Capitolo 11

Soluzioni di Quesiti ed esercizi
Quesiti ed esercizi svolti 11.1. (1) Sia R
3
dotato del prodotto scalare standard e sia F l’operatore
autoaggiunto che, rispetto alla base canonica e, ` e associato alla forma quadratica
Q(x
1
, x
2
, x
3
) = x
2
1
+x
2
3
−2x
1
x
2
−2x
1
x
3
+ 2x
2
x
3
.
(i) Scrivere la matrice di F in base e;
(ii) Determinare gli autovalori di F e la matrice di F rispetto ad una sua base f ortonormale e
diagonalizzante;
(iii) Scrivere l’espressione della forma quadratica Qin base f. Determinarne il rango, la segnatura
e l’indice di nullit` a.
Svolgimento. (i) In base e la matrice di Q, e quindi di F, ` e data da:
_
_
1 −1 −1
−1 0 1
−1 1 1
_
_
.
Sia A tale matrice.
(ii) Denotata con T un’indeterminata, il polinomio caratteristico di A ` e dato da
P(T) = det (A−TI
3
) = −T(T −(1 +

3))(T −(1 −

3)).
Dunque A, e quindi F, ha tre autovalori distinti che sono 0, 1 +

3, 1 −

3. Nella base f
ortonormale di autovettori, F ha matrice associata data da:
_
_
0 0 0
0 1 +

3 0
0 0 1 +

3
_
_
.
(iii) In base f, la forma quadratica si scrive
Q(Y
1
, Y
2
, Y
3
) = (1 +

3)Y
2
2
+ (1 −

3)Y
2
3
,
se y
1
, y
2
, y
3
sono le coordinate di R
3
rispetto alla base f. Perci ` o la forma quadratica Q ` e degenere,
di rango 2; pertanto, l’indice di nullit` a ` e 3 −2 = 1, mentre la segnatura ` e (1, 1).
67
68 CAPITOLO 11. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
(2) Sia F l’operatore autoaggiunto di R
4
definito, rispetto alla base canonica, dalla matrice
simmetrica
A :=
_
_
_
_
1 0 0 0
0 −1 0 0
0 0 0 1
0 0 1 0
_
_
_
_
.
(i) Scrivere l’equazione della forma quadratica Q associata a F.
(ii) Utilizzando il teorema Spettrale degli operatori autoaggiunti, diagonalizzare A determinando
la base ortonormale di autovettori di A in cui Q risulta essere una forma quadratica diagonale.
(iii) Dedurre la forma canonica di Sylvester di Q, determinando esplicitamente la segnatura di Q.
Svolgimento. (i) La matrice della forma quadratica Q coincide con A. Quindi Q ha equazione:
Q(X
1
, X
2
, X
3
, X
4
) = X
2
1
−X
2
2
+ 2X
3
X
4
.
(ii) Il polinomio caratteristico di A ` e
P
A
(T) = (T −1)
2
(T + 1)
2
.
Quindi A ha due autovalori distinti, i.e. 1 e −1, ambedue di molteplicit` a algebrica 2. Denotati
con V
1
e V
−1
i rispettivi autospazi, dalla teoria generale sulle forme quadratiche e gli operatori
autoaggiunti, sappiamo che tali autospazi sono automaticamente di dimensione 2 ciascuno. Infatti
abbiamo:
V
1
= Lin
_
_
_
_
_
_
_
_
1
0
0
0
_
_
_
_
,
_
_
_
_
0
0
1
1
_
_
_
_
_
_
_
_
, V
−1
= Lin
_
_
_
_
_
_
_
_
0
1
0
0
_
_
_
_
,
_
_
_
_
0
0
1
−1
_
_
_
_
_
_
_
_
,
poich´ e le equazioni cartesiane per V
1
sono
X
2
= X
3
−X
4
= 0,
mentre quelle per V
−1
sono
X
1
= X
3
+X
4
= 0.
Dal Teorema spettrale degli operatori autoaggiunti e le sue varie conseguenze, per diagonalizzare A
basta considerare una base ortonormale di autovettori di A. Sappiamo che i due autospazi V
1
e V
−1
sono gi` a fra di loro ortogonali, poich´ e sono autospazi relativi ad autovalori distinti. Osserviamo
inoltre che i generatori di V
1
(rispettivamente di V
−1
) sono due vettori ortogonali. Perci ` o per
determinare una base ortonormale di R
4
costituita da autovettori di A, basta normalizzare i 4 vettori
trovati. Otteniamo che la base voluta ` e
f :=
_
¸
¸
_
¸
¸
_
_
_
_
_
1
0
0
0
_
_
_
_
,
_
_
_
_
0
0
1/

