartelli". LA NORMATIVA ANTITRUST. 22 . e cioè:  divieto di intese.  divieto di abuso di posizione dominante  divieto di concentrazione di imprese finalizzati a falsare alla libera concorrenza. cioè accordi tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire. ecc. oppure quando due o più persone che detengono il controllo di un'impresa acquisiscono il controllo di altre imprese. Regolamento CEE 1989.) che diano luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale.

• IL CONSORZIO VOLONTARIO CARATTERI:  Il contratto di consorzio. • consorzi con attività esterna. Fonte dell’organizzazione consortile può essere:  un contratto (consorzio volontario) art.c. dice l'art. deve essere redatto per iscritto. "più imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese". e nella legge BASEVI 1577/47 e in altre leggi successive. sia esso ad attività esterna od interna.c. ma uno scopo d’integrazione delle economie dei singoli soci cioè di organizzare i mezzi dei singoli imprenditori consorziati per il raggiungimento di un fine comune di produzione senza concorrenza. sotto pena di nullità. Il consorzio non ha uno scopo lucrativo.  Ha una durata limitata. 2602 c. Con il contratto di consorzio. 2602 e segg. operanti anche nei confronti dei terzi ed aventi un fondo comune dotato di autonomia patrimoniale. secondo le norme sul mandato. Fondamentale è la distinzione tra: consorzi con attività interna. fissata dalle parti non oltre i 10 anni. disciplina solo i rapporti fra i consorziati. c. 23 .  un atto della pubblica autorità (consorzi obbligatori)  la legge (consorzi coattivi). chi opera per il consorzio è responsabile verso i membri dello stesso. 2602..LE ASSOCIAZIONI E SOCIETA' CONSORTILI La regolamentazione dei consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi è contenuta negli artt.

i creditori del consorzio possono far valere i loro diritti 24 . approvvigionamenti). CONSORZIO CON ATTIVITÀ ESTERNA Il contratto per un consorzio ad attività esterna deve prevedere: • l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi (es. • i contributi dei consorziati ed i beni con essi acquistati costituiscono il fondo consortile. in assenza delle quali è richiesto il consenso unanime dei consorziati. L'art.  Il contratto consortile.  Il trasferimento dell'azienda consorziata comporta l'automatico subingresso dell'acquirente nel contratto.La legge non prevede espressamente per il consorzio l'esistenza di un consiglio di amministrazione e di un collegio sindacale.  Il consorzio è inoltre caratterizzato dall'autonomia delle imprese consorziate. per l’iscrizione. Per la durata del consorzio i consorziati non possono chiedere la divisione del fondo. mentre le deliberazioni relative all’attuazione dell’oggetto consortile sono adottate con voto favorevole della maggioranza. che rappresenta il patrimonio del consorzio: tale patrimonio è autonomo. 2609 prevede che nei casi di recesso ed esclusione "la quota di partecipazione del consorziato receduto od escluso si accresca proporzionalmente a quelle degli altri". non può essere modificato senza il consenso di tutti i consociati. vendite. È infatti prevista:  la possibilità per le singole imprese di sciogliersi dal contratto consortile o di essere esclusa dagli altri consorziati. Dal consorzio si esce per recesso ed esclusione non per cessione della quota. Mentre i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo. se non è diversamente convenuto. appalti. Le cause di recesso ed esclusione sono previste dal contratto. presso l’ufficio del registro delle imprese del luogo ove tale ufficio ha sede. L'art. 2602 parla però di "un'organizzazione comune". • un estratto del contratto medesimo deve essere depositato.  Possibilità di ingresso di nuovi consorziati nel rispetto delle condizioni fissate dal contratto.

LE SOCIETÀ CONSORTILI Afferma la cassazione che il consorzio costituito tra imprenditori sotto forma di società a responsabilità limitata è disciplinato dalle norme tipiche previste per i consorzi. 2602.esclusivamente sul fondo consortile. • il consorzio può essere convenuto in giudizio nella persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la presidenza o la direzione. Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati è prevista responsabilità solidale di questi ultimi col fondo consortile • coloro cui è affidata la direzione del consorzio hanno l’obbligo di redigere annualmente e depositare una situazione consortile patrimoniale. Sono le società che hanno come oggetto sociale gli scopi indicati nell’art. 25 .

PARTE SECONDA LE SOCIETÀ 26 .

capitale e bilancio Il patrimonio Il patrimonio è l'insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo alla società. • Funzione produttiva. Dal punto di vista contabile è rappresentato nel passivo (ideale) dello Stato patrimoniale del bilancio di esercizio (vedi tabella 1). Il patrimonio è composto delle seguenti voci: • capitale sociale • riserve • utile / perdite. la società risponde delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio (e non con il capitale). cioè volta ad incrementare il proprio valore. il quale a sua volta va ai soci e non alla società titolare il patrimonio. prima dell'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione dall'ufficio. rispondono delle obbligazioni sociali insieme alla società qualora siano sorte dopo l'accettazione della nomina. gli accomandatari. Infatti. Ed è confrontando il patrimonio netto con quanto apportato in origine dai soci che è possibile conoscere il risultato della gestione sociale conseguente all'esercizio dell'attività economica da parte della 27 . laddove il patrimonio è inteso come oggetto di una gestione produttiva. Il patrimonio netto è il saldo tra le attività e le passività. risponde anche questi delle obbligazioni sociali insieme alla società laddove dovesse essere insolvente e abbia violato gli obblighi di legge in materia di esecuzione dei conferimenti e attuazione della pubblicità. che sono i soci di diritto amministratori. laddove il patrimonio è inteso come un complesso di beni destinato a garantire i debiti. Esso svolge una duplice funzione: • funzione di garanzia. invece. tenendo presente le dovute eccezioni: nella società per azioni e nella società a responsabilità limitata costituite da un unico socio.Capitolo I Patrimonio. nella società in accomandita per azioni.

cioè in periodi di tempo predeterminati e uguali tra loro (di solito di durata annuale. Il risultato di esercizio comprende utile / perdite di esercizio (costi e ricavi). cioè il risultato complessivo dell'intera gestione dato dalla somma algebrica di ciascun esercizio con quelli precedenti. Al termine di ogni esercizio sono divisi tra i soci gli utili / perdite di bilancio e non di esercizio. è possibile dividere idealmente la durata della gestione in esercizi. Esso svolge la funzione di determinare l'andamento della società e. In questo caso aumenta l'attivo e dunque abbiamo una variazione in aumento anche del patrimonio netto. che è possibile versare solo una quota dei conferimenti. e se dunque essa abbia prodotto un aumento o una diminuzione del valore del patrimonio.società. la sua redditività. • Aumento gratuito. Mentre i soci possono modificare il capitale. che sono indicati nel conto economico. Il capitale nominale è indicato nel passivo dello Stato patrimoniale (vedi tabella 1) ed è posto il divieto per gli amministratori di distribuire ai soci quella parte del patrimonio netto che corrisponde attualmente al capitale nominale (indisponibile). È definito capitale nominale il valore complessivo assegnato ai conferimenti che i soci promettono di effettuare (ricordiamo. eccezione fatta per l'ipotesi in cui la società è costituita da un unico socio). termine che i soci possono ridurre ma non aumentare. si ha in caso di ulteriori conferimenti rispetto agli originali. si ha in caso di imputazione a capitale di riserve disponibili (accantonamenti aventi una 28 . Il capitale sociale Il capitale sociale è il valore in danaro dei conferimenti dei soci. infatti. che sono indicati dello Stato patrimoniale. Laddove una gestione dovesse essere di lunga durata. aumentandolo o riducendolo. comprende utile / perdite di bilancio. L'aumento del capitale si distingue in: • aumento a pagamento. in base alle valutazioni compiute nel contratto sociale. comma 2). il risultato di esercizio. al fine di individuare il risultato di gestione conseguito in quell'arco di tempo. Cosa diversa è invece il risultato di bilancio. dunque. vedi articolo 2364.

una variazione della disciplina giuridica. 29 . ai soci. invece. e limitatamente alle società per azioni. perché (vedi tabella 3) le riserve perdono il proprio status giuridico (disponibile) e seguono quello del capitale (indisponibile). invece.destinazione diversa dall'utile distribuito tra i soci). di riduzione / permuta tra il capitale sociale e le riserve statutarie / disponibili. perdite) del patrimonio netto. ma l'imputazione delle perdite al capitale sociale incidere sulla distribuzione degli utili. abbiamo una variazione del patrimonio netto potenziale che è contraltare dell'aumento gratuito. al termine della gestione verrà restituito un importo inferiore al conferimento iniziale. non sarà destinato a reintegrare la perdita ma finirà per essere un utile. in quest'ultimo caso la riduzione coinvolge esclusivamente il titolare della partecipazione annullata. La riduzione del capitale sociale si distingue in: • riduzione per perdite . non solo. Facendo parte ambedue le voci (capitale. non vi è nessuna variazione del patrimonio netto. qualora l'ammontare del capitale sia superiore rispetto alle esigenze-scopo della società) già effettuati oppure di annullamento dei conferimenti ancora dovuti.si verifica in caso di variazione del patrimonio netto attuale o potenziale. recesso del socio. In caso. nell'esercizio successivo. A differenza degli altri due tipi di riduzione che avvengono in modo proporzionale fra tutti i soci. poiché un eventuale incremento del patrimonio netto. quest'ultimo non muta. • Riduzione per annullamento della partecipazione sociale di uno o più soci. si avrà variazione del patrimonio netto attuale che è contraltare degli aumenti a pagamento del capitale sociale. • Riduzione senza perdite . Poiché sia il capitale che le riserve disponibili fanno parte del patrimonio netto (vedi tabella 1). È definito potenziale perché quella parte di capitale sociale imputata a riserve disponibili il proprio status giuridico e da indisponibile può essere distribuito tra i soci (variazione della disciplina). in caso di: mora. assistiamo ad un consolidamento / allineamento tra capitale e perdite (vedi tabella 2). in caso di sopravvalutazione dei conferimenti in natura.qualora l'entità del patrimonio netto sia inferiore rispetto a quella del capitale nominale. In caso di restituzione ai soci di parte dei conferimenti iniziali (ad esempio. Si verifica.

entrata di un nuovo socio in una società già costituita). In questo caso la società può prevedere l'obbligo di versare una somma aggiuntiva a titolo di sovrapprezzo (nel es.Le riserve Nelle società di persone non può essere distribuita tra i soci sotto forma di utile quella parte del patrimonio netto corrispondente al capitale nominale. sono disponibili e date degli utili di esercizi precedenti non distribuiti a causa della mancata approvazione del bilancio di esercizio. il conferimento iniziale ha un valore maggiore per l'avviamento e le successive attività). • Riserve statutarie. Esse sono pari al 5% dell'utile maturato nell'esercizio e va accantonata fin quando il suo ammontare non è pari 1/5 del capitale sociale. sono previste nello statuto e sono indisponibili. quest'ultima. In caso di perdite che superano la somma tra il capitale e la riserva legale (vedi tabella 4). pur essendo pari a 1/5 del capitale. • Riserve da rivalutazione. • Riserve facoltative. sono imposte dalla legge e sono indistribuibili nel momento in cui sono state completate. siamo soltanto qualora sia espressamente previsto dalla legge che l'incremento delle attività da una loro libera rivalutazione monetaria. cioè accantonamenti degli incrementi delle attività che hanno una destinazione diversa dall'utile distribuito tra i soci. costituisce un vincolo alla distribuzione del patrimonio netto anche le cosiddette riserve. Se le azioni proprie possono essere acquistate solo mediante l'ammontare degli 30 .. va comunque accantonata. Nelle società di capitali. si costituiscono in caso di conferimento ulteriore rispetto agli originali (es. invece. La riserva da sovrapprezzo non è distribuibile perché non è relativa ad un utile ma deriva da apporti dei soci analoghi ai conferimenti effettuati in a diverso titolo. È indistribuibile. • Riserve da sovrapprezzo. Esse si distinguono in: • riserve legali. • Riserve per l'acquisto di azioni proprie. Possono essere modificate con una delibera assembleare che modifichi lo statuto e dunque la destinazione di tale riserve.

e che sarà indisponibile finché le azioni proprie resteranno di proprietà della società. ciò che produce lo svolgimento di un attività economica da parte della società (incremento / riduzione del patrimonio netto). Qualora l'utile non sia stato effettivamente conseguito. cioè il diritto alla quota di utile spettante in proporzione alla quota di capitale apportata. nelle società di capitali. invece. sono: • l'approvazione del bilancio di esercizio (o rendiconto. Bilancio di esercizio 31 . nella società semplice) dal quale risulti che un utile. • gli utili risultano da un bilancio regolarmente approvato.utili e delle riserve disponibili (vedi tabella 5). si aggiunge a tali condizioni una terza: • approvazione di una delibera assembleare che disponga la distribuzione dell'utile. nelle società di persone. al fine di evitare l'effetto annacquamento del capitale. c'è l'obbligo per i soci di restituire ciò che è stato indebitamente ricevuto. Le società quotate in borsa possono prevedere nello statuto la possibilità di distribuire. ma affinché ciò sia possibile è necessario l'esistenza di determinate condizioni. Nelle società di capitali. sarà necessario la formazione di una riserva di pari ammontare (utile + riserve). che. Sono illimitati perché non determinabili a priori variando in base alla gestione societaria. A questo punto sorge in capo a ciascun socio il diritto al dividendo. Gli utili sono il risultato della gestione sociale. nelle società di persone. Il fatto che esista un utile non vuol dire che esso sia distribuibile tra i soci. acconti sui dividendi. • che l'utile sia stato realmente conseguito. il conseguimento di utili fittizi non ne comporta la restituzione laddove vi è: • buona fede dei soci. nel corso dell'esercizio. Utile e dividendo. invece.

I documenti nei quali risultano i risultati della gestione sono le scritture contabili.c. Il bilancio di esercizio è fondato su determinati principi: • chiarezza. Anche la redazione del bilancio è fondata su precisi principi (articolo 2423 c. Il conto economico svolge una funzione dinamica di rappresentare la gestione della società nell'arco dell'esercizio. • proventi / oneri finanziari (acquisto / vendita azioni).): • principio della prudenza. Lo stato patrimoniale svolge una funzione statica di fotografare le attività e passività della società in un determinato momento. • principio della continuità della gestione.correttezza. nel senso che quanto rappresentato contabilmente non dev'essere né falso né ingannevole. il conto economico (nel quale sono indicati i costi e i ricavi) e la nota integrativa. 32 . il documento contabile nel quale è indicato il risultato economico dell'esercizio e indicata. • documentativa. • verità e correttezza. indipendenti dall'aspetto finanziario. costituito dallo Stato patrimoniale (nel quale sono indicate le attività e passività). con chiarezza verità . infine è corredato (nel senso che è estraneo al suo contenuto) da una relazione sulla gestione. • principio della verità. la situazione patrimoniale della società è il bilancio di esercizio (vedi tabella 6). Sottraendo i costi dai ricavi otteniamo utile / perdita di esercizio. che svolgono una duplice funzione: • informativa. le componenti del conto economico sono: • ricavi / costi della produzione (bene prodotto). • principio della continuità nel tempo dei criteri sulla valutazione delle voci del bilancio. che si riferisce alla redazione ed esposizione del bilancio in modo tale che sia comprensibile anche ai terzi. • proventi / oneri straordinari (acquisto / vendita di beni estranei all'attività svolta dalla società. esempio: casa). Nel particolare. Il conto economico indica i ricavi e i costi di competenza dell'esercizio. Nelle società di capitali.

