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Sistemi fotovoltaici a concentrazione per uso terrestre 1.

Introduzione: approccio delle celle III-V e dei concentratori nelle applicazioni terrestri

Linizio della ricerca sui concentratori solari con celle di tipo III-V partito, apparentemente, dalla pubblicazione [1]. Questo lavoro fece da pioniere nel dimostrare limportante propriet delle celle a eterogiunzione AlGaAs, e cio la loro capacit di operare efficientemente in condizioni di concentrazione di diverse centinaia di soli. Da allora, nel corso di oltre 30 anni, diversi gruppi di ricerca negli USA, Europa e Giappone sono stati impegnati per sviluppare quegli aspetti di questo approccio come il miglioramento nella struttura della fotocella e nella tecnologia di fabbricazione, la creazione di sistemi a concentrazione ottica efficace, la progettazione di moduli e degli inseguitori solari, una soluzione del problema di raffreddamento. Linteresse per i sistemi a concentrazione cresciuta sostanzialmente dopo che le celle a multipla giunzione a pi alta efficienza hanno dimostrato la possibilit di raggiungere efficienze di conversione attorno al 40-50% [2,3]. Comunque, proprio la variet di problemi, che ha richiesto il reclutamento di esperti di campi del tutto diversi, ha permesso una notevole durata degli sviluppi. Ci ha causato una situazione per la quale la commercializzazione dei sistemi a concentrazione con celle a multi giunzione inizia solo oggi. Un altro fattore che ha determinato le dinamiche degli sviluppi era la mancanza di unaccurata valutazione della specificit del problema nella fase iniziale. Il punto che nella coscienza degli sviluppatori, imbarcati alla fine degli anni 70 e allinizio degli anni 80 nella creazione di un sistema fotovoltaico a concentrazione, esiste unimmagine di un sistema, dove ogni coppia concentratore - fotocella potrebbe assicurare una potenza in uscita la pi elevata possibile in assoluto. Tale approccio era pienamente in linea con quanto era stato attivamente concepito a quel tempo nella progettazione dei materiali semiconduttori di potenza per le tecniche di conversione dellenergia. Comunque, dovrebbe essere rilevato che esiste unimportante distinzione tra i sistemi a conversione come quello da energia solare a energia elettrica e quello da energia elettrica a energia elettrica (per esempio, AC DC). Questo risiede nella caratteristica della potenza di consegna. 1

Lenergia solare ha un carattere distribuito, con bassa densit, mentre lenergia elettrica concentrata nei conduttori. Inoltre, nel caso della conversione dellenergia solare, il calore dissipato sembra essere di almeno un ordine di grandezza superiore rispetto al caso della conversione elettricit-elettricit. In questa connessione una situazione ideale per la conversione dellenergia solare avverrebbe quando una alta concentrazione ottica della luce del sole si verifica, ma il carattere distribuito della dissipazione del calore persiste, in relazione ai moduli piatti senza concentrazione. Questa situazione, che sembra essere un paradosso, pu comunque realizzarsi in un sistema a concentrazione PV con piccole dimensioni assolute dei concentratori e delle fotocellule. Il laboratorio PV dello Ioffe Institute, a lato della sua fondazione, tra gli anni 70 e 80, ha ereditato una ampia esperienza di ricerche pionieristiche nel campo delle strumentazioni di ottica elettronica, basate su semiconduttori III-V, prima di tutto semiconduttori laser e LED cos come celle solari AlGaAs/GaAs per le applicazioni spaziali. Allo stadio iniziale stato indirizzato questo laboratorio allo sviluppo e alla risoluzione dellintero set di problemi sui concentratori fotovoltaico: celle solari, concentratori ottici, sistemi di raffreddamento, sistema di inseguimento ed equipaggiamento di caratterizzazione. Ciononostante fu pagato un tributo allapproccio convenzionale di progettazione e installazione dei primi moduli a concentrazione, nei quali degli specchi di grande area, con diametro di 0,5-1 m, focalizzavano la luce solare su celle di diversi cm2 raffreddati da acqua o per mezzo di pipes [5] ( vedi anche figura 1, sulla sinistra). La comparsa della tecnologia accessibile per fabbricare le lenti di Fresnel ha determinato la revisione del modulo fotovoltaico. Le celle solari ora possono essere posizionate dietro i concentratori. Linvolucro potrebbe servire come protezione dagli agenti atmosferici (figura 1 al centro). Siccome le lenti di Fresnel avevano delle dimensioni pi piccole, dellordine di 25x25 cm2, le dimensioni delle fotocellule furono anchesse abbassate a meno di 1 cm2. Le caratteristiche di queste fotocellule furono migliorate riducendo la perdita interna di ohm e semplificando lassemblaggio. Per raffreddare le celle fu sufficiente utilizzare la conduzione del calore dellinvolucro metallico con un fondo e con pareti di spessore adeguato. Tracciare le tendenze in questo sviluppo permise di proporre alla fine degli anni 80 un concetto di radicale riduzione nelle dimensioni dei concentratori ma mantenendo alti fattori di concentrazione. Il primo modulo sperimentale di questo tipo era formato da un pannello di lenti ciascuna di 1x1 cm2 che focalizzavano la radiazione sulla cella AlGaAs/GaAs di 2

dimensioni millimetriche (vedi figura 1, sulla destra). Allo stesso tempo venivano formulati i principali vantaggi di un modulo con una piccola area di apertura del concentratore. Questi vantaggi risiedevano nel fatto che i requisiti furono essenzialmente abbassati lavorando sulla capacit della cella di disperdere il calore. Sul suo coefficiente di dilatazione termica e sul suo spessore. La distanza focale di lenti con area a piccola apertura era comparabile con lo spessore strutturale di moduli convenzionali senza concentratori. La successiva ottimizzazione di tutte le parti costruttive, che permettevano specifiche caratteristiche di montaggio e corrispondenza ottica delle coppie lente-cella, si realizz nella creazione, alla fine degli anni 90, di moduli fotovoltaici (all-glass) con pannelli con lenti di Fresnel di area a piccola apertura (ciascuna di 4x4 cm2). I pannelli di lenti avevano una struttura composita a vetro e silicone simile a quella descritta in lavori precedenti ma che non avevano trovato un successivo avanzamento a quel tempo.

