Associazione Italiana per l’Analisi delle Sollecitazioni (AIAS) XXXVI Convegno Nazionale – 4-8 Settembre 2007 Università degli Studi

di Napoli Federico II – Seconda Università degli Studi di Napoli

STUDIO DELL’ANISOTROPIA PLANARE DI LAMIERE DA STAMPAGGIO MEDIANTE MISURA OTTICA DELLE DEFORMAZIONI
G.B. Broggiatoa, L. Cortesea, M. Rossib, Dipartimento di Meccanica e Aeronautica, Università di Roma “La Sapienza”, Via Eudossiana 18 - 00184 Roma, e-mail: giovanni.broggiato@uniroma1.it, luca.cortese@uniroma1.it b Dipartimento di Meccanica, Università Politecnica delle Marche, Via delle Brecce Bianche - 60131 Ancona, e-mail: m.rossi@univpm.it
a

Parole chiave: anisotropia, stampaggio lamiera, elaborazione digitale delle immagini. Sommario In questo lavoro è stato usato un sistema ottico di misura delle deformazioni per studiare l’anisotropia planare di lamiere da stampaggio. È stata effettuata una campagna sperimentale su provini di diversa forma per analizzare diverse condizioni di tensione e deformazione: trazione monoassiale, trazione biassiale, taglio. Sono state inoltre esaminate diverse direzioni rispetto a quella di laminazione per valutare l’anisotropia. Le prove sperimentali sono state riprodotte tramite modelli FEM usando due diversi criteri di snervamento anisotropi opportunamente tarati (Hill48, Barlat91). Infine, sono stati discussi i risultati e le capacità previsionali dei modelli esaminati. Abstract In the present paper an optical method for strain field measurement has been used to study the planar anisotropy of sheet metals. The experiments consisted in tensile tests on differently shaped specimens to evaluate different stress-strain conditions: uniaxial tension, biaxial tension, shear. Different directions, respect to the rolling one, were examined to assess the anisotropy. The tests were reproduced by FE models using two anisotropic yielding criteria (Hill48, Barlat91) calibrated on the experiments. The results and the effectiveness of the models have been discussed. Introduzione L’anisotropia planare è quasi sempre presente nelle lamiere da stampaggio e influenza notevolmente il processo di formatura. Essa può essere causa della formazione di difetti quali l’assottigliamento localizzato o le grinze e, per questo motivo, è importante disporre di modelli attendibili nel descriverla nelle simulazioni numeriche. Numerosi modelli sono stati presentati nel corso degli anni per descrivere l’anisotropia delle lamiere, in questo lavoro si sono presi in considerazione rispettivamente: il modello di Hill del 1948 [1] e il modello di Barlat del 1991 [2]. I due modelli sono stati scelti perché sono tra quelli che

hanno incontrato maggior diffusione nelle applicazioni industriali, tanto che sono in genere già disponibili nei più diffusi codici FEM commerciali. Da un punto di vista sperimentale, per studiare l’anisotropia, si utilizzano in genere prove di trazione su provini tagliati lungo differenti direzioni rispetto a quella di laminazione (presa come direzione di riferimento). Lo scopo di questo lavoro è quello di estendere lo studio dell’anisotropia a stati di tensione-deformazione diversi da quello uniassiale usando la correlazione tra immagini digitalizzate (DIC) per registrare il campo di deformazione superficiale durante lo svolgimento dell’intera prova. I dati sperimentali della misura ottica verranno confrontati con i modelli FEM della prova per verificarne l’effettiva corrispondenza. L’idea è quella di utilizzare una comune macchina per prove di trazione su provini di geometria diversa per studiare diverse condizioni di tensione e deformazione. In questo modo è possibile ottenere differenti tipologie di sollecitazione con un sistema di prova semplice rispetto all’utilizzo, ad esempio, di macchine di prova biassiali. Lo svantaggio di questo tipo di approccio consiste nel fatto che potendo esercitare trazione lungo un solo asse si hanno delle limitazioni sugli stati di tensione analizzabili, ad esempio non è possibile riprodurre una sollecitazione equibiassiale. Definizione della geometria dei provini Sono state sviluppate tre diverse geometrie di provini per analizzare tre diverse condizioni di tensione e deformazione: trazione monoassiale, trazione biassiale, taglio. I provini per la trazione monoassiale sono stati realizzati secondo quanto prescritto dalla norma UNI EN 10002 per i provini piatti. I provini per la trazione biassiale e per il taglio sono stati invece studiati tramite FEM per ottimizzarne la geometria. Provini cilindrici intagliati sono utilizzati da tempo per valutare condizioni di tensione triassiali [3]; nelle lamiere l’uso di provini intagliati è usato ad esempio nella prova Nakazima per studiare diversi rapporti tra “major strain” e “minor strain”. In questo caso si è scelta una geometria per cui il raggio dell’intaglio sia la metà della larghezza della sezione di gola.