• attivo circolante. e dunque le attività e le passività dalle quali è possibile evincere l'utile o la perdita di bilancio. La relazione sulla gestione fornisce informazioni ulteriori sulla situazione della società e l'andamento della gestione. riserve. crediti a breve (ad esempio. invece. Nello stato patrimoniale è rappresentato il valore complessivo del patrimonio sociale. idonee ad influenzare il prezzo degli strumenti finanziari (per acquistare/vendere azioni quando la società va. Le società quotate in borsa hanno l'obbligo di redigere una relazione semestrale o trimestrale sull'andamento della gestione ed è possibile che debbano fornire informazioni supplementari su richiesta della Consob. Nell'attivo gli elementi patrimoniali sono classificati secondo la loro funzione. Nel passivo. macchinari). cioè le attività che producono un utile per più anni. • il patrimonio netto. La nota integrativa contiene informazioni relative al contenuto dei due documenti sopra esaminati. invece. rimanenze finali di merci. che costituisce il cosiddetto passivo ideale. di cui viene conoscenza per lo svolgimento di un attività o professione nell'ambito della società. bene o male). utili / perdite. fabbricati. abusa di informazioni privilegiate / segrete (Insider trading). ma è estranea al suo contenuto. rispettivamente. che a loro volta si distinguono in materiali (beni come terreni. del conto economico e dello stato patrimoniale. i crediti verso i clienti).• imposte / tasse. sono indicati: • i debiti della società che costituiscono il cosiddetto passivo reale e sono di breve o lungo periodo. e sono: • immobilizzazioni. 33 . ed è composto dal capitale nominale. Essa deve corredare il bilancio. poiché attraverso l'informazione sulle attività della società è possibile influenzare il prezzo di strumenti finanziari. È punito gravemente chi. immateriali (marchio. che si distingue in denaro. brevetto) e finanziari (partecipazioni societarie).

precisa che il valore complessivo di conferimenti non può essere inferiore al valore del capitale sociale. al valore nominale delle azioni emesse a fronte del conferimento. o meglio. emesse a fronte del conferimento di capitale di rischio. Il conferimento è la prestazione patrimoniale promessa o eseguita dai soci o al momento della costituzione della società o in caso di aumento del capitale a pagamento. A sua volta. Mentre il valore in danaro attribuito ai conferimenti è imputato al capitale nominale. La causa del conferimento è l'attribuzione di capitale di rischio alla società. hanno come causa il compimento di un'operazione di finanziamento con il diritto alla restituzione della somma mutuata più il remunerazione pattuita (interessi). in cambio di azioni a favore del socio. che è una voce del patrimonio netto e dunque è posto al passivo dello Stato patrimoniale. La causa di tali apporti può essere tanto il compimento di un'operazione di finanziamento 34 . Dunque il conferimento partecipa alla formazione del patrimonio effettivo della società e da un punto di vista contabile è posto nell'attivo dello Stato patrimoniale. Di norma vige il principio di proporzionalità tra conferimenti e azioni. salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. ma solo uguale o superiore nel caso in cui sia stato previsto un sovrapprezzo al fine di ottenere l'assegnazione delle azioni. infatti. sovrapprezzo poi imputato alle riserve da sovrapprezzo. sul quale il socio non ha alcun diritto di restituzione o rimborso (ad eccezione per caso di recesso del socio. a differenza delle azioni la cui causa è l'attribuzione di capitale di rischio alle società senza obbligo di rimborso. prevede la restituzione di una somma di denaro pari al valore del conferimento. in seguito a revisione di stima il conferimento). inoltre. neppure al termine della liquidazione che. Il legislatore. Oltre alle azioni esistono altri tipi di apporti: • le obbligazioni che.Capitolo II Conferimenti . • Gli strumenti finanziari partecipativi. Sono stati introdotti con la recente riforma del 2003.Azioni I conferimenti. il capitale sociale è suddiviso in azioni.

Ma la peculiarità di tali strumenti sta nel fatto che attribuiscono diritti partecipativi. Qualora la pluralità dei soci dovesse venir meno successivamente. nominato dal presidente del tribunale competente per territorio. Restano pertanto escluse le prestazione di opera e servizi. pertanto. Infatti. promessa di pagamento. sede della società. • i criteri di valutazione seguiti dall'esperto. Possono formare oggetto di conferimento: • il denaro. • i beni in natura.). a tutela dei terzi. il legislatore prevede che sia effettuata una valutazione ad opera di un esperto. vi sia un unico azionista il versamento dell'avvenire per intero momento della costituzione della società o della sottoscrizione dell'aumento di capitale. • i crediti. sia amministrativi che patrimoniali (eccezione fatta del diritto di voto nell'assemblea degli azionisti).quanto l'effettuare un apporto a titolo di associazione in partecipazione. prerogativa questa. non sono ammessi. la legge prevede che siano utilizzati mezzi di pagamento che comportino il trasferimento del danaro dal socio alla società immediatamente e definitivamente. dei soli azionisti. estraneo alla società. • l'attestazione del loro valore è almeno pari a quello del capitale sociale e dell'eventuale sovrapprezzo. L'esperto redige una relazione giurata di stima nella quale sono indicati: • la descrizione dei beni o dei crediti conferiti. Per i conferimenti di beni in natura e di crediti. Qualora. cambiale. I tempi di esecuzione dei conferimenti in danaro variano in relazione alla compagine sociale. 35 . ecc. i versamenti ancora dovuti dovranno essere effettuati entro 90 giorni. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione di conferimenti in danaro. invece. qualora la società sia composta di due o più soci è possibile versare soltanto un quarto dei conferimenti al momento della stipulazione dell'atto costitutivo oppure della sottoscrizione di nuove azioni in caso di aumento del capitale a pagamento. fino a qualche tempo fa. mezzi di pagamento che subordinano il trasferimento del danaro alla società al compimento di un attività da parte del socio (es.

Entro 180 giorni dall'iscrizione della società. Ciò avviene mediante le azioni con prestazioni accessorie. non vuol dire che le società per azioni non posso ottenerle a un titolo diverso dal conferimento. nel senso che ciascuna azione è una frazione uguale a tutte le altre del capitale. Infatti. articolo 2347. È posto un limite alla circolazione delle azioni di emesse a fronte di conferimenti in natura o di crediti finché non sia stata effettuata la verifica della stima dagli amministratori. che è espressamente sancita dalla legge. i soci debbano eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro. i relativi diritti sono esercitati da un rappresentante comune.Ciò vuol dire che la stima costituisce un limite massimo circa l'ammontare del valore nominale delle azioni e del capitale sociale. ma possono trattarsi di prestazione d'opera o di servizi (ad esempio. procedere alla revisione della stima. Il capitale sociale è suddiviso in azioni. di uguale valore. Se il rappresentante comune non è stato nominato. • L'indivisibilità. l'attività professionale più socio nell'ambito della società) oppure di prestazioni di dare continuative o periodiche (ad esempio. l'erogazione di energia elettrica a favore dell'attività industriale esercitata dalla società). emesse a fronte del conferimento di capitale di rischio. • l'autonomia delle azioni consistente nella spersonalizzazione dell'azione rispetto al suo titolare e nella sua standardizzazione. Nel caso di comproprietà dell'azione. gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nella relazione e. le eventuali 36 . Le azioni. se sussistono fondati motivi. Gli elementi che distinguono le azioni da tutti gli altri tipi di partecipazioni sociali sono: • incorporazione dell'azione in titoli documentali. in aggiunta all'obbligo dei conferimenti. Il fatto che le prestazione d'opere di servizi non possono formare oggetto di conferimento. Le azioni alle quali è connesso l'obbligo delle prestazioni accessorie devono essere nominative e non possono essere trasferite senza il consenso di amministratori. l'atto costitutivo può prevedere che.

il diritto di voto a Caio). il diritto di intervento in assemblea). Diritti che spettano • o in proporzione al numero di azioni possedute da ciascun socio (ad esempio. Le azioni conferiscono uguali diritti.comunicazioni o dichiarazioni fatte ad uno dei comproprietari produce i propri effetti anche nei confronti degli altri. effettivo delle azioni è dato dal rapporto tra il patrimonio effettivo e il numero di azioni. di natura patrimoniale (ad esempio. il diritto gli utili a Tizio. I comproprietari delle azioni rispondono solidamente delle obbligazioni da essa derivanti. la cui funzione è di indicare la parte di capitale sociale rappresentata. e fa riferimento al fatto che il suo contenuto non può essere attribuito a soggetti diversi (ad esempio. il diritto di chiedere la convocazione dell'assemblea). La legge o lo statuto possono limitare la circolazione delle azioni ma non disporne la totale intrasferibilità. • Libera trasferibilità delle azioni al fine di favorire l'investimento azionario. • o a uno o più azionisti che raggiungano una certa percentuale del capitale sociale (ad esempio. ogni azione attribuisce un voto nell'assemblea dei soci). Le azioni che hanno i medesimi diritti costituiscono una categoria e la tutela degli interessi comuni è affidata all'assemblea speciale composta dai titolari delle stesse azioni di categoria. Il valore reale. il diritto gli utili) e di natura amministrativa (ad esempio. 37 . • L'inscindibilità delle azioni. • a prescindere dal numero di azioni possedute (ad esempio. Il valore contabile delle azioni è dato dal rapporto tra capitale + riserve e numero delle azioni. • L'uguaglianza. Il rapporto tra l'ammontare del capitale sociale e il numero delle azioni ci dà il valore nominale delle azioni che uguale per tutte. il diritto di voto). che non è espressamente prevista. che fa riferimento sia al fatto che le azioni devono essere di uguale valore sia il fatto che le azioni conferiscono uguali diritti. senza eccezioni.

che sono emesse. l'articolo 2348 stabilisce che le società può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie. • Le azioni postergate.Ma società può emettere anche categorie speciali di azioni sia al momento della costituzione che in caso di modifica dell'atto costitutivo. Conferiscono il diritto ad un dividendo nella ripartizione degli utili subordinatamente a tutti gli altri azionisti pari all'interesse legale. • Le azioni correlate sono fornite di diritti correlati ai risultati dell'attività sociale in un determinato settore. in caso di riduzione del capitale per rimborso di azioni al valore nominale. 38 . In questo caso non è vietato il divieto del patto Leonino poiché anche esse partecipano alle perdite. In caso di liquidazione. le quali. un privilegio di essere soddisfatti prima di tutte le altre categorie di azioni. Non hanno diritto di voto perché sono relative ad azioni già rimborsate. Per cui tali azioni attribuiscono un diritto agli utili soltanto laddove sia stato raggiunto un utile nel settore di riferimento (anche se in altri settori c'è stata una perdita). un privilegio di ricevere il diritto al dividendo in automatico senza la deliberazione dell'assemblea ordinaria. Sono categorie speciali di azioni: • le azioni privilegiate. Infatti. • Le azioni di godimento. fino ad una determinata percentuale. • Le azioni di risparmio sono emesse dalle società quotate in borsa e hanno diritto di voto limitato. il principio generale è l’atipicità delle categorie speciali di azioni. Le azioni di risparmio possono essere anche al portatore. effettivo delle azioni. maggiorata. nel limite dell'esistenza di un utile nel bilancio di esercizio della società. ma subordinatamente all'estinzione di tutte le altre azioni. in caso di riduzione del capitale per perdite. nei limiti stabiliti dalla legge (cioè la distribuzione degli utili e il rispetto il divieto del patto leonino). partecipano alla suddivisione del residuo attivo di liquidazione solo subordinatamente al rimborso di tutte le altre azioni. che conferiscono un privilegio nell'attribuzione della percentuale di dividendo. allo scopo di tutelare l'azionista rimborsato rispetto alla differenza tra il valore nominale e il valore reale. sono ridotte dopo tutte le altre categorie di azioni.

Le azioni a favore dei dipendenti sono emesse su delibera dell'assemblea straordinaria mediante un aumento gratuito del capitale sociale.

