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LIMBO
di GM Willo

Illustrazioni di Charles Huxley e GM Willo

Edizioni Willoworld

Limbo di GM Willo Illustrazioni di Charles Huxley e GM Willo 2011 Prima Edizione www.willoworld.net Edizioni Willoworld www.edizioniwilloworld.co.nr

Immagine di copertina di Charles Huxley www.charleshuxley.co.nr

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Questo libro dedicato a Walter e Tommaso, che mi hanno insegnato ad amare la fantasy.

INTRO

Nei bui corridoi della base sotterranea Antartica, si odono solo i brusii dei processori pi potenti del mondo. Nessuno sa che cosa accada l sotto. Il vecchio col camice siede davanti a un gigantesco schermo. Luomo alto col sigaro se ne sta in piedi accanto al vecchio. Ci sei riuscito? La struttura del programma stata alterata. Non rilevo intolleranze. Si, abbiamo un Entit Artificiale. Luomo alto sput del fumo verso un intreccio di luci al neon. La chiameremo Arenty. Ora, caricala nel soggetto. Sissignore! Per la razza umana quello fu lultimo tentativo di emulare Dio. Poi iniziarono le grandi guerre

LIBRO PRIMO

CAPITOLO 1 Gli oggetti di famiglia La morte di un padre Il destino di un Keeper

Il sole era nascosto da un velo di foschia color ocra, il paesaggio era privo di ombre e baluginava come una visione di un sogno, il vento soffiava ma era muto. Jade vide la tenda in mezzo alle dune. Si proteggeva gli occhi con una mano mentre la sabbia le vorticava intorno. Sentiva il terreno sotto i piedi pulsare, oppure era il suo cuore che batteva pi forte del normale e le rimbombava in ogni centimetro del corpo. Non avrebbe saputo dirlo. Ci che sapeva era che suo padre si trovava in quella tenda, ed era sul punto di morire. Si era fermata a due passi dalla sua guida, un uomo che si faceva chiamare Misar. Era vecchio ma aveva un portamento elegante. Si sorreggeva con un bastone e la guardava con due occhi profondi, due fessure verdi sotto folte sopracciglia striate di grigio. Lei invece era minuta, ma con il volto fiero. I capelli le accarezzavano in onde brune gli alti zigomi. Gli occhi erano due pozze di tenebra, ma il loro taglio era dolce; erano gli occhi di sua madre. Lui la guard come per assicurarsi che avesse capito. Lei gli rispose con un cenno; la tenda era il luogo verso cui erano diretti. Avevano oltrepassato le Montagne della Notte, percorso il Fiume Serpe fino alle cascate dei Dowa, attraversato la foresta fino ai margini del deserto che segnava il confine con le Terre Desolate. Avevano camminato per cinque giorni e finalmente il viaggio stava per concludersi. Jade non si era mai allontanata cos tanto dalla comunit degli Arceri Rossi, da sua madre che intesseva le corde e fabbricava le frecce, dallo zio Ulkan che le aveva insegnato a tirare bendata. Era rimasta vicina a quella strana piccola famiglia con cui era cresciuta, dimenticandosi di avere un padre e rifiutando il suo destino di erede alloggetto di famiglia. Tuo padre un Keeper, per questo dovuto partire, le aveva detto sua madre una mattina di molto tempo prima, quando lei era solo una bambina e non riusciva a capire il significato di quello che le stava

succedendo. Sopravvivere alla morte di un genitore era diverso dal vivere sapendo che tuo padre era lontano e non sarebbe mai pi tornato. Ma questo era il fato di ogni Keeper, e presto sarebbe stato anche il suo. Si rimisero in cammino, stringendosi nei manti che li proteggevano dal vento e dalla sabbia. Le Terre Desolate erano luoghi dai quali era bene tenersi alla larga, dicevano gli uomini della sua comunit, regioni sperdute abitate da strane creature, terreni aspri in cui il tempo cambiava repentinamente e una bufera poteva coglierti impreparato. Il velo di nebbia era cos spesso da nascondere anche la Cometa Clessidra, azzurra fiamma dei cieli di Limbo che scandiva i cicli e le stagioni. Jade la cerc sopra di s nel punto in cui laveva vista la notte prima, ma la gialla foschia aveva inghiottito ogni cosa. Si sentiva in un mondo di ori e di ocra, di gialli e di beige, intrappolata in un dipinto ad olio in cui il pittore cercava mille sfumature per rappresentare la sabbia ed il cielo. Lunica cosa che interrompeva quel mondo giallo era la tenda verso la quale erano diretti. Spiccava sopra la sabbia nel suo azzurro morente, squassata dal vento ma ben ancorata al terreno. Essere Keeper il pi alto riconoscimento per un Arcon, le aveva detto suo zio mentre la salutava cinque giorni prima. Misar l'aspettava fuori dal campo degli arcieri, mentre lei cercava negli occhi di sua madre un pretesto per restare. Ma la donna non aveva voluto sentire discussioni. Alla chiamata del padre, Jade doveva rispondere, perch era lei lerede, perch quello era il suo destino, il destino di un Keeper. Si avvicinarono alla tenda nel punto in cui unapertura nel telo era tenuta chiusa da una corda che passava attraverso degli anelli di metallo. Misar, appoggiando un ginocchio nella sabbia, si chin a sciogliere il nodo che fermava la corda. Un attimo dopo il telo veniva spostato per consentire alla ragazza di entrare. Jade si accorse in quel preciso istante di non essere preparata a quello che laspettava l dentro. Aveva avuto giorni per riflettere e capire quello che provava, e adesso era l davanti alla tenda in cui suo padre, che non aveva mai conosciuto di persona, stava esalando gli ultimi respiri. Che cosa gli avrebbe detto? Cosa avrebbe fatto? Avrebbe pianto o sarebbe rimasta immobile come una statua mentre lui le consegnava loggetto? Non riusciva a sentire niente. Era come se la sabbia del deserto le fosse entrata in ogni poro

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otturando ogni sua sensazione. Si sentiva totalmente incapace di percepire alcunch. Mentre varcava la soglia un unico pensiero le balen in testa, unimmagine sfuggente che riusc a riconoscere solo in un secondo momento. Era il volto di un uomo sconosciuto, evocato in una visione insieme alle sillabe che componevano il suo nome. Prov a ripeterle sottovoce mentre le uscivano velocemente dalla testa, ma le aveva gi dimenticate. Linterno della tenda era pi ampio di quello che si era immaginata, una stanza di forma esagonale, buia e piacevolmente arieggiata. Il pavimento era cosparso di tappeti e cuscini. Al centro vi era un basso tavolo con delle pergamene e alcune candele spente. Oltre il tavolo si intravedevano due cassapanche di legno aperte dalle quale fuoriuscivano alcune vesti. Per un momento pens che nella tenda non ci fosse nessuno, che suo padre se ne fosse andato o addirittura che non fosse mai esistito. Sapeva che non era cos, ma per un attimo si aggrapp a questa speranza. Poi vide il gigante, nellombra pi scura della stanza. Stava in piedi e misurava tutta laltezza della tenda, pi di due metri. Un perizoma di cuoio e una larga cintura erano i suoi unici indumenti, e sopra di questi ostentava un possente torace completamente glabro. Il suo volto era cupo, lo sguardo basso, i capelli ricci che ricadevano sulle spalle. Teneva le mani appoggiate sul pomo di un enorme spadone conficcato nella sabbia davanti a lui e se ne stava immobile come una statua. Jade rimase come folgorata da quellapparizione. Poi vide il corpo delluomo che giaceva accanto al gigante e cap tutto. Il guerriero con lo spadone non poteva che essere il Protettore di suo padre. Le tornarono in mente le storie narrate dagli arcieri, nelle serate di bivacco quando veniva cacciato il cervo e tutti si ritrovavano davanti al fuoco a bere vino caldo. Lei ascoltava attentamente le storie che riguardavano i Keeper e gli oggetti di famiglia, anche se non lo dava a vedere. Tutti sapevano di suo padre e del suo destino, e ci la metteva in imbarazzo. Una parte di lei avrebbe rinunciato volentieri a quel grande onore di cui tutti parlavano, ma vi era anche un lato orgoglioso e curioso che a volte affiorava, ed era proprio quel lato che le faceva tendere lorecchio e carpire qualsiasi cosa venisse detta a riguardo.

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Gli oggetti di famiglia erano artefatti creati dagli dei e consegnati alle famiglie pi onorevoli, nei lontani giorni in cui Limbo era giovane e le memorie del vecchio mondo ancora fresche. Gli oggetti erano la chiave per far riemergere dagli abissi le perdute citt del vecchio mondo, quando il tempo fosse giunto. Fino ad allora i Keeper avrebbero custodito questi oggetti lontano dallavidit degli uomini, in solitari pellegrinaggi in compagnia solamente del proprio Protettore, un guerriero Arenty al servizio delloggetto e del suo Keeper. Un guerriero Arenty non era altro che una macchina di morte, un combattente privo di sentimenti che aveva ununica ragione di vivere; portare a compimento la sua missione. E lo scopo dei Protettori era quello di difendere a tutti i costi loggetto di famiglia e il suo custode. Jade si mosse con gambe instabili verso luomo supino ai piedi del gigante. Si accorse che stava dormendo e che il suo respiro era lento e leggero. Se lera immaginato molto pi vecchio, forse perch era in punto di morte, ma adesso le sovvenne che era solo un uomo di mezzet, stroncato nel fisico da una strana malattia. I capelli erano striati di grigio cos come la leggera barba che gli ricopriva le guance, ma non era vecchio. Vederlo dormire, inerte su quello scomodo giaciglio di tappeti, le mosse qualcosa dentro. Prov pena per quelluomo che era suo padre, per la condanna che lo aveva fatto allontanare dalla sua famiglia quel giorno in cui venne chiamato ad adempiere la missione di Keeper dal fratello di sua madre. Non lo vide pi come il diretto responsabile di quellassurda missione nella quale era a sua volta implicata, ma come una pedina che come lei aveva dovuto un giorno rispondere a una chiamata indesiderata. E mentre questa sensazione le inumidiva gli occhi, suo padre la guard. Dhora sussurr con un filo di voce. Era il nome di sua madre. No padre. Sono Jade le parole rimasero come ferme nellaria. Gli occhi di lui si corrugarono cercando un appiglio. Lei lo aiut concludendo la frase tua figlia. Suo padre si chiamava Ethan, che nella lingua Sint significava rondine. Il fato lo aveva legato al suo nome, offrendogli una vita che era stata come una lunga migrazione. Ma in fondo questo era il destino di ogni abitante di Limbo, il mondo in continuo cambiamento. Non esistevano

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n citt n alcun tipo di insediamento permanente. Tutto scorreva, tutto passava e si trasformava, mentre la Cometa Clessidra scandiva le stagioni ed il cammino della montagna sacra segnava il passaggio dei cicli. Mountoor era lunico paesaggio che rimaneva inalterato, la montagna presso la quale gli oggetti di famiglia sarebbero stati portati se il tempo dellEmersione fosse giunto. Si chiese perch le venissero in mente tutte queste cose in quellistante. Forse era gi entrata nel suo nuovo ruolo. Forse era sempre stata una Keeper. Sei bella quanto lei la voce di lui scacci via quei pensieri. Rimasero in silenzio per alcuni istanti. Lei incapace di continuare a parlare, lui in contemplazione di quel viso angelico che sembrava annunciargli il dolce momento del trapasso. Sopra di loro la possente figura del Protettore rimaneva immobile. Non facile, lo so incominci lui. La sua voce era un sussurro. Entrambi non abbiamo avuto scelta. Col tempo forse riuscirai ad accettarlo, come ho fatto io. Jade sperava che lui riuscisse a capirla attraverso il suo sguardo. La sua bocca era come immobilizzata, ma dentro di lei tutto era in tumulto. Dammi quel dannato oggetto e facciamola finita pens. Poi si vergogn subito di quel pensiero. Abbass gli occhi e non riusc a trattenere le lacrime che iniziarono a sgorgare. Lo sentiva muoversi accanto, ma non alz lo sguardo. Continu a piangere scossa da singulti, poi una mano le sfior la spalla e qualcosa di freddo le tocc la nuca, una catena, un medaglione; loggetto. Suo padre glielo aveva appeso al collo e adesso avvertiva il tocco di quello strano amuleto sul suo petto. Era pi leggero di quello che sembrava. Ne vide la forma, confusa dalle lacrime che continuavano a scorrere annebbiandole la vista. Un ovale di un metallo argenteo con una pietra verde incastonata, probabilmente uno smeraldo. Perdonami lo avevano detto insieme. Lei alz lo sguardo con il cenno di un sorriso che le illuminava gli occhi. Lui le rispose con una bassa risata. Jade prese la mano di suo padre e gliela strinse forte tra le sue. Rimasero cos per un po, senza dire niente. Il vento continuava a soffiare fuori dalla tenda mentre Misar raccoglieva la legna per il fuoco.

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In Limbo le tenebre potevano calare improvvisamente, il clima cambiare dalloggi al domani e la luce assumere le pi svariate e inafferrabili sfumature. Era ormai terminato il settimo margine del giorno quando gli ocra e i gialli si dissolsero insieme alla nebbia. Il cielo divenne di un blu acceso ed il vento cess di colpo. Misar osservava il cambiamento cercando di percepire in anticipo quello che il paesaggio sarebbe presto diventato. Il cielo balugin di un rosso cupo e poi divenne notte. Si accesero molte stelle e la cometa si affacci in tutto il suo splendore. Segnava gli ultimi giorni di quellennesima stagione, la ventisettesima del terzo quarto del dodicesimo ciclo. Misar accese il fuoco e rosse lingue di fiamma si alzarono verso le stelle.

Jade di Charles Huxley

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Cosa facevi prima di unirti a lui? Misar la guard attraverso le fiamme. Il padre di Jade dormiva profondamente dentro la tenda, mentre Yumo, lArenty legato alloggetto, se ne stava in disparte a finire la sua cena. Era muto, o forse semplicemente non riteneva importante comunicare. Qualunque fosse la causa del suo silenzio, un fatto era certo: il gigante non aveva mai proferito parola. Abitavo coi Falconieri, nella Valle dei Canti. Li conosci? Si, ci siamo passati una volta. stato almeno quindici stagioni fa. La valle si sta avvicinando al sole rosso ormai. Mio fratello dovr mettersi in viaggio e trovare presto un altro luogo per la comunit. il primo cacciatore del villaggio. Lo ricordo. Un uomo alto e gentile. Ci ha ospitati per due notti presso il suo fuoco. Noi arcieri ripartimmo ristorati ed allegri, ed in dono gli consegnammo uno dei nostri pi raffinati archi da caccia. La corda laveva intrecciata mia madre Jade ricordava i lineamenti di quelluomo e si accorse dellassomiglianza. Anche Misar esternava la stessa cordialit del fratello, un volto elegante che nascondeva un cuore gentile. Una notte arriv tuo padre. La gente lo accolse con affetto, come tutti i Keeper. Le nostre donne danzarono attorno al fuoco e vennero arrostiti cinghiali e fagiani. I colori del mattino ci sorpresero ancora svegli, mentre io e tuo padre continuavamo ad attizzare il fuoco e a bere vino. Quella notte cap che ero destinato a seguirlo. Ma i Keeper non dovrebbero viaggiare da soli con il loro Protettore? Non contro le regole Lanziano la interruppe. Non esistono regole, ragazza. Essere Keeper un onore che il destino ti ha elargito, ma sta a te capire quale il miglior modo per perseguirlo. Gli oggetti attraggono le persone, specialmente quelle sbagliate. rischioso rimanere in una comunit quando sei il custode di un dono di Seidon. Questo non significa che un Keeper debba per forza rimanere da solo. Allora perch mia madre non andata con lui? Quando Adernoth, lo zio di tuo padre, lo venne a cercare per consegnargli loggetto, tua madre era appena rimasta incinta. Entrambi

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sapevano che la cosa migliore da fare era separarsi, per il bene tuo e per il bene di tuta la comunit degli Arcieri Rossi. Queste ultime parole la colpirono violentemente. Non era stupida. Era stato davvero un gesto damore per lei, il sacrificio dei suoi genitori, o si trattava soltanto della soluzione pi sicura per quel maledetto oggetto? Era pi importante lei o quello stupido medaglione? Sapeva dentro di s di bestemmiare, ma non riusciva a farne a meno. Era arrabbiata. Abbass lo sguardo e vide brillare la pietra verde alla luce del fuoco. Paccottiglia, pens. E poi? Misar attizz il fuoco con un paio di grossi ceppi, poi torn a guardare la ragazza. passato molto tempo da allora, almeno cinquanta stagioni Il giorno della partenza di tuo padre gli dissi di volerlo accompagnare per un pezzo, forse per un paio di giorni. Poi i giorni sono diventati stagioni e tutto ha seguito un suo corso. Capimmo entrambi che era giusto cos, perci rimasi al suo fianco, fino ad oggi Jade sent la stanchezza delle giornate di viaggio e del tumulto emozionale piombarle addosso dimprovviso. Voleva riposare e non pensare. Forse domani avrebbe visto la sua situazione da un nuovo punto di vista, e tutto le sarebbe stato pi chiaro. Credo che andr a dormire disse lei, alzandosi in piedi. stata una lunga giornata. Anchio cercher di riposare. Yumo monter la guardia tutta la notte, quindi non c bisogno di preoccuparsi. Jade osserv il gigante muto, un Arenty, un servo senza volont. Secondo la mitologia degli Arcon gli Arenty erano stati creati dal cugino di Seidon, un Elenty di nome Fergus, per badare alle molte greggi che possedeva. Vi era una piccola famiglia di Arenty tra gli arcieri. Cucinavano per la comunit e vivevano in disparte, parlando sottovoce, lavorando senza mai fermarsi. Non li aveva mai visti dormire. Non dorme? chiese allanziano come per soddisfare quella curiosit che le era appena sovvenuta. No. Non dorme mai

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I due entrarono nella tenda lasciandosi alle spalle il deserto ed il fuoco che rischiarava di rosso la sabbia circostante. Seduto con le gambe incrociate, Yumo rimase a scrutare il buio e i riverberi dei paesaggi lontani che lampeggiavano allorizzonte. La grande spada era al suo fianco, infilzata nella sabbia e pronta a scattare. Il sogno diventa sogno solo al risveglio. Fino a quel momento un'esperienza di percezione pari alla vita reale. unimmersione in un mondo che dentro te, una terra di misteri nella quale puoi trovare le risposte che cerchi, oppure rimanere intrappolato nelle ragnatele di nuove domande. Jade vide nuovamente quel volto che le era apparso nel momento in cui entrava nella tenda. Un viso scarno, gli occhi sbarrati e scuri come la notte, il naso adunco e la pelle come pergamena. Le parlava senza proferire alcuna parola. Lei prov a leggergli le labbra e in quel momento un serpente gli fuoriusc dalla bocca scagliandosi verso di lei. Cadde per molto tempo, poi sent la sabbia del deserto sotto la sua guancia. Alz lo sguardo e vide la tenda. Era gialla, mentre la nebbia e il paesaggio che la circondavano erano dello stesso azzurro morente che aveva la tenda nella realt. Tutti i colori erano invertiti. Il verde del suo mantello era diventato scarlatto, la rossa impugnatura dellarco era diventata grigia, e la sua pelle era dello stesso verde del medaglione. Mentre pensava a questa somiglianza cerc loggetto appeso al collo. Non cera, e il cuore le fece un balzo. Poteva averlo perduto? Si avvicin alla tenda e in quellistante il gigante Arenty usc fuori camminando verso di lei. Brandiva il suo enorme spadone e stava per calare un fendente micidiale. Lei singinocchi accettando la morte che le piombava addosso, poi vide il guerriero sorpassarla, scagliandosi incontro alla creatura alle sue spalle. Lo spadone la infilz. Era una belva dagli occhi di ghiaccio, un lupo con la testa di lucertola. La spada stridette mentre penetrava le carni che sembravano fatte di pietra. Ma oltre il corpo ormai inerte di quella terribile creatura, ne scorse altre cento che si avvicinavano, teste di salamandre dallo sguardo assente e corpi canini. Yumo inizi a menare un colpo dopo laltro, squarciando ossa di pietra e carni di gesso, lasciando attorno a s una montagna di

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cadaveri e di polvere. Ma nonostante la sua ammirevole abilit e potenza, le creature erano troppo numerose e alla fine riuscirono a sopraffarlo. Poi lentamente si mossero verso di lei, passi felpati che scivolavano sulla sabbia, ghigni di animali non vivi ma assolutamente letali. Lei indietreggi di qualche passo, cercando il coraggio di non votarsi e correre via. Cosa volete da me? Non ce lho il medaglione! url alle belve. Queste continuarono ad avanzare. Erano a pochi passi da lei. Avrebbe potuto sentire i loro respiri se fossero state vive, ma non lo erano. Voleva voltarsi. Tutto il suo corpo le diceva di voltarsi e scappare. Solo una piccola voce nella sua testa continuava a ripeterle di non avere paura, di continuare a fronteggiare quelle assurde creature. Lei ascoltava la vocina, voleva ascoltarla fino in fondo, ma le belve erano troppo vicine e lei non riusciva pi ad indietreggiare. Avrebbe potuto inciampare da un momento allaltro, ed allora sarebbe stata la fine. Non voleva, non avrebbe voluto, ma alla fine si volt. Si svegli nelloscurit della tenda. Sentiva il vento accarezzare le pareti e soffiare tra la sabbia, ma faceva solo da sottofondo ad un altro rumore. Era il respiro di suo padre, profondo e irregolare. Si avvicin al suo giaciglio facendo attenzione a non svegliare Misar che dormiva a poca distanza. Si sedette accanto a lui e gli guard il volto deformato dal delirio. Le bast un occhiata per capire che era la fine. Gli prese la mano ed appoggi il capo accanto alla sua spalla, poi chiuse gli occhi e rimase ad ascoltare quel respiro finch non si spense nella notte. Era troppo vuota dentro per riuscire a versare una lacrima. Rimase accanto al corpo inerte di suo padre fino al mattino, dormendo un sonno quieto, ovattato di dolore.

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CAPITOLO 2 Sogni ricorrenti Un canto per il padre

Era sorto un giorno di sole attorno alla tenda. Il giallo rimaneva sulla superficie del deserto, nella sabbia che si perdeva in dune e dossi allorizzonte, ma il cielo era limpido e il sole brillava di una luce fresca. Si riuscivano anche a vedere le Montagne della Notte, guardando nella direzione dalla quale il giorno prima Jade e Misar erano sopraggiunti. La ragazza pens che fosse una giornata inadatta ad un funerale. Troppo luminosa, troppo allegra. Era uscita presto quella mattina, poco dopo che Misar si era svegliato ed aveva trovato il corpo del suo vecchio amico gi freddo. Lanziano era rimasto accanto a suo padre per un po di tempo, sussurrando delle parole che potevano appartenere a una canzone o a una preghiera, o forse ad entrambe le cose. I Canti di Limbo, la voce di Seidon che aleggiava nelle valli e sugli altopiani, melodie misteriose che la gente percepiva quando un evento era prossimo o appena trascorso. Questi canti si trasformavano in preghiere che la gente usava per ringraziare ed omaggiare il dio. Ma la mitologia Arcon non laveva mai convinta del tutto, allora le vennero in mente i Misteri e si mise a ridere. Sciocchezze, pens, e continu verso il boschetto che si trovava oltre le prime dune nei pressi della tenda. Laggi pascolavano i due muli che trasportavano la tenda e lequipaggiamento di Misar e di suo padre. Adesso erano suoi, come tutto il resto, compreso il maledetto medaglione. Yumo camminava a pochi passi da lei. Ora che loggetto le apparteneva, dubitava che il gigante la lasciasse da sola anche nei momenti pi intimi. Se si fosse trattato di un altro Arcon la cosa lavrebbe infastidita enormemente, ma si era subito accorta che la presenza dellArenty la lasciava completamente indifferente. Poteva considerarlo alla stessa stregua di un gatto o di un cavallo. Trov gli animali nel punto in cui le aveva detto Misar. Si assicur che avessero abbastanza acqua e li fece camminare un piccolo tratto attraverso il boschetto, poi torn indietro e li leg nuovamente

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allalbero, assicurandosi che lavena fosse alla loro portata. Quel piccolo impegno la distrasse per un po dai pensieri che le vorticavano in testa. Quando torn verso la tenda era contenta che Misar avesse preparato qualcosa da mangiare. Si sentiva sul punto di svenire dalla fame. Si sedettero allombra di un ampio telo che li riparava, oltre che dal sole, anche da un leggero vento che trasportava la fastidiosa sabbia del deserto. Jade si accorse che i suoi vestiti erano pregni di quella sabbia, cos come i suoi capelli. Avrebbe voluto farsi un bagno, ma chiss quando se lo sarebbe potuto permettere. Yumo non sedeva con loro. Era sopra una duna a una ventina di passi dalla tenda. Da quel punto leggermente rialzato riusciva ad avere un ampia visuale del paesaggio circostante. Lo spadone era sempre al suo fianco. Come andata ieri notte? domand Misar mentre apriva delle noci e ne lasciava cadere i gherigli in una piccola ciotola davanti a lei. La ragazza mangiava di gusto sia le noci che il formaggio nel suo piatto. Che vuoi dire? Eri con lui vero, quando successo? Come fai a saperlo? Non stavi dormendo? Si dormivo ma sognavo anche. Le torn in mente il suo di sogno, ed ebbe un leggero brivido. Ti capita spesso di sognare eventi reali? Sempre pi spesso alz lo sguardo verso di lei per un attimo, poi torn a concentrarsi sulle noci. Sono stato io a convincere tuo padre a venirti a cercare. Sapeva della malattia, ma credeva di poter andare avanti ancora fino alla prossima stagione. Poi arriv quel sogno, e gli dissi che dovevamo partire subito. Sognasti la sua morte? Non proprio, ma attraverso quel sogno cap che il momento era pi vicino di quanto ci aspettassimo. Sapevamo dove si trovavano gli Arcieri Rossi e ci incamminammo senza indugio verso la comunit. Per fare prima attraversammo il deserto, ma tuo padre non riusciva pi ad andare avanti. Dodici giorni fa ci accampammo in questo posto. Potevamo piazzare la tenda dentro il boschetto vicino, ma tuo padre prefer farlo qui. Il deserto gli piaceva, e poi Yumo avrebbe avuto un

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ampia visuale, nel caso fosse arrivato qualcuno. Io continuai il viaggio da solo. Jade perse d'un tratto l'appetito. La tristezza le cal addosso come un drappo, apparentemente senza motivo. Rimase in silenzio per un po, poi disse: Perch non mai venuto trovarci? Non avrebbe certo messo in pericolo loggetto se passava ogni tanto dalla comunit, non vero? Perch? Era una domanda che si era posta fin da quando era piccola. Una volta aveva visto un Keeper di unaltra comunit che trascorreva ogni primo giorno di stagione insieme alla famiglia, poi ripartiva insieme al suo protettore e se ne stava sulle montagne, lontano dai suoi per tutta la durata della stagione, novantadue giorni. Col tempo si era convinta che loggetto di famiglia non era lunica ragione per la quale suo padre se ne stava in esilio. Il vero motivo era che non gliene importava niente di sua madre e di lei. Strinse le labbra fino a farle sbiancare mentre attendeva una risposta dal vecchio che le sedeva accanto. Misar la guard con occhi tristi. Capisco quello che provi ragazza, ma non come tu pensi. Tuo padre vi amava molto, e proprio per questo se ne stava lontano. Vedi, gli artefatti di Seidon non sono tutti uguali. Alcuni custodiscono un potere maggiore di altri, e per questo devono essere protetti con pi attenzione. Quel medaglione molto potente Jade. Molto pi potente di qualsiasi altro oggetto di cui abbia mai sentito parlare. Lei guard il medaglione appoggiato sul suo petto. Lo smeraldo era privo di riflesso, come se loggetto stesse dormendo. Segu con lo sguardo le linee argentee in rilievo attorno alla pietra, un disegno privo di significato. Perch dovrebbe essere diverso? Secondo la mitologia comunque inutile da solo. Se il tempo dellEmersione arrivasse, ogni oggetto di famiglia dovr essere consegnato al guardiano della montagna sacra per far si che le antiche citt ritornino. Ogni Keeper ed ogni oggetto sono determinanti per lavvento della profezia, non ne esistono di pi o di meno importanti Misar alz la testa e si guard attorno, come se cercasse le parole nella sabbia.

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Conosci bene la mitologia Arcon. Mi domando per se ci credi davvero... Jade rimase sorpresa da quell'affermazione, ma daltronde quale altro Keeper non lo sarebbe stato. Che vuoi dire se ci credo. la storia, no? Gli oggetti di famiglia vennero consegnati da Seidon agli Arcon subito dopo i due strappi del mondo. Le citt si erano inabissate e gli uomini non potevano pi avere una fissa dimora. Gli Arcon, figli degli Elenty, furono condannati a una vita nomade attraverso Limbo, almeno fino al giorno dellEmersione. Questa la storia che tutti gli Arcon sanno, ragazza. Ma esistono altre storie Non mi vorrai dire che credi ai Misteri? Lui la guard alzando le sopracciglia. Aveva unespressione buffa negli occhi. Non posso credere ai Misteri perch non li conosco, ma so della loro esistenza e non credo nella profezia. Anche tuo padre faceva strani sogni, e la ragione di quei sogni era quel medaglione. Lei sent un brivido lungo la schiena. Ripens a quel volto che aveva visto la notte prima nel momento in cui era entrata nella tenda. A volte incontravamo altri Keeper nel nostro pellegrinare, ma nessuno di loro aveva mai avuto i sogni che tormentavano tuo padre. Vedeva un uomo dal volto scarno, un ghigno spaventoso che lo braccava, due occhi come pozzi di follia. Tuo padre era convinto che ci stesse dando la caccia, per questo non stavamo mai fermi... Una notte due strane creature ci attaccarono. Non ne avevo mai viste di quel tipo. Lupi dalla testa di serpente, fatti di pietra. La spada di Yumo si scalf pi volte prima che il gigante avesse la meglio sulle belve. Da allora non ci siamo mai fermati pi di una notte nello stesso posto. Ma poi i sogni sono diventati pi frequenti. Jade ascoltava distante. La paura si era insediata in ogni diramazione nervosa del suo corpo. Lho sognato anchio. Ieri notte. Misar fiss il medaglione, poi gli occhi della ragazza. Dobbiamo muoverci al pi presto. Tuo padre e loggetto sono stati fermi troppo a lungo. Oggi il giorno del suo funerale, ma domani dobbiamo andarcene. Yumo nervoso, riesco a percepire lumore del

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gigante. Allora mi seguirai? Se tu lo vorrai. Ho promesso a tuo padre di starti vicino, ma il destino di un Keeper nelle mani del Keeper. Non posso costringerti a chiedermi di seguirti. Te lo chiedo. Allora deciso. Partiamo domani. Per dove? Io e tuo padre avevamo parlato di una possibilit. Hai mai sentito parlare della Gilda di Nicon? Jade cerc di ricordarsi quel nome, tra i racconti che gli arcieri si scambiavano la sera davanti al fuoco. Gli eretici? Si, alcuni li chiamano cos. Credono nei Misteri. Forse riusciremo a capire qualcosa di pi sulluomo dei sogni se conoscessimo il significato di questi strani segreti. Si dice che sia gente pericolosa, soprattutto per un Keeper. Si dicono tante cose, ragazza. Dopotutto dovevano seguire una qualche direzione, e su una cosa Misar aveva pi che ragione; il medaglione era stato fermo troppo a lungo. Pens alle belve e al sogno che aveva avuto. Non poteva ignorare i segnali di pericolo delle sue visioni. Va bene! La decisione era presa. Si alzarono in piedi e cominciarono i preparativi per il funerale. Ogni uomo lasciava le terre di Limbo sulle note di un canto, mentre un grande fuoco gli illuminava la strada verso le terre senza nome. Anche il padre di Jade avrebbe fatto lo stesso. Raccolsero molta legna e la posizionarono sulla duna pi alta. LArenty scav una fossa ai piedi della catasta pronta per essere accesa, e ci deposit il corpo di quelluomo che aveva seguito in lungo e in largo, attraverso i mutevoli paesaggi di Limbo. Jade non sapeva se il gigante fosse addolorato per la morte di suo padre. In fondo la sua esistenza era legata alloggetto, non al custode, e si diceva che gli Arenty non avessero sentimenti. Eppure qualcosa le diceva che Yumo era triste. Mentre manciate di sabbia ricoprivano il corpo in fondo alla fossa, Jade

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cerc di imprimersi nella mente il ricordo del volto del padre. Aveva avuto poco tempo per conoscerlo, e in qualche modo le era ancora un estraneo, credeva per che col tempo avrebbe iniziato ad amarlo, idealizzandolo forse, o pi probabilmente comprendendo il significato delle sue scelte. Scelte meschine o scelte obbligate? Tocc il medaglione sul petto come se si trovasse l la risposta, nel freddo vetro della pietra oppure pi sotto, dove batteva un cuore piangente.

Serpelupo di Charles Huxley

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Pi tardi il paesaggio cambi bruscamente. Si alz un vento diverso, pi freddo. La notte arriv insieme a grosse nuvole cariche di pioggia, ma il vento non le faceva fermare abbastanza perch si svuotassero. Si udivano tuoni lontani e laria profumava di tempesta. Eppure neanche una goccia cadde quella notte, mentre il fuoco della pira funebre si alzava in lunghe lingue di fiamma, illuminando il cammino dello spirito del vecchio Keeper. Immobili davanti a quel rogo, Misar, Jade e Yumo richiamavano alla mente le memorie di Ethan, amico, padre e custode. Era un rituale antico che veniva rispettato da ogni trib. Cera bisogno di un canto per suggellare la cerimonia, cos Jade mosse un passo in avanti verso il fuoco e inizi ad intonare il Canto della Rondine, unantica melodia che le sembrava fatta a posta per suo padre. Il crepitio della legna e il brontolio del tuono facevano da sottofondo. Il tempo scivola sulla sabbia Il Mare Infinito ci chiama Verr un giorno in cui la rondine Da terre lontane oltre lo strappo Voler fino a qua E ci parler di citt E di un mondo perduto Quando il sole si spegner E la luna lo coprir Allora la rondine ritorner Insieme alle torri e alle citt. La melodia si ripeteva cambiando tonalit e Jade riusciva ad impostare la voce in maniera impeccabile. Aveva un bel timbro. Misar si accorse che la ragazza stava piangendo, ma la sua voce non subiva alterazioni, si librava leggera dentro la notte come se davvero accompagnasse lo spirito del padre attraverso i misteriosi luoghi dei morti, fino alla magione di Re Hope, dove si diceva dimorassero le anime dei defunti. Il vento frastagliava le fiamme che divampavano sopra di loro, la sabbia formava piccoli mulinelli, come se stesse danzando al suono della voce

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di Jade, il tuono continuava il suo monotono brontolio. La cerimonia continu fino alla fine del primo margine della notte, poi i tre tornarono alla tenda lasciandosi le braci alle spalle. Li aspettava un viaggio lungo ed incerto. Limbo era il mondo in continuo cambiamento, dove le comunit nomadi non sostavano mai pi di qualche giorno nello stesso luogo. Trovare la Gilda di Nicon poteva rivelarsi un compito estremamente difficile. Prima che Jade si abbandonasse ad un sonno profondo e senza incubi, pens al viaggio che laspettava e alla condanna del suo solitario pellegrinare. Percep un vuoto intenso dentro di s, e si accorse che gi le mancava suo padre.

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CAPITOLO 3 Mylo e Rivier Lupo Solitario I Testimoni di Seidon

Il fuoco ardeva a pochi metri dal lago. Il lago era il cratere di un vulcano spento. Le brezze montane ne increspavano la superficie. Quello era il luogo ideale per giocare con gli elementi, per provare nuove formule, sondare i limiti del proprio potere e riversarlo nel paesaggio circostante. Cera acqua, fuoco, vento e terra. Cera il silenzio, interrotto a volte da un tuono lontano, oppure dallurlo di un falco. Cerano i boschi di faggi e querce che circondavano il cratere, e gli animali che si nascondevano per timore del crepitio. Era il crepitio della magia, come se laria attorno al mago cominciasse a sfrigolare, perdendo consistenza. Gli animali non lo sopportavano, e ne fuggivano con la coda tra le gambe. Mylo prov a concentrarsi di nuovo sulle fiamme danzanti che aveva dinanzi. Sentiva il calore sulla sua faccia ed il vento che gli accarezzava i capelli tagliati corti. Era un giovane robusto, dal volto pallido e la bocca rossa come petali di rosa. Aveva il portamento tipico dei Lupi Cacciatori; nobile e fiero. Il suo maestro gli aveva suggerito di prendere prima possesso del vento e poi di concentrarsi sul fuoco. Questo era lunico modo per portare a termine quel complicato incantesimo. Ma Mylo era testardo e voleva provare qualcosa di diverso. Voleva fondere i due elementi, incanalarli assieme ed evocare cos un globo di pura energia, vincolato al suo volere. Entr nei due elementi e ne pieg le volont. Per un attimo una sfera di fuoco si libr sopra la sua mano tesa, e un sorriso apparve come una taglio nella faccia del ragazzo. Ma la sfera crebbe dintensit e lui ne perse il controllo. Sarebbe esplosa causandogli ustioni mortali se nel frattempo lacqua del lago non avesse preso vita, riversandosi sulla riva e spegnendo cos il fuoco e la sfera di energia. Il giovane mago si ritrov completamente bagnato, mentre unesplosione di rabbia gli montava dentro. Ce lavevo sotto controllo! esclam.

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Gir lo sguardo verso la figura che stava alle sue spalle. Era un uomo minuto, dalle ampie vesti bianche ed il volto amichevole. I suoi occhi nascondevano un sorriso senza tempo. Si chiamava Rivier. No Mylo! Ce lavevi quasi sotto controllo. diverso Guarda cosa hai fatto ai miei vestiti continu ad imprecare il ragazzo. Rivier compose due simboli nellaria con la mano destra ed un vento caldo proveniente dal lago incominci a soffiare verso riva. In pochi istanti le vesti dellapprendista mago si asciugarono sulla sua pelle. Mi piace il tuo spirito ribelle, ma un giorno potrebbe non esserci qualcuno a salvarti la pelle. Il controllo importante. Lo stregone si avvicin al ragazzo. Ma come posso controllare gli elementi se non ne conosco il senso? Il ragazzo si riferiva ai Misteri. Rivier li conosceva, forse meglio di chiunque altro, ma non ne aveva mai voluto parlare. Ogni volta che largomento si presentava lo stregone lo liquidava con la scusa del non sei ancora pronto. Mylo detestava quella frase. Ragazzo, il senso al quale ti riferisci non avrebbe alcun senso per te, credimi. E ti assicuro che non ti aiuterebbe a piegare alla tua volont gli elementi. Facile per te che conosci tutti i trucchi La tua solo curiosit, ed proprio questa tua curiosit che ti impedisce di eseguire lincantesimo. Smetti di pensare ai Misteri e controlla gli elementi. Riprova! Mylo folgor il maestro con uno sguardo, ma si rimise in posizione per effettuare la magia. Prima evoc il fuoco che incominci a bruciare i resti ormai asciutti del precedente fal, poi si concentr sul vento. Il crepitio del sortilegio che stava per compiersi fece urlare una bestia nel bosco vicino. Questa volta, prima di pensare al fuoco, aveva soggiogato al suo volere il vento. Lo direzion come voleva e poi ordin alle fiamme di unirsi a lui. Dal fuoco fuoriusc una lingua gialla che and a colpire una grossa pietra ricoperta di muschio a una decina di passi di distanza. La pietra si anner e incominci a fumare. Bravo! esclam entusiasta lo stregone. Mylo sbuff e gli volt le spalle.

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Niente di speciale comment. E si avvi lungo la riva, respirando regolarmente per riacquistare il controllo. Era una normale procedura dei maghi dopo che avevano usato i loro poteri. Ogni volta che veniva usata la magia, il mago perdeva contatto con il mondo elevandosi verso altre dimensioni. La respirazione lo aiutava a riprendere possesso del proprio spirito e a riportarlo in Limbo. Questo gli aveva insegnato Rivier, ma non era tutto, lo sapeva. Maledisse per lennesima volta i Misteri. Quale era la ragione per cui il maestro si dimostrava cos reticente a parlare dei segreti di Limbo? In fondo cosa potevano essere mai. Che la mitologia Arcon fosse una grossa frottola lo aveva intuito da solo molte stagioni prima. Qualsiasi altra storia non avrebbe fatto certo differenza per lui. Probabilmente non ci avrebbe nemmeno creduto. Per lo intrigava, ma la cosa che lo infastidiva di pi era tutta quella segretezza. Ricord lincontro con Rivier, molte stagioni prima. I Lupi Cacciatori lavevano allontanato dalla comunit a causa della sua debolezza. Trovava assurdo che una banale fobia, quella per i serpenti, decidesse le sorti di un uomo. I Lupi erano dei bastardi. Grandi combattenti ed abili cacciatori, ma stavano perdendo la loro parte umana. Presto sarebbero diventati come i loro stupidi amici a quattro zampe. A lui importava poco. Aveva perduto i genitori quando era ancora un bambino e la trib non era mai diventata una seconda famiglia. Una parte di s era quasi contenta di essere stato allontanato. Non aveva problemi ad ammettere che se non fosse stato per Rivier sarebbe morto quel giorno. Non era stata colpa sua. Quel maledetto serpente era uscito fuori da dietro una roccia senza nessun motivo. Lui non poteva fare altro che rimanere immobile, conscio del pericolo ma completamente paralizzato da quel terrore inesplicabile, talmente profondo e radicato dentro la sua natura da non poter essere minimamente controllato. Inerte Mylo aspettava il morso, il getto di veleno, probabilmente mortale, che attraverso il sangue avrebbe attaccato i suoi organi vitali, ma che lo avrebbe finalmente sollevato da quell'insopportabile situazione. Il serpente era una Lingua di Kyos, piccolo e giallo, pi velenoso di un cobra e cinicamente perverso. Poteva rimanere a fissarti per tutto il giorno prima di morderti, come se

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stesse assaporando il profumo della tua paura e ne gioisse. Non a caso aveva preso il nome dal fratello di Seidon, lo squartatore del mondo. Mentre contava gli attimi che gli rimanevano da vivere, in piedi a un passo da quel velenoso rettile, una folgore esplose alle sue spalle ed una scia di intensa luce azzurra si rivers sulla roccia dove si trovava il serpente. Si volt di scatto e vide quel piccolo uomo vestito di bianco: un mago. Non aveva mai capito il motivo per il quale Rivier lo avesse voluto iniziare alle arti divinatorie. Lui era un cacciatore, non uno studioso. Lopportunit era ghiotta e Mylo non era il tipo che si tirava indietro davanti alle sfide, ma non gli ci volle molto prima di rendersi conto che il cammino del mago era tuttaltro che facile. E poi cerano sempre quei dannati Misteri che lo tormentavano. Muoviamoci ragazzo! Sta iniziando il settimo margine e presto il cielo si oscurer. Mylo aveva ripreso a respirare normalmente. Il potere era fluito attraverso e fuori da lui insieme a una parte del suo spirito, e adesso quella parte aveva fatto ritorno. Torn indietro verso il fuoco che continuava a consumarsi sulla riva sabbiosa del lago. Luomo dalle vesti bianche guardava il cielo prevedendo la notte prossima a calare. Sar una notte tranquilla, maestro predisse Mylo. Si, forse. Per oggi basta cos. Torniamo allaccampamento. Si allontanarono dallo specchio dacqua che era il cratere spento di un vulcano ed entrarono nel bosco, scendendo verso valle attraverso uno stretto sentiero. Laggi avrebbero trovato i due cavalli e la loro tenda ad aspettarli. Mylo sentiva nelle gambe la stanchezza della giornata di addestramento. Faceva fatica a star dietro allo stregone che, nonostante lapparente et, peraltro indefinibile, e le ampie vesti che sembravano ingombranti ed inadatte a camminare nei boschi, procedeva spedito attraverso rovi e passaggi scoscesi. Lo vide fermarsi ad un tratto pi sotto, nel punto in cui il sentiero usciva dallintricata vegetazione consentendo unampia visuale della valle. Gli si avvicin guardando verso la radura dove si trovava il loro accampamento. Chi sono? esclam. La radura era occupata da una guarnigione di cavalieri, almeno

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quindici. Non si riusciva a distinguerne lappartenenza da quella distanza. Si muovevano attorno alla tenda e stavano probabilmente aspettando il loro ritorno. Testimoni di Seidon rispose lo stregone con voce tranquilla. Maledetti loro. Cosa vogliono? Avranno visto sicuramente i lampi e udito il crepitio. Sono alla caccia di eretici, e noi siamo le loro prossime prede. Rivier appoggi una mano sulla spalla del ragazzo e con un sorriso beffardo prosegu. Ragazzo, la vita del mago non delle pi facili. Il mondo pieno di gente invidiosa e testarda. Tienilo sempre bene in mente. Mylo face una smorfia. Che facciamo adesso? Beh, non possiamo abbandonare la nostra roba. Andiamo a sentire cosa hanno da dirci questi signorotti. Magari ci offrono unoccasione per esercitarci Gli occhi di Rivier luccicavano maliziosamente, ma Mylo sapeva che lo stregone non sarebbe mai arrivato ad uccidere qualcuno senza un buon motivo. Non nascose inoltre il suo stupore per il fatto che il maestro potesse fronteggiare senza timore quindici cavalieri di Seidon. La fai sembrare una passeggiata ma si tratta di una bella guarnigione, armata fino ai denti da quanto posso vedere. E noi siamo solo due Si ragazzo, il conto giusto. E continuando a sorridere prosegu per il sentiero che tornava ad infilarsi nella vegetazione. Mylo gli corse dietro, mentre uno strano brivido di eccitazione gli percorse tutto il corpo. Dopotutto era sempre un Lupo. Giunti nei pressi della radura, Rivier smorz con un semplice incantesimo il rumore del loro movimento. Quando i due fecero la loro apparizione davanti alla guarnigione sparpagliata attorno alla tenda, i due cavalieri a loro pi vicini ebbero un sussulto. Immediatamente un arciere li prese di mira e qualcuno intim loro di fermarsi. La voce proveniva da dentro la tenda. Rivier e Mylo si fermarono uno accanto allaltro, guardando nella direzione da dove giungeva quella voce. Dalla tenda usc un uomo molto alto e quasi totalmente calvo. Indossava le tipiche vesti rosse che distinguevano i Testimoni di Seidon e portava una lucente spada di bronzo, anche questa simbolo della confraternita. I Testimoni di Seidon

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erano una comunit errante che aveva come scopo principale quello di portare la verit di Seidon e screditare le ridicole congetture attorno ai Misteri. Durante lultimo ciclo, il dodicesimo dalla creazione di Limbo secondo il calendario Arcon, in molti avevano incominciato a parlare dei Misteri, senza neanche sapere che cosa fossero. Ma lo spargersi di queste voci fecero muovere con maggiore zelo i Testimoni. Adesso la comunit contava diversi distaccamenti, e i controlli erano raddoppiati. La magia era da sempre legata ai Misteri, perci ogni mago era considerato un eretico agli occhi dei Testimoni. Spesso gli eretici venivano condannati a morte, ma veniva anche praticata la tortura per giungere alla loro conversione. Mylo non credeva alla mitologia Arcon, n tanto meno a Seidon il misericordioso, come lo chiamavano i Testimoni, ma di sicuro non potevano entrargli in testa e scoprire quello che stava pensando. In fondo non era difficile convincere la confraternita della propria fedelt, ma se avevano udito il crepitio, le cose potevano davvero complicarsi. Si prepar al peggio, ma si rese conto che le carte le avrebbe giocate tutte il suo maestro. Era molto curioso di vedere come sarebbe andata a finire. Luomo calvo, presumibilmente il capitano della guarnigione, si ferm a pochi passi da loro e inizi la sua predica. Rivier lo osservava con occhi divertiti. Due erranti solitari che amano strane letture e fanno lunghe passeggiate presso vulcani spenti. Soggetti curiosi, per non dire bizzarri. Luomo teneva in mano uno dei libri di Rivier, un antico volume scritto dallo stesso stregone in una lingua sconosciuta. Era il Bit, la lingua dei maghi. Il cavaliere calvo attese qualche istante prima di continuare, come se aspettasse le sue prede al varco. Rivier rimase immobile, il volto sereno e gli occhi miti. Sembrava guardasse oltre il Testimone, oltre la tenda e oltre la radura, come perduto in un qualche misterioso pensiero. Il cavaliere torn a parlare. Alcuni miei compagni mi hanno riferito di aver udito uno strano rumore provenire da lass ed indic la sommit del vulcano. Una sorta di sfrigolio, un suono estremamente fastidioso, di quelli che si

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dice appartengano alle blasfeme pratiche delle streghe e dei fattucchieri. Avete una qualche idea di cosa possa aver causato quel rumore? Il volto delluomo si contorse in un ghigno mentre attendeva la replica dei due astanti. Nel frattempo la sua mano si era posata sullelsa della spada che portava al fianco. Rivier rispose con voce tranquilla. Non ebbe nessuna esitazione nel pronunciare quella curiosa menzogna. Abbiamo visto una volpe e un fagiano che si azzuffavano come se fossero impazziti. Forse era quello il rumore che i vostri uomini hanno udito. La volpe ha avuto la meglio, ovviamente. Cera anche un gufo che assisteva alla scena. Davvero stupefacente. Per poco Mylo non esplose in una sonora risata. Fece fatica a trattenersi, e dovette voltarsi da una parte per evitare che il Testimone si accorgesse della sua smorfia. Quando torn a guardare verso il cavaliere calvo, vide che nei suoi occhi bruciava una fiamma di rabbia. Aveva intuito lo scherno e sembrava sul punto di gettarsi addosso al maestro con la spada in pugno. Poi invece riusc a riprendere il controllo di s. Intanto il volto di Rivier rimaneva placido e privo di espressione. Si, stupefacente! Eppure qualcosa mi dice che quel rumore era causato dalla magia, e che voi due centrate qualcosa. Dovremo fare degli accertamenti, naturalmente, perci dovrete seguirci allaccampamento centrale. Se vero che siete dei maghi, vi consiglio di collaborare e di smettere subito di raccontare fandonie. La voce di Seidon pu ancora aprirvi il cuore ed accogliervi nel suo amorevole abbraccio. Rivier rispose con voce ancora pi calma, lo sguardo perso in qualche dimensione lontana. Si, davvero una bella azzuffata Il Testimone fece finta di non aver sentito e ordin ai suoi uomini di preparare il campo per la notte. Sarebbero partiti il giorno dopo ormai, dato che il settimo margine era quasi terminato e il buio li avrebbe sorpresi da un momento allaltro. Due uomini si avvicinarono al ragazzo e allo stregone dietro lordine del capitano della guarnigione. Erano sotto la loro stretta sorveglianza adesso. Intimarono loro di non provare a ribellarsi o a fuggire, e soprattutto di non utilizzare alcuna pratica

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magica, pena lassaggio della sacra spada di bronzo, immagine della lama di Seidon che salv il mondo dalla catastrofe, nei tempi remoti della creazione. Mentre li conducevano nella loro tenda, Mylo cerc di capire le intenzioni del maestro. Che facciamo? sussurr. Osserviamo, ragazzo. il modo migliore per imparare. Ma la calma di Rivier non bastava a tranquillizzare il ragazzo. Ora che quelle due guardie li seguivano a due passi di distanza con le spade in pugno, si accorse che quel gioco incominciava ad innervosirlo. Molte domande gli affiorarono in testa. Quali erano davvero le loro possibilit? Era sicurezza o abbandono la calma mostrata dal maestro? E se durante la notte avessero tagliato la gola ad entrambi? Non voleva sentirsi intimorito, ma la situazione non gli piaceva affatto. Invidiava il maestro che se stava placido ad osservare gli eventi. A lui invece incominciavano a prudere le mani. Si distesero sui loro giacigli ascoltando gli uomini che allesterno si adoperavano ad innalzare le tende e preparare il fuoco per la notte. Le due guardie sedevano a poca distanza da loro e parlavano sottovoce. Almeno stasera non dovremo cucinare esord Rivier ridacchiando. Mylo gli rispose con un sorriso forzato. Si chiese per lennesima volta come facesse il suo maestro a divertirsi in una situazione simile, ma rinunci subito a trovare una risposta. Avrebbe atteso ed osservato gli eventi. Daltronde non cera niente altro da fare. Pi tardi venne portata loro la cena, due ciotole di stufato e due boccali di birra che Mylo annus attentamente per paura che fosse avvelenata. Rivier invece la butt gi tutta dun fiato e ne chiese gentilmente un altro boccale. Poi ci fu il cambio di guardia e i due si prepararono per andare a dormire. Lo stregone si abbandon subito ad un sonno profondo, non privo del suo solito russare, il ragazzo invece rimase sveglio per molto tempo, osservando le ombre dei cavalieri che sfilavano davanti al fuoco del campo ed ascoltando lo sferragliare delle loro spade di bronzo. Teneva le orecchie tese nel timore che qualcuno si avvicinasse furtivamente per ucciderli nel sonno. Due eretici, due maghi infedeli che credevano ai Misteri. Maledetti segreti. E forse sarebbe morto proprio per colpa di loro, senza nemmeno conoscerne il

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significato. I pensieri si rincorrevano nella sua testa, una giga convulsa e rabbiosa, un susseguirsi di domande senza risposte, di ragioni senza logica, di cadute senza appigli. Il senso al quale ti riferisci non avrebbe alcun senso per te. Che cosa voleva dire? Ripet quella frase nella sua testa, e la immagin come un ramo proteso verso di lui, ma irraggiungibile. Prov al allungare il braccio, a distendere il corpo e cercare di afferrare il rosso frutto attaccato a quel ramo, ma le sue dita non riuscivano neanche a sfiorarlo. Finalmente la stanchezza della giornata prese possesso di quei pensieri e li richiuse in una stanza vuota della sua mente, guidandolo poi verso un sonno profondo e privo di sogni.

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Limbo Capitolo 3 di Charles Huxley

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CAPITOLO 4 Uno sguardo ai Misteri Laccampamento dei Testimoni

Il capitano della guarnigione si chiamava Terion. La mattina dopo disse ai due prigionieri che laccampamento centrale dei Testimoni di Seidon era posizionato a circa mezza giornata di viaggio, ai margini delle Pianure del Vespro, oltre i rilievi dove adesso si trovavano. Avrebbero viaggiato sui loro cavalli, ma questi sarebbero stati legati a quelli delle loro guardie, per evitare spiacevoli sorprese. Mylo si era svegliato con la testa pesante. La notte di riposo non era servita ad allontanare la stanchezza degli esercizi del giorno prima e la tensione causata dagli eventi che si erano succeduti. Si sentiva rallentato e aveva un cattivo sapore in bocca. Tuttaltra cosa invece sembrava essere lumore del suo maestro. Rivier si era svegliato con la sua solita placida espressione stampata sul volto e con un notevole appetito. Si era gettato sul porridge preparato dai cavalieri per colazione, e con una scodella piena se ne era rimasto seduto in silenzio nei pressi del fuoco del campo appena ravvivato. Era ancora buio, ma il paesaggio stava per cambiare. La cometa sfrecciava nel cielo scandendo gli ultimi giorni della stagione. Mylo si avvicin al maestro con una scarsa razione di avena. Lappetito era lultima delle sue preoccupazioni. Intanto le guardie continuavano a girare intorno a loro a pochi passi di distanza. Il ragazzo si era accorto che erano due Arenty. Ci hanno messo addosso i senza cuore esclam, riferendosi alle guardie. Meravigliosi comment Rivier con la bocca piena. Sono perfetti nei loro compiti, e di sicuro pi affidabili. Un Arcon potrebbe sempre perdere la pazienza, o perdere la testa Sorrise al ragazzo e raccolse un altro cucchiaio dalla ciotola. A me fanno uno strano effetto. Non ci pensare. Mangia. Mylo prov a seguire i consigli del maestro, ma si accorse di non avere

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per niente fame. Osservava i cavalieri muoversi per il campo e prepararsi alla partenza. Se volevano tentare la fuga era meglio provarci prima di arrivare a destinazione. Una volta dentro il grande accampamento, circondati da centinaia di soldati, sarebbe stato impossibile provare a fuggire. Ma qualcosa gli diceva che il suo maestro non aveva nessuna intenzione di scappare. Il paesaggio si color di indaco ed alte nubi stratiformi velarono il cielo e la cometa. Laria era ferma e si avvertiva un pungente profumo di fiori, troppo dolce per risultare piacevole. Mylo storse il naso e mont a cavallo. I cavalieri si disposero a coppie lungo il sentiero, mentre un carro trainato da due cavalli trasportava le provvigioni. Ragazzo e maestro si trovarono nel mezzo di quella colonna, tenuti diligentemente sotto controllo dalle guardie Arenty posizionate alle loro spalle. Lasciarono la radura a passo duomo, proseguendo lungo lo stretto percorso che scendeva pi a valle. Presto il sentiero rincominci a salire e a inerpicarsi lungo un altro dorsale. Sarebbe proseguito cos, in un continuo sali e scendi fino alle Pianure del Vespro, unampia striscia di terra tagliata in due dal grande fiume Serpe. I nomi nascevano e morivano con le nuove generazioni, perch tutto era in continuo mutamento su Limbo. Il grande fiume veniva chiamato Serpe per via della sua tortuosit, le piane si coloravano spesso dei colori del crepuscolo e per questo era stato assegnato loro quel nome, ma la geografia non era mai stabile e le mappe potevano ingannare il viaggiatore, se queste non erano bene aggiornate. Molti erranti ne facevano anche a meno, fidandosi solo della propria memoria e della posizione della cometa. Le notizie si diffondevano attraverso le colonne delle voci, e in questo modo le comunit potevano conoscere la posizione della montagna sacra che indicava il passaggio del ciclo. Al momento doveva trovarsi vicino allultimo quarto di percorso. Sarebbero passate altre cento stagioni prima che il sole rosso che indicava il tramonto di Limbo la ingoiasse, per risputarla subito presso lalba del sole azzurro allaltra estremit del mondo, il luogo dove nascevano le nuove terre. Mentre pensava distrattamente alle leggi fisiche del mondo, Mylo osservava limperscrutabile volto del suo maestro che cavalcava al suo

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fianco. Prov per lennesima volta a stabilirne let; duecento stagioni forse, oppure di pi. Glielo aveva chiesto una volta, ma Rivier non gli aveva dato una risposta precisa. Ho visto la cometa passare nel cielo fino ad annoiarmi, ragazzo! gli aveva detto. Poteva significare qualsiasi cosa. A cosa pensi? disse ad un tratto lo stregone senza voltarsi. Mylo si guard attorno per assicurarsi che nessuno li udisse, ma le guardie erano molto vicine e la guarnigione procedeva silenziosamente. Non ti preoccupare ragazzo, non possono n sentirci n vedere le nostre labbra muoversi. Ho alterato le nostre immagini, cos possiamo parlare un po. Hai usato la magia? Mylo non nascondeva la sua sorpresa. Perch non ho udito il crepitio? Ci sono modi per smorzarlo, se lincantesimo non molto complicato. Comunque non abbiamo molto tempo. Volevi dirmi qualcosa? La tua testa sembra dover esplodere da un momento allaltro. Si. Ci sono tante cose che non capisco e che non mi piacciono ammise Mylo. Si ha sempre paura di quello che non si conosce. la prima debolezza delluomo Cosa ci facciamo qui? Una volta dentro laccampamento centrale sar impossibile fuggire, e sicuramente verremo condannati. Hanno trovato i libri e ci accuseranno di stregoneria. Maestro, senza dubbio ci aspettano la tortura e la morte Non essere cos negativo ragazzo. Ho invece la sensazione che il primo ministro di Seidon sar ragionevole e ci lascer andare. Si dice che Tawares sia spietato con gli eretici. Anche i Lupi avevano cominciato a tenersi alla larga dai Testimoni. Da quando si insediato il nuovo ministro la comunit si allargata, reclutando sempre pi cavalieri. Rivier si volt verso il ragazzo. Negli occhi aveva la solita tranquilla espressione di sempre. Il Primo Ministro Tawares duro, ma ti assicuro che si mostrer giudizioso nel nostro caso. Il volto dello stregone era velato da uno strano sorriso.