Fig. 1– Provino intagliato: disegno, modello FEM, triassialità massima al centro del provino

In Fig. 1 è mostrato il disegno del provino, il modello FEM e la triassialità, calcolata al centro del provino, al variare della deformazione equivalente. Il valore di triassialità massimo vale circa 0.5 ed indica uno stato di trazione a metà tra quello monoassiale (triassialità = 0.33) e quello equibiassiale (triassialità = 0.66).

Per quanto riguarda i provini per la prova di taglio, in letteratura ci sono pochi esempi applicati alle lamiere, in questo lavoro è stata sviluppata una nuova geometria tale da poter essere testata su di una macchina per prove di trazione. Due geometrie sono state studiate. Esse sono mostrate in Fig. 2: la prima presenta intagli orizzontali, mentre la seconda presenta intagli a 45°. Il provino è sottoposto ad un carico di trazione verticale rispetto al disegno in figura, le sezioni di prova sono due dirette secondo la direzione di tiro. Entrambe le geometrie sono simmetriche così da compensare le forze trasversali che altrimenti si svilupperebbero tendendo a far ruotare il provino. Altri parametri che sono stati tenuti in considerazione sono la distanza h tra gli intagli e la distanza d tra gli estremi degli intagli perpendicolarmente alla direzione di tiro.

Fig. 2 – Provini per prova di taglio: disegni e modelli FEM

Per prima cosa sono state valutate le due geometrie proposte: a parità di h e d, la geometria con intaglio a V presenta una migliore distribuzione delle tensioni lungo la sezione di prova, mentre nella sezione con i tagli orizzontali si ha una maggiore influenza delle componenti non di taglio che aumenta all’aumentare della deformazione. Per queste considerazioni è stata scelta la tipologia a V, sebbene presenti qualche difficoltà in più nella realizzazione alle macchine utensili. Una volta scelta la geometria, è stato ottimizzato il valore di h e d. L’obiettivo fissato è stato quello di cercare di riprodurre il più possibile la condizione di taglio puro nella sezione di prova. La tensione tangenziale teorica, se lo stato di sollecitazione fosse di taglio puro, è uguale a σ e / 3 . Lo stato di tensione reale nel provino è stato ricavato da modelli FEM, è stato quindi calcolato il rapporto tra la tensione tangenziale calcolata e la tensione tangenziale teorica in diversi punti della sezione di prova: nel grafico di Fig. 3 viene mostrato il valore di tale rapporto al variare della deformazione equivalente per diversi valori di h e d.

Fig. 3 – Analisi dello stato di tensione nella sezione di prova

La soluzione migliore ottenuta è stata quella per cui h = 10 mm e d = -4 mm dove il segno meno significa che i due intagli sono sovrapposti. Con questa configurazione è possibile mantenere la condizione di taglio puro circa costante fino ad una deformazione equivalente di 0.2 m/m. Prove sperimentali La campagna di prove è stata fatta su provini ricavati da una lamiera di acciaio da stampaggio tipicamente usata nei processi di deformazione plastica a freddo. Tale materiale, denominato FP04, è caratterizzato da un’elevata duttilità con un allungamento finale a rottura (A5) maggiore del 30%.

Fig. 4 – Set-up di prova

Diversi provini sono stati realizzati utilizzando le geometrie descritte al paragrafo precedente per studiare differenti direzioni rispetto a quella di laminazione. Per i provini di trazione sono state esaminate 5 diverse direzioni, rispettivamente: 0°, 22.5°, 45°, 67.5° e 90°, dove la direzione a 0° rappresenta quella di laminazione. Per i provini intagliati e i provini per le prova a taglio sono state esaminate, invece, 4 diverse direzioni: 0°, 30°, 60° e 90°. La superficie dei provini è stata verniciata usando spray di diverso colore per creare la marcatura speckle con cui effettuare la misura del campo di deformazione attraverso l’analisi di immagine.