Le azioni possono essere incorporate in titoli di credito cartacei la cui funzione è di semplificare l'individuazione del soggetto legittimato all'esercizio di diritti sociali e la circolazione delle azioni, nonché l'investimento in borsa. I titoli azionari possono essere nominativi o al portatore, a scelta del socio, salvo che lo statuto o la legge non stabilisca diversamente. Nelle società per azioni in titoli azionari sono tutti nominativi, ad eccezione delle azioni di risparmio che possono essere anche al portatore. I titoli al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo; il possessore del titolo, mediante la presentazione del titolo, è legittimato all'esercizio del solo diritto in esso indicato. I titoli nominativi possono circolare sulla base di due metodi: • il metodo del cosiddetto transfert, in forza del quale il titolo è trasferito mediante l'annotazione del nome dell'acquirente sul titolo e nel registro dell'emittente oppure mediante il rilascio di un nuovo titolo intestato all'acquirente. • Il metodo della girata, in forza del quale il giratario che dimostra di essere possessore in base ad una serie continua di girare ha diritto di ottenere l'annotazione del trasferimento del libro dei soci (dalla quale dipende la legittimazione) ed è anche legittimato ad esercitare tutti i diritti sociali. È possibile che la legge o lo statuto deroghi all'incorporazione delle azioni in titoli cartacei. Infatti, lo statuto può non emettere titoli azionari e in tal caso il trasferimento delle azioni avviene mediante l'iscrizione nel libro dei soci (così come per le quote delle società responsabilità limitata). Altra deroga è la dematerializzazione delle azioni che è obbligatoria per tutte le società quotate in borsa, mentre è facoltativa per tutte le altre società per azioni. Le differenza sta nel fatto che • la dematerializzazione obbligatoria riguarda non solo le azioni ma tutti gli strumenti finanziari, • le azioni e gli altri strumenti finanziari non possono essere mai incorporati in titoli cartacei.
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• Nella dematerializzazione facoltativa le azioni possono essere rappresentate da titoli di credito cartacei che sono custodite presso la società di gestione e sono girate dal titolare mediante un contratto di deposito regolare. La dematerializzazione obbligatoria prevede una gestione accentrata delle azioni in forza della quale la società emittente conferisce il compito di gestire gli strumenti finanziari ad un intermediario (banca, S.I.M.) che a sua volta lo trasferisce ad una società di gestione, la Monte Titoli s.p.a.. In questo caso le azioni sono trasferite mediante scritturazioni sul conto della società di gestione e degli intermediari. Tali scritturazioni equivalgono dunque alla girata e l'acquirente è legittimato all'esercizio dei diritti sociali in forza di una serie continua di scritturazioni. I diritti amministrativi sono esercitati dell'azionista, mentre i diritti patrimoniali dall'intermediario, per conto dell'azionista. Le azioni sono liberamente trasferibili, ma possibile che siano possibili limiti legali o convenzionali. Un esempio di limite legale è dato dalle azioni emesse a fronte di conferimenti di beni in natura o di crediti la cui trasferibilità è limitata finché non è effettuata la verifica della stima da parte degli amministratori. Limiti convenzionali possono essere posti dai patti parasociali, i quali produrranno i propri effetti solo fra gli aderenti al patto; oppure da clausole statutarie, in questo caso produrranno i propri effetti anche nei confronti dei terzi, in forza della pubblicità mediante l'iscrizione nel registro delle imprese. Sono clausole statutarie limitative della circolazione delle azioni: • la clausola di prelazione, in base alla quale il socio che intende alienare le azioni deve preventivamente offrirle, alle medesime condizioni, agli altri soci in proporzione alle azioni da questi possedute; • la clausola di prelazione impropria, in forza della quale il socio che intende alienare le azioni deve preventivamente offrirle agli altri soci ma a condizioni particolari stabilite sulla base di criteri oggettivi oppure da un arbitratore appositamente nominato; • la clausola di gradimento, in base alla quale il trasferimento delle azioni produce i propri effetti nei confronti
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della società subordinatamente al consenso di un organo sociale o dei soci o dei terzi; • la clausola del tetto massimo, in base alla quale un socio non può acquistare azioni oltre una certa percentuale stabilita dallo statuto. Le clausole limitative della circolazione delle azioni possono essere introdotte o rimosse nello statuto mediante una deliberazione dell'assemblea straordinaria. In questo caso ai soci che non hanno concorso all'approvazione della relativa deliberazione assembleare hanno diritto di recesso. Il legislatore, inoltre, pone 3 vincoli all'autonomia statutaria di limitare la trasferibilità delle azioni: • divieto di alienazione delle azioni nei 5 anni successivi alla costituzione della società o all'introduzione del divieto; • qualora siano previste clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al mero gradimento degli organi sociali o dei soci, è previsto in capo questi l'obbligo di acquisto o il riconoscimento del diritto di recesso all'alienante; • sono inefficaci le clausole che sottopongono a particolari condizioni il trasferimento a causa di morte. La società può acquistare azioni proprie. Mentre è vietata la sottoscrizione di azioni di nuova emissione, il che si verifica sia in sede di costituzione della società sia in caso di aumento del capitale a pagamento. Infatti, in questo caso la società non potrebbe fare il conferimento a liberazione delle azioni, perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di creditrice e debitrice. L'eventuale sottoscrizione di azioni proprie non è nulla, ma produce i propri effetti nei confronti dei soci fondatori (in sede di costituzione della società) o degli amministratori (in sede di aumento del capitale) che sono ritenuti personalmente responsabili delle azioni acquistate in nome e per conto della società e come tali obbligati ad effettuare il conferimento necessario per la liberazione delle azioni emesse. È, invece, valido l'acquisto di azioni proprie già emesse (ad esempio, acquisto di azioni di un socio uscente da parte della società stessa) mediante un contratto collettivo (ad esempio, vendita). Il legislatore subordina la legittimità dell'acquisto a determinate condizioni, la cui violazione comporta sanzioni penali per gli
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• il diritto gli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni. Ma qualora sia la controllata ad acquistare azioni della controllante. verrà applicata la medesima disciplina delle azioni proprie. • il diritto di voto spettante alle azioni proprie è sospeso. • l'acquisto è subordinato ad un’autorizzazione dell'assemblea ordinaria. Il che è possibile.amministratori e l'obbligo di alienare le azioni illegittimamente acquistate: • il valore nominale delle azioni non deve essere superiore a 1/10 del capitale sociale. nonché l'iscrizione al patrimonio netto di una riserva indisponibile pari alla riserva di azioni proprie. nulla da dire. • il prezzo di acquisto delle azioni non deve essere superiore alla somma tra riserve disponibili e utili in bilancio. Sono dunque estesi le condizioni poste alle azioni proprie. Partecipazioni reciproche. Finché è la controllante ad acquistare azioni della controllata. • Infine. Durante tutto il periodo in cui le azioni proprie sono di proprietà della società. • le azioni devono essere interamente liberate dai precedenti titolari. e allo stesso tempo la società B acquista azioni della società A. Il problema sorge qualora esista un rapporto di controllo tra le due società. 42 . • è formata e conservata una riserva di azioni proprie di ammontare pari alla somma necessaria per acquistare le azioni proprie (riserve + utile) finalizzata ad evitare il cosiddetto effetto annacquamento del capitale sociale (e dunque l'esistenza di capitale fittizio). Ad esempio la società A acquistare azioni della società B. e dunque non sono alienate o trasferite. articolo 2357. È possibile che due società acquistino partecipazioni azionarie reciproche. le azioni proprie non possono formare oggetto di altre operazioni da parte della società (articolo 2358).

Patrimoni destinati Le obbligazioni L'obbligazione consiste in uno strumento finanziario finalizzato compiere un finanziamento. invece. e depositata presso registro delle imprese. riserva legale e al netto delle perdite risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. banche. I limiti posti in materia di emissione delle obbligazioni possono essere superati: • per le società quotate. 43 . riserve disponibili. La differenza tra le obbligazioni e gli altri strumenti finanziari sta nel fatto che per le obbligazioni è previsto il rimborso del capitale prestato. per un valore non superiore al doppio della somma tra capitale sociale. S. L'equilibrio tra il patrimonio e il prestito obbligazionario è garantito dal divieto di distribuzione e riduzione del capitale. in virtù della cosiddetta clausola parametrica. dal punto di vista della società. • qualora l'emissione di obbligazioni è garantita da ipoteca su proprietà sociale.I. Pertanto. soggetta al controllo di legittimità da parte del notaio. Le obbligazioni dunque costituiscono il valore minimo assicurato. e questo caso la società potrà emettere obbligazioni oltre il limite previsto solo su autorizzazione del governo. che variano sulla base della situazione economica della società. • qualora esistano interessi attinenti l'economia nazionale.). essa rappresenta un debito. Le obbligazioni sono emesse dagli amministratori e la relativa deliberazione deve essere redatta per atto pubblico. tipica del prestito obbligazionario. Il capitale. Le obbligazioni possono essere emesse da società per azioni e società in accomandita per azioni. non potrà mai essere indeterminato e dunque oggetto di una clausola parametrica.M. • qualora le obbligazioni emesse in eccedenza siano destinate a investitori professionali (ad esempio. mentre gli interessi sono indeterminati. perché andrebbe contro la causa di mutuo. un prestito per la società. proprio in funzione del diritto di rimborso del capitale.Capitolo III Le obbligazioni .

una deliberazione di aumento del capitale di un ammontare pari al valore nominale delle obbligazioni convertibili. nella quale è indicato il rapporto di cambio. il periodo e le modalità della conversione. il quale svolge in generale una funzione di tutela di interessi collettivi degli obbligazionisti nei rapporti con la società. 44 . con l'offerta delle obbligazioni convertibili in opzione ad essi. • è vietata la riduzione del capitale e la modifica dell'atto costitutivo in materia di distribuzione degli utili. • il rappresentante comune. ma non potrà mai verificarsi il contrario a tutela della effettività del capitale sociale. agli obbligazionisti è possibile che siano attribuite azioni di un valore inferiore rispetto alla somma versata la società.L'organizzazione degli obbligazionisti si articola in due organi: • l'assemblea degli obbligazionisti. È possibile l'emissione di obbligazioni convertibili in azioni e dunque la trasformazione di un rapporto di mutuo (o di finanziamento) in un rapporto di partecipazione societaria. In sede di conversione. • tutela dei vecchi azionisti di mantenere inalterata la percentuale di partecipazione in società. ma non può tutelare gli interessi degli obbligazionisti individualmente considerati parte. Al fine dell'emissione di obbligazioni convertibili sono necessarie due deliberazioni: • una deliberazione di emissione. • contestualmente. Alla base dell'emissione delle obbligazioni convertibili in azioni esistono essenzialmente quattro principi: • il capitale sociale deve essere interamente versato. la quale svolge in generale una funzione di tutela degli interessi collettivi degli obbligazionisti. Patrimoni destinati ad uno specifico affare. • il rapporto di cambio varia in proporzione all'aumento o riduzione del capitale qualora si dovessero verificare tali operazioni in pendenza della conversione. segue la disciplina dell'assemblea straordinaria dei soci.

il cui valore non può essere superiore al 10% del patrimonio netto della società. 45 . Possono finanziare l'affare anche i terzi apportando capitali.È possibile che le società di capitali costituiscano uno o più patrimoni destinati ad un affare che sia specifico e sufficientemente indicato nella deliberazione di costituzione del patrimonio. opere o servizi.

l'esercizio dell'azione di responsabilità in caso di cattiva gestione . • assemblee speciali. L'assemblea è un organo collegiale che rappresenta la riunione dei soci. In questo caso le deliberazioni dell'assemblea generale. In base all'oggetto delle deliberazioni l'assemblea si riunisce in sede: • ordinaria • straordinaria. non producono i propri effetti (condizione sospensiva) finché non sono approvate dall'assemblea speciale composta da coloro che fanno parte della categoria pregiudicata. Le competenze dell'assemblea straordinaria sono determinate dalla legge. come ad esempio la modifica dello statuto. come ad esempio l'approvazione del bilancio. L'assemblea può dettare un codice di autoregolamentazione dell'organo. Assemblea.IV). vedi tabella 1-cap. azioni privilegiate). sistema dualistico. La differenza sta nelle diverse regole cui sarà soggetta l'assemblea. la cui esistenza dipende dall'emissione di azioni appartenenti a categorie speciali (ad esempio.. Patti parasociali. L'assemblea è unica. la nomina dei componenti degli altri organi sociali. Laddove si è in presenza del consiglio di sorveglianza (sistema dualistico) sono conferite a quest'ultimo competenze di norma spettanti all'assemblea ordinaria. Qualora vi sia contrasto tra lo statuto e il regolamento approvato dall'assemblea ordinaria prevale sempre lo statuto e l'inosservanza del regolamento non comporta l'invalidità delle 46 . che avviene laddove sia necessario prendere le decisioni in materie ad essi attribuite dalla legge. ma si distingue in base alla composizione in: • assemblea generale. Le competenze dell'assemblea ordinaria variano in relazione al fatto se sia previsto o meno il consiglio di sorveglianza (in quest'ultimo caso.Capitolo IV Assemblea dei soci.. alla quale intervengono tutti soci. laddove pregiudicano i diritti dei titolari di azioni appartenenti a categorie speciali.

per formare le decisioni. cioè collegio sindacale. che dovrà essere pubblicato nella gazzetta ufficiale oppure nel 47 . scissione della società). • quando la prima convocazione sia andata deserta. La convocazione dell'assemblea avviene ad opera degli amministratori. sia in materia di avviso. • essi ritengano che esistano fatti gravi ai quali vi sia necessità urgente di provvedere. termine che può essere modificato dello statuto. fusione. il consiglio di sorveglianza. I sindaci dovranno convocare l'assemblea con urgenza quando: • cessano dalla carica tutti gli amministratori.. o del consiglio di gestione se ci troviamo nell'ambito del sistema dualistico. La convocazione ovviamente dovrà essere rispettosa delle regole legali e statutarie. • verbalizzazione. in questi casi. • senza ritardo. qualora vi sia contrasto tra lo statuto e il regolamento approvato dall'assemblea straordinaria prevale l'ultima disposizione approvata che modifichi la precedente e l'inosservanza del regolamento comporta l'invalidità delle deliberazioni. l'assemblea dovrà essere convocata dagli organi di controllo di ciascun sistema. eccezione fatta l'ipotesi in cui l'assemblea delibera su proposta di amministratori (es. il comitato per il controllo della gestione. non vi provvedessero gli amministratori o il consiglio di gestione. • voto.deliberazioni. Esistono delle ipotesi tassativamente previsto dalla legge in cui la convocazione dell'assemblea è obbligatoria. Lo svolgimento dell'assemblea si distingue in quattro fasi: • la convocazione dei soci. L'assemblea deve essere obbligatoriamente convocata nelle seguenti ipotesi: • una volta all'anno per l'approvazione del bilancio di esercizio entro un termine non superiore ai 120 giorni dalla chiusura del bilancio stesso. per cui dovrà essere convocata entro trenta giorni. • intervento e discussione. qualora ne faccia richiesta una minoranza qualificata dei soci che rappresenti il 10% del capitale. contenente l'ordine del giorno. per documentare la riunione. la quale per produrre i propri effetti è necessario che diventano deliberazioni. Se.

sia per quanto riguarda la sede cioè il luogo di convocazione dell'assemblea. ma è possibile che il diritto di intervento prescinda dal diritto di voto (quando il socio si astiene o gli è vietato l'esercizio del diritto di voto). se si tratta di società quotata o meno (vedi tabella 2cap. Mentre. l'assemblea totalitaria è stata regolarmente convocata. invece. tutti gli azionisti ed è dunque rappresentato l'intero capitale sociale. Lo statuto può aumentare il quorum (mai fino all'unanimità dei soci). • la maggioranza dei componenti degli organi di gestione e di controllo. L'assemblea si ritiene regolarmente costituita qualora sia stato raggiunto il cosiddetto quorum costitutivo. così come è possibile che il diritto di voto prescinda dal diritto di intervento (ciò si verifica in un'unica ipotesi. indipendentemente dal fatto se sono o meno soci. Esiste pertanto una stretta relazione tra diritto di voto e diritto di intervento. 48 . Se la convocazione non è effettuata in conformità della legge o dello statuto si ritiene comunque regolare qualora l'assemblea sia totalitaria. essi possono opporsi alla discussione stessa. i soci che rappresentano un terzo del capitale possono chiedere un rinvio non superiore ai 5 giorni.IV). Se. come ad esempio l'usufruttuario. Il diritto di intervento e di voto è riconosciuto agli azionisti cui spetta il diritto di voto. Se l'assemblea totalitaria non è stata regolarmente convocata e i soci non hanno sufficienti informazioni sull'oggetto della discussione. dato da un certo numero di soci titolari di azioni che attribuiscono il diritto di voto in assemblea. cioè nel caso di voto per corrispondenza. Se è chiesto come quorum deliberativo una maggioranza che corrisponde ad una data percentuale del capitale. cioè vi partecipano: • anche per delega. le deliberazioni possono dirsi regolarmente approvate se è stato raggiunto un quorum deliberativo. in questo caso il quorum deliberativo è implicitamente uguale al quorum costitutivo. come ad esempio che via Internet). ma non diminuirli. il creditore pignoratizio. se si tratta di prima o seconda convocazione. Ovviamente il quorum variano in relazione al fatto se l'assemblea è in sede ordinaria o straordinaria.quotidiano indicato nello statuto.

cioè senza di esso non si sarebbe conseguito il quorum deliberativo. Delega ordinaria. Limiti generali sono: • forma scritta della procura. essendo esso attribuito al socio nel proprio interesse personale. • indicazione del nome del procuratore. la quale raccoglie le deleghe di voto tra i propri associati e esercita il diritto di voto per mezzo dei propri 49 . nonché i dipendenti della società e di società controllate. e che legittimato all'impugnazione di una libera invalida sia soci non consenzienti.È vietato il voto segreto. Delega sollecitata. Un'azionista. da almeno sei mesi. È possibile che esista un conflitto di interessi tra la società e il socio. Il conflitto di interessi è causa d'annullabilità della deliberazione soltanto laddove esistono due condizioni: • il voto sia stato determinante. sono posti dalla legge e dello statuto limiti generali e speciali. l'esercizio dei relativi diritti. sempre con la stessa percentuale di azioni. Allo scopo delega un intermediario autorizzato. A tutela dell'interesse del socio e della società. La stessa operazione può essere effettuata da associazioni di azionisti. • divieto di rappresentare più di venti soci. • la deliberazione arreca un effettivo danno alla società. che rappresenti l'1% delle azioni con diritto di voto e sia iscritto nel libro dei soci. composte da almeno 50 soci titolari di azioni corrispondenti almeno all'1 per 1000 del capitale. detto committente. ma ciò non vuol dire che il socio sia privato del proprio diritto di voto. • divieto di delegare i componenti degli organi di gestione e di controllo. con poteri di rappresentanza in forza di una procura o una delega. socio o meno. Delega raccolta. può sollecitare gli altri azionisti a votare favorevolmente o meno una determinata proposta di deliberazione. al fine di controllare che il soggetto che ha esercitato il diritto di voto sia a ciò legittimato. Un limite speciale è imposto per le sole società quotate: • divieto di rilasciare una delega per più di un'assemblea. il quale sollecita i soci a rilasciare deleghe di voto in suo favore. Il titolare del diritto di intervento e di voto può delegare un terzo.

