You are on page 1of 8

I

Oggi

LINTERVISTA

IL COMODINO

LA MEMORIA

tuttoLIBRI
iPad Edition
NUMERO ANNO XXXV SABATO 30 LUGLIO 2011

Francesca Barra Pippo Baudo Indro Montanelli e la bellezza stregato ed il suo spirito contro le mafie da Edoardo Nesi indimenticabile
Con le recensioni e le classifiche dei bestseller

1776

tuttoLIBRI
Estate in giardino/5 Linfanzia e ladolescenza della scrittrice
con una madre giardiniera a Saint-Sauveur-en-Puisaye, a due passi dalla Borgogna, tra glicini e rose, pomodori e albicocche
GABRIELLA BOSCO

L AUTOSOLE

Il simbolo del boom


In un romanzo lItalia Anni 60
BOATTI P.II

CHI LIDIOTA

un elogio o un insulto?
Dai classici 800 alla politica doggi
TESIO - CAMON P. III

Casa e giardino vivono ancora, lo so, scriveva Colette ormai ge, diventata parigina da tempo, pensando al borgo in cui era nata, SaintSauveur-en-Puisaye, a due passi dalla Borgogna, un villaggio fatto di un vecchio castello, una torre saracena e una manciata di abitazioni arrampicate sul pendio della collina, i boschi alle porte. Ma che m'importa - aggiungeva con nostalgia e un po' di amarezza - se la magia li ha lasciati e si perso il segreto che apriva quel mondo - luci, odori, armonia d'alberi e uccelli, mormorio di voci umane gi sospese dalla morte.... Aveva trascorso l infanzia e adolescenza con la mamma Sidonie, il padre - capitan Colette, che aveva conosciuto gi anziano, amputato di una gamba per averla persa a Melegnano nel 1859 - Juliette e Achille (figli grandi che Sido aveva avuto da un primo matrimonio), il fratello Lo, che aveva tre anni pi di lei ma rimase sempre il picco-

Il paradiso perduto della piccola Colette


stello di Saint-Sauveur, accuratamente ristrutturato, ospita il museo Colette, manoscritti, documenti, percorsi interattivi attraverso vita e opere della scrittrice) aveva ed ha due facce, un dritto ed un rovescio. L'ingresso, la faccia per i visitatori, era severa: dava sulla rue de l'Hospice (oggi rue Colette), un po' annerita, grandi finestre senza grazie, una porta da vecchia casa borghese che oggi sembra piccola, cui si accedeva con doppia scalinata parallela alla strada, quest'ultima cos ripida che i gradini erano dieci da un lato e solo sei dall'altro. Sopra alla porta una piccola campana, come si usava negli orfanotrofi all'epoca. Faccia un po' dura, grave. La casa infatti, scrive Colette, sorrideva solo al suo giardino: dalla faccia interna, quella invisibile al

STORIE VISIONARIE

Quella casa, regno di ombre e ricordi, poi venduta per ragioni finanziarie, oggi un museo a lei dedicato
lo, perch fragile, silfo nell'animo e nel corpo, e con i tanti gatti che, una volta scrittrice, avrebbe trasformato in pagine. Per Colette quello restava un paradiso d'incanto che il tempo per, e i casi della vita, avevano allontanato da lei con dolore. L'imperizia negli affari del vecchio capitano - pap burbero e affettuoso a un tempo, innamoratissimo della moglie al punto da tentare operazioni finanziarie molto azzardate nella speranza assurda di poter preservare per lei i beni, la sua casa, e soprattutto il suo giardino, cui tanto era attaccata - aveva un giorno costretto la famiglia Colette a traslocare abbandonando per sempre in mani altrui, inevitabilmente sacrileghe, dimora e terreno. Gente che si permise di oliare il loro cancello zittendone cos la cara voce, quel -i-ian... unico, le quattro note spensierate dell'infanzia, avrebbe raccontato in uno dei libri dedicati alla memoria, quello che intitol alla madre, Sido - un solo essere al mondo, mio padre, la chiamava cos - e che rivest, una volta finito, della stoffa ricavata da un abito di lei. Realt ormai imprecisa e spenta, muta, si sarebbe rammaricata Colette, a confronto di un ricordo, lui invece preciso e colorato, sonoro, parlante. La casa (che continua a esistere anche oggi, per chi volesse vederla, adesso che il vecchio ca-

Aspettando il Messia
Cultura americana e radici religiose
R. BIANCHI P. IV - V

La bambina grattava la terra per scoprire le piantine, la mamma le ordinava: non toccare! Amava pi i fiori che lei?
passante - il suo rovescio. Da quel lato, verso il retro, dorato dal sole e coperto di glicine, il cancello di ferro si spalancava cantando le sue note. Anch'esso degradante, il giardino era diviso in due: Il Jardin-du-Haut comandava un Jardin-du-Bas. In basso, l'orto racchiuso e caldo, consacrato alla melanzana e al peperoncino, dove l'odore delle foglie di pomodoro si mescolava, in luglio, al profumo dell'albicocca matura. In alto, due pini gemelli, un noce dall'ombra lunga e poi piante di rose, tante piccole aiuole. Una vite e lill massicci il cui fiore compatto, blu verso sera, porpora di giorno, marciva presto, soffocato dalla sua stessa esuberanza. Il chiaro di luna poteva diventare terrificante - di quella paura che piace ai bambini sereni - colorato d'argento, di mercurio, d'ametista tagliente, di zaffiro acuto, nei riflessi di un vetro azzurrato, del chiosco in fondo al giardino. Era il regno di Sido. Se le pagine che ritraggono il giardi-

DIARIO DI LETTURA

Colette fanciulla sullamaca del suo giardino. Nella cornice, elaborazione grafica dal dipinto di Ettore Fico Glicine e porta, 1988 Colette, nacque a Saint-Sauveuren-Puisaye nel 1873, mor a Parigi nel 1954. Oltre che come scrittrice (celebre il personaggio di Claudine) si afferm nella societ francese come donna indipendente ed emancipata, attraverso il teatro, il giornalismo e i suoi liberi amori bisessuali
LETTURE
Nel 1930, a 56 anni, Colette rievoc il giardino - orto della sua infanzia nel libro Sido, (Adelphi 1989, pp. 95, 10) intitolato alla madre Sidonie, che per prima le insegn osservare la vita dei fiori. Quei ricordi gi erano tornati in La maison de Claudine (1922) e la figura della madre rivive in La nascita del giorno, 1927 (Adelphi 1986, pp. 147, 11). Lamore per i fiori testimoniato anche dalle descrizioni di bouquet raccolte Per un erbario (Passigli 2002, pp.105, 11,90). La vita della scrittrice raccontata da Claude Pichois e Alain Brunet in Colette, attraverso lettere, scritti e testimonianze (Bollati Boringhieri 2000, pp. 527, 51,65)

Nel segno di Toppi


Come far parlare le immagini
ALLIGO P. VIII

TUTTOLIBRI
A cura di: LUCIANO GENTA con BRUNO QUARANTA tuttolibri@lastampa.it www.lastampa.it/tuttolibri/

LA STAMPA

Continua a pag. II

II

Scrittori italiani
GIORGIO BOATTI

La madre giardiniera della piccola Colette


GABRIELLA BOSCO

Segue da pag. I

no della memoria sono cos turgide, il segreto tutto l: per Colette, rievocarlo significava far rivivere la mamma. E insieme, far riemergere quella sensazione mista di angoscia e di piacere che propria dell'infanzia: il timore, non espresso, non formulato, che l'amore di Sido per le sue rose fosse pi grande di quello per lei, bambina. La mamma entrava in giardino e l, prendendo i fiori sotto il mento per guardarli in faccia, diventava irraggiungibile. Piccola, una Colette di otto, dieci anni, visino a punta da volpe, trecce lunghissime, che nella zona speciale del giardino riservata agli esperimenti avrebbe voluto grattare curiosa la terra con le dita per scoprire che piantina vi si celava, era colpita da interdetto, un gesto fermo della mano materna: Non toccare! Guai! Mi hai capita bene?. Quel divieto, comprensibile, in fondo accettabile da parte di una mamma giardiniera, si sarebbe fatto un giorno scandaloso, trasformando in trauma indelebile un episodio di per s innocente. Il giorno in cui, tremenda, Sido festeggi la visita di una vicina che veniva a mostrare il suo neonato, un bimbetto di pochi mesi, offrendo a lui, alle sue manine grassocce, il pi bello dei fiori del giardino, una rosa cosciadi-ninfa che il piccolo port alla bocca e succhi per poi straziarne i petali, sanguigni come le sue labbra. Inaspettatamente, e violando la legge da lei stessa imposta, Sido aveva dato a un altro, bambino, maschio, figlio non suo, ci che a lei, sua figlia, negava ogni giorno senza scampo. Nel racconto, l'episodio assume valenza sessuale e i termini usati per descrivere la rosa ne fanno un capezzolo, ambito e tab per la piccola Colette, maltrattato invece con indifferenza dallo sconosciuto rivale. A monte, il gioco che Sido si dice facesse con Adrienne, strana amica della madre, scrive Colette, quando entrambe allattavano. Capitava che si scambiassero i neonati: Sido dava il seno al maschietto di Adrienne, Adrienne la punta bruna del suo alla piccola di Sido. Episodi veri, inventati? Quello che conta che Colette li ha scritti. Lei, che un marito giornalista e mondano, Willy, avrebbe portato via giovanissima dalla campagna, separandola da Sido e inducendola a prendere la penna per dar vita a quel ciclo di romanzi ingenuamente pruriginosi, la serie delle Claudine, cui a lungo il suo nome sarebbe rimasto legato, prima che si capisse e riconoscesse la grande scrittrice che Colette fu; lei che avrebbe lasciato quel marito per diventare attrice e mimo, giornalista, imprenditrice, per avvicinarsi alla radio e al cinema, lei che avrebbe gustato l'amore femminile prima di sposarsi ancora e ancora, e che sarebbe diventata, tardi, a sua volta madre; lei, ormai padrona delle sue pagine - e di che pagine, il giardino di Sido, Sido come giardino, sent, al di l del tempo trascorso, di volerli fissare cos.

Se vi piacciono narrazioni dove delitto e corruzione, sopraffazione e violenza si danno appuntamento ad ogni girare di pagina lasciate perdere La strada dritta di Francesco Pinto. Il romanzo ben radicato a protagonisti e a fatti assolutamente reali mette in scena una delle principali epopee della unificazione del nostro Paese: una sfida rappresentata dalla costruzione, tra il 1956 e il 1964, dellautostrada che congiunge Milano a Napoli. Quella dellAutosole stata una realizzazione del lavoro e delle capacit produttive italiane sulla quale, persino coi venti che spirano oggi, nessuno oserebbe alzare distinguo o riserve. E' un percorso di 755 chilometri complessivi - 113 ponti e viadotti, 572 cavalcavia, 38 gallerie - sul quale i cantieri avanzarono alla media incredibile di 94 chilometri all'an-

Romanzo Oltre 700 chilometri di asfalto,


la radiografia del boom come una fiction

Corre lAutosole strappacore

La strada dritta di Francesco Pinto: un viaggio realistico e commosso, laddio al tempo di guerra
no. Un dato strabiliante ancora oggi. Ne La strada dritta Francesco Pinto tesse con puntigliosa esattezza i riferimenti fondamentali al quadro politico e sociale del Paese, rammenta gli aspetti di cronaca, d conto dei segni di innovazione e di modernizzazione che tra la fine degli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta cambiano definitivamente il volto della penisola. Quella che va a dispiegarsi davanti al lettore una ricognizione realistica e commossa - talvolta persino troppo strappacore, tanto da lasciare intravedere quellimpronta indelebile dellautore uomo da televisione, essendo Pinto il creatore di programmi e di fiction tv di grande successo.

