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Note sulla storia del movimento anarchico a Genova nel dopoguerra

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Premessa
Fare la storia di questi ultimi sessant'anni, anche se in un ambito limitato come quello genovese e restringendo l'oggetto al movimento anarchico, è complesso per diversi ordini di motivi: in primo luogo per la scarsa distanza temporale (dal punto di vista storiografico, ovviamente) da quegli avvenimenti; in secondo luogo perché chi scrive - in parte - li ha vissuti e quindi c'è il rischio di confondere memorialistica (con il suo carico di parzialità ed emotività) con l'oggettività dei fatti; in terzo luogo, infine perché - particolarmente negli anni '70 - i ritmi erano diversi, frenetici rispetto ad oggi, e, guardando indietro ci si districa con difficoltà in quel turbinio di avvenimenti che sembrano oggi appiattiti gli uni sugli altri, mentre allora marcavano profonde trasformazioni. Fatta questa debita premessa passo a tentare di riassumere, molto a grandi linee, la storia del movimento anarchico genovese nel secondo dopoguerra.

1 - Antefatto: l'avvento del fascismo, la lotta antifascista, la resistenza Nei primi anni '20 l'opposizione anarchica alle squadre fasciste è costata al movimento anarchico la distruzioni di sedi e giornali, l'arresto, il ferimento e l'uccisione di molti militanti. Voglio solo ricordare a questo proposito l'assalto fascista alla Camera del Lavoro di Sestri Ponente (a forte maggioranza anarcosindacalista) che - benché questa fosse difesa strenuamente e a lungo dagli operai porta alla sua distruzione. Ricordo ancora l'uccisione da parte di squadre fasciste dei libertari Pierino Pesce e Primo Palmini e del sindacalista, Ardito del popolo, Cesare Rossi. Ricordo, in ultimo, l'arresto, l'imprigionamento e l'invio al confino di decine di militanti anarchici e anarcosindacalisti. L'opposizione al fascismo da parte degli anarchici è costante e decisa per tutto il ventennio. Decimati dal confino e dal Tribunale Speciale, essi continuano a combattere contro il fascismo in Italia, nell'emigrazione e in Spagna dal '36 al '39. Alla caduta del regime fascista nel 1943, gli anarchici genovesi sono tra i primi ad organizzare la resistenza armata contro nazisti e repubblichini (la brigata Malatesta si costituisce addirittura verso la metà di quello stesso settembre del '43) pagando un prezzo molto alto di morti e deportati nei lager nazisti. Le brigate

SAP anarchiche "Malatesta" (operante a Pegli e nel Ponente) e "Pisacane" (Cornigliano), i distaccamenti libertari "Pietro Gori" (Sestri Ponente), "Gastone Cianchi" (Genova centro), "Gaggero" (Voltri) e "Levante" (Nervi), i nuclei libertari nelle brigate SAP garibaldine, le squadre d'azione della Federazione Comunista Libertaria nei principali stabilimenti del ponente raccolgono, alla vigilia dell'insurrezione, oltre quattrocento uomini armati, che danno il loro contributo nei giorni dal 24 al 27 aprile 1945. Gli anarchici inoltre partecipano ai principali CLN di quartiere (Voltri, Prà, Pegli, Cornigliano, S.P.D'Arena, Pontedecimo, Genova Centro, Fegino e in provincia Rossiglione e Sestri Levante) e di azienda (Ansaldo Fossati, Cantieri Ansaldo, S.Giorgio, ILVA Campi, Allestimento Navi, SIAC Pontedecimo, Bagnara, Piaggio, ILVA Voltri, Ansaldo Cerusa, ecc.) dandovi il loro attivo contributo. Più volte viene richiesta la partecipazione al CLN Ligure durante la fase cospirativa. Richiesta, che potrebbe essere considerata discutibile sul piano politico, ma assolutamente legittima perché avrebbe sanzionato una presenza anarchica quantitativamente e qualitativamente superiore a quella di altre forze politiche del CLNL (come ad esempio liberali e repubblicani). Questa richiesta viene però ignorata dai sei partiti del CLN a causa,