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tutta colpa dei Misteri sentenzi Mylo. Che vuoi dire ragazzo? La ragione per cui i Testimoni si sono raddoppiati e controllano tutti quanti. La ragione per cui siamo in questa situazione. I Misteri sono quello che sono. Ognuno dovrebbe essere libero di crederci o non crederci, al di l della loro attendibilit. Il problema non sono i Misteri, ragazzo, ma le persone che temono di essere nellerrore. Anche questa unaltra delle tristi verit delluomo. Adesso il maestro lo guardava con un espressione corrucciata, gli occhi perduti in remote dimensioni. Mylo ebbe la sensazione che fossero duemila e non duecento le stagioni vissute dallo stregone, che esistesse sin dallinizio del tempo e che fosse lui stesso uno dei Misteri di Limbo. Un brivido percorse la schiena del giovane mago. La mitologia Arcon solo una favola. Se a qualcuno piace crederci, se gli fa bene crederci, allora che ci creda pure. la sua verit, ed questo quello che conta. Ma imporla a chi non ha le stesse sue percezioni una violenza mentale. Era la prima volta che Rivier confermava le sue sensazioni riguardo alla falsit della mitologia Arcon. Poteva essere linizio della rivelazione, cos Mylo prov ad incalzare il maestro. Ma se le cose stanno cos, qual la vera storia di Limbo? Rivier ritrov il sorriso e rispose. Non ti arrendi ragazzo. Va bene, ti dir qualcosa, ma non aspettarti grandi rivelazioni. Come ti ho detto centinaia di volte, non sei ancora pronto. Mylo pendeva letteralmente dalla bocca del maestro. Si sporse in avanti verso il cavallo dello stregone come per afferrare meglio quello che gli stava per confidare. Ti dir dei Misteri nella maniera in cui vengono divulgati dagli Stregoni Arcon. La verit degli Elenty ben diversa, e non ti consentito conoscerla. Sappi solo che comunque non riusciresti neanche a capirla. Ma tu sei un Arcon, e lunica spiegazione che possa soddisfarti quella Arcon. Cosa voleva dire il maestro? Che lui non era un Arcon? E allora cosa era? Avrebbe voluto chiederglielo, ma prefer tacere, temendo che lo

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stregone interrompesse il discorso. Limbo un luogo di attesa, un mondo di passaggio. Fu creato dagli Elenty dodici cicli fa per sfuggire alla morte del loro vecchio mondo. Essi erano in grado di manipolare la struttura di questo piccolo universo che avevano creato, una pratica che fu poi chiamata magia. Gli Elenty attendono in Limbo lavvento del loro nuovo mondo, nel momento dellEmersione. A Mylo sembravano enunciati estratti da un libro. Non era riuscito a capire molto di quello che Rivier gli aveva detto. Che vuol dire che fu creato dagli Elenty? Lo stregone guard divertito lespressione confusa del ragazzo. Gli Elenty non sono una leggenda. Sono esistiti e continuano ad esistere, poich alcuni di loro sono diventati immortali. Essi provengono da un altro mondo, unaltra dimensione, se cos si pu dire. La dimensione della magia, quella in cui possibile perdersi dopo aver usato il potere? domand il ragazzo, credendo di averci capito qualcosa. Si, qualcosa del genere conferm il mago. E noi Arcon chi siamo? Gli Arcon sono i figli degli Elenty. Furono creati insieme a Limbo per vivere in Limbo. E cosa succeder quando arriver il momento dellEmersione? Ragazzo, non detto che questo evento accadr mai. Gli Elenty continuano ad attenderlo, ma passato cos tanto tempo ormai che molti di loro non ci credono pi. Immagino per che se arriver, gli Elenty se ne andranno via e lasceranno Limbo agli Arcon. Sicuramente non riaffioreranno antiche citt e non sar lavvento di un nuovo mondo per gli Arcon. Quella solo una favola. E gli oggetti di famiglia? Appartengono agli Elenty e scompariranno insieme a loro. Ma non ti devi preoccupare dellEmersione, ragazzo. molto probabile che passeranno altri dodici cicli senza nessun oscuramento del sole o altri segni profetici. Allora Seidon non esiste?

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In realt si. Seidon e Kyos furono creati anchessi dagli Elenty come forze interne di Limbo. Ti stupir sapere che Seidon una creatura Arenty mentre invece Kyos un Arcon, ma qui ci perdiamo in particolari un po troppo difficili da comprendere. Ti basti sapere che Seidon in effetti un entit molto potente appartenente alla struttura di Limbo. Mylo cerc di riordinare i pensieri, ma cera qualcosa che non gli tornava. Hai detto che la verit Elenty non avrebbe senso per un Arcon, ma tu sembri conoscerla. Allora non sei un Arcon Rivier si volt verso il giovane apprendista mago e gli sorrise. Hai un buon intuito ragazzo. Davvero buono. Ma non disse nient'altro, e Mylo sentiva che non sarebbe servito incalzarlo con nuove domande. Il suo maestro poteva essere un Elenty, i leggendari figli di Seidon e primogeniti di Limbo, secondo la mitologia Arcon, ma ormai quella era diventata una favola per bambini. Cosaltro nascondevano i Misteri di Limbo? Quali altri segreti poteva rivelargli il suo maestro, e quanti di questi sarebbe riuscito ad afferrare? La conversazione era stata breve, ma aveva un bel po di materiale su cui riflettere adesso, mentre i cavalli procedevano in fila con passo costante verso laccampamento dei Testimoni di Seidon. Mentre discendevano laltopiano verso le Pianure del Vespro, che si perdevano allorizzonte nei loro gialli, ori e aranci, avvistarono laccampamento. Mylo cont almeno una settantina di tende disposte attorno ad una pi grande centrale, che era di sicuro la residenza del primo ministro Tawares. Decine di cavalieri si aggiravano per il campo. Oltre le tende in direzione del fiume Serpe, del quale era possibile distinguere in lontananza il riflesso dorato della sua superficie, vi era un grande recinto per i cavalli. Ve ne erano pi di un centinaio. Il suo senso del tempo gli diceva che il quinto margine del giorno stava per terminare. Si augur che avessero a disposizione unaltra notte prima del processo e della probabile condanna, una notte per riflettere sulle cose che Rivier gli aveva detto e per capire quali erano le sue intenzioni. Poco pi tardi la colonna di cavalieri che accompagnava i

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due prigionieri entr adagio nel campo, muovendosi direttamente verso la tenda centrale. Alcuni uomini salutarono i compagni appena giunti. Mylo si accorse che vi erano altri Arenty tra i Testimoni. Non era difficile riconoscerli. Avevano la tipica espressione assente, lo sguardo vacuo perso in strani pensieri. Si muovevano pi lentamente degli Arcon, ma sembravano nello stesso tempo molto pi allerta. Il loro comportamento poteva apparire ottuso, ma in realt era semplicemente distaccato. Non a caso alcuni li chiamavano i senza cuore. La colonna si ferm a un cinquantina di passi dalla tenda di Tawares. Vi erano quattro guardie ferme davanti allentrata. Una di queste si avvicin al capitano Terion che nel frattempo era smontato da cavallo. I due si scambiarono qualche parola che Mylo non riusc ad afferrare, dopo di che si avviarono entrambi verso la tenda. Il maestro sedeva sul cavallo accanto a lui, e guardava il cielo cercando di prevedere, come era suo solito fare, limminente paesaggio notturno. Dopo poco il capitano usc fuori e si diresse direttamente verso i due prigionieri. Sembrava leggermente turbato, come se la conversazione con il primo ministro non lo avesse soddisfatto. Si rivolse alle due guardie che tenevano legati i cavalli. Portateli nelle nostre tende. Tawares non ha tempo stasera per esaminare questa faccenda. Lo far domani mattina. Nel frattempo, non perdeteli docchio. Non vorrei che combinassero qualche scherzo. La responsabilit nostra, intesi? Si capitano risposero allunisono i due Arenty. Rompete le righe. Tornate al nostro accampamento e innalzate le altre tende ordin poi ai suoi uomini. La guarnigione si diresse verso lesterno del campo, nei pressi dei recinti per i cavalli. Laggi vi erano tre grandi tende scure che dovevano rappresentare laccampamento stabile della guarnigione. Mylo e Rivier vennero accompagnati in uno di queste tre alloggi, sempre sotto la scorta dei due cavalieri Arenty. Gli altri uomini prepararono diligentemente laccampamento come aveva ordinato il capitano. Unaltra notte di attesa. Avrei voluto che ci dicessero subito quello che ci aspetta confess Mylo al maestro, una volta che si furono sistemati

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entrambi sui loro nuovi giacigli. La notte porta sempre consiglio, ragazzo. Meglio cos, credimi rispose Rivier, sempre sorridendo. Pi tardi venne data loro una generosa razione di cibo, della carne sugosa accompagnata da del riso, e un paio di boccali di birra. Gli Arenty mangiarono insieme a loro nella tenda ma non dissero una parola. Non era tardi ma non cera ragione per rimanere svegli, cos dopo cena i due se ne andarono a dormire. Mylo era meno preoccupato della sera precedente, ma non riusc a non pensare che quella poteva davvero essere la sua ultima notte. Lo stregone stava gi russando quando quella paura gli entr in testa. Maledisse lirritante atteggiamento del mago e quasi per capriccio scacci dalla mente i cattivi pensieri. Poco dopo si addorment. Fece sogni inafferrabili. Quando si svegli il mattino dopo prov a riordinarli ma non ci riusc. Sapeva di aver sognato a lungo e profondamente, ma non era capace di ricordare neanche una piccola parte di quelle visioni notturne. Accanto a lui il maestro continuava beatamente a dormire, mentre le due guardie erano sempre l, nella medesima posizione in cui le aveva viste prima di addormentarsi. Un piccolo brivido gli solletic la schiena. Strana gente i senza cuore pens, e si volt dallaltra parte. Avrebbe aspettato il risveglio dello stregone. Non aveva nessuna intenzione di muoversi da solo, e non sapeva neanche se i cavalieri glielo avrebbero permesso. Senza volerlo si riaddorment, e questa volta i sogni vennero da lui imprimendosi nella sua mente. Sogn il volto di una ragazza e quello si un uomo dagli occhi di ghiaccio. Luci ed ombre che scuotevano il cielo e una battaglia magica che impegnava il maestro fino allo stremo delle sue forze. Vide una luce folgorante fuoriuscire dalle mani di Rivier ed una torre crollare sopra creature urlanti, orribili lupi con fauci di serpenti fatti di pietra e di gesso. Infine vide la montagna sacra, ergersi in tutta la sua grandezza. Ragazzo! Sveglia ragazzo! la voce del maestro lo riport indietro. Respir a fondo chiedendosi se non era rimasto in apnea per tutta la durata di quello strano sogno. Sentire nuovamente laria nei polmoni gli

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fece riacquistare lucidit. Maestro! chiam. Poi guard le guardie. Pareva che non avessero fatto caso al titolo con cui aveva chiamato lo stregone. Sembrava che stessi per annegare! Solamente un brutto sogno, tutti qui. Ma gli occhi del ragazzo dicevano altro. Rivier gli rispose con un cenno, intuendo quello che il ragazzo gli aveva provato a comunicare con uno sguardo. Uscirono dalla tenda con le due guardie sempre dappresso, e si avviarono verso il fuoco che ardeva allegramente in mezzo allaccampamento della guarnigione. Il cielo era rosso e arancio ed il sole sembrava una palla di fuoco ferma allorizzonte. La temperatura era pungente, laria umida profumata di erba fresca. Sui rilievi dietro laccampamento si intravedevano grosse nubi plumbee che con tutta probabilit sarebbero rimaste ferme per tutto il giorno. Il paesaggio era stato creato, da Seidon o da chi per lui, poco importava chi ne fosse lartefice. Questo era Limbo. Si sedettero vicino al fuoco e venne loro offerta una generosa porzione di latte e avena. Vi erano altri cinque cavalieri vicino, gente dal volto sereno che parlava del paesaggio, dei cambiamenti, delle comunit che avevano incontrato. Prima di mangiare la colazione ringraziarono Seidon. Mylo non riusciva a pensare niente di male di quelle semplici persone, a parte forse per la spada di bronzo che portavano al fianco. Da una tenda usc il capitano Terion e si avvi verso di loro. Aveva laria di uno che aveva dormito male, perseguitato da sogni bizzarri come quello che Mylo aveva appena fatto. Oggi il vostro giorno esord il capitano schernendoli. Sembra proprio cos rispose masticando lo stregone. Rivier gir lo sguardo verso il capitano e sfoder uno dei suoi sorrisi. Terion evit il suo sguardo e pass oltre. In quel mentre Mylo si accorse che un piccolo drappello di cavalieri provenienti dal centro del grande accampamento si stava avvicinando. Un uomo precedeva il gruppo con uno stendardo rosso. I cavalieri radunati attorno al fuoco si alzarono in piedi e lui e lo stregone li imitarono. Il capitano Terion era davanti a loro e accenn un saluto. Il gruppetto si ferm a una ventina di passi dal fuoco. Solo un uomo

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continu a camminare verso di loro. Era anziano e vestiva il rosso dei Testimoni ma anche il bianco che ne definiva il titolo. Una spessa catena dargento gli pendeva dal collo e portava una spada di bronzo finemente lavorata, diversa da quella degli altri cavalieri. Per Mylo non fu difficile capire che si trattava del primo ministro Tawares. Capitano Terion chiam avvicinandosi al capo della guarnigione. Mio signore. Benvenuto nel nostro campo. Ecco qui i prigionieri accusati di stregoneria che Liberate subito questi due uomini ordin il ministro, interrompendo bruscamente le parole del capitano. Terion strabuzz gli occhi. Annaspando cerc di rispondere. Ma mio signore, non capisco Hai capito bene, capitano! lo interruppe nuovamente. Poi Tawares si mosse in direzione di Rivier. Un sorriso gli affior sul volto mentre tendeva le braccia verso lo stregone. Rivier gli si avvicin tendendo a sua volta le braccia. I due si incontrarono abbracciandosi in mezzo allaccampamento. I cavalieri erano meravigliati, il capitano Terion osservava incredulo la scena, ma il pi sbalordito di tutti era sicuramente il giovane Mylo. Mio vecchio amico. Che tu sia il benvenuto! disse il religioso.

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CAPITOLO 5 Sawar

Il giorno era uguale alla notte, i sapori erano stupide percezioni neurali diventate insipide, il sesso riusciva ancora ad appagarlo solo grazie alle stregonerie di Davinia. Se la sua vita era destinata a spegnersi, probabilmente questo sarebbe accaduto insieme alla sua amante, mentre scalavano vette di piacere mai concepite da alcuna esistenza, Elenty, Arcon o altro. Dalla finestra della sua stanza vedeva scorrere le terre di Limbo. La Torre Galleggiante si muoveva lentamente sopra il paesaggio, insieme alle belve che nel procedere vi giravano intorno, saltellando coi loro corpi gibbosi, fatti di pietra e di gesso, meravigliose creature prive di anima al suo servizio. Non era stato facile intuire il segreto della vita e manipolarlo, uno degli enigmi meglio custoditi di quellassurdo mondo. Lui era il solo in grado di farlo. La noia era la sua pi grande nemica. Per dodici cicli era vissuto in attesa, contando i giorni e dimenticandosi il modo in cui usava calcolare il tempo prima dellavvento di Limbo. Di quel mondo remoto dove lui era nato ricordava poco o nulla, ma vi era una cosa che era impressa indelebilmente nella sua memoria e che si affacciava regolarmente ogni giorno: il volto di suo figlio Thomas. Lasciarlo fu il dolore pi grande. Il ricordo continuava a tormentarlo, corrodendo la sua mente in quellassurda vita di attesa chiamata Limbo. Piccolo Thomas dagli occhi celesti e il sorriso di sole. A volte sussurrava quel nome richiamando alla memoria il suo volto. E pensare che non riusciva neanche a ricordare il suo vero nome. Adesso si faceva chiamare semplicemente Sawar, e quella parola metteva i brividi a molti Arcon. Osserv il sole assurdamente immobile sullo sfondo di un cielo violaceo. La cometa sfrecciava poco pi sotto, stupido espediente che segnava il trascorrere del tempo. Nessun segno di un imminente eclisse. LEmersione era un miraggio. Pi di una volta aveva pensato di raggiungere la montagna sacra,

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Mountoor come la chiamavano gli Elenty, ed affrontare il Guardiano. Probabilmente non sarebbe riuscito ad avere la meglio su quel demone, ma tutto considerato, cosa aveva da perdere? Altri dodici cicli di attesa? No, grazie... Ma una volta giunto alle porte del mondo, cosa avrebbe potuto fare? Uscire? Per andare dove? Forse in unaltra prigione come quella dalla quale proveniva, come quella in cui viveva da tempi immemorabili. Unaltra prigione come Limbo. Osservava le pieghe della sua veste di seta, un milione di sfumature dorate. Dalle ampie maniche fuoriuscivano le sue mani nodose, lunghe dita affusolate capaci di deformare la struttura del mondo, ricrearla a suo piacimento e vincolarla al suo volere. Niente era pi un segreto per lui. Pens alla mitologia Arcon ed al fratello di Seidon, il dio che condann il suo popolo ad un continuo pellegrinaggio. Kyos si chiamava, lo squartatore del mondo. Sawar si sentiva esattamente come lui, imprigionato in una terra confinata, pronto a reciderne gli orizzonti per farci vomitare dentro nuove terre, nuove vite, nuove possibilit. Niente gli appariva pi corrosivo della condanna che stava scontando; vivere in un mondo chiuso, senza possibilit di uscita. Ma Kyos era una stupida rappresentazione di Loke, la forza imponderabile del sistema, una leggenda che serviva a tenere buoni gli Arcon, niente pi. Vi era una cosa che lo tormentava ancor pi del mondo in cui era condannato a vivere. Erano passati cicli e stagioni dallavvento di Limbo e dalla scoperta del significato dei Frame, ovvero gli oggetti di famiglia. Gli Arcon credevano che servissero a riportare indietro il vecchio mondo e le sue antiche citt, ma la verit era unaltra. Ogni Frame apparteneva ad un Elenty, era il suo oggetto, anzi loggetto era lui. Sawar ne avvertiva la presenza, anche se vaga e distante. Loggetto era stato passato recentemente ad un nuovo Keeper, una ragazza. Ne aveva visto il volto, mentre manipolava la struttura con la sua magia. Insieme a lei vi erano anche un vecchio ed un gigante Arenty. Per dodici cicli aveva cercato quelloggetto. A volte lo aveva percepito, ma mai cos tanto come adesso. Questo fatto lo incuriosiva. Non sapeva di preciso dove si trovasse la ragazza, ma poteva proiettare la sua mente nei suoi sogni, esplorarli e farsi rivelare la sua posizione. Durante

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lultimo contatto aveva intuito la presenza del deserto ed era proprio laggi che la Torre Galleggiante era diretta. Ekaron la pilotava attraverso dune e boschetti, un lento ma costante avanzare che terrorizzava gli animali e teneva lontano gli Arcon. Era diventato abile a guidarla, forse addirittura pi di lui. Davinia invece dormiva, o pi probabilmente sognava. Erano immersioni di luce le sue, estremizzazioni della ricerca del piacere. La donna dai lunghi capelli di platino si abbandonava spesso a lunghi sonni dai quali non voleva assolutamente essere svegliata. Erano ricerche le sue. Si definiva una pioniera del godimento. Erano solo tre, ormai da innumerevoli stagioni. Gli altri Elenty erano morti, o votati ad altre cause, ingenue pedine di uno stupido disegno. Avrebbero comunque fatto bene a rimanere alla larga da loro. Se volevano credere ancora alla bugia dellEmersione, che facessero pure, a lui non importava. Ma non dovevano intromettersi nei suoi affari e in quelli dei suoi compagni. La noia era un brutta malattia, ed era possibile combatterla solo attraverso la ricerca di nuovi stimoli. La sofferenza Arcon deliziava Ekaron il torturatore, la violenza mentale affascinava la splendida Davinia, mentre ci di cui lui godeva di pi era distruggere la struttura di quel mondo fittizio. Non a caso qualcuno gli aveva dato il soprannome di Delirante Demolitore. Allung il braccio in direzione di un piccolo bosco di faggi che scorreva davanti alla finestra sul paesaggio. Si concentr pochi attimi mentre il rumore dello sfrigolio riempiva la stanza. Il bosco incominci a bruciare e poi si nascose alla sua visuale. Velocemente ritorn dentro il suo corpo, soddisfatto di quella piccola opera. Ma il vuoto lo colse di nuovo e si scopr a desiderare qualcosaltro da distruggere. Pens alla ragazza che possedeva il suo Frame. Lavrebbe volentieri data in pasto ai suoi amici, dopo averla privata delloggetto. La cerc proiettando limmagine del suo volto dentro la struttura, un tentativo che, come molti altri, aveva gi sperimentato. La natura mutevole di quel mondo rendeva difficile lindividuazione delle creature che lo percorrevano. Era riuscito a scovare decine di Keeper nella sua lunga esistenza, nella speranza di recuperare il suo oggetto, un compito

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tuttaltro che semplice, ma questa volta rimase molto sorpreso della facilit con cui riusc a raggiungere la mente della ragazza. Prese possesso del suo corpo per qualche attimo, mentre lei camminava lungo un sentiero sconosciuto. Penetr il terreno sotto i suoi piedi e ne sond la posizione. Tornato dentro al corpo seppe che la ragazza era fuori dal deserto e si stava dirigendo verso le terre dei laghi, ma la sua direzione poteva cambiare, come poteva cambiare la posizione dei laghi. Maledisse Limbo e la sua instabilit. Cerc con la mente il compagno Ekaron e gli rifer la nuova direzione. La Torre devi leggermente nel suo incessante procedere. Un rumore sordo accompagnava il movimento dellisola volante. Perch era riuscito a individuare subito la ragazza? A volte erano necessarie intere stagioni di pratiche magiche per trovare solo una traccia della presenza di un Keeper. Questa volta invece sembrava addirittura che fosse il Keeper stesso a cercare lui. Ovviamente questo era assurdo. La cosa lo intrigava, lo divertiva, ma soprattutto lo eccitava. Voleva quella ragazza, voleva loggetto, ma voleva anche sapere perch. Gli Arcon parlavano ancora dei Misteri. Per Sawar non esistevano misteri, e se ce nerano di nuovi lui li avrebbe svelati. Una ragione in pi per accelerare quella corsa, quel lento ma incostante incedere di distruzione che la Torre Galleggiante portava dappresso. Sawar si alz dallo scranno e gett un ultimo sguardo dalla finestra della torre, poi scese verso le camere di Davinia. Avrebbe dormito un po insieme al lei, cullato dal suo abbraccio mentre le loro menti galleggiavano insieme in un tenero bagno di luce. Voleva gustare i suoi fluidi, entrare nella sua testa. Voleva intrattenersi, perch lintrattenimento ormai era il suo unico motivo di esistere. Giunto davanti alla porta che si apriva sulle stanze di Davinia, appoggi un mano sul battente percependo il sogno della donna. Era lontano, in qualche diramazione del sistema, ai limiti della sua estensione virtuale. Sawar sorrise. Voleva raggiungerla. Entr e ne osserv il corpo nudo adagiato sulle sete del letto, una visione perfetta di curve e colori e insenature e levigate superfici rosa. I capelli ricadevano sulla schiena, sparsi sopra le scapole, sopra il letto,

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gi fino a sfiorarle i glutei. Il volto sprofondato nel cuscino faceva solo intuire i lineamenti dolci di quella donna attraente e pericolosa. Un viso fanciullesco pieno di efelidi e uno sguardo di ghiaccio. Sawar le scivol accanto e rimase per un po ad osservarla. Ne annus la fragranza, come con un fiore appena colto. Cerc di afferrare completamente il godimento di quella visione perfetta, immortalarla dentro di s cos da poterla richiamare a suo piacimento. Registr ogni sfumatura della sua pelle, ogni frequenza del suo respiro. Ne avrebbe divorata una copia una volta fatto ritorno nelle sue stanze. Poggi la testa sul cuscino accanto a quello di lei e chiuse gli occhi. Non era necessario cercarla. Lo avrebbe trovato lei.

La Torre di Sawar di Charles Huxley

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CAPITOLO 6 La Terra dei Laghi I Pescatori La Colonna delle Voci

Gli specchi dacqua riflettevano il magenta del cielo, fin dove locchio arrivava. Lorizzonte si perdeva tra le nebbie, insieme al riverbero di quella moltitudine di laghi, tra la bassa vegetazione e le canne di bamb che affioravano un po ovunque. Laria odorava di orchidee. Jade osservava quel nuovo paesaggio mentre discendeva laltura insieme ai suoi due compagni. Misar le camminava accanto aiutandosi con il suo bastone, mentre Yumo la seguiva qualche passo pi indietro. Guidava i due muli attraverso il sentiero, guardandosi intorno di tanto in tanto. Il senso del pericolo del Protettore, affinato come in nessun altro, era costantemente allerta. Erano trascorsi una quindicina giorni da quando avevano lasciato il deserto. Misar sperava di poter avere qualche informazione sulla posizione della gilda attraverso la consultazione di una Colonna delle Voci. Per questo motivo si erano diretti verso i laghi; il vecchio era convinto che da qualche parte laggi doveva essercene una. Il padre di Jade gliene aveva parlato una volta. La posizione di questi luoghi di sapere e di scambio di informazioni, che secondo la mitologia Arcon furono messi dallo stesso Seidon per aiutare gli uomini a rintracciarsi in quel mondo cos mutevole, cambiava insieme a tutto il resto, ma gli erranti divulgavano con impegno la conoscenza delle loro ubicazioni. Si diceva che venivano addirittura disegnate delle mappe speciali chiamate Carte a Proiezione, in cui venivano tracciate le possibili traiettorie di spostamento delle colonne. Jade non ne aveva mai viste, ma ne intuiva il loro funzionamento. Molti studiosi avevano cercato di trovare un senso nello spostamento delle terre di Limbo. In realt la deriva del mondo verso il Sole Rosso, lo strappo allorizzonte che risucchiava le terre in eccesso, avveniva in modo abbastanza casuale, ma alcune proiezioni rinvenute attraverso attente osservazioni di questi mutamenti sono risultate esatte. Per questo

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motivo i Cartografi, rari personaggi che erravano per Limbo studiandone la sua mutevolezza, vantavano una grande reputazione tra le trib degli Arcon. In quel momento un Cartografo sarebbe stato per loro di grande aiuto. Anche se la Colonna doveva trovarsi in quel luogo, potevano impiegarci unintera stagione prima di riuscire trovarla, e solamente dopo aver setacciato quelle terre in lungo e in largo. Misar si ferm dimprovviso, scrutando lorizzonte in direzione degli specchi dacqua. Cercava di attutirne il riflesso con laiuto della mano. Gli occhi divennero due fessure e le folte sopracciglia si incurvarono. Laggi! disse. Jade si era fermata accanto al vecchio e anche lei sondava il paesaggio alla ricerca di qualche traccia che indicasse loro una direzione da prendere. Segu lindicazione di Misar, che puntava il dito verso una larga distesa dacqua sul lato sinistro del bacino verso cui discendevano, ma non riusc a vedere niente. Cosa? Un pescatore. Deve essersi insediata una comunit. Forse sapranno dirci qualcosa Finalmente la ragazza riusc a vedere quella striscia galleggiante che era la barca di un pescatore. Si rimisero in marcia puntando verso quella direzione, tenendo gli occhi ben aperti nella speranza di trovare altre tracce di una comunit presente nel luogo. Jade aveva avuto altri sogni. La maggior parte di questi lavevano confusa, altri invece lavevano terrorizzata. Poco prima, mentre discendevano il sentiero, si era sentita come toccare da qualcosa. Una parte di lei aveva riconosciuto in quel tocco interiore la presenza delluomo dei sogni. Si era fermata ascoltando, mentre i suoi compagni la guardavano chiedendosi il motivo di quella strana sosta. Era stata questione di un momento, un tocco lieve ma profondo, che laveva trapassata dalla testa ai piedi. E proprio attraverso le dita dei suoi piedi aveva avvertito quella presenza andarsene. Qualcosa le diceva che luomo dal volto scarno e gli occhi di ghiaccio era molto vicino. Il sentiero, una volta raggiunta la piana pi sotto, si perdeva nella bassa vegetazione che circondava i laghi. Il terreno era pi morbido e laria pi pesante. Lodore delle orchidee si era fatto quasi insopportabile, e

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Jade si augur che trovassero in fretta ci che stavano cercando. Non credeva di poter abituarsi a quellodore. Aggirarono alcuni stagni percorrendone le rive. Il terreno diventava sempre pi melmoso e i loro stivali affondavano abbondantemente nella melma. I muli si lamentavano di quel cammino, ma Yumo sapeva come tranquillizzarli. Si diceva che gli Arenty avessero una speciale empatia con gli animali e che riuscissero a comunicare con loro in una forma sconosciuta di linguaggio.

Pescatori di Charles Huxley

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Raggiunsero il luogo dove avevano avvistato il pescatore. La barca galleggiava solitaria in mezzo a quello specchio dacqua, e un uomo molto alto e sottile se ne stava in piedi al centro di questa. Jade ne riusciva a scorgere solo la sagoma, nel riflesso abbagliante della superficie del lago. Luomo era immobile e teneva una lancia da pesca alta sopra la testa, pronta per trafiggere la preda appena questa si fosse avvicinata alla barca. Portava un ampio cappello di forma conica, indumento che lo identificava come appartenente alla comunit dei pescatori. I tre rimasero in silenzio osservando la scena che stava per compiersi. Qualsiasi rumore avrebbe spaventato il pesce e deconcentrato il cacciatore pronto per il colpo. La lancia saett dalle mani delluomo immergendosi quasi totalmente. Lacqua riboll accanto alla barca, segno che preda si stava dimenando, quindi il pescatore caric sulla barca il pesce infilzato, un esemplare grande almeno cinque spanne. Poi, come se si fosse accorto in anticipo della presenza dei tre, guid la barca verso di loro. I pescatori di Limbo erano una comunit antica e pacifica che aveva pochi contatti con gli altri Arcon. Non pescavano mai pi di quello che serviva a loro e di conseguenza non commerciavano il loro prodotto, come facevano invece la maggior parte delle altre trib, ma a volte davano delle grandi feste in riva ai laghi o ai fiumi. Arrostivano grossi pesci e suonavano i loro flauti di bamb per la gente che voleva partecipare. Tutti erano invitati e le feste potevano durare anche due o tre giorni consecutivi. Pescavano su imbarcazioni leggere, facili da trasportare nel momento in cui cambiavano insediamento. Spesso risalivano i fiumi cercando nuove zone di pesca, ma rimanevano sempre nellentroterra di Limbo. Come altre comunit, temevano il mare e lo evitavano di proposito. La barca scivol dolcemente lungo la riva, fermandosi a pochi passi da loro. Il pescatore rimase in piedi dovera e salut i tre con un cenno della mano. Sembrava restio a scendere sulla terra ferma. Il cappello proiettava unampia ombra sul suo volto nascondendone i lineamenti. Salve pescatore salut di rimando Misar. Ci hai fatto assistere ad un grande spettacolo di caccia. Luomo chin la testa in risposta al complimento del vecchio. I

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pescatori erano rinomati per la loro parsimonia comunicativa. Parlavano solo quando era necessario, e a volte neanche allora. Misar conosceva bene la loro reputazione, cos non perse tempo in altri convenevoli ed arriv subito al punto. Ci stato detto che in questo luogo si trova una Colonna delle Voci. Vorremmo aggiornarci sul tempo e su altre questioni del mondo. molto importante per noi consultarla. La tua gente sa dove si trova? Immobile e silenzioso, l'Arcon sembrava non aver udito una parola di quello che il vecchio gli aveva appena detto. Jade era sul punto di spazientirsi, ma si accorse che luomo la stava osservando, anzi, osservava il medaglione che portava intorno al collo. Con un gesto istintivo si port una mano al petto, cercando con lo sguardo il suo Protettore. Yumo si era gi accorto dellocchiata che il pescatore aveva scoccato verso loggetto, e Jade poteva quasi udire il rumore della tensione dei muscoli del gigante muto. Ma il pescatore non sembr fare caso a tutto ci. Dun tratto parl, e la sua voce era sottile ed armoniosa. Kawen sa dove si trova. Dovete seguirmi. E detto ci smont dallimbarcazione e si caric il grosso pesce sulle spalle. Poi si incammin lungo la riva del lago, in direzione di un'insenatura oltre la quale la bassa vegetazione lasciava il posto ad alte canne di bamb. I tre lo seguirono, non senza qualche difficolt. Luomo si muoveva rapido nonostante il fardello che si portava sulle spalle. Aggirarono linsenatura e attraversarono quella che sembrava unapertura attraverso il canneto. Il terreno del sentiero divent pi solido a mano a mano che si allontanavano dal lago, fino a quando non si ritrovarono completamente circondati da alte e svettanti piante di bamb. Dun tratto luomo si ferm voltandosi verso di loro. Avete bisogno di ristoro? La domanda suonava forzata e Misar declin linvito. No, ma avete la nostra gratitudine. Va bene. Aspettatemi qui. Poi prosegu lungo il sentiero scomparendo velocemente alla loro vista. Che succede? domand Jade con un leggero nervosismo. Ricordava lo sguardo che luomo aveva dato allamuleto. Ne era forse stato incantato? Si diceva che gli oggetti di famiglia facessero questo effetto

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su alcuni uomini. La sola vista poteva indurre al delitto Non preoccuparti cerc di tranquillizzarla Misar, ma anche lui sembrava teso. Intanto Yumo aveva estratto lo spadone. Per il gigante non si poteva essere mai troppo cauti. Attesero oltre il tempo di una pausa, avvertendo la tensione salire. Jade era sul punto di chiedere al compagno di tornare indietro. Nel silenzio irreale di quel canneto, in cui le foglie dei flessuosi bamb si muovevano appena, la giovane Keeper si sentiva come un topolino in gabbia. Poi ud dei passi che venivano dal lato in cui si era allontanata la loro guida. Apparve il pescatore ed insieme a lui cera un altro uomo, di aspetto simile e con un identico cappello. Doveva trattarsi di Kawen. Luomo che li aveva guidati nel canneto parl. Lui pu aiutarvi. Io ho compiuto il dovuto. Adesso devo lasciarvi e con un gesto del capo salut i tre, poi ritorn sui suoi passi e scomparve tra il fitto bamb. Anche Kawen aveva gli stessi modi distaccati del suo compagno. Disse loro solo una parola: seguitemi. Poi part di gran lena in direzione del lago in cui avevano avvistato il primo pescatore. Aggirarono la distesa dacqua ed entrarono in una zona molto pi paludosa. I muli facevano fatica a proseguire anche a causa del pesante carico, ma la guida assicur loro che il tratto sarebbe stato breve. Al profumo nauseante delle orchidee si erano aggiunti gli insetti della palude. Ci fu un momento in cui Jade pens di non riuscire pi ad andare avanti. La testa incominci a girarle e le si annebbi la vista. Si sent afferrare per un braccio, una stretta tempestiva ma gentile. Si accorse che Yumo la stava sorreggendo, mostrandole un sorriso piatto che le fece comunque piacere. Kawen aveva detto la verit. Il terreno torn ad essere meno paludoso e gli insetti diminuirono. Entrarono in un boschetto di felci e proseguirono per uno stretto sentiero. Il percorso non era dei pi facili, ma almeno lodore delle orchidee si era attenuato e Jade ritrov la lucidit necessaria per proseguire da sola. Ringrazi il gigante muto che le rispose con uno sguardo di adorazione. Uscirono dalla bassa vegetazione e si ritrovarono davanti ad un ampia

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distesa derba alta. In mezzo alla pianura, come uno specchio incorniciato, vi era una distesa dacqua argentata di forma quasi perfettamente rotonda. Si era alzato un vento leggero che accarezzava il prato ed increspava lievemente la superficie del lago. Vi era un salice dalla gigantesca chioma che cresceva sulla riva; il vento lo faceva danzare dolcemente al ritmo di una musica inudibile. Laggi! disse il pescatore indicando lalbero danzante. Proprio sotto quel salice si nasconde la colonna. Vi siamo molto grati rispose Misar. Possiamo ripagarvi della vostra gentilezza in qualche modo? Kawen guard il vecchio da sotto lampio cappello conico. Jade non riusciva ad indovinare la sua espressione, ma per un attimo ebbe la sensazione che lo sguardo delluomo si fosse posato sul suo amuleto. La Keeper preg che non chiedesse loggetto come pegno del suo servizio. Anche Misar sembr accorgersi di quello sguardo. Allung la mano in direzione delluomo porgendogli un piccolo sacchetto di pelle. Ecco qua. Non molto, ma credo che possano piacere alla tua compagna. Kawen afferr il sacchetto e lo apr. Una manciata di piccole perle di fiume scivolarono nella sua mano. L'Arcon le osserv di sfuggita, poi torn a guardare in direzione di Misar, e forse anche di Jade. Sembrava sul punto di voler fare unaltra proposta, ma cambi idea. Rimise le perle nel sacchetto e se lo infil nella tasca dei sui larghi pantaloni da pescatore. Avete bisogno di ristoro? Era il codice del suo popolo. Ogni pescatore era obbligato ad offrire il ristoro agli erranti, malgrado quello che pensasse di loro. Jade si domand se non fosse proprio a causa dellamuleto che i due Arcon si erano dimostrati cos distaccati nei loro confronti. Grazie, ma non possiamo rispose Misar. Ma portate i nostri saluti e ringraziamenti a tutta la vostra comunit. Possa Seidon abbracciarvi col suo amore. Kawen ringrazi con un cenno del capo, poi torn sui suoi passi in direzione della palude. In un attimo i tre non furono pi in grado di scorgerlo.

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Misar guid il gruppo lungo la riva dello specchio dacqua. Il salice si trovava sulla sponda opposta, un esemplare gigantesco le cui fronde ricadevano sulla superficie del lago creando una zona dombra imperscrutabile. Le colonne erano sempre legate ad un luogo particolare che molti Arcon avrebbero definito magico. In realt la magia risiedeva unicamente nella colonna, e non nel paesaggio circostante. Jade per non pot fare a meno di pensare che quel luogo fosse in qualche modo incantato, uscito da una terra di sogno o da una favola per bambini. Largento del lago era abbagliante, il prato sfumava dal giallo oro al verde pi intenso, mentre le carezze del vento giocavano insieme alle sfumature creando strani effetti ottici. E poi cera lalbero, il sovrano assoluto di quel luogo circoscritto, apparso dimprovviso allinterno di un bosco di felci. Per un attimo si sent parte di una rappresentazione, protagonista o pedina di una storia narrata intorno al fuoco. Si fermarono a una decina di passi dal grande salice. Non riuscivano a vederne il tronco a causa delle abbondanti fronde che lo ricoprivano formando una specie di tenda naturale. La colonna doveva trovarsi al suo interno, nascosta nellombra di quello strano antro. Yumo si avvicin alle fronde e ne scost un drappo, sbirciando allinterno alla ricerca di qualche pericolo. Dalle ombre sotto il salice provenne un odore pungente di sottobosco e di funghi insieme ad un riverbero rosato di natura indefinita. Jade sporse la testa verso lapertura cercando di vedere meglio; vi era un basso piedistallo di forma cilindrica che spuntava da un tappeto di foglie umide. La colonna era levigata come madreperla e trasparente come il quarzo. Emanava una strana luminescenza che variava dal rosa allarancio, in una pulsazione regolare che poteva ricordare il battito di un cuore. Misar fece strada allinterno dellantro, seguito dappresso dalla ragazza. Yumo assicur i muli legandoli ad un ramo e poi entr insieme ai suoi compagni. Nonostante la sua mole, la cupola di fronde poteva accoglierlo tranquillamente. Una volta sotto il salice Jade si sent come trasportare in un luogo diverso. Il lago rotondo ed il prato derba alta non erano scomparsi solo alla sua vista, ma qualsiasi altra sensazione le diceva che non esistevano pi. Avvertiva che oltre quel drappo di fronde che la circondava non ci

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fosse pi niente, il vuoto assoluto. La sensazione dur un istante, poi torn a concentrarsi sulloggetto che aveva davanti, la Colonna delle Voci. Non ne aveva mai vista una prima di allora. Nella sua comunit solo i primi cacciatori si recavano a volte a consultarle, quando fortuitamente simbattevano in una di queste. Misar invece sembrava conoscerle bene. Pos entrambe le mani sullestremit di quel cilindro rosato che spuntava dal terreno in maniera cos innaturale, poi chiuse gli occhi invitando i suoi compagni a non far rumore. La lettura avveniva in silenzio e poteva durare anche la met di un margine, a seconda delle informazioni che si cercava. Nessuno sapeva quante colonne ci fossero su Limbo. Anche queste si spostavano insieme alle terre, ma erano disseminate in maniera uniforme, cos da poter raggiungere tutte le comunit erranti e stabili del mondo. Chiunque poteva utilizzarle, lasciandovi notizie oppure consultandole, ma bisognava fare attenzione a non rimanere ingannati dalle false indicazioni. Vi erano insidie nei messaggi lasciati, e qualcuno parlava dei Corruttori di Menti, gente astuta che manipolava le persone attraverso insidiosi messaggi. Misar rimase attaccato alla colonna per il tempo di alcune pause. Yumo e Jade restarono accanto al vecchio per tutta la durata della consultazione. La ragazza not che allinterno della cupola di fronde anche tutti i suoni esterni erano attutiti. Il vento, che soffiava leggero sul lago e lerba alta, sembrava scomparso. La sensazione di trovarsi in un luogo distante non labbandon per tutto il tempo in cui rimasero l dentro. Quando finalmente Misar stacc le mani dalla colonna, chiese agli altri di uscire. Anche per lui quel luogo era diventato soffocante. Una volta fuori dalla cupola il vecchio parl. Ho letto solo parte delle notizie pi recenti. un periodo di fermento, sembrerebbe. Stanno accadendo molte cose, la maggior parte delle quali sono per me indecifrabili. Che genere di cose? domand la ragazza. I Testimoni di Seidon si stanno allargando, perseguitando i maghi e gli eretici. La Torre Galleggiante in movimento, portando con s distruzione e follia. Erano molte stagioni che non se ne sentiva parlare. I Dowa dedicano molti canti al cielo, segno che la paura accarezza il

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mondo. Qualcuno dice anche che il tempo dellEmersione vicino, ma non darei molta importanza a questa notizia. C sempre qualcuno che profetizza l'imminente avvento delleclisse. Mentre parlava, cercando di ricordare quello che aveva decifrato durante la consultazione, Misar osservava assorto la superficie argentea del lago. Jade ebbe un brivido quando sent nominare la Torre Galleggiante. Il delirante demolitore di Limbo, lo stregone Sawar. Pi volte aveva pensato e temuto che luomo dei sogni fosse proprio lui. No, non era una storia per bambini. La Torre esisteva per davvero. E la gilda? chiese lei. Siamo fortunati ragazza. La gilda passata di qua non molto tempo fa. Era diretta verso le piane oltre i laghi. Forse riusciremo a raggiungerla, se la comunit ha deciso di accamparsi. Jade non pot fare a meno di notare lansia che era scesa sullespressione del vecchio. Continuava ad osservare il lago, perso in pensieri insondabili. Cosa c che non va? Niente, probabilmente. Vi era un messaggio strano nella colonna. Non sono riuscito a capirlo, ma nascondeva qualcosa. Che diceva? Una frase senza senso, ma che non riesco a togliermi dalla testa. La frase occupava ogni spazio della colonna, come un libro scarabocchiato da un inchiostro rosso acceso. Il vecchio volt lo sguardo verso la ragazza, due fessure cespugliose. Diceva: nella verit muore la speranza!

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CAPITOLO 7 La Gilda di Nicon

Muovi quelle gambe! disse luomo senza capelli. Lo sto facendo, maledizione! rispose il giovane, mentre cercava di evitare i fendenti del maestro. Solo quelle possono salvarti aggiunse luomo, disarmando infine il suo allievo. Tzadik si afferr le ginocchia e prov a riprendere fiato. La sua spada di legno giaceva a qualche passo di distanza, sprofondata nellalta erba delle piane. Poteva percepire lo sguardo di Nicon sopra di lui. Stai migliorando, ma non abbastanza Non vero. Tre stagioni fa non riuscivo neanche ad impugnare una spada, mentre adesso Adesso la tieni in pugno, per pochi istanti termin per lui luomo calvo. Il giovane avvert la tentazione di abbandonarsi allo sconforto. Era una delle trappole del maestro. Laddestramento non si limitava ad affinare le abilit fisiche dellallievo, ma anche quelle psicologiche. Le lezioni finivano spesso con un litigio o con un pianto. Nicon sapeva come farti arrabbiare. Strano che nessuno aveva mai perso la testa al punto da volerlo uccidere, o forse qualcuno ci aveva anche provato, pagandone le ovvie conseguenze. Nicon era un uomo straordinario, non soltanto un abile cavaliere e maestro di spada, ma anche uno studioso dotato di una vasta conoscenza magica. Il gruppo di uomini che aveva richiamato attorno a s, durante il suo pellegrinaggio attraverso Limbo, lo amava e rispettava. Solo gli allievi lo odiavano, e questo la diceva lunga sui metodi dinsegnamento che impartiva. La Gilda contava in totale un centinaio di elementi e al momento vi erano altri cinque allievi insieme a Tzadik, ragazzi che come lui avevano ascoltato per tutta linfanzia le leggende di Nicon e avevano sognato da sempre di fare parte della sua carovana. Gli allievi vestivano ancora i loro normali indumenti. Una volta diventati a tutti gli effetti

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cavalieri della gilda, avrebbero finalmente indossato le vesti tipiche della trib, sgargianti pantaloni gialli e rossi e il famoso pojo, la casacca colorata che altro non era se non una coperta di forma rotonda con unapertura centrale dalla quale far passare la testa. Dai, torniamo allaccampamento. La lezione terminata. Nicon gli volt le spalle e sincammin in direzione delle tende e dei carri. Il suo pojo era diverso da quello degli altri, se possibile ancora pi acceso e colorato. Tzadik alz lo sguardo e sent la rabbia sciogliersi come neve al sole. Lammirazione per quelluomo prese il posto della collera. Raccolse la spada di legno e lo segu verso il campo dove lo aspettavano i compagni. Il settimo margine era appena iniziato e laccampamento si stava preparando allavvento della notte. Il grande cinghiale cacciato quella mattina sfrigolava sopra il fuoco e gli uomini attendevano il manipolo che si era spinto fino alle fattorie dei contadini per acquistare una damigiana di vino. La festa sarebbe presto incominciata. Non succedeva spesso, ma Nicon riteneva importante concedersi ogni tanto un banchetto. Era il suo modo per ringraziare Limbo della vita donata agli Arcon, una celebrazione della terra e del suo incessante cambiamento. Non credeva in Seidon e non percepiva il mutamento del mondo come una maledizione. Lidea che un'ipotetica emersione riportasse indietro le antiche citt non lo sfiorava minimamente. Limbo era il mondo degli Arcon ed ogni uomo avrebbe dovuto amarlo e rispettarlo come faceva lui. Mentre camminava dietro al suo maestro, Tzadik ripens agli eventi che lo avevano condotto allaccampamento della Gilda, quel giorno di tre stagioni prima. Era cresciuto tra gli uomini delle montagne, non una vera e propria comunit ma un agglomerato di famiglie che abitavano gli altopiani centrali di Limbo, oggi ormai in procinto di scomparire oltre il Sole Rosso. Suo padre gli aveva insegnato come mettere le trappole nei boschi circostanti e quando e come tagliare la legna. Era un boscaiolo, una persona senza pretese, ma con ladolescenza la casa dei suoi genitori cominci a stargli stretta. Un giorno il capo villaggio torn con le notizie della Colonna delle Voci che si trovava a valle. La Gilda di Nicon voleva attraversare le

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montagne ed era probabile che sarebbe passata dai loro insediamenti. Ci fu subito un gran parlare e leccitazione contagi tutti quanti. Molti fomentarono uno sgomento che poi si rilev assolutamente immotivato. La carovana pass gli altopiani ma si accamp talmente lontano dal villaggio che gli uomini delle montagne riuscirono appena distinguere il fumo del bivacco sulla cresta opposta. Quella notte Tzadik dorm un sonno poco tranquillo. I sogni lo condussero in strani luoghi, e vide due uomini che combattevano una battaglia allultimo sangue. Il cielo era nero sopra di loro e sullo sfondo vi era una possente montagna. Poteva essere Mountoor, la montagna sacra. Ad un tratto uno dei due uomini gli ordin di andarlo ad aiutare. Lui si accorse di impugnare una spada e di saperla usare. Poi il sogno si dissolse, lasciandolo ansimante tra le coperte del letto. A quel tormentato risveglio Tzadik seppe che luomo che lo aveva invitato alla battaglia era Nicon. I suoi genitori dormivano ancora nella stanza accanto alla sua. La notte era alla fine del suo secondo margine. Lasci un messaggio vergato di fretta, e qualche lacrima cadde sullinchiostro, poi usc di casa e segu i sentieri che conosceva a memoria, tra boschi di bassi abeti e strette mulattiere. Il paesaggio diurno irruppe sulle montagne quando lui entr nellaccampamento della Gilda. Disse: Un sogno mi ha detto che appartengo qui. Cos gli uomini lo condussero da Nicon. Il resto erano storie di addestramento, litigi e fatiche, momenti di sconforto in cui pensava ai suoi genitori e alle sue due sorelle. Pi di una volta avrebbe voluto tornare su suoi passi, sgattaiolare di nascosto come fece quella notte, ma questa volta per ritornare da dove era fuggito. Raggiunsero il campo nel quale era evidente una certa frenesia per la festa in preparazione. Ognuno aveva un compito ben preciso e lo assolveva con la massima dedizione. Non cera posto per gente pigra nella gilda. Due uomini si avvicinarono a Nicon prima che scomparisse dentro la sua tenda. Gli parlarono brevemente sottovoce e Tzadik non riusc a capire cosa stessero dicendo, ma vide il volto del maestro corrugarsi leggermente, mentre congedava i due uomini con nuovi ordini. I due cavalieri si allontanarono frettolosamente in direzione dei cavalli. Tzadik li segu con lo sguardo, li vide raggrupparsi insieme ad

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altri quattro compagni e spronare le cavalcature attraverso le piane. In pochi istanti le sei figure divennero dei punti confusi sopra lerba alta, poi scomparvero del tutto alla vista del ragazzo. Levento lo aveva molto incuriosito. Continu ad aggirarsi per laccampamento facendo finta di essere impegnato in qualche faccenda, ma tenne docchio lorizzonte nel caso i cavalieri facessero ritorno. Nel frattempo arriv il vino e latmosfera cambi. Nicon usc dalla tenda e dedic un primo brindisi molto particolare alla terra. Parl brevemente, nel silenzio che era improvvisamente calato sopra il campo, e alz la coppa di liquido ambrato in segno di ringraziamento. Tutti i cavalieri ripeterono il gesto e cos la festa ebbe inizio. Il settimo margine era finito ed il cielo incominci velocemente ad imbrunirsi. La cometa si accese nel cielo come una lanterna e le stelle brillarono formando disegni sconosciuti. Tzadik perse di vista lorizzonte e dopo il terzo bicchiere di vino smise di pensare al misterioso compito dei sei cavalieri. Trumad, uno degli uomini pi anziani della compagnia, conosceva molti Canti di Limbo ed aveva una bella voce. Inton la storia del vecchio sotto il tiglio, mentre le fiamme gli illuminavano il viso e le corde del suo strumento, una mandola a otto corde, vibravano note dolci e tristi. Tutta la comunit era raccolta attorno al fuoco. La carne del cinghiale era tenera e saporita, il vino leggero ed insidioso. Tzadik si accorse che non tutti per si lasciavano andare alla bevuta. Lo stesso Nicon evitava di riempire il bicchiere e sembrava riporre una parte della sua attenzione altrove. Mentre le note della canzone si spegnevano nel silenzio delle piane, si ud distintamente il rumore di alcune cavalcature in avvicinamento. Nonostante la festa ed il vino, gli uomini di Nicon scattarono in piedi con estrema prontezza, ma fu lo stesso Nicon a intervenire tranquillizzando i compagni. I cavalieri che lui aveva mandato in ricognizione stavano tornando. Tzadik se ne stava appoggiato contro la ruota di un carro, il bicchiere in una mano e un grosso pezzo di carne nellaltra. Aveva una visuale ampia della scena, e nel silenzio pressoch totale del campo, riusciva a sentire ogni singola parola. Ma le visioni di quella sera, riportate

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faticosamente alla memoria il giorno dopo, divennero una confusa accozzaglia di immagini annegate nel vino. Ricordava il piccolo drappello di cavalieri che scortava tre stranieri, un vecchio, un gigante Arenty e una ragazza. Erano davanti a Nicon e gli chiedevano ospitalit. Poi si erano seduti accanto al maestro e la serata era continuata allinsegna della festa. Poco dopo i tre si erano ritirati nella tenda di Nicon, e lui non ci aveva pi pensato. Nella pungente aria mattutina delle piane, Tzadik sporse il naso fuori dalla sua tenda e si guard intorno. Laccampamento era ancora immerso nel sonno e si udivano soltanto i sussurri dei tre uomini di guardia, nei pressi del fuoco da campo ormai diventato un letto di braci; stavano preparando il t. Il ragazzo si trascin allesterno della tenda e si avvi fuori dallaccampamento, in direzione di alcuni alberi di basso fusto che formavano una piccola macchia. La testa gli pulsava ed aveva un bisogno disperato di svuotare la vescica. Mentre entrava nel boschetto, maledisse il vino dei contadini, cos leggero e traditore. Non si accorse di niente fino a quando non si ritrov disteso su un letto di foglie bagnate. Perch non guardi dove metti i piedi! Tzadik alz lo sguardo e cerc di capire quello che era successo. Di chi era quella voce? Chi lo aveva fatto inciampare? Si afferr la testa che adesso sembrava sul punto di esplodere. Ehi, mi ascolti? Era la voce di una ragazza. Mise a fuoco quel volto che si trovava proprio sopra di lui. Minuta, capelli castani, due occhi in cui annegare. Non sapeva proprio cosa rispondere, ma non gli importava. Voleva solo continuare a guardarla. Ragazzo? Che ti succede? Scusami Non ti ho vista arrivare. Lei gli offr la mano per aiutarlo a rimettersi in piedi. In principio si sent imbarazzato ad accettare laiuto di una ragazza, ma nello stesso tempo non voleva mostrarsi scortese. Afferr la mano e si tir su. Grazie, e scusami ancora. Non ci pensare. Sei giovane per essere un cavaliere.

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Non lo sono ancora. Mi stanno addestrando. Ti ho vista arrivare ieri sera insieme ai tuoi amici. Da dove venite? Dalle terre dei laghi. Per un momento gli occhi di Tzadik si soffermarono sul medaglione che la ragazza portava al collo. Lei sembr notare quello sguardo e istintivamente fece un passo allindietro. Adesso devo tornare disse lei. Si, certo. Ci vediamo al campo. In un attimo spar alla sua vista. Lui rimase per un po immobile, cercando di assimilare quello strano ed improvviso incontro; linsolito oggetto che portava al collo, le terre dei laghi, il gigante ed il vecchio che erano i suoi compagni di viaggio. Pens distrattamente a tutto questo, ma scopr che la cosa che lo aveva pi colpito di quella misteriosa ragazza erano stati i suoi occhi.

Occhi di Charles Huxley

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CAPITOLO 8 Chiacchiere e un sorso di birra

Mylo contava le pause ed i margini che componevano la giornata. Le guardie Arenty non avevano pi bisogno di tenerlo docchio. Solo nella tenda, attendeva il ritorno del maestro, dileguatosi al mattino insieme a Tawares, primo ministro dei Testimoni di Seidon. Aveva smesso di porsi domande; gli avevano fatto rientrare il mal di testa e si era sentito uno sciocco. Uno strano senso di abbandono aveva preso il posto della frustrazione. Adesso non temeva pi per la sua vita, per questo gli era pi facile lasciarsi andare. Si era invece concentrato sul crepitio, improvvisando parole e gesti legati a dei piccoli incantesimi di sua conoscenza. Aveva provato a smorzare il rumore, ad evocare il potere sottilmente, schermando, mutando, offuscando leco della magia, come aveva visto fare al suo maestro il giorno prima. Nella semi oscurit della tenda era stato cauto, ed era riuscito anche ad ottenere alcuni risultati positivi. Se qualcuno lo avesse sorpreso a manipolare la realt si sarebbe cacciato nuovamente nei guai. Non passa giorno senza che tu riesca a sorprendermi. La voce era quella di Rivier, ma il maestro fece il suo ingresso solo dopo aver terminato la frase. Mylo sobbalz, nascose le mani impegnate in strani gesti e solo dopo essersi reso conto che la voce era quella del suo amico riusc a riprendere fiato. Mi hai spaventato ammise. Ti sei messo comodo, vedo Beh, ho pensato di esercitarmi un po, visto come si sono messe le cose. Ho fatto attenzione. Non ne dubito. Sei davvero bravo. Mylo distolse lo sguardo, imbarazzato dal complimento. Io riesco a sorprenderti? Invece tu! Che vuoi dire? La domanda di Rivier era divertita. Che cos questa storia con Tawares? Da quanto lo conosci?

