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«Dacci oggi il nostro pane quotidiano»

Il Vangelo della liturgia del giorno
commentato da p. Lino Pedron
Commenti al Vangelo del giorno del mese di Luglio 2011 (Anno A)

Lunedì 1 Agosto 2011 Mt 14, 22-36 Comandami di venire verso di te sulle acque. Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. 23 Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. 24 La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. 25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. 26 I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». 28 Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». 29 Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30 Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32 Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33 Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!». 34 Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret. 35 E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, 36 e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano. Il versetto introduttivo richiama il clima che doveva essersi creato nei discepoli e nella folla dopo il miracolo dei pani. L’intervento energico di Gesù sui discepoli e sulla folla lascia comprendere quale piega avesse preso la situazione. Gli apostoli, trovatisi improvvisamente al centro di una inaudita vicenda, cominciano a ricoprirsi di una facile gloria e di un’euforia difficilmente controllabile L’evangelista Giovanni ricorda che la gente che aveva mangiato i pani volevano rapire Gesù per farlo re (Gv 6,14-15) Davanti a questa situazione Gesù fa imbarcare gli apostoli, manda a casa la gente e sale sul monte a pregare (v.23; Gv 6,15). Il monte è il luogo dell’incontro con Dio. Gesù è il Figlio e quindi ha un’esigenza infinita di stare col Padre. Gesù è uomo e nel confronto con il Padre trova costantemente la chiarezza e il coraggio per compiere la sua missione. In questo testo si possono cogliere alcune reminiscenze del cantico di Mosè dopo il passaggio del mare dei giunchi: il mare che fa affondare, le onde che si innalzano, la mano tesa, il timore e il turbamento (Es 15). Queste annotazioni ci inducono a leggere questo brano come una teofania rivolta a "quelli della barca", cioè alla Chiesa del Risorto. Il Dio salvatore dell’Esodo salva nuovamente il suo popolo. L’episodio è un simbolo della comunità cristiana perseguitata: essa non deve temere, perché il Signore è presente. Una riflessione particolare merita l’episodio di Pietro. La sua possibilità di camminare sulle acque dipende unicamente dalla parola del Signore: "vieni!", e la sua forza sta tutta nella fede in Gesù. Con la fede ogni discepolo può ripetere gli stessi miracoli del suo Signore. Ma se la fede viene a mancare, il discepolo torna ad essere facile preda delle forze del male (rappresentate nella Bibbia dalle acque impetuose). Il vento rappresenta il momento della prova (Mt 7, 25.27) e il mare indica le forze del caos (cfr Gb 7, 12; Sal 89, 1011; ecc.) sulle quali Dio esercita il suo potere (Sal 107, 25-30) sia nella creazione (Gen 1,7), sia nell’esperienza della liberazione (Es 14, 15-31).Gesù si rivela alla comunità dei suoi discepoli in mezzo alle difficoltà di un mare agitato e ne conferma la fede, liberandoli dalla paura e dal dubbio. L’episodio di Pietro è una specie di catechesi sulla realtà del discepolo invitato ad affidarsi totalmente al suo Signore anche nelle situazioni che mettono in crisi la sua adesione incrollabile di fede. In questo racconto c’è certamente un anticipo del rinnegamento e della conversione di Pietro nella burrascosa notte della settimana di passione (Mt 26, 69-75), ma egli è ormai per sempre riabilitato e la sua fede è diventata esemplare come lo è stata la sua diffidenza. Solo alla fine la comunità dei discepoli, educata nella fede in mezzo alle sue prove, fa la professione esplicita di fede in Gesù: "Tu sei veramente il Figlio di Dio". Il tema centrale del brano è, dunque, la fede. La situazione di Pietro dimostra chiaramente che la fede in Gesù non è esclusivamente ragionevolezza o avvedutezza razionale. Credere è osare. Chi osa credere è sorretto da colui nel
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quale crede. La fede è obbedienza (vv. 28-29). Chi pratica l’obbedienza della fede ottiene di partecipare all’essere, ai poteri di Cristo. Gesù, nonostante la crescente ostilità dei capi, è circondato da innumerevoli persone che nella loro miseria fisica fanno assegnamento su di lui. Il racconto mette in chiaro che il farsi carico della miseria umana costituisce un presupposto indispensabile per una trasmissione del vangelo degna di fede. Il v.35 precisa che la gente del luogo riconosce Gesù e diffonde la notizia in tutta la regione: il conoscere Gesù muove all’apostolato. L’orlo del mantello era destinato a riportare continuamente alla memoria la fedeltà ai comandamenti (Nm 15,37-39). Il profeta Zaccaria aveva annunziato che, nei tempi messianici, dieci uomini (di tutte le lingue del mondo, secondo la traduzione dei LXX ) avrebbero afferrato un ebreo per il lembo del mantello, dicendo: "Vogliamo venire con te, perché abbiamo compreso che Dio è con voi" (Zc 8,23 ). E’ probabile che Matteo pensi a questo testo: nel momento in cui la patria di Gesù non lo riconosce e si chiude alla comprensione del Regno, i popoli pagani lo riconoscono e gli fanno guarire i loro malati. La missione di Gesù viene ribadita e ricordata ai discepoli Egli è un profeta, ma soprattutto è un terapeuta. L’annuncio del vangelo non è solo la presentazione di una dottrina, ma soprattutto un progetto di salvezza in cui si realizza la fine del peccato, delle malattie, della sofferenza, del dolore. La lotta al male è il primo impegno che Gesù si assume e comanda ai suoi discepoli. Dimenticarlo, con la scusa degli impegni superiori dello spirito, è tradire la volontà di Dio. Il banco di prova della fede proclamata dalla Chiesa è l’impegno fattivo sul piano umano e storico (cfr Mt 7,21-23; 25, 35-46). Gesù, Signore della natura e della storia, libera dal male e dalla morte, paure che attanagliano e bloccano l’uomo. Per superare queste angosce bisogna avere una fede adulta che conduce a una visione fiduciosa della storia che viene portata a compimento da Dio. Martedì 2 Agosto 2011 Mt 15,1-3.10-14 Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata.
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In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!». 3 Ed egli rispose loro: «Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? 10 Poi riunita la folla disse: «Ascoltate e intendete! 11 Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!». 12 Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: «Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?». 13 Ed egli rispose: «Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. 14 Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Gesù insegna che è la parola di Dio che conta e non le spiegazioni aggiunte degli uomini. L’abilità di confondere le proprie tradizioni con la volontà di Dio è una malattia religiosa che può manifestarsi dappertutto, anche nella comunità cristiana. I rimproveri che Gesù rivolge ai suoi interlocutori, citando Isaia, sono due: una religiosità superficiale anziché una appartenenza profonda a Dio e una morale che smarrisce l’autentica volontà di Dio nel cumulo delle interpretazioni umane. Con l’espressione "la vostra tradizione" (v. 3) Gesù prende le distanze dalla tradizione degli antichi, che i farisei avevano eretto a steccato in difesa della Legge. Le dettagliate e scrupolose prescrizioni contenute nella tradizione orale dovevano impedire le trasgressioni della Legge scritta. Gesù insegna che il mangiare con mani non lavate non rende impuro l’uomo. La vera impurità invece viene dal cuore. Il cuore dell’uomo, quale sede del volere, delle aspirazioni e degli affetti è la fonte da cui il male emerge, si esprime nella vita, lo rende impuro e avvelena il suo ambiente. I farisei e gli scribi con la loro lavanda rituale delle mani distolgono gli uomini dalla sostanza del problema del male. I discepoli riferiscono a Gesù che i farisei si sono scandalizzati per quello che aveva detto. L’affermazione di Gesù che essi non sono piantati da Dio, suo Padre, costituisce un grave rimprovero. Egli annuncia che saranno estirpati. Il detto della guida cieca, che cade nella fossa insieme con colui che si fa guidare da essa, è rivolto sia ai farisei che alla loro dottrina. Mercoledì 3 Agosto 2011 Mt 15, 21-28 Donna, grande è la tua fede!
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Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». 24

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perché non pensi secondo Dio. perché non pensi secondo Dio. 15. 20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. perché questa è la volontà di Dio manifestata attraverso la storia e le scelte dell’Antico Testamento. Pietro riceve le chiavi del regno dei cieli. avevano esercitato la medesima autorità. la cui osservanza apre all’uomo il regno dei cieli. satana! Tu mi sei di scandalo. Gesù incontra in terra pagana una donna che gli dimostra una grande fede. Il suo incarico va descritto in senso positivo. Simone figlio di Giona. dei sommi sacerdoti e degli scribi. e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. ma il Padre mio che sta nei cieli. e a te darò le chiavi del regno dei cieli. In qualità di trasmettitore e garante della dottrina e dei comandamenti di Gesù. 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». Simon Pietro subentra al loro posto. Dopo l’aspra controversia con i farisei e gli scribi. Bisogna credere e accettare che il progetto del Padre si realizza attraverso la morte e la risurrezione del Figlio. Simone…" e l’incomprensione del v. Signore…" e infine l’aspro rimprovero di Gesù: "Via da me. 13). Giovedì 4 Agosto 2011 Mt 16. Egli esercita tale autorità sulla terra e non in funzione di portinaio del cielo. 28 Allora Gesù le replicò: «Donna. cioè dalle proprie forze. e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli. 13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo. ma secondo gli uomini!". 3 . non amano il prossimo. 14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista. 22 Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi. Ma il suo discernimento non deriva dalla "carne" e dal "sangue". 25 Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore. essi non fanno altro che chiudere il regno dei cieli agli uomini. disse a Pietro: «Lungi da me. sulla quale si decide il destino di ogni uomo: "Voi chi dite che io sia?". 13-23 Tu sei Pietro. 22: "Dio te ne scampi. Gli scribi e i farisei. 19. Gesù chiede alla donna cananea il riconoscimento della priorità d’Israele alla salvezza. come al solito (cfr Mt 14. Gesù pone la domanda fondamentale. voltandosi. 27 «E' vero. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli. egli vincola alla loro osservanza. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Se si considera attentamente questa contrapposizione. Gesù dimostra di essere il vero Messia d’Israele perché sa di essere inviato. non vogliono seccature e chiedono a Gesù di mandare via la donna. disse la donna. La fede in Gesù deciderà il cammino d’Israele e dei popoli. questo non ti accadrà mai». altri Elia. 21 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani. nel suo cammino terreno. I discepoli. incrollabile. il Figlio del Dio vivente». La risposta di Pietro è decisa e sicura. altri Geremia o qualcuno dei profeti». Signore. ma secondo gli uomini!». Pietro dunque insieme alle chiavi riceve piena autorità sul regno dei cieli. rifiutando il vangelo. Il dialogo didattico tra Gesù e la cananea culmina nella fede. Notiamo il forte contrasto tra questa professione di fede seguita dall’elogio di Gesù: "Beato te. chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». ma dal fatto che ha accolto in sé la fede che il Padre dona. Signore. Ma la salvezza di Dio deve seguire un itinerario storico e geografico prima di raggiungere la totalità dei popoli. ai quali aveva rimproverato l’ipocrisia e la lontananza da Dio.24) comincia a prendere il suo vero significato.Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». solo a questo popolo. Gesù costituisce Pietro come roccia della sua Chiesa: la casa fondata sopra la roccia (cfr 7. satana! Tu mi sei di scandalo. Con questo episodio Gesù insegna che il vangelo della salvezza è aperto anche ai pagani. perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato. aiutami!». 23 Ma egli. Ma. Non è fuori luogo chiedersi se Pietro era pienamente cosciente di ciò che gli veniva rivelato e di ciò che diceva. E da quell'istante sua figlia fu guarita. escludendo così un intervento di soccorso e reagendo sgarbatamente alle sue grida. 17 E Gesù: «Beato te. come comunemente si pensa. 15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». risulta che il compito principale di cui è incaricato Pietro è quello di aprire il regno dei cieli. Questo contrasto mette in evidenza la differenza tra la fede apparente e quella vera: non basta professare la messianicità di Gesù. In questo brano sono messi a confronto Israele e i pagani. davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo. Le chiavi sono segno di sovranità e di potere. Dire chi è Gesù è collocare la propria esistenza su un terreno solido. in quanto detentori delle chiavi fino a quel momento.