gegnere, reduce di guerra che sistema dolorosi conti in sospeso con se stesso guidando i cantieri nei luoghi pi desolati e pericolosi. E infine c' Gaetano, proletario immigrato nella Milano delle coree fatte conoscere da Visconti in Rocco e i suoi fratelli, che per tornare a casa, a Napoli, si imbarca nellimpresa. E passo dopo passo, galleria dopo galleria, asfalto dopo asfalto, raggiunger Maria, la fidanzata che fedelmente lo ha aspettato. Per sei lunghi anni. A far da contraltare a questi tre personaggi, e a tutti gli altri eroi positivi che li affiancano, non ci sono ancora i corrotti, i tangentari, i padroni delle tessere e i padrini dei territori attraversati. Piuttosto a cercare di rallentare il rullo compressore avviato dallingegner Cova e dai suoi la secolare italica burocrazia. Quella che allibisce davanti al progetto allestito in fretta e furia da uno scatenato team che andato negli Usa a vedere come funzionano, nel Nuovo Mondo, le autostrade. I burocrati ghignano quando vedono che Cova e gli altri artefici nel progetto non hanno previsto i paracarri: pensano a una svista. E lo stesso per

Una scena dal Sorpasso di Risi, 1962, film simbolo del boom a 4 ruote, con Trintignant e Gassman

E' un viaggio narrativo quello de La strada dritta che porta nel cuore del boom economico italiano. Il Paese si rimesso in piedi in meno di dieci anni dalle devastazioni della guerra. Nel maggio del 1955 il Parlamento approva la legge, proposta dallattivissimo ministro dei Lavori pubblici Romita, che sancisce la costruzione dellautostrada. Decolla cos una sfida colossale e si muove un affare da vertigine: eppure ne La strada dritta inutile andare a caccia di cricche annidate nel Palazzo, di collusioni tra gente per bene e tipi per male. Non si avverte neppure quellammorbante tanfo di tangenti che certamente non sono una connotazione esclusiva dei nostri anni. Mancano in questo affresco sulla costruzio-

p p p p

Francesco Pinto LA STRADA DRITTA Mondadori, pp. 315, 18 A LAutostrada del Sole ha dedicato un saggio Enrico Menduni, (il Mulino 1999, pp. 144, 9,30): una simbiosi di integrazione e dualismo Nord - Sud. Quel Sud che rest tagliato fuori: lo spiega Leandra DAntone in Senza pedaggio. Storia della Salerno - Reggio Calabria (Donzelli 2008, pp. 131, 14,50)

ne dellAutosole perfino quei faccendieri di lungo corso che stando ai parametri odierni non mancherebbero di affollarsi e di azzuffarsi attorno a una cos significativa committenza pubblica. In compenso i personaggi positivi, determinati e caparbi nel perseguire il bene del Paese, non mancano. Anche se un terzetto quasi simbolico, un trittico di tre Italie diverse ma decise a procedere insieme, a reggere lo snodarsi della narrazione. Sono tre i personaggi positivi, gli artefici che con ruoli assai diversi tengono la scena: c' il deus ex machina di tutta l'impresa, vale a dire quellingegner Felice Cova che davvero resse l'impresa con piglio da zar e adamantina determinazione. C' un giovane in-

Un mondo ideale, senza cricche e tangenti, una sfida che oggi pare impossibile, frenata solo dallitalica burocrazia
i marciapiedi che secondo loro dovrebbero affiancare il percorso e non ci sono. I culi di pietra dellAnas che devono concedere le autorizzazioni allibiscono quando scoprono che l'autostrada non va alla ricerca dei paesi, delle citt che deve raggiungere, non si piega alla geografia e nemmeno alla storia. L'autostrada ha un lavoro da svolgere e lo adempie in modo razionale. E poich la retta il sistema pi veloce per andare da un posto all'altro corre dritta. Il pi dritta possibile. (gboatti@venus.it)

ANGELO GUGLIELMI

Marco Mancassola con i racconti di Non saremo confusi per sempre punta a trovare una risposta alla domanda che angoscia da qualche tempo giovani scrittori italiani: dove e cosa la realt? Per lui vale la convenzione che la realt quella che incontriamo ogni mattina uscendo di casa; altro la letteratura, che, pur non essendo estranea alla realt anzi pur facendone parte essenziale e integrata, si manifesta attraverso un passo diverso, si fa carico di ambizioni differenti. E conclude: la letteratura conferire alla realt un impulso capace di sottrarla alla sua provvisoriet e consegnarla a una pi sicura stabilit. Cos ritaglia dalla realt

Racconti Storie-identit
salvate dalla letteratura

LItalia reale tra colpi di fucile e terribili buche


vora (da scrittore) per dar loro un senso pi ampio di quel che denunciano, proiettandoli in una dimensione che pur confermandoli nella loro odiosa drammaticit ristabilisca leternit dellesistenza e la sua immodificabile cadenza. Compie per cos dire una opera di normalizzazione poetica ricorrendo a vari e spesso (qualche volta?) incisivi accorgimenti. Intanto distende il linguaggio tanto pi quando si scontra con i picchi di drammaticit dei casi rievocati, predisponendo il lettore alla rinuncia a ogni facile emozione. Sfebbrata la base di partenza, interviene o apportando piccole ma essenziali modifiche ai fatti testimoniati o inserendo in un contesto narrativo pi ampio il dato cronachistico a disposizione. Cos nel primo racconto riferito al delitto Savoia (a mio giudizio il migliore) l'autore affida te del ragazzo tedesco, il suo (del ragazzo stesso) allontamento inspiegabilmente vivo e sorridente il corpo intatto, la pelle splendente nella luce dellalba sul canotto del principe verso il largo suscitando smarrimento e meraviglia tra gli spettatori presenti. Che sembrava gli volessero urlare di tornare, e insieme di andare lontano, lontano da noi e dal nostro dolore. Lontano da noi e dalla nostra realt. Lontano. Lontano dal nostro regno perduto. La stessa tensione di recupero esistenziale, fortemente nutrito di comprensione umana, lo ritroviamo nella rievocazione del Caso Alfredino che non muore soffocato dal fango nel buco in cui precipitato ma, incoraggiato dagli inconsapevoli auspci della folla accorsa (cera anche il Presidente della Repubblica), piuttosto sprofonda in un viaggio verso il centro della terra do-

Marco Mancassola

Cinque casi, dallisola di Cavallo a Vermicino, dal bambino sciolto nellacido alla Englaro, rivisti da Mancassola
cinque casi (scegliendoli fra i pi densi) - il giovane Savoia che spara e uccide il ragazzo tedesco allIsola di Cavallo, Alfredino ingoiato da una buca a Vermicino, linterruzione della vita di Eluana Englaro, il ragazzo palermitano sciolto nellacido e il diciottenne di Ferrara vittima di un pestaggio ad opera dei poliziotti - e vi la-

p Marco Mancassola p NON SAREMO CONFUSI


PER SEMPRE

p Einaudi, pp. 140, 16

la rievocazione a una efficace messa in scena teatrale ambientata in riva al mare nella stessa Isola di Cavallo in cui i fatti si svolsero, limitandosi a modificare il finale che nella finzione scenica (con un colpo a sorpresa) prevede, oltre il colpo di fucile del principe e il ferimento a mor-

ve scopre di non essere pi triste. In realt di colpo era felice. Anche se era piccolo capiva che il suo era un viaggio importante e che difficilmente sarebbe tornato indietro ma questo, a un tratto, non gli faceva pi paura. Diversa l'impostazione delle altre tre rievocazioni (Englaro, il bambino bruciato nellacido, il ragazzo di Ferrara) in ciascuna delle quale il caso di cronaca viene allargato o meglio integrato con una storia (una immaginazione) parallela, cos che uscendo dal confronto risulti risollevato (forse pacificato) da prospettive di riscatto che, conservandolo come grumo di dolore, lo restituiscano alla normalit della vita. Per Mancassola luomo nostro vicino, pur destinato a soccombere alle nequizie con cui inevitabilmente si scontra, non pu morire: e forse cos se (luomo) esiste ancora.

Tuttolibri
SABATO 30 LUGLIO 2011 LA STAMPA

III

GIOVANNI TESIO

Una cavalcata che ha per tema lidiozia letteraria: le metamorfosi che la figura dellidiota ha vissuto nei secoli. il saggio di Paolo Febbraro Lidiota. Una storia letteraria, appena pubblicato dalleditrice fiorentina Le Lettere. Tante opere attentamente esplorate alla ricerca di somiglianze e differenze. Dalle corrusche tragedie di Euripide alle spericolate favole di Aristofane, da Socrate a Cristo, da Lucrezio ad Apuleio, dalla Chanson de Roland a San Francesco, da Machiavelli a Bruno e Campanella, da Shakespeare a Cervantes, da Diderot a Leopardi, da Stendhal a Hawthorne e a Melville. Per approdare a Gogol, Goncarov, Tolstoj, Dostoevskij (che poi l'autore di quell'idiota eponimo, lidiota assurdo o idiota quia absurdum, che il principe Mykin). E finire con Walser, Kafka, Virginia Woolf, Chesterton, Haek, Gombrowicz, il Gadda di Ciccio Ingravallo e del Pasticciaccio. Con sonde sapienti e indipendenza di giudizio, Febbraro d vita a un ampio reticolo di riferimenti e citazioni. Leggendo i grandi scrittori, sottopone gli esemplari di un ben collaudato canone classico

Una scena da Lidiota di Dostoevskij a teatro, regista Glauco Mauri, 1994 ( da sin. Massimo De Rossi e Roberto Sturno)

Lidiota in letteratura Identikit di una figura


proteiforme, dai classici greci al nostro 900

Una cavalcata di Paolo Febbraro da Euripide a Shakespeare, da Gogol e Dostoevskij a Palazzeschi e Gadda
(definito come ci da cui onestamente non si riesce a sfuggire) al vaglio di una verifica spesso spiazzante (bella lezione di metodo il suo invito a non mai leggere gli autori come un tutto unico). Figura proteiforme e anfibia (come le rane, come lo scarabeo stercorario, che coprofago e insieme capace di celeste elevazione), l'idiota sinonimo di fluidit e di pieghevolezza, ma non defi-

Carissimo fool amico inafferrabile


nibile una volta per tutte e va ogni volta ri-definito entro gli ambiti, i tempi, i testi in cui si muove con diversa modalit e notevoli varianti. un isolato, un bastian contrario di statuto debole ma di tenacissima resistenza. sciocco e intelligente, dissimulatore e franco, straniero e indigente, sradicato e residente, viandante e stanziale, inadattabile e confacente, basso e sublime, assennato e buffone, dionisiaco e contemplativo, apatico e mite, angelico e demonico, buono e cattivo, infantile e regressivo, comico e tragico, metamorfico e mercuriale, saturnino e inattivo, volatile (come le nuvole) e
p Paolo Febbraro p L'IDIOTA
Una storia letteraria

p Le Lettere, pp. 330, 18 p Lautore (Roma 1965) poeta e


critico letterario, studioso, tra gli altri, di Saba e Palazzeschi.

flessibile (come il giunco). Enigmatico sempre, sempre sgattaiola, sguscia, scappa. Ma sempre risulta - come sostiene Febbraro - l'uomo che resta s stesso o che sta per s stesso. Di volta in volta l'ispirato, il fool, il profeta, il candido, il selvaggio, il santo, l'eslege, il flneur, l inetto, l'abitante di una mobilissima frontiera che sta tra l'illusorio e il reale, la vita e la morte, la superficie e la profondit, la follia e la genialit, la Natura e la Cultura (uno dei rapporti pi trasversali). Renitente a norme e normative, alieno da paradigmi, da ruoli prestabiliti, da statuti uti-

litari, da chiusi recinti, dagli imperativi del secolo, la sua condizione l'erranza, le sue compagne sono l'astensione, l'astinenza, la sospensione, la rinuncia, la sua bussola il paradosso, il suo destino il rovescio, la sua figura retorica l'ossimoro. Mostrandosi cos - tra apparenza e verit - diventa il protagonista di un'avventura mutevole, in cui specchia la sua ragion d'essere. Febbraro sottolinea come l'idea prima del suo saggio sia venuta a partire dal palazzeschiano fumismo di Perel e che da quest'omino di fumo cristologico incendiario di carta - sia poi maturata l'esigenza di indagare un intero mondo, un vero e proprio universo: un fiume figurale che mette in gioco tanto le origini stesse della letteratura occidentale quanto - criticamente parlando - la necessit di affidarsi ai plurimi carotaggi della mitologia, della filosofia, dellantropologia, della linguistica, della psicologia. Il molto distinguere evita il rischio del generico e dellindistinto. Almeno quanto evita di usare troppo comodi passe-partout. Se mai ci sarebbe da osservare come poco si parli qui (pur comprendendone le tacite ragioni) di scrittori come Pirandello, Svevo, Tozzi (nemmeno citato), che non sarebbero stati di certo a pigione. Ma Febbraro mostra di saper bene come - dopo la sua proposta di storia, appoggiata del resto a un'ampia bibliografia - altre e non troppo pacifiche storie si potrebbero scrivere dopo la sua. Una per tutte? Da Apuleio a