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Pi o meno, da stamattina rispose il maestro strizzando locchio. Lo hai incantato? Come? Ma quante domande, ragazzo. Mi stai facendo venir sete. rimasta un po di quella birra? Rivier si riemp il boccale. La birra era ormai diventata un brodo insapore, ma la butt gi con gusto, poi si pul la bocca con la manica della tunica e riprese a parlare. Ieri notte gli ho mandato un sogno, un disegno abbastanza intricato e alquanto verosimile. Stamattina si svegliato convinto di avere un grande amico di nome Rivier, compagno di avventure e uomo integerrimo, devoto naturalmente al divino Seidon. Quando ci venuto incontro mi ha riconosciuto ed ha preteso che lo accompagnassi nella sua tenda. Forse sarebbe stata meglio la gogna. Non la finiva pi di parlare Perch non vai dalle guardie a chiedere di riempirti la brocca? Mylo scosse la testa e non rispose. Afferr la caraffa ed usc nel paesaggio vespertino del primo margine della notte. Le due guardie Arenty di sua conoscenza stavano in piedi davanti al fuoco. Si avvicin e chiese loro dellaltra birra. Quelli scattarono veloci per ubbidire allordine. Come potevano cambiare le cose con laiuto di un briciolo di magia, pens Mylo mentre tornava verso la tenda con la brocca piena di birra schiumante. Per questo bisognava fare molta attenzione ad usarla. Era la prima regola del mago. Rivier si era accomodato sui alcuni cuscini, aveva acceso la pipa e guardava fuori, attraverso uno spiraglio nella tenda. Seguiva la scia della cometa Clessidra che segnava il passaggio di quella ventottesima stagione. E stagione dopo stagione passavano i cicli di Limbo, tutti uguali eppure ognuno diverso dallaltro. Montagne, valli e fiumi nascevano dallo strappo del sole azzurro, e nello stesso tempo il sole rosso fagocitava le terre in abbondanza. Un cerchio perfetto, un meccanismo troppo preciso per non accreditarlo ad una divinit. Ecco la birra. Mylo pos la caraffa sul tavolo accanto a Rivier. Il maestro se ne vers subito un boccale. Da non credersi, ti pare? domand, bagnandosi le labbra. Che cosa?

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La cometa. Precisa come un orologio. Un orologio? E cosa sarebbe? Lascia stare Rivier fece un gesto noncurante con la mano, poi prosegu. Il crepitio invece, di quello mi va di parlare. Sei stato bravo a smorzarlo con quella tecnica, ma potresti fare meglio Come? Mylo si sporse in avanti, bramoso di conoscenza. Non devi pensarci. Devi lasciare che l'incantesimo ti scivoli via dalle mani e dalla bocca. la tensione che provoca il crepitio. Quando l'incantesimo complesso diventa pressoch impossibile farne a meno, ma con quelli pi semplici ti puoi allenare. Non devo pensarci? Ma se non ci penso non so pi quello dico obiett Mylo. come se cercassi di ingannare te stesso, come se ti mentissi. La migliore bugia quella alla quale crede anche il bugiardo, non ti pare? Ricorda, usare la magia un po come barare. Mylo rimase in silenzio, cercando di riordinare nella testa quelle nozioni. Il maestro si alz dai guanciali in cui era sprofondato per sporgersi fuori dalla tenda, come se volesse controllare che nessuno si trovasse nei paraggi. Quando rientr il suo tono era cambiato e la sua voce era diventata poco pi di un sussurro. Sembra che il nostro caro amico Tawares abbia voglia di mettere mano alle armi. Finalmente mi spiego questa adunanza nelle pianure. Che cosa vuoi dire? Anche Mylo aveva abbassato la voce. Sono diversi cicli che i Testimoni girano Limbo in lungo e in largo portando la parola di Seidon. In principio erano solo poche comunit, neanche armate, ma col tempo sono diventate delle vere e proprie guarnigioni. Si sono moltiplicate e organizzate, ma solo raramente si sono riunite come in questa occasione. Sembra che Tawares voglia sgominare una volta per tutte la Gilda di Nicon, e ha intenzione di usare ogni forza a sua disposizione per portare a termine l'impresa. La Gilda di Nicon? Gli eretici? Si. Conosco bene Nicon, e anche se non gli piaccio riconosco che un uomo nobile. Ha le sue convinzioni ed io non desidero certo cambiargliele. Ma una cosa certa; anche se Tawares potr contare su

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un esercito molto pi numeroso, non gli sar facile sbaragliare la gilda. Nicon un ottimo mago e con lui ce ne sono diversi capaci di manipolare gli elementi. E noi da che parte stiamo? Mylo non fece niente per nascondere la sua confusione. Noi stiamo dalla nostra parte, Mylo. Tawares un uomo pericoloso. I Testimoni di Seidon stanno espandendo troppo il loro credo e ci non un bene per l'equilibrio di Limbo. Ricorda, l'equilibrio tutto. Se Nicon cadr, le ideologie Arcon penderanno inesorabilmente verso la mitologia classica. Ogni forma di magia sar bandita e chiss cosa succeder poi. Magari a Tawares gli verr in mente di fare guerra allo stesso Guardiano di Mountoor Il gigante della montagna sacra. Mylo ne aveva sentito parlare. La creatura pi potente di Limbo, legata in qualche modo ai Misteri. Ma nella mitologia Arcon era visto come un demone dagli occhi di fuoco, per met uomo e per met uccello. Il suo sguardo poteva pietrificarti e la sua voce portarti alla follia. Allora dobbiamo avvertire la Gilda esord il ragazzo, preda di unimprovvisa illuminazione. Esatto, ma temo che non riusciremo comunque ad evitare lo scontro. Gli uomini di Tawares tengono sotto controllo gli eretici. Sono accampati da qualche parte su queste piane ma non ha voluto rivelarmi lesatta posizione. Potrei usare un incantesimo per scoprire dove sono, ma farebbe troppo rumore. Lunica alternativa quella di uscire dal campo, ma la cosa potrebbe insospettire lo stesso Tawares. Daltronde non credo ci resti altra possibilit. Se la Gilda viene attaccata di sorpresa, le sorti dello scontro potrebbero volgere a favore dei Testimoni. Ma come facciamo ad allontanarci dal campo senza essere scoperti? I senza cuore non ci tengono pi docchio, ma se ne stanno svegli tutta la notte, ed hanno sensi affilati, quelli! A Mylo venne voglia dimprecare, ma si trattenne. Non preoccuparti. Riuscir a schermare le nostre immagini. Un trucchetto che non attirer molta attenzione. Rivier strizz locchio al ragazzo. Era deciso, quella notte sarebbero fuggiti.

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CAPITOLO 9 Nella Tenda di Nicon

Al termine di una lunga giornata a cavallo, Nicon ordin finalmente di innalzare il campo per la notte. Le piane si estendevano in ogni direzione fin dove locchio si perdeva. Era un paesaggio inconsueto per Limbo. Le terre che fuoriuscivano dallo strappo sotto il Sole Azzurro si alternavano in modo apparentemente casuale, e solo raramente nascevano distese sconfinate come le pianure del vespro. Per attraversarle totalmente sarebbero state necessarie altre tre intere giornate di marcia. Jade sperava di poter finalmente chiarire alcuni punti scuri della vicenda. La sera prima Nicon li aveva accolti calorosamente, ma non si era intrattenuto oltre il tempo dei convenevoli. Misar aveva accennato qualcosa, Nicon sembrava aver capito ed aveva pi volte rivolto lo sguardo verso il medaglione, ma la giornata era stata faticosa e poi cera la festa, il vino e gli uomini della Gilda che aspettavano il loro capo. Aveva chiesto loro di dormire nella sua tenda, un gesto di grande ospitalit, e poi si era dileguato, con la promessa che il giorno dopo si sarebbe intrattenuto pi a lungo. Ma la mattina, poco dopo lo strano incontro con quel ragazzo, la carovana si era messa subito in viaggio. Nicon voleva attraversare le piane al pi presto. Non si sentiva sicuro in quel paesaggio cos esposto, e quelli erano tempi strani. I Testimoni di Seidon erano diventati astiosi e cerano stati degli scontri. Nicon si era affacciato nella sua tenda per dare il buongiorno a lei e ai suoi amici. Sarebbero partiti al pi presto, e una volta accampati di nuovo avrebbero parlato. Jade adesso ci contava. Yumo, aiutato da Misar, inizi a montare la tenda non distante da quella del capo della carovana, mentre Jade accendeva un piccolo fuoco. La Keeper non pot fare a meno di notare quel ragazzo in cui era inciampata quella mattina, adesso impegnato, in maniera un po maldestra, a sgrovigliare delle funi. Si trovava a pochi passi da lei. I loro occhi sincrociarono ed entrambi pensarono che non era una

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semplice coincidenza, cos Jade, sentendosi un po ridicola, attacc a parlare. Hai bisogno daiuto con quelle corde? chiese. No, grazie. Tutto a posto rispose Tzadik, continuando il suo lavoro. Ma la situazione lo aveva confuso e le funi si erano aggrovigliate ancora di pi. Jade si avvicin e lui gett per terra la matassa di corda sbuffando. Poi tutti e due si misero a ridere. Che imbranato che sono! ammise sconsolato il ragazzo. Ma no, che dici! lo confort lei. Ed insieme, in pochi istanti, disciolsero i nodi. Sei una Keeper, vero? la domanda gli era sorta dimpulso. Non ci aveva neanche pensato, si sent irriverente, arross non riuscendo a capacitarsi del perch gli era uscita dalla bocca. Ma Jade non rimase n sorpresa n offesa. Peggio di una lanterna nel buio, non credi? rispose ridendo. Che vuoi dire? Il gigante Arenty che non mi lascia sola un momento, il medaglione al collo Come potrei passare inosservata? Beh, perch dovresti? I Keeper sono rispettati in tutte le terre. vero, ma hanno anche loro dei nemici. Per questo viaggiano da soli, insieme ai loro protettori. Jade si era riaccostata al suo fuoco e il ragazzo laveva seguita a due di passi di distanza. Scusami, ma non ce la faccio proprio a resistere. So che non sono affari miei, ma perch siete venuti da Nicon? In tutta Limbo forse lui lunico che non vede di buon occhio i Keeper e le leggende della montagna sacra. Tzadik conosceva bene linclinazione del proprio maestro. La Gilda rispettava i Keeper, perch erano Arcon e rappresentavano per ogni abitante di Limbo la speranza di un mondo nuovo, ma gli oggetti di famiglia erano legati agli affari degli Elenty e Nicon provava un odio profondo per i primigeni. Tzadik non conosceva ancora a fondo i Misteri e sentiva che gli mancava qualcosa per riuscire ad afferrare il senso di quel disegno. Ho bisogno di conoscere i Misteri e nessuno meglio di lui pu darmi le risposte che cerco. Jade si sentiva stranamente tranquilla. Stava rivelando troppo a quel ragazzino? Beh, se anche fosse stato cos,

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sentiva che poteva fidarsi. Una Keeper che vuole conoscere i Misteri? Se Tawares lo venisse a sapere ti farebbe togliere loggetto. A queste parole Jade fece un passo allindietro afferrandosi il medaglione, ma quello che diceva Tzadik era vero. Per i Testimoni i Keeper erano dei santi, discendenti dei prescelti da Seidon per portare a compimento la grande missione. Ogni Keeper onorava il suo compito con la consapevolezza di essere parte della speranza del popolo Arcon. Quando il tempo dellEmersione sarebbe giunto e gli oggetti fossero stati portati alla montagna sacra, le antiche citt sarebbero tornate ed il mondo si sarebbe finalmente fermato. Chi credeva ai Misteri, da quanto ne sapeva lei, reputava tutta questa faccenda una grossa invenzione. vero quello che dici, ma ho bisogno di sapere La conversazione era terminata ed entrambi ne erano consapevoli. Rimasero ancora un po ad osservare i tizzoni del fuoco ardere di un rosso acceso, poi il ragazzo salut la ragazza e se ne torn alla sua tenda. Mentre le pianure si coloravano di ocra, Jade seppe che il settimo margine stava per finire. Presto Nicon lavrebbe ricevuta. Tzadik non perse docchio per tutta la sera le due tende vicine alla sua. A destra cera quella della ragazza, del vecchio e del gigante. Dietro, a una ventina di passi di distanza, si ergeva quella di Nicon. Nel campo cera un gran movimento, ma quando arriv lora di cena, tutti si ritirarono nelle loro tende, meno una decina di uomini che avevano il compito di rimanere di guardia. Nelle piane si aggiravano lupi, iene, e altre creature poco amichevoli, ed era sempre meglio rimanere allerta. Il ragazzo si era sentito subito attratto dalla Keeper, ma non per una questione prettamente fisica. Entrambi si trovavo in quella fase dell'adolescenza in cui i tumulti emozionali erano una norma, ma tra di loro sembrava esserci qualcosaltro. Era la stessa sensazione che aveva sentito quella notte in cui aveva sognato Nicon che chiedeva il suo aiuto, sotto la montagna sacra. Quel sogno aveva stravolto la sua intera esistenza ed era certo che, se avesse ascoltato nuovamente la sua voce interiore, si sarebbe presto cacciato in una altro bel guaio. Nelloscurit rischiarata a tratti dai fal del campo, Tzadik vide i tre

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stranieri uscire dalla tenda e approssimarsi a quella del capo della gilda. Le guardie parlarono a bassa voce con la ragazza, poi scostarono le falde che nascondevano lentrata lasciandoli passare. Il ragazzo si mosse veloce come un gatto. Disse ai suoi compagni di tenda, allievi come lui, che aveva bisogno di un po daria, e sgattaiol di soppiatto oltre la visuale delle guardie. Aggir la tenda in cui era entrata la ragazza, seguita dal vecchio e dal gigante, e si accasci in un angolo dombra dal quale avrebbe potuto origliare indisturbato. Si sent in imbarazzo solo per un momento, poi le persone allinterno incominciarono a parlare e lui fece del suo meglio per non farsi sfuggire nemmeno una parola. Vorrei innanzitutto ringraziarti per la tua ospitalit. I tuoi uomini sono molto gentili con noi. Era la voce della ragazza, riconoscibilissima. quello che ci si aspetta, no? Nicon non perse tempo a manifestare la propria posizione. I Keeper erano ben voluti nella Gilda, ma a lui non piacevano. Non c bisogno di essere scortesi era il vecchio che stava parlando. Sappiamo che a voi non interessa il compito dei Keeper, ma se siamo venuti a cercarvi e a chiedere il vostro consiglio perch crediamo che voi siate la persona giusta per parlare di certe cose. Dal silenzio che era calato improvvisamente Tzadik intu che il maestro era rimasto colpito dallintervento di quelluomo. Ebbene, parlate allora. Come posso aiutarvi? La ragazza continu. Recentemente ho avuto in consegna da mio padre loggetto di famiglia, il medaglione che porto al collo. Gi prima che il passaggio fosse compiuto avvertivo qualcosa di strano, una presenza legata alloggetto. Misar, fedele compagno di mio padre, mi ha poi rivelato che non era la prima volta che succedeva; anche mio padre aveva avvertito una presenza strana, legata al medaglione. Dal giorno in cui lo indosso, il volto deforme di un uomo tormenta i miei sogni, e pi di una volta ho avvertito il tocco di unenergia aliena, distante ed incredibilmente potente. Le storie dei Keeper nella mitologia Arcon non parlano di cose del genere. Noi crediamo che questa presenza abbia a che fare con i Misteri. Il volto deforme di un uomo? Chi era questuomo? Tzadik accost

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lorecchio alla tenda, rischiando dinciampare e di rivelare la sua presenza. Un Keeper che vuole conoscere i Misteri? Attenta ragazza, lignoranza la migliore amica delle persone semplici. Potresti rimpiangere certe conoscenze. Non ho paura di sapere quello che credi tu. So farmi le mie idee e comportarmi di conseguenza, ma spero di riuscire a far finire i sogni, o almeno a capire da dove provengono. Va bene, ti dir la verit, perch ragazza, sei libera di pensarla come vuoi, ma ricordati la pausa enfatizz le parole di Nicon, quella che ti sto per rivelare la sola verit. Ancora una pausa, poi il maestro torn a parlare. Probabilmente linizio di un nuovo corso, perci forse bene incoraggiarlo. La presenza che tu senti dentro loggetto lElenty a cui esso legato. Che io sappia non mai successo che un Keeper riuscisse a sentirla, ma forse sei una ragazza sensibile, o pi probabilmente lElenty in questione molto potente. Per quanto incredibile vi possa sembrare, Limbo non stato creato da Seidon. Seidon, per quanto ne so io, potrebbe anche non esistere. Limbo la creazione degli Elenty, i primigeni. Essi, per scampare alla distruzione del loro mondo, crearono un luogo di attesa, un mondo fittizio in cui risiedere fino al giorno dellEmersione. Se quel giorno arriver, le essenze vitali degli Elenty, racchiuse negli oggetti di famiglia, lasceranno Limbo attraverso la montagna sacra. Niente citt sepolte, nessun miracolo divino. Quando gli Elenty lasceranno questo mondo, Limbo non servir pi al loro scopo, perci verr distrutto. Le ultime parole di Nicon fecero fatica a prendere significato nella testa di Tzadik. Non ebbe neanche il tempo di reagire. Il maestro torn a parlare. Avrete sentito parlare della magia, ma probabile che nessuno di voi sappia che cosa sia. La magia esiste perch il mondo in cui viviamo imperfetto, ed imperfetto perch stato creato dagli Elenty. Gli Elenty non sono dei, ma sono uomini come noi, e per quanto possano essere saggi e capaci, il mondo che hanno creato presenta dei difetti. attraverso questi difetti che il mago manipola gli elementi

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Tzadik avvert il tipico crepitio che anticipava un incantesimo. Il suo maestro stava dando una dimostrazione delle sue conoscenze magiche. Si augur che anche lui presto sarebbe stato capace di manipolare la realt. Non ne poteva pi degli esercizi fisici e della spada. Perso in questo pensiero, non si accorse che il lembo di tenda al quale era accostato si era sollevato. Era stata la magia di Nicon a rivelare la presenza del ragazzo. Come vedete pu risultare molto utile conoscere qualche trucchetto. Il mondo pieno di topastri ficcanaso. Le parole del maestro trafissero Tzadik peggio di uno stiletto. Fece due passi dentro la tenda, anche se non aveva ben chiaro quello che avrebbe dovuto fare. Si sentiva gli occhi della ragazza addosso e il sangue che gli pompava in testa. Che figuraccia, pens. Ma in quel momento due guardie entrarono nella tenda e lattenzione degli astanti fu immediatamente distolta. Nicon si volt verso i due uomini chiedendo le ragioni di quellimprovvisa intrusione. Uno dei due parl. Due persone si sono avvicinate al campo; un uomo anziano ed un ragazzo. Chi sono? la domanda di Nicon era incalzante. Il vecchio dice di chiamarsi Rivier, il ragazzo invece Mylo. Dicono di avere delle informazioni importanti. Offriteli ospitalit e dite loro che li raggiunger al pi presto, appena avr finito con queste persone ordin il capo della gilda. Ma i due uomini rimasero fermi. Parl il secondo, questa volta. Il vecchio sembrava impaziente di comunicare il messaggio. Ci ha detto che una questione di vita o di morte. Nicon sbuff. Era irritato e non aveva premura di nasconderlo. Va bene allora! Fateli venire qui! Nel frattempo Tzadik era rimasto immobile, in attesa di conoscere il suo destino. Un affronto del genere poteva costare lespulsione dalla gilda, ma il maestro non sembr badare a lui. Si mise a camminare avanti e indietro nella tenda, in attesa che questi due nuovi misteriosi personaggi facessero il loro ingresso. La ragazza e i suoi amici rimasero in silenzio, anche loro in attesa. Tzadik non sapeva cosa gli sarebbe

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aspettato, ma di una cosa era certo: la sua voce interiore lo aveva cacciato in un altro guaio. Nel momento in cui Rivier fece il suo ingresso, preceduto dalle due guardie, Nicon scart di lato ed estrasse la sua spada. Nei suoi occhi balugin un lampo dodio. Tra i denti sibil le parole: Tu, qui! Jade indietreggi e Yumo le si piazz davanti. Il gigante estrasse lascia, pronto a colpire. Le guardie si fecero di lato ed estrassero anche loro le armi. Nella tenda le fiamme delle lanterne sembravano si fossero smorzate da sole. Un manto dombra cal improvvisamente sulla scena. Che succede? domand Misar rivolto al capo della gilda. Rivier si era fermato davanti allingresso, con Mylo accanto. Teneva le mani alzate in segno di resa, e sul suo volto placido gli si era dipinto un sorriso. Nicon per non ci bad. Che ci fai tu qui? domand, rimanendo in guardia con la spada. una questione importante, Arcon. Meglio che abbassi quella lama. Anche Mylo rimase sorpreso da quelle parole. Non erano state pronunciate dalla voce del maestro Rivier, ma da una potenza che trascendeva la sua stessa immaginazione. Si volt e vide il vecchio illuminarsi, un riverbero dorato che si spanse attraverso la tenda, scacciando le ombre. Tzadik era rimasto a bocca aperta, Jade era paralizzata, mentre Misar mormorava tra s una preghiera a Seidon. Nicon invece rimase al suo posto, ma la spada si abbass da sola e lui non fu capace di trattenerla. Yumo fu lunico a rimanere impassibile, lascia pronta a scattare. La gilda in pericolo. Tra due giorni al massimo il vostro manipolo verr attaccato di sorpresa dai Testimoni di Seidon, non una semplice guarnigione, ma lintero esercito guidato dal primo ministro Tawares in persona. Non necessario avercela con noi. Portiamo solo il messaggio La luminescenza si abbass. Lombra torn e poi si dissolse. Le luci nella tenda erano ritornate a fare il loro dovere, ma ancora nessuno si muoveva. Tutti sembravano attendere la reazione di Nicon. E perch dovrei credere alle parole di un Elenty? Il mistero era stato svelato. I presenti ci erano quasi arrivati da soli, ma quelle parole avevano distolto totalmente il velo. Quel vecchio era un

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Elenty, un primigenio, una delle creature pi antiche di Limbo. Nicon, conosco la tua visione e so cosa pensi degli Elenty, ma so anche che sei un Arcon saggio e dai buoni propositi. Se Tawares sgomina la gilda, e ti assicuro che con gli uomini che ha raccolto al suo seguito riuscir sicuramente a sconfiggervi, sar un male per tutti. Le credenze degli Arcon prenderanno il sopravvento. Tawares cova in segreto una follia: distruggere il Guardiano di Mountoor. Questo significherebbe la fine di Limbo. Perch mai farebbe una sciocchezza simile? domand Nicon, incredulo. Lui crede che egli sia un demone al servizio di Kyos e che una volta rimosso arriver il tempo dellEmersione, i Keeper potranno recapitare gli oggetti sacri alla montagna e le antiche citt torneranno dagli abissi. Sai bene che tutta unillusione Nicon annu, ma non disse niente. Rivier continu a parlare. Se il gigante viene debellato, ed comunque molto difficile che questo accada, pi nessuno protegger Limbo dai demoni provenienti dagli altri mondi. Il Guardiano, come sai, non solo uno strumento legato allEmersione, ma anche il custode del portale esterno Rivier disse molte altre cose, ma i tre ragazzi, che si erano finalmente incontrati, non riuscirono a comprendere quasi nulla. In quella tenda si stavano prendendo delle grandi decisioni. Un pericolo gravava su Limbo, strani meccanismi erano stati innescati. Jade, Tzadik e Mylo, tutti e tre, capirono una cosa allistante; in quella tenda le loro vite si erano intersecate, perch un disegno stava prendendo forma. Poi Jade si accasci per terra. Nicon e Rivier smisero di parlare, entrambi sorpresi dallevento. Misar e Yumo si chinarono sul corpo della giovane Keeper. Respirava ancora, ma era appena un alito di vita...

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CAPITOLO 10 Ritorno dallabisso Prepararsi alla battaglia

Nella tenda che era stata del padre di Jade, il respiro della ragazza era lieve ma regolare. Misar le teneva la mano, mormorandole parole rassicuranti. Il vecchio si augurava che se fosse riuscita ad agguantare anche una singola sillaba di quel turpiloquio, sarebbe stata capace di risalire dallabisso in cui era sprofondata. Yumo stava in piedi a due passi da loro. Non si muoveva e teneva lascia pronta. Nella tenda cera anche Nicon, ma il gigante non gli permetteva di avvicinarsi. Stava per concludersi il quinto margine, e presto la notte improvvisa di Limbo sarebbe calata accendendo nel cielo la cometa. Il capo della gilda era combattuto. LElenty gli aveva parlato di un possibile attacco a sorpresa da parte dei Testimoni di Seidon, avvertimento che lui avrebbe volentieri ignorato, ma qualcosa gli diceva che il primigenio non stava mentendo. Daltra parte per non potevano muoversi, se non volevano mettere in pericolo la ragazza, e per quanto non avesse alcun interesse per il destino di un Keeper, Nicon rimaneva un uomo donore. Lospitalit era sacra e se fosse capitato qualcosa alla ragazza non se lo sarebbe mai perdonato. Pensava a tutto ci mentre osservava il gigante Arenty ed il vecchio, in ginocchio accanto al gracile corpo di Jade. Aveva offerto il suo aiuto, aveva provato ad attingere alle sue conoscenze magiche per riportare indietro la ragazza, ma non ci era riuscito. Qualcosa di oscuro e potente laveva colpita. In principio credeva fosse opera di quel Rivier, per questo motivo gli aveva intimato di allontanarsi dalla ragazza, adesso invece era convinto che dietro al sortilegio ci fosse qualcun altro, un nome che era ben conosciuto in tutta Limbo, ma che nessuno osava pronunciare. LElenty dice che forse potrebbe aiutarla disse Nicon, rivolto al vecchio. Misar interruppe la litania e apr gli occhi. Hai detto che non c da fidarsi di lui. Beh, vorrei non essere costretto a fidarmi, ma se avesse ragione e i

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Testimoni ci sorprendessero davvero in queste pianure, non avremo scampo, n i miei uomini n tanto meno voi tre. Misar annu, accarezzando la fronte della ragazza. Perch ce lhai con lui? Vecchio, non ho nulla contro di lui in particolare, ma ce lho con gli Elenty, e se tu avessi a cuore il destino di ogni Arcon come ne ho io, anche tu faresti fatica a fidarti di uno come lui. Ancora i Misteri? E se ti sbagliassi? La domanda di Misar rimase sospesa. Nicon gli regal un sorriso amichevole, che nascondeva un pizzico di arroganza. Va bene, digli di venire concluse il vecchio, tornando a guardare la ragazza. Nicon usc dalla tenda e si avvi verso il limitare dellaccampamento, oltre una duna ricoperta di sterpaglie rivolta verso le lontane montagne. Laggi cerano i due stranieri e insieme a loro il giovane Tzadik. Cera qualcosa che lo affascinava in quel ragazzo; gli ricordava la sua adolescenza. La curiosit, la caparbiet e la purezza, qualit essenziali per chi voleva conoscere i Misteri e difendere Limbo dallignoranza dei religiosi e dagli infimi progetti dei Primigeni. Decise che avrebbe assecondato la sua indiscrezione, ignorandolo di proposito, lasciando il guinzaglio il pi lungo possibile. Se le tue non sono fandonie, non ci rimane molto tempo per organizzare una controffensiva esord Nicon, appressandosi ai tre. Si alz un vento caldo che portava il profumo del mare infinito, anche se il mare distava molti giorni di marcia dalle Pianure del Vespro. Bene, finalmente possiamo muoverci borbott Rivier sottovoce. Mylo soffoc un sorriso. LElenty sincammin speditamente verso la tenda di Jade, non degnando Nicon neanche di uno sguardo. Il capo della gilda rimase immobile, scrutando lorizzonte. Sono laggi? domand. Mylo si schiar la voce. Si fu tutto quello che disse. Tzadik, in attesa di una ramanzina, si tenne a qualche passo di distanza, ma Nicon continu a non prestargli attenzione. Presto sarebbero giunte le tenebre, ma di notte i Testimoni non avrebbero attaccato la carovana.

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Manipolando gli elementi, gli uomini di Nicon potevano usare il buio a loro vantaggio. Se ci sarebbe stata una battaglia, li aspettava il giorno dopo. Rivier si avvicin alla ragazza protendendo entrambe le mani. LArenty non lo perdeva docchio, mentre Misar si era spostato ed osservava la scena da un angolo della tenda. LElenty appoggi i palmi sul petto di Jade che si alzava ed abbassava lentamente, evitando accuratamente di toccare il medaglione legato al collo. Inizi a richiamare la magia con parole sottili, muovendo impercettibilmente i polpastrelli. Era un lavoro alquanto delicato, comparabile ad unoperazione chirurgica. Recuperare lentit e riportarla nel corpo senza danneggiarne la struttura, un compito non facile ma fattibile. Eppure cera qualcosa che ostacolava il ritorno. Misar, ho bisogno del tuo aiuto sussurr lElenty rimanendo con le mani sopra il torace della ragazza. Il vecchio gli si fece accanto. Dimmi domand. Devi fidarti di me. Dimentica per un momento le regole e le leggende. Non aver paura Rivier si ferm, per dare la possibilit al vecchio Arcon di comprendere bene quello che gli aveva appena chiesto. Poi riprese a parlare. Devi rimuovere il medaglione disse. Misar non nascose la meraviglia. Gli oggetti di famiglia erano sacri. Solamente gli ereditari potevano rimuoverli dai Keeper, e le leggende Arcon parlavano chiaro riguardo alle maledizioni che cadevano su coloro che si permettevano di fare una cosa del genere senza il consenso dello stesso Keeper. Adesso quellElenty, vera e propria leggenda vivente al suo cospetto, gli chiedeva di rimuovere loggetto dal collo di Jade. Arcon, se vuoi che lei si risvegli, fai quello che ti dico lo incalz Rivier. Erano le parole di cui Misar aveva bisogno. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per quella ragazza che sentiva come sua figlia. Aveva promesso al suo amico Ethan che lavrebbe protetta, e la paura di una maledizione non lavrebbe certo fermato. Avvicin le dita alla catena del medaglione, aspettandosi di rimanere fulminato, invece non

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successe niente. Fece passare loggetto oltre la testa della ragazza dormiente e lo depose accanto, felice di liberarsene il pi velocemente possibile. Rivier torn a blaterare in quella lingua complicata che era il Bit, lidioma dei maghi. Trascorsero attimi che a Misar parvero durare interi cicli. La fronte dellElenty simperl di sudore, ma alla fine un sorriso gli si disegn sul volto. Disse Ci siamo, e un attimo dopo la ragazza riapr gli occhi. Chi sei? sussurr. Poi la mano le and di scatto alla gola. Sbarr gli occhi quando si accorse che il medaglione non era pi l, ma Misar fu svelto a rimetterglielo al collo. Il volto di Jade si rilass, ma aspettava ancora una risposta. Mi chiamo Rivier. Qualcuno ha estirpato la tua entit. Eri davvero lontana, ma sono riuscito a riportarti da noi La ragazza cerc di tirarsi su, ma cap che non era una buona idea. Rimase supina e cerc con gli occhi i suoi due amici, che non si erano mai mossi dal suo cospetto. vero, ero molto lontana. stato lui la frase le mor in gola. Ancora quelluomo? domand Misar, prendendole la mano. Sawar il suo nome. Il Delirante Demolitore di Limbo. Quelle poche parole, pronunciate a voce alta dallElenty, rimbombarono nella testa di Jade. Sawar era una leggenda, un brutta storia da raccontare ai bambini cattivi, un nome che metteva i brividi e che pochi avevano il coraggio di pronunciare. Ma come possibile Misar non riusc a terminare la frase. Cosa sapete di Sawar? domand Rivier, alzandosi in piedi. Jade lo guard dal basso, leggenda tra le leggende, Elenty immortale, mago e divinit al tempo stesso... o forse solamente un uomo. Ho sempre creduto che fosse una favola, come quella degli orchi Sawar tuttaltro che una favola. Egli molto pi reale di quello che immagini. Naviga Limbo su una Torre Galleggiante, distruggendo tutto quello che incontra. Anche lui un Elenty come me, ma al pari dei suoi amici, Davinia la perfida ed Ekaron il matto, desidera solo una cosa: distruggere Limbo e tutti gli Arcon che lo abitano. Poi la voce dellimmortale si affievol e torn a guardare negli occhi la ragazza. Il tuo medaglione. Lui lo vuole, e far tutto ci che in suo potere per

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averlo. Per interi cicli lo ha cercato in lungo e in largo, e adesso riuscito finalmente a localizzarlo. Sar qui presto, temo. Voleva rallentarti e ci riuscito, ma se non ti avessi risvegliato per te non ci sarebbe stato scampo. Perch io? Perch il medaglione? La voce di Jade era strozzata da un senso di disperazione. Il medaglione contiene il doppione di Sawar, la sua entit duplicata. Crede che gli appartenga, ma non cos; ma inutile che provi a spiegarvi. Sappiate soltanto che Sawar far di tutto per averlo. Ma come potrei fronteggiare un mostro come Sawar? Non sembrava esserci una risposta a quella domanda. Rivier rimase in silenzio, osservando lArenty. Il gigante non sarebbe durato molto contro le belve al servizio dellElenty corrotto. solo il medaglione che vuole. Dopotutto non vale un granch, se non credi alle leggende Arcon afferm Rivier con leggerezza. Jade gli rivolse uno sguardo carico dodio. Come poteva chiedergli una cosa simile? Abbandonare loggetto di famiglia era il gesto pi disonorevole che si potesse compiere. Nessuna comunit lavrebbe pi accettata, tranne forse la Gilda di Nicon, per non parlare dei Testimoni che lavrebbero accusata di eresia e condannata al rogo. E poi, malgrado le cose che aveva sentito, lei credeva ancora nella sua missione. Non posso decidere per te, ragazza. Capisco benissimo come ti senti, ma io ti ho solo detto come la penso. Spero di esservi stato daiuto. Se desiderate altre risposte, potete trovarmi nella mia tenda. E dett ci Rivier usc, scomparendo velocemente nelle ombre del primo margine della notte. Jade lo guard allontanarsi, quasi incapace di pensare. In meno di un giorno lintera sua percezione del mondo era cambiata, la lotta interiore per accettare il suo destino di Keeper si era trasformata nel disappunto di essere l'inutile pedina di un gioco troppo grande. Verit, mezze verit, verit incomprese ed incomprensibili. Forse la notte avrebbe portato consiglio, almeno che luomo dei suoi incubi non lavesse sorpresa nel sonno.

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Abisso di Charles Huxley

Rivier si rec da Nicon. Questa volta lArcon lo ricevette senza mostrare reticenza. Sentiva che qualcosa di brutto stava per succedere. A suggerirglielo erano i suoi sensi di mago, e di loro si era sempre fidato. Come sta la ragazza? domand secco il capo della gilda. Adesso bene, ma le cose potrebbero mettersi ancora peggio di come sono.

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Cosa vuoi dire? Lo stregone che ha giocato con la sua anima sta venendo qua. Vuole il medaglione che ha al collo, loggetto sacro Nicon scrut le espressioni indefinibili dellimmorale. Cercava un appiglio per rifiutare quello che aveva appena intuito. Sawar sussurr lArcon. Proprio lui annu Rivier. Trovarsi tra lincudine e il martello era una situazione che lasciava solo una possibilit; bisognava trasformare quella terribile contingenza in unarma a proprio favore. Nicon riun i suoi uomini davanti al fuoco, rivel loro ci che sarebbe successo il giorno dopo, la morsa letale nella quale si trovavano. Disse di dormire un buon sonno, perch poteva essere lultimo. Non servivano vere e proprie strategie, perch nessuno poteva davvero prevedere cosa sarebbe successo, ma Nicon parl molto quella sera, e tutti lo ascoltarono, anche la ragazza e il vecchio, con lArenty muto che non li perdeva docchio un istante. Rivier ed il suo allievo riconobbero il valore di quelluomo, la risolutezza nella sua voce e nel suo volto, rischiarato dalle fiamme del campo. Forse poteva esserci una speranza per la gilda. Forse... Ed infine Tzadik, che credeva di aver trovato dei nuovi amici. Aveva parlato molto insieme a quel ragazzo, apprendista stregone e compagno dellElenty. Mylo si chiamava, e in qualche modo lo sentiva vicino. Le strade si erano incrociate. Succede sempre cos, quando la storia si avvicina ad una svolta. Qualcosa di grande stava per succedere, e tutti, chi pi chi meno, riuscivano a sentirlo. Eppure nessuno pot immaginare quello che accadde il giorno che segu.

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CAPITOLO 11 La battaglia

Si accese unalba fredda, striata di viola, in un cielo in cui si rincorrevano strati sottili di nubi accompagnati da un vento gelido. Gli uomini di Nicon avevano gi smontato laccampamento, riponendo tende e vettovaglie su alcuni cavalli da soma. Si sarebbe divisi in tre gruppi, procedendo parallelamente verso le montagne, e in caso di attacco avrebbero cercato di evitare laccerchiamento, puntando sulle loro qualit di cavalieri. Ma la magia poteva fare la differenza. Nicon si avvaleva di unampia conoscenza magica e sperava che lElenty potesse apportare il suo contributo. Insieme forse sarebbe riusciti a spaventare i Testimoni di Seidon inducendoli ad una ritirata. Rivier e Mylo restarono nel gruppo di Nicon, quello che procedeva centralmente. Cavalcavano vicino a Jade, ai suoi due compagni, e al giovane Tzadik. Tutti per facevano fatica a parlare. Gli occhi dei cavalieri erano puntati in avanti, alla ricerca del nemico. Li avremo di fronte alla fine del terzo margine dichiar Rivier. Aveva proiettato la sua vista verso lorizzonte, calcolando lo spazio che separava le due armate. Alcuni cavalieri si girarono a guardare lo stregone, incerti se credere o no alle sue parole, anche se tutti erano ormai sicuri di una cosa; lo scontro era inevitabile. I Testimoni di Seidon procedevano attraverso le pianure in formazione allargata, per evitare di venire aggirati dal loro obbiettivo, ma adesso la gilda poteva avvalersi del fattore sorpresa, o per meglio dire, del fatto che i testimoni credevano di poter portare il primo attacco inaspettatamente, causando paura e scompiglio. Invece la sorpresa sarebbe stata solo loro, quando li avessero visti in formazione, pronti allo scontro. Come ti senti? Domand Tzadik rivolgendosi alla ragazza Keeper. Lei si volt di scatto, cercando una risposta soddisfacente a quellinattesa domanda. Meglio riusc a dire, ma la sua mente era distante. Pensava alluomo dei suoi incubi, Sawar. Le sfugg un sorriso, ma era forzato e

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tutti lo capirono, anche Mylo che cavalcava poco pi dietro. Jade cerc con lo sguardo lElenty, sperando in una parola dincoraggiamento. Il consiglio di un Elenty immortale era tutto ci che le rimaneva, ma Rivier non la not, o fece finta di niente. Continuava a cavalcare scrutando lorizzonte. Dovrei lasciarvi. Forse sarebbe meglio per tutti prov a dire. Ma la paura trad la sua voce. Non lo pensare neanche ribatt lallievo della gilda, stupendosi dellimpeto con cui era intervenuto. Invece forse la soluzione migliore. Potrei andare avanti, dai Testimoni. Loro forse potrebbero proteggermi dalluomo che vuole il mio medaglione In questo modo riveleresti la nostra posizione e perderemo il fattore sorpresa. Era stato Nicon a parlare, dalla prima fila dello schieramento. Nonostante la distanza era riuscito a sentire le parole della ragazza. Non dir niente troppo tardi ormai. E poi ti ritroveresti comunque dentro la battaglia, ma dalla loro parte. davvero laggi che vuoi stare? La domanda di Nicon rimase sospesa. Jade non sapeva cosa rispondere. Quelle persone lavevano aiutata, malgrado non fossero minimamente interessate al compito che perseguiva. Se si fosse attenuta alle regole di un Keeper, avrebbe dovuto lasciare immediatamente la gilda, anzi non avrebbe dovuto neanche cercarla, ma adesso che era a conoscenza dei Misteri, le cose stavano diversamente. Non era pi sicura di niente, e tutto ci che riusciva a fare era lasciarsi andare al flusso degli eventi, come una zattera in preda alle correnti del fiume. Guard il gigante Arenty, impassibile accanto a lei, e poi lamico di suo padre, il vecchio Misar. Anche lui era confuso, ma le rivolse uno sguardo carico di amore. Sent che quelluomo era davvero speciale. Pu darsi che Sawar si trasformi nella nostra salvezza. Chiss Era stato Rivier a parlare. Si, anche questa era una possibilit. Se la contingenza dei due eventi fosse avvenuta, non era detto che la gilda si sarebbe ritrovata tra lincudine e il martello. Per il ministro Tawares, Sawar era un nemico ancora pi pericoloso di Nicon. In tal caso le parti dello scontro sarebbero state stravolte, e gli uomini della gilda potevano

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ritrovarsi a combattere a fianco dei religiosi. Non auguriamoci niente ammon Nicon. Noi combatteremo solo per i nostri ideali, per ci in cui crediamo. Chiunque alzer la spada contro di noi sar nostro nemico, e chi lalzer insieme a noi sar nostro amico. Questo si vedr. Nessuno disse altro. Solo il rumore degli zoccoli continu ad accompagnare i sibili di un vento sempre pi gelido. Sulle pianure del vespro, tre manipoli di cavalieri divergevano gradualmente verso il loro destino. La battaglia era vicina. Tzadik cavalcava a testa alta, respirando laria fredda satura di un sapore che lo faceva sentire vivo. Non aveva paura, ed era strano, pens. Quello sarebbe stato il suo primo vero scontro. Non gli aspettavano i lividi delle spade di legno, ma il freddo e letale filo del metallo sulla nuda pelle, eppure sentiva che la sua vita si stava intrecciando con quella di altri; la ragazza, il vecchio Elenty, e naturalmente Nicon. Si avvicinavano gli eventi da lui sognati, i messaggi che lo avevano indotto ad abbandonare la sua famiglia e ad abbracciare il ruolo di cavaliere della gilda. I corni suonarono molto prima della fine del terzo margine. Erano distanti ma facilmente distinguibili nel vento che li trasportava. Gli esploratori dei testimoni avvertirono il reggimento. Nessuna sorpresa, dunque, pens Nicon, n da una parte n dallaltra, solo uno scontro aperto, schieramento contro schieramento, sulle pianure sconfinate del vespro. Ordin agli uomini di muoversi al trotto. Adesso era importante intuire le mosse del nemico, ascoltare il cuore del guerriero e la mente del mago, voci interiori che attraverso le stagioni ogni cavaliere della gilda aveva imparato a codificare. Potevano farcela, ma lo scopo non era quello di sbaragliare lesercito nemico; lessenziale era sopravvivere, per il bene di ogni Arcon e per il futuro di Limbo. Nei riflessi rosati nei quali si perdeva lorizzonte, apparvero i Testimoni di Seidon, uno schieramento ordinato di lance e vessilli, una formazione allargata in semicerchio che poteva contare almeno un migliaio di elementi. Nicon si chiese se fossero solo quelli. Il rapporto era di dieci a uno, ma gli uomini della gilda avevano la magia dalla loro parte, e questo non era un vantaggio da poco. Le due falangi laterali dello

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schieramento di Nicon si erano perse nella distanza, ma laccerchiamento poteva essere evitato solamente se i suoi uomini avessero agito con tempismo. Le armate stavano ancora studiandosi. Un vessillo bianco svett sopra gli altri, e un corno intim ai Testimoni di fermarsi. Nicon rallent lavanzata ma non si ferm. Sentiva i cavalli dei suoi uomini scalpitare alle sue spalle, consci di ci che li aspettava. Bisbigli poche parole in lingua Bit e la sua vista, amplificata dalla magia, riusc a vedere chiaramente quello che stava succedendo nei pressi del vessillo appena issato. Un uomo afferr un rotolo di pergamena dalle mani di un cavaliere pi anziano, probabilmente lo stesso primo ministro Tawares. Poi il messaggero spron il suo cavallo allontanandosi dal reggimento. Si arrest a una cinquantina di passi dal gruppo di Nicon, che nel frattempo si era fermato. Ho una consegna per il vostro capo disse il messaggero, alzando la mano e mostrando la pergamena. Nicon ordin ad uno dei suoi uomini di andare a prendere lambasciata. Tutto si svolse nel silenzio rotto dai fischi del vento e dallo scalpiccio dei cavalli. Il messaggero e il cavaliere della gilda tornarono alle rispettive guarnigioni. Nicon lesse il messaggio. Lo lesse a tutti quanti, perch non aveva segreti per i suoi uomini, e le decisioni che lui prendeva erano sempre condizionate dallumore di tutto il gruppo. La gilda agiva come unentit unica, la cui coscienza era la somma delle coscienze di tutti i suoi membri. Anime perdute, uomini senza pi fede, io mi rivolgo a voi come il pastore si rivolge alle sue pecore, che in preda alla follia si gettano in una corsa sfrenata verso le oscurit del bosco, dove le aspetta un branco di lupi affamati. Io sono il primo ministro dei testimoni che portano la parola del grande Seidon e il mio nome Tawares. Siete ancora in tempo per redimervi, per abbracciare la parola del sommo padre. Deponete le spade e allargate le vostre braccia in modo che noi possiamo abbracciarvi, e condurvi alla conoscenza, altrimenti saremo costretti a fermarvi, e fermare cos la diffusione delle vostre assurde dicerie, che corrompono le anime di ogni Arcon di Limbo. Alzate il

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vessillo bianco ed arrendetevi, perch lunica altra vostra alternativa sar la morte. Attese alcuni istanti prima di chiedere ai suoi uomini cosa avrebbe dovuto rispondere. Gli occhi gli caddero sul volto dellElenty, deformato da un bizzarro sorriso. Cera poco da ridere, pens. Cosa rispondete, uomini? chiese. E i suoi uomini risposero con un grido di battaglia, i cavalli si mossero irrequieti, ma un attimo dopo vennero spronati al galoppo. Due urli identici si alzarono oltre le file dei Testimoni di Seidon. Le falangi li avevano superati e adesso si trovavano alle loro spalle. La battaglia ebbe inizio. Gli incantesimi vennero lanciati e subito incominciarono le allucinazioni. I Testimoni urlarono davanti alle apparizioni di creature deformi e abominevoli. Nicon sperava di infliggere subito un colpo vincente, per potersi ritirare verso le montagne ed attendere le conseguenze di una piccola vittoria. Forse Tawares li avrebbe lasciati stare per un po. In fondo la sua idea non era mai stata quella di sbaragliare lesercito nemico, ma di prendere tempo. I Testimoni erano Arcon come lui, ignari della verit su Limbo ed accecati da stupide menzogne. Le urla si mischiarono, quelle di orrore da una parte e quelle di grinta e determinazione da unaltra. Le tre falangi piombarono sulle linee dei religiosi con una forza distruttiva. Una buona parte dei Testimoni stava combattendo contro i propri incubi, evocati dalla magia dei loro nemici. Chi riusciva a vedere oltre le creazioni spettrali, ingaggi il corpo a corpo. In quella situazione lequilibrio numerico era stato ripristinato, ma presto leffetto delle visioni sarebbe terminato e i Testimoni avrebbero riconquistato il vantaggio. Tzadik rote la spada cercando lelmo di un avversario, una mossa azzardata che port i suoi frutti. Il cavaliere venne disarcionato dal proprio cavallo e croll al suolo con un tonfo sordo. Pi tardi il giovane avrebbe ricordato solo quellevento nei minimi particolari, il resto rimase impresso nella sua memoria come una confusa accozzaglia di immagini di violenza ed assordanti cozzi metallici.

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Yumo fece quello per cui era nato e presto cre un vuoto attorno a Jade e al vecchio Misar. LArenty era privo di cavalcatura, ma superava in altezza la testa di qualsiasi cavaliere. Piantato saldamente sulle sue gambe, roteava lascia in micidiali fendenti. Caddero tre teste prima che i Testimoni si rendessero conto che non conveniva farglisi vicino. Rivier si tenne defilato, con Mylo sempre accanto. Innalz una protezione attorno a loro e attese. I Testimoni sembravano ignorare i due, o forse non riuscivano a vederli. Mylo si tenne vicino al maestro cercando di ricordare le parole che controllavano gli elementi. Scopr presto che battaglia ed esercitazioni erano due cose completamente diverse. Nonostante la forza durto di quel primo impatto, le file dei Testimoni si ricomposero velocemente, e fu inevitabile laccerchiamento. Nicon teneva impegnati tre cavalieri, ma riusc a scorgere con la coda dellocchio un paio di compagni cadere sotto i colpi dei nemici. Dovevano uscire da quella situazione, altrimenti non ci sarebbe stato scampo. Evoc uno strappo di luce che accec temporaneamente i suoi contendenti. Ordin di sfondare laccerchiamento, ma il caos era pressoch totale. Fu in quel momento di scompiglio che Rivier spacc la terra sotto i piedi dei cavalieri. Nessuno aveva mai assistito ad un portento simile. La terra smossa form uno sbarramento. I cavalieri della gilda si mossero rapidi, salirono sul terrapieno e si prodigarono in una veloce ritirata, poi ripresero formazione fuori dallaccerchiamento. I due schieramenti si ritrovarono di nuovo faccia a faccia. Lontano i corni strillarono nel vento delle praterie. Nicon si volt e vide ci aveva temuto di pi. Una seconda armata, almeno cinquecento elementi, stava sopraggiungendo alle loro spalle. Era la fine. Dovevano fuggire, adesso, in qualsiasi modo. Dovevano spaccare le linee, oppure dividersi, per poi perdersi nelle pianure. Forse si sarebbero riuniti un giorno. Forse la Gilda sarebbe tornata ad esistere, forse Era pronto a dare il segnale di ripiegamento ma qualcosa lo fece fermare. Il suono dei corni non era quello di una carica ma di una ritirata. E allora apparve, magnifica e terribile, unisola galleggiante nel cielo rosato delle pianure, tutta rocce e guglie, nera come lebano, scintillante come la pirite. Sawar stava arrivando.

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La battaglia sinterruppe. Gli uomini abbassarono le armi. Davanti a quella visione apocalittica nessuno riusc a muoversi. I Testimoni videro i loro compagni cadere uno a uno, afferrati sadicamente da quelle creature di pietra che le leggende chiamavano Belve. In realt Gargoyle oppure Golem sarebbero stati termini pi appropriati, dato che Sawar era capace di animare ci che era inanimato, e trasformare statue di roccia in micidiali macchine da guerra. La ritirata dei Testimoni si stava trasformando in unautentica carneficina. Nicon ordin di serrare le righe, volgendo le spalle ai loro contendenti. Lentamente anche i Testimoni presero posizione. Era avvenuto ci che si era augurato Rivier. Sawar era il nemico comune e lo avrebbero combattuto insieme; il diritto alla vita degli Arcon contro la follia dellElenty corrotto. Seguitemi! disse Rivier rivolto ai due ragazzi che gli erano vicino, lapprendista Mylo e il giovane Tzadik. I tre si diressero dietro le formazioni dei cavalieri. Incontrarono anche la ragazza Keeper e i suoi compagni, i quali si unirono a loro ed insieme uscirono dai manipoli. La torre si avvicinava velocemente, ancora pochi istanti e le belve avrebbero attaccato le prime file occupate dagli uomini di Nicon. Ho bisogno di tutto il tempo che riuscirete a darmi. Se vogliamo fermare quel pazzo, dovr usare ogni stratagemma di mia conoscenza, ma avr bisogno di concentrazione. Per questo vi ho portato qua Rivier era sceso da cavallo. Stava gi componendo dei disegni con le mani, e il crepitio aleggiava nellaria. Jade spieg allArenty cosa doveva fare, e il gigante si posizion davanti al gruppo. Mylo e Tzadik si appostarono con i cavalli poco pi dietro. Anche Misar e la ragazza erano pronti a combattere. Levocazione dellElenty ebbe inizio, e il crepitio divenne un suono cos sgradevole che ritorn sovente negli incubi di coloro che lo udirono.

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CAPITOLO 12 La notte improvvisa

La Torre Galleggiante sovrastava il campo di battaglia, con le sue rocce appuntite, i bassi torrioni merlati e il grande bastione centrale. Dalla finestra pi alta un uomo guardava estasiato le scene di violenza che prendevano luogo pi sotto. Esseri deformi fatti di pietra e gesso azzannavano e stritolavano gli Arcon dei due schieramenti, che nella peggiore delle ipotesi si erano uniti per combattere il nemico comune. I Testimoni di Seidon cadevano al fianco dei cavalieri della Gilda, divenuti improvvisamente fratelli di spada davanti alla follia omicida dellElenty corrotto. Davinia si stringeva al suo amante e guardava oltre il mare di corpi maciullati. Avvert leccitazione del suo compagno e avrebbe voluto approfittarne, ma in quei momenti Sawar non voleva essere assolutamente disturbato. Rimase vicino a lui, stringendosi ancora pi addosso, accarezzandolo nelle parti intime. Lavrebbe avuto pi tardi, quando tutto si sarebbe concluso e le urla sarebbero cessate. Ma qualcosa colse la sua attenzione. Un gruppetto distaccato, un gigante Arenty, quattro cavalieri ed un mago impegnato in un complicato incantesimo. Indic la scena al suo compagno, lo sent irrigidirsi, maledire Limbo per lennesima volta. Fai atterrare subito la torre! ordin ad Ekaron, che aveva il compito di guidare lassurda magione volante. La struttura cominci a muoversi verso il basso. Era unoperazione non facile ma necessaria, perch Sawar aveva intuito la natura dellincantesimo di quel mago. Rivier, maledetto lui, pens. Evoc una sfera di fuoco e la scagli verso il basso. Tre cavalieri vennero arsi vivi. LElenty riusc a sentirsi un po meglio, poi le pareti del bastione incominciarono a tremare. Che succede? domand Davinia. Vide i suoi occhi riempirsi di collera. Ci sa fare con la roccia quel dannato Elenty! Dobbiamo uscire di qui.

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Tra poco croller tutto quanto! le rispose. Ekaron? chiese. Se riuscir a farla atterrare prima che crolli tutto forse avr una possibilit di salvezza Andiamo! Le due figure si proiettarono fuori dalla finestra, un volo in caduta libera rallentato da alcune parole in lingua Bit. Un attimo dopo, proprio nel momento in cui la struttura volante toccava terra, il bastione centrale si sbriciol. La battaglia continuava ad infuriare poco distante dal luogo in cui la torre era atterrata. Nicon sapeva che le spade non erano di grande aiuto contro golem e gargoyle, almeno che non si ricoprissero di uno strato magico; poche parole per alterare la struttura della lama e permetterle di penetrare la roccia come fosse burro. Per questo motivo il terreno attorno al capo della Gilda era ricoperto di arti mutilati e pezzi di gesso. Ma non tutti i cavalieri potevano avvalersi di un simile vantaggio. Le belve erano centinaia e avevano gi apportato enormi perdite nelle file dei Testimoni. Lo stesso Tawares era stato gravemente ferito ed un piccolo distaccamento dellesercito aveva ripiegato verso le montagne, cercando di portare in salvo il proprio capo. I Testimoni di Seidon combattevano con onore, ma non avevano molte speranze. Sawar e Davinia avevano intanto raggiunto la terra ferma. Gli scontri continuavano sempre pi cruenti a pochi passi da loro, ma allElenty corrotto non interessavano. Era la ragazza che voleva e per raggiungerla avrebbe dovuto aggirare lintero campo di battaglia ed affrontare quel dannato Rivier. Richiam una decina delle sue belve. Lui e Davinia montarono in groppa a due di queste e si lanciarono al galoppo aggirando il luogo dello scontro. Presto si ritrovarono davanti al gigante Arenty, che col suo corpo faceva scudo a Jade. Per la ragazza la scena che segu ebbe il sapore di un deja-vu, innescato probabilmente dai suoi recenti incubi. Yumo ingaggi un feroce combattimento con le belve che gli si gettarono contro. Spacc zampe e teste di pietra, coprendo ogni breccia, parandosi di fronte ai suoi compagni come un muro insormontabile. Mylo e Tzadik erano pronti a dargli manforte, ma entrambi si rendevano conto che non sarebbero durati molto contro quelle creature. Pi dietro Rivier doveva ancora riprendersi dal

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tremendo incantesimo che aveva proferito. Il potere al quale aveva attinto lo aveva prosciugato, e adesso riusciva a stento a rimanere in piedi. Yumo lott come una macchia da guerra. Lascia perdette il filo ma continu a spaccare, perch la forza impressa dallArenty era a dir poco devastante, ma le belve erano troppe. Sawar aspettava che cadesse. Fermo sulla sua cavalcatura, Davinia al suo fianco, si compiaceva di quello scontro impari. I muscoli del gigante erano ormai ricoperti di tagli, il volto deformato da contusioni, il sangue scorreva copioso da molte ferite. Eppure continuava a lottare, perch era nato per quello; proteggere loggetto di famiglia, ad ogni costo. Cadde in ginocchio, ma continu a ruotare lascia. Recise unaltra testa di gesso, poi bocche zannute afferrarono e strapparono le carni del braccio che teneva larma. Cadde questa volta senza speranza e non riusc pi a muoversi. Forse ud lurlo di disperazione di Jade, prima di chiudere definitivamente gli occhi su Limbo. Con Yumo fuori gioco resistere diventava inutile. La ragazza Keeper afferr il medaglione. Forse poteva ancora salvare gli altri. Che senso aveva continuare a lottare... Il suo sguardo si perse nella distanza, dove gli uomini continuavano a combattere e a morire, per ragioni che forse non avevano alcun significato. I Misteri, le leggende, Seidon, la montagna sacra Che senso aveva tutto ci. solo questo che vuoi! url la ragazza, rivolta alluomo dei suoi incubi. Lo aveva riconosciuto subito; il volto scarno, gli occhi ricolmi di follia. Sawar Prendilo allora, e lasciaci in pace! In risposta ud una risata agghiacciante. Misar le appoggi una mano sulla spalla. Quel gesto significava che gli era vicino, che avrebbe combattuto per lei, che avrebbe assecondato le sue scelte. Anche Mylo e Tzadik, i due ragazzi che conosceva solo da un paio di giorni, le si fecero appresso. E dovrei rinunciare a vederti dilaniare dalle mie care bestiole? replic lElenty sogghignando. Poi la luce cambi. Le variazioni di luminosit erano comuni nelle pianure del vespro, ma tutti si accorsero che cera qualcosa di diverso in quello strano abbassamento di luce. I colori divennero smorti, le ombre

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sbiadirono. Jade volse lo sguardo al cielo. Istintivamente lo fecero anche gli altri, i compagni che le stavano accanto, Rivier qualche passo pi indietro, stanco a tal punto da non riuscire neanche a camminare, i cavalieri che non erano impegnati a lottare. Gli stessi Sawar e Davinia non riuscirono a resistere a una strana sensazione. Guardarono in su e il loro cuore si ferm per un attimo. Il sole si stava oscurando; era finalmente giunto il tempo dellEmersione. Leclisse che segnava lavvento del grande cambiamento, come dicevano le leggende degli Arcon e confermavano i Misteri, era incominciata. Il Guardiano della montagna sacra era pronto ad accettare i sacri oggetti, dopo di che sarebbe stato l'inizio di una nuova era. Non posso crederci mormor Sawar, forse il pi meravigliato di tutti. Il volto di Davinia era bianco come la luna e quasi perdette il controllo della sua cavalcatura. Infine Rivier, laltro Elenty presente sul campo da battaglia. Adesso stava in piedi, con lo sguardo puntato sul sole che lentamente veniva oscurato. Gli erano ritornate le forze. Incredulo ripet. arrivata. Mentre per i tre Elenty, che tanto avevano atteso quel momento, il tempo sembrava essersi fermato, un uomo spron il suo cavallo oltre le belve che lo braccavano. Nicon era il suo nome. Non credeva alle leggende Arcon e ripudiava gli affari degli Elenty, per questi motivi si mosse veloce verso il nemico. Nei suoi occhi brillava un desiderio di vendetta. Molti dei suoi compagni giacevano riversi al suolo, dilaniati da quelle assurde statue animate. Sawar guardava ancora lastro oscurarsi quando la lama di Nicon gli trapass il petto. Un colpo alle spalle, forse non onorevole, ma poteva considerarsi decoroso il modo in cui lElenty corrotto mieteva le sue vittime? Davinia url ancora prima del suo compagno. Un fiotto di sangue fuoriusc dalla bocca di Sawar. Ruot gli occhi, si accasci sulla cavalcatura, lelsa della spada gli spuntava da sotto la scapola. Allora Davinia fu rapida ad afferrare le sue redini e a lanciarsi al galoppo attraverso le praterie. Cavalc spedita attingendo alla magia che conosceva. Nicon la insegu per finire il lavoro, ma presto venne

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distanziato. Davinia pianse mentre cavalcava, perch il suo era comunque amore, anche se distorto, come distorta era tutta quella storia, fatta di impulsi elettrici e prigioni dorate. Sawar giaceva riverso sul dorso del gargoyle, trafitto dalla spada dellArcon. Lei lo teneva aggrappato con un semplice incantesimo. Preg che fosse ancora vivo, anche se non sapeva chi stava pregando. Non aveva mai creduto in Dio, n prima n dopo Limbo, ma si ritrov a pregarlo. Per la prima volta da quando era diventata una mera sequenza di codici binari dubit della sua non esistenza. Ti prego, fai che viva! url alle praterie del vespro. Nel cielo il sole era diventato un disco nero.