tuttavia con una differenza non trascurabile rispetto al giudaismo: il ministero di Pietro non è ordinato alla legge. Pietro assolve il proprio sevizio nella Chiesa quando invita a ricordarsi della dottrina di Gesù. Ma il loro accostamento in quest’unico brano del vangelo offre l’opportunità di riflettere sul loro reciproco rapporto. ma un gesto di umiltà profonda di chi accetta di ricevere la propria vita da un Altro. Seguire Cristo non è un fatto puramente esteriore. egli proietta su Gesù la propria concezione del Messia. e non solo per Pietro. Ciò che gli è accaduto è trasferibile ad ogni discepolo. gli equivalenti di legare e sciogliere (‘asar e sherà’) hanno il significato specifico di proibire e permettere. perché la loro concezione del Messia non era ancora adeguata. La venuta del Figlio dell’uomo nel suo regno (v. Prendere la propria croce significa andare fino alle estreme conseguenze della vita cristiana. prendere la croce e seguire Gesù) indicano in che cosa consiste essere discepoli di Gesù.17) ossia il pensiero di Dio (v. I tre verbi (rinunciare a se stessi. cioè le decisioni di carattere dottrinale prese da Pietro vengono confermate nel presente da Dio. Non è il caso di separare il potere di magistero da quello disciplinare e riferire l’uno a 16. sta in primo piano. egli diviene satana. Ma a Pietro rimane una funzione esclusiva ed unica: egli è e resta la roccia della Chiesa del Messia Gesù. in riferimento ai pronunciamenti dottrinali. Il legare e lo sciogliere di Pietro viene riconosciuto in cielo. 19 e l’altro a 18. Questo vale sia per i suoi pregi sia per le sue deficienze. rivolta ad alcuni. della sua morte e della sua risurrezione. Questa idea di un Messia sofferente è insopportabile per Pietro. Nel giudaismo. 23). In essa vivono gli uomini destinati al Regno. con i suoi angeli. 43). nella quale la sua sovranità si imporrà definitivamente. Pietro è il garante della tradizione su Cristo com’è presentata dal vangelo di Matteo. proprio se si includono anche decisioni disciplinari. Facendo da maestro a Gesù e anteponendosi a lui. Pietro è presentato come maestro supremo. Ma qui l’accento è posto sulla promessa. La dichiarazione di Gesù costituisce un’autentica tentazione per Pietro che protesta e sgrida Gesù. ma a spenderla per amore.Non si potrà identificare la Chiesa con il regno dei cieli. Venerdì 5 Agosto 2011 Mt 16. L’idea del giudizio finale è più lontana. la perderà. ma alla direttiva e all’insegnamento di Gesù. Nel suo ufficio egli subentra agli scribi e ai farisei. che vengono impietosamente riferite. prenda la sua croce e mi segua. Dopo aver comandato ai suoi discepoli di non dire che egli era il Cristo. ma per grazia e per elezione divina. 26 Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero. Invece di accettare la rivelazione del Padre (v. Giocare tutta la propria vita su Cristo non è un atto eroico di orgoglio. la troverà. che finora hanno portato le chiavi del regno dei cieli. ma chi perderà la propria vita per causa mia. che permette agli uomini l’ingresso nel Regno. Il v. Gesù compie un passo avanti decisivo nella sua vita: annuncia che è giunta l’ora della sua passione. L’espressione: "Chi vorrà salvare la propria vita. La rinuncia a se stessi esige che il discepolo non cerchi più se stesso. "che non moriranno prima di 4 24 . Accanto al potere di magistero si pone quello disciplinare. e poi perderà la propria vita?" evoca l’opposizione tra la salvezza che cerca l’uomo nel possesso di sé e delle cose e la salvezza offerta da Dio che consiste nel dono di sé e delle cose. Alla Chiesa. la perderà. ma un’adesione del cuore e della mente. ma chi perderà la propria vita per causa mia. L’evangelista sottolinea intenzionalmente questo contrasto per indicarci che Pietro è la roccia sulla quale Cristo fonda la sua Chiesa non per le sue qualità naturali. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita. Pietro viene presentato come il discepolo che fa da esempio. tentatore del suo Signore. 18. quale popolo di Dio. A lui tocca far valere integro l’insegnamento di Gesù in tutta la sua forza. specialmente nel senso della fissazione della dottrina. Ma non è possibile negare che in questo versetto 19 il potere dottrinale. 28 In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno». In questo campo i due verbi hanno il senso di scomunicare e togliere la scomunica. Il punto centrale del brano è questo: ogni atteggiamento deve porsi in riferimento a Gesù. La persona operante riceverà la ricompensa per ciò che è diventata vivendo secondo il vangelo. ma solo per il Cristo. Nessuna rinuncia è chiesta per se stessa. l’autorità affidata a Pietro e il rimprovero rivoltogli da Gesù.24-28 Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso. e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? 27 Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo. 28) è la parusia (la venuta finale). Nel vangelo di Matteo. la troverà" non è un invito a disprezzare la vita. ma viva per Cristo e per i fratelli. 27 parla del giudizio in base alle opere. Non è per nulla casuale la presenza nel medesimo brano di due aspetti fortemente contrastanti: la professione di fede di Pietro e la sua incomprensione del mistero di Gesù. La frase: "Quale vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero. Questo duplice potere viene assegnato a Pietro. e renderà a ciascuno secondo le sue azioni. è affidato il regno dei cieli (cfr 21.

una per Mosè e una per Elia». come Mosè. una per te. La trasfigurazione è avvenuta affinché i tre discepoli che ritroveremo nel Getsemani (Mt 26. conduce i tre discepoli. 5 Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Questa prima parte del capitolo 17 presenta una teofania. il prototipo e il precursore del Messia: è sulla montagna di Dio che egli trovò e rafforzò le radici del suo profetismo (1Re 19.10-12. Is 42. L’espressione "dopo sei giorni" che introduce il brano pare riferirsi a Es 24.16. Gen 22. Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione.vedere il Figlio dell’uomo venire nel suo regno". Le parole proferite dalla voce riprendono alla lettera quelle della visione del battesimo di Gesù: "Questi è il mio Figlio. Pietro. chi è Elia: è nel confronto con il Cristo che tutto e tutti trovano la loro giusta dimensione e la loro esatta collocazione. toccatili. Sal 18. Il contesto parla della morte di Gesù. Sabato 6 Agosto 2011 . disse: «Alzatevi e non temete». 2 E fu trasfigurato davanti a loro. 22-33 Comandami di venire verso di te sulle acque. nel quale mi sono compiaciuto.1). 7 Ma Gesù si avvicinò e. Ez 10. il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 9 E mentre discendevano dal monte.34-35. Il sole e la luce di cui Gesù è rivestito manifestano che la realtà del cielo è presente in lui. Queste due grandi figure dell’Antico Testamento sono presenti presso Gesù trasfigurato non solo come simboli della Legge e dei Profeti. di una morte violenta (Mt 16.7. finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti». perché egli è l’adempimento dell’Antico Testamento. un profeta pari a me. Ma si tratta di un anticipo fugace e provvisorio: la strada da percorrere è ancora quella della croce. che in lui assume la sua consistenza e la realtà unica. Gesù prese con sé Pietro. Così anche la scena della trasfigurazione tratta della morte. "Dio chiamò Mosè dalla nube. fra i tuoi fratelli. una manifestazione di Dio. i discepoli comprendono anche chi è Giovanni Battista. farò qui tre tende. La voce e la nube glielo impediscono: alle tende costruite da mano d’uomo si sostituisce la presenza autentica di Dio.12) e la voce dei discepoli lascia il posto a una voce che viene dai cieli. Rappresentano così l’inizio e la fine della storia che si adempie in Gesù. annunciata alla fine del capitolo precedente: "In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno" (Mt 16. Dio concede loro.15). se non Gesù solo. Comprendendo chi è Gesù. 4 Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore. sulla montagna del Sinai". Alla fine il racconto si concentra su Gesù "solo". su un alto monte. nuovo Mosè che libera il suo popolo. è bello per noi restare qui. se vuoi. Elia è considerato. 17.TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A) Mt 17.8). 1 Sei giorni dopo. Matteo qui aggiunge: "Ascoltatelo!".4). Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto. chi è Mosè. L’imperativo "ascoltatelo!" ci mette in guardia dal fraintendimento del racconto: "Ascoltatelo. Gesù chiede ai discepoli di non parlare di questa visione perché la sua vera identità messianica può essere capita solo dopo la sua risurrezione. dove "dopo sei giorni". 8 Sollevando gli occhi non videro più nessuno. anche se verrà crocifisso". ma come estremi mediatori dell’alleanza.XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 14. cioè il settimo giorno.3-4. Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte. "del fatto che si deve disprezzare la morte e considerarla soltanto come un passaggio da questa abitazione di lavoro e di servizio alla gloria di una vita migliore" (Lutero). che conversavano con lui. il prediletto.21-25. 5 . nel quale mi sono compiaciuto" che sono l’amalgama di tre citazioni dell’Antico Testamento (Sal 2. i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. vorrebbe fissare questa storia in un luogo preciso (v.37) facessero l’esperienza della regalità escatologica di Gesù attraverso la sua sofferenza. Ascoltatelo». segno della dimora di Dio o shekinah (cfr Es 40. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia. Con queste parole Matteo annuncia la teofania (manifestazione di Dio) della trasfigurazione che segue immediatamente nel capitolo 17.1-9 Il suo volto brillò come il sole. a lui darete ascolto" (Dt 18.12). di anticipare la Pasqua. partecipando alla quale tutta la storia umana prende senso e valore. 6 All'udire ciò. simboleggiata dalla nube. Domenica 7 Agosto 2011 . Anche il vangelo secondo Luca ha questo significato di morte e di risurrezione: "Mosè ed Elia parlavano del suo prossimo esodo che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme" (9. è necessario che egli venga presso di loro e li tocchi per conferire loro la salvezza. Il racconto della trasfigurazione va lasciato nel suo contesto. e questo evoca probabilmente il profeta "simile a Mosè" che Dio avrebbe suscitato: "Il Signore tuo Dio susciterà per te. per un istante. con il suo intervento. in mezzo a te.2. Perché i discepoli possano scoprire questo centro unico che è Gesù. Anche qui è su una montagna elevata e in disparte che Gesù. 1Re 8.31).28).

sono io. 33 Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti. ai poteri di Cristo. I figli sono liberi dal tributo. 26 Rispose: «Dagli estranei». Ed essi furono molto rattristati. 27 Ma perché non si scandalizzino. 29 Ed egli disse: «Vieni!». fa la professione esplicita di fede in Gesù: "Tu sei veramente il Figlio di Dio". aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Gesù disse loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini 23 e lo uccideranno. In questo testo si possono cogliere alcune reminiscenze del cantico di Mosè dopo il passaggio del mare dei giunchi: il mare che fa affondare. 24 La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde. cominciano a ricoprirsi di una facile gloria e di un’euforia difficilmente controllabile L’evangelista Giovanni ricorda che la gente che aveva mangiato i pani volevano rapire Gesù per farlo re (Gv 6. 30 Ma per la violenza del vento. perché il Signore è presente. Gesù è uomo e nel confronto con il Padre trova costantemente la chiarezza e il coraggio per compiere la sua missione. educata nella fede in mezzo alle sue prove. Solo alla fine la comunità dei discepoli. Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare. trovatisi improvvisamente al centro di una inaudita vicenda.23. Il tema centrale del brano è. 32 Appena saliti sulla barca. il vento cessò. 25-30) sia nella creazione (Gen 1. Sal 89. 22 6 . Lunedì 8 Agosto 2011 Mt 17. 27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio. Venuta la sera. perché hai dubitato?». salvami!». si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 24 Venuti a Cafarnao. 28-29). la mano tesa. e la sua forza sta tutta nella fede in Gesù. 26 I discepoli. Gv 6. ma il terzo giorno risorgerà».14-15) Davanti a questa situazione Gesù fa imbarcare gli apostoli. 25. cominciando ad affondare. và al mare. Mentre si trovavano insieme in Galilea. il discepolo torna ad essere facile preda delle forze del male (rappresentate nella Bibbia dalle acque impetuose). Una riflessione particolare merita l’episodio di Pietro. egli se ne stava ancora solo lassù. L’episodio è un simbolo della comunità cristiana perseguitata: essa non deve temere. Gli apostoli. La fede è obbedienza (vv. L’intervento energico di Gesù sui discepoli e sulla folla lascia comprendere quale piega avesse preso la situazione. sia nell’esperienza della liberazione (Es 14. Mentre entrava in casa. Credere è osare. Il versetto introduttivo richiama il clima che doveva essersi creato nei discepoli e nella folla dopo il miracolo dei pani. cioè alla Chiesa del Risorto. 15-31).) sulle quali Dio esercita il suo potere (Sal 107.Gesù si rivela alla comunità dei suoi discepoli in mezzo alle difficoltà di un mare agitato e ne conferma la fede. solo. s'impaurì e. L’episodio di Pietro è una specie di catechesi sulla realtà del discepolo invitato ad affidarsi totalmente al suo Signore anche nelle situazioni che mettono in crisi la sua adesione incrollabile di fede. 69-75).27) e il mare indica le forze del caos (cfr Gb 7. a causa del vento contrario. liberandoli dalla paura e dal dubbio. Il monte è il luogo dell’incontro con Dio. In questo racconto c’è certamente un anticipo del rinnegamento e della conversione di Pietro nella burrascosa notte della settimana di passione (Mt 26. manda a casa la gente e sale sul monte a pregare (v. a pregare. non abbiate paura». mentre egli avrebbe congedato la folla. se sei tu.22 Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda. ecc. la fede. le onde che si innalzano. Con la fede ogni discepolo può ripetere gli stessi miracoli del suo Signore. 28 Pietro gli disse: «Signore. Chi osa credere è sorretto da colui nel quale crede. a vederlo camminare sul mare. La sua possibilità di camminare sulle acque dipende unicamente dalla parola del Signore: "vieni!". scendendo dalla barca. furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. 31 E subito Gesù stese la mano. Il vento rappresenta il momento della prova (Mt 7. Chi pratica l’obbedienza della fede ottiene di partecipare all’essere. 25 Rispose: «Sì». il timore e il turbamento (Es 15). lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede. comanda che io venga da te sulle acque». Gesù è il Figlio e quindi ha un’esigenza infinita di stare col Padre. dunque. La situazione di Pietro dimostra chiaramente che la fede in Gesù non è esclusivamente ragionevolezza o avvedutezza razionale. 25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare.7). 23 Congedata la folla. E Gesù: «Quindi i figli sono esenti. salì sul monte. Il Dio salvatore dell’Esodo salva nuovamente il suo popolo. esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!». 1011. ma risorgerà.15). Prendila e consegnala a loro per me e per te». si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?». Ma se la fede viene a mancare. Queste annotazioni ci inducono a leggere questo brano come una teofania rivolta a "quelli della barca". Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?». Pietro. 22-27 Lo uccideranno. 12. getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo. gridò: «Signore. ma egli è ormai per sempre riabilitato e la sua fede è diventata esemplare come lo è stata la sua diffidenza.