In breve
MACCACARO E COLLEGHI

Scienziati dItalia
= E stato il fondatore di
Medicina democratica, il direttore della rivista Sapere e il curatore della collana Feltrinelli Medicina e potere, Giulio Alfredo Maccacaro (1924 1977): non fece in tempo a vedere realizzate le riforme della sanit per cui tanto si era tra i primi battuto, ponendo al centro i diritti del malato e la prevenzione. Quanto quelle idee restino attuali lo conferma lantologia dei suoi scritti LUmanit di uno scienziato (a cura di Enzo Ferrara, Edizioni dellasino, pp. 282, 12). Scienziati di oggi, 7 ricercatori (uno per tutti, Rizzolatti) che preparano il futuro: I nipoti di Galileo narrati da Pietro Greco (Dalai, pp. 368, 18). Scienziato di ieri, matematico e patriota garibaldino (allanagrafe Giuseppe Barilli, esperto di idraulica, inventore della paltelata per arginare le alluvioni): ecco il Quirico Filopanti (il suo nome di battaglia, perch voleva bene a tutti), raccontato ai ragazzi da Antonio Faeti, con le scintillanti illustrazioni di Cinzia Gagliano (Bononia Univesity Press, pp. 52, 30).
RITRATTI

Il busto e la cera
= La committente e lartista:
in Monsieur Giacometti, vorrei ordinarle il mio busto (Abscondita, pp. 138, 14) Paola Carola rievoca, svela, il suo incontro con il maestro, la nascita di unamicizia che si estese alla moglie (e modella preferita) Annette. Una Storia del ritratto in cera, dagli antichi al 900, prima dellavvento di fotografia e cinema, un classico del 1911 di Julius von Schlosser proposto ora da Medusa a cura di Marco Bussagli (pp. 248, 16,50): unarte legata in origine al culto dei defunti, rappresentare per non morire.

L erranza come condizione, il paradosso come bussola, in bilico tra follia e genialit, debolezza e resistenza
Cervantes, da Sterne a Virginia Woolf, polimorfismo e polifonia non sono forse l a testimoniare come l'idiota sia stato anche un formidabile (e teatrale) suggeritore di forme in deroga, di poliedrici congegni, di aperte costruzioni?

FERDINANDO CAMON

Checch ne dica Gad Lerner nella prefazione, il titolo, Lidiota in politica, un pugno sui denti ai leghisti e agli italiani che votano Lega. Poi, daccordo, il libro cerca di smorzare loltraggio che sta in quellidiota riferito alla Lega e al suo capo, ma la svalutazione e la derisione restano sempre, e non sotto traccia. Il libro utilissimo, una miniera di osservazioni e interpretazioni. Molto originali, nuove per noi italiani (lautrice Lynda Dematteo francese). Evidentemente, scattato nello studio del fenomeno Lega quel proverbio che dice: Occhio di straniero vede meglio di sparviero. Lautrice s piazzata per un anno e mezzo nel cuore della Lega, larea dove la Lega raccoglie pi voti, la Bergamasca, s infiltrata tra i capi e i capetti, li ha seguiti nella sede del partito, nelle osterie, nei comizi, nei viaggi ai raduni, nelle celebrazioni dei loro riti, ha preso una vagonata di appunti, ed eccoli qui nel libro. Non uno studio politico, non una cronaca giornalistica, non un giudizio morale: una analisi antropologica, la radiografia delluomo-leghista. Quindi della lingua del leghista, la cultura, la sessualit, la militanza, lhabitat, il suo successo

Lidiota in politica Analisi


provocatoria della Lega Nord

Alla corte del re ci sono bifolchi che fanno i buffoni


e i perch di questo successo. Idiota il leghista, non solo Bossi. Lidiota , nel linguaggio corrente, lo scemo, il rozzo, lincolto, il maleducato, luomo che non si comporta bene nei luoghi dove ci si deve comportare bene. Ci si deve comportarsi da bifolchi. Non lo fanno per stupidit o per ignoranza, ma (qui la Dematteo non molto chiara, da buona francese ha sempre in mente Le Pen e il lepenismo che sono unaltra cosa, pi minacciosa ma pi debole) perch tengono presente un dato di partenza: se si trovano nelle stanze del potere, perch il potente ha bisogno di loro e li ha chiamati. Il potere debole, loro sono forti. La loro entrata nelle stanze del comando non ha la minaccia fascista o nazista (esagerato il paragone del Sole delle Alpi con la svastica), ma ha il sapore della provocazione e dello sberleffo. Che il ruolo del buffone a corte. Primo buffone, Bossi. Caduto Bossi (prima linfarto poi lictus lo han dimezzato, ormai un mezzo leader, o anche meno). Secondo buffone, Cal-

Renzo Bossi: lui lerede nel partito, per la sociologa Dematteo


ALTRI NORD

p p p p

Lynda Dematteo LIDIOTA IN POLITICA trad. di Matteo Schianchi Feltrinelli, pp. 268, 16

Kronaka
E un viaggio nel cuore oscuro del Nord quello che Stefano Nazzi, giornalista di Gente, compie in Kronaka (Laterza, pp. 167, 16): otto casi di cronaca nera, dal delitto di Garlasco alle sataniste di Chiavenna, dal branco di Leno al massacro di Gorgo, passando per Somma Lombardo, Como, Milano e Verona, andando oltre stereotipi e pregiudizi, per indagare il contesto economico e sociale, il brodo di cultura

Una sociologa francese svolge unantropologia del partito famiglia: linguaggio, cultura e ragioni di un successo
comportare bene soprattutto nei luoghi dove si esercita il potere. Quindi nella politica, nel Parlamento, nei ministeri. I leghisti sono arrivati a far politica venendo da strati sociali che erano da sempre esclusi dalla politica. Sono i bifolchi che mettono piede alla corte del re, e continuano a

Inganno padano
La Lega Nord raccontata, attraverso i suoi militanti, da due giornalisti del Sud, siciliani, Fabio Bonasera e Davide Palermo. Il loro giudizio gi tutto nel titolo Inganno padano (La Ziza, Palermo, pp. 176, 14,90). Non solo grottesco ma pericoloso, aggiunge Furio Colombo nella prefazione.

deroli. Che dunque sarebbe il suo successore. Forse dallestero han colto il passaggio del testimone, che qui in Italia non ci stato cos perspicuo. Son tante le cosucce che, da buona straniera, la Dematteo ci rivela o ci corregge. Il libro ricchissimo. Da leggere assolutamente. La Dematteo giura che quando a Bossi gli venuto il coccolone non era con la soubrette che il nostro gossip ha sussurrato di orecchio in orecchio per tutta la nazione, ma stava con la moglie. Chiss perch il coccolone, nella vulgata, vien sempre con lamante e mai con la moglie. Il gossip era pi carino, perch udendo il nome della soubrette il lettore medio pensava: Beh, valeva la pena. Il buffone fuori controllo, sta nellombra e organizza le sue trame. Creatore del parti-

to anti-partiti, distruttore della prima repubblica, denunciatore dei clan e delle correnti, Bossi finisce col creare un partito-famiglia, in cui tutti i membri del suo clan, parenti suoi o della moglie o parenti dei parenti, vanno ai posti di potere, dove non fanno granch, perch non hanno cultura, ma intascano molto: sono posti da alti stipendi. La Dematteo nomina il figlio Renzo pi tardi, quando si chiede chi verr dopo Bossi, e prevede che dopo Bossi verr un altro Bossi, Renzo dopo Umberto. Renzo per starebbe bene anche citato nel clan dei parenti a caccia di stipendi: bocciato tre volte alla Maturit, salito come un fulmine al Consiglio regionale della Lombardia, 12 mila euro al mese. Uno sputo in faccia ai maturati al primo colpo, magari con 60 sessantesimi, e precari a vita, la peggiore Italia. Mi accorgo di stare pi sullidiota, mentre la Dematteo sta pi sullidiozia. Ma comunque il lungo e delizioso e ricco e originale viaggio della Dematteo termina col buffone a corte, Bossi da Berlusconi: ma ora noi italiani siamo a un doppio bivio, per noi si pone il problema del dopo-Bossi ma anche del dopo-Silvio. Dopo il re ci sar un altro re? E avr ancora bisogno di un buffone? E, visto il caso Mondadori, ci sar ancora una corte? (fercamon@alice.it)

IV

Scrittori stranieri
RITORNA VICKI BAUM CON TUTTI MATTI IN PROVINCIA

Un bacio tra il regista e la star


= Dopo Grand Hotel, riproposto lanno scorso da
Sellerio, riecco un altro grande successo di Vicki Baum Tutti matti in provincia ( a cura di V. Daniele, Salani, pp.239, 14,50), rimasto dimenticato dal 1954 quando usc per Mondadori. Vicki Baum l'antisegnana della scrittrice di best seller, firm oltre 50 titoli. Donna di grande fascino, elegantissima e con un senso dell'umorismo non comune, era nata a Vienna da una famiglia di origine ebraica; avrebbe voluto suonare l'arpa ma il succcesso di Grand Hotel, - poi interpretato da Greta Garbo - la indusse a scegliere la scrittura. Fu una delle pi note sceneggiatrici di

Vicki Baum

Hollywood, lavor per la Paramount e la MGM . In questo Tutti matti in provincia del 1930 si percepisce tutta la tecnica e la conoscenza diretta dell'ambiente cinematografico maturate dalla Baum. Nella tranquilla cittadina di Lowinckel, dove fa molto freddo e il tempo scorre piano, vive il medico Persentheim con la moglie e la figlia. Una famiglia anomala, costruita sul duro lavoro di lui e sulla totale dedizione di lei nei confronti dei pazienti e della casa. Per accidente del destino, capita un grave incidente alla macchina di una compagnia strampalata costituita da un regista, una star del cinema e un giovane e bellissimo boxeur. Muore l'autista e il volto perfetto dell'attrice rischia di restare sfigurato. Grazie all'impegno del dottore tutti riusciranno a salvarsi e a ripartire ma

intanto nata una passione tra il mondano regista e la moglie del dottore dal tratto gotico. Un amore consumato in pochi giorni brucianti che non va mai oltre ad un bacio, un'intesa per capace di sconvolgere gli equilibri ma pure di rischiarare sulle vere priorit di ognuno. Un romanzo perfetto nell'ambientazione, nella capacit di delineare i personaggi (indimenticabile il proprietario del negozio della cittadina che anelava ad un'altra vita), nella costruzione della trama. Mai scontato, sempre ironico, a tratti malinconico, il testo fila via come un film d'epoca non ingiallito. Finale di buon senso che insegna a vedere anche in un' apparente non vita una diversa profondit rispetto alla volubilit dello star system. Camilla Valletti

CLAUDIO GORLIER

Un incidente di auto, nel cuore del Sudafrica, John Wraith, 46 anni, si addormenta al volante mentre guida a tutta velocit, esce di strada. Quando si risveglia dal coma in ospedale scopre che la moglie Deborah e la figlia Isabelle, di cinque anni, sono morte nellincidente. Le circostanze rimosse della tragedia le apprende dalla sorella quando esce dal coma. Cos prende corpo angosciosamente Nessun dorma, romanzo di Alistair Morgan, nato a Johannesburg nel 1971, e il tormentato narratore, in prima persona, il superstite John. La memoria ha cancellato tutto, ma non linesorabile impulso di lui a porsi tutta una serie di imperiose, torturanti domande. John studioso di psicologia, docente e giornalista. In un suo libro rifacendosi alla teoria di Erwin Staub, secondo il qua-

Morgan Un incidente dauto: in coma


il guidatore, distrutta la sua famiglia

Un colpo di sonno in Sudafrica

Nessun dorma: un trauma che innesca torturanti domande, una fuga nella Natura per cercare nuova vita
le: in determinate circostanze, la regola e non leccezione che persone normali come voi e come me commettano atti di crudelt. E allora, si davvero trattato di un incidente? Come faccio a sapere che non si trattato di un atto deliberato provo-

p p p p

Alistair Morgan NESSUN DORMA trad. di Chiara Brovelli Fandango Libri, pp.240, 17,50

Alistair Morgan

cato da un innato risvegliatosi dentro di me per aiutarmi a fuggire dai miei fallimenti?. Il matrimonio tra John e Deborah aveva attraversato periodi critici, una separazione, tensioni lancinanti prima della riconciliazione e addirittura del progetto di un altro figlio.