Esso svolge una triplice funzione: • di prova. • di controllo della regolarità del procedimento e delle deliberazioni. 50 . In caso di divergenza tra gli associati. e in questo caso non è legittimato ad agire il socio ha prestato il proprio assenso allo svolgimento dell'assemblea. Invalidità La deliberazione produce i propri effetti dal giorno in cui l'assemblea si è tenuta.rappresentanti. di deposito nel registro delle imprese. La nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Ma è possibile che la legge o lo statuto subordinano l'efficacia delle deliberazioni a un termine iniziale o a una condizione sospensiva. • di informazione per i soci assenti e per i terzi interessati. Verbale. Una deliberazione è nulla quando: • manca la convocazione dell'assemblea. e in questo caso è prevista una sanatoria della nullità mediante la redazione di un verbale tardivo prima che si svolga l'assemblea successiva. se previsto. inesistente. Nel verbale deve essere redatto non contestualmente ma tempestivamente allo scopo di consentire l'esecuzione dell'obbligo di trascrizione nel libro delle adunanze e delle deliberazioni assembleari e. Una deliberazione può essere nulla. Una deliberazione è invalida qualora non siano state rispettate le regole legali e statutarie sul procedimento assembleare. • manca il verbale. il rappresentante nella dichiarazione di voto dovrà indicare anche il numero di azioni corrispondente. annullabile. Nel verbale è documentato lo svolgimento dell'assemblea nonché le relative deliberazioni. • impossibilità e illiceità dell'oggetto. Una deliberazione è inesistente qualora delimitano assemblea mai tenutasi oppure a qualora non sia stata mai votata in un'assemblea realmente tenutasi.

. In caso di deliberazione annullabile: • i soci non consenzienti. agli utili. nonché in caso di inosservanza dei principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. • il collegio sindacale. • tre anni dalla trascrizione della deliberazione. Il procedimento di impugnazione è regolato dall'articolo 2378: • si svolge innanzi al tribunale del luogo in cui la società ha la sede. dissenzienti e astenuti. • Nel caso in cui sia accertata l'invalidità della deliberazione. Esso vincola esclusivamente con i quali aderiscono al patto.. Da essi nascono obbligazioni di fare o di non fare. se è nulla. sia o meno un socio. se è annullabile. • Il giudice può sospendere l'esecuzione su richiesta di chi agisce. ed eventuali terzi. • il consiglio di sorveglianza. I patti parasociali sono posti al di fuori dello statuto e con essi i soci. cioè assenti. • Il giudice dovrà accertare che per tutto il periodo del procedimento i soci opponenti siano in possesso della percentuale di azioni richiesta dalla legge ai fini dell'impugnazione. 51 . regolano l'esercizio dei loro diritti sociali (di voto. al trasferimento delle azioni . Termine per l'impugnazione è di • 90 giorni dalla data della deliberazione. titolari di azioni con diritto di voto che rappresentano l'un per 1000 del capitale oppure il 5% del capitale in caso di società quotate.Una deliberazione è annullabile in tutti gli altri casi di violazioni di legge e statuto. Legittimati ad agire in caso di deliberazione nulla: • chiunque abbia interesse. Patti parasociali.). il cui inadempimento comporta il sorgere della responsabilità per i danni e la risoluzione del rapporto. l'autore della violazione di legge o di statuto è tenuto a risarcire i danni causati alla società e ai terzi che hanno confidato nella validità della deliberazione. • gli amministratori.

dichiarazione trascritta nel verbale assembleare. i patti sono comunicati alla Consob. e ad esso. • nelle società per azioni diffuse. Sono previsti dalla legge altri patti che consentono di raggiungere una maggioranza. mediante il quale i soci vincolati si obbligano a votare in base a quanto stabilito di comune accordo. si aggiunge il patto che stabilisce l'obbligo di consultarsi prima di esercitare il vuoto. I patti possono essere a tempo determinato: cinque anni per le società non quotate e tre per le quotate. o a tempo indeterminato: ogni parte può recedere liberamente con preavviso di sei mesi. • nelle società per azioni chiuse non c'è alcun obbligo di pubblicità. Il sistema di pubblicità adottato si distingue in relazione al tipo di società: • nelle società quotate. 52 .Un patto parasociale importante è il sindacato di voto. I patti che pongono limiti al trasferimento delle partecipazioni sociali sono definiti sindacati di blocco. nelle società quotate. i patti sono comunicati in apertura di ogni assemblea dai soci aderenti. ma un semplice obbligo di reciproca informazione tra i soci.

alla struttura azionaria della società) tale da consentire di gestire la società secondo i canoni di corretta amministrazione. il presidente e i consiglieri delegati). al tipo di attività esercitata. nel sistema tradizionale. cioè controllare la regolare tenuta delle scritture contabili da parte di amministratori (attività riservata ai revisori esterni in un sistema diverso da quello tradizionale). Le funzioni di governo della società sono gestione e controllo. cioè verificare che il corretto funzionamento del sistema organizzativo. a meno che la società non dimostri che il terzo a abbia agito con l'intenzione di arrecare un danno alla società. Oggetto dell'attività di gestione è il compimento di operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. amministrativo e contabile adottato dalla società (che varia in relazione alle dimensioni dell'impresa. cioè il potere di rappresentare la società e di manifestare le sue decisioni ai terzi. essi non sono opponibile ai terzi. Ciò nonostante. Strettamente connesso con il potere di gestione è il potere di rappresentanza. L'attività di gestione della società può essere esercitato esclusivamente dagli amministratori. • effettuare il controllo contabile. • garantire il rispetto dei principi di corretta amministrazione. è il collegio sindacale.Capitolo V Amministrazione e controlli. 53 . Nel particolare l'organo di controllo dovrà • verificare l'osservanza della legge e dello statuto da parte di amministratori . Ciò non vuol dire che la rappresentanza è attribuita tutti gli amministratori. Il potere di rappresentanza e i suoi limiti devono essere pubblicizzati mediante iscrizione nel registro delle imprese. La gestione della società. la cui attività consiste nel tutelare la regolarità gestionale e l'integrità del patrimonio sociale. Quindi l'amministratore dovrà adoperarsi affinché la società raggiunga lo scopo prefisso e affinché siano adempiuti tutti gli obblighi che la legge impone alla società. ma solo a quelli indicati dello statuto (di norma. Organo di controllo.

contratto di amministrazione. Il rapporto cessa: • per morte dell'amministratore. Gli amministratori sono nominati dall'assemblea e non sono richiesti particolari requisiti. e si distingue a proposito il sistema dualistico dal sistema monistico. coloro i quali sono stati condannati ad una pena che prevede l'interdizione dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi. salvo che lo statuto non richiede requisiti di onorabilità. senza possibilità di interferire nell'attività di amministratori. per cui qualora dovesse venir meno l'assemblea è legittimata a revocare l'amministratore dall'incarico. lo statuto può attribuire la gestione della società tanto all'amministratore unico quanto al consiglio di amministrazione. • per revoca dell'assemblea. tant'è che possono essere nominati anche i non soci. gli inabilitati. professionalità ed indipendenza. i falliti. Se la revoca è 54 . Lo statuto può prevedere un sistema di amministrazione e controllo diverso da quello tradizionale. Nel sistema tradizionale. Le norme dettate in materia di amministrazione e controlli sono. Nel sistema monistico l'assemblea nomina il consiglio degli amministratori e. allo stesso modo l'organo di controllo non può interferire nelle scelte decisionali poste in essere dagli amministratori. Il rapporto tra gli amministratori della società è regolato da un contratto a tempo determinato e oneroso. Nel sistema dualistico l'assemblea nomina il consiglio di sorveglianza.Così come le deliberazione assembleare sulle scelte gestionali hanno carattere autorizzatorio. il consiglio di sorveglianza sua volta nomina il consiglio di gestione. estese anche alle società quotate. il comitato per il controllo della gestione (vedi tabella 1 . al quale sono conferite competenze che di norma spetterebbero all'assemblea (come ad esempio l'approvazione del bilancio).capitolo IV). La durata della carica è di tre esercizi. Non possono essere nominati gli interdetti. Infatti il rapporto tra l'assemblea e l'amministratore è basato essenzialmente sulla fiducia. L'organo amministrativo nel sistema tradizionale. salvo diversa disposizione. al suo interno.

contabile. Un esempio di giusta causa potrebbe essere la violazione del divieto di concorrenza. • per scadenza del termine. la redazione del progetto di bilancio. dovrà spiegare il vantaggio che è stato arrecato la società da quell'operazione. la sua sostituzione può avvenire soltanto con una deliberazione del consiglio di amministrazione. È possibile che esista un conflitto di interessi tra l'amministratore ed una determinata operazione della società. o ricoprire la carica di amministratore in una società concorrente. l'amministratore ha l'obbligo di trarne informazione al consiglio di amministrazione e laddove il consiglio adottasse la deliberazione che approva l'operazione. Se.immotivata. Quando la cessazione dell'amministratore si verifica in costanza del rapporto e non alla scadenza del termine. la quale presuppone la maggioranza degli amministratori. che sarà poi valutato dal consiglio di amministrazione. definita cooptazione. il progetto di fusione e di scissione. non è dovuto qualora la revoca derivi da giusta causa. In questo caso. amministrativo. È possibile che lo statuto prevede una clausola che subordini lo scioglimento del consiglio amministrazione alla cessazione di alcuni amministratori (cosiddetta clausola simul stabunt simul cadent). Il consiglio di amministrazione può delegare un comitato esecutivo e/o uno o più dei suoi componenti (amministratore delegato) all'esercizio del potere di gestione. o di esercitare un attività concorrente per conto proprio o di terzi. Il risarcimento del danno. che renda impossibile la prosecuzione del rapporto seppure provvisoriamente. cioè l'amministratore viola il divieto di divenire socio illimitatamente responsabile di una società concorrente. invece. il conflitto di interessi è tra l'amministratore delegato e la società. Competenze degli organi delegati sono: • curare l'assetto organizzativo. e gli dovranno soltanto informare 55 . Il legislatore ha previsto alcune materie non delegabili tra le quali l'aumento di capitale. • Per rinunzia dell'amministratore (dimissioni). • riferire al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale le operazioni di maggior rilievo e l'andamento della gestione che sarà poi valutato dal consiglio di amministrazione. sorge l'obbligo del risarcimento del danno. invece.

Responsabilità degli amministratori. • i soci o i terzi. purché non intervenga un voto contrario superiore a 1/5 del capitale sociale. non sono responsabili dell'eventuale inadempimento dell'amministratore delegato. in caso contrario sarà necessaria una separata deliberazione di revoca. • i creditori sociali. gli amministratori. Il legislatore esonera da ogni responsabilità l'amministratore che. esente da colpa. segue la revoca automatica dell'amministratore. Gli amministratori sono responsabili verso i creditori per mancata conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. Responsabilità degli amministratori verso la società è una responsabilità contrattuale per mancato adempimento degli amministratori degli obblighi ad essi imposti dalla legge e dallo statuto che essi sono tenuti ad eseguire con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro competenze. Il procedimento per l'azione contrattuale di responsabilità prevede che l'azione sia deliberata dell'assemblea su proposta della società o dei soci (nell'interesse della società) che rappresentano 1/5 del capitale. abbia fatto annotare nel libro delle adunanze il proprio dissenso. Al fine dunque di valutare la responsabilità dell'amministratore bisogna fare riferimento alla diligenza del buon amministratore che varia in relazione alle dimensioni della società. • riduzione del patrimonio per violazione dei propri obblighi. quando hanno compiuto il loro dovere. L'assemblea può deliberare una rinunzia o una transazione avente ad oggetto l'azione di responsabilità. Presupposti necessari affinché i creditori possono esercitare la relativa azione sono: • insufficienza del patrimonio sociale per soddisfare le obbligazioni sociali. In caso di delega. al fine di evitare di incorrere in una responsabilità. avendo fatto tutto ciò che è proprio potere. al tipo di attività esercitata e alle qualità individuali dell'amministratore. Gli amministratori sono responsabili verso tre soggetti: • la società. 56 .il consiglio ma anche tenersi dal compiere qualunque atto. Laddove le deliberazione sia stata approvata con voto favorevole di almeno 1/5 del capitale.

derivante da un inadempimento. perché gli amministratori non sono chiamati a far fronte alle perdite. La responsabilità degli amministratori verso i soci e i terzi è una responsabilità extracontrattuale derivante da fatto illecito dell'amministratore che arreca un danno. ma sono tenuti a risarcire i creditori per non aver adempiuto i propri doveri causando questo modo un danno alla società e indirettamente anche ai creditori sociali. commissario liquidatore e straordinario). per cui spesso agiscono nel loro interesse gli organi della procedura (curatore fallimentare. L'attività di controllo è esercitata da organi interni (collegio sindacale. non al patrimonio sociale. tribunale. Si discute circa la natura della responsabilità di amministratori verso i creditori sociali. Il direttore generale è un lavoratore dipendente con il grado più elevato. derivante da un'illecita lesione del diritto di credito. Il controllo della società. Il direttore generale. Isvap. ma direttamente al patrimonio del socio o del terzo. Nel primo caso il creditore avrebbe l'onere di trovare l'inadempimento. mentre non lo è l'apertura di una procedura concorsuale. altri la natura extracontrattuale. 57 . il danno non sarebbe arrecato alla società. nel secondo caso il creditore dovrà dimostrare sia il fatto illecito sia la colpevolezza. subordinato soltanto all'amministratore di cui esegue gli ordini. Banca d'Italia. C'è chi afferma la natura contrattuale della responsabilità.Non si tratta di una eccezione al principio della responsabilità limitata dei soci. ma nella pratica l'azione risulterebbe per i creditori molto onerosa. consiglio di sorveglianza. all'amministratore di essere esente da colpa. Legittimata ad agire sono i creditori. comitato per il controllo della gestione) e da organi esterni (revisore esterno o società di revisione. l'amministratore redige un bilancio falso dal quale risulta una situazione patrimoniale molto più florida di quella reale e un terzo acquista le azioni della società ad un prezzo superiore. Consob. nella quale è possibile dividere gli eventuali costi con gli altri creditori. ad esempio. Se. ma al socio il quale può agire entro cinque anni del compimento dell'altro illecito.