FIGURA 1 Fotografie dei sistemi a concentrazione realizzati recentemente allo Ioffe Institute e che impiegano differenti tipi di concentratore: specchi parabolici, lenti di fresnel di misura convenzionale, lenti con area a piccola apertura.

Alla fine degli anni 90, inizi 2000, i moduli di concentrazione all-glass equipaggiati con celle a singola giunzione AlGaAs/GaAs e, pi tardi, celle a doppia giunzione furono fabbricate e testate. Questo lavoro fu portato avanti grazie alla stretta cooperazione dei team di ricerca dellIoffe Institute e Fraunhofer Institute. A tuttoggi un progetto commerciale per organizzare la produzione di moduli a concentrazione all-glass in sviluppo con il nome registrato di FLATCON. Negli anni recenti il team dellIoffe Institute, il laboratorio PV, ha sviluppato sia il progetto di moduli a concentrazione modificati sia il sistema di inseguimento solare per installazioni pratiche (allesterno?). Uno spazio di prima importanza nello sviluppo fu occupato da un equipaggiamento speciale per svolgere test indoor sulle celle solari a concentrazione e moduli a concentrazione assemblati.

2. Design del modulo a concentrazione Unalta concentrazione consiste in rapporti di concentrazione da 100x e pu raggiungere parecchie migliaia. Le celle al silicio sofisticate possono essere usate sino a 250x, mentre le celle solari III-V possono essere utilizzate per pi alte concentrazioni (sino a parecchie migliaia). Recentemente, la carenza di materiale ha causato un incremento del prezzo per i moduli di silicio cristallino, questo fatto ha avuto un impatto sulla riduzione dei costi del sistema fotovoltaico. (come possibile?) Il fotovoltaico ad alta concentrazione una soluzione alternativa allapplicazione del fotovoltaico solare come risorsa di energia affidabile. Comunque, le celle solari sono solo un aspetto delle prestazioni di potenza (Wp) di un sistema a concentrazione. Il design del modulo deve essere deliberatamente semplice per assicurare dei bassi costi di fabbricazione dei concentratori ad alta efficienza ottica e un effettivo abbassamento del calore. Inoltre, di vitale importanza la capacit di operare a lungo termine. I vantaggi di un modulo fotovoltaico a concentrazione con sotto moduli di area a piccola apertura sono i seguenti: Basse perdite ohmiche sulla piccola superficie della cella solare (1-2 mm2); Nessuna necessit di compensare la differenza di espansione termica tra i materiali della cella e il dissipatore; Uno spessore ridotto dei moduli (sino a diversi centimetri); 4

Riduzione

degli

effetti

(detrimental?)

delle

aberrazioni

cromatiche

sulloperativit della cella (nel caso di concentratori rifrattivi); Bassa deteriorabilit dellinvolucro del modulo e del dissipatore; Possibilit di applicare per i moduli fotovoltaici i metodi ad alta produzione sviluppati nellindustria elettronica; Nel caso dei sotto moduli a piccola area di apertura pu essere usato un vetro silicato molto stabile e poco costoso in una pila con un materiale dissipatore relativamente sottile (rame o acciaio). A dispetto delle basse propriet termoconduttive del vetro, il calore pu essere dissipato nellaria, come avviene nei moduli classici piatti senza concentrazione. Se il vetro avesse delle propriet di isolamento superiori, sarebbe possibile connettere le celle in un circuito elettrico di qualsiasi configurazione, assicurando la sicurezza elettrica di un modulo nel suo complesso. Persino le pareti dellinvolucro possono essere fatte di vetro e questo giustifica lapproccio del design del modulo tuttovetro (all-glass).

2.1 Ottiche di concentrazione Il problema da risolvere la stabilit a lungo termine dei concentratori solari. Per i concentratori rifrattivi (Lenti di Fresnel) esiste una tendenza a sostituire i tradizionali materiali acrilici con pi ecologici polimeri stabili (che lobiettivo di qualsiasi team di ricerca). Il team di ricerca dello Ioffe Institute ha indirizzato lo studio su una struttura composita di Lenti di Fresnel, dove uno strato di vetro silicato (la parte anteriore del modulo) viene utilizzato come un super strato per silicone trasparente (dentro) con microprismi di Fresnel. A loro volta i microprismi sono formati da composti a polimerizzazione di silicone direttamente sullo strato di vetro con luso di uno stampo profilato negativamente. I vantaggi di questo approccio sono basati su una alta stabilit del silicone alla radiazione, uneccellente resistenza agli shock termici e alle alte/basse temperature, buone propriet adesive in un assemblaggio col vetro silicato. Lo spessore mediamente piccolo dei prismi assicura un pi basso assorbimento di luce solare in confronto con lenti di Fresnel acriliche di normale spessore (vedi figura 2).

FIGURA 2 Trasmittanza ottica di un campione con struttura a vetro-silicone, che simula una lente di Fresnel composita, confrontata con quella di una lente di Fresnel convenzionale acrilica. I diagrammi ottici di sotto moduli concentratori con lenti di Fresnel di struttura composita sono mostrati in figura 3.