allontanatevi da me. perché le dieci ragazze sono la sposa e attendono l'arrivo non di uno sposo. Chi è lo sposo e chi sono le dieci ragazze? Lo sposo è Cristo. perché non venga a mancare a noi e a voi. ma ci insegnano che la preghiera deve essere congiunta alla pratica della vita cristiana. presero anche dell'olio in piccoli vasi" (v. L'attendere Dio presuppone la fede. il destino comune che lega Pietro al suo Signore. la Chiesa (cf.6-12). La storia non parla della sposa. nel profondo delle schiavitù quotidiane della nostra condizione di uomini. Signore" (v. che non abbia a mancare per noi e per voi. 4le sagge invece. attraverso l’unica moneta che paga la tassa per Gesù e per Pietro. Queste parole non condannano la preghiera. mentre quelle andavano a comprare l'olio. Queste dieci ragazze si dividono in due categorie: cinque sono sagge e cinque sono stolte. Questo racconto istruttivo ha lo scopo di esortare a tenersi pronti all'arrivo del Signore: un arrivo di cui non conosciamo né il giorno né l'ora. signore. L'olio delle lampade è la fede con le opere. Le cinque ragazze sagge. operose e diligenti. anzi. Alle amiche stolte che le supplicano: "Dateci del vostro olio. Anche là troviamo la contrapposizione tra il saggio e lo stolto. Tema di questo racconto è l'attesa del Signore che viene.. il modo nel quale il Figlio di Dio ci ispira di viverle come figli liberi. 12 Ma egli rispose: «In verità io vi dico: non vi conosco». 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. ma che non è lontano ed è certissimo e inevitabile. 6). li libera da esse.. andate piuttosto dai venditori e compratevene». 6A mezzanotte si alzò un grido: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!». Queste ragazze stolte che chiamano Gesù: "Signore. Questo brano inoltre sottolinea. già annunciata nella trasfigurazione (Mt 17. che è più importante del tempio (Mt 12. le dieci ragazze sono la comunità cristiana. diversamente la preghiera non serve. aprici!». 4). Bisogna fare la volontà del Padre. non sembrano poi tanto buone. non proibiscono di invocare Cristo come "Signore". Queste dieci ragazze sono la sposa di Cristo. perché non sapete né il giorno né l'ora. andate piuttosto dai venditori e compratevene" (vv. presero anche l'olio in piccoli vasi.11. arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze. ma non presero con sé l'olio. 9Le sagge risposero: «No. 22-23 di questo vangelo: "Molti mi diranno in quel giorno (il giorno del giudizio finale): Signore. Avevano capito che la vita ha una durata troppo lunga per poter conservare sempre la stessa carica di fede e di carità senza fare rifornimento. La nostra realtà di figli di Dio non ci dispensa dalle mediazioni umane. 8-9). 5Poiché lo sposo tardava. 8Le stolte dissero alle sagge: «Dateci un po' del vostro olio. Ma Gesù tiene conto del rischio dello scandalo che un tale atteggiamento potrebbe provocare. dev’essere preceduta necessariamente dalla sofferenza e dalla morte. E’ ancora e sempre questione di poca fede. 3le stolte presero le loro lampade. 11) hanno dimenticato l'insegnamento che egli aveva già impartito al capitolo 7. 2Ts 3. è un assegno "non trasferibile". si tratta di scoprire. insieme alle loro lampade. si assopirono tutte e si addormentarono. voi operatori di iniquità". Signore . Ciò non significa che la vita presente sia una sala d'attesa della vita eterna. Le ragazze sagge non possono dare il loro olio alle stolte perché nessuno può essere vigilante al posto di un altro. Nell'attesa del grande giorno della venuta del Signore bisogna vegliare e non comportarsi come i cristiani di Tessalonica che nel prolungarsi dell'attesa della venuta del Signore cominciarono a darsi all'ozio e al vagabondaggio (1Ts 4. I veri figli di Dio (quelli che riconoscono in Gesù il Figlio prediletto del Padre) sono liberi dalle imposte per il tempio perché Gesù.22-32). perché le nostre lampade si spengono rispondono: "No. 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 1-8). ma del loro sposo. Così le ragazze del racconto evangelico (cioè noi cristiani!) devono essere impegnate. perché le nostre lampade si spengono». 13Vegliate dunque. Ef 5. Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti. In che cosa si manifesta la saggezza delle prime cinque? Hanno calcolato che l'attesa dello sposo sarebbe andata per le lunghe: per questo "insieme con le lampade. Le lampade accese significano la costante vigilanza che occorre per non perdersi nella notte della dimenticanza e dell'infedeltà in questo mondo. La storia raccontata in questo pezzo di vangelo ci presenta dieci ragazze che attendono lo sposo.1-13 Ecco lo sposo! Andategli incontro! Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo.5-6-7). che rappresentano i buoni cristiani. e la porta fu chiusa. 10Ora. Martedì 9 Agosto 2011 Mt 25. Matteo ha dato a questo racconto edificante una conclusione che concorda con la finale del discorso della montagna (Matteo. nessuno può amare Cristo al posto di un altro: è un affare personale. ma che deve essere vissuta come vita responsabilizzata in vista del Signore che viene.La grande tristezza dei discepoli deriva dalla loro incapacità di comprendere che la risurrezione. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: «Signore. sembrano decisamente scostanti e cattivelle. 7 1 .

quante volte dovrò perdonare al mio fratello. 26 richiede al discepolo identità di vedute e di ideali con Gesù. gettatosi a terra. 25 Non avendo però costui il denaro da restituire. porta frutto e si apre ad un destino pieno di vita eterna. afferratolo. collaborazione alla sua stessa missione. Gesù avverte chiaramente ogni discepolo: l’attaccamento a se stesso conduce al compromesso. 25 Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Questa disposizione viene trasferita anche al presente racconto delle dieci ragazze che rappresentano la comunità cristiana. 22 E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette. Questa è la vera "saggezza" cristiana: attuare con perseveranza la volontà del Padre che il Signore Gesù ha definitivamente rivelato. Se uno mi serve. 44) rivelando loro il suo amore (Gv 17. nella donazione che è servizio ad ogni fratello. ed essere pronti significa essere fedeli alla volontà del Padre. se invece muore. produce molto frutto. 21-35 Non ti dico fino a sette volte. 24-26). ma fino a settanta volte sette. produce molto frutto. lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! 29 Il suo compagno. vuol dire essere pronti. in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore. il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie. ma metterle anche in pratica. La vita nuova che Gesù dona è la conseguenza della sua disponibilità e della sua morte. se non perdonerete di cuore al vostro fratello». Gesù spiega come si realizzerà il disegno paradossale della vita tramite la morte e come egli porterà a compimento la sua missione. ma fino a settanta volte sette. Se il mondo disprezzerà i discepoli di Gesù. Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore. 30 Ma egli non volle esaudirlo.31-46) il Signore ci indicherà dettagliatamente quali sono le opere buone che dobbiamo fare nell'attesa della sua venuta. è il timore di perdersi e di sacrificarsi in questo mondo. perché è partecipando alla sua morte che si raggiunge la gloria della vita. Questo orientamento di vita al seguito di Gesù è legato ad una ricompensa assicurata: la certezza di stare uniti con lui. 27 Impietositosi del servo. Sono pronti ad andare incontro al Signore quei cristiani che fanno la volontà di Dio come l'ha insegnata Gesù nel discorso della montagna. 33 Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno. il Padre lo onorerà. Giovedì 11 Agosto 2011 Mt 18. 24 In verità. Il più grande ostacolo alla piena donazione. il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. e saldasse così il debito. 31 Visto quel che accadeva. fino a che non avesse pagato il debito. il Padre stesso li onorerà e li tratterà da figli (cfr Gv 5. 35 Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi. finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. imitazione fino alla sofferenza e alla morte. io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. La piccola parabola del seme che cade nel terreno e muore è assai espressiva e semplice: il seme è Gesù che. 24-26 Se il chicco di grano muore. quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e. Senza la morte non c’è fecondità. 17. deve morire per diventare sorgente di vita per tutti. andò e lo fece gettare in carcere. vita nuova e abbondanza di frutti. 28 Appena uscito. e dove sono io. sdegnato. e conseguentemente alla realizzazione di sé. 3. 24) e di ricevere una "gloria" simile a quella del Figlio. si realizza. facendo quelle opere di amore sulla base delle quali verrà fatto il giudizio finale. gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. con i figli e con quanto possedeva. 24 Incominciati i conti. Vigilare nell'attesa del Signore che viene in maniera improvvisa. rimane solo. là sarà anche il mio servo. mentre la completa maturità consiste nell’attività dell’amore. lo supplicava: Signore. lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. come il chicco di grano.Nel discorso della montagna essere saggio significa: non limitarsi ad ascoltare le parole di Gesù. se pecca contro di me? Fino a sette volte?». 23 A proposito. Solo chi si perde. gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Nella parabola del giudizio finale (Matteo 25. 32 Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio. così come io ho avuto pietà di te? 34 E. La strada percorsa dal Maestro diviene la stessa che deve percorrere il discepolo. 26 Se uno mi vuol servire mi segua. Mercoledì 10 Agosto 2011 Gv 12. 26 Allora quel servo. abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. gettatosi a terra. di dimorare nell’amore del Padre (cfr Gv 14. Solo chi dona totalmente se stesso per amore. Il detto sul servizio del v. 8 21 . il padrone lo diede in mano agli aguzzini.

e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Gesù ha detto di amarci a vicenda come lui ha amato noi (Gv 13. una cattiva condotta comprovata. Diecimila talenti corrispondono a 360 tonnellate di oro o di argento. non abbiamo accolto realmente il perdono di Dio. se non in caso di concubinato. all’inizio però non fu così. Rovesciando il canto di Lamech: "Sette volte sarà vendicato Caino. 1 contrapponeva i seguaci di due scuole rabbiniche. che è sempre in debito verso tutti: all’avversario deve la riconciliazione. Il perdono ai fratelli è segno dell’efficacia del perdono di Dio in noi: se non perdoniamo. Gesù svela le risorse insospettate di misericordia generate dall’avvento del regno dei cieli. secondo la regola: chi sbaglia. e ne sposa un'altra commette adulterio».Pietro ritiene di entrare ampiamente nello spirito di Gesù perdonando sette volte. Bisogna imitare il comportamento di Dio (Mt 5.000. E’ questa infatti la prima cellula dove "due sono uniti nel nome di Cristo" (Mt 18. 5) per sottolineare che è la volontà creatrice di Dio che unisce l’uomo e la donna. 4). da Giobbe (33. Venerdì 12 Agosto 2011 Mt 19. 13-16) dichiarava già prima di Cristo che ripudiare la propria 9 . non si può divorziare per nessun motivo. ma Lamech settanta volte sette" (Gen 4. Quando si uniscono. 24: "L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola" (v. La risposta di Gesù supera subito la disputa interpretativa tra i seguaci di Hillel e di Shammai. Alla maniera rabbinica. propria di chi ama. E’ una giustizia superiore. 32).000 di stipendi quotidiani. è Dio che li unisce: la congiunzione dell’uomo e della donna è l’effetto della parola di Dio. al piccolo l’accoglienza. Un talento è pari a 6. 7 Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via ?». Il fondamento del mio rapporto con l’altro è l’imitazione del rapporto che Dio ha con me. La risposta di Gesù è quindi chiara: per volontà esplicita di Dio creatore il matrimonio è indissolubile. egli cita i brani di Gen 1. Pensare al proprio debito condonato ci rende tolleranti verso gli altri e magnanimi. 9 Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie. Un testo di Malachia (2.000 giornate lavorative. 20). La risposta di Gesù è chiara. La giustizia di Dio non è quella che ristabilisce la parità. paga. 3 Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E' lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». un adulterio da parte della moglie. ma da principio non fu così. Dobbiamo perdonare senza misura perché Dio ci ha perdonato senza misura. 24 situando così la discussione a livello superiore: quello della volontà del Creatore. capisca». al colpevole la correzione. allo smarrito la ricerca.000 talenti è pari a 60. ma del tutto trascurabile rispetto al debito appena condonato di diecimila talenti. Anche i rabbini discutevano questa questione.000 anni. 10 Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna. 4 Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? 6 Così che non sono più due. Perdonare è una questione di cuore: è ricordare l’amore che il Padre ha per me e per il fratello. Con la domanda dei farisei sul divorzio appare lo scacco dell’amore in seno alla coppia. anzi. non conviene sposarsi». 17) pensavano che si potesse arrivare a perdonare fino a tre volte. 24). 8 Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli. e Paolo dice di graziarci l’un l’altro come il Padre ha graziato noi in Cristo (Ef 4. 3-12 Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli. come minimo. L’intervento dei farisei mette sotto accusa Gesù e la novità del Regno. al debitore il condono. Gesù cita Gen 2. La distinzione tra i sessi trova quindi la sua origine nel Creatore: è più un’intenzione creatrice vissuta e rivelata che un semplice fenomeno di natura. 29) e dalla triplice preghiera di Giuseppe (Gen 50. Per pagare questo debito il servo dovrebbe lavorare circa 200. Una cifra discreta. Diecimila era la cifra più grossa in lingua greca e il talento la misura più grande. ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini. 10. Il talento corrisponde a 36 kg di metallo prezioso. 43-48). partendo da Amos (2. Davanti a Dio tutti siamo debitori insolvibili. Quello dunque che Dio ha congiunto. 11 Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo. 34). Diecimila talenti è una cifra enorme. Cento danari corrispondono allo stipendio di cento giornate lavorative. La cifra esagerata è in realtà una pallida idea di ciò che Dio ci ha dato. La domanda "E’ lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?" è importante. quella di Hillel che ammetteva il divorzio per qualsiasi motivo. La parabola di oggi ci insegna che il perdono di Dio è il motivo e la misura del perdono fraterno. l'uomo non lo separi». 12 Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre. 17 e 2. ma una carne sola. Il servo è condannato perché tiene il perdono per sé e non permette che il suo perdono diventi gioia per gli altri. e quella di Shammai che richiedeva. Al tempo di Gesù l’interpretazione di Dt 24. ma solo coloro ai quali è stato concesso. Chi può capire.