• indipendenza rispetto all'organo di gestione. i quali andranno a sostituire i sindaci effettivi che dovessero venir meno nel corso del mandato. mentre tutti gli altri sono scelti fra gli iscritti agli albi di avvocati e commercialisti o fra i professori universitari in materie giuridiche ed economiche. condanna a pene che comportano l'interdizione dai pubblici uffici). rivista da una deliberazione assembleare che dovrà essere approvata con decreto del tribunale. esclusivamente nelle società chiuse e in quelle che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato. • svolgere la funzione di controllo contabile. • diritto di chiedere informazioni agli amministratori sull'andamento della gestione. • decadenza per cause di ineleggibilità (interdizione. • revoca per giusta causa. • verifica l'osservanza del principio di corretta amministrazione. 58 . Poteri del collegio sindacale sono: • compiere atti di ispezione e di controllo. inabilitazione. • rinunzia o dimissioni. Requisiti richiesti sono: • professionalità. Cause di cessazione dell'ufficio di sindaco sono: • morte. sono nominati dall'assemblea per tre esercizi. fallimento. • scadenza del termine. Obblighi del collegio sindacale sono: • convocare il collegio almeno ogni 90 giorni.Organo di controllo nel sistema tradizionale. cioè almeno un membro effettivo e uno supplente deve essere iscritto nell'albo dei revisori contabili. Essi possono essere soci o non soci. Organo di controllo nel sistema tradizionale è il collegio sindacale composto di tre o cinque membri effettivi e di due supplenti. Doveri del collegio sindacale sono: • verifica l'osservanza degli obblighi imposti agli amministratori dalla legge e dallo statuto.

ma presenta determinate particolarità: • è necessariamente un organo collegiale (non è ammissibile. Organo di gestione nel sistema dualistico è il consiglio di gestione il quale. indipendenza.• partecipare alle riunioni dell'assemblea. • la nomina. Organo di controllo. Il sistema dualistico. per il danno arrecato nel compiere o omettere un fatto è che non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità ai propri obblighi. comitato esecutivo (sanzione prevista in caso di mancato rispetto di tale obbligo è il decadimento). può compiere tutti gli atti necessari per l'attuazione dell'oggetto sociale. l'amministratore unico). Organo di gestione. • denunciare il tribunale il compimento di gravi irregolarità da parte del consiglio di gestione. La particolarità del consiglio di sorveglianza sta nel fatto che ad esso aspettano competenze che di norma sarebbero dell'assemblea e sono: 59 . • in solido con gli amministratori. • per il mancato rispetto dell'obbligo di riservatezza. sostituzione dei componenti del consiglio di gestione spetta al consiglio di sorveglianza (l'organo di controllo nel sistema dualistico) e non all'assemblea. Esso è regolato dalle norme dettate per il consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. avendo il potere di gestire le società. I sindaci sono responsabili: • per le valutazioni effettuate. consiglio di amministrazione. i quali devono presentare il requisito della onorabilità. L'assemblea nomina e revoca dei componenti del consiglio. professionalità. revoca. Organo di controllo nel sistema dualistico è il consiglio di sorveglianza. dunque. Il consiglio di sorveglianza ha le medesime competenze del collegio sindacale: • controllare la gestione della società.

ma presenta determinate particolarità: • è necessariamente un organo collegiale. • non devono ricoprire cariche o svolgere funzioni attinenti alla gestione della società. Il sistema monistico. i cui componenti devono presentare i seguenti requisiti: • devono essere scelti tra gli amministratori indipendenti. in mancanza del quale o se lo chiede 1/3 del consiglio di gestione o 1/3 del consiglio di sorveglianza. • approvazione del bilancio. oltre che dall'assemblea e dai soci di minoranza. L'organo di controllo. il quale segue la disciplina del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. • 1/3 dei membri deve presentare il requisito di indipendenza. ma è costituito al suo interno. L'organo di gestione. dal consiglio di sorveglianza e se la deliberazione è stata approvata con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti i consiglieri sono revocati automaticamente. Esso è caratterizzato da fatto che l'organo di controllo non è separato dall'organo di gestione. revoca. allo scopo di migliorare la circolazione delle informazioni e la trasparenza tra gli organi di amministrazione e di controllo. • devono avere requisiti di onorabilità. l'approvazione spetta all'assemblea. Il consiglio di amministrazione nomina al suo interno il comitato per il controllo sulla gestione.• nomina. professionalità. Organo di gestione nel sistema monistico è il consiglio di amministrazione. esercizio dell'azione di responsabilità dei membri del consiglio di gestione. • Anche l'azione di responsabilità può essere esercitata. Competenze del comitato sono: 60 .

Il controllo contabile. • negativo. Per le società quotate il T. • altri compiti ad esso affidati dal consiglio di amministrazione. e nelle altre società (diverse dalle società chiuse e dalle società non soggette alla redazione del bilancio consolidato) e prevista la facoltà di scelta tra un revisore contabile esterno o una società di revisione. può consistere in una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio. • vigilare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. Infatti.F. Funzione dell'organo di controllo esterno sono: • verificare la regolare tenuta delle scritture contabili e della contabilità sociale.• oltre il dovere di vigilanza. • verificare la conformità del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato alle scritture contabili. inoltre. ma implicito in quanto organo di controllo. qualora il bilancio sia conforme a leggere. Nel sistema tradizionale il controllo contabile è affidato al collegio sindacale. non espressamente previsto dalla legge. • il giudizio. amministrativo. • redigere una relazione nella quale esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e consolidato. nelle società quotate il giudizio può essere: • senza rilievi. Organi di controllo esterni. qualora il bilancio sia impreciso.U. detta una particolare disciplina nell'espressione del giudizio. contabile a rappresentare la gestione della società. mentre nelle società quotate esso è affidato obbligatoriamente ad una società di revisione. • eleggere il proprio presidente. • con rilievi. decreto legislativo 58/98.. qualora 61 . in caso di violazione di norme dettate per la redazione del bilancio.

. • gli intermediari. L'attività di controllo della Consob è esercitata in due momenti: • appello al pubblico risparmio. Il revisore esterno è soggetto alla responsabilità dei sindaci (per le valutazioni effettuate e per il mancato rispetto dell'obbligo di riservatezza). • Informazione societaria. come ad esempio le società di revisione.. può impugnare la deliberazione assembleare di approvazione del bilancio. sollecitazione l'investimento (offerta finalizzata alla vendita). e loro effetto sarà che qualsiasi socio. cioè le banche. La Consob vigila su: • le società di gestione dei mercati. in questo caso la Consob controlla che il prezzo di acquisto di strumenti finanziari sia conforme a realtà. nonché nei confronti della società.p. poiché esso varia in relazione alle informazioni immesse sul mercato. L'incarico è conferito dell'assemblea per un periodo di tre esercizi che può essere da essa revocato per giusta causa in seguito ad approvazione del tribunale della deliberazione. Infatti.. • le società emittenti (cioè che emettono azioni quotate). di parità di trattamento dei portatori degli strumenti stessi. ecc.a. le s. in questo caso la cosa sotto controlla che l'offerta degli strumenti finanziari quotati rispetti i principi di correttezza.le violazioni delle norme relative al bilancio siano talmente gravi da rendere il bilancio inaffidabile. il valore di un'azione di 62 . Commissione nazionale per le società e la borsa. Il controllo dell'intero mercato mobiliare è affidato alla Consob. Il controllo della Consob. In questi ultimi due casi la società deve informare la Consob. trasparenza.m. Esistono due tipi di appello al pubblico risparmio: offerta pubblico di acquisto (offerta finalizzata all'acquisto di strumenti finanziari).i. individualmente considerato. • i soggetti ausiliari. come ad esempio la Borsa Italiana s. dei soci e dei terzi per i danni derivanti dall'inadempimento dei propri doveri.

e i nuovi organi devono: o accertare l'esistenza delle violazioni. Il controllo nel settore bancario è attribuito alla Banca d'Italia. In tutte le società per azioni è previsto un controllo di legalità sull'attività degli amministratori.  a questo punto. come ad esempio il valore del patrimonio della società. • esista un fondato sospetto (provato dai soci). ecc. cioè se l'atto sia giusto o meno. nelle società aperte. e non un controllo di merito. il tribunale non ordina l'ispezione e sospende il procedimento. il tribunale ordina l'ispezione degli atti amministrativi. Il controllo giudiziario.  allora.c. 63 . Il procedimento giudiziario (articolo 2409 c. Il controllo nel settore bancario e assicurativo. la capacità della società di produrre reddito. del pubblico ministero.una società varia in relazione a diversi fattori. • se il sospetto sussiste. Il controllo nel settore assicurato è attribuito all'Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo). Presupposti richiesti sono che: • gli amministratori violano i propri doveri. • sia stato arrecato un danno alla società. l'assemblea può neutralizzare il procedimento sostituendo gli amministratori e i sindaci con organi dotati di professionalità.. Fasi del procedimento sono: • il tribunale convoca in Camera di Consiglio gli amministratori e sindaci. • esista una grave irregolarità nella gestione.) inizia con una denunzia al tribunale ad opera dei soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale o dell'organo di controllo o.

3. Sue competenze sono: • esercitare l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci.  oppure proporre la messa in liquidazione della società. 64 . Convocare l'assemblea per adottare le dovute deliberazioni.o eliminarle. revocare gli amministratori e sindaci per nominare un amministratore giudiziario. • convocare l'assemblea per la nomina dei nuovi organi sociali. L'amministratore giudiziario è un pubblico ufficiale che ha il compito di sanare la società. • rendere al tribunale il conto della gestione. 2. Nei casi più gravi. il tribunale può: 1.  Se i nuovi organi non riescono a eliminare le violazioni e • se dall'ispezione risulta l'irregolarità. Disporre di opportuni provvedimenti provvisori.  oppure proporre l'apertura di una procedura concorsuale.

illimitatamente e sussidiaramente (godono. Gli accomandanti. mentre nella società in accomandita semplice non tutti gli accomandatari sono amministratori e nella società per azioni amministratori possono essere anche non soci. Anche nella società in accomandita tutti i soci sono azionisti. La nomina. da parte dell'assemblea in seduta straordinaria. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni relative all'esercizio dell'azione di responsabilità e alla nomina o revoca dei sindaci e dei componenti del consiglio di sorveglianza. ma la qualità di accomandante. così come il trasferimento delle sue partecipazioni sociali non comporta l'acquisto della qualità di accomandatario in capo al nuovo titolare. delle funzioni amministrative. gli accomandatari sono amministratori di diritto a tempo indeterminato. il conferimento). 65 . L'accomandatario-amministratore è responsabile solidamente. La qualità di accomandatario si acquista con il conferimento. del beneficio di escussione) delle obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui ha rivestito tale carica. la cessazione della carica comporta il "degrado" ad accomandante. ma si distingue dalle altre società di capitali per la distinzioni degli stessi in accomandatari e accomandanti. sono rimasti in carica altri amministratori. Infatti. la nomina dei nuovi amministratori dovrà essere approvata da questi all'unanimità. la revoca (anche senza giusta causa) e la sostituzione degli accomandatari-amministratori devono essere deliberate con le maggioranze richieste per l'assemblea straordinaria. mentre non sono responsabili delle obbligazioni sociali sorte successivamente all'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione della carica.Capitolo VI Società in accomandita per azioni Alle società in accomandita per azioni è estesa parte della disciplina delle società per azioni. devono adempiere agli obblighi scaturenti (per esempio. Poiché si diventa accomandatario con la nomina di amministratore. ma non fanno parte dell'organo di gestione e sono responsabili limitatamente alla quota sottoscritta. Qualora al momento della sostituzione di accomandatari che abbiano cessato dal loro ufficio. in quanto soci azionisti. pertanto.

Una delle cause di scioglimento della società della cessazione dalla carica di tutti gli amministratori della società non abbia provveduto nei sei mesi successivi alla loro sostituzione. così come dovrebbe essere nell'ambito di tale modello. Le modificazioni dell'atto costitutivo devono essere approvate dall'assemblea straordinaria nonché da tutti i soci accomandatari. con la particolarità che gli accomandatari-amministratori sono comunque nominati dall'assemblea in sede straordinaria e non dall'organo di controllo.Il fatto che il codice faccia riferimento al consiglio di sorveglianza lascia intendere che anche nella società in accomandita per azione è possibile adottare il modello dualistico. 66 .

in due ipotesi: 1) quando non abbia liberato integralmente i conferimenti all’atto della sottoscrizione. i soci rispondono nei limiti della quota conferita. L’unico socio. unipersonale.l.l. nonché una maggiore autonomia negoziale.r.l. beni in natura. In tale caso all’atto della costituzione deve essere versato presso una banca almeno il 25% del capitale (o del conferimento) e le ulteriori parti quando è richiesto dagli amministratori.r. sono quindi soci limitatamente responsabili. facendola apparire come un ibrido tra società di persone e società di capitali. cioè denaro. Se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente i conferimenti sono in denaro.l.Capitolo VII Società a responsabilità limitata (S. essere conferiti tutti gli elementi suscettibili di valutazione economica. Atto costitutivo L’atto costitutivo deve essere redatto in forma di atto pubblico. tuttavia.000 Euro.. Possono.r. Anche nel caso di S. l’unico socio ha responsabilità limitata. Tuttavia il versamento può essere sostituito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria di pari importo.r. Il capitale sociale minimo è pari a 10. Nella S. nonché prestazioni d’opera o di servizio. In tale caso il socio può in ogni momento sostituire la polizza o la fideiussione con un corrispondente versamento in denaro. risponde illimitatamente in caso di insolvenza della società. infatti.) La riforma del 2003 attribuisce una maggiore rilevanza la persona del socio nella S. Conferimenti Ad evidenziare maggiormente il carattere personale di questo tipo di società sono i conferimenti. 67 . 2) quando non sia stata data pubblicità sul registro delle imprese della circostanza che la società è unipersonale.

D Illustrazione dei criteri di valutazione adottati. Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci. Promuovere un’azione giudiziale per l’esecuzione del conferimento. La vendita viene effettuata per il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato. Attestazione che il loro valore è almeno pari a quello attribuito  nell’atto costitutivo. La relazione deve contenere le seguenti indicazioni:  escrizione dei beni conferiti. Infine se viene conferita la prestazione d’opera o di servizio. Mancata esecuzione dei conferimenti Se il socio non esegue il conferimento nel termine stabilito dagli amministratori. In tale caso. se l’atto costitutivo lo consente. Vendere agli altri soci la quota del socio moroso in proporzione alle rispettive partecipazioni. la quota viene venduta all’incanto. questi diffidano il socio moroso ad eseguirlo nel termine di 30 giorni. se l’atto costitutivo lo prevede.Nel caso di conferimento di beni in natura. gli amministratori possono seguire due strade: 1. Se non vi sono compratori gli amministratori escludono il socio. questi devono essere integralmente liberati al momento della sottoscrizione. a tutela dell'integrità del capitale sociale. Il conferimento di beni in natura deve essere accompagnato da una relazione giurata di un esperto. Finanziamenti dei soci È prevista una disciplina particolare per i finanziamenti dei soci a favore della società. 68 . 2. trattenendo le somme riscosse e riducono il capitale in misura corrispondente. la polizza o la fideiussione possono essere sostituite con il versamento di un importo corrispondente a titolo di cauzione. Se in tale termine il socio non esegue il conferimento. In mancanza di offerte. è necessario che la prestazione sia garantita da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. che sono stati concessi in un momento di eccessivo squilibrio finanziario.

sono proporzionali ai conferimenti. e dunque legittima l’acquirente all'esercizio dei diritti sociali. Si parla di quote e non più di azioni. prima del quale il recesso non può essere esercitato. Inoltre se il rimborso avviene nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società. su richiesta dell’alienante o dell’acquirente. 69 . Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. a cura del notaio. deve essere restituito. Trasferimento delle partecipazioni Il trasferimento delle quote di partecipazione avviene per effetto del consenso delle parti. Se l’atto costitutivo prevede l’intrasferibilità delle partecipazioni o contempla una clausola di mero gradimento o ponga condizioni o limiti che impediscono il trasferimento a causa di morte. Il numero delle quote è pari al numero dei soci e non possono essere rappresentate da titoli di credito. Il trasferimento della partecipazione deve avvenire con scrittura privata autenticata e deve essere depositato. le partecipazioni sono liberamente trasmissibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte. entro 30 giorni. il socio o i suoi eredi possono recedere dalla società. Quote di partecipazioni Le partecipazioni sociali non possono essere rappresentate da azioni. Soltanto in questo momento il trasferimento ha effetto di fronte alla società.Il rimborso di tali finanziamenti è postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. presso il registro delle imprese. Successivamente il trasferimento deve essere iscritto nel libro dei soci. L’atto costitutivo può stabilire un termine non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione. Le partecipazioni. cioè ogni quota varia in relazione alla misura del conferimento e non sono di pari ammontare così come le azioni. né possono costituire oggetto di sollecitazione all'investimento (e dunque non possono essere quotate in borsa).