mancata o difficoltosa assegnazione di locali per le sedi politiche dei vari gruppi locali. prendendole ai fascisti e ai tedeschi. non solo delle cariche istituzionali.N. e nella discutibile prospettiva della salvaguardia dell'unità. ricostituita negli anni della cospirazione in funzione accessoria e complementare al Fronte Unico dei Lavoratori.L'immediato dopoguerra L'immediato dopoguerra è. ad esempio. Crolla insomma il simulacro di democrazia di base (diremmo con il linguaggio politico d'oggi) che bene o male si era realizzato negli organismi resistenziali immediatamente espressi dai lavoratori e dalla popolazione. territoriali che nei giorni immediatamente successivi al 25 aprile (con tutti i loro limiti) avevano esercitato una importante funzione di riorganizzazione della vita civile (sanità. Due di questi (Antonio Pittaluga e Gastone Cianchi) nei giorni dell'insurrezione.C.N. gli . I C.I. trasporti. materiali e politiche. che i partiti ciellenisti utilizzeranno in chiave propagandistica in larga misura. e riprendendo il consueto lavoro politico di propaganda e quello sindacale all'interno dei Comitati di Difesa Sindacale. Anche per quanto riguarda le armi. Viene sciolta l'U.L..L.L.. sarà uno dei sostenitori della necessità di continuare ad operarvi pur riconoscendone la natura mistificatoria). a tutti i costi. verranno assegnate funzioni di polizia “complementari” a quelle dei carabinieri e ovviamente subordinate a quelle dei militari alleati.L. ancora per qualche tempo. aziendali devono cedere subito il passo alla ripresa produttiva e le loro mansioni vengono limitate alle commissioni per l'epurazione. denunciando la funzione dei C. alloggi. gli anarchici devono fare da sé. La stessa possibilità di accedere alle trasmissioni radiofoniche.L.L. impossibilità di accedere a forniture di carta. Alla Liberazione sono ventitre i morti del movimento anarchico genovese nella lotta antinazifascista.Ligure. L'azione degli anarchici genovesi durante la Resistenza è di alto profilo e di pieno impegno. Nonostante le difficoltà materiali e politiche (solo il 3 marzo 1946 potrà vedere la luce l'organo di stampa della F.L. il primo direttore sarà Virgilio Mazzoni che di lì a poco dovrà dimettersi per l'intensificarsi degli altri impegni politici. denso di difficoltà. Lo stesso Ghibellini (allora alta carica del CLNL) ne prende atto in una pubblica lettera. ma anche di quelle sindacali e persino delle tipografie e delle risorse dei maggiori giornali cittadini La maggior parte dei partigiani vengono smobilitati quasi subito tranne per quei gruppi ai quali.N. gli aiuti alleati passano per altre vie e allora si procede come si può. Giovanni Mariani. viene concessa con il contagocce e soprattutto non in proporzione alla effettiva consistenza del movimento.L. aveva proceduto alla spartizione.I. ancora in fase cospirativa.presumibilmente. Su questo terreno viene operata una scelta gravida di conseguenze sulla la futura capacità d'incidere del movimento anarchico genovese sul terreno dell'organizzazione di massa. si accetta la logica correntizia della C. condizionano le possibilità di una ripresa immediata ed efficace del movimento. L'Amico del Popolo.N. Le difficoltà materiali frapposte alla loro attività da parte delle autorità alleate e la sostanziale indifferenza nelle nuove autorità civili (impossibilità di utilizzare una delle tipografie requisite dai partiti del C. Gli anarchici. I C. a meno di un mese dalla morte di Aladino Benetti che ne fu in pratica il fondatore.S. I comitati di agitazione sindacale cedono presto il passo alle vecchie commissioni interne mentre i rimasugli del controllo operaio realizzato nei giorni dell'insurrezione vengono fittiziamente trasferiti ai Consigli di Gestione (proprio su questi si apre un grosso dibattito anche all'interno del movimento anarchico genovese. 2 . Basti ricordare che il C.L.G. traggono presto le conseguenze dello stato di cose a venire. distribuzione di generi di sussistenza) vengono immediatamente esautorati di tutte le funzioni politiche. per gli anarchici genovesi.. della risoluta posizione antimonarchica degli anarchici genovesi. che segna una prima spaccatura al suo interno.N. più attrezzati politicamente di altri militanti operai di base davanti al camaleontismo della borghesia ed alle acrobazie delle dirigenze dei partiti di sinistra. del movimento sindacale.

