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Allinizio del Novecento si cerc di analizzare lo sviluppo della scienza nellarco della storia.

Si concluse che essa soggetta a un progresso continuo che intervallato da periodi di maggior e minor sviluppo. Quando si verifica una crescita repentina che porta ad una considderabile innovazione si parla di Rivoluzione scientifica. La prima Rivoluzione scientifica ha come protagonista un pisano nato nel 1564: Galileo Galilei. Grande studioso delle Humanae Litterae, della filosofia, della tecnica e dellastronomia, era soprattuto appassionato dalla matematica. Arriv anche a guadagnarsi la cattedra negli Studi di Pisa e Firenze; cos, ben pagato e con pochi compiti effettivi, pot dedicarsi alle sue ricerche. Di sicuro Galileo Galilei ha portato grandi contributi con la teoria dei gravi, le scoperte sulle maree, sulle macchie solari, sui satelliti di Giove e i crateri lunari, ma la cosa pi importante che ci ha lasciato il suo metodo scientifico. Galileo parte dal presupposto che la realt, in quanto creata da Dio, debba essere ordinata razionalmente e dunque, come gi avevano detto i Pitagorici, un fenomeno naturale pu essere studiato come si studia un problema di matematica: il compito dello scienziato quello di ricondursi a quelle regole che reggono il mondo. Galileo compie sistematicamente osservazioni del cielo perch egli riteneva che, se voleva comprendere queste regole naturali, doveva guardare e riguardare il sistema studiato. Il primo punto del suo metodo dunque losservazione. Il secondo la formulazione di unipotesi che deve essere confermata attraverso il terzo passo: necessarie dimostrazioni. Questa verifica avviene in due tempi: il processo di analisi, ossia verificare attraverso esperimenti, che permettono una maggior osservabilit, che un determinato effetto dipenda da una certa causa; e il processo di sintesi, opposto al precedente, in cui si verifica che una certa causa spieghi il dato effetto. Se dunque, tutti questi processi dimostrano la propria ipotesi, lo scienziato la pu enunciare come legge fisica. Come si evince in pi passi del suo libro Dialogo dei massimi sistemi, la novit che Galilei attribuisce alla scienza moderna quella di essere induttiva e non deduttiva come quella del passato. Critica duramente i Peripatetici che piegano la realt per farla rientrare nelle loro ipotesi. Con Galileo si passa dallo studio sui libri, basato sulle autorit e sulle qualit, alla scienza come desiderio di toccar con mano la verit, ossia di fare sensate esperienze e di sviluppare necessarie dimostrazioni prima di teorizzare una certa legge. Si passa quindi a una scienza basata sulla quantit, in quanto matematicamente conoscibile. Lo scienziato pisano compie un altro passo di novit: il primo ad affermare la separazione tra fede e ragione. Secondo lui, sono due tipi di conoscenza diversa in quanto hanno scopi diversi e dunque hanno anche un metodo differente: la fede insegna come si vada in cielo per cui ci che lo Spirito ha dettato e fatto scrivere nelle Sacre Scritture non deve essere preso alla lettera, ma occorre che sia interpretato allegoricamente; la scienza invece insegna come vada il cielo e dunque ha la pretesa di essere certa e deve essere sostenuta da dimostrazioni necessarie e universali. Per Galileo la differenza non rappresenta uno svantaggio, in quanto le due strade si completano; diverso invece sar il giudizio che , nei secoli successivi, prender piede. Questuomo, apparentemente cos moderno e distaccato dal passato, cade tuttavia nellerrore da lui stesso denunciato: egli non riesce ad accettare, bench necessariamente dimostrata, la teoria dellamico Keplero. Per lui lorbita terrestre deve essere circolare e non ellittica come sostenuto dal collega. Galileo fa prevalere un concetto estetico, quello della perfezione circolare che doveva caratterizzare lorbita della Terra, allevidenza razionale che ne dimostrava il contrario. Come disse Marco Lombardo a Dante, il mondo cieco e anche Galileo vien ben da lui. Come luomo del Seicento, anche il pisano era da una parte appassionato indagatore del reale e delle sue regole, dallaltra era un uomo insicuro e a volte preferiva un po della comodit della tradizione allabbandono totale verso lassoluta novit. Allinizio, abbiamo scritto che questa, iniziata da Galileo, la prima Rivoluzione scientifica, ma il pensiero e il metodo del pisano non rivoluzionarono solo la scienza. Infatti alcuni grandi pensatori dellepoca vollero applicare questo modo di procedere anche alle altre discipline: Cartesio tent di fondare la sua filosofia e, in particolare, la sua morale a partire da un metodo molto simile a quello di Galileo. Il suo tentativo fin per far diventare il suo pensiero un circolo vizioso: il cogito garante dellesistenza di dio e il Dio garante della veridicit del cogito. Luomo, secondo lui, non conosce che le idee che le cose richiamano nella res cogitans, e lessere umano stesso non pi unito: da una parte il corpo, dallaltra la sua ragione. Si anche perso il legame tra i sentimenti, le sensazioni e il puro intelletto dedito al calcolo matematico. Con Cartesio si apre una profonda spaccatura tra il pensiero e la realt e, dora in poi, luomo cercher di trovare il ponte tra queste due parti della sua vita o affermer che esso non esiste. Per ora, per il francese la giuntura rappresentata da Dio, ma presto anche Dio non baster pi a tenerele unite. Nello stesso periodo, Hobbes e Locke tentarono di rendere razionale anche la politica, proggrammarono utopiche citt in cui tutto era precalcolato, codici in cui lo Stato doveva pensare a tutto in modo che lindividuo fosse in pace, seppur perdendo la propria libert. In altre parole, luomo cerc di trovare un equilibrio costruendosi regole pensate da lui secondo il metodo di Galileo. Galileo di sicuro non voleva arrivare a questo. Il fatto che quando luomo compie dei passi in avanti, spesso crede di poter rendersi felice da solo e dominare sul mond ; per questo tutto ci che gli ricorda che finito e ha bisogno di un Infinito per salvarsi va eliminato. La scienza sicuramente una cosa positiva e pure il progresso lo ; entrambi sono la realizzazione della ragione, una delle facolt pi alte donate alluomo. Il punto proprio ricordarsi che non lunica e che un dono. Riprendendo Galileo, la prima cosa losservazione, occorre guardare con semplicit alla propria vita: basta poco ad accorgersi che non siamo in grado di farci respirare o di risuscitare da morte e che non bastano dei calcoli o delle misure per dire chi siamo e cosa desideriamo. Insomma, ancora una volta, aveva ragione Galileo quando diceva che scienza e fede sono diverse ma complementari e nessuna delle due deve pretendere di poter rimpiazzare laltra.