FIGURA 3 Diagrammi ottici dei sotto moduli concentratori corrispondenti al design del modulo tutto-vetro (all-glass). 6

La versione a assicura la pi alta efficienza ottica del sistema grazie a minime perdite di riflessione. Ma questo implica la sigillatura ermetica dellinvolucro del modulo nel suo complesso, o una protezione speciale della singola cella dallambiente esterno. La dissipazione del calore ottenuta tramite la superficie dello strato posteriore di vetro. Nelle versioni b e c le celle sono montate su dissipatori di calore a forma di truogolo posizionati dietro lo strato posteriore di vetro. In questo caso la dissipazione del calore si verifica direttamente nellambiente e uno strato di vetro posteriore serve come protezione per tutte le celle di un modulo. Un involucro pu avere i canali per lequalizzazione di pressione interna ed esterna dellaria e per lallontanamento dellacqua condensata. Nella versione b lo strato posteriore di vetro un sub strato per un pannello della lente secondaria. Questultimo caso pu beneficiare di un ulteriore incremento nel rapporto di concentrazione di un sistema. La figura 4 mostra per differenti distanze focali della lente (F) e diametri del ricevitore (d) le efficienze ottiche assolute misurate contro (versus the input aperture??) lapertura (L) delle lenti di Fresnel quadrate composite. Un piccolo decremento nellefficienza ottica per bassi valori di apertura della lente e variazioni di d da 3 a 1,5 mm (quando il diametro di una ideale immagine del solare piccola per una certa data distanza focale) indica una certa diffusione della luce sulle imperfezioni delle facce. Per valori di d=0,9 mm questo decremento pi significativo probabilmente a causa del fatto che la parte di basic sun image viene tagliata. Quando larea delle lenti comincia a essere comparativamente larga le aberrazioni cromatiche e la diffusione della luce causate da imperfezioni della forma delle lenti nelle fessure pi profondamente periferiche incominciano ad essere pi importanti (?). Esistono solo minori effetti della distanza focale F sullefficienza della lente sebbene una lente a fuoco corto dovrebbe essere pi efficiente per piccoli diametri di ricevitore. Lutilizzo di lenti di Fresnel composite (40x40 mm2) in area di apertura con distanze focali intorno agli 80 mm sembra essere giustificata per diametri della cella intorno a 2 mm senza ottiche secondarie.

FIGURA 4 Efficienze ottiche assolute misurate contro lapertura L di lenti di Fresnel quadrate composite prive di ricoprimento antiriflessione per differenti distanze focali della lente (F) e diametri del ricevitore (d). Le misure di efficienza ottica aiutano a scegliere il diametro dellarea designata di una cella solare che opera in un sistema di lente primaria+secondaria (PL+SL). Una lente di quarzo dalla superficie sottile e liscia caratterizzata da una efficienza ottica definita del 91% per una definita (e abbastanza bassa) area di apertura veniva utilizzata nella procedura di misura come lente di riferimento. La figura 5 presenta i risultati di queste misure in relazione al diametro del foto ricevitore. Ci sono quattro variazioni nelle misure: La lente di riferimento di quarzo (F=85mm) viene installata senza la lente secondaria e senza lo strato posteriore di vetro per la calibrazione;

La lente di quarzo viene installata con una lente secondaria al silicone per ottenere una situazione ideale rispetto allefficienza ottica, poich un sistema PL+SL praticamente libero da aberrazioni di lenti e imperfezioni di superficie;

La lente di Fresnel 40x40 mm2 (F=80mm) installata senza la lente secondaria al silicone; Infine, il caso dellarrangiamento della figura 3,b rappresentato per le misure;

FIGURA 5 Dipendenza dellefficienza ottica in base al diametro del ricevitore. Curve superiori la lente di riferimento di quarzo usata come un concentratore primario senza e con la lente secondaria al silicone. Curve inferiori la lente di Fresnel composita 40x40 mm2 usata come concentratore primario. Si pu vedere dalla figura 5 che lintroduzione di una SL aumenta considerevolmente lefficienza ottica in un caso pratico Fresnel PL+SL al silicone per bassi valori di dr. Liniziale calo dellefficienza causato da riflessioni di Fresnel su due interfacce addizionali. Se per un sistema a concentrazione senza SL il dr uguale a 2mm una scelta ragionevole, per il sistema PL+SL questa scelta potrebbe essere dr=1,2mm che porterebbe a un incremento nel rapporto medio di concentrazione di un fattore di circa 2.5.

Lefficienza ottica del sistema PL+SL pu essere aumentata applicando un ARC specialmente nel caso di lenti secondarie costituite di vetro silicato. Il pannello delle lenti secondarie pu avere una struttura monolitica insieme con lo strato di vetro posteriore, essendo protetto dalle particelle abrasive nelle versioni del modulo b e c di figura 3. Di grande importanza laccuratezza fuori dal normale (off normal?) che deve essere realizzata in un sistema a concentrazione. I corrispondenti risultati di misure sono presentati nella figura 6. Il diagramma superiore mostra un comportamento fuori dal normale dei sotto moduli senza SL a dr=2mm, mentre i diagrammi inferiori sono per il caso di sistemi PL+SL a dr=1,2mm. Il principale risultato che pu essere dedotto dalla figura 6 che il comportamento fuori dal normale del sistema Fresnel PL+SL silicone a dr=1,2mm piuttosto simile a quello del concentratore a lente di Fresnel da solo a dr=2mm. A causa di uno spot focale leggermente pi largo, lefficienza ottica pi bassa rispetto al caso di un sistema ideale con quarzo PL in posizione e pi alta partendo da angoli definiti fuori dal normale (starting from definite off-normal angles?).

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FIGURA 6 Curve off-normal per i sotto moduli sperimentali con e senza lenti secondarie per diametro del ricevitore di 2 e 1,2 mm. chiaro che in sistemi ad alta concentrazione i rapporti di concentrazione possono significativamente eccedere un valore medio. Comunque lefficienza ottica di un sistema a concentrazione lente-cella raggiunge il suo massimo valore se lintero spot focale, includendo le code, piazzato allinterno dellarea di apertura designata di una cella. Inoltre, dovrebbero essere previsti un alloggio per possibili disallineamenti nellassemblaggio e per un futuro inseguitore solare.