in tale caso.r.L’iscrizione nel registro delle imprese ha efficacia dichiarativa. la S. 70 . può emettere titoli di debito. a condizione che l’atto costitutivo lo consenta. è nel caso in cui si ricostituisca la pluralità dei soci. che la società può modificare con il consenso della maggioranza dei possessori dei titoli. per i versamenti ancora dovuti è responsabile con l’acquirente anche l’alienante solidalmente e sussidiariamente (solo se la richiesta al socio moroso è risultata infruttuosa) per il periodo di 3 anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci.) che risponde ex lege della solvenza della società. Essa deve inoltre essere iscritta presso il registro delle imprese a cura degli amministratori. gli amministratori devono depositare presso il registro delle imprese un’apposita dichiarazione. Titoli di debito Con la riforma del 2003 è stato previsto un ulteriore strumento finanziario rispetto alle risorse personali dei soci e alla fideiussione bancaria. Questo deposito è rilevante per la limitazione della responsabilità. La decisione di emissione dei titoli deve prevedere le condizioni del prestito e le modalità del rimborso. Nel caso di trasferimento della partecipazione. I titoli di debito possono essere sottoscritti solo da investitori qualificati (es. quindi se la quota fosse alienata a più persone. anche successivamente il loro trasferimento. ecc. dalla costituzione o successivamente. L’atto costitutivo. Infatti. avrebbe priorità quella che ha effettuato per prima l’iscrizione nel registro delle imprese in buona fede. deve prevedere quanto segue: Attribuire la relativa competenza ai soci o agli amministratori.l.: SIM. oltre che essere trasferita. La partecipazione.  Determinare gli eventuali limiti. nel senso che è opponibile ai terzi. può formare oggetto di espropriazione. banche.. Nel caso in cui la società sia unipersonale. modalità e maggioranze  necessarie per la decisione.

Operazioni sulle proprie quote Non è consentito alla S. I soci decidono in ogni caso. La formazione della volontà sociale avviene: • o con un metodo extra-assembleare. sulle seguenti materie: 1) Approvazione del bilancio e distribuzione utili.l. nonché sugli argomenti che uno o più amministratori. sempre salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. 4) Modificazioni dell’atto costitutivo. Tali diritti particolari possono essere modificati solo all'unanimità. • o con il metodo assembleare. 3) Nomina del collegio sindacale o del revisore. 5) Decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale. sottopongono alla loro approvazione. la decisione dei soci. dagli amministratori personalmente. il socio dissenziente può recedere. o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. cioè se non è richiesta l'unanimità. né accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione. 2) Nomina degli amministratori. acquistare o accettare in garanzia proprie quote. Il legislatore prevede la possibilità che i soci siano titolari di diritti particolari riguardanti l'amministrazione o la distribuzione degli utili. per legge. I diritti sociali. salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. esse si intenderanno sottoscritte dai soci fondatori o. in caso di aumento di capitale.r. LE DECISIONI DEI SOCI. In caso di acquisto o sottoscrizione diretta o indiretta delle proprie quote. In quest'ultimo caso. o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. I diritti del socio sono proporzionali alla partecipazione. nel rispetto del divieto del patto Leonino. Inoltre i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall’atto costitutivo. 71 .

le decisioni extraassembleari richiedono il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale. l'approvazione di operazioni che comportano una modifica dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci.Anche nel caso di acquisti pericolosi dai soci fondatori. peraltro se nulla è previsto nell’atto costitutivo. L’atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. ASSEMBLEA DEI SOCI L’atto costitutivo deve determinare le modalità di convocazione dell’assemblea. Metodo assembleare. ecc. l’acquisto deve essere autorizzato con decisione dei soci e deve essere accompagnato da una relazione giurata di un esperto. Anche in assenza di convocazione. dai soci e dagli amministratori. e tutti gli amministratori e sindaci siano presenti o informati e 72 . la deliberazione si intende adottata in caso di assemblea totalitaria. la convocazione è effettuata mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno 8 giorni prima dell’adunanza. per un corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale. Le decisioni dei soci devono essere adottate mediante deliberazione assembleare quando l’atto costitutivo non preveda nulla a riguardo. è necessaria una apposita deliberazione assembleare 1) in alcune importanti decisioni che possono alterare la struttura della società o la posizione dei soci come ad esempio la modifica dell'atto costitutivo. lo scioglimento anticipato della società. 2) Quando lo richiedono 1 o più amministratori o tanti soci che rappresentino almeno 1/3 del capitale sociale. In ogni caso anche se l’atto costitutivo prevede che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto. nei 2 anni successivi all’iscrizione della società nel registro delle imprese. Tali modalità devono assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. cioè quando abbia partecipato all’assemblea l’intero capitale sociale. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo.

73 . Invalidità delle decisioni dei soci Sono annullabili le decisioni che non sono prese in conformità della legge o dell’atto costitutivo.  dal collegio sindacale. entro 3 mesi dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. per cui.nessuno si opponga alla trattazione dell’argomento posto all’ordine del giorno.  da ciascun amministratore. Le decisioni annullabili possono essere impugnate  dai soci che non vi hanno consentito. Sono invece nulle le decisioni: 1) che hanno oggetto illecito od impossibile. È possibile una sostituzione delle decisioni invalide. 2) prese in assenza assoluta di informazione. nonché per la modifica dell'atto costitutivo. e non l’organo collegiale. il tribunale può assegnare un termine non superiore a 6 mesi per l’adozione di una nuova decisione idonea ad eliminare la causa di invalidità. Le decisioni nulle possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. È richiesto il consenso di tutti i soci in caso di attribuzione ai singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società o la distribuzione degli utili. non consenziente. Possono invece essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività impossibili o illecite. a condizione che  siano potenzialmente dannose per la società. Sono anche annullabili le decisioni in conflitto di interessi. su richiesta della società o di chi ha proposto l'impugnativa.  siano assunte con il voto determinante del socio in conflitto di interessi. Il quorum costitutivo è fissato nella metà del capitale sociale e il quorum deliberativo è pari alla maggioranza assoluta dei presenti.

che decide senza riunirsi mediante una consultazione scritta oppure con un consenso espresso per iscritto (collegialità attenuata). • le decisioni di aumento del capitale.L'AMMINISTRAZIONE. • il progetto di fusione o scissione. laddove lo prevede allo statuto. la legge impone agli amministratori di deliberare in sede consiliare • la redazione del progetto di bilancio. come titolari di alcuni diritti di amministrazione della società. che sono indicati nell'atto costitutivo e successivamente nominati con decisione dei soci in sede assembleare o. o alcuni di essi. l'amministrazione della società a responsabilità limitata è affidata ad uno o più soci. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. extra-assembleare. Invece. gli amministratori costituiscono il consiglio di amministrazione che opera collegialmente (collegialità piena). Non è possibile adottare in una società a responsabilità limitata il sistema dualistico perché incompatibile con la rilevanza centrale che 74 . All'atto costitutivo è demandato il compito di: • indicare le persone cui è affidata l'amministrazione. • pluralità di amministratori che operano congiuntamente o disgiuntamente (riprendendo il regime di amministrazione adottato nelle società di persone). Indipendentemente dal regime di amministrazione prescelto nell'atto costitutivo. in assenza di un espressa disposizione dell'atto costitutivo. • dettare le regole di funzionamento del consiglio di amministrazione. L'atto costitutivo può anche riconoscere i soci. • consiglio di amministrazione. Su espressa disposizione dell'atto costitutivo è possibile adottare uno dei seguenti regimi di amministrazione: • amministratore unico. • indicare gli eventuali presupposti della revoca e sostituzione degli amministratori. • creare eventualmente organi delegati (comitato esecutivo e amministratori delegati).

cioè qualora il terzo abbia agito con l'intenzione di arrecare un danno alla società. Altri amministratori è riconosciuta la rappresentanza generale per tutti gli atti compiuti in nome della società. l'approvazione del bilancio sono rimesse alla decisione dei soci. I limiti statutari sono: • l'amministratore-rappresentante non può compiere atti in contrasto con l'oggetto sociale. salvo exceptio doli. • il rappresentante non può stipulare contratti in assenza del potere di amministrazione per vizi della nomina. dunque in violazione dei limiti posti dell'atto costitutivo (atti ultra vires). I limiti legali sono dati del fatto che gli amministratori non possono stipulare senza decisioni dei soci • contratti aventi ad oggetto acquisti pericolosi. • il contratto arrechi un danno effettivo (e non potenziale) al patrimonio sociale. La società può impugnare anche i contratti conclusi da amministratori-rappresentanti portatore di un interesse in conflitto con quello della società (e non della semplice operazione). nei rapporti esterni la società è responsabile di tali atti. 75 . Ai fini dell'impugnativa è richiesto che: • il voto dell'amministratore in conflitto di interesse sia stato determinante. nonché con il fatto che le decisioni amministrative che incidono sull'oggetto sociale e sui diritti dei soci.assumono i soci in questo tipo di società. Rappresentanza. la nomina degli amministratori. perché si caratterizzano come inadempimento degli obblighi imposti dagli amministratori dall'atto costitutivo. Mentre nei rapporti interni tali atti costituiscono giusta causa di revoca. Sono posti al potere di rappresentanza limiti sia statutari sia legali. • contratti aventi ad oggetto operazioni che comportano una modifica dell'atto costitutivo o dei diritti dei soci. In questo caso la società è legittimata a far valere il difetto di potere rappresentativo e impugnare i relativi contratti.

il giudice può subordinare il provvedimento alla prestazione di una cauzione. • la società stessa. Responsabilità degli amministratori. chiedendo al tribunale la revoca dalla carica degli amministratori convenuti in giudizio. invece. Gli amministratori sono responsabili (responsabilità extracontrattuale) verso i soci e i terzi laddove esistano i seguenti presupposti: • gli amministratori abbiano compiuto un atto doloso colposo nell'esercizio delle loro mansioni.l. abbiano fatto constare il proprio dissenso. individualmente considerato. ciascun socio può ottenere un provvedimento cautelare. • sia stato arrecato un danno diretto al patrimonio del socio o del terzo. espressamente disciplinata la responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali se non in caso di liquidazione. Gli amministratori sono esonerati da ogni responsabilità qualora esenti da colpa. Gli amministratori sono responsabili: • verso la società. Legittimati ad agire sono: • ciascun socio. In questo caso la società può agire nei confronti di amministratori per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla male gestio.Si tratta questa dell'unica ipotesi di impugnativa delle decisioni degli amministratori di s. espressamente prevista dalla legge. • verso i creditori sociali (anche se non espressamente previsto dalla legge se non nell'ipotesi di liquidazione). conoscendo l'atto che si andava a compiere. In caso di gravi irregolarità nella gestione della società. Non è. • verso i soci e i terzi.r. lesive del patrimonio sociale. Gli amministratori sono responsabili (responsabilità contrattuale e solidale) verso la società laddove non adempiano agli obblighi ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo o per violazione del dovere di diligenza ad essi richiesto nella gestione della società. Si ritiene comunque che essi siano responsabili in caso di mancata 76 .

conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. • l'amministratore di fatto. cioè colui il quale pur non rivestendo la carica di amministratore. • Collegio sindacale. Presupposto necessario per esercitare l'azione di responsabilità nei confronti di amministratori è l'incapienza del patrimonio sociale. • la società. cioè sia insufficiente a soddisfare creditori sociali. ai quali sono state attribuite competenze amministrative dall'atto costitutivo. infatti. • Ciascun socio amministratore ha il diritto di chiedere informazioni sulle intenzioni di propositi degli altri amministratori. ha esercitato in modo continuativo i poteri di gestione. che nella s.l. Sono responsabili in solido con gli amministratori: • i soci.r. per decidere se appoggiarli o opporsi. è facoltativo. in base all'informazione ricevuta il socio può  chiedere la revoca giudiziaria  o promuovere l'azione di responsabilità nei confronti di amministratori. l'atto costitutivo può prevedere un collegio sindacale o un revisore contabile. è esercitata da: • ciascun socio non amministratore individualmente considerato e indipendentemente dalla presenza del collegio sindacale. L'attività di controllo nella s. CONTROLLO SULLA GESTIONE E SULLA CONTABILITÀ. i cui componenti sono nominati con decisione dei soci. abbiano autorizzato o concorso a decidere gli atti dannosi per la società. che godrà di un diritto di rivalsa sugli amministratori.l. È obbligatorio se o il capitale sociale non è inferiore a quello minimo delle società per azioni oppure se per due esercizi consecutivi sono superati due dei 77 . questi ha il diritto di  ricevere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali  e di consultare i libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione. i soci o i terzi.r.

l. sia controllata da società quotate la revisione è obbligatoria ed è rimessa a società di revisione esterne. • rispetto del principio di corretta amministrazione.limiti dimensionali dell'impresa previsti ai fini della redazione del bilancio in forma abbreviata. o nelle società sportive professionistiche. 78 .r. Al collegio sindacale si estendono i poteri e le funzioni previste per le società per azioni: • verifica dell'osservanza della legge e dell'atto costitutivo da parte degli amministratori.r. o meglio controllo legale dei conti (riprendendo la definizione del nostro codice): cosa solo eventuale nelle altre società di capitali. Nel caso la s. poiché ammesso solo nelle società per azioni non aperte o non tenute alla redazione del bilancio consolidato. o nelle s.l. • esercizio dell'azione di responsabilità dei sindaci su richiesta della maggioranza sociale. tenute alla redazione del bilancio consolidato. • controllo contabile.

e contiene le norme relative al funzionamento della società. i promotori.c. sebbene formi oggetto di atto separato. redazione di un programma. vogliamo evidenziare la differenza tra atto costitutivo e statuto. nonché le sottoscrizione autenticate dei promotori. con la quale l'atto è stipulato e il capitale sottoscritto direttamente dei soci fondatori.). • Prima di trattare della prima fase. prevista esclusivamente per le società azionarie.  l'atto costitutivo contiene la manifestazione di volontà dei soci fondatori di costituire la società. 3. non si fa riferimento allo statuto. sulla nomina di amministratori. Le modalità di stipulazione dell'atto costitutivo sono due: • costituzione simultanea. 2. è parte integrante dell'atto costitutivo.r.l. 79 . nonché le regole di organizzazione dell'attività sociale. convocazione dell'assemblea dei sottoscrittori per deliberare sulla esistenza dei requisiti richiesti per la costituzione della società. Nella s. • iscrizione nel registro delle imprese del documento così come redatto.Capitolo VIII Costituzione. La costituzione per pubblica sottoscrizione prevede un procedimento composto di quattro fasi: 1.  lo statuto. • costituzione per pubblica sottoscrizione. con la quale l'atto è stipulato e sottoscritto da soggetti diversi dai soci fondatori. ecc. depositato presso un notaio e pubblicato. (articolo 2335 c. contenente i dati e le norme essenziali dell'atto costitutivo e dello statuto. La costituzione delle società di capitali è il risultato di una fattispecie a formazione successiva composta di due fasi: • stipulazione dell'atto costitutivo (previo controllo del notaio rogante). raccolta presso il pubblico delle sottoscrizione delle azioni ad opera dei promotori che si adoperano affinché i sottoscrittori versino almeno il 25% dei conferimenti in danaro presso una banca.