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CAPITOLO 13 La non-scelta

Il fuoco scoppiettava ma non metteva allegria. La notte era calata sulle praterie, ma i cavalieri continuavano a morire. Le belve non rispondevano pi al loro capo, ma continuavano la loro missione di morte. Nicon, in piedi davanti al fuoco, guardava dentro le tenebre in direzione del campo di battaglia. Un urlo portato dal vento si alz nel silenzio di morte. Poteva essere un suo compagno, oppure un Testimone di Seidon, poco importava; un altro Arcon moriva per la follia dellElenty corrotto. Sperava con tutto s stesso di averlo infilzato per bene, ma qualcosa gli diceva che Sawar era ancora vivo. Erano rimasti pochi. Erano rimasti loro, perch anche nelle rappresentazioni fittizie il destino gioca le sue carte. La fine di Limbo si avvicinava, o forse si trattava di un nuovo inizio. Ognuno di loro sapeva di essere il tassello di quel disegno. Dopo che Davinia si era allontanata insieme al suo amante, il capo della Gilda era tornato dalla ragazza Keeper e dagli altri. La battaglia infuriava a una cinquantina di passi di distanza, ma leclisse aveva gettato unombra sul campo. Tornare a combattere era una follia, ma Nicon non se la sentiva di abbandonare i suoi compagni. Non andare lo ammon Rivier. LArcon gli rivolse uno sguardo carico dodio. Taci Elenty! rispose. E spron il cavallo verso la battaglia. Ma in quel momento due cavalieri della Gilda sbucarono dalle ombre. Uno di loro era ferito. Signore, sei ancora vivo! Pensavamo di averti perduto! disse uno. Non c pi niente da fare laggi. Quei dannati mostri riescono a vedere anche al buio aggiunse il secondo cavaliere, tenendosi un braccio sanguinante. Cos si erano allontanati rapidamente dal campo di battaglia, anche se si trovavano ancora sulle pianure. Le montagne distavano una mezza giornata di viaggio; le avrebbero raggiunte il giorno seguente, per poi

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proseguire in direzione della montagna sacra. Tutto ormai convergeva laggi. Avevano montato due tende, quella della ragazza Keeper e quella del mago. Le avrebbero divise insieme ai tre uomini della gilda superstiti e al ragazzo di nome Tzadik. I due cavalieri si chiamavano Amhed e Lagoon. Il secondo, quello ferito, era stato medicato dallo stesso Nicon dopo essersi accampati. Sedeva adesso vicino al fuoco insieme al resto della compagnia. Che succeder adesso? domand la ragazza. Passarono alcuni istanti. Nessuno sembrava volere rispondere a quella domanda. Fu Rivier a rompere il silenzio. LElenty aveva recuperato parte delle forze, ma leclisse lo aveva cambiato. Mylo era stato il primo ad accorgersene. Dimprovviso era come se riuscisse a leggergli negli occhi tutti i cicli della sua longeva esistenza. Dobbiamo raggiungere la montagna sacra. Devi consegnare loggetto, come ti stato incaricato. Ma se le leggende degli Arcon sono solo delle novelle per bambini, che importanza pu avere ormai? Infatti, vecchio! Che importanza pu avere ormai! Era la voce di Nicon, carica di rabbia. Con lunghe falcate si avvicin agli altri. Allora Rivier si alz in piedi e a tutti sembr diverso. Lo stesso Nicon prov compassione per lo stregone. Cera una strana rassegnazione nel suo sguardo. Gli Arcon non erano in grado di capire quello che il vecchio stava passando, ma riuscirono lo stesso ad intuire la mole del suo dramma. Avete ragione, non ha nessuna importanza per voi Arcon. Non c nessuna ragione per la quale dovreste fare quello che vi stato ordinato di fare. In realt non esiste una ragione neanche per gli Elenty, perch anche noi siamo stati ingannati. Siamo tutti sulla stessa barca, una barca di nome Limbo, una barca che presto affonder. Eppure non trovo alcun motivo logico per rimanere inerte. Lesistenza di Limbo volge inesorabilmente verso questo evento. Leclisse ha innescato dei meccanismi che porteranno un cambiamento, forse non in questo mondo, ma sicuramente in un altro. Vi chiedo di fidarvi di me? Ebbene si, vi chiedo questo. il disegno che ci stato cucito addosso,

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chiamatelo pure destino se vi va. Non esiste nessun altro motivo. Le vite che dimorano negli oggetti di famiglia vivranno ancora, in un mondo apparentemente pi di reale di questo, una realt fatta di atomi e non di impulsi, ma forse capiranno che la vita pu evolversi sotto molte forme, e malgrado tutto anche quelle degli Arcon sono esistenze che valgono la pena di essere vissute. Noi non possiamo chiedere a queste entit che lasceranno il nostro mondo di salvarci, ma forse sono la nostra unica possibilit di salvezza. Per questo dobbiamo raggiungere la montagna sacra. Per questo tu, Jade figlia di Ethan, consegnerai il medaglione al Guardiano di Mountoor, e tu Nicon combatterai nuovamente Sawar, come scritto nei sogni del tuo allievo. Si, egli ancora vivo e non vede lora di vendicarsi. Far tutto ci che in suo potere per sabotare lEmersione. Noi saremo l ad attenderlo. Nicon strinse i pugni e maledisse per lennesima volta lElenty corrotto. Lo stregone diceva che era ancora vivo, ed era difficile non credergli. Guard i suoi due uomini, tutto ci che rimaneva della gilda, insieme al ragazzo. Lavrebbero seguito ovunque, ma nei loro occhi lesse il desiderio di accompagnare lo stregone e gli altri. Le decisioni della gilda erano sempre unanimi. E sia sussurr, volgendo nuovamente le spalle al fuoco. Altre grida si alzarono dalloscurit. Li aspettava una lunga notte Torner la luce? domand Mylo. Dallavvento delleclisse i cieli di Limbo non si erano ancora rischiarati, ma ormai era gi incominciato il primo margine della notte. Non ne sono certo rispose Rivier, ma credo che torner. Leclisse durata quasi un intero margine, e poi arrivata la notte. Immagino che domani il sole ritorner a splendere, ma tutto molto incerto. Non so davvero cosa aspettarmi Non sar facile muoversi verso la montagna sacra nelloscurit. Ci potremo impiegare unintera stagione, se i miei calcoli non sono errati. Era stato uno dei due cavalieri a parlare, Lagoon. Potremo sempre attingere a qualche espediente magico, ma forse daremo troppo nellocchio ribatt Mylo. Potrebbe essere pericoloso ammon Rivier. Sawar non lunico

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pazzo in circolazione, ricordatelo, solo il pi pericoloso. Ci sono diversi Elenty che non apprezzano quello che sta per accadere, e poi naturalmente ci muoveremo attraverso le zone selvagge, abitate da bizzarri Arenty. Ma il tempo gioca a nostro sfavore, non c' dubbio. Dobbiamo raggiungere Mountoor il pi velocemente possibile... Le lande del disordine... Siamo certi di voler passare di laggi? chiese Amhed, guardando il mago. Non abbiamo scelta... rispose secco Rivier. Che cosa sono? domand Jade. Si estendono per molti giorni di viaggio attorno alla montagna sacra. Le abitano i Troll delle sabbie e altre assurde creature. Ci sono passato una volta, e se ne parlo posso considerarmi fortunato. Il cavaliere scosse la testa, riattizz il fuoco e cambi posizione. Per quella sera nessuno aveva pi voglia di parlare. Il gruppo organizz i turni di guardia e si prepar per la notte. Non vennero disturbati, anche se le urla dei morenti tormentarono i loro sonni fino allo spuntare delle prime luci del nuovo giorno. Leclisse era terminata.

Capitolo 13 di Charles Huxley

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LIBRO SECONDO

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CAPITOLO 14 I Veggenti di Mnemonia

Riesci a vedere anche tu quello che vedo io? Sono le navi dei Veggenti, non vero Mila? La donna annu col capo ma non disse nulla. Si erano arrampicati su uno degli alberi-montagna che spiccavano alti sopra la foresta, giganti dalle alte chiome con piccole foglie di forma allungata che assumevano le pi impensabili sfumature, dal verde mare al bronzo, passando per il giallo pi intenso. Spesso venivano usati dalle comunit Rednakes come rifugi. Lombra proiettata da due enormi vascelli volanti si muoveva lentamente verso di loro. Quando le navi furono esattamente sopra le loro teste, il sole si nascose e smise di abbagliarli, cos furono in grado di scorgere i particolari dello scafo, gli intagli pregiati nel legno magico e la forma inconsueta del timone. Dove vanno? domand Ryo, che allapparenza sembrava solo un ragazzo. La verit per era unaltra, e neanche i suoi amici pi cari potevano immaginarla. Non lo so rispose Druge, il fiero guerriero immortale. Portano gli aggiornamenti spieg Mila, incapace di distogliere lo sguardo dalla meraviglia che li sovrastava. Escono da Mnemonia solamente di rado ed esclusivamente per portare le novit di Limbo agli archivi della Biblioteca Volante. Non credi che la loro apparizione abbia in qualche modo a che fare con leclisse? chiese il giovane Ryo. Pu darsi, ma non ne sono sicura rispose la donna Elenty. E comunque vanno nella direzione opposta alla nostra. Mountoor si trova dallaltra parte concluse, indicando le montagne alla loro sinistra. Allindomani del segnale che preannunciava lEmersione, i tre amici si erano subito messi in viaggio verso la montagna sacra. Da diverse stagioni vivevano appartati nella foresta, nei pressi di unantica quercia nella quale si nascondeva loracolo di Kyos, il fratello di Seidon che gli Arcon consideravano responsabile di tutti i loro guai. Molti cicli prima

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alcuni Elenty, dopo aver scoperto linganno dei Frame, avevano incominciato a studiare la struttura di Limbo in tutti i suoi aspetti, partendo proprio dalla consultazione degli oracoli. Il loro funzionamento era simile a quello delle colonne delle voci, ma servivano esclusivamente per attingere alla conoscenza del mondo. I semplici Arcon non erano in grado di sondarli in profondit, ma gli Elenty erano riusciti col tempo ad aggirare le protezioni e a oltrepassare gli accessi proibiti. In questo modo molti di loro erano venuti a conoscenza dei segreti dell'immortalit e avevano imparato ad usare la magia. Lo studio di queste bocche divine poteva schiudere ancora moltissimi misteri e per questo motivo gli Elenty e gli Arcon pi evoluti continuavano a consultarle La montagna pu aspettare afferm Druge. Gli occhi gli brillavano della brama di conoscenza e Mila rimase stupita da quella reazione. Tra di loro correva un vincolo molto pi forte dellamicizia. Insieme avevano viaggiato attraverso Limbo per numerosi cicli, fidandosi ciecamente luno dellaltra, rincuorandosi a vicenda nei momenti pi cupi. Solo cos erano riusciti a non farsi corrompere dagli inganni di quellesistenza fittizia. Eppure Mila sapeva quanto impazientemente Druge avesse atteso il momento dellEmersione, forse pi di qualsiasi altro Elenty. Il fatto che la sua curiosit lo portasse a rallentare la loro marcia verso la montagna sacra, la meravigliava e in qualche modo tranquillizzava. Mila infatti conservava nel cuore un antico timore, sbiadito attraverso le stagioni trascorse accanto al suo amore, e quella paura le sussurrava unassurda verit: Druge non era un Elenty e perci non gli sarebbe stato permesso di uscire da Limbo. Mila, mi hai sentito? Perdonami amore, avevo la testa fra le nuvole Abbiamo poco tempo, se vogliamo riuscire ad arrampicarci sugli scafi. Unendo i nostri canti forse riusciremo a sollevarci fino a raggiungere quel timone. Poi potremo salire facilmente oltre la balaustra spieg il guerriero. Si, e cosa diciamo ai Veggenti, che ci serviva un passaggio e ci siamo accomodati? chiese Ryo con una punta di sarcasmo. Ci penseremo appena saremo sopra e con una scrollata di spalle

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Druge liquid la questione. Subito i tre sillabarono le parole in Bit di un complicato incantesimo. Il crepitio li avvolse e i loro corpi iniziarono a sollevarsi oltre limmensa chioma dellalbero-montagna. Rompere le regole di gravit di quel mondo non era difficile, il problema era il controllo. Solo i maghi pi potenti erano capaci di volare a loro piacimento. Per un attimo Mila temette che non sarebbero riusciti a guadagnare il timone della seconda nave, poi Druge, rischiando di mettere in pericolo tutti quanti, ruppe lincantesimo e artigli laria cercando una presa. Riusc ad afferrare lappendice dello scafo e ad issare tutti quanti sopra il timone. I tre ripreso fiato, sorrisero, poi iniziarono ad arrampicarsi, mentre gli alberi della foresta scorrevano a diverse centinaia di passi sotto di loro. Con laiuto delle sue possenti braccia, Druge riusc a sporgere il capo oltre la balaustra, gettando rapidamente uno sguardo sul ponte della nave. Nessuno era in vista cos incit i suoi compagni a seguirlo, e un attimo pi tardi si ritrovarono tutti e tre sul vascello. Il mondo ai loro piedi aveva assunto una strana colorazione, come se un filtro fosse stato adagiato tra la terra ed il cielo e colorasse tutto dargento ed oro. Mila e Ryo rimasero esterrefatti dalla visione, ma Druge non perse docchio il ponte, la mano salda attorno allelsa della spada che gli pendeva dal fianco sinistro. Con movimenti fluidi e veloci, una colonna di uomini avvolti in sottili tuniche blu aggir lalbero maestro precipitandosi verso il gruppetto di clandestini. Druge ebbe limpressione che fossero spuntati dal nulla. Si disposero silenziosamente in semicerchio di fronte a loro, dodici in totale, andando ad occupare buona parte del ponte di poppa. Erano minuti, smilzi e le tuniche provviste di cappuccio celavano i loro lineamenti. Anche le mani, consorte dentro le ampie maniche della veste, erano nascoste alla vista dei tre. Qualche idea? chiese Ryo, con un mezzo sorriso. Druge lo fulmin con lo sguardo, fece per muoversi di un passo verso i Veggenti, ma si arrest quando si accorse che Mila lo aveva preceduto. Perdonate la nostra intrusione, ma il recente evento che ha annunciato lavvento dellEmersione ci ha scossi molto. Non abbiamo potuto fare a meno di pensare che il vostro passaggio sia in qualche modo connesso con la passata eclisse, per questo motivo

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vi siete intrufolati sulla nostra nave? la interruppe una voce sibilante che proveniva dal centro del cuneo di uomini. Mila perse il filo del discorso, pens velocemente a qualcosaltro da aggiungere ma rimase in silenzio, conscia di non avere una scusa plausibile. Allora fu Druge a parlare. Proprio cos, e se per voi un problema risolvere la questione civilmente, sarei lieto di farlo in maniera pi movimentata disse il guerriero, accarezzando il pomo della spada. Povero Arcon rise la solita voce, ma prima che Druge si risentisse dellaffronto aggiunse: ma non assolutamente nostra intenzione contrastarvi. Diteci semplicemente quello che volete e cercheremo di soddisfare le vostre richieste, dopo di che vi riporteremo a terra. I tre amici rimasero interdetti, leggermente sorpresi da quella reazione. Ancora non erano sicuri di chi stesse parlando, e a Mila le venne la bizzarra idea che forse quella che sentivano era la voce di tutti e dodici i Veggenti, che agivano come unentit unica. Gli uomini intonacati rimanevano completamente immobili e anche le loro vesti parevano ingannare il programma vento che sferzava sul ponte della nave. Potete dirci qualcosa sullEmersione? davvero giunto il momento tanto atteso? chiese la donna Elenty. Beh, sembrerebbe cos risposero i Veggenti. Quindi la vostra uscita da Mnemonia non ha nulla a che fare con leclisse? aggiunse Druge, cercando di contenere la sua impazienza. In qualche modo si. Portiamo gli aggiornamenti anche se siamo decisamente in anticipo. Il motivo semplice; leclisse ha scatenato una serie di eventi che richiederanno tutti i supporti di memoria a nostra disposizione. Abbiamo svuotato le cartelle, compresso i dati, selezionato gli eventi pi importanti e adesso stiamo portando tutto quanto alla biblioteca. Ci aspetta un grande lavoro al nostro ritorno. Sei riuscita a capirci qualcosa Mila? chiese Druge, guardando negli occhi la sua amante. Credo di si, e credo anche che stiamo perdendo tempo. Proprio cos affermarono i Veggenti, con un una nota sarcastica nella voce. Druge sentiva che cera qualcosa che non andava, che non stavano

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dicendo tutto quello che cera da dire. Druge era un guerriero immortale, un Elenty primogenito, anche se in passato la stessa Mila aveva messo in dubbio la sua vera identit. Attraverso i cicli aveva sviluppato una straordinaria capacit di discernere il falso dal vero, una tecnica mentale paragonabile alla sua abilit di spadaccino, e anche per questo i Veggenti non lo videro arrivare. Si lasci guidare dal suo intuito, balz come un felino sul penultimo uomo sulla destra, e anche se la voce che era di tutti e dodici proveniva dal centro del cuneo, Druge sent che quella era la figura che catalizzava le menti dell'intero gruppo. Con estrema precisione descrisse un fendente che and a fermarsi a un paio di centimetri dalla gola delluomo. Poi tir fuori la sua voce pi feroce e allo stesso tempo persuasiva: Non vi credo, ma vi concedo unaltra possibilit. Il silenzio era rotto solo dal vento che scuoteva le vele del vascello. Ryo aveva estratto la sua spada, ma era rimasto immobile accanto a Mila, che si fidava del suo amante anche se non riusciva ad abituarsi alla sua impulsivit. Mio caro Arcon, anche se ti dicessi il resto non capiresti un bel niente afferm la voce dei Veggenti, ricolma di ironia. Io non sono un Arcon! url di rimando Druge, e Mila pens che era sul punto di esplodere. Invece trattenne la mano e rimase in attesa. Forza, tocca a te adesso. Mostraglielo, giunto il momento. La voce si rivolgeva al giovane Ryo, che alz la testa e spalanc gli occhi come se si risvegliasse da un sogno. Lasci cadere la spada che rotol rumorosamente sul ponte della nave. Solo in quel momento Druge e Mila compresero che i Veggenti si erano rivolti al loro compagno. Che significa? prov a chiedere la donna Elenty. Lo vedrai risposero all'unisono i Veggenti. Ryo si mosse verso lamico di spada, allung una mano e afferr gentilmente la sua spalla. Druge non ebbe il tempo di reagire. Percep un flusso caldo percorrergli il corpo, non proprio doloroso ma di cattivo gusto. Si volt di scatto, pronto a sferrare un colpo al suo amico, invece rimase immobile, esterrefatto, incapace di respirare. Di fronte a lui non cera pi Ryo, il giovane guerriero che per innumerevoli stagioni aveva combattuto al suo fianco. Vi era invece lidentica copia di Druge,

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limmagine specchiata del guerriero immortale che si era sempre creduto un Elenty, una persona vera prigioniera di un mondo fasullo, non una catena artefatta di codici binari. Ma gli Elenty, per la loro natura unica, non potevano essere replicati.

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CAPITOLO 15 Un destino non ancora scritto

Le navi ripreso la rotta verso la Biblioteca Volante, leggiadre veleggiavano nel cielo come aquiloni, silenziose sparivano nella distanza, tra le nuvole ed i riflessi porporini dei cieli di Limbo. I tre erano stati riportati a terra, su un promontorio smeraldino puntellato di viole e di narcisi, e nel discendere verso valle si potevano scorgere alcuni ulivi antichi, anche se non potevano dirsi davvero antichi perch tutto il paesaggio era un mero disegno digitale insensibile al tempo. Druge guard la sua compagna Mila e vi lesse nello sguardo sgomento e rassegnazione. Poi si volse verso il suo gemello che era stato Ryo, amico e compagno di spada. Chi diavolo ? chiese, rivolto alla donna. Un Framemaker rispose lei, con la voce rotta da un irrefrenabile senso di disperazione. Ce li misero a nostra insaputa per copiare le informazioni digitali di noi Elenty e conservarle allo stato puro. Per non rischiare il rigetto didentit, i Framemaker, una volta trasformatisi nella copia identica del soggetto, si allontanavano velocemente dalla vittima prendendo poi la forma di un prezioso monile. cos che furono creati gli oggetti di famiglia, quelli che gli Arcon venerano quali artefatti del loro dio Seidon. I due uomini si fronteggiavano, identici come unimmagine riflessa in uno specchio. Era praticamente impossibile distinguere il vero Druge dal falso se il loro modo di comportarsi non fosse stato cosi diverso. Il primo era in preda alla confusione e alla rabbia mentre il secondo sembrava accettare mestamente quella bizzarra situazione, come se una parte della personalit di Ryo fosse ancora in controllo del programma. Questo per Mila non avrebbe saputo spiegarlo... Il rigetto didentit avviene istintivamente in un Elenty continu la donna. Trattandosi di unentit unica, non pu sopportare la presenza di una gemella. Gli Arcon furono creati ad immagine e somiglianza degli Elenty, ma vennero alterati alcuni loro codici vitali per evitare il

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rigetto. I Framemaker per erano in grado di acquisire lentit digitale e in un secondo tempo trasformarsi nella copia esatta dellElenty in una forma congelata, racchiusa dentro un oggetto. In questo modo lElenty non poteva sentire la presenza del suo doppione. Se parlo al passato perch, a quanto sapevo, i Framemaker terminarono il loro lavoro di copiatura al termine del primo ciclo di Limbo, e credevo che non ne esistessero pi Druge avvicin la mano allelsa della spada, guidato dallidea ingannevole che se si fosse convinto di essere in preda ad un rigetto didentit, forse poteva ancora dirsi un Elenty. Come se avesse letto i suoi pensieri, il gemello fece il suo stesso gesto. Che stupido, pens allora lArcon. Non posso continuare ad ingannarmi. Io non provo nulla per questo uomo Non sapevo che i Framemaker potessero copiare anche gli Arcon. Credo che Ryo avesse una missione da compiere, come hanno detto i Veggenti, ed era quella di rivelare la tua vera natura prosegu Mila. Ma tutto ci molto strano Perch? chiese Druge, continuando a fronteggiare la sua copia. Perch a quanto ne so il disegno di Limbo fu chiuso molto prima della fine del primo ciclo, ed allora nessuno poteva sapere che gli Elenty, n tanto meno gli Arcon, sarebbero diventati immortali. Che significa? Lei allora gli afferr un braccio chiedendogli di guardarla. Druge, amore mio, adesso mi finalmente chiaro il motivo per il quale non riesci ad afferrare completamente il senso di Limbo. In passato ho temuto pi volte che tu potessi essere un Arcon, non perch non ti saresti meritato il mio amore, ma semplicemente perch non avrei pi potuto sperare in una vita diversa, fuori da questa prigione, insieme a te. Credevo che il tempo avesse eroso i tuoi ricordi, come la pioggia fa con la roccia, eppure tu mi parlavi dei sogni che facevi e di luoghi che ho visto soltanto fuori da Limbo. Ma adesso non mimporta pi. Non voglio uscire, non minteressa lEmersione, voglio rimanere qui insieme a te, per sempre Lui le cinse la vita e la tir a se baciandola, riversando nella sua bocca tutta lenergia del suo amore, tutto il calore della sua passione.

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Tu devi uscire Mila! il tuo destino disse lui, stringendola pi forte. No, non m'importa... La donna non riusc a trattenere le lacrime, combattuta dal desiderio di rivedere la luce del sole, quello vero, ed il bisogno di stare accanto alluomo che amava. Cosa volevano dire le tue parole? Cos che non capisci? domand Druge, cercando di distrarla dalla tempesta di emozioni che la scuotevano. Mila respir piano, riacquist la calma e prov a spiegare allArcon, con parole semplici, quale erano le ragioni dei suoi dubbi. Ryo nato dopo Che vuoi dire? I Framemaker avevano una missione ben precisa. Furono introdotti allinizio per copiare gli Elenty presenti in Limbo. Una volta terminate le loro missioni, questi si trasformavano negli oggetti sacri di Seidon. Per ogni Elenty vi era un Framemaker, n uno di pi n uno di meno. I Framemaker non erano in grado di rinascere. Erano Arcon creati nel disegno primordiale di Limbo. Ma la missione di Ryo era unaltra; rivelare la tua vera natura. I Veggenti sapevano Questo pu voler dire solamente una cosa, che qualcuno ancora capace di alterare il disegno di Limbo dallesterno Vuoi dire che c ancora un carceriere vivo? Credo di si Il settimo margine sfum in quel momento, la luna sgusci fuori dallorizzonte e la cometa clessidra brill violentemente della sua luce azzurra, alla fine del primo quarto di cielo. Da qualche parte un antico mago guidava un gruppo di uomini e una ragazza verso Mountoor, la montagna sacra in cui si diceva si nascondesse un demone, mentre in una grotta sulla spiaggia del mare infinito, una donna pregava per la vita del suo amore. Quella donna era Davinia, maga suprema e compagna di Sawar, il delirante demolitore di Limbo.

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CAPITOLO 16 Davinia

Davinia osservava il movimento delle onde cercando di decifrarne la costante, il valore attorno al quale il programma casualit riusciva a ricreare quel movimento continuo ed apparentemente diverso ad ogni riflusso. Dipanare il velo di Limbo la faceva stare meglio, o forse peggio, non sapeva neanche pi lei. Quando venne a conoscenza dellinganno dei Frame, molti cicli prima, come altri Elenty si era sentita tradita e aveva cercato di sedare questa sua rabbia disprezzando il mondo di cui era prigioniera. Rivelare le sua falsit le dava una strana soddisfazione, ma col tempo questo stupido gioco percettivo era degenerato in una sorta di una pratica masochista, perch la verit che si celava dietro le mille bugie di Limbo faceva sempre male. Annoiata da quello stupido gioco, smise di contare le onde e si perse nellorizzonte vago del mare infinito, un programma obsoleto che si basava sul vecchio gioco dello specchio riflesso. I Sewolf, le creature che li avevano ospitati presso le loro sgargianti grotte sotto le scogliere, veneravano e temevano il grande oceano, ma lei sapeva bene che non cera niente da temere laggi, a parte forse i Divoratori di Rimorsi, alle porte di Mnemonia. Molte stagioni prima la torre galleggiante del suo compagno si era avvicinata alla breccia che conduceva dentro quel misterioso luogo in cui veniva registrato ogni singolo evento di Limbo, ma i Veggenti avevano intimato loro di fermarsi. Sawar era un tipo risoluto ma non avventato. Lasci quei luoghi fuori dal tempo, al largo delloceano, e decise di non farvi pi ritorno. In effetti non cera nulla laggi che potesse interessargli. Il settimo margine stava per terminare. Erano passati tre giorni dalla battaglia sulle pianure del vespro e dalleclisse che aveva annunciato lEmersione. La ferita di Sawar aveva smesso di sanguinare, ma lElenty era debole e non ancora cosciente. I Sewolf li avevano accolti con freddezza, ma non avevano rifiutato loro un aiuto che sarebbe risultato vitale. Le loro caverne, disseminate di ogni sorta di cristalli, formavano

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spettacolari volte multicolori. Non erano dei semplici LAS, i programmi struttura che componevano il paesaggio di Limbo, ma luoghi molto speciali che avevano il potere di rigenerare i programmi vita, ricostruendo pezzo per pezzo, dato per dato, le entit digitali. Il corpo di Sawar era stato adagiato su un letto di quarzi rosati che pulsavano come se fossero vivi. I Sewolf conoscevano lo stregone e la sua compagna, sapevano il male che avevano causato, eppure li avevano condotti senza esitazione attraverso i tunnel segreti della loro citt sotterranea, fino al cuore di roccia di quel luogo incantato. Per quale motivo avevano fatto tutto ci? La domanda assillava Davinia. Limmortalit laveva resa impassibile alle emozioni, ma gli eventi degli ultimi giorni lavevano fatta sentire come non si era sentita da molto tempo. Era come se si fosse riappropriata di una parte della sua umanit perduta. Lussuria, ricerca sfrenata del piacere, curiosit, sfida, caos, quelli erano stati i suoi interessi per un tempo tremendamente lungo. Anche lamore sincero che provava per il suo compagno era degenerato in un gioco di perversioni, falso quanto il mondo di cui entrambi erano prigionieri. Ma forse il loro inappagamento non aveva niente a che fare con Limbo avvert una sensazione di vuoto, di paura. La visione di quellorizzonte cangiante le aveva fatto venire la nausea. Sarebbe rientrata per vedere come stava. Non era ancora riuscita a riconnettersi con lui. Laveva cercato nella stanze nelle quali amavano entrambi perdersi durante i loro giochi erotici, sfuggenti intercapedini della struttura di Limbo. Laggi non cera. La lama di Nicon aveva colpito in profondit, tranciando la maggior parte dei codici vitali che permettevano la sopravvivenza di unentit digitale. Sawar viveva ancora in frammenti, ma al momento non si trovava in alcun luogo, altrimenti lei sarebbe riuscita a trovarlo. Volse le spalle al mare e si diresse verso lentrata delle caverne. In quel momento una figura massiccia, vagamente umanoide e ricoperta da una folta pelliccia dai riflessi bluastri, le venne incontro. Si chiamava GurNath ed era il capo della comunit di Sewolf che avevano offerto loro aiuto. Portava una grossa spada al fianco, forgiata da lui stesso. Era risaputo che quelle creature fossero degli esperti fabbri e costruissero

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armi bellissime e micidiali. Ancora nessun segno? domand lei, alludendo al suo compagno. Lui la guard dallalto verso il basso, con fierezza, nonostante riconoscesse il potere che albergava dentro la donna Elenty. No, e non credo che ve ne saranno nei prossimi giorni rispose lui con voce asciutta. Che vuoi dire, pelle blu? Era un modo dispregiativo per rivolgersi ai Sewolf. Nonostante il tumulto emozionale di cui era vittima, Davinia sentiva il bisogno di continuare ad interpretare il suo ruolo di incantatrice senza piet. I cristalli hanno bisogno del loro tempo e la rigenerazione non avviene in maniera costante. Inoltre luomo, oltre ad essere gravemente ferito, anche un mago molto potente. E questo cosa significa? I cristalli lavorano ancora pi lentamente con i soggetti pi anziani, e il tuo compagno sembra aver vissuto una vita ben pi lunga del normale. Ma certo, che stupida, pens Davinia. Lei era forse lElenty che meglio conosceva il sistema con cui era stato edificato Limbo. Aveva lavorato per tre anni nella rete di Hope, lassociazione che aveva sviluppato il progetto. LArcon dalla pelliccia blu non avrebbe mai capito, ma esisteva una ragione ben precisa per la quale le creature pi vecchie avevano bisogno di pi tempo per rigenerarsi. Ogni essere vivente di Limbo non era altro che un programma, definito da una catena pi o meno lunga di impulsi. Nel sistema questa sorta di equazione andava a riempire i dischi di memoria-vita. Le esperienze di vita allungavano questa catena, appesantendo il programma. La quantit di informazioni digitali che rappresentava l'entit di Sawar, con tutte le sue conoscenze e le esperienze accumulate durante i dodici cicli di permanenza in Limbo, doveva occupare una larga porzione di quei dischi. I cristalli lavoravano sullintero programma vivente, per questo necessitavano di molto pi tempo del normale per riuscire a ripristinare gli impulsi tranciati. Passer ugualmente a vederlo disse lei, dirigendosi verso le grotte. Gur-Nath rimase immobile ad osservare il mare. Lo ami, vero? chiese.

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Davinia si sent avvampare. Si ferm voltandosi, pronta a colpire lArcon alle spalle e a punirlo per la sua sfacciataggine. Invece rimase aggrappata a quella domanda. Non sono affari tua rispose. Torn sui suoi passi e scomparve tra le ombre delle caverne. Le onde continuavano a ritirarsi seguendo un ritmo preciso, falsamente casuale. Un tuono brontol lontano e una musica darchi lo segu da presso. Gur-Nath sorrise e ascolt estasiato quel nuovo canto di Limbo, mentre il settimo margine sfumava nella notte.

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CAPITOLO 17 Il Vampiro di Limbo

Lunit di controllo aveva fatto partire il programma di deframmentazione, anche se il tempo non era quello giusto. Solo un evento eccezionale era in grado di rompere il ciclo impostato dall'ultimo programmatore. Wirlock sent ricomporsi la sua anima, ancora una volta No, non era un comune Elenty. Era una specie d'inganno, unombra, o come amava raffigurarsi anche attraverso lavatar che indossava un vampiro. Il vampiro di Limbo. Apr gli occhi, li mosse lentamente verso una delle quattro finestre di vetro spesso che davano sui fondali del mare infinito. La luce nella Guglia era soffusa, un riverbero turchese che proveniva dalla plancia di controllo. Fuori le ombre degli enormi squali a guardia della torre passavano con intermittenza davanti alle vetrate, creature guizzanti, gigantesche e letali con il compito di proteggere il segreto pi indicibile. Il corpo di Wirlock era adagiato dentro a un cofano di ebano, nero come le notti sul fondo dell'oceano. Laveva disegnato lui, perch la letteratura vampiresca era stata una delle sue passioni adolescenziali. Ricacci per lennesima volta il senso di colpa che ad ogni risveglio tornava puntualmente a tormentarlo. Aveva ingannato i suoi compagni che come lui credevano nel progetto Limbo. Gli altri sette della Guglia si erano lasciati morire, come da patto, dopo la fine del primo ciclo. Limbo sembrava procedere nel migliore dei modi, nonostante gli Elenty ribelli, ma gli altri programmatori confidavano nel grande disegno e nellequilibrio delle molteplici parti. Era una teoria affascinante, ma Wirlock sentiva un'irrefrenabile bisogno di avere tutto sotto controllo. In gioco vi era la testimonianza della razza umana, dopotutto Le informazioni incominciarono a riversarsi nella sua coscienza digitale ancor prima che il suo corpo riuscisse ad alzarsi da quel giaciglio di vampiro. Non riusciva a crederci. Il tempo era giunto. Leclisse aveva annunciato lavvento dellEmersione Prov a muovere un dito ma ci

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riusc appena. Cerc di contenere il tumulto che lo invadeva. Doveva dare al programma il tempo di fare il suo lavoro, dopo di che avrebbe preso in mano la situazione e guidato il grande progetto Limbo verso un trionfale successo. Qualcuno era fuori. Qualcuno era sopravvissuto, o si era evoluto, o forse una nuova forma di intelligenza aveva scoperto il segreto della Rete di Hope. Il programma di estrazione delle entit digitali era stato innescato. Lumanit poteva ancora salvarsi Sbatt violentemente le palpebre e riusc a sollevare di qualche centimetro la testa. Le fauci spalancate di uno squalo gli sorrisero da oltre una vetrata. Cera qualcosa che non andava. Il suo avatar era immobile ma la sua mente poteva gi viaggiare dentro il telaio di quel mondo virtuale che lui, forse pi di ogni altro, conosceva come le sue tasche. Proiett la sua vista interiore sopra Mountoor; la gente si stava gi radunando attorno alla montagna sacra. Arcon, Arenty e qualche Elenty immortale, provenienti da ogni angolo di Limbo, si erano accampati attorno alla base della gigantesca montagna, dimora del Guardiano del portale. Nessuno ovviamente osava avvicinarsi, perch tutti temevano il gigante. Seguendo il programma per il quale era stato disegnato, egli avrebbe mandato un segno che ogni Keeper avrebbe riconosciuto. Solo allora il rituale per la trasmigrazione sarebbe incominciato... Wirlock poteva intuire la perplessit che aleggiava tra la gente. Vi erano alcuni Arcon che auspicavano linizio di un nuovo mondo, altri che invece erano scettici e si trovavano l solo per curiosit. Un gruppo di Elenty rimaneva appartato cercando di non dare troppo nell'occhio, forse per timore dei Testimoni di Seidon, anche se dei religiosi non vi era traccia. Vi erano anche dei Keeper con i loro oggetti sacri. Vagavano confusi alla ricerca di consigli, seguiti a vista dai loro protettori. Quasi tutti erano convinti che il Guardiano sarebbe apparso una volta che tutti gli oggetti sacri avessero raggiunto il luogo. Nel frattempo molte trib Arcon si davano ai festeggiamenti. Ancora una volta Wirlock si mosse nel reticolato di quel mondo digitale. Vide il guardiano dormire il grande sonno, nella sua caverna dentro al cuore della montagna, e la cosa lo disturb alquanto. Leclisse

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avrebbe dovuto svegliarlo, invece E poi il disegno presentava una serie di zone dombra. Impossibile capirne i dettagli, era solo una sensazione. Cera qualcosa che non andava, tutto qui Doveva muoversi. Doveva raggiungere Mnemonia al pi presto, ma la mente non sarebbe bastata. Aveva bisogno di riappropriarsi del suo avatar, uscire dalla Guglia ed addentrarsi nel mondo dei ricordi, per capire il corso degli eventi e dipanare il velo da ogni mistero. Quel bisogno lo tormentava, lo divorava. Una mano, quella destra Adesso poteva muoverla. Un altro giorno e finalmente il programma avrebbe ripristinato totalmente la sua entit digitale. Laggi, nei fondali del mare infinito, dove una torre di giada svettava solitaria circondata da dodici squali, lultimo programmatore del progetto Limbo attendeva il suo risveglio.

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CAPITOLO 18 Draugur

Proseguivano in silenzio verso lunico luogo plausibile, perch era impossibile ignorare il segnale che preannunciava lEmersione. Nonostante le ultime rivelazioni e lincertezza di quel destino ambiguo che penzolava inesorabilmente sulle loro teste, la donna Elenty e il guerriero Arcon procedevano lungo il sentiero in direzione di Mountdoor, due pedine di un gioco troppo complesso per poter essere compreso a pieno. Era cos che si sentivano entrambi, eppure erano esseri immortali, capaci di grandi cose. Qualsiasi Arcon, nel percepire il potere che emanavano, al loro passaggio avrebbe chinato la testa in segno di rispetto. Malgrado ci, Mila e Druge si sentivano piccoli ed incapaci di riprendere in mano le redini delle loro vite. Seguivano il richiamo della montagna sacra covando la vana speranza che una volta raggiunta tutto si sarebbe chiarito. Un inganno, niente pi. Entrambi sapevano che oltre il velo dei misteri di Limbo ne esisteva un altro, e poi un altro ancora LArcon che era stato Ryo e che adesso aveva assunto le sembianze dellamico Druge, li seguiva a qualche metro di distanza. I due amanti si domandavano cosa pensasse, quale fosse il suo compito e se fosse giusto portarselo dietro come una specie di animale domestico. Quelluomo era tale e quale a Druge, e solo nel momento della sua creazione, avvenuta il giorno prima a bordo della nave dei Veggenti, aveva incominciato a distinguersi dal suo gemello. Perch la scissione di unesistenza divide il corso di un solo destino in due distinte direzioni. Il sentiero procedeva dentro un folto boschetto di abeti di basso fusto. Si udivano i rumori degli animali che si tenevano ben nascosti nella fitta selva, ma a Mila venne lidea bizzarra che quei leggeri scalpiccii e quei trillanti richiami duccello non fossero altro che la colonna sonora di quel paesaggio, e che in realt non appartenessero ad alcun animale. Poi si sent stupida a cercare di discernere il reale dentro un mondo come

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Limbo. Sentiva il bisogno di distrarsi, di non pesare. Cerc un pretesto per cogliere lattenzione di Druge, che procedeva sicuro alcuni metri davanti a lei, ma inciamp nel solito argomento, quello che il guerriero Arcon voleva in tutti i modi evitare. Che senso ha ormai? La domanda era un pensiero ad alta voce. Druge la ignor e continu a camminare. La donna pens che non lavesse sentita e lasci perdere. Voglio uscire da questo bosco prima dellinizio del prossimo margine disse lui, chiudendo ogni spiraglio. Mila ritrasse le lacrime che le salivano agli occhi, si volse verso il gemello che camminava dietro di lei, la testa china e il passo sicuro, identico in tutto e per tutto a quello del suo amore, poi torn a guardare avanti. Un vento tiepido, profumato di sale, le accarezz la faccia. Chiuse gli occhi, inspir profondamente ricordando il mare, quello vero, ma una lieve crepa nel programma che le faceva odorare il salmastro la fece arrestare. Spalanc gli occhi, i nervi tesi come quelli di un animale braccato. Mila aveva fiutato un pericolo antico e vicinissimo. Fermati! disse. Druge avvert la tensione nella voce della donna. Rest immobile e sfoder la spada. Per risposta ebbe il medesimo gesto dal parte del gemello. Il rumore del sottobosco era cessato, si sentiva adesso solo il vento che muoveva dolcemente le punte dei sempreverdi. Uno spicchio di luce illuminava a giorno il sentiero, ma tutto attorno nella foresta dimoravano le ombre pi cupe. La temperatura cal dimprovviso, la luce cambi, assumendo una tonalit azzurrina. Mila e Druge si guardarono negli occhi cercando la conferma delle reciproche intuizioni. Entrambi sapevano che cosa li stava braccando. La donna disegn con la bocca il labiale di una parola che metteva i brividi nel cuore di ogni Arcon: Draugur, gli spettri di Limbo. Quando il sistema non riusciva a cancellare del tutto unentit digitale, restava una scia distorta, una creatura rarefatta capace di alterare pericolosamente la struttura di Limbo e di prendere possesso delle altre entit digitali. Di solito questa scia rimaneva vincolata ad un luogo ben preciso, in questo caso la foresta. Mila sapeva bene di cosa si trattava. Ne aveva visti di luoghi assurdi nella sua immortale esistenza.

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Draugur di GM Willo

Solamente il Sole Rosso era capace di cancellare definitivamente questi programmi difettosi. Attinse velocemente alle sue conoscenze di maga, mentre i due guerrieri gemelli le si stringevano attorno. Lo spettro era veloce, impalpabile. Poteva colpirli da un momento allaltro, gettarsi come unombra dalle chiome degli abeti vicini, emergere da sotto i loro piedi come una pianta assassina, oppure apparire dimprovviso alle loro spalle e colpirli nel profondo, appropriandosi dei loro impulsi vitali. Mila bisbigli velocemente una frase in Bit, si ud distintamente il crepitio nellaria, mentre attorno ai tre incominci a consolidarsi una parete di luce. Listante dopo i due guerrieri e la donna si ritrovarono dentro una teca di energia protettiva, ma la temperatura continuava a calare, unico segnale della presenza dello spettro.

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Riesci a vederlo? domand allora Druge. No, ma credo sia molto vicino rispose la donna, la cui concentrazione era in parte destinata a tenere insieme lincantesimo della teca protettiva. Dobbiamo uscire da questa foresta concluse il guerriero. Posso muovere la protezione, ma devo rimanere immobile e concentrata spieg Mila. Ti porteremo noi. Forza! Cos i tre si rimisero in marcia, lentamente. Druge teneva la sua donna tra le braccia, mentre lArcon che era stato Ryo faceva da apri strada, la spada in pugno. La teca magica si muoveva con loro, lasciando fuori per il momento la creatura invisibile che li braccava. Percorsero un centinaio di metri ad una lentezza insopportabile. Nessuno di tre aveva idea di quanto fosse grande quel bosco, e soprattutto nessuno poteva sapere fino a dove lo spettro poteva spingersi. Il freddo continuava ad avvolgerli, rimanendo per costante. Druge pens che la creatura dovesse trovarsi da qualche parte sopra di loro, in attesa di trovare una breccia per poterli colpire. Continuarono ad avanzare un po pi rapidamente, perch il potere di Mila si stava pian piano esaurendo. Il Draugur non li mollava, invisibile, impercepibile se non per quello strano sbalzo di temperatura. Mila, quanto tempo abbiamo? domand il guerriero Arcon che la teneva stretta tra le braccia. Lei apr gli occhi ma rimase concentrata. Riusc a sussurrare un paio di parole soltanto: Non molto Druge guard il gemello. I due non avevano bisogno di frasi per capirsi. Erano come due gocce dacqua, in tutto e per tutto. Adesso ti metto a terra disse, sempre rivolto alla donna. Riduci la protezione alla tua persona, mi hai capito? No! prov a dire lei, ma luomo le avvicin dolcemente lindice alle labbra. la nostra unica possibilit spieg lui. Non vero. Posso tenere la protezione ancora per un po. Forse lo spettro ci lascer andare replic lei con un filo di voce. Adesso! ordin Druge, implorandola con lo sguardo. Allora Mila, incapace di resistere a quella supplica damore, chiuse

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nuovamente gli occhi. Le pareti della teca si restrinsero, lasciando fuori i due guerrieri Arcon, spalle contro spalle, in attesa del gelido tocco del loro avversario. Sai quello che devi fare, vero? domand Druge al gemello. Certo. Dopotutto io sono te rispose lui. Un urlo di dolore o forse di disperazione si alz sopra la foresta. La maga Elenty rimase immobile, sforzandosi di tenere gli occhi chiusi. Non doveva guardare, lo sapeva bene. A volte gli inganni sono solo nella nostra mente Ud altri rumori, gli schianti del metallo sul metallo, gli stridii delle lame delle spade, gli aliti daria dei fendenti, lo scalpiccio degli stivali sul terreno, ed infine un grido e un rantolo di morte. Il silenzio. Lattesa Mila? Una voce la chiamava. Di chi era quella voce? Di sicuro non era quella dello spettro che si era impossessato di uno dei due gemelli. Era la voce di Druge, quello ancora vivo. Ma quale dei due? Mila, apri gli occhi La donna interruppe lincantesimo e la teca sinfranse come una bolla di sapone, poi guard. Davanti a lei cera Druge, il suo amore. A pochi metri di distanza, riverso in una pozza di sangue, cera Druge, il suo amore. Chi sei? domand la donna. Che importanza ha ormai... rispose lui. Poi la tir a s e la baci.

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CAPITOLO 19 Verso la Montagna Sacra Una Serata di Festa

Uscirono dalla foresta di abeti nel momento in cui la luce del cielo cambiava repentinamente colore. Due lune apparvero allorizzonte, grande e rossa la prima e poco pi di una falce l'altra, bianca e striata di venature bluastre. La notte di Limbo nascondeva sempre qualche sorpresa. Le stelle avevano disegni complicati, privi di senso. A volte degli ampi agglomerati di luci e scie fumogene si stagliavano sul cielo nero, affascinanti rappresentazioni di galassie e nebulose lontane, appartenenti ad un altro mondo. Solo un oggetto rimaneva invariato e tornava puntualmente ogni notte; la cometa clessidra. Per undici volte aveva attraversato Limbo, scandendo il tempo di quello strano mondo. Forse questo dodicesimo passaggio sarebbe stato lultimo, pens Mila abbassando lo sguardo. Si accamparono su un basso promontorio erboso, sotto una grande quercia che spiccava solitaria sulla bassa vegetazione. Druge accese un fuoco con alcuni fuscelli trovati lungo il sentiero, poi si assent qualche minuto per trovare della legna pi consistente. Torn con alcuni rami secchi e un paio di grossi ciocchi di ulivo. Le fiamme si alzarono allegre rincuorando subito gli animi dei due innamorati. Dovrebbero bastare per scaldare un po dacqua disse il guerriero. Potevo accendere un fuoco magico ribatt la maga, che nel frattempo si era seduta sotto lalbero con le spalle appoggiate al tronco. Lincantesimo della teca ti ha consumato. Devi riposare spieg lArcon, soffiando sul fuoco per dare ossigeno alla fiamma. Mila rimase in silenzio. Pens nuovamente a quello che era appena successo, allo spettro che si era impossessato di uno dei due gemelli e al successivo scontro al quale Druge era scampato. Non si domandava pi quale dei due guerrieri fosse sopravvissuto, ma si chiedeva se fosse importante saperlo. Se quelluomo che le stava davanti fosse stato Ryo, il framemaker che solo il giorno prima si era trasformato in Druge, che differenza poteva fare? I framemaker copiavano esattamente lentit

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digitale, dal primo impulso del programma struttura fino allultima informazione mnemonica. Quelluomo aveva il medesimo sguardo, lo stesso odore e sapore delluomo che amava. Poteva essere davvero lui o la sua copia, ma nessuno, neanche lei che lo conosceva da centinaia di stagioni, avrebbe potuto riconoscerlo. Forse era questo il destino di Ryo Il pensiero di Mila si trasform in parole senza che lei se ne accorgesse. Druge alz la testa discostandosi dal fuoco e la guard. Che vuoi dire? Diventare te per salvarti dal Draugur Il guerriero riflett sulle parole della donna, poi rispose: Oppure per salvare te. In fondo che importanza potrebbe mai avere la vita di un Arcon Ammise di non averci ancora pensato. Lei? Per quale motivo? Si pass una mano sugli occhi, cerc di ignorare linganno della stanchezza che le faceva sentire il corpo pesante e dolere le gambe. Gli Elenty sapevano aggirare molti programmi che influenzavano i sensi. Potevano alterare i codici vita e diventare immortali, deformare i LAS, programmi struttura, viaggiare con la mente nel telaio di Limbo, ma esistevano due cose che nessun Elenty era in grado di fare: ripristinare un entit cancellata ed ignorare a lungo il programma stanchezza, specialmente dopo aver sprecato tutte le proprie energie in pratiche magiche. Druge scald dellacqua e prepar un infuso di erbe. Il calore della tisana la confort, facendole dimenticare la gelida carezza dello spettro. Secondo i loro calcoli avrebbero dovuto continuare nella direzione prestabilita per almeno altri dieci giorni. Era difficile orientarsi dentro a quel mondo instabile, ma i due si erano ormai abituati ai repentini cambiamenti di Limbo e conoscevano quel territorio come le loro tasche. La foresta di abeti era stata una scorciatoia, un imprevisto che poteva costare loro molto caro. Druge aveva deciso di non rischiare oltre e di percorrere il sentiero conosciuto. Dopo quello che era successo, non potevano permettersi altre spiacevoli sorprese.

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Sentiero di GM Willo

Mila dorm buona parte della notte e recuper le forze. Druge, dopo aver fatto la guardia per oltre due margini, si appisol quel tanto sufficiente a permettergli di continuare la marcia. La donna nel frattempo riattizz il fuoco e prepar un po di colazione. Quando la notte fin il cielo assunse uno spiacevole colore verdemare, striato qua e l di lembi grigi. Laria era pesante, elettrica, e nessuno dei due aveva voglia di parlare. Mangiarono in silenzio e a met del primo margine del giorno si rimisero in cammino. I giorni trascorsero monotoni. Incontrarono alcuni pellegrini, fedeli alla parola di Seidon, che come loro si stavano recando verso la montagna sacra. Qualcuno si lasci scappare un mormorio di disappunto al loro passaggio. Erano fin troppo evidenti i legami della donna con la magia, una pratica considerata blasfema da chi venerava il dio degli Arcon. Alcuni maghi evitavano di dare nellocchio per non trovarsi a fronteggiare uno squadrone di Testimoni di Seidon, i cavalieri fanatici appartenenti all'ordine religioso. Mila invece sfoggiava con disinvoltura

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la sua tunica ricamata di simboli bit, catene pi o meno lunghe di zeri e di uni. Ma a Druge bast uno sguardo per mettere a tacere le malelingue. Lottavo giorno dopo il combattimento con lo spettro i due incontrarono unintera comunit nomade che si stava spostando in direzione di Mountoor. Gli Arcon si erano accampati vicino al sentiero, una piccola trib di un centinaio di anime. Il campo sorgeva attorno ad un enorme fal sul quale erano state messe ad arrostire alcune bestie, presumibilmente capretti. Si respirava aria di festa. I nomadi si riempivano le tazze da due grosse botti di rovere piazzate al centro dell'accampamento mentre un arpista suonava con euforia invitando i suoi compagni alla danza. Qualcuno and incontro a due viaggiatori invitandoli a prender parte ai festeggiamenti. Che cosa celebrate? domand Druge sospettoso. Niente in particolare. dal giorno delleclisse che ogni sera facciamo festa rispose luomo che doveva essere gi un po alticcio. Per quale motivo? chiese Mila. Non lo so Il vecchio ha deciso cos e detto ci torn alle botti per riempirsi il bicchiere. Il vecchio era probabilmente il capo della comunit. Mila era stanca di camminare e la musica che proveniva dal campo le aveva messo allegria. Sapeva che Druge non avrebbe accettato cos alla leggera quellinvito, cos decise di non farne una questione e cammin con sicurezza verso il fal. Il guerriero rimase per un attimo interdetto. La sua relazione con la donna Elenty era unaltalena di slanci ribelli. Entrambi si sentivano anime libere e forti, convergenti nel momento del bisogno e solitarie quando la loro individualit veniva messa in dubbio. LArcon scroll le spalle e segu la compagna che si faceva largo tra i nomadi. Qualcuno prest loro attenzione ma sempre col sorriso ben stampato in faccia. Malgrado la situazione inusuale, Druge riconobbe che neanche il suo sesto senso di guerriero riusciva a percepire un qualche pericolo. Mila si serv da bere e porse una tazza al compagno che svuot di gusto, ma solo dopo aver annusato attentamente il suo ontenuto. Voglio conoscere questo vecchio dichiar la donna Elenty. Le sue

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guance avevano preso subito colore. Credo si trovi in quella tenda laggi. la pi grande dellaccampamento spieg Druge, riempiendosi unaltra coppa. Insieme si diressero verso la tenda indicata dal guerriero Arcon. La gente formicolava per il campo lavorando e ridendo. Qualcuno rivolse loro un cenno di cortesia e questa volta anche il sospettoso Druge ricambi il saluto. Raggiunta la tenda scoprirono che in realt non era affatto labitazione del vecchio ma la dispensa. Domandarono ad un uomo che stava affettando del formaggio dove si trovasse il capo della trib, perch volevano ringraziarlo di persona dellospitalit. Luomo offr ai due una fetta di formaggio, peraltro ottimo, poi li guid all'esterno del locale per indicare loro una piccola tenda ai margini dellaccampamento, a ridosso di un enorme faggio. Laggi, ma assicuratevi che non stia dormendo spieg il nomade. Sapete, molto vecchio Di nuovo i due attraversarono il campo, tra i sorrisi e gli schiamazzi della gente. Larpista continuava a suonare con trasporto il suo strumento e tre giovani coppie ballavano attorno al fuoco. Giunti nei pressi della piccola tenda Mila si volt a guardare Druge. E adesso? sussurr. Entrate pure, non sto dormendo. La voce veniva da dentro. I due si scambiarono unocchiata, poi Mila scost il telo e precedette il compagno in un luogo angusto, poco illuminato e saturo di un aroma pungente ma piacevole. Un uomo era disteso su un letto di cuscini colorati, ricamati pregevolmente da abili mani. Un braciere ardeva poco distante ed era con tutta probabilit la causa di quel profumo cos intenso che impregnava l'ambiente. Luomo era molto vecchio, aveva barba e capelli lanuginosi e lunghi, del colore dellargento, ma i suoi occhi sembravano ancora pi antichi. Per un attimo Mila pens di trovarsi davanti ad un Elenty come lei, ma il suo istinto di maga le diceva che non era cos. Si chiese come poteva continuare a fidarsi di quellistinto, dato che era stata ingannata dal momento in cui aveva conosciuto Druge. Eppure sapeva che quel vecchio era un Arcon, come Arcon erano gli altri membri della comunit che li aveva accolti e anche il suo compagno di vita.