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Misure di spot focale per lenti con area di piccola apertura, una cella sonda con un buco di 0,12 mm in diametro calibrata rispetto alla foto corrente, scansiva unimmagine solare. I risultati per i casi con e senza silicone SL sono mostrati in figura 7. Rapporti di concentrazione elevati sino a 3200x sono stati misurati per il sistema PL+SL. Questo valore deve essere preso in considerazione nellottimizzazione della struttura e della griglia di contatto intesa per luso con questi sistemi di concentrazione. I rapporti di concentrazione possono essere aumentati nei sistemi con lenti di Fresnel di pi alta qualit, cos come il confronto con i risultati per le lenti con quarzo ideale mostrato in figura 5 e 6.

FIGURA 7 Valutazione dei rapporti di concentrazione attraverso lo spot focale nel sistema Fresnel PL con/senza silicone SL. La lente primaria 40x40 mm2 in area di apertura ad una distanza focale di 85mm.

2.2 Dissipatore di calore Larea di apertura di input (input aperture?) di ciascun sotto modulo 40x40 mm2. Un livello di calore che ci si pu aspettare, che deve essere dissipato da una possibile area di dissipazione, circa 1 W, corrispondente a una radiazione solare diretta di 85 mW/cm2, a una efficienza ottica del sistema a concentrazione dell85% ed efficienza di conversione 12

del 30%. I modelli termici dei sotto moduli sono stati fabbricati simulando il suo naturale comportamento di temperatura per misure al chiuso. Le celle AlGaAs/GaAs di 2mm in diametro venivano saldate su lamine dissipatrici (lamine di rame spesse 0,5mm) con configurazioni corrispondenti a certi frammenti di dissipatori in un modulo (corresponding to certain fragments of heat sinks in a module?). Il riscaldamento sotto illuminazione concentrata del sole veniva simulata passando la corrente attraverso le celle da un fornitore di potenza. In corrispondenza agli schemi della figura 3, i frammenti (fragments?) di dissipazione venivano incollati sulle superiori (per la versione a del sotto modulo) o inferiori (per la versione di moduli b e c) parti di 40x40 mm2 costituite da lamine di vetro. Condizioni appropriate per la dissipazione del calore venivano raggiunte tramite lisolamento termico delle parti superiori delle lamine e necessariamente il loro posizionamento spaziale (necessary spatial positioning of them?). Le temperature di sovrariscaldamento delle celle e degli strati di vetro (sulle parti esterne) venivano misurate rispetto alla temperatura ambiente. I risultati delle misure sono mostrati in figura 8. Si pu vedere da questa figura che il sovrariscaldamento che ci si aspetterebbe delle celle e degli strati di vetro abbastanza basso essendo pi basso nel caso di dissipatori a forma di truogolo posizionati sulla parte esterna di un modulo. Certamente, temperature ridotte non solo delle celle ma anche dello strato di base di vetro dovrebbero essere viste come un fatto positivo se moduli di una dimensione pi grande sono progettati per la fabbricazione. Comunque, qualsiasi differenza di temperatura tra la parte anteriore e quella posteriore (la base degli strati di vetro) porta a un certo disallineamento delle lenti e delle corrispondenti celle nei pannelli considerando le piccole dimensioni delle celle. Fortunatamente un relativo basso valore del coefficiente di espansione termica per il vetro mitiga questi effetti. Lesperimento al chiuso citato precedentemente pu non riguardare il riscaldamento dello strato anteriore di vetro con il pannello delle lenti di Fresnel primarie (The mentioned above indoor experiment could not regard heating the front glass plate with the panel of primary Fresnel lenses?). evidente che un tale riscaldamento dovrebbe avvenire a causa dellassorbimento delle radiazioni di lunghezze donda pi lunghe dello spettro solare. Perci la differenza di temperatura tra gli strati di vetro anteriori e posteriori ci si aspetta che sia pi bassa rispetto alle temperature di sovra riscaldamento della figura 8.

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FIGURA 8 Temperature di sovra riscaldamento (rispetto alla temperatura ambiente) delle celle e degli strati di vetro (vedi versioni a-c in figura 3) in dipendenza dallinput della potenza di calore.

2.3. Fabbricazione del modulo Nella struttura del modulo nella versione c della figura 3 la luce focalizzata su celle multi giunzione attraverso uno strato posteriore di vetro (vedi anche figura 9).

FIGURA 9 Schema della sezione di un modulo. 14

Il pannello delle lenti primarie di Fresnel costituito con un numero di frammenti identici. Ciascun frammento un insieme di 6 lenti. Similmente il pannello delle celle organizzato con un corrispondente numero di unit identiche dove 6 celle e un diodo di bypass sono montati in parallelo su un comune paraboloide di rame. I collegamenti sono ottenuti tramite una striscia di contatto o cavi, se viene utilizzato un cavo di collegamento (Connections are performed by means of a contacting strip, or wires, if a wire bonder is used?). Il fondo di questi paraboloidi ha la forma di canale per posizionare del gel di silice che assorbe lumidit residua in un volume sigillato. Un modulo di 50x50 cm2 include un pannello con 144 lenti e 24 paraboloidi montati con celle. Laccuratezza nel posizionare le celle di grande importanza perch le celle devono essere nel centro del punto focale della lente corrispondente. Questa accuratezza deve essere intorno ai 100 m, il che pu essere realizzato utilizzando processi automatici e macchine standard dellindustria elettronica. Silicone strutturale utilizzato durante lassemblaggio del modulo per saldare gli strati di vetro anteriore e posteriore insieme con le pareti di vetro. Il posizionamento dei paraboloidi con le celle montate non una procedura elaborata persino quando si usano tecniche di fabbricazione manuale se viene applicata una speciale sagoma (vedi figura 10 sulla sinistra). Una saldatura ermetica viene applicata per la sottile massa daria allinterno dei paraboloidi, al contrario lintero volume daria tra gli strati di vetro anteriore e posteriore dellinvolucro connesso allatmosfera. Degli speciali tubi vengono utilizzati per escludere la polvere nel modulo. Questi sono situati in angoli diametralmente opposti di un involucro, cosicch forniscono unuscita per lacqua condensata. Dopo aver attaccato i paraboloidi, dopo aver connesso elettricamente la stringa della cella e assemblato il modulo, la parte posteriore del modulo ricoperta con una sostanza a saldatura ermetica.

