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============== IND I CE==
TERRITORIO Beni culturali: l' esempio francese
Letizia Palegonia

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Anno I - Numero 3 - Giugno %011 Perioelico registrato presso n Tribunale
eli Palermo al N. 14 del
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CINEMA

IIgolem ed ilcinema

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~ Direttore editoriale

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1-4

CrtovanniParerna

20MILARIGHE

L' epica del romanzo popolare
Manlio Mattaliano

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Direttori

~ Direttore responsabile 1-4 Q Fabio Savagnone Copertina di
Luciano Regazzoni

Giorgio Menallo Paolo Massimiliano Paterna

SCIENZA

L'intelligenza
Chiara Cappello

FESTIVAL

Sole - Luna Festival

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Hanno collaborato a questo numero
Floriana Barrale, Alessandro Buffa, Chiara Cappello, Marina Cerami, Manlio Maualiano, Letizia Palegonia, Elisabetta Serena Paterna, Laura Piazza, Uzlerio Spataro

MUSICA

Un incredibile Mozart
Elisabetta Serena Paterna

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FUMETTO

Valerio Spataro PMP Alessandro Buffa Laura Piazza

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Editore
Castrenze Sciambra Partita IVA o57778I0820 Via Augusto Elia 2/G Palermo 90I27 La corrispondenza deve essere inoltrata esclusivamente via e-mail, all'indirizzo redazione@altanox.eu
Alta Nox e un periodico a diffusione gratuita sulla rete. Gli articoli debbono essere inediti e trasmessi alla redazione esc1usivamentetramite e-mail, corredati da fotografie liberamente utilizzabili ai sensi della vigente normativa. La rivista non risponde della qualita delle foto eventualmente trasmesse dagii autori a corredo dei loro articoli. Verranno retribuiti solo gli articoli espressamente richiesti e per i quali il compenso sia stato preventivamente definito per iscritto. Gli articoli investono esc1usivamentela diretta responsabilita dei loro autori, dei quali riflettono Ie idee personali. Con la trasmissione dei loro articoli, gli autori as sumo no responsabilita diretta del rispetto delle leggi poste a protezione del diritto d'autore. Contenuto pubblicitario inferiore also%.

ENANTIODROME

Visione ed emozione
Luciano Regaxzoni

RECENSIONE

L'UCID e ilvolume di Riccardo Ruggeri
Floriana Barrale

@---

FOTOGRAFIA

Francesca Woodman
Marina Cerami

CERVANTES INTERLINGUA

CUBA & SICILIA Le evolutione de Ie logica
Karajoannes

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Falagrofia

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Iramile il mezzo fOlogrofico, di cui

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dl Fabio

Sovagnane

La
Paolo Massimiliano Paterna pro la mia nota ringraziando i nostri lettori che numerosi scrivono ad Alta Nox complimentandosi per l'eleganza della rivista ed i con ten uti culturali, in un Paese chiaramente nauseato dalla spazzatura, fisica e mediatica. Ringrazio ancora chi richiede ad alta voce la stampa di un numero cartaceo di Alta N ox. Chissa che un giorno non si possa fare. Getto ora, in modo chiaramente provocatorio, un resoconto di un incontro che molto mi ha impressionato qualche tempo fa. Una provocazione per uno stile di vita che potrebbe farci ritrovare un giorno anziani, senza assolutamente nulla da raccontare a riguardo. Sedevo come mio solito ad un tavolino in un bar in via Dante. Lo stacco concessomi, di venti min uti, mi permetteva di distrarmi dallavoro e di starmene un po' per i fatti miei. I colleghi tentando di stuzzicare la mia attenzione abbozzavano barbose conversazioni farcite di luoghi comuni. 10 niente. Stavo per i fatti miei. Dopo qualche lunge minuto, intuite le mie intenzioni, i miei compagni di lavoro, allontanatisi un po', presero a discorrere tra loro. Pace finalmente. Si avvicina un uomo, a occhio una settantina d'anni, con la barba di un paio di giorni. Faccia espressiva, alIa Richard Harris. Mi chiedo cosa voglia. Vuole sedersi, niente in contrario. Non 10 nego, quell'uomo mi incuriosiva. 'Alla vostra eta non avevo bisogno di sedermi per la stanchezza." Delusione ... attacca anche lui con luoghi comuni. Dai vecchio, puoi fare di meglio! Questo dovevo dire con gli occhi, e lui sembro accorgersene. Comincia a

A

parlare. Tasta il terreno, mi dice che ha fatto la guerra e che ha 89 anni. AlIa faccia, io gliene avevo dati settanta. Vede che 10 ascolto, ne e felice. Divento il suo varco temporale, attraverso la mia attenzione rivive la sua vita. E che vita! II Fascismo, la prigionia in Africa. Aveva visto Rommel, la volpe del deserto, e Montgomery, lui. Mi racconta alcune azioni belliche, che il suo plotone finl il carburante davanti le porte di Alessandria. Mi racconta di quando andava a mare a Riccione, vicino alIa villa di Mussolini. Cita a memoria un discorso del Duce. E poi guardando in basso mi dice che lui e la sua generazione proprio non si rendevano conto di come sarebbe finita ... Dopo qualche minuto di silenzio riparte. Mi narra del suo esame di rnaturita, di come tradusse un pezzo dal latino al greco, e delle sue esperienze universitarie: di quel suo amico che frequentava da dodici anni perche la zia gli dava 200 lire (di allora) al mese per continuare gli studio E mentre parlava si susseguivano una gamma infinita di interessanti espressioni facciali che si possono vedere ormai in persone avanti negli anni 0 nei veechi film. AlIa fine il mio tempo termina, la pausa e finita. II vecchio mi ringrazia per averlo ascoltato, 10 saluto e menevado. Uno dei colleghi che aveva prima tentato una conversazione mi chiede con tone scherzoso di cosa avessimo parlato. Fingo un sorriso di complicita per non farmi fare altre domande. Quello era un uomo.

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E

Beni Culturali: resempio francese

-TERRITORIO -

Letizia Palegonia che si occupano del nostro patrimonio, non ten en do conto delle evidenti lentezze burocratiche e inadeguatezze del nostro sistema pubblico, non in grado di agire adeguatamente nei tempi e nei modi. La creazione dei "Poli museali", poi, dotati di autonomia hanno comunque un sistema di gestione talmente intricato da aumentare Ie difficolta di dialogo tra amministrazioni messe, di fatto, nel l'Imp o s s ib il ita di tutelare e gestire adeguatamente il nostro patrimonio. Tanto per darci un'occhiata intorno, che non fa mai male, la Francia che ha un patrimonio sicuramente meno ricco e variegato del nostro ha pero avuto la capacita di mettere in moto una vera e propria macchina gestionale in grado di aumentare il numero di visitatori dei musei e delle mostre e, conseguentemente, il reddito derivante dalla fruizione. Si potrebbe dire che e facile fare bene con moIte meno cose da amministratore rna chi ha avuto il vero piacere di un viaggio in Francia deve riconoscere che l'offerta non ha davvero confronto con l'Italia in generale. Non parliamo della Sicilia, poi. Entrate in un museo francese e un'esperienza a tutto tondo, totalizzante che prende i cinque sensi: si va dalla meraviglia delle collezioni agli allestimenti innovativi, all'uso delle tecnologie alIa portata di tutti, aIle pubblicazioni in ogni forma, ai convegni, ai momenti di incontro con l'arte per tutte Ie eta. Insomma, ce n'e davvero per tutti i gusti. Certo per arrivare a "respirare" arte e cuItura ovunque bisogna volerlo e partire da lontano. Ad esempio basta dare un'occhiata veloce al Bilancio della Stato Francese e alIa missione "Cultura", Articolata, a differenza di quella italiana sempre barocca e complicata, in soli tre programmi:

