Introduzione

«Buon giorno», disse il piccolo principe, «Buon giorno», disse U mercante .. Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano Ia sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva phi il bisogno di bere. «Perche vendi questa roba?» disse il piccolo principe. <£ una grossa economia di tempo», disse il mercante. «Gil esperti hanno fatto dei calcoli, Si risparmiano cinquantatre minuti alia settimana». <<E che cosa se ne fa di questi cinquantatre minuti?» «Se ne fa quel che si vuole ... » «10», disse il piccolo principe, «se avessi cinqu1lintatre' minuti da spendere, cammlnerei adagio adagio verso una fontana ... » Antoine de Sainr-Exupery, II piccolo principe, Milano, Bornpiani, 199()22,p. 101

Siete in treno in uno state eli felicita negative. State imprecando contro 1a vostra intelligenza negativa per aver bevuto verita negativa che vi ha fatto fare un affare negativo, quando una persona dalla giovenni negativa vi chiede di posare 1a sua valigia sul portapacchi perche la sua forza negativa non le consente di farlo. Mentre vi alzate, il treno si ferma in aperta campagna e dall' altoparlante una voce avverte che per tID guasto sulla linea state viaggiando a una velocita pari a zero. Vi viene un attacco di serenita negative come dopo aver letto queste righe e vorreste correre dal libraio per farvi ridare indietro i soidi. Ma siete sul treno e non potete ... Rassegnatevi, Finche il treno continua a viaggiare a una velocits pari a zero non avete niente di meglio da fare che leggerlo. Da qualche anne I'economia italiana viaggia come il vostro treno e ogni tre mesi, quando I'istituto di statistic a pubblica i dati sull'andamento del prodotto interne lordo, sui mezzi di comunicazione di massa gli opinionisti, i politici e i docenti universitari, tutte persone sagge, laureate e ben stipendiate, ci dicono che sta attraversando una £ase ill crescita negatiua, 0, quando va un po'

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meglio, eli crescita pari a zero. 10 sono un po' fumantino e non facdo testa, rna a nessun altro, proprio a nessun altro sembra che 10 stiano trattando come una persona dall'intelligenza negativa? Non esistono nel vocabolario Italiano Ie parole decrescita e dimlnuzt'one? Non esistono i verbi decrescere e diminuire? Non esiste la pa:01a stabt'lt'ta? E cod scandaloso pronundare la frase: «il prodotto mterno lordo e diminuito», «il prodotto interno lordo e rimasto stabile»? n fatto e che la crescita si e incorporata nell' economia, come I'anima nelle nostre povere spoglie mortali e non e pill possibile separarle. Agli studenti eli economia insegnano, come riaffiora dai ricordi giovanili eli un economists eli grandissimo successo, che i conti tornano solo se sana preceduti dal segno piti. E prova a farglielo entrare in testa che la produzione non puo crescere all'infinita perche Ie risorse del pianeta non 10 sono e non e infinita la sua capacita di metabolizzare Ie sostanze di scarto emesse dai processi produttivi, dai prodotti nel corso della loro vita e dai rifiuti in cui prima 0 poi sf trasformano. Sempre phi in fretta se si vuole che 1ap.roduzione cresca, Un'economia che non cresce e considerata come un pesce che non nuota, Una contraddizione in termini. Un incubo di cui si puo parlare solo per perifrasi. Invece, se cresce e quanta pili cresce ... Ma che cos' e questa crescita? E la crescita dei beni e dei servi~i di cui gli esseri umani hanna bisogno per vivere sempre meglio? Se vai da qui a Iii.in automobile e non trovi traffico lunge la strada consumi una certa quantita di carburante. Se t'imbottigli in una coda chilometrica, ne consumi di pili. Quindi fai crescere di pili il prodotto interno lordo. Quindi stei meglio, E allora perche t' arrabbi? Pensa che fai star meglio anche me, che nemmeno mi conosci, e gli altri 57 milioni e passa d'italiani. Pensando alIa tua generosita mi commuovo mentre soffro come un matte e, 10 ammetto con vergogna perche sono proprio un ingrate, sro facendo soffrire anche te ehe non conosco e gli altri 57 milioni e passa d'italiani, lungo un sentiero di montagna dove non faccio crescere il prodotto interno lordo perche non consumo nulla se non un po' della suola dei miei scarponcini, Ma li ho comprati
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died anni fa e sono ancora belli. Cerro in questi died anni hanna fatto dei modelli nuovi, hanno cambiato i colori, hanno spostato gli inserti in finta pelle prima un po' pill in su, poi un po' pill in gill, poi un po' piu di qua, poi Ii hanno fatti pill stretti, poi pili larghi, rna quest' anno, li ho visti ieri in vetrina, sono di nuovo uguali agli inserti dei miei scarponcini. E Ii hanna rime~si n~10 stesso posto. Anche il colore e lo stesso. Sembra che li abbia appena comprati. Sto per arrivare al colle. Cammino lentamente, can passo regolare, Per non farmi commiserare e per non sentirmi troppo in colpa nei tuoi confronti, non ti dieo nulla del paesaggio e dell'aria che respiro. Non castano nulla nemmeno 10m e guardando e respirando non consume niente. Chissa come sarai felice tu che stai consumando benzina, freni, frizione e pneumatici immerse tra le lamiere e i gas di scaricol Quanta mi stai facendo felice! Ti manca solo di accendere una sigaretta e bere unagolata di coca cola per raggiungere e farmi raggiungere un Iivello di felicita ancora maggiore. Invece io sto solo riempiendo la borraccia can l'acqua di una sorgente. Non costa nulla. Poi mangero i pomodori ehe ho coltivato nell' otto, non sana costati nulla neanche lora, e qualche fetta di pane che ho fatto in casa can farina di grana coltivato biologicamente. La compro direttamente dal produttore can gli amici del gruppo d' acquisto solidale: saltando tutte l~ ~termediazioni. Comprando la farina 10 faccio crescere anch 10 11 prodotto interno lordo, rna meno che se la comprassi aI. s~~errnercato, con Lasua bella certificazione che la fa costare di pm. E meno ancore che se comprassi il pane. Non riesco a liberarmi da questa egoismo, da questa desiderio d'infelicita che mi si appicciea addosso come l'asfalto infuocato aile suole delle tue scarpe ..Le hai appena cornprate e dovrai comprarne delle altre. Pens a che fortuna che hail Le occasioni per fare del bene ti saltano addosso come le zecche. Ora sei fermo davanti a un cartellone pubblicitario dove campeggia Lascritta: Stra~a.dop'o stra.da la,tua provz:ncia cre!ce. As~e~ti che la Protezione Civilen porn dell acqua minerale 10 bottiglie di plastica. Strada dopo strada la tua provincia cresce. L'ammini9

strazione provinciale di Treviso orgogliosa di fartelo sapere, Va bene che il verbo crescere racchiude il meglio del meglio possibile, rna cosa vuol dire che una provincia cresce? Diventa pili grande? L'unica cosa che cresce, strada dopo strada, e la quantita di superficie terrestre impermeabilizzara. Cosi quando piove l'acqua non penetra nella terra e non alimenta Ie falde freatiche. Viene raccolta dai tombini, va nelle fogne, al flume, al mare. E come se non fosse piovuto, I pozzi si asciugano. Le sorgenti non buttano pili. L' aequa bisogna andare a prenderla in montagna e rnetterla nelle bottiglie di plastic a che stanno per portarti. Ci vogliono camion per portare il petrolio ali'industria petrolchlmica che ne fara plastica, camion per portare la plastica alia fabbrica che ne fara bottiglie, camion per portare le bottiglie vuote alia sorgente, carnien per portare Ie bottiglie piene ai supermercati, camion per portare le bottiglie svuotate in discarica 0 all'incenerimento. Per far viaggiare tutti questi camion bisogna fare strade e autostrade. Sbriciolare Ie montagne, trasportare le pietre, stendere I' asfalto, impermeabilizzarealtro suolo, far viaggiare altri carnion. La stessa acqua che sto bevendo io alia sorgente e non costa nulla e non fa crescere il prodotto interne lordo, quando la bevi tu costa e 10 fa crescere molto, Tutto benessere in pili. E fa crescere la tua provincia, strada dopo strada, camion dopo camion, litri di gasolio su litri eli gas olio, CO2 su CO2, polveri sottill su polveri sottill, dis carica dopo dis carica. Ah, Ie discariche non le vuoi e gli inceneritori nemmeno? Ma la crescita 51, quella ti piace, purche tutto quello che butti via 10 portino in un' altra provincia. La parola magica della crescita e un soffio, un semplice soffio che schiude appena Ie lab bra: pia. Basta pronunciarla davanti a un'altra parol a e S1 schiudono i battenti del megi£o. Non 10 dico con ironia. Ripeto soltanto le frasi che mi hanno costretto a sentire e a vedere stampate sui muri. Le Olimpz"adi lasciano un buon segno. Piu infrastrutture. Pitt turismo. Piu ambiente. Piu cultura. Pitt

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il bello in provincia di Torino. Dove c' erano degli inutili boschi e dei prati banali che non rendono mente, un po' di fieno, qualche
rnucca, dei formaggi, frutta e verdura, funghi e legname, ci saranno strade asfaltate, automobili e camion per fare arrivare i turisti e rifornire di rnerci i negozi dove andranno a comprare di tutto, case e palazzi per farli dormire, ristoranti e caffe per farli mangiare, discoteche per farli divertire, 10 stadio del curling per farli tifare (il curling!), impianti di risalita per farll andare su e gni come criceti, e condotte dell'acqua, della luce, del gas, delle fogne. Dove c' era aria pulita, quanta fa guadagnare I' aria pulita?, ci saranno emissioni inquinanti e polveri fini; dovec'era silenzio, quanta fa crescere l'economia il silenzio?, ci saranno amplificatori e motori; dove c'erano orti e malghe e frutteti, quanta fanno crescere il prodotto interne lordo questi patetici residui d'un mondo arcaieo?, ci saranno centri cornmerciali con cataste di pere che vengono dalI'Argentina; dove il fiume scorreva nelletto che si era scavato tra i prati e le rocce senza aver dato lavoro a nessuno, ruspe e betoniere costruiranno un alveo in cemento, operai avranno una paga, impresari un profitto, cementifici un guadagno da cui altri operai ricaveranno una paga e altri impresari un profirto, Pili infrastrutture. Pili turismo, Pili occupazione. Pili sviluppo. AI posto d'inutill boschi, di prati banali, di malghe e frutteti. Il bello che resta in provincia eli Torillo. Se piace ... Ma cosa vuol dire piti ambiente? Vuol dire che cresce? Che diventa migliore? E perche piucultura? Perche c'e il curling? Potenza del semplice soffioche schiude appena le labbra: pia. L'altro giorno mio figlio tornato a casa da scuola dicendo che aveva tee debiti. «Figliolo, ho balbettato, e adesso come facciamo a pagarli? Lo sai che siamo poveri relativi». «Cosa signifiea?», mi ha risposto. «Non ci mane a nulla. Abbiamo una casa, da vestirci e sin troppo da mangiare ..Ti sei mai guardato la pancia?». Ho fatto finta di non sentire I'ultima frase e gli ho spiegato che essere poveri relativi significa avere un reddito inferiore alIa meta del reddito medio. Per essere poveri non e necessario esserlo. Basta crederlo. E per crederlo basta fare un confronto con le persone che conosci. Se puoi comprare molto meno di loro, ti senti pove-

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occupazione. Pitt svileppo. II bello che resta in provincia di Torino. Un fuoco d'artificio di piu. Tanti pia tutti insieme non ne avevo
mai visti, Inevitabile che lascino un buon segno. Per forza restera
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roo «Ah», ha bofonchiato con ['aria di non aveva capito granche. «Pens avo che fosse povero chi non ha una casa 0 non riesce a riscaldarla d'inverno, chi non ha abbastanza soldi per comprare da mangiare e da vestirsi». «Le persone che non hanno abbas tanza soldi per comprare il necessario a vivere sono i poveri assoluti», gli ho detto. «Ma noi non compriamo mica tante case da mangiare», ha obiettato, «Le coltiviarno nell'orto e nel frutteto, le mettiamo nei barattoli per I'inverno. Per scaldarci non compriamo il gasolio, ma tu tagli gli alberi pili vecchi del bosco, cosi quelli giovani crescono pia in fretta e la nostra provvista si rinnova in continuazione. Ci facciamo tante cose da soli. Costano di meno e sono pia buone di queUe che si comprano. Anche senza tantl soldi .:i puo non essere paved. Chi ha piu soldi di noi pili ricco, ma se deve comprare tutto pia povero», «Giusto, ho replicato. Solo quando uno non puo ne prodursi, ne comprare cia di cui ha bisogno, e veramente povero», E rimasto un po' in silenzio, poi mi ha detto di non preoccuparmi per quella storia dei debiti a scuoIa, perche sua sorella aveva del crediti ehe pareggiavano il conto della famiglia. «Ma la mattina and ate a scuola 0 in banca>», gli ho chiesto.

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Debiti e crediti scolastici, Dopo aver colonizzato tutto il territorio dei beni materiali e gran parte del territorio dei servizi, la mercifieazione ha inviato Ie sue avanguardie nel territorio del pensiero. Non penserai pili se non in termini quantitativi e con parametri monetari. Se sai, hai un titolo in pili nel tuo portafogli, che potrai spendere al momento opportuno. Hal fatto un invesrimenro fruttifero nella borsa del sapere. Ma, attenzione, non tutti i titoli hanna 10 stesso valore. Alcuni sono pia quotati e danno pili crediti, alrri sono meno quotati e danno meno crediti. Prima d'investire chiedi il prospetto informativo. Se non sai, hal uno 0 pi~ debiti da recuperate, che nessuno pero verra rnai ad esigere. E come con Ie tasse: vige il condono. Tanto, meno sai e meno pensi, meno pensi e pili sei plasmabile sulle esigenze della crescita: produrrai sempre pili merd per poterne consumare sempre di pia e eonsumerai sempre pili merci per poterne produrre sempre di pili, senz'altro orizzonte davanti ate. Misurare
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il sapere in debiti e crediti ti fara capire da subito, che nella vita il denaro la misura di tutto. Che tutto quello ehe conta si compra e si vende. Mi faccia un' offerta. Offerta speciale. Gentile famiglia, la nostra primaria scuoia ha il piacere e l' orgoglio di presentare alla sua attenzione un pof irripetibile. Cosa??? Un pof innovativo e moderno, ehe anticipa Ie tendenze dell'evoluzione tecnologiea in corso. Ma io vorrei che mio figlio imparasse a fare il. geometra ... Nel nostro pof Ie sue esigenze troveranno piena soddisfazione e anche qualcosa in pili. La invitiamo a leggere con attenzione il prospetto allegato. Sf, sf, 10 faro, rna rni seusi, da quando mi sono diplomate, tanti anni fa, non ho piu avuto tempo di leggere un libro, sa corn'e sono costretto a lavorare tutto il giorno per portare a casa uno stipendio e comprare tutto cia che serve alla mia famiglia, ma ai miei tempi questo pof a scuola non c'era ... Caro cliente, il pof, il piano de1l'offerta formativa che la nostra primaria scuoia presenta alia domanda sul mercato dell'istruzione. E un elemento centrale della riforma che le pili moderne scuole pedagogiehe, di destra e di sinistra, hanno realizzato per svecchiare la scuoIa, per modernizzarla e metterla al passo coi tempi. Svecchiare. Modernizzare. Innovare. Cambiare, Bisogna stare al passo coi tempi. Indietro non si torna. Non si fenna il progresso. Quando eravamo povera gente. n boom economico. La durata della vita aumentata. Non c'e mai stato tanto benessere. La erescita dell'occupazione. Pensare che solo died anni fa i telefonini non c'erano, Vuoi mettere che comodita, 10 non potrei pili farne a meno. Ma come si faceva a vivere senza? Il tuo non fa le foto? E ora che 10 butti via e ne compri uno nuovo. Ma se l'ho comprato solo sei mesi fa. Eh, rna la tecnologia avanza a passi da gigante. Quello che ieri era nuovo oggi gia vecchio. Quello che oggi nuovo, sara vecchio domani. I progressi scientifici e tecnologici ci proiettano verso il futuro. Pensa che quando sono sceso qualche anna fa alla stazione di Prato i mud e Ie fiancate degli auto bus erano tappezzati di manifesti con la seritta: Prato: fa citta che sard. Oddio!, rn'e scappato di pens are, sono arrivato troppo presto. Sono risalito sul primo treno e me ne sono andato.

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Dedico questo libro: AlIa memoria eli Alfredo Salsano che, inaspettatamente, undid anni fa, con una telefonata mi ha aperto Ie porte dell'editoria, sebbene non avessi i titoli per esservi ammesso. «Sono Alfredo Salsano, della Bollati Boringhieri. Ho letto il suo dattiloscritto e 10 portero con parere favorevole alia prossima riunione del comitate editoriale, Se passa, tra sei mesi sara in libreria». (ilia letto il dartiloseritto? Tea sei rnesi sara in libreria? E sicuro di non aver sbagliato numero di telefono?». Tre capitoli eli que11ibro erano sulla decrescita. Ne ho riportato l'incipit in un capitola ill questa libro come il testimone d'una staffetta. Ciao Alfredo, come vedi, sto aneora lavorando sul tema. A Bruno Ricca che, dopo aver ricevuto a luglio la rnia richiesta di pubblicare un libretto sulla decrescita e aver letto i primi capitoli, invece eli pens are che il caldo mi avesse dato alla testa, mi ha scritto: «Caro Maurizio, ho letto il testo e non solo 10 eondivido rna ne sono affascinato. Finalmente qualcuno dice di passare dal dire al fare. Ogni giorno abbiamo conferme che it sistema attuale ci porta dritto a sbattere contro un muro di cemento, rna anche oggi brindiamo all'aumento dello 0,7 per cento del pil. A morte il pil, Viva I'uomo e l'umanita e la sua sopravvivenza. Avanti tutta. Usciamo a novembre. Un abbraccio». A tutti coloro che praticano la decrescita nella propria vita. Sono molti di pin di quanta si immagini. Per ognuno di quelli che conosco, e non sono pochi, questo libro e un abbraccio e un invito a fare insieme a me una pernacchietta a chi si accontenta di parlarne.

La decrescita felice

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(Mdf)

1. Manifesto del Movimento per la decrescita felice

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Lo yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola del consumatori percorre da 1.200 a 1500 chilometri, costa 5 euro al litro, viene confezionato al95 per cento in vasetti di plastic a quasi tutti monouso, raggruppati in imballaggi di cartoncino, subisce trattamenti eli conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui e stato formato. La yogurt autoprodotto facendo fermentare illatte con opportune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richlede confezioni e imballaggi, costa il prezzo dellatte, non ha conservanti ed e ricchissimo eli batteri. Lo yogurt autoprodotto e pertanto di qualita superiore rispetto a quello prodotto industrialmente, costa molto di meno, contribuisce a ridurre le emissioni eli CO2 perch€: non comporta consumi di fonti fossili per il trasporto e per la produzione dei contenitori usa e getta, non produce rifiuti. Tuttavia questa scelta, che migliora la qualita della vita di chi la compie e non genera impatti ambienrali, comporta un deoremento del prodotto interne lordo: sia perch€: 10 yogurt autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di meed; sia perche non richiede consumi di carburante; quindi fa diminuire la domanda eli merci; sia perche non richiede confezioni e imballaggi, quindi fa diminuire la domanda eli merci; sia perche fa diminuire i costi di smaltimento dei rifiuti,
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Cio disturba i ministri delle finanze perche riduce il gettito dell'Iva e delle accise sui carburanti; i ministri dell'ambiente perche di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loto bilanci e non possono pili sovvenzionare le fonti energetiche alternative nell'ottica dello «sviluppo sostenibile»: i sindaci, i presidenti di regione e di provincia perche non possono pili distribuire ai loro elettori i contributi statali per le fonti alternative; Ie aziende municipalizzate e i consorzi di gestione rifiuti perche diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori di reti eli teleriscaldamento aliment ate da inceneritori, perche devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a pagamento) con gas olio (che devono comprare). Ma non e tutto. Facendo diminuire la domanda di vasetti di plastics e di imballaggi in cartoncino, l' autoproduzione dello yogurt fa diminuire ulteriormente la domanda di petrolio. Sia quello che serve per produrre la plastica (due chili di petrolio per chilo di plastica), sia quello che serve per il carburante necessario a trasportare vasetti e imballaggi dalle fabbriche in cui vengono prodotti aile fabbriche in cui viene prodotto industrialmente 10 yogurt. Comporta quindi una ulteriore diminuzione delle emissioni di CO2 e del prodotto interno lordo. Cio disturba una seconda volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e eli provincia per Ie ragioni gia dette. Ma non e tutto. I fermenti lattici contenuti nello yogurt fresco autoprodotto arricchiscono la flora batterica intesrinale e fanno evacuare meglio, Le persone affette da stitichezza possono iniziare la loro giornata leggeri come libellule. Pertanto la qualita della loro vita rnigliora e illoro reddito ne ha un ulteriore beneficio, perche non devono pni comprare purganti. Ma cio comporta una diminuzione della domanda eli merci e del prodotto interne lordo, Anche i purganti prodotti industrialmente e acquistati attraverso i circuiti commerciali, per arrivare nelle case dei consumatori percorrono rnigliaia di chilometri. La diminuzione della loro domanda com18

porta dunque anche una ulteriore diminuzione dei consumi di carburante e un ulteriore decremento del prodotto interno lordo. Go disturba una terza volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti eli regione e di provincia per Ie ragioni gia dette. Ma non tutto. La diminuzione della domanda di yogurt, di vasetti eli plastica e eli imballaggi in cartoncino, di purganti e della quantita eli rifiuti, comporta una riduzione della circolazione degli autotreni che li trasportano e, quindi, una maggiore fluidita del traffico stradale e autostradale, Gli altri autoveicoli possono circolare piu velocemente e si riducono gli intasamenti. Di conseguenza migliora la qualita della vita. Ma diminuiscono anche i consumi di carburante e si riduce il prodotto interno lordo. Go disturba una quarta volta i ministri delle finanze edell' ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni gia dette. Ma non e tutto. La diminuzione dei camion circolanti su strade e autostrade diminuisce statisticamente i rischi d'Incidenti, Questo ulteriore miglioramento della qualita della vita indotto dalla sostituzione della yogurt prodotto industrialmente con yogurt autoprodotto, comporta una ulteriore diminuzione del prodotto interno lordo, facendo diminuire sia le spese ospedaliere, farmaceutiche e mortuarie, sia le spese per Ie riparazioni degli autoveicoli incidentati e gli acquisti di autoveicoli nuovi in sostituzione di quelli non pili riparabili. . Cio disturba una quinta volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni gia dette. II Movimentoper la decrescita felice si propone di promuovere la phi ampia sostituzione possibile delle merci prodotte industrialmente ed acquistate nei circuiti commerciali con l'autoproduzione eli beni. In questa sce1ta, che comporta una diminuzione del prodorto interne lordo, individua la possibilita di straordinari miglioramenti della vita individuale e collettiva, del-

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le condizioni ambientali e delle relazioni tra i popoli, gli Stati e le culture. La sua prospettiva opposta a quel1a del cosiddetto «sviluppo sostenibile», che continua a ritenere positivo il meccanismo della cresdta economica come fattore di benessere, limitandosi a proporre di correggerlo con l'introduzione di tecnologie meno inquinanti e auspicando una sua estensione, con queste correzioni, ai popoli che non a caso vengono definiti «sottosviluppati», Nel settore cruciale dell'energia, 10 «sviluppo sostenibile», a partire dalla valutazione che Ie fonti fossili non sono pili in grado di sostenere una crescita durevole e una sua estensione a livello planetario, ne propone la sostituzione con fonti alternative. Il-Movimento per la decrescita felice ritiene invece che questa sostituzione debba avvenire nell'ambito di una riduzione dei consumi energetici, da perseguire sia con l'eliminazione di sprechi, inefficienze e usi impropri, sia con l'eliminazione dei consumi indotti da un'organizzazione economica e produttiva.finalizzata alia sostituzione dell'autoproduzione di beni con la produzione e la commerdalizzazione di rnerci, Questa prospettiva comporta che nei peesi industrializzati si riscoprano e si valorizzino stili di vita del passato, irresponsabilmente abbandonati in nome di una malintesa concezione del progresso, mentre invece hanno prospettive di futuro pill ampie degli stili di vita moderni che li hanno sostituiti, non solo nei settori tradizionali dei bisogni primari, rna anche in alcuni settori tecnologicamente avanzati e cruciali per il futuro dell'umanita, come quel10 energetico, dove la maggiore efficienza e il minor impatto ambientale si ottengono con impianti eli autoproduzione collegati in rete per scambiare le eccedenze, Nei paesi lasciati in stato eli ineligenza dalia rapina delle risorse che sono state necessarie alIa crescita economica dei paesi industrializzati, un reale e duraturo miglioramento della qualita della vita non potra esserci riproducendo il modello dei paesi industrializzati, rna solo con una crescita dei consumi che non cornporti una progressiva sostituzione dei beni autoprodotti con merci prodotte industrialmente e acquistate, Una pili equa redistribuzione

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delle risorse a live1lo mondiale non si potra avere se la crescita del benessere ill questi popoli avverra sotto la forma crescita del prodotto interno lordo, nemmeno se fosse temperata dai correttivi ecologici dello «sviluppo sostenibile». Che del resto un lusso perseguibile solo da chi ha gia avuto pili del necessario da uno sviluppo senza aggettivi. Per aderire al movimento e sufficiente autoprodurre 10 yogurt 0 qualsiasi altro bene primario: la passata di pomodoro, la marmellata, il pane, il sueco eli frutta, le torte, l'energia termiea e l'energia elettrica, oggetti e utensili, le manutenzioni ordinarie; - fornire i servizi alia persona che in genere vengono delegati a pagamento: assistenza dei figli nei primi anni d' eta, degli anziani e dei disabili, dei malati e dei morenti. L'autoproduzione sistematica di un bene 0 10 svolgimento di un servizio costituisce il primo grado del primo livello eli adesione, I livelli successivi del primo grado sono commisurati a1 numero dei beni autoprodotti e dei servizi alia persona erogati. L' autoproduzione energetica vale il doppio. Il secondo grado di adesione e costituito dall'autoproduzione di tutta la filiera di un bene: dallatte alIo yogurt; dal grano al pane, dalla frutta alIa marmellata, dai pomodori alia passata, dalla gestione del bosco al riscaldarnento, Anche nel secondo grade i livelli sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e la filiera energetica vale il doppio. La sede del Movimento per la decrescita felice viene stabilita presso. .. (preferibilmente un'azienda agricola, 0 un laboratorio artigianale, 0 un servizio autogestito, 0 una cooperativa di autoproduzione, una bottega del commercio equo e solidale, ecc.)