L’essenza dell’essere bambini sta in questo: soltanto l’amore fornisce al bambino il criterio di misura di ciò che gli è vicino e di ciò che gli è estraneo. 8). che permetteva di dare un attestato di divorzio.XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 15. "Anche se gli si mostrasse una regina con il suo diadema. nuovo Mosè. 21-26. continuano a vivere nella continenza. 25 Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore. I discepoli. Nell’agire di Gesù si nota una dedizione diretta e immediata ai bambini. cioè la mancanza di docilità alla parola di Dio. figlio di Davide. 24 Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola. L’eunuco è colui che non può compiere l’atto della generazione. 21-28 Donna. Ger 2.6-12. Gesù. Gesù aggiunge una terza categoria: quelli "che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli" (v. ma per accoglierlo bisogna diventare piccoli. E da quell'istante sua figlia fu guarita. E’ un aspetto caratteristico della sua attività. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Gesù incontra in terra pagana una donna che gli dimostra una grande fede. appartiene il regno dei cieli. ma i discepoli li sgridavano. 13-15 Non impedite che i bambini vengano a me. 27 e 2. non vogliono seccature e chiedono a Gesù di mandare via la donna. Solo Gesù può donare l’amore fedele e accogliente. 15 E dopo avere imposto loro le mani. si mise a gridare: «Pietà di me. 24 non è mai stata modificata o abolita. anzitutto. Gli eunuchi per il regno dei cieli sono. non conviene sposarsi" (v. ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Di fronte a questo "amore impossibile" i discepoli reagiscono violentemente: "Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna. Agli eunuchi per nascita o resi tali dagli uomini. Ez 16 e 23. Signore. grande è la tua fede! Partito di là. Coloro che sono diventati come bambini preferiscono il loro Signore umiliato e morto in croce a tutte le lusinghe del mondo. 1. ma i discepoli non l’hanno capito perché respingono i bambini con la stessa incomprensione con cui altri ripudiano la propria sposa. Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse. 14 Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me. Questo brano sull’accoglienza dei bambini illumina ulteriormente il brano precedente sull’indissolubilità del matrimonio. Dopo l’aspra controversia con i farisei e gli scribi. Per entrare nel regno dei cieli bisogna diventare come bambini (Mt 18. che veniva da quelle regioni. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila. Questa risposta di Gesù pare tuttavia in contraddizione con la legge di Mosè. Il bambino viene preso seriamente come interlocutore di Dio. come al solito (cfr Mt 14. 10). 10 21 13 . I bambini si aprono con spontaneità alla benedizione di Dio che Gesù dona loro. 3. Con ciò viene comunicata loro. ai quali aveva rimproverato l’ipocrisia e la lontananza da Dio. egli preferirebbe la sua mamma anche se fosse vestita di stracci" (san Giovanni Crisostomo). Is 54. infatti. già ora.moglie è rompere l’alleanza di Dio con il suo popolo (cfr anche Os 1-3. 28 Allora Gesù le replicò: «Donna. a chi è come loro. non amano il prossimo. una felicità sincera. 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». riporta con forza la questione nei suoi giusti termini: all’amore di Dio che fa alleanza con l’uomo e gli dà la capacità di superare la durezza del cuore (v. 19. 6-10. Sabato 13 Agosto 2011 Mt 19. escludendo così un intervento di soccorso e reagendo sgarbatamente alle sue grida. vedi come ci grida dietro». Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. coloro che. perché di questi è il regno dei cieli». 3. ma possibile per quelli che ricevono da Dio la grazia di capire. Anche là dove la legge di Mosè permetteva qualche indulgenza. entrando nella logica della fede. Domenica 14 Agosto 2011 . 22 Ed ecco una donna Cananèa. 15. il regno dei cieli esige e promette la comunione indissolubile d’amore in seno alla coppia e disapprova ogni atto che tende a distruggere l’unità sacra del matrimonio come è stata istituita dal Creatore. La legge espressa in Gen 1. davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». 12). 3-4). 60-62). 13). se ne partì. saldamente fedeli al vincolo matrimoniale. disse la donna. aiutami!». 27 «E' vero. Essi indietreggiano davanti all’insopportabile esigenza dell’indissolubilità del matrimonio: impossibile da capire dagli uomini chiusi alla rivelazione di Dio. Signore. separati dal coniuge. Sullo sfondo della posizione insignificante del bambino questo atteggiamento va visto come offerta di grazia a coloro che non hanno nulla e come una critica ai pregiudizi del mondo degli adulti. Is 1.

Maria viene considerata come l’arca dell’Alleanza del Nuovo Testamento: nel suo grembo porta il Santo. salutò Elisabetta. solo a questo popolo. perché questa è la volontà di Dio manifestata attraverso la storia e le scelte dell’Antico Testamento. "piena di Spirito Santo" (v. che anticipa l’azione evangelizzatrice della comunità cristiana. Gesù dimostra di essere il vero Messia d’Israele perché sa di essere inviato. e la proclama: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo" (v. 56 Maria rimase con lei circa tre mesi. Dio ha benedetto Maria con la pienezza di tutte le benedizioni che sono in Cristo (cfr Ef 1. per sempre». il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. Lunedì 15 Agosto 2011 . 53 ha ricolmato di beni gli affamati. Maria si mette in cammino verso la montagna. 55 come aveva promesso ai nostri padri. la rivelazione di Dio. 48 perché ha guardato l'umiltà della sua serva. Elisabetta e Giovanni incontrano il Salvatore. va senza esitazioni.In questo brano sono messi a confronto Israele e i pagani. 39-56 Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili. Il cantico di lode di Elisabetta finisce con le parole che esaltano Maria: "Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore" (v. 3). che riempie tutto il vangelo di Luca e gli Atti degli apostoli.ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (Messa del Giorno) Lc 1. da Gerusalemme in Giudea e fino ai confini della terra. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria. che porta Gesù nel grembo. Il saluto di Maria provoca l’esultanza di Giovanni Battista. ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. 1-5). da Nazaret a Gerusalemme. la proclamerà beata: "Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!". 9). 27-28). 40 Entrata nella casa di Zaccaria. i vostri figli e le vostre figlie profeteranno" (At 2. nel suo cammino terreno. Maria è diventata la madre di Gesù perché ha obbedito alla parola di Dio. Gesù chiede alla donna cananea il riconoscimento della priorità d’Israele alla salvezza. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio. rivolgendosi a Gesù. ha rimandato a mani vuote i ricchi. mio salvatore. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona. 41). il bambino le sussultò nel grembo. sempre in fretta. Gesù preciserà e completerà l’espressione di lode. 46 Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio. dicendo: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!" (Lc 11. Prende qui l’avvio il grande andare. L’arrivo di Maria in casa di Elisabetta suscita grande sorpresa e Elisabetta esprime la propria meraviglia con le parole pronunciate da Davide al sopraggiungere dell’Arca dell’Alleanza: "Come potrà venire da me l’arca del Signore?" (2Sam 6. In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. suo servo. Nel saluto di Maria. Dopo l’annunciazione dell’angelo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco. La parola di Dio va dal cielo alla terra. 52 ha rovesciato i potenti dai troni. ha innalzato gli umili. E quando una donna del popolo. la fonte di ogni benedizione. 11 39 . appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi. dice il Signore. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Con questo episodio Gesù insegna che il vangelo della salvezza è aperto anche ai pagani. Per Gesù è il primo viaggio missionario compiuto per mezzo della madre. Il tempo della salvezza è il tempo della gioia. con sollecitudine. La storia dell’infanzia della Chiesa sarà la ripetizione e la continuazione dell’infanzia di Gesù. Nella casa di Zaccaria si realizza ciò che avverrà a Gerusalemme dopo la risurrezione del Signore. "Negli ultimi giorni. ad Abramo e alla sua discendenza. il centro del nuovo culto. 42). Gl 3. 54 Ha soccorso Israele. 49 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: 50 di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. ricordandosi della sua misericordia. Ma la salvezza di Dio deve seguire un itinerario storico e geografico prima di raggiungere la totalità dei popoli. la causa prima della gioia della salvezza. conosce il segreto di Maria. Elisabetta. Il dialogo didattico tra Gesù e la cananea culmina nella fede. poi tornò a casa sua. La fede in Gesù deciderà il cammino d’Israele e dei popoli. 45). 17-21.

Il dono è tale solo nella misura in cui non è meritato. o sorelle. L’amore è dono. Maria canta la grandezza di Dio. Dio. Dio quindi è accolto in noi come amore e dono solo nella misura della coscienza del nostro demerito. nella nuova creazione. La conseguenza della scoperta di Dio grande nell’amore è l’esultanza dello spirito. giustamente. Santo: il nome di Dio è Misericordia. In Maria è presente Dio fatto uomo. Dio è amore. 2). 23-30 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago. La prima beatitudine del vangelo di Luca è l’esaltazione della fede di Maria. 1-10). 23 12 . Dio è amore onnipotente. A proposito di questa rivoluzione operata da Dio. 25 A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?».Con un atto di fede comincia la storia della salvezza d’Israele. Salvatore. Maria descrive la storia biblica della salvezza in sette azioni di Dio. o figli. E’ misericordia che non può non sentire tenerezza verso la miseria delle sue creature. L’umiltà di Maria non è quella virtù che porta ad abbassarsi. 29 Chiunque avrà lasciato case. della nostra lontananza. 21-22). che un ricco entri nel regno di Dio. Questo inno si sviluppa come un mosaico di citazioni e di allusioni bibliche. o fratelli.21). 28 E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito. della nostra piccolezza e umiltà oggettive. noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. il Padre diventa femminile" (Dal Quis dives salvetur. che solo è in grado di ricevere il Tutto. sederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Dio è amore che non può non amare. che dovrebbe essere tipica della creatura (cfr Sal 131). 24 Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago. essi sono posti nella condizione per essere rialzati e saziati da Dio. canta l’operato di Dio alla luce della risurrezione di Cristo già avvenuta. notiamo che anche questa è un’opera grandiosa e commovente della misericordia di Dio: quando il potente cade nella polvere e il sazio prova l’indigenza. 3). che cosa dunque ne otterremo?». o campi per il mio nome. San Clemente di Alessandria afferma che "per la sua misteriosa divinità Dio è Padre. E’ per la fede in Cristo che si è discendenza di Abramo (Lc 3. Il cantico di Maria è molto vicino a quello che intonerà Gesù quando. o madre. considerato generalmente come la sua fonte principale sia dal punto di vista della situazione che della tematica e della formulazione. Martedì 16 Agosto 2011 Mt 19. il proprio essere terra-terra. esultando nello Spirito Santo. o padre. Qualche esegeta suggerisce di leggere questo cantico di Maria sullo sfondo della grande liberazione dell’Esodo e in particolare del celebre Cantico del mare (Es 15. Il merito fondamentale di Maria è la coscienza del proprio demerito: ella riconosce la propria infinita nullità. perché il Cantico. La fede è la virtù che ha accompagnato Maria nel suo cammino e l’ha radicata profondamente nel progetto di salvezza di Dio. Maria sintetizza in una sola parola tutti gli attributi di colui che ha già chiamato Signore. In lui si realizzano le promesse di Dio. la sua umiltà (da humus=terra. disse: «Questo è impossibile agli uomini. Chi conosce il vero Dio. la Chiesa proclama Maria esentata dal peccato originale. quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria. Maria è il nulla assoluto. La descrizione con i verbi al passato significa quello che Dio ha già fatto nell’Antico Testamento. gioisce della sua stessa gioia. perché Dio lo chiama e gli promette una discendenza benedetta (Gen 12). fissando su di loro lo sguardo. che lei riconosce e accetta: il proprio nulla. ma anche quello che ha compiuto nel Nuovo. Maria è il primo essere umano che riconosce il proprio nulla e la propria distanza infinita da Dio in modo pieno e assoluto. Amando. Per questo. che rovescia i potenti dai troni e manda a mani vuote i ricchi. Ma la tenerezza che ha per noi lo fa diventare Madre. Con un atto di fede comincia la storia della salvezza del mondo. perché in lei l’abisso di tutta l’umanità è stato colmato di luce e si è rivelato come capacità di concepire Dio. 8). Maria esalta l’opera di salvezza che Dio sta realizzando tra gli uomini. Maria crede alla parola del Signore: vergine. Tutte le generazioni gioiranno con lei della sua stessa gioia di Dio. scoprirà che la benevolenza del Padre si rivela ai piccoli (Lc 10. Abramo parte per un paese sconosciuto con la moglie sterile. 1-18. ma la verità essenziale di ogni creatura. 30 Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi». riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. che consiste nella menzogna antica che impedisce all’uomo questa umiltà fiduciosa. il Dono dei doni. diventa la madre di Dio. Riconosce che Dio è Dio. Potente. La scoperta dell’amore immenso di Dio per noi vince la paura. La sua non è virtù. ma a Dio tutto è possibile». Lo ha mostrato donando totalmente se stesso. solo. composto dalla comunità cristiana. che trova un parallelo nel cantico di Anna (1Sam 2. 37. Il suo nome (la sua persona) è conosciuto e glorificato tra gli uomini perché Dio stesso santifica il suo nome rivelandosi e donandosi al povero. l’uomo si trova nella condizione migliore per cercare Dio. parola da cui deriva anche "uomo"). 27 Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco. Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Il motivo del dono di Dio a Maria non è il suo merito. ma il suo demerito. Il compimento della promessa fatta da Dio ad Abramo è definitivo: "In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra" (Gen 12. 26 E Gesù. Nell’esperienza del vuoto e nel crollo degli idoli. che un ricco entri nel regno dei cieli».

ciò deve farci straordinariamente felici. Matteo prepara la parabola che segue (Mt 20. 29). 5 Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio 13 . ricco o povero. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. disse: Amico. Ed essi andarono. chiamateli alle nozze. 1-16). 23-24) e ripresa dai discepoli costernati: "Chi si potrà dunque salvare?" (v. perché il suo modo di agire mette a soqquadro i nostri criteri di valutazione. L’uomo. 30) e "così gli ultimi saranno primi e i primi gli ultimi" (Mt 20. diceva: "Senza la rinuncia alle cose. 23): o si muore a se stessi per ricevere tutto da Dio o si rende impossibile in noi la venuta del regno dei cieli. 2 Accordatosi con loro per un denaro al giorno. di retribuzione equa. li mandò nella sua vigna. 16). Gb 42. venite alle nozze. 3 Uscito poi verso le nove del mattino. quello che è giusto ve lo darò. erroneamente. una grazia da accogliere. 14. i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto. cfr Gen 18. 11 Nel ritirarlo però. Giovedì 18 Agosto 2011 Mt 22. una fortuna.26. 1-14 Tutti quelli che troverete. A imitazione di Dio. 1 1 Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: 2 «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. di merito. Mercoledì 17 Agosto 2011 Mt 20. Il salario è sempre lo stesso e non può essere diviso perché il premio della vita è Gesù Cristo. Il seguire Gesù conduce alla partecipazione della sua gloria in paradiso. Gesù insiste: "Questo è impossibile agli uomini. una gioia. che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Egli non chiede solo per sé. un onore. Non hai forse convenuto con me per un denaro? 14 Prendi il tuo e vattene. bisogna riceverlo come dono da Dio. La domanda è umanamente comprensibile. tutti riteniamo di essere operai della prima ora che reclamano la salvezza come un diritto. 6). ma deve accogliere la salvezza come dono di Dio. ma insensata. 5 Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. non può salvare se stesso. 16) servono come inclusione della parabola degli operai della vigna. ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? 7 Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Questa impossibilità di farsi piccoli per entrare nel Regno è sottolineata da Gesù (vv. E se Dio chiama tutti e a tutte le ore e accorda il medesimo dono straordinario e gratuito che è la salvezza. Il messaggio è questo: rinunciare ad essere grandi per diventare piccoli. il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga. pensavano che avrebbero ricevuto di più. Il Regno è un dono gratuito. essere chiamati al Regno è una grazia. 13 Ma il padrone. mormoravano contro il padrone dicendo: 12 Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi. anche perché. Spontaneamente siamo tentati anche noi di mormorare contro il Signore della vigna. Il Regno non è un bene che si guadagna o si possiede. 10 Quando arrivarono i primi. rispondendo a uno di loro. e i primi ultimi». 9 Venuti quelli delle cinque del pomeriggio. io non ti faccio torto. accettare che l’ultimo riceva quanto il primo.Il tale di cui parla questo brano del vangelo aveva chiesto a Gesù che cosa doveva "fare" per "avere" la vita eterna (v. di giustizia sociale. 2. Ma trasferendo le nostre misure sul piano della salvezza. che abbatte la presunzione umana. non si ottiene nulla". ma per tutti. ma a Dio tutto è possibile" (v. Pietro pone la domanda circa la ricompensa riservata a coloro che seguono Cristo. Dio si riserva la libertà dalla scelta per grazia. noi poniamo il problema in modo sbagliato: essere ingaggiati nella vigna del Signore. I due detti di Gesù: "Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi" (Mt 19. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. ricevettero ciascuno un denaro. i "primi" sono invitati a guardare agli "ultimi" con bontà e non con cuore cattivo. perché non tiene conto che la ricompensa divina è sempre grazia. 6 Uscito ancora verso le cinque. nella sua risposta ai discepoli. 8 Quando fu sera. L’amore di Dio raggiunge tutti gli uomini e non fa differenze. 25). Con la domanda di Pietro. mentre in realtà ci viene concessa come dono. 1-16 Sei invidioso perché io sono buono? «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. incominciando dagli ultimi fino ai primi. ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. 15 Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? 16 Così gli ultimi saranno primi. ma questi non vollero venire. Zc 8. 3 Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze. commentando questo brano in una predica del 1517. ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati 4 e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. 4 Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo. Lutero. Gesù rovescia la prospettiva: bisogna "lasciare" per "avere" (v. Siamo nel cuore della Rivelazione del Regno e della scelta che richiede (cfr Mt 16.

5 e Lv 19. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». chiamateli alle nozze. 4). La risposta di Gesù unisce tra loro l’amore di Dio e l’amore del prossimo (Dt 6. Probabilmente Matteo ha presente le persecuzioni contro i predicatori cristiani e la distruzione di Gerusalemme nell’anno 70. mandate le sue truppe. 1-12 Dicono e non fanno. si riunirono insieme 35 e uno di loro. l’invito è rivolto a tutti. I vv. La chiamata di Dio non pone condizioni preliminari: la Chiesa è il luogo del grande raduno e gli invitati sono tutti peccatori. "buoni e cattivi" (v. I secondi non si illudano che basti essere nella Chiesa per essere salvati. 7 Allora il re si indignò e. il popolo d’Israele. E’ nella capacità di tenerli uniti anche nella vita del cristiano che si misura la fede.30-37). Per stare nella sala del banchetto (la Chiesa) bisogna accettare di ricevere il vestito di nozze: la conversione. 10 Usciti nelle strade. 12 gli disse: Amico. nel quale Dio e l’uomo si uniscono in una sola persona. come anche sentirsi chiamare "rabbì'' dalla gente. 1 34 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 2 «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Il detto riguardante i chiamati e gli eletti non invita a fare i conti sui salvati e i dannati: sarebbe in contraddizione con l’uno senza abito di nozze tra i tanti invitati che riempivano la sala. Il giudizio non riguarda solo i primi invitati che hanno rifiutato l’invito alle nozze. 14 Perché molti sono chiamati. 6-7 sono ispirati alla parabola dei vignaioli. Ma l’amore evangelico di se stessi! In Cristo si è manifestato l’amore di Dio e del prossimo in forma assoluta ed esemplare. Tutta la Legge è adempiuta in questi due amori che diventano un solo amore in Gesù.campo. L’avvertimento finale della parabola ricorda ai convitati della comunità cristiana l’esigenza della loro vita secondo il battesimo e la serietà del loro impegno. i primi seggi nelle sinagoghe 7 e i saluti nelle piazze. 6 amano posti d'onore nei conviti. 11 Il re entrò per vedere i commensali e. la grazia. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange. 13 Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre. Si trattava di sapere qual era il precetto fondamentale. I primi invitati. 9 andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete. la fede. Venerdì 19 Agosto 2011 Mt 22. Di fronte alla chiamata del vangelo non c’è niente di più importante da fare. qual è il più grande comandamento della legge?». 3 Quanto vi dicono. buoni e cattivi. Allora i farisei. chi ai propri affari. ma non fate secondo le loro opere. perché dicono e non fanno. 8 Ma voi non fatevi 14 . 10). Sabato 20 Agosto 2011 Mt 23.La sala piena di commensali è immagine della Chiesa.34-40 Amerai il Signore tuo Dio. Questa terza controversia tocca un argomento scottante per il giudaismo. li insultarono e li uccisero. I rabbini ripartivano i 613 precetti della Legge in 365 proibizioni (numero dei giorni dell’anno) e in 248 comandamenti (numero delle componenti del corpo umano). 8 Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto. e la sala si riempì di commensali. Questa frase è una interpellanza personale all’ascoltatore perché cerchi di non essere nella condizione di colui che viene gettato nelle tenebre. 4 Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente. E’ lui l’unico modello. Occorre però ricordare che Gesù ha ridefinito il concetto di prossimo (cfr Lc 10. con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. e il tuo prossimo come te stesso. Il banchetto è organizzato da un re per le nozze del figlio. Dopo il rifiuto dei primi chiamati. La parabola è un appello a tutti perché sappiano che il momento è decisivo e non si può differire: "Tutto è pronto" (v. un dottore della legge.18). 39 E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 38 Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. ma gli invitati non ne erano degni. come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. fatelo e osservatelo. 5). là sarà pianto e stridore di denti. quei servi raccolsero quanti ne trovarono. uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Ma peccatori che si convertono. 6 altri poi presero i suoi servi. ma pochi eletti». 37 Gli rispose: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore. ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. lo interrogò per metterlo alla prova: 36 «Maestro. L’unione dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo come culmine della Legge è un concetto specificamente cristiano e costituisce la sostanza di questo brano e di tutto il vangelo di Gesù. La comparsa del re nella sala significa il giudizio dei convitati. manifestano indifferenza colpevole (v. udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei. scorto un tale che non indossava l'abito nuziale. L’amore del prossimo ha come presupposto l’amore di se stessi.

La risposta di Pietro è decisa e sicura. il Cristo. Domenica 21 Agosto 2011 . 17 E Gesù: «Beato te. La Chiesa di Cristo è una comunità di uguali. Si preoccupano di recitare la parte dell’uomo pio e devoto più che di vivere un sincero rapporto con Dio. Gesù costituisce Pietro come roccia della sua Chiesa: la casa fondata sopra la roccia (cfr 7. perché fanno tutto per essere visti e lodati: "Fanno tutte le loro opere per essere visti dagli uomini" (v. le persone religiose acquistano automaticamente la massima reputazione. l’altra cristiana. perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. il Figlio del Dio vivente». Dire chi è Gesù è collocare la propria esistenza su un terreno solido.XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 16. figli dello stesso Padre (v. In essa esiste una diversità di ruoli e di responsabilità. 12 chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato. L’una farisaica. appariscente e vuota.24) comincia a prendere il suo vero significato. e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Ma il suo discernimento non deriva dalla "carne" e dal "sangue". Difatti gli scribi e i farisei con la loro pietà simulata hanno posti di riguardo nelle sinagoghe e nei conviti. ossequi e saluti nei quali vengono scanditi con esattezza i loro titoli onorifici. dominata da capi avidi di onore e di potere. 15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato. 5). In essa non devono nemmeno circolare gli appellativi che indicano distinzione e discriminazione che mettono in evidenza un preteso diritto di controllo e di dominio di alcuni sugli altri. perché uno solo è il Padre vostro. La logica dei rapporti che deve regolare la comunità cristiana è quella dell’umiltà. e noi con loro. Spesso succede che il nostro Signore. 22: "Dio te ne scampi. Simone…" e l’incomprensione del v. altri Elia. sulla quale si decide il destino di ogni uomo: "Voi chi dite che io sia?". Signore…" e infine l’aspro rimprovero di Gesù: "Via da me. 13-20 Tu sei Pietro. non a sostituirla. che però devono essere svolti come servizio. 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo. e a te darò le chiavi del regno dei cieli. una fraternità che ha come criterio di discernimento il servizio. Perché egli non è mai assente. è predicato da signori ai quali diamo del lei. perché non pensi secondo Dio. 14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista.chiamare "rabbì''. 12). 3) è l’atteggiamento esattamente opposto a quello dell’autoesaltazione degli scribi e dei farisei. Gli scribi e farisei siamo noi. Nella comunità cristiana i più grandi sono gli ultimi e l’unico primato che conta è quello dell’abbassamento e del servizio (v. costituita da amici e da fratelli. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli. 13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo. Coloro che vi esercitano funzioni o incarichi sono chiamati a testimoniare con le opere più che con le parole (cfr v. non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18. quello del cielo. 8) e sono guidati dallo stesso Cristo presente in loro (v. ma dal fatto che ha accolto in sé la fede che il Padre dona. 15 . 10 E non fatevi chiamare "maestri". 11). perché è guidata direttamente da Cristo e dal Padre. incrollabile. il quale è venuto per servire (cfr Mt 20. invitati a riconoscerci in loro. al quale diamo del tu. cioè dalle proprie forze. 26). Alla fine Gesù deve ricorrere ai comandi (sia vostro servo: v. La condizione dettata da Gesù: "se non vi convertirete e non diventerete come bambini. Matteo sta mettendo a confronto due immagini di Chiesa. il posto di onore dovuto a Dio. di cui tutti sono ugualmente figli. 11) e alle minacce per abbassare chi si era elevato al di sopra degli altri (v. perché uno solo è il vostro Maestro. Simone figlio di Giona. 20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. e quando appaiono in pubblico ricevono da ogni parte inchini. 11 Il più grande tra voi sia vostro servo. satana! Tu mi sei di scandalo. e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli. pomposa. Gesù pone la domanda fondamentale. I titoli onorifici e le rivendicazioni di potere sono fuori luogo perché essi sono tutti fratelli. ma secondo gli uomini!". 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 9 E non chiamate nessuno "padre" sulla terra. Esse occupano. chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». In un mondo in cui la religione è tenuta in considerazione. ma il Padre mio che sta nei cieli. Anche i discepoli di Gesù sono esortati a rifuggire da questi comportamenti segnalati nei farisei e negli scribi. Quest’ultima non è anarchica. 10). Notiamo il forte contrasto tra questa professione di fede seguita dall’elogio di Gesù: "Beato te. quasi per convenzione comune. Ogni pagina del vangelo è scritta per la Chiesa. 3) la presenza invisibile del Padre. Questo stile ha come modello Gesù stesso. La falsità è abbinata ovviamente a una buona dose di vanità e di orgoglio. Non è fuori luogo chiedersi se Pietro era pienamente cosciente di ciò che gli veniva rivelato e di ciò che diceva. altri Geremia o qualcuno dei profeti». Il problema presentato da questo brano è sempre lo stesso: al centro di tutto poniamo Dio o il nostro io? Gesù critica gli scribi e i farisei.

Egli esercita tale autorità sulla terra e non in funzione di portinaio del cielo. Pietro dunque insieme alle chiavi riceve piena autorità sul regno dei cieli. Nel suo ufficio egli subentra agli scribi e ai farisei. L’immagine del chiudere presuppone che essi siano i detentori del potere delle chiavi. che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e. In qualità di trasmettitore e garante della dottrina e dei comandamenti di Gesù. cioè le decisioni di carattere dottrinale prese da Pietro vengono confermate nel presente da Dio. A lui tocca far valere integro l’insegnamento di Gesù in tutta la sua forza. ma alla direttiva e all’insegnamento di Gesù. lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi. risulta che il compito principale di cui è incaricato Pietro è quello di aprire il regno dei cieli. 19 e l’altro a 18. che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini. quale popolo di Dio. C. ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. scribi e farisei ipocriti. Pietro riceve le chiavi del regno dei cieli. l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? 20 Ebbene. Gli scribi e i farisei. avevano esercitato la medesima autorità. In essa vivono gli uomini destinati al Regno. proprio se si includono anche decisioni disciplinari. perché così voi non vi entrate. Se si considera attentamente questa contrapposizione. Ma. 16 13 . Simon Pietro subentra al loro posto. Ma il loro accostamento in quest’unico brano del vangelo offre l’opportunità di riflettere sul loro reciproco rapporto. 2. che finora hanno portato le chiavi del regno dei cieli. perché anch’essi vi potrebbero incappare. ma il dolore per la situazione dell’altro. Flavio Giuseppe in Ap. Alla Chiesa. Pietro è il garante della tradizione su Cristo com’è presentata dal vangelo di Matteo. egli vincola alla loro osservanza. 22 E chi giura per il cielo. ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra. Il suo incarico va descritto in senso positivo. E’ un lamento. 21 e chi giura per il tempio. Non è il caso di separare il potere di magistero da quello disciplinare e riferire l’uno a 16. guide cieche. si resta obbligati. in riferimento ai pronunciamenti dottrinali. tuttavia con una differenza non trascurabile rispetto al giudaismo: il ministero di Pietro non è ordinato alla legge. 19). rifiutando il vangelo. Non si potrà identificare la Chiesa con il regno dei cieli. Bisogna credere e accettare che il progetto del Padre si realizza attraverso la morte e la risurrezione del Figlio. L’ipocrisia è la differenza tra l’essere e l’apparire. guide cieche. e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci 14 . la cui osservanza apre all’uomo il regno dei cieli. 43). che permette agli uomini l’ingresso nel Regno. Lunedì 22 Agosto 2011 Mt 23. come comunemente si pensa. Questo vale sia per i suoi pregi sia per le sue deficienze. 16 Guai a voi. giura per il tempio e per Colui che l'abita. gli equivalenti di legare e sciogliere (‘asar e sherà’) hanno il significato specifico di proibire e permettere. In questo campo i due verbi hanno il senso di scomunicare e togliere la scomunica. L’idea del giudizio finale è più lontana. 17 Stolti e ciechi: che cosa è più grande. Le chiavi sono segno di sovranità e di potere. Ciò che gli è accaduto è trasferibile ad ogni discepolo. è affidato il regno dei cieli (cfr 21. non di aggressività né tanto meno di cattiveria. Questo duplice potere viene assegnato a Pietro. E’ un’espressione di sincero amore. ossia che possiedano l’autorità dell’insegnamento. giura per l'altare e per quanto vi sta sopra. 13-22 Guai a voi. L’appellativo "guide cieche" evidenzia nuovamente la loro smania di fare proseliti. Nel giudaismo. Le autorità giudaiche impediscono l’accettazione del vangelo di Gesù. 19 Ciechi! Che cosa è più grande. ciò che è centrale e ciò che è periferico. sbarrano agli uomini loro sottomessi l’accesso al regno dei cieli. che vengono impietosamente riferite. giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso. 18. sta in primo piano. Pietro viene presentato come il discepolo che fa da esempio. 10. Viene messa in discussione anche la loro attività missionaria. ciò che è più importante e ciò che lo è meno. Essi. servendosi della propria autorità. l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? 18 E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale. in quanto detentori delle chiavi fino a quel momento. Pietro è presentato come maestro supremo. il non riconoscere l’ordine dei valori. Egli mette in guardia i discepoli dai cattivi comportamenti che vengono segnalati. che dite: Se si giura per il tempio non vale. Attraverso i "guai" rivolti agli scribi e ai farisei. Pietro assolve il proprio sevizio nella Chiesa quando invita a ricordarsi della dottrina di Gesù. Accanto al potere di magistero si pone quello disciplinare. ottenutolo. Gesù istruisce la folla e i discepoli. Probabilmente Matteo si riferisce all’attributo onorifico "guide di ciechi" che si dava ai missionari giudei (cfr Rm 2. Il legare e lo sciogliere di Pietro viene riconosciuto in cielo. Ma non è possibile negare che in questo versetto 19 il potere dottrinale. Il senso del "guai a voi!" è "ahimè per voi!": non esprime una minaccia.Questo contrasto mette in evidenza la differenza tra la fede apparente e quella vera: non basta professare la messianicità di Gesù. chi giura per l'altare.39 attesta i successi dell’attività missionaria dei giudei della diaspora dopo la distruzione di Gerusalemme del 70 d. essi non fanno altro che chiudere il regno dei cieli agli uomini. scribi e farisei ipocriti. specialmente nel senso della fissazione della dottrina. Guai a voi. 15 Guai a voi. Nel vangelo di Matteo. Ma a Pietro rimane una funzione esclusiva ed unica: egli è e resta la roccia della Chiesa del Messia Gesù.

cielo e Dio. La reazione di Natanaele esprime il suo scetticismo: il Messia non può avere la sua patria in un villaggio insignificante come Nazaret. perché anche l'esterno diventi netto! In questo brano Gesù continua a smascherare l’ipocrisia. Il quinto "guai" riguarda quelli che non tengono in debito conto il nesso inscindibile tra interno ed esterno. Lv 27. Guai a voi. o meglio gli ipocriti.Il "guai" del v. Ama la pubblicità. La cura della pulizia del bicchiere viene utilizzata per evidenziare la discutibilità di un comportamento morale che si preoccupa solamente dell’apparenza esterna e non della realtà interiore. per Gerusalemme o per altro (cfr Mt 5. In termini concreti si parla di pulire il bicchiere e la scodella. 21-22 sottolineano l’unità di tempio. Egli riconosce in Gesù l’Atteso di Israele (cfr Dt 18. senza tralasciare quelle. e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia. è ora un invito ad allontanare dal cuore e dalla vita ogni malvagità. Gesù non approva le cautele casuistiche adottate nel giuramento. Nella legge era previsto solo il pagamento della decima per l’olio. La situazione era questa: si usavano diverse formule di giuramento. 1. 30). 48 Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». come ha fatto Natanaele. che pagate la decima della menta. Queste cose bisognava praticare. Ogni suo gesto ha il solo scopo di attirare l’attenzione su di sé (cfr Mt 6. Filippo incontra Natanaele e comunica all’amico di avere trovato il Messia nella persona di Gesù. 22-23. 50 Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico. 22. ma cerca di invitarlo ad un’esperienza personale con il Maestro. L’annuncio di Filippo è una professione di fede che si fonda sulla Scrittura. Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse. non per gli altri o per Dio. che acconsentì ad accogliere il mistero che Filippo gli proponeva con il semplice invito: "Vieni e vedi" (v. tu sei il Figlio di Dio. 8. Is 66. Dt 14. che poi fu esteso al raccolto in genere (cfr Nm 18. replicavano di non aver giurato per Dio e quindi non erano tenuti a mantenere il giuramento. 45-51 Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità. 17 . il mosto. che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! 25 Guai a voi. Per non pronunciarlo si giurava per il cielo. quindi l’abuso del giuramento è contro Dio. scribi e farisei ipocriti. la misericordia. Mt 5. 34). Questo avveniva per rispetto verso il nome santo di Dio. Martedì 23 Agosto 2011 Mt 23. le erbe aromatiche più in uso. pare un’esagerazione. Gli scribi e i farisei ritenevano più importanti le prescrizioni esterne che i doveri morali fondamentali. 26 Fariseo cieco. Il pagamento della decima della menta. in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo». dell’aneto e del cumino. i cereali. Sal 26. 46 Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». l’esatto contrario dell’amore (cfr 1Cor 13. quando erano scoperti. Probabilmente ne derivò la triste conseguenza che coloro che giuravano il falso. 51 Poi gli disse: «In verità. sono la sua casa e il suo trono (cfr 1Re 8. 1-7). Solo la fede è capace di far superare i motivi di scandalo e di autosufficienza umana. 1819). L’esortazione rivolta al fariseo cieco. la stessa da lui vissuta in precedenza e che ha cambiato la sua vita. senza omettere quelle. 23-26 Queste erano le cose da fare. 34-35). 45 23 Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti. 49 Gli replicò Natanaèle: «Rabbì. Gesù. Mercoledì 24 Agosto 2011 Gv 1. Esse sono espressione di stoltezza e di cecità. E Gesù la suscita in ogni uomo che si mette in ascolto della sua parola. 1-6). E’ l’egoismo. che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. La radice profonda dell’ipocrisia è la ricerca di sé. I vv. 24 Guide cieche. Filippo non tenta di chiarire o risolvere il dubbio dell’amico. Ogni giuramento è chiamare Dio come testimone. 16 riguarda anche l’abuso del giuramento. Il tempio e il cielo appartengono a Dio. 46). figlio di Giuseppe di Nazaret». pulisci prima l'interno del bicchiere. Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». dell'anèto e del cumìno. come prevedevano le prescrizioni farisaiche sulla purità. tu sei il re d'Israele!». visto Natanaèle che gli veniva incontro. 47 Gesù intanto. Ma lo scopo del discorso è la pulizia della coscienza piena di rapina e di iniquità. 13. a pulire anzitutto l’interno del bicchiere. il fare tutto per sé. Le cose più importanti nella legge sono il diritto. disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». scribi e farisei ipocriti. la fede. la misericordia e la fedeltà. L’ipocrita è un uomo che recita. Il quarto "guai" è rivolto contro il capovolgimento dell’ordine dei valori. io ti ho visto quando eri sotto il fico». credi? Vedrai cose maggiori di queste!».

insieme alle lampade. L’abuso della carica merita la massima condanna. è il punto di unione tra cielo e terra.25).49). Gesù è la rivelazione del Padre. I detentori di cariche non sono padroni posti al di sopra degli altri. Sedere sotto il fico significa meditare e insegnare la Scrittura. veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi. perché nell'ora che non immaginate. Ci sono delle persone a cui sono state affidate responsabilità particolari nella Chiesa. di un movimento di salita e discesa degli angeli. è il mediatore tra Dio e gli uomini. Giovedì 25 Agosto 2011 Mt 24. 50). anche se lo incontra per la prima volta. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. In Gesù l’uomo trova il luogo ideale per fare esperienza di Dio che salva. lo previene e lo saluta come un autentico rappresentante d’Israele in cui non c’è falsità. Egli. che gli dice: "Vedrai cose maggiori di queste!" (v. che legge nel cuore dell’uomo. 50 arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa. come vuol far capire la punizione severissima. toccato nell’intimo del suo cuore per la conoscenza che Gesù ha di lui (nota solo a Dio). perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 48 Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire. 4 le sagge invece. La piena e definitiva rivelazione di Dio si avrà solo in Gesù risorto e seduto alla destra del Padre nei cieli. Perché vigilare? Per essere trovati pronti. ma non presero con sé olio. richiamando la scena di Giacobbe. Gesù parla di una rivelazione continua del Padre. pur essendo tra gli uomini. riconosce in Gesù il Messia ed esclama: "Tu sei il Figlio di Dio. Natanaele sarebbe chiamato da Gesù "israelita". 44 Perciò anche voi state pronti. perché questo nome significa "colui che vede Dio" e a Natanaele viene promessa la visione degli angeli che scendono e salgono sul figlio dell’uomo (v. ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa" ( Gen 28. 1-13 Ecco lo sposo! Andategli incontro! 1 42 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che. 3 le stolte presero le lampade. E Gesù dà a Natanaele una prova di conoscerlo bene: egli l’ha visto quando era sotto il fico. 43 Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro. siamo un mistero per noi stessi. La morte arriva imprevedibile per noi. è un uomo applicato allo studio della Scrittura che cerca e attende la venuta del Messia.12). Anche mentre ascoltava la spiegazione delle Scritture.17). era accompagnato e sostenuto dallo sguardo amoroso di Dio. perché egli conosce tutti (2. 45 Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 46 Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 47 In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Vigilare. è il "luogo" dove si manifesta il Padre. L’attesa del Cristo deve suscitare l’impulso all’azione morale. Tutti hanno un unico Signore sopra di sé. Questa ignoranza dell’ora si iscrive nella nostra natura: la nostra vita ci sfugge. Natanaele è stato trasformato dall’incontro con Gesù perché in lui non c’è falsità. cioè degno del nome di Israele. si è accostato a Gesù con cuore sincero e semplice. la ricerca sincera e il desiderio di Natanaele di incontrarsi con lui. tu sei il re d’Israele" (v. Natanaele è già disposto ad un’ulteriore rivelazione di Gesù. la vigilanza prende la forma di una fedeltà responsabile verso una missione affidata dal Signore. Gesù conosce bene Natanaele. Con la sua fede nel Messia. riconosce la prontezza. è la "casa di Dio". uscirono incontro allo sposo. E Gesù. La funzione dei detentori di cariche è qualificata come servizio. è la "porta del cielo"(cfr Gen 28. Nella parabola del servitore preposto ai servizi del suo padrone. Coloro che sono affidati alle loro cure sono compagni di servizio. siamo del Signore. presero anche dell'olio in 18 . non ci possediamo.51). Il salire e scendere è un richiamo alla realtà umana e divina di Gesù. prese le loro lampade. è la nuova scala di Giacobbe di cui Dio si serve per dialogare con l’uomo. dove salgono e scendono gli angeli di Dio. nella quale il patriarca "fece un sogno: una scala poggiava sulla terra.Gesù. 42-51 Tenetevi pronti. Seguendo il tenore del testo. Venerdì 26 Agosto 2011 Mt 25. a non sprecare il tempo. mentre la sua cima raggiungeva il cielo. essere pronti significa porsi davanti al Signore sempre presente (solo apparentemente assente) e vivere coerentemente secondo questa fede. è in comunione col Padre. il Figlio dell'uomo verrà. Secondo la spiegazione di qualcuno. vedendolo arrivare così aperto e disponibile. a comportarsi come servi di tutti e padroni di nessuno. ma al momento esatto previsto da Dio. Natanaele. Vegliate dunque. 51 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.24) e sa cosa c’è nell’uomo (2. per non essere esclusi dalla sala delle nozze eterne. dunque. Natanaele. bisogna porre l’accento sulla parusìa.

ma che deve essere vissuta come vita responsabilizzata in vista del Signore che viene. Nell'attesa del grande giorno della venuta del Signore bisogna vegliare e non comportarsi come i cristiani di Tessalonica che nel prolungarsi dell'attesa della venuta del Signore cominciarono a darsi all'ozio e al vagabondaggio (1Ts 4. ne guadagnò altri due. chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.. operose e diligenti. diversamente la preghiera non serve. L'attendere Dio presuppone la fede. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio. aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Bisogna fare la volontà del Padre. Queste dieci ragazze sono la sposa di Cristo. Le cinque ragazze sagge. è un assegno"non trasferibile". Le lampade accese significano la costante vigilanza che occorre per non perdersi nella notte della dimenticanza e dell'infedeltà in questo mondo. 16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti. a un altro uno. allontanatevi da me.22-32).11. non sembrano poi tanto buone. 22-23 di questo vangelo:" Molti mi diranno in quel giorno (il giorno del giudizio finale): Signore. 13 Vegliate dunque. Vigilare nell'attesa del Signore che viene in maniera improvvisa. Sabato 27 Agosto 2011 Matteo 25. andate piuttosto dai venditori e compratevene.. sembrano decisamente scostanti e cattivelle. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due. perché le dieci ragazze sono la sposa e attendono l'arrivo non di uno sposo. Signore . partendo per un viaggio. Avverrà come di un uomo che. 9 Ma le sagge risposero: No. Questa disposizione viene trasferita anche al presente racconto delle dieci ragazze che rappresentano la comunità cristiana. signore. le dieci ragazze sono la comunità cristiana.14-30 Sei stato fedele nel poco. si assopirono tutte e dormirono. anzi. Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti. Questo racconto istruttivo ha lo scopo di esortare a tenersi pronti all'arrivo del Signore: un arrivo di cui non conosciamo né il giorno né l'ora. Chi è lo sposo e chi sono le dieci ragazze? Lo sposo è Cristo. Matteo ha dato a questo racconto edificante una conclusione che concorda con la finale del discorso della montagna (Matteo. andate piuttosto dai venditori e compratevene" (vv. La storia non parla della sposa. ma che non è lontano ed è certissimo e inevitabile. Queste dieci ragazze si dividono in due categorie: cinque sono sagge e cinque sono stolte. a ciascuno secondo la sua capacità. 5 Poiché lo sposo tardava. andò a fare una 19 14 . vuol dire essere pronti. Questa è la vera "saggezza" cristiana: attuare con perseveranza la volontà del Padre che il Signore Gesù ha definitivamente rivelato. ma del loro sposo. Tema di questo racconto è l'attesa del Signore che viene. 2Ts 3. mentre quelle andavano per comprare l'olio. Così le ragazze del racconto evangelico (cioè noi cristiani!) devono essere impegnate. perché non sapete né il giorno né l'ora. In che cosa si manifesta la saggezza delle prime cinque? Hanno calcolato che l'attesa dello sposo sarebbe andata per le lunghe: per questo" insieme con le lampade. a un altro due. La storia raccontata in questo pezzo di vangelo ci presenta dieci ragazze che attendono lo sposo. nessuno può amare Cristo al posto di un altro: è un affare personale. e partì. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore. L'olio delle lampade è la fede con le opere. che rappresentano i buoni cristiani.6-12). che non abbia a mancare per noi e per voi. presero anche dell'olio in piccoli vasi" (v. perché le nostre lampade si spengono. non proibiscono di invocare Cristo come "Signore". la Chiesa (cfr Ef 5.piccoli vasi.4). Anche là troviamo la contrapposizione tra il saggio e lo stolto. Nel discorso della montagna essere saggio significa: non limitarsi ad ascoltare le parole di Gesù. Ciò non significa che la vita presente sia una sala d'attesa della vita eterna. 15 A uno diede cinque talenti. 31-46) il Signore ci indicherà dettagliatamente quali sono le opere buone che dobbiamo fare nell'attesa della sua venuta. Alle amiche stolte che le supplicano: "Dateci del vostro olio. voi operatori di iniquità". andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. che non abbia a mancare per noi e per voi. Le ragazze sagge non possono dare il loro olio alle stolte perché nessuno può essere vigilante al posto di un altro.11) hanno dimenticato l'insegnamento che egli aveva già impartito al capitolo 7. capitoli 5-6-7). Avevano capito che la vita ha una durata troppo lunga per poter conservare sempre la stessa carica di fede e di carità senza fare rifornimento. ma ci insegnano che la preghiera deve essere congiunta alla pratica della vita cristiana. Signore" ( v. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento. e la porta fu chiusa. perché le nostre lampade si spengono rispondono: "No. Queste ragazze stolte che chiamano Gesù: "Signore. Sono pronti ad andare incontro al Signore quei cristiani che fanno la volontà di Dio come l'ha insegnata Gesù nel discorso della montagna. Nella parabola del giudizio finale ( Matteo 25. 10 Ora. Queste parole non condannano la preghiera. arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo. ed essere pronti significa essere fedeli alla volontà del Padre.8-9). ma metterle anche in pratica. facendo quelle opere di amore sulla base delle quali verrà fatto il giudizio finale. prendi parte alla gioia del tuo padrone. andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

Il dialogo si conclude con l'ordine di cacciare il servo malvagio e pigro. disse: Signore. La condanna è l'esclusione dal banchetto di questa intimità. sei stato fedele nel poco. gli rispose il padrone. la mancanza di capacità di rischio. ne ho guadagnati altri cinque. Il momento attuale decide la nostra sorte eterna. gli disse il suo padrone. Questo racconto ci insegna la vera natura del rapporto che deve intercorrere tra Dio e l'uomo. Il servo fannullone non è solo pigro. generosità e libertà. E' tutto il contrario di quel timore servile che cerca rifugio e sicurezza contro Dio stesso in una esatta osservanza dei suoi comandamenti. bisogna fare positivamente tutto il bene e a tutti. e volle regolare i conti con loro. L'immagine di Dio è deformata dalla paura. fa leva sulla severità del suo padrone."Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione." malvagio e pigro". la propria prestazione. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo. prendi parte alla gioia del tuo padrone. Il regno dei cieli è un capitale che Dio ha messo nelle nostre mani: non possiamo lasciarlo improduttivo. La paralisi operativa del cristiano è provocata dalla paura nei confronti del suo Signore. ecco qui il tuo. gli impedisce di essere attivo e di rischiare. Il cristiano vero conosce Dio come amore infinito. espresso nel raddoppiamento dei talenti e nella partecipazione alla gioia del Signore. ne ho guadagnati altri due. Non basta non fare il male. saggezza e amore. ecco. 24-25). l'infingardaggine. che si esprime e si concretizza nella fedeltà operosa come risposta alla sua iniziativa gratuita. ma anche stolto. al contrario l'amore perfetto scaccia il timore. vedi. generosi e coraggiosi. disse: Signore. La risposta del Signore si apre con due appellativi. e datelo a chi ha i dieci talenti. perché riconosce la laboriosità e la capacità di questo Signore che sa trarre profitto anche dove gli altri non riescono (Dio sa trarre il bene anche dal male." servo buono e fedele". della ricompensa e del castigo. con responsabilità e coraggio. che sono l'opposto di quelli usati per i primi due servi laboriosi e intraprendenti. come la pigrizia è il contrario dell'impegno fruttuoso. traduce il vangelo in atti concreti. perfino dal peccato!). 20 . E' invece un rapporto di amore dal quale possono e devono scaturire coraggio. al freddo. Matteo mette in guardia i suoi lettori contro il rischio del disimpegno che sarà condannato come mancanza di fede e di fiducia nel Signore. perché come è lui. Il premio. al pianto. E vuole che i suoi servi siano come lui. servo buono e fedele. Chi invece resta inerte e inoperoso (v. 24) contiene una preziosa informazione sul conto di Dio. 17-18). per motivare la sua totale mancanza di intraprendenza nel far fruttare il capitale ricevuto. Nell'amore non c'è timore. Con tale conclusione il racconto diventa un avvertimento per tutti coloro che nell'attesa della venuta del Signore non si impegnano con costanza e fedeltà. si aprono prospettive sempre nuove (v. dicendo: Signore. e gli sarà tolto anche quello che ha ( v. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza. Il racconto rappresenta la comunità cristiana impegnata nelle sue varie mansioni. ne presentò altri cinque. ritornando. servo buono e fedele. ma la disistima e la mancanza d'amore verso il suo padrone: non l'ha compreso. *** Il terzo servo. 24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento. non sua ( vv. 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra. Egli non vuole che siamo dei semplici dipendenti o esecutori ignari e deresponsabilizzati. Attendere il Signore significa assumere il rischio della propria responsabilità. e questo lo porta ad agire con entusiasmo e dedizione. prendi parte alla gioia del tuo padrone. 25) diventa sterile e improduttivo. di cui ha un pessimo concetto. 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così. ti darò autorità su molto. mi hai consegnato due talenti. 22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti. Il Signore risponde riprendendo le stesse parole del servo:"Sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso". ti darò autorità su molto. Essa paralizza l'iniziativa dell'uomo. 21 Bene. 23 Bene. ingiusta e malvagia che il servo fannullone butta in faccia al suo padrone:" So che sei un uomo duro e mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso" (v. In altre parole: la colpa è del Signore. sei stato fedele nel poco. 28 Toglietegli dunque il talento. avrei ritirato il mio con l'interesse. so che sei un uomo duro. L'osservazione maleducata. 20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti. non si è fidato della sue proposte. La vocazione cristiana è un capitale a rischio: un dono che bisogna far fruttificare con industriosità. 28). perché il timore suppone il castigo e chi teme non è perfetto nell'amore" (1Gv 4. sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso. così siamo anche noi. Ogni fedele deve dare. superando ogni timore servile e la gretta concezione farisaica del dovere religioso. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre. che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Fuori dalla sala delle nozze eterne il servo sarà condannato all'oscurità. invece di presentare i suoi guadagni. A coloro che si muovono nell'amore e si assumono il rischio delle proprie decisioni. L'intenzione di Matteo è questa: motivare un serio impegno dei cristiani nella vita presente con la prospettiva del giudizio finale. in questo mondo. ma dei collaboratori coscienti e coscienziosi nella gestione dei suoi beni. La sua colpa non è solo la pigrizia. perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio. contiene un richiamo alla comunione di vita con Cristo.buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Il suo giudizio sul padrone è falso e malevolo. 29). 19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò. L'esperienza di fede per Matteo è una relazione personale con il Signore. là sarà pianto e stridore di denti. Il dono dei talenti che Dio ci ha dato è un atto di fiducia nelle nostre reali capacità e nella nostra buona volontà. La paura è il contrario della fede. ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. mi hai consegnato cinque talenti. Il servo buono e fedele è colui che.

17) ossia il pensiero di Dio (v.. L’evangelista sottolinea intenzionalmente questo contrasto per indicarci che Pietro è la roccia sulla quale Cristo fonda la sua Chiesa non per le sue qualità naturali. e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? 27 Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo. con i suoi angeli. egli diviene satana.. Invece di accettare la rivelazione del Padre (v. Giocare tutta la propria vita su Cristo non è un atto eroico di orgoglio. Non è per nulla casuale la presenza nel medesimo brano di due aspetti fortemente contrastanti: la professione di fede di Pietro e la sua incomprensione del mistero di Gesù. la troverà. L’espressione: "Chi vorrà salvare la propria vita. perché non pensi secondo Dio. nulla di male. paura. La frase: "Quale vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero. egli proietta su Gesù la propria concezione del Messia. disse a Pietro: «Lungi da me. 27 parla del giudizio in base alle opere. la perderà. Signore. che è esattamente il contrario della fede ardimentosa che sposta le montagne. ma solo per il Cristo. Il v. se merita tanto castigo. il non corrispondere alle attese del Signore è il massimo dei mali. 21 . della sua morte e della sua risurrezione. Per concludere. e non solo per Pietro. e poi perderà la propria vita?" evoca l’opposizione tra la salvezza che cerca l’uomo nel possesso di sé e delle cose e la salvezza offerta da Dio che consiste nel dono di sé e delle cose.Martirio di San Giovanni Battista Mc 6. prenda la sua croce e mi segua. La vita non ci è stata donata per non fare del male. 23 Ma egli.. questo non ti accadrà mai». e renderà a ciascuno secondo le sue azioni. l’autorità affidata a Pietro e il rimprovero rivoltogli da Gesù. Facendo da maestro a Gesù e anteponendosi a lui. non commettono adulterio. tentatore del suo Signore. La dichiarazione di Gesù costituisce un’autentica tentazione per Pietro che protesta e sgrida Gesù. su un vassoio. in realtà. paura e sempre paura. che si intensifica e si approfondisce sempre di più. la troverà" non è un invito a disprezzare la vita. Nessuna rinuncia è chiesta per se stessa. I tre verbi (rinunciare a se stessi. Il punto centrale della seconda parte del brano è questo: ogni atteggiamento deve porsi in riferimento a Gesù. esemplifichiamo: paura di sposarsi. La frase: "A chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza. in realtà mette in evidenza come nel seguire il Signore ci sia un crescendo di intimità. satana! Tu mi sei di scandalo. 26 Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero. Il seguire Gesù rimane spesso bloccato perché ci si lascia dominare dalla paura. paura di fare i preti a vita. ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha" (v. paura di consacrarsi definitivamente a Dio nella vita religiosa. 24 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso. ma secondo gli uomini!». Domenica 28 Agosto 2011 . rinneghi sé stesso. ma un gesto di umiltà profonda di chi accetta di ricevere la propria vita da un Altro. Dopo aver comandato ai suoi discepoli di non dire che egli era il Cristo. non fanno falsa testimonianza. ma. ma per fare il bene. Prendere la propria croce significa andare fino alle estreme conseguenze della vita cristiana. 23). apparentemente. ma viva per Cristo e per i fratelli. la perderà. Gesù compie un passo avanti decisivo nella sua vita: annuncia che è giunta l’ora della sua passione. 29) può sembrare un principio ingiusto. 21 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani. diversamente i cadaveri sarebbero migliori di noi: non uccidono. ma per grazia e per elezione divina. 22 Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi. e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Questa idea di un Messia sofferente è insopportabile per Pietro. voltandosi. non rubano. Lunedì 29 Agosto 2011 . ma un’adesione del cuore e della mente. di senso reciproco di appartenenza. dei sommi sacerdoti e degli scribi. perché la loro concezione del Messia non era ancora adeguata.. La rinuncia a se stessi esige che il discepolo non cerchi più se stesso. accettando la definitività di questa unione indissolubile per volontà di Dio.Il terzo servo non ha fatto.XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 16. ma a spenderla per amore. La persona operante riceverà la ricompensa per ciò che è diventata vivendo secondo il vangelo. prendere la croce e seguire Gesù) indicano in che cosa consiste essere discepoli di Gesù. Questo racconto non è una spinta all'imprenditorialismo o all'accumulo di capitali: i talenti sono i "misteri del regno di Dio".17-29 Voglio che tu mi dia adesso. la testa di Giovanni il Battista. Seguire Cristo non è un fatto puramente esteriore. ma chi perderà la propria vita per causa mia. perché abbiamo paura di Dio. ma chi perderà la propria vita per causa mia. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita. non i denari.21-27 Se qualcuno vuole venire dietro a me.

indica il destino del missionario. 32 Rimanevano colpiti dal suo insegnamento. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». 26 Il re divenne triste. sapendolo giusto e santo. vengono tolti di mezzo senza scrupoli. Martedì 30 Agosto 2011 Lc 4. esci da costui!». non è poi un "piatto" tanto raro: quante decapitazioni durante pranzi. Lo spirito maligno dice a Gesù:" Io so chi tu sei: il Santo di Dio" (v. 21 Venne però il giorno propizio. festeggiato come dono della vita. lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio. saputa la cosa. In greco. il secondo è il fine della vita. Questo primo miracolo ne è la conferma. il macabro piatto di una testa mozzata. può sembrare una "portata" insolita. I demoni sono i "teologi" di Cristo. E il demonio. monotona fino alla nausea. 22 Entrata la figlia della stessa Erodìade. Il banchetto di Gesù invece ha la semplice fragranza del pane. Ciò può sembrare poco confortante. 30-44). 34). danzò e piacque a Erode e ai commensali. Quando i profeti mettono il dito sulla piaga e arrivano al nocciolo della questione. e vigilava su di lui. fosse anche la metà del mio regno». ma non poteva. e al sabato ammaestrava la gente. Egli non solo insegna con autorità. inviato nella fortezza di Macheronte e qui decapitato". 36 Tutti furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa. pensò che era meglio toglierlo di mezzo prima che sorgesse qualche complicazione per causa sua. ma l’uomo deve comunque morire. senza fargli alcun male. La testa di Giovanni Battista su un vassoio. non volle opporle un rifiuto. testimone si dice "martire". lussuria. 19 Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere. tuttavia lo ascoltava volentieri. 27 Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. vennero. 1-13). ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. 37 E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione. 20 perché Erode temeva Giovanni. Questo brano del vangelo ci dà la versione "religiosa" della morte del Battista. 35 Gesù gli intimò: «Taci. Flavio Giuseppe ci dà quella "politica". la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. temendo che egli con la sua grande influenza potesse spingere i sudditi alla ribellione (sembrando in effetti disposti a fare qualsiasi cosa che egli suggerisse loro). Luca ci offre un saggio della sua attività di guaritore. Il primo ricorda una nascita festeggiata con una morte. falso punto d’onore. cene…! Questo brano. ma comanda agli spiriti maligni con autorità e potenza (v. Il banchetto di Erode nel suo palazzo fa da contrappunto a quello imbandito da Gesù nel deserto. La storia mondana non è altro che una variazione. a motivo del giuramento e dei commensali. A pensarci bene.Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade. egli fu fatto prigioniero. 23 E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai. quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte. che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?». descritto immediatamente di seguito (Mc 6. E così. moglie di suo fratello Filippo. 119: "Erode. uscì da lui. Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». del testimone di Cristo. orgoglio. 24 La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». 28 La guardia andò. Qui ne troviamo una conferma. perché parlava con autorità. rancore e ingiustizia e. potere. nel pieno svolgimento di un banchetto. La differenza della morte per cause naturali e martirio sta nel fatto che la prima è la fine. anziché rischiare di non potere poi affrontare la situazione. 31 17 22 . di queste vivande velenose. 18 Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!». posto dopo l’invio in missione dei Dodici. 33 Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: 34 «Basta! Che abbiamo a che fare con te. La potenza di Gesù è la potenza dello Spirito santo che è in lui e lo rende forte contro satana (cfr 4. Il messia Gesù è venuto a sconfiggere le potenze del male. per questo sospetto di Erode. Leggiamo in Antichità giudaiche 18. il secondo prefigura il memoriale della morte del Signore. l’amore che sta a principio della vita. Gli ingredienti del banchetto di Erode sono ricchezza. infine. intrigo. 46). gettatolo a terra in mezzo alla gente. 25 Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». La morte di Giovanni prelude la morte di Gesù e di quanti saranno inviati. tuttavia. Dopo averci offerto una sintesi della predicazione di Gesù. Il martire infatti testimonia fin dentro ed oltre la morte. che egli aveva sposata. 31-37 Io so chi tu sei: il santo di Dio! Poi discese a Cafarnao. 29 I discepoli di Giovanni. dell’amore che si dona e germina in condivisione e fraternità. te la darò. gli ufficiali e i notabili della Galilea. e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso. una città della Galilea.

. 39). li guariva". Questa liberazione è prodotta dalla potenza della sua parola. Gesù è venuto a liberare l'uomo da tutte le forme di male. Alle tante domande "chi conta veramente nella Chiesa?. E questa adesione del cuore e della vita il demonio non ce l'ha. da parte del demonio. Gc 2. "Servire" è una parola carica di significati nel Nuovo Testamento. Questa è la caratteristica specifica e fondamentale di Gesù. All'arrivo di Gesù. che servono con umiltà e nel nascondimento. Il riconoscere che Gesù è il Santo di Dio.. Il servirsi degli altri è il principio di ogni schiavitù nel male. per questo sono stato mandato. lo vuole altrove. 44 E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea. ma soprattutto per come lo dice. li guariva. per questo sono stato mandato". Ed egli. ma tanto significative per i credenti. la donna cominciò a servirli" (v. la risposta è una sola: a quelle persone "insignificanti" per il mondo. ma nel servire. 18). perché. è sconfitto e fugge. il Giusto che per amore si fa carico del peso della debolezza altrui. Levatasi all'istante. non del male. La liberazione che Gesù ci ha portato non ottiene il suo risultato nella semplice professione della fede. che egli ha compreso a pieno di buon mattino nel luogo deserto dove aveva conversato filialmente col Padre suo. né per evoluzione. Prima di tutto per Gesù il malato non è un numero: "egli. la donna cominciò a servirli. 1-17). 40-41 Gesù ci insegna come dobbiamo accostarci ai malati. per questo sono stato mandato». Anche alla fine della sua vita Gesù chiamerà i suoi discepoli ad osservare una povera vedova che "dà tutta la sua vita"(Lc 21.. e volere il contrario. né con la lingua. ma la vera fede che salva viene solo dall'adesione del cuore all'annuncio della salvezza (Rm 10. Gesù rimuoveva e distruggeva tutto ciò che era immondo. chi dobbiamo guardare per imparare dal vivo il vangelo?. l'egoismo. Questo regno ci viene donato da Dio in Gesù.41. 12). il servire gli altri è il principio di ogni liberazione dal male. E' nel servire che l'uomo diventa se stesso e rivela la vera identità di Dio di cui è immagine e somiglianza. Il popolo comincia a seguire Gesù. Il breve racconto della guarigione della suocera di Pietro si conclude con un insegnamento importante: "Levatasi all'istante. 8. Questa volontà del Padre è presentata con le parole: "Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città. intimò alla febbre. 42 Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. ma Gesù si sottrae da loro perché la volontà del Padre. Con la parola "servire" il Nuovo Testamento intende l'amore fraterno concreto "non a parole. 41 Da molti uscivano demoni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Gli uomini devono essere liberati da questo male che impedisce loro di volere il bene. 43 Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città. questa scissione tra mente e cuore. che vuole il contrario. Gv 13. la morte. il peccato. ma solo per umile invocazione: "Venga il tuo regno" (Lc 11. Essa è liberata da quella febbre che le impedisce di servire e la costringe a servirsi degli altri per essere servita. Il demonio riconosce che Gesù è il Santo di Dio. 38-44 È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città. imponendo su ciascuno le mani. ma coi fatti e nella verità" (1Gv 3. 8-10). Il malato non è un caso clinico o un oggetto di studio: è una persona. il demonio. inoltre Gesù si occupa del malato. Gesù è il Servo di Dio e dei fratelli. lasciata in eredità ai suoi discepoli prima di morire (Lc 22.L'insegnamento di Gesù che aveva suscitato l'ira degli abitanti di Nazaret. ma che è staccata dal cuore. 40 Al calare del sole. che lo fa essere il contrario di Dio che è amore (1Gv 4. Esso non viene né per azione. 38 23 .16). Matteo scrive: "Egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi" (7. tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. tra verità e bene. 19). qui a Cafarnao suscita un'esplosione di entusiasmo. 39 Chinatosi su di lei. come fanno i demoni (Lc 4. Ogni giorno possiamo fare esperienza anche noi di questa potenza di salvezza. Il fatto che essa si metta al servizio degli altri indica una guarigione molto più profonda di quella dalla semplice febbre del corpo. 29). Il regno di Dio è esattamente il contrario del regno dell'uomo. è la dichiarazione di una coscienza lucida che sa. impuro: il male. 34. perché ha la capacità di rendere la sua parola credibile e accettabile ai suoi ascoltatori. Mercoledì 31 Agosto 2011 Lc 4. imponendo su ciascuno le mani. Il diavolo conosce la vera identità di Cristo e la proclama. Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare. Nei vv. Uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. 24-27. lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. 4) perché imparino da lei la lezione fondamentale del suo vangelo. Qui troviamo il significato di tutto il miracolo e di tutti i miracoli. Essi ed esse sono la presenza viva e costante del Signore in mezzo a noi. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. perché sapevano che era il Cristo. essi ed esse sono i nostri maestri di vita cristiana. con quali occhi dobbiamo leggere la storia della Chiesa?. Gesù stupisce per quello che dice. è la stessa rottura che il demonio ha prodotto nell'uomo. che è la vera liberazione dal male profondo dell'uomo. Ma le folle lo cercavano. dovunque andava. che è la causa del male. Questo conoscere il bene e la verità con la mente. le infermità. se ascoltiamo con fede umile e sincera la parola del Dio vivente. e la febbre la lasciò.

Commenti al Vangelo tratti da: http://www. sono come delle piccole luci che Dio accende sul cammino dell'uomo per dimostrargli che fa storia con lui. lo stesso regime di vita. del male e di qualunque ingiustizia. gli ha rivelato con certezza la volontà di Dio:" Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città. lì era stato cacciato con ira e con violenza. Il cammino che Gesù è chiamato ad intraprendere fin dal suo battesimo è quello del servo-figlio obbediente e non del signore.it/bio/pedron. la miseria d'ogni genere non sono un bene. Il miracolo ha pure un significato di protesta contro il male e di annuncio di salvezza presente e futura. Gesù ha bisogno di solitudine e di raccoglimento. di santità che vige presso di lui in cielo. Nella storia della salvezza Dio si è sempre rivelato con parole e azioni.Nei vv. Per la prima volta Gesù si incontra con una folla numerosa di malati. Essi. ma uno squilibrio che deve scomparire grazie all'operosità congiunta di Dio e dell'uomo. Un lungo discorso aveva aperto il suo ministero a Nazaret. ma la sua partenza è fuori discussione perché non dipende dalla sua volontà. Egli è il salvatore e il liberatore nel senso più pieno e totale della parola. Per Gesù "evangelizzare il regno di Dio" sintetizza tutta la sua missione. L'inseguimento della folla è ben spiegabile. Nemmeno da lui stesso. ossia il massimo. L'incontro con il Padre suo. accanto a quelli che opprimono gli uomini. In questa circostanza egli appare come un medico premuroso che si prende cura di ciascuno e impone le sue mani ad uno ad uno dei malati e li guarisce. Il Signore non verrà a sedersi tra i sovrani della terra. I miracoli biblici sono stati visti spesso più come una manifestazione della potenza di Dio che come momenti della salvezza dell'uomo. ma che l'assiste sempre con la sua paterna presenza. 42). in mezzo ai credenti e agli uomini che seguono onestamente i dettami della loro coscienza. Il regno di Dio è già instaurato e la strada per arrivarci è quella percorsa da Cristo. La malattia. invece. per questo sono stato mandato (dal Padre)". nel luogo deserto (cfr v. 40-41 Luca ci offre un primo sommario di opere miracolose. ma instaurerà. Cristo combatte il male con tutte le sue forze e comanda a noi di continuare la sua missione facendo altrettanto. dopo i successi e i prodigi del giorno prima. Evangelizzare i poveri significa aprire ad essi le porte del regno: qui la loro miseria finirà e le loro aspirazioni saranno pienamente esaudite. di pace. Gli uomini vogliono trattenerlo. L'instaurazione di questo regno segnerà la fine del peccato.it http://proposta. che non l'abbandona a se stesso o in balia del male.html 24 . e Gesù ora fa lo stesso. Deve incontrarsi con il Padre per comprendere le scelte da fare e il cammino da percorrere.padrelinopedron. venuti o trasportati da ogni luogo. Il suo cammino ha ben altre motivazioni e non può essere arrestato né dai nemici né tanto meno dagli amici. rischiando persino di essere spinto nel burrone. I vangeli presentano più spesso Gesù attorniato da folle bisognose di guarigione che desiderose di ascoltare la parola di Dio. Forse qui c'è anche un richiamo polemico ai suoi concittadini di Nazaret: qui a Cafarnao è trattenuto perché non parta. una lunga serie di guarigioni conclude ora a Cafarnao la sua attività missionaria. Gesù annuncia il regno di Dio.dehoniani.