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ormai comunemente accettata la convinzione che l'Italia, con qualunque governo, non sia in grado ancora adesso di gestire in maniera adeguata il proprio patrimonio culturale. Trattandosi del patrimonio culturale pill vasto e concentrato al mondo dovremmo porre la massima attenzione a questi argomenti; in realta gli italiani, sicuri come una bella donna del proprio fascino, non amana curarsi troppo del proprio aspetto. Purtroppo niente dura in eterno, neanche la bellezza pill fulgida. La mancanza di cura, una vita faticosa, senza cure ne amore per se segnano maggiormente il decadimento fisico e psicologico di una persona. AlIa stessa maniera, medesime condizioni di degrado e di mancanza di attenzione negli anni hanno deteriorato buona parte del nostro patrimonio consegnandoci alcuni dati davvero non degni del nostro paese. Basti vedere alcuni dati del Ministero relativi alIa fruizione dei musei italiani; nel 2007, ad esempio si stimavano circa ventisette milioni di persone in visitano ai nostri musei; rna diciassette milioni di queste persone si concedono una visita in soli cinque musei di essi. II risuItato e che quasi tutti i nostri musei sono vuoti e non producono alcun reddito. Motivo per cui diventa sempre pill difficile mantenerli in vita e prendersene cura adeguatamente. Che fare allora? Accettare questa situazione 0 cercare di porre riparo senza pill perdere tempo e operare tagli economici pill disastrosi che altro? II nuovo Codice dei Beni Culturali che doveva portare una serie di innovazioni nella gestione dei beni cuIturali italiani ha, in realta, creato moIti momenti di conflitto tra gli attori pubblici e privati

patrimonio per la salvaguardia, valorizzazione, sfruttamento e tutela di tutti i beni culturali, creazione dedicato all'accrescimento culturale dei cittadini, trasmissione del sapere e democratizzazione della cultura per la salvaguardia, la promozione e la diffusione della cultura al grande pubblico. I tre programmi raggruppano e semplificano tutte le problematiche relative al patrimonio culturale francese a differenza della missione italiana ripartita in un numero elevato di programmi suddivisi in base alla natura del bene culturale (beni archeologici, artistici, storici, ecc.). Ma le strutture cui il Ministero della Cultura e della comunicazione francese demanda totalmente una gestione "manageriale" del patrimonio sono la Direction du Patrimoine e la Direction des Musees (DMF): Le strutture, entrambe totalmente pubbliche, gestiscono rispettivamente le aree archeologiche e i M usei. La DMF che esercita poteri di indirizzo, controllo e gestione del personale fa capo l'Unione Nazionale dei Musei e affiancata dalla Reunion nationale des musees, ente pubblico con un organizzazione di tipo aziendale che predispone con strumenti di carattere privatistico i servizi di caffetteria, banchi di vendita, riscossione delle tasse di ingresso, ristoranti, organizzazione mostre, ecc. per tutti i musei nazionali. Con tali attivita si procurano le risorse necessarie per le attivita istituzionali nonche il finanziamento delle acquisizioni. La DMF gestisce anche i musei di enti proprietari locali garantendo che le cornunita continuino a beneficiare del concorso finanziario della Stato. Insomma, quel tanto agognato decentramento dove collettivita locali e associazioni si amministrano e gestiscono liberamente, mentre 10 Stato coordina i metodi, le attivita scientifiche e la conservazione delle raccolte. I musei possono decidere liberamente

il costa del biglietto d'ingresso, eventuali campagne di sconti e agevolazioni e come al Louvre, ad esempio, attivita di sostegno finanziario autonome come gli Amici del Louvre. Con soli 50 Euro l'anno si contribuisce alla gestione del museo e all'arricchimento delle collezioni a fronte di accesso illimitato e la partecipazione a diversi eventi. E potremmo andare avanti per ore ad analizzare attivita di sostegno ai beni culturali che potremmo prendere come spunto anche in Sicilia, tanto il decentramento noi 10 abbiamo gia. Dovrebbe essere la regione a gestire le linee di indirizzo generali anche nei confronti dei privati che andranno a gestire i servizi aggiuntivi le aree archeologiche siciliane. Vi immaginate che cosa potrebbe significare una campagna di sensibilizzazione per diventare "sostenitore" di un'area archeologica siciliana? Sono certa che molti sarebbero felici di adottare davvero un pezzo di arte e cultura siciliana per farlo vivere un po' meglio di adesso. Certo, si dovrebbe anche offrire ai sostenitori una ricompensa per questa gesto e ll avremmo qualche difficolta evidente. Non brilliamo proprio per l'organizzazione di attivita culturali collaterali alle visite di musei a aree archeologiche. Ma potremmo cominciare a pensarci suo Sapete quanti turisti visitano i nostri siti ogni anno? I numeri ci sono e sono pubblicati sul sito della regione. Andate a guardare se siete curiosi e vedete quanta si potrebbe guadagnare dal nostro patrimonio culturale. Guardate quanti siciliani potrebbero lavorare e fare impresa solo su questo settore e sull'indotto turistico invece di dovere ancora elemosinare un posto da precario presso qualche ente pubblico gia al collasso. Non 10 vogliamo fare, non ne diSCU~~iamo, non ci arrabbiamo abbastanza. E questa e quello che ci tocca, restare a guardare.

n golem

-CINEMA-

ed il cinema
alle macchine di tre leggi infrangibili. Ne L 'uomo della sabbia, 1815, E.T.A. Hoffmann narra l'amore impossibile tra un uomo e una bambola meccanica. Lo stesso Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, presenta temi fondamentali e tipici dei successivi racconti sugli androidi. Numerosissimi sono anche gli esempi cinematografi che toccano questa tema. Da Blade Runner, ispirato al romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick, al pill recente 10 robot, tratto dall'antologia 10, Robot dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. Ma prima di loro si erge imponente l' intramontabile classico di Fritz Lang, Metropolis, visione del regista di un futuro di catene di montaggio e forti divisioni di classe in cui il personaggio del robot interpretato da Brigitte Helm e esteticamente di una modernita sconcertante. Chi non ricorda il delizioso robot Robby del Pianeta Proibito del 1956, 0 il terribile Gort di Ultimatum alla Terra - di cui recentemente e uscito un remake con Keanu Reeves - nella versione originaria interpretato da Lock Martin, ingaggiato solo per la sua alta statura, 231 ern. Come non citare la saga del Terminetor, in cui le doti artistiche dell'ex Governatore della California non cozzano affatto con il non particolarmente complesso livello psicologico del personaggio robotico interpretato. Poi il bambino artificiale di AI Intelligenza Artificiale, 2001, di Steven Spielberg, e II tenente comandante Data della serie televisiva Star Trek - The Next Generation, 0 ancora L'androide Bishop di Alien di Ridley Scott, 0 il robot paranoico della Guida galattica per gli autostoppisti. II Salmo 139, 16 dell'Antico Testamento indica la massa ancora priva di forma, e si riferisce al grande progenitore, Adamo, prima che gli fosse infusa l'anima da Dio. Polvere alla polvere. Adamo in quel momenta era solo terra e fango. Questo, un concetto presente

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enza impelagarci in trattazioni filosoficamente complesse circa la connessione che intercorre tra la Divinita e la sua creazione pill imperfetta, concentriamoci invece sull'uomo e il rapporto con l'esigenza da sempre intrinseca nel suo essere della creazione di qualcos'altro. 0 di qualcun'altro. Macchine, automi e robot, per nulla ad immagine a somiglianza di Dio, rna perfettamente coerenti con il loro vero creatore, l'uomo, hanno antenati quanta mai antichi. Tra Cadmo che, rimasto solo, messosi a spargere in terra denti di drago creo un esercito privato di soldatini a sua completa disposizione. 0 Pigmalione, che non trovando una donna che 10 soddisfacesse, se ne modello una d'avorio, e che prego affinche si animasse finche non fu esaudito. 0 i servi meccanici del deforme dio Vulcano, il pill grande evasore fiscale del catanese. II Tupilak delle leggende Inuit, creato dagli stregoni per dare la caccia e uccidere malcapitati. E ancora il terribile Golem della tradizione cabalistica ebraica, creato dal fango, come l'uomo, rna senza un anima. E I'homunculus, di cui Paracelo ci ha tramandato una curiosa ricetta. Lo stesso Leonardo da Vinci, il pill grande ed inconcludente genio forse mai esistito, ideo un progetto per la realizzazione di un robot umanoide. nel 1738 Jacques de Vaucanson, l'inventore del primo telaio automatico, fabbrico un automa capace di suonare il £lauto. L'idea del macchinario, non necessariamente formato da cavi e circuiti, nato come ausilio allavoro all'essere umano, per poi misteriosamente sviluppare una propria coscienza, spesso ostile, e da sempre presente. Quasi come monito all'uomo, dall'uomo stesso, che riconosce alla divinita l'esclusivita delI'atto creazionistico. Un esempio tipico e il Frankenstein di Mary Shelly Asimov limita il potere degli automi con un sistema all'apparenza perfetto che consiste nell'imposizione