Cogoleto.).A. Altre lacerazioni. Borzoli. Pontedecimo (che prenderà il nome di Gruppo A. Nonostante queste divisioni e la rottura d'unità d'intenti uscita dal primo congresso anarchico del dopoguerra (Carrara 1945). Galleani). Prà. arriva la crisi degli anni '50 con i fermenti che tra i militanti anarchici più giovani ed attivi si esprimono con la richiesta di un recupero delle radici classiste e organizzative dell'anarchismo in una sorta di esperienza piattaformista. negli anni dell'immediato dopoguerra. (Gruppi di Azione Anarchica Proletaria) che presto saranno esclusi dalla F. Arenzano Il movimento anarchico genovese sarà. verranno formati altri gruppi a Teglia.Gli anni cinquanta Tutto ciò non durerà molto a lungo. si raccoglieranno a Campi.G. poi nucleo iniziale dei G. da parte dei lavoratori ma anche di militanti e simpatizzanti anarchici. con la costituzione di gruppi d'iniziativa "Per un movimento orientato e federato" (in Liguria. Sestri Ponente (Gruppo Anarchico P. 3 . Malatesta). Lucetti. Questa crisi matura con il Convegno.P.I. Le stesse scissioni sindacali che. la ricostituzione della Federazione Anarchica Italiana (con la necessaria convivenza con altre anime dell'anarchismo). Rivarolo (Gruppo Anarchico L.A. Gruppo Anarchico Nè Dio né padrone) i gruppi di Sestri Ponente passeranno da uno a due (si aggiungerà al Gori. a partire dal 1948. il gruppo dei giovani di Inquietudine.subentrerà Vincenzo Toccafondo che dirigerà il giornale fino alla cessazione delle pubblicazioni con l'ultimo numero del 30 maggio 1950) il movimento anarchico genovese conoscerà negli anni 45-47 una buona espansione. Ad essi si aggiungeranno presto due altri gruppi a Genova Centro che così diventeranno tre (Gruppo Anarchico G. Berneri. Fegino. Grassini dopo la sua scomparsa). Nell'agosto 1945 erano formalmente costituiti (con rappresentanza nel Comitato Direttivo della Federazione Ligure) i seguenti gruppi: Voltri. GeCentro S. Mario Perelli e Germinal Concordia (nel 1946) avranno una prima inevitabile ricaduta sul movimento genovese provocandone una parziale rottura dell'unità d'intenti. egemonizzata dai comunisti. altri nuclei di compagni.L.P.Gori).Teodoro. Ge-Centro S. nel suo complesso. all'inizio degli anni '50. ed alle forme organizzative più razionalmente coordinate che esso storicamente ha imposto al tradizionale federalismo libertario. Toscana e Lazio) ed esplode con il Convegno di Pontedecimo dove vengono costituiti i G.A.I. Marassi. unitario e fortemente strutturato e la scelta stessa della denominazione (Federazione Comunista Libertaria) indicherà una decisa propensione se non all'arscinovismo quantomeno all'anarchismo di classe. Benetti). Pittaluga) e Rossiglione. Bolzaneto. Nervi (Gruppo A. nel 1948. S. Sturla. ben più gravi.D'Arena (Gruppo Anarchico E. A Genova la diaspora dei gaappisti è particolarmente importante perché coinvolge giovani e preparati militanti come Aldo Vinazza e Lorenzo Parodi e vecchi militanti di prestigio come Lorenzo Gamba.Fruttuoso.A. non organizzati in gruppi. Gruppo Anarchico C. Pegli (Gruppo Anarchico E.A. ma soprattutto sorgeranno dal mutato clima politico a livello nazionale con la estromissione. frantumano l'unità sindacale riducono la componente anarchica di Difesa Sindacale ad una minoranza ininfluente in una C.. la cifra di 2000 aderenti alla federazione a livello provinciale fatta da un compagno genovese ad un esponente dell'Internazionale anarchica in una lettera privata non sembra molto lontano dalla realtà. si consumeranno sul fronte sindacale tra i fautori dell'unità d'azione nella CGIL e i sostenitori della necessità di ricostituire l'U. a base prevalentemente operaia industriale.P. dei socialcomunisti dal governo e l'identificazione. Malatesta). Cornigliano (che prenderà il nome Gruppo Anarchico E. il movimento anarchico genovese. il ritorno dall'esilio di anarchici (Armando Borghi in primis) tradizionalmente antiorganizzatori. Lavagna e Sestri Levante. Lombardia. Da questa situazione di difficoltà. mantiene un suo peso ed una sua capacità di incidere nello scontro sociale e sindacale di .S. del PCI come unica forza in grado di garantire una valida opposizione al "governo delle destre".I. le prime scissioni a partire da quella della Federazione Libertaria Italiana di Antonio Pietropaolo.