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FIGURA 10 Assemblaggio di moduli concentratori nel laboratorio fotovoltaico (sulla sinistra) e moduli pronti installati su un inseguitore dellIstituto Ioffe (sulla destra). La tecnologia di laboratorio di un insieme di moduli descritta precedentemente stata sviluppata utilizzando una giunzione AlGaAs/GaAs a singola giunzione. Le misure allesterno per dimostrazioni della potenziale efficienza di conversione sono state eseguite con moduli per test di dimensioni ridotte equipaggiati con celle a tripla giunzione GaInP/GaAs/Ge (vedi sotto).

3. Caratterizzazione al chiuso di moduli concentratori Un argomento di grande interesse lequipaggiamento per la caratterizzazione al chiuso e in linea dei moduli concentratori. Lo sviluppo di questi equipaggiamenti sta diventando importante a causa dello stadio di commercializzazione di un numero di progetti di concentratori che sta per arrivare. Le misure di performance fotoelettrica delle celle solari multigiunzione e dei moduli concentratori con queste celle hanno imposto dei requisiti specifici sullequipaggiamento di simulazione solare e metodi rilevanti di testaggio. Per misure accurate al chiuso, devono essere utilizzate le seguenti procedure ed equipaggiamento:

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registrare le risposte delle curve spettrali in unit assolute per una cella sotto un colore a stato stazionario (under steady-state colour ????) e illuminazioni modulate monocromatiche;

ottenere le curve I-V illuminate (illuminated?) attraverso un simulatore solare con spettro variabile: controllare la capacit di lavoro dei diodi tunnel, studiare le curve I-V per illuminazione non uniforme o con una forte illuminazione;

registrare, dopo aver montato le celle in un modulo, la curva I-V sotto illuminazione di un simulatore solare, riproducendo langolo del sole.

Dei tester di flash solare di due differenti tipi, sviluppati al laboratorio pv dello Ioffe Institute, possono essere utilizzati come strumenti per la caratterizzazione delle singole celle a concentrazione. Il tester del primo tipo (vedi la figura 11 sulla sinistra) genera una pulsazione di luce piatta con durata della parte orizzontale di 1,5 ms (a flat light pulse with horizontal part?). Lo spettro corretto del flash corrisponde a condizioni AM1.5D. Rapporti di concentrazione fino a C7000x vengono raggiunti cambiando la distanza tra la cella e la lampada in condizioni di illuminazione uniforme della cella. Inoltre pu essere installato un sistema di collimazione della luce, il quale consiste di un buco nel fronte della lampada e di una lente con diametro di apertura di output di 100mm (vedi figura 12). In questo caso il tester di flash solare riproduce lintensit di 1 sole, lo spettro e la divergenza del fascio. Un effettivo sistema pv concentratore-cella pu essere caratterizzato da questo strumento con rispetto alle curve I-V a illuminazione non uniforme e possibile posizione del modulo off-normal, se le dimensioni del concentratore sono comprese nellarea di apertura di output del collimatore. Il tester del secondo tipo include quattro lampade flash, regolate indipendentemente in intensit e attivate simultaneamente per il flashing (vedi figura 11 sulla destra). Nel tester solare a quattro lampade, la lampada equipaggiata con i filtri passabanda di vetro, che corrispondono a parti specifiche dello spettro, per esempio, agli spettri di sensibilit delle sotto celle in una cella solare multi giunzione monolitica. Le lampade possono lavorare anche senza il filtro. Un contorno di intensit della luce di tipo Gauss di 1 ms in durata ad un livello di potenza del 50% (Gauss-like light intensity contour is 1 millisecond in duration at a 50% power level.???). Un tester solare ad alta 17

potenza di flash pu produrre dei flussi di luce sino a C25000x per una distanza di parecchi centimetri tra le lampade e la cella.

FIGURA 11 Due tipi di tester flash per la caratterizzazione delle celle individuali a concentrazione (vedi il testo). stato anche sviluppato un circuito spazza-tensione (A voltage-sweeping circuit??) caratterizzato da resistenza interna bassa sino a 0.01 ohm (principalmente dovuto al resistore per la misura della corrente) (vedi figura 12). Il suo modo di operare basato sul caricare alternativamente un capacitore in un carico della cella testata da due altri capacitori caricati positivamente e negativamente. Le grandezze di corrente e tensione sono misurate da un sistema computerizzato. Nel caso di un tester solare con una pulsazione piatta, lintera curva I-V pu essere misurata durante una pulsazione. Nel caso di tester a quattro lampade, coppie di valori di tensione vengono misurati ai massimi livelli di intensit della luce da flash a flash con approssimatamene una periodicit di 10 sec. Il raffreddamento ad aria delle celle viene usato per prevenire laccumulo di calore.

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FIGURA 12 Principi della collimazione della luce e misura della curva I-V in tester a flash solare per la caratterizzazione delle celle concentratrici individuali. Dei livelli di illuminazione molto alti e resistenze molto basse del circuito di misura possono essere richieste per la caratterizzazione dei diodi tunnel commutando in serie le sotto celle in una struttura di cella monolitica multi giunzione. In figura 13 una famiglia di curve I-V viene mostrata per una cella a tripla giunzione GaInP/GaAs/Ge. La corrente di picco per uno dei due diodi tunnel rilevata per un rapporto di concentrazione vicino a 2800x, mentre per rilevare la corrente di picco del secondo diodo tunnel necessario un rapporto di concentrazione alto sino a 6000x.