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Salve, non volevamo disturbarla. Desideravamo soltanto ringraziarla per lospitalit. Il vostro vino molto buono disse la donna. Labbiamo vendemmiato prima di partire per la montagna sacra. un vino nuovo, state attenti, inganna sorrise il vecchio. La sua voce era calda e musicale. Ci chiedevamo il motivo della vostra euforia. dovuta allavvento dell'Emersione, immagino Si, in un certo senso Per non venerate Seidon, o sbaglio? La donna sapeva che se i nomadi avessero adorato il dio degli Arcon non lavrebbero mai accolta a braccia aperte. I marchi sulla sua tunica erano chiari. Oh cielo, no Non crediamo nel dio Arcon Druge non riusc a nascondere la sua meraviglia. Sapeva che esistevano centinaia di comunit Arcon in giro per le terre cangianti di Limbo, diverse tra loro nei costumi e nellaspetto. Esistevano gli uomini gatto del deserto, i Sewolf dalla pelle color cobalto che abitavano le caverne sulle coste del mare infinito, i misteriosi Dowa che dimoravano presso le Cascate dell'Eternit. Ognuna di queste trib aveva i suoi rituali, ma negli ultimi tempi i Testimoni di Seidon erano riusciti a riunire tutte queste realt distinte sotto ununica fede. Era raro trovare qualcuno cos apertamente schierato contro il dogmatismo dei religiosi. Beh, la Montagna Sacra non di sicuro il posto pi sicuro per un ateo, soprattutto di questi tempi constat il guerriero. Il mio compagno ha ragione. Mountoor pulluler di Testimoni di Seidon e altri fedeli. Perch vi state dirigendo laggi? domand Mila. Curiosit, immagino rispose allegramente il vecchio. Ma non dovete preoccuparvi per noi. Sappiamo fingere molto bene quando ci conviene Mila e Druge non riuscirono a trattenersi e risero apertamente a quella battuta. Rimasero a parlare per un altro po con quello strano vecchio, poi si unirono agli altri nomadi, mangiarono di gusto la carne degli arrosti e parteciparono alle danze. Mila aveva altre domande da chiedere al capo trib, ma potevano attendere. Il giorno dopo avrebbe soddisfatto le sue curiosit. Risero, bevvero e danzarono, e i misteri di Limbo diventarono un

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sogno, la mente vag libera a met strada tra il reale e la finzione, la carne torn ad essere carne, lamore riacquist il significato perduto. Mila e Druge si amarono ancora, per la prima volta da quando avevano incontrato lo spettro. Mila non si chiese chi era quelluomo; lo accolse dentro di s, sent il calore dentro al suo corpo e la leggerezza nella sua mente. Torn a vivere il momento, dimenticandosi di quegli assurdi progetti e quelle vane speranze di cui si era sentita per troppo tempo prigioniera.

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CAPITOLO 20 Incontro nel Telaio di Limbo

Lo scheletro di Limbo come un palazzo con infinite stanze. Molte di queste sono prive di finestre, altre invece danno sul mondo in costante cambiamento e mutano insieme al resto. Solo alcuni possiedono le chiavi daccesso al palazzo. Pochi riescono a entrarvici senza perdersi nei suoi labirinti. Davinia raggiunse la porta di quella stanza, la loro stanza. Lavevano creata insieme, per intrattenersi e consolarsi a vicenda. La donna sapeva che appena lui si fosse destato da quello strano coma privo di sogni, lavrebbe raggiunta laggi. Il suo corpo giaceva ancora nella grotta incantata dei Sewolf mentre i cristalli ricomponevano lentamente la sua entit digitale, ma ormai erano passati diversi giorni da quando la lama di Nicon lo aveva trafitto, facendolo sprofondare nelloblio. Sawar, dove sei? pens Davinia, poggiando la mano sulla liscia parete di quella porta. Avvert qualcosa, un cambiamento. Qualcuno laveva lasciata socchiusa, invitandola ad entrare Lei la spalanc chiamando col pensiero il suo nome. Accecata dal desiderio di vederlo vivo, anche se solo in una rappresentazione della sua mente, si precipit in direzione di quel letto che era stato da tempo immemore il palcoscenico delle loro notti damore. Corse verso quella figura, un uomo seduto sul bordo del materasso, il capo chino, il mantello scuro che, come unombra liquida, gli ricadeva sulle spalle, sulle lenzuola di seta del letto e sul pavimento. Quando quelluomo, che non era Sawar, alz lo sguardo verso Davinia, lei continu ad ingannarsi, tanto era forte la sua convinzione. Lui allora alz la mano, unappendice lunga e cadaverica, e lei rimase immobile, pietrificata da una forza di cui non conosceva lorigine. Davinia mise a fuoco la figura, un uomo dal volto cereo, i capelli neri e gli occhi cremisi. I canini sporgevano dalle sue labbra in maniera innaturale, e a lei le vennero in mente le storie di vampiri, quelle dellaltro mondo, il mondo prima di Limbo.

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Chi diavolo sei? Le parole le uscirono dalle labbra da sole. Appena sputate fuori se ne pent, perch una paura nuova e aliena le si era posata sul cuore. Priscilla Mills, mi ricordo bene di te Ero convinto che non fossi adatta al progetto, ma gli altri avevano unopinione diversa diversa dalla mia Quel nome le arriv addosso come un pungo. Quanto tempo era passato dallultima volta che lo aveva udito? Stagioni, cicli, anni, secoli... quel pensiero fece perdere significato all'intero concetto di tempo. Beh, gli eventi mi hanno dato ragione. Ribelle durante il primo stadio, vittima di una serie di stati depressivi che ti hanno portato pi volte vicino al baratro dappagamento, compagna e complice dellElenty pi deleterio del progetto insomma, non proprio il soggetto ideale per qualcosa di grandioso come Limbo. Davinia si sent ribollire di rabbia. Proprio tu mi parli di correttezza? Ignorava lidentit di quellavatar, ma aveva intuito chi cera dietro; la Rete di Hope, i programmatori di Limbo. Se ti riferisci allinganno dei Frame, sappi che anche quella non era una mia idea, altrimenti non sarei qui, non pensi? Comunque, credo che neanche io col mio carattere sarei riuscito a reggere una vita immortale senza combinare qualche guaio, per questo dormo la maggior parte del tempo La donna chin il capo, cercando di riacquistare la calma. Ci ho provato anchio, ma ogni volta tornavo qui. Che luogo questo? il Telaio, una sorta di virtuale nel virtuale. I miei sonni sono schermati, perci non vi accedo quando dormo. Molto meglio, se vuoi mantenerti puro Davinia continuava a rimanere immobile, anche se non era pi bloccata dal volere di quelluomo. Si accorse di aver ripreso possesso della sua proiezione, ma rimase dovera, con altre mille domande che le vorticavano nella testa. Che cosa vuoi? Dritta al punto, bene Ci che ti sto per rivelare di importanza cruciale per tutto il progetto, perci mi devi convincere di crederci ancora un po.

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Mi chiedi gi molto ribatt la donna. Non ricordava quandera stata lultima volta che aveva covato una speranza del genere. Limbo era un gioco, solamente un brutto gioco altro che salvezza! Come ho gi detto, conosco bene i tuoi limiti, ma se sono venuto da te c un motivo spieg il vampiro, muovendo quasi impercettibilmente le sue labbra vermiglie. Davinia corrug la fronte e lo guard negli occhi. Quale? Te lo dir solo se accatterai lincarico che ti dar rispose la figura cinerea ed immobile sul bordo del letto. Beh, si vedr la donna aveva riacquistato quella freddezza tipica di chi non ha niente da perdere. Un gioco in pi o in meno che importanza poteva avere a quel punto, pens. Hai visto leclisse, no? domand lui, per niente infastidito da quella reazione. Un altro dei vostri trucchi chi mi assicura che non ci sia dietro un nuovo inganno? Ne avete fatte di promesse in passato ci avete usato come cavie, ci avete replicato nei Frame e poi avete cercato di eliminarci. Avete creato migliaia di vite artificiali, illudendole con i soliti misticismi. Parli degli Arcon? Pensavo che li odiassi Oh certo che li odio, come odio tutto ci che appartiene a questo stupido mondo fittizio E se ti dicessi che quasi finita che presto potrai lasciare questo mondo, e non solamente tu e gli altri Elenty, ma tutte le entit digitali di Limbo, compresi Arcon e Arenty Davanti a quelle parole la donna non riusc a nascondere il suo stupore. Che vuoi dire? Il Guardiano non permetter alle entit artificiali di uscire. Il Gigante di Mountoor ha il compito di non fare entrare ed uscire nessuno, almeno fino a dopo il tempo dellEmersione, annunciato giorni fa dalleclisse. Qualcuno allesterno deve per forza aver azionato i comandi per la fase finale del progetto Limbo, altrimenti non si spiegherebbe loscuramento improvviso del sole. Laltro importante segnale che preannuncia lavvento dellEmersione doveva essere il risveglio del Gigante, che per non avvenuto. Questo significa che c

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qualcosa che non va nel programma del Guardiano. Come sai bene, il Gigante a protezione della connessione che permette di accedere allesterno. Nessuno pu avvicinarsi a quel portale senza risvegliare la sua ira Davinia, che un tempo si chiamava Priscilla, si chiese se una volta uscita di l avrebbe tenuto il suo nome. Scacci quel pensiero sciocco ma allettante, e cerc di seguire il ragionamento del vampiro. Quelle cose le sapeva; il progetto, il Guardiano, il portale la cosa che non sapeva ancora era perch quelluomo aveva scelto di vedere lei Ho raggiunto il Guardiano, gli ho parlato attraverso un sogno, ho cercato di convincerlo, ma sembra irremovibile. Daltra parte solo un programma ammise ironicamente lui. Non crede che il tempo dellEmersione sia giunto, nessun segnale lo ha avvertito in merito, per questo continuer a difendere la sua postazione, e come sai bene non esiste creatura pi forte e pericolosa di lui. Per quanto abbia accesso alla struttura del mondo, non sono in grado di cancellare i programmi vita Lunico modo per continuare il processo di Emersione quello di eliminare il Gigante. Ma lo hai detto tu stesso, non esiste nessuno in grado di sconfiggerlo replic prontamente la donna. vero, per questo ho programmato una spada Una spada? per il pi grande guerriero di Limbo. Lui la brandir, entrer nella caverna sotto Mountoor ed infilzer il Guardiano. Gli baster un colpo spieg il vampiro. E chi sar? Secondo i miei calcoli il tuo compagno Sawar quello che ha pi possibilit. Entrambi per conosciamo il suo carattere e la rabbia che cova nei riguardi di tutto il progetto Sarai capace di convincerlo? La donna rimase in silenzio, pensierosa. Non lo so La spada si trova in una delle numerose caverne dei Sewolf. Lho messa l perch tu la potessi recuperare. Non avrai bisogno di cercare, sar lei che ti chiamer spieg il vampiro. E se lui non volesse? domand lei. Allora dovrai darla a Nicon. lui il pi forte dopo Sawar.

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Quel nome la fece ribollire di rabbia. Quel codardo di un Arcon! La mano delluomo scatt veloce afferrando il mento della donna. Il tocco fu gentile ma risoluto. Le gir il volto e la ancor ai suoi occhi sanguigni. Priscilla, smettila. Smettila di pensare che questo sia solo un gioco. Non lo . Non lo pi! Fai ci che ti dico, e Limbo sar presto solo un ricordo per tutti noi Poi il vampiro svan, lasciandola sola in quella stanza della mente. Lei cerc conforto nellodore di quelle sete che molte volte lavevano avvolta insieme al suo amore. Si addorment, nel sogno dentro il sogno, e al suo risveglio qualcuno le accarezzava le spalle ed i capelli. Davinia, amore sono tornato sussurr lombra di Sawar, il delirante demolitore di Limbo. Poi fu il tempo dei baci e delle carezze; le parole potevano aspettare...

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CAPITOLO 21 La spada nera Il risveglio di Sawar

Davinia era rientrata nel suo corpo, o almeno quella era la sensazione che provava ogni volta che si lasciava alle spalle le stanze del Telaio. In realt si era semplicemente riappropriata dellavatar che la rappresentava dentro Limbo, lasciandosi dietro la proiezione delluomo che amava. Lui le aveva chiesto di restare, di attendere insieme il suo risveglio, e perdersi ancora una volta nei perversi e lussuriosi giochi della mente, ma la donna Elenty aveva altro a cui pensare; doveva seguire le indicazioni del vampiro e recuperare la spada che aveva forgiato per il campione di Limbo. Aveva bisogno di mettere in moto gli eventi di quellassurdo piano, cos da poterci credere un po anche lei. I Sewolf le avevano riserbato un comodo giaciglio dentro uno dei numerosi anfratti che si affacciavano sul mare infinito. Due cristalli vermigli posti al centro della grotta riscaldavano e illuminavano lambiente. Fuori era ancora buio, ma mancava poco alla fine del terzo margine della notte. Si avvolse nella sua tunica cremisi, diversa da quella degli altri maghi. Laveva cucita lei, un taglio ardito che le lasciava scoperte le gambe. I ricami tipici fatti di sequenze pi o meno lunghe di uni e di zeri risplendevano dorati sulle maniche e sulla cintura. In un mondo lontano, secoli prima, inventare abiti era stato il suo lavoro. Davinia sgusci fuori dalla nicchia scavata nella roccia come lombra di un animale selvaggio, scherm con un semplice incantesimo la sua immagine e varc la soglia del complesso di caverne in cui dimoravano i Sewolf, eludendo cos i due Arcon che montavano la guardia allesterno. Non che ce ne fosse bisogno, perch ormai la conoscevano bene, ma non aveva voglia di dare spiegazioni. Attravers i corridoi di quella specie di citt nella roccia fino a raggiungere il luogo in cui riposava il corpo di Sawar, laddove i cristalli stavano ricomponendo la sua entit digitale. La mente delluomo era tornata ad essere attiva, ma

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il suo avatar avrebbe avuto bisogno di ancora un po di tempo per completarsi. Ripens alle sue carezze e ai suoi baci, dentro la stanza dei sogni. Lei non gli aveva detto niente della spada e dello strano incontro. Non riteneva opportuno turbare il suo risveglio, e comunque, prima di informarlo, lei doveva accertarsi che la storia della spada fosse vera. Si ferm accanto al corpo inerte del suo uomo. Gli vide muovere impercettibilmente le punta delle dita. Ancora un giorno e il risveglio si sarebbe compiuto, pens. Poi allung la mano per afferrare la sua, ma un suono la fece bloccare. Non avrai bisogno di cercare, sar lei che ti chiamer le aveva detto il vampiro. Torn sui suoi passi e cerc di capire da che parte proveniva quel suono, che assomigliava ad un canto sommesso. Il cunicolo dal quale era sopraggiunta continuava oltre la grotta in cui giaceva Sawar per unaltra decina di passi, poi si divideva in due identici corridoi, stretti e fiocamente illuminati dai cristalli di luce. Davinia raggiunse il bivio e senza esitare sinfil nel cunicolo di sinistra. Era da l che proveniva quel canto. Il passaggio si restrinse e poi sinclin bruscamente verso il basso. La donna, appoggiandosi prontamente ad alcuni appigli di roccia ai lati del budello, rallent la sua avanzata evitando di scivolare. Il corridoio si apr improvvisamente nel mezzo ad unenorme parete rocciosa che dava su una caverna molto pi ampia delle altre. Una stretta scalinata scavata nella roccia conduceva verso il basso. Davinia si mosse sicura, conquist la base della grotta e attravers con ampie falcate il pavimento costellato di stalagmiti e cristalli di luce. Seguiva il suono che adesso era diventato costante, cadenzato, una sequenza intermittente di Ooooh che proveniva da un pertugio alla base della parete opposta. Celata dentro ombre quasi dense, la maga riusc ad individuare la nicchia solo grazie al canto. Bisbigli alcune parole in bit e una luce tenue si accese sul palmo della sua mano. Le serv per dipanare le tenebre e penetrare dentro il pertugio. Il canto si trasform in un boato che lei riusciva a malapena a sopportare. Al centro della piccola grotta pot scorgere la forma di una croce, lelsa della spada. Vibrava vistosamente e la donna cap che era proprio quella vibrazione a produrre quel suono. Met della lama scompariva nel pavimento di roccia. Mosse due passi con la mano tesa.

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La luce magica proiettata dal palmo della sua mano si riflesse sulle venature ramate dellelsa, ma venne risucchiata dal nero metallo della lama. Davinia afferr la spada che smise immediatamente di vibrare e di cantare, poi con uno strappo sicuro la estrasse dalla roccia. Nelluscir fuori non fece alcun rumore, come se avesse sfilato un coltello da un panetto di burro. Davinia rimase immobile con la spada alzata, nel silenzio assordante nel quale era sprofondata la nicchia. Si pass larma di mano e la osserv meglio puntandole addosso la luce del palmo. Non vi erano impressi n simboli n scritte, solo una solida elsa in ferro e rame e una lama di metallo scuro. Era leggera e maneggevole, come poteva esserlo una normale buona spada. Si chiese se avrebbe funzionato, se davvero il Gigante di Mountoor, la creatura pi potente di Limbo, sarebbe caduto con un solo affondo di quellarma. Stent a crederci, ma sapeva che era pi che probabile che ci potesse avvenire. Se luomo che era venuto a trovarla in sogno era davvero uno dei programmatori di Limbo, di sicuro aveva tutte le risorse necessarie per forgiare una spada del genere. Torn sui suoi passi, risal il cunicolo, gett un solo e rapido sguardo nella grotta in cui giaceva il suo uomo e, ingannando nuovamente le guardie, conquist luscita della citt-caverna. Fece ritorno alla suo giaciglio proprio nel momento in cui il cielo venne squarciato dal sole del primo margine del giorno. Davinia nascose la spada sotto le coperte del letto e vi si distese accanto. Si addorment subito, ma non cerc la stanza del piacere. Scese invece in un abisso tiepido, e laggi si lasci cullare per tutto il tempo che le fu concesso. Al suo risveglio avrebbe preso una decisione. Luomo stentava a ricordare tutto. Percep il dolore della ferita come un rumore sommesso, lontano. Sent il freddo pungente dei cristalli che gli puntellavano il corpo nudo. Lentamente attinse ai brandelli dinformazione pi freschi; una grande battaglia, il sole che si oscurava, la profezia delleclisse e lombra di un cavaliere che gli si avvicinava alle spalle. Poi il buio Ricord un sogno, uno dei tanti trascorsi insieme alla sua amata Davinia, ma ne confuse il tempo. Era stato prima o dopo la battaglia?

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Prima o dopo la ferita che lo aveva quasi ucciso? Cera qualcosa di strano in tutte quelle sensazioni, in tutti quei primi pensieri che si affacciavano in quella mente ricomposta. Sawar sentiva il dolore e il turbamento che lo avevano reso quello che era, il delirante demolitore di Limbo, ma queste sensazioni non erano pi confuse, ingarbugliate come lo erano state per innumerevoli stagioni. Era come se fossero state relegate in un posto ben preciso, e lui potesse finalmente decidere di recluderle e di ignorarle. Si alz a sedere su quel letto di cristalli. Ebbe la bizzarra idea di trovarsi al centro di un esperimento di rinascita. Si guard intorno e intu la natura di quel luogo. Davinia lo aveva portato dai Sewolf, gli abitatori delle grotte sul mare infinito. I cristalli incantati avevano ricomposto la sua entit digitale, deframmentandola. I pensieri cominciarono a scorrere liberi, fluidi come non lo erano stati da parecchio tempo. Un essere umanoide, grosso e ricoperto di peli, fece il suo ingresso nella grotta. Malgrado la sua mole e uno strano riflesso bluastro della pelle e del pelo, la creatura aveva occhi gentili e un portamento fiero. Bentornato tra noi. Il mio nome Gur-Nath. Sei nella citt dei Sewolf disse lArcon, porgendo alluomo dei vestiti. Hai dormito per molti giorni. I cristalli ti hanno curato Dov Davinia? lo interruppe Sawar, afferrando bruscamente i suoi abiti. La creatura sembr non far caso a quella sgarbata reazione. Rimase immobile a fronteggiare lElenty, conscio del suo potere e della sua follia. La donna partita disse, senza perdere docchio luomo. Cosa dici? chiese lui, ancora nudo e coi vestiti in mano. Se n andata ieri sera. Ha detto che ti avrebbe aspettato ai piedi della montagna sacra. Sawar cerc la rabbia, quella che gli faceva compiere le gesta pi impensabili, quella che nel corso dei cicli lo aveva trasformato nelluomo pi temuto di Limbo. La rabbia era l, in un punto preciso della sua mente. Poteva afferrarla e usarla a suo piacimento, uccidere per sfogo quellessere che aveva davanti richiamando magicamente il fuoco, oppure decidere di lasciarla dovera, vestirsi e partire. Era tornato padrone delle sue decisioni.

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Dove sono le mie armi? chiese. Le troverai fuori dalla grotta rispose Gur-Nath, indicando il corridoio da dovera sopraggiunto. Sawar si vest velocemente e con un semplice cenno del capo salut lArcon. Tutto era ordinato, complicato ma finalmente ordinato. Forse la montagna sacra era la risposta, pens. Usc dalla citt-caverna e gett uno sguardo verso le onde delloceano che sinfrangevano sugli scogli. Respir profondamente, riconobbe il senso di finzione del mondo che lo circondava ma non gli dette peso. Riusc addirittura a sorridere, prima di incamminarsi verso lentroterra, in direzione di Mountoor.

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INTERMEZZO

Luomo si strinse nel mantello scuro e risal la collinetta, usc dallombra della foresta che circondava la biblioteca e cerc un po di calore nel sole velato dalle nebbie mattutine. Chiuse gli occhi e odor essenze lontane portate dal vento. Lisola galleggiante si muoveva per i cieli di Limbo con un suono sommesso. Lavvento delleclisse aveva deciso la nuova rotta: Mountoor. Luomo si chiamava Viktor. Era solo un Arenty votato al progetto, ma da giorni un pensiero che non doveva appartenergli lo turbava. Uno strano impulso distruttivo. Pens per lennesima volta di parlarne agli altri Aviatores, ma prefer rimandare. Domani, forse Le navi dei Veggenti avevano lasciato lisola il giorno prima. Gli aggiornamenti erano stati prontamente stazionati nelledificio centrale, quello che conservava la storia del mondo. Le altre due torri di vetro erano sigillate, inaccessibili. Il compito di Viktor, come degli altri Aviatores, era quello di proteggerne il contenuto. Luomo ebbe un nuovo giramento di testa. Erano giorni che succedeva Si appoggi alla parete di vetro della torre vicina e percep una strana sensazione al palmo della mano. Si scopr capace di proiettare le sue percezioni fin dentro il reticolato del programma struttura. Viktor si sent nuovamente ghermire da un impulso entropico. Chi sono? si chiese, una domanda inconsueta per un Arenty. Viktor piangeva guardando verso lorizzonte. In lontananza poteva scorgere il picco perennemente innevato della montagna sacra. Perch mi chiedi questo? chiese, ignaro della presenza che lo guidava. LAviatores era sotto la torre pi alta, quella che conteneva la storia del mondo, non Limbo il mondo di prima, diverso, corrotto e maledetto. Pose le mani sulla liscia parete di vetro scuro. Chiuse gli occhi rigati dal pianto ed entr nella struttura delledificio. Quanto la torre si sgretol su di lui un nugolo di uccelli prese il volo dal boschetto vicino.

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CAPITOLO 22 LArcobaleno di Cristallo

Al mattino le tracce dei festeggiamenti della sera prima erano evidenti. Mila sporse la testa fuori dalla tenda e scorse un uomo che riattizzava il fuoco e un paio di donne che raccattavano le stoviglie disseminate per laccampamento. Nellaria cera un piacevole odore di cenere e un silenzio sereno, appagato. La donna Elenty ripens alla notte appena trascorsa, al vino e ai baci del suo amato Druge, alle risate degli Arcon e agli occhi umidi del vecchio. Cera qualcosa in quelluomo che la incuriosiva. Druge dormiva ancora profondamente avvolto nelle coperte accanto a lei. Lei afferr la sua tunica e scivol fuori dalla tenda. Salut con un cenno luomo intento a soffiare sulle vecchie braci, poi si avvi verso la boscaglia per svuotare la vescica. Tornando indietro decise di fare un giro per il campo. Trov una bacinella di acqua pulita e si sciacqu il viso. La sensazione dellacqua fredda sulla pelle le fece venire la pelle d'oca. Cerc qualcosa per asciugarsi e vide con sorpresa alcuni teli ripiegati su una panca accanto alla bacinella. Ne afferr uno e alz lo sguardo in direzione della tenda del vecchio. Era sveglio, a sedere su uno stoino con le gambe incrociate e la testa leggermente alzata verso il cielo, gli occhi chiusi. La sorpresa dur meno di un secondo. Mila si asciug il viso e sincammin verso di lui. Gli uccelli del bosco, silenziosi fino a quel momento, si svegliarono e incominciarono a cinguettare. Buongiorno salut il vecchio, rimanendo immobile e con le palpebre abbassate. Mila ricord di essere un Elenty immortale e si impose di non farsi pi sorprendere. Buongiorno, come sta? chiese lei con genuino interesse. Bene, la mattina mi sento sempre molto bene. Il problema che mi stanco troppo velocemente Capisco annu la donna sorridendo. Avete dormito bene?

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Benissimo, grazie. Temo che Druge non abbia seguito il suo consiglio sul vino. Sta ancora dormendo profondamente Meglio cos. Il sonno il miglior antidoto contro il vino insidioso e detto ci apr gli occhi e sorrise a sua volta. Di nuovo la donna Elenty non pot fare a meno di rimanere incantata dallo sguardo di quel vecchio. Aveva la profondit tipica di quello degli Elenty immortali, eppure vi era un dolcezza nuova, una specie di fuoco azzurro, rassicurante ma in qualche modo alieno. Oggi arriveremo a Mountoor disse lei, lasciando la frase a met. Si, dovremo arrivarci in serata conferm il vecchio. Verrete insieme a noi? chiese. Penso di si. Non credo che Druge abbia qualcosa in contrario. Bene. Ci molto grata la vostra compagnia. La donna cerc la frase giusta per affrontare insieme al vecchio alcune domande che la turbavano e che riguardavano direttamente lui, ma si sentiva in difficolt. Non voleva inclinare gli equilibri di quella bella mattinata di sole, il canto degli uccelli e la pace che si era adagiata sul suo cuore. Per non riusciva ad ignorare quel tarlo che le si era insinuato in testa. Ad un tratto, senza pensarci, chiese semplicemente: Chi sei? LArcon sorrise di nuovo, un sorriso dolcissimo. Perdonami se ti rispondo con unaltra domanda, ma secondo te chi dovrei essere? Non lo so, per questo te lo chiedo. Certo che lo sai. Sono il vecchio capo di questa comunit. La donna fece una smorfia, pensando che il vecchio si stesse prendendo gioco di lei. C qualcosa di strano nei tuoi occhi. Riesco a vederci la saggezza degli Elenty, ma anche qualcosa in pi. Non riesco a capire disse poi. Mia cara, non c niente da capire. Sono solo un Arcon che ha vissuto un po pi a lungo dei normali Arcon. Tutto qui. Anche Druge un Arcon immortale, ma non ha il tuo stesso sguardo. Io non so cosa tu riesca a vedere dentro i miei occhi. Non ho alcun segreto, a parte quello di vivere e di gioire della mia vita. Ma Vedi, anche se sono solo un Arcon, credo di aver capito una cosa; a

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volte si sforzano troppo gli occhi per riuscire a vedere cose che non esistono. Spesso addirittura la nostra mente ci fa degli scherzi e pensiamo di vedere quello che vogliamo vedere, anche se non c. Afferra la mia mano La donna si sent assalire da uno strano senso di repulsione quando il vecchio le porse la sua mano venosa piena di rughe. Combatt per quella sensazione ed accett linvito. Adesso fai come me, chiudi gli occhi disse lui. Mila abbass le palpebre, respir profondamente e scacci i cattivi pensieri dalla testa, insieme a tutti quei dubbi che la tormentavano; linganno di Limbo, il destino di Druge, lo scopo di Ryo e anche lidentit del vecchio. Vuota la mia mente, pens, e per un attimo desider di non guardare pi. Va meglio? domand il vecchio. Si meglio. rispose Mila. Pi tardi torn allaccampamento e trov Druge sveglio e intento a prepararsi per il viaggio. Nel frattempo gli Arcon della trib avevano incominciato a smontare le tende e a caricare sui carri le loro cose. Dove sei stata? chiese il guerriero, reggendosi la testa con la mano. Dal vecchio rispose lei distrattamente. E allora? Allora cosa? Hai chiarito i tuoi dubbi? Non ha pi molta importanza, adesso Druge la guard di sbieco, si chiese se doveva preoccuparsi per quella misteriosa risposta ma concluse che la donna sembrava pi rilassata del solito e lasci perdere. Andiamo insieme a loro, va bene? chiese lei. Certo. Mi sembra una buona idea rispose lui, sorridendole. A met del primo margine del giorno la carovana si mosse lentamente attraverso la valle. Aggirata la collina tutti la videro spuntare sopra gli alberi, celata per met dalle nuvole. La montagna sacra. Poi il cielo venne oscurato da una grande ombra. Silenziosa e magnificente, la biblioteca galleggiante pass sopra la processione di Arcon che si muoveva in una lunga e serpeggiante fila verso Mountoor.

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Mila alz lo sguardo verso il cielo, meravigliata come tutti gli altri. In quel momento una delle tre torri di vetro che contenevano la storia del mondo and in frantumi, e una pioggia di schegge sottili venne sollevata dal vento e portata oltre la foresta che circondava la biblioteca. Tutti potettero ammirare larcobaleno di mille colori che la pioggia di cristalli form grazie a raggi del sole nascente, ma nessuno poteva sapere che tra quei riflessi era andata per sempre perduta la storia del vecchio mondo.

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LIBRO TERZO

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CAPITOLO 23 Crepe nel Telaio di Limbo

Tzadik mosse con un bastone le braci del bivacco per riattizzare il fuoco, vi avvicin un paio di ceppi tagliati freschi che di l a poco incominciarono a colare di resina e a sfrigolare, poi risistem la pentola con lo stufato preparato da Misar che doveva ancora finire di cuocere. Soddisfatto della sua operazione, si riaccomod a sedere accanto a Mylo e come lui continu ad osservare il fuoco, rimuginando sui recenti trascorsi. Era passata una decina di giorni dalla battaglia sulle pianure del vespro in cui Testimoni di Seidon e Cavalieri della Gilda avevano unito le spade contro la follia della Torre Galleggiante e le terrificanti creature di pietra comandate da Sawar. Il mattino dopo Nicon e i suoi due uomini avevano richiamato alcuni cavalli appartenenti alla Gilda che, spaventati, erano fuggiti lontano dai combattimenti. Contavano cos di dimezzare i tempi e di raggiungere la montagna sacra in meno di un mese, ma Rivier non si era dimostrato abbastanza soddisfatto, cos aveva usato la magia per rafforzare le prestazioni dei cavalli e renderli praticamente instancabili. Poi avevano cavalcato per tutto il giorno successivo e buona parte della notte, uscendo dalla pianura e tagliando per una valle nascosta, una scorciatoia che l'Elenty sembrava conoscere bene anche se nessun altro membro della compagnia ne aveva mai sentito parlare. Attraverso un basso canyon, avevano raggiunto la montagna dalla quale nasceva il fiume Serpe, che nel suo sinuoso andare divideva in due le grandi pianure. Pi avanti si estendevano, fino a Mountoor, le Lande del Disordine. Rivier sperava di coprire la distanza che li separava dalla montagna sacra in meno di due settimane, un risultato che nessuno del gruppo si sarebbe mai aspettato. Eppure era andata proprio cos. Il giorno dopo, secondo i calcoli del primigenio, avrebbero avvistato la loro meta. Certo, il percorso non era stato dei pi agevoli, ma potevano dirsi fortunati. Per un paio di giorni erano stati braccati da una piccola famiglia di troll delle sabbie che seguivano il

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loro odore. Nicon aveva proposto di affrontarli a viso aperto, prima che questi li attaccassero di sorpresa durante la notte, ma Rivier era stato risoluto e l'aveva convinto a proseguire. Con un semplice incantesimo aveva cambiato la direzione del vento, risolvendo il problema e mandando fuori strada i troll. L'Elenty aveva fin da subito preso il comando della situazione, anche se Nicon preferiva non ammetterlo, ma gli eventi pi recenti avevano cambiato le carte in tavola e il maestro di Tzadik sapeva che in alcune circostanze bisognava sapere mettere da parte l'orgoglio. Il ragazzo lo osserv mentre saliva a cavallo e, seguito dai suoi due uomini, si allontanava dall'accampamento per la rituale perlustrazione serale. Gli ultimi tre membri della gilda sarebbero tornati al termine del settimo margine per cenare insieme al resto della compagnia. In quel momento Misar si avvicin alla pentola e con un grosso cucchiaio si mise a girare lo stufato che aveva preparato. Lo assaggi, si lament a bassa voce della sua insipidit, poi estrasse da un sacchettino di pelle che aveva in tasca una manciata di sale che vi spruzz dentro. Gir di nuovo col cucchiaio e si allontan soddisfatto verso la sua tenda. Credi davvero che domani raggiungeremo la montagna sacra? chiese d'un tratto Tzadik, spezzando il silenzio imbarazzante tra i due ragazzi. Mylo alz gli occhi dal fuoco ed annu distrattamente. Se il maestro a dirlo, io ci credo rispose. E credi anche ai Misteri? Il giovane mago avrebbe voluto rispondere prontamente si, ma qualcosa lo trattenne. Ci pens sopra per un po', poi sent la necessit di dire esattamente ci che pensava, e non ci che reputava giusto dire. Lo sai che a volte non me ne importa pi nulla... mi vergogno di questo, per cos. Tzadik ricambi il suo sguardo con tutta la comprensione che aveva negli occhi. Ti capisco... disse, ...ma non credo che sia una cosa vile. No? Anche io mi sento cos... Ho sognato per anni di diventare un cavaliere della gilda, di combattere accanto il leggendario Nicon, di cavalcare col

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vento in faccia ogni giorno verso una meta nuova. Alla fine i miei desideri si sono avverati, eppure di notte, prima di chiudere gli occhi, i miei pensieri vanno sempre ai miei genitori, alla casa sulle montagne e alle mie due sorelline che so che non rivedr pi... Anche Mylo sent di doversi confidare. Io sono stato abbandonato... Rivier la mia sola famiglia, ma dal giorno dell'eclisse non pi la stessa persona. C' stato un tempo in cui non facevo che tormentarlo riguardo ai Misteri e lui si divertiva a girarci intorno, a parlarmi per enigmi. Mi mandava in bestia... Adesso capisco ci che voleva dirmi, cio che non li averi comunque mai capiti. Grazie tante, ne avrei fatto volentieri a meno! Ma credi che quello che stiamo facendo servir a qualcosa? chiese Tzadik. Cercava nel nuovo amico un altro po' di conforto. Non era sbagliato, lo facevano tutti e tre, anche la giovane Keeper. Da quando si erano incontrati si ritrovavano sempre la sera davanti al fuoco a parlare, ed insieme si davano coraggio, scacciando per un po' le ombre della grande incognita che li attendeva. Rivier ha parlato di speranza... Quando gli uomini potenti come Rivier parlano di speranza, vuol dire che le cose sono messe molto peggio di quello che sembra... e detto questo sorrise, un sorriso ironico ma contagioso. I due si misero a ridere e Jade, che passava loro vicino, chiese che cosa c'era di buffo. Niente, solo la fine del mondo... rispose Mylo, ridendo pi forte. E la ragazza si un a loro. Il paesaggio cambi. Una luna gialla e piena si accese come una lanterna nel cielo e pi sotto apparve anche la cometa Clessidra, sempre pi vicina all'orizzonte. I tre cavalieri della gilda fecero ritorno, Rivier usc dalla sua tenda e tutti presero posto attorno al fuoco. Misar serv lo stufato che tutti trovarono eccellente all'infuori del vecchio Arcon, che si ripromise di usare meno rosmarino la prossima volta. Alcuni, in silenzio, si chiesero se ci sarebbe stata una prossima volta. Terminata la cena, la compagnia si prepar ad affrontare la notte. Ahmed si accomod vicino al fuoco con una coperta sulle spalle per fare il primo turno di guardia; Lagoon gli avrebbe dato il cambio pi

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tardi e a Nicon sarebbe toccato il terzo margine della notte, una pratica abituale. I ragazzi si erano offerti di partecipare ai turni notturni, ma i cavalieri avevano prontamente rifiutato. In effetti le cavalcate erano estenuanti; Mylo e Tzadik arrivavano a sera con le gambe tremanti e le membra doloranti, ed erano pi che felici di abbandonarsi a un buon sonno senza interruzioni. Domani ci aspetta un giorno importante dichiar Rivier, prima di prendere congedo. Dormite e non pensate... il miglior consiglio che mi sento di darvi. Ma nell'oscurit della tenda che Tzadik condivideva insieme ai membri restanti della gilda, l'apprendista cavaliere fece fatica a prendere sonno. Continu per un bel po' a rigirarsi nel suo giaciglio, cercando la posizione giusta, ma alla fine si arrese e rimase a fissare l'ombra di Amhed che il fuoco proiettava sulla parete della tenda. E improvvisamente l'ombra divenne pi grande, e al ragazzo sembr di caderci dentro. Era il sonno che finalmente veniva a ghermirlo o erano le tenebre che lo richiamavano all'oblio? Stava solo sognando o gli occhi gli stavano giocando un brutto scherzo? No, era sveglio, sentiva di essere sveglio, con gli occhi spalancati alla disperata ricerca di una fonte di luce. Dov'era finito il fuoco da campo? Dov'era la luna, la cui luce giallastra rischiarava le chiome degli aceri e delle acacie della valle in cui si erano accampati? Prov a chiamare qualcuno ma si accorse che le sue corde vocali erano mute. Il panico gli fece accelerare il battito del cuore, ma non riusciva a sentirlo, cos come non riusciva a percepire alcun altro suono; il respiro dei suoi compagni, il rumore degli animali notturni, il crepitio del fuoco. Gli era difficile anche respirare. Era come se qualcuno lo avesse gettato in un oceano di tenebra e lui vi stesse sprofondando. Era la fine, fu questo il suo ultimo pensiero, prima che un urlo lo riportasse indietro tra i vivi. Si ritrov seduto nella tenda, accanto a lui Lagoon si era svegliato e lo guardava con occhi ricolmi di terrore. Anche Nicon era sveglio e visibilmente scosso. Che sta succedendo? prov a chiedere il ragazzo, ma nessuno dei due seppe cosa rispondere. Immediatamente la compagnia si riun attorno al fuoco. L'urlo che Tzadik aveva udito era stato di Ahmed, colto anche lui dal medesimo

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senso di soffocamento. Tutti quanti erano stati afferrati da quell'inspiegabile onda di tenebra che li aveva strappati violentamene dai loro sogni. Il panico lasci il posto alla curiosit. Nicon chiese all'amico che montava la guardia se si era avvicinato qualcuno o se aveva visto qualcosa, ma Ahmed scosse la testa incapace di spiegarsi quello strano fenomeno. Intanto Rivier se ne stava discostato dal resto del gruppo, con gli occhi chiusi e la testa abbassata. Mylo percep il crepitio della magia come un suono soffuso, un ronzio leggermente fastidioso. Tutti si volsero verso l'Elenty in attesa di una spiegazione. Un minuto pi tardi apr gli occhi e a nessuno piacque l'espressione che gli si dipinse sul viso. La struttura di Limbo sta cedendo... disse. Che significa? lo incalz subito Nicon. Il mago guard il cavaliere con sgomento. Ho visitato il telaio attorno a questa valle, il substrato del mondo reale, per quanto reale possa essere... Il Telaio una specie di regno onirico, ma solo con i giusti incantesimi possibile viaggiarci liberamente. Ho visto delle crepe, dei vuoti che non dovrebbero esserci... Che ha a che fare il mondo dei sogni con Limbo? domand Misar, abbracciando la ragazza Keeper con fare protettivo. Uno si poggia sull'altro, e viceversa. Sono due mondi in equilibrio... se uno dovesse sfaldarsi, anche l'altro verrebbe distrutto. Temo che la struttura del Telaio sia compromessa e quello a cui abbiamo assistito, la mancanza di luce, di suono, perfino di aria, sia una diretta conseguenza di questo fatto. Temo... respir a fondo il mago per trovare il coraggio di finire la frase. Temo che l'eclisse abbia compromesso la struttura di Limbo e che il mondo stia per cadere a pezzi. Il giorno dopo ripresero la marcia, ma nessuno aveva voglia di parlare di quello che era accaduto durante la notte. Attraversarono la valle nella fredda luce di un mattino tinto di riflessi verdastri, un panorama che metteva i brividi, nonostante la temperatura fosse gradevole e il vento, che negli ultimi giorni aveva sferzato i volti della compagnia a cavallo, fosse finalmente calato. Rivier apriva la strada sul suo destriero, un esemplare corvino che montava a pelle. Dietro di lui venivano Mylo e

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Tzadik e ancora pi dietro la ragazza e il vecchio Misar. Nicon e i suoi uomini chiudevano la fila, anche se regolarmente uno di loro si portava avanti in perlustrazione, oppure raggiungeva al galoppo un'altura per avere una visuale migliore dei dintorni. Ma ormai si erano lasciati alle spalle le Lande del Disordine e suoi pericoli. Il gruppo precedeva a un'andatura sostenuta, merito della magia che l'Elenty aveva usato sui cavalli. Lo scopo era quello di aggirare le colline e arrivare in serata ad avvistare la montagna sacra, che secondo i calcoli di Rivier non doveva trovarsi ormai molto lontano. Fecero una breve sosta al termine del secondo margine, poi tirarono a diritto fino al settimo. Rivier abbandon la pianura per tornare a salire. Qui le colline son pi basse, spieg. Se riusciamo a oltrepassare quest'altura prima che scenda la notte, saremo in grado di avvistare la montagna. Poi ci accamperemo... voglio solo essere sicuro che siamo sulla giusta strada... Cos continuarono per l'intero ultimo margine del giorno, ma la notte cal improvvisamente come un sipario mentre coprivano gli ultimi passi che li separavano dalla cima del colle. Non riuscirono a confermare le aspettative del mago, che si irrit visibilmente, e furono costretti a tornare sui loro passi per trovare un luogo riparato in cui montare le tende. Un boschetto di faggi fece al caso loro. La luce della luna poteva bastare per organizzare il campo, anche se questa venne oscurata un paio di volte da qualcosa di indefinibile. Era una nube, quella? chiese Lagoon alzando la testa al cielo. No... rispose seccamente Rivier. Temo sia stato un altro errore di Limbo... Nessuno ebbe voglia di replicare e tutti tornarono ai propri compiti. Consumarono una cena fredda con gli avanzi dei pasti passati e andarono a dormire, ma nessuno riusc a chiudere occhio per un bel po', per paura di rimanere soffocato dentro strani incubi. La notte pass senza brutte sorprese, ma una pioggia sottile dentro un paesaggio brumoso dette loro il buongiorno. La visuale era limitata e per buona parte del giorno successivo non riuscirono ad accertarsi della presenza di Mountoor all'orizzonte. Solo al termine del quarto margine un vento nuovo si alz per sgombrare le nebbie, e allora apparve in tutta la sua maestosa grandezza; la montagna sacra.

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Siamo arrivati... sospir Mylo con un mezzo sorriso. Non ancora... lo corresse Rivier. Poco dopo incontrarono i primi accampamenti degli Arcon che si erano riuniti per partecipare al grande evento. Molte comunit facevano festa, ringraziavano il grande Seidon, organizzavano banchetti. La strana euforia che aveva contagiato le comunit Arcon stonava visibilmente con la luce grigia del paesaggio. L'Elenty guid la compagnia verso la base della montagna, che s'innalzava in maniera innaturale nel mezzo di un'immensa prateria. Mountoor era una specie di cono gigantesco fatto di roccia, privo di strade o mulattiere. La caverna dove dimorava il leggendario Gigante si apriva a met della sua altezza, ma solo gli uccelli potevano raggiungere quel pertugio scuro nella roccia. La bruma si era alzata ed oscurava la visuale della parte superiore della montagna, ma alzando gli occhi Rivier pot individuare facilmente l'entrata della grotta. Possiamo accamparci qui... dichiar il mago, scendendo dal cavallo. I ragazzi e Misar obbedirono con aria assente, Nicon invece rimase in sella al suo destriero insieme ai suoi compagni. Il luogo scelto da Rivier era uno spiazzo di prateria relativamente sgombro a un migliaio di passi dalla roccia che incombeva su di loro. Erano nel mezzo a due accampamenti Arcon appartenenti a due comunit apparentemente gioviali e pacifiche, i Taruon, maestri vasai, e i Lambadi, che vestivano abiti sgargianti e amavano la musica. Voi restate con gli altri, io perlustrer la zona... disse il capo della gilda ai due uomini, poi rivolse all'Elenty uno sguardo d'intesa e si dilegu al galoppo. Dove va? chiese Tzadik al mago. Ad assicurarsi che il suo nemico non sia gi qui... rispose Rivier. Poi iniziarono ad allestire il campo.

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INTERMEZZO

Percepiva il suo essere lasciandosi guidare dalla sua immaginazione, una catena interminabile si zeri e di uni registrati su un supporto metallico. La sensazione di dilatamento persisteva, come se due forze opposte lo stessero allungando come si fa con un elastico. La tenebra aveva reclamato l'infrastruttura di Limbo, terra di sogni e di proiezioni in cui lui riusciva a viaggiare come nessun altro. Il Telaio non era pi un supporto sicuro, doveva rientrare alla torre al pi presto. Wirlock apr gli occhi sulle vetrate sotto il mare infinito, dove gli squali passavano con la regolarit di un meccanismo perfetto. Prese posto dietro alla console, accese i video e incominci la ricerca. Vide le pedine di quel gioco muoversi inevitabilmente verso la montagna sacra, ma nessuno poteva prevedere gli eventi che sarebbero susseguiti. Il vampiro di Limbo distese le gambe, appoggi la testa dietro le mani incrociate e si mise comodo. Sarebbe stato un bello spettacolo, si disse, proprio come uno di quei film che usava guardare insieme a sua moglie, prima che tutto finisse...

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CAPITOLO 24 Incontro con il Gigante

Nicon ritorn all'accampamento all'inizio del settimo margine e non era da solo. Insieme a lui vi era una donna di nome Ravina, in sella ad una giumenta pezzata, indossava il tipico pojo dei cavalieri della gilda. Aveva uno sguardo fiero, capelli castani che portava lunghi sulle spalle e una spada ben visibile in un fodero di cuoio legato al cavallo. L'uomo spieg che la donna aveva lasciato la gilda un paio di stagioni prima per andare a trovare i suoi genitori. Ravina salut i membri della compagnia, poi scese da cavallo e and ad abbracciare gli altri due superstiti della comunit di cavalieri. Lagoon e Ahmed, felici di ritrovare la loro compagna, si appartarono insieme alla donna per parlare della tragica battaglia in cui avevano perso la vita molti loro amici. Tzadik si sent escluso, ma non ne soffr. D'altra parte non era ancora un cavaliere. Era l'ora che tu tornassi, Arcon... disse il mago ammonendo Nicon. Devo assentarmi per un po'. Vedete di non combinare guai. Nicon sembr sul punto di ribattere, ma poi decise che era meglio rimanere in silenzio. Se l'Elenty era irritato, aveva probabilmente i suoi motivi, che a lui interessavano relativamente poco. In quel momento al cavaliere importava soltanto di ritrovare i suoi amici, quelli che erano riusciti a fuggire vivi dalla battaglia sulle pianure del vespro, e guardarsi le spalle dall'Elenty corrotto in cerca di vendetta. Sapeva di non avere molte possibilit. L'unica chance di mettere fine una volta per tutte alla vita di quello stregone pazzo gli si era presentata l'ultima volta che lo aveva incontrato, e sapeva che occasioni del genere non ne capitano pi di una nella vita. Dette disposizioni per affrontare la notte, poi scambi ancora qualche parola con la nuova arrivata. Ravina sembrava ancora lievemente scossa dai racconti della recente battaglia. Forse preda di un senso di colpa per non aver combattuto al fianco dei suoi compagni, propose a Nicon di andare incontro ai superstiti che, con tutta probabilit, si erano diretti

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verso la montagna sacra. L'uomo le disse che era una buona idea e che poteva portare con s Lagoon e Ahmed. La mattina dopo sarebbero partiti per le Lande del Disordine, ma come da ordini del loro capo, non si sarebbero addentrati nelle regioni dei troll delle sabbie; avrebbero atteso nella valle a ridosso di quelle insidiose terre. La notte scese ma il paesaggio rimase velato. Nelle praterie che circondavano la montagna sacra, si accesero migliaia di fuochi e si alzarono molti canti di festa. Jade si avvicin ai due ragazzi che avevano appena finito di dare da mangiare ai cavalli. Che ne dite di andare a fare un giro? propose la ragazza Kepeer. I due la guardarono stupiti. E dove vorresti andare? le chiese Mylo, incerto se prendere quella proposta sul serio oppure no. Non lo so, credo che un posto valga l'altro. Si stanno tutti divertendo, a parte noi. rispose lei alzando le spalle. In effetti sembrava proprio cos. Se quella era la fine del mondo, allora non doveva essere poi cos male, pens l'apprendista mago. Gli Arcon di quasi ogni comunit erano certi che quella non era la fine, ma l'inizio di una nuova meravigliosa era. Le grandi citt sarebbero riemerse e Limbo si sarebbe finalmente fermato. Questo dicevano le leggende, e questo era ci che la maggior parte degli uomini pensava. Va bene, andiamo! annu Tzadik, dando una pacca sulla spalla dell'amico. Dai, che ti importa... o non la fine del mondo... I tre andarono nel vicino accampamento dei Lambadi, gente dalla pelle dorata e dal sorriso facile che li accolsero a braccia aperte. Producevano una birra dolciastra che allegger immediatamente i pensieri dei ragazzi. Poche pause pi tardi si ritrovarono a ballare attorno al fuoco, vestiti degli abiti tipici di quella comunit, veli dai colori sgargianti e cappelli piumati. Risero e ballarono per buona parte della notte, e se un errore di quel mondo in sfacelo li colse, loro non se ne accorsero. Non se ne accorse nessuno... Si addormentarono vicino al fuoco insieme agli altri membri della trib, nella notte coperta di Limbo. Nessuno si avvide che la cometa, oltre le nubi che oscuravano il cielo, era scomparsa.

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Rivier raggiunse la base di quella roccia gigantesca e guard in su. Duemila passi pi in alto si apriva una breccia in quella parete obliqua disseminata di protuberanze; era l'entrata della dimora del Gigante. Rivier, sei tu? Una voce che non riconosceva lo fece voltare di scatto. Un uomo smilzo, vestito di una tunica verde scura ricamata di zeri ed uni platinati, lo stava osservando. Aveva due occhi profondi e porporini, un paio di vistosi baffi e un bastone corto da passeggio. Dietro di lui vi erano altre figure, tre uomini e due donne ancora poco distinguibili nella distanza. Colui che aveva parlato fece un paio di passi in avanti, zoppicando visibilmente. In quel momento Rivier riconobbe l'uomo; si chiamava Khandir. Gli and incontro a braccia aperte, coprendo velocemente la distanza. L'altro alz solamente un braccio, perch con l'altro rimaneva saldamente aggrappato al bastone. Khandir, quanto tempo... esclam il mago dalla veste bianca. Beh, secondo i miei calcoli sono passati almeno tre interi cicli dal nostro ultimo incontro... constat l'altro, sorridendo. I due si guardarono negli occhi. Si erano conosciuti prima di Limbo, in un mondo che stava morendo, e adesso si rincontravano nelle pagine di chiusura di un altro mondo in declino. La tua gamba? Oh, un errore del programma. Non mai tornata a posto dopo la battaglia del sole azzurro. Rivier ricordava quell'evento. Ivory, un Elenty impazzito, aveva trovato i codici per interrompere il flusso continu di terre in costruzione presso il sole azzurro. Anche lui come Sawar, voleva l'annientamento di Limbo, e se non fosse stato per l'intervento di un gruppo di Elenty votati alla causa del progetto, forse sarebbe riuscito nei suoi intenti. Rivier e Khandir avevano combattuto fianco a fianco l'orda di creature Arenty che il folle mago aveva lanciato contro di loro, pipistrelli giganti ed arpie, ma uno di questi mostri era riuscito ad afferrare la gamba di Khandir, penetrandola con lunghe fauci avvelenate. Quella ferita non si era rimarginata come le altre. Hai intenzione di far visita al Gigante? chiese il mago dalla veste verde. Anche tu ti sarai accorto degli errori...

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Due giorni fa il letto di un fiume si essiccato da un momento all'altro. Qualcuno ha parlato di lampi nel cielo senza tempesta, di cavalli con due teste, di sogni nel vuoto... Oceani di tenebra... precis Rivier. Esattamente... annu Khandir. E cosa speri di trovare lass? Il mago non rispose, non ce n'era bisogno. Mise la mano sul braccio dell'amico e sorrise. Chi sono? chiese, indicando il gruppo di persone che attendevano alle spalle del compagno. Vieni, te li presento. Alcuni credo che tu gi li conosca. Questo Atom, mio allievo, un Arcon davvero speciale. Pensa, era il Keeper del mio frame e detto ci, mostr a Rivier l'anello che teneva al dito. Ecco la mia copia constat. Lei invece Gaya, forse te la ricorderai. Era nello stesso programma di arruolamento. Certo, ricordo... E poi Mila... lei entrata dopo. E il suo compagno Arcon, Druge. Hanno una storia interessante da raccontare. Infine Lizar, anche di lui dovresti ricordarti... Terminate le presentazioni, i due Elenty tornarono a guardare in su, verso l'entrata della caverna. Abbiamo bisogno di risposte, non credi? dichiar Rivier. Perch il Gigante non si svegliato? Cosa sta succedendo al Telaio di Limbo? Che dobbiamo fare noi Elenty, ma soprattutto, cosa dobbiamo dire agli Arcon... Comprendo benissimo le tue perplessit e le condivido, ma sai bene che risvegliare il Gigante significa morte certa lo ammon l'amico. Mi meraviglio che tu ancora creda a quello che ci hanno raccontato, dopo tutti gli inganni che abbiamo subito dalla Rete di Hope... Beh, non hai tutti i torti... E comunque non vedo alternativa. Limbo si sta sgretolando, gli Arcon si stanno riunendo attorno alla montagna in attesa di qualcosa che non accadr mai, i Keeper superstiti sono pronti a consegnare i loro gingilli. Mi domando quanto durer questa attesa, quanto ci vorr prima che un fanatico qualsiasi proponga di scalare la montagna... spieg il mago. In ogni caso, possiamo solo ritardare questo evento, perci preferisco prendere in mano la situazione e cercare di capirci qualcosa...

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Vengo con te allora... proposte Khandir. Rivier guard l'amico negli occhi. No, non posso permettertelo. Se dovesse succedermi qualcosa tu dovrai cercare di trovare un'altra via. Siamo rimasti in pochi noi Elenty, e Sawar ancora vivo e presto sar qui. Quel nome mise tutti quanti a disagio. Mi domando come mai non sia gi arrivato... disse il mago dalla veste verde, e cos Rivier gli raccont brevemente quello che era successo sulle pianure del vespro, la battaglia coi Testimoni di Seidon, l'arrivo di Sawar e il colpo alle spalle di Nicon che aveva quasi ucciso l'Elenty corrotto. La sua vendetta non tarder ad arrivare... constat Rivier, e gli altri annuirono in silenzio. E sia, rimarremo qui ad aspettarti asser l'amico, poi si abbracciarono di nuovo con trasporto. Sar meglio che io vada adesso, voglio chiarire questa faccenda prima che scenda la notte spieg Rivier. Aiutami a schermare la mia immagine mentre salgo, non voglio che gli Arcon accampati nella piana mi vedano. Meglio non irritare qualche fanatico, non credi?. L'altro Elenty annu, poi si prepararono entrambi ad usare i loro poteri. L'aria frizz in maniera strana, i due maghi si afferrarono la testa dolorante, continuando a salmodiare le parole degli incantesimi. Che succede? chiese Mila, preoccupata. Il mago dalla veste bianca incominci a fluttuare nell'aria grazie alla magia del volo, una figura vaga resa trasparente dalle parole dell'amico. Un dolore lancinante alle tempie spieg Khandir, forse dovuto allo sfaldamento del Telaio. Dobbiamo fare presto Rivier... L'amico annu, riprendendosi dalla strana fitta che lo aveva colpito, poi inizi a sollevarsi verso l'entrata della caverna. Il volo dur il tempo di alcune pause. Rimanere concentrato era stato pi difficile del solito, pens. Era pi che probabile che i recenti cambiamenti strutturali del mondo influenzassero l'uso della magia. Rivier atterr sulla cengia a ridosso del buco nella roccia, copr con tre passi veloci la distanza che lo separava dall'entrata, poi venne risucchiato dall'oscurit di Mountoor. L'aria divenne fredda e umida. La sensazione era quella di trovarsi in un corridoio scavato nella roccia che

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scendeva gradualmente verso il cuore della montagna. Prosegu per molti passi verso il basso, finch la luce che proveniva dall'esterno venne totalmente assorbita dalle tenebre incombenti, poi accese una flebile sfera sul palmo della mano, una magia semplice che per gli fece tornare il mal di testa. Rivier and avanti, ignorando l'incombenza asfissiante delle pareti di roccia che lo sovrastavano. La pendenza del corridoio diminu rapidamente e si ritrov a proseguire in piano dentro il centro della montagna. Apparve un riverbero di luce nella distanza, un barlume giallognolo indefinibile. Il mago oscur la sfera luminescente che teneva sul palmo e prosegu in silenzio, respirando profondamente. La luce deline presto la fine del corridoio. Nel frattempo la temperatura si era alzata. Un vento caldo proveniva da laggi e Rivier cap che il colore di quella luminescenza doveva appartenere ad una grossa fonte di calore. La sua intuizione venne confermata appena l'Elenty si sporse per vedere oltre l'uscita del corridoio. Una caverna di cui non si riusciva a scorgere la fine, fatta di pareti di fuoco, si apriva davanti a lui. In alto e ai lati le fiamme guizzavano come serpenti vermigli, perdendosi nell'oscurit dietro ad un immane trono di roccia, sul quale era seduto un uomo gigantesco dalla pelle bronzea, alto almeno cinque volte un normale Arcon. Il suo volto era nascosto da un elmo cornuto fatto d'acciaio e sulle ginocchia era posata un'ascia di proporzioni inaudite. Il gigante non sembrava dormire, perch la sua postura sul trono era dritta e l'elmo gli nascondeva gli occhi, ma Rivier sapeva che l'essere pi potente di Limbo era ancora in attesa del segnale, nonostante l'eclisse avesse dovuto destarlo. La sua possanza era qualcosa doloroso per la vista. Il solo fatto che esistesse, anche se immobile, dormiente, bastava a tener lontani gli Arcon di Limbo ed ogni creatura esterna. L'Esterno, come usava definirlo il mago Elenty, doveva trovarsi dietro il gigante, nell'oscurit infinita di quella caverna di fuoco. Cosa ci fai qua? la domanda esplose nella testa del mago come il boato del tuono. Il gigante continuava a dormire, per era in grado di parlare dal mondo dei sogni. Rivier non si fidava della struttura del Telaio, avrebbe potuto raggiungerlo laggi, in una forma diversa, ma prefer rimanere aggrappato alla realt, scoprire quello che poteva

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scoprire grazie all'arte della parola. Il momento giunto... disse il mago, proiettando la frase nello spazio dal quale era arrivata la domanda. Sciocchezze! url il gigante nella sua testa. Limbo sta cadendo a pezzi, Gigante. La nostra unica salvezza uscire di qui. Falsit! la parola raggiunse Rivier come il suono di mille fruste. Il fatto che tu non ti sia accorto del segnale una prova che Limbo sta fallendo. Dobbiamo uscire di qui, altrimenti tutto sar perduto... La temperatura nella caverna stava ancora alzandosi. L'Elenty sapeva di non avere molto tempo a disposizione. Tu menti, Elenty. Voi mentite... tutti e due! Tutti e due? Che significa, Gigante? Tu e l'altro. Anche lui ha detto la stessa cosa... siete menzogneri! Chi l'altro? chiese Rivier, asciugandosi il sudore che gli colava ormai copiosamente dalla fronte. Il vampiro... Poi il calore divenne insopportabile. Il mago torn indietro verso il corridoio, risal velocemente cercando un po' di refrigerio. Sapeva che sarebbe stato inutile tornare a parlare col Gigante, e comunque adesso la cosa era di secondaria importanza. Chi era il vampiro, si chiese. Chi avrebbe potuto parlare col Gigante di Mountoor, se non un altro Elenty. Rivier, anche se non sapeva perch, era convinto che se avesse scoperto l'identit di questo vampiro, forse ci sarebbe stata ancora una speranza. Usc all'aperto nella notte di Limbo, alz lo sguardo al cielo cercando la cometa, e per la prima volta da quando aveva aperto gli occhi su quel mondo di impulsi elettrici, non riusc a trovarla.