R. recentemente scomparso) ma le sue attività non si discostano dal tradizionale e testimoniale propagandismo. Nel 1965 c'è una profonda spaccatura nella F.A.Gruppi Anarchici Riuniti).quegli anni. La maggioranza dei militanti dei G. rimasti nella Federazione.A. animano un bollettino sindacale che è sia di coordinamento nazionale.A.G. antimilitarismo. Questa ulteriore spaccatura del movimento. Libero Dall'Olio. . Di converso il Gruppo Malatesta di Pegli (Carlo Stanchi..I.A. Nelle fabbriche la presenza anarchica si esprime sia tramite la componente anarchica della C.A.I. 4 .I. i fratelli Tolu) aderisce ai G. (Unione Sindacale Italiana) stampato a Sestri Ponente. un gruppo giovanile (la Gioventù Anarchica Genovese) in Piazza Embriaci (principalmente ad opera di Gino Agnese. organo della F. dove c'è ancora un piccolo. il Lucetti.A. Cristoforo Piana tra gli altri) rimane nella Federazione così come altri noti compagni (come Nicola Turcinovich). che contrappone "organizzatori" e "antiorganizzatori" (si tratta. genovese e nazionale.A.P. di una semplificazione. così come alcuni altri vecchi militanti di prestigio (cito per brevità solo Vincenzo Toccafondo e Giovanni Rolando) escludendo dalla gestione della sede i compagni rimasti nella F. l'organo di stampa della ricostituita U. di Piazza Embriaci (A. che cessa le pubblicazioni nel 1950. segna il culmine della crisi dell'anarchismo. Anche la semplice propaganda si riduce sempre più e l'unica attività risulta essere una limitata diffusione della stampa («Umanità Nova». si sostituisce in qualche modo «Guerra di classe». Pietro Caviglia e Wanda Lizzari).A. che esce con buona continuità fino almeno al 1954. Strinna. Fa parziale eccezione l'attività della sede U. evidentemente. (che a Genova vede tra gli elementi più attivi Libero Dall'Olio. Non manca un costante apporto e sostegno alle grandi lotte sindacali del periodo.A. Anche se alcuni gruppi di quartiere e di delegazione scompaiono e altri si accorpano (i tre gruppi del centro città. e la rivista «Volontà»). il Berneri e il Né Dio né padrone.I.) riducono il movimento anarchico genovese ad una pura funzione di testimonianza.S. A «l'Amico del popolo». infine tramite l'attività della ricostituita U.S. almeno nella sua prima fase) e produce la scissione dei G. Vero Grassini. Neppure il limitato ma significativo afflusso di giovani al movimento che caratterizza altre città (ricordo in particolare Milano con il gruppo di giovani che si raccoglie attorno alla rivista «Materialismo e libertà» di Corradini e Vincileone) ha riscontri significativi a livello cittadino. come quelle degli ansaldini e dei portuali. causato dalla fuoriuscita dei più giovani nei G.A. sia tramite i Gruppi anarchici aziendali (organizzati dai gaappisti Aldo Vinazza e Lorenzo Parodi). soprattutto) e qualche operaio di fabbrica (come Carlo Boccardo dell'Italcantieri.P. è vero. «l'Internazionale». la presenza anarchica e l'attività rimangono vivaci. sia di intervento e analisi delle principali lotte operaie cittadine del periodo. sostegno e solidarietà ai perseguitati politici spagnoli) è affidata a manifesti e conferenze e dibattiti pubblici molto affollati. in realtà le questioni sono più complesse e rimandano anche alla precedente vicenda dei G. Si costituisce. unita all'età sempre più avanzata dei militanti (dovuta al mancato ricambio generazionale del decennio precedente. vecchi sindacalisti antefascismo come Antonio Dettori. di Sestri Ponente (ora segreteria nazionale dell'organizzazione) dove un piccolo gruppo di anziani militanti (Dall'Olio e Piana.S. (Gruppi di Iniziativa Anarchica). espressione dei G. Chessa.R. sia.I.I.I. si riuniscono nei G. Francesco Rangone. con i Comitati di difesa sindacale (animati da Marcello Bianconi.L. .I.I. e l'attività di propaganda sui temi tradizionali (antielettoralismo.. e alla simpatia che molti compagni. avevano manifestato per l'esperimento gaappista.I.Gli anni sessanta E' il decennio che. A. Lorenzo Gamba.A. ma discreto. Cristoforo Piana e figure prestigiose dell'anarchismo genovese come Carlo Stanchi). numero di iscritti).A. Giacomo Prigigallo. Le conseguenze a livello cittadino sono molto pesanti. almeno nella sua prima parte.