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FIGURA 13 Una famiglia delle curve I-V illuminate per differenti intensit di luce per una delle celle a tripla giunzione GaInP/GaAs/Ge con area designata di illuminazione di 2.3 in diametro. La caratterizzazione al chiuso di moduli a concentrazione assemblati un nuovo impegno per la comunit pv. Una difficolt di questo tipo di lavoro consiste nella necessit di rappresentare tutti i parametri della luce solare: distribuzione spettrale entro un range ampio di lunghezze donda da UV sino a circa 1.7 m; lintensit integrale in questo range corrisponde a quella del sole (integral intensity in this range corresponding to that from the Sun?); la divergenza angolare dei raggi intorno a 0.5 di arco attraverso larea di larga apertura di una sorgente di luce corrispondente allarea del modulo. Il tester solare per moduli a concentrazione stato sviluppato nel laboratori pv dello Ioffe Institute utilizzando un flash di lampada xeno e un collimatore con lente di fresnel 50x50 cm2. Il diagramma ottico e limmagine di questo tester sono visualizzate in figura 14.

FIGURA 14 Diagramma ottico e immagine del simulatore solare col flash a larga area di apertura per misure di curve I-V al chiuso dei moduli a concentrazione assemblati. Nel diagramma di figura 14, la luce proveniente da un flash di lampada allo xeno viene diretta da uno specchio verso una lente di Fresnel a larga area. La luce collimata incidente su un modulo a concentrazione. Per liniziale allineamento del modulo unilluminazione continua di esso viene fatta per mezzo di un LED ad alta brillantezza 20

attraverso una barra di quarzo di forma particolare e una lampada. Se la superficie frontale del modulo veniva usata come base durante lassemblaggio, lallineamento iniziale viene raggiunto semplicemente mettendo il modulo su un tester di vetro piatto (?). La distanza focale della lente e la dimensione di un buco sono in relazione, assicurando la dimensione dellangolo del sole della luce collimata. Un filtro di vetro, situato frontalmente alla lampada flash e al buco, corregge lo spettro della luce rispetto alla relazione tra la parte blu e la parte rossa. Il secondo filtro di tipo spaziale situato tra una lente Fresnel e un modulo sotto testaggio. Questo filtro rende uniforme la distribuzione della luce attraverso lintera area di apertura del simulatore entro +/- 3%. Una vista esterna del tester mostrata in figura 14 sulla destra.

4. Inseguendo il sole Unalta accuratezza dellinseguitore solare una caratteristica specifica dei metodi pv ad alta concentrazione. Gli aspetti economici e tecnici, concernenti con la necessit di assicurare lallineamento nel sistema moduli solari sono tra quelli cruciali, che determinano il successo in questo campo. I laboratori pv dello Ioffe hanno una certa esperienza nel progettare gli inseguitori per capacit installate intorno a 1 KWp. Lultima versione di questo inseguitore descritto nel paragrafo che segue. 4.1 Struttura meccanica Linseguitore formato da due principali parti in movimento (vedi figura 15): una piattaforma di base che si muove attorno allasse verticale, e una piattaforma sospesa che si muove attorno allasse orizzontale. La piattaforma di base equipaggiata con tre ruote, ciascuna delle quali connessa con un motore che segue lazimut. La posizione della struttura sospesa pu variare nel range di +/- 45 simmetricamente intorno a un piano orizzontale assicurando lallineamento del modulo in altezza. I principi pi importanti della struttura dellinseguitore sono i seguenti: Ciascun elemento non pi lungo di 2 m; Soltanto lacciaio in un insieme di profili saldati e parti pressate (per lo pi protette con un ricoprimento di zinco) viene utilizzato come materiale strutturale (at a minimum product range?);

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Assenza di procedimenti di saldatura per le parti di fabbricazione dellinseguitore; Possibilit di trasporto in una forma compatta disassemblata (vedi figura 15 sulla destra); Possibilit di assemblare linseguitore da parte di una sola persona;

Due motori di orientamento sono situati in una scatola protettiva assieme a un circuito elettronico e ad un accumulatore. Le parti del meccanismo di guida orizzontale nello step finale di orientamento verso il basso sono una ruota di 200mm in diametro (and ground??). Una corta barra verticale fissata sulla base come asse di rotazione. Per lorientamento verticale, ci sono due ruote a ingranaggio e due guide situati simmetricamente su entrambi i lati della struttura sospesa. La rotazione continua dei motori viene effettuata per far ritornare linseguitore dalla posizione tramonto alla posizione alba e anche per una veloce ricerca del sole durante i periodi nuvolosi. Durante il normale inseguimento i motori vengono accesi periodicamente dopo un periodo di 5-8 secondi. Larrangiamento dei moduli a concentrazione ha la forma di una scala, in modo da ridurre cos il carico del vento sullinseguitore.

FIGURA 15 Inseguitore solare con moduli pv a concentrazione per 1 KWp di capacit installata. Sulla destra le parti dellinseguitore sono pronte per il trasporto. 22