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CAPITOLO 25 Il Viaggio di Davinia

Il guerriero dai capelli intrecciati si avvicin alla donna che sedeva nei pressi del fuoco da campo, le porse un piatto di pane e formaggio e una coppa di vino ambrato, mostrandole un sorriso gentile, nonostante la sua faccia incutesse un certo timore per via di una brutta cicatrice che dal sopracciglio destro scendeva gi fino alla mascella, deformandogli la met del viso. Lei afferr il piatto e il bicchiere senza ringraziare e torn ad osservare le fiamme, persa in pensieri insondabili. Sei sicura di voler proseguire da sola? chiese l'uomo che era rimasto immobile alle sue spalle. Mi rallenterete l'andatura, ed io devo raggiungere la montagna sacra il prima possibile rispose la donna sorseggiando il vino. Molti pericoli si nascondono nelle Lande del Disordine... insinu il guerriero. Me la caver... tagli corto lei. L'Arcon per insistette e lei ne avrebbe fatto volentieri a meno. una spada magica quella? La donna Elenty gli scocc uno sguardo glaciale. La mia spada non riguarda n te n la tua trib. Per la prima volta Davinia si chiese se non avesse commesso un errore. Aveva bisogno di cibo e di una notte di riposo, prima di affrontare le terre selvagge che la separavano da Mountoor, perci si era avvicinata, anche se malvolentieri, ad una piccola comunit di Rednakes che si era accampata nei pressi di un fiume senza nome. I Rednakes erano Arcon atipici, alti e flessuosi, dalla carnagione lattea e gli occhi profondamente azzurri. I loro capelli erano il loro segno di riconoscimento, rossi come carboni ardenti, che usavano portare intrecciati dietro le spalle. La trib contava una trentina di elementi, compreso uno shamano, che Davinia aveva preferito non incontrare di persona. Aveva paura che le leggesse i pensieri e scoprisse i suoi intenti. La spada nera era uno oggetto estremamente prezioso e lei sapeva di non potersi fidare di nessuno. La teneva in una lunga fodera

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legata alla schiena, ma dall'elsa che spuntava fuori era ben visibile la sua fattura. Grazie alle sue arti di maga avrebbe potuto tener testa ai guerrieri Rednakes, ma lo shamano poteva ostacolare il flusso della magia e renderla cos una facile preda. L'Arcon non disse pi nulla e la lasci in pace. La comunit si tenne a debita distanza da lei, rispettando il suo volere. Un paio di volte Davinia sent gli occhi dello shamano puntati su di lei, e non fu una sensazione piacevole. Decise di mettersi a dormire prima del previsto, su un giaciglio poco comodo di erba secca situato nel pressi del fuoco. La stanchezza di due giorni ininterrotti di marcia la fecero cadere subito in un sonno profondo. Fece sogni travagliati, che al mattino non riusc a ricordare. Non si sentiva affatto riposata, ma non poteva indugiare ancora. Era ancora buio quando apr gli occhi sul fuoco ormai ridotto ad un cumulo di braci vermiglie. Due uomini montavano la guardia mentre il resto della comunit dormiva ancora placidamente. Recuper in fretta le sue cose, rivolse un gesto di saluto a una delle due guardie e poi si dilegu tra le ombre dell'ultimo margine della notte. Cavalc per buona parte della giornata successiva attraverso una valle a lei sconosciuta. Il Rednakes che le aveva portato da mangiare le aveva consigliato di imboccare quella via per raggiungere le Lande del Disordine, ma lei non si era fidata subito. Le aveva detto che avrebbe guadagnato un giorno abbondante di marcia, e il mattino successivo quella prospettiva le sembr molto pi attraente, perci aveva lasciato la sua direzione per deviare attraverso la valle. Alla fine del sesto margine il territorio incominci a cambiare rapidamente. Gli alberi divennero pi bassi e pi radi, la vegetazione sbiad visibilmente e il terreno divenne pi scuro. Stava entrando nella regione selvaggia che circondava buona parte della montagna sacra e che la gente di Limbo di ultima generazione usava chiamare Lande del Disordine. Sapeva di non potersi fermare per la notte. Sarebbe stato troppo pericoloso accamparsi da soli in quelle terre aspre, perci continu a cavalcare lentamente, sussurrando parole di conforto alla giumenta, che erano anche le parole di un incantesimo; il cavallo scalpit come se un flusso di nuova energia lo avesse rinvigorito. Il silenzio della notte di

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Limbo era rotto soltanto da alcuni ululati lontani, che Davinia impar presto ad ignorare. Anzi, il lento procedere a cavallo e il suono dei lupi in sottofondo la fecero appisolare. Non riusc a distinguere il fruscio che si avvicinava, un suono strisciante come la morte e sottile come l'ultimo respiro. Due troll, alti quasi il doppio di lei, figure umanoidi e muscolose ricoperte da una patina granulare del colore della sabbia, le piombarono davanti in tutta la loro possanza. La giumenta, forse anche lei distratta, scart improvvisamente di lato. Davinia cerc di rimanere in sella aggrappandosi alle briglie, ma non ci riusc e rovin malamente sul terreno. I due mostri le furono sopra in un attimo. Una vampata di luce le fuoriusc dalla mano. Il primo troll si afferr il volto, emettendo un verso agghiacciante, ma il secondo avversario cal pesantemente un pugno sul corpo della donna, un colpo che avrebbe spezzato le ossa di un bisonte. Davinia riusc a voltarsi d'istinto, mostrando la schiena all'avversario. La mano del troll and a colpire la lama della spada nera che si trovava sulla schiena della maga, e il dolore che lo gherm venne risputato fuori insieme ad un urlo di disperazione. Il troll si allontan dalla donna tenendosi la mano, continuando disperatamente ad urlare di dolore. Davinia non poteva vedere la spada, ma la sentiva pulsare sulla schiena in vampate brucianti ma non spiacevoli. Riusc a rimettersi in piedi per affrontare il primo troll, quello che aveva cercato di accecare con la luce magica. Guidato dall'odio per chi lo aveva abbagliato, il mostro arranc verso la sua preda. Davinia pronunci velocemente tre parole in bit, il terreno si apr sotto i piedi della creatura e un attimo dopo la risucchi, divorata in solo boccone dalla scura terra. La maga cerc rapidamente il secondo troll e lo scorse nella distanza mentre si allontanava velocemente dal luogo dello scontro, seguitando a lamentarsi per il dolore alla mano. La donna Elenty si chiese se quelle urla non avrebbero richiamato i membri di un'intera comunit di quelle infime creature. Cerc la sua cavalla, che per la paura si era allontanata dai troll, e la chiam con un fischio gentile, accompagnato da alcune parole segrete. Riprese il cammino dentro la notte strisciante delle Lande del Disordine, promettendo a se stessa di non abbassare pi la guardia, per nessuna ragione al mondo.

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Viaggi per cinque giorni senza mai cambiare direzione, fermandosi solo un paio di volte per dare modo alla giumenta di riposare. Sapeva che il cavallo non ce l'avrebbe fatta. Neanche lei poteva ingannare per troppo tempo il programma stanchezza di Limbo, e il prezzo da pagare era comunque alto, ma non poteva farsi sorprendere nuovamente dai troll. Aveva avuto fortuna, lo sapeva. Se la spada non l'avesse protetta, quel colpo le sarebbe stato sicuramente fatale. A met del quinto giorno di viaggio attraverso quello spiacevole territorio, la sua cavalcatura stramazz al suolo. Davinia riusc a non farsi travolgere dalla caduta, recuper le bisacce legate alla sella e prosegu imperterrita il cammino. Si sentiva le gambe come cera riscaldata. Quanto poteva continuare a piedi, si chiese, ma non riusc a darsi una risposta, e continu a camminare fino al primo margine della notte. Scal un albero con le ultime forze che le rimanevano nella gambe e cerc un po' di riposo nascosta dentro la chioma di una quercia malata. Nel frattempo la vegetazione si era fatta ancora pi sofferente. Secondo i suoi calcoli avrebbe dovuto trovarsi ormai vicino al limitare della regione, ma da quanto poteva constatare dal colore dell'erba e delle foglie, i confini delle Lande del Disordine non erano per niente vicini. Si addorment subito, nonostante la posizione scomoda, la durezza del suo giaciglio e le corde che la legavano al ramo per evitare eventuali cadute. Sprofond in un sonno liquido, fatto di tenebra opprimente. Si svegli due volte di soprassalto, con il cuore in gola e un'inesplicabile paura di annegare. Era come se il Telaio di Limbo fosse diventato un oceano di tenebra. Se non fosse stata cos stanca ci avrebbe pensato due volte a riaddormentarsi, ma il sonno la rap nuovamente e quando la luce del primo margine del giorno filtr tra le foglie dell'albero, Davinia usc dal sonno come se riemergesse da un pozzo nero e profondo. Qualcosa non andava, lo sapeva, perci doveva affrettarsi. Rigenerata anche se solo parzialmente dalla stanchezza, la maga prosegu il suo cammino, un passo dopo l'altro. La spada che teneva sulla schiena aveva ricominciato ad emanare una specie di pulsazione, la stessa sensazione che aveva provato quando il troll l'aveva colpita, ma questa volta pi soffusa e continua. Sembrava le stesse infondendo nuova

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energia. Cominci a sveltire il passo e verso il terzo margine del giorno la vegetazione incominci a cambiare, apparvero alcuni fiori ai lati del sentiero, gli alberi tornarono a colorarsi di verde e ud nuovamente gli uccelli, che avevano smesso di cantare cinque giorni prima. Corse allora Davinia, rigenerata da quel suono, motivata da qualcosa di nuovo che neanche lei riusciva a spiegarsi. Era vicina, lo sentiva. Presto avrebbe avvistato la montagna sacra, e poi laggi avrebbe atteso la venuta del suo compagno di vita, Sawar. Avrebbe aspettato nascosta fino a che la fiamma del desiderio di vendetta innescata da Nicon non si fosse estinta nel cuore dell'Elenty, in un modo o nell'altro. Nessuno avrebbe potuto evitare lo scontro. Nicon e Sawar erano destinati ad incontrarsi di nuovo, sotto la montagna sacra, e solo uno dei due sarebbe uscito vivo da quel duello. Quello sarebbe stato il campione a cui lei avrebbe consegnato la spada nera. Mentre pensava a questo, due cavalieri uscirono improvvisamente da una macchia di faggi alla sua destra e le si piazzarono davanti. Lei incominci a fendere l'aria con le sue mani e a pronunciare le parole di un incantesimo letale, ma la frase le mor in gola quando l'elsa di una spada la colp alla nuca. Davinia croll in un buio ancora pi profondo di quello esplorato nei suoi recenti sogni. Ebbe solo il tempo di pensare alla spada, e al suo fallimento. Poi fu la tenebra.

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CAPITOLO 26 La Speranza di una Migrazione

La mattina dopo Rivier fece ritorno all'accampamento e non era da solo. Aveva trascorso la maggior parte della notte a parlare con il gruppo di Khandir, ed insieme avevano cercato di fare il punto della situazione. L'amico era stato uno dei primi a raggiungere Mountoor dopo l'eclisse e da allora non aveva mai perduto d'occhio la montagna. Nessuno si era avvicinato all'entrata delle caverne del gigante, per quanto ne sapeva lui. I due Elenty parlarono dei tempi che furono, della Rete di Hope, del progetto Limbo, cercando di ricordare qualcosa che potesse indirizzarli verso il misterioso vampiro che si era incontrato con il gigante. Gi il nome era un quesito, dato che i vampiri erano solo una leggenda, sia nel vecchio mondo che in quello in cui vivevano adesso. Chi poteva essere, si chiesero. Un Elenty molto probabilmente, oppure un Arcon dotato di grandi capacit magiche. Mentre discutevano vivamente davanti alle fiamme del campo, Mila, che sedeva in disparte tra le braccia di Druge, richiam la loro attenzione. Raccont dettagliatamente le cose che le erano successe, soffermandosi sulla storia di Ryo, il framemaker che si era rivelato per mostrare la vera identit di Druge e che poi aveva salvato la vita di entrambi sacrificandosi contro il Draugur. Anche se ancora non sapeva il perch, era certa che quegli eventi non erano accaduti per caso. L'esistenza di un framemaker in un epoca postuma al salvataggio dei frame, poteva voler dire solamente che qualcuno era ancora capace di alterare il disegno di Limbo. Rivier le aveva dato ragione. Chiunque fosse questo vampiro, doveva aver accesso a segreti ancora pi profondi di quelli conosciuti dagli Elenty. Forse era proprio cos; l'ultimo programmatore di Limbo viveva ancora, e continuava segretamente a giocare con le loro esistenze. Dove sono i ragazzi? chiese il mago a Misar, che stava riordinando il campo. Il vecchio squadr i nuovi venuti con un espressione vagamente accigliata. Sono andati a divertirsi... rispose con un'alzata di spalle.

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Rivier borbott qualcosa sottovoce per esternare il suo disappunto, poi si diresse verso la tenda di Nicon. L'Arcon ne usc prima che il mago, seguito da Khandir e gli altri, ne raggiungesse l'entrata. Rapidamente il mago aggiorn il cavaliere riguardo agli ultimi eventi. Vennero poi fatte le presentazioni, che Nicon fece pi per cortesia che per genuino interesse, poi venne deciso che il gruppo di Khandir si sarebbe accampato insieme a loro, perch c'era ancora molto da discutere e da decidere. Se il primo cavaliere della Gilda rimase scocciato dalla decisione presa dal mago, non lo dette a vedere. Con un cenno raggiunse il suo cavallo e poche pause pi tardi si dilegu tra le tende degli altri accampamenti. All'inizio del secondo margine una nebbia innaturale si alz in banchi anomali, una bruma dai riflessi violacei che gelava il sangue nelle vene e che forse era causata da un altro errore di Limbo. Gli Arcon giustificavano tutti questi eventi con le loro superstizioni, gridando al prodigio ogni volta che succedeva qualcosa. Seidon stava gi cambiando il mondo, secondo loro, e tra i segni del cielo la scomparsa della cometa Clessidra era senza dubbio quello pi evidente. Mylo, Jade e Tzadik fecero ritorno all'accampamento e si misero al servizio di Misar. C'era molto da fare; bisognava dare da mangiare ai cavalli, sistemare il fuoco, preparare la cena. Il vecchio mand l'apprendista mago a cercare un po' di carne, dato che le loro scorte erano ormai quasi terminate. Torn qualche pausa pi tardi con una coscia di maiale sulle spalle e un sorriso stampato sulla fronte. Come sei riuscito a pagarlo? gli chiese Tzadik. Ho vinto una scommessa... rispose l'amico facendogli l'occhiolino. Hai usato la magia, vero? Sei pazzo... se ti avessero scoperto... Non mi hanno scoperto, e poi, anche se avessero avuto un ripensamento, nessuno sarebbe riuscito ad inseguirmi con questa nebbia... assicur Mylo, consegnando il suo bottino al vecchio Arcon. La giornata prosegu senza sorprese. I ragazzi continuarono a lavorare al campo e ogni tanto gettavano uno sguardo verso la tenda dove Rivier e i suoi amici stavano discutendo. Chiss che cosa stanno escogitando... pens ad alta voce Jade. Se vuoi posso cercare di scoprirlo propose Tzadik.

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Se non ricordo male, l'ultima volta che hai cercato di origliare dentro una tenda hai fatto una pessima figura... constat la ragazza, facendo arrossire l'aspirante cavaliere. E poi non credo che mi interessi molto. Jade si port la mano al medaglione. Che devo fare con questo? Rivier sapr che cosa fare... cerc di assicurarla Mylo, ma non ci credeva neanche lui pi di tanto. Dalla nebbia spuntarono i cavalieri della gilda che procedevano al passo verso l'accampamento. I cavalli nitrirono e scalpitarono intorno alla tenda in cui erano radunati gli Elenty. Vieni a vedere chi ti ho portato, Mago... esclam Nicon che guidava il gruppo. Dietro di lui vi erano i suoi uomini, Lagoon, Amhed e la donna che si chiamava Ravina. Rivier usc dalla tenda seguito dall'amico Khandir e dagli altri Elenty ed Arcon. Che succede Nicon? Cos' questo fracasso? domand il mago, scrutando in direzione del cavaliere che teneva qualcosa sulla sella; un prigioniero. A quelle domande Nicon si fece pi vicino e lasci cadere il suo fardello ai piedi dell'uomo dalle bianche vesti. L'hanno trovata i miei uomini... spieg. Davinia... sibil Rivier, avvicinando il suo volto a quello della donna ancora addormentata. Che cosa ha dietro la schiena? una spada rispose prontamente il cavaliere. Non ne ho mai vista una simile, deve essere magica. Lagoon per poco non ha perso la mano quando l'ha toccata... Portatela dentro e tenetela d'occhio ordin il mago a Druge e ad Atom, l'apprendista di Khandir. E attenti a non toccare quella spada precis. Dove l'hanno trovata? chiese poi rivolto nuovamente a Nicon. Si stava avvicinando alla montagna, da sola. Nessuna traccia di Sawar? No, nessuna... rispose l'Arcon scuotendo la testa. Sono stati fortunati i tuoi uomini... Si, lo so. ammise Nicon. Che cosa vuoi farne? Dobbiamo sapere che cosa vuole, ma soprattutto che cosa porta. Sono convinto che quella spada possa rispondere a molte nostre domande...

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Mago, lo sai benissimo che quella donna la mia unica arma contro Sawar. Lo so, ma in questo momento pi importante sapere che cosa ha da raccontarci, dopodich potrai farne quello che vuoi. Nicon annu soddisfatto. Rimaniamo qui intorno, noi. Non si sa mai... disse, dando disposizioni ai compagni. Rivier assent, poi si rivolse a Khandir: Finalmente qualche riposta... Poi i due rientrarono dentro la tenda. Davina, colta da un improvviso senso di soffocamento, sbarr gli occhi cercando di afferrare l'aria. Per un attimo temette di non riuscire pi a respirare. La vista le si era appannata e non era in grado di percepire alcun suono... Dove mi trovo?, prov a chiedere, ma le sue corde erano mute. Avrebbe voluto continuare a dormire, ma un dolore lancinante alla testa non le permise di sprofondare nuovamente nell'oblio tanto desiderato. L'aria le si rivers nei polmoni riportando luce e suono, ma il dolore torn nel punto in cui qualcuno l'aveva colpita con l'elsa di una spada. Era legata ad una sedia al centro di una tenda sconosciuta e davanti a lei vi erano delle figure. Alcune di queste le erano ignote, altre invece sembravano appartenere a dei ricordi sbiaditi, o pi probabilmente a dei sogni. Percepiva ancora la presenza della spada, legata saldamente alla schiena, e il suo caldo pulsare la rassicur. Era prigioniera, ma non potevano levarle la spada. No, non potevano... Ci sono molte domande alle quali dovrai rispondere... disse una voce vagamente familiare. La donna cerc la figura alla quale apparteneva quella voce. La sua vista era ancora leggermente sbiadita ma riusc dopo un momento di esitazione a mettere a fuoco il suo interlocutore. Maledetto Rivier, pens. Perch dovrei rispondere a te? disse sprezzante la maga. Vuoi davvero continuare a giocare, Davinia? Non ti bastato il bagno nell'oceano di tenebra dal quale sei riuscita a malapena a riemergere? La maga guard l'Elenty dalla veste bianca come un serpente guarda la sua preda. Si, aveva sentito il vuoto che la tirava gi, una sensazione asfissiante che non avrebbe voluto ripetere per nessun motivo.

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Che cos'? domand. la fine di Limbo, mia cara. Tutto ci che tu e il tuo compagno avete sempre voluto... Sta succedendo, adesso... No, non la fine... replic lei, cercando con la mano la spada, ma era legata e non poteva fare altro che divincolarsi inutilmente. Che cosa vuoi dire? Non la fine, mago! Slegami e ti mostrer cosa voglio dire. Non provare a giocare con me. Sai bene che non ti liberer, almeno fino a quando non riuscirai a convincermi di certe cose, cose che non so neanche se esistono... Rivier sorrise con occhi gentili e al tempo stesso spietati, Cos' quella spada? chiese poi. Davinia era combattuta. Poteva fidarsi del mago oppure no? Se gli avesse rivelato che la spada era per Sawar, che cosa avrebbe fatto? Non potevano levarle la spada da viva, ma se l'avessero uccisa per strappargliela via? E quanto tempo ancora poteva permettersi di giocare con le parole? Le domande si affollarono nella sua testa dolorante. Serve ad uccidere il Gigante disse, pregando di aver fatto la scelta giusta. Un mormorio si lev dal gruppo di persone che si trovavano nella tenda. Questa volta fu Khandir a parlare. Uccidere il Gigante? E per quale motivo avresti intenzione di uccidere il Guardiano di Mountoor? Non io... il campione. Il campione? Davinia, la tua follia e quella dell'uomo che tu segui appartengono ormai al tempo prima dell'eclisse spieg a questo punto Rivier. Mettiamo da parte i nostri rancori e cerchiamo di risolvere una volta per tutte questa questione. Io sono pronto a liberarti se tu t'impegnerai a condividere con noi i tuoi intenti. Sai bene che Limbo sta sprofondando nell'oblio, e non ci rimane pi molto tempo. Parla... Davinia guard l'uomo vestito di bianco, suo antico nemico per cause ormai insignificanti, o forse solamente per una stupida questione d'orgoglio. Se esisteva ancora una speranza di uscire da quella prigione digitale, avrebbero dovuto lavorare insieme per poterla realizzare. Dopo la battaglia alle pianure del vespro ci siamo rifugiati nelle caverne dei Sewolf. Sawar era ferito gravemente ed aveva bisogno di

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cure. Per giorni ho atteso vicino al letto di cristalli che rigenerava lentamente la sua entit digitale. Poi una notte qualcuno mi apparso in sogno, l'ultimo membro della Rete di Hope, rimasto dentro Limbo all'insaputa degli altri programmatori nella sua forma digitale di vampiro. A quella parola Rivier sbatt gli occhi e guard l'amico che gli stava accanto. La donna continuava a raccontare. Mi ha parlato degli errori di Limbo e di speranza... Quella parola non fu facile da pronunciare. Mi ha dato questa spada con il compito di consegnarla al pi grande campione di Limbo. Solo lui con l'aiuto di quest'arma potr sconfiggere il Gigante di Mountoor ed accedere al portale esterno, dopodich tutti potremo uscire, Elenty, Arcon, tutti quanti... Uscire dove? chiese a quel punto Mila, che si era tenuta in disparte. Tutti la guardarono, condividendo la stessa domanda, ma nessuno pot risponderle. Non lo so dove continu Davinia, fuori di qui, immagino. La migrazione... sussurr Khandir, con una luce negli occhi. Cosa? chiese Rivier. Ne abbiamo parlato, ti ricordi... molti cicli fa. La migrazione, il grande viaggio... A questo punto temo che l'eclisse sia stato solo il primo degli errori ai quali abbiamo assistito, e che abbia innescato una sequenza degenerante di eventi che in breve tempo comprometteranno tutta la struttura di Limbo. probabile che uscendo dal portale non troveremo alcun corpo da abitare, saremo lanciati nell'etere, e viaggeremo nella forma di onde fino a quando non troveremo un altro luogo in cui vivere. Vuoi dire, un altro Limbo? insinu Mila, scettica. Si, oppure... rispose Khandir, cercando lo sguardo di Rivier. L'amico, che aveva intuito il ragionamento, continu per lui. La migrazione una teoria speculativa, ma non troppo campata in aria. Nessuno di noi mai stato lanciato nell'etere. La nostra entit digitale stata innestata via cavo dentro Limbo, perch, in quanto entit digitali senzienti, quando veniamo lanciati abbiamo la capacit di alterare la nostra frequenza e decidere la nostra direzione, perci nessun programma, vivente o artificiale, controllabile nell'etere, a parte forse gli Arenty. Il Gigante serve proprio a questo, a tenere fuori da Limbo i

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programmi esterni che vogliono entrare qui dentro. Si, va bene, ma di quale speranza parlate? intervenne nuovamente Mila. Gi, dalla prigione di Limbo ad un'esistenza nomade nell'universo. Non so che cosa sia meglio disse Davinia, scuotendo la testa. Non ho finito continu Rivier, interrompendo le polemiche delle due donne Elenty. Che cosa siamo realmente, noi? Davinia lo guard interdetta. Programmi? rispose. Si, programmi. Catene pi o meno lunghe di informazioni, almeno dal punto di vista di un processore. Nell'etere saremo delle onde, dei flussi di entit, dei codici astratti... A cosa ti fa pensare questo? La donna scrut oltre il volto del mago che la guardava, prov a carpire quell'intuizione, solo una misera e folle intuizione, che per poteva aver senso. Poteva bastare come speranza? A una migrazione... di anime... sussurr.

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CAPITOLO 27 Un Campione per il Gigante di Mountoor

Perch quella donna slegata? esclam Nicon irrompendo nella radura davanti alla tenda di Rivier e puntando l'indice sulla maga dalla veste scarlatta. Calmati Arcon, c' una spiegazione prov a riassicurarlo il primigenio. La spiegazione che abbiamo un accordo, io e te; quella donna mia prigioniera ribatt il cavaliere. Gli errori di Limbo si erano nel frattempo intensificati. Porzioni di pareti della tenda scomparivano e riapparivano ad intermittenza lasciando chiazze di vuoto nel paesaggio. Dagli accampamenti Arcon si alzavano urla improvvise, come se qualcuno si fosse addormentato e per poco non fosse annegato nel Telaio di Limbo, il mondo dei sogni ormai corrotto dal sistema. A questo punto addormentarsi, anche solo per poche pause, poteva rivelarsi alquanto pericoloso. Mancavano due margini alla notte e Rivier temeva che molti Arcon non sarebbe sopravvissuti fino al mattino. Non tutti sarebbero riusciti ad uscire da quella trappola, di questo il mago era certo. Molte trib avrebbero impiegato intere stagioni per raggiungere la montagna sacra, ma era inutile adesso pensare a loro. Dovevano fare qualcosa alla svelta, e le opzioni diminuivano con il passare del tempo. Calmati Nicon, lei qui per aiutarci disse il mago, piantandosi davanti alla donna. Consegnagli la spada, Davinia. Non possiamo attendere l'arrivo di Sawar... Sar lui ad uccidere il Gigante... Nicon indietreggi. Che cosa dici, mago? la nostra unica possibilit salvezza spieg Rivier, indicando le pareti della tenda. Garda, non c' pi tempo. Poi si rivolse al cavaliere. Davinia porta la spada che pu uccidere il Gigante. Una volta sconfitto, potremo accedere al portale, tutti quanti, Elenty, Arcon, Arenty... tutti. Nessuna arma in grado di scalfire quella creatura, a parte questa spada, forgiata dall'ultimo programmatore di Limbo per il

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pi grande campione. Non cos che deve essere, mago... protest Davinia. Dobbiamo aspettare Sawar... Non c' pi tempo. Dagli la spada! Poi la folgore esplose tra Nicon e Rivier, un lampo di luce azzurra che accec per un attimo gli astanti. Mylo, Jade e Tzadik, che si trovavano pi distanti accanto al vecchio Misar, si avvidero subito della presenza dell'uomo. Lo avevano visto solo in un'occasione, anche se la ragazza lo aveva sognato pi volte, eppure lo riconobbero all'istante. Il volto scarno, privo di quel ghigno che usava terrorizzare le notti della giovane Keeper, era rivolto verso il suo acerrimo nemico, Nicon. Questa volta era stato lui a prenderlo di sorpresa. Eccomi, Arcon... Sono venuto ad annientare la tua insulsa esistenza, prima che questo stupido mondo ci annienti tutti... disse Sawar, estraendo la sua spada. Nicon prov a rialzarsi ma l'esplosione di luce azzurra lo aveva frastornato. Rimase in ginocchio, passandosi la mano sugli occhi, ma riusc a vedere solo macchie di luce Sawar, non necessario che tu faccia questo disse Rivier. L'Elenty corrotto lo ignor, guardando oltre la sua figura ammantata di bianco. Davinia, amore... perch sei scappata? disse, rivolto alla donna, ma lei non rispose. Non c'era tempo per le risposte, il cavaliere Arcon si stava rialzando. Sawar si mosse come un felino e con un balzo si port sopra la sua preda. Rivier prov a mettersi nel mezzo, ma il movimento dell'uomo era stato preciso e fulmineo. Questo per il vile colpo alle spalle che mi ha quasi ucciso... disse, portando un fendente mortale al ventre del suo nemico. Nicon non ebbe il tempo di rispondere a quell'attacco, sent la lama fendere l'aria, il rumore del metallo contro la sua armatura, la penetrazione dentro il cuoio fino alla pelle, poi non sent altro. Ma in quell'istante un urlo si alz dall'accampamento. Era la voce del giovane Tzadik, che riviveva il suo sogno pi ricorrente, a ridosso della montagna sacra. Nel fianco del ragazzo si era aperta un'ampia e profonda ferita dalla quale fuoriuscivano fiotti di sangue scuro. Jade url, Misar afferr il ragazzo prima che crollasse a terra. Milo invece prov con le mani a tappare quello squarcio apparso d'improvviso nel ventre dell'amico. Sent sui

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palmi il calore delle sue viscere, e spinse come pot, in un disperato tentativo di rimettergliele dentro la pancia, ma la vita stava gi abbandonando il corpo del ragazzo. Tutti guardavano adesso in direzione del povero Tzadik sanguinante. Anche Sawar, accortosi di non aver provocato alcuna ferita al suo avversario, rimase immobile con la spada rivolta a terra. Nicon, che si era rimesso finalmente in piedi, corse verso il suo allievo, gli circond le spalle con un braccio, lo sorresse chiedendosi che cosa avesse potuto innescare quella serie bizzarra di eventi. Sawar lo aveva colpito mortalmente, ma la ferita si era aperta nel corpo del giovane cavaliere. Era questo il richiamo... disse con un filo di voce il ragazzo. Il mio sogno... Perch? chiese Nicon, non riuscendo a contenere le lacrime per quel ragazzino che conosceva appena. Mio padre... diceva che esistono i segni... fanno parte di un grande disegno... credo che presto sar anch'io in grado di vederlo... rispose Tzadik, e nel mistero di quelle parole chiuse gli occhi per non riaprirli mai pi. Era stato un segno del destino o un altro degli errori di Limbo, si chiese Nicon, asciugandosi gli occhi con una mano. Adagi il corpo del giovane sull'erba, poi si tolse il suo pojo e glielo calz come veniva usato fare durante l'investitura di cavaliere della Gilda. Ecco, adesso sei uno di noi, Tzadik... sussurr l'Arcon.

Mountoor di GM Willo

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Un fulmine spezz il cielo indaco di quel sesto margine del giorno, seguito dallo squasso del tuono il cui suono si distorse nel vento, trasformandosi in un lamento metallico. Altri lampi apparvero all'orizzonte, seguiti da altrettanti tuoni deformati, mentre dagli accampamenti si alzarono nuove grida. Il terreno assunse colorazioni vermiglie e un vento gelido, che sembrava provenire da tutte le direzioni, si alz improvvisamente. Non c' pi tempo! url Rivier, ma il vento cerc di strappargli via quelle parole. Non c' pi tempo ripet, sta cadendo a pezzi. Dobbiamo muoverci! Davinia si avvicin a Sawar, ancora immobile e con la spada abbassata. Che sta succedendo? Rivier ha ragione, amore, non abbiamo pi molto tempo. Prendi questa spada disse la maga, porgendo al suo uomo la nera lama. Che cos'? chiese lui, mentre il tuono esplodeva nel cielo. Con questa ucciderai il Guardiano spieg la donna. Perch mi chiedi questo? Lei cerc le parole giuste, ma non le trov. Riusc solamente a dire: Perch ho ancora voglia di vivere... L'Elenty non disse altro. Estrasse dal fodero la spada che la donna teneva ancora legata alla schiena, poi diresse il suo sguardo verso Jade. La ragazza, ancora in lacrime accanto al corpo senza vita dell'amico Tzadik, sent quei due occhi puntati su di lei come una lama affilata appoggiata sulla sua gola. Rivier not quello sguardo ed intervenne; Dagli l'oggetto, ragazza! Jade si port la mano sul medaglione. Tutto per nulla, pens, ricordando i dolorosi eventi che l'avevano condotta sino a l; suo padre morente dentro la tenda nel deserto, il sacrificio di Yumo sulle pianure del vespro e infine la tragica morte del suo nuovo amico. Consegnagli l'oggetto e non avrai nulla da temere ripet il mago dalla veste bianca. Lei si alz sulle gambe tremanti e mosse piccoli passi verso l'uomo che dominava i suoi incubi. Il vento le sferzava la faccia, asciugandole le lacrime. Si sganci il medaglione che teneva legata al collo. Non lo aveva mai sentito cos pesante come adesso. Guard negli occhi dell'Elenty corrotto, temette di sprofondarci dentro, ma vide

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soltanto determinazione, non odio. Gli consegn il medaglione e lui l'afferr con la mano che teneva ancora libera. Non disse niente, le volse le spalle e s'incammin verso la montagna, brandendo la spada nera e il medaglione che conteneva il suo doppione. Guardate laggi! disse qualcuno dietro di loro. Era la voce di Druge, che era rimasto insieme al gruppo di Khandir vicino all'entrata della tenda. Tutti voltarono lo sguardo nella direzione indicata dall'Arcon. Alla base della montagna sacra sfilava una colonna di cavalieri, un centinaio in totale. Non vi erano dubbi su chi fossero: Testimoni di Seidon. Che cosa stanno facendo? si chiese Khandir. Temo che vogliano arrampicarsi sulla roccia... rispose Rivier, dobbiamo impedirglielo. Lass li aspetta una morte certa. Tutti si mossero in direzione della montagna, a parte Misar, Mylo e Jade che rimasero accanto alle spoglie del giovane Tzadik. Sawar, raggiunta la base di quell'enorme cono di pietra, mormor un sottile incantesimo che gli avrebbe permesso di volare fino all'entrata della caverna, molte braccia sopra di lui, ma un dolore lancinante lo fece indietreggiare. Non puoi usare la magia... Limbo non te lo permetter gli grid Rivier, che stava sopraggiungendo insieme agli altri. Sawar attese che il dolore passasse, volse lo sguardo alla sua sinistra dove la colonna di cavalieri si faceva strada verso di lui. Rivier e Khandir, seguiti dagli altri Elenty ed Arcon, lo avevano nel frattempo raggiunto. Stanno arrivando... disse Khandir. A guidare la colonna, riconoscibile nella sua tunica bianca e rossa, vi era il primo ministro Tawares. Toglietevi di mezzo, eretici! Il grande giorno arrivato, Seidon far riemergere le antiche citt... disse il religioso, con uno sguardo carico di fanatismo. Sei tu che devi tornare indietro, Arcon... replic Rivier, se tu e i tuoi uomini tenete ancora alla vostra vita. Ah, sei tu. Ti sei spacciato per un amico usando parole proibite, giocando con la mia mente... La tua sfacciataggine ti coster cara. Abbiamo raccolto gli oggetti sacri spieg il religioso, mostrando il sacco rigonfio che teneva in mano. Li porteremo dal Guardiano e lui li

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consegner a Seidon in persona, dopodich il vecchio mondo risorger. Poi, rivolgendosi ai cavalieri, ordin: Uomini, fermate quegli infedeli! Gli eventi accaddero in rapida successione. Druge, Nicon e gli altri tre membri della Gilda, estrassero le armi e si frapposero tra i cavalieri e gli Elenty, ormai incapaci di utilizzare la magia a causa dell'instabilit di Limbo. La prima fila di religiosi si rivers al galoppo contro i quattro Arcon, le lame cozzarono, si alzarono delle grida, mentre i fulmini continuavano la loro danza nel cielo. Nel frattempo Sawar aveva incominciato ad arrampicarsi sulla liscia parete di roccia, cosa tutt'altro che facile. Tawares, ritiratosi nelle retrovie della guarnigione, ordin ai suoi arcieri di mirare all'uomo aggrappato alla montagna. Un nugolo di frecce venne scagliato nel cielo lampeggiante, molte delle quali andarono a colpire la nuda roccia attorno a Sawar. Un paio si infransero sulla sua armatura, senza causare alcun danno, ma una raggiunse la sua gamba di striscio. L'Elenty ignor il dolore e continu a salire, mentre pi sotto la battaglia infuriava. Lagoon disarcion ed uccise tre Testimoni prima che la lancia di un cavaliere gli perforasse il fianco facendolo crollare al suolo sanguinante. Ad Ahmed non and molto meglio; il suo cavallo venne abbattuto da un vile colpo di spada, e si ritrov ad imprecare dal dolore quando si accorse che la sua gamba era rimasta sotto il corpo esangue della sua cavalcatura. Ravina, Nicon e Druge menavano colpi a ripetizione, ma sapevano che non sarebbe durata. Senza l'aiuto della magia, l'Elenty non sarebbe mai riuscito a raggiungere le caverne incolume. Un nuovo nugolo di frecce venne lanciato nel cielo e questa volta due di queste raggiunsero il bersaglio; una s'infilz nella coscia e l'altra nel fianco di Sawar. L'Elenty lasci andare la presa, scivol sulla liscia parete per molte braccia, poi fortunatamente riusc a trovare un appiglio, ma gli sarebbe ormai stato impossibile risalire. Khandir, dobbiamo tentare qualcosa... dichiar Rivier, rivolto all'amico. Che cosa vuoi dire? Forse se uniamo le nostre forze siamo ancora in grado di richiamare la magia. Dobbiamo rallentare i Testimoni...

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Lo sai quello pu voler dire? Si, lo so ammise il mago dalla veste bianca. Sei pronto? I due Elenty salmodiarono codici in bit e il crepitio si trasform in scariche di elettricit. Nei volti dei due primigeni era possibile leggere il dolore causato dallo sfacelo di Limbo. Mila si avvicin ai due maghi, un la sua voce a quell'incantesimo e subito una fitta lancinante le perfor la testa. Anche Davinia partecip a quel tormento, e poi si unirono anche gli altri due Elenty, Lizar e Gaya, e l'allievo di Khandir, un ragazzo di nome Atom. Insieme riuscirono a reimpadronirsi della struttura di Limbo ed a piegarla alla loro volont. Il vento che soffiava da ogni parte venne canalizzato in un soffio gelido che i maghi spararono senza piet addosso alle file dei Testimoni di Seidon. I cavalieri vennero letteralmente spazzati via, ma il vortice di ghiaccio trascin con s anche i cavalli di Nicon e Ravina, che combattevano fianco a fianco per respingere l'attacco. Solo Druge riusc, aggrappandosi caparbiamente ad una roccia, ad uscire incolume da quella tempesta incantata. La cerchia di maghi che avevano per l'ultima volta richiamato la magia su Limbo, croll al suolo all'unisono. Druge corse verso Mila, la sua amata, le cerc il battito per capire se era ancora viva. La donna viveva ancora, ma la sua mente, come quella degli altri maghi, si era probabilmente perduta dentro la struttura contaminata di Limbo. Arcon, non c' tempo per piangere... url qualcuno sopra di lui. Druge si volt e vide Sawar aggrappato alla montagna, sanguinante in pi punti. Tocca a te adesso! Cosa? url l'Arcon, che non riusciva a capire. Prendi la spada! nel mio fodero... spieg l'Elenty, imprecando ancora per il dolore. Io? Sei l'unico rimasto... Dovrai raggiungere le caverne e farla finita, una volta per tutte... Era allora questo il suo destino, si chiese il guerriero Arcon. Era questo il motivo per cui Ryo lo aveva salvato dal Draugur, diventando la sua copia? Tutto per arrivare a questo? Ma se Limbo era davvero un mondo creato dall'uomo, come poteva un uomo prevedere cos tante variabili?

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Le domande si affollarono nella sua mente e lui le scacci, come sapeva fare ogni volta che una nuova sfida gli si poneva davanti. Baci la sua donna, riversa ancora al suolo, e inizi ad arrampicarsi verso l'Elenty. tua, adesso disse Sawar, estraendo la spada nera e consegnandola all'Arcon. Ti porto gi propose Druge, ma l'Elenty scosse la testa. Non c' tempo. Vai! Poi continu l'arrampicata, verso le caverne del Gigante, verso il portale di Limbo, verso l'ultima battaglia di quel mondo fatto d'impulsi.

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CAPITOLO 28 Un Globo di Luce

Il vento sferzava sulla roccia portando con s goccioline di pioggia che rendevano la scalata molto pi insidiosa. Druge guard in basso ma non riusc a vedere nulla; gli anomali banchi di nebbia che erano apparsi quella mattina, si erano fusi insieme creando una specie di coltre violacea che ricopriva l'intera pianura attorno alla montagna. L'Arcon avvert la spada pulsare nel fodero, una sensazione non spiacevole ma che lo metteva a disagio. Era lui il campione destinato a sconfiggere il Guardiano del portale? Che senso aveva tutto ci, si chiese, ma le domande avevano ormai poca importanza. Esistevano certezze, come l'amore che provava per Mila, e il solo pensiero di perderla lo fece esitare. Vi era la certezza di quel mondo che stava per finire, ribadita dai lampi e dai tuoni che esplodevano sopra di lui, e poi vi era la certezza pi grande, quella che gli dette nuovamente forza e lo fece avanzare senza pi esitazioni; la certezza dell'amore per la vita. Si era creduto un Elenty per un tempo innaturalmente lungo, sicuro di comprendere i segreti dei primigeni, anche se non li aveva mai davvero afferrati. Era solo una copia distorta di un'entit vissuta molti cicli prima in un altro mondo, una costola di un'esistenza reale ricostruita all'interno di un mondo fatto di codici. Poteva bastare come ragione per sentirsi meno vivo? No, non credeva di sentirsi meno vivo degli Elenty, non pi. Contrasse ogni muscolo del suo corpo e continu a salire. Ormai mancavano pochi passi all'entrata della caverna. Un tuono squass l'aria, seguito da uno stridore innaturale che lo assord parzialmente. Ignor il dolore all'orecchio e si iss sopra il parapetto di roccia, davanti alla bocca della caverna. Ci siamo, sussurr, poi estrasse la spada e con passo sicuro entr dentro Mountoor. Mylo aiut Misar a trasportare il corpo senza vita di Tzadik dentro la tenda, con Jade che li seguiva da vicino. La ragazza aveva gli occhi arrossati per il pianto ma aveva smesso di singhiozzare. La nebbia

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limitava la visuale ad un paio di passi e penetrava dentro i vestiti depositando una patina di gelo sulla pelle. La ragazza si sent sollevata una volta dentro la tenda. Che cosa succeder adesso? chiese al vecchio Arcon. Se ne stava seduto in un angolo della tenda a contemplare assorto la densa bruma che nel frattempo aveva nascosto l'intero paesaggio e che sembrava capace di attutire anche i suoni. Non lo so, Jade rispose il vecchio, scuotendo la testa. Gli eventi non sono pi nelle nostre mani, e forse non lo sono mai stati... Ho fatto male a consegnare a quell'uomo il medaglione? chiese la Keeper, ma non si sentiva in colpa. Non credo. Le cose sono cambiate quando il mago mi ha chiesto di toglierti l'oggetto mentre cercava di risvegliarti. Da allora ho incominciato a dubitare di tutto ci che sapevo. Quando non hai pi convinzioni a cui aggrapparti, ti rimane solo due cose da fare; o lasciarti cadere, o provare a volare... Mylo era ancora al fianco del corpo inerte dell'amico. Osservava i colori sgargianti del pojo che Nicon aveva messo addosso al suo allievo, chiedendosi dove fosse adesso il giovane Tzadik. Secondo la mitologia Arcon le anime dei morti raggiungevano la magione di re Hope, per vivere in eterno nei giulivi lidi del padre di Seidon, ma quella, come tutto il resto, era solo un'invenzione degli uomini. Tzadik aveva semplicemente cessato di esistere? Come si poteva accettare tutto ci? Io vado a vedere cosa succede! dichiar l'apprendista mago. Vengo con te aggiunse prontamente Jade. Non fate gli sciocchi li ammon Misar. Non c' niente che possiate fare, e poi Limbo troppo instabile. Io non ci riesco a stare qui spieg Mylo. E poi che importanza ha ormai? Quanto credi che ci rimanga da vivere? Il vecchio Arcon non riusc a rispondere a quella domanda. Abbass la testa e non disse nient'altro. Nel silenzio innaturale di quell'ultimo margine del giorno, i due ragazzi fuoriuscirono dalla tenda, perdendosi dopo pochi passi nella nebbia densa e violacea che annunciava la fine di Limbo.

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Un canto la stava chiamando, questo era tutto ci che riusciva a percepire. Ricordava di essere caduta insieme ad altri, ricordava i lampi e i tuoni nel cielo indaco e l'odore della folgore, ma la semplice ragione della sua esistenza le sfuggiva. Qual'era il suo nome? Chi erano le persone con cui era caduta? Dove si trovava? Le domande si accavallarono senza sosta, nel buio opprimente di quella prigione della mente. A parte le tenebre, vi era il canto, un lamentevole ripetersi di parole inafferrabili proferite da una voce antica. Di chi era quella voce? L'aveva gi sentita da qualche parte... La maga segu la canzone, non con il corpo, non con la mente, ma con l'unico mezzo in grado di comprendere davvero il mistero della musica; il cuore. Aveva ancora un cuore?, si chiese. Allora ricord chi era, improvvisamente, e tutto ci che era successo, ma ugualmente non riusc a rispondersi. Ce l'aveva un cuore oppure no? Forse un tempo lo aveva avuto, in un mondo diverso, ma adesso non sapeva... Mila... nella canzone apparve il suo nome. Mila, ecco la strada... erano parole appartenenti ad una lingua sconosciuta, ma inspiegabilmente lei era capace di comprenderle. Mila, torna indietro... la voce del vecchio, il vecchio Arcon, era lui... Vecchio, sei tu? Ho tante domande... Non ci pensare cara, segui la strada, la mia voce, la canzone... Mila spalanc gli occhi ma la situazione non cambi di molto. Al posto dell'oscurit vi era una nebbia opprimente che sembrava volerle entrare sotto pelle. Le urla dei combattimenti erano cessate e il silenzio che l'attorniava la preoccupava. Dove erano andati tutti gli Arcon? Si mosse con accortezza per il campo di battaglia ed inciamp su un corpo; le vesti bianche erano quelle di Rivier. Si avvicin al volto del mago per accertarsi delle sue condizioni; aveva gli occhi chiusi e la sua mente era lontana, probabilmente dentro la stessa oscurit dalla quale era appena riemersa. Allora gli si inginocchi accanto e cominci a chiamarlo, intonando le parole della canzone che l'aveva guidata fuori da quella prigione: le aveva imparate a memoria oppure erano cresciute dentro di lei? Continu cos, passando di corpo in corpo, ed uno ad uno riusc a risvegliare tutti i compagni caduti.

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Sawar rise, come era solito fare dall'alto della sua torre galleggiante mentre si adoperava a distruggere gli scenari di quel mondo insipido. Rise aggrappato alla roccia, sanguinante e dolorante, mentre la nebbia lo divorava. Rise pensando al suo strano destino, e al concetto stesso di destino dentro a una realt virtuale come quella di Limbo. Rise e il suono della sua risata si perse lontano nella nebbia. Per un po' giocherell con l'idea di lasciare quella presa; un salto nel vuoto, per chiudere una volta per tutte la scatola di quell'assurdo gioco. Probabilmente lo avrebbe fatto, se non fosse stato per Davinia. I cristalli avevano ricostruito la sua vita, mettendo ogni pezzo del puzzle al suo posto, e adesso finalmente molte cose gli erano chiare. Una di queste era il suo amore per la quella donna. Davinia! url, ma la nebbia gli rap la voce. Continu a gridare quel nome, e a quel nome si aggrapp come alla roccia che lo sorreggeva. Si sorprese ad esaudire un ultimo desiderio; poterla riabbracciare ancora una volta. Druge avanz attraverso il cunicolo di roccia con il cuore che gli batteva all'impazzata. Vide una minuscola fonte di luce nella distanza, mentre la temperatura nel corridoio incominciava ad alzarsi. Estrasse la spada nera e continu in direzione di quel puntino luminoso, che era come una stella solitaria dentro le tenebre della montagna. La spada era leggerissima, leggermente tiepida al contatto. Riusc a distinguere l'apertura nella roccia, ancora molti passi davanti a lui, e la luce calda e pulsante che la illuminava. Alcune gocce di sudore gli imperlarono la fronte... Varc la soglia della grotta di fuoco e ci che vide lo fece perdere d'animo; su un trono di roccia sedeva il Guardiano di Mountoor, un gigante dalla pelle bronzea il cui volto era nascosto da un possente elmo d'acciaio. Druge rimase come pietrificato davanti a quella visione. Il fuoco lambiva fino al soffitto le pareti di quell'immensa caverna, una visione accecante, insopportabile. Dov'era il portale?, si chiese l'Arcon, non riuscendo a vedere oltre il trono del Gigante. Chi sei tu? la domanda gli arriv dentro il suo essere. Chi era lui, si chiese, ignorando la risposta. Offeso da quell'affronto, reag d'impulso

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facendo una paio di passi in avanti. Il Gigante apr gli occhi, due fiamme azzurre dietro il metallo dell'elmo. Come osi avvicinarti! la voce, come il boato del fuoco, non era pi dentro di lui. Le fiamme sulle pareti tremolarono, frustate dalle onde sonore emesse da quella voce titanica. Druge si arrest coprendosi gli occhi con il braccio con cui teneva la spada. Il calore stava diventano insopportabile. Quanto tempo gli restava, si chiese prima che la sua pelle incominciasse a rattrappirsi, come succede al fango sotto il sole cocente, e il dolore di tali ustioni lo facessero cadere nell'oblio? Mosse ancora un passo in direzione del trono, e quel gesto serv a svegliare completamente il Guardiano, che lentamente incominci ad alzarsi. Il colosso raggiungeva quasi il soffitto della caverna, che era alta almeno dieci passi. Gli sarebbe bastato un semplice gesto per schiacciare quell'intruso, invece sollev l'enorme ascia che teneva in mano, la cui lama era grande quanto un cavallo. Port il colpo con una rapidit impressionante, nonostante la sua mole. Druge sent la morte alitargli addosso, ma evit di pensare. Pensare, in quelle circostante, era la cosa peggiore che si potesse fare. Invece chiuse gli occhi e si fece guidare dall'istinto, o da qualcosa che gli uomini chiamavano istinto e che forse apparteneva a quei codici di cui gli Elenty usavano parlare. Druge ignorava da dove venisse quel suo intuito, ma sapeva che lo aveva tratto in salvo pi di una volta. Il guerriero Arcon salt in direzione della gamba sinistra del Guardiano, evitando di un soffio il colpo che si abbatt sulla roccia in un'esplosione di schegge di pietra, scintille e polvere. Un solo colpo era tutto ci che si poteva auspicare; preg che la spada facesse il suo lavoro e affond la lama nel piede del Gigante. La punta della lama penetr la dura corazza di quell'essere come uno spiedo rovente nella cera. Nessun grido fuoriusc dalla bocca del Guardiano, che era gi pronto a portare un secondo terribile colpo. Druge continuava a spingere la spada dentro l'enorme piede della creatura, ignorando l'ascia che stava calando nuovamente su di lui. Chiuse gli occhi e si arrese al colpo; non c'era nient'altro da fare, pens. Sent il fuoco sulla pelle, un'ultima micidiale vampata di calore che gli tolse il respiro, poi pi nulla. Era finita? Druge apr gli occhi. Le fiamme che lambivano le pareti della caverna

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si erano improvvisamente estinte e del Gigante non vi era pi traccia, come se non fosse mai esistito. La grotta era piombata in una semioscurit rischiarata soltanto da una tenue fonte di luce che proveniva dalle profondit oltre il trono di pietra. L'Arcon cerc la spada con cui aveva portato il colpo mortale ma non la trov. Probabilmente era scomparsa insieme al Guardiano e alle fiamme che lo circondavano. Mosse poi alcuni passi in direzione di quella luminescenza, e pi vi si avvicinava pi la caverna si ristringeva, fino a diventare un specie di corridoio scavato nella roccia. Nel frattempo percep un rumore sordo in avvicinamento, come se provenisse dalle viscere della terra. Affrett il passo fino a raggiungere la parte pi stretta di quel budello, oltre la quale si apriva un'altra caverna, molto pi ampia della precedente. Druge riusc a scorgere meglio ci che aveva dinnanzi; la luce proveniva da un globo azzurro galleggiante, posto al centro della grotta che era invasa quasi completamente dall'acqua, o da un liquido scuro incapace di riflettere la luce. Il rombo divenne pi forte, la roccia della montagna vibr. Alcune crepe si formarono sulle pareti e improvvisamente sulla superficie dell'acqua, immobile fino a quell'istante, si crearono dei gorghi. Il liquido riflu presumibilmente dentro le crepe che andavano formandosi sul fondo del lago, mentre il globo di luce azzurra incominci a pulsare e ad estendersi. Druge guard indietro e cap che non sarebbe mai riuscito ad uscire dalla montagna da dove era entrato. Quella luce era il portale, l'unica possibile via di salvezza. Pens a Mila e si chiese se l'avrebbe mai rivista. Qualcosa dentro di lui lo rassicur; si, Mila e Druge si sarebbero rincontrati, da qualche parte, in un tempo diverso, sotto forme nuove. Il lago era scomparso dentro le viscere della terra e la luce aveva nel frattempo raddoppiato le sue dimensioni. L'Arcon corse in direzione del globo, mentre parti della montagna gli crollavano attorno. Grazie ai suoi riflessi fulminei, riusc a scansare all'ultimo istante una roccia grande il doppio di lui che gli rotol accanto. Infine raggiunse la superficie azzurrina del portale. Quella era la fine. Quello era l'inizio. Chiuse gli occhi ed entr.

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CAPITOLO 29 La Processione

Tutti udirono, nel silenzio innaturale di quel mare di nebbia, la montagna spaccarsi. Il primo fu Sawar, ancora aggrappato alla roccia. Avvert il tremito, vide alcune crepe aprirsi sopra di lui e seppe che Druge era riuscito nella sua missione; il Gigante era stato sconfitto. Adesso per non aveva altra scelta, doveva fuggire di l. La ferita al ventre andava meglio, ma sapeva che se si fosse mosso avrebbe ripreso a sanguinare. Non poteva contare sulla gamba ferita, ma si augurava che per scendere non gli sarebbe servita. Respir profondamente, poi lasci andare la presa e inizi a scivolare sulla roccia prendendo rapidamente velocit. Rise Sawar, mentre la pietra graffiava la sua pelle e il dolore divenne qualcosa in cui perdersi. Erano solo impulsi, pens, irreali quanto Limbo, e d'improvviso non sent pi niente. Si lasci andare alla caduta, mentre rocce grandi quanto la sua testa incominciavano a rotolare lungo il fianco della montagna. Nessuna di queste, per, lo colp. Quando tocc il terreno, continu a rimanere cosciente, nonostante le molteplici fratture alle braccia e alle gambe. Il suo sforzo probabilmente non sarebbe bastato se qualcuno non lo avesse trascinato via da l, mentre le pietre che rotolavano gi dalla montagna diventavano sempre pi grandi e letali. Non seppe mai di chi fossero le mani che lo sorressero fino a una zona sicura, in cui finalmente pot abbandonarsi ad un sonno senza dolore e senza sogni, ma non lo avrebbe di certo sorpreso sapere che era stato proprio Nicon a salvarlo, anche lui scampato per miracolo alle forze elementali scaraventate addosso ai Testimoni di Seidon dalla cerchia di maghi. Si risvegli tra le braccia di Davinia, incapace di rendersi conto se si trattava di un sogno, o di una realt di qualsiasi tipo. Sei tu? prov a chiedere, ma la sua voce rimase muta. Dobbiamo andare... rispose lei, poi si sent sorreggere. Le immagini divennero confuse, la storia acquist significati illeggibili. Nel frattempo la nebbia era scomparsa.

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Guardandosi intorno si accorse di trovarsi nel mezzo ad una processione, o almeno questa era la sensazione che aveva. Una marea di Arcon si muoveva lentamente verso un immenso globo di luce azzurra. Che realt era, si chiese, ma non la combatt. Rimase fermamente aggrappato alla sua donna, mentre la luce si faceva ad ogni passo pi vicina, pi vicina, pi vicina...