le mobilitazioni studentesche e. che culmina con la costituzione di un fronte piattaformista che si contrappone duramente alle tre componenti organizzate nazionali del movimento anarchico (F.L.d. Tuttavia. l'O. si struttura territorialmente con i Circoli di Azione Proletaria (Sestri P. con redazione a .I.C.A..G.F. (che diventa F. Una parte dei suoi militanti costituisce il Centro Studi Politici. ben presto. l'esperienza dell'O.A.A. studenti in prevalenza.L.il Pietro Gori . Una profonda spaccatura si delinea nella Federazione. i militanti d'organizzazione sono vincolati al principio della responsabilità e per diventare tali è necessario un "apprendistato" come militanti di Circolo o di collettivo studentesco.L.L. costituiscono. Nel triennio 19761979 la F.L.I. costituite sull'onda del '68. collegandosi in seguito con compagni di Savona.P. (diventata sezione dell'O. Il progetto politico è ambizioso: reclutare militanti nelle scuole per intervenire nel sociale nei quartieri e nelle fabbriche.A.C. L'O.. raccogliendo giovani libertari della Valpolcevera) dove si delineano diverse tendenze sebbene quella prevalente sia indirizzata ancora confusamente . l'intervento nel quartiere si sviluppa solo ad Oregina e quello nelle fabbriche non ci sarà. pubblica la rivista «Contro» (1977-1979). Poco dopo la fondazione dell'O.A.C. . verifica la resistenza del movimento anarchico tradizionale a ipotesi di rinnovamento e si incammina verso il terzo esperimento piattaformista.L. negli anni '50): il Kronstadt. o almeno la maggioranza di questo. si costituisce presto il Gruppo Anarchico Kronstadt (sulle ceneri del Circolo A. "categorialmente" con i Collettivi Studenteschi Libertari (presenti nella maggior parte delle scuole superiori di Genova) e la Commissione sindacale.verso una maggiore aderenza dell'intervento politico alle questioni dell'attualità ed a una maggiore efficenza organizzativa. si chiude tra il 1974 e il 1975. Sanremo.d. spostatasi su posizioni classiste. L'esperienza dell'O.) dura meno di tre anni. Solo il primo punto viene attuato completamente. politica e organizzativa.A.A. come su palcoscenici ben più ampi. che vivrà fino al 1977.A. prima con l'uscita dell'organizzazione genovese dall'O. In breve.Gruppi Anarchici Federati). il confronto con altre formazioni politiche di estrema sinistra. un gruppo di ex militanti del Kronstadt e alcuni giovani del Gori. Federazione Anarchica Ligure) è molto attiva sul piano locale. la nuova formazione.d.A. L'organizzazione è fortemente strutturata. (Federazione Anarchica Genovese) che aderisce alla F. G.L. e poi con il suo scioglimento. critici verso le posizioni piattaformiste. infine l'autunno caldo.5 . dalla quale vengono estromessi sette gruppi allineati sulle posizioni piattaformiste.A.G. (Organizzazione dei Comunisti Libertari). su linee più tradizionali.C.L.d.sorgerà a Rivarolo per vie autonome. e una parte dei giovani del Gori costituiscono. Imperia e La Spezia nell'O.Gli anni settanta Alla fine degli anni '60 irrompe sulla scena cittadina. Le riunioni della Gioventù Anarchica Genovese si affollano e presto viene una nuova sede (per tutto quello che riguarda le sedi anarchiche nel dopoguerra rimando al capitolo 7) per motivi logistici e di autonomia politica rispetto ai GAR. Sampierdarena e Oregina). che viene costituita nel 1972.A. L'afflusso di molti giovani portatori di culture critiche nuove. In ogni caso.d.C. Borghi che era succeduto alla GAG) come aggregazione della maggior parte dei giovani anarchici genovesi (anche se di lì a poco un nuovo circolo . nel 1971. Anche il movimento anarchico cittadino subisce "l'irruzione" di molti giovani.L. il maggio francese. (Organizzazione Anarchica Ligure). un'altra si disperde in altre organizzazioni di sinistra (prevalentemente Autonomia Operaia). sviluppando però un'intensa attività di relazione e di coordinamento a livello nazionale. Da queste premesse è quasi inevitabile che di lì a poco si sviluppi quello che si potrebbe definire il secondo esperimento piattaformista (il primo è stato quello dei G. (precisamente nel 1973). la F. interviene sul piano delle lotte sindacali (sarà pubblicata.I.A. fanno apparire insufficente e parzialmente inadeguato il tradizionale anarchismo testimoniale e propagandista e spingono a forma di radicalizzazione teorica. e i neocostituiti G.

L. per un certo periodo (a partire dal 1985 e almeno fino al 1993). anche queste spesso occupate militarmente durante l'insurrezione. Sono proprio i limti a prevalere e nel 1978 inizia la diaspora con la fuoriuscita dei militanti della F. in via Maragliano . 7 . la richiesta viene accolta .C.A. per definizione. come abbiamo visto. di cui viene richiesta la restituzione ai proprietari espropriati e sorge la necessità di sostituirli con altri locali di proprietà di privati. si scioglie di fatto nel 1985. Negli anni '80 c'è una polarizzazione del movimento anarchico genovese: gli "organizzatori" della F. la storia del movimento anarchico genovese può anche essere rivisitata con il susseguirsi dell'apertura di sedi di gurppi e circoli. di cui usciranno alcuni numeri tra il 1980 e il 1981) e da vita.Genova la rivista sindacale nazionale «Solidarietà Operaia». è in via XX Settembre. un nuovo afflusso di studenti (reduci da un nuovo ciclo di lotte all'Università) rivitalizza l'anarchismo genovese. quando questa viene trasferita a Embriaci e chiude definitivamente nel 1987. Nell'immediato dopoguerra la sede centrale della F.L.L. Quindi. e di altri gruppi dalla Federazione (Congresso di Livorno del 1979). nell'eterogeneità delle concezioni e delle attività. è aspro e si conclude (nuovamente) con l'estromissione della F. da elementi della Brigata anarchica Pisacane e del Distaccamento Cianchi. ma bensì alcuni locali nella Casa del Popolo di Via Saluzzo. vissuto o insieme di scelte da sottoporre a verifica o a critica. che si esaurirà nel 1987.S. Questa sistemazione. Nel 1993. nello specifico. ma spesso piccoli. L'insieme degli accadimenti molto recenti. Dopo ripetute insistenze di ottenere locali adeguati.R. si riuniscono a Pegli. insieme ad altri gruppi della Federazione. Nuovamente lo scontro all'interno della F. non c'è il necessario stacco temporale. con regolare contratto d'affitto. F. chiusa l'esperienza del Rosa nera. Rilevante è nel 1980-81 il tentativo di ricostituire l'U.A. Vari problemi invece nascono subito per le sedi decentrate. ma non è ancora storia. del tutto provvisoria.A. (Federazione Comunista Libertaria) e collegandosi un un Comitato nazionale con altri gruppi e organizzazioni regionali reduci dalla seconda esperienza piattaformista (O.A. la F.sebbene in forma ridotta . appunto. dura . 6.L. Questo vale.A.all'inizio deL 1947 . per quanto riguarda l'ultimo decennio del movimento anarchico genovese. Nel 1976 intanto era partita un'esperienza importante e per certi versi singolare del movimento anarchico genovese..L. Nel 1984 un'altra parte dei membri del Ferrer (anche qui per iniziativa di Bonamici) ritorna in Piazza Embriaci costituendo il Centro di Documentazione Anarchica Genovese. La F. In quell'anno si costituisce (sotto l'impulso di Claudio Bonamici) il Circolo Anarchico Francisco Ferrer. P. gli altri fanno capo a Piazza Embriaci. Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica. il 25 aprile 1945.L.I. Se ci fosse da parlarne lo si potrebbe fare in chiave di dibattito politico ancora aperto e non certo dal punto di vista storico.I. ad un nuovo fronte piattaformista. in locali lesionati dai bombardamenti occupati da nazifascisti e liberati militarmente.assegnando alla FCL non già quanto richiesto (locali.I.Un po' di storia delle sedi anarchiche a Genova In maniera un po' eterodossa.C. non è storia.ex Casa Balilla). i primi sono la sua visibilità. Nello stesso anno. Nel triennio 1976-79 questa esperienza mostra tutti i suoi pregi e i suoi limiti. (o almeno una parte dei suoi militanti) diventa F. 10/1.A. né la necessaria lucidità per interpretarlo come tale.L. la sua apertura a tutte le componenti dell'anarchismo e la sua attività (non ultima la costituzione della biblioteca). Federazione dei Comunisti Anarchici) prosegue . dove.d.C.C. I secondi risiedono. qui questa piccola ricostruzione storica si ferma.la sua attività. Il Circolo Ferrer conserva la biblioteca fino al 1986.C.Partito Anarchico Italiano. Può essere cronaca.Storia recente Si apre dunque una nuova fase per il movimento genovese. fatiscenti ed inadeguati. è attivo il Gruppo Anarchico Rosa Nera. .A. che finisce per ospitare nei suoi locali tutte le componenti dell'anarchismo genovese.L.