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2. Sobrieta e autoproduzione

Sostenere 1a necessita eli una decrescita economica e produttiva, descriverne i vantaggi in termini di felicita individuale, di sollievo per gli ecosistemi terrestri, direlazioni pili eque e serene tra gli individui e tra i popoli, un passaggio obbligato· nella costruzione diuna nuova cultura capace di superare i terribili problemi . posti all'umanita e a tutte le specie viventi da till sistema economico fondato sulla crescita illimitata della produzione di merci, Ma come voler parlare a voce in un ambiente dove un potente sistema di amplificazione sostiene contemporaneamente it concetto opposto. Non si viene ascoltati non solo perche si sostengono posizioni cosi contro corrente da essere respinte a priori dai phi, rna anche perche non si riesce nemmeno a far udire la propria voce. E come voler fermare un treno in corsa contrapponendogli solo la propria forza muscolare. Cio nonostante occorre ribadire in tutte le sedi i rapporti di causa-effetto.tra la crescita del prodotto interne lordo e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili, l'incremento esponenziale delle.varie forme di inquinamento, la progressiva devastazione degli ambienti naturali e storicamente antropizzati, la disoccupazione, Ie guerre, il degradosociale. Ma l'analisi e Ladenuncia non bastano. Occorre contestualmente effettuare nella propria vita scelte che comportano decrementi, anche mfinitesimali, del prodotto interne lordo. Innanzitutto perche se si e, convinti che la decrescita sia un elemento indispensabile per una vita piii felice sarebbe sciocco non comin-

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clare a praticarla subito nella propria. In secondo luogo perche, se le riflessioni sulla necessita della decrescita si sviluppano da una pratica concreta e sperimentata, non sono soltanto speculazioni teoriche e diventano pill credibili. Infine perche i vantaggi derivanti dalla lora pratica non si limitano all' ambito individuale, alla costruzione di una nicchia in cui rifugiarsi da un mondo che va in direzione opposta e difendersi dalle sofferenze che genera, ma acquistano il valore di una proposta politica. Nella ossessiva ripetitivita e passivita dei comportamenti consumisti massificati acquistano visibilita e Iuminosita, manifestano i loro vantaggi e, di conseguenza, possono suscitare ripensamenti: «Se 10 stanno facendo alcuni e ne sono felici, per quale motivo non posso farlo anche io?» Come si puo praticare ladecrescita nelle proprie scelte eli vita? Innanzitutto chiarendo a se stessi cosa e e come si realizza la erescita del prodotto interno lordo. A differenza di quanto comunemente si crede, questa indicatore non misura l'incremento dei beni prodotti da un sistema economico, rna l'incremento delle merci scambiate con denaro. Non sempre le merci sono beni, perche nel concetto di bene insita una connotazione qualitativa - qualcosa che offre vantaggi - che invece non pertiene al concetto di merce. Se si fanno le code in automobile aumenta il consumo della merce carburante, ma si ha uno svantaggio, una disutilita, Viceversa, non necessariamente i beni sono merci, perche si puo produrre qualcosa di utile senza scambiarla can denaro, ma per utilizzarla in proprio 0 per donarla. I prodotti del proprio orto e del proprio frutteto autoconsumati, non sono merd e, pertanto, non fanno crescere il prodotto interno lordo, ma sono qualitativamente superiori alla frutta e agli ortaggi prodotti industrialmente e comprati al supermercato. La cura dei propri figlio l'assistenza dei propri vecchi fatta con amore e qualitativamente molto superiore della cura che puo prestare una persona pagata per farlo. Ma questa' attivita svolta in cambio di denaro fa crescere il prodotto interno lordo, l'altra, donata Per amore, no. Fare scelte esistenziali nell'ottica della decrescita significa quindi ridurre la quantita delle merci nella propria vita. A tal fine si possono percorrere due strade:

1. ridurre l'uso di merci che comportano

urilira decrescenti e

disutilita crescenti, che generano un forte impatto ambientale, che causano ingiustizie sociali; 2. sostituire nella maggiore quantita possibile le merci con beni. , La prima la strada della sobrieta, La seconda la strada dell'autoproduzione e degli scambi non mercantili, basati sui dono e la reciprocita, La sobrieta non soltanto una virtu di cui il sistema economico e produttivo basato sulla cresdta del prodotto interne lordo ha voluto cancellare accuratamente ogni traccia perche non se ne serbasse nemmeno la memoria nel giro di una generazione, rna soprattutto una manifestazione di intelligenza e di autonomia di

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pensiero. Chi vive in un appartamento dove in inverno la temperatura e di 24 gradi, indossando una maglietta a maniche corte e aprendo le finestre quando ha troppo caldo, convinto di vivere meglio di una persona che sta in un ambiente a 18 gradi, con un maglione, e se ha troppo caldo abbassa il riscaldamento. In realta un consurnista stupido, che vive in un modo fisiologicamente innaturale, pili soggetto ad ammalarsi, contribuisce ad accrescere in misura maggiore le emissioni di CO2 e, per ottenere questi svantaggi, paga di piii. Ma fa crescere di piii il prodotto interno lordo. Chi Iavora cinque mesi all'anno per acquistare e mantenere un' automobile ultimo modello che gli serve a incolonnarsi per ore ogni giorno lavorativo due volte al giorno sulle tangenziali nel tragitto casa-lavoro, e ogni giorno festivo due volte al giorno per un numero maggiore di ore sul1e autostrade nel tragitto casa-localita di villeggiatura, un consumista stupido, che si costringe a vivere una vita insopportabile e ben piuinfelice eli una persona che lavora di meno e guadagna di meno, rna proprio per questo non ha bisogno di soldi da spendere in automobili sempre nuove, benzina, autostrade, compensazibni illusorie nelle Iocalita di vacanza delle stress accumulato nella settimana lavorativa. Ma fa decrescere il prodotto interne Iordo. Chi segue le mode imposte dalla pubblicita, nell'abbigliamento, nell'alimentazione, nel tempo libero, nelle vacanze, consuma

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molto di piti eli chi non Ie segue e, quindi fa crescere il prodotto interne lordo acquistando illusioni scambiate per realta. Vive in uno stato di ottusita mentale, eli cui i pubblicitari sono ben consci: basta ascoltare i loro messaggi per capire che escludono a priori le poche persone dotate di autonomia eli pensiero. Tanto questa minoranza non comprerebbe comunque Ie merci e le vacanze alia moda che pubblicizzano. La sobrieta nell'acquisto di merci, in funzione di bisogni reali e non indotti, privilegiando quelle prodotte col minor impatto ambientale, che provengono da meno lontano e quindi hanno Eatto consumare meno fonti fossili nel trasporto dal produttore al consumatore, che generano pochi 0 punti rifiuti, che non costano poco perche non hanno sfruttato ignobilmente la miseria dei lavoratod nei paesi poveri, che sana fatte per durare 0 per essere ricielate, quindi al contempo una manifestazione d'intelligenza e una virtu. Il rifiuto di acquistare merci che non servono, 0 danneggiano il mondo e se stessi, non una rinuncia fatta per nobill motivi, rna una scelta fatta per egoismo. Per stare meglio, Non si rinuncia alla televisione, si sceglie di non averla perche non si aceetta di passare il proprio tempo in maniera idiota e si hanno cose piri interessanti da fare. Non si rinuncia a fare 200 chiIometri di coda in automobile alia domenica, si sceglie di fare qualcosa di meglio per se e per il mondo. Non si rinuncia ad acquistare prodotti che la pubblicita fa apparire come indispensabili, rna si seeglie di lion sottomettersi ai canoni comportamentali massificati imposti dal consumismo, La sobrieta comporta una riduzione della crescita del prodotto interne Iordo attraverso una riduzione del consumo eli merci, rna non consente una emancipazione dalla dipendenza assoluta nei loro confronti. E la sempre maggiore dipendenza dalle merci la: conseguenza di una sempre maggiore Incapacita eli autoprodurre beni. Per aver bisogno di comprare tutto do che serve a soddisfare i propri bisogni vitali bisogna essere t"ncapad d£ tutto. Solo chi non sa fare niente di cio che gli serve puo diventare un consumista senza alternative. La condizione dinon saper produrre nessun bene, 0 quasi, nei paesi industrializzati e ormai generalizzata. Ogget-

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tivamente costituisce un enorme depauperamento culturale, che ....... mvece e stato proposto e vissuto come un progresso e come un emancipazione dell'uomo dai limiti della natura. Se la crescita del prodotto interno lordo e considerata sinonimo di benessere e la crescita quantitativa delle merci un bene in se, 1a possibilita di acquistame la maggiore quantita possibile e, quindi, la sostituzione dei beni autoprodotti con merci prodotte industrialmente, viene identificata con un miglioramento della qualita della vita. passaggio da un bene a una merce nella soddisfazione eli un bisogno esistenziale, nelle societa industriali e diventato un indicatore di emancipazione e progresso. Nell'arco di una generazione alcuni beni di uso comune, come 10 yogurt, Ie marmellate, la passata di pomodoro, la pasta e il pane, Ie verdure sottolio e sottaceto, non si sono pili fatti in casa e sono stati sostituiti da prodotti comprati al supermercato. L' autoproduzione di frutta e verdura stata sostituita con prodotti agroalimentari carichi di veleni e senza sapore. Un processo disastroso in coila perdita di qualita si somma alla perdita di conoscenze, rna che state considerato un progresso perche ha comportato una crescita quantitativa della produzione di merci e del prodotto interne lordo, La rivalutazione dell'autoproduzione eli beni non solo eonsente di ridurre il consumo eli merci e, di conseguenza, il prodotto interno lordo, rna anche ill riscoprire un sapere e un saper fare dimenticati, considerati arretrati e poco scientifici perche non finalizzati ad accrescere le.quantita .. Ha quindi una grande valenza culturale, che non si limita a questa recupero di conoscenze, rna, cosa ancora pili importante, Iibera dalla dipendenza assoluta dalle merd. Emancipa dalia subordinazione alle leggi del mercato. Aumenta il prezzo della frutta? E chi se ne importa, se me la produco io. Maggiore la quantita di beni che si sanno autoprodurre, minore la quantita di merci che occorre comprare, meno denaro occorre per vivere. Non si costretti a incolonnarsi tutti giorni feriali due volte al giorno sulle tangenziali per andare a guadagnare un salario con cui acquistare tutto cio che non si sa autoprodurre. Non si ha bisogno di incolonnarsi tutti i giorni festivi sulle auto·
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strade nell'illusorio tentativo eli recuperare con altro stress 10 stress accumulato nella settimana lavorativa. La sostituzione delle merci con beni, dell'acquisto con l'autoproduzione, comporta dunque una decrescita del proclotto interno lordo, rna non ristrettezze di approvvigionamento, sacrifici e rinunce, Ne derivano anzi sensibili miglioramenti della qualita della vita individuaIe e delle condizioni ambientali. La frutta e la verclura autoprodotte non sono nemmeno paragonabili qualitativamente a quelle prodotte industrialmente. InoItre, nel loro statuto ontologico non esiste it carattere della crescita, perche non ha nessun senso produrne phi eli quanta se ne consuma e se ne dona. Chi ne autoproducesse piii del suo fabbisogno farebbe sol tanto una fatica inutile. E se nelloro statuto ontologico non esiste il carattere della crescita non esiste nemmeno la necessita delle protesi chimiche per sostenerla (antiparassitari, diserbanti, fitofarmaci, concirni di sintesi), Non c'e quindi inquinamento dei suoli, ne l'inquinamento dell' aria causato dai consumi di energia necessari a produrre e trasportare le protesi chimiche, ne quello causato dal trasporto delle merci dai produttori ai consumatori. Non ci sono imballaggi ne rifiuti da raccogliere e smaltire. E ognuno di questi vantaggi un fattore di decrescita. AI contrario, nel patrimonio genetico delle merci, insito il gene della crescita. Se la produzione finalizzata alla vendita, it suo obiettivo vend ere it piu possibile. Ma per vendere di pili occorre produrre di pni e a costi sempre piu bassi per sostenere la concorrenza degli altri produttori che fanno aItrettanto. Di qui nasce I' esigenza di utilizzare protesi chimiche e tecnologie di potenza che accrescono la produttivita a clanno degli ambienti, di avere sempre maggiori disponibilita eli fonti energetiche, di ampliare i mercati facendo percorrere aile merci distanze sempre piii lunghe con conseguenti aumenti dell'inquinamento dell' aria. Mai viste le pere prodotte in Sudamerica sui banchi dei supermercati in Europa? Tuttavia, ness uno puo illudersi di autoprodurre tutto cio che gli serve per vivere. l'autoproduzione di beni e servizi puo essere pero potenziata da seambi non mercantili fondati sul dono e sulla reciprocita, che oltre a essere fattori di decrescita eeonomica con-

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tribuiscono anche a rafforzare i legami sociali. 11 dono e la reciprocita, che hanno sostanziato la vita economica delle societa preindustriali e nei paesi industrializzati hanno apportato i loro benefici fino agli anni dnquanta del secolo seorso, non devono essere confusi coni regali acquistati e clonati in un numero eli circostanze fittizie erescenti, create appositamente per potenziare il consumismo, ne possono essere semplicemente ridotti aI baratto (scambio di prodotti senza l'intermediazione del denaro), rna consistono essenzialmente in uno scambio gratuito di tempo, professionalita conoscenze, disponibilita umana. In tutte le societa eli tutti i luoghi del mondo in cui si sono realizzate, prima dell'industrializzazione e dell' estensione della merci£icazione a tutte Ie sfere dell'attivita umana, queste forme eli scambio non mediate dal denaro hanno seguito tre regole, non scritte, rna generalizzate: l'obbligo di donate, l'obbligo di ricevere, l'obbligo eli restituire pili eli quello che si e ricevuto. In questo modo si creano legami sociali, mentre gli scambi mercantili li distruggono, La parola «comunita», formata dall'unione delle parole latine cum, che significa «con», e munus, che significa «dono», indica un raggruppamento eli persone fondato su scambi non mercantili, suI dono e Ia reciprocita, su legami sociali piti forti di quelli esclusivamente mercantili che legano i membri di una societa, Maggiore l'incidenza degli seambi fondati sul dono e la reciprocita, minori sono gli scambi mercantili e la eresdta del prodotto Interno lordo. Per ampliare sernpre pili la sfera delle merci e degli scambi mercantili, la societa industriale ha distrutto progressivarnente gli scambi non mercantili, anche all'interno dei nuclei comunitari pili forti, quelli fonclati sui vincoli del sangue. Le famiglie sono state vieppiu ridotte al nueleo ristretto eli genitori e figli e anche nei leg ami tra genitori e figli i servizi alla persona fondati sul dono e la reciprocita sono stati progressivamente sostituiti da prestazioni a pagamento: in particolare la cura dei piccoli e degli anziani. Rivalutare i legami comunitari nella famiglia, rompere i limiti mononucleari in cui stata ristretta; riscoprire l'importanza dei rapporti di vicinato, costruire gruppi 'eli acquisto solidali e banche del tempo (sebbene quanta culturamercantile indotta e insita nella denomina-

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zione di «banca» data a una forma di legame sociale che si propone di rompere i limiti della mercificazione nella fornitura di servizi alia personal), restituire ai nonni illoro ruolo educativo e di trasmissione del sapere nei confronti dei nipori: tutto comporta una decrescita del prodotto interne lordo attraverso una riduzione della mercificazione nei rapporti interpersonali e al contempo forti miglioramenti della qualita della vita. La sobrieta, l'autoproduzione e gli scambi non mercantili non possono comunque abolire la dimensione mercantile, ne sarebbe auspicabile che avvenisse, perche alcuni beni e servizi si possono soltanto acquistare e la loro privazione peggiorerebbe le condizioni di vita. Ma possono contribuire a ridurla in rnaniera determinante, riportandola aIle sue dimensioni fisiologiche. Le attivita Iavorative svolte dagli uomini si sono sempre suddivise in tre aree, che si possono immaginare come tre cerchi concentrici. pili interno costituito dall' autoproduzione di bern, il secondo dai lavori svolti nell' ambito degli scambi non mercantili, il terzo dai lavori svolti in cambio di denaro. Nei sistemi economici fondati sulla erescita gli scambi mercantili hanno progressivamente invaso le altre due sfere dell'attivita umana, sostituendo con merci sia l'autoproduzione di beni, fino a farIa sparire nelle dtta, sia un numero erescente di servizi alla persona. Anche se si riconquistano questi due spazi ridimensionando la sfera mercantile, occorre comunque mantenere 1a possibilita di accedervi, svolgendo delle attivita in cambio di denaro in modo da poter acquistare attivita e prodotti che non si possono fare in proprio 0 scambiare gratuitamente. Quanto e cosa S1 puo, 0 conviene, autoprodurre? Dipende daI luogo in cui si vive, dal tipo di lavoro salariato che si fa, daIla fascia d' eta, dalle caratteristiche della propria famiglia, dalla sofferenza (culrurale, psicologica, esistenziale) che si prova a rimanere rinchiusi nella sola dimensione mercantile. Ognuno trovera la dimensione ottimale per se, iniziando da poco e da cio che gli sembra pili facile 0 pili vantaggioso, per estendere progressivamente, se 10 riterra opportuno, la sfera dell' autoproduzione e degli scambi non mercantili. Ma chi stato educato a non saper fare nulla per essere costretto a comprare tutto, come puo recuperare forme

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di conoscenza che sono state cancellate dalla memoria collettiva? In realta, come tutti i tentativi di uniformazione, anche questa non riuscito del tutto. Qua e la sono rimaste nicchie di resistenza, che negli ultimi tempi si sono moltiplicate e hanno acquisito nuovi adepti. Come nei monasteri del prime e del secondo millennio, in questi Iuoghi sono stati conservati patrimoni di conoscenze che altrimenti sarebbero andate perdute. Anzi in molti casi il sap ere e il saper fare che liberano dalla dipendenza assoluta dalle rnerci sono stati anche implementati da una maggiore consapevo1ezza scientifica rispetto al passato, Un movimento che si ponga l' ohiettivo di ricomporre gli equilibri sconvolti dal meccanismo della crescita economica e che persegua 1a decrescita come presupposto di questa riconquista, non puo non proporsi di collegare in rete questi luoghi dove l'autoproduzione dei beni ha ancora un ruolo centrale. Mettere in circolo il sapere e il saper fare che Ii caratterizza, puo consentire eli realizzare un' alternativa concreta alla mercificazione totale che caratterizza la societa della crescita. II primo passo da compiere e una mappatura di questi luoghi, evidenziando le forme di autoproduzione che vi sono praticate. La reciproca conoscenza puo attivare scambi di informazioni e saperi che consentono di ampliare la gamma di belli autoprodotti in ognuno di essi, con benefici effetti, quantitativi e qualitativi, sia per le persone e i gruppi direttamente coinvolti, sia sui processo della decrescita, I luoghi in cui si praticano forme di autoproduzione sono numerosi. La varieta dei beni che si autoproducono piu ampia di quanto possa immaginare anche chi ha introdotto questa pratica nella sua vita. Nelloro insieme cosrituiscono gia una proposta alternativa all' economia mercantile. loro collegamento consentira eli diffondere una nuova alfabetizzazione basata sul saper fare, consentendo a chi vuole avvicinarsi a questa dimensione eli vita di avere un quadro complessivo eli cio che si autoproduce e dei luoghi in cui puo imparare a fare cio che desidera. La costituzione di questa rete puo mettere in mote un processo moltiplicatore con effetti significativi sulla decrescita del prodotto interno lordo e, forse, anche sulla felicita individuale di molte persone. Non forse questa il significato pili profondo e nobile della politica?

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3. Poverta e ricchezza

Cos'e la poverta e cos'e la ricchezza? Una domanda semplice semplice, che passata al vaglio dei criteri di valutazione eli un sistema economico fondato sulla crescita del prodotto interno lorelo,cioe della produzione elimerci, riceve risposte complicate, diversificate e contraddittorle. Secondo la Banca Mondiale, l'Agenzia per 10 sviluppo delle Nazioni Unite e l'Unicef, bisogna innanzitutto distinguere tra la poverta nelle societs opulente, in cui il prodotto interne lordo pro capite e alto e cresce, e la poverta nei paesi «sottosviluppati», in cui il prodotto interne lordo pro capite '~ basso e cresce poco, 0 non cresce. Nelle societa opulente la poverts e relatioa. Nei paesi «sottosviluppati» e assoluta. Nelle societe opulente viene considerato povero (poverta relatt'va) chi ha un reddito inferiore alia meta del reddito medio, cioe chi non puo acquistare almena la meta delle cose che vengono mediamente acquistate dai suoi connazionali. Un concerto ripreso e adattato daU'Unicef ai bambini, .che vengono definiti paveri quando la parte eli reddito .familiare elispanibile per loro e meno della meta del reddito medio a disposizione dei bimbi dello stesso Stato. Nelle societa «sottosviluppate» e considerate povero (poverta assoluta) chi ha un reddito inferlore a 1 dollaro al giomo, rna una interpretazione piii estensiva ritiene che possa essere considerato tale anche chi ba un reddito giornaliero tra 1 e 2 dollari. Questi parametri sono eomunementeaccettati dagli istituti eli ricerca economica e sociale, dai partiti, dai mass media, dalle as33

sociazioni di volontariato. Fanno parte della cultura condivisa. Meglio: sono un luogo comune. In genere si utilizzano per stilare Ie statistiche sui numero dei poveri relativi nei paesi opulenti e suI numero dei poveri assoluti a livello moneliale. Sulla base di questi criteri eli valutazione, I'istituto di ricerche soeiali Eurispes, nel suo rapporto 2005 ha calcolato che 4,7 milioni eli famiglie italiane (il 22 per cento del totale) e 14 milioni di cittadini sono poveri (relativi), 0 quasi poveri. Ministero del Lavoro in uno studio pubblicato nel2003 ne aveva invece contati soltanto 7 milioni, pari al 12 per cento della popolazione. Per quanta riguarda la poverta assoluta, le statistiche sono elaborate dalla Banca Mondiale, che nel rapporto 2004 ha valutato in circa 3 miliardi il numero delle persone che sopravvivono con meno di 2 dollari al giorno. Quasi la meta dell'intera popolazione mondiale. 11numero dei poveri relativi viene utilizzato nella polemica politica tra maggioranze e opposizioni. Se aumenta vuol dire che la politica economica di chi governa non favorisce la crescita del prodotto interne lordo e, quindi, fa aumentare Ia poverta, Se diminuisce, vuol dire ehe la politiea economica di chi governa favorisee la crescita del prodotto interne lordo e quindi della ricchezza. numero dei poveri assoluti viene utilizzato per denunciare l'intrinseca iniquita del mereato, che crea divari sempre pili accentuati tra un numero sempre piu ristretto di ricchi superprivilegiati nei paesi sviluppati e un numero sempre piu ampio di disperati al limite della sopravvivenza nei paesi «sottosviluppati». Di qui la richiesta di una maggiore equita nella distribuzione della ricchezza prodotta a livello mondiale. Questi criteri di valutazione della ricehezza e della poverta sono intrinseci alla cultura di un sistema economico e produttivo fondato sulla mercificazione totale e sulla crescita del prodotto interno lordo, perche misurano, sia la poverta relativa, sia la poverta assoluta, con parametri monetari, Can la capacita eli acquistare merci, L' autoproduzione di beni non viene nemmeno presa in considerazione. In realta, in una societa opulenta, con una capacita d' acquisto inferiore alIa meta della media si e (relativamente) poveri soltanto se non si autoproduce nulla. Se si autoproduce gran

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partedei beni necessari al proprio fabbisogno alimentare; se la maggior parte dei servizi alia persona si scambia gratuitamente all'intemo dei nuclei familiari, meglio se non mononudeari, 0 attraverso leg ami di solidarieta reciproca; con 10 stesso reddito non si e poveri, perche il bisogno di accedere alia sfera delle merci si limita a che non si sa 0 non si puo fare da se, Anche nei paesi poveri, due dollari di reddito indicano 1a poverta assoluta solo se non si autoproduce nulla, ma acquisterebbero un valore diverso se fossero integrativi a una significativa sfera eli autoproduzione. In un sistema economico non fondato sulla mereificazione as· soluta e sulla crescita del prodotto interno lordo, rna sulla sintesi tra autoproduzione, scambi di vicinato basati suI dono e la reciprocita, scambi mercantili complernentari alle altre due sfere di attivita economica, la poverta assoluta consiste nella privazione e nell'impossibilita di procurarsi quanta e necessaria a una vita dignitosa: una casa in grado di offrire riparo e comfort; cibo e abiti a sufficienza, i bern immateriali e materiali necessari a soddisfare esigenze generalmente riconosciute eome indispensabili. Non sarebbe misurata in termini monetari, rna di soddisfazione reale dei bisogni storicamente e soeialmente dati. Non con la quantita di pomodori che si possono comprare, ma con pomodori effettivamente messi in tavola, Eppure, come parametro di benessere e di ricchezza il reddito monetario, doe la possibilita di cornprare merei, e piu aleatorio dell' autoproduzione: se per una qualsiasi ragione i supermercati e i negozi di abbigliamento non potessero essere riforniti, i soidi non si possono ne mangiare, ne indossare; se ci fossero difficolta di approvvigionamento di petrolio, bruciando la cartamoneta si ricaverebbe ben poco calore; se i prezzi delle fonti fossili salissero aile stelle, la ricchezza misurata col reddito si ridurrebbe in proporzione inversa, Come indicatore di ricchezza sono molto piu significativi un orto e un bosco, cioe la possibilita di autoprodurre bern, che un conto in banca, doe la possibilita di comprare merci, Ma i beni autoprodotti per autoconsumo non rientrano nel calco10 della contabilita e della ricchezza nazionale, Ie merci sf. La erescita dei conti in banca e degli scambi commerciali sono fattod di

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sviluppo. L' autoproduzione no, perche non fa crescere il prodotto interno lordo. E un paese che non si sviluppa e, per definizione, «sottosviluppato». Cioe, povero. La valutazione della ricchezza e della poverta in termini di reddito si basa sull'idea che le societa fondate sulla crescita della produzione di merci siano pill evolute delle societa in cui l'autoproduzione di beni mantenga un ruolo determinante. Poiche l'autoproduzione ill bern inversamente proporzionale alia produzione di merci, le societa in cui I' autoproduzione di beni mantiene un ruolo determinante, per la cultura delle societa fondate sulla erescita della produzione eli merci, sono arretrate e povere. Un filosofo attento ai sentimenti e alia loro incidenza nelle dinamiche sociali come Umberto Galimberti, in un inciso del suo libra Le cose dell' amore scrive: «Ancora oggi Ia dove le societa sana povere e il mantenimento del nueleo familiare e essenziale in un' econornia di sussistenza [. .. J». Economia di sussistenza e poverta sono identificate come sinonimi. Cio tuttavia non gli impedisce di sostenere che le societa industriali devono smetterla eli crescere'. Se si ritiene che la poverta sia un male da estirpare, se ne deduce che le societa fondate sull'economia di sussistenza devono essere aiutate ad avviarsi sulla strada dello sviluppo. Per estirpare la poverta assoluta si deve fare in modo che i paesi «sottosviluppati» evolvano in paesi «in via di sviluppo», Si inseriscano doe nel circuito dell' economia mercantile per poter crescere. Riducano il numero degli agricoltori e accrescano il numero degli operai. Sostituiscano la produzione agricola per autoconsumo con la produzione agroindustriale per la vendita, la varieta delle specie coltivate per il proprio fabbisogno aliment are con la monocultura della specie pi6 produttiva e redditizia, l'agricoltura biologica con l' agricoltura chimica, i semi autoctoni che nel corso dei secoli si sono adattati aIle caratteristiche geomorfologiche e climatiche dei luoghi con semi selezionati geneticamente al fine ill accrescerne la produttivita. Nella migliore delle ipotesi, in conseguenza di queste trasformazioni il reddito pro capite aumentera (rna non nella stessa misura per tutti) e si potranno acquistare sotto forma di merd qualitativamente peggiori i prodotti qualitativamente mi-

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gliori che prima si autoproducevano sotto forma di beni. Nella peggiore delle ipotesi, la pill realistica, la concorrenza internazionale dei paesi pill evoluti tecnologicamente e piu ricchi economicamente costringera a tenere COSI bassi i prezzi di vendita dei prodotti agricoli che i modesti incrementi del reddito monetario non consentiranno di compensare con l'acquisto di merci la perdita dell' autosufficienza produttiva di beni. Quanto all' occupazione nelle industrie di proprieta delle multinazionali, 0 che producono per esse, la irrisoria crescita del reddito monetario derivante da salari allimite della sopravvivenza non consente certamente un'uscita dalia poverta, ne la disciplina da caserma, fa durata degli orari di lavoro, la mancanza delle pill elementari misure di sicurezza costituiscono un miglioramento della qualita della vita. Sia nell' agricoltura, sia nell'industria la crescita non si trasformera in benessere, rna in peggioramento delle condizioni eli vita. Analogamente, per combattere la poverta relativa nelle societa opulente si ritiene che occorra far superare la soglia del 50 per cento del reddito medic a coloro che ne sono al di sotto. Occorra doe accrescere illoro reddito e la loro capacita di consumo in modo che possano comprare almeno la meta ill do che comprano mediamente i lora connazionali. Per accrescere illoro reddito bisogna accrescere il prodotto interne lordo, doe la produzione e la vendita di merci. Ma e anche vera che per accrescere la produzione di merci occorre accrescere la capacita di consumo dei poveri relativi, Come si fa a vendere quantita crescenti di merci senza consentire a un sempre maggior numero persone eli trascorrere il sabato porneriggio nei centri commerciali ad acquistare prodotti sempre meno utili sempre piu pubblicizzati come indispensabili per non sentirsi poveri? Ma se per aumentare il reddito monetario dei poveri relativi bisogna aumentare il prodotto interno 10rdo, ogni aumento di questo valore si traduce in un aumento del reddito medio pro capite, per cui la soglia della poverta relativa si alza. 10 un sistema fondato sulla crescita, la soglia della poverta relativa misurata in termini di reddito monetario si sposta sempre phi in alto. Nel2003, secondo la Cgil, in Italia si era poveri con un reddito di 800 euro al mese', Nel2005, secondo l'istituto ill ri37

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cerche economiche Isiae, nella percezione degli italiani, le asp~t. tative e i desideri, sommati ai bisogni, richiedevano un reddito minima eli 1250 euro': Pur avendo a disposizione un reddito sempre maggiore, i poveri relativi non escono dalla loro condizione, Restano poveri relativi. Sempre pili forniti di oggetti sempre meno utili che diventano rifiuti in tempi sempre pili brevi, rna sempre al di sotto della soglia del 50 per cento eli un reddito medio sempre pili alto, reso sempre pili alto anche dai loro stessi aumenti di reddito. Se coerentemente con i parametri eli una societa fondata sulla prod~zione eli merci, la poverta viene v~utata ~n t~rmini di insufficiente reddito monetario, sembra OVVIO che 1 uruca cosa da fare per ridurla sia accrescere la disponibilita economic a di chi ~i tro~a in quella condizione, Invece questa strada no~ solo. non e. OVVl~ perche non consente di ottenere i risultati voluti, rna ~p~disce ~ vedere un'altra possibilita molto piti efficace: quella di ridurre il bisogno di merci sviluppando l'autoproduzione eli beni ..r.:~suf_fi. cienza del redelito monetario viene cOSIsuperata dalla eliminazione del bisogno eli acquistare tutto do che si autop:odu~e. Puo. una societa fondata sulla cresdta perseguire questa npo di soluzione che comporta una decrescita economica? Puo immaginare qualcosa che implicherebbe una mutazione della sua natura? Ma se non la immagina nemmeno chi stretto nella sofferenza della poverta, vuol dire che e avvenuta, per usare le parole di Pasolini, una mutazione antropologica. Che questa prospettiva e stata cancell~ta dall'ambito del possibile. Oltre a fornire l'unica soluzione realistica al problema della poverta, relativa e assoluta, .1' autopr~du: zione ha quindi una valenza politica di contrasto ar .m.eccan~sml economid che la generano, e una valenza cultueale eli liberazione dagli schemi mentali imposti agli esseri umani dalla mercificazione assoluta. E un aspetto imprescindibile di quel processo che Latouche definisce «decolonizzazione dell'immaginario».