4.2 Sensori solari e scheda elettronica Linseguitore equipaggiato con un sensore principale accurato e un altro addizionale, entrambi montati su una struttura sospesa e operanti come una parte di un sistema automatico a ciclo chiuso. Il principale sensore (vedi figura 16) pu allineare linseguitore col sole entro 0.05 di arco di accuratezza con angoli di accettanza di +/- 70 sia nella direzione orizzontale che in quella verticale. Un sensore addizionale rende pi ampio langolo di rotazione est-ovest (sino a 270). Un sistema pv ad alta concentrazione pu convertire soltanto la luce diretta del sole. Per questa ragione in entrambi i sensori vengono utilizzate le celle multi giunzione III-V come gli elementi sensibili alla luce. In questo caso i sensori preferiscono la luce diretta del sole essendo essi meno sensibili alla luce diffusa. C da notare che questo tipo di celle generano un pi alto voltaggio sufficiente per la polarizzazione ulteriore di LED in coppie opto elettroniche di LED fototransistori. Ci permette di creare un semplice circuito elettronico a controllo finale con basso consumo di potenza nel regime di sleeping. Per aumentare laccuratezza dellinseguimento, il sensore principale include due sotto canali, ciascuno dei quali per i movimento orizzontale e verticale. Ciascun sotto canale include due celle connesse in un circuito differenziale. I sensori solari addizionali sono formati da quattro celle. Queste celle sono localizzate sulle pareti e sulla parete posteriore di uno speciale elemento. Lattivit congiunta di entrambi i sensori pu essere considerata riguardante un frammento del circuito elettronico del sistema di inseguimento mostrato in figura 16. Per semplicit il sensore principale si suppone che consista soltanto di un canale di azimut. Degli interruttori commutano le celle di sensori solari addizionali per assicurare la giusta direzione di rotazione in azimut rispetto alle varie posizioni del sole.

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FIGURA 16 Un frammento del circuito elettronico del sistema di inseguimento. Il principale sensore nel circuito supposto che consista solo in un canale di azimut. Le celle corrispondenti ai sotto canali di pi bassa accuratezza sono disposte al di fuori di un tubo ombreggiante del sensore principale (cerchio punteggiato), mentre quei canali di pi alta accuratezza sono collocati allinterno del tubo. Il tubo di ombreggiamento limita gli angoli di accettanza delle celle situate allinterno a +/- 1-2. Lo sbilanciamento dellilluminazione genera laccensione in uno dei transistori ottici polarizzati OT1 o OT2 e commutando un motore azimut in una direzione particolare. Vicino alla posizione di allineamento, la luce del sole penetra le celle collocate dentro il tubo di ombreggiamento. Una parte della foto corrente proveniente da queste celle utilizzata per attivare il transistore T1, che a sua volta causa la disconnessione di un rel ottico a stato solido OC1. Da questo momento i segnali delle rotazioni del motore arrivano soltanto dai sotto canali caratterizzati da una pi alta sensibilit e da un angolo di accettanza ridotto. Il sensore solare combinato (quello principale e quelli addizionali) assicura il movimento e il veloce allineamento del sistema di inseguimento con il sole sia nella direzione oraria che in quella antioraria soltanto entro un settore consentito (diretto a sud, se loperazione avviene nellemisfero nord) indipendentemente dalla posizione di partenza. Il requisito citato sopra concernente il settore consentito sufficiente per il cablaggio dellinstallazione con il carico esterno. Per lavorare nelle zone equatoriali, dove il percorso solare sovra passa la posizione dello zenit, un microprocessore inserito dentro con timer e funzione calendario deve essere usato in un sistema di inseguimento al posto del sensore 24

solare addizionale descritto sopra. In questo caso il settore consentito per linseguitore diretto a est essendo leggermente pi ampio di 360 di arco.

5. Misurazioni allaperto dei moduli test all-glass Le capacit operative dei moduli del tipo all-glass sono state testate rispetto alla efficienza totale di conversione fabbricando ed effettuando misure allaperto di moduli test di dimensioni ridotte equipaggiati con celle a tripla giunzione GaInP/GaAs/Ge. Le celle sono state prodotte dalla Spectrolab. In un modulo, descritto sotto, esse sono caratterizzate da efficienze di conversione intorno al 31,5% (AM1.5d) e da misure flash allinterno con uniforme distribuzione della luce incidente. Le celle di 2 mm in diametro venivano usate in un modulo con 8 lenti (2x4 lenti) che erano connesse in parallelo. Un modulo ermeticamente sigillato era installato sul sistema di inseguimento solare (vedi figura 17). Dopo la prima caratterizzazione allesterno con un equipaggiamento di misura I-V manuale e attraverso un tester automatico per esterno, il modulo era caratterizzato allinterno attraverso un simulatore solare flash a larga area per comparare i risultati corrispondenti di misure al chiuso e allaperto. In figura 18 vengono mostrate le caratteristiche I-V in condizioni di illuminazione del modulo concentratore. La curva nera stata misurata a mezzogiorno del 18 ottobre 2005 e quella rossa stata ottenuta con lutilizzo del simulatore solare menzionato sopra. Il confronto delle curve dimostra la reale influenza del calore sulle celle in un modulo in condizioni continue di esterno. Questa differenza nel voltaggio, dovuta alla temperatura, abbastanza bassa. Ciononostante possibile introdurre un fattore di correzione per la temperatura di 1.02 per il valore efficienza. Per la misura di cui stiamo parlando, il valore di efficienza totale del modulo stato stimato, a temperatura ambiente delle celle, di essere sino al 25,3%.

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FIGURA 17 Modulo a 8 lenti con celle Spectrolab su un sistema di inseguimento solare. Deve essere notato che ci sono ovvie possibilit di aumentare lefficienza dei moduli del tipo descritto. Uno dei miglioramenti proposti quello di applicare un rivestimento antiriflesso (ARC) su un entrambi i lati dello strato posteriore di vetro (vedi figura 9). Questi lati sono protetti dallambiente cos che lARC lavorer efficientemente (effectively?). Unaltra possibilit sta nellaumentare la qualit del profilo della lente di Fresnel. Un terzo miglioramento consiste nellutilizzare celle pi efficienti (sino al 37-38%, vedi capitoli di questo libro). Come risultato ci si aspettano delle efficienze intorno al 30% nei moduli sviluppati.

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FIGURA 18 Curve I-V illuminate del modulo sperimentale a 8 lenti.