Matteo che. scomparsi i vecchi militanti dei GAR. nel 1972). anno in cui sono assegnati alla FCL (diventata del frattempo FAL. sempre nel 1973. La ristrutturazione di questo edificio comporta nel 1957 il trasferimento della FAL nel locale di Piazza Embriaci.De Palo costituito da giovani militanti FAI del ponente cittadino. Qui viene costituito l'embrione dell'attuale Biblioteca Ferrer. nel 1974. che raccoglie una parte dei suoi ex-membri nel nuovo Centro Studi Politici. per tutto questo periodo. Un'altra parte si trasferisce. Gori in via Jori. trasferita in un piccolo locale di via Vigna (dopo la chiusura di via D'Andrade) passa diverse volte di gestione: allo scioglimento della sezione USI genovese. il locale di via Cantore. nel 1972. ma nel 1979 sopravvenute difficoltà politiche e materiali nel mantenimento della sede provocano lo scioglimento del circolo. in via D'Andrade) chiudevano una ad una con la scomparsa di molti vecchi militanti e lo scarso afflusso di giovani al movimento. è riferimento di vari gruppi anarchici. il gruppo Malatesta è ridotto ormai ad alcuni anziani militanti e la sede USI. raccoglie i giovani anarchici della bassa Valpolcevera e alcuni vecchi compagni della zona (chiuderà nel 1980). il locale di salita S. la sede di Pegli. che nel 1971. portando con sé la biblioteca e il nome del circolo. che è sede dell'OCL (Organizzazione dei Comunisti Libertari). i locali di vico Stampa che. è sede della Gioventù Anarchica Genovese che abbandona Piazza Embriaci. la sede di vico Salvaghi.lino al 1949. oltre alla sede dell'Unione Sindacale Italiana di Via Vigna a Sestri Ponente. i locali di via Tavani. Per alcuni anni la situazione rimane stabile: la sede di Piazza Embriaci. mentre a Pegli. Una parte dei suoi aderenti (già aderenti alla FAI. Nel 1976 la maggioranza dei giovani militanti anarchici genovesi (insieme ad alcuni anziani come i fratelli Bonamici) costituisce il Circolo Culturale Anarchico Francisco Ferrer che stabilisce la sua sede nel quartiere di Marassi nei locali di una fabbrica dismessa in Via del Chiappazzo 15r. diventa sede locale dell'OCL e. del levante e della Val Bisagno e quella di Pegli (nella ex Casa del popolo di Piazza Ponchielli) del Circolo Malatesta che raccoglie i residui gruppi anarchici del ponente. nella ex Casa del popolo. . raccoglie i militanti della FCL (Federazione Comunista Libertaria). nel 1975. in Piazza Embriaci. Per alcuni anni il Circolo Ferrer è il riferimento di tutti gli anarchici genovesi di tutte le tendenze. Federazione Anarchica Ligure) locali . nel 1973. che si scioglierà dopo un paio di anni. che rimane l'unica del ponente dopo l'abbandono del locale di via Vigna. la sede La Comune di via Daste in una palazzina semidiroccata.in Vico Agogliotti. punto di ritrovo dei giovani libertari del quartiere. che dopo la chiusura della sede di Via D'Andrade è anche riferimento per gli anarchici sestresi. a Sampierdarena. Senza pretesa di completezza si possono elencare: il locale di Vico Vegetti che. a Sampierdarena. Gori. è sede del Gruppo Anarchico Kronstadt che raccoglie l'eredità del Borghi. sede del circolo Stanchi . sono sede del Kronstadt dopo la chiusura della sede di via Orefici. a Rivarolo. nel 1971. che però spesso durano solo pochi mesi. Il movimento anarchico genovese alla vigilia del maggio '68 è ristretto a due sedi.sempre di proprietà comunale . il circolo di Oregina che è sede dei compagni dell'OCL che intervengono in quel quartiere. è sede del circolo anarchico A.Federazione Anarchica Genovese) si trasferisce a Pegli nella sede del vecchio gruppo Malatesta. dopo lo scioglimento dell'OCL. prevalentemente giovanili. continuano a far capo i compagni meno giovani raccolti nei GAR e aderenti ai GIA (Gruppi d'Iniziativa Anarchica). costituitasi sulle ceneri del gruppo Kronstadt e con l'apporto di buona parte dei giovani compagni del circolo P. dopo lo scioglimento di quest'ultima. nel 1970. sempre a Sampierdarena. Borghi che raccoglie la disciolta GAG. ora costituiti in FAG . il locale di via Orefici che. alcuni membri de La Comune e altri giovani studenti. che si succedono nel tempo. il circolo anarchico P. nel 1969. Nel frattempo le numerose sedi periferiche dei vari gruppi (tra le più importanti e frequentate quella di Sestri Ponente. demolita di lì a poco. A Piazza Embriaci. ormai praticamente disciolto per la scomparsa dei suoi anziani militanti. All'inizio degli anni '70 il cospicuo ingresso di giovani nel movimento anarchico provoca un proliferare di gruppi anarchici giovanili e l'apertura di nuove sedi. sempre nel 1969. che sono sede dell'OCL dopo lo sfratto dai locali precedenti di via Cantore. quella di Piazza Embriaci appunto che raccoglie i residui gruppi del centro (i GAR).