l. lasciando così intendere che i soci possono essere non soltanto persone fisiche. • spese per la costituzione. srl). Presupposti richiesti affinché sia possibile apporre clausole compromissorie sono: 4.l. • capitale sottoscritto e capitale versato. ai soci è riconosciuto il diritto di recedere ad nutum dalla società con un preavviso di almeno sei mesi). primi amministratori e primi sindaci. • valore attribuito ai crediti e ai beni in natura. • numero degli amministratori. la sede.r. • numero e il valore nominale delle azioni. in deroga all'ordinaria competenza dell'autorità giudiziaria. • oggetto sociale (cioè tipo di attività economica che sarà svolta dalla società). fra soci e società.r.r. ma anche persone giuridiche). modalità di emissione e circolazione. o la quota di partecipazione per le s. cittadinanza dei soci (con la riforma 2003 sono stati introdotti anche la denominazione. sindaci. Nelle s. domicilio. sapa. • durata della società. 80 . luogo e data di nascita. la cui indicazione è facoltativa in quanto il nostro codice prevede la possibilità di costituire società di capitali come società a tempo indeterminato (nelle società azionarie non quotate e nelle s.. la risoluzione di controversie fra soci. nonché quelle promosse da o contro i componenti dell'organo amministrativo o di controllo. il soggetto eventualmente addetto al controllo contabile. e nelle società azionarie chiuse l'atto costitutivo può contenere clausole compromissorie con le quali è deferito ad arbitri.l. • denominazione sociale e il tipo di società (spa. a tempo indeterminato.. nonché componenti degli organi previsti nel sistema dualistico o nel sistema monistico. • sede. la costituzione.stipulazione dell'atto costitutivo da parte degli intervenuti in assemblea. Il contenuto dell'atto costitutivo è il seguente: • nome e cognome.

né tantomeno possono 81 . a meno che essi non provano l'avvenuta iscrizione nel registro dell'impresa. dovrà accertare l'inesistenza di clausole statutarie contrarie a norme imperative. costituite per atto unilaterale.• oggetto delle controversie siano diritti disponibili relativi al rapporto sociale. per cui la banca non può consegnare di amministratori tali somme.a. Ulteriori effetti della stipula dell'atto costitutivo sono: • indisponibilità dei conferimenti in danaro già versati dai soci presso una banca al momento della sottoscrizione. e dunque redatto da un notaio. Seconda fase. Entro 90 giorni dalla stipula dell'atto costitutivo si deve procedere all'iscrizione della società nel registro dell'impresa.l. L'atto costitutivo delle società di capitali è costituito per atto pubblico. Prima ancora di procedere alla stipulazione dell'atto costitutivo è previsto un controllo di legalità (e non di merito) ad opera del notaio rogante volto ad accertare la regolarità del procedimento costitutivo prima dell'iscrizione nel registro dell'impresa nonché l'esistenza delle condizioni necessarie per la costituzione della società.p. • stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti. Prima fase. • autorizzazioni di legge per le società aventi un particolare oggetto. sotto pena di nullità della società. le quali sono: • sottoscrizione integrale del capitale sociale. • versamento del 25% dei conferimenti in danaro presso una banca o di tutti i conferimenti di beni in natura e di crediti. in caso contrario l'atto stesso perde efficacia. e di s. • la legge non prevede l'intervento obbligatorio del pubblico ministero.r. • versamento dell'intero ammontare dei conferimenti in danaro in caso di s. inoltre. Il notaio.

Entro 180 giorni all'iscrizione nel registro delle imprese. a meno che l'atto costruttivo non perda efficacia decorsi 90 giorni dalla stipula senza che abbia luogo l'iscrizione della società. L'iscrizione ha efficacia costitutiva. o in caso di omissione. Finché le valutazioni non sono state controllate. • il socio può. Efficacia dichiarativa. con diritto alla restituzione del conferimento in natura effettuato. la violazione della disciplina non 82 . l'organo amministrativo è tenuto a controllare le valutazioni contenute nella relazione di stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti redatta dall'esperto nominato dal presidente del tribunale e. contestualmente all'iscrizione. a differenza dell'efficacia costitutiva che è immediata. In questo caso. versare in danaro la differenza • oppure può recedere dalla società. Se dalla revisione risulta che il valore dei beni dei crediti è inferiore di oltre 1/5 rispetto al valore delle azioni liberate • la società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale. in alternativa. • Il notaio deve provvedere entro venti giorni al deposito. per cui per effetto dell'iscrizione la società acquista personalità giuridica e viene ad esistenza. Lo stesso procedimento di revisione di stima è previsto in caso di acquisti pericolosi. deve procedere alla revisione della stima. tipica della pubblicità commerciale. nel registro delle imprese dell'atto costitutivo e del documento che accerta l'esistenza delle condizioni per la costituzione della società. in forza della quale è possibile opporre ai terzi le regole dell'atto costitutivo che siano integrative o derogatorie della disciplina legale. si produce decorsi quindici giorni dalla data dell'iscrizione. Qualora non vi provvede il notaio. l'organo amministrativo.restituirle ai sottoscrittori. possono farlo ciascun socio a spese della società. L'iscrizione ha anche un effetto dichiarativo positivo. se sussistono fondati motivi. mediante l'annullamento delle azioni eccedenti. le azioni corrispondenti ai conferimenti di beni in natura e di crediti sono inalienabili. L'effetto costitutivo sta ad indicare che con l'iscrizione è possibile l'applicazione della disciplina organizzativa e funzionale dettata dallo statuto per il tipo di società previsto nell'atto costitutivo.

83 . Il legislatore. una volta costituita. Durante il procedimento di costituzione è possibile che si verificano vizi o anomalie. essa viene ad esistenza ed esercita la propria attività di impresa. nonché di effettuare operazioni di sollecitazione all'investimento. coloro i quali hanno agito in nome e per conto della società. Per quanto riguarda gli atti compiuti in nome della società prima dell'iscrizione nel registro dell'impresa. Successivamente all'iscrizione nel registro delle imprese. l'unico socio fondatore risponde necessariamente in solido con coloro che hanno agito. i diritti scaturenti sono imputati automaticamente alla società. laddove. indipendentemente dal fatto che abbia deciso. senza che sia necessaria alcuna approvazione da parte degli organi sociali. in questo caso. • eventualmente. Ma. È posto il divieto di emettere azioni prima dell'iscrizione della società. La nullità della società. ma la responsabilità solidale dell'alienante e degli amministratori per i danni causati alla società. solidalmente con coloro i quali hanno agito. Delle obbligazioni sono illimitatamente e solidalmente responsabili: • necessariamente. sono previste dalla legge 3 ipotesi tassative di nullità della società iscritta. i soci che hanno deciso. nonostante sia invalidamente costituita. • la società. soci e terzi.  nei rapporti interni.comporta l'invalidità dell'acquisto pericoloso. è obbligata a tutelare coloro i quali hanno agito nel caso in cui sono costretti a pagare. abbia approvato l'operazione e risponde:  nei rapporti esterni. successivamente all'iscrizione. autorizzato o consentito l'operazione. ha adottato un principio di conservazione. se la società dovesse procedere con l'iscrizione dell'atto costitutivo nel registro dell'impresa. autorizzato o consentito l'operazione. mentre nelle società costituite per atto unilaterale.

• mancata indicazione nell'atto costitutivo della denominazione. 2332 c. né i soci sono liberati dall'obbligo di conferimento finché non sono soddisfatti i creditori sociali. Le cause di nullità possono essere eliminate prima che intervenga la sentenza dichiarativa della nullità. capitale. conferimenti. ma provoca solo lo scioglimento della società e dunque l'apertura del procedimento di liquidazione ("la sentenza che dichiara la nullità nomina liquidatori" art. oggetto sociale. 84 . pubblicizzando l’eliminazione nel registro dell'impresa. • illiceità dell'oggetto sociale.c.Per cui con l'iscrizione le regole ordinarie della nullità contrattuale sono sostituite dalle specifiche regole della nullità della società.). la società nulla è esistente non solo per il passato ma anche per il futuro fino al termine del procedimento di liquidazione. Infatti la sentenza di nullità della società non pregiudica l'efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo l'iscrizione nel registro dell'impresa. Causa di nullità della società iscritta: • mancata stipulazione dell'atto costitutivo nella forma dell'atto pubblico. Dunque. La sentenza dichiarativa di nullità della società iscritta non produce i propri effetti retroattivamente.

oggetto sociale.a. In questo caso. Il testo integrale dello statuto. mentre nella s. Il capitale sociale è aumentato su delibera dell'assemblea oppure 85 . si parla ancora di atto costitutivo. è il tribunale a esercitare il controllo.p. con la conseguenza che non è necessaria una modifica in caso di mutamento delle persone di soci. al fine di adottare gli opportuni provvedimenti. Infatti. Nella s.Capitolo IX Modificazioni statutarie. Segue un controllo. i quali entro 30 giorni hanno la facoltà di scegliere tra una nuova convocazione dell'assemblea. il codice fa riferimento unicamente allo statuto e non anche all'atto costitutivo.a e nella s. su decisione dell'assemblea dei soci. È possibile una modifica dell'atto costitutivo soltanto laddove essa abbia carattere oggettivo. il notaio deve darne tempestiva comunicazione agli amministratori. sede.a. lo statuto è modificato su delibera dell'assemblea straordinaria. regole organizzative. capitale. circa l'adempimento delle condizioni previste dalla legge per la modifica dello statuto. Nella s. E infine. deve essere depositato nel registro delle imprese affinché sia portato a conoscenza dei terzi.r.p.p. possono chiedere al tribunale l'iscrizione della deliberazione nel registro dell'impresa. ma unicamente in caso di mutamento della denominazione sociale. qualora gli amministratori non siano d'accordo con l'opinione del notaio. dando luogo a un controllo giudiziario. L'aumento. Se il controllo dovesse avere esito negativo. provvede all'iscrizione nel registro dell'impresa della deliberazione affinché possa produrre i propri effetti. Le operazioni sul capitale sociale.l.l. Il decreto può essere impugnato entro 30 giorni con reclamo alla corte d'appello. mentre nella s.a. e un ricorso al tribunale per ottenere l'iscrizione. Successivamente il notaio redige un verbale assembleare avente ad oggetto quanto deliberato dall'assemblea. così come modificato. sempre da parte del notaio.r.

Se non fosse previsto il diritto di opzione.dagli amministratori (delega) per un ammontare determinato e per un periodo massimo di 5 anni dell'iscrizione del società nel registro delle imprese. ma una variazione della disciplina. Diritto d'opzione (art. L'aumento avviene mediante: • emissione di nuove azioni che sono assegnate gratuitamente ai soci in proporzione a quelle già possedute. In questo caso. 2441 c. la legge attribuisce ai soci il diritto di opzione sulle azioni e quote di nuova emissione. compensando in 86 . in quanto le riserve perdono il proprio status giuridico disponibile e seguono quello del capitale che è indisponibile). e cioè che in seguito all'aumento del capitale sociale venga meno l'equilibrio tra le partecipazioni sociali e l'ammontare del capitale sociale. L'aumento gratuito il capitale sociale si ha mediante imputazione delle riserve disponibili al capitale. • oppure vendere il proprio diritto di opzione (trasferibile separatamente delle azioni). (Ricordiamo che in questo caso non si ha una modifica del patrimonio netto. • aumento del valore nominale delle azioni già in circolazione.c. non è possibile eseguire l'aumento del capitale finché non sono state interamente liberate le azioni precedentemente emesse. L'aumento a pagamento ha come scopo quello di fornire nuovi strumenti finanziari alla società. i soci verrebbero danneggiati sia nei diritti amministrativi (venendo meno il proprio peso percentuale nella compagine azionaria) sia nei diritti patrimoniali (perché le nuove azioni potrebbero essere emesse per un prezzo inferiore rispetto al loro valore reale). Con il diritto d'opzione i soci hanno la possibilità di scegliere tra: • sottoscrivere le azioni riservate in opzione. essendosi sia le riserve disponibili che il capitale voci del patrimonio stesso. Al fine di evitare il cosiddetto annacquamento delle partecipazioni sociali.). in proporzione alle azioni già possedute. cioè il diritto di essere preferiti rispetto dei terzi nella sottoscrizione delle azioni. Si distingue l'aumento gratuito dall'aumento a pagamento.

Nella s. non quotata. i soci hanno diritto di prelazione sull'inoptato soltanto se al momento dell'esercizio del diritto di opzione hanno contestualmente manifestato la volontà di sottoscrivere anche le azioni non optate. gli amministratori hanno il compito di offrire in borsa. per conto della società. i diritti di opzione non esercitati.p. non quotata l'esclusione del diritto di opzione sia nelle seguenti ipotesi: • ex lege. • Quando la società offre in sottoscrizione1/4 delle azioni di nuova emissione ai propri dipendenti. Infatti. Per cui se i soci vogliono rafforzare la propria partecipazione devono acquistare i diritti sul mercato. i soci non hanno diritto di prelazione. Anzi.a. quotata. se le azioni di nuova emissione sono liberate mediante conferimenti in natura. Nella s. La disciplina varia in relazione al tipo di società. se l'esclusione supera 1/4 delle azioni di nuova emissione è richiesto nuovamente il voto favorevole di oltre la metà del capitale sociale. Nella s.p. In questo caso si ritiene che l'interesse della società prevalga su quello dei soci (ad esempio.a. si pone il problema del collocamento delle azioni inoptate. e il titolare di tale bene e disposto a cederlo soltanto diventando in cambio socio). gli amministratori devono depositare presso il registro delle imprese l'offerta d'opzione. 87 . il diritto di prelazione deve essere espressamente previsto nella decisione di soci di aumento del capitale. In seguito alla delibera dell'aumento di capitale.r. Qualora il diritto d'opzione non sia esercitato da tutti i soci.p. • Quando l'interesse della società lo esige e a condizione che la deliberazione sia approvata dai soci che rappresentano più della metà del capitale sociale. e gli aventi diritto entro 30 giorni devono esercitare l'opzione.a. In questo caso. La disciplina varia in relazione al tipo di società. la società ha interesse ad acquistare un bene.questo modo l'eventuale diminuzione del valore reale delle vecchie azioni.l. La legge prevede ipotesi nelle quali il diritto di opzione può essere escluso oppure limitato ad una parte dell'aumento del capitale sociale. il collocamento delle quote inoptate deve essere deciso dai soci. Nella s.

88 . nonché il prezzo di emissione delle azioni.Nei primi 2 casi gli amministratori devono redigere una relazione nella quale siano indicate le motivazioni dell'esclusione del diritto di opzione. perché quando il diritto di opzione è obbligatorio il soprapprezzo delle azioni.

PARTE TERZA ACCENNI SUI I TITOLI DI CREDITO 89 .