Uscito dallospedale, John si rifugia nella casa del cognato, dinverno, in un territorio affacciato sullOceano Indiano, in piena foresta. Lo conosco bene, e capisco la scelta di chi si contorce mentalmente, ancor pi che fisicamente, quasi che la natura libera possa liberarlo. Ma non

cos. Conoscer, in una sorta di problematica relazione, alcuni personaggi altrettanto problematici, e soprattutto avr una relazione al tempo stesso torbida e trascinante, ambigua e insopprimibile, con unadolescente. Anche questa volta la conclusione si carica di tragedia, di senso della morte, in qualche modo - forse - pi simbolica che reale. Simbolica appare una sorte di replica del trauma iniziale, quando la giovane donna, gli occhi di un cadavere, viene trasportata su un furgone in ospedale. John ha scoperto il male, il peccato, la crudelt lucidamente descritta da Staub. Ritorna, solitario, a rifugiarsi nella natura, ora seduto sulla roccia che domina Citt del capo, ora scendendo a tuffarsi nelle acque delloceano, anzi, dei due oceani che al Capo si fondono. La nuova vita mi trascina a valle. E non ho motivo di opporre resistenza. Cos il romanzo termina quasi con una epigrafe, che equivale a una impossibilit, o incapacit, di comprendere automaticamente il proprio io. O, piuttosto, nella permanenza del dilemma, degli interrogativi, della resa. Si fatto il nome di Coetzee a proposito di Morgan, ma penso a Andr Brink, laltro grande scrittore sudafricano che non ha caso ha apprezzato Nessun dorma, limpidamente tradotto da Chiara Brovelli. Nel segno di una duplicit insormontabile dellio, di una salvezza cercata nel talismano della natura, Morgan ordina alla parola di evocare, nel territorio privilegiato del Sudafrica, un eroe del nostro tempo.

RUGGERO BIANCHI

Presentato come un libro di paesaggi nordamericani da situarsi nella zona grigia tra narrativa e storia e dedicato a tutti i Canadesi passati e presenti ma contro tutti i dogmatici e i loro eserciti, Venga il tuo regno di William T. Vollmann - seconda tappa dell'ambizioso progetto Sette sogni, dopo La camicia di ghiaccio, uscito sempre da Alet - soprattutto una reinvenzione visionaria della storia ignorata o dimenticata del Canada e pi in particolare del territorio solcato dal fiume St. Lawrence, un tempo Nova Gallia e oggi Qubec. Un gigantesco affresco epico e filologico, ascetico e dissacrante di popoli e luoghi, avventurieri e missionari, martiri e guerrieri, sante e prostitute, carne da macellare e anime da salvare. Un paesaggio geografico e mentale, rifratto come in un labirinto di specchi deformanti in una scrittura inquieta e bizzarra, a volte arcaicizzante e a volte addirittura criptica, che lo traduce in un personalissimo sogno al cui interno le credenze e le tradizioni indigene, i miti e le leggende di Irochesi, Uroni, Algonchini, Montagnais, Micmac e Inuit s'intrecciano, si confrontano e si scontrano con le cronache storiche e i rapporti militari, i diari degli

Storie visionarie Missio

femminile tra i mormoni,

Tutti as il novello

Venga il tuo regno il gigantesco affresco ascetico e dissacrante di Vollmann tra Uroni, Irochesi, Micmac, Inuit
esploratori e i racconti dei viaggiatori e soprattutto le relazioni dei Gesuiti che, spinti (non solo e non sempre) dal fervore missionario e dallo zelo religioso, furono tra i primi occidentali a risalire la valle del St. Lawrence. Un'avventura che, fin dalle pagine iniziali, si dilata in percorso metaforico e metafisico pi che geografico, lungo un fiume del tempo modellato sugli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, miranti a una difficile ma remunerativa ascesi dal vortice dei peccati e dalla corrente dell'afflizione verso la mistica visione del Cristo risorto e del Paradiso. Ma la teologia delle famigerate Vesti Nere stenta a sintonizzarsi con lo spirito e il pensiero dei nativi, inclini all'animismo e restii a vedere il corpo e la sessualit come strumenti di peccato. Lo dimostra la figura di Kateri Tekakwitha (1656-1680), la prima santa irochese, oggetto di culto e venerazione da parte di suore e prostitute (il precetto supremo di entrambe non forse l'amore del prossimo e il dono sacrificale del proprio corpo?) nelle chiese e nei bordelli di un territorio qubecois dove l'imprecazione e l'insulto non ricorrono a vocaboli scatologici o sessuali bens sacri e religiosi. Che altro attendersi, d'altronde, dall'incontro tra il mondo del chiostro, immerso nell'apprendimento di antichi saperi, e le orde selvagge della foresta con la loro antica barbarie? Il dibattito sulla natura, la

GIUSEPPE CULICCHIA

Per capire davvero quanto il filone vampiresco, riaffermatosi nel corso degli ultimi anni grazie a Stephanie Meyer e alla sua Twilight-saga e alle pellicole ispirate ai suoi personaggi idolatrati da milioni di adolescenti, bisogna sfogliare un tabloid come il Sun, celebre per le ragazze svestite e i titoli sfrontati: perfino il Sun infatti ormai ospita nella pagina dei comics una striscia che ha come protagonisti sexy discendenti del Dracula originario, figlio di Bram Stoker. Cos L'ultimo lupo mannaro, il nuovo romanzo dell'inglese Glen Duncan edito da Isbn, primo corposo capitolo di quella che si preannuncia come una trilogia, allo stesso tempo una conferma e una sorpresa. Una conferma perch il filone new-horror funziona, cosa che per esempio ha spinto l'anno scorso la Newton Compton a pubblicare 666. Io sono il diavolo, altra opera di Duncan uscita in patria nel 2002; una sorpresa perch tra tanti prodotti pi o meno seriali L'ultimo lupo mannaro spicca decisamente per qualit di scrittura, oltre che per l'innegabile humor nero, cose che unite alla necessaria ferocia e a una certa dose di sesso & violenza ne fanno una lettura che va al di l del presunto genere di appartenenza, anche perch eventualmente i generi in questione sarebbero pi di uno: dal romanzo filosofico a quello cosiddetto rosa,

Duncan Tra humour nero e thriller,


con una speciale qualit di scrittura

Getta la spugna lultimo lupo mannaro


zione sulla faccia della Terra, visto che al Berlinese, un esemplare della sua stessa specie di nome Wolfgang, hanno appena tagliato la testa. Stanco della Maledizione che lo ha colpito duecento anni prima e che a ogni luna piena lo trasforma in un mostro assetato di sangue, braccato da Eric Grainer (a cui Jacob ha divorato il padre) e dal Wocop (l' Organizzazione Mondiale per il Controllo dei Fenomeni Occulti) progetta di arrendersi al prossimo plenilunio: Quanto vivono i lupi mannari? Stando al Wocop, circa quattrocento anni. Non so come fanno. Ovviamente uno ci prova, si pone dei traguardi - il sanscrito, Kant, il calcolo avanzato, il Tai Chi - ma queste cose affrontano solo il problema del Tempo. Il problema grosso, quello dell'Essere, non fa che diventare pi grande. E lui, che ha dato fondo a tutto, dall'edonismo all'ascetismo, si sente logoro. Ha la nausea. Jacob, inoltre,

un lupo mannaro che non dimentica il suo lato umano nel momento in cui muta, coprendosi di peli. Il che rende le cose ancor pi spaventose, per lui e per il lettore. Tuttavia, quando tutto sembra gi scritto, il protagonista viene a sapere che in realt non rimasto solo. C' un altro essere come lui, sotto il cielo stellato che nel giro di trenta notti ospiter la nuova luna. E si tratta di un esemplare femminile, il che complica subito le cose. Impossibile riassumere qui i colpi di scena e restituire le emozioni che si fanno strada nel let-

Jacob Marlowe progetta la resa per il prossimo plenilunio, sennonch...: un romanzo che diverte e fa pensare
tore pagina dopo pagina. Glen Duncan mischia sapientemente alto e basso, strizza l'occhio agli adolescenti (ebbene s, ci sono anche i vampiri) ma scrive per gli adulti, e come si accennato non esclusivamente per gli appassionati del genere. Perch, al di l dei generi e del marketing editoriale, L'ultimo lupo mannaro quel che si dice un prodotto di qualit, leggendo il quale ci si diverte (molto) e insieme ci s'interroga non solo sulla natura dei lupi mannari ma anche su quella degli uomini, che da parte loro da sempre si adattano a commettere atrocit, e sul confine tra Bene e Male. E la qualit paga. O no?

Una raffigurazione di Kateri Tekakwitha (1656-1680


ALTRI VISIONARI

Demoni
C un solo demone e si chiama Catch in Demoni di Christopher Moore (trad. di Luca Fusari, Elliot, pp. 254, 16,50). Ma basta per metterea soqquadro una citt in California, tra surfisti e poliziotti, streghe finte e lestofanti veri. Ne fa le spese per primo il seminarista di cui ha preso possesso. Comico, grottesco, graffiante.

p p p p

Glen Duncan LULTIMO LUPO MANNARO trad. di Tomaso Bianciardi ISBN, pp. 478, 16,90

Vangelo della scimmia


Che succede se una scimmia fa naufragioin unisoletta al largo dellInghilterrain pieno 800, dove gli abitanti si attengono, a modo loro alle Sacre Scritture? E vogliono convertirlaperch il diverso non turbi le loro certerzze ? Dovranno fare i conti con Il Vangelo della scimmia raccontato da Christopher Wilson (trad. di Luigi Cojazzi, MeridianoZero, pp. 158, 13). E le conseguenzesaranno esilaranti.

passando per il puro thriller, che giganteggia nella seconda parte del libro. Protagonista della vicenda Jacob (nome naturalmente biblico) Marlowe (cognome certamente letterario), che fin dalla prima riga del romanzo viene informato del fatto di essere rimasto l'ultimo licantropo in circola-

Tuttolibri
SABATO 30 LUGLIO 2011 LA STAMPA

IL PESO DEL TEMPO: RACCONTI DI LUTZ SEILER

Tredici cortine di ferro


= Esordienti come Lutz Seiler sono una rarit.
Diventato famoso per le sue poesie, debutta nella narrativa e subito vince il Bachmann, il pi prestigioso premio letterario austriaco. In Germania - nato a Gera, nellex Ddr, nel 1963 - considerato uno dei migliori scrittori della sua generazione. E s che linizio della sua vita non andava affatto in quella direzione. Nato e cresciuto in una piccola citt mineraria della Turingia, dove si estraeva luranio per le centrali nucleari sovietiche, frequenta un istituto professionale e diventa muratore e falegname. il servizio militare a cambiarlo: a ventanni, in

caserma, scopre la poesia. La divora, la tasta. Si butta. Si mette a studiare germanistica. Ha talento, e glielo riconoscono. Pubblica poesie dense e intense. Arrivano gli editori importanti, i premi che contano, i reading nelle sale stracolme. Poi, alla svolta dei quarantanni, non gli basta pi. Si mette alla prova con la narrativa. Il primo racconto - Turksib, storia del suo viaggio in treno attraverso il Kazakistan - subito premiato. Il tappo del non detto salta: altri dodici racconti sgorgano dal suo passato, pezzi di vita vissuta o osservata, raccontati sempre nello stesso punto: quello dove esistenze normali allimprovviso svoltano, e quel movimento brusco lascia vedere la crepa che lentamente si era aperta, allargandosi in silenzio fino a rendere ineludibile il salto.