Il Globo di Luce di GM Willo

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Jade e Mylo si tenevano per mano, perch se si fossero allontanati anche solo di tre passi l'uno dall'altra, si sarebbero sicuramente persi nella nebbia. Camminarono lentamente verso la direzione in cui, secondo l'orientamento dell'apprendista mago, doveva trovarsi Mountoor. Nel silenzio opprimente della prateria, tutto ci che riuscivano a udire erano i loro respiri. Poi un rombo lontano e crescente li fece fermare. La terra sotto i loro piedi incominci a tremare. Che succede? domand Jade, cercando gli occhi dell'amico. Mylo non seppe cosa rispondere. Attesero in silenzio, mentre il tuono cresceva. la terra che si spacca... disse poi il ragazzo, la montagna sta crollando. Quello che videro dopo fu pi o meno ci a cui tutti gli Arcon, Elenty e Arenty presenti sulla piana davanti a Mountoor assistettero. Dalle crepe che si formarono sulla superficie conica della montagna, una luce abbagliante fuoriusc diradando la nebbia purpurea che aveva invaso le pianure. Il terremoto spacc in due la montagna, che si inabiss lentamente dentro la terra, ma la fonte di quella luminescenza, il globo azzurro che rappresentava il portale dimensionale di Limbo, continu a galleggiare sopra le macerie che venivano fagocitate dalla voragine. La terra in cui era scomparsa Mountoor si richiuse ad una velocit impressionante, erba fresca incominci a crescere su quel terreno nuovo su cui la sfera di luce si adagi delicatamente. La montagna era scomparsa insieme ad ogni segno della sua esistenza. La nebbia, diradatasi, non attutiva pi i suoni, ma un silenzio di meraviglia aveva ghermito i cuori di coloro che avevano assistito a tale portento. Migliaia di Arcon ammutoliti osservavano estasiati la luce che illuminava i loro volti. Giunse il primo margine della notte di Limbo, ma il globo risplendeva come un sole sulle praterie e quasi nessuno si accorse del cambiamento di paesaggio. Ma Limbo era ancora instabile; i lampi e i tuoni, che per tutta la durata del fenomeno si erano interrotti, ricominciarono ad esplodere nel cielo. Davanti a quella folla smarrita, una voce allora si alz, la voce di un uomo che Mylo conosceva bene; era il suo maestro, quasi un padre per lui. Si trovava su un piccolo promontorio, davanti alla sfera di luce. Tutti potevano vederlo distintamente, nella sua veste bianca.

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Arcon, avete scelto di credere in Seidon, ed Egli ha risposto alle vostre preghiere... un mormorio si alz dalla folla. Che sta dicendo? Jade era confusa. Mylo scosse la testa. Le antiche citt non torneranno dagli abissi. Limbo non si fermer, invece destinato a una rapida distruzione, come potete vedere... continu il mago, indicando i lampi nel cielo. Non pi sicuro rimanere qui... Ma non disperate! Un altro mondo vi aspetta, oltre questa luce alle mie spalle, e laggi forse incontrerete Seidon in persona, o qualcosa che lo rappresenti. l'unico modo... spieg Mylo. Cosa? Jade era sempre pi confusa. L'unico modo per convincere gli Arcon a seguirlo. Credevo che gli Elenty ne avessero abbastanza delle menzogne... Mylo ci riflett un momento. Temo che gli uomini non possano vivere senza menzogne. come se non ne potessero fare a meno... Rivier parl ancora agli Arcon, usando parole semplici ed efficaci che s'insinuarono facilmente nelle loro menti. Alcuni, i pi coraggiosi, fecero alcuni passi in avanti, seguiti lentamente dagli altri che guardavano con sospetto e paura i lampi nel cielo. Poi la processione incominci, e la grande marea di Arcon si mosse lentamente ma senza esitazione verso la luce, verso la promessa di un nuovo mondo.

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CAPITOLO 30 La Migrazione

Lontano, in una torre sotto l'oceano, Wirlock spense i monitor e si alz dalla console. Una nuova crepa si form su una delle vetrate che davano sui fondali marini. Il vampiro non ci fece caso e attravers la stanza di controllo per sedersi al tavolo in cui le proiezioni degli ultimi programmatori della Rete di Hope usavano ritrovarsi per discutere del destino di Limbo. Erano passati molti cicli dall'ultima volta che si erano ritrovati; Wirlock ricordava bene quell'occasione. In verit, anche i suoi sogni erano tormentati dal rimorso per il modo in cui aveva tradito i suoi compagni, seguendo un progetto tutto suo, ma quel progetto era finalmente arrivato ad una conclusione, nel bene o nel male. La storia dell'uomo era andata per sempre perduta. Malgrado gli sforzi, non era riuscito ad isolare l'impulso inaspettato che aveva guidato la mano di Viktor, l'Aviatores che aveva cancellato il supporto in cui era scritta la storia del vecchio mondo. Wirlock non era riuscito ad isolare neanche la strana forza che aveva richiamato Mila fuori dall'oscurit, e la canzone che la stessa donna Elenty aveva usato per salvare gli altri maghi. Era come se una forza esterna agisse dentro Limbo, seguendo un piano pi grande del suo. Anche il destino di Druge era un mistero. Era stato il vampiro a fare intervenire il framemaker per rivelare la vera natura dell'Arcon, ma incomprensibilmente Ryo aveva atteso molte stagioni prima di rivelarsi, anche lui guidato da una forza esterna, ignorando il programma che lo aveva generato. Aveva salvato la vita di Druge diventando il suo doppione, e poi era stato lo stesso Druge a portare a termine la missione che Wirlock aveva pensato per Sawar oppure Nicon. Wirlock si sorprese a pensare che neanche un mondo interamente generato dalla mente umana esente da alcune inconoscibili forze dell'universo. Davanti al vampiro vi era una bottiglia di vino, l'ultimo programma a cui aveva dato il via prima di prendere congedo dalla console. Stapp la bottiglia e si vers un bicchiere abbondante di quel liquido ambrato.

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Un'altra crepa apparve sulla vetrata, insieme al ghigno malefico di uno degli squali giganti che facevano la ronda attorno alla guglia. Wirlock bevve, alla sua salute e a quella degli squali, cercando di convincersi che ne era valsa comunque la pena. La migrazione poteva essere una nuova risposta, pens. Qualcuno all'interno del progetto ci aveva creduto a quella teoria, e forse all'insaputa di tutti era riuscito ad innescare un input specifico nella matrice di Limbo. Gli Elenty avevano fatto il resto. Interessante, pens, e si vers un altro bicchiere. Un rivolo d'acqua incominci a fuoriuscire attraverso la crepa sulla vetrata; una pausa, forse due prima che l'oceano invadesse l'interno della torre, mettendo fine una volta per tutte alla sua esistenza. Il Telaio era andato. Viaggiarci attraverso per raggiungere il portale, nel quale si riversavano gli Arcon provenienti dai remoti angoli di Limbo, poteva costargli la vita, o quella sorta di simulazione vampiresca di cui era prigioniero, ma in fondo che cosa aveva da perdere... Bevve l'ultimo sorso, chiuse gli occhi e proiett la sua mente nell'infrastruttura di quel mondo digitale. Un'ultima volta ancora... Non avevano forma, anche se un prodotto evoluto della chimica del carbonio le avrebbe chiamate onde solamente dopo averle analizzate attraverso un sofisticato strumento. Sicuramente, processate in un certo modo, avrebbero potuto trasformarsi in suoni, privi di una logica musicale, ma comunque suoni. Puoi sentirmi? Qual'era il mio nome? Chi eri tu? Dove stiamo andando? Non potevano chiamarla oscurit, anche se la luce ormai era alle loro spalle. Erravano in una placenta vibrante, uno spazio infinito ma allo stesso tempo contenuto. La sensazione non era quella del volo; c'era stata una spinta, subito dopo aver varcato la porta di luce, ma si era esaurita velocemente. Adesso semplicemente erravano, guidati da una miriade di possibilit, puntini pi o meno luminosi percepibili nella distanza. Un viaggio, non condizionato dal fattore tempo, li attendeva tutti, Arcon, Elenty ed Arenty. Quei codici si sarebbero comunque

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evoluti in qualcos'altro, proiezioni filiformi di vita innescate in rappresentazioni pi o meno nuove. Rimaniamo insieme... Stai tranquilla, non ti lascer mai pi. E ancora... Sei tu? Si sono io. Allora seguimi... E ancora... E se non mi riconoscerai nella mia forma nuova? Non temere; ti riconoscer... Nel viaggio le entit incontrarono altri semi di vita. Non avevano nomi come loro, non sapevano da dove venivano ed ignoravano le loro mete. Qualcuno si accarezz e si innest all'altro combaciando come pezzi di un puzzle, ed insieme puntarono su una stella meno fulgida ma pi nitida. Laggi li attendeva qualcosa di diverso, forse pi reale, forse semplicemente diverso. E continuarono cos, ingannando il tempo e lo spazio, spargendo i semi di nuove incredibili storie.

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I RACCONTI

La maggior parte di questi racconti sono stati scritti prima della stesura del romanzo con lo scopo di saggiare il terreno di Limbo. Alcuni dettagli presenti in queste piccole storie possono stonare con la logica degli eventi appena raccontati, dato che la storia di Limbo si evoluta col tempo. Ho voluto comunque inserirli in questo libro perch li ritengo complementari al romanzo e a tutto il progetto. Alcuni di questi sono composizioni brevissime chiamate 101 parole, un progetto di narrativa minimale che porto avanti da qualche anno.

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LA PROMESSA DI SAWAR

Nei sotterranei asettici della base Antartica, ogni rumore risaltava amplificato, circoscritto dentro una bolla di silenzio artificioso, probabilmente causata dalle abbondanti nevicate che andavano a depositarsi sulle tre cupole del complesso scientifico durante tutto l'arco dell'anno. Dentro l'edificio si lavorava giorno e notte al progetto Limbo, l'ultima frontiera dei mondi virtuali, o almeno questo era quello che si sussurrava in rete. L'uomo si era appena sottoposto agli ultimi test per entrare a far parte dell'esperimento. L'idea era stata di suo figlio Thomas. Era lui l'esperto di computer... Da quando la madre era scomparsa circa un anno prima a causa di una malattia di origini sconosciute, probabile evoluzione di uno dei tanti virus fuoriusciti dai laboratori militari durante le ultime guerre, il ragazzo si era messo d'impegno per trovare una scappatoia. Lui invece, il padre, si era dato da fare come poteva. Erano giorni difficili e mettere in tavola qualcosa per cena anche solo per due persone significava gi chiedere troppo. Ultima fermata per il genere umano... gli piaceva quella battuta, anche se in molti lo guardavano male quando la diceva, e il suo sorriso forzato non aiutava di certo. C'era chi lasciava la citt per le campagne, c'era invece chi credeva che le isole fossero pi sicure. Molti pensavano fosse tutto inutile, e lui era uno di questi, per questo motivo aveva deciso di rimanere nel suo appartamento all'ottavo piano di una delle strade pi trafficate della citt, almeno fino a qualche anno prima. Adesso le automobili erano diventate rare e i marciapiedi rimanevano deserti anche durante il giorno. Alla fine Thomas lo aveva convinto. Il ragazzo era entrato in contatto con alcuni ambigui personaggi della rete impegnati in un progetto di cui lui c'aveva capito ben poco. Riguardava i mondi virtuali, le esistenze digitali e le codificazioni delle entit, nomi strani che sembravano usciti da uno di quei fumetti di fantascienza che piacevano tanto al suo

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ragazzo. I soldi per il viaggio riusc a metterli insieme grazie ad alcuni lavoretti poco puliti, anche se nel caos in cui era precipitata tutta la civilt occidentale era praticamente impossibile trovarne di legali. Dopo una serie di scali erano riusciti finalmente a raggiungere la desolata cittadina di Rio Gallegos, nell'estremo sud dell'America Latina. Nell'aeroporto internazionale del piccolo centro argentino si erano infine imbarcati su un airbus a prima vista poco affidabile, privo di qualsiasi identificazione. Il charter si era spinto ancora pi a sud, fino alle propaggini del continente di ghiaccio. Il veivolo era quasi pieno ma nessuno aveva voglia di parlare. Tutti quanti osservavano in silenzio fuori dal finestrino la costa dell'America meridionale allontanarsi rapidamente, cento paia di occhi uniti in uno sguardo che significava addio. Poi c'era stata la sistemazione negli alloggi, l'incontro con i trainer del progetto, i primi test sulla personalit, pi tutta una serie di esami non solo medici. Nella fase finale della preparazione all'innescamento ogni soggetto doveva passare un test di compatibilit che veniva semplicemente chiamato Screen. L'uomo e il ragazzo non si erano mai separati; ogni prova, ogni esame l'avevano affrontato insieme, a parte quello conclusivo... Perch non pu venire con me? chiese lui incredulo. Mi spiace ma lo Screen di suo figlio non mostra i requisiti necessari per prendere parte al progetto Limbo. La donna lo guard solo un attimo, poi riprese a battere le dita sulla tastiera. Luomo guard con odio la programmatrice. Lei sembr non accorgersene, presa com'era dal suo lavoro. Che ne sar di lui? domand ancora, stringendo i pugni fino a sbiancare le nocche. Parteciper ad un programma alternativo. Limbo non lunica arca della salvezza, questo lo avr capito anche lei. rispose lei alzando le spalle. Si ma potr rivederlo? Chiss, forse un giorno ma la voce della donna era gelida, priva di emozioni.

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Una volta tornati nei loro alloggi luomo si avvicin al ragazzo e lo abbracci con trasporto. Lacrime calde cominciarono a rigargli il volto e non fece niente per trattenerle. Thomas, ti prometto che ci ritroveremo disse. Il giorno dopo si addorment, e sogn di chiamarsi Sawar. Fu quella promessa non mantenuta a trasfigurargli lanima, per tutti i secoli a venire... Padre, sei tu? Si, ma sono anche tuo figlio e il tuo migliore amico... incredibile... dove stiamo andando? Non lo so caro, ma questa volta non ti lascer da solo... Sono con te, padre. Te lo avevo promesso che ci saremo ritrovati... Le onde continuarono a migrare verso stelle lontane, intrecciate come lo erano le loro storie, non pi delimitate da un tempo lineare, ma appartenenti a qualcosa di eterno, che gli uomini sulla terra usavano chiamare amore.

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FAVOLE DI UN ELENTY

Quieta la notte di Limbo, con i suoi riverberi porporini e i profumi dolciastri che accarezzano le montagne, ed entrando dai pertugi delle tende da campo si mischiano allodore del fuoco dei bracieri. Quieta la cometa che taglia il cielo scandendo il tempo, e il sonno degli animali del bosco anche il sonno di un mondo in armonia, il disegno di un dio, oppure quello di un uomo che cerca di emularlo. Quieto il respiro del bimbo, al sicuro sotto le coperte osserva il profilo del vecchio, segue con gli occhi quelle ombre che gli deturpano i lineamenti, trasformando il suo volto gentile in un macabro ghigno solo per un attimo. Il mondo non sempre stato cos. Che vuoi dire, nonno? Vedi figliolo, prima di tutto devi sapere che esiste un piccolo mondo dentro ognuno di noi. un po come un vestito da indossare. Ogni uomo veste il mondo che pi gli piace. Ma c anche un altro mondo, quello fuori da questa tenda. Il mondo che condividiamo insieme a tutti gli altri Nonno, non riesco a capirti. Vuoi dire che esistono mondi diversi? Certo piccolo mio, milioni di mondi diversi. Ogni Arcon possiede il suo mondo, plasmato dalle sue stesse azioni. Per quel tipo di mondo appartiene solo a una persona, e solo quella persona pu accedervi. Poi esiste anche un mondo esterno, quello che appartiene a tutti noi, quello di cui volevo parlarti. Non sempre stato cos E come era? Beh, forse non era bello come questo ma di sicuro era pi vero. Vuoi dire che questo mondo finto? Tesoro caro, se solo riuscissi a capire ma non importa. Sappi solo che prima di Limbo vi era un altro mondo, ed era cattivo e malato. La gente che lo abitava faceva di continuo la guerra, e nessuno era felice. Per questo motivo finito, morto. Io ho visto quel mondo, e lho lasciato per venire quaggi. Poi

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ho conosciuto tua nonna, che non era proprio tua nonna, come io non sono proprio tuo nonno. Miranda si chiamava, ed era la nonna della nonna di tua nonna. Era bellissima Vuoi dire che tu non sei mio nonno ma ma quanto sei vecchio? Ho visto passare la cometa nel cielo centinaia di volte. Sono molto, molto, molto vecchio. Troppo vecchio. Vedi, come se avessi un armadio pieno di vestiti, ed ogni volta ne indosso uno nuovo, una nuova vita, un nuovo mondo. Ecco perch il mondo fuori da questa tenda non mi riconosce. Mi travesto per ingannare la morte di questo mondo. Ma allora sei un mago? Beh, se ti piace puoi chiamarmi cos

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DINASTIA DI LIMBO

La donna Arcon risal la duna di sabbia, volgendo le spalle al mare infinito. Suo figlio la teneva per mano. Dove andiamo mamma? chiese. A conoscere tuo padre rispose lei decisa. Le falde della tenda sbattevano al vento. Un cavallo pezzato annus laria e nitr. Un uomo dagli occhi smeraldo e la pelle bruna si alz e and incontro alla donna col bambino. Si ferm a due passi da loro. Allora questo mio figlio? domand, mentre gli smeraldi gli si riempivano di lacrime. Si sussurr lei. LElenty abbracci il piccolo Arcon. Non avrei mai creduto di poter amare unillusione disse.

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IL PORTATORE DEL BRACCIALE

Il cielo era plumbeo e gravido di pioggia, ma cerano riverberi rosati che lampeggiavano dietro le nubi, segno che il paesaggio sarebbe cambiato e che una notte priva di astri si prospettava, ospite la solitaria cometa che scandiva il tempo di Limbo. Clessidra la chiamavano, la luce che naviga il cielo chiudendo le stagioni. Neve procedeva lentamente in sella al suo cavallo pezzato discendendo il dorsale della montagna appena valicata. Il sentiero lo stava accompagnando verso le terre del sole rosso, oltre Mountoor, la montagna che segnava i cicli del mondo. Desiderava da tempo rivedere le terre in cui era nato, le praterie allombra delle Montagne del Vespro, un paesaggio incantevole in cui le luci del cielo si rincorrevano in sfumature calde tra il giallo, il rosso e il blu pi profondo. Un tramonto eterno, alternato a delle notti di luna bianca, dava il nome a quelle montagne che come un drappo nascondevano il mare infinito di Limbo. Oltre la distesa azzurra increspata di onde continue, il riflesso in due specchi paralleli del solito paesaggio dava il nome a quel mare: Infinito. Mentre discendeva laltura, Neve giocherellava col bracciale di famiglia, un drago dorato attorcigliato su se stesso con due rubini per occhi. Era un monile alquanto vistoso, sicuramente di grande valore, anche se il solo attribuire un qualche valore a un oggetto di famiglia era una cosa che molti Arcon consideravano inammissibile. Suo padre glielo aveva cinto intorno al polso molte stagioni prima, quando i suoi occhi grigi lentamente si spegnevano su questo mondo per riaprirsi da qualche altra parte. Da allora Neve non se lera mai tolto, e mai lo avrebbe rimosso se non in punto di morte, consegnandolo nelle mani di Jill, la figlia di sua sorella Violet, prima discendente della sua famiglia. Ma se fosse giunto il tempo dellEmersione, come gli aveva spiegato il padre, avrebbe dovuto esaudire il suo ultimo desiderio, una missione piena di mistero della quale Neve non desiderava conoscere pi di quel poco che sapeva. Nel momento in cui il sole e la luna si fossero congiunti dando vita ad un nero astro che risucchia la

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luce, il tempo dellEmersione sarebbe giunto, ed allora quel bracciale doveva essere consegnato nelle mani del guardiano di Mountoor, il gigante che abitava nelle profondit della montagna sacra. Era totalmente assorto in questi pensieri quando il cavallo improvvisamente nitr, scartando di lato in un movimento che per poco non disarcion il suo cavaliere. Neve riprese subito il controllo del suo destriero, ma quando rialz lo sguardo venne colto dalle vertigini. Il mondo intorno a lui si oscur per un istante mentre un suono lancinante, come metallo e vetri in frantumi, attravers la sua testa lasciandolo senza fiato. Quando riprese conoscenza si scopr con la faccia nella polvere ed i muscoli inerti. Poteva solo avvertire le presenze sopra di lui, due uomini le cui auree erano cos potenti da distorcere letere intorno a loro. Neve, capace appena di respirare, pot soltanto ascoltare le parole dei due uomini che stavano disegnando il suo destino. Allontanati da lui! Chi credi di essere tu per dirmi cosa devo o non devo fare? Io sono la cosa giusta. Le due voci erano completamente diverse. La prima era priva di emozioni, laltra fin troppo appassionata. Tu sei solo un disegno, niente pi. Quel bracciale mi appartiene, mio. Anzi, quel bracciale sono Io! No. Quel bracciale eri Tu prima che questo mondo ti corrompesse, prima che tutto questo avesse inizio. Misero Arenty, credi di potermi fermare? Tu non puoi neanche immaginare la forza che mi spinge verso quelloggetto. Quella forza di cui parli fittizia. Tu puoi continuare a vivere la tua vita anche senza quel bracciale. Non c niente che ti leghi a lui. Non pi! Adesso le voci erano molto vicine, sovrastavano il corpo e la mente di Neve che immobile cercava di afferrare il senso di quello che gli stava succedendo. Come potrei vivere ignorando la presenza di quel bracciale? la testimonianza dellinganno che noi Elenty abbiamo subito. Non capisci? Gi, ma come potresti mai capire tu Io non capisco. Io so! So qual la cosa giusta da fare, ed proteggere

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il portatore del bracciale per il bene di tutti. Elenty... Quell'uomo aveva detto di essere un Elenty, un primigenio, uno degli stregoni immortali che Neve aveva sempre creduto appartenessero alle leggende che raccontavano le vecchie. Che cosa voleva da lui? Perch quel bracciale era cos importante? E chi era l'uomo che stava rischiando la vita per lui? Le domande affollarono la mente del ragazzo, rincorrendosi in una strana giga. Ci fu un momento di silenzio, mentre le due figure parevano studiarsi. Si muovevano in cerchio, sollevando nuvole di polvere attorno al corpo inerte di Neve. La cosa giusta? Non esiste nessuna cosa giusta. Questo dannato mondo finir prima o poi, e tutto sar stato inutile. Quindi facciamola finita e incrocia la tua spada, tanto so gi che non ti farai mai da parte. E come potrei. La mia esistenza volta a questo momento. Lasciami per un'ultima parola prima di combattere. Un giorno la vita contenuta in quel bracciale aprir gli occhi su un mondo nuovo, un mondo vero, e quando questo accadr tu ti risveglierai e Limbo non ti sembrer altro che un brutto sogno. Sei sicuro di non volerci credere pi? Ci fu unaltra pausa di silenzio in cui Neve pot distinguere i respiri degli uomini che si fronteggiavano. Poi, in un sussurro appena percepibile, l'Elenty pronunci le parole che annunciavano l'inevitabile scontro. No, non ci credo pi! Due urla profonde e disperate precedettero lo schianto delle lame lanciate in due potenti fendenti. Lo scontro di quelle spade, sicuramente dalle propriet magiche, port il definitivo oblio nella mente di Neve. Vag in un sogno leggero, fatto di filamenti luminosi e visioni di sistemi binari, immagini che non riusciva pienamente a capire ma che seguivano i bizzarri ragionamenti dei due uomini che combattevano sopra di lui. Poi sent il suo corpo cadere per un tempo indefinibile, per atterrare infine dentro una scura pozza dacqua che si andava allargandosi a causa della pioggia battente che vi cadeva. Per un momento temette di affogare, ma come succede sempre nei sogni, lattimo prima di morire apr gli occhi. Neve era ancora riverso a terra nello stesso punto in cui era caduto da cavallo, sotto una pioggia torrenziale che lasciava distinguere appena il

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paesaggio. A fatica riusc a rialzarsi in piedi, e subito si accorse delluomo che giaceva a pochi metri da lui. Riverso al suolo, il corpo senza vita di uno dei due guerrieri era privo di testa. Quando Neve si rese conto di non indossare pi il bracciale seppe che l'Elenty aveva avuto la meglio.

Il Portatore del Bracciale di Charles Huxley

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I GIOCHI EROTICI DI DAVINIA

I suoi baci incominciavano ad annoiarlo. Tutto lo annoiava, ormai. Lei gli si avvicin con addosso solamente due veli. Cera qualcosa di diverso nei suoi occhi. Lui rimase immobile, in attesa del solito rituale. Invece si sent afferrare le tempie. Vieni con me! sussurr Davinia. Sawar avvert una vibrazione intensa. Poi accett linvito. Insieme viaggiarono attraverso gli specchi di Limbo, oltre la struttura ossea delluniverso. Nuvole dombra e tempeste di luce. Lei divenne liquida e calda come cera che cola. Si spalm addosso a lui, penetrandolo, percorrendo le sue vene. Divent lui. Tutto sommato valeva ancora la pena di vivere pens Sawar.

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TU NON ESISTI

Tu non esisti sussurr il mago. Un rivolo di sangue gli fuoriusc dalla bocca. LArcon torse la lama nelle viscere della sua vittima. Il mago url, ma continu a vivere. Ancora per qualche istante Tu non esisti, Arcon! ripet. Piantala con le assurdit, stregone. Deciditi a morire! La voce del guerriero era fredda, impietosa. Certo che morir, e ti ringrazio Tu per non sei mai esistito! La voce del mago era ormai un rantolo. E allora muori! Url lArcon estraendo la lama. Ma nel morire il mago aveva innescato il codice. LArcon svan nellaria, proprio come se non fosse mai esistito.

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IL SEGRETO DEI DOWA

Intro Guardava il bambino giocare sul prato dietro al villaggio, un piccolo Arcon che rincorreva felice le farfalle. Si libravano sopra le gerbere e le margherite in volteggi precisi, un meraviglioso disegno del caso. Nonostante la visione fosse gradevole, non riusciva ad ignorare quella sensazione dartificiosit che trapelava da tutto ci che lo circondava. Nascosto al limitare del bosco, tra le rocce ricoperte di muschio e alcuni piccoli alberi di abete, osservava curioso le vite di quella piccola comunit di Arcon, una delle numerose famiglie nomadi di Limbo. Limbo, proprio lui. Quel mondo cos ben congegnato, risultato di anni di lavoro e sacrifici, anche i suoi. Quasi la memoria gli si confondeva mentre cercava di riesumare i ricordi dell'inizio. Limbo, la giara della coscienza umana, leredit della fallimentare storia delluomo lasciata nella speranza di un futuro migliore. Ma che importanza aveva ormai tutto questo? Limbo era, nonostante la bizzarra verit che pochi conoscevano, un mondo fatto di uomini, donne, bambini e centinaia di altre creature, ognuno padrone della sua storia, della sua vita e delle sue ragioni. Nessuno poteva negare questa evidenza. Gli Arcon provavano gli stessi sentimenti degli Elenty, avevano le stesse necessit. A differenza degli Arenty, possedevano una coscienza propria, ed erano liberi di perseguire qualsiasi scelta. Gli Arcon erano la nuova umanit in un mondo di codici ed impulsi elettrici. Ma fino a quando sarebbe durato tutto ci?

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Farfalle e Ingranaggi di Charles Huxley I Una massiccia figura ammantata di grigio si avvicin al bosco, attraversando con andatura decisa il verde prato fiorito. Trascinava dietro di s una pesante spada in un fodero rosso legato al fianco, e lunghi capelli corvini gli scendevano dietro la schiena ondeggiando al ritmo del suo passo. Tenero Lou, che meraviglia che sei! pens Trevor che lo osservava dal limitare del bosco. I due amici si conoscevano dal tempo in cui il

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robusto uomo delle praterie aveva salvato il mago da un gesto folle, un gesto che aveva il solo scopo di farla finita. Trevor fu tratto in salvo dalle forti braccia dellArcon, trascinato lontano da quel fuoco da lui stesso appiccato, in una notte che segn indelebilmente i destini dei due uomini. Da allora non si erano mai separati. Andiamo! esclam sbrigativamente Lou, senza neanche rallentare il passo. Trevor fece un movimento della mano e subito le due farfalle caddero nelle mani del bambino che giocava sul prato. Poi il mago si volse e segu il suo amico nelle profondit del bosco. Come lha presa tua sorella? domand Trevor dopo qualche minuto, mentre i due procedevano speditamente sul sentiero che presto li avrebbe condotti fuori da quella fitta vegetazione. Bene. Lou era di poche parole, ma i suoi gesti risoluti parlavano chiaramente. Le hai detto dove siamo diretti? Vorrai scherzare! E chi avvertir Doom quando arriver al villaggio? Ci penser mio cugino Sander, il boscaiolo. Di lui ci possiamo fidare. Doom era un cacciatore Rednakes, un ottimo combattente che pi di una volta aveva risposto al richiamo daiuto dei due amici. Trevor aveva lasciato un messaggio per lui dentro una Colonna delle Voci, i portali di comunicazione disseminati per Limbo che il Rednakes usava consultare regolarmente. Avrebbero dovuto trovarsi al villaggio tre giorni prima, ma il suo ritardo non li preoccupava pi di tanto. Erano pi che sicuri che il cacciatore dalle trecce rosse li avrebbe raggiunti in tempo. Attraversato il bosco i due discesero verso un ampio ruscello che gorgheggiava pi a valle e iniziarono a seguire la corrente che procedeva veloce verso una fenditura nella roccia. Oltre quel canyon il paesaggio sarebbe di nuovo cambiato, aprendosi sulle pacifiche terre dei Dowa, larmonioso popolo delle cascate. Era laggi che i due erano diretti, con lintenzione di proteggere quella pacifica gente dalla minaccia di Sawar, il Delirante Demolitore di Limbo. Trevor aveva letto le stelle alla maniera degli Elenty, che conoscevano il passato ed erano in grado di attingere ai dati del grande disegno, in modo da predire a livello probabilistico il futuro. Sawar era un folle che

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portava avanti il suo piano distruttivo in modo apparentemente casuale, ma non era uno stupido. Sapeva che al momento le terre dei Dowa si trovavano pi isolate del solito. Nessun altro Elenty sarebbe accorso a proteggere il popolo delle cascate. Le tenebre li colsero dimprovviso dentro al canyon, una notte umida e senza luna che li spinse a cercare riparo dentro una delle grotte che si aprivano presso le sponde del ruscello. Trevor fece bruciare due quarzi che sporgevano dal muro, sussurrando un semplice incantesimo, mentre Lou preparava del pesce appena pescato. Lottima birra del villaggio avrebbe rinfrescato le loro gole secche per il viaggio. Prima di coricarsi i due parlarono malvolentieri del loro comune nemico. Sawar controller le sue belve dalla torre galleggiante e potr starsene comodamente seduto a guardare la carneficina. Quello il suo unico scopo, il solo appagamento di cui si possa compiacere. Il tuo amico ha degli strani gusti. Non ricordarmi la mia lontana amicizia con quellimmondo essere, caro Lou. Sai bene quello che penso di lui. Trevor guardava oltre il fuoco da lui stesso generato, alla ricerca di memorie lontane, in un tempo in cui Limbo era giovane e gli Elenty covavano ancora qualche speranza. Le tue storie da mago mi lasciano sempre indifferente, lo sai. Per questo mi trovo bene in tua compagnia. Non per rendermi il favore che mi stai attaccato come una zecca? Se alludi a quella vecchia storia dell'incendio, mi sembra che nessuno ti abbia chiesto di salvarmi la pelle Chiss cosa mi sar passato per la testa. Gettarmi tra le fiamme a salvare uno stregone da quattro soldi I due amici amavano punzecchiarsi. Forse hai ragione te, diavolo di un Arcon. Alla fine che importanza ha la verit dietro questa nostra esistenza. Qualsiasi vita degna di essere vissuta Tu vedi la verit come una maledizione, io la vedo come un dono. La mia verit bellissima, e non pu avere niente a che fare con le tue storie di mondi virtuali e coscienze artificiali. Come posso sentirmi artificiale se esisto e sono in grado di chiedermi se sono vero. Il pazzo

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che sa di essere pazzo non lo Lou non aveva mai proferito tante parole in una volta sola. Gli erano servite per centrare il punto. La verit appartiene a tutti, e non mai una sola. Adesso Trevor riusciva a capirlo, ma Sawar non lo avrebbe mai accettato, per questo motivo continuava a distruggere Limbo, come un falco ingabbiato che sbatte stupidamente il becco contro le sbarre della sua prigione. Dormiamo adesso. Domani ci aspetta una giornata difficile. Ancora una volta Lou aveva ragione. Passando il palmo della mano sui quarzi ardenti, Trevor fece cadere loscurit, e subito un sonno leggero ma consolante li avvolse entrambi. II Il mattino era velato da una nebbia sottile che nascondeva le insidie rocciose del canyon. Trevor e Lou procedevano con cautela attraverso gli anfratti che a breve li avrebbero condotti nei pressi della casa dei Dowa. Gi in lontananza si avvertiva il suono delle cascate di quel magico luogo che periodicamente faceva la sua apparizione alla fine di ogni ciclo. La dimora di quel pacifico popolo infatti, a differenza di ogni altro territorio di Limbo che era destinato ad ununica esistenza, sorgeva ogni volta dopo la sua cancellazione. Quando finalmente la nebbia si dissip e il sole del terzo margine illumin il canyon, i due videro il paesaggio aprirsi. Il ruscello era diventato un fiume che procedeva veloce verso le cascate, e le pareti di roccia che si innalzavano ai lati si erano come sgretolate in declivi di grandi e piccole pietre, che scomparivano dentro una giovane vegetazione. Giunti al bordo del dirupo, dove lacqua si gettava in uno scroscio perpetuo, i due osservarono la distesa boscosa che si estendeva fin dove poteva lo sguardo. Il rumore delle cascate offuscava ogni altra sensazione. Come ci arriviamo laggi? domand Trevor al compagno. C un sentiero oltre quegli alberi. Lou indicava un punto non ben definito alla loro destra. Non una strada facile ma non ci sono altri modi. Beh, questo lo dici tu!

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Detto ci il mago profer alcune parole tracciando dei segni sopra il fiume. Si ud il tipico crepitio che precedeva la distorsione della realt, quella pratica che gli Arcon denominavano magia. Sulla superficie dellacqua si form un disco immobile e scuro. Trevor mosse un passo sopra quella macchia di acqua ferma che lo risucchi allistante. Lou osserv quella stregoneria con unespressione di disgusto, poi si avvi verso gli alberi oltre i quali doveva trovarsi il passaggio. I due si rincontrarono in fondo a quella prima cascata e insieme continuarono a discendere il sentiero che si era fatto pi agevole, seguendo ancora il fiume che zampillava tra rapide e cascatelle. Stava incominciando il settimo margine quando Trevor ud i primi canti. Sinnalzavano delicatamente sopra il rumore delle cascate, amalgamando i due suoni in una sorta di sinfonia della natura. Lidioma parlato dai Dowa era un incrocio tra il comune Sint ed il Bit, la lingua degli stregoni. Non a caso quel popolo era considerato magico, ma il modo in cui i Dowa alteravano la realt era molto pi cauto di come usavano fare gli Elenty. Usavano la magia per ricreare lequilibrio, trasformando senza mai aggiungere o sottrarre. Siamo vicini sussurr Trevor allamico. Lou annu. Poi la foresta si dischiuse rivelando il salto nel vuoto, e il rumore delle cascate divenne impetuoso. Il canto proveniva da molti metri pi sotto. Guardando oltre il baratro i due uomini scorsero la meraviglia; rimasero immobili in ossequioso silenzio e il tempo sembr fermarsi. In quel punto il fiume si era allargato, diramandosi in tre differenti corsi che rifluivano con un salto di oltre trenta metri in un bacino dacqua verde smeraldo. Affioravano delle rocce in mezzo allo specchio dacqua e sopra di queste si trovavano tre figure vagamente umane, glabre e sottili, di carnagione cenerina e con occhi obliqui scuri come la notte. I loro volti, rivolti allins, erano deformati dal canto; bocche aperte di forma ovale e prive di labbra sotto due minuscoli orifizi nasali. Trevor sapeva che gli altri se ne stavano appostati sotto gli alberi, intorno al bacino, ad ascoltare il canto magico. Erano i Dowa, la trib Arcon pi stupefacente di Limbo, un vero capolavoro di esistenza digitale. Martin Saymour Downson, il loro creatore, non era un semplice programmatore. Si definiva un artista dellAI. Lavor per la Rete di

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Hope solamente il tempo necessario per sviluppare il progetto Dowa. Trevor ricordava bene quelluomo. Lui stesso ci aveva lavorato insieme in un paio di occasioni. Lasci il programma Limbo molto prima della sua entrata in funzione. La Rete non seppe mai dove fosse finito. Qualcuno ipotizz che fosse sparito nella maniera in cui la gente spariva a quei tempi, scaricandosi un doppione dentro uno scenario virtuale e dando in pasto a i coccodrilli il proprio corpo. Molti la chiamavano semplicemente immortalit binaria. Mentre pensava a tutto questo, attingendo alle cartelle di memoria sigillate nel profondo della sua entit elettronica, Trevor si accorse che il suo compagno si era gi incamminato lungo il sentiero che discendeva le cascate. LElenty si affrett a seguirlo, muovendosi silenziosamente per non disturbare il rituale in corso. I due amici si arrestarono a un centinaio di passi dello specchio dacqua, dentro la folta vegetazione. Da quella posizione erano in grado di vedere gli altri membri della comunit, una cinquantina in tutto, riuniti attorno al bacino. Rimasero fermi in ossequioso silenzio ad attendere la fine del rituale. Il canto si alz di almeno tre ottave, scomparendo in vibrazioni che ludito dei normali Arcon non era in grado di percepire. La melodia continu nel silenzio apparente della foresta, sovrastato dallo scrosciare delle cascate. Poi finalmente le bocche ovali delle tre creature si rilassarono e un inchino di ringraziamento chiuse lo spettacolo. Trevor ebbe la sensazione che quel gesto fosse rivolto a loro. Sapevano della loro venuta, perch erano amici degli animali del bosco, e probabilmente erano stati loro ad avvertirli, ma non avrebbero potuto sapere dei piani di Sawar. La Torre Galleggiante poteva apparire dal nulla, attraversando le fenditure dello spazio-disco. Le belve si sarebbero rovesciate nella foresta, dilaniando qualsiasi cosa si fosse parata davanti a loro. LElenty corrotto avrebbe goduto le scene di morte e distruzione dalla guglia pi alta della sua assurda magione. Fino allultimo urlo di dolore Trevor non aveva ancora idea di come lui e i suoi due compagni, sempre che Doom fosse riuscito a raggiungerli in tempo, avrebbero potuto respingere larmata dellElenty folle. Forse era tutto inutile. Forse non cera scampo n per il popolo delle cascate n per loro tre. La

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magia dei Dowa era forte e se avessero unito gli sforzi forse sarebbero stati capaci di contrastare i poteri di Sawar, ma cerano anche Ekaron e Davinia, gli scellerati compagni del Demolitore; Elenty immortali come lui, abili stregoni, entit inappagate prigioniere di un gioco di impulsi. Le figure longilinee si avvicinarono ai due stranieri, muovendosi con apparente lentezza ed estrema sicurezza. Camminavano in modo molto particolare, precisi nei loro gesti, come se cercassero di non disturbare la vegetazione che li circondava. I Dowa non rispondevano ad un capo. Non esisteva alcuna gerarchia allinterno della comunit. Insieme erano come ununica coscienza, un organismo formato da molte unit. Tre elementi si fecero in avanti. Era il loro modo di comunicare, attraverso tre voci distinte che catalizzavano il pensiero comune. Benvenuti disse uno, inchinandosi. riposate il cuore e la mente aggiunse un altro, toccandosi prima il petto e poi la fronte. i Dowa si prenderanno cura di voi. concluse il terzo, allargando le braccia in un gesto di benvenuto. Poi i due vennero scortati per un sentiero che aggirava il bacino e conduceva ad unampia radura inondata di sole. Vi passava vicino il fiume, che dopo essersi tuffato dalle cascate, riprendeva il suo viaggio verso il mare. Fu acceso un fuoco e vennero stese alcune tovaglie. Era linizio della festa di benvenuto. Trevor cercava il momento opportuno per affrontare largomento. Il paesaggio ispirava un senso di abbandono irresistibile, e non era facile rimanere concentrati sui propri doveri. Che la magia dei Dowa irretisse gli ospiti era una cosa risaputa, anche se faceva parte della leggenda del popolo delle cascate alla quale molti non credevano. I Testimoni di Seidon ad esempio, congrega votata alla causa del Dio degli Arcon, ne negavano lesistenza a causa della loro natura magica. Per i religiosi infatti ogni forma di magia era da considerarsi irrispettosa nei confronti del grande Seidon, poich alimentava le credenze sui Misteri, leggende Arcon che interpretavano la storia di Limbo nel modo in cui gli stessi Arcon erano capaci di percepirla. Per i Testimoni invece la storia di Limbo era ben altra cosa, e assomigliava molto alle favole che venivano raccontate ai bambini prima di andare a letto.

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I pensieri di Trevor vennero interrotti dalla voce di Lou. Sedevano entrambi davanti ad una ciotola ricolma di frutti del bosco, more, fragole selvagge e nocciole. Alcuni Dowa avevano rincominciato a cantare, accompagnati dal suono delle vicine cascate. Non facile parlare con questa gente osserv lArcon. Non hanno un capo Non ne hanno bisogno. incredibile larmonia che riescono a comunicare. Hai ragione, non facile portare loro cattive notizie ammise Trevor. Alcuni erano impegnati in una strana danza che consisteva in una serie di elastici movimenti del corpo. La musica non aveva ritmo, era un susseguirsi di onde vocali che comunicavano il viaggio interiore, lequilibrio cosmico, lappartenenza con il tutto. Trevor torn a pensare a Martin Downson. Quelluomo doveva essere stato proprio un artista Finalmente si decise ad alzarsi e a parlare. I Dowa non sembravano sorpresi. Dettero allElenty lo spazio di cui aveva bisogno per esprimersi. Le danze terminarono, la musica sfum nel rumore delle cascate, e lentamente tutti gli appartenenti alla comunit si volsero verso di lui. Erano pronti ad ascoltarlo. Trevor rimase nuovamente meravigliato dalla forza empatica di quel popolo. Per prima cosa vorrei ringraziarvi della vostra ospitalit, semplicemente straordinaria, ma purtroppo la nostra venuta non di piacere, anche se voi la state trasformando in unesperienza meravigliosa. Un pericolo incombe sulla vostra comunit. da molto tempo ormai che Sawar, il Delirante Demolitore di Limbo, cova il desiderio di annientarvi. Il motivo da ricercare nella sua follia. Egli non ha nessuna altra aspirazione se non quella di distruggere Limbo, un po alla volta, Arcon, Arenty, montagne, foreste, fiumi, tutto quello che passa vicino alla sua orribile Torre Galleggiante. Trevor fece una pausa. Si guard intorno studiando i volti dei suoi ascoltatori. Avevano espressioni impassibili, allapparenza serene. Continu. Ma il vostro popolo forse quello che odia di pi. la vostra armonia, la vostra magia innata che egli non tollera, e forse ancora di pi le vostre cascate incantate, che tornano puntualmente ad ogni ciclo. In passato gli Elenty immortali vi hanno protetto, ma purtroppo adesso

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quei pochi che sono rimasti si trovano molto lontano. Sawar irromper nella foresta dimprovviso, e niente e nessuno potr fermarlo. Dovete nascondervi, lasciare le cascate e trovare un posto sicuro, altrimenti non avrete scampo. Trevor pronunci quelle ultime parole facendo un grande sforzo di volont. Quando si rimise a sedere sent che si era liberato di un peso, ma un vuoto gli si era aperto da qualche parte dentro. Allora tre creature si alzarono e risposero allavvertimento. LElenty intuiva gi quello che stavano per dire. Non avrebbero mai lasciato le cascate Siamo immensamente felici di avervi potuto ospitare. Questo luogo anche vostro. Non ci appartiene, ma non potremo mai vivere senza, per questo motivo lunico territorio che torna sempre, anche dopo che si dissolto oltre il sole rosso. I Dowa non avrebbero ragione di esistere senza le loro cascate, per questo non possiamo abbandonarle. Se saranno distrutte, noi scompariremo insieme a loro. Avevano parlato insieme, segno che tutta la comunit condivideva quelle parole. Allora rimarremo qui con voi e cercheremo di contrastare il folle stregone. Presto un caro amico si unir a noi. Il suo nome Doom, un guerriero molto abile. Non abbiamo molte possibilit, ma non vi abbandoneremo. Questa volta era stato Lou a parlare. I Dowa rincominciarono a cantare. Vennero portate altre ciotole ricolme di frutta e lombra di Sawar sembr dissolversi negli animi dei presenti. Si stava per chiudere il settimo margine quando le tovaglie vennero ripiegate e la comunit si ritir nelle grotte dietro le cascate. Laggi era semplicemente meraviglioso; vi erano cunicoli, anfratti e alte volte di roccia calcarea rischiarate dalla magia di centinaia di cristalli, disseminati un po ovunque. Le caverne si diramavano dentro la pietra creando numerose cavit che i Dowa avevano allestito a giacigli. Trevor e Lou vennero accompagnati ai rispettivi letti. Venne detto loro di dormire tranquilli, perch cerano sempre delle guardie allentrata delle grotte, e se fosse successo qualcosa sarebbero stati avvertiti. I due si abbandonarono volentieri al sonno ristoratore delle caverne. La luminosit dei cristalli venne smorzata, ma questi continuavano ad emanare calore. La temperatura era eccellente, i canti proseguivano in sottofondo. Trevor si abbandon al pi sereno dei sonni, e poco

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importava a quel punto se anche fosse stato lultimo. La mattina dopo arriv Doom. Il guerriero dalle lunghe trecce cremisi fece il suo ingresso nelle grotte accompagnato da due guardie Dowa. Venivano chiamate guardie, ma non cera niente che le differenziasse dagli altri membri della comunit. Non portavano n armi n armature. Lunico oggetto in loro possesso era un piccolo bastone ricurvo, apparentemente innocuo. Incanalava la magia della foresta e la forza delle cascate proiettando un fascio di luce azzurra che paralizzava temporaneamente la vittima. Era lunica arma adottata dai Dowa, forse il pi pacifico popolo Arcon di Limbo. Doom abbracci i due amici e si sedette con loro a consumare una colazione a base di bacche di bosco ed infuso di erbe aromatiche. Trevor e Lou erano felicissimi di vederlo. Lo aggiornarono sugli ultimi eventi e insieme decisero di impegnare la mattinata in un accurato sopralluogo della foresta attorno alle cascate. Secondo le intuizioni profetiche dellElenty, Sawar poteva apparire da un momento allaltro. Se avessero conosciuto il luogo esatto in cui la Torre Galleggiante sarebbe apparsa, avrebbero potuto organizzare una strategia difensiva. Avr bisogno di uno spazio ampio per fare apparire la torre osserv Lou. vero, ma potrebbe aprire una fenditura sopra la foresta e poi decidere di atterrare dove meglio crede. Le sue belve abitano le grotte di granito che si aprono nella parte inferiore dellisola galleggiante. Potrebbe anche non decidere di atterrare ed avvicinarsi quel tanto per sguinzagliare i suoi mostri consider Trevor. Conosceva bene il suo nemico e sapeva che limprevedibilit era una delle sue armi migliori. Allora tutto inutile stabil Doom, sconsolato. No, necessario conoscere il territorio nei minimi dettagli se vogliamo organizzare una qualche tattica difensiva stabil lElenty. E detto ci si alzarono ed uscirono insieme dalle grotte. Il cielo era limpido, la temperatura piacevole. Non era la giornata ideale per combattere. Nessuna giornata era ideale per combattere, pens Trevor. Limbo necessitava di un equilibrio. Non era un mondo perfetto e forse era meglio cos, ma gli uomini, Arcon ed Elenty, continuavano a sperare che potesse esistere un mondo perfetto, unoasi di pace eterna.

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Forse lo erano le cascate dei Dowa. Forse Martin era riuscito dove gli altri programmatori non erano mai arrivati. Aveva creato un'isola di pace allinterno di un universo complesso che si fondava sul bilanciamento tra il bene ed il male. Trevor non voleva pensarci. Prendeva la vita come veniva, e dal giorno in cui Lou lo aveva tratto in salvo dalle fiamme aveva rinunciato a trovare le risposte ai quesiti di Limbo. Non ci voleva pensare e si sforz di far tacere la sua mente. Oltrepassarono la polla dacqua e proseguirono lungo il fiume che procedeva verso la valle pi sotto. La foresta era fitta e non sembrava ci fossero altre zone aperte oltre a quella in cui era stata celebrata la festa di benvenuto. Risalirono il fiume e si fermarono presso la radura. Potrebbe apparire qui dichiar Trevor. Siamo molto vicini alle cascate. Non avremo sufficiente spazio per creare delle barricate osserv Doom. vero annu Lou. Lesplosione li colse impreparati. No, non cos pens Trevor, maledicendo la sua stupidit. Sawar aveva molti mezzi per crearsi una pista di atterraggio. qui! disse. I tre incominciarono a correre seguendo il fumo che si alzava da oltre le cascate. Nel cielo non vi era ancora traccia dellisola volante ma un nugolo di uccelli impauriti prese il volo starnazzando sopra la foresta. I Dowa si riversarono fuori dalle caverne per andare a vedere quello che stava succedendo. Si muovevano in silenzio, per niente sorpresi da quello che stava succedendo. Poi un raggio di luce azzurra, apparso improvvisamente dal cielo, incendi altri alberi. Il bosco bruciava rapidamente, come se il fuoco di cui era preda avesse propriet alterate. Le due esplosioni avevano creato uno squarcio nella foresta del diametro di una cinquantina di passi. Quando i tre riuscirono a raggiungere il luogo dellincendio, il fuoco era ormai quasi spento e della vegetazione che vi cresceva fino a pochi attimi prima non era rimasto pi niente. Fu allora che lassurda Torre Galleggiante apparve nel cielo, nera come la pi cattiva delle notti, un blocco di pietra sfaccettata piena di cavit sopra il quale spiccavano sei torri ed un mastio centrale. Dalla finestra del torrione un uomo dal volto scarno e

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gli occhi spiritati rideva a squarciagola. Il suo nome era Sawar, ma molti lo chiamavano il Delirante Demolitore di Limbo. Trevor piant i piedi a terra e inizi a roteare le braccia. Non cera tempo da perdere, se voleva avere un minimo di possibilit per usare al meglio le conoscenze magiche di cui disponeva, doveva agire subito. I suoi compagni gli si piazzarono di fronte, armi in pugno. Lou strinse con forza il suo enorme spadone, mentre Doom estraeva i suoi pugnali ricurvi, le armi tipiche dei Rednakes. Poi, dalle cavit sotto la torre, fuoriuscirono le creature. Si riversarono sul terreno bruciato a centinaia, nodosi corpi di lupi e di orsi deformi, dai lunghi musi digrignanti. Erano fatti di pietra e di gesso, privi di anima ma animati, figli della follia del loro padrone. In un mondo remoto potevano chiamarsi golem oppure gargoyle, ma in Limbo erano semplicemente le belve di Sawar. Solo il ferro intinto in un bagno magico era capace di schiantare la pietra animata. Doom e Lou lo sapevano bene e per questo motivo le loro armi erano state trattate dagli stregoni. I Dowa si erano portati alle spalle dei tre uomini. Tenevano puntati i loro bastoni incantati, pronti a tramortire le belve, ma queste erano davvero troppe, pens Lou. Non avevano nessuna possibilit. Pochi balzi e lo scontro ebbe inizio. Doom si muoveva come un felino, piroettava tra le creature come se stesse danzando, e intanto affettava pezzi di pietra. Lou invece schiantava le belve con colpi precisi e poderosi. I due Arcon erano un muro invalicabile davanti allamico Elenty, ma i nemici erano troppi e in poco tempo riuscirono ad aggirarli. I raggi sprigionati dai bastoni dei Dowa abbattevano le creature, ma lincantesimo non sortiva gli effetti sperati. I golem si rialzavano dopo pochi istanti, di nuovo pronti a gettarsi sulle loro prede. Il popolo magico arretr verso le cascate e le prime file incominciarono a cadere. La battaglia sarebbe durata molto meno del previsto. Poi finalmente Trevor complet lincantesimo. Era un disegno complesso che sinfiltrava fino alle profondit della matrice, sovvertendo le propriet degli stessi elementi. Una voragine si apr sotto lorda in avvicinamento, fauci di terra e radici divorarono ed

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inghiottirono decine di creature. Sawar non rideva pi dallalto della sua torre. Distese allora il palmo della mano in direzione dellElenty e scagli il fuoco magico. La palla di energia esplose davanti a Trevor e ai due Arcon, in uneffusione di ori e di cremisi. Il calore divenne insopportabile e le tenebre li ghermirono. Era la fine, pens lElenty. Dopotutto era stato il fuoco a reclamare la sua vita. III Quando riapr gli occhi sent il dolore e il puzzo della carne bruciata. Era la sua e non solo. Accanto a lui giacevano Lou e Doom, anchessi feriti ma vivi, entrambi ancora privi di sensi. Non erano pi allaperto ma nelle grotte dietro le cascate. I Dowa li avevano trascinati l dentro e adesso cercavano di difendere con tutte le loro forze la loro dimora, ma le belve avrebbero presto conquistato lentrata delle caverne, ed allora non ci sarebbe stato pi scampo. Trevor fece uno sforzo enorme per riuscire a mettersi a sedere. Prov ad attingere alle sue ultime energie sperando di poter ancora fare qualcosa, ma scopr presto che non gli era possibile. Fu in quellistante che ud un suono. Lo riconobbe subito; era il canto dei Dowa. Proveniva dalle profondit delle caverne, dentro cunicoli che non era ancora riuscito a visitare. Un corridoio sprofondava nella nuda roccia, rischiarato appena dai cristalli incantati. Trevor si alz gemendo e si avvi verso quel suono. Il richiamo era irresistibile. Mentre percorreva il corridoio il canto divenne ancora pi definibile. Cera un che di solenne nella melodia, ma anche il ritmo cadenzato e ripetitivo tipico di alcuni incantesimi. Tre, quattro, forse addirittura cinque voci si rincorrevano sulle totalit basse, e poi vi era un cantante solista che afferrava le melodie pi alte. Il corridoio si apr su una piccola caverna tempestata di cristalli. Sette creature piccole e longilinee si tenevano per mano, formando un cerchio attorno ad un unico grande quarzo che spuntava dal pavimento. Il canto inondava la grotta e Trevor non riusciva neanche pi a sentire i rumori della battaglia. Poi nel quarzo apparve unombra. In principio era solo un volto scuro,

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privo di lineamenti, la silhouette di una testa, ma mentre il canto si alzava di unaltra tonalit, la faccia incominci a rischiararsi, dal basso verso lalto. Prima il mento, poi la bocca e infine gli occhi. Trevor trattenne il respiro. Era il volto di Martin Saymour Downson. Figli miei, mi avete chiamato? chiese lombra apparsa dentro al quarzo. Siamo in pericolo, signore. Le cascate verranno distrutte. I Dowa stanno per lasciare Limbo rispose uno dei sette. Non preoccupatevi, non lascerete Limbo. Le storie, amici miei, si possono sempre riscrivere Poi una luce proveniente dal quarzo inond la caverna... Trevor sbatt gli occhi. Era in piedi nella radura del benvenuto, le tovaglie distese cosparse di ciotole piene di frutta, Lou seduto accanto a lui, i Dowa in attesa di sentire quello che aveva da dire. Le cascate rifluivano poco distanti in suoni argentini. Sawar era un sogno, forse Che diavolo successo, pens. Poi ricord il quarzo e le parole di Martin: Le storie si possono sempre riscrivere E allora cap. Si schiar la voce e incominci. Vi ringraziamo immensamente per la vostra ospitalit disse.

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IL PIANTO DI MILA

La trov che piangeva con lo sguardo rivolto al mare infinito. Mila, che cosa c'? Non ce la faccio pi! singhiozz lei. Lui le circond le spalle, la strinse a s. Non ne posso di questa assurda prigione, questo mondo fasullo! continu la donna Elenty. Guardami! le disse lui. Ti prometto che usciremo di qui. Arriver il tempo dellEmersione ed insieme lasceremo Limbo Mila guard negli occhi il suo uomo e si sent ancora pi triste. Druge, amor mio, tu sei solo un Arcon. Non ti permesso di uscire da questo mondo pens. Ma non ebbe il coraggio di dirglielo.

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L'UOMO DELLE MONTAGNE

La foresta non era sempre stata laggi. Ai tempi in cui la comunit dei Falconieri decise di stabilizzarsi nella Valle dei Canti, una larga striscia di terra ricca di alberi da frutto e ruscelli, vi era solo un paesaggio piatto ed incolore oltre la collina pi alta, allorizzonte del quale brillava violentemente un enorme sole azzurro. Il padre di Diamond raccontava spesso di come un giorno di molti anni prima, salendo sulla collina per far volare il suo falco, aveva scoperto la grande foresta. Giunto sulla parte pi del rilievo aveva guardato oltre la cresta e si era meravigliato davanti a quel mare ombroso di vegetazione che si estendeva fino a una lunga striscia di montagne dai picchi dentellati e tinteggiati di bianco. Il sole azzurro doveva trovarsi oltre quella nuova catena montuosa, dove cielo riverberava di argento e cobalto. Questo era Limbo, un mondo in continuo cambiamento, dove le terre scivolavano via sotto i piedi degli uomini come il tempo sulle loro pelli. Diamond aveva investito la carica di cacciatore da pochi giorni, ma non era ancora mai uscito fuori dalla valle per il suo nuovo incarico. La foresta per la conosceva bene, perch per molti anni era stata il suo rifugio ed il suo posto speciale. Vi si recava quando la solitudine lo attanagliava, mettendo a nudo la sua scomoda condizione di giovane erede al Guanto Dorato di capo del villaggio. Era la carica che suo padre aveva in serbo per lui e non poteva rifiutarla. Ereditare le responsabilit di una trib non era cosa da poco. I Falconieri contavano oltre duecento elementi, compresi donne e bambini, e organizzare la prossima migrazione sarebbe stato il suo compito pi difficile, l'incombenza di ogni capo delle centinaia di comunit nomadi di Limbo. Quando il sole rosso che determina la fine del mondo fosse apparso allorizzonte, sarebbe giunto di nuovo il tempo di migrare verso il sole azzurro, alla ricerca di una nuova terra sulla quale fondare il villaggio. Il pensiero di quella grossa responsabilit e la sensazione di non sentirsi allaltezza di quellincarico lo faceva spesso sentire solo.