Le prove sono state eseguite su una macchina di trazione MTS da 250 kN su cui è stata montata una telecamera digitale per acquisire il campo di deformazione tramite la tecnica di correlazione numerica tra immagini. Tale sistema di misura è stato già utilizzato e descritto dettagliatamente in lavori precedenti [4, 5]. In Fig. 4 è illustrato il set-up di prova. Modelli per l'anisotropia Come già ricordato nell’introduzione, due modelli sono stati presi in considerazione: Hill48 e Barlat91. Di seguito viene riportata una breve descrizione di tali modelli, per una discussione più ampia si faccia riferimento alla bibliografia [1, 2]. Modello di Hill48. La funzione di snervamento, nel caso generale, è espressa da:
2 2 2 F (σ y − σ z ) + G (σ z − σ x ) + H (σ x − σ y ) + 2 Lτ yz + 2M τ zx + 2 Nτ xy = 1 ; 2 2 2

(1)

dove F, G, H, L, M e N sono i parametri che definiscono lo stato di anisotropia. In una lamiera, gli assi principali di anisotropia, per ogni punto, sono la direzione di laminazione, la direzione trasversale, e la direzione lungo lo spessore. Chiamiamo x la direzione di laminazione, y la direzione trasversale e z la direzione lungo lo spessore. Se lo stato di sforzo può essere considerato piano, come comunemente avviene nelle lamiere di piccolo spessore, le componenti della tensione diverse da zero diventano σx, σy, e τxy e il criterio di snervamento si riduce a:
2 ( G + H ) σ x − 2Hσ xσ y + ( H + F ) σ y2 + 2 Nτ xy = 1 ;

(2)

dall’Eq. 2 è possibile ricavare la tensione di snervamento di una prova di trazione monoassiale al variare dell’angolo α che rappresenta la direzione di taglio del provino rispetto alla direzione di laminazione per cui α = 0°. Si ha:

σ =  F sin 2 α + G cos 2 α + H + ( 2 N − F − G − 4 H ) sin 2 α cos 2 α   

−1/ 2

;

(3)

dalla tensione è possibile ottenere le componenti della deformazione e il parametro R o parametro di Lankford che rappresenta il rapporto tra l’incremento di deformazione in direzione trasversale rispetto alla tensione uniassiale e quello in direzione dello spessore della lamiera. Per una qualsiasi direzione α, si ricava che R è uguale a:
R=− d ε x sin 2 α + d ε y cos 2 α − 2d γ xy sin α cos α dε x + dε y = H + ( 2 N − F − G − 4 H ) sin 2 α cos 2 α . (4) F sin 2 α + G cos 2 α

Modello di Barlat91. Nel caso generale di stato di deformazione triassiale, la funzione di snervamento vale:
S1 − S 2 + S 2 − S3 + S3 − S1 = 2σ e m ;
m m m

(5)

dove Si=1,2,3 sono i valori principale di una matrice simmetrica Sij definita rispetto alle componenti del tensore di Cauchy come:

 C3 (σ xx −σ yy ) − C2 (σ zz −σ xx )   C6σ xy C5σ zx  3     C1 (σ yy −σ zz ) − C3 (σ xx −σ yy )  S = C6σ xy C4σ zy   3   C2 (σ zz −σ xx ) − C1 (σ yy −σ zz )   C5σ zx C4σ zy   3  

;

(6)

Le costanti Ci=1,2,3,4,5,6 rappresentano lo stato di anisotropia e nel caso di lamiere si ha che C4 = C5 = 1, quindi i coefficienti indipendenti da tarare sono quattro. L’esponente m è in genere legato alla struttura cristallina del materiale, per i materiali BCC come l’acciaio si usa un valore di m = 6 [2]. Taratura dei modelli Per prima cosa sono stati tarati i parametri di anisotropia dei modelli, successivamente la curva di flusso plastico è stata ottenuta facendo ricorso a metodi inversi. La taratura inversa è un metodo ormai piuttosto diffuso per la caratterizzazione dei materiali che consiste nell’usare un modello FEM in modo iterativo variando i parametri di riferimento fino ad ottenere corrispondenza tra i dati misurati e quelli calcolati. In letteratura esistono diversi lavori che usano metodi inversi per la caratterizzazione ad esempio della curva sigmaepsilon dopo il carico massimo [6] Modello di Hill48. Il modello di Hill48 è stato tarato a partire dai valori di R misurati sperimentalmente. Il valore di R misurato sperimentalmente al crescere della deformazione equivalente è mostrato nel primo grafico di Fig. 5: come si può vedere tale valore varia da circa 2.2 nella direzione longitudinale (α = 0°) a 1.3 per α = 90°, inoltre il valore di R si mantiene più o meno costante al variare della deformazione equivalente, per questo motivo i parametri di anisotropia sono stati mantenuti costanti.