Raccolte sotto il titolo Il peso del tempo (Del Vecchio Editore, pp. 222, 15) nella bella traduzione di Paola Del Zoppo, le tredici storie raccontano qualcosa di poco conosciuto: lEst tedesco della Cortina di Ferro nella quotidianit della provincia, con il suo odore di povert e la chiusura degli orizzonti ben pi terribile che a Berlino. Eppure proprio di questo si nutrono i personaggi che Seiler mette nei suoi racconti: il custode della scuola, la scacchista geniale e malmostosa, la bambina col cappuccio, loperaio del ponte elevatore, il padre che torna dalla guerra. Vite raccontate con amorosa minuziosit. Perch di s che Seiler parla, quando parla di loro. Marina Verna

Lutz Seiler

onari e selvaggi in Canada, una ribellione , la reincarnazione di Cristo in un manovale

spettano o Messia
p p p p
William T. Vollmann VENGA IL TUO REGNO tad. M. Bocchiola e M. Toffanin Alet, pp. 840, 22

prospettiva per drasticamente ribaltata: non pi l'indigena convertita in santa e assorta in pratiche di mortificazione ai limiti del masochismo; bens la ribellione di due mogli succubi e vittime dei mariti ai maggiorenti e alle guide spirituali della Chiesa di cui fanno parte. Due donne che, in tempi e luoghi diversi, trovano il coraggio di combattere le sacre leggi del matrimonio plurimo praticato dai fondamentalisti mormoni. In una cittadina immaginaria dell'Arizona contemporanea dove ancora vige la poligamia, una delle spose accusata di aver ucciso il pater familias e Jordan, il figlio gay rinnegato ed espulso dalla comunit come apostata e sodomita, indagando per dimostrarne l'innocenza, s'imbatte in Moglie numero 19, ovvero storia di una vita in schiavit nella quale si rivelano i dolori, i sacrifici e le sofferenze delle donne nella poligamia, un memoir scandaloso scritto e diffuso nel 1875 da Ann Eliza Young, una delle tante consorti di Brigham Young (successore di John Smith alla guida della Chiesa), la quale, dopo aver trovato la forza di divorziare e di abiurare, si batte per l'emancipazione delle donne dai fanatici padri/padroni che in nome di Dio e della Rivelazione vorrebbero disporne a piacimento. Anche nel bel romanzo di

Le mogli di Ebershoff contro i mariti poligami, L ultimo testamento di James Frey oltre la solita solfa new age
Ebershoff storie reali e storie inventate s'intrecciano strettamente, nel tentativo di comprendere la deriva persistente e forse ineliminabile di credi religiosi che, in nome dell'amore, della pace e dell'ordine, degenerano nella sopraffazione e nell'abuso. Alla radice, l'interrogativo di fondo resta quello che, nelle forme pi varie ed eterogenee, riaffiora in molta narrativa recente: come reagirebbe il mondo contemporaneo se si attuasse la profezia del Secondo Avvento? Prova questa volta a rispondere James Frey, lo scrittore pi chiacchierato, discusso e ostracizzato d'America, il quale nell'irriverente e solo in apparenza blasfemo L'ultimo testamento della Sacra Bibbia fa reincarnare il Cristo in un manovale che, dopo essere sopravvissuto a un incidente di cantiere che avrebbe dovuto ucciderlo, prende ad avere mistiche visioni, compie miracoli e attrae seguaci. Ma il fatto davvero straordinario che il novello Messia vive come un barbone, fa sesso con uomini e donne, pratica l'eutanasia e si scaglia contro tutte le chiese e le religioni ufficiali. No, non la solita solfa new age. L'amore verso tutti, peccatori e peccatrici comprese, la piet senza riserve verso ogni essere umano, la rinuncia a ogni bene materiale, la denuncia inflessibile di ogni fariseismo, la predicazione di due soli comandamenti: amare Dio e amare il prossimo, non sono forse la sostanza stessa dei Vangeli? E non Cristo stesso a dichiarare di essere venuto in questo mondo per seminare scandalo?

on c dubbio: Daniel Silva ormai diventato titolare di cattedra, succedendo allimmenso Le Carr. Non che ne possieda leleganza formale. N quella scrittura che si ammanta dellintimo profumo di chi ha partecipato davvero - almeno per qualche tempo - al gioco delle spie. Ma il suo eroe, lisraeliano Gabriel Allon, ha la persuasiva struttura mentale e la forza interiore del primo George Smiley. E nel momento in cui in pratica scomparsa la spy story ritrovare un autore che, romanzo dopo romanzo, conferma invece la ricchezza della sua vena confortante. Digerita la caduta del Muro che ha creato sconquassi eliminando il nemico storico, sostituito da cloni improvvisati - la jihad islamica, i mercanti di armi e droga - ecco che finalmente si ritorna al modello antico, naturalmente aggiornato: linfinito duello con i russi cattivi. Il Disertore (trad. Luca Briasco e Raffaella Vitangeli, Giano, pp. 477, 18) arriva infatti dopo le ottime Regole di Mosca e conferma un piglio arrembante e misterioso nello stesso tempo. Pur essendo Silva americano, sistema le pedine della sua affascinante scacchiera in una Londra che pi british non si pu. Compresa la bellissima casa di Maida Vale dove abita Grigorij Bulganov, il transfuga che conduce una vita elegante e - lui crede sufficientemente sicura. Il suo passato di ex agente segreto, le compromettenti rive-

LA SPY STORY
PIERO SORIA

Evviva: ritornano Kgb e russi cattivi


Col Disertore Daniel Silva raggiunge Le Carr e d una rinfrescata al genere
niana, nellindifferenza dellintelligence inglese che liquida la scomparsa come doppio gioco. Non abbocca per Gabriel Allon che, in debito col russo buono, abbandona il suo rifugio segreto in Umbria dove si diletta di restauri nientemeno che per il Papa, mette insieme la sua squadra di liquidatori del nucleo pi inquietante dei servizi israeliani, d il via a una caccia spietata disseminata di cadaveri tra il Lago di Como e Ginevra per ottenere vitali informazioni su Charkov, per giungere infine tra le betulle innevate che circondano la sua impenetrabile residenza per essere sopraffatto dalla notizia che anche la sua amatissima compagna, la veneziana Chiara, stata fatta prigioniera. Il tutto a ritmo folle, ansimante. Ma con un elemento aggiuntivo: il racconto continuo e ammaliante dei meccanismi ben poco ortodossi che governano il Mossad e le sue estensioni pi impalpabili.

Daniel Silva

lazioni che ha fatto, il danno di cui stato vittima, non placano per loligarca Ivan Charkov, anche lui ex Kgb e tuttora legatissimo e protetto dal nuovo Cremlino, che trama tremenda vendetta. Riesce infatti a rapire Grigorij e a condurlo clandestinamente nella sua opulenta dacia stali-

p p p p

David Ebershoff LA DICIANNOVESIMA MOGLIE trad. di Silvia Castoldi Giunti, pp.732, 18

0), la prima santa irochese

necessit e le degenerazioni della religione ritorna in La diciannovesima moglie di David Ebershoff, che lo affronta in chiave pi tradizionalmente romanzesca ma a suo modo altrettanto variegata: dal mystery alla crime story al legal thriller, ecc. Qui pure varie storie s'incrociano su diversi assi temporali, nel tentativo di sondare i misteri e i rituali della fede, verificare se i dogmi siano frutto di divine rivelazioni o semplici corollari di particolari contesti antropologici, capire quale sia il Dna del fondamentalismo e fino a che punto la buona fede propria e l'intransigenza altrui possano in parte giustificarlo. In tale prospettiva i mormoni (o, pi correttamente, i seguaci della Chiesa di Ges Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) sembrano costituire un modello (occidentale) pressoch ideale. Rispetto a Venga il tuo regno, la

p James Frey p L'ULTIMO TESTAMENTO


DELLA SACRA BIBBIA

p trad. di Bruno Amato p Guanda, pp.319, 18

n romanzo per ragazzi di un'intensit come raramente dato trovare. E anche di una precisa misura: ecco Be Safe di Xavier Laurent Petit Rizzoli, pp. 239, 12,90, a partire dai 12 anni). La storia si intreccia in una serie di vicende diverse, tutte importanti ed essenziali, e la narrazione scorre sempre senza cedimenti, anzi con un ritmo narrativo che spesso non lascia respiro. Il protagonista Oskar, undicenne, che racconta in prima persona le vicende del fratello, del padre, della sua ragazza: tutto si addipana attorno al tema della guerra, drammatica espressione della violenza umana. Oskar bravo a scuola e passa il suo tempo nel garage di casa a tentare di suonare con Jeremy, il fratello maggiore di due anni che da tempo non lavora e non studia. Qualche volta porta a spasso i cani di una vicina di casa ammalata. D'improvviso cambia tutto: Jeremy si lascia convincere a entrare volentieri nell'esercito, che gli promette di farlo diventare uno specialista nella costruzione di ponti. Un gesto ingenuo l'inizio di una storia che muove non soltanto situazioni familiari ma un totale giudizio sul mondo in cui la narrazione ci coinvolge. Il padre, infatti, si dimostra ostile alla decisione del figlio e verremo a conoscerne le ragioni: stato ferito alle gambe ( rimasto sciancato) nella guerra del Vietnam. Non ne ha mai voluto parlare per la vergogna di

PER I RAGAZZI
ROBERTO DENTI

La vergogna del Vietnam


Be Safe di Xavier Laurent: un grande libro contro la guerra
aver partecipato in prima persona a ignobili azioni contro i civili. Intanto Oskar soddisfa la sua passione per la musica suonando con una affascinante compagna di scuola: come si fa a darle il primo bacio? Seguiamo cos una delicata e deliziosa storia d'amore. Jeremy, dall'esercito, manda (un luogo indefinito, ma naturale pensare a Iraq e Afghanistan) si inasprisce di giorno in giorno. Ciao fratellino, ho cos tante cose da dirti che non so da dove cominciare. Qui le cose vanno di male in peggio, e nessuno sa come fermare le atrocit che vediamo ogni giorno. E' un caos ovunque, compreso nella mia testaCinque giorni fa la mia sezione stata mandata d'urgenza nel quartiere est. Una zona che temiamo tutti come la peste. C'era appena stato un regolamento di conti come se ne vedono ogni giorno qui, una barbarie terrificante. Be safe, con il trascorrere delle pagine diventa un grande libro contro la guerra. Altro che la promessa di far diventare i giovani specializzati nella costruzione di ponti! La guerra non ha regole, contro ogni aspetto positivo del genere umano. Bisogna aiutare i ragazzi a imparare che le guerre non servono a niente, sono la vergogna dell'umanit.

La storia di due fratelli: Jeremy si arruola e scopre la cruda realt, Oskar sta a casa e vive una deliziosa love story
messaggi ai genitori con le notizie tradizionali (tutto va bene) di un giovane arruolato nell'esercito. Al fratello, invece, racconta la realt della situazione: non dire niente a mamma e pap. Sono quasi due mesi e sogno un'unica cosa: scampare a tutte le porcherie che si vedono. La situazione sul fronte di combattimento

VI

Saggistica
Leredit del marxismo Autori e percorsi
dati per morti e sepolti riemergono attuali
ANGELO DORSI

Tuttolibri
SABATO 30 LUGLIO 2011 LA STAMPA

La lunga notte della sinistra sta volgendo al termine: cos esordisce il volume collettaneo nato da un seminario internazionale svolto a Londra nel marzo 2009, che incontr un inatteso successo di partecipazione. Era un segnale che i tempi stavano cambiando, e le magnifiche sorti e progressive enunciate con eccesso di entusiasmo nel novembre di ventanni prima, con il crollo del Muro, si erano ormai rivelate un drammatico bluff, in un mondo in cui il capitalismo liberista vincitore della sfida con il socialismo, aveva mostrato il suo volto pi predatorio e violento, tanto da far coniare termini come supercapitalismo o turbocapitalismo, portatore di nuove ingiustizie e di guerre definite impudicamente quali operazioni di polizia o addirittura interventi umanitari. Un approccio multidisciplinare allIdea del comunismo, come recita il titolo del libro, la sola idea, scrive Alain Badiou, che da Platone in poi sia degna di un filosofo. Maledetta, dopo il crollo, o semplicemente considerata rtro, la parola trova oggi una

I comunisti di ieri servono domani

Una revisione pop dei leader comunisti in Rete. Di Marx riesce da Editori Riuniti il romanzo giovanile Scorpione e Felice

una lettura della globalizzazione e dei suoi processi perversi, per difendersene, laltro, un comunismo critico che, sconfitto allora, pu ben riemergere oggi, come unalternativa possibile sia allo stalinismo, sia al pallido ed esangue riformismo moderato, sia, infine, ovviamente, al liberismo. Del comunismo critico abbiamo ora unampia, meritoria rassegna diretta da Pier Paolo Poggio, Laltronovecento, giunta al II volume (del I ho parlato gi su queste pagine): allora avevo rimproverato al curatore lassenza proprio di Gramsci, che ora, per ragioni cronologiche (il volume copre la storia europea del Secondo dopoguerra, fino al 1989), rimane ancora fuori, anche se in realt avrebbe meritato comunque attenzione, in quanto loperazione che in suo nome condusse Togliatti a partire dal 1947 (prima edizione delle Lettere dal carcere, che vinsero, inopinatamente, il Premio Viareggio, suscitando gran scalpore), valse a costruire tuttaltro che unegemonia culturale di corto respiro come scrive il curatore. In ogni caso in unopera cos ampia se ne doveva parlare, ritengo. Ma ribadisco i meriti di questo lavoro collettivo, che affronta una enorme massa critica di temi: figure e movimenti disparati, che si affiancano e si susseguono, in una lettura sincronica e diacronica, generando tuttavia talora un certo disorientamento

In breve
QUEL 18 AGOSTO 1991

Il crollo dellUrss
= Il muro era gi crollato a
Berlino, un anno e mezzo prima ma solo il 18 agosto 1991 si certific la disgregazione dellUnione Sovietica, quando Eltsin costrinse Gorbacev al ritiro: vero colpo di stato per Marcello Flores, che ricostruisce ed analizza eventi e cause che decretarono La fine del comunismo, in uscita da Bruno Mondadori ( pp. 200, 18).
LA GUERRA IN AFGHANISTAN

Restare a Kabul?
= Che ci stiamo a fare in
Afghanistan? La domanda che riemerge come un fiume carsico a ogni soldato italiano ucciso, a Herat come a Kabul, ha moltissime risposte ma nessuna che possa essere venduta in modo chiaro ed equivocabile all'opinione pubblica. La principale, l'autodifesa dell'Occidente dopo l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, esce ora indebolita dall'uccisione del principale responsabile, Osama bin Laden. Il capo di Al Qaeda era ancora vivo quando Amir Madani e Germano Dottori hanno dato alle stampe Afghanistan. Crisi regionale, problema globale (Clueb, pp. 290, 24). Testo ricco di dati, un analisi utile, perch va oltre la semplice risposta al terrorismo come ragione del nostro intervento. La lunga ricognizione a due voci - quella dell'iraniano, o forse meglio dire persiano, Madani, e quella dello stratega italiano parte dalla storia, dalla geografia e soprattutto dalla ricchezza di atout strategici ed economici del Paese per arrivare a inquadrare il vero valore della posta in gioco. Che il Paese sia profondamente ancorato al mondo persiano ci fa capire meglio la sua naturale propensione all'alleanza con la Cina, come sempre stato nella storia dei due grandi imperi asiatici. La centralit nelle vie di comunicazioni spiega la sua natura double-face: una bomba pronta a infettare ancor di pi l'Europa con il narcotraffico, oppure la chiave per orientare lo sviluppo verso l'Asia meridionale, attraverso un progetto di gasdotto, o verso quella orientale, con il progetto concorrente. Una fetta del nostro futuro si gioca su quell'altipiano desolato e di romantica bellezza. Giordano Stabile

Marx pensatore del XXI secolo secondo Hobsbawm e nuove riletture da Zizek a Vattimo
sua rinnovata forza nella aritmetica realizzazione delle previsioni di Marx, davanti alle quali, nondimeno, la sinistra internazionale, invece di cavalcare un momento oggettivamente favorevole, si ritratta, o, peggio, ha ritrattato, arrivando fino ad autonegarsi, come quel segretario del Pds, gi Pci, che ebbe a dichiarare di non esser stato mai comunista... Nel libro non circola alcun rimpianto per il socialismo reale, e il taglio prevalentemente di carattere filosofico, con contributi tra gli altri di Terry Eagleton Michael Hardt, Jean-Luc Nancy, Toni Negri, Jacques Rancire, Gianni Vattimo, Slavoj Zizek: una sventagliata di pensatori che viaggiano ad alto livello, tra genesi filosofica hegeliana e sviluppi pratici della storia. Il fine una rimessa in circolazione del lemma e dellidea. Sulla cui nobilt, il vecchio Hobsbawm dice, con lucidit

Le correnti eretiche (sconfitte dunque buone) tra il 1945 e il 1989 in una ampia rassegna curata da Poggio
nel lettore: il comunismo eretico e il pensiero critico sono categorie soggettive, e trovare affiancate le lotte operaie in Polonia e Albert Camus, il maggio francese e Adorno, loperaismo italiano (la linea Panzieri-TrontiNegri), il situazionismo e Padre Balducci, Ivan Illich e Hannah Arendt, suscita qualche perplessit. Anche per il punto di vista di partenza. Ossia che il comunismo buono sia quello sconfitto politicamente, e, in quanto tale, eterodosso, pu esser accomunato in un destino, se non in una vicinanza ideale, allancor pi vago pensiero critico. Nondimeno, questo II volume della serie , come il precedente, un utile repertorio al quale si possono attingere innumerevoli spunti (critici, naturalmente) sul pensiero politico e la concreta esperienza storica del XX secolo. Insomma, per marxianamente interpretare il mondo, e, magari, chiss, per trasformarlo.

p L'IDEA DEL COMUNISMO p a cura di Costas Douzinas


Slavoj iek p Derive/Approdi, pp. 251, 18

p p p p

Eric Hobsbawm COME CAMBIARE IL MONDO trad. di L. Clausi Rizzoli, pp. 482, 22

p L'ALTRO NOVECENTO. II
Il sistema e i movimenti 45-89

p a cura di Pier Paolo Poggio p Jaca Book, pp. XVII-808, 48

esemplare, nel nuovo libro Cambiare il mondo (invidiabile operosit di questo straordinario novantaquattrenne) che invita, in modo sereno e appassionato, a riscoprire il marxismo, conducendo per mano il lettore in una lunga cavalcata tra autori (Marx in primis, senza dimenticare il suo fedele secondo violino, Friedrich Engels), libri (il Manifesto, i Grundrisse), situazioni storiche (lo scontro fascismo/antifascismo tra le due guerre), autori: in realt - mi fa particolarmente piacere sottolinearlo -, il solo affrontato, a parte i due fondatori del del comunismo moderno, appunto Marx ed Engels, Anto-

GRAMSCI E COMPAGNI
Gli scritti di Gramsci sono stati la vecchia talpa che pi ha scavato nella cultura (non solo comunista) dellItalia del secondo 900: come si arriv a pubblicarli, come furono letti e discussi, quanto influirono sugli intelletuali, dentro e fuori il Partito. E questo il filo conduttore della scrupolosa ricerca di Francesca Chiarotto in Operazione Gramsci (Bruno Mondadori, pp. 234, 20). Una testimonianza opposta, ultraortodossa, si ritrova in Credevo nel partito (BFS Edizioni, pp. 238, 14) di Giulio Seniga (1915 - 1999), a fianco di Secchia, uscito dal pci nel 1954.

nio Gramsci, che, come accaduto a Marx, si sta prendendo le sue postume rivincite. Oggi Marx , come scrive Hobsbawm, un pensatore per il XXI secolo, e un sondaggio della BBC lo ha decretato il massimo pensatore di tutti i tempi, e se si clicca il suo nome sui principali motori di ricerca in rete, risulta al terzo posto dopo Darwin ed Einstein, quale membro della pi forte triade intellettuale della storia. Marx come Gramsci, in realt, lungi dallessere finiti fra i detriti inutilizzabili di un passato che non ritorna, proprio dopo il 1989 sono emersi come figure chiave, capaci di proporci, luno,

on brilla - diciamolo subito - per completezza o per capacit di vera analisi, Lamore folle al cinema (Gremese, pp. 128, 18,50): per chi voglia approfondire largomento, converr rivolgersi ad uno studio dannata, magari Amour, rotisme et cinma (1957) di Ado Kyrou. Per, il volume firmato da Giusy Pisano - matre de confrences allUniversit di Lille 3, dirige ricerche in studi cinematografici presso lUniversit di Paris 3 - ha, almeno, un paio dinnegabili pregi: tenta di suddividere in vari sottogeneri largomento principale e, nel suo procedere a volo duccello, analizza un elevato numero di pellicole, sino ad arrivare ai giorni nostri. Sontuosamente illustrato (anche se, ci pare, il formato a striscia della nuova collana cinematografica di Gremese non valorizza abbastanza il repertorio fotografico), il libro indaga lamour fou in ogni suo

aspetto, forse allargando un po troppo lo spettro del tema. Nella prima sezione, incentrata su Linverosimile, lautrice sentenzia, ad esempio, che al tumulto dei sentimenti sembrano adattarsi meglio le forme ellittiche ed atemporali del meraviglioso e del barocco, in cui regna lamplificazione per mezzo di iperboli, accumulazioni, ripetizioni e contrappunti: dipoi, una schidionata di titoli che si configurano come favole moderne, da Sabrina (1954) di Billy Wilder a Moulin Rouge! (2001) di Baz Luhrmann. In realt, codesti film appartengono a generi diversi, dalla sophisticated comedy al musical, e suona alquanto forzoso infilarli nel letto di Procuste duna simile classificazione. Meglio le cose vanno nel prosieguo: nella sezione Limpossibile, con una frase di Edgar Morin posta in esergo (leccesso di saggezza diviene follia, la saggezza pu sottrarsi alla follia solo unendosi alla follia della poesia e dellamore), trovano posto ope-

LEGGERE IL CINEMA
FRANCESCO TROIANO

Let doro degli amanti


Folli passioni, fra drammi e commedie, con Visconti e Bertolucci, Malle e Truffaut
Una scena dal film di Louis Malle Gli amanti (1958), con Jean Marc Bory e Jeanne Moreau

re che trattano di amori senza via duscita. Da La donna di Parigi (1923) di Charlie Chaplin a I ponti di Madison County (1995) di Clint Eastwood (in cui il protagonista Robert in fuga dal senso americano di morale familiare che sembra avere ipnotizzato lintero paese), litinerario ci appare pi sostenibile: vieppi se si chiude sullo straziante I segreti di Brokeback Mountain (2005) di Ang Lee, il cui scopo restituire la malinconia che subentra a un amore a lungo sublimato. E ne Lamore fino alla morte, per, che compaiono le pagine pi convincenti: qui si va da Ossessione (1943) di Luchino Visconti ad Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci, questultimo tutto allinsegna di quel Bataille che riassunse il senso dellamour fou in una folgorante sintesi (lappropriazione della vita sino alla morte). Lultimo ripiano, Lanticonformista, occupato da Gli amanti (1958) di Louis Malle, Jules e Jim (1962) di Franois Truf-

faut e svariati altri attacchi in celluloide alle consuetudini borghesi in termini di morale sessuale: non mancano, stavolta, le osservazioni stimolanti ed i punti di vista originali. Come prima saccennava, tuttavia il succedersi di foto a garantire il tono alla canzone: dalla sublime Lya Lys ne Let delloro (1930) di Buuel a Klaus Kinski chino sul collo candido di Isabelle Adjani nel Nosferatu (1979) di Herzog, dagli innamorati Aime-Trintignant de Un uomo, una donna (1966) di Lelouch ai sadomasochisti Huppert-Magimel de La pianista (2001) di Haneke... Non nego che lamore sia compromesso nella vita, dico che deve vincere, e perci deve essere innalzato a una tale coscienza poetica di se stesso che tutto ci che inevitabilmente incontra dostile vada in fumo sul fuoco della sua gloria: di fronte ad una cos straordinaria sfilata dimmagini, come non dare ragione ad Andr Breton ed alle sue parole ardenti di passione?