6. Conclusioni Gli strumenti elettronici basati su materiali semiconduttori hanno influenzato cos tante aree dellattivit umana, come la conversione della potenza elettrica (rettificatori, inverter, ecc) e la trasmissione e lelaborazione delle informazioni (comunicazioni radio, computer, ecc). Attualmente si osserva un processo di introduzione dei materiali semiconduttori in due nuovi e molto vasti campi di applicazione: la produzione di energia elettrica su larga scala da celle solari e la tecnica di illuminazione (LEDS). Questo processo stato favorito dal drastico incremento recentemente raggiunto in efficienza dei corrispondenti materiali per i quali ci si aspetta degli ulteriori miglioramenti nel prossimo futuro. Per niente accidentale il fatto che sia le celle solari ad alta efficienza che i LED ad alta brillantezza abbiamo come base i semiconduttori III-V. A causa della struttura di banda di energia diretta, questi materiali sono caratterizzati da unaltra assorbenza per i fotoni di energia in prossimit della banda proibita e da alte probabilit (che si avvicinano al 100%) di ricombinazione dei portatori minoritari di carica. 27

Entrambe queste propriet e anche la fattibilit di variare ampiamente la banda proibita, un tipo di banda, il grado di drogaggio del materiale tutto ci per le eterostrutture monolitiche permette di creare celle solari multi giunzione che convertono ottimamente la luce del sole allinterno di selezionate bande spettrali. La natura fisica e la perfezione cristallina dei materiali III-V rendono ragionevole la considerazione del principio di reversibilit dei processi di conversione fotovoltaica applicati alle celle solari. In particolare ipoteticamente possibile ripristinare la radiazione con spettro simile a quello della luce solare facendo passare una corrente ulteriore attraverso una cella solare multi giunzione basata su una eterostruttura di materiali semiconduttori. La presenza delle caratteristiche di reversibilit riflette il fatto della pi alta possibile efficienza termodinamica in un dato processo di conversione di energia. Una alleanza fisica delle celle solari III-V e LEDS nel laboratorio pv dello Ioffe Institute ha permesso di sviluppare una variet di metodi di luminescenza per investigare, controllare e possibilmente aumentare i parametri nelle celle individuali e nei moduli solari. Infatti la prima pubblicazione dove veniva fatto il controllo di qualit di elettro luminescenza di una giunzione pn e della resistenza dello strato nelle celle solari AlGaAs stata dedicata allo studio delle eterostrutture della cella con conversione intermedia della radiazione solare in luminescenza con lulteriore uso di essa per la generazione di fotocorrente. In un precedente lavoro, che riguardava le celle solari monolitiche con doppia giunzione AlGaAs/GaAs, lelettro luminescenza che veniva generata in una giunzione pn fotoeccitata (wide-gap), veniva identificata come un motivo per laumentata fotocorrente in una sotto cella inferiore. Un po pi tardi veniva mostrato che possibile stimare o persino valutare i principali parametri pv di una cella a diretto band-gap con giunzione pn (efficienza interna (collection??) dei portatori di carica, voltaggio di circuito aperto, resistenza dello strato e altri) attraverso metodi senza contatto analizzando soltanto segnali foto ed elettro luminescenti da una cella wafer sotto foto eccitazione. Nella met degli anni 80 alcuni di questi metodi sono stati applicati alla produzione industriale degli array solari spaziali con celle solari AlGaAs/GaAs, in particolare, per larray della stazione spaziale sovietica MIR. Tornando ai moduli concentratori con celle III-V e lenti ad area di piccola apertura (vedi figura 19) deve essere notato che in questo caso esiste non solo una genetica parentela ma anche una diretta somiglianza nella apparenza di costruzione delle celle solari a concentrazione e LED. Questa somiglianza determinata dal valore prossimo

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nelle dimensioni geometriche e anche dai carichi di calore e di voltaggio e corrente in entrambi i casi. La somiglianza nei processi di crescita epitassiale (MOCVD) dei materiali cos come i metodi simili di trattamento post crescita e assemblaggio permettono su una base complementare di guardare avanti nello sviluppo di un effettivo equipaggiamento per la produzione di array di semiconduttori per scopi di illuminazione e moduli solari per la generazione di energia elettrica. Considerando limmensa scala di questi due mercati ci si deve aspettare un effetto economico significativo dalla loro interazione.

FIGURA 19 Evoluzione dei moduli concentratori di celle solari III-V. I moduli solari pv con concentratori ad area a piccola apertura considerati in questo capitolo sono compatti, semplici nella struttura e sono caratterizzati da una pi bassa degradazione del materiale in confronto ai precedenti moduli progettati. Questi assicurano una situazione ideale per la conversione dellenergia solare, quando si provvede a unalta concentrazione ottica della luce del sole, per il carattere distribuito della dissipazione del calore persiste essendo inerente ai moduli fotovoltaici tradizionali senza concentratori. Ciononostante possibile che lapproccio all-glass nel progetto del modulo descritto in questo capitolo verr modificato in accordo con i requisiti dellequipaggiamento industriale il quale verr utilizzato per la produzione su larga scala di questi moduli.

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FIGURA 20 I moduli sperimentali con celle a tripla giunzione GaInP/GaAs/Ge e LEDS AlGaInP, entrambi equipaggiati con lenti di Fresnel con area a piccola apertura e sotto condizioni ulteriori di (bias??). Somiglianza delle principali caratteristiche favorevole per la promozione degli array dei LED e dei moduli a concentrazione. I semiconduttori, la storia dello sviluppo tecnico dei quali di soltanto 60 anni, hanno fermamente conquistato tutti i campi delle tecniche di conversione dellenergia elettrica e dellelettronica e sono vicini a una penetrazione molto estesa nel campo delle tecniche di illuminazione (lighting??). I successi scientifici e tecnologici delle ultime decadi ci permetteno di sperare che una simile rivoluzione dei semiconduttori possa anche avvenire nel campo della produzione dellenergia elettrica.

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