4. Decrescita, lavoro e occupazione

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Se il numero di coloro che si autoproducono 10 yogurt crescesse in misura rilevante (non sara cost, perche tutto il sistema continuera a far credere che sia un progresso e una liberazione di tempo andarlo a comprare), diminuirebbe Ja domanda di yogurt prodotto industrialmente. Di conseguenza, Ie industrie del settore dovrebbero ridurre i Ioro addetti e gli ordini di vasetti di plastica, coperchietti di alluminio e cartoncini stampati per le confezioni. Le aziende che fabbricano questi prodotti dovrebbero a loro volta sfoltire il numero degli occupati e diminuirebbe anche il nume1'0 dei camion che portano su e giii per l'ltalia gli yogurt, i vasetti di plastica, i coperchietti di alluminio e i cartoncini stampati delle confezioni. Toccherebbe allora aile aziende di logistica licenziare e ridurre gli ordini di carburante per autotrasporto. L'eccesso di produzione si estenderebbe quindi alle raffin~rie.' c?e sare~bee~ costrette a licenziare e diminuire le importazioni di petrolio, Ci sarebbe infine una riduzione eli plastic a, alluminio e cartoncino nei rifiuti, per cui le aziende che li raccolgono e/o gestiscono le discariche e gli inceneritori vedrebbero diminuire i loro utili e sarebbero costrette a ridimensionare gli organici. Ma le riduzioni di occupazione derivanti dalla diminuzione della domanda eli yogurt 110nsi fermerebbero qui, perche tutti i disoccupati di questi settori non avendo pill un redelito monetario farebbero diminuire la domanda di tutte le altre meed, innescando un processo eli licenziamenti a catena. Ammesso che l'autoproduzione dello yogurt
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possa migliorare, in misura infinitesimale, la qualita della vita di chi la pratiea, questo miglioramento avverrebbe al prezzo di un peggioramento totale della vita di tutti i licenziati ehe ne deriverebbero. n rapporto costi-benefici sarebbe disastroso. Apparentemente sembra che questo ragionamento non faeda una grinza. In realta, se si analizza con attenzione si vede che e Ia sintesi di tre presupposti, ritenuti talmente evidenti da non dover essere dimostrati, su cui invece occorre fare qualehe riflessione: 1) l'identificazione dellavoro con l'occupazione, con illavoro salariato; 2) la eonvinzione che Ia crescita econornica faccia crescere l'occupazione; 3) la convinzione che la decrescita economica facda decrescere l'occupazione. Nelle statistiche economiche la popolazione e divisa in due grandi categorie: le forze ill lavoro e Ie non forze di lavoro. Le forze ill lavoro sono a loro volta suddivise in due sottoinsiemi: gli occupati, cioe coloro ehe svolgono un'attivita in cambio di un reddito monetario, e i disoccupati, doe coloro ehe non hanno un'occupazione, rna Ia cercano. Le non forze di lavoro comprendono le categorie eli persone che non hanno un' occupazione e non la cercano, 0 perche non sono ancora, 0 non sene piii, in condizione di farlo (Ie fasce di eta da 0 a 15 anni; le donne ultrasessantacinquenni e gli uomini ultrasettantenni), 0 perche non ne hanno bisogno (chi vive di rendita), 0 perche scelgono eli non farlo (le ca-

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salinghe),
Se una persona produce direttamente Ia frutta e la verdura con cui si nutre Ia sua famiglia, non figura tra gli occupati perche il suo lavoro non e svolto in cambio di un reddito monetario e non genera un reddito monetario, rna non figure nemmeno tra i disoccupati. Non fa parte delle forze di lavoro: non lauora. Sembra incredibile, rna e CoS1.Chi produce frutta e verdura per il mercato, come coltivatore diretto, come imprenditore 0 come salariato agricola, doe svolge la stessa attivita di chi la produce per se stesso, rna 10 fa in cambio di denaro,e occupato e inserito nelle forze di lavoro. Le casalinghe lavorano giornalmente per un numero di ore 40

almena doppio rispetto a ogni occupato e illoro lavoro ha mediamente un'utilita maggiore, ma non e svolto in cambio di denaro e non genera reddito monetario, per cui non sono incluse nelle forze di lavoro: non lauorano. Chiunque svolga un'attivita non remunerata, per quanta possa essere utile, non e occupato e non fa parte delle forze di lavoro. Da dove derivano queste assurdita, questi non sensi a cui si da valore scientifico? Dal fatto che i beni autoprodotti e i servizi autogestiti impediscono che il loro posto venga occupato da prodotti e servizi offerti in cambio di denaro. Ostacolano la crescita del prodotto interno Iordo. Ogni bene autoprodotto e ogni servizio autogestito costituiscono un impedimento e un' alternativa a una merce, per cui un sistema fondato sulla crescita della produzione eli merci non puo non ridurne progressivamente l'incidenza e svalorizzarli culturalmente, utilizzando tutto l'apparato dei mezzi di cornunicazione di massa per far credere che il passaggio dall' autoproduzione eli un bene all'acquisto di una merce costituisca un progresso, dall'ironia suIla ristrettezza rnentale di chi continua a spezzarsi la schiena per produrre pomodori che si possono comodamente eomprare al supermercato fino alia damnatio nominis: le attivita che producono beni per autoconsumo e servizi autogestiti non vengono inserite nelle statistiche economiche perche non sana lauori. E non sono lavori perche non producono un reddito monetario. Sono il residuo eli un mondo arcaico, tecnologicamente arretrato, timoroso dei cambiamenti, conservatore se non reazionario incapace di apprezzare i valori e i vantaggi della modernita. ' Per realizzare trasferimenti di massa dalla produzione di beni alla produzione di merci, veri e propri esodi biblici dali'autosufficienza economica alIa dipendenza assoluta dal mercato, non e stato trascurato alcun mezzo. All'inizio si fatto ricorso alIa violenza. Nell'Inghilterra del settecento la recinzione dei terreni agricoli e l'abolizione delle terre comuni costrinsero i piccoli contadini ad f1~bandonare Ie campagne e.a trasferirsi in citta, dove la legge puD1~a l'accattonaggio con la reclusione in fabbriche-carcere, per CUi erano obbligati a diventare operai. I luddisti, che si opponevano all'industrializzazione, furono puniti non solo con la repressio-

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ne armata, rna anche con la damnatio memorise. L'introduzione delle tasse nei paesi coloniali fu utilizzata per obbligare i nativi ad abbandonare la produzione di beni, che non forniscono il denaro necessario a pagarle, e costringerli alla produzione di rnerci, che . invece danno un reddito moneta rio. Oltre a distruggere la loro cultura, questa imposizione ha distrutto i loro ambienti riducendo la ricchezza biologic a della produzione agricola per autoconsumo alla monocultura agroindustriale. Senza mai abbandonare la violenza e il controllo repressivo, sono poi stati sviluppati sistemi di persuasione di massa - cinema, radio, giomali, riviste, pubblicita, televisione e televisione satellitare - per imporre come valori positivi e progressivi le norme di comportamento funzionali alla erescita economica: l'innovazione, la modernita, la scienza e la tecnologia, la ricchezza monetaria, il consumismo, l'identificazione del benessere con tanto avere anche quando genera malessere: Ie code di 200 chilometri in autostrada per andare dalle citta-lavoro dove si producono le merci alIe citta-vacanza dove si spendono in rnerci i soldi guadagnati a produrle, una follia collettiva che fa erescere it prodotto interne lordo e rende felice chi all'universits ha studiato che i conti devono avere il segno pill davanti. Solo se si ritiene che questo sistema economico, in cui I'umanita inserita da poco pill di due secoli, sia, panglossianamente, il migliore dei sistemi possibili, l'occupazione si puo identificare col lavoro e diventa un valore assoluto. Anche le fabbriche di armi creano occupazione, rna se illavoro e I' attivita con cui la specie umana migliora le sue condizioni eli vita, la produzione ill armi una contraddizione in termini. Anche Ie fabbriche ill mine che mutilano i bambini creane occupazione. Eppure chi all'universita ha studiato che i conti devono avere un pill davanti sostiene l'esportazione di armi e se ne rallegra. Anche la droga crea occupazione e chi ne ricava reddito puo accedere alla sfera delle rnerci Iecite che altrimenti gfi sarebbe preclusa, contribuendo con i suoi acquisti alla crescita del prodotto interno lordo. Ma, oltre a non essere un valore assoluto, l'occupazione non esaurisce nemmeno il concetto di lavoro. Non tutto illavoro possibile, rna soltanto la parte finalizzata alla produzione di merci, che acquista un ruolo

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totalizzante solo se non si piu capaci di produrre beni e la sopravvivenza dipende dall' acquisto di merci. Se invece si valorizza la dimensione delI'autoproduzione, piti beni si autoproducono e meno merci occorre comprare, meno si ha bisogno di reddito monetario, anche se non si puo pensare di fame a rneno del tutto. Se un'economia che produce esclusivamente merci (nemmeno quella industriale, fortunatamente 10 e) costituisce un'utopia negativa, anche un' economia che si proponesse eli produrre esdusivamente bern sarebbe un'utopia negativa. Meglio un po' e un po', in dosi variabili in relazione alle circostanze storiche e ambientali La decrescita del prodotto interno lordo derivante dallo sviluppo dell'autoproduzione di beni puo comportare un decrernento dell'occupazione, rna non dellavoro, e compensa la diminuzione del reddito monetario con una minore necessita di acquistare rnerci, L'entita del reddito monetario di cui si ha bisogno per vivere inversamente proporzionale alia quantita di beni che si autoproducono. Maggiore la quantita di lavoro applicata alIa produzione di beni, minore e la necessita di lavorare in cambio di un reddito monetario. L' aumento dei beni autoprodotti non solo in grado di sostituire la riduzione del potere d' acquisto eli merci, rna, quel che pill conta costituisce un miglioramento qualitativo non altrimenti ottenibile. Se l'autoproduzione dello yogurt si diffondesse, i Iavoratori del settore caseario potrebbero dedicare la riduzione del tempo di lavoro salariato che ne consegue ad autoprodursi pane e vegetali qualitativamente superiori at quelli che comprano, a dedicare pili tempo ai propri figli 0 ai propri genitori invece di affidarli a pagamento ad estranei, a inventare un rapporto di coppia pill bello, a sviluppare illoro sapere (approfondire la storia dell' arte, ascoltare musica, leggere la Divina Commedia) e il loro saper fare (il restauro dei mobili, Ie riparazioni, la rnanutenzione), a passare il tempo libero in modo meno costoso, pill sana e creative delle code di 200 chilornetri in autostrada. Tuttavia, non necessariamente la decrescita comporta una riduzione dell' occupazione'. Anzi, se ben guidata politicamente CElemire Zolla parlava di «recessione ben temperata») in questa fase storica l'unico modo per accrescere l'occupazione net"paesi indu-

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strializzati. Prima elivedere come cio sia possibile, oecorre ancora verificare se, come generalrnente si crede e viene ossessivarnente ripetuto da politici, eeonomisti, industriali, sindacalisti e giornalisti, la crescita economica sia indispensabile per far crescere l'occupazione. I dati dell'Istat 10 srnentiseono. Dal1960 al1998 in Italia il prodotto interno lordo a prezzi costanti si e piu che triplicato, passando da 423.828 a 1.416.055 miliardi di lire (valori a prezzi 1990), la popolazione e cresciuta da 48.967.000 a 57.040.000 abitanti, con un incremento del 16,5 per cento, rna il numero degli occupati e rimasto costantemente intorno ai 20 milioni (erano 20.330.000 nel1960 e 20.435.000 nelI998). Una erescita COS1 rilevante non solo non ha fatto crescere l' oecupazione in valori assoluti, rna l'ha fatta diminuire in percentuale, dal41,5 al 35,8 della popolazione. Si e limitata a ridistribuirla tra i tre settori produttivi, spostandola dapprima dall'agricoltura all'industria e ai servizi, poi, a partire dagli anni settanta del secolo scorso, anche dal1'industria ai servizi. Se la crescita del prodotto interne lordo non crea occupazione, a maggior ragione si potrebbe pens are che non ne possa creare la decrescita. Si da anzi per scontato che la decrescita ne causi inevitabilmente una diminuzione. Se produrre pili rnerci non ha richiesto piu occupati, produrne di meno ne richiedera di meno. Ma e vero? Se si rispettasse la normativa in vigore (legge 10 del 1991), in Italia il riscaldamento degli edifici assorbirebbe 140 chilowattora al metro quadrato all' anno. In realta se ne consumano rnolti eli pili. In Germania, dove fa pili freddo, non si possono superare i 70 chilowattora al metro quadrato all'anno. Lo stesso valore e stato imposto daUa Provincia di Bolzano. Ma, in Germanin e nella provincia eliBolzano ci sono imprenditori edili, professionisti e tecnici che costruiscono edifici con consumi energetici minori. I piu efficienti mantengono una temperatura interna di 20 gradi centigradi con un con sumo inferiore a 15 chilowattora al metro quadrato all'anno. Un decimo del limite massimo previsto dalla legge italiana. Se al centro della politic a economica nazionale si ponesse la ristrutturazione degli edifici esistenti per ridurre i loro consumi energetici agli standard vigenti in Germaoia, si rio
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sparmierebbe dalla meta ai due terzi delle fonti fossili attualmente utilizzate per il riscaldamento, ehe rappresentano circa un terzo eli tutte le importazioni. In prospettiva questa seelta farebbe diminuire eli circa il 20 per cento i consumi globali di fonti fossili, a parita di comfort termieo. La ristrutturazione del patrimonio cdilizio comporterebbe pertanto, sia una forte riduzione nei consurni di una merce ehe incide molto pesantemente sulla bilancia commerciale, e eliconseguenza una riduzione significativa del prodatto interne lordo, sia una forte crescita oecupazionale nei settori tecnologici che accrescono l'efficienza energetic a dell'eelilizia. Questa decrescita farebbe crescere l'occupazione in quantita altrimenti non ottenibili e tanto maggiori quanto e maggiore. In pratica si attiverebbe un gigantesco trasferimento eli denaro dall'acquisto di fonti fossili al pagarnento di redditi monetari in lavori che diminuiscono Ie emissioni climalteranti e rnigliorano la qua· lita dell' aria. Oltre a essere quantitativamente rilevante, questa occupazione avrebbe anche straordinarie eonnotazioni qualitative, ben diverse rispetto all'esportazione eli arrni, Prospettive analoghe possono essere aperte da tutte le innovazioni tecnologiche non finalizzate ad aecrescere la produttivita, rna a ridurre il consumo ill risorse, l'inquinamento e i rifiuti a parita di produzione. 11riciclaggio dei rifiuti consente di ricavare materie prime secondarie e di risparmiare risorse, quindi di ridurre i costi. Se si consumano meno rnaterie prime e si spende di meno, il prodotto interno Iordo decresce, rna per ricavare risorse sostitutive dai rifiuti occorrono nuove professionalita e una maggiore occupazione che trasforma in redditi monetari i risparmi che consente di ottenere. La riduzione dell'inquinamento ambientale fa risparmiare i costi eli risanamento, quindi eomporta una deerescita, rna richiede nuove tecnologie e nuove professionalita per approntare processi pro· duttivi, che per essere meno inquinanti devono essere phi evoluti tecnologicamente. Anehe in questi casi l'oceupazione avrebbe connotazioni qualitative e assolutamente opposte all' esportazione di armi. Un discorso a se merita la micro-eogenerazione diffusa, perche assornma entrambi gli aspetti della decrescita: la sobrieta, in quan45

to. compo~a ~na riduzione dei consumi attraverso il recupero degli sprechi, e 1 autoproduzione eli energia per autoconsumo un' autopr?d~~io~e £nnov.ati~a~!he non consiste nel recupero potenzialita eli futuro msue in tecnologie del passato frettolosamente abbandonate per obbedire agli imperativi della crescita (come l'autoproduzione agri~ola), rna nell'applicazione di questa logic a economica preindustriale a una tecnologia pili avanzata di quella attualmente ID uso nei grandi impianti, Le stesse considerazioni v~gono per tutte le energie rinnovabili che, per esprimere al megho .la lor? effi~enza e per ridurre al minimo i loro specifici impatti aII~.b1entali,devono essere eli piccola taglia e tarate sull'autop:oduzl~n~ ~er autoconsumo. Una centrale fotovoltaica ricopre di materiali inorganici enormi superfici, impedendovi 10 svolgimento della fotosintesi clorofilliana, il modo in cui l'ecosistema terr~str~ assorbe la CO2 dall'atmosfera e la trasforma in energia, un.~la?to fotov~ltaico sui tetto di una casa occupa una superfi~le gJ.~ n~opert~ eli materiale inorganico e non causa impatti amblent~l. L energia prodotta da una centrale va trasportata a Iunghe distanze e una parte S1 disperde lungo i fill di trasmissione L'energia autoprodotta si utilizza nello stesso luogo in cui si produce e non va trasportata. Cio premesso, l' esemplificazione di ques~o modello sulla micro-cogenerazione consente in primo luogo eli fare un discorso immediatamente attuabile e non futuribile in secondo luogo di effettuare un confronto con l'industria automobilistica di cui e la figlia ripudiata, rna non illegittima, Un micro-cogeneratore e composto da un motore automobilistico, un alternatore e alcuni scambiatori di calore inseriti in una sca~ola di metallo insonorizzata. motore autornobilistico fa girare 1 alternat?re, ~he produce energia elettrica. Mentre svolge questo lavoro, In CUII' energia chimica del combustibile si trasforma ~ energia m.eccanica con un rendimento di circa il 25 per cento, 11motore svtluppa anche energia termica con un rendimenro di circa il 70 per cento. Con una parte di questa energia- termica quella del radiatore, d'inverno si riscalda l'abitacolo delle automobili. Oltre al calore del racliatore, gli scambiatori dei micro-cogeneratori utilizzano anche l'energia termica del gas di scarico

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(circa 700 gradi) e della coppa dell'olio per riscaldare l'acqua dei radiatori e dei sanitari. Se la loro potenza termica tarata sui fabbisogno di calore, l' energia elettrica che producono molto superiore aile esigenze della stessa utenza, per cui puo essere ceduta in gran parte aila rete. Per produrre la stessa energia elettrica in centrale e la stessa energia termica in una caldaia, occorrerebbe il doppio del combustibile. Ogni micro-cogeneratore dimezza quindi il consumo di fonti fossili a parita eli servizi energetici. Determina una decrescita. Turtavia, se si incentivasse un programma nazionale di sostituzione delle caldaie con micro-cogeneratori quanta occupazione si potrebbe creare? Anche in questo caso i salari e gli stipendi si ricaverebbero dai risparmi suIle importazioni di fonti fossili. Ma c' e un clemento in pili da considerare: la teenologia per costruire i rnicro-cogeneratori la stessa delle automobili. Soltanto che la produzione automobilistica ha pili che sarurato il mercato e da phi eli un decennio riduce costantemente il numero degli occupatio Inoltre le automobili circolanti contribuiscono a circa il30 per cento delle ernissioni di CO2, delle polveri sottili e dell'inquinamento atmosferico. Invece il mercato dei micro-cogeneratori e tutto da inventare, per cui ha enormi potenzialita di espansione e l'occupazione che si potrebbe creare in questo settore riconvertendo 1a produzione di una parte degli stabilimenti automobilistici, oltre che signi£icativa, sarebbe di qualita, perche contribuirebbe a ridurre le emissioni di CO2 e l'inquinamento atmosferico. Vogliamo togliercelo dalla testa questa mito della crescita? Vogliamo smetterla eli demonizzare la decrescita?

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5. Decrescita e paesi poveri

Viene spontaneo pens are che se, tutto sommato, un po' eli decrescita ai paesi ricchi non farebbe male, come non farebbe male una riduzione dei pasti ai lora cittadini obesi, nei paesi paved, dove il problema da combattere non e l' obesita, rna la denutrizio· ne, sarebbe un controsenso. A chi ha troppo, anche se per l'econornia di mercato non e mai abbastanza, si puo proporre di rnoderarsi, anche perche il HOppa ormai la causa di tutti i suoi rnali, ma a chi ha troppo poco si puo proporre di avere ancora di meno? Sfidiamo pure le regole del mercato e a quel 20 per cento della popolazione moneliale che consuma 1'80 per cento delle risorse diciamo di frenare la lora corsa e eli lasciare qualcosa di piu all'80 per cento, che deve spartirsi il rimanente 20 per cento delle risorse, ma il reddito dei paesi paved non puo non crescere se si vuole

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che escano dalla poverta. 0 no? Dopo la caduta dell'Unione Sovietica, che pagava a Cuba 10 zucchero a prezzi molto superiori a quelli di mercato, l'economia dell'isola entrata in crisi e la srrutrura produttiva agroindustriale fondata sulla monocoltura della canna da zucchero si disfatta. Gli agricoitori non aveyano piu i soldi per comprare il carburante per Ie macchine agricoie, i concimi eli sintesi e tutte le altre protesi chimiche'necessarie alla produzione intensiva. Secondo i dati della Fao, nel1989 ogni cubano assumeva circa 3.000 calorie al giorno. Quattro anni dopa questo valore era sceso a 1.900. In pratica saltavano un paste al giorno. Poi qualcosa e

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cambiato: al posto delle colture di canna da zucchero sono spuntati migliaia di piccoli orti in cui vengono coltivati fcutta e verdura. In mancanza ill prodotti chimici il sistema agricolo e diventato di fatto biologico. AI posto dei trattori stata reintrodotta la trazione animale. E stata vietata la macellazione dei buoi, l'istituto di ricerca per l'agricoltura ha messo a disposizione il progetto di un aratro multiplo per l'aratura e l'erpicatura. Vengono organizzate fiere dove si vendono gli animali, sono nate botteghe diredini e finimenti. numero dei fabbri quintuplicato. I due terzi delle terre di proprieta stat ale sono state ridistribuite a cooperative 0 singoli agricoltori che possono vendere le eccedenze. Dalle 50 mila coppie di buoi presenti a Cuba nel 1990 si arriva aile 400 mila del 2000. Il sistema ha funzionato cosf bene che oggi i cubani si sono riappropriati di quel pasto giornaliero che avevano perso-. La decrescita economic a realizzata col passaggio dalla produzione per il mercato all'autoproduzione pel' autoconsumo, dalla produzione di merci alia produzione di beni, dalla canna da zucchero alIa frutta e agli ortaggi, dalla quantita drogata chimicamente alla qualita dei cicli naturali, ha accresciuto il benessere dei cubani e migliorato la qualita dell' ambiente in cui vivono. Li ha fatti diventare meno sviluppati e pili ric chi. Ora non solo mangiano di piu (da 1.900 a 3.000 calorie al giorno), ma mangiano meglio: phi variers e coltivate biologicamente, Ha ridotto l'occupazione e ha create lavoro, ha sostituito il reddito con cui acquistavano do che riuscivano a trovare sul mercato con I' autoproduzione di do che vogliono. Ha arricchito i1 patrimonio collettivo del sapere e del saper fare attraverso la riscoperta di rnestieri che emancipano dalIe fluttuazioni dei prezzi imposti dalle multinazionali in base ai propri interessi, Ora i cub ani hanno di phi perche sanno eli piu, Hanno un reddito reale, fatto di beni, che dipende soltanto dal lora lavoro, Non un reddito aleatorio come quello monetario, Ma sono tornati dai trattorl alle coppie di buoi, dai meccanici agli ar- . tigiani del cuoio, dai giunti cardanici ai finimenti, dai concimi chi-. mid allo stallatico, dalle scatole ill conserva alla passata di pornodoro. E stato un progresso 0 un regresso?

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La «rivoluzione verde» stata uno degli strumenti utilizzati dagli Stati Uniti per contrastare 1'influenza esercitata dall'Unione Sovietica sui movimenti di liberazione del terzo mondo. Oltre I'aspetto simbolico della contrapposizione alia «rivoluzione rossa», questo slogan indicava una politica volta a incrementare le rese della produzione agricola nei paesi del sud del mondo mediante l'irnpiego di fertilizzanti chimici. Sconfiggendo in questa modo 1a fame, si sarebbe anche sconfitta la tentazione di scelte rivoluzionarie. Del resto la fissazione dell' azoto permetteva, pel' la prima volta nella storia dell'umanita, di avere grandi quantita di concimi a basso-coste, aprendo la prospettiva di entrare nell'era dell'abbondanza. «I risultati non tardarono a venire: Ie rese del frumento passarono da 0,9 tonnellate per ettaro con le varieta tradizionali, a 4-4,5 nel1954 e, addirittura, a 6 nel1964; quelle del riso da 16 a 27 quintali per ettaro dal quinquennio '61-'65 a quello '88'92. [. .. J Secondo le statistiche della Fao, nel1998 in Asia 1'84% del frumento ed il 74% del riso erano coltivati con .tali variers .. [. .. J II Messico raggiunge l'autosufficienza per il frumento nel 1956 e diventa esportatore netto di mezzo milione di tonnellate nel1964. Stessa strada seguira l'India, esportatrice di frumento da meta degli anni ottanta. Negli anni ottanta venne il turno dell'AErica, fino ad allora non aneora toccatae", Eppure, nonostante questa crescita straordinaria del rendimenti agricoli, la fame net mondo non e stata seonfitta, anzi il nurnero delle persone che ne muoiono 0 sono sottonutrite aumentato, Come mai? L'uso dei fertilizzanti chimici per accrescere i rendimenti comporta il passaggio da un'agricoltura di sussistenza a un'agricoltura mercantile. Dalla biodiversita per autoconsumo alia monocoltura della specie pili redditizia delluogo. I fertilizzanti chimici costano e il denaro necessario ad acquistarli si puo avere solo se si vende do che si produce, ovvero, solo se si produce per vendere. Ma gli incrementi della produzione che consentono di ottenere l'aumento dell' offerta comportano una diminuzione dei prezzi di vendita. Inoltre irnpoveriscono la fertilita dei suoli, per cui ne occorrono quantita crescenti. I piccoli produttori si trovano COS! ad avere costi sempre maggiori e utili sempre minori. Pertanto non sono in

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grado eli sostenere la concorrenza con i grandi produttori, rna non riescono nernmeno a uscire dalla giostra infernale in cui si sono cacciati, perche avendo srnesso di autoprodurre per autoconsumo devono comprare tutto cio di cui hanna bisogno. La crescita stata la lore rovina e 1a rovina del suolo da cui prima ricavavano il necessario per vivere. Se restano nella giostra, il denaro che ne ricavano non e suffidente per acquistare do di cui hanno bisogno. Se deddono di uscirne per tornare aIla biodiversita e all' sgricoltura biologica di sussistenza (indietro non si torna?), devono ricostituire Fhumus impoverito dalla fertilizzazione chimica e dalla monocoltura fino alia desertificazione. E ci vogliono anni. Per non parlare dei problemi posti dall'inquinamento delle falde idriche. In uno studio dell'International Labour Organization (Ilo) si leg" ge: «La fame e la malnutrizione aumentano molto rapidamente proprio nelle aree in cui arrivata la Rivoluzione Verdes", Eppure la crescita non sente ragioni. Essere irragionevo1e, del resto, nella sua natura. Per accrescere i rendimenti agricoli ora si affida alie biotecnologie e agli organismi geneticamente modificati, i nuovi strumenti della nuova rivoluzione verde che fara entrare l'umanita in una nueva era dell'abbondanza. E critics i danni ambien" tali causati dall' agricoltura chimica, che aveva sostenuto come strumento dell' abbondanza. solo per abbindolare gli sciocchi e magnificare i vantaggi degli ogm che consentono di farne a meno. In realta i problemi ecologici che avrebbe creato la chimica erano noti, rna erano considerati meno irnportanti dei vantaggi economid che avrebbe portato. Ora i sostenitori della crescita fanno proprie le critiche ambientaliste alia chimica, che avevano sempre respinto, e si preparano ad abbandonarla soltanto perche le nuove frontiere del progresso scientifico e tecnologico consentono di accrescere la produzione ancora di pili. Fra qualche anno un altro istituto di ricerca did che la fame e la malnutrizione sono aumentate molto rapidamente proprio nelle aree in cui e arrivata la se-

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eonda Rivoluzione Verde. Pierre Rabbi coltiva per autoconsumo da piu di quarant' anni un appezzamento agricola nelle Cevennes del sud. Nato nel1938 in Algeria, arrivato nel1958 a Parigi, dopo aver lavorato due anni

in un' officina come operaio spedalizzato ba abbandonato la citra per la campagna, dove contava eli realizzare una elimensione lavorativa diversa, non finallzzata al profitto, quindi alia massimizzazione dei rendimenti, rna all' autoproduzione. Non a vivere della terra, rna con fa terra. Immediatamente si accorse cbe anche l'agricoltura era stata risucchiata nella stessa logiea mercantile della produzione industriale finalizzata alia crescita quantitativa. I funzionari del Credito agricolo gli negarono un prestito di 15 mila franchi (pari a1 costo di un' automobile di media cilindrata), dicendogli che non volevano aiutarlo a suiddarsi. In cambio gli presentarono alcune fattorie che gli avrebbero consentito eli «fare soldi» e gli affrirano un prestito eli 400 mila franchi per aequistarne una. Gli rocco quindi sperimentare per qualche tempo, come operaio agricola, le tecniche can cui si facevano solcli in.agricoltura: rivestito eli tuta, maschera e guanti passava la maggior parte del suo tempo a irrorare di sostanze altamente tossiche l'aria e il suo10. Dopo due anni eli questa vita finalrnente riusci, grazie al prestito di un amico, a comprare un terrena cia coltivare per autaeonsumo, dove inizio a produrre biologicamente tutto cio di cui aveva bisogno e a sperimentare tecniche di fertilizzazione naturale pill sofisticate di quelle tradizionali, arrivando a trasformare un terreno mediocre in un terrena ricco di sostanze arganiche. A lasciare ai suoi figli un luogo migliore ill come 10 aveva trovato. All'inizio degli anni ottanta decise di trasmettere il saperee il saper fare acquisito con l'esperienza ai eontadini poveri del Sahel, Ionclando insieme ad altre persone a Gorom-Gorom, nel Burkina Faso, il primo Centro africano di formazione all'agroeeologia, dove si insegna ad accrescere la fertilita dei suoli con tecniche naturali e a produrre per autoconsumo, sfuggendo alia trappola della rna4 nocultura agroindustriale e della merdficazione . :LMrica il continente riceo eli risorse del pianeta ed sottopopolato. Ha una t'0polazionepari a quella dell'Euro_pa ed e tre volte pill grande. E anche tre volte piu grande della Cina e ha un terzo della sua popolazione. Cio nonostante, il continente dove maggiormente infierisce la poverta. «CertameAte - sostiene Pierre Rabbi _ do dipende dal fatto che da molti secoli le sue ric-

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chezze sono sottoposte a saccheggio, Ma non solo. La miseria endemica che imperversa nel mio continente natale, come del resto nella maggioranza delle regioni definite sottosviluppate, deriva in gran parte dall'imposizione a popolazioni che non hanno chiesto nulla a nessuno, di modi di produzione che non sono adatti ne ai lora territori, ne alloro saper fare, ne aile loro forme di organizzazione sociale. La nuova distribuzione modernista, introdotta dalla colonizzazione e perseguita dalla politica dellibero scambio, puo essere illustrata nella manieea seguente: Quelle popolazioni rappresentano un potenziale produttivo, per cui le si connette al sistema mercantile facendole coltivare prodotti esportabili secondo il procedimento abituale dell'agroindustria: si forniscono loro Ie sementi e gli input con Ie modalita d'impiego; dopo la raccolta, il contadino porta Ie sue balle eli cotone alia cooperativa, che le spedisce in Olanda 0 altrove pee commerciaIizzarle; alia fine della catena il piccolo produttore riceve la sua parte del prezzo di vendita diminuito del costa delle forniture. Non controllando ne il prime, ne il secondo, egli non puo allora che constatare la sua dipendenza dall' econornia mondiale e dalle sue fluttuazioni: costo dei concimi indicizzato sui dollaro (ci voghono tre tonnellate di petrolio per produrre una tonnellata di concime), prezzi delle merci sottomessi alla speculazione, diktat del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale... Siccome nel frattempo Ia coltivazione dei prodotti alimentari stata sradicata per fare spazio aile monoculture (cotone, caffe, arachidi ... ), finalizzate esclusivamente all'esportazione, il contadino africano si ritrova nell'impossibilita di uscire dal sistema»", «Nel Burkina Paso attualmente [2003] quasi 50 mila contadini praticano l'agroecologia. Cosa possono farci i commercianti di concimi chimici? Niente. Hanna tanto meno possibilita di dissuadedi perche essi hanno gia subito i fallimenti dell'agricoltura chimica e non hanno ness una intenzione di ripeterli. Ora questo vivaio di persone a cui ho insegnato e che hanno perfettamente assimilato Ie pratiche dell'agricoltura ecologica, sciameranno a loro volta nelie loro comunitass. L'autoproduzione e il rifiuto di inserirsi nella logica mercantile, l'abbandono della chimica e la scelta

della concimazione naturale, la peeferenza data ai beni invece che al reddito monetario, alia varied biologic a invece che alia monocoltura, la valorizzazione del locale e la fedelra alia propria cultura, l' autosufficienza e l'autonornia invece della subordinazione al mercato mondiale, Ii hanno fatti uscire daila poverta in cui li aveva cacciati l'imposizione del modelio economico fondato sulla erescita della peoduzione di merci, n rifiuto della crescita haaccresciuto illoro benessere materiale e migliorato la qualits degli ambienti in cui vivono e da cui traggono da vivere. Sono rimasti sottosviluppati, ma sono pili ricchi, perche hanno accresduto la quantid e miglioeato la qualita dei beni alimentari che portano a tavolao E non subiscono Ie conseguenze delle fluttuazioni dei prezzi sui mercato mondiale.