Classifiche
AI PUNTI
LUCIANO GENTA

Tuttolibri
SABATO 30 LUGLIO 2011 LA STAMPA

VII

E unestate stregata: Nesi batte Vargas


I PRIMI DIECI

poi dicono che uno si butta sui premi... Certo che si butta, aiutano a vendere. Oddio, non proprio tutti, anzi pochissimi, praticamente due o tre. Di sicuro lo Strega e questo spiega le annuali grandi manovre degli editori per assicurarselo. Cos anche Edoardo Nesi si pu godere il primato in classifica con 100 punti che valgono, nel nostro campione di sole librerie, poco meno di 10 mila copie, superando star dei bestseller come Vargas e Camilleri. Si accenna ai premi anche nel Manifesto sulleditoria diffuso in Rete dai TQ, la generazione Trenta-Quaranta, oggetto questa settimana di confronti, distinguo, ironie, sarcasmi, stroncature, soprattutto per il suo linguag-

gio cos poco letterario, vetero ideologico, ampolloso e magniloquente, burocratico e astratto, fatte salve tre - quattro propostine concrete (seminari pubblici, difesa delle biblioteche, tariffario dei traduttori, catalogo dei libri dimenticati). Scrivono i firmatari, piccoli editori, direttori di collana, redattori, docenti universitari, scrittori e critici, collaboratori di grandi giornali e radio, dunque non proprio degli emarginati invisibili, isolati, inascoltati e disarmati: in materia di premi letterari TQ eserciter un ruolo attivo di osservatorio critico, al fine di documentare le dinamiche di selezione e di segnalare pubblicamente le eventuali incongruenze tra le dichiarazioni di principio e gli esi-

ti delle votazioni. Insomma, una supergiuria di controllori, una polizia della qualit: SantUffizio? Minculpop? Comitato centrale? Da chi invoca la ecologia culturale, si propone di praticare unalternativa umana e comune al lungo sonno della ragione e annuncia azioni estemporanee di interposizione, disturbo o guerrilla culturale e artistica, ci si poteva attendere una pi semplice e umile scelta alla Bartleby: preferisco di no. Ma forse questo moralismo da CS, tipico di chi ha appena ricevuto un pacco dono con un vecchio Drrenmatt tradotto da Casagrande, Il pensionato. E che dora in poi candidamente coltiver il proprio giardino (e questa aiuola). Buone vacanze.

INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

1
NESI BOMPIANI

100

2
VARGAS EINAUDI

84

3
CAMILLERI SELLERIO

80

71

59

Storia della mia gente

La cavalcata dei morti

Il gioco degli specchi

Il linguaggio segreto dei fiori


DIFFENBAUGH GARZANTI

Un regalo da Tiffany
HILL NEWTON COMPTON

6
SNCHEZ GARZANTI

47

40

35

34

10
SIMENON ADELPHI

32

Il profumo delle foglie di limone

Nessuno si salva da solo


MAZZANTINI MONDADORI

Le luci di settembre
RUIZ ZAFN MONDADORI

Cosa tiene accese le stelle


Storie di italiani...
CALABRESI MONDADORI

Lassassino

Narrativa italiana
1. Storia della mia gente NESI
14,00 BOMPIANI

Narrativa straniera
100 1. La cavalcata dei morti VARGAS
19,00 EINAUDI

Saggistica
84 1. Cosa tiene accese le stelle CALABRESI
17,00 MONDADORI

Varia
34 1. La dieta Dukan DUKAN
16,00 SPERLING & KUPFER

Tascabili
16 1. Il piccolo principe SAINT-EXUPRY
7,90 BOMPIANI

Ragazzi
22 1. Tutti in Spagna! GARLANDO
11,00 PIEMME

13

2. Il gioco degli specchi CAMILLERI


14,00 SELLERIO

80

2. Il linguaggio segreto dei fiori 71 DIFFENBAUGH


18,60 GARZANTI

2. Ave Mary MURGIA


16,00 EINAUDI

24

2. Dai diamanti non nasce niente 20 DANDINI


19,00 RIZZOLI

2. Maigret e luomo solitario SIMENON


10,00 ADELPHI

21

2. Viaggio nel tempo 4 STILTON


23,50 PIEMME

11

3. Nessuno si salva da solo MAZZANTINI


19,00 MONDADORI

40

3. Un regalo da Tiffany HILL


9,90 NEWTON COMPTON

59

3. Sanguisughe. Le pensioni... 24 M. GIORDANO


18,50 MONDADORI

3. Teoritest 20 BERTOCCHI; FABBRI; BALBONI


39,00 ALPHA TEST

3. Il libro delle anime COOPER


13,00 TEA

21

3. La maledizione del titano RIORDAN


17,00 MONDADORI

10

4. Per sempre TAMARO


18,00 GIUNTI

28

4. Il profumo delle foglie di limone 47 SNCHEZ


18,60 GARZANTI

4. Ve lo avevo detto MONTANELLI


12,00 RIZZOLI

16

4. Agenzia delle entrate MANUALE


48,00 GIURIDICHE SIMONE

14

4. Acciaio AVALLONE
13,00 RIZZOLI

20

4. Diario di una schiappa. Vita... 10 KINNEY


12,00 IL CASTORO

5. Il libro segreto di Dante FIORETTI


9,90 NEWTON COMPTON

28

5. Le luci di settembre RUIZ ZAFN


19,00 MONDADORI

35

5. Ges. Linvenzione del Dio... 14 FLORES DARCAIS


5,00 ADD EDITORE

5. Meglio vedove che... SIGNORIS


15,00 RIZZOLI

13

5. Bianca come il latte... DAVENIA


13,00 MONDADORI

20

5. Cars 2. Giocakit 12,90 WALT DISNEY ITALIA

10

6. La vita accanto VELADIANO


16,00 EINAUDI

22

6. Lassassino SIMENON
16,00 ADELPHI

32

6. Odio gli indifferenti GRAMSCI


7,00 CHIARELETTERE

10

6. La parigina. Guida allo chic 11 LA FRESSANGE; GACHET


25,00 LIPPOCAMPO

6. Mangia prega ama GILBERT


13,00 RIZZOLI

20

6. Diario di una schiappa. I KINNEY


12,00 IL CASTORO

7. La fine del mondo storto CORONA


18,00 MONDADORI

21

7. Dove nessuno ti trover GIMNEZ BARTLETT


16,00 SELLERIO

25

7. Tutti santi me compreso DE CRESCENZO


17,00 MONDADORI

7. facile smettere di fumare... 11 CARR


10,00 EWI

7. La biblioteca dei morti COOPER


13,00 TEA

20

7. Harry Potter e i doni... ROWLING


23,00 SALANI

8. Otel Bruni MANFREDI


19,00 MONDADORI

16

8. IntornoalmondoconziaMame DENNIS
19,50 ADELPHI

25

8. Le cene eleganti COLAPRICO


15,00 FELTRINELLI

8. Esercitest 10 BERTOCCHI; FABBRI; BALBONI


18,90 ALPHA TEST

8. Il cimitero di Praga ECO


14,00 BOMPIANI

18

8. Missione mare pulito STILTON


8,50 PIEMME

9. Un filo dolio AGNELLO HORNBY


14,00 SELLERIO

14

9. Il leopardo NESB
21,00 EINAUDI

24

9. Indignatevi! HESSEL
5,00 ADD EDITORE

9. The secret BYRNE


18,60 MACRO EDIZIONI

9. Lombra del vento RUIZ ZAFN


13,00 MONDADORI

17

9. Cars 2 3,50 WALT DISNEY ITALIA

10.Io e te AMMANITI
10,00 EINAUDI

13

10.Passion KATE
18,00 RIZZOLI

24

10.Carta straccia PANSA


19,90 RIZZOLI

10.Esercitest 9 BERTOCCHI; SIRONI; BALBONI


18,90 ALPHA TEST

10.La solitudinedei numeri primi 17 GIORDANO


13,00 MONDADORI

10.Superstaccattacca Special 9,90 WALT DISNEY ITALIA

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI REALIZZATA DALLA SOCIET NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PI VENDUTO TRA LE NOVIT. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 17 AL 23 LUGLIO.

glie e uoglio?Int a tiella (la padella)/pepe niro, nu cuppino/dacqua calda, petrusino (prezzemolo)/na tritata a vulunt.... Ma, attenzione: se si piglie a nzalatiera,/o spavetto (lo spaghetto) resta nfunno (in fondo):/nce vo o piatto largo e tunno/o a sperlunga (ovale da pesce)p o serv. Da curiosi trucchi come questo tutto percorso Si cucine comme voglii..., il poemetto in quartine di Eduardo, scovato (e spiegato) dalla moglie Isabella, amabile incursione nel mondo quotidiano del grande attore-drammaturgo che ha fatto della tavola e del cibo una presenza, e una metafora, fondamentale sulla scena (il celebre rag di Donna Rosa in Sabato, domenica, luned). Linedito di Eduardo cuoco diventato un mini bestseller della Guido Tommasi, piccola sigla milanese nata nel 2000 e la sola, a livello nazionale, interamente dedicata ai fornelli: una scelta intelligente nella superaffollata edi-

PROSSIMA MENTE
MIRELLA APPIOTTI

Pranzo e cena da Tommasi


toria di genere italiana (per questa fine estate si va da Italia buon Paese, 150 anni di nostri stili alimentari nel reportage di Clara e Gigi Padovani, Ed.Blu, alle 120 ricette salvacena, Salani; dal Segreto della mezzaluna, Mondadori, alle Ricette dei magnifici 20, Ponte alle Grazie: un 2011 forse meno ricco dellanno precedente, compensato

a breve dal ritorno, e lesordio con Rizzoli, di Benedetta Parodi transfuga da Vallardi). La cucina, unico lusso popolare, un piano di lettura, trasversale e familiare, per interpretare lesistenza: il credo, peraltro millenario, del poco pi che quarantenne Tommasi si realizzato sinora in 200 titoli e una decina di collane: gli illustrati,i 10 modi di..., cum grano salis, nonch la cucina nella storia, e parole in pentola. Ovvero i peccati di gola degli artisti, gossip storico (vedi Dumas e Monet, Neruda e lode al carciofo, Rossini e il filetto, Balzac e Gadda) ripreso dalla Tommasi con il Libro de Arte Coquinaria di Maestro Martino, XVsecolo; con le conserve di Nostradamus; con i consigli della badessa medievale Hildegard von Bingen, su su sino a Simenon vero incontinente gastronomico, a Bocuse e, dallautunno, a Julian Barnes Il pedante in cucina e al Pranzo della domenica, evento sociale alquanto rischioso, non solo per il suo autore, il sulfureo chef Gordon Ramsay.

ench vi siano ovvie differenze fra il cristiano fanatico, il musulmano fanatico, i nazionalisti fanatici, il comunista fanatico e il nazista fanatico, vero che il fanatismo che li anima pu essere considerato e trattato come unico... Per quanto diverse siano le sacre cause per le quali la gente muore, in fondo muore per la stessa cosa. Accade che per spiegare l'inspiegabile, cio la mattanza di Oslo, alcuni giornali americani rispolverino un libro del 1951, sessant'anni fa: The True Believer di Eric Hoffer, un classico di 168 pagine (mai tradotto? Possibile?) sulle radici psicologiche del fanatismo, di ogni fanatismo. Su come tutti i veri credenti si assomiglino - che sterminino ebrei, teenagers laburisti, medici antiabortisti, o qualunque altra categoria identificata con il Male (un movimento pu esistere senza un dio, ma

CHE LIBRO FA ...IN AMERICA


GIOVANNA ZUCCONI

Gli antenati del fanatico norvegese


nessun movimento pu esistere senza un diavolo). Accade anche che, in clima gi preelettorale, anche la fantascienza contribuisca a creare il Nemico, e auspicabilmente a distruggerlo. Flashback, cos si intitola l'ultimo romanzo di Dan Simmons, il nome di una droga che permette di rivivere il passa-

to: sempre e comunque migliore di quel 2032 in cui ambientata la storia. L'America allo stremo, invasa dagli immigrati, spompata dal Welfare, dallecologismo e da altre droghe nefaste... Le autostrade si sgretolano, i soldati americani vengono arruolati come mercenari, le radio di destra sono proibite, a Ground Zero sorge una enorme moschea. Il Nuovo Califfato islamico sta conquistando il mondo, sei milioni di ebrei sono stati uccisi dalle bombe atomiche che hanno annientato Israele, e flashback! - la colpa originaria di Obama, della sua politica interna spendacciona e della sua politica estera smidollata. Il libro caldo delle classifiche, per, anchesso sulla memoria, ma in maniera diversissima: il neurothriller Before I Go to Sleep di S J Watson, su una donna che deve ricostruire quotidianamente la propria identit. Diritti cinematografici comprati da Ridley Scott.