S

tratta in realta della saga polacca del Rabbi Elija Ba'al Schem di Chelm, che a posteriori, cioe nel'700, venne attribuita al rabbino di Praga: in questa versione il Golem era un protettore del popolo ebraico dalle importante e basilare della tradizione cabalistica e il perseCUZlOlll. processo di emanazione di ogni cosa dal nome divino. II motivo dell'attribuzione a posteriori della creazione Niente di diverso da In principio era il verbo. II potere del Golem al rabbi nella Praga di Rodolfo II fu della parola, del suono, e della successione numeric a e probabilmente la diffusa atmosfera di celebrazione e letter aria che compone ogni cosa. Ancora pill mitizzazione della figura dell'Imperatore (e del Rabbi semplicemente Dio e il pill grande programmatore di Low stesso) durante il'700: cultore di scienze occulte computer del mondo, non limitandosi agli 0 e agli 1. e protettore degli ebrei egli aveva condotto nei loro COS!conoscendo la giusta parola, i rabbini studiosi della cabala potevano dare vita, confronti una politica anche se non infondere un illuminata dando "Ancora informe mi hanno visto i tuoi ad un periodo inizio anima, potere esclusivo della di occhi e tutto era scritto nel tuo libro; e i espansione e fioritura Divinita, ad una creatura di fango. Con un procedimento miei giorni erano-fissati, quando ancora delle loro attivita, inver so, togliendo la parola alla La leggenda del golem non ne esisteva uno. " creatura, erano in grado di che sembra diversa ogni privarlo della vita stessa. volta che la si sente 0 in Antico Testamento, Salmo 139,16 Questa e la storia del golem. relazione a chi la L'automa ebreo. racconti 0 da dove la si Nel XIII secolo era presente una tradizione che si legga, e stata spesso ripresa. scrittore ed esoterista richiamava al IV secolo A.C. secondo la quale il Gustav Meyrink si ispiro ad essa per il suo Der golem, Golem, che riportava in fronte inciso il nome di Dio, 1915. Lo stesso e il titolo della prima delle tre opere prendeva vita aggiungendo ad esso la parola "verita", cinematografiche ispirate alla figura del golem, del cosicche ne risultava la frase "Dio e verita". regista, sceneggiatore e attore tedesco Paul Wegener. Cancellando dalla frase una delle lettere, la aleph, la Neil Der Golem, del 1914, diretto in collaborazione parola che restava significava "morto". La frase che ne con il regista Henrik Galeen, Wegener, interpreto risultava era Dio e morto, e il Golem diventava inerte. proprio il golem al fianco dell'attrice Lyda Salmonova. Nella Polonia del 1600 la leggenda, documentata in Oltre che della suggestiva fotografia di Seeber, il film una letter a datata 1674, raccontava di un Golem che si avvalse anche dalla splendid a scenografia di Rochus crebbe a dismisura, diventando una minaccia Gliese. La storia, ispirata liberamente dall'omonimo ingovernabile per il suo padrone. Allora questi, il romanzo di Gustav Meyrink, narra la storia di un Rabbi Elija Ba'al Schem di Chelm, pretese che il mostro d'argilla, creato magicamente da un rabbino Golem gli togliesse le scarpe, e nel frattempo gli durante il XVI secolo per proteggere gli abitanti del cancello tempestivamente dalla fronte l'aleph. II ghetto dalle persecuzioni volute dall'imperatore Golem ricadde su se stesso senza vita, travolgendo il Rodolfo II. Ritrovato secoli dopo da un mercante Rabbi con la sua massa informe. d'arte tra le rovine di una antica sinagoga, costui fara La leggenda pill nota e quella ambientata nel ghetto di uso dell'amuleto magico che risveglia la creatura per Praga che attribuisce la creazione del Golem al Rabbi farle proteggere sua figlia, della quale pero il mostro Jehuda Low ben Bezalel, ai tempi dell'Imperatore si innamora perdutamente. Per difendere il suo amato Rodolfo II, cioe alla fine del '500 - inizi del' 600. Si dalla furia del Golem, la ragazza spezzera l'amuleto nei libri fondamentali della mistica ebraica, 10 Zohar, Illibro dello splendore, del XIII secolo, e il Sefer Jezira, Il libro della creazione. Altro dettame estremamente

-CINEMAponendo fine all'incantesimo e riducendo il Golem in frantumi. II film riscosse un grandissimo successo facendo salire Wegener agli apici della fama. La sua pellicola, ritenuta ormai perduta, fu ritrovata nel 1958 all'interno di una collezione privata e restaurata. Nel 1917 Wegener torno nel ruolo del Golem, questa volta in una sorta di parodia del primo grande successo, nella pellicola Der Golem Und Die Tanzerin sempre al fianco della Salmonova. In questa pellicola, andata ormai perduta, il protagonista, dopo aver visto il film Der Golem cerca di spaventare una ballerina ed i suoi amici travestendosi da mitico mostro. Questo film puo essere considerato tutto sommato il primo sequel nella storia del cinema. AlIa fine del 1919, in collaborazione per la regia con Carl Boese, Wegener gira uno dei suoi film pili acclamati, Der Golem: Wie er in die Welt Kam, ovvero Il Golem - Come venne al mondo. Per la realizzazione del film, Wegener si servt della collaborazione di altri grandi nomi del mondo cinematografico tedesco, quali Henrik Galeen per la sceneggiatura, Karl Freund come cameraman e Guido Seeber per la fotografia, ed in ultimo Rochus Gliese per la realizzazione delle scenografie visionarie. Anche il cast era composto da nomi importanti, infatti, oltre alla ormai immancabile Salmonova, si annoverano nomi quali Ernst Deutsch e Albert Steinruck. II film, sempre liberamente ispirato al libro di Meyrink, e una sorta di prequel della prima pellicola, e narra infatti la storia della creazione del leggendario mostro d'argilla per mana dell'alchimista rabbino Benjamin Yehuda Loew, per fronteggiare le persecuzioni contro il popolo del ghetto di Praga. Lo scopo viene raggiunto dal rabbino ed i persecutori della sua gente subiranno la giusta vendetta, tuttavia il mostro sfugge dal controllo del suo creatore, per colpa del suo assistente, Famulus; fortunatamente, per opera di una bambina che spezza il sigillo al colla del mostro e che 10 tiene in vita, l'incubo del Golem ha fine. Anche questa volta il film fu un autentico successo non solo in Germania, rna in tutto il mondo, negli Stati Uniti, dove uscl solo nel 1923, il film venne proiettato ininterrottamente per ben dieci mesi ed influenzo fortemente il regista James Whale nella creazione del suo Frankenstein del 1931. Un aneddoto, narrato dallo stesso Wegener, vuole che quando l'attore si trove a passeggiare per il ghetto ebraico di Amsterdam, la gente del luogo inizio a sussurrare e a indicarlo con il dito, quando Wegener si avvicino ad uno dei passanti per chiedere il motivo di quel comportamento l'uomo fuggi via atterrito. L'attore comprese tutto solo quando senti con le proprie orecchie quello che sussurrava la gente intorno a lui: E il Golem, e il Golem!

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Rabbi Loew ed il golem illustrati da MikolasAles

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splendide pagine in cui Dago scala la vetta dell'Etna, per poi affermare che "COS! eve essere stato creato il d mondo ... ". In Dago i topoi del grande romanzo popolare, come nei Beati Paoli, ci sono tutti. Mi piace quindi definire la serie di Dago come un "romanzo popolare a fumetti", perche nasce con Ie stesse caratteristiche evidenziate da Eco nella brillante analisi sulla collocazione storica e narrativa de I Beati Paoli, nell'introduzione al romanzo edito da Flaccovio. Dago, esattamente come i Beati Paoli, nasce come narrazione seriale d'appendice. Le sue storie inedite, infatti sono presentate in episodi settimanali di 12 tavole sulla rivista Lanciostory, COS! come Luigi Natoli pubblicava i Beati Paoli in appendice al Giornale di Sicilia nel 1909. Nella pagine dei Beati Paoli, la narrazione fluisce lenta, rna continuamente alIa ricerca di un colpo di scena che possa agganciare il lettore alIa puntata successiva. COS! li episodi di Dago g si muovono nella continua esasperazione della fluidita narrativa, alIa ricerca di una "cliffhanger" effieace, sapendo bene che nei fumetti la domanda che si pone il lettore non e: "Riuscira il nostro eroe a... P!", bensl "Come riuscira il nostro eroe a.... ?!",perche, e risaputo, i personaggi dei fumetti, rna Dago davvero in particolare, appartengono a quella categoria narrativa del Superuomo, teorizzata abilmente da Umberto Eco, che si definisce, tra l'altro, appassionato lettore del personaggio. E i Superuomini qualche volta possono perdere, rna non possono essere sconfitti. Altrimenti finirebbe 10 "stupor" del lettore, ed anche Ie sue avventure. Per continuare il parallelo, i Beati Paoli sono un esempio tardivo di romanzo popolare della prima fase, quello romantico-eroico, con l'ambientazione storica imprescindibile per questo genere, perche figlio del piu blasonato e riconosciuto nelle letterature, rna forse meno interessante, "romanzo storico", che mette in scena la storia, rna senza pretese di moralizzazione, ide n t i fi c a z ion ear c h e tip i cad e g Ii e r 0 i e rappresentazioni manichee del bene e del male. Anche Dago si muove tra Ie pieghe della storia, ed e lui stesso un personaggio romantico-eroico che incarna in tutto e per tutto il Superuomo "alla Eco", impersonato nei