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6. Efficienza, sobrieta e autoproduzione energetica

I problemi posti dalla crescita furono portati per la prima volta all'attenzione dell'opinione pubblica nel1972 dallibro I limt'ti dello sviluppo, in cui venivano pubblicati i risultati eli una ricerca commissionsta dal Club di Roma a un gruppo di stueliosi del Massachusetts Institute of Technology'. Inrelazione alia crescita dei consumi energetici il rappotto metteva in evidenza la possibilita che le fonti fossili non fossero in grado eli soddisfare il fabbisogno mondiale dopo il2010 e denunciava l'aggravarsi dell'inquinamento atmosferico causato dai processi di combustione. Di conseguenza si poneva all' ordine del giorno la necessita eli ridurne l'uso. Ma come fare, senza compromettere la crescita econornica e produttiva delle sod eta industriali? Come fare, senza impedire ai paesi poveri di raggiungere maggiori livelli di benessere? Nel dibattito che segui la pubblicazione del rapporto si delinearono due posizioni alternative in forte polemica tra lora. I fautori della prima sostenevano che la riduzione dei consumi eli fonti fossili poteva essere ampiamente compensata dalla fissione nucleare, una tecnologia evoluta e sperimentata, in grado eli soddisfare in tempi brevi una quota coosistente della domanda eli energia elettrica, per eli pili senza ernettere CO2 e ossieli eli zolfo. i fautori della seconda sostenevano che occorreva invece puntare sull'energia solare. sole - dicevanoinvia ogni giorno sulla terra una quantita di chilowattora in grado di soddisfare diecimila volte il fabbisogno energetico di tutta l'umanita, Gratis e in maniera pulita, Per utilizzare questa risorsa era

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necessario accelerare con investimenti di denaro pubblico 10 sviluppo e la diffusione delle teenologie capaci di trasformarla in energia elettrica e calore, In particolare i pannelli fotovoltaici, che avevano gia raggiunto un' efficienza di trasformazione COS1 elevata da essere quasi competitivi sul mercato con le centrali termoelettriehe. La tecnologia nucleare, invece, era molto pericolosa e i rischi di incidenti con fuoriuscita e diffusione nell'ambiente eli sostanze radioattive erano molto alti. Ma anche se tutto fosse filato liscio, Ie scorie del combustibile atomico mantengono la loro radioattivita fino a cento mila anni e non si sa come inertizzarle. Lo stesso problema viene posto dalle centrali, che dopo trenta anni di attivita devono essere smantellate in conseguenza delle radiazioni assorbite dalle loro strutture. Non potendo negare questi problemi, i sostenitori del nucleare ribattevano che 10 sviluppo scientifico e teenologico futuro avrebbe eonsentito di risolverli, come era sempre successo in passato. L'importante era realizzare al pili presto un'alternativa alle fonti fossili. Questo il solare non 10 consentiva, nonostante le ottimistiche previsioni dei suoi sostenitori, perche il suo rendimento era talmente basso da offrire un contributo poco pili che simbolico. Perche diventasse significativo sarebbe occorso ancora qualche decennio di sperimentazione e ricerca, mentre l' alternativaal petrolio non poteva essere rimandata. Posizioni pili distanti non ci sarebbero potute essere. Eppure, nonostante Ie loro divergenze, entrambe erano accomunate dalla stessa impostazione metodologica, poiche individuavano nello sviluppo di una fonte energetica alternativa la soluzione dei preblemi posti dalla necessita di ridurre il consumo di fonti fossili. Davanti alla prospettiva di un deficit di offerta, per esaurimento della risorsa eloper I' aggravarsi dei problemi ambient ali posti dal suo uso, una prospettiva che la crisi energetic a scoppiata nell' autunno del 1973 rese drammaticamente concreta appena un anna dopo la pubblicazione del rapporto del Club di Roma, i sostenitori di entrambe le posizioni, pur non escludendo I'utilita di una diminuzione della domanda mediante una riduzione degli sprechi, ritenevano che non se ne potesse ottenere molto e che la soluzione del problema consistesse fondamentalmente nell'incremento
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dell' offerta di una fonte alternativa. Uimpianto concettuale di entrambe le proposte era identico. La divergenza si sviluppava sulla fonte che potesse svolgere questa funzione. I fatti avrebbero dimostrato che avevano torte entrambi a sostenere la propria e ragione entrambi a criticare l' altra. La prima fase del confronto si concluse con la provvisoria vittoria dei nuclearisti. II piano energetico nazionale approvato dal parlamento Italiano nel1977 prevedeva la costruzione di sei centrali atomic he da 2000 megawatt cadauna. Ma il risultato fu ribaltato nel 1986 dal pili grave incidente possibile in questa tipo di impianti: la fusione del nocciolo nella centrale russa di Cemobyl, che contamino quasi tutto il continente europeo. L' opinione pubblica capi allora che i fautori del solare avevano ragione a mettere in guardia dal nucleare e voto a favore del referendum che chiedeva la sua eliminazione dal piano energetico. Fu la sconfitta dei sostenitori di questa tecnologia, rna non la vittoria dei loro avversari, perche nei decenni seguenti le energie rinnovabili non ebbero quello sviluppo tecnologico e quella diffusione che essi annunciavano come imminenti. In particolare il fotovoltaico, nonostante abbia ricevuto contributi a fondo perduto fino al 75 per cento dei costi d'investimento, non mai riuscito a superare la soglia dell'l per cento. Un po' poco come alternativa al petrolio. Mentre attenzione dei mass media, dei politici edell' opinione pubblica si concentrava su queste due ipotesi che suscitavano accesi dibattiti e dividevano le opposte tifoserie, nell'indifferenza pili totale una piccola minoranza sosteneva che per ridurre al massimo e nei tempi pili brevi il consumo di fonti fossili la scelta strategica non era la loro sostituzione con altre fonti, ma la diminuzione dei consumi energetici mediante la riduzione degli sprechi e il miglioramento dell' efficienza energetica. Piu della meta di tutta l' energia che si estrae, si trasporta, si trasforma, si trasporta nella nuova forma e, fin almente , si utilizza, SI spreca. Solo un terzo del petrolio che entra nelle centrali termoelettriche diventa elettricita, Due terzi si disperdono nell'ambiente sotto forma di calore inutilizzato. E una pane dell' elettricita che esce dalle centrali si spreca lungo le linee di trasmissione, Quando finalmente arriva nelle ca-

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se, se ne spreca ancora a causa dei pes simi rendimenti delle lampade e degli elettrodomestid. Nel riscaldamento degli ambienti, oltre agli sprechi causati dalla scarsa efficienza caldaie, almeno la meta del calore prodotto si disperde nell'atmosfera a causa della cattiva coibentazione degli edifici. Se si riducono questi sprechi e queste inefficienze si ottengono riduzioni dei consumi di fonti fossili molto maggiori di quelle che si avrebbero sostituendole con altre fonti. A costi pin bassi e in tempi pin brevi. Anche dal punto ill vista ambient ale, e molro meglio un chilowattora risparmiato di un chilowattora sostituito, Stando cosf le cose, il fulcro su cui fare leva non e l'offerta, rna la domanda di energia, La riduzione della domanda di energia che si puo ottenere riducendo gli sprechi e Ie inefficienze non solo consente di otten ere una diminuzione dei consumi di fonti fossili maggiore di quell a che si puo ottenere diversificando l'offerta, rna richiede costi d'investimento inferiori e genera risparmi che, dopo aver ammortizzato l'investimento, si traducono in una diminuzione stabile delle spese di gestione. I vantaggi econornici sono direttamente proporzionali ai vantaggi ecologici. Poiche alio stato attuale Ie fonti rinnovabili costano di piii e rendono di meno delle fonti fossili, la diminuzione della domanda costituisce il prerequisito del loro sviluppo. Le proposte incentrate sulla sostituzione di parte dell' offerta di fonti fossili con fonti alternative - il nucleare e il solare - per quanta contrapposte tra loro, rispondono alia logica della crescita. Considerano I'incremento dei consumi energetici come un dato immodificabile e si prapongono di soddisfarlo con fonti diverse. La proposta di ridurre il consumo di fonti fossili mediante una riduzione della domanda di energia rientra invece nella logica della decrescita e comporta una diminuzione del prodotto interne 10rdo. Era inevitabile che in un sistema fandato sulla crescita della produzione e dei consumi questa proposta non trovasse ascolto, anche se era la pili efficace e conveniente. Essendo stata persino eliminata dall'uso la paroIa«decrescita», che la nee-lingua ha sostituito con la Iocuzione ill crescita negativa (sara negativa, ma pur sempre cresdta e non decrescita), non fu nemmeno presa in considerazione, come accade a tutte Ie ipotesi di ricerca scientifi60

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ca e tecnologica che in prospettiva comportino una diminuzione del prod otto interne lordo. Se, nonostante tutto, qualcuno le formula, si eondanna all'emarginazione anche se le sue proposte sono concrete e sensate. Invece ogni proposta che si ponga I'obiettivo di rianimare una crescita asfittica, 0 di farle superare una CM, per quanto irrealistica, cervellotica, pericolosa possa essere, suscita interesse, anima dibattiti, riempie le pagine dei giomali, crea fazioni, L' energia che il sole manda ogni giorno sulla terra puo soddisfare diecimila volte tutto il fabbisogno dell'umanita. Le difficolts d'imbrigliare l' enorme potenza sprigionata dall' energia atomica sono state risolte da una potenza tecnologica ancora maggiore. Non sono questi i prerequisiti per proseguire sulla via di una crescita che il petrolio, per I' avvicinarsi del suo esaurimento e per i problemi ambientali che crea, non avrebbe piu garantito? Sempre schierati su frond contrapposti col viso dell'armi, i fautori del nucleare e i fautori del solare hanno continuato per decenni a rinfacciarsi reciprocarnente i reciproci insuccessi senza tuttavia poter vantare successi. Nel frattempo la ricerca di una mitica fonte inesauribile e pulita, capace di liberare la crescira dai limiti che Ie pone il petrolia, andata avanti, Dalla fissione il testimone passo alla fusione nucleare, di cui anna dopo anno, si annunciava il raggiungimento della maturita tecnologica entro un cinquantennio. Poi fu Ia volta della fusione fredda, per la quale, dopo Ie prime realizzazioni sperimentali annunciate con squilli di tromba fu previsto 10 stesso intervallo ill tempo semisecolare, che di anno in anno veniva parimenti procrastinate. Quando Ia prospettiva delle fusioni atomiche a temperatura variabile ha cominciato ad essere troppo evanescente, al suo posto subentrato l'idrogeno su cui sono sciamati i sostenitori delle fanti alternative eli tutte le fazioni, a eccezione. di pochi scettici recalcitranti a marciare allineati e coperti. All'osservazione che l'idrogeno alio stato 11bero non esiste in natura, i sostenitori delle fonti alternative hanno risposto che si sarebbe potuto ottenere in quantita illimitate can l'elettrolisi dell'acqua. Quindi per ottenere I'idrogeno con cui fare l'energia elettrica nelle ceUe a combustibile oecorre prima produrre energia elettrica, hanno osservato ironicamente i recalci-

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tranti. E come pensate di produrla? Col fotovoltaico hanna risposto i fautori del solare. Col nucleare hanno risposto i loro avversario Entrambi col viso dell'armi come trent'anni prima. In. questa lungo Intervallo di tempo, uascorso nell'attesa di un radioso futuro tecnologico che avrebbe spazzato via ogni limite, ness uno si preoccupato di accrescere l'efficienza e ridurre gli sprechi, Tanto, prima 0 poi non ce ne sarebbe state bisogno, Le aziende che producono, distribuiscono e vendono energia non hanno il minimo interesse che si accresca l'efficienza negli usi finali e si riducano gli sprechi, perche ne deriverebbe una diminuzione della domanda e dei loro profitti, Meglio un edificio con forti dispersioni termiche di un edificio ben coibentato, meglio le lampade a incandescenza delle lampade a alta efficienza, meglio convincere Ie persone a stare in casa con la maglietta a maniche corte e il riscaldamento a 24 gradi che stare a 18 gradi col maglione di lana-, Meglio far pagare il riscaldamento nei condomini a millesimi che a consumo perche il pagamento a consumo induce a non sprecare, A comportarsi con piu intelligenzae sobrieta. Tuttavia, Ie aziende che producono e vendono energia, in una situ azione eli concorrenza tra piu produrtori, sarebbero indotte a migliorare l'efficienza dei loro processi produttivi per ridurre i cosri e proporre prezzi piucompetitivi al mercato. Chi produce elettricita in una centrale a cielo combinate con un rendimento del 55 per cento consuma meno combustibile, ha costi pili bassi e puo fare prezzi phi bassi di chi Ia produce in una centrale termoelettrica tradizionale con un rendimento del 38 per cento. In un contratto di gestione calore chi utilizza caldaie a condensazione consuma meno metano e puo far pagare le calorie a un prezzo piu basso di chi continua a utilizzare caldaie inefficienti. Nella produzione di energia e nella fornitura di servizi energetici la cone orrenza costringe ad accrescere i rendimenti per ridurre i consumi alia fonte a parita di chilowattora forniti, Come effetto secondario si ha anche una riduzione delle emissioni di CO2, In una situazione ill monopolio non c'e competizione, per cui l'effidenza complessiva del sistema e piti bassa, gli sprechi sono rnaggiori, le emissiam di CO2 pili alte. Gli sprechi e la scarsa efficienza, sia nei pro62

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cessi di trasformazione energetica, sia negli usi finali dell'energia, peggiorano la qualita della vita e dell' aria, ma accrescono il prodotto interne lordo. La riduzione degli sprechi e la maggiore efficienza, sia nei processi di trasformazione energetica, sia negli US! finali dell' energia, migliorano la qualita della vita edell' aria, rna riducono la crescita del prodotto interno lordo, Phi meglio? Meno peggio? I monopoli nel settore energetico sono stati costituiti per volonta politica. Sono nati come monopoli pubblici. La 10tO recente privatizzazione non ha risolto i problemi posri dalia mancanza di concorrenza e ha capovolto i lora rapporti col potere politico. Se prima i loro dirigenti erano designati dal sistema politico, ora molti amministratori pubblici sono scelti e sostenuti politicamente dai loro consigli di amministrazione. Se prima il denaro pubblico ripianava i lora deficit derivanti dalle funzioni non redditizie di carattere sociale che dovevano assolvere, ora i lora profitti ripianano i deficit dei bilanci pubblici. Questo capovolgimento di rapporti costituisce un vulnus alia democrazia perche sottrae di fatto al controllo dell'elettorato la gestione eli quote sempre maggiori di denaro pubblico investito in funzioni di pubblica utilita. Forti della loro situazione privilegiata sui mercato nazionale (Enel, Eni e consociate) 0 locale (Ie ex municipalizzate), nonche della loro influenza sui decisori politici, i monopoli ex pubblici privatizzati costituiscono il principale ostacolo alIa liberalizzazione del mercato, alla definizione doe di un contesto normativo in cui chiunque 10 voglia possa diventare produttore di energia e chiunque possa compare l'energia da chi crede. Senza la liberalizzazione non solo manca la concorrenza, che costituisce il prerequisito per 10 sviluppo dell'efficienza energetica (e per la riduzione della domanda di energia che ne consegue), rna non si puo realizzare l'autoproduzione, che 10 strumento fondamentale per ridurre l'incidenza del mercato anche in questa settore. E convinzione comune che i monopoli pubblici siano stati uno strumento per superare la logica del mercato in alcuni settori produttivi a forte valenza sociale: l'energia, l' acqua, i rifiuti, i trasporti pubblici, le telecomunicazioni. In realta sono stati uno strumen-

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to con cui il mercato ha eliminato ogni sacca di resistenza alia sua espansione. Prima della nazionalizzazione dell'energia elettrica, l' autoproduzione aveva dimensioni non trascurabili. soprattutto a livello industriale, rna niente avrebbe impedito il suo sviluppo anche nel settore civile se la tecnologia fosse stata in grado di realizzare impianti di piccola taglia (cosa avvenuta solo a partire dagli anni settanta). La costituzione del monopolio stat ale l'ha ill fatto impedita. Nessuno oltre il monopolista poteva produrre energia elettrica se non per autoconsumo, rna Ie aziende industriali erano disincentivate a farlo da una politica tariffaria che abbatteva il prezzo dei chilowattora acquistati dai grandi consumatori scaricandone i costi sugli altri consumatori attraverso il meccanismo del sovrapprezzo termico: una tassa sui chilowattora prodotti da fonti fossili pagata sulla boll etta. L' energia elettrica si poteva solo cornprare. Si poteva avere solo sotto forma ill merce. Non poteva essere un bene. La nazionalizzazione non stata una limitazione, rna un'estensione totalizzante del mercato. Per quale ragione si puo pensare di autoprodurre l'energia elettrica ill cui si ha bisogno, se non per convenienza? Se non perche l'energia autoprodotta costa meno di quella che si compra? Per costare meno, 0 si produce con piti efficienza daile fonti fossili (co-generazione), 0 si usa la fonte rinnovabile pili interessante del territorio (il vento, il sale, un corso d'acqua, un bosco). In entrambi i casi S1 riduce il consume ill fonti fossili. Quindi il vantaggio economico personale contribuisce al miglioramento della qualita ambientale. Perc chi autoproduce i chilowattora ill cui ha bisogno e un cliente in meno per chi vende la merce energia, fa diminuire la domanda e deerescere il prodotto interno lordo. I consumi elettrici di ogni utenza, civile, cornmerciale, professionale, industriale, variano nell'arco della giornata. In alcune ore sono piti intensi, in altre meno, in altre quasi nulli. Nelle abitazioni delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e i figli vanno a scuola, ill mattina e nel primo pomeriggio sono minimi. Nella seconda meta del pomeriggio, alIa sera e al risveglio mattutino raggiungono i picchi piu alti. La notte tornano ai livelli minimi. Una famiglia che autoproducesse Ia sua energia elettrica, per esem-

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pic utilizzando un salto d' acqua, nelle ore in cui non la consuma, cosa puo fame se non venderla? Ma come puo venderia se il mercato non liberalizzato, se doe non si consente ill vendere energia a chiunque possa farlo, se non si consente a chi la compra di comprarla da chi gliela vende al prezzo piu conveniente? Gli autoproduttori non sono quindi soltanto dei clienti in meno per chi vende energia, rna dei potenziali con correnti in piu, Chi controlla monopoIisticamente il mercato, ed e legato a doppio filo col potere politico, fara di tutto per impedire che ce ne siano. Nelle aziende commerciali e artigianali, negli studi professionali e nelle industrie i consumi energetici hanna un andamento complementare a quello delle abitazioni, I livelli piu alti si registrano nelle ore diurne delle giornate lavorative. Dalla sera alle prime ore del mattino scendono al minimo. Lo stesso andamento complementare si verifica nei giorni festivi, quando i consumi energetici sono mas simi nelle famiglie e quasi nulli nei luoghi ill lavoro. In un mercato liberalizzato, chi volesse autoprodurre energia elettrica non avrebbe convenienza a installare una potenza in grado ill coprire i picchi dei suoi consumi, perche dovrebbe sostenere un costa d'investimento eccessivo rispetto aile sue esigenze per avere un surplus eccessivo nella maggior parte delle ore della giornata. Gli basterebbe una potenza in grado di soddisfare il suo fabbisogno medio e rimanere collegato alia rete elettrica. Per avere un dato di riferimento, le utenze familiari con contatori da 3 chilowatt mediamente utilizzano una potenza di 800 watt. Con questa configurazione, nelle ore in cui si consuma meno elettricita di quella che si produce si possono cedere le eccedenze alia rete, mentre nelle ore in cui se ne produce meno di quell a che si consuma si puo acquistare dalla rete quanta manca. Poiche Ie ore piene delle attivita produttive corrispondono alle ore vuote delle famiglie e viceversa, l'autoproduzione in un sistema energetico liberalizzato determina una situazione di equilibrio tra la domancla e l'offerta e accresce al rnassimo l' effidenza della produzione. Lo sviluppo dell'autoproduzione energetica ridisegna completarnente il sistema energetico, operando uno spostamento da una struttura centralizzata, composta da pochi grandi impianti di pro-

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duzione collegati con un sistema di distribuzione unificato, complesso, ridondante, predisposto per trasporti a lunga distanza, a una struttura a rete di impianti di taglie ridotte, distribuiti sul territorio, iinterconnessi con una rete di sistemi di distribuzione a corto raggio, sul modello della rete informatica. Go comporta il superamento della rigida divisione dei ruoli tra po chi grandi produttori-venditori e una miriade di consumatori-acquirenti, perche tutti i consumatori possono tendenzialmente essere autoproduttori che effettuano scambi reciproci delle proprie eccedenze. In questo modo la distanza tra la produzione e il consumo si annulla per l'energia autoconsumata e si riduce per I'energia scambiata, per cui le perdite di trasmissione diminuiscono. AI contempo il sistema diventa pili flessibile e meno vulnerabile in caso di inddenti. InoItre gli impianti di piccola taglia riducono al minimo l'impatto ambient ale della produzione elettrica, da cui non sono esenti nemmeno Ie fonti rinnovabili. Per costruire una centrale fotovoltaica occorre ricoprire di materiale inorganico (metalli, silicio, plastica, vetro) vastissime superfici di territorio naturale, dove la vegetazione assorbe l'anidride carbonica attraverso la fotosintesi clorofilliana. Pertanto se ciauna parte si riducono Ie emissioni di questa gas in atmosfera, dall'altra si riducono le quantita che ne vengono sottratte e trasformate in materia organica. Un piccolo impianto fotovoltaico instaUato sul tetto di una casa e finalizzato all' autoconsumo non crea questa problema. L'autoproduzione energetica effettuata in piccoli impianti distribuiti sul territorio, tarati sulle esigenze deU'autoconsumo e collegati a una rete di sistemi di distribuzione a COttoraggio, riduce al minimo la commercializzazione dell'energia, riduce al minima gli sprechi, accresce al massimo I'efficienza dei processi di trasformazione e degli usi finali dell'energia. Fa decrescere il prodl.ottointerno lordo senza rinunce, migliorando la qualita dell' aria e della vita ill chi la respira. Se nelle automobili che ogni mattina s'infilano sulle tangenziali ci fossero quattro persone anziche una, ne circolerebbero un quarto, per cui si ridurrebbero in proporzione gli intasamenti, Ie emissioni di CO2 e le polveri sottili, La velocita di spostamento aumenterebbe e I'aria sarebbe piii pulita. Se, d'inverno, invece ill
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stare in casa a 24 gradi in maniche corte, si stesse a 18 gradi coli un maglione, quando si esce all' aperto il corpo sarebbe sottoposto a sbalzi di temperatura inferiori e ci si ammalerebbe di meno. Le emissioni di CO2 e le polveri sottili diminuirebbero. Se, quando si ha troppo caIdo, invece di aprire Ie finestre si abbassassero i termosifoni ... La sobrieta negli usi finali dell'energia e una manifestazione d'intelligenza, che non comporta limitazioni 0 rinunce, migliora la qualita della vita e riduce Ia crescita. Se si riducessero gli sprechi nei processi di trasformazione energetica e negli usi finali dell' energia, si potrebbero avere gli stessi servizi energetici consumando meno energia alia fonte e SI ridurrebbero le emissioni inquinanti in atmosfera. La crescita dell'efficienza e una manifestazione d'intelligenza, che non comporta limitazioni 0 rinunce, migliora la qualita della vita e riduce la crescita. Se si sviluppasse l'autoproduzione energetica con impianti che riducono l'impatto ambientale al minimo e la commercializzazione alle sole eccedenze, SI avrebbero tutti i servizi energetici di cui sia ha bisogno, senza limitazioni, comprando di meno, consumando di meno, migliorando la qualita degli ambienti e della vita. L'autoproduzione e una manifestazione d'intelligenza, che non comparta limitazioni 0 rinunce, migliora la qualita della vita e riduce la crescita.