VIII

Diario di lettura

Tuttolibri
SABATO 30 LUGLIO 2011 LA STAMPA

Sergio Toppi
SANTO ALLIGO

Lillustratore

Sergio Toppi ha creato uno stile riconoscibilissimo anche da chi non frequenta abitualmente il mondo delle storie a quadretti, ossia quelle che pi comunemente vengono chiamate fumetti. Ma per Toppi, come per pochi altri in Italia (tra cui Pratt, Micheluzzi, Crepax e Battaglia), parlare di fumetto alquanto limitativo. Toppi, per esempio, ha rotto lo schema classico in cui le vignette si succedono una dopo laltra, pagina dopo pagina; e proprio per aver interrotto la sequenza narrativa, lartista stato criticato da alcuni puristi fumettofili, ignoranti del fatto che un genio come George Herriman laveva gi infranta nel 1916, nelle tavole domenicali di Krazy Kat. Questo scombussolamento grafico/narrativo - che si avvicina forse pi allillustrazione che alle storie a fumetti - servito a Toppi per dare maggior importanza alle scene principali, nonch per inserire i balloon in modo che contribuissero allequilibrata disposizione della pagina. Ogni sua illustrazione un canto grafico allinterno del quale si nasconde un universo di segni tutto da godere; difficile guardare solo la successione delle scene per seguire il filo della storia, in quanto il disegno dellarti-

storie, non famoso come mettiamo - Corto Maltese o Valentina. Perch cos importante inventare un personaggio per diventare un famoso fumettista?

Indubbiamente questo vero, e creare un personaggio una scelta assolutamente personale. Ma, secondo me, legare tutta la produzione e la propria fantasia a un unico personaggio una cosa, non dico difficile, ma molto limitativa; una questione di scelte individuali, con tutto quello che ne consegue. Se si sceglie la libert di andare da un tema allaltro, come io ho fatto, chiaro che non si ottengono i vantaggi che si avrebbero con un personaggio fisso, ovvero un grande successo di pubblico e

Verne pi di Salgari: mi piaceva in particolare laccoppiamento tra rigore scientifico e fantasia sfrenata
maggiori vantaggi economici.
Secondo lei c una grande differenza tra la fruizione di un romanzo e di un fumetto dautore?

La vita. Sergio Toppi nato a Milano nel 1932. Ha esordito negli Anni Cinquanta come illustratore per la Utet. Nel 1966 approda al Corriere dei Piccoli. Nel 1984 crea il Collezionista, unico personaggio fisso della sua carriera, per la collana I protagonisti di Orient Express (1983-1986, edizioni L'isola trovata). Le opere. E tra gli autori di 150. Storie dItalia (Ed. San Paolo). Altri suoi titoli: Imprativement (Mosquito), Sacsahuaman e Sharaz-de (Milano Libri) , Luomo delle paludi e Luomo del Messico per Cepim.

Ho da poco disegnato una storia dellUnit dItalia: seppur travagliata credo sia stata una buona cosa
sta invita a vedere oltre e pi a fondo: un racconto di segni dentro un racconto di immagini. Le sue illustrazioni, dal forte contrasto chiaroscurale, devono molto alla tecnica dellacquaforte (che lautore ama e pratica da un po di tempo); il suo lavoro si avvale di un ordito di segni arabescati, un labirinto di linee che percorrono - dettagliandoli magistralmente - volti, figure, animali, oggetti e paesaggi, senza soluzione di continuit. Pi che dividere la luce dallombra per creare i volumi, i segni tracciati da Toppi seguono un percorso estremamente libero ed emozionante. Questo per il bianco e nero; ma anche quando usa il colore, Toppi non da meno: maestro del tratto, quanto lo del cromatismo, in cui laccumulazione di segni e di tinte (che delinea grandi volti e figure intere, ricchissime di humus pittorico) contrasta fortemente, per sottrazione, con il bianco assoluto della carta. Toppi ha pubblicato una ventina di libri (anche in Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti) come autore sia dei testi sia dei disegni, tra cui gli storici Sacsahuaman e Sharaz-de per la Milano Libri e Luomo delle paludi e Luomo del Messico per Cepim. Lultima sua fatica Imprativement, lha pubblicata Mosquito. Una grande mostra antologica del suo lavoro, lultima di una lunga serie, stata allestita in Francia, a Thiers, 350 tavole, sino al 31 agoasto.
Lei ha da poco disegnato una storia sullUnit dItalia a seguito dei 10 volumi che le Edizioni Paoline hanno dedicato alla sua opera; con che animo ha affrontato il soggetto? Con una partecipazione particolare o come un lavoro di routine?

I PREFERITI

f
TOMASI DI LAMPEDUSA

Un maestro del fumetto: una grande mostra antologica ne celebra larte, fino al 31 agosto a Thiers, in Francia, mentre esce Imprativement, la sua ultima avventura

Il Gattopardo
Feltrinelli, pp. 299, 17

Mi piace moltissimo: lo rileggo ogni due/tre mesi, cos come mi piacciono molto Rigoni Stern e Buzzati

f
JACK LONDON

Leggo e rileggo il Gattopardo per capire lItalia


metti e parlarne in qualunque modo, mi sembra un fatto positivo. Se il mio lavoro pu dare un piccolo aiuto allo sforzo di costruire unidentit nazionale, trovo che abbia comunque un suo senso.
In che modo le sue letture hanno influito su di lei nel creare le storie? Quali sono stati i libri che ha letto o che reputa irrinunciabili?

Sono due generi apparentemente estranei, perch chiaro che un romanzo riveste una dignit e unimportanza non riconosciuta al fumetto. Chi legge un romanzo o un racconto a fumetti basato su una storia letteraria, in fondo, si adatta e riconosce questa forma nuova, questo nuovo connubio tra la parola e limmagine, rappresentato dal fumetto. Quindi, oltre alla suggestione che pu dare il testo scritto, va aggiunta anche quella delle immagini che laccompagnano; direi una visione un tantino pi completa del racconto rispetto a quella che viene proposta nellopera letteraria. Penso che limmagine conferisca alla parola una suggestione maggiore. Nel fumetto, parola e immagine si sono uniti e il risultato dovrebbe essere positivo. Chiaro: romanzo buono, disegno buono.
Qualcuno si vergogna ancora di dire che legge i fumetti, forse a tuttoggi considerati una lettura da immaturi e culturalmente sottosviluppati. Cosa pu dire a queste persone, anche se da un pezzo, grazie a maestri come lei, la letteratura a fumetti considerata unarte?

Direi che non vero. Purtroppo nellaccezione che ha in Italia, la parola fumetto sta a indicare una cosa non dico deteriore, ma poco seria. Anche nel linguaggio giornalistico, quando vogliamo indica-

tre mesi, cos come mi piacciono molto Rigoni Stern e Buzzati; questultimo mi molto congeniale per il taglio particolare che d alle sue storie brevi.
Da dove nascono le sue storie? Le vengono commissionate o le desume dal suo bagaglio di letture?

Nelle terre del grande nord


Einaudi, pp. 500, 18

Un suo romanzo ha ispirato uno dei miei primi lavori per il Giornalino

In tutti e due i modi. Alcune mi vengono proposte e in genere so-

metti. Ad esempio, uno dei primi lavori che ho fatto tanti anni fa per il Giornalino nato dalla suggestione avuta in seguito alla lettura di un romanzo di Jack London, uno scrittore che mi piace moltissimo e che allora mi aveva impressionato per la sua forza; essendomi stata offerta loccasione di farlo per conto mio, lho sceneggiato e disegnato.
Mi pare che i suoi lavori non siano da considerarsi veri e propri fumetti; si sente pi illustratore o disegnatore di fumetti?

E ora di riconoscere la dignit letteraria del fumetto: Pratt, Battaglia, Crepax hanno prodotto opere egregie
re una fatto di poco conto, diciamo che sembra una storia a fumetti. Ma sarebbe ora di superare questi pregiudizi, perch nel secolo scorso (fa effetto dire secolo scorso!), dagli Anni Sessanta agli Anni Ottanta, il fumetto italiano ha avuto uno sviluppo qualitativo molto importante; basta citare lapproccio letterario avuto da autori come Pratt, Battaglia e Crepax, che hanno prodotto opere egregie in cui la letteratura veniva sposata allimmagine. chiaro per che nel fumetto esiste tutta una gradazione qualitativa. Pu darsi che una traduzione letteraria a fumetti possa interessare di pi una certa persona piuttosto che unaltra, che preferisce invece lavventura pura. Uno pu leggere un trattato filosofico o un romanzo davventure, limportante che legga.

f
VICTOR HUGO

Me lhanno proposto e ho accettato perch il mio lavoro fare dei disegni; sono per convinto che lUnit dItalia, seppur travagliata, sia stata una buona cosa; quindi ripercorrerla con una storia a fu-

Novantatr
Mondadori, pp. 370. 9

Riguarda la questione vandeana, un travagliato periodo storico francese poco conosciuto

Ho letto molto fin da ragazzo. I miei genitori mi avevano regalato lEnciclopedia dei Ragazzi, da cui ho attinto molte fonti, anche se ridotte: cera una sezione di romanzi famosi, tra cui ricordo Ivahnoe. Da giovane preferivo Verne a Salgari, perch Verne inventava s delle cose impossibili, ma a me piaceva laccoppiamento tra rigore scientifico e fantasia sfrenata. Salgari lho letto, per mi interessava di meno. Mi sempre piaciuto Hugo; ha scritto romanzi bellissimi, come Novantatr che riguarda la questione vandeana, un travagliato periodo storico francese poco conosciuto. Mi piace moltissimo Tomasi di Lampedusa: il Gattopardo lo rileggo ogni due/

Un regalo dei miei genitori, lEnciclopedia dei ragazzi: l feci il mio apprendistato, fu la mia prima fonte
no sceneggiate da unaltra persona. Io, quando posso, preferisco scriverle e, ovviamente, disegnarle. sempre difficile dire come nascono: una persona che si conosciuta per caso, un viaggio o uno spunto qualsiasi, attorno al quale, quando va bene, si pu costruire una storia interessante. Chiaramente, la lettura una componente di fondo importantissima per un disegnatore di fu-

Non ho mai capito perch si debba fare una distinzione cos netta tra le due cose; in fondo anche un racconto a fumetti un racconto di parole che si avvale dellapporto del disegno: quindi non mi sembrano due espressioni cos lontane luna dallaltra. Come disegnatore amo dare un taglio pi illustrativo al racconto, ma al tempo stesso non rinuncio allapporto della parola. Daltronde anche in unopera lirica coesistono sia la musica sia il recitato.
Il Collezionista, lunico personaggio creato da lei in sole 5