Fig. 5 – Taratura del modello di Hill48

L’Eq. 4 esprime il valore teorico di R secondo il modello di Hill48, i parametri di anisotropia del modello dell’Eq. 2 (rispettivamente F, G, H e N) sono stati tarati minimizzando la funzione errore data dalla differenza tra il valore di R calcolato dalla Eq. 4 e quello misurato sperimentalmente. La minimizzazione è stata fatta con MATLAB e il risultato è mostrato nel secondo grafico di Fig. 5. Una volta determinati i parametri di anisotropia la curva di flusso plastico è stata tarata in modo inverso sulla curva carico spostamento della prova di trazione relativa alla direzione di laminazione (vedi Fig. 6).

Modello di Barlat91. Il modello di Barlat91 può essere tarato a partire dalla misura della tensione di snervamento in tre diverse direzioni (0°, 45° e 90°) più una prova biassiale. Qualora non fosse disponibile la prova biassiale (come in questo caso), generalmente si assume la tensione di snervamento biassiale uguale a quella a 0°. Nel codice MSC.Marc, i coefficienti di Barlat sono calcolati automaticamente in base alla procedura descritta nel lavoro di Yoon et al. [7]. I dati richiesti per il calcolo dei parametri sono il rapporto tra le tensioni di snervamento nelle tre direzioni. Tale rapporto è stato ottenuto dalle prove sperimentali e vale rispettivamente: σ45/σ0 = 0,989 e σ90/σ0 = 0,969.

Fig. 6 – Risultato della taratura inversa della curva carico spostamento

Anche in questo caso, determinati i parametri di anisotropia, la curva di flusso plastico è stata determinata in modo inverso sulla curva carico spostamento della prova di trazione nella direzione di laminazione. I risultati della taratura inversa del modello di Hill48 e Barlat91 sono mostrati in Fig. 6. Risultati e discussione Il confronto tra gli esperimenti e le simulazioni è stato fatto sia da un punto di vista globale in termini di carico e spostamento misurati e calcolati, sia da un punto di vista locale confrontando la deformazione calcolata e quella misurata dall’analisi d’immagine.

Forza [N]

Forza [N]

Forza [N]

Fig. 7 – Confronto curva carico spostamento per i provini con α = 90°

Le prove sperimentali e le simulazioni agli elementi finiti sono state condotte in controllo di spostamento, in questo modo è possibile mettere in correlazione diretta il modello FEM e la prova sperimentale in base allo spostamento.

Forza [N]

Confronto curve carico-spostamento. Per tutte le prove eseguite, sono state confrontate le curve carico spostamento misurate e quelle calcolate con i due modelli anisotropi. In Fig. 7, a titolo di esempio, è mostrato il risultato ottenuto nei provini tagliati lungo la direzione trasversale a quella di laminazione (α = 90°). In Fig. 8, vengono invece riassunti i risultati ottenuti in termini di errore percentuale tra la curva sperimentale e numerica in tutte le configurazioni esaminate. Nelle prove di trazione, ovviamente, la curva a 0° presenta l’errore minimo in quanto è quella su cui è stata tarata la curva di flusso plastico, nelle altre direzioni il modello di Barlat91 dà buoni risultati con errore massimo intorno al 2%, mentre il modello di Hill48 presenta errori maggiori fino ad arrivare a circa il 10% nella prova a 67.5°. Nei provini intagliati il grado di errore aumenta per entrambi i modelli, il modello di Hill48 descrive bene la prova a 0° e a 22.5° mentre il modello di Barlat91 ha un errore medio leggermente più basso ma presente in tutte e quattro le direzioni esaminate. Nella prova di taglio non c’è una sostanziale differenza tra i due modelli, il modello di Barlat91 sembra avere errori leggermente minori, comunque entrambi i modelli si dimostrano abbastanza affidabili con l’errore quasi sempre al di sotto del 5%.