Beati Paoli non da Blasco D'Aragona, bensl da Coriolano della Floresta. Come ne I Tre Moschettieri il personaggio protagonista dell'azione e il noto D'Artagnan, rna il Superuomo, l'eroe carismatico del romanzo, e Athos. Dago quindi come Athos, 0 come Edmont Dantes, per rimanere in tema di paralleli con altri romanzi popolari: eroi problematici, spesso incapaci d'amare, mossi da ideali che non appartengono a nessuna classe sociale, rna solo a loro stessi, sulle cui spalle pesano il proprio passato e Ie responsabilita delle azioni del presente, proprie e spesso anche altrui. Personaggi alIa ricerca di una "giustizia" quasi chirurgica, applicata cioe caso per caso, e non trasmessa alle classi con cui viene in contatto. Altrimenti questi personaggi diventerebbero dei rivoluzionari. Invece rimangono dei "vendicatori solitari", anche se piu propriamente sono detti "angeli viaggiatori", tema suI quale torneremo in una delle prossime rubriche. Dago come i Beati Paoli, dunque. Entrambi romanzi popolari. Entrambe figure dell'immaginario, consegnate alIa coscienza collettiva della "grande avventura", nella quale tutto diventa possibile: anche che un personaggio a fumetti del 2010 incontri nelle sue pagine i protagonisti di un romanzo scritto nel 1909. Perche i Superuomini dell'immaginario non muoiono maio Neanche editorialmente. Poiche non appartengono alIa storia ... ma alle storie. E Ie storie, come sempre, parlano di noi. Robin Wood e Carlos Gomez, "RistampaDAGO" nn. 102, 103, novembre-dicembre 2010, Editoriale Aurea. Dago (nell'illustrazione Wood e Alberto Salinas di PMP) creato da Robin

Luigi Natoli, "I Beati Paoli", Flaccovio Editore, 2007. Per approfondire I' epica di Dago: - www.ubcfumetti.com/enciclopedia/? 12218 -http://guardareleggere.wordpress.com/ 2010106/2 41di-dago-e-dei-suoi-misteri

-SCIENZA-

I:mteDigenza come
Chiara Cappello

capacita di collegamento
analizzare quale sia stata in passato la fetta di societa che pili poteva permettersi di studiare 0 di dedicarsi anima e corpo a ricerche in ambiti disparati, 0 quale sia state per molto tempo il sesso pili legittimato a farlo. Ancora oggi c'e chi porta come prova dell'intelligenza maschile il fatto che poche donne nei secoli passati abbiano lasciato traccia di se in ambiti che vanno dallo scientifico alletterario, all'artistico. Tutto questo porto nel XX secolo 10 psicologo francese Alfred Binet e la psicometria in generale, a porsi come obiettivo la messa a punto di una scala con la quale poter misurare l'intelligenza umana. Nacque COS!l mito del quoziente intellettivo (QI), e con esso i venne messa a punto tutta una serie di esami che dovevano servire a misurarlo, il primo dei quali fu appunto 10 Stanford-Binet. Tuttavia il metoda - che consisteva in un test la cui risoluzione portava ad assegnare un punteggio a seconda del rapporto tra l'eta del candidato e l'eta dimostrata dalla sua menteera basato su conoscenze di tipo prettamente scolastico e che dipendevano quindi, non solo dal grade di scolarizzazione, rna anche dal background culturale dei diversi individui. Si apriva tutto un mondo di ricerche in campo genetico. Si accese, COS!, n accanito dibattito tra chi u sosteneva che il quoziente intellettivo di una persona fosse determinato dai suoi geni, e chi, secondo tesi cosiddette ambientaliste, sosteneva che fosse condizionato solo dal retaggio culturale e dalle esperienze vissute, e che fosse quindi mutevole nel tempo e nella spazio. Inizio un periodo buio per l'umanita, Non va dimenticato, ad esempio, che, mentre Hitler gettava le basi per la sua ascesa al potere in Germania, in America nel 1924 venne

rapporta i concetti, apparentemente distanti, di curiosita e di istruzione. Per comprendere appieno la moder nita della innovativa relazione e necessario considerare come ancora ai tempi del filosofo francese l'idea di intelligenza fosse indissolubilmente legata al livello di scolarizzazione. II latino intelligentia, deriva da intelligere, cioe capire. Contiene la radice del verbo ligare preceduta da inter (letteralmente quindi '1egare" "tra"), L'etimologia del termine dimostra come gia nell'antica Roma era tenuta in grande considerazione la capacita di collegamento che consente di affrontare, capire e risolvere i problemi che il mondo ci pone, in misura, spesso, tanto maggiore quanta e vasta la nostra conoscenza. Su chi poi possegga questa capacita non si e mai trovato un accordo. COS!se Platone non ha dubbi che essa venga distribuita in una quantita fissa, in misura maggiore alle classi pili alte della societa e via via a scendere; Aristotele ribatte che essa e una facolta pili 0 meno uguale in tutti in potenza schiavi esclusi - , tocca a noi svilupparla e trasformarla "in atto" attraverso insegnamento ed esemplO. Quindi in fin dei conti per accord are tutto e tutti, per secoli non si e fatto altro che consider are la questione in ambito scolastico - si e tanto pili intelligenti quanta pili si e istruiti - equiparando quindi le capacita intellettive al grade di istruzione e di conoscenza. Riguardo poi le considerazioni su individui 0 classi pili dotate, sembra inutile

S

i e curiosi nella misura in cui si e istruiti (J.J. Rousseau). La massima di Rousseau

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emanato l'Immigration Act, legge che regolava i criteri migratori sulla scia di studi che connotavano come "deboli di mente" gran parte degli immigrati di diverse etnie (ebrei, italiani, ungheresi, russi), in base alloro QI. Oltre al problema dell'immigrazione ne esistevano altri di natura economica. Se la quantita di intelligenza e definita fin dal concepimento, ed e possibile misurarla, vale la pen a di investire denaro su individui che hanno un quoziente d'intelligenza basso? Si trattava di considerazioni che seguivano studi comparativi tra bambini bianchi e neri. Siamo negli anni '60! Di esempi e di "intelligenti" deduzioni simili se ne possono trovare molti e ancora oggi. Al cambiare dei tempi corrisponde l'evolversi del pensiero scientifico. E cost, pian piano, si e arrivati a un accordo tra ambientalisti ed ereditaristi, stabilendo che entrambe le componenti fanno la propria parte nella formazione di un individuo. Si e anche tentato di elaborare test che, sganciati da qualunque contesto, risultassero attendibili e permettessero di comparare individui diversi per ceto e cultura di appartenenza. Tuttavia oggi questi approcci sono in genere superati, proprio perch€! si tende a consider are i molti altri fattori capaci di influenzare la valutazione dell'intelligenza di un individuo, come l'aspetto emotivo. Gran parte degli psicologi sono dell'idea che, il sottoporre i bambini a prove 0 l'esprimere giudizi anche generali circa la loro intelligenza, generi conseguenze negative per la loro vita futura. In menti cost giovani si innescheranno atteggiamenti di superiorita 0 comportamenti compensativi di riscatto 0 di isolamento frutto dell'insicurezza interiore di fondo. Adesso che abbiamo analizzato il possibile rapporto tra intelligenza istruzione e pili in generale esperienza, e importante accennare al

ruolo che in tutto questa ha la curiosita, La curios ita e la strana molla capace di muovere l'uomo alla conoscenza e alla continua ricerca di qualcosa. Sto parlando ovviamente di quel sana pallino che ogni tanto ci punzecchia e che, tramite l'esercizio, e notoriamente in grado di mantenere fresca la mente umana, rallentando i segni dell'invecchiamento. E' proprio questa piacerenecessita a spingerci fin da piccoli alla ricerca "dei perche". La curiosita e bambina. Migliora il carattere e le interazioni tra gli individui anche nel mondo animale. Studi condotti sui topi dimostrano, ad esempio, che in presenza di stimoli i giovani mammiferi diventano curiosi e crescono pili socievoli e veloci nell'apprendere. Chi non riceve stimoli 0 non viene interessato 0 messo nelle condizioni di percepirli, dimostra tutto il contrario. La recente teoria delle intelligenze multiple, della psicologo statunitense Howard Gardner, che distingue nove differenti forme di intelligenza (ad esempio matematica piuttosto che musicale), potrebbe forse trovare conferma nel fatto che ciascuno di noi, geneticamente predisposto 0 meno, presenta interessi diversi che 10 portano ad essere avido di conoscere cia che pili 10 stuzzichi e a specializzare la propria mente in quel particolare campo, qualora questa sia possibile, tralasciandone altri. Considerati i risvolti negativi connessi alla ricerca di una assoluta scala di intelligenza ammesso che l'uomo debba porsi il problema - un approccio, forse di maggiore interesse, sarebbe quello di cercare di capire non quanto rna in cosa, una persona possa essere pili "intelligente". Cia che realmente la incuriosisca e la stimoli ad indagare, riflettere ed agire. Alla luce di tutto questo, "si e curiosi nella misura in cui si e istruiti" (0 intelligenti)? 0 intelligenti nella misura in cui si e curiosi?

lD'luca

Orlando

~1 [{IGHE
• COMUNICAZIONE
ideazione e realizzazione materiali e campagne pubblicitarie

• CREATIVITA
soggetti e sceneggiature per spot, audiovisivi, fumetti, fiction, ecc.

·CONTENUTI
redazione e aggiornamento news e contenuti sia on line (siti, portal), etc.), che off line (rlvlste, house organ, etc.)

Quelle
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&iuste, quelle cae mancano, quelle eae lastano, quelle sante,L...-.... uelle mezze, quelle luone, quelle &rosse, quelle eae si rillan&iano, quelle tol te di Iocca.

Noi aappfaao seapre eoae usarle.

Siamo laravi a parole.
20MiiaRighe di Manlio Mattaliano
Via G. Ventura/ 1 - 90143 Palermo tel. +39 091 5083121 • cell. +39 339 604 2434 www.20milarighe.it·info@20milarighe.it

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FESTIVAL-

arte lunedl 4 luglio a Palermo la sesta edizione di Sole Luna Festival, festival internazionale di documentari, che fin dall'anno della sua nascita, 2006, si e caratterizzato per una particolare duplice attenzione sia ai temi sociali che alle capacita dei registi di cinema documentario di veicolare Ie tematiche piu delicate e difficili con linguaggi di forte impronta poetic a e con una chiara componen te di ricerca formale.

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Sole Luna Festival 2011
Stories" di Alessandro D'Alessandro e Marco Leopardi, "Sulla Strada di Abibata" di Gaetano Di Lorenzo e "L'arte del mostrare" di Davide Gambino e Dario Guarneri, tutti realizzati in Sicilia. Tra i registi possiamo inoltre citare l'alsaziano Robert Cahen, conosciuto videoartista e gia premiato in una precedente edizione di Sole Luna Festival per la sua innovativa opera "Sanaa"; Steve Sanguedolce, canadese di origine siciliana, vero poeta delle immagini e grande "utilizzatore" di materiali di repertorio quale strumento di approfondimento poetico-politico; tra gli italiani Bruno Bigoni, Marco Santarelli e Emma Rossi Landi che nella sua opera racconta una storia di bambini amerasiatici, figli di militari americani e prostitute filippine; l'israeliano Gil Karni e la regista araboisraeliana Ibtisam Mara'ana, questa volta decisa a mettere in mostra se stessa per riuscire a comunicare come Ie vicende storiche influiscano sulle vite personali di ciascuno; e ancora l'iraniano Nima Sarvestani, che racconta la storia di una bambina afghana venduta a soli dieci anni dallo zio a un uomo
di50.

<Realizzando questa Festival, - afferma Lucia Gotti Venturato, ideatrice della manifestazione e presidente dell'associazione che 10 realizza, "Sole Luna, un ponte tra Ie culture", - vogliamo che il nostro ponte tra Ie culture diventi un ponte di luce, una visione ancora piu aperta e illuminata da nuove esperienze, nuove conoscenze e approfondimenti che sono parte della nostra storia di viaggiatori. "Sole Luna, un ponte tra Ie culture" si adopera infatti per rafforzare l'idea che la diversita dei modi di vivere costituisca una ricchezza che deve essere compresa e condivisa e il cinema documentario si pone come strumento in grado di parlare delle culture e di raccontarle> . Inizialmente dedicato al Mediterraneo e all'Islam, da quest'anno Sole Luna Festival diventa piu internazionale: allarga i suoi orizzonti ai documentari provenienti dal mondo intero e Ii presenta nelle due sezioni "Per Terra" e "Per Mare". I 31 film documentari in concorso, raccontano storie di vita, tradizioni del vicino e lontano Oriente e Occidente, testimonianze di popoli migranti e migratori: un vero e proprio scenario sulle realta e Ie criticita dei paesi del mondo. Prima visione per tre documentari che saranno presentati ufficialmente al Sole Luna Festival: "Pitre

La Giuria, che domenica 10 luglio assegnera i premi, e composta dal regista tunisino Nouri Bouzid, da Marlene Albert-Llorca antropologa docente all'Universita di Tolosa, Eyal Sivan, produttore e regista israeliano, Duilio Giammaria inviato del Tg t Rai e Beatrice de Durfort delegata del Centro delle Fondazioni di Francia; tutti grandi esperti che potranno contribuire alIa riflessione sui temi sociali e culturali del Festival. L'edizione 2011 si arricchisce anche di una sezione monografica, non in concorso, dedicata al documentario musicale "SoleLunaRock". Julien

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Temple, uno dei pili abili registi di film, documentari e videoclip musicali, presentera personalmente al festival due film: uno sul famoso e "maledetto" gruppo dei Sex Pistols, l'altro sulla citta di Detroit. Tra Ie opere che compongono questa rassegna: Crossing the bridge -The sound of Istanbul di Fatih Akin: la storia e quella del compositore Alexander Hacke, esponente dell'avanguardia musicale tedesca, che ripercorre il viaggio che fece in Turchia per scrivere la colonna sonora del film La Sposa turca. Heavy metal in Baghdad di Eddy Moretti e Suroosh Alvi parla degli Acrassicauda, l'ultima band metal irachena, in un film prodotto da Spike Jonze, il piu grande e celebrato regista di videoclip. The Blank generation: la scena punk dell'America anni '70, raccontata da un regista che e considerato un pioniere dell'avanguardia Amos Poe, e da un musicista prestato al cinema, il ceco-americano Ivan Kral. Quest'anno Sole Luna Festival ospita anche un contributo culturale da parte di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton, che presenters "II Mare", un numero speciale della rivista COLORS che racconta il mare e il suo rapporto con l'uomo. Momenti magici, simbolo pili ampio di una riflessione sull'importanza della salvaguardia e della tutela degli ambienti marini, svelati attraverso l'augmented reality, la "realta aumentata" che amplifica l'esperienza della lettura attraverso la visione di sette pillole video che documentano l'emozionante momenta di sette persone che incontrano per la prima volta il mare. www.colorsmagazine.com, www.fabrica.it Dal 6 all's luglio si svolgera il Convegno Internazionale: "Un ponte tra le religioni: fede e Iiber ta nell'Ebraismo, nel Cristianesimo e nell'Islam", che sara realizzato in collaborazione con Fondazione Roma Mediterraneo.

Un'installazione di Mario Merz, <L'Impermeabile Luminoso>, realizzata alla fine degli anni'so, sara esposta nell'abside della Cappella del Complesso Steri. Si tratta di uno dei primi esempi di '1\rte Povera", in cui l'artista utilizza il neon come mezzo che trapassa oggetti di uso quotidiano, quale l'impermeabile. Molti altri ancora gli appuntamenti in programma che fanno da cornice al festival: concerti, incontri letterari e artistici. La direzione artistica e a cur a del regista Giovanni Massa, la direzione scientifica e affidata all'antropologa dell'Universita di Palermo, Gabriella D'Agostino. Sole Luna Festival e stato realizzato con il contributo della Regione Siciliana e Fondazione Roma Mediterraneo. Sole Luna Festival 4-10 luglio 2011 Complesso Monumentale Steri Palermo, piazza Marina 61 Info: www.solelunaunpontetraleculture.com

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Elisabetta Serena Paterna

-MUSICA-

dell'Accademica Musicale Siciliana
L'esecuzione era stata peraltro anticipata sabato 16 aprile nella Chiesa di Santa Caterina a Termini Imerese e domenica 17 nella Chiesa della Madonna della Pace, dei Padri Cappuccini a Palermo. Hanno affiancato la inappuntabile direzione del direttore e concertatore Gaetano Colajanni, i maestri del cora Vincenzo Marino e Loredana Russo. Notevolissime le interpretazioni dei quattro solisti: il soprano Letizia Colajanni, il tenore Leonardo Alaimo, il basso Alberto Zanetti, tutti interpreti gia autenticamente affermati nel panorama musicale italiano, ed il contralto Francesca Martino. II Maestro Colajanni e docente di Armonia, analisi, Analisi delle forme compositive, presso il Conservatorio Bellini, ed e uno dei piu richiesti direttori di orchestra a livello internazionale, avendo diretto le piu apprezzate orchestre in Francia, Belgio, Spagna, Austria, .......... --.....,.....,.............. Australia, Giordania, Egitto, Tunisia, Uzbekistan, Russia, Stati Uniti, Canada, Argentina, Messico e Paraguai. ~ " Da segnalare la sensibilita degli artisti tutti, che hanno voluto esibirsi gratuitamente.

Palermo. Tra le manifestazioni artistiche realizzate a Palermo nel periodo pasquale, un momenta di assoluta eccellenza si e avuto con la magistrale interpretazione del Requiem K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, per Soli, Coro e Orchestra, da parte dell'Orchestra della Accademia Musicale Siciliana, con il Coro Polifonico Regina Pacis ed il Coro Polifonico Stesicoro, esibitisi lunedi 18 aprile 2011 a Casa Professa, e che hanno trascinato il numeroso pubblico presente ad una ovazione finale, con prolungati ed intensissimi applausi. L'esecuzione e avvenuta nell'ambito della Seconda Edizione di "Pasqua a Palermo, itinerari culturali tra arte, architettura e musica", patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, con il sostegno di club service del Rotary, Lions e Inner Wheel, del Conservatorio Vincenzo Bellini e di
associazioru.

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Foto scattata durante il concerto a TerminiImerese

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l\iUittabirultura,

I\.\.\JSTlAZIONI IN MOSTlA
Gli artisti dalla Seuola del Fumetto di Palermo e di Alta Nox, in eollaborazione con l'assoeiazione eulturale Sbrindolo, espongono i propri lavori presso La Taberna da Coso (via Cavalieri di Malta 18, Palermo). Ogni giovedl, a partire dalle ore 20.00, gli artisti disegneranno dal vivo presso illoeale.

Giulia Adragna giulia.adragna@libero.it

Alessandro Buffa alisandro_ab@hotmail.it

Laura Piazza laura. piazza06@gmail.com

Roberto Pasqua robus2@email.it

Paolo Massimiliano Paterna pmp77@libero.it

Gabriele Valenza anubis84@live.it

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Noi poeti et« mo fatti coel Goepodin,baeta poco per ieriroi!

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Maeetro Puekin!
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Non etate eoqnsndo, conetderetemi un eeploretore d'infinito che ha vieto molte ooee, "•r giunto a voi dalla ceee -. "P' -: ~ r: .. dei morti. '_J

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San Pietro burgo, seconda meta dell' 800. Nikto, il cui nome significa "nessuno", vive in un rione popolare, dove sbarca il lunario pubblicando racconti su riviste, le stesse in cui scrive F.M. Dostoevskij, suo "doppio", Come il celebre narratore, dilapida gli scarsi guadagni ai tavoli da gioco ed e soggetto a crisi epilettiche, che 10 fanno viaggiare nel tempo e nella spazio. Cost, nel corso di vicende fiabesche, s'imbatte in suggestivi personaggi che a volte sembrano usciti dalle pagine dell'illustre alter ego...

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Valerio Spataro, nasce a Palermo nel1963. Docente di tecniche pittoriche e graphic journalism presso la Scuola del Fumetto di Palermo. Autore di una impressionate serie di illustrazioni e disegni per conto di strutture pubbliche e private di rilievo nazionale. Illustratore e fumettista presso varie case editrici di narrativa per l'infanzia; Partecipa e si classifica primo in numerosi concorsi. Si qualifica"Miglior disegnatore" al concorso "Montalbano a fumetti", pubblicando la propria storia con la casa editrice Hazard di Milano, successivamente il volume e presentato all'Expocartoon di Roma dal 16 al rs novembre 2000. www.valeriospataro.com [Continua]

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PMP (Paolo Massimiliano Paterna), vent' anni, fumettista ed illustratore, studente del terzo anna della Scuola del Fumetto di Palermo. Giornalista pubblicista. Autore di strisce satiriche ed articoli sulla testata giornalistica Spazio Libero. Fa parte della redazione ed e autore di strisce e vignette sulla testata giornalistica on line

dirittinegati.eu
Fa parte della redazione e disegna le vignette del periodico It Caffi, per il quale scrive e disegna il fumetto a puntate "La storia di Palermo a fumetti". Nelluglio 2010 pubblica il volume a fumetti "II Re delle Meraviglie".

voltolapagina.blogspot.com

~INTGL1I6GN2A IL I=ATTO STGSSO 01 CAPIRG LA LORO I=ALSITA ...

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UN'GSPRGSSIONG OGl~INTGL1I6GN2A.

TGSTO TRATTO OA "IL RISVG6110 OGL~INTGL1I6GN2A" JIOOHU KRISHNAMURTI

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TG5TO TRATTO OA "IL RI5VG6LtO OGL~INTGLLt6GNZA"

JIOOHU KRI5HNAMURTI

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tra visione ed emozione, il contme che nel separnre unisce il punto
Luciano Regazzoni gni uomo ed ogni potenza possedevano sulla terra un'anima separata che proteggevano e nascondevano nel corpo di un animale nella foresta pili fitta, ed alla quale erano magicamente legati per la vita e per la morte. Credenza nell'anima esterna. II totem rappresenterebbe un rifugio sicuro in cui l'anima sarebbe deposta al fine di venire sottratta ai pericoli che potrebbero minacciarla. Quando una donna si sente divenir madre, vuol dire che nel momenta in cui essa prova questa sensazione, uno degli spiriti che aspirano alla rinascita ha lasciato la sua prossima dimora degli spiriti per introdursi nel corpo di questa donna che 10 mettera al mondo come proprio figlio. Questo bambino avra 10 stesso totem degli altri spiriti che dimorano nella stesso luogo. L'origine ultima del totemismo sarebbe dunque nell'ignoranza relativa al modo in cui uomini ed animali procreavano e perpetuavano la loro specie, e soprattutto nell'ignoranza della parte che il maschio svolge nella fecondazione. Questa ignoranza e stata favorita dallungo spazio di tempo che intercorre tra l'atto della fecondazione e la nascita del bambino (0 il momenta in cui la madre avverte i primi movimenti del feto). II totemismo sarebbe COS! una creazione della spirito femminile, non di quello maschile. Esso trarrebbe origine dalle "voglie" della donna in cinta. Tutto cia che ha colpito l'immaginazione della donna in questa misterioso momenta della sua vita in cui per la prima volta ha sentito di essere madre, ha in effetti potuto essere facilmente identificato da essa col bambino che portava in grembo.

n ~porto

-

ENANTIODROME-

O

Queste fantasie materne, COS! naturali e, sembra, COS! universali, possono ben aver costituito la radice del totemismo. II sacrificio della paternita per una specie di speculazione, volta ad assicurare il culto degli antenati. ( Frazier) L'immaginazione non e al tro che il soggetto trasferito nelle cose. (G. Bachelard ). - ENANTIODROMIA - (termine junghiano) significa essere dilaniati in coppie di contrari; queste sono un attributo del dio e quindi anche dell'uomo divinizzato, il quale per essere simile al dio, deve vincere i propri dei. Alla sua legge crudele sfugge soltanto chi sa differenziarsi dall'inconscio, non gia rimuovendolo. .. Bensl ponendoselo chiaramente innanzi come un qualcosa di diver so da se. - Punto vista - Dall'oggetto al piano La FORMA - Riferimento al nota per splegare 1'IGNOTO - Angolo di npresa orientato II SEGNO - la presa, CONFLITTO Dal plano non la allo spazlO tensione del - All'ombra

ENANTIODROME-

di Babele gli agenti, quali seguire e

perchei'
- II risveglio del Ridestato. 11 segno del cambiamento nella frattura del silenzio. - Un tempo per il mutamento. I ribelli sulle montagne, come portarli al centro, annullando il conflitto? - La quotidian ita non permette a nessuno d'essere se stesso. I GUARDIANI - stranamente non sembrano curarsi di teo Non ostentano la loro forza. E le postazioni che occupano appaiono tutt'altro che strategiche. Va da se che tu non sei mai solo. Loro hanno vissuto e oltrepassato illimite. Ed e di questa che parlano con la loro presenza e i loro silenzi. ENANTIODROME e in tutti; rna non tutti si . . riconoscono III essa. La Luce riconosce Enantiodrome; rna Enantiodrome le corrisponde in altri termini. Luogo di confine, nel dire di un allontanamento avvicina, nell'annullare esalta, nel separare unisce. Di Enantiodrome non sembra ci sia mai stato un prima. Quindi, una volta entrati nessuno sente l'esigenza di un poi. Tutto e Presente, anche nell'assenza, in Enantiodrome. La linearita si concede alla circolarita, per tentare di cingere - abbracciare un centro, che non e da conquistare rna, da difendere. Ma coste Enantiodrome ? doyle? Quali strade portano ad Enantiodrome ? Le prime due sono risolvibili solo dando una risposta alla terza domanda. E quest'ultima e racchiusa in chi la pone.

Movimenti di camera - Dall'orientamento - II PECCATO SCELTA - come risultato

spaziale alQUI della capacita di

- Inquadrature - Dal QUI all'EQUIVALENZA DEI LUOGHI - La PAURA - crea la vergogna, la vergogna il SENSO DI COLPA

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Allora, quali strade portano ad Enantiodrome? Tutte e nessuna. Ma una in particolare si dimostra la pili breve per raggiungerla: la via che non si puo fare a meno di percorrere. Gli attori, muovono verso Enantiodrome, dai quattro punti cardinali, verso un Centro, che di cardinale ha ben poco. Le ragioni, che sembrano motivare questa scelta, una volta raggiunta la CITTA "STATO", improvvisamente tacciono per lasciar parlare "una ragione che non sente ragioni". Incomincia a nascere un bisogno di Silenzio. Tra la polvere e il sangue, il sudore dice all'uomo della sua impermanenza, che la conquista non e poi COS! importante come l'essere conquistati, sempre che sia condivisa l'idea che " tutto cio che non e usato, serve". In Enantiodrome non s'incontra qualcun'altro, rna l'altro da se, Nel riconoscimento di un accadimento l'attore (colui che muove) assurge al ruolo di campione ( colui che veste una pulsione). BENVENUTI IN ENANTIODROME - CITTA "STATO"- DOVE IL QUI E' SOLO L'INIZIO ... PER UNA RI-TROVATA EQUIVALENZA DEI LUOGHI In ENANTIODROME ognuno ha un proprio modo di rapportarsi all'attesa. Un proprio modo di essere abitati dal silenzio. In ENANTIODROME una presenza e temuta e rispettata: IL TESTIMONE DEL PASSATO, formidabile avversario del PERDONO, acerrimo nemico del TRADIMENTO, serve la FEDELTA

in modo ASSOLUTo. Fissa il soggetto ai suoi RICORDI, senza possibilita di ... REDENZIONE. Di lui tutti parlano, rna nessuno riesce a darne una descrizione precisa. L'IMMAGINE non vera! Non deve esserlo ... suo compito e quello di muovere ed indicare. Spostare il centro d'attenzione per neutralizzare il peso della sensazione. Tutto cio che poggia su una possibile relazione esterna, e potenzialmente votato al tradimento, e quindi allo squilibrio. Solo un grande amore puo reggere il tradimento. Ma "cosa" e un grande amore? tradimento giudicato come una colpa, anziche essere osservato. Ma l'atto creativo non esiste senza tradimento. Assolutamente e nel DNA del creativo tradire. Ma realmente cosa significa tradire? Che tipo di ruolo riveste l'errore, per il soggetto, nella vita e nell'atto creativo? Riconosciuto come peccato, quando diventa colpa, per il soggetto che si da all'atto della creazione? Chi non 10 subisce e chi e "centrato", Riferito costantemente ad un punto che non e cardinale, rna interiore, l'elemento centrato come una sfera, si muove non condizionato dalla contingenza dell'azione, proprio per questa sua capacita di relazionarsi al suo centro, che come la bolla del muratore gli "parla" silenziosamente e costantemente del suo assetto. L'equilibrio e la qualita tecnica dell'immagine sono aspetti che solo esteriormente hanno a che fare con la capacita tecnica, rna interior mente e in maniera pili cospicua, anche se non direttamente

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percepibile, con una sorta di tranquillita acquisita, dal disegnatore, che percepisce in se il centro della rappresentazione.

TRA L'ESSERE E L'APPARIRE CORPO IL TRADIMENTo.

PRENDE

Se da una parte il disegno portera ad una sempre maggior relazione con l'apparenza e la sua rappresentazione, dall'altra dovra muovere verso l'elemento che e alla base del suo esistere: il vuoto. E' nel vuoto che si manifestano le continuita e le discontinuita delle superfici; e sempre nel vuoto che si operano le misurazioni atte a definire le proporzioni delle parti di un singolo 0 pili elementi, che rientrano nella composizione. La realizzazione spontanea di ogni pieno poggia sulla capacita intelligente di rend ere attivo il vuoto. Punto nodale: il rapporto che il soggetto stabilisce con l'oggetto. Si delega all'oggetto il compito di rappresentarci, mentre un'ulteriore sua ragione potrebbe essere quella di condurci. 11 disegnatore, come indicatore del segno di provenienza, non pun cad ere, troppo presto, nella trappola dell'estetica che nella fase di strutturazione dell'immagine va ten uta in sospensione, perche rischierebbe di fissare la sua attenzione. Anziche dare il giusto impulso alla sua rappresentazione, il bisogno di abbellire rischierebbe di imprigionare le sue energie, fissandolo ad una resa sterile. 11soggetto, quindi, pur riconoscendo all'oggetto un suo val ore estetico, non deve assolutamente confondersi con esso. Come rend ere silenziosa la mente, portandola a servire anziche comandare?

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Togliere il nome all'oggetto, potrebbe aiutare nel raggiungimento dello scopo. La mente, incapace di dominare cia che non conosce, deve cedere il passo ed eventualmente trasformarsi da cattiva padrona in buona servitrice. Ma, l'operazione e tutt'altro che semplice e non priva di rischi, 0 almeno COS! crede il soggetto non abituato a questo tipo d'azione.

Gli strumenti funzionali al compito: - La metafora, per poter passare dall'oggetto ai suoi possibili rimandi. - L'allegoria, l'argomentare per immagini. - L'analogia per la somiglianza nella differenza, il riconoscimento nel cambiamento. Queste sono da intendersi come un aiuto, per poter dar vita alle immagini, a loro volta da intendersi come gradienti di posizione. Se e vero

che sono dove si collocano le emozioni potremmo immaginarcele come speciali bandierine collocate sopra i nostri sentimenti, e mosse dagli eventi. Creando uno spazio, che non e definibile a livello cardinale,e che riguarda non tanto l'esteriorita del soggetto, quanto un rapporto con la sua interiorita. Tutti hanno, chi piu chi meno, un rapporto con l'immagine. II problema e il senso che si e abituati ad attribuirgli. Immaginata come strumento al servizio dell'apparenza, la sua vita sara costantemente strumentalizzata, riducendo ai minimi termini, se non addirittura annullando la possibilita da parte sua di svolgere un compito piu importante: divenire ponte tra noi e le nostre emozioni. Come trovare le immagini che sospendano da una proiezione il soggetto per collocarlo tra il sogno che 10 permea e l'esistenza che 10 veste? Nasce l'esigenza di formare dei " traghettatori ", che consentano, nel passaggio pilotato, la mappatura di un territorio altrimenti foriero d'angoscia. La creativita si offre come una possibilita di mettere ogni cosa al proprio posto. II corpo. II modulo tra mito e gioco. La necessita della trasmissione, redenzione. unico atto di

ENANTIODROME-

di contro ai punti cardinali, per l'equivalenza dei luoghi. La necessita dell'atto creativo. La possibilita di agire su uno spazlO virtu ale, generatore d'energie. A cavallo tra la rappresen tazione e l'individuazione un percorso per comprendereabbracciare un centro comune, non da conquistare rna da difendere. Le resistenze, che si attivano, limitando l'espressivita, nonostante il desiderio di creare. L'inibizione al gesto. La possibilita di arrivare alle ragioni che la determinano. La relazione tra l'atto creativo e l'atto trasgressivo. II bisogno di perdersi e la difficolta a farlo nell'atto creativo. La pesantezza della consapevolezza. La distrazione proposta dal gioco. Un sistema per raggiungere il silenzio, in assenza di peso, fondamentale al passaggio. Caratteristiche comuni al glOCO, al mito, al modulo: - Capacita di tenere insieme - Presentare un percorso - Un cambiamento in cui rimanere sempre gli stessi - Una visione sintetica delle diverse dimensioni della vita.

La messa in atto attraverso un " anti-rituale", che attivi il riconoscimento del QUI, punto interiore

[continua]

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L.oon ed il volmne di Riccardo Ruggeri
aTonnara di Vergine Maria, meglio conosciuta come Tonnara Bordonaro, un complesso di impianto tardo quattrocentesco, ha fatto da scenario alla presentazione dell'ultima fatica letter aria di Riccardo Ruggeri, Oscene Parole in una elegante serata organizzata dall'U nione Cristiana Imprenditori Dirigenti . L'autore racconta con orgoglio di essere figlio e nipote di operai, nato «nella portineria al civico 9 di piazza Vittorio a Torino». Ruggeri narra il suo lavoro da operaio alla Fiat Mirafiori, come punto di svolta, come incipit della sua scalata sociale. Cresciuto appunto in un'umida portineria del centro di Torino, salito su fino a divenire manager di prima fila del gruppo Fiat, dirigente a livello internazionale, parla pero con forte critica delle politiche economiche attuali. E Oscene Parole, e il mezzo di cui si avvale, per rileggere alcuni fatti del mondo via via che avvengono. II suo e un taglio originale, il contenuto e interessante, peculiare anche se molto articolato. II libro include camei, riflessioni di attenta critica ai comportamenti, alle decisioni di quelli che detengono il potere in Occidente. La parola chiave dell'opera e "oscenita", che l'autore declina abilmente in una serie infinita di situazioni. IIlibro e deliberatamente un manifesto e un testamento in vita. Ma non e un testa politico, non propone alternative, possibili soluzioni. Infatti, nonostante emergano tra le righe le domande che Ruggeri si e posto, e al lettore che spetta l'arduo compito di trovare le risposte. II testa dunque rappresenta una miniera di spunti manageriali da una parte, e un almanacco dall'altra. Un anna di vita del mondo e ricostruito, au dace mente analizzato. I problemi vengono denudati, privati di quel vela creato ad hoc, da chi coltiva i propri interessi economici. La sua e una lotta coraggiosa, aspra, armata di una scrittura leggera e ironicamente feroce. Condotta anche quasi quotidianamente con acute note pubblicate sui quotidiani italiani.

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RECENSIONE-

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Floriana Barrale La casa editrice stessa nasce da un'idea di Ruggeri, che ne e il fondatore. Chi vi lavora 10 fa gratis, e gli utili sono devoluti in beneficenza alla Hagar International Foundation, fondata in Svizzera nel1994 e impegnata a restituire speranza e dignita a donne e bambini. In aggiunta la casa editrice pubblica gratuitamente libri valutati di rilievo in termini letterari, di progetto e di valori. Un'etica del lavoro dunque, della solidarieta, della reciprocita che e ben in sintonia con i valori dell'Ucid, l'Unione Cristiana di Imprenditori Dirigenti, che ha promosso la presentazione dellibro. Hanno infatti presentato ed introdotto Ruggeri, Massimo Maniscalco e Alessandro Scelfo, rispettivamente presidente provinciale di Palermo e presidente regionale dell'Ucid, il past president di Palermo Nicola Piazza, e il vice presidente Salvatore La Rosa. L'Ucid e stata costituita il 31 gennaio 1947, quale organizzazione privata degli imprenditori e dirigenti. II presidente nazionale e attualmente Giancarlo Abete. Un'associazione dunque laic a di uomini di fede, impegnati a praticare i valori cristiani, portatori di un esempio vero di unita e d'amore verso il prossimo. Due le missioni degli "ucidini": approfondire il contesto dei comportamenti etici degli imprenditori e coltivare un dialogo con le istituzioni regionali e locali per valorizzare il ruolo dell'impresa, come creatrice di ricchezza e testimone di valori cristiani. Francamente il contrario - e 10 ricorda pili volte Ruggeri - di quanta praticato dal capitalismo selvaggio e senza regole ormai affermatosi in Occidente. L'Autore sostiene che e solo questione di tempo: il sistema implodera. Ma, aggiungiamo noi, e vergognoso che in questa lasso di periodo storico a pagare il prezzo della sua immoralita debbano essere le giovani generazioni, senza reddito ne pensione. Ben vengano quindi messaggi ed esempi di imprenditoria attenta alla socialita dell'U nione Cristiana Impre~-d;t~~i ~ Dirigenti; a suggerire ilritorno ai veri valori. ~

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Palermo - Palazzo Ster-i~ 4-10 LUGLIOJLJI: 011

ACCREDITA TION AND INFO BOOKJNG: gaia.sciacchitano@collagecongressi.it

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Nazioni Unite
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passione come linfa vitale, scintilla, volano, riflessione, punto di partenza dell'esperienza artistica e connessione con illoro territorio. Art Director ed autore del progetto Art Passion e Marco Milan che, con la collaborazione di Nora Zanella, ha selezionato e fotografato i giovani artisti provenienti Beirut, Istanbul e Tel Aviv - Jaffa, scegliendo insieme a Campari i contributi di ciascuno di essi.

CINQUANT'ANNI DI CARTA
Via Dante Alighieri 4 - Chiasso
18 maggio

- 24luglio

L'esposizione articolata su due sedi, m.a.x. museo e Spazio Officina, presenta materiali molto interessanti, alcuni dei quali esposti per la prima volta. Una mostra antologica dedicata al grafico svizzero Bruno Monguzzi, che torna nella citta di confine dove ha trascorso l'infanzia e la prima adolescenza, dopo numerose esposizioni proposte negli ultimi trent'anni da diversi musei internazionali e la grande retrospettiva che il Gewerbemuseum di Winterthur gli ha dedicato nel
2001.

SICILIA QUEER FESTIVAL
www.siciliaqueerfilmfest.it 20-26 giugno il festival presentera un ricco programma di anteprime cinematografiche nazionali e internazionali, opere prime, documentari, cortometraggi, autori, registi, produttori cinematografici, star del cinema, direttori di festival. Un mondo queer. E queer e la parola chiave, un vocabolo controverso mutuato dall'inglese, poco conosciuto ai pili, e usato in passato per bollare dispregiativamente gli omosessuali. Ma che negli anni e andato incontro a una trasformazione semantica: da insulto a sinonimo di ricchezza della diversita e di complessita di sguardo.Per noi questa termine e applicabile anche in ambito cinematografico, a sottolineare una scelta di campo stilistica e poetica e la volonta di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi generi, con occhi diversi.

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA GLBT E NUOVE VISIONI

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INTERLINGUA-

Le evolution de Ie logica
Karajoannes Id que es non pote non esser; Id que non es, non pote esser». Istes fragmentos de Ie nepi C/>UOeW( per Parmenide, remontante a le V seculo a.C., contine le tentativa de exprimer un criterio logic, le principio de non contradiction,que desde seculos es le fundamento de le scientias tote. In linguage minus poetic, establi que, sumpte duo valores opposite de veritate (Ver/False), on non pote attribuer los simultanemente a le mesme objecto 0 affirmation. In le IV seculo a.c. Aristotele recipeva ista intuition (<<Es impossibile que le mesme proprietate, in le mesme tempore, pertine e non pertine a le mesme objecto, in le mesme respecto») e, insimul a le celebre Tertium non datur- ex le qual existe al maximo duo valores de veritate - , ille la integrava in le su studios a proposito de le structuras de cogitation, assignante a le Logica un primatiain comparation a le altere scientias. In particular, ille identificava duo methodos pro pervenir a le cognoscentia: le deduction e le induction. Le prime infere notiones particular ex un optica general, forniente resultatos concorde con le valore de veri tate de le sumpte initial; le secundo permitte, per le simplice enumeration de observationes empiric, de formular un theoria general probabile sed non verificabile, postquam es impossibile verificar le totalitate de le eventos presente, passate e futuro Le situation non evolveva usque, in le pleno de le rivolution scientific, Sir Francis Bacon publicava le N ovum Organum, con le qual habeva in animo de discreditar le credentias passate e perfectionar le methodo inductive, puncto de partita privilegiate par le schola empiristic. Le induction de Bacon non esseva un banal enumeration de observationes; ille probava de pervenir a le cognoscentia del phenomeno identificante le elementos essential de illo per medio de considerationes de qualitate e tabellas ad hoc. Successivemente Descartes e Galilei affinava le methodo, substituente le considerationes de qualitate con mensurationes de quantitate e formulante le processo logic con rigor mathematic. Le studios successive sequeva isto mesme sentiero usque a le 1964, anna in le qual Zadeh unifica con successo le intuitiones de Lukasiewicz, Russel, Einstein, Black e Heisenberg, e organisa un nove logic a polyvalente, fuzzy. Contrarimente a illa classic, que retene absolutement sin interesse un systema in cui vale le criterio ex falso quodlibet, id es in cui es ver cata affirmation e le su negation, le logic a fuzzy admitte infinite grado de veritate inter le extremos Ver e False. In ista nove optica, le principio de non contradiction es approximatemente «un affermation e le su negation non pote essere simultanemente ver in toto». Isto approche respice plus fidelmente le vision flexibile de le viventes e ha create magne expectationes in le campo de le financia e de le ingenieria. L'interlingua (!ALA) e una lingua artificiale basata sui termini di derivazione latina e greca affermatisi nelle lingue nazionali. Per informazioni: www.interlingua.com

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