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7. Crescita, innovazione e progresso

Un sistema economico fondato sulla crescita del prodotto interno lordo e innovatore per necessita intrinseca. Per accrescere I'offerta di merci ha bisogno di continue innovazioni di processo finalizzate a incrementare la produttivita, doe Ie quantita prodotte nell'unita eli tempo. Per accrescere la domanda ha bisogno di continue innovazioni di prodotto finalizzate a rendere obsolete in tempi sempre piu brevi le merci acquistate, in modo da abbreviare i tempi di sostituzione. Entrambe Ie innovazioni dipendono fondamentalmente dagli sviluppi della tecnologia, che a loro volta dipendono dagli sviluppi della ricerca scientifica, anche se nelle innovazioni di processo hanno un ruolo decisive Ie innovazioni organizzative e nelle innovazioni eli prodotto hanno un ruolo altrettanto importante le innovazioni estetiche. Maggiori sono Ie innovazioni, pili rapida e la lora successione, maggiore e la crescita della produzione e del consume di merci. In un sistema economico the misura la crescita del benessere con la crescita del prodotto interne lordo, l'innovazione diventa un valore in se, Si identifica col concetto di miglioramento. Poiche le innovazioni cambiano di continuo la situazione esistente, la disponibilita al cambiamento assume un ruolo centrale nel sistema dei valori condivisi. Diventa una pubblica virtu. Viceversa, la resistenza nei confronti delle innovazioni diventa un vizio da sradicare, una. manifestazione di chiusura mentale da ridicolizzare, un atteggiamento d'altri tempi
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senza diritto di cittadinanza nella modernita. Nuovo e bello, migliore, pili evoluto. Vecchio e brutto, peggiore, pili arretrato. La valorizzazione del nuovo in quanta tale implica una concezione della storia umana come progresso. Se la storia viene interpretata come un costante, seppur non Iineare, avanzamento verso il meglio, do che awiene oggi e migliore di do che e avvenuto ieri, do che avverra domani sara migliore di do che avviene oggi. Ogni novita che madifica il presente costituisce un miglioramento. Le novita sono pili frequenti e il progresso pili rapido nelle epoche storiche caratterizzate da una maggiore propensione al cambiamento. Invece nelle epoche storiche in cui prevale un atteggiamenta conservatore e Ie novita stentano a Farsistrada, il progresso rallenta, Tuttavia 1a conservazione e destinata ad essere sconfitta perche il progresso ha dalla sua la forza della scienza e della tecnologia, le due sfere dell' attivita umana ontologicamente progressive perche le scoperte sdentifiche e le innovazioni tecnologiche accrescono in continuazione il patrimonio del sapere e del saper fare accumulato nel passato e costituiscono Ie prernesse necessarie di altre scoperte scientifiche e altre innovazioni tecnologiche che 10 accresceranno in futuro. Nella scienza e nella tecnologia il sapere e il saper fare attuali sana superiori rispetto al passato e inferiori rispetto al futuro. Il progresso nella storia umana si fonda sui progressi scientifici e tecnologici, ovvero su una sempre piu approfondita conoscenza della realta da cui deriva una sempre maggiore capacita elimodificarla per ricavare quandta sempre maggiori di beni dallo sfruttamento delle sue risorse. Se, infatti, grazie ai progressi della scienza e della tecnologia cresce la ricchezza prodotta, non cresce solo la quantita dei beni materiali, rna S1 possono anche investire maggiori risorse nei beni imrnateriali: istruzione, cultura, conoscenza disinteressata, salute, tempo libero. La cultura delle societa che hanno posto a fondamento dell' attivita economica la crescita del prodotto interno lordo e progressista. Tutte Ie sue manifestazioni si collocano consapevolmente all'interno di un paracligma delimitate dai due pilastri dell'ideologia del progresso e dell'ideologia della crescita. Che sono poi la
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stessa cosa vista da due prospettive, perche senza crescita non c' e progressoe senza progresso non c'e crescita, maggiore e la crescita e maggiore e il progresso, maggiore e il progresso e maggiore e la crescita. Nelle societa che hanno posto a fondamento dell'attivita economic a la crescita del prodotto interne lordo, il valore dell'innovazione in quanta tale non viene messo in discussione da nessuno e in nessun campo. Tutti si dichiarano innovatori e progressisti. Nessuno S1 definisce conservatore, perche il concetto espresso da questa pa.rola e stato totalmente screelitato. Non indica pili un atteggiamento di rispetto per il passato e di diffidenza per le innovazioni che tendono a cancellarlo, rna una collocazione laterale al flusso della storia, Ia posizione di un relitto abbandonato sulla sponda di un fiume e destinate a dissolversi. Ogni forza politica, di destra e di sinistra, si presenta come l'alfiere del nuovo che avanza e rivendica in esclusiva per se 1a qualifica di progressista, accusando i suoi avversari di essere conservatori, culturalmente incapaci eli capire il valore dei cambiamenti in corso. L'innovazione e diventata il criterio fondante dell'arte moderna, una fase della storia dell'arte in cui l'aggettivo non definisce semplicemente una scansione temp orale perche non avrebbe alcuna utilita ermeneutica. Se COS1 fosse, poiche moderno significa oelierno, attuale, sarebbe moderna tutta l'arte di oggi, rna non quella di ieri, e "luella di oggi non 10 sarebbe pili domani. La categoria della modernita applicata alia ricerca artistica ha una connotazione di valore: poiche nella concezione progressista della storia ogni innovazione e un miglioramento, quello che si fa oggi per essere superiore a quello che e stato fatto deve essere innovativo, per cui puo ft'cgiarsidel titolo di modern a solo l' arte che si propone consapevolmente di essere innovativa, di fare qualcosa che non e stato mai Iatto prima. Poiche la connotazione temporaIe della modernita in questa accezione sfuma, tutti gli 'artisti che hanno fatto qualcosa di innovativo in qualsiasi epoca storica, sono considerati moderni, . solo se sono stati modemi sono considerati artisti. merito storico che viene riconosduto alle avanguardie nelle arti figurative, nella letteratura e nella musica, e I'anticipazione di innovazioni 'he soltanto in seguito e grazie a loro sono entrate a far parte del

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patrimonio culturale condiviso. Poiche il nuovo per definizione non dura, rna e destinato ad essere sostituito sempre pill velocemente da un pill nuovo che 10 rende vecchio, Ia successione delle avanguardie, accelerando i processi di sosrituzione del nuovo col pill nuovo, ha accelerato il passo del progresso. Per far avanzare il nuovo bisogna sgombrargli il campo dal veechio. Se cia che si fa oggi superiore a cia che si fatto ieri, bisogna distruggere sistematicamente quanto si fatto per fare posto a quanta si fa. Se cia che si fara domani sara superiore a cia che si fa oggi, occorrera distruggere quanta si fa per fare posto a quanta si fara, n progresso, per riprendere l'aggetrivo greco usato da Baudelaire a questa proposito, e beautontimoraumenos, distruttore di se stesso. La traduzione di questo concetto filosofico in termini economici venne effettuata quasi un secolo dopo, nel 1942, da uno dei pill grandi studiosi del capitalismo, l'austria co naturalizzato americano Joseph A. Schumpeter, can Ia teoria della distruzione creatrice', Secondo questa teoria, per conrinuare a far erescere il prodotto interno Iordo oltre certi livelli, occorre distruggere in conrinuazione i prodotti tecnologicamente meno evoluti del passato e sostituirli con i prodotti tecnologicamente pill evoIuti del presente. La distruzione creatrice e il vettore di cui si serve il progresso per avanzare nella storia. A confermare, oltre le sue intenzioni e in misura superiore aUe sue aspettative, il valore ermeneutico di questa tesi sarebbe stata la seconda guerra mondiale che inizio 10 stesso anno. Nel1936 Walter Benjamin, nella IX tesi di filosofia della storia aveva scritto: «C'e un quadro di Klee che si intitoia Angelus nouus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa 10 sguardo. Ha gli occhi spalancari, la bocca aperta, le ali distese. 1:angelo della storia deve avere questa aspetto, Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua ravine su ravine e le rovescia ai suoi piedi, Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempests spira dal paradiso, che si e impigliata nelle sue ali, ed cos! forte che egli non puo piu chiuderle. Questa tempesta 10 spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spaIle, mentre il

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cumulo delle rovine sale davanti a lui nel cielo, Cio che chiamiaIUO il progresso, e questa tempesta». Contributi non previsti, rna graditi, aUa teoria della distruzione creatrice sana stati offerti anche dalle catastrofi naturali, stato pubblicamente riconosciuto, ai mas simi livelli di autorevolezza, II merito di rilanciare la produzione e la crescita". Tuttavia, i processi di distruzione pill estesi e sistematici sana stati realizzati consapevolmente in nome della modernita e del progresso, sui paesaggi naturali e sui paesaggi storicamente antropizzati, dove nel corso dei secoli si erano stratificati senza elidersi i segni lasciati dal passaggio di piu generazioni. Ben prima che Schumpeter formulasse la sua teoria, Ia necessita di distruggere il vecchio per far posto al nuovo era stata preconizzata all'inizio del novecento dai futuristi, il movimento d' avanguardia che pili degli altri sub! Ia fascinazione dei progressi scientifici e tecnologici, tanto da porli al centro della propria poerica. Secondo i futuristi, i lasciti del passate dovevano essere distrutti non solo perche non avevano pill nessun valore, rna perche Ia loro persistenza rallentava la diffusione di una mentalita aperta al futuro, aUe innovazioni e ai cambiamenti, I pittori futurisri, nelloro Manifesto scrivevano: «Noi vogliamo combattere accanitamente Ia religione fanatica, incosciente e snobistica del passato, alimentata dall'esistenza nefasta dei musei, Ci ribelliamo aUa supina ammirazione delle vecchie tele, delle vecchie statue, degli oggetti vecchi e all' entusiasmo per tutto cia che e tarlato, sudicio, corroso dal tempo, e giudichiamo ingiulito, delittuoso l'abituale disdegno per tutto cio che giovane, nuovo e palpitante di vita». Nel Manifesto del Movimento futurista, pubblicato sul quotidiano Le Figaro di Parigi nel1909, Marinetti lunciava questa incitamento, pensando simbolicamente a Venezia: «Sviate il corso dei canali, per inondare i musei! E. .. J Impugnate i picconi, le scuri, i martelli e demolite, demolite senza pieta le citra venerate!». I futurisri erano molto progressisti e molto di destra. La lora adesione al fascisrno fu immediata e convinta. Alla cancellazione di Venezia, Ia pill esecrata tra Ie citra venerate, sta provvedendo Ia crescita economica con le emissioni di anidride carboni-

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ca, l'aumento della temperatura terrestre, 10 scioglimento del permafrost e l'innalzamento dellivello dei mario Nel 1924, uno dei maggiori architetti del novecento, 10 svizzero naturalizzato francese Le Corbusier, concepiva un progetto di modernizzazione della cirta di Parigi che prevedeva la distruzione di tutti gli edilici insistenti in una «zona assai antica e malsana», un quadrilatero di circa mille ettari compreso tra Ia riva destra della Senna, Place de la Republique, la Gare de I'Est, la Gare Saint Lazare e gli Champs-Elysees. Alloro posto proponeva di costruire una serie di grattacieli tutti uguali, «puri prismi di cristallo a pianta cruciforme» di 175 metri dilato e 200 metri d'altezza, inseriti in una rete a maglie quadrate di strade di scorrimento larghe da 50 a 80 metri, collegate a due assi autostradali della larghezza ill 120 metri, sovrastati «da un nastro in calcestruzzo con pista automobilistica sopraelevata per circolazione a senso unico», uno in direzione est-ovest, da Vincennes a Levallois-Perret, l'altro in direzione nord- sud tra Ia Gare Saint Lazare e la Gare de l'Est. Nella presentazione del progetto, i palazzi ill cui proponeva la distruzione erano descritti in questi termini: «Si direbbe una rappresentazione del settimo girone dell'Inferno dantesco: invece si tratta, purtroppo, del desolante spettacolo che offre un complesso di alloggi [...J covi di tubercolosi, eli depravazione, di miseria, di vergogna. [.. J Realta d'altri tempi che turbano i tempi nuoviz-'. Le voci di questi antesignani non trovarono immediatamente ascolto, rna non caddero nemmeno nel vuoto. Negli anni trenta del secolo scorso il regime fascista riprese in grande stile il massacro della citra di Roma, Iniziato alla fine dell'Ottocento dopo la proclamazione della citta a capitale d'Italia. L'invito di Marinetti a impugnare il piccone fu accolto da Mussolini, anche fisicamente per esigenze d'immagine, e anticipando la non ancora teorizzata distruzione creatrice furono rasi al suolo interi quartieri del centro carie hi di storia e di persistenze artistico-architettoniche bimillenarie, per fare spazio a stradoni di scorrimento su cui il progresso potesse avanzare a bordo delle automobili. II mass aero di Parigi fu effettuato gradualmente, con un'accelerazione progressiva nel secondo dopoguerra, quando 10 sviluppo scientifico 74

e tecnologico consenti di sostituire il piccone con mezzi di distruzione creatrice piu efficaci. La demolizione di molte zone della citta piene di fascino e storia, per far posto a grattaeieli e centri commerciali (per poter produrre sempre di pili si deve vendere sempre di pili), raggiunsero l'acme sotta l'alto patrocinio di Georges Pompidou, il massimo esponente della destra politica francese dall962 al1974: segretario del partito gaullista, primo ministro dal1962 all968 nel corso di due mandati del generale Charles de Gaulle alIa presidenza della Repubblica, presidente della Repubblica dall969 a11974. Commernorandolo nel ventesimo anniversario dalla morte, nel1994 il quotidiano Le Figaro ne ha tracciato il seguente profila: «uomo della modernita, che non ha mai temuto di soffiare su tutte le brad del cambiamento industriale, economico e culturale, che i pompieri della conservazione sono sempre pronti a spegnere-". Un altro progressista di destra, Strade di fondovalle a quattro eorsie, fiancheggiate da file di larnpioni che scandiscono barriere di edifici squadrati dove si vende di tutto all'ingrosso. Gallerie e viadotti. A ogni incrocia una rotonda illuminata a giorno dalla cima di un altissimo palo piantato nel mezzo. Non pili case coloniche sulle colline, ma casette con le facdate in mattoni facda a vista, i tetti a quattro spioventi ricoperti da tegole di cern en to, Ie ringhiere e gli infissi di alluminio anodizzato, Bivi come piste d'aeroporto all'innesto delle strade che risalgono verso i crinali can Ie corsie raddoppiate e Ie curve rettificate, Non pili bosehi ma solo filari di viti sostenuti da pali di cemento. Non pili pesche di vigna in cima ai filari. Nient'altro che filari di viti. E gli uccelli dove nidificano? Se non ci sana gli uccelH, chi mangia gli insetti? Non importa, ci sono buoni veleni. Sui fiance eli una collina la monotona geometria dei filari e inframmezzata da installazioni d'arte moderna, Un anello di viadotti e eli svincoli stringe un anelio di palazzi che stringe un piccolo nudeo di vecchie viuzze porticate da .cui sbucano torri e al centro 1a facdata del duomo. Un incessante andare e venire, flussi ininterrotti di automobili e camion, macchine movimento terra e asfaltatrici tutti i giorni allavoro. Ogni giorno enormi ganasce eli ruspe strappano dalla superfieie terrestre 10 strata dell'humus con tutte Ie 75

sue forme di vita, ogni giorno si caricano enormi c~ion di pietre scavate dal greto dei fiumi e dai fianchi delle montagne, si ribaltano nelle lunghe trincee da cui e stata strappata ogni forma di vita e si ricopre d'asfalto. Dove c'era silenzio s'insedia un rumore continuo di sottofondo. Dove si respirava a pieni polrnoni, l'aria si riempie eli ossidi d'azoto, benzene e polveri sottili. Dove la varieta dei vegetali trasformava incessantemente l'anidride carbonica in materia vivente, colonne continue di mezzi a motore scaricano nell' atmosfera tonnellate eli carbonio risucchiato dalle viscere della terra. Dove la pioggia alimentava le falde idriche e mille forme di vita vegetale e animale, dilaga una crosta di materiale impermeabile che la sottrae al suo ciclo e la convoglia velocemente nei fiumi. Un acquazzone pili.forte e straripano portandosi via le casette con Ie facciate in mattoni faccia a vista costruite sui greti. E non basta mai. «Cresciamo ancora» campeggia sotto la facda compiaciuta del deputato locale (progressista di destra) che si e fatto fotografare sullo sfondo di un rettilineo d'asfalto. Nel suo programma di suiluppo del territorio ci sono un' autostrada e un tunnel sotto Ie Alpi. Non vorremo mica rimanere tagliati fuori dal mondo? Ehi!, rna non sono Ie stesse parole (Ie stesse inflessioni di voce) con cui i progressisti di sinistra in una valle alpina poco distante vogliono convincere i suoi riottosi abitanti che la devastazione degli ultimi lembi di suolo non ancora devastati enecessaria al rilancio economico della regione? Che il loro ottuso egoismo rallenta il progresso e la crescita di tutta l'Italia? Se la crescita del prod otto interno lordo e il progresso hanno bisogno della distruzione creatrice, doe di distruggere sistematicamente do che le innovazioni rendono vecchio e superato in tempi sempre pill brevi, in parallelo alia crescita delle rnerci si ha una direttamente proporzionale crescita dei rifiuti. Pili rapide sono Ie innovazioni di processo e di prodotto, pili.rapidamente invecchiano e vengono sostituiti 1 manufatti e gli oggetti, pi6 rapida e Ia crescita dei rifiuti. Oltre certi livelli puo diventare addirittura superiore alla crescita del prodotto interno lordo. Tra il2000e il 2003 la produzione di rifiuti in Italia e cresduta del 3,8 per cento, Ia produzione di merci del 2,4 per cenro", Utilizzando la termino76

logia eli Schumpeter, Ia distruzione e stata pili.distruttriceche creatrice. Forse si sono soltanto svuotate le cantine, ma in un sistema dove I'incremento della distruzione arriva a superare l'incremento della prod uzione, la produzione e «n' attlvita /inalizzata a trasformare le risorse in ri/iuti attrauerso un passaggio intermedio, sempre /)'-Ubreve, allo stato dt' merci. Le innovazioni di processo hanno la funzione di accelerare i tempi di percorrenza della prima parte del tragitto, da risorsa a merce; Ie innovazioni di prodotto hanno la funzione di accelerare i tempi di percorrenza della seconda parte del tragitto, da merce a rifiuto. Quanto pili breve e la durata del percorso, tanto maggiori sono la cresdta del prodotto interno lordo e il progresso. 11senso ultimo dello sviluppo scientifico e tecnologico e produrre quantita sempre maggiori di rifiuti in tempi sempre piti brevi. In termini phi generali: e l'applicazione della razionalitd a uno scope irrazionale. La valorizzazione del cambiamente e del nuovo ha come risultato finale la devastazione del mondo. In parallelo alia crescita dei rifiuti, Ia crescita della produzione e della produttivita comportano un proporzionale incremento del consumo di risorse e scaricano negli ambienti quantits crescenti dl emissioni inquinanti. Nei processi produttivi in cui si utilizzano materie prime rinnovabili, l'esigenza di averne sempre di pill:spinge a forzare artificialmente i ritmi della loro riproduzione (come si verifica con Ie risorse agricole), mentre nei processi produttivi in cui si utilizzano mate tie prime non rinnovabili, induce a produrre sostanze alternative di sintesi (come fanno le varie branche dell'industria chimica) 0 a intervenire sulla struttura della materia (1' energia nucleare e le biotecnologie). Inoltre, Ia concorrenza impone che le innovazioni tecnologiche di processo vengano finalizzate a ridurre i costi di produzione e accrescere la produttivita, facendo passare in secondo piano, 0 ignorare del tutto, la valutazione del loro impatto ambientale. COS!, per decenni, i processi di produzione industriale e agricola hanno scaricato nell'aria, nelle acque e nei suoli quantita crescenti di sostanze inquinanti gassose, liquide e solide. Ad esse occorre aggiungere le emissioni inquinanti dirette e indirette di molti beni di consumo (ad esernpio, Ie
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auto~obili e tutti gli oggetti che hanno bisogno di energia per fUnZlO?are). Tutti. questi problemi vengono progressivamente aggravatt dalla crescita della produzione di merci, dalla crescita della potenza tecnologica e dalla crescita dei capitali in cerca di collocazione. II culto della crescita economica, dell'innovazione e del progresso accomuna tutti i partiti di destra e di sinistra, la Grande Diade in cui ciascuno di essi trova la propria nicchia ecologica. Se sono al governo e il prodotto interno lordo cresce in media con gli altri paesi industrializzati, danno fiato aile trombe e ne attribuiscono il merito aile proprie scelte di politica economica. Se invece la crescita rallenta 0 peggio, pari a zero, 0 peggio an cora e negatiua, i partiti all'opposizione si scatenano accusando i loro ~vversari di e~sere ~ca~aci di governare. Sui giomali d'opposizione al governo In canca fioccano gli studi di istituti di ricerca sociale s~a crescita della poverta, degli acquisti a rate e dei pignoramenn. Se dopo qualche trimestre di crescita negativa il prodotto interno lordo aumenta di qualche zero virgola per cento, la notizia viene ripetuta ossessivamente da tutti i mezzi di comunicazione di massa. «Stiamo uscendo dal tunnel» campeggia a lettere cubitali sui giomali di governo, «smentite le cassandre dell' opposizione» (t.unnel e cassandre, immancabilmente). Le opposizioni ribattono eli non esserlo state, ne cas sandre, ne smentite, perche una crescita eli qualche decimo di punto e insignificante e non recupera qu~~o s.i e. pers~. ~a un'inversione di tendenza, sostengono i p~rtl_n e 1 ~lOrnal~ di governo. Ci vuole una bella fantasia per defirure mversione di tendenza una variazione appena percettibile replicano i partiti e i giornali di opposizione. Una rondine non fa primavera. governo che ci ha fatto precipitare nel baratro della recessione (baratro della recessione, imrnancabilmente) deve andarsene e lasciare il posto a noi che con una differente politica economic a sapremo rilanciare la crescitae recuperate il divario con gli altri paesi. Da sempre, e a tutti i livelli, le innumerevoli varianti della Des~ra e. d~a Sinistra apparse nel corso della storia sulla scena politrca 51 cimentano sulla strategia pill efficace per far crescere la pro-

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duzione di merci. Dal1917 al1989 ill confronto state monopolizzato dalla sfida tra il mercato e la pianificazione, tra il capitalismo, con a capofila gli Stati Uniti, e il socialismo, can a capofila l'Unione Sovietica. L'economia di mercato era in vantaggio perche era partita prima. La pianificazione economic a si e messa subite all'inseguimento. Lenin aveva una grande ammirazione per gli incrementi eli produttivita consentiti dal taylorismo e riteneva di poterli implementare con l'apporto dei soviet. Per Stalin la realizzazione del socialismo consisteva nell' abbinare elettrificazione e soviet, doe in un process a di industrializzazione accelerato a seapito dei consumi, gestito politicamente attraverso una rete di organismi eli controllo diffusi in ogni unita produtriva e territoriale. Questa era la funzione dei piani quinquennali, cui si affidava 1'0biettivo di incremenri produttivi superiori a quelli dei paesi occidentali. Tut1i:aviasolo negli anni cinquanta I'economia sovietica arrivo a registrare tassi eli crescita pill alti di quelli degli Stati Uniti e allargo la sfida ai progressi tecnologici in ambiti di forte impatto sull'immaginario collettivo: la corsa agli armamenti e la conquista della spazio. Dagli anni sessanta l'economia di mercato riprese a correre pill velocemente di quella sovierica e ad accrescere il divario tea il reddito dei paesi capitalisri e il reddito dei paesi socialisti. II confronto si concluse nel1989 con l'abbattimento del muro di Beelino e il successivo abbandono del socialismo in tutti i paesi che facevano capo all'Unione Sovietica. La vittoria del mercato e stata totale e senza appe1lo. Se l'obiettivo eli fondo del sistema economico e la crescita della produzione di meed, il mercato ha dirnostrato di essere 10 strumento pill efficace per perseguirlo. Un confronto analogo e avvenuto e avviene tra partiti di Destra e partiti di Sinistra all'interno dei paesi a economia eli mercato. Anche in questa caso l'obiettivo della crescita e comuoe ai due schieramenti, che si dividono sui mezzi per raggiungerlo e sui modi di distribuirne i benefici tra Ie classi sociali. I contendenti di entrambi i fronti partono dal presupposto che pill la torta e grande e pin ce n'e per tutti. Per i partiti di destra, can varie sfumature, il mercato e 10 strumento pill efficace per farla crescere e per dividerne nel modo migliore le fette tra i soggetti che hanno con79

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tribuito a fada crescere col lora lavora. La possibilita di inserire qualche correttivo politico non Ia escludono, purche non stravolga gli equilibri definiti di volta in volta dalla dinamica della do. manda edell' offerta. Per i partiti di sinistra 10 Stato deve invece intervenire nelI'economia per ridistribuire in rnaniera piu equa il reddito tea le classi sociali. A tal fine deve usare la leva fiscale per tassare in maniera progressiva i redditi piu alti e spendere i pro. venti in servizi sociali e sostegni ai piu disagiati, Altcimenti la erescita aumenterebbe Ie diseguaglianze, facendo pagare con un peg. gioramento delle condizioni di vita dei phi deboli l'aumento dei privilegi dei piu forti. Quale delle due posizioni fa crescere di piu il prodotto interno Iordo? Quale e pili progressista? Se 10 Stato interviene per attuare una distribuzione pili equa del reddito tra le classi sociali, aumenta Ia quota del reddito destinata ai consumi. Di conseguenza la quota destinata agli investimenti si riduce, Se non interviene e las cia fare al mercato, Ia quota del redelito de. stinata ai consumi diminuisce e aumenta quel1a elisponibile per gli investimenti in innovazioni tecnologiche, Pertanto, un'economia che non si pone il fine di una maggiore equita cresce di pili e pili in fretta di un'economia che se 10 pone. Un'economia pili giusta e meno produttiva e un'economia phi produttiva e meno giusta, Se si fanno Ie fette pili uguali, la torta resta pill piccola e Ie fette sono pill piccole. Se si fanno Ie fette menD uguali la torta diventa pill grande e le sue fette pili piccole possono essere pill grandi delle fette pili grandi della torta pili piccola. Nei paesi industrializzati si relativamente poveri con un reddito pro capite inferiore ai 500 euro: Nei paesi dell'ex blocco sovietico Ie buste paga raggiungono a mala pena la meta di questa valore. La poverta assoluta del pro. letariato di Londra nella seconda meta dell'Ottocento, descritta nella sua drammaticira in tante opere sociologiche, letterarie e artistiche, ha consentito di investire in innovazioni tecnologiche che hanno accresciuto la produzione eli merci fino al punto in cui, un secolo dopo, per trovare una domanda capace eli assorbirle stato necessario ampliare la fascia dei consumatori accrescendo il reddito monetario degli strati sociali pill poveri, Le fette pili piccole della grande torta che ora essi mangiano sarebbero ritagliate

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cla una torta pill piccola e sarebbero molto piu piccole se non ci fosse stata la fame dei loro antenati, rna dalla sazieta e dagli sprechi dei discendenti non traggono giovamento le sofferenze che essi hanno patito. Come non ne traggono giovamento Ie sofferenze dei quattro quinti dell'umanita ai quali, per fare grande quella torta eli cui le classi subalterne dei paesi sviluppati mangiano le fette pili piccole, viene sottratto cio che e necessaria per vivere. Un'economia finalizzata alIa crescita della produzione di merci non puo non essere ingiusta. Non puo non generate sofferenze sempre pili acute e diffuse. Se la dinamica del mercato consente di investire in innovazioni di processo e di prodotto una quota di reddito tanto maggiore quan.to minore e la quota di reddito che viene prelevata con la tassazione per sostenere la spes a pubblica in servizi sociali e sostegni alle categorie piu disagiate, la politica economica della Destra favorisce l'innovazione, il cambiamento e la modernizzazione pili eli quella della Sinistra. Dunque la Destra pili progressista della Sinistra, anche se i partiti di sinistra si sono sempre definiti progressisti, anzi hanno rivendicato in esclusiva per se questa qualifica, tacciando i partiti di destra di essere conservatori perche la lora politica mira alla conservazione dei privilegi delle classi privilegiate..Se il progresso e miglioramento, la Sinistra, avendo come missione l' estensione dei miglioramenti consentiti dal progresso alle classi sociali piu deboli e, in prospettiva a tutta l'umanita, si sempre sentita politicamente e culturalmente progressista, Ha sempre combattuto in prima fila tutte Ie battaglie per i cambiamenti e Ie innovazioni in tutti i settori della vita sociale: dalla politica all'economia, dalla scuola alia cultura, dall'arte alia letteratura alia musica. Senza il suo contribute la spinta verso il nuovo non avrebbe avuto la stessa forza, l'identificazione di cambiamento con miglioramento e eli vecchio con sorpassato non sarebbero diventate ovvieta che non necessitano mai di verifica, Sventolando la baneliera del progresso, dei cambiamenti e delle innovazioni, la sinistra ha contribuito a introdurre nel patrimonio genetico delle classi subalterne il sistema dei valori su cui si fonda il meccanismo della crescita economica e il potere delle classi dominanti che 10 dirigo-

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no. La sua condivisione eli quei valori testimonia l'egemonia culturale esercitata dalla destra nei suoi confronti. Non a caso, dopo la caduta del muro eli Berlino, nei paesi a economia eli mercato Ia politica.economica della Sinistra tende sempre pili ad avvicinarsi a quella della destra, Iasciando cadere pezzo dopa pezzo il sistema di protezione sociale dei ceti pili deboli che aveva faticosamente costruito nei decenni passati sia can Ia contrattazione sindacale, sia con la rete dei servizi sociali. Dai contratti di lavoro atipici, che in conseguenza della loro eliffusione stanno diventando tipici e trasformando in atipici i contratti tipici, al continuo ridimensionamento dello Stato sociale, La competizione della sinistra con la destra non e pili tra due diverse impostazioni politiche per raggiungere 10 stesso obiettivo della crescita, rna tra due divers! dosaggi degli stessi mezzi per raggiungerlo, confronto si ridotto al quanto basta di tasse e servizi sociali per avere il consenso elettorale necessario a govern are. I confini sono sempre pili sfumati e cangianti. Il Labour party inglese era moderatamente di sinistra, rna la politica del New Labour (potenza dell'innovazionemiglioramento) non si distingue pili dalla destra. Chi denuncia i gravissimi problemi posti dalla crescita e ritiene che ci si debba avviare al pni presto sulla strada della decrescita, si pone fuori della dialettica tra destra e sinistra perche rifiuta l'ideologia del progresso che accomuna i due schieramenti. Non per questo un conservatore, anche se il minimo che possa aspettarsi di sentirsi accusato di esserlo dai progressisti di entrambe le parti. Secondo l'ideologia progressista i cambiamenti non piacciono a chi rimpiange il passato. Se la storia e un costante progresso verso il meglio, chi pensa che i cambiamenti siano migIioramenti sta dalla parte del bene e chi non 10 pens a sta dalla parte del male. Pertanto l'ideologia conservatrice e da condannare. Se lacrescita della produzione di merci Ia misura del benessere, chi la critica preferisce che si viva peggio. Sta dalla parte del male. Pertanto da condannare. La crescita e il progresso esercitano un vero e proprio terrorismo psicologico nei confronti eli chi non Ii accetta supinamente. 0 con noi 0 contro di noi. Eppure questa aut aut non ha fondamento logico. Non necessario rimpiangere il passato

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per critic are il presente. Si possono apprezzare alcuni aspetti del presente e altri no. Si possono giudicare negativamente alcuni aspetti del passato e altri no. Si puo ritenere che alcuni cambiamenti siano miglioramenti e altri peggioramenti rispetto a prima. Oceorre valutare caso per caso. Per criticare I'ideologia progressista, che fa del cambiamento un valore in se, contrariamente a quanto sostengono i progressisti bisogna non essere conseruatori e andare a uedere, accettando solo i cambiamenti che comportano un miglioramento nei rapporti degli uomini con gli ambienti, con se stessi e tra loro. Cost come per criticare l'ideologia conservatrice, che rifiuta i cambiamenti a priori, contrariamente a quanto sostengono i conservatori bisogna non essere progressisti e andare a uedere, distinguendo di volta in volta cio che meglio conservare da che meglio cambiare e valutando come conservare cio che si ritiene opportuno conservare, 0 integralmente, 0 come nueleo da implementare. Chi denuncia i gravissimi problemi posti dalla erescita e ritiene che ci si debba awiare al pili presto sulla strada della deerescita, rifiuta il determinismo di una direzione obbligata e rivendica liberta di seelta. La liberta e la democrazia non possono essere limitate all'altemativa tra Ie due varianti interne aIlo stesso paradigma: destra 0 sinistra. 0 rinchiuse nello spazio ancora pili angusto tra Ie due opzioni pili simili delle due varianti: centrodestra e centrosinistra. La liberta e la democrazia, per essere tali devono includere la possibilita eli rirnettere in discussione il paradigrna e progettarne un altro. Chi rimette in discussione il paradigma progressista e pili progressista dei progressisti ehe 10 considerano un dogma intoccabile. Ma e anche conservatore, perche la critica dell'innovazione come val ore in se implica una rivalutazione del passato e il riconoscimento che non tutti i cambiamenti sono stati miglioramenti, progresso non esclude la conservazione, rna si realizza con una serie eli aggiunte a un patrimonio di sapere e saper fare ereditato daIle generazioni precedenti. Chi critica il valore della crescita economic a e l'ideologia progressista, rimette in discussione Ie categorie concettuali su cui si fonda la modernita, In base a quali parametri si plio scegliere di volta in volta cosa meglio conservare del passato e quali cambiamenti accettare?