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Mentre quei pensieri gli turbinavano nella mente, si ricord del suo amico falco che cacciava sopra le alte chiome della foresta. Scrut lo squarcio di cielo dalla radura nella quale era giunto ma non riusc a scorgere alcun uccello. Vide per del fumo librarsi dal fianco della montagna pi vicina, segno inconfondibile della presenza di un viaggiatore poco avveduto. Era infatti risaputo che la catena montuosa oltre la Valle dei Canti era un luogo impervio privo di sentieri percorribili, e una leggenda parlava anche di uomo solitario e pericoloso che si aggirava con misteriosi intenti tra i boschi e le nevi perenni di quei rilievi. I Falconieri evitavano accuratamente le montagne, e i viaggiatori saggi sapevano che vi erano strade migliori per attraversare quel territorio. Diamond chiam il suo falco con tre acuti suoni del fischietto che teneva appeso al collo, una sequenza di note che era il tipico richiamo dei Falconieri. Attese qualche istante, mentre il silenzio della foresta lo sovrastava, e si guard attorno, aspettandosi di veder sopraggiungere da un momento allaltro il suo amico alato. Ma non accadde niente. Con lagilit di uno scoiattolo il ragazzo incominci ad arrampicarsi su un albero che sporgeva la chioma oltre il tetto della foresta, e giunto abbastanza in alto da poter gettare lo sguardo in ogni direzione, soffi tutto il fiato che aveva nei polmoni dentro limboccatura del fischietto. Il falco per continuava a non rispondere al richiamo. Scrutando il cielo giallo sopra la foresta, Diamond si accorse che nessun uccello vi volteggiava, nessuna nuvola lo attraversava, e il sole era scomparso, fuso insieme al cielo stesso per dare vita a quell'abbacinate alone dorato. Significava che si stava facendo tardi e che il quinto margine del giorno era passato da tempo. A casa i suoi genitori lo stavano gi aspettando, ma non poteva tornarsene al villaggio senza il suo amico alato. Sarebbe stato un grande disonore per qualsiasi falconiere, figuriamoci per lereditario al Guanto Dorato. Continu a fischiare seduto sul ramo del gigantesco albero, sperando di scorgere un movimento, un segno della presenza del suo amico. Un grido squarci il silenzio della foresta. Diamond sussult e per poco non perse la presa che lo teneva aggrappato al ramo. Era sicuramente il richiamo del suo falco, e sembrava provenire dalla montagna, dove

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continuavano a librarsi nellaria le nuvolette di fumo del bivacco del viandante. Con due agili salti Diamond atterr sul sentiero e senza perdere tempo si diresse verso la montagna e quel richiamo, temendo che il suo amico alato fosse in un qualche pericolo. Giunto ai piedi dellaltura si accorse che la foresta continuava a ricoprire il terreno per quasi lintero fianco della montagna, ma appena il sentiero incominci ad inerpicarsi tra le rocce e la vegetazione, questi si perse in una piccola radura priva di sbocco. Alz gli occhi al cielo, che perdeva lentamente il suo colore dorato per farsi scuro e buio. Adesso Diamond temeva che se limprevedibile notte di Limbo fosse sorta senza luna e senza stelle, non sarebbe mai riuscito a ritrovare la strada di casa. Us nuovamente il fischietto nella speranza di un qualche risultato. Da quella radura poteva solo tornare indietro per il sentiero dal quale era giunto, oppure tentare la sorte verso una direzione casuale dentro la vegetazione, una decisione che poteva farlo smarrire nelle viscere della foresta. Ora non temeva solamente per la sorte del suo amico falco ma anche per la sua. Gli tornarono in mente le storie sulluomo delle montagne, lo strano tizio che si aggirava da quelle parti senza una meta apparente, un mago secondo alcuni, un pazzo secondo altri. E se fosse stato il suo fuoco quello che aveva intravisto dalla cima dellalbero? Ad un tratto la temperatura sembr calare vertiginosamente, ma il fenomeno dur solo qualche secondo. Poi il paesaggio attorno al ragazzo crepit di elettricit, un effetto ottico che fu subito accompagnato da una melodia inafferrabile, uno di quei rari fenomeni chiamati Canti di Limbo, musiche provenienti da remote dimensioni che affioravano nellaria nei momenti pi strani. La melodia dur meno di un minuto, spegnendosi con una nota lunga e grave, poi tutto sprofond nel silenzio. Un attimo dopo Diamond avvert un movimento alle sue spalle tra i cespugli, ma era come pietrificato e per alcuni istanti non riusc neanche a respirare. Poi, come scosso da una forza interiore sconosciuta, gir su stesso sfoderando il coltello che teneva appeso alla cintura, un regalo del padre per la sua nuova investitura. Una figura imponente lo sovrastava. Aveva il volto come scolpito nella roccia, ed occhi che sprofondavano in un precipizio di assurde

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conoscenze. Quando lo sguardo del ragazzo incroci quello delluomo, un baratro di follia si apr sotto i suoi piedi. Diamond vide riflessa negli occhi delluomo una vita lontana milioni di ere. Sembrava che lintera figura, alta una spanna pi di lui, emanasse una strana fluorescenza. Luomo delle montagne era muto, ma parlava con gli occhi. Ragazzo, che pena mi fa la tua vera natura, la tua sola bugia Le parole delluomo non avevano suono, eppure la mente di Diamond riusciva a percepirle. Quale che fosse il loro significato lui non avrebbe mai potuto intuirlo. Il ragazzo si volt di scatto e si gett nella foresta, alla ricerca di quel sentiero che lo avrebbe ricondotto a casa. Ud il suono di un ghigno rimbombare dentro la sua testa, come se lo straniero ridesse di lui e della sua vigliaccheria. Il sentiero si era fatto liquido sotto i suoi piedi, ed ignorava il dolore dei rami che gli sferzavano la faccia. Diamond era lanciato in una folle fuga lontano da quelluomo, e di sicuro non si sarebbe neanche voltato un momento se i suoi pensieri non fossero andati allamico falco. Non fu la paura di essere disonorato per la perdita dellanimale che lo fece fermare, ma la genuina preoccupazione per il suo fedele amico. Diamond fren la sua corsa appigliandosi ad un ramo e volt lo sguardo verso la radura appena lasciata. Lo straniero era ancora laggi e stringeva qualcosa nella mano, qualcosa che si dimenava gridando. Lascia andare il mio falco! Diamond sent gridare queste parole dalla sua bocca, una reazione che lo sorprese profondamente. Prov a pensare a come uscire da quella situazione, ma si accorse di non avere nessuna possibilit. Luomo che aveva davanti non poteva essere altri che il mago delle leggende e la sua vita era ormai nelle sue mani. Poteva solo continuare a fidarsi di quellistinto che lo aveva fatto fermare e urlare quelle parole. Lo straniero rise nella sua testa, ma il suo volto sembrava fatto di roccia. Hai coraggio, piccolo Arcon. Chiss che strana derivazione sei? Potresti essere addirittura un mio parente? Ancora una volta quelle parole attraversarono la mente di Diamond senza lasciare traccia. Il ragazzo non aveva la minima idea di cosa stesse dicendo lo straniero. Non so di cosa state parlando. Io sono solo un Falconiere della valle, e

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quello il mio falco. Lasciateci andare! Luomo avvicin al suo volto luccello che si dimenava. Rivuoi il tuo amico? Domand luomo nella testa del ragazzo. Eccotelo! Con un rapido movimento del braccio lo straniero scagli lanimale verso Diamond che lo vide congelarsi nellaria, paralizzato da qualche strana magia, e atterrare ai suoi piedi con un rumore di vetri spezzati. Incredulo il giovane Falconiere vide il suo falco andare in frantumi. Se la follia non lo colse davanti a quella visione, per poco non ci riusc quando la risata delluomo attravers nuovamente la sua testa. In quel momento la foresta incominci a girare e Diamond si ritrov disteso sopra i pezzi di vetro sparsi sul sentiero. Due notti caddero in quel momento, quella di Limbo sul paesaggio e quella nella mente del ragazzo. Quanto di tutto ci fosse stato un sogno oppure no lui non riusc mai a capirlo. Diamond venne svegliato la mattina dopo dal punzecchiante becco del suo amico. Ripercorse il sentiero fino alla Valle dei Canti, trascinando due gambe pesantissime e tenendosi la testa dolorante tra le mani. Da allora si tenne molto distante dalle montagne, ma ogni volta che visitava la foresta gettava lo sguardo verso di quei rilievi, cercando il segno di un bivacco, una traccia di fumo nel cielo. E a volte succedeva che vi era davvero qualcuno lass che alimentava un fuoco, probabilmente un viandante poco avveduto, un nomade sulla strada sbagliata, oppure

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APPENDICI

Gli appendici qui riportati sono stati scritti come fondamenta per costruire la storia di Limbo. Durante la stesura del romanzo alcuni dettagli sono stati alterati, anche se le idee di fondo sono rimaste immutate. Gli appendici si sono rivelati un'ottima ossatura per scrivere i primi racconti su Limbo ed intrecciare la trama del romanzo.

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1. Introduzione Alla fine del ventunesimo secolo lumanit entr nellera del caos che in pochi decenni port alla completa estinzione del genere umano. Teologi e scienziati concordarono nellaffermare che la fine delluomo combaciava con qualche misterioso piano, sia questo divino, naturale o chimico. Non era certo importante determinare la vera entit di questa svolta (che chiamarono Curvatura di Involuzione), ma era fin troppo chiaro che gli eventi che si susseguirono in quegli anni avevano un unico fine: lestinzione della razza umana. Vi furono guerre, vi furono epidemie causate dalle armi batteriologiche e vi furono catastrofici eventi naturali dovuti agli sbalzi climatici avvenuti in tempi recenti. C'erano insomma tutti i presupposti per il crollo della grande cultura egemone delluomo, ma a nessuno sarebbe saltato in mente di pensare ad una totale scomparsa del genere umano. Questa avvenne a causa della perdita della fertilit. Nessuno riusc mai a capire quale fu la causa di questo evento. Forse levoluzione di uno dei tanti virus sviluppati in laboratorio e fuoriusciti a causa dei bombardamenti delle guerre in corso, almeno secondo gli scienziati, mentre per i religiosi era fin troppo facile pensare ad una punizione divina. La presa di coscienza dellimpossibilit di riprodursi trascin lumanit in un profondo baratro di disperazione che port a guerre ancora pi cruente e a conseguenti carestie che decimarono la popolazione mondiale. In breve tempo rimasero solo sporadici gruppi che attesero inermi la fine di una razza. In questo contesto si posiziona la Rete di Hope (Hiding Organization Program Evolution), una societ segreta operante in un sottolivello della rete e composta da studiosi, scienziati e teologi. Lo scopo di questa organizzazione segreta era quello di preservare lEsistenza Umana anche nel caso di una terribile estinzione. La visione lungimirante e nefasta dei fondatori della Rete di Hope mise in moto il complesso disegno che questi studiosi avevano da tempo elaborato. Con un lavoro intenso di programmazione ed assembramento di processori, calcolatori e memorie, e dopo cinque anni di sperimentazioni, la Rete diede vita a Limbo, il mondo virtuale dove sarebbe stata conservata non solo la

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conoscenza delluomo ma la sua vera ed unica coscienza, attraverso la Trasmigrazione Esistenziale di centinaia di volontari. Limbo sarebbe diventata la giara elettronica per la preservazione delluomo, fino a quando unaltra razza, terrestre o aliena, avrebbe saputo riportare fuori da quel mondo virtuale le coscienze scaricate al suo interno. 2. I Mondi Virtuali Alla met del 21esimo secolo luomo era capace di sondare mondi virtuali trasmigrando al loro interno. Ogni caratteristica, alterazione e sfumatura di una persona veniva tradotta in codici binari creando cos lesatta copia elettronica di una coscienza, che poteva essere scaricata allinterno dei programmi struttura di questi mondi artificiali. Questi sdoppiamenti didentit scaricati dentro mondi virtuali venivano chiamati Elenty (Elettronic Entity). La grandezza di questo traguardo della tecnologia fu ridondante quanto il suo immediato fallimento. Ben presto infatti ci si accorse che lentit scaricata dentro un processore doveva combattere con la sua gemella del mondo reale per conquistare il diritto allesistenza nelluniverso. A questo concetto ci arrivarono i teologi che da allora lavorarono molto vicino ai programmatori e scienziati del campo. I primi mondi virtuali, meravigliosi sotto laspetto sensoriale e liberi da ogni vincolo restrittivo come il tempo, le necessit e il pericolo, rafforzavano enormemente le entit sdoppiate al loro interno che potevano facilmente avere il sopravvento su quelle gemelle presenti nel mondo reale. Difficili da eliminare con programmi assassini, spesso per salvare lentit umana si ricorreva a spegnere il processore. Infatti un Elenty, a differenza dei programmi artificiali, ha bisogno di energia elettrica per sopravvivere, esattamente come il cervello di un uomo. La persona la cui entit veniva sdoppiata cadeva in depressione e se non si interveniva in tempo a sopprimere la copia Elenty, il soggetto avrebbe prima o poi tentato il suicidio. Data la pericolosit delloperazione, queste sperimentazioni vennero subito proclamate illegali. Ciononostante i ricercatori continuarono a lavorarci segretamente, spesso finanziati da uomini di potere desiderosi

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di costruirsi il proprio mondo virtuale dove poter scaricare il loro doppione come alternativa alla morte, una sorta di personale paradiso elettronico. Attraverso gli anni e le sperimentazioni si conobbero molti aspetti di questa pratica che non poteva essere presa troppo alla leggera. Vi erano fattori quali il rigetto dellidentit, la percezione del tempo e il baratro dellappagamento che aprivano le porte ad incredibili intuizioni filosofiche. IL RIGETTO DELLIDENTIT: lElenty rifiuta di tornare indietro e combatte per non essere soppresso I programmatori sono costretti a distruggere lElenty per salvare luomo, ma la sua identit rigetta il mondo reale e tenta il suicidio. LA PERCEZIONE DEL TEMPO: data dalla frenesia dei programmi allinterno del mondo virtuale. Trovare lequilibrio temporale allinterno di un mondo virtuale non facile. Alcuni Elenty vivono dieci vite in un giorno terreno, rimanendo vittime del Baratro dellAppagamento. IL BARATRO DELLAPPAGAMENTO: si raggiunge quando in un mondo virtuale si ha un overdose di esperienza. LElenty che raggiunge questo apice di appagamento tenter il suicidio. 3. I Programmi di Limbo Limbo composto essenzialmente da quattro tipi di programmi, oltre ad altri svariati programmi come Necessit, Sopravvivenza ecc. Limbos Artificial Structure LAS, programmi struttura del mondo. Riguardano i 4 elementi e tutti i programmi che interagiscono con la percezione dei Programmi Viventi. Anche la maggior parte dei vegetali sono riprodotti in struttura, un po come se si trattasse di alberi dipinti, insensibili ad agenti esterni.

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Limbos Artificial Entity LAE, chiamati anche ARENTY, programmi viventi fini a loro stessi. Creature come gli animali di bassa intelligenza sono sempre Arenty, cos come alcuni esemplari del mondo vegetale e anche una buona parte dei Programmi Viventi Intelligenti. Un Arenty ha uno scopo ed legato a questo. Anche quelli pi complessi non possiedono la libert di scelta tipica delle entit coscienziose. Limbos Artifitial Conciouness LAC, chiamati anche ARCON, programmi senzienti con la possibilit di evolversi. Sono programmi che hanno la medesima complessit degli Elenty ed infatti vengono creati a loro immagine. I programmatori sdoppiano un Elenty e lo manipolano creando una nuova entit, non pi in conflitto con la sua gemella, e con lopzione di libera scelta. Esistono Arcon che si credono Elenty. Limbos Human Electronic Entity Ovvero gli Elenty. 4. La Struttura di Limbo Limbo un mondo incredibile e meraviglioso. una dimensione sempre in evoluzione, che per ragioni di memoria limitata non si estende, ma si trasforma. La struttura di Limbo ha due vertici, uno delimitato da unalba permanente di un sole azzurro e laltro delimitato da un tramonto permanente di un sole rosso. Lalba rappresenta la costruzione di nuovi programmi struttura, mentre il tramonto segna il punto in cui i vecchi LAS si cancellano per liberare memoria. I programmatori di Limbo hanno curato ogni dettaglio per la riuscita del grande esperimento. Cosa importantissima il continuo afflusso di energia elettrica necessario per la sopravvivenza di ogni Elenty all'interno del processore, che avviene attraverso alcune apparecchiature che assicurano un'abbondante fonte di energia rinnovabile. I piani dei programmatori non sono stati rivelati totalmente ai volontari che hanno abbandonato lesistenza terrena per vivere l'esperienza cibernetica. Questa segretezza deriva dagli studi effettuati sulle

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sperimentazioni di altri mondi virtuali. Secondo il piano conosciuto, gli Elenty avrebbero dovuto vivere una pacifica esistenza in Limbo per testimoniare la storia delluomo a chi un giorno avrebbe codificato questa eredit elettronica, nella speranza di tornare in superficie dentro un nuovo corpo. Ma le anomalie dei mondi virtuali portarono gli scienziati a complottare un diverso disegno. Limbo avrebbe avuto un fattore tempo, molto rallentato ma presente. La Rete di Hope credeva che sarebbero passati millenni prima che qualcosa potesse accadere allesterno. Il fattore tempo avrebbe fatto invecchiare e morire i programmi viventi al suo interno, ma avrebbe dato loro la possibilit di riprodursi. Il fattore tempo era importantissimo per armonizzare un mondo virtuale. Ma se gli Elenty sarebbero morti di vecchiaia, a cosa sarebbe servito tutto? La Rete di Hope cre dei doppioni degli Elenty allinsaputa di questi ultimi, e li imprigion in dei Frame che congelavano le entit stesse lasciandole in stand-by. Questi Frame vennero consegnati nelle mani di alcuni Arenty e Arcon con lo scopo di proteggerli fino a quando non fosse giunto il momento dellEmersione. I programmatori inoltre non costruirono un mondo pacifico e bellissimo. La moltitudine di creature, scenari e altre variabili rendeva Limbo, nel suo favolistico approccio, un mondo molto simile a quello reale. Vi erano Arcon che non guardavano di buon occhio gli Elenty, Arenty che avevano il preciso scopo di eliminare i doppioni umani, o di proteggere coloro che avevano in consegna i Frame. Inoltre vi erano i due grandi programmi dellequilibrio, le divinit di Limbo. Poseidon era un'onniscienza Arenty conoscitrice di ogni piano e dedita a mantenere lequilibrio nel mondo. Poi vi era Loke, un Dio Arcon libero, variabile rischiosa ma, secondo i teologi, necessaria per equilibrare lequilibrio stesso. Ma anche se Limbo aveva delle regole, rimaneva comunque un mondo virtuale, ed un programma evoluto sarebbe riuscito comunque ad aggirarle. Dentro Limbo veniva chiamata Magia, ma il termine tecnico sarebbe stato craccare. Perch proprio questo che Elenty ed Arcon di un certo livello riescono a fare; corrompere i programmi struttura per alterare le regole di un mondo costruito per funzionare in una certa maniera.

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E cos alcuni Elenty aggirarono il fattore tempo diventando immortali e qualcuno di loro venne a conoscenza dellinganno della Rete di Hope. 5. L'Inganno dei Frame Allinterno della Rete di Hope si svilupparono due diverse linee di pensiero; una abbracciava la casualit, confidando nellequilibrio sintomatico di milioni di varianti e forze opposte, laltra credeva nel grande disegno, uno schema programmato di eventi e previsioni di possibili fallimenti. Linganno dei Frame fu ovviamente la messa in atto di un piano ideato dai programmatori della seconda linea di pensiero. La realizzazione di questi back-up di coscienze umane fu attuata in segreto ed avvenne solo molto tempo dopo la scomparsa degli stessi programmatori. Vennero creati Arenty e Arcon con il preciso compito di copiare gli Elenty, imprigionare la loro copia in un Frame (sotto forma di un oggetto) e consegnarla ad un Keeper. Ma questi eventi accorsero solo quando linput si accese dentro questi stessi programmi viventi (chiamati Framemaker), in un tempo postumo alla scomparsa delluomo. I Framemaker Arenty erano programmati per autodistruggersi subito dopo aver portato a termine la missione. Gli Arcon (si sarebbe preferito utilizzare solo Arenty, ma la missione poteva rivelarsi troppo difficile per un programma privo di coscienza, cos si utilizzarono anche alcuni Arcon) invece avevano un errore di ricordo che entrava in funzione dopo aver effettuato il Frame e averlo consegnato ad un Keeper, e ci causava loro la perdita della memoria relativa a quellevento specifico. Questo accadeva per evitare che lArcon stesso rivelasse in un secondo tempo laccaduto. Infatti per realizzare un Frame, il Framemaker doveva avvicinarsi molto allElenty, diventargli amico, e questa amicizia poteva compromettere i piani della Rete di Hope. Se lentit Arenty controllata da una sorta di destino scritto, lentit Arcon libera tanto quanto un Elenty, e quindi incontrollabile.

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6. I Programmi Viventi ENTITY lesistenza ancora presente nel corpo delluomo. ELENTY la copia scaricata in un programma struttura. ARCON una coscienza artificiale, simile a un Elenty ma non di derivazione umana. ARENTY un Entit artificiale non cosciente ma fine a se stessa. PROGRAMMI VIVENTI Elenty, Arcon e Arenty sono Programmi Viventi allinterno di Limbo. 7. Il Fattore Tempo Nei primi Programmi Struttura privi di Fattore Tempo, gli Elenty erano molto pi forti e prevalevano sulla copia gemella esterna, che si lasciava morire. Si cre dunque per Limbo un Programma Tempo che invecchiava i Programmi Viventi, allinsaputa dei volontari Elenty che credevano di poter sopravvivere Limbo per un tempo indeterminato. La Rete di Hope infatti credeva che se un Elenty avesse vissuto un'esistenza immortale, avrebbe corrotto la sua stessa natura, diventando una coscienza che sarebbe stata unonnisciente evoluzione di quella umana, decisamente differente da quella che i programmatori si erano promessi di lasciare in eredit (vi erano inoltre rischi di collasso di identit e baratro dappagamento che potevano portare al suicidio gli stessi Elenty). Per questo motivo si crearono i Frame, e si introdusse il fattore tempo. 8. Il Tempo Dentro Limbo suddiviso in Cicli di circa 100 anni di Limbo, pari ad un millennio esterno. Questo Ciclo determinato dal cammino di Mountoor, la montagna dove risiede il portale per lEmersione. Questa montagna uno dei pochi LAS (programma struttura) che non subiscono trasformazioni ed laccesso al mondo esterno. Percorre le terre emerse dallalba del Sole Azzurro nei pressi di Limbo in costruzione, al remoto Sole Rosso di Limbo in cancellazione.

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Un Ciclo a sua volta suddiviso in mezzi cicli e quarti di ciclo, individuabili dalle distanze tra lalba, il tramonto e la posizione di Mountoor. In un quarto di Ciclo (25 anni di Limbo e 250 esterni) c una costante nel sistema che si ripete regolarmente circa 100 volte, segnando un periodo simile a una stagione (3 mesi di Limbo e 2 anni e mezzo esterni). Si tratta del passaggio di una cometa che possibile avvistare in qualsiasi luogo di Limbo. Nata per errore o forse per volere degli stessi programmatori, la Cometa Clessidra, battezzata cos per la sua inerenza col tempo, una sorta di campana che scandisce le stagioni di Limbo. Il Programma Stanchezza, che interferisce con ogni Programma Vivente in Limbo, segn il ciclo dei giorni, che in Limbo non sono condizionati dal sole. Ma i Programmi Viventi sentirono la necessit di suddividere i periodi di sonno (6/8 ore di stand by) e quelli di veglia (16/18 ore), in un totale di 10 Margini (3 di riposo e 7 di veglia). I margini sono a loro volta divisi in 50 pause. La vita di un Elenty, come della maggior parte dei programmi viventi, ha una durata di un ciclo. Esistono per alcuni che riescono a craccare il programma tempo e a diventare immortali. 9. I Programmi Necessit Interagiscono con i Programmi Viventi. Sonno, stanchezza, fame, sete, istinto, riprodursi, ecc Senza di questi si romperebbe lequilibrio del mondo virtuale e il significato stesso di esistenza da parte degli Elenty e degli Arcon. Nessuno in grado di aggirare questi programmi per molto tempo, neanche gli Elenty pi evoluti. 10. Riproduzione dei Programmi Viventi Arenty padre con Arenty madre Arenty figlio Arcon padre con Arenty madre Arenty figlio (la natura della madre prevale) Arenty padre con Arcon madre Arcon figlio (la natura della madre prevale)

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Arcon padre con Arcon madre Arcon figlio Elenty con Arcon Arcon figlio Elenty con Elenty Arcon figlio. Gli Elenty sono puri programmi derivati da una coscienza umana, quindi eticamente impossibile procrearli in Limbo. 11. Memoria Struttura e Memoria Vita Limbo un mondo chiuso, costantemente in cambiamento ma delimitato dalle sue possibilit di memoria. Questo non vale solo per la sua struttura che in continua evoluzione, ma anche per i programmi viventi che circolano al suo interno. Esiste un programma di sopravvivenza che spinge Arcon, Arenty ed Elenty a combattersi per lo spazio necessario allevoluzione della loro entit. Un Elenty immortale un enorme programma che occupa molta memoria; evolvendosi si espande ancor pi fino, se necessario, ad eliminare altri programmi per trovare lo spazio per la sua mole. Se la prima chiamata Memoria Struttura, la seconda chiamata Memoria Vita. Nota: Sawar un programma molto complesso e articolato che la memoria vita non pi in grado di contenere, e anche per questo sente la necessit di distruggere Limbo. Quando la sua entit digitale viene deframmentata nelle grotte dei Sewolf, non sentir pi questa urgenza. 12. Esistenze Nomadi A causa della mobilit di Limbo, i programmi viventi al suo interno sono costretti ad una vita nomade. Non esistono stati sociali o paesi. I villaggi che vengono costruiti hanno sempre intenti provvisori, e spesso la stessa struttura di Limbo che provvede ai ripari per i programmi viventi come nel caso degli Alberi Montagna e delle numerose caverne disseminate un po' ovunque. Di solito un popolo vive in una zona fino a quando il ciclo si chiude e il loro insediamento si avvicina al tramonto del sole rosso, segno della cancellazione della struttura di Limbo.

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Quando questo accade, il popolo si mette in viaggio verso un nuovo luogo da abitare. 13. Colonne delle Voci In Limbo esistono delle colonne di cristallo che spuntano casualmente nei remoti angoli della sua struttura e che vengono chiamate le Colonne delle Voci. Essenzialmente si tratta di portali di comunicazione per i programmi viventi. Le entit intelligenti usano le colonne per registrare dei messaggi al loro interno, messaggi che potranno essere ascoltati in ogni altra colonna. Non tutti per possono aver accesso a questi strumenti e solo pochi conoscono il loro funzionamento. Esistono messaggi aperti e messaggi schermati, diretti specificatamente a qualcuno, e naturalmente messaggi in codice, indovinelli e simili. Anche i programmi divini Poseidon e Loke utilizzano le colonne per comunicare con i programmi viventi, stando sempre molto attenti a non rivelarsi. 14. Mnemonia Esiste una memoria esterna che realizza un back-up compresso di tutti gli eventi rilevanti che avvengono in Limbo. Questo luogo dove viene conservata la testimonianza di ogni azione e parola di ogni programma vivente chiamato Mnemonia. Solo dei programmi evoluti riescono, non senza molte difficolt, a codificare le informazioni compresse di Mnemonia. Confutarle e alterarle quasi impossibile, ma un Elenty di grande esperienza potrebbe provarci. In Limbo Mnemonia una terra appartenente a unaltra dimensione. Un'entit deve viaggiare attraverso il corpo, la mente, lo spazio e il tempo per raggiungere la Terra dei Ricordi, ed avere la meglio sulle fiere che ne proteggono lentrata: i Lupi di Mneomonia, divoratori di rimorsi. 15. Entit e Forme Gli Elenty hanno sembianze umane, essendo le proiezioni digitali delle

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coscienze degli uomini, non essenzialmente identiche agli originali (gusci corporei dove risiedono le gemelle) ma sicuramente somiglianti. Levoluzione di un Elenty che viene corrotto dal fattore tempo (overdose di esperienza) apporta dei cambiamenti nella forma, cos come lo stesso fattore tempo che innesca un input di invecchiamento in ogni programma vivente (almeno che non si riesca a craccare). Gli Arcon sono prevalentemente umanoidi (derivano infatti da copie alterate di coscienze umane), ma la Rete di Hope riusc anche a dare vita a delle creature decisamente non umane, che per preservavano lindole libera tipica degli Acron. Gli Arenty possono essere sia umanoidi, che animali, che qualsiasi altra cosa. Praticamente gli Arenty sono semplicemente dei programmi struttura un po pi evoluti e complessi, di conseguenza Limbo ne pieno. 16. I Rednakes Sono Arcon di aspetto umano, alti e flessuosi, dotati di lunghe mani dalla potente stretta. Hanno una carnagione molto chiara, quasi lattea, e i loro occhi sono intensamente azzurri. Il loro nome deriva dal tipico dred-look, una chioma di spesse trecce cremisi che ricordano un nido di serpenti rossi (Rednakes). Abili combattenti a mani nude, portano spesso dei lunghi pugnali ricurvi che agitano veloci davanti agli occhi dei loro avversari. Esistono Rednakes chiamati Shamani che riescono ad alterare i programmi struttura. La loro comunit si sposta tra le foreste di Limbo abitando gli Alberi Montagna, tronchi enormi e cavi che possono accogliere decine di persone. una pira di Pietre Infuocate, i magici sassi degli shamani, illuminava il volto di Vulno impegnato in dolorose espressioni, sotto lo sforzo dellincantamento. Un gesto della potente mano e il fuoco divamp ancor pi in alto, per un accecante momento. Poi la fiamma si fece rossa e buia, e il paesaggio inizi a crepitare. Dai piedi dello shamano una larga voragine incominci ad aprirsi, un passaggio annullatore di distanze, una porta per il luogo che Vulno era deciso a

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raggiungere Tratto dai Racconti delle Serpi Rosse. 17. I Sandity Popolo Arcon che vive presso il deserto in grotte di sabbia compatta. Minuti e dal volto fanciullesco, hanno una carnagione che tende sul rosso, e gli occhi di ghiaccio simili a quelli dei felini. Infatti possiedono i tratti tipici dei gatti, orecchie a punta e leggermente pelose, denti affilati e unghie artigliate che usano come armi in combattimento. Silenziosi ed agili, alcuni Sandity chiamati Maestri possono trasformarsi in felini. un popolo schivo e riservato, che si allontana raramente dai luoghi che abita. Rinomata la bellezza delle loro donne, le Gatte 18. I Sewolf Creature Arcon di grossa mole, umanoidi ma ricoperte di peli. Hanno una curiosa carnagione bluastra, riflesso del mare presso cui abitano. Vivono infatti nelle grotte delle scogliere del Grande Mare di Limbo, il Mare Infinito come lo chiamano alcuni. Le grotte sono ampie e meravigliose, ricche di cristalli ed anfratti, opere perfette della matrice. I Sewolf sono abili forgiatori e maestri nelluso di spade e spadoni. Pur vivendoci accanto, evitano prudentemente di navigare il mare, poich lo temano pi di ogni altra cosa. Il Mare di Limbo si perde ai confini della sua memoria. 19. I Dowa Popolo Arcon silenzioso e saggio, vive presso le grotte dietro le Cascate dellEternit Foreverfall. Le cascate sono un programma struttura di Limbo che ritorna abitualmente. Non sempre appaiono allalba di Limbo dopo la loro cancellazione, ma prima o poi ritornano, e i Dowa lo sanno bene. Durante il periodo in cui le cascate non sono presenti nel

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mondo in continuo cambiamento, i Dowa errano in meditazione attraverso le terre di Limbo, cantando strane canzoni appartenenti a dimensioni lontane. I Dowa hanno una carnagione grigiastra, sono alti e flessuosi e si muovono lentamente e con fare aggraziato. Hanno grandi occhi blu obliqui privi di sclera, piccolissime orecchie, due orifizi per naso, una bocca simile a una taglio (ma dolcemente sorridente) e sono privi di capelli. Conoscono la magia. sentivo il rumore delle cascate cambiare in unantica melodia, e vi erano delle voci che lo accompagnavano. Parlavano una lingua incomprensibile ma stranamente amichevole. Mi avvicinai al bordo del precipizio e guardai oltre le pietre, gi fin dove il fiume si lasciava cadere con scrosci e gorgoglii, e la luce della Grande Luna Bianca illuminava le rocce che affioravano sopra lacqua di un laghetto. Sopra le rocce alcune flessuose figure danzavano, o almeno io interpretai quei movimenti come una danza. Erano proprio quelle figure che partecipavano a quel canto. Per un attimo lunghissimo il mondo davanti ai miei occhi sembr fermarsi Tratto da I Viaggi di Kyos, storie delle recondite regioni di Limbo. 20. I Cieli di Limbo I Cieli di Limbo sono molteplici e cambiano a seconda dello scenario in cui ci si trova. Limbo non rispetta regole fisiche, temporali o meteorologiche come il mondo reale. Luce, umidit, temperatura e venti sono relativi ai paesaggi e gradualmente cambiano insieme a questi. Ecco allora che si potranno avere pianure piovose accanto a montagne assolate, e oltre queste declivi notturni illuminati da una luna rossa. 21. La Biblioteca Volante Nei cieli multicolori di Limbo si trova la Biblioteca Volante, isola galleggiante non appartenente alla struttura di Limbo e per questo libera

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di spostarsi in ogni dove. Gli Aviatores, popolo Arenty dallaspetto sfuggente, alti e vestiti in nero con lunghi capelli bianchi, custodiscono i segreti della biblioteca e guidano lisola galleggiante attraverso lo spazio e il tempo di Limbo. La grande piattaforma sulla quale si erge la biblioteca ha un diametro di circa mille passi ed ricoperta dalla vegetazione. Un bellissimo giardino ricco di rarit botaniche (vere e create dallimmaginazione dei programmatori, incluse terribili piante carnivore) circonda tre costruzioni di vetro scuro. Una custodisce la storia del mondo esterno, ma a nessuno permesso consultarla n accedervi. super protetta e neanche gli Aviatores sono autorizzati a consultare i libri al suo interno. Una seconda costruzione detiene la storia di Limbo e la bugia della sua natura (reale ed organica a differenza di quella vera, fatta di byte). Questa ovviamente accessibile a tutti. Infine la terza contiene i segreti della magia di Limbo ed accessibile a pochi. Gli Aviatores guidano lIsola Volante attraverso la struttura di Limbo con il preciso incarico di consegnare al guardiano di Mountoor leredit del vecchio mondo al momento dellEmersione. Ogni tanto una misteriosa confraternita chiamata i Veggenti di Mnemonia compare sullisola insieme a nuovi volumi per la grande biblioteca. Provengono dai remoti confini di Limbo alle porte di Mnemonia, la terra dei ricordi. Vivono su delle grandi navi e sono a guardia del passaggio verso quelle terre proibite. 22. Il Guardiano di Mountoor Il Guardiano di Mountoor un gigante immortale dalla pelle bronzea, un Arenty di enorme forza e potere che ha il compito di proteggere laccesso alle grotte che nascondono il portale esterno. Brandisce una grande ascia ed indossa un elmo d'acciaio indistruttibile. sicuramente la creatura di Limbo pi imponente. Egli vive per adempiere al suo compito e lEmersione segner la fine della sua missione.

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23. Le Lingue di Limbo La lingua ufficiale di Limbo il Sint, un derivato di tutte le lingue conosciute. Si parlano per anche altri idiomi, estrapolazioni di conoscenze Elenty evolute da comunit Arcon, evoluzioni comunicative legate ai diversi gruppi sociali, codificazioni impostate da Limbo stesso. Esiste poi la lingua dei maghi, chiamata anche Bit, derivata dai linguaggi degli stessi programmatori. Il Bit capace di alterare gli stessi programmi. 24. Gli Spettri di Limbo Se un programma vivente viene ucciso possibile che il sistema non lo cancelli del tutto. In tal caso rimane nel mondo virtuale una sorta di scia, di ombra dellessere che fu. Questa creatura chiamata Spettro o Draugur ed il suo principale intento quello di penetrare un altro programma vivente e possederlo per prenderne il controllo. Apparizioni fotocromatiche, squarci nei programmi struttura, suoni stridenti ingiustificati ed altre manifestazioni sono la prova della presenza di questi esseri. nella foresta regnava loscurit, squarciata qua e l dai bagliori della luna sopra le chiome degli alberi. La temperatura era calata dimprovviso insieme al vento che frusciava e soffiava. Ora tutto taceva, tutto tranne che un suono acuto e distante, una melodia ripetitiva di tre note battute su uno strumento metallico: tin, tin, tin Dun tratto le radici di un enorme quercia incominciarono a risplendere di una luce argentata che pareva viva, e subito la fluorescenza percorse il tronco dellalbero fino a raggiungerne le alte fronde. Lapparizione dur pochi istanti e fu accompagnata da un leggero boato, poi tutto torn come prima, e il vento riprese a cantare Tratto da Lo Spettro della Foresta.

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25. La Musica in Limbo La Rete di Hope si convinse che il patrimonio musicale dellumanit dovesse fare da colonna sonora al mondo di Limbo, come se la presenza reale delle melodie pi importanti della storia delluomo potessero armonizzare quelluniverso virtuale. Per questo i programmatori disseminarono le canzoni del nostro mondo in ogni angolo di Limbo, e i programmi viventi possono accedervi nelle situazioni pi disparate; il profumo di un fiore, il raggiungimento della vetta di un monte, il gusto di una bacca, la scoperta di una caverna, lascolto di una conchiglia, il sonno presso un antico albero, la caduta di una foglia ecc. Ovviamente Arcon ed Elenty svilupparono la volont di riprodurre queste melodie che venivano percepite in ogni angolo di Limbo (i Canti di Limbo). Esistono menestrelli Arcon e menestrelli Arenty. Questultimi hanno un'impostazione musicale fin dalla nascita e un repertorio vastissimo. Mirror alz gli occhi verso il cielo purpureo su cui brillava fievolmente la coda della Cometa Clessidra, mentre il vento del mare gli asciugava il sudore sulla fronte. Stringeva nella mano destra lascia insanguinata con la quale aveva appena decapitato il Troll delle Sabbie. Lelettricit della morte scivolava insieme al sangue sulla lama scura dellarma. Il cielo si tinse di giallo per qualche istante, mentre una nube viola oscurava il sole del quinto margine. Mirror riconobbe la sensazione arrivare. Era una melodia blasfema e tagliente, che cavalcava ritmi ancestrali, mentre il rullare dei tamburi si fondeva con le graffianti melodie di strumenti sconosciuti. Chiuse gli occhi per farsi riempire dalla sensazione. La morte cantava, e Mirror ne assaporava la suadente voce Tratto dai Misteri di Limbo, in cui si narrano le avventure di Mirror, spirito libero schiavo di mille perch.

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26. Le Lande del Disordine I Troll delle Sabbie sono creature Arenty molto pericolose. Il loro aspetto umanoide e muscoloso, hanno una pelle gommosa e due fessure per occhi. Abitano le dune di sabbia, i deserti e le zone selvagge di Limbo, ed il loro cromatismo dorato li rende quasi invisibili allinterno del loro habitat. Si cibano dei vermi delle sabbie, altre creature terribili, manifestazioni virtuali del caos appartenenti alle recondite lande di Limbo. Le Lande del Disordine sono una costante nel processo creatore dei programmi struttura e ritornano, pi o meno casualmente, occupando porzioni di tutte le terre emerse. Stimolano nei programmi viventi la percezione del pericolo e del dolore allontanando il rischio del baratro dellappagamento. Improbabili vegetazioni, ameni declivi, terrificanti paludi sono gli scenari tipici di queste terre. Ogni programma vivente allinterno di Limbo conosce le orribili storie e leggende delle Lande del Disordine, e le favole che vengono raccontate ai bambini sono spesso originarie di quei luoghi oscuri. 27. Il Mare Infinito Il mare di Limbo un estensione infinita di un programma che si ripete, una sorta di paesaggio che si riflette in due specchi paralleli e viene riprodotto allinfinito. Il mare una costante nella struttura di Limbo, ma a differenza di Mountoor non appartiene veramente alla geografia del mondo virtuale. infatti una sorta di confine, un luogo sfuggente e pericoloso. Pochi lo navigano, a parte i Veggenti di Mnemonia, che hanno la loro flotta volante nei pressi del Vortice della Memoria, il passaggio da Limbo alle terre di Mnemonia. 28. Il Dodicesimo Ciclo di Limbo Nella seconda met del dodicesimo ciclo della storia di Limbo, si evolveranno alcuni eventi fondamentali per lesistenza di ogni forma vivente del mondo virtuale. Incidentalmente entrer in funzione il

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programma di Preparazione allEmersione, una contingenza di eventi prestabiliti dai programmatori con lo scopo di favorire la riuscita dellesperimento. Ma in realt la messa in moto di questi accadimenti dovuta ad un errore della matrice. 29. Personaggi Principali SAWAR: Elenty immortale corrotto dal potere. Egli sicuramente lentit pi potente di Limbo dopo il Gigante di Mountoor. Multiforme, sfuggente e senza piet, vomita addosso a chiunque la rabbia accumulata durante le sue ere di prigionia virtuale. Non ha speranza di riemergere, non crede nella vita di Limbo e non riesce a convincersi delle sensazioni percepite perch concio dellartificialit di queste. Il suo solo scopo distruggere. RIVIER: Elenty immortale di grande saggezza. Ha visto epoche virtuali passare davanti ai suoi occhi ma continua ancora a credere nel mondo reale e nella possibilit di emergere. Tuttavia la sua esistenza non si basa esclusivamente su questa speranza. Lui crede, a differenza di Sawar, che limportante essere, al di l del modo e del mondo in cui si . DRUGE: Arcon immortale che si crede Elenty. Fiero e combattivo, attende il momento dellEmersione perch convinto di averne diritto (ma il Gigante di Mountoor non permetterebbe mai ad un Arcon di accedere al portale esterno). Scoprir la sua vera natura attraverso il gesto di un Framemaker, uno dei pochi rimasti, che ne far una copia identica e gli dimostrer di poter convivere con il suo gemello (cosa impossibile per un Elenty). MILA: Compagna di Druge, Elenty immortale. Si ormai convinta di ci che suo marito pensa di essere, anche se in cuor suo sa che non vero. RYO: Framemaker amico di Druge che riveler la sua vera natura.

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NICON: Arcon immortale molto potente, a capo della gilda di cavalieri protettrice di tutte le trib Arcon. Egli odia gli Elenty, odia la loro causa ed fermamente convinto che lestinzione di questi sia la prova dellinadeguatezza di vivere in un mondo reale. Non reputa gli Arcon superiori, dato che provengono da una costola degli uomini, ma crede nellassoluto equilibrio di un mondo virtuale come Limbo, dove esistono regole ma possono essere infrante. Crede nella magia e ama Limbo in tal modo che il suo scopo quello di farlo sopravvivere in eterno. JADE: Keeper Arcon. Una ragazza dalla grande forza di volont e desiderosa di conoscere la verit dietro il mistero delloggetto che destinata a proteggere per tutta la vita. YUMO: Protettore Arenty di Jade. Gigante muto dalla forza disumana. MISAR: Arcon saggio fedele alla causa di Limbo. Alloscuro del grande disegno, combatte insieme a Jade e Yumo per scoprire il significato delloggetto in mano alla giovane ragazza. 30. Ancora sul Significato dei Frame Perch si dovuto creare un intero mondo attorno al progetto dei Frame? Non sarebbe stato semplicemente possibile congelare queste esistenze su diversi supporti di memoria fino al momento di un eventuale emersione? In realt tutto il progetto Limbo si basa su una moltitudine di imponderabili varianti. Per quanto si sia cercato di programmarlo fin nei minimi dettagli, nessuno poteva prevedere come le cose si sarebbero evolute. Lo scopo principale della Rete di Hope era quello di creare un Mondo Alternativo, una via di fuga per il genere umano. Fenomeni dello stesso tipo ne esistevano a centinaia, luoghi virtuali in cui la gente cercava di sfuggire al suo destino, ma nessuno di questi mondi poteva davvero competere con la grandezza di Limbo. Ai tempi del 12esimo ciclo, periodo in cui si svolgono i fatti descritti

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nel libro, Limbo lunico mondo virtuale perfettamente funzionante sulla Terra. I pochi attivi ancora esistenti sono oramai corrotti e fuori controllo. Nella sua variet di forme, significati e prerogative, Limbo era riuscito a sopravvivere rimanendo per millenni lunica e sola autorevole eredit digitale delluomo. 31. Portali Dimensionali (Le Connessioni) Mountoor un portale dimensionale, ovvero una connessione per accedere fuori da Limbo. Le connessioni tra i mondi virtuali esistevano allepoca della rete e rimasero per molto tempo anche dopo la scomparsa delluomo, grazie ai satelliti orbitanti che permettevano i collegamenti wireless. Durante questo periodo alcune creature provenienti da altri mondi cercarono di penetrare in Limbo, mettendo cos a repentaglio le sorti dellesperimento. La Rete di Hope cre il Guardiano di Mountoor non solo per proteggere il portale, ma anche per scongiurare una possibile invasione di entit esterne. infatti di gran lunga la creatura pi potente di Limbo, un programma capace di respingere qualsiasi minaccia. Tuttavia la presenza del Guardiano non bast a tranquillizzare la Rete di Hope che escogit un altro sistema di sicurezza. Otto programmatori (gli stessi che avevano ideato i Framemaker) costituirono una piccola unit di controllo virtuale allinterno di Limbo. Scaricarono allinterno del sistema il loro doppione virtuale (in stand by fino al momento della loro morte reale), per continuare a controllare lesperimento fino a che la minaccia di infiltrazioni esterne non si fosse esaurita. Questa unit di controllo venne chiamata La Guglia, e si trovava negli abissi del Mare Infinito, un'imponente torre di giada a guardia della quale furono messi dodici squali giganti di natura immortale. La torre sarebbe dovuta scomparire alla fine del primo ciclo, quando le connessioni satellitari non sarebbero pi state un problema, ma uno degli otto credeva che sarebbe stato pi sicuro continuare a tenere sotto controllo Limbo, cos escogit uno stratagemma che gli permise di fingere la propria morte e la dissolvenza della torre insieme agli altri sette programmatori, e di tornare da solo alla Guglia in un tempo postumo, in modo regolare e

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continuo. La torre appare infatti ogni mezzo ciclo e Wirlock (questo era il nome del programmatore) torna nella sua curiosa rappresentazione virtuale di vampiro per assicurarsi che tutto proceda secondo i piani. Rimane in Limbo per un breve periodo, evitando di rimanere corrotto da un'esistenza immortale, e poi ritorna nella sua tomba sui fondali del Mare Infinito. 32. La Mitologia Arcon Esiste una storia che narra della creazione di Limbo secondo gli Arcon, una genesi che non ha nulla a che fare con mondi virtuali ed esperimenti. Gli Arcon sono a tutti gli effetti degli uomini che vivono (o cercano di vivere) unesistenza normale dentro un mondo che a livello percettivo non ha nulla di sbagliato. La mitologia Arcon, per quanto fantasiosa, serve a consolidare il senso di realt in tutte le creature abitanti Limbo. La storia narra dei due Dei di Limbo, Poseidon e Loke (nella lingua Bit), che nel comune Sint sono conosciuti coi rispettivi nomi di Seidon e Kyos. Essi erano fratelli, figli di un grande re chiamato Hope. Allepoca di Re Hope il mondo era piatto e delimitato dal mare che lo circondava. I due fratelli amavano molto quel mondo e ne conoscevano ogni collina, ogni fiume e ogni albero. Lo attraversavano in lungo e in largo a cavallo di due stalloni, uno bianco per Seidon ed uno nero per Kyos. A quel tempo il sole saliva e scendeva nel cielo seguendo un corso preciso ed il tempo veniva spezzato dal suo spostamento. La Cometa Clessidra non esisteva e le stagioni erano segnate dai cambiamenti climatici. Il mondo era ordinato e perfettamente congegnato, ma per il giovane Kyos divenne troppo prevedibile e scontato, cos un giorno rivel al fratello il suo disappunto. Seidon capiva le ragioni del fratello minore ma sapeva che lordine del mondo faceva si che tutte le creature che vi abitavano potessero vivere insieme felici e in armonia. Kyos per non riusciva pi a tollerare quel continuo susseguirsi dei giorni tutti uguali. Allepoca gli uomini costruivano grandi edifici di pietra e splendide citt. Essi erano i figli di Hope, di Seidon e di Kyos, discendenti della

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famiglia divina, ed erano chiamati Elenty. Ma quando Re Hope mor lasciando il trono in eredit a suo figlio maggiore Seidon, Kyos divenne ancora pi insofferente. Un giorno fece costruire una grande nave e confess al fratello di voler andare a vedere dove nascesse il sole. Cos salp verso oriente e non si vide pi. Ma dopo qualche tempo il clima cambi repentinamente e ci furono tempeste, uragani e maremoti. Anche il terreno sembrava in tumulto, ed alcuni edifici crollarono a causa di improvvisi terremoti. Seidon and presso la tomba del padre per chiedere al suo spirito il motivo di quei disastri, ed il padre gli rispose che suo fratello aveva raggiunto lorizzonte laddove nasceva il sole ed aveva lacerato il drappo che conteneva il mondo, facendo entrare nuove terre. Ma il mondo non poteva contenerle tutte. Cera bisogno di un apertura per farle uscire. Cos Seidon fece anchegli costruire una nave e salp verso l'orizzonte opposto, dove il sole andava a dormire. Con la sua spada dorata fendette il drappo di cielo che conteneva il mondo, facendo uscire il mare e le terre in eccesso. Fu cos che Limbo venne creato, che le citt scomparvero risucchiate oltre lo strappo allorizzonte e che gli uomini Arcon, figli degli Elenty, furono condannati ad un esistenza errante in un mondo in continuo cambiamento. Come si detto, nella mitologia Arcon gli Elenty sono i figli di Seidon e di Kyos e molti di loro abitavano le grandi citt che vennero inghiottite dallo strappo. Preferirono perire tra le mura dei loro imponenti edifici che essere condannati ad un vita nomade in un mondo sconosciuto. Alcuni invece accettarono quellinfausto destino e partirono allesplorazione delle nuove terre. Questi furono chiamati Arcon, il popolo errante. Un signore Elenty chiamato Fergus aveva molte greggi a cui badare, ma non abbastanza uomini per accudirle. Fergus era anche un grande mago, parente stretto dei due Dei (infatti era cugino di Seidon e di Kyos). Egli cre il popolo Arenty per servirlo. Secondo la mitologia Arcon Mountoor un luogo infestato da demoni, un posto estremamente pericoloso dal quale meglio stare alla larga. In tempi remoti strane creature provenienti da assurde dimensioni facevano la loro comparsa attraverso la montagna, nei rari casi in cui

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riuscivano ad oltrepassare il Guardiano. Il Guardiano in realt un potente programma di protezione ed assume la forma di un gigante dalla pelle bronzea, mentre per la mitologia Arcon egli un demone dagli occhi di fuoco, per met uomo e met uccello. Il suo sguardo pu pietrificarti e il suo urlo pu portarti alla follia. La Connessione (Portale Dimensionale) si trova nel cuore della montagna ed assume la forma di un globo di luce azzurra. Questo globo galleggia a mezzaria sopra un lago nero come la notte che occupa quasi lintera superficie di unampia grotta. Nella grotta risiede anche il Guardiano. Secondo la mitologia Arcon solamente durante il tempo dellEmersione gli uomini potranno recarsi presso Mountoor senza timore di essere aggrediti dal Gigante, perch quello sar il momento in cui gli oggetti sacri di Seidon verranno consegnati al Guardiano. Allora il dio degli Arcon metter fine al moto perpetuo di Limbo e le antiche citt risorgeranno. 33. Il Padre di Jade Jade lerede di un oggetto di famiglia, i misteriosi Frame in cui sono conservate le copie degli Elenty e di cui gli Arcon non sanno nulla. Essi pensano infatti che quando questi verranno consegnati al Guardiano di Mountoor, nel momento di preparazione allEmersione, le terre del vecchio mondo sinnalzeranno dagli abissi del mare e le vecchie citt risorgeranno. Il padre di Jade si chiama Ethan ed stato un Keeper per quasi un quarto di ciclo, e prima di lui lo fu il fratello di suo madre, suo zio Adhernot. Essere un Keeper significa essere da solo insieme al proprio protettore Arenty, lontano dallavidit degli uomini e dalla propria trib, per evitare di mettere in pericolo altri Arcon. Questa la legge del Keeper. Ethan fu costretto a lasciare la comunit degli Arceri Rossi ed affrontare il pellegrinaggio attraverso Limbo insieme a Yumo, guerriero Arenty che da generazioni era il protettore delloggetto assegnato alla sua famiglia. Si tratta di un medaglione con uno smeraldo incastonato, il Frame che imprigiona il doppione di Sawar.

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Nella mitologia Arcon essere Keeper il privilegio pi grande. Gli oggetti, appartenenti alla famiglia dallinizio del tempo sono stati consegnati da Seidon in persona e servono a riportare il mondo come era prima dei due strappi, interrompendo cos la nomade esistenza di ogni Arcon. Durante il suo pellegrinaggio Ethan incontra Misar, un uomo saggio e comprensivo. Accompagner anche Jade nel suo viaggio attraverso Limbo, mantenendo la promessa di proteggere la figlia fatta allamico in punto di morte. 34. Mylo e Rivier Mylo un giovane Arcon che viene tratto in salvo dallElenty Rivier e ne diventa amico, iniziando cos un lungo e difficile cammino di reminiscenza. Il rapporto tra i due intrigante. Il ragazzo fiero e testardo, crede di sapere tutto ma in realt un ingenuo dal cuore doro. Rivier affascinato dal coraggio che il giovane dimostra, per questo lo segue e lo indirizza verso la conoscenza della magia. Mylo viene a sapere dei Misteri e vorrebbe che Rivier glieli rivelasse, ma lElenty sa bene che per afferrare il significato che si nasconde dietro i Misteri, un Arcon deve prima essere ben preparato. 35. I Misteri di Limbo nella Mitologia Arcon Alcuni sanno che esistono ma non ne conoscono il significato, altri credono invece che siano soltanto un mucchio di storie senza senso, pochi riescono ad afferrarli e la maggior parte degli Arcon non hanno la pi pallida idea di cosa essi siano. Credere ai Misteri significa rifiutare la storia della creazione di Limbo e lesistenza di Seidon e Kyos. Per alcuni credenti e fedeli come i Testimoni di Seidon questa posizione considerata eretica. I Misteri di Limbo sono la visione pi vicina alla verit sul mondo virtuale che gli Arcon possono permettersi di comprendere. Non conoscendo infatti la differenze tra reale e virtuale, le creature Arcon ed Arenty non sono capaci di capire a pieno il segreto di Limbo. La conoscenza dei Misteri per rivelano importanti aspetti della verit.

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Limbo stato creato dagli Elenty Gli Elenty provengono da un altro mondo Limbo significa Luogo di Attesa. Gli Elenty lo hanno creato per sfuggire alla morte del proprio mondo e aspettano dentro Limbo lavvento di un nuovo mondo (Emersione). Seidon e Kyos non sono creature divine ma sono forze interne di Limbo create dagli stessi Elenty. Gli oggetti di famiglia sono chiamati Frame e contengono le essenze vitali degli Elenty.

36. La Gilda di Nicon Una sgargiante carovana composta da un centinaio di Arcon attraversa Limbo in lungo e in largo, esplorando le nuove terre, cercando i significati dei Misteri e insegnandoli a coloro che vogliono far parte della comunit. Vi fanno parte cavalieri, stregoni, veggenti e ranger esperti nelle pi svariate abilit. Il nobile intento della Gilda quello di proteggere ogni Arcon dalle conseguenze degli strani disegni degli Elenty, considerati un pericolo per Limbo. La Gilda segue una disciplina alquanto severa ed nemica giurata degli Elenty. A sua volta vista male da chi rifiuta lesistenza dei Misteri e dai Testimoni di Seidon, comunit devota al dio creatore di Limbo. 37. I Testimoni di Seidon Si tratta di una comunit mista di Arcon ed Arenty dedita a testimoniare in Limbo la Verit di Seidon, ovvero la mitologia Arcon secondo la quale il mondo fu creato dagli strappi degli orizzonti causati dai due figli di Re Hope. Estremamente rigidi nei loro preconcetti, gli appartenenti a questa comunit errante rifiutano ogni diceria sui Misteri e ripudiano totalmente la magia (che in qualche modo legata ai Misteri). Sono nemici della Gilda di Nicon, banda di stregoni ed eretici che girovaga per Limbo infangando la verit di Seidon.

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38. Ancora su Sawar Sawar anche chiamato il Delirante Demolitore di Limbo ed , dopo il Guardiano di Mountooor, la creatura pi potente delle terre emerse. Pi di ogni altro Elenty Sawar rimase deluso dellinganno di Limbo. Fu abile, appena si accorse dellesistenza del fattore tempo che controllava i programmi viventi, ad imparare ogni trucco che gli permettesse di sopravvivere al programma di invecchiamento. Divenne immortale, come lo divennero anche altri Elenty, e col passare del tempo la sua inquietudine crebbe, fino a convincersi che lEmersione non sarebbe mai arrivata, e che tanto valeva distruggere quel mondo fittizio che non riusciva a dargli pi nessuna emozione. Insieme a lui vi erano altri due Elenty insofferenti. Ekaron, lo smilzo braccio destro di Sawar e Davinia, compagna di letto e di stregonerie. Sawar lunico che riesce a manipolare la Memoria Vita per creare creature Arenty al suo servizio. Egli li chiama Golem o Gargoyle. La sua dimora una rocca galleggiante che si sposta sulla superficie di Limbo. Le sue Belve senza anima la proteggono mentre lui siede sul trono della pi alta torre a meditare nuove incursioni di distruzione. Wirlock lo tiene docchio ogni volta che ritorna alla Guglia. Crede fermamente che lesistenza dellElenty corrotto a questo punto crei un equilibrio necessario per la continuazione dellesperimento.

GM Willo 2006 - 2011

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INDICE

Intro Libro Primo Libro Secondo Libro Terzo I Racconti La Promessa di Sawar Favole di un Elenty Dinastia di Limbo Il Portatore del Bracciale I Giochi Erotici di Davinia Tu Non Esisti Il Segreto dei Dowa Il Pianto di Mila L'uomo delle Montagne Appendici

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