Non è possibile quindi che il debitore rifiuti di pagare un titolo per motivi legati ai vecchi possessori del medesimo.d. L’eventuale mancanza di legittimazione del possessore del t.c. 1993 del CC: Il debitore può opporre al possessore del titolo le eccezioni fondate sul contenuto letterale del titolo.Le caratteristiche dei titoli di credito Le caratteristiche dei t.c. Queste sono le conseguenze dell’incorporazione: o Il diritto di credito si costituisce al momento dell’emissione del documento. L’autonomia significa che (art.c. questo perché chi riceve un titolo lo acquista in modo originario. Art. cioè il t.d.c. 90 . 1993 del CC) il debitore può opporre al possessore del titolo soltanto le eccezioni a questo personali..d. Di conseguenza il debitore non può essere chiamato ad una prestazione (pagamento) maggiore di quella indicata nel titolo. C’è un’unica eccezione a questa regola e riguarda il caso in cui le parti del diritto cartolare (creditore e debitore del titolo) sono le stesse del rapporto fondamentale (creditore e debitore del contratto dal quale è stato originato il titolo).d. ma non può neanche rifiutarsi di eseguire il pagamento della somma risultante dal titolo adducendo accordi stipulati con la controparte del rapporto fondamentale o con i precedenti possessori del titolo. è documento costitutivo del diritto cartolare o Il diritto è esercitabile solo dal legittimo possessore del documento(creditore o beneficiario) o Il documento è necessario per l’esercizio del diritto da parte del creditore La letteralità significa che il debitore deve eseguire la prestazione così come indicata dalla lettera del t. può essere fatta valere solo sull’ultimo prenditore del titolo. Il diritto di credito di ciascun possessore è indipendente ed autonomo rispetto al diritto degli altri. In questa ipotesi (che equivale a dire che il titolo non ha circolato) il debitore può opporre al creditore le eccezioni fondate sul rapporto sottostante (il contratto) e rifiutarsi di pagare il titolo. Credito e titolo si vengono così ad identificare. sono:  ncorporazione I Letteralità Autonomia  L’incorporazione significa che il diritto di credito è incorporato nel documento (titolo di credito). prescindendo dai rapporti intercosi tra il debitore ed i vecchi possessori.

Titoli di massa. Sono quei titoli che attribuiscono al  loro possessore una quota di partecipazione al capitale di una società o ente (p. gli assegni girati in bianco ed i titoli di investimento per i quali si è richiesto questa caratteristica) Titoli all’ordine. nonché il potere di disporne (p. i titoli rappresentativi di merci) Titoli astratti.es.es. le azioni) Secondo la causa dell’emissione si distinguono in: Titoli causali.Le classificazioni dei titoli di credito Rispetto all’importante funzione circolatoria dei t. gli assegni e le cambiali) Rispetto alla loro funzione economica possiamo avere: Titoli individuali. abbiamo: Titoli al portatore. Sono quelli che si trasferiscono con la  semplice consegna (p. i B. Sono quelli sui quali non appare il rapporto che  ha dato vita al titolo (p.es. e quasi tutti i titoli pubblici) Titoli di partecipazione.es.d.es. le obbligazioni. nota di pegno e polizza di carico) 91 . Sono titoli di massa e  attribuiscono al loro possessore la partecipazione ad un prestito emesso da una società o un ente (p. Sono i titoli che si trasferiscono mediante  girata (p.es. Sono quelli che sono emessi come strumenti  d’investimento e per la mobilizzazione della ricchezza (p.es. es. Sono quelli che menzionano il rapporto  fondamentale (p. le azioni e le obbligazioni) Secondo il contenuto della dichiarazione cartolare si distinguono in: Titoli cambiari.c. es.T. Rappresentano promesse di pagamento e sono  emessi nell’ambito di una transazione commerciale (p. Questi titoli attribuiscono il  diritto alla consegna delle merci indicate nel documento. fede di deposito. es. cambiali ed assegni) Titoli obbligazionari o di prestito. le azioni) Titoli rappresentativi di merci. Sono i titoli che fungono da mezzo di  pagamento (assegni) o di credito (cambiali) e che servono ad agevolare lo smobilizzo del credito o la sua esecutività. Sono tali i titoli che si trasferiscono con la  girata e con l’annotazione del nuovo beneficiario-creditore sui registri dell’emittente (p. gli assegni e le cambiali) Titoli nominativi.O.

Nel mondo commerciale e dell’alta finanza  nascono sempre nuovi tipi di titoli che generalmente attribuiscono una partecipazione a qualche operazione di investimento.Titoli atipici. diversa dalle azioni o dalle obbligazioni 92 .

PARTE QUARTA ACCENNI SUL FALLIMENTO 93 .

Essi. 3) L’iniziativa del PM si ha in tutti i casi in cui risulta. C’è anche un motivo. così facendo. Alla richiesta di F. L’iniziativa può dunque legittimamente provenire da uno dei seguenti soggetti: 1) Il debitore stesso 2) Uno o più creditori 3) Il PM 4) Il Tribunale fallimentare 1) L’imprenditore commerciale “dovrebbe” chiedere il F.. Inoltre i creditori hanno paura che l’imprenditore soddisfi solo alcuni di essi. il patrimonio già andato perduto.. reintegri. che spinge il singolo creditore a chiedere al Tribunale il Fall.. da una parte cercano di evitare i futuri trafugamenti di capitale ad opera del debitore e dall’altra sperano che la procedura fall. a danno degli altri. al fine di non aggravare ulteriormente la sua già delicata situazione finanziaria. chiusura 94 . invocando il F. il debitore deve allegare: a) le scritture contabili b) il Bilancio d’esercizio dei 2 anni precedenti c) l’inventario dettagliato delle attività patrimoniali d) l’elenco nominativo dei creditori con l’ammontare del loro credito e) l’elenco di coloro che vantano diritti reali sui beni in possesso dell’impresa 2) La richiesta di F. in tutti i casi di insolvenza della sua impresa. Naturalmente nella realtà non è così. costringe il debitore a pagare il debito per evitare le gravi conseguenze a suo carico derivanti dal F. attraverso la revocatoria fall. da parte dei creditori è il caso più frequente.. sotto forma di ricorso. in sede penale. quasi di “ricatto”. Egli infatti. lo stato d’insolvenza: fuga o latitanza dell’imprenditore.L’iniziativa per la dichiarazione di Fallimento Il Tribunale nella cui circoscrizione territoriale c’è la sede principale dell’impresa pronuncerà la sentenza dichiarativa di Fallimento d’ufficio o su istanza di parte.

Infatti. latitanza dell’imprenditore.) Presupposti del Fallimento Sono 2 le condizioni che devono necessariamente sussistere affinché il Tribunale dichiari il Fallimento: 1. da coloro che levano i protesti cambiari (notai. lezione precedente) 2. ecc. l’esistenza effettiva dell’insolvenza.). da parte dell’imprenditore. Presupposto oggettivo – lo stato d’insolvenza dell’imprenditore L’insolvenza può essere definita come l’incapacità momentanea.dei locali dell’impresa. pagamenti effettuati con strumenti non tradizionali. 28) c) se viene comunque a conoscenza dello stato d’insolvenza. nella fattispecie concreta. ecc. ecc. occultamento dell’attivo e in tutti i casi di azione penale contro il debitore insolvente. svendita della merce  sottocosto. beni patrimoniali. come ass. per es. cambiali. assegni non postdatati. quali indici della manifestazione dello stato d’insolvenza. La legge Fall. quale presupposto (oggettivo) necessario per il F. sull’esistenza o meno dell’insolvenza stessa e sono i seguenti: Inadempimenti ripetuti (mancato pagamento di debiti.. lezione n. c’è da dire che nella realtà pratica è molto difficile valutare. 4) Il Tribunale fall. Innanzitutto potrebbero 95 . postdatati. per il Tribunale.) Altri fatti esteriori (chiusura dei locali.) Per concludere questo discorso sull’insolvenza. Essi possono essere di aiuto al Tribunale per giudicare. Presupposto soggettivo – fallisce esclusivamente l’imprenditore commerciale (v. non sempre gli inadempimenti delle obbligazioni pecuniarie sono un valido indice di insolvenza. di far fronte ai propri impegni finanziari (pagamenti). ricorso all’usura. pagamenti effettuati con ritardo. dichiara il Fallimento d’ufficio: a) se nel corso di un giudizio civile viene accertata l’insolvenza dell’imprenditore b) se non va a buon fine il concordato preventivo (v. trafugamento dei beni. alle regolari scadenze e con i normali mezzi di pagamento (cassa. indica alcuni avvenimenti. segretari comunali. ecc.

delegato. e provvede sulle controversie della procedura che non sono di competenza del g. anche la difficoltà duratura ad adempiere i pagamenti non necessariamente presuppone lo stato d’insolvenza. Per cui in questa situazione il F. Gli organi fallimentari Gli organi che compongono l’Ufficio fallimentare sono: Il Tribunale fallimentare Il giudice delegato Il curatore Il comitato dei creditori Il Tribunale fallimentare Il Tribunale che dichiara il F. ed a vigilare sul curatore. tra le tante. per ogni situazione. necessari per la conservazione del patrimonio Autorizza il curatore a compiere atti di straordinaria amm. Di fatto il Tribunale dovrà valutare.essere frutto di una temporanea difficoltà dell’impresa. ma una forte solidità dal punto di vista economico (costi e ricavi) e patrimoniale (attività e passività). magari con l’ottenimento di un semplice finanziamento. anche avvalendosi dell’aiuto di periti ed esperti contabili. Il giudice delegato Il g. perché i creditori non hanno motivo di temere la perdita del loro credito.zione  96 . è l’organo di indirizzo e coordinamento di tutta la procedura. Inoltre. Decide sui reclami contro i provvedimenti del g. E’ competente a conoscere di tutte le azioni che riguardano il F. tutti gli elementi a sua disposizione per accertare o meno l’esistenza dello stato d’insolvenza. In particolare. non dovrebbe essere dichiarato. perché l’impresa potrebbe avere uno squilibrio finanziario (tra entrate ed uscite). per disorganizzazione o incapacità dell’imprenditore. la quale è spesso destinata a risolversi facilmente. delegato. delegato è l’organo deputato a dirigere le operazioni del F. si sottolineano le seguenti competenze: Riferisce al Tribunale su ogni affare sul quale esso deve pronunciarsi Emette i provvedimenti urgenti.

Sarà il nuovo curatore ad esercitare l’azione di responsabilità. il parere del comitato dei creditori e. oltre la consueta approvazione del g.zione dei beni del fallito ed opera sotto la direzione del g. delegato.zione – non gli occorre nessuna  autorizzazione Atti di straordinaria amm. a volte (per operazioni superiori alle 200. ecc. cioè è colui che svolge tutte le fasi del procedimento.). Gli atti del curatore sono così classificabili: Atti di ordinaria amm. in quanto diventa organo del Fallimento.000 lire!!). L’azione di responsabilità può essere esperita solo dopo la revoca del curatore. i principali compiti del curatore sono: 97 . delegato. Il curatore è responsabile degli atti compiuti in danno della procedura fall. delegato e comitato dei creditori). Ha diritto ad un compenso per la sua opera. insieme al curatore. delegato Atti specifici di straordinaria amm.. E’ nominato con la sentenza dichiarativa di F. entro 3 gg. l’autorizzazione dello stesso Tribunale. delegato. Avvocati. determinato in genere facendo riferimento alle tariffe professionali. tra gli iscritti negli Albi professionali (Dottori Commercialisti. Sul reclamo decide il g. In seguito all’accettazione dell’incarico assume la qualità di pubblico ufficiale. la quale è disposta dal Tribunale. le transazioni..) che richiedono. Egli ha l’amm.zione – sono atti particolari  (come la riduzione dei crediti. d’ufficio o su proposta degli altri organi (g. Il curatore Il curatore è il vero organo esecutivo della procedura fall. su autorizzazione del g. In via sommaria. Ragionieri. ecc.Decide sui reclami contro gli atti del curatore  Provvede. delegato con decreto motivato. delegato hanno la forma di decreti e contro di essi è ammesso reclamo al Tribunale..zione – gli occorre l’autorizzazione del  g. Anche contro gli atti del curatore è possibile proporre reclamo da parte degli interessati. dalla comunicazione del decreto. all’esame preliminare dei crediti I provvedimenti del g.

entro il 5 di ogni mese. delegato Tenere un registro.) Presentare. dove annotare tutte le operazioni contabili compiute nell’esercizio delle sue funzioni Compiere tutti gli atti necessari per cercare di reintegrare il patrimonio del fallito (come la revocatoria fallimentare.. I pareri espressi dal comitato possono essere: facoltativi – se gli altri organi sono liberi di richiederli obbligatori – se invece c’è l’obbligo di ricevere il parere del comitato Inoltre. da sottoporre all’approvazione del g. una volta ultimata la liquidazione dell’attivo e prima del riparto finale. anche penali. una relazione sull’andamento della gestione nel mese precedente Depositare. cioè il parere sull’opportunità di continuare o meno l’esercizio temporaneo dell’impresa fallita. delegato. entro 10 gg.  dedotte le spese da sostenere o sostenute su autorizzazione del g. il conto della sua gestione. indicando le eventuali responsabilità.Redigere. vidimato dal g. ha anche funzioni ispettive e di informazione. delegato. dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. quella ordinaria. delegato Il comitato dei creditori Il comitato dei creditori è un organo con funzioni soprattutto consultive. entro un mese dal F.. entro 5 gg. E’ composto da 3 a 5 membri scelti fra i creditori dal g.. ecc. L’unico caso di parere vincolante del comitato riguarda l’esercizio provvisorio dell’impresa. quando controlla le scritture contabili o chiede informazioni al curatore. le somme riscosse a qualunque titolo.tori della società fallita Redigere. 98 . del fallito o degli amm. una relazione dettagliata sulle cause che hanno portato al F. essi possono essere: consultivi – quando non c’è l’obbligo di tener conto del parere vincolanti – quando invece obbligano a tenere un certo comportamento. In via residuale. In questo caso il parere sfavorevole del comitato vincola il curatore a non proseguire (o a non riprendere) l’attività imprenditoriale.

. qualora egli si sia macchiato di reati fallimentari L’assegnazione ai creditori di un termine massimo di 30 gg. In quest’ultimo caso il F. dalla notifica. per l’insinuazione nel passivo L’indicazione del giorno per l’adunanza dei creditori (entro 20 gg. Terminati gli accertamenti preliminari. ma contro di essa possono opporsi. Ciò perché non si può limitare il diritto alla difesa di quest’ultimo. L’eventuale omissione di tale obbligo comporta la nullità della sentenza dichiarativa di F. al fine di verificare la sussistenza dei presupposti (oggettivi e soggettivi). il Tribunale. nell’ambito delle quali ha l’obbligo di ascoltare in camera di consiglio il debitore. apre la procedura fall.. viene revocato.La sentenza dichiarativa di Fallimento La sentenza dichiarativa di F. tranne i creditori istanti Le eccezioni che gli oppositori possono sollevare si concretizzano nelle seguenti fattispecie: Incompetenza territoriale Mancata audizione del debitore Mancanza di uno dei 2 presupposti (impresa commerciale o insolvenza) L’opposizione può essere respinta o accolta. con sentenza. dalla notificazione: Il debitore Chiunque vi abbia interesse. La sentenza dichiarativa del F. La sentenza che respinge o accoglie l’opposizione è appellabile entro 15 gg. il Tribunale può respingere l’istanza o dichiarare il Fallimento. 99 . La sentenza è provvisoriamente esecutiva. Prima di pronunciarla. contiene: La nomina del giudice delegato e del curatore L’ordine al fallito di depositare entro 24 ore i libri contabili ed il Bilancio L’ordine per la cattura del fallito. dal termine indicato al punto precedente). entro 15 gg. può esperire delle indagini preliminari.

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