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parametro in grado di orientare in queste scelte non puc, che fare riferimento alla vita. La vita proiezione nel futuro. Per scegliere cosa cambiare, cosa conservare e come conservare cosa si ritiene di conservare, occorre valutare le potenzialitd di futuro insite in ogni alternativa. Alcune innovazioni hanno meno potenzialita di futuro eli quante non ne abbia la conservazione dello status quo. Altre si sviluppano dalla riscoperta delle potenzialita di futuro insite in realta del passato che erano state abbandonate perch€! si era ritenuto che non ne avessero. Altre an cora hanno pill potenzialita di futuro ill quante non ne abbia la conservazione della realta precedente. Il Rinascimento italiano nasce da una riscoperta e rilettura attenta dei classici greci e latini, Senza la loro conservazione nelle biblioteche dei monasteri per pili di un millennio e senza il paziente lavoso ill recupero degli umanisti, non ci sarebbe stata nel quattrocento e nel cinquecento quella straordinaria proiezione verso futuro che costituisce una delle fasi pili creative e innovative della storia umana. L'architettura modern a ha rotto ogni Iegame ill continuita can i modi di costruire precedenti, ritenendo che l'innovazione del cementa armato ave sse introdotto un elemento ill cesura sia dal punta di vista della tecnologia, sia dal pun11:0 ill vista della ricerca estetica. In conseguenza di do, tutto il sapere e il saper fare dell' edilizia precedente e stato considerato superato e abbandonato, col risultato che i nuovi edifici costruiti con i nuovi e pili potenti mezzi tecnologici hanno un bisogno ill manutenzione maggiore e una durata molto inferiore degli edifici costruiti precedentemente; in breve tempo danno la sensazione eli rispondere a concezioni estetiche superate, mentre i vecchi mantengono un'attualita perenne; hanno bisogno di una gran quantita di protesi energetiche per assolvere alia loro funzione di riparo e, quindi, inquinano molto pili dei vecchi che l' assolvono con la loro struttura. Chi si proposto di superare questi limiti ha ritrovato le indicazioni necessarie nell'edilizia tradizionale. La loro riscoperta e implementazione con acquisizioni scientifiche e teenologiche successive, consentono di sviluppare Ie potenzialita di futuro insite in un sapere che in nome della modernita e del progresso ne era state giudicato privo, mentre ad esserne prive erano Ie in-

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novazioni con cui si preteso di sostituirle. Sulla base ill questa parametro, un sistema economico che pretende di accrescere inde£initamente la produzione di merci mentre Ie risorse sono limitate ed e Iimitata la capacita dell' ecosistema terrestre di assorbire Ie seorie della produzione, non ha potenzialita di futuro. Allivello di sviluppo raggiunto si sta gia scontrando con i limiti del pianeta. Solo un sistema economico finalizzato a ridurre al minima il consumo di risorse e la produzione eli rifiuti, che riduee gli sprechi, aumenta la durata di vita degli oggetti. e ricicla le materie prime contenute in quelli dismessi, utilizza le innovazioni tecnologiche per attenuate al minimo l'impatto ambientale dei processi produttivi e non per aumentare la produttivita, sviluppa al massimo I'autoproduzione di beni, le filiere corte, gli scambi non mercantili, in una parola, solo un' economia della decrescita ha un potenzialita di futuro in grado di invertire la tendenza autodistruttiva insita nell'attuale uso della razionalita per un fine irrazionale.

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AI termine di un dibattito centro la costruzione di un inceneritore, un giovane impegnato politicamente a sinistra, che aveva fatto un intervento lucido e documentato, mi ha consegnato due fogli dove aveva scritto alcune riflessioni critiche sul Manifesto del Movimento per la decrescita felice, dicendomi che gli sarebbe piaciuto conoscere la mia opinione. Poiche Ie perplessita espresse in quel teste scaturiscono dalla corretta applicazione ill alcuni elementi della teoria economic a e si fondano sull' analisi di modelli di comportamento COS1 generalizzati da sembrare inerenti alia natura umaria, mentre sono storicamente determinati, la risposta che mi e stata sollecitata mi oEfre l'opportunita di approfondire alcune riflessioni sui consumismo. La critica di fondo rivolta da quel documento al Manifesto e che la sostituzione dello yogurt comprato con yogurt autoprodotto, ovvero delle rnerci con beni, non comporta necessariamente una riduzione del prodotto interno 10rdo..Puo comportare, si dice, un decremento, un incremento 0 nessuna variazione. Dipende da cosa si fa dei soldi che si risparmiano autoproducendo un bene invece di comprare una merce equivalente. A questo proposito vengono indicate tre possibilita: 0 si compra un'altra merce che.prima non si riusdva a comprare, 0 si mettono sotto una mattonella, 0 si portano in banca. Nel primo caso il prodotto interno Iordo non ha nessuna variazione, nel secondo diminuisce, nel terzo aumenta perche le banche utilizzano i depositi per finanziare investimenti produttivi.
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Una precisazione iniziale, Se si sostituisce una merce con un bene, il prodotto interno lordo diminuisce, e non solo perche dirninuisce la domanda di quella merce, rna anche perche diminuisee la domanda di imballaggi, diminuisce la domanda eli carburanti e mezzi di trasporto, non si producono rifiuti. Se poi questa scelta comports un risparmio di denaro e con questa denaro si fa un'altra scelta, per esempio si compra un'altra merce che prima non si riusciva ad acquistare, 0 si comprano azioni in Borsa, questa seconda scelta fara crescere il prodotto interne lordo, rna do non toglie che la prima, l'autoproduzione di un bene in sostituzione di una merce, 10 abbia fatto diminuire e che quella diminuzione abbia portato miglioramento qualitativo. Anche se resta difHeile da capire, perche siamo abituati a pensare il contrario, il prodotto interne lordo puo decrescere, possiamo farlo decrescere con Ie nostre scelte, e la decrescita puo non causarci dei guai. Anzi, puo migliorare la vita e l'ambiente in cui si vive. Siamo talrnente abituati a pens are che la crescita della produzione di rnerci sia un bene perche consente di far crescere i consumi e se si consuma di pili si sta meglio, da non riuscire nemmeno a immaginare che se ci si ritrova con qualche soldo di piti in tasca si possa far altro che spenderlo subito per consurnare di piu, 0 investirlo per avere in futuro la possibilita di consumare an cora piu di oggi. Non si possa doe far altro che contribuirecon le nostre scelte alIa crescita del prodotto interno lordo. La terza possibilita, l'unica che puo farlo decrescere, mettere i soldi risparmiati sotto la mattonella, rna talmente stupida .... In realta, se l'autoproduzione di un bene fa risparmiare dei soldi, apre un'altra possibilita oltre le tre prese in considerazione, una possibilita che il sistema fondato sulla creseita della produzione di merci ha cancellato dall'orizzonte culturale degli uomini: non aumentare i propri consumi, ma lavorare di meno per dedicare piu tempo aile esigenze spirituali, alle relazioni umane, famiIiari, sociali, erotiche, culturali, religiose. A guardare Ie nuvole: «Ehl Ma allora che cosa ami, straordinario straniero? Arno le nuvole ... Ie nuvole che passano ... laggiu ... laggiu ... Ie nuvole meravigliose»l. A dedicarsi allo studio disinteressato, per il solo gusto di

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sapere. A dipingere, ascoltare musica e suonare, contemplare, leggere e scrivere poesie, pregare. A fare esperienze di vita insieme ai propri figli invece di compensare con l' acquisto di cose i sensi di colpa che si provano quando si affidano tutto il giorno a estranei perche si passa tutto il giorno a lavorare per guadagnare i soldi necessari a comprare le cose che acquietano i sensi di colpa. Con l'esito di fame dei consumisti nella profondita dell'essere, instillando in loro sin dall'infanzia l'idea che l'affetto si manifesta attraverso il dono di oggetti acquistati. Invece di donarti il mio tempo e la mia attenzione, ti dimostro ehe ti voglio bene spendendo i miei soldi per teo «Papa ti vuole proprio bene - diceva una nonna al nipotino sulla corriera che ci portava da Cupra Marittima a Rorna qualche anna fa - ti da sempre soldi», Un sistema economico fandato sulla crescita ha bisogno di esseri umani appiattiti sul eonsumismo, che nell'atto di acquistare acquietano le proprie esigenze affettive e trovano la propria realizzazione esistenziale, altrimenti non susciterebbe Ia domanda crescente necessaria ad assorbire l'offerta crescente di merci e il meceanismo della crescita si incepperebbe. Se hai qualche soldo in piu I'unica cos a che puoi pensare e che il tuo potere d'acquisto si e accresciuto. Che puoi eonsumare di piu, Invece, chi decide di autoprodurre qualche bene, con la sua scelta sfugge a questa logiea. Non la fa per risparmiare e avere piu soldi da spendere in altre merci, rna per ritagliarsi uno spazio autonomo dalla mercificazione assoluta, per sostituire in misura sempre piu ampia le merci con beni, Per sottrarsi a] meccanismo della erescita che obbliga a consumare sempre di pili per produrre sempre di piu e a produrre sempre di piu per consumare sempre di piu, Chi desidera comprare pni merci di quelle che riesce a comprare col suo reddito non sceglie questa strada, rna vende in misura maggiore il suo tempo, fa gli straordinari 0 il doppio lavoro per acquisire il dirirto di inserirsi con automobili sempre pili grandi in code sempre pili lunghe. «Buy something». Con questo messaggio pubblicitario natalizio una casa automobilistica inglese, nel mese di dicernbre del 1991, invitava i consumatori americani a comprare qualcosa. «Naturalmente - precisava - saremmo pili contenti se la vostra scelta
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cadesse su una delle nostre automobili. Ma se non avete nessuna intenzione di comprare una Range Rover, pazienza. Comprate un forno a microonde. 0 un cane bassotto. 0 biglietti per il teatro. Basta che cornpriate qualcosa. Perche, se per tornare a spendere aspettiamo tutti che la recessione sia dichiarata uffidalmente sconfitta, allora non finira mai». In Italia, dove le cose che succedono negli Stati Uniti si ripetono qualche anna dopo, nel mese di dicembre del 1993 i giovani imprenditori dell'Unione industriale di Torino rivolgevano questa appello natalizio ai consumatori: «Per Natale un gesto di solidarieta, Regalatevi qualcosa. Magari iraliano. Puo sembrare strano» - premettevano - «abbinare la solidarieta all'invito eli ricominciare a consumare in occasione degli acquisti per i regali di Natale. Eppure ... - aggiungevano - chiediamo di farsi, 0 di fare un regalo in piu, meglio se made in Italy; di compiere un investimento nei consumi a favore di se stessi 0 dei propri cari, con la consapevolezza di contribuire cosf anche agli altri. Gli altri che non eonosciamo, ma che lavorano per produrre e per vendere cio che abbiamo deciso di acquistaree/. Quando indosso Ie eamide con cui lavoro nell' orto 0 spaceo la legna, quando indosso i maglioni di lana con cui d'inverno mi metto davanti al computer, penso che la parola consumatore mi calzi a pennello. Mi da soddisfazione constatare che questi indumenti mi sono serviti per anni nelle relazioni sociali prima di essere lisi, che dopo essere stati consunti dall'uso mi servono in casa per anni prima di diventare stracci, che mi serviranno a pulire la casa e gli attrezzi eli lavoro prima che in qualche industria tessile di Prato siano suddivisi per rifarne tessuti. Piu lunge e il tempo in cui Ii uso, minore il peso della mia impronta ecologica, pill leggero sara stato il passo con cui ho attraversato il mondo negli anni della mia vita. Ma quando penso all'uso della stessa parola per indicare i soggetti che esprimono la domanda in un sistema economico che, per continuare a crescere, deve sostituire Ie merci quando ancora possono essere usate per anni e le trasforma in rifiuti in tempi sempre .pili brevi, allora penso che indichi una mutazione antropologica degradante sia dal pun to di vista dell'intelligenza, sia dal punto di vista della morale. Lavorare per produrre sempre

pili cose e per avere i soldi necessari a comprarle, buttarle via sempre piu in fretta per poterne produrre e comprare altre da buttare via ancora pill in fretta. Uscire di casa al mattino tutti alla stessa ora e incolonnarsi per andare a produrle. Impacchettare i bambini ancora assonnati e scaricarli tutto it giorno all' asilo per poter andare a lavorare. Riversarsi il sabato pomeriggio tutti aile stesse ore negli stessi centri commerciali a comprare le cose prodotte lavorando. Formare tutti insieme la domenica alle stesse ore code di decine di chilometri sulle autostrade. 11prodotto interno lordo aumentato della 0,2 per cento sul trimestre precedente. Stiamo uscendo dal tunnel. No, su base annua ancora sotto dello 0,5 per cento. Siamo nel baratro della recessione. Per uscirne dobbiarno produrre e consumare ancora di pill.

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9. Lo Stato sociale (del benessere ... )

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Secondo una ricerca condotta dall'Universita della cirta di Hong Kong nei2004, il 95 per cento dei cinesi ritiene che l'assistenza agli anziani rientri tra i compiti del governo e 1'85 per cento che il costa economico debba ricadere su tutta la societa piuttosto che sulle singole famiglie. Queste opinioni sono phi diffuse nelle province pill ricche e industrializzate, La notizia, pubblicata dal quotidiano China Daily, e stata ripresa 1'8 gennaio 2005 dal supplemento settimanale del quotidiano La Stampa, non tanto per I'interesse che poteva suscitare in se stessa, rna perche offciva al commentatore l'occasione di svolgere una riflessione eli carattere culturole che veniva anticipata e riassunta lapidariamente nell' occhiello: «Nel comunismo pauperista di Mao l'assistenza agli anziani era affidata ai figli. Ora che l'economia corre i giovani chiedono aiuto alia Stato»}, Quando si poveri bisogna arrangiarsi e fare delle rinunce ehe i ricchi non devono fare. Pill si diventa ricchi, maggiore la quantita dei bisogni che si puo soddisfare. Quando eravamo poveri, la domenica papa mi portava a vedere i signori che mangiavano il gelato, ora che sono piii ricco il gelato me 10 compro. Se diventero ancora pill ricco ne comprero due a settimana. Nel «comunismo pauperista» i figli dovevano sobbarcarsi il peso di assistere i propri genitori quando diventavano vecchi, Ora che l' economia cinese ha adottato metodi capitalistici e il prodotto interno lordo cia qualche anno cresce a un tass a del 9 per cento, ora che «l'economia corre», i cinesi possono accedere a una fascia supe-

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riore di consumi e togliersi finalmente dalle spalle que! fardello scaricandolo sulle spalle della Stato, come richiede il 95 per cento delia popolazione, e facendone pagare i costi alla collettivita, come richiede 1'85 per cento. Questa seconda opzione preoccupa molto il conduttore della ricerca, perche richiede forte un aumento delle tasse, rispetto alla modesta aliquota del 15 per cento attualmente gravante sulle province pill industrializzate e ricche. Niente di nuovo sotto il sale, direbbe l'Ecc!esiaste. In tutte Ie societa tradizionali, in cui I'economia non e finalizzata alla crescita del prodotto interno lord a e che, pertanto, in termini di reddito monetario sono pot/ere, la maggior parte dei servizi alla persona sono sempre stati forniti all'interno delle famiglie mediante scambi non mercantili, basati sul dono e suHa reciprocita. I vecchi restavano in casa fino alla morte, rna cio non vuol dire che venissero assistiti dai figli. A questo proposito il concetto di assistenza totalmente fuorviante, perche indica un rapporto unidirezionale tra un soggetto che assiste, che da, e un soggetto assistito, che riceve. Un rapporto COS1 squilibrato puo esistere solo in una logica mercantile: in cambio di denaro. La badante se il denaro viene dato dall'assistito all'assistente. L'ospizio, se una parte del denaro, raecolto attraverso le tasse, viene data dallo Stato agli assistenti. Nelle famiglie delle sociera tradizionali i vecchi non ricevevano 501tanto in dono i servizi alia persona di cui avevano bisogno, ma assolvevano compiti specifier di grande importanza. Come tutti gli altri componenti della famiglia donavano in cambio che, in base all'eta e all'esperienza di vita, solo loro potevano donare: l'autorevolezza del lora parere nelle decisioni difficili, la trasmissione intergenerazionale del sapere, la continuira della memoria storica oItre a fare i lavori meno pesanti, ma pur sempre indispensabili per l'economia familiare. In termini di reddito monetario, nelle societa tradizionali caratterizzate da una prevalenza dell' autoproduzione di beni sulla produzione di meed, non costava nulla fornire ai vecchi i servizi alla persona di cui avevano bisogno. E la presenza dei vecchi in famiglia fino alia rnorte aveva un'utilita insostituibile. La scelta di affidare l'assistenza dei vecchi allo Stato comports invece un costa monetario, oltre la perdita dei contri-

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buti di sapere e eli saper fare che essi possono offrire. Per sostenere i costi monetari dell'assistenza ai vecchi, 10 Stato deve ricorrere alia tassazione. Se «i giovani chiedono aiuto alIo Stato», maggiore la quantita dei servizi che chiedono, maggiore il gettito fiscale di cui 10 Stato ha bisogno. Due sono Ie possibilita di accrescere il gettito fisc ale: l'aumento delle aliquote sui redditi e la crescita del prodotto interno lordo. In un caso e nell'altro i giovani devono lavorare di pill per pagare i costi necessari a trasferire l'assistenza dei vecchi allo Stare. L'economia non corre da se. Corre perche corrono le persone che la fanno correre. Lo stesso tipo di servizio che, nel «comunismo pauperista di Mao» come in tutte le societa povere in termini di reddito monetario, era fornito gratuitamente dalle famiglie, si fondava sui legarni affettivi e sulla reciprocita, nelle «economie che corrono», finalizzate alIa crescita del prodotto interne lordo, viene fomito da estranei a pagamento. E un miglioramento? Migliora la qualita della vita dei vecchi 10 sradicamento dalla propria famiglia e il ricovero in un ospizio tra altri vecchi, privati anzitempo della possibilita di avere un ruolo sociale e parcheggiati in attesa della morte? Migliora la qualita della vita dei giovani lavorare di pill per dare pili soldi alIo Stato in modo da consentirgli di organizzare l'assistenza dei vecchi e perdere nel contempo l'apporto della loro esperienza? Migliorano la qualita e la vita delle persone in una 50cieta in cui pill importante produrre cose che costruire relazioni umane? In cui il tempo dedicato a produrre cose impedisce di costruire relazioni umane significative e Ie relazioni con Ie cose sostituiscono affettivamente Ie relazioni con le persone? Anche can quelle che ti hanno dato, a a cui hai dato la vita? II conduttore della ricerca si dichiara molto preoccupato di questa cambiamento dei valori e dei modelli di cornportamento collettivi, che testimoniano, s011:O sue parole riportate dal giornale italiano, un' erole sione dei legami intergenerazionali e un declino dell'affetto /iliale. Se i vecchi non venissero ricoverati negli ospizi e rimanessero in famiglia, i giovani dovrebbero dedicare ad essi una parte del loro tempo, sottraendoia al tempo che possono dedicare alla produzione di merci. Dovrebbero cioe svolgere un' attivita che non com-

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porta transazioni eli denaro e, quindi, non fa crescere il prodotto interno lordo, riducendo il tempo che possono dedicare a un'attivita che 10 fa crescere. La crescita verrebbe sforbiciata da due lati. Ma non e tutto, perche se i vecchi restano a casa possono, per esempio, dedicare illoro tempo ai nipoti quando i loro genitori sono al lavoro, fornendo gratuitamente 10 stesso servizio eli assistenza che viene fornito a pagamento negli asili nido. I vecchi si sentirebbero utili e sarebbero pili felici, i bambini piccoli avrebbero esclusivamente per se l'attenzione eli adulti uniti a loro da legarni di sangue e sarebbero pili fellci, rna la crescita riceverebbe un terzo colpo di forbice. r;economia correrebbe di meno e il paese sarebbe pili pouero. In base ai criteri di un sistema economico fondato sulla erescita, starebbe peggio. Se, invece I giovani possono dedicare tutto illoro tempo a produrre merci, il prodotto interno lordo cresce eli pili, «l'economia corre», il paese e piu ricco e i cinesi possono finalmente permettersi di pagare un servizio che, quando l'economia non correva ed erano poveri, svolgevano in proprio senza pagare nulla e con risultati migliori sia per chi 10 forniva, sia per chi 10 riceveva. Si puo considerare questa eambiamento un progresso? Eppure, nelle societa fondate sulla crescita econornica deve essere considerate un progresso. Bisogna fare in modoche venga considerato un progresso, altrimenti verrebbe a maneargli il consenso necessaria a diffondersi. I giovani terrebbero i vecchi in casa, dedicherebbero ad essi una parte del proprio tempo e ne dedicherebbero meno alIa produzione di merd. La crescita rallenterebbe. Pel' far credere che affidare l'assistenza dei vecchi alIo Stato sia un progresso, basta far credere che i vecchi siano un peso e questa non difficile, perche, in una societa fondata suI valore delle innovazioni, do ehe si impara nel corso della vita non serve pili a nulla nell'arco eli una generazione. Per cui non ha pili senso affidare ai veechi il ruolo della trasmissione intergenerazionale del sapere. Inoltre se il valore fondante dell' economia la crescita della produzione eli merci, chi ha superato I'eta per svolgere il ruolo di produttore di merci bene che non facda perdere tempo a chi invece puo deelicargli il meglio di se e la pienezza delle sue energie. Tutte Ie argomentazioni ulteriori che si possono portare, anche quelle di

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chi non capisce nemmeno do che legge, sono tanto di guadagnato. L'importante e ribadire in ogni occasione l'idea che 10 Stato assistenziale e un IU$sOda popoli ricchi, specialmente se il passaggio clalla poverta alla ricchezza si identifica con la transizione dal «comunismo pauperista» al capitalismo. «La Cina comunista sembra scoprire il WeI/are state proprio quando diventa capitalista. n suo socialismo pauperistico non prevedeva servizi sociali in misura soddisfacente». La chiusura dei vecchi negli ospizi un servizio sociale in piii, un aumento del welfare, quindi la richiesta di questa servizio da parte dei figli un segno eli amore e sollecitudine nei con[ronti dei padri. Basta sostenere, come fa il giornalista italiano commentando la preoccupazione del sociologo cinese sull'erosione dei tegami intergenerazionali e sui decline dell' amore filiale, che «Per amore filiale s'intende, in termini sodologicamente pili neutri, la preferenza dei figli per un sistema pubblico che si prenda cura dei genitori anziani rispetto alla via tradizionale, per la quale sono sempre stati i figli a provvedere aIle loro necessita», Non ha capito lui? l'ideologia della crescita ha instillato nella psiche umana un riflesso condizionato per cui tutti i cambiamenti che induce nella vita individuale e collettiva vengono associati automaticamente al colore rosa, anche quando chi li analizza li dipinge di nero? Mia nonno e mia nonna sono morti in casa. Lui nel1958, lei nel1964. Abitavano in un appartamento eli un palazzo popolare a Roma, insieme a una sorella di mio padre rimasta nubile e ai miei che avevano quattro figli, Eravamo una /amigUa allargata in uno spazio vitale ristretto. Una situazione abbastanza comune nella lunga fase di transizione dalIa societa contaelina alla societe industriale. Comunque la pili: sfavorevole. Nonno e nonna hanno continuato a essere inseriti nella vita della famiglia con un ruolo preciso, sempre pili defilato negli ultimi anni. Si sono seduti a tavola can noi fino agli' ultimi giomi. Dalletto della loro camera hanno continuato a sentire le scansioni abituali della vita quotidiana, il trambusto della mattina quando i quattro nipoti SI preparavano per andare a seuoia e uno dopo l'ahro bussavano alla porta del bagno occupato, l' adore della cucina all' ora eli pranzo, le conversazioni e i litigi, la voce dellettore delle notizie al giornale radio, 10

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squillo del tdefono quando mio padre decise di metteclo per chiam~re dali'uHido nell'intervallo eli pranzo, come tutti i colieghi, e chiedere cosa avevamo mangiato. Quando la porta della stanza dei n?n~ comincio a .rimanere chiusa troppo a lungo dietro Ie spalie di chi entrava, fu il calore della mano di un familiare a sostenerli nella sflnimento degli ultimi giorni. Mia madre e mio padre sono morti in ospedale, lei nel 1983, lui nel 1999. Si erano ridotti a una j-amiglia mononucleare di due persone e vivevano in una grande casa, frutto dellavoro di una vita. Avevano piu dei loro genitori, II boom degli anni sessanta li aveva riempiti di cose che i nonni nemm~? potevano immaginare. Noi quattro figli avevamo quattro farniglie mononucleari e passavamo a turno piti tempo possibile in ospedale da loro, rna Il giorno di mia madre non era scandito da rumori farniliari, dalia finestra della stanza in cui era ricoverata non si vedeva i1 grande pino marittimo su cui si affacdava la sua camera da letto, Ia notte l'assisteva un'infermiera e quando e morta non aveva accanto nessuno eli noi. Mio padre ha vissuto l'ulti~o .mes.ein un reparto di danimazione. Era attaccato con un groviglio di cannule e fili a macchine e monitor. Potevamo vederlo solo attraverso una parete vetrata e parlargii con un microfono. M'illudo che una volta abbia avuto un fremito impercettibile sentendo la mia voce che cercava di confortarlo. Ci hanno tdefonato una notre alie quattro per dirci che era morto e di andare subito se volevamo vederlo, perche stavano per portarlo in una cella frigorifera da cui 10 avrebbero tolro soltanto un' ora prima del funerale. Lo abbiamo trovato in uno sgabuzzino accanto all' ascensore che stava per inghiottirlo nei sotterranei. Un'esibizione di efficienza organizzativa e tecnologica che Ie sociera povere non possono permettersi. Ma e stata piti serena la motte dei miei nonni in famiglia o quella dei miei genitori gestira dalio Stato sociale? Le famiglie allargate costituiscono un freno alla crescita della produzione e del consumo di merci perche sono in grado di realizzare al loro interne forme significative di autoproduzione e scambi non mercantili sia di beni che di servizi. Un sistema fondato sulla cresc~ta~el prodotto interne lordo ha bisogno di famiglie mononuclean chiuse nelle loro nicchie dei formicai condominiali,
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che non possono autoprodurre nessun tipo di bene, rna solo pochi servizi non altrimenti ottenibili (la preparazione dei pasti, la spesa, la pulizia della casa, illavaggio dei panni) e devono acquistare tutto do eli cui hanno bisogno. n massimo sono le famiglie mononudead urbane in cui entrambi i genitori svolgono lavori salariati, non solo per il dupliee apporto che esse forniscono all'offerta e alla domanda di merci, rna anche perche il tempo dedicato al ruolo di produttori-consumatori impedisce ai due adulti di dedicarne ai propri figli, obbligandoli a comprare dei servizi sostitutivi. La loro totale sottomissione all'economia mercantile richiede e realizza ulteriori incrementi della sfera mercantile. Le carezze di papa e mamma non fanno aumentare il prodotto interno lordo, gli sbadigli della baby sitter e i timbri sui cartellini delle assistenti all'asilo nido, si, Cosi come i due prelievi fiscali dai loro redditi, che consentono aIlo Stato sociale di finanziare le strutture dedicate a surrogarli nel ruolo di genitori durante la loco assenza da casa: asili nido, seuole d'infanzia, scuole dell'obbligo a tempo pieno 0 prolungato, pre-seuola e post-scuola, estate ragazzi. Ma la vita dei genitori migliora se invece di accompagnare i figli alia scoperta del mondo, passano con Ioro solo la parte finale di giornate faticose, tra la cena da preparare e le palpebre che si fanno pesanti? Migliora la vita dei figli se i genitori, invece di stare serenamente con loro, dopo una giornata spesa a produrre merci sono troppo stanchi e,nervosi per trattarH con l'attenzione che richiedono e meritano? E un progresso affidare allo State sociale it compito di gestire i primi tre anni di vita dei bambini, gli anni dell'imprinting che li segneranno indelebilmente, obbligandoli a dividere in eoncorrenza con altri it tempo e la disporiihilita a cui hanno diritto in esclusiva? E un progresso affidarli dai tre ai sci anni tutto il giorno alla scuola d'infanzia, lasciarli tutto il giorno alla scuola dell' obbligo fino all'adolescenza? Poiche do consente ai genitori eli dedicarsi tutto il giorno senza preoccupazioni alla produzione di merci, in una societa fondata sulla crescita della produzione di merci la risposta e: sf. In que! tipo di societa si deve credere che sia un progresso. Una ricerca effettuata nel 2005 su 70 bambini inglesi (34 masehi e 36 femmine) inseriti negli asili nido tra gli 11 e i 20 mesi
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d'eta, ha rilevato che i valori dell'idrocortisone sono raddoppiati nelle prime settimane e sono rimasti pill alti della norma nei suecessivi 5 mesi, L'idrocortisone un ormone dello stress, prodotto dalle ghiandole adrenaliniche e controllato dall'ipofisi. II suo Iivello varia in relazione alle necessita, L'idrocortisone fa funzionare il metabolismo, rnantiene normale la pressione e i livelli degli zuccheri nel sangue. Valori troppo bassi provocano stanchezza e malessere, Valori troppo alti indicano eccitazione, stress; tensione. La maggioranza dei bambini inglesi passa almeno una parte delI'infanzia negli asili nido a tempo pieno. Nel2004 erano 518 mila, con una disponibilna di posti pari a un quarto della popolazione nella fascia d'eta tra 6 rnesi e 3 anni. Prima dell'avvento dei laburisti al potere con Tony Blair, nel1997, gli asili nido offrivano soltanto un posto ogni 9 bambini. Riportando queste informazioni, il corrispondente da Londra del quotidiano la Repubblica cornmenta: «I risulrati della ricerca, di cui sono co-autori Michael Lamb della Cambridge University e Lieselotte Ahnert della Freie Urnversitat ill Berlino, non signifi,cano che l'asilo nido "fa male at' bambini", tantomeno che le madrz'dovrebbero rinunciare allavoro per dedkarsi esclust'vamente aijt'gli; ne esistono prove di effetti a lungo termine eli un piu alto livello di idrocortisone. Ma le conclusioni della studio possono aiutare genitori ed educatori a minimizzare 10 stress vissuto dai bambini durante il periodo di transizione dalla casa all' asilo. In proposito, la ricerca contiene alcuni suggerimenti: Ie maestre dovrebbero fare riposare a intervalH regolari i bambini (il livello di idrocortisone cala durante il riposo, anche quando i bambini non dormono le se non vogliono stare fermi nel lettino?]); i genitori, quando possibile [doe se il lavoro, che e pill importante dell'equilibrio psicofisico dei bambini, 10 consente, altrimenti pazienza, non vorremo mica dimezzare iI. reddito] dovrebbero restare all' asilo con i bambini nei primi giorni 0 anche nelle prime due settirnane Coon allarghiamod troppo], per facilitare Ia transizione e dovrebbero cercare [nei limiti del possibile, s'intende] di dedicare loro pili tempo e pill attenzioni alla sera, per aiutarli a ricostruire I'" equilibrio emotivo". Per coppie che laverano, e che a sera devono preparare da mangiare, pulire, mette-