Genova 2004. si costituisce infatti il Coordinamento Anarchico Genovese che raccoglie pressoché tutti i compagni attivi della città. 37 del 10 novembre 2002. anarchica e sovversiva. attualmente.5.34. L'esperienza unitaria si chiude nel 2001 e.3 del 1997. Giugno 2005 Guido Barroero * Si tratta di una ricostruzione del tutto provvisoria. a Pegli la FCLL vede ridotti i suoi.32.it). oh cara!: Una cittadella proletaria.in «Sindacalismo di Base» n. Un'esperienza dell'anarchismo di classe: I Gruppi Anarchici di Azione Proletaria . dopo qualche anno. anarchici e sindacalisti rivoluzionari di fronte ai Consigli di Gestione . più o meno nello stesso periodo. Un po' di bibliografia: Oltre al recente libro di Anna Marsilii. Agli inizi degli anni '90 si scioglie la FCLL e nel locale di Pegli subentra il Circolo Culturale Ombre Rosse.in «Umanità Nova» n.35 del 1998 e nn. i locali di Piazza Embriaci sono sede della Biblioteca Libertaria Francisco Ferrer e ospitano vari gruppi di iniziativa e di discussione.in versione estesa in «AltraStoria» nn.Livorno 2003 Gli anarchici nella resistenza in Liguria .in «Umanità Nova» n.2.41.che è la nuova denominazione del gruppo che costituiva la FAG.39. 21 del 9 giugno 2002 Sestri. i locali di Piazza Embriaci diventano sede di un'altra esperienza unitaria dell'anarchismo genovese. mentre.ora in opuscolo dallo stesso titolo. Parte prima . che prelude ad una ricerca più ampia e documentata. Genova.1. Nel 1986 il Circolo Ferrer di Piazza Embriaci amplia i suoi spazi con l'acquisizione di due locali confinanti con la vecchia sede. l'Archivio Storico e Centro di Documentazione di Pegli (ora Archivio Storico e Centro di Documentazione "Mauro Guatelli"). Genova 2004. Anarchici e Resistenza in Liguria: un contributo per una storia che non c'è in «Storia e memoria» n. Il movimento anarchico a Genova (1943-1950).in versione ridotta in «Rivista Storica dell'Anarchismo» n. Ed. Prego chi ne rilevasse di segnalarmele (barroero@fastwebnet. provvederò alle necessarie correzioni.2 del 1998 . Comunismo Libertario . che gestisce attualmente il locale.in «Comunismo Libertario». Nella seconda metà degli anni '90.6. Ed. allo scioglimento del circolo. posso indicare Per la storia del movimento anarchico nel dopoguerra. solo alcuni miei scritti apparsi in varie occasioni: Il mito del controllo operaio.7 . AltraStoria. Dall'avvento del fascismo alla resistenza .33.3. Annexia Edizioni. . Le inevitabili approssimazioni e/o inesattezze potrebbero dunque abbondare.4. Sestri oh cara!: Una cittadella proletaria. anarchica e sovversiva.43 del 1999 . costituito da ex militanti dell'OCL e della FCLL e poi.2 del 1996. nn. e all'articolo di Augusta Molinari.ora in opuscolo dallo stesso titolo.