2
1/

2
_
_
_
_
,
_
_
_
_
0
1
0
0
_
_
_
_
,
_
_
_
_
0
0
1/

2
−1/

2
_
_
_
_
_
¸
¸
_
¸
¸
_
.
69
Dalla teoria generale, in tale base, la matrice A diventa congruente alla matrice
A

=
_
_
_
_
1 0 0 0
0 1 0 0
0 0 −1 0
0 0 0 −1
_
_
_
_
,
cio` e alla matrice che ha sulla diagonale principale gli autovalori di A, nell’ordine relativo alla scelta
dell’ordinamento dei vettori della base f. Questo significa che la forma quadratica Q in tale base
ha, rispetto alle opportune coordinate, equazione
Q(Y
1
, Y
2
, Y
3
, Y
4
) = Y
2
1
+Y
2
2
−Y
2
3
−Y
2
4
.
(iii) Ovviamente la base f ` e gi` a una base di Sylvester, data la forma di Q in tale base. La segnatura
di Q ` e ovviamente (2, −2), come si deduceva gi` a dal segno degli autovalori di A.
(3) In R
3
si consideri fissato il vettore u
0
=
_
_
1
2
1
_
_
. Sia F l’operatore lineare di R
3
, definito da
F(x) = x ∧ u
0
, ∀ x ∈ R
3
.
(i) Stabilire se F ` e un operatore autoaggiunto;
(ii) Calcolare la matrice di F rispetto alla base canonica e confrontare con la risposta in (i).
Svolgimento. (i) Dimostriamo che F non ` e autoaggiunto. Notiamo dapprima che F non ` e
l’operatore nullo.
Ora, per ogni x, y ∈ R
3
, ricordando le propriet` a del prodotto vettoriale, si ha che
F(x), y = x ∧ u
0
, y = x, u
0
∧ y = x, −y ∧ u
0
= x, −F(y).
Poich´ e in generale per un qualsiasi operatore G si ha G = −G se, e solo se, G ` e l’operatore nullo,
questo dimostra che F non pu` o essere autoaggiunto.
(ii) Per calcolare la matrice A di F rispetto alla base canonica, basta vedere le immagini F(e
i
),
1 ≤ i ≤ 3, dei tre vettori della base canonica. Per definizione di F, basta calcolare i tre prodotti
vettoriali
e
i
∧ u
0
, 1 ≤ i ≤ 3.
Svolgendo tali semplici conti, manifestamente si vede che la matrice A non ` e una matrice simme-
trica. Poich´ e la matrice A ` e espressa utilizzando una base ortonormale rispetto al prodotto scalare
standard che esiste su R
3
, allora possiamo anche in questo modo concludere che F non pu` o essere
un operatore autoaggiunto, come abbiamo dedotto in modo intrinseco al punto (i).
(4) Sia data la forma quadratica di ordine 3
Q(X
1
, X
2
, X
3
) = 3X
2
1
+ 4X
1
X
2
+ 8X
1
X
3
+ 4X
2
X
3
+ 3X
2
3
.
70 CAPITOLO 11. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
(i) Determinare il rango, la segnatura e l’indice di nullit` a di Q. Dedurre che tipo di forma quadra-
tica ` e.
(ii) Determinare una base ortonormale di R
3
in cui Q si diagonalizza e la matrice ortogonale che
determina la congruenza con la relativa matrice diagonale.
(iii) Determinare la base di Sylvester e la relativa forma canonica di Sylvester di Q.
Svolgimento. (i) La matrice A associata a Q in base canonica e per R
3
` e:
A =
_
_
3 2 4
2 0 2
4 2 3
_
_
.
Il determinante di A ` e diverso da zero, pertanto Q ` e non degenere, i.e. r(Q) = 3. Gli autovalori
di A sono λ
1
= 8 e λ
2
= λ
3
= −1, i.e. abbiamo in totale due autovalori distinti, ma uno di
molteplicit` a due. L’autovalore semplice ` e positivo, l’altro ` e negativo. Ne segue che, la segnatura ` e
(1, 2) pertanto l’indice di nullit` a ` e 0. La forma Q ` e quindi indefinita.
(ii) Una base ortonormale per l’autospazio V
8
` e il vettore f
1
=
_
_
2/3
1/3
2/3
_
_
. Invece, una base per
l’autospazio V
−1
` e data dai vettori f
2
=
_
_
1/

2
0
−1/

2
_
_
e f
3
=
_
_
−1/3

2
4/3

2
−1/3

2
_
_
. Insieme essi formano
una base f per R
3
ortonormale e diagonalizzante come nel Teorema spettrale. La matrice cambia-
mento di base M = M
e f
` e la matrice ortogonale che ha per colonne le coordinate di questi tre
vettori, nell’ordine in cui li abbiamo scritti. In tale base, la matrice A diventa
D =
_
_
8 0 0
0 −1 0
0 0 −1
_
_
,
i.e. D =
t
MAM. Pertanto, se y
1
, y
2
e y
3
sono le coordinate di R
3
in tale base, la forma quadratica
Q diventa
Q(Y
1
, Y
2
, Y
3
) = 8Y
2
1
−Y
2
2
−Y
2
3
.
(iii) Dalla forma di Q in base f, vediamo che f non ` e la base di Sylvester. Se prendiamo
s
1
=
1
2

2
f
1
, s
2
= f
2
, s
3
= f
3
tali vettori formano la base di Sylvester. Infatti, il cambiamento di coordinate relativo, determina
le trasformazioni di indeterminate:
Y
1
=
1
2

2
Z
1
, Y
2
= Z
2
, Y
3
= Z
3
.
Sostituendo nell’espressione di Q calcolata nel punto (ii), troviamo
Q(Z
1
, Z
2
, Z
3
) = Z
2
1
−Z
2
2
−Z
2
3
,
71
che ` e appunto la forma canonica di Sylvester di una forma quadratica indefinita con segnatura
(1, 2).
(5) Nello spazio vettoriale euclideo R
4
, dotato del prodotto scalare standard , , sia dato
l’operatore F definito, rispetto alla base canonica e, da:
F(e
1
) = F(e
3
) = e
1
+e
3
, F(e
2
) = F(e
4
) = e
2
+e
4
.
(i) Stabilire che F ` e un operatore autoaggiunto rispetto a , .
(ii) Determinare una base ortonormale di R
4
di autovettori di F e stabilire il rango di F.
Svolgimento. (i) La matrice A associata a F in base e ` e:
A =
_
_
_
_
1 0 1 0
0 1 0 1
1 0 1 0
0 1 0 1
_
_
_
_
.
Poich` e A ` e simmetrica in base e ortonormale, allora si deduce che F ` e un’operatore autoaggiunto.
Notiamo che la matrice A, avendo la I colonna uguale alla III colonna e la II colonna uguale alla
IV, avr` a rango al pi ` u 2. Calcolando il minore det A(1, 2; 1, 2) = 1 sicuramente F avr` a rango 2. Il
calcolo del rango di F sar` a molto pi ` u semplice nel punto (ii).
(ii) Possiamo calcolare gli autovalori e gli autovettori di F, senza dover necessariamente passare
per il polinomio caratteristico di A. Infatti, utilizzando la linearit` a di F, si ha:
F(e
1
−e
3
) = F(e
1
) −F(e
3
) = 0,
F(e
2
−e
4
) = F(e
2
) −F(e
4
) = 0,
F(e
1
+e
3
) = F(e
1
) +F(e
3
) = 2(e
1
+e
3
),
F(e
2
+e
4
) = F(e
2
) +F(e
4
) = 2(e
2
+e
4
).
Pertanto, i vettori
v
1
:= e
1
−e
3
e v
2
:= e
2
−e
4
sono autovettori di F relativi all’autovalore 0, mentre
v
3
:= e
1
+e
3
e v
4
:= e
2
−e
4
sono autovettori di F relativi all’autovalore 2.
Notiamo che
v
1
, v
2
= v
3
, v
4
= 0.
Inoltre, v
1
, v
2
sono sicuramente ortogonali a v
3
, v
4
, dato che essi sono coppie di autovettori relativi
ad autovalori distinti. Quindi,
v := v
1
, v
2
, v
3
, v
4
72 CAPITOLO 11. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
` e una base ortogonale di R
4
. Per ottenere una base ortonormale, basta normalizzare ogni singolo
vettore della base v. Si ottiene cos`ı la base ortonormale f:
f := f
1
=
_
_
_
_
1/

2
0
−1/

2
0
_
_
_
_
, f
2
=
_
_
_
_
0
1/

2
0
−1/

2
_
_
_
_
, f
3
=
_
_
_
_
1/

2
0
1/

2
0
_
_
_
_
, f
4
=
_
_
_
_
0
1/

2
0
1/

2
_
_
_
_
.
In tale base, la matrice A diventa
D =
_
_
_
_
0 0 0 0
0 0 0 0
0 0 2 0
0 0 0 2
_
_
_
_
,
che assicura che F ha rango 2.
(6) Sia data la matrice simmetrica A =
_
1 −2
−2 −2
_
. Determinare una matrice ortogonale M
tale che
t
MAM sia una matrice diagonale.
Svolgimento. Denotata con T un’indeterminata, il polinomio caratteristico di A ` e:
P
A
(T) = (T −2)(T + 3).
Pertanto, gli autovalori di A sono
λ
1
= 2 e λ
2
= −3.
Un autovettore relativo all’autovalore λ
1
= 2 ` e:
v
1
=
_
2
−1
_
quindi, per via che λ
1
= λ
2
e dall’ortogonalit` a di autovettori relativi ad autovalori distinti, un
autovettore relativo a λ
2
= −3 sar` a sicuramente
v
2
=
_
1
2
_
.
Normalizzando questi vettori si ha la base ortonormale
f := f
1
=
_
2/

5
−1/

5
_
, f
2
=
_
1/

5
2/

5
_
.
La matrice ortogonale che cerchiamo ` e la matrice cambiamento di base
M = M
e f
=
_
2/

5 1/

5
−1/

5 2/

5
_
.
73
Infatti, calcolando esplicitamente
t
MAM =
_
2 0
0 −3
_
.
(7) Diagonalizzare la forma quadratica Q(X
1
, X
2
, X
3
) = X
1
X
2
+ X
1
X
3
+ X
2
X
3
. Dedurre il
rango e la segnatura di Q.
Svolgimento. (i) La matrice A associata a Q in base canonica e per R
3
` e:
A =
1
2
_
_
0 1 1
1 0 1
1 1 0
_
_
.
Il cambiamento di base
v
1
=
1

2
(e
1
+e
2
), v
2
=
1

2
(−e
1
+e
2
), v
3
= e
3
induce il cambiamento di indeterminate
X
1
=
1

2
(Y
1
−Y
2
), v
2
=
1

2
(Y
1
+Y
2
), X
3
= Y
3
mediante il quale la forma quadratica iniziale diventa
Q

(Y
1
, Y
2
, Y
3
) =
1
2
Y
2
1

1
2
Y
2
2
+
2

2
Y
1
Y
3
.
Ora, il cambiamento di coordinate
Y
1
= Z
1


2Z
3
, Y
2
= Z
2
, Y
3
= Z
3
,
fornisce
Q

(Z
1
, Z
2
, Z
3
) =
1
2
Z
2
1

1
2
Z
2
2
−Z
2
3
.
Pertanto, la forma quadratica inziale ` e di rango 3 e segnatura (1, 2).

Quindi A ha due autovalori distinti. (ii) Utilizzando il teorema Spettrale degli operatori autoaggiunti. rispetto alla base canonica. dalla matrice simmetrica   1 0 0 0  0 −1 0 0   A :=   0 0 0 1 . Sappiamo che i due autospazi V1 e V−1 sono gi` fra di loro ortogonali. 1 e −1. Otteniamo che la base voluta e         0 0 0   1     0     0   0  √  1  √  .  . sappiamo che tali autospazi sono automaticamente di dimensione 2 ciascuno. Osserviamo a e inoltre che i generatori di V1 (rispettivamente di V−1 ) sono due vettori ortogonali. ` (ii) Il polinomio caratteristico di A e PA (T ) = (T − 1)2 (T + 1)2 .68 CAPITOLO 11. dalla teoria generale sulle forme quadratiche e gli operatori autoaggiunti. V−1 = Lin   . per diagonalizzare A basta considerare una base ortonormale di autovettori di A.   . basta normalizzare i 4 vettori ` trovati.   . poich´ sono autospazi relativi ad autovalori distinti. i. 0 1 0  1  0 1 0 −1 poich´ le equazioni cartesiane per V1 sono e X2 = X3 − X4 = 0. f :=   . X3 . Dal Teorema spettrale degli operatori autoaggiunti e le sue varie conseguenze. (iii) Dedurre la forma canonica di Sylvester di Q. 0 0 1 0 (i) Scrivere l’equazione della forma quadratica Q associata a F . (i) La matrice della forma quadratica Q coincide con A. determinando esplicitamente la segnatura di Q. Denotati a con V1 e V−1 i rispettivi autospazi. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI (2) Sia F l’operatore autoaggiunto di R4 definito. Quindi Q ha equazione: 2 2 Q(X1 . X2 . diagonalizzare A determinando la base ortonormale di autovettori di A in cui Q risulta essere una forma quadratica diagonale. Infatti abbiamo:         1 0 0 0 1  0  0 0 V1 = Lin   . Svolgimento.  0 1/ √  2  1/√2 0    0 0 1/ 2 −1/ 2 . ambedue di molteplicit` algebrica 2. Perci` per o determinare una base ortonormale di R4 costituita da autovettori di A. X4 ) = X1 − X2 + 2X3 X4 . mentre quelle per V−1 sono X1 = X3 + X4 = 0.  .e.

data la forma di Q in tale base. ` ` Svolgimento. rispetto alle opportune coordinate.69 Dalla teoria generale. (i) Stabilire se F e un operatore autoaggiunto. basta calcolare i tre prodotti vettoriali ei ∧ u0 . ` Poich´ in generale per un qualsiasi operatore G si ha G = −G se. 1 ≤ i ≤ 3. 1 ≤ i ≤ 3. G e l’operatore nullo. manifestamente si vede che la matrice A non e una matrice simme` trica. equazione Q(Y1 . in tale base. come si deduceva gi` dal segno degli autovalori di A. Y3 . ` a (iii) Ovviamente la base f e gi` una base di Sylvester. definito da 1 F (x) = x ∧ u0 . y ∈ R3 . Questo significa che la forma quadratica Q in tale base ha. dei tre vettori della base canonica. Ora. Y4 ) = Y12 + Y22 − Y32 − Y42 . Per definizione di F . ∀ x ∈ R3 . y = x ∧ u0 . si ha che a F (x). ` (ii) Calcolare la matrice di F rispetto alla base canonica e confrontare con la risposta in (i). . allora possiamo anche in questo modo concludere che F non pu` essere o un operatore autoaggiunto. Notiamo dapprima che F non e l’operatore nullo. Y2 . ` Svolgendo tali semplici conti. (4) Sia data la forma quadratica di ordine 3 2 2 Q(X1 . Sia F l’operatore lineare di R3 . −2). Poich´ la matrice A e espressa utilizzando una base ortonormale rispetto al prodotto scalare e standard che esiste su R3 . per ogni x. la matrice A diventa congruente alla matrice   1 0 0 0  0 1 0 0   A =  0 0 −1 0  . e solo se. y = x. come abbiamo dedotto in modo intrinseco al punto (i). nell’ordine relativo alla scelta e dell’ordinamento dei vettori della base f . u0 ∧ y = x. e questo dimostra che F non pu` essere autoaggiunto. a   1 (3) In R3 si consideri fissato il vettore u0 = 2. La segnatura ` di Q e ovviamente (2. −F (y) . −y ∧ u0 = x. X3 ) = 3X1 + 4X1 X2 + 8X1 X3 + 4X2 X3 + 3X3 . X2 . basta vedere le immagini F (ei ). 0 0 0 −1 cio` alla matrice che ha sulla diagonale principale gli autovalori di A. (i) Dimostriamo che F non e autoaggiunto. o (ii) Per calcolare la matrice A di F rispetto alla base canonica. ricordando le propriet` del prodotto vettoriale.

abbiamo in totale due autovalori distinti. Pertanto. 4 2 3 ` ` Il determinante di A e diverso da zero. (iii) Determinare la base di Sylvester e la relativa forma canonica di Sylvester di Q. ` (ii) Determinare una base ortonormale di R3 in cui Q si diagonalizza e la matrice ortogonale che determina la congruenza con la relativa matrice diagonale. la matrice A diventa   8 0 0 D =  0 −1 0  . la segnatura e l’indice di nullit` di Q.e.70 CAPITOLO 11.e. L’autovalore semplice e positivo. La forma Q e quindi indefinita. i. In tale base. i. Ne segue che. Infatti. Insieme essi formano 2 −1/ 2 −1/3 2 una base f per R3 ortonormale e diagonalizzante come nel Teorema spettrale. Y2 . Invece. 0 0 −1 i. la forma quadratica Q diventa Q(Y1 . 2) pertanto l’indice di nullit` e 0. a`   2/3 ` (ii) Una base ortonormale per l’autospazio V8 e il vettore f 1 = 1/3. nell’ordine in cui li abbiamo scritti. il cambiamento di coordinate relativo. Gli autovalori di A sono λ1 = 8 e λ2 = λ3 = −1. ` (iii) Dalla forma di Q in base f . y2 e y3 sono le coordinate di R3 in tale base.e. . determina le trasformazioni di indeterminate: 1 Y1 = √ Z1 . La matrice cambia` mento di base M = Me f e la matrice ortogonale che ha per colonne le coordinate di questi tre vettori. ` Svolgimento. Dedurre che tipo di forma quadraa tica e. (i) La matrice A associata a Q in base canonica e per R3 e:   3 2 4 A =  2 0 2 . SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI (i) Determinare il rango. la segnatura e a ` (1. Y3 = Z3 . ma uno di ` ` ` molteplicit` due. una base per 2/3 √    √  −1/3 2 1/ 2 √ ` l’autospazio V−1 e data dai vettori f 2 =  0√  e f 3 =  4/3 √ . Y3 ) = 8Y12 − Y22 − Y32 . Z2 . s3 = f 3 2 2 tali vettori formano la base di Sylvester. D = tM AM . pertanto Q e non degenere. se y1 . Y2 = Z2 . Z3 ) = Z1 − Z2 − Z3 . vediamo che f non e la base di Sylvester. s2 = f 2 . 2 2 Sostituendo nell’espressione di Q calcolata nel punto (ii). Se prendiamo 1 s1 = √ f 1 . r(Q) = 3. l’altro e negativo. troviamo 2 2 2 Q(Z1 .

Il a u a calcolo del rango di F sar` molto pi` semplice nel punto (ii). F (e1 + e3 ) = F (e1 ) + F (e3 ) = 2(e1 + e3 ). v 2 . v 4 . Infatti. Inoltre. avendo la I colonna uguale alla III colonna e la II colonna uguale alla IV. allora si deduce che F e un’operatore autoaggiunto. rispetto alla base canonica e. mentre v 3 := e1 + e3 e v 4 := e2 − e4 sono autovettori di F relativi all’autovalore 2. i vettori v 1 := e1 − e3 e v 2 := e2 − e4 sono autovettori di F relativi all’autovalore 0. v 4 = 0. v := v 1 . 1. e ` Notiamo che la matrice A. . avr` rango al pi` 2. ` Svolgimento. (i) La matrice A associata a F in base e e: 1  0 A=  1 0  0 1 0 1 1 0 1 0  0 1  . Notiamo che v 1 . F (e2 + e4 ) = F (e2 ) + F (e4 ) = 2(e2 + e4 ). 2) = 1 sicuramente F avr` rango 2. Quindi. sia dato ` Poich` A e simmetrica in base e ortonormale. Calcolando il minore det A(1. F (e2 ) = F (e4 ) = e2 + e4 . ` (ii) Determinare una base ortonormale di R4 di autovettori di F e stabilire il rango di F . 2. v 1 . dato che essi sono coppie di autovettori relativi ad autovalori distinti. 0  1 . v 2 = v 3 . Pertanto. dotato del prodotto scalare standard l’operatore F definito. .71 ` che e appunto la forma canonica di Sylvester di una forma quadratica indefinita con segnatura (1. (5) Nello spazio vettoriale euclideo R4 . v 3 . a u (ii) Possiamo calcolare gli autovalori e gli autovettori di F . F (e2 − e4 ) = F (e2 ) − F (e4 ) = 0. v 4 . da: F (e1 ) = F (e3 ) = e1 + e3 . 2). v 2 sono sicuramente ortogonali a v 3 . (i) Stabilire che F e un operatore autoaggiunto rispetto a . senza dover necessariamente passare per il polinomio caratteristico di A. utilizzando la linearit` di F . si ha: a F (e1 − e3 ) = F (e1 ) − F (e3 ) = 0.

(6) Sia data la matrice simmetrica A = tale che tM AM sia una matrice diagonale. per via che λ1 = λ2 e dall’ortogonalit` di autovettori relativi ad autovalori distinti. un a autovettore relativo a λ2 = −3 sar` sicuramente a v2 = 1 . Denotata con T un’indeterminata. 0  2 quindi. 2/ 5 ` La matrice ortogonale che cerchiamo e la matrice cambiamento di base √ √ 2/√5 1/√5 M = Me f = . f2 = −1/ 5 √ 1/√5 . f 2 =  1/ 2  . Per ottenere una base ortonormale. il polinomio caratteristico di A e: PA (T ) = (T − 2)(T + 3). f 4 = 1/ 2 . basta normalizzare ogni singolo vettore della base v. Determinare una matrice ortogonale M  0 0 0 0 0 0 2 0  0 0  . gli autovalori di A sono λ1 = 2 e λ2 = −3. ` Un autovettore relativo all’autovalore λ1 = 2 e: v1 = 2 −1 1 −2 −2 −2 . Si ottiene cos` la base ortonormale f : ı √    √      0 0 1/ 2 1/ 2 √ √        0  √ √  . 2 Normalizzando questi vettori si ha la base ortonormale √ 2/ √ 5 f := f 1 = . −1/ 5 2/ 5 .72 CAPITOLO 11. f := f 1 =   0  1/ 2  0  −1/ 2 √ √ 1/ 2 0 −1/ 2 0 In tale base. la matrice A diventa 0  0 D=  0 0 che assicura che F ha rango 2. f 3 =  0  . Pertanto. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI ` e una base ortogonale di R4 . ` Svolgimento.

il cambiamento di coordinate Y1 = Z1 − fornisce √ 2Z3 . ` Svolgimento. Y2 . 2). (i) La matrice A associata a Q in base canonica e per R3 e:   0 1 1 1 1 0 1 . Y3 = Z3 . 2 2 2 Ora. Z3 ) = Z1 − Z2 − Z3 . v 3 = e3 2 2 induce il cambiamento di indeterminate 1 1 X1 = √ (Y1 − Y2 ). . Dedurre il rango e la segnatura di Q. Z2 . 2 2 ` Pertanto. calcolando esplicitamente t M AM = 2 0 0 −3 . v 2 = √ (−e1 + e2 ). Y2 = Z2 .73 Infatti. v 2 = √ (Y1 + Y2 ). X3 = Y3 2 2 mediante il quale la forma quadratica iniziale diventa 1 1 2 Q (Y1 . (7) Diagonalizzare la forma quadratica Q(X1 . A= 2 1 1 0 Il cambiamento di base 1 1 v 1 = √ (e1 + e2 ). X3 ) = X1 X2 + X1 X3 + X2 X3 . Y3 ) = Y12 − Y22 + √ Y1 Y3 . 1 2 1 2 2 Q (Z1 . la forma quadratica inziale e di rango 3 e segnatura (1. X2 .