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re a letto i bambini, trovare il tempo di farlo puc essere difficile, ammettono i ricercatori». Il presidente della Societa italian a di pediatria, Giuseppe Saggese, in un'intervista d'accompagnamento osserva: «Sarebbe cento volte meglio se potessero restate con la madre almena fino ai due anni, Ma questa sappiamo che non possibile [la crescita non 10 consente]». E all'intervistatrice che domanda se 10 stress del distacco dai genitori possa avere conseguenze sullo sviluppo psicologico, risponde: «Difficile dido. Constatiamo che la depressione e in aumento tra gli adolescenti, come pure i disturbi dell'alimentazione. Non sappiamo ancora se esista un nesso tra le due cose, rna il sospetto lecitos". La valorizzazione delle strutture che 10 Stato sociale mette a disposizione delle famiglie mononucleari sempre state uno dei cavalli eli battaglia della Sinistra, che Ie considera uno strumento fondamentale per I' emancipazione dei lavoratori e, soprattutto, delle lavoratrici, Senza nidi, scuole per l'infanzia e tempo lungo nella scuola dell' obbligo, uno dei due genitori, doe la mamma, dovrebbe rimanere a casa a seguire i figli e non potrebbe svolgere un lavoro remunerato. Poiche in un sistema economico fondato sulla produzione di merci l'autonomia delle persone dipende dal reddito monetario e il benessere dalla sua entita, le donne resterebbero in condizioni d'inferiorita rispetto agli uornini e Ie famiglie avrebbero un solo introito, per cui illivello delloro benessere sarebbe inferiore a quello che potrebbero raggiungere. Se, invece, 10 Stato predispone una rete d.i strutture a cui i genitori possono del~gare I' assistenza dei loro figli per tutto il giorno, le donne possono mserirsi nella produzione eli merci a parita ill condizioni con gli uomini e Ie famiglie possono accrescere i loro consumi. D'altronde, una societa non sarebbe civilese non rimuovesse ogni forma di discriminazione e non garantisse a tutti Ie stesse opporrunita di accedere non solo alla sfera Iavorativa, rna aIle professioni con i piu alti contenuti di conoscenza e ai mas simi livelli dirigenziali. Tuttavia, il passaggio dall' autop~oduzione d.i b~ ~ra~e .mura ~omesti~h~ ~a produzione di merci tra le mura di un officina 0 ill un ufficio, In genere non offre ne gratificazioni professionali ne incrementi significativi del potere d'acquisto, perche costringe a comprare quantira maggiori eli merci in sostituzione dei beni che non si au-

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toproducono pili per mancanza di tempo. risultato un incremento dei costi per avere prodotti di qualita inferiore. Cibi preconi a1 posto eli quelli cucinati in casa. Verdure surgelate al posto degli ortaggi freschi. Creando le condizioni per estendere alIe donne la possibilita eli implementare colloro contributo il meccanismo distruttivo della crescita, la riduzione delle discriminazioni di genere che si ottiene non offre significativi vantaggi in termini di emancipazione individuale e non presenta grandi potenzialita di futuro. Molto maggiori sarebbero, sia i vantaggi in termini di emancipazione individuale, sia le potenzialita di futuro, eli una politica delle pari opportunita inquadrata all'interno di un processo eli decrescita della produzione di merci. Inserita, per esempio, nella riscoperta delle potenzialita, troppo sbrigativamente abbandonate, delle famiglie allargate e in una redistribuzione del Iavoro tra uomini e donne attraverso il tempo parziale, in modo da garantire a tutti gil stessi diritti senza raddoppiare il numero dei produttori di merci, Altrimenti gli asili nido, le scuole per l'infanzia e il tempo lungo nella scuola dell'obbligo non sana strutture a servizio delle donne per favorirne l'emancipazione attraverso illavoro, come s'illude 1a Sinistra, rna strutture a servizio della crescita, per potenziarla con l' apporto dellavoro delle donne. Poiche la crescita della produzione di merci comporta la crescita del fabbisogno di rnaterie prime, dei vari tipi d'inquinamento, dell'effetto serra, dei rifiuti, delle disuguaglianze tra un quinto della popolazione mondiale che si appropria dell'80 per cento delle risorse e i quattro quinti che devono dividersi il restante 20 per cento, il trasferimento allo Stato dei servizi alia persona che nelle famiglie allargate venivano scambiati nell'ambito del dono e delia reciprocita, piii che una conquista sociale una trappola che accelera la distruzione del mondo. «Cari fratelli, non dimenticate mai, - ha scritto Baudelaire - quando sentirete vantare i1 progresso dei lumi, che i1 trueco piu bello del diavolo persuadervi che non esistes-'. La famiglia mononucleare e molto pili limitante e vincolante della famiglia allargata. Si puc preferire soltanto se S1 convinti del contrario. La pervasivita dei mezzi di comunicazione di massa riuscita COS! bene in questa opera di persuasione che di famiglie alIargate non ne esistono pill (anche se i costi degli appartamenti

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nelle aree urbane le stanno rimettendo in gioco per necessita). E bastato battere il chiodo suile difficolta della convivenza tra le generazioni, insistere sul divario tra i vee chi attaccati al passato e i giovani aperti al futuro. E bastato insistere sul ruolo dei padri padroni e sul pes ante controllo esercitato dalle famiglie allargate sui loro membri, ammiccare suila liberta derivante dall'anonimato nelle citra e nei palazzi dove non ci si conosce nonostante la contiguita, sottolineare le chiusure mentali delle societa tradizionali e le aperture mentali delle societa moderne. Problemi reali, in qualche caso insopportabili, che bisognava risolvere e sono stati risolti alia radice eliminando il contesto che Ii generava. Ti fa male la gamba? Basta tagliarla. Ti pesano i condizionamenti della famiglia allargata? Basta eliminarla. Risolvi un problema e ne crei uno piu grave. In realta si potevano trovare altre soluzioni, in grade di offrire maggiori liberta individuali senza cadere in altri tipi di vincoli. Per liberarsi dal padre padrone non era necessario sottomettersi a un padrone senza legami di parentela, che puo incarnarsi in un superiore dispotico (se per ribellarti ti licenzi, poi come vivi?), anche se il vero padrone di tutti coloro che non autoproducono nulla e devono comprare tutto il mercato. Se devi comprare tutto, non puoi evitare eli lava rare nelle condizioni che ti vengono imposte, 110npuoi non subire l'imposizione degli aumenti dei prezzi e, se il tuo superiore, anche non dispotico, per sostenere la concorrenza deve licenziarti, devi subire una prepotenza assoluta che priva te e i tuoi del necessario per vivere. Non ci sono padri padroni ne controlli familiari nelle nicchie del formicaio in cui vivi con la tua famiglia mononucleare, rna non sei padrone della tua vita. La tua vita dipende dalle scelte fatte da altri. Tuttavia, per scampare alia padell.a dei vincoli parentali nelle famiglie alIargate non inevitabile finite sulla brace della dipendenza assoluta dal mercato. Basterebbe trovare soluzioni creative che consentano eli mantenere i vantaggi degli scambi fondati suI dono e la reciprocita, liberandosi dai limiti di rapporti troppo soffocanti e gerarchici. Per esempio, trasformando la convivenza in vicinanza di abitazione, affiancando lavori salariati, meglio se a tempo parziale, all' autoproduzione senza abolirla, dando spazio all'autonomia finanziaria dei

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singoli senza sciogliere i legami comunitari, La crescita economica sarebbe inferiore, rna la qual ita della vita molto superiore. La valutazione di un cambiamento puo essere facta solo in riferimento alIa situazione precedente e, in relazione ad essa, si puo considerare 0 un miglioramento 0 un peggioramento. Se si ritiene che sia un peggioramento viene istintivo pensare che si dia un giudizio positivo del come eravamo. Per la cultura progressista le innovazioni e i cambiamenti sono positivi per definizione (saremo mica matti a cambiare per peggiorare ... ), per cui il giudizio negativo di un cambiamento puo essere dettato solo da pregiudizi: 0 da una valutazione romantica rna non realistica di cia che c'era e non c'e pill -1a nostalgia del passato perduto che fa dimenticare i suoi aspetti negativi - 0 dalla paura nei confronti dei cambiamenti l'insicurezza derivante dalIa perdita delle certezze - 0 da un atteggiamento reazionario - prima avevo dei privilegi che ora ho perso. Chi giudica negativamente un carnbiamento puo essere certo di venir inserito in una di queste tre categorie. Non si prende nemmeno in considerazione l'ipotesi che un cambiamento possa essere considerato un peggioramento anche se si ritiene che la situazione precedente fosse da cambiare, Giudico negativamente questo cambiamento e 10 motivo, rna non mi piace nemmeno come era prima. Sarebbe stato meglio cambiare in modo diverse, Oppure: questo cambiamento non mi piace perche e una cesura che fa perdere anche Ie potenzialita di futuro insite nella situazione precedente. Se si fossero esplorate meno superficialmente e con phi rispetto per il passato, si sarebbe potuto cambiare meglio. n nuovo per affermarsi non ha bisogno di sostituire il vecchio, rna di potenziarlo togliendo do che non serve pili e rnantenendo do che serve ancora. Insomrna puc non pia cere com' era e puo piacere rneno ancora come e stato cambiato, Chi la pensa COS1 rischia di non essere capito ne dai sostenitori ne dagli avversari dei cambiamenti in corso, rna riesce a intravedere altre strade, un altro mondo possibile, che ne gli uni, ne gli altri riescono nemmeno a immaginare. Delle strade inesplorate non si puo dire granche. Si puo solo provare a percorrerle, sbagliando e correggendosi in continuazione.

10. Care, losche e tristi acque in bottiglie di plastica

AHa fine dell'Ottocento, quando mia nonna era bambina, la sua famiglia viveva in una casa in cui non c' era l'acqua corrente, come in quasi tutte le case. COS! ogni giorno dovevano an~are ~ prenderla alia fontana nella piazzetta vicina, La vedo con gli occhi dell'immaginazione scendere le s~ale insiem~ a sua madre .0 sua sorella cariche ill brocche e secchi, fare un piccolo tratto eli strada, mettersi in coda chiacchierando con le altre donne e Ie altre bambine in attesa delloro turno, torn are a casa pottando a braecia i redpienti pieni, Una vita faticosa e dura.. . Oggi, dopo pili di cento.a~ ill pr~gr~sso, n.el su?errne;catlle persone riempiono i carrelli di bottiglie di p~~tlca p1e.ne d acqua, Ie scaricano nei portabagagli delle automobili con CUi Ie portano fino alle loro abitazioni, Ie scaricano dai portabagagli e le po~ta~o a braccia in casa. Proprio come faceva mia nonna. Ma con sei differenze rispetto a lei. . 1. Mia nonna era costretta a fare la fatica eli portare a braccia l'acqua in easa. La sua non era una scelta. Oggi l~ persone che fanna questa fatica, non vi sono costrette. La lora e una scelta, E il passaggio dalla costrizione alla liberta di scelta e un pragresso, baby! . 2. Mia nonna per portare l'acqua a casa doveva soltanto seendere le scale e fare un breve tratto di strada a piedi. Oggi le persone per coprire il tragitto easa-supermereato·casa usano l'automobile. Impiegano piu tempo, hanno costi di trasporto e eonsumano
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fonti fossili, che emettono CO2, ossidi ill azoto (NO,) e polveri sottili (prn 10), incrementando I'effetto serra e inquinando I'aria. Ma andare in automobile invece che a piedi un progresso, baby! 3. L'acqua che portava a casa mia Donna era attinta dalia falda idrica sottostante; l'acqua in bottiglia che si porta a casa oggi dai supermercati viene da centinaia, a migliaia di chilornetri di distanza. Ha un costa di trasporto e consurna fonti fossili, che emettono CO2, ossidi di azoto (No) e pol veri sottili (pm 10), incrementando l'effetto serra e inquinando l'aria. Ma l'estensione dei mercati e un progress 0, baby! 4. I recipienti di metallo con cui mia nonna trasportava l'acqua erano sempre gli stessi; quelli utilizzati oggi sana eli polietilene tereftalato (Pet) monouso. Per produrli si e consumato petrolio in un'industria petrolchimica (2 kg di petrolio per kg di plastics): si e consumato gasolio per trasportarli dall'industria petrolchimica allo stabilimento dove stata imbottigliata l'acqua; aItro gasolio si consumers per portarli dalle abitazioni ai cassonetti della raccolta differenziata e di qui a... Al consorzio obbligato rio Replastic? AlIa discarica> All'inceneritore? Ogni trasporto delle bottiglie di plastiea ha comportato un costa e un con sumo eli fonti fossili, che emettono CO2, ossidi di azoto (No) e polveri sottili (pm 10), incrementando I' effetto serra e inquinando l'aria. Ma l'economia di mercato e l'industria sono un progresso, baby! 5. La produzione di un chilogrammo di Pet richiede 17,5 chilogrammi di acqua e rilascia in atmosfera 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo, 18 grammi di monossido di carbonio e 2,3 chilogrammi di anidride carbonica (Paul McRande, The green gutde, in State 0/ the world 2004, Milano, Edizioni Ambiente, 2004, pp. 136-137). Poiche una bottiglia in Pet da 1,5 litri pesa 35 grammi, con un chilo di Pet se ne fanno 30. Pertanto, per trasportare 45 litri d'acqua se ne consuma quasi la meta. A mia nonna poteva caderne qualche goccia per strada se riempiva troppo i suoi recipienti. Quante all'emissione di gas, al massimo qual. che volta sotto 10 sforzo poteva rilasciare qualehe scorreggetta. 6. L' acqua che portava in casa mia nonna non costava nulla, l'aequa in bottiglie di plastica eosta da 2 a 4,5 euroalla confezione

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di 6 bottiglie da l,5litri (prezzi di novembre 2004). In realta il costo effettivo dell'aequa contenuta nelle bottiglie solo 1'1 per cento del costo di produzione totale, mentre l'imballaggio ne assorbe il 60 per cento. Ma si puo spendere di pili solo se si e piu ricchi e la crescita della ricehezza e un progresso, baby! Rispetto ai tempi di mia nonna, per fare la stessa fatica e avere la stessa utilita d vuole piu tempo, si inquina molto mentre prima non si inquinava affatto e si paga mentre prima non si pagava. II contribute alla crescita del peodotto interno lordo dato dalla produzione e dal commercio delie acque in bottiglia ha comportato un peggioramento della qualita della vita individuale e della quaHta ambientale. Questo e il progresso, baby? Quanto paga e quanto inquina in un anna una persona che consuma acqua in bottiglie di plastica nella misura di 1 litro al gioeno? . Trecentosessantacinque litri corrispondono a poco pill di 40 confezioni da 6 bottiglie di 1,5 litri (240 bottiglie). Ai prezzi attuali il costo va da 80 a 180 euro all'anno, Per trasportare 15 tonnellate, che corrispondono a lO.OOO bottiglie d'acqua da 1,5 litri, un cam ion consuma 1 Iitro di gasolio ogni 4 km (25 litri ogni 100 km). Ipotizzando una percorrenza media di 1.000 km, tra andata e ritorno (l'acqua altissima e punssima che va dall'Alto Adige alia Sicilia ne percorre mold di piu), il consume di gasolio ammonta a 250 litri, ovvero 250.000 em' che, divisi per 10.000 bottiglie corrispondono a 25 em> di gas olio per bottiglia. Moltiplicando 25 em! per 240 bottiglie si deduce che il eonsumo giornaliero pro capite di l Iitro di acqua in bottiglia comporta un con sumo di 6 litri di gasolio all' anno. A questi 6 litri di gasolio vanno aggiunti: - i consumi di petrolio per produrre Ie bottiglie di plastica (8 kg per 240 bottiglie): . - i consumi eli gas olio dei carnion che trasportano le bottiglie di plastica vuote dalla fabbrica che Ie produce all' azienda che imbotriglia l'acqua e dei camion della nettezza urbana che Ie traspoctano dai cassonetti agli impianti ill smaltimento;

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i consumi di benzina degli acquirenti nei tragitti casa-supermercato-casa e casa-cassonetti-casa. Ipotizziamo quindi che il consumo annuo totale eli combustibili fossili pro capite di una persona che compri l'acqua in bottiglie di plastica sia di almeno di 8 litri di gasoliolbenzina oltre gli 8 kg di petrolio. Una famiglia eli quattro persone spende quindi ogni anno da 320 a 720 euro e fa bruciare almeno 32litri di combustibili fossili per bere acqua in bottiglie eli plastica invece dell' acqua potabile che sgorga dal rubinetto di casa. Evidentemente pensa di otten ere vantaggi superiori ai costi economici che sostiene e ai danni ecologici che genera. Dal punto di vista chimico e batteriologico questi vantaggi non ci sono. Dal punto di vista organolettico possono esserci se l'acqua distribuita dall'acquedotto troppo dorata. Ma per toglierle il sapore del cloro sufficiente scaraffarla con un po' di anticipo, 0 utilizzare appositi filtri che con un costa molto minore, senza fatica perelite di tempo consentono di eliminarlo, In realta il costo dell'acqua minerale in bottiglia comprende anche il costo delle frottole che si bevono insieme ad essa. Una di queste acque, secondo la pubblicita fa digerire tutto. Non c'e indigestione 0 ingordigia che tenga. Piu ne bevi e phi digerisci. Una fa fare tanta pipf (come tutte Ie acque; piti ne bevi e pili ne fai, anche con quell a del rubinetto). Una ha un effetto collaterale sorprendente: risveglia il desiderio erotico. Una efatta con energia verde al eento per cento. Ammesso che un' energia senza impatto ambientale esista, anche la plastica della bottiglia di energia verde, anche il gas olio necessario a trasportarla? Un'altra e altissima (embei') e purissima (vorrei vedere ... ). Una si pubblicizza facendo fare una pernacchia a una particella di sodio che poi se 1a ride da sola. Una di qualita trasparente (ci rnancherebbe anche che Fosse torbida ... ). Una a volte fornisce l'apporto di calcio necessario a prevenire l'osteoporosi nella terza eta, a. volte e utile nella prevenzione della calcolosi perehe e povera di calcio. Insomma solo se si beve di tutto si puo scegliere di bere l'acqua in bottiglia, Se invece non si beve di tutto e al posto dell'acqua in bottiglia si beve l'acqua del rubinetto, si ottiene un risparrnio economico

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che comporta una diminuzione dell'inquinamento ambientale e un miglioramento della qualita della vita individuale. E una decrescita del prodotto interne lordo in conseguenza della diminuzione non solo della domanda di acqua in bottiglia, rna anche dei prodotti petroliferi utilizzati in tutte Ie fasi della produzione e del trasporto. Cio disturba non solo Ie industrie che imbottigliano e vendono acqua minerale, Ie aziende di trasporti e le industrie petrolchimiche, rna anche i ministri delle finanze perche riduce il gettito dell'Iva suIle vendite di acqua in bottiglia e delle accise sui carburanti che si consumano per produrle e trasportarle; gli altri ministri perche di conseguenza si ridueono gli stanziamenti dei loro bilanci: i sindaci e i presidenti delle aziende municipalizzate, o consorzi, 0 spa a prevalente capitale pubblico per la gestione dei rifiuti perche diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori di reti di teleriscaldamento alimentate da inceneritori, perche devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a pagamento) con gasolio (che devono cornprare). «Prima di trasferirmi in citta per trovare Iavoro, al paese ho sempre bevuto acqua di sorgente. L'acqua dell'acquedotto non ce la faccio proprio a berla. Ma con i soldi della stipendio posso comprarmi l'acqua di sorgente imbottigliata. E pa.gare la benzina necessaria per andare a prenderla e portarla a casa. Sf 10 so che al paese non la pagavo nulla e che Ie bottiglie di plastics fanno aumentare i rifiuti, ma io ho una coscienza ecologica e sono convinto che non c'e futuro per I'umanita senza uno sviluppo sostenibile, Per questa faccio una scrupolosa raccolta differenziata. Inoltre comprando l'acqua in bottiglia sostengo l'occupazione nelle aziende che producono bottiglie di plastic a, nelle aziende che imbottigliano l'acqua, nelle aziende di trasporto, nelle agenzie pubblicitarie che inventano tanti spot spiritosi, nelle aziende che raccolgono e smaltiscono i rifiuti, Sono un benefattore dell'umanita, Eppure, nonostante i miei comportamenti virtuosi, adesso vogliono costruire un termovalorizzatore nel quartiere in cui abito. Dicono che e un impianto sicuro e non emette inquinanti, come i vecchi
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inceneritori. Anzi, le ultime analisi dimostrano che ne esce un'aria pili pulita eli quella che entra. D' altra parte se i rifiuti awnentano occorrera pure trovare un sistema ecologicamente corretto di smalti~li. Perc l'inceneritore, pardon il termovalotizzatore, avrei preferito che 10 facessero un po' pill lontano da casa mia»,

11. Cambierestir!

Sei nella tua automobile imbottigliata nel traffico, come tutte le mattine. Guardi davanti ate. Tre file compatte di automobili sparano gas di scarico nel cielo grigio. Senza muovere la testa giri gli occhi verso 10 specchietto retrovisore: tre file compatte di automobili sparano gas di scarico nel cielo grigio. Ruoti leggermente la testa prima a destra, poi a sinistra. AlIa tua destra un'automobile can una persona al volante che fissa 10sguardo nel vuoto. Alia tua sinistra un' automobile con una persona al volante che fissa 10 sguardo nel vuoto, Dall'altra parte dello spartitraffico tre file compatte ill automobili ferme nella direzione opposta sparano gas di scarico nel cielo grigio. In ogni automobile una sola persona. Tutte in paziente attesa che la situazione si sb1occhi, come tutte le mattine. Dalla radio senti e dalle radio delle altre automobili sentono il presidente del consiglio respingere Ie critiche dell' opposizione che 10 accusa di aver impoverito il paese perche non e stato capace di far crescere l' econornia. Non e vera, dice, basta guardare le file delle automobili alla mattina. In ogni automobile c'e una sola persona. Se abbiamo un'automobile a testa vuol dire che siamo un paese ricco. Tu, nella tua automobile nuova, 10 ascolti e pensi alla rata in scadenza, L'estate scorsa non hai saputo resistere. Era COS! bella che te ne sei inn amorato a prima vista. Prima di comprarla ti sei documentato bene su Quattroruote, ne hai parlato con i colleghi nella pausa caffe, hai fatto vedere i1 depliant in famiglia, I bambini erano eccitati
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come teo Guardavate con un'attenzione particolare 10 spot pubblicitario che la presentava in te1evisione. E lei, e proprio bella. Quando hai sentito che potevi averla senza versare neanche un euro d' anticipo, pagando la prima rata dopo le ferie, avete rotto gli indugi e siete andati a ritirarla dal concessionario. Eravate felici come pasque. E ora sei qui, imbottigliato nel traffico, come con la macchina che avevi prima. Domani sara 10 stesso e sara 10 stesso il prossimo anne e per i prossimi trent'anni, perche per far vivere la tua famiglia devi comprare tutto e devi comprare tutto perche non sai fare nient'altro che muovere il mouse. Se non guadagnassi dei solclimuovendo il mouse non potresti nemmeno pagare le rate di questa automobile nuova con cui ti metti in coda tutte Ie mattine per andare a muovere il mouse. E non puoi fare nemmeno sciopero come tuo padre per avere pili soIdi in busta paga perche adesso licenziano senza pensarci tanto. Sai quanti ce ne sono a spasso capaci eli muovere il mouse come te e meglio di te? Se abbiamo un' automobile a testa e ogni mattina ci sono code interminabili di automobili con una sola persona a bordo, non vuol dire, come sostiene il presidente del consiglio, che siamo un popolo ricco, Vuol dire che abbiamo abdicato alia facolta eli pensare e siamo stati anestetizzati in modo irreversibile, Non ci rendiamo pili conto eli quanta sia assurdo incolonnarsi in code interminabili ogni mattina e non sentiamo piu la sofferenza che genera. Chi mantiene un barlume di pensiero e eli sensibilita si nasconde dietro l' alibi di non pater fare diversamente. Di non avere altra scelta, Di essere costretto a farlo perche deve guadagnare i solcli per vivere. Basta approfonelire un po' perche venga fuori la convinzione che si, bisogna pagare qualche prezzo al progresso, pero viviamo in un modo incomparabilmente migliore di ogni epoca passata. Non c'e mai stato tanto benessere. La durata della vita si e aliungata. La sdenza e la tecnologia hanno fatto miracoli. E se oggi il progresso ci crea qualche problema, domani ce li risolvera. Benvenuti nell' era dell' ottimismo, berciava un intellettuale assoldato per ribadire, attraverso l'esaltazione euforica del consumo di cose, l'abdicazione al pensiero e l'anestesia alia soffe112

renza. Nonostante gli alibi della necessita, incolonnarsi ogni giorno per ore nel tragitto casa-lavoro-cas~ e... gni fine se~a~a o per ore nel tragitto dalle dtta-lavoro alle cltta-vacanza alle citta-lavoco e una libera scelta. Nessuno obbliga nessuno a farlo. E un modello di vita funzionale alla crescita della produzione di merd che viene interiorizzato cuIturalmente sin dal quarto mese di vita da chi viene impacchettato di prima mattina e lasciato in frett~ all'asilo nido dove resters tutto il giorno, dal quarto anno da Chiha la fortuna di subire la stessa sorte a partire dalla scuola materna, dal settimo dagli ormai rarissimi privilegiati che riescono a scamparla fino all'inizio della scuola dell' obbligo. Passi tutto il glom a in un luogo diverse dalla tua casa, costretto a conclividere con altri la tua giomata e l' attenzione degli adulti preposti a seguirti al post~ dei tuoi genitori, che devono lavorare tutto il giomo per avere ~ solcli necessari a comprarti il necessario e superfluo. Ne deduct che l'unico modo eli avere il necessario e il superfluo e comprar10, che se non sl ha la possibilita di comprare non si puo vivere, che la lontananza dai genitori per tutto il gioeno e inevitabile. Per tutti i tuoi coetanei e CoS1. uesto e l'unico modo eli vivere che i Q tuoi e i loro genitori riescono a concepire. Ti ripetono in continuazione che e molto migliore di come si viveva in passaro, quando c'era meno ricchezza e c' erano meno comodita, quando la scienza e la tecnologia non avevano raggiunto questi livelli. Quando i tuoinonni erano bambini non esisteva la televisione e i loco genitori non avevano l'automobile. Quando noi .avevamo la .tua eta non c'erano i telefonini. Tutto intorno a te npete ossessivamente che le cose fanno felici, 10 dicono i tuoi compagni, i lora genitori e i tuoi, i programmi televisivi, le pubblicita. Dopo ';In trattarnento di questo genere, e molto probabile che tu non nesea nemmeno a immaginare che si possa vivere diversamente. E molto probabile che quando arrivera il tuo tueno anclr~ a imbottigliarti ogni gioeno con 10 sguardo perso nel vuoto m qu~che triplice coda eli automobili sul tragitto casa-lavoro-casa; Hal so~o una possibilita di scampare a questa condanna. Che 1anestesia non sia riuscita a eliminare del tutto la sofferenza. Solo un profondo disagio esistenziale per i vincoli di questo modo di vivere puo

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indurti a desiderarne un altro, anche senza sapere come potrebbe essere. II primo passo da compiere per sciogliersi da questi vincoll e capire che la crescita non e al servizio degli uomini, ma gli uornini sono al servizio della cresdta, che li subordina alle sue esigenze costringendoli a produrre quantita sempre maggiori di merci e a consumarle per continuare a produrne quantita sempre maggiori. Per Iiberarsi da questa duplice subordinazione e diventare padroni del proprio destine occorre ridurre l'incidenza delle rnerci nella propria vita, acquistando solo l'indispensabile senza cedere aile false lusinghe del consumismo, ampliando l'autoproduzione di beni e potenziando gli scambi non me.rcantili. Se si dipende totalmente dalle merci non si puo far altro che adeguarsi al modo di vivere imposto dalla crescita, Non si puo evitare d'imbottigliarsi ogni giorno in qualche coda automobilistica nei tragitti casa-lavoro-casa. Se, invece, una parte dei beni necessari alIa sopravvivenza si autoproduce e una parte si scambia sotto forma di doni reciproci all'interno eli una rete di legami sociali fondati sulla solidarieta, 1a dipendenza dalle merci si riduce. Se ne possono comprare eli meno, per cui basta un reddito moneta rio inferiore. Si puo evitare d'imbottigliarsi ogni giorno in qualche triplice coda automobilistica nei tragitti casa-Iavoro-casa e si puo organizzare Ia vita in base al1eproprie esigenze. Nei sistemi economici fondati sulla crescita del prodotto interno lordo, gIi spazi dell'autoproduzione e degli scambi non mercantill sono stati progressivamente occupati dalle merci e marginaIizzati. Sopravvivono in dimensioni ridotte nelle famiglie mononucleari urbane, quasi esclusivamente nella forma del lavori domestici. Nonostante la scarsa incidenza ehe la loro mercificazione puo avere sulla crescita, di tanto in tanto qualche governo tenta d'incentivarla con sgravi fiscali. Se si dedica pili tempo alia produzione di merci, il reddito cresce e si puo pagare una persona di servizio che faccia i lavori ill casa che non si ha piu il tempo eli fare perche si lavora di piii. 0 una baby sitter che si occupi dei figli nelle are in pili che si dedicano allavoro. 0 un dog sitter che porti a spasso il cane. Forme significative eli autoproduzione aliment are sopravvivono nei terreni agricoli margi114

nali che non sono stati convertiti alla monocultura e alia produzione intensiva per il mercato. Nei territori in cui questa conversione e avvenuta, la monocoltura dei prodotti pili redditizi ha occupato tutte le superfici poiche fornisce un reddito monetario maggiore rispetto al reddito reale ehe si puo ottener.e produeen~o un po' di tutto per autoconsumo. In q.uest? m?d? il prodo~t,o~temo lordo cresce di pili e i produtton agncoli diventano pru ncchi, rna devono comprare, come qualsiasi cittadino, tutti i prodotti agrieoli eli cui hanno bisogno. . . . .. Lo spostamento dell' auroproduzione eli bern e servtzi al centro della propria vita dagli ambiti marginali in cui e stata. confinata si puo realizzare soltanto in campagna. Ma la ~aggl.or parte della popolazione nelle societa fondate sulla crescrta V1V(: nelle citta dove e stata attirata dalla convinzione di aumentare il proprio'benesseee mettendosi al servizio della produzione ~i meed perottenere il reddito necessario a comprarle. E propno nelle citra la dipendenza dalie merci e piti forte e piu acuta e la sofferenza eausata dai vincoli che il meccanismo della cresdta impone alia vita degli uomini. D' altra parte il trasferimento dalla citra alia campagna comporta un eambiamento di vita e?si radicale ch~, pur avendo avuto negli ultimi anni un discreto lmp~s.o, testa limitato a frange ristrette di popolazione con caratteristiche molto particolari: la possibilita di svolgere un telelavoro. eI 0 un.lavo.tO in proprio, la mancanza eli figli in eta scolare, un distacco mte~lOre dal consumismo e un forte bisogno di dare un senso alia vita, l'estraneita al sistema dei valori su cui si fonda la societa della erescita, un rapporto emparico con la natura e le sue manifestazioni, il rifiuto di ogni componamento massificato, una grande attenzione all'interiorita. Per queste persone, per 10 piu eli formazione intellettuale, i1 recupero dell'autoproduzione oltre ad avere un valore in se come strumento di liberazione dalla subordinazione alie merci, si carica ill una valenza in piu poiche comporta il recupero della manualita come strumento del sa~er far~ e di rapporto diretto tra l'uomo e il mondo naturale. Ma il confmamento della vita nei tragitti casa-lavoro in ambienti totalmente artificiali, la riduzione del lavoro a una serie di attivita parcellizzate, ripetitive,
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finalizzate all'ottenimento eli un reddito, l'impossibilita eli sfuggire a un ruolo predefinito scandito da fasi programmate dalla culla alia tomba, una gabbia che soffoca chiunque non sia fatto ill plastica, abbia delle capacita manuali e voglia servirsene, senta il desiderio ill conoscere e eli inserirsi armonicamente nelle dinamiche della vita nella biosfera. Chi sa fare e sente il bisogno ill fare, sa usare Ie mani e vuole usare la testa per risolvere i problemi che si presentano giorno dopo giorno at chi inventa i suoi giorni, chi non si accontenta delle pappette liofilizzate, e sempre rimasto Iontano dai luoghi devastati dallo sviluppo dove tutto si compra e si vende e preferisce i luoghi che 10 sviluppo non ha ritenuto conveniente colonizzare, dove cio che serve si fa e non.si compra. A chi, istintivamente, non si lasciato attirare dai falsi idoli delia modernita e del progresso e affidato il compito di trasmettere il sapere e il saper fare di cui ha bisogno chi dopo averne specimentato l'inconsistenza e la ferocia nella propria vita, decide di allontanarsene", II rifiuto eli abbandonare la campagna per trasferirsi in citta 0 il trasferimento dalla citra alIa campagna, in controtendenza spetto alle ondate in senso inverso che hanno caratterizzato la storia del novecento e sono riprese con una nuova intensita dai paesi del sud e dell'est del mondo verso i paesi occidentali, non hanno ass unto soltanto la forma di scelte individuali 0 familiari. A partire dagli anni settanta queste scelte sono state fatte da gruppi di giovani, che volevano sperimentare rapporti interpersonali e modi di lavorare non mercificati, basati sulla solidarieta reciproca e sulla non violenza nei confronti ill tutti i viventi. Solo poche ill quelle esperienze hanno resistito nel tempo. Altre ne sono state fatte in seguito. Ognuna eli esse ha una sua storia e rivendica la sua autonomia, anche se molti dementi le accomunano. n primo la scelta dei luoghi in cui questi gruppi, che si riconoscono nella definizione di ecooillaggi, si sono insediati: borgate lontane dalIe direttrici dello sviluppo, abbandonate dai nativi per quarrieri di periferie urbane; poderi collinari dove l'impossibilira meccanizzare l'agricoltura non ha consentito di realizzare rnonocolture industriali; case coloniche in valli e crinali dove non e mai stato

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portato l'asfalto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, anno dopo anno, le case in rovina sono tornate a vivere, i terreni a nutrire. Insieme ai luoghi, questi gruppi hanno ripristinato antichi modi di lavorare e antichi mestieri, usano minime protesi energetiche e meccaniche, si affidano all' abilita manuale, alla forza muscolare, alla collaborazione degli elementi naturali e degli animali, L' autoproduzione non esaurisce tutte le attivita degli ecovillaggi, rna ha un ruolo centrale nella loro economia, cosi come le forme di scambio non mercantili tra i loro abitanti. Go non. esclude che alcuni di loco svolgano lavori in cambia eli un reddito, ne l'utilizzo delle tecnologie pili avanzate per ridurre al minimo l'impatto ambientaIe dd lavoro: dalle energie rinnovabili alla telematica'. Ma nelle citta che la sfida per recuperare spazi eli autonomia dalla mercificazione totale diventa dedsiva. Per due ragioni. In primo luogo perche e potenzialmente in grado di coinvolgere un numero molto pili ampio eli persone e quindi assume una maggiore valenza politica. In secondo Iuogo perche viene portata nei luoghi in cui la crescita della produzione e del consumo eli rnerci trova la sua massima realizzazione e sembra non concedere spazi a scelte alternative di vita, per cui assume una maggiore valenza culturale. La stessa inferiore radicalita che la caratterizza rispetto al ritorno in campagna non la rende meno incisiva, rna offre la possibilita eli dimostrare che il Moloch ha i piedi d'argilla, che alla sua presa si puo sfuggire non solo allontanandosi, ma anche fa-. cendo come se non ci fosse, non ascoltando i suoi ordini e girando Ie spalle alia folla dei devoti obbedienti. In citta le possibilita di ridurre l'incidenza delle merci nella propria vita certamente inferiore rispetto alla campagna e l'autoproduzione eli beni ha spazi piu limitati, rna sicuramente molto maggiori di quanta il condizionarnento sui valori della crescita ci ha convinti a credere. Dipende dalle sc'gte che SI fanno. Se si accetta Ia logica della crescita, si lavora sernpre di pili per avere un reddito sempre pili alto per comprare la maggior quantita possibile di merci. Se ne producono sempre di pili per acquistarne sempre di piu e se ne acqui .. stano sempre di pill per produme sempre di pili. II sensa della vi-

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ta si esa~r~sce ~ questa .dup1ic~ dipendenza dalle merci. Spazio per la spiritualira, per gli affetti, per rapporti umani significativi non ne resta. Se, invece, il consumo di merci si riduce all'indispensabile, senza rinunce e limitazioni, si puc, vivere con un reddito. mone.tario inferiore e si puc, dedicare meno tempo alia prod~Zlone di merci, Rimane pili tempo per se stessi, per Ie proprie esigenze spirituali, per gli affetti e Ie relazioni umane. Se per far cresc~re l' economia e necessario comprare qualcosa, buy som_et~~ng:an~he se ~on ti serve, perche solo se si consuma sempre di pIU SI puo continuare a produrre sempre di pili; per liberarsi dai vincoli della crescita, per respirare anche nelle citra un'aria meno Inquinata e carica di polveri sottili, per depotenziare Ie motivazioni delle guerre per il controllo delle risorse energetiche, bisogna comprare il meno possibile, buy nothing. Tre sono le possibilira per comprare Il meno possibile. La riduzione del consumo di merci evzJentemente inutili e!o dannose. ~a sostituzione di alcune merci con beni autoprodotti. dono reciproco di bern e servizi nell' ambito di legami sociali di carattere comunitario (dalle parole Iatine: cum, che signifies «con» e munus, che significa «dono»), Le merci sono evidentemente inutili se creano pili disagi che utilita, evt'dentemente dannose se generano forme di inquinamento riconosciute. Si, proprio l'automobile con cui ti incolonni ogni mattina in qualche triplice coda. Se fai il calcolo annuo delle ore che passi alia guida, le sommi alle ore di lavor~ necessarie ad .arn.mortizzare I'investimento e a coprire Ie spese di gestione, Ie dividi per i chilometri che fai, ottieni una velocita media di 6 chilometri all'ora. E per ottenere una velocita identica a quelia di un pedone, inferiare di due terzi a quella di un ciclista, l'aria delle citta diventa irrespirabile, I'effetto serra aument~, si scaten.ano guerre per il petrolio, il suolo viene impermeabi- , Iizzato, ogni anno vengono uccise 9.000 persone in incidenti stradali. Evidenze talmente evidenti che non le hai prese nemmeno in considerazione quando hai com prato la macchina nuova con cui t'incolonni ogni giorno in qualche triplice coda andando a Iavorare per guadagnare i soldi necessari a pagarne Ie rate. l'altra sera hai partecipato a un'infuocata assemblea contro l'inceneritore che

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vogliono costruirti vicino a casa. La giunta provinciale al gran completo ti diceva che e il modo pili pulito di trattare i rifiuti. Una grande fiamma puriflcatrice che Ii fa svanire nel nulla (svanire nel nulla? E i fumi? E i fanghi del trattamento dei fumi? E le scorie avvelenate che restano?). Svaniscono nel nulla, dicevano, e fanno guadagnare «tanti bei soldini» producendo energia. Un miracolo per la crescita. Cost si puc continuare a produrre sempre di pili, a consumare sempre di pill, a fare sempre pili rifiuti da cui si ricava pure energia. Eppure tu non 10 volevi l'inceneritore. La stessa sera, tornando a casa dallavoro avevi comprato il terzo telefonino e una tuta nuova da ginnastica a tuo figlio, avevi riempito d'imballaggi il carrello al supermercato, plastica, polistirolo, carta, cartone e sepolte in mezzo a tanti rifiuti che una fiammata purificatrice trasformera in energia, un chilo di pere provenienti dal Sudamerica (Ii Ie stagioni sono invertite rispetto a noi.v.) che per arrivare da laggiu alia tua tavola avevano consumato tanto di quel carburante e riempito l'atmosfera di tanta di quella CO2,,, Ah, fai la raccolta differenziata? Did che bisogna potenziarla per risolvere il problema dei rifiuti? Ne produd ogni anne di pili, butti via sempre pili in fretta le cose che compri per comprarne altre nuove, sei una mac china da monnezza, e protesti contro l'incenedtore? Potenziare la raccolta differenziata? Meglio comprare il meno possibile e far durare il pill a lungo possibile quello che compri, Buy nothing. L' altra sera quel tuo collega un po' strano, mi pare si chi ami Saroldi, ti ha invitato alia riunione del gas.«Ma nel mio palazzo ,gli hai risposto - il metano l'hanno gia portato», COS! hai saputo che que! gas era un acronimo composto dalle iniziali delle parole «gruppo d' acquisto solidale», «Proprio strano Saroldi», hai pensato, rna sei andato 10 stesso, tanto quella sera non c'era niente d'interessante in tv davanti a cui addormentarti. Per prima cosa t'hanno offerto un panino. «Strano anche il pane», hai pensato. Non 10 avevi mai visto COS! morbido e compatto. Per fortuna, prima che aprissi la bocca per chiedere dove 10 avevano comprato, Saroldi ti ha detto che era stato fatto in casa. Brutta Figura evitata. Non immaginavi nemmeno che al giorno d' oggi qualcuno facesse
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an cora il pane in casa, Roba del passaro, eri abituato a pensare. Noi non abbiamo tempo nemmeno per lavare I'insalata. Fortuna che la vendono giil lavata. Torni dallavoro, apri il frigo, butti via la busta eli plastics, macchina da monnezza, e la metti in tavola. Certo, un po' (un bel po') piti: cara, rna ne vale la pena. «Sai _ ha detto Saroldi interrompendo i tuoi pensieri - la farina con cui e fatto questo pane otten uta da grano coltivato biologicamente macinaro a pietra in un mulino a pochi chilometri da 'qui. Noi del gas andiamo a turno a prenderne un sacco da 25 chili per ogni famiglia. Ci costa 80 centesimi al chilo. Ogni famiglia ha la sua madre del pane - caspita!, questo pane ha anche una madre, proprio strano Saroldi, hai pensato ill nuovo -la impasta con acqua e farina e ne cuoce quanto le basta per tre quattro giorni. C1 vogliono venti minuri a impastado e quaranta a cuocedo. Se dovessi andare a comprarlo ogni giorno (<<rna1010 compro ogni giorno ... », ti sei detto), ci vorrebbe piti: tempo. E Costa un terzo del pane che vendono. In phi non abbiamo bisogno di buste per port arlo a casa dal negozio. Non facciamo tagliare aiberi per fare La carta e non facciamo rifiuti», «Costa meno,e biologico, piii buono, non S1 fanno rifiuti, Quante cose che sa 'sro Saroldi. Chi l'avrebbe mai detto?»"hai pensato mentre un suo amico ti offriva uno yogurt alIa frutta. «Fatro in casa anche questo?», hai azzardato. «Fatto in casa e fatta in casa la gelatins con frutra comprata da un agricoltore biologico poco fuori citta, con cui abbiamo fatto un accordo. Pensa che c'e chi compra Ia frutta prodotta in Sudamerica!». «Zitta - hai detto mentahnente a tua moglie - speriamo che non ci abbia visto ness uno». «A questo contadino - ha proseguito l'arnico del Saroldi - compriamo tutto do che produce e andiamo anche a dargli una mano ogni tanto, al sabato 0 aila domenica, cosf i ragazzi respirano aria buona, invece ill metterci in colonna sull'au. tostrada per andare a respirare aria cattiva andando al mare. Noi paghiamo i suoi prodotti.il doppio di quello che glie1i pagherebbe il grossista, COS!Ii paghiamo la meta di queUo che costano al supermercato. E mangiamo cibi senza veleno. E senza imbailaggi, cosf non facdamo rifiuti». «Ma proprio un chiodo», hai pensato mentre lui proseguiva: «Senza dover andare a fare la spesa ogni

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giorno. Prima dell' accordo col nostro gas lui stava per ~ollar~ l'attivita perche non riusciva a reggere la concorrenza del grandi produttori. Quelli per abbassare i costi riempiono di veleni la terra e i suoi frutti. Adesso e tutto contento, Anche noi siamo malta contenti. Tra queUo che ci autoprodudamo e quello che compriamo direttamente dai produttori saltando le intermediazioni, Ie nostre spese si sono ridotte moltissimo. Lo so con certezza perche compiliamoogni mese la scheda dei hiland di giustizia. Cosf dall'anno scorso io lavoro a tempo parziale e ho potuto riprendere gli studi che avevo interrotto, Nelle ore che resto a casa oItre.a seguire mio figlio, una coppia di amici del gas mi porta anche il loco: In questa modo risparrniamo i soldi della retta all'asilo e abbiamo un'altra spesa di meno», Quando sei uscito ti sentivi un idiota. E avevi ragione, «Sono 10 scerno del villaggio glob ale» , hai pensato mentre salivi con tua moglie nella vostra automobile quasi nuova e tutti gli altri se ne andavano a casa in bicicletta. Meglio comprare il meno possibile. Buy nothing. Hai appena scaricato tuo figlio all'asilo, L'hai svegliato presto e l'hai buttato giu dallettino. L'hai ingozzato e lavato frettolosamente. L'hai infilato dentro una bella tutina nuova di plastic a imbottita di plastica e l'hai tirato fuori di casa. Faceva fredclo questa mattina. E pioveva. L'hai infilato in mac china e l'hai Iasciato alIa maestra. Anche questa mattina in ritardo. Sei vola to fuoci dail' asilo e ti sei diretto verso la tangenziale. Ora sei in coda. Ti viene in mente l'arnica di Saroldi che Iavora a tempo parziale e la mattina ha ripreso a studiare mentre il figlio gioca nell' altra stanza insieme al suo amico. Si e svegliato con calma, ha poltrito un po' nel lettino, fatto colazione tranquillamente guardando le gocce di pioggia scivolare fuoci dai vetri della finestra. Ti tornata quella spiacevole sensazione di essere 10 scemo del villaggio globale. Ma ieri sera eri I'unico, Ora sci in Folta compagnia. Lentamente riaffiorano i ricordi della tua infanzia, La prima cosa che ti viene in mente, chissa perche,e che non c'erano i cassonetti per l'immondizia. Subito dopo ti vengono in mente i vestiti che ti arrivavano da tuo fratello pili grande e poi passavano al tuo cuginetto piti piccolo. E Ie maglie di lana a rnaniche lunghe sulla pel.

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Ie, che ti faceva prurito a indossarle, rna in casa c'era soltanto una termocucina che doveva bastare per tutte Ie stanze, rnentre adesso d'inverno tuo figlio sta in cas a can la maglietta eli cotone a maniche carte. Ti rivedi a Ietto ammalato. Capitava talmente di rado. Nemmeno un'influenza all'anno, Tuo figlio si arnmala pili spesso, sara che Ie malattie se le passano l'uno all'altro al nido sara che c' troppo sbalzo tra i 24 gradi in casa e il freddo di fuor~. Quando ~uccede dovete chiamare una baby sitter per tuttoil giorno. Soldi che se ne vanno oltre a quelli della retta al Comune. Una brava ragazza, non c'e niente da dire, ma non c'e paragone con Ie storie che ti raccontava tua nonna seduta accanto al lettino. Abitavano nella stessa casa con voi i nonni (0 forse val abit~va.te can 10:0)' Ti viene il dubbio che stessi meglio tu che avevr di meno, di tuo figlio che ha tanto di phi, I tuoi abitano alI'altro capo dena citta, Tuo padre ha ormai i suoi anni e non si muove qu~si maio .Tua madre non puo Iasciarlo solo per venire a guardare il bambino e poi non guida. Comunque tua moglie conte~t~ ~he sono lontani e vi vedete ogni tanto. Ripensi alia serata di ieri con quegli strani tipi del gas. Cominci a credere che I' amico del tuo collega Saroldi con la meta dei tuoi soldi viva meglio di teo N~n perche ne spende la meta di quelli che spendi e state. an~ pan, rna perche quello che lui ottiene senza pagare e meglio eli quello che tu riesci ad avere pagando. Comincia a uscirt~ il fumo da! nasa. Calma perche stai guidando e puo essere pericoloso. Parlavano uno strano linguaggio ieri sera, quei tipi. Le banche del tempo. Non osavi neanche chiedere cosa fossero ma ~ovevi ave:e un punto interrogativo starnpato suI viso, perche te 1 hanno spregaro senza che glieio chiedessi. Ogni socio della banca mette a disposizione gratuitamente il suo saper fare per un certo numero eli .ore set.ti~~ali e, quando gli serve, ha diritro eli prelevare da altri associatr illoro saper fare per 10 stesso numero di ore. Qualcuno tiene la contabilita per tutti. In qualche caso hanno stampato delle specie di assegni da dare in cambio delle ore di lavoro gratuito ricevute. Un modo intelligente per superare l'is?lamen.to delle famiglie mononucleari neUe grandi citra e valonzzare 1 rapporti di vicinato scamhiando reciprocamente senza

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pagare i servizi che si e in grado eli svolgere con i servizi eli cui si ha bisogno. Un modo di ricostruire i legami sociali distrutti dagli scambi mercantili, riproponendo in forma adattata alla realta attuale le forme di scambio fondate sul dono e sulla reciprocita che caratterizzavano le famiglie allargate. Migliora la qualita della vita e diminuisce il prodotto interno Iordo. Nei gas i legami di solidarieta sono ancora piu forti. Gli acquisti collettivi sonosolo un aspetto della condivisione di uno stile di vita fondato sulla sobrieta, sul rispetto dell' ambiente, sulla solidarieta tra le persone. II chiodo di comprare soltanto I'essenziale e da produttori vicini per ridurre i consumi di carburante nei trasporti, Ie j£liere corte, i chiodi di non fare rifiuti, dell' agricoltura biologica, del piccoli produttori, della necessita eli una conoscenza e di una solidarieta reciproca tra produttori e consumatori. Molti eli lora d'estate vanno in vacanza in Sicilia da un produttore di agrumi che rifornisce molti gas del centro nord e senza i gas non avrebbe avuto futuro. Tutti chiodi che tengono insieme una concezione della vita diversa, che da piu importanza aile persone che ai soldi, che si propone eli ridurre al minimo l'impronta ecologic a riducendo gli scambi rnercantili e la crescita del prodotto interno lordo. Nei gas ognuno fa qualcosa per gli altri e riceve qualcosa dagli altri senza intermediazione di denaro. Chi va a comprare per tutti, chi mette a disposizione un garage come magazzino comune, chi divide Ie parti e fa i conti. Per qualche ora della giornata qualcuno oltre ai suoi figli segue anche quelli degli altri. I nonni in pensione riscoprono che hanno un mucchio di modi di rendersi utili, non solo per 1 propri nipoti. S1 ripropongono i vantaggi della farniglia allargata evitandone i limiti. Si spende di meno per avere gli stess! servizi che la societa della crescita ha mercificato, con quell'in pili che le cose donate hanno rispetto a quelle comprate. Meglio comprare il meno possibile. Buy nothing. Sei finalmente arrivato in ufficio, Posteggi l'automobile quasi nuova nel garage sotterraneo e t'infili nell'ascensore. Bolli la cartolina e ti siedi davanti al computer. Fino a stasera ti scorceranno davanti agli occhi colonne di cifre d.i cui non t'importa nulla. A casa sua l' amico del Saroldi sta preparando l'esame di
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II

storia romana. Davanti ai suoi occhi seorrono le pagine del libro di J erome Carcopino, La vita quotidiana a Roma all' apogeo dell' impero". «Senza dubbio fu questa il punto che costitui il piu forte richiamo della nuova religione: i cristiani erano tutti fratelli e cos! si chiamavano tra lora; le loro riunioni spesso prendevano il nome eli agape, che in greco significa amore; si aiutavano costantemente gli uni con gli altri "senza rumore ne superbia". Di cornunita in comunita era un incessante circolare "eli consigli, d'informazioni, eli soccorsi materiali" e "tutto do", come dice il Duchesne, "aveva ben altra vitalita che non le confraternite pagane". E quanti, certamente, allora avranno esclamato: "ehe religione sempliee e pura! che confidenza hanno nelloro Dio e nelle sue promesse! come si amano tra Ioro e come sono felicil" Nel II secolo d. c., tale gioia evangelica non inondava ancora che piccoli gruppi isolati nella massa dell' enorme citra, rna gia si diffondeva e senza alcun dubbio aveva gia cominciato, all'insaputa della maggioranza, a trasformare migliaia eli esistenze. E questo un aspetto eli cui bisogna tener canto se si vuole comprendere la vita a Roma in quest' epoca. La chiesa e ancora poco visibile; rna e gia presente e agisce, e se i suoi benefici non S1 producono in piena luce, non dobbiamo ignorare le salutari possibilita che essa nutriva segretamente in seno. Elaborava in segreto i rimedi ai mali piii gravi che minavano la civilta nell'Urbe, e in nome eli un ideale nuovo restaurava anriche virtu dissipate 0 perdute: la dignita e il coraggio degli individui, la coesione delle famiglie, il senso delle verita morali nella condotta degli adulti e nell'educazione dei fanciulli e que! che e pili, impregnava le relazioni tra gli uomini eli una umanita cbe Ie dure societa antiche non avevano ancora conosciuta. In questa Roma, in cui la grandezza apparente mal dissimula ormai la disgregazione interna che alia lunga finira per distruggere la sua potenza e dilapidate le sue ricehezze, queUo che colpisce a prima vista, a1 tempo degli Antonini, e il brulicare delle sue folle ai piedi della Imperiale maesta, la sua febbre di denaro, l'ostentazione dellusso che rieopre le sue miserie, la prodigalita degli spettacoli, in cui si adagia la sua pigrizia e si eccitano i suoi cattivi
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istinti, l'inanita dei divertimenti intellettuali in cui gli uni infiacehiseono, la frenesia dei godimenti carnali in cui si abbrutiscono

gli altri,

Ma non possono, ne questa falso splendore, ne queste ornbre sinistre, nascondere la piccola luee ehe, per quanta debole e tremula, s'era levata [. .. ] come l'alba nascente eli un altro mondo». Tohl, pensa l'amico del Saroldi, un altro mondo e possibile! Non siamo i primi nella storia a sentire questaesigenza.

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Note

3. Pouerta e riccbezza
Umberto Galimberti, Le cose dell'amore, Milano, Feltrinelli, Smettiamo di crescere, in la Repubblica, 2 settembre 2005. LA RepubbliCll., 2 gennaio 2004. Liberazione, 261uglio 2005. 2004, p. 92;

4. Decresata; laooro e occupazione
Questa convinzione talrnente generalizzata che sulla Rioista anarchic a del 6 maggie 2005 si poteva leggere: «L'interrogativo semplice e decisivo: come Ia mettiarno coi posri di lavoro che saltano> Senza crescita c'e meno occupazicne: un'ovvietli.. .. », L'egemonia culturale esercitata dalla crescita, che in ultima analisi crescita dei profitti, ha colonizzaro totalmente Ie categorie mentali anche di chi piu irriducibilmente avversa il potere che la governa,

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5. Decrescita

e paesi poueri

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Cfr. Bill Mckibben, L'ultima riooluzione di Cuba, in lnternazionale, n. 595, 17 giugno 2005, pp. 32-.38. Riccardo Bocci, II caoallo di Troia dell'industrializzazione agricola, in Capitalismo Natura Socialismo, maggio 2002. La citazione eriportata nel saggio di Riccardo Bocci. Queste informazioni sono tratte cia libro ill Herve Rene Martin, La /abrique du diable. La mondialisation recontee it ceux qui la subissent II, Caste1nau-leLez, Climats, 2003, capirolo 12: «Une autre vie est possible (Entretien avec Piette Rabhi)», Per u1teriori approfondimenti si vedano i libri di Pierre' eiencati in bibliografia. Ivi, pp.17.3-174. lvi, p. 176.

6. Efficienzo, sobrieta e autoproduzione

energetica

11. Cambieresti?
Can questo slogan - che l'acronimo di: consumi, ambiente, risparmio energetico, stili di vita gennaio 2005 stata avviata a Venezia, nell'ambiro dei programmi di Agenda 21 predisposti dall'assessorato all'Ecologia, un'iniziativa che coinvolge 1300 famiglie nel cambiamento dei propri stili di vita. Suddivise in gruppi di 25 seguiti da faci1itatori, queste farniglie si sono impegnate per un anna a confrontarsi rnensilmente sulla possibilita di orientate i propri consumi in forme pi6 sobrie ed ecocompatibili. Gli aspetti organizzativi dell'iniziativa sono curari da un'associazione costiruita can 10 stesso nome, dall'associazione «Eiland di Giustizia» e dallaboratorio «L'ornbrello» dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Si veda illibro di Etain Addey, Una gioia silenziosa. I diari di Pratale. Raeconti di una vita diversa, Murazzano (eN), Ellin Selae, 2003. Sulla riscoperta di forme di vita alternative in luoghi lentani, fisicamente e culturalmente dalle citta, mi permetto di rinviare al capitolo conclusive del mio libra Riccbezza ecologica, Roma, manifestolibri, 2003, intitolato I monasteri de! terzo millennia. Jerome Carcopino, La vita quotidiana aRoma all'apogeo dell'impero, Roma-Bari, Laterza, 200311 (ediz. orig, La vie quotidienne d Rome a t'apogee de I'Empire, Paris, 1939), pp. 162-163.

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D.H. Meadows - D.L. Meadows, I limitl dello sviluppo. Rapporto det System Dynamics Group, MIT, per it progetto del Club di Roma sui ditemmi dell'umanita, Milano, Mondadori, 1972. n titolo dell'edizione in inglese era: Limits to growth (della crescita), Nell~ fascia climacica della pianura padana ogni grade di temperatura in pili nel nscaldamento degli ambienti comporta un incremento dei consumi energetici dell'S per cento.

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7. Cresata, innooazione e progresso
Joseph A. Schurnpeter, Capita/ismo, soaalismo e democrazia, Milano Edizioni di Comunita, 1955 (ediz, orig. Capitalism, Socialism and Democracy, London, 1942).
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Ultimi esernpi alia data odierna: 10 tsunami che ha sconvolto le coste del Sudest asiatico nel dicembre del 2004 e l'uragano Katrina, che ha devastate New
Orleans neI settembre 2005. Le Corbusier, Urbanistico, Milano, U Saggiatore, 1964, pp. 266-279 (ediz. orig. Urbanisme, Paris, 1924). La sottolineatura mia. Riportato in: Benoit Duteurtre, Requiem pour une avant-garde, Paris, Robert Laffont, 1995, p. 256. Piu in generale sulle trasformazioni urbanistiche di Parigi nella seconda meta del secolo sf vedano i paragrafi Urbanisme e La Bataille de Paris, alle pagine 254-259. Dati del Rapporto Eanspes 2005, riportati dal quotidiano fa Repubbtiea il29 gennaio 2005.

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8. Consumatori

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niente

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Spleen de Paris). La Stampa, 15 dicernbre 1991 e 20 dicembre 1993.

Charles Baudelai~e, Lo spleen di Parigi (Lo straniero); in Opere, Milano, Arnoldo Mondadon, 1996, p. 387 (titolo originale Petits Poemes en prose _Le

9. Lo Stato soaale (del benessere .. .)
Paolo Passarini, La Cina capitalista scopre il welfare, in Speechio, suppiemento de La Stampa, 8 gennaio 2005, p. 14. Enrico Franceschini, Bimbi all'asilo, cia soli ehe stress. E un ormone a causare le bizz», in ta Repubblica, 20 settembre 2005, p. 25. I corsivi e i testi tra parentesi quadre sono miei. Charles Baudelaire, op. cit. (If gioca/ore generosoi, Paris, Gallimard, 100. 128 1973, p,

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