Fig. 8 – Errore tra curve carico-spostamento misurate e calcolate con i modelli Hill48 e Barlat91

Confronto campo di deformazione. In questo caso è stato confrontato il campo di deformazione misurato dall’analisi speckle con quello calcolato dal FEM ad uno stesso momento della prova. Le configurazioni di confronto sono state fissate in base allo spostamento imposto alle estremità del provino, rispettivamente 4 mm per la prova di trazione, 3 mm per la prova con intaglio e 1.5 mm per la prova a taglio. In Fig. 9 viene illustrato il procedimento utilizzato: per i provini di trazione monoassiale e per quelli intagliati, è stata individuata una sezione al centro da cui si sono estratte le deformazioni lungo la direzione longitudinale e trasversale rispetto alla direzione di tiro. Le deformazioni sono state confrontate campionando i dati del FEM e della DIC secondo una lunghezza adimensionale in modo da avere una corrispondenza punto punto delle deformazioni. Un esempio di tale confronto si può vedere nei due grafici di Fig 9a. Per le prove a taglio si è proceduto in modo analogo solo che questa volta è stata confrontata la deformazione di scorrimento, Fig 9b. In Fig. 10 sono mostrati i risultati ottenuti per tutte le prove. Nelle prove di trazione il modello di Hill48 descrive abbastanza bene il comportamento del materiale con un errore inferiore al 10%, il modello di Barlat91, invece, fornisce dei valori di deformazione molto diversi da quelli misurati sperimentalmente con errori che superano il 20%. Anche nelle prove con intaglio il modello di Hill48 produce risultati migliori, mentre il modello di Barlat91 porta ancora a grossi errori. Le prove a taglio mostrano invece un buon accordo tra

deformazioni misurate e calcolate con errori inferiori al 10%, in questo caso non ci sono differenze importanti tra i due modelli analizzati.

(a)

(b)
Fig. 9 – Confronto delle deformazioni: (a) provino intagliato, (b) prova a taglio.

Fig. 10 – Errore tra il campo di deformazione misurato e calcolato con i modelli di Hill48 e Barlat91 Per questo materiale, dunque, i due modelli esaminati non descrivono soddisfacentemente il comportamento plastico anisotropo della lamiera: il modello di Barlat91 consente una buona descrizione da un punto di vista delle forze e quindi della tensione di snervamento ma non è in grado di descrivere in modo appropriato il flusso plastico, il modello di Hill48, al contrario, descrive bene il flusso plastico ma non altrettanto la tensione di snervamento nelle varie direzioni. Conclusioni È stato condotto uno studio numerico-sperimentale del comportamento plastico di una lamiera da stampaggio con particolare attenzione al suo carattere anisotropo. I risultati delle prove sperimentali sono stati confrontati con i risultati di modelli numerici delle stesse prove fatti utilizzando due criteri di snervamento anisotropi (Hill48, Barlat91). Lo studio ha mostrato come lo strumento utilizzato per la misura a campo intero delle deformazioni sia efficace per esaminare questo tipo di problemi in quanto consente di analizzare quello che avviene localmente nel materiale durante il processo di deformazione, si è visto, infatti, che un confronto basato esclusivamente sui risultati in termine di forza-spostamento porta ad una descrizione incompleta del problema dell’anisotropia. Bibliografia
[1] – R. Hill: A theory of the yielding and plastic flow of anisotropic metals, Proc. Roy. Soc., London, vol. 193 (A), pp. 281-297 (1948). [2] – F. Barlat, D.J. Lege, J.C. Brem: A six-component yield function for anisotropic materials, Int. J. Plasticity, vol. 7, pp. 693-712 (1991). [3] – P.W. Bridgeman: The stress distribution on the neck of a tensile specimen, Trans. ASM, pp. 32355 (1944). [4] – M. Rossi, G.B. Broggiato, S. Papalini: Studio del danneggiamento plastico nelle lamiere tramite l’analisi di immagine digitale, Atti del XXXV Convegno AIAS, Ancona (2006). [5] – G.B. Broggiato: Adaptive image correlation technique for full-field strain measurement, Proceedings of ICEM12 - 12th International Conference on Experimental Mechanics, Bari, (2004) [6] – Y. Ling: Uniaxial True Stress-Strain after Necking, in AMP Journal of Technology, 5, 37-48 (1996). [7] – J.W. Yoon, F. Barlat, K. Chung, F. Pourboghrat, D.Y. Yang: Earing predictions based on asymmetric nonquadratic yield function, Int. J. Plasticity, vol. 16, pp. 1075-